2014 Fabio Manca [PIANO DI MARKETING FINALIZZATO ALLA VALORIZZAZIONE DELLE ATTIVITA’ COMMERCIALI NEI CENTRI STORICI DI ALCUNI COMUNI DELLA PROVINCIA DI BARI ] PARTE I 1 INDICE 1. Le azioni di marketing attuabili dagli operatori commerciali associati 1.1 La comunicazione 1.2 I punti di vendita e la strada come mezzi di comunicazione. 1.3 I media esterni. 1.4 La promozione delle vendite. 1.5 La pubblicità. 1.6 Le relazioni pubbliche. 1.7 L’animazione e vitalità urbana 1.8 Le modalità di attuazione di un piano di marketing 1.9 Forme di attuazione e coordinamento 1.10 Un approfondimento sulle forme di comunicazione congiunta: il piano di comunicazione annuale 1.11 Le fasi del progetto operativo 1.12 Le fasi del processo di gestione strategica 1.13 L’audit strategico per lo sviluppo del centro urbano 1.14 Implementazione piano strategico per il centro urbano 1.15 Il monitoraggio attraverso i Key Performance Indicators 2 1.16 Piano operativo degli interventi di marketing per la tenuta del sistema commerciale dei comuni di Gioia del Colle, Valenzano, Corato, Turi e Gravina. 1.17 Piano degli interventi Indagini statistiche ed azioni di marketing per i seguenti comuni della provincia di Bari: comune di Turi, comune di Gravina, comune di Gioia del Colle, comune di Valenzano,comune di Corato. 3 1. Le azioni di marketing attuabili dagli operatori commerciali associati Come è già stato detto, la valorizzazione di un’area urbana dipende da molteplici fattori e dall’intervento di più soggetti, sia pubblici che privati. In particolare gli operatori commerciali possono migliorare l’attrattività della propria area commerciale avvalendosi di alcune leve riferite alle caratteristiche della merce venduta nei negozi, ai servizi accessori erogati alla clientela, all’organizzazione di vendita, alla promozione e alla comunicazione. Una delle prime scelte che i commercianti devono operare singolarmente, ma con un’ottica integrata, riguarda la definizione dell’assortimento la cui ampiezza e profondità, sommate a quelle degli altri negozi, costituiscono l’assortimento complessivo della zona. Ogni commerciante deve valutare le risorse che ha a disposizione, l’estensione dello spazio espositivo del negozio e i prodotti venduti dagli altri negozianti. Questo perché sarebbe dannoso se due attività vicine vendessero stessi prodotti della stessa marca, magari ad un prezzo più basso, generando una guerra dei prezzi nociva per la stessa immagine della strada. Sarebbe, invece, opportuno che i due commercianti valutassero i punti di forza delle linee merceologiche e decidessero su quali strategie fondare la propria attività. Il secondo livello di decisione riguarda il tipo di marca da vendere in relazione all’immagine complessiva dell’area circostante e alla coerenza con il posizionamento di mercato. Anche in questo caso la scelta scaturisce non solo dalle considerazioni sulla propria realtà aziendale, ma anche da quelle sui negozi limitrofi. In questo modo si può completare o arricchire l’offerta commerciale dell’intera area. Il successo commerciale di una via non è determinato solo da fattori legati alle merci in vendita, ma anche da tutte quelle caratteristiche della strada che concorrono ad estendere il concetto di “prodotto”, quali: vetrine, insegne, arredo urbano e servizi accessori. Questi ultimi rivestono una grande importanza e possono essere istituiti dagli stessi commercianti, dalle Pubbliche Amministrazioni o possono essere gestiti in forma mista. Uno dei servizi accessori è la disponibilità di parcheggi. La loro importanza emerge se si analizzano i casi di centri commerciali il cui successo è determinato per buona parte dalla loro presenza. Ciò è vero al punto che nei casi in cui il piano del traffico del centro storico non consente una buona accessibilità, i commercianti devono escogitare soluzioni alternative al problema. Ad esempio, possono istituire un servizio di taxi gratuito per i clienti che acquistano nella zona sprovvista di parcheggio, oppure compiere un servizio di consegna a domicilio o, ancora, un servizio di vendita su catalogo dei prodotti. Si capisce come l’inventiva e la capacità di immaginare nuovi servizi diventino punti di forza contro la forte concorrenza che contraddistingue la nostra epoca. Nel concetto di servizi accessori rientrano anche le attività di artigianato, i pubblici esercizi e le attività turistiche, culturali e ludiche che, rispondendo a bisogni diversi da quelli di acquisto, arricchiscono l’offerta della strada rendendola più appetibile. 4 1.1 La comunicazione Una fase fondamentale del piano di marketing è la comunicazione, che mette in relazione gli esercenti con i clienti. Alcuni studiosi, infatti, ritengono che il marketing sia soprattutto un’attività comunicativa che si dipana rispondendo alle seguenti domande: chi comunica? Che cosa? A chi? Con quali mezzi? Con quali effetti? Chi comunica? Il soggetto della comunicazione può essere la singola impresa oppure un soggetto collettivo costituito dall’associazione delle imprese dettaglianti di una stessa strada. In questo secondo caso l’obiettivo delle aziende non è di distinguersi dalle altre, ma di perseguire l’interesse comune creando un’immagine generale che incrementi l’attrattività di tutti i punti di vendita dell’associazione. Una regola della comunicazione che non va mai dimenticata e che vale anche per le imprese commerciali è che non si può non comunicare. La comunicazione può essere consapevole quando si ricorre a gesti e parole, oppure inconsapevole quando ci si esprime attraverso il viso, la posizione del corpo, il modo di vestire e di consumare. Anche le imprese commerciali comunicano sempre col pubblico mediante l’immagine che costruiscono con: la loro presenza sul mercato, i servizi offerti, le caratteristiche del negozio e lo stile di relazione col personale. Una buona comunicazione può essere il risultato di una particolare sensibilità da parte dei commercianti o di circostanze fortuite, ma sicuramente non può mancare una vera e propria pianificazione di una strategia comunicativa ragionata. La mancata consapevolezza di questa necessità non consente di valorizzare al meglio le risorse e porta a conseguenze negative per l’immagine dei negozi. Che cosa comunica? Lo scopo della comunicazione è di condizionare e orientare le scelte degli acquirenti mediante varie tecniche: informando sulla nascita di un prodotto nuovo, correggendo opinioni errate, creando simpatia e prestigio intorno all’immagine di una strada. Il primo obiettivo da perseguire è di suscitare curiosità nel pubblico, in modo da portarlo a visitare una certa zona; mentre l’obiettivo finale, quello più importante, è di creare un'abitudine stabile nel tempo alla frequenza di quella zona e all’acquisto dai negozi della stessa. A chi comunica? Come già è stato detto, il pubblico è costituito da più segmenti ai quali bisogna rivolgersi con una strategia comunicativa specifica, attraverso i canali più efficaci. I pubblici possono essere individuati secondo due criteri. Il primo è costituito dalle caratteristiche del pubblico che, in passato erano ricavate sulla base di parametri demografici e socioeconomici, mentre oggi da criteri di natura psicologica; cioè si individuano gruppi omogenei per mentalità e atteggiamenti. Tali informazioni possono essere fornite da istituti specializzati a livello nazionale e locale, oppure ottenute svolgendo ricerche ad hoc sul proprio pubblico di riferimento. Il secondo criterio utile ad individuare i pubblici è il rapporto della clientela con la strada, che consente di distinguere tre segmenti: i frequentatori/clienti abituali, per i quali la comunicazione ha lo scopo di rendere più piacevole l’acquisto, fornire informazioni e divulgare particolari iniziative, avvalendosi dei media interni presenti nella strada o nei singoli negozi; 5 i frequentatori/clienti occasionali, per i quali la comunicazione cerca di rafforzare l’immagine della strada, ed incrementare la frequenza e l’attenzione verso le offerte commerciali, avvalendosi dei media interni ed esterni (pubblicità, relazioni pubbliche, sponsorizzazioni ecc.); i frequentatori potenziali o teorici, ovvero coloro i quali non gravitano nella zona o non sono attratti dalle sue offerte. In questo caso la comunicazione deve sfruttare i media esterni per stimolare la loro curiosità e il loro interesse verso la zona. Con quali mezzi? Come sostiene McLuhan “il mezzo è il messaggio”, ciò vuol dire che lo strumento fondamentale col quale le imprese comunicano è il prodotto stesso. Ciò costituisce una risorsa e un vincolo dal punto di vista della comunicazione; in quanto anche nel caso in cui si pratica una strategia di comunicazione adeguata, se l’immagine dell’azienda è alienata rispetto a quella del prodotto offerto, la comunicazione è comunque destinata a fallire. I mezzi di comunicazione generalmente usati dalle aziende sono i seguenti: La comunicazione personale. La comunicazione personale faccia a faccia è il momento più importante della relazione col cliente. Essa è anche la forma d'interrelazione più efficace, perché permette di raggiungere l’acquirente in maniera diretta con un messaggio personalizzato. Inoltre, consente al personale del negozio di capire immediatamente qual é la reazione del cliente ed eventualmente di rispondere con un’azione adeguata. Per di più, lo stile comunicativo del personale funge da chiave d'interpretazione dell’immagine aziendale, in quanto può trasmettere professionalità, cordialità, disponibilità o, al contrario, fastidio, freddezza e improvvisazione. Tale stile può essere appreso sia per osmosi, osservando il comportamento di chi lavora nel negozio da molto tempo, oppure attraverso corsi di formazione che spieghino la corretta gestione del rapporto tra personale e cliente. Al fine di riqualificare l’offerta commerciale del centro storico, potrebbero occuparsi dell’istituzione di questo tipo di approccio scientifico proprio le associazioni di dettaglianti. 1.2 I punti di vendita e la strada come mezzi di comunicazione. Lo stesso punto di vendita è un potente mezzo che comunica col consumatore attraverso: la pubblicità presente al suo interno, l’organizzazione espositiva dello spazio di vendita, l’ambientazione del negozio, l’insegna, l’ingresso, le vetrine e le facciate; in una parola la comunicazione visiva. La comunicazione e la pubblicità presenti nel punto di vendita trasferiscono al cliente, che è già a diretto contatto col prodotto, messaggi utili ad informarlo, attirare la sua attenzione, rimarcare convinzioni e conoscenze già acquisite, e ripresentare messaggi inviati tramite mezzi di comunicazione esterna. Un’altra forma di comunicazione interna alla superficie di vendita è costituita dall’organizzazione dello spazio espositivo. Essa ha dato vita al visual merchandising, ovvero a quell’insieme di tecniche di comunicazione visiva che, se applicate alla merce esposta, le permettono di diventare strumento di informazione, suggestione, persuasione e promozione. Una corretta esposizione consente di mettere in luce 6 particolari prodotti e di condurre il cliente lungo un determinato percorso. Accanto ad una buona gestione dello spazio si pone l’ambientazione, che attraverso colori, luci, struttura degli arredi e degli scaffali, uso di simboli ed effetti speciali, comunica una precisa immagine dell’azienda (tradizionale, di prestigio, giovanile, non convenzionale ecc.). Quest’ultima è ben rappresentata anche da vetrine, insegne, facciate ed ingressi, ossia il volto col quale il negozio si presenta ai passanti. Affinché il messaggio che l’impresa dettagliante vuole trasmettere sia efficace, è necessaria una coerenza tra tutti questi elementi, ma anche tra quelli del singolo negozio e quelli della restante offerta commerciale presente sulla strada. Lo stile, infatti, oltre a consentire una chiara identificazione del negozio, deve coordinarsi con gli altri elementi della strada con i quali interagisce. Quest'osservazione sottolinea come anche l’ambiente urbano complessivo sia un mezzo di comunicazione indispensabile per il raggiungimento del successo di una singola impresa. Alcuni degli aspetti urbanistici e architettonici chiamati in causa sono: gli elementi dell’arredo urbano, la pavimentazione, i rilievi architettonici, le facciate dei palazzi e l’illuminazione pubblica. L’immagine della zona viene qualificata anche da altre attività e servizi, quali ad esempio: le attività artigianali, quelle professionali, i luoghi preposti al divertimento, le biblioteche, e gli sportelli di enti pubblici e privati. 1.3 I media esterni. La promozione delle vendite, la pubblicità, le relazioni pubbliche e l’animazione sono ulteriori mezzi di comunicazione esterna utilizzabili da un negozio. Si tratta di strumenti con caratteristiche e potenzialità diverse, ma complementari. Infatti, per la buona riuscita di una strategia di promozione bisogna combinarli tenendo conto degli obiettivi dei commercianti associati e della situazione del mercato in cui operano. 1.4 La promozione delle vendite. Concorsi, buoni sconto, premi e offerte speciali fanno parte di quell’insieme di iniziative volte a incoraggiare gli acquisti facendo leva su di un benefit aggiuntivo. Si tratta di strumenti flessibili, solitamente usati dalle singole imprese dettaglianti, ma facilmente sfruttabili anche da parte di associazioni e consorzi di strada. La promozione dei prodotti, di solito, genera una reazione intensa, ma a breve termine e può essere utilizzata per scopi diversi tra cui: attirare l’attenzione di nuovi clienti o suscitare l’interesse per una strada la cui immagine è in declino. Tale strumento, tuttavia, può anche permettere di raggiungere obiettivi di medio e lungo termine, come conquistare la fedeltà degli acquirenti o incrementare gli acquisti giornalieri. La strategia della fidelizzazione assume un significato importante in situazioni di forte concorrenza causate, ad esempio, dall’apertura di un polo commerciale concorrente o da periodi di particolare parsimonia e calcolo negli acquisti da parte dei consumatori. Esistono diverse strategie di fidelizzazione: tessera di fedeltà, gioco/concorso a premi e offerta di servizi aggiuntivi. Nel primo caso si tratta di creare una tessera che consenta al cliente un certo risparmio sui prezzi dei prodotti acquistati nei negozi aderenti. Tale strategia, però, può diventare controproducente per quei negozi che 7 puntano su un'immagine di prestigio, ben distinta da quella delle altre attività aderenti. Con la strategia del gioco/concorso, invece, coloro i quali raggiungono un determinato obiettivo di spesa, vengono premiati con un credito, un regalo o l’estrazione di un premio. Tutto sta nella capacità di inventare formule originali che siano ben pubblicizzate. La terza strategia consiste nel legare il concetto di promozione delle vendite a quello di offerta di un servizio aggiuntivo, come ad esempio: il parcheggio gratuito riservato ai clienti, la consegna a domicilio degli acquisti, la creazione di spazi ricreativi per i bambini e di riposo per gli adulti. 1.5 La pubblicità. La pubblicità è una forma di comunicazione impersonale a pagamento, con la quale l’inserzionista riesce a rivolgersi ad un pubblico vasto ed eterogeneo, al fine di indurre i destinatari ad arrecargli un vantaggio. Tale comunicazione è volta a promuovere le vendite in maniera diretta, però, nel caso in cui l’inserzionista non sia il singolo negozio, ma un’associazione di imprese dettaglianti, assumono importanza altre finalità di carattere indiretto. Il riferimento è, in particolare, alla “pubblicità di immagine”, creata per promuovere l’immagine della strada o correggere opinioni erronee. Infatti, anche quando la pubblicità è usata per annunciare specifiche iniziative commerciali o di animazione, ricade nella sfera della cosiddetta pubblicità istituzionale, visto che il suo scopo diventa proprio la promozione dell’immagine della strada. In base al posizionamento dell’offerta è possibile individuare il tipo di destinatario col quale ci si deve relazionare. Esso può coincidere con un pubblico molto differenziato oppure con particolari segmenti di clientela. Ad ogni modo è fondamentale avere una buona conoscenza del pubblico di riferimento per poter scegliere la forma e il modo di costruzione del messaggio che meglio si addicono alla situazione, nonché i mezzi di comunicazione più appropriati. La scelta di questi ultimi dipende dall’ammontare dell’investimento e da due livelli di decisione. La prima riguarda la scelta tra mezzi di comunicazione diversi, utili a raggiungere un determinato segmento di pubblico e uno scopo preciso (es. giornali quotidiani, radio, televisione, manifesti pubblicitari); in tal caso bisogna valutare con cura le caratteristiche dei diversi mezzi per poter attuare la scelta migliore. Il secondo livello di decisione riguarda, invece, la selezione del medium specifico (es. quotidiani nazionali oppure locali). Questa scelta si deve basare sulla diffusione, sul tipo di persone normalmente raggiunte dal mezzo e sul costo medio per contatto valido. È bene ricordare che la crescente differenziazione del pubblico e l’orientamento sempre più multimediale delle pratiche di consumo culturale impongono di non fondare la campagna pubblicitaria su un unico mezzo di comunicazione, ma di rinforzarla con un mix di media diversi e complementari. 1.6 Le relazioni pubbliche. La funzione delle relazioni pubbliche è di contribuire al raggiungimento degli obiettivi di un’organizzazione con un’attività continuativa, consapevole e programmata di gestione e coordinamento delle relazioni che si attivano tra la stessa organizzazione e i suoi segmenti di pubblico. 8 In questo caso la comunicazione non deve solo conseguire obiettivi di mercato, ma anche promuovere campagne di immagine e fare pressione su altre organizzazioni o amministrazioni pubbliche e private. Per questo i destinatari non sono solo i consumatori, ma anche le associazioni, le istituzioni, e il mondo sociale e politico. Da queste considerazioni consegue l’ampiezza dei campi di applicazione e degli strumenti legati alle relazioni pubbliche: diffusione delle informazioni e prese di posizione attraverso la stampa, la radio e la televisione (propaganda); discorsi pubblici in occasione di convegni e riunioni; distribuzione di opuscoli, bollettini informativi e materiale audiovisivo relativo ai servizi e alle iniziative promosse dall’associazione; promozione di eventi speciali di carattere sociale, culturale, sportivo e benefico. 1.7 L’animazione e vitalità urbana Come già è stato detto, esistono due tipi di animazione: quella naturale, che attiene alle caratteristiche proprie di una via e al suo clima sociale, e quella artificiale, che riguarda tutte quelle iniziative che si svolgono nella strada con lo scopo di migliorarne l’immagine e renderla più attraente per il pubblico. Quest’ultima è una delle forme di comunicazione più utilizzate per creare coinvolgimento, attirare nuovi clienti e trasformare quelli occasionali in clienti fissi. In realtà, questo è anche il compito delle promozioni, nelle quali il consumatore coglie un vantaggio in termini utilitaristici. Nel caso, invece, dell’animazione artificiale si punta sull’idea di rendere più piacevole e gratificante lo shopping. Per conseguire i propri obiettivi, però, l’animazione deve nascondere la sua artificialità, legandosi il più possibile alla storia locale e ai bisogni dei cittadini. In altre parole l’attività di animazione riesce a perdere la sua artificialità nel momento in cui coinvolge positivamente le associazioni della città e si integra il più possibile con la vita sociale urbana. Le occasioni per intraprendere iniziative di animazione sono molte: commerciali (fiere, esposizioni, sfilate di moda), culturali (settimane del libro, concerti , teatro), storiche (anniversari di avvenimenti storici locali, celebrità locali), sportive (campionati, tornei, manifestazioni agonistiche), festività e ricorrenze (feste patronali, periodo natalizio, sagre, festa della mamma). I commercianti possono intraprendere autonomamente iniziative di questo tipo, oppure aggregarsi ad eventi che coinvolgono un numero più ampio di soggetti promotori. Oltre ad amministrazioni, associazioni, soggetti economici e stampa possono prenderne parte anche organizzazioni culturali e sportive, musei, biblioteche, gruppi folcloristici, centri di studi delle tradizioni locali, comitati organizzatori di feste patronali ed altri ancora di cui si dovrà cercare di volta in volta la collaborazione. Un aspetto da non dimenticare è che tali iniziative possono creare disagi ai cittadini residenti a causa dell’affollamento, della difficoltà di accesso e dei rumori; allo stesso tempo, però, possono diventare occasioni di socialità e concorrere alla decorazione dell’ambiente urbano. Un’opportuna strategia di comunicazione è oggi più che mai necessaria per il benessere di un’attività commerciale, in quanto nuove condizioni di concorrenza e di comportamento d’acquisto caratterizzano la nostra società. Innanzitutto vi è l’elevata mobilità del consumatore che, associata all’aumento delle informazioni disponibili e alla maggiore possibilità di scelta tra negozi che offrono gli stessi prodotti a prezzi diversi, determina un indebolimento della store loyalty, ovvero 9 del legame tra il consumatore e il negozio. In secondo luogo c’è la voglia di sperimentare. Infatti, dalle ricerche di mercato risulta che il 65% del totale degli acquisti viene fatti d’impulso, ovvero la scelta del prodotto o della marca viene effettuata nel negozio e se la marca desiderata non è presente vi è la tendenza a non rimandare l’acquisto, ma ad orientarsi su un prodotto simile. Queste considerazioni dimostrano l’importanza della valorizzazione del punto di vendita come mezzo di comunicazione e delle strategie volte a informare, richiamare e intrattenere il cliente nella zona commerciale. I nuovi modelli di consumo hanno anche la caratteristica di trasformare il fare la spesa in un momento di svago e divertimento. È per questo che diventano importanti tutte le attività di animazione e di impiego del tempo libero associate all’acquisto. Un ultimo aspetto che occorre considerare è la concorrenza fatta dai grandi magazzini, dai supermercati e dai centri commerciali. Questi ultimi, potendo disporre di ingenti somme di denaro e facendo ricorso alle scienze sociali applicate al marketing (dalla psicologia dei consumi alla semiotica), hanno la possibilità di strutturare piani di comunicazione molto efficaci. Dal momento che i piccoli commercianti non hanno a disposizione lo stesso tipo di risorse, per poter combattere questa concorrenza devono valorizzare lo strumento associativo e avvalersi di seri professionisti con i quali realizzare una strategia integrata di comunicazione. È necessario, quindi, che sviluppi una nuova filosofia di rapporto col pubblico. A tal proposito gli studiosi di marketing hanno registrato un cambiamento di tendenza che a visto il superamento del marketing di massa, indirizzato verso un pubblico generico con messaggi d'immagine aziendale indifferenziati, e l’affermarsi del marketing individualizzato basato sull’identificazione di precisi segmenti di pubblico individuati con apposite indagini. Il marketing individualizzato è “una forma di marketing che riconosce, prende atto, capisce e serve gli interessi e i bisogni di gruppi selezionati di consumatori le cui identità individuali e i profili di marketing sono noti all’azienda”. Tutto questo è possibile grazie all’ausilio delle moderne tecnologie informatiche che, memorizzando in un database i dati socio demografici e psicografici dei clienti, permettono di identificarli, conoscerli e contattarli. Così facendo si sono sviluppate nuove possibilità di rapporto con i clienti. A partire dagli anni ’80 molti supermercati hanno cominciato ad identificare i propri clienti per premiarne la fedeltà e già negli anni ’90 circa un quarto dei supermercati statunitensi aveva adottato il sistema della carta-cliente. Registrando la frequenza e le marche degli acquisti di ciascun cliente era possibile, infatti, comprendere le sue abitudini e i suoi gusti e conquistare, così, con messaggi e proposte personalizzate la sua fedeltà. L’obiettivo di quest'approfondimento è sottolineare come anche le piccole imprese dettaglianti possono avvalersi del marketing individualizzato, con la sola differenza nella quantità dei clienti, che è inferiore. Naturalmente questa pratica è più semplice ed immediata per quei tipi di negozi che raccolgono dati sulla clientela tramite un computer. Per gli altri, invece, bisogna inventare nuove soluzioni volte ad ottenere informazioni da chi compra o entra solo per guardare. Un buon supporto possono darlo le associazioni di zona costruendo, ad esempio in occasione di animazioni di strada, un archivio della clientela potenziale o acquisita di tutti i negozi della zona, a cui i singoli negozianti potrebbero accedere per confrontarlo con quello del proprio negozio ed individuare nuovi potenziali clienti. Un altro passo necessario allo sviluppo di un nuovo rapporto con i clienti, consiste nel passare da una comunicazione unidirezionale ad una interattiva, in grado di fornire al negoziante un feedback sulla base del quale rispondere alle esigenze dei clienti. In tal senso, più che aumentare la capacità di persuadere, è necessario saper ascoltare e, quindi, soddisfare il cliente. La soddisfazione dei clienti diventa uno strumento potentissimo di comunicazione, in quanto si traduce in influenza personale, capace di 10 orientare le scelte delle persone in qualsiasi campo. L’influenza tende a trasmettersi, attraverso il passaparola, agli amici, ai propri familiari ed ai colleghi di lavoro, generando una catena di pubblicità gratuita. Anche in quest'ambito possono intervenire le associazioni, creando apposite forme di fidelizzazione e coinvolgimento, come: la creazione di club dei consumatori; la distribuzione di riviste e newsletters contenenti informazioni sull’offerta dei singoli negozi, iniziative promozionali e curiosità; la creazione di numeri verdi, sportelli o uffici consumatori utili a questi ultimi per ottenere informazioni o per esprimere reclami. Per favorire la creazione di una organica serie di eventi di piccole e grandi dimensioni e massimizzarne l’efficacia rispetto alle attività inserite nel centrourbano, potrebbe essere utile promuovere un organismo finalizzato ad agevolare l’organizzazione delle manifestazioni e integrare le attività di comunicazione e programmazione. Per potere realizzare un’efficace strategia di comunicazione di un centro storico come i comuni analizzati, e integrarsi nella comunicazione e programmazione di altri soggetti è necessaria una pianificazione della comunicazione che abbracci l’intero periodo di un anno, ancor più se si ritiene utile l’integrazione tra diverse iniziative. Ai fini della valorizzazione commerciale, è inoltre utile integrare grandi iniziative di forte visibilità con altre di minore impatto ma che danno continuità e riconoscibilità, da mettere in sinergia attraverso una programmazione organica che valorizzi le funzioni del centro storico. La realizzazione di un piano di comunicazione annuale definito con il coinvolgimento di diversi soggetti (futuri partner) potrebbe essere un primo passo in questa direzione. Può inoltre facilitare la collaborazione e la gestione sinergica delle iniziative autonome dei diversi soggetti. Analogamente alle logiche messe in campo da competitors come i centri commerciali integrati o le aziende della grande distribuzione, occorre agire sulla base di obiettivi condivisi, con una precisa strategia e soprattutto attraverso una pianificazione adeguata. Il piano di comunicazione annuale, ha anche lo scopo di far convergere maggiormente le azioni di comunicazione di diversi soggetti e stimolare la ricerca di sinergie. L’obiettivo strategico è la valorizzazione di tutte le funzioni che costituiscono il "sistema centro storico" attraverso iniziative "in collaborazione".Vi è da proporre un’ipotesi di articolazione da verificare con i diversi attori: a) Valorizzazione dell’esistente: Inserire eventi legati allo shopping nell'ambito di iniziative culturali che si svolgono in centro storico (Es: mostre, sfilate, concorsi); Agganciare la promozione dell’artigianato, dei prodotti tipici alla forte caratterizzazione artistico-culturale del territorio valorizzando le tradizioni locali e sviluppando eventi a tema; Selezionare alcune iniziative di livello extraprovinciale sulle quali sviluppare azioni di promozione della caratterizzazione commerciale del sistema di offerta; b) Nuove azioni: L’elenco delle iniziative che compongono il piano di comunicazione annuale deve avere le seguenti caratteristiche: “aperto” al fine di valorizzare e integrare le nuove idee che possono nascere dai vari soggetti (commercianti, artigiani, ristoratori etc..); contenere iniziative precisamente orientate, ognuna delle quali orientata a segmenti specifici (es.: giovani; interessati all’ambiente; turisti, etc.); 11 contenere iniziative in sinergia a quelle esistenti che relazionano l'evento (mostra o convegno) al contesto, quindi i frequentatori con l'offerta di attività del centro. c) Promozione dell'area commerciale e comunicazione La promozione del “centro commerciale” del centro storico necessita di uno spazio adeguato nella comunicazione istituzionale del prodotto “centro storico”. Le iniziative inserite nel piano annuale necessitano di una adeguata comunicazione che può essere sostenuta con il contributo di diversi soggetti (enti pubblici, banche, associazioni, etc.) 1.8 Le modalità di attuazione di un piano di marketing L’attuazione di una strategia di valorizzazione della funzione commerciale in un centro storico, e l’incremento della sua polarità, pongono sempre il tema della valorizzazione delle caratteristiche di sistema dell’area, dell’integrazione delle politiche di intervento tra diversi soggetti, e dell’aumento dei livelli di consapevolezza di tale necessità. Le conseguenti modalità attuative, pur diversamente strutturate in funzione del contesto, devono rispondere alla necessità di confronto e rappresentazione delle politiche di intervento, consentire la massimizzazione delle convergenze di risorse e di soggetti (pubblici e privati), attorno a un quadro sufficientemente ampio di obbiettivi e interventi. Tale necessità è ancor più accentuata dalla crescente difficoltà a reperire le risorse necessarie per sostanziare le politiche di intervento. Il percorso di Marketing Urbano ruota essenzialmente attorno a due momenti: il primo centrato sulla necessità di favorire il confronto e la condivisione, e il secondo (necessariamente coerente e successivo), di gestione del piano di intervento, il percorso deve inoltre mirare a innescare un processo dinamico in grado di svilupparsi e articolarsi nel tempo. Lo schema seguente sintetizza gli elementi essenziali del percorso. Il confronto fra i soggetti “attori” della città rappresenta la modalità operativa per raggiungere e mantenere il consenso sulle criticità e sulle direttrici di intervento. Tale consenso rappresenta un requisito fondamentale per l’attuazione di un percorso di marketing urbano, ed è da ricercare innanzitutto in relazione al riconoscimento degli elementi di criticità presenti nel centro storico e in relazione alle direttrici strategiche di valorizzazione. E’ importante che questo consenso possa raggiungere la forma di un accordo , tra il soggetto pubblico e i privati, di attuazione di tali direttrici strategiche. Tale accordo avrà come oggetto il perseguimento delle direttrici strategiche , da parte dei diversi soggetti partecipanti, ognuno per la propria funzione istituzionale o statutaria, e la partecipazione a forme operative congiunte di intervento. Il piano di intervento può comprende interventi infrastrutturali, generalmente complessi e di pertinenza pubblica, e azioni di fidelizzazione-promozione, generalmente di pertinenza di associazioni che raggruppano gli operatori economici del centro storico. 12 1.9 Forme di attuazione e coordinamento Il mantenimento di una convergenza in fase attuativa necessita di strumenti operativi di coordinamento tra i diversi soggetti coinvolti pubblici e privati. Tali strumenti attuativi non rappresentano solo una mera necessità operativa, bensì l’affronto di un punto critico, un vero e proprio prodotto del processo finalizzato a consentire la capitalizzazione nel tempo delle esperienze. Il consolidamento di una modalità operativa può rappresentare un vero e proprio motore propositivo, catalizzatore delle dinamiche di trasformazione e promotore di una cultura di sistema. Meritano quindi la massima attenzione essendo la mancanza di una consapevolezza di sistema uno dei principali problemi del centro storico. Diverse possono essere le opzioni operative Gli schemi seguenti riportano in sintesi due possibili soluzioni che si differenziano per modalità e complessità organizzativa. Le due ipotesi individuare due estremi utili a schematizzare le alternative che si pongono al percorso di attuazione. La prima individua nel Comitato di coordinamento del centro commerciale naturale le funzioni di verifica, implementazione e sviluppo del piano di attività. Tale forma può essere implementata rapidamente ed essere adatta alla gestione di un programma di attività non troppo impegnativo, sia per numero e livello di iniziative, per i vincoli e accordi reciproci tra i soggetti coinvolti. Tale modalità potrebbe essere anche quella più idonea ad avviare il percorso del centro commerciale naturale tra soggetti ancora in una fase di studio reciproco, è comunque e suscettibile di sviluppo successivo. La seconda propone un sistema di relazioni molto più complesso che oltre a ipotizzare una forte condivisione nella focalizzazione degli obiettivi e nel piano di intervento, prevede l’attivazione di funzioni operative finalizzate all’attivazione del piano. I momenti di verifica e confronto tra i vari soggetti sono riservati ad ambiti e momenti specifici, al “Tavolo” di Concertazione. Si tratta di attivare un percorso di valorizzazione del centro commerciale naturale del centro storico, che per sua natura deve essere dinamico e che punta a svilupparsi e ad allargarsi nel tempo. Come si può notare, la seconda soluzione prevede l’istituzione anche di una funzione operativa Ufficio operativo, di attuazione del piano di marketing Urbano, con funzioni di comunicazione sia interna (tra i vari soggetti che concorrono all’attuazione o che sono per questo incaricati) sia esterna verso la città e il territorio. Di seguito si esplicitano gli elementi che sono stati individuati nello schema relativo alla seconda ipotesi, per esplicitarne maggiormente gli strumenti e le funzioni. “Tavolo” di concertazione e funzione operativa di coordinamento. In assenza di forme di incentivo alla realizzazione di un soggetto con funzioni di coordinamento si auspica almeno la costituzione di un “tavolo” come realizzazione operativa di un accordo o “patto” di reciproco impegno tra le parti interessate alla valorizzazione del centro storico della città. Soggetti partecipanti: Comune, CCIAA, rappresentati di associazioni di categoria, rappresentati di associazioni culturali ed enti, associazioni d’area. Funzioni: la funzione principale di tale “tavolo” è mantenere il confronto e il consenso sul percorso che ha portato alla individuazione delle criticità che riguardano il centro storico, le leve di intervento e l’individuazione di alcuni progetti operativi di possibile realizzazione. Il Tavolo di concertazione costituisce un punto dove far convergere idee e spunti, arrivare ad una sintesi, e valutare: - gli esiti di iniziative di animazione ed eventi, realizzati durante le festività natalizie e occasioni particolari, anche in termini di stimolo alle attività economiche del centro storico; 13 - gli esiti di azioni già contenute nel piano di intervento o comunque che mirano a rimuovere le criticità rilevate o a valorizzare gli elementi di pregio del centro storico (es: cartellonistica, qualificazione percorsi, azioni formative, piano di comunicazione, etc.); - i possibili effetti di interventi sul centro storico che i soggetti partecipanti al Tavolo hanno in progetto di realizzare nella esplicazione delle loro funzioni (es: durata lavori pubblici, nuove aree parcheggio); - proposte di azioni congiunte pubblico-privato ed eventuali fonti di finanziamento per la comunicazione convergente. 1.10 Un approfondimento sulle forme di comunicazione congiunta: il piano di comunicazione annuale Una pianificazione della comunicazione che abbracci l’intero periodo di un anno è necessaria per potere realizzare un’efficace strategia di comunicazione di un’area centrale a vocazione commerciale, ciò vale ancor più se si ritiene utile l’integrazione tra diverse iniziative, da mettere in sinergia attraverso una programmazione organica che valorizzi le funzioni dell’area. Lo sviluppo di un progetto operativo finalizzato alla definizione di un piano di comunicazione annuale si basa su: - aspetti metodologici di marketing; - esperienze di altri paesi europei; - le peculiarità del contesto locale; - i risultati (punti di forza e di debolezza) della fase di analisi del contesto da comunicare. 1.11 Le fasi del progetto operativo La modalità operativa proposta, proprio perché nuova per tutti i soggetti da coinvolgere e oggettivamente innovativa per le aree centrali e i centri storici Italiani,richiede certamente una fase di sperimentazione almeno biennale per produrre interamente gli effetti desiderati. Per questi motivi nel breve periodo non tutte le iniziative che fanno riferimento all’area debbono necessariamente essere comprese all'interno del piano di comunicazione annuale; nel piano sono inserite quell’insieme di iniziative per le quali convergono gli sforzi e le azioni dei diversi soggetti (amministrazione comunale, associazioni di categoria, singoli cittadini, gruppi di operatori) protagonisti nella comunicazione della città. FASE I –Comunicazione interna E’ utile la presentazione della bozza di calendario di iniziative culturali e di eventi in programma per l'anno successivo da parte dell'Amministrazione comunale e dei soggetti che organizzano grandi eventi. Scopo di questa fase è portare a conoscenza di quanto si sta progettando a livello cittadino e di area; ciò favorisce anche la comunicazione interna da parte dei soggetti locali e lo sviluppo di sinergie. Non importa in questa fase il dettaglio dell'iniziativa ma gli elementi che ne costituiscono la struttura: periodo, luogo, canali di comunicazione, soggetti interessati e soggetti promotori. 