2014
Fabio Manca
[PIANO DI MARKETING
FINALIZZATO ALLA
VALORIZZAZIONE DELLE
ATTIVITA’ COMMERCIALI NEI
CENTRI STORICI DI ALCUNI
COMUNI DELLA PROVINCIA DI
BARI
]
PARTE I
1
INDICE
1. Le azioni di marketing attuabili dagli operatori
commerciali associati
1.1 La comunicazione
1.2 I punti di vendita e la strada come mezzi di
comunicazione.
1.3 I media esterni.
1.4 La promozione delle vendite.
1.5 La pubblicità.
1.6 Le relazioni pubbliche.
1.7 L’animazione e vitalità urbana
1.8 Le modalità di attuazione di un piano di marketing
1.9 Forme di attuazione e coordinamento
1.10 Un approfondimento sulle forme di comunicazione
congiunta: il piano di comunicazione annuale
1.11 Le fasi del progetto operativo
1.12 Le fasi del processo di gestione strategica
1.13 L’audit strategico per lo sviluppo del centro urbano
1.14 Implementazione piano strategico per il centro urbano
1.15 Il monitoraggio attraverso i Key Performance
Indicators
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1.16 Piano operativo degli interventi di marketing per la
tenuta del sistema commerciale dei comuni di Gioia del
Colle, Valenzano, Corato, Turi e Gravina.
1.17 Piano degli interventi
Indagini statistiche ed azioni di marketing per i seguenti
comuni della provincia di Bari: comune di Turi, comune di
Gravina, comune di Gioia del Colle, comune di
Valenzano,comune di Corato.
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1. Le azioni di marketing attuabili dagli operatori
commerciali associati
Come è già stato detto, la valorizzazione di un’area urbana dipende da molteplici
fattori e dall’intervento di più soggetti, sia pubblici che privati. In particolare gli
operatori commerciali possono migliorare l’attrattività della propria area commerciale
avvalendosi di alcune leve riferite alle caratteristiche della merce venduta nei negozi,
ai servizi accessori erogati alla clientela, all’organizzazione di vendita, alla promozione
e alla comunicazione.
Una delle prime scelte che i commercianti devono operare singolarmente, ma con
un’ottica integrata, riguarda la definizione dell’assortimento la cui ampiezza e
profondità, sommate a quelle degli altri negozi, costituiscono l’assortimento
complessivo della zona. Ogni commerciante deve valutare le risorse che ha a
disposizione, l’estensione dello spazio espositivo del negozio e i prodotti venduti dagli
altri negozianti. Questo perché sarebbe dannoso se due attività vicine vendessero
stessi prodotti della stessa marca, magari ad un prezzo più basso, generando una
guerra dei prezzi nociva per la stessa immagine della strada. Sarebbe, invece,
opportuno che i due commercianti valutassero i punti di forza delle linee
merceologiche e decidessero su quali strategie fondare la propria attività.
Il secondo livello di decisione riguarda il tipo di marca da vendere in relazione
all’immagine complessiva dell’area circostante e alla coerenza con il posizionamento di
mercato. Anche in questo caso la scelta scaturisce non solo dalle considerazioni sulla
propria realtà aziendale, ma anche da quelle sui negozi limitrofi. In questo modo si
può completare o arricchire l’offerta commerciale dell’intera area.
Il successo commerciale di una via non è determinato solo da fattori legati alle merci
in vendita, ma anche da tutte quelle caratteristiche della strada che concorrono ad
estendere il concetto di “prodotto”, quali: vetrine, insegne, arredo urbano e servizi
accessori. Questi ultimi rivestono una grande importanza e possono essere istituiti
dagli stessi commercianti, dalle Pubbliche Amministrazioni o possono essere gestiti in
forma mista.
Uno dei servizi accessori è la disponibilità di parcheggi. La loro importanza emerge se
si analizzano i casi di centri commerciali il cui successo è determinato per buona parte
dalla loro presenza. Ciò è vero al punto che nei casi in cui il piano del traffico del
centro storico non consente una buona accessibilità, i commercianti devono escogitare
soluzioni alternative al problema. Ad esempio, possono istituire un servizio di taxi
gratuito per i clienti che acquistano nella zona sprovvista di parcheggio, oppure
compiere un servizio di consegna a domicilio o, ancora, un servizio di vendita su
catalogo dei prodotti. Si capisce come l’inventiva e la capacità di immaginare nuovi
servizi diventino punti di forza contro la forte concorrenza che contraddistingue la
nostra epoca.
Nel concetto di servizi accessori rientrano anche le attività di artigianato, i pubblici
esercizi e le attività turistiche, culturali e ludiche che, rispondendo a bisogni diversi da
quelli di acquisto, arricchiscono l’offerta della strada rendendola più appetibile.
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1.1 La comunicazione
Una fase fondamentale del piano di marketing è la comunicazione, che mette in
relazione gli esercenti con i clienti. Alcuni studiosi, infatti, ritengono che il marketing
sia soprattutto un’attività comunicativa che si dipana rispondendo alle seguenti
domande: chi comunica? Che cosa? A chi? Con quali mezzi? Con quali effetti?
Chi comunica?
Il soggetto della comunicazione può essere la singola impresa oppure un soggetto
collettivo costituito dall’associazione delle imprese dettaglianti di una stessa strada. In
questo secondo caso l’obiettivo delle aziende non è di distinguersi dalle altre, ma di
perseguire l’interesse comune creando un’immagine generale che incrementi
l’attrattività di tutti i punti di vendita dell’associazione.
Una regola della comunicazione che non va mai dimenticata e che vale anche per le
imprese commerciali è che non si può non comunicare. La comunicazione può essere
consapevole quando si ricorre a gesti e parole, oppure inconsapevole quando ci si
esprime attraverso il viso, la posizione del corpo, il modo di vestire e di consumare.
Anche le imprese commerciali comunicano sempre col pubblico mediante l’immagine
che costruiscono con: la loro presenza sul mercato, i servizi offerti, le caratteristiche
del negozio e lo stile di relazione col personale.
Una buona comunicazione può essere il risultato di una particolare sensibilità da parte
dei commercianti o di circostanze fortuite, ma sicuramente non può mancare una vera
e propria pianificazione di una strategia comunicativa ragionata. La mancata
consapevolezza di questa necessità non consente di valorizzare al meglio le risorse e
porta a conseguenze negative per l’immagine dei negozi.
Che cosa comunica?
Lo scopo della comunicazione è di condizionare e orientare le scelte degli acquirenti
mediante varie tecniche: informando sulla nascita di un prodotto nuovo, correggendo
opinioni errate, creando simpatia e prestigio intorno all’immagine di una strada. Il
primo obiettivo da perseguire è di suscitare curiosità nel pubblico, in modo da portarlo
a visitare una certa zona; mentre l’obiettivo finale, quello più importante, è di creare
un'abitudine stabile nel tempo alla frequenza di quella zona e all’acquisto dai negozi
della stessa.
A chi comunica?
Come già è stato detto, il pubblico è costituito da più segmenti ai quali bisogna
rivolgersi con una strategia comunicativa specifica, attraverso i canali più efficaci. I
pubblici possono essere individuati secondo due criteri. Il primo è costituito dalle
caratteristiche del pubblico che, in passato erano ricavate sulla base di parametri
demografici e socioeconomici, mentre oggi da criteri di natura psicologica; cioè si
individuano gruppi omogenei per mentalità e atteggiamenti. Tali informazioni possono
essere fornite da istituti specializzati a livello nazionale e locale, oppure ottenute
svolgendo ricerche ad hoc sul proprio pubblico di riferimento.
Il secondo criterio utile ad individuare i pubblici è il rapporto della clientela con la
strada, che consente di distinguere tre segmenti:
 i frequentatori/clienti abituali, per i quali la comunicazione ha lo scopo di
rendere più piacevole l’acquisto, fornire informazioni e divulgare particolari
iniziative, avvalendosi dei media interni presenti nella strada o nei singoli
negozi;
5


i frequentatori/clienti occasionali, per i quali la comunicazione cerca di
rafforzare l’immagine della strada, ed incrementare la frequenza e l’attenzione
verso le offerte commerciali, avvalendosi dei media interni ed esterni
(pubblicità, relazioni pubbliche, sponsorizzazioni ecc.);
i frequentatori potenziali o teorici, ovvero coloro i quali non gravitano nella
zona o non sono attratti dalle sue offerte. In questo caso la comunicazione deve
sfruttare i media esterni per stimolare la loro curiosità e il loro interesse verso
la zona.
Con quali mezzi?
Come sostiene McLuhan “il mezzo è il messaggio”, ciò vuol dire che lo strumento
fondamentale col quale le imprese comunicano è il prodotto stesso. Ciò costituisce una
risorsa e un vincolo dal punto di vista della comunicazione; in quanto anche nel caso
in cui si pratica una strategia di comunicazione adeguata, se l’immagine dell’azienda è
alienata rispetto a quella del prodotto offerto, la comunicazione è comunque destinata
a fallire.
I mezzi di comunicazione generalmente usati dalle aziende sono i seguenti:
La comunicazione personale.
La comunicazione personale faccia a faccia è il momento più importante della
relazione col cliente. Essa è anche la forma d'interrelazione più efficace, perché
permette di raggiungere l’acquirente in maniera diretta con un messaggio
personalizzato. Inoltre, consente al personale del negozio di capire immediatamente
qual é la reazione del cliente ed eventualmente di rispondere con un’azione adeguata.
Per di più, lo stile comunicativo del personale funge da chiave d'interpretazione
dell’immagine aziendale, in quanto può trasmettere professionalità, cordialità,
disponibilità o, al contrario, fastidio, freddezza e improvvisazione. Tale stile può essere
appreso sia per osmosi, osservando il comportamento di chi lavora nel negozio da
molto tempo, oppure attraverso corsi di formazione che spieghino la corretta gestione
del rapporto tra personale e cliente.
Al fine di riqualificare l’offerta commerciale del centro storico, potrebbero occuparsi
dell’istituzione di questo tipo di approccio scientifico proprio le associazioni di
dettaglianti.
1.2 I punti di vendita e la strada come mezzi di
comunicazione.
Lo stesso punto di vendita è un potente mezzo che comunica col consumatore
attraverso: la pubblicità presente al suo interno, l’organizzazione espositiva dello
spazio di vendita, l’ambientazione del negozio, l’insegna, l’ingresso, le vetrine e le
facciate; in una parola la comunicazione visiva.
La comunicazione e la pubblicità presenti nel punto di vendita trasferiscono al cliente,
che è già a diretto contatto col prodotto, messaggi utili ad informarlo, attirare la sua
attenzione, rimarcare convinzioni e conoscenze già acquisite, e ripresentare messaggi
inviati tramite mezzi di comunicazione esterna.
Un’altra forma di comunicazione interna alla superficie di vendita è costituita
dall’organizzazione dello spazio espositivo. Essa ha dato vita al visual merchandising,
ovvero a quell’insieme di tecniche di comunicazione visiva che, se applicate alla merce
esposta, le permettono di diventare strumento di informazione, suggestione,
persuasione e promozione. Una corretta esposizione consente di mettere in luce
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particolari prodotti e di condurre il cliente lungo un determinato percorso. Accanto ad
una buona gestione dello spazio si pone l’ambientazione, che attraverso colori, luci,
struttura degli arredi e degli scaffali, uso di simboli ed effetti speciali, comunica una
precisa immagine dell’azienda (tradizionale, di prestigio, giovanile, non convenzionale
ecc.). Quest’ultima è ben rappresentata anche da vetrine, insegne, facciate ed
ingressi, ossia il volto col quale il negozio si presenta ai passanti.
Affinché il messaggio che l’impresa dettagliante vuole trasmettere sia efficace, è
necessaria una coerenza tra tutti questi elementi, ma anche tra quelli del singolo
negozio e quelli della restante offerta commerciale presente sulla strada. Lo stile,
infatti, oltre a consentire una chiara identificazione del negozio, deve coordinarsi con
gli altri elementi della strada con i quali interagisce.
Quest'osservazione sottolinea come anche l’ambiente urbano complessivo sia un
mezzo di comunicazione indispensabile per il raggiungimento del successo di una
singola impresa. Alcuni degli aspetti urbanistici e architettonici chiamati in causa sono:
gli elementi dell’arredo urbano, la pavimentazione, i rilievi architettonici, le facciate
dei palazzi e l’illuminazione pubblica.
L’immagine della zona viene qualificata anche da altre attività e servizi, quali ad
esempio: le attività artigianali, quelle professionali, i luoghi preposti al divertimento, le
biblioteche, e gli sportelli di enti pubblici e privati.
1.3 I media esterni.
La promozione delle vendite, la pubblicità, le relazioni pubbliche e l’animazione sono
ulteriori mezzi di comunicazione esterna utilizzabili da un negozio. Si tratta di
strumenti con caratteristiche e potenzialità diverse, ma complementari. Infatti, per la
buona riuscita di una strategia di promozione bisogna combinarli tenendo conto degli
obiettivi dei commercianti associati e della situazione del mercato in cui operano.
1.4 La promozione delle vendite.
Concorsi, buoni sconto, premi e offerte speciali fanno parte di quell’insieme di
iniziative volte a incoraggiare gli acquisti facendo leva su di un benefit aggiuntivo.
Si tratta di strumenti flessibili, solitamente usati dalle singole imprese dettaglianti, ma
facilmente sfruttabili anche da parte di associazioni e consorzi di strada.
La promozione dei prodotti, di solito, genera una reazione intensa, ma a breve
termine e può essere utilizzata per scopi diversi tra cui: attirare l’attenzione di nuovi
clienti o suscitare l’interesse per una strada la cui immagine è in declino. Tale
strumento, tuttavia, può anche permettere di raggiungere obiettivi di medio e lungo
termine, come conquistare la fedeltà degli acquirenti o incrementare gli acquisti
giornalieri.
La strategia della fidelizzazione assume un significato importante in situazioni di forte
concorrenza causate, ad esempio, dall’apertura di un polo commerciale concorrente o
da periodi di particolare parsimonia e calcolo negli acquisti da parte dei consumatori.
Esistono diverse strategie di fidelizzazione: tessera di fedeltà, gioco/concorso a premi
e offerta di servizi aggiuntivi. Nel primo caso si tratta di creare una tessera che
consenta al cliente un certo risparmio sui prezzi dei prodotti acquistati nei negozi
aderenti. Tale strategia, però, può diventare controproducente per quei negozi che
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puntano su un'immagine di prestigio, ben distinta da quella delle altre attività
aderenti. Con la strategia del gioco/concorso, invece, coloro i quali raggiungono un
determinato obiettivo di spesa, vengono premiati con un credito, un regalo o
l’estrazione di un premio. Tutto sta nella capacità di inventare formule originali che
siano ben pubblicizzate. La terza strategia consiste nel legare il concetto di
promozione delle vendite a quello di offerta di un servizio aggiuntivo, come ad
esempio: il parcheggio gratuito riservato ai clienti, la consegna a domicilio degli
acquisti, la creazione di spazi ricreativi per i bambini e di riposo per gli adulti.
1.5 La pubblicità.
La pubblicità è una forma di comunicazione impersonale a pagamento, con la quale
l’inserzionista riesce a rivolgersi ad un pubblico vasto ed eterogeneo, al fine di indurre
i destinatari ad arrecargli un vantaggio.
Tale comunicazione è volta a promuovere le vendite in maniera diretta, però, nel caso
in cui l’inserzionista non sia il singolo negozio, ma un’associazione di imprese
dettaglianti, assumono importanza altre finalità di carattere indiretto. Il riferimento è,
in particolare, alla “pubblicità di immagine”, creata per promuovere l’immagine della
strada o correggere opinioni erronee. Infatti, anche quando la pubblicità è usata per
annunciare specifiche iniziative commerciali o di animazione, ricade nella sfera della
cosiddetta pubblicità istituzionale, visto che il suo scopo diventa proprio la promozione
dell’immagine della strada.
In base al posizionamento dell’offerta è possibile individuare il tipo di destinatario col
quale ci si deve relazionare. Esso può coincidere con un pubblico molto differenziato
oppure con particolari segmenti di clientela. Ad ogni modo è fondamentale avere una
buona conoscenza del pubblico di riferimento per poter scegliere la forma e il modo di
costruzione del messaggio che meglio si addicono alla situazione, nonché i mezzi di
comunicazione più appropriati.
La scelta di questi ultimi dipende dall’ammontare dell’investimento e da due livelli di
decisione. La prima riguarda la scelta tra mezzi di comunicazione diversi, utili a
raggiungere un determinato segmento di pubblico e uno scopo preciso (es. giornali
quotidiani, radio, televisione, manifesti pubblicitari); in tal caso bisogna valutare con
cura le caratteristiche dei diversi mezzi per poter attuare la scelta migliore. Il secondo
livello di decisione riguarda, invece, la selezione del medium specifico (es. quotidiani
nazionali oppure locali). Questa scelta si deve basare sulla diffusione, sul tipo di
persone normalmente raggiunte dal mezzo e sul costo medio per contatto valido. È
bene ricordare che la crescente differenziazione del pubblico e l’orientamento sempre
più multimediale delle pratiche di consumo culturale impongono di non fondare la
campagna pubblicitaria su un unico mezzo di comunicazione, ma di rinforzarla con un
mix di media diversi e complementari.
1.6 Le relazioni pubbliche.
La funzione delle relazioni pubbliche è di contribuire al raggiungimento degli obiettivi
di un’organizzazione con un’attività continuativa, consapevole e programmata di
gestione e coordinamento delle relazioni che si attivano tra la stessa organizzazione e
i suoi segmenti di pubblico.
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In questo caso la comunicazione non deve solo conseguire obiettivi di mercato, ma
anche promuovere campagne di immagine e fare pressione su altre organizzazioni o
amministrazioni pubbliche e private. Per questo i destinatari non sono solo i
consumatori, ma anche le associazioni, le istituzioni, e il mondo sociale e politico. Da
queste considerazioni consegue l’ampiezza dei campi di applicazione e degli strumenti
legati alle relazioni pubbliche:
 diffusione delle informazioni e prese di posizione attraverso la stampa, la radio
e la televisione (propaganda);
 discorsi pubblici in occasione di convegni e riunioni;
 distribuzione di opuscoli, bollettini informativi e materiale audiovisivo relativo ai
servizi e alle iniziative promosse dall’associazione;
 promozione di eventi speciali di carattere sociale, culturale, sportivo e benefico.
1.7 L’animazione e vitalità urbana
Come già è stato detto, esistono due tipi di animazione: quella naturale, che attiene
alle caratteristiche proprie di una via e al suo clima sociale, e quella artificiale, che
riguarda tutte quelle iniziative che si svolgono nella strada con lo scopo di migliorarne
l’immagine e renderla più attraente per il pubblico. Quest’ultima è una delle forme di
comunicazione più utilizzate per creare coinvolgimento, attirare nuovi clienti e
trasformare quelli occasionali in clienti fissi.
In realtà, questo è anche il compito delle promozioni, nelle quali il consumatore coglie
un vantaggio in termini utilitaristici. Nel caso, invece, dell’animazione artificiale si
punta sull’idea di rendere più piacevole e gratificante lo shopping.
Per conseguire i propri obiettivi, però, l’animazione deve nascondere la sua
artificialità, legandosi il più possibile alla storia locale e ai bisogni dei cittadini. In altre
parole l’attività di animazione riesce a perdere la sua artificialità nel momento in cui
coinvolge positivamente le associazioni della città e si integra il più possibile con la
vita sociale urbana.
Le occasioni per intraprendere iniziative di animazione sono molte: commerciali (fiere,
esposizioni, sfilate di moda), culturali (settimane del libro, concerti , teatro), storiche
(anniversari di avvenimenti storici locali, celebrità locali), sportive (campionati, tornei,
manifestazioni agonistiche), festività e ricorrenze (feste patronali, periodo natalizio,
sagre, festa della mamma).
I commercianti possono intraprendere autonomamente iniziative di questo tipo,
oppure aggregarsi ad eventi che coinvolgono un numero più ampio di soggetti
promotori. Oltre ad amministrazioni, associazioni, soggetti economici e stampa
possono prenderne parte anche organizzazioni culturali e sportive, musei, biblioteche,
gruppi folcloristici, centri di studi delle tradizioni locali, comitati organizzatori di feste
patronali ed altri ancora di cui si dovrà cercare di volta in volta la collaborazione.
Un aspetto da non dimenticare è che tali iniziative possono creare disagi ai cittadini
residenti a causa dell’affollamento, della difficoltà di accesso e dei rumori; allo stesso
tempo, però, possono diventare occasioni di socialità e concorrere alla decorazione
dell’ambiente urbano.
Un’opportuna strategia di comunicazione è oggi più che mai necessaria per il
benessere di un’attività commerciale, in quanto nuove condizioni di concorrenza e di
comportamento d’acquisto caratterizzano la nostra società.
Innanzitutto vi è l’elevata mobilità del consumatore che, associata all’aumento delle
informazioni disponibili e alla maggiore possibilità di scelta tra negozi che offrono gli
stessi prodotti a prezzi diversi, determina un indebolimento della store loyalty, ovvero
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del legame tra il consumatore e il negozio. In secondo luogo c’è la voglia di
sperimentare. Infatti, dalle ricerche di mercato risulta che il 65% del totale degli
acquisti viene fatti d’impulso, ovvero la scelta del prodotto o della marca viene
effettuata nel negozio e se la marca desiderata non è presente vi è la tendenza a non
rimandare l’acquisto, ma ad orientarsi su un prodotto simile.
Queste considerazioni dimostrano l’importanza della valorizzazione del punto di
vendita come mezzo di comunicazione e delle strategie volte a informare, richiamare e
intrattenere il cliente nella zona commerciale.
I nuovi modelli di consumo hanno anche la caratteristica di trasformare il fare la spesa
in un momento di svago e divertimento. È per questo che diventano importanti tutte
le attività di animazione e di impiego del tempo libero associate all’acquisto.
Un ultimo aspetto che occorre considerare è la concorrenza fatta dai grandi magazzini,
dai supermercati e dai centri commerciali. Questi ultimi, potendo disporre di ingenti
somme di denaro e facendo ricorso alle scienze sociali applicate al marketing (dalla
psicologia dei consumi alla semiotica), hanno la possibilità di strutturare piani di
comunicazione molto efficaci. Dal momento che i piccoli commercianti non hanno a
disposizione lo stesso tipo di risorse, per poter combattere questa concorrenza devono
valorizzare lo strumento associativo e avvalersi di seri professionisti con i quali
realizzare una strategia integrata di comunicazione. È necessario, quindi, che sviluppi
una nuova filosofia di rapporto col pubblico. A tal proposito gli studiosi di marketing
hanno registrato un cambiamento di tendenza che a visto il superamento del
marketing di massa, indirizzato verso un pubblico generico con messaggi
d'immagine aziendale indifferenziati, e l’affermarsi del marketing individualizzato
basato sull’identificazione di precisi segmenti di pubblico individuati con apposite
indagini. Il marketing individualizzato è “una forma di marketing che riconosce,
prende atto, capisce e serve gli interessi e i bisogni di gruppi selezionati di
consumatori le cui identità individuali e i profili di marketing sono noti all’azienda”.
Tutto questo è possibile grazie all’ausilio delle moderne tecnologie informatiche che,
memorizzando in un database i dati socio demografici e psicografici dei clienti,
permettono di identificarli, conoscerli e contattarli. Così facendo si sono sviluppate
nuove possibilità di rapporto con i clienti.
A partire dagli anni ’80 molti supermercati hanno cominciato ad identificare i propri
clienti per premiarne la fedeltà e già negli anni ’90 circa un quarto dei supermercati
statunitensi aveva adottato il sistema della carta-cliente. Registrando la frequenza e le
marche degli acquisti di ciascun cliente era possibile, infatti, comprendere le sue
abitudini e i suoi gusti e conquistare, così, con messaggi e proposte personalizzate la
sua fedeltà.
L’obiettivo di quest'approfondimento è sottolineare come anche le piccole imprese
dettaglianti possono avvalersi del marketing individualizzato, con la sola differenza
nella quantità dei clienti, che è inferiore. Naturalmente questa pratica è più semplice
ed immediata per quei tipi di negozi che raccolgono dati sulla clientela tramite un
computer. Per gli altri, invece, bisogna inventare nuove soluzioni volte ad ottenere
informazioni da chi compra o entra solo per guardare. Un buon supporto possono
darlo le associazioni di zona costruendo, ad esempio in occasione di animazioni di
strada, un archivio della clientela potenziale o acquisita di tutti i negozi della zona, a
cui i singoli negozianti potrebbero accedere per confrontarlo con quello del proprio
negozio ed individuare nuovi potenziali clienti.
Un altro passo necessario allo sviluppo di un nuovo rapporto con i clienti, consiste nel
passare da una comunicazione unidirezionale ad una interattiva, in grado di fornire al
negoziante un feedback sulla base del quale rispondere alle esigenze dei clienti. In tal
senso, più che aumentare la capacità di persuadere, è necessario saper ascoltare e,
quindi, soddisfare il cliente. La soddisfazione dei clienti diventa uno strumento
potentissimo di comunicazione, in quanto si traduce in influenza personale, capace di
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orientare le scelte delle persone in qualsiasi campo. L’influenza tende a trasmettersi,
attraverso il passaparola, agli amici, ai propri familiari ed ai colleghi di lavoro,
generando una catena di pubblicità gratuita. Anche in quest'ambito possono
intervenire le associazioni, creando apposite forme di fidelizzazione e coinvolgimento,
come: la creazione di club dei consumatori; la distribuzione di riviste e newsletters
contenenti informazioni sull’offerta dei singoli negozi, iniziative promozionali e
curiosità; la creazione di numeri verdi, sportelli o uffici consumatori utili a questi ultimi
per ottenere informazioni o per esprimere reclami.
Per favorire la creazione di una organica serie di eventi di piccole e grandi dimensioni
e massimizzarne l’efficacia rispetto alle attività inserite nel centrourbano, potrebbe
essere utile promuovere un organismo finalizzato ad agevolare l’organizzazione
delle manifestazioni e integrare le attività di comunicazione e
programmazione.
Per potere realizzare un’efficace strategia di comunicazione di un centro storico
come i comuni analizzati, e integrarsi nella comunicazione e programmazione di altri
soggetti è necessaria una pianificazione della comunicazione che abbracci l’intero
periodo di un anno, ancor più se si ritiene utile l’integrazione tra diverse iniziative. Ai
fini della valorizzazione commerciale, è inoltre utile integrare grandi iniziative di forte
visibilità con altre di minore impatto ma che danno continuità e riconoscibilità, da
mettere in sinergia attraverso una programmazione organica che valorizzi le funzioni
del centro storico.
La realizzazione di un piano di comunicazione annuale definito con il
coinvolgimento di diversi soggetti (futuri partner) potrebbe essere un primo passo in
questa direzione. Può inoltre facilitare la collaborazione e la gestione sinergica delle
iniziative autonome dei diversi soggetti.
Analogamente alle logiche messe in campo da competitors come i centri commerciali
integrati o le aziende della grande distribuzione, occorre agire sulla base di obiettivi
condivisi, con una precisa strategia e soprattutto attraverso una pianificazione
adeguata.
Il piano di comunicazione annuale, ha anche lo scopo di far convergere
maggiormente le azioni di comunicazione di diversi soggetti e stimolare la ricerca di
sinergie.
L’obiettivo strategico è la valorizzazione di tutte le funzioni che costituiscono il
"sistema centro storico" attraverso iniziative "in collaborazione".Vi è da proporre
un’ipotesi di articolazione da verificare con i diversi attori:
a) Valorizzazione dell’esistente:
 Inserire eventi legati allo shopping nell'ambito di iniziative culturali che si
svolgono in centro storico (Es: mostre, sfilate, concorsi);
 Agganciare la promozione dell’artigianato, dei prodotti tipici alla forte
caratterizzazione artistico-culturale del territorio valorizzando le tradizioni locali
e sviluppando eventi a tema;
 Selezionare alcune iniziative di livello extraprovinciale sulle quali sviluppare
azioni di promozione della caratterizzazione commerciale del sistema di
offerta;
b) Nuove azioni:
L’elenco delle iniziative che compongono il piano di comunicazione annuale deve avere
le seguenti caratteristiche:
 “aperto” al fine di valorizzare e integrare le nuove idee che possono nascere
dai vari soggetti (commercianti, artigiani, ristoratori etc..);
 contenere iniziative precisamente orientate, ognuna delle quali orientata a
segmenti specifici (es.: giovani; interessati all’ambiente; turisti, etc.);
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
contenere iniziative in sinergia a quelle esistenti che relazionano l'evento
(mostra o convegno) al contesto, quindi i frequentatori con l'offerta di attività
del centro.
c) Promozione dell'area commerciale e comunicazione
La promozione del “centro commerciale” del centro storico necessita di uno spazio
adeguato nella comunicazione istituzionale del prodotto “centro storico”.
Le iniziative inserite nel piano annuale necessitano di una adeguata comunicazione
che può essere sostenuta con il contributo di diversi soggetti (enti pubblici, banche,
associazioni, etc.)
1.8 Le modalità di attuazione di un piano di
marketing
L’attuazione di una strategia di valorizzazione della funzione commerciale in un centro
storico, e l’incremento della sua polarità, pongono sempre il tema della valorizzazione
delle caratteristiche di sistema dell’area, dell’integrazione delle politiche di
intervento tra diversi soggetti, e dell’aumento dei livelli di consapevolezza di tale
necessità. Le conseguenti modalità attuative, pur diversamente strutturate in funzione
del contesto, devono rispondere alla necessità di confronto e rappresentazione delle
politiche di intervento, consentire la massimizzazione delle convergenze di risorse e di
soggetti (pubblici e privati), attorno a un quadro sufficientemente ampio di obbiettivi e
interventi. Tale necessità è ancor più accentuata dalla crescente difficoltà a reperire le
risorse necessarie per sostanziare le politiche di intervento.
Il percorso di Marketing Urbano ruota essenzialmente attorno a due momenti: il
primo centrato sulla necessità di favorire il confronto e la condivisione, e il secondo
(necessariamente coerente e successivo), di gestione del piano di intervento, il
percorso deve inoltre mirare a innescare un processo dinamico in grado di
svilupparsi e articolarsi nel tempo. Lo schema seguente sintetizza gli elementi
essenziali del percorso.
Il confronto fra i soggetti “attori” della città rappresenta la modalità operativa per
raggiungere e mantenere il consenso sulle criticità e sulle direttrici di intervento. Tale
consenso rappresenta un requisito fondamentale per l’attuazione di un percorso di
marketing urbano, ed è da ricercare innanzitutto in relazione al riconoscimento degli
elementi di criticità presenti nel centro storico e in relazione alle direttrici
strategiche di valorizzazione.
E’ importante che questo consenso possa raggiungere la forma di un accordo , tra il
soggetto pubblico e i privati, di attuazione di tali direttrici strategiche.
Tale accordo avrà come oggetto il perseguimento delle direttrici strategiche , da
parte dei diversi soggetti partecipanti, ognuno per la propria funzione istituzionale o
statutaria, e la partecipazione a forme operative congiunte di intervento.
Il piano di intervento può comprende interventi infrastrutturali, generalmente
complessi e di pertinenza pubblica, e azioni di fidelizzazione-promozione,
generalmente di pertinenza di associazioni che raggruppano gli operatori economici
del centro storico.
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1.9 Forme di attuazione e coordinamento
Il mantenimento di una convergenza in fase attuativa necessita di strumenti
operativi di coordinamento tra i diversi soggetti coinvolti pubblici e privati.
Tali strumenti attuativi non rappresentano solo una mera necessità operativa, bensì
l’affronto di un punto critico, un vero e proprio prodotto del processo finalizzato a
consentire la capitalizzazione nel tempo delle esperienze. Il consolidamento di una
modalità operativa può rappresentare un vero e proprio motore propositivo,
catalizzatore delle dinamiche di trasformazione e promotore di una cultura di sistema.
Meritano quindi la massima attenzione essendo la mancanza di una consapevolezza di
sistema uno dei principali problemi del centro storico.
Diverse possono essere le opzioni operative
Gli schemi seguenti riportano in sintesi due possibili soluzioni che si differenziano
per modalità e complessità organizzativa. Le due ipotesi individuare due estremi utili a
schematizzare le alternative che si pongono al percorso di attuazione.
La prima individua nel Comitato di coordinamento del centro commerciale
naturale le funzioni di verifica, implementazione e sviluppo del piano di attività. Tale
forma può essere implementata rapidamente ed essere adatta alla gestione di un
programma di attività non troppo impegnativo, sia per numero e livello di iniziative,
per i vincoli e accordi reciproci tra i soggetti coinvolti. Tale modalità potrebbe essere
anche quella più idonea ad avviare il percorso del centro commerciale naturale tra
soggetti ancora in una fase di studio reciproco, è comunque e suscettibile di sviluppo
successivo.
La seconda propone un sistema di relazioni molto più complesso che oltre a
ipotizzare una forte condivisione nella focalizzazione degli obiettivi e nel piano di
intervento, prevede l’attivazione di funzioni operative finalizzate all’attivazione del
piano. I momenti di verifica e confronto tra i vari soggetti sono riservati ad ambiti e
momenti specifici, al “Tavolo” di Concertazione. Si tratta di attivare un percorso di
valorizzazione del centro commerciale naturale del centro storico, che per sua
natura deve essere dinamico e che punta a svilupparsi e ad allargarsi nel tempo.
Come si può notare, la seconda soluzione prevede l’istituzione anche di una funzione
operativa Ufficio operativo, di attuazione del piano di marketing Urbano, con funzioni
di comunicazione sia interna (tra i vari soggetti che concorrono all’attuazione o che
sono per questo incaricati) sia esterna verso la città e il territorio.
Di seguito si esplicitano gli elementi che sono stati individuati nello schema relativo
alla seconda ipotesi, per esplicitarne maggiormente gli strumenti e le funzioni.
“Tavolo” di concertazione e funzione operativa di coordinamento.
In assenza di forme di incentivo alla realizzazione di un soggetto con funzioni di
coordinamento si auspica almeno la costituzione di un “tavolo” come realizzazione
operativa di un accordo o “patto” di reciproco impegno tra le parti interessate alla
valorizzazione del centro storico della città.
Soggetti partecipanti: Comune, CCIAA, rappresentati di associazioni di categoria,
rappresentati di associazioni culturali ed enti, associazioni d’area.
Funzioni: la funzione principale di tale “tavolo” è mantenere il confronto e il consenso
sul percorso che ha portato alla individuazione delle criticità che riguardano il centro
storico, le leve di intervento e l’individuazione di alcuni progetti operativi di possibile
realizzazione.
Il Tavolo di concertazione costituisce un punto dove far convergere idee e spunti,
arrivare ad una sintesi, e valutare:
- gli esiti di iniziative di animazione ed eventi, realizzati durante le festività natalizie
e occasioni particolari, anche in termini di stimolo alle attività economiche del centro
storico;
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- gli esiti di azioni già contenute nel piano di intervento o comunque che mirano a
rimuovere le criticità rilevate o a valorizzare gli elementi di pregio del centro storico
(es: cartellonistica, qualificazione percorsi, azioni formative, piano di comunicazione,
etc.);
- i possibili effetti di interventi sul centro storico che i soggetti partecipanti al
Tavolo hanno in progetto di realizzare nella esplicazione delle loro funzioni (es: durata
lavori pubblici, nuove aree parcheggio);
- proposte di azioni congiunte pubblico-privato ed eventuali fonti di finanziamento per
la comunicazione convergente.
1.10 Un approfondimento sulle forme di
comunicazione congiunta: il piano di
comunicazione annuale
Una pianificazione della comunicazione che abbracci l’intero periodo di un anno è
necessaria per potere realizzare un’efficace strategia di comunicazione di un’area
centrale a vocazione commerciale, ciò vale ancor più se si ritiene utile l’integrazione
tra diverse iniziative, da mettere in sinergia attraverso una programmazione organica
che valorizzi le funzioni dell’area.
Lo sviluppo di un progetto operativo finalizzato alla definizione di un piano di
comunicazione annuale si basa su:
- aspetti metodologici di marketing;
- esperienze di altri paesi europei;
- le peculiarità del contesto locale;
- i risultati (punti di forza e di debolezza) della fase di analisi del contesto da
comunicare.
1.11 Le fasi del progetto operativo
La modalità operativa proposta, proprio perché nuova per tutti i soggetti da
coinvolgere e oggettivamente innovativa per le aree centrali e i centri storici
Italiani,richiede certamente una fase di sperimentazione almeno biennale per produrre
interamente gli effetti desiderati.
Per questi motivi nel breve periodo non tutte le iniziative che fanno riferimento all’area
debbono necessariamente essere comprese all'interno del piano di comunicazione
annuale; nel piano sono inserite quell’insieme di iniziative per le quali convergono gli
sforzi e le azioni dei diversi soggetti (amministrazione comunale, associazioni di
categoria, singoli cittadini, gruppi di operatori) protagonisti nella comunicazione della
città.
FASE I –Comunicazione interna
E’ utile la presentazione della bozza di calendario di iniziative culturali e di eventi in
programma per l'anno successivo da parte dell'Amministrazione comunale e dei
soggetti che organizzano grandi eventi. Scopo di questa fase è portare a conoscenza
di quanto si sta progettando a livello cittadino e di area; ciò favorisce anche la
comunicazione interna da parte dei soggetti locali e lo sviluppo di sinergie.
Non importa in questa fase il dettaglio dell'iniziativa ma gli elementi che ne
costituiscono la struttura: periodo, luogo, canali di comunicazione, soggetti interessati
e soggetti promotori.
14
FASE II – Valutazione singole iniziative
Va favorito il dibattito interno, la valutazione delle singole iniziative da parte delle
associazioni o gruppi di operatori, al fine di valutare possibili sinergie, collegamenti,
potenziamenti; ogni iniziativa è opportuno sia valutata rispetto a diversi parametri che
possono essere tradotti in indici per dare valutazioni oggettive di interesse
dell'iniziativa:
• flusso stimato di visitatori e periodo;
• tipo di visitatori (turisti, residenti in aree esterne, giovani,..);
• effetti attesi sull’area a vocazione commerciale (passaggio o meta possibile);
• relazione dell'iniziativa con l'offerta commerciale (interesse shopping dei visitatori).
Al termine di questa fase si può arrivare anche ad effettuare una scelta di alcune
iniziative e/o eventi alle quali abbinare iniziative a tema specifiche da parte delle
associazioni di commercianti, artigiani o ristoratori o gruppi di operatori.
FASE III – Iniziative di promozione/animazione all’interno di grandi eventi
Progettazione di iniziative da parte delle associazioni e gruppi di operatori commerciali
che si inseriscono all'interno di eventi o appuntamenti fissi:
- orari prolungati degli esercizi,
- vetrine a tema,
- animazione di strada (es: rassegna teatro burattini, rassegna teatro di strada)
- degustazioni;
- un'ora di parcheggio gratis,
- "il centro di sera" etc.
Per ogni iniziativa si individuano:
- obiettivi (es: favorire la visita all’area da parte di visitatori di una mostra o di una
fiera; favorire l'accesso al centro in un momento di shopping, etc.);
- modalità di svolgimento (es: eventuali società che realizzano l'evento, durata del
servizio spazio bimbi temporaneo, orario degli esercizi, temi delle vetrine);
- indici di efficacia (es: volume di vendite in un determinato periodo, grado di
affollamento dell'area, test sui visitatori, ecc. );
- preventivo di costi ed eventuali risorse con indicazione del disavanzo da coprire.
FASE IV – Confronto e sinergie
Confronto sulle iniziative fra i soggetti promotori di grandi eventi e i soggetti
promotori delle iniziative (associazioni e gruppi di imprenditori).
Questa fase ha come obiettivo principale l'identificazione di sinergie di comunicazione
(piano mezzi) fra gli eventi "culturali" e quelli legati alla promozione delle attività
presenti nell’area centrale a vocazione commerciale.
In particolare si elabora una strategia di comunicazione congiunta che tenga conto di
tutti gli elementi che compongono il prodotto "sistema area centrale" sia nella scelta
del messaggio sia in riferimento ai mezzi e canali di comunicazione. Ciò da la
possibilità di una convergenza di risorse finanziarie anche da parte di soggetti esterni
(banche, enti ) che intendono qualificare la propria immagine attraverso il contributo
alla realizzazione di eventi di prestigio.
Coordinamento o soggetto gestore?
Per sviluppare un’azione di comunicazione coordinata è necessario comunità di intenti
tra più soggetti, questa la si può sostanziare in un accordo e l’affermazione di
prassi (uso di marchi subordinati al rispetto di protocolli, flussi informativi
temporalizzati) o costituendo e organizzando uno specifico soggetto che
persegua tale obiettivo. L’opzione dipende dalle condizioni culturali ambientali e
politiche. Sia nel caso di un accordo e ancor più con la costituzione di un soggetto
occorre garantire:
1 - definizione e verifica degli obiettivi e coordinamento in fase progettuale e di
gestione;
2 - selezione e verifica delle iniziative rispetto agli obiettivi;
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3 - reperimento risorse finanziarie (budget), sponsorizzazioni;
4 - promozione e comunicazione in fase di attuazione.
Il centro commerciale naturale: approfondimenti per l’individuazione delle
forme giuridiche per la collaborazione tra le imprese
Ci sono diverse modalità, più o meno strutturate, per la realizzazione di un soggetto
che possono rendere stabile la collaborazione fra le imprese del centro storico e
intraprendere un percorso di “centro commerciale naturale”.
Per questo è importante valutare le possibili forme giuridiche di questo soggetto.
Infatti le esigenze di ordine pratico che stanno alla base della cooperazione fra
operatori economici possono, almeno in linea di principio, possono essere soddisfatte
attraverso l'impiego di vari strumenti giuridici.
Diverse son le forme giuridiche per una proficua collaborazione tra le imprese per cui
ne proponiamo alcune: associazioni, i comitati, i consorzi,, consorzi con attività
esterna, associazione temporanea di imprese.
16
1.12 Le fasi del processo di gestione strategica
L'applicazione al centro urbano dei principi di fondo della gestione strategica
dell'impresa può risultare di notevole aiuto per comprenderne le logiche competitive
ed i processi di sviluppo.
Le fasi del processo di gestione strategica sono:

analisi approfondita dei punti di forza e debolezza del centro urbano (audit
urbano);
 elaborazione di una visione condivisa per il futuro del centro urbano, da
tradurre in obiettivi chiari e precisi che trovino concretezza in adeguate linee
strategiche (visioning strategico);

formulazione della strategia (aspetti gestionali, organizzativi e finanziari);

implementazione e monitoraggio dei risultati.
1.13 L’audit strategico per lo sviluppo del
centro urbano
La ricognizione del sistema d'offerta
Punto di partenza per la gestione dell’auditing riguarda l'analisi approfondita delle
componenti del sistema d'offerta del centro urbano che risulta essenziale per poter
progettare, proporre e rendere operative, in una fase successiva, le linee strategiche
finalizzate alla rivitalizzazione dell'area. L'obiettivo deve essere quello di individuare e
circoscrivere i confini - non solo urbanistici, ma anche "psicologici" - del centro città ed
analizzarne la conformazione e le caratteristiche. Come osservato in precedenza,
l'attività di ricognizione dei molteplici elementi costituenti il "city product" risulta
particolarmente laboriosa e necessariamente deve essere focalizzata sia sugli aspetti
tangibili che intangibili, parimenti in grado di rappresentare possibili fattori di
attrattività. Gli elementi attrattivi del centro urbano ne esprimono il potenziale e sono
gli indicatori dell'esistenza di una concentrazione di risorse e competenze su cui dovrà
essere focalizzato il processo strategico di valorizzazione.
Le componenti tangibili del sistema d'offerta comprendono il patrimonio storicoartistico costruito e sedimentato nel tempo (monumenti, chiese, edifici storici e così
via), le imprese commerciali operanti nell'area - che, come ampiamente discusso,
possono assurgere al ruolo di "motore" del processo di rivitalizzazione - così come
tutte le altre attività economiche (da quelle artigianali a quelle professionali), fino ad
arrivare alle infrastrutture, alle reti di comunicazione e agli altri elementi hard del
sistema. Le componenti intangibili comprendono invece i valori civili e sociali, la
cultura, il livello di cooperazione tra gli attori locali, l'organizzazione e il
coordinamento delle attività di supporto (parcheggi, trasporto pubblico, sorveglianza,
pulizia delle strade e così via) e agli altri elementi soft del sistema. Tra questi, una
particolare attenzione deve essere riposta sulle azioni intraprese per la valorizzazione
e la promozione del centro città (strategie di marketing e comunicazione, interventi di
riqualificazione e così via), nonché sull'organizzazione di eventi collegati alle tradizioni
locali ed in grado di favorire e stimolare la vitalità dell'area, evidenziandone
17
caratteristiche e tipicità. Coerentemente con l'impostazione degli studi sul Service
Management, occorre infine estendere l'analisi anche ai clienti, coloro che con
differenti motivazioni e comportamenti fruiscono dell'offerta del centro città: i
residenti, i visitatori abituali e occasionali, i turisti e così via.
Per evidenziare "la personalità e l'unicità" dell'area è necessario, più in generale,
arrivare a comprendere in modo capillare e approfondito le caratteristiche e i valori in
essa compresi. Si tratterà, in altri termini, di comporre tutte le tessere di un quadro
conoscitivo indispensabile per poter definire la vision, gli obiettivi e le linee strategiche
più appropriate. L'analisi avrà un senso compiuto solo se tutte le informazioni saranno
raccolte e sistematizzate nel modo esatto; la mancanza di anche uno solo degli
elementi conoscitivi si tradurrà nella impossibilità di avere una visione d'insieme
realmente efficace.
Operando uno sforzo di sintesi e di schematizzazione e a titolo puramente indicativo e dunque non esaustivo - è possibile ricondurre gli aspetti fondamentali da valutare
nella ricognizione del sistema d'offerta del centro urbano a quelli di seguito
sinteticamente evidenziati.
La delimitazione toponomastica. Occorre provvedere alla definizione dell'elenco
delle strade che rientrano nel centro città e, in tal senso, consultare tutti i documenti
ufficiali potenzialmente di supporto: il Piano Regolatore Generale (P.R.G.); il Piano
delle Attività Commerciali (P.A.C.); altri eventuali documenti strategici (Piano
Strategico della Città, Progetti Integrati Territoriali insistenti sull'area e così via).
Occorre inoltre valutare la zona in espansione nella prospettiva di una possibile
integrazione.
L'accesso all'area. Occorre considerare molteplici aspetti inerenti l'accessibilità e la
mobilità, tra i quali: la viabilità stradale e pedonale; i sistemi di trasporto pubblico; i
sistemi segnaletici stradali e pedonali; i sistemi di flusso di traffico facilitato; i
parcheggi (per auto, pullman turistici. motocicli etc.); i sistemi e i punti di
informazione.
Le infrastrutture e i servizi urbani. Occorre valutare: la dotazione infrastrutturale
(di base e avanzata) del centro; la destinazione della superficie urbana (presenza di
aree pedonali, a traffico limitato, ciclabili, verdi etc.); il trasporto urbano; la rete di
distribuzione delle utenze (acqua, gas, elettricità, telefono); lo smaltimento e
riciclaggio dei rifiuti; il livello di sicurezza criminalità; l'efficienza e l'adeguatezza dei
servizi per le categorie speciali (disabili, donne incinta etc.).
La popolazione residente. Informazioni rilevanti da rilevare sono quelle relative: al
numero di abitanti dell'area; alla dinamica demografica (tasso di invecchiamento,
tasso di natalità/mortalità etc.); al numero di nuovi residenti attratti dall'esterno; al
numero di trasferimenti di residenti verso altre aree; alla localizzazione dei posti di
lavoro della popolazione residente (nell'area o fuori); alla conoscenza degli elementi di
attrazione dell'area da parte della popolazione residente.
I visitatori e i turisti. Per completare l'analisi dei clienti del centro città occorre
ovviamente raccogliere informazioni anche in merito: al numero di visitatori e di turisti
nell'area; alla tipologia di visitatori e di turisti (caratteri socio-economici, provenienza
etc.); alle motivazioni della presenza nell'area; alla durata e le modalità della
permanenza media; alle valutazioni circa la loro esperienza; agli stimoli ricevuti da
input comunicativi.
Il patrimonio immobiliare. Al fine di ottenere una "fotografia" dello stato dell'arte
occorre provvedere ad una classificazione degli immobili dell'area (per anno di
costruzione, superficie, struttura, destinazione d'uso etc.), oltre che valutare: il
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numero e la tipologia degli immobili non occupati; la proprietà degli immobili (pubblica
o privata); la manutenzione degli immobili pubblici e privati; l'evoluzione del valore
degli immobili e dei canoni di locazione; la presenza di vincoli normativi per
l'assegnazione delle concessioni all'apertura di nuove attività.
Le attrazioni storiche, artistiche e culturali. Occorre realizzare una completa e
articolata definizione delle molteplici categorie di attrattori presenti nell'area, tra cui: i
monumenti storici; gli edifici di forte richiamo e interesse (chiese e cattedrali, dimore
signorili e palazzi storici, siti archeologici, archeologia industriale); le strutture
d'interesse culturale (musei, biblioteche e archivi, gallerie d'arte, laboratori
artigianali); i luoghi storici particolarmente attrattivi (piazze, strade, ponti, porticati).
Occorre inoltre analizzare il livello di organizzazione e di servizio offerto per la
fruizione delle attrazioni censite: la qualità dei percorsi di visita; la qualità della
segnaletica informativa; lo stato attuale di mantenimento e tutela dei beni storici e
artistici e così via
Le strutture congressuali. Nell'ottica della definizione del quadro delle informazioni
relative ai possibili attrattori dell'area occorre anche valutare la presenza di: palazzi
per congressi; saloni; fiere; parchi d'esposizione.
Le imprese commerciali. Per la rilevanza che assume ai fini della vitalità e vivibilità
dell'area, occorre raccogliere numerose informazioni relativamente all'offerta
commerciale, tra cui: il numero e la tipologia delle imprese; la varietà dei
l'assortimento merceologico; la dimensione delle imprese. - il livello di concentrazione
per le diverse tipologie merceologiche; il ruolo della distribuzione organizzata; i
segmenti di mercato presidiati; la natalità/mortalità delle imprese; l’adeguatezza degli
orari di apertura; la professionalità del personale di contatto.
I servizi di entertainement. Come per l'offerta commerciale, anche per quella di
entertainment risulta necessario definire puntualmente la composizione qualiquantitativa, valutando, ad esempio, la presenza di: teatri; cinema; sale giochi; parchi
di divertimento; locali specializzati in musica dal vivo; night club; discoteche; impianti
sportivi.
La ristorazione. Occorre censire le molteplici componenti dell'offerta ristorativa
dell'area: i ristoranti; le trattorie; le pizzerie; le rosticcerie, friggitorie, pizzerie a taglio
con somministrazione: le birrerie; i bar e caffè, le gelaterie; i self service ; le
enoteche; la gastronomia basata sulla cucina e sui prodotti del territorio e così via.
La ricettività alberghiera ed extra-alberghiera. È necessario definire
puntualmente anche la composizione dei servizi di ricettività dell'area, altra
componente fondamentale del sistema d'offerta complessivo: gli alberghi; gli ostelli
della gioventù; i bed and breakfast; gli affittacamere e le case per vacanze; il numero
complessivo di posti letto per categoria e tipologia; i sistemi di promozione e
distribuzione utilizzati.
Le altre imprese. Al fine di esaurire l'analisi del tessuto economico dell'area, è
necessario naturalmente considerare anche la presenza di altri operatori, non
rientranti nella categorie innanzi illustrate: le imprese artigianali; le imprese di
intermediazione immobiliare; le agenzie di viaggio e gli operatori turistici; le imprese
di noleggio; gli altri operatori del terziario (saloni di parrucchiere, istituti di bellezza,
centri per il benessere fisico, stabilimenti termali etc.); le attività professionali.
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I servizi di pubblica utilità. Di notevole importanza risulta pure la ricognizione della
presenza di attività di servizio di pubblico interesse e di potenziale richiamo: gli uffici e
sportelli degli Enti pubblici (Comune, Provincia, Regione, Camera di Commercio, Centri
per l'impiego etc.); le scuole (di ogni ordine e grado); l'università, gli altri organismi di
formazione/istruzione (autoscuole, scuole di formazione professionale etc.); gli
ospedali e le case di cura; gli altri servizi sanitari (ambulatori, studi medici, laboratori
di analisi cliniche etc.); le farmacie: le poste; le banche e le altre attività di
intermediazione monetaria e finanziaria; le organizzazioni associative (associazioni di
categoria, associazioni professionali, partiti etc.); i tribunali e gli altri luoghi di
svolgimento delle attività giudiziarie; i presidi delle forze dell'ordine (polizia,
carabinieri, vigili del fuoco etc.).
Gli eventi. L'analisi deve necessariamente essere estesa anche agli eventi
regolarmente organizzati nell'area: i festival artistici; le fiere e i mercati; gli eventi
folcloristici; gli anniversari storici; gli eventi religiosi; gli eventi sportivi.
La valorizzazione e la promozione del’area. Per avere un quadro esaustivo
propedeutico all'assunzione di decisioni di carattere strategico è ovviamente
indispensabile conoscere e valutare le azioni già pianificate e/o implementate,
soprattutto al fine di cogliere possibili opportunità di integrazione, di individuarne e
superarne i limiti o di ampliarne gli effetti positivi. Occorre pertanto valutare: le
operazioni di riqualificazione urbana; la presenza di incentivi finanziari per il recupero
di immobili in disuso; la presenza di incentivi finanziari per la localizzazione o la
delocalizzazione di attività economiche; il sistema di marketing e comunicazione
dell'area (attività di promozione del patrimonio storico-culturale e degli eventi,
ricerche di mercato e posizionamento dell'offerta etc.);la presenza di agenzie/operatori specializzati nell’'incoming turistico; il coordinamento tra le diverse
categorie di stakeholder locali su progetti di sviluppo condivisi.
L'elenco innanzi presentato può essere inteso come una sorta di check-list da
utilizzare quale utile supporto nell'attività di auditing al fine di evitare di tralasciare
elementi che la letteratura, la prassi e il buon senso indicano come importanti.
Il primo, fondamentale passo è ovviamente rappresentato dalla definizione dei confini
dell'area da considerare, al fine di circoscrivere contestualmente anche la raccolta
delle informazioni sui singoli aspetti oggetto d'indagine. In tal senso, occorre
osservare che in una prospettiva di gestione strategica la delimitazione del "town
centre product" può condurre ad un'area non necessariamente coincidente con quella
definita dagli strumenti urbanistici comunali - che pure rappresentano, ovviamente, il
necessario punto di partenza. Il concetto di "centro città" è infatti più efficacemente
definibile assumendo come oggetto primario di riflessione gli aspetti decisionali della
strategia di valorizzazione, ossia i meccanismi del processo decisionale, i soggetti che
vi partecipano, le relazioni e le logiche di interazione tra gli stessi. L'area è così
definita in funzione delle specifiche problematiche che emergono quali traiettorie per
conseguire un vantaggio competitivo e diviene lo «spazio in cui hanno luogo i processi
di elaborazione e implementazione delle decisioni strategiche per lo sviluppo». I
confini vanno pertanto fissati a partire dal disegno strategico che si intende
implementare, al fine di comprendervi tutte le forze attive interessate alla
valorizzazione delle risorse disponibili, tutti i soggetti che partecipano alla definizione e
all'implementazione della strategia e le competenze di volta in volta richieste per la
messa a punto della stessa.
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L'analisi degli stakeholder rilevanti
L'analisi degli stakeholder risulta particolarmente critica al fine di cogliere le variegate
sfaccettature sociali, economiche e politiche di un centro urbano. Le decisioni e le
azioni organizzative che contribuiscono significativamente alla pianificazione e alla
gestione dell'area e il contesto politico e sociale nell'ambito del quale esse maturano
sono aspetti che la stakeholder analysis dovrebbe valutare durante la formulazione del
progetto, prima che esso determini i suoi risultati. L'obiettivo dovrebbe essere quello
di individuare gli attori maggiormente rilevanti ai fini del disegno strategico,
conoscerne le istanze e le opinioni e comprendere cosa si aspettano che venga fatto
per soddisfare le loro attese. Il risultato auspicato è di individuare le modalità di
soddisfacimento degli stakeholder rilevanti che possano contestualmente consentire di
creare valore per l'intera collettività.
Come tutti gli strumenti manageriali, se utilizzata correttamente la stakeholder
analysis può fornire informazioni molto preziose ed indirizzare efficacemente il
processo di pianificazione della strategia; allo stesso tempo, tuttavia, se non utilizzata
correttamente l'analisi può condurre a risultati addirittura fuorvianti. Pare pertanto
opportuno fare riferimento alla più accreditata letteratura sul tema al Fine di rinvenire
una guida metodologica certa. Per pervenire a conclusioni affidabili occorre
innanzitutto: identificare gli stakeholder: classificarli in gruppi significativi e omogenei;
stabilire un ordine d'importanza.
Quanto all'individuazione degli stakeholder, i contributi sulla gestione strategica del
centro città hanno puntualmente indicato quelli che in generale sono gli attori che
dovrebbero essere coinvolti, specificandone pure le modalità di coinvolgimento. Tali
stakeholder sono stati classificati come appartenenti: al settore pubblico
(amministrazione locale, imprese di trasporto, enti ed agenzie del turismo, università
etc.); al settore privato (associazioni di categoria, singoli imprenditori, gestori di locali
pubblici e servizi di intrattenimento, agenzie di servizio etc.); alla società civile in
generale (associazioni di volontariato, associazioni culturali, comitati di quartiere etc.).
Non sono stati però forniti strumenti metodologici adoperabili per individuare tutti gli
stakeholder potenziali di uno specifico progetto strategico da implementare - che
naturalmente potranno, almeno in parte, variare di caso in caso. Allo stesso modo, la
letteratura sul Town Centre Management non si è sufficientemente soffermata sulle
modalità attraverso le quali sia possibile ricondurre i diversi stakeholder individuati a
gruppi omogenei e creare successivamente delle gerarchie che consentano di
concentrare l'attenzione esclusivamente sui gruppi considerati maggiormente rilevanti.
Ancora, non sono stati discussi gli strumenti operativi che possono risultare utili per
ascoltare e registrare le opinioni degli attori classificati come più importanti, che
rappresenta naturalmente il quarto e ultimo step di un'analisi metodologicamente
corretta.
Il primo step: identificare gli stakeholder
Per procedere all'identificazione degli stakeholder è unanimemente condivisa la
necessità di partire dall'analisi delle relazioni che legano i diversi attori ad una
organizzazione o ad un'area territoriale. In tale direzione si muove la letteratura
prevalente che propone di individuare gli stakeholder primari e quelli secondari - a
seconda che il legame con essi risulti o meno essenziale per la sopravvivenza; gli
stakeholder proprietari e non; gli stakeholder che intrattengono relazioni volontarie e
quelli che intrattengono relazioni involontarie: gli stakeholder che hanno relazioni di
tipo contrattuale e quelli che hanno relazioni di tipo informale o morale; gli stakeholder che sono fornitori di risorse e quelli che sono clienti.
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Il principale rischio sotteso a questo approccio è probabilmente rappresentato dal fatto
che alcune categorie di stakeholder potrebbero essere trascurate, non risultando
possibile individuarle in base alla tipologia specifica di relazione utilizzata come criterio
discriminante. Così, ad esempio, l'attenzione non dovrebbe essere focalizzata
esclusivamente sulle persone e/o organizzazioni individuate come di primaria o
secondaria importanza in base al contributo offerto, ma «tbc definition of stakeholders
must be broadened to include more people and individuals». Tale rischio pare ancora
più marcato nel caso specifico del centro città, dove la molteplicità degli attori
direttamente o indirettarnente coinvolti dal progetto di gestione strategica è tale che
non è sufficiente considerare un'unica tipologia di legame.
In tal senso, particolarmente efficace può risultare l'utilizzo del cosiddetto Linkage
Model, sviluppato e proposto da Grunig e Hunt (1984), che punta ad identificare tutti i
potenziali stakeholder a partire dalla differente natura delle relazioni esistenti. Queste
ultime
vengono
ricondotte
a
quattro
fondamentali
tipologie:
enabling
linkages,functional linkages, diffused linkages, normative linkages. Se adeguatamente
applicato ed adattato al caso specifico del centro urbano, tale modello può costituire
una preziosa guida nella fase di identificazione di tutti i potenziali portatori d'interesse.
Le relazioni definite enabling identificano gli stakeholder che hanno la possibilità di
esercitare un qualche controllo sull'attività svolta. Nel caso di una organizzazione
profit -oriented si tratterà, ad esempio, degli azionisti, del consiglio d'amministrazione
o, più in generale, delle autorità legislative, e giudiziarie. Questi stakeholder
consentono all'organizzazione di avere risorse ed autonomia per operare. Nel caso
specifico del centro città gli attori individuabili attraverso queste relazioni sono
fondamentalmente le autorità pubbliche che dettano le regole ed hanno la possibilità
di incidere fattivamente sul futuro dell'area. II riferimento è dunque al governo locale
- il Comune - e a quello sovra-locale - la Provincia, la Regione, il Governo centrale da cui possono provenire rispettivamente le risorse e l'autonomia per implementare
un efficace progetto di rivitalizzazione. Nel momento in cui si giunge alla creazione di
un organismo ad hoc per la gestione strategica dell'area, tra gli attori individuabili in
base a queste relazioni rientreranno ovviamente tutti quelli direttamente coinvolti
nella struttura organizzativa. E dunque, oltre al Comune, che in ogni caso esercita
sempre un ruolo di indirizzo e controllo, anche i membri dei management board che è
chiamato a definire i ruoli e le responsabilità di tutti i partner e ad elaborare le
strategie, nonché il town centre manager, cui è affidato operativamente il progetto.
Nel caso della costituzione di una vera e propria società dotata di autonomia giuridica
e patrimoniale ovviamente entreranno a far parte di questo gruppo tutti gli azionisti e
gli amministratori - indipendentemente dalla natura pubblica o privata della società.
Sono da ricomprendere in questa categoria, infine, eventuali professionalità "esterne"
all'area direttamente e massicciamente coinvolte nel processo di gestione - si pensi,
ad esempio, ad eventuali consulenti che contribuiscono attivamente alla formulazione
della strategia.
Le relazioni definite functional identificano gli stakeholder che risultano essenziali per
il normale svolgimento dell'attività, a loro volta suddivisibili tra stakeholder con
funzioni di input e di output. Nel caso di una organizzazione profit-oriented
stakeholder con funzioni di input saranno, ad esempio, i dipendenti e i fornitori che
garantiscono lavoro e fattori produttivi; stakeholder con funzioni di output saranno
invece, ad esempio, i clienti ed i distributori che acquistano i prodotti e i servizi
(Grunig, Hunt, 1984). Nel caso specifico del centro città gli attori individuabili
attraverso queste relazioni sono tutti quelli che garantiscono la normale "vitality"
e"viability" dell'area, sia dal lato della domanda che dal lato dell'offerta. Tra gli stakeholder con funzioni di input potremo così individuare in primo luogo tutti i soggetti
istituzionali/pubblici (Comune, Camera di Commercio, Agenzia di sviluppo locale,
Azienda per il turismo, Polizia, Azienda dei Trasporti pubblici, Aziende sanitarie,
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Azienda della nettezza urbana e così via) chiamati a garantire l'accessibilità, la
vivibilità e lo sviluppo dell'area. Vi rientrano pure i soggetti istituzionali del mondo
della formazione e della ricerca (Università, Scuole, Centri di Ricerca e così via) e, più
in generale, gli operatori culturali (Musei, Biblioteche, Società di gestione del
patrimonio monumentale e così via) che contribuiscono in maniera decisiva alla
vitalità dell'area. Tra i soggetti privati rientrano invece in questa categoria innanzitutto
gli stakeholder, i proprietari immobiliari. Vi rientrano poi tutte le imprese e i singoli
imprenditori operativi nell'area (imprese commerciali, artigianali, di servizio, di
ristorazione, di entertainement, di ricettività e così via). Tra gli stakeholder con
funzioni di output sarà invece possibile individuare i residenti dell'area, i pendolari
(residenti in altre aree della città e/o in aree limitrofe che vi si recano
quotidianamente per motivi di lavoro o studio), i visitatori (per affari, shopping,
convegni e così via: residenti in altre città/nazioni che si recano solo per un giorno
nell'area) e i turisti (residenti in altre città/nazioni che pernottano anche nell'area).
Le relazioni definite normative identificano gli stakeholder che non sono né
direttamente né indirettamente coinvolti nello svolgimento dell'attività, ma che
condividono simili valori, obiettivi o problematiche. Nel caso di una organizzazione
profit-oriented il riferimento è, ad esempio, ad altre organizzazioni che aderiscono alla
medesima associazione di categoria. Nel caso specifico del centro città gli attori
individuabili attraverso queste relazioni sono in primo luogo rappresentati dalle
associazioni non-profit (di volontariato, culturali, di consumatori, di residenti e così
via) presenti localmente. Vi rientrano anche le organizzazioni di categoria delle
imprese (Confindustria, Confesercenti, Confartigianato e così via) e quelle
rappresentative dei lavoratori (i sindacati). Altra potenziale tipologia di stakeholder
individuabile attraverso questo tipo di relazioni sono le eventuali forme spontanee di
coordinamento create nell'area, come ad esempio le "associazioni di strada" finalizzate
ad armonizzare le attività promozionali/commerciali degli operatori di una circoscritta
zona. Infine, sono da ricomprendersi in questo gruppo anche i diversi partiti politici
che rappresentano i variegati interessi del territorio, il cui punto di vista ed il cui
coinvolgimento risulta ovviamente critico per la riuscita del progetto strategico - che
non dovrebbe essere legato esclusivamente alla "visione" delle parti politiche di
maggioranza ma condiviso trasversalmente da tutti.
Le relazioni definite diffused, infine, identificano gli stakeholder con i quali non si
hanno interazioni frequenti, ma che comunque sono interessati all'attività svolta. Nel
caso specifico del centro città gli attori individuabili attraverso queste relazioni sono
innanzitutto i residenti nelle aree periferiche della città c/o i residenti in altre città
limitrofe che non si recano abitualmente nel centro. Ancora, vi potranno essere
ricompresi speciali gruppi di attivisti che potrebbero sostenere ovvero ostacolare
eventuali interventi programmati nell'ambito del processo di gestione strategica e di
rivitalizzazione dell'area (si pensi, ad esempio, al ruolo che potrebbero avere gli
ambientalisti di fronte all'ipotesi di un intervento di pedonalizzazione o di creazione di
aree verdi, piste ciclabili e così via). Anche con riferimento al centro città, rientrano in
questa categoria i media, che possono favorire il processo di comunicazione delle
azioni strategiche pianificate e che pertanto debbono essere adeguatamente coinvolti
ed informati.
Il secondo step: classificare gli stakeholder in gruppi omogenei
Una valida analisi deve essere improntata ad un orientamento "names and faces",
ovvero deve garantire la chiara identificazione di e la efficace comunicazione con tutti
gli stakeholder. Al fine di evitare di trovarsi a fronteggiare un numero infinito di individui c/o organizzazioni, è pertanto necessario classificare gli stakeholder con
interessi, posizioni e richieste simili come appartenenti alla medesima categoria,
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riconducendo tutti i potenziali attori da tenere in considerazione a pochi ma
significativi e omogenei gruppi.
Come ampiamente condiviso, un'utile classificazione può essere effettuata ragionando
sugli attributi posseduti dagli stakeholder individuati. In particolare, gli attributi
maggiormente significativi e più frequentemente utilizzati sono: l'interesse e il potere
di influenzare le scelte, le decisioni, i risultati.
Partendo da questi due attributi, è possibile ricondurre tutti i potenziali stakeholder a
quattro fondamentali categorie:
 i players, che hanno sia un elevato interesse che un elevato potere di
influenza;
 i subjects, che hanno un elevato interesse ma un potere limitato;
 i context setters, che hanno la possibilità di incidere significativamente sulle
scelte e le linee d'azione ma un scarso interesse a farlo:
 i crowd, che hanno sia uno scarso interesse che alcun potere di influenza.
Con i dovuti adattamenti, questa medesima categorizzazione è operabile con
riferimento agli stakeholder di un centro urbano. In questo caso specifico, gli
stakeholder classificabili come players sono innanzitutto le autorità pubbliche locali,
che per definizione hanno sia il potere che l'interesse per influire sulle scelte inerenti il
futuro dell'area. Allo stesso modo. rientrano in questa categoria i diversi soggetti
pubblici/istituzionali (Camera di Commercio, Agenzia di sviluppo locale, Azienda per il
turismo, Polizia, Azienda dei Trasporti pubblici, Aziende sanitarie, Azienda della nettezza urbana, Università, Musei e così via ) e buona parte dei soggetti privati
individuati in base a relazioni funzionali di input (della ristorazione e della ricettività
alberghiera ed extra-alberghiera, in particolare) - sia in forma individuale che in forma
associativa. Sono players ovviamente anche gli stakeholder, che avranno il massimo
interesse ad iniziative di valorizzazione dell'area ed il cui coinvolgimento o mancato
coinvolgimento incide significativamente sui risultati conseguibili.
Gli stakeholder classificabili come subjects sono innanzitutto i residenti dell'area, i
pendolari e i visitatori abituali, che hanno il massimo interesse agli interventi di
rivitalizzazione, ma quasi sempre non hanno il potere per incidervi direttamente. Alla
stessa categoria appartengono anche le altre imprese localizzate nell'area (attività
professionali ed artigianali, agenzie turistiche, società di intermediazione immobiliare
e finanziaria e così via), solitamente "trascurate" e meno coinvolte in programmi di
rivitalizzazione rispetto ai commercianti ed agli operatori dell'entertainement. Analogo
discorso vale per le organizzazione rappresentative dei lavoratori e le altre
associazioni non-profit (culturali, di consumatori, di residenti, di volontariato),
ugualmente interessate alle scelte strategiche per il rilancio del centro città, ma
solitamente non in grado di impattare direttamente e significativamente su di esse.
Tra gli stakeholder dotati invece del potere e della legittimità per incidere sulle
decisioni e sui risultati ma, solitamente, non interessati a farlo, classificabili dunque
come context setters, vi sono le autorità legislative sovralocali (Provincia, Regione,
Governo centrale) che potrebbero in linea di principio fissare ostacoli o opportunità al
processo di gestione strategica locale, ma esclusivamente in modo indiretto e
mediato. A questa stessa categoria potrebbero essere ricondotti alcuni partiti politici
che, a livello locale, potrebbero avere un interesse specifico su determinati aspetti del
processo di gestione del centro città ma non sull'intero disegno strategico o ancora
potrebbero non condividere affatto l'esigenza di porre la riqualificazione dell'area come
una questione di primaria importanza. Simile la posizione di speciali gruppi di
interesse che potrebbero incidere sulle scelte, soprattutto creando consenso ed
esercitando una pressione sui membri degli altri gruppi, ma che potrebbero essere
interessati a farlo limitatamente ad alcuni aspetti specifici dell'intervento (come, ad
esempio, la realizzazione di un'area verde o lo spostamento della sede di un mercato
rionale) e non con riferimento all'intero processo.
24
Gli stakeholder classificabili come crowd, infine. non dotati cioè né del potere né di un
interesse diretto ed un coinvolgimento elevato, sono tutti quelli che non interagiscono
in maniera diretta e/o continua con il sistema d'offerta del centro città. II riferimento è
così innanzitutto ai residenti in aree periferiche o in altre località che non si recano
abitualmente in centro, così come ai turisti e ai visitatori occasionali. Sono riconducibili
a questa categoria buona parte degli stakeholder individuati in base a relazioni di tipo
diffused, ed in particolare la comunità locale in generale e i media.
La costruzione di una matrice interesse/potere può risultare particolarmente utile per
ricondurre tutti i numerosi stakeholder di un centro città a quattro categorie
alternative, consentendo successivamente di indirizzare in modo corretto la scelta
degli attori maggiormente rilevanti, le cui istanze occorre conoscere e soddisfare.
Terzo step: stabilire un ordine d’importanza degli stakeholder
Dopo aver individuato tutti i possibili stakeholder e averli classificati in gruppi
omogenei, è necessario stabilire una gerarchia che permetta di concentrare
l'attenzione sulle istanze maggiormente rilevanti. Naturalmente la rilevanza dei diversi
gruppi d'interesse risulta essere positivamente correlate alla presenza combinata degli
attributi innanzi esaminati. In altri termini, è naturale attendersi che maggior peso e
attenzione vengano attribuiti alle opinioni e alle richieste di quelli che sono stati
classificati come players; viceversa, minore sarà l'importanza attribuita alle istanze dei
crowd.
Nel caso specifico del centro città, dunque, gli stakeholder che necessariamente
dovranno essere coinvolti nel processo di definizione ed implementazione della
strategia sono i diversi soggetti pubblici e privati classificati come players. Allo stesso
modo, però, assumono una posizione di assoluta preminenza anche i subjects, attori
locali particolarmente coinvolti e interessati all'azione strategica ma non dotati della
forza per incidervi direttamente. L'ascolto delle istanze di quest'ultima categoria di
interlocutori è riconducibile alla stregua di responsabilità sociale e morale dei
promotori del disegno strategico. Meno influenti sulle scelte sono invece le richieste e
le posizioni degli stakeholder classificati come crowd e context setters, che risulta in
ogni caso parimenti importante conoscere.
Pur dovendo necessariamente tener conto delle specificità di ciascuna situazione, è
così possibile ricondurre ai seguenti gli attori del centro città che normalmente
risulterà indispensabile coinvolgere nel processo di gestione strategica, sin dalla fase
di elaborazione della visione e definizione degli obiettivi:
 soggetti pubblici: Comune, Camera di commercio. Agenzia di sviluppa Aziende
municipalizzate. Università e così via;
 soggetti privati: proprietari immobiliari e imprese (commerciali, della
ristorazione, della ricettività, dell'entertainment, ma anche imprese artigianali,
società immobiliari, banche, assicurazioni, finanziarle e così via);
 associazioni di categoria: dei commercianti, degli artigiani, degli
operatori turistici e così via, nonché i sindacati;
 centri di servizio: in particolare i centri di assistenza tecnica (CAT) agli operatori
commerciali previsti dal D. Lgs. n.l 14/1998;
 clienti: residenti, pendolari e visitatori abituali.
 soggetti del "terzo settore ": associazioni,O.N.L.U.S. e così via.
II quarto step: raccoglier-e e analizzare le opinioni degli stakeholder rilevanti
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I diversi gruppi di stakeholder del centro città sono ovviamente caratterizzati da
posizioni, preoccupazioni. esigenze e richieste tra loro anche molto distanti. I
residenti, ad esempio, presumibilmente assoceranno l'efficacia dell'azione strategica
alla capacità di elevare la qualità complessiva della vita attraverso interventi
migliorativi dell'accessibilità, della mobilità, del livello di inquinamento, della sicurezza,
della vitalità culturale e così via. Esigenze analoghe saranno con buona probabilità
espresse anche da turisti e dai visitatori abituali, che fruiscono pro-tempore dei
medesimi servizi offerti ai residenti. Le imprese, in particolare quelle di piccole e
medie dimensioni. valuteranno invece il disegno strategico in relazione alla sua
capacità di apportare miglioramenti alle performance reddituali, così come gli
stakeholder avranno come interesse prioritario e parametro principale di riferimento
l'incremento di valore dei propri capitali. Risulta pertanto indispensabile conoscere con
esattezza le posizioni e le aspettative dei diversi gruppi individuati, nonché la
potenziale collaborazione o avversione ai progetti di rivitalizzazione che potrebbero
essere implementati.
A tal fine, è oramai consolidato l'utilizzo delle tecniche di ricerca di tipo qualitativo
Il riferimento è in particolare al focus group ed alle intervista in profondità.
I singoli strumenti d'analisi possono essere utilizzati in maniera alternativa oppure in
maniera congiunta. Un focus group può ad esempio essere utilizzato per individuare i
tratti salienti che vengono unanimemente riconosciuti come determinanti e
irrinunciabili elementi da includere nel progetto strategico, si pensi a fattori quali la
sicurezza o l'arredo urbano, piuttosto che l'offerta di servizi d'intrattenimento o la
varietà delle proposte commerciali. Questo strumento potrebbe dunque, in fase
preliminare, aiutare a focalizzare l'attenzione sugli aspetti considerati maggiormente
critici e meritevoli di ulteriori approfondimenti. In una seconda fase, per conoscere la
posizione di ciascun gruppo di stakeholder - o almeno di quelli maggiormente rilevanti
- ed i punti di migliorabilità suggeriti, si potrebbe far ricorso alle interviste in
profondità.
Per condurre ai risultati auspicati, il focus group dovrebbe essere rappresentativo dei
variegati interessi istituzionali e di categoria che si esprimono nell'ambito di un centro
città. La partecipazione non dovrebbe pertanto essere limitata agli Enti pubblici locali e
ai rappresentanti degli operatori commerciali - come spesso accade - ma estesa anche
alle rappresentanze delle altre imprese, delle associazioni di volontariato e non-profit
e, più in generale, a tutti gli stakeholder individuati.
Un numero maggiore escluderebbe infatti inevitabilmente qualcuno dalla discussione;
un numero minore renderebbe difficile e poco efficace l'interazione fra i partecipanti.
La elevata numerosità degli stakeholder di un centro urbano potrebbe pertanto
richiedere l'organizzazione di più di una occasione d'incontro, per favorire un miglior
approfondimento e un miglior confronto tra tutte le parti.
Dalla letteratura emergono anche alcune semplici, ma fondamentali indicazioni
metodologiche per l'utilizzo efficace di questo strumento:
 contenere il leader informale che tenta di trascinare il gruppo con la sua
prepotenza vocale o con il suo ascendente;
 tentare di incrementare la relazione tra conduttore/osservatore e partecipanti;
 dar sempre voce ai più deboli e ai più timidi, per non perdere punti di vista
importanti;
 bloccare le domande del gruppo che mirano a temi personali;
 evitare conflitti tra conduttore/osservatore e partecipanti;
 non focalizzarsi su singole opinioni o giudizi, ma rilanciare sempre la questione
al gruppo.
Assolutamente critico risulta pertanto il ruolo del conduttore (o moderatore) del
gruppo di discussione, che deve mantenere la conversazione entro i binari
programmati e fare in modo che tutti partecipino al colloquio. Per aiutare le persone
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più schive, viene in genere utilizzata la tecnica del rilancio di stimoli già emersi: il
moderatore deve quindi intervenire se il dibattito è stagnante e se qualcuno
monopolizza la discussione impedendo agli altri di esprimersi.
Per assicurare la partecipazione attiva di tutti i convocati ed evitare interventi troppo
lunghi e fuorvianti, può risultare utile chiedere ai partecipanti di preparare un
intervento scritto - comunicando in anticipo i temi oggetto di discussione. In
alternativa è possibile distribuire ai partecipanti delle "flip chart sheet" (foglietti
personalizzati con il nome degli intervistati o con colori diversi), chiedendo di scrivere
la propria opinione/proposta in merito a ciascun punto in discussione, piuttosto che
lasciar la possibilità di esporla oralmente.
In ogni caso, il presupposto più rigoroso per l'analisi dei risultati è l'acquisizione
integrale degli interventi dei partecipanti al focus group Nel caso in cui gli interventi
fossero orali e non scritti. è possibile prendere delle note durante l'esposizione oppure
audio-registrare i discorsi e poi trascriverli integralmente riascoltandoli
Il materiale raccolto dovrà essere analizzato secondo metodi qualitativi interpretativi
(content analysis) avvalendosi anche dell'ausilio di appositi software di gestione dei
dati qualitativi e utilizzando le indicazioni contestuali raccolte durante lo svolgimento
dei focus. L'obiettivo dell'analisi deve essere quello di rilevare le idee più diffuse tra i
diversi stakeholder ovvero di creare delle "coalizioni'" aggregabili attorno a proposte
che potrebbero incontrare il comune consenso.
L'intervista di gruppo ha il notevole pregio di far emergere un gran numero di
informazioni e di spunti, ma ad un livello non analitico. Per approfondire le opinioni
degli stakeholder maggiormente rilevanti, le cui istanze occorre conoscere
dettagliatamente per poterne debitamente tener conto nella fase di formulazione della
strategia, può pertanto risultare utile ricorrere ad interviste in profondità. Nel caso
specifico del centro città, pare sicuramente questo il caso degli stakeholder classificati
come players e subjets che, come innanzi visto, necessariamente dovranno essere
analizzati e coinvolti. La traccia destrutturata dell'intervista può essere ottenuta in
buona parte dall'analisi delle testimonianze dei partecipanti al focus group. In ogni
caso. lo schema di interrogazione dovrà essere « assolutamente flessibile e non
standardizzato»,altamente strutturato, ma non somministrato, dovrà cioè servire da
guida al ricercatore durante le interviste, ma non essere rigidamente seguito,
lasciando invece che la discussione si sviluppi anche spontaneamente.
La sistematizzazione dei risultati ottenuti
La ricognizione del sistema d'offerta e l'analisi degli stakeholder conducono
all'individuazione delle risorse e delle competenze che connotano in maniera distintiva
il centro città e che ne rappresentano i punti di forza da valorizzare nell'elaborazione
del progetto strategico di gestione. Contestualmente, dall'attività di audit interno
emergono le carenze in termini di risorse e competenze, ovvero i punti di debolezza
sui quali occorrerà intervenire. Naturalmente, per avere una visione completa e
realmente efficace, è necessario estendere l'analisi anche al contesto più vasto regionale, nazionale e internazionale - in cui il centro città è inserito, dal quale
provengono le opportunità e le sfide da cogliere per rafforzare la posizione competitiva. L'attività di audit esterno sarà fondamentalmente basata sulla raccolta di dati di
tipo secondario e sull'osservazione delle macro-tendenze in atto a livello sovra-locale
e, dunque, non risulta essere, dal punto di vista metodologico, particolarmente
problematica.
Dalla notevole massa di informazioni raccolte attraverso l’audit - interno ed esterno occorrerà partire per poi operare una valutazione critica e una sistematizzazione
finalizzata a rendere immediatamente fruibili le poche, chiare e significative indicazioni
che bisogna puntare ad ottenere. L'obiettivo deve essere quello di sintetizzare le
27
risultanze ottenute in maniera da ricavarne preziosi spunti per la definizione delle
linee strategiche e delle politiche d'intervento. Da questo punto di vista, secondo una
metodologia ampiamente nota, può risultare particolarmente utile ricorrere ad una
SWOT analysis.
Come noto, la SWOT analysis si basa su una matrice divisa in quattro campi, dedicati
rispettivamente ai punti di forza (strenghts) e di debolezza (weaknesses), alle
opportunità (opportunities) e alle minacce (trhreats). Il principale contributo di questo
strumento di pianificazione strategica - traslato dall'impresa al territorio - risiede nella
possibilità offerta ai decisori ed ai policv maker di valutare le problematiche locali da
differenti punti di vista, ampliando lo spettro delle soluzioni perseguibili. In genere,
infatti, si tende ad avere un solo punto di vista. Se è troppo pessimistico si stroncano
le idee nuove e l'intraprendenza, se è troppo ottimistico si rischia di avventurarsi in
acque perigliose senza averne le possibilità . Con la SWOT analysis, invece, ci si
costringe ad analizzare il problema da quattro punti di vista diversi e contrastanti,
soffermandosi con attenzione sulle potenzialità e sui possibili rischi associati a
qualsiasi iniziativa strategica e operativa.
Con riferimento specifico al centro città, le principali dinamiche sovralocali che
potrebbero essere interpretate come minacce alla competitività e più in generale, alla
vitalità dell'area sono riconducibili, ad esempio, alle seguenti:
 processo continuo di modernizzazione del sistema distributivo;
 crescente concentrazione dell'offerta commerciale e conseguente proliferazione
di grandi strutture ubicate prevalentemente in aree extra-urbane;
 calo demografico / elevata età media;
 calo del reddito disponibile per le famiglie;
 cambiamento nello stile di vita, con il progressivo incremento della tendenza a
collocare la residenza in centri extra-urbani.
Possibili opportunità potrebbero invece essere rappresentate, ad esempio, da:
 incremento del turismo integrato e di qualità (sostenibile);
 interesse da parte dei polyci maker non solo locali per il tema della
rivitalizzazione dei centri urbani;
 miglioramento generale delle infrastrutture di trasporto e di telecomunicazione;
 maggiore opportunità di accedere a finanziamenti per i servizi pubblici offerti
dai Comuni;
 significativi azioni di promozione e di marketing del territorio svolte a livello
sovra-locale.
Guardando alla composizione del sistema d'offerta e alla posizione dei principali stakeholder urbani, possibili punti di forza potrebbero essere rappresentati, ad esempio,
da:
 rilevanza del patrimonio storico-artistico-culturale;
 qualità della vita:
 reddito pro capite elevato;
 presenza di una marcata tendenza all'associazionismo;
 notevole dinamicità imprenditoriale.
Possibili punti di debolezza potrebbero infine essere rappresentati, ad esempio, da:
 localizzazione geografica sfavorevole;
 eccessivo pendolarismo, con trasformazione del centro in un "dormitorio";
 insufficiente valorizzazione delle risorse architettoniche e culturali:
 bassa propensione al consumo in loco/basso tasso d'investimento;
 modesta disponibilità di personale qualificato/mancanza di innovazione.
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1.14 Implementazione piano strategico per il
centro urbano
La conseguente implementazione dei piani richiede generalmente l'individuazione di
un facilitator a cui venga affidato il compito di avviare operativamente il progetto. Tale
compito spetta, ancora una volta, all'amministrazione comunale, che riveste dunque
un ruolo chiave ai fini del processo, chiamata come è ad assolvere a quattro funzioni
chiave:1) la sponsorship, che consiste nel promuovere l'iniziativa facendo leva sul
proprio ruolo istituzionale per catalizzare e mobilitare gli attori verso l'avvio e la
realizzazione del processo: 2) la garanzia, che si basa sulla volontà politica alla base
del processo e si sostanzia nel fornire ai partecipanti l'assicurazione di presidio dello
stesso, di attuazione effettiva delle decisioni realizzate in maniera partecipata, di
ricerca dell'equilibrio degli interessi dei diversi stakeholder contro i pericoli di
prevaricazione da parte di gruppi più forti o organizzati, di protezione del processo da
attacchi politici di diversa provenienza; 3) la leadership, che si realizza nel fornire
guida e coordinamento e quindi supporto al processo favorendo l'interazione tra gli
stakeholder e nel contempo indirizzandola verso il raggiungimento di risultati
condivisi; 4) la facilitazione, che si concretizza nel coinvolgere gli attori rilevanti e, più
in generale, tutti i portatori d'interesse, stimolare le interazioni, l'ascolto, il confronto
e favorendo lo sviluppo di dinamiche deliberative e affrontando i conflitti.
Nell'ideale schematizzazione proposta la fase di visioning viene vista come momento
organizzativo in cui si delineano le caratteristiche dell'organo che realizzerà la
pianificazione e si definiscono i meccanismi di partecipazione, ma anche come
momento operativo di elaborazione vera e propria dell'auspicato futuro scenario da
realizzare. La susseguente fase di costruzione dei piani viene vista come momento
partecipato di disegno strategico integrato, posto in essere ed eventualmente
ricalibrato nella successiva fase di implementazione. Come le evidenze empiriche
mostrano chiaramente, tuttavia, la gestione strategica dei centri urbani non viene
necessariamente a realizzarsi secondo questo rigido schema sequenziale. La storia
delle strategie, le metodologie seguite per elaborare la visione e costruire il piano, le
evoluzioni ambientali in fase di implementazione rendono il processo ciclico e spesso
non strutturabile secondo una sequenza fissa.I metodi, le tecniche e gli strumenti
individuati nel proseguo possono tuttavia costituire un valido supporto rispetto al
disegno della strategia e alla sua implementazione all'interno di un processo unitario
di gestione strategica del centro urbano.
Il visioning strategico
La definizione della visione è il frutto di un attento lavoro di analisi che deve
coinvolgere tutti gli attori chiave e che si basa sulla valutazione delle
risorse e competenze di cui il centro urbano realmente dispone. La visione
orienta la gestione strategica nel lungo periodo, ha un effetto motivazionale
e attribuisce unità e significato alle azioni dei soggetti coinvolti. A tal fine,
una visione efficace é:
 realistica, attuabile e credibile se assume come base i punti critici (positivi e
negativi) evidenziati dall'audit, si basa sulle risorse e sulle competenze
distintive, è traslabile in linee e obiettivi;
 chiara e comunicabile se individua in una o in poche frasi la direttrice principale
lungo la quale il centro intende procedere per lo sviluppo;
 condivisa e attraente se nata da un processo inclusivo, focalizzata su un futuro
desiderabile e contenente elementi di richiamo emozionale oltre che razionale.
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La costruzione di una visione con le caratteristiche individuate trae origine dall'attenta
osservazione dello scenario attuale, nell'ambito del quale particolare attenzione deve
essere riposta alla considerazione della "storia delle strategie" pianificate e realizzate,
deliberate ed emergenti che hanno interessato nel passato l'area oggetto di riflessione
strategica. Di fatto l'analisi e le conclusioni relative ai progetti - pubblici e privati, già
realizzati, in corso di realizzazione e in fase di attivazione - può consentire di
individuare modalità di integrazione con le strategie ereditate dal passato, di
individuare e superarne i limiti e di ampliarne gli effetti positivi.
La costruzione di una visione che risulti condivisa e attraente implica inoltre, come già
evidenziato in precedenza, la più ampia partecipazione possibile delle diverse
categorie di stakeholder alla sua formulazione. La visione non viene elaborata in prima
istanza in maniera definitiva e vincolante e non appare separata dalla pianificazione: il
processo di costruzione della strategia e di modificazione della visione è interattivo e
in divenire.
La versione definitiva della visione sarà parallela alla definizione del piano e sarà
coerente non solo con le analisi di partenza, ma anche con la strategia pianificata;
essa inoltre sintetizzerà le intese intervenute nel corso del processo e apparirà
correttamente declinata in linee strategiche, obiettivi e azioni definite da progetti e
programmi . In altri termini, la vision sarà il risultato di una costruzione sociale la cui
validità risulterà collegata alla ricchezza delle interazioni, delle sperimentazioni e delle
progettazioni che il processo di pianificazione strategica sarà in grado di produrre .
In tale direzione, il primo fondamentale compito dell'amministrazione locale che si fa
carico di avviare il processo è rappresentato dall'individuazione di efficaci modalità di
consensus huilding, attraverso la creazione di reti di attori-decisori locali invitati e
stimolati a prendere parte attivamente alla definizione della visione e delle linee
strategiche. Gli stakeholder aderenti daranno luogo, insieme all'istituzione comunale,
al "consiglio" o"tavolo" per lo sviluppo del centro urbano. Il tavolo", che nasce come
organismo per realizzare il disegno di gestione strategica del centro urbano, deve
presentare alcune connotazioni indispensabili. Deve innanzitutto rappresentare in
modo completo ed equilibrato le diverse tipologie di portatori d'interesse che si
riveleranno nel contempo attuatori e beneficiari della strategia e deve essere aperto
rispetto all'adesione di ulteriori soggetti rappresentativi. Le decisioni prese al suo
interno devono essere successivamente ratificate e attuate dagli stessi soggetti che lo
compongono. Il confronto interno deve essere favorito da meccanismi di comunicazione anche non formalizzati, ma i ruoli di ciascun soggetto devono essere chiari così
come i contributi apportati e gli obiettivi specifici perseguiti. Deve essere sempre
aperto un canale di comunicazione bi-direzionale con gli stakeholder rappresentati
indirettamente o esclusi dal tavolo.
Il livello di integrazione degli stakeholder nei meccanismi di discussione e decisione
del tavolo impatta sulla capacità dello stesso di pervenire alla formulazione di un
disegno effettivamente condiviso e unanimemente apprezzato. In tal senso, è
possibile prefigurare diverse modalità di coinvolgimento che presuppongono un
differente livello di integrazione degli attori locali. In particolare, ad un livello di
integrazione più basso farà riferimento l'adozione di strumenti quali i newsgroup, i
forum sul web, i call center, i contact point (segreterie, ufficio relazioni con il pubblico,
chioschi etc.) e così via. Ad un livello di integrazione intermedio farà riferimento il
ricorso a strumenti quali i focus group e le interviste in profondità con testimoni
privilegiati. Ad un livello di integrazione elevato sono rinvenibili strumenti quali le
assemblee, i forum tematici, le commissioni o gruppi di lavoro aperti alla
partecipazione diretta degli attori locali. È in questo ultimo caso che si realizza il
confronto diretto e sincrono con i decision maker consentendo di rendere possibile,
rispetto alle questioni affrontate, una effettiva co-progettazione.
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Diverse sono le metodologie e le tecniche adottate per realizzare questa integrazione
"spinta" degli attori chiave nei processi decisionali. Guardando all'evidenza empirica è
possibile individuare quelle comunemente utilizzate, di cui si propone nel proseguo
una sintetica descrizione.
Modelli e tecniche per la progettazione partecipata
OPEN SPACE TECHNOLOGY (OST)
La tecnica Open Space Technology è stata creata nella metà degli anni '80 da
Harrison Owen, un esperto americano di scienza delle organizzazioni sulla base di
un'intuizione: le persone che partecipavano alle sue conferenze apprezzavano più di
ogni altra cosa i coffée break che rappresentavano un'occasione di relazione e
confronto libero.
Partecipanti e Facilitatori: E tendenzialmente aperto a tutti i partecipanti interessati, ma può anche essere rivolti a soggetti specificamente individuati. il numero di
partecipanti può variare da un minimo di 5 ad oltre 1.000 convenuti. È prevista la
presenza di uno o più facilitatori.
Durata: da uno a tre giorni.
Descrizione: il metodo si basa sull'autorganizzazione, non vanno proposti programmi
predefiniti e non sono necessari relatori. La scelta del tema è cruciale: deve
focalizzare la discussione e stimolare la partecipazione del gruppo. I partecipanti
devono essere realmente interessati al tema e pronti ad impegnarsi nel discuterlo,
altrimenti l'OST non funziona. Sono i partecipanti a proporre gli argomenti che
ritengono interessanti, dichiarandoli in plenaria, scrivendoli su cartoncini e affiggendoli
su un muro. Intorno a questi, attraverso adesioni spontanee, si formano i gruppi che
lavorano in sessioni parallele. Quattro principi e una legge guidano il conduttore e i
partecipanti durante il workshop. principi sono:
 chiunque venga è la persona giusta;
 qualsiasi cosa accada è l'unica che poteva accadere;
 in qualsiasi momento cominci, è il momento giusto;
 quando è finita, è finita.
La legge che definisce i criteri di libertà e responsabilità alla base del funzionamento
dello strumento è quella dei "due piedi": chi si accorge che non sta né imparando né
contribuendo alle attività, deve alzarsi e spostarsi in un luogo in cui puoi essere più
produttivo. Lo spostamento verso un altro gruppo non va interpretato come segno di
rabbia o ostilità sebbene i comportamenti eccessivamente autoritari ed egocentrici
vengono sanzionati proprio dall'abbandono del gruppo piuttosto che dal confronto
diretto con il soggetto monopolizzatore. Gli unici responsabili di un evento noioso o
poco stimolante vengono ad essere i suoi stessi partecipanti: è questa consapevolezza
a rendere il lavoro più appassionato e produttivo nonostante nessuno abbia il controllo
sul processo. Ciascun gruppo sintetizza i risultati degli argomenti affrontati e
restituisce un report. Tutti i report vengono raccolti, acquisiti dall'organizzatore e
distribuiti a tutti i partecipanti (in formato digitale c/o affissi).
METAPLAN
Il metodo Metaplan nasce in Germania negli anni '70 ad opera dei fratelli Wolfgang
ed Eberhard Schnelle.
Partecipanti e Facilitatori: i partecipanti possono essere individuati in comunità
ristrette o ampie il numero di partecipanti può variare da un minimo di 5 ad oltre 300
convenuti. É prevista la figura del facilitatore chiamato a illustrare i principi di
funzionamento, l'utilizzo degli strumenti e a gestire il gruppo.
Durata: da uno a tre giorni.
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Descrizione: il Metaplan è una metodologia che utilizza un insieme articolato di
tecniche di gestione dei processi di comunicazione nei gruppi di lavoro e di discussione
visualizzata di supporto all'intero processo di lavoro. In ogni fase si prevede l'utilizzo
da parte dei convenuti di diversi materiali: rotoli di carta, figure geometriche adesive
di carta di diverso colore e dimensione, pennarelli colorati, bollini adesivi, strutture
precostituite (assi cartesiani, reti, schemi ad albero, liste graduate etc.).
Il processo si articola nelle seguenti fasi:
 presentazione e apertura: il facilitatore definisce il programma di lavoro e gli
obiettivi;
 comunicazione: i partecipanti esprimono le loro opinioni in merito al tema in
oggetto scrivendole su dei fogli di carta colorati che saranno attaccati sulle
pareti e resi visibili a tutti;
 clusterizzazione: le opinioni espresse individualmente vengono aggregate;
 group working: vengono formati dei gruppi di lavoro che avranno il compito di
analizzarle, facendo emergere gli elementi problematici dell'aspetto su cui
hanno scelto di lavorare, di proporre idee e individuare soluzioni;
 action planning: il lavoro di gruppo viene riportato in una riunione plenaria e si
perviene, in seguito a votazione, alla definizione di un piano d'azione
PLANNING FOR REAL
Il Planning for Real (PFR) viene sviluppato nella seconda parte degli anni '70 dalla
Education for Neighborhood Change dell'Università di Nottingham e registrato dalla
Neighborhood Initiatives Foundation (MF), un'organizzazione no profìt fondata nel
1988 da Tony Gibson con sede a Telford in Inghilterra. Partecipanti e Facilitatori: il
metodo è aperto alle comunità residenti o a parte di esse. Il numero di partecipanti
può essere elevato, in tal caso si opera una successiva suddivisione in gruppi. Tecnici
e rappresentanti istituzionali possono essere presenti ma il loro intervento è limitato a
rispondere a domande specifiche: vengono visti più come risorsa di supporto che
come stakeholder. E previsto un facilitatore.
Durata: diversi giorni nell'arco di 3 mesi.
Descrizione: l'area viene rappresentata da un plastico (in scala 1:300,
preferibilmente costruito in una prima sessione in collaborazione con gli stessi
partecipanti) dove possono essere identificati gli elementi del quartiere. In una prima
sessione analitica ogni partecipante posiziona sul plastico apposite schede colorate
prestampate (nelle ultime versioni del modello) o scritte di pugno identifìcando le
principali questioni della comunità. La fase progettuale prevede che intorno alle
questioni individuate si formino gruppi più ristretti che. vengono informati con appositi
materiali (documenti, pannelli etc.) su vincoli e opportunità per la trasformazione
urbana (budget, soluzioni sperimentate altrove, vincoli e standard urbanistici etc.) e
quindi procedono a:
 posizionare interventi migliorativi (ad es. verde pubblico, negozi, parchi giochi,
parcheggi etc.) la cui fattibilità, nel caso di carte prestampate, è stata verificata in
via preliminare;
 negoziare su interessi in conflitto e priorità posizionando le carte su un tabellone
che individua tre aree: "now, soon, later". In plenaria si procede quindi ad una
sintesi e all'elaborazione di proposte specifiche.
EUROPEAN AWARNESS SCENARIO WORKSHOP (EASW)
La metodologia EASW nasce in Danimarca all'inizio degli anni '90. Nel 1994 è stata
adottata ufficialmente, promossa e diffusa dal programma Innovazione della
Commissione Europea.
32
Partecipanti e Facilitatori: il workshop EASW presuppone l'individuazione degli
stakeholder partecipanti in 4 gruppi di attori: amministratori/politici, tecnici/esperti,
imprenditori, cittadini. Il numero di partecipanti può variare da 24 a 40. É previsto il
coordinamento da parte di un gruppo di facilitatori.
II workshop si articola in due fasi: l'elaborazione di visioni future e lo sviluppo di idee
e azioni.
Durata: Può durare una o più giornate: «una giornata di workshop consente di
avviare percorso partecipato promuovendo una discussione che dovrà poi essere
ripresa ed approfondita in successivi incontri. Due giornate consentono di approfondire
le discussioni identificando alcune priorità di azione. Tre giornate consentono di
sviluppare delle proposte operative concrete».
Descrizione: nella prima fase, a ciascuna delle quattro categorie di attori partecipanti
è chiesto di sviluppare visioni relative ad un futuro possibile a dieci anni. Nella fase
plenaria di discussione si apre il confronto sugli scenari realizzati dalle diverse
categorie e si individuano i temi più significativi su cui concentrare l'attenzione. Si
scompone nuovamente l'assemblea, ma in quattro gruppi tematici a composizione
mista tra le diverse categorie di attori. Attraverso sessioni successive, con l'utilizzo di
tecniche diverse di brainstorming, di visualizzazione e di negoziazione ciascun gruppo
elabora idee e possibili modalità di realizzazione. Le idee vengono selezionate ed un
massimo di cinque ne vengono presentate nella sessione plenaria di chiusura del
workshop. In plenaria, dopo la presentazione delle idee avviene una votazione finale
che individua cinque idee da realizzare attraverso piani di azione congiunti.
GOAL ORIENTED PROJECT PLANNING (GOPP)
Il GOPP è un metodo che facilita la pianificazione e il coordinamento di progetti
attraverso una chiara definizione degli obiettivi e si inquadra in un approccio integrato
denominato PCM (Project Cycle Management) e diffuso nel 1993 dalla
Commissione Europea conte standard di qualità nelle fasi di programmazione,
gestione e valutazione di interventi complessi. Partecipanti e Facilitatori: Il
workshop GOPP è solitamente riservato a stakeholder chiave (subjects) e il numero di
partecipanti del workshop può variare dai 10 ai 15. È sempre prevista la presenza di
un facilitatore.
Durata: da uno a tre giorni.
Descrizione: la metodologia utilizza tecniche di visualizzazione: nella fase di analisi i
partecipanti scrivono le loro opinioni su cartoncini adesivi colorati, che vengono
incollati su cartelloni dove possono essere spostati e aggregati dai partecipanti. Anche
i problemi vengono visualizzati e viene costruito un diagramma ad albero relativo ai
problemi poi convertito in un diagramma di obiettivi (albero delle soluzioni).
La fase di analisi è composta dalle seguenti sottofasi:
 definizione/verifica dell'entità: si tratta di definire il tema, l'argomento su cui
avviene l'esercizio di progettazione;
 analisi degli attori-chiave: viene realizzata una matrice degli stakeholder
del tipo di quella richiamata in precedenza;
 analisi dei problemi: viene realizzato lì "albero dei problemi";
 analisi degli obiettivi: viene realizzato I' "albero degli obiettivi";
 identificazione ambiti d'intervento: viene realizzato il clustering degli obiettivi
sulla base delle competenze tecnico-professionali c/o istituzionali necessarie per
raggiungerli.
 scelta degli ambiti d'intervento: selezione degli obiettivi sulla base di criteri
condivisi di priorità;
 defnizione della logica di intervento: definizione di quattro livelli in rapporto
verticale causa-effetto - Obiettivi Generali, Obiettivo di progetto, Risultati, Azioni;
 analisi del rischio;
33
 definizione degli indicatori;
 programmazione temporale delle attività;
La fase di progettazione viene sintetizzata da una matrice, il logical •framework (o
quadro logico), che mette in relazione le quattro componenti della logica d'intervento,
gli indicatori di raggiungimento, le fonti presso le quali reperire i dati a essi relativi e
soprattutto le ipotesi, definibili come quei fattori o condizioni esterni al progetto, ma
importanti per raggiungere i risultati e gli obiettivi del progetto.
In generale, la metodologia GOPP durante la gestione del ciclo di vita di un
progetto (PCM), può intervenire nei seguenti momenti-chiave:
 la fase di identificazione (analisi a mezzo di un identification workshop);
 all'inizio della fase di studio di fattibilità o progettazione esecutiva (progettazione
a mezzo di un formulation workshop);
 a metà percorso (review, workshop per definire e condividere eventuali
adattamenti qualora siano emersi problemi o nuove opportunità),  al termine del progetto (evaluation workshop per verificare il raggiungimento
degli obiettivi e individuare eventuali suggerimenti per successivi miglioramenti e
progetti futuri).
Le diverse metodologie di progettazione partecipata presentano tre caratteristiche
comuni. In primo luogo, la figura del facilitatore (che viene prevista da tutte le
metodologie sebbene il suo ruolo sia più "leggero" nel caso della OST e
metodologicamente molto più presente negli approcci fortemente strutturati come il
Metaplan e la EASW) che dirige un processo al tempo stesso cognitivo, creativo e
motivante e, senza entrare nel merito dei contenuti, conduce gli attori a riconoscere
cause ed effetti di problemi, a elaborare visioni, a determinare obiettivi e a individuare
percorsi praticabili.
In secondo luogo, le tecniche di organizzazione dei gruppi di lavoro in plenaria o in
sessioni'. E infine, le tecniche e gli strumenti di comunicazione visiva e fisica che, pur
assumendo un peso differente nell'ambito delle diverse metodologie, si basano: sulla
forma scritta (che sostituisce o rinforza quella orale disciplinando e focalizzando le
proposte dei convenuti); sulla visualizzazione e classificazione condivisa di fogli e
biglietti che riportano idee e proposte; sulla sintesi in documenti che vengono
condivisi e restituiti ai partecipanti (schemi a matrice, instant report etc.).
La formulazione della strategia
Il passaggio dalla fase di costruzione della visione alla progettazione vera e propria
della strategia e dei relativi obiettivi è un momento chiave, in cui gli attori-decisori
coinvolti sono impegnati nella concertazione dei contenuti che contraddistingueranno
la pianificazione strategica. Si tratta, in particolare, di definire tre livelli di obiettivi
progressivamente più di dettaglio: le linee strategiche, che definiscono la coerenza
complessiva del piano e che risultano da un lavoro di sintesi creativa basato sulle
analisi strategiche e sulla vision; gli obiettivi specifici, che hanno una portata più
ridotta e che sono il risultato di una negoziazione tra gli attori coinvolti; i risultati, che
sono definiti dai vantaggi, in termini di servizi, che riceveranno i beneficiari e che
vengono realizzati dalle specifiche azioni pianificate.
La formalizzazione dei diversi obiettivi avviene attraverso l'elaborazione di piani
classificabili, in base al loro raggio d'azione, su differenti livelli. In particolare, è
indispensabile pervenire alla redazione dei seguenti documenti:
 business plan: di ampio respiro, di durata pluriennale, definibile anche
"architettura strategica"';
 action plan: connessi alla realizzazione di specifiche iniziative, di durata
annuale.
34
Come per l'elaborazione della visione, anche per la predisposizione di questi
documenti possono essere seguite diverse logiche, a seconda dell'effettivo livello di
coinvolgimento e di integrazione nel processo garantito agli attori locali.
La tipologia di interventi
L'oggetto della pianificazione strategica per il centro urbano può essere rappresentato
da interventi sulle condizioni strutturali dell'area ovvero da attività di tipo
organizzativo e manageriale (ATCM, 2000). In merito ai primi, è possibile far
riferimento a: interventi di riqualificazione c/o rifunzionalizzazione di beni che
appartengono al patrimonio storico-artistico pubblico., interventi di arredo urbano;
creazione di spazi di aggregazione sociale (aree pedonalizzate, spazi attrezzati a verde
pubblico, giardini etc.); interventi di riqualificazione e/o rifunzionalizzazione di edifici
in degrado o dismessi da parte di soggetti privati e pubblici; interventi di risanamento
c/o riqualificazione su beni privati (edifici, negozi, vetrine etc.) che per localizzazione e
caratteristiche contribuiscono a definire il livello di decoro del centro; investimenti
volti a consentire, regolare e agevolare l'accessibilità e la fruizione del centro (mezzi
pubblici, strade e piazze, parcheggi, segnaletica etc.); investimenti per il
miglioramento delle condizioni ambientali generali dell'area (installazione di
telecamere per la sorveglianza e, o per l'accesso regolato, manutenzione delle strade
etc.). In linea di massima, questi interventi di tipo strutturale sono ricompresi nel
piano pluriennale di più ampio respiro.
Per quanto concerne invece gli interventi di natura organizzativa e gestionale, è
possibile ricondurli essenzialmente alle seguenti tipologie: azioni di promozione e
marketing dell'area (comunicazione, creazione di un brand del centro città,
organizzazione di eventi speciali o periodici etc.); azioni di sistematizzazione e
integrazione dell'offerta commerciale (interventi sul mix di attività -"tenant mix" - che
definiscono l'offerta commerciale dell'area', interventi sull'organizzazione per la
definizione di un modello di offerta integrato, attraverso, ad esempio, la definizione di
orari comuni, servizi comuni ai clienti etc.). Tali interventi e attività, per loro stessa
natura, possono risultare indipendenti nell'implementazione rispetto a quelli di tipo
strutturale. Spesso tuttavia azioni organizzative e manageriali realmente incisive
presuppongono la preventiva realizzazione di uno o più tra gli interventi di natura
strutturale sopra richiamati. Come ampiamente enfatizzato nelle precedenti parti del
lavoro, è su queste azioni di tipo gestionale che occorre far leva per promuovere il
coinvolgimento e l'integrazione degli attori locali e definire in tal modo un modello di
governance delle differenti componenti del sistema d'offerta dei centri città.
Le modalità di finanziamento degli interventi
La natura delle fonti di finanziamento attivabili è strettamente connessa alla tipologia
di interventi da realizzare. Le azioni sulle condizioni strutturali dell'area
presuppongono un finanziamento pubblico che, nella maggior parte dei casi, è
totalitario. Le attività di tipo gestionale possono prevedere invece una
compartecipazione finanziaria da parte dei diversi partner pubblici e privati coinvolti.
In linea più generale, le risorse finanziarie possono assumere una triplice natura :
 finanziamenti pubblici (comunali, regionali, nazionali, comunitari):
 contributi privati conferiti direttamente dai beneficiari;
 entrate realizzate dall'attività comune (sponsorizzazioni, vendita di beni e servizi
etc.).
Quanto ai contributi privati, versati da imprese e da singoli imprenditori che operano
sia nel comparto del commercio che della ristorazione, del turismo,
dell'entertainement, dell'artigianato, della finanza e così via, e/o da consumatori, è
possibile osservare che essi possono assumere due diverse forme: finanziamenti che
35
coprono il costo annuo dell'iniziativa; finanziamenti del singolo progetto sulla base
dell'interesse che il singolo finanziatore privato ha nello specifico, secondo il
cosiddetto "shopping list approach" . Le due configurazioni sono tuttavia estreme ed è
ammissibile che per alcuni progetti/attività si preveda la copertura complessiva fin
dall'inizio, mentre per altri tale copertura venga rimandata alla fase realizzativa sulla
base di contributi privati o finanziamenti pubblici resisi disponibili.
Da non sottovalutare il problema del free riding: alcuni dei beneficiari dell'iniziativa
potrebbero dichiararsi non disponibili a sostenerne i costi ottenendone comunque i
benefici. In realtà è tendenzialmente scontato il tentativo di riconnettere benefici e
vantaggi agli sforzi profusi nell'iniziativa, ma non sempre questo è possibile in
particolare quando i benefici vengono ottenuti da un ampio insieme di soggetti come
esternalità positive. In questi casi, quando viene richiesto un contributo ai privati ed il
beneficio non è selettivo rispetto ai contribuenti, può rendersi necessaria o
maggiormente indicata l'adozione di forme di contribuzione totalitaria obbligatoria.
L'identificazione della struttura organizzativa
La fase di pianificazione se da un lato deve necessariamente indicare quelli che
saranno i soggetti attuatori delle singole attività, dall'altro può prevedere o meno la
costituzione di un organismo che curi la gestione dell'iniziativa e rimandarne la
costituzione o la formalizzazione alla fase di implementazione. Può pertanto essere
deciso che l'organizzazione che guiderà l'iniziativa sia di natura diversa da quella che
l'ha promossa o pianificata. In linea di massima, è possibile affermare che la natura
dell'ente di gestione e la delega nei suoi confronti di funzioni e poteri risultano
strettamente connesse alla complessità e alla portata del piano.
Nei contesti come quello anglosassone dove gli interventi di tipo strutturale
presentano una minore complessità, la gestione dell'iniziativa si traduce in aspetti
prevalentemente manageriali connessi al marketing e al controllo del mix di offerta
commerciale. In questi casi la gestione può essere demandata ad un'apposita società
a cui partecipano i membri dell'organismo che ha dato origine all'avvio dell'iniziativa e
altri attori
locali che possono aggiungersi in corso d'opera. Nel contesto italiano, caratterizzato
da livelli di complessità ambientale maggiore, si possono invece prospettare
configurazioni alternative. Può verificarsi che l'organismo progettuale, che vede il
comune in posizione di controllo, prosegua la propria attività anche
nell'implementazione della strategia. Può verificarsi che il comune si faccia
direttamente carico della supervisione dell'intero processo con particolare attenzione
al coordinamento e alla realizzazione degli interventi strutturali, delegando ad un altro
organo o ad una società costituita ad hoc gli aspetti gestionali connessi al marketing e
ai servizi. Può, infine, verificarsi che si opti per la costituzione di una struttura
istituzionalmente delegata all'implementazione di tutti gli interventi programmati per
la rivitalizzazione del centro città. In tale ultimo caso, l'organismo può assumere
diverse forme (associazione, fondazione, agenzia. consorzio, società) e può prevedere
una differente partecipazione pubblico-privata. Quando vengono coinvolti soggetti
imprenditoriali privati, la partnership può avere natura informale è il caso prevalente:
si fonda su un semplice accordo tra i partner - o formale - è il caso più in crescita
negli ultimi anni: prevede la costituzione di una vera e propria società dotata di
autonomia giuridica e patrimoniale.
L'implementazione della strategia
36
Dopo aver definito le azioni strategiche da realizzare, individuato i soggetti
responsabili e le modalità di reperimento delle necessarie risorse finanziarie, occorre
passare all'implementazione dei singoli progetti che, a seconda delle caratteristiche,
possono richiedere tempi di attuazione più o meno lunghi. Come abbondantemente
notato dalla letteratura, risulta indispensabile individuare in questa fase un mediatore
- cosiddetto facilitator- cui affidare operativamente il progetto da implementare.
Indipendentemente dalla forma organizzativa prescelta per l'organismo di gestione è
infatti necessario individuare una figura tecnica in grado di assicurare il coordinamento
tra le azioni strutturali e gestionali che saranno poste in essere, nonché presiedere a
funzioni trasversali rispetto alle linee d'azione (quali, ad esempio: il monitoraggio e la
valutazione; la rendicontazione; la revisione e il completamento dei piani: la
comunicazione).
Deve conseguentemente trattarsi di un manager dotato delle competenze necessarie a
guidare l'organismo di gestione e ad assicurare: il raggiungimento degli obiettivi; il
reperimento dei fondi; la promozione, sulla base delle necessità individuate, di
cambiamenti, integrazioni e revisioni nei piani annuali. L'individuazione e la nomina
del manager, da effettuarsi sulla base delle sue esperienze e competenze, non può
quindi essere esclusivamente "politica" o comunque realizzata in autonomia
dall'amministrazione comunale, ma deve ottenere il consenso dei soggetti che
partecipano all'organisino di gestione ed eventualmente essere realiz-zata mediante il
ricorso ad head hunter specializzati.
Uno dei compiti fondamentali cui tale manager è chiamato è il mantenimento del
coinvolgimento degli stakeholder anche nella fase attuativa. Un'adeguata base
partecipativa consente infatti di prevenire contestazioni e conflitti. La partecipazione
può, ancora una volta, avvenire a livelli differenti e in momenti diversi: alcuni
stakeholder vengono direttamente a far parte dell'organismo di gestione; altri
collaborano soltanto ad alcune attività; altri sono sentiti a cadenze regolari o in
particolari occasioni o ancora sono richiamati a partecipare a nuovi workshop di
progettazione / riprogettazione.
Parte integrante della fase di implementazione della strategia è il monitoraggio e la
valutazione in itinere dei risultati raggiunti, indispensabile per il completamento e la
revisione, anche profonda, delle linee e dei programmi originari. La valutazione in
itinere risponde soprattutto all'esigenza di verificare il grado di raggiungimento degli
obiettivi facendo emergere gli eventuali scostamenti dei risultati conseguiti rispetto a
quelli attesi, nonché l'andamento delle variabili relative all'ambiente esterno e al
macro ambiente. Al fine di evitare che cambiamenti nelle condizioni ambientali
vengano rilevati soltanto ex post come causa del mancato raggiungimento degli
obiettivi, occorre monitorate evoluzioni, realizzazioni di fattori di rischio previsti e
mutamenti di contesto imprevisti e valutato il loro impatto sul centro urbano.
Le valutazioni a tale livello di analisi potrebbero suggerire modifiche. adattamenti o
integrazioni di strategie e programmi. Il completamento e la revisione di strategie e
programmi possono richiedere nuovamente l'utilizzo di strumenti e metodologie della
pianificazione partecipata (il GOPP, ad esempio, prevede proprio nella fase di
implementazione dei workshop finalizzati al completamento e alla revisione delle
strategie). Nel caso dell'insorgere di resistenze e conflitti possono invece essere
utilizzate metodologie e tecniche specifiche. I processi di pianificazione, in particolare
quelli partecipativi, non prevedono il ricorso al voto anche perché questo potrebbe
comunque rivelarsi totalmente inefficace. L'azione oppositiva di piccole minoranze
possiede infatti spesso il potenziale di realizzare veti difficilmente rimovibili e di
paralizzare le attività. La realizzazione di processi di pianificazione partecipativi
costituisce il primo antidoto rispetto a questi atteggiamenti che spesso, piuttosto che
tutelare interessi legittimi, hanno lo scopo di costringere la controparte a tener conto
di interessi ritenuti ingiustamente trascurati.
37
La risoluzione classica per i conflitti è il ricorso in tribunale, ma la procedura è lunga
costosa ed ha spesso l'effetto di far attuare soluzioni cautelative c/o conservative
paralizzando l'attività in pendenza di giudizio o facendone disporre l'annullamento e il
ripristino delle situazioni preesistenti. In ogni caso, la soluzione in giudizio realizza
l'esasperazione di posizioni piuttosto che il contemperamento di interessi e tende a far
realizzare soluzioni legalmente inattaccabili piuttosto che dotate di un'ampia base di
consenso. Il contesto americano in cui i ricorsi giurisdizionali sono frequenti da tempo
fa riferimento ad altre modalità di risoluzione delle dispute come arbitrati o meglio
attraverso modalità costruttive di risoluzione della disputa.
Una disputa può essere affrontata con metodologie strutturate analoghe a quelle della
pianificazione partecipata: procedendo con una prima ampia analisi identificativa degli
stakeholder che si oppongono e dei loro interessi mediante interviste dirette e focus
group; utilizzando facilitatori (mediatori), metodologie e tecniche di negoziazione.
1.15 Il monitoraggio attraverso i Key
Performance Indicators
Nell'era degli indicatori, si registra un ampio e diffuso utilizzo di KM per dimostrare
l'efficacia degli sforzi compiuti per la riqualificazione delle aree urbane. Una
consistente letteratura ha affrontato il tema, evidenziando la tipologia di indicatori più
frequentemente utilizzati. Come accennato, altra parte della letteratura ha tuttavia
evidenziato i limiti - concettuali ernetodologici - insiti nel ricorso massiccio ai soli KM
per la valutazione, notando che «indicators are just that: indicators, not answers»
(Innes, Booher, 2000).
In termini generali, l'indicatore è una misura quantitativa, composta da una o più
variabili, in grado di rappresentare un fenomeno ovvero una complessa realtà fisica,
economica o sociale, oltre che capace di riassumerne l'andamento. La semplicità del
sistema informativo che alimenta il flusso dei dati e la relativa economicità del
meccanismo, derivante dalla possibilità di utilizzare informazioni in gran parte già
esistenti presso le varie organizzazioni presenti sul territorio, costituiscono i punti di
forza di questa metodologia valutativa, adoperata sempre più spesso anche per
verificare i risultati della pianificazione strategica territoriale.
Con riferimento specifico alla gestione dei centri città, la valutazione delle iniziative
attivate richiede la sistematica raccolta di dati relativi alle principali variabili che
impattano sulla vitalità, vivibilità e attrattività. Ovviamente, quanto maggiore è il
numero delle variabili sottoposte a monitoraggio tanto più accurato sarà il giudizio
espresso sullo stato di salute del centro urbano e sui risultati delle azioni di
valorizzazione e rivitalizzazione. Tuttavia, al fine di assicurare la rilevanza decisionale
delle informazioni e contenere al contempo i costi connessi alle rilevazioni, è
opportuno evitare una eccessiva proliferazione di indicatori limitandosi a considerare e, dunque, a monitorare- solo le variabili ritenute determinanti nel percorso di
sviluppo intrapreso. Ne consegue che la scelta degli indicatori è sostanzialmente
legata alla tipologia di obiettivi che s'intende perseguire. Così, ad esempio, qualora
l'obiettivo principale fosse il rilancio delle attività commerciali localizzate nel centro
città sarebbe necessario scegliere gli indicatori connessi direttamente o indirettamente
a tale aspetto, quali ad esempio la percentuale dei negozi vuoti, i flussi pedonali, il
giro d'affari dei punti vendita e così via; qualora invece l'obiettivo fosse il
miglioramento generale delle condizioni di vivibilità dell'area occorrerebbe considerare
indicatori relativi, ad esempio, al livello di pulizia e manutenzione delle aree pubbliche,
alla sicurezza, alle infrastrutture, ai servizi pubblici e così via.
38
A partire dalle esperienze maggiormente consolidate e dalla letteratura sul tema, è
possibile operare una sintesi dei principali indicatori a cui, in linea di massima, si può
ricorrere nella valutazione sistematica dello stato di salute dei centri urbani e al
contempo dell'efficacia delle iniziative intraprese per la loro rivitalizzazione. Detti
indicatori sono riconducibili a differenti aree tematiche che, come detto, assumono
diversa rilevanza a seconda degli specifici obiettivi strategici perseguiti. Sarà così
possibile considerare dimensioni relative alle condizioni ambientali generali dell'area
oggetto della strategia, al suo stato di salute, ai progressi fatti registrare nel corso del
tempo, o, ancora, relative ad altri fenomeni che impattano sulla sua vitalità. Per
ciascuna di queste categorie, differenti sono le dimensioni indagabili e conseguentemente le specifiche unità di misura utilizzabili.
Nel proseguo ci si sofferma sinteticamente su tali variabili e sulle motivazioni per cui
esse assumono - o, meglio, possono assumere - significatività nel processo di
monitoraggio.
Le condizioni rnacro-ambientali dell'area. Le informazioni più preziose con riferimento
alle condizioni ambientali generali sono relative alla popolazione, ai livelli
occupazionali e alla struttura economica dei centro città. Le informazioni sulla
popolazione, in particolare, riguardano il numero complessivo degli abitanti dell'area e
la loro distribuzione per fasce d'età e per reddito percepito: l'indicazione che se ne
trae è la consistenza del mercato potenziale per le attività economiche e di servizio
localizzate nel centro. nonché la sua possibile segmentazione. Le informazioni
sull'occupazione riguardano, invece, il numero di persone che lavorano in centro (sia
residenti che non) - ulteriore indicazione della domanda potenziale di beni e servizi
dell'area - e la distribuzione dell'occupazione tra i diversi settori economici:
l'indicazione che se ne può trarre è, ad esempio il peso che assumono le attività
commerciali e di entertainement. Indicazioni più precise possono derivare, infine,
dall'analisi della struttura economica locale, attraverso la considerazione del numero
di imprese attive, dei settori di appartenenza e dei tassi di nati-mortalità fatti
registrare. La lettura combinata di questi dati consente di evidenziare il ruolo che il
centro città svolge in termini demografici ed economici e la sua attrattività per
potenziali nuovi investitori.
Elenco delle key performance Indicators utilizzabili
TIPOLOGIA
DIMENSIONI
CONSIDERATE
Condizioni
macro- Popolazione
ambientali
Occupazione
Struttura economica
PRINCIPALI VARIABILI
UTILIZZATE
Popolazione
totale
nel
centro città:distribuzione
della popolazione per fasce
d’età:distribuzione
della
popolazione per reddito
percepito
Tasso di occupazione nel
centro città. Distribuzione
dell’occupazione tra settori
produttivi e di servizio
Numero di imprese:peso
delle attività commerciali,
alberghiere e ristorative:
Tasso
di
natalità
e
mortalità delle imprese in
questi settori
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Stato di salute
centro urbano
del Frequentazione
centro città
Parcheggi
Altri indicatori specifici
del Numero di persone che
camminano nel centro
Numero
di
posti-auto
disponibili,
liberi
e
a
pagamento:Durata media
della
sosta;Percezione
degli utenti sul prezzo, la
disponibilità
e
l’accessibilità ai parcheggi
Trasporto pubblico
Tasso di utilizzo dei mezzi
pubblici: Numero di corse
giornaliere verso il centro
per categoria di mezzi:
percezione degli utenti
sulla qualità dei mezzi
pubblici
Criminalità e sicurezza
Statistiche
sulla
criminalità;Numero
di
poliziotti e di vigilantes
operanti nell’area;
Varietà dell’offerta
Numero di grandi catene
organizzate,Numero
di
negozi
indipendenti,Tipologie
di
negozi/locali,Soddisfazione
dei city users rispetto alla
varietà dell’offerta
Infrastrutture e servizi Numero di info-point, di
pubblici
bagni pubblici, di fermate
di
mezzi
pubblici,di
panchine di cestini,di spazi
aperti,(parchi
piazze
e
giardini)
all’interno
del
centro città
Manutenzione e pulizie Spesa pro capite per la
delle strade
manutenzione e la pulizia
delle strade; frequenza di
ispezione delle autorità
pubbliche per verificare il
livello di pulizia
Servizi per categorie Numero di parcheggi per
speciali
disabili
e
donne
incinta;Numero di bagni
pubblici
attrezzati
per
disabili
e
cambiare
bambini;Servizio
di
trasporto
pubblico
per
disabili e genitori con
bambini
turismo
Numero di presenze negli
uffici
turistici
locali;
Numero di visitatori delle
attrazioni culturali; Tasso
40
Vita Notturna
di occupazione dei posti
letto;Soddisfazione
dei
turisti
Numero di frequentatori
nelle
ore
notturne;
Numero di locali ed attività
commerciali aperti nelle
ore notturne;parcheggi e
servizi
di
trasporto
pubblico disponibili nelle
ore notturne.
Lo stato di salute dell'arca. Le informazioni più preziose con riferimento allo stato di
salute del centro sono relative alla vivacità del commercio e all'andamento del
mercato immobiliare. Dato lo storico legame esistente fra centri urbani e commercio che oltre a rappresentare un fattore decisivo di caratterizzazione degli spazi pubblici in
cui si esprime il senso della civiltà urbana alimenta da sempre la vitalità del cuore
delle città - risulta indispensabile raccogliere informazioni connesse in modo diretto o
indiretto a questo aspetto, quali: la quantità di locali ad uso commerciale vuoti, la diversità nella destinazione d'uso - che misura lo spazio occupato dalle diverse funzioni
e la variazione nel loro rapporto ed equilibrio - la rendita sulle proprietà ad uso
commerciale, il giro d'affari dei punti vendita. Preziose risultano pure le informazioni
relative al mercato immobiliare in generale, quali: il tasso medio degli affitti, la
redditività a medio-lungo termine degli immobili e così via. Il quadro che ne emerge è
rappresentativo dell'appeal che l'arca riesce ad esercitare nei confronti di potenziali
nuovi investitori, nonché delle priorità d'intervento per i responsabili della pianificazione strategica.
Lo sviluppo dell'area. Le informazioni più preziose con riferimento al grado di sviluppo
dell'area d'interesse della strategia implementata sono relative ai progressi fatti
registrare in termini di frequentazione, accessibilità, servizi, sicurezza e qualità
complessiva dell'ambiente, nonché in termini di visibilità dei risultati direttamente
riconducibili alle attività svolte. Un primo, fondamentale indicatore - probabilmente il
più "empirico'" ed utilizzato - è rappresentato dai flussi pedonali, che impattano
direttamente sulla vivacità dell'arca e il cui trend testimonia in tutta evidenza il
successo o l'insuccesso dell'azione di rivitalizzazione portata avanti. Occorre rilevare
sistematicamente la quantità di persone che camminano per le strade, non solo nelle
diverse parti del centro città, ma anche in momenti differenti.
Parallelamente al numero di frequentatori dell'area, occorre valutare con attenzione e
sistematicità i progressi che si registrano in termini di accessibilità alla stessa,
considerando variabili quali: la frequenza e la qualità dei servizi di trasporto pubblico:
la qualità, quantità e tipologia dei parcheggi disponibili: la disponibilità di piste
ciclabili; le infrastrutture per la mobilità dei pedoni e così via. Occorre, inoltre,
considerare più in generale tutti gli elementi infrastrutturali e di servizio che
impattano sulla vivibilità e attrattività del centro città, tra cui, ad esempio: l'igiene e la
pulizia di strade e piazze; lo stato di mantenimento e tutela dei beni storici e artistici;
il grado di inquinamento dell'aria; il livello di traffico e di inquinamento acustico; la
presenza e lo stato di mantenimento di spazi pubblici aperti e aree verdi; la presenza
di contenitori per i rifiuti, panchine e altri elementi di arredo urbano; la presenza di
bagni pubblici e di servizi per persone diversamente abili o per donne in attesa; la
presenza di punti informativi e di un'adeguata segnaletica e così via. Altre dimensioni,
come quella della sicurezza personale, per la rilevanza che assumono, meritano una
specifica e costante valutazione: occorrerà così non soltanto predisporre tutte le
misure idonee a migliorare la sicurezza delle diverse categorie di city users e a
41
favorire la prevenzione della criminalità (attraverso ad esempio I'installazione di
telecamere di video-sorveglianza) ma anche controllare sistematicamente l'efficacia
degli sforzi compiuti in questa direzione (attraverso indagini statistiche sul tasso di
criminalità). In particolare, i dati da rilevare e confrontare - riguarderanno il numero
di rapine, scippi, furti di auto e di motoveicoli, furti con scasso, omicidi e violenze
avvenuti nel centro. Indicatori preziosi dello sviluppo del centro città saranno anche
quelli relativi alla varietà dell'offerta commerciale presente e alla riconoscibilità dei
risultati delle attività implementate. Quanto al primo punto, occorrerà valutare le
attività commerciali presenti, classificandole sia per tipologia merceologica/di servizio
sia per stato giuridico (ad esempio, grandi catene, franchising, negozi indipendenti e
così via.). Molti studi dimostrano infatti che le vie per lo shopping in cui prevalgono le
grandi catene e i negozi in franchising - ovvero i brand più noti - hanno performance
superiori a quelle in cui ci sono solo negozi indipendenti; d'altra parte una eccessiva
concentrazione di grandi catene e franchising comporta una perdita di identità del
luogo. Ne consegue che il giusto equilibrio tra le diverse tipologie commerciali è
necessario per garantire l’appeal dell'area. Oggetto di valutazione saranno, infine,
anche i risultati oggettivi raggiunti dalla strategia implementata; si valuteranno così il
numero e il successo delle iniziative attivate (eventi, attività promozionali, convegni
etc.), nonché il numero di partner - pubblici e privati - coinvolti fattivamente nelle
azioni.
Altri indicatori d'interesse. Altre informazioni specifiche possono risultare più o meno
significative a seconda degli obiettivi perseguiti. Possono, ad esempio, risultare
preziosi i dati relativi al turismo: il numero di persone che mediamente visitano e
pernottano in città contribuisce a definire ulteriormente il mercato potenziale per le
attività economiche e di servizio localizzate nel centro. Possibili indicatori utilizzabili
saranno, ad esempio: il numero di persone che si recano presso gli uffici locali di
informazione turistica, il tasso medio di occupazione dei posti letto negli alberghi
dell'area il numero di visitatori delle attrazioni storico-artistico-culturali dell'area e così
via. Altra dimensione di particolare interesse può essere rappresentata dall'economia
notturna: il livello di vitalità del centro città nelle ore notturne è indicativo, ancora una
volta, della sua capacità d'attrazione e risulta particolarmente utile per potenziali
nuovi investitori (ad esempio, in attività ristorative o di entertainment localizzate
nell'area), nonché per i responsabili della pianificazione strategica (ad esempio, per
l'organizzazione ottimale di eventi nell'area). Possibili indicatori utilizzabili saranno, ad
esempio: il numero di locali e attività commerciali aperti nelle ore notturne (pub.
ristoranti, bar, cinema, teatri etc.), il numero di corse di mezzi di trasporto pubblico e
i parcheggi disponibili nelle ore notturne, il numero di episodi criminali registrati e il
numero di frequentatori dell'area in quella fascia oraria.
È evidente che la rilevazione sistematica dei dati necessari alla costruzione dei
suddetti indicatori comporta considerevoli costi, motivo per il quale, come detto,
l'attenzione è solitamente concentrata solo su alcuni di essi. Occorre tuttavia
evidenziare che molti dei dati occorrenti sono regolarmente prodotti per altri scopi da
specifiche organizzazioni pubbliche e private presenti sul territorio e risultano pertanto
reperibili a costo zero. Così, ad esempio per costruire indicatori relativi al numero di
locali non occupati e alla dinamica degli affitti è possibile contattare le agenzie di
intermediazione immobiliare operanti nel centro città; allo stesso modo, per ottenere
dati sul trend delle vendite è possibile rivolgersi alle associazioni di categoria e così
via. Risulta pertanto fondamentale attivare una rete di partnership con tutti i soggetti
pubblici e privati che rilevano sistematicamente dati potenzialmente interessanti, in
modo da limitare la raccolta diretta alle sole informazioni non disponibili.
Ove fosse assolutamente necessario, numerose sono le possibilità per la rilevazione di
dati primari: in generale, è possibile ricorrere all'osservazione diretta, utile alla
costruzione di indicatori numerici in grado di monitorare determinati aspetti ritenuti di
42
particolare rilievo per la rivitalizzazione del centro urbano; in alternativa, nè possibile
eseguire un'indagine ad hoc, somministrando questionari finalizzati a misurare il grado
di soddisfazione dei city users attraverso il confronto tra aspettative e percezioni in
merito alla qualità delle numerose componenti del sistema d'offerta; ancora, è possibile realizzare un maggiore coinvolgimento delle diverse categorie di stakeholder e,
dunque, ottenere una conoscenza più approfondita dei fenomeni, attraverso metodi di
contatto basati su incontri e discussioni, quali le interviste in profondità e i focus
group.
L'inclusione sistematica di tali metodologie nel processo valutativo, pur comportando
un evidente aggravio dei costi e dei tempi dello stesso e pur dovendo,
conseguentemente, essere limitata alle sole variabili ritenute realmente "critiche",
appare indispensabile ed imprescindibile al fine di garantire la necessaria e fedele
rappresentazione dei diversi interessi, pubblici e privati, coinvolti. In estrema sintesi, è
possibile affermare che è questa una condizione senza la quale neppure troverebbe
compiuta realizzazione il processo democratico. Una maggiore conoscenza degli attori
coinvolti a vario titolo nei percorsi di sviluppo territoriale è funzionale
all'implementazione delle azioni correttive che la valutazione stessa deve suggerire,
dal momento che valutare non vuol dire solo decretare il successo o l'insuccesso di
una strategia ma anche definire la strada da percorrere per migliorarla, laddove se ne
ravvisi la necessità. In altri termini, alla valutazione occorre guardare non tanto come
ad uno strumento di supporto all'attività delle amministrazioni pubbliche, chiamate
periodicamente a rendicontare i risultati conseguiti, quanto come ad un mezzo per
rispondere meglio alle esigenze espresse dal loro "mercato".
I risultati dell'attività valutativa come strumento di marketing
L'adozione di indicatori di performance e, più in generale, di sistemi valutativi integrati
di tipo quantitativo e, qualitativo, oltre che a rispondere all'esigenza di "misurare" i
miglioramenti ottenuti e indicare gli eventuali aggiustamenti da apportare alle azioni
implementate, di fatto consente il conseguimento di una ulteriore, fondamentale e,
come detto, nella pratica corrente spesso prevalente finalità: fungere cioè da prezioso
strumento di promozione e marketing del centro città e del progetto strategico di
rivitalizzazione. I risultati riscontrati con l'attività di monitoraggio possono infatti
essere adeguatamente divulgati al fine di favorire l'ottenimento di finanziamenti
aggiuntivi e il coinvolgimento di nuovi sponsor, aumentando altresì il grado di
condivisione e di fiducia dei partecipanti nei confronti delle iniziative intraprese
In tal senso, i KPI non soltanto rappresentano un essenziale strumento di
monitoraggio della performance complessiva del centro urbano e dei risultati delle
singole iniziative implementate per la sua rivitalizzazione ma possono anche essere
utilizzati per realizzare attività promozionali e di marketing dei piani di gestione
strategica del centro città, al fine di rafforzare nei potenziali partecipanti la percezione
dei reali benefici che progetti di questo tipo possono arrecare a tutti gli attori e le
attività localizzate nell'area.
L'utilizzo di indicatori di performance a fini promozionali non è tuttavia scevro da
difficoltà. Occorre infatti discernere la tipologia di misurazioni maggiormente efficaci in
relazione a diverse variabili critiche. Innanzitutto pare necessario partire dalla chiara
identificazione del target delle iniziative promozionali, che può alternativamente
essere rappresentato da operatori/attori già coinvolti nel piano strategico - con un
conseguente respiro locale del promotion-mix da implementare - ovvero da
operatori/attori sovra-locali, non attualmente parte integrante della partnership. In
perfetta coerenza con la tipologia di target audience individuata, deve essere definito
l'obiettivo che s'intende raggiungere. In linea di massima, si potrà puntare a
confermare o, auspicabilmente, incrementare le risorse pubbliche e private attratte
43
per l'implementazione del piano ovvero, più in generale, creare conoscenza e
consapevolezza dei risultati raggiunti e dei miglioramenti apportati al centro città.
In base al target individuato e agli obiettivi perseguiti è possibile individuare i KPI
maggiormente significativi e adeguati e, allo stesso tempo, le specifiche leve
comunicazionali e promozionali da utilizzare. Differenti risulteranno così gli indicatori
efficacemente spendibili a seconda che si pensi di attrarre nuovi sponsor ovvero
dimostrare all'opinione pubblica i miglioramenti alla vivibilità dell'area; e, ancora, a
seconda che i destinatari della comunicazione siano o meno attualmente coinvolti nella
partnership.
I KPMG identificati come maggiormente significativi influenzeranno conseguentemente
la scelta degli strumenti di comunicazione più adeguati: dal materiale cartaceo di tipo
informativo-promozionale (brochure, leaflets etc.) alle iniziative di public relation
(organizzazione di convegni, relazioni con i media etc.).
Seguendo il percorso logico proposto si punta a conferire sistematicità all'utilizzo dei
risultati dell'attività valutativa e si eleva quest'ultima a prezioso strumento di
marketing. Questa impostazione sembra rispondere appieno ad una esigenza,
particolarmente sentita nei progetti di gestione strategica del centro città: il tentativo
di promuovere l'acquisizione di finanziamenti e contributi a sostegno dell'intero piano
annuale piuttosto che contributi legati alla singola iniziativa progettata. Risulta
ovviamente vitale, per il successo della strategia, l'incremento costante e progressivo
della base di risorse strutturali, a disposizione dei responsabili del processo per
l'implementazione delle azioni ritenute più urgenti, a fronte delle risorse vincolate a
specifiche e circoscritte iniziative. A tal fine, l'utilizzo ragionato e professionale dei KPI,
adeguatamente selezionati in base alle esigenze contestuali, può essere senz'altro di
supporto. D'altra parte, però, è stato notato che l'utilizzo di KPI in attività di
comunicazione può indurre ad errori di interpretazione e di comprensione da parte
dell'audience più lontana e meno informata sulla realtà socioeconomica oggetto della
strategia e sugli obiettivi specifici della stessa. Il rischio è che il disegno strategico di
rivitalizzazione del centro «cari be held responsible for everything!» (Hogg, 2000;
Hogg et al., 2001), sicché man mano che la comunicazione si allarga e si indirizza
verso un target esterno più accurata, ragionata e scrupolosa deve divenire la
selezione degli indicatori da adoperare.
SCALA
TERRITORI
ALE
Locale
OBIETTIV
O
TARGET AUDIENCE
KPI UTILIZZABILI
Mantenere
gli
investimen
ti attuali ed
attrarne di
nuovi
Sponsor
attuali
e
potenziali
delle
iniziative
implementate,
sia
pubbliche che private
(autorità
pubbliche
locali,
dettaglianti
ecc.)
-Flussi Pedonali
-Criminalità e sicurezza
-Vendite commerciali
-varietà dell’offerta
-Turismo
-Locali non utilizzati
-Rendimento medio degli
immobili
(…)
Creare
coscienza
dei risultati
raggiunti e
City
Users
(residenti,shoppers,pe
ndolari)
-Parcheggi
-Criminalità e sicurezza
-Vita notturna
-Servizi per categorie
ATTIVITA’
DI
MARKETING
Newsletter
Media
relations
Materiale
stampato
(Brochure,leaf
lets, etc)
Networking
Eventi
pubblici
Newsletters
Networking
44
dei
migliorame
nti
apportati al
centro città
SovraLocale
Attrarre
risorse
dall’esterno
da
utilizzare
nelle
iniziative di
rivitalizzazi
one
del
centro o in
generale
nella
promozion
e
della
città/territo
rio in cui il
centro
è
inserito
Innalzare il
livello
di
conoscenza
delliniziativ
a
dei
successi
ottenuti
Associazioni
di
categoria
(Confindustria,Confco
mmercio,confartigiana
to ecc)
Autorità
pubbliche
sovra-locali (regonali,
nazionali, europee)
Altri
centri-città
interessati
ed
associazioni
del
settore
speciali
-Infrastrutture e servizi
pubblici
-Manutenzione e pulizie
delle strade
Media
relations
Rendimento medio degli
immobili
Tasso medio degli affitti
Flussi pedonali
Vendite commerciali
Turismo
Locali non utilizzati
Public
relations
Pubblicazioni
di settore
Meeting
-Criminalità e sicurezza
-Flussi pedonali
-Vendite commerciali
-Turismo
-Rendimento medio degli
immobili
-Livello degli affitti
-Locali non utilizzato
Media
relations
Pubblicazioni
specializzate
Eventi
pubblici
45
1. 16 Piano operativo degli interventi di marketing per la
tenuta del sistema commerciale dei comuni di Gioia del
Colle, Valenzano, Corato, Turi e Gravina.
Il commercio è tra gli aspetti più significativi dello spazio urbano. La sua
valorizzazione garantisce vitalità economica e qualità urbana. Gli elementi costituenti
l'arredo commerciale (insegna, tenda, vetrina, illuminazione, impianti tecnici) per
quanto possano essere discreti, finiscono con l'imporre una visibilità che sviluppa
rapporto con il tessuto urbano.
Questo è un aspetto significativo del problema della riqualificazione urbana, un
problema composito, che per essere affrontato e risolto comporta interventi sia sullo
spazio pubblico che su quello privato.
A fronte di questa considerazione appare chiara l'opportunità di suggerire riflessioni
progettuali tese a ricomporre la vivacità degli edifici e della strada.
Va detto che insegne, tende frangisole e corpi illuminanti, sono regolamentati dalle
prescrizioni presenti nel regolamento edilizio comunale, allo scopo di ottenere il
rispetto dei requisiti di qualità e di miglior inserimento nel singolo manufatto edilizio.
Il Piano Urbano del Commercio partendo dalle valide indicazioni dello strumento
normativo, si prefigge di allargare l'ottica progettuale, dall'unità minima di coerenza
riferita al singolo edificio, ad un'unità di coerenza del sistema commerciale.
Parallelamente al progetto di valorizzazione dell'identità del luogo di commercio, è
necessario porre attenzione a quell'articolato complesso di fattori che costituisce lo
spazio fisico del quartiere. Prioritario risulta, infatti, considerare i caratteri delle
architetture presenti ed il loro grado di dignitosa e gradevole manutenzione, il decoro
degli elementi caratterizzanti il commercio e di quelli costituenti lo spazio pubblico: le
piazze, le strade, i marciapiedi, la qualità degli elementi di arredo urbano: corpi illuminanti, panchine, fioriere, cartellonistica pubblicitaria e segnaletica stradale.
È essenziale concepire e realizzare in modo unitario gli elementi commerciali, lo spazio
pubblico e l'arredo. Le azioni necessarie dovranno tendere a fornire risposte alla
RIVITALIZZAZIONE COMMERCIALE attraverso, i seguenti filoni di intervento:
 potenziamento del mix merceologico Il miglioramento dell'offerta merceologica
deve tendere a portare sul sistema commerciale urbano merceologie mancanti e/o
quelle che possono svolgere un ruolo trainante.
 potenziamento e diversificazione dei servizi connessi alla vendita
L'offerta e l'immagine dei punti vendita possono trarre margini di miglioramento
operativo anche mediante l'ampliamento e l'ideazione di nuove modalità di
distribuzione e consegna delle merci al cliente, l'assistenza informativa e tecnica prima
e dopo la vendita. L'utilità dei servizi connessi alla vendita è maggiormente incisiva se
costruita a partire dalle specificità dei prodotti e del mercato locale.
 coordinamento delle piccole trasformazionì urbane e valorizzazione
delle identità dei luoghi e dei tessuti urbani. Un contributo positivo alla
rivitalizzazione commerciale può venire dalla razionalizzazione degli interventi di
manutenzione della città: pavimentazioni di strade e marciapiedi, illuminazione
pubblica, interventi di arredo urbano, ristrutturazione di facciate ed edifici.
Interventi che considerati in una logica di sistema, possono contribuire a
costruire un contesto di decoro e bellezza orientato a migliorare lo scambio di
merci e socialità.
46
L'assetto complessivo del sistema della mobilità incide notevolmente sulle condizioni
d'uso e di sviluppo del sistema commerciale dei comuni di Gioia del Colle,
Corato,Valenzano e Turi.
II tema dell'accessibilità deve essere risolto in armonia con l'assetto urbano e
commerciale, favorendo l'accessibilità e incentivando la mobilità pedonale, la
razionalizzazione e il potenziamento delle infrastrutture di sosta esistenti.
II sistemi sopra richiamati richiedono azioni di manutenzione urbana che vengono
ancora prima di un progetto di riqualificazione.
Il tema centrale è il mantenimento dell'attività di scambio, tenendo conto da una
parte, delle necessità della clientela di raggiungere il negozio e parcheggiare, senza
che questo diventi dissuasivo per la sosta né un problema per la circolazione e, dall'altra parte, occorre ipotizzare nuove modalità e conformazioni della segnaletica, delle
insegne e delle tende che possano valorizzare e sostenere la visibilità dei negozi e lo
sfruttamento del passaggio veicolare.
È sintomatico, infatti, che in questi sistemi la fruizione del commerciale avviene anche
attraverso l'automobile, creando una dinamica che obbliga a riflessioni, inerenti
modalità di "take away", dando soluzioni al tema della sosta.
Il potenziamento e la valorizzazione del contesto, richiede la definizione della
identità del sistema urbano, attraverso:
1. il potenziamento dell'arredo urbano:
a. segnaletica urbana e commerciale
b. sistema di sedute
c. elementi naturali e fioriere
d. fontane
e. cestini
f. dissuasori e transenne
g. rastrelliere per bici e motocicli
2. la valorizzazione degli spazi pubblici, anche attraverso l'animazione e
l'organizzazione di eventi
3. il coordinamento dell'immagine dei fronti commerciali (vetrine, insegne,
tende)
4. la riqualificazione dei fronti edilizi, attraverso il Piano del Colore
5. la costruzione di un sistema integrato di segnaletica urbana e commerciale
6. la ripavimentazione, il ridisegno e la valorizzazione dei percorsi pedonali
7. il coordinamento dell'illuminazione pubblica e commerciale
8. il monitoraggio informatizzato e la segnalazione della sosta disponibile
nelle diverse aree destinate a parcheggio con pannelli posti lungo le vie di maggiore
transito e accesso al sistema urbano
9. il completamento dei fronti commerciali e l'articolazione del mix merceologico
mediante l'apertura di nuove attività negli spazi inattivi
10. la realizzazione di operazioni integrate di marketing urbano e
commerciale
Fattori che, unitamente a quelli di natura culturale, di svago, di tempo libero, oltre
ovviamente a quelli di natura sociale, possono costituire fattori di potenziamento dei
livelli di gradevolezza dell'offerta commerciale cittadina.
I centri storici Sono ambiti che chiedono di valorizzare l'immagine commerciale, la
vivacità degli edifici e dello spazio pubblico mediante un progetto unitario di
coordinamento relativo a tipologia, dimensioni e colori delle architetture,
finalizzato ad esaltare l'ambito urbano e sistema commerciale.
Sono necessarie azioni di marketing per avviare un processo sociale e di impresa,
mediante il quale dare vita alla concezione di idee, beni e servizi, di
promozione e di distribuzione, con l'obiettivo di realizzare scambi di natura
47
economica e sociale soddisfacenti. Sarà necessario coinvolgere più attività
commerciali e paracommerciali localizzate nello stesso reticolo di vie per consentire
l'amplificazione dei risultati in termini di visibilità, di immagine e di ritorno economico.
In questo novero di interventi le azioni finanziabili attengono alla:
 realizzazione,
integrazione,
ammodernamento
di
pavimentazione
e
illuminazione delle vie, piazze e parcheggi pubblici, compreso l'adeguamento
delle relative reti tecnologiche e la costruzione di servizi igienici e arredo degli
stessi, con la finalità del miglioramento delle dotazioni infrastrutturali del
commercio
 installazione di impianti e apparecchi per illuminazione di aree pubbliche a finalità
commerciali e folcloristiche
 acquisizione di nuove attrezzature e altri beni (arredo urbano) per aree
pedonalizzate e aree dove si svolgono i mercati
 realizzazione di chioschi di informazione e/o di spazi appositamente dedicati ed
attrezzati, finalizzati alla diffusione delle informazioni di carattere commerciale a
favore del cittadino, nonché la realizzazione diffusa di segnaletica e
cartellonistica commerciale e urbana ammodernamento degli immobili, adeguamento degli impianti tecnici, acquisto delle attrezzature, strumenti e
prodotti informatici.
I principale obiettivo delle azioni di Piano deve essere il potenziamento
dell'«effetto città» per il sistema urbano commerciale del centro, sia da un punto di
vista urbanistico sia da un punto di vista commerciale.
L'adeguamento delle aree pedonali, unitamente al coordinamento di insegne,
vetrine e tende parasole, potrà essere il primo passo per potenziare l'immagine del
centro città.
Occorre rilevare i limitati spazi di intervento su questi temi in quanto, non ci sono
strumenti normativi in grado di modificare il lay out merceologico e il mix di attività,
e attualmente è vietata la segnaletica direzionale in centro storico.
Si può proporre, nell’ambito di un consorzio o di una forma di aggregazione degli
operatori (condizione necessaria per alcune iniziative):
- la valorizzazione di percorsi “dedicati” tramite segnaletica collocata nelle aree
parcheggio;
- un accordo per opzionare i locali lasciati liberi per nuove attività, che integrano
l’offerta.
Per aumentare le opportunità di intervento in merito alla valorizzazione delle funzioni
commerciali, è necessario favorire l’ampliamento degli spazi commerciali e la
crescita dimensionale degli esercizi, integrando al contempo il sistema di offerta,
inevitabilmente lo strumento in tal senso è l’adeguamento delle normative
commerciali e urbanistiche.
Per aumentare e mantenere alta l’attenzione nei confronti dei punti vendita, nonché
per informare cittadini e turistici degli eventi e delle novità si può realizzare un
portale informativo delle attività del centro storico, in grado di permettere un
rapporto continuativo e diretto tra gli operatori e i potenziali acquirenti.
In una città a vocazione turistica un iniziativa in tale direzione potrebbe essere utile,
la modalità di realizzazione potrebbe essere quella del virtual tour, cioè un viaggio
virtuale nelle vie maggiormente commerciali e nei negozi dell’area. Per la realizzazione
di questo portale occorre un soggetto strutturato (es: consorzio) che si occupa della
promozione dello strumento presso gli operatori nella prima fase e della gestione e del
coinvolgimento degli operatori nella seconda.
48
1.17 Piano degli interventi
Gli interventi previsti con le azioni di marketing sono:
Comunicazione e marketing:
1. LOGO - Creazione di un’immagine coordinata che favorisca la riconoscibilità del
comune. Le finalità sono quelle do disporre di un “marchio” che possa favorire una
chiara identificazione delle attività di animazione, delle infrastrutture di servizio e degli
esercizi commerciali presenti nel perimetro del comune per accrescere il senso di
appartenenza di operatori economici e fruitori del comune alle iniziative in esso
realizzate.
I contenuti riguardano creazione di un logo che consenta a tutti i fruitori comune di
associare con facilità le attività ed i servizi offerti all’interno del comune ad un
elemento grafico riconoscibile ed attraente. In questo modo ci sarà un unico elemento
grafico in grado di veicolare una immagine complessiva del progetto, i luoghi di
attrazione culturale, turistica e commerciale presenti in città; le varie iniziative di
animazione previste saranno tutte connotate da tale elemento grafico, così che sia
immediato per tutti associare un logo ad un luogo fisico in cui è piacevole trascorrere
il tempo e fare acquisti di qualità. La creazione del logo identificativo del comune,
permetterà ai commercianti di godere delle ricadute positive in termini d’immagine
delle azioni promozionali previste e di segnalare la propria attività come aderente al
progetto, favorendo il senso di appartenenza ad esso.
Tutte le iniziative e gli eventi che a partire dal ------------- verranno realizzate
all’interno del comune con finalità culturale, artistica, turistica, commerciale dovranno
riportare il nuovo marchio identificativo dell’area comunale.
2. DIFFUSIONE LOGO – diffusione del logo attraverso strumenti e iniziative
promozionali (vetrofanie, shopping bag e gadget, ecc.).
FINALITA’
Diffondere il “marchio-logo” identificativo per accrescere il senso di appartenenza di
istituzioni, partner, operatori economici e fruitori finali delle diverse iniziative in esso
realizzate.
CONTENUTI
Diffusione di vetrofanie, gadget ed elementi promozionali (shopping bag, stikkers,
leaflet) che consentano a tutti i fruitori dell’area comunale di associare con facilità le
attività ed i servizi offerti all’interno del comune all’elemento grafico identificato come
logo-marchio.
In questo modo ci sarà un unico elemento grafico in grado di veicolare una immagine
complessiva del progetto, i luoghi di attrazione culturale, turistica e commerciale
presenti in città; le varie iniziative di animazione previste saranno tutte connotate da
tale elemento grafico, così che sia immediato per tutti associare un logo ad un luogo
Fisico in cui è piacevole trascorrere il tempo e fare acquisti di qualità. La distribuzione
agli esercenti di vetrofanie, espositori e materiale promo -pubblicitario con il logo
identificativo dell’area comunale, permetterà loro (su base volontaria) di godere delle
ricadute positive in termini d’immagine delle azioni promozionali previste e di
segnalare la propria attività come aderente al progetto, favorendo il senso di
appartenenza ad esso.
Tutte le iniziative e gli eventi che a partire dal -------- verranno realizzati all’interno
del comune con finalità culturale, artistica, turistica, commerciale dovranno riportare il
nuovo marchio identificativo dell’area.
AZIONI PREVISTE
 Definizione di un regolamento che disciplini le modalità di utilizzo e diffusione
del logo
49

Conferenza stampa ed iniziative editoriali per la comunicazione ai media ed al
grande pubblico del nuovo logo;
 Distribuzione di un primo “kit promozionale di avvio” agli esercenti in sede fissa
che aderiscono all’iniziativa per consentire loro di diffondere il nuovo logo
presso i visitatori del comune e facilitarne la riconoscibilità;
 Focus Group e momenti di incontro con associazioni imprenditoriali di categoria
per raccogliere proposte e suggerimenti per ottimizzare la diffusione e adozione
del logo.
3. SITO INTERNET – Creazione Sito internet con utilizzo di tecnologie innovative per
la diffusione d’informazioni puntuali su eventi-iniziative del comune;
FIINALIITA’’
Favorire la diffusione delle informazioni sulle attività, gli eventi, le iniziative
promozionali, organizzate all’interno del comune, sviluppare applicazioni web di ultima
generazione per incrementare la diffusione delle attività realizzate, promuovere più
efficacemente il logo e le iniziative promozionali, dialogare in modo interattivo e
bidirezionale con operatori e utenti finali delle attività realizzate.
CONTENUTII
Prevedere la realizzazione di un sito web “istituzionale”, luogo virtuale e interattivo
per lo scambio bidirezionale delle informazioni tra partner ed utenti, attraverso il quale
diffondere:
 la strategia, i partner e tutti i soggetti a vario titolo coinvolti ;
 la conoscenza dettagliata degli interventi previsti all’interno del comune;
 gli esercizi commerciali presenti all’interno del comune;
 il logo, le mappe e tutte le informazioni giudicate utili alla diffusione di tutte le
informazioni.
Non si tratterà di una semplice “vetrina” virtuale, ma occorre creare una vera e
propria piattaforma applicativa, in grado di stabilire relazioni bidirezionali con i propri
utenti, offrendo servizi generali e specifici via web a beneficio di una pluralità di utenti
target:
1. Turisti e Pubblico generico: potranno accedere a tutte le informazioni inerenti
alle attività del comune, ricercare con facilità i negozi commerciali di proprio interesse,
attraverso potenti motori di ricerca indicizzati per nome, categoria merceologica, via,
quartiere o polo attrattivo di appartenenza. Inviare segnalazioni e proposte,
partecipare a sondaggi on line finalizzati a verificare il grado di apprezzamento delle
iniziative realizzate.
2. Operatori del settore commercio: una specifica sezione del sito permetterà loro
di accedere ad un area riservata, per poter ricevere e scaricare moduli, reportistica
specifica, partecipare a forum di discussione on-line, effettuare proposte e
suggerimenti, inoltrare richieste, partecipare a sondaggi ad essi riservati;
3. Gestori e coordinatori dell’iniziativa: strumenti web realizzati ad hoc,
permetteranno loro di aggiornare in tempo reale i contenuti delle notizie, riceverescambiare documentazione riservata, elaborare statistiche sul grado di apprezzamento
delle iniziative realizzate, proporre sondaggi e rilevazioni puntuali sulle attività svolte.
Grazie a questa piattaforma web sarà per tutti possibile:
- convogliare le informazioni in un unico punto virtuale di accesso;
- consentire ai fruitori di avviare una comunicazione bidirezionale con gli organizzatori
– gestori delle iniziative del comune in modo da facilitare lo scambio reciproco di
informazioni, recepire e inviare segnalazioni e proposte;
-condividere via web il patrimonio di esperienze, studi, ricerche e report sulle attività
svolte, sui comportamenti dei consumatori, sul posizionamento commerciale del
comune;
-avviare sondaggi on line per monitorare presso il grande pubblico, organizzatori e
operatori commerciali il grado di apprezzamento delle iniziative realizzate.
50
4. DUC KEY PERFORMANCE INDICATOR - Implementazione di strumenti e
metodologie per la rilevazione dei risultati delle iniziative dei comuni (strumenti di
rilevazione flussi pedonali, indagini di customer satisfaction, ecc.).
FINALITA’
Potenziare e rendere sistematica l’attività di analisi, ricerca e progettazione della
iniziative per operatori e utenti del comune, grazie all’introduzione d’indicatori,
strumenti e metodologie specifiche per la verifica puntuale degli obiettivi di risultato
definiti, il grado di soddisfazione raggiunto, il posizionamento commerciale
complessivo del comune. In questo modo si vuole accrescere il livello di conoscenza
della situazione commerciale, monitorare in base a parametri oggettivi, scientifici di
natura quantitativa e qualitativa, la reale efficacia dei servizi offerti e delle diverse
iniziative realizzate all’interno del comune.
La definizione d’indicatori di risultato e la costante attività di monitoraggio consentirà
inoltre di applicare i necessari correttivi alle azioni realizzate così da pianificare in
modo più aderente alle necessità le azioni future.
CONTENUTI
E’ prevista la:
- definizione di specifici indicatori di risultato (Key Performance Indicator);
- diffusione di specifici questionari in occasione degli eventi programmati nell’area del
comune;
- l’acquisto e l’installazione di strumenti specifici per la rilevazione e la verifica dei
flussi pedonali in via principale nelle vie direttrici di ingresso del comune
- la raccolta di segnalazioni e commenti attraverso l’utilizzo di una sezione a ciò
dedicata del sito internet istituzionale del comune.
AZIONI PREVISTE
- Definizione Key Performance Indicator
- Corretta individuazione delle diverse metodologie e strumenti di monitoraggio da
attivare;
- Installazione nuove attrezzature e sistemi di rilevazione flussi pedonali;
- Raccolta sistematica dei dati e delle informazioni rilevanti e loro disamina;
- Definizione delle linee correttive o di potenziamento sulle base delle azioni attivate
5. BANCA DATI – Realizzazione ricerca e creazione banca dati del commercio e
dell’artigianato nell’area del comune per conoscere nel dettaglio i numeri e le
potenzialità del settore e meglio definire le azioni in funzione dei diversi target
individuati.
FINALITA’
Attuare una prima attività di ricerca con l’obiettivo di creare a regime una banca dati
del commercio e dell’artigianato per l’area del comune, in modo da approfondire nel
dettaglio dati, informazioni e potenzialità del settore commerciale, monitorare nel
tempo le performance e meglio profilare le esigenze di consumatori, commercianti e
residenti dell’area. Ciò costituisce presupposto fondamentale per dialogare
consapevolmente con il mercato e giungere ad una pianificazione mirata degli
interventi di sviluppo per l’area e gli operatori del comune.
CONTENUTI
E’ prevista la realizzazione di un’indagine qualitativa e quantitativa di tutte le forme di
attività commerciali e artigianali operanti all’interno del perimetro del comune,
attraverso la raccolta puntuale di dati, immagini e informazioni, realizzando una banca
dati informativa ed un accurato repertorio fotografico e multimediale sulla attività
commerciali.
AZIONI PREVISTE
- Progettazione di questionari e metodi operativi di raccolta ed analisi dei dati raccolti;
- Organizzazione delle fasi di raccolta dati (selezione, formazione e gestione degli
intervistatori);
51
- Realizzazione progetto (rielaborazione dei dati raccolti, elaborazione data base
estrumenti informatici ad hoc per raccogliere,archiviare e diffondere le informazioni
archiviate).
6. PROGETTO ARREDO URBANO - piano di norme e regolamenti (linee guida) per
pianificare e rendere integrate secondo una chiara strategia di sviluppo urbano le
politiche e le destinazioni di spazi esterni (dehors, vetrine) per le pmi del commercio
FINALITA’
Il progetto promuove un’azione di sistema altamente innovativa e sfidante, volta alla
creazione di strumenti di coordinamento e di riordino relativi agli elementi di arredo
urbano per i pubblici esercizi e le imprese del settore commercio in sede fissa del
Comune.
Lo scopo del progetto è duplice e strettamente correlato:
- predisporre, con la partecipazione delle Associazioni imprenditoriali maggiormente
rappresentative degli operatori privati dell’area del comune, delle linee guida relative
agli elementi di comunicazione esterna dei punti vendita del settore commercio;
- caratterizzare alcune importanti arterie commerciali della città ricompresse nel
comune con elementi urbani coordinati ed esteticamente attraenti per valorizzare
l’immagine della zona di riferimento, migliorare la qualità estetica delle attività
collocate sul fronte strada, aggiungere un nuovo fattore di attrattività per i visitatori e
residenti della città.
Per realizzare tali obiettivi si vuole progettare e realizzare un “Abaco” delle
componenti di arredo e d’immagine degli spazi esterni degli esercizi commerciali in
sede fissa, opportunamente integrati con strumenti regolamentari che vincolino
l’attuazione degli interventi dei privati al rispetto di precise norme comunali (es.
Regolamento Edilizio, Regolamento di Polizia Urbana, PRG)
CONTENUTI
Il progetto si struttura logicamente in due fasi distinte, ma strettamente
interdipendenti:
1. La prima fase prevede una ricognizione puntuale dello stato di fatto, la
progettazione e la realizzazione delle linee guida delle componenti di arredo urbano
relativo agli esercizi commerciali della zona comunale (insegne, tendaggi, dehor,
arredo e decoro ambientale, etc.).
Tale fase si deve articolerà su un periodo temporale di minimo 12 mesi in quanto sarà
necessario modificare gli attuali strumenti di regolamentazione urbanistica, edilizia e
di Polizia Urbana. In via sperimentale tuttavia, si provvederà ad individuare delle linee
guida da sottoporre al vaglio della Giunta comunale, entro un arco temporale ,
finalizzate e propedeutiche ai contenuti specifici del bando pubblico con il quale
verranno erogati contributi economici agli operatori economici di alcune vie del
comune selezionate in accordo con le Associazioni imprenditoriali di categoria. Tali
contributi verranno erogati attribuendo una certa premialità agli operatori privati che
rinnoveranno le proprie vetrine, plateatici, insegne, tende, in accordo con le linee
guida definite ed approvate dalla Giunta, rientranti nelle tipologie di spesa previste dal
Bando Regionale sui distretti urbani commerciali.
2. Sulla base dell’esperienza maturata grazie alla sperimentazione avviata, verrà
attuata la seconda fase che prevede:
a. l’estensione ed il completamento delle linee guida a tutto il centro città;
b. la progettazione di altre modalità adeguate per fornire incentivi agli operatori
commerciali che intendono rinnovare e adeguare la propria immagine esterna
aderendo alle linee guida individuate.
AZIONI PREVISTE
- coinvolgimento da parte dell’Amministrazione comunale delle associazioni di
categoria rappresentative degli operatori commerciali; rilevazione ed analisi dello
stato di fatto;
52
- predisposizione di una prima bozza delle linee guida, approvate dalla Giunta
Comunale, finalizzate alla predisposizione di un primo bando “sperimentale” destinato
agli operatori di determinate vie del centro storico;
- approvazione e pubblicazione del bando co-finanziato con risorse regionali tramite
una specifica “misura” destinata a finanziare tali interventi;
-realizzazione interventi, erogazione dei contributi, valutazione dei risultati raggiunti;
- progettazione delle linee guida “definitive”;
- condivisione con operatori commerciali e Amministrazione Comunale;
- approvazione delle linee guida e dell’abaco di riferimento in Consiglio Comunale, con
contestuale integrazione degli strumenti regolamentari vigenti;
- predisposizione, approvazione e pubblicazione di altre forme di incentivo per i
privati;
- realizzazione degli interventi e erogazione dei contributi previsti
Promozione ed animazione:
7. CALENDARIO UNICO EVENTI – Creazione e gestione di un calendario unico e
coordinato di eventi di animazione territoriale per animare e rendere più attrattivo il
commercio, gli spazi ed i luoghi di attrazione presenti all’interno del comune;
FINALITA’
Garantire maggior efficacia alle azioni di promozione ed agli eventi che animeranno il
comune, attraverso la definizione di un calendario concordato di eventi, così da
presentarsi all’esterno in modo unico, coordinato, continuativo, aumentando la
notorietà delle iniziative realizzate, riducendo possibili diseconomie di scala e scopo,
incrementare l’afflusso dei potenziali utenti;
CONTENUTI
Definizione di un piano annuale d’iniziative ed eventi di animazione, concordato con le
associazioni imprenditoriali del settore commercio, gli operatori culturali, economici e
sociali del territorio (commercianti, associazioni culturali e sociali, Amministrazione
comunale) così da disporre di un cartellone coordinato di eventi ed evitare
sovrapposizioni e/o incompatibilità tra le diverse iniziative pianificate in corso d’anno.
La disponibilità di tale cartellone annuale d’iniziative permetterà di comunicare con
maggior efficacia ciascuna iniziativa, ottimizzando l’utilizzo delle risorse (umane e
finanziarie) che saranno indirizzate in modo più mirato ai vari target di utenti
individuati.
Il cartellone nel suo complesso, ed ogni singola iniziativa in esso presente, dovrà
essere adeguatamente promosso attraverso:
- Sito internet del comune;
- Striscioni, manifesti formato cm.100 x 140 ed altri strumenti di comunicazione;
- Leaflet e volantini, Brochure e materiale editoriale.
Tutto ciò presuppone una stretta sinergia tra i diversi interlocutori locali coinvolti.
AZIONI PREVISTE
- Attivazione di un tavolo di confronto con i partner interessati
- Progettazione e realizzazione del calendario
- Diffusione e promozione del calendario concordato di eventi
8. ACCOGLIENZA MULTILINGUE - Servizi di cortesia e orientamento degli utenti del
comune attraverso la crescita della capacità di accoglienza in lingua straniera del
personale di servizio degli esercizi pubblici (bar e ristoranti)
Interventi strutturali di qualificazione urbana:
9. SISTEMAZIONE E RIQUALIFICAZIONE URBANA (delle vie più importanti del
centro storico) con elementi di arredo urbano (illuminazione fioriere- segnaletica)
coordinati ed omogenei
10. STRUTTURE PER ANIMAZIONE - Acquisto di attrezzature, arredi e
53
complementi d’arredo per manifestazioni (palco, gazebo, impianti audio,
impianti luci, sedie, ecc.), pannelli informativi e segnaletica necessarie alla
realizzazione delle attività di animazione e sviluppo delle iniziative comunali.
Accessibilità e mobilità
11. AREE SOSTA “ROSA” - Realizzazione di Aree di Sosta “ROSA” dedicate a
donne in attesa o con figli;
FINALITA’
Favorire e migliorare con il contributo di tutti l’accesso ai negozi del Distretto alle
donne in gravidanza o con bambini al seguito.
Dopo i parcheggi per residenti e portatori di handicap e quelli a pagamento, si
vogliono introdurre aree di sosta (rosa) dedicate alle neo-mamme, un piccolo gesto di
civiltà e rispetto che può agevolare la vita delle donne in dolce attesa o con bambini al
seguito, aumentare la qualità della vita ed i servizi di accoglienza rivolti alla famiglia,
la vivibilità complessiva dell’area.
CONTENUTI
Realizzazione di aree di sosta dedicate alle donne in gravidanza o neo-mamme,
posizionate in punti strategici del Distretto protetti da sistemi di video-sorveglianza,
ben illuminati o vicini a luoghi frequentati riconoscibili dalla segnaletica perimetrale
“rosa” o dalla P di parcheggio a sfondo rosa disegnata sull'asfalto all'interno del
tracciato che delimita l'area di sosta. In aggiunta saranno previsti cartelli presso i
parcheggi in cui sono disponibili aree di sosta per le donne. I parcheggi “rosa” saranno
a pagamento in corrispondenza dei parcheggi a pagamento (aree blu) e nei parcheggi
in struttura, gratuiti in corrispondenza di parcheggi liberi o con disco orario (aree con
tracciato bianco o rosa). Il ”Parcheggio rosa” conserverà la tradizionale tariffa poiché
tali aree di sosta non escludono dal pagamento della sosta tariffata: il Codice della
Strada non prevede di poter riservare posti auto a favore delle donne in gravidanza,
né di poter sanzionare la loro occupazione indebita. L’iniziativa, quindi, si fonda
esclusivamente sulla responsabilità e sul senso civico dei cittadini che in numerosi altri
Comuni italiani hanno accolto con attenzione e simpatia tale iniziativa;
AZIONI PREVISTE
- Attivazione di un tavolo con ufficio “pari opportunità” del Comune per
identificare i luoghi della nuova “sosta rosa “all’interno del comune;
- Definizione modalità operative per assegnazione e revoca del diritto di parcheggio in
aree rosa;
- Progettazione e realizzazione segnaletica orizzontale e verticale;
- Creazione e diffusione di materiale pubblicitario per promuovere adeguatamente
l’iniziativa.
12. PARCHEGGI BICIMIA IN PROSSIMITA’ DEL CENTRO STORICO
Implementazione parcheggi e disponibilità biciclette “BICI MIA” presso area del centro
storico;
FINALITA’
Incrementare l’accessibilità all’area del comune e lo sviluppo di mezzi per la mobilità
dolce, estendendo il già attivo servizio di bike sharing “BICIMIA” mediante la
creazione di n. ___ nuove postazioni presso i principali poli di attrazione e animazione
presenti nell’area comunale;
CONTENUTI
Il progetto prevede l’individuazione di nuove postazioni di biciclette all’interno del
perimetro del comune, che favoriranno l’utilizzo di questi mezzi di mobilità dolce da
parte degli utenti dell’area, secondo le modalità di noleggio da attivare nell’ambito di
un progetto bike sharing “BICIMIA”.
AZIONI PREVISTE
- Allestimento nuove postazioni di bike sharing
54
- Monitoraggio grado di utilizzo e apprezzamento da parte degli utenti
Sicurezza
13. ESTENSIONE SERVIZIO PRESIDIO TERRITOTIALE Misure di contrasto
all’abusivismo commerciale e di prevenzione del crimine tramite estensione
dell’attuale servizio di presidio itinerante garantito da agenti della polizia
urbana lungo i principali assi commerciali del comune
14. ASSISTENTI CIVICI - Estensione servizio ASSISTENTI CIVICI.
55
2014
Fabio Manca
[IL COMMERCIO NEL
CENTRO STORICO DEL
COMUNE DI TURI:
INDAGINE STATISTICA
ED AZIONI DI
MARKETING]
56
INDICE
INQUADRAMENTO TERRITORIALE E URBANISTICO
TURI: IL COMUNE
LO SCENARIO DEMOGRAFICO
ISTRUZIONE E OCCUPAZIONE
LO SCENARIO ECONOMICO
- Analisi del settore agricolo
- Analisi dell’industria e dell’artigianato
LO SCENARIO TURISTICO
ANALISI QUALITATIVA DEL CENTRO STORICO
I PERCORSI COMMERCIALI DEL CENTRO STORICO
INDAGINE STATISTICA AI FREQUENTATORI DEL CENTRO STORICO
IL QUESTIONARIO
RISULTATI DELL’INDAGINE
IL MODELLO MULTIVARIATO DELLO SCALING MULTIDIMENSIONAL PER
L’ANALISI DEI FATTORI PER LA RIVITALIZZAZIONE DEL CENTRO
STORICO E PER L’ANALISI DEI GIUDIZI ESPRESSI SULLE
CARATTERISTICHE DEL DECORO URBANO DEL CENTRO STORICO
IL MODELLO DELL’ANALISI FATTORIALE PER L E PER L’ANALISI DEI GIUDIZI
ESPRESSI SULLE CARATTERISTICHE DEL DECORO URBANO DEL
CENTRO STORICO E DEI FATTORI PER LA RIVITALIZZAZIONE DEL CENTRO
STORICO.
57
PIANO DI MARKETING PER IL COMUNE DI TURI
La seguente relazione è volta ad analizzare il centro storico del Comune di Turi, al fine
di realizzare un piano di marketing capace di adeguare il territorio ai mutamenti
urbanistici, sociali, commerciali e culturali che l’hanno cambiato nel corso del tempo.
La realizzazione del piano parte dal presupposto che la vitalità del centro storico sia
legata all’uso differenziato dei luoghi che lo costituiscono e, quindi, alla forza di
attrazione delle attività che si trovano al suo interno, alla loro quantità e alla loro
qualità. La rivitalizzazione del centro storico deve, perciò, provenire da un sistema
d'interventi riguardanti varie funzioni dell’uso urbano: il commercio al dettaglio, i
servizi, la ristorazione, il tempo libero e il turismo.
Questo piano di marketing si propone, quindi, di analizzare la situazione del centro
storico con un approccio multidisciplinare, nella consapevolezza che esso non è
costituito solo dalle caratteristiche dei singoli negozi, ma anche da tutti gli altri
elementi costitutivi della zona e dai servizi accessori che essa può offrire.
Per tali motivi i soggetti pubblici e privati hanno il compito e la necessità di adeguarsi
alle novità e di riqualificare la realtà del centro cittadino, sia dal punto di vista
commerciale, sia urbanistico.
Condizione essenziale per la realizzazione del piano è stata la raccolta di informazioni
(dati, risultati di indagini) necessarie a fornire un quadro ampio e articolato della
realtà locale, sia per quel che riguarda i fattori che incidono direttamente sul
fenomeno commerciale, sia per quelli che vi agiscono indirettamente (qualità urbana,
vivibilità, abitudini). Il piano si propone, quindi, di:
•
•
•
analizzare le caratteristiche territoriali e commerciali del centro storico
di Turi;
evidenziarne i punti di forza e di debolezza;
individuare linee di intervento utili per la sua valorizzazione
commerciale, urbanistica e turistica;
La metodologia e gli strumenti utilizzati a tale scopo sono:
•
•
•
•
la creazione di un database dedicato all’inserimento dei suddetti dati;
l’analisi della popolazione e del territorio comunale mediante i dai
forniti dall’Istat e dall’Amministrazione comunale;
l’analisi della rete commerciale con sopralluoghi, report fotografico e
schedatura dei principali percorsi commerciali del centro storico;
l’indagine sulla percezione dei consumatori, ottenuta tramite la
somministrazione di un questionario distribuito a 216 intervistati.
58
1. INQUADRAMENTO TERRITORIALE E URBANISTICO
Il Comune di Turi1 si estende su una superficie di 70,77 Kmq e confina con i comuni di
Casamassima, Conversano, Gioia del Colle, Rutigliano, Sammichele di Bari, e
Putignano. Esso dista 30 km da Bari ed ha una densità abitativa di 160 abitanti/Kmq.
Il Comune si erge sui primi
contrafforti
dell'altopiano
della Murgia a 254 m.s.l.m.
ed è caratterizzato da un
suolo di natura carsicocalcarea ricco di doline,
inghiottitoi, pozzi, grotte e
un’ampia
idrografia
sotterranea
da
cui
si
alimentano numerosi pozzi.
La parte settentrionale è
prevalentemente
pianeggiante,
mentre
il
restante 80% del territorio
si presenta collinare, con
rilievi che non superano i 400 m s.l.m. I più significativi sono: Monte Ferraro (280 m),
Monte Carbone (322 m), Monte Zingaro (290 m) e Monte Rotondo (398 m). Proprio
per questa caratteristica, nel territorio turese sono presenti anche due lame: Lama
Giotta e Lama S. Giorgio.
La prima, Lama Giotta, ha origine presso la via per Conversano e nei giorni di pioggia
si riempie d'acqua trasportandola, se è poca, fino alla pianura sottostante, mentre se
è abbondante, sino alla foce nel Comune di Torre a Mare.
Nel tratto terminale del territorio turese, immediatamente a monte dello sbocco a
mare (in località Cala S. Giorgio, Comune di Bari), c’è, poi, lama S. Giorgio. Questa
lama prende origine nel territorio di Sammichele di Bari e giunge nei pressi dell’abitato
di Triggiano dopo aver attraversato il territorio di Casamassima, Rutigliano, e
Noicattaro. I fianchi della lama, ad eccezione di alcuni brevi tratti, non sono
particolarmente ripidi, mentre il fondo si presenta per lunghi tratti ampio e
pianeggiante. Tale assetto e la sufficiente distanza dall’abitato fanno sì che il territorio
comunale risulti privo di aree a rischio di inondazione.
Nonostante la presenza di alcuni boschi (Bosco Gonnella, Bosco Musacco, Bosco di
Procida e Bosco di Monte Ferraro), la cartografia per l’analisi dell’uso del suolo mostra
la preponderante propensione agricola del territorio, in cui prevale il paesaggio degli
oliveti, vigneti e altri sistemi colturali. Le piantumazioni predominanti sono quelle di
olivi, ciliegi, mandorli, percochi, vite da tavola e da vino, seguite da quelle minori, ma
1
Informazioni reperite su:
http://www.ba2015.org/index.php?option=com_content&view=article&id=76&Itemid=95
e http://it.wikipedia.org/wiki/Turi
59
comunque consistenti, delle albicocche, pesche, susine, kiwi, fichi e fichi d’India.
L’apporto più importante all’economia di Turi è, però, dato dalla coltivazione di
ciliegie, delle quali la qualità "Ferrovia" rappresenta una varietà particolarmente
apprezzata all'estero per le sue doti di durezza che la rendono esportabile anche a
lunga distanza. L’importanza di questo prodotto è tale da far celebrare ogni secondo
fine settimana di giugno "La Sagra della Ciliegia Ferrovia", una manifestazione volta a
promuovere e valorizzare "L'oro rosso di Turi" con stand, mostre e manifestazioni
culturali.
Turi è situata in un’area collinare distante qualche decina di km dalla costa adriatica,
perciò il clima è di tipo sub-litoraneo con inverni moderatamente freddi ed estati calde
e asciutte. In inverno le nevicate sono deboli, ma frequenti soprattutto a febbraio
(temperatura minima assoluta: -9,0 °C; temperatura massima assoluta: 43,2 °C).
Il territorio comunale è posto nel punto di confluenza di una serie d‘infrastrutture
viarie, gerarchicamente differenziate, con funzioni di collegamento a carattere
prevalentemente locale. Dal Comune dipartono, infatti, quasi a raggiera, la S.S. 172 in
direzione Casamassima - Putignano, le strade provinciali n° 122 per Rutigliano, n° 102
per Conversano, n° 32 per Castellana, mentre il collegamento con Gioia del Colle è
garantito dalla strada provinciale n° 61 e quello con Sammichele dalla S.P. Putignano
- Sammichele n° 58. Particolarmente rilevante è la statale 172, la “strada dei trulli”,
che malgrado le sue gravissime criticità, rappresenta l’asse portante di tutto il
comprensorio.
A sud dell’abitato è localizzata la bretella provinciale con funzioni di collegamento
diretto tra la S.P. 32 e la S.S. 172 per Casamassima. Il collegamento con Bari avviene
attraverso la SS. N° 172, via Casamassima, e la S.S. n° 100 Bari - Gioia del Colle Taranto.
In seguito all’ammodernamento del tratto Bari - Capurso - Casamassima, con
caratteristiche di asse veloce a 4 corsie, risulta notevolmente ridotto il tempo
necessario per raggiungere il capoluogo.
Limitata risulta la funzione di interscambio stradale del nodo di Turi per il
collegamento tra i principali comuni limitrofi, dal momento che nella maggior parte dei
casi esistono percorsi alternativi di collegamento diretti, attraverso strade provinciali e
statali.
Il Comune non ha trasporto pubblico urbano ed è servito dalla Ferrovia Sud-Est, che lo
collega a Bari mediante la linea Sammichele – Casamassima, ed alla Valle d’Itria, per
via Putignano (la stazione delle Ferrovie dello Stato e il casello autostradale più vicini
sono quelli di Acquaviva delle Fonti).
L’itinerario più rapido per raggiungere il porto di Bari è lungo 32 km e richiede 38
minuti, mentre quello per l’aeroporto Karol Wojtyla è lungo 41 km, percorribili in 37
minuti.
60
2. TURI: IL COMUNE
LO SCENARIO DEMOGRAFICO
L’analisi demografica del Comune di Turi permette di valutare la composizione dei
residenti, che costituiscono il potenziale bacino di utenza del territorio, in modo da
capire quale target risulti numericamente più interessante. I dati qui utilizzati sono
estrapolati dal sito dell’Istat, che mette a disposizione le informazioni ufficiali più
recenti sulla popolazione residente nei Comuni italiani2.
3
Tab. 1 Andamento della popolazione residente a Turi nel sessennio 2007-2012.
Popolazione
residente
M
F
TOTALE
2007
5.663
6.025
11.688
2008
5.755
6.126
11.881
2009
5.880
6.261
12.141
2010
5.982
6.431
12.413
2011
6.238
6.502
12.740
Novembre 2012
6.435
6.607
13.042
Grafico 1
2
3
http://demo.istat.it/index.html
Dati Istat aggiornati al 31 Dicembre di ciascun anno considerato, esclusi quelli relativi al 2012.
61
Grafico 2
Dall’osservazione del trend di dati 2007–2012 emerge con chiarezza che la
popolazione del Comune di Turi è in costante aumento (Graf.1). In particolare,
la popolazione femminile è, per ciascun anno considerato, maggiore di quella
maschile che, però, ha visto un forte incremento tra il 2010 e il 2012 (Graf.2).
In generale nel corso dei sei anni presi in considerazione c’è stato un aumento
sia delle femmine che dei maschi.
4
Tab. 2 Caratteristiche delle famiglie turesi nel quinquennio 2007-2011.
2007
Numer
o
famigli
e
N. medio
component
i
nucleo
familiare
4.501
2,06
4
2008
Numer
o
famigli
e
N. medio
component
i
nucleo
familiare
4.661
2,5
2009
Numer
o
famigli
e
N. medio
component
i
nucleo
familiare
4.806
2,52
2010
2011
Numer
o
famigli
e
N. medio
component
i
nucleo
familiare
Numer
o
famigli
e
N. medio
component
i
nucleo
familiare
4.967
2,49
5.050
2,51
Dati Istat aggiornati al 31 Dicembre di ciascun anno considerato.
62
Grafico 3
Grafico 4
Dal grafico precedente (Graf.3) si evince immediatamente che il numero delle famiglie
residenti nel Comune di Turi ha subito, nel corso del quinquennio, un netto aumento.
Se osserviamo, invece, il dato relativo al numero medio dei componenti per nucleo
familiare (Graf.4), si rileva che la famiglia media è formata da un numero limitato di
componenti e che tale numero è aumentato a partire dal 2008 per poi rimanere
sostanzialmente
costante
nel
corso
degli
anni
successivi.
63
Tab. 3 Distribuzione della popolazione del Comune di Turi per classi d’età, nel
5
quinquennio 2007-2011.
2007
2008
2009
2010
2011
Classi
d’età
Totale
%
Totale
%
Totale
%
Totale
%
Totale
%
0-16
1.833
16,03
1.881
16,09
1.874
15,77
1.910
15,73
1.935
15,58
17-32
2.317
20,27
2.312
19,78
2.296
19,32
2.323
19,13
2.338
18,83
33-48
2.729
23,87
2.861
24,47
2.980
25,08
3.040
25,03
3.133
25,23
49-64
2.214
19,37
2.266
19,38
2.321
19,53
2.424
19,96
2.507
20,19
65 e
oltre
2.335
20,43
2.368
20,26
2.410
20,28
2.444
20,13
2.500
20,14
TOTALE
11.428
100%
11.688
100%
11.881
100%
12.141
100%
12.413
100%
Grafico
5
Nel corso degli anni 2007–2011, presi in esame, si registra un aumento della
distribuzione della popolazione per tutte le fasce d’età prese in considerazione.
In particolare, la fascia di popolazione racchiusa tra 33 e 48 anni sembra
essere la più numerosa e, come la classe di cittadini aventi tra i 49 e 64 anni,
ha visto una costante e forte crescita. La popolazione con età compresa tra 0 e
16 anni è, invece, la meno numerosa anche se in lieve crescita.
5
Dati Istat aggiornati al 1 Gennaio di ciascun anno considerato.
64
Grafico 6
Il grafico 6 mostra in dettaglio la distribuzione della popolazione per classi d’età
relativa al 2011, evidenziando una prevalenza di cittadini in età lavorativa; infatti
predomina la classe d’età compresa tra 33-48 anni, seguita da quella di chi ha tra i 49
e i 64 anni.
65
Indice di vecchiaia
Tale indice stima il grado d'invecchiamento di una popolazione. Esso si definisce come
il rapporto di composizione tra la popolazione anziana (65 anni e oltre) e la
popolazione più giovane (da 0 a 14 anni). I valori superiori a 100 indicano una
maggiore presenza di soggetti anziani rispetto ai giovanissimi.
Tab. 4 Indice di vecchiaia relativo al Comune di Turi nel quinquennio 2007-2011.6
Dimensione
territoriale
2007
2008
2009
2010
2011
Turi
147,1
144,7
146,5
146,2
148,5
Grafico 7
I valori riferiti a tutti i cinque anni considerati risultano superiori a 100. Questo indica
la preponderante presenza di soggetti anziani (65 anni e oltre) rispetto ai soggetti più
giovani (0-14 anni); anche se, in compenso, l’indice di vecchiaia del Comune di Turi
risulta avere un andamento piuttosto costante.
6
Dati Istat aggiornati al 1 Gennaio di ciascun anno considerato.
66
Indice di ricambio
Calcola il rapporto tra la popolazione di età compresa tra 60 e 64 anni e quella tra 15
e 19 anni, moltiplicato per cento. L’indice di ricambio è un dato molto importante ai
fini di questo studio, perché consente di valutare la rapidità con cui si attua il ricambio
della popolazione attiva e, quindi, la necessità di creare adeguate opportunità
lavorative. In altri termini esso indica la capacità della popolazione residente di
sostituire con nuovi ingressi nell’età produttiva i pensionati a breve e medio termine.
Tab. 5 Indice di ricambio relativo al Comune di Turi nel quinquennio 2007-2011.7
Dimensione
territoriale
2007
2008
2009
2010
2011
Turi
97,8
98,8
106,5
113
114,6
Grafico 8
L’indice di ricambio è pressoché stabile tra il 2007 e il 2008, mentre aumenta
progressivamente a partire dal 2009, il che vuol dire che il numero di nuovi possibili
lavoratori è in crescita.
7
Dati Istat aggiornati al 1 Gennaio di ciascun anno considerato.
67
Indice di dipendenza giovanile
E' il rapporto tra la popolazione in età non attiva (0-14 anni) e quella in età attiva (1564 anni), moltiplicato per cento. Esso rappresenta il numero di individui non autonomi
per ragioni demografiche (età 0-14) ogni 100 individui potenzialmente indipendenti
(età 15-64 anni). Questo indice permette di valutare quanti giovani sono a carico ogni
100 adulti che lavorano: più il valore è alto, più la popolazione giovane dipende da
quella adulta.
Tab. 6 Indice di dipendenza giovanile relativo al Comune di Turi nel quinquennio
2007-2011.8
Dimensione
territoriale
2007
2008
2009
2010
2011
Turi
21,14
21,29
21,01
20,83
20,44
Grafico 9
I valori, piuttosto bassi e costanti nel corso dei cinque anni considerati, hanno subito
un
lieve
calo
a
partire
dal
2010.
8
Dati Istat aggiornati al 1 Gennaio di ciascun anno considerato.
68
La popolazione straniera residente
Nell’ambito dell’analisi delle caratteristiche strutturali della popolazione di Turi è stata
approfondita anche l’area relativa alla presenza della popolazione straniera residente.
Tab. 7 Bilancio demografico dei cittadini stranieri e incidenza sulla popolazione nel
quinquennio 2007-2011.9
Cittadini stranieri
M
F
Totale
2007
88
111
199
Incidenza
sulla
popolazione
turese
1,70%
2008
101
126
227
1,91%
2009
121
156
277
2,28%
2010
139
219
358
2,88%
2011
161
212
373
2,93%
Grafico 10
Come si evince dal grafico sopra riportato, nel Comune di Turi, si rileva una presenza
di residenti stranieri in costante crescita. Di questi, la percentuale delle donne supera
quella degli uomini con un picco di presenze nel 2010. L’incidenza sul totale della
popolazione è, tuttavia, ancora molto bassa (Tab.7). I principali Paesi di provenienza
rilevati per il 2010 sono (Graf.11): l’Albania, la Cina, la Romania, la Georgia, il
Marocco, la Bulgaria, la Costa d’Avorio, la Polonia, la Colombia e l’Ucraina.
9
Dati Istat aggiornati al 31 Dicembre di ciascun anno considerato.
69
Tab. 8 Dati di provenienza dei cittadini stranieri aggiornati al 31 dicembre 2010
(Fonte Istat).
Maschi
Femmine
Totale
Maschi
Femmine
Totale
Albania
47
49
96
Cina Rep.
Popolare
Cuba
0
3
3
22
29
Romania
12
30
51
Venezuela
0
3
3
42
Spagna
0
2
2
Georgia
1
27
28
Moldova
1
1
2
Marocco
15
12
27
Stati Uniti
1
1
2
Bulgaria
10
6
16
Germania
0
1
1
Costa
d'Avorio
9
6
15
Regno Unito
0
1
1
Polonia
5
9
14
Croazia
0
1
1
Colombia
4
5
9
Bielorussia
0
1
1
Ucraina
1
7
8
Svizzera
1
0
1
Mauritius
2
3
5
Algeria
1
0
1
Brasile
0
5
5
Tunisia
0
1
1
Russia
Federazione
1
3
4
Nigeria
0
1
1
Egitto
2
2
4
India
1
0
1
Senegal
2
2
4
Thailandia
0
1
1
Francia
0
3
3
Canada
1
0
1
Serbia
0
3
3
Perù
0
1
1
Totale Maschi
Totale Femmine
Totale stranieri
139
219
358
Grafico 11
70
71
ISTRUZIONE E OCCUPAZIONE
Il livello di istruzione è un importante indicatore dello sviluppo socio-economico di un
territorio; in particolare sono dimostrate strette correlazioni tra la ricchezza prodotta e
il grado di scolarizzazione superiore ed universitaria della popolazione.
Da questo punto di vista l’area di Turi, per il 2010, non presenta condizioni di
particolare svantaggio rispetto ad altre zone della Regione Puglia. In particolare nella
tabella 9 è possibile osservare come la maggior parte degli analfabeti e buona parte
degli alfabeti senza titolo di studio sia costituita da anziani ultra sessantacinquenni.
Tab. 9 Livelli di istruzione della popolazione turese confrontati con quelli della
Diploma di
scuola
secondaria
superiore
Licenza di
scuola media
inferiore
Licenza di
scuola
elementare
Turi
Laurea
provincia di Bari nel 2010 (valori assoluti).10
557
2.406
3.085
2.894
Provinci
99.222
a di Bari
339.474
Alfabeti privi di
titoli di studio
Totale
1.558
435.961 371.173 181.761
Analfabeti
Di cui in
Di cui in
età da 65 Totale età da 65
anni in poi
anni in poi
755
222
159
60.388
31.194
20.021
Tab. 10 Livelli di istruzione della popolazione turese confrontati con quelli della
Regione Puglia nel 2010 (valori percentuali).11
Diploma di Licenza di Licenza di
Alfabeti privi
scuola
scuola
scuola
di titoli di
Laurea
media
secondaria
elementar
studio
inferiore
superiore
e
Turi
Regione
Puglia
Analfabeti
6%
26,1%
26,9%
27,7%
11,6%
1,7%
6,2%
22,6%
30,3%
25,1%
13%
2,7%
Dalla tabella 10 si rileva che la percentuale di analfabeti è bassissima (1,7%) e che il
27,7% dei cittadini turesi ha una licenza di scuola elementare, il 26,9% una licenza di
scuola media inferiore e solo il 6% una laurea.
10
11
Dati Istat aggiornati al 31 dicembre 2010.
Idem.
72
Grafico 12
Grafico 13
Il livello di istruzione e scolarità registrato a Turi nel 2010 (Graf.12), per quanto in
linea con la situazione provinciale e regionale, non trova una diretta corrispondenza
73
con il tasso di occupazione e di disoccupazione (Graf.14). Dal punto di vista delle
condizioni lavorative, il quadro complessivo presenta criticità superiori sia rispetto alla
Provincia di Bari che all’intera Regione Puglia. Il tasso di disoccupazione nel 2010 è,
infatti, superiore ai valori complessivi delle Provincia e della Regione (rispettivamente
11,1% e il 12,6%) e valori ancora più elevati si riscontrano per le fasce giovanili della
popolazione (15-24 anni), anch’essi superiori ai valori medi rilevati (28,5% in
Provincia e 32,5% in Regione).
Grafico 14
Tasso di disoccupazione del Comune di Turi nel 201012
Totale
Giovanile
Occupati per settore economico
Per quanto riguarda il sistema dell’occupazione del 2010, è possibile osservare che
una parte notevole della popolazione turese è impiegata nel settore agricolo, seguito
da quello manifatturiero e delle costruzioni.
Tab. 11 Tasso di occupazione nel 2010.13
Occupati totali
% popolazione attiva
3.529
36,4%
Turi
Tab. 12 Occupati per settore economico nel 2010 (valori assoluti).14
Turi
Agricoltura
Manifattura
Costruzioni
Commercio
Altri
servizi
316
199
115
171
116
12
Dati Istat aggiornati al 31 dicembre 2010.
Idem.
14
Idem.
13
74
Grafico 15
LO SCENARIO ECONOMICO
- Analisi del settore agricolo
Le analisi statistiche effettuate dall’ISTAT col sesto Censimento generale
dell’agricoltura, mettono in luce come gran parte della superficie comunale sia
destinata alle colture agricole. Questo settore rappresenta, infatti, una delle principali
fonti di ricchezza dell’area interessata.
Il territorio rurale si caratterizza per la presenza di un’agricoltura contrassegnata dalla
compresenza di aspetti di modernità e tradizione, nonché di colture di diverso tipo,
quali: cerealicole, erbacee e legnose; effettuate generalmente in fondi di piccole
dimensioni a conduzione diretta o familiare. In particolare Turi si distingue per la
coltivazione della ciliegia, che alimenta un intenso commercio anche di esportazione.
Tab. 13 Incidenza della Superficie Agricola Totale (SAT) sulla Superficie
Territoriale (ST).15
Turi
15
Superficie
comunale
Totale (ST)
Superficie
Agricola
Totale (SAT)
SAT/ST
SAT/ST (%)
7.077 ha
5.576,47 ha
0,79
79%
Fonte: Istat – 6° Censimento generale dell’agricoltura, 2010. In questo caso per il calcolo della SAT sono
state considerate le unità agricole con coltivazioni.
75
Il rapporto SAU/SAT permette di fornire un’indicazione della quota di territorio
effettivamente destinata ad attività agricole produttive rispetto alla superficie totale in
possesso delle stesse aziende. Una diminuzione o un aumento del rapporto SAU/SAT
può evidenziare diversi aspetti dell’evoluzione economica, gestionale o strutturale
delle aziende agricole di un determinato territorio.
Tab. 14 Incidenza della Superficie Agricola Utilizzata (SAU) sulla Superficie
Agricola
Totale (SAT).16
Superficie
Agricola
Utilizzata
(SAU)
5.360,25 ha
Turi
Superficie
Agricola
Totale (SAT)
SAU/SAT
SAU/SAT
(%)
5.576,47 ha
0,96
96%
Per quanto riguarda le specializzazioni agricole, come già accennato, la Superficie
Agricola Utilizzata (SAU) è stata suddivisa in varie tipologie di coltivazioni.
Nel territorio di Turi, la superficie agraria è prevalentemente usata per le coltivazioni
legnose agrarie e per i seminativi, mentre è bassissima la percentuale di suolo
destinata a prati e pascoli permanenti.
Tab. 15 Utilizzo della SAU per tipologia di colture.17
Turi
SAU a
Seminati
vi
(ha)
%
SAU a
vite
(ha)
1.152,47
21,5%
838,34
%
SAU a
coltivazioni
legnose
agrarie
(ha)
%
15,6
%
3.330,74
62,1
%
SAU a prati e
pascoli
permanenti
(ha)
35,23
%
0,6
%
Grafico 16
16
Fonte: Istat – 6° Censimento generale dell’agricoltura, 2010. Anche in questo caso per il calcolo della SAT
e della SAU, sono state considerate le unità agricole con coltivazioni.
17
Idem.
76
77
SAU per principali seminativi
Per quanto riguarda la superficie agricola destinata ai seminativi, il Comune di Turi
presenta una distribuzione equilibrata tra la coltivazione di cereali (39,53%) e quella
del foraggio (39,95%).
Tab. 16 Suddivisione della SAU (ha) per tipologia di seminativi.18
Turi
Cereali per
la
produzione
di granella
163,82
SAU per seminativi
Piante
sarchiate
Foraggere
Ortive
da
avvicendate
foraggio
15,87
2,21
165,57
Sementi
Terreni a
riposo
1
65,95
Grafico 17
SAU per principali colture legnose
La distribuzione della SAU per le principali colture legnose evidenzia un’alta
percentuale di alberi da frutto (67,53%), seguita da quote nettamente inferiori di ulivi
(19,81%) e viti (11,87%).
Tab. 17 Suddivisione della SAU (ha) per tipologia di colture agrarie legnose.19
SAU per coltivazioni legnose agrarie
Turi
18
19
Vite
Olivo per la
produzione
di olive da
tavola e da
olio
Agrumi
Fruttiferi
Vivai
Altre
coltivazioni
legnose
agrarie
233,02
388,81
9,26
1.325,13
3,09
2,98
Fonte: Istat – 6° Censimento generale dell’agricoltura, 2010.
Idem.
78
Grafico 18
Le aziende agricole
Un fattore di criticità per l’agricoltura dell’ambito territoriale è rappresentato
dall’eccessiva frammentazione della proprietà (Tab.18); infatti, la distribuzione delle
aziende per classi di superficie agricola totale (SAT) mostra come il settore agricolo
del territorio sia caratterizzato dalla massiccia presenza di attività di dimensioni
ridotte. Basti notare che le aziende che hanno da 1 a 1,99 ettari di superficie,
rappresentano la percentuale più alta con il 25,45% del totale (Graf.19).
Tab. 18 Distribuzione delle aziende (numero) per classi di superficie agricola totale
(ha).20
Da
Da 10
Da 30
Da 1 a Da 2 a Da 3 a Da 5 a
Da 20 a
0,01 a
a
a
1,99 2,99
4,99
9,99
29,99
0,99
19,99
49,99
ha
ha
ha
ha
ha
ha
ha
ha
Turi
20
252
282
139
177
129
79
32
10
Da 50
a
99,99
ha
100
ha e
più
Aziende
agricole
totali
5
3
1108
Fonte: Istat – 6° Censimento generale dell’agricoltura, 2010.
79
Grafico 19
Consistenza delle aziende zootecniche
Nell’area di Turi non c’è una significativa presenza di aziende zootecniche, infatti se ne
registrano solo 54 delle quali, la maggior parte, si occupa dell’allevamento di bovini.
Tab. 19 Numero di aziende zootecniche per tipologia di capi allevati.21
Az.
bovini
Az.
equini
Az.
ovini
Az.
caprini
Az.
suini
26
12
5
1
3
21
Az.
Az.
avicoli conigli
10
5
Tutte le
Tot.
voci tranne
Aziende
api e altri
zootecniche
allevamenti
37
54
Fonte: Istat – 6° Censimento generale dell’agricoltura, 2010.
80
Grafico 20
- Analisi dell’industria e dell’artigianato
Anche l’analisi delle Unità Locali suddivise per settore di attività economica (Graf.21),
rivela un’alta presenza d'imprese operanti nel settore dell’agricoltura, seguite da
quelle del settore commerciale e delle riparazioni.
22
Agricoltura,
Industria
estrattiva
Industria
manifatturiera
Energia, gas e
acqua
Costruzioni
Commercio,
riparazioni
Alberghi,
pubblici
esercizi
Trasporti,
comunicazioni
Intermediazio
ne monetaria
e finanziaria
Istruzione e
sanità
Altri servizi
TOT.
Tab. 20 Numero di Unità Locali per settore economico nel Comune di Turi.22
815
0
137
0
132
256
39
17
20
9
47
1472
Fonte: Camera di commercio di Bari – IV° trimestre 2007.
81
Grafico 21
La tabella 21 riporta, invece, il numero di addetti suddiviso per settore economico.
L’elaborazione dei dati evidenzia, ancora una volta, la prevalenza del numero di
addetti del settore agricolo e di quello manifatturiero.
Tab. 21 Numero di addetti alle Unità Locali suddivise per settore economico nel
23
Agricoltura
Industria
estrattiva
Industria
manifatturiera
Energia, gas e
acqua
Costruzioni
Commercio,
riparazioni
Alberghi,
pubblici
esercizi
Trasporti,
comunicazioni
Intermediazio
ne monetaria
e finanziaria
Istruzione e
sanità
Altri servizi
TOT.
Comune di Turi.23
316
0
199
0
115
171
34
16
20
16
30
917
Fonte: Camera di commercio di Bari – IV° trimestre 2007.
82
Grafico 22
Come si può notare dalla tabella 22, le imprese commerciali più numerose rientrano
nella categorie: manutenzione e riparazione di autoveicoli (13); intermediari del
commercio (15); minimercati ed altri esercizi non specializzati di alimentari vari (10);
commercio al dettaglio di carni e di prodotti a base di carne in esercizi specializzati
(11); commercio al dettaglio di carburante per autotrazione in esercizi specializzati
(8); e commercio al dettaglio di articoli di abbigliamento in esercizi specializzati (13).
Tab. 22 Numero di imprese commerciali di Turi.
IMPRESE COMMERCIALI
Attive
COMMERCIO ALL’INGROSSO E AL DETTAGLIO; RIPARAZIONE DI
AUTOVEICOLI E MOTOCICLI
1
Commercio di autoveicoli
-
Commercio di autovetture e di autoveicoli leggeri
3
Commercio di altri autoveicoli (autocarri,rimorchi,semi-rimorchi)
-
MANUTENZIONE E RIPARAZIONE DI AUTOVEICOLI (autofficine, carrozzerie,
elettrauti, gommisti, autolavaggi)
13
COMMERCIO DI PARTI E ACCESSORI DI AUTOVEICOLI
-
Commercio all’ingrosso ed intermediazione di parti e accessori di autoveicoli
1
83
Commercio al dettaglio di parti e accessori di autoveicoli
1
COMMERCIO, MANUTENZIONE E RIPARAZIONE DI MOTOCICLI E RELATIVE
PARTI ACCESSORI
1
COMMERCIO ALL’INGROSSO
-
INTERMEDIARI DEL COMMERCIO
-
Intermediari del commercio di materie prime agricole, di animali vivi, di materie
prime tessili e di semilavorati
-
Agenti e rappresentanti di materie prime agricole
1
Agenti e rappresentanti di fiori e piante
-
Agenti e rappresentanti di animali vivi
1
Agenti e rappresentanti di fibre tessili gregge e semilavorate; pelli grezze
-
Procacciatori d'affari di materie prime agricole, animali vivi, materie prime e
semilavorati tessili; pelli grezze
-
Mediatori in materie prime agricole, materie prime e semilavorati tessili; pelli grezze
-
Intermediari del commercio di combustibili, minerali, metalli e prodotti chimici
-
Agenti e rappresentanti di carburanti, gpl, gas in bombole e simili; lubrificanti
-
Agenti e rappresentanti di combustibili solidi
-
Agenti e rappresentanti di minerali, metalli e prodotti semilavorati
-
Agenti e rappresentanti di prodotti chimici per l'industria
1
Agenti e rappresentanti di prodotti chimici per l’agricoltura (inclusi i fertilizzanti)
-
Procacciatori d'affari di combustibili, minerali, metalli e prodotti chimici
-
Mediatori in combustibili, minerali, metalli e prodotti chimici
-
Intermediari del commercio di legname e materiali da costruzione
-
Agenti e rappresentanti di legname, semilavorati in legno e legno artificiale
-
Agenti e rappresentanti di materiale da costruzione (inclusi gli infissi e gli articoli
igienicosanitari); vetro piano
2
Agenti e rappresentanti di apparecchi ed accessori per riscaldamento e
condizionamento e altri prodotti similari
-
Procacciatori d'affari di legname e materiali da costruzione
-
Intermediari del commercio di macchinari, impianti industriali, navi e aeromobili
-
Agenti e rappresentanti di macchine, attrezzature ed impianti per l’industria ed il
commercio;materiale e apparecchi elettrici ed elettronici per uso non domestico
1
Agenti e rappresentanti di macchine per costruzioni edili e stradali
-
Agenti e rappresentanti di macchine, attrezzature per ufficio, attrezzature per le
telecomunicazioni, computer e loro periferiche
1
Agenti e rappresentanti di macchine ed attrezzature per uso agricolo (inclusi i
trattori)
-
84
Agenti e rappresentanti di navi, aeromobili e altri veicoli (esclusi autoveicoli,
motocicli, ciclomotori e biciclette)
-
Procacciatori d'affari di macchinari, impianti industriali, navi e aeromobili, macchine
agricole,macchine per ufficio, attrezzature per telecomunicazioni,computer e loro
periferiche
-
Intermediari del commercio di mobili, articoli per la casa e ferramenta
-
Agenti e rappresentanti di mobili in legno, metallo e materie plastiche
-
Agenti e rappresentanti di articoli di ferramenta e di bricolage
-
Agenti e rappresentanti di articoli casalinghi, porcellane, articoli in vetro eccetera
-
Agenti e rappresentanti di vernici, carte da parati, stucchi e cornici decorativi
-
Agenti e rappresentanti di mobili e oggetti di arredamento per la casa in canna,
vimini, giunco, sughero, paglia, scope, spazzole, cesti e simili
-
Procacciatori d'affari di mobili, articoli per la casa e ferramenta
-
Intermediari del commercio di prodotti tessili, abbigliamento, pellicce, calzature e
articoli in pelle
-
Agenti e rappresentanti di vestiario ed accessori di abbigliamento
2
Agenti e rappresentanti di pellicce
-
Agenti e rappresentanti di tessuti per abbigliamento ed arredamento (incluse
merceria e passamaneria)
-
Agenti e rappresentanti di camicie, biancheria e maglieria intima
-
Agenti e rappresentanti di calzature ed accessori
-
Agenti e rappresentanti di pelletteria, valige ed articoli da viaggio
-
Agenti e rappresentanti di articoli tessili per la casa, tappeti, stuoie e materassi
-
Procacciatori d'affari di prodotti tessili, abbigliamento, pellicce, calzature e articoli in
pelle
-
Mediatori in prodotti tessili, abbigliamento, pellicce, calzature e articoli in pelle
-
Intermediari del commercio di prodotti alimentari, bevande e tabacco
6
Agenti e rappresentanti di prodotti ortofrutticoli freschi, congelati e surgelati
-
Agenti e rappresentanti di carni fresche, congelate, surgelate, conservate e secche;
salumi
-
Agenti e rappresentanti di latte, burro e formaggi
-
Agenti e rappresentanti di oli e grassi alimentari: olio d'oliva e di semi, margarina ed
altri prodotti similari
-
Agenti e rappresentanti di bevande e prodotti similari
2
Agenti e rappresentanti di prodotti ittici freschi, congelati, surgelati e conservati e
secchi
-
Agenti e rappresentanti di altri prodotti alimentari (incluse le uova e gli alimenti per
gli animali domestici); tabacco
1
Procacciatori d'affari di prodotti alimentari, bevande e tabacco
2
85
Mediatori in prodotti alimentari, bevande e tabacco
-
Intermediari del commercio specializzato in altri prodotti
3
Intermediari del commercio di prodotti di carta, cancelleria, libri
-
Agenti e rappresentanti di carta e cartone (esclusi gli imballaggi); articoli di cartoleria
e cancelleria
-
Agenti e rappresentanti di libri e altre pubblicazioni (incluso i relativi abbonamenti)
1
Procacciatori d'affari di prodotti di carta, cancelleria, libri
1
Intermediari del commercio di elettronica di consumo audio e video, materiale
elettrico per uso domestico, elettrodomestici
-
Agenti e rappresentanti di elettronica di consumo audio e video, materiale elettrico
per uso domestico
3
Agenti e rappresentanti di apparecchi elettrodomestici
-
Procacciatori d'affari di elettronica di consumo audio e video, materiale elettrico per
uso domestico, elettrodomestici
-
Mediatori in elettronica di consumo audio e video, materiale elettrico per uso
domestico, elettrodomestici
-
Intermediari del commercio di prodotti farmaceutici e di cosmetici
-
Agenti e rappresentanti di prodotti farmaceutici; prodotti di erboristeria per uso
medico
2
Agenti e rappresentanti di prodotti sanitari ed apparecchi medicali, chirurgici e
ortopedici; apparecchi per centri di estetica
2
Agenti e rappresentanti di prodotti di profumeria e di cosmetica (inclusi articoli per
parrucchieri); prodotti di erboristeria per uso cosmetico
2
Procacciatori d'affari di prodotti farmaceutici e di cosmetici
-
Mediatori in prodotti farmaceutici e cosmetici
-
Intermediari del commercio di attrezzature sportive, biciclette e altri prodotti n.c.a.
-
Agenti e rappresentanti di attrezzature sportive; biciclette
-
Agenti e rappresentanti di orologi, oggetti e semilavorati per gioielleria e oreficeria
1
Agenti e rappresentanti di articoli fotografici, ottici e prodotti simili; strumenti
scientifici e per laboratori di analisi
-
Agenti e rappresentanti di saponi, detersivi, candele e prodotti simili
-
Agenti e rappresentanti di giocattoli
-
Agenti e rappresentanti di chincaglieria e bigiotteria
-
Agenti e rappresentanti di altri prodotti non alimentari n.c.a. (inclusi gli imballaggi e
gli articoli antinfortunistici, antincendio e pubblicitari)
-
Procacciatori d'affari di attrezzature sportive, biciclette e altri prodotti n.c.a.
-
Intermediari del commercio di vari prodotti senza prevalenza di alcuno
-
Agenti e rappresentanti di vari prodotti senza prevalenza di alcuno
1
86
Procacciatori d'affari di vari prodotti senza prevalenza di alcuno
-
Mediatori in vari prodotti senza prevalenza di alcuno
-
Gruppi di acquisto; mandatari agli acquisti; buyer
-
Commercio all’ingrosso di cereali, tabacco grezzo, sementi e alimenti per il bestiame
(mangimi)
-
Commercio all’ingrosso di cereali e legumi secchi
-
Commercio all’ingrosso di sementi e alimenti per il bestiame (mangimi), piante
officinali, semi oleosi, patate da semina
1
Commercio all’ingrosso di fiori e piante
1
Commercio all’ingrosso di animali vivi
-
Commercio all’ingrosso di pelli e cuoio
-
Commercio all’ingrosso di cuoio e pelli gregge e lavorate (escluse le pelli per
pellicceria)
-
Commercio all’ingrosso di pelli gregge e lavorate per pellicceria
-
COMMERCIO ALL’INGROSSO DI PRODOTTI ALIMENTARI, BEVANDE E
PRODOTTI DEL TABACCO
1
Commercio all’ingrosso di frutta e ortaggi freschi o conservati
15
Commercio all’ingrosso di frutta e ortaggi freschi
-
Commercio all’ingrosso di frutta e ortaggi conservati
-
Commercio all'ingrosso di carne e di prodotti a base di carne
-
Commercio all’ingrosso di carne fresca, congelata e surgelata
-
Commercio all’ingrosso di prodotti di salumeria
-
Commercio all’ingrosso di prodotti lattiero-caseari, uova, oli e grassi commestibili
1
Commercio all’ingrosso di prodotti lattiero-caseari e di uova
6
Commercio all’ingrosso di oli e grassi alimentari di origine vegetale o animale
-
Commercio all’ingrosso di bevande
-
Commercio all’ingrosso di bevande alcoliche
-
Commercio all’ingrosso di bevande non alcoliche
-
Commercio all’ingrosso di prodotti del tabacco
-
Commercio all’ingrosso di zucchero, cioccolato, dolciumi e prodotti da forno
-
Commercio all’ingrosso di caffè, tè, cacao e spezie
-
Commercio all’ingrosso di caffè
-
Commercio all’ingrosso di tè, cacao e spezie
-
Commercio all’ingrosso di altri prodotti alimentari, inclusi pesci, crostacei e molluschi
-
87
Commercio all’ingrosso di prodotti della pesca freschi
-
Commercio all’ingrosso di prodotti della pesca congelati, surgelati, conservati, secchi
-
Commercio all’ingrosso di altri prodotti alimentari
1
Commercio all’ingrosso non specializzato di prodotti alimentari, bevande e tabacco
-
Commercio all’ingrosso non specializzato di prodotti surgelati
-
Commercio all’ingrosso non specializzato di altri prodotti alimentari, bevande e
tabacco
3
COMMERCIO ALL’INGROSSO DI BENI DI CONSUMO FINALE
-
Commercio all’ingrosso di prodotti tessili
2
Commercio all’ingrosso di tessuti
-
Commercio all’ingrosso di articoli di merceria, filati e passamaneria
-
Commercio all’ingrosso di altri articoli tessili
-
Commercio all’ingrosso di abbigliamento e di calzature
-
Commercio all’ingrosso di abbigliamento e accessori
0
Commercio all’ingrosso di articoli in pelliccia
-
Commercio all’ingrosso di camicie, biancheria intima, maglieria e simili
-
Commercio all’ingrosso di calzature e accessori
-
Commercio all’ingrosso di elettrodomestici, elettronica di consumo audio e video;
articoli per video;articoli per fotografia;cinematografia e ottica
0
Commercio all’ingrosso di elettrodomestici, di elettronica di consumo audio e video
-
Commercio all’ingrosso di supporti registrati, audio, video (Cd, Dvd e altri supporti)
-
Commercio all’ingrosso di articoli per fotografia, cinematografia e ottica
-
Commercio all’ingrosso di articoli di porcellana, di vetro e di prodotti per la pulizia
-
Commercio all’ingrosso di vetreria e cristalleria
-
Commercio all’ingrosso di ceramiche e porcellana
-
Commercio all’ingrosso di saponi, detersivi e altri prodotti per la pulizia
-
Commercio all’ingrosso di coltelleria, posateria e pentolame
-
Commercio all’ingrosso di profumi e cosmetici
-
Commercio all’ingrosso di prodotti farmaceutici
-
Commercio all’ingrosso di medicinali
-
Commercio all’ingrosso di prodotti botanici per uso farmaceutico
-
Commercio all’ingrosso di articoli medicali ed ortopedici
1
88
Commercio all’ingrosso di mobili di qualsiasi materiale
1
Commercio all’ingrosso di tappeti
-
Commercio all’ingrosso di articoli per l’illuminazione; materiale elettrico vario per uso
domestico
-
Commercio all’ingrosso di orologi e di gioielleria
2
Commercio all'ingrosso di altri beni di consumo
-
Commercio all’ingrosso di carta, cartone e articoli di cartoleria
-
Commercio all’ingrosso di libri, riviste e giornali
-
Commercio all’ingrosso di giochi e giocattoli
-
Commercio all’ingrosso di articoli sportivi (incluse le biciclette)
1
Commercio all’ingrosso di articoli in pelle; articoli da viaggio in qualsiasi materiale
-
Commercio all’ingrosso di vari prodotti di consumo non alimentare n.c.a.
1
Commercio all’ingrosso di computer, apparecchiature informatiche periferiche e di
software
-
Commercio all’ingrosso di apparecchiature elettroniche per telecomunicazioni e
componenti elettronici
-
Commercio all’ingrosso di apparecchi e materiali telefonici
-
Commercio all’ingrosso di nastri non registrati
-
Commercio all’ingrosso di altre apparecchiature elettroniche per telecomunicazioni e
di altri componenti elettronici
-
COMMERCIO ALL'INGROSSO DI ALTRI MACCHINARI, ATTREZZATURE E
FORNITURE
-
Commercio all’ingrosso di macchinari, attrezzature e forniture agricole
-
Commercio all’ingrosso di macchine utensili
-
Commercio all’ingrosso di macchinari per l’estrazione, l’edilizia e l’ingegneria civile
-
Commercio all’ingrosso di macchinari per l’industria tessile, di macchine per cucire e
per maglieria
-
Commercio all'ingrosso di mobili per ufficio e negozi
0
Commercio all'ingrosso di altre macchine e attrezzature per ufficio
-
Commercio all’ingrosso di altri macchinari e attrezzature
-
Commercio all’ingrosso di mezzi ed attrezzature di trasporto
-
Commercio all’ingrosso di imbarcazioni da diporto
-
Commercio all’ingrosso di altri mezzi ed attrezzature di trasporto
-
Commercio all’ingrosso di materiale elettrico per impianti di uso industriale
0
Commercio all’ingrosso di apparecchiature per parrucchieri, palestre, solarium e
centri estetici
-
89
Commercio all’ingrosso di altre macchine e attrezzature per l’industria, il commercio e
la navigazione
-
Commercio all'ingrosso di strumenti e attrezzature di misurazione per uso scientifico
0
Commercio all'ingrosso di strumenti e attrezzature di misurazione per uso non
scientifico
-
Commercio all'ingrosso di giochi per luna-park e videogiochi per pubblici esercizi
-
Commercio all'ingrosso di articoli antincendio e antinfortunistici
-
Commercio all’ingrosso di altre macchine ed attrezzature per l’industria, il commercio
e la navigazione (robot per le catene di produzione, macchine per bar e
gelaterie,macchine grafiche,armi,macchine di sollevamento)
1
COMMERCIO ALL’INGROSSO SPECIALIZZATO DI ALTRI PRODOTTI
-
Commercio all'ingrosso di combustibili solidi, liquidi, gassosi e di prodotti derivati
1
Commercio all'ingrosso di metalli e di minerali metalliferi
-
Commercio all’ingrosso di minerali metalliferi, di metalli ferrosi e prodotti semilavorati
-
Commercio all’ingrosso di metalli non ferrosi e prodotti semilavorati
-
Commercio all'ingrosso di legname e di materiali da costruzione, apparecchi igienicosanitari, vetro piano,vernici e colori
-
Commercio all’ingrosso di legname, semilavorati in legno e legno artificiale
1
Commercio all’ingrosso di materiali da costruzione
-
Commercio all’ingrosso di altri materiali per rivestimenti (inclusi gli apparecchi
igienico-sanitari), piastrelle.
-
Commercio all’ingrosso di infissi
-
Commercio all’ingrosso di altri materiali da costruzione
-
Commercio all’ingrosso di vetro piano
-
Commercio all’ingrosso di carta da parati, colori e vernici
-
Commercio all’ingrosso di ferramenta, di apparecchi e accessori per impianti idraulici
e di riscaldamento
-
Commercio all’ingrosso di articoli in ferro e in altri metalli (ferramenta)
-
Commercio all’ingrosso di apparecchi e accessori per impianti idraulici, di
riscaldamento e di condizionamento
1
Commercio all’ingrosso di prodotti chimici
-
Commercio all'ingrosso di fertilizzanti e di altri prodotti chimici per l'agricoltura
1
Commercio all'ingrosso di prodotti chimici per l’industria
-
Commercio all’ingrosso di fibre tessili gregge e semilavorate
-
Commercio all’ingrosso di gomma greggia, materie plastiche in forme primarie e
semilavorati
-
Commercio all’ingrosso di imballaggi
-
Commercio all’ingrosso di altri prodotti intermedi n.c.a.
-
90
Commercio all’ingrosso di rottami e cascami
-
Commercio all’ingrosso di rottami e sottoprodotti della lavorazione industriale
metallici
-
Commercio all’ingrosso di altri materiali di recupero non metallici (vetro, carta,
cartoni ecc), sottoprodotti non metallici della lavorazione industriale
-
COMMERCIO ALL’INGROSSO NON SPECIALIZZATO
-
COMMERCIO AL DETTAGLIO (ESCLUSO QUELLO DI
AUTOVEICOLI E DI MOTOCICLI)
-
COMMERCIO AL DETTAGLIO IN ESERCIZI NON SPECIALIZZATI
-
Commercio al dettaglio in esercizi non specializzati con prevalenza di prodotti
alimentari e bevande
1
Ipermercati
-
Supermercati
6
Discount di alimentari
-
Minimercati ed altri esercizi non specializzati di alimentari vari
10
Commercio al dettaglio di prodotti surgelati
-
Commercio al dettaglio in altri esercizi non specializzati
-
Grandi magazzini
-
Commercio al dettaglio in esercizi non specializzati di computer, periferiche,
attrezzature per le telecomunicazioni, elettronica di consumo audio e
video,elettrodomestici
-
Empori ed altri negozi non specializzati di vari prodotti non alimentari
5
COMMERCIO AL DETTAGLIO DI PRODOTTI ALIMENTARI, BEVANDE E
TABACCO IN ESERCIZI SPECIALIZZATI
1
Commercio al dettaglio di frutta e verdura in esercizi specializzati
3
Commercio al dettaglio di frutta e verdura fresca
-
Commercio al dettaglio di frutta e verdura preparata e conservata
-
Commercio al dettaglio di carni e di prodotti a base di carne in esercizi specializzati
11
Commercio al dettaglio di pesci, crostacei e molluschi in esercizi specializzati
4
Commercio al dettaglio di pane, torte, dolciumi e confetteria in esercizi specializzati
-
Commercio al dettaglio di pane
1
Commercio al dettaglio di torte, dolciumi, confetteria
3
Commercio al dettaglio di bevande in esercizi specializzati
2
Commercio al dettaglio di prodotti del tabacco in esercizi specializzati
5
91
Commercio al dettaglio di altri prodotti alimentari in esercizi specializzati
-
Commercio al dettaglio di latte e di prodotti lattiero-caseari
1
Commercio al dettaglio di caffè torrefatto
-
Commercio al dettaglio di prodotti macrobiotici e dietetici
1
Commercio al dettaglio di altri prodotti alimentari in esercizi specializzati n.c.a.
-
COMMERCIO AL DETTAGLIO DI CARBURANTE PER AUTOTRAZIONE IN
ESERCIZI SPECIALIZZATI
8
COMMERCIO AL DETTAGLIO DI APPARECCHIATURE INFORMATICHE E PER LE
TELECOMUNICAZIONI (ict) IN ESERCIZI SPECIALIZZATI
-
Commercio al dettaglio di computer, unità periferiche, software e attrezzature per
ufficio in esercizi specializzati
2
Commercio al dettaglio di apparecchiature per le telecomunicazioni e la telefonia in
esercizi specializzati
1
Commercio al dettaglio di apparecchiature audio e video in esercizi specializzati
-
COMMERCIO AL DETTAGLIO DI ALTRI PRODOTTI PER USO DOMESTICO IN
ESERCIZI SPECIALIZZATI
-
Commercio al dettaglio di prodotti tessili in esercizi specializzati
-
Commercio al dettaglio di tessuti per l’abbigliamento, l’arredamento e di biancheria
per la casa
-
Commercio al dettaglio di filati per maglieria e merceria
1
Commercio al dettaglio di ferramenta, vernici, vetro piano e materiali da costruzioni
in esercizi specializzati
1
Commercio al dettaglio di ferramenta, vernici, vetro piano e materiale elettrico e
termoidraulico
4
Commercio al dettaglio di articoli igienico-sanitari
-
Commercio al dettaglio di materiali da costruzione, ceramiche e piastrelle
3
Commercio al dettaglio di macchine, attrezzature e prodotti per l’agricoltura;
macchine e attrezzature per il giardinaggio
5
Commercio al dettaglio di tende e tendine
-
Commercio al dettaglio di tappeti
-
Commercio al dettaglio di carta da parati e rivestimenti per pavimenti
-
Commercio al dettaglio di elettrodomestici in esercizi specializzati
1
Commercio al dettaglio di mobili, di articoli per l'illuminazione e altri articoli per la
casa in esercizi specializzati
1
Commercio al dettaglio di mobili per la casa
2
Commercio al dettaglio di utensili per la casa, di cristallerie e vasellame
6
Commercio al dettaglio di articoli per l’illuminazione
-
Commercio al dettaglio di macchine per cucire e per maglieria per uso domestico
-
Commercio al dettaglio di sistemi di sicurezza
-
92
Commercio al dettaglio di strumenti musicali e spartiti
-
Commercio al dettaglio di altri articoli diversi per uso domestico n.c.a.
-
Commercio al dettaglio di articoli in legno, sughero, vimini e articoli in plastica per
uso domestico
-
Commercio al dettaglio di altri articoli per uso domestico n.c.a.
0
COMMERCIO AL DETTAGLIO DI ARTICOLI CULTURALI E RICREATIVI IN
ESERCIZI SPECIALIZZATI
-
Commercio al dettaglio di libri in esercizi specializzati
1
Commercio al dettaglio di giornali, riviste e periodici
3
Commercio al dettaglio di articoli di cartoleria e forniture per ufficio
1
Commercio al dettaglio di registrazioni musicali e video in esercizi specializzati
1
Commercio al dettaglio di articoli sportivi in esercizi specializzati
-
Commercio al dettaglio di articoli sportivi, biciclette e articoli per il tempo libero
1
Commercio al dettaglio di natanti e accessori
-
Commercio al dettaglio di giochi e giocattoli in esercizi specializzati
-
COMMERCIO AL DETTAGLIO DI ALTRI PRODOTTI IN ESERCIZI
SPECIALIZZATI
1
Commercio al dettaglio di articoli di abbigliamento in esercizi specializzati
13
Commercio al dettaglio di confezioni per adulti
3
Commercio al dettaglio di confezioni per bambini e neonati
5
Commercio al dettaglio di biancheria personale, maglieria, camicie
4
Commercio al dettaglio di pellicce e di abbigliamento in pelle
-
Commercio al dettaglio di cappelli, ombrelli, guanti e cravatte
-
Commercio al dettaglio di calzature e articoli in pelle in esercizi specializzati
1
Commercio al dettaglio di calzature e accessori
3
Commercio al dettaglio di articoli di pelletteria e da viaggio
1
Commercio al dettaglio di medicinali in esercizi specializzati
2
Farmacie
-
Commercio al dettaglio in altri esercizi specializzati di medicinali non soggetti a
prescrizione medica
1
Commercio al dettaglio di articoli medicali e ortopedici in esercizi specializzati
1
Commercio al dettaglio di cosmetici, di articoli di profumeria e di erboristeria in
esercizi specializzati
-
Commercio al dettaglio di articoli di profumeria, prodotti per toletta e per l’igiene
personale
5
Erboristerie
1
93
Commercio al dettaglio di fiori, piante, semi, fertilizzanti, animali domestici e alimenti
per animali domestici in esercizi specializzati
-
Commercio al dettaglio di fiori e piante
2
Commercio al dettaglio di piccoli animali domestici
2
Commercio al dettaglio di orologi e articoli di gioielleria in esercizi specializzati
2
Commercio al dettaglio di mobili per ufficio
-
Commercio al dettaglio di materiale per ottica e fotografia
2
Commercio al dettaglio di oggetti d’arte di culto e di decorazione, chincaglieria e
bigiotteria
-
Commercio al dettaglio di oggetti d'arte (incluse le gallerie d'arte)
-
Commercio al dettaglio di oggetti d’artigianato
-
Commercio al dettaglio di arredi sacri ed articoli religiosi
-
Commercio al dettaglio di articoli da regalo e per fumatori
1
Commercio al dettaglio di bomboniere
-
Commercio al dettaglio di chincaglieria e bigiotteria
2
Commercio al dettaglio di articoli per le belle arti
-
Commercio al dettaglio di combustibile per uso domestico e per riscaldamento
1
Commercio al dettaglio di armi e munizioni, articoli militari
-
Commercio al dettaglio di saponi, detersivi, prodotti per la lucidatura e affini
1
Commercio al dettaglio di altri prodotti non alimentari
-
Commercio al dettaglio di filatelia, numismatica e articoli da collezionismo
-
Commercio al dettaglio di spaghi, cordami, tele e sacchi di juta e prodotti per
l’imballaggio
-
Commercio al dettaglio di articoli funerari e cimiteriali
1
Commercio al dettaglio di articoli per adulti (sexy shop)
-
Commercio al dettaglio di altri prodotti non alimentari n.c.a.
-
Commercio al dettaglio di articoli di seconda mano in negozi
-
Commercio al dettaglio di libri di seconda mano
-
Commercio al dettaglio di mobili usati e oggetti di antiquariato
-
Commercio al dettaglio di indumenti e altri oggetti usati
-
Case d’asta al dettaglio (escluse aste via internet)
-
94
COMMERCIO AL DETTAGLIO AMBULANTE
-
Commercio al dettaglio ambulante di prodotti alimentari e bevande
1
Commercio al dettaglio ambulante di prodotti ortofrutticoli
2
Commercio al dettaglio ambulante di prodotti ittici
-
Commercio al dettaglio ambulante di carne
-
Commercio al dettaglio ambulante di altri prodotti alimentari e bevande n.c.a.
-
Commercio al dettaglio ambulante di prodotti tessili, abbigliamento e calzature
-
Commercio al dettaglio ambulante di tessuti, articoli tessili per la casa, articoli di
abbigliamento
1
Commercio al dettaglio ambulante di calzature e pelletterie
2
Commercio al dettaglio ambulante di altri prodotti
2
Commercio al dettaglio ambulante di fiori, piante, bulbi, semi e fertilizzanti
-
Commercio al dettaglio ambulante di macchine, attrezzature e prodotti per
l'agricoltura; attrezzature per giardinaggio
-
Commercio al dettaglio ambulante di profumi e cosmetici; saponi, detersivi ed altri
detergenti per qualsiasi uso
-
Commercio al dettaglio ambulante di chincaglieria e bigiotteria
3
Commercio al dettaglio ambulante di arredamenti per giardino; mobili; tappeti e
stuoie; articoli casalinghi; elettrodomestici; materiale elettrico
-
Commercio al dettaglio ambulante di tappeti, libri,giochi e giocattoli,registrazioni
musicali e video
1
COMMERCIO AL DETTAGLIO AL DI FUORI DI NEGOZI, BANCHI E MERCATI
1
Commercio al dettaglio per corrispondenza o attraverso internet
-
Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet
1
Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato per televisione
-
Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto per corrispondenza, radio,
telefono
-
Commercio al dettaglio di prodotti vari, mediante l’intervento di un dimostratore o di
un incaricato alla vendita (porta a porta)
2
Commercio effettuato per mezzo di distributori automatici
167
245
95
LO SCENARIO TURISTICO
Il turismo rappresenta, per l’intera area del sud-est barese, un’importante e concreta
possibilità di sviluppo grazie alle bellezze naturali (paesaggi incontaminati, concrezioni
carsiche), al clima mite e ai tanti beni architettonici ed archeologici disseminati nel
territorio.
In particolare, in località Frassineto, Monteferraro, in via La Quacquera, in via Fiume e
in via per Castellana sono stati rinvenuti insediamenti preistorici, i cui reperti
archeologici sono oggi depositati presso i musei di Bari e Taranto a testimonianza
della presenza dell’uomo nel territorio di Turi già a partire dal neolitico.
Il primo nucleo storico del paese sorse intorno al Palazzo Marchesale in età
medioevale, quando Turi fu dapprima sotto la giurisdizione del Vescovo di Conversano
e poi sotto il dominio dei Normanni. Nel Settecento la cittadina si costituì come
Universitas, grazie anche a un ceto intellettuale che, nel secolo successivo, fu
protagonista dei moti risorgimentali.
Punti di interesse turistico del caratteristico centro storico di Turi sono:
 il Palazzo Municipale, ospitato all'interno del complesso dei Padri Scolopi,
fu edificato nel XVII secolo ed è stato restaurato recentemente ;
 la Torre dell'Orologio, edificata sul finire del XIX secolo, è il simbolo della
città;
 il Palazzo dei Marchesi Venusio, di origini medievali, era inizialmente un
castello e solo a partire dal XVI secolo fu trasformato in residenza
nobiliare;
 la Chiesa Matrice, di antica fondazione, subì un rifacimento totale nel
XVIII secolo;
 la Chiesa di Sant'Oronzo sulla Grotta, fu costruita nel XVIII
secolo sulla grotta in cui si rifugiò il Santo patrono di Turi.
Il paesaggio agrario di Turi è caratterizzato, come il resto della Murgia, da una serie di
architetture in pietra a secco, per lo più facenti parte dei servizi delle masserie:
muretti, neviere, iazzi, fogge e monumentali muri di recinzione. Le masserie, in
genere aziende agro-pastorali, presentano un’architettura differente in base alla loro
destinazione d’uso e tra gli elementi che le caratterizzano prevalgono quelli difensivi,
quali: le garitte, le feritoie e la corte chiusa da un alto muro di cinta su cui insiste la
casa padronale, gli ambienti di servizio e la chiesetta. Le masserie più note sono:
Caracciolo, Difesa, Serrone, Orlandi, Caione, Santissimo e Musacco.
Il nome di Turi è legato, oltre alla ciliegia “Ferrovia”, anche alla presenza di un
Carcere e ad illustri personaggi rinchiusi nel periodo fascista. Tra questi spiccano
i nomi di Antonio Gramsci, recluso tra il 1929 e il 1933, durante il quale scrisse i
“quaderni dal carcere” e Sandro Pertini, Presidente della Repubblica cui la città di Turi,
nel corso di una storica visita presidenziale nel 1980, conferì la cittadinanza onoraria,
dedicandogli dopo la sua morte la principale piazza antistante il luogo dove fu
rinchiuso.
96
Di fatto Turi ha un buon potenziale attrattivo, ma per il momento la sua ricettività
turistica può contare solo su tre B&B e due agriturismi (Tab. 24).
97
Tab. 23 Flussi turistici a Turi. Fonte Regione Puglia, anno 2007.
Italiani
Turi
Stranieri
Arrivi
Presenze
Arrivi
Presenze
856
2.322
543
1.587
Tab. 24 Numero delle strutture alberghiere di Turi. Fonte Regione Puglia, anno
2009.
Turi
Hotel
B&B
Agriturismi
-
3
2
98
3. ANALISI QUALITATIVA DEL CENTRO STORICO
I PERCORSI COMMERCIALI DEL CENTRO STORICO
In questa sezione sono riportati i risultati di un'analisi di tipo qualitativo
effettuata sulle attività presenti nell'area a vocazione commerciale.
Nell’area d'interesse, caratterizzata da strade e piazze con un’elevata
concentrazione di elementi artistico-culturali e con un’alta densità di attività,
sono stati individuati i percorsi commerciali più importanti, di cui segue la
schedatura.
Le schede riportano una descrizione sintetica delle caratteristiche urbanisticocommerciali dei percorsi:
• tabelle relative alle tipologie merceologiche presenti nei percorsi;
• caratteristiche morfologiche della via e regolamentazione della viabilità;
• tabelle riassuntive relative alla qualità dell’aspetto urbano, della rete
commerciale e degli esercizi;
• rilevazione di tratti di continuità e discontinuità commerciale, omogeneità
complessiva dell'offerta e densità commerciale;
• identificazione di potenzialità ed elementi di criticità.
Un ricco report fotografico rende più immediata la lettura delle schede. I
percorsi commerciali analizzati sono: Via XX Settembre, Via Maggiore Orlandi,
Piazza Capitan Colapietro, Via Putignano, Via G. Elefante, Via Tito Aceto, Piazza
Aldo Moro, Piazza XXV Luglio, Piazza Pertini, Piazza Silvio Orlandi, Piazza
dell'Annunziata, Piazza Chiesa.
99
La seguente mappa indica le strade del centro storico a vocazione commerciale
ed è visionabile in forma interattiva all’indirizzo internet:
https://maps.google.it/maps/ms?msid=208610517920506888102.0004dd3e0
d9e4b9d173b9&msa=0&ll=40.916099,17.022393&spn=0.004402,0.010568&i
wloc=0004dd3e1362822b02099
100
La successiva cartografia riporta i negozi presenti nell’area del centro storico di
Turi. Essa è stata realizzata inserendo in un file Excel tutte le attività presenti,
con i relativi indirizzi, e suddividendole per tipologia. In seguito è stata
realizzata la georeferenziazione, ovvero l’inserimento su Google Maps degli
indirizzi dei vari negozi a ciascuno dei quali è stata associata un’icona
indicativa della tipologia merceologica d’appartenenza. Il risultato ottenuto è la
seguente mappa visionabile in forma interattiva all’indirizzo:
https://maps.google.it/maps/ms?msid=208610517920506888102.0004dc348c
540b5bd7c6f&msa=0&ll=40.916318,17.024238&spn=0.008107,0.021136
Abbigliamen
to/
Calzature
Fotografi
Agenzie/uf
fici
Giocattolai
o
Aliment
ari
Informati
ca/Telefo
nia
mobile
Arredamen
to
Non
pervenut
o
Artigiana
to
Pizzerie
/
Ristoran
ti/Bar
Edicole/
Tabaccheri
e
Sanitaria/Farma
cia
Edilizia
Ferramenta
Zootecnica/Agricolt
ura/Giardinaggio
101
ATTIVITÀ COMMERCIALI PRESENTI NEL CENTRO STORICO SUDDIVISE PER TIPOLOGIA
TIPOLOGIA
Abbigliament
o/
Calzature
Agenzie/Uffi
ci
Alimentari
Arredamento
Artigianato
Edicole/
Tabaccherie
Edilizia
Ferramenta
Fotografi
Giocattolaio
Informatica/
Telefonia
mobile
Non
pervenuto
Pizzerie/
Ristoranti/B
ar
Sanitaria/
Farmacia
Zootecnica/
Agricoltura/
Giardinaggio
N° TOTALE
ATTIVITÀ’
PER OGNI
STRADA
Via XX
Settembr
e
Via
Maggior
e
Orlandi
Via
Sedil
e
Piazza
Capitan
Colapietr
o
Via
Massari
Via
Putignan
o
Piazza
XXV
Luglio
Via
Vincenzo
Orlandi
Via S.
Maria
Assunt
a
Via
Tito
Aceto
Via G.
Elefante
Piazza
Aldo
Moro
Via
Giuseppe
Orlandi
Via
XXV
Luglio
Via
Menela
o
N°
TOTALE
ATTIVIT
À
2
2
0
0
2
1
0
0
3
0
0
2
0
0
0
12
2
0
0
0
1
0
0
0
4
0
0
1
2
0
1
11
3
1
2
0
0
1
2
0
1
0
0
0
5
1
0
6
0
3
1
0
0
1
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1
1
0
2
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0
0
0
0
0
0
1
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0
0
2
0
0
0
0
0
0
19
3
12
2
1
0
0
0
1
0
1
1
0
0
1
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0
0
7
0
0
1
1
1
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0
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0
0
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1
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1
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0
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0
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2
1
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1
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1
0
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1
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0
0
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0
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1
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0
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7
3
1
1
1
0
1
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1
0
0
0
0
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0
0
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3
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0
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0
0
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0
0
0
1
0
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0
1
2
0
1
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0
2
0
1
2
2
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1
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0
0
11
1
1
0
1
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
3
0
0
0
0
1
1
0
0
1
0
0
0
0
0
0
3
18
6
5
1
12
15
1
4
17
3
1
8
4
1
1
97
102
103
VIA XX SETTEMBRE
NUMERO ESERCIZI: 20
Tipologia
Numero
totale
Abbigliamento/Calzature
3
Bambini/adulti
Agenzie/uffici
3
Coldiretti/Centro Tim
Alimentari
Banche
Casalinghi
Edicole/Tabaccherie
Farmacia
Non alimentari vari
Pizzerie/Ristoranti/Bar
3
1
1
1
1
2
5
Salumeria/Pasticceria
N° Specializzazioni
Oggettistica
Parafarmacia
Lavanderia, Fotografo
Rosticceria
REGOLAMENTAZIONE DEL TRAFFICO E DELLA SOSTA
Zona con auto che transitano a senso unico.
È possibile parcheggiare solo sul lato sinistro con disco orario, eccetto
che nei giorni festivi.
CARATTERISTICA MORFOLOGICA DELLA VIA
Asse stradale rettilineo di ampio scorrimento con marciapiedi su ambo i
lati.
104
ARREDO URBANO - FOTO -
ARREDO URBANO
Qualità di
Illuminazione
Marciapiedi
Pavimentazione
Edifici
Verde pubblico
Bassa
Media
Alta
▼
▼
▼
▼
▼
DESCRIZIONE QUALITÀ URBANA
Via XX Settembre è la strada principale che porta nel Centro Storico.
Il manto stradale è fatto per metà di chianche, che necessiterebbero di
manutenzione, e per l’altra metà di asfalto.
I marciapiedi sono sufficientemente larghi e in buone condizioni su
ambo i lati.
L’arredo urbano è sufficientemente presente, mentre l’illuminazione è
gradevole.
105
RETE COMMERCIALE - FOTO -
RETE COMMERCIALE
Qualità di
Continuità commerciale
Densità commerciale
Omogeneità
commerciale
Coerenza
commerciale/urbana
Bassa
Media
Alta
▼
▼
▼
▼
ELEMENTI DI IMMAGINE DEGLI ESERCIZI
Qualità di
Insegne
Vetrine
Tendaggi
Serrande
Bassa
Media
Alta
▼
▼
▼
▼
106
Visibilità
Accessibilità Pedonale
Accessibilità veicolare
▼
▼
▼
DESCRIZIONE RETE COMMERCIALE
Le attività commerciali presentano una gran cura delle vetrine e del
posizionamento della merce.
La visibilità della rete commerciale è buona solo per i pedoni, anche se
vi sono macchine parcheggiate davanti ai negozi.
Un grosso problema è la difficoltà nel trovare un parcheggio libero a
causa dei vari divieti di sosta e l'utilizzo obbligatorio del disco orario.
PROBLEMATICHE - FOTO -
Chianche dissestate
POTENZIALITÀ - FOTO -
Municipio
107
VIA MAGGIORE ORLANDI
NUMERO ESERCIZI: 11
Tipologia
Numero
totale
Abbigliamento/Calzature
3
Bambini/adulti
Alimentari
Casalinghi
Edicole/Tabaccherie
Farmacie
Gioiellerie
Non alimentari vari
1
1
1
1
1
3
Macelleria
Oggettistica
Tabacchi
N° Specializzazioni
Barbiere/Erboristeria
REGOLAMENTAZIONE DEL TRAFFICO E DELLA SOSTA
Zona con auto che transitano a senso unico.
È possibile parcheggiare solo in presenza del disco orario, eccetto che
nei giorni festivi.
CARATTERISTICA MORFOLOGICA DELLA VIA
Asse stradale rettilineo di ampio scorrimento, con marciapiedi su ambo i
lati.
108
ARREDO URBANO - FOTO -
ARREDO URBANO
Qualità di
Illuminazione
Marciapiedi
Pavimentazione
Edifici
Verde pubblico
Bassa
Media
Alta
▼
▼
▼
▼
▼
DESCRIZIONE QUALITÀ URBANA
Via Maggiore Orlandi è una traversa di via XX Settembre, al termine
della quale si incontra la Chiesa di San Giovanni che fu edificata nella
seconda metà del '500 per volere dei nuovi feudatari Moles, che
introdussero a Turi i frati francescani e intensificarono il culto verso il
Battista. Il manto stradale è composto da chianche di pietra che
necessitano manutenzione, in quanto vi sono pietre sconnesse. L'arredo
urbano e l'illuminazione non sono del tutto gradevoli.
109
RETE COMMERCIALE - FOTO -
RETE COMMERCIALE
Qualità di
Continuità commerciale
Densità commerciale
Omogeneità
commerciale
Coerenza
commerciale/urbana
Bassa
Media
Alta
▼
▼
▼
▼
ELEMENTI DI IMMAGINE DEGLI ESERCIZI
Qualità di
Insegne
Vetrine
Tendaggi
Serrande
Visibilità
Accessibilità Pedonale
Bassa
Media
Alta
▼
▼
▼
▼
▼
▼
110
Accessibilità veicolare
▼
DESCRIZIONE RETE COMMERCIALE
C'è una scarsa rete di attività commerciali. Di particolare rilievo è la
Farmacia storica "Mastrolonardo", ubicata in questa via dagli anni '70.
Tale attività conserva ancora oggi la sua originaria struttura.
La visibilità della rete commerciale è buona sia per i pedoni che per i
veicoli.
Un grosso problema è la difficoltà nel trovare un parcheggio libero, in
quanto vi è la presenza di disco orario eccetto che nei giorni festivi.
Il manto stradale è costituito da chianche di pietra.
PROBLEMATICHE - FOTO -
Manto stradale disconnesso
111
PIAZZA CAPITAN COLAPIETRO
NUMERO ESERCIZI: 2
Tipologia
Farmacie
Pizzerie/Ristoranti/Bar
Numero
totale
1
1
N° Specializzazioni
Ristorante
REGOLAMENTAZIONE DEL TRAFFICO E DELLA SOSTA
Piazza Capitan Colapietro dispone di divieto di fermata con parcheggio
riservato ai cittadini residenti in tale piazza.
CARATTERISTICA MORFOLOGICA DELLA VIA
Piazza Capitan Colapietro è caratterizzata da chianche di pietra con
alcune disconnessioni.
112
ARREDO URBANO - FOTO -
ARREDO URBANO
Qualità di
Illuminazione
Marciapiedi
Pavimentazione
Edifici
Verde pubblico
Bassa
Media
Alta
▼
▼
▼
▼
▼
DESCRIZIONE QUALITÀ URBANA
Tale piazza è circoscritta dal Palazzo Marchesale e sfocia su via Sedile e
via Putignano. Il Palazzo Marchesale ha origini che risalgono al
Medioevo, più precisamente nel periodo del normanno Tommaso da
Frassineto (XI-XII sec.), primo dominus di Turi. Il Castello si ampliò con
gli Svevi e gli Angioini, ma probabilmente solo con l'insediamento, nel
1547, del nuovo feudatario Francesco Moles (originario di Gerona,
Spagna), l'edificio dovette assumere le fattezze di una fortezza-palazzo,
con nuove torri e nuovi corpi di fabbrica. Nella seconda metà del 1700,
il passaggio del feudo dai Moles ad Ottavio Venusio di Matera, comportò
una profonda trasformazione del palazzo che venne in parte demolito
per assumere l'aspetto di fastosa dimora barocca che ancora oggi
possiamo ammirare, con il monumentale ingresso nella bella Piazza
Cap. Colapietro, le balconate, i finestroni e le artistiche ringhiere.
Negli ultimi anni del '900 la dimora feudale, fatta oggetto di ampi lavori
di restauro, è stata destinata a struttura turistico - alberghiera.
113
RETE COMMERCIALE - FOTO -
RETE COMMERCIALE
Qualità di
Continuità commerciale
Densità commerciale
Omogeneità
commerciale
Coerenza
commerciale/urbana
Bassa
Media
Alta
▼
▼
▼
▼
ELEMENTI DI IMMAGINE DEGLI ESERCIZI
Qualità di
Insegne
Vetrine
Tendaggi
Serrande
Visibilità
Accessibilità Pedonale
Accessibilità veicolare
Bassa
Media
Alta
▼
▼
▼
▼
▼
▼
▼
114
DESCRIZIONE RETE COMMERCIALE
La rete commerciale di questa piazza è assente, poiché vi è solo una
farmacia avviata negli anni '50.
PROBLEMATICHE - FOTO -
Degrado delle case
115
VIA PUTIGNANO
NUMERO ESERCIZI: 2
Tipologia
Abbigliamento/Calzature
Non alimentari vari
Numero
totale
1
1
N° Specializzazioni
Adulti
Ferramenta
REGOLAMENTAZIONE DEL TRAFFICO E DELLA SOSTA
Via Putignano ha come zona parcheggio unicamente il lato destro che si
divide in due parti: la prima parte dal Palazzo Marchesale e giunge sino
a Via San Nicola ed è riservata ai residenti forniti di pass; mentre la
seconda va da Via San Nicola a Piazza XX Luglio con parcheggio
regolato da disco orario.
CARATTERISTICA MORFOLOGICA DELLA VIA
Via Putignano è una strada ad ampio scorrimento da ambo i sensi di
marcia e vi è un manto asfaltato rettilineo.
116
ARREDO URBANO - FOTO -
ARREDO URBANO
Qualità di
Bassa
Illuminazione
Marciapiedi
Pavimentazione
Edifici
Verde pubblico
Media
Alta
▼
▼
▼
▼
▼
DESCRIZIONE QUALITÀ URBANA
La qualità urbana di via Putignano è eccellente. Tale via comunica con
quasi tutte le strade del centro storico e sfocia in via Massari.
RETE COMMERCIALE - FOTO -
117
RETE COMMERCIALE
Qualità di
Bassa
Continuità commerciale
Densità commerciale
Omogeneità
commerciale
Coerenza
commerciale/urbana
Media
Alta
Media
Alta
▼
▼
▼
▼
ELEMENTI DI IMMAGINE DEGLI ESERCIZI
Qualità di
Bassa
Insegne
▼
Vetrine
Tendaggi
Serrande
Visibilità
Accessibilità Pedonale
▼
Accessibilità veicolare
▼
▼
▼
▼
▼
DESCRIZIONE RETE COMMERCIALE
Via Putignano ha una rete commerciale molto vasta con molto
potenziale commerciale mal sfruttato.
PROBLEMATICHE - FOTO -
118
Marciapiede degradato
119
VIA GIUSEPPE ELEFANTE E VIA TITO ACETO
NUMERO ESERCIZI: 6
Tipologia
Agenzie/uffici
Casalinghi
Non alimentari vari
Pizzerie/Ristoranti/Bar
Numero
totale
1
2
1
2
N° Specializzazioni
Assicurazioni
Oggettistica
Estetista
Pizzerie
REGOLAMENTAZIONE DEL TRAFFICO E DELLA SOSTA
Strada a senso unico con auto in sosta sul lato destro.
CARATTERISTICA MORFOLOGICA DELLA VIA
Asse stradale rettilineo, che per metà è costituito da un manto asfaltato
e per l’altra da una galleria con accesso consentito soltanto ai pedoni.
120
ARREDO URBANO - FOTO -
ARREDO URBANO
Qualità di
Illuminazione
Marciapiedi
Pavimentazione
Edifici
Verde pubblico
Bassa
Media
Alta
▼
▼
▼
▼
▼
DESCRIZIONE QUALITÀ URBANA
Via Giuseppe Elefante e via Tito Aceto hanno una pavimentazione
buona, ma una qualità di arredo urbano molto scarsa per la mancanza
d'illuminazione.
121
RETE COMMERCIALE - FOTO -
RETE COMMERCIALE
Qualità di
Bassa
Continuità commerciale
Densità commerciale
Omogeneità
commerciale
Coerenza
commerciale/urbana
Media
Alta
▼
▼
▼
▼
ELEMENTI DI IMMAGINE DEGLI ESERCIZI
Qualità di
Bassa
Insegne
Vetrine
▼
Tendaggi
Serrande
Visibilità
Accessibilità Pedonale
Accessibilità veicolare
▼
Media
Alta
▼
▼
▼
▼
▼
DESCRIZIONE RETE COMMERCIALE
La rete commerciale di via Giuseppe Elefante è buona, perché ci sono
molte attività; mentre la qualità della rete commerciale di via Tito Aceto
è bassa perché, essendo una strada chiusa, è molto nascosta allo
122
sguardo dei possibili acquirenti.
123
PROBLEMATICHE - FOTO -
Graffiti sui muri
Lampione rotto
124
VIA/PIAZZA ALDO MORO
NUMERO ESERCIZI: 4
Tipologia
Abbigliamento/Calzature
Edicole/Tabaccherie
Pizzerie/Ristoranti/Bar
Numero
totale
2
1
1
N° Specializzazioni
Adulti
REGOLAMENTAZIONE DEL TRAFFICO E DELLA SOSTA
Piazza Moro ha per un tratto un’area di parcheggio riservata ai residenti
di tale zona e, per un altro, un parcheggio con disco orario.
CARATTERISTICA MORFOLOGICA DELLA VIA
Piazza Moro ha il manto stradale ben asfaltato.
125
ARREDO URBANO - FOTO -
ARREDO URBANO
Qualità di
Bassa
Illuminazione
Marciapiedi
Pavimentazione
Edifici
Verde pubblico
Media
Alta
▼
▼
▼
▼
▼
DESCRIZIONE QUALITÀ URBANA
La principale caratteristica di Pizza Aldo Moro è la casa di reclusione.
RETE COMMERCIALE - FOTO -
126
RETE COMMERCIALE
Qualità di
Continuità
commerciale
Densità
commerciale
Omogeneità
commerciale
Coerenza
commerciale/urbana
Bassa
Media
Alta
▼
▼
▼
▼
ELEMENTI DI IMMAGINE DEGLI ESERCIZI
Qualità di
Bassa
Insegne
Vetrine
Tendaggi
Serrande
Visibilità
Media
Alta
▼
▼
▼
Accessibilità Pedonale
Accessibilità veicolare
▼
▼
▼
▼
DESCRIZIONE RETE COMMERCIALE
Vi è una buona rete commerciale.
PROBLEMATICHE - FOTO -
127
Buche
128
VIA/PIAZZA XXV LUGLIO
NUMERO ESERCIZI: 1
Tipologia
Alimentari
Numero
totale
1
N° Specializzazioni
Panificio
REGOLAMENTAZIONE DEL TRAFFICO E DELLA SOSTA
Piazza XXV Luglio è a doppio senso di circolazione con divieto di sosta
ed un piccolo spazio riservato ai residenti provvisti di pass.
CARATTERISTICA MORFOLOGICA DELLA VIA
Piazza XXV Luglio è asfaltata e rettilinea con biforcazioni su via
Putignano di cui una di ingresso e una di uscita.
ARREDO URBANO
Qualità di
Illuminazione
Marciapiedi
Pavimentazione
Edifici
Verde pubblico
Bassa
Media
Alta
▼
▼
▼
▼
▼
129
DESCRIZIONE QUALITÀ URBANA
Piazza XXV Luglio ha una qualità urbana molto scadente in quanto la
zona è caratterizzata unicamente da abitazioni e non vi sono elementi di
arredo.
RETE COMMERCIALE - FOTO -
RETE COMMERCIALE
Qualità di
Continuità commerciale
Densità commerciale
Omogeneità
commerciale
Coerenza
commerciale/urbana
Bassa
Media
Alta
Media
Alta
▼
▼
▼
▼
ELEMENTI DI IMMAGINE DEGLI ESERCIZI
Qualità di
Insegne
Vetrine
Tendaggi
Serrande
Visibilità
Accessibilità Pedonale
Accessibilità veicolare
Bassa
▼
▼
▼
▼
▼
▼
▼
130
DESCRIZIONE RETE COMMERCIALE
La rete commerciale di questa piazza è assente, giacché vi è la presenza
di un unico panificio.
131
VIA/PIAZZA PERTINI
NUMERO ESERCIZI: 4
Tipologia
Agenzie/uffici
Alimentari
Non alimentari vari
Numero
totale
1
2
1
N° Specializzazioni
Agenzia
Pescheria/Dolciera
Barbiere
REGOLAMENTAZIONE DEL TRAFFICO E DELLA SOSTA
Via Piazza Pertini è una strada a senso unico con disco orario a destra e
sosta libera sul lato sinistro.
CARATTERISTICA MORFOLOGICA DELLA VIA
Asse stradale con manto asfaltato.
132
ARREDO URBANO - FOTO -
ARREDO URBANO
Qualità di
Bassa
Illuminazione
Marciapiedi
Pavimentazione
Edifici
Verde pubblico
Media
Alta
▼
▼
▼
▼
▼
DESCRIZIONE QUALITÀ URBANA
La qualità urbana è molto buona; inoltre la piazza è facilmente
accessibile e con buone potenzialità.
RETE COMMERCIALE - FOTO -
133
RETE COMMERCIALE
Qualità di
Bassa
Continuità commerciale
Densità commerciale
Omogeneità
commerciale
Coerenza
commerciale/urbana
Media
Alta
▼
▼
▼
▼
ELEMENTI DI IMMAGINE DEGLI ESERCIZI
Qualità di
Bassa
Media
Insegne
Vetrine
Tendaggi
Serrande
Visibilità
Accessibilità Pedonale
Accessibilità veicolare
Alta
▼
▼
▼
▼
▼
▼
▼
DESCRIZIONE RETE COMMERCIALE
Quest’asse è caratterizzato da una rete commerciale poco omogenea
con diverse interruzioni causate dalla presenza di numerose residenze.
La densità commerciale è bassa; tuttavia trattandosi di una strada
molto frequentata per la presenza della Villa comunale, ha sia la
visibilità veicolare sia la visibilità pedonale.
PROBLEMATICHE - FOTO -
Manto stradale rovinato
134
PIAZZA SILVIO ORLANDI
NUMERO ESERCIZI: 2
Tipologia
Agenzie/uffici
Pizzerie/Ristoranti/Bar
Numero
totale
1
1
N° Specializzazioni
Reception
REGOLAMENTAZIONE DEL TRAFFICO E DELLA SOSTA
Piazza Silvio Orlandi è punto d'intersezione di più strade. È possibile
parcheggiare solo con disco orario eccetto che nei giorni festivi.
CARATTERISTICA MORFOLOGICA DELLA VIA
Asse stradale di scorrimento con marciapiedi su ambo i lati.
135
ARREDO URBANO - FOTO -
ARREDO URBANO
Qualità di
Bassa
Illuminazione
Marciapiedi
Pavimentazione
Edifici
Verde pubblico
Media
Alta
▼
▼
▼
▼
▼
DESCRIZIONE QUALITÀ URBANA
Piazza Silvio Orlandi è una piazza storica molto ampia con immissioni da
via XX Settembre e via Giuseppe Orlandi per via Sedile e via Maggiore
Orlandi.
RETE COMMERCIALE - FOTO -
136
RETE COMMERCIALE
Qualità di
Bassa
Continuità commerciale
Densità commerciale
Omogeneità
commerciale
Coerenza
commerciale/urbana
Media
Alta
Media
Alta
▼
▼
▼
▼
ELEMENTI DI IMMAGINE DEGLI ESERCIZI
Qualità di
Bassa
Insegne
Vetrine
Tendaggi
Serrande
Visibilità
Accessibilità Pedonale
Accessibilità veicolare
▼
▼
▼
▼
▼
▼
▼
DESCRIZIONE RETE COMMERCIALE
Piazza Silvio Orlandi ha una rete commerciale assente. L'unico punto
storico da poter prendere in considerazione è il bar Iacovazzi, aperto dal
1927 e rinnovato nel 2013.
PROBLEMATICHE - FOTO 137
Manto stradale sconnesso
138
VIA/PIAZZA DELL’ANNUNZIATA
NUMERO ESERCIZI: 3
Tipologia
Agenzie/uffici
Non alimentari vari
Numero
totale
1
1
N° Specializzazioni
Assicurazioni/Agenzia
Barbiere
REGOLAMENTAZIONE DEL TRAFFICO E DELLA SOSTA
Piazza dell'Annunziata è riservata unicamente al passaggio pedonale, in
quanto piazza non adibita al traffico dei veicoli.
CARATTERISTICA MORFOLOGICA DELLA VIA
Piazza dell'Annunziata ha un manto stradale lastricato con pietre aventi
zone disconnesse.
139
ARREDO URBANO - FOTO -
ARREDO URBANO
Qualità di
Illuminazione
Marciapiedi
Pavimentazione
Edifici
Verde pubblico
Bassa
Media
Alta
▼
▼
▼
▼
▼
DESCRIZIONE QUALITÀ URBANA
Piazza dell'Annunziata si affaccia su via XX Settembre, che è la strada
principale di Turi. Un elemento di spicco è la Chiesa di San Rocco,
costruita tra l'XI e il XII secolo poco fuori dal centro abitato in un'area
importante perché attigua ai pozzi pubblici. La Chiesetta, a pianta
rettangolare, realizzata con conci regolari di pietra, è caratterizzata da
un tetto con due tamburi sormontati da piramidi, nelle quali sono
inglobate due cupolette.
In origine l'ingresso era dalla parte opposta all'attuale, che fu aperto nel
1505; tra il XII e XIII secolo venne poi aggiunto il campaniletto a vela.
L'unica decorazione di questo edificio compatto è una serie di denti di
sega posti su due file.
Il 25 aprile, la Chiesetta è al centro di una particolare processione detta
del "passa passa", durante la quale bambini infiocchettati e
accompagnati dai padrini, seguono l'effige dell'Annunziata nei tre giri
che compie intorno allo stesso edificio.
140
RETE COMMERCIALE - FOTO -
RETE COMMERCIALE
Qualità di
Bassa
Continuità commerciale
Densità commerciale
Omogeneità
commerciale
Coerenza
commerciale/urbana
Media
Alta
Media
Alta
▼
▼
▼
▼
ELEMENTI DI IMMAGINE DEGLI ESERCIZI
Qualità di
Bassa
Insegne
Vetrine
Tendaggi
Serrande
Visibilità
Accessibilità Pedonale
Accessibilità veicolare
▼
▼
▼
▼
▼
▼
▼
DESCRIZIONE RETE COMMERCIALE
La rete commerciale è poco presente e discontinua.
141
VIA/PIAZZA CHIESA
NUMERO ESERCIZI: 2
Tipologia
Non alimentari vari
Pizzerie/Ristoranti/Bar
Numero
totale
1
1
N° Specializzazioni
B&B
REGOLAMENTAZIONE DEL TRAFFICO E DELLA SOSTA
Piazza Chiesa è una zona a traffico limitato per i residenti con
parcheggio muniti di pass.
CARATTERISTICA MORFOLOGICA DELLA VIA
Piazza Chiesa è costituita da chianche di pietra.
142
ARREDO URBANO - FOTO -
ARREDO URBANO
Qualità di
Illuminazione
Marciapiedi
Pavimentazione
Edifici
Verde pubblico
Bassa
Media
Alta
▼
▼
▼
▼
▼
DESCRIZIONE QUALITÀ URBANA
Il simbolo principale di Piazza Chiesa è la Chiesa Matrice, caratterizzata
da tre ampie navate. Di antica di fondazione, nel '700 la Chiesa subì
una profonda trasformazione che le diede l'attuale aspetto di edificio
barocco.
Al suo interno sono conservate opere dello scultore rinascimentale
Stefano da Putignano e dei pittori Alessio d'Elia (seguace del Solimena)
e Nicola De Filippis (seguace del De Matteis).
Notevoli, inoltre, sono: la cappella dei SS. Medici (mausoleo della
famiglia baronale dei Moles), tre altari lignei, una tela seicentesca
attribuita al bitontino Nicola Gliri e il pulpito.
143
RETE COMMERCIALE - FOTO -
RETE COMMERCIALE
Qualità di
Bassa
Continuità commerciale
Densità commerciale
Omogeneità
commerciale
Coerenza
commerciale/urbana
Media
Alta
Media
Alta
▼
▼
▼
▼
ELEMENTI DI IMMAGINE DEGLI ESERCIZI
Qualità di
Bassa
Insegne
Vetrine
Tendaggi
Serrande
Visibilità
Accessibilità Pedonale
Accessibilità veicolare
▼
▼
▼
▼
▼
▼
▼
DESCRIZIONE RETE COMMERCIALE
La rete commerciale è assente, infatti, vi è esclusivamente la presenza
di un bar e di un B&B.
144
PROBLEMATICHE - FOTO -
Muri sgretolati
Scritte sui muri
POTENZIALITÀ - FOTO -
Chiesa Madre
145
4. INDAGINE STATISTICA AI FREQUENTATORI
DEL CENTRO STORICO
4.1 IL QUESTIONARIO
Per comprendere il modo
storico di Turi è stato
somministrato nei mesi di
casuale di 216 intervistati,
comuni limitrofi.
in cui viene percepito e vissuto il centro
realizzato un questionario che è stato
aprile, maggio e giugno ad un campione
tra cui frequentatori, residenti e abitanti di
L’indagine si configura come un test di mercato mirato a:
 conoscere le caratteristiche dei frequentatori del centro storico ed
il peso che occupa l’acquisto come motivazione della loro presenza
in centro;
 comprendere le valutazioni qualitative e percettive che i
frequentatori del centro storico danno dell’offerta commerciale e
del contesto urbano in cui questa si inserisce;
 confrontare i risultati delle rilevazioni fatte in loco con il punto di
vista dei consumatori.
Per la buona riuscita dell’indagine è stato necessario che le domande
fossero ben strutturate e non dessero adito ad ambiguità, in modo da
consentire una raccolta d'informazioni coerenti.
Il questionario è stato realizzato seguendo alcune fasi: scelta delle aree
di contenuto, definizione dei contenuti di ogni singola area e
formulazione delle relative domande, sistemazione delle domande in un
ordine adeguato e uso del pre-test per apportare eventuali modifiche.
Segue il modello del questionario che è stato somministrato.
146
QUESTIONARIO DI STUDIO SULLA QUALITÀ DEL
CENTRO STORICO DI TURI
DATA COMPILAZIONE__________________ORA_______________
I Parte : Dati socio-anagrafici
1. Sesso
2. Età
Maschio
Da 15 a 24 anni
Femmina
Da 25 a 44 anni
Da 45 a 64 anni
Oltre i 64
3. Professione
4. Dove abita?
Studente
Casalinga
Impiegato/insegnante
Dirigente/quadro/medic
o osp
Militare
Libero
Professionista/medico
prof.
Nel centro storico
Al di fuori del centro
storico
In periferia
In una frazione del
comune/campagna
In un altro comune
(specificare …………...…)
Commercio/Servizi
Operaio/commesso
Artigiano
Pensionato
Disoccupato
Altro specificare…………)
147
II Parte : Accessibilità e sosta
5. Quale mezzo utilizza per recarsi nel centro storico?
A piedi
Bicicletta
Moto
Automobile
Autobus
Altro
6. Quali problemi legati al parcheggio incontra quando deve
recarsi nel centro storico? (È possibile dare più di una
risposta).
Condizioni scadenti dei parcheggi
Parcheggio troppo lontano
Mancanza di parcheggi
Nessuno
7. Pensa che ripristinare i parcheggi a pagamento possa
agevolare la ricerca di posti liberi?
Sì
No
148
III Parte : Motivi di frequentazione dell’area
d’interesse
8. Per quale motivo solitamente si reca nel centro storico? (È
possibile dare più di una risposta).
Fare un giro
Per fare acquisti nei negozi
Per andare al bar/ristorante/pizzeria
Per andare in banca/uffici vari
Per lavoro/ studio
Vi abito
Per turismo
Altro
9. Quanto dura la sua permanenza in centro?

Fino a ½ ora

Da ½ a 1 ora

Da 1 a 2 ore

Da 2 a 4 ore

Oltre 4 ore
10.
Frequenta il centro storico anche di sera? (Se no,
passare alla domanda numero 12).
Sì
No
11.
Se sì, di quali aspetti dell’offerta usufruisce? (È
possibile dare più di una risposta).
Pizzeria /Ristorante/Pub
149
Bar
Eventi e manifestazioni
Passeggiata
Altro
150
IV Parte : Abitudini di acquisto
12.
Ogni quanto acquista nel centro storico di Turi?
Ogni giorno
2-3 volte a settimana
1 volta a settimana
Almeno una volta al mese
2-3 volte al mese
Più raramente
Mai
13.
Quali prodotti acquista solitamente nel centro storico?
(È possibile dare più di una risposta).
Abbigliamento/intimo
Gioielleria/orologi
/merceria
Regali/oggettistica
Calzature/pelletteria
Casalinghi/arredo casa
Articoli sportivi
Foto/ottica
Alimentari/prodotti tipici
Elettronica
Bar/bevande
Ferramenta
Giornali/riviste
Nessuno
Cartoleria/giocattoli
14.
Fa acquisti anche nei Centri Commerciali?
Sì
No
15.
18)
Se sì, ogni quanto? (Se no, passare alla domanda numero
Almeno 1 volta a settimana
2-3 volte al mese
151
1 volta al mese
Più raramente
152
16.
Se lo frequenta almeno raramente, in quale Centro
Commerciale si reca prevalentemente?
Ipercoop (a Gioia del Colle)
Auchan (a Casamassima)
Bariblu (a Triggiano)
Mongolfiera (a Bari)
Bari Max (a Bari)
Molfetta Outlet (a Molfetta)
Altro
17.
Cosa compra nei Centri Commerciali? (È possibile dare
più di una risposta).
Abbigliamento/intimo
Gioielleria/orologi
/merceria
Regali/oggettistica
Calzature/pelletteria
Piante e fiori
Articoli sportivi
Casalinghi/arredo casa
Alimentari/prodotti tipici
Foto/ottica
Giornali/riviste
Elettrodomestici
Libri e musica
Ferramenta
Cartoleria/giocattoli
Prodotti per animali
Farmaci
Non acquista
Profumeria
Altro
153
V Parte : Percezione e valutazione della rete
commerciale
18.
Esprima un giudizio di valore per ciascun aspetto della rete
commerciale del centro storico di Turi. (Barrare una sola casella per
ciascuna voce indicata).
Scarso
Sufficient
e
Buono
Qualità negozi
Gamma di scelta per gli
acquisti
Convenienza negozi
Competenza/cortesia del
personale
Flessibilità degli orari dei
negozi/locali
Allestimento vetrine
19.
Quale di questi interventi ritiene necessario per valorizzare
la rete commerciale del centro storico? (È possibile dare più di una
risposta).
Aumentare i parcheggi
Maggiore pulizia
Parcheggi meglio situati
Maggiore illuminazione
Chiudere il centro al traffico
Manutenzione delle strade
Diminuire il traffico
Maggiore offerta
Migliorare la viabilità in
commerciale
centro
Aprire nuovi locali
Potenziare il trasporto
Libero orario apertura e
pubblico
chiusura dei negozi
Migliorare la qualità urbana
Più pub/pizzerie e ristoranti
e stato degli edifici
Più flessibilità orari
Più aree verdi
negozi/locali
Rivalorizzare il centro
154
Migliorare la qualità dei
Manifestazioni più
negozi
numerose
Centro informazioni
Più informazione/
Prezzi più competitivi
comunicazione
Più promozioni nei negozi
Maggiori attrazioni per i
Più attività culturali
turisti
VI Parte : Percezione e valutazione dell’aspetto
urbano
20.
Esprima un giudizio di valore per ciascun aspetto del decoro
urbano del centro storico. (Barrare una sola casella per ciascuna voce
indicata).
Molto
negativ
o
Negativ
o
Positiv
o
Molto
positiv
o
Gradevolezza dell’ambiente
urbano
Pulizia delle strade
Manutenzione delle strade
Presenza di parcheggi
Presenza di spazi di verde
pubblico
Manutenzione degli spazi verdi
Presenza di panchine
Illuminazione pubblica
Sicurezza nelle strade
Manutenzione rete fognaria
Stato di inquinamento dell’aria
Presenza di servizi igienici
pubblici
Segnaletica di monumenti,
musei, opere d’arte e simili
155
Proposte
culturali/manifestazioni
Segnaletica di uffici e servizi
pubblici
21.
Quale di questi interventi ritiene necessario per valorizzare
l'aspetto urbano del centro storico? (È possibile dare più di una
risposta).
Più parcheggi
Più aree verdi
Più pulizia
Migliore arredo urbano
Ristrutturazione degli edifici
Migliori aree pedonali
/marciapiedi/strade
Miglior illuminazione
Migliore segnaletica
/accessibilità al centro
Più sicurezza
Meno traffico
156
VII Parte : Animazione e vitalità urbana
22.
Esprima un giudizio di valore per indicare l’importanza che
attribuisce a ciascun fattore per la rivitalizzazione del centro
storico. (Barrare una sola casella per ciascuna voce indicata).
Non
importan
te
Poco
important
e
Importan
te
Molto
importan
te
Biblioteca
Chiese e
monumenti
Pub e locali di
svago/spettacolo
Bar
Pizzerie/ristoranti
Circoli e centri di
vita sociale
Centri e servizi di
informazione
Concerti all’aperto
Mostre all’aperto
Animazione per
strada
Mercatini
tipici/sagre
Feste e
rievocazioni
storiche
Piccoli spettacoli
Notti bianche
Eventi culturali
23.
Pensa che sarebbe utile se il Comune acquisisse
problematiche e idee di valorizzazione del centro storico
direttamente dalla popolazione, come è stato fatto con questa
scheda?
Per niente
Poco
157
Molto
Grazie per la collaborazione.
158
I RISULTATI DELL’INDAGINE STATISTICA
Dati socio-anagrafici
Per quanto riguarda le caratteristiche del campione intervistato, si può
osservare come esso sia costituito perlopiù da donne (56%), mentre gli uomini
rappresentano il 44% del totale.
Tab. 25 Sesso degli intervistati (domanda 1).
DISTRIBUZIONE DEGLI INTERVISTATI PER SESSO
SESSO
Valori assoluti
Valori in percentuale
MASCHI
95
44,0
FEMMINE
121
56,0
Totale
216
100,0
Grafico 23
DISTRIBUZIONE DEGLI INTERVISTATI NEL CENTRO STORICO DEL COMUNE DI TURI
(valori in pecentuale)
(valori in percentuale)
60,0
56,0
50,0
44,0
40,0
30,0
20,0
10,0
0,0
MASCHI
FEMMINE
159
Si tratta di un campione molto giovane, la cui fascia d’età più rappresentata è
quella di chi ha dai 25 ai 44 anni (35,6%) seguita da quella dai 15 ai 24 anni
(31,9%).
Tab. 26 Fasce d'età degli intervistati (domanda 2).
DISTRIBUZIONE DEGLI INTERVISTATI PER CLASSI
DI ETA'
Valori
Valori in
CLASSI DI ETA'
assoluti
percentuale
Da 15 a 24 anni
69
31,9
Da 25 a 44 anni
77
35,6
Da 45 a 64 anni
49
22,7
Oltre i 64 anni
21
9,7
TOTALE
216
100,0
Grafico 24
DISTRIBUZIONE DEGLI INTERVISTATI PER CLASSI DI ETA'(Valori in percentuale)
40,0
35,6
35,0
31,9
30,0
25,0
22,7
20,0
15,0
9,7
10,0
5,0
0,0
Da 15 a 24 anni
Da 25 a 44 anni
Da 45 a 64 anni
Oltre i 64 anni
CLASSI DI ETA'
160
In congruenza con l’età su rilevata, per la professione si registra un'elevata
presenza di studenti (25%), seguita dall’11,6% di impiegati/insegnanti e, a
pari merito, dall’11,1% di casalinghe e operatori commerciali/servizi.
Tutti gli altri valori sono decisamente inferiori e frammentati.
Tab. 27 Professione degli intervistati (domanda 3).
DISTRIBUZIONE DEGLI INTERVISTATI PER PROFESSIONE
PROFESSIONE
STUDENTE
IMPIEGATO/INSEGNANTE
CASALINGA
OPERATORE COMMERCIO/SERVIZI
LIBERO PROFESSIONISTA/MEDICO
PROF.
OPERAIO COMMESSO
PENSIONATO
MILITARE
DIRIGENTE/QUADRO/MEDICO
OSPED.
DISOCCUPATO
ARTIGAIANO
ALTRO
TOTALE
Valori
assoluti
54
25
24
24
Valori in
percentuale
25,0
11,6
11,1
11,1
19
18
18
15
8,8
8,3
8,3
6,9
7
6
5
1
216
3,2
2,8
2,3
0,5
100,0
Grafico 25
161
/Q
U
A
D
ED
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O
2,8
A
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3,2
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5,0
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10,0
O
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M
M
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C
O
N
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C
O
C
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SE
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11,1
D
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IG
EN
TE
PR
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A
TO
R
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A
TO
/IN
11,6
LI
B
ER
O
O
PE
IM
PI
ST
U
D
EN
TE
DISTRIBUZIONE DEGLI INTERVISTATI PER PROFESSIONE
(Valori in percentuale)
30,0
25,0
25,0
20,0
15,0
11,1
6,9
2,3
0,0
0,5
PROFESSIONE
162
Provenienza del campione
Per quanto riguarda la provenienza degli intervistati, sembra esserci un certo
equilibrio tra i residenti turesi che abitano al di fuori del centro storico (38,4%)
e quelli che abitano in periferia (31%); mentre solo il 15,7% alloggia nel
centro storico.
Tab. 28 Provenienza degli intervistati (domanda 4).
PROVENIENZA DEGLI INTERVISTATI
Valori
Valori in
assoluti
percentuale
34
15,7
83
38,4
67
31,0
DOVE ABITA
NEL CENTRO STORICO
AL DI FUORI DEL CENTRO STORICO
IN PERIFERIA
IN UNA FRAZZIONE DEL
COMUNE/CAMPAGNA
IN UN ALTRO COMUNE
TOTALE
15
17
216
6,9
7,9
100,0
Grafico 26
PROVENIENZA DEGLI INTERVISTATI
(Valori in percentuale)
45,0
38,4
40,0
35,0
31,0
30,0
25,0
20,0
15,7
15,0
10,0
6,9
7,9
5,0
0,0
NEL CENTRO STORICO
AL DI FUORI DEL CENTRO
STORICO
IN PERIFERIA
IN UNA FRAZZIONE DEL
COMUNE/CAMPAGNA
IN UN ALTRO COMUNE
163
Accessibilità e sosta
Inerente al tema della provenienza è quello legato all’accessibilità ed alla sosta
nel centro storico. La maggior parte degli intervistati (57,9%) ha dichiarato di
andare in centro a piedi, mentre il 30,1% dice di arrivarci in macchina. Solo il
6,9% utilizza una bicicletta, invece tutti gli altri mezzi hanno una percentuale
di utilizzo bassissima.
Tab. 29 Mezzi utilizzati per recarsi nel centro storico (domanda 5).
DISTRIBUZIONE DEGLI INTERVISTATI PER MEZZO UTILIZZATO NEL
RAGGIUNGERE IL CENTRO STORICO
MEZZO
A PIEDI
BICICLETTA
MOTO
AUTOMOBILE
AUTOBUS
ALTRO
TOTALE
Valori assoluti
125
15
4
65
4
3
216
Valori in percentuale
57,9
6,9
1,9
30,1
1,9
1,4
100,0
Grafico 27
DISTRIBUZIONE DEGLI INTERVISTATI PER MEZZO UTILIZZATO NEL RAGGIUNGERE IL CENTRO STORICO
(Valori in percentuale)
70,0
60,0
57,9
50,0
40,0
30,1
30,0
20,0
10,0
6,9
1,9
1,9
1,4
AUTOBUS
ALTRO
0,0
A PIEDI
BICICLETTA
MOTO
AUTOMOBILE
164
165
Per quanto riguarda, invece, le problematiche relative al parcheggio, emerge
con forza una mancanza di posti (52,2%). Tale dato è, altresì, confermato
dalle risposte alla domanda numero 21 del questionario (Graf.43), in cui a
fronte di una ricca lista di possibili interventi utili a valorizzare l'aspetto urbano
del centro storico, gli intervistati pongono al quinto posto l’aumento dei
parcheggi (11,6%).
Oltre a tutto ciò, il grafico 28 mostra che per il 19,3% del campione i posti
d’auto vertono in condizioni scadenti.
Tab. 30 Problematiche relative al parcheggio (domanda 6).
PROBLEMATICHE RELATIVE AL PARCHEGGIO DEL CENTRO STORICO DI
TURI
PROBLEMI
CONDIZIONI SCADENTI DEI
PARCHEGGIO
PARCHEGGIO TROPPO LONTANO
MANCANZA DI PARCHEGGI
NESSUNO
TOTALE
valori assoluti
52
40
141
37
270
Valori in
percentuale
19,3
14,8
52,2
13,7
100,0
Grafico 28
166
PROBLEMATICHE RELATIVE AL PARCHEGGIO DEL CENTRO STORICO
(Valori in percentuale)
60,0
52,2
50,0
40,0
30,0
20,0
19,3
14,8
13,7
10,0
0,0
CONDIZIONI SCADENTI DEI
PARCHEGGIO
PARCHEGGIO TROPPO LONTANO
MANCANZA DI PARCHEGGI
NESSUNO
167
Dal grafico successivo risulta, inoltre, che per il 63,4% del campione, il
ripristino dei parcheggi a pagamento non possa agevolare la ricerca di posti
liberi (Graf.29).
Tab. 31 Giudizio sul ripristino dei parcheggi a pagamento (domanda 7).
PARERE DEGLI INTERVISTATI SUL
RIPRISTINO DEI PARCHEGGI A
PAGAMENTO PER LA RICERCA DI POSTI
LIBERI
Valori
Valori in
RISPOSTA
assoluti
percentuale
SI,
79
36,6
FAVOREVOLE
NO
137
63,4
TOTALE
216
100,0
Grafico 29
PARERE DEGLI INTERVISTATI SUL RIPRISTINO DEI PARCHEGGI A PAGAMENTO PER LA RICERCA
DI POSTI LIBERI
(Valori in percentuale)
70,0
63,4
60,0
50,0
40,0
36,6
30,0
20,0
10,0
0,0
SI, FAVOREVOLE
NO
168
Motivi di frequentazione dell’area d’interesse
In riferimento alle motivazioni che inducono gli intervistati a frequentare il
centro storico (Graf.30), la percentuale più rilevante è quella di chi dichiara di
recarvisi per fare una passeggiata (46,7%), seguita dal 12,9% di chi frequenta
bar, ristoranti e pizzerie. Questi dati dimostrano che il centro storico è
percepito come luogo ideale per trascorrere il proprio tempo libero, ma non
come luogo per lo shopping; infatti, solo il 7,6% degli intervistati dice di
recarvisi per fare acquisti nei negozi. Tale elemento dovrebbe spronare a
riqualificare il centro storico anche dal punto di vista commerciale; soprattutto
perché, come dimostra il grafico successivo (Graf.31), la maggior parte degli
intervistati trascorre molto tempo nel centro storico.
Tab. 32 Motivi di frequentazione del centro storico (domanda 8).
MOTIVI DI FREQUENTAZIONE DEL CENTRO STORICO
Valori
Valori in
MOTIVO
assoluti
percentuale
FARE UN GIRO
141
46,7
PER FARE ACQUISTI NEI NEGOZI
23
7,6
PER ANDARE AL BAR/RISTORANTE/PIZZERIA
39
12,9
PER ANDARE IN BANCA/UFFICI VARI
28
9,3
PER LAVORO/STUDIO
15
5,0
VI ABITO
25
8,3
PER TURISMO
10
3,3
ALTRO
21
7,0
TOTALE
302
100,0
Grafico
30
169
170
La permanenza degli intervistati nel centro storico oscilla tra la mezz’ora e le
due ore; in particolare: intorno alla mezz’ora per il 35,6% del campione, da
mezz’ora a un’ora per il 22,7% e da una a due ore per il 21,3%.
Tab. 33 Durata della permanenza degli intervistati nel centro storico
(domanda 9).
DURATA DELLA PERMANENZA DEGLI INTERVISTATI NEL CENTRO
STORICO
DURATA
Valori assoluti
FINO A 1/2 ORA
DA 1/2 A 1 ORA
DA 1 A 2 ORE
DA 2 A 4 ORE
OLTRE 6 ORE
TOTALE
Valori in percentuale
77
49
46
12
32
216
35,6
22,7
21,3
5,6
14,8
100,0
Grafico 31
DURATA DELLA PERMANENZA DEGLI INTERVISTATI IN CENTRO (Valori in percentuale)
40,0
35,6
35,0
30,0
25,0
22,7
21,3
20,0
14,8
15,0
10,0
5,6
5,0
0,0
FINO A 1/2 ORA
DA 1/2 A 1 ORA
DA 1 A 2 ORE
DA 2 A 4 ORE
OLTRE 6 ORE
171
La percentuale di intervistati che frequenta il centro storico anche di sera è del
68,1%. Tra le motivazioni spiccano (Graf.33): la passeggiata (33,3%), la
partecipazione ad eventi e manifestazioni (20,6%) e, a pari merito, lo
svago/cena in bar, nonché pizzerie/ristoranti/pub (19,7%); fattori che
sottolineano, ancora una volta, il forte richiamo socio-ricreativo svolto dal
centro storico.
Tab. 34 Numero di intervistati che frequentano il centro storico di sera
(domanda 10).
INTERVISTATI CHE FREQUENTANO IL
CENTRO STORICO DI SERA
RISPOSTA
SI
NO
TOTALE
Valori
assoluti
147
69
216
Valori in
percentuale
68,1
31,9
100,0
Grafico 32
INTERVISTATI CHE FREQUENTANO IL CENTRO STORICO DI SERA
(Valori in percentuale)
80,0
70,0
68,1
60,0
50,0
40,0
31,9
30,0
20,0
10,0
0,0
SI
NO
172
Tab. 35 Motivi di frequentazione serale del centro storico (domanda 11).
MOTIVI DI FREQUENTAZIONE SERALE DEL CENTRO STORICO
OFFERTA
Valori assoluti
PIZZERIA/RISTORANTE/PUB
BAR
EVENTI E MANIFESTAZIONI
PASSEGGIATA
ALTRO
TOTALE
68
68
71
115
23
345
Valori in
percentuale
19,7
19,7
20,6
33,3
6,7
100,0
Grafico 33
MOTIVI DI FREQUENTAZIONE SERALE DEL CENTRO STORICO (Valori in percentuale)
33,3
35,0
30,0
25,0
19,7
20,0
20,6
19,7
15,0
10,0
6,7
5,0
A
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A
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TE
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U
B
0,0
173
Abitudini di acquisto
È stato chiesto al campione quante volte si rechi nel centro cittadino per
compiere spese, al fine di capire la tipologia di acquisti effettuati: giornalieri o
da shopping del fine settimana.
Come già è stato detto, il centro storico di Turi non viene percepito come luogo
nel quale fare compere e questo è, ancora una volta, dimostrato dal fatto che
ben il 34,3% degli intervistati non vi si reca mai per fare acquisti. Seguono,
poi, il 19,4% di chi vi si reca più raramente e il 14,8% di chi va due o tre volte
a settimana.
Tab. 36 Periodicità degli acquisti nel centro storico (domanda 12).
PERIODICITA' DEGLI ACQUISTI NEL CENTRO STORICO
Valori assoluti
OGNI GIORNO
2-3 VOLTE A SETTIMANA
1 VOLTA A SETTIMANA
ALMENO UN VOLTA AL MESE
2-3 VOLTE AL MESE
PIU' RARAMENTE
MAI
TOTALE
23
32
14
13
18
42
74
216
Valori in
percentuale
10,6
14,8
6,5
6,0
8,3
19,4
34,3
100,0
Grafico
34
174
PERIODICITA' DEGLI ACQUISTI NEL CENTRO STORICO (Valori in percentuale)
40,0
34,3
35,0
30,0
25,0
19,4
20,0
14,8
15,0
10,6
10,0
8,3
6,5
6,0
1 VOLTA A
SETTIMANA
ALMENO UN
VOLTA AL MESE
5,0
0,0
OGNI GIORNO
2-3 VOLTE A
SETTIMANA
2-3 VOLTE AL
MESE
PIU' RARAMENTE
MAI
175
Il grafico successivo mostra quali sono i prodotti principalmente acquistati nel
centro urbano. La maggior parte delle persone (26,9%) compra prodotti
alimentari e tipici. Al secondo posto ci sono, poi, i prodotti venduti nei bar
(14,1%) e al terzo gli articoli di abbigliamento e merceria (7,2%).
Tab. 37 Prodotti acquistati nei negozi del centro storico (domanda 13).
PRODOTTI ACQUISTATI NEI NEGOZI DEL CENTRO STORICO
Valori in
PRODOTTI
Valori assoluti
percentuale
ALIMENTARI / PRODOTTI TIPICI
160
26,9
BAR/BEVANDE
84
14,1
ABBIGLIAMENTO/MERCERIA
43
7,2
GIORNALI/RIVISTE
42
7,1
GIOIELLERIA/OROLOGI
35
5,9
REGALI/OGGETTISTICA
28
4,7
FOTO/OTTICA
23
3,9
CALZATURE/PELLETTERIA
21
3,5
CASALINGHI/ARREDO CASA
18
3,0
CARTOLERIA/GIOCATTOLI
17
2,9
FERRAMENTA
17
2,9
ARTICOLI SPORTIVI
16
2,7
ELETTRONICA
11
1,8
NESSUNO
80
13,4
TOTALE
595
100,0
Grafico
35
176
AL
BI
G
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TR
O
N
IC
A
N
ES
SU
N
O
AB
IM
EN
TA
R
PRODOTTI ACQUISTATI NEI NEGOZI DEL CENTRO STORICO
30,0
26,9
25,0
20,0
14,1
13,4
10,0
7,2
5,0
7,1
5,9
4,7
3,9
3,5
3,0
2,9
2,9
2,7
1,8
0,0
177
Poiché i consumatori tendono, ormai, a sperimentare differenti tipologie di
distribuzione in base alle loro esigenze, al rapporto qualità prezzo ed ai
parametri legati all’ottimizzazione del tempo e dello spazio, si è cercato di
capire se gli intervistati acquistano anche presso i centri commerciali limitrofi.
In tal modo è possibile comprendere quale sia l’entità di eventuali fenomeni di
evasione verso grandi poli attrattivi, come: ipermercati, negozi di
abbigliamento e negozi di elettrodomestici.
L’83,3% afferma di effettuare acquisti anche presso centri commerciali
(Graf.36); in particolare il 34,7% almeno 2-3 volte al mese, il 21,8% una volta
al mese, e un buon 20,4% almeno una volta a settimana (Graf.37).
Tab. 38 Numero d'intervistati che fanno acquisti nei Centri Commerciali
(domanda 14).
NUMERO D'INTERVISTATI CHE FANNO
ACQUISTI NEI CENTRI COMMERCIALI
RISPOSTA
SI
NO
TOTALE
Valore
assoluto
180
36
216
Valore in
percentuale
83,3
16,7
100,0
Grafico 36
178
Tab. 39 Periodicità degli acquisti nei Centri Commerciali (domanda 15).
PERIODICITA' DEGLI ACQUISTI NEI CENTRI COMMERCIALI
Valori
assoluti
ALMENO 1 VOLTA A
SETTIMANA
ALMENO 2-3 VOLTE AL MESE
1 VOLTA AL MESE
PIU' RARAMENTE
NESSUNA RISPOSTA
TOTALE
Valori in
percentuale
44
75
47
32
18
216
20,4
34,7
21,8
14,8
8,3
100,0
Grafico 37
PERIODICITA' DEGLI ACQUISTI NEI CENTRI COMMERCIALI
(Valori in percentuale)
40,0
34,7
35,0
30,0
25,0
21,8
20,4
20,0
14,8
15,0
8,3
10,0
5,0
0,0
ALMENO 1 VOLTA A
SETTIMANA
ALMENO 2-3 VOLTE AL
MESE
1 VOLTA AL MESE
PIU' RARAMENTE
NESSUNA RISPOSTA
179
Con il 45,2% il vicino centro commerciale Auchan di Casamassima si aggiudica
il primo posto tra i poli del commercio preferiti dagli intervistati (Graf.38);
peraltro bisogna ricordare che proprio lo scorso dicembre è stata inaugurata
una nuova parte per un totale di 110 negozi e 5500 posti auto.
Il secondo posto della lista dei centri più frequentati è occupato, con il 13,8%,
dal centro Bariblu di Triggiano e al terzo posto c’è il centro Mongolfiera di Bari
con l’8,9%.
Tab. 40 Centri Commerciali preferiti (domanda 16).
CENTRI COMMERCIALI PREFERITI DAGLI INTERVISTATI
Valori
assoluti
IPERCOOP (GIOIA DEL COLLE)
AUCHAN (CASAMASSIMA)
BARIBLU (TRIGGIANO)
MONGOLFIERA (BARI)
BARI MAX (BARI)
MOLFETTA OUTLET (MOLFETTA)
ALTRO
TOTALE
39
203
62
40
32
37
36
449
Valori in
percentuale
8,7
45,2
13,8
8,9
7,1
8,2
8,0
100,0
Grafico 38
180
CENTRI COMMERCIALI PREFERITI DAGLI INTERVISTATI
Valori in percentuale
50,0
45,2
45,0
40,0
35,0
30,0
25,0
20,0
13,8
15,0
10,0
8,9
8,7
7,1
8,2
8,0
MOLFETTA
OUTLET
(MOLFETTA)
ALTRO
5,0
0,0
IPERCOOP (GIOIA
DEL COLLE)
AUCHAN
(CASAMASSIMA)
BARIBLU
(TRIGGIANO)
MONGOLFIERA
(BARI)
BARI MAX (BARI)
181
La spesa fatta nei centri commerciali (Graf.39) riguarda, con percentuali basse,
un po’ tutti i prodotti; ma in particolare emerge, con il 13,3%, l’acquisto di
articoli di abbigliamento, intimo e merceria. Seguono l’acquisto di calzature e
pelletteria (8,5%), e di prodotti alimentari (8,4%). Solo il 2,9% compra
prodotti farmaceutici.
Tab. 41 Prodotti acquistati nei negozi dei Centri Commerciali (domanda 17).
PRODOTTI ACQUISTATI NEI NEGOZI DEI CENTRI COMMERCIALI
PRODOTTI
ABBIGLIAMENTO/MERCERIA/INTIMO
CALZATURE/PELLETTERIA
ALIMENTARI/PRODOTTI TIPICI
ARTICOLI SPORTIVI
REGALI/OGGETTISTICA
LIBRI E MUSICA
CASALINGHI/ARREDO CASA
ELETTRODOMESTICI
PROFUMERIA
PRODOTTI PER ANIMALI
FOTO/OTTICA
CARTOLERIA/GIOCATTOLI
GIORNALI/RIVISTE
GIOIELLERIA/OROLOGI
PIANTE E FIORI
FARMACI
ALTRO
FERRAMENTA
NON ACQUISTA
TOTALE
Valori
assoluti
183
117
116
100
93
90
73
71
64
63
55
52
50
50
50
40
40
38
30
1375
Valori in
percentuale
13,3
8,5
8,4
7,3
6,8
6,5
5,3
5,2
4,7
4,6
4,0
3,8
3,6
3,6
3,6
2,9
2,9
2,8
2,2
100,0
182
A
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A
C
I
IG
Grafico 39
PRODOTTI ACQUISTATI NEI NEGOZI DEI CENTRI COMMERCIALI (Valori in percentuale)
14,0
8,0
6,0
4,0
13,3
12,0
10,0
8,5
8,4
7,3
6,8
6,5
5,3
5,2
4,7
4,6
4,0
3,8
3,6
3,6
3,6
2,9
2,0
0,0
183
Percezione e valutazione della rete commerciale
E’ stata richiesta una valutazione relativa alla percezione generale della rete
commerciale del centro storico per capirne le problematiche e i punti di valore.
Tab. 42 Percezione e valutazione della rete commerciale del centro storico Valori assoluti (domanda 18).
GIUDIZIO ESPRESSO DAGLI INTERVISTATI SU ALCUNI ASPETTI DELLA
RETE COMMERCIALE DEL CENTRO STORICO (Valori assoluti)
108
83
24
Non
risponde
1
134
67
14
1
216
104
85
26
1
216
71
75
69
1
216
81
82
52
1
216
96
76
43
1
216
Scarso Sufficiente Buono
QUALITA' NEGOZI
GAMMA DI SCELTA PER
GLI ACQUISTI
CONVENIENZA NEGOZI
COMPETENZA/CORTESIA
DEL PERSONALE
FLESSIBILITA' DEGLI
ORARI DEI
NEGOZI/LOCALI
ALLESTIMENTO VETRINE
TOTALE
216
Tab. 43 Percezione e valutazione della rete commerciale del centro storico Valori percentuali (domanda 18).
GIUDIZIO ESPRESSO DAGLI INTERVISTATI SU ALCUNI ASPETTI DELLA
RETE COMMERCIALE DEL CENTRO STORICO (Valori in percentuale)
Scarso Sufficiente Buono
QUALITA' NEGOZI
GAMMA DI SCELTA PER
GLI ACQUISTI
CONVENIENZA NEGOZI
COMPETENZA/CORTESIA
DEL PERSONALE
FLESSIBILITA' DEGLI
ORARI DEI
NEGOZI/LOCALI
ALLESTIMENTO VETRINE
Non
risponde
TOTALE
50,0
38,4
11,1
0,5
100,0
62,0
31,0
6,5
0,5
100,0
48,1
39,4
12,0
0,5
100,0
32,9
34,7
31,9
0,5
100,0
37,5
38,0
24,1
0,5
100,0
44,4
35,2
19,9
0,5
100,0
184
Dal grafico 40 emerge, in generale, un giudizio scarso o, al massimo, di
sufficienza per i vari aspetti considerati della rete commerciale. In particolare,
solo la competenza/cortesia del personale (i cui tre giudizi si attestano più o
meno sulla stessa percentuale) e la flessibilità degli orari dei negozi/locali sono
considerati di qualità sufficiente.
Nel dettaglio si può osservare che:
 per metà del campione, la qualità dei negozi è scarsa (50%), mentre per
il 38,4% è sufficiente;
 la gamma di scelta per gli acquisti è considerata scarsa dal 62% del
campione e sufficiente dal 31%;
 gli intervistati ritengono, inoltre, che ci sia una scarsa convenienza
d’acquisto (48,1%) e il 39,4% gli attribuisce un valore sufficiente;
 il giudizio sulla competenza e cortesia del personale è piuttosto
variegato, in quanto: il 34,7% pensa che sia sufficiente, il 32,9% scarso
e il 31,9% buono;
 allo stesso modo, non si distacca di molto la percentuale di chi considera
la flessibilità degli orari di apertura e chiusura dei negozi e dei locali,
sufficiente (38%) e quella di chi la ritiene scarsa (37,5%);
 l’allestimento delle vetrine è, invece, ritenuto scarso dal 44,4% degli
intervistati e sufficiente dal 35,2%.
Grafico 40
185
186
In generale, tutti gli interventi proposti per rivalorizzare la rete commerciale
del centro storico di Turi sono considerati necessari (Graf.41). Al primo posto
troviamo, infatti, proprio la rivalorizzazione complessiva del centro storico
(6,6%), subito seguita dalla manutenzione delle strade (6,3%), dall’aumento
dei parcheggi (6,2%), dalla necessità di aprire nuovi locali (6,1%), dal bisogno
di una maggiore presenza di attività culturali (5,7%), di maggiori attrazioni per
i turisti (5,5%) e di più aree verdi (5,4%).
Tab. 44 Interventi ritenuti necessari per valorizzare la rete commerciale
del centro storico (domanda 19).
INTERVENTI RITENUTI UTILI PER VALORIZZARE LA RETE
COMMERCIALE DEL CENTRO STORICO DEL COMUNE DI TURI
TIPOLOGIA DI INTERVENTI
Rivalorizzare il centro
Manutenzione delle strade
Aumentare i parcheggi
Aprire nuovi locali
Più attività culturali
Maggiori attrazioni per i turisti
Più aree verdi
Maggiore pulizia
Migliorare la qualità urbana e stato degli
edifici
Manifestazioni più numerose
Maggiore illuminazione
Maggiore offerta commerciale
Migliorare la viabilità in centro
Parcheggi meglio situati
Più pub/pizzerie e ristoranti
Migliorare la qualità dei negozi
Prezzi più competitivi
Più informazione/comunicazione
Più promozioni nei negozi
Chiudere il centro al traffico
Centro informazioni
Più flessibilità orari negozi/locali
Libero orario apertura e chiusura dei negozi
Diminuire il traffico
Potenziare il trasporto pubblico
TOTALE
Valori
assoluti
Valori in
percentuale
127
122
120
117
110
106
104
96
6,6
6,3
6,2
6,1
5,7
5,5
5,4
5,0
94
4,9
93
89
89
70
67
58
57
57
55
53
49
45
43
38
35
31
1925
4,8
4,6
4,6
3,6
3,5
3,0
3,0
3,0
2,9
2,8
2,5
2,3
2,2
2,0
1,8
1,6
100,0
187
Grafico 41
INTERVENTI RITENUTI UTILI PER VALORIZZARE LA RETE COMMERCIALE DEL
DEL
COMUNE DI IL
TURI
INTERVENTICENTRO
RITENUTISTORICO
UTILI PER
VALORIZZARE
CENTRO STORICO
(Valori
in in
percentuale)
Segue
(Valori
percentuale)
Segue
6,6
7,0
6,3
6,2
6,1
5,7
6,0
5,5
5,4
5,0
4,9
5,0
4,8
4,6
4,6
4,0
3,0
2,0
1,0
al
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INTERVENTI RITENUTI UTILI PER VALORIZZARE LA RETE COMMERCIALE DEL CENTRO
INTERVENTI RITENUTI
UTILI PER
VALORIZZARE
IL CENTRO
(Valori in percentuale)
STORICO
DEL
COMUNE DI TURI
(Valori STORICO
in percentuale)
4,0
3,0
2,5
2,0
3,6
3,5
3,5
3,0
3,0
3,0
2,9
2,8
2,5
2,3
2,2
2,0
1,8
1,6
1,5
1,0
0,5
0,0
189
Percezione e valutazione dell’aspetto urbano
È stato chiesto di esprimere anche un giudizio sull’aspetto urbano del centro
storico (Graf.42).
Dal parere dato alla voce “gradevolezza dell’ambiente urbano”, che implica una
valutazione generale dell’assetto urbano, si evince la considerazione negativa
(46,3%) che ne hanno gli intervistati; infatti, anche la percentuale di coloro i
quali hanno dato un giudizio molto negativo è alta (20,4%).
Le qualità ritenute positive dagli intervistati sono solo la manutenzione della
rete fognaria (43,5%) e la sicurezza nelle strade (38,4%), mentre l’unica voce
considerata molto positiva è lo stato di inquinamento dell’area con il 39,8%.
Le problematiche principali sono, invece, individuate: nella presenza di
parcheggi, considerata negativa dal 53,7%; nella manutenzione degli spazi
verdi (53,2%), nell’illuminazione pubblica (48,6%). La presenza di spazi di
verde pubblico è vista come negativa dal 47,7%; la gradevolezza dell’ambiente
urbano dal 46,3%; la pulizia delle strade dal 45,4%, la segnaletica di uffici e
servizi pubblici dal 41,7%; la segnaletica di monumenti, musei, opere d’arte e
simili dal 40,3%; la presenza di panchine dal 39,8% e le proposte
culturali/manifestazioni dal 38%.
Molto negativa è considerata, invece, la manutenzione delle strade 56,5%,
assieme alla presenza di servizi igienici pubblici 43,5%.
Tab. 45 Percezione e valutazione dell’aspetto urbano del centro storico -Valori
assoluti- (domanda 20).
PERCEZIONE E VALUTAZIONE DELL'ASPETTO URBANO
DEL CENTRO STORICO (Valori assoluti)
Molto
Molto
TOTALE
Negativo Positivo
positivo
negativo
Gradevolezza dell’ambiente
urbano
Pulizia delle strade
44
100
62
10
216
56
98
57
5
216
122
75
16
3
216
67
116
30
3
216
55
103
55
3
216
66
115
31
4
216
50
86
76
4
216
Illuminazione pubblica
42
105
62
7
216
Sicurezza nelle strade
Manutenzione rete fognaria
Stato di inquinamento
dell’aria
45
32
81
80
83
94
7
10
216
216
27
27
76
86
216
Manutenzione delle strade
Presenza di parcheggi
Presenza di spazi di verde
pubblico
Manutenzione degli spazi
verdi
Presenza di panchine
190
Presenza di servizi igienici
pubblici
Segnaletica di monumenti,
musei, opere d’arte e simili
Proposte
culturali/manifestazioni
Segnaletica di uffici e servizi
pubblici
94
87
33
2
216
73
87
53
3
216
61
82
67
6
216
65
90
58
3
216
191
Tab. 46 Percezione e valutazione dell’aspetto urbano del centro storico Valori percentuali (domanda 20).
PERCEZIONE E VALUTAZIONE DELL'ASPETTO URBANO DEL CENTRO
STORICO (Valori in percentuale)
Molto
Molto
Negativo Positivo
TOTALE
negativo
positivo
Gradevolezza
dell’ambiente urbano
Pulizia delle strade
Manutenzione delle
strade
Presenza di parcheggi
Presenza di spazi di
verde pubblico
Manutenzione degli
spazi verdi
Presenza di panchine
Illuminazione pubblica
Sicurezza nelle strade
Manutenzione rete
fognaria
Stato di inquinamento
dell’aria
Presenza di servizi
igienici pubblici
Segnaletica di
monumenti, musei,
opere d’arte e simili
Proposte
culturali/manifestazioni
Segnaletica di uffici e
servizi pubblici
20,4
46,3
28,7
4,6
100,0
25,9
45,4
26,4
2,3
100,0
56,5
34,7
7,4
1,4
100,0
31,0
53,7
13,9
1,4
100,0
25,5
47,7
25,5
1,4
100,0
30,6
53,2
14,4
1,9
100,0
23,1
19,4
20,8
39,8
48,6
37,5
35,2
28,7
38,4
1,9
3,2
3,2
100,0
100,0
100,0
14,8
37,0
43,5
4,6
100,0
12,5
12,5
35,2
39,8
100,0
43,5
40,3
15,3
0,9
100,0
33,8
40,3
24,5
1,4
100,0
28,2
38,0
31,0
2,8
100,0
30,1
41,7
26,9
1,4
100,0
192
Grafico 42
193
Gli interventi principali proposti dagli intervistati in relazione alla valorizzazione
dell’aspetto urbano sono (Graf.43): una migliore illuminazione (12,4%) e una
maggior presenza di spazi verdi (12,1%). Il 12% del campione pensa, inoltre,
che gli edifici necessitino di opere di ristrutturazione; minore è invece la
necessità di ristrutturare le aree pedonali e i marciapiedi (9,5%). Anche la
pulizia delle strade è richiesta in quantità maggiore (11,8%), così come la
creazione di un maggior numero di parcheggi (11,6%).
Tab. 47 Interventi ritenuti necessari per valorizzare dell’aspetto urbano del
centro storico
(domanda 21).
INTERVENTI RITENUTI NECESSARI PER VALORIZZARE L'ASPETTO URBANO
DEL CENTRO STORICO
Valori
Valori in
assoluti percentuale
MIGLIORE ILLUMINAZIONE
131
12,4
PIU' AREE VERDI
128
12,1
RISTRUTTURAZIONE DEGLI EDIFICI
127
12,0
PIU' PULIZIA
125
11,8
PIU' PARCHEGGI
123
11,6
MIGLIORE AREE PEDONALI/MARCIAPIEDI
100
9,5
PIU' SICUREZZA
99
9,4
MIGLIORE ARREDO URBANO
98
9,3
MIGLIORE SEGNALETICA/ACCESSIBILITA' AL CENTRO
72
6,8
MENO TRAFFICO
54
5,1
TOTALE
1057
100,0
TIPOLOGIA DI INTERVENTI
194
8,0
6,0
MENO TRAFFICO
9,4
MIGLIORE
SEGNALETICA/ACCESSIBILITA'
AL CENTRO
9,5
MIGLIORE ARREDO URBANO
10,0
PIU' SICUREZZA
11,8
MIGLIORE AREE
PEDONALI/MARCIAPIEDI
12,0
PIU' PARCHEGGI
12,0
PIU' PULIZIA
12,1
RISTRUTTURAZIONE DEGLI
EDIFICI
12,4
PIU' AREE VERDI
MIGLIORE ILLUMINAZIONE
Grafico 43
INTERVENTI RITENUTI NECESSARI PER VALORIZZARE L'ASPETTO URBANO DEL CENTRO
STORICO (Valori in percentuale)
14,0
11,6
9,3
6,8
5,1
4,0
2,0
0,0
195
Animazione e vitalità urbana
È stato sottoposto agli intervistati un elenco di possibili fattori di rivitalizzazione
del centro storico ai quali attribuire un giudizio sul relativo grado d’importanza
(Graf.44).
I fattori ritenuti molto importanti sono: i mercatini tipici/sagre (49,5%), gli
eventi culturali (47,2%), le feste e rievocazioni storiche (46,8%), i pub e locali
di svago/spettacolo (39,4%).
Nel complesso tutti gli altri fattori sono ritenuti importanti; in particolare, tra
questi ultimi spiccano: le mostre all’aperto (58,3%), la biblioteca (48,6%), i
concerti all’aperto (47,7%), le chiese e monumenti (47,2%), i piccoli spettacoli
(46,8%).
Tab. 48 Fattori di rivitalizzazione del centro storico - Valori assoluti (domanda 22).
FATTORI DI RIVITALIZZAZIONE DEL CENTRO STORICO (valori
assoluti)
Non
Poco
Molto
Important
important important
important TOTALE
e
e
e
e
Biblioteca
13
25
105
73
216
Chiese e
6
36
102
72
216
monumenti
Pub e locali di
svago/spettacol
11
37
83
85
216
o
Bar
11
36
96
73
216
Pizzerie/ristora
11
39
97
69
216
nti
Circoli e centri
18
33
89
76
216
di vita sociale
Centri e servizi
15
42
99
60
216
di informazione
Concerti
9
31
103
73
216
all’aperto
Mostre
12
60
126
18
216
all’aperto
Animazione per
15
46
95
60
216
strada
Mercatini
7
15
87
107
216
tipici/sagre
Feste e
rievocazioni
7
26
82
101
216
storiche
196
Piccoli spettacoli
10
52
101
53
216
Notti bianche
Eventi culturali
16
12
57
11
79
91
64
102
216
216
197
Tab. 49 Fattori di rivitalizzazione del centro storico - Valori percentuali (domanda 22).
FATTORI DI RIVITALIZZAZIONE DEL CENTRO STORICO
(valori in percentuale)
Biblioteca
Chiese e
monumenti
Pub e locali di
svago/spettacol
o
Bar
Pizzerie/ristoran
ti
Circoli e centri di
vita sociale
Centri e servizi
di informazione
Concerti
all’aperto
Mostre all’aperto
Animazione per
strada
Mercatini
tipici/sagre
Feste e
rievocazioni
storiche
Piccoli spettacoli
Notti bianche
Eventi culturali
Non
Poco
Molto
Important
TOTAL
important important
important
E
e
e
e
e
6,0
11,6
48,6
33,8
100,0
2,8
16,7
47,2
33,3
100,0
5,1
17,1
38,4
39,4
100,0
5,1
16,7
44,4
33,8
100,0
5,1
18,1
44,9
31,9
100,0
8,3
15,3
41,2
35,2
100,0
6,9
19,4
45,8
27,8
100,0
4,2
14,4
47,7
33,8
100,0
5,6
27,8
58,3
8,3
100,0
6,9
21,3
44,0
27,8
100,0
3,2
6,9
40,3
49,5
100,0
3,2
12,0
38,0
46,8
100,0
4,6
7,4
5,6
24,1
26,4
5,1
46,8
36,6
42,1
24,5
29,6
47,2
100,0
100,0
100,0
198
hi
Pi
zz
e
Bi
bl
io
es
te
e
ca
e
e
lo
m
ca
on
li
um
di
sv
en
ag
ti
o/
sp
et
ta
co
lo
C
C
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ol
ie
Ba
r
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C
or
nt
en
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ti
di
e
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se
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so
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ii
e
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C
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al
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M
rto
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tre
An
al
l’a
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az
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io
ne
pe
M
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tra
ca
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st
it
e
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e
ic
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i/s
vo
ag
ca
re
zi
on
is
to
ric
Pi
he
cc
ol
is
pe
tta
co
li
N
ot
ti
bi
an
ch
Ev
e
en
ti
cu
ltu
ra
li
Pu
b
Grafico 44
FATTORI DI RIVITALIZZAZIONE DEL CENTRO STORICO ( Valori in percentuale)
70,0
60,0
50,0
40,0
30,0
Non importante
Poco importante
Importante
Molto importante
20,0
10,0
0,0
199
Infine, è stato chiesto se un questionario come quello proposto possa essere
ritenuto un valido strumento di ricerca e pianificazione di strategie e, pertanto,
utilizzato dal Comune di Turi. Il 76% del campione ha dichiarato che sarebbe
molto utile se il Comune acquisisse direttamente dalla popolazione
problematiche e idee di valorizzazione attraverso questo strumento.
Grafico 45
200
IL MODELLO MULTIVARIATO DELLO SCALING MULTIDIMENSIONAL PER
L’ANALISI DEI FATTORI PER LA RIVITALIZZAZIONE DEL CENTRO
STORICO E
PER L’ANALISI DEI GIUDIZI
ESPRESSI SULLE
CARATTERISTICHE DEL DECORO URBANO DEL CENTRO STORICO
Aspetti generali
L’analisi delle preferenze dei consumatori permettono di determinare la
segmentazione del mercato oltre che il posizionamento dei prodotti sul
mercato. Il multidimensional scaling, d’ora in poi MDS, permette inoltre di
rappresentare in modo “visivo” le preferenze o le percezioni dei consumatori
nel momento in cui si chiedesse di valutare un servizio.
Questa tecnica è applicata nelle ricerche di marketing per esaminare la
relazione esistente tra gli oggetti, di solito marche di un particolare gruppo di
prodotti. Il’MDS consiste in un insieme di calcoli che permettono di ottenere
una matrice d’input di associazioni di oggetti o variabili con una dimensione di
fondo ignota. Quindi tradotto questo concetto in parole semplici possiamo
affermare che questa tecnica ci permette di individuare un minimo di
dimensionalità che mette in relazione tra di loro gli oggetti e la posizione di
ciascun oggetto su ciascuna dimensione.
Questa tecnica trova impiego nei seguenti campi:


per la percezione da parte del consumatore della similarità delle marche;
per l’analisi dei giudizi di preferenza espresse dai frequentatori di un
centro storico sulle caratteristiche del decoro urbano di un centro storico;
 per stabilire le preferenze del consumatore manifestate per le marche.
Si può ben capire, inoltre, come sia possibile passare per un
posizionamento
degli
atteggiamenti
sulle
marche
da
una
scala
unidimensionale ad una scala multidimensionale collocando le marche in uno
spazio n-dimensionale, in cui n esprime la dimensionalità minima di fondo
della relazione. Pertanto si può parlare di posizionamento di marche e di
preferenze rispetto alle marche in uno spazio di percezioni.
Vi sono tre tipi di rappresentazione in scala multidimensionale:
 completamento metrico. I metodi di questo tipo richiedono misure di
input con scala ad intervallo o a rapporto e generano un insieme di
relazioni tra oggetti anch’essi ad intervallo o rapporto;
 completamento non metrico. I metodi di questo tipo accettano misure di
input con scala ordinale e generano l’ordine di classificazione di ciascun
oggetto su ciascuna dimensione.
 Non metrico. Metodi di questo tipo accettano misure d’input con scala
ordinale e generano un insieme di relazioni tra gli oggetti d’intervallo; cioè,
le distanze tra gli oggetti nello spazio di percezione hanno un significato
utile. Questo tipo di rappresentazione è più utilizzata nel campo del
marketing.
Il’MDS rappresenta una tecnica statistica molto utilizzata nelle recenti
applicazioni di marketing, ed in particolare in quelle comportamentali per
l’interpretazione dello stimolo. La tecnica statistica consiste nella
rappresentazione in uno spazio di un insieme di punti rappresentativi di
un’insieme d’informazione di dati. I punti posizionati nello spazio sono
distribuiti geometricamente, considerando la distanza che li separa tra di essi,
al fine di riprodurre le relazioni di tipo empirico insite nei dati originali.
L’analisi inizia dai dati di prossimità, sotto forma di matrice quadrata, che
esprimono valutazioni di similitudine nella percezione dei consumatori tra
tutte le coppie di elementi (prodotto o marche) appartenenti ad un insieme di
dimensione finita, come le misure di distanza o di dissimilarità. L’obbiettivo, di
detta analisi, è quello di definire il posizionamento o una forma degli n
elementi in uno spazio metrico di dimensione p non troppo elevata, che si
aggira intorno al valore di tre o quattro unità, in modo che la distanza
calcolata tra i punti che identificano gli elementi riproducano la prossimità
iniziale. Per posizionamento o forma s’intendono le coordinate dei n elementi
rispetto alle p dimensioni dello spazio metrico di rappresentazione.
202
APPLICAZIONE DEL MODELLO DI SCALING MULTIDIMENSIONAL ALLE
AZIONI PER RIVITALIZZARE IL CENTRO STORICO
Dal seguente grafico si evince che ci sono quattro segmenti di frequentatori, di cui
il primo è rappresentato da coloro che intendono rivitalizzare il centro con pizzerie,
pub, concerti ecc, il secondo gruppo evidenzia l’aspetto culturale ossia
rivitalizzando il centro con teatri, biblioteche, musei ecc, il terzo gruppo affida
importanza agli eventi come feste, notti bianche, mercatini, mostre ecc ossia
attività in grado di attirare turisti e residenti nei comuni limitrofi, infine un quarto
gruppo che mette in risalto la presenza di bar e circoli ricreativi.
Il grafico successivo evidenzia i giudizi espressi dagli intervistati sulle
caratteristiche del decoro urbano del centro storico. Le caratteristiche vicine sono
giudicate simili quelle lontane vengono percepite in modo dissimile.
204
IL MODELLO DELL’ANALISI FATTORIALE PER L E PER L’ANALISI DEI
GIUDIZI ESPRESSI SULLE CARATTERISTICHE DEL DECORO URBANO
DEL CENTRO STORICO E DEI FATTORI PER LA RIVITALIZZAZIONE DEL
CENTRO STORICO.
Aspetti generali e impiego nelle ricerche di marketing urbano
L’analisi delle componente principali permette di risolvere problemi
complessi nel campo delle ricerche di marketing urbano fornendo un valido
strumento per il sistema di supporto alle decisioni di marketing (SSDM).
L’analisi delle componenti principali trova largo impiego nei questionari
utilizzati per le ricerche di marketing in quanto permettono di sintetizzare i dati
raccolti a poche variabili. Supponiamo di voler condurre un’indagine sui
consumatori in cui le variabili in gioco riguardano le caratteristiche d’alcuni
prodotti, perciò si chiede di esprimere un giudizio per ogni attributo, ma in
questo modo considerando più attributi ed essendo ogni attributo una variabile
ed essendo numerose le variabili nelle ricerche di marketing, ricorreremo alle
componenti principali per capire le caratteristiche che accomunano i
consumatori, che altrimenti sarebbero difficile avere con più variabili. In
sostanza se dovessimo sottoporre ad un intervista il consumatore o cliente su
alcune caratteristiche di prodotto utilizzando molte variabili, con la tecnica
dell’analisi delle componenti principali è possibile ridurre il numero di tali
variabili, estrapolando dall’output ell’elaborazione le componenti che hanno
una forte correlazione con le variabili analizzate.
Tra le diverse tecniche d’analisi multidimensionale dei dati, vi è la
metodologia per l’analisi delle componenti principali, che si estraggono da un
insieme di variabili incorrelate tra loro.
La prima componente principale rappresenta il massimo valore della
variabilità della matrice di varianza-covarianza, la seconda è la combinazione
incorrelata con la prima che estrae il massimo di variabilità residua, e così via
fino ad arrivare alla componente principale che esprime la variabilità minima
residua. Il numero delle componenti estraibili determina la dimensionalità della
matrice.
L’obiettivo dell’analisi delle componenti principali consiste nello spiegare
alcune variabili in un numero inferiore rispetto a quelle originali, inoltre lo
studio si basa sull’ottenimento di variabili che derivano da quelle originali
correlate linearmente.
Per cui tre sono le fasi di un analisi fattoriale. La prima è lo sviluppo di un
insieme di correlazioni tra tutte le combinazioni delle variabili d’interesse. La
seconda fase è l’estrazione di un insieme di fattori iniziali della matrice di
correlazione sviluppata nella prima fase. La terza fase è la rotazione dei fattori
iniziali per trovare una soluzione finale.
205
APPLICAZIONE DEL MODELLO DELL’ANALISI FATTORIALE ALLE AZIONI PER RIVITALIZZARE IL CENTRO
STORICO
Test KMO e di Bartlett
Misura di adeguatezza campionaria KMO (Keiser Meyer
Olkin).
Chi-quadrato appross.
Test di sfericità di Bartlett
df
Sig.
,475
702,264
136
,000
206
La seguente tabella evidenzia i 7 fattori estratti dal modello. I fattori estratti spiegano il 74,5 % della variabilità totale
Varianza totale spiegata
Componen
te
Autovalori iniziali
Totale
Pesi dei fattori non ruotati
% di varianza % cumulata
Totale
% di varianza % cumulata
Pesi dei fattori ruotati
Totale
% di varianza
%
cumulata
1
2,953
17,373
17,373
2,953
17,373
17,373
2,687
15,808
15,808
2
2,440
14,352
31,725
2,440
14,352
31,725
2,398
14,105
29,912
3
2,158
12,694
44,419
2,158
12,694
44,419
2,021
11,886
41,798
4
1,564
9,198
53,617
1,564
9,198
53,617
1,673
9,841
51,639
5
1,384
8,143
61,759
1,384
8,143
61,759
1,469
8,643
60,282
6
1,104
6,497
68,256
1,104
6,497
68,256
1,257
7,395
67,676
7
1,072
6,304
74,560
1,072
6,304
74,560
1,170
6,884
74,560
8
,842
4,952
79,513
9
,762
4,483
83,996
10
,655
3,851
87,847
11
,538
3,166
91,013
12
,462
2,717
93,730
13
,383
2,250
95,980
14
,321
1,887
97,867
15
,212
1,244
99,111
16
,101
,593
99,704
17
,050
,296
100,000
Metodo di estrazione: Analisi componenti principali.
Il primo fattore è fortemente correlato con le seguenti azioni: piccoli spettacoli, animazione per strada e concerti
all’aperto per cui denotano l’interesse da parte degli intervistati a rivitalizzare il centro con l’organizzazione di eventi
per strada. Il secondo fattore è correlato alle seguenti azioni:notti bianche, feste e revocazioni storiche ed infine
207
mostre all’aperto per cui l’interesse dei frequentatori a sollecitare l’organizzazione di eventi festivi per creare
attrazione. Il terzo fattore è correlato a:teatro, pizzerie e ristoranti, musei e pinacoteche per cui il terzo fattore
riguarda l’aspetto culturale ed enogastronomico come leve per attrarre frequentatori nel centro storico. Il quarto
fattore risulta essere caratterizzato dagli eventi culturali. Il quinto fattore risulta essere caratterizzato da bar e circoli
per cui gli intervistati sollecitano maggiori bar e circoli nel centro storico. Anche il sesto fattore riguarda l’apertura di
locali di svago e pub nel centro storico. Infine il settimo fattore interessa mercati e sagre.
Matrice dei componenti ruotataa
Componente
1
Piccoli spettacoli
,968
Animazione per strada
,915
Concerti all’aperto
,905
2
3
Notti bianche
,931
Feste e rievocazioni storiche
,916
Mostre all’aperto
,703
4
Teatro
,853
Pizzerie-ristoranti
,799
Musei-pinacoteca
,693
5
Biblioteca
,781
Eventi culturali
,689
Chiese e monumenti
,505
6
,419
Bar
,833
Circoli e centri di vita sociale
,769
Pub e locali di svago
Centri e servizi di
informazione
Mercatini tipici-sagre
7
,795
,817
,496
208
Test KMO e di Bartlett
Misura di adeguatezza campionaria KMO (Keiser Meyer
Olkin).
Chi-quadrato appross.
Test di sfericità di Bartlett
df
,541
274,302
105
Sig.
,000
Varianza totale spiegata
Componente
Autovalori iniziali
Totale
Pesi dei fattori non ruotati
% di varianza % cumulata
Totale
% di varianza % cumulata
1
3,149
20,991
20,991
3,149
20,991
20,991
2
1,747
11,647
32,638
1,747
11,647
32,638
3
1,446
9,637
42,275
1,446
9,637
42,275
4
1,316
8,774
51,050
1,316
8,774
51,050
5
1,183
7,887
58,937
1,183
7,887
58,937
6
1,096
7,305
66,242
1,096
7,305
66,242
7
1,016
6,771
73,013
1,016
6,771
73,013
8
,975
6,503
79,516
9
,783
5,223
84,739
10
,706
4,704
89,444
11
,580
3,865
93,308
12
,474
3,162
96,471
13
,329
2,196
98,666
14
,125
,832
99,498
15
,075
,502
100,000
209
La seguente tabella evidenzia i 7 fattori estratti dalle 16 domanda. Il primo fattore evidenzia l’importanza delle
segnaletiche nei centri storici infatti al primo fattore sono fortemente correlati i seguenti aspetti: segnaletiche di uffici
e servizi pubblici, segnaletiche di monumenti,musei opere d’arte ecc. Il secondo fattore, rappresenta è fortemente
correlato ai seguenti aspetti: manutenzione delle strade, pulizia delle strade per cui si evidenzia l’importanza per i
frequentatori dei centri storici della sicurezza stradale per chi è solito utilizzare l’auto. Il terzo fattore è correlato con
la manutenzione della fognatura. Gli altri fattori non assumono l’importanza di quelli descritti in quanto assumono
valori al di sotto di 0,5.
Matrice di componentia
Componente
1
Segnaletica di uffici e servizi pubblici
,934
Proposte culturali/manifestazioni
,907
Segnaletica di monumenti, musei, opere d’arte e
simili
2
3
4
5
6
7
,907
Presenza di servizi igienici pubblici
Manutenzione delle strade
Pulizia delle strade
Stato di inquinamento dell’aria
,623
-,598
,573
,564
,465
Manutenzione rete fognaria
,758
Manutenzione degli spazi verdi
,529
Illuminazione pubblica
-,515
Presenza di panchine
Gradevolezza dell’ambiente urbano
Presenza di spazi di verde pubblico
Sicurezza nelle strade
Presenza di parcheggi
,507
,524
,464
,511
,476
-,404
,472
,534
-,402
,588
,491
210
[IL COMMERCIO NEL
CENTRO STORICO DEL
COMUNE DI GRAVINA:
INDAGINE STATISTICA
ED AZIONI DI
MARKETING]
211
INDICE
INTRODUZIONE
Il marketing urbano-territoriale: strategie per la valorizzazione del
Territorio
Definizione
Le funzioni del marketing urbano
Il marketing-urbano e i centri storici
Gravina in Puglia: collocazione geografica e storica
Inquadramento territoriale
Storia: dalle origini al XIX secolo
Dalla caduta dell’Impero di Occidente alla dominazione bizantina
La dominazione normanna
La dominazione sveva
La dominazione angioina
La dominazione aragonese
Vicereami spagnolo e austriaco
I Borboni
Inquadramento demografico ed economico del comune gravinese
Demografia
Economia
Agricoltura
Allevamento
Industria e servizi
Istruzione
Il centro storico di Gravina: tra grotte e vecchi culti
Morfologia
I Rioni
Le Chiese rupestri
La Chiesa Madre: Cattedrala di Santa Maria Assunta
Piano di marketing urbano applicato al centro storico di Gravina
212
Rete commerciale del centro storico
La percezione del centro storico dei cittadini: il questionario
Analisi del campione
Accessibilità e sosta
Motivi di frequentazione
Acquisti
Valutazione della rete commerciale
Valutazione dell’aspetto urbano
IL MODELLO MULTIVARIATO DELLO SCALING MULTIDIMENSIONAL PER L’ANALISI
DEI FATTORI PER LA RIVITALIZZAZIONE DEL CENTRO STORICO E PER
L’ANALISI DEI GIUDIZI ESPRESSI SULLE CARATTERISTICHE DEL DECORO
URBANO DEL CENTRO STORICO
IL MODELLO DELL’ANALISI FATTORIALE PER L E PER L’ANALISI DEI GIUDIZI
ESPRESSI SULLE CARATTERISTICHE DEL DECORO URBANO DEL CENTRO
STORICO E DEI FATTORI PER LA RIVITALIZZAZIONE DEL CENTRO STORICO.
213
INTRODUZIONE
Ogni città ha il suo cuore pulsante, l’organo che dà origine alla vita e la
mantiene. Il primo gradino attraverso il quale costruire una lunga scala e il
primo tassello di un puzzle ricco e variegato: si parla del Centro Storico,
culla di arte, tradizioni, storia e crogiolo di mutamenti che lo hanno modellato
nel tempo. Il centro storico ha rappresentato, in ogni città che si rispetti, il
nucleo originario della realizzazione di un agglomerato urbano più espanso. Il
centro storico rappresentava il centro attivo della città, il perno attorno al
quale l’istituzione politica predominante regolava tutti gli aspetti della comunità
con leggi e categorizzazioni ben definite. Con l’urbanizzazione, lo sviluppo
economico giunto con la Rivoluzione Industriale, i centri storici hanno perso la
loro primitiva importanza, in quanto abbandonati con maggiore frequenza dai
loro abitanti che preferiscono trasferirsi in quartieri di moderna costruzione.
Vengono così lasciati al degrado, logorati dagli agenti atmosferici, dalle
mancate ristrutturazioni, dalla noncuranza della politica locale e dai cittadini
irrispettosi del grande bagaglio artistico-culturale che la città ha da offrirgli.
Servirebbe dunque educare i cittadini al rispetto dei propri beni, insegando loro
la storia dei luoghi che vivono, così che una maggiore informazione possa
inculcare l’amore verso la propria città e la salvaguardia dei monumenti e
dell’arredo urbano.
Oltre al ruolo dell’educazione impartita dalle istituzioni scolastiche attraverso la
creazione di progetti formativi, il Centro Storico potrebbe essere valorizzato
attraverso una nuova tipologia di marketing definito marketing-urbano
territoriale. Attraverso il marketing-urbano si focalizza l’attenzione su una
porzione territoriale che si vuole valorizzare. Si procede con la valutazione dei
servizi, della rete commerciale, valutazione della qualità urbana, valutazione
delle inziative di comunicazione atte a sponsorizzare eventi culturali. Lo step
successivo è un’analisi della criticità dell’area attraverso la percezione dei
frequentatori (clienti, residenti, lavoratori, turisti),le caratteristiche dell’offerta
(negozi, bar, ristoranti, ecc.), le caratteristiche e l’efficienza dei servizi di
collegamento (accessibilità, sosta, vigilanza) e la percezione di sicurezza e
tutela del cittadino, rilevabili attraverso uno strumento di rilevazione dati,
quale quello del questionario.
Questo è quello che cercherò di fare nella seguente tesi chiamata MARKETING
URBANO PER LA VALORIZZAZIONE DEL CENTRO STORICO DI GRAVINA IN
PUGLIA. Nel primo capitolo si è quindi spiegata la definizione della seguente
tipologia di marketing, le sue funzioni e ambiti di applicazione e le motivazioni
della sua importanza per la valorizzazione di porzioni territoriali.
Successivamente ho pensato che per valorizzare il centro storico della mia città
fosse importante collocarlo geograficamente, in modo tale da sottolinearne le
qualità naturali utili per la sponsorizzazione territoriale, e storicamente in un
excursus delle diverse epoche in cui diversi popoli lo hanno dominato. Gravina
è una città ricca di storia e intrisa di cultura. E’ importante che sia il cittadino
214
che il turista conoscano la sua storia per visitarla e amarla. Nel terzo capitolo si
è effettuata un’analisi sull’inquadramento demografico e commerciale
dell’intera città, così da ottenere un quadro preciso sull’istruzione dei cittadini e
sulle professioni che formano l’economia del paese, così da consentire
all’impresa di conoscere l’ambito economico produttivo della città dove
eventualmente voglia stabilirsi. Questo è importante perché aiuta l’impresa a
conoscere l’economia del particolare contesto geografico e a collocarsi
nell’ambito più fruttifero e maggiormente ampliato. Così conosce la
popolazione e analizza quale tipologia di attività avrebbe più clienti. Importante
per questo tipo di decisione è anche conoscere il livello di istruzione del
cittadino. Dal generale si è passati al particolare: il quarto capitolo restringe il
campo di indagine al Centro Storico, esponendone la morfologia, i Rioni (i primi
quartieri creati sul bordo del burroe in cui l’uomo si è insediato in grotte
naturali), le piazze come luogo di ritrovo e fulcro di tutte le decisioni
concernenti ambiti della società antica, e le Chiese rupestri anch’esse realizzate
in grotte naturali. L’ultimo capitolo è dedicato al piano di marketing
precedentemente accennato. Dopo un’analisi della rete commerciale del Centro
Storico, suddivisa per vie e per tipologie delle attività commerciali, si è
elaborato un questionario, diviso in sezioni, distribuito su un campione di
cittadini opportunatamente scelto. In questo modo si è visionata la percezione
che i cittadini hanno del Centro Storico. Si è proseguiti con la valutazione della
rete commerciale e dell’aspetto urbano. Elemento conclusivo della suddetta
attività sperimentale è l’insieme delle considerazioni tratte dal lavoro svolto. Si
è documentato il tutto con un ricco repertorio fotografico, pervenuto da fonti
differenti e effettuato direttamente attravero un sopralluogo, teso ad
inquadrare iconicamente le descrizioni.
Ogni Centro Storico dovrebbe essere valorizzato. C’è passato, cultura,
grandezza di spirito presente nei grandi monumenti architettonici. C’è tanto,
tanto da imparare.
215
MARKETING URBANO-TERRITORIALE: STRATEGIE PER LA
VALORIZZAZIONE DEL TERRITORIO
Definizione
Al giorno d’oggi, in un mercato sempre più competitivo e più aperto alla libera
concorrenza, si fa riferimento ad una branca importantissima dell’economia, il
marketing¹, per studiare e analizzare accuratamente il mercato e le interazioni
all’interno dello stesso. Grazie al marketing è possibile elaborare una serie di
strategie economico-aziendali finalizzate al posizionamento di prodotti e/o
servizi all’interno del mercato, così da ottenere il maggiore profitto nella
vendita di ciò che vi si è inserito nel mercato. Di recente svilippo è un altro tipo
di marketing, quello definito urbano-territotriale. Il marketing urbanoterritoriale è un metodo utile nella definizione di strategie, opportunatamente
studiate ed elaborate, volte al rafforzamento e alla promozione della
“competitività sostenibile” di una specifica area geografica. Per competitività
sostenibile di un’area geografica si intende la capacità della stessa di offrire
servizi concorrenziali mantenendo l’equilibrio tra la tutela dell’ambiente, la
crescita del contesto geografico e la percezione positiva che gli attori residenti
e non nel territorio hanno dei servizi offerti. Nella scelta delle strategie, quindi,
devono essere considerati contemporaneamente gli ambiti economicoproduttivi, quelli socio-culturali e urbanistico-ambientali, in modo tale che si
consideri lo sviluppo di ognuno in maniera equilibrata e senza che nessuno
intacchi negativamente l’altro. Infatti un elemento importantissimo per una
competitività sostenibile del territorio e che costituisce un fattore di grande
attrattività del contesto geografico è la qualità potenziale della vita. La qualità
potenziale della vita dipende dal modo in cui gli attori vivono nell’ambiente di
riferimento, più specificatamente dal modo in cui la qualità dell’ambiente è
salvaguardata, al fine di garantire una vivibilità che non sia insalubre per la
vita di tutti gli attori, perché un’eccellente qualità potenziale della vita
rappresenta una scelta ideale di residenza.
Perché la qualità della vita sia ottima, c’è bisogno che siano mantenute
quattro condizioni di fondo:
1. Condizioni igieniche e di vivibilità materiale;
2. Condizioni di realizzazioni delle basilari attività umane;
3. Condizioni di accrescimento intellettuale, morale e culturale;
4. Condizioni di godimento estetico.
L’ottima qualità delle condizioni sopra elencate sono date dalle risorse materiali
e immateriali che l’uomo ha create. Il tutto dipende dalla qualità del tessuto
relazionale che l’uomo residente ha intessito nella trama delle attività da lui
organizzate. I soggetti coinvolti nell’elaborazione di strategie di marketing
territoriale sono gli organi di governo del territorio (assessorati), altri
216
organismi pubblici come le agenzie specializzate, il cui lavoro è preposto al
conseguimento di queste finalità, e organizzazioni private e miste, come le
università e i consorzi.
Perché nell’era del consumismo e del profitto è così importante il marketing
territoriale? Ogni area geografica ha delle risorse da offrire, che siano esse
materiali e immateriali, definite rispettivamente come beni e servizi (quelle
immateriali sono prive di consistenza fisica).
Ad un’offerta territoriale deve, però, corrispondere una domanda potenziale di
chi sia interessato a stabilirvisi: soggetti privati, pubblici, istituzioni, imprese
ecc.
Per incrementare la domanda c’è bisogno che il territorio, o meglio le risorse
che offre siano rese più appetibili e interessanti con le strategie di marketing
accuratamente scelte, al fine di attrarre investimenti produttivi da qualsiasi
impresa e soggetti pubblici e/o privati. È importante che nella valorizzazione
del territorio siano considerate anche la storia, la cultura e i monumenti
architettonici forti, che costituiscono un forte argomento attrattivo per
chiunque decida di investire.
Per definire al meglio il marketing urbano territoriale c’è bisogno che si esplichi
la definizione della terminologia utilizzata in tale ambito. In primis facciamo
riferimento al territorio. Secondo il marketing territoriale, il territorio è definito
come un sistema complesso, formato da attori, risorse, attività, relazioni, e
meta-obiettivi che costituiscono le linee direttrici su cui orientare il processo di
sviluppo dell’area geografica considerata. Dunque il territorio è un’area
delimitata da confini ben definiti, in cui il lavoro degli attori, che siano persone
fisiche o organizzazioni più o meno complesse, dotate di specifiche risorse,
siano finalizzate allo svolgimento di attività che siano influenti sul territorio in
cui queste hanno sede.
Le relazioni sono date dal lavoro che gli attori compiono sul territorio e dal
legame che attraverso esse si crea con le risorse territoriali. Il territorio così
inteso non è solo una dimensione spaziale, ma anche temporale, nel senso che
è soggetto a molteplici evoluzioni e sviluppi in un arco di tempo infinito. Il
territorio è anche cultura, tradizioni, modi di vita, elementi fondamentali
attraverso cui orientare la domanda in base all’offerta preposta. Infatti c’è
bisogno che siano sfruttate le risorse che un territorio possiede a prescindere,
creandone altre che lo valorizzino e lo promuovino anche in altri ambiti limitrofi
e non, così da creare una competitività con altre zone territoriali finalizzata alla
creazione di concorrenza, realizzata sulla base di vantaggi di costi, pluralismo
di offerta e vantaggio di posizionamento spacializzato.
Il territorio non è un sistema complesso a sé stante, ma rappresenta un
sottosistema di un’entità più grande, che a sua volta contiene altri sottosistemi
più piccoli. Es: il comune è un sottosistema della provincia, che a sua volta è
un sottosistema della regione e via dicendo. Nel comune sono presenti altri
sottosistemi dati dagli attori, dalle risorse e dalle attività che da esse sono
generate, oltre a considerare i sottosistemi rappresentati dalle istituzioni ecc.
Le due componenti fondamentali del territorio sono: gli attori e le risorse. La
prima componente è fondametale perché la ricchezza di un territorio è, prima
di tutto, rappresentata dalle persone. Per attore si identifica chiunque abbia un
legame con il territorio su cui si sta focalizzando l’attenzione. Il legame che
217
questi ha con il territorio è fondamentale al fine di orientare la scelta dei
segmenti della domanda cui rivolgere l’offerta. Ogni attore si diversifica
dall’altro per la tipologia di legame che ha con il territorio, per la sua natura
giuridica, per il rilievo economico e sociale che assume in quel determinato
contesto geografico. È importante dire che ogni attore può essere sia una
risorsa che un utente. È una risorsa nel momento in cui :
1. Detiene risorse;
2. Valorizza risorse;
3. È un potenziale creatore di risorse.
Un attore che sia una risorsa è anche un utente delle stesse da lui detenute,
valorizzate e elaborate. Un attore che sia un utente non può essere una
risorsa.
Una risorsa è ciò che un territorio possiede e ha da offrire. Si è già accennato
alla duplice natura delle risorse materiali e immateriali. Le risorse materiali
sono quelle che hanno una consistenza fisica, i cosìddetti beni che un territorio
possiede anche senza l’intervento degli attori; le risorse immateriali sono i
servizi che si offrono agli attore dagli attori. Questa è solo una primaria
distinzione del tipo di risorse. Le risorse possono essere identificate attraverso
altri tre criteri che riguardano la loro costituzione, e in questo caso faremmo
riferimento al grado di complessità, la loro consistenza, facendo così
riferimento al grado di tangibilità, e infine la loro origine.
Il contesto territoriale, che si esamina al fine di elaborare strategie di
marketing che focalizzino l’attenzione sul raggiungimento dello sviluppo
sostenibile, è costituito da una trama relazionale data dai rapporti tra gli attori
interni e le attività, le risorse e gli attori esterni al territorio. La natura delle
relazioni è influenzata da diversi fattori: tecnologia, informazione e
comunicazione, tradizione, cultura, infrastrutture e strategie che ne
detrminano la consistenza e la complessità. A causa della natura complessa del
sistema relazionale insito nel contesto esaminato, essa va studiata tenendo
conto di tre piani:
1. La qualità delle relazioni comparandola con quella di altre aree
geografiche; si focalizza l’attenzione sull’estensione della trama
relazionale, sull’intensità delle relazioni, sull’attitudine e il contenuto;
2. I fattori che garantiscono le relazioni;
3. Le modalità con cui le relazioni potranno evolversi. Quando parliamo di
evoluzione del tessuto delle relazioni si deve assolutamente considerare
il grado di coesione interna tra gli attori del territorio e il grado
relazionale che questi hanno con gli attori esterni, e il livello di
coinvolgimento che gli attori hanno nello sviluppo del territorio.
Il tessuto di relazioni interne ed esterne di un territorio costituisce uno dei
cinque principi di organizzazione dello spazio urbano: il principio di interazione
spaziale. Secondo questo principio ogni attività con cui l’attore ha intessito una
trama relazionale influenza l’altra in maniera dipendente dalle sue dimensioni.
Gli altri quattro principi su cui si basa la strutturazione dello spazio rbano sono:
1. Principio di agglomerazione; fa riferimento al crogiolo di fattori fisici,
tecnologici e sociali che coesistono nell’area geografica presa in esame.
218
2. Principio di accessibilità; consiste nel prendere in considerazione la
disponibilità sia nel pluralismo di scelta sia nelle modalità di fruizione
delle risorse garantite sia dal territorio che dagli attori.
3. Principio di gerarchia; focalizza l’attenzione sulla piramide gerarchica,
appunto, dei vari sottosistemi presenti nel territorio.
4. Principio di competitività; dipende dalle risorse.
Questi principi sono fondamentali per interpretare le scelte degli attori nel
territorio.
Come si è già accennato, le strategie elaborate dal marketing urbanoterritoriale mirano al conseguimento di obiettivi finalizzati alla promozione di
risorse territoriali che garantiscano una maggiore attrattività della località che
si vuole promuovere, al fine di attrarre investimenti e attrarre una
localizzazione maggiore di imprese e aziende. È strettamente necessario che le
imprese che decidano di stanziarsi in un’area geografica, oggetto d’interesse,
abbiano una percezione soggettiva delle risorse offerte dal contesto che sia
compresa in una considerazione medio-alta. Per accrescere, quindi, la
reputazione del contesto è fondamentale che le istituzioni locali elaborino un
sistema di informazione e comunicazione completo e ricco di materiale che
consenta agli investitori esteri di avere un quadro preciso del luogo. In questo
modo si accresce la reputazione del luogo e la considerazione che le aziende
hanno del sitema. È quindi importante fornire informazioni che comprendano
tutti gli ambiti economico, storico e culturale. Chi investe deve avere un
quadro completo sulle tradizioni del luogo e sulle abitudini dei soggetti
residenti. Una conoscenza amplia e dettagliata porta ad uno sfruttamento
maggiore di tutti gli elementi forti che costituiscono i pilastri su cui ergere la
crescita e lo sviluppo del luogo. Considerate le comunicazioni e le informazioni
date bisogna analizzare la soglia di attrattività del contesto territoriale preso in
esame ponendolo a confronto con aree concorrenti. I potenziali investitori
devono poter scegliere il segmento di mercato più vantaggioso sotto molteplici
aspetti. Il mercato viene quindi segmentato in funzione delle posizione
competitiva del territorio e del rilievo de segmento nella prospettiva dello
sviluppo sostenibile del contesto³. Quindi è necessario che ad un’offerta
territoriale corrisponda un certo tipo di domanda che la politica locale deve
garantire attraverso alcuni passi fondamentali:
 Chiarificazione dell’offerta territoriale e analisi delle caratteristiche della
domanda;
 Richiesta alle autorità competenti di creare delle infrastrutture per
rafforzare la competitività territoriale;
 Controllo delle politiche che influenzano i sitemi economico e sociale
locali.
Tenendo conto dell’offerta e della domanda si sono elaborati tre orientamenti
strategici rispetto alla domanda, che saranno riassunti nella tabella
sottostante:
ORIENTAMENTO
MARKETING
INDIFFERENZIATO
OBIETTIVI
 Attrarre
investimenti in
FOCUS DELLA
STRATEGIA
 Comunicazione
 Incentivi
219
ogni settore
 Attrarre
investimenti in
settori specifici
 Basso costo
MARKETING
 Segmentazione
DIFFERENZIATO
della domanda e
analisi delle
concorrenti
 Posizionamento
strategico
 Sviluppo delle
potenzialità del
territorio
MARKETING
 Attrarre
 Segmentazione
FOCALIZZATO
investimenti in
della domanda e
settori dove
analisi delle
assumere una
concorrenti
 Posizionamento
posizione di
leadership
strategico
 Politica dell’offerta
Tabella 1: elaborazione sintetica dei tre orientamenti della strategia
rispetto alla domanda.
Le funzioni del marketing urbano
Per elaborare le strategie consone per la promozione di un contesto geografico,
il marketing urbano considera specifiche funzioni che possono essere
sintetizzate nei punti principali di:
1. Pianificazione della strategia che sia finalizzata al conseguimento dello
sviluppo economico del territorio;
2. Attrazione di investimenti produttivi provenienti dall’esterno del territorio
considerato;
3. Rafforzamento della competitività internazionale delle imprese e dei
prodotti di origine locale, attraverso la promozione degli stessi;
4. Sviluppo turistico.
Perché è così importante cercare di detenere investimenti esteri? Perché
portandi imprese esterne al territorio locale si crea una competitività maggiore
all’interno del territorio, non solo locale ma anche internazionale.
Queste particolari funzioni vengono attuate dopo che, dell’area considerara, si
sia fatta un’analisi accurata della criticità del contesto. Si provvede, quindi, ad
acquisire la conoscenza della percezione che i frequentatori hanno dell’area
presa in considerazione, si vizionano le caratteristiche dell’offerta e
dell’efficienza dei servizi e si procede con il riconoscimento della percezione
della sicurerezza che gli attori dell’area hanno del particolare contesto. Un altro
elemento che deve essere assolutamente analizzato è la qualità urbana; c’è
bisogno quindi che sia valutata la percezione, da parte degli attori, della
sicurezza nelle strade e nel territorio, che sia valutata la qualità della rete
commerciale e della sua immagine complessiva. Per completare l’analisi e
renderla più completa e dettagliata, si continua con la valutazione delle
iniziative di comunicazione. Con iniziative di comunicazione si intendono tutte
220
quelle azioni che focalizzino l’attenzione sulla distribuzione di informazioni
riguardanti tutti gli ambiti del contesto territoriale considerato, finalizzate alla
promozione del territorio, sia a livello locale che internazionale. Queste
comunicazioni sono: informazioni su eventi culturali promosse dalle istituzioni
politiche locali e non, promozioni di prodotti tipici locali, promozioni di
monumenti storici che hanno avuto un ruolo fondamentale nella storia del
contesto su cui si focalizza l’attenzione, ecc.
Il marketing urbano e i centri storici
Si è parlato dell’importanza del marketing urbano per la valorizzazione
commerciale di aree geografiche localizzate, che sono un sistema complesso,
sottosistema di un sistema più grande e che ne contiene molti di più piccoli. In
questo caso focalizzeremo l’attenzione su una precisa area geografica: il centro
storico. Il centro storico rappresenta il perno attorno al quale la citta ha preso
forma, sottosistema della città in cui è localizzato. Al giorno d’oggi si sta
guardando il centro storico con un occhio diverso rispetto al passato, meno
indifferente e più interessato. Questa particolare area della città rappresenta
un punto importantissimo, sia per le potenziali attrattività storiche e culturali
che possiede e che potrebbero essere un’attrazione per turisti “locali” ed esteri,
sia per il ruolo centrale che ha sempre avuto. Ci sono però delle problematiche
nel cercare di rivitalizzare questo contesto geografico che per un lungo periodo
è stato poco considerato e lasciato alle intemperie del tempo e degli agenti
atmosferici. A causa di una modernità sempre all’avanguardia, i cittadini hanno
ritenuto opportuno trasferirsi in quartieri di più moderna costruzione, che siano
in grado di soddisfare le esigenze che le abitazioni dei centri storici non
avrebbero potuto per la particolare costruzione remota. Oggi però si assiste ad
un esodo inverso: alcuni si stanno ritrasferendo nel centro storico perché ne
hanno percepito la bellezza e la forte aura di tradizioni che il fulcro della vita
sociale passata emana. Ci si sta ritrasferendo e si ha l’esigenza di
modernizzare, nel limite del possibile ovviamente, il centro storico. Si cerca di
promuovere delle proposte culturali che siano un motore di ricerca, da parte di
tutti i cittadini, non solo per conoscere le loro origini, ma riappropriarsi di un
territorio che da sempre è appartenuto loro. Una vita sociale più intensa
porterebbe anche ad una maggiore domanda da parte delle imprese,
interessate ad invvestire produttivamente nel particolare contesto, perché
rappresenterebbe un fattore attrattivo maggiore. Un’impresa investe dove
maggiore è il flusso di gente che ci vive, che ci passeggia, che la visita.
Un’intensa vita sociale porta ad un ampliamento della rete relazionale tra attori
dello stesso contesto e tra le attività da loro stessi eseguite. I cittadini hanno
più motivazioni per visitare il centro storico e hanno più motivazioni per
intessere un’intensa trama relazionale. Prima, però, che un’impresa vi si
stabilisca e investa, c’è bisogno che il centro storico rispecchi le caratteristiche
richieste dall’impresa, che risponda ad una percezione positiva non solo
dell’impresa, ma anche dei cittadini. È importnte quindi richiedere, attraverso
strumenti appropriati, quale sia la percezione del cittadino, analizzarla e agire
in base a quello che c’è da modificare o di cui sottolinearne l’importanza.
221
Quindi l’impresa deve rispettare il centro storico per fare in modo che sia
consolidato quel tipo di sviluppo sostenibile accennato nel paragrafo
precedente, e il centro storico deve attuare dei processi di modernizzazione,
per quanto sia possibile, che costituiscano degli specchietti per allodole.
Oltre all’attrattività è importante che il centro storico sia facilmente accessibile,
con qualsiasi mezzo si preferisca, anche se i centri storici sono stati costruiti
quando ancora non esistevano molti, se non tutti, dei mezzi di trasporto
moderni odierni con cui ci si sposta. Ad una facile accessibilità deve essere
strettamente collegata un’ ottima qualità della vita. Altro elemento discusso in
precedenza. Il cittadino deve sentirsi sicuro, deve sentirsi a suo agio in
ambiente che gli appartiene e deve vivere in ambiente assolutamente pulito e
ristrutturato. È importante non solo che gli operatori ecologici tengano pulite le
strade della citta, ma anche che il cittadino sia educato alla pulizia e al rispetto
del luogo in cui vive.
Piccoli accorgimenti potrebbero salvare le sorti di interi contesti geografici. La
collaborazione deve venire dalle istituzioni politiche locali, che per prime
dovrebbero salvaguardare le sorti del paese su cui amministrano. Poi dai
cittadini. Solo dopo si potrà accogliere e soprattutto meritare un investimento
che dall’estero porta guadagni nella propria terra.
222
GRAVINA IN PUGLIA: COLLOCAZIONE GEOGRAFICA E STORICA
2.1
Inquadramento territoriale
STATO
ITALIA
REGIONE
PUGLIA
PROVINCIA
BARI
COORDINATE
40°49′14″N 16°25′24″E
ALTITUDINE
385 m s.l.m
SUPERFICIE
381.30 KM²
Figura 1: Gravina in Puglia. Satellite.
CL SISMICA
ZONA 3
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h=709&hl=it&tbm=isch&tbnid=YR33VDd_g2MjVM:&imgrefurl=http://www.visualitaly.it/IT/puglia/gravina-murgia-puli-gravine-cattedrale-castello-fiera-di-sangiorgio/&docid=jPm8YW2h9OOo2M&imgurl=http://mapserver.tuttocitta.it/ReadDll/MapRe
nder.aspx%253Fx%253D16.41832%2526y%253D40.81707%2526z%253D307.2%2526dz%
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Situato tra il pre-appenino lucano e l’altopiano delle Murge, il comune di
Gravina in Puglia giace in una vallata percorsa a Nord dall’omonimo burrone, in
cui scorrono le acque di un torrente¹ originariamente chiamato ”Canapro” e
che oggi prende il nome dal burrone che lo ospita, e fitte colline. Collocata al
confine tra la Basilicata e la Puglia, la città si estende su una superficie di
381.30 km² e si eleva 385 m sul livello del mare. Confina ad Est con il comune
di Altamura,
1 DOMENICO SARDONE, Notizie storiche sulla città di Gravina. Dalle origini
all’unità d’Italia 455-1870, 2007.
223
ad Ovest con quello di Genzano, a Nord con i comuni di Ruvo di Puglia e
Spinazzola e a Sud con la città di Matera. Il clima è mediterraneo, con estati
calde e temperature che sfiorano i 40º nei mesi di Luglio e Agosto ed inverni
miti, con temperature che raramente giungono al di sotto degli 0º. Il territorio
è formato da un alternarsi di pianure, colline e ampie distese boschive. A
riguardo
sarebbe
impossibile
non
menzionare il Bosco comunale Difesa
Grande, il più grande della provincia. Il
territorio fornisce naturalmente estesi
banchi di calcare e pietra dura, usati per i
materiali da costruzione. Inoltre la città
consta di cave di tufo e argilla, della
stessa importanza dei precedenti materiali
enunciati in ambito edilizio
Il sottosuolo è ricco di acque potabili ed
alcaline che riforniscono tantissimi pozzi e
fontane, sia in città che nelle campagne.
Grazie alle falde acquifere presenti nel
sottosuolo, Gravina può vantare di una
fitta vegetazione che vede primeggiare gli
alberi di vite e di ulivo, frutti che
costituiscono le culture primarie di questa
terra. Infatti lo stemma del comune
gravinese reca i simboli di tre spighe di grano e di un tralcio di vite.
La fauna è costituita da lepri, volpi, istrici, tassi, lupi (visibili con sempre
minore frequenza), cinghiali e volatili di passo.
Figura 2: Burrone “la Gravina” fotografato dall’alto.
Panoramica di Piero Amendolara, Associazione culturale Benedetto
XIII.
Storia: dalle origini al XIX secolo
Grana dat et vina, è la scrittura sul nastro sotto lo stemma di Gravina.
Gravina, quindi, intesa come città che dona ai suoi abitanti grano e vino. Infatti
Federico II, re di Germania, duca di Svevia e Imperatore del Sacro Romano
Impero la definì “ Urbs opulenta Gravina”, città piena di prelibatezze. Il nome
della città deriva dalla morfologia
del territorio, infatti prende il
nome di burrone.
Grazie a numerosi scavi effetuati
ai margini del burrone la Gravina,
sono rinvenuti residui di colonne
elleniche,
reperti
archeologici
224
Figura 3: vista Padre Eterno (necropoli). Foto IAT Gravina.
appartenenti a diversi periodi storici e una grande necropoli da far pensare che
il primo insediamento della zona risalga al 456 d.C., dopo che un forte
terremoto rase al suolo il precedente insediamento sulla collina Petra-magna.
Secondo l’itinerario di Antonino, il nome originario della città era Silvium e
rappresentava una stazione per il rifornimento degli eserciti in marcia sulla via
Appia. Attraverso un’attenta analisi sulle
monete rinvenute negli scavi archeologici, Gravina fu dominata in primis dai
Greci e solo successivamente dai Romani. Nei paragrafi successivi esporremo
un quadro sulle dominazioni che hanno forgiato il comune gravinese.
Dalla caduta dell’Impero d’occidente alla dominazione bizantina
Nel
455
d.C.
l’Impero
Romano d’Occidente iniziò il
suo lento e doloroso periodo
di agonia che avrà fine un
ventennio dopo, con il suo
crollo.Gravina, che all’epoca
era una città romana, fu
invasa
dai
barbari
che
approfittarono dei periodi di
debolezza che l’Impero stava
vivendo. Razzie e saccheggi
erano i loro bigliettini da
visita
e
il
popolo
fu
terrorizzato da questi modi
vandalici e poco civili. I
Gravinesi, per sfuggire a questi attacchi, abbandonarono il loro insediamento
originario sul colle Petra-magna(già
Figura 4: Sette camere, insediamento rupestre. Foto IAT Gravina.
dissestato a causa dei continui terremoti che si registrarono, al tempo,
nell’Italia meridionale) e si diressero in grotte naturali ai lati del burrone la
Gravina. Queste grotte rappresentavano un luogo sicuro in cui rifugiarsi e
creare dei nuovi insediamenti. Nacquero così i rioni Pagus e Vicus, oggi Piaggio
e Fondovico, quartieri del centro storico. Per arrestare le invasioni barbariche,
l’Imperatore di Costantinopoli inviò le sue truppe in quei territori minacciati dal
flagello, così che avessero potuto proteggere i territori dell’Italia meridionale. I
Bizantini importarono anche il loro culto Cristiano di stampo greco grazie ai
monaci Basiliani, che all’epoca rappresentarono una forte influenza in campo
religioso. L’influenza che tale culto aveva sugli abitanti del burrone fu
minacciato dall’arrivo dei frati Benedettini, la cui propaganda era finalizzata a
contrastare quel tipo di religione con caratteristiche greche. Vista la crescente
225
importanza ottenuta dalle predicazioni benedettine, l’Imperatore di Costantipoli
emanò un decreto che vietasse il culto cristiano di stampo benedettino. Papa
Giovanni XIII nel 969 rispose al decreto. La guerra fu dichiarata. Costantinopoli
chiamò in suo aiuto i Saraceni che nel 968 ridussero all’obbedienza la città
gravinese. La Chiesa rispose convocando in suo aiuto i Longobardi di
Benevento. I Benedettini, appoggiati dai Longobardi, ripresero con più ardore
la loro propaganda contro il governo bizantino. L’Imperatore bizantino richiese
rinforzi per osteggiare la minaccia longobarda sempre più forte e per
combattere le mura difensive sempre più fortificate. La seconda incursione dei
Saraceni ebbe risultati deludenti,ma la terza, la definitiva, vide primeggiarli nel
976. Lo scempio fu crudelissimo: popolazione decimata, trafitta e martoriata.
Fu così che Gravina ritornò sotto il dominio bizantino fino al 1069.
La dominazione normanna
Successiva alla dominazione bizantina, ma non per importanza, fu quella
normanna. Secondo gli Annali Critico-Diplomatici del Regno di Napoli di Di Meo,
la prima occupazione normanna risalirebbe al 1069, con la venuta di Roberto il
Guiscardo². Il figlio di Roberto, Unfrido I, Conte di Puglia, aveva due figli:
Abagelardo e Accardo, a cui rispettivamente fu donato il feudo gravinese. Dopo
la morte di Accardo, l’erede del feudo divenne suo figlio Unfrido d’Altavilla e,
come attesta un antico documento, il passaggio del potere politico ai Normanni
avvenne ufficialmente nel 1080. Unfrido fu un feudatario a cui premeva
garantire alla città una vita ordinata e pacifica. Infatti, per ogni decisione
importante, convocava una consulta che fosse formata dalle più illustri figure
del luogo e da tutti gli ecclesiastici che vivessero nella stessa città gravinese.
Famosissima fu la devozione che mostrò alla Chiesa attraverso donazioni e
richiamando a Gravina la sede vescovile situata precedentemente in Acerenza
(1092). Le leggi da lui stesso amministrate focalizzarono l’attenzione
sull’importanza della figura femminile, che in quel periodo acquisì più rispetto e
diritti: la donna entrava così nelle successioni matrimoniali. Un’altra importante
riforma riguardava i servi della gleba, che da quel momento furono annessi al
gruppo degli affidati: liberi coloni che coltivavano terre pubbliche, la cui metà
del raccolto era donata al feudatario. Unfrido procedette con l’ultimazione della
Chiesa monumentale e la costruzione di un castello feudale, entrambi erti sui
Rioni Piaggio e Fondovico. Unfrido diede un grande contributo alla città, in
ambito legislativo. Ecclesiastico e monumentale, rendendola una meta
interessante per tante famiglie signorili subalpine che contribuirono alla
crescita urbana del comune e alla costruzione di altri edifici religiosi, grazie ai
loro lasciti e donazioni. Unfrido I designò come erede suo figlio Roberto, che
divenne Signore di Gravina nel 1105. Roberto combattè nella battaglia tra
Costanza, figlia del Re di Francia, e Alessandro di Matera, un membro dei
d’Altavilla della seconda moglie di Roberto il Guirscardo. Alessandro vinse,
226
cedendo il territorio di Gravina a suo fratello Roberto. Nel frattempo i dinasti di
Puglia, Lucania e Calabria erano in lotta per l’appropriazione dei territori.
Roberto morì non lasciando eredi, così Ruggiero II, Gran Conte di
Sicilia,annesse il feudo gravinese ai suoi possedimenti combattendo con i
rimanenti membri dei d’Altavilla, che furono esiliati. Fu così che la dominazione
dei d’Altavilla ebbe termine.
Ruggiero II amministrò le sue terre circondandosi di suoi fidati collaboratori. Fu
così che al dominio gravinese successero gli Alemarici, subalpini imparentati
con Ruggiero II grazie ad un legame matrimoniale con la figlia del capostipite
Alemarico. Ruggiero II designò Signore di Gravina l’Alemarico Bonifacio
Marchese d’Incisa, che fu Signore di Gravina dal 1134 al 1144. Alla sua morte
successe suo figlio, il Marchese Manfredi, che regnò per soli quattro anni. Dal
1148 al 1157 fu il Marchese Silvestro a prendere le redini del feudo gravinese.
Non avendo eredi diretti, il feudo passò nelle mani dello zio Alberto di Bonifacio
d’Incisa. Non potendo ereditare, quest’ultimo, il titolo di Marchese, a causa
della non diretta eredità del feudo, fu investito della carica di conte dal Re di
Sicilia. Gravina, così, divenne capoluogo di Contea, ponendo fine alla
legislazione dei Signori e iniziando quella dei conti. Alberto regnò fino al 1160,
anche se non ci sono documenti che attestino le modalità della sua scomparsa.
Il successore di Alberto fu nominato dalla regia Corte, a causa dell’assenza di
eredi diretti.
Fu così che Gilberto di L’Aigle divenne il secondo conte di Gravina. Di origini
normanne, discendente degli Aragona e Navarra, Gilberto regnò per soli nove
anni, a causa dell’esilio impartitogli dalla Regina, che lo sostituì con Riccardo
De Say che divenne terzo conte di Gravina. Alla morte di Riccardo i figli erano
tutti minorenni, così fu la moglie Teodora ad amministrare le terre sotto la
podestà del marito, diventando così prima contessa di Gravina nel 1178. Alla
contessa successe il figlio di Riccardo De Say, frutto del primo matrimonio del
marito, Tancredi. La dominazione normanna ebbe fine nella battaglia per la
successione del Regno di Sicilia tra Tancredi di Lecce, nipote di Gulielmo II, e
l’Imperatore di Germania Enrico VI, in cui Tancredi De Say si schierò con
Enrico VI, che perse la lotta per la successione. Gravina fu quindi devoluta alla
regia Corte.
La dominazione sveva
Il dominio di Tancredi di Lecce durò per tre anni. Non avendo eredi diretti, le
terre spettavano ad Enrico VI, che si riappropiò dei possedimenti sottratigli con
la vittoria dello stesso Tancredi. Combattè con tutti coloro i quali gli erano stati
avversi nella battaglia. E Gravina spettò al figlio di Tancredi De Say, Guglielmo
De Say. Quest’ultimo governò fino al 1120, sostituito dal fratello Riccardo per
un breve periodo. Dopo tre anni la città gravinese divenne di dominio regio.
227
Nel 1220 Federico II, figlio di Enrico
VI, divenne re di Germania e Sicilia.
Decise di visitare tutti i suoi
possedimenti, giungendo a Gravina
nel 1223. Affascinato dalla ricchezza
che il paesaggio offriva, sia dal punto
di vista territoriale sia per quanto
riguarda la selvaggina, Federico II
incaricò l’architetto Fuccio di costruire
una riserva di caccia protetta e un
castello da cui poter avvistare
eventuali nemici. La posizione scelta
fu una collina che presenta la parte
più alta della città. Federico II,
inoltre, rese la ‘’Urbs opulenta Gravina” sede di Curia Generale per la Puglia.
Figura 5: Castello Svevo di Federico II. La dominazione angioina
La dominazione sveva ebbe termine con la Battaglia di Benevento, che vide
vincitore Carlo
D’ Angiò. Carlo D’Angiò divenne Re del Regno di Sicilia
nel 1267. Molti furono i cambiamenti apportati dal re angioino: spostamento
della sede regia da Palermo a Napoli, istituzione di un’autorità comunale in
ogni città (Universitas) con poteri decisionali sulla vita del comune; l’autorità
era composta da un rappresentante del popolo, il sindacus, e alcuni
collaboratori eletti direttamente dal popolo. Durante quest’epoca Gravina ebbe
a regnarla dei feudatari francesi, tra i quali Ludovico de Bellojoco, che
amministrerà le terre a lui concesse fino al 1287. A lui successe un feudatario
impopolare, seguito da Giovanni di Monforte che ricevette l’onere di feudatario
nel 1289. Fu un feudatario molto popolare grazie alle riforme sulla liberà di
pascolo e raccolta delle terre pubbliche.
228
Figura 6: Fiera San Giorgio ai tempi della dominazione angioina. Foto Comune di Gravina (sopra). Fiera San Giorgio, oggi (destra). Il Conte Giovanni ascoltò le richieste del popolo finalizzate al ripristino delle
fiera annuale di Gravina, tenutasi nel mese di aprile. Grazie alla richiesta del
feudatario a Carlo II D’Angiò, la fiera fu ripristinata nel 1294, nei giorni di
aprile concomitanti alla festività del Santo da cui la fiera prende nome. Di
cinque giorni, la fiera prevedeva una compravendita di importazione e
esportazione tra gli abitanti di Gravina e la gente dei paesi limitrofi che vi si
recavano per concludere affari. La fiera era divisa in esterna ed interna. Nella
fiera esterna avveniva la compravendita di animali da soma. In quella interna
si vendevano prodotti tipici locali.
Venuto a mancare Giovanni di Monforte, Gravina fu ceduta ad Elisabetta D’
Angiò, sorella di Carlo II D’Angiò. Nel 1302 divenne Regina d’Ungheria e Carlo
cedette la proprietà gravinese a suo figlio Raimondo, morto due anni dopo. Le
redini dell’Università vennero lasciate nella mani dei fratelli di Carlo, Pietro e
Giovanni. Gravina passò nelle mani del solo Giovanni che amministrò la città
da conte.
Nel 1334 Giovanni venne sostituito da suo figlio Carlo, che all’epoca dei fatti
era minorenne. Divenuto maggiorenne nel 1335, Carlo divenne conte di
Gravina. All’epoca i conflitti tra il Re d’Ungheria e la Regina Giovanna di Napoli
erano aperti, in quanto quest’ultima era accusata di aver ucciso suo marito,
nonché fratello del re ungherese. Il popolo di divise in due fazioni. Entrato Il Re
in Gravina, Carlo lo accolse con ardore, avendo precedentemente sottolineato
la posizione per cui voleva schierarsi. Il Re però lo uccise temendo che potesse
boicottare la reggenza ungherese. Così Gravina divenne di dominio ungherese
con il Voivoda Stefano Lomith di Transilvania. Dopo un breve periodo il Re
229
d’Ungheria e il Voivoda furono costretti al ritorno in patria per la peste
bubbonica che si divulgava rapidamente. La regina Giovanna approfittò della
loro assenza per chiedere aiuto a Luigi di Taranto e muovere le truppe alla
riconquista dei territori perduti. La Regina Giovanna nominò Angelo di
Gualtiero feudatario di Gravina. Ma il voivoda stava rientrando per
riappropriarsi dei suoi territori. Angelo di Gualtiero decise di dirigere Gravine
verso il potere ungherese, anche se all’interno della città c’erano delle fazioni
angioine che più di una volta tentarono di ribellarsi e aiutarono le truppe
angioine ad entrare nella città. Gravina venne governata ancora dal dominio
angioino. Il dominio della Regina Giovanna fu minacciato dal fratello del suo
marito defunto, Luigi D’Angiò che aveva avuto in eredità dal fratello i suoi
domini e la tutela delle figlie. La Regina si oppose a tale scelta e Luigi i prese
con la forza quello che per eredità gli spettava, appropriandosi del titolo di
Conte di Gravina. Rientrò nelle grazie della Regina avendo ufficialmente
l’investitura del titolo di conte. Nel 1362 morì, lasciando suo figlio Carlo III, che
diventerà Re di Napoli. Il feudo di Gravina passò nelle mani di un gorvernatore
che lo amministrava sotto il potere della figlia della Regina Giovanna, la
duchessa Giovanna.
Gravina passò nelle mani di Raimondello Orsini fino al 1406, sostituito poi da
Francesco Orsini, prefetto di Roma.
La dominazione aragonese
Alla Regina Giovanna successe il Re Alfonso d’Aragona. Fu così che il Regno di
Napoli fu amministrato da una corona diversa. Il Re riconfermò a Francesco
Orsini i possedimenti gravinesi, investendolo della carica di Duca. Fu così che
intorno alla terza decade del XV secolo Gravina divenne capoluogo di ducato.
Dal 1456, anno della morte del primo duca di Gravina, la città fu governata dai
figli legittimi e non di Francesco I d’Orsini. Molti furono all’epoca i tumulti nel
Regno di Napoli, non solo politici ma anche ambientali. Infatti il Regno fu
segnato da terribili terremoti che rasero al suolo molte città meridionali.
Gravina ne fu coinvolta e perse la cattedrale di costruzione normanna, la cui
ricostruzione avvenne grazie alla gentili concessioni del popolo gravinese e
delle persone più illustri (tra i quali gli Orsini stessi), con annesso castello dei
d’Altavilla. Il castello svevo di Federico II subì gravi danni.
Vicereami spagnolo e austriaco
Dopo molti tumulti, il Regno di Napoli fu governato da Ferdinando d’Aragona
agli inzi del XVI secolo. Durante il suo regno, Ferdinando fu costretto ad
arrestare le mira espansionistiche del re di Francia, determinato ad occupare i
territori aragonesi. Ferdinando chiese aiuto al Re spagnolo che, decidendo di
appoggiarlo, lo tradì. Con la battaglia di Cerignola del 1503 il Regno di Napoli
passava nelle mani della Spagna. Ad amministrarlo furono inviati dei Vicerè
che avrebbero eseguito gli stessi compiti di un re nelle terre conquistate.
230
Il Ducato di Gravina fu amministrato dal figlio di Francesco I Orsini, Ferrante di
Francesco II Orsini. Durante il ducato di Francesco II Orsini e alla morte del Re
(1516) i Francesi rivendicarono ancora una volta i loro diritti sul Regno di
Napoli. Le Università si prepararono a combattere le truppe nemiche
servendosi di salnitro, utile per l’elaborazione di polvere da sparo. Gravina
offriva elevate quantità di salnitro grazie al suo territorio formato di grotte
naturali dalle quali poter ricavarlo. Il ducato di Gravina ottenne la grazia dal re
francese grazie ad un cospicuo lascito da parte di Francesco II Orsini.
Dopo diversi eredi appartenenti alla famiglia degli Orsini, Ferdinando Orsini
d’Aragona divenne il sesto duca di Gravina. Sposò Angela Castriota
Scandenberg, discendente da una famiglia albanese di elevato prestigio.
Corrispose, alla venuta della duchessa, una
fitta immigrazione di gente proveniente
dall’Albania, a causa della caduta di
quest’ultima nelle mani dei Turchi. La
duchessa scomparì prematuramente nel
1518. In suo onore fu erto un mausoleo
nella Chiesa di Santa Sofia. Il Duca morì nel
1549, lasciando il ducato nelle mani di suo
figlio Antonio. Morto nel 1553, il ducato fu
ereditato da Ferrante II fino al 1583, anno
in cui il figlio delle seconde nozze Michele
Antonio fu designato come erede. Essendo
all’epoca
minorenne,
il
ducato
fu
amministrato dalla madre, fino a quando
Michele Antonio potè diventare nono duca di
Gravina. Morì nel 1627 lasciando il ducato a
sua sorella Maria Felice. Il ducato era
sommerso dai debiti, così fu messo
all’
asta e aggiudicato al Principe Pietro Orsini di
Solofra. Il 1645 fu l’anno della sua morte e
il ducato spettò a Ferdinando III, suo
primogenito, che divenne undicesimo duca
di Gravina. Scoppiata a Napoli la rivoluzione
delle classi più umili a causa di gabelle elevate, il regno cercò di placare i
tumulti capeggiati da Masaniello. Questa rivolta indebolì il vicereame spagnolo
suscitando un risveglio dei vecchi contrasti con i Regno francese. Ferdinando
III si diresse a Napoli per lottare a favore della sua corona, ma non tornò ad
amministrare i suoi possedimenti a causa della prematura morte causata da
un’epidemia di peste (1657). Avendo figli minorenni, il ducato fu amministrato
dalla moglie Duchessa Giovanna di Fangipane della Tolfa. Il primogenito Pietro
Francesco non divenne duca a causa dell’interesse per la carriera monastica.
Fondò a Gravina un’accademia letteraria che fu detta dei Famelici, in
riferimento al gran bisogno che tutti sentivano nel voler conoscere le varie
dottrine³. Pietro Francesco entrò a far parte dell’ordine dei Domenicani a
Venezia, rinunciando ai diritti di primogenitura a favore del fratello Domenico.
Si specializzò in teologia e filosofia. Cambiò il nome in Vincenzo Maria Orsini,
Figura 7: Papa Benedetto XIII, olio su tela, fine ‘700. Pinacoteca Fondazione “Ettore Pomarici Santomasi”. Foto Rino Digiesi. 231
diventando prete nel 1671. Fu investito delle cariche di Cardinale e Arcivescovo
di Manfredonia, 1675, e Cesena, 1680. Nel 1686 divenne Arcivescovo di
Benevento. Si occupò della restrutturazione della Cattedrale gravinese e di
molte altre chiese rupestri e non. Nel 1724 fu eletto Papa sotto il nome di
Bendetto XIII. Si occupò del rafforzamento della disciplina ecclesiastica,
promuovendo uno stile di vita clericale meno fastoso le ridondante. Contribuì
ad arginare la decadenza ecclesiastica che al tempo imperversava nel Regno di
Napoli. Fu un Papa buono e promotore di una condotta povera e finalizzata
all’aiuto della gente umile e bisognosa. Morì nel 1730, a Roma.
L’inizio del XVIII secolo fu segnato da lotte per la secessione al trono del Regno
di Napoli. Indebolito il potere politico del regno, gli Austriaci approfittarono per
occuparlo. Nel 1707 il Vicereame spagnolo venne sostituito da quello austriaco.
Gravina vide come suo duca il figlio di Domenico Orsini, Filippo Bernualdo
Orsini, tredicesimo duca di Gravina. Le riforme imposte furono sgradevoli per il
popolo gravinese che vide privarsi di tantissimi diritti riguardanti la politica,
l’agricoltura e l’allevamento.
I Borboni
Le lotte per la conquista al trono partenopeo furono vinte da Filippo V di
Borbone nel maggio 1730, innaugurando un nuovo dominio sul regno. In onore
della vittoria ottenuta, Filippo V designò come erede del regno Carlo III fino al
1759, quando fu sostituito da Ferdinando IV. In questo periodo Gravina era
amministrata dal Duca Filippo Bernualdo II. Molte furono le fontante costruite
nella cittadina gravinese, così da consentire ai cittadini acqua potabile fruibile a
poca distanza rispetto ai precedenti pozzi fuori dal centro abitato.
Nel 1789 scoppiò la Rivoluzione francese, avendo riscontri in tutta Europa e
anche nel Regno di Napoli. Molte furono le rivolte contro la monarchia
borbonica. Il popolo si divise in due fazioni ben distinte: I Sanfedisti,
conservatori e contro la stessa monarchia, e i Giacobini, rivoluzionari
Promotori del potere borbonico. La stessa bipartizione si riflesse a Gravina,
vedendo primeggiare i Sanfedisti rispetto ai rivoluzionari. Le rivolte furono
spente garantendo immutabilità nell’assetto istituzionale. Nel 1806 il Re del
regno di Napoli fu Giuseppe Buonaparte, sovrano che visse la fine del
feudalesimo e la creazione di liberi comuni. L’Unità d’Italia era alle porte e con
essa anche le congregazioni segrete quali la carboneria. La reggenza del regno
vide diversi sovrani, fino a quando non vi prese possesso Ferdinando II,
discendente di Ferdinando IV, nel 1859. Proclamata l’Unità d’Italia l’anno
successivo, le mure di Gravina furono abbattute e ne fu modificata la struttura,
nominando le strade con alcuni dei nomi più illustri che hanno fatto la storia
gravinese e italiana.
Questa è stata una breve sintesi della storia di Gravina, al fine di avere un’idea
delle famiglie che l’hanno costruita e resa la città che è oggi. Ogni città ha un
232
trascorso ricco di storia e di avvenimenti che l’hanno forgiata, e questi
andrebbero scoperti, presentati ed insegnati. Città amata da Federico II e città
di origine di Papa Benedetto XIII, Gravina meriterebbe di essere vissuta,
rivalutata e soprattutto amata.
INQUADRAMENTO DEMOGRAFICO ED ECONOMICO DEL COMUNE
GRAVINESE
Per collocare il comune pugliese in un quadro più specifico e completo si è
deciso di elaborare alcune tabelle rappresentanti dati in riferimento del bilancio
economico e demografico. Per attingere ai dati si è scelto il sito on-line ISTAT,
garante della mole dei dati raccolti con i censimenti e tramite gli uffici preposti.
Si farà riferimento al periodo compreso tra il 2006 e il 2010 abbracciando i
campi
demografici,
economici,
con
una
specificazione
nei
campi
dell’agricoltura, artigianato, industria e turismo, e istruzionali.
Demografia
ANNO
2006
2007
2008
2009
2010
POPOLAZIONE
RESIDENTE
MASCHI
21658
21708
21858
21884
21890
FEMMINE
22103
22091
22266
22370
22397
TOTALE
43671
43799
44124
44254
44287
233
Tabella 1: Popolazione di Gravina In Puglia dal 2006 al 2010. Fonte ISTAT.
Grafico 1.
Grafico 2.
Nella tebella e grafici precedenti abbiamo rappresentato l’andamento
demografico, come già accennato in precedenza, del comunque gravinese nei
cinque anni dal 2006 al 2010. Si è impossibilitati ad attingere ai dati fino al
2012 in quanto l’ultimo censimento ISTAT risale al 2011 e per la pubblicazione
ufficiale dei dati raccolti con il Censimento generale della popolazione e delle
abitazioni si dovrà aspettare un altro anno.
Nel 2006 la popolazione di Gravina in Puglia era poco più che superiore ai
43500 abitanti, con una maggioranza del sesso femminile, pari a 23103
abitanti. Di anno in anno la popolazione ha riscontrato un lieve aumento,
leggermente più consistente nel 2008. La popolazione femminile rappresenta
234
sempre la maggioranza rispetto alla popolazione maschile, anche se la
differenza intercorrente tra i due sessi è minima.
Numero
famiglie
gravinesi
N. medio
componenti
famiglia
2006
2007
2008
2009
2010
14258
14500
14647
14767
14913
3.07
3.04
3.02
2.99
2.97
Tabella 2: Numero delle famiglie gravinesi dal 2006 al 2010 e numero medio dei componenti
del nucleo familiare. Fonte ISTAT.
Grafico 3.
Dell’andamento della popolazione nel quinquennio del 2006 al 2010 si è
focalizzata l’attenzione sul numero delle famiglie e il relativo numero medio di
componenti. Si è evinto che nel corso dei cinque anni il numero delle famiglie
della popolazione gravinese è aumentato di anno in anno, mentre il numero
medio dei componenti all’interno del nucleo familiare ha subito un calo. Se nel
2006 il numero medio di componenti per ogni famiglia gravinese era di 3.07,
nel 2010 siamo difronte ad un indice pari a 2.99. si è riscontrata quindi una
diminuizione
pari
a
0.08.
CLASSI D’ETÀ
0-15
16-31
32-47
48-63
64 e oltre
TOTALE
TOTALE
8127
10147
10711
7962
7095
44042
PERCENTUALE
19%
23%
24%
18%
16%
100%
235
Tabella 3: Distribuzione della popolazione gravinese per classi d’età, aggiornata al 1° gennaio
2011. Fonte ISTAT.
Grafico 4.
Si è poi analizzata la situazione della popolazione del comune pugliese per
classi di età. Si è partiti da 0-15 anni per giungere alla fascia dai 64 e oltre. La
percentuale maggiore è composta dalla fascia di età dai 32 anni ai 47, seguita
da quella dai 16 ai 21. La percentuale minore è quella dagli 64 e altre,
corrispondente a 7095 unità per fascia d’età.
ANNO
POPOLAZIONE
STRANIERA
2006
2007
2008
2009
2010
736
828
1056
1184
1209
Tabella 4: Andamento della popolazione straniera residente a Gravina dal 2006 al 2010. Fonte
ISTAT.
236
Grafico 5.
PROVENIENZA
Afghanistan
Albania
Argentina
Brasile
Bulgaria
Bosnia-Erz.
Cina
Colombia
Cuba
Danimarca
Francia
Georgia
Grecia
Giappone
Macedonia
Marocco
Polonia
Portogallo
India
Romania
Rep. Ceca
Rep.Domenicana
Russia
Regno Unito
Spagna
Serbia e Mont.
Rep. Di Serbia
Senegal
Thailandia
Tunisia
2006
440
1
17
3
1
30
6
1
1
1
12
103
14
1
18
10
1
1
68
2007
460
1
18
4
60
7
1
1
2
1
1
14
106
19
1
24
12
1
1
1
82
ANNO
2008
481
1
17
19
1
77
7
2
1
1
5
2
1
15
122
31
1
33
141
1
1
2
1
83
ANNO
2009
515
18
26
1
87
12
2
2
11
3
1
16
147
29
1
38
179
1
1
3
1
83
2010
1
506
21
25
1
83
11
2
3
21
2
1
19
146
32
1
44
193
1
1
2
1
1
73
2011
1
538
25
23
1
99
11
2
3
52
2
1
15
169
32
1
50
212
1
2
1
3
1
1
78
237
PROVENIENZA
Tanzania
Ucraina
Stati Uniti
Venezuela
Pakistan
Myanmar
Indonesia
Filippine
Bolivia
2006
4
1
2
-
2007
7
1
2
-
2008
7
2
1
-
2009
2
2
2
1
-
2010
1
4
2
3
1
1
2
-
2011
4
4
3
1
1
2
1
Tabella 5: Paese di provenienza della popolazione straniera residente a Gravina in Puglia dal
2006-2010. Fonte ISTAT.
Si è effettuata un’analisi sul bilancio della popolazione straniera dal 2006 al
2010, focalizzando l’attenzione sul Paese di provenienza degli immigrati della
città di Gravina in Puglia. Si è riscontrata una maggioranza di immigrati
provenienti dall’Europa dell’Est, con prevalenza di gente proveniente
dall’Albania. Minimi sono i riscontri con altre zone dell’Europa o addirittura dal
resto del Mondo. La popolazione straniera in Gravina ha subito un aumento nel
corso del quinquennio di più di 450 unità.
Economia
Dopo aver attentamente analizzato la situazione demografica del comune
pugliese, ci si è impegnati nello studio dell’economia della cittadina. Si è
focalizzata l’attenzione sull’agricoltura, sull’allevamento, sul numero delle
imprese attive nel decennio dal 1991 al 2001. L’agricoltura si occupa
principalmente di cereali, foraggi, agrumi e altri tipi di frutta, come vederemo
nella tabelle che successivamente verrà delineata. L’allevamento riguarda
soprattutto bovini, equini, ovini, suini e caprini e rappresenta il secondo settore
fondamentale per l’economia del comune. L ’industria è presente con i
comparti alimentare, edile, metalmeccanico, dell’abbigliamento, del legno, dei
materiali da costruzione, dell’estrazione di pietra, della produzione e
distribuzione di gas ed energia elettrica; non mancano fabbriche di mobili e
apparecchi medicali e chirurgici¹. Il settore terziario è interessato da una ricca
rete commerciale e di servizi, prefettamente distribuita in tutta la cittadina
pugliese.
IMPRESE
ANNO
1991
Industria
500
Commercio
921
Servizi
598
Artigianato
681
Istituzionali
61
2001
930
673
956
1117
92
VARIAZIONE
+86%
-26.93%
+59.87%
+64,02%
+50.81%
Tabella 6: Numero delle imprese/aziende per settore di Gravina in Puglia negli anni 19912001. Fonte ITALIAPEDIA.
238
1 http://www.italiapedia.it/comune-di-gravina-in-puglia_Struttura-072-023
Grafico 6.
Nella tabella e grafico precedenti si è riportato il bilancio delle imprese negli
anni 1991 e 2001. I settori interessati sono stati l’industria, il commercio, il
terziario (servizi), l’artigianato e l’istituzionale. Per tutti i settori è evincibile
l’aumento delle imprese nel 2001, tranne per il settore del commercio che ha
visto un calo del 26.93% rispetto al 1991.
AREA
GRAVINA IN PUGLIA
TASSO DI OCCUPAZIONE
ANNO
2001
2007
41.6
29.0
Tabella 7:Tasso di occupazione anni 2001-2007. Fonte ISTAT Censimento 2001 e Osservatorio
Banche Imprese 2007.
Per quanto attiene riflessioni ed analisi sul tasso di occupazione (incidenza di
occupati rispetto al totale della popolazione attiva) l’Osservatorio Banche
Imprese registra, nel comune di Gravina, un tasso di occupazione che, al 2007,
è pari solo a poco meno del 75% della media provinciale. I dati riferiti al 2007,
a nostro avviso, difficilmente possono essere confrontati con il tasso di
occupazione registrato durante la rilevazione censuaria ISTAT del 2001. Infatti
le dinamiche occupazionali nel settore manifatturiero del comune – in
eccessiva forte flessione tra il 2001 ed il 2007 – a noi sembra più la
conseguenza di una elevata “pendolarità” lavorativa in altre località (in
particolar modo Santeramo in Colle ed Altamura) che caratterizza molti
lavoratori del comune, “pendolarità” non rilevata dall’Osservatorio Banche
Imprese al contrario dell’Istat in fase di censimento.
239
4.3.1 Agricoltura
SITUAZIONE DEI TERRENI
Superficie totale (SAT)
Superficie agricola utilizzata (SAU)
Seminativi
Cereali per la produzione di granella
Legumi secchi
Patata
Barbabietola da zucchero
Piante sarchiate da foraggio
Piante industriali
Ortive
Fiori e piante ornamentali
Piantine
Foraggere avvicendate
Sementi
Terreni a riposo
Coltivazioni legnose agrarie
Vite
Olivo
Agrumi
Fruttiferi
Vivai
Altre legnose agrarie
Coltivazioni legnose agrarie in serra
Orti familiari
Prati permanenti e pascoli
Arboricoltura da legno annessa ad aziende
agricole
Boschi annessi ad aziende agricole
Superfici agricole non utilizzate
Altre superfici
Funghi in grotte, sotterranei, o appositi edifici
Serre
Coltivazioni energetiche
NUMERO DI AZIENDE
2930
2930
1919
1697
97
1
2
10
47
1
3
133
206
2111
293
2053
7
71
1
1
1
234
114
7
59
221
590
2
5
4
Tabella 8: Numero di aziende con coltivazioni. Dati estrapolati dal Censimento Agricoltura
2010. Fonte ISTAT.
L’agricoltura costituisce una delle attività principali dell’economia del comune di
Gravina in Puglia. Come si evince dalla tabella e dal grafico successivo, la
maggior parte delle colture sono legnose agrarie(35%), seguite da coltivazioni
di olivo che costituiscono uno dei prodotti tipici, non solo di Gravina, ma anche
dell’intera Puglia. Il territorio è ottimo per questo tipo di coltura, dalla quale si
ricava l’olio extra vergine d’oliva, la cui fama e importanza sono riconosciute in
tutto il Mondo. Questo tipo di coltivazione occupa il 34% dell’intera produzione
agricola, seguita dai seminativi e cereali per la produzione di granella.
240
Grafico 7.
241
3.2.2 Allevamento
TIPO DI ALLEVAMENTO
BOVINI
BUFALINI
EQUINI
OVINI
CAPRINI
SUINI
AVICOLI
TUTTE LE VOCI TRANNE API E ALTRI
ALLEVAMENTI
NUMERO DI AZIENDE
131
2
19
55
20
3
20
38
Tabella 9: Numero di aziende con allevamenti in Gravina in Puglia. Anno 2012, fonte ISTAT.
Grafico 8.
Affiancata
all’agricoltura, un’altra attività essenziale per la costituzione
dell’economia del comune gravinese è l’allevamento. Ancora una volta ci si è
serviti del stito web dell’ISTAT attraverso il quale si sono estrapolati i dati
inerenti al numero di aziende con allevamenti aggiornati all’anno 2012. La
percentuale maggiore appartiene all’allevamento bovino che con 131 aziende
implicate in questo settore costituisce il 45% del numero delle aziende con
allevamenti. Subito segue l’allevamento ovino con il 19% , seguito dal 7% di
equini.
242
Industria e servizi
L’analisi dell’economia del comune su cui si sta focalizzando l’attenzione ha
riguardato, in primis, il settore primario. In questo paragrafo si focalizzerà
l’attenzione sugli altri due settori facendo riferimento alla classificazione
delle attività economiche ATECO (ATtività ECOnomiche). Prima di esporre
l’elaborazione della tabella della classificazione seguente, dobbiamo precisare
che l’ATECO è una classificazione adottata dall’ISTAT per le rilevazioni
statistiche di carattere economico. Attualmente è in uso la versione ATECO
2007, entrata in vigore dal 1º gennaio 2008, che sostituisce la precedente
ATECO 2002, adottata nel 2002 ad aggiornamento della ATECO 1991².
50
099
9
-
100
0e
più
tota
le
5
CLASSE DI ADDETTI
20 50 10
20
25
00049 99 19
24
49
9
9
9
10 2
-
-
340
2
1
3
-
-
-
-
-
-
60
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
1
-
-
-
-
1
-
-
-
-
-
-
6
6
-
1
-
-
1
-
-
-
-
-
-
12
2
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
2
-
13
4
6
3
2
-
-
-
-
-
-
-
-
28
-
3
2
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
5
-
5
2
1
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
8
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
1
1
1
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
3
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
2
1
-
-
2
-
-
-
-
-
-
-
-
5
ATECO 2007
0
1
2
35
6
9
10
15
16
19
ATTIVITA’
MANIFATTURIE
RE
INDUSTRIE
ALIMENTARI
INDUSTRIA
DELLE BEVANDE
INDUSTRIE
TESSILI
CONFEZIONE DI
ARTICOLI DI
ABBIGLIAMENTO
FABBRICAZIONE
DI ARTICOLI IN
PELLE
INDUSTRIA DEL
LEGNO
FABBRICAZIONE
DI CARTA
STAMPA E
RIPRODUZIONE
DI SUPPORTI
REGISTRATI
FABBRICAZIONE
DI COKE E
PRODOTTI
DERIVATI DALLA
RAFFINAZIONE
DEL PETROLIO
FABBRICAZIONE
DI PRODOTTI
CHIMICI
FABBRICAZIONE
DI PRODOTTI
FARMACEUTICI
FABBRICAZIONE
DI ARTICOLI IN
GOMMA E
MATERIE
1
2
12
9
65
73
2
6
18
1
16
14
20
3
-
1
-
-
-
4
1
-
4
-
243
PLASTICHE
FABBRICAZIONE
DI ALTRI
PRODOTTI DELLA
LAVORAZIONE
DI MINERALI
NON
METALLIFERI
METALLURGIA
FABBRICAZIONE
DI PRODOTTI IN
METALLO (
ESCLUSI
MACCHINARI E
ATTREZZATURE)
FABBRICAZIONE
DI COMPUTER E
PRODOTTI DI
ELETTRONICA E
OTTICA,
APPARECCHI
ELETTROMEDICA
LI, DI
MISURAZIONE E
OROLOGI
FABBRICAZIONE
DI
APPARECCHIATU
RE ELETTRICHE
ED
APPARECCHIATU
RE PER USO
DOMESTICO NON
ELETTRICHE
FABBRICAZIONE
DI MACCHINARI
ED
APPARECCHIATU
RE nca
FABBRICAZIONE
DI
AUTOVEICOLI,
RIMORCHI E
SEMIRIMORCHI
FABBRICAZIONE
DI ALTRI MEZZI
DI TRASPORTO
FABBRICAZIONE
DI MOBILI
ALTRE
INDUSTRIE
MANIFATTURIER
E
RIPARAZIONE,
MANUTENZIONE
ED
INSTALLAZIONE
DI MACCHINE ED
APPARECCHIATU
RE
FORNITURA DI
ENERGIA
ELETTRICA,
2
7
4
10
3
1
-
-
-
-
-
-
-
-
27
-
2
-
-
-
1
-
-
-
-
-
-
-
-
3
3
13
7
17
2
2
2
2
-
-
-
-
-
-
48
-
-
-
-
-
1
-
-
-
-
-
-
-
-
1
-
2
-
-
1
1
-
-
-
-
-
-
-
-
4
1
6
-
1
1
2
1
-
1
-
-
-
-
-
13
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
3
14
4
5
7
1
1
1
1
-
-
-
-
-
37
-
14
2
3
1
-
-
-
-
-
-
-
-
-
20
2
20
17
9
4
3
-
2
-
-
-
-
-
-
57
2
2
-
-
1
-
-
-
-
-
-
-
-
-
5
244
GAS , VAPORE
E ARIA
CONDIZIONAT
A
FORNITURA DI
ACQUA, RETI
FOGNARIE,
ATTIVITà DI
GESTIONE DEI
RIFIUTI E
RISANAMENTO
RACCOLTA,
TRATTAMENTO E
FORNITURA
D’ACQUA
GESTIONE DELLE
RETI FOGNARIE
ATTIVITà DI
RACCOLTA,
TRATTAMENTO E
SMALTIMENTO
DEI RIFIUTI
RECUPERO DEI
MATERIALI
ATTIVITà DI
RISANAMENTO E
ALTRI SERVIZI
DI GESTIONE
DEI RIFIUTI
COSTRUZIONI
COSTRUZIONE
DI EDIFICI
INGEGNERIA
CIVILE
LAVORI DI
COSTRUZIONE
SPECIALIZZATI
COMMERCIO
ALL’INGROSSO
E AL
DETTAGLIO,
RIPARAZIONE
DI
AUTOVEICOLI
E MOTOCICLI
COMMERCIO
ALL’INGROSSO E
AL DETTAGLIO,
RIPARAZIONE DI
AUTOVEICOLI E
MOTOCICLI
COMMERCIO
ALL’INGROSSO
(ESCLUSO
QUELLO DI
AUTOVEICOLI E
DI MOTOCICLI)
COMMERCIO AL
DETTAGLIO (
ESCLUSO
QUELLO DI
AUTOVEICOLI E
DI MOTOCICLI)
-
-
-
1
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
1
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
1
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
1
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
5
0
4
5
-
33
3
13
9
2
90
3
10
2
-
-
-
-
-
697
11
2
6
-
-
-
-
-
-
353
-
-
6
2
3
8
1
22
38
12
5
74
1
-
-
1
-
-
-
-
-
5
5
19
2
52
51
2
3
10
1
4
1
-
-
-
-
-
339
1
3
42
5
16
9
13
0
2
5
10
2
3
-
-
-
-
-
-
777
2
60
28
24
5
2
-
-
-
-
-
-
-
-
121
3
86
27
24
8
3
-
-
-
-
-
-
-
-
151
8
27
9
11
4
82
1
2
5
2
3
-
-
-
-
-
-
505
245
TRASPORTO E
MAGAZZINAGG
IO
TRASPORTO
TERRESTRE E
TRASPORTO
MEDIANTE
CONDOTTE
TRASPORTO
MARITTIMO E
PER VIE
D’ACQUA
TRASPORTO
AEREO
MAGAZZINAGGI
O E ATTIVITà DI
SUPPORTO
TRASPORTI
SERVIZI
POSTALI E
ATTIVITà DI
CORRIERE
ATTIVITà DI
SERVIZI DI
ALLOGGIO E
RISTORAZIONE
ALLOGGIO
ATTIVITà DEI
SERVIZI DI
RISTORAZIONE
SERVIZI DI
INFORMAZION
EE
COMUNICAZIO
NE
ATTIVITà
EDITORIALI
ATTIVITà DI
PRODUZIONE
CINEMATOGRAFI
CA, DI VIDEO E
DI PROGRAMMI
TELEVISIVI, DI
REGISTRAZIONI
MUSICALI E
SONORE
ATTIVITà DI
PROGRAMMAZIO
NE E
TRASMISSIONE
TELECOMUNICAZ
IONI
PRODUZIONE DI
SOFTWARE,
CONSULENZA
INFORMATICA E
ATTIVITà
CONNESSE
ATTIVITà DEI
SERVIZI DI
INFORMAZIONE
E ALTRI SERVIZI
INFORMATICI
2
71
21
23
6
2
-
1
-
-
-
-
-
-
126
1
68
20
20
5
2
-
1
-
-
-
-
-
-
117
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
1
1
1
2
1
-
-
-
-
-
-
-
-
-
6
-
2
-
1
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
3
-
36
26
42
1
4
3
3
1
-
-
-
-
-
-
125
-
2
34
26
5
37
1
1
3
3
1
2
1
-
-
-
-
-
-
9
116
-
17
3
3
-
1
-
-
-
-
-
-
-
-
24
-
-
-
1
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
1
-
1
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
1
-
-
-
1
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
1
-
2
1
1
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
4
-
8
2
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
10
-
6
-
-
-
1
-
-
-
-
-
-
-
-
7
246
ATTIVITà
FINANZIARIE E
ASSICURATIVE
ATTIVITà DI
SERVIZI
FINANZIARI(ESC
LUSE LE
ASSICURAZIONI
E I FONDI DI
PENSIONI)
ATTIVITà
AUSILIARIE DEI
SERVIZI
FINANZIARI E
DELLE ATTIVITà
ASSICURATIVE
ATTIVITà
IMMOBILIARI
ATTIVITà
PROFESSIONAL
I,
SCIENTIFICHE
E TECNICHE
ATTIVITà LEGALI
E CONTABILITà
ATTIVITà DI
DIREZIONE
AZIENDALE E DI
CONSULENZA
GESTIONALE
ATTIVITà DEGLI
STUDI DI
ARCHITETTURA E
DI INGEGNERIA,
COLLAUDI ED
ANALISI
TECNICHE
RICERCA
SCIENTIFICA E
SVILUPPO
PUBBLICITà E
RICERCHE DI
MERCATO
ALTRE ATTIVITà
PROFESSIONALI,
SCIENTIFICHE E
TECNICHE
SERVIZI
VETERINARI
NOLEGGIO,
AGENZIE DI
VIAGGIO,
SERVIZI DI
SUPPORTO
ALLE IMPRESE
ATTIVITà DI
RICERCA,
SELEZIONE E
FORNITURA DI
PERSONALE
ATTIVITà DEI
SERVIZI DELLE
AGENZIE DI
VIAGGIO, DEI
-
34
2
1
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
37
-
-
1
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
1
-
34
1
1
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
36
8
14
1
2
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
25
5
32
4
21
17
3
1
-
-
-
-
-
-
-
-
371
1
16
8
4
10
11
2
1
-
-
-
-
-
-
-
-
193
-
1
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
6
1
12
0
9
3
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
133
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
1
1
1
1
-
-
-
-
-
-
-
-
-
4
2
27
1
1
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
31
-
4
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
4
5
24
10
4
1
-
-
-
-
-
-
-
-
-
44
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
3
3
1
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
7
1
247
TOUR OPERATOR
E SERVIZI DI
PRENOTAZIONE
E ATTIVITà
CONNESSE
SERVIZI DI
VIGILANZA E
NAVIGAZIONE
ATTIVITà DI
SERVIZI PER
EDIFICI E
PAESAGGIO
ATTIVITà DI
SUPPORTO PER
LE FUNZIONI
D’UFFICIO E
ALTRI SERVIZI
DI SUPPORTO
ALLE IMPRESE
ISTRUZIONE
SANITà E
ASSISTENZA
SOCIALE
ASSISTENZA
SANITARIA
SERVIZI DI
ASSISTENZA
SOCIALE
RESIDENZIALE
SERVIZI DI
ASSISTENZA
SOCIALE NON
RESIDENZIALE
ATTIVITà
ARTISTICHE
SPORTIVE DI
INTRATTENIME
NTO E
DIVERTIMENTO
ATTIVITà
CREATIVE,
ARTISTICHE E DI
INTRATTENIMEN
TO
ATTIVITà DI
BIBLIOTECHE.
ARCHIVI, MUSEI
ED ALTRE
ATTIVITà
CULTURALI
ATTIVITà
RIGUARDANTI LE
LOTTERIE, LE
SCOMMESSE, LE
CASE DA GIOCO
ATTIVITà
SPORTIVE DI
INTRATTENIMEN
TO E DI
DIVERTIMENTO
ALTRE
ATTIVITà DI
SERVIZI
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
8
3
3
1
-
-
-
-
-
-
-
-
-
15
4
8
3
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
15
1
5
10
7
1
21
12
1
4
1
-
-
-
-
-
-
-
-
7
146
-
21
12
4
1
-
-
-
-
-
-
-
-
144
-
10
7
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
1
-
1
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
2
3
9
4
4
2
-
-
-
-
-
-
-
-
-
22
-
3
-
1
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
4
2
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
2
-
4
2
-
2
-
-
-
-
-
-
-
-
-
8
1
2
2
3
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
8
2
84
20
13
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
119
248
RIPARAZIONE DI
COMPUTER E DI
BENI PER USO
PERSONALE E
PER LA CASA
ALTRE ATTIVITà
DI SERVIZI PER
LA PERSONA
-
13
-
3
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
16
2
71
20
10
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
103
Tabella 10: Classificazione attività commerciali ATECO 2007, comune di Gravina in Puglia.
Fonte ISTAT.
2 http://it.wikipedia.org/wiki/ATECO
Per la localizzazione delle imprese, in particolare per le medie strutture di
vendita, il comune gravinese fa riferimento al Regolamento comunale per
l’insediamento delle medie strutture di vendita ( Legge Regionale 1 agosto
2003, n. 11Regolamento Regionale 30 giugno 2004, n. 1 ). Il seguente
regolamento dettale norme fondamentali per l’insediamento delle medie
strutture di vendita esplicando le condizioni di rilascio delle autorizzazioni e i
criteri di apertura, trasferimento ed estensione negli articoli 9-10:
ART. 9
( CONDIZIONI PER IL RILASCIO DELLE AUTORIZZAZIONI
PER LE MEDIE STRUTTURE DI VENDITA )
1. L’autorizzazione amministrativa per l'apertura, il trasferimento, l'ampliamento e
l’estensione di settore merceologico delle medie strutture di vendita può essere rilasciata a
condizione che sia accertata la conformità dell’insediamento agli strumenti di
pianificazione territoriale, paesistica e urbanistica.
2. Qualora non venga contestualmente richiesto il titolo edilizio, la richiesta deve essere
corredata da una relazione attestante la sussistenza delle condizioni di cui al precedente
comma 1, e da planimetrie relative alla disposizione degli spazi, con particolare
riferimento alle superficie di vendita e gli standard di parcheggi, a firma di un tecnico
abilitato.
3. L’autorizzazione all’insediamento o all’ampliamento di medie strutture deve essere
preceduta da una valutazione che escluda l’esistenza o il formarsi, a seguito del rilascio
dell’autorizzazione, di un’area commerciale integrata, così come definita dalla lettera C
comma 4-7dell’art. 5 della Legge Regionale. In caso contrario l’autorizzazione della
struttura è subordinata al rilascio dell’autorizzazione per l’intera area commerciale ed alla
compatibilità con la programmazione regionale.
ART. 10
( CRITERI PER L’APERTURA, L’AMPLIAMENTO, IL TRASFERIMENTO E L’ESTENSIONE
DI SETTORE MERCEOLOGICO DELLE MEDIE STRUTTURE DI VENDITA )
1. Nel periodo di validità del presente regolamento, sono consentiti:
a) l’insediamento di un nuova media struttura di vendita M1 per ogni anno di validità dei
criteri nelle zone per la residenza di completamento e di espansione (B1, B2, B3, C1, C2,
C3 e PEEP);
b) l’insediamento di un nuova media struttura di vendita M2 per ogni anno di validità dei
criteri nelle zone per la residenza di espansione (C1, C2 e C3);
c) gli accorpamenti e le concentrazione di esercizi con più di tre anni di attività fino ai
1.500 di superficie di vendita, nei termini previsti all’art. 9 della Legge Regionale;
249
d) l’insediamento di una sola delle attività compatibili, così come disposto nel comma 2 del
precedente art. 6, in ognuna delle due zone D4;
e) gli ampliamenti delle medie strutture esistenti nei limiti della classe dimensionale di
appartenenza.
2. Gli insediamenti di cui alle precedenti lettere a) e b) sono consentiti sia per il settore
alimentare che per i settori non alimentari. Qualora nel corso dell’anno non venga richiesta
nessuna autorizzazione, la stessa potrà essere assentita negli anni successivi.
3. I trasferimenti degli esercizi, gli accorpamenti e le concentrazione di cui alla lettera c)
del precedente comma 1, sono consentiti se l’intervento è compatibile nella zona, così
come disposto nel comma 2 del precedente art. 6.
4. In deroga a quanto previsto nel precedente comma 1:
- sono consentiti, nel primo anno di validità dei criteri, gli ampliamenti degli esercizi di
vicinato in attività alla data di approvazione degli stessi criteri fino al limite della M1 (mq.
600 di
superficie di vendita);
- possono essere assentiti insediamenti di medie strutture di vendita con l’approvazione
Piani di Recupero Urbano, PIRP, Programmi o Piani di Riqualificazione o Recupero
Ambientale o di altri programmi o piani previsti da leggi speciali.
3.1
Istruzione
Distribuzione della popolazione per età scolastica 2012
Età
Maschi Femmine
Totale
0
231
215
446
1
224
241
465
2
231
208
439
3
239
238
477
4
233
239
472
5
247
245
492
6
277
244
521
7
272
262
534
8
298
273
571
9
254
249
503
10
314
267
581
11
314
298
612
12
298
280
578
13
278
269
547
14
248
242
490
15
264
293
557
16
287
289
576
17
282
298
580
18
311
296
607
250
Tabella 11: Distribuzione della popolazione di Gravina in Puglia per età scolastica (da 0-18
anni). Fonte ISTAT. http://www.tuttitalia.it/puglia/20-gravina-inpuglia/statistiche/popolazione-eta-scolastica-2012/
Grafico 9.
Si è ritenuto opportuno elaborare un quadro che rappresentasse la popolazione
per età scolastica del comune gravinese. Si tenuto presente del grafico di fonte
ISTAT grazie al quale è stato possibile riportare la potenziale utenza per
le scuole di Gravina in Puglia, evidenziando con colori diversi i differenti cicli
scolastici (asilo nido, scuola dell’infanzia, scuola primaria, scuola secondaria di
I e II grado) e gli individui con cittadinanza straniera.
ETÀ
DA 6 A 64 ANNI
DA 65 E OLTRE
MASCHI
152
251
ANALFABETI
FEMMINE
213
472
TOTALE
365
723
Tabella 12: Rappresentazione degli analfabeti del comune di Gravina in Puglia per classe di
età. Valori assoluti del Censimento 2001. Fonte ISTAT.
Il tasso di analfabetismo è maggiore nella classe di età dei 65 e oltre, con una
punta maggiore per quanto riguarda il sesso femminile. Questa situazione è da
affibiare alle difficili condizioni passate in cui il comune imperversava,
soprattutto bisogna tener presente le difficoltà economiche che si avevano nel
mandare un bambino a scuola e la mentalità gretta e patriarcale che impediva
alla donna di conseguire un opportuno corso di studi, al fine di conseguire un
titolo.
251
IL CENTRO STORICO DI GRAVINA: TRA GROTTE E VECCHI CULTI
4.3.2 Morfologia
Figura 1: Foto da satellite di Gravina in Puglia. Delimitazione centro storico. Fonte Google
Earth.
Come abbiamo già accennato nel capitolo sulla storia di Gravina, il centro
storico rappresenta il fulcro primario di insediamento del comune. E’ una vasta
area, il cui sviluppo urbanistico è stato legato alla particolare morfologia del
territorio, segnato dal burrone della Gravina. In esso si identificano elementi
essenziali, che hanno determinato la nascita di quartieri, di strade, di case, di
piazze, di monumenti, di chiese, che hanno tramandato un centro urbano
rispondente alle diverse epoche in esso identificabili¹. Fu avviata la formazione
di un centro medioevale, formato da strade strette e andamento circolare,
come si evince dalla figura 1 da satellite (sopra). Il centro si sviluppò
inizialmente verso est e solo successivamente verso ovest. Ricordiamo, infatti,
che i primi quartieri di Piaggio e Fondovico sorsero sulle sponde del burrone la
Gravina. Tra il Medioevo e il Rinascimento la città si sviluppa su se stessa
mantenendo il modulo circolare. E’ una zona straordinariamente compatta, con
tracciati stradali che si adagiano all’andamento naturale del terreno, e sono
decorate da elementi architettonici quali balconi, parapetti, davanzali, archi,
comignoli.
252
1 ASSESSORATO ASSETTO E TUTELA DEL TERRITORIO, Documento programmatico rigenerazione
urbana, 2011.
Figura 2: Gravina sotterranea, parte del percorso. Fonte Comune di Gravina in Puglia.
Sotto la città antica si cela, una città sotterranea, un fitto reticolo composto da
grotte, cantine, cunicoli, cisterne, la cui lettura e conoscenza è fondamentale
per comprendere la morfologia e la storia della città di Gravina. Si tratta di
ipogei che raccontano la cultura della città e il tradizionale metodo di
fabbricazione, consistente nello scavare e costruire nello stesso luogo, creando
una sorta di positivo e negativo: una città sotto la città. Infatti in tempi antichi
si scavava in cave domestiche per utilizzare il materiale prodotto, ovvero il
tufo, per realizzare le abitazione soprastanti².
I Rioni
Rione Piaggio
Il Rione Piaggio è stato uno dei primi
rioni ad essere edificato sulle sponde
del burrone la Gravina. Sorse sul
versante ovest e fu abitato al tempo
delle invasioni vandaliche risalenti al
456-553 d.C. Il nome avrebbe origini
latine: “ Pagus” significante villaggio
253
abitato e dipendente da comune vicino. A fine XVIII secolo la popolazione era
concentrata qui, i luoghi sporchi ed insalubri che pregiudicavano l’aspetto delle
persone, come evincibile da
Figura 3: Particolare indicatore in marmo del Rione.
2 ASSESSORATO ASSETTO E TUTELA DEL TERRITORIO,
Documento programmatico rigenerazione urbana, 2011.
Antichi testi recanti descrizioni dei quartieri gravinesi. Il rione reca anche la
denominazione di “Chiascio” , secondo il dialetto della cittadina. In passato si
è assistito ad una vera e propria evacuazione del quartiere a causa della
caducità in cui era lasciato lo stato delle cose, ma al giorno d’oggi il centro
storico è sempre più rivalutato così come sono rivalutati i vecchi quartieri di
primo insediamento, grazie anche alle bellezze territoriali di cui Gravina si fa
garante. Si assiste ad un ripopolamento, seppur minimo, dei rioni antichi,
soprattutto grazie ai giovani che lasciano il nucleo familiare per costrirne uno
proprio.
Rione Fondovico
Il Rione Fondovico è
ubicato a sud-ovest
della
città
antica,
nella zona opposta a
quella
del
rione
Piaggio.
I primi
insediamenti sorsero
nello stesso periodo
delle
invasioni
barbariche in cui fu
popolato il Piaggio. La
denominazione
di
origine latina “Vicus”
ha
lo
stesso
significato di “Pagus”,
che indicherebbe un
insediamento limitato
nello spazio e nel
numero degli abitanti, con la differenza che “fondo” sta ad indicare l’ubicazione
bassa del quartiere. Quivi è situata la Cattedrale della città e una Figura 4:
Rione Fondovico. Vista dal Ponte la Gravina.
Delle chiese rupestri più importanti di Gravina, quella di San Michele delle
Grotte. Il rione Fondovico è più popoloso rispetto agli altri Rioni.
Rione Borgo Vecchio
Il Rione Borgo Vecchio sorse in età più tarda rispetto agli altri due,
precisamente in età medioevale (XIII-XIV sec.). Durante la dominazione
angioina era abitato da famiglie appartenenti a ranghi sociali elevati che
254
vivevano in case confortevoli e ricche, diverse dalle abitazioni dei contadini che
risiedevano in grotte e tuguri. Elementi caratteristici sono i collegamenti fatti
di stradette e case quasi addossate.
Rione Civita
Il suddetto rione è situato tra i rioni Piaggio e Fondovico, dinanzi alla
Cattedrale ed intorno ad un ricovero per gli orfani, vecchi ed ammalati
“Ospedale S.Maria del Piede”. Formato da vie carrozzabili e una grande piazza,
il rione ha subito delle modifiche con il passare del tempo a causa anche delle
diverse dominazioni politiche. La piazza fu divisa in due dall’odierna Biblioteca
Finya, diventando Piazza delle Some e Piazza del Duomo. La denominazione
del rione derviva dal fatto che si erge intorno alla Cattedrale vescovile.
255
Chiese rupestri
La Chiesa ha rappresentato, sin da epoche remote, un punto di riferimento
importante per gli abitanti gravinesi, soprattutto in situazioni particolarmente
difficili, quali quelle in cui la cittadina era invasa da barbari e doveva sottostare
a dominazioni molto crudeli. Già con gli insediamenti dei rioni risalenti alle
invasioni barbariche del 400 d.C. gli abitanti adibivano alcune grotte in modo
tale da assumere le sembianze e le funzioni di una Chiesa. Gli abitanti
chiedevano protezione, pregavano il loro Dio e si riunivano per le decisioni più
importanti. Quindi le prime Chiese furono quelle rupestri: ricavate da grotte
naturali, sfruttando i materiali che il territorio gravinese offre naturalmente,
quali il tufo. Offrono una grande ricchezza culturale data dagli affreschi che
molte Chiese ancora conservano e dall’insolito paesaggio all’interno del quale
sono state costruite. Purtroppo alcune hanno maggiormente subito l’attacco
degli agenti atmosferici, essendo più deterioratesi e non essendo ristrutturate
a dovere. Gravina conta circa una ventina di Chiese ricavate nella roccia. Tra le
più importanti vi troviamo San Michele delle Grotte, San Vito Vecchio, San
Basilio.
San Michele delle Grotte
Figura 5: San Michele delle Grotte. Foto Piero Amendolara, Associazione culturale Benedetto
XIII. Fonte IAT Gravina.
San Michele delle Grotte è una delle chiese rupestri più importanti e suggestive
di Gravina. Sorge nel rione Fondovico, sull’estremo orlo della sponda sinistra
del burrone. L’accesso è situato lateralmente e sfocia nel braccio sinistro del
deambulatorio. Si dice che nella parte opposta all’ingresso della Chiesa si
trovasse l’immagine della Madonna della Consolazione, importante per la sua
carica religiosa. È importante dire che Gravina è sempre stata considerata una
256
città mariana con quattro Madonne protettrici alle quattro entrate della città.
Sulla stessa parete è situata una porticina comunicante con una grotta in cui
sono conservate le ossa dei fedeli vittime delle incursioni saracene del 999. La
Chiesa è formata da un’aula in cui è situato un presbiterio sopraelevato di un
gradino. Gli absidi, esattamente tre, sono caratterizzati da altari latini decorati
con la statua di San Michele, in pietra di Gargano, posta in una cunicola, e di S.
Gabriele e S. Raffaele ai lati. La Chiesa comunica esternamente con un’altra
chiesa ruperestre, quella di S. Marco.
San Vito Vecchio
San Vito Vecchio è una chiesa
rupestre ricavata dal tufo,
materiale utilizzato in campo
edilizio di cui il territorio
gravinese è pieno. Presenta la
forma di un parallelepipedo
all’interno di una grande cava
con una facciata che si rifà al
tardoromanico.
Formata
da
un’unica aula voltata a botte,
consta di un unico abside. Le
pareti laterali erano ornate da
una serie di affreschi, ma a
causa del progressivo deterioramento a cui erano soggetti nel 1956 sono stati
trasposti nel Museo della città Ettore Pomarici Santomasi. Negli anni Sessanta
essi
Figura 6: Chiesa rupestre di San Vito Vecchio. Foto Fondazione Ettore
hanno fatto il
giro del Mondo in alcune
Pomarici Santomasi.
delle
mostre più importanti quali quelle di Bruxelles, Roma, Atene e Bari. Gli
affreschi sono il frutto del lavoro di alcuni artisti locali che verso la fine del XIII
secolo si ispirarono a canoni bizantini. Nel cantino absidale troviamo il dipinto
del Cristo Pantocratore. La Chiesa nasce senza una partizione fisica, con
un’unica aula tesa alla volontà di rappresentare i santi.
San Basilio
257
Figura 7: Chiesa rupestre San Basilio. Fonte IAT Gravina.
La Chiesa di San Basilio fu costruita durante la dominazione bizantina nel Rione
Piaggio.E’ murata del solo piccolo campanile che svetta e attesta ancora la sua
ubicazione. Fu cavata nella pietra tutta di un pezzo di otto colonne. Aveva un
solo altare, con icona della Beata Maria Vergine con Bambino fra Angeli,
vescovi e santi. Qui venivano seppelliti i fedeli della parrocchia di S. Lucia,
quando essa era in rovina. La dedicazione della chiesa a S. Basilio è legata alla
presenza e all’attività dei monaci brasiliani di rito greco.
La Chiesa Madre:
Cattedrale di Santa
Maria Assunta
Il principale luogo di
culto della cittadina
pugliese di Gravina è
la Cattedrale di Santa
Maria Assunta, che si erge nel
centro storico, esattamente
nella piazza Benedetto XIII.
La cattedrale situata nella
piazza non è la prima che fu
258
eretta nel comune; infatti, come si è già accennato nel capitolo sulla storia di
Gravina, la prima cattedrale fu costruita intorno al 1095 durante il periodo di
dominazione bizantina, affiancata dal castello che il signore Unfrido d’Altavilla
volle far costruire accanto alla cattedrale stessa. Nel 1456 però un violento
terremoto rase al suolo i due edifici di origine bizantina la cui ricostruzione,
esclusivamente della cattedrale, avvenne verso la fine del ‘400 e gli inizi del
‘500 grazie alle sovvenzioni delle famiglie benestanti di Gravina e dei vescovi
che da quel periodo rappresentarono una figura cardine nella
Figura
8:
Cattedrale
di
Vita religiosa del paese.
La
panoramica
Santa
interna
Maria
Assunta
è
vista
del
dall’esterno
fotografo
e
dall’interno.
Perrini.
La cattedrale consta di tre ingressi, uno principale e altri due laterali, più piccoli
nelle dimensioni. I due ingressi laterali sono decorati con bassotrilievi e
conchiglie, non dimenticando le due sculture raffiguranti Cristo risorto e Cristo
legato rispettivamente a destra e sinistra. Altra decorazione applicata al
portale principale è un bassorilievo con Madonna e Bambino sormontato da due
statue di S. Pietro e Paolo, rispettivamente a destra e sinistra. Nella parte alta
della facciata la decorazione più imponente è il rosone a ventiquattro razze,
affiancato da due oculi laterlai che contribuiscono a slanciare il prospetto
dell’edificio. L’ambiente interno è suddiviso in tre navate, il cui soffitto è piano
nella centrale e a vela nelle laterali. Il soffitto della navata centrale è decorato
con intarsi dorati nel legno, oltre agli affreschi che sono posti all’interno di
cornici di decorazione barocca. Contribuiscono ad ornare il maestoso ambiente
di culto vari quadri generosamente donati da figure illustri, che in passato
hanno contribuito a dare lustro al comune, e gli stemmi dei vescovi e delle
famiglie più ricche della città, in particolare quello della famiglia Orsini.
L’organo contribuisce a rendere ancora più imponente lo spirito religioso
dell’ambiente interno. Sono presenti diversi altari, di cui il più importante è in
marmo e ottone. In fondo alla navata è posto il fonte battesimale. Nella
Chiesa, inoltre, sono presenti delle tele dedicate a Papa Pio Benedetto XIII e il
monumento sepolcrale dedicato ad Angela Castriota-Scandenberg. Sotto la
Cattedrale si erge un’altra Chiesa detta di S.Croce o Soccorpo chiusa al culto
da metà del 1900.
259
PIANO DI MARKETING URBANO APPLICATO AL CENTRO STORICO DI
GRAVINA
Rete commerciale del centro storico
Figura1: strade (evidenziate) del centro storico di Gravina in cui è massima la concentrazione
delle attività commerciali.
260
Dopo aver considerato il centro storico dalle attrazioni culturali che potrebbero
essere sfruttate per risollevare le sorti di questa zona del comune pugliese, ora
si procederà con la considerazione della rete commerciale presente in esso.
Come si evince dalla foto, le strade evidenziate sono quelle in cui è massima la
concentrazione delle attività commerciali. Si nota subito una distribuzione non
omogenea della rete commerciale, concentrata principalmente nelle linee
direttrici del centro, soprattutto ai confini e in qualche strada interna.
Prenderemo in considerazione tutte queste strade per analizzare:
1. Il numero delle attività in tutto il centro storico, raggruppandole per
tipologia e per strada;
2. Le attività commerciali di ogni strada, focalizzando l’attenzione sui punti
di forza e di debolezza delle vie su cui si sta lavorando.
3. L’ arredo urbano, la qualità dello stesso e alle insegne dei negozi, avendo
un confronto pratico con un reportage fotografico.
4. L’accessibilità delle strade.
È importante dire che le attività commerciali nel centro storico devono
rispettare le norme del Regolamento comunale per l’insediamento delle medie
strutture di vendita ( Legge Regionale 1 agosto 2003, n. 11Regolamento
Regionale 30 giugno 2004, n. 1 ) al fine di garantire al cittadino varietà di
scelta e vantaggio di costi. A tal proposito si è ritenuto necessario evidenziare
l’articolo 2 dello stesso regolamento, che recita:
ART. 2
( PRINCIPI E FINALITÀ )
1. Il Comune promuove lo sviluppo delle medie strutture di vendita perseguendo i
seguentiprincipi:
a) la tutela dei consumatori in riferimento alla corretta informazione sull'assortimento,
sicurezza e qualità e alla pubblicizzazione dei prezzi, dei prodotti, nonché delle possibilità
di approvvigionamento;
b) la trasparenza del mercato, la concorrenza, la libertà d'impresa e la libera circolazione
delle
merci;
c) il contenimento dei prezzi;
d) lo sviluppo della rete distributiva secondo criteri di efficienza e modernizzazione,
promuovendo il pluralismo e l'equilibrio tra le diverse tipologie delle strutture distributive e
le diverse forme di vendita;
e) l'equilibrio funzionale e insediativo delle strutture commerciali in rapporto con l'uso del
suolo e delle risorse territoriali;
f) l'articolazione di un servizio di prossimità nelle aree periferiche e di nuova
urbanizzazione;
g) la qualificazione dei servizi per le zone di nuovo insediamento.
Per quanto riguarda la compatibilità urbanistica, il Regolamento comunale per
l’insediamento delle medie strutture di vendita ( Legge Regionale 1 agosto
2003, n. 11Regolamento Regionale 30 giugno 2004, n. 1 ) esplica la non
compatibilità dell’insediamento delle medie strutture di vendita che abbiano
un’estensione compresa tra i 251 e i 2500 mq.
261
CITTA' DI GRAVINA IN PUGLIA - COMPATIBILITA' URBANISTICA COMMERCIALE DELLE MEDIE
STRUTTURE DI
VENDITA AL DETTAGLIO L. R. 11/03 E R. R. 1/04
Altri beni
a
basso
impatto
b i ti
NO
NO
Beni per
la
persona
Altri beni
NO
NO
Alimentar
e
NO
A2
Salvagu
ardia
del
Centro
Storico
Altri beni
a
basso
impatto
Beni
la
NO
N
O
N
O
Altri beni
Altri beni
a
basso
impatto
urbanistic
Alimentar
e
NO
NO
per
Beni per
la
persona
Altri beni
NO
Alimentar
e
e misto
NO
A1
Centro
Storico
Medie strutture attrattive da
mq. 1.501 a
mq. 2.500 (M3)
vicinato
ZONE
Medie strutture intermedie
da mq. 601
a mq. 1.500 (M2)
Centro commerciale di
Medie strutture di livello locale
da mq.
251 a mq. 600 (M1)
N
O
N
O
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
N
O
N
O
NO
N
O
N
O
Tabella 1.
Lo step successivo è la rappresentazione delle attvitià commerciali per tipologia
e per via su una tabella. Sarà rappresentata anche un immagine satellitare del
centro storico in cui saranno evidenziate le attività commerciali con dei
segnaposti di colori differenti per distinguerli gli uni dagli altri (pagina
seguente).
Figura 1.
262
DIDASCALIA SEGNAPOSTI
Fuxia: Bar/Ristorante/Pizzeria/Pub
Blu: Abbigliamento/Calzature
Verde: Agenzie/Uffici
Giallo: Edicola/Tabacchi
Bianco: Articoli ottici
Verde acqua: Gioiellerie
Arancio: Arredamento/Antiquariato
Viola: Fiorai
Grigio: Farmacia/Erboristeria
Marrone: Alimentari/Casalinghi
Macchina fotografica: Articoli fotografici
Bourdeaux: B&B
Verdone: Biblioteche/Musei/teatri
TIPOLOGIA
Piazz
a
Scac
chi
Via
Matteo
tti
Piazza
della
Repubbl
ica
Via
Civi
ta
Via
Gugliel
mo
Marcon
i
Vial
e
Orsi
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Via
Bor
go
Piazza
Notar
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Via
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Via
Giusep
pe
Gariba
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N°
TOT
.
ATT
IVI
TÀ
0
Piaz
za
Bru
no
Buo
zzi
2
Abbigliamento/Calzat
ure
Agenzie/Uffici
Alimentari
Arredamento
Antiquariato
B&B
Biblioteche/Musei/Te
atri
Edicole/Tabaccherie
Art.Fotografici
Art. Ottici
Parrucchiere/Barbiere
/Centri estetici
Pizzerie/Ristoranti/Ba
r
Tattoo
Farmacie/Erboristerie
Gioiellieria
Fioraio
Casalinghi
Locali chiusi
N° TOT ATTIVITÀ
1
4
0
0
1
0
0
0
6
14
3
0
2
0
0
1
5
0
0
1
0
0
3
0
0
1
0
0
5
0
0
1
0
0
0
0
0
1
0
0
1
2
0
0
1
0
3
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
1
0
0
0
0
1
2
1
1
0
1
0
1
0
1
0
0
0
24
3
4
4
2
2
2
0
0
0
3
0
1
1
0
1
0
0
0
0
0
0
1
0
0
1
0
0
0
0
1
0
1
0
0
0
0
0
0
0
0
0
1
1
0
0
0
1
1
0
8
3
3
2
3
3
1
3
1
4
3
2
1
1
0
22
0
0
0
0
0
0
12
0
1
0
1
1
12
33
0
1
0
0
0
3
10
1
0
1
0
0
0
13
0
0
0
0
0
0
4
0
0
0
0
0
0
8
0
1
2
0
0
0
12
0
0
0
0
0
0
2
0
0
0
1
0
1
4
0
0
0
1
0
0
9
0
0
1
0
0
0
10
1
3
3
3
1
16
118
263
PER OGNI STRADA
Tabella 2.
Grafico 1.
PIAZZA ARCANGELO SCACCHI
Figura 2: Foto panoramica di Piazza Scacchi (sinistra). Foto satellitare del centro storico di
Gravina con evidenziazione di Piazza Scacchi (destra).
264
TIPOLOGIA
Agenzie/Uffici
Arredamento
NUMERO
3
2
Pizzerie/Ristoranti/Bar
Edicola/Tabaccherie
Teatri
3
2
1
Abbigliamento/Calzature
1
TOTALE NUMERO ESERCIZI
SPECIALIZZAZIONE
2 Agenzie-1 Ufficio
1 Pizzeria-2 Bar
1 Tabacchi-1 Edicola
12
Tabella 3: Elenco tipologie di attività commerciali in Piazza Scacchi.
Piazza Scacchi è la prima piazza del centro storico gravinese, oltre che la più
grande. Non consta di una densità commerciale molto alta e le attività
commerciali sono di piccole dimensioni. Non sono distribuite in modo
omogeneo in quanto da un lato la piazza non è formata da edifici, ma
solamente da panchine in marmo bianco e alberi, che costuituiscono un
complemento d’arredo urbano molto gradevole all’occhio e molto funzionale
alle brevi stoste dei cittadini che passeggiano.
ACCESSIBILITÀ: accessibile solamente a piedi, in quanto è vietato il transito
agli autoveicoli, eccetto agli autorizzati (forniture per le attività commerciali
della zona). Pavimentazione in basolato, in ottimo stato. La Piazza comunica
con la via più importante del centro: via Matteotti.
Figura 3: seconda panoramica di Piazza Scacchi.
RETE COMMERCIALE
265
PLURALISMO DI SCELTA DEI PRODOTTI: MEDIO-BASSO
ELEMENTI DI IMMAGINE DEGLI ESERCIZI
Qualità di
Insegne
BASSA
ALTA
X
X
X
Vetrine
Serrande
Visibilità
X
X
Accessibilità pedonale
Accessibilità veicolare
MEDIA
X
PROBLEMATICHE: CAVI ELETTRICI E TELEFONICI NON PROTETTI .
266
POTENZIALITÀ: Statua di San Michele posta all’angolo di Porta San
Tommaso, che collega la piazza con Via Matteotti. La statua fu fatta
costruire alla fine del 1700 perché si attribuì al Santo lo scampato
pericolo dei Sanfedisti. Teatro Mastrogiacomo. Putroppo il Teatro è
aperto solamente per ospitare alcuni eventi culturali di rilevante
importanza, anche se dovrebbe essere ristrutturato e aperto come un
usuale cinema (sinistra).
DESCRIZIONE QUALITà URBANA: Piazza Arcangelo Scacchi ha forma
rettangolare. Sul lato opposto a quello in cui
sono situate le attività commerciali ci sono gli
elementi di arredo urbano di cui si è accennato
precedentemente.
Le
panchine
sono
irremovibili dall’assetto stradale, di un colore
più chiaro rispetto alla pavimentazione.
267
Decorano le stesse alberi di statura leggermente più alta di un uomo medio,
piantati in piccole aiuole con erba inglese e alcuni cespugli decorativi.
L’illuminazione è ottima, data da lampioni alti neri che terminano con quattro
bracci a ragno e un braccio centrale, con all’apice delle sfere.
268
VIA MATTEOTTI
Figura 4: Foto satellitare del centro storico di Gravina con evidenziazione di Via Matteotti
(sinistra). Foto panoramica di Via Matteotti (sinistra).
TIPOLOGIA
Agenzie/uffici
Abbigliamenti/Calzature
Edicola/Tabacchi
Farmacie/Erboristerie
Pizzerie/Ristoranti/Bar
Art. Ottici
Parrucchiere/Barbiere/Centri
estetici
Fioraio
Alimentari/Casalinghi
Antiquariato
Locali chiusi
NUMERO TOTALE ESERCIZI: 33
NUMERO
5
4
3
1
3
1
1
SPECIALIZZAZIONE
1 Agenzia-4 Uffici
4 Abbigliamento
1 Tabacchi-2Edicola
1 Pizzeria-2 Bar
1
1
1
12
Tabella 4: Elenco tipologie di attività commerciali Via Matteotti.
Via Matteotti è la strada più lunga del centro storico e lo attraversa a sud est
per quasi tutta la parte considerata. È la via più ricca di attività commerciali nel
centro storico; infatti solo in questa via sono presenti 33 attività commerciali.
Si può affermare, quindi, che la densità commerciale della via è la più alta del
centro storico. Percorrendola dall’entrata di Porta Tommaso che la collega con
Piazza Arcangelo Scacchi, si evince che le attività commerciali sono poste
principalmente sul lato sinistro, in quanto su quello destro la via si apre prima
con Piazza della Repubblica e poi con Piazza Plebiscito, per terminare in via
Guglielmo marconi, perpendicolare a via Matteotti. Le attività commerciali
offrono un’elevata possibilità di scelta: pizzerie, bar, un barbiere, un fioraio e
negozi di abbigliamento e accessori. Restando in questa strada il cittadino ha
tutto quello di cui ha bisogno, eccetto qualche attività come alimentari e
269
ferramenta (che manca nel centro storici). Si ha un’offerta maggiore rispetto
alla precedente piazza considerata. Le attività sono eterogenee tra loro.
ACCESSIBILITÀ: La strada è percorribile a piedi nel tratto sino a Piazza della
Repubblica, in cui le auto possono parcheggiare sino alle 20.30, ora in cui
entra in vigore il divieto di transito del centro storico. Il tratto sino a Piazza
Plebiscito è percorribile a piedi (esclusa la piazza). Dalla piazza sino a via
Guglielmo Marconi il tratto è percorribile con auto dalle 6 del mattino sino alle
20.30, solamente nel verso via Marconi-Piazza Plebiscito e non il contrario, la
cui percorribilità in quel senso è vietata.
RETE COMMERCIALE
270
ELEMENTI DI IMMAGINE DEGLI ESERCIZI
Qualità di
BASSA
MEDIA
Insegne
Vetrine
Serrande
Visibilità
Accesso pedonale
Accesso veicolare
ALTA
X
X
X
X
X
X
PLURALISMO DI SCELTA DEI PRODOTTI: MEDIO-ALTO
PROBLEMATICHE: MURI SCROSTATI E CAVI ELETTRICI ED
ELETTRONICI NON PROTETTI. INSEGNA
FATISCENTE. CESTINI
DELLA SPAZZATURA SORRETTI DA UN FIL DI FERRO.
271
POTENZIALITÀ: Palazzo Orsini in cui nacque Papa Bendedetto XIII.
DESCRIZIONE QUALITÀ URBANA: in Via Matteotti c’è carenza di arredo
urbano, forse dovuta alla ristrettezza della strada. Mancano panchine, manca
l’arredo urbano degli alberi e spazi verdi che potrebbero rendere il centro
storico più caloroso e accogliente. L’illuminazione è ottima, data da lampioni di
vario genere e forma. Alcuni sono alti, neri, che terminano con tre bracci
ricurvi a cui sono attaccate le lampadine. La pavimentazione è sommariamente
in buono stato, fatta eccezione per alcuni tratti che presentano un manto in
basolato disconnesso.
272
I muri degli edifici si presentano scrostati in alcuni tratti, e per questo
dovrebbero essere ristrutturati.
PIAZZA DELLA REPUBBLICA
Figura 5: Foto satellitare del centro storico di Gravina con evidenziazione di Piazza della
Repubblica(sinistra).Foto panoramica di Piazza della Repubblica (destra).
TIPOLOGIA
Agenzie/Uffici
Pizzerie/Ristoranti/Bar
Farmacie/Erboristerie
Art. Ottici
Antiquariato
Locali chiusi
TOTALE NUMERO ESERCIZI: 10
NUMERO
3
1
1
1
1
3
SPECIALIZZAZIONE
3 Uffici
1 Bar
1 Farmacia
Tabella 5: Elenco tipologie di attività commerciali Piazza della Repubblica.
Piazza della Repubblica è la prima piazza interna del centro storico se si entra
da Porta San Tommaso. Ha grandi dimensioni, anche se più piccole rispetto a
Piazza Arcangelo Scacchi. Il manto stradale è sempre in basolato. È circondata
da edifici adibiti ad abitazioni e centri commerciali. Le attività commerciali
presenti nella piazza non sono tantissime, anzi sono meno della decina e si
differenziano l’una dall’altra per tipologia. Si può quindi dire che la densità
commerciale in questa via è bassa.
ACCESSIBILITÀ: La piazza può essere raggiunta a piedi, in bicicletta. Con
auto e motocicli e tutti i mezzi di trasporto a motore in determinate ore del
giorno (6-20.30).
273
RETE COMMERCIALE
PLURALISMO DI SCELTA DEI PRODOTTI: MEDIO-BASSO
ELEMENTI DI IMMAGINE DEGLI ESERCIZI
Qualità di
Insegne
Vetrine
Serrande
Visibilità
Accessibilità pedonale
Accessibilità veicolare
BASSA
X
X
MEDIA
ALTA
X
X
X
x
PROBLEMATICHE: CAVI ELETTRICI NON CUSTODITI
274
DESCRIZIONE QUALITÀ URBANA: la
qualità della pavimentazione si presenta in
buono stato, in basolato come tutta la
pavimentazione
del
centro
storico.
Costituiscono elementi di arredo urbano
grosse aiuole alte più di mezzo metro dal
livello stradale in cui ci sono alberi di ulivo.
I lati delle aiuole sono stati adibiti a
panchine, utilizzate per consentire ai
cittadini di sedere. L’illuminazione è
ottima, costituita da lampioni alti, neri, che
terminano con tre bracci ricurvi alla cui
estremità ci sono luci a forma campanulare.
275
PIAZZA BRUNO BUOZZI E PIAZZA PLEBISCITO
Figura6: Foto satellitare del centro storico di Gravina con evidenziazione di Piazza Bruno
Buozzi e Piazza Plebiscito(destra).Foto panoramica di Piazza Pebiscito(sinistra).
TIPOLOGIA
NUMERO
Agenzie/ Uffici
5
Pizzeria/Ristorante/Bar
3
Abbigliamento/ Calzature
2
Gioielleria
1
Antiquariato
1
Tattoo
1
NUMERO TOTALE DEGLI ESERCIZI: 13
SPECIALIZZAZIONE
1 Agenzia- 1 Ufficio
1 Pizzeria- 2 Bar
2 Accessori
Tabella 5: Elenco tipologie di attività commerciali Piazza Bruno Buozzi.
Piazza Bruno Buozzi è una piccola piazza nel cuore delle vie con densità
commerciale maggiore. È una piazza chiusa da edifici che si ergono
chiudendola quasi come se fosse un quadrato. Le attività commerciali in questa
piazza non sono tantissime, infatti possiamo dire che non ha un’elevata densità
commerciale. Si presentano poche pizzerie e bar, anche in rapporto ad altre
276
strade del centro storico, un paio di negozi addetti alla vendita di accessori e
abbigliamento. La maggior parte delle attività commerciali sono o uffici o
agenzie, in particolar modo studi di avvocati o studi di associazioni.
ACCESSIBILITÀ: Piazza Bruno Buozzi comunica sia con Piazza delle
Repubblica e con Piazza Plebiscito. È accessibile a piedi, in bicicletta e con altri
mezzi che non siano autoveicoli o motocicli da ambo i sensi. Gli autoveicoli
invece possono attraversarla solamente da Piazza della Repubblica, in quanto
da Piazza Plebiscito è inaccessibile a causa del divieto di transito.
RETE COMMERCIALE
PLURALISMO DI SCELTA DEI PRODOTTI: BASSO
ELEMENTI DI IMMAGINE DEGLI ESERCIZI
Qualità di
Insegne
Vetrine
Serrande
Visibilità
Accesso pedonale
Accesso veicolare
BASSA
X
X
MEDIA
ALTA
X
X
X
X
277
PROBLEMATICHE: CAVI ELETTRICI E TELEFONICI NON PROTETTI.
MURI SCROSTATI.
POTENZIALITÀ: Chiesa San Michele Arcabgelo costruita in onore del
Santo Patrono della città. Ospitava agli inizi del ‘900 la Confraternita in
onore del Santo.
DESCRIZIONE QUALITÀ URBANA:
l’illuminazione delle die Piazze è ottima,
emanante una luce calda che rende
278
l’ambiente più accogliente. In concomitanza con il concorso Balconi Fioriti, di
cui la prima edizione quest’anno, l’Ufficio Informazioni e Accoglienza Turistica
IAT ha provveduto alla costruzione di quest’aiuola in Piazza Plebiscito, oltre che
alla realizzazione di piccole panchine in legno, precedentementi assenti, e al
posizionamento di alberi di ulivo. Questa aiuola è l’unica zona verde presente
nel centro storico, oltre a qualche albero posto in Piazza della Repubblica. Il
centro storico di Gravina manca di verde pubblico, una pecca che penalizza la
zona della cittadina pugliese. La pavimentazione in basolato presenta delle
rabberciature di colore diverso. La segnaletica non manca ed posizionata in
modo assolutamente visibile.
279
VIA GUGLIELMO MARCONI
Figura 6: Foto satellitare del centro storico di Gravina con evidenziazione di Via Guglielmo
Marconi (sinistra). Foto panoramica di via Guglielmo Marconi (destra).
TIPOLOGIA
Agenzie/ Uffici
1
Pizzeria/ Ristorante/ Bar
4
Alimentari/ Casalinghi
2
B&B
1
NUMERO TOTALE DEGLI ESERCIZI: 8
NUMERO
SPECIALIZZAZIONE
1 Ufficio
2 Bar - 2 Ristoranti
2 Frutta e verdura
Tabella 6: Elenco tipologie di attività commerciali via Guglielmo Marconi.
Via Guglielmo Marconi è situata a sud del centro storico, trasversale a Piazza
Plebiscito. È ampia nel tratto che si affaccia su Piazza dell’Orologio e si
restringe proseguendo verso l’Arco di Sant’Agostino che porta all’uscita del
centro storico. La densità commerciale è bassa, in quanto ci sono poche
attività commerciali, per la maggior parte bar e ristoranti. Il cliente non ha una
vasta scelta di prodotti in questa strada. La particolarità è la presenza di un
B&B finalizzata ad ospitare turisti e non. È la strada più trafficata del centro
storico di Gravina, soprattutto la sera, con via Matteotti e Piazza Arcangelo
Scacchi. Comunica con Piazza Benedetto XIII, in cui è situato il palazzo
vescovile e la Cattedrale di Santa Maria Assunta. È presente una statua in
onore di Papa Bendetto XIII.
ACCESSIBILITÀ: la strada è percorribile con ogni mezzo. A piedi è
percorribile in tutte le direzioni, mentre con gli autoveicoli è percorribile dalle 6
alle 20.30, entrando da Porta Sant’Agostino e procedendo per via Matteotti.
280
RETE COMMERCIALE
281
PLURALISMO DI SCELTA DEI PRODOTTI: MEDIO-BASSO
ELEMENTI DI IMMAGINE DEGLI ESERCIZI
Qualità di
Insegne
Vetrine
Serrande
Visibilità
Accesso pedonale
Accesso veicolare
BASSA
MEDIA
ALTA
X
X
X
X
X
X
PROBLEMATICHE: MURI SCROSTATI. FILI APPESI.
POTENZIALITÀ ( DA DESTRA):Quattro Fontane, Chiesa del Purgatorio,
Biblioteca Finya.
282
DESCRIZIONE QUALITÀ URBANA: la strada manca di spazi di verde
pubblico e di panchine. L’unico tratto in cui sono presenti è in Piazza Bendetto
XIII. L’illuminazione è buona e il manto stradale in basolato presena tratti
disconnessi. C’è bisogno di ristrutturare alcuni edifici che presentano muri
scrostati.
283
VIALE ORSINI
Figura 7: Foto satellitare del centro storico di Gravina con evidenziazione di Viale Orsini
(sinistra). Foto panoramica di Viale Orsini (destra).
TIPOLOGIA
NUMERO
Agenzie/ Uffici
3
Pizzeria/ Ristorante/Bar
3
Gioielleria
2
Edicola/ Tabacchi
1
Art. Ottici
1
Abbigliamento/ Calzature
1
Farmacia
1
NUMERO TOTALE DEGLI ESERCIZI: 12
SPECIALIZZAZIONE
3 Uffici
1 Ristorante-1 Pizzeria- 1Bar
1 Tabacchi
Tabella 7: Elenco tipologie di attività commerciali Viale Orsini.
284
Viale Orsini è una delle strade poste al confine del centro storico, precisamente
a sud- est della zona. È una strada molto lunga e costeggiata dalla Villa
Comunale, che secondo la planimetria gentilmente concessa dal comune non fa
parte del centro storico. Nella via ci sono una dozzina di negozi di svariata
tipologia: ristoranti, bar, uffici, abbigliamento, tali da offrire svariati prodotti al
cliente. La densità commerciale della via è di media intensità. Uno dei problemi
principali è la ristrettezza del marciapiede che impedisce un buon accesso
pedonale alla strada.
ACCESSIBILITÀ: La strada è percorribile da Piazza della Repubblica verso
Porta Sant’Agostino, considerando la viabilità veicolare. La strada prevede un
unico senso di marcia. I pedoni possono percorrerla in ambo i sensi.
RETE COMMERCIALE
285
PLURALISMO DI SCELTA DEI PRODOTTI: MEDIO
ELEMENTI DI IMMAGINE DEGLI ESERCIZI
Qualità di
Insegne
Vetrine
Serrande
Visibilità
Accessibilità pedonale
Accessibilità veicolare
BASSA
MEDIA
ALTA
X
X
X
X
X
X
PROBLEMATICHE: MURI SCROSTATI.
286
POTENZIALITÀ: Torre dell’Orologio.
DESCRIZIONE QUALITÀ URBANA: l’illuminazione della strada è ottima, con
lampioncini sormontanti superiormente il livello stradale. Non sono presenti
spazi di verde pubblico, eccetto gli alberi e le aiuole nella villa comunale di
fronte che non fa parte del centro storico. La presenza di segnaletica stradale è
collocata in modo tale da consentirne un ottima visibilità.
287
VIA VITTORIO VENETO
Figura8: Foto satellitare del centro storico di Gravina con evidenziazione di Via Vittorio Veneto
(sinistra). Foto panoramica di Via Vittorio Veneto ( destra).
TIPOLOGIA
NUMERO
SPECIALIZZAZIONE
Agenzie/ Uffici
2
2 Uffici
Pizzerie/Ristoranti/ Bar
1
1 Bar
B&B
1
Edicole/ Tabacchi
1
1 Tabacchi
Art. Fotografici
1
Arredamento
1
Fioraio
1
Alimentari/ Casalinghi
1
1 Alimentari
NUMERO TOTALE DEGLI ESERCIZI: 9
Tabella 8: Elenco tipologie di attività commerciali via Vittorio Veneto.
Via Vittorio Veneto è la strada collocata nella
parte nord del centro storico, interna allo
stesso. È costituita da edifici su amboi lati,
ospitanti attività commerciali di differente
tipologia: uffici, bar, tabacchi e un B&B. La
rete commerciale è di media intensità ed è
omogenea su entrambi i lati della via. Questa è
una delle vie più importanti del centro storico,
in quanto è qui che la giunta comunale di
Gravina ha sede ( foto sinistra).
ACCESSIBILITÀ: accesibile con autoveicoli e motocicli dal punto in cui
coincide la fine di Corso Aldo Moro e l’inizio di Via Giuseppe Garibaldi. È
impossibilitato l’accesso a grossi automezzi a causa della ristrettezza della
288
strada. Accesso pedonale libero. L’aspetto negativo è la ristrettezza dei
marciapiedi che impediscono ai pedoni di camminare tranquillamente anche se
passasse un autoveicolo.
RETE COMMERCIALE
PLURALISMO DI SCELTA DEI PRODOTTI: MEDIO
ELEMENTI DI IMMEGINE DEGLI ESERCIZI
Qualità di
Insegne
Vetrine
Serrande
Visibilità
Accessibilità pedonale
Accessibilità veicolare
BASSA
MEDIA
X
X
ALTA
X
X
X
X
289
PROBLEMATICHE: MURI SCROSTATI E MALMESSI.
DESCRIZIONE QUALITÀ URBANA: la via manca di spazi di verde pubblico e
di panchine che dovrebbero costituire un forte elemento di arredo urbano.
L’illuminazione è ben distribuita nella via, con luce calda e lampioni che
sormontano la strada superiormente. La strada presenta alcuni rappezzi di
basolato.
290
VIA GIUSEPPE GARIBALDI
Figura 9: Foto satellitare del centro storico di Gravina con evidenziazione di Via Giuseppe
Garibaldi (sinistra). Foto panoramica di Via Giuseppe Garibaldi (destra). Fonte Google Earth.
TIPOLOGIA
NUMERO
Agenzie/ Uffici
1
Abbigliamento/ Calzature
6
Gioielleria
1
Art. Ottici
1
Art. Fotografici
1
Arredamento
1
NUMERO TOTALE DEGLI ESERCIZI: 11
SPECIALIZZAZIONE
1 Agenzia
5 Abbigliamento- 1Calzature
Tabella 9: Elenco tipologie di attività commerciali via Giuseppe Garibaldi.
La via è situata al confine nord-est del centro storico e rappresenta il
prolungamento di Corso Aldo Moro, una delle strade principali di Gravina in
Puglia. La rete commerciale in questa strada è di intensità media, in quanto
non presenta una vastissima scelta di prodotti. Gran parte delle attività
commerciali sono di abbigliamento, mentra le altre sono singole attività
distribuite in modo omogeneo sulla strada. La via è formata da un marciapiede
che consente la viabilità a due persone contemporaneamente, in mattoncini di
tonalità terracotta.
291
ACCESSIBILITÀ: la via è percorribile in entrambi i sensi di marcia.
L’accessibilità è sia veicolare che pedonale, anche se la prima è maggiormente
garantita.
RETE COMMERCIALE
PLURALISMO DI SCELTA DEI PROTOTTI: MEDIO
ELEMENTI DI IMMAGINE DEGLI ESERCIZI
Qualità di
Insegne
Vetrine
Serrande
Visibilità
Accessibilità pedonale
Accessibilità veicolare
BASSA
MEDIA
ALTA
X
X
X
X
X
X
PROBLEMATICHE: MURI SCROSTATI.
292
DESCRIZIONE QUALITÀ URBANA: la via manca di spazi di verde, aiuole,
alberi e panchine che costituirebbero importanti elementi di arredo urbano. La
pavimentazione, costituita da asfalto e mattoni color terracotta per il
marciapiede, è in condizione discreta, a causa della strada malmessa in alcuni
punti. L’illuminazione è garantita per tutta la via da lampioncini sormontanti il
livello superiore della strada.
293
La percezione del centro storico dei cittadini: il questionario
Avendo strutturato delle schede in cui si è rappresentata la rete commerciale
del centro storico, si
è continuato, nell’analisi di valutazione del centro storico, con la presentazione
di un questionario che è stato distribuito ad un campione di cittadini del
comune di Gravina in Puglia per visionare quale fosse la loro percezione del
centro storico. La finalità del questionario è quella di rilevare i punti di forza del
centro storico e i punti deboli dello stesso, secondo il parere dei cittadini, al
fine di elaborare delle strategie di marketing che promuovano i punti di forza e
ne consolidino quelli deboli. In questo modo si potrà mirare al raggiungimento
di quello sviluppo sostenibile che renderà la zona attrattiva e quindi calamite
per investimenti produttivi.
Il questionario è stato suddiviso in sei parti:
I. Dati anagrafici;
II. Accessibilità e sosta;
III. Motivi di frequentazione;
IV. Abitudini di acquisto
V. Percezione e valutazione della rete commerciale;
VI. Animazione e vitalità urbana.
Il questionario è anonimo e in una prima presentazione è stato esposto
all’utente le motivazioni per le quali avrebbe dovuto compilare il questionario e
secondo quale decreto legislativo i suoi dati sarebbero stati tutelati.
Nella prima parte si è richiesto il sesso, l’età e il quartiere di provenienza. È
importante sapere da dove provenga il campione per esaminare se
sommariamente colori i quali abitano al di fuori del centro storico abbiano la
stessa percezione di colori i quali nel centro storico vivono.
Nella seconda parte si è richiesto il mezzo utilizzato per recarsi nel centro
storico e se si riscontrino del problemi con i parcheggi. Il parcheggio è molto
importante perché i cittadini voglioni che le loro autovetture siano in posti
decentemente manutenuti e che ci sia abbastanza spazio per parcheggiare.
Pochi parcheggi porteranno il cittadino a non fermarsi in quell’area e a
frequentarla molto meno, subendo così un calo della frequentazione.
Nella terza parte “ motivi di frequentazione” si sono richiesti i motivi per i quali
ci si reca nel centro storico.
Nella quarta le abitudini di acquisto. Si è chiesta la frequenza con cui si
acquista e che tipologia di prodotti.
La sesta focalizza l’attenzione sulla percezione e la valutazione dell’aspetto
urbano. Attraverso una griglia valutativa si è richiesto il proprio parere
sull’illuminazione, arredo urbano, segnaletica, elementi che costituiscono il
macrosistema del centro storico dal punto di vista strutturale. Si è richiesto
quali operazioni di intervento sarebbero più urgenti per il risanamento degli
aspetti negativi della zona.
L’ultima parte è dedicata ai fattori ritenuti importanti per la rivitalizzazione del
centro storico. È stata utilizzata un’altra griglia valutativa in cui si è chiesto di
esprimere un giudizio sull’importanza di alcuni elementi consoni ad
incrementare la densità di frequentazione del centro storico.
294
QUESTIONARIO DI ANALISI SULLA QUALITÀ DEL CENTRO STORICO DI
GRAVINA IN PUGLIA
“Come migliorare la mia città? Abbiamo così tante ricchezze, peccato che siano
sottovalutate. Come potrei contribuire allo sviluppo del centro
storico della mia città?”. Questi sono quesiti che ogni cittadino si
pone con sempre maggiore frequenza. Vorrebbe che la sua città
fosse perfezionata, che maturasse e crescesse, contribuendo ad
una vivibilità maggiore dei cittadini e ad una percezione migliore
dei turisti che decidessero di visitarla. Questo è quello che ci
proponiamo di fare attraverso il questionario qui presentatole. Le
porremo una serie di domande, divise per sezioni, attraverso le
quali potrà rispondere fornendoci la percezione che ha del centro
storico, dei servizi che le offre. In questo modo potremo analizzare
i dati raccolti così da elaborare strategie di intervento mirate al miglioramento del suo
centro storico.
Il questionario è anonimo, e i suoi dati saranno utilizzati per soli scopi statistici e
tutelati secondo il D.Lgs 196/2003.
La ringrazio per il tempo dedicatomi. Buona compilazione.
I parte : Dati anagrafici
1. Sesso
Maschio
Femmina
3. Professione
Casalinga
Impiegato
Libero Professionista
2. Età
Imprenditore
Da 15 a 24 anni
Da 25 a 44 anni
Da 45 a 64 anni
Oltre i 64 anni
Operaio
Artigiano
Commerciante/
servizi
Addetto
ai
295
Disoccupato
In periferia
Studente
Fuori dal
campagna
centro
abitato/
Altro (specificare) ………………..
In una frazione del comune
4. Dove abita?
In un altro comune
Nel centro storico
Altro (specificare)………………..
Nelle
storico
vicinanze
del
centro
II Parte: Accessibilità e sosta
5. Quale mezzo utilizza per recarsi nel centro storico? (E’ possibile dare più
di una risposta).
A piedi
Bicicletta
Moto
Automobile
Altro (specificare)……………….
6. Quali problemi legati al parcheggio incontra quando deve recarsi nel
centro storico? ( E’ possibile dare più di una risposta).
Nessuno
Insufficienza di posti
Condizione scadente del parcheggio
Parcheggio troppo lontano
7. Pensa che ad un numero di parcheggi a pagamento
corrispondere una maggiore presenza di parcheggi gratuiti?
dovrebbe
Si
No
III Parte: Motivi di frequentazione
296
8.
Per quale motivo,
solitamente, si reca nel centro storico? (E’ possibile dare più di una
riposta).
Non lo frequento mai
Vi abito
Per fare una passeggiata
Per andare al bar/ ristorante/ pizzeria/ pub
Per fare acquisti
Per lavoro
Per andare negli uffici (studio legale, associazioni, agenzie ecc.)
Per studio
Altro
9.
Frequenta il centro storico
anche di sera? (Se no, passi alla domanda n. 11)
Si
No
10.
Cosa la porta a recarsi nel
centro storico di sera? (E’ possibile dare più di una risposta)
Pizzeria/ Ristorante/ Bar/ Pub
Eventi e manifestazioni
Punto di ritrovo
Passeggiata
Altro
IV Parte: Abitudini di acquisto
11.
Ogni quanto acquista nel centro storico di Gravina?
297
Mai
Più volte al mese
Raramente
Una volta al mese
Spesso
Sempre
Una volta a settimana
12.
Quali prodotti acquista, solitamente, nel centro storico? ( E’
possibile dare più di una risposta).
Abbigliamento
Oggettistica
Alimentari
Articoli ottici
Giornali/ Libri/ Riviste
Articoli fotografici
Gioielleria
Elettronica
Erboristeria/ Farmacia
Nessuno
13.
Pensa che il centro storico offra tutti i prodotti di cui ha bisogno
per i suoi acquisti?
Si
No
V Parte: Percezione e valutazione della rete commerciale
14.
Esprima un giudizio per
ciascun aspetto della rete commerciale del centro storico barrando una
sola casella per ciascuna voce indicata.
SCARSO
SUFFICIENTE
BUONO
OTTIMO
Qualità dei
negozi
Gamma di scelta
per gli ascquisti
Competenza/
Cortesia del
personale
Flessibiltà degli
orari
Allestimento
vetrine
Flessibilità dei
prezzi
298
15.
Quale di questi interventi
ritiene necessario per valorizzare la rete commerciale del centro
storico? (E’ possibile dare più di una risposta).
Più varietà di scelta dei prodotti
Più flessibilità degli orari dei negozi
Prezzi più competitivi
Più promozioni nei negozi
Più cortesia del personale
Più attività culturali
Manifestazioni più numerose
Più informazione/ comunicazione
VI Parte: Percezione e valutazione dell’aspetto urbano
16.
Esprima un giudizio
per ciscun aspetto del decoro urbano del centro storico barrando una
sola casella per ciscuna voce indicata.
MOLTO
NEGATIVO
NEGATIVO
POSITIVO
MOLTO
POSITIVO
Gradevolezza
dell’ambiente
urbano
Pulizia delle
strade
Manutenzione
delle strade
Presenza di
parcheggi
Presenza di
spazi di verde
pubblico
Manutenzione
degli spazi
verdi
Presenza di
299
panchine
Illuminazione
pubblica
Sicurezza nelle
strade
Manutenzione
rete fognaria
Presenza di
servizi igienici
pubblici
Segnaletica di
monumenti,
musei, opere
d’arte in
genere
Segnaletica di
uffici e servizi
pubblici
17.
Quale di questi
interventi ritiene necessario per valorizzare l’aspetto urbano del centro
storico? (E’ possibile dare più di una risposta).
Più parcheggi
Più aree verdi
Più pulizia
Migliore arredo urbano (alberi,
panchine, ecc.)
Ristrutturazione degli edifici
Migliori aree pedonali
Migliori manutenzioni delle
strade
Maggiore illuminazione
Migliore segnaletica
Più sicurezza
Migliore accessbilità al centro
300
VII Parte: Animazione e vitalità urbana
18.
Esprima un giudizio per indicare l’importanza che attribuisce a
ciascun fattore per la rivitalizzazione del centro storico barrando una
solo casella per ciascuna voce indicata.
NON
IMPORTANTE
POCO
IMPORTANTE
IMPORTANTE
MOLTO
IMPORTANTE
Biblioteche
Musei
Chiese e
monumenti
Teatri
Proposte
culturali/
Manifestazioni
Pub / Bar
Pizzerie/
Ristoranti
Circoli e centri
di vita sociale
Centri e servizi
di
informazione
Concerti
all’aperto
Mostre
all’aperto
Animazione
per strada
Mercatini
tipici/ sagre
Feste e
rievocazioni
storiche
(cortei, feste
patronali)
Notti bianche
Eventi culturali
19.
Pensa che il Comune di Gravina dovrebbe prendere in
considerazione idee elaborate dai cittadini per la valorizzazione del
centro storico ?
301
Per niente
Poco
Molto
La ringrazio per aver prestato parte del suo tempo alla compilazione del
questionario.
Analisi del campione
I parte: Dati anagrafici
1.
Sesso
Il numero totale dei cittadini che si sono prestati alla compilazione del
questionario sono stati 84. Casualmente si è riscontrata una parità di numero
tra gli uomini e le donne che lo hanno compilato, esattamente di 42 unità per
sesso.
SESSO
NUMERO
MASCHI
42
FEMMINE
42
TOTALE
84
Tabella 1: Campione dei cittadini a cui si è distribuito il questionario esaminato per sesso.
Grafico1.
2. Età
Il maggior numero dei compilanti del questionario appartiene alla fascia d’età
tra i 15-24. Questo potrebbe essere ricondotto al fatto che siano più interessati
ad iniziative di questo genere rispetto a gente più adulta. Segue la fascia d’età
compresa dai 25- 44 anni con il 29 %. Il 4% è dato da colori i quali hanno
un’età superiore ai 64.
FASCIA D’ETÀ
NUMERO
15-24
37
25-44
24
45-64
19
OLTRE 64
3
Tabella 2: Campione di cittadini a cui si è distribuito il questionario esaminato per fasce di età.
302
Grafico 2.
3. Professione
Il campione esaminato si presenta nella maggioranza da studenti CON IL 30%.
IL 18% spetta alle casalinghe con 15 unità. Quasi pari sono la professione
dell’operaio e dell’impiegato, rispettivamente con il 12% e il 13%. Non sono
presenti artigiani, ma in compenso abbiamo dei liberi professionisti, in una
fetta molto ristretta del 7%. Seguono 5 disoccupati, 4 addetti ai servizi. 3
utenti hanno risposto “altro”, specificando le loro professioni di: pensionato,
barista e insegnante. Il 2% degli intervistati non risponde.
PROFESSIONE
Casalinga
Impiegato
Libero Professionista
Imprenditore
Operaio
Artigiano
Commerciante/Addetto ai servizi
Disoccupato
Studente
Altro
Non risponde
NUMERO DI RISPOSTE
15
11
6
3
10
0
4
5
25
3
2
Tabella 3. Campione dei cittadini a cui si è distribuito il questionario esaminato per
professione.
303
Grafico 3.
4. Dove abita?
La maggioranza del campione esaminato ha luogo di ubicazione nella zona
periferica della città, con il 39% del numero totale di compilanti. Seguono
coloro i quali risiedono nelle vicinanze del centro con il 30%. Solamente 10
unità risiedono nel centro storico, seguiti da coloro i quali risiedono in una
frazione del comune o fuori dal centro abitato (rispettivamente 8% e 7%). Un
compilante abita in altro comune e l’1% ha confermato di vivere altrove.
LUOGO DI RESIDENZA
Nel centro storico
Nelle vicinanze del centro storico
In periferia
Fuori dal centro abitati/ campagna
In una frazione del comune
In un altro comune
Altro
NUMERO DI RISPOSTE
10
25
33
6
7
1
2
Tabella 4: campione a cui si è distribuito il questionario esaminato per luogo di residenza.
304
Grafico 4.
5.3.2 Accessibilità e sosta
II Parte: Accessibilità e sosta
5. Quale mezzo utilizza per recarsi nel centro storico? (È possibile dare
più di una risposta).
I cittadini presi in considerazione per l’analisi sulla percezione del centro storico
si recano nel centro storico della loro città andando a piedi, non prediligendo
alcun mezzo, con una percentuale del 50%. Il 38% invece preferisce
l’automobile.
Seguono:
 Bicicletta (8%)
 Moto (2%)
 Altro (1%)
Non hanno risposto l’1% degli intervistati.
305
MEZZO
A Piedi
Bicicletta
Moto
Automobile
Altro
Non risponde
NUMERO DI RISPOSTE
58
9
3
45
1
1
Tabella 5:numero delle risposte riguardanti i mezzi di trasporti utilizzati dal campione per
recarsi nel centro storico.
Grafico 5.
6. Quali problemi legati al parcheggio incontra quando deve recarsi nel
centro storico? (È possibile dare più di una risposta).
I cittadini che hanno compiltato il questionario hanno rilaveto una seria
problematica nell’insufficienze di posti nei parcheggi dando esattamente 61
numero di risposte, che corrispondono al 63% del numero totale. Segue la
condizione scadente del parcheggio e il 18% delle risposte ha optato per
questa problematica. Segue nessun problema con il 10% e la problematica del
parcheggio troppo lontano con il 6%, il 3% non ha dato risposta.
PROBLEMA RISCONTRATO
Nessuno
Insufficienze di posti
Condizione scadente del percheggio
Percheggio troppo lontano
Non risponde
NUMERO DI RISPOSTE
10
61
17
6
3
306
Tabella 6: problemi riscontrati nel parcheggio del centro storico secondo la valutazione del
campione.
Grafico 7.
7. Pensa che ad un numero di percheggi a pagamento
corrispondere una maggior presenza di parcheggi gratuiti?
dovrebbe
L’81% delle risposte date dal campione affermano che sarebbe opportuno
aumentare i parcheggi gratuiti rispetto a quelli a pagamento. Il 14% è
contrario e il 5% non risponde.
SI
68
NO
12
NON RISPONDE
4
Tabella 7: opinione del campione in merito all’aumento di posti adibiti a parcheggio gratuiti.
Grafico 7.
Motivi di frequentazione
III Parte: Motivi di frequentazione
8. Per quale motivo, solitamente, si reca nel centro storico? (È possibile dare
più di una risposta).
Nei motivi di frequentazioni del centro storico si è riscontrata una maggioranza
risposte a favore del fare una passeggiata per 63 unità. 31 sono le risposte a
favore di pizzerie e bar. Pari numero di risposte sono state date alla
motivazione del fare acquisti e alla motivazione della residenza, con 10
risposte. Seguono :
 Per lavoro con 6 risposte;
307
 Per recarsi negli uffici con 5 risposte;
 Per studio con 3 risposte;
 Infine solamente 2 utenti affermano di non frequentarlo mai; altri due
non rispondono.
È insolito vedere come solamente due cittadini si rechino nel centro storico per
motivi di studio, nonostante la maggior parte dei compilanti al questionario
siano studenti. È un fattore molto negativo per quanto riguarda l’aspetto
culturale della zona del comune perché significherebbe che la biblioteca e il
museo presenti nel quartiere non sono opportunatamente valorizzati o che gli
studenti non sianoo a conoscenza della possibilità di adibire questi edifici ad
aula studio.
MOTIVO DI FREQUENTAZIONE
Non lo frequento mai
Vi abito
Per fare una passeggiata
Per andare al bar/ristorante/pizzeria
Per fare acquisti
Per lavoro
Per andare negli uffici (studio legale,
associazioni, agenzue ecc.)
Per studio
Altro
NUMERO DI RISPOSTE
2
10
63
31
10
6
5
3
2
Tabella 8: motivi per i quali i cittadini del campione intervistato si recano nel centro storico.
Grafico 8.
9. Frequenta il centro storico anche di sera? ( Se no, passi alla domanda n.11).
I centri storici rappresentano un importante luogo di ritrovo e di vita sociale
durante tutto il giorno, soprattutto di sera. L’86% degli intervistati afferma di
frequentarlo in quell’arco del dì, mentre il 9% non lo frequenta la sera. Il 5%
degli intervistati si astiene dal dare una risposta.
SI
72
308
NO
NON RISPONDE
8
4
Tabella 9.
Grafico 9.
10.Cosa la porta a recarsi nel centro storico di sera? (È possibile dare più di
una risposta).
Il campione intervistato predilige dirigersi nel centro storico di sera
principalmente per fare una passeggiata. 37 utenti hanno risposto dicendo che
il motivo di frequentazione del centro storico di sera è andare in pizzeria e
assistere agli eventi e manifestazioni. 27 hanno risposto dicendo che il centro
storico è un punto di ritrovo.
MOTIVI DI FREQUENTAZIONE DI SERA
Pizzeria/Ristorante/Bar/Pub
Eventi e manifestazioni
Punto di ritrovo
Passeggiata
Altro
Non risponde
NUMERO DI RISPOSTE
37
37
27
53
1
3
Tabella 10: motivi di frequentazione del centro storico la sera del campione intervistato.
309
Grafico 10.
Acquisti
IV Parte: Abitudini di acquisto
11. Ogni quanto acquista nel centro storico di Gravina?
La frequenza con cui i cittadini di Gravina acquistano nel centro storico non è
mlto rincuorante. Il 49% ha affermato di acquistare raramente, una frequenza
molto bassa perché la rete commerciale veda una densità di acquist elevata.
Solo il 26% ha affermato di acquistare spesso e il 17%, una fetta non
indifferente, ha ammesso di non acquistare mai. Si evince dalla parte
successiva del questionario, “valutazione e percezione della rete commerciale”,
che i cittadini gravinesi non hanno un’ottima percezione della rete commerciale
dello stesso; infatti i cittadini ritengono che la qualità dei negozi e la gamma di
scelta degli acquisti siano scarsi.
Solo il 5% acquista sempre, mentre il 3% non risponde.
FREQUENZA
Mai
Raramente
Spesso
Una volta a settimana
Più volte al mese
Una volta al mese
Sempre
Non risponde
NUMERO DI RISPOSTE
14
41
22
0
0
0
4
3
Tabella 11: frequenza di acquisti nel centro storico del campione esaminato.
310
Grafico 11.
12. Quali prodotti acquista, solitamente, nel centro storico? (È possibile dare
più di una risposta).
I prodotti più acquistati nel centro storico riguardano il campo dell’edicola, con
il 27%, subito seguiti da prodotti alimentari con il 26%. A seguire abbiamo i
prodotti di oggettistica con il 12% delle risposte e gli articoli ottici con il 10%.
Di pari entità sono gli articoli di gioielleria e i prodotti erboristico- farmaceutici
con il 7% di acquisti. Poco acquistati sono capi di abbigliamento (5%) e articoli
fotografici (2%).
TIPOLOGIA DI PRODOTTI
Abbigliamento
Alimentari
Giornali/Libri/Riviste
Gioielleria
Erboristeria/Farmacia
Oggettistica
Art. ottici
Art. fotografici
Non risponde
NUMERO DI RISPOSTE
6
32
34
9
9
15
12
2
5
Tabella 12: tipologia di prodotti acquistati nel centro storico dal campione esaminato.
311
Grafico 12.
13. Pensa che il centro storico offra tutti i prodotti di cui ha bisogno per i
suoi acquisti?
Il 76% dei compilanti il questionario hanno affermato che non sono soddisfatti delle
tipologie dei prodotti venduti nel centro storico, in quanto le loro richieste non sono
totalmente soddisfatte. Questo è da ricondurre alla percezione molto bassa che i
cittadini hanno della rete commerciale del centro. Il 14% è soddisfatto dei prodotti
offerti, mentre il 10% non risponde.
SI
12
NO
64
NON RISPONDE
8
Tabella 13.
312
Grafico 13.
Valutazione della rete commerciale
V Parte: Percezione e valutazione della rete commerciale
Esprima un giudizio per ciascun aspetto della rete commerciale del
centro storico barrando una sola casella per ciascuna voce indicata.
La griglia valutativa seguente riporta le risposte date dal campione in merito ad
alcuni aspetti della rete commerciale, su cui si è chiesto di esprimere un
giudizio ponendo una crocetta nelle caselle vuote e delineando un avverbio per
ogni aspetto.
Per quanto riguarda la qualità dei negozi, il 40.47% del campione pensa che
sia sufficiente, mentre il 33.33% pensa che sia buona. Il 23.81%, una
percentuale di non poco conto, ha affermato che la qualità dei negozi è scarsa.
La gamma di scelta degli acquisti ha anch’essa una valutazione non delle
migliori: con una percentuale pari al 42.86% il campione ha affermato che la
possibilità di fruizione di una vasta gamma di prodotti è compresa tra scarsosufficiente. Solo il 13.09% afferma di essere soddisfatto dei prodotti venduti
nella rete commerciale della zona. Il 2.38% ritiene che la gamma di scelta dei
prodotti sia ottima.
Discretamente soddisfatto della competenza del personale, il 42.86% afferma
che la cortesia dello stesso sia buona, mentre il 35.71% ritiene che sia
sufficiente. Solo il 4.76% del campione non ha un giudizio negativo a riguardo.
Sulla flessibilità degli orari il 47.62% esprime una buona valutazione, il
26.19% sufficiente, il 16.67% scarsa. Solo l’8.33% ha un’ottima percezione
della flessibilità degli orari dei negozi del centro storico.
La valutazione dell’allestimento delle vetrine è per il 78.58% compresa tra
sufficiente e buono, per il 15.48% scarsa e per il 3.57% ottima.
313
L’aspetto della flessibilità dei prezzi non ha una valutazione ottima. Infatti il
48.81% del campione pensa che sia appena sufficiente, mentre il 25% pensa
che sia scarsa. Il 22.62% del campione pensa che la flessibilità dei prezzi nei
negozi sia buona. Solo l’1.19% pensa che sia ottima. Il 2.38% non risponde.
Qualità dei negozi
Gamma di scelta per
gli acquisti
Competenza/Cortesia
del personale
Flessibilità degli orari
Allestimento vetrine
Flessibilità dei prezzi
SCARSO
SUFFICIENTE
BUONO
OTTIMO
20
36
34
36
28
11
2
0
NON
RISPONDE
0
1
11
30
36
4
3
14
13
21
22
33
41
40
33
19
7
3
1
1
2
2
Tabella 14: valutazione di alcuni aspetti della rete commerciali del centro storico.
Grafico 14.
Quale di questi interventi ritiene necessario per valorizzare la rete
commerciale del centro storico? (È possibile dare più di una risposta).
I cittadini di Gravina in Puglia hanno espresso il loro giudizio in merito agli
elementi che potrebbero, secondo la loro opinione, rivalorizzare la rete
commerciale del centro storico della loro città. Troviamo dei riscontri con le
precedenti domande, in quanto l’insoddisfazione dei clienti è principalmente
dovuta alla scarsa qualità dei negozi e alla scarsa gamma di scelta per gli
314
acquisti ( domanda 14). L’elemento che ha avuto una percentuale di risposte
pari al 19.41% è stato quello riguardante una richiesta di una maggiore varietà
di prodotti. Il campione richiede un maggiore pluralismo si scelta. Un altro
elemento che ha acquisito un elevato numero di risposte è la richiesta di
manifestazioni più numerose, con il 18.14%. Subito segue la richiesta di una
valorizzazione che sia improntata più sull’aspetto culturale del centro storico,
con la domanda di più attività culturali per il 17.30% delle risposte date.
L’11.81% delle risposte riguarda la richiesta di incrementare le promozioni nei
negozi della zona commerciale interessata. Il 10.55% richiede che ci sia una
competitività maggiore dei prezzi dei negozi nel centro storico. Di pari
considerazione sono stati gli elementi riguardanti una maggiore azione di
informazione e la richiesta di una maggiore cortesia del personale, con
l’8.02%. Solo il 6.75% del campione ritiene che i negozi dovrebbero avere
degli orari più flessibili.
ELEMENTI DI VALORIZZAZIONE
Più varietà di scelta dei prodotti
Più flessibilità degli orari nei negozi
Prezzi più competitivi
Più promozioni nei negozi
Più cortesia del personale
Più attività culturali
Manifestazioni più numerose
Più informazione/Comunicazione
NUMERO DI RISPOSTE
46
16
25
28
19
41
43
19
Tabella 15: elementi di valorizzazione, scelti dal campione, che potrebbero rivalorizzare la
rete commerciale del centro storico.
Grafico 15.
315
Valutazione dell’aspetto urbano
VI Parte: Percezione e valutazione dell’aspetto urbano
14.
Esprima un giudizio per
ciascun aspetto del decoro urbano del centro storico barrando una
sola casella per ciascuna voce indicata.
Gradevolezza
dell’ambiente
urbano
Pulizia delle
strade
Manutenzione
delle strade
Presenza di
parcheggi
Presenza di
spazi diverde
pubblico
Manutenzione
degli spazi
verdi
Presenza di
panchine
Illuminazione
pubblica
Sicurezza
delle strade
Manutenzione
fognaria
Presenza di
servizi
igienici
pubblici
Segnaletica
di
monumenti,
musei, opere
d’arte in
genere
Segnaletica
di uffici e
servizi
pubblici
MOLTO
NEGATIVO
4
NEGATIVO
POSITIVO
28
MOLTO
POSITIVO
3
NON
RISPONDE
6
43
24
42
13
0
5
30
38
10
1
5
19
45
13
2
5
16
43
21
1
3
18
41
21
0
4
4
26
45
4
5
6
20
50
3
5
14
42
22
2
4
12
28
37
2
5
37
35
9
0
3
10
32
32
5
5
15
35
28
2
4
Tabella 16: valutazione del campione dell'aspetto urbano del centro storico.
316
Grafico 16.
Il giudizio del campione in merito ad alcuni aspetti dell’arredo urbano è
sommariamente negativo; infatti come si evince dal grafico n.16, le barre in
rosso, che segnalano il giudizio negativo, sono le più alte per quasi tutte le
risposte.
Per quanto riguarda la gradevolezza dell’ambiente urbano, il 51.19% del
campione ha un giudizio negativo. Il 33.33% ha un giudizio positivo, mentre il
4.76% ha espresso un giudizio molto negativo. Solo il 3.57% ritiene che la
gradevolezza dell’ambiente urbano sia positiva. Il 7.14% non risponde.
Anche per la pulizia delle strade i cittadini compilanti il questionario hanno un
giudizio negativo per il 50%, una percentuale che corrisponde alla metà di
colori i quali hanno compilato il questionario. Il 28.57% esprime un giudizio
molto negativo e solo il 15% positivo.
Sembra che la manutenzione delle strade non sia mai eseguita, in quanto poco
più del 45% ritiene che sia negativa. Il 35% pensa, invece, che sia molto
negativa. Il 12% ritiene che sia positiva.
Anche la presenza di parcheggi è un altro elemanto dell’aspetto urbano di cui i
cittadini non hanno una buona valutazione. Il 22.62% ha dato un giudizio
molto negativo, più della metà degli intervistati ha dato giudizio negativo, il
15% ritiene che la presenza di parcheggi sia positiva. Solo il 2.38% ha una
valutazione positiva di questo aspetto. Quasi il 6% non hanno risposto.
Un altro elemento su cui i cittadini avrebbero tanto da dire è la presenza di
verde pubblico nel centro storico. Come abbiamo evidenziato nelle schede delle
vie del centro storico a maggiore densità commerciale, non esistono spazi di
verde pubblico, eccetto le aiuole in Piazza Arcangelo Scacchi e alcuni alberi e
317
altre aiuole nella parte più interna della zona. Il 20% dei cittadini, infatti, ha
dato un giudizio molto negativo a questo aspetto di arredo urbano. Poco più
della metà ha avuto un giudizio negativo. Il 25% ha espresso il suo giudizio
positivo e solo l’1.19% ha avuto un giudizio ottimo. Percentuali molto vicine a
tali giudizi sono quelle elaborate per la manutenzione di spazi di verde
pubblico.
Questa parte del questionario ha risposte più positive rispetto alla precedente.
Analizziamo i giudizi dati dal campione alla presenza di panchine nel centro
storico:
 4.76% molto negativo;
 30.95% negativo;
 53.57% positivo;
 4.76% ottimo;
 5.95% non risponde.
I cittadini sembrano essere soddisfatti di questo particolare elemento di arredo
urbano presente nel centro storico.
Si è chiesto di esprimere un giudizio sull’illuminazione pubblica del centro
storico e anche qui sono state riscontrate delle risposte più favorevoli: solo il
30% del campione ha espresso un giudizio compreso tra molto negativo e
negativo; quasi il 60% ha espresso un giudizio positivo e il 3.57% pensa che
questo aspetto del decoro urbano sia ottimo. La restante percentuale è data da
coloro i quali si sono astenuti dall’esprimere un giudizio.
Quando parliamo di sicurezza nelle strade riscontriamo altre opinioni non
favorevoli: il 16.67% ritiene che la sicurezza nelle strade sia molto negativa, la
metà degli intervistati ritiene che sia negativa, il 26.19% positiva e solo il
2.38% degli intervistati ha espresso un ottimo giudizio.
Per quanto riguarda la manutenzione della rete fognaria il 44.05% ha espresso
un giudizio positivo, il 47% un giudizio compreso tra molto negativo e
negativo. Il 2.38% ritiene che questo aspetto del decoro urbano sia
impeccabile e quasi il 6% del campioine si è astenuto.
L’apetto che ha suscitato più aspetti negativi è quello riguardante la presenza
di servizi igienici pubblici: l’85.72% dei giudizi è compreso tra molto negativo e
negativo. Solo il 10.71% pensa che la presenza di servizi igienici pubblici sia
positiva, mentre il 3.57% degli intervistati non risponde.
Si è considerata anche la segnaletica sia di monumenti e musei che di uffici e
servizi pubblici. Le percentuali per entrambi gli aspetti sono:
Segnaletica di monumenti, musei,
opere d’arte in genere
 11.90% mmolto negativo;
 38.09% negativo;
 38.09% positivo;
 5.95% ottimo;
 5.95% non risponde.
Segnaletica di uffici e servizi pubblici
 17.86% molto negativo;
 41.67% negativo;
 33.33% positivo;
 2.38% ottimo;
 4.76% non risponde.
318
17. Quale di questi interventi ritiene necessario per valorizzare
l’easpetto urbano del centro storico? (È possibile dare più di una risposta).
ELEMENTI DI VALORIZZAZIONE
Più parcheggi
Più aree verdi
Più pulizia
Migliore arredo urbano (alberi, panchine
ecc.)
Ristrutturazione degli edifici
Migliori aree pedonali
Migliori manutenzioni delle strade
Maggiore illuminazione
Migliore segnaletica
Più sicurezza
Migliore accessibilità al centro
NUMERO DI RISPOSTE
34
51
49
33
34
28
45
11
11
33
33
Tabella 17: parere del campione sugli elementi di valorizzazione dell'aspetto urbano del centro
storico.
Grafico 17.
319
Le risposte date dal campione intervistato agli interventi ritenuti necessari per
la valorizzazione dell’aspetto urbano del centro storico presentano percentuali
non molto differenti tra loro, sintomo di una riorganizzazione dei punti di forza
presenti nel centro storico e della scelta di strategie che inglobino svariati
aspetti e non alcuni in particolare.
Con il 14% delle risposte, gli interventi più urgenti secondo gli intervistati
riguardano le aree verdi, che dovrebbero essere incrementate perche
inesistenti, una maggiore pulizia delle strade e una migliore manutenzione
delle stesse (13%). Altri interventi che hanno ottenuto il 9% delle risposte
sono: aumento del numero di parcheggi, miglioramento dell’arredo urbano,
una maggiore ristrutturazione degli edifici, più sicurezza e una migliore
accessibilità al centro. L’8% delle risposte è stato ottenuto da un incremento
delle aree pedonali. Con il 3% i cittadini hanno espresso la loro preferenza per
una maggiore illuminazione e una migliore segnaletica nelle strade.
320
VII Parte: Animazione e vitalità urbana
18.
Esprima un giudizio
per indicare l’importanza che attribuisce a ciascun fattore per la
rivitalizzazione del centro storico barrando una sola casella per
ciascuna voce indicata.
Biblioteche
Musei
Chiese e monumenti
Teatri
Proposte
culturali/Manifestaz
ioni
Pub/Bar
Pizzerie/ Ristoranti
Circoli e centri di
vita sociale
Centri e servizi di
informazione
Concerti all’aperto
Mostre all’aperto
Animazione per
strada
Mercatini
tipici/Sagre
Feste e revocazioni
storiche (cortei,
feste patronali)
Notti bianche
Eventi culturali
NON
IMPORTAN
TE
1
0
0
2
2
POCO
IMPORTAN
TE
6
3
10
10
8
IMPORTAN
TE
4
6
6
37
38
40
45
33
MOLTO
IMPORTAN
TE
34
41
30
26
38
NON
RISPON
DE
6
2
4
1
3
25
26
18
39
40
47
13
11
12
3
1
1
3
5
44
31
1
3
3
8
11
10
16
36
39
37
33
31
22
1
1
1
2
9
39
32
2
0
7
33
43
1
3
0
14
1
35
38
31
44
1
1
Tabella 18: giudizi attribuiti dal campione per l’importanza di elementi di rivitalizzazione del
centro storico.
Grafico 18.
Il campione ha espresso un giudizio per quanto riguarda alcuni elementi di
rivitalizzazione del centro storico, chiedendo per chiunque degli aspetti una
valutazione da NON IMPORTANTE a MOLTO IMPORTANTE. Le biblioteche sono
ritenute imporanti come elemento di rivitalizzazione per il 44.05% del
campione intervistato, per il 40.48% del campione sono ritenute molto
importanti. Solo una piccola percentuale del 7% ritiene che siano un elemento
poco importante.
Il museo, come elemento di rivitalizzazione, ha ottenuto notevoli consensi: il
94.05% del campione ha dato una valutazione compresa tra importante e
molto importante. Solo il 3% ha affermato che il museo è un elemento poco
importante per la rivitalizzazione del centro.
Le Chiese sono considerate importanti per il 47.62% e molto importanti per il
35.71%, in quanto una forma architettonica portavoce di credi religiosi forti e
culla di tradizioni passate e presenti. Quasi il 12% ha ritenuto poco importante
questo elemento.
Il 53.57% del campione ha ritenuto che il teatro fosse un elemento di
rivitalizzazione importante, anche per incrementare la rete di relazioni sociali
del centro e per incrementare la densità di frequentazione all’interno dello
stesso. Una piccola percentuale ha ritenuto che fosse poco importante.
Le manifestazioni e le proposte culturali rappresentano degli aspetti molto
rilevanti per fare in
modo che la vitalità urbana del centro storico sia
incrementata. Infatti l’85% del campione ha espresso un giudizio compreso tra
322
importante e molto importante. Solo il 13% ha ritenuto questa proposta poco
rilevanti ai fini dello scopo prefissato dalle strategie da selezionare.
I pub e i bar sono stati considerati elementi di rivitalizzazione urbana
importanti per il 46.43% delle risposte, molto importanti per il 15.48%, poco
importanti per il 29.76% e non importanti affatto per il 4.76%.
Sono stati considerati altri due elementi riguardanti il settore culinario: i
ristoranti e le pizzerie. Per il 47.62% sono ritenuti importanti, molto importanti
per il 13.09%, poco importanti per il 30.95% e non importanti per il 7.14%.
I circoli e i centri di vita sociale sono stati considerati elementi di
rivitalizzazione urbana molto importanti per il 55.95% delle valutazioni, poco
importanti per il 21.43%, molto importanti per poco più del 14%. Solo il 7% ha
ritenuto non affatto importanti i centri di vita sociale.
I centri e servizi di formazione hanno ottenuto il 52.38% delle valutazioni sul
tassello del molto importante: più della metà del campione ritiene che
bisognerebbe garantire una corretta informazione di tutti gli eventi e proposte
cuulturali elaborate e organizzate nel centro storico, in quanto con una corretta
comunicazione e sponsorizzazione degli eventi si avrebbe una più grande
partecipazione cittadina alla vita sociale. Quasi il 37% ha ritenuto questo
servizio molto importante, e solo una percentuale di poco più del 9% ha
sottovalutato l’importanza di questo aspetto.
L’82.14% del campione ha espresso un giudizio compreso tra importante e
molto importante dell’aspetto di rivitalizzazione riguardante i concenrti
all’aperto. A tutti piacciono le novità, soprattutto se questo può significare
un’affluenza maggiore di partecipazione giovanile e movimentata. Una
valutazione compresa tra non importante e poco importante è dettata da circa
il 15% del campione. L’1.19% non risponde.
Le mostre all’aperto hanno avuto un’elevata percentuale di importanza come
elemento di vitalità urbana (46.43% importante, 36.90% molto importante),
considerate per niente importanti dal 3.57% del campione, poco importanti
dall’11.90% degli intervistati. L’1.19% non risponde.
L’animazione per strada è ritenuta non importante dal 9.52% del campione,
poco importante dal 19.05%, importante dal 44.05% e molto importante per
poco più del 26%.
I mercatini tipici e le sagre hanno avuto un largo consenso come elemento
importante di rivitalizzazione del centro storico di Gravina in Puglia (46.43% e
38.09% molto importante). È rilevante far conoscere i prodotti tipici locali, non
solo ai cittadini residenti, ma anche ai comuni limitrofi attraverso campagne
pubblicitarie adeguate. Solo il 10.71% ha ritenuto questo fattore poco
rilevante, il 2.38% non risponde.
Le feste patronali e rievocazioni storiche con i cortei e manifestazioni culturali
sarebbero apprezzabili per il 90.47%, quasi il totale del campione.
Il fattore delle notti bianche ha ottenuto:
 Il 3.57% di non importanza;
 Il 16.67% di poca importanza;
 Il 41.67% di importanza;
 Il 36.90% di molta importanza;
 L’1.19% di non risposte.
323
Per concludere si è chiesto al campione quanto importante ritenessero la
presenza di eventi culturali nel centro storico. Il 97.62% ha espresso una
valutazione compresa tra importante e molto importante.
19. Pensa che il Comune di Gravina dovrebbe prendere in
considerazione idee elaborate dai cittadini per la valorizzazione del
centro storico?
Il 93% del campione intervistato ha ritenuto che il comune dovrebbe
prendere in considerazione idee elaborate dai cittadini per la valorizzazione
del centro storico di Gravina. Chi meglio dei cittadini può sapere da che parte
cominciare? Solo il 3.5% ha pensato che considerare idee elaborate dai
cittadini fosse un aspetto poco importante.
PER NIENTE
0
POCO
3
MOLTO
78
NON RISPONDE
3
Tabella 17: considerazione delle idee elaborate dai cittadini per la valorizzazione del centro
storico.
Grafico 19.
324
Conclusioni
Dopo aver attentamente esaminato la rete commerciale del centro storico e
dopo aver elaborato i dati raccolti con il questionario al fine di rilevare la
percezione dei cittadini del centro storico, si possono trarre le conclusioni di
tutto il percorso eseguito. Si sono presentati alcuni elementi forti su cui poter
far leva nelle strategie da elaborare, si sono presentati gli aspetti demografici
ed economici, al fine di presentare ad eventuali imprese interessate a
localizzarsi nel territorio un quadro ben preciso della situazione. Tutto è stato
documentato con grafici che hanno tradotto i dati in percentuale, per avere
un’idea più concreta e comprensibile della mole di numeri a disposizione.
Del questionario distribuito ed esaminato, abbiamo estrapolato i punti
riassuntivi dei punti di forza e dei punti deboli del centro, secondo l’occhio
vigile del cittadino che ogni giorno vive la sua città. Molti degli intervistati si
recano nel centro storico a piedi; questo potrebbe essere riconducibile
all’insufficienza di posti dei parcheggi che i cittadini hanno segnalato come
problema principale de parcheggi (domanda 6). Si potrebbe procedere alla
costruzione di più parcheggi al di fuori del centro storico, in modo tale da non
deturpare il paesaggio antico e da ricavare più posti auto e rendere il centro
storico una zona inaccessibile agli autoveicoli. La maggioranza del campione si
reca nel centro storico per fare una passeggiata. Questo può indicare che sia
interessante passeggiare in quella zona della città o che non ci sia di meglio da
fare nel centro storico. Quest’ultimo sarebbe un aspetto che dovrebbe
smuovere la proposta di eventi e manifestazioni che i cittadini tanto richiedono
come elementi di rivitalizzazione urbana (domanda 19).
Un aspetto molto preoccupante è quello degli acquisti nel centro storico. 41
intervistati affermano che acquistano raramente e 64 intervistati affermano
che il centro storico non offre tutto ciò di cui si ha bisogno per gli acquisti
(domanda 13). Si dovrebbe procedere, quindi, ad un’intensificazione e ad una
diversificazione delle attività commerciali presenti nelle strade della zona
esaminata. Troppi locali della stessa tipologia e tutti concentrati negli stessi
punti. Così situati, i negozi perdono molto del loro guadagno e il cliente ne
risulta confuso. Molte attività mancano nel centro e altre scarseggiano:
mancano un ferramenta, una merceria, un’enoteca, un centro estetico ad
esempio; scarseggiano negozi di alimentari, casalinghi. Infatti alla domanda 15
gli intervistati ritengono che uno degli interventi più importanti per valorizzare
la rete commerciale del centro storico è l’introduzione di una molteplice varietà
di prodotti.
Per quanto riguarda l’aspetto dell’arredo urbano, i cittadini gravinesi hanno una
concezione dello stesso negativa. Ci son molti elementi che vorrebbero
cambiare e molti che vorrebbero introdurre. Forte è la carenza di spazi di verde
pubblico e scarsa è la pulizia nelle strade. La ristrutturazione degli edifici
dovrebbe essere presa maggiormente in considerazione e dovrebbero essere
costruiti dei servizi igienici pubblici, inesistenti.
C’è molto da eseguire per rivalorizzare l’aspetto del centro storico. Molti
ragazzi ogni giorno si impegnano nell’organizzazione di eventi e di
manifestazioni culturali per cambiare una città che altrimenti sarebbe spenta.
325
IL MODELLO MULTIVARIATO DELLO SCALING MULTIDIMENSIONAL PER
L’ANALISI DEI FATTORI PER LA RIVITALIZZAZIONE DEL CENTRO STORICO E
PER L’ANALISI DEI GIUDIZI ESPRESSI SULLE CARATTERISTICHE DEL
DECORO URBANO DEL CENTRO STORICO
Aspetti generali
L’analisi delle preferenze dei consumatori permettono di determinare la
segmentazione del mercato oltre che il posizionamento dei prodotti sul
mercato. Il multidimensional scaling, d’ora in poi MDS, permette inoltre di
rappresentare in modo “visivo” le preferenze o le percezioni dei consumatori
nel momento in cui si chiedesse di valutare un servizio.
Questa tecnica è applicata nelle ricerche di marketing per esaminare la
relazione esistente tra gli oggetti, di solito marche di un particolare gruppo di
prodotti. Il’MDS consiste in un insieme di calcoli che permettono di ottenere
una matrice d’input di associazioni di oggetti o variabili con una dimensione di
fondo ignota. Quindi tradotto questo concetto in parole semplici possiamo
affermare che questa tecnica ci permette di individuare un minimo di
dimensionalità che mette in relazione tra di loro gli oggetti e la posizione di
ciascun oggetto su ciascuna dimensione.
Questa tecnica trova impiego nei seguenti campi:


per la percezione da parte del consumatore della similarità delle marche;
per l’analisi dei giudizi di preferenza espresse dai frequentatori di un
centro storico sulle caratteristiche del decoro urbano di un centro storico;
 per stabilire le preferenze del consumatore manifestate per le marche.
Si può ben capire, inoltre, come sia possibile passare per un
posizionamento
degli
atteggiamenti
sulle
marche
da
una
scala
unidimensionale ad una scala multidimensionale collocando le marche in uno
spazio n-dimensionale, in cui n esprime la dimensionalità minima di fondo
della relazione. Pertanto si può parlare di posizionamento di marche e di
preferenze rispetto alle marche in uno spazio di percezioni.
326
Vi sono tre tipi di rappresentazione in scala multidimensionale:
 completamento metrico. I metodi di questo tipo richiedono misure di
input con scala ad intervallo o a rapporto e generano un insieme di
relazioni tra oggetti anch’essi ad intervallo o rapporto;
 completamento non metrico. I metodi di questo tipo accettano misure di
input con scala ordinale e generano l’ordine di classificazione di ciascun
oggetto su ciascuna dimensione.
 Non metrico. Metodi di questo tipo accettano misure d’input con scala
ordinale e generano un insieme di relazioni tra gli oggetti d’intervallo; cioè,
le distanze tra gli oggetti nello spazio di percezione hanno un significato
utile. Questo tipo di rappresentazione è più utilizzata nel campo del
marketing.
Il’MDS rappresenta una tecnica statistica molto utilizzata nelle recenti
applicazioni di marketing, ed in particolare in quelle comportamentali per
l’interpretazione dello stimolo. La tecnica statistica consiste nella
rappresentazione in uno spazio di un insieme di punti rappresentativi di
un’insieme d’informazione di dati. I punti posizionati nello spazio sono
distribuiti geometricamente, considerando la distanza che li separa tra di essi,
al fine di riprodurre le relazioni di tipo empirico insite nei dati originali.
L’analisi inizia dai dati di prossimità, sotto forma di matrice quadrata, che
esprimono valutazioni di similitudine nella percezione dei consumatori tra
tutte le coppie di elementi (prodotto o marche) appartenenti ad un insieme di
dimensione finita, come le misure di distanza o di dissimilarità. L’obbiettivo, di
detta analisi, è quello di definire il posizionamento o una forma degli n
elementi in uno spazio metrico di dimensione p non troppo elevata, che si
aggira intorno al valore di tre o quattro unità, in modo che la distanza
calcolata tra i punti che identificano gli elementi riproducano la prossimità
iniziale. Per posizionamento o forma s’intendono le coordinate dei n elementi
rispetto alle p dimensioni dello spazio metrico di rappresentazione.
327
APPLICAZIONE DEL MODELLO DI SCALING MULTIDIMENSIONAL
Il grafico evidenzia le azioni da intraprendere per la rivitalizzazione dei centri
storici in base ai giudizi epsressi dagli intervistati, ove le azioni prossime o
vicine sono percepite in modo simile dai frequentatori intervistati mentre le
azioni distanti vengono percepite in modo dissimile. Il seguente grafico
ottenuto come output attraverso l’utilizzo di un software statistico spss
evidenzia tre segmenti di frequentatori i primi apprezzano concerti, spettacoli,
animazione pub, pizzerie e bar per rivitalizzare il centro storico del comune di
Gravina, segue il secondo segmento che sollecitano l’importanza di teatri,
biblioteche, monumenti, musei ecc per rivitalizzare il centro ed infine un terzo
segmento che affidano importanza all’organizzazione di notti bianche,
mercatini feste mostre, ecc.
Il grafico evidenzia i giudizi espressi dai frequentatori intervistati sulla
percezione della qualità del decoro urbano del centro storico del comune di
Gravina.
328
329
MODELLO DELL’ANALISI FATTORIALE PER L E PER L’ANALISI DEI GIUDIZI
ESPRESSI SULLE CARATTERISTICHE DEL DECORO URBANO DEL CENTRO
STORICO E DEI FATTORI PER LA RIVITALIZZAZIONE DEL CENTRO STORICO.
Aspetti generali e impiego nelle ricerche di marketing urbano
L’analisi delle componente principali permette di risolvere problemi
complessi nel campo delle ricerche di marketing urbano fornendo un valido
strumento per il sistema di supporto alle decisioni di marketing (SSDM).
L’analisi delle componenti principali trova largo impiego nei questionari
utilizzati per le ricerche di marketing in quanto permettono di sintetizzare i dati
raccolti a poche variabili. Supponiamo di voler condurre un’indagine sui
consumatori in cui le variabili in gioco riguardano le caratteristiche d’alcuni
prodotti, perciò si chiede di esprimere un giudizio per ogni attributo, ma in
questo modo considerando più attributi ed essendo ogni attributo una variabile
ed essendo numerose le variabili nelle ricerche di marketing, ricorreremo alle
componenti principali per capire le caratteristiche che accomunano i
consumatori, che altrimenti sarebbero difficile avere con più variabili. In
sostanza se dovessimo sottoporre ad un intervista il consumatore o cliente su
alcune caratteristiche di prodotto utilizzando molte variabili, con la tecnica
dell’analisi delle componenti principali è possibile ridurre il numero di tali
variabili, estrapolando dall’output ell’elaborazione le componenti che hanno
una forte correlazione con le variabili analizzate.
Tra le diverse tecniche d’analisi multidimensionale dei dati, vi è la
metodologia per l’analisi delle componenti principali, che si estraggono da un
insieme di variabili incorrelate tra loro.
La prima componente principale rappresenta il massimo valore della
variabilità della matrice di varianza-covarianza, la seconda è la combinazione
incorrelata con la prima che estrae il massimo di variabilità residua, e così via
fino ad arrivare alla componente principale che esprime la variabilità minima
residua. Il numero delle componenti estraibili determina la dimensionalità della
matrice.
L’obiettivo dell’analisi delle componenti principali consiste nello spiegare
alcune variabili in un numero inferiore rispetto a quelle originali, inoltre lo
studio si basa sull’ottenimento di variabili che derivano da quelle originali
correlate linearmente.
Per cui tre sono le fasi di un analisi fattoriale. La prima è lo sviluppo di un
insieme di correlazioni tra tutte le combinazioni delle variabili d’interesse. La
seconda fase è l’estrazione di un insieme di fattori iniziali della matrice di
correlazione sviluppata nella prima fase. La terza fase è la rotazione dei fattori
iniziali per trovare una soluzione finale.
330
331
APPLICAZIONE DEL MODELLO DELL’ANALISI FATTORIALE
Test KMO e di Bartlett
Misura di adeguatezza campionaria KMO (Keiser Meyer
,492
Olkin).
Chi-quadrato appross.
Test di sfericità di Bartlett
290,370
df
105
Sig.
,000
La seguente tabella evidenziano il numero di fattori estratti che ammontano a sei ed interpretano il 66,7 % della
varianza totale.
Varianza totale spiegata
Componente
Autovalori iniziali
Totale
Pesi dei fattori non ruotati
% di varianza % cumulata
Totale
% di varianza % cumulata
Pesi dei fattori ruotati
Totale
% di varianza % cumulata
1
3,198
21,321
21,321
3,198
21,321
21,321
3,006
20,042
20,042
2
1,747
11,644
32,965
1,747
11,644
32,965
1,711
11,404
31,446
3
1,518
10,118
43,083
1,518
10,118
43,083
1,519
10,124
41,570
4
1,398
9,317
52,400
1,398
9,317
52,400
1,393
9,289
50,859
5
1,117
7,446
59,846
1,117
7,446
59,846
1,267
8,444
59,303
6
1,037
6,912
66,758
1,037
6,912
66,758
1,118
7,455
66,758
7
,966
6,438
73,196
8
,825
5,500
78,696
9
,770
5,135
83,830
10
,695
4,633
88,463
11
,634
4,228
92,691
12
,585
3,903
96,594
13
,339
2,258
98,852
14
,118
,788
99,640
15
,054
,360
100,000
La tabella evidenzia le correlazioni delle singole domande ai fattori estratti. Il primo fattore riguarda l’importanza
delle segnaletiche nel centro storico. Il secondo fattore interessa l’importanza dello stato d’inquinamento dell’aria. Il
terzo fattore riguarda la manutenzione della rete fognaria. Il quarto fattore evidenzia l’importanza degli spazi verdi.
Matrice di componentia
Componente
1
Segnaletica di uffici e servizi pubblici
Segnaletica di monumenti, musei, opere d’arte e
simili
Proposte culturali/manifestazioni
2
3
4
5
6
,948
,893
,890
Stato di inquinamento dell’aria
,780
Illuminazione pubblica
,454
-,408
Presenza di parcheggi
Manutenzione rete fognaria
,676
Gradevolezza dell’ambiente urbano
-,508
Presenza di servizi igienici pubblici
,494
Presenza di panchine
Pulizia delle strade
-,705
Presenza di spazi di verde pubblico
,606
Manutenzione delle strade
,486
Sicurezza nelle strade
Manutenzione degli spazi verdi
,611
-,584
,601
-,593
Metodo estrazione: analisi componenti principali.
a. 6 componenti estratti
333
APPLICAZIONE DEL MODELLO DELL’ANALISI FATTORIALE
Test KMO e di Bartlett
Misura di adeguatezza campionaria KMO (Keiser Meyer
Olkin).
Chi-quadrato appross.
Test di sfericità di Bartlett
df
Sig.
,457
543,108
136
,000
La tabella evidenzia che sono stati estratti sette fattori ed interpretano il 71,6 % della variabilità totale.
Varianza totale spiegata
Componente
Autovalori iniziali
Totale
% di varianza
Pesi dei fattori non ruotati
% cumulata
Totale
% di varianza
Pesi dei fattori ruotati
% cumulata
Totale
% di varianza
% cumulata
1
2,690
15,822
15,822
2,690
15,822
15,822
2,464
14,496
14,496
2
2,414
14,201
30,023
2,414
14,201
30,023
2,220
13,057
27,553
3
1,970
11,586
41,609
1,970
11,586
41,609
1,969
11,581
39,134
4
1,570
9,233
50,842
1,570
9,233
50,842
1,483
8,726
47,860
5
1,354
7,962
58,803
1,354
7,962
58,803
1,442
8,485
56,345
6
1,141
6,709
65,513
1,141
6,709
65,513
1,371
8,066
64,411
7
1,036
6,092
71,605
1,036
6,092
71,605
1,223
7,194
71,605
8
,955
5,616
77,221
9
,832
4,895
82,116
10
,695
4,088
86,204
11
,583
3,427
89,632
12
,463
2,725
92,357
13
,411
2,418
94,775
14
,350
2,059
96,834
15
,274
1,613
98,447
16
,171
1,006
99,453
17
,093
,547
100,000
Metodo di estrazione: Analisi componenti principali.
La tabella seguente evidenzia le correlazioni delle domande con i fattori estratti. Il primo fattore è correlato con
chiese e monumenti,musei e pinacoteche ed infine teatro, quindi un fattore che interessa l’aspetto culturale per la
rivitalizzazione storica del centro storico. Il secondo fattore interessa l’organizzazione di notti bianche, le feste e
rievocazioni storiche ed infine mostre all’aperto, il fattore riguarda l’organizzazione di eventi per attrarre i
frequentatori. Il terzo fattore evidenzia una correlazione con piccoli spettacoli, concerti all’aperto, animazione per
strada, per cui viene sollecitata l’organizzazione di eventi serali per animare il centro storico.
Matrice dei componenti ruotataa
Componente
1
2
3
4
5
6
Chiese e monumenti
,921
Musei-pinacoteca
,885
,159
Teatro
,745
-,190
Mercatini tipici-sagre
,109
-,390
,211
Notti bianche
,904
Feste e rievocazioni storiche
,864
Mostre all’aperto
-,123
Piccoli spettacoli
7
,385
,118
,753
,343
Animazione per strada
,667
-,246
-,200
,207
,780
,396
-,237
,757
-,230
,142
-,273
-,205
,206
,113
Biblioteca
Pizzerie-ristoranti
Circoli e centri di vita sociale
Bar
Pub e locali di svago
Centri e servizi di
informazione
-,276
,368
,859
Concerti all’aperto
Eventi culturali
,367
-,115
,729
-,118
,174
-,133
,256
-,684
,285
,270
-,109
,611
,385
-,175
-,128
,588
,275
-,876
,849
336
[IL COMMERCIO NEL
CENTRO STORICO DEL
COMUNE DI GIOIA DEL
COLLE: INDAGINE
STATISTICA ED AZIONI DI
MARKETING]
PARTE II
INDICE
INDAGINE STATISTICA E STRATEGIE DI MARKETING PER LA
VALORIZZAZIONE DEL COMMERCIO NEL CENTRO STORICO DEL COMUNE DI
GIOIA DEL COLLE
Inquadramento territoriale e urbanistico
Evoluzione demografica nel comune di Gioia del Colle
Evoluzione economica
Il settore agricolo
Il settore dell’industria e dell’artigianato
La rete distributiva comunale
Consistenza della rete in sede fissa nel centro storico
Il settore turistico
Analisi qualitativa del centro storico
Il centro storico
I percorsi commerciali del centro storico
La percezione del centro storico
Il questionario
I risultati dell’indagine
Il modello multivariato dello scaling multidimensional per l’analisi dei fattori
per la rivitalizzazione del centro storico e per l’analisi dei giudizi espressi
sulle caratteristiche del decoro urbano del centro storico
Il modello dell’analisi fattoriale per l e per l’analisi dei giudizi espressi sulle
caratteristiche del decoro urbano del centro storico e dei fattori per la
rivitalizzazione del centro storico.
338
Indagine statistica e strategie di marketing per la
valorizzazione del commercio nel centro storico del
comune di Gioia del Colle
Dalle argomentazioni svolte fino a questo momento, è possibile trarre gli
strumenti utili ad analizzare il caso del centro storico del comune di Gioia del
Colle, al fine di realizzare un piano di marketing capace di adeguare il territorio
ai mutamenti urbanistici, sociali, commerciali e culturali che l’hanno cambiato
nel corso del tempo. La realizzazione del piano parte dal presupposto che la
vitalità del centro storico sia legata all’uso differenziato dei luoghi che lo
costituiscono e, quindi, alla forza di attrazione delle attività che si trovano al
suo interno, alla loro quantità e alla loro qualità. La rivitalizzazione del centro
storico deve, perciò, provenire da un sistema d'interventi riguardanti varie
funzioni dell’uso urbano: il commercio al dettaglio, i servizi, la ristorazione, il
tempo libero e il turismo.
Questo piano di marketing si propone, quindi, di analizzare la situazione del
centro storico con un approccio multidisciplinare, nella consapevolezza che
esso non è costituito solo dalle caratteristiche dei singoli negozi, ma anche da
tutti gli altri elementi costitutivi della zona e dai servizi accessori che essa può
offrire.
Per tali motivi i soggetti pubblici e privati hanno il compito e la necessità di
adeguarsi alle novità e di riqualificare la realtà del centro cittadino, sia dal
punto di vista commerciale, sia urbanistico.
Condizione essenziale per la realizzazione del piano è stata la raccolta di
informazioni (dati, risultati di indagini) necessarie a fornire un quadro ampio e
articolato della realtà locale, sia per quel che riguarda i fattori che incidono
direttamente sul fenomeno commerciale, sia per quelli che vi agiscono
indirettamente (qualità urbana, vivibilità, abitudini). Il capitolo si propone,
quindi, di:
• analizzare le caratteristiche territoriali e commerciali del centro storico di
Gioia del Colle;
• evidenziarne i punti di forza e di debolezza;
• individuare linee di intervento utili per la sua valorizzazione commerciale,
urbanistica e turistica;
La metodologia e gli strumenti utilizzati a tale scopo sono:
• la creazione di un database dedicato all’inserimento dei suddetti dati;
• l’analisi della popolazione e del territorio comunale mediante i dai forniti
dall’Istat e dall’Amministrazione comunale;
• l’analisi della rete commerciale con sopralluoghi, report fotografico e
schedatura dei principali percorsi commerciali del centro storico;
• l’indagine sulla percezione dei consumatori, ottenuta tramite la
somministrazione di un questionario distribuito a 749 cittadini gioiesi.
339
Inquadramento territoriale e urbanistico
Il Comune di Gioia del Colle si estende su una superficie territoriale di 206,48
Kmq e confina con i comuni di Acquaviva delle Fonti, Sammichele di Bari, Turi
(comuni pertinenti all’Area Metropoli Terra di Bari), Putignano, Noci,
Santeramo in Colle.
Esso dista 47km da
Bari ed ha una densità
abitativa
di
134
abitanti/Kmq.
Il comune si erge su
quella catena di colline
delle Murge che si
snoda sino al limite
delle provincie di Bari,
Taranto, Matera ed è
collocato al centro di
due
importanti
direttrici: la prima è la
Bari-Taranto, che si
estende da Sud a Nord
ed
ha
rilevanza
industriale
e
commerciale;
la
seconda è l’asse Gravina-Altamura, zona delle grotte e dei trulli, che procede
da Ovest ad Est e riveste un valore turistico-commerciale.
Gioia del Colle fa parte della comunità Montana Sud Orientale delle Murge e si
sviluppa in colline a livello variabile dai 300 m ai 434 m sul livello del mare.
Tra le zone rimboschite negli ultimi decenni assume particolare rilievo la zona
di Montursi, vasta pineta di richiamo turistico.
In generale, il paesaggio è caratterizzato da grandi superfici boschive in cui
dominano i fragni, più che la roverella. In particolare, Bosco Romanazzi e
Serra Capece costituiscono la parte più cospicua della superficie boschiva del
Comune e si estendono dalla zona archeologica di Monte Sannace alla
provinciale per Noci. L’antica Monte Sannace, oggi sede di un importante Parco
Archeologico, è situata a circa 5 Km dal centro abitato e costituisce
un’importantissima testimonianza di villaggio Peuceta, risalente al VII sec.
a.C., munito di cinque cinte murarie e abbandonato dopo la conquista romana.
Altra caratteristica del territorio di Gioia del Colle è la presenza di distintive
forme carsiche: lame, grotte, inghiottitoi ecc. in cui scompaiono le acque
piovane. In particolare, nell’agro di Gioia, ai piedi del Monte Sannace, nasce
lama San Giorgio.
L’idrografia di superficie è del tutto assente, ma la zona dell’abitato è ricca di
acque freatiche accessibili, seppur non del tutto utilizzate.
Nel territorio di Gioia esiste un’importante emergenza idrogeologica che
riguarda il problema dello smaltimento delle acque meteoriche e delle acque
reflue di varia natura. Ciò dipende dal fatto che Gioia si trova,
orograficamente, in una zona interna, depressa, senza sbocchi a mare, e
questo comporta una notevole difficoltà di smaltimento delle acque meteoriche
340
per via naturale. L’unico sfocio naturale del territorio è rappresentato da un
sistema d'inghiottitoi. Anche la progressiva urbanizzazione del territorio
contribuisce alla riduzione della capacità di smaltimento delle acque
meteoriche, pertanto la città è soggetta a fenomeni di allagamento.
Il clima è di tipo mediterraneo, con punte di continentalità a causa
dell'altitudine e della lontananza dal mare. Le precipitazioni annuali si
attestano attorno ai 600 mm e sono intense in autunno ed inverno, piuttosto
scarse in primavera e trascurabili in estate. La temperatura in inverno oscilla
tra +5 e +11 °C, mentre in estate varia tra +18 e +28 °C con un'elevata
percentuale di umidità.
D’inverno possono verificarsi precipitazioni nevose, mentre d’estate
grandinate. Sono frequenti le gelature primaverili, favorite dall’alternarsi dello
scirocco (proveniente dal versante Jonico) con la tramontana (proveniente dal
versante Adriatico).
Il territorio comunale gode di un’ottima situazione sotto il profilo dei
collegamenti stradali e della facilità e rapidità di accesso, infatti: è collegato
alla rete nazionale tramite l’autostrada (direzione sud Taranto, direzione nord
Bari, Canosa, Foggia, Bologna e Napoli, Roma) e alla direttrice Bari-Taranto
mediante la SS n.100. Tale condizione si riflette positivamente sul flusso del
trasporto dei mezzi pesanti che possono, così, evitare di fare ingresso nel
centro abitato e congestionare la viabilità. All’interno del Comune la struttura
viaria si presenta semplice, dotata di arterie principali che costituiscono il
naturale prolungamento delle principali vie di accesso. L’accessibilità è anche
garantita dal collegamento con la rete ferroviaria Bari-Taranto, gestita dal
gruppo Ferrovie dello Stato. Non bisogna, poi, dimenticare la base aerea della
NATO, che ha annesso un villaggio azzurro che conta circa 1.500 abitanti
(circa 500 militari).
341
Evoluzione demografica nel comune di
Gioia del Colle
L’analisi demografica del Comune di Gioia del Colle permette di valutare la
composizione dei residenti che costituiscono il potenziale bacino di utenza del
territorio, in modo da capire quale target risulta numericamente più
interessante. I dati qui utilizzati sono estrapolati dal sito dell’Istat, che mette a
disposizione le informazioni ufficiali più recenti sulla popolazione residente nei
Comuni italiani, ricavati mediante indagini effettuate presso gli Uffici di
Anagrafe.Il 9 ottobre 2011 l’Istat ha avviato il 15° Censimento Generale della
Popolazione, ma i dati definitivi saranno pubblicati il 31 marzo 2014, pertanto
in questo lavoro vengono presentati solo i dati certi posseduti fino al 2010.
La tabella 1 ed il grafico 1 ed 1-a illustrano la distribuzione della popolazione
residente nel comune di Gioia del Colle
Tab. 1 Andamento della popolazione residente a Gioia del Colle nel
quinquennio 2006-2010.
Popolazione
residente
M
F
TOTALE
2006
13.502
14.321
27.823
2007
13.573
14.383
27.956
2008
13.648
14.301
27.949
2009
13.655
14.362
28.017
2010
13.695
14.405
28.100
Grafico 1
342
Grafico 1-a
Dall’osservazione del trend di dati 2006–2010 emerge con chiarezza che la
popolazione del Comune di Gioia del Colle è in costante aumento (Graf.1). In
particolare, la popolazione femminile è, per ciascun anno considerato,
maggiore di quella maschile (Graf.1-a), anche se nel corso dei cinque anni
presi in considerazione c’è stato un aumento generale sia delle femmine che
dei maschi.
343
mensione
rritoriale
Gioia del
Colle
Tab. 2 Caratteristiche delle famiglie gioiesi nel quinquennio 20062010.24
2006
N. medio
Numero componenti
famiglie
nucleo
familiare
2007
N. medio
Numero componenti
nucleo
famiglie
familiare
2008
N. medio
Numero componenti
nucleo
famiglie
familiare
10.355
10.434
10.690
2,7
2,7
2,6
2009
N. medio
Numero componenti
nucleo
famiglie
familiare
10.861
2,57
Numero
famiglie
11.081
Grafico 2
Grafico 3
24
20
Dati Istat aggiornati al 31 dicembre di ciascun anno considerato.
344
c
Dal grafico precedente (Graf.2) si evince immediatamente che il numero delle
famiglie residenti nel Comune di Gioia del Colle ha subito, nel corso del
quinquennio, un generale aumento. Se osserviamo, invece, il dato relativo al
numero medio dei componenti per nucleo familiare (Graf.3), si rileva che la
famiglia media è formata da un numero limitato di componenti e che tale
numero si è ridotto nel corso del quinquennio.
Tab. 3 Distribuzione della popolazione del Comune di Gioia del Colle
per classi d’età, nel quinquennio 2006-2010.25
2006
2007
2008
2009
2010
Classi
d’età
Totale
%
Totale
%
Totale
%
Totale
%
Totale
%
0-16
4.355
15,65%
4.324
15,47%
4.305
15,40%
4.299
15,34%
4.265
15,17%
17-32
5.686
20,43%
5.508
19,70%
5.362
19,18%
5.240
18,70%
5.157
18,35%
33-48
6.645
23,88%
6.841
24,47%
6.855
24,52%
6.878
24,54%
6.907
24,58%
49-64
5.608
20,15%
5.688
20,34%
5.783
20,69%
5.919
21,12%
6.009
21,38%
65 e
oltre
5.529
19,87%
5.595
20,01%
5.644
20,19%
5.681
20,27%
5.762
20,50%
TOTALE
27.823
100%
27.956
100%
27.949
100%
28.017
100%
28.100
100%
Grafico 4
25
Dati Istat aggiornati al 31 dicembre di ciascun anno considerato.
345
Nel corso degli anni 2006–2010, presi in esame, la distribuzione della
popolazione compresa tra 0 e 16 anni presenta un andamento sostanzialmente
costante, mentre quella tra i 17 e 32 anni è nettamente in calo . La fascia di
popolazione racchiusa tra 33 e 48 anni sembra essere la più numerosa, anche
se la classe di cittadini aventi tra i 49 e 64 e quella con oltre 65 anni ha visto
una costante e forte crescita.
Il grafico 10 mostra, in particolare, la distribuzione della popolazione per classi
d’età relativa al 2010, evidenziando una prevalenza di cittadini in età
lavorativa. Se sommiamo tra loro le due fasce più giovani (da 0 a 32 anni) si
può notare che occupano il 33,52% della popolazione, mentre la somma delle
fasce d’età più elevate (dai 33 anni in su) raggiunge il 66,46%, indicando uno
squilibrio. Come si vedrà in seguito, infatti, questo dato è confermato
dall’indice di vecchiaia (popolazione sopra i 64 anni/ popolazione sotto i 15
anni) pari a 151, il quale indica che ogni 100 giovani ci sono 151 anziani.
Indice di vecchiaia
Tale indice stima il grado d'invecchiamento di una popolazione. Esso si
definisce come il rapporto di composizione tra la popolazione anziana (65 anni
e oltre) e la popolazione più giovane (da 0 a 14 anni). I valori superiori a 100
indicano una maggiore presenza di soggetti anziani rispetto ai giovanissimi.
Tab. 4 Indice di vecchiaia relativo al Comune di Gioia del Colle nel
quinquennio 2006-2010.26
Dimensione
territoriale
Gioia del
Colle
26
2006
2007
2008
2009
2010
145,99
146
149
151
151
Dati Istat aggiornati al 31 dicembre di ciascun anno considerato.
346
I valori riferiti a tutti i cinque anni considerati risultano superiori a 100. Questo
indica la preponderante presenza di soggetti anziani (65 anni e oltre) rispetto
ai soggetti più giovani (0-14 anni). Inoltre, il generale andamento demografico
delle dimensioni territoriali considerate tra il 2006 e il 2010 permette di
rilevare un trend di aumento costante dell’indice di vecchiaia.
Indice di ricambio
Calcola il rapporto tra la popolazione di età compresa tra 60 e 64 anni e quella
tra 15 e 19 anni, moltiplicato per cento. L’indice di ricambio è un dato molto
importante ai fini di questo studio, perché consente di valutare la rapidità con
cui si attua il ricambio della popolazione attiva e, quindi, la necessità di creare
adeguate opportunità lavorative. In altri termini esso indica la capacità della
popolazione residente di sostituire con nuovi ingressi nell’età produttiva i
pensionati a breve e medio termine.
Per il Comune di Gioia del Colle l’indice è pressoché stabile tra il 2006-2008,
mentre aumenta progressivamente negli anni 2009-2010, il che vuol dire che
il numero di nuovi possibili lavoratori è in crescita.
Tab. 5 Indice di ricambio relativo al Comune di Gioia del Colle nel
quinquennio 2006-2010.27
Dimensione
territoriale
Gioia del
Colle
2006
2007
2008
2009
2010
103,85
104
107
120
130
Indice di dipendenza giovanile
E' il rapporto tra la popolazione di età compresa tra 0 e 14 anni e la
popolazione in età attiva (15-64 anni), moltiplicato per cento. Esso
rappresenta il numero di individui non autonomi per ragioni demografiche (età
0-14) ogni 100 individui potenzialmente indipendenti (età 15-64 anni). Questo
indice permette di valutare quanti giovani ci sono ogni 100 adulti: più il valore
è alto, più la popolazione giovane dipende da quella adulta.
Tab. 6 Indice di dipendenza giovanile relativo al Comune di Gioia del Colle nel
quinquennio 2006-2010.28
Dimensione
territoriale
Gioia del
Colle
2006
2007
2008
2009
2010
29,87
20,46
20,13
20,12
20
I valori mostrano un picco dell’indice di dipendenza giovanile nel 2006,
sebbene si mantengano piuttosto bassi e costanti nel corso degli anni
considerati.
Nell’ambito dell’analisi delle caratteristiche strutturali della popolazione di Gioia
del Colle è stata approfondita anche l’area relativa alla presenza della
popolazione straniera residente.
27
28
Dati Istat aggiornati al 31 dicembre di ciascun anno considerato.
Idem.
347
Tab. 7
Bilancio demografico dei cittadini stranieri e incidenza sulla
popolazione nel quinquennio 2006-2010.29
Cittadini stranieri
M
F
Totale
2006
380
243
623
Incidenza
sulla
popolazione
gioiese
2,24%
2007
431
316
747
2,67%
2008
466
389
855
3,06%
2009
499
443
942
3,36%
2010
532
514
1046
3,72%
Grafico 5
Come si evince dal grafico sopra riportato, nel Comune di Gioia del Colle, si
rileva una presenza di residenti stranieri in costante crescita, anche se la sua
incidenza sul totale della popolazione è ancora molto bassa (Tab.8). I
principali Paesi di provenienza rilevati per il 2010 sono (Graf.6): l’Albania, il
Marocco, la Romania, la Georgia, l’India, la Polonia, la Cina, la Slovenia e la
Tunisia.
29
Dati Istat aggiornati al 31 dicembre di ciascun anno considerato.
348
Tab. 8 Dati di provenienza dei cittadini stranieri aggiornati al 31
dicembre 2010 (Fonte Istat).
Masc
hi
Femmin
e
Total
e
Albania
185
156
341
Marocco
178
99
277
Romania
Georgia
India
Polonia
Cina Rep.
Popolare
91
4
23
2
117
28
4
20
208
32
27
22
9
12
21
Slovenia
7
6
13
Tunisia
Senegal
Bulgaria
Ucraina
Macedoni
a
Germania
Bielorussi
a
Cuba
Brasile
7
3
2
1
4
5
4
5
11
8
6
6
3
3
6
1
4
0
Colombia
Rep.
Dominica
na
Francia
Kenya
Perù
Grecia
Masc
hi
Femmin
e
Total
e
0
2
2
1
1
2
1
2
0
0
1
0
2
1
2
2
2
1
0
1
1
1
0
1
0
1
0
0
1
0
1
1
1
1
1
1
Croazia
0
1
1
5
Moldova
0
1
1
5
5
Svizzera
1
0
1
1
2
4
3
5
5
0
0
1
1
1
1
1
4
5
Nigeria
Etiopia
Rep.
Sudafricana
1
0
1
0
4
4
Sri Lanka
0
1
1
1
0
1
1
2
3
2
1
3
3
3
2
Thailandia
Nicaragua
Argentina
Venezuela
0
0
0
1
1
1
1
0
1
1
1
1
Russia
Federazion
e
Costa
d'Avorio
Indonesia
Stati Uniti
Cile
Austria
Irlanda
Lussembur
go
Malta
Spagna
Lituania
Slovacchia
Totale Maschi Totale Femmine Totale stranieri
532
514
1046
Grafico 6
349
DATI DI PROVENIENZA DEI CITTADINI STRANIERI ANNO 2010
35,0
32,6
30,0
26,5
25,0
19,9
20,0
15,0
9,0
10,0
5,0
3,1
2,6
2,1
2,0
Polonia
Cina Rep.
Popolare
1,2
1,1
Slovenia
Tunisia
0,0
Albania
Marocco
Romania
Georgia
India
altri
350
Istruzione e occupazione
Il livello di istruzione è un importante indicatore dello sviluppo socioeconomico di un territorio; in particolare sono dimostrate strette correlazioni
tra la ricchezza prodotta e il grado di scolarizzazione superiore ed universitaria
della popolazione.
Da questo punto di vista l’area di Gioia, per il 2010, non presenta condizioni di
particolare svantaggio rispetto ad altre zone della Regione Puglia. In
particolare nella tabella 15 è possibile osservare come la maggior parte degli
analfabeti e buona parte degli alfabeti senza titolo di studio sia costituita da
anziani ultra sessantacinquenni.
Tab. 9 Livelli di istruzione della popolazione gioiese confrontati con
quelli della provincia di Bari nel 2010 (valori assoluti).30
Laurea
Diploma di
scuola
secondaria
superiore
Licenza di
scuola media
inferiore
Licenza di
scuola
elementare
Gioia del
Colle
Provinci
a di Bari
Alfabeti privi di
titoli di studio
1.722
6.065
8.058
6.728
3.031
1.291
571
432
99.222
339.474
435.961
371.173
181.761
60.388
31.194
20.021
Analfabeti
Totale
Di cui in
età da 65
anni in poi
Totale
Di cui
in età
da 65
anni in
poi
Tab. 10 Livelli di istruzione della popolazione gioiese confrontati con
quelli della Regione Puglia nel 2010 (valori percentuali).31
Gioia del
Colle
Regione
Puglia
Laurea
Diploma di
scuola
secondaria
superiore
Licenza
di
scuola
media
inferior
e
Licenza di
scuola
elementar
e
Alfabeti privi di
titoli di studio
Analfabeti
5,2%
22,4%
28,8%
27%
14,5%
2,1%
6,2%
22,6%
30,3%
25,1%
13%
2,7%
Dalla tabella 16 si rileva che il 28,8% dei cittadini gioiesi ha una licenza di
scuola media inferiore, il 27% una licenza di scuola elementare e solo il 5,25
una laurea.
30
31
Dati Istat aggiornati al 31 dicembre 2010.
Idem.
351
Grafico 7
COMPARAZIONE DEI LIVELLI DI ISTRUZIONE DELLA
POPOLAZIONE GIOIESE E PUGLIESE ANNO 2010
35,00%
30,30%
28,80%
30,00%
27%
25,10%
25,00%
22,60%
22,40%
20,00%
Gioia del Colle
Regione Puglia
14,50%
13%
15,00%
10,00%
6,20%
5,20%
5,00%
2,10%2,70%
0,00%
Laurea
Diploma di
scuola
secondaria
superiore
Licenza di scuola Licenza di scuola Alfabeti privi di
media inferiore
elementare
titoli di studio
Analfabeti
Il livello di istruzione e scolarità registrato nel Comune nel 2010 , per quanto
in linea con la situazione provinciale e regionale, non trova una diretta
corrispondenza con il tasso di occupazione e di disoccupazione (Graf.8). Dal
punto di vista delle condizioni lavorative, il quadro complessivo presenta
criticità superiori sia rispetto alla Provincia di Bari che all’intera Regione Puglia.
Il tasso di disoccupazione è, infatti, superiore ai valori complessivi delle
Provincia e della Regione (rispettivamente 11.1% e il 12,6%) e valori ancora
più elevati si riscontrano per le fasce giovanili della popolazione (15-24 anni),
anch’essi superiori ai valori medi rilevati (28.5% in provincia e 32.5% in
Regione).
Occupati per settore economico
Per quanto riguarda il sistema dell’occupazione del 2010, è possibile osservare
che una parte notevole della popolazione gioiese è impiegata nel settore
manifatturiero, rappresentato da industrie anche di livello nazionale, operanti
nel settore meccanico, oltre che da piccole e medie imprese locali.
Tab. 11 Tasso di occupazione nel 2010.32
Occupati totali
Gioia del Colle
32
8.611
% popolazione attiva
38,8%
Idem.
352
Tab. 12 Occupati per settore economico nel 2010 (valori assoluti).33
Gioia del
Colle
Agricoltura
Manifattura
Costruzioni
Commercio
Altri
servizi
400
1266
211
780
439
Grafico 8
Evoluzione economica
Il settore agricolo
Il settore agricolo rappresenta una delle principali fonti di ricchezza dell’area
interessata. Il territorio rurale si caratterizza per la presenza di un’agricoltura
contrassegnata dalla compresenza di aspetti di modernità e tradizione, nonché
di colture di diverso tipo, quali: cerealicole, erbacee e legnose; effettuate
generalmente in fondi di piccole dimensioni a conduzione diretta o familiare. In
particolare Gioia del Colle si distingue per la coltivazione della vite,
principalmente da vino, destinata alla produzione del Primitivo DOC.
Le analisi statistiche effettuate dall’ISTAT nel quinto Censimento generale
dell’agricoltura, mettono in luce come gran parte della superficie comunale sia
destinata alle colture agricole; dato che testimonia la vitalità e l’importanza del
settore agricolo per l’economia locale.
Tab. 13 Incidenza della Superficie
Superficie Territoriale (ST).34
33
34
Agricola
Totale
(SAT)
sulla
Idem.
Fonte: Istat – 5° Censimento generale dell’agricoltura, 2000.
353
Gioia del
Colle
Superficie
comunale
Totale (ST)
Superficie
Agricola
Totale
(SAT)
SAT/ST
SAT/ST
(%)
206,48 Km2
166,89 Km2
0,81
80,82 %
Il rapporto SAU/SAT permette di fornire un’indicazione della quota di territorio
effettivamente destinata ad attività agricole produttive rispetto alla superficie
totale in possesso delle stesse aziende. Una diminuzione o un aumento del
rapporto SAU/SAT può evidenziare diversi aspetti dell’evoluzione economica,
gestionale o strutturale delle aziende agricole di un determinato territorio.
Tab. 14 Incidenza della Superficie Agricola Utilizzata (SAU) sulla Superficie
Agricola Totale (SAT).35
Superficie
Superficie
Agricola
Agricola
SAU/ST
SAU/ST
Utilizzata
Totale
(%)
(SAU)
(SAT)
16.688,77
Gioia del
0,89
88,92%
14.839 Km2
Km2
Colle
Per quanto riguarda le specializzazioni agricole, come già accennato, la
Superficie Agricola Utilizzata (SAU) è stata suddivisa per tipologie di
coltivazioni.
Nel territorio gioiese la superficie agraria è prevalentemente usata per la
coltivazione di seminativi, mentre è minima la parte di suolo destinata a prati
e pascoli. Quest’aspetto, se da un lato è indice di un'agricoltura di tipo
intensivo, dall’altro segnala che non si è riusciti a realizzare un’integrazione tra
agricoltura e allevamento in un’ottica di filiera e di utilizzo ottimale del suolo
agricolo.
Tab. 15 Utilizzo della SAU (ha) per tipologia di colture.36
Gioia
del
Colle
SAU a
Seminati
vi
10.775,4
5
%
SAU a
coltivazioni
legnose
agrarie
%
73
%
3.462,43
23
%
SAU a
prati e
pascoli
permanent
i
601,30
%
SAU
totale
4%
14.839
Grafico 9
35
36
Fonte: Istat – 5° Censimento generale dell’agricoltura, 2000.
Idem.
354
RIPARTIZIONE IN PERCENTUALE DELLE SUPERFICI AGRARIE PER TIPOLIGIA DI COLTURA
80%
73%
70%
60%
50%
40%
30%
23%
20%
10%
4%
0%
SAU a seminativi
SAU a coltivazioni legnose agrarie
SAU a prati e pascoli permaneti
SAU per principali seminativi
Per quanto riguarda la superficie agricola destinata ai seminativi, il Comune di
Gioia del Colle presenta una distribuzione equilibrata tra la coltivazione di
cereali (34%) e quella del foraggio (36%).
Tab. 16 Suddivisione della SAU (ha) per tipologia di seminativi.37
Sup.
Sup.
Sup.
Sup.
SAU
%
%
Cereal %
Frument
Ortiv
Forag
totale
i
o
e
gi
Gioia
14.839,
34
22
0,5
5.105
3.219
67
5.397
del
18
%
%
%
Colle
%
36
%
Grafico 10
37
Fonte: Istat – 5° Censimento generale dell’agricoltura, 2000.
355
SUDDIVISIONE DELLA SAU PER TIPOLOGIA DI SEMINATIVI
40%
36%
35%
34%
30%
25%
22%
20%
15%
10%
7,08%
5%
0,50%
0%
Sup. Cereali
Sup. Frumento
Sup. Ortive
Sup. Foraggi
ALTRI
SAU per principali colture legnose
La distribuzione della SAU per le principali colture legnose evidenzia una buona
percentuale di coltivazioni di uliveti, subito seguita da quella di frutteti e viti.
Tab. 17
Suddivisione della SAU (ha) per tipologia di colture agrarie
legnose.38
Sup.
SAU
Sup.
Sup.
Sup.
%
%
%
%
Agru
totale
Vite
Olivo
Frutti
mi
Gioia
1.051,
7,09
14.839,1
1.737
12% 120,0
1%
461,1 3%
del
8
%
8
Colle
38
Idem.
356
Grafico 11
SUDDIVISIONE DELLA SAU PER TIPOLOGIA DI COLTURE AGRARIE LEGNOSE
90%
77%
80%
70%
60%
50%
40%
30%
20%
12%
7,09%
10%
3%
1%
0%
Sup. Vite
Sup. Olivo
Sup. Agrumi
Sup. Frutti
Sup.Altri utilizzi
In questo contesto è bene ricordare anche i dati relativi al vino di
Denominazione di Origine Controllata “Gioia del Colle”:
 Vigneti di uve da vino iscritti alla DOC: 282 Ha;
 Aziende iscritte all’albo del vino DOC: n. 63;
 Quantitativo medio di uva da vino lavorata per vino DOC: 6.000 q.;
 Quantitativo medio di vino DOC rivendicato: 3.600 hl.;
 Cantine che imbottigliano vino DOC: n. 63.
La coltivazione della vite deriva dalle particolari condizioni climatiche che
hanno consentito la produzione del cosiddetto “Primativo o Primitivo di Gioia”.
La storia narra che si tratti della vite di Borgogna, importata per la prima volta
nel XVIII secolo dai Frati Benedettini Francescani venuti in uno dei conventi
del territorio gioiese.
357
Le aziende agricole
Un fattore di criticità per l’agricoltura dell’ambito territoriale è rappresentato
dall’eccessiva frammentazione della proprietà (Tab.18); infatti, la distribuzione
delle aziende per classi di superficie agricola totale (SAT) mostra come il
settore agricolo del territorio sia caratterizzato dalla massiccia presenza di
attività di dimensioni ridotte. Basti notare che le aziende che hanno meno di 1
ettaro di SAU rappresentano il 43% del totale.
Tab. 18 Distribuzione delle aziende (numero) per classi di superficie
agricola totale (ha).39
Gioia
del
Colle
Meno
di 1
ha
Da 1
a2
ha
Da 2
a5
ha
Da 5 a
10 ha
Da 10
a 20
ha
Da 20
a 50
ha
Da 50
a 100
ha
1.104
422
370
188
236
195
38
Oltre
100
ha
6
Aziende
agricole
totali
2.559
Grafico 12
DISTRIBUZIONE DELLE AZIENDE PER CLASSI DI SUPERFICIE AGRICOLA TOTALE
50,0
45,0
43,1
40,0
35,0
30,0
25,0
20,0
16,5
14,5
15,0
9,2
10,0
7,6
7,3
5,0
1,5
0,2
0,0
Meno di 1 ha
Da 1 a 2 ha
Da 2 a 5 ha
Da 5 a 10 ha
Da 10 a 20 ha
Da 20 a 50 ha
Da 50 a 100 ha
Oltre 100 ha
La storia della proprietà fondiaria del territorio è stata caratterizzata sempre
dalla coesistenza di latifondi (di proprietà feudale) e di microfondi. Le riforme
agrarie degli anni ’50 sono riuscite a intaccare il sistema del latifondo, ma non
hanno avuto successo nell’introdurre un modello di aggregazione che
superasse la visione della piccola proprietà contadina. Il risultato di tale
processo è stato pertanto il proliferare di piccole aziende agricole, legate a
produzioni o tecniche agricole inefficienti, che i recenti mutamenti nel contesto
competitivo hanno posto fuori mercato. Inoltre, il settore agricolo è colpito in
misura maggiore di altri dall’invecchiamento della popolazione: l’aleatorietà dei
redditi e le difficoltà proprie del lavoro sui campi rendono poco attraente il
39
Fonte: Istat – 5° Censimento generale dell’agricoltura, 2000.
358
settore per le giovani generazioni. Tuttavia, alcuni segnali legati soprattutto
alla diffusione di attività collaterali (principalmente di natura turistica) e allo
sviluppo di filiere, dimostrano che è possibile un’inversione di tendenza.
Consistenza delle aziende zootecniche
A questo punto è opportuno accennare al settore dell’allevamento, in quanto
nell’area di Gioia del Colle c’è una significativa presenza di industrie casearie
che fanno di questo settore un importante comparto dell’economia locale. Ciò
si evince sia dal numero e dalle dimensioni consistenti delle aziende
zootecniche (Tab.19), sia dalla presenza consistente di imprese di lavorazione
e trasformazione del latte, che assumono la rilevanza di un sistema produttivo
distrettuale. Quest’ultimo si caratterizza sia per la specializzazione di un
comparto produttivo, il lattiero-caseario, sia per la filiera produttiva e le
relative attività collegate e integrate.
Tab. 19 Numero di aziende zootecniche per tipologia di capi allevati.40
Tot.
Aziende
zootecniche
Az.
Bovini
%
Az.
Bufalini
%
Az.
Suini
%
Az.
Ovini
%
Az.
Caprini
%
Az.
Equini
%
349
318
91%
2
1%
90
26%
113
32%
46
13%
84
24%
Come si può notare il patrimonio zootecnico è costituito essenzialmente dai
bovini di “Razza Bruno Alpina”, introdotta nel paese circa ottant’anni fa.
All’epoca il signor Giuseppe Signorelli, commerciante settentrionale sposatosi a
Gioia, dette vita ad un singolare commercio esportando al Nord il vino
Primitivo di Gioia e importando dalle valli Alpine i bovini di “Razza Bruno
Alpina”. Dopo circa un decennio il signor Clemente Milano diede vita ad un
vasto allevamento di questa nuova razza di bovini utilizzandoli per produrre,
per la prima volta, latte destinato alla preparazione di latticini freschi: le
mozzarelle. Esportati anche all’estero, questi latticini sono ancora oggi,
assieme al vino primitivo, il simbolo dell’economia cittadina.
Grafico 13
40
Fonte: Istat – 5° Censimento generale dell’agricoltura, 2000 e Associazione Provinciale Allevatori di
Bari 2009. Il numero delle aziende con bovini include anche l’allevamento di bufalini.
359
DISTRIBUZIONE IN PERCENTUALE DELLE AZIENDE ZOOTECNICHE PER TIPOLOGIA DI CAPI
ALLEVATI
60,0
50,0
48,7
40,0
30,0
20,0
17,3
13,8
12,9
10,0
7,0
0,3
0,0
Az. Bovini
Az. Bufalini
Az. Suini
Az. Ovini
Az. Caprini
Az. Equini
Il settore dell’industria e dell’artigianato
Il Comune di Gioia del Colle presenta un tessuto imprenditoriale di una certa
consistenza. In esso, infatti, vi sono realtà consolidate a livello nazionale che
operano nel settore della meccanica (Ansaldo) e dell’agroalimentare
(Granarolo). L’esistenza di tali industrie, pur impiegando un numero di
persone elevato rispetto all’ampiezza del territorio cittadino, riguarda
unicamente l’attività di produzione, senza coinvolgere attività strategiche
quali: la finanza aziendale, le scelte commerciali, il marketing, la ricerca e lo
sviluppo. Oltre a queste imprese sono sorte, per iniziativa locale, altre PMI
operanti in diversi settori, ma con mercati più ristretti di natura locale e con
più limitate opportunità di sviluppo.
Agricoltura,
pesca
Industria
estrattiva
Industria
manifatturiera
Energia, gas e
acqua
Costruzioni
Commercio,
riparazioni
Alberghi,
pubblici
esercizi
Trasporti,
comunicazioni
Credito,
assicurazioni
Altri servizi
TOT.
Unità Locali delle imprese per settore di attività economica.41
18
2
933
22
629
1.866
260
197
129
1.372
5.428
41
Elaborazione dati Istat, Ottavo censimento generale dell’industria e dei servizi, 2001.
360
Grafico 14
UNITA' LOCALI DELLE IMPRESE PER SETTORE DI ATTIVITA' ECONOMICA
2000
1.866
1800
1600
1.372
1400
1200
933
1000
800
629
600
400
260
197
129
200
18
22
2
iz
i
A
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ni
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un
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es
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A
gr
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ol
ra
va
es
ca
0
L’analisi delle Unità Locali suddivise per settore di attività economica
(Graf.15), rivela un’alta presenza d'imprese operanti nel settore del
commercio e delle riparazioni, subito seguita da quella di altre tipologie di
servizi e dalle industrie manifatturiere che, come mostra il grafico sottostante
hanno il più alto numero di personale.
Trasporti,
comunicazioni
Credito,
assicurazioni
Altri servizi
TOT.
attività
Alberghi,
pubblici
esercizi
di
Commercio,
riparazioni
settore
Costruzioni
per
Energia, gas e
acqua
imprese
Industria
manifatturiera
delle
Industria
estrattiva
locali
Agricoltura,
pesca
Addetti alle unità
economica.42
62
56
6.910
147
1.886
3.226
668
870
427
3.208
17.460
Grafico 15
42
Elaborazione dati Istat, Ottavo censimento generale dell’industria e dei servizi, 2001.
361
ADDETTI ALLE UNITA' LOCALI DELLE IMPRESE PER SETTORE DI ATTIVITA' ECONOMICA
8000
6.910
7000
6000
5000
4000
3.226
3.208
3000
1.886
2000
668
1000
62
870
147
56
427
zi
is
er
vi
A
ltr
o,
rip
A
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at
ti
In
du
st
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In
du
st
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A
gr
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ol
tu
ra
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pe
sc
a
0
L'artigianato rappresenta una delle realtà produttive ed economiche più vitali
della zona. Fortemente integrato nella cultura del territorio ed in potenziale
ripresa soprattutto per la sua correlazione con il turismo, può essere
considerato una delle principali potenzialità di sviluppo per l’area gioiese.
Come si può notare dalla tabella 28, le imprese artigiane più numerose
rientrano nella categorie: commercio al dettaglio di articoli di abbigliamento in
esercizi specializzati (57); manutenzione e riparazione di autoveicoli (56);
Commercio all’ingrosso di prodotti lattiero-casearii, uova, oli e grassi
commestibili (43). Quest’ultimo dato conferma l’esistenza, quanto meno
embrionale, di una filiera legata alle produzioni del settore agricolo locale.
Tab. 20 Numero di imprese artigiane di Gioia del Colle.
IMPRESE COMMERCIALI
Attive
Commercio di autoveicoli
1
Commercio di autovetture e di autoveicoli leggeri
15
MANUTENZIONE E RIPARAZIONE DI AUTOVEICOLI (autofficine,
carrozzerie, elettrauti, gommisti, autolavaggi)
56
COMMERCIO DI PARTI E ACCESSORI DI AUTOVEICOLI
1
Commercio all’ingrosso ed intermediazione di parti e accessori di autoveicoli
1
Commercio al dettaglio di parti e accessori di autoveicoli
7
COMMERCIO, MANUTENZIONE E RIPARAZIONE DI MOTOCICLI E
RELATIVE PARTI ACCESSORI
Intermediari del commercio di materie prime agricole, di animali vivi, di
materie prime tessili e di semilavorati
2
5
Intermediari del commercio di combustibili, minerali, metalli e prodotti chimici
4
Intermediari del commercio di legname e materiali da costruzione
6
Intermediari del commercio di macchinari, impianti industriali, navi e
automobili
10
362
Intermediari del commercio di mobili, articoli per la casa e ferramenta
17
Intermediari del commercio di prodotti tessili, abbigliamento, pellicce,
calzature e articoli in pelle
7
Intermediari del commercio di prodotti alimentari, bevande e tabacco
18
Intermediari del commercio specializzato in altri prodotti (prodotti di carta,
cancelleria, libri, agenti e rappresentanti di carta e libri, agenti di prodotti
audio e video, agenti di materiale elettrico e sanitari)
Intermediari del commercio di vari prodotti senza prevalenza di alcuno
19
6
Commercio all’ingrosso di cereali, tabacco grezzo, sementi e alimenti per il
bestiame (mangimi)
8
Commercio all’ingrosso di animali vivi
2
COMMERCIO ALL’INGROSSO DI PRODOTTI ALIMENTARI, BEVANDE E
PRODOTTI DEL TABACCO
Commercio all’ingrosso di frutta e ortaggi freschi o conservati
Commercio all'ingrosso di carne e di prodotti a base di carne
Commercio all’ingrosso di prodotti lattiero-caseari, uova, oli e grassi
commestibili
1
10
1
43
Commercio all’ingrosso di bevande
2
Commercio all’ingrosso non specializzato di prodotti alimentari, bevande e
tabacco
7
Commercio all’ingrosso di abbigliamento e di calzature
6
Commercio all’ingrosso di elettrodomestici, elettronica di consumo audio e
video; articoli per fotografia, cinematografia e ottica
4
Commercio all’ingrosso di prodotti farmaceutici
3
Commercio all’ingrosso di mobili, tappeti e articoli per l’illuminazione
4
Commercio all’ingrosso di orologi e di gioielleria
1
Commercio all'ingrosso di altri beni di consumo (Carta, cartone, articoli
cartoleria)
Commercio all’ingrosso di computer, apparecchiature informatiche periferiche
e di software
4
3
Commercio all’ingrosso di macchinari, attrezzature e forniture agricole
3
Commercio all’ingrosso di macchine utensili
1
Commercio all’ingrosso di altri macchinari e attrezzature
Commercio all'ingrosso di combustibili solidi, liquidi, gassosi e di prodotti
derivati
4
Commercio all'ingrosso di metalli e di minerali metalliferi
Commercio all'ingrosso di legname e di materiali da costruzione, apparecchi
igienico-sanitari, vetro piano, vernici e colori
Commercio all’ingrosso di ferramenta, di apparecchi e accessori per impianti
idraulici e di riscaldamento
3
2
11
7
Commercio all’ingrosso di prodotti chimici
1
Commercio all’ingrosso di altri prodotti intermedi
1
COMMERCIO ALL’INGROSSO NON SPECIALIZZATO
1
COMMERCIO AL DETTAGLIO (ESCLUSO QUELLO DI AUTOVEICOLI E DI
MOTOCICLI)
1
COMMERCIO AL DETTAGLIO IN ESERCIZI NON SPECIALIZZATI
2
Commercio al dettaglio in esercizi non specializzati con prevalenza di
alimentari e bevande
26
Commercio al dettaglio in altri esercizi non specializzati
6
363
COMMERCIO AL DETTAGLIO DI PRODOTTI ALIMENTARI, BEVANDE E
TABACCO IN ESERCIZI SPECIALIZZATI
1
Commercio al dettaglio di frutta e verdura in esercizi specializzati
15
Commercio al dettaglio di carni e di prodotti a base di carne in esercizi
specializzati
24
Commercio al dettaglio di pesci, crostacei e molluschi in esercizi specializzati
6
Commercio al dettaglio di pane, torte, dolciumi e confetteria in esercizi
specializzati
6
Commercio al dettaglio di bevande in esercizi specializzati
4
Commercio al dettaglio di prodotti del tabacco in esercizi specializzati
Commercio al dettaglio di altri prodotti alimentari in esercizi specializzati
COMMERCIO AL DETTAGLIO DI CARBURANTE PER AUTOTRAZIONE IN
ESERCIZI SPECIALIZZATI
Commercio al dettaglio di computer, unità periferiche, software e attrezzature
per ufficio in esercizi specializzati
Commercio al dettaglio di apparecchiature per le telecomunicazioni e la
telefonia in esercizi specializzati
COMMERCIO AL DETTAGLIO DI ALTRI PRODOTTI PER USO
DOMESTICO IN ESECIZI SPECIALIZZATI
Commercio al dettaglio di prodotti tessili in esercizi specializzati
Commercio al dettaglio di ferramenta, vernici, vetro piano e materiali da
costruzione in esercizi specializzati
Commercio al dettaglio di mobili, di articoli per l'illuminazione e altri articoli
per la casa in esercizi specializzati
Commercio al dettaglio di libri in esercizi specializzati
Commercio al dettaglio di giornali e articoli di cartoleria in esercizi
specializzati
Commercio al dettaglio di registrazioni musicali e video in esercizi
specializzati
10
7
14
7
2
1
9
13
25
5
17
1
Commercio al dettaglio di articoli sportivi in esercizi specializzati
5
Commercio al dettaglio di giochi e giocattoli in esercizi specializzati
3
COMMERCIO AL DETTAGLIO DI ALTRI PRODOTTI IN ESERCIZI
SPECIALIZZATI
2
Commercio al dettaglio di articoli di abbigliamento in esercizi specializzati
57
Commercio al dettaglio di calzature e articoli in pelle in esercizi specializzati
12
Commercio al dettaglio di medicinali in esercizi specializzati (Farmacie)
6
Commercio al dettaglio di articoli medicali e ortopedici in esercizi specializzati
1
Commercio al dettaglio di cosmetici, di articoli di profumeria e di erboristeria
in esercizi specializzati
Commercio al dettaglio di fiori, piante, semi, fertilizzanti, animali domestici e
alimenti per animali domestici in esercizi specializzati
10
11
Commercio al dettaglio di orologi e articoli di gioielleria in esercizi specializzati
11
Commercio al dettaglio di altri prodotti (esclusi quelli di seconda mano) in
esercizi specializzati (Mobili ufficio, materiale per ottica e fotografia,articoli
religiosi,bomboniere)
23
COMMERCIO AL DETTAGLIO AMBULANTE
5
Commercio al dettaglio ambulante di prodotti alimentari e bevande
12
Commercio al dettaglio ambulante di prodotti tessili, abbigliamento e
calzature
38
364
Commercio al dettaglio ambulante di altri prodotti (fiori,attrezzatura e
prodotti per l'agricoltura, profumi, prodotti di igiene per la casa)
COMMERCIO AL DETTAGLIO AL DI FUORI DI NEGOZI, BANCHI E
MERCATI
68
9
Commercio al dettaglio per corrispondenza o attraverso internet
9
Altro commercio al dettaglio al di fuori di negozi, banchi o mercati
2
TOTALE
794
La rete distributiva comunale
La rete distributiva a cui si fa riferimento è quella disponibile presso l’Ufficio
Commercio del Comune, aggiornata al febbraio 2006.
COMUNE DI GIOIA DEL COLLE - CONSISTENZA EX L.
COMUNE
Sup. ven.
TIPOLOGIA ESERCIZI
N.
%
(m2)
Esercizi di vicinato (fino
a 250 m2 di sup. vend.)
1) Alimentare o misto
154 26,24
8.596
2) Non alimentare
420 71,55
30.783
Totale esercizi di
39.379
574 97,79
vicinato (1+2)
M1) Medie strutture di
livello locale (da 251
fino a 600 m2 di sup.
vend.)
3) Alimentare o misto
2
0,34
860
4) Non alim. beni per la
persona
5) Non alim. altri beni
2
0,34
710
6) Non alim. beni a basso
impatto
Totale medie strutture di
4
0,68
1.570
livello locale (3+4+5+6)
M2) Medie strutture
intermedie (da 601 fino
a 1.500 m2 di sup. vend.)
7) Alimentare o misto
5
0,85
4.867
8) Non alim. beni per la
persona
9) Non alim. altri beni
2
0,34
1.771
10) Non alim. beni a basso
impatto
Totale medie strutture
7
1,19
6.638
intermedie (7+8+9+10)
TIPOLOGIA ESERCIZI
N.
%
Sup. ven.
(m2)
R. 11/2003 - TOTALE
%
Sup. media
(m2)
16,35
58,54
56
73
74,89
69
1,64
430
-
-
1,35
355
2,99
393
9,26
973
-
-
3,37
886
-
-
12,62
948
%
Sup. media
(m2)
M3) Medie strutture
attrattive (da 1.501
fino a 2.500 m2 di sup.
365
vend.)
11) Alimentare o misto
12) Non alim. beni per la
persona
13) Non alim. altri beni
14) Non alim. beni a basso
impatto
Totale medie strutture
attrattive
(11+12+13+14)
Totale medie strutture
TOTALE ESERCIZI
1
0,17
2.500
4,75
2.500
1
0,17
2.498
4,75
2.498
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
2
0,34
4.998
9,50
2.499
13
587
2,21
100,00
13.206
52.585
25,11
100,00
1.016
90
La rete commerciale di Gioia del Colle comprende 587 esercizi, di cui il 28,45%
tratta il settore alimentare ed il 71,55% quello non alimentare.
Grafico 16
RIPARTIZIONE DEGLI ESERCIZI PER SETTORE MERCEOLOGICO
80
71,55
70
60
50
40
30
28,45
20
10
0
ALIMENTARE O MISTO
TOTALE NON ALIMENTARE
366
Il 31,99% della superficie di vendita è utilizzato dal settore alimentare ed il
68,01% dai settori non alimentari (Graf.17).
Grafico 17
RIPARTIZIONE DELLA SUPERFICIE DI VENDITA PER SETTORE MERCEOLOGICO
80
68,01
70
60
50
40
31,99
30
20
10
0
ALIMENTARE O MISTO
TOTALE NON ALIMENTARE
Il 97,79% delle attività commerciali presenti sul territorio è costituito da
esercizi di vicinato con una superficie di vendita inferiore a 250 m2, mentre
solo il 2,21% è composto da medie strutture (Graf.18).
Grafico 18
RIPARTIZIONE DEGLI ESERCIZI PER TIPOLOGIA
120
100
97,79
80
60
40
20
2,21
0
ESERCIZI DI VICINATO
MEDIE STRUTTURE
367
Se si prende in considerazione la superficie di vendita, la situazione cambia
visibilmente. Infatti, gli esercizi di vicinato, che rappresentano il 97,79% delle
attività, hanno il 74,89% della superficie di vendita; mentre le medie
strutture, che sono solo in numero pari al 2,21%, rappresentano ben il
25,11% della superficie.
Grafico 19
RIPARTIZIONE DELLA SUPERFICIE DI VENDITA PER TIPOLOGIA DI ESERCIZI
80
74,89
70
60
50
40
30
25,11
20
10
0
ESERCIZI DI VICINATO
MEDIE STRUTTURE
368
Consistenza della rete in sede fissa nel
centro storico
In questo paragrafo si analizzano le caratteristiche del commercio in sede fissa
nel centro storico. In tal modo la rete distributiva ci permette di verificare il
flusso di avventori e l’indotto economico legato a questi settori strettamente
connessi alla frequentazione del centro storico.
Nel centro storico operano complessivamente 102 esercizi di vicinato, per un
totale di 5.969 m2 di superficie di vendita. La superficie media degli esercizi è,
ovviamente, molto inferiore rispetto alla media comunale.
COMUNE DI GIOIA DEL COLLE - CONSISTENZA EX L.
STORICO
Sup. ven.
TIPOLOGIA ESERCIZI
N.
%
(m2)
Esercizi di vicinato
(fino a 250 m2 di sup.
vend.)
1) Alimentare o misto
29
28,43
1.348
2) Non alimentare
73
71,57
4.621
Totale esercizi di
5.969
102
100,00
vicinato (1+2)
M1) Medie strutture
di livello locale (da
251 fino a 600 m2 di
sup. vend.)
3) Alimentare o misto
4) Non alim. beni per la
persona
5) Non alim. altri beni
6) Non alim. beni a
basso impatto
Totale medie
strutture di livello
locale (3+4+5+6)
M2) Medie strutture
intermedie (da 601
fino a 1.500 m2 di sup.
vend.)
7) Alimentare o misto
8) Non alim. beni per la
persona
9) Non alim. altri beni
10) Non alim. beni a
basso impatto
Totale medie
strutture intermedie
(7+8+9+10)
M3) Medie strutture
attrattive (da 1.501
fino a 2.500 m2 di sup.
vend.)
R. 11/2003 - CENTRO
%
Sup. media
(m2)
22,58
77,42
46
63
100,00
59
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
369
11) Alimentare o misto
12) Non alim. beni per
la persona
13) Non alim. altri beni
14) Non alim. beni a
basso impatto
Totale medie
strutture attrattive
(11+12+13+14)
Totale medie
strutture
TOTALE ESERCIZI
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
102
100,00
5.969
100,00
59
370
Gli esercizi in attività nel centro storico sono il 17,38% dell’intera rete
comunale.
Grafico 20
INCIDENZA DEL NUMERO DI ESERCIZI NEL CENTRO STORICO SU QUELLO DELL'AREA
COMUNALE
90
82,62
80
70
60
50
40
30
17,38
20
10
0
CENTRO STORICO
RESTANTE AREA COMUNALE
La superficie di vendita è pari all'11,35% dell’intera superficie di vendita
comunale.
Grafico 21
INCIDENZA DELLA SUPERFICIE DI VENDITA DELLA RETE COMMERCIALE DEL CENTRO STORICO
SU QUELLA DELL'AREA COMUNALE
100
88,65
90
80
70
60
50
40
30
20
11,35
10
0
CENTRO STORICO
RESTANTE AREA COMUNALE
371
Il settore turistico
Il turismo rappresenta, per l’intera area del sud-est barese, un’importante e
concreta possibilità di sviluppo grazie alle bellezze naturali (paesaggi
incontaminati, concrezioni carsiche), al clima mite ed ai tanti beni
architettonici e reperti archeologici disseminati nel territorio (villaggi, chiese
rupestri, necropoli, costruzioni in pietra come trulli e muretti a secco, jazzi,
tratturi, masserie fortificate e centri storici caratteristici). In particolare Gioia
del Colle vanta la presenza di una zona archeologica situata a Nord–Est detta,
Monte Sannace, che è caratterizzata: da una parte alta in cui sorgeva l’antico
abitato Peucetico; da una pianeggiante che vede ad Ovest la presenza di mura
antiche in parte oggetto di scavi visibili sul terreno e ad Est l’acropoli con la
restante zona piana dell’antico abitato.
Ad attirare la curiosità dei turisti concorre anche il Castello Normanno Svevo,
eretto da Riccardo Siniscalco d’Altavilla in epoca bizantina (XII secolo) e
successivamente modificato da Ruggero II e poi dall'imperatore Federico II di
Svevia, protagonista principale del processo di incastellamento di questa zona,
intorno al 1230.
Di fatto Gioia ha grosse potenzialità in questo settore, giacché è collocata in un
punto strategico, di passaggio per i turisti, perché dista solo 30 km da grossi
centri come Matera e Bari. Nonostante queste risorse, il turismo gioiese è
ancora poco valorizzato e non dispone di un'identità precisa che lo caratterizzi
sul mercato. Tuttavia, la ricettività turistica può contare su cinque alberghi
(Tab. 21) per un totale di circa 125 posti letto e su diversi agriturismi e B&B
sviluppatisi negli ultimi anni anche nel centro storico (Tab. 22).
Tab. 21 Flussi turistici a Gioia del Colle. Fonte Regione Puglia, anno
2007.
Italiani
Stranieri
Gioia del
Colle
Arrivi
Presenze
Arrivi
Presenze
11.515
19.550
933
2.675
Tab. 22 Numero delle strutture alberghiere di Gioia del Colle.
Fonte Regione Puglia, anno 2009.
Gioia del
Colle
Hotel
B&B
Agriturismi
5
12
4
372
Analisi qualitativa del centro storico
Il centro storico
Il centro storico di Gioia del Colle ha una struttura fortemente omogenea e
rispettosa delle varie individualità urbane; caratteristica che lo connota
rispetto alla città moderna. Esso si è sviluppato attraverso un processo
additivo di borghi caratterizzati da autonomia di impianto e da intrinseche
qualità spaziali e relazionali sorte attraverso una lenta evoluzione morfologica.
La morfogenesi del nucleo antico dell'abitato è stata determinata da un
processo di avvolgimento attorno al Castello Normanno-Svevo e dalla
costituzione di mura, margine fisico poi sostituito dalla cortina di palazzi
ottocenteschi che doveva, secondo i principi della cultura della città borghese,
mascherare la povertà dei residenti al suo interno.
Il sistema insediativo si è formato con l'aggregazione casuale di varie tipologie
edilizie a cassero con vani monocellulari (sottano al piano terra e soprano al
primo piano), espressione di un’architettura modesta. La nascita di questi
edifici ha determinato una successione di slarghi e tracciati viari irregolari.
Elementi ricorrenti del centro cittadino sono gli archi, che fungevano da
ingresso alle corti, ovvero slarghi che racchiudevano l’accesso a più abitazioni
di proprietà di un unico signore.
Data l’importanza di tutti questi elementi, che si sono conservati nei secoli,
diviene necessario salvaguardarli, recuperarli e valorizzarli, ponendo in
evidenza i singolari aspetti spaziali e di dettaglio, quale memoria storica dei
molteplici valori culturali.
L’Amministrazione comunale ha cercato di ridare valore a tale patrimonio a
fasi alterne, attraverso processi di pianificazione e interventi di risanamento
conservativo di diversi ambiti del centro storico.
Nel 1988 fu redatto il piano particolareggiato del centro storico, uno strumento
urbanistico che: catalogava gli edifici e gli elementi architettonici; prevedeva
la viabilità veicolare, l'apertura di nuovi accessi pedonali, il verde pubblico
attrezzato, i parcheggi a raso e interrati (in Piazza Plebiscito e Piazza XX
Settembre), gli assi di riqualificazione, gli ambiti di riqualificazione funzionale,
un albergo (in Via Concezione, angolo corso Vittorio Emanuele), il
trasferimento degli uffici pubblici (oggi sede INPS), le residenze, gli edifici a
destinazione d'uso pubblica, le norme tecniche di attuazione. Tale piano fu
sottoposto al Comitato Urbanistico Regionale per l'approvazione, ma questi
con la nota del 2.11.1994 richiese dapprima una più dettagliata
documentazione fotografica ed in seguito, alla luce dell'integrazione, espresse
parere negativo nel verbale n. 21 del 10.4.1997. Purtroppo la bocciatura del
piano ha provocato l'accantonamento di ogni iniziativa di regolamentazione
particolareggiata da parte delle varie amministrazioni comunali che si sono
succedute negli anni. Di conseguenza l’ente comunale ha portato avanti una
progettualità a macchia di leopardo caratterizzata da una serie di macro
interventi di riqualificazione a cui si sono aggiunti i micro abusi edilizi
perpetrati dai singoli proprietari.
Le varie Amministrazioni comunali hanno concentrato la loro attenzione sugli
spazi aperti del centro storico riqualificando, in particolare, gli assi viari
373
esistenti e scoraggiando la circolazione veicolare impropria all'interno del
tessuto edificato. Tra gli interventi di recupero vanno ricordati quelli: di piazza
Rossini, di Corso Vittorio Emanuele e delle strade ad esso collegate, di Via
Carlo III di Borbone, di Piazza Livia, di Largo Scarpetta e delle sue strade di
pertinenza.
Nel realizzare questi interventi, sicuramente auspicabili nell’intento di ricucire
la parte più antica del territorio con la città moderna, sono sempre stati
sottovalutati gli aspetti sociali delle opere di riqualificazione e questo ha
determinato molto spesso critiche da parte della cittadinanza. Basti pensare
alle polemiche per l'installazione della scultura "Volo di Icaro" e delle relative
panche in Piazza Rossini e Piazza dei Martiri, tutte opere dello stesso scultore.
All’elenco di critiche si aggiungono anche le recenti installazioni di arredo
urbano in Piazza Livia e Largo Scarpetta. Probabilmente una cittadinanza più
attiva ed informata delle progettualità avrebbe permesso di migliorare
l'impegno dell’ente comunale.
Anche i proprietari degli edifici situati nel centro storico hanno modificato il suo
aspetto. La loro opera è stata dettata dal voler migliorare le condizioni
abitative personali senza, però, tener conto dei caratteri storico-tipologici
consoni a tale contesto. Quello che è mancato è stato l'impegno da parte delle
varie amministrazioni nell’attuare un sistematico controllo dell'esistente per
valutarne la legittimità e la rispondenza alle scarne norme tecniche di
attuazione vigenti.
Solo di recente l’Amministrazione comunale ha redatto il “Regolamento per la
realizzazione di interventi di recupero delle facciate di immobili di proprietà
privata ricadenti nel Centro storico e per la concessione di incentivi pubblici”,
al fine di “fornire ai cittadini un quadro generale di riferimento unitario per gli
interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria da eseguire sulle facciate
in relazione alla storia degli edifici interessati, al loro stile ed ai materiali
utilizzati all’epoca della loro costruzione. In particolare stabilisce delle direttive
per migliorare l'aspetto estetico delle facciate degli edifici di proprietà privata e
pubblica prospicienti spazi pubblici ricadenti nel centro storico (zona A1 di
P.R.G., compresi gli edifici collocati su entrambi i lati dell’anello viario di
delimitazione della zona A1), e degli immobili, ovunque localizzati, sottoposti a
vincolo dagli strumenti urbanistici comunali e/o dal decreto legislativo n. 490
del 29.10.1999 e successive integrazioni e modificazioni, del Comune di Gioia
del Colle. Il Regolamento prevede altresì le modalità per I'erogazione di
contributi ed agevolazioni finalizzati ad incentivare la realizzazione di tali
opere.”43
La speranza è che tale regolamento sia solo il primo passo verso la
valorizzazione e promozione del centro storico in modo da creare una struttura
armoniosa e vitale ed evitare la totale distruzione dei valori ambientali e storici
del luogo.
I percorsi commerciali del centro storico
In questo paragrafo sono riportati i risultati di un'analisi di tipo qualitativo
effettuata sulle attività presenti nell'area a vocazione commerciale.
43
Comune di Gioia del Colle - Regolamento per la realizzazione di interventi di recupero delle facciate di
immobili di proprietà privata ricadenti nel Centro storico e per la concessione di incentivi pubblici.
Approvato con deliberazione del Commissario Straordinario n. 6 del 25/01/2012.
374
Nell’area di interesse, caratterizzata da strade e piazze con un’elevata
concentrazione di elementi artistico-culturali e con un’alta densità di attività,
sono stati individuati i percorsi commerciali più importanti, di cui segue la
schedatura.
Le schede riportano una descrizione sintetica delle caratteristiche urbanistico
commerciali dei percorsi:
• tabelle relative alle tipologie merceologiche presenti nei percorsi;
• caratteristiche morfologiche della via e regolamentazione della viabilità;
• tabelle riassuntive relative alla qualità dell’aspetto urbano, della rete
commerciale e degli esercizi;
• rilevazione di tratti di continuità e discontinuità commerciale, omogeneità
complessiva dell'offerta e densità commerciale;
• identificazione di potenzialità ed elementi di criticità.
Un ricco report fotografico rende più immediata la lettura delle schede.
I percorsi commerciali analizzati sono: Corso Vittorio Emanuele, Via Principe
Amedeo, Via Mastrandrea, Via Donato Boscia, Via Paolo Losito, Via Bartolomeo
Paoli, Via del Mercato, Via Carlo III di Borbone, Via Petrera, Via Concezione e
Via Bernal. La seguente mappa riporta le strade oggetto di rilevazione.
La mappa indica le strade del centro storico prese in considerazione ed è
visionabile in forma interattiva all’indirizzo internet:
https://maps.google.it/maps/ms?msid=208610517920506888102.0004cce8f0
3a4b9874768&msa=0&ll=40.801929,16.924857&spn=0.004735,0.010568&iw
loc=0004ccfce71fc45331176
La successiva cartografia riporta i negozi presenti nell’area del centro storico di
Gioia del Colle. Essa è stata realizzata dopo una lunga perlustrazione del
centro urbano, durante la quale è stato creato un database di tutte le attività
presenti e dei relativi indirizzi, suddividendole per tipologia. Al censimento è
seguita la georeferenziazione, ovvero l’inserimento su Google Maps degli
indirizzi dei vari negozi a cui è stato associato un’icona indicativa della
tipologia merceologica d’appartenenza. Data l’insufficienza delle icone messe a
375
disposizione da Google Maps, si è dovuto caricarne altre utilizzando il software
Dropbox che offre un servizio di file hosting e sincronizzazione automatica
di file tramite web. Il risultato ottenuto è stato la seguente mappa visionabile
in
forma
interattiva
all’indirizzo:
https://maps.google.it/maps/ms?msid=208610517920506888102.0004cd1f13
293b4e6c30d&msa=0&ll=40.800861,16.923827&spn=0.002384,0.005284
La struttura che ne emerge è di un asse centrale denso di attività, Corso
Vittorio Emanuele, con diramazioni periferiche meno influenti.
Abbigliam
ento/
Calzature
Elett
rodo
mest
ici
Agenzie/
uffici
Ferramenta
Alimen
tari
Fotogr
afi
Arredam
ento
Lavand
erie
Loc
ali
chiu
si
Artigia
nato
Otti
ci
B&B
Bibliotec
he/
Musei/Te
atri
Parrucchiere
/
Barbieri/Cen
tri estetici
Edicole/
Tabacche
rie
Pizzerie/
Ristoranti
/Bar
ATTIVITÀ COMMERCIALI PRESENTI NEL CENTRO STORICO SUDDIVISE PER TIPOLOGIA
Via
N°
C.so
Via C.
Via
Via
Via
Via D.
Via
del
V.
Borbone, Via TOTA
Princi
P.
TIPOLOGIA
Mastrandr Bosci
B.
Merca Petrera, Ber
LE
Eman
pe
Losit
ea
a
Paoli
Concezio nal ATTI
to
uele
Amed
o
376
eo
Abbigliament
o/
Calzature
Agenzie/Uffic
i
Alimentari
Arredamento
Artigianato
B&B
Biblioteche/
Musei/Teatri
Edicole/
Tabaccherie
Elettrodomes
tici
Ferramenta
Fotografi
Lavanderie
Locali Chiusi
Ottici
Parrucchiere/
Barbieri/Cent
ri estetici
Pizzerie/
Ristoranti/Ba
r
N° TOTALE
ATTIVITÀ’
PER OGNI
STRADA
ne
VITÀ
9
3
2
0
0
1
0
0
0
15
13
2
3
1
2
3
2
1
1
28
5
0
2
0
0
0
0
0
0
0
1
0
0
0
1
0
0
1
0
0
0
0
10
0
1
0
0
0
1
0
0
4
0
0
2
1
7
1
16
5
2
0
0
0
0
0
0
1
0
3
2
0
0
0
0
0
0
0
0
2
0
0
0
0
1
0
0
0
0
1
0
0
1
7
1
0
1
0
2
0
0
0
0
1
0
0
0
0
0
0
1
0
0
1
0
0
0
0
0
0
0
0
0
3
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
1
1
1
14
1
0
0
0
0
0
3
0
0
2
5
3
0
1
1
0
0
0
2
0
7
45
8
8
3
6
8
6
9
6
108
377
CORSO VITTORIO EMANUELE,
PIAZZZA DEI MARTIRI, PIAZZA MARGHERITA DI SAVOIA
NUMERO ESERCIZI: 45
Icona
Tipologia
Numero
Abbigliamento/Calzature
9
Agenzie/uffici
13
Specializzazione
Abbigliamento (8);
Calzature(1)
Agenzie (4);
Uffici (9)
Forneria (1); Pescheria
(1); Macelleria (1); Birreria
(1); Commercio al
dettaglio (1)
Orologeria (1); Gioielleria
(1)
Alimentari
5
Artigianato
2
Biblioteche/Musei/Teatri
2
Biblioteca (1); Castello (1)
Edicole/Tabaccherie
2
Edicola (1); Tabaccherie
(1)
Lavanderie
1
Locali chiusi
7
Ottici
1
378
Pizzerie/Ristoranti/Bar
3
Pizzeria (2); Bar (1)
REGOLAMENTAZIONE DEL TRAFFICO E DELLA SOSTA
Strada a senso unico, con auto in sosta su entrambi i lati, fino a Vico Santa
Maria Maddalena. Sul lato destro del tratto successivo, fino a Via Principe
Amedeo, c’è solo un piccolo parcheggio riservato agli automezzi della
vigilanza. Nella parte restante della strada è possibile parcheggiare solo sul
lato sinistro.
Fino a qualche anno fa, era attivo il pagamento del parcheggio.
CARATTERISTICA MORFOLOGICA DELLA VIA
Asse stradale di scorrimento ampio con strettoie in alcuni punti.
La larghezza dei marciapiedi è molto variegata: ci sono spazi ampi nel tratto
iniziale e finale della strada, mentre nella parte centrale, in corrispondenza
delle strettoie, il marciapiede diventa quasi inesistente.
ARREDO URBANO
379
Segnaletica fissa relativa alla
manifestazione artistica “Le porte
dell’imperatore”
ARREDO URBANO
Qualità di
Bassa
Illuminazione
Media
Alta
▼
Marciapiedi
▼
Pavimentazione
▼
Edifici
▼
Verde pubblico
▼
DESCRIZIONE QUALITÀ URBANA
Corso Vittorio Emanuele è una lunga arteria che taglia esattamente a metà il
centro storico di Gioia del Colle collegando la piazza principale del paese,
Piazza Plebiscito, con il Municipio. È una strada molto importante, perché
caratterizzata da diversi edifici storici, tra cui: Palazzo Serino (sede della
Biblioteca Comunale), il Castello Normanno-Svevo (ristrutturato dapprima nel
1087 dal conte Riccardo Siniscalco e poi da Federico II di Svevia nel 1230, e
oggi sede del Museo Archeologico Nazionale), Palazzo Cassano, Palazzo San
Domenico e la Chiesa di San Domenico (entrambi facenti parte dell’ex
convento dei frati Domenicani, costruito nel XIV secolo e sede attuale del
Municipio).
Il manto stradale ed i marciapiedi, entrambi in basolato, risultano in buone
condizioni, essendo stati ristrutturati nel 2008.
Gli organi illuminanti sono ancorati alle pareti delle abitazioni e costituiti da
bracci metallici che sorreggono un portalampada dal quale si sprigiona una
luce calda che rende l’ambiente accogliente; bisognerebbe, però, posizionarne
qualcuno in più.
Gli edifici appaiono piuttosto degradati e necessiterebbero d'interventi di
restauro; cosa che sarebbe molto opportuna soprattutto per i palazzi storici. Vi
sono lesioni, muri scrostati e incivilmente disegnati con graffiti, cavi penzolanti
e frammenti di ferro che fuoriescono dalle pareti.
L’arredo urbano è quasi inesistente, tranne che per le poche fioriere messe a
disposizione dai commercianti e per gli alberi che adornano la parte antistante
380
il Municipio e il Castello. Di fronte a quest’ultimo vi è anche una statua
dedicata ai martiri del 1799 e delle sedute in pietra scolpite dallo scultore A.
Paradiso.
RETE COMMERCIALE
381
RETE COMMERCIALE
Qualità di
Bassa
Media
Continuità commerciale
▼
Densità commerciale
▼
Omogeneità commerciale
Coerenza
commerciale/urbana
▼
Alta
▼
ELEMENTI DI IMMAGINE DEGLI ESERCIZI
Qualità di
Bassa
Media
Alta
Insegne
▼
Vetrine
▼
Tendaggi
▼
Serrande
▼
Visibilità
▼
Accessibilità Pedonale
▼
Accessibilità veicolare
▼
DESCRIZIONE RETE COMMERCIALE
Corso Vittorio Emanuele è la strada più importante del centro storico per quel
che riguarda la rete commerciale, che è costituita da attività alimentari, non
alimentari e pubblici esercizi di piccole dimensioni. Queste attività sono curate
sia nell’aspetto esterno (vetrine, tendaggi, insegne e fioriere), fatta eccezione
di un unico caso in cui l’insegna è fatiscente, sia nel layout interno
(posizionamento
della
merce)
e
utilizzano
stesse
modalità
di
commercializzazione dei propri prodotti.
La rete commerciale non è omogenea perché interrotta da residenze e garage.
La densità commerciale è maggiore sul primo tratto di strada.
La visibilità della rete commerciale è buona sia per i pedoni che per i veicoli,
nonostante vi siano macchine parcheggiate davanti ai negozi.
382
PROBLEMATICHE
Palazzo inagibile
Lesioni
Graffiti e pareti scrostate
383
Pareti scrostate
Insegna fatiscente
384
POTENZIALITÀ
Palazzo Cassano
Castello Normanno Svevo
Biblioteca Comunale,
Palazzo Serino
385
VIA PRINCIPE AMEDEO
NUMERO ESERCIZI: 8
Icona
Tipologia
Numero
Specializzazione
Abbigliamento/Calzature
3
Abbigliamento (3)
Agenzie/uffici
2
Agenzie (1); Uffici
(1)
Fotografi
1
Locali chiusi
2
REGOLAMENTAZIONE DEL TRAFFICO E DELLA SOSTA
Zona a traffico limitato con auto che transitano a senso unico.
È possibile parcheggiare solo sul lato sinistro.
CARATTERISTICA MORFOLOGICA DELLA VIA
Asse stradale di scorrimento ampio, con marciapiedi su ambo i lati.
386
ARREDO URBANO
ARREDO URBANO
Qualità di
Bassa
Media
Illuminazione
▼
Marciapiedi
▼
Pavimentazione
▼
Edifici
▼
Verde pubblico
Alta
▼
DESCRIZIONE QUALITÀ URBANA
Via Principe Amedeo è una traversa di Corso Vittorio Emanuele, al termine della
quale si incontra la Chiesa Matrice di Gioia del Colle, edificata alla fine del secolo
XI da Riccardo Siniscalco, primo Conte di Gioia.
Il manto stradale è fatto con chianche originali che necessiterebbero di
387
manutenzione, in quanto vi sono pietre sconnesse.
I marciapiedi sono sufficientemente larghi e in buone condizioni su ambo i lati.
L’arredo urbano è del tutto assente, mentre l’illuminazione è gradevole.
RETE COMMERCIALE
388
RETE COMMERCIALE
Qualità di
Bassa
Media
Alta
Continuità commerciale
▼
Densità commerciale
▼
Omogeneità
commerciale
Coerenza
commerciale/urbana
▼
▼
ELEMENTI DI IMMAGINE DEGLI ESERCIZI
Qualità di
Insegne
Bassa
Media
Alta
▼
Vetrine
▼
Tendaggi
▼
Serrande
▼
Visibilità
▼
Accessibilità Pedonale
▼
Accessibilità veicolare
▼
DESCRIZIONE RETE COMMERCIALE
Le attività commerciali presentano una gran cura delle vetrine e del
posizionamento della merce. Di particolare rilievo è un negozio storico sorto in
questa via nel 1947; inizialmente specializzato in tessuti, poi in biancheria, e
dagli anni sessanta punto di riferimento per la confezione. Tale negozio
conserva ancora oggi la sua originaria struttura in legno.
La visibilità della rete commerciale è buona sia per i pedoni che per i veicoli,
nonostante vi siano macchine parcheggiate davanti ai negozi.
Un grosso problema è, proprio, la difficoltà nel trovare un parcheggio libero.
PROBLEMATICHE
389
Muri scrostati ed anneriti
Muri scrostati
Cavi appesi che creano disordine
POTENZIALITÀ
390
Chiesa Madre
391
VIA MASTRANDREA
NUMERO ESERCIZI: 8
Icona
Tipologia
Numero
Specializzazione
Abbigliamento/Calzature
2
Abbigliamento (1);
Calzature(1)
Agenzie/uffici
3
Uffici (3)
Artigianato
1
Oggetti da regalo
(1);
Locali chiusi
1
Pizzerie/Ristoranti/Bar
1
Pizzeria (1)
REGOLAMENTAZIONE DEL TRAFFICO E DELLA SOSTA
Strada a senso unico con parcheggio privato in prossimità della Chiesa Madre e
possibilità di sosta nell’ultimo tratto della strada.
CARATTERISTICA MORFOLOGICA DELLA VIA
Asse stradale stretto che si apre ad imbuto sul tratto finale. Anche i
392
marciapiedi sono inizialmente molto stretti (permettono il passaggio di una
singola persona) e si allargano man mano che si prosegue lungo la via.
ARREDO URBANO
ARREDO URBANO
Qualità di
Bassa
Media
Illuminazione
▼
Marciapiedi
▼
Pavimentazione
▼
Edifici
Verde pubblico
Alta
▼
▼
DESCRIZIONE QUALITÀ URBANA
Proseguendo su Via S. da Putignano si incontra Via Mastrandrea: una strada
molto graziosa per la prospettiva sul campanile della Chiesa Madre e un
bellissimo terrazzino in legno, abbellito con fioriere e piante rampicanti.
393
Gli edifici appaiono, perlopiù, in buone condizioni, tranne un paio che
necessiterebbero di restauro.
I marciapiedi sono rovinati e poco omogenei, perché fatti con materiali diversi
(chianche e mattoncini).
Anche il manto stradale, in asfalto, è completamente danneggiato da buche e
lesioni. L’illuminazione è carente.
RETE COMMERCIALE
RETE COMMERCIALE
Qualità di
Bassa
Continuità commerciale
▼
Densità commerciale
Omogeneità
commerciale
Coerenza
commerciale/urbana
▼
Media
Alta
▼
▼
394
ELEMENTI DI IMMAGINE DEGLI ESERCIZI
Qualità di
Bassa
Media
Insegne
▼
▼
Vetrine
Tendaggi
Alta
Non presenti
Serrande
▼
Visibilità
▼
Accessibilità Pedonale
▼
Accessibilità veicolare
▼
DESCRIZIONE RETE COMMERCIALE
Le attività commerciali sono discrete, ma poco omogenee poiché interrotte da
numerose residenze, garage e locali chiusi. Hanno insegne e vetrine molto
curate e la loro densità aumenta verso la fine della strada, in prossimità di
Corso Garibaldi (una delle strade commerciali più attive di Gioia del Colle).
La visibilità dei negozi è molto alta sia per i pedoni che per gli automobilisti, ma
talvolta diventa difficile passeggiare su questa strada, a causa dei marciapiedi
stretti e delle macchine in transito su uno spazio molto ridotto.
PROBLEMATICHE
Manto stradale rovinato
395
Marciapiedi rovinati e costruiti
con materiali vari
Muri scrostati
396
POTENZIALITÀ
Campanile della Chiesa di S.
Maria Maggiore
Collegamento con Corso Garibaldi
397
VIA DONATO BOSCIA
NUMERO ESERCIZI: 3
Icona
Tipologia
Numero
Specializzazione
Agenzie/uffici
1
Uffici (1)
Artigianato
1
Laboratorio
artigianale (1)
Pizzerie/Ristoranti/Bar
1
Pub (1)
REGOLAMENTAZIONE DEL TRAFFICO E DELLA SOSTA
Strada a senso unico con possibilità di parcheggio sul lato sinistro fino
all’incrocio con Via R. Siniscalco.
CARATTERISTICA MORFOLOGICA DELLA VIA
Strada ampia e corta con marciapiedi su ambo i lati. Sul lato destro vi è l’ampio
piazzale della Chiesa Madre.
398
ARREDO URBANO
ARREDO URBANO
Qualità di
Bassa
Illuminazione
Media
Alta
▼
Marciapiedi
▼
Pavimentazione
▼
Edifici
▼
Verde pubblico
▼
399
DESCRIZIONE QUALITÀ URBANA
All’ombra della Chiesa di S. Maria Maggiore (1764) s'insinua Via Donato
Boscia, una strada ampia e corta sulla quale spiccano le antiche chianche che
necessiterebbero di manutenzione.
La Chiesa fu edificata fuori dalla cerchia delle mura alla fine del secolo XI da
Riccardo Siniscalco, primo Conte di Gioia, e intitolata a San Pietro. L’edificio
sacro era tutto in pietra lavorata, aveva tre navate e ai lati dell’altare
maggiore c’erano due alti campanili con due campane ciascuno. Aveva
l’organo, il pulpito, la sedia vescovile e numerose tombe e cappelle gentilizie.
Nel 1764 la Chiesa andò distrutta a causa di un incendio scoppiato nel coro o
forse per problemi di staticità, e nello stesso anno venne ricostruita sotto la
direzione dell'Arch. Pasquale Margolfo e dedicata alla natività della Beata
Vergine.
Via D. Boscia presenta marciapiedi larghi e ristrutturati, mentre il manto
stradale migliora dopo l’incrocio con Via R. Siniscalco.
L’aspetto urbano dovrebbe essere migliorato in alcuni punti, in modo
particolare bisognerebbe curare gli edifici e gli organi illuminanti; soprattutto
dal momento che questa strada risulta essere molto vitale e frequentata sia
dai residenti che dai turisti che visitano la Chiesa e il Castello non molto
distante.
L’arredo urbano è del tutto assente, in compenso i proprietari di un pub
presente su questa strada, sono riusciti a creare un angolo di verde
apprezzabile.
RETE COMMERCIALE
400
RETE COMMERCIALE
Qualità di
Bassa
Continuità commerciale
▼
Densità commerciale
Omogeneità
commerciale
Coerenza
commerciale/urbana
▼
Media
Alta
▼
▼
ELEMENTI DI IMMAGINE DEGLI ESERCIZI
Qualità di
Bassa
Media
Insegne
▼
Vetrine
Tendaggi
Alta
▼
Non presenti
Serrande
▼
Visibilità
▼
Accessibilità Pedonale
▼
Accessibilità veicolare
▼
DESCRIZIONE RETE COMMERCIALE
Quest’asse è caratterizzato da una rete commerciale poco omogenea con
diverse interruzioni causate dalla presenza di numerose residenze. La densità
commerciale è bassa, ma la qualità delle attività commerciali esistenti è buona.
Trattandosi di una strada di transito frequente, la visibilità veicolare, così come
quella pedonale è eccellente.
PROBLEMATICHE
401
Muri scrostati
Muri anneriti
POTENZIALITÀ
Chiesa Madre
402
Prossimità al Castello
Normanno Svevo
403
VIA PAOLO LOSITO
NUMERO ESERCIZI: 6
Icona
Tipologia
Numero
Agenzie/uffici
2
Arredamento
1
Elettrodomestici
1
Ferramenta
1
Locali chiusi
1
Specializzazione
Agenzie (1); Uffici
(1)
REGOLAMENTAZIONE DEL TRAFFICO E DELLA SOSTA
Strada a senso unico con sosta in due soli punti per lo scarico delle merci.
CARATTERISTICA MORFOLOGICA DELLA VIA
Asse stradale ampio, privo di marciapiedi.
404
ARREDO URBANO
ARREDO URBANO
Qualità di
Bassa
Illuminazione
Marciapiedi
Media
Alta
▼
Non presenti
Pavimentazione
▼
Edifici
▼
Verde pubblico
▼
DESCRIZIONE QUALITÀ URBANA
Via Paolo Losito è una strada lunga e abbastanza larga, priva di marciapiedi,
interamente ristrutturata nel 2009 assieme al grazioso Largo Scarpetta, che si
apre sulla destra verso la fine dell’asse stradale. Questo largo è anche noto agli
abitanti come “Piazza quattro fontane” per la presenza di una fontana a
quattro cannelle ed è situato nella zona quattro-cinquecentesca del centro
405
storico, di fronte ad un palazzo del 1920.
Gli edifici presentano una sorta di coerenza e costituiscono delle quinte
gradevoli, anche se in diversi casi sarebbero necessari interventi di
ristrutturazione. La piazzetta, invece, ha un arredo urbano ben curato con
panchine, fontana, alberi ed una bella prospettiva sull’alto campanile della
Chiesa Madre. Inoltre, passando per una traversa di questa strada, è possibile
raggiungere molto facilmente l’antica Chiesa di Sant Angelo (1170).
RETE COMMERCIALE
RETE COMMERCIALE
Qualità di
Bassa
Continuità commerciale
▼
Densità commerciale
Omogeneità
commerciale
Coerenza
commerciale/urbana
▼
Media
Alta
▼
▼
ELEMENTI DI IMMAGINE DEGLI ESERCIZI
Qualità di
Bassa
Media
Insegne
▼
Vetrine
▼
Tendaggi
Non presenti
Serrande
▼
Visibilità
Alta
▼
Accessibilità Pedonale
▼
Accessibilità veicolare
▼
406
DESCRIZIONE RETE COMMERCIALE
Trattandosi di una via piuttosto lunga, si può ritenere che la quantità di attività
commerciali rilevate è scarsa, mentre la qualità dei negozi presenti è
abbastanza buona; tranne nel caso del negozio di ferramenta che appare
danneggiato.
Molti esercizi non hanno insegne ma solo vetrofanie e questo ne riduce la
visibilità.
L’accessibilità è alta, ma la continuità del percorso commerciale non è
omogenea.
Vi sarebbero grosse potenzialità commerciali, poiché vi sono numerosi affacci
ad ipotetico uso commerciale o artigianale, ma molti di questi risultano chiusi
con “serrande cieche” o vecchi portoni di legno ormai cadenti, che sviliscono
l’immagine della via. Inoltre, quest’asse stradale è molto frequentato sia dagli
automobilisti, sia dai ragazzi che si recano nelle scuole vicine.
PROBLEMATICHE
Graffiti
Portoni fatiscenti
407
Muri scrostati
Locali vuoti
POTENZIALITÀ
Palazzo storico del 1920
Largo Scarpetta
408
VIA BARTOLOMEO PAOLI
NUMERO ESERCIZI: 8
Icona
Tipologia
Numero
Specializzazione
Abbigliamento/Calzature
1
Abbigliamento (1)
Agenzie/uffici
3
Uffici (3)
Artigianato
1
Restauratore (1)
Parrucchiere/Barbieri/
Centri estetici
3
Parrucchiere (2);
Centro Estetico (1)
REGOLAMENTAZIONE DEL TRAFFICO E DELLA SOSTA
La strada procede a senso unico fino all’incrocio con Via G. Rocca, dopo il quale
c’è il divieto di accesso per le automobili.
Sulla via non vi è la possibilità di parcheggiare, ma spesso si incontrano
macchine in sosta abusiva.
CARATTERISTICA MORFOLOGICA DELLA VIA
Strada abbastanza larga con marciapiedi che permettono il passaggio di una
sola persona su entrambi i lati fino all’incrocio con Via G. Rocca, dopo il quale
scompaiono completamente.
409
ARREDO URBANO
ARREDO URBANO
Qualità di
Illuminazione
Bassa
Media
Alta
▼
Marciapiedi
▼
Pavimentazione
▼
Edifici
▼
Verde pubblico
▼
DESCRIZIONE QUALITÀ URBANA
Gli edifici presentano evidenti segnali di degrado; hanno, infatti, portoni in
legno o metallo rovinati dalle intemperie, pareti scrostate e ringhiere
arrugginite. Diversi locali, che potrebbero essere sfruttati come attività
commerciali, sono vuoti.
I marciapiedi e il manto stradale sono in buone condizioni, essendo stati
ristrutturati nel 2009, mentre l’illuminazione è scarsa.
L’arredo urbano è del tutto assente, tranne che per due bidoni della
spazzatura.
É un peccato che questa via sia così degradata, visto che collega Corso
Garibaldi con la Chiesa di S. Angelo, una delle più antiche di Gioia, e l’annessa
Piazza Livia.
Le origini dell’edificio sacro sono incerte. Da alcuni documenti normanni del XII
secolo, si apprende che intorno al 1170 l’abate Arivie fece costruire, nei pressi
delle mura perimetrali del castello, una Chiesa dedicata al Santo protomartire
Stefano. Verso la fine del XV secolo, in aiuto degli aragonesi, giunse a Gioia un
contingente di soldati albanesi capitanati da Bartolomeo Paoli.
Praticando la religione ortodossa, gli albanesi pensarono subito di abbellire
l’antica Chiesa di San Giovanni (così com'era localmente definita) a loro uso e
devozione. Dalle due iscrizioni poste sulla facciata esterna dell’edificio, si
410
intuisce che il nuovo tempio aveva una cappella dedicata a S. Giovanni Battista
ed una al culto di S. Michele Arcangelo (da cui la successiva abbreviazione
popolare S. Angelo). Abolito il rito greco, la Chiesa venne riconsacrata
dall’Arcivescovo di Bari Mons. Landolfo e dedicata a S. Maria di Costantinopoli.
L’8 marzo del 1969, la Chiesa di S. Angelo è stata riconosciuta Monumento
nazionale dalla Sovrintendenza delle Belle Arti.
Accanto alla Chiesa si trova la suggestiva Piazza Livia ben illuminata da grandi
fari e luci dal basso. Anche qui la pavimentazione è stata completamente
rifatta e arricchita con alberi e un lungo sedile in marmo (fortemente criticato
dai cittadini per la sua estetica povera). Gli edifici sono, invece, fatiscenti.
Purtroppo, nonostante vi sia il divieto di parcheggio sull’intera piazza, spesso si
trovano in sosta le auto degli abitanti della zona.
RETE COMMERCIALE
411
RETE COMMERCIALE
Qualità di
Bassa
Continuità commerciale
Media
Alta
▼
Densità commerciale
Omogeneità
commerciale
Coerenza
commerciale/urbana
▼
▼
▼
ELEMENTI DI IMMAGINE DEGLI ESERCIZI
Qualità di
Bassa
Insegne
Media
▼
Vetrine
Tendaggi
Alta
▼
Non presenti
Serrande
▼
Visibilità
▼
Accessibilità Pedonale
▼
Accessibilità veicolare
▼
DESCRIZIONE RETE COMMERCIALE
Via B. Paoli è una strada molto frequentata dai ragazzi che si recano nelle
scuole vicine, ma soprattutto da chi deve raggiungere i vari uffici dislocati nel
centro storico. Si tratta quindi di un percorso di collegamento che andrebbe
valorizzato e riqualificato.
La rete commerciale non è omogenea perché interrotta da residenze e garage;
pertanto è poco attrattiva.
La densità commerciale è maggiore sul primo tratto di strada e la visibilità dei
negozi è buona grazie alla presenza di vetrine ben curate ed insegne nuove,
anche se di piccole dimensioni.
412
PROBLEMATICHE
Edifici fatiscenti
413
POTENZIALITÀ
Prossimità con Corso Garibaldi
Collegamento con la Chiesa di S. Angelo
Collegamento con Piazza Livia
414
VIA DEL MERCATO
NUMERO ESERCIZI: 6
Icona
Tipologia
Numero
Specializzazione
Agenzie/uffici
2
Agenzie (1); Uffici
(1)
Alimentari
1
Panificio(1)
Locali chiusi
3
REGOLAMENTAZIONE DEL TRAFFICO E DELLA SOSTA
Strada a senso unico, con auto in sosta sul lato sinistro e nel piccolo
parcheggio che la fiancheggia.
CARATTERISTICA MORFOLOGICA DELLA VIA
L’asse stradale e i marciapiedi sono piuttosto stretti.
415
ARREDO URBANO
Parcheggio
Panchina nascosta in prossimità
del parcheggio
416
ARREDO URBANO
Qualità di
Bassa
Illuminazione
Media
Alta
▼
Marciapiedi
▼
Pavimentazione
▼
Edifici
▼
Verde pubblico
▼
DESCRIZIONE QUALITÀ URBANA
Via del Mercato in passato era una strada molto frequentata, perché
retrostante l’ex Mercato Coperto che, assieme all’aria attigua di Piazza
Plebiscito, rappresentava il baricentro sociale e relazionale di Gioia del Colle.
Infatti, sia il mercato che la piazza, assieme al nucleo monumentale della
Chiesa (ed ex convento di S. Francesco) ed alle quinte architettoniche dei
palazzi gentilizi che ancora si affacciano sulla piazza stessa, configuravano un
sistema urbanistico e architettonico, morfologicamente unitario di spazi
collettivi ed edilizi di pregio.
L’unità e la compiutezza vennero irrimediabilmente perdute a cavallo degli anni
sessanta e settanta, in conseguenza di tre dissennate iniziative (una privata e
le altre pubbliche) che portarono alla demolizione di due immobili storici,
riducendo planimetricamente l’area originaria della piazza con il taglio di una
porzione lungo il lato ovest, attuato per poter allargare il manto stradale.
In sostituzione del vecchio mercato venne costruito un nuovo edificio,
dapprima utilizzato come Municipio ed in seguito come sede dell’I.N.P.S. Lo
spazio circostante, rimasto vuoto e soggetto a degrado, è stato ridotto sempre
più a mero retro secondario male adattato a parcheggio.
Per far fronte alla defunzionalizzazione di quest’area così importante del paese,
la precedente amministrazione ha avviato l’elaborazione di un progetto di
riqualificazione della piazza in termini di lastricatura e d'impianto di
illuminazione, unitamente alla costruzione di parcheggi sotterranei e
all'abbattimento del palazzo dell'INPS, al fine di realizzare una struttura
polifunzionale.
Ritornando, in particolare, alla strada oggetto di analisi: Via del Mercato
presenta marciapiedi strettissimi su entrambi i lati, costruiti con materiali
disomogenei (mattoni, asfalto ecc.) e molto rovinati; ci sono, infatti, buche e
mattonelle sollevate, pericolose per chi passeggia. Stesso discorso vale per il
manto stradale, illuminato da due grandi fari.
Alcune case sono in vendita e solo una in restauro, ma anche le altre ne
necessiterebbero, visto che hanno ringhiere arrugginite, nonché pareti annerite
e scrostate.
La strada è completamente priva di arredo urbano.
417
RETE COMMERCIALE
RETE COMMERCIALE
Qualità di
Bassa
Continuità commerciale
Media
Alta
▼
Densità commerciale
Omogeneità
commerciale
Coerenza
commerciale/urbana
▼
▼
▼
ELEMENTI DI IMMAGINE DEGLI ESERCIZI
Qualità di
Bassa
Media
Insegne
▼
Vetrine
▼
Tendaggi
Alta
Non presenti
Serrande
▼
Visibilità
▼
Accessibilità Pedonale
Accessibilità veicolare
▼
▼
DESCRIZIONE RETE COMMERCIALE
La visibilità dei negozi è discreta giacché questi ultimi sono oscurati per una
parte dall’imponente edificio dell’I.N.P.S. Tuttavia, la rinomata qualità dei
prodotti/servizi offerti compensa quella limitata visibilità che, altrimenti, li
renderebbe non attrattivi da un punto di vista commerciale. Ad ogni modo, per
i pedoni è possibile accedervi molto facilmente, mentre un po' meno lo è per gli
automobilisti, che incontrano difficoltà di parcheggio, nonostante ve ne sia uno
molto piccolo accanto alla strada. In esso, però, sono quasi sempre in sosta le
auto dei residenti del centro storico. La densità commerciale è piuttosto bassa
418
e vi sono numerosi locali chiusi, se si considerano le piccole dimensioni di
questa via.
Le vetrine e le insegne sono abbastanza curate.
PROBLEMATICHE
Locali vuoti e pareti malmesse
Marciapiedi rotti e costruiti con
materiali vari
Asfalto danneggiato
419
Retro del palazzo dell’I.N.P.S.
POTENZIALITÀ
Piazza Plebiscito e relativi
palazzi storici
420
VIA CARLO III DI BORBONE
VIA PETRERA, VIA CONCEZIONE
NUMERO ESERCIZI: 9
Icona
Tipologia
Numero
Specializzazione
Agenzie/Uffici
1
Alimentari
1
B&B
4
Biblioteche/Musei/Teatri
1
Museo (1)
Pizzerie/Ristoranti/Bar
2
Pub (1); Ristorante
(1)
Macelleria(1)
REGOLAMENTAZIONE DEL TRAFFICO E DELLA SOSTA
Zona a traffico limitato con possibilità di sosta solo in alcuni punti per il carico
e lo scarico delle merci.
CARATTERISTICA MORFOLOGICA DELLA VIA
Strada inizialmente ampia che si restringe man mano che ci si addentra nel
centro storico. I marciapiedi scompaiono da ambo i lati subito dopo l’incrocio
421
con Via del Mercato.
ARREDO URBANO
Filodiffusione per eventi
all’aperto
422
ARREDO URBANO
Qualità di
Bassa
Illuminazione
Marciapiedi
Media
Alta
▼
▼
Pavimentazione
▼
Edifici
▼
Verde pubblico
▼
DESCRIZIONE QUALITÀ URBANA
Si tratta di un percorso costituito da tre strade corte che si susseguono
mantenendo le stesse caratteristiche. Ai suoi estremi si trovano due forti
attrattori: Piazza Plebiscito (dall’ingresso di Via C. III di Borbone) e il Castello
Normanno Svevo (dall’ingresso di Via Concezione); inoltre, a metà del tratto,
nel borgo bizantino, si trova la più antica Chiesa di Gioia del Colle, quella
dedicata a S. Andrea, al cui interno è conservato il più antico organo del paese.
Sulla sua origine e fondazione non si hanno notizie certe: probabilmente fu
costruita nel X secolo e chiamata S. Maria del Casale per poi essere dedicata a
Santa Maria di Costantinopoli (questa intitolazione spiegherebbe il motivo per
cui in essa si officiava il rito greco). La Chiesa fino al ‘600 era una piccola
cappella e solo con la visita, nel 1578, dell'Arcivescovo di Bari, Mons. Antonio
Puteo, che ordinò di dipingere l'immagine dell'apostolo Andrea sull'altare
maggiore, venne dedicata a quest’ultimo. La Chiesa, così come si presenta
oggi, non è quella delle origini, infatti, è stata parzialmente rifatta nel 1828,
come si evince dalla data incisa sulla facciata a destra del portale d'ingresso.
L’entrata originaria doveva essere sulla facciata destra, attraverso una piccola
porta con arco lunato a tutto sesto, ora murata.
Il manto stradale dell’intero tratto considerato è stato ristrutturato nel 2009 e
risulta in ottime condizioni, tranne che in Via Concezione, dove le antiche
chianche sono sconnesse e molto scivolose.
I marciapiedi, anch’essi nuovi, sono presenti solo sul primo tratto di Via Carlo
III di Borbone, mentre il resto dell’asse stradale ne è privo.
Poiché si tratta di un percorso a vocazione pedonale, si dovrebbe impedire
l’accesso a quelle auto che, nonostante il divieto, sostano sporcando la
pavimentazione e disturbando l’armonia del centro storico.
L’illuminazione è sufficiente e nel tragitto s'incontra qualche fioriera, messa a
disposizione dai commercianti della zona, che da un tocco di colore al bianco
degli edifici. Questi ultimi, purtroppo, sono fatiscenti e quelli restaurati
presentano scelte estetiche poco adatte ad un centro storico, come porte e
finestre in anticorodal. In Via Petrera è eclatante il contrasto tra un edificio con
moderne quinte in marmo, e l’attiguo Arco Mastrocinto del XVII secolo. Si
tratta di un arco in pietra a sesto acuto con i bordi lavorati dalla forma a punta
di diamante ed ha la funzione di chiusura della corte interna, che presenta
quattro scalinate per accedere ad altrettanti abitazioni.
Apprezzabile è stata l’idea dell’Associazione culturale Artensione di far rivivere
quindici porte di cantine e vecchie abitazioni in disuso, facendole dipingere da
dodici artisti gioiesi che le hanno trasformate in vere e proprie opere d’arte,
423
aventi come tema Federico II di Svevia, i suoi simboli, e i personaggi della sua
epoca.
RETE COMMERCIALE
424
RETE COMMERCIALE
Qualità di
Bassa
Continuità commerciale
▼
Densità commerciale
Omogeneità
commerciale
Coerenza
commerciale/urbana
▼
Media
Alta
▼
▼
ELEMENTI DI IMMAGINE DEGLI ESERCIZI
Qualità di
Bassa
Media
Alta
Insegne
▼
Vetrine
▼
Tendaggi
▼
Serrande
▼
Visibilità
▼
Accessibilità Pedonale
▼
Accessibilità veicolare
▼
DESCRIZIONE RETE COMMERCIALE
La densità dell’asse stradale, costituito dalle tre strade esaminate, è piuttosto
bassa, mentre la qualità dei negozi è ottima, cosa che permette loro di essere
ben visibili a chi passeggia. I negozi, infatti, presentano tutti una gran cura
delle vetrine e delle insegne e cercano di rispettare lo stile del centro storico
attraverso l’uso di legno e trasparenze.
L’accesso per gli automobilisti è difficoltoso, ma sarebbe il caso di evitarlo per
consentire ai pedoni di passeggiare in tranquillità.
425
PROBLEMATICHE
Edifici fatiscenti
Uso di materiale inappropriato
per un centro storico
426
POTENZIALITÀ
Mostra permanente “Le porte dell’imperatore”
Archi storici
(lungo l’intero tragitto)
Museo “Pezzi di storia”
(su Via Petrera)
427
Vicinanza a Piazza Plebiscito
(partendo da Via Carlo III di
Borbone)
Vicinanza alla Chiesa di S.
Andrea
(collocata tra Via Petrera e Via
Concezione)
Vicinanza al Castello
Normanno Svevo (partendo da
Via Concezione)
428
VIA BERNAL
NUMERO ESERCIZI: 6
Icona
Tipologia
Numero
Specializzazione
Agenzie/uffici
1
Agenzie (1)
Artigianato
2
Falegnameria (1);
Gioielleria (1)
B&B
1
Parrucchiere/Barbieri/Centri
estetici
2
Parrucchiera (1);
Barbiere (1)
REGOLAMENTAZIONE DEL TRAFFICO E DELLA SOSTA
Strada a senso unico con divieto di sosta sul lato destro.
CARATTERISTICA MORFOLOGICA DELLA VIA
Asse stradale ampio con marciapiedi non troppo larghi su ambo i lati.
429
ARREDO URBANO
ARREDO URBANO
Qualità di
Bassa
Illuminazione
Alta
▼
Marciapiedi
▼
Pavimentazione
▼
Edifici
Verde pubblico
Media
▼
▼
DESCRIZIONE QUALITÀ URBANA
Via Bernal è una strada ad alta frequentazione, perché collega due assi stradali
molto importanti: Corso Vittorio Emanuele e Via Cavour; pertanto dovrebbe
essere riqualificata.
430
L’arredo urbano è del tutto assente e i corpi illuminanti sufficienti, ma
potrebbero essere integrati con degli altri.
I marciapiedi e il manto stradale sono in chianche e necessiterebbero di
continua manutenzione, visto che con la pioggia diventano molto scivolosi. Gli
edifici sono perlopiù in buone condizioni.
RETE COMMERCIALE
RETE COMMERCIALE
Qualità di
Bassa
Continuità commerciale
▼
Densità commerciale
Omogeneità
commerciale
Coerenza
commerciale/urbana
▼
Media
Alta
▼
▼
431
ELEMENTI DI IMMAGINE DEGLI ESERCIZI
Qualità di
Bassa
Insegne
Media
Alta
▼
Vetrine
▼
Tendaggi
Non presenti
Serrande
▼
Visibilità
▼
Accessibilità Pedonale
▼
Accessibilità veicolare
▼
DESCRIZIONE RETE COMMERCIALE
L’immagine complessiva della via non è positiva, ma ha buone potenzialità
commerciali che potrebbero essere sfruttate. Nonostante ciò, la densità ed
omogeneità dei negozi è bassa e questi si concentrano soprattutto sul tratto
finale della strada.
Le insegne e le vetrine non sono abbastanza curate e questo riduce la loro
visibilità.
L’accesso pedonale e veicolare è buono.
PROBLEMATICHE
432
POTENZIALITÀ
Vicinanza alla Chiesa di San
Rocco
Vicinanza a Palazzo Cassano
433
La percezione del centro storico
Il questionario
Per comprendere il modo in cui viene percepito e vissuto il centro storico di
Gioia del Colle è stato realizzato un questionario che è stato somministrato ad
un campione casuale di 749 individui, tra cui frequentatori, residenti e abitanti
di comuni limitrofi.
L’indagine si configura come un test di mercato mirato a:
 conoscere le caratteristiche dei frequentatori del centro storico ed il
peso che occupa l’acquisto come motivazione della loro presenza in
centro;
 comprendere le valutazioni qualitative e percettive che i frequentatori
del centro storico danno dell’offerta commerciale e del contesto urbano
in cui questa si inserisce;
 confrontare i risultati delle rilevazioni fatte in loco con il punto di vista
dei consumatori.
La preparazione del questionario è stata un momento molto delicato, poiché
era necessario che le domande fossero ben strutturate e non dessero adito ad
ambiguità per consentire una raccolta d'informazioni coerenti. Inoltre, il
linguaggio doveva essere semplice e comprensibile a tutti gli intervistati.
Il questionario è stato realizzato seguendo alcune fasi: scelta delle aree di
contenuto, definizione dei contenuti di ogni singola area e formulazione delle
relative domande, sistemazione delle domande in un ordine adeguato e uso
del pre-test per apportare eventuali modifiche.
Segue il modello del questionario che è stato somministrato.
QUESTIONARIO DI STUDIO SULLA QUALITÀ DEL CENTRO STORICO
DI GIOIA DEL COLLE
La riscoperta del cuore urbano della città come ambiente di pregio per la
socialità collettiva ha rilanciato il tema della valorizzazione di quelle attività dei
centri storici che sono strettamente correlate con il
suo uso sociale e il rafforzamento dell’identità
economica e socio-culturale del paese.
Il presente questionario fa parte di una ricerca tesa
ad indagare i bisogni e le modalità di fruizione del
centro storico, al fine di poter delineare ipotesi
d'intervento e riqualificazione urbana. La prego di
compilarlo in ogni sua parte e La ringrazio per il
tempo e l’impegno che vorrà dedicarmi.
I dati rilevati saranno utilizzati solo per scopi
scientifico-statistici.
I Parte : Dati socio-anagrafici
24. Sesso
Maschio
Femmina
25. Età
Da 15 a 24 anni
Da 25 a 44 anni
Da 45 a 64 anni
Oltre i 64
26. Professione
Studente
Casalinga
Impiegato
Militare
Libero Professionista
Commercio/Servizi
Operaio
Artigiano
Pensionato
Disoccupato
Altro specificare…………)
27. Dove abita?
Nel centro storico
Al di fuori del centro storico
In periferia
434
In una frazione del comune/campagna
In un altro comune (specificare.……..………)
II Parte : Accessibilità e sosta
28. Quale mezzo utilizza per recarsi nel centro storico?
A piedi
Bicicletta
Moto
Automobile
Autobus
Altro
29. Quali problemi legati al parcheggio incontra quando deve
recarsi nel centro storico? (È possibile dare più di una risposta).
Condizioni scadenti dei parcheggi
Parcheggio troppo lontano
Insufficienza di posti
Mancanza di parcheggi con disco orario
Nessuno
30. Pensa che ripristinare i parcheggi a pagamento possa
agevolare la ricerca di posti liberi?
Sì
No
435
III Parte : Motivi di frequentazione dell’area d’interesse
31. Per quale motivo solitamente si reca nel centro storico? (È
possibile dare più di una risposta).
Per vedere le vetrine/ fare un giro
Per fare acquisti nei negozi
Per andare al bar/ristorante/pizzeria
Per andare in banca/uffici vari
Per lavoro
Per studio
Vi abito
Altro
32. Frequenta il centro storico anche di sera? (Se no, passare
alla domanda numero 11).
Sì
No
33. Se sì, di quali aspetti dell’offerta usufruisce? (È possibile
dare più di una risposta).
Pizzeria /Ristorante/Pub
Bar
Cinema
Teatro
Eventi e manifestazioni
Passeggiata
Altro
436
IV Parte : Abitudini di acquisto
34. Ogni quanto acquista nel centro storico a Gioia del Colle?
Ogni giorno
2-3 volte a settimana
1 volta a settimana
Almeno una volta al mese
Più raramente
Mai
35. Quali prodotti acquista solitamente nel centro storico? (È
possibile dare più di una risposta).
Abbigliamento/intimo
/merceria
Calzature/pelletteria
Articoli sportivi
Alimentari/prodotti tipici
Bar/bevande
Giornali/riviste
Libri e musica
Cartoleria/giocattoli
Gioielleria/orologi
Regali/oggettistica
Casalinghi/arredo casa
Foto/ottica
Elettronica
Ferramenta
Nessuno
36. Fa acquisti anche nei Centri Commerciali?
Sì
No
37. Se sì, ogni quanto? (Se no, passare alla domanda numero 17)
Almeno 1 volta a settimana
2-3 volte al mese
1 volta al mese
Più raramente
437
38. In quale dei seguenti
prevalentemente?
centri
commerciale
si
reca
Ipercoop (a Gioia del Colle)
Auchan (a Casamassima)
Bariblu (a Triggiano)
Mongolfiera (a Bari)
Bari Max (a Bari)
Molfetta Outlet (a Molfetta)
Altro
39. Cosa compra nei Centri Commerciali? (È possibile dare più di
una risposta).
Abbigliamento/intimo
/merceria
Calzature/pelletteria
Articoli sportivi
Alimentari/prodotti tipici
Giornali/riviste
Libri e musica
Cartoleria/giocattoli
Farmaci
Profumeria
Gioielleria/orologi
Regali/oggettistica
Piante e fiori
Casalinghi/arredo casa
Foto/ottica
Elettronica
Ferramenta
Prodotti per animali
438
V Parte : Percezione e valutazione della rete commerciale
40. Esprima un giudizio di valore per ciascun aspetto della rete
commerciale del centro storico. (Barrare una sola casella per
ciascuna voce indicata).
Scarso
Sufficiente
Buono
Qualità negozi
Gamma di scelta per gli
acquisti
Convenienza negozi
Competenza/cortesia del
personale
Flessibilità degli orari dei
negozi/locali
Allestimento vetrine
41. Quale di questi interventi ritiene necessario per valorizzare
la rete commerciale del centro storico? (È possibile dare più di
una risposta).
Più varietà di scelta per acquisti
Più flessibilità orari negozi/locali
Prezzi più competitivi
Più promozioni nei negozi
Maggiore cortesia
Più attività culturali
Manifestazioni più numerose
Più informazione/comunicazione
439
VI Parte : Percezione e valutazione dell’aspetto urbano
42. Esprima un giudizio di valore per ciascun aspetto del
decoro urbano del centro storico. (Barrare una sola casella per
ciascuna voce indicata).
Molto
negativo
Negativo
Positivo
Molto
positivo
Gradevolezza dell’ambiente urbano
Pulizia delle strade
Manutenzione delle strade
Presenza di parcheggi
Presenza di spazi di verde pubblico
Manutenzione degli spazi verdi
Presenza di panchine
Illuminazione pubblica
Sicurezza nelle strade
Manutenzione rete fognaria
Stato di inquinamento dell’aria
Presenza di servizi igienici pubblici
Segnaletica di monumenti, musei,
opere d’arte e simili
Proposte culturali/manifestazioni
Segnaletica di uffici e servizi
pubblici
43. Quale di questi interventi ritiene necessario per valorizzare
l'aspetto urbano del centro storico? (È possibile dare più di una
risposta).
Più parcheggi
Più aree verdi
Più pulizia
Migliore arredo urbano
Ristrutturazione degli edifici
Migliori aree pedonali
/marciapiedi/strade
Miglior illuminazione
Migliore segnaletica
/accessibilità al centro
Più sicurezza
Meno traffico
440
VII Parte : Animazione e vitalità urbana
44. Esprima un giudizio di valore per indicare l’importanza che
attribuisce a ciascun fattore per la rivitalizzazione del centro
storico. (Barrare una sola casella per ciascuna voce indicata).
Non
importante
Poco
importante
Importante
Molto
importante
Biblioteca
Musei/pinacoteca
Chiese e
monumenti
Teatro
Pub e locali di
svago/spettacolo
Bar
Pizzerie/ristoranti
Circoli e centri di
vita sociale
Centri e servizi di
informazione
Concerti all’aperto
Mostre all’aperto
Animazione per
strada
Mercatini
tipici/sagre
Feste e rievocazioni
storiche
Piccoli spettacoli
Notti bianche
Eventi culturali
45. Pensa che sarebbe utile se il Comune acquisisse
problematiche e idee di valorizzazione del centro storico
direttamente dalla popolazione, come è stato fatto con
questa scheda?
Per niente
Poco
Molto
441
I risultati dell’indagine
Dati socio-anagrafici
Per quanto riguarda le caratteristiche del campione intervistato in relazione alla
variabile sesso, il sesso femminile rappresenta il 53,1% a cui seguono gli uomini con il
46,9%.
Tab. 23 Sesso degli intervistati .
Sesso degli intervistati
Maschi
Femmine
351
398
Numero totale
degli
intervistati
749
Grafico 22
SESSO DEGLI INTERVISTATI
54,0
53,1
53,0
52,0
51,0
50,0
49,0
48,0
47,0
46,9
46,0
45,0
44,0
43,0
Maschi
Femmine
442
Tra le altre variabili demografiche considerate nell’estrazione del campione abbiamo la
variabile età. La fascia d’età più rappresentata è quella di chi ha dai 45 ai 64 anni
(35,9%) seguita da quella dei più giovani, dai 25 ai 44 anni (34,6%), ed gli oltre 64
anni con il 18,8%.
Tab. 24 Fasce d'età degli intervistati .
N° risposte
Da 15 a 24
anni
80
Da 25 a 44
anni
259
Da 45 a 64
anni
269
Oltre i 64
anni
141
Grafico 23
CLASSI DI ETA' DEGLI INTERVISTATI
40,0
34,6
35,0
35,9
30,0
25,0
18,8
20,0
15,0
10,7
10,0
5,0
0,0
Da 15 a 24 anni
Da 25 a 44 anni
Da 45 a 64 anni
Oltre i 64 anni
443
Relativamente alla professione degli intervistati, il 16,3% del campione è costituito da
pensionati, seguito dal 12,6% di operatori del commercio e dei servizi, dall’11,9% da
artigiani ed 11,7% dalle casalinghe.
Tab. 25 Professione degli intervistati.
Studen Casalin
te
ga
54
Libero
Commercio/Se
Professioni
rvizi
sta
54
94
Impiega Milita
to
re
88
61
56
Opera Artigia
io
no
67
Pension
ato
Disoccup
ato
Altr
o
122
30
34
89
Grafico 24
PROFESSIONE DEGLI INTERVISTATI
18,0
16,3
16,0
14,0
12,6
11,7
12,0
8,9
10,0
8,0
8,1
7,2
11,9
7,5
7,2
6,0
4,0
4,5
4,0
2,0
A
ltr
o
Pe
ns
io
na
to
D
is
oc
cu
pa
to
rt
ig
ia
no
A
O
pe
ra
io
ta
re
Pr
of
es
si
on
C
om
is
ta
m
er
ci
o/
Se
rv
iz
i
M
ili
Li
be
ro
C
as
al
in
ga
Im
pi
eg
at
o
St
ud
en
te
0,0
Provenienza del campione
Per quanto riguarda la provenienza degli intervistati, abbiamo il 37,1% che
provengono dalla periferia del comune di gioia, il 25,2 % provengono al di fuori del
centro storico ed il 16 % abita nel centro storico.
Tab. 26 Provenienza degli intervistati .
N°
risposte
Nel centro
Storico
Al di fuori
del centro
storico
In
periferia
In una frazione del
comune/Campagna
In un
altro
Comune
120
189
278
58
104
444
Grafico 25
PROVENIENZA DEGLI INTERVISTATI (valori in %)
40,0
37,1
35,0
30,0
25,2
25,0
20,0
16,0
13,9
15,0
10,0
7,7
5,0
0,0
Nel centro Storico
Al di fuori del centro
storico
In periferia
In una frazione del
comune/Campagna
In un altro Comune
Accessibilità e sosta
Inerente al tema della provenienza è quello legato all’accessibilità ed alla sosta nel
centro storico. La maggior parte degli intervistati (46,7%) ha dichiarato di andare in
centro a piedi, seguono con il 25,2% coloro che utilizzano un’automobile,il 13,2%
utilizzano la moto ed l’8,9% la bici.
Tab. 27 Mezzi utilizzati per recarsi nel centro storico .
A
piedi
N°
risposte
350
Bicicletta Moto Automobile Autobus Altro
67
98
189
45
0
445
Grafico 26
QUALE MEZZO UTILIZZA PER RECARSI NEL CENTRO STORICO?
(Valori in %)
50,0
46,7
45,0
40,0
35,0
30,0
25,2
25,0
20,0
13,1
15,0
8,9
10,0
6,0
5,0
0,0
0,0
A piedi
Bicicletta
Moto
Automobile
Autobus
Altro
La maggior parte degli intervistati (32,7%) lamentano l’assenza di parcheggi. Tale
dato è, altresì, confermato dalle risposte alla domanda numero 20 del questionario, in
cui a fronte di una ricca lista di possibili interventi utili a valorizzare l'aspetto urbano
del centro storico, gli intervistati pongono al secondo posto l’aumento dei parcheggi
(16,3%). Inoltre seguono con il 28,7% coloro che lamentano la presenza di parcheggi
molto lontani dal centro storico, ed con il 16,2% l’assenza di parcheggi con disco
orario
Tab. 28 Problematiche relative al parcheggio .
N°
risposte
Condizioni
scadenti
dei
parcheggi
Parcheggi
o troppo
lontano
67
215
Insufficien
za di posti
Mancanza
di
parcheggi
con disco
orario
Nessun
o
Non
rispond
e
245
121
78
23
446
Grafico 27
QUALI PROBLEMI LEGATI AL PARCHEGGIO INCONTRA QUANDO DEVE RECARSI NEL CENTRO
STORICO?
(Valori in %)
35,0
32,7
28,7
30,0
25,0
20,0
16,2
15,0
10,4
10,0
8,9
5,0
3,1
0,0
Condizioni
scadenti dei
parcheggi
Parcheggio troppo
lontano
Insufficienza di
posti
Mancanza di
parcheggi con
disco orario
Nessuno
Non risponde
Motivi di frequentazione dell’area d’interesse
In riferimento alle motivazioni che inducono gli intervistati a frequentare il centro
storico, la percentuale più rilevante è quella di chi dichiara di recarvisi per vedere le
vetrine o fare un giro (29,2%), seguita dal 13,3% di quelli che ci vanno direttamente
per fare acquisti nei negozi, probabilmente perché hanno una certa fiducia nei prodotti
in vendita. Il 12,1% degli intervistati hanno dichiarato di abitare nel centro storico,
seguono con l’11,7% coloro che si recano in centro per frequentare un bar,un
ristorante o pizzeria, ed il 10,4% per andare in banca o uffici vari.
Da notare è, poi, la percentuale bassissima, il 5,3%, di coloro i quali vi si recano per
motivi di studio. Questo elemento porta a pensare che la biblioteca comunale ivi
presente, sia poco sfruttata o, piuttosto, non sufficientemente adeguata ad accogliere
un elevato numero di persone e le sue esigenze, visto che dalle risposte alla domanda
numero 21 risulterà che per gli intervistati essa ha un ruolo importante (53,1%) o
molto importante (35,6%) come fattore di rivitalizzazione del centro storico.
Tab. 29 Motivi di frequentazione del centro storico .
N°
rispost
Per
vedere le
vetrine/
fare un
giro
Per fare
acquisti
nei negozi
Per andare al
bar/ristorante
/ pizzeria
Per andare
in banca/
uffici vari
Per
lavoro
Per
studio
Vi
abit
o
Altr
o
189
86
76
67
56
34
78
61
447
e
Grafico 28
PER QUALI MOTIVI DI SOLITO SI RECA NEL CENTRO STORICO?
(Valori in %)
35,0
30,0
29,2
25,0
20,0
15,0
13,3
12,1
11,7
10,4
9,4
8,7
10,0
5,3
5,0
0,0
Per vedere le
vetrine/
Per fare acquisti
nei negozi
Per andare al
bar/ristorante/
pizzeria
Per andare in
banca/ uffici vari
Per lavoro
Per studio
Vi abito
Altro
La percentuale di intervistati che frequenta il centro storico anche di sera è del 65,3%.
Tra le motivazioni spiccano (Graf.36): la passeggiata (31,4%), la partecipazione ad
eventi e manifestazioni (26,5%) ed con il 34,6% lo svago/cena in pizzerie, ristoranti e
pub; fattori che sottolineano, ancora una volta, il forte richiamo socio-ricreativo svolto
dal centro storico.
Tab. 30 Numero di intervistati che frequentano il centro storico di sera.
N° risposte
Sì
489
No
260
448
Grafico 29
FREQUENTA IL CENTRO STORICO ANCHE DI SERA ?
VALORI IN %
70,0
65,3
60,0
50,0
40,0
34,7
30,0
20,0
10,0
0,0
Sì
No
Tab. 31 Motivi di frequentazione serale del centro storico.
Pizzeria/
Ristorante/Pub
N°
risposte
131
Bar
87
Teatro
24
Eventi e
Passeggiata
manifestazioni
167
198
Altro
23
Grafico 30
449
MOTIVI DI FREQUENZA SERALE DEL CENTRO STORICO (VALORI IN %)
35,0
31,4
30,0
26,5
25,0
20,8
20,0
13,8
15,0
10,0
3,8
5,0
3,7
0,0
Pizzeria/
Bar
Teatro
Eventi e
manifestazioni
Passeggiata
Altro
Abitudini di acquisto
È stato chiesto al campione quante volte si rechi nel centro cittadino per compiere
spese, al fine di capire la tipologia di acquisti effettuati: giornalieri o da shopping del
fine settimana.
Il 33,0% degli intervistati ha dichiarato di recarsi in centro almeno una volta al mese
per fare gli acquisti, seguono con il 24,1% coloro che si recano in centro almeno 2 o 3
volte a settimana, ed con il 23,1% coloro con almeno 1 volta a settimana, l’11,7% ha
dichiarato di recarsi ogni giorno, mentre l’8,1% si reca raramente nel centro storico.
Tab. 32 Periodicità degli acquisti nel centro storico.
Ogni
giorno
2-3 volte
a
settimana
1 volta a
settimana
Almeno una
volta al
mese
Più
raramente
Mai
78
161
154
220
54
78
N°
risposte
Grafico 31
450
OGNI QUANTO ACQUISTA NEL CENTRO STORICO A GIOIA DEL COLLE ? (VALORI IN %)
35,0
33,0
30,0
24,1
25,0
23,1
20,0
15,0
11,7
10,0
8,1
5,0
0,0
Ogni giorno
2-3 volte a settimana
1 volta a settimana
Almeno una volta al
mese
Più raramente
La frequenza con cui gli intervistati si recano nel centro storico per fare acquisti è
differenziata anche sulla base della loro provenienza.
Il grafico successivo mostra quali sono i prodotti principalmente acquistati nel centro
urbano. La maggior parte delle persone (13,1%) compra articoli di abbigliamento,
intimo e merceria. Al secondo posto ci sono i prodotti venduti nei bar (10,3%) ed al
terzo i prodotti alimentari e tipici (9,8%). L’8,4 % acquista regali ed oggettistica,
seguono con l’8,2 % coloro che acquistano prodotti in farmacia,l’8,1% calzature ecc.
N°
risposte
89
55 34
67 70 25 31
25 56
21 57
21 18
Nessuno
Ferramenta
Elettronica
Foto/ottica
Casalinghi/
arredo casa
Regali/
oggettistica
Gioielleria/
orologi
Farmaci
Cartoleria/
giocattoli
Libri e musica
Giornali/rivist
e
Bar/bevande
Alimentari/
prodotti tipici
Articoli
sportivi
Abbigliament
o/
intimo/merce
ria
Calzature/
pelletteria
Tab. 33 Prodotti acquistati nei negozi del centro storico.
3 49 60
Grafico 32
451
QUALI PRODOTTI ACQUISTA SOLITAMENTE NEL CENTRO STORICO ? (Valori in %)
Nessuno
8,8
Ferramenta
7,2
0,4
Elettronica
Foto/ottica
2,6
Casalinghi/
3,1
Regali/ oggettistica
8,4
3,1
Gioielleria/
8,2
Farmaci
Serie5
Cartoleria/
3,7
4,6
Libri e musica
Giornali/riviste
3,7
Bar/bevande
10,3
Alimentari/
9,8
5,0
Articoli sportivi
8,1
Calzature/
Abbigliamento/
13,1
0,0
2,0
4,0
6,0
8,0
10,0
12,0
14,0
Poiché i consumatori tendono, ormai, a sperimentare differenti tipologie di
distribuzione in base alle loro esigenze, al rapporto qualità prezzo ed ai parametri
legati all’ottimizzazione del tempo e dello spazio, si è cercato di capire se gli
intervistati acquistano anche presso i centri commerciali limitrofi.
In tal modo è possibile comprendere quale sia l’entità di eventuali fenomeni di
evasione verso grandi poli attrattivi, importanti soprattutto per tipologie quali:
ipermercati, negozi di abbigliamento ed elettrodomestici.
Il 74,9% afferma di effettuare acquisti anche presso centri commerciali (Graf.39); in
particolare il 33,2% almeno una volta a settimana, ma c’è una buona parte di chi vi si
reca meno di una volta al mese (26,5%) e chi 2-3 volta al mese (24,1% - Graf.40).
Tab. 34 Numero d'intervistati che fanno acquisti nei Centri Commerciali.
N° risposte
Sì
561
No
188
Grafico 33
452
FA ACQUISTI ANCHE NEI CENTRI COMMERCIALI ?
(VALORI IN %)
80,0
74,9
70,0
60,0
50,0
40,0
30,0
25,1
20,0
10,0
0,0
Sì
No
Tab. 35 Periodicità degli acquisti nei Centri Commerciali.
Ogni
giorno
2-3 volte a
settimana
76
181
N°
risposte
1 volta a
settiman
a
249
Almeno una
volta al
mese
199
Più
raramente
Mai
39
6
Grafico 34
SE SI,OGNI QUANTO FA ACQUISTI? (Valori in %)
35,0
33,2
30,0
26,5
24,1
25,0
20,0
15,0
10,1
10,0
5,2
5,0
0,8
0,0
Ogni giorno
2-3 volte a
settimana
1 volta a settimana Almeno una volta
al mese
Più raramente
Mai
453
Con il 42,2 % il centro commerciale Auchan di Casamassima si aggiudica il primo
posto tra i poli del commercio preferiti dagli intervistati ; peraltro bisogna ricordare
che proprio lo scorso dicembre è stata inaugurata una nuova parte per un totale di
110 negozi e 5500 posti auto.
Il secondo posto della lista dei centri più frequentati è occupato, con il 23,7%,
dall’Ipercoop di Gioia del Colle.
Tab. 36 Centri Commerciali preferiti .
N°
rispos
te
Iperco
op
a Gioia
del
Colle
180
Auchan a
Casamassim
a
Bariblu
a
Triggian
o
Mongolf
iera a
Bari
321
56
61
Bari
Max a
Bari
Molfett
a
Outlet
a
Molfett
a
Altr
o
Non
rispond
e
45
67
23
7
Grafico 35
SE LO FREQUENTA RARAMENTE,IN QUALE CENTRO COMMERCIALE SI RECA
PREVALENTEMENTE ?
45,0
42,2
40,0
35,0
30,0
25,0
23,7
20,0
15,0
10,0
8,8
8,0
7,4
5,9
5,0
3,0
0,9
0,0
Ipercoop
Auchan a
Casamassima
Bariblu a
Triggiano
Mongolfiera a Bari Max a Bari Molfetta Outlet
Bari
a Molfetta
Altro
Non risponde
La spesa fatta nei centri commerciali riguarda, perlopiù, l’acquisto di generi alimentari
(29,1%), segue con il 14,1% abbigliamento, con il 7,1% regali ed oggettistica, con
6,7% elettronica, ecc. (Graf.44).
454
Prodotti per
animali
Ferramenta
Elettronica
Foto/ottica
Casalinghi/
arredo casa
Piante e fiori
Regali/
oggettistica
Gioielleria/
orologi
Profumeria
Farmaci
Cartoleria/
Giocattoli
Libri e musica
Giornali/rivist
e
Alimentari/
prodotti tipici
Articoli
sportivi
Abbigliament
o/
intimo/merce
ria
Calzature/
pelletteria
Tab. 37 Prodotti acquistati nei negozi dei Centri Commerciali.
N°
risposte
140
60
51
111
21
34
65
12
45
9
71
23
19
14
67
45
Grafico 36
COSA COMPRA NEI CENTRI COMMERCIALI?
2,9
Prodotti per animali
4,5
Ferramenta
6,7
Elettronica
1,4
Foto/ottica
1,9
Casalinghi/
2,3
Piante e fiori
7,1
Regali/ oggettistica
0,9
Gioielleria/
4,5
Profumeria
1,2
Farmaci
6,5
Cartoleria/
3,4
Libri e musica
2,1
Giornali/riviste
29,1
Alimentari/
5,1
Articoli sportivi
6,0
Calzature/
14,1
Abbigliamento/
0,0
5,0
10,0
15,0
20,0
25,0
30,0
35,0
Percezione e valutazione della rete commerciale
E’ stata richiesta una valutazione relativa alla percezione generale della rete
commerciale del centro storico per capirne le problematiche e i punti di valore.
Tab. 38 Percezione e valutazione della rete commerciale del centro storico.
N° risposte
Qualità negozi
126
465
135
Non
risponde
23
Gamma di scelta per gli acquisti
156
272
287
34
45
311
369
24
del
221
416
73
39
dei
277
344
128
261
346
119
Scarso Sufficiente Buono
Convenienza negozi
Competenza/cortesia
personale
Flessibilità
degli
orari
negozi/locali
Allestimento vetrine
23
Dal grafico 43 emerge un giudizio di sufficienza generale per i vari aspetti considerati
della rete commerciale, tranne che per la varietà di scelta dei prodotti e la loro
455
29
convenienza, considerate scarse. Nei primi tre casi si può dire che il giudizio si ponga
tra il sufficiente e lo scarso, mentre negli ultimi tre tra il sufficiente e il buono. Nessun
aspetto spicca per la sua gradevolezza, infatti, l’unico valore che supera la soglia del
50% è il giudizio negativo sulla convenienza dei negozi. In particolare si può osservare
che:






Il 62,1 % degli intervistati ha dato un giudizio sufficiente alla qualità dei
negozi,segue con il 18,0% un giudizio buono, ed il 16,8% ha attribuito un
giudizio scarso;
la gamma di scelta per gli acquisti è considerata scarsa dal 20,8% del campione
e sufficiente dal 36,3%;
gli intervistati ritengono, inoltre che non ci sia una grande convenienza
d’acquisto (41,5%) e il 49,3% gli attribuisce un valore buono;
in relazione alla domanda sulla competenza e cortesia del personale dei punti di
vendita gli intervistati hanno attribuito un giudizio sufficiente con il 55,5%,
segue un giudizio scarso con il 29,5%;
la domanda sulla flessibilità degli orari dei negozi e dei locali vede con un
45,9% un giudizio sufficiente, segue con 37,0% un giudizio scarso;
stesso discorso vale per l’allestimento delle vetrine, ritenuto sufficiente dal
46,2% degli intervistati e scarso dal 34,8%.
Grafico 37
ESPRIMA UN GIUDIZIO SU ALCUNE CARATTERISTICHE DELLA RETE COMMERCIALE
70,0
62,1
60,0
55,5
49,3
50,0
46,2
45,9
41,5
38,3
36,3
40,0
37,0
Scarso
Sufficiente
Buono
Non risponde
34,8
29,5
30,0
20,8
18,0
16,8
20,0
17,1
15,9
9,7
10,0
6,0
4,5
3,1
5,2
3,2
3,1
0,0
ne
ve
to
i/l
en
oz
Al
le
st
im
eg
in
de
ri
ra
io
gl
de
nz
à
te
lit
pe
Fl
es
si
bi
m
Co
tri
al
oc
na
so
er
lp
de
a
si
r te
co
a/
di
a
m
am
G
le
zi
ne
a
nz
ie
en
nv
Co
sc
el
ta
pe
Q
rg
ua
li
l it
ac
à
qu
ne
is
go
ti
go
zi
0,0
Relativamente agli interventi proposti dagli intervistati per la valorizzazione del centro
storico di Gioia del Colle, si evidenzia la richiesta di prezzi più competitivi (19,3%) e
manifestazioni più numerose (17,4), seguono con il 15,1% coloro che chiedono più
varietà di scelta per gli acquisti, con il 14,3% più attività culturali, con 12,4% più
promozioni nei negozi 12,4, maggiore cortesia con l’8,2%, ed con il 5 % più
informazioni e comunicazione.
456
Prezzi più
competitivi
Più
promozioni
nei negozi
Maggiore
cortesia
Più attività
culturali
Manifestazion
i più
numerose
informazione
/
comunicazion
Non risponde
N°
risposte
Più flessibilità
orari negozi/
locali
Interventi ritenuti necessari per valorizzare la rete commerciale
del centro storico.
Più varietà di
scelta per
acquisti
Tab. 39
57
14
62
39
10
39
39
25
2
Grafico 38
QUALE DEI SEGUENTI INTERVENTI RITIENE CHE SIANO UTILI PER RIVITALIZZARE LA RETE
COMMERCIALE DEL CENTRO STORICO?(Valori in %)
25,0
19,3
20,0
17,4
15,1
14,3
15,0
12,4
10,0
8,2
5,2
5,0
5,0
3,1
0,0
Più varietà di
scelta per
acquisti
Più flessibilità
orari negozi/
Prezzi più
competitivi
Più promozioni
nei negozi
Maggiore
cortesia
Più attività
culturali
Manifestazioni
più numerose
Più
informazione/
comunicazione
Non risponde
Percezione e valutazione dell’aspetto urbano
È stato chiesto di esprimere anche un giudizio sull’aspetto urbano del centro storico.
In generale, non vi sono voci considerate molto positive o molto negative; la
percentuale maggiore di scelta ricade, infatti, solo sul positivo o sul negativo.
Dal parere dato alla voce “gradevolezza dell’ambiente urbano”, che implica una
valutazione generale dell’assetto urbano, si evince la considerazione positiva (52,3%)
che ne hanno gli intervistati. È da notare, però, che anche la percentuale di giudizi
negativi espressi per questa voce, è piuttosto alta (34,6%).
Le qualità ritenute positive dagli intervistati sono: l’illuminazione pubblica (col 64,1%
di preferenze è in assoluto il fattore reputato più positivo); tutte le varie tipologie di
segnaletica, che raggiungono la stessa percentuale di giudizio positivo (54,5%); la
457
pulizia delle strade, pari alla gradevolezza dell’ambiente (49,5%); la manutenzione
della rete fognaria (51,4%); la presenza di panchine (40,2%); lo stato d’inquinamento
dell’aria (51,8%); le proposte culturali e manifestazioni (44,5%).
Le problematiche principali sono, invece, individuate: nella presenza di parcheggi,
considerata negativa e molto negativa dal 56,4%; e nella manutenzione delle strade
(46,9%), ritenuta molto negativa dal 35,6%. La presenza di spazi di verdi pubblico è
vista come negativa dal 53,5% e la sua manutenzione non è da meno (59,1%). Un
valore che la pubblica amministrazione dovrebbe tenere in seria considerazione è la
sicurezza nelle strade che, purtroppo, è considerata negativa da ben il 54,1% del
campione. Anche la presenza di servizi igienici pubblici scarseggia ed è, infatti,
considerata negativamente (55,5%).
Tab. 40 Percezione e valutazione dell’aspetto urbano del centro storico .
N° risposte
Molto
negativo
Negati
vo
Positivo
Molto
positivo
Non
risponde
Gradevolezza
dell’ambiente urbano
31
259
392
56
11
Pulizia delle strade
56
273
371
40
9
Manutenzione delle
strade
267
351
113
11
7
Presenza di parcheggi
310
412
12
3
12
Presenza di spazi di
verde pubblico
Manutenzione degli
spazi verdi
289
401
38
4
17
256
443
23
7
20
Presenza di panchine
121
301
299
7
21
Illuminazione pubblica
56
190
480
4
19
Sicurezza nelle strade
67
405
260
Manutenzione rete
fognaria
Stato di inquinamento
dell’aria
Presenza di servizi
igienici pubblici
Segnaletica di
monumenti, musei,
opere d’arte e simili
Proposte
culturali/manifestazio
ni
Segnaletica di uffici e
servizi pubblici
71
259
385
14
20
67
252
388
19
23
246
412
35
25
31
56
210
421
45
17
59
313
333
26
18
40
260
408
20
21
17
Grafico 39
458
ESPRIMA UN GIUDIZIO SU ALCUNI ASPETTI DEL DECORO URBANO DEL CENTRO STORICO
2,8
2,7
5,3
2,43,5
7,9
2,3 6,0
7,5
4,1
3,34,7
Segnaletica di uffici e servizi pubblici
Proposte culturali/manifestazioni
Segnaletica di monumenti, musei, opere d’arte e simili
Presenza di servizi igienici pubblici
Stato di inquinamento dell’aria
3,1
2,5
Manutenzione rete fognaria
2,7
1,9
2,3
Sicurezza nelle strade 0,0
2,5
Illuminazione pubblica 0,5
2,8
Presenza di panchine 0,9
41,844,5
56,2
28,0
55,0
32,8
8,9
33,6
51,8
9,5
34,6
51,4
34,7
8,9
64,1
39,9
40,2
16,2
55,0
41,4
0,9
Manutenzione delle strade 1,5
15,1
35,6
1,2 5,3
7,5
1,5 7,5
4,1
0,0
53,5
38,6
1,6
Presenza di parcheggi 0,41,6
10,0
36,4
46,9
49,5
52,3
34,6
20,0
30,0
Non risponde
Molto positivo
Positivo
Negativo
Molto negativo
59,1
34,2
2,3
Presenza di spazi di verde pubblico 0,5 5,1
Gradevolezza dell’ambiente urbano
54,1
25,4
7,5
2,7
Manutenzione degli spazi verdi 0,93,1
Pulizia delle strade
54,5
34,7
40,0
50,0
60,0
70,0
Gli interventi principali proposti dagli intervistati in relazione alla valorizzazione
dell’aspetto urbano sono: una maggiore presenza di spazi verdi (17,4%) e di
parcheggi (16,3%). Il 13,0% del campione pensa, inoltre, che gli edifici necessitino di
opere di ristrutturazione, così come le aree pedonali, i marciapiedi e le strade
(11,2%). Dal confronto col grafico precedente in cui gli intervistati esprimevano
grandi riserve sulla sicurezza nelle strade, risulta strano che la voce “sicurezza nelle
strade” sia stata, in questo caso, segnalata da pochi come intervento necessario
(4,0%).
Tab. 41 Interventi ritenuti necessari per valorizzare dell’aspetto urbano del
centro storico.
459
43
25
Non
risponde
47
Meno
traffico
Più pulizia
35
Più
sicurezza
Più aree
verdi
31
Migliore
arredo
urbano
Ristrutturaz
ione degli
edifici
Migliori
aree
pedonali/m
arciapiedi/
strade
Miglior
illuminazion
e
Migliore
segnaletica
/accessibilit
à al centro
Più
parcheggi
55
N°
rispost
e
51
35
35
2
16
Grafico 40
QUALE DEI SEGUENTI INTERVENTI RITIENE NECESSARIO PER VALORIZZARE L'ASPETTO
URBANO DEL CENTRO STORICO
0,3
Non risponde
8,0
Meno traffico
Più sicurezza
4,0
Migliore segnaletica/accessibilità al centro
2,0
Miglior illuminazione
3,0
Migliori aree pedonali/marciapiedi/ strade
11,2
Serie3
Ristrutturazione degli edifici
13,0
Migliore arredo urbano
12,9
11,9
Più pulizia
17,4
Più aree verdi
16,3
Più parcheggi
0,0
2,0
4,0
6,0
8,0
10,0
12,0
14,0
16,0
18,0
20,0
In particolare, è interessante approfondire il dato relativo alla necessità di un maggior
numero di parcheggi e capire per quale tipologia d'intervistati esso è visto come un
problema di un certo peso.
Animazione e vitalità urbana
È stato sottoposto agli intervistati un elenco di possibili fattori di rivitalizzazione del
centro storico ai quali attribuire un giudizio sul relativo grado d’importanza.
Gli eventi culturali sono gli unici fattori ad essere considerati molto importanti (46,1%),
mentre tutti gli altri sono reputati importanti. In particolare, tra questi ultimi, la
percentuale di chi li ritiene molto importanti spicca per le feste e le rievocazioni storiche
(47,7%), nonché per i mercatini e le sagre (49,5%).
La maggior percentuale di giudizi positivi c’è l’hanno le voci: mostre all’aperto e
bar,musei/pinacoteche e biblioteche,ecc.
Tab. 42 Fattori di rivitalizzazione del centro storico.
460
N° risposte
Non
important
e
20
Poco
important
e
56
21
398
Molto
important
e
267
Non
rispond
e
8
23
442
259
4
2
35
419
289
4
Teatro
12
33
433
267
4
Pub e locali di
svago/spettacolo
12
46
424
265
2
Bar
45
244
366
85
9
Pizzerie/ristorant
i
Circoli e centri di
vita sociale
Centri e servizi di
informazione
Concerti
all’aperto
87
188
378
89
7
55
109
368
210
7
14
61
379
277
18
39
109
345
237
19
Mostre all’aperto
17
45
410
256
21
Animazione per
strada
Mercatini
tipici/sagre
Feste e
rievocazioni
storiche
23
165
367
178
16
4
21
345
371
8
2
34
355
357
1
Piccoli spettacoli
4
187
350
199
9
Notti bianche
8
156
321
251
13
Eventi culturali
7
34
355
345
8
Biblioteca
Musei/pinacoteca
Chiese e
monumenti
Important
e
461
Grafico 41
ESPRIMA UN GIUDIZIO SULL'IMPORTANZA CHE ATTIBUISCE A CIASCUN FATTORE PER
RIVITALIZZARE IL CENTRO STORICO DEL COMUNE DI GIOIA DEL COLLE
Eventi culturali
Notti bianche
Piccoli spettacoli
Feste e rievocazioni storiche
Mercatini tipici/sagre
Animazione per strada
Mostre all’aperto
Concerti all’aperto
Centri e servizi di informazione
Circoli e centri di vita sociale
Pizzerie/ristoranti
Bar
Pub e locali di svago/spettacolo
Teatro
Chiese e monumenti
Musei/pinacoteca
Biblioteca
1,1
0,9 4,5
1,7
1,1
1,2
0,5
0,1
0,3 4,5
1,1
0,5 2,8
2,1
3,1
2,8
2,3 6,0
2,5
14,6
5,2
2,4
1,9 8,1
0,9
14,6
7,3
0,9
11,9
11,6
1,2
11,3
6,0
0,3
1,6 6,1
0,5
1,6 4,4
0,5
0,3 4,7
0,5
3,1
2,8
1,1
2,7 7,5
0,0
10,0
46,1
47,4
33,5
20,8
42,9
26,6
25,0
46,7
47,7
47,4
46,1 49,5
23,8
22,0
49,0
34,2
54,7
31,6
Non risponde
Molto importante
Importante
Poco importante
Non importante
46,1
37,0
28,0
50,6
49,1
50,5
25,1
48,9
32,6
35,4
56,6
35,6
57,8
38,6
55,9
34,6
59,0
35,6
20,0
30,0
40,0
53,1
50,0
60,0
70,0
462
Infine, è stato chiesto se un questionario come quello proposto potesse essere
ritenuto un valido strumento di ricerca e pianificazione di strategie e, pertanto,
utilizzato dal comune di Gioia del Colle. Il 94,06% del campione ha dichiarato che
sarebbe molto utile se il Comune acquisisse direttamente dalla popolazione
problematiche e idee di valorizzazione attraverso questo strumento.
Tab.
43
Utilità del questionario
pianificazione di strategie.
N°risposte
Per
niente
0
come
Poco
Molto
29
719
strumento
di
ricerca
e
Non
risponde
1
Grafico 42
PENSA SAREBBE UTILE SE IL COMUNE ACQUISISSE PROBLEMATICHE E IDEE DI
VALORIZZAZIONE DEL CENTRO STORICO DIRETTAMENTE DALLA POPOLAZIONE,COME E' STATO
FATTO CON QUESTO QUESTIONARIO?
120,0
96,0
100,0
80,0
60,0
40,0
20,0
0,0
3,9
0,1
0,0
Per niente
Poco
Molto
Non risponde
463
Azioni di marketing per la valorizzazione del centro storico del
comune di Gioia del Colle
I dati ricavati mediante i sopralluoghi e il questionario forniscono uno strumento di
riflessione sulla strada da percorrere per ottenere risultati positivi nella valorizzazione
del commercio del centro storico gioiese.
La storia del cuore della città e l’evoluzione del ruolo dei suoi negozi, sottolineano
l’impossibilità di attuare un rinnovamento del commercio senza una riqualificazione
urbana. Solo risollevando la qualità della vita del centro cittadino sarà possibile
rivitalizzare il commercio al dettaglio tipico di quella zona e restituirgli la sua
caratteristica forza di attrazione. Se non verranno potenziate le caratteristiche
strutturali del centro storico non si potranno estendere al suo sistema commerciale
tutte quelle proprietà dell’innovazione distributiva messe in atto, ad esempio, per la
realizzazione di medie e grandi strutture di vendita. Infatti, un centro commerciale al
dettaglio che non abbia adeguati collegamenti viari con la sua area di attrazione o un
ambiente urbano pregevole finisce col risultare poco interessante.
Queste considerazioni sottolineano la necessità di rilanciare il commercio del centro
storico gioiese prestando molta attenzione al rapporto tra l’attività di vendita al
dettaglio e il territorio, tra le aggregazioni funzionali e la forma architettonica
complessiva della città. I negozi al dettaglio, inoltre, per attrarre l’interesse dei
cittadini dovranno integrarsi con gli altri servizi, tenendo conto del grado di
complessità dell’area urbana nella quale sono inseriti. Le soluzioni banali e la
specializzazione merceologica non potranno fornire un’adeguata risposta competitiva
ai medi e grandi negozi; bisognerà, quindi, saper sfruttare le risorse storico-culturali
offerte dal territorio gioiese. Il centro urbano potrebbe, peraltro, diventare il fulcro
dello svago cittadino ed essere in grado di trasferire, attraverso i suoi negozi, quelle
sensazioni, emozioni, odori e colori che concorrono a definire l’atmosfera delle merci
esposte. In sostanza lo studio dello spazio pubblico utilizzato dalla collettività deve
diventare fondamentale se si vogliono attuare interventi di marketing urbano vincenti.
Un’iniziativa molto interessante a cui il Comune di Gioia del Colle potrebbe aderire per
valorizzare il suo centro storico è quella dei DUC, ovvero dei Distretti Urbani del
Commercio. Si tratta di un progetto creato dalla Regione Puglia con la collaborazione
dei Centri di assistenza tecnica (CAT) delle associazioni di categoria Confcommercio e
Confesercenti, che propone la valorizzazione di un’area a vocazione commerciale come
processo continuo e non episodico, al fine di rendere competitivo il suo sistema
commerciale e turistico attraverso un approccio sistemico d’integrazione fra politiche.
In particolare, nel bando44 (approvato con DGR n. 2151 del 11/11/2008 e con la
delibera 23 novembre 2007 n. 125) si specifica che la Regione Puglia intende
finanziare azioni di sostegno ai Comuni che predispongano progetti riguardanti la
“riqualificazione e rivitalizzazione del sistema distributivo con particolare riferimento ai
centri storici e alle zone urbane a tradizionale vocazione commerciale, ivi compresi i
mercati su aree pubbliche, quali centri commerciali naturali per il recupero e la
valorizzazione dei mercati rionali e delle aree attrezzate”.45
Obiettivi principali del progetto sono: l’ammodernamento, la ristrutturazione della rete
distributiva, l’innovazione tecnologica e l’introduzione di sistemi di sicurezza.
44
Regione Puglia - Bando a favore dei comuni della Regione Puglia per la realizzazione di progetti di
valorizzazione e di qualificazione della rete commerciale. Visionabile all’indirizzo internet:
http://www.ducpuglia.it/normativa/bando/
45
Idem.
464
È previsto, inoltre, che i comuni si muniscano di strumenti di programmazione basati
su un’analisi preventiva del territorio e della rete commerciale, al fine di pianificare
misure di promozione e sviluppo del commercio nelle aree a vocazione commerciale
dei centri storici, delle aree urbane e dei centri di minor consistenza demografica.
Oltre che attraverso i bandi, la Regione assiste i distretti attraverso: la diffusione
d'informazioni sull’accesso ai contributi; la promozione di attività di formazione per le
Amministrazioni comunali, organismi degli operatori e i manager di distretto; lo
scambio di esperienze e casi di successo in Italia e all’estero; la valorizzazione delle
migliori pratiche e la loro diffusione; l’assistenza nella stesura degli accordi e dei
relativi progetti operativi. Inoltre, per verificare l’efficacia delle azioni svolte dai
Distretti, la Regione le monitora e, in caso di necessità, interviene in aiuto.
Tecnicamente, quindi, ci sono tre fasi preliminari da affrontare per attivare un DUC:
identificare le diverse aree commerciali e le loro funzioni (area di vicinato, shopping,
turistica ecc.); individuare la governance del distretto (cioè i soggetti pubblici e privati
che vi partecipano); valutare gli strumenti da utilizzare per i diversi interventi di
valorizzazione (come intervenire, come comunicare, attraverso quali canali media e
web).
Un caso di Distretto molto interessante è quello del Comune di Brescia che ha saputo
attuare, attraverso la sinergia di forze pubbliche e private, un ampio progetto di
sviluppo economico e sociale localizzato nel centro storico cittadino. Tale progetto
viene spiegato in maniera molto accattivante sul web in uno spazio dedicato
appositamente al DUC di Berescia46, in cui è presente una mappa sulla quale sono
stati georeferenziati i negozi, i luoghi in cui trascorrere il tempo libero (teatri, cinema,
parchi, bar, ristoranti ecc...) e i luoghi dell’arte e della cultura (musei, pinacoteche,
aree archeologiche, biblioteche ecc…). Per ciascuno di questi è stata, poi, creata una
scheda corredata da foto e breve presentazione.
Nel DUC di Brescia ci sono più di 1.100 attività commerciali, tra negozi e pubblici
esercizi, che, attraverso la collaborazione reciproca, hanno saputo aggiungere alla loro
professionalità e qualità dell’offerta, la bellezza storico-culturale del contesto in cui
sono inserite. Per loro, lo shopping, la cultura e la storia sono elementi che devono
fondersi con lo scopo di regalare ai visitatori un’esperienza piacevole e insolita. Far
acquisti nel DUC diventa, in questo modo, “una buona occasione per passare il proprio
tempo libero immersi nella storia, circondati dalla bellezza, accompagnati dalla musica
e soddisfatti dalle proposte commerciali ed enogastronomiche”.
46
http://www.duc-brescia.it/
465
IL MODELLO MULTIVARIATO DELLO SCALING MULTIDIMENSIONAL PER L’ANALISI
DEI FATTORI PER LA RIVITALIZZAZIONE DEL CENTRO STORICO E PER
L’ANALISI DEI GIUDIZI
ESPRESSI SULLE CARATTERISTICHE DEL DECORO
URBANO DEL CENTRO STORICO
Aspetti generali
L’analisi delle preferenze dei consumatori permettono di determinare la
segmentazione del mercato oltre che il posizionamento dei prodotti sul
mercato. Il multidimensional scaling, d’ora in poi MDS, permette inoltre di
rappresentare in modo “visivo” le preferenze o le percezioni dei consumatori
nel momento in cui si chiedesse di valutare un servizio.
Questa tecnica è applicata nelle ricerche di marketing per esaminare la
relazione esistente tra gli oggetti, di solito marche di un particolare gruppo di
prodotti. Il’MDS consiste in un insieme di calcoli che permettono di ottenere
una matrice d’input di associazioni di oggetti o variabili con una dimensione di
fondo ignota. Quindi tradotto questo concetto in parole semplici possiamo
affermare che questa tecnica ci permette di individuare un minimo di
dimensionalità che mette in relazione tra di loro gli oggetti e la posizione di
ciascun oggetto su ciascuna dimensione.
Questa tecnica trova impiego nei seguenti campi:


per la percezione da parte del consumatore della similarità delle marche;
per l’analisi dei giudizi di preferenza espresse dai frequentatori di un centro
storico sulle caratteristiche del decoro urbano di un centro storico;
 per stabilire le preferenze del consumatore manifestate per le marche.
Si può ben capire, inoltre, come sia possibile passare per un
posizionamento degli atteggiamenti sulle marche da una scala unidimensionale
ad una scala multidimensionale collocando le marche in uno spazio ndimensionale, in cui n esprime la dimensionalità minima di fondo della
relazione. Pertanto si può parlare di posizionamento di marche e di preferenze
rispetto alle marche in uno spazio di percezioni.
Vi sono tre tipi di rappresentazione in scala multidimensionale:
 completamento metrico. I metodi di questo tipo richiedono misure di input
con scala ad intervallo o a rapporto e generano un insieme di relazioni tra
oggetti anch’essi ad intervallo o rapporto;
 completamento non metrico. I metodi di questo tipo accettano misure di
input con scala ordinale e generano l’ordine di classificazione di ciascun
oggetto su ciascuna dimensione.
 Non metrico. Metodi di questo tipo accettano misure d’input con scala
ordinale e generano un insieme di relazioni tra gli oggetti d’intervallo; cioè,
le distanze tra gli oggetti nello spazio di percezione hanno un significato
utile. Questo tipo di rappresentazione è più utilizzata nel campo del
marketing.
Il’MDS rappresenta una tecnica statistica molto utilizzata nelle recenti
applicazioni di marketing, ed in particolare in quelle comportamentali per
466
l’interpretazione dello stimolo. La tecnica statistica consiste nella
rappresentazione in uno spazio di un insieme di punti rappresentativi di
un’insieme d’informazione di dati. I punti posizionati nello spazio sono
distribuiti geometricamente, considerando la distanza che li separa tra di essi,
al fine di riprodurre le relazioni di tipo empirico insite nei dati originali. L’analisi
inizia dai dati di prossimità, sotto forma di matrice quadrata, che esprimono
valutazioni di similitudine nella percezione dei consumatori tra tutte le coppie
di elementi (prodotto o marche) appartenenti ad un insieme di dimensione
finita, come le misure di distanza o di dissimilarità. L’obbiettivo, di detta
analisi, è quello di definire il posizionamento o una forma degli n elementi in
uno spazio metrico di dimensione p non troppo elevata, che si aggira intorno al
valore di tre o quattro unità, in modo che la distanza calcolata tra i punti che
identificano gli elementi riproducano la prossimità iniziale. Per posizionamento
o forma s’intendono le coordinate dei n elementi rispetto alle p dimensioni
dello spazio metrico di rappresentazione.
Applicazione dello scaling multidimensional per l’analsi delle risposte dei
frequentatori.
Il seguente grafico evidenzia i giudizi espressi dai frequentatori del centro
storico intervistati sulle caratteristiche del decoro urbano del centro storico del
comune di Gioia del Colle. Vi sono tre segmenti, il primo giuduca in modo
simile la gradevolezza dell’ambiente urbano, la manutenzione degli spazi verdi,
467
panchine inquinamento dell’aria verde pubblico ed infine segnaletiche. Il
secondo segmento giudica in modo simile la manutenzione delle fogne, la
pulizia delle strade, l’illuminazione ecc. Ed infine un terzo segmento giudica le
proposte culturali in modo differente da tutte le altre.
I MODELLO DELL’ANALISI FATTORIALE PER L E
PER L’ANALISI DEI GIUDIZI
ESPRESSI SULLE CARATTERISTICHE DEL DECORO URBANO DEL CENTRO
STORICO E DEI FATTORI PER LA RIVITALIZZAZIONE DEL CENTRO STORICO.
Aspetti generali e impiego nelle ricerche di marketing
L’analisi delle componente principali permette di risolvere problemi
complessi nel campo delle ricerche di marketing fornendo un valido strumento
468
per il sistema di supporto alle decisioni di marketing (SSDM).
L’analisi delle componenti principali trova largo impiego nei questionari
utilizzati per le ricerche di marketing in quanto permettono di sintetizzare i dati
raccolti a poche variabili. Supponiamo di voler condurre un’indagine sui
consumatori in cui le variabili in gioco riguardano le caratteristiche d’alcuni
prodotti, perciò si chiede di esprimere un giudizio per ogni attributo, ma in
questo modo considerando più attributi ed essendo ogni attributo una variabile
ed essendo numerose le variabili nelle ricerche di marketing, ricorreremo alle
componenti principali per capire le caratteristiche che accomunano i
consumatori, che altrimenti sarebbero difficile avere con più variabili. In
sostanza se dovessimo sottoporre ad un intervista il consumatore o cliente su
alcune caratteristiche di prodotto utilizzando molte variabili, con la tecnica
dell’analisi delle componenti principali è possibile ridurre il numero di tali
variabili, estrapolando dall’output ell’elaborazione le componenti che hanno
una forte correlazione con le variabili analizzate.
Tra le diverse tecniche d’analisi multidimensionale dei dati, vi è la
metodologia per l’analisi delle componenti principali, che si estraggono da un
insieme di variabili incorrelate tra loro.
La prima componente principale rappresenta il massimo valore della
variabilità della matrice di varianza-covarianza, la seconda è la combinazione
incorrelata con la prima che estrae il massimo di variabilità residua, e così via
fino ad arrivare alla componente principale che esprime la variabilità minima
residua. Il numero delle componenti estraibili determina la dimensionalità della
matrice.
L’obiettivo dell’analisi delle componenti principali consiste nello spiegare
alcune variabili in un numero inferiore rispetto a quelle originali, inoltre lo
studio si basa sull’ottenimento di variabili che derivano da quelle originali
correlate linearmente.
Aspetti generali e impiego nelle ricerche di marketing urbano
L’analisi delle componente principali permette di risolvere problemi
complessi nel campo delle ricerche di marketing urbano fornendo un valido
strumento per il sistema di supporto alle decisioni di marketing (SSDM).
L’analisi delle componenti principali trova largo impiego nei questionari
utilizzati per le ricerche di marketing in quanto permettono di sintetizzare i dati
raccolti a poche variabili. Supponiamo di voler condurre un’indagine sui
consumatori in cui le variabili in gioco riguardano le caratteristiche d’alcuni
prodotti, perciò si chiede di esprimere un giudizio per ogni attributo, ma in
questo modo considerando più attributi ed essendo ogni attributo una variabile
ed essendo numerose le variabili nelle ricerche di marketing, ricorreremo alle
componenti principali per capire le caratteristiche che accomunano i
consumatori, che altrimenti sarebbero difficile avere con più variabili. In
sostanza se dovessimo sottoporre ad un intervista il consumatore o cliente su
469
alcune caratteristiche di prodotto utilizzando molte variabili, con la tecnica
dell’analisi delle componenti principali è possibile ridurre il numero di tali
variabili, estrapolando dall’output ell’elaborazione le componenti che hanno
una forte correlazione con le variabili analizzate.
Tra le diverse tecniche d’analisi multidimensionale dei dati, vi è la
metodologia per l’analisi delle componenti principali, che si estraggono da un
insieme di variabili incorrelate tra loro.
La prima componente principale rappresenta il massimo valore della
variabilità della matrice di varianza-covarianza, la seconda è la combinazione
incorrelata con la prima che estrae il massimo di variabilità residua, e così via
fino ad arrivare alla componente principale che esprime la variabilità minima
residua. Il numero delle componenti estraibili determina la dimensionalità della
matrice.
L’obiettivo dell’analisi delle componenti principali consiste nello spiegare
alcune variabili in un numero inferiore rispetto a quelle originali, inoltre lo
studio si basa sull’ottenimento di variabili che derivano da quelle originali
correlate linearmente.
Per cui tre sono le fasi di un analisi fattoriale. La prima è lo sviluppo di un
insieme di correlazioni tra tutte le combinazioni delle variabili d’interesse. La
seconda fase è l’estrazione di un insieme di fattori iniziali della matrice di
correlazione sviluppata nella prima fase. La terza fase è la rotazione dei fattori
iniziali per trovare una soluzione finale.
470
APPLICAZIONE DEL MODELLO DELL’ANALISI FATTORIALE
Test KMO e di Bartlett
Misura di adeguatezza campionaria KMO (Keiser Meyer
Olkin).
Chi-quadrato appross.
Test di sfericità di Bartlett
df
Sig.
,546
1017,354
136
,000
La seguente tabella evidenzia i sette fattori estratti che spiegano l’80,6% della variabilità totale.
Varianza totale spiegata
Componente
Autovalori iniziali
Totale
Pesi dei fattori non ruotati
% di varianza % cumulata
Totale
% di varianza % cumulata
Pesi dei fattori ruotati
Totale
% di varianza % cumulata
1
3,178
18,695
18,695
3,178
18,695
18,695
2,787
16,392
16,392
2
3,045
17,911
36,606
3,045
17,911
36,606
2,770
16,293
32,685
3
2,269
13,344
49,951
2,269
13,344
49,951
2,672
15,718
48,403
4
1,633
9,605
59,556
1,633
9,605
59,556
1,450
8,532
56,935
5
1,308
7,695
67,251
1,308
7,695
67,251
1,360
7,998
64,933
6
1,231
7,244
74,495
1,231
7,244
74,495
1,357
7,983
72,916
7
1,052
6,187
80,682
1,052
6,187
80,682
1,320
7,766
80,682
8
,718
4,224
84,907
9
,678
3,987
88,894
10
,532
3,132
92,026
11
,411
2,418
94,444
12
,350
2,061
96,505
13
,264
1,553
98,058
14
,143
,841
98,899
15
,079
,465
99,363
16
,066
,389
99,752
17
,042
,248
100,000
Metodo di estrazione: Analisi componenti principali.
Il primo fattore è fortemente correlato con piccoli spettacoli, concerti all’aperto ed animazione per strada, per cui
evidenzia l’importanza degli eventi organizzati all’aperto per esercitare un’azione di attrazione dei frequentatori nel
centro storico. Segie il secondo fattore correlato alle chiese e monumenti, feste e rievocazioni storiche e mostre
all’aperto, quindi rappresenta il patrimonio storico culturale che va valorizzato. Il terzo fatttore è correlato con notti
bianche, feste e rievocazioni storiche ed infine mostre all’aperto.
Matrice dei componenti ruotataa
Componente
1
Piccoli spettacoli
,954
Concerti all’aperto
,922
Animazione per strada
,903
2
3
Chiese e monumenti
,937
Musei-pinacoteca
,916
Teatro
,905
4
Notti bianche
,938
Feste e rievocazioni storiche
,910
Mostre all’aperto
,869
Pizzerie-ristoranti
Circoli e centri di vita sociale
5
6
-,725
,706
Biblioteca
,809
Bar
,687
Pub e locali di svago
,407
-,883
Eventi culturali
,535
Centri e servizi di
,814
informazione
Mercatini tipici-sagre
7
,402
,575
473
APPLICAZIONE DEL MODELLO DELL’ANALISI FATTORIALE
Test KMO e di Bartlett
Misura di adeguatezza campionaria KMO (Keiser Meyer
,458
Olkin).
Chi-quadrato appross.
Test di sfericità di Bartlett
403,856
df
105
Sig.
,000
La seguente tabella evidenzia i sei fattori estratti, che spiegano il 73,5% della variabilità totale.
Varianza totale spiegata
Componente
Autovalori iniziali
Totale
Pesi dei fattori non ruotati
% di varianza % cumulata
Totale
% di varianza % cumulata
Pesi dei fattori ruotati
Totale
% di varianza % cumulata
1
3,199
21,326
21,326
3,199
21,326
21,326
2,838
18,923
18,923
2
1,917
12,782
34,108
1,917
12,782
34,108
1,795
11,965
30,888
3
1,768
11,790
45,898
1,768
11,790
45,898
1,731
11,538
42,426
4
1,535
10,233
56,131
1,535
10,233
56,131
1,645
10,966
53,392
5
1,443
9,617
65,748
1,443
9,617
65,748
1,564
10,427
63,819
6
1,174
7,825
73,573
1,174
7,825
73,573
1,463
9,754
73,573
7
,985
6,565
80,138
8
,806
5,371
85,509
9
,653
4,352
89,861
10
,543
3,622
93,483
11
,411
2,741
96,224
12
,243
1,619
97,842
13
,172
1,150
98,992
14
,114
,761
99,753
15
,037
,247
100,000
Metodo di estrazione: Analisi componenti principali.
La prima componente principale è fortemente correlata con le seguenti variabili: segnaletiche uffici e servizi pubblici,
segnaletiche monumenti ed infine proposte culturali. La seconda componente principale è correlata con le seguenti
variabili: sicurezza nelle strade e manutenzione delle strade. La terza componente principale è correlata con:
presenza di spazi verdi, presenza di parcheggi e presenza di panchine nel centro storico.
Matrice di componentia
Componente
1
Segnaletica di uffici e servizi pubblici
Segnaletica di monumenti, musei, opere d’arte e
simili
Proposte culturali/manifestazioni
2
3
4
5
6
,916
,906
,886
Sicurezza nelle strade
,761
Pulizia delle strade
-,704
Gradevolezza dell’ambiente urbano
-,509
Presenza di spazi di verde pubblico
,701
Presenza di parcheggi
,554
-,476
Presenza di panchine
,482
,406
Manutenzione delle strade
,461
-,436
,603
Illuminazione pubblica
-,516
,512
Stato di inquinamento dell’aria
Presenza di servizi igienici pubblici
-,483
Manutenzione rete fognaria
Manutenzione degli spazi verdi
-,513
-,444
,689
,627
,503
475
476
[IL COMMERCIO NEL
CENTRO STORICO DEL
COMUNE DI VALENZANO:
INDAGINE STATISTICA ED
AZIONI DI MARKETING]
477
INDICE
Il commercio all’interno del centro storico del comune di Valenzano
Il centro storico
Valenzano nella storia: centro di cultura e di commercio
Le origini del centro storico Valenzanese
L’evento commerciale: la fiera di Ognissanti del 1°Novembre
Eventi a sfondo animativo e culturale
Analisi qualitativa del centro storico del comune di Valenzano
Risultati dell’indagine qualitativa del centro città di Valenzano
Le attività commerciali
La percezione del centro storico
Il questionario per l’indagine statistica sui frequentatori del centro storico del
comune di valenzano
I risultati dell’indagine
Azioni di marketing per la valorizzazione del centro storico del comune di
valenzano
IL MODELLO MULTIVARIATO DELLO SCALING MULTIDIMENSIONAL PER L’ANALISI
DEI FATTORI PER LA RIVITALIZZAZIONE DEL CENTRO STORICO E PER
L’ANALISI DEI GIUDIZI
ESPRESSI SULLE CARATTERISTICHE DEL DECORO
URBANO DEL CENTRO STORICO
IL MODELLO DELL’ANALISI FATTORIALE PER L E
PER L’ANALISI DEI GIUDIZI
ESPRESSI SULLE CARATTERISTICHE DEL DECORO URBANO DEL CENTRO
STORICO E DEI FATTORI PER LA RIVITALIZZAZIONE DEL CENTRO STORICO.
478
INDAGINE STATISTICA E STRATEGIE DI MARKETING PER LA
VALORIZZAZIONE DEL COMMERCIO NEL CENTRO STORICO
DEL COMUNE DI VALENZANO
Il commercio all’interno del centro storico del
comune di Valenzano
Il centro storico
La città di Valenzano si presenta come un piccolo territorio formato da 18.305 abitanti
residenti al suo interno; il nome “Valenzano” contiene differenti teorie e leggende
legate alla sua adozione, la più importante è legata al fondatore di origini greche del
paese, il cui nome era “Valenziano o Valentiniano”, da cui prende il nome il paese, che
fuggendo dalla terra di Bari, a causa dell’assedio di quest’ultima da parte del popolo
saraceno, si rifugiò nella terra di Valenzano dove vi rimase per un lungo periodo di
tempo; un’altra leggenda è legata al fatto che il nome “Valenzano” deriva dal nome
dell’antico borgo del paese che era una campagna di dimensioni molto vaste, dedita
all’accoglimento e alla cura dei malati, conosciuta come “quia valet insanus” da dove
poi deriva il nome “Valenzano”. Per quel che riguarda la sua storia, è possibile
affermare che vi sono state differenti civiltà e differenti popoli che si sono stanziati nel
territorio Valenzanese per differenti motivi, come ad esempio per il fatto che il
suddetto paese rappresentava una sorta di “incrocio” tra le imponenti città pugliesi
dell’epoca antica come Brindisi, Canosa, Taranto e Bari, e di conseguenza, i popoli per
raggiungere una determinata zona dovevano attraversare il territorio Valenzanese; tra
l’altro questi popoli usavano il territorio Valenzanese, anche semplicemente per
rifugiarsi e proteggersi dalle intemperie imprevedibili della notte. A livello turistico, ad
oggi, i principali poli attrattivi risultano essere: la chiesa di San Rocco, nonché Santo
Patrono del paese, situata nel centro città, la chiesa del Padre Eterno ubicata a sinistra
della chiesa del Santo Patrono, il Castello Baronale di origini antichissime, la chiesa di
Santa Maria e di San Luca i cui altari sono rivestiti in oro e argento, la chiesa della
Madonna di Loreto, e l’abbazia di Ognissanti di Cuti che, oltre ad esser stato un luogo
di attrazione turistica, è sempre stato un polo attrattivo del commercio Valenzanese,
soprattutto in passato. Ed ecco che a livello commerciale, si può affermare che, in
passato questa abbazia rappresentava il fulcro del commercio della terra di Valenzano
poiché grazie allo spazio circostante all’abbazia, curato dai monaci che l’avevano
acquistato, vennero istituite delle vere e proprie attività commerciali, assieme alla
coltivazione di vigneti e di olive che poi venivano vendute in tempo reale; tra l’altro, i
monaci, servendosi di agricoltori e braccianti Valenzanesi, riuscivano a coltivare e a
far fruttare i terreni circostanti all’abbazia, in maniera molto più rapida. Purtroppo,
dopo diversi anni, a causa della pessima gestione e della pessima cura dell’abbazia da
parte dei monaci che abitarono la chiesa nel periodo successivo a quello della grande
fortuna a livello commerciale, l’abbazia perse il ruolo di primato del commercio
Valenzanese e, a questo si aggiunse anche il fatto che, attorno all’abbazia si svolgeva,
479
da diversi anni, un evento commerciale di grande portata, nonché la fiera di
Ognissanti, un evento a cui prendevano parte milioni e milioni di venditori e
commercianti che venivano da diverse parti del mondo e che, non potendosi riparare
dalle intemperie della notte che separava i due giorni in cui si svolgeva l’evento,
nell’abbazia ormai abbattuta, cominciarono a diminuire e a non partecipare più
all’evento; soltanto in un secondo momento la fiera commerciale fu spostata nelle
strade del paese e si svolse il 1° Novembre di ogni anno; chiaramente, questo
fenomeno portò all’aumento dei partecipanti e alla ripresa commerciale del paese. Ad
oggi, per quel che riguarda il centro città di Valenzano, diverse sono le strade a
vocazione commerciale, come ad esempio Corso Aldo Moro che, presenta una vastità
di esercizi commerciali specializzati in vari settori, il Largo Plebiscito che presenta una
grande villa munita di panchine, dove la gente può sedersi, riposare ed intrattenersi
dopo gli acquisti, oltre ad una vastità di esercizi commerciali specializzati in vari
settori che vanno da quello alimentare a quello dell’abbigliamento, e ancora via
Casamassima che presenta una vastità di esercizi commerciali, di cui la maggior parte
è specializzata nella produzione e nella vendita di prodotti caseari. Dopo un’attenta
osservazione sulle principali strade a vocazione commerciale del centro città di
Valenzano, seguono dei grafici rappresentativi della situazione commerciale del paese
di Valenzano, in particolare sui settori commerciali più importanti e presenti in misura
maggiore in tutto il territorio Valenzanese.
Valenzano nella storia: centro di cultura e di commercio
La città di Valenzano sorge a circa 10 km dal suo capoluogo, precisamente a Sud-Est
di quest’ultimo, e, ad oggi, oltre ad essere conosciuto e stimato come luogo di
posizionamento di molti centri di studio che si occupano di biologia ed ogni tipologia di
scienza, è composto da diverse zone che presentano una caratteristica fondamentale,
nonché la coltivazione di vigneti ed ulivi; tra l’altro, essa presenta un comune di
18.305 abitanti. Per quel che riguarda il nome “Valenzano”, vi sono diverse leggende
che spiegano le ragioni per cui il paese abbia assunto questo nome: la prima, quella di
Bonaventura da Lama, sostenitore del fatto che questo nome provenga dal passato
del paese , o meglio, dal fatto che il paese, in un passato abbastanza remoto, fosse
una ampia zona di campagna, dove venivano curati i malati, precisamente
chiamata:”quia valet insanus”, e secondo lui il nome del paese deriverebbe proprio dal
nome della campagna, la seconda, sempre del medesimo Bonaventura da Lama, che
sostiene che il nome del paese derivi dal nome del fondatore di origini greche, il cui
nome era “Valentiniano o Valenziano”, che sfuggì dall’assedio dei saraceni nella terra
di Bari, rifugiandosi nella terra di Valenzano, ed ecco che dal nome del fondatore, di
conseguenza, prende il nome il paese, la terza, è relativa al nome dato al borgo antico
costruito nel paese, in passato, chiamato “vallis sana” cioè “valle libera”, da cui
prende il nome il paese, la quarta ed ultima è quella che riguarda un termine di origini
latine proveniente dal Basso Impero, cioè “Valentiniaum” o “proprietà di Valenz” da
cui prende il nome il suddetto paese. Il valore più importante che viene attribuito a
questa città, sta nel sua profonda dedizione alla tradizione e alla cultura, infatti sono
presenti numerosi monumenti che mettono in evidenza l’aspetto storico e culturale del
paese. Il paese, in termini numerici, presenta una parte del territorio edificata pari a
2,5 kmq in cui il numero di abitanti si aggira sui 1100 circa, a differenza del paese
intero, che presenta una totale estensione pari a 15 kmq circa. Questa città è stata
fondata nel periodo in cui il territorio pugliese era sotto il dominio dei bizantini, e ad
esso, era stato attribuito un valore fondamentale poiché rappresentava quel luogo di
ritrovo, protezione e rifugio per diverse popolazioni, come ad esempio il popolo
cristiano attorno all’anno 1000, grazie al fatto che era un paese che fungeva da
480
incrocio e, che collegava Bari con Taranto, e Canosa con Brindisi. Durante il dominio
bizantino, grazie alla ricucitura del rapporto inerente il commercio con le terre orientali
che portò ad un forte sviluppo del settore urbano, agricolo e demografico, il territorio
barese prese atto dello sviluppo di nuovi popoli, al suo interno, tra cui anche il popolo
valenzanese; il paese, dopo poco tempo, divenne un luogo fortificato e pieno di
risorse. Nell’apparato economico del paese, assunse grande rilevanza il settore
agricolo, che si componeva di innumerevoli attività, come quelle legate alla
coltivazione di olive e di vigneti, oltre alle attività relative all’artigianato e alla
pastorizia. L’emblema portante dello sviluppo dell’economia nel territorio valenzanese
è stato rappresentato dall’abbazia di Ognissanti che, in passato era considerata una
vera e propria zona commerciale, anche grazie al possesso di differenti terreni
circostanti all’abbazia, da parte dell’abbazia stessa. A causa delle enormi dimensioni
del terreno dell’abbazia, i monaci si munirono di coltivatori e di braccianti valenzanesi
al fine di coltivare tutti quei terreni. Ecco che l’abbazia, venne considerata il principale
polo attrattivo del paese dove si svolgeva il commercio del paese stesso; tra l’altro,
col passare del tempo, essa riconfermò il suo ruolo di polo commerciale grazie alla
fiera di Ognissanti, nonché un evento a sfondo commerciale, che si svolgeva attorno
alle mura che circondavano l’abbazia. Purtroppo però, questo incantevole sogno, fu
spezzato a causa di una bolla papale emanata da Papa Bonifacio VIII attorno al 1200,
che decise di assoggettare la suddetta abbazia al controllo della basilica di San Nicola
di Bari, privandola della sua indipendenza. Con il passare del tempo, a causa della
pessima gestione e della pessima cura nei confronti dell’abbazia da parte degli ultimi
gestori della stessa, essa cadde in rovina e perse tutto ciò che aveva costruito nel
corso dei secoli; in seguito a questo evento, seguì l’edificazione della chiesa della
Madonna del Pozzo a Capurso, zona limitrofa al paese di Valenzano, tramite l’utilizzo
di alcuni strumenti dell’abbazia di Ognissanti, ormai abbattuta a causa del suo
fallimento commerciale e religioso. Chiaramente, come detto prima, attorno
all’abbazia si svolgeva la fiera commerciale di Ognissanti a cui partecipavano milioni di
commercianti e di venditori, il cui numero diminuì sempre più, nel momento in cui la
chiesa venne abbattuta, e di conseguenza, questi ultimi non poterono più ripararsi
dalla pioggia o da qualsiasi tipo di evento atmosferico, nella notte che separava i due
giorni in cui si svolgeva la fiera commerciale. A questo avvenimento, ne seguì uno
positivo, e cioè che nel corso del XVIIII secolo, grazie ad un decreto emanato in
risposta ad una richiesta di spostamento della fiera commerciale dall’abbazia di
Ognissanti nelle strade del paese, la fiera commerciale fu spostata all’interno nel
paese, e si svolse nel giorno 1° Novembre di ogni anno, a partire dal 1811. Sempre in
questo periodo, la fiera commerciale si riprese dal crollo degli anni passati, ed anzi,
raggiunse livelli di vendita e di presenza di commercianti, più alti di quelli del passato;
a causa di problemi relativi allo spazio, però, il Largo San Benedetto e il Largo Frate
Francesco non bastarono ad accogliere tutti i vari commercianti, ed ecco che nacque il
Largo Plebiscito, adibito all’accoglimento di altri tipi di attività commerciale. Già dal
XVII secolo, però, il territorio valenzanese si trovò a dover fare i conti con le continue
carestie e con le varie epidemie di peste che la colpirono e che la portarono ad una
notevole diminuzione della popolazione, senza dimenticare il fatto che Valenzano era
assoggettata al dominio feudale, e che, di conseguenza, la maggior parte dei beni
economici si trovavano sotto il controllo del feudo. Ma a questo fatto, ne seguì uno
positivo e cioè che, grazie all’espansione nei territori europei, delle vittorie e delle
conquiste ottenute durante il periodo della rivoluzione francese, si affermò la nuova
borghesia o classe borghese, dotata di notevole esperienza nei campi della politica e
dell’economia, che riuscì a spodestare il dominio feudale, da molte zone d’Europa e
d’Italia, come nel caso di Valenzano. Dopo la nascita di questa nuova borghesia, il
paese divenne sempre più grande ed accogliente, e mentre nel centro città
continuavano a vivere gli agricoltori assieme ai mercanti e agli operai, nelle zone
481
urbane della periferia esterne alla città, vennero costruiti diversi palazzi dove si
stanziò questa nuova borghesia; purtroppo, a questa apparente situazione di
tranquillità, si aggiunsero nuovi problemi relativi a questioni di interesse privato e
pubblico che si prolungarono fino all’inizio del XX secolo. Durante la prima e la
seconda guerra mondiale, si verificò un nuovo fenomeno, nonché quello
dell’immigrazione; molti popoli emigravano dalle loro terre, in cerca di fortuna e di
lavoro; tuttavia a causa della poca disponibilità di lavoro, questo fenomeno si spense
in pochissimo tempo. Attorno alla seconda metà del ‘900, l’economia valenzanese
cambiò del tutto, ed infatti, se prima l’apparato agricolo ed artigianale era quello più
sviluppato e di maggiore concentrazione nel settore economico valenzanese, nella
seconda metà del ‘900, ci fu un cambiamento, poiché anche le attività terziarie
subirono uno straordinario sviluppo ed un notevole cambiamento che le fece diventare
le principali attività di vendita del settore economico della terra di Valenzano,
sostituendo in gran parte le attività agricole. Sicuramente anche dal punto di vista
dell’arte e della cultura, la città di Valenzano ha subìto un grande sviluppo, a partire
dal centro storico-cittadino che, urbanisticamente parlando, mette in evidenza quel
senso di antichità e di storicità del paese, anche se molte strade sono state, ad oggi,
del tutto restaurate a differenza del passato dove, in queste strade vivevano gli operai
e gli agricoltori, assieme alla chiesa del Padre Eterno di stile neoclassicista, alla chiesa
di Santa Maria e di San Luca a cura dei frati francescani che presenta un campanile di
notevole altezza e altari rivestiti in oro ed argento, ed infine la chiesa di Santa Maria
di Loreto di ordine cistercense, senza dimenticare l’abbazia di Ognissanti, costruita in
stile romanico pugliese, considerata come il fulcro delle attività religiose ma
soprattutto delle attività di natura commerciale, almeno in passato. Tornando alla
questione dell’espansione della città, si può dire che grazie all’acquisto da parte
dell’Università di Bari di un terreno valenzanese di notevoli dimensioni che ha
permesso la costruzione di nuovi edifici come la facoltà di Veterinaria e di Agraria
assieme a vari centri di ricerca come l’istituto Agronomico, il centro Laser e
Tecnopolis, il paese ha potuto prendere atto di una forte espansione della popolazione
e del turismo; e tra l’altro, alla fine del novecento, il numero degli abitanti del paese è
aumentato notevolmente, tanto è vero che da 6.000 abitanti stimati nel 1971, esso è
salito a 17.164 abitanti stimati nel 2000. Ad oggi, rimangono ancora attive numerose
feste e numerose tradizioni come ad esempio la festa di San Rocco in cui sono
presenti giochi pirotecnici e splendide manifestazioni di animazione, la fiera
commerciale di Ognissanti che si sviluppa nella quasi totalità del paese con un numero
di commercianti e venditori, appartenenti ai diversi settori commerciali, che si aggira
sui 750, ed il “Venerdì Santo” nonché la processione dei misteri, inerente al calvario
vissuto da Gesù Cristo il giorno della sua morte. Da questa analisi, si può
comprendere quella che è la storia di Valenzano, un piccolo paese che ha dovuto
attraversare diversi tipi di ostacoli, ma che non si è mai arreso dinanzi alla volontà di
emergere sotto tutti i punti di vista, tanto è vero che sia commercialmente che
culturalmente, attraeva ed attrae, ad oggi, un numero elevato di persone che
provengono da diverse zone del mondo.
Le origini del centro storico Valenzanese
Per poter comprendere quella che è stata la storia che ha caratterizzato il centro città
di Valenzano, è opportuno comprendere la nascita e le origini del suddetto centro, ma
soprattutto, come esso si è formato e, come esso è diventato un polo di attrazione
molto ricercato da turisti e dal resto della popolazione; per introdurre, è opportuno
affermare che le mura del centro storico, sin da tempi antichi, presentavano tre uscite
differenti, nonché la “porta di Scirocco” a Sud, che culminava nella strada per il casale
482
di Montrone, la porta di Bari a Nord, e ad Est la porta di Levante, dal quale era
possibile raggiungere la masseria del Marrone, situata in via Casamassima.
Chiaramente, bisogna precisare che i due poli attrattivi del centro storico, in epoca
antica, erano rappresentati dalla “torre medievale” e dal castello del barone, ed
accanto a questi due poli, si estendevano ed estendono, ancora oggi, diverse zone
cittadine, e quindi zone abitate che, però, a causa della loro forma non uniforme e
soprattutto non regolare, facevano, e tutt’ora fanno sì che la situazione di viabilità e di
passeggio all’interno del centro, sia accompagnata e nello stesso tempo interrotta, da
piccole e strette viuzze, nonché spazi isolati adibiti all’intrattenimento. Da queste
osservazioni, ad oggi, è possibile affermare che il centro storico antico, presenta una
forma quadrata, dove al suo interno è possibile individuare due sezioni differenti,
nonché quella esistente sin dal medioevo e quella che poi sarebbe diventata
l’espansione della precedente. Chiaramente, nella zona medievale, che comprende
diverse strade e diversi spazi ampi come il largo san Benedetto, la piazza Vecchia, via
Forno Vecchio, via Castello, via Purgatorio, via Izzo, via De Ligis, e via Arco Carbone,
sono presenti anche diverse zone abitate che sono distinte in blocchi; l’estensione, in
termini di larghezza, di queste strade va da 1 a 3 metri circa. Tra l’altro, in questo
contesto, è possibile fare una osservazione particolare, nonché la presenza di un
tratto di strada rettilineo, non interrotto, regolare, e senza interruzioni, e cioè quello
che collega la piazza Vecchia con via Bari, unitamente a via Montrone e ad altre vie
attigue; la suddetta strada, in passato, era una delle strade di collegamento più
importanti poiché, al suo interno, si svolgevano la maggior parte delle funzioni
cittadine, come le attività politiche, sociali e religiose, le prime, più precisamente in
piazza Vecchia, e le seconde vicino la chiesa del Padreterno; tra l’altro, la suddetta
strada permetteva di giungere alla porta del Levante, ad oggi non più attiva, e
collegava la “porta di Scirocco” con la porta di Bari; questa osservazione è essenziale
al fine di comprendere che la costruzione del Castello Baronale è un avvenimento
postumo, rispetto alla costruzione della “torre medievale”, che è stata costruita in
origini antiche. Da quanto analizzato fino ad ora, ne conviene che il polo di attrazione
fondamentale del centro storico è rappresentato dalle mura cittadine che hanno
permesso e consentito lo sviluppo di piccole zone di abitazione, dove la situazione
della viabilità si presenta abbastanza buona grazie alla consistenza e alla non
interruzione delle strade cittadine, assieme al Castello Baronale, che rappresenta un
fulcro imponente per chi vi abita attorno e per il resto della popolazione. Ovviamente
si può dire che per quel che riguarda il commercio, nel passato, esso si estendeva
attorno alla zona del largo Squicciarini e del largo Leonetti. Chiaramente, con il
passare del tempo, però, l’apparato edilizio e commerciale del centro storico
Valenzanese, è totalmente cambiato, tanto è vero che, in epoche recenti, le mura
storiche e cittadine si sono maggiormente estese andando a ricoprire zone più vaste
ed ampie, attigue alla chiesa di S. Rocco e al Corso Aldo Moro che, ad oggi, sono le
zone riconosciute come fulcro commerciale e principale del centro città Valenzanese,
assieme a tante altre che analizzeremo in un secondo momento.
La chiesa di S. Rocco nasce verso la fine del cinquecento circa, in sostituzione ad una
piccola cappella costruita, in passato, per onorare il santo patrono del paese; non è
stata fornita una data del tutto certa e di fatti, ne sono state riconosciute due in
particolare, nonché il 1586 ed il 1595, la prima che è la data riportata sulle mura della
chiesa, la seconda, che rappresenta la data effettivamente riconosciuta dalla
popolazione e dall’amministrazione, riguardo la nascita della chiesa. Essa è stata
restaurata diverse volte, in particolare tra il 1600, ed il 1700, periodo in cui è stata
consacrata e, successivamente, a causa del fatto che la chiesa presentava solo tre
zone distinte, attorno al 1900 gli sono stati costruiti l’altare maggiore, il presbiterio ed
il campanile che portarono alla cancellazione delle tre zone citate in precedenza. Per
483
quel che riguarda l’interno della chiesa, è possibile affermare che all’interno della
sagrestia è situata, in un angolo, la reliquia raffigurante l’osso dell’avambraccio del
santo, mentre nella terza cappella a sinistra, si trova la statua del santo patrono
costruita in argento sin da tempi antichi. Chiaramente, fino alla seconda metà del ‘900
sono proseguite le restaurazioni della chiesa, sino ad oggi che continua ad essere uno
dei poli attrattivi da parte della popolazione, in termini di turismo.
La nascita della chiesa di S. Maria e di S. Luca, è prettamente collegata ad una
leggenda cittadina che, narra la storia di un ritratto o immagine, che vede come
protagonisti una donna, più precisamente la Madonna, assieme al suo bambino;
questo ritratto fu portato dal territorio orientale, nella terra di Valenzano da un certo
Valentiniano, successivamente conosciuto come Valentino, da cui prende il nome il
paese, che riuscì a scappare dalla presa del popolo saraceno, che aveva messo sotto
assedio la terra di Bari. Attorno al 1600, il sindaco del paese decise di acquistare una
abbondante parte del terreno della città, dove vi fece, di seguito, costruire la chiesa di
S. Maria e di S. Luca, anche per dare un valore maggiore al culto di S. Maria, dato che
la cappella che si trovava prima, sorta nel ‘600, non era adeguata a svolgere tale
compito. Con il passare del tempo, vennero svolti alcuni lavori da persone importanti
del paese, come il feudatario Furietti, la moglie Antonia Gentile, che fino all’inizio del
‘600, portarono avanti differenti lavori e restaurazioni. Verso la fine del ‘700 la chiesa
finì nelle mani dei Frati Riformati Minori, che diedero vita al campanile della chiesa,
uno dei campanili più alti della terra di Bari. Attorno al 1800, questa chiesa divenne
uno dei principali poli attrattivi del paese, poiché molti pellegrini erano devoti alla
Madonna, ma questo fenomeno si spezzò nel momento in cui, nel territorio di
Capurso, una città vicina a Valenzano, venne edificata la chiesa della Madonna del
Pozzo. A fine Ottocento, la chiesa passò nelle mani del Comune che mantenne
invariata la possibilità di accesso alla chiesa per tutti coloro che ne facevano visita. Nel
‘900, esso passò nelle mani del regime fascista dove i francescani ne ripresero
possesso. Alla metà del ‘900, questa chiesa divenne ufficialmente una parrocchia nelle
mani dell’ordine francescano.
La chiesa del Padre Eterno nasce all’interno della piazza antica del paese, vicino al
castello del barone; nel passato, era considerata la chiesa più importante del paese,
poiché, ad oggi, è stata sostituita dalla chiesa di S. Rocco. Essa, in passato, era uno
dei fulcri più importanti della zona antica poiché collegava la porta di Bari a quella di
“Scirocco” dove avevano luogo le principali funzioni politiche, religiose e sociali. Era
inizialmente stata costruita in onore di S. Pietro, ma successivamente subisce restauri
e varie modifiche estetiche e non solo. Ad oggi, essa è ancora attiva pur presentando
una carenza di visitatori, poiché accanto ad essa, si estende la chiesa di S. Rocco.
Anche per quel che riguarda la chiesa della Madonna di Loreto, vi è una leggenda
paesana molto interessante che narra la vicenda di Maddalena Acquaviva d’Aragona,
nonché feudataria di Valenzano dell’epoca, che in merito ad un crimine commesso da
due giovani uomini, ne ordinò l’immediata cattura e, per questo, decise di farli cercare
in tutto il paese mandando uomini affinché li rintracciassero. Il fatto principale della
vicenda, però, è relativo al fatto che i due criminali si nascosero all’interno della chiesa
dei Riformati; all’epoca, tra l’altro, era concessa una sorta di “grazia” a coloro che si
rifugiavano nei luoghi di culto religiosi per differenti motivazioni, dove nel momento in
cui entravano nella chiesa divenivano “intoccabili” per qualsiasi cosa essi avessero
commesso. Maddalena, però, commise l’errore di far cercare i criminali, all’interno
della chiesa, occultando questo privilegio, che la portò alla scomunica dal territorio
valenzanese. Ella però riuscì ad essere assolta dalla sua colpa e, per questa ragione
fece edificare il monastero delle Cistercensi, assieme ad una chiesetta dedicata alla
484
Madonna di Loreto che andava a sostituire una minuta cappella dedicata a San
Lorenzo. Il suddetto monastero riusciva ad ospitare un numero molto elevato di suore,
ed al suo interno, Maddalena vi inserì anche le sue figliolette. Con il passare del
tempo, e più precisamente attorno all’800, le leggi vigenti nel paese, fecero
sopprimere il monastero, e così, esso fu affidato al comune di Valenzano che decise di
destinarne, una parte alla costruzione di una scuola media/elementare, e l’altra ad un
edificio non specificato. Ad oggi, non rimane niente di quel monastero, poiché è stato
abbattuto, anche se sono in corso dei lavori di ristrutturazione dell’edificio.
Per quel che riguarda l’abbazia di Ognissanti di Cuti, possiamo dire che essa, oltre a
essere formata da tre aree distinte e separate, presenta alcune delle principali
caratteristiche dello stile “romanico pugliese”; lo si evince dalla copertura del tetto
dell’abbazia, e dallo stile a capanna; ad esso si aggregano un pozzo, alcuni chiostri, e
dei vigneti appartenenti all’abbazia. Essa nasce alla fine dell’anno mille, ed è costituita
dalla parte rimanente di un monastero, in precedenza situato in quel luogo, affiancato
da una zona di campagna che circonda il centro cittadino; Eustasio, è il nome del
fondatore dell’abbazia, nonché di colui che riesce a bonificare tutti i terreni situati
attorno all’abbazia, aiutato dall’ordine dei monaci benedettini. Dopo la sua
costruzione, segue un periodo florido per l’abbazia, poiché Eustasio riesce a fornire ad
essa tutti i beni necessari al suo funzionamento, oltre che a sostenere l’operato dei
benedettini; dopo aver dotato l’abbazia di vigneti ed oliveti, decide di assumere gente
di campagna, affinché si occupi di curare questi ultimi; col passare del tempo, questa
abbazia diviene un vero e proprio polo attrattivo e lavorativo per il commercio e per
tutte le attività economiche, che non solo, riesce ad attrarre diversi lavoratori, tramite
degli accordi prefissati, ma riesce a divenire un vero e proprio polo amministrativo ed
economico. Purtroppo però, a causa di diversi dissidi fra il monastero di Cuti e la curia
Barese, le attività economiche e commerciali dell’abbazia iniziano a decadere e, a
causa di ciò, i benedettini si vedono costretti solo a permettere donazioni e piccole
vendite, a differenza del passato, dove le attività economiche erano differenti e
portavano essi ad arricchire il proprio portafoglio. Attorno al 1925, l’abbazia fallisce
del tutto anche se i risultati economici riescono a mantenere un livello considerevole,
a causa di Bonifacio VIII che, con un decreto papale, sancisce l’unione del monastero
alla chiesa di S. Nicola con la cessione dei beni materiali dell’abbazia. Col passare
degli anni, l’abbazia diviene sempre più soppressa, sino a livelli estremi, oltre al fatto
che i monaci che per un certo periodo di tempo avevano abitato l’abbazia, falliscono
drasticamente nel settore commerciale delle vendite; l’abbazia, scompare del tutto nel
momento in cui, i monaci Alcantarini per la realizzazione e costruzione della chiesa
della Madonna del Pozzo, usufruiscono del materiale dell’abbazia, o almeno di quel che
rimane dopo il suo abbattimento, sommato alle pessime condizioni in cui essa era
stata ridotta. Ad oggi, questa abbazia non esiste più, ma è possibile comprendere,
grazie alle fonti del passato, la reale natura commerciale ed economica, oltre che
lavorativa, di questa imponente abbazia, o almeno di ciò che è stato fino a pochi secoli
fa.
L’evento commerciale: la fiera di Ognissanti
del 1°Novembre
La fiera di Ognissanti è uno degli eventi commerciali più importanti ed imponenti della
città di Valenzano; essa, in passato, si svolgeva in un determinato periodo dell’anno,
precisamente in autunno, il 31 di Ottobre ed il 1° di Novembre, nella zona circostante
l’abbazia di Ognissanti, descritta sopra. A questo evento, partecipavano i grandi
485
venditori e i grandi commercianti, che provenivano dalle maestose terre di ampio
raggio commerciale come Lecce e Otranto; questo evento, è stato in grado di
apportare delle modifiche all’economia del paese, che in passato appariva molto rigida
e anche molto povera, ad eccezione di alcuni periodi storici. È opportuno precisare
che, questa fiera è stata realizzata dalla curia della basilica di San Nicola che ha voluto
tramandare la tradizione barese, che consisteva nella concentrazione di mercanti,
artigiani e commercianti nel territorio circostante la basilica, al territorio Valenzanese
dove è stato applicato il medesimo sistema, cioè la concentrazione di mercanti,
artigiani e qualsiasi soggetto del commercio, nella zona circostante l’abbazia di
Ognissanti. Nel momento in cui, i singoli commercianti volevano prendere parte
all’evento, dovevano semplicemente pagare un corrispettivo in denaro alla curia della
chiesa promotrice del suddetto evento. Con il passare degli anni, però, l’evento
commerciale cadde sotto la responsabilità del comune di Valenzano, e questo
avvenimento, fu portatore di una frattura che si andò a creare fra la chiesa di San
Nicola ed il comune stesso, in merito alla questione riguardante alcuni privilegi fiscali
da destinare ai commercianti; chiaramente, questo avvenimento non portò alla fine
dell’evento commerciale, ma portò ad un notevole cambiamento. Il suddetto
cambiamento, consisteva nello spostamento della fiera commerciale dalla zona
circostante l’abbazia di Ognissanti al paese, questo in seguito al fatto che l’abbazia
venne abbattuta per la poca responsabilità da parte degli ultimi abitanti della stessa,
unitamente alla pessima gestione e alla pessima cura nei suoi confronti; chiaramente,
questo favorì lo spostamento dei commercianti in paese, anche perché non
disponevano più di un posto dove potersi riparare dai vari avvenimenti atmosferici e
non solo. Il comune di Valenzano, dopo aver notato una notevole riduzione di
mercanti e commercianti che partecipavano alla fiera, dovuta ai motivi appena
spiegati, si prefissò un obiettivo ben preciso che riuscì a realizzare, nonché quello di
traferire la fiera commerciale in paese, grazie all’autorizzazione del comune barese.
Precisamente, dal 1811, la fiera commerciale riacquisisce la sua importanza tanto è
vero che, tramite alcune statistiche effettuate in merito all’evento commerciale, nel
1848 circa, risulta che il numero di pecore si aggira attorno alle 470, il numero di
cavalli si aggira attorno ai 150 e, quello dei bovini a 100; nell’anno successivo, il
numero di suddetti animali raddoppia completamente, ed infatti risulta che il numero
di pecore si aggira attorno alle 500, il numero di cavalli attorno ai 200 e, quello dei
bovini a 115. Ovviamente, il fenomeno cresce talmente tanto, che la zona del paese a
disposizione della fiera commerciale non basta a ricoprire tutto l’evento; il Largo San
Benedetto e Largo Frate Francesco da soli non ce la fanno a sostenere l’evento
commerciale, ed è così che tramite alcune attività di restauro e di sistemazione, il
Largo Plebiscito e Via San Rocco divengono zone adibite all’accoglimento di mercanti e
commercianti che partecipano alla fiera. Il comune riesce ad ottenere un largo spazio,
ad oggi conosciuto come Largo Marconi, da dedicare ai commercianti che vendono
qualsiasi tipo di bestiame , anche se col passare degli anni, il suddetto spazio si è
tramutato in un giardino o villetta pubblica adibito allo svago e all’animazione. Ad
oggi, la fiera di Ognissanti, continua ad esistere e, consiste nella vendita di animali
domestici o da soma, strumenti per l’agricoltura, capi di abbigliamento e calzature,
cibi mangerecci come formaggio, olive, datteri, pesce fresco e dolciumi, giochi per i
bimbi e piante di abbellimento per la casa. Essa, ad oggi, si estende in quasi tutte le
vie del paese, in modo da favorire e migliorare la comunicazione con la clientela ed il
pubblico, precisamente in Corso A. Moro, Largo Plebiscito, Via De Gasperi, Largo San
Benedetto, Via Capurso, Via Bari e Via Piave. È chiaro che, questo evento commerciale
non viene solo visto come un evento in cui la clientela acquista ciò di cui necessita,
ma anche come un evento di animazione e di svago oltre che di puro divertimento.
486
Eventi a sfondo animativo e culturale
Uno degli eventi di animazione e di cultura più importanti del paese di Valenzano, è
sicuramente quello del “Venerdì Santo”, giorno in cui si svolge la processione dei
misteri o statue nelle strade del paese di Valenzano; esso nasce attorno al ‘600 e,
all’epoca, consisteva in una viva rappresentazione della vita legata al calvario vissuto
da Gesù Cristo, dove i misteri erano rappresentati da vive e singole animazioni e
rappresentazioni, svolte nel paese. Su richiesta di esponenti appartenenti a famiglie
molto nobili “Gesù morto” ed “Il calvario” sono state le prime due statue ad essere
costruite, ma ad esse è seguita la costruzione della statua in onore della Madonna
Addolorata, appartenente alla chiesa di San Rocco, attorno all’800. Sempre in questo
periodo, vi è stato un fortissimo cambiamento nel modo in cui si svolgeva la
rappresentazione; al fine di renderla più moderna, vi sono stati cambiamenti nel
percorso stradale che essa ha sempre seguito e, nel modo estetico in cui essa si
presentava. Un nuovo cambiamento ha riguardato, senz’altro, la presenza di uomini
vestiti con abiti lunghi o con tuniche bianche che rappresentavano i personaggi della
passione con in mano oggetti legati alla vita di Gesù Cristo, e dal fatto che le statue
non erano più rappresentate da scene animate, ma erano statue vere e proprie che
venivano portate sulle spalle da 3 a 7 uomini, per ogni statua, diversamente dal
passato. Il numero di statue o misteri, grazie alla devozione e alla fede di gran parte
della popolazione, che per volontà propria e con spese proprie ha fatto realizzare
nuovi misteri della passione, con il passare degli anni, è andato sempre più crescendo,
e di fatti, nel 1920 sono stati costruiti altri misteri, precisamente 12 in più, rispetto al
passato. Nella seconda metà del ‘900, il numero di misteri costruiti è arrivato a 48, di
cui 42 appartengono alle singole famiglie del paese che hanno fatto realizzare i
suddetti misteri per fede e devozione, e i restanti 6 appartengono alle rispettive chiese
del paese di Valenzano; ognuno di essi rappresenta un momento inerente alla
giornata della passione di Cristo, dall’ultima cena fino alla morte. Ad oggi, la
processione è ancora attiva e, si svolge l’ultimo Venerdì che anticipa la Santa Pasqua,
precisamente dalla mattina, intorno alle 10, al pomeriggio, attorno alle 15, ora in cui
Gesù Cristo è morto. Nella tradizione tutti i proprietari dei misteri si incontrano nel
Corso Aldo Moro, per poi incamminarsi nelle strade principali del centro città, fino alle
15 del pomeriggio, momento in cui si accingono a ritornare nel Corso Aldo Moro, nei
pressi della chiesa madre di San Rocco. Questo evento, è uno degli eventi tradizionali
più importanti del paese poiché attrae un folto e grande numero di turisti appartenenti
ai paesi limitrofi.
Un altro evento molto importante è quello rappresentato dalla “Notte dei Re Magi” che
si svolge alla vigilia dell’Epifania, e quindi, la sera del 5 gennaio di ogni anno. Questo
evento ha lo scopo di rievocare e di mettere in risalto il viaggio compiuto dai Re Magi
per raggiungere la grotta dove è nato Gesù Bambino, ed il successivo arrivo alla
suddetta grotta. Nella rappresentazione, diversi sono i luoghi messi in risalto, come la
grotta dove è nato Gesù, i vari negozietti antichi dei commercianti, la Reggia di Erode,
il mercato della piazza ed il deserto che i Re Magi attraversano per raggiungere la
grotta; tra l’altro, a questo evento, vengono chiamati numerosi attori al fine di
rappresentare tutti i personaggi che hanno preso parte all’intero viaggio compiuto dai
Re Magi, al fine di raggiungere la grotta di Gesù Bambino. Questo è uno degli eventi
più importanti del paese poiché, come per il caso della processione dei misteri del
“Venerdì Santo”, è stato, ed è in grado di attirare un numero consistente di turisti
appartenenti ai paesi limitrofi.
Un altro evento molto importante è quello che riguarda la festa del Santo Patrono del
paese e cioè: San Rocco. La festa ha luogo nel centro del paese dove, oltre alla
487
processione del Santo Patrono, e alla processione della reliquia dell’avambraccio del
Santo che ha salvato la città dall’attacco della peste nel ‘600, si svolgono spettacoli di
ogni genere come quelli pirotecnici e quelli di animazione tramite bande ed orchestre,
oltre al consistente numero di bancarelle che si posiziona in Corso Aldo Moro, per la
vendita di oggetti e strumenti di vario tipo. Essa si svolge in tre giorni, e precisamente
il 15, 16 ed il 17 agosto di ogni anno. Anche questa festa, da sempre, attira un
numero consistente di turisti che perfino dall’America del Sud giungono in Valenzano
per assistere alla suddetta, ogni anno. Eventi simili, con le medesime attività di
animazione, sono rappresentati dalla festa di Sant’Antonio che si tiene il 12 ed il 13
giugno e la festa di San Lorenzo che si tiene il 24 settembre, anche se a differenza
della precedente, non attirano un numero consistente di turisti dai paesi limitrofi.
488
Analisi qualitativa del centro storico del
comune di Valenzano
In questo paragrafo vengono messi in evidenza i risultati ottenuti dall’indagine
statistica o analisi relativa al numero di esercizi commerciali presenti in ogni singola
strada del centro città di Valenzano, distinti in base al settore in cui operano,
mettendo in risalto anche la regolamentazione del traffico e della sosta, la qualità
urbana, i tratti di continuità e discontinuità commerciale ed i relativi problemi presenti
in ciascuna strada del centro.
SCHEDA N. 1
CORSO ALDO MORO
Figura 1 - Tratto di strada del viale Corso Aldo Moro.
N. Esercizi:
a) Alimentari
7
b) Non alimentari
5
c) Abbigliamento/Calzature
d) Medie superfici
1
e) Complementari
1
f) Artigiani(10)
g) Agenzie
3
8
1
489
h) Bar e ristoranti 5
i) Banche ed uffici -
Regolamento del traffico e della sosta:
Questa principale strada del paese presenta un doppio senso di circolazione sino
all’altezza di Via Montrone; poi si prosegue a senso unico di circolazione sino alla fine
della suddetta Via o Corso.
Qualità urbana:
Gli edifici sono sia storici che moderni e, appaiono generalmente in buono stato di
conservazione anche se, alcuni evidenziano segnali di decadimento, in particolar modo
il tratto che riguarda la principale stazione del paese. Il decadimento risulta molto più
evidente se si osservano gli edifici posti in prossimità della scuola elementare “Via
Papa Giovanni XXIII”, sicuramente ristrutturati di recente. I marciapiedi sono in buone
condizioni, così come la pavimentazione. La strada è abbastanza larga e, quindi
percorribile, e il marciapiede è presente su ambedue i lati della strada.
Tratti di continuità commerciale:
Densità commerciale un tempo elevata, ora interrotta da numerosi locali chiusi.
Tratti di discontinuità commerciale:
Presenza di locali commerciali chiusi senza cartello e con evidenti segnali di degrado
concentrati soprattutto nella zona circostante la stazione del paese e, la scuola
elementare (Via Papa Giovanni XXIII).
Elementi di immagine degli esercizi:
Insegne: in buone condizioni ma con segni di decadimento;
Tendaggi: in buone condizioni ma con segni di decadimento;
Vetrine: in buone condizioni ma con segni di decadimento;
Interni: in buone condizioni ma con segni di decadimento;
Problemi:
Oltre ai numerosi esercizi chiusi e ai tendaggi in parte decaduti ,ormai, si nota una
sottile differenza tra gli edifici del tratto che dalla stazione del paese, giunge sino a Via
De Gasperi, rispetto al tratto di strada, che prosegue sino alla chiesa del paese,
caratterizzato da edifici signorili che, conferiscono alla via un aspetto più interessante
dal punto di vista commerciale e non solo.Segue un grafico rappresentativo del
numero delle attività commerciali presenti nella suddetta strada, distinte per i vari
settori commerciali, partendo dall’attività presente in misura maggiore giungendo a
quella presente in misura minore all’interno della singola strada, sistemate in ordine
490
decrescente, differentemente da come viene svolto precedentemente nella descrizione
delle strade:
SCHEDA N. 2
Via Bari
Figura 2 – Tratto di strada di Via Bari
N. Esercizi
a) Alimentari
3
b) Non alimentari 8
c) Abbigliamento/Calzature
5
d) Medie superfici 1
e) Complementari 2
f) Artigiani 3
g) Agenzie 5
h) Bar e ristoranti 1
i) Banche ed uffici 2
491
Regolamento del traffico e della sosta:
Questa importante strada del paese presenta un unico senso di circolazione sino
all’altezza di Via Kennedy; poi si prosegue a doppio senso di circolazione sino alla fine
della strada. Vi è la possibilità di parcheggio solo su un lato della strada.
Qualità urbana:
Gli edifici sono sia storici che moderni e, appaiono generalmente in buono stato di
conservazione anche se, la maggior parte mette in evidenza, segnali di decadimento,
in particolar modo tutto il tratto sinistro della strada. Il decadimento risulta molto
evidente se si osservano gli edifici posti in prossimità della villa storica del paese “Villa
D’Aloja”, che però è stata ristrutturata di recente per uso matrimoniale. Il marciapiede
destro è in buone condizioni, così come la pavimentazione, mentre quello situato sul
lato sinistro, presenta segni di degrado e la pavimentazione risulta piena di crepe. La
strada è abbastanza larga e, percorribile sia in auto che a piedi o con altri mezzi.
Tratti di continuità commerciale:
Densità commerciale un tempo elevata, ormai interrotta da degradati edifici.
Tratti di discontinuità commerciale:
Presenza di locali commerciali chiusi senza cartello e con evidenti segnali di degrado
concentrati soprattutto nella zona circostante la Villa D’Aloja e, nella zona dove sono
situati i cassonetti per i rifiuti.
Elementi di immagine degli esercizi:
Insegne: in buone condizioni ma con segni di decadimento;
Tendaggi: in buone condizioni ma con segni di decadimento;
Vetrine: in buone condizioni ma con segni di decadimento;
Interni: in buone condizioni ma con segni di decadimento;
Problemi:
Oltre ai pochi esercizi chiusi e ai tendaggi abbastanza decaduti ,ormai, si nota una
sottile differenza tra gli edifici del tratto sinistro (visto da Corso A. Moro) della strada,
per la presenza di crepe sia sul marciapiede che sui muri degli edifici, rispetto al tratto
destro della strada, dove è situata la Villa D’Aloja, caratterizzato da edifici degradati
ma, comunque ristrutturati che, conferiscono alla via un aspetto più interessante dal
punto di vista commerciale e storico. Segue un grafico rappresentativo del numero
delle attività commerciali presenti nella suddetta strada, distinte per i vari settori
commerciali, partendo dall’attività presente in misura maggiore giungendo a quella
presente in misura minore all’interno della singola strada, sistemate in ordine
decrescente, differentemente da come viene svolto precedentemente nella descrizione
delle strade:
492
SCHEDA N. 3
Via Piave
Figura 3 – Tratto di strada di Via Piave.
N. Esercizi
a) Alimentari
3
b) Non alimentari 4
c) Abbigliamento/Calzature
3
d) Medie superfici 1
e) Complementari 1
f) Artigiani 4
g) Agenzie h) Bar e ristoranti 1
i) Banche ed uffici -
Regolamento del traffico e della sosta:
Questa imponente strada del paese presenta un doppio senso di circolazione sino
all’altezza della circonvallazione; poi si prosegue sempre a doppio senso di
circolazione sino alla fine della strada. Vi è la possibilità di parcheggio su ambedue i
lati della strada.
493
Qualità urbana:
Gli edifici sono più che altro moderni, con qualche eccezione di locali di vecchio stile
come ad esempio l’ormai defunto cinema del paese e, appaiono generalmente in
buono stato di mantenimento anche se, in minima parte sono messi in evidenza, segni
di degrado, in particolar modo sul tratto di strada dove era posizionato il vecchio
cinema. Il decadimento risulta poco evidente se si osservano gli edifici posti in
prossimità dell’ intera strada che, però è stata ristrutturata di recente, in ogni caso. Il
marciapiedi sono in buone condizioni, così come la pavimentazione, La strada è
abbastanza larga e, percorribile sia in auto che a piedi o con altri mezzi.
Tratti di continuità commerciale:
Densità commerciale un tempo elevata, che però comunque, ad oggi, mantiene un
discreto tasso di frequentazione da parte della popolazione valenzanese.
Tratti di discontinuità commerciale:
Presenza di locali commerciali chiusi senza cartello e con evidenti segni di
decadimento concentrati soprattutto nella zona circostante il vecchio cinema
valenzanese e qualche locale più giù.
Elementi di immagine degli esercizi:
Insegne: in buone condizioni ma con segni di decadimento;
Tendaggi: in buone condizioni ma con segni di decadimento;
Vetrine: in buone condizioni ma con segni di decadimento;
Interni: in buone condizioni ma con segni di decadimento;
Problemi:
Oltre ai pochi esercizi chiusi e ai discreti tendaggi, oggi come oggi, si nota una netta
differenza tra gli edifici della strada, che discretamente continuano ad esistere, grazie
anche alla posizione di Via Piave, situata nei pressi del centro di Valenzano, rispetto al
tratto della strada, dove è ubicato il vecchio cinema, caratterizzato da un edificio
degradato per la presenza di crepe e fratture nell’interno del locale.
Segue un grafico rappresentativo del numero delle attività commerciali presenti nella
suddetta strada, distinte per i vari settori commerciali, partendo dall’attività presente
in misura maggiore giungendo a quella presente in misura minore all’interno della
singola strada, sistemate in ordine decrescente, differentemente da come viene svolto
precedentemente nella descrizione delle strade:
494
SCHEDA N. 4
Via Capurso
Figura 4 – Tratto di strada di Via Capurso.
N. Esercizi
a) Alimentari
4
b) Non alimentari 2
c) Abbigliamento/Calzature
-
d) Medie superfici 1
e) Complementari 1
f) Artigiani 5
g) Agenzie h) Bar e ristoranti 2
i) Banche ed uffici -
Regolamento del traffico e della sosta:
495
Questa fondamentale strada del paese, presenta un doppio senso di circolazione sino
all’altezza del vecchio cimitero paesano, dove termina la strada. Vi è la possibilità di
parcheggio su un solo lato della strada.
Qualità urbana:
Gli edifici sono più che altro moderni, con qualche eccezione di locali di vecchio
stampo, soprattutto nei pressi del vecchio cimitero del paese (alla fine della strada)
che, appaiono generalmente in uno stato di degrado anche se, in minima parte sono
messi in evidenza, segni di ristrutturazione, in particolar modo sul tratto di strada
(alla fine di Via Capurso) dove era posizionato il vecchio cimitero. Il decadimento
risulta poco evidente se si osservano gli edifici posti in prossimità dell’ intera strada
che, risultano essere in buono stato, sino all’incrocio con Via Piave. I marciapiedi sono
in buone condizioni, così come la pavimentazione, la strada è abbastanza larga ed è,
percorribile sia in auto che a piedi o con altri mezzi, ma abbastanza pericolosa, a
causa della troppa velocità a cui sfrecciano la automobili.
Tratti di continuità commerciale:
Densità commerciale un tempo elevata, ma ad oggi, spenta, a causa del poco traffico
turistico e commerciale in suddetta via.
Tratti di discontinuità commerciale:
Presenza di locali commerciali chiusi senza cartello e con evidenti segni di
decadimento concentrati soprattutto nella zona circostante il vecchio cimitero paesano
e, qualche stabile nelle vicinanze.
Elementi di immagine degli esercizi:
Insegne: in buone condizioni ma con segni di decadimento;
Tendaggi: in buone condizioni ma con segni di decadimento;
Vetrine: in buone condizioni ma con segni di decadimento;
Interni: in buone condizioni ma con segni di decadimento;
Problemi:
Oltre al numero di esercizi chiusi e ai vari tendaggi, è possibile denotare una
differenza tra gli edifici della strada, che, nonostante il tempo, continuano ad essere
attivi e vivi, rispetto al tratto della strada, dove è ubicato il vecchio cimitero,
caratterizzato dalla presenza di edifici attigui a codesto cimitero, degradati ed
abbandonati a sé stessi.
Segue un grafico rappresentativo del numero delle attività commerciali presenti nella
suddetta strada, distinte per i vari settori commerciali, partendo dall’attività presente
in misura maggiore giungendo a quella presente in misura minore all’interno della
singola strada, sistemate in ordine decrescente, differentemente da come viene svolto
precedentemente nella descrizione delle strade:
496
SCHEDA N. 5
Largo Plebiscito
Figura 5 – Tratto di strada del viale di Largo Plebiscito.
N. Esercizi
a) Alimentari
8
b) Non alimentari 4
c) Abbigliamento/Calzature
2
d) Medie superfici e) Complementari 2
f) Artigiani 10
g) Agenzie 2
h) Bar e ristoranti 2
i) Banche ed uffici -
Regolamento del traffico e della sosta:
Questa è la seconda principale strada del paese, dopo Corso Aldo Moro, e presenta
una sfociatura del largo che si distingue in due strade, separate da un parco, situato
nel mezzo delle due strade. Vi è la possibilità di parcheggio su un solo lato delle due
497
strade poiché dall’altro vi sono i vari negozi e locali commerciali, e, anche a causa
della posizione del parco situato fra le due strade. Le due strade sono, ambedue, ad
unico senso di circolazione.
Qualità urbana:
Gli edifici sono di gran lunga moderni, tranne alcuni edifici situati nei pressi della
chiesa di Santa Maria e di San Luca e, nei pressi della chiesa di Sant’ Anna, ormai,
non più agibile a causa di un crollo che ha portato alla caduta della campana della
chiesa. Il decadimento risulta poco evidente se si osservano gli edifici posti in
prossimità dell’ intera strada che, risultano essere in buono stato, sino all’incrocio con
Via Capurso. I marciapiedi sono in buone condizioni, così come la pavimentazione,
poiché anche ristrutturati da poco tempo. la strada è abbastanza larga ed è, separata
da un parco munito di alberi verdi e vivi, di panchine in legno, con la presenza di un
edicola e di un bar/caffetteria; questo parco si estende tra le due vie
accompagnandole per tutto il largo Plebiscito.
Tratti di continuità commerciale:
Densità commerciale un tempo elevata, e oggi, molto più, grazie all’innumerevole
traffico turistico e commerciale in questo largo.
Tratti di discontinuità commerciale:
Presenza di locali commerciali chiusi senza cartello e con evidenti segni di
decadimento concentrati soprattutto nella zona circostante le due chiese di “Santa
Maria e San Luca” e “Santa Maria di Loreto”, ma anche nella zona circostante i bagni
pubblici, ormai da tempo, non più agibili.
Elementi di immagine degli esercizi:
Insegne: in buone condizioni ma con segni di decadimento;
Tendaggi: in buone condizioni ma con segni di decadimento;
Vetrine: in buone condizioni ma con segni di decadimento;
Interni: in buone condizioni ma con segni di decadimento;
Problemi:
Oltre al numero di esercizi chiusi e ai vari tendaggi, è possibile osservare una
differenza tra gli edifici e locali della strada, che, nonostante il tempo trascorso,
continuano ad essere attivi a livello commerciale e turistico, rispetto al tratto della
strada, dove sono ubicate le due chiese, caratterizzato dalla presenza di edifici
demoliti, degradati e antichi. Fa molto, la presenza del parco, in mezzo alle due vie,
che è simbolo di riattivazione e valorizzazione turistica e commerciale nel paese.
Segue un grafico rappresentativo del numero delle attività commerciali presenti nella
suddetta strada, distinte per i vari settori commerciali, partendo dall’attività presente
in misura maggiore giungendo a quella presente in misura minore all’interno della
singola strada, sistemate in ordine decrescente, differentemente da come viene svolto
precedentemente nella descrizione delle strade:
SCHEDA N. 6
498
Via Muraglie/Boito
Figura 6 – Tratto di strada di Via Muraglie/Via Boito.
N. Esercizi
a) Alimentari
2
b) Non alimentari
5
c) Abbigliamento/Calzature
d) Medie superfici
-
e) Complementari
-
f) Artigiani
g) Agenzie
h) Bar e ristoranti
i) Banche ed uffici
1
1
1
-
Regolamento del traffico e della sosta:
Questa strada del paese congiunge due piccole strade ovvero Via Boito e Via Muraglie
in un'unica strada che, presenta un doppio senso di circolazione sino alla fine di Via
Boito, mentre da Via Muraglie al Largo Plebiscito diventa a senso unico di circolazione;
è possibile sostare solo da un lato della strada a causa della troppa strettezza della
strada.
Qualità urbana:
Gli edifici sono in prevalenza storici, appaiono generalmente in discreto stato di
conservazione ma, la maggior parte di essi mette in evidenza segni di decadimento, in
499
particolar modo, nella parte di strada denominata Via Muraglie, che si affaccia
direttamente nel centro storico del paese. Il degrado risulta molto più evidente se si
osservano gli edifici posti in prossimità della parte della suddetta strada, attigua al
centro storico paesano, anche se tutt’ora sono in corso lavori di ristrutturazione. I
marciapiedi sono in pessime condizioni, così come la pavimentazione. La strada è
abbastanza stretta e, quindi poco percorribile, e il marciapiede è presente su ambedue
i lati della strada ma, data la pessima costruzione del marciapiede del lato sinistro,
quest’ultimo appare quasi assente e poco utile.
Tratti di continuità commerciale:
Densità commerciale un tempo quasi nulla, a causa delle vecchie muraglie del centro
storico del paese, ora abbastanza discreta, grazie alle nuove ristrutturazioni e ai nuovi
locali commerciali, attivi, da qualche tempo a questa parte.
Tratti di discontinuità commerciale:
Presenza di locali commerciali chiusi senza cartello e con evidenti segnali di
decadimento, concentrati soprattutto nella zona circostante le antiche muraglie
paesane del paese.
Elementi di immagine degli esercizi:
Insegne: in buone condizioni ma con segni di decadimento;
Tendaggi: in buone condizioni ma con segni di decadimento;
Vetrine: in buone condizioni ma con segni di decadimento;
Interni: in buone condizioni ma con segni di decadimento;
Problemi:
Oltre ai diversi esercizi chiusi e ai tendaggi in parte stabili ,ormai, si nota una
differenza tra gli edifici del tratto di Via Boito, rispetto al tratto di strada, che prosegue
sino al Largo Plebiscito ovvero Via Muraglie, caratterizzato da mura antiche che,
conferiscono alla via un aspetto abbastanza antidiluviano, antico e retrogrado dal
punto di vista commerciale e moderno.
Segue un grafico rappresentativo del numero delle attività commerciali presenti nella
suddetta strada, distinte per i vari settori commerciali, partendo dall’attività presente
in misura maggiore giungendo a quella presente in misura minore all’interno della
singola strada, sistemate in ordine decrescente, differentemente da come viene svolto
precedentemente nella descrizione delle strade:
500
SCHEDA N. 7
Via De Gasperi
Figura 7 – Tratto di strada di Via De Gasperi.
N. Esercizi
a) Alimentari
3
b) Non alimentari
8
c) Abbigliamento/Calzature
d) Medie superfici
-
e) Complementari
2
f) Artigiani
g) Agenzie
-
3
1
h) Bar e ristoranti
2
i) Banche ed uffici
-
501
Regolamento del traffico e della sosta:
Questa imponente strada del paese presenta, dall’ inizio, un doppio senso di
circolazione sino all’ incrocio con Via Boito, poi prosegue a senso unico di circolazione,
sino alla fine della strada dove, frontalmente è situata la scuola d’infanzia: “L’
aquilone”; è possibile sostare su ambedue i lati della strada.
Qualità urbana:
Gli edifici sono in prevalenza moderni, e appaiono generalmente in ottimo stato di
conservazione, essendo una delle strade più moderne del paese; la minor parte di essi
mette in evidenza segni di decadimento, in particolar modo, all’inizio della strada,
dove è situato il giardino della scuola elementare denominata: Papa Giovanni XXIII. Il
degrado risulta molto più evidente se si osservano gli edifici posti in prossimità del
giardino, o cortile della scuola. I marciapiedi sono in ottime condizioni, così come la
pavimentazione. La strada è abbastanza larga e, percorribile, e, il marciapiede è
presente su ambedue i lati della strada.
Tratti di continuità commerciale:
Densità commerciale un tempo molto elevata, e, tuttora oggi, continua ad esserlo,
grazie alle varie ristrutturazioni dei locali e degli esercizi commerciali presenti in
questa strada.
Tratti di discontinuità commerciale:
Presenza di locali commerciali chiusi senza cartello e con evidenti segnali di
decadimento, concentrati soprattutto nella zona situata affianco il giardino della scuola
elementare Papa Giovanni XXIII.
Elementi di immagine degli esercizi:
Insegne: in buone condizioni ma con parziali segni di decadimento;
Tendaggi: in buone condizioni ma con parziali segni di decadimento;
Vetrine: in buone condizioni;
Interni: in buone condizioni ma con parziali segni di decadimento;
Problemi:
Oltre ai diversi esercizi chiusi e ai tendaggi in parte stabili ,oggi, si nota una larga
differenza tra gli edifici di quasi tutta la strada, rispetto al tratto di strada, che affianca
il giardino della scuola elementare: Papa Giovanni XXIII, che presenta diversi edifici
diroccati e chiusi da diverso tempo ormai, che comunque danno a quel tratto di strada
un aspetto poco curato e piacevole, nonostante la buona qualità urbana di quasi tutta
la strada.
Segue un grafico rappresentativo del numero delle attività commerciali presenti nella
suddetta strada, distinte per i vari settori commerciali, partendo dall’attività presente
502
in misura maggiore giungendo a quella presente in misura minore all’interno della
singola strada, sistemate in ordine decrescente, differentemente da come viene svolto
precedentemente nella descrizione delle strade:
503
SCHEDA N. 8
Via Piccinni/Piazza Padre Pio
Figura 8 – Tratto della villa di Piazza Padre Pio, nonché tratto di strada di Via Piccinni.
N. Esercizi
a) Alimentari
3
b) Non alimentari
6
c) Abbigliamento/Calzature
d) Medie superfici
-
e) Complementari
-
f) Artigiani
g) Agenzie
2
3
-
h) Bar e ristoranti 1
i) Banche ed uffici 1
Regolamento del traffico e della sosta:
Questa è una delle strade più trafficate del paese che, presenta, dall’ inizio, un doppio
senso di circolazione sino alla piazza Padre Pio, dove vi è una rotatoria che, consente
di proseguire nelle vie attigue. È possibile parcheggiare attorno alla piazzetta di Padre
Pio su ambedue i lati della strada ed anche, in via Piccinni, su ambedue i lati, grazie
alla larghezza della strada.
504
Qualità urbana:
Gli edifici sono in prevalenza moderni, data la presenza di case popolari situate alla
sinistra della strada. Per il resto, risulta tutto in buono stato ad eccezione della zona
riservata al mercato coperto, che appare vecchia, degradata e trascurata. Il degrado
risulta molto più evidente se si osservano gli edifici posti in prossimità della zona del
mercato coperto; vi è la presenza di molti alberi di foglia verde che circondano i
quattro lati della piazzetta. I marciapiedi sono in ottime condizioni, così come la
pavimentazione. La strada è abbastanza larga e, percorribile, e, il marciapiede è
presente su ambedue i lati della strada. Vi sono, dentro e, all’esterno della piazzetta,
delle panchine , dove è possibile sostare dopo una lunga passeggiata.
Tratti di continuità commerciale:
Densità commerciale un tempo molto elevata, e, tuttora oggi, continua ad esserlo,
grazie alle varie ristrutturazioni dei locali e degli esercizi commerciali e del mercato del
Venerdì mattina, che armonizza il paese, ma soprattutto questa strada.
Tratti di discontinuità commerciale:
Presenza di locali commerciali chiusi senza cartello e con evidenti segnali di
decadimento, concentrati soprattutto nella zona interessata al mercato coperto.
Elementi di immagine degli esercizi:
Insegne: in buone condizioni ma con parziali segni di decadimento;
Tendaggi: in buone condizioni ma con parziali segni di decadimento;
Vetrine: in buone condizioni;
Interni: in buone condizioni ma con segni di decadimento nulli;
Problemi:
Oltre ai diversi esercizi chiusi e ai tendaggi stabili ,oggi, si nota una larga differenza
tra gli edifici di quasi tutta la strada e della piazzetta Padre Pio, rispetto al tratto di
strada, che interessa il mercato coperto, che presenta diversi edifici diroccati e
abbandonati da diverso tempo, che, danno a quel tratto di strada un aspetto poco
curato e poco autentico, nonostante la buona qualità urbana di quasi tutta questa
zona.
Segue un grafico rappresentativo del numero delle attività commerciali presenti nella
suddetta strada, distinte per i vari settori commerciali, partendo dall’attività presente
in misura maggiore giungendo a quella presente in misura minore all’interno della
singola strada, sistemate in ordine decrescente, differentemente da come viene svolto
precedentemente nella descrizione delle strade:
505
SCHEDA N. 9
Via Casamassima
Figura 9 – Tratto di strada di Via Casamassima.
N. Esercizi
a) Alimentari
5
b) Non alimentari 1
c) Abbigliamento/Calzature
-
d) Medie superfici 1
e) Complementari f) Artigiani 1
g) Agenzie h) Bar e ristoranti i) Banche ed uffici 2
Regolamento del traffico e della sosta:
Questa strada del paese presenta, dall’ inizio, un unico senso di circolazione sino alla
fine della strada che giunge in Largo Plebiscito. È possibile parcheggiare su un solo
lato della strada per motivi urbanistici.
506
Qualità urbana:
Gli edifici sono moderni, data la presenza di diverse ristrutturazioni riguardanti i vari
locali commerciali situati sulla strada. Per il resto, risulta tutto in buono stato ad
eccezione di qualche crepa nel muro affianco ai negozi e, nella zona circostante Via
Leuzzi. Il degrado risulta molto più evidente se si osservano gli edifici posti in
prossimità di Via Leuzzi, dove sono visibili diversi edifici diroccati, nonostante il
tentativo di nuove ristrutturazioni. La strada è abbastanza larga e, percorribile, e, il
marciapiede è presente su ambedue i lati della strada.
Tratti di continuità commerciale:
Densità commerciale un tempo molto elevata, e, tuttora oggi, continua ad esserlo,
grazie alle varie ristrutturazioni dei locali e degli esercizi commerciali.
Tratti di discontinuità commerciale:
Presenza di locali commerciali chiusi senza cartello e con evidenti segni di
decadimento, concentrati soprattutto nella zona di Via Leuzzi.
Elementi di immagine degli esercizi:
Insegne: in buone condizioni ma con parziali segni di decadimento;
Tendaggi: in buone condizioni ma con parziali segni di decadimento;
Vetrine: in buone condizioni;
Interni: in buone condizioni ma con segni di decadimento nulli;
Problemi:
Oltre ai diversi esercizi chiusi e ai tendaggi poco stabili ,ad oggi, si nota una molteplice
differenza tra gli edifici di quasi tutta la strada , rispetto al tratto di strada, che
interessa Via Leuzzi che, presenta diversi edifici diroccati e abbandonati, nonostante il
tentativo di ristrutturazione e di abbellimento. Tra l’altro sono presenti diverse crepe
nei muri accanto ai negozi.
Segue un grafico rappresentativo del numero delle attività commerciali presenti nella
suddetta strada, distinte per i vari settori commerciali, partendo dall’attività presente
in misura maggiore giungendo a quella presente in misura minore all’interno della
singola strada, sistemate in ordine decrescente, differentemente da come viene svolto
precedentemente nella descrizione delle strade:
507
SCHEDA N. 10
Via Montrone
Figura 10 – Tratto di strada di Via Montrone.
N. Esercizi
a) Alimentari
5
b) Non alimentari
2
c) Abbigliamento/Calzature
d) Medie superfici
1
e) Complementari
-
4
f) Artigiani 2
g) Agenzie
-
h) Bar e ristoranti i) Banche ed uffici
1
Regolamento del traffico e della sosta:
Questa strada del paese presenta, un doppio senso di circolazione dall’ inizio alla fine
e, quindi sino a Corso Aldo Moro. È possibile sostare su ambedue i lati della strada,
grazie anche alla larghezza della strada. I marciapiedi sono posti su ambedue i lati
della strada e sono in discrete condizioni.
508
Qualità urbana:
Gli edifici sono antichi, data la presenza di diversi palazzi inagibili e non utilizzati, ad
eccezione di uno stabile ristrutturato da poco, dove ora è stato realizzato un
condominio. Per il resto, risulta tutto molto antico dati i vecchi edifici, ad eccezione di
nuovi negozi e locali commerciali, da poco ristrutturati. Il degrado risulta molto più
evidente se si osservano gli edifici posti in prossimità dell’incrocio per Adelfia, dove
sono visibili diversi stabili e edifici diroccati e consumati dal tempo. La strada è
abbastanza larga ed agibile, e, il marciapiede è presente su tutti e due i lati della
strada.
Tratti di continuità commerciale:
Densità commerciale un tempo molto elevata, ma ad oggi minore, a causa dei diversi
edifici , locali e stabili non utilizzati ed inagibili. L’aspetto positivo è situato nel ricordo
e, nella storicità che questa strada attinge al paese di Valenzano.
Tratti di discontinuità commerciale:
Presenza di locali commerciali chiusi senza cartello e con segni di decadimento,
soprattutto vicino all’incrocio per andare verso Adelfia.
Elementi di immagine degli esercizi:
Insegne: in discrete condizioni ma con parziali segni di decadimento;
Tendaggi: in discrete condizioni ma con parziali segni di decadimento;
Vetrine: in buone condizioni ma con pochi segni di decadimento;
Interni: in buone condizioni ma con parziali segni di decadimento;
Problemi:
Oltre ai diversi esercizi chiusi e ai tendaggi poco stabili, è possibile notare una piccola
differenza tra la maggior parte degli edifici e dei locali commerciali posti su tutta la
strada , rispetto al tratto di strada, riguardante l’incrocio per andare ad Adelfia, dove
vi sono diversi edifici e locali ma anche stabili, diroccati, abbandonati a sé stessi ed in
pessime condizioni, che per quanto possono apparire poco moderni e presentabili,
nello stesso tempo danno a questa strada quel tocco di storicità ed antichità, ormai
perso in diverse strade del paese di Valenzano.
Segue un grafico rappresentativo del numero delle attività commerciali presenti nella
suddetta strada, distinte per i vari settori commerciali, partendo dall’attività presente
in misura maggiore giungendo a quella presente in misura minore all’interno della
singola strada, sistemate in ordine decrescente, differentemente da come viene svolto
precedentemente nella descrizione delle strade:
509
SCHEDA N. 11
Via San Rocco
Figura 11 – Tratto di strada di Via San Rocco.
N. Esercizi
a) Alimentari
1
b) Non alimentari 4
c) Abbigliamento/Calzature
2
d) Medie superfici e) Complementari f) Artigiani 1
g) Agenzie 2
h) Bar e ristoranti 1
i) Banche ed uffici Regolamento del traffico e della sosta:
Questa strada del paese congiunge il corso Aldo Moro con il largo Plebiscito; essa è
percorribile in un unico senso di circolazione e, non è possibile sostare su nessuno dei
due lati poiché la strada presenta una larghezza poco consona al parcheggio di
autoveicoli. Tra l’altro, si può dire che vi è totale assenza di marciapiedi. La possibilità
510
di sostare è comunque quasi nulla, a causa della presenza di uno spazio considerevole
adibito all’ingresso in chiesa, che non consente la sosta.
Qualità urbana:
Gli edifici sono in prevalenza storici, poiché la strada è considerata una delle più
antiche del centro, dove tutt’ora oggi, non è visibile alcun segno di cambiamento; essa
appare in stato decente, se così si può dire, anche se i segni di degrado più evidenti,
sono presenti attorno alle pareti della chiesa dove i muri appaiono decadenti ed in
fase di cedimento; la pavimentazione appare in discreto stato, nonostante fra i
mattoni stessi, vi sia un notevole dislivello e, quindi si riscontrano problemi nel
percorrerla a piedi. Per il resto, i negozi appaiono in buono stato, soprattutto nella
zona più vicina al largo Plebiscito, dove sono visibili diversi segni di ristrutturazione,
svolta recentemente.
Tratti di continuità commerciale:
Densità commerciale un tempo molto elevata, grazie al suo valore storico e alla
vicinanza della chiesa di San Rocco, nonché polo attrattivo del paese; ad oggi, a causa
dei segni di degrado abbastanza evidenti, essa ha perso quella notevole densità
commerciale che aveva un tempo; tra l’altro l’afflusso della clientela tende a spostarsi
nelle strade più ampie e ristrutturate del centro, dove è anche presente un consistente
numero di esercizi commerciali.
Tratti di discontinuità commerciale:
Presenza di locali commerciali chiusi senza cartello e con evidenti segni di degrado,
concentrati soprattutto nella zona circostante le mura della chiesa del santo patrono e
nella zona che sfocia in Largo Leonetti, che in passato rappresentava una delle strade
fondamentali per il commercio valenzanese.
Elementi di immagine degli esercizi:
Insegne: in discrete condizioni ma con segni di decadimento;
Tendaggi: in pessime condizioni e con segni di degrado;
Vetrine: in buone condizioni ma con pochi segni di decadimento;
Interni: in discrete condizioni ma con segni di decadimento;
Problemi:
Come già detto prima, oltre alla innumerevole presenza di segni di degrado in buona
parte della strada, essa si presenta in pessime condizioni agli occhi di una clientela
piuttosto attenta a ciò che osserva; partendo dalla pavimentazione, essa presenta un
notevole dislivello fra le mattonelle che non sono assolutamente percorribili,
soprattutto da parte di persone anziane; per quel che riguarda le mura circostanti la
chiesa, esse presentano segni di degrado, anche se, c’è da dire che, mettono in
evidenza la reale storicità e antichità della zona; l’ultimo problema è quello relativo
all’illuminazione della strada che, a differenza di altre strade, mostra una
considerevole distanza tra un lampione ed un altro, rendendo quasi oscura, in alcuni
tratti, la suddetta strada.
511
Segue un grafico rappresentativo del numero delle attività commerciali presenti nella
suddetta strada, distinte per i vari settori commerciali, partendo dall’attività presente
in misura maggiore giungendo a quella presente in misura minore all’interno della
singola strada, sistemate in ordine decrescente, differentemente da come viene svolto
precedentemente nella descrizione delle strade:
Risultati dell’indagine qualitativa del centro
città di Valenzano
Dall’elenco delle strade del centro città Valenzanese, si possono evidenziare differenti
caratteristiche che tendono a distinguere questo centro da quello degli altri paesi;
possiamo iniziare, mettendo in evidenza il fatto che vi è una notevole presenza di
esercizi commerciali volti alla soddisfazione dei bisogni primari come l’alimentazione e
l’abbigliamento. Notevole importanza assume il settore dell’artigianato e dei non
alimentari, nonché quei negozi propensi alla vendita di strumenti per la casa e per
l’arredamento, ma non solo. Di relativa e media importanza sono i bar ed i ristoranti
che, nel paese, sono presenti in discreta parte, mentre di basso rilievo, risultano
essere le banche e gli uffici, che nel centro città, sono presenti in minima parte. È
opportuno precisare che la maggior parte delle attività commerciali del centro città
Valenzanese va, via via, col passare del tempo, specializzandosi in vari e nuovi settori
merceologici. Per quanto riguarda il posizionamento dei vari esercizi, e quindi del
commercio nel centro, le vie principali interessate dal suddetto fenomeno risultano
essere: Corso Aldo Moro, Largo Plebiscito, via Bari, via Capurso e via De Gasperi
assieme ad altre di medesima rilevanza. Va precisato, che la zona di attrazione
commerciale maggiore è rappresentata dal Corso Aldo Moro, grazie alla sua posizione
centrale all’interno del paese e alle sue dimensioni abbastanza larghe ed accoglienti
che riescono ad inglobare la maggior parte dei vari esercizi commerciali in essa. Di
medesima rilevanza, è il Largo Plebiscito che, grazie alle notevoli dimensioni, oltre alla
possibilità di poter accogliere una molteplicità di esercizi commerciali specializzati in
diversi settori che vanno dalla pelletteria all’artigianato, presenta al suo interno, una
grande villa di notevoli dimensioni adibita allo svago, al riposo e all’intrattenimento,
grazie alla presenza di circa una quindicina di panchine, situate al suo interno. Non
bisogna dimenticare, via Casamassima che, invece, presenta un lodevole sviluppo nel
settore alimentare, soprattutto per la forte presenza di esercizi commerciali
specializzati nella vendita di prodotti caseari. Sicuramente, anche l’apparato relativo al
turismo è abbastanza sviluppato e, l’area di maggiore concentrazione turistica è
rappresentata dall’incrocio tra Corso Aldo Moro e Via San Rocco dove è situata la
principale chiesa del paese, la chiesa di San Rocco, assieme alla chiesetta del Padre
Eterno e al rinomatissimo Castello Baronale, di origini antichissime. La seconda
classificata nella categoria di zone turistiche del centro città di Valenzano, è il Largo
Plebiscito dove è ubicata la chiesa di Santa Maria e di San Luca, i cui altari interni,
sono rivestiti in oro e in argento. Un'altra zona di attrazione sia a livello commerciale
che turistico, è la nota Piazza Padre Pio che è circondata da una accogliente villetta
dove, al termine degli acquisti, la clientela ed i turisti, spesso e volentieri, si siedono
per riposarsi; chiaramente, a livello turistico, essa attrae per la grande statua
raffigurante Padre Pio, che sovrasta la piazza, e per la villetta che la circonda, mentre
a livello commerciale attrae, oltre che per la presenza dei vari esercizi commerciali
relativi al settore dell’ abbigliamento e delle calzature, anche per la presenza del
“mercato coperto” e del “mercato del Venerdì”, nonché eventi in cui è possibile
512
denotare la presenza di innumerevoli attività commerciali che vanno dal settore
alimentare al settore dell’abbigliamento e, quindi di conseguenza, questi fenomeni non
fanno altro che generare un maggiore afflusso della clientela in questa zona. Traendo
le dovute conclusioni, è possibile affermare che il centro città Valenzanese si posiziona
e si classifica su un livello qualitativo abbastanza discreto rispetto a tanti altri centri
città, e per questo motivo, esso è considerato un polo attrattivo non solo per gli
abitanti di Valenzano, ma anche per coloro che vengono da zone limitrofe per svolgere
i propri acquisti, e per i turisti che hanno sempre voglia di visitare e scoprire qualcosa
di nuovo e di inedito. Dopo aver esaminato i vari aspetti positivi delle varie strade
analizzate assieme ai punti nevralgici e fondamentali del centro città, è opportuno
mettere in evidenza alcuni dei molteplici aspetti negativi; il primo è quello che
riguarda l’immagine dei vari esercizi commerciali che presenta molte disuguaglianze
tra gli stessi, ad esempio in merito ai tendaggi, alle vetrine, e al modo in cui viene
disposta la merce, e questo fenomeno oltre a non fornire un’immagine coerente della
strada, tende a peggiorare quel rapporto esistente tra i vari strumenti della
comunicazione, specialmente nel caso della comunicazione esterna; il secondo è
sempre relativo agli strumenti della comunicazione esterna, nonché le insegne, e i vari
tendaggi, che presentano segni di decadimento, e di conseguenza tendono a far
perdere valore alla comunicazione esterna della strada; il terzo riguarda il fatto che vi
sono diverse strade che sono situate a distanza di molti kilometri dal centro città, e
quindi questo porta alla difficoltà di acquisto e di visita da parte della clientela che
abita lontano dal centro città; il quarto è relativo all’innumerevole presenza di
magazzini e locali chiusi che, essendo situati nelle strade principali del centro città
come Corso Aldo Moro, Largo Plebiscito, via Bari, via Capurso e via Alcide De Gasperi,
interrompono la continuità commerciale fra una strada ed un’altra; il quinto riprende
quanto detto dal quarto e cioè che vi è la presenza di innumerevoli locali e magazzini
chiusi che interrompono la continuità commerciale fra una strada ed un’altra,
aggiungendo però, che questo potrebbe essere un segnale relativo alla crisi del
commercio che si sta avendo in questo periodo; il sesto mette in evidenza i segnali di
degrado e di decadimento dell’ambiente estetico ed urbano del centro città, come la
presenza di differenti strutture abbandonate a sé stesse che presentano segni di
degrado, così come la presenza di profondi “solchi” nei marciapiedi del centro che non
permettono di percorrere interamente una strada, portando la clientela a percorrere,
molto spesso, una via secondaria, oltre al problema dell’illuminazione stradale di
alcune vie, come via San Rocco, dove vi è molta distanza tra un lampione ed un altro,
e questo porta al buio totale in alcuni tratti della strada; il settimo si riferisce alla
presenza di magazzini o esercizi commerciali dotati di serrande comunemente
chiamate “cieche” cioè che non riportano alcuna informazione relativa all’orario di
apertura e di chiusura, lasciando spesso e volentieri, la clientela con numerosi dubbi;
l’ottavo è relativo al fatto che i vari esercizi commerciali specializzati nella vendita di
“prodotti tipici” non sono dotati di un’insegna o comunque di una forma comunicativa
che entri nel merito della loro specializzazione, tendendo ad insinuare notevoli
perplessità nella clientela, che si domanda anche dinanzi ai suddetti esercizi, cosa essi
vendano e in cosa essi siano specializzati; il nono ed ultimo, è molto importante e, si
riferisce al fatto che la maggior parte delle strade del centro città Valenzanese, sono
attraversate dal traffico di automobili, e qualsiasi tipo di autoveicolo come motori,
auto-rimorchi, camion, e così via, e questo non fa altro che disturbare la clientela che
visita il centro e che, di conseguenza, cerca un po’ di serenità e tranquillità nel preciso
momento in cui si trova nel centro città e deve scegliere i prodotti da acquistare e,
soprattutto l’esercizio commerciale da cui acquistarli. Dall’analisi di tutte queste
situazioni, è possibile comprendere come si compone il centro città Valenzanese
assieme ad i suoi aspetti negativi e positivi, tenendo conto che questo paese è stato
reso importante sia a livello turistico che a livello commerciale grazie alla presenza di
513
turisti provenienti dalle zone limitrofe che oltre a visitare i vari monumenti antichi,
sono propensi ad acquistare prodotti dal centro città Valenzanese, sommato al fatto
che, gli abitanti, in un modo o nell’altro rimangono soddisfatti da ciò che il paese, in
particolare il centro città, offre loro giorno dopo giorno, anche se sono convinti del
fatto che esso potrebbe offrire molto di più.
Le attività commerciali
In questo paragrafo, seguono delle tabelle relative alle attività commerciali più
praticate nel paese di Valenzano, suddivise per settori commerciali ed affiancate dal
numero di esercizi commerciali presenti nel paese, e relativi a ciascuna attività,
unitamente ad un grafico rappresentativo di ciascuna tabella, che evidenzia l’attività
più praticata fra i vari settori commerciali di Valenzano:
Tabella 1 - Commercio di automobili e altre tipologie di autoveicoli
MANUTENZIONE E RIPARAZIONE DI AUTOVEICOLI
(autofficine,carrozzerie,elettrauti,gommisti,autolavaggi)
15
Commercio al dettaglio di parti e accessori di autoveicoli
6
Commercio all’ingrosso ed intermediazione di parti e accessori di autoveicoli
4
Commercio di autovetture e di autoveicoli leggeri
3
COMMERCIO, MANUTENZIONE E RIPARAZIONE DI MOTOCICLI E RELATIVE
PARTI ACCESSORI
1
COMMERCIO DI PARTI E ACCESSORI DI AUTOVEICOLI
0
Grafico 1
514
COMMERCIO DI AUTOVEICOLI ED ALTRE TIPOLOGIE DI AUTOVEICOLI
16
15
14
12
10
8
6
6
4
4
3
1
2
COMMERCIO, MANUTENZIONE E
RIPARAZIONE DI MOTOCICLI E
RELATIVE PARTI ACCESSORI
Commercio di autovetture e di autoveicoli
leggeri
Commercio all’ingrosso ed intermediazione
di parti e accessori di autoveicoli
Commercio al dettaglio di parti e accessori
di autoveicoli
MANUTENZIONE E RIPARAZIONE DI
AUTOVEICOLI
(autofficine,carrozzerie,elettrauti,gommisti,
autolavaggi)
0
L’attività più praticata di questo settore, risulta essere la manutenzione e riparazione
di autoveicoli (autofficine, carrozzerie, elettrauti, gommisti ed autolavaggi), con un
numero di esercizi commerciali pari a 15, all’interno dell’intero paese.
Tabella 2- Commercio di prodotti alimentari
Commercio all’ingrosso non specializzato di altri prodotti alimentari, bevande e
tabacco
5
COMMERCIO ALL’INGROSSO DI PRODOTTI ALIMENTARI, BEVANDE E
PRODOTTI DEL TABACCO
2
Commercio all’ingrosso di frutta e ortaggi freschi o conservati
2
Commercio all’ingrosso di carne fresca, congelata e surgelata
1
Commercio all’ingrosso di oli e grassi alimentari di origine vegetale o animale
1
Commercio all’ingrosso di bevande
1
Commercio all’ingrosso di altri prodotti alimentari, inclusi pesci, crostacei e
molluschi
1
Commercio all’ingrosso di altri prodotti alimentari
1
Commercio all’ingrosso non specializzato di prodotti surgelati
1
Grafico 2
515
COMMERCIO DI PRODOTTI ALIMENTARI (Valori assoluti)
6
5
5
4
3
2
2
2
1
1
1
1
1
1
Commercio
all’ingrosso di oli e
grassi alimentari di
origine vegetale o
animale
Commercio
all’ingrosso di
bevande
Commercio
all’ingrosso di altri
prodotti alimentari,
inclusi pesci,
crostacei e
molluschi
Commercio
all’ingrosso di altri
prodotti alimentari
Commercio
all’ingrosso non
specializzato di
prodotti surgelati
1
0
Commercio
Commercio
COMMERCIO
Commercio
ALL’INGROSSO DI all’ingrosso di frutta all’ingrosso di carne
all’ingrosso non
e ortaggi freschi o fresca, congelata e
PRODOTTI
specializzato di altri
surgelata
conservati
ALIMENTARI,
prodotti alimentari,
BEVANDE E
bevande e tabacco
PRODOTTI DEL
TABACCO
L’attività più praticata di questo settore risulta essere il commercio all’ingrosso non
specializzato di altri prodotti alimentari, bevande e tabacco, con un numero di esercizi
commerciali pari a 5, all’interno dell’intero paese.
Tabella 3- Commercio di capi d’abbigliamento, pelletteria, oggettistica e
strumenti informatici
Commercio all’ingrosso di vari prodotti di consumo non alimentare
n.c.a.
8
Commercio all’ingrosso di computer, apparecchiature informatiche
periferiche e di software
6
Commercio all’ingrosso di abbigliamento e accessori
5
Commercio all’ingrosso di supporti registrati, audio, video (Cd, Dvd e
altri supporti)
2
Commercio all’ingrosso di profumi e cosmetici
2
Commercio all’ingrosso di articoli di merceria, filati e passamaneria
1
Commercio all’ingrosso di vetreria e cristalleria
1
Commercio all’ingrosso di mobili di qualsiasi materiale
1
Commercio all’ingrosso di orologi e di gioielleria
1
Grafico 3
516
COMMERCIO DI CAPI DI ABBIGLIAMENTO,PELLETTERIA,OGGETTISTICA E STRUMENTI
INFORMATICI
(VALORI ASSOLUTI)
9
8
8
7
6
6
5
5
4
3
2
2
2
1
1
1
1
1
0
Commercio
all’ingrosso di vari
prodotti di consumo
non alimentare
n.c.a.
Commercio
all’ingrosso di
computer,
apparecchiature
informatiche
periferiche e di
software
Commercio
all’ingrosso di
abbigliamento e
accessori
Commercio
Commercio
Commercio
Commercio
Commercio
all’ingrosso di
all’ingrosso di
all’ingrosso di
all’ingrosso di
all’ingrosso di mobili
supporti registrati, profumi e cosmetici articoli di merceria, vetreria e cristalleria
di qualsiasi
audio, video (Cd,
filati e passamaneria
materiale
Dvd e altri supporti)
Commercio
all’ingrosso di
orologi e di
gioielleria
L’attività più praticata di questo settore, risulta essere il Commercio all’ingrosso di vari
prodotti di consumo non alimentare n.c.a., con un numero di esercizi commerciali pari
a 8, all’interno dell’intero paese.
Tabella
4-Commercio
di
all’arredamento d’ufficio
attrezzature
adibite
alla
produzione
Commercio all’ingrosso di altre macchine ed attrezzature per
l’industria, il commercio e la navigazione (robot per le catene di
produzione, macchine per bar e gelaterie, macchine grafiche, armi,
macchine di sollevamento)
7
Commercio all’ingrosso di altri macchinari e attrezzature
2
Commercio all'ingrosso di mobili per ufficio e negozi
1
e
Grafico 4
517
COMMERCIO DI ATTREZZATURE ADIBITE ALLA PRODUZIONE ED ALL'ARREDAMENTO D'UFFICIO
(Valori assoluti)
8
7
7
6
5
4
3
2
2
1
1
0
Commercio all’ingrosso di altre macchine ed
attrezzature per l’industria, il commercio e la
navigazione (robot per le catene di produzione,
macchine per bar e gelaterie, macchine grafiche,
armi, macchine di sollevamento)
Commercio all’ingrosso di altri macchinari e
attrezzature
Commercio all'ingrosso di mobili per ufficio e
negozi
L’attività più praticata di questo settore risulta essere il Commercio all’ingrosso di altre
macchine ed attrezzature per l’industria, il commercio e la navigazione (robot per le
catene di produzione, macchine per bar e gelaterie, macchine grafiche, armi,
macchine di sollevamento), con un numero di esercizi commerciali pari a 7, all’interno
dell’intero paese.
Tabella 5- Commercio di metalli preziosi e di prodotti chimici per l’industria
Commercio all’ingrosso di apparecchi e accessori per impianti
idraulici, di riscaldamento e di condizionamento
2
Commercio all'ingrosso di prodotti chimici per l’industria
2
Commercio all’ingrosso di metalli non ferrosi e prodotti semilavorati
1
Commercio all’ingrosso di materiali da costruzione
1
Commercio all’ingrosso di infissi
1
Commercio all’ingrosso di altri materiali da costruzione
1
Commercio all’ingrosso di carta da parati, colori e vernici
1
Grafico 5
518
COMMERCIO DI METALLI PREZIOSI E DI PRODOTTI CHIMICI PER L'INDUSTRIA (Valori assoluti)
2,5
2
2
2
1,5
1
1
1
1
1
1
0,5
0
Commercio
all’ingrosso di
apparecchi e
accessori per
impianti idraulici, di
riscaldamento e di
condizionamento
Commercio
Commercio
all’ingrosso di metalli
all'ingrosso di
prodotti chimici per non ferrosi e prodotti
semilavorati
l’industria
Commercio
all’ingrosso di
materiali da
costruzione
Commercio
all’ingrosso di infissi
Commercio
all’ingrosso di altri
materiali da
costruzione
Commercio
all’ingrosso di carta
da parati, colori e
vernici
Le attività più praticate di questo settore, risultano essere il Commercio all’ingrosso di
apparecchi e accessori per impianti idraulici, di riscaldamento e di condizionamento,
ed il Commercio all'ingrosso di prodotti chimici per l’industria, entrambi, con un
numero di esercizi commerciali pari a 2, all’interno dell’intero paese.
Tabella 6- Commercio di prodotti provenienti da minimercati e supermercati
Minimercati ed altri esercizi non specializzati di alimentari vari
17
Supermercati
5
Commercio al dettaglio in esercizi non specializzati di computer, periferiche,
attrezzature per le telecomunicazioni, elettronica di consumo audio e video,
elettrodomestici
3
Empori ed altri negozi non specializzati di vari prodotti non alimentari
2
COMMERCIO AL DETTAGLIO (ESCLUSO QUELLO DI AUTOVEICOLI E DI
MOTOCICLI)
1
Commercio al dettaglio in esercizi non specializzati con prevalenza di prodotti
alimentari e bevande
1
Commercio al dettaglio di prodotti surgelati
1
Grafico 6
519
COMMERCIO DI PRODOTTI PROVENIENTI DA MINIMERCATI E SUPERMERCATI (valori assoluti)
18
17
16
14
12
10
8
5
6
3
4
2
2
1
1
1
0
Minimercati ed altri
esercizi non
specializzati di
alimentari vari
Supermercati
Commercio al
dettaglio in esercizi
non specializzati di
computer,
periferiche,
attrezzature per le
telecomunicazioni,
elettronica di
consumo audio e
video,
elettrodomestici
COMMERCIO AL
Empori ed altri
DETTAGLIO
negozi non
specializzati di vari (ESCLUSO QUELLO
DI AUTOVEICOLI E
prodotti non
DI MOTOCICLI)
alimentari
Commercio al
Commercio al
dettaglio in esercizi dettaglio di prodotti
surgelati
non specializzati con
prevalenza di prodotti
alimentari e bevande
L’attività più praticata di questo settore risulta essere il Commercio relativo ai
Minimercati ed altri esercizi non specializzati di alimentari, con un numero di esercizi
commerciali pari a 17, all’interno dell’intero paese.
Tabella 7-Commercio di prodotti caseari, di dolciumi e di tabacco
Commercio al dettaglio di carni e di prodotti a base di carne in esercizi
specializzati
14
COMMERCIO AL DETTAGLIO DI CARBURANTE PER AUTOTRAZIONE IN
ESERCIZI SPECIALIZZATI
8
Commercio al dettaglio di pesci, crostacei e molluschi in esercizi
specializzati
4
Commercio al dettaglio di prodotti del tabacco in esercizi specializzati
4
Commercio al dettaglio di frutta e verdura fresca
3
Commercio al dettaglio di torte, dolciumi, confetteria
3
Commercio al dettaglio di frutta e verdura in esercizi specializzati
2
Commercio al dettaglio di bevande in esercizi specializzati
2
Commercio al dettaglio di altri prodotti alimentari in esercizi specializzati
1
Commercio al dettaglio di latte e di prodotti lattiero-caseari
1
520
Grafico 7
COMMERCIO DI PRODOTTI CASEARI, DI DOLCIUMI E DI TABACCO (valori assoluti)
16
14
14
12
10
8
8
6
4
4
4
3
3
2
2
2
1
1
0
Commercio al
Commercio al
COMMERCIO AL
dettaglio di carni e DETTAGLIO DI dettaglio di pesci,
crostacei e
di prodotti a base CARBURANTE
molluschi in
di carne in
PER
esercizi
esercizi
AUTOTRAZIONE
specializzati
specializzati
IN ESERCIZI
SPECIALIZZATI
Commercio al
dettaglio di
prodotti del
tabacco in
esercizi
specializzati
Commercio al
dettaglio di frutta
e verdura fresca
Commercio al
dettaglio di torte,
dolciumi,
confetteria
Commercio al
dettaglio di frutta
e verdura in
esercizi
specializzati
Commercio al
dettaglio di
bevande in
esercizi
specializzati
Commercio al
Commercio al
dettaglio di altri dettaglio di latte e
prodotti alimentari di prodotti lattierocaseari
in esercizi
specializzati
L’attività più praticata di questo settore, risulta essere il commercio al dettaglio di
carni e di prodotti a base di carne in esercizi specializzati, con un numero di esercizi
commerciali pari a 14, all’interno dell’intero paese.
Tabella 8-Commercio di elettrodomestici e materiali da costruzione
Commercio al dettaglio di mobili per la casa
9
Commercio al dettaglio di ferramenta, vernici, vetro piano e materiale elettrico e
termoidraulico
6
Commercio al dettaglio di utensili per la casa, di cristallerie e vasellame
6
Commercio al dettaglio di materiali da costruzione, ceramiche e piastrelle
4
Commercio al dettaglio di filati per maglieria e merceria
2
Commercio al dettaglio di elettrodomestici in esercizi specializzati
2
Commercio al dettaglio di articoli igienico-sanitari
1
Commercio al dettaglio di carta da parati e rivestimenti per pavimenti
1
Commercio al dettaglio di strumenti musicali e spartiti
1
Commercio al dettaglio di altri articoli diversi per uso domestico n.c.a.
1
521
Grafico 8
COMMERCIO DI ELETTRODOMESTICI E MATERIALE DA COSTRUZIONE (valori assoluti)
10
9
9
8
7
6
6
6
5
4
4
3
2
2
2
1
1
1
1
1
0
Commercio al
dettaglio di mobili
per la casa
Commercio al
dettaglio di
ferramenta,
vernici, vetro
piano e materiale
elettrico e
termoidraulico
Commercio al
dettaglio di
utensili per la
casa, di
cristallerie e
vasellame
Commercio al
dettaglio di
materiali da
costruzione,
ceramiche e
piastrelle
Commercio al
dettaglio di filati
per maglieria e
merceria
Commercio al
Commercio al
Commercio al
Commercio al
Commercio al
dettaglio di altri
dettaglio di
dettaglio di articoli dettaglio di carta
dettaglio di
strumenti musicali articoli diversi per
da parati e
elettrodomestici in igienico-sanitari
uso domestico
e spartiti
rivestimenti per
esercizi
n.c.a.
pavimenti
specializzati
L’attività più praticata di questo settore, risulta essere il commercio al dettaglio di
mobili per la casa, con un numero di esercizi commerciali pari a 9, all’interno
dell’intero paese.
Tabella 9- Commercio di software e di strumenti della comunicazione
moderna
Commercio al dettaglio di computer, unità periferiche, software e
attrezzature per ufficio in esercizi specializzati
4
Commercio al dettaglio di apparecchiature per le telecomunicazioni e la
telefonia in esercizi specializzati
2
522
Grafico 9
COMMERCIO DI SOFTWARE E DI STRUMENTI DELLA COMUNICAZIONE MODERNA
VALORI ASSOLUTI
4,5
4
4
3,5
3
2,5
2
2
1,5
1
0,5
0
Commercio al dettaglio di computer, unità periferiche, software e
attrezzature per ufficio in esercizi specializzati
Commercio al dettaglio di apparecchiature per le telecomunicazioni e la
telefonia in esercizi specializzati
L’attività più praticata di questo settore, risulta essere il commercio al dettaglio di
computer, unità periferiche, software e attrezzature per ufficio in esercizi specializzati,
con un numero di esercizi commerciali pari a 4, all’interno dell’intero paese.
Tabella 10- Commercio al dettaglio di merci per l’intrattenimento ed il tempo
libero
Commercio al dettaglio di giornali, riviste e periodici
8
Commercio al dettaglio di articoli di cartoleria e forniture per ufficio
5
Commercio al dettaglio di articoli sportivi, biciclette e articoli per il tempo
libero
1
Commercio al dettaglio di giochi e giocattoli in esercizi specializzati
1
523
Grafico 10
COMMMERCIO AL DETTAGLIO DI MERCI PER L'INTRATTENIMENTO ED IL TEMPO LIBERO
(Valori assoluti)
9
8
8
7
6
5
5
4
3
2
1
1
Commercio al dettaglio di articoli
sportivi, biciclette e articoli per il
tempo libero
Commercio al dettaglio di giochi e
giocattoli in esercizi specializzati
1
0
Commercio al dettaglio di giornali,
riviste e periodici
Commercio al dettaglio di articoli di
cartoleria e forniture per ufficio
L’attività più praticata di questo settore, risulta essere il commercio al dettaglio di
giornali, riviste e periodici, con un numero di esercizi commerciali pari a 8, all’interno
dell’intero paese.
Tabella 11- Commercio al dettaglio di tipo ambulante
Commercio al dettaglio ambulante di tessuti, articoli tessili per la casa, articoli
di abbigliamento
16
Commercio al dettaglio ambulante di prodotti ortofrutticoli
12
Commercio al dettaglio ambulante di calzature e pelletterie
6
COMMERCIO AL DETTAGLIO AMBULANTE
4
Commercio al dettaglio ambulante di prodotti alimentari e bevande
4
Commercio al dettaglio ambulante di altri prodotti
4
Commercio al dettaglio ambulante di prodotti tessili, abbigliamento e
calzature
3
Commercio al dettaglio ambulante di prodotti ittici
2
Commercio al dettaglio ambulante di fiori, piante, bulbi, semi e fertilizzanti
1
Commercio al dettaglio ambulante di macchine, attrezzature e prodotti per
l'agricoltura; attrezzature per giardinaggio
1
524
Commercio al dettaglio ambulante di chincaglieria e bigiotteria
1
Commercio al dettaglio ambulante di arredamenti per giardino; mobili; tappeti
e stuoie; articoli casalinghi; elettrodomestici; materiale elettrico
1
Grafico 11
COMMERCIO AL DETTAGLIO DI TIPO AMBULANTE (Valori assoluti)
18
16
16
14
12
12
10
8
6
6
4
4
4
3
4
2
1
2
1
1
1
0
Commercio al
Commercio al
Commercio al
dettaglio ambulante dettaglio ambulante dettaglio ambulante
di tessuti, articoli
di prodotti
di calzature e
tessili per la casa,
ortofrutticoli
pelletterie
articoli di
abbigliamento
COMMERCIO AL
DETTAGLIO
AMBULANTE
Commercio al
Commercio al
Commercio al
Commercio al
Commercio al
Commercio al
Commercio al
Commercio al
dettaglio ambulante dettaglio ambulante dettaglio ambulante dettaglio ambulante dettaglio ambulante dettaglio ambulante dettaglio ambulante dettaglio ambulante
di prodotti alimentari
di altri prodotti
di prodotti tessili,
di prodotti ittici
di fiori, piante, bulbi,
di macchine,
di chincaglieria e
di arredamenti per
e bevande
abbigliamento e
semi e fertilizzanti
attrezzature e
bigiotteria
giardino; mobili;
calzature
prodotti per
tappeti e stuoie;
l'agricoltura;
articoli casalinghi;
attrezzature per
elettrodomestici;
giardinaggio
materiale elettrico
L’attività più praticata di questo settore, risulta essere il commercio al dettaglio
ambulante di tessuti, articoli tessili per la casa e articoli di abbigliamento, con un
numero di esercizi commerciali pari a 16, all’interno dell’intero paese.
Tabella 12- Commercio di prodotti per mezzo di intermediari
Commercio al dettaglio di prodotti vari, mediante l’intervento di un dimostratore
o di un incaricato alla vendita (porta a porta)
6
Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet
4
COMMERCIO AL DETTAGLIO AL DI FUORI DI NEGOZI, BANCHI E MERCATI
3
Commercio al dettaglio per corrispondenza o attraverso internet
2
Commercio effettuato per mezzo di distributori automatici
1
L’attività più praticata di questo settore, risulta essere il Commercio al dettaglio di
prodotti vari, mediante l’intervento di un dimostratore o di un incaricato alla vendita
(porta a porta), con un numero di esercizi commerciali pari a 6, all’interno dell’intero
paese.
Tabella 13-Commercio per conto di agenti e rappresentanti
525
Agenti e rappresentanti di prodotti chimici per l'industria
Agenti e rappresentanti di materiale da costruzione (inclusi gli
infissi e gli articoli igienicosanitari); vetro piano
Agenti e rappresentanti di apparecchi ed accessori per
riscaldamento e condizionamento e altri prodotti similari
Agenti e rappresentanti di macchine, attrezzature ed impianti per
l’industria ed il commercio; materiale e apparecchi elettrici ed
elettronici per uso non domestico
Agenti e rappresentanti di mobili in legno, metallo e materie
plastiche
Agenti e rappresentanti di articoli di ferramenta e di bricolage
Agenti e rappresentanti di articoli casalinghi, porcellane, articoli in
vetro eccetera
Intermediari del commercio di prodotti tessili, abbigliamento,
pellicce, calzature e articoli in pelle
Agenti e rappresentanti di vestiario ed accessori di abbigliamento
Agenti e rappresentanti di tessuti per abbigliamento ed
arredamento (incluse merceria e passamaneria)
Agenti e rappresentanti di articoli tessili per la casa, tappeti, stuoie
e materassi
5
4
3
2
3
2
2
4
16
2
2
L’attività più praticata di questo settore risulta essere il commercio tramite Agenti e
rappresentanti di vestiario ed accessori di abbigliamento, che si posizionano su di un
numero di esercizi commerciali pari a 16, all’interno dell’intero paese.
Tabella 14- Commercio per conto di agenti, intermediari e procacciatori
Intermediari del commercio di prodotti alimentari, bevande e tabacco
19
Agenti e rappresentanti di bevande e prodotti similari
3
Agenti e rappresentanti di altri prodotti alimentari (incluse le uova e gli
alimenti per gli animali domestici);tabacco
9
Procacciatori d'affari di prodotti alimentari, bevande e tabacco
3
Intermediari del commercio specializzato in altri prodotti
11
Agenti e rappresentanti di carta e cartone (esclusi gli imballaggi); articoli
di cartoleria e cancelleria
2
Procacciatori d'affari di prodotti di carta, cancelleria, libri
2
L’attività più praticata di questo settore, risulta essere il compito svolto dagli
intermediari del commercio di prodotti alimentari, bevande e tabacco, che sono
posizionati su di un numero di esercizi pari a 19, all’interno dell’intero paese.
526
Tabella 15- Commercio per conto di agenti specializzati in vari settori
commerciali
Agenti e rappresentanti di elettronica di consumo audio e video,
materiale elettrico per uso domestico
6
Agenti e rappresentanti di prodotti farmaceutici; prodotti di erboristeria
per uso medico
4
Agenti e rappresentanti di prodotti di profumeria e di cosmetica (inclusi
articoli per parrucchieri);prodotti di erboristeria per uso cosmetico
4
Procacciatori d'affari di prodotti farmaceutici e di cosmetici
3
Agenti e rappresentanti di orologi, oggetti e semilavorati per gioielleria e
oreficeria
3
L’attività più praticata di questo settore, risulta essere il compito svolto dagli agenti e
rappresentanti di elettronica di consumo audio e video, e di materiale elettrico per uso
domestico, che sono posizionati su di un numero di esercizi commerciali pari a 6,
all’interno dell’intero paese.
Tabella 16- Commercio per conto di agenti e rappresentanti su prodotti di
vario tipo, senza prevalenza di alcuno
Agenti e rappresentanti di articoli fotografici, ottici e prodotti simili;
strumenti scientifici e per laboratori di analisi
5
Agenti e rappresentanti di saponi, detersivi, candele e prodotti simili
2
Agenti e rappresentanti di giocattoli
2
Intermediari del commercio di vari prodotti senza prevalenza di alcuno
2
Agenti e rappresentanti di vari prodotti senza prevalenza di alcuno
3
Procacciatori d'affari di vari prodotti senza prevalenza di alcuno
3
Intermediari del commercio di vari prodotti senza prevalenza di alcuno
2
Agenti e rappresentanti di vari prodotti senza prevalenza di alcuno
3
Procacciatori d'affari di vari prodotti senza prevalenza di alcuno
3
L’attività più praticata di questo settore, risulta essere il compito svolto dagli Agenti e
rappresentanti di articoli fotografici, ottici e prodotti simili, oltre a strumenti scientifici
e per laboratori di analisi, che sono posizionati su di un numero di esercizi commerciali
pari a 5, all’interno dell’intero paese.
La percezione del centro storico
527
Il questionario per l’indagine statistica sui frequentatori del
centro storico del comune di valenzano
Per comprendere il modo in cui viene percepito e vissuto il centro storico di Valenzano
è stato realizzato un questionario che è stato somministrato nel periodo di maggiodicembre 2012 ad un campione casuale di 721 individui, tra cui frequentatori,
residenti e abitanti di comuni limitrofi.
L’indagine si configura come un test di mercato mirato a:
 conoscere le caratteristiche dei frequentatori del centro storico ed il peso che
occupa l’acquisto come motivazione della loro presenza in centro;
 comprendere le valutazioni qualitative e percettive che i frequentatori del centro
storico danno dell’offerta commerciale e del contesto urbano in cui questa si
inserisce;
 confrontare i risultati delle rilevazioni fatte in loco con il punto di vista dei
consumatori.
La preparazione del questionario è stata un momento molto delicato, poiché era
necessario che le domande fossero ben strutturate e non dessero adito ad ambiguità
per consentire una raccolta d'informazioni coerenti. Inoltre, il linguaggio doveva
essere semplice e comprensibile a tutti gli intervistati.
Il questionario è stato realizzato seguendo alcune fasi: scelta delle aree di contenuto,
definizione dei contenuti di ogni singola area e formulazione delle relative domande,
sistemazione delle domande in un ordine adeguato e uso del pre-test per apportare
eventuali modifiche.
Segue il modello del questionario che è stato somministrato.
528
QUESTIONARIO DI STUDIO SULLA QUALITÀ DEL CENTRO STORICO DI
VALENZANO
La riscoperta del cuore urbano della città come ambiente di pregio per la socialità
collettiva ha rilanciato il tema della valorizzazione di quelle attività dei centri storici
che sono strettamente correlate con il suo uso sociale e il rafforzamento dell’identità
economica e socio-culturale del paese.
Il presente questionario fa parte di una ricerca tesa ad indagare i bisogni e le modalità
di fruizione del centro storico, al fine di poter delineare ipotesi d'intervento e
riqualificazione urbana. La prego di compilarlo in ogni sua parte e La ringrazio per il
tempo e l’impegno che vorrà dedicarmi.
I dati rilevati saranno utilizzati solo per scopi scientifico-statistici.
I Parte : Dati socio-anagrafici
Sesso
Maschio
Femmina
Età
Da 15 a 24 anni
Da 25 a 44 anni
Da 45 a 64 anni
Oltre i 64
Professione
Studente
Casalinga
Impiegato
Militare
Libero Professionista
Commercio/Servizi
Operaio
Artigiano
Pensionato
Disoccupato
Altro specificare…………)
Dove abita?
Nel centro storico
Al di fuori del centro storico
In periferia
In una frazione del comune/campagna
In un altro comune (specificare.……..………)
529
II Parte : Accessibilità e sosta
Quale mezzo utilizza per recarsi nel centro storico?
A piedi
Bicicletta
Moto
Automobile
Autobus
Altro
Quali problemi legati al parcheggio incontra quando deve recarsi nel
centro storico? (È possibile dare più di una risposta).
Condizioni scadenti dei parcheggi
Parcheggio troppo lontano
Insufficienza di posti
Mancanza di parcheggi con disco orario
Nessuno
Pensa che ripristinare i parcheggi a pagamento possa agevolare la ricerca
di posti liberi?
Sì
No
530
III Parte : Motivi di frequentazione dell’area d’interesse
Per quale motivo solitamente si reca nel centro storico? (È possibile dare più
di una risposta).
Per vedere le vetrine/ fare un giro
Per fare acquisti nei negozi
Per andare al bar/ristorante/pizzeria
Per andare in banca/uffici vari
Per lavoro
Per studio
Vi abito
Altro
Frequenta il centro storico anche di sera? (Se no, passare alla domanda
numero 11).
Sì
No
Se sì, di quali aspetti dell’offerta usufruisce? (È possibile dare più di una
risposta).
Pizzeria /Ristorante/Pub
Bar
Cinema
Teatro
Eventi e manifestazioni
Passeggiata
Altro
531
IV Parte : Abitudini di acquisto
Ogni quanto acquista nel centro storico di valenzano?
Ogni giorno
2-3 volte a settimana
1 volta a settimana
Almeno una volta al mese
Più raramente
Mai
Quali prodotti acquista solitamente nel centro storico? (È possibile dare più
di una risposta).
Abbigliamento/intimo
/merceria
Calzature/pelletteria
Articoli sportivi
Alimentari/prodotti tipici
Bar/bevande
Giornali/riviste
Libri e musica
Cartoleria/giocattoli
Gioielleria/orologi
Regali/oggettistica
Casalinghi/arredo casa
Foto/ottica
Elettronica
Ferramenta
Nessuno
Fa acquisti anche nei Centri Commerciali?
Sì
No
Se sì, ogni quanto? (Se no, passare alla domanda numero 17)
Almeno 1 volta a settimana
2-3 volte al mese
1 volta al mese
Più raramente
532
Cosa compra nei Centri Commerciali? (È possibile dare più di una risposta).
Abbigliamento/intimo
/merceria
Calzature/pelletteria
Articoli sportivi
Alimentari/prodotti tipici
Giornali/riviste
Libri e musica
Cartoleria/giocattoli
Farmaci
Profumeria
Gioielleria/orologi
Regali/oggettistica
Piante e fiori
Casalinghi/arredo casa
Foto/ottica
Elettronica
Ferramenta
Prodotti per animali
V Parte : Percezione e valutazione della rete commerciale
Esprima un giudizio di valore per ciascun aspetto della rete commerciale
del centro storico. (Barrare una sola casella per ciascuna voce indicata).
Scarso
Sufficiente
Buono
Qualità negozi
Gamma di scelta per gli
acquisti
Convenienza negozi
Competenza/cortesia del
personale
Flessibilità degli orari dei
negozi/locali
Allestimento vetrine
533
Quale di questi interventi ritiene necessario per valorizzare la rete
commerciale del centro storico? (È possibile dare più di una risposta).
Più varietà di scelta per acquisti
Più flessibilità orari negozi/locali
Prezzi più competitivi
Più promozioni nei negozi
Maggiore cortesia
Più attività culturali
Manifestazioni più numerose
Più informazione/comunicazione
534
VI Parte : Percezione e valutazione dell’aspetto urbano
Esprima un giudizio di valore per ciascun aspetto del decoro urbano del
centro storico. (Barrare una sola casella per ciascuna voce indicata).
Molto
negativo
Negativo
Positivo
Molto
positivo
Gradevolezza dell’ambiente urbano
Pulizia delle strade
Manutenzione delle strade
Presenza di parcheggi
Presenza di spazi di verde pubblico
Manutenzione degli spazi verdi
Presenza di panchine
Illuminazione pubblica
Sicurezza nelle strade
Manutenzione rete fognaria
Stato di inquinamento dell’aria
Presenza di servizi igienici pubblici
Segnaletica di monumenti, musei,
opere d’arte e simili
Proposte culturali/manifestazioni
Segnaletica di uffici e servizi
pubblici
Quale di questi interventi ritiene necessario per valorizzare l'aspetto
urbano del centro storico? (È possibile dare più di una risposta).
Più parcheggi
Più aree verdi
Più pulizia
Migliore arredo urbano
Ristrutturazione degli edifici
Migliori aree pedonali
/marciapiedi/strade
Miglior illuminazione
Migliore segnaletica
/accessibilità al centro
Più sicurezza
Meno traffico
535
VII Parte : Animazione e vitalità urbana
Esprima un giudizio di valore per indicare l’importanza che attribuisce a
ciascun fattore per la rivitalizzazione del centro storico. (Barrare una sola
casella per ciascuna voce indicata).
Non
importante
Poco
importante
Importante
Molto
importante
Biblioteca
Musei/pinacoteca
Chiese e
monumenti
Teatro
Pub e locali di
svago/spettacolo
Bar
Pizzerie/ristoranti
Circoli e centri di
vita sociale
Centri e servizi di
informazione
Concerti all’aperto
Mostre all’aperto
Animazione per
strada
Mercatini
tipici/sagre
Feste e rievocazioni
storiche
Piccoli spettacoli
Notti bianche
Eventi culturali
Pensa che sarebbe utile se il Comune acquisisse problematiche e idee di
valorizzazione del centro storico direttamente dalla popolazione, come è
stato fatto con questa scheda?
Per niente
Poco
Molto
536
I risultati dell’indagine
Dati socio-anagrafici
Per quanto riguarda le caratteristiche del campione intervistato, ci troviamo in una
situazione di netto vantaggio numerico degli uomini che sono 401 contro le donne che
ne rappresentano 320.
Tab. 17 Sesso degli intervistati.
Sesso degli intervistati
Maschi
Femmine
401
320
Numero totale
degli
intervistati
721
Grafico 12
SESSO DEL CAMPIONE INTERVISTATO
60,0
55,6
50,0
44,4
40,0
30,0
20,0
10,0
0,0
Maschi
Femmine
La fascia d’età più rappresentata è quella di chi ha dai 45 ai 64 anni che ammontano a
269 seguita da quella degli adulti, dai 25 ai 44 anni con 172.
Tab. 18 Fasce d'età degli intervistati .
N° risposte
Da 15 a 24
anni
160
Da 25 a 44
anni
172
Da 45 a 64
anni
269
Oltre i 64
anni
120
537
Grafico 13
CLASSI DI ETA' DEL CAMPIONE INTERVISTATO
40,0
37,3
35,0
30,0
25,0
23,9
22,2
20,0
16,6
15,0
10,0
5,0
0,0
Da 15 a 24 anni
Da 25 a 44 anni
Da 45 a 64 anni
Oltre i 64 anni
Relativamente alla professione degli intervistati, il campione è costituito da pensionati
con il 19,6%, seguito dalle casalinghe con 11,5%.
Tab. 19 Professione degli intervistati.
tudente Casalinga Impiegato Militare Libero Professionista Commercio/Servizi Operaio Artigiano Pensionato Disoccupato Alt
70
83
58
25
68
83
52
62
141
51
28
Grafico 14
538
PROFESSIONE DEL CAMPIONE INTERVISTATO (VALORI IN %)
3,9
Altro
7,1
Disoccupato
19,6
Pensionato
8,6
Artigiano
7,2
Operaio
11,5
Commercio/Servizi
9,4
Libero Professionista
3,5
Militare
8,0
Impiegato
11,5
Casalinga
9,7
Studente
0,0
5,0
10,0
15,0
20,0
25,0
Provenienza del campione
Per quanto riguarda la provenienza degli intervistati, 221 hanno dichiarato di
provenire fuori dal centro storico, 178 risiedono nel centro storico segue con 177
coloro che provengono dalla periferia.
Tab. 20 Provenienza degli intervistati.
N°
risposte
Nel
centro
Storico
Al di
fuori del
centro
storico
In
periferia
In una frazione del
comune/Campagna
In un
altro
Comune
178
221
177
102
43
Grafico 15
539
PROVENIENZA DEGLI INTERVISTATI
35,0
30,7
30,0
24,7
25,0
24,5
20,0
14,1
15,0
10,0
6,0
5,0
0,0
Nel centro Storico
Al di fuori del centro
storico
In periferia
In una frazione del
comune/Campagna
In un altro Comune
Accessibilità e sosta
Inerente al tema della provenienza è quello legato all’accessibilità ed alla sosta nel
centro storico. La maggior parte degli intervistati (48,5%) ha dichiarato di andare in
centro a piedi, mentre quasi la metà di questi ultimi dice di arrivarci in macchina con
un valore pari a 26,4%. Solo il 6,5 % utilizza una bicicletta, invece tutti gli altri mezzi
non sono adoperati affatto.
Tab. 21 Mezzi utilizzati per recarsi nel centro storico.
A
piedi
N°
risposte
350
Bicicletta Moto Automobile Autobus Altro
47
87
190
40
7
Grafico 16
540
QUALE MEZZO UTILIZZA PER RECARSI NEL CENTRO STORICO?
(Valori in %)
60,0
50,0
48,5
40,0
30,0
26,4
20,0
12,1
10,0
6,5
5,5
1,0
0,0
A piedi
Bicicletta
Moto
Automobile
Autobus
Altro
Per quanto riguarda, invece, le problematiche relative al parcheggio, emerge con forza
un’insufficienza di posti (32,6%), seguono parcheggi troppo lontani con il 28%,
mancanza di parcheggi con disco orario con 16,8%.
Tab. 22 Problematiche relative al parcheggio.
N°
risposte
Condizioni
scadenti
dei
parcheggi
Parcheggi
o troppo
lontano
57
202
Insufficien
za di posti
Mancanza
di
parcheggi
con disco
orario
Nessuno
Non
rispon
de
235
121
70
36
Grafico 17
541
QUALI PROBLEMI LEGATI AL PARCHEGGIO INCONTRA QUANDO DEVE RECARSI NEL CENTRO
STORICO?
(Valori in %)
35,0
32,6
30,0
28,0
25,0
20,0
16,8
15,0
10,0
9,7
7,9
5,0
5,0
0,0
Condizioni
scadenti dei
parcheggi
Parcheggio troppo
lontano
Insufficienza di
posti
Mancanza di
parcheggi con
disco orario
Nessuno
Non risponde
Motivi di frequentazione dell’area d’interesse
In riferimento alle motivazioni che inducono gli intervistati a frequentare il centro
storico (Graf.18), la percentuale più rilevante è quella di chi dichiara di recarvisi per
vedere le vetrine o fare un giro (25,3%), seguita dal 12,8% di quelli che ci vanno
direttamente per fare acquisti nei negozi, ed i valori intorno all’11% si attestano le
seguenti risposte: per andare al bar, in banca o altri uffici, ed infine coloro che vi
abitano.
Tab. 23 Motivi di frequentazione del centro storico.
Per fare acquisti nei negozi
Per andare al bar/ristorante/ pizzeria
Per andare in banca/ uffici vari
101
87
89
542
Per
Grafico 18
PER QUALI MOTIVI DI SOLITO SI RECA NEL CENTRO STORICO?
(Valori in %)
30,0
25,3
25,0
20,0
15,0
12,8
11,3
11,1
11,3
11,3
Vi abito
Altro
9,9
10,0
7,0
5,0
0,0
Per vedere le
vetrine/
Per fare acquisti
nei negozi
Per andare al
bar/ristorante/
pizzeria
Per andare in
banca/ uffici vari
Per lavoro
Per studio
La percentuale di intervistati che frequenta il centro storico anche di sera è del 55,6%.
Tra le motivazioni spiccano (Graf.19): la passeggiata (33,8%), la partecipazione ad
eventi e manifestazioni (20,1%) e lo svago/cena in pizzerie, ristoranti e pub; fattori
che sottolineano, ancora una volta, il forte richiamo socio-ricreativo svolto dal centro
storico.
Tab. 24 Numero di intervistati che frequentano il centro storico di sera.
N° risposte
Sì
401
No
320
543
Grafico 19
FREQUENTA IL CENTRO STORICO ANCHE DI SERA ?
VALORI IN %
60,0
55,6
50,0
44,4
40,0
30,0
20,0
10,0
0,0
Sì
No
Tab. 25 Motivi di frequentazione serale del centro storico .
Pizzeria/
Bar
Ristorante/Pub
N°
risposte
145
97
Teatro/Cinema Eventi e manifestazioni Passeggiata Altro
34
145
244
544
56
Grafico 20
MOTIVI DI FREQUENZA SERALE DEL CENTRO STORICO (VALORI IN %)
40,0
33,8
35,0
30,0
25,0
20,1
20,1
20,0
15,0
13,5
10,0
7,8
4,7
5,0
0,0
Pizzeria/
Bar
Teatro/Cinema
Eventi e
manifestazioni
Passeggiata
Altro
Abitudini di acquisto
È stato chiesto al campione quante volte si rechi nel centro cittadino per compiere
spese, al fine di capire la tipologia di acquisti effettuati: giornalieri o da shopping del
fine settimana.
Gli intervistati hanno dichiarato di recarsi nel centro storico, in base alla variabile
temporale,nel seguente modo: il 32,5% almeno una volta al mese, segue con il
24,5% almeno una volta alla settimana, il 21,5% 2 o 3 volte alla settimana, ed il
12,5% ogni giorno.
Tab. 26 Periodicità degli acquisti nel centro storico.
N°
risposte
Ogni
giorno
2-3 volte
a
settimana
1 volta a
settimana
Almeno una
volta al
mese
Più
raramente
Mai
90
155
177
234
65
90
545
Grafico 21
OGNI QUANTO ACQUISTA NEL CENTRO DI VALENZANO ? (VALORI IN %)
35,0
32,5
30,0
24,5
25,0
21,5
20,0
15,0
12,5
9,0
10,0
5,0
0,0
Ogni giorno
2-3 volte a settimana
1 volta a settimana
Almeno una volta al
mese
Più raramente
Il grafico successivo mostra quali sono i prodotti principalmente acquistati nel centro
urbano. La maggior parte delle persone (12,4 %) compra prodotti nei bar. Al secondo
posto ci sono i prodotti alimentari con 9,9% ed abbigliamento con 9,9%, seguono con
8,4% acquisto di regali ed oggettistica.
56
21
66
Nessuno
35
Ferramenta
43
Elettronica
Gioielleria/
orologi
28
Foto/ottica
Farmaci
98
Casalinghi/
arredo casa
Cartoleria/
giocattoli
78
Regali/
oggettistica
Libri e musica
40
Giornali/rivist
e
65
Bar/bevande
78
Alimentari/
prodotti tipici
N°
risposte
Articoli
sportivi
Abbigliament
o/
intimo/merce
ria
Calzature/
pelletteria
Tab. 27 Prodotti acquistati nei negozi del centro storico.
21
22
7
50
81
546
Grafico 22
QUALI PRODOTTI ACQUISTA SOLITAMENTE NEL CENTRO STORICO ? (Valori in %)
Nessuno
10,3
Ferramenta
6,3
0,9
Elettronica
Foto/ottica
2,8
2,7
Casalinghi/
8,4
Regali/ oggettistica
2,7
Gioielleria/
7,1
Farmaci
4,4
Cartoleria/
5,4
Libri e musica
Giornali/riviste
3,5
12,4
Bar/bevande
Alimentari/
9,9
Articoli sportivi
5,1
Calzature/
8,2
9,9
Abbigliamento/
0,0
2,0
4,0
6,0
8,0
10,0
12,0
14,0
Poiché i consumatori tendono, ormai, a sperimentare differenti tipologie di
distribuzione in base alle loro esigenze, al rapporto qualità prezzo ed ai parametri
legati all’ottimizzazione del tempo e dello spazio, si è cercato di capire se gli
intervistati acquistano anche presso i centri commerciali limitrofi.
In tal modo è possibile comprendere quale sia l’entità di eventuali fenomeni di
evasione verso grandi poli attrattivi, importanti soprattutto per tipologie quali:
ipermercati, negozi di abbigliamento ed elettrodomestici.
Il 74,9% afferma di effettuare acquisti anche presso centri commerciali (Graf.71); in
particolare il 35,6 % almeno una volta alla settimana, ma c’è una buona parte di chi vi
si reca meno di una volta al mese (27,6%) e chi 2-3 volta alla settimana (22,2% Graf.72).
Tab. 28 Numero d'intervistati che fanno acquisti nei Centri Commerciali .
Sì
No
N° risposte
540
181
547
Grafico 23
FA ACQUISTI ANCHE NEI CENTRI COMMERCIALI ?
(VALORI IN %)
80,0
74,9
70,0
60,0
50,0
40,0
30,0
25,1
20,0
10,0
0,0
Sì
No
Tab. 29 Periodicità degli acquisti nei Centri Commerciali .
Ogni
giorn
o
2-3 volte a
settimana
1 volta
a
settima
na
60
160
257
N°
rispost
e
Almeno
una volta
al mese
199
Più
raramente
Mai
39
6
Grafico 24
548
SE SI,OGNI QUANTO FA ACQUISTI? (Valori in %)
40,0
35,6
35,0
30,0
27,6
25,0
22,2
20,0
15,0
10,0
8,3
5,4
5,0
0,8
0,0
Ogni giorno
2-3 volte a
settimana
1 volta a settimana Almeno una volta
al mese
Più raramente
Mai
Con il 37,9 % i centri commerciali Ipercoop di Bari si aggiudicano il primo posto tra i
poli del commercio preferiti dagli intervistati di valenzano (Graf.73);
segue con il 32,8% Auchan di Casamassima.
Il secondo posto della lista dei centri più frequentati è occupato, con il 26,15%,
dall’Ipercoop di Gioia del Colle e al terzo posto c’è il centro Bariblu di Triggiano con
l’11,54%.
Tab. 30 Centri Commerciali preferiti.
n a Casamassima Bariblu a Triggiano Mongolfiera a Bari
289
56
61
Bari Max a Bari Molfetta Outlet a Mo
45
Grafico 25
549
SE LO FREQUENTA RARAMENTE,IN QUALE CENTRO COMMERCIALE SI RECA PREVALENTEMENTE ?
(Valori in %)
40,0
37,9
35,0
32,8
30,0
25,0
20,0
15,0
10,0
7,6
6,9
6,3
5,1
5,0
2,6
0,8
0,0
Ipercoop Bari
Auchan a
Casamassima
Bariblu a
Triggiano
Mongolfiera a Bari Max a Bari Molfetta Outlet
Bari
a Molfetta
Altro
Non risponde
La spesa fatta nei centri commerciali riguarda, perlopiù, l’acquisto di generi alimentari
(30,1%), di articoli di abbigliamento, intimo e merceria (14,6%). (Graf.74).
45
9
Prodotti per
animali
12
Ferramenta
99
Elettronica
Gioielleria/
orologi
56
Foto/ottica
Profumeria
34
Casalinghi/
arredo casa
Farmaci
345
Piante e fiori
Cartoleria/
giocattoli
56
Regali/
oggettistica
Libri e musica
66
Giornali/rivist
e
167
Alimentari/
prodotti tipici
N°
risposte
Articoli
sportivi
Abbigliament
o/
intimo/merce
ria
Calzature/
pelletteria
Tab. 31 Prodotti acquistati nei negozi dei Centri Commerciali.
71
23
19
16
67
35
25
Grafico 26
550
COSA COMPRA NEI CENTRI COMMERCIALI?
2,2
Prodotti per animali
3,1
Ferramenta
5,9
Elettronica
1,4
Foto/ottica
1,7
Casalinghi/
2,0
Piante e fiori
6,2
Regali/ oggettistica
0,8
Gioielleria/
3,9
Profumeria
1,0
Farmaci
8,6
Cartoleria/
4,9
Libri e musica
3,0
Giornali/riviste
30,1
Alimentari/
4,9
Articoli sportivi
5,8
Calzature/
14,6
Abbigliamento/
0,0
5,0
10,0
15,0
20,0
25,0
30,0
35,0
551
Percezione e valutazione della rete commerciale
E’ stata richiesta una valutazione relativa alla percezione generale della rete
commerciale del centro storico per capirne le problematiche e i punti di valore.
Tab. 32 Percezione e valutazione della rete commerciale del centro storico.
N° risposte
Scarso
Sufficiente
Buono
89
441
170
Non
risponde
21
146
282
260
33
55
296
349
21
del
170
457
74
20
dei
250
331
138
2
250
340
115
16
Qualità negozi
Gamma di scelta per gli acquisti
Convenienza negozi
Competenza/cortesia
personale
Flessibilità
degli
orari
negozi/locali
Allestimento vetrine

Dal grafico 75 emerge un giudizio di sufficienza generale per i vari aspetti
considerati della rete commerciale.
In relazione al giudizio espresso sulla qualità dei negozi gli intervistati (61,2%)
hanno attribuito una sufficienza, segue un giudizio buono con il 23,6 ed un giudizio
scarso con il 12,3.
Il giudizio sulla gamma di scelta per gli acquisti è stato sufficiente con il 39.1% e
buono con 36,1 %, ma segue un giudizio anche scarso del 20,2 %.
In controtendenza invece il giudizio sulla convenienza dei negozi con il 48,4 %
buono, segue il 41,1% sufficiente.
Sufficiente invece è stata giudicata la competenza del personale nei punti di
vendita con un 63,4%,segue un giudizio scarso con il 23,6.
In relazione al giudizio sulla flessibilità degli orari dei negozi o dei locali è stato
espressa una sufficienza del 45,9 %, e scarso con 34,6%, segue un giudizio buono
con 19,1%.
Un giudizio sufficiente è stato espresso anche in merito all’allestimento delle
vetrine con 47,2%, segue 34,7 % scarso e 16,0 % buono.
552
Grafico 27
ESPRIMA UN GIUDIZIO SU ALCUNE CARATTERISTICHE DELLA RETE COMMERCIALE
70,0
63,4
61,2
60,0
48,4
50,0
39,1
36,1
40,0
47,2
45,9
41,1
34,7
Scarso
Sufficiente
Buono
Non risponde
34,7
30,0
23,6
23,6
20,2
19,1
20,0
16,0
12,3
10,3
7,6
10,0
4,6
2,9
2,9
2,8
2,2
0,3
ne
ve
to
en
oz
im
eg
st
in
Al
le
de
ri
ra
io
gl
de
nz
à
te
li t
pe
Fl
es
si
bi
m
Co
tri
al
i/ l
oc
na
so
er
lp
de
si
a
rte
co
a/
di
a
m
am
G
i
le
zi
go
ne
a
nz
ie
en
sc
el
Co
ta
nv
pe
Q
rg
ua
li
lit
à
ac
ne
qu
is
go
ti
zi
0,0
Relativamente agli interventi proposti dagli intervistati per la valorizzazione del centro
storico di valenzano, si evidenzia la richiesta di prezzi più competitivi (20,7 %) e più
manifestazioni con (15,7 %). Inoltre, si pongono al terzo posto, con la stessa
percentuale di scelta del 13 % le necessità di: più varietà di scelta per gli acquisti, un
maggior numero di promozioni nei negozi, nonché attività culturali e manifestazioni.
70 233
156
146
177
40
Non
risponde
134
Manifestazio
ni più
numerose
informazion
e/
comunicazio
Più attività
culturali
150
Maggiore
cortesia
N°
risposte
Più
promozioni
nei negozi
Più varietà
di scelta per
acquisti
Più
flessibilità
orari
negozi/
locali
Prezzi più
competitivi
Tab. 33 Interventi ritenuti necessari per valorizzare la rete commerciale
del centro storico.
21
553
Grafico 28
QUALE DEI SEGUENTI INTERVENTI RITIENE CHE SIANO UTILI PER RIVITALIZZARE LA RETE
COMMERCIALE DEL CENTRO STORICO?(Valori in %)
25,0
20,7
20,0
15,7
15,0
13,8
13,3
13,0
11,9
10,0
6,2
5,0
3,5
1,9
0,0
Più varietà di
scelta per
acquisti
Più flessibilità
orari negozi/
Prezzi più
competitivi
Più promozioni
nei negozi
Maggiore
cortesia
Più attività
culturali
Manifestazioni
più numerose
Più
informazione/
comunicazione
Non risponde
Percezione e valutazione dell’aspetto urbano
È stato chiesto di esprimere anche un giudizio sull’aspetto urbano del centro storico.
I giudizi positivi espressi per la valutazione dell’aspetto urbano hanno interessato:
l’illuminazione pubblica con il 64,6 %, le varie segnaletiche con 57,6 %, lo stato
dell’inquinamento dell’aria con 53,5%, manutenzione della rete fognaria 52,7%, la
gradevolezza dell’ambiente urbano con 51,3%, ed infine la pulizia delle strade con
48,5%.
Le problematiche principali sono, invece, individuate: nella presenza di parcheggi,
considerata negativa dal 52,7 % e molto negativa dal 42,3%. La presenza di spazi di
verdi pubblico è vista come negativa dal 54,1 % e molto negativa con 39,9%, giudizio
negativo anche per la manutenzione degli spazi verdi. Si lamenta anche l’assenza di
servizi igienici pubblici con un giudizio negativo del 55,3 % e molto negativo con 35,5
%. Un valore che la pubblica amministrazione dovrebbe tenere in seria considerazione
è la sicurezza nelle strade che, purtroppo, è considerata negativa da ben il 544,8% del
campione.
Tab. 34 Percezione e valutazione dell’aspetto urbano del centro storico.
N° risposte
Molto
negativ
o
Negativ
o
Positiv
o
Molto
positivo
Non
rispond
e
Gradevolezza
dell’ambiente urbano
41
235
370
61
14
Pulizia delle strade
51
269
350
41
10
Manutenzione delle
strade
257
321
112
21
10
554
Presenza di parcheggi
305
380
17
7
12
Presenza di spazi di
verde pubblico
Manutenzione degli
spazi verdi
288
390
28
8
7
251
423
27
7
13
Presenza di panchine
117
300
280
3
21
Illuminazione pubblica
51
185
466
4
15
Sicurezza nelle strade
55
395
255
3
13
Manutenzione rete
fognaria
Stato di inquinamento
dell’aria
Presenza di servizi
igienici pubblici
Segnaletica di
monumenti, musei,
opere d’arte e simili
Proposte
culturali/manifestazion
i
Segnaletica di uffici e
servizi pubblici
66
250
380
8
17
67
245
386
15
8
256
399
25
16
25
46
205
415
35
20
51
308
302
36
24
35
255
403
15
13
555
Grafico 29
ESPRIMA UN GIUDIZIO SU ALCUNI ASPETTI DEL DECORO URBANO DEL CENTRO STORICO
1,8
2,1
Segnaletica di uffici e servizi pubblici
Proposte culturali/manifestazioni
Segnaletica di monumenti, musei, opere d’arte e simili
Presenza di servizi igienici pubblici
Stato di inquinamento dell’aria
1,1
2,1
Manutenzione rete fognaria
2,4
1,1
1,8
Sicurezza nelle strade 0,4
2,1
Illuminazione pubblica 0,6
2,9
Presenza di panchine 0,4
Manutenzione degli spazi verdi
1,8
1,0
3,7
Presenza di spazi di verde pubblico
1,0
1,1 3,9
Presenza di parcheggi
1,7
1,0
2,4
Manutenzione delle strade
1,42,9
41,9
42,7
Gradevolezza dell’ambiente urbano
0,0
57,6
28,4
55,3
35,5
9,3
34,0
53,5
9,2
34,7
52,7
35,4
7,6
54,8
64,6
25,7
7,1
38,841,6
16,2
54,1
39,9
52,7
42,3
15,5
10,0
35,6
37,3
44,5
48,5
51,3
32,6
20,0
30,0
Non risponde
Molto positivo
Positivo
Negativo
Molto negativo
58,7
34,8
1,4 5,7
7,1
1,9 8,5
5,7
Pulizia delle strade
55,9
35,4
4,9
3,35,0
7,1
2,84,9
6,4
3,5
2,2
3,5
40,0
50,0
60,0
70,0
556
Gli interventi principali proposti dagli intervistati in relazione alla valorizzazione
dell’aspetto urbano sono: più parcheggi con 16,4 %, più are verdi con 15,1 %,
migliore arredo urbano con 14,3 %, ristrutturazione degli edifici 12,7%, più pulizia
11,5 %, migliore aree pedonali con 10,9 %.
281
350
310
267
123
Non
risponde
370
Meno
traffico
Più pulizia
401
Più
sicurezza
Più aree
verdi
Migliore
arredo
urbano
Ristrutturaz
ione degli
edifici
Migliori
aree
pedonali/m
arciapiedi/
strade
Miglior
illuminazion
e
Migliore
segnaletica
/accessibilit
à al centro
Più
parcheggi
N°
rispost
e
Tab. 35 Interventi ritenuti necessari per valorizzare dell’aspetto urbano del
centro storico.
91
189
9
55
Grafico 30
QUALE DEI SEGUENTI INTERVENTI RITIENE NECESSARIO PER VALORIZZARE L'ASPETTO
URBANO DEL CENTRO STORICO
0,4
Non risponde
7,7
Meno traffico
Più sicurezza
3,7
Migliore segnaletica/accessibilità al centro
2,2
Miglior illuminazione
5,0
Migliori aree pedonali/marciapiedi/ strade
10,9
12,7
Ristrutturazione degli edifici
14,3
Migliore arredo urbano
11,5
Più pulizia
15,1
Più aree verdi
16,4
Più parcheggi
0,0
2,0
4,0
6,0
8,0
10,0
12,0
14,0
16,0
18,0
In particolare, è interessante approfondire il dato relativo alla necessità di un maggior
numero di parcheggi e capire per quale tipologia d'intervistati esso è visto come un
problema di un certo peso.
Animazione e vitalità urbana
È stato sottoposto agli intervistati un elenco di possibili fattori di rivitalizzazione del
centro storico ai quali attribuire un giudizio sul relativo grado d’importanza.
557
Hanno risposto con molto importante per i seguenti aspetti: eventi culturali con 49,2
%, mercatini tipici e sagre con 48,7 %, feste e rievocazioni storiche con 47,9 %.
Hanno risposto con importante per i seguenti aspetti: musei e pinacoteche, teatro, pub
e locali di svago, circoli e centri di vita sociale, animazione per strada, mostre
all’aperto,centri e servizi di informazione, concerti all’aperto, ristoranti e pizzerie.
Tab. 36 Fattori di rivitalizzazione del centro storico.
N° risposte
Non
Poco
Molto
Importan
important important
important
te
e
e
e
15
51
391
256
Biblioteca
Musei/pinacote
ca
Chiese e
monumenti
Non
rispond
e
8
16
19
438
244
4
7
21
411
278
4
Teatro
7
25
428
257
4
Pub e locali di
svago/spettacol
o
7
41
414
255
4
Bar
35
233
349
93
11
Pizzerie/ristora
nti
Circoli e centri
di vita sociale
Centri e servizi
di informazione
Concerti
all’aperto
Mostre
all’aperto
Animazione per
strada
Mercatini
tipici/sagre
Feste e
rievocazioni
storiche
Piccoli
spettacoli
82
181
373
80
5
50
105
361
198
7
19
51
369
267
15
35
105
340
226
15
26
33
400
245
17
19
159
360
171
12
5
26
331
351
8
4
22
344
345
6
5
183
338
189
6
Notti bianche
5
145
307
251
13
Eventi culturali
8
24
325
355
9
558
Grafico 31
ESPRIMA UN GIUDIZIO SULL'IMPORTANZA CHE ATTIBUISCE A CIASCUN FATTORE PER
RIVITALIZZARE IL CENTRO STORICO DEL COMUNE DI GIOIA DEL COLLE
Eventi culturali
Notti bianche
Piccoli spettacoli
Feste e rievocazioni storiche
Mercatini tipici/sagre
Animazione per strada
Mostre all’aperto
Concerti all’aperto
Centri e servizi di informazione
Circoli e centri di vita sociale
Pizzerie/ristoranti
Bar
Pub e locali di svago/spettacolo
Teatro
Chiese e monumenti
Musei/pinacoteca
Biblioteca
1,2
1,1 3,3
1,8
0,7
0,8
0,7
0,8
0,6 3,1
1,1
0,7 3,6
1,7
2,6
2,4
4,6
3,6
2,1
14,6
4,9
2,1
2,6 7,1
1,0
14,6
6,9
0,7
11,1
11,4
1,5
12,9
4,9
0,6
1,0 5,7
0,6
1,0 3,5
0,6
1,02,9
0,6
2,6
2,2
1,1
2,1 7,1
0,0
10,0
45,1 49,2
34,8
20,1
42,6
26,2
25,4
46,9
47,9
47,7
45,948,7
23,7
22,1
49,9
34,0
55,5
31,3
Non risponde
Molto importante
Importante
Poco importante
Non importante
47,2
37,0
51,2
27,5
50,1
51,7
25,1
48,4
32,3
35,4
57,4
35,6
59,4
38,6
57,0
33,8
60,7
35,5
20,0
30,0
54,2
40,0
50,0
60,0
70,0
Infine, è stato chiesto se un questionario come quello proposto potesse essere
ritenuto un valido strumento di ricerca e pianificazione di strategie e, pertanto,
utilizzato dal Comune di Valenzano. Il 97,0% del campione ha dichiarato che sarebbe
molto utile se il comune acquisisse direttamente dalla popolazione problematiche e
idee di valorizzazione attraverso questo strumento.
Tab. 37 Utilità del questionario come strumento di ricerca e pianificazione
di strategie.
N°risposte
Per
niente
0
Poco
Molto
5
95
Non
risponde
1
559
Grafico 32
PENSA SAREBBE UTILE SE IL COMUNE ACQUISISSE PROBLEMATICHE E IDEE DI
VALORIZZAZIONE DEL CENTRO STORICO DIRETTAMENTE DALLA POPOLAZIONE,COME E' STATO
FATTO CON QUESTO QUESTIONARIO?
120,0
97,0
100,0
80,0
60,0
40,0
20,0
0,3
2,6
0,1
0,0
Per niente
Poco
Molto
Non risponde
Azioni di marketing per la valorizzazione del centro storico del
comune di valenzano
Dopo aver esaminato attentamente le varie situazioni inerenti ai centri storici-cittadini
di diverse città italiane ed europee, si evince che, il problema relativo alla
rivitalizzazione commerciale e alla riqualificazione urbana degli stessi centri, è un
problema che affligge differenti zone d’Italia e d’Europa, e che rappresenta una
questione non ancora risolta per la maggior parte di essi. Chiaramente, non sono
mancati i tentativi nel cercare di trovare una soluzione a questo enorme problema, e
tra l’altro, ciò che è stato possibile comprendere, in questa analisi, è che, ad oggi, in
un mondo in continuo sviluppo e in continua crescita, il settore commerciale,
rappresenta uno dei settori in continuo sviluppo, grazie alle nuove ed innumerevoli
attività e mansioni commerciali che vanno, via via, crescendo, ma che, d’altro canto,
non fanno altro che sostituire e spodestare le attività più antiche e veterane,
all’interno dei centri delle singole città. Con la nascita dei centri commerciali e dei
grandi magazzini come gli ipermercati, i centri di shopping, gli alter discount e così
via, le piccole attività legate al settore dell’artigianato, solitamente situate nel centro
della città, hanno dovuto, pian piano, arrendersi dinanzi alle potenzialità di questi
enormi edifici, spesso e volentieri situati e costruiti alla periferia delle città, per
problemi legati allo spazio, e si sono accontentati di ricoprire un ruolo secondario
nell’apparato commerciale relativo alle singole città. Diverse, sono le città che hanno
tentato di stabilire e di redigere un Piano Regolatore, o alcune strategie, di
riqualificazione urbana e di rivitalizzazione commerciale per i propri centri città, (o
centri storici), che per loro, rappresentano un mix fatto di cultura, fascino e
tradizione. Tanti, sono stati i casi esaminati, in cui è stato possibile riscontrare questo
enorme problema; un esempio può essere rintracciato nel caso di Genova, che ha
promosso un Piano regolatore al fine di ristrutturare l’intera città, partendo
dall’espansione del porto marittimo, e proseguendo verso la ristrutturazione del
560
centro-storico cittadino e verso la concentrazione di grandi magazzini ed ipermercati,
su tutto il territorio; un secondo esempio, è rappresentato da Firenze e dal suo centro
storico-cittadino, dove la rivitalizzazione commerciale dello stesso, è legata a problemi
molto complicati, quali: la restaurazione di monumenti antichi presenti nel centro, i
centri direzionali e la viabilità; un esempio di situazione differente, è rappresentato da
Torino, il cui Piano Regolatore, ha portato alla crescita del commercio all’interno del
suo centro storico-cittadino, situazione che ha favorito il commercio in tutto il paese e
che ha portato al mantenimento di questo equilibrio commerciale, da parte degli
amministratori del Piano Regolatore; esempi di tragica natura, possono essere
rappresentati dal centro di Roma e di Palermo, dove nel primo, il progetto di
commercio è fallito totalmente, a causa del fatto che non è stato possibile risolvere il
problema relativo all’inquinamento del traffico che, ha portato alla rovina e alla totale
cancellazione del centro città di Roma, il secondo invece, ha adottato un Piano
Regolatore al fine di una revisione globale del territorio palermitano e del suo centro
città, dove è stata rivalutata l’attività di vendita al dettaglio, a causa di problemi legati
a trasformazioni di natura imprenditoriale. A questi esempi, se ne aggiungono altri di
minore importanza, come quello legato al centro di Milano, dove tutte le azioni
compiute in merito alla riqualificazione urbana e alla rivitalizzazione commerciale del
centro, non hanno potuto poggiarsi su un progetto finanziario capace di reggere tale
situazione; un esempio opposto, è rappresentato dal centro di Udine, dove sono state
compiute delle operazioni di rivitalizzazione commerciale e riqualificazione urbana del
centro, che hanno portato alla crescita e allo sviluppo del commercio e, questo, oltre a
favorire la crescita commerciale del centro città, ha favorito la crescita commerciale
dell’intero paese; un ultimo esempio, è quello legato al centro di Bologna, dove la
chiusura al traffico, nel centro città, ha provocato un calo dell’offerta commerciale e
che, di conseguenza, ha destato parecchia preoccupazione negli operatori commerciali
del centro, che si sono sentiti in una situazione di particolare sottomissione nei
confronti degli operatori commerciali, praticanti nella periferia cittadina. A questi
esempi, si aggiungono altre analisi relative ai centri città di alcune cittadine inglesi,
come il centro città di Carlise, dove nel 1954, il City Council affida ad uno studioso
economista, un progetto di rinnovamento di una zona molto grande, chiamata “Grapes
Lane”, dove quest’ultimo, riesce a stendere un programma di rinnovamento urbano,
che prevede il mantenimento della residenza degli abitanti, il rinnovamento della rete
dei negozi, nuovi servizi da destinare alla collettività e nuovi spazi destinati ai pedoni;
un altro esempio, è quello relativo alla ristrutturazione di una zona molto ampia,
affidata alla Donaldson di Londra che, riesce a realizzare un ottimo progetto di
rinnovamento, che come risultato, vede la presenza di una superficie di 25.000 mq
destinata alle attività commerciali, unitamente ad un parcheggio di 530 posti auto, 27
appartamenti, una biblioteca adibita al pubblico, 50 negozi specializzati, 5 mediograndi superfici, e una zona destinata al passaggio dei pedoni; un altro esempio
ancora, è quello relativo al Covent Garden di Londra, nonché un territorio di 38 ettari,
dove è stato possibile costruire una grande piazza, in cui, è andato sviluppandosi il
mercato ortofrutticolo che ha svolto con enorme successo la propria attività; col
passare del tempo, sempre all’interno di questo territorio, molti edifici e fabbricati
sono stati completamente restaurati e, sono nate differenti attività commerciali
all’ingrosso, ed in seguito, un nuovo edificio agroalimentare, chiamato: Nine Elms;
dopo diverso tempo, grazie al passaggio di proprietà di questo territorio ad un
imponente organo inglese, all’interno di esso, viene attuato un piano di rivitalizzazione
commerciale e di riqualificazione urbana, soprattutto per favorire le attività legate al
tempo libero; grazie a quest’ultimo, viene costruito un nuovo Covent Garden, cioè un
edificio commerciale di 5.000 mq, destinato all’accoglimento di differenti tipologie di
attività che, vanno dalla ristorazione all’animazione della zona. Altro esempio di
notevole importanza, è quello relativo al centro cittadino di Wakefield, centro
561
specializzato nella produzione della lana, dove avviene la costruzione di un grande
centro commerciale chiamato: Kirgate Way, che inizia a riscuotere un enorme
successo grazie ad un nuovo ed ulteriore progetto, conosciuto come The Ridings, che
prevede un parcheggio di 1.100 posti auto e, un grande spazio situato al centro, che
viene adibito ai locali commerciali; la novità più importante, è quella relativa all’affitto
di gazebi o chioschi, dove è possibile consumare cibi e bevande, seguendo la formula
del “food-court”, che prevede due compiti precisi: il primo, riguarda la preparazione
del cibo e delle bevande, il secondo, è relativo alla cura e alla pulizia dei gazebi in cui
si svolge la consumazione. Un altro esempio, è quello relativo al mercato coperto di
Bolton, dove è stato attuato un piano di rinnovamento urbano e di rivitalizzazione
commerciale, che ha portato alla nascita di un nuovo centro di shopping, chiamato:
Market Place, nato grazie anche ad alcune invenzioni legate al passato, che presenta
una superficie pari a 27.000 mq, suddivisa in piani, dove la parte legata al
rinomatissimo mercato coperto occupa una superficie di 7.000 mq, dove vi è la
presenza di gazebi e chioschi, unitamente a vari esercizi commerciali, alla presenza di
un parcheggio di 700 posti auto e, un grande edificio che occupa 9.500 mq di
superficie. Oltre all’Inghilterra, anche la Germania, presenta diversi episodi ed esempi
relativi a piani di riqualificazione urbana e di rivitalizzazione commerciale, compiuti e
realizzati in alcuni dei suoi centri città; un primo esempio, è quello relativo alla
costruzione di alcuni grandi magazzini, a Stoccarda, chiamati: Shocken, approvati, nel
1926, da E. Mendelson; un altro esempio è quello relativo alla costruzione di un centro
commerciale, conosciuto come Main Taunus Zentrum, a Francoforte, costruito su una
zona extra-urbana, adibita allo scorrimento del traffico automobilistico. Un altro
esempio, è quello relativo al progetto sorto nel 1992, e conosciuto come Friedristadt
Passagen, nonché un progetto compiuto in una imponente strada Berlinese, che non
ha fatto altro che mettere in risalto i punti di forza degli operatori immobiliariinternazionali, facendo luce sulla loro volontà e capacità di rinnovo urbano e di
riqualificazione commerciale del centro; l’obiettivo principale di questo progetto,
consiste nella demolizione di tre isolati destinati alle attività del settore terziario;
ognuno di essi, viene affidato ad una differente società immobiliare: l’Arc Union punta
per la J.Novel di Parigi, la Tyshman Speyer opta per l’H.Cobb di New York, e la EP
Euro Project opta per la O.M. di Colonia; i tre edifici, presentano le più fondamentali
attività commerciali al dettaglio di ufficio e di residenza; la costruzione più importante,
però, è quella che riguarda l’edificazione di un centro specializzato in prodotti
alimentari, chiamato: Markhetalle, che ha il principale scopo di creare un forte legame
tra la somministrazione di cibi e di alimenti, e la loro relativa vendita; questa
costruzione è considerata una delle più importanti novità della Germania Occidentale,
poiché si fa riferimento alla creatività degli operatori commerciali; per quanto riguarda
l’isolato francese, esso prevede la costruzione di un vasto ristorante, piccoli negozi di
moda e abbigliamento, un grande magazzino, chiamato: Galerias Lafayette, ed un
altro destinato all’accoglimento di un singolo esercizio destinato al ristoro, unitamente
a tanti altri esercizi appartenenti a differenti categorie commerciali, conosciuto come:
l’Ungers. Unitamente a questi esempi, in Germania, le formule: “markethalle” e Aldi,
hanno riscosso un notevole successo nei vari centri città tedeschi, relativamente al
settore alimentare, grazie al fatto che la prima, si basa sulla consumazione di alimenti
preparati sotto gli occhi dei clienti, che successivamente, ne gustano la bontà e, alla
fine, decidono se acquistare o meno i suddetti prodotti, la seconda, invece, si basa
sulla presentazione della propria merce a prezzo basso, disponendo di un alta
rotazione e, di poche possibilità di poter scegliere. Altri esempi, riguardano la
costruzione di zone adibite al parcheggio, come quella situata nella cittadina tedesca
di Baden-Wurttenburg, chiamata: Tiefgarage, costruita a ridosso della zona pedonale
della suddetta cittadina. Esempi di strade alternative a quelle principali intasate dal
traffico, e destinate alla pedonalizzazione, sono rappresentati dai “passage” e dalle
562
gallerie realizzate nelle città di Colonia, di Amburgo e di Monaco, che non hanno fatto
altro che favorire la circolazione di pedoni all’interno dei rispettivi centri città, ed
hanno contribuito al miglioramento del settore commerciale degli stessi. Un ultimo
esempio relativo alla questione della pedonalizzazione, può essere costituito dal
progetto di pedonalizzazione di una famosa strada, chiamata: Spitalerstrasse; questo
progetto, ha favorito la rivitalizzazione del commercio, la riqualificazione urbana della
strada, unitamente ad un ampio ed elevato numero di afflusso della clientela nella
suddetta strada. Tutti questi esempi, ci aiutano a comprendere la vera essenza del
problema legato alla rivitalizzazione commerciale e alla riqualificazione urbana dei
centri storici-cittadini italiani ed europei, e quindi ai vari problemi da curare e da
prendere in considerazione, come ad esempio, il modo in cui si presentano i centri
città, italiani soprattutto, in base alla loro struttura, al commercio praticato al loro
interno, allo spostamento al loro interno, alla struttura e al funzionamento del sistema
distributivo al dettaglio al loro interno. Ed ecco che, dopo l’analisi relativa a come si
presentano i centri città italiani ed europei, come ipotetica soluzione a questo
problema, subentra il concetto di marketing urbano, nonché quell’insieme di azioni ed
operazioni intraprese dalle varie imprese commerciali, al fine di riuscire nell’intento di
valorizzare e di favorire la rivitalizzazione commerciale e la riqualificazione urbana
della maggior parte dei centri città, dove il commercio presente al loro interno,
diventa succube di un sistema che predilige le attività commerciali presenti nelle
periferie delle città e nelle zone ad alto grado di urbanizzazione. Chiaramente, i
principali fattori esaminati dal marketing urbano, in merito a ciascun centro città, sono
rappresentati dalla qualità estetica ed urbana dei centri, dall’attrazione del pubblico
all’interno dei centri, dall’animazione all’interno dei centri, e dall’accesso all’interno dei
centri; unitamente a questa analisi, il marketing urbano, in un secondo tempo, tende
ad esaminare il modo in cui gli operatori commerciali si rapportano con la clientela di
riferimento, mettendo in evidenza alcuni punti-chiave e, più precisamente, la reale
importanza del dialogo esistente fra gli operatori commerciali ed il pubblico di
riferimento, il contenuto del messaggio da tramandare, chi è il destinatario del
messaggio, chi lo comunica, e con quali mezzi il messaggio viene comunicato. I
metodi di comunicazione del messaggio, in materia commerciale, appaiono
innumerevoli, e vanno dalla sponsorizzazione di un prodotto alla comunicazione visiva,
in riferimento a precisi simboli visivi relativi alle vetrine dei negozi; altre forme,
possono essere quelle relative alla pubblicità, alla radio, alla televisione e ai manifesti
di propaganda che riescono a raggiungere le diverse fasce e le differenti categorie
appartenenti alla clientela; l’attività del marketing urbano, consiste anche nell’analisi
dei servizi erogati alla clientela da parte dei vari centri, come la possibilità di poter
parcheggiare in quelle determinate aree e l’animazione all’interno dei centri che, se
ben praticata, concorre all’afflusso e all’aumento della clientela all’interno dei suddetti
centri. Oltre a questo, il marketing urbano, analizza la struttura del micro-ambiente,
inteso come la zona dove è situata la città, unitamente al suo contesto sociale ed
economico, e il macro-ambiente, inteso come lo stile di vita, il mutamento dei valori,
le decisioni prese in ambito economico e politico, le nuove tendenze sociali e culturali,
e per concludere, la situazione macro-economica e normativa della zona. Infine, il
marketing urbano, tende ad esaminare come un determinato prodotto va ad insinuarsi
nella “testa” del consumatore e, per la precisione, tramite un determinato progetto di
merchandising, che consiste nel definire, in maniera logica, come devono essere
posizionate le insegne degli esercizi commerciali, oltre che per una buona visibilità
estetica, anche per dare la possibilità ad ogni esercizio di mettere in evidenza le sue
principali funzioni e le sue principali caratteristiche, il tipo di merce venduta,
unitamente al modo di attirare la clientela a sé. Oltre a quest’analisi, il marketing
urbano, infine, esamina le varie tattiche di stanziamento del prodotto all’interno della
zona commerciale predeterminata, che si basano sulla specializzazione in determinate
563
categorie di merci, che prende vita, nel momento in cui le varie imprese, situate in
una determinata zona, decidono di vendere la medesima categoria di merci,
valorizzando la propria offerta in base alle modalità della vendita delle merci, alle
differenti marche delle merci, e ai vari servizi erogati da ognuna di esse; tra l’altro,
questa specializzazione, si basa sulla differenziazione del modo di operare delle varie
imprese, che ha luogo, nel momento in cui, le imprese concorrono alla formazione di
un’offerta commerciale, che tende a distinguersi da quella delle altre imprese, in base
alle formule di commercio e all’assortimento delle varie merci; infine, vengono prese
in considerazione le modalità di decisione del costo delle merci, che ha luogo, in base
ai vari cambiamenti, inerenti al modo in cui la clientela acquista la merce desiderata,
in base anche ad una questione di convenienza, che consiste nella vendita di una
determinata tipologia di merce ad una qualità elevata, e a basso costo, o ancora, al
miglioramento della relazione servizio-costo e costo-qualità, che insieme, vanno a
porre le basi per una buona e discreta operazione di compra-vendita dei prodotti.
Dopo aver ampliamente spiegato i principali obiettivi e le principali funzioni del
marketing urbano, viene introdotta la questione relativa al centro città di Valenzano,
nonché una piccola città situata a sud della Puglia, che presenta un numero di abitanti
pari a 18.305, ed una situazione commerciale discreta, sviluppatasi già dal passato,
grazie al lavoro compiuto dall’abbazia di Ognissanti di Cuti, che sin da secoli remoti, si
è prodigata all’accoglimento e allo sviluppo del commercio. Col passare del tempo,
però, il commercio Valenzanese, è andato, via via, diminuendo, anche a causa del
fatto che la gestione dell’abbazia di Ognissanti di Cuti, è passata nelle mani di alcuni
frati che non hanno saputo far fruttare il commercio, a differenza dei loro antenati. Un
evento di grande portata commerciale, è quello legato alla Fiera commerciale di
Ognissanti del 1°Novembre, che in passato si è svolta nella zona adibita al commercio,
appartenente all’abbazia di Ognissanti, ma col passare del tempo, a causa di problemi
logistici, la fiera si è spostata nelle zone centrali del paese, favorendo l’afflusso della
clientela e del turismo all’interno di Valenzano. Il turismo del paese, ad oggi, è
favorito anche dagli imponenti monumenti storici situati al suo interno, come la chiesa
di San Rocco, nonché santo patrono del paese, la chiesa di Santa Maria e di San Luca,
il maestoso castello del Barone, l’abbazia di Ognissanti di Cuti, la chiesa di Santa
Maria di Loreto, e la chiesa del Padre Eterno, unitamente a eventi tradizionali e
culturali del paese, come la processione dei misteri del Venerdì Santo, la notte dei
Magi, la festa in onore del santo patrono: San Rocco, la festa in onore di Sant’Antonio
e l’imponente fiera commerciale di Ognissanti del 1°Novembre. Attualmente, diverse
sono le strade a vocazione commerciale nel centro città, e secondo una precisa analisi
volta ad individuare le principali attività praticate all’interno delle principali strade del
centro di Valenzano, ne consegue che vi è una notevole presenza di esercizi
commerciali volti alla soddisfazione di alcuni bisogni primari, come l’alimentazione e
l’abbigliamento. Di notevole importanza, appaiono il settore dei non alimentari,
nonché quei negozi orientati alla vendita di strumenti per la casa e per l’arredamento,
ma non solo, e quello relativo all’artigianato; di discreta importanza, appaiono i
ristoranti ed i bar, che in Valenzano, sono presenti in discreta parte, a differenza delle
banche e degli uffici, che invece, sono presenti nel paese, in piccolissima parte. Oltre
al fatto che i vari esercizi commerciali presenti nel centro di Valenzano, hanno iniziato
da poco tempo, un percorso di specializzazione in nuovi settori merceologici, è
opportuno precisare che, le principali strade a vocazione commerciale, o comunque
interessate dal fenomeno del commercio, risultano essere: Corso Aldo Moro, Largo
Plebiscito, Via Bari, Via Capurso, Via De Gasperi, Via Piccinni/Piazza Padre Pio, Via
Muraglie/Via Boito, Via Casamassima, Via Piave, Via Montrone, e Via San Rocco. Fra
tutte, la zona di attrazione commerciale maggiore, risulta essere Corso Aldo Moro,
grazie alla sua posizione centrale all’interno dell’intero paese, e alle dimensioni da
esso occupate, che riescono ad inglobare una larga fetta di esercizi commerciali; di
564
medesima importanza, risulta essere Largo Plebiscito, che grazie alle sue vaste
dimensioni, presenta una enorme villa, adibita all’intrattenimento, allo svago e al
riposo, grazie alla presenza di una quindicina di panchine dove è possibile sedersi e
riposarsi, dopo aver terminato gli acquisti; non bisogna dimenticare che, Largo
Plebiscito, accoglie una grande vastità di esercizi commerciali specializzati in differenti
categorie che vanno dall’artigianato alla pelletteria e al settore calzaturiero. Per
quanto riguarda Via Casamassima, essa è sviluppata nell’ambito del settore
alimentare, per la notevole presenza di esercizi commerciali, specializzati nella vendita
di prodotti caseari. Tornando all’apparato turistico, è possibile affermare che il polo
attrattivo per eccellenza, a livello turistico, è rappresentato dall’incrocio tra Corso Aldo
Moro e Via San Rocco, dove è situata la chiesa di San Rocco, la chiesa del Padre
Eterno, e il magnifico Castello Baronale; Largo Plebiscito, non si discosta molto dalla
situazione relativa al turismo attorno a Corso Aldo Moro, poiché anch’esso, è
considerato un polo attrattivo per il turismo, grazie alla presenza della chiesa di Santa
Maria e di San Luca, e alla chiesa di Santa Maria di Loreto, dove sono in corso alcuni
lavori di restauro della stessa. Un’altra zona imponente, sia a livello commerciale che
turistico, è rappresentata da Via Piccinni/Piazza Padre Pio, che si circonda di una
piccola villetta adibita all’intrattenimento di adulti e di piccini, grazie alla presenza di
“giostre” e giochi per bambini; a livello commerciale, oltre a presentare una vasta
gamma di esercizi commerciali specializzati in vari settori che variano
dall’abbigliamento alle calzature, è famosa per la presenza del “mercato coperto” e del
“mercato del Venerdì”, all’interno dei quali è possibile evidenziare la presenza di
tantissime attività commerciali che vanno dal settore degli alimentari a quello
dell’abbigliamento, e dove è possibile evidenziare un maggiore afflusso di clientela e di
turismo, nella suddetta zona; a livello turistico, la suddetta zona è una delle più
importanti, grazie alla imponente statua di Padre Pio che, circonda la villetta e genera
un afflusso sempre più maggiore di turisti. Dopo aver esaminato gli aspetti positivi del
centro città di Valenzano, vengono messi in evidenza alcuni aspetti negativi, come ad
esempio, l’immagine estetica degli esercizi commerciali che, presenta disuguaglianze
con quelle degli altri esercizi, in relazione alle vetrine, ai tendaggi, alla disposizione
della merce, e questo, non fa altro che andare a danneggiare la relazione esistente fra
i vari strumenti della comunicazione, e tende a non fornire una costante e coerente
immagine della strada presa in considerazione; un secondo aspetto, è sempre relativo
alla comunicazione esterna e ai suoi strumenti, relativamente ai tendaggi e alle
insegne che, presentano segni evidenti di decadimento e degrado, che non fanno altro
che andare a danneggiare la comunicazione visiva della strada; un altro aspetto
negativo, è legato alla presenza di locali e magazzini chiusi che, vanno ad
interrompere la continuità commerciale tra una strada e l’altra del centro, poiché sono
situati sulle vie principali del centro, come Corso Aldo Moro, Largo Plebiscito, Via
Capurso, Via Bari e Via Alcide De Gasperi; a questo si aggiunge un altro aspetto, e
cioè che, il fatto che vi siano un numero elevato di locali e magazzini chiusi che
interrompono la continuità commerciale fra una strada e l’altra del centro, è relativo
alla crisi commerciale che si sta avendo in questo periodo. Un altro aspetto, è relativo
al fatto che vi sono alcune strade situate a distanza di km da quelle del centro città, e,
questo porta alla difficoltà nell’acquisto e nella visita all’interno del centro città, da
parte di quelle persone che abitano distante dal centro città, e precisamente nelle
strade lontane dal centro; un altro aspetto negativo, si riferisce alla presenza di un
discreto numero di esercizi commerciali che, presentano serrande “cieche”, e che di
conseguenza, non mostrano alcuna informazione in merito all’orario di apertura e di
chiusura dell’esercizio stesso, omettendo anche informazioni essenziali inerenti al tipo
di attività svolta dall’esercizio commerciale e, questo non fa altro che suscitare dubbi e
disinteresse nei confronti di una clientela sempre attenta a questi particolari; un altro
aspetto è relativo ai vari segni e segnali di decadimento che caratterizzano le varie
565
strade del centro e che non permettono di percorrerle per intero, anche per la
presenza di profondi solchi che non permettono la completa percorrenza di alcune
strade, costringendo gli abitanti e la clientela a percorrere vie secondarie ed
alternative, unitamente alla questione legata al comparto illuminativo di alcune
strade, come ad esempio Via San Rocco, che presenta alcune zone buie ed oscure,
causate dalla troppa distanza che separa i vari lampioni posizionati sui muri della
strada; un altro aspetto, è quello che riguarda il problema del traffico automobilistico,
dei camion, degli auto-rimorchi, e così via, che non fa altro che disturbare la
tranquillità e la serenità della clientela che visita il centro, non solo per acquistare, ma
anche per cercare un momento di rilassamento personale. Un altro motivo, è quello
relativo al fatto che, alcuni esercizi commerciali specializzati nella vendita di “prodotti
tipici”, non sono dotati di un’insegna che va a specificare il loro ambito di
specializzazione e, questo non fa altro che insinuare perplessità in una clientela che va
alla ricerca di quei prodotti speciali, particolari, e caratteristici. Arrivando ad una
conclusione definitiva, è possibile affermare che il centro città di Valenzano, presenta
differenti aspetti positivi e negativi, come detto sopra, ma si può aggiungere che esso
viene reso ancor più importante e ancor più conosciuto sia livello commerciale che
turistico, grazie alla presenza di turisti provenienti dalle zone limitrofe che, oltre a
visitare i monumenti e le chiese del paese, sono interessati all’acquisto di merceologie
del centro città di Valenzano, unitamente al fatto che, i cittadini Valenzanesi,
rimangono sempre più soddisfatti da ciò che questo paese offre loro, anche se sono
completamente consapevoli del fatto che, esso, un giorno, soprattutto grazie alla
volontà e alla possibilità dei vari organi amministrativi, sarà in grado di offrire loro,
molto di più. Concludendo, si può dire che, il problema relativo alla rivitalizzazione
commerciale e alla riqualificazione urbana dei centri storici-cittadini di tante città
italiane ed europee, compresa la situazione del commercio all’interno del centro di
Valenzano, è un problema che spesso, viene sottovalutato da moltissimi paesi, e tra
l’altro, va compreso che, la crescita di ogni singolo paese, va, via via, denotandosi
soprattutto dal grado di mantenimento e dalla cura, durante gli anni e i secoli, del
cuore e del centro città di ogni singolo paese, che comprende anche la ristrutturazione
e la conservazione delle chiese e dei monumenti antichi di grande valore presenti in
esso, unitamente al progresso compiuto dal commercio all’interno degli stessi centri
città o storici-cittadini.
566
IL MODELLO MULTIVARIATO DELLO SCALING MULTIDIMENSIONAL PER
L’ANALISI DEI FATTORI PER LA RIVITALIZZAZIONE DEL CENTRO STORICO E
PER L’ANALISI DEI GIUDIZI ESPRESSI SULLE CARATTERISTICHE DEL
DECORO URBANO DEL CENTRO STORICO
Aspetti generali
L’analisi delle preferenze dei consumatori permettono di determinare la
segmentazione del mercato oltre che il posizionamento dei prodotti sul
mercato. Il multidimensional scaling, d’ora in poi MDS, permette inoltre di
rappresentare in modo “visivo” le preferenze o le percezioni dei consumatori
nel momento in cui si chiedesse di valutare un servizio.
Questa tecnica è applicata nelle ricerche di marketing per esaminare la
relazione esistente tra gli oggetti, di solito marche di un particolare gruppo di
prodotti. Il’MDS consiste in un insieme di calcoli che permettono di ottenere
una matrice d’input di associazioni di oggetti o variabili con una dimensione di
fondo ignota. Quindi tradotto questo concetto in parole semplici possiamo
affermare che questa tecnica ci permette di individuare un minimo di
dimensionalità che mette in relazione tra di loro gli oggetti e la posizione di
ciascun oggetto su ciascuna dimensione.
Questa tecnica trova impiego nei seguenti campi:


per la percezione da parte del consumatore della similarità delle marche;
per l’analisi dei giudizi di preferenza espresse dai frequentatori di un
centro storico sulle caratteristiche del decoro urbano di un centro storico;
 per stabilire le preferenze del consumatore manifestate per le marche.
Si può ben capire, inoltre, come sia possibile passare per un
posizionamento
degli
atteggiamenti
sulle
marche
da
una
scala
unidimensionale ad una scala multidimensionale collocando le marche in uno
spazio n-dimensionale, in cui n esprime la dimensionalità minima di fondo
della relazione. Pertanto si può parlare di posizionamento di marche e di
preferenze rispetto alle marche in uno spazio di percezioni.
Vi sono tre tipi di rappresentazione in scala multidimensionale:
 completamento metrico. I metodi di questo tipo richiedono misure di
input con scala ad intervallo o a rapporto e generano un insieme di
relazioni tra oggetti anch’essi ad intervallo o rapporto;
 completamento non metrico. I metodi di questo tipo accettano misure di
input con scala ordinale e generano l’ordine di classificazione di ciascun
oggetto su ciascuna dimensione.
 Non metrico. Metodi di questo tipo accettano misure d’input con scala
ordinale e generano un insieme di relazioni tra gli oggetti d’intervallo; cioè,
le distanze tra gli oggetti nello spazio di percezione hanno un significato
utile. Questo tipo di rappresentazione è più utilizzata nel campo del
marketing.
 Il’MDS rappresenta una tecnica statistica molto utilizzata nelle recenti
applicazioni di marketing, ed in particolare in quelle comportamentali per
l’interpretazione dello stimolo. La tecnica statistica consiste nella
rappresentazione in uno spazio di un insieme di punti rappresentativi di
un’insieme d’informazione di dati. I punti posizionati nello spazio sono
distribuiti geometricamente, considerando la distanza che li separa tra di
essi, al fine di riprodurre le relazioni di tipo empirico insite nei dati originali.
L’analisi inizia dai dati di prossimità, sotto forma di matrice quadrata, che
esprimono valutazioni di similitudine nella percezione dei consumatori tra
tutte le coppie di elementi (prodotto o marche) appartenenti ad un insieme
di dimensione finita, come le misure di distanza o di dissimilarità.
L’obbiettivo, di detta analisi, è quello di definire il posizionamento o una
forma degli n elementi in uno spazio metrico di dimensione p non troppo
elevata, che si aggira intorno al valore di tre o quattro unità, in modo che la
distanza calcolata tra i punti che identificano gli elementi riproducano la
prossimità iniziale. Per posizionamento o forma s’intendono le coordinate
dei n elementi rispetto alle p dimensioni dello spazio metrico di
rappresentazione.
568
APPLICAZIONE DEL MODELLO DI SCALING MULTIDIMENSIONAL
Il grafico evidenzia una similarità di giudizio espresso dagli intervistati in
diversi gruppi. Il primo gruppo considera importante i seguenti aspetti: teatro,
musei, monumenti biblioteca ed eventi culturali per cui si evince un importanza
correlata agli aspetti culturali del centro storico. Un secondo gruppo considera
importante i seguenti aspetti: concerti, pub, pizzerie, spettacoli, animazione,
ecc per cui sono importanti gli eventi di svago intrattenimento ecc per animare
il centro storico. Un terzo gruppo affida importanza ai seguenti aspetti: mostre,
feste, circoli mercatini e notti bianche. Il grafico evidenzia quindi tre segmenti
di intervistati.
Il seguente grafico evidenzia i giudizi espressi dai frequentatori del centro
storico sulle caratteristiche del decoro urbano del centro storico. Un primo
segmento di intervistati attribuisce un giudizio simile per:gradevolezza
ambiente urbano, verde pubblico e panchine. Un secondo segmento considera
simile i seguenti aspetti: illuminazione pubblica, manutenzione e fogna, servizi
igienici ecc.
569
570
I MODELLO DELL’ANALISI FATTORIALE PER L E PER L’ANALISI DEI GIUDIZI
ESPRESSI SULLE CARATTERISTICHE DEL DECORO URBANO DEL CENTRO
STORICO E DEI FATTORI PER LA RIVITALIZZAZIONE DEL CENTRO STORICO.
Aspetti generali e impiego nelle ricerche di marketing
L’analisi delle componente principali permette di risolvere problemi
complessi nel campo delle ricerche di marketing fornendo un valido strumento
per il sistema di supporto alle decisioni di marketing (SSDM).
L’analisi delle componenti principali trova largo impiego nei questionari
utilizzati per le ricerche di marketing in quanto permettono di sintetizzare i dati
raccolti a poche variabili. Supponiamo di voler condurre un’indagine sui
consumatori in cui le variabili in gioco riguardano le caratteristiche d’alcuni
prodotti, perciò si chiede di esprimere un giudizio per ogni attributo, ma in
questo modo considerando più attributi ed essendo ogni attributo una variabile
ed essendo numerose le variabili nelle ricerche di marketing, ricorreremo alle
componenti principali per capire le caratteristiche che accomunano i
consumatori, che altrimenti sarebbero difficile avere con più variabili. In
sostanza se dovessimo sottoporre ad un intervista il consumatore o cliente su
alcune caratteristiche di prodotto utilizzando molte variabili, con la tecnica
dell’analisi delle componenti principali è possibile ridurre il numero di tali
variabili, estrapolando dall’output ell’elaborazione le componenti che hanno
una forte correlazione con le variabili analizzate.
Tra le diverse tecniche d’analisi multidimensionale dei dati, vi è la
metodologia per l’analisi delle componenti principali, che si estraggono da un
insieme di variabili incorrelate tra loro.
La prima componente principale rappresenta il massimo valore della
variabilità della matrice di varianza-covarianza, la seconda è la combinazione
incorrelata con la prima che estrae il massimo di variabilità residua, e così via
fino ad arrivare alla componente principale che esprime la variabilità minima
residua. Il numero delle componenti estraibili determina la dimensionalità della
matrice.
L’obiettivo dell’analisi delle componenti principali consiste nello spiegare
alcune variabili in un numero inferiore rispetto a quelle originali, inoltre lo
studio si basa sull’ottenimento di variabili che derivano da quelle originali
correlate linearmente.
Aspetti generali e impiego nelle ricerche di marketing urbano
L’analisi
delle
componente
principali
permette
di
risolvere
problemi
571
complessi nel campo delle ricerche di marketing urbano fornendo un valido
strumento per il sistema di supporto alle decisioni di marketing (SSDM).
L’analisi delle componenti principali trova largo impiego nei questionari
utilizzati per le ricerche di marketing in quanto permettono di sintetizzare i dati
raccolti a poche variabili. Supponiamo di voler condurre un’indagine sui
consumatori in cui le variabili in gioco riguardano le caratteristiche d’alcuni
prodotti, perciò si chiede di esprimere un giudizio per ogni attributo, ma in
questo modo considerando più attributi ed essendo ogni attributo una variabile
ed essendo numerose le variabili nelle ricerche di marketing, ricorreremo alle
componenti principali per capire le caratteristiche che accomunano i
consumatori, che altrimenti sarebbero difficile avere con più variabili. In
sostanza se dovessimo sottoporre ad un intervista il consumatore o cliente su
alcune caratteristiche di prodotto utilizzando molte variabili, con la tecnica
dell’analisi delle componenti principali è possibile ridurre il numero di tali
variabili, estrapolando dall’output ell’elaborazione le componenti che hanno
una forte correlazione con le variabili analizzate.
Tra le diverse tecniche d’analisi multidimensionale dei dati, vi è la
metodologia per l’analisi delle componenti principali, che si estraggono da un
insieme di variabili incorrelate tra loro.
La prima componente principale rappresenta il massimo valore della
variabilità della matrice di varianza-covarianza, la seconda è la combinazione
incorrelata con la prima che estrae il massimo di variabilità residua, e così via
fino ad arrivare alla componente principale che esprime la variabilità minima
residua. Il numero delle componenti estraibili determina la dimensionalità della
matrice.
L’obiettivo dell’analisi delle componenti principali consiste nello spiegare
alcune variabili in un numero inferiore rispetto a quelle originali, inoltre lo
studio si basa sull’ottenimento di variabili che derivano da quelle originali
correlate linearmente.
Per cui tre sono le fasi di un analisi fattoriale. La prima è lo sviluppo di un
insieme di correlazioni tra tutte le combinazioni delle variabili d’interesse. La
seconda fase è l’estrazione di un insieme di fattori iniziali della matrice di
correlazione sviluppata nella prima fase. La terza fase è la rotazione dei fattori
iniziali per trovare una soluzione finale.
572
APPLICAZIONE DEL MODELLO DELL’ANALISI FATTORIALE
Test KMO e di Bartlett
Misura di adeguatezza campionaria KMO (Keiser Meyer
Olkin).
Chi-quadrato appross.
Test di sfericità di Bartlett
df
Sig.
,558
292,917
136
,000
573
La tabella visualizza le sette componenti principali estratte che spiegano il 65,9 % della variabilità.
Varianza totale spiegata
Componente
Autovalori iniziali
Totale
Pesi dei fattori non ruotati
% di varianza % cumulata
Totale
% di varianza % cumulata
Pesi dei fattori ruotati
Totale
% di varianza % cumulata
1
2,533
14,900
14,900
2,533
14,900
14,900
2,150
12,647
12,647
2
1,929
11,344
26,244
1,929
11,344
26,244
1,929
11,349
23,996
3
1,775
10,438
36,682
1,775
10,438
36,682
1,527
8,984
32,979
4
1,601
9,416
46,098
1,601
9,416
46,098
1,450
8,532
41,511
5
1,175
6,909
53,007
1,175
6,909
53,007
1,434
8,434
49,945
6
1,159
6,818
59,824
1,159
6,818
59,824
1,363
8,020
57,966
7
1,040
6,115
65,940
1,040
6,115
65,940
1,356
7,974
65,940
8
,938
5,519
71,459
9
,838
4,927
76,385
10
,721
4,241
80,626
11
,685
4,027
84,653
12
,557
3,277
87,930
13
,523
3,077
91,006
14
,448
2,637
93,643
15
,413
2,432
96,074
16
,406
2,390
98,465
17
,261
1,535
100,000
Metodo di estrazione: Analisi componenti principali.
Il primo fattore è correlato con notti bianche, feste e rievocazioni storiche e mostre all’aperto, per cui si sollecita
l’organizzazione di eventi serali per animare il centro storico. Il secondo fattore è correlato a piccoli spettacoli e
concerti al’aperto. Il terzo fattore è correlato a bar e teatri.
574
Matrice dei componenti ruotataa
Componente
1
Notti bianche
,817
Feste e rievocazioni storiche
,769
Mostre all’aperto
,714
2
3
Concerti all’aperto
,752
Teatro
7
-,198
-,325
-,109
,551
,108
-,175
,784
-,173
,161
-,292
,187
,620
,170
,293
-,374
-,517
-,188
Pizzerie-ristoranti
Eventi culturali
6
,158
,895
Bar
5
,195
Piccoli spettacoli
Animazione per strada
4
-,218
,493
-,133
-,144
-,281
,212
,112
,270
,741
Mercatini tipici-sagre
-,116
,575
-,392
,227
Pub e locali di svago
,138
-,546
-,358
-,356
,760
,236
,658
-,262
,393
Musei-pinacoteca
,223
Chiese e monumenti
Circoli e centri di vita sociale
Centri e servizi di
informazione
Biblioteca
,258
,193
,756
,115
,111
-,112
,240
-,159
,187
,180
,853
-,659
575
APPLICAZIONE DEL MODELLO DELL’ANALISI FATTORIALE
Test KMO e di Bartlett
Misura di adeguatezza campionaria KMO (Keiser Meyer
Olkin).
Chi-quadrato appross.
Test di sfericità di Bartlett
df
Sig.
,600
264,219
105
,000
576
La tabella seguente evidenzia le correlazioni con i fattori estratti. Il primo fattore è fortemente correlato con
segnaletica di uffici e servizi pubblici, proposte culturali, segnaletiche di monumenti per cui affidano importanza alla
presenza di segnaletica nel centro storico. Il secondo fattore è correlato alla presenza di parcheggi in prossimità del
centro storico. Il terzo fattore attribuisce importanza all’illuminazione pubblica ed allo stato dell’inquinamento
dell’aria.
Matrice di componentia
Componente
1
Segnaletica di uffici e servizi pubblici
,921
Proposte culturali/manifestazioni
,900
Segnaletica di monumenti, musei, opere d’arte e
simili
2
3
5
,889
Presenza di parcheggi
,604
Presenza di panchine
,509
Manutenzione degli spazi verdi
,503
Pulizia delle strade
4
-,419
Illuminazione pubblica
,662
Stato di inquinamento dell’aria
,575
Sicurezza nelle strade
-,432
,450
-,425
Presenza di servizi igienici pubblici
,603
Manutenzione rete fognaria
,518
Gradevolezza dell’ambiente urbano
-,462
Manutenzione delle strade
,434
,644
Presenza di spazi di verde pubblico
,457
,532
577
578
[IL COMMERCIO NEL
CENTRO STORICO DEL
COMUNE DI CORATO:
INDAGINE STATISTICA ED
AZIONI DI MARKETING]
579
INDICE
Il centro storico e l’importanza delle azioni di marketing per valorizzarlo
Le caratteristiche del bacino di utenza
Vocazione e densità commerciale
L’analisi del contesto urbano
L’analisi della clientela
L’analisi dei comportamenti e delle percezioni
La percezione del centro storico
Il questionario per l’indagine statistica sui frequentatori del centro storico del
comune di corato
I Risultati dell’indagine
La rivitalizzazione commerciale del centro storico
IL MODELLO MULTIVARIATO DELLO SCALING MULTIDIMENSIONAL PER L’ANALISI
DEI FATTORI PER LA RIVITALIZZAZIONE DEL CENTRO STORICO E PER
L’ANALISI DEI GIUDIZI
ESPRESSI SULLE CARATTERISTICHE DEL DECORO
URBANO DEL CENTRO STORICO
IL MODELLO DELL’ANALISI FATTORIALE PER L E
PER L’ANALISI DEI GIUDIZI
ESPRESSI SULLE CARATTERISTICHE DEL DECORO URBANO DEL CENTRO
STORICO E DEI FATTORI PER LA RIVITALIZZAZIONE DEL CENTRO STORICO.
580
Indagine statistica e strategie di marketing per la
valorizzazione del commercio nel centro storico del comune
di Corato
Il centro storico e l’importanza delle azioni di
marketing per valorizzarlo
La morfologia del centro urbano della città è caratterizzata dalla sovrapposizione di
due ambiti dell’assetto territoriale. Nello stesso luogo si collocano l’insediamento
storico e il principale polo di attrazione per l’area cittadina, due contenuti densi che
sposano tradizione e scarsa funzionalità. Si tratta della peculiarità che sostiene il
decantato fascino della realtà italiana, ma contemporaneamente rappresenta un nodo
complesso e di non facile scioglimento del processo di crescita che interessa la città
antica. Negli ultimi decenni, il tessuto connettivo dei rapporti sociali ha subito
trasformazioni che hanno modificato le relazioni tra cittadino e struttura urbana. La
“struttura” urbana regola il funzionamento del centro storico, cioè la concentrazione e
dispersione della popolazione e delle attività sul territorio. Tra gli elementi più
significativi dei cambiamenti avvenuti vi è la concentrazione dell’attività terziaria con
un fenomeno di vero e proprio spopolamento capace di mutare gli spazi urbani anche
se, con impatto visivo limitato. Una delle ragioni va ricercata nella politica di
conservazione dell’immagine dei centri e delle aree storiche di pregio. Il ruolo della
funzione commerciale fatica a mantenere il passo; si sono ridotte molte delle attività
tradizionali. In molte città italiane si è cercato di porre rimedio alla progressiva
devitalizzazione dei centri storici. Si è tentato però di risolvere in tempi brevi,
problemi che si sono accumulati in un periodo di tempo abbastanza lungo. Le soluzioni
ricercate hanno portato a sfasare le soluzioni stesse con la realtà cittadina rendendole
non facilmente compatibili sul piano finanziario, urbanistico e commerciale. L’Italia,
ricca di centri storici, è notoriamente povera di cultura ambientale. Per conto, nella
mentalità del cittadino, è fortemente radicata la considerazione del centro storico
come luogo di socializzazione, cultura, residenza, scambio e attività. Ogni tentativo di
modificare tale convincimento con progetti a breve termine, è destinato a rilevarsi,
nella maggior parte dei casi, un fallimento. Per risolvere la questione “centro storicocommercio” è necessario un salto di qualità nell’intervento pubblico: le decisioni di
carattere amministrativo devono essere finalizzate alla pianificazione territoriale. Il
commercio, infatti, non può sopperire all’assenza di una politica per il territorio. In
altre parole, non serve tanto un’urbanistica commerciale, quanto un progetto per tutta
la città, dove la qualità della vita è realizzata anche dai servizi e dall’artigianato.
Compito della pubblica amministrazione è programmare la riqualificazione dei beni e
dei servizi e, conseguentemente, individuare gli strumenti urbanistici che rivitalizzino i
centri storici secondo i loro contenuti funzionali, simbolici e sociali. Lo stretto legame
tra commercio e struttura urbana può conferire identità culturale, vivibilità e sviluppo
alla città ed, in modo particolare al suo centro storico. È noto, infatti, che
quest’ultimo, accanto a innegabili punti di forza (storia, ambiente, numero e varietà di
attività di intrattenimento e svago), presenta fattori di debolezza quali vincoli
strutturali, problemi di accessibilità e difficoltà del mercato immobiliare.
581
Probabilmente, quello che manca è la capacità di governare sistemi complessi in cui
molte, troppe funzioni si svolgono sugli stessi esigui territori, dove anche il pubblico
ed il privato si intrecciano e si condizionano a vicenda e dove, infine, la salvaguardia
dell’ambiente storico impone ulteriori vincoli. Gli effetti negativi di questa situazione
sono più evidenti nel settore della mobilità e dei trasporti, ma è tutto il supporto
tecnologico della città ad essere in crisi, dalla stabilità degli edifici, all’ambiente, alle
strutture che garantiscono la vita e la sicurezza dei cittadini. L’urbanistica tradizionale
ha saputo affrontare questi problemi solo e non sempre nelle aree di nuova
edificazione, attraverso il controllo delle destinazioni d’uso e l’impostazione degli
standard urbanistici. Così le estreme periferie, anche se brutte per quanto è possibile
esserlo, sono spesso le uniche zone della città dotate di strade scorrevoli, parcheggi
sufficienti e zone verdi. Viceversa, tutto il resto della città e i centri storici, che pur
costituiscono la parte maggiore del valore ambientale ed economico, restano lontano
dagli standard di servizi previsti dall’urbanistica anche perché, nessuno si è
preoccupato di adeguarli. Nei piani regolatori spesso prevale una logica di rigida
conservazione dell’esistenza, che non solo non lascia spazio ad interventi di
adeguamento delle infrastrutture, ma ostacola persino quelli di normale manutenzione
degli edifici, tanto che intere parti dei nostri centri storici cadono a pezzi per degrado
storico. Anche dove la normativa non è così vincolante, l’inerzia delle pubbliche
amministrazioni, la difficoltà di reperire finanziamenti e la mancanza di strumenti
tecnico-legislativi per operare su larga scala coinvolgendo i privati, paralizzano di fatto
qualunque tentativo di rendere funzionali i centri urbani. I risultati sono ogni giorno
sotto i nostri occhi in termini di congestione stradale, degrado ambientale, ecc. senza
contare eventi eccezionali come il terremoto in cui ci troviamo impreparati sul
versante della sicurezza collettiva. La città deve essere pensata come un enorme
organismo vivente tenuto in vita da sistemi di infrastrutture; se larghe parti
dell’organismo non riescono ad adeguarsi ai mutamenti in base alle esigenze,
l’organismo stesso deperisce e muore. Nella storia del nostro paese le attività
commerciali hanno rappresentato un importante fattore costitutivo delle città e della
convivenza civile. Il centro storico, nonostante i momenti di crisi, non è un nucleo
abbandonato e diroccato che deve essere ricreato e reinventato all’esterno, ma è il
motore di tutte le attività commerciali e culturali, la vetrina che al momento
opportuno è in grado di attrarre verso di sé gli abitanti della città, ma non solo. I
luoghi urbani del commercio possono contare su un numero elevato di cittadini che li
frequentano, li conoscono e ne apprezzano le offerte. Specifiche strutture di vendita al
dettaglio e forme di edilizia urbanistica e architettonica riescono a soddisfare
pienamente la domanda di bene e servizi degli utenti del centro storico, basti ricordare
il supermercato rionale, il mercato ambulante, la piazza, il negozio specializzato. La
concentrazione di buona disponibilità di spesa in un’area di mercato ristretta come
quella di un centro cittadino, rende conveniente l’apertura di punti vendita
specializzati. Alcuni negozi hanno un assortimento ristretto ad una sola merceologia
oppure a poche merceologie affini, ma con una consistente profondità di gamma. Il
supermercato rionale si caratterizza per una maggiore dimensione, con assortimento
ampio come numero di linee, ma non come numero di referenze. L’organizzazione di
scambi commerciali nel centro storico, al di là del suo essenziale significato di
compravendita merci, si è spesso riflesso in maniera tangibile nella forma dei luoghi
destinati in misura esclusiva o preminente a simili attività. Un primo fondamentale
modello a cui fare riferimento è costituito dalla grande area all’aperto dove
periodicamente o quotidianamente sia possibile il rapporto, entro limitati margini di
tempo, tra un elevato numero di clienti e abbondante varietà e qualità di merci o più
in generale di offerte. Normalmente l’area all’aperto è contraddistinta dalla presenza
di qualche complesso monumentale che funga da punto di attrazione immediatamente
riconoscibile anche per chi non è un frequentatore abituale del centro storico. Ad esso,
582
si contrappongono le strutture intorno alle quali ruotano le diverse attività, gli scambi,
gli incontri: le cosiddette “bancarelle”. La piazza mercato si pone come un momento di
ampio respiro spaziale nel contesto di un tessuto urbano estremamente fitto,
sviluppatosi spesso disordinatamente con l’ammassarsi di edifici abitativi. Il mercato
su aree pubbliche non rappresenta solo un mezzo per animare una via o una piazza,
ma è anche l’espressione di uno specifico momento economico. Una impresa
commerciale deve avere sempre una politica di marketing che comporti la conoscenza
del proprio mercato, delle possibilità di vendita e dei mezzi idonei a realizzare gli
obiettivi commerciali che desidera raggiungere. Lo sviluppo della vitalità commerciale
del centro storico non può prescindere da un’opportuna politica urbanistica e dallo
spirito di iniziativa degli operatori commerciali locali, da più efficienti soluzioni
organizzative, da nuove forme di promozione dell’offerta, da più efficaci e fantasiose
strategie comunicative. Si tratta di sviluppare i modi che consentono di far
corrispondere l’offerta alla domanda mettendo in atto le forme più adatte a
raggiungere il pubblico e a dialogare con esso. L’impresa che opera nella distribuzione
non può considerarsi un soggetto chiuso e passivo, ma la parte di un sistema che
interagisce in modo dinamico, attivo e aperto con l’ambiente esterno. Un punto di
debolezza per molte imprese commerciali urbane, è dato dalle ridotte dimensioni e
dalle difficoltà a reperire adeguate risorse per lo sviluppo. Per questo motivo è
importante la capacità di creare sinergie ed integrazioni con altre imprese per
sfruttare al meglio i vantaggi che ne derivano. Un ruolo fondamentale è ricoperto dalle
associazioni dettaglianti del centro storico ed anche di singole strade, in grado di
mettere in atto iniziative volte a valorizzare al meglio le risorse a disposizione.
L’azione comunicativa comune deve essere rivolta ad attirare la curiosità e l’attenzione
del pubblico, a suscitare il desiderio di visitare una certa zona o strada, a favorire
l’abitudine alla frequentazione, stabile nel tempo, di quella zona o strada, per gli
acquisti. Il marketing urbano è definito da alcuni studiosi come “L’insieme dei valori
tangibili ed intangibili, quali gli abitanti, la cultura, il retaggio storico, il patrimonio
urbanistico ed artistico, le infrastrutture, la localizzazione e ogni altro genere di
situazione tale da accrescere il valore complessivo dei vari elementi”.
I principali obiettivi del marketing urbano-territoriale sono:

attrarre nuovi investimenti nell’area;

mantenere il tessuto di imprese (sia industriali che dei servizi legati
all’industria) presenti sul territorio, rafforzando le ragioni di convenienza che a
suo tempo influenzarono la loro scelta dell’area (con particolare cura delle
imprese o delle attività in difficoltà);

aiutare la fuoriuscita delle imprese o delle attività non più in linea con il profilo
dell’area e i suoi obiettivi d’attrazione;

promuovere, con estrema cura nella scelta dei canali e degli strumenti,
un’immagine favorevole dell’area presso il gruppo di investitori potenziali
prescelti (segmento di mercato) e se possibile a livello globale, evitando di
perseguire obiettivi comunicazionali e promozionali generici e contraddittori.
I poli commerciali sono quelle entità che presentano una capacità di attrazione
specifica nei confronti dei consumatori generando flussi di visitatori. Per raggiungere
gli obiettivi dell’analisi, è necessario considerare anche realtà commerciali collocate
all’esterno dell’area delimitata (centri commerciali), nella misura in cui queste si
propongono quali poli di attrazione concorrenti al centro storico.
583
Ciascun negozio esercita una diversa attrattiva presso la clientela, in quanto l’attività
del commerciante consiste, innanzitutto, nel concepire una proposta commerciale il
più possibile allettante ed originale attraverso diversi mezzi. In tal modo, il
commerciante può stimolare il desiderio di una parte dei consumatori ad acquistare
nel suo negozio, il che modificherà la configurazione dell’area commerciale del negozio
stesso e, conseguentemente, quella del centro storico.
“Concetto chiave del marketing è il concetto di posizionamento”. Esso è l’insieme delle
azioni atte a definire le peculiarità del prodotto e a sviluppare azioni di marketing
consone alla sua valorizzazione. Il posizionamento per i centri storici è complesso.
Innanzitutto il commercio non deve essere visto come singolo ma come insieme di
formule commerciali in simbiosi tra loro, poiché, nella mente dei consumatori la
percezione dell’offerta commerciale è connessa alla percezione del centro storico che
la contiene. Inoltre, si opera già su una realtà “posizionata” in un certo modo nella
mente dei frequentatori.
La scelta delle strategie di posizionamento deriva dalle caratteristiche della zona
commerciale, del tipo d’impresa esistenti, della presenza di poli di attrazione, dalla
concorrenza e dalle abitudini dei clienti. Esistono tre principali strategie:
1. Posizionamento sul prezzo: tale strategia può presentare due modalità.
La prima punta su un’offerta esclusiva della via o piazza, proponendo una
peculiarità qualitativa superiore; la seconda su un concetto di
convenienza oggi in rapida evoluzione.
2. La specializzazione: in questo caso si attua una specifica identità
commerciale della via incentrata in una similare tipologia merceologica.
La differenziazione dell’offerta quindi avviene su altre leve come prezzi,
servizi offerti, marche trattate, etc.
3. “La differenziazione: si determina quando le imprese presentano
un’offerta differenziata dal punto di vista dell’assortimento o della
formula di vendita”. Tale strategia si basa sulla complementarità dei
prodotti messi in vendita.
Gli obiettivi di valorizzazione dell’area urbana dipendono dalle scelte attuate da
soggetti ed enti sia privati che pubblici.
Una prima scelta riguarda la merce, in particolare la definizione dell’assortimento,
delle marche, in modo da approfondire l’offerta commerciale. Vi sono alcuni studiosi
che sostengono che “il marketing è soprattutto un’attività comunicativa”. Tutte le fasi
analitiche e di pianificazione di un progetto di marketing sono infatti finalizzate a
istituire una comunicazione efficace con i consumatori. Nell’analisi del processo
comunicativo bisogna tenere presente: chi comunica? Che cosa? A chi? Con quali
mezzi? Con quali effetti?
Un concetto importante è che si comunica sempre in modo consapevole, attraverso
parole e gesti e ciò accade anche per quanto concerne le imprese commerciali; si
comunica con la clientela in diversi modi: con la presenza sul mercato, col tipo di
servizi offerti, con le caratteristiche del punto vendita, etc. Lo scopo della
comunicazione è condizionare e orientare in una determinata direzione le scelte di
acquisto dei consumatori, attraverso il prodotto offerto, scegliendo specifici canali di
comunicazioni efficaci in base ai soggetti a cui è rivolta.
584
L’esigenza della comunicazione è radicata nell’attività commerciale ed è, oggi, più
urgente e necessaria in base ai mutamenti nei comportamenti d’acquisto come
l’elevata mobilità del consumatore, introduzione di nuovi modelli di consumo quindi
attività motivata non solo da motivi strumentali ed utilitari ma anche da motivi
espressivi che portano l’attività di acquisto sul terreno del divertimento e del tempo
libero. Inoltre importante è anche la concorrenza, in quanto i grandi magazzini, i
supermercati e i centri commerciali creano precise strategie di marketing disponendo
di notevoli mezzi economici che invece non sono a disposizione dei singoli
commercianti, ecco perché bisogna valorizzare lo strumento associativo e realizzare
strategie di comunicazione con seri professionisti.
Una ampia visione del processo di rinnovamento dei centri storici non può prescindere
dalla presentazione della metodologia da utilizzare per raggiungere gli obiettivi della
valorizzazione del commercio nei centri urbani.
È necessario fornire una guida alla lettura della complessità che caratterizza la
presenza delle attività collettive nel centro storico e ciò non solo a fine culturale, ma
soprattutto operativo. In molte occasioni è stato preso in considerazione l’obiettivo di
rivitalizzare lo spazio urbano collettivo, ma quasi sempre con una visione troppo
limitata e disorganizzata del problema.
La disponibilità di una metodologia specifica consente al Marketing Urbano di
assumere il ruolo di strumento per l’organicità di interventi.
L’operatore commerciale deve correntemente risolvere problemi di varia natura che gli
consentano di incrementare, con profitto, le proprie vendite. Si può dire che tutta
l’attività che egli svolge si compendi in un complesso armonico di decisioni e di scelte
intese a risolvere appunto questi problemi.
A tal scopo egli fa ricorso alla esperienza sua ed altrui, alla tradizione, alla
consuetudine, alla logica, all’analogia, all’imitazione, alle supposizioni, alle previsioni,
alla sua capacità professionale, a quello che comunemente si definisce “intuito”. Anche
un piccolo operatore che progetti le proprie attività commerciali certamente si
occuperà di svolgere delle indagini: cercherà di individuare le vie più frequentate, farà
un calcolo, sia pure approssimativo, dei nuclei familiari che risiedono in quella che egli
considera la sua area di mercato, tenterà di ottenere informazioni sulla condizione
economica degli abitanti della zona, osserverà le loro abitudini. Individualizzerà la
categoria sociale a cui appartengono, analizzerà l’attività dei presumibili operatori
concorrenti ai fini, tra l’altro, di una valutazione del loro volume di vendita, è così via.
L’operatore compirà, cioè, una vera è propria ricerca di mercato, ma la effettuerà in
modo disorganico senza poter ricorrere a strumenti scientifici. Ed in questo sta la
differenza con le attuali procedure metodologiche di marketing urbano che sono in
grado di considerare un numero elevato di operatori commerciali e di situazioni
particolari, oltre che di elaborare le strategie di promozione delle attività legate alla
distribuzione commerciale e di servizio localizzate nella medesima zona della città.
Un piano di marketing urbano si svolge, normalmente, in quattro fasi principali:
1. “La prima è un’analisi (detta anche autoanalisi) della situazione delle
imprese dettaglianti. Da questa analisi devono emergere le esigenze e
gli obiettivi che esse si pongono e le strategie che attuano.
2. La seconda fase è costituita dall’analisi commerciale del centro storico
e comprende:
585

la delimitazione dell’area oggetto di indagine;

l’identificazione
commerciali;

la misurazione della vocazione commerciale dell’area.
3. La terza fase
precisamente:
della
riguarda
localizzazione
l’analisi
del

l’urbanistica;

le condizioni di agibilità della zona.
dei
contesto
principali
urbano
poli
e
più
4. L’ultima fase è costituita dall’analisi della clientela. Essa è riferita a:

i flussi pedonali;

i comportamenti e le aspettative della clientela”.
La prima fase necessaria per la definizione di un piano di marketing è costituita
dall’analisi delle imprese dettaglianti che rappresentano i soggetti più direttamente
implicati nel progetto di rivitalizzazione commerciale dei centri storici. Occorre infatti
chiarire, innanzitutto, quali siano le necessità e le esigenze di queste aziende, come
interpretino la loro situazione individuale e collettiva, quali strategie stiano
perseguendo, quale sia la loro disponibilità ad impegnarsi in progetti comuni.
Per l’analisi della situazione di una singola impresa commerciale si può ricorrere a
strumenti di indagine quali le interviste ai gestori, al personale dipendente oltreché
l’osservazione in loco dei comportamenti del personale e della clientela e le loro
modalità di interazione. Quando il numero dei negozi è consistente, e nel caso del
marketing urbano possono essere oggetto di studio anche oltre un centinaio di punti
vendita, come nel caso di Corato, l’intervista con questionario rappresenta lo
strumento di indagine ideale. Essa consiste in una serie di domande di solito
standardizzate nella forma, così da non lasciare libertà all’intervistatore,
eventualmente “aperte” al fine di permettere all’intervistato di esprimere liberamente
problemi, giudizio e punti di vista personali.
La pratica conosce tre principali tipi di intervista che presuppongono l’uso di
appropriati questionari:
a. l’intervista “postale”, caratterizzata dall’invio del questionario ai punti
di vendita prescelti a mezzo posta e dalla restituzione, a compilazione
avvenuta, per la stessa via;
b. l’intervista “personale”, caratterizzata dalla visita dell’intervistatore al
punto vendita per raccogliere direttamente le risposte;
c. l’intervista “telefonica”, nella quale l’intervistatore
direttamente le risposte, a mezzo telefono.
raccoglie
Il questionario può raggiungere il massimo numero di domande e la maggiore
sofisticazione nell’intervista personale per l’ovvio motivo che il colloquio con
l’intervistatore consente di utilizzare più tempo e di chiarire dubbi di interpretazione
delle domande.
586
I contenuti di fondo di un questionario da adottare in questa prima fase di
realizzazione del piano di marketing urbano sono quattro;
1) Esso deve contenere una serie di informazioni generali sulle
caratteristiche delle aziende con riferimento alle merceologie trattate, alla
forma societaria, al periodo di attività, alle dimensioni aziendali, al
numero di addetti, all’appartenenza a catene di negozi, etc.
2) Le strategie delle singole aziende sono l’oggetto di una seconda serie di
domande. Le informazioni richieste riguardano il posizionamento e la
definizione del principale segmento di clientela (target primario), i
problemi che derivano dalla concorrenza cui l’azienda è sottoposta
direttamente e quelli che interessano il settore di appartenenza, i mezzi
utilizzati per comunicare con la clientela, le forme di promozione e di
pubblicità. Quest’analisi delle offerte e delle strategie individuali
permette, innanzitutto, di verificare la cultura di marketing dei singoli
operatori. È importante individuare la disponibilità all’innovazione o se,
invece, è utile conoscere le strategie di vendita individuali per poterle
integrare con l’azione collettiva, in modo tale che la promozione della
zona coincida il più possibile con le aspettative dei singoli commercianti.
3) Una parte significativa del questionario è destinata a verificare quali
azioni di marketing incontrino la maggior disponibilità da parte degli
operatori: per esempio, l’introduzione di moderne forme di pagamento,
l’offerta di nuovi servizi alla clientela (come la consegna a domicilio), la
differenziazione ed il prolungamento degli orari di apertura, gli interventi
sulla struttura dei negozi e l’esposizione dei prodotti, l’azione sui prezzi,
le iniziative di miglioramento dell’arredo urbano e quelle promozionali e
pubblicitarie in comune con gli altri commercianti della zona. Il
questionario può prevedere “domande aperte” che si propongano di
approfondire le opinioni dei commercianti sull’innovazione dei servizi e
che permettano di offrire un contributo all’identificazione di altri
interventi. Questi aspetti coinvolgono attivamente i commercianti nella
definizione delle linee di intervento e nell’ideazione degli strumenti più
adatti per la riqualificazione dell’offerta commerciale della zona.
4) Nell’ultima parte del questionario è richiesto agli stessi commercianti di
valutare l’offerta commerciale della loro zona. Questo aspetto è rilevante
in quanto permette di confrontare le aspettative delle imprese con le
valutazioni della clientela e consente, inoltre, l’identificazione dei punti di
forza dell’offerta commerciale della zona, ma anche gli aspetti sui quali
intervenire con maggiore decisione.
La seconda fase operativa del piano di marketing urbano si concretizza nell’analisi
della realtà commerciale del centro storico, in questo caso, di Corato.
In particolare, si tratta di delimitare l’area oggetto di indagine per procedere
successivamente all’identificazione dei principali poli commerciali e alla misurazione
della vocazione commerciale dell’area. Nel corso dell’analisi ci si può avvalere di
visualizzazioni cartografiche o tabellari per poter favorire una comprensione dei dati
più immediata e chiara. In relazione agli obiettivi del piano di marketing urbano, l’area
può essere costituita dall’intero centro storico oppure essere circoscritta ad una
singola strada.
587
Figura 9 - Corato: negozi nel centro storico
588
Figura 10 - Strada centrale di Corato con addobbi
natalizi
Le caratteristiche del bacino di utenza
È estremamente difficile definire i bacini di utenza ed è possibile farlo solo con un
certo grado di precisione. Le rilevazioni dei bacini possono essere classificate sia
quantitativamente sia qualitativamente. Le indagini quantitative si basano sulle
informazioni numeriche del tipo demografico e cioè le caratteristiche della
popolazione, il potere d’acquisto, le distanze, i tempi di viaggio e il grado di
accessibilità. Le indagini qualitative interessano fattori che influenzano il
comportamento d’acquisto, come ad esempio, le caratteristiche del centro, l’insieme
dei negozi, la disponibilità di altri servizi e di parcheggi e l’adeguatezza del trasporto
pubblico. Il bacino di utenza di un centro storico può essere definito come la zona
geografica dalla quale provengono i potenziali clienti delle attività economiche del
suddetto centro.
Figura 11 - Una strada del centro storico di Corato
589
Per acquisire una conoscenza delle caratteristiche demografiche e socio-economiche di
questo è innanzitutto necessaria una sua delimitazione. La dimensione e la forma di
quest’area vengono determinate da una varietà di fattori che influiscono sulla
disponibilità dei consumatori a sostenere i costi dello spostamento necessari ad
accedere al centro città.
Tra i più importanti fattori ricorderemo le caratteristiche commerciali dei negozi, la
loro dimensione, e localizzazione, i mezzi di trasporto pubblici, le barriere fisiche al
traffico.
Più un centro storico è esteso, maggiore è la sua area d’attrazione poiché
normalmente le dimensioni di un centro urbano sono in relazione con l’ammontare e la
varietà dei beni e dei servizi forniti ai consumatori. Nel tentativo di individuare un
potenziale bacino di utenza per il centro storico occorre valutare i seguenti fattori:

la struttura della popolazione, comprendente l’età e gli schemi familiari;

la situazione finanziaria familiare che riflette la natura socio-economica
del bacino di utenza;

la natura delle infrastrutture dell’area, in particolare la qualità della rete
stradale;

i trasporti pubblici;

l’incidenza del possesso di automobili nell’area considerata;

l’offerta di parcheggi presente nell’area.
Figura 12 - Centro storico di Corato
590
Vocazione e densità commerciale
Per ottenere un quadro più specifico rispetto alla vocazione commerciale di un’area, si
procede a un’analisi volta ad identificare il tipo di offerta commerciale, le merceologie
e le formule commerciali caratterizzanti. Per quanto concerne la densità, bisogna
innanzitutto effettuare una rilevazione delle attività commerciali attraverso un’unità
topografica di una singola strada o piazza, per permettere successive analisi riferite a
sub aree.
Tabella 1 - Rilevazione degli esercizi commerciali esistenti in alcune strade
del centro storico
di
Figura 13 - Cartina centro storico di Corato
Denominazione
vie
Corato
A
B
C
D
E
Tot
Duomo
6
20
7
3
22
58
Roma
8
5
4
4
11
32
P.zza Sedile
3
2
1
2
11
19
P.zza Di Vagno
7
0
0
0
8
15
591
San Benedetto
3
0
0
1
6
10
Aldo Moro
8
5
1
10
15
39
Totale
35
32
13
20
73
173
Legenda:
A = alimenti; B = beni per la persona; C = beni per la casa; D = altri esercizi
commerciali; E = altri affacci (uffici, abitazioni, vetrine vuote, ecc..)
La seconda fase dell’analisi della densità consiste nella costruzione dell’indice di
densità commerciale che misura il peso del fenomeno commerciale in rapporto alla
realtà totale delle singole unità topografiche. L’indice è dato da due rapporti:
A. Rapporto tra il numero di ingressi (N) e/o di affacci (A) degli esercizi
commerciali (C) e la lunghezza (L) della via
B. Rapporto tra il numero delle unità commerciali (C) e il numero totale
di ingressi e/o affacci
L’analisi del contesto urbano
Gli elementi urbanistici del centro storico di Corato esercita un’importante influenza
sull’attività del commercio. Nel progetto di marketing urbano è quindi presente una
loro particolareggiata analisi (analisi urbanistica) che, nel suo insieme, permetta una
lettura complessiva ed efficace delle relazioni intercorrenti tra la struttura funzionale
urbana e l’offerta commerciale.
“Le fasi operative dell’analisi urbanistica sono:
1. il reperimento di dati relativi all’assetto della viabilità, alle zone
pedonali, alle modalità di accesso e alla localizzazione dei
parcheggi;
2. l’elaborazione dati e la costruzione di cartine tematiche;
3. l’analisi dell’arredo urbano”.
Nella prima fase le informazioni da assumere riguardano in particolare: la cartografia
dei sensi unici e della viabilità, la localizzazione ed il numero dei parcheggi, la
regolamentazione delle zone pedonali e a traffico limitato, i percorsi e le fermate delle
linee dei mezzi pubblici, la localizzazione dei mercati su aree pubbliche e gli interventi
di illuminazione e di arredo urbano. Le fonti alle quali fare riferimento sono
rappresentate dai vari assessorati comunali (all’urbanistica, edilizia pubblica, trasporti,
etc.) e dalle aziende municipalizzate per i trasporti e per l’igiene urbana.
592
Nell’ambito della seconda fase di elaborazione vengono costruite cartine tematiche per
visualizzare le condizioni e i vincoli esistenti. In particolare saranno evidenziate: aree
pedonali, parcheggi, viabilità e percorsi dei trasporti pubblici. In funzione delle
caratteristiche del centro storico possono essere riportate anche le zone uffici e le aree
monumentali e turistiche, in quanto costituiscono importanti nodi nei flussi pedonali.
La cartografia che si ottiene può essere confrontata in modo proficuo con quella
rappresentante i poli e le aree commerciali, per una totalità del fenomeno
commerciale nella realtà cittadina.
La terza fase è l’analisi dell’arredo urbano che viene scomposto in elementi di ambito
pubblico e privato (quinte edilizie). Tra i primi vengono osservati la struttura della
pavimentazione stradale e dei marciapiedi (asfalto, acciottolato, granito, etc.), il tipo
di illuminazione (sospesa, neon, a muro, etc.) e le componenti d’arredo (fioriere,
fontane, cestini portarifiuti, etc.). Tra i secondi ritroviamo i rapporti cromatici,
eventuali interventi di ripristino, la presenza di impalcature, la rilevanza storica o lo
stato di degrado.
Effettuata l’analisi urbanistica, l’attenzione va posta alle condizioni di “agibilità del
centro storico”. Occorre reperire i dati sulla viabilità, la localizzazione dei parcheggi, le
aree pedonali, il grado di utilizzo dei parcheggi, i flussi veicolari, l’utilizzo dei trasporti
pubblici. L’analisi della localizzazione delle aree adibite a parcheggio è fondamentale
per valutare l’accessibilità di una determinata zona del centro storico. Le informazioni
sugli orari di apertura e sul numero dei posti auto disponibili in ciascun parcheggio,
sono le più utili e possono essere utilizzate in diversi modi.

È possibile stabilire l’indice di ricettività dei parcheggi delle singole
zone del centro storico. Esso è il risultato del rapporto tra il
numero di posti auto della zona considerata (PZ) e il numero
complessivo dei posti auto del centro storico (PT) = PZ/PT

Per valutare la disponibilità relativa di posti auto per il commercio,
si può creare un rapporto tra il numero di posti auto della zona
considerata (PZ) e il numero (C) o la superficie dei negozi della
zona (SC) = PZ/C PZ/SC

È possibile, inoltre, valutare quanto dell’utilizzo dei parcheggi è
riconducibile al commercio. Per questo bisogna confrontare il grado
di utilizzo dei parcheggi in un giorno di apertura dei negozi e quello
nel giorno di chiusura infrasettimanale e nella giornata di sabato,
in cui sono può significativi i fenomeni di shopping.
L’analisi della clientela
L’ultima fase operativa del piano di marketing è costituita dall’”analisi della clientela”.
Essa si riferisce allo studio dei fenomeni riguardanti i flussi pedonali, i comportamenti,
le percezioni e la soddisfazione dei frequentatori del centro storico.
Per l’analisi dei flussi pedonali è opportuno scegliere dei punti di rilevazione. Si tratta
di individuare dei “punti nodali della’area, stabiliti in base alla specifica configurazione
della zona considerata”. La prima fase dell’indagine sulla clientela deve essere rivolta
ad analizzare, in modo obiettivo, il comportamento di quest’ultima in termini di scelta
del percorso pedonale. È importante scegliere punti situati nelle zone di accesso sia
593
nel cuore del centro storico al fine di ottenere informazioni il più possibile complete. I
momenti di rilevazione dei flussi, in termini di giornate ed orari, possono coincidere,
per un utile confronto, con quelli in cui è stata effettuata l’analisi del grado di utilizzo
dei parcheggi.
Figura 14 - Rilevazione dei flussi pedonali in una strada del centro storico di
Corato
L’analisi dei comportamenti e delle percezioni
Per tracciare la fisionomia della domanda che si rivolge agli esercizi commerciali del
centro storico è necessario interrogare i diretti interessati, cioè i clienti e i
frequentatori della zona considerata. Quest’analisi è importante per tre motivi:
1. “permette di conoscere chi è il frequentatore del centro storico e il
peso che occupa la motivazione di acquisto tra le cause delle
presenza in centro;
2. fa emergere la valutazione che i frequentatori del centro storico
danno dell’offerta commerciale e, più in generale, del contesto
urbano in cui questa si inserisce;
3. consente di confrontare i risultati delle analisi di tipo obiettivo con il
punto di vista del consumatore”.
L’indagine va impostata riferendosi ai clienti acquisiti e potenziali. La maggior
difficoltà, a questo proposito, appare costituita dalla “volatilità” del concetto di
clientela potenziale che consiste nel considerare come clienti potenziali i frequentatori
del centro storico, cioè i passanti, quali siano i motivi della loro presenza sul posto.
Per quanto riguarda le tecniche d’indagine, la più efficace ed economica per conoscere
comportamenti ed atteggiamenti di un campione quantitativamente significativo è
l’intervista con questionario a domande “chiuse”, in cui l’intervistato può rispondere
scegliendo tra una gamma di possibilità già definite. Importanti informazioni di tipo
594
qualitativo, possono esse fornite anche da altre tecniche di analisi, come
l’osservazione obiettiva dei comportamenti di passanti e clienti. Le interviste devono
essere realizzate nelle strade e nelle piazze nei medesimi orari e giorni della settimana
in cui sono state effettuate le rilevazioni dei flussi pedonali. È opportuno che le
interviste avvengano in condizioni e periodi normali e rappresentativi degli andamenti
medi nel corso dell’anno.
Il questionario sarà presentato e compilato da un intervistatore e la sua costruzione
dovrà tenere conto delle particolari condizioni in cui viene effettuata l’intervista (per
strada, in piedi e con disponibilità limitata di attenzione e tempo da parte
dell’intervistato). I principali temi che costituiscono la struttura portante del
questionario sono:

“chi è” il frequentatore del centro storico;

perché lo frequenta;

con quali mezzi vi è giunto e attraverso quale percorso;

quale “percezione/valutazione” ha dell’offerta commerciale e
del complessivo ambiente urbano.
La percezione del centro storico
Il questionario per l’indagine statistica sui frequentatori del
centro storico del comune di corato
Per comprendere il modo in cui viene percepito e vissuto il centro storico di Corato è
stato realizzato un questionario che è stato somministrato nel periodo di marzo
dicembre 2012 ad un campione casuale di 932 individui, tra cui frequentatori,
residenti e abitanti di comuni limitrofi.
L’indagine si configura come un test di mercato mirato a:
 conoscere le caratteristiche dei frequentatori del centro storico ed il peso che
occupa l’acquisto come motivazione della loro presenza in centro;
 comprendere le valutazioni qualitative e percettive che i frequentatori del centro
storico danno dell’offerta commerciale e del contesto urbano in cui questa si
inserisce;
 confrontare i risultati delle rilevazioni fatte in loco con il punto di vista dei
consumatori.
La preparazione del questionario è stata un momento molto delicato, poiché era
necessario che le domande fossero ben strutturate e non dessero adito ad ambiguità
per consentire una raccolta d'informazioni coerenti. Inoltre, il linguaggio doveva
essere semplice e comprensibile a tutti gli intervistati.
Il questionario è stato realizzato seguendo alcune fasi: scelta delle aree di contenuto,
definizione dei contenuti di ogni singola area e formulazione delle relative domande,
sistemazione delle domande in un ordine adeguato e uso del pre-test per apportare
eventuali modifiche.
Segue il modello del questionario che è stato somministrato.
595
QUESTIONARIO DI STUDIO SULLA QUALITÀ DEL CENTRO STORICO DI
CORATO
La riscoperta del cuore urbano della città come ambiente di pregio per la socialità
collettiva ha rilanciato il tema della valorizzazione di quelle attività dei centri storici
che sono strettamente correlate con il suo uso sociale e il rafforzamento dell’identità
economica e socio-culturale del paese.
Il presente questionario fa parte di una ricerca tesa ad indagare i bisogni e le modalità
di fruizione del centro storico, al fine di poter delineare ipotesi d'intervento e
riqualificazione urbana. La prego di compilarlo in ogni sua parte e La ringrazio per il
tempo e l’impegno che vorrà dedicarmi.
I dati rilevati saranno utilizzati solo per scopi scientifico-statistici.
I Parte : Dati socio-anagrafici
Sesso
Maschio
Femmina
Età
Da 15 a 24 anni
Da 25 a 44 anni
Da 45 a 64 anni
Oltre i 64
Professione
Studente
Casalinga
Impiegato
Militare
Libero Professionista
Commercio/Servizi
Operaio
Artigiano
Pensionato
Disoccupato
Altro specificare…………)
Dove abita?
Nel centro storico
Al di fuori del centro storico
In periferia
In una frazione del comune/campagna
In un altro comune (specificare.……..………)
596
II Parte : Accessibilità e sosta
Quale mezzo utilizza per recarsi nel centro storico?
A piedi
Bicicletta
Moto
Automobile
Autobus
Altro
Quali problemi legati al parcheggio incontra quando deve recarsi nel
centro storico? (È possibile dare più di una risposta).
Condizioni scadenti dei parcheggi
Parcheggio troppo lontano
Insufficienza di posti
Mancanza di parcheggi con disco orario
Nessuno
Pensa che ripristinare i parcheggi a pagamento possa agevolare la ricerca
di posti liberi?
Sì
No
597
III Parte : Motivi di frequentazione dell’area d’interesse
Per quale motivo solitamente si reca nel centro storico? (È possibile dare più
di una risposta).
Per vedere le vetrine/ fare un giro
Per fare acquisti nei negozi
Per andare al bar/ristorante/pizzeria
Per andare in banca/uffici vari
Per lavoro
Per studio
Vi abito
Altro
Frequenta il centro storico anche di sera? (Se no, passare alla domanda
numero 11).
Sì
No
Se sì, di quali aspetti dell’offerta usufruisce? (È possibile dare più di una
risposta).
Pizzeria /Ristorante/Pub
Bar
Cinema
Teatro
Eventi e manifestazioni
Passeggiata
Altro
598
IV Parte : Abitudini di acquisto
Ogni quanto acquista nel centro storico a Corato?
Ogni giorno
2-3 volte a settimana
1 volta a settimana
Almeno una volta al mese
Più raramente
Mai
Quali prodotti acquista solitamente nel centro storico? (È possibile dare più
di una risposta).
Abbigliamento/intimo
/merceria
Calzature/pelletteria
Articoli sportivi
Alimentari/prodotti tipici
Bar/bevande
Giornali/riviste
Libri e musica
Cartoleria/giocattoli
Gioielleria/orologi
Regali/oggettistica
Casalinghi/arredo casa
Foto/ottica
Elettronica
Ferramenta
Nessuno
Fa acquisti anche nei Centri Commerciali?
Sì
No
Se sì, ogni quanto? (Se no, passare alla domanda numero 17)
Almeno 1 volta a settimana
2-3 volte al mese
1 volta al mese
Più raramente
Cosa compra nei Centri Commerciali? (È possibile dare più di una risposta).
Abbigliamento/intimo
/merceria
Calzature/pelletteria
Articoli sportivi
599
Alimentari/prodotti tipici
Giornali/riviste
Libri e musica
Cartoleria/giocattoli
Farmaci
Profumeria
Gioielleria/orologi
Regali/oggettistica
Piante e fiori
Casalinghi/arredo casa
Foto/ottica
Elettronica
Ferramenta
Prodotti per animali
V Parte : Percezione e valutazione della rete commerciale
Esprima un giudizio di valore per ciascun aspetto della rete commerciale
del centro storico. (Barrare una sola casella per ciascuna voce indicata).
Scarso
Sufficiente
Buono
Qualità negozi
Gamma di scelta per gli
acquisti
Convenienza negozi
Competenza/cortesia del
personale
Flessibilità degli orari dei
negozi/locali
Allestimento vetrine
Quale di questi interventi ritiene necessario per valorizzare la rete
commerciale del centro storico? (È possibile dare più di una risposta).
Più varietà di scelta per acquisti
Più flessibilità orari negozi/locali
Prezzi più competitivi
Più promozioni nei negozi
Maggiore cortesia
Più attività culturali
Manifestazioni più numerose
Più informazione/comunicazione
600
VI Parte : Percezione e valutazione dell’aspetto urbano
Esprima un giudizio di valore per ciascun aspetto del decoro urbano del
centro storico. (Barrare una sola casella per ciascuna voce indicata).
Molto
negativo
Negativo
Positivo
Molto
positivo
Gradevolezza dell’ambiente urbano
Pulizia delle strade
Manutenzione delle strade
Presenza di parcheggi
Presenza di spazi di verde pubblico
Manutenzione degli spazi verdi
Presenza di panchine
Illuminazione pubblica
Sicurezza nelle strade
Manutenzione rete fognaria
Stato di inquinamento dell’aria
Presenza di servizi igienici pubblici
Segnaletica di monumenti, musei,
opere d’arte e simili
Proposte culturali/manifestazioni
Segnaletica di uffici e servizi
pubblici
Quale di questi interventi ritiene necessario per valorizzare l'aspetto
urbano del centro storico? (È possibile dare più di una risposta).
Più parcheggi
Più aree verdi
Più pulizia
Migliore arredo urbano
Ristrutturazione degli edifici
Migliori aree pedonali
/marciapiedi/strade
Miglior illuminazione
Migliore segnaletica
/accessibilità al centro
Più sicurezza
Meno traffico
601
VII Parte : Animazione e vitalità urbana
Esprima un giudizio di valore per indicare l’importanza che attribuisce a
ciascun fattore per la rivitalizzazione del centro storico. (Barrare una sola
casella per ciascuna voce indicata).
Non
importante
Poco
importante
Importante
Molto
importante
Biblioteca
Musei/pinacoteca
Chiese e
monumenti
Teatro
Pub e locali di
svago/spettacolo
Bar
Pizzerie/ristoranti
Circoli e centri di
vita sociale
Centri e servizi di
informazione
Concerti all’aperto
Mostre all’aperto
Animazione per
strada
Mercatini
tipici/sagre
Feste e rievocazioni
storiche
Piccoli spettacoli
Notti bianche
Eventi culturali
Pensa che sarebbe utile se il Comune acquisisse problematiche e idee di
valorizzazione del centro storico direttamente dalla popolazione, come è
stato fatto con questa scheda?
Per niente
Poco
Molto
602
I Risultati dell’indagine
Dati socio-anagrafici
Per quanto riguarda le caratteristiche del campione intervistato, ci troviamo in una
situazione di netto vantaggio numerico degli uomini che sono 451 (52,3%),contro le
donne che ne rappresentano 411 (47,7%).
Tab. 1 Sesso degli intervistati.
Sesso degli intervistati
Maschi
Femmine
451
411
Numero totale
degli
intervistati
862
Grafico 15
SESSO DEL CAMPIONE INTERVISTATO
53,0
52,3
52,0
51,0
50,0
49,0
47,7
48,0
47,0
46,0
45,0
Maschi
Femmine
603
La fascia d’età più rappresentata è quella di chi ha dai 45 ai 64 anni che ammontano a
345 (40%) seguita da quella degli adulti, dai 25 ai 44 anni con 234 (27,1%).
Tab. 2 Fasce d'età degli intervistati.
N° risposte
Da 15 a 24
anni
134
Da 25 a 44
anni
234
Da 45 a 64
anni
345
Oltre i 64
anni
149
Grafico 16
CLASSI DI ETA' DEL CAMPIONE INTERVISTATO (Valori in %)
45,0
40,0
40,0
35,0
30,0
27,1
25,0
20,0
17,3
15,5
15,0
10,0
5,0
0,0
Da 15 a 24 anni
Da 25 a 44 anni
Da 45 a 64 anni
Oltre i 64 anni
604
Relativamente alla professione degli intervistati, il campione è costituito da pensionati
con 166 che rappresentano il 19,3%, seguito dagli operatori commerciali con l’11,4%.
Tab. 3 Professione degli intervistati.
Libero
Commercio/Servizi Operaio Artigiano Pensionato Disoccupato Altro
Professionista
78
98
67
69
166
51
28
Studente Casalinga Impiegato Militare
81
93
91
40
Grafico 17
PROFESSIONE DEL CAMPIONE INTERVISTATO (VALORI IN %)
3,2
Altro
5,9
Disoccupato
19,3
Pensionato
8,0
Artigiano
7,8
Operaio
11,4
Commercio/Servizi
9,0
Libero Professionista
4,6
Militare
10,6
Impiegato
10,8
Casalinga
9,4
Studente
0,0
5,0
10,0
15,0
20,0
25,0
Provenienza del campione
Per quanto riguarda la provenienza degli intervistati, il 26,7% proviene al di fuori del
centro storico ed il 25,8 % dalla periferia.
Tab. 4 Provenienza degli intervistati.
N°
risposte
Nel
centro
Storico
Al di
fuori del
centro
storico
In
periferia
In una frazione del
comune/Campagna
In un
altro
Comune
198
230
222
145
67
605
Grafico 18
PROVENIENZA DEGLI INTERVISTATI
(Valori in%)
30,0
26,7
25,0
25,8
23,0
20,0
16,8
15,0
10,0
7,8
5,0
0,0
Nel centro Storico
Al di fuori del centro
storico
In periferia
In una frazione del
comune/Campagna
In un altro Comune
606
Accessibilità e sosta
Inerente al tema della provenienza è quello legato all’accessibilità ed alla sosta nel
centro storico. La maggior parte degli intervistati (38,7%) ha dichiarato di andare in
centro a piedi, seguono con il 29,2% coloro che utilizzano l’automobile ed il 14%
usano la moto.
Tab. 5 Mezzi utilizzati per recarsi nel centro storico.
A
piedi
N°
risposte
Bicicletta Moto Automobile Autobus Altro
334
99
121
252
49
7
Grafico 19
QUALE MEZZO UTILIZZA PER RECARSI NEL CENTRO STORICO?
(Valori in %)
45,0
40,0
38,7
35,0
29,2
30,0
25,0
20,0
14,0
15,0
11,5
10,0
5,7
5,0
0,8
0,0
A piedi
Bicicletta
Moto
Automobile
Autobus
Altro
Per quanto riguarda, invece, le problematiche relative al parcheggio, emerge con forza
un’insufficienza di posti (29,5%), seguono con il 25,8% coloro che lamentano
parcheggi troppo lontani ed il 18% mancanza di parcheggi senza disco orario.
607
Tab. 6 Problematiche relative al parcheggio.
N°
risposte
Condizioni
scadenti
dei
parcheggi
Parcheggi
o troppo
lontano
Insufficien
za di posti
98
222
254
Mancanza
di
parcheggi
con disco
orario
155
Nessun
o
Non
rispond
e
87
46
Grafico 20
QUALI PROBLEMI LEGATI AL PARCHEGGIO INCONTRA QUANDO DEVE RECARSI NEL CENTRO
STORICO?
(Valori in %)
35,0
29,5
30,0
25,8
25,0
20,0
18,0
15,0
11,4
10,1
10,0
5,3
5,0
0,0
Condizioni
scadenti dei
parcheggi
Parcheggio troppo
lontano
Insufficienza di
posti
Mancanza di
parcheggi con
disco orario
Nessuno
Non risponde
608
Motivi di frequentazione dell’area d’interesse
In riferimento alle motivazioni che inducono gli intervistati a frequentare il centro
storico (Graf.21), la percentuale più rilevante è quella di chi dichiara di recarvisi per
vedere le vetrine o fare un giro (23,1%), seguita dal 16,7% da coloro che abitano nel
centro storico. Con l’11,7% abbiamo coloro che fanno acquisti nei negozi,seguono con
l’11,3 % coloro che frequentano il centro storico per andare ad un bar, ristorante o
pizzeria. Il 10,3% rappresentano colori che frequentano il centro storico per andare in
banca o altri uffici pubblici e privati.
Tab. 7 Motivi di frequentazione del centro storico.
Per
vedere le
vetrine/
fare un
giro
N°
rispost
e
Per andare al
bar/ristorante
/ pizzeria
Per fare
acquisti
nei negozi
199
101
Per andare
in banca/
uffici vari
Per
lavoro
Per
studio
Vi
abit
o
88
55
144
89
97
Altr
o
89
Grafico 21
PER QUALI MOTIVI DI SOLITO SI RECA NEL CENTRO STORICO?
(Valori in %)
25,0
23,1
20,0
16,7
15,0
11,7
11,3
10,3
10,3
10,2
10,0
6,4
5,0
0,0
Per vedere le
vetrine/
Per fare acquisti
nei negozi
Per andare al
bar/ristorante/
pizzeria
Per andare in
banca/ uffici vari
Per lavoro
Per studio
Vi abito
Altro
609
La percentuale di intervistati che frequenta il centro storico anche di sera è del 54,2
%. Tra le motivazioni spiccano (Graf.23): la passeggiata (31,0%), la frequentazione
delle pizzerie e ristoranti con il 20,5%,seguono con il 19,4% coloro che sono attratti
da eventi e manifestazioni, fattori che sottolineano, ancora una volta, il forte richiamo
socio-ricreativo svolto dal centro storico.
Tab. 8 Numero di intervistati che frequentano il centro storico di sera.
N° risposte
Sì
467
No
395
Grafico 22
FREQUENTA IL CENTRO STORICO ANCHE DI SERA ?
VALORI IN %
56,0
54,2
54,0
52,0
50,0
48,0
45,8
46,0
44,0
42,0
40,0
Sì
No
Tab. 9 Motivi di frequentazione serale del centro storico.
N°
risposte
Pizzeria/
Ristorante/Pub
Bar
Teatro/Cinema
Eventi e
manifestazioni
Passeggiata
Altro
177
128
34
167
267
89
610
Grafico 23
MOTIVI DI FREQUENZA SERALE DEL CENTRO STORICO (VALORI IN %)
35,0
31,0
30,0
25,0
20,5
19,4
20,0
14,8
15,0
10,3
10,0
3,9
5,0
0,0
Pizzeria/
Bar
Teatro/Cinema
Eventi e
manifestazioni
Passeggiata
Altro
Abitudini di acquisto
È stato chiesto al campione quante volte si rechi nel centro cittadino per compiere
spese, al fine di capire la tipologia di acquisti effettuati: giornalieri o da shopping del
fine settimana.
Il 30,7 % degli intervistati ha dichiarato di recarsi nel centro storico di valenzano
almeno una volta al mese, segue con il 24,4 % coloro che si recano una volta alla
settimana, il 21,9 % almeno 2-3 volte a settimana, ed il 12,8 % ogni giorno.
Tab. 10 Periodicità degli acquisti nel centro storico.
N°
risposte
Ogni
giorno
2-3 volte a
settimana
1 volta a
settimana
Almeno una
volta al
mese
Più
raramente
Mai
110
189
210
265
88
110
611
Grafico 24
OGNI QUANTO ACQUISTA NEL CENTRO DI VALENZANO ? (VALORI IN %)
35,0
30,7
30,0
24,4
25,0
21,9
20,0
15,0
12,8
10,2
10,0
5,0
0,0
Ogni giorno
2-3 volte a settimana
1 volta a settimana
Almeno una volta al
mese
Più raramente
612
Il grafico successivo mostra quali sono i prodotti principalmente acquistati nel centro
urbano. La maggior parte delle persone l’11,2 % acquista prodotti dai bar o bevande,
seguono con il 10,2 % coloro che acquistano prodotti alimentari o tipici, con l’8,9 %
abbiamo coloro che acquistano abbigliamento.
88
67
39 18 56 75
Grafico 25
QUALI PRODOTTI ACQUISTA SOLITAMENTE NEL CENTRO STORICO ? (Valori in %)
Nessuno
6,8
Ferramenta
5,1
1,6
Elettronica
Foto/ottica
3,6
6,1
Casalinghi/
8,0
Regali/ oggettistica
3,1
Gioielleria/
7,1
Farmaci
5,9
Cartoleria/
3,9
Libri e musica
Giornali/riviste
5,1
11,2
Bar/bevande
Alimentari/
10,2
Articoli sportivi
6,1
Calzature/
7,1
8,9
Abbigliamento/
0,0
2,0
4,0
6,0
8,0
10,0
Nessuno
34
Ferramenta
78
Elettronica
Casalinghi/
arredo casa
65
Foto/ottica
Regali/
oggettistica
Libri e
musica
Giornali/rivi
ste
Bar/bevande
Alimentari/
prodotti
tipici
67 112 123 56 43
Gioielleria/
orologi
78
Farmaci
98
Cartoleria/
giocattoli
N°
risposte
Articoli
sportivi
Abbigliamen
to/
intimo/merc
eria
Calzature/
pelletteria
Tab. 11 Prodotti acquistati nei negozi del centro storico.
12,0
613
Poiché i consumatori tendono, ormai, a sperimentare differenti tipologie di
distribuzione in base alle loro esigenze, al rapporto qualità prezzo ed ai parametri
legati all’ottimizzazione del tempo e dello spazio, si è cercato di capire se gli
intervistati acquistano anche presso i centri commerciali limitrofi.
In tal modo è possibile comprendere quale sia l’entità di eventuali fenomeni di
evasione verso grandi poli attrattivi, importanti soprattutto per tipologie quali:
ipermercati, negozi di abbigliamento ed elettrodomestici.
Il 73,3% afferma di effettuare acquisti anche presso centri commerciali (Graf.93); in
particolare il 54,2 % afferma di recarsi nei centri commerciali almeno una volta a
settimana, seguono con il 23,3% con una volta al mese, e con il 10,3 % 2-3 volte a
settimana. ( Graf.27).
Tab. 12 . Numero d'intervistati che fanno acquisti nei Centri Commerciali.
N° risposte
Sì
632
No
230
Grafico 26
FA ACQUISTI ANCHE NEI CENTRI COMMERCIALI ?
(VALORI IN %)
80,0
73,3
70,0
60,0
50,0
40,0
30,0
26,7
20,0
10,0
0,0
Sì
No
Tab. 13 Periodicità degli acquisti nei Centri Commerciali.
N°
rispost
e
Ogni
giorn
o
2-3 volte a
settimana
1 volta
a
settima
na
Almeno
una volta
al mese
Più
raramente
Mai
60
89
467
201
39
6
614
Grafico 27
SE SI,OGNI QUANTO FA ACQUISTI? (Valori in %)
60,0
54,2
50,0
40,0
30,0
23,3
20,0
10,3
10,0
7,0
4,5
0,7
0,0
Ogni giorno
2-3 volte a
settimana
1 volta a settimana Almeno una volta
al mese
Più raramente
Mai
Con il 39,3 % il centro commerciale Ipercoop di Andria si aggiudica il primo posto tra i
poli del commercio preferiti dagli intervistati (Graf.28); segue con il 38,2 %
mongolfiera di Molfetta.
Tab. 14 Centri Commerciali preferiti.
N°
rispost
e
Ipercoop
Andria
Mongolfie
ra
Molfetta
Bariblu
a
Triggia
no
334
289
56
Mongolfier
a a Bari
Bari
Max a
Bari
Molfett
a Outlet
a
Molfett
a
Altr
o
Non
risponde
61
45
67
23
7
Grafico 28
615
IN QUALE CENTRO COMMERCIALE E' SOLITO FARE ACQUISTI? (Valori in %)
45
39,3
40
38,2
35
30
25
20
15
9,5
10
7,1
5
2,7
2,5
0
Iperccop Andria
Mongolfiera Molfetta
Mongolfiera Bari
Bari Max a Bari
Outlet Molfetta
Altro
La spesa fatta nei centri commerciali riguarda, perlopiù, l’acquisto di generi alimentari
(25,7%), di articoli di abbigliamento, intimo e merceria (14,1%).
(Graf.29).
81
10
Prodotti per
animali
15
Ferramenta
88
Elettronica
Gioielleria/
orologi
24
Foto/ottica
Profumeria
16
Casalinghi/
arredo casa
Farmaci
345
Piante e fiori
Cartoleria/
giocattoli
98
Regali/
oggettistica
Libri e musica
69
Giornali/rivist
e
189
Alimentari/
prodotti tipici
N°
risposte
Articoli
sportivi
Abbigliament
o/
intimo/merce
ria
Calzature/
pelletteria
Tab. 15 Prodotti acquistati nei negozi dei Centri Commerciali.
77
29
34
23
145
56
45
Grafico 29
616
COSA COMPRA NEI CENTRI COMMERCIALI
3,3
Prodotti per animali
4,2
Ferramenta
10,8
Elettronica
1,7
Foto/ottica
2,5
Casalinghi/
2,2
Piante e fiori
5,7
Regali/ oggettistica
0,7
Gioielleria/
6,0
Profumeria
1,1
Farmaci
6,5
Cartoleria/
1,8
Libri e musica
1,2
Giornali/riviste
25,7
Alimentari/
7,3
Articoli sportivi
5,1
Calzature/
14,1
Abbigliamento/
0,0
5,0
10,0
15,0
20,0
25,0
30,0
617
Percezione e valutazione della rete commerciale
E’ stata richiesta una valutazione relativa alla percezione generale della rete
commerciale del centro storico per capirne le problematiche e i punti di valore.
Tab. 16 Percezione e valutazione della rete commerciale del centro storico .
N° risposte
-
565
180
Non
risponde
18
Gamma di scelta per gli acquisti
196
345
289
32
Convenienza negozi
123
318
367
54
del
189
556
87
30
dei
290
383
166
23
462
269
115
16
Scarso Sufficiente Buono
Qualità negozi
Competenza/cortesia
personale
Flessibilità
degli
orari
negozi/locali
Allestimento vetrine

Dal grafico 30 emerge un giudizio di sufficienza generale per i vari aspetti
considerati della rete commerciale, tranne che per l’allestimento delle vetrine.
Nei primi tre casi si può dire che il giudizio si ponga tra il sufficiente e lo scarso,
mentre negli ultimi tre tra il sufficiente e il buono.
In relazione al giudizio espresso sulla qualità dei negozi il 65,5 % ha risposto con
sufficiente, ed il 20,9 % con buono.
Al giudizio sulla gamma di scelta per gli acquisti abbiamo un 73,5 % che ha
risposto sufficiente e buono.
Buono anche la convenienza dei negozi con il 42,6 %, e con il 36,9 % sufficiente.
Sufficiente è invece la competenza e la cortesia del personale dei punti di vendita
con una percentuale pari a 64,5 %, ma vi è un 21,9 % che ha espresso un giudizio
scarso.
Per la flessibilità degli orari e dei locali è stato dato un giudizio sufficiente con il
44,4 %, segue un giudizio scarso con il 33,6 %.
Completamente scarso il giudizio sull’allestimento delle vetrine con il 53,6 %,
segue con il 31,2 % un giudizio sufficiente.
618
Grafico 30
ESPRIMA UN GIUDIZIO SU ALCUNE CARATTERISTICHE DELLA RETE COMMERCIALE
70,0
65,5
64,5
60,0
53,6
50,0
44,4
42,6
40,0
40,0
Scarso
Sufficiente
Buono
Non risponde
36,9
33,6
33,5
31,2
30,0
22,7
21,9
20,9
19,3
20,0
14,3
13,3
11,5
10,1
10,0
6,3
3,7
2,1
3,5
2,7
1,9
0,0
Qualità negozi
Gamma di scelta per
gli acquisti
Convenienza negozi
Competenza/cortesia Flessibilità degli orari
del personale
dei negozi/locali
Allestimento vetrine
Relativamente agli interventi proposti dagli intervistati per la valorizzazione del centro
storico di Corato , si evidenzia la richiesta di prezzi più competitivi (20,7%), segue con
il 15,7 % la richiesta di più manifestazioni, con il 13,8% più promozioni nei negozi,
con il 13,3 % più varietà di scelta per gli acquisti.
Più attività
culturali
Manifestazion
i più
numerose
156
134
146
177
40
Non risponde
Maggiore
cortesia
70 233
informazione
/
comunicazion
Più
promozioni
nei negozi
150
Prezzi più
competitivi
N°
risposte
Più flessibilità
orari negozi/
locali
Interventi ritenuti necessari per valorizzare la rete commerciale del
centro storico.
Più varietà di
scelta per
acquisti
Tab. 17
21
619
Grafico 31
QUALE DEI SEGUENTI INTERVENTI RITIENE CHE SIANO UTILI PER RIVITALIZZARE LA RETE
COMMERCIALE DEL CENTRO STORICO?(Valori in %)
25,0
20,7
20,0
15,7
15,0
13,8
13,3
13,0
11,9
10,0
6,2
5,0
3,5
1,9
0,0
Più varietà di
scelta per
acquisti
Più flessibilità
orari negozi/
Prezzi più
competitivi
Più promozioni
nei negozi
Maggiore
cortesia
Più attività
culturali
Manifestazioni
più numerose
Più
informazione/
comunicazione
Non risponde
Percezione e valutazione dell’aspetto urbano
È stato chiesto di esprimere anche un giudizio sull’aspetto urbano del centro storico.
I giudizi positivi espressi dagli intervistati interessano i seguenti aspetti: segnaletiche
di uffici e servizi pubblici con il 52,3%, proposte culturali e manifestazioni con il 43,9
%, segnaletiche di monumenti, musei e opere d’arte con il 54,1%, stato
d’inquinamento dell’aria con il 54,2%, manutenzione della rete fognaria con il
51,6%,illuminazione pubblica con il 50,7 %,presenza di panchine con il 41,3%, ed
infine gradevolezza dell’ambiente urbano con il 47,6 %.
I giudizi negativi sono invece per i seguenti aspetti: presenza di servizi igienici pubblici
con il 54,3%, la sicurezza nelle strade con il 46,3%, la manutenzione degli spazi verdi
con il 50,3%, la presenza di spazi di verde pubblico con il 52,9%, la presenza di
parcheggi con il 50,5%, la manutenzione delle strade con il 41,0%.
620
Tab. 18 Percezione e valutazione dell’aspetto urbano del centro storico .
N° risposte
Molto
negativ
o
Negativ
o
Positiv
o
Molto
positivo
Non
rispond
e
Gradevolezza
dell’ambiente urbano
67
256
410
81
48
Pulizia delle strade
81
345
390
39
7
Manutenzione delle
strade
352
353
92
41
24
Presenza di parcheggi
343
435
36
14
34
Presenza di spazi di
verde pubblico
Manutenzione degli
spazi verdi
310
456
46
19
31
345
434
45
17
21
Presenza di panchine
123
313
356
31
39
Illuminazione pubblica
67
279
437
35
44
Sicurezza nelle strade
78
399
328
23
34
Manutenzione rete
fognaria
Stato di inquinamento
dell’aria
Presenza di servizi
igienici pubblici
Segnaletica di
monumenti, musei,
opere d’arte e simili
Proposte
culturali/manifestazion
i
Segnaletica di uffici e
servizi pubblici
87
290
445
23
17
89
278
467
19
9
288
468
33
28
45
46
236
466
47
67
67
356
378
35
26
55
272
451
45
39
621
Grafico 32
ESPRIMA UN GIUDIZIO SU ALCUNI ASPETTI DEL DECORO URBANO DEL CENTRO STORICO
4,5
5,2
6,4
3,04,1
7,8
5,57,8
5,3
5,2
3,2
3,8
Segnaletica di uffici e servizi pubblici
Proposte culturali/manifestazioni
Segnaletica di monumenti, musei, opere d’arte e simili
Presenza di servizi igienici pubblici
Stato di inquinamento dell’aria
1,02,2
Manutenzione rete fognaria
2,0
2,7
41,343,9
54,1
27,4
38,1
9,0
Presenza di panchine
4,5
3,6
Manutenzione degli spazi verdi
2,4
2,0
5,2
Presenza di spazi di verde pubblico
2,23,65,3
Manutenzione delle strade
2,84,8
52,9
36,0
50,5
39,8
10,7
41,0
40,8
40,0 45,2
9,4
5,6 9,4
7,8
0,0
50,3
40,0
0,8 4,5
Pulizia delle strade
Gradevolezza dell’ambiente urbano
50,7
36,3 41,3
14,3
Presenza di parcheggi
10,0
Non risponde
Molto positivo
Positivo
Negativo
Molto negativo
46,3
32,4
7,8
1,63,9
4,2
51,6
33,6
2,73,9
Illuminazione pubblica
54,2
32,3
10,1
4,15,1
54,3
33,4
10,3
Sicurezza nelle strade
52,3
31,6
47,6
29,7
20,0
30,0
40,0
50,0
60,0
622
Gli interventi principali proposti dagli intervistati in relazione alla valorizzazione
dell’aspetto urbano sono: più parcheggi (15%), più aree verdi (14,2%), migliore
arredo urbano (13%), ristrutturazione degli edifici (11,5), più pulizia (10,6%).
299
365
325
288
290
Non
risponde
399
Meno
traffico
Più pulizia
423
Più
sicurezza
Più aree
verdi
Migliore
arredo
urbano
Ristrutturaz
ione degli
edifici
Migliori
aree
pedonali/m
arciapiedi/
strade
Miglior
illuminazion
e
Migliore
segnaletica
/accessibilit
à al centro
Più
parcheggi
N°
rispost
e
Tab. 19 Interventi ritenuti necessari per valorizzare dell’aspetto urbano del
centro storico.
88
191
58
90
Grafico 33
QUALE DEI SEGUENTI INTERVENTI RITIENE NECESSARIO PER VALORIZZARE L'ASPETTO
URBANO DEL CENTRO STORICO
2,1
Non risponde
6,8
Meno traffico
Più sicurezza
3,1
Migliore segnaletica/accessibilità al centro
3,2
Miglior illuminazione
10,3
Migliori aree pedonali/marciapiedi/ strade
10,2
11,5
Ristrutturazione degli edifici
13,0
Migliore arredo urbano
10,6
Più pulizia
14,2
Più aree verdi
15,0
Più parcheggi
0,0
2,0
4,0
6,0
8,0
10,0
12,0
14,0
16,0
623
In particolare, è interessante approfondire il dato relativo alla necessità di un maggior
numero di parcheggi e capire per quale tipologia d'intervistati esso è visto come un
problema di un certo peso.
Animazione e vitalità urbana
È stato sottoposto agli intervistati un elenco di possibili fattori di rivitalizzazione del
centro storico ai quali attribuire un giudizio sul relativo grado d’importanza.
Sono molto importanti i seguenti aspetti: eventi culturali (45,8%), feste e rievocazioni
storiche (46,2%), mercatini tipici e sagre (43%), pub e locali di svago e spettacoli
(41,2%), musei e pinacoteche (41,5%).
Sono stati considerati importanti i seguenti aspetti: eventi culturali (45,6%), notti
bianche (43,9),piccoli spettacoli (49,8%), mercatini tipici e sagre (50%), animazione
per strada (50,5%), mostre all’aperto (53,4%), centri e servizi di informazione
(43,0%), pub e locali di svago (50,1%), biblioteche (52,9%).
Tab. 20 Fattori di rivitalizzazione del centro storico.
N° risposte
Non
Poco
Molto
Importan
important important
important
te
e
e
e
27
76
456
266
Biblioteca
Non
rispond
e
37
Musei/pinacote
ca
Chiese e
monumenti
37
45
387
358
35
27
41
456
334
4
Teatro
39
31
466
322
4
Pub e locali di
svago/spettacol
o
20
51
432
355
4
Bar
20
231
366
234
11
Pizzerie/ristora
nti
Circoli e centri
di vita sociale
Centri e servizi
di informazione
Concerti
all’aperto
Mostre
all’aperto
Animazione per
strada
Mercatini
tipici/sagre
Feste e
rievocazioni
79
298
331
99
55
50
145
389
271
7
39
67
371
335
50
55
178
321
293
15
35
67
460
283
17
29
161
435
225
12
5
46
431
371
9
4
44
389
398
27
624
storiche
Piccoli
spettacoli
Notti bianche
Eventi culturali
12
156
429
259
6
5
165
378
279
35
16
35
393
395
23
Grafico 34
ESPRIMA UN GIUDIZIO SULL'IMPORTANZA CHE ATTIBUISCE A CIASCUN FATTORE PER
RIVITALIZZARE IL CENTRO STORICO DEL COMUNE DI GIOIA DEL COLLE
Eventi culturali
Notti bianche
Piccoli spettacoli
Feste e rievocazioni storiche
Mercatini tipici/sagre
Animazione per strada
Mostre all’aperto
Concerti all’aperto
Centri e servizi di informazione
Circoli e centri di vita sociale
Pizzerie/ristoranti
Bar
Pub e locali di svago/spettacolo
Teatro
Chiese e monumenti
Musei/pinacoteca
Biblioteca
2,7
1,9 4,1
4,1
0,6
0,7
1,4
3,1
5,1
0,5
1,0
5,3
0,6
1,4
3,4
2,0
4,1 7,8
1,7
6,4
5,8
4,5 7,8
0,8
5,8
6,4
11,5
9,2
1,3
2,3
0,5
2,3 5,9
0,5
3,6
4,5
0,5
3,14,8
4,1
5,2
4,3
4,3
8,8
3,1
0,0
10,0
45,8
45,6
32,4
19,1
43,9
30,0
18,1
49,8
46,2
45,1
43,0
18,7
50,0
26,1
50,5
32,8
53,4
Non risponde
Molto importante
Importante
Poco importante
Non importante
34,0 37,2
20,6
38,9 43,0
31,4
16,8
45,1
34,6 38,4
27,1
26,8
42,5
41,2
50,1
37,4
54,1
38,7
52,9
41,5 44,9
30,9
20,0
52,9
30,0
40,0
50,0
60,0
Infine, è stato chiesto se un questionario come quello proposto potesse essere
ritenuto un valido strumento di ricerca e pianificazione di strategie e, pertanto,
utilizzato dal Comune di Corato. L’ 89,3% del campione ha dichiarato che sarebbe
molto utile se il Comune acquisisse direttamente dalla popolazione problematiche e
idee di valorizzazione attraverso questo strumento.
Tab. 21 Utilità del questionario come strumento di ricerca e pianificazione di
strategie.
N°risposte
Per
niente
0
Poco
Molto
5
95
Non
risponde
1
625
Grafico 35
PENSA SAREBBE UTILE SE IL COMUNE ACQUISISSE PROBLEMATICHE E IDEE DI
VALORIZZAZIONE DEL CENTRO STORICO DIRETTAMENTE DALLA POPOLAZIONE,COME E' STATO
FATTO CON QUESTO QUESTIONARIO?
100,0
89,3
90,0
80,0
70,0
60,0
50,0
40,0
30,0
20,0
10,0
2,7
5,2
2,8
0,0
Per niente
Poco
Molto
Non risponde
La rivitalizzazione commerciale del centro
storico
“Il tema dell’adeguamento dei centri cittadini alle esigenze di una collettività in rapido
mutamento deve essere affrontato con un’ottica allargata a tutte quelle funzioni che
consentono una più ampia e puntuale risposta alle esigenze dei consumatori.
Fra queste funzioni un ruolo rilevante spetta alle attività commerciali che costituiscono
un aspetto privilegiato dell’evoluzione urbana”. Numerose e diverse sono le soluzioni
date al problema in diversi paesi e nelle diverse circostanze, per aderire, di volta in
volta, a necessità culturali, architettoniche, sociali, storico-artistiche, etc. Solo negli
ultimi decenni, nel nostro paese, si è percepita l’esigenza di esaminare e risolvere il
problema della valorizzazione dei centri storici e della loro completa e idonea fruizione
da parte della comunità, nella convinzione che le attività commerciali svolgono un
ruolo di primo piano per la ristrutturazione e soprattutto per la necessaria
rivitalizzazione dei centri urbani.
Il centro storico di Corato , zona di prestigio della città, continua, ancora oggi, ad
esercitare un forte potere attrattivo, nonostante le difficoltà di accesso e di
parcheggio. In quanto sintesi del patrimonio culturale ed architettonico della città, il
centro storico deve appartenere a tutti e permettere a tutti indistintamente di
beneficiarne: deve in altri termini costituire un punto di incontro degli interessi
culturali e sociali più attuali. In questa ottica, esso diviene in sostanza un modello di
vita sociale e culturale. Si impone la soluzione di problemi che consentano di dare un
senso più umano alle nostre città ed un maggior beneficio in termini sociali all’intera
626
comunità: ad esempio un adeguamento del traffico attraverso l’utilizzazione di mezzi
che consentano il collegamento con le aree urbane e suburbane più distanti, nonché
parcheggi capienti antistante il centro storico quale necessaria premessa alla
pedonalizzazione del nucleo centrale. In mancanza di tali accorgimenti, la drastica
eliminazione del traffico privato può essere infatti negativa e dare risultati che si
muovono in direzione opposta a quelle che sono le esigenze del centro città.
In un centro storico restituito a tutta la popolazione devono essere, inoltre,
incoraggiate, stimolate ed agevolate, tutte quelle iniziative che possono contribuire
alla sua animazione e valorizzazione.
Nasce qui il ruolo insostituibile del commercio, essendo lo “shopping” uno dei fattori di
animazione più significativi della vita cittadina. È tuttavia necessario che esso sia
posto in grado di adottare formule nuove e soprattutto che si qualifichi con
assortimenti speciali e particolari, in grado di coprire tutti i segmenti dell’offerta
merceologica.
Il problema riguarda la rivitalizzazione del centro storico e alla stessa tempo delle sue
strutture commerciali. I centri urbani delle nostre città racchiudono tesori inestimabili
di patrimoni di storia, d’arte e tradizione che l’evoluzione delle città tende a porre in
secondo piano di fronte ad esigenze concrete della vita di tutti i giorni. A questa
progressiva devitalizzazione occorre porre un rimedio.
Le proposte che sono state avanzate fino ad oggi nelle città italiane, hanno in comune
la ricerca di soluzioni in tempi brevi di problemi che si sono invece accumulati in un
periodo di tempo piuttosto notevole, e questo, porta a renderle non compatibili, volta
a volta, sul piano finanziario,urbanistico o commerciale, con la realtà. La
rivitalizzazione del centro storico,ed in particolar modo i rapporti tra la vitalità del
centro e l’efficienza delle strutture commerciali, è un problema che, ad esempio, non
può essere limitato, come molte Amministrazioni cittadine hanno fatto, a quello della
pedonalizzazione del centro. Una zona pedonale deve, infatti, essere realizzata nel
duplice intento di risolvere i problemi di traffico cittadino e di dare spazio e un “respiro
nuovo” alle strutture commerciali del centro urbano. In tal modo sarà possibile
conseguire un risultato convincente sia sotto il profilo della funzionalità commerciale
che sociale, in grado di riportare il centro della città al su ruolo tradizionale di punto di
incontro.
All’attività commerciale del centro storico è riservato, pertanto, un compito essenziale,
quello di realizzare con tempestività tali nuove proposte e di coprire specifici settori
dei beni di consumo: in tal modo il centro storico potrà diventare anche il principale
polo di informazione per tutti i visitatori. In definitiva, l’azione essenziale è che il
centro storico della città non resti isoalto dal contesto urbano in cui è inserito. La
diversità delle funzioni svolte dai diversi quartieri non deve significare separazione: “il
risultato di qualsiasi ristrutturazione deve in ogni caso essere di equilibrio". Ogni
intervento dovrà essere effettuato adattando le caratteristiche di ciascuna zona della
città alla specifica natura del ruolo commerciale a cominciare dagli orari dei negozi la
cui flessibilità è un elemento necessario. In particolare, il centro storico dovrà agire
come catalizzatore ed intorno ad esso dovrà svilupparsi la vita della comunità: i
pedoni dovranno potersi muovere liberamente fuori dal traffico su distanze percorribili
agevolmente, in un ambiente architettonico piacevole che contribuisca a far si che il
visitatore vi si trovi bene. La funzione socio-economica di un centro storico è quella di
attrarre gli abitanti della città, di facilitare i loro contatti diretti, di stabilire una
comunicazione tra gli operatori commerciali che stimoli adeguatamente la loro attività.
627
Un tempo ogni città aveva un centro storico ed è proprio lì che hanno preso forma
l’attività commerciale e la civiltà urbana. Col passare del tempo, la vita ha
abbandonato gli antichi centri, le zone per gli affari e per il commercio si sono
sviluppate spontaneamente lungo nuove arterie e strade principali. Efficace rimedio a
questo processo di decentralizzazione può essere il rovesciamento di questa tendenza,
cioè creare quello che si potrebbe chiamare un nuovo flusso di ricentralizzazione. Però
per favorire questo processo è indispensabile rivitalizzare i centri storici esistenti o
edificare nuovi centri comuni per i cittadini per sostituirli a quelli che non esistono più
in seguito alle distruzioni operate dagli ampliamenti urbani non pianificati. Inoltre, la
città che vive non è la città presa nel vortice di un traffico disordinato, ma quella che
vive culturalmente intorno ad un centro di ritrovo ove siano possibili l’incontro ed il
dialogo, che trova la possibilità di far partecipare le più larghe fasce di cittadini, di
tutte le età e di tutti gli strati sociali, al contenuto stesso della tradizione che il centro
storico vuole rappresentare. Si tratta, in altre parole, di conciliare le esigenze di una
vita cittadina con la salvaguardia di questi valori da attuare con la conservazione ed il
restauro degli edifici e, sul piano strettamente urbanistico, con una pedonalizzazione
legata contemporaneamente alla realizzazione, in altra parte della città, di quartieri
commerciali di diverso tipo, pur connessi al centro storico rivalutato nella sua essenza.
Insomma, il vecchio centro deve venire riportato ad essere il fulcro anche di strutture
commerciali ed artigiane di alto livello qualitativo.
Vi è necessità, inoltre, che venga data soluzione ad altri problemi pratici e concreti
attinenti all’attività commerciale quali, ad esempio, il rifornimento e la consegna delle
merci ai negozi e la regolamentazione degli orari di apertura e chiusura di ogni tipo di
esercizio; non ultima, l’opportunità che l’opinione pubblica venga sempre
tempestivamente informata di ogni iniziativa intrapresa al riguardo.
Nella città post industriale importante per la creazione della ricchezza è il settore
qualificato che trova il suo fattore strategico primario nella localizzazione e quindi
l’offerta di fattori ambientali idonei e di adeguate possibilità di localizzazione sono
prerequisiti per il suo sviluppo.
Sono due le direzioni di intervento strettamente interconnesse: la prima “allocativa” e
la seconda “qualitativa”. Nel primo caso si evidenziano alcune politiche specifiche
quali:

Il decentramento selettivo dall’area centrale verso la periferia, in aree
concentrate ed a elevata accessibilità, delle attività terziarie fortemente
congestionanti o con scarse esigenze comunicative che poco aggiungono alla
qualità urbana quali le attività amministrative e commerciali de specializzate;

interventi volti a favorire la localizzazione di terziario nell’area centrale sulla
base di un’analisi approfondita delle esigenze localizzate dei singoli comparti di
terziario qualificato;

miglioramento dell’accessibilità all’area centrale attraverso la predisposizione di
una rete infrastrutturale che diminuisca le distanze, creazione di vaste aree di
parcheggio periferiche.
Il secondo aspetto delle politiche di rivitalizzazione riguarda la sfera della
“riproduzione” e coinvolge in maniera diretta il problema della qualità della vita offerta
dalla città. Le nuove professioni del terziario avanzato richiedono una elevata
specializzazione che si accompagna ad una sensibilità particolare nei confronti della
qualità ambientale del luogo di residenza. I nuovi ceti professionali che esprimono
un’elevata propensione alla mobilità residenziale, non hanno alcun interessa a
628
risiedere in una città che offre pochi vantaggi ambientali, servizi sanitari ed educativi
scadenti, poche attività culturali e ricreative qualificate e servizi commerciali obsoleti.
Nella salvaguardia della città e in particolare della sua area centrale, l’intervento
pubblico può esercitare un ruolo fondamentale, promuovendo, sia attraverso
interventi diretti, che attraverso incentivi selettivi volti alla ri-localizzazione di attività
congestionanti, ma soprattutto attraverso la attribuzione di risorse finanziarie,
politiche non episodiche di recupero del tessuto abitativo delle aree centrali. Le
riflessioni sviluppate mettono in luce un problema principale: le città devono imparare
a pensare al loro futuro, ridefinendo il proprio ruolo riformulando politiche di sostegno
ad uno sviluppo qualificato. Ciò non può verificarsi senza una nuova capacità
progettuale, una nuova capacità di aggregazione degli agenti collettivi e la creazione
di nuove solidarietà tra strati sociali e gruppi di interesse.
629
IL MODELLO MULTIVARIATO DELLO SCALING MULTIDIMENSIONAL PER
L’ANALISI DEI FATTORI PER LA RIVITALIZZAZIONE DEL CENTRO STORICO E
PER L’ANALISI DEI GIUDIZI ESPRESSI SULLE CARATTERISTICHE DEL
DECORO URBANO DEL CENTRO STORICO
Aspetti generali
L’analisi delle preferenze dei consumatori permettono di determinare la
segmentazione del mercato oltre che il posizionamento dei prodotti sul
mercato. Il multidimensional scaling, d’ora in poi MDS, permette inoltre di
rappresentare in modo “visivo” le preferenze o le percezioni dei consumatori
nel momento in cui si chiedesse di valutare un servizio.
Questa tecnica è applicata nelle ricerche di marketing per esaminare la
relazione esistente tra gli oggetti, di solito marche di un particolare gruppo di
prodotti. Il’MDS consiste in un insieme di calcoli che permettono di ottenere
una matrice d’input di associazioni di oggetti o variabili con una dimensione di
fondo ignota. Quindi tradotto questo concetto in parole semplici possiamo
affermare che questa tecnica ci permette di individuare un minimo di
dimensionalità che mette in relazione tra di loro gli oggetti e la posizione di
ciascun oggetto su ciascuna dimensione.
Questa tecnica trova impiego nei seguenti campi:


per la percezione da parte del consumatore della similarità delle marche;
per l’analisi dei giudizi di preferenza espresse dai frequentatori di un
centro storico sulle caratteristiche del decoro urbano di un centro storico;
 per stabilire le preferenze del consumatore manifestate per le marche.
Si può ben capire, inoltre, come sia possibile passare per un
posizionamento
degli
atteggiamenti
sulle
marche
da
una
scala
unidimensionale ad una scala multidimensionale collocando le marche in uno
spazio n-dimensionale, in cui n esprime la dimensionalità minima di fondo
della relazione. Pertanto si può parlare di posizionamento di marche e di
preferenze rispetto alle marche in uno spazio di percezioni.
Vi sono tre tipi di rappresentazione in scala multidimensionale:
 completamento metrico. I metodi di questo tipo richiedono misure di
input con scala ad intervallo o a rapporto e generano un insieme di
relazioni tra oggetti anch’essi ad intervallo o rapporto;
 completamento non metrico. I metodi di questo tipo accettano misure di
input con scala ordinale e generano l’ordine di classificazione di ciascun
oggetto su ciascuna dimensione.
 Non metrico. Metodi di questo tipo accettano misure d’input con scala
ordinale e generano un insieme di relazioni tra gli oggetti d’intervallo; cioè,
le distanze tra gli oggetti nello spazio di percezione hanno un significato
utile. Questo tipo di rappresentazione è più utilizzata nel campo del
marketing.
Il’MDS rappresenta una tecnica statistica molto utilizzata nelle recenti
applicazioni di marketing, ed in particolare in quelle comportamentali per
l’interpretazione dello stimolo. La tecnica statistica consiste nella
rappresentazione in uno spazio di un insieme di punti rappresentativi di
un’insieme d’informazione di dati. I punti posizionati nello spazio sono
distribuiti geometricamente, considerando la distanza che li separa tra di essi,
al fine di riprodurre le relazioni di tipo empirico insite nei dati originali.
L’analisi inizia dai dati di prossimità, sotto forma di matrice quadrata, che
esprimono valutazioni di similitudine nella percezione dei consumatori tra
tutte le coppie di elementi (prodotto o marche) appartenenti ad un insieme di
dimensione finita, come le misure di distanza o di dissimilarità. L’obbiettivo, di
detta analisi, è quello di definire il posizionamento o una forma degli n
elementi in uno spazio metrico di dimensione p non troppo elevata, che si
aggira intorno al valore di tre o quattro unità, in modo che la distanza
calcolata tra i punti che identificano gli elementi riproducano la prossimità
632
iniziale. Per posizionamento o forma s’intendono le coordinate dei n elementi
rispetto alle p dimensioni dello spazio metrico di rappresentazione.
633
APPLICAZIONE DEL MODELLO DI SCALING MULTIDIMENSIONAL
Il grafico visualizza quattro segmenti di intervistati. Il primo segmento
attribuisce importanza ai seguenti aspetti: monumenti, teatro, musei,
biblioteche ed eventi culturali. Il secondo segmento attribuisce importanza ai
seguenti aspetti: concerti, pub, spettacoli, animazione, pizzerie e bar. Un terzo
segmento considera i seguenti aspetti: feste, notti binache, mostre e
mercatini.
Il seguente grafico visualizza i giudizi espressi dagli intervistati sulle
caratteristiche del decoro urbano del centro storico.
634
635
I MODELLO DELL’ANALISI FATTORIALE PER L E PER L’ANALISI DEI GIUDIZI
ESPRESSI SULLE CARATTERISTICHE DEL DECORO URBANO DEL CENTRO
STORICO E DEI FATTORI PER LA RIVITALIZZAZIONE DEL CENTRO STORICO.
Aspetti generali e impiego nelle ricerche di marketing
L’analisi delle componente principali permette di risolvere problemi
complessi nel campo delle ricerche di marketing fornendo un valido strumento
per il sistema di supporto alle decisioni di marketing (SSDM).
L’analisi delle componenti principali trova largo impiego nei questionari
utilizzati per le ricerche di marketing in quanto permettono di sintetizzare i dati
raccolti a poche variabili. Supponiamo di voler condurre un’indagine sui
consumatori in cui le variabili in gioco riguardano le caratteristiche d’alcuni
prodotti, perciò si chiede di esprimere un giudizio per ogni attributo, ma in
questo modo considerando più attributi ed essendo ogni attributo una variabile
ed essendo numerose le variabili nelle ricerche di marketing, ricorreremo alle
componenti principali per capire le caratteristiche che accomunano i
consumatori, che altrimenti sarebbero difficile avere con più variabili. In
sostanza se dovessimo sottoporre ad un intervista il consumatore o cliente su
alcune caratteristiche di prodotto utilizzando molte variabili, con la tecnica
dell’analisi delle componenti principali è possibile ridurre il numero di tali
variabili, estrapolando dall’output ell’elaborazione le componenti che hanno
una forte correlazione con le variabili analizzate.
Tra le diverse tecniche d’analisi multidimensionale dei dati, vi è la
metodologia per l’analisi delle componenti principali, che si estraggono da un
insieme di variabili incorrelate tra loro.
La prima componente principale rappresenta il massimo valore della
variabilità della matrice di varianza-covarianza, la seconda è la combinazione
incorrelata con la prima che estrae il massimo di variabilità residua, e così via
fino ad arrivare alla componente principale che esprime la variabilità minima
residua. Il numero delle componenti estraibili determina la dimensionalità della
matrice.
L’obiettivo dell’analisi delle componenti principali consiste nello spiegare
alcune variabili in un numero inferiore rispetto a quelle originali, inoltre lo
studio si basa sull’ottenimento di variabili che derivano da quelle originali
correlate linearmente.
Aspetti generali e impiego nelle ricerche di marketing urbano
L’analisi delle componente principali permette di risolvere problemi
complessi nel campo delle ricerche di marketing urbano fornendo un valido
strumento per il sistema di supporto alle decisioni di marketing (SSDM).
636
L’analisi delle componenti principali trova largo impiego nei questionari
utilizzati per le ricerche di marketing in quanto permettono di sintetizzare i dati
raccolti a poche variabili. Supponiamo di voler condurre un’indagine sui
consumatori in cui le variabili in gioco riguardano le caratteristiche d’alcuni
prodotti, perciò si chiede di esprimere un giudizio per ogni attributo, ma in
questo modo considerando più attributi ed essendo ogni attributo una variabile
ed essendo numerose le variabili nelle ricerche di marketing, ricorreremo alle
componenti principali per capire le caratteristiche che accomunano i
consumatori, che altrimenti sarebbero difficile avere con più variabili. In
sostanza se dovessimo sottoporre ad un intervista il consumatore o cliente su
alcune caratteristiche di prodotto utilizzando molte variabili, con la tecnica
dell’analisi delle componenti principali è possibile ridurre il numero di tali
variabili, estrapolando dall’output ell’elaborazione le componenti che hanno
una forte correlazione con le variabili analizzate.
Tra le diverse tecniche d’analisi multidimensionale dei dati, vi è la
metodologia per l’analisi delle componenti principali, che si estraggono da un
insieme di variabili incorrelate tra loro.
La prima componente principale rappresenta il massimo valore della
variabilità della matrice di varianza-covarianza, la seconda è la combinazione
incorrelata con la prima che estrae il massimo di variabilità residua, e così via
fino ad arrivare alla componente principale che esprime la variabilità minima
residua. Il numero delle componenti estraibili determina la dimensionalità della
matrice.
L’obiettivo dell’analisi delle componenti principali consiste nello spiegare
alcune variabili in un numero inferiore rispetto a quelle originali, inoltre lo
studio si basa sull’ottenimento di variabili che derivano da quelle originali
correlate linearmente.
Per cui tre sono le fasi di un analisi fattoriale. La prima è lo sviluppo di un
insieme di correlazioni tra tutte le combinazioni delle variabili d’interesse. La
seconda fase è l’estrazione di un insieme di fattori iniziali della matrice di
correlazione sviluppata nella prima fase. La terza fase è la rotazione dei fattori
iniziali per trovare una soluzione finale.
637
APPLICAZIONE DEL MODELLO DELL’ANALISI FATTORIALE
Test KMO e di Bartlett
Misura di adeguatezza campionaria KMO (Keiser Meyer
Olkin).
Chi-quadrato appross.
Test di sfericità di Bartlett
df
Sig.
,480
573,843
105
,000
638
La tabella seguente visualizza le sei componenti principali estratte che spiegano l’83,1 % della variabilità totale.
Varianza totale spiegata
Componente
Autovalori iniziali
Totale
Pesi dei fattori non ruotati
% di varianza % cumulata
Totale
% di varianza % cumulata
1
3,229
21,528
21,528
3,229
21,528
21,528
2
2,746
18,308
39,836
2,746
18,308
39,836
3
1,972
13,146
52,981
1,972
13,146
52,981
4
1,827
12,178
65,160
1,827
12,178
65,160
5
1,648
10,985
76,145
1,648
10,985
76,145
6
1,044
6,962
83,107
1,044
6,962
83,107
7
,664
4,430
87,536
8
,601
4,010
91,546
9
,411
2,740
94,286
10
,271
1,809
96,096
11
,197
1,312
97,408
12
,153
1,019
98,427
13
,133
,888
99,315
14
,061
,404
99,720
15
,042
,280
100,000
Metodo di estrazione: Analisi componenti principali.
La seguente tabella esprime la correlazione delle componenti principali con le singole risposte. La prima componente
è correlata con: segnaletiche uffici e monumenti, e proposte culturali. La seconda componente è correlata
gradevolezza dell’ambiente urbano. La terza componente principale è correlata con la presenza di panchine e
639
presenza di servizi di igiene pubblici. La quarta componente principale è correlata con la sicurezza stradale e la rete
fognaria.
Matrice di componentia
Componente
1
Segnaletica di uffici e servizi pubblici
2
3
4
,869
,431
,803
,399
-,137
,766
,481
-,201
-,535
,351
-,333
,139
-,663
Gradevolezza dell’ambiente urbano
-,316
,655
Presenza di spazi di verde pubblico
,342
-,635
Segnaletica di monumenti, musei, opere d’arte e
simili
Proposte culturali/manifestazioni
Manutenzione delle strade
Illuminazione pubblica
Stato di inquinamento dell’aria
Presenza di panchine
Presenza di servizi igienici pubblici
,486
,259
Presenza di parcheggi
-,113
,117
,237
,294
-,309
,245
-,373
-,318
,118
-,222
-,209
,374
,105
-,547
,182
,588
,197
-,328
-,110
,170
,186
,850
-,155
,684
,329
-,376
,755
-,407
,286
-,679
-,108
,385
,277
,600
,537
,323
,144
Manutenzione rete fognaria
Manutenzione degli spazi verdi
6
-,620
Sicurezza nelle strade
Pulizia delle strade
5
-,395
,499
,241
,155
,500
-,231
-,174
,135
-,576
,385
-,505
Metodo estrazione: analisi componenti principali.
a. 6 componenti estratti
640
APPLICAZIONE DEL MODELLO DELL’ANALISI FATTORIALE
Test KMO e di Bartlett
Misura di adeguatezza campionaria KMO (Keiser Meyer
Olkin).
Chi-quadrato appross.
Test di sfericità di Bartlett
df
Sig.
,512
1091,070
136
,000
641
La tabella seguente visualizza i sette fattori estratti che spiegano l’82,0 % della variabilità.
Varianza totale spiegata
Componente
Autovalori iniziali
Totale
Pesi dei fattori non ruotati
% di varianza % cumulata
Totale
% di varianza % cumulata
Pesi dei fattori ruotati
Totale
% di varianza % cumulata
1
3,357
19,744
19,744
3,357
19,744
19,744
2,803
16,486
16,486
2
3,116
18,328
38,072
3,116
18,328
38,072
2,768
16,281
32,767
3
2,264
13,318
51,391
2,264
13,318
51,391
2,642
15,539
48,306
4
1,766
10,386
61,777
1,766
10,386
61,777
1,856
10,920
59,226
5
1,305
7,677
69,454
1,305
7,677
69,454
1,356
7,978
67,204
6
1,111
6,537
75,991
1,111
6,537
75,991
1,293
7,605
74,809
7
1,028
6,050
82,041
1,028
6,050
82,041
1,229
7,231
82,041
8
,752
4,421
86,462
9
,645
3,796
90,257
10
,471
2,769
93,026
11
,362
2,130
95,156
12
,312
1,838
96,994
13
,177
1,041
98,036
14
,146
,858
98,893
15
,079
,465
99,359
16
,074
,434
99,793
17
,035
,207
100,000
Metodo di estrazione: Analisi componenti principali.
La tabella seguente esprime la correlazione tra i fattori e le singole azioni da intraprendere per rivitalizzare il centro
storico. Il primo fattore è correlato con le seguenti risposte: piccoli spettacoli, concerti all’aperto, ed animazione su
642
strada. Il secondo fattore è correlato con: chiese, musei e pinacoteca. Il terzo fattore è correlati con notti bianche,
feste e rievocazioni storiche ed infine mostre all’aperto. Il quarto fattore è correlato con eventi culturali e biblioteche.
Matrice dei componenti ruotataa
Componente
1
Piccoli spettacoli
,959
Concerti all’aperto
,908
Animazione per strada
,902
2
3
,936
Musei-pinacoteca
,909
Teatro
,907
Notti bianche
,175
-,113
Eventi culturali
,103
-,188
Circoli e centri di vita sociale
Pizzerie-ristoranti
-,241
-,307
Centri e servizi di
informazione
Mercatini tipici-sagre
Bar
Pub e locali di svago
6
7
,105
-,139
,935
Feste e rievocazioni storiche
Biblioteca
5
-,130
Chiese e monumenti
Mostre all’aperto
4
-,333
,903
,861
,203
,155
,895
,146
,870
,189
,177
,150
,752
,378
,363
,197
-,262
-,688
,193
-,187
-,200
,793
-,166
,274
,182
,563
,213
,429
,525
-,174
-,267
-,136
-,916
643
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