14 FASE II – Valutazione singole iniziative Va favorito il dibattito interno, la valutazione delle singole iniziative da parte delle associazioni o gruppi di operatori, al fine di valutare possibili sinergie, collegamenti, potenziamenti; ogni iniziativa è opportuno sia valutata rispetto a diversi parametri che possono essere tradotti in indici per dare valutazioni oggettive di interesse dell'iniziativa: • flusso stimato di visitatori e periodo; • tipo di visitatori (turisti, residenti in aree esterne, giovani,..); • effetti attesi sull’area a vocazione commerciale (passaggio o meta possibile); • relazione dell'iniziativa con l'offerta commerciale (interesse shopping dei visitatori). Al termine di questa fase si può arrivare anche ad effettuare una scelta di alcune iniziative e/o eventi alle quali abbinare iniziative a tema specifiche da parte delle associazioni di commercianti, artigiani o ristoratori o gruppi di operatori. FASE III – Iniziative di promozione/animazione all’interno di grandi eventi Progettazione di iniziative da parte delle associazioni e gruppi di operatori commerciali che si inseriscono all'interno di eventi o appuntamenti fissi: - orari prolungati degli esercizi, - vetrine a tema, - animazione di strada (es: rassegna teatro burattini, rassegna teatro di strada) - degustazioni; - un'ora di parcheggio gratis, - "il centro di sera" etc. Per ogni iniziativa si individuano: - obiettivi (es: favorire la visita all’area da parte di visitatori di una mostra o di una fiera; favorire l'accesso al centro in un momento di shopping, etc.); - modalità di svolgimento (es: eventuali società che realizzano l'evento, durata del servizio spazio bimbi temporaneo, orario degli esercizi, temi delle vetrine); - indici di efficacia (es: volume di vendite in un determinato periodo, grado di affollamento dell'area, test sui visitatori, ecc. ); - preventivo di costi ed eventuali risorse con indicazione del disavanzo da coprire. FASE IV – Confronto e sinergie Confronto sulle iniziative fra i soggetti promotori di grandi eventi e i soggetti promotori delle iniziative (associazioni e gruppi di imprenditori). Questa fase ha come obiettivo principale l'identificazione di sinergie di comunicazione (piano mezzi) fra gli eventi "culturali" e quelli legati alla promozione delle attività presenti nell’area centrale a vocazione commerciale. In particolare si elabora una strategia di comunicazione congiunta che tenga conto di tutti gli elementi che compongono il prodotto "sistema area centrale" sia nella scelta del messaggio sia in riferimento ai mezzi e canali di comunicazione. Ciò da la possibilità di una convergenza di risorse finanziarie anche da parte di soggetti esterni (banche, enti ) che intendono qualificare la propria immagine attraverso il contributo alla realizzazione di eventi di prestigio. Coordinamento o soggetto gestore? Per sviluppare un’azione di comunicazione coordinata è necessario comunità di intenti tra più soggetti, questa la si può sostanziare in un accordo e l’affermazione di prassi (uso di marchi subordinati al rispetto di protocolli, flussi informativi temporalizzati) o costituendo e organizzando uno specifico soggetto che persegua tale obiettivo. L’opzione dipende dalle condizioni culturali ambientali e politiche. Sia nel caso di un accordo e ancor più con la costituzione di un soggetto occorre garantire: 1 - definizione e verifica degli obiettivi e coordinamento in fase progettuale e di gestione; 2 - selezione e verifica delle iniziative rispetto agli obiettivi; 15 3 - reperimento risorse finanziarie (budget), sponsorizzazioni; 4 - promozione e comunicazione in fase di attuazione. Il centro commerciale naturale: approfondimenti per l’individuazione delle forme giuridiche per la collaborazione tra le imprese Ci sono diverse modalità, più o meno strutturate, per la realizzazione di un soggetto che possono rendere stabile la collaborazione fra le imprese del centro storico e intraprendere un percorso di “centro commerciale naturale”. Per questo è importante valutare le possibili forme giuridiche di questo soggetto. Infatti le esigenze di ordine pratico che stanno alla base della cooperazione fra operatori economici possono, almeno in linea di principio, possono essere soddisfatte attraverso l'impiego di vari strumenti giuridici. Diverse son le forme giuridiche per una proficua collaborazione tra le imprese per cui ne proponiamo alcune: associazioni, i comitati, i consorzi,, consorzi con attività esterna, associazione temporanea di imprese. 16 1.12 Le fasi del processo di gestione strategica L'applicazione al centro urbano dei principi di fondo della gestione strategica dell'impresa può risultare di notevole aiuto per comprenderne le logiche competitive ed i processi di sviluppo. Le fasi del processo di gestione strategica sono: analisi approfondita dei punti di forza e debolezza del centro urbano (audit urbano); elaborazione di una visione condivisa per il futuro del centro urbano, da tradurre in obiettivi chiari e precisi che trovino concretezza in adeguate linee strategiche (visioning strategico); formulazione della strategia (aspetti gestionali, organizzativi e finanziari); implementazione e monitoraggio dei risultati. 1.13 L’audit strategico per lo sviluppo del centro urbano La ricognizione del sistema d'offerta Punto di partenza per la gestione dell’auditing riguarda l'analisi approfondita delle componenti del sistema d'offerta del centro urbano che risulta essenziale per poter progettare, proporre e rendere operative, in una fase successiva, le linee strategiche finalizzate alla rivitalizzazione dell'area. L'obiettivo deve essere quello di individuare e circoscrivere i confini - non solo urbanistici, ma anche "psicologici" - del centro città ed analizzarne la conformazione e le caratteristiche. Come osservato in precedenza, l'attività di ricognizione dei molteplici elementi costituenti il "city product" risulta particolarmente laboriosa e necessariamente deve essere focalizzata sia sugli aspetti tangibili che intangibili, parimenti in grado di rappresentare possibili fattori di attrattività. Gli elementi attrattivi del centro urbano ne esprimono il potenziale e sono gli indicatori dell'esistenza di una concentrazione di risorse e competenze su cui dovrà essere focalizzato il processo strategico di valorizzazione. Le componenti tangibili del sistema d'offerta comprendono il patrimonio storicoartistico costruito e sedimentato nel tempo (monumenti, chiese, edifici storici e così via), le imprese commerciali operanti nell'area - che, come ampiamente discusso, possono assurgere al ruolo di "motore" del processo di rivitalizzazione - così come tutte le altre attività economiche (da quelle artigianali a quelle professionali), fino ad arrivare alle infrastrutture, alle reti di comunicazione e agli altri elementi hard del sistema. Le componenti intangibili comprendono invece i valori civili e sociali, la cultura, il livello di cooperazione tra gli attori locali, l'organizzazione e il coordinamento delle attività di supporto (parcheggi, trasporto pubblico, sorveglianza, pulizia delle strade e così via) e agli altri elementi soft del sistema. Tra questi, una particolare attenzione deve essere riposta sulle azioni intraprese per la valorizzazione e la promozione del centro città (strategie di marketing e comunicazione, interventi di riqualificazione e così via), nonché sull'organizzazione di eventi collegati alle tradizioni locali ed in grado di favorire e stimolare la vitalità dell'area, evidenziandone 17 caratteristiche e tipicità. Coerentemente con l'impostazione degli studi sul Service Management, occorre infine estendere l'analisi anche ai clienti, coloro che con differenti motivazioni e comportamenti fruiscono dell'offerta del centro città: i residenti, i visitatori abituali e occasionali, i turisti e così via. Per evidenziare "la personalità e l'unicità" dell'area è necessario, più in generale, arrivare a comprendere in modo capillare e approfondito le caratteristiche e i valori in essa compresi. Si tratterà, in altri termini, di comporre tutte le tessere di un quadro conoscitivo indispensabile per poter definire la vision, gli obiettivi e le linee strategiche più appropriate. L'analisi avrà un senso compiuto solo se tutte le informazioni saranno raccolte e sistematizzate nel modo esatto; la mancanza di anche uno solo degli elementi conoscitivi si tradurrà nella impossibilità di avere una visione d'insieme realmente efficace. Operando uno sforzo di sintesi e di schematizzazione e a titolo puramente indicativo e dunque non esaustivo - è possibile ricondurre gli aspetti fondamentali da valutare nella ricognizione del sistema d'offerta del centro urbano a quelli di seguito sinteticamente evidenziati. La delimitazione toponomastica. Occorre provvedere alla definizione dell'elenco delle strade che rientrano nel centro città e, in tal senso, consultare tutti i documenti ufficiali potenzialmente di supporto: il Piano Regolatore Generale (P.R.G.); il Piano delle Attività Commerciali (P.A.C.); altri eventuali documenti strategici (Piano Strategico della Città, Progetti Integrati Territoriali insistenti sull'area e così via). Occorre inoltre valutare la zona in espansione nella prospettiva di una possibile integrazione. L'accesso all'area. Occorre considerare molteplici aspetti inerenti l'accessibilità e la mobilità, tra i quali: la viabilità stradale e pedonale; i sistemi di trasporto pubblico; i sistemi segnaletici stradali e pedonali; i sistemi di flusso di traffico facilitato; i parcheggi (per auto, pullman turistici. motocicli etc.); i sistemi e i punti di informazione. Le infrastrutture e i servizi urbani. Occorre valutare: la dotazione infrastrutturale (di base e avanzata) del centro; la destinazione della superficie urbana (presenza di aree pedonali, a traffico limitato, ciclabili, verdi etc.); il trasporto urbano; la rete di distribuzione delle utenze (acqua, gas, elettricità, telefono); lo smaltimento e riciclaggio dei rifiuti; il livello di sicurezza criminalità; l'efficienza e l'adeguatezza dei servizi per le categorie speciali (disabili, donne incinta etc.). La popolazione residente. Informazioni rilevanti da rilevare sono quelle relative: al numero di abitanti dell'area; alla dinamica demografica (tasso di invecchiamento, tasso di natalità/mortalità etc.); al numero di nuovi residenti attratti dall'esterno; al numero di trasferimenti di residenti verso altre aree; alla localizzazione dei posti di lavoro della popolazione residente (nell'area o fuori); alla conoscenza degli elementi di attrazione dell'area da parte della popolazione residente. I visitatori e i turisti. Per completare l'analisi dei clienti del centro città occorre ovviamente raccogliere informazioni anche in merito: al numero di visitatori e di turisti nell'area; alla tipologia di visitatori e di turisti (caratteri socio-economici, provenienza etc.); alle motivazioni della presenza nell'area; alla durata e le modalità della permanenza media; alle valutazioni circa la loro esperienza; agli stimoli ricevuti da input comunicativi. Il patrimonio immobiliare. Al fine di ottenere una "fotografia" dello stato dell'arte occorre provvedere ad una classificazione degli immobili dell'area (per anno di costruzione, superficie, struttura, destinazione d'uso etc.), oltre che valutare: il 18 numero e la tipologia degli immobili non occupati; la proprietà degli immobili (pubblica o privata); la manutenzione degli immobili pubblici e privati; l'evoluzione del valore degli immobili e dei canoni di locazione; la presenza di vincoli normativi per l'assegnazione delle concessioni all'apertura di nuove attività. Le attrazioni storiche, artistiche e culturali. Occorre realizzare una completa e articolata definizione delle molteplici categorie di attrattori presenti nell'area, tra cui: i monumenti storici; gli edifici di forte richiamo e interesse (chiese e cattedrali, dimore signorili e palazzi storici, siti archeologici, archeologia industriale); le strutture d'interesse culturale (musei, biblioteche e archivi, gallerie d'arte, laboratori artigianali); i luoghi storici particolarmente attrattivi (piazze, strade, ponti, porticati). Occorre inoltre analizzare il livello di organizzazione e di servizio offerto per la fruizione delle attrazioni censite: la qualità dei percorsi di visita; la qualità della segnaletica informativa; lo stato attuale di mantenimento e tutela dei beni storici e artistici e così via Le strutture congressuali. Nell'ottica della definizione del quadro delle informazioni relative ai possibili attrattori dell'area occorre anche valutare la presenza di: palazzi per congressi; saloni; fiere; parchi d'esposizione. Le imprese commerciali. Per la rilevanza che assume ai fini della vitalità e vivibilità dell'area, occorre raccogliere numerose informazioni relativamente all'offerta commerciale, tra cui: il numero e la tipologia delle imprese; la varietà dei l'assortimento merceologico; la dimensione delle imprese. - il livello di concentrazione per le diverse tipologie merceologiche; il ruolo della distribuzione organizzata; i segmenti di mercato presidiati; la natalità/mortalità delle imprese; l’adeguatezza degli orari di apertura; la professionalità del personale di contatto. I servizi di entertainement. Come per l'offerta commerciale, anche per quella di entertainment risulta necessario definire puntualmente la composizione qualiquantitativa, valutando, ad esempio, la presenza di: teatri; cinema; sale giochi; parchi di divertimento; locali specializzati in musica dal vivo; night club; discoteche; impianti sportivi. La ristorazione. Occorre censire le molteplici componenti dell'offerta ristorativa dell'area: i ristoranti; le trattorie; le pizzerie; le rosticcerie, friggitorie, pizzerie a taglio con somministrazione: le birrerie; i bar e caffè, le gelaterie; i self service ; le enoteche; la gastronomia basata sulla cucina e sui prodotti del territorio e così via. La ricettività alberghiera ed extra-alberghiera. È necessario definire puntualmente anche la composizione dei servizi di ricettività dell'area, altra componente fondamentale del sistema d'offerta complessivo: gli alberghi; gli ostelli della gioventù; i bed and breakfast; gli affittacamere e le case per vacanze; il numero complessivo di posti letto per categoria e tipologia; i sistemi di promozione e distribuzione utilizzati. Le altre imprese. Al fine di esaurire l'analisi del tessuto economico dell'area, è necessario naturalmente considerare anche la presenza di altri operatori, non rientranti nella categorie innanzi illustrate: le imprese artigianali; le imprese di intermediazione immobiliare; le agenzie di viaggio e gli operatori turistici; le imprese di noleggio; gli altri operatori del terziario (saloni di parrucchiere, istituti di bellezza, centri per il benessere fisico, stabilimenti termali etc.); le attività professionali. 19 I servizi di pubblica utilità. Di notevole importanza risulta pure la ricognizione della presenza di attività di servizio di pubblico interesse e di potenziale richiamo: gli uffici e sportelli degli Enti pubblici (Comune, Provincia, Regione, Camera di Commercio, Centri per l'impiego etc.); le scuole (di ogni ordine e grado); l'università, gli altri organismi di formazione/istruzione (autoscuole, scuole di formazione professionale etc.); gli ospedali e le case di cura; gli altri servizi sanitari (ambulatori, studi medici, laboratori di analisi cliniche etc.); le farmacie: le poste; le banche e le altre attività di intermediazione monetaria e finanziaria; le organizzazioni associative (associazioni di categoria, associazioni professionali, partiti etc.); i tribunali e gli altri luoghi di svolgimento delle attività giudiziarie; i presidi delle forze dell'ordine (polizia, carabinieri, vigili del fuoco etc.). Gli eventi. L'analisi deve necessariamente essere estesa anche agli eventi regolarmente organizzati nell'area: i festival artistici; le fiere e i mercati; gli eventi folcloristici; gli anniversari storici; gli eventi religiosi; gli eventi sportivi. La valorizzazione e la promozione del’area. Per avere un quadro esaustivo propedeutico all'assunzione di decisioni di carattere strategico è ovviamente indispensabile conoscere e valutare le azioni già pianificate e/o implementate, soprattutto al fine di cogliere possibili opportunità di integrazione, di individuarne e superarne i limiti o di ampliarne gli effetti positivi. Occorre pertanto valutare: le operazioni di riqualificazione urbana; la presenza di incentivi finanziari per il recupero di immobili in disuso; la presenza di incentivi finanziari per la localizzazione o la delocalizzazione di attività economiche; il sistema di marketing e comunicazione dell'area (attività di promozione del patrimonio storico-culturale e degli eventi, ricerche di mercato e posizionamento dell'offerta etc.);la presenza di agenzie/operatori specializzati nell’'incoming turistico; il coordinamento tra le diverse categorie di stakeholder locali su progetti di sviluppo condivisi. L'elenco innanzi presentato può essere inteso come una sorta di check-list da utilizzare quale utile supporto nell'attività di auditing al fine di evitare di tralasciare elementi che la letteratura, la prassi e il buon senso indicano come importanti. Il primo, fondamentale passo è ovviamente rappresentato dalla definizione dei confini dell'area da considerare, al fine di circoscrivere contestualmente anche la raccolta delle informazioni sui singoli aspetti oggetto d'indagine. In tal senso, occorre osservare che in una prospettiva di gestione strategica la delimitazione del "town centre product" può condurre ad un'area non necessariamente coincidente con quella definita dagli strumenti urbanistici comunali - che pure rappresentano, ovviamente, il necessario punto di partenza. Il concetto di "centro città" è infatti più efficacemente definibile assumendo come oggetto primario di riflessione gli aspetti decisionali della strategia di valorizzazione, ossia i meccanismi del processo decisionale, i soggetti che vi partecipano, le relazioni e le logiche di interazione tra gli stessi. L'area è così definita in funzione delle specifiche problematiche che emergono quali traiettorie per conseguire un vantaggio competitivo e diviene lo «spazio in cui hanno luogo i processi di elaborazione e implementazione delle decisioni strategiche per lo sviluppo». I confini vanno pertanto fissati a partire dal disegno strategico che si intende implementare, al fine di comprendervi tutte le forze attive interessate alla valorizzazione delle risorse disponibili, tutti i soggetti che partecipano alla definizione e all'implementazione della strategia e le competenze di volta in volta richieste per la messa a punto della stessa. 20 L'analisi degli stakeholder rilevanti L'analisi degli stakeholder risulta particolarmente critica al fine di cogliere le variegate sfaccettature sociali, economiche e politiche di un centro urbano. Le decisioni e le azioni organizzative che contribuiscono significativamente alla pianificazione e alla gestione dell'area e il contesto politico e sociale nell'ambito del quale esse maturano sono aspetti che la stakeholder analysis dovrebbe valutare durante la formulazione del progetto, prima che esso determini i suoi risultati. L'obiettivo dovrebbe essere quello di individuare gli attori maggiormente rilevanti ai fini del disegno strategico, conoscerne le istanze e le opinioni e comprendere cosa si aspettano che venga fatto per soddisfare le loro attese. Il risultato auspicato è di individuare le modalità di soddisfacimento degli stakeholder rilevanti che possano contestualmente consentire di creare valore per l'intera collettività. Come tutti gli strumenti manageriali, se utilizzata correttamente la stakeholder analysis può fornire informazioni molto preziose ed indirizzare efficacemente il processo di pianificazione della strategia; allo stesso tempo, tuttavia, se non utilizzata correttamente l'analisi può condurre a risultati addirittura fuorvianti. Pare pertanto opportuno fare riferimento alla più accreditata letteratura sul tema al Fine di rinvenire una guida metodologica certa. Per pervenire a conclusioni affidabili occorre innanzitutto: identificare gli stakeholder: classificarli in gruppi significativi e omogenei; stabilire un ordine d'importanza. Quanto all'individuazione degli stakeholder, i contributi sulla gestione strategica del centro città hanno puntualmente indicato quelli che in generale sono gli attori che dovrebbero essere coinvolti, specificandone pure le modalità di coinvolgimento. Tali stakeholder sono stati classificati come appartenenti: al settore pubblico (amministrazione locale, imprese di trasporto, enti ed agenzie del turismo, università etc.); al settore privato (associazioni di categoria, singoli imprenditori, gestori di locali pubblici e servizi di intrattenimento, agenzie di servizio etc.); alla società civile in generale (associazioni di volontariato, associazioni culturali, comitati di quartiere etc.). Non sono stati però forniti strumenti metodologici adoperabili per individuare tutti gli stakeholder potenziali di uno specifico progetto strategico da implementare - che naturalmente potranno, almeno in parte, variare di caso in caso. Allo stesso modo, la letteratura sul Town Centre Management non si è sufficientemente soffermata sulle modalità attraverso le quali sia possibile ricondurre i diversi stakeholder individuati a gruppi omogenei e creare successivamente delle gerarchie che consentano di concentrare l'attenzione esclusivamente sui gruppi considerati maggiormente rilevanti. Ancora, non sono stati discussi gli strumenti operativi che possono risultare utili per ascoltare e registrare le opinioni degli attori classificati come più importanti, che rappresenta naturalmente il quarto e ultimo step di un'analisi metodologicamente corretta. Il primo step: identificare gli stakeholder Per procedere all'identificazione degli stakeholder è unanimemente condivisa la necessità di partire dall'analisi delle relazioni che legano i diversi attori ad una organizzazione o ad un'area territoriale. In tale direzione si muove la letteratura prevalente che propone di individuare gli stakeholder primari e quelli secondari - a seconda che il legame con essi risulti o meno essenziale per la sopravvivenza; gli stakeholder proprietari e non; gli stakeholder che intrattengono relazioni volontarie e quelli che intrattengono relazioni involontarie: gli stakeholder che hanno relazioni di tipo contrattuale e quelli che hanno relazioni di tipo informale o morale; gli stakeholder che sono fornitori di risorse e quelli che sono clienti. 21 Il principale rischio sotteso a questo approccio è probabilmente rappresentato dal fatto che alcune categorie di stakeholder potrebbero essere trascurate, non risultando possibile individuarle in base alla tipologia specifica di relazione utilizzata come criterio discriminante. Così, ad esempio, l'attenzione non dovrebbe essere focalizzata esclusivamente sulle persone e/o organizzazioni individuate come di primaria o secondaria importanza in base al contributo offerto, ma «tbc definition of stakeholders must be broadened to include more people and individuals». Tale rischio pare ancora più marcato nel caso specifico del centro città, dove la molteplicità degli attori direttamente o indirettarnente coinvolti dal progetto di gestione strategica è tale che non è sufficiente considerare un'unica tipologia di legame. In tal senso, particolarmente efficace può risultare l'utilizzo del cosiddetto Linkage Model, sviluppato e proposto da Grunig e Hunt (1984), che punta ad identificare tutti i potenziali stakeholder a partire dalla differente natura delle relazioni esistenti. Queste ultime vengono ricondotte a quattro fondamentali tipologie: enabling linkages,functional linkages, diffused linkages, normative linkages. Se adeguatamente applicato ed adattato al caso specifico del centro urbano, tale modello può costituire una preziosa guida nella fase di identificazione di tutti i potenziali portatori d'interesse. Le relazioni definite enabling identificano gli stakeholder che hanno la possibilità di esercitare un qualche controllo sull'attività svolta. Nel caso di una organizzazione profit -oriented si tratterà, ad esempio, degli azionisti, del consiglio d'amministrazione o, più in generale, delle autorità legislative, e giudiziarie. Questi stakeholder consentono all'organizzazione di avere risorse ed autonomia per operare. Nel caso specifico del centro città gli attori individuabili attraverso queste relazioni sono fondamentalmente le autorità pubbliche che dettano le regole ed hanno la possibilità di incidere fattivamente sul futuro dell'area. II riferimento è dunque al governo locale - il Comune - e a quello sovra-locale - la Provincia, la Regione, il Governo centrale da cui possono provenire rispettivamente le risorse e l'autonomia per implementare un efficace progetto di rivitalizzazione. Nel momento in cui si giunge alla creazione di un organismo ad hoc per la gestione strategica dell'area, tra gli attori individuabili in base a queste relazioni rientreranno ovviamente tutti quelli direttamente coinvolti nella struttura organizzativa. E dunque, oltre al Comune, che in ogni caso esercita sempre un ruolo di indirizzo e controllo, anche i membri dei management board che è chiamato a definire i ruoli e le responsabilità di tutti i partner e ad elaborare le strategie, nonché il town centre manager, cui è affidato operativamente il progetto. Nel caso della costituzione di una vera e propria società dotata di autonomia giuridica e patrimoniale ovviamente entreranno a far parte di questo gruppo tutti gli azionisti e gli amministratori - indipendentemente dalla natura pubblica o privata della società. Sono da ricomprendere in questa categoria, infine, eventuali professionalità "esterne" all'area direttamente e massicciamente coinvolte nel processo di gestione - si pensi, ad esempio, ad eventuali consulenti che contribuiscono attivamente alla formulazione della strategia. Le relazioni definite functional identificano gli stakeholder che risultano essenziali per il normale svolgimento dell'attività, a loro volta suddivisibili tra stakeholder con funzioni di input e di output. Nel caso di una organizzazione profit-oriented stakeholder con funzioni di input saranno, ad esempio, i dipendenti e i fornitori che garantiscono lavoro e fattori produttivi; stakeholder con funzioni di output saranno invece, ad esempio, i clienti ed i distributori che acquistano i prodotti e i servizi (Grunig, Hunt, 1984). Nel caso specifico del centro città gli attori individuabili attraverso queste relazioni sono tutti quelli che garantiscono la normale "vitality" e"viability" dell'area, sia dal lato della domanda che dal lato dell'offerta. Tra gli stakeholder con funzioni di input potremo così individuare in primo luogo tutti i soggetti istituzionali/pubblici (Comune, Camera di Commercio, Agenzia di sviluppo locale, Azienda per il turismo, Polizia, Azienda dei Trasporti pubblici, Aziende sanitarie, 22 Azienda della nettezza urbana e così via) chiamati a garantire l'accessibilità, la vivibilità e lo sviluppo dell'area. Vi rientrano pure i soggetti istituzionali del mondo della formazione e della ricerca (Università, Scuole, Centri di Ricerca e così via) e, più in generale, gli operatori culturali (Musei, Biblioteche, Società di gestione del patrimonio monumentale e così via) che contribuiscono in maniera decisiva alla vitalità dell'area. Tra i soggetti privati rientrano invece in questa categoria innanzitutto gli stakeholder, i proprietari immobiliari. Vi rientrano poi tutte le imprese e i singoli imprenditori operativi nell'area (imprese commerciali, artigianali, di servizio, di ristorazione, di entertainement, di ricettività e così via). Tra gli stakeholder con funzioni di output sarà invece possibile individuare i residenti dell'area, i pendolari (residenti in altre aree della città e/o in aree limitrofe che vi si recano quotidianamente per motivi di lavoro o studio), i visitatori (per affari, shopping, convegni e così via: residenti in altre città/nazioni che si recano solo per un giorno nell'area) e i turisti (residenti in altre città/nazioni che pernottano anche nell'area). Le relazioni definite normative identificano gli stakeholder che non sono né direttamente né indirettamente coinvolti nello svolgimento dell'attività, ma che condividono simili valori, obiettivi o problematiche. Nel caso di una organizzazione profit-oriented il riferimento è, ad esempio, ad altre organizzazioni che aderiscono alla medesima associazione di categoria. Nel caso specifico del centro città gli attori individuabili attraverso queste relazioni sono in primo luogo rappresentati dalle associazioni non-profit (di volontariato, culturali, di consumatori, di residenti e così via) presenti localmente. Vi rientrano anche le organizzazioni di categoria delle imprese (Confindustria, Confesercenti, Confartigianato e così via) e quelle rappresentative dei lavoratori (i sindacati). Altra potenziale tipologia di stakeholder individuabile attraverso questo tipo di relazioni sono le eventuali forme spontanee di coordinamento create nell'area, come ad esempio le "associazioni di strada" finalizzate ad armonizzare le attività promozionali/commerciali degli operatori di una circoscritta zona. Infine, sono da ricomprendersi in questo gruppo anche i diversi partiti politici che rappresentano i variegati interessi del territorio, il cui punto di vista ed il cui coinvolgimento risulta ovviamente critico per la riuscita del progetto strategico - che non dovrebbe essere legato esclusivamente alla "visione" delle parti politiche di maggioranza ma condiviso trasversalmente da tutti. Le relazioni definite diffused, infine, identificano gli stakeholder con i quali non si hanno interazioni frequenti, ma che comunque sono interessati all'attività svolta. Nel caso specifico del centro città gli attori individuabili attraverso queste relazioni sono innanzitutto i residenti nelle aree periferiche della città c/o i residenti in altre città limitrofe che non si recano abitualmente nel centro. Ancora, vi potranno essere ricompresi speciali gruppi di attivisti che potrebbero sostenere ovvero ostacolare eventuali interventi programmati nell'ambito del processo di gestione strategica e di rivitalizzazione dell'area (si pensi, ad esempio, al ruolo che potrebbero avere gli ambientalisti di fronte all'ipotesi di un intervento di pedonalizzazione o di creazione di aree verdi, piste ciclabili e così via). Anche con riferimento al centro città, rientrano in questa categoria i media, che possono favorire il processo di comunicazione delle azioni strategiche pianificate e che pertanto debbono essere adeguatamente coinvolti ed informati. Il secondo step: classificare gli stakeholder in gruppi omogenei Una valida analisi deve essere improntata ad un orientamento "names and faces", ovvero deve garantire la chiara identificazione di e la efficace comunicazione con tutti gli stakeholder. Al fine di evitare di trovarsi a fronteggiare un numero infinito di individui c/o organizzazioni, è pertanto necessario classificare gli stakeholder con interessi, posizioni e richieste simili come appartenenti alla medesima categoria, 23 riconducendo tutti i potenziali attori da tenere in considerazione a pochi ma significativi e omogenei gruppi. Come ampiamente condiviso, un'utile classificazione può essere effettuata ragionando sugli attributi posseduti dagli stakeholder individuati. In particolare, gli attributi maggiormente significativi e più frequentemente utilizzati sono: l'interesse e il potere di influenzare le scelte, le decisioni, i risultati. Partendo da questi due attributi, è possibile ricondurre tutti i potenziali stakeholder a quattro fondamentali categorie: i players, che hanno sia un elevato interesse che un elevato potere di influenza; i subjects, che hanno un elevato interesse ma un potere limitato; i context setters, che hanno la possibilità di incidere significativamente sulle scelte e le linee d'azione ma un scarso interesse a farlo: i crowd, che hanno sia uno scarso interesse che alcun potere di influenza. Con i dovuti adattamenti, questa medesima categorizzazione è operabile con riferimento agli stakeholder di un centro urbano. In questo caso specifico, gli stakeholder classificabili come players sono innanzitutto le autorità pubbliche locali, che per definizione hanno sia il potere che l'interesse per influire sulle scelte inerenti il futuro dell'area. Allo stesso modo. rientrano in questa categoria i diversi soggetti pubblici/istituzionali (Camera di Commercio, Agenzia di sviluppo locale, Azienda per il turismo, Polizia, Azienda dei Trasporti pubblici, Aziende sanitarie, Azienda della nettezza urbana, Università, Musei e così via ) e buona parte dei soggetti privati individuati in base a relazioni funzionali di input (della ristorazione e della ricettività alberghiera ed extra-alberghiera, in particolare) - sia in forma individuale che in forma associativa. Sono players ovviamente anche gli stakeholder, che avranno il massimo interesse ad iniziative di valorizzazione dell'area ed il cui coinvolgimento o mancato coinvolgimento incide significativamente sui risultati conseguibili. Gli stakeholder classificabili come subjects sono innanzitutto i residenti dell'area, i pendolari e i visitatori abituali, che hanno il massimo interesse agli interventi di rivitalizzazione, ma quasi sempre non hanno il potere per incidervi direttamente. Alla stessa categoria appartengono anche le altre imprese localizzate nell'area (attività professionali ed artigianali, agenzie turistiche, società di intermediazione immobiliare e finanziaria e così via), solitamente "trascurate" e meno coinvolte in programmi di rivitalizzazione rispetto ai commercianti ed agli operatori dell'entertainement. Analogo discorso vale per le organizzazione rappresentative dei lavoratori e le altre associazioni non-profit (culturali, di consumatori, di residenti, di volontariato), ugualmente interessate alle scelte strategiche per il rilancio del centro città, ma solitamente non in grado di impattare direttamente e significativamente su di esse. Tra gli stakeholder dotati invece del potere e della legittimità per incidere sulle decisioni e sui risultati ma, solitamente, non interessati a farlo, classificabili dunque come context setters, vi sono le autorità legislative sovralocali (Provincia, Regione, Governo centrale) che potrebbero in linea di principio fissare ostacoli o opportunità al processo di gestione strategica locale, ma esclusivamente in modo indiretto e mediato. A questa stessa categoria potrebbero essere ricondotti alcuni partiti politici che, a livello locale, potrebbero avere un interesse specifico su determinati aspetti del processo di gestione del centro città ma non sull'intero disegno strategico o ancora potrebbero non condividere affatto l'esigenza di porre la riqualificazione dell'area come una questione di primaria importanza. Simile la posizione di speciali gruppi di interesse che potrebbero incidere sulle scelte, soprattutto creando consenso ed esercitando una pressione sui membri degli altri gruppi, ma che potrebbero essere interessati a farlo limitatamente ad alcuni aspetti specifici dell'intervento (come, ad esempio, la realizzazione di un'area verde o lo spostamento della sede di un mercato rionale) e non con riferimento all'intero processo. 24 Gli stakeholder classificabili come crowd, infine. non dotati cioè né del potere né di un interesse diretto ed un coinvolgimento elevato, sono tutti quelli che non interagiscono in maniera diretta e/o continua con il sistema d'offerta del centro città. II riferimento è così innanzitutto ai residenti in aree periferiche o in altre località che non si recano abitualmente in centro, così come ai turisti e ai visitatori occasionali. Sono riconducibili a questa categoria buona parte degli stakeholder individuati in base a relazioni di tipo diffused, ed in particolare la comunità locale in generale e i media. La costruzione di una matrice interesse/potere può risultare particolarmente utile per ricondurre tutti i numerosi stakeholder di un centro città a quattro categorie alternative, consentendo successivamente di indirizzare in modo corretto la scelta degli attori maggiormente rilevanti, le cui istanze occorre conoscere e soddisfare. Terzo step: stabilire un ordine d’importanza degli stakeholder Dopo aver individuato tutti i possibili stakeholder e averli classificati in gruppi omogenei, è necessario stabilire una gerarchia che permetta di concentrare l'attenzione sulle istanze maggiormente rilevanti. Naturalmente la rilevanza dei diversi gruppi d'interesse risulta essere positivamente correlate alla presenza combinata degli attributi innanzi esaminati. In altri termini, è naturale attendersi che maggior peso e attenzione vengano attribuiti alle opinioni e alle richieste di quelli che sono stati classificati come players; viceversa, minore sarà l'importanza attribuita alle istanze dei crowd. Nel caso specifico del centro città, dunque, gli stakeholder che necessariamente dovranno essere coinvolti nel processo di definizione ed implementazione della strategia sono i diversi soggetti pubblici e privati classificati come players. Allo stesso modo, però, assumono una posizione di assoluta preminenza anche i subjects, attori locali particolarmente coinvolti e interessati all'azione strategica ma non dotati della forza per incidervi direttamente. L'ascolto delle istanze di quest'ultima categoria di interlocutori è riconducibile alla stregua di responsabilità sociale e morale dei promotori del disegno strategico. Meno influenti sulle scelte sono invece le richieste e le posizioni degli stakeholder classificati come crowd e context setters, che risulta in ogni caso parimenti importante conoscere. Pur dovendo necessariamente tener conto delle specificità di ciascuna situazione, è così possibile ricondurre ai seguenti gli attori del centro città che normalmente risulterà indispensabile coinvolgere nel processo di gestione strategica, sin dalla fase di elaborazione della visione e definizione degli obiettivi: soggetti pubblici: Comune, Camera di commercio. Agenzia di sviluppa Aziende municipalizzate. Università e così via; soggetti privati: proprietari immobiliari e imprese (commerciali, della ristorazione, della ricettività, dell'entertainment, ma anche imprese artigianali, società immobiliari, banche, assicurazioni, finanziarle e così via); associazioni di categoria: dei commercianti, degli artigiani, degli operatori turistici e così via, nonché i sindacati; centri di servizio: in particolare i centri di assistenza tecnica (CAT) agli operatori commerciali previsti dal D. Lgs. n.l 14/1998; clienti: residenti, pendolari e visitatori abituali. soggetti del "terzo settore ": associazioni,O.N.L.U.S. e così via. II quarto step: raccoglier-e e analizzare le opinioni degli stakeholder rilevanti 25 I diversi gruppi di stakeholder del centro città sono ovviamente caratterizzati da posizioni, preoccupazioni. esigenze e richieste tra loro anche molto distanti. I residenti, ad esempio, presumibilmente assoceranno l'efficacia dell'azione strategica alla capacità di elevare la qualità complessiva della vita attraverso interventi migliorativi dell'accessibilità, della mobilità, del livello di inquinamento, della sicurezza, della vitalità culturale e così via. Esigenze analoghe saranno con buona probabilità espresse anche da turisti e dai visitatori abituali, che fruiscono pro-tempore dei medesimi servizi offerti ai residenti. Le imprese, in particolare quelle di piccole e medie dimensioni. valuteranno invece il disegno strategico in relazione alla sua capacità di apportare miglioramenti alle performance reddituali, così come gli stakeholder avranno come interesse prioritario e parametro principale di riferimento l'incremento di valore dei propri capitali. Risulta pertanto indispensabile conoscere con esattezza le posizioni e le aspettative dei diversi gruppi individuati, nonché la potenziale collaborazione o avversione ai progetti di rivitalizzazione che potrebbero essere implementati. A tal fine, è oramai consolidato l'utilizzo delle tecniche di ricerca di tipo qualitativo Il riferimento è in particolare al focus group ed alle intervista in profondità. I singoli strumenti d'analisi possono essere utilizzati in maniera alternativa oppure in maniera congiunta. Un focus group può ad esempio essere utilizzato per individuare i tratti salienti che vengono unanimemente riconosciuti come determinanti e irrinunciabili elementi da includere nel progetto strategico, si pensi a fattori quali la sicurezza o l'arredo urbano, piuttosto che l'offerta di servizi d'intrattenimento o la varietà delle proposte commerciali. Questo strumento potrebbe dunque, in fase preliminare, aiutare a focalizzare l'attenzione sugli aspetti considerati maggiormente critici e meritevoli di ulteriori approfondimenti. In una seconda fase, per conoscere la posizione di ciascun gruppo di stakeholder - o almeno di quelli maggiormente rilevanti - ed i punti di migliorabilità suggeriti, si potrebbe far ricorso alle interviste in profondità. Per condurre ai risultati auspicati, il focus group dovrebbe essere rappresentativo dei variegati interessi istituzionali e di categoria che si esprimono nell'ambito di un centro città. La partecipazione non dovrebbe pertanto essere limitata agli Enti pubblici locali e ai rappresentanti degli operatori commerciali - come spesso accade - ma estesa anche alle rappresentanze delle altre imprese, delle associazioni di volontariato e non-profit e, più in generale, a tutti gli stakeholder individuati. Un numero maggiore escluderebbe infatti inevitabilmente qualcuno dalla discussione; un numero minore renderebbe difficile e poco efficace l'interazione fra i partecipanti. La elevata numerosità degli stakeholder di un centro urbano potrebbe pertanto richiedere l'organizzazione di più di una occasione d'incontro, per favorire un miglior approfondimento e un miglior confronto tra tutte le parti. Dalla letteratura emergono anche alcune semplici, ma fondamentali indicazioni metodologiche per l'utilizzo efficace di questo strumento: contenere il leader informale che tenta di trascinare il gruppo con la sua prepotenza vocale o con il suo ascendente; tentare di incrementare la relazione tra conduttore/osservatore e partecipanti; dar sempre voce ai più deboli e ai più timidi, per non perdere punti di vista importanti; bloccare le domande del gruppo che mirano a temi personali; evitare conflitti tra conduttore/osservatore e partecipanti; non focalizzarsi su singole opinioni o giudizi, ma rilanciare sempre la questione al gruppo. Assolutamente critico risulta pertanto il ruolo del conduttore (o moderatore) del gruppo di discussione, che deve mantenere la conversazione entro i binari programmati e fare in modo che tutti partecipino al colloquio. Per aiutare le persone 26 più schive, viene in genere utilizzata la tecnica del rilancio di stimoli già emersi: il moderatore deve quindi intervenire se il dibattito è stagnante e se qualcuno monopolizza la discussione impedendo agli altri di esprimersi. Per assicurare la partecipazione attiva di tutti i convocati ed evitare interventi troppo lunghi e fuorvianti, può risultare utile chiedere ai partecipanti di preparare un intervento scritto - comunicando in anticipo i temi oggetto di discussione. In alternativa è possibile distribuire ai partecipanti delle "flip chart sheet" (foglietti personalizzati con il nome degli intervistati o con colori diversi), chiedendo di scrivere la propria opinione/proposta in merito a ciascun punto in discussione, piuttosto che lasciar la possibilità di esporla oralmente. In ogni caso, il presupposto più rigoroso per l'analisi dei risultati è l'acquisizione integrale degli interventi dei partecipanti al focus group Nel caso in cui gli interventi fossero orali e non scritti. è possibile prendere delle note durante l'esposizione oppure audio-registrare i discorsi e poi trascriverli integralmente riascoltandoli Il materiale raccolto dovrà essere analizzato secondo metodi qualitativi interpretativi (content analysis) avvalendosi anche dell'ausilio di appositi software di gestione dei dati qualitativi e utilizzando le indicazioni contestuali raccolte durante lo svolgimento dei focus. L'obiettivo dell'analisi deve essere quello di rilevare le idee più diffuse tra i diversi stakeholder ovvero di creare delle "coalizioni'" aggregabili attorno a proposte che potrebbero incontrare il comune consenso. L'intervista di gruppo ha il notevole pregio di far emergere un gran numero di informazioni e di spunti, ma ad un livello non analitico. Per approfondire le opinioni degli stakeholder maggiormente rilevanti, le cui istanze occorre conoscere dettagliatamente per poterne debitamente tener conto nella fase di formulazione della strategia, può pertanto risultare utile ricorrere ad interviste in profondità. Nel caso specifico del centro città, pare sicuramente questo il caso degli stakeholder classificati come players e subjets che, come innanzi visto, necessariamente dovranno essere analizzati e coinvolti. La traccia destrutturata dell'intervista può essere ottenuta in buona parte dall'analisi delle testimonianze dei partecipanti al focus group. In ogni caso. lo schema di interrogazione dovrà essere « assolutamente flessibile e non standardizzato»,altamente strutturato, ma non somministrato, dovrà cioè servire da guida al ricercatore durante le interviste, ma non essere rigidamente seguito, lasciando invece che la discussione si sviluppi anche spontaneamente. La sistematizzazione dei risultati ottenuti La ricognizione del sistema d'offerta e l'analisi degli stakeholder conducono all'individuazione delle risorse e delle competenze che connotano in maniera distintiva il centro città e che ne rappresentano i punti di forza da valorizzare nell'elaborazione del progetto strategico di gestione. Contestualmente, dall'attività di audit interno emergono le carenze in termini di risorse e competenze, ovvero i punti di debolezza sui quali occorrerà intervenire. Naturalmente, per avere una visione completa e realmente efficace, è necessario estendere l'analisi anche al contesto più vasto regionale, nazionale e internazionale - in cui il centro città è inserito, dal quale provengono le opportunità e le sfide da cogliere per rafforzare la posizione competitiva. L'attività di audit esterno sarà fondamentalmente basata sulla raccolta di dati di tipo secondario e sull'osservazione delle macro-tendenze in atto a livello sovra-locale e, dunque, non risulta essere, dal punto di vista metodologico, particolarmente problematica. Dalla notevole massa di informazioni raccolte attraverso l’audit - interno ed esterno occorrerà partire per poi operare una valutazione critica e una sistematizzazione finalizzata a rendere immediatamente fruibili le poche, chiare e significative indicazioni che bisogna puntare ad ottenere. L'obiettivo deve essere quello di sintetizzare le 27 risultanze ottenute in maniera da ricavarne preziosi spunti per la definizione delle linee strategiche e delle politiche d'intervento. Da questo punto di vista, secondo una metodologia ampiamente nota, può risultare particolarmente utile ricorrere ad una SWOT analysis. Come noto, la SWOT analysis si basa su una matrice divisa in quattro campi, dedicati rispettivamente ai punti di forza (strenghts) e di debolezza (weaknesses), alle opportunità (opportunities) e alle minacce (trhreats). Il principale contributo di questo strumento di pianificazione strategica - traslato dall'impresa al territorio - risiede nella possibilità offerta ai decisori ed ai policv maker di valutare le problematiche locali da differenti punti di vista, ampliando lo spettro delle soluzioni perseguibili. In genere, infatti, si tende ad avere un solo punto di vista. Se è troppo pessimistico si stroncano le idee nuove e l'intraprendenza, se è troppo ottimistico si rischia di avventurarsi in acque perigliose senza averne le possibilità . Con la SWOT analysis, invece, ci si costringe ad analizzare il problema da quattro punti di vista diversi e contrastanti, soffermandosi con attenzione sulle potenzialità e sui possibili rischi associati a qualsiasi iniziativa strategica e operativa. Con riferimento specifico al centro città, le principali dinamiche sovralocali che potrebbero essere interpretate come minacce alla competitività e più in generale, alla vitalità dell'area sono riconducibili, ad esempio, alle seguenti: processo continuo di modernizzazione del sistema distributivo; crescente concentrazione dell'offerta commerciale e conseguente proliferazione di grandi strutture ubicate prevalentemente in aree extra-urbane; calo demografico / elevata età media; calo del reddito disponibile per le famiglie; cambiamento nello stile di vita, con il progressivo incremento della tendenza a collocare la residenza in centri extra-urbani. Possibili opportunità potrebbero invece essere rappresentate, ad esempio, da: incremento del turismo integrato e di qualità (sostenibile); interesse da parte dei polyci maker non solo locali per il tema della rivitalizzazione dei centri urbani; miglioramento generale delle infrastrutture di trasporto e di telecomunicazione; maggiore opportunità di accedere a finanziamenti per i servizi pubblici offerti dai Comuni; significativi azioni di promozione e di marketing del territorio svolte a livello sovra-locale. Guardando alla composizione del sistema d'offerta e alla posizione dei principali stakeholder urbani, possibili punti di forza potrebbero essere rappresentati, ad esempio, da: rilevanza del patrimonio storico-artistico-culturale; qualità della vita: reddito pro capite elevato; presenza di una marcata tendenza all'associazionismo; notevole dinamicità imprenditoriale. Possibili punti di debolezza potrebbero infine essere rappresentati, ad esempio, da: localizzazione geografica sfavorevole; eccessivo pendolarismo, con trasformazione del centro in un "dormitorio"; insufficiente valorizzazione delle risorse architettoniche e culturali: bassa propensione al consumo in loco/basso tasso d'investimento; modesta disponibilità di personale qualificato/mancanza di innovazione. 28 1.14 Implementazione piano strategico per il centro urbano La conseguente implementazione dei piani richiede generalmente l'individuazione di un facilitator a cui venga affidato il compito di avviare operativamente il progetto. Tale compito spetta, ancora una volta, all'amministrazione comunale, che riveste dunque un ruolo chiave ai fini del processo, chiamata come è ad assolvere a quattro funzioni chiave:1) la sponsorship, che consiste nel promuovere l'iniziativa facendo leva sul proprio ruolo istituzionale per catalizzare e mobilitare gli attori verso l'avvio e la realizzazione del processo: 2) la garanzia, che si basa sulla volontà politica alla base del processo e si sostanzia nel fornire ai partecipanti l'assicurazione di presidio dello stesso, di attuazione effettiva delle decisioni realizzate in maniera partecipata, di ricerca dell'equilibrio degli interessi dei diversi stakeholder contro i pericoli di prevaricazione da parte di gruppi più forti o organizzati, di protezione del processo da attacchi politici di diversa provenienza; 3) la leadership, che si realizza nel fornire guida e coordinamento e quindi supporto al processo favorendo l'interazione tra gli stakeholder e nel contempo indirizzandola verso il raggiungimento di risultati condivisi; 4) la facilitazione, che si concretizza nel coinvolgere gli attori rilevanti e, più in generale, tutti i portatori d'interesse, stimolare le interazioni, l'ascolto, il confronto e favorendo lo sviluppo di dinamiche deliberative e affrontando i conflitti. Nell'ideale schematizzazione proposta la fase di visioning viene vista come momento organizzativo in cui si delineano le caratteristiche dell'organo che realizzerà la pianificazione e si definiscono i meccanismi di partecipazione, ma anche come momento operativo di elaborazione vera e propria dell'auspicato futuro scenario da realizzare. La susseguente fase di costruzione dei piani viene vista come momento partecipato di disegno strategico integrato, posto in essere ed eventualmente ricalibrato nella successiva fase di implementazione. Come le evidenze empiriche mostrano chiaramente, tuttavia, la gestione strategica dei centri urbani non viene necessariamente a realizzarsi secondo questo rigido schema sequenziale. La storia delle strategie, le metodologie seguite per elaborare la visione e costruire il piano, le evoluzioni ambientali in fase di implementazione rendono il processo ciclico e spesso non strutturabile secondo una sequenza fissa.I metodi, le tecniche e gli strumenti individuati nel proseguo possono tuttavia costituire un valido supporto rispetto al disegno della strategia e alla sua implementazione all'interno di un processo unitario di gestione strategica del centro urbano. Il visioning strategico La definizione della visione è il frutto di un attento lavoro di analisi che deve coinvolgere tutti gli attori chiave e che si basa sulla valutazione delle risorse e competenze di cui il centro urbano realmente dispone. La visione orienta la gestione strategica nel lungo periodo, ha un effetto motivazionale e attribuisce unità e significato alle azioni dei soggetti coinvolti. A tal fine, una visione efficace é: realistica, attuabile e credibile se assume come base i punti critici (positivi e negativi) evidenziati dall'audit, si basa sulle risorse e sulle competenze distintive, è traslabile in linee e obiettivi; chiara e comunicabile se individua in una o in poche frasi la direttrice principale lungo la quale il centro intende procedere per lo sviluppo; condivisa e attraente se nata da un processo inclusivo, focalizzata su un futuro desiderabile e contenente elementi di richiamo emozionale oltre che razionale. 29 La costruzione di una visione con le caratteristiche individuate trae origine dall'attenta osservazione dello scenario attuale, nell'ambito del quale particolare attenzione deve essere riposta alla considerazione della "storia delle strategie" pianificate e realizzate, deliberate ed emergenti che hanno interessato nel passato l'area oggetto di riflessione strategica. Di fatto l'analisi e le conclusioni relative ai progetti - pubblici e privati, già realizzati, in corso di realizzazione e in fase di attivazione - può consentire di individuare modalità di integrazione con le strategie ereditate dal passato, di individuare e superarne i limiti e di ampliarne gli effetti positivi. La costruzione di una visione che risulti condivisa e attraente implica inoltre, come già evidenziato in precedenza, la più ampia partecipazione possibile delle diverse categorie di stakeholder alla sua formulazione. La visione non viene elaborata in prima istanza in maniera definitiva e vincolante e non appare separata dalla pianificazione: il processo di costruzione della strategia e di modificazione della visione è interattivo e in divenire. La versione definitiva della visione sarà parallela alla definizione del piano e sarà coerente non solo con le analisi di partenza, ma anche con la strategia pianificata; essa inoltre sintetizzerà le intese intervenute nel corso del processo e apparirà correttamente declinata in linee strategiche, obiettivi e azioni definite da progetti e programmi . In altri termini, la vision sarà il risultato di una costruzione sociale la cui validità risulterà collegata alla ricchezza delle interazioni, delle sperimentazioni e delle progettazioni che il processo di pianificazione strategica sarà in grado di produrre . In tale direzione, il primo fondamentale compito dell'amministrazione locale che si fa carico di avviare il processo è rappresentato dall'individuazione di efficaci modalità di consensus huilding, attraverso la creazione di reti di attori-decisori locali invitati e stimolati a prendere parte attivamente alla definizione della visione e delle linee strategiche. Gli stakeholder aderenti daranno luogo, insieme all'istituzione comunale, al "consiglio" o"tavolo" per lo sviluppo del centro urbano. Il tavolo", che nasce come organismo per realizzare il disegno di gestione strategica del centro urbano, deve presentare alcune connotazioni indispensabili. Deve innanzitutto rappresentare in modo completo ed equilibrato le diverse tipologie di portatori d'interesse che si riveleranno nel contempo attuatori e beneficiari della strategia e deve essere aperto rispetto all'adesione di ulteriori soggetti rappresentativi. Le decisioni prese al suo interno devono essere successivamente ratificate e attuate dagli stessi soggetti che lo compongono. Il confronto interno deve essere favorito da meccanismi di comunicazione anche non formalizzati, ma i ruoli di ciascun soggetto devono essere chiari così come i contributi apportati e gli obiettivi specifici perseguiti. Deve essere sempre aperto un canale di comunicazione bi-direzionale con gli stakeholder rappresentati indirettamente o esclusi dal tavolo. Il livello di integrazione degli stakeholder nei meccanismi di discussione e decisione del tavolo impatta sulla capacità dello stesso di pervenire alla formulazione di un disegno effettivamente condiviso e unanimemente apprezzato. In tal senso, è possibile prefigurare diverse modalità di coinvolgimento che presuppongono un differente livello di integrazione degli attori locali. In particolare, ad un livello di integrazione più basso farà riferimento l'adozione di strumenti quali i newsgroup, i forum sul web, i call center, i contact point (segreterie, ufficio relazioni con il pubblico, chioschi etc.) e così via. Ad un livello di integrazione intermedio farà riferimento il ricorso a strumenti quali i focus group e le interviste in profondità con testimoni privilegiati. Ad un livello di integrazione elevato sono rinvenibili strumenti quali le assemblee, i forum tematici, le commissioni o gruppi di lavoro aperti alla partecipazione diretta degli attori locali. È in questo ultimo caso che si realizza il confronto diretto e sincrono con i decision maker consentendo di rendere possibile, rispetto alle questioni affrontate, una effettiva co-progettazione. 30 Diverse sono le metodologie e le tecniche adottate per realizzare questa integrazione "spinta" degli attori chiave nei processi decisionali. Guardando all'evidenza empirica è possibile individuare quelle comunemente utilizzate, di cui si propone nel proseguo una sintetica descrizione. Modelli e tecniche per la progettazione partecipata OPEN SPACE TECHNOLOGY (OST) La tecnica Open Space Technology è stata creata nella metà degli anni '80 da Harrison Owen, un esperto americano di scienza delle organizzazioni sulla base di un'intuizione: le persone che partecipavano alle sue conferenze apprezzavano più di ogni altra cosa i coffée break che rappresentavano un'occasione di relazione e confronto libero. Partecipanti e Facilitatori: E tendenzialmente aperto a tutti i partecipanti interessati, ma può anche essere rivolti a soggetti specificamente individuati. il numero di partecipanti può variare da un minimo di 5 ad oltre 1.000 convenuti. È prevista la presenza di uno o più facilitatori. Durata: da uno a tre giorni. Descrizione: il metodo si basa sull'autorganizzazione, non vanno proposti programmi predefiniti e non sono necessari relatori. La scelta del tema è cruciale: deve focalizzare la discussione e stimolare la partecipazione del gruppo. I partecipanti devono essere realmente interessati al tema e pronti ad impegnarsi nel discuterlo, altrimenti l'OST non funziona. Sono i partecipanti a proporre gli argomenti che ritengono interessanti, dichiarandoli in plenaria, scrivendoli su cartoncini e affiggendoli su un muro. Intorno a questi, attraverso adesioni spontanee, si formano i gruppi che lavorano in sessioni parallele. Quattro principi e una legge guidano il conduttore e i partecipanti durante il workshop. principi sono: chiunque venga è la persona giusta; qualsiasi cosa accada è l'unica che poteva accadere; in qualsiasi momento cominci, è il momento giusto; quando è finita, è finita. La legge che definisce i criteri di libertà e responsabilità alla base del funzionamento dello strumento è quella dei "due piedi": chi si accorge che non sta né imparando né contribuendo alle attività, deve alzarsi e spostarsi in un luogo in cui puoi essere più produttivo. Lo spostamento verso un altro gruppo non va interpretato come segno di rabbia o ostilità sebbene i comportamenti eccessivamente autoritari ed egocentrici vengono sanzionati proprio dall'abbandono del gruppo piuttosto che dal confronto diretto con il soggetto monopolizzatore. Gli unici responsabili di un evento noioso o poco stimolante vengono ad essere i suoi stessi partecipanti: è questa consapevolezza a rendere il lavoro più appassionato e produttivo nonostante nessuno abbia il controllo sul processo. Ciascun gruppo sintetizza i risultati degli argomenti affrontati e restituisce un report. Tutti i report vengono raccolti, acquisiti dall'organizzatore e distribuiti a tutti i partecipanti (in formato digitale c/o affissi). METAPLAN Il metodo Metaplan nasce in Germania negli anni '70 ad opera dei fratelli Wolfgang ed Eberhard Schnelle. Partecipanti e Facilitatori: i partecipanti possono essere individuati in comunità ristrette o ampie il numero di partecipanti può variare da un minimo di 5 ad oltre 300 convenuti. É prevista la figura del facilitatore chiamato a illustrare i principi di funzionamento, l'utilizzo degli strumenti e a gestire il gruppo. Durata: da uno a tre giorni. 31 Descrizione: il Metaplan è una metodologia che utilizza un insieme articolato di tecniche di gestione dei processi di comunicazione nei gruppi di lavoro e di discussione visualizzata di supporto all'intero processo di lavoro. In ogni fase si prevede l'utilizzo da parte dei convenuti di diversi materiali: rotoli di carta, figure geometriche adesive di carta di diverso colore e dimensione, pennarelli colorati, bollini adesivi, strutture precostituite (assi cartesiani, reti, schemi ad albero, liste graduate etc.). Il processo si articola nelle seguenti fasi: presentazione e apertura: il facilitatore definisce il programma di lavoro e gli obiettivi; comunicazione: i partecipanti esprimono le loro opinioni in merito al tema in oggetto scrivendole su dei fogli di carta colorati che saranno attaccati sulle pareti e resi visibili a tutti; clusterizzazione: le opinioni espresse individualmente vengono aggregate; group working: vengono formati dei gruppi di lavoro che avranno il compito di analizzarle, facendo emergere gli elementi problematici dell'aspetto su cui hanno scelto di lavorare, di proporre idee e individuare soluzioni; action planning: il lavoro di gruppo viene riportato in una riunione plenaria e si perviene, in seguito a votazione, alla definizione di un piano d'azione PLANNING FOR REAL Il Planning for Real (PFR) viene sviluppato nella seconda parte degli anni '70 dalla Education for Neighborhood Change dell'Università di Nottingham e registrato dalla Neighborhood Initiatives Foundation (MF), un'organizzazione no profìt fondata nel 1988 da Tony Gibson con sede a Telford in Inghilterra. Partecipanti e Facilitatori: il metodo è aperto alle comunità residenti o a parte di esse. Il numero di partecipanti può essere elevato, in tal caso si opera una successiva suddivisione in gruppi. Tecnici e rappresentanti istituzionali possono essere presenti ma il loro intervento è limitato a rispondere a domande specifiche: vengono visti più come risorsa di supporto che come stakeholder. E previsto un facilitatore. Durata: diversi giorni nell'arco di 3 mesi. Descrizione: l'area viene rappresentata da un plastico (in scala 1:300, preferibilmente costruito in una prima sessione in collaborazione con gli stessi partecipanti) dove possono essere identificati gli elementi del quartiere. In una prima sessione analitica ogni partecipante posiziona sul plastico apposite schede colorate prestampate (nelle ultime versioni del modello) o scritte di pugno identifìcando le principali questioni della comunità. La fase progettuale prevede che intorno alle questioni individuate si formino gruppi più ristretti che. vengono informati con appositi materiali (documenti, pannelli etc.) su vincoli e opportunità per la trasformazione urbana (budget, soluzioni sperimentate altrove, vincoli e standard urbanistici etc.) e quindi procedono a: posizionare interventi migliorativi (ad es. verde pubblico, negozi, parchi giochi, parcheggi etc.) la cui fattibilità, nel caso di carte prestampate, è stata verificata in via preliminare; negoziare su interessi in conflitto e priorità posizionando le carte su un tabellone che individua tre aree: "now, soon, later". In plenaria si procede quindi ad una sintesi e all'elaborazione di proposte specifiche. EUROPEAN AWARNESS SCENARIO WORKSHOP (EASW) La metodologia EASW nasce in Danimarca all'inizio degli anni '90. Nel 1994 è stata adottata ufficialmente, promossa e diffusa dal programma Innovazione della Commissione Europea. 32 Partecipanti e Facilitatori: il workshop EASW presuppone l'individuazione degli stakeholder partecipanti in 4 gruppi di attori: amministratori/politici, tecnici/esperti, imprenditori, cittadini. Il numero di partecipanti può variare da 24 a 40. É previsto il coordinamento da parte di un gruppo di facilitatori. II workshop si articola in due fasi: l'elaborazione di visioni future e lo sviluppo di idee e azioni. Durata: Può durare una o più giornate: «una giornata di workshop consente di avviare percorso partecipato promuovendo una discussione che dovrà poi essere ripresa ed approfondita in successivi incontri. Due giornate consentono di approfondire le discussioni identificando alcune priorità di azione. Tre giornate consentono di sviluppare delle proposte operative concrete». Descrizione: nella prima fase, a ciascuna delle quattro categorie di attori partecipanti è chiesto di sviluppare visioni relative ad un futuro possibile a dieci anni. Nella fase plenaria di discussione si apre il confronto sugli scenari realizzati dalle diverse categorie e si individuano i temi più significativi su cui concentrare l'attenzione. Si scompone nuovamente l'assemblea, ma in quattro gruppi tematici a composizione mista tra le diverse categorie di attori. Attraverso sessioni successive, con l'utilizzo di tecniche diverse di brainstorming, di visualizzazione e di negoziazione ciascun gruppo elabora idee e possibili modalità di realizzazione. Le idee vengono selezionate ed un massimo di cinque ne vengono presentate nella sessione plenaria di chiusura del workshop. In plenaria, dopo la presentazione delle idee avviene una votazione finale che individua cinque idee da realizzare attraverso piani di azione congiunti. GOAL ORIENTED PROJECT PLANNING (GOPP) Il GOPP è un metodo che facilita la pianificazione e il coordinamento di progetti attraverso una chiara definizione degli obiettivi e si inquadra in un approccio integrato denominato PCM (Project Cycle Management) e diffuso nel 1993 dalla Commissione Europea conte standard di qualità nelle fasi di programmazione, gestione e valutazione di interventi complessi. Partecipanti e Facilitatori: Il workshop GOPP è solitamente riservato a stakeholder chiave (subjects) e il numero di partecipanti del workshop può variare dai 10 ai 15. È sempre prevista la presenza di un facilitatore. Durata: da uno a tre giorni. Descrizione: la metodologia utilizza tecniche di visualizzazione: nella fase di analisi i partecipanti scrivono le loro opinioni su cartoncini adesivi colorati, che vengono incollati su cartelloni dove possono essere spostati e aggregati dai partecipanti. Anche i problemi vengono visualizzati e viene costruito un diagramma ad albero relativo ai problemi poi convertito in un diagramma di obiettivi (albero delle soluzioni). La fase di analisi è composta dalle seguenti sottofasi: definizione/verifica dell'entità: si tratta di definire il tema, l'argomento su cui avviene l'esercizio di progettazione; analisi degli attori-chiave: viene realizzata una matrice degli stakeholder del tipo di quella richiamata in precedenza; analisi dei problemi: viene realizzato lì "albero dei problemi"; analisi degli obiettivi: viene realizzato I' "albero degli obiettivi"; identificazione ambiti d'intervento: viene realizzato il clustering degli obiettivi sulla base delle competenze tecnico-professionali c/o istituzionali necessarie per raggiungerli. scelta degli ambiti d'intervento: selezione degli obiettivi sulla base di criteri condivisi di priorità; defnizione della logica di intervento: definizione di quattro livelli in rapporto verticale causa-effetto - Obiettivi Generali, Obiettivo di progetto, Risultati, Azioni; analisi del rischio; 33 definizione degli indicatori; programmazione temporale delle attività; La fase di progettazione viene sintetizzata da una matrice, il logical •framework (o quadro logico), che mette in relazione le quattro componenti della logica d'intervento, gli indicatori di raggiungimento, le fonti presso le quali reperire i dati a essi relativi e soprattutto le ipotesi, definibili come quei fattori o condizioni esterni al progetto, ma importanti per raggiungere i risultati e gli obiettivi del progetto. In generale, la metodologia GOPP durante la gestione del ciclo di vita di un progetto (PCM), può intervenire nei seguenti momenti-chiave: la fase di identificazione (analisi a mezzo di un identification workshop); all'inizio della fase di studio di fattibilità o progettazione esecutiva (progettazione a mezzo di un formulation workshop); a metà percorso (review, workshop per definire e condividere eventuali adattamenti qualora siano emersi problemi o nuove opportunità), al termine del progetto (evaluation workshop per verificare il raggiungimento degli obiettivi e individuare eventuali suggerimenti per successivi miglioramenti e progetti futuri). Le diverse metodologie di progettazione partecipata presentano tre caratteristiche comuni. In primo luogo, la figura del facilitatore (che viene prevista da tutte le metodologie sebbene il suo ruolo sia più "leggero" nel caso della OST e metodologicamente molto più presente negli approcci fortemente strutturati come il Metaplan e la EASW) che dirige un processo al tempo stesso cognitivo, creativo e motivante e, senza entrare nel merito dei contenuti, conduce gli attori a riconoscere cause ed effetti di problemi, a elaborare visioni, a determinare obiettivi e a individuare percorsi praticabili. In secondo luogo, le tecniche di organizzazione dei gruppi di lavoro in plenaria o in sessioni'. E infine, le tecniche e gli strumenti di comunicazione visiva e fisica che, pur assumendo un peso differente nell'ambito delle diverse metodologie, si basano: sulla forma scritta (che sostituisce o rinforza quella orale disciplinando e focalizzando le proposte dei convenuti); sulla visualizzazione e classificazione condivisa di fogli e biglietti che riportano idee e proposte; sulla sintesi in documenti che vengono condivisi e restituiti ai partecipanti (schemi a matrice, instant report etc.). La formulazione della strategia Il passaggio dalla fase di costruzione della visione alla progettazione vera e propria della strategia e dei relativi obiettivi è un momento chiave, in cui gli attori-decisori coinvolti sono impegnati nella concertazione dei contenuti che contraddistingueranno la pianificazione strategica. Si tratta, in particolare, di definire tre livelli di obiettivi progressivamente più di dettaglio: le linee strategiche, che definiscono la coerenza complessiva del piano e che risultano da un lavoro di sintesi creativa basato sulle analisi strategiche e sulla vision; gli obiettivi specifici, che hanno una portata più ridotta e che sono il risultato di una negoziazione tra gli attori coinvolti; i risultati, che sono definiti dai vantaggi, in termini di servizi, che riceveranno i beneficiari e che vengono realizzati dalle specifiche azioni pianificate. La formalizzazione dei diversi obiettivi avviene attraverso l'elaborazione di piani classificabili, in base al loro raggio d'azione, su differenti livelli. In particolare, è indispensabile pervenire alla redazione dei seguenti documenti: business plan: di ampio respiro, di durata pluriennale, definibile anche "architettura strategica"'; action plan: connessi alla realizzazione di specifiche iniziative, di durata annuale. 34 Come per l'elaborazione della visione, anche per la predisposizione di questi documenti possono essere seguite diverse logiche, a seconda dell'effettivo livello di coinvolgimento e di integrazione nel processo garantito agli attori locali. La tipologia di interventi L'oggetto della pianificazione strategica per il centro urbano può essere rappresentato da interventi sulle condizioni strutturali dell'area ovvero da attività di tipo organizzativo e manageriale (ATCM, 2000). In merito ai primi, è possibile far riferimento a: interventi di riqualificazione c/o rifunzionalizzazione di beni che appartengono al patrimonio storico-artistico pubblico., interventi di arredo urbano; creazione di spazi di aggregazione sociale (aree pedonalizzate, spazi attrezzati a verde pubblico, giardini etc.); interventi di riqualificazione e/o rifunzionalizzazione di edifici in degrado o dismessi da parte di soggetti privati e pubblici; interventi di risanamento c/o riqualificazione su beni privati (edifici, negozi, vetrine etc.) che per localizzazione e caratteristiche contribuiscono a definire il livello di decoro del centro; investimenti volti a consentire, regolare e agevolare l'accessibilità e la fruizione del centro (mezzi pubblici, strade e piazze, parcheggi, segnaletica etc.); investimenti per il miglioramento delle condizioni ambientali generali dell'area (installazione di telecamere per la sorveglianza e, o per l'accesso regolato, manutenzione delle strade etc.). In linea di massima, questi interventi di tipo strutturale sono ricompresi nel piano pluriennale di più ampio respiro. Per quanto concerne invece gli interventi di natura organizzativa e gestionale, è possibile ricondurli essenzialmente alle seguenti tipologie: azioni di promozione e marketing dell'area (comunicazione, creazione di un brand del centro città, organizzazione di eventi speciali o periodici etc.); azioni di sistematizzazione e integrazione dell'offerta commerciale (interventi sul mix di attività -"tenant mix" - che definiscono l'offerta commerciale dell'area', interventi sull'organizzazione per la definizione di un modello di offerta integrato, attraverso, ad esempio, la definizione di orari comuni, servizi comuni ai clienti etc.). Tali interventi e attività, per loro stessa natura, possono risultare indipendenti nell'implementazione rispetto a quelli di tipo strutturale. Spesso tuttavia azioni organizzative e manageriali realmente incisive presuppongono la preventiva realizzazione di uno o più tra gli interventi di natura strutturale sopra richiamati. Come ampiamente enfatizzato nelle precedenti parti del lavoro, è su queste azioni di tipo gestionale che occorre far leva per promuovere il coinvolgimento e l'integrazione degli attori locali e definire in tal modo un modello di governance delle differenti componenti del sistema d'offerta dei centri città. Le modalità di finanziamento degli interventi La natura delle fonti di finanziamento attivabili è strettamente connessa alla tipologia di interventi da realizzare. Le azioni sulle condizioni strutturali dell'area presuppongono un finanziamento pubblico che, nella maggior parte dei casi, è totalitario. Le attività di tipo gestionale possono prevedere invece una compartecipazione finanziaria da parte dei diversi partner pubblici e privati coinvolti. In linea più generale, le risorse finanziarie possono assumere una triplice natura : finanziamenti pubblici (comunali, regionali, nazionali, comunitari): contributi privati conferiti direttamente dai beneficiari; entrate realizzate dall'attività comune (sponsorizzazioni, vendita di beni e servizi etc.). Quanto ai contributi privati, versati da imprese e da singoli imprenditori che operano sia nel comparto del commercio che della ristorazione, del turismo, dell'entertainement, dell'artigianato, della finanza e così via, e/o da consumatori, è possibile osservare che essi possono assumere due diverse forme: finanziamenti che 35 coprono il costo annuo dell'iniziativa; finanziamenti del singolo progetto sulla base dell'interesse che il singolo finanziatore privato ha nello specifico, secondo il cosiddetto "shopping list approach" . Le due configurazioni sono tuttavia estreme ed è ammissibile che per alcuni progetti/attività si preveda la copertura complessiva fin dall'inizio, mentre per altri tale copertura venga rimandata alla fase realizzativa sulla base di contributi privati o finanziamenti pubblici resisi disponibili. Da non sottovalutare il problema del free riding: alcuni dei beneficiari dell'iniziativa potrebbero dichiararsi non disponibili a sostenerne i costi ottenendone comunque i benefici. In realtà è tendenzialmente scontato il tentativo di riconnettere benefici e vantaggi agli sforzi profusi nell'iniziativa, ma non sempre questo è possibile in particolare quando i benefici vengono ottenuti da un ampio insieme di soggetti come esternalità positive. In questi casi, quando viene richiesto un contributo ai privati ed il beneficio non è selettivo rispetto ai contribuenti, può rendersi necessaria o maggiormente indicata l'adozione di forme di contribuzione totalitaria obbligatoria. L'identificazione della struttura organizzativa La fase di pianificazione se da un lato deve necessariamente indicare quelli che saranno i soggetti attuatori delle singole attività, dall'altro può prevedere o meno la costituzione di un organismo che curi la gestione dell'iniziativa e rimandarne la costituzione o la formalizzazione alla fase di implementazione. Può pertanto essere deciso che l'organizzazione che guiderà l'iniziativa sia di natura diversa da quella che l'ha promossa o pianificata. In linea di massima, è possibile affermare che la natura dell'ente di gestione e la delega nei suoi confronti di funzioni e poteri risultano strettamente connesse alla complessità e alla portata del piano. Nei contesti come quello anglosassone dove gli interventi di tipo strutturale presentano una minore complessità, la gestione dell'iniziativa si traduce in aspetti prevalentemente manageriali connessi al marketing e al controllo del mix di offerta commerciale. In questi casi la gestione può essere demandata ad un'apposita società a cui partecipano i membri dell'organismo che ha dato origine all'avvio dell'iniziativa e altri attori locali che possono aggiungersi in corso d'opera. Nel contesto italiano, caratterizzato da livelli di complessità ambientale maggiore, si possono invece prospettare configurazioni alternative. Può verificarsi che l'organismo progettuale, che vede il comune in posizione di controllo, prosegua la propria attività anche nell'implementazione della strategia. Può verificarsi che il comune si faccia direttamente carico della supervisione dell'intero processo con particolare attenzione al coordinamento e alla realizzazione degli interventi strutturali, delegando ad un altro organo o ad una società costituita ad hoc gli aspetti gestionali connessi al marketing e ai servizi. Può, infine, verificarsi che si opti per la costituzione di una struttura istituzionalmente delegata all'implementazione di tutti gli interventi programmati per la rivitalizzazione del centro città. In tale ultimo caso, l'organismo può assumere diverse forme (associazione, fondazione, agenzia. consorzio, società) e può prevedere una differente partecipazione pubblico-privata. Quando vengono coinvolti soggetti imprenditoriali privati, la partnership può avere natura informale è il caso prevalente: si fonda su un semplice accordo tra i partner - o formale - è il caso più in crescita negli ultimi anni: prevede la costituzione di una vera e propria società dotata di autonomia giuridica e patrimoniale. L'implementazione della strategia 36 Dopo aver definito le azioni strategiche da realizzare, individuato i soggetti responsabili e le modalità di reperimento delle necessarie risorse finanziarie, occorre passare all'implementazione dei singoli progetti che, a seconda delle caratteristiche, possono richiedere tempi di attuazione più o meno lunghi. Come abbondantemente notato dalla letteratura, risulta indispensabile individuare in questa fase un mediatore - cosiddetto facilitator- cui affidare operativamente il progetto da implementare. Indipendentemente dalla forma organizzativa prescelta per l'organismo di gestione è infatti necessario individuare una figura tecnica in grado di assicurare il coordinamento tra le azioni strutturali e gestionali che saranno poste in essere, nonché presiedere a funzioni trasversali rispetto alle linee d'azione (quali, ad esempio: il monitoraggio e la valutazione; la rendicontazione; la revisione e il completamento dei piani: la comunicazione). Deve conseguentemente trattarsi di un manager dotato delle competenze necessarie a guidare l'organismo di gestione e ad assicurare: il raggiungimento degli obiettivi; il reperimento dei fondi; la promozione, sulla base delle necessità individuate, di cambiamenti, integrazioni e revisioni nei piani annuali. L'individuazione e la nomina del manager, da effettuarsi sulla base delle sue esperienze e competenze, non può quindi essere esclusivamente "politica" o comunque realizzata in autonomia dall'amministrazione comunale, ma deve ottenere il consenso dei soggetti che partecipano all'organisino di gestione ed eventualmente essere realiz-zata mediante il ricorso ad head hunter specializzati. Uno dei compiti fondamentali cui tale manager è chiamato è il mantenimento del coinvolgimento degli stakeholder anche nella fase attuativa. Un'adeguata base partecipativa consente infatti di prevenire contestazioni e conflitti. La partecipazione può, ancora una volta, avvenire a livelli differenti e in momenti diversi: alcuni stakeholder vengono direttamente a far parte dell'organismo di gestione; altri collaborano soltanto ad alcune attività; altri sono sentiti a cadenze regolari o in particolari occasioni o ancora sono richiamati a partecipare a nuovi workshop di progettazione / riprogettazione. Parte integrante della fase di implementazione della strategia è il monitoraggio e la valutazione in itinere dei risultati raggiunti, indispensabile per il completamento e la revisione, anche profonda, delle linee e dei programmi originari. La valutazione in itinere risponde soprattutto all'esigenza di verificare il grado di raggiungimento degli obiettivi facendo emergere gli eventuali scostamenti dei risultati conseguiti rispetto a quelli attesi, nonché l'andamento delle variabili relative all'ambiente esterno e al macro ambiente. Al fine di evitare che cambiamenti nelle condizioni ambientali vengano rilevati soltanto ex post come causa del mancato raggiungimento degli obiettivi, occorre monitorate evoluzioni, realizzazioni di fattori di rischio previsti e mutamenti di contesto imprevisti e valutato il loro impatto sul centro urbano. Le valutazioni a tale livello di analisi potrebbero suggerire modifiche. adattamenti o integrazioni di strategie e programmi. Il completamento e la revisione di strategie e programmi possono richiedere nuovamente l'utilizzo di strumenti e metodologie della pianificazione partecipata (il GOPP, ad esempio, prevede proprio nella fase di implementazione dei workshop finalizzati al completamento e alla revisione delle strategie). Nel caso dell'insorgere di resistenze e conflitti possono invece essere utilizzate metodologie e tecniche specifiche. I processi di pianificazione, in particolare quelli partecipativi, non prevedono il ricorso al voto anche perché questo potrebbe comunque rivelarsi totalmente inefficace. L'azione oppositiva di piccole minoranze possiede infatti spesso il potenziale di realizzare veti difficilmente rimovibili e di paralizzare le attività. La realizzazione di processi di pianificazione partecipativi costituisce il primo antidoto rispetto a questi atteggiamenti che spesso, piuttosto che tutelare interessi legittimi, hanno lo scopo di costringere la controparte a tener conto di interessi ritenuti ingiustamente trascurati. 37 La risoluzione classica per i conflitti è il ricorso in tribunale, ma la procedura è lunga costosa ed ha spesso l'effetto di far attuare soluzioni cautelative c/o conservative paralizzando l'attività in pendenza di giudizio o facendone disporre l'annullamento e il ripristino delle situazioni preesistenti. In ogni caso, la soluzione in giudizio realizza l'esasperazione di posizioni piuttosto che il contemperamento di interessi e tende a far realizzare soluzioni legalmente inattaccabili piuttosto che dotate di un'ampia base di consenso. Il contesto americano in cui i ricorsi giurisdizionali sono frequenti da tempo fa riferimento ad altre modalità di risoluzione delle dispute come arbitrati o meglio attraverso modalità costruttive di risoluzione della disputa. Una disputa può essere affrontata con metodologie strutturate analoghe a quelle della pianificazione partecipata: procedendo con una prima ampia analisi identificativa degli stakeholder che si oppongono e dei loro interessi mediante interviste dirette e focus group; utilizzando facilitatori (mediatori), metodologie e tecniche di negoziazione. 1.15 Il monitoraggio attraverso i Key Performance Indicators Nell'era degli indicatori, si registra un ampio e diffuso utilizzo di KM per dimostrare l'efficacia degli sforzi compiuti per la riqualificazione delle aree urbane. Una consistente letteratura ha affrontato il tema, evidenziando la tipologia di indicatori più frequentemente utilizzati. Come accennato, altra parte della letteratura ha tuttavia evidenziato i limiti - concettuali ernetodologici - insiti nel ricorso massiccio ai soli KM per la valutazione, notando che «indicators are just that: indicators, not answers» (Innes, Booher, 2000). In termini generali, l'indicatore è una misura quantitativa, composta da una o più variabili, in grado di rappresentare un fenomeno ovvero una complessa realtà fisica, economica o sociale, oltre che capace di riassumerne l'andamento. La semplicità del sistema informativo che alimenta il flusso dei dati e la relativa economicità del meccanismo, derivante dalla possibilità di utilizzare informazioni in gran parte già esistenti presso le varie organizzazioni presenti sul territorio, costituiscono i punti di forza di questa metodologia valutativa, adoperata sempre più spesso anche per verificare i risultati della pianificazione strategica territoriale. Con riferimento specifico alla gestione dei centri città, la valutazione delle iniziative attivate richiede la sistematica raccolta di dati relativi alle principali variabili che impattano sulla vitalità, vivibilità e attrattività. Ovviamente, quanto maggiore è il numero delle variabili sottoposte a monitoraggio tanto più accurato sarà il giudizio espresso sullo stato di salute del centro urbano e sui risultati delle azioni di valorizzazione e rivitalizzazione. Tuttavia, al fine di assicurare la rilevanza decisionale delle informazioni e contenere al contempo i costi connessi alle rilevazioni, è opportuno evitare una eccessiva proliferazione di indicatori limitandosi a considerare e, dunque, a monitorare- solo le variabili ritenute determinanti nel percorso di sviluppo intrapreso. Ne consegue che la scelta degli indicatori è sostanzialmente legata alla tipologia di obiettivi che s'intende perseguire. Così, ad esempio, qualora l'obiettivo principale fosse il rilancio delle attività commerciali localizzate nel centro città sarebbe necessario scegliere gli indicatori connessi direttamente o indirettamente a tale aspetto, quali ad esempio la percentuale dei negozi vuoti, i flussi pedonali, il giro d'affari dei punti vendita e così via; qualora invece l'obiettivo fosse il miglioramento generale delle condizioni di vivibilità dell'area occorrerebbe considerare indicatori relativi, ad esempio, al livello di pulizia e manutenzione delle aree pubbliche, alla sicurezza, alle infrastrutture, ai servizi pubblici e così via. 38 A partire dalle esperienze maggiormente consolidate e dalla letteratura sul tema, è possibile operare una sintesi dei principali indicatori a cui, in linea di massima, si può ricorrere nella valutazione sistematica dello stato di salute dei centri urbani e al contempo dell'efficacia delle iniziative intraprese per la loro rivitalizzazione. Detti indicatori sono riconducibili a differenti aree tematiche che, come detto, assumono diversa rilevanza a seconda degli specifici obiettivi strategici perseguiti. Sarà così possibile considerare dimensioni relative alle condizioni ambientali generali dell'area oggetto della strategia, al suo stato di salute, ai progressi fatti registrare nel corso del tempo, o, ancora, relative ad altri fenomeni che impattano sulla sua vitalità. Per ciascuna di queste categorie, differenti sono le dimensioni indagabili e conseguentemente le specifiche unità di misura utilizzabili. Nel proseguo ci si sofferma sinteticamente su tali variabili e sulle motivazioni per cui esse assumono - o, meglio, possono assumere - significatività nel processo di monitoraggio. Le condizioni rnacro-ambientali dell'area. Le informazioni più preziose con riferimento alle condizioni ambientali generali sono relative alla popolazione, ai livelli occupazionali e alla struttura economica dei centro città. Le informazioni sulla popolazione, in particolare, riguardano il numero complessivo degli abitanti dell'area e la loro distribuzione per fasce d'età e per reddito percepito: l'indicazione che se ne trae è la consistenza del mercato potenziale per le attività economiche e di servizio localizzate nel centro. nonché la sua possibile segmentazione. Le informazioni sull'occupazione riguardano, invece, il numero di persone che lavorano in centro (sia residenti che non) - ulteriore indicazione della domanda potenziale di beni e servizi dell'area - e la distribuzione dell'occupazione tra i diversi settori economici: l'indicazione che se ne può trarre è, ad esempio il peso che assumono le attività commerciali e di entertainement. Indicazioni più precise possono derivare, infine, dall'analisi della struttura economica locale, attraverso la considerazione del numero di imprese attive, dei settori di appartenenza e dei tassi di nati-mortalità fatti registrare. La lettura combinata di questi dati consente di evidenziare il ruolo che il centro città svolge in termini demografici ed economici e la sua attrattività per potenziali nuovi investitori. Elenco delle key performance Indicators utilizzabili TIPOLOGIA DIMENSIONI CONSIDERATE Condizioni macro- Popolazione ambientali Occupazione Struttura economica PRINCIPALI VARIABILI UTILIZZATE Popolazione totale nel centro città:distribuzione della popolazione per fasce d’età:distribuzione della popolazione per reddito percepito Tasso di occupazione nel centro città. Distribuzione dell’occupazione tra settori produttivi e di servizio Numero di imprese:peso delle attività commerciali, alberghiere e ristorative: Tasso di natalità e mortalità delle imprese in questi settori 39 Stato di salute centro urbano del Frequentazione centro città Parcheggi Altri indicatori specifici del Numero di persone che camminano nel centro Numero di posti-auto disponibili, liberi e a pagamento:Durata media della sosta;Percezione degli utenti sul prezzo, la disponibilità e l’accessibilità ai parcheggi Trasporto pubblico Tasso di utilizzo dei mezzi pubblici: Numero di corse giornaliere verso il centro per categoria di mezzi: percezione degli utenti sulla qualità dei mezzi pubblici Criminalità e sicurezza Statistiche sulla criminalità;Numero di poliziotti e di vigilantes operanti nell’area; Varietà dell’offerta Numero di grandi catene organizzate,Numero di negozi indipendenti,Tipologie di negozi/locali,Soddisfazione dei city users rispetto alla varietà dell’offerta Infrastrutture e servizi Numero di info-point, di pubblici bagni pubblici, di fermate di mezzi pubblici,di panchine di cestini,di spazi aperti,(parchi piazze e giardini) all’interno del centro città Manutenzione e pulizie Spesa pro capite per la delle strade manutenzione e la pulizia delle strade; frequenza di ispezione delle autorità pubbliche per verificare il livello di pulizia Servizi per categorie Numero di parcheggi per speciali disabili e donne incinta;Numero di bagni pubblici attrezzati per disabili e cambiare bambini;Servizio di trasporto pubblico per disabili e genitori con bambini turismo Numero di presenze negli uffici turistici locali; Numero di visitatori delle attrazioni culturali; Tasso 40 Vita Notturna di occupazione dei posti letto;Soddisfazione dei turisti Numero di frequentatori nelle ore notturne; Numero di locali ed attività commerciali aperti nelle ore notturne;parcheggi e servizi di trasporto pubblico disponibili nelle ore notturne. Lo stato di salute dell'arca. Le informazioni più preziose con riferimento allo stato di salute del centro sono relative alla vivacità del commercio e all'andamento del mercato immobiliare. Dato lo storico legame esistente fra centri urbani e commercio che oltre a rappresentare un fattore decisivo di caratterizzazione degli spazi pubblici in cui si esprime il senso della civiltà urbana alimenta da sempre la vitalità del cuore delle città - risulta indispensabile raccogliere informazioni connesse in modo diretto o indiretto a questo aspetto, quali: la quantità di locali ad uso commerciale vuoti, la diversità nella destinazione d'uso - che misura lo spazio occupato dalle diverse funzioni e la variazione nel loro rapporto ed equilibrio - la rendita sulle proprietà ad uso commerciale, il giro d'affari dei punti vendita. Preziose risultano pure le informazioni relative al mercato immobiliare in generale, quali: il tasso medio degli affitti, la redditività a medio-lungo termine degli immobili e così via. Il quadro che ne emerge è rappresentativo dell'appeal che l'arca riesce ad esercitare nei confronti di potenziali nuovi investitori, nonché delle priorità d'intervento per i responsabili della pianificazione strategica. Lo sviluppo dell'area. Le informazioni più preziose con riferimento al grado di sviluppo dell'area d'interesse della strategia implementata sono relative ai progressi fatti registrare in termini di frequentazione, accessibilità, servizi, sicurezza e qualità complessiva dell'ambiente, nonché in termini di visibilità dei risultati direttamente riconducibili alle attività svolte. Un primo, fondamentale indicatore - probabilmente il più "empirico'" ed utilizzato - è rappresentato dai flussi pedonali, che impattano direttamente sulla vivacità dell'arca e il cui trend testimonia in tutta evidenza il successo o l'insuccesso dell'azione di rivitalizzazione portata avanti. Occorre rilevare sistematicamente la quantità di persone che camminano per le strade, non solo nelle diverse parti del centro città, ma anche in momenti differenti. Parallelamente al numero di frequentatori dell'area, occorre valutare con attenzione e sistematicità i progressi che si registrano in termini di accessibilità alla stessa, considerando variabili quali: la frequenza e la qualità dei servizi di trasporto pubblico: la qualità, quantità e tipologia dei parcheggi disponibili: la disponibilità di piste ciclabili; le infrastrutture per la mobilità dei pedoni e così via. Occorre, inoltre, considerare più in generale tutti gli elementi infrastrutturali e di servizio che impattano sulla vivibilità e attrattività del centro città, tra cui, ad esempio: l'igiene e la pulizia di strade e piazze; lo stato di mantenimento e tutela dei beni storici e artistici; il grado di inquinamento dell'aria; il livello di traffico e di inquinamento acustico; la presenza e lo stato di mantenimento di spazi pubblici aperti e aree verdi; la presenza di contenitori per i rifiuti, panchine e altri elementi di arredo urbano; la presenza di bagni pubblici e di servizi per persone diversamente abili o per donne in attesa; la presenza di punti informativi e di un'adeguata segnaletica e così via. Altre dimensioni, come quella della sicurezza personale, per la rilevanza che assumono, meritano una specifica e costante valutazione: occorrerà così non soltanto predisporre tutte le misure idonee a migliorare la sicurezza delle diverse categorie di city users e a 41 favorire la prevenzione della criminalità (attraverso ad esempio I'installazione di telecamere di video-sorveglianza) ma anche controllare sistematicamente l'efficacia degli sforzi compiuti in questa direzione (attraverso indagini statistiche sul tasso di criminalità). In particolare, i dati da rilevare e confrontare - riguarderanno il numero di rapine, scippi, furti di auto e di motoveicoli, furti con scasso, omicidi e violenze avvenuti nel centro. Indicatori preziosi dello sviluppo del centro città saranno anche quelli relativi alla varietà dell'offerta commerciale presente e alla riconoscibilità dei risultati delle attività implementate. Quanto al primo punto, occorrerà valutare le attività commerciali presenti, classificandole sia per tipologia merceologica/di servizio sia per stato giuridico (ad esempio, grandi catene, franchising, negozi indipendenti e così via.). Molti studi dimostrano infatti che le vie per lo shopping in cui prevalgono le grandi catene e i negozi in franchising - ovvero i brand più noti - hanno performance superiori a quelle in cui ci sono solo negozi indipendenti; d'altra parte una eccessiva concentrazione di grandi catene e franchising comporta una perdita di identità del luogo. Ne consegue che il giusto equilibrio tra le diverse tipologie commerciali è necessario per garantire l’appeal dell'area. Oggetto di valutazione saranno, infine, anche i risultati oggettivi raggiunti dalla strategia implementata; si valuteranno così il numero e il successo delle iniziative attivate (eventi, attività promozionali, convegni etc.), nonché il numero di partner - pubblici e privati - coinvolti fattivamente nelle azioni. Altri indicatori d'interesse. Altre informazioni specifiche possono risultare più o meno significative a seconda degli obiettivi perseguiti. Possono, ad esempio, risultare preziosi i dati relativi al turismo: il numero di persone che mediamente visitano e pernottano in città contribuisce a definire ulteriormente il mercato potenziale per le attività economiche e di servizio localizzate nel centro. Possibili indicatori utilizzabili saranno, ad esempio: il numero di persone che si recano presso gli uffici locali di informazione turistica, il tasso medio di occupazione dei posti letto negli alberghi dell'area il numero di visitatori delle attrazioni storico-artistico-culturali dell'area e così via. Altra dimensione di particolare interesse può essere rappresentata dall'economia notturna: il livello di vitalità del centro città nelle ore notturne è indicativo, ancora una volta, della sua capacità d'attrazione e risulta particolarmente utile per potenziali nuovi investitori (ad esempio, in attività ristorative o di entertainment localizzate nell'area), nonché per i responsabili della pianificazione strategica (ad esempio, per l'organizzazione ottimale di eventi nell'area). Possibili indicatori utilizzabili saranno, ad esempio: il numero di locali e attività commerciali aperti nelle ore notturne (pub. ristoranti, bar, cinema, teatri etc.), il numero di corse di mezzi di trasporto pubblico e i parcheggi disponibili nelle ore notturne, il numero di episodi criminali registrati e il numero di frequentatori dell'area in quella fascia oraria. È evidente che la rilevazione sistematica dei dati necessari alla costruzione dei suddetti indicatori comporta considerevoli costi, motivo per il quale, come detto, l'attenzione è solitamente concentrata solo su alcuni di essi. Occorre tuttavia evidenziare che molti dei dati occorrenti sono regolarmente prodotti per altri scopi da specifiche organizzazioni pubbliche e private presenti sul territorio e risultano pertanto reperibili a costo zero. Così, ad esempio per costruire indicatori relativi al numero di locali non occupati e alla dinamica degli affitti è possibile contattare le agenzie di intermediazione immobiliare operanti nel centro città; allo stesso modo, per ottenere dati sul trend delle vendite è possibile rivolgersi alle associazioni di categoria e così via. Risulta pertanto fondamentale attivare una rete di partnership con tutti i soggetti pubblici e privati che rilevano sistematicamente dati potenzialmente interessanti, in modo da limitare la raccolta diretta alle sole informazioni non disponibili. Ove fosse assolutamente necessario, numerose sono le possibilità per la rilevazione di dati primari: in generale, è possibile ricorrere all'osservazione diretta, utile alla costruzione di indicatori numerici in grado di monitorare determinati aspetti ritenuti di 42 particolare rilievo per la rivitalizzazione del centro urbano; in alternativa, nè possibile eseguire un'indagine ad hoc, somministrando questionari finalizzati a misurare il grado di soddisfazione dei city users attraverso il confronto tra aspettative e percezioni in merito alla qualità delle numerose componenti del sistema d'offerta; ancora, è possibile realizzare un maggiore coinvolgimento delle diverse categorie di stakeholder e, dunque, ottenere una conoscenza più approfondita dei fenomeni, attraverso metodi di contatto basati su incontri e discussioni, quali le interviste in profondità e i focus group. L'inclusione sistematica di tali metodologie nel processo valutativo, pur comportando un evidente aggravio dei costi e dei tempi dello stesso e pur dovendo, conseguentemente, essere limitata alle sole variabili ritenute realmente "critiche", appare indispensabile ed imprescindibile al fine di garantire la necessaria e fedele rappresentazione dei diversi interessi, pubblici e privati, coinvolti. In estrema sintesi, è possibile affermare che è questa una condizione senza la quale neppure troverebbe compiuta realizzazione il processo democratico. Una maggiore conoscenza degli attori coinvolti a vario titolo nei percorsi di sviluppo territoriale è funzionale all'implementazione delle azioni correttive che la valutazione stessa deve suggerire, dal momento che valutare non vuol dire solo decretare il successo o l'insuccesso di una strategia ma anche definire la strada da percorrere per migliorarla, laddove se ne ravvisi la necessità. In altri termini, alla valutazione occorre guardare non tanto come ad uno strumento di supporto all'attività delle amministrazioni pubbliche, chiamate periodicamente a rendicontare i risultati conseguiti, quanto come ad un mezzo per rispondere meglio alle esigenze espresse dal loro "mercato". I risultati dell'attività valutativa come strumento di marketing L'adozione di indicatori di performance e, più in generale, di sistemi valutativi integrati di tipo quantitativo e, qualitativo, oltre che a rispondere all'esigenza di "misurare" i miglioramenti ottenuti e indicare gli eventuali aggiustamenti da apportare alle azioni implementate, di fatto consente il conseguimento di una ulteriore, fondamentale e, come detto, nella pratica corrente spesso prevalente finalità: fungere cioè da prezioso strumento di promozione e marketing del centro città e del progetto strategico di rivitalizzazione. I risultati riscontrati con l'attività di monitoraggio possono infatti essere adeguatamente divulgati al fine di favorire l'ottenimento di finanziamenti aggiuntivi e il coinvolgimento di nuovi sponsor, aumentando altresì il grado di condivisione e di fiducia dei partecipanti nei confronti delle iniziative intraprese In tal senso, i KPI non soltanto rappresentano un essenziale strumento di monitoraggio della performance complessiva del centro urbano e dei risultati delle singole iniziative implementate per la sua rivitalizzazione ma possono anche essere utilizzati per realizzare attività promozionali e di marketing dei piani di gestione strategica del centro città, al fine di rafforzare nei potenziali partecipanti la percezione dei reali benefici che progetti di questo tipo possono arrecare a tutti gli attori e le attività localizzate nell'area. L'utilizzo di indicatori di performance a fini promozionali non è tuttavia scevro da difficoltà. Occorre infatti discernere la tipologia di misurazioni maggiormente efficaci in relazione a diverse variabili critiche. Innanzitutto pare necessario partire dalla chiara identificazione del target delle iniziative promozionali, che può alternativamente essere rappresentato da operatori/attori già coinvolti nel piano strategico - con un conseguente respiro locale del promotion-mix da implementare - ovvero da operatori/attori sovra-locali, non attualmente parte integrante della partnership. In perfetta coerenza con la tipologia di target audience individuata, deve essere definito l'obiettivo che s'intende raggiungere. In linea di massima, si potrà puntare a confermare o, auspicabilmente, incrementare le risorse pubbliche e private attratte 43 per l'implementazione del piano ovvero, più in generale, creare conoscenza e consapevolezza dei risultati raggiunti e dei miglioramenti apportati al centro città. In base al target individuato e agli obiettivi perseguiti è possibile individuare i KPI maggiormente significativi e adeguati e, allo stesso tempo, le specifiche leve comunicazionali e promozionali da utilizzare. Differenti risulteranno così gli indicatori efficacemente spendibili a seconda che si pensi di attrarre nuovi sponsor ovvero dimostrare all'opinione pubblica i miglioramenti alla vivibilità dell'area; e, ancora, a seconda che i destinatari della comunicazione siano o meno attualmente coinvolti nella partnership. I KPMG identificati come maggiormente significativi influenzeranno conseguentemente la scelta degli strumenti di comunicazione più adeguati: dal materiale cartaceo di tipo informativo-promozionale (brochure, leaflets etc.) alle iniziative di public relation (organizzazione di convegni, relazioni con i media etc.). Seguendo il percorso logico proposto si punta a conferire sistematicità all'utilizzo dei risultati dell'attività valutativa e si eleva quest'ultima a prezioso strumento di marketing. Questa impostazione sembra rispondere appieno ad una esigenza, particolarmente sentita nei progetti di gestione strategica del centro città: il tentativo di promuovere l'acquisizione di finanziamenti e contributi a sostegno dell'intero piano annuale piuttosto che contributi legati alla singola iniziativa progettata. Risulta ovviamente vitale, per il successo della strategia, l'incremento costante e progressivo della base di risorse strutturali, a disposizione dei responsabili del processo per l'implementazione delle azioni ritenute più urgenti, a fronte delle risorse vincolate a specifiche e circoscritte iniziative. A tal fine, l'utilizzo ragionato e professionale dei KPI, adeguatamente selezionati in base alle esigenze contestuali, può essere senz'altro di supporto. D'altra parte, però, è stato notato che l'utilizzo di KPI in attività di comunicazione può indurre ad errori di interpretazione e di comprensione da parte dell'audience più lontana e meno informata sulla realtà socioeconomica oggetto della strategia e sugli obiettivi specifici della stessa. Il rischio è che il disegno strategico di rivitalizzazione del centro «cari be held responsible for everything!» (Hogg, 2000; Hogg et al., 2001), sicché man mano che la comunicazione si allarga e si indirizza verso un target esterno più accurata, ragionata e scrupolosa deve divenire la selezione degli indicatori da adoperare. SCALA TERRITORI ALE Locale OBIETTIV O TARGET AUDIENCE KPI UTILIZZABILI Mantenere gli investimen ti attuali ed attrarne di nuovi Sponsor attuali e potenziali delle iniziative implementate, sia pubbliche che private (autorità pubbliche locali, dettaglianti ecc.) -Flussi Pedonali -Criminalità e sicurezza -Vendite commerciali -varietà dell’offerta -Turismo -Locali non utilizzati -Rendimento medio degli immobili (…) Creare coscienza dei risultati raggiunti e City Users (residenti,shoppers,pe ndolari) -Parcheggi -Criminalità e sicurezza -Vita notturna -Servizi per categorie ATTIVITA’ DI MARKETING Newsletter Media relations Materiale stampato (Brochure,leaf lets, etc) Networking Eventi pubblici Newsletters Networking 44 dei migliorame nti apportati al centro città SovraLocale Attrarre risorse dall’esterno da utilizzare nelle iniziative di rivitalizzazi one del centro o in generale nella promozion e della città/territo rio in cui il centro è inserito Innalzare il livello di conoscenza delliniziativ a dei successi ottenuti Associazioni di categoria (Confindustria,Confco mmercio,confartigiana to ecc) Autorità pubbliche sovra-locali (regonali, nazionali, europee) Altri centri-città interessati ed associazioni del settore speciali -Infrastrutture e servizi pubblici -Manutenzione e pulizie delle strade Media relations Rendimento medio degli immobili Tasso medio degli affitti Flussi pedonali Vendite commerciali Turismo Locali non utilizzati Public relations Pubblicazioni di settore Meeting -Criminalità e sicurezza -Flussi pedonali -Vendite commerciali -Turismo -Rendimento medio degli immobili -Livello degli affitti -Locali non utilizzato Media relations Pubblicazioni specializzate Eventi pubblici 45 1. 16 Piano operativo degli interventi di marketing per la tenuta del sistema commerciale dei comuni di Gioia del Colle, Valenzano, Corato, Turi e Gravina. Il commercio è tra gli aspetti più significativi dello spazio urbano. La sua valorizzazione garantisce vitalità economica e qualità urbana. Gli elementi costituenti l'arredo commerciale (insegna, tenda, vetrina, illuminazione, impianti tecnici) per quanto possano essere discreti, finiscono con l'imporre una visibilità che sviluppa rapporto con il tessuto urbano. Questo è un aspetto significativo del problema della riqualificazione urbana, un problema composito, che per essere affrontato e risolto comporta interventi sia sullo spazio pubblico che su quello privato. A fronte di questa considerazione appare chiara l'opportunità di suggerire riflessioni progettuali tese a ricomporre la vivacità degli edifici e della strada. Va detto che insegne, tende frangisole e corpi illuminanti, sono regolamentati dalle prescrizioni presenti nel regolamento edilizio comunale, allo scopo di ottenere il rispetto dei requisiti di qualità e di miglior inserimento nel singolo manufatto edilizio. Il Piano Urbano del Commercio partendo dalle valide indicazioni dello strumento normativo, si prefigge di allargare l'ottica progettuale, dall'unità minima di coerenza riferita al singolo edificio, ad un'unità di coerenza del sistema commerciale. Parallelamente al progetto di valorizzazione dell'identità del luogo di commercio, è necessario porre attenzione a quell'articolato complesso di fattori che costituisce lo spazio fisico del quartiere. Prioritario risulta, infatti, considerare i caratteri delle architetture presenti ed il loro grado di dignitosa e gradevole manutenzione, il decoro degli elementi caratterizzanti il commercio e di quelli costituenti lo spazio pubblico: le piazze, le strade, i marciapiedi, la qualità degli elementi di arredo urbano: corpi illuminanti, panchine, fioriere, cartellonistica pubblicitaria e segnaletica stradale. È essenziale concepire e realizzare in modo unitario gli elementi commerciali, lo spazio pubblico e l'arredo. Le azioni necessarie dovranno tendere a fornire risposte alla RIVITALIZZAZIONE COMMERCIALE attraverso, i seguenti filoni di intervento: potenziamento del mix merceologico Il miglioramento dell'offerta merceologica deve tendere a portare sul sistema commerciale urbano merceologie mancanti e/o quelle che possono svolgere un ruolo trainante. potenziamento e diversificazione dei servizi connessi alla vendita L'offerta e l'immagine dei punti vendita possono trarre margini di miglioramento operativo anche mediante l'ampliamento e l'ideazione di nuove modalità di distribuzione e consegna delle merci al cliente, l'assistenza informativa e tecnica prima e dopo la vendita. L'utilità dei servizi connessi alla vendita è maggiormente incisiva se costruita a partire dalle specificità dei prodotti e del mercato locale. coordinamento delle piccole trasformazionì urbane e valorizzazione delle identità dei luoghi e dei tessuti urbani. Un contributo positivo alla rivitalizzazione commerciale può venire dalla razionalizzazione degli interventi di manutenzione della città: pavimentazioni di strade e marciapiedi, illuminazione pubblica, interventi di arredo urbano, ristrutturazione di facciate ed edifici. Interventi che considerati in una logica di sistema, possono contribuire a costruire un contesto di decoro e bellezza orientato a migliorare lo scambio di merci e socialità. 46 L'assetto complessivo del sistema della mobilità incide notevolmente sulle condizioni d'uso e di sviluppo del sistema commerciale dei comuni di Gioia del Colle, Corato,Valenzano e Turi. II tema dell'accessibilità deve essere risolto in armonia con l'assetto urbano e commerciale, favorendo l'accessibilità e incentivando la mobilità pedonale, la razionalizzazione e il potenziamento delle infrastrutture di sosta esistenti. II sistemi sopra richiamati richiedono azioni di manutenzione urbana che vengono ancora prima di un progetto di riqualificazione. Il tema centrale è il mantenimento dell'attività di scambio, tenendo conto da una parte, delle necessità della clientela di raggiungere il negozio e parcheggiare, senza che questo diventi dissuasivo per la sosta né un problema per la circolazione e, dall'altra parte, occorre ipotizzare nuove modalità e conformazioni della segnaletica, delle insegne e delle tende che possano valorizzare e sostenere la visibilità dei negozi e lo sfruttamento del passaggio veicolare. È sintomatico, infatti, che in questi sistemi la fruizione del commerciale avviene anche attraverso l'automobile, creando una dinamica che obbliga a riflessioni, inerenti modalità di "take away", dando soluzioni al tema della sosta. Il potenziamento e la valorizzazione del contesto, richiede la definizione della identità del sistema urbano, attraverso: 1. il potenziamento dell'arredo urbano: a. segnaletica urbana e commerciale b. sistema di sedute c. elementi naturali e fioriere d. fontane e. cestini f. dissuasori e transenne g. rastrelliere per bici e motocicli 2. la valorizzazione degli spazi pubblici, anche attraverso l'animazione e l'organizzazione di eventi 3. il coordinamento dell'immagine dei fronti commerciali (vetrine, insegne, tende) 4. la riqualificazione dei fronti edilizi, attraverso il Piano del Colore 5. la costruzione di un sistema integrato di segnaletica urbana e commerciale 6. la ripavimentazione, il ridisegno e la valorizzazione dei percorsi pedonali 7. il coordinamento dell'illuminazione pubblica e commerciale 8. il monitoraggio informatizzato e la segnalazione della sosta disponibile nelle diverse aree destinate a parcheggio con pannelli posti lungo le vie di maggiore transito e accesso al sistema urbano 9. il completamento dei fronti commerciali e l'articolazione del mix merceologico mediante l'apertura di nuove attività negli spazi inattivi 10. la realizzazione di operazioni integrate di marketing urbano e commerciale Fattori che, unitamente a quelli di natura culturale, di svago, di tempo libero, oltre ovviamente a quelli di natura sociale, possono costituire fattori di potenziamento dei livelli di gradevolezza dell'offerta commerciale cittadina. I centri storici Sono ambiti che chiedono di valorizzare l'immagine commerciale, la vivacità degli edifici e dello spazio pubblico mediante un progetto unitario di coordinamento relativo a tipologia, dimensioni e colori delle architetture, finalizzato ad esaltare l'ambito urbano e sistema commerciale. Sono necessarie azioni di marketing per avviare un processo sociale e di impresa, mediante il quale dare vita alla concezione di idee, beni e servizi, di promozione e di distribuzione, con l'obiettivo di realizzare scambi di natura 47 economica e sociale soddisfacenti. Sarà necessario coinvolgere più attività commerciali e paracommerciali localizzate nello stesso reticolo di vie per consentire l'amplificazione dei risultati in termini di visibilità, di immagine e di ritorno economico. In questo novero di interventi le azioni finanziabili attengono alla: realizzazione, integrazione, ammodernamento di pavimentazione e illuminazione delle vie, piazze e parcheggi pubblici, compreso l'adeguamento delle relative reti tecnologiche e la costruzione di servizi igienici e arredo degli stessi, con la finalità del miglioramento delle dotazioni infrastrutturali del commercio installazione di impianti e apparecchi per illuminazione di aree pubbliche a finalità commerciali e folcloristiche acquisizione di nuove attrezzature e altri beni (arredo urbano) per aree pedonalizzate e aree dove si svolgono i mercati realizzazione di chioschi di informazione e/o di spazi appositamente dedicati ed attrezzati, finalizzati alla diffusione delle informazioni di carattere commerciale a favore del cittadino, nonché la realizzazione diffusa di segnaletica e cartellonistica commerciale e urbana ammodernamento degli immobili, adeguamento degli impianti tecnici, acquisto delle attrezzature, strumenti e prodotti informatici. I principale obiettivo delle azioni di Piano deve essere il potenziamento dell'«effetto città» per il sistema urbano commerciale del centro, sia da un punto di vista urbanistico sia da un punto di vista commerciale. L'adeguamento delle aree pedonali, unitamente al coordinamento di insegne, vetrine e tende parasole, potrà essere il primo passo per potenziare l'immagine del centro città. Occorre rilevare i limitati spazi di intervento su questi temi in quanto, non ci sono strumenti normativi in grado di modificare il lay out merceologico e il mix di attività, e attualmente è vietata la segnaletica direzionale in centro storico. Si può proporre, nell’ambito di un consorzio o di una forma di aggregazione degli operatori (condizione necessaria per alcune iniziative): - la valorizzazione di percorsi “dedicati” tramite segnaletica collocata nelle aree parcheggio; - un accordo per opzionare i locali lasciati liberi per nuove attività, che integrano l’offerta. Per aumentare le opportunità di intervento in merito alla valorizzazione delle funzioni commerciali, è necessario favorire l’ampliamento degli spazi commerciali e la crescita dimensionale degli esercizi, integrando al contempo il sistema di offerta, inevitabilmente lo strumento in tal senso è l’adeguamento delle normative commerciali e urbanistiche. Per aumentare e mantenere alta l’attenzione nei confronti dei punti vendita, nonché per informare cittadini e turistici degli eventi e delle novità si può realizzare un portale informativo delle attività del centro storico, in grado di permettere un rapporto continuativo e diretto tra gli operatori e i potenziali acquirenti. In una città a vocazione turistica un iniziativa in tale direzione potrebbe essere utile, la modalità di realizzazione potrebbe essere quella del virtual tour, cioè un viaggio virtuale nelle vie maggiormente commerciali e nei negozi dell’area. Per la realizzazione di questo portale occorre un soggetto strutturato (es: consorzio) che si occupa della promozione dello strumento presso gli operatori nella prima fase e della gestione e del coinvolgimento degli operatori nella seconda. 48 1.17 Piano degli interventi Gli interventi previsti con le azioni di marketing sono: Comunicazione e marketing: 1. LOGO - Creazione di un’immagine coordinata che favorisca la riconoscibilità del comune. Le finalità sono quelle do disporre di un “marchio” che possa favorire una chiara identificazione delle attività di animazione, delle infrastrutture di servizio e degli esercizi commerciali presenti nel perimetro del comune per accrescere il senso di appartenenza di operatori economici e fruitori del comune alle iniziative in esso realizzate. I contenuti riguardano creazione di un logo che consenta a tutti i fruitori comune di associare con facilità le attività ed i servizi offerti all’interno del comune ad un elemento grafico riconoscibile ed attraente. In questo modo ci sarà un unico elemento grafico in grado di veicolare una immagine complessiva del progetto, i luoghi di attrazione culturale, turistica e commerciale presenti in città; le varie iniziative di animazione previste saranno tutte connotate da tale elemento grafico, così che sia immediato per tutti associare un logo ad un luogo fisico in cui è piacevole trascorrere il tempo e fare acquisti di qualità. La creazione del logo identificativo del comune, permetterà ai commercianti di godere delle ricadute positive in termini d’immagine delle azioni promozionali previste e di segnalare la propria attività come aderente al progetto, favorendo il senso di appartenenza ad esso. Tutte le iniziative e gli eventi che a partire dal ------------- verranno realizzate all’interno del comune con finalità culturale, artistica, turistica, commerciale dovranno riportare il nuovo marchio identificativo dell’area comunale. 2. DIFFUSIONE LOGO – diffusione del logo attraverso strumenti e iniziative promozionali (vetrofanie, shopping bag e gadget, ecc.). FINALITA’ Diffondere il “marchio-logo” identificativo per accrescere il senso di appartenenza di istituzioni, partner, operatori economici e fruitori finali delle diverse iniziative in esso realizzate. CONTENUTI Diffusione di vetrofanie, gadget ed elementi promozionali (shopping bag, stikkers, leaflet) che consentano a tutti i fruitori dell’area comunale di associare con facilità le attività ed i servizi offerti all’interno del comune all’elemento grafico identificato come logo-marchio. In questo modo ci sarà un unico elemento grafico in grado di veicolare una immagine complessiva del progetto, i luoghi di attrazione culturale, turistica e commerciale presenti in città; le varie iniziative di animazione previste saranno tutte connotate da tale elemento grafico, così che sia immediato per tutti associare un logo ad un luogo Fisico in cui è piacevole trascorrere il tempo e fare acquisti di qualità. La distribuzione agli esercenti di vetrofanie, espositori e materiale promo -pubblicitario con il logo identificativo dell’area comunale, permetterà loro (su base volontaria) di godere delle ricadute positive in termini d’immagine delle azioni promozionali previste e di segnalare la propria attività come aderente al progetto, favorendo il senso di appartenenza ad esso. Tutte le iniziative e gli eventi che a partire dal -------- verranno realizzati all’interno del comune con finalità culturale, artistica, turistica, commerciale dovranno riportare il nuovo marchio identificativo dell’area. AZIONI PREVISTE Definizione di un regolamento che disciplini le modalità di utilizzo e diffusione del logo 49 Conferenza stampa ed iniziative editoriali per la comunicazione ai media ed al grande pubblico del nuovo logo; Distribuzione di un primo “kit promozionale di avvio” agli esercenti in sede fissa che aderiscono all’iniziativa per consentire loro di diffondere il nuovo logo presso i visitatori del comune e facilitarne la riconoscibilità; Focus Group e momenti di incontro con associazioni imprenditoriali di categoria per raccogliere proposte e suggerimenti per ottimizzare la diffusione e adozione del logo. 3. SITO INTERNET – Creazione Sito internet con utilizzo di tecnologie innovative per la diffusione d’informazioni puntuali su eventi-iniziative del comune; FIINALIITA’’ Favorire la diffusione delle informazioni sulle attività, gli eventi, le iniziative promozionali, organizzate all’interno del comune, sviluppare applicazioni web di ultima generazione per incrementare la diffusione delle attività realizzate, promuovere più efficacemente il logo e le iniziative promozionali, dialogare in modo interattivo e bidirezionale con operatori e utenti finali delle attività realizzate. CONTENUTII Prevedere la realizzazione di un sito web “istituzionale”, luogo virtuale e interattivo per lo scambio bidirezionale delle informazioni tra partner ed utenti, attraverso il quale diffondere: la strategia, i partner e tutti i soggetti a vario titolo coinvolti ; la conoscenza dettagliata degli interventi previsti all’interno del comune; gli esercizi commerciali presenti all’interno del comune; il logo, le mappe e tutte le informazioni giudicate utili alla diffusione di tutte le informazioni. Non si tratterà di una semplice “vetrina” virtuale, ma occorre creare una vera e propria piattaforma applicativa, in grado di stabilire relazioni bidirezionali con i propri utenti, offrendo servizi generali e specifici via web a beneficio di una pluralità di utenti target: 1. Turisti e Pubblico generico: potranno accedere a tutte le informazioni inerenti alle attività del comune, ricercare con facilità i negozi commerciali di proprio interesse, attraverso potenti motori di ricerca indicizzati per nome, categoria merceologica, via, quartiere o polo attrattivo di appartenenza. Inviare segnalazioni e proposte, partecipare a sondaggi on line finalizzati a verificare il grado di apprezzamento delle iniziative realizzate. 2. Operatori del settore commercio: una specifica sezione del sito permetterà loro di accedere ad un area riservata, per poter ricevere e scaricare moduli, reportistica specifica, partecipare a forum di discussione on-line, effettuare proposte e suggerimenti, inoltrare richieste, partecipare a sondaggi ad essi riservati; 3. Gestori e coordinatori dell’iniziativa: strumenti web realizzati ad hoc, permetteranno loro di aggiornare in tempo reale i contenuti delle notizie, riceverescambiare documentazione riservata, elaborare statistiche sul grado di apprezzamento delle iniziative realizzate, proporre sondaggi e rilevazioni puntuali sulle attività svolte. Grazie a questa piattaforma web sarà per tutti possibile: - convogliare le informazioni in un unico punto virtuale di accesso; - consentire ai fruitori di avviare una comunicazione bidirezionale con gli organizzatori – gestori delle iniziative del comune in modo da facilitare lo scambio reciproco di informazioni, recepire e inviare segnalazioni e proposte; -condividere via web il patrimonio di esperienze, studi, ricerche e report sulle attività svolte, sui comportamenti dei consumatori, sul posizionamento commerciale del comune; -avviare sondaggi on line per monitorare presso il grande pubblico, organizzatori e operatori commerciali il grado di apprezzamento delle iniziative realizzate. 50 4. DUC KEY PERFORMANCE INDICATOR - Implementazione di strumenti e metodologie per la rilevazione dei risultati delle iniziative dei comuni (strumenti di rilevazione flussi pedonali, indagini di customer satisfaction, ecc.). FINALITA’ Potenziare e rendere sistematica l’attività di analisi, ricerca e progettazione della iniziative per operatori e utenti del comune, grazie all’introduzione d’indicatori, strumenti e metodologie specifiche per la verifica puntuale degli obiettivi di risultato definiti, il grado di soddisfazione raggiunto, il posizionamento commerciale complessivo del comune. In questo modo si vuole accrescere il livello di conoscenza della situazione commerciale, monitorare in base a parametri oggettivi, scientifici di natura quantitativa e qualitativa, la reale efficacia dei servizi offerti e delle diverse iniziative realizzate all’interno del comune. La definizione d’indicatori di risultato e la costante attività di monitoraggio consentirà inoltre di applicare i necessari correttivi alle azioni realizzate così da pianificare in modo più aderente alle necessità le azioni future. CONTENUTI E’ prevista la: - definizione di specifici indicatori di risultato (Key Performance Indicator); - diffusione di specifici questionari in occasione degli eventi programmati nell’area del comune; - l’acquisto e l’installazione di strumenti specifici per la rilevazione e la verifica dei flussi pedonali in via principale nelle vie direttrici di ingresso del comune - la raccolta di segnalazioni e commenti attraverso l’utilizzo di una sezione a ciò dedicata del sito internet istituzionale del comune. AZIONI PREVISTE - Definizione Key Performance Indicator - Corretta individuazione delle diverse metodologie e strumenti di monitoraggio da attivare; - Installazione nuove attrezzature e sistemi di rilevazione flussi pedonali; - Raccolta sistematica dei dati e delle informazioni rilevanti e loro disamina; - Definizione delle linee correttive o di potenziamento sulle base delle azioni attivate 5. BANCA DATI – Realizzazione ricerca e creazione banca dati del commercio e dell’artigianato nell’area del comune per conoscere nel dettaglio i numeri e le potenzialità del settore e meglio definire le azioni in funzione dei diversi target individuati. FINALITA’ Attuare una prima attività di ricerca con l’obiettivo di creare a regime una banca dati del commercio e dell’artigianato per l’area del comune, in modo da approfondire nel dettaglio dati, informazioni e potenzialità del settore commerciale, monitorare nel tempo le performance e meglio profilare le esigenze di consumatori, commercianti e residenti dell’area. Ciò costituisce presupposto fondamentale per dialogare consapevolmente con il mercato e giungere ad una pianificazione mirata degli interventi di sviluppo per l’area e gli operatori del comune. CONTENUTI E’ prevista la realizzazione di un’indagine qualitativa e quantitativa di tutte le forme di attività commerciali e artigianali operanti all’interno del perimetro del comune, attraverso la raccolta puntuale di dati, immagini e informazioni, realizzando una banca dati informativa ed un accurato repertorio fotografico e multimediale sulla attività commerciali. AZIONI PREVISTE - Progettazione di questionari e metodi operativi di raccolta ed analisi dei dati raccolti; - Organizzazione delle fasi di raccolta dati (selezione, formazione e gestione degli intervistatori); 51 - Realizzazione progetto (rielaborazione dei dati raccolti, elaborazione data base estrumenti informatici ad hoc per raccogliere,archiviare e diffondere le informazioni archiviate). 6. PROGETTO ARREDO URBANO - piano di norme e regolamenti (linee guida) per pianificare e rendere integrate secondo una chiara strategia di sviluppo urbano le politiche e le destinazioni di spazi esterni (dehors, vetrine) per le pmi del commercio FINALITA’ Il progetto promuove un’azione di sistema altamente innovativa e sfidante, volta alla creazione di strumenti di coordinamento e di riordino relativi agli elementi di arredo urbano per i pubblici esercizi e le imprese del settore commercio in sede fissa del Comune. Lo scopo del progetto è duplice e strettamente correlato: - predisporre, con la partecipazione delle Associazioni imprenditoriali maggiormente rappresentative degli operatori privati dell’area del comune, delle linee guida relative agli elementi di comunicazione esterna dei punti vendita del settore commercio; - caratterizzare alcune importanti arterie commerciali della città ricompresse nel comune con elementi urbani coordinati ed esteticamente attraenti per valorizzare l’immagine della zona di riferimento, migliorare la qualità estetica delle attività collocate sul fronte strada, aggiungere un nuovo fattore di attrattività per i visitatori e residenti della città. Per realizzare tali obiettivi si vuole progettare e realizzare un “Abaco” delle componenti di arredo e d’immagine degli spazi esterni degli esercizi commerciali in sede fissa, opportunamente integrati con strumenti regolamentari che vincolino l’attuazione degli interventi dei privati al rispetto di precise norme comunali (es. Regolamento Edilizio, Regolamento di Polizia Urbana, PRG) CONTENUTI Il progetto si struttura logicamente in due fasi distinte, ma strettamente interdipendenti: 1. La prima fase prevede una ricognizione puntuale dello stato di fatto, la progettazione e la realizzazione delle linee guida delle componenti di arredo urbano relativo agli esercizi commerciali della zona comunale (insegne, tendaggi, dehor, arredo e decoro ambientale, etc.). Tale fase si deve articolerà su un periodo temporale di minimo 12 mesi in quanto sarà necessario modificare gli attuali strumenti di regolamentazione urbanistica, edilizia e di Polizia Urbana. In via sperimentale tuttavia, si provvederà ad individuare delle linee guida da sottoporre al vaglio della Giunta comunale, entro un arco temporale , finalizzate e propedeutiche ai contenuti specifici del bando pubblico con il quale verranno erogati contributi economici agli operatori economici di alcune vie del comune selezionate in accordo con le Associazioni imprenditoriali di categoria. Tali contributi verranno erogati attribuendo una certa premialità agli operatori privati che rinnoveranno le proprie vetrine, plateatici, insegne, tende, in accordo con le linee guida definite ed approvate dalla Giunta, rientranti nelle tipologie di spesa previste dal Bando Regionale sui distretti urbani commerciali. 2. Sulla base dell’esperienza maturata grazie alla sperimentazione avviata, verrà attuata la seconda fase che prevede: a. l’estensione ed il completamento delle linee guida a tutto il centro città; b. la progettazione di altre modalità adeguate per fornire incentivi agli operatori commerciali che intendono rinnovare e adeguare la propria immagine esterna aderendo alle linee guida individuate. AZIONI PREVISTE - coinvolgimento da parte dell’Amministrazione comunale delle associazioni di categoria rappresentative degli operatori commerciali; rilevazione ed analisi dello stato di fatto; 52 - predisposizione di una prima bozza delle linee guida, approvate dalla Giunta Comunale, finalizzate alla predisposizione di un primo bando “sperimentale” destinato agli operatori di determinate vie del centro storico; - approvazione e pubblicazione del bando co-finanziato con risorse regionali tramite una specifica “misura” destinata a finanziare tali interventi; -realizzazione interventi, erogazione dei contributi, valutazione dei risultati raggiunti; - progettazione delle linee guida “definitive”; - condivisione con operatori commerciali e Amministrazione Comunale; - approvazione delle linee guida e dell’abaco di riferimento in Consiglio Comunale, con contestuale integrazione degli strumenti regolamentari vigenti; - predisposizione, approvazione e pubblicazione di altre forme di incentivo per i privati; - realizzazione degli interventi e erogazione dei contributi previsti Promozione ed animazione: 7. CALENDARIO UNICO EVENTI – Creazione e gestione di un calendario unico e coordinato di eventi di animazione territoriale per animare e rendere più attrattivo il commercio, gli spazi ed i luoghi di attrazione presenti all’interno del comune; FINALITA’ Garantire maggior efficacia alle azioni di promozione ed agli eventi che animeranno il comune, attraverso la definizione di un calendario concordato di eventi, così da presentarsi all’esterno in modo unico, coordinato, continuativo, aumentando la notorietà delle iniziative realizzate, riducendo possibili diseconomie di scala e scopo, incrementare l’afflusso dei potenziali utenti; CONTENUTI Definizione di un piano annuale d’iniziative ed eventi di animazione, concordato con le associazioni imprenditoriali del settore commercio, gli operatori culturali, economici e sociali del territorio (commercianti, associazioni culturali e sociali, Amministrazione comunale) così da disporre di un cartellone coordinato di eventi ed evitare sovrapposizioni e/o incompatibilità tra le diverse iniziative pianificate in corso d’anno. La disponibilità di tale cartellone annuale d’iniziative permetterà di comunicare con maggior efficacia ciascuna iniziativa, ottimizzando l’utilizzo delle risorse (umane e finanziarie) che saranno indirizzate in modo più mirato ai vari target di utenti individuati. Il cartellone nel suo complesso, ed ogni singola iniziativa in esso presente, dovrà essere adeguatamente promosso attraverso: - Sito internet del comune; - Striscioni, manifesti formato cm.100 x 140 ed altri strumenti di comunicazione; - Leaflet e volantini, Brochure e materiale editoriale. Tutto ciò presuppone una stretta sinergia tra i diversi interlocutori locali coinvolti. AZIONI PREVISTE - Attivazione di un tavolo di confronto con i partner interessati - Progettazione e realizzazione del calendario - Diffusione e promozione del calendario concordato di eventi 8. ACCOGLIENZA MULTILINGUE - Servizi di cortesia e orientamento degli utenti del comune attraverso la crescita della capacità di accoglienza in lingua straniera del personale di servizio degli esercizi pubblici (bar e ristoranti) Interventi strutturali di qualificazione urbana: 9. SISTEMAZIONE E RIQUALIFICAZIONE URBANA (delle vie più importanti del centro storico) con elementi di arredo urbano (illuminazione fioriere- segnaletica) coordinati ed omogenei 10. STRUTTURE PER ANIMAZIONE - Acquisto di attrezzature, arredi e 53 complementi d’arredo per manifestazioni (palco, gazebo, impianti audio, impianti luci, sedie, ecc.), pannelli informativi e segnaletica necessarie alla realizzazione delle attività di animazione e sviluppo delle iniziative comunali. Accessibilità e mobilità 11. AREE SOSTA “ROSA” - Realizzazione di Aree di Sosta “ROSA” dedicate a donne in attesa o con figli; FINALITA’ Favorire e migliorare con il contributo di tutti l’accesso ai negozi del Distretto alle donne in gravidanza o con bambini al seguito. Dopo i parcheggi per residenti e portatori di handicap e quelli a pagamento, si vogliono introdurre aree di sosta (rosa) dedicate alle neo-mamme, un piccolo gesto di civiltà e rispetto che può agevolare la vita delle donne in dolce attesa o con bambini al seguito, aumentare la qualità della vita ed i servizi di accoglienza rivolti alla famiglia, la vivibilità complessiva dell’area. CONTENUTI Realizzazione di aree di sosta dedicate alle donne in gravidanza o neo-mamme, posizionate in punti strategici del Distretto protetti da sistemi di video-sorveglianza, ben illuminati o vicini a luoghi frequentati riconoscibili dalla segnaletica perimetrale “rosa” o dalla P di parcheggio a sfondo rosa disegnata sull'asfalto all'interno del tracciato che delimita l'area di sosta. In aggiunta saranno previsti cartelli presso i parcheggi in cui sono disponibili aree di sosta per le donne. I parcheggi “rosa” saranno a pagamento in corrispondenza dei parcheggi a pagamento (aree blu) e nei parcheggi in struttura, gratuiti in corrispondenza di parcheggi liberi o con disco orario (aree con tracciato bianco o rosa). Il ”Parcheggio rosa” conserverà la tradizionale tariffa poiché tali aree di sosta non escludono dal pagamento della sosta tariffata: il Codice della Strada non prevede di poter riservare posti auto a favore delle donne in gravidanza, né di poter sanzionare la loro occupazione indebita. L’iniziativa, quindi, si fonda esclusivamente sulla responsabilità e sul senso civico dei cittadini che in numerosi altri Comuni italiani hanno accolto con attenzione e simpatia tale iniziativa; AZIONI PREVISTE - Attivazione di un tavolo con ufficio “pari opportunità” del Comune per identificare i luoghi della nuova “sosta rosa “all’interno del comune; - Definizione modalità operative per assegnazione e revoca del diritto di parcheggio in aree rosa; - Progettazione e realizzazione segnaletica orizzontale e verticale; - Creazione e diffusione di materiale pubblicitario per promuovere adeguatamente l’iniziativa. 12. PARCHEGGI BICIMIA IN PROSSIMITA’ DEL CENTRO STORICO Implementazione parcheggi e disponibilità biciclette “BICI MIA” presso area del centro storico; FINALITA’ Incrementare l’accessibilità all’area del comune e lo sviluppo di mezzi per la mobilità dolce, estendendo il già attivo servizio di bike sharing “BICIMIA” mediante la creazione di n. ___ nuove postazioni presso i principali poli di attrazione e animazione presenti nell’area comunale; CONTENUTI Il progetto prevede l’individuazione di nuove postazioni di biciclette all’interno del perimetro del comune, che favoriranno l’utilizzo di questi mezzi di mobilità dolce da parte degli utenti dell’area, secondo le modalità di noleggio da attivare nell’ambito di un progetto bike sharing “BICIMIA”. AZIONI PREVISTE - Allestimento nuove postazioni di bike sharing 54 - Monitoraggio grado di utilizzo e apprezzamento da parte degli utenti Sicurezza 13. ESTENSIONE SERVIZIO PRESIDIO TERRITOTIALE Misure di contrasto all’abusivismo commerciale e di prevenzione del crimine tramite estensione dell’attuale servizio di presidio itinerante garantito da agenti della polizia urbana lungo i principali assi commerciali del comune 14. ASSISTENTI CIVICI - Estensione servizio ASSISTENTI CIVICI. 55 2014 Fabio Manca [IL COMMERCIO NEL CENTRO STORICO DEL COMUNE DI TURI: INDAGINE STATISTICA ED AZIONI DI MARKETING] 56 INDICE INQUADRAMENTO TERRITORIALE E URBANISTICO TURI: IL COMUNE LO SCENARIO DEMOGRAFICO ISTRUZIONE E OCCUPAZIONE LO SCENARIO ECONOMICO - Analisi del settore agricolo - Analisi dell’industria e dell’artigianato LO SCENARIO TURISTICO ANALISI QUALITATIVA DEL CENTRO STORICO I PERCORSI COMMERCIALI DEL CENTRO STORICO INDAGINE STATISTICA AI FREQUENTATORI DEL CENTRO STORICO IL QUESTIONARIO RISULTATI DELL’INDAGINE IL MODELLO MULTIVARIATO DELLO SCALING MULTIDIMENSIONAL PER L’ANALISI DEI FATTORI PER LA RIVITALIZZAZIONE DEL CENTRO STORICO E PER L’ANALISI DEI GIUDIZI ESPRESSI SULLE CARATTERISTICHE DEL DECORO URBANO DEL CENTRO STORICO IL MODELLO DELL’ANALISI FATTORIALE PER L E PER L’ANALISI DEI GIUDIZI ESPRESSI SULLE CARATTERISTICHE DEL DECORO URBANO DEL CENTRO STORICO E DEI FATTORI PER LA RIVITALIZZAZIONE DEL CENTRO STORICO. 57 PIANO DI MARKETING PER IL COMUNE DI TURI La seguente relazione è volta ad analizzare il centro storico del Comune di Turi, al fine di realizzare un piano di marketing capace di adeguare il territorio ai mutamenti urbanistici, sociali, commerciali e culturali che l’hanno cambiato nel corso del tempo. La realizzazione del piano parte dal presupposto che la vitalità del centro storico sia legata all’uso differenziato dei luoghi che lo costituiscono e, quindi, alla forza di attrazione delle attività che si trovano al suo interno, alla loro quantità e alla loro qualità. La rivitalizzazione del centro storico deve, perciò, provenire da un sistema d'interventi riguardanti varie funzioni dell’uso urbano: il commercio al dettaglio, i servizi, la ristorazione, il tempo libero e il turismo. Questo piano di marketing si propone, quindi, di analizzare la situazione del centro storico con un approccio multidisciplinare, nella consapevolezza che esso non è costituito solo dalle caratteristiche dei singoli negozi, ma anche da tutti gli altri elementi costitutivi della zona e dai servizi accessori che essa può offrire. Per tali motivi i soggetti pubblici e privati hanno il compito e la necessità di adeguarsi alle novità e di riqualificare la realtà del centro cittadino, sia dal punto di vista commerciale, sia urbanistico. Condizione essenziale per la realizzazione del piano è stata la raccolta di informazioni (dati, risultati di indagini) necessarie a fornire un quadro ampio e articolato della realtà locale, sia per quel che riguarda i fattori che incidono direttamente sul fenomeno commerciale, sia per quelli che vi agiscono indirettamente (qualità urbana, vivibilità, abitudini). Il piano si propone, quindi, di: • • • analizzare le caratteristiche territoriali e commerciali del centro storico di Turi; evidenziarne i punti di forza e di debolezza; individuare linee di intervento utili per la sua valorizzazione commerciale, urbanistica e turistica; La metodologia e gli strumenti utilizzati a tale scopo sono: • • • • la creazione di un database dedicato all’inserimento dei suddetti dati; l’analisi della popolazione e del territorio comunale mediante i dai forniti dall’Istat e dall’Amministrazione comunale; l’analisi della rete commerciale con sopralluoghi, report fotografico e schedatura dei principali percorsi commerciali del centro storico; l’indagine sulla percezione dei consumatori, ottenuta tramite la somministrazione di un questionario distribuito a 216 intervistati. 58 1. INQUADRAMENTO TERRITORIALE E URBANISTICO Il Comune di Turi1 si estende su una superficie di 70,77 Kmq e confina con i comuni di Casamassima, Conversano, Gioia del Colle, Rutigliano, Sammichele di Bari, e Putignano. Esso dista 30 km da Bari ed ha una densità abitativa di 160 abitanti/Kmq. Il Comune si erge sui primi contrafforti dell'altopiano della Murgia a 254 m.s.l.m. ed è caratterizzato da un suolo di natura carsicocalcarea ricco di doline, inghiottitoi, pozzi, grotte e un’ampia idrografia sotterranea da cui si alimentano numerosi pozzi. La parte settentrionale è prevalentemente pianeggiante, mentre il restante 80% del territorio si presenta collinare, con rilievi che non superano i 400 m s.l.m. I più significativi sono: Monte Ferraro (280 m), Monte Carbone (322 m), Monte Zingaro (290 m) e Monte Rotondo (398 m). Proprio per questa caratteristica, nel territorio turese sono presenti anche due lame: Lama Giotta e Lama S. Giorgio. La prima, Lama Giotta, ha origine presso la via per Conversano e nei giorni di pioggia si riempie d'acqua trasportandola, se è poca, fino alla pianura sottostante, mentre se è abbondante, sino alla foce nel Comune di Torre a Mare. Nel tratto terminale del territorio turese, immediatamente a monte dello sbocco a mare (in località Cala S. Giorgio, Comune di Bari), c’è, poi, lama S. Giorgio. Questa lama prende origine nel territorio di Sammichele di Bari e giunge nei pressi dell’abitato di Triggiano dopo aver attraversato il territorio di Casamassima, Rutigliano, e Noicattaro. I fianchi della lama, ad eccezione di alcuni brevi tratti, non sono particolarmente ripidi, mentre il fondo si presenta per lunghi tratti ampio e pianeggiante. Tale assetto e la sufficiente distanza dall’abitato fanno sì che il territorio comunale risulti privo di aree a rischio di inondazione. Nonostante la presenza di alcuni boschi (Bosco Gonnella, Bosco Musacco, Bosco di Procida e Bosco di Monte Ferraro), la cartografia per l’analisi dell’uso del suolo mostra la preponderante propensione agricola del territorio, in cui prevale il paesaggio degli oliveti, vigneti e altri sistemi colturali. Le piantumazioni predominanti sono quelle di olivi, ciliegi, mandorli, percochi, vite da tavola e da vino, seguite da quelle minori, ma 1 Informazioni reperite su: http://www.ba2015.org/index.php?option=com_content&view=article&id=76&Itemid=95 e http://it.wikipedia.org/wiki/Turi 59 comunque consistenti, delle albicocche, pesche, susine, kiwi, fichi e fichi d’India. L’apporto più importante all’economia di Turi è, però, dato dalla coltivazione di ciliegie, delle quali la qualità "Ferrovia" rappresenta una varietà particolarmente apprezzata all'estero per le sue doti di durezza che la rendono esportabile anche a lunga distanza. L’importanza di questo prodotto è tale da far celebrare ogni secondo fine settimana di giugno "La Sagra della Ciliegia Ferrovia", una manifestazione volta a promuovere e valorizzare "L'oro rosso di Turi" con stand, mostre e manifestazioni culturali. Turi è situata in un’area collinare distante qualche decina di km dalla costa adriatica, perciò il clima è di tipo sub-litoraneo con inverni moderatamente freddi ed estati calde e asciutte. In inverno le nevicate sono deboli, ma frequenti soprattutto a febbraio (temperatura minima assoluta: -9,0 °C; temperatura massima assoluta: 43,2 °C). Il territorio comunale è posto nel punto di confluenza di una serie d‘infrastrutture viarie, gerarchicamente differenziate, con funzioni di collegamento a carattere prevalentemente locale. Dal Comune dipartono, infatti, quasi a raggiera, la S.S. 172 in direzione Casamassima - Putignano, le strade provinciali n° 122 per Rutigliano, n° 102 per Conversano, n° 32 per Castellana, mentre il collegamento con Gioia del Colle è garantito dalla strada provinciale n° 61 e quello con Sammichele dalla S.P. Putignano - Sammichele n° 58. Particolarmente rilevante è la statale 172, la “strada dei trulli”, che malgrado le sue gravissime criticità, rappresenta l’asse portante di tutto il comprensorio. A sud dell’abitato è localizzata la bretella provinciale con funzioni di collegamento diretto tra la S.P. 32 e la S.S. 172 per Casamassima. Il collegamento con Bari avviene attraverso la SS. N° 172, via Casamassima, e la S.S. n° 100 Bari - Gioia del Colle Taranto. In seguito all’ammodernamento del tratto Bari - Capurso - Casamassima, con caratteristiche di asse veloce a 4 corsie, risulta notevolmente ridotto il tempo necessario per raggiungere il capoluogo. Limitata risulta la funzione di interscambio stradale del nodo di Turi per il collegamento tra i principali comuni limitrofi, dal momento che nella maggior parte dei casi esistono percorsi alternativi di collegamento diretti, attraverso strade provinciali e statali. Il Comune non ha trasporto pubblico urbano ed è servito dalla Ferrovia Sud-Est, che lo collega a Bari mediante la linea Sammichele – Casamassima, ed alla Valle d’Itria, per via Putignano (la stazione delle Ferrovie dello Stato e il casello autostradale più vicini sono quelli di Acquaviva delle Fonti). L’itinerario più rapido per raggiungere il porto di Bari è lungo 32 km e richiede 38 minuti, mentre quello per l’aeroporto Karol Wojtyla è lungo 41 km, percorribili in 37 minuti. 60 2. TURI: IL COMUNE LO SCENARIO DEMOGRAFICO L’analisi demografica del Comune di Turi permette di valutare la composizione dei residenti, che costituiscono il potenziale bacino di utenza del territorio, in modo da capire quale target risulti numericamente più interessante. I dati qui utilizzati sono estrapolati dal sito dell’Istat, che mette a disposizione le informazioni ufficiali più recenti sulla popolazione residente nei Comuni italiani2. 3 Tab. 1 Andamento della popolazione residente a Turi nel sessennio 2007-2012. Popolazione residente M F TOTALE 2007 5.663 6.025 11.688 2008 5.755 6.126 11.881 2009 5.880 6.261 12.141 2010 5.982 6.431 12.413 2011 6.238 6.502 12.740 Novembre 2012 6.435 6.607 13.042 Grafico 1 2 3 http://demo.istat.it/index.html Dati Istat aggiornati al 31 Dicembre di ciascun anno considerato, esclusi quelli relativi al 2012. 61 Grafico 2 Dall’osservazione del trend di dati 2007–2012 emerge con chiarezza che la popolazione del Comune di Turi è in costante aumento (Graf.1). In particolare, la popolazione femminile è, per ciascun anno considerato, maggiore di quella maschile che, però, ha visto un forte incremento tra il 2010 e il 2012 (Graf.2). In generale nel corso dei sei anni presi in considerazione c’è stato un aumento sia delle femmine che dei maschi. 4 Tab. 2 Caratteristiche delle famiglie turesi nel quinquennio 2007-2011. 2007 Numer o famigli e N. medio component i nucleo familiare 4.501 2,06 4 2008 Numer o famigli e N. medio component i nucleo familiare 4.661 2,5 2009 Numer o famigli e N. medio component i nucleo familiare 4.806 2,52 2010 2011 Numer o famigli e N. medio component i nucleo familiare Numer o famigli e N. medio component i nucleo familiare 4.967 2,49 5.050 2,51 Dati Istat aggiornati al 31 Dicembre di ciascun anno considerato. 62 Grafico 3 Grafico 4 Dal grafico precedente (Graf.3) si evince immediatamente che il numero delle famiglie residenti nel Comune di Turi ha subito, nel corso del quinquennio, un netto aumento. Se osserviamo, invece, il dato relativo al numero medio dei componenti per nucleo familiare (Graf.4), si rileva che la famiglia media è formata da un numero limitato di componenti e che tale numero è aumentato a partire dal 2008 per poi rimanere sostanzialmente costante nel corso degli anni successivi. 63 Tab. 3 Distribuzione della popolazione del Comune di Turi per classi d’età, nel 5 quinquennio 2007-2011. 2007 2008 2009 2010 2011 Classi d’età Totale % Totale % Totale % Totale % Totale % 0-16 1.833 16,03 1.881 16,09 1.874 15,77 1.910 15,73 1.935 15,58 17-32 2.317 20,27 2.312 19,78 2.296 19,32 2.323 19,13 2.338 18,83 33-48 2.729 23,87 2.861 24,47 2.980 25,08 3.040 25,03 3.133 25,23 49-64 2.214 19,37 2.266 19,38 2.321 19,53 2.424 19,96 2.507 20,19 65 e oltre 2.335 20,43 2.368 20,26 2.410 20,28 2.444 20,13 2.500 20,14 TOTALE 11.428 100% 11.688 100% 11.881 100% 12.141 100% 12.413 100% Grafico 5 Nel corso degli anni 2007–2011, presi in esame, si registra un aumento della distribuzione della popolazione per tutte le fasce d’età prese in considerazione. In particolare, la fascia di popolazione racchiusa tra 33 e 48 anni sembra essere la più numerosa e, come la classe di cittadini aventi tra i 49 e 64 anni, ha visto una costante e forte crescita. La popolazione con età compresa tra 0 e 16 anni è, invece, la meno numerosa anche se in lieve crescita. 5 Dati Istat aggiornati al 1 Gennaio di ciascun anno considerato. 64 Grafico 6 Il grafico 6 mostra in dettaglio la distribuzione della popolazione per classi d’età relativa al 2011, evidenziando una prevalenza di cittadini in età lavorativa; infatti predomina la classe d’età compresa tra 33-48 anni, seguita da quella di chi ha tra i 49 e i 64 anni. 65 Indice di vecchiaia Tale indice stima il grado d'invecchiamento di una popolazione. Esso si definisce come il rapporto di composizione tra la popolazione anziana (65 anni e oltre) e la popolazione più giovane (da 0 a 14 anni). I valori superiori a 100 indicano una maggiore presenza di soggetti anziani rispetto ai giovanissimi. Tab. 4 Indice di vecchiaia relativo al Comune di Turi nel quinquennio 2007-2011.6 Dimensione territoriale 2007 2008 2009 2010 2011 Turi 147,1 144,7 146,5 146,2 148,5 Grafico 7 I valori riferiti a tutti i cinque anni considerati risultano superiori a 100. Questo indica la preponderante presenza di soggetti anziani (65 anni e oltre) rispetto ai soggetti più giovani (0-14 anni); anche se, in compenso, l’indice di vecchiaia del Comune di Turi risulta avere un andamento piuttosto costante. 6 Dati Istat aggiornati al 1 Gennaio di ciascun anno considerato. 66 Indice di ricambio Calcola il rapporto tra la popolazione di età compresa tra 60 e 64 anni e quella tra 15 e 19 anni, moltiplicato per cento. L’indice di ricambio è un dato molto importante ai fini di questo studio, perché consente di valutare la rapidità con cui si attua il ricambio della popolazione attiva e, quindi, la necessità di creare adeguate opportunità lavorative. In altri termini esso indica la capacità della popolazione residente di sostituire con nuovi ingressi nell’età produttiva i pensionati a breve e medio termine. Tab. 5 Indice di ricambio relativo al Comune di Turi nel quinquennio 2007-2011.7 Dimensione territoriale 2007 2008 2009 2010 2011 Turi 97,8 98,8 106,5 113 114,6 Grafico 8 L’indice di ricambio è pressoché stabile tra il 2007 e il 2008, mentre aumenta progressivamente a partire dal 2009, il che vuol dire che il numero di nuovi possibili lavoratori è in crescita. 7 Dati Istat aggiornati al 1 Gennaio di ciascun anno considerato. 67 Indice di dipendenza giovanile E' il rapporto tra la popolazione in età non attiva (0-14 anni) e quella in età attiva (1564 anni), moltiplicato per cento. Esso rappresenta il numero di individui non autonomi per ragioni demografiche (età 0-14) ogni 100 individui potenzialmente indipendenti (età 15-64 anni). Questo indice permette di valutare quanti giovani sono a carico ogni 100 adulti che lavorano: più il valore è alto, più la popolazione giovane dipende da quella adulta. Tab. 6 Indice di dipendenza giovanile relativo al Comune di Turi nel quinquennio 2007-2011.8 Dimensione territoriale 2007 2008 2009 2010 2011 Turi 21,14 21,29 21,01 20,83 20,44 Grafico 9 I valori, piuttosto bassi e costanti nel corso dei cinque anni considerati, hanno subito un lieve calo a partire dal 2010. 8 Dati Istat aggiornati al 1 Gennaio di ciascun anno considerato. 68 La popolazione straniera residente Nell’ambito dell’analisi delle caratteristiche strutturali della popolazione di Turi è stata approfondita anche l’area relativa alla presenza della popolazione straniera residente. Tab. 7 Bilancio demografico dei cittadini stranieri e incidenza sulla popolazione nel quinquennio 2007-2011.9 Cittadini stranieri M F Totale 2007 88 111 199 Incidenza sulla popolazione turese 1,70% 2008 101 126 227 1,91% 2009 121 156 277 2,28% 2010 139 219 358 2,88% 2011 161 212 373 2,93% Grafico 10 Come si evince dal grafico sopra riportato, nel Comune di Turi, si rileva una presenza di residenti stranieri in costante crescita. Di questi, la percentuale delle donne supera quella degli uomini con un picco di presenze nel 2010. L’incidenza sul totale della popolazione è, tuttavia, ancora molto bassa (Tab.7). I principali Paesi di provenienza rilevati per il 2010 sono (Graf.11): l’Albania, la Cina, la Romania, la Georgia, il Marocco, la Bulgaria, la Costa d’Avorio, la Polonia, la Colombia e l’Ucraina. 9 Dati Istat aggiornati al 31 Dicembre di ciascun anno considerato. 69 Tab. 8 Dati di provenienza dei cittadini stranieri aggiornati al 31 dicembre 2010 (Fonte Istat). Maschi Femmine Totale Maschi Femmine Totale Albania 47 49 96 Cina Rep. Popolare Cuba 0 3 3 22 29 Romania 12 30 51 Venezuela 0 3 3 42 Spagna 0 2 2 Georgia 1 27 28 Moldova 1 1 2 Marocco 15 12 27 Stati Uniti 1 1 2 Bulgaria 10 6 16 Germania 0 1 1 Costa d'Avorio 9 6 15 Regno Unito 0 1 1 Polonia 5 9 14 Croazia 0 1 1 Colombia 4 5 9 Bielorussia 0 1 1 Ucraina 1 7 8 Svizzera 1 0 1 Mauritius 2 3 5 Algeria 1 0 1 Brasile 0 5 5 Tunisia 0 1 1 Russia Federazione 1 3 4 Nigeria 0 1 1 Egitto 2 2 4 India 1 0 1 Senegal 2 2 4 Thailandia 0 1 1 Francia 0 3 3 Canada 1 0 1 Serbia 0 3 3 Perù 0 1 1 Totale Maschi Totale Femmine Totale stranieri 139 219 358 Grafico 11 70 71 ISTRUZIONE E OCCUPAZIONE Il livello di istruzione è un importante indicatore dello sviluppo socio-economico di un territorio; in particolare sono dimostrate strette correlazioni tra la ricchezza prodotta e il grado di scolarizzazione superiore ed universitaria della popolazione. Da questo punto di vista l’area di Turi, per il 2010, non presenta condizioni di particolare svantaggio rispetto ad altre zone della Regione Puglia. In particolare nella tabella 9 è possibile osservare come la maggior parte degli analfabeti e buona parte degli alfabeti senza titolo di studio sia costituita da anziani ultra sessantacinquenni. Tab. 9 Livelli di istruzione della popolazione turese confrontati con quelli della Diploma di scuola secondaria superiore Licenza di scuola media inferiore Licenza di scuola elementare Turi Laurea provincia di Bari nel 2010 (valori assoluti).10 557 2.406 3.085 2.894 Provinci 99.222 a di Bari 339.474 Alfabeti privi di titoli di studio Totale 1.558 435.961 371.173 181.761 Analfabeti Di cui in Di cui in età da 65 Totale età da 65 anni in poi anni in poi 755 222 159 60.388 31.194 20.021 Tab. 10 Livelli di istruzione della popolazione turese confrontati con quelli della Regione Puglia nel 2010 (valori percentuali).11 Diploma di Licenza di Licenza di Alfabeti privi scuola scuola scuola di titoli di Laurea media secondaria elementar studio inferiore superiore e Turi Regione Puglia Analfabeti 6% 26,1% 26,9% 27,7% 11,6% 1,7% 6,2% 22,6% 30,3% 25,1% 13% 2,7% Dalla tabella 10 si rileva che la percentuale di analfabeti è bassissima (1,7%) e che il 27,7% dei cittadini turesi ha una licenza di scuola elementare, il 26,9% una licenza di scuola media inferiore e solo il 6% una laurea. 10 11 Dati Istat aggiornati al 31 dicembre 2010. Idem. 72 Grafico 12 Grafico 13 Il livello di istruzione e scolarità registrato a Turi nel 2010 (Graf.12), per quanto in linea con la situazione provinciale e regionale, non trova una diretta corrispondenza 73 con il tasso di occupazione e di disoccupazione (Graf.14). Dal punto di vista delle condizioni lavorative, il quadro complessivo presenta criticità superiori sia rispetto alla Provincia di Bari che all’intera Regione Puglia. Il tasso di disoccupazione nel 2010 è, infatti, superiore ai valori complessivi delle Provincia e della Regione (rispettivamente 11,1% e il 12,6%) e valori ancora più elevati si riscontrano per le fasce giovanili della popolazione (15-24 anni), anch’essi superiori ai valori medi rilevati (28,5% in Provincia e 32,5% in Regione). Grafico 14 Tasso di disoccupazione del Comune di Turi nel 201012 Totale Giovanile Occupati per settore economico Per quanto riguarda il sistema dell’occupazione del 2010, è possibile osservare che una parte notevole della popolazione turese è impiegata nel settore agricolo, seguito da quello manifatturiero e delle costruzioni. Tab. 11 Tasso di occupazione nel 2010.13 Occupati totali % popolazione attiva 3.529 36,4% Turi Tab. 12 Occupati per settore economico nel 2010 (valori assoluti).14 Turi Agricoltura Manifattura Costruzioni Commercio Altri servizi 316 199 115 171 116 12 Dati Istat aggiornati al 31 dicembre 2010. Idem. 14 Idem. 13 74 Grafico 15 LO SCENARIO ECONOMICO - Analisi del settore agricolo Le analisi statistiche effettuate dall’ISTAT col sesto Censimento generale dell’agricoltura, mettono in luce come gran parte della superficie comunale sia destinata alle colture agricole. Questo settore rappresenta, infatti, una delle principali fonti di ricchezza dell’area interessata. Il territorio rurale si caratterizza per la presenza di un’agricoltura contrassegnata dalla compresenza di aspetti di modernità e tradizione, nonché di colture di diverso tipo, quali: cerealicole, erbacee e legnose; effettuate generalmente in fondi di piccole dimensioni a conduzione diretta o familiare. In particolare Turi si distingue per la coltivazione della ciliegia, che alimenta un intenso commercio anche di esportazione. Tab. 13 Incidenza della Superficie Agricola Totale (SAT) sulla Superficie Territoriale (ST).15 Turi 15 Superficie comunale Totale (ST) Superficie Agricola Totale (SAT) SAT/ST SAT/ST (%) 7.077 ha 5.576,47 ha 0,79 79% Fonte: Istat – 6° Censimento generale dell’agricoltura, 2010. In questo caso per il calcolo della SAT sono state considerate le unità agricole con coltivazioni. 75 Il rapporto SAU/SAT permette di fornire un’indicazione della quota di territorio effettivamente destinata ad attività agricole produttive rispetto alla superficie totale in possesso delle stesse aziende. Una diminuzione o un aumento del rapporto SAU/SAT può evidenziare diversi aspetti dell’evoluzione economica, gestionale o strutturale delle aziende agricole di un determinato territorio. Tab. 14 Incidenza della Superficie Agricola Utilizzata (SAU) sulla Superficie Agricola Totale (SAT).16 Superficie Agricola Utilizzata (SAU) 5.360,25 ha Turi Superficie Agricola Totale (SAT) SAU/SAT SAU/SAT (%) 5.576,47 ha 0,96 96% Per quanto riguarda le specializzazioni agricole, come già accennato, la Superficie Agricola Utilizzata (SAU) è stata suddivisa in varie tipologie di coltivazioni. Nel territorio di Turi, la superficie agraria è prevalentemente usata per le coltivazioni legnose agrarie e per i seminativi, mentre è bassissima la percentuale di suolo destinata a prati e pascoli permanenti. Tab. 15 Utilizzo della SAU per tipologia di colture.17 Turi SAU a Seminati vi (ha) % SAU a vite (ha) 1.152,47 21,5% 838,34 % SAU a coltivazioni legnose agrarie (ha) % 15,6 % 3.330,74 62,1 % SAU a prati e pascoli permanenti (ha) 35,23 % 0,6 % Grafico 16 16 Fonte: Istat – 6° Censimento generale dell’agricoltura, 2010. Anche in questo caso per il calcolo della SAT e della SAU, sono state considerate le unità agricole con coltivazioni. 17 Idem. 76 77 SAU per principali seminativi Per quanto riguarda la superficie agricola destinata ai seminativi, il Comune di Turi presenta una distribuzione equilibrata tra la coltivazione di cereali (39,53%) e quella del foraggio (39,95%). Tab. 16 Suddivisione della SAU (ha) per tipologia di seminativi.18 Turi Cereali per la produzione di granella 163,82 SAU per seminativi Piante sarchiate Foraggere Ortive da avvicendate foraggio 15,87 2,21 165,57 Sementi Terreni a riposo 1 65,95 Grafico 17 SAU per principali colture legnose La distribuzione della SAU per le principali colture legnose evidenzia un’alta percentuale di alberi da frutto (67,53%), seguita da quote nettamente inferiori di ulivi (19,81%) e viti (11,87%). Tab. 17 Suddivisione della SAU (ha) per tipologia di colture agrarie legnose.19 SAU per coltivazioni legnose agrarie Turi 18 19 Vite Olivo per la produzione di olive da tavola e da olio Agrumi Fruttiferi Vivai Altre coltivazioni legnose agrarie 233,02 388,81 9,26 1.325,13 3,09 2,98 Fonte: Istat – 6° Censimento generale dell’agricoltura, 2010. Idem. 78 Grafico 18 Le aziende agricole Un fattore di criticità per l’agricoltura dell’ambito territoriale è rappresentato dall’eccessiva frammentazione della proprietà (Tab.18); infatti, la distribuzione delle aziende per classi di superficie agricola totale (SAT) mostra come il settore agricolo del territorio sia caratterizzato dalla massiccia presenza di attività di dimensioni ridotte. Basti notare che le aziende che hanno da 1 a 1,99 ettari di superficie, rappresentano la percentuale più alta con il 25,45% del totale (Graf.19). Tab. 18 Distribuzione delle aziende (numero) per classi di superficie agricola totale (ha).20 Da Da 10 Da 30 Da 1 a Da 2 a Da 3 a Da 5 a Da 20 a 0,01 a a a 1,99 2,99 4,99 9,99 29,99 0,99 19,99 49,99 ha ha ha ha ha ha ha ha Turi 20 252 282 139 177 129 79 32 10 Da 50 a 99,99 ha 100 ha e più Aziende agricole totali 5 3 1108 Fonte: Istat – 6° Censimento generale dell’agricoltura, 2010. 79 Grafico 19 Consistenza delle aziende zootecniche Nell’area di Turi non c’è una significativa presenza di aziende zootecniche, infatti se ne registrano solo 54 delle quali, la maggior parte, si occupa dell’allevamento di bovini. Tab. 19 Numero di aziende zootecniche per tipologia di capi allevati.21 Az. bovini Az. equini Az. ovini Az. caprini Az. suini 26 12 5 1 3 21 Az. Az. avicoli conigli 10 5 Tutte le Tot. voci tranne Aziende api e altri zootecniche allevamenti 37 54 Fonte: Istat – 6° Censimento generale dell’agricoltura, 2010. 80 Grafico 20 - Analisi dell’industria e dell’artigianato Anche l’analisi delle Unità Locali suddivise per settore di attività economica (Graf.21), rivela un’alta presenza d'imprese operanti nel settore dell’agricoltura, seguite da quelle del settore commerciale e delle riparazioni. 22 Agricoltura, Industria estrattiva Industria manifatturiera Energia, gas e acqua Costruzioni Commercio, riparazioni Alberghi, pubblici esercizi Trasporti, comunicazioni Intermediazio ne monetaria e finanziaria Istruzione e sanità Altri servizi TOT. Tab. 20 Numero di Unità Locali per settore economico nel Comune di Turi.22 815 0 137 0 132 256 39 17 20 9 47 1472 Fonte: Camera di commercio di Bari – IV° trimestre 2007. 81 Grafico 21 La tabella 21 riporta, invece, il numero di addetti suddiviso per settore economico. L’elaborazione dei dati evidenzia, ancora una volta, la prevalenza del numero di addetti del settore agricolo e di quello manifatturiero. Tab. 21 Numero di addetti alle Unità Locali suddivise per settore economico nel 23 Agricoltura Industria estrattiva Industria manifatturiera Energia, gas e acqua Costruzioni Commercio, riparazioni Alberghi, pubblici esercizi Trasporti, comunicazioni Intermediazio ne monetaria e finanziaria Istruzione e sanità Altri servizi TOT. Comune di Turi.23 316 0 199 0 115 171 34 16 20 16 30 917 Fonte: Camera di commercio di Bari – IV° trimestre 2007. 82 Grafico 22 Come si può notare dalla tabella 22, le imprese commerciali più numerose rientrano nella categorie: manutenzione e riparazione di autoveicoli (13); intermediari del commercio (15); minimercati ed altri esercizi non specializzati di alimentari vari (10); commercio al dettaglio di carni e di prodotti a base di carne in esercizi specializzati (11); commercio al dettaglio di carburante per autotrazione in esercizi specializzati (8); e commercio al dettaglio di articoli di abbigliamento in esercizi specializzati (13). Tab. 22 Numero di imprese commerciali di Turi. IMPRESE COMMERCIALI Attive COMMERCIO ALL’INGROSSO E AL DETTAGLIO; RIPARAZIONE DI AUTOVEICOLI E MOTOCICLI 1 Commercio di autoveicoli - Commercio di autovetture e di autoveicoli leggeri 3 Commercio di altri autoveicoli (autocarri,rimorchi,semi-rimorchi) - MANUTENZIONE E RIPARAZIONE DI AUTOVEICOLI (autofficine, carrozzerie, elettrauti, gommisti, autolavaggi) 13 COMMERCIO DI PARTI E ACCESSORI DI AUTOVEICOLI - Commercio all’ingrosso ed intermediazione di parti e accessori di autoveicoli 1 83 Commercio al dettaglio di parti e accessori di autoveicoli 1 COMMERCIO, MANUTENZIONE E RIPARAZIONE DI MOTOCICLI E RELATIVE PARTI ACCESSORI 1 COMMERCIO ALL’INGROSSO - INTERMEDIARI DEL COMMERCIO - Intermediari del commercio di materie prime agricole, di animali vivi, di materie prime tessili e di semilavorati - Agenti e rappresentanti di materie prime agricole 1 Agenti e rappresentanti di fiori e piante - Agenti e rappresentanti di animali vivi 1 Agenti e rappresentanti di fibre tessili gregge e semilavorate; pelli grezze - Procacciatori d'affari di materie prime agricole, animali vivi, materie prime e semilavorati tessili; pelli grezze - Mediatori in materie prime agricole, materie prime e semilavorati tessili; pelli grezze - Intermediari del commercio di combustibili, minerali, metalli e prodotti chimici - Agenti e rappresentanti di carburanti, gpl, gas in bombole e simili; lubrificanti - Agenti e rappresentanti di combustibili solidi - Agenti e rappresentanti di minerali, metalli e prodotti semilavorati - Agenti e rappresentanti di prodotti chimici per l'industria 1 Agenti e rappresentanti di prodotti chimici per l’agricoltura (inclusi i fertilizzanti) - Procacciatori d'affari di combustibili, minerali, metalli e prodotti chimici - Mediatori in combustibili, minerali, metalli e prodotti chimici - Intermediari del commercio di legname e materiali da costruzione - Agenti e rappresentanti di legname, semilavorati in legno e legno artificiale - Agenti e rappresentanti di materiale da costruzione (inclusi gli infissi e gli articoli igienicosanitari); vetro piano 2 Agenti e rappresentanti di apparecchi ed accessori per riscaldamento e condizionamento e altri prodotti similari - Procacciatori d'affari di legname e materiali da costruzione - Intermediari del commercio di macchinari, impianti industriali, navi e aeromobili - Agenti e rappresentanti di macchine, attrezzature ed impianti per l’industria ed il commercio;materiale e apparecchi elettrici ed elettronici per uso non domestico 1 Agenti e rappresentanti di macchine per costruzioni edili e stradali - Agenti e rappresentanti di macchine, attrezzature per ufficio, attrezzature per le telecomunicazioni, computer e loro periferiche 1 Agenti e rappresentanti di macchine ed attrezzature per uso agricolo (inclusi i trattori) - 84 Agenti e rappresentanti di navi, aeromobili e altri veicoli (esclusi autoveicoli, motocicli, ciclomotori e biciclette) - Procacciatori d'affari di macchinari, impianti industriali, navi e aeromobili, macchine agricole,macchine per ufficio, attrezzature per telecomunicazioni,computer e loro periferiche - Intermediari del commercio di mobili, articoli per la casa e ferramenta - Agenti e rappresentanti di mobili in legno, metallo e materie plastiche - Agenti e rappresentanti di articoli di ferramenta e di bricolage - Agenti e rappresentanti di articoli casalinghi, porcellane, articoli in vetro eccetera - Agenti e rappresentanti di vernici, carte da parati, stucchi e cornici decorativi - Agenti e rappresentanti di mobili e oggetti di arredamento per la casa in canna, vimini, giunco, sughero, paglia, scope, spazzole, cesti e simili - Procacciatori d'affari di mobili, articoli per la casa e ferramenta - Intermediari del commercio di prodotti tessili, abbigliamento, pellicce, calzature e articoli in pelle - Agenti e rappresentanti di vestiario ed accessori di abbigliamento 2 Agenti e rappresentanti di pellicce - Agenti e rappresentanti di tessuti per abbigliamento ed arredamento (incluse merceria e passamaneria) - Agenti e rappresentanti di camicie, biancheria e maglieria intima - Agenti e rappresentanti di calzature ed accessori - Agenti e rappresentanti di pelletteria, valige ed articoli da viaggio - Agenti e rappresentanti di articoli tessili per la casa, tappeti, stuoie e materassi - Procacciatori d'affari di prodotti tessili, abbigliamento, pellicce, calzature e articoli in pelle - Mediatori in prodotti tessili, abbigliamento, pellicce, calzature e articoli in pelle - Intermediari del commercio di prodotti alimentari, bevande e tabacco 6 Agenti e rappresentanti di prodotti ortofrutticoli freschi, congelati e surgelati - Agenti e rappresentanti di carni fresche, congelate, surgelate, conservate e secche; salumi - Agenti e rappresentanti di latte, burro e formaggi - Agenti e rappresentanti di oli e grassi alimentari: olio d'oliva e di semi, margarina ed altri prodotti similari - Agenti e rappresentanti di bevande e prodotti similari 2 Agenti e rappresentanti di prodotti ittici freschi, congelati, surgelati e conservati e secchi - Agenti e rappresentanti di altri prodotti alimentari (incluse le uova e gli alimenti per gli animali domestici); tabacco 1 Procacciatori d'affari di prodotti alimentari, bevande e tabacco 2 85 Mediatori in prodotti alimentari, bevande e tabacco - Intermediari del commercio specializzato in altri prodotti 3 Intermediari del commercio di prodotti di carta, cancelleria, libri - Agenti e rappresentanti di carta e cartone (esclusi gli imballaggi); articoli di cartoleria e cancelleria - Agenti e rappresentanti di libri e altre pubblicazioni (incluso i relativi abbonamenti) 1 Procacciatori d'affari di prodotti di carta, cancelleria, libri 1 Intermediari del commercio di elettronica di consumo audio e video, materiale elettrico per uso domestico, elettrodomestici - Agenti e rappresentanti di elettronica di consumo audio e video, materiale elettrico per uso domestico 3 Agenti e rappresentanti di apparecchi elettrodomestici - Procacciatori d'affari di elettronica di consumo audio e video, materiale elettrico per uso domestico, elettrodomestici - Mediatori in elettronica di consumo audio e video, materiale elettrico per uso domestico, elettrodomestici - Intermediari del commercio di prodotti farmaceutici e di cosmetici - Agenti e rappresentanti di prodotti farmaceutici; prodotti di erboristeria per uso medico 2 Agenti e rappresentanti di prodotti sanitari ed apparecchi medicali, chirurgici e ortopedici; apparecchi per centri di estetica 2 Agenti e rappresentanti di prodotti di profumeria e di cosmetica (inclusi articoli per parrucchieri); prodotti di erboristeria per uso cosmetico 2 Procacciatori d'affari di prodotti farmaceutici e di cosmetici - Mediatori in prodotti farmaceutici e cosmetici - Intermediari del commercio di attrezzature sportive, biciclette e altri prodotti n.c.a. - Agenti e rappresentanti di attrezzature sportive; biciclette - Agenti e rappresentanti di orologi, oggetti e semilavorati per gioielleria e oreficeria 1 Agenti e rappresentanti di articoli fotografici, ottici e prodotti simili; strumenti scientifici e per laboratori di analisi - Agenti e rappresentanti di saponi, detersivi, candele e prodotti simili - Agenti e rappresentanti di giocattoli - Agenti e rappresentanti di chincaglieria e bigiotteria - Agenti e rappresentanti di altri prodotti non alimentari n.c.a. (inclusi gli imballaggi e gli articoli antinfortunistici, antincendio e pubblicitari) - Procacciatori d'affari di attrezzature sportive, biciclette e altri prodotti n.c.a. - Intermediari del commercio di vari prodotti senza prevalenza di alcuno - Agenti e rappresentanti di vari prodotti senza prevalenza di alcuno 1 86 Procacciatori d'affari di vari prodotti senza prevalenza di alcuno - Mediatori in vari prodotti senza prevalenza di alcuno - Gruppi di acquisto; mandatari agli acquisti; buyer - Commercio all’ingrosso di cereali, tabacco grezzo, sementi e alimenti per il bestiame (mangimi) - Commercio all’ingrosso di cereali e legumi secchi - Commercio all’ingrosso di sementi e alimenti per il bestiame (mangimi), piante officinali, semi oleosi, patate da semina 1 Commercio all’ingrosso di fiori e piante 1 Commercio all’ingrosso di animali vivi - Commercio all’ingrosso di pelli e cuoio - Commercio all’ingrosso di cuoio e pelli gregge e lavorate (escluse le pelli per pellicceria) - Commercio all’ingrosso di pelli gregge e lavorate per pellicceria - COMMERCIO ALL’INGROSSO DI PRODOTTI ALIMENTARI, BEVANDE E PRODOTTI DEL TABACCO 1 Commercio all’ingrosso di frutta e ortaggi freschi o conservati 15 Commercio all’ingrosso di frutta e ortaggi freschi - Commercio all’ingrosso di frutta e ortaggi conservati - Commercio all'ingrosso di carne e di prodotti a base di carne - Commercio all’ingrosso di carne fresca, congelata e surgelata - Commercio all’ingrosso di prodotti di salumeria - Commercio all’ingrosso di prodotti lattiero-caseari, uova, oli e grassi commestibili 1 Commercio all’ingrosso di prodotti lattiero-caseari e di uova 6 Commercio all’ingrosso di oli e grassi alimentari di origine vegetale o animale - Commercio all’ingrosso di bevande - Commercio all’ingrosso di bevande alcoliche - Commercio all’ingrosso di bevande non alcoliche - Commercio all’ingrosso di prodotti del tabacco - Commercio all’ingrosso di zucchero, cioccolato, dolciumi e prodotti da forno - Commercio all’ingrosso di caffè, tè, cacao e spezie - Commercio all’ingrosso di caffè - Commercio all’ingrosso di tè, cacao e spezie - Commercio all’ingrosso di altri prodotti alimentari, inclusi pesci, crostacei e molluschi - 87 Commercio all’ingrosso di prodotti della pesca freschi - Commercio all’ingrosso di prodotti della pesca congelati, surgelati, conservati, secchi - Commercio all’ingrosso di altri prodotti alimentari 1 Commercio all’ingrosso non specializzato di prodotti alimentari, bevande e tabacco - Commercio all’ingrosso non specializzato di prodotti surgelati - Commercio all’ingrosso non specializzato di altri prodotti alimentari, bevande e tabacco 3 COMMERCIO ALL’INGROSSO DI BENI DI CONSUMO FINALE - Commercio all’ingrosso di prodotti tessili 2 Commercio all’ingrosso di tessuti - Commercio all’ingrosso di articoli di merceria, filati e passamaneria - Commercio all’ingrosso di altri articoli tessili - Commercio all’ingrosso di abbigliamento e di calzature - Commercio all’ingrosso di abbigliamento e accessori 0 Commercio all’ingrosso di articoli in pelliccia - Commercio all’ingrosso di camicie, biancheria intima, maglieria e simili - Commercio all’ingrosso di calzature e accessori - Commercio all’ingrosso di elettrodomestici, elettronica di consumo audio e video; articoli per video;articoli per fotografia;cinematografia e ottica 0 Commercio all’ingrosso di elettrodomestici, di elettronica di consumo audio e video - Commercio all’ingrosso di supporti registrati, audio, video (Cd, Dvd e altri supporti) - Commercio all’ingrosso di articoli per fotografia, cinematografia e ottica - Commercio all’ingrosso di articoli di porcellana, di vetro e di prodotti per la pulizia - Commercio all’ingrosso di vetreria e cristalleria - Commercio all’ingrosso di ceramiche e porcellana - Commercio all’ingrosso di saponi, detersivi e altri prodotti per la pulizia - Commercio all’ingrosso di coltelleria, posateria e pentolame - Commercio all’ingrosso di profumi e cosmetici - Commercio all’ingrosso di prodotti farmaceutici - Commercio all’ingrosso di medicinali - Commercio all’ingrosso di prodotti botanici per uso farmaceutico - Commercio all’ingrosso di articoli medicali ed ortopedici 1 88 Commercio all’ingrosso di mobili di qualsiasi materiale 1 Commercio all’ingrosso di tappeti - Commercio all’ingrosso di articoli per l’illuminazione; materiale elettrico vario per uso domestico - Commercio all’ingrosso di orologi e di gioielleria 2 Commercio all'ingrosso di altri beni di consumo - Commercio all’ingrosso di carta, cartone e articoli di cartoleria - Commercio all’ingrosso di libri, riviste e giornali - Commercio all’ingrosso di giochi e giocattoli - Commercio all’ingrosso di articoli sportivi (incluse le biciclette) 1 Commercio all’ingrosso di articoli in pelle; articoli da viaggio in qualsiasi materiale - Commercio all’ingrosso di vari prodotti di consumo non alimentare n.c.a. 1 Commercio all’ingrosso di computer, apparecchiature informatiche periferiche e di software - Commercio all’ingrosso di apparecchiature elettroniche per telecomunicazioni e componenti elettronici - Commercio all’ingrosso di apparecchi e materiali telefonici - Commercio all’ingrosso di nastri non registrati - Commercio all’ingrosso di altre apparecchiature elettroniche per telecomunicazioni e di altri componenti elettronici - COMMERCIO ALL'INGROSSO DI ALTRI MACCHINARI, ATTREZZATURE E FORNITURE - Commercio all’ingrosso di macchinari, attrezzature e forniture agricole - Commercio all’ingrosso di macchine utensili - Commercio all’ingrosso di macchinari per l’estrazione, l’edilizia e l’ingegneria civile - Commercio all’ingrosso di macchinari per l’industria tessile, di macchine per cucire e per maglieria - Commercio all'ingrosso di mobili per ufficio e negozi 0 Commercio all'ingrosso di altre macchine e attrezzature per ufficio - Commercio all’ingrosso di altri macchinari e attrezzature - Commercio all’ingrosso di mezzi ed attrezzature di trasporto - Commercio all’ingrosso di imbarcazioni da diporto - Commercio all’ingrosso di altri mezzi ed attrezzature di trasporto - Commercio all’ingrosso di materiale elettrico per impianti di uso industriale 0 Commercio all’ingrosso di apparecchiature per parrucchieri, palestre, solarium e centri estetici - 89 Commercio all’ingrosso di altre macchine e attrezzature per l’industria, il commercio e la navigazione - Commercio all'ingrosso di strumenti e attrezzature di misurazione per uso scientifico 0 Commercio all'ingrosso di strumenti e attrezzature di misurazione per uso non scientifico - Commercio all'ingrosso di giochi per luna-park e videogiochi per pubblici esercizi - Commercio all'ingrosso di articoli antincendio e antinfortunistici - Commercio all’ingrosso di altre macchine ed attrezzature per l’industria, il commercio e la navigazione (robot per le catene di produzione, macchine per bar e gelaterie,macchine grafiche,armi,macchine di sollevamento) 1 COMMERCIO ALL’INGROSSO SPECIALIZZATO DI ALTRI PRODOTTI - Commercio all'ingrosso di combustibili solidi, liquidi, gassosi e di prodotti derivati 1 Commercio all'ingrosso di metalli e di minerali metalliferi - Commercio all’ingrosso di minerali metalliferi, di metalli ferrosi e prodotti semilavorati - Commercio all’ingrosso di metalli non ferrosi e prodotti semilavorati - Commercio all'ingrosso di legname e di materiali da costruzione, apparecchi igienicosanitari, vetro piano,vernici e colori - Commercio all’ingrosso di legname, semilavorati in legno e legno artificiale 1 Commercio all’ingrosso di materiali da costruzione - Commercio all’ingrosso di altri materiali per rivestimenti (inclusi gli apparecchi igienico-sanitari), piastrelle. - Commercio all’ingrosso di infissi - Commercio all’ingrosso di altri materiali da costruzione - Commercio all’ingrosso di vetro piano - Commercio all’ingrosso di carta da parati, colori e vernici - Commercio all’ingrosso di ferramenta, di apparecchi e accessori per impianti idraulici e di riscaldamento - Commercio all’ingrosso di articoli in ferro e in altri metalli (ferramenta) - Commercio all’ingrosso di apparecchi e accessori per impianti idraulici, di riscaldamento e di condizionamento 1 Commercio all’ingrosso di prodotti chimici - Commercio all'ingrosso di fertilizzanti e di altri prodotti chimici per l'agricoltura 1 Commercio all'ingrosso di prodotti chimici per l’industria - Commercio all’ingrosso di fibre tessili gregge e semilavorate - Commercio all’ingrosso di gomma greggia, materie plastiche in forme primarie e semilavorati - Commercio all’ingrosso di imballaggi - Commercio all’ingrosso di altri prodotti intermedi n.c.a. - 90 Commercio all’ingrosso di rottami e cascami - Commercio all’ingrosso di rottami e sottoprodotti della lavorazione industriale metallici - Commercio all’ingrosso di altri materiali di recupero non metallici (vetro, carta, cartoni ecc), sottoprodotti non metallici della lavorazione industriale - COMMERCIO ALL’INGROSSO NON SPECIALIZZATO - COMMERCIO AL DETTAGLIO (ESCLUSO QUELLO DI AUTOVEICOLI E DI MOTOCICLI) - COMMERCIO AL DETTAGLIO IN ESERCIZI NON SPECIALIZZATI - Commercio al dettaglio in esercizi non specializzati con prevalenza di prodotti alimentari e bevande 1 Ipermercati - Supermercati 6 Discount di alimentari - Minimercati ed altri esercizi non specializzati di alimentari vari 10 Commercio al dettaglio di prodotti surgelati - Commercio al dettaglio in altri esercizi non specializzati - Grandi magazzini - Commercio al dettaglio in esercizi non specializzati di computer, periferiche, attrezzature per le telecomunicazioni, elettronica di consumo audio e video,elettrodomestici - Empori ed altri negozi non specializzati di vari prodotti non alimentari 5 COMMERCIO AL DETTAGLIO DI PRODOTTI ALIMENTARI, BEVANDE E TABACCO IN ESERCIZI SPECIALIZZATI 1 Commercio al dettaglio di frutta e verdura in esercizi specializzati 3 Commercio al dettaglio di frutta e verdura fresca - Commercio al dettaglio di frutta e verdura preparata e conservata - Commercio al dettaglio di carni e di prodotti a base di carne in esercizi specializzati 11 Commercio al dettaglio di pesci, crostacei e molluschi in esercizi specializzati 4 Commercio al dettaglio di pane, torte, dolciumi e confetteria in esercizi specializzati - Commercio al dettaglio di pane 1 Commercio al dettaglio di torte, dolciumi, confetteria 3 Commercio al dettaglio di bevande in esercizi specializzati 2 Commercio al dettaglio di prodotti del tabacco in esercizi specializzati 5 91 Commercio al dettaglio di altri prodotti alimentari in esercizi specializzati - Commercio al dettaglio di latte e di prodotti lattiero-caseari 1 Commercio al dettaglio di caffè torrefatto - Commercio al dettaglio di prodotti macrobiotici e dietetici 1 Commercio al dettaglio di altri prodotti alimentari in esercizi specializzati n.c.a. - COMMERCIO AL DETTAGLIO DI CARBURANTE PER AUTOTRAZIONE IN ESERCIZI SPECIALIZZATI 8 COMMERCIO AL DETTAGLIO DI APPARECCHIATURE INFORMATICHE E PER LE TELECOMUNICAZIONI (ict) IN ESERCIZI SPECIALIZZATI - Commercio al dettaglio di computer, unità periferiche, software e attrezzature per ufficio in esercizi specializzati 2 Commercio al dettaglio di apparecchiature per le telecomunicazioni e la telefonia in esercizi specializzati 1 Commercio al dettaglio di apparecchiature audio e video in esercizi specializzati - COMMERCIO AL DETTAGLIO DI ALTRI PRODOTTI PER USO DOMESTICO IN ESERCIZI SPECIALIZZATI - Commercio al dettaglio di prodotti tessili in esercizi specializzati - Commercio al dettaglio di tessuti per l’abbigliamento, l’arredamento e di biancheria per la casa - Commercio al dettaglio di filati per maglieria e merceria 1 Commercio al dettaglio di ferramenta, vernici, vetro piano e materiali da costruzioni in esercizi specializzati 1 Commercio al dettaglio di ferramenta, vernici, vetro piano e materiale elettrico e termoidraulico 4 Commercio al dettaglio di articoli igienico-sanitari - Commercio al dettaglio di materiali da costruzione, ceramiche e piastrelle 3 Commercio al dettaglio di macchine, attrezzature e prodotti per l’agricoltura; macchine e attrezzature per il giardinaggio 5 Commercio al dettaglio di tende e tendine - Commercio al dettaglio di tappeti - Commercio al dettaglio di carta da parati e rivestimenti per pavimenti - Commercio al dettaglio di elettrodomestici in esercizi specializzati 1 Commercio al dettaglio di mobili, di articoli per l'illuminazione e altri articoli per la casa in esercizi specializzati 1 Commercio al dettaglio di mobili per la casa 2 Commercio al dettaglio di utensili per la casa, di cristallerie e vasellame 6 Commercio al dettaglio di articoli per l’illuminazione - Commercio al dettaglio di macchine per cucire e per maglieria per uso domestico - Commercio al dettaglio di sistemi di sicurezza - 92 Commercio al dettaglio di strumenti musicali e spartiti - Commercio al dettaglio di altri articoli diversi per uso domestico n.c.a. - Commercio al dettaglio di articoli in legno, sughero, vimini e articoli in plastica per uso domestico - Commercio al dettaglio di altri articoli per uso domestico n.c.a. 0 COMMERCIO AL DETTAGLIO DI ARTICOLI CULTURALI E RICREATIVI IN ESERCIZI SPECIALIZZATI - Commercio al dettaglio di libri in esercizi specializzati 1 Commercio al dettaglio di giornali, riviste e periodici 3 Commercio al dettaglio di articoli di cartoleria e forniture per ufficio 1 Commercio al dettaglio di registrazioni musicali e video in esercizi specializzati 1 Commercio al dettaglio di articoli sportivi in esercizi specializzati - Commercio al dettaglio di articoli sportivi, biciclette e articoli per il tempo libero 1 Commercio al dettaglio di natanti e accessori - Commercio al dettaglio di giochi e giocattoli in esercizi specializzati - COMMERCIO AL DETTAGLIO DI ALTRI PRODOTTI IN ESERCIZI SPECIALIZZATI 1 Commercio al dettaglio di articoli di abbigliamento in esercizi specializzati 13 Commercio al dettaglio di confezioni per adulti 3 Commercio al dettaglio di confezioni per bambini e neonati 5 Commercio al dettaglio di biancheria personale, maglieria, camicie 4 Commercio al dettaglio di pellicce e di abbigliamento in pelle - Commercio al dettaglio di cappelli, ombrelli, guanti e cravatte - Commercio al dettaglio di calzature e articoli in pelle in esercizi specializzati 1 Commercio al dettaglio di calzature e accessori 3 Commercio al dettaglio di articoli di pelletteria e da viaggio 1 Commercio al dettaglio di medicinali in esercizi specializzati 2 Farmacie - Commercio al dettaglio in altri esercizi specializzati di medicinali non soggetti a prescrizione medica 1 Commercio al dettaglio di articoli medicali e ortopedici in esercizi specializzati 1 Commercio al dettaglio di cosmetici, di articoli di profumeria e di erboristeria in esercizi specializzati - Commercio al dettaglio di articoli di profumeria, prodotti per toletta e per l’igiene personale 5 Erboristerie 1 93 Commercio al dettaglio di fiori, piante, semi, fertilizzanti, animali domestici e alimenti per animali domestici in esercizi specializzati - Commercio al dettaglio di fiori e piante 2 Commercio al dettaglio di piccoli animali domestici 2 Commercio al dettaglio di orologi e articoli di gioielleria in esercizi specializzati 2 Commercio al dettaglio di mobili per ufficio - Commercio al dettaglio di materiale per ottica e fotografia 2 Commercio al dettaglio di oggetti d’arte di culto e di decorazione, chincaglieria e bigiotteria - Commercio al dettaglio di oggetti d'arte (incluse le gallerie d'arte) - Commercio al dettaglio di oggetti d’artigianato - Commercio al dettaglio di arredi sacri ed articoli religiosi - Commercio al dettaglio di articoli da regalo e per fumatori 1 Commercio al dettaglio di bomboniere - Commercio al dettaglio di chincaglieria e bigiotteria 2 Commercio al dettaglio di articoli per le belle arti - Commercio al dettaglio di combustibile per uso domestico e per riscaldamento 1 Commercio al dettaglio di armi e munizioni, articoli militari - Commercio al dettaglio di saponi, detersivi, prodotti per la lucidatura e affini 1 Commercio al dettaglio di altri prodotti non alimentari - Commercio al dettaglio di filatelia, numismatica e articoli da collezionismo - Commercio al dettaglio di spaghi, cordami, tele e sacchi di juta e prodotti per l’imballaggio - Commercio al dettaglio di articoli funerari e cimiteriali 1 Commercio al dettaglio di articoli per adulti (sexy shop) - Commercio al dettaglio di altri prodotti non alimentari n.c.a. - Commercio al dettaglio di articoli di seconda mano in negozi - Commercio al dettaglio di libri di seconda mano - Commercio al dettaglio di mobili usati e oggetti di antiquariato - Commercio al dettaglio di indumenti e altri oggetti usati - Case d’asta al dettaglio (escluse aste via internet) - 94 COMMERCIO AL DETTAGLIO AMBULANTE - Commercio al dettaglio ambulante di prodotti alimentari e bevande 1 Commercio al dettaglio ambulante di prodotti ortofrutticoli 2 Commercio al dettaglio ambulante di prodotti ittici - Commercio al dettaglio ambulante di carne - Commercio al dettaglio ambulante di altri prodotti alimentari e bevande n.c.a. - Commercio al dettaglio ambulante di prodotti tessili, abbigliamento e calzature - Commercio al dettaglio ambulante di tessuti, articoli tessili per la casa, articoli di abbigliamento 1 Commercio al dettaglio ambulante di calzature e pelletterie 2 Commercio al dettaglio ambulante di altri prodotti 2 Commercio al dettaglio ambulante di fiori, piante, bulbi, semi e fertilizzanti - Commercio al dettaglio ambulante di macchine, attrezzature e prodotti per l'agricoltura; attrezzature per giardinaggio - Commercio al dettaglio ambulante di profumi e cosmetici; saponi, detersivi ed altri detergenti per qualsiasi uso - Commercio al dettaglio ambulante di chincaglieria e bigiotteria 3 Commercio al dettaglio ambulante di arredamenti per giardino; mobili; tappeti e stuoie; articoli casalinghi; elettrodomestici; materiale elettrico - Commercio al dettaglio ambulante di tappeti, libri,giochi e giocattoli,registrazioni musicali e video 1 COMMERCIO AL DETTAGLIO AL DI FUORI DI NEGOZI, BANCHI E MERCATI 1 Commercio al dettaglio per corrispondenza o attraverso internet - Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet 1 Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato per televisione - Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto per corrispondenza, radio, telefono - Commercio al dettaglio di prodotti vari, mediante l’intervento di un dimostratore o di un incaricato alla vendita (porta a porta) 2 Commercio effettuato per mezzo di distributori automatici 167 245 95 LO SCENARIO TURISTICO Il turismo rappresenta, per l’intera area del sud-est barese, un’importante e concreta possibilità di sviluppo grazie alle bellezze naturali (paesaggi incontaminati, concrezioni carsiche), al clima mite e ai tanti beni architettonici ed archeologici disseminati nel territorio. In particolare, in località Frassineto, Monteferraro, in via La Quacquera, in via Fiume e in via per Castellana sono stati rinvenuti insediamenti preistorici, i cui reperti archeologici sono oggi depositati presso i musei di Bari e Taranto a testimonianza della presenza dell’uomo nel territorio di Turi già a partire dal neolitico. Il primo nucleo storico del paese sorse intorno al Palazzo Marchesale in età medioevale, quando Turi fu dapprima sotto la giurisdizione del Vescovo di Conversano e poi sotto il dominio dei Normanni. Nel Settecento la cittadina si costituì come Universitas, grazie anche a un ceto intellettuale che, nel secolo successivo, fu protagonista dei moti risorgimentali. Punti di interesse turistico del caratteristico centro storico di Turi sono: il Palazzo Municipale, ospitato all'interno del complesso dei Padri Scolopi, fu edificato nel XVII secolo ed è stato restaurato recentemente ; la Torre dell'Orologio, edificata sul finire del XIX secolo, è il simbolo della città; il Palazzo dei Marchesi Venusio, di origini medievali, era inizialmente un castello e solo a partire dal XVI secolo fu trasformato in residenza nobiliare; la Chiesa Matrice, di antica fondazione, subì un rifacimento totale nel XVIII secolo; la Chiesa di Sant'Oronzo sulla Grotta, fu costruita nel XVIII secolo sulla grotta in cui si rifugiò il Santo patrono di Turi. Il paesaggio agrario di Turi è caratterizzato, come il resto della Murgia, da una serie di architetture in pietra a secco, per lo più facenti parte dei servizi delle masserie: muretti, neviere, iazzi, fogge e monumentali muri di recinzione. Le masserie, in genere aziende agro-pastorali, presentano un’architettura differente in base alla loro destinazione d’uso e tra gli elementi che le caratterizzano prevalgono quelli difensivi, quali: le garitte, le feritoie e la corte chiusa da un alto muro di cinta su cui insiste la casa padronale, gli ambienti di servizio e la chiesetta. Le masserie più note sono: Caracciolo, Difesa, Serrone, Orlandi, Caione, Santissimo e Musacco. Il nome di Turi è legato, oltre alla ciliegia “Ferrovia”, anche alla presenza di un Carcere e ad illustri personaggi rinchiusi nel periodo fascista. Tra questi spiccano i nomi di Antonio Gramsci, recluso tra il 1929 e il 1933, durante il quale scrisse i “quaderni dal carcere” e Sandro Pertini, Presidente della Repubblica cui la città di Turi, nel corso di una storica visita presidenziale nel 1980, conferì la cittadinanza onoraria, dedicandogli dopo la sua morte la principale piazza antistante il luogo dove fu rinchiuso. 96 Di fatto Turi ha un buon potenziale attrattivo, ma per il momento la sua ricettività turistica può contare solo su tre B&B e due agriturismi (Tab. 24). 97 Tab. 23 Flussi turistici a Turi. Fonte Regione Puglia, anno 2007. Italiani Turi Stranieri Arrivi Presenze Arrivi Presenze 856 2.322 543 1.587 Tab. 24 Numero delle strutture alberghiere di Turi. Fonte Regione Puglia, anno 2009. Turi Hotel B&B Agriturismi - 3 2 98 3. ANALISI QUALITATIVA DEL CENTRO STORICO I PERCORSI COMMERCIALI DEL CENTRO STORICO In questa sezione sono riportati i risultati di un'analisi di tipo qualitativo effettuata sulle attività presenti nell'area a vocazione commerciale. Nell’area d'interesse, caratterizzata da strade e piazze con un’elevata concentrazione di elementi artistico-culturali e con un’alta densità di attività, sono stati individuati i percorsi commerciali più importanti, di cui segue la schedatura. Le schede riportano una descrizione sintetica delle caratteristiche urbanisticocommerciali dei percorsi: • tabelle relative alle tipologie merceologiche presenti nei percorsi; • caratteristiche morfologiche della via e regolamentazione della viabilità; • tabelle riassuntive relative alla qualità dell’aspetto urbano, della rete commerciale e degli esercizi; • rilevazione di tratti di continuità e discontinuità commerciale, omogeneità complessiva dell'offerta e densità commerciale; • identificazione di potenzialità ed elementi di criticità. Un ricco report fotografico rende più immediata la lettura delle schede. I percorsi commerciali analizzati sono: Via XX Settembre, Via Maggiore Orlandi, Piazza Capitan Colapietro, Via Putignano, Via G. Elefante, Via Tito Aceto, Piazza Aldo Moro, Piazza XXV Luglio, Piazza Pertini, Piazza Silvio Orlandi, Piazza dell'Annunziata, Piazza Chiesa. 99 La seguente mappa indica le strade del centro storico a vocazione commerciale ed è visionabile in forma interattiva all’indirizzo internet: https://maps.google.it/maps/ms?msid=208610517920506888102.0004dd3e0 d9e4b9d173b9&msa=0&ll=40.916099,17.022393&spn=0.004402,0.010568&i wloc=0004dd3e1362822b02099 100 La successiva cartografia riporta i negozi presenti nell’area del centro storico di Turi. Essa è stata realizzata inserendo in un file Excel tutte le attività presenti, con i relativi indirizzi, e suddividendole per tipologia. In seguito è stata realizzata la georeferenziazione, ovvero l’inserimento su Google Maps degli indirizzi dei vari negozi a ciascuno dei quali è stata associata un’icona indicativa della tipologia merceologica d’appartenenza. Il risultato ottenuto è la seguente mappa visionabile in forma interattiva all’indirizzo: https://maps.google.it/maps/ms?msid=208610517920506888102.0004dc348c 540b5bd7c6f&msa=0&ll=40.916318,17.024238&spn=0.008107,0.021136 Abbigliamen to/ Calzature Fotografi Agenzie/uf fici Giocattolai o Aliment ari Informati ca/Telefo nia mobile Arredamen to Non pervenut o Artigiana to Pizzerie / Ristoran ti/Bar Edicole/ Tabaccheri e Sanitaria/Farma cia Edilizia Ferramenta Zootecnica/Agricolt ura/Giardinaggio 101 ATTIVITÀ COMMERCIALI PRESENTI NEL CENTRO STORICO SUDDIVISE PER TIPOLOGIA TIPOLOGIA Abbigliament o/ Calzature Agenzie/Uffi ci Alimentari Arredamento Artigianato Edicole/ Tabaccherie Edilizia Ferramenta Fotografi Giocattolaio Informatica/ Telefonia mobile Non pervenuto Pizzerie/ Ristoranti/B ar Sanitaria/ Farmacia Zootecnica/ Agricoltura/ Giardinaggio N° TOTALE ATTIVITÀ’ PER OGNI STRADA Via XX Settembr e Via Maggior e Orlandi Via Sedil e Piazza Capitan Colapietr o Via Massari Via Putignan o Piazza XXV Luglio Via Vincenzo Orlandi Via S. Maria Assunt a Via Tito Aceto Via G. Elefante Piazza Aldo Moro Via Giuseppe Orlandi Via XXV Luglio Via Menela o N° TOTALE ATTIVIT À 2 2 0 0 2 1 0 0 3 0 0 2 0 0 0 12 2 0 0 0 1 0 0 0 4 0 0 1 2 0 1 11 3 1 2 0 0 1 2 0 1 0 0 0 5 1 0 6 0 3 1 0 0 1 0 1 1 0 2 0 0 0 0 0 0 0 1 0 0 0 2 0 0 0 0 0 0 19 3 12 2 1 0 0 0 1 0 1 1 0 0 1 0 0 0 7 0 0 1 1 1 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 1 0 0 1 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 2 1 0 0 0 1 0 0 1 0 0 0 1 0 0 0 0 0 0 0 1 0 0 0 0 0 0 0 7 3 1 1 1 0 1 0 1 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 3 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 1 0 0 0 1 2 0 1 0 0 2 0 1 2 2 0 1 0 0 0 11 1 1 0 1 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 3 0 0 0 0 1 1 0 0 1 0 0 0 0 0 0 3 18 6 5 1 12 15 1 4 17 3 1 8 4 1 1 97 102 103 VIA XX SETTEMBRE NUMERO ESERCIZI: 20 Tipologia Numero totale Abbigliamento/Calzature 3 Bambini/adulti Agenzie/uffici 3 Coldiretti/Centro Tim Alimentari Banche Casalinghi Edicole/Tabaccherie Farmacia Non alimentari vari Pizzerie/Ristoranti/Bar 3 1 1 1 1 2 5 Salumeria/Pasticceria N° Specializzazioni Oggettistica Parafarmacia Lavanderia, Fotografo Rosticceria REGOLAMENTAZIONE DEL TRAFFICO E DELLA SOSTA Zona con auto che transitano a senso unico. È possibile parcheggiare solo sul lato sinistro con disco orario, eccetto che nei giorni festivi. CARATTERISTICA MORFOLOGICA DELLA VIA Asse stradale rettilineo di ampio scorrimento con marciapiedi su ambo i lati. 104 ARREDO URBANO - FOTO - ARREDO URBANO Qualità di Illuminazione Marciapiedi Pavimentazione Edifici Verde pubblico Bassa Media Alta ▼ ▼ ▼ ▼ ▼ DESCRIZIONE QUALITÀ URBANA Via XX Settembre è la strada principale che porta nel Centro Storico. Il manto stradale è fatto per metà di chianche, che necessiterebbero di manutenzione, e per l’altra metà di asfalto. I marciapiedi sono sufficientemente larghi e in buone condizioni su ambo i lati. L’arredo urbano è sufficientemente presente, mentre l’illuminazione è gradevole. 105 RETE COMMERCIALE - FOTO - RETE COMMERCIALE Qualità di Continuità commerciale Densità commerciale Omogeneità commerciale Coerenza commerciale/urbana Bassa Media Alta ▼ ▼ ▼ ▼ ELEMENTI DI IMMAGINE DEGLI ESERCIZI Qualità di Insegne Vetrine Tendaggi Serrande Bassa Media Alta ▼ ▼ ▼ ▼ 106 Visibilità Accessibilità Pedonale Accessibilità veicolare ▼ ▼ ▼ DESCRIZIONE RETE COMMERCIALE Le attività commerciali presentano una gran cura delle vetrine e del posizionamento della merce. La visibilità della rete commerciale è buona solo per i pedoni, anche se vi sono macchine parcheggiate davanti ai negozi. Un grosso problema è la difficoltà nel trovare un parcheggio libero a causa dei vari divieti di sosta e l'utilizzo obbligatorio del disco orario. PROBLEMATICHE - FOTO - Chianche dissestate POTENZIALITÀ - FOTO - Municipio 107 VIA MAGGIORE ORLANDI NUMERO ESERCIZI: 11 Tipologia Numero totale Abbigliamento/Calzature 3 Bambini/adulti Alimentari Casalinghi Edicole/Tabaccherie Farmacie Gioiellerie Non alimentari vari 1 1 1 1 1 3 Macelleria Oggettistica Tabacchi N° Specializzazioni Barbiere/Erboristeria REGOLAMENTAZIONE DEL TRAFFICO E DELLA SOSTA Zona con auto che transitano a senso unico. È possibile parcheggiare solo in presenza del disco orario, eccetto che nei giorni festivi. CARATTERISTICA MORFOLOGICA DELLA VIA Asse stradale rettilineo di ampio scorrimento, con marciapiedi su ambo i lati. 108 ARREDO URBANO - FOTO - ARREDO URBANO Qualità di Illuminazione Marciapiedi Pavimentazione Edifici Verde pubblico Bassa Media Alta ▼ ▼ ▼ ▼ ▼ DESCRIZIONE QUALITÀ URBANA Via Maggiore Orlandi è una traversa di via XX Settembre, al termine della quale si incontra la Chiesa di San Giovanni che fu edificata nella seconda metà del '500 per volere dei nuovi feudatari Moles, che introdussero a Turi i frati francescani e intensificarono il culto verso il Battista. Il manto stradale è composto da chianche di pietra che necessitano manutenzione, in quanto vi sono pietre sconnesse. L'arredo urbano e l'illuminazione non sono del tutto gradevoli. 109 RETE COMMERCIALE - FOTO - RETE COMMERCIALE Qualità di Continuità commerciale Densità commerciale Omogeneità commerciale Coerenza commerciale/urbana Bassa Media Alta ▼ ▼ ▼ ▼ ELEMENTI DI IMMAGINE DEGLI ESERCIZI Qualità di Insegne Vetrine Tendaggi Serrande Visibilità Accessibilità Pedonale Bassa Media Alta ▼ ▼ ▼ ▼ ▼ ▼ 110 Accessibilità veicolare ▼ DESCRIZIONE RETE COMMERCIALE C'è una scarsa rete di attività commerciali. Di particolare rilievo è la Farmacia storica "Mastrolonardo", ubicata in questa via dagli anni '70. Tale attività conserva ancora oggi la sua originaria struttura. La visibilità della rete commerciale è buona sia per i pedoni che per i veicoli. Un grosso problema è la difficoltà nel trovare un parcheggio libero, in quanto vi è la presenza di disco orario eccetto che nei giorni festivi. Il manto stradale è costituito da chianche di pietra. PROBLEMATICHE - FOTO - Manto stradale disconnesso 111 PIAZZA CAPITAN COLAPIETRO NUMERO ESERCIZI: 2 Tipologia Farmacie Pizzerie/Ristoranti/Bar Numero totale 1 1 N° Specializzazioni Ristorante REGOLAMENTAZIONE DEL TRAFFICO E DELLA SOSTA Piazza Capitan Colapietro dispone di divieto di fermata con parcheggio riservato ai cittadini residenti in tale piazza. CARATTERISTICA MORFOLOGICA DELLA VIA Piazza Capitan Colapietro è caratterizzata da chianche di pietra con alcune disconnessioni. 112 ARREDO URBANO - FOTO - ARREDO URBANO Qualità di Illuminazione Marciapiedi Pavimentazione Edifici Verde pubblico Bassa Media Alta ▼ ▼ ▼ ▼ ▼ DESCRIZIONE QUALITÀ URBANA Tale piazza è circoscritta dal Palazzo Marchesale e sfocia su via Sedile e via Putignano. Il Palazzo Marchesale ha origini che risalgono al Medioevo, più precisamente nel periodo del normanno Tommaso da Frassineto (XI-XII sec.), primo dominus di Turi. Il Castello si ampliò con gli Svevi e gli Angioini, ma probabilmente solo con l'insediamento, nel 1547, del nuovo feudatario Francesco Moles (originario di Gerona, Spagna), l'edificio dovette assumere le fattezze di una fortezza-palazzo, con nuove torri e nuovi corpi di fabbrica. Nella seconda metà del 1700, il passaggio del feudo dai Moles ad Ottavio Venusio di Matera, comportò una profonda trasformazione del palazzo che venne in parte demolito per assumere l'aspetto di fastosa dimora barocca che ancora oggi possiamo ammirare, con il monumentale ingresso nella bella Piazza Cap. Colapietro, le balconate, i finestroni e le artistiche ringhiere. Negli ultimi anni del '900 la dimora feudale, fatta oggetto di ampi lavori di restauro, è stata destinata a struttura turistico - alberghiera. 113 RETE COMMERCIALE - FOTO - RETE COMMERCIALE Qualità di Continuità commerciale Densità commerciale Omogeneità commerciale Coerenza commerciale/urbana Bassa Media Alta ▼ ▼ ▼ ▼ ELEMENTI DI IMMAGINE DEGLI ESERCIZI Qualità di Insegne Vetrine Tendaggi Serrande Visibilità Accessibilità Pedonale Accessibilità veicolare Bassa Media Alta ▼ ▼ ▼ ▼ ▼ ▼ ▼ 114 DESCRIZIONE RETE COMMERCIALE La rete commerciale di questa piazza è assente, poiché vi è solo una farmacia avviata negli anni '50. PROBLEMATICHE - FOTO - Degrado delle case 115 VIA PUTIGNANO NUMERO ESERCIZI: 2 Tipologia Abbigliamento/Calzature Non alimentari vari Numero totale 1 1 N° Specializzazioni Adulti Ferramenta REGOLAMENTAZIONE DEL TRAFFICO E DELLA SOSTA Via Putignano ha come zona parcheggio unicamente il lato destro che si divide in due parti: la prima parte dal Palazzo Marchesale e giunge sino a Via San Nicola ed è riservata ai residenti forniti di pass; mentre la seconda va da Via San Nicola a Piazza XX Luglio con parcheggio regolato da disco orario. CARATTERISTICA MORFOLOGICA DELLA VIA Via Putignano è una strada ad ampio scorrimento da ambo i sensi di marcia e vi è un manto asfaltato rettilineo. 116 ARREDO URBANO - FOTO - ARREDO URBANO Qualità di Bassa Illuminazione Marciapiedi Pavimentazione Edifici Verde pubblico Media Alta ▼ ▼ ▼ ▼ ▼ DESCRIZIONE QUALITÀ URBANA La qualità urbana di via Putignano è eccellente. Tale via comunica con quasi tutte le strade del centro storico e sfocia in via Massari. RETE COMMERCIALE - FOTO - 117 RETE COMMERCIALE Qualità di Bassa Continuità commerciale Densità commerciale Omogeneità commerciale Coerenza commerciale/urbana Media Alta Media Alta ▼ ▼ ▼ ▼ ELEMENTI DI IMMAGINE DEGLI ESERCIZI Qualità di Bassa Insegne ▼ Vetrine Tendaggi Serrande Visibilità Accessibilità Pedonale ▼ Accessibilità veicolare ▼ ▼ ▼ ▼ ▼ DESCRIZIONE RETE COMMERCIALE Via Putignano ha una rete commerciale molto vasta con molto potenziale commerciale mal sfruttato. PROBLEMATICHE - FOTO - 118 Marciapiede degradato 119 VIA GIUSEPPE ELEFANTE E VIA TITO ACETO NUMERO ESERCIZI: 6 Tipologia Agenzie/uffici Casalinghi Non alimentari vari Pizzerie/Ristoranti/Bar Numero totale 1 2 1 2 N° Specializzazioni Assicurazioni Oggettistica Estetista Pizzerie REGOLAMENTAZIONE DEL TRAFFICO E DELLA SOSTA Strada a senso unico con auto in sosta sul lato destro. CARATTERISTICA MORFOLOGICA DELLA VIA Asse stradale rettilineo, che per metà è costituito da un manto asfaltato e per l’altra da una galleria con accesso consentito soltanto ai pedoni. 120 ARREDO URBANO - FOTO - ARREDO URBANO Qualità di Illuminazione Marciapiedi Pavimentazione Edifici Verde pubblico Bassa Media Alta ▼ ▼ ▼ ▼ ▼ DESCRIZIONE QUALITÀ URBANA Via Giuseppe Elefante e via Tito Aceto hanno una pavimentazione buona, ma una qualità di arredo urbano molto scarsa per la mancanza d'illuminazione. 121 RETE COMMERCIALE - FOTO - RETE COMMERCIALE Qualità di Bassa Continuità commerciale Densità commerciale Omogeneità commerciale Coerenza commerciale/urbana Media Alta ▼ ▼ ▼ ▼ ELEMENTI DI IMMAGINE DEGLI ESERCIZI Qualità di Bassa Insegne Vetrine ▼ Tendaggi Serrande Visibilità Accessibilità Pedonale Accessibilità veicolare ▼ Media Alta ▼ ▼ ▼ ▼ ▼ DESCRIZIONE RETE COMMERCIALE La rete commerciale di via Giuseppe Elefante è buona, perché ci sono molte attività; mentre la qualità della rete commerciale di via Tito Aceto è bassa perché, essendo una strada chiusa, è molto nascosta allo 122 sguardo dei possibili acquirenti. 123 PROBLEMATICHE - FOTO - Graffiti sui muri Lampione rotto 124 VIA/PIAZZA ALDO MORO NUMERO ESERCIZI: 4 Tipologia Abbigliamento/Calzature Edicole/Tabaccherie Pizzerie/Ristoranti/Bar Numero totale 2 1 1 N° Specializzazioni Adulti REGOLAMENTAZIONE DEL TRAFFICO E DELLA SOSTA Piazza Moro ha per un tratto un’area di parcheggio riservata ai residenti di tale zona e, per un altro, un parcheggio con disco orario. CARATTERISTICA MORFOLOGICA DELLA VIA Piazza Moro ha il manto stradale ben asfaltato. 125 ARREDO URBANO - FOTO - ARREDO URBANO Qualità di Bassa Illuminazione Marciapiedi Pavimentazione Edifici Verde pubblico Media Alta ▼ ▼ ▼ ▼ ▼ DESCRIZIONE QUALITÀ URBANA La principale caratteristica di Pizza Aldo Moro è la casa di reclusione. RETE COMMERCIALE - FOTO - 126 RETE COMMERCIALE Qualità di Continuità commerciale Densità commerciale Omogeneità commerciale Coerenza commerciale/urbana Bassa Media Alta ▼ ▼ ▼ ▼ ELEMENTI DI IMMAGINE DEGLI ESERCIZI Qualità di Bassa Insegne Vetrine Tendaggi Serrande Visibilità Media Alta ▼ ▼ ▼ Accessibilità Pedonale Accessibilità veicolare ▼ ▼ ▼ ▼ DESCRIZIONE RETE COMMERCIALE Vi è una buona rete commerciale. PROBLEMATICHE - FOTO - 127 Buche 128 VIA/PIAZZA XXV LUGLIO NUMERO ESERCIZI: 1 Tipologia Alimentari Numero totale 1 N° Specializzazioni Panificio REGOLAMENTAZIONE DEL TRAFFICO E DELLA SOSTA Piazza XXV Luglio è a doppio senso di circolazione con divieto di sosta ed un piccolo spazio riservato ai residenti provvisti di pass. CARATTERISTICA MORFOLOGICA DELLA VIA Piazza XXV Luglio è asfaltata e rettilinea con biforcazioni su via Putignano di cui una di ingresso e una di uscita. ARREDO URBANO Qualità di Illuminazione Marciapiedi Pavimentazione Edifici Verde pubblico Bassa Media Alta ▼ ▼ ▼ ▼ ▼ 129 DESCRIZIONE QUALITÀ URBANA Piazza XXV Luglio ha una qualità urbana molto scadente in quanto la zona è caratterizzata unicamente da abitazioni e non vi sono elementi di arredo. RETE COMMERCIALE - FOTO - RETE COMMERCIALE Qualità di Continuità commerciale Densità commerciale Omogeneità commerciale Coerenza commerciale/urbana Bassa Media Alta Media Alta ▼ ▼ ▼ ▼ ELEMENTI DI IMMAGINE DEGLI ESERCIZI Qualità di Insegne Vetrine Tendaggi Serrande Visibilità Accessibilità Pedonale Accessibilità veicolare Bassa ▼ ▼ ▼ ▼ ▼ ▼ ▼ 130 DESCRIZIONE RETE COMMERCIALE La rete commerciale di questa piazza è assente, giacché vi è la presenza di un unico panificio. 131 VIA/PIAZZA PERTINI NUMERO ESERCIZI: 4 Tipologia Agenzie/uffici Alimentari Non alimentari vari Numero totale 1 2 1 N° Specializzazioni Agenzia Pescheria/Dolciera Barbiere REGOLAMENTAZIONE DEL TRAFFICO E DELLA SOSTA Via Piazza Pertini è una strada a senso unico con disco orario a destra e sosta libera sul lato sinistro. CARATTERISTICA MORFOLOGICA DELLA VIA Asse stradale con manto asfaltato. 132 ARREDO URBANO - FOTO - ARREDO URBANO Qualità di Bassa Illuminazione Marciapiedi Pavimentazione Edifici Verde pubblico Media Alta ▼ ▼ ▼ ▼ ▼ DESCRIZIONE QUALITÀ URBANA La qualità urbana è molto buona; inoltre la piazza è facilmente accessibile e con buone potenzialità. RETE COMMERCIALE - FOTO - 133 RETE COMMERCIALE Qualità di Bassa Continuità commerciale Densità commerciale Omogeneità commerciale Coerenza commerciale/urbana Media Alta ▼ ▼ ▼ ▼ ELEMENTI DI IMMAGINE DEGLI ESERCIZI Qualità di Bassa Media Insegne Vetrine Tendaggi Serrande Visibilità Accessibilità Pedonale Accessibilità veicolare Alta ▼ ▼ ▼ ▼ ▼ ▼ ▼ DESCRIZIONE RETE COMMERCIALE Quest’asse è caratterizzato da una rete commerciale poco omogenea con diverse interruzioni causate dalla presenza di numerose residenze. La densità commerciale è bassa; tuttavia trattandosi di una strada molto frequentata per la presenza della Villa comunale, ha sia la visibilità veicolare sia la visibilità pedonale. PROBLEMATICHE - FOTO - Manto stradale rovinato 134 PIAZZA SILVIO ORLANDI NUMERO ESERCIZI: 2 Tipologia Agenzie/uffici Pizzerie/Ristoranti/Bar Numero totale 1 1 N° Specializzazioni Reception REGOLAMENTAZIONE DEL TRAFFICO E DELLA SOSTA Piazza Silvio Orlandi è punto d'intersezione di più strade. È possibile parcheggiare solo con disco orario eccetto che nei giorni festivi. CARATTERISTICA MORFOLOGICA DELLA VIA Asse stradale di scorrimento con marciapiedi su ambo i lati. 135 ARREDO URBANO - FOTO - ARREDO URBANO Qualità di Bassa Illuminazione Marciapiedi Pavimentazione Edifici Verde pubblico Media Alta ▼ ▼ ▼ ▼ ▼ DESCRIZIONE QUALITÀ URBANA Piazza Silvio Orlandi è una piazza storica molto ampia con immissioni da via XX Settembre e via Giuseppe Orlandi per via Sedile e via Maggiore Orlandi. RETE COMMERCIALE - FOTO - 136 RETE COMMERCIALE Qualità di Bassa Continuità commerciale Densità commerciale Omogeneità commerciale Coerenza commerciale/urbana Media Alta Media Alta ▼ ▼ ▼ ▼ ELEMENTI DI IMMAGINE DEGLI ESERCIZI Qualità di Bassa Insegne Vetrine Tendaggi Serrande Visibilità Accessibilità Pedonale Accessibilità veicolare ▼ ▼ ▼ ▼ ▼ ▼ ▼ DESCRIZIONE RETE COMMERCIALE Piazza Silvio Orlandi ha una rete commerciale assente. L'unico punto storico da poter prendere in considerazione è il bar Iacovazzi, aperto dal 1927 e rinnovato nel 2013. PROBLEMATICHE - FOTO 137 Manto stradale sconnesso 138 VIA/PIAZZA DELL’ANNUNZIATA NUMERO ESERCIZI: 3 Tipologia Agenzie/uffici Non alimentari vari Numero totale 1 1 N° Specializzazioni Assicurazioni/Agenzia Barbiere REGOLAMENTAZIONE DEL TRAFFICO E DELLA SOSTA Piazza dell'Annunziata è riservata unicamente al passaggio pedonale, in quanto piazza non adibita al traffico dei veicoli. CARATTERISTICA MORFOLOGICA DELLA VIA Piazza dell'Annunziata ha un manto stradale lastricato con pietre aventi zone disconnesse. 139 ARREDO URBANO - FOTO - ARREDO URBANO Qualità di Illuminazione Marciapiedi Pavimentazione Edifici Verde pubblico Bassa Media Alta ▼ ▼ ▼ ▼ ▼ DESCRIZIONE QUALITÀ URBANA Piazza dell'Annunziata si affaccia su via XX Settembre, che è la strada principale di Turi. Un elemento di spicco è la Chiesa di San Rocco, costruita tra l'XI e il XII secolo poco fuori dal centro abitato in un'area importante perché attigua ai pozzi pubblici. La Chiesetta, a pianta rettangolare, realizzata con conci regolari di pietra, è caratterizzata da un tetto con due tamburi sormontati da piramidi, nelle quali sono inglobate due cupolette. In origine l'ingresso era dalla parte opposta all'attuale, che fu aperto nel 1505; tra il XII e XIII secolo venne poi aggiunto il campaniletto a vela. L'unica decorazione di questo edificio compatto è una serie di denti di sega posti su due file. Il 25 aprile, la Chiesetta è al centro di una particolare processione detta del "passa passa", durante la quale bambini infiocchettati e accompagnati dai padrini, seguono l'effige dell'Annunziata nei tre giri che compie intorno allo stesso edificio. 140 RETE COMMERCIALE - FOTO - RETE COMMERCIALE Qualità di Bassa Continuità commerciale Densità commerciale Omogeneità commerciale Coerenza commerciale/urbana Media Alta Media Alta ▼ ▼ ▼ ▼ ELEMENTI DI IMMAGINE DEGLI ESERCIZI Qualità di Bassa Insegne Vetrine Tendaggi Serrande Visibilità Accessibilità Pedonale Accessibilità veicolare ▼ ▼ ▼ ▼ ▼ ▼ ▼ DESCRIZIONE RETE COMMERCIALE La rete commerciale è poco presente e discontinua. 141 VIA/PIAZZA CHIESA NUMERO ESERCIZI: 2 Tipologia Non alimentari vari Pizzerie/Ristoranti/Bar Numero totale 1 1 N° Specializzazioni B&B REGOLAMENTAZIONE DEL TRAFFICO E DELLA SOSTA Piazza Chiesa è una zona a traffico limitato per i residenti con parcheggio muniti di pass. CARATTERISTICA MORFOLOGICA DELLA VIA Piazza Chiesa è costituita da chianche di pietra. 142 ARREDO URBANO - FOTO - ARREDO URBANO Qualità di Illuminazione Marciapiedi Pavimentazione Edifici Verde pubblico Bassa Media Alta ▼ ▼ ▼ ▼ ▼ DESCRIZIONE QUALITÀ URBANA Il simbolo principale di Piazza Chiesa è la Chiesa Matrice, caratterizzata da tre ampie navate. Di antica di fondazione, nel '700 la Chiesa subì una profonda trasformazione che le diede l'attuale aspetto di edificio barocco. Al suo interno sono conservate opere dello scultore rinascimentale Stefano da Putignano e dei pittori Alessio d'Elia (seguace del Solimena) e Nicola De Filippis (seguace del De Matteis). Notevoli, inoltre, sono: la cappella dei SS. Medici (mausoleo della famiglia baronale dei Moles), tre altari lignei, una tela seicentesca attribuita al bitontino Nicola Gliri e il pulpito. 143 RETE COMMERCIALE - FOTO - RETE COMMERCIALE Qualità di Bassa Continuità commerciale Densità commerciale Omogeneità commerciale Coerenza commerciale/urbana Media Alta Media Alta ▼ ▼ ▼ ▼ ELEMENTI DI IMMAGINE DEGLI ESERCIZI Qualità di Bassa Insegne Vetrine Tendaggi Serrande Visibilità Accessibilità Pedonale Accessibilità veicolare ▼ ▼ ▼ ▼ ▼ ▼ ▼ DESCRIZIONE RETE COMMERCIALE La rete commerciale è assente, infatti, vi è esclusivamente la presenza di un bar e di un B&B. 144 PROBLEMATICHE - FOTO - Muri sgretolati Scritte sui muri POTENZIALITÀ - FOTO - Chiesa Madre 145 4. INDAGINE STATISTICA AI FREQUENTATORI DEL CENTRO STORICO 4.1 IL QUESTIONARIO Per comprendere il modo storico di Turi è stato somministrato nei mesi di casuale di 216 intervistati, comuni limitrofi. in cui viene percepito e vissuto il centro realizzato un questionario che è stato aprile, maggio e giugno ad un campione tra cui frequentatori, residenti e abitanti di L’indagine si configura come un test di mercato mirato a: conoscere le caratteristiche dei frequentatori del centro storico ed il peso che occupa l’acquisto come motivazione della loro presenza in centro; comprendere le valutazioni qualitative e percettive che i frequentatori del centro storico danno dell’offerta commerciale e del contesto urbano in cui questa si inserisce; confrontare i risultati delle rilevazioni fatte in loco con il punto di vista dei consumatori. Per la buona riuscita dell’indagine è stato necessario che le domande fossero ben strutturate e non dessero adito ad ambiguità, in modo da consentire una raccolta d'informazioni coerenti. Il questionario è stato realizzato seguendo alcune fasi: scelta delle aree di contenuto, definizione dei contenuti di ogni singola area e formulazione delle relative domande, sistemazione delle domande in un ordine adeguato e uso del pre-test per apportare eventuali modifiche. Segue il modello del questionario che è stato somministrato. 146 QUESTIONARIO DI STUDIO SULLA QUALITÀ DEL CENTRO STORICO DI TURI DATA COMPILAZIONE__________________ORA_______________ I Parte : Dati socio-anagrafici 1. Sesso 2. Età Maschio Da 15 a 24 anni Femmina Da 25 a 44 anni Da 45 a 64 anni Oltre i 64 3. Professione 4. Dove abita? Studente Casalinga Impiegato/insegnante Dirigente/quadro/medic o osp Militare Libero Professionista/medico prof. Nel centro storico Al di fuori del centro storico In periferia In una frazione del comune/campagna In un altro comune (specificare …………...…) Commercio/Servizi Operaio/commesso Artigiano Pensionato Disoccupato Altro specificare…………) 147 II Parte : Accessibilità e sosta 5. Quale mezzo utilizza per recarsi nel centro storico? A piedi Bicicletta Moto Automobile Autobus Altro 6. Quali problemi legati al parcheggio incontra quando deve recarsi nel centro storico? (È possibile dare più di una risposta). Condizioni scadenti dei parcheggi Parcheggio troppo lontano Mancanza di parcheggi Nessuno 7. Pensa che ripristinare i parcheggi a pagamento possa agevolare la ricerca di posti liberi? Sì No 148 III Parte : Motivi di frequentazione dell’area d’interesse 8. Per quale motivo solitamente si reca nel centro storico? (È possibile dare più di una risposta). Fare un giro Per fare acquisti nei negozi Per andare al bar/ristorante/pizzeria Per andare in banca/uffici vari Per lavoro/ studio Vi abito Per turismo Altro 9. Quanto dura la sua permanenza in centro? Fino a ½ ora Da ½ a 1 ora Da 1 a 2 ore Da 2 a 4 ore Oltre 4 ore 10. Frequenta il centro storico anche di sera? (Se no, passare alla domanda numero 12). Sì No 11. Se sì, di quali aspetti dell’offerta usufruisce? (È possibile dare più di una risposta). Pizzeria /Ristorante/Pub 149 Bar Eventi e manifestazioni Passeggiata Altro 150 IV Parte : Abitudini di acquisto 12. Ogni quanto acquista nel centro storico di Turi? Ogni giorno 2-3 volte a settimana 1 volta a settimana Almeno una volta al mese 2-3 volte al mese Più raramente Mai 13. Quali prodotti acquista solitamente nel centro storico? (È possibile dare più di una risposta). Abbigliamento/intimo Gioielleria/orologi /merceria Regali/oggettistica Calzature/pelletteria Casalinghi/arredo casa Articoli sportivi Foto/ottica Alimentari/prodotti tipici Elettronica Bar/bevande Ferramenta Giornali/riviste Nessuno Cartoleria/giocattoli 14. Fa acquisti anche nei Centri Commerciali? Sì No 15. 18) Se sì, ogni quanto? (Se no, passare alla domanda numero Almeno 1 volta a settimana 2-3 volte al mese 151 1 volta al mese Più raramente 152 16. Se lo frequenta almeno raramente, in quale Centro Commerciale si reca prevalentemente? Ipercoop (a Gioia del Colle) Auchan (a Casamassima) Bariblu (a Triggiano) Mongolfiera (a Bari) Bari Max (a Bari) Molfetta Outlet (a Molfetta) Altro 17. Cosa compra nei Centri Commerciali? (È possibile dare più di una risposta). Abbigliamento/intimo Gioielleria/orologi /merceria Regali/oggettistica Calzature/pelletteria Piante e fiori Articoli sportivi Casalinghi/arredo casa Alimentari/prodotti tipici Foto/ottica Giornali/riviste Elettrodomestici Libri e musica Ferramenta Cartoleria/giocattoli Prodotti per animali Farmaci Non acquista Profumeria Altro 153 V Parte : Percezione e valutazione della rete commerciale 18. Esprima un giudizio di valore per ciascun aspetto della rete commerciale del centro storico di Turi. (Barrare una sola casella per ciascuna voce indicata). Scarso Sufficient e Buono Qualità negozi Gamma di scelta per gli acquisti Convenienza negozi Competenza/cortesia del personale Flessibilità degli orari dei negozi/locali Allestimento vetrine 19. Quale di questi interventi ritiene necessario per valorizzare la rete commerciale del centro storico? (È possibile dare più di una risposta). Aumentare i parcheggi Maggiore pulizia Parcheggi meglio situati Maggiore illuminazione Chiudere il centro al traffico Manutenzione delle strade Diminuire il traffico Maggiore offerta Migliorare la viabilità in commerciale centro Aprire nuovi locali Potenziare il trasporto Libero orario apertura e pubblico chiusura dei negozi Migliorare la qualità urbana Più pub/pizzerie e ristoranti e stato degli edifici Più flessibilità orari Più aree verdi negozi/locali Rivalorizzare il centro 154 Migliorare la qualità dei Manifestazioni più negozi numerose Centro informazioni Più informazione/ Prezzi più competitivi comunicazione Più promozioni nei negozi Maggiori attrazioni per i Più attività culturali turisti VI Parte : Percezione e valutazione dell’aspetto urbano 20. Esprima un giudizio di valore per ciascun aspetto del decoro urbano del centro storico. (Barrare una sola casella per ciascuna voce indicata). Molto negativ o Negativ o Positiv o Molto positiv o Gradevolezza dell’ambiente urbano Pulizia delle strade Manutenzione delle strade Presenza di parcheggi Presenza di spazi di verde pubblico Manutenzione degli spazi verdi Presenza di panchine Illuminazione pubblica Sicurezza nelle strade Manutenzione rete fognaria Stato di inquinamento dell’aria Presenza di servizi igienici pubblici Segnaletica di monumenti, musei, opere d’arte e simili 155 Proposte culturali/manifestazioni Segnaletica di uffici e servizi pubblici 21. Quale di questi interventi ritiene necessario per valorizzare l'aspetto urbano del centro storico? (È possibile dare più di una risposta). Più parcheggi Più aree verdi Più pulizia Migliore arredo urbano Ristrutturazione degli edifici Migliori aree pedonali /marciapiedi/strade Miglior illuminazione Migliore segnaletica /accessibilità al centro Più sicurezza Meno traffico 156 VII Parte : Animazione e vitalità urbana 22. Esprima un giudizio di valore per indicare l’importanza che attribuisce a ciascun fattore per la rivitalizzazione del centro storico. (Barrare una sola casella per ciascuna voce indicata). Non importan te Poco important e Importan te Molto importan te Biblioteca Chiese e monumenti Pub e locali di svago/spettacolo Bar Pizzerie/ristoranti Circoli e centri di vita sociale Centri e servizi di informazione Concerti all’aperto Mostre all’aperto Animazione per strada Mercatini tipici/sagre Feste e rievocazioni storiche Piccoli spettacoli Notti bianche Eventi culturali 23. Pensa che sarebbe utile se il Comune acquisisse problematiche e idee di valorizzazione del centro storico direttamente dalla popolazione, come è stato fatto con questa scheda? Per niente Poco 157 Molto Grazie per la collaborazione. 158 I RISULTATI DELL’INDAGINE STATISTICA Dati socio-anagrafici Per quanto riguarda le caratteristiche del campione intervistato, si può osservare come esso sia costituito perlopiù da donne (56%), mentre gli uomini rappresentano il 44% del totale. Tab. 25 Sesso degli intervistati (domanda 1). DISTRIBUZIONE DEGLI INTERVISTATI PER SESSO SESSO Valori assoluti Valori in percentuale MASCHI 95 44,0 FEMMINE 121 56,0 Totale 216 100,0 Grafico 23 DISTRIBUZIONE DEGLI INTERVISTATI NEL CENTRO STORICO DEL COMUNE DI TURI (valori in pecentuale) (valori in percentuale) 60,0 56,0 50,0 44,0 40,0 30,0 20,0 10,0 0,0 MASCHI FEMMINE 159 Si tratta di un campione molto giovane, la cui fascia d’età più rappresentata è quella di chi ha dai 25 ai 44 anni (35,6%) seguita da quella dai 15 ai 24 anni (31,9%). Tab. 26 Fasce d'età degli intervistati (domanda 2). DISTRIBUZIONE DEGLI INTERVISTATI PER CLASSI DI ETA' Valori Valori in CLASSI DI ETA' assoluti percentuale Da 15 a 24 anni 69 31,9 Da 25 a 44 anni 77 35,6 Da 45 a 64 anni 49 22,7 Oltre i 64 anni 21 9,7 TOTALE 216 100,0 Grafico 24 DISTRIBUZIONE DEGLI INTERVISTATI PER CLASSI DI ETA'(Valori in percentuale) 40,0 35,6 35,0 31,9 30,0 25,0 22,7 20,0 15,0 9,7 10,0 5,0 0,0 Da 15 a 24 anni Da 25 a 44 anni Da 45 a 64 anni Oltre i 64 anni CLASSI DI ETA' 160 In congruenza con l’età su rilevata, per la professione si registra un'elevata presenza di studenti (25%), seguita dall’11,6% di impiegati/insegnanti e, a pari merito, dall’11,1% di casalinghe e operatori commerciali/servizi. Tutti gli altri valori sono decisamente inferiori e frammentati. Tab. 27 Professione degli intervistati (domanda 3). DISTRIBUZIONE DEGLI INTERVISTATI PER PROFESSIONE PROFESSIONE STUDENTE IMPIEGATO/INSEGNANTE CASALINGA OPERATORE COMMERCIO/SERVIZI LIBERO PROFESSIONISTA/MEDICO PROF. OPERAIO COMMESSO PENSIONATO MILITARE DIRIGENTE/QUADRO/MEDICO OSPED. DISOCCUPATO ARTIGAIANO ALTRO TOTALE Valori assoluti 54 25 24 24 Valori in percentuale 25,0 11,6 11,1 11,1 19 18 18 15 8,8 8,3 8,3 6,9 7 6 5 1 216 3,2 2,8 2,3 0,5 100,0 Grafico 25 161 /Q U A D ED O IA O N O 2,8 A LT R TI G A 3,2 A R SP ED . E 5,0 U PA TO O M IL IT A R 8,3 O C C IC O A TO ES S 8,3 D IS R O /M M SI O N C O M PR O F. 8,8 PE N R A IO G A ER VI ZI LI N A TE 10,0 O PE IO /S SA /M ED IC O M M ER C O N IS TA C O C A SE G N 11,1 D IR IG EN TE PR O FE SS I R A TO R E EG A TO /IN 11,6 LI B ER O O PE IM PI ST U D EN TE DISTRIBUZIONE DEGLI INTERVISTATI PER PROFESSIONE (Valori in percentuale) 30,0 25,0 25,0 20,0 15,0 11,1 6,9 2,3 0,0 0,5 PROFESSIONE 162 Provenienza del campione Per quanto riguarda la provenienza degli intervistati, sembra esserci un certo equilibrio tra i residenti turesi che abitano al di fuori del centro storico (38,4%) e quelli che abitano in periferia (31%); mentre solo il 15,7% alloggia nel centro storico. Tab. 28 Provenienza degli intervistati (domanda 4). PROVENIENZA DEGLI INTERVISTATI Valori Valori in assoluti percentuale 34 15,7 83 38,4 67 31,0 DOVE ABITA NEL CENTRO STORICO AL DI FUORI DEL CENTRO STORICO IN PERIFERIA IN UNA FRAZZIONE DEL COMUNE/CAMPAGNA IN UN ALTRO COMUNE TOTALE 15 17 216 6,9 7,9 100,0 Grafico 26 PROVENIENZA DEGLI INTERVISTATI (Valori in percentuale) 45,0 38,4 40,0 35,0 31,0 30,0 25,0 20,0 15,7 15,0 10,0 6,9 7,9 5,0 0,0 NEL CENTRO STORICO AL DI FUORI DEL CENTRO STORICO IN PERIFERIA IN UNA FRAZZIONE DEL COMUNE/CAMPAGNA IN UN ALTRO COMUNE 163 Accessibilità e sosta Inerente al tema della provenienza è quello legato all’accessibilità ed alla sosta nel centro storico. La maggior parte degli intervistati (57,9%) ha dichiarato di andare in centro a piedi, mentre il 30,1% dice di arrivarci in macchina. Solo il 6,9% utilizza una bicicletta, invece tutti gli altri mezzi hanno una percentuale di utilizzo bassissima. Tab. 29 Mezzi utilizzati per recarsi nel centro storico (domanda 5). DISTRIBUZIONE DEGLI INTERVISTATI PER MEZZO UTILIZZATO NEL RAGGIUNGERE IL CENTRO STORICO MEZZO A PIEDI BICICLETTA MOTO AUTOMOBILE AUTOBUS ALTRO TOTALE Valori assoluti 125 15 4 65 4 3 216 Valori in percentuale 57,9 6,9 1,9 30,1 1,9 1,4 100,0 Grafico 27 DISTRIBUZIONE DEGLI INTERVISTATI PER MEZZO UTILIZZATO NEL RAGGIUNGERE IL CENTRO STORICO (Valori in percentuale) 70,0 60,0 57,9 50,0 40,0 30,1 30,0 20,0 10,0 6,9 1,9 1,9 1,4 AUTOBUS ALTRO 0,0 A PIEDI BICICLETTA MOTO AUTOMOBILE 164 165 Per quanto riguarda, invece, le problematiche relative al parcheggio, emerge con forza una mancanza di posti (52,2%). Tale dato è, altresì, confermato dalle risposte alla domanda numero 21 del questionario (Graf.43), in cui a fronte di una ricca lista di possibili interventi utili a valorizzare l'aspetto urbano del centro storico, gli intervistati pongono al quinto posto l’aumento dei parcheggi (11,6%). Oltre a tutto ciò, il grafico 28 mostra che per il 19,3% del campione i posti d’auto vertono in condizioni scadenti. Tab. 30 Problematiche relative al parcheggio (domanda 6). PROBLEMATICHE RELATIVE AL PARCHEGGIO DEL CENTRO STORICO DI TURI PROBLEMI CONDIZIONI SCADENTI DEI PARCHEGGIO PARCHEGGIO TROPPO LONTANO MANCANZA DI PARCHEGGI NESSUNO TOTALE valori assoluti 52 40 141 37 270 Valori in percentuale 19,3 14,8 52,2 13,7 100,0 Grafico 28 166 PROBLEMATICHE RELATIVE AL PARCHEGGIO DEL CENTRO STORICO (Valori in percentuale) 60,0 52,2 50,0 40,0 30,0 20,0 19,3 14,8 13,7 10,0 0,0 CONDIZIONI SCADENTI DEI PARCHEGGIO PARCHEGGIO TROPPO LONTANO MANCANZA DI PARCHEGGI NESSUNO 167 Dal grafico successivo risulta, inoltre, che per il 63,4% del campione, il ripristino dei parcheggi a pagamento non possa agevolare la ricerca di posti liberi (Graf.29). Tab. 31 Giudizio sul ripristino dei parcheggi a pagamento (domanda 7). PARERE DEGLI INTERVISTATI SUL RIPRISTINO DEI PARCHEGGI A PAGAMENTO PER LA RICERCA DI POSTI LIBERI Valori Valori in RISPOSTA assoluti percentuale SI, 79 36,6 FAVOREVOLE NO 137 63,4 TOTALE 216 100,0 Grafico 29 PARERE DEGLI INTERVISTATI SUL RIPRISTINO DEI PARCHEGGI A PAGAMENTO PER LA RICERCA DI POSTI LIBERI (Valori in percentuale) 70,0 63,4 60,0 50,0 40,0 36,6 30,0 20,0 10,0 0,0 SI, FAVOREVOLE NO 168 Motivi di frequentazione dell’area d’interesse In riferimento alle motivazioni che inducono gli intervistati a frequentare il centro storico (Graf.30), la percentuale più rilevante è quella di chi dichiara di recarvisi per fare una passeggiata (46,7%), seguita dal 12,9% di chi frequenta bar, ristoranti e pizzerie. Questi dati dimostrano che il centro storico è percepito come luogo ideale per trascorrere il proprio tempo libero, ma non come luogo per lo shopping; infatti, solo il 7,6% degli intervistati dice di recarvisi per fare acquisti nei negozi. Tale elemento dovrebbe spronare a riqualificare il centro storico anche dal punto di vista commerciale; soprattutto perché, come dimostra il grafico successivo (Graf.31), la maggior parte degli intervistati trascorre molto tempo nel centro storico. Tab. 32 Motivi di frequentazione del centro storico (domanda 8). MOTIVI DI FREQUENTAZIONE DEL CENTRO STORICO Valori Valori in MOTIVO assoluti percentuale FARE UN GIRO 141 46,7 PER FARE ACQUISTI NEI NEGOZI 23 7,6 PER ANDARE AL BAR/RISTORANTE/PIZZERIA 39 12,9 PER ANDARE IN BANCA/UFFICI VARI 28 9,3 PER LAVORO/STUDIO 15 5,0 VI ABITO 25 8,3 PER TURISMO 10 3,3 ALTRO 21 7,0 TOTALE 302 100,0 Grafico 30 169 170 La permanenza degli intervistati nel centro storico oscilla tra la mezz’ora e le due ore; in particolare: intorno alla mezz’ora per il 35,6% del campione, da mezz’ora a un’ora per il 22,7% e da una a due ore per il 21,3%. Tab. 33 Durata della permanenza degli intervistati nel centro storico (domanda 9). DURATA DELLA PERMANENZA DEGLI INTERVISTATI NEL CENTRO STORICO DURATA Valori assoluti FINO A 1/2 ORA DA 1/2 A 1 ORA DA 1 A 2 ORE DA 2 A 4 ORE OLTRE 6 ORE TOTALE Valori in percentuale 77 49 46 12 32 216 35,6 22,7 21,3 5,6 14,8 100,0 Grafico 31 DURATA DELLA PERMANENZA DEGLI INTERVISTATI IN CENTRO (Valori in percentuale) 40,0 35,6 35,0 30,0 25,0 22,7 21,3 20,0 14,8 15,0 10,0 5,6 5,0 0,0 FINO A 1/2 ORA DA 1/2 A 1 ORA DA 1 A 2 ORE DA 2 A 4 ORE OLTRE 6 ORE 171 La percentuale di intervistati che frequenta il centro storico anche di sera è del 68,1%. Tra le motivazioni spiccano (Graf.33): la passeggiata (33,3%), la partecipazione ad eventi e manifestazioni (20,6%) e, a pari merito, lo svago/cena in bar, nonché pizzerie/ristoranti/pub (19,7%); fattori che sottolineano, ancora una volta, il forte richiamo socio-ricreativo svolto dal centro storico. Tab. 34 Numero di intervistati che frequentano il centro storico di sera (domanda 10). INTERVISTATI CHE FREQUENTANO IL CENTRO STORICO DI SERA RISPOSTA SI NO TOTALE Valori assoluti 147 69 216 Valori in percentuale 68,1 31,9 100,0 Grafico 32 INTERVISTATI CHE FREQUENTANO IL CENTRO STORICO DI SERA (Valori in percentuale) 80,0 70,0 68,1 60,0 50,0 40,0 31,9 30,0 20,0 10,0 0,0 SI NO 172 Tab. 35 Motivi di frequentazione serale del centro storico (domanda 11). MOTIVI DI FREQUENTAZIONE SERALE DEL CENTRO STORICO OFFERTA Valori assoluti PIZZERIA/RISTORANTE/PUB BAR EVENTI E MANIFESTAZIONI PASSEGGIATA ALTRO TOTALE 68 68 71 115 23 345 Valori in percentuale 19,7 19,7 20,6 33,3 6,7 100,0 Grafico 33 MOTIVI DI FREQUENTAZIONE SERALE DEL CENTRO STORICO (Valori in percentuale) 33,3 35,0 30,0 25,0 19,7 20,0 20,6 19,7 15,0 10,0 6,7 5,0 A LT R O TA PA SS EG A ZI O ST TI E M A N IF E G IA N I R B A EV EN PI ZZ ER IA /R IS TO R A N TE /P U B 0,0 173 Abitudini di acquisto È stato chiesto al campione quante volte si rechi nel centro cittadino per compiere spese, al fine di capire la tipologia di acquisti effettuati: giornalieri o da shopping del fine settimana. Come già è stato detto, il centro storico di Turi non viene percepito come luogo nel quale fare compere e questo è, ancora una volta, dimostrato dal fatto che ben il 34,3% degli intervistati non vi si reca mai per fare acquisti. Seguono, poi, il 19,4% di chi vi si reca più raramente e il 14,8% di chi va due o tre volte a settimana. Tab. 36 Periodicità degli acquisti nel centro storico (domanda 12). PERIODICITA' DEGLI ACQUISTI NEL CENTRO STORICO Valori assoluti OGNI GIORNO 2-3 VOLTE A SETTIMANA 1 VOLTA A SETTIMANA ALMENO UN VOLTA AL MESE 2-3 VOLTE AL MESE PIU' RARAMENTE MAI TOTALE 23 32 14 13 18 42 74 216 Valori in percentuale 10,6 14,8 6,5 6,0 8,3 19,4 34,3 100,0 Grafico 34 174 PERIODICITA' DEGLI ACQUISTI NEL CENTRO STORICO (Valori in percentuale) 40,0 34,3 35,0 30,0 25,0 19,4 20,0 14,8 15,0 10,6 10,0 8,3 6,5 6,0 1 VOLTA A SETTIMANA ALMENO UN VOLTA AL MESE 5,0 0,0 OGNI GIORNO 2-3 VOLTE A SETTIMANA 2-3 VOLTE AL MESE PIU' RARAMENTE MAI 175 Il grafico successivo mostra quali sono i prodotti principalmente acquistati nel centro urbano. La maggior parte delle persone (26,9%) compra prodotti alimentari e tipici. Al secondo posto ci sono, poi, i prodotti venduti nei bar (14,1%) e al terzo gli articoli di abbigliamento e merceria (7,2%). Tab. 37 Prodotti acquistati nei negozi del centro storico (domanda 13). PRODOTTI ACQUISTATI NEI NEGOZI DEL CENTRO STORICO Valori in PRODOTTI Valori assoluti percentuale ALIMENTARI / PRODOTTI TIPICI 160 26,9 BAR/BEVANDE 84 14,1 ABBIGLIAMENTO/MERCERIA 43 7,2 GIORNALI/RIVISTE 42 7,1 GIOIELLERIA/OROLOGI 35 5,9 REGALI/OGGETTISTICA 28 4,7 FOTO/OTTICA 23 3,9 CALZATURE/PELLETTERIA 21 3,5 CASALINGHI/ARREDO CASA 18 3,0 CARTOLERIA/GIOCATTOLI 17 2,9 FERRAMENTA 17 2,9 ARTICOLI SPORTIVI 16 2,7 ELETTRONICA 11 1,8 NESSUNO 80 13,4 TOTALE 595 100,0 Grafico 35 176 AL BI G EN TO /M ER C AN D E TI PI C I EV BA R /B PR O D O TT I G LI AM I/ 15,0 ER IO R IA N A G LI IO /R IE IV LL IS TE ER I A R /O EG R O AL LO I/O G G I G ET TI ST IC A FO C AL TO ZA / O TU TT R IC E/ C A AS PE AL LL ET IN G TE H R I/A IA C R AR R E TO D O LE C AS R IA A /G IO C AT TO LI FE R R AM AR EN TI TA C O LI SP O R TI VI EL ET TR O N IC A N ES SU N O AB IM EN TA R PRODOTTI ACQUISTATI NEI NEGOZI DEL CENTRO STORICO 30,0 26,9 25,0 20,0 14,1 13,4 10,0 7,2 5,0 7,1 5,9 4,7 3,9 3,5 3,0 2,9 2,9 2,7 1,8 0,0 177 Poiché i consumatori tendono, ormai, a sperimentare differenti tipologie di distribuzione in base alle loro esigenze, al rapporto qualità prezzo ed ai parametri legati all’ottimizzazione del tempo e dello spazio, si è cercato di capire se gli intervistati acquistano anche presso i centri commerciali limitrofi. In tal modo è possibile comprendere quale sia l’entità di eventuali fenomeni di evasione verso grandi poli attrattivi, come: ipermercati, negozi di abbigliamento e negozi di elettrodomestici. L’83,3% afferma di effettuare acquisti anche presso centri commerciali (Graf.36); in particolare il 34,7% almeno 2-3 volte al mese, il 21,8% una volta al mese, e un buon 20,4% almeno una volta a settimana (Graf.37). Tab. 38 Numero d'intervistati che fanno acquisti nei Centri Commerciali (domanda 14). NUMERO D'INTERVISTATI CHE FANNO ACQUISTI NEI CENTRI COMMERCIALI RISPOSTA SI NO TOTALE Valore assoluto 180 36 216 Valore in percentuale 83,3 16,7 100,0 Grafico 36 178 Tab. 39 Periodicità degli acquisti nei Centri Commerciali (domanda 15). PERIODICITA' DEGLI ACQUISTI NEI CENTRI COMMERCIALI Valori assoluti ALMENO 1 VOLTA A SETTIMANA ALMENO 2-3 VOLTE AL MESE 1 VOLTA AL MESE PIU' RARAMENTE NESSUNA RISPOSTA TOTALE Valori in percentuale 44 75 47 32 18 216 20,4 34,7 21,8 14,8 8,3 100,0 Grafico 37 PERIODICITA' DEGLI ACQUISTI NEI CENTRI COMMERCIALI (Valori in percentuale) 40,0 34,7 35,0 30,0 25,0 21,8 20,4 20,0 14,8 15,0 8,3 10,0 5,0 0,0 ALMENO 1 VOLTA A SETTIMANA ALMENO 2-3 VOLTE AL MESE 1 VOLTA AL MESE PIU' RARAMENTE NESSUNA RISPOSTA 179 Con il 45,2% il vicino centro commerciale Auchan di Casamassima si aggiudica il primo posto tra i poli del commercio preferiti dagli intervistati (Graf.38); peraltro bisogna ricordare che proprio lo scorso dicembre è stata inaugurata una nuova parte per un totale di 110 negozi e 5500 posti auto. Il secondo posto della lista dei centri più frequentati è occupato, con il 13,8%, dal centro Bariblu di Triggiano e al terzo posto c’è il centro Mongolfiera di Bari con l’8,9%. Tab. 40 Centri Commerciali preferiti (domanda 16). CENTRI COMMERCIALI PREFERITI DAGLI INTERVISTATI Valori assoluti IPERCOOP (GIOIA DEL COLLE) AUCHAN (CASAMASSIMA) BARIBLU (TRIGGIANO) MONGOLFIERA (BARI) BARI MAX (BARI) MOLFETTA OUTLET (MOLFETTA) ALTRO TOTALE 39 203 62 40 32 37 36 449 Valori in percentuale 8,7 45,2 13,8 8,9 7,1 8,2 8,0 100,0 Grafico 38 180 CENTRI COMMERCIALI PREFERITI DAGLI INTERVISTATI Valori in percentuale 50,0 45,2 45,0 40,0 35,0 30,0 25,0 20,0 13,8 15,0 10,0 8,9 8,7 7,1 8,2 8,0 MOLFETTA OUTLET (MOLFETTA) ALTRO 5,0 0,0 IPERCOOP (GIOIA DEL COLLE) AUCHAN (CASAMASSIMA) BARIBLU (TRIGGIANO) MONGOLFIERA (BARI) BARI MAX (BARI) 181 La spesa fatta nei centri commerciali (Graf.39) riguarda, con percentuali basse, un po’ tutti i prodotti; ma in particolare emerge, con il 13,3%, l’acquisto di articoli di abbigliamento, intimo e merceria. Seguono l’acquisto di calzature e pelletteria (8,5%), e di prodotti alimentari (8,4%). Solo il 2,9% compra prodotti farmaceutici. Tab. 41 Prodotti acquistati nei negozi dei Centri Commerciali (domanda 17). PRODOTTI ACQUISTATI NEI NEGOZI DEI CENTRI COMMERCIALI PRODOTTI ABBIGLIAMENTO/MERCERIA/INTIMO CALZATURE/PELLETTERIA ALIMENTARI/PRODOTTI TIPICI ARTICOLI SPORTIVI REGALI/OGGETTISTICA LIBRI E MUSICA CASALINGHI/ARREDO CASA ELETTRODOMESTICI PROFUMERIA PRODOTTI PER ANIMALI FOTO/OTTICA CARTOLERIA/GIOCATTOLI GIORNALI/RIVISTE GIOIELLERIA/OROLOGI PIANTE E FIORI FARMACI ALTRO FERRAMENTA NON ACQUISTA TOTALE Valori assoluti 183 117 116 100 93 90 73 71 64 63 55 52 50 50 50 40 40 38 30 1375 Valori in percentuale 13,3 8,5 8,4 7,3 6,8 6,5 5,3 5,2 4,7 4,6 4,0 3,8 3,6 3,6 3,6 2,9 2,9 2,8 2,2 100,0 182 A B B LI A M EN TO /M ER C C A ER LZ IA A TU /IN A R TI LI E M M / PE O EN L TA LE R TT I/P ER R O IA D O TT A IT R TI IP C IC O I LI R EG SP A O LI R /O TI VI G G ET TI ST C LI IC A B A SA R IE LI N M G U H SI I/A C R A R ED EL O ET C A TR SA O D O M ES TI C P I R PR O O F U D M O ER TT IP IA ER A N IM A C FO LI A R TO TO / O LE TT R IC IA A /G IO C A G TT IO O R LI N A G L IO I/R IE IV LL IS ER TE IA /O R O LO PI G A I N TE E FI O R I FA R M A C I IG Grafico 39 PRODOTTI ACQUISTATI NEI NEGOZI DEI CENTRI COMMERCIALI (Valori in percentuale) 14,0 8,0 6,0 4,0 13,3 12,0 10,0 8,5 8,4 7,3 6,8 6,5 5,3 5,2 4,7 4,6 4,0 3,8 3,6 3,6 3,6 2,9 2,0 0,0 183 Percezione e valutazione della rete commerciale E’ stata richiesta una valutazione relativa alla percezione generale della rete commerciale del centro storico per capirne le problematiche e i punti di valore. Tab. 42 Percezione e valutazione della rete commerciale del centro storico Valori assoluti (domanda 18). GIUDIZIO ESPRESSO DAGLI INTERVISTATI SU ALCUNI ASPETTI DELLA RETE COMMERCIALE DEL CENTRO STORICO (Valori assoluti) 108 83 24 Non risponde 1 134 67 14 1 216 104 85 26 1 216 71 75 69 1 216 81 82 52 1 216 96 76 43 1 216 Scarso Sufficiente Buono QUALITA' NEGOZI GAMMA DI SCELTA PER GLI ACQUISTI CONVENIENZA NEGOZI COMPETENZA/CORTESIA DEL PERSONALE FLESSIBILITA' DEGLI ORARI DEI NEGOZI/LOCALI ALLESTIMENTO VETRINE TOTALE 216 Tab. 43 Percezione e valutazione della rete commerciale del centro storico Valori percentuali (domanda 18). GIUDIZIO ESPRESSO DAGLI INTERVISTATI SU ALCUNI ASPETTI DELLA RETE COMMERCIALE DEL CENTRO STORICO (Valori in percentuale) Scarso Sufficiente Buono QUALITA' NEGOZI GAMMA DI SCELTA PER GLI ACQUISTI CONVENIENZA NEGOZI COMPETENZA/CORTESIA DEL PERSONALE FLESSIBILITA' DEGLI ORARI DEI NEGOZI/LOCALI ALLESTIMENTO VETRINE Non risponde TOTALE 50,0 38,4 11,1 0,5 100,0 62,0 31,0 6,5 0,5 100,0 48,1 39,4 12,0 0,5 100,0 32,9 34,7 31,9 0,5 100,0 37,5 38,0 24,1 0,5 100,0 44,4 35,2 19,9 0,5 100,0 184 Dal grafico 40 emerge, in generale, un giudizio scarso o, al massimo, di sufficienza per i vari aspetti considerati della rete commerciale. In particolare, solo la competenza/cortesia del personale (i cui tre giudizi si attestano più o meno sulla stessa percentuale) e la flessibilità degli orari dei negozi/locali sono considerati di qualità sufficiente. Nel dettaglio si può osservare che: per metà del campione, la qualità dei negozi è scarsa (50%), mentre per il 38,4% è sufficiente; la gamma di scelta per gli acquisti è considerata scarsa dal 62% del campione e sufficiente dal 31%; gli intervistati ritengono, inoltre, che ci sia una scarsa convenienza d’acquisto (48,1%) e il 39,4% gli attribuisce un valore sufficiente; il giudizio sulla competenza e cortesia del personale è piuttosto variegato, in quanto: il 34,7% pensa che sia sufficiente, il 32,9% scarso e il 31,9% buono; allo stesso modo, non si distacca di molto la percentuale di chi considera la flessibilità degli orari di apertura e chiusura dei negozi e dei locali, sufficiente (38%) e quella di chi la ritiene scarsa (37,5%); l’allestimento delle vetrine è, invece, ritenuto scarso dal 44,4% degli intervistati e sufficiente dal 35,2%. Grafico 40 185 186 In generale, tutti gli interventi proposti per rivalorizzare la rete commerciale del centro storico di Turi sono considerati necessari (Graf.41). Al primo posto troviamo, infatti, proprio la rivalorizzazione complessiva del centro storico (6,6%), subito seguita dalla manutenzione delle strade (6,3%), dall’aumento dei parcheggi (6,2%), dalla necessità di aprire nuovi locali (6,1%), dal bisogno di una maggiore presenza di attività culturali (5,7%), di maggiori attrazioni per i turisti (5,5%) e di più aree verdi (5,4%). Tab. 44 Interventi ritenuti necessari per valorizzare la rete commerciale del centro storico (domanda 19). INTERVENTI RITENUTI UTILI PER VALORIZZARE LA RETE COMMERCIALE DEL CENTRO STORICO DEL COMUNE DI TURI TIPOLOGIA DI INTERVENTI Rivalorizzare il centro Manutenzione delle strade Aumentare i parcheggi Aprire nuovi locali Più attività culturali Maggiori attrazioni per i turisti Più aree verdi Maggiore pulizia Migliorare la qualità urbana e stato degli edifici Manifestazioni più numerose Maggiore illuminazione Maggiore offerta commerciale Migliorare la viabilità in centro Parcheggi meglio situati Più pub/pizzerie e ristoranti Migliorare la qualità dei negozi Prezzi più competitivi Più informazione/comunicazione Più promozioni nei negozi Chiudere il centro al traffico Centro informazioni Più flessibilità orari negozi/locali Libero orario apertura e chiusura dei negozi Diminuire il traffico Potenziare il trasporto pubblico TOTALE Valori assoluti Valori in percentuale 127 122 120 117 110 106 104 96 6,6 6,3 6,2 6,1 5,7 5,5 5,4 5,0 94 4,9 93 89 89 70 67 58 57 57 55 53 49 45 43 38 35 31 1925 4,8 4,6 4,6 3,6 3,5 3,0 3,0 3,0 2,9 2,8 2,5 2,3 2,2 2,0 1,8 1,6 100,0 187 Grafico 41 INTERVENTI RITENUTI UTILI PER VALORIZZARE LA RETE COMMERCIALE DEL DEL COMUNE DI IL TURI INTERVENTICENTRO RITENUTISTORICO UTILI PER VALORIZZARE CENTRO STORICO (Valori in in percentuale) Segue (Valori percentuale) Segue 6,6 7,0 6,3 6,2 6,1 5,7 6,0 5,5 5,4 5,0 4,9 5,0 4,8 4,6 4,6 4,0 3,0 2,0 1,0 al e ne a co m m er ci in az io ill um M ag g M io re of fe rt ag gi or e pi ù nu m er os e di fic i M an i st at o e ur ba na ità M ig lio ra re la qu al de gl ie or e M ag gi or i ag gi M fe st az io ni pu li z ia ve rd i ar ee tu ris ti er i at tr Pi ù at ti az io n ip vi tà cu ltu ra li oc al i Pi ù A pr ire nu ov il ar ch eg gi ip st ra de A um en ta re on e te nz i M an u R iv al o riz za re de lle il c en tr o 0,0 188 la vi ab ili tà Pa in rc ce he nt gg ro i m Pi e ù gl pu io b/ si pi tu zz at M er ig i ie lio e ra ris re to la ra qu nt al i ità de in Pr eg e Pi z oz zi ù i pi in ù fo co rm m az pe io tit ne iv /c i om Pi u ù ni pr ca om zi on oz e io C ni hi ud ne in er e eg il oz ce i nt ro al tr C af Pi en fic ù tr Li o f o le be in ss ro f or ib or ili m ar tà az io io or ap ni ar er in tu eg ra oz e i/l ch oc iu al su i ra de in eg D im Po oz in i te u nz ire ia il re tr il af tr fic as o po rt o pu bb lic o M ig lio ra re INTERVENTI RITENUTI UTILI PER VALORIZZARE LA RETE COMMERCIALE DEL CENTRO INTERVENTI RITENUTI UTILI PER VALORIZZARE IL CENTRO (Valori in percentuale) STORICO DEL COMUNE DI TURI (Valori STORICO in percentuale) 4,0 3,0 2,5 2,0 3,6 3,5 3,5 3,0 3,0 3,0 2,9 2,8 2,5 2,3 2,2 2,0 1,8 1,6 1,5 1,0 0,5 0,0 189 Percezione e valutazione dell’aspetto urbano È stato chiesto di esprimere anche un giudizio sull’aspetto urbano del centro storico (Graf.42). Dal parere dato alla voce “gradevolezza dell’ambiente urbano”, che implica una valutazione generale dell’assetto urbano, si evince la considerazione negativa (46,3%) che ne hanno gli intervistati; infatti, anche la percentuale di coloro i quali hanno dato un giudizio molto negativo è alta (20,4%). Le qualità ritenute positive dagli intervistati sono solo la manutenzione della rete fognaria (43,5%) e la sicurezza nelle strade (38,4%), mentre l’unica voce considerata molto positiva è lo stato di inquinamento dell’area con il 39,8%. Le problematiche principali sono, invece, individuate: nella presenza di parcheggi, considerata negativa dal 53,7%; nella manutenzione degli spazi verdi (53,2%), nell’illuminazione pubblica (48,6%). La presenza di spazi di verde pubblico è vista come negativa dal 47,7%; la gradevolezza dell’ambiente urbano dal 46,3%; la pulizia delle strade dal 45,4%, la segnaletica di uffici e servizi pubblici dal 41,7%; la segnaletica di monumenti, musei, opere d’arte e simili dal 40,3%; la presenza di panchine dal 39,8% e le proposte culturali/manifestazioni dal 38%. Molto negativa è considerata, invece, la manutenzione delle strade 56,5%, assieme alla presenza di servizi igienici pubblici 43,5%. Tab. 45 Percezione e valutazione dell’aspetto urbano del centro storico -Valori assoluti- (domanda 20). PERCEZIONE E VALUTAZIONE DELL'ASPETTO URBANO DEL CENTRO STORICO (Valori assoluti) Molto Molto TOTALE Negativo Positivo positivo negativo Gradevolezza dell’ambiente urbano Pulizia delle strade 44 100 62 10 216 56 98 57 5 216 122 75 16 3 216 67 116 30 3 216 55 103 55 3 216 66 115 31 4 216 50 86 76 4 216 Illuminazione pubblica 42 105 62 7 216 Sicurezza nelle strade Manutenzione rete fognaria Stato di inquinamento dell’aria 45 32 81 80 83 94 7 10 216 216 27 27 76 86 216 Manutenzione delle strade Presenza di parcheggi Presenza di spazi di verde pubblico Manutenzione degli spazi verdi Presenza di panchine 190 Presenza di servizi igienici pubblici Segnaletica di monumenti, musei, opere d’arte e simili Proposte culturali/manifestazioni Segnaletica di uffici e servizi pubblici 94 87 33 2 216 73 87 53 3 216 61 82 67 6 216 65 90 58 3 216 191 Tab. 46 Percezione e valutazione dell’aspetto urbano del centro storico Valori percentuali (domanda 20). PERCEZIONE E VALUTAZIONE DELL'ASPETTO URBANO DEL CENTRO STORICO (Valori in percentuale) Molto Molto Negativo Positivo TOTALE negativo positivo Gradevolezza dell’ambiente urbano Pulizia delle strade Manutenzione delle strade Presenza di parcheggi Presenza di spazi di verde pubblico Manutenzione degli spazi verdi Presenza di panchine Illuminazione pubblica Sicurezza nelle strade Manutenzione rete fognaria Stato di inquinamento dell’aria Presenza di servizi igienici pubblici Segnaletica di monumenti, musei, opere d’arte e simili Proposte culturali/manifestazioni Segnaletica di uffici e servizi pubblici 20,4 46,3 28,7 4,6 100,0 25,9 45,4 26,4 2,3 100,0 56,5 34,7 7,4 1,4 100,0 31,0 53,7 13,9 1,4 100,0 25,5 47,7 25,5 1,4 100,0 30,6 53,2 14,4 1,9 100,0 23,1 19,4 20,8 39,8 48,6 37,5 35,2 28,7 38,4 1,9 3,2 3,2 100,0 100,0 100,0 14,8 37,0 43,5 4,6 100,0 12,5 12,5 35,2 39,8 100,0 43,5 40,3 15,3 0,9 100,0 33,8 40,3 24,5 1,4 100,0 28,2 38,0 31,0 2,8 100,0 30,1 41,7 26,9 1,4 100,0 192 Grafico 42 193 Gli interventi principali proposti dagli intervistati in relazione alla valorizzazione dell’aspetto urbano sono (Graf.43): una migliore illuminazione (12,4%) e una maggior presenza di spazi verdi (12,1%). Il 12% del campione pensa, inoltre, che gli edifici necessitino di opere di ristrutturazione; minore è invece la necessità di ristrutturare le aree pedonali e i marciapiedi (9,5%). Anche la pulizia delle strade è richiesta in quantità maggiore (11,8%), così come la creazione di un maggior numero di parcheggi (11,6%). Tab. 47 Interventi ritenuti necessari per valorizzare dell’aspetto urbano del centro storico (domanda 21). INTERVENTI RITENUTI NECESSARI PER VALORIZZARE L'ASPETTO URBANO DEL CENTRO STORICO Valori Valori in assoluti percentuale MIGLIORE ILLUMINAZIONE 131 12,4 PIU' AREE VERDI 128 12,1 RISTRUTTURAZIONE DEGLI EDIFICI 127 12,0 PIU' PULIZIA 125 11,8 PIU' PARCHEGGI 123 11,6 MIGLIORE AREE PEDONALI/MARCIAPIEDI 100 9,5 PIU' SICUREZZA 99 9,4 MIGLIORE ARREDO URBANO 98 9,3 MIGLIORE SEGNALETICA/ACCESSIBILITA' AL CENTRO 72 6,8 MENO TRAFFICO 54 5,1 TOTALE 1057 100,0 TIPOLOGIA DI INTERVENTI 194 8,0 6,0 MENO TRAFFICO 9,4 MIGLIORE SEGNALETICA/ACCESSIBILITA' AL CENTRO 9,5 MIGLIORE ARREDO URBANO 10,0 PIU' SICUREZZA 11,8 MIGLIORE AREE PEDONALI/MARCIAPIEDI 12,0 PIU' PARCHEGGI 12,0 PIU' PULIZIA 12,1 RISTRUTTURAZIONE DEGLI EDIFICI 12,4 PIU' AREE VERDI MIGLIORE ILLUMINAZIONE Grafico 43 INTERVENTI RITENUTI NECESSARI PER VALORIZZARE L'ASPETTO URBANO DEL CENTRO STORICO (Valori in percentuale) 14,0 11,6 9,3 6,8 5,1 4,0 2,0 0,0 195 Animazione e vitalità urbana È stato sottoposto agli intervistati un elenco di possibili fattori di rivitalizzazione del centro storico ai quali attribuire un giudizio sul relativo grado d’importanza (Graf.44). I fattori ritenuti molto importanti sono: i mercatini tipici/sagre (49,5%), gli eventi culturali (47,2%), le feste e rievocazioni storiche (46,8%), i pub e locali di svago/spettacolo (39,4%). Nel complesso tutti gli altri fattori sono ritenuti importanti; in particolare, tra questi ultimi spiccano: le mostre all’aperto (58,3%), la biblioteca (48,6%), i concerti all’aperto (47,7%), le chiese e monumenti (47,2%), i piccoli spettacoli (46,8%). Tab. 48 Fattori di rivitalizzazione del centro storico - Valori assoluti (domanda 22). FATTORI DI RIVITALIZZAZIONE DEL CENTRO STORICO (valori assoluti) Non Poco Molto Important important important important TOTALE e e e e Biblioteca 13 25 105 73 216 Chiese e 6 36 102 72 216 monumenti Pub e locali di svago/spettacol 11 37 83 85 216 o Bar 11 36 96 73 216 Pizzerie/ristora 11 39 97 69 216 nti Circoli e centri 18 33 89 76 216 di vita sociale Centri e servizi 15 42 99 60 216 di informazione Concerti 9 31 103 73 216 all’aperto Mostre 12 60 126 18 216 all’aperto Animazione per 15 46 95 60 216 strada Mercatini 7 15 87 107 216 tipici/sagre Feste e rievocazioni 7 26 82 101 216 storiche 196 Piccoli spettacoli 10 52 101 53 216 Notti bianche Eventi culturali 16 12 57 11 79 91 64 102 216 216 197 Tab. 49 Fattori di rivitalizzazione del centro storico - Valori percentuali (domanda 22). FATTORI DI RIVITALIZZAZIONE DEL CENTRO STORICO (valori in percentuale) Biblioteca Chiese e monumenti Pub e locali di svago/spettacol o Bar Pizzerie/ristoran ti Circoli e centri di vita sociale Centri e servizi di informazione Concerti all’aperto Mostre all’aperto Animazione per strada Mercatini tipici/sagre Feste e rievocazioni storiche Piccoli spettacoli Notti bianche Eventi culturali Non Poco Molto Important TOTAL important important important E e e e e 6,0 11,6 48,6 33,8 100,0 2,8 16,7 47,2 33,3 100,0 5,1 17,1 38,4 39,4 100,0 5,1 16,7 44,4 33,8 100,0 5,1 18,1 44,9 31,9 100,0 8,3 15,3 41,2 35,2 100,0 6,9 19,4 45,8 27,8 100,0 4,2 14,4 47,7 33,8 100,0 5,6 27,8 58,3 8,3 100,0 6,9 21,3 44,0 27,8 100,0 3,2 6,9 40,3 49,5 100,0 3,2 12,0 38,0 46,8 100,0 4,6 7,4 5,6 24,1 26,4 5,1 46,8 36,6 42,1 24,5 29,6 47,2 100,0 100,0 100,0 198 hi Pi zz e Bi bl io es te e ca e e lo m ca on li um di sv en ag ti o/ sp et ta co lo C C irc ol ie Ba r rie / ri st ce C or nt en an ri tri ti di e vi se ta rv so iz ci id al ii e nf or m az C io on ne ce rti al l’a pe M rto os tre An al l’a im pe az rto io ne pe M rs er tra ca Fe da tin st it e ip e ic rie i/s vo ag ca re zi on is to ric Pi he cc ol is pe tta co li N ot ti bi an ch Ev e en ti cu ltu ra li Pu b Grafico 44 FATTORI DI RIVITALIZZAZIONE DEL CENTRO STORICO ( Valori in percentuale) 70,0 60,0 50,0 40,0 30,0 Non importante Poco importante Importante Molto importante 20,0 10,0 0,0 199 Infine, è stato chiesto se un questionario come quello proposto possa essere ritenuto un valido strumento di ricerca e pianificazione di strategie e, pertanto, utilizzato dal Comune di Turi. Il 76% del campione ha dichiarato che sarebbe molto utile se il Comune acquisisse direttamente dalla popolazione problematiche e idee di valorizzazione attraverso questo strumento. Grafico 45 200 IL MODELLO MULTIVARIATO DELLO SCALING MULTIDIMENSIONAL PER L’ANALISI DEI FATTORI PER LA RIVITALIZZAZIONE DEL CENTRO STORICO E PER L’ANALISI DEI GIUDIZI ESPRESSI SULLE CARATTERISTICHE DEL DECORO URBANO DEL CENTRO STORICO Aspetti generali L’analisi delle preferenze dei consumatori permettono di determinare la segmentazione del mercato oltre che il posizionamento dei prodotti sul mercato. Il multidimensional scaling, d’ora in poi MDS, permette inoltre di rappresentare in modo “visivo” le preferenze o le percezioni dei consumatori nel momento in cui si chiedesse di valutare un servizio. Questa tecnica è applicata nelle ricerche di marketing per esaminare la relazione esistente tra gli oggetti, di solito marche di un particolare gruppo di prodotti. Il’MDS consiste in un insieme di calcoli che permettono di ottenere una matrice d’input di associazioni di oggetti o variabili con una dimensione di fondo ignota. Quindi tradotto questo concetto in parole semplici possiamo affermare che questa tecnica ci permette di individuare un minimo di dimensionalità che mette in relazione tra di loro gli oggetti e la posizione di ciascun oggetto su ciascuna dimensione. Questa tecnica trova impiego nei seguenti campi: per la percezione da parte del consumatore della similarità delle marche; per l’analisi dei giudizi di preferenza espresse dai frequentatori di un centro storico sulle caratteristiche del decoro urbano di un centro storico; per stabilire le preferenze del consumatore manifestate per le marche. Si può ben capire, inoltre, come sia possibile passare per un posizionamento degli atteggiamenti sulle marche da una scala unidimensionale ad una scala multidimensionale collocando le marche in uno spazio n-dimensionale, in cui n esprime la dimensionalità minima di fondo della relazione. Pertanto si può parlare di posizionamento di marche e di preferenze rispetto alle marche in uno spazio di percezioni. Vi sono tre tipi di rappresentazione in scala multidimensionale: completamento metrico. I metodi di questo tipo richiedono misure di input con scala ad intervallo o a rapporto e generano un insieme di relazioni tra oggetti anch’essi ad intervallo o rapporto; completamento non metrico. I metodi di questo tipo accettano misure di input con scala ordinale e generano l’ordine di classificazione di ciascun oggetto su ciascuna dimensione. Non metrico. Metodi di questo tipo accettano misure d’input con scala ordinale e generano un insieme di relazioni tra gli oggetti d’intervallo; cioè, le distanze tra gli oggetti nello spazio di percezione hanno un significato utile. Questo tipo di rappresentazione è più utilizzata nel campo del marketing. Il’MDS rappresenta una tecnica statistica molto utilizzata nelle recenti applicazioni di marketing, ed in particolare in quelle comportamentali per l’interpretazione dello stimolo. La tecnica statistica consiste nella rappresentazione in uno spazio di un insieme di punti rappresentativi di un’insieme d’informazione di dati. I punti posizionati nello spazio sono distribuiti geometricamente, considerando la distanza che li separa tra di essi, al fine di riprodurre le relazioni di tipo empirico insite nei dati originali. L’analisi inizia dai dati di prossimità, sotto forma di matrice quadrata, che esprimono valutazioni di similitudine nella percezione dei consumatori tra tutte le coppie di elementi (prodotto o marche) appartenenti ad un insieme di dimensione finita, come le misure di distanza o di dissimilarità. L’obbiettivo, di detta analisi, è quello di definire il posizionamento o una forma degli n elementi in uno spazio metrico di dimensione p non troppo elevata, che si aggira intorno al valore di tre o quattro unità, in modo che la distanza calcolata tra i punti che identificano gli elementi riproducano la prossimità iniziale. Per posizionamento o forma s’intendono le coordinate dei n elementi rispetto alle p dimensioni dello spazio metrico di rappresentazione. 202 APPLICAZIONE DEL MODELLO DI SCALING MULTIDIMENSIONAL ALLE AZIONI PER RIVITALIZZARE IL CENTRO STORICO Dal seguente grafico si evince che ci sono quattro segmenti di frequentatori, di cui il primo è rappresentato da coloro che intendono rivitalizzare il centro con pizzerie, pub, concerti ecc, il secondo gruppo evidenzia l’aspetto culturale ossia rivitalizzando il centro con teatri, biblioteche, musei ecc, il terzo gruppo affida importanza agli eventi come feste, notti bianche, mercatini, mostre ecc ossia attività in grado di attirare turisti e residenti nei comuni limitrofi, infine un quarto gruppo che mette in risalto la presenza di bar e circoli ricreativi. Il grafico successivo evidenzia i giudizi espressi dagli intervistati sulle caratteristiche del decoro urbano del centro storico. Le caratteristiche vicine sono giudicate simili quelle lontane vengono percepite in modo dissimile. 204 IL MODELLO DELL’ANALISI FATTORIALE PER L E PER L’ANALISI DEI GIUDIZI ESPRESSI SULLE CARATTERISTICHE DEL DECORO URBANO DEL CENTRO STORICO E DEI FATTORI PER LA RIVITALIZZAZIONE DEL CENTRO STORICO. Aspetti generali e impiego nelle ricerche di marketing urbano L’analisi delle componente principali permette di risolvere problemi complessi nel campo delle ricerche di marketing urbano fornendo un valido strumento per il sistema di supporto alle decisioni di marketing (SSDM). L’analisi delle componenti principali trova largo impiego nei questionari utilizzati per le ricerche di marketing in quanto permettono di sintetizzare i dati raccolti a poche variabili. Supponiamo di voler condurre un’indagine sui consumatori in cui le variabili in gioco riguardano le caratteristiche d’alcuni prodotti, perciò si chiede di esprimere un giudizio per ogni attributo, ma in questo modo considerando più attributi ed essendo ogni attributo una variabile ed essendo numerose le variabili nelle ricerche di marketing, ricorreremo alle componenti principali per capire le caratteristiche che accomunano i consumatori, che altrimenti sarebbero difficile avere con più variabili. In sostanza se dovessimo sottoporre ad un intervista il consumatore o cliente su alcune caratteristiche di prodotto utilizzando molte variabili, con la tecnica dell’analisi delle componenti principali è possibile ridurre il numero di tali variabili, estrapolando dall’output ell’elaborazione le componenti che hanno una forte correlazione con le variabili analizzate. Tra le diverse tecniche d’analisi multidimensionale dei dati, vi è la metodologia per l’analisi delle componenti principali, che si estraggono da un insieme di variabili incorrelate tra loro. La prima componente principale rappresenta il massimo valore della variabilità della matrice di varianza-covarianza, la seconda è la combinazione incorrelata con la prima che estrae il massimo di variabilità residua, e così via fino ad arrivare alla componente principale che esprime la variabilità minima residua. Il numero delle componenti estraibili determina la dimensionalità della matrice. L’obiettivo dell’analisi delle componenti principali consiste nello spiegare alcune variabili in un numero inferiore rispetto a quelle originali, inoltre lo studio si basa sull’ottenimento di variabili che derivano da quelle originali correlate linearmente. Per cui tre sono le fasi di un analisi fattoriale. La prima è lo sviluppo di un insieme di correlazioni tra tutte le combinazioni delle variabili d’interesse. La seconda fase è l’estrazione di un insieme di fattori iniziali della matrice di correlazione sviluppata nella prima fase. La terza fase è la rotazione dei fattori iniziali per trovare una soluzione finale. 205 APPLICAZIONE DEL MODELLO DELL’ANALISI FATTORIALE ALLE AZIONI PER RIVITALIZZARE IL CENTRO STORICO Test KMO e di Bartlett Misura di adeguatezza campionaria KMO (Keiser Meyer Olkin). Chi-quadrato appross. Test di sfericità di Bartlett df Sig. ,475 702,264 136 ,000 206 La seguente tabella evidenzia i 7 fattori estratti dal modello. I fattori estratti spiegano il 74,5 % della variabilità totale Varianza totale spiegata Componen te Autovalori iniziali Totale Pesi dei fattori non ruotati % di varianza % cumulata Totale % di varianza % cumulata Pesi dei fattori ruotati Totale % di varianza % cumulata 1 2,953 17,373 17,373 2,953 17,373 17,373 2,687 15,808 15,808 2 2,440 14,352 31,725 2,440 14,352 31,725 2,398 14,105 29,912 3 2,158 12,694 44,419 2,158 12,694 44,419 2,021 11,886 41,798 4 1,564 9,198 53,617 1,564 9,198 53,617 1,673 9,841 51,639 5 1,384 8,143 61,759 1,384 8,143 61,759 1,469 8,643 60,282 6 1,104 6,497 68,256 1,104 6,497 68,256 1,257 7,395 67,676 7 1,072 6,304 74,560 1,072 6,304 74,560 1,170 6,884 74,560 8 ,842 4,952 79,513 9 ,762 4,483 83,996 10 ,655 3,851 87,847 11 ,538 3,166 91,013 12 ,462 2,717 93,730 13 ,383 2,250 95,980 14 ,321 1,887 97,867 15 ,212 1,244 99,111 16 ,101 ,593 99,704 17 ,050 ,296 100,000 Metodo di estrazione: Analisi componenti principali. Il primo fattore è fortemente correlato con le seguenti azioni: piccoli spettacoli, animazione per strada e concerti all’aperto per cui denotano l’interesse da parte degli intervistati a rivitalizzare il centro con l’organizzazione di eventi per strada. Il secondo fattore è correlato alle seguenti azioni:notti bianche, feste e revocazioni storiche ed infine 207 mostre all’aperto per cui l’interesse dei frequentatori a sollecitare l’organizzazione di eventi festivi per creare attrazione. Il terzo fattore è correlato a:teatro, pizzerie e ristoranti, musei e pinacoteche per cui il terzo fattore riguarda l’aspetto culturale ed enogastronomico come leve per attrarre frequentatori nel centro storico. Il quarto fattore risulta essere caratterizzato dagli eventi culturali. Il quinto fattore risulta essere caratterizzato da bar e circoli per cui gli intervistati sollecitano maggiori bar e circoli nel centro storico. Anche il sesto fattore riguarda l’apertura di locali di svago e pub nel centro storico. Infine il settimo fattore interessa mercati e sagre. Matrice dei componenti ruotataa Componente 1 Piccoli spettacoli ,968 Animazione per strada ,915 Concerti all’aperto ,905 2 3 Notti bianche ,931 Feste e rievocazioni storiche ,916 Mostre all’aperto ,703 4 Teatro ,853 Pizzerie-ristoranti ,799 Musei-pinacoteca ,693 5 Biblioteca ,781 Eventi culturali ,689 Chiese e monumenti ,505 6 ,419 Bar ,833 Circoli e centri di vita sociale ,769 Pub e locali di svago Centri e servizi di informazione Mercatini tipici-sagre 7 ,795 ,817 ,496 208 Test KMO e di Bartlett Misura di adeguatezza campionaria KMO (Keiser Meyer Olkin). Chi-quadrato appross. Test di sfericità di Bartlett df ,541 274,302 105 Sig. ,000 Varianza totale spiegata Componente Autovalori iniziali Totale Pesi dei fattori non ruotati % di varianza % cumulata Totale % di varianza % cumulata 1 3,149 20,991 20,991 3,149 20,991 20,991 2 1,747 11,647 32,638 1,747 11,647 32,638 3 1,446 9,637 42,275 1,446 9,637 42,275 4 1,316 8,774 51,050 1,316 8,774 51,050 5 1,183 7,887 58,937 1,183 7,887 58,937 6 1,096 7,305 66,242 1,096 7,305 66,242 7 1,016 6,771 73,013 1,016 6,771 73,013 8 ,975 6,503 79,516 9 ,783 5,223 84,739 10 ,706 4,704 89,444 11 ,580 3,865 93,308 12 ,474 3,162 96,471 13 ,329 2,196 98,666 14 ,125 ,832 99,498 15 ,075 ,502 100,000 209 La seguente tabella evidenzia i 7 fattori estratti dalle 16 domanda. Il primo fattore evidenzia l’importanza delle segnaletiche nei centri storici infatti al primo fattore sono fortemente correlati i seguenti aspetti: segnaletiche di uffici e servizi pubblici, segnaletiche di monumenti,musei opere d’arte ecc. Il secondo fattore, rappresenta è fortemente correlato ai seguenti aspetti: manutenzione delle strade, pulizia delle strade per cui si evidenzia l’importanza per i frequentatori dei centri storici della sicurezza stradale per chi è solito utilizzare l’auto. Il terzo fattore è correlato con la manutenzione della fognatura. Gli altri fattori non assumono l’importanza di quelli descritti in quanto assumono valori al di sotto di 0,5. Matrice di componentia Componente 1 Segnaletica di uffici e servizi pubblici ,934 Proposte culturali/manifestazioni ,907 Segnaletica di monumenti, musei, opere d’arte e simili 2 3 4 5 6 7 ,907 Presenza di servizi igienici pubblici Manutenzione delle strade Pulizia delle strade Stato di inquinamento dell’aria ,623 -,598 ,573 ,564 ,465 Manutenzione rete fognaria ,758 Manutenzione degli spazi verdi ,529 Illuminazione pubblica -,515 Presenza di panchine Gradevolezza dell’ambiente urbano Presenza di spazi di verde pubblico Sicurezza nelle strade Presenza di parcheggi ,507 ,524 ,464 ,511 ,476 -,404 ,472 ,534 -,402 ,588 ,491 210 [IL COMMERCIO NEL CENTRO STORICO DEL COMUNE DI GRAVINA: INDAGINE STATISTICA ED AZIONI DI MARKETING] 211 INDICE INTRODUZIONE Il marketing urbano-territoriale: strategie per la valorizzazione del Territorio Definizione Le funzioni del marketing urbano Il marketing-urbano e i centri storici Gravina in Puglia: collocazione geografica e storica Inquadramento territoriale Storia: dalle origini al XIX secolo Dalla caduta dell’Impero di Occidente alla dominazione bizantina La dominazione normanna La dominazione sveva La dominazione angioina La dominazione aragonese Vicereami spagnolo e austriaco I Borboni Inquadramento demografico ed economico del comune gravinese Demografia Economia Agricoltura Allevamento Industria e servizi Istruzione Il centro storico di Gravina: tra grotte e vecchi culti Morfologia I Rioni Le Chiese rupestri La Chiesa Madre: Cattedrala di Santa Maria Assunta Piano di marketing urbano applicato al centro storico di Gravina 212 Rete commerciale del centro storico La percezione del centro storico dei cittadini: il questionario Analisi del campione Accessibilità e sosta Motivi di frequentazione Acquisti Valutazione della rete commerciale Valutazione dell’aspetto urbano IL MODELLO MULTIVARIATO DELLO SCALING MULTIDIMENSIONAL PER L’ANALISI DEI FATTORI PER LA RIVITALIZZAZIONE DEL CENTRO STORICO E PER L’ANALISI DEI GIUDIZI ESPRESSI SULLE CARATTERISTICHE DEL DECORO URBANO DEL CENTRO STORICO IL MODELLO DELL’ANALISI FATTORIALE PER L E PER L’ANALISI DEI GIUDIZI ESPRESSI SULLE CARATTERISTICHE DEL DECORO URBANO DEL CENTRO STORICO E DEI FATTORI PER LA RIVITALIZZAZIONE DEL CENTRO STORICO. 213 INTRODUZIONE Ogni città ha il suo cuore pulsante, l’organo che dà origine alla vita e la mantiene. Il primo gradino attraverso il quale costruire una lunga scala e il primo tassello di un puzzle ricco e variegato: si parla del Centro Storico, culla di arte, tradizioni, storia e crogiolo di mutamenti che lo hanno modellato nel tempo. Il centro storico ha rappresentato, in ogni città che si rispetti, il nucleo originario della realizzazione di un agglomerato urbano più espanso. Il centro storico rappresentava il centro attivo della città, il perno attorno al quale l’istituzione politica predominante regolava tutti gli aspetti della comunità con leggi e categorizzazioni ben definite. Con l’urbanizzazione, lo sviluppo economico giunto con la Rivoluzione Industriale, i centri storici hanno perso la loro primitiva importanza, in quanto abbandonati con maggiore frequenza dai loro abitanti che preferiscono trasferirsi in quartieri di moderna costruzione. Vengono così lasciati al degrado, logorati dagli agenti atmosferici, dalle mancate ristrutturazioni, dalla noncuranza della politica locale e dai cittadini irrispettosi del grande bagaglio artistico-culturale che la città ha da offrirgli. Servirebbe dunque educare i cittadini al rispetto dei propri beni, insegando loro la storia dei luoghi che vivono, così che una maggiore informazione possa inculcare l’amore verso la propria città e la salvaguardia dei monumenti e dell’arredo urbano. Oltre al ruolo dell’educazione impartita dalle istituzioni scolastiche attraverso la creazione di progetti formativi, il Centro Storico potrebbe essere valorizzato attraverso una nuova tipologia di marketing definito marketing-urbano territoriale. Attraverso il marketing-urbano si focalizza l’attenzione su una porzione territoriale che si vuole valorizzare. Si procede con la valutazione dei servizi, della rete commerciale, valutazione della qualità urbana, valutazione delle inziative di comunicazione atte a sponsorizzare eventi culturali. Lo step successivo è un’analisi della criticità dell’area attraverso la percezione dei frequentatori (clienti, residenti, lavoratori, turisti),le caratteristiche dell’offerta (negozi, bar, ristoranti, ecc.), le caratteristiche e l’efficienza dei servizi di collegamento (accessibilità, sosta, vigilanza) e la percezione di sicurezza e tutela del cittadino, rilevabili attraverso uno strumento di rilevazione dati, quale quello del questionario. Questo è quello che cercherò di fare nella seguente tesi chiamata MARKETING URBANO PER LA VALORIZZAZIONE DEL CENTRO STORICO DI GRAVINA IN PUGLIA. Nel primo capitolo si è quindi spiegata la definizione della seguente tipologia di marketing, le sue funzioni e ambiti di applicazione e le motivazioni della sua importanza per la valorizzazione di porzioni territoriali. Successivamente ho pensato che per valorizzare il centro storico della mia città fosse importante collocarlo geograficamente, in modo tale da sottolinearne le qualità naturali utili per la sponsorizzazione territoriale, e storicamente in un excursus delle diverse epoche in cui diversi popoli lo hanno dominato. Gravina è una città ricca di storia e intrisa di cultura. E’ importante che sia il cittadino 214 che il turista conoscano la sua storia per visitarla e amarla. Nel terzo capitolo si è effettuata un’analisi sull’inquadramento demografico e commerciale dell’intera città, così da ottenere un quadro preciso sull’istruzione dei cittadini e sulle professioni che formano l’economia del paese, così da consentire all’impresa di conoscere l’ambito economico produttivo della città dove eventualmente voglia stabilirsi. Questo è importante perché aiuta l’impresa a conoscere l’economia del particolare contesto geografico e a collocarsi nell’ambito più fruttifero e maggiormente ampliato. Così conosce la popolazione e analizza quale tipologia di attività avrebbe più clienti. Importante per questo tipo di decisione è anche conoscere il livello di istruzione del cittadino. Dal generale si è passati al particolare: il quarto capitolo restringe il campo di indagine al Centro Storico, esponendone la morfologia, i Rioni (i primi quartieri creati sul bordo del burroe in cui l’uomo si è insediato in grotte naturali), le piazze come luogo di ritrovo e fulcro di tutte le decisioni concernenti ambiti della società antica, e le Chiese rupestri anch’esse realizzate in grotte naturali. L’ultimo capitolo è dedicato al piano di marketing precedentemente accennato. Dopo un’analisi della rete commerciale del Centro Storico, suddivisa per vie e per tipologie delle attività commerciali, si è elaborato un questionario, diviso in sezioni, distribuito su un campione di cittadini opportunatamente scelto. In questo modo si è visionata la percezione che i cittadini hanno del Centro Storico. Si è proseguiti con la valutazione della rete commerciale e dell’aspetto urbano. Elemento conclusivo della suddetta attività sperimentale è l’insieme delle considerazioni tratte dal lavoro svolto. Si è documentato il tutto con un ricco repertorio fotografico, pervenuto da fonti differenti e effettuato direttamente attravero un sopralluogo, teso ad inquadrare iconicamente le descrizioni. Ogni Centro Storico dovrebbe essere valorizzato. C’è passato, cultura, grandezza di spirito presente nei grandi monumenti architettonici. C’è tanto, tanto da imparare. 215 MARKETING URBANO-TERRITORIALE: STRATEGIE PER LA VALORIZZAZIONE DEL TERRITORIO Definizione Al giorno d’oggi, in un mercato sempre più competitivo e più aperto alla libera concorrenza, si fa riferimento ad una branca importantissima dell’economia, il marketing¹, per studiare e analizzare accuratamente il mercato e le interazioni all’interno dello stesso. Grazie al marketing è possibile elaborare una serie di strategie economico-aziendali finalizzate al posizionamento di prodotti e/o servizi all’interno del mercato, così da ottenere il maggiore profitto nella vendita di ciò che vi si è inserito nel mercato. Di recente svilippo è un altro tipo di marketing, quello definito urbano-territotriale. Il marketing urbanoterritoriale è un metodo utile nella definizione di strategie, opportunatamente studiate ed elaborate, volte al rafforzamento e alla promozione della “competitività sostenibile” di una specifica area geografica. Per competitività sostenibile di un’area geografica si intende la capacità della stessa di offrire servizi concorrenziali mantenendo l’equilibrio tra la tutela dell’ambiente, la crescita del contesto geografico e la percezione positiva che gli attori residenti e non nel territorio hanno dei servizi offerti. Nella scelta delle strategie, quindi, devono essere considerati contemporaneamente gli ambiti economicoproduttivi, quelli socio-culturali e urbanistico-ambientali, in modo tale che si consideri lo sviluppo di ognuno in maniera equilibrata e senza che nessuno intacchi negativamente l’altro. Infatti un elemento importantissimo per una competitività sostenibile del territorio e che costituisce un fattore di grande attrattività del contesto geografico è la qualità potenziale della vita. La qualità potenziale della vita dipende dal modo in cui gli attori vivono nell’ambiente di riferimento, più specificatamente dal modo in cui la qualità dell’ambiente è salvaguardata, al fine di garantire una vivibilità che non sia insalubre per la vita di tutti gli attori, perché un’eccellente qualità potenziale della vita rappresenta una scelta ideale di residenza. Perché la qualità della vita sia ottima, c’è bisogno che siano mantenute quattro condizioni di fondo: 1. Condizioni igieniche e di vivibilità materiale; 2. Condizioni di realizzazioni delle basilari attività umane; 3. Condizioni di accrescimento intellettuale, morale e culturale; 4. Condizioni di godimento estetico. L’ottima qualità delle condizioni sopra elencate sono date dalle risorse materiali e immateriali che l’uomo ha create. Il tutto dipende dalla qualità del tessuto relazionale che l’uomo residente ha intessito nella trama delle attività da lui organizzate. I soggetti coinvolti nell’elaborazione di strategie di marketing territoriale sono gli organi di governo del territorio (assessorati), altri 216 organismi pubblici come le agenzie specializzate, il cui lavoro è preposto al conseguimento di queste finalità, e organizzazioni private e miste, come le università e i consorzi. Perché nell’era del consumismo e del profitto è così importante il marketing territoriale? Ogni area geografica ha delle risorse da offrire, che siano esse materiali e immateriali, definite rispettivamente come beni e servizi (quelle immateriali sono prive di consistenza fisica). Ad un’offerta territoriale deve, però, corrispondere una domanda potenziale di chi sia interessato a stabilirvisi: soggetti privati, pubblici, istituzioni, imprese ecc. Per incrementare la domanda c’è bisogno che il territorio, o meglio le risorse che offre siano rese più appetibili e interessanti con le strategie di marketing accuratamente scelte, al fine di attrarre investimenti produttivi da qualsiasi impresa e soggetti pubblici e/o privati. È importante che nella valorizzazione del territorio siano considerate anche la storia, la cultura e i monumenti architettonici forti, che costituiscono un forte argomento attrattivo per chiunque decida di investire. Per definire al meglio il marketing urbano territoriale c’è bisogno che si esplichi la definizione della terminologia utilizzata in tale ambito. In primis facciamo riferimento al territorio. Secondo il marketing territoriale, il territorio è definito come un sistema complesso, formato da attori, risorse, attività, relazioni, e meta-obiettivi che costituiscono le linee direttrici su cui orientare il processo di sviluppo dell’area geografica considerata. Dunque il territorio è un’area delimitata da confini ben definiti, in cui il lavoro degli attori, che siano persone fisiche o organizzazioni più o meno complesse, dotate di specifiche risorse, siano finalizzate allo svolgimento di attività che siano influenti sul territorio in cui queste hanno sede. Le relazioni sono date dal lavoro che gli attori compiono sul territorio e dal legame che attraverso esse si crea con le risorse territoriali. Il territorio così inteso non è solo una dimensione spaziale, ma anche temporale, nel senso che è soggetto a molteplici evoluzioni e sviluppi in un arco di tempo infinito. Il territorio è anche cultura, tradizioni, modi di vita, elementi fondamentali attraverso cui orientare la domanda in base all’offerta preposta. Infatti c’è bisogno che siano sfruttate le risorse che un territorio possiede a prescindere, creandone altre che lo valorizzino e lo promuovino anche in altri ambiti limitrofi e non, così da creare una competitività con altre zone territoriali finalizzata alla creazione di concorrenza, realizzata sulla base di vantaggi di costi, pluralismo di offerta e vantaggio di posizionamento spacializzato. Il territorio non è un sistema complesso a sé stante, ma rappresenta un sottosistema di un’entità più grande, che a sua volta contiene altri sottosistemi più piccoli. Es: il comune è un sottosistema della provincia, che a sua volta è un sottosistema della regione e via dicendo. Nel comune sono presenti altri sottosistemi dati dagli attori, dalle risorse e dalle attività che da esse sono generate, oltre a considerare i sottosistemi rappresentati dalle istituzioni ecc. Le due componenti fondamentali del territorio sono: gli attori e le risorse. La prima componente è fondametale perché la ricchezza di un territorio è, prima di tutto, rappresentata dalle persone. Per attore si identifica chiunque abbia un legame con il territorio su cui si sta focalizzando l’attenzione. Il legame che 217 questi ha con il territorio è fondamentale al fine di orientare la scelta dei segmenti della domanda cui rivolgere l’offerta. Ogni attore si diversifica dall’altro per la tipologia di legame che ha con il territorio, per la sua natura giuridica, per il rilievo economico e sociale che assume in quel determinato contesto geografico. È importante dire che ogni attore può essere sia una risorsa che un utente. È una risorsa nel momento in cui : 1. Detiene risorse; 2. Valorizza risorse; 3. È un potenziale creatore di risorse. Un attore che sia una risorsa è anche un utente delle stesse da lui detenute, valorizzate e elaborate. Un attore che sia un utente non può essere una risorsa. Una risorsa è ciò che un territorio possiede e ha da offrire. Si è già accennato alla duplice natura delle risorse materiali e immateriali. Le risorse materiali sono quelle che hanno una consistenza fisica, i cosìddetti beni che un territorio possiede anche senza l’intervento degli attori; le risorse immateriali sono i servizi che si offrono agli attore dagli attori. Questa è solo una primaria distinzione del tipo di risorse. Le risorse possono essere identificate attraverso altri tre criteri che riguardano la loro costituzione, e in questo caso faremmo riferimento al grado di complessità, la loro consistenza, facendo così riferimento al grado di tangibilità, e infine la loro origine. Il contesto territoriale, che si esamina al fine di elaborare strategie di marketing che focalizzino l’attenzione sul raggiungimento dello sviluppo sostenibile, è costituito da una trama relazionale data dai rapporti tra gli attori interni e le attività, le risorse e gli attori esterni al territorio. La natura delle relazioni è influenzata da diversi fattori: tecnologia, informazione e comunicazione, tradizione, cultura, infrastrutture e strategie che ne detrminano la consistenza e la complessità. A causa della natura complessa del sistema relazionale insito nel contesto esaminato, essa va studiata tenendo conto di tre piani: 1. La qualità delle relazioni comparandola con quella di altre aree geografiche; si focalizza l’attenzione sull’estensione della trama relazionale, sull’intensità delle relazioni, sull’attitudine e il contenuto; 2. I fattori che garantiscono le relazioni; 3. Le modalità con cui le relazioni potranno evolversi. Quando parliamo di evoluzione del tessuto delle relazioni si deve assolutamente considerare il grado di coesione interna tra gli attori del territorio e il grado relazionale che questi hanno con gli attori esterni, e il livello di coinvolgimento che gli attori hanno nello sviluppo del territorio. Il tessuto di relazioni interne ed esterne di un territorio costituisce uno dei cinque principi di organizzazione dello spazio urbano: il principio di interazione spaziale. Secondo questo principio ogni attività con cui l’attore ha intessito una trama relazionale influenza l’altra in maniera dipendente dalle sue dimensioni. Gli altri quattro principi su cui si basa la strutturazione dello spazio rbano sono: 1. Principio di agglomerazione; fa riferimento al crogiolo di fattori fisici, tecnologici e sociali che coesistono nell’area geografica presa in esame. 218 2. Principio di accessibilità; consiste nel prendere in considerazione la disponibilità sia nel pluralismo di scelta sia nelle modalità di fruizione delle risorse garantite sia dal territorio che dagli attori. 3. Principio di gerarchia; focalizza l’attenzione sulla piramide gerarchica, appunto, dei vari sottosistemi presenti nel territorio. 4. Principio di competitività; dipende dalle risorse. Questi principi sono fondamentali per interpretare le scelte degli attori nel territorio. Come si è già accennato, le strategie elaborate dal marketing urbanoterritoriale mirano al conseguimento di obiettivi finalizzati alla promozione di risorse territoriali che garantiscano una maggiore attrattività della località che si vuole promuovere, al fine di attrarre investimenti e attrarre una localizzazione maggiore di imprese e aziende. È strettamente necessario che le imprese che decidano di stanziarsi in un’area geografica, oggetto d’interesse, abbiano una percezione soggettiva delle risorse offerte dal contesto che sia compresa in una considerazione medio-alta. Per accrescere, quindi, la reputazione del contesto è fondamentale che le istituzioni locali elaborino un sistema di informazione e comunicazione completo e ricco di materiale che consenta agli investitori esteri di avere un quadro preciso del luogo. In questo modo si accresce la reputazione del luogo e la considerazione che le aziende hanno del sitema. È quindi importante fornire informazioni che comprendano tutti gli ambiti economico, storico e culturale. Chi investe deve avere un quadro completo sulle tradizioni del luogo e sulle abitudini dei soggetti residenti. Una conoscenza amplia e dettagliata porta ad uno sfruttamento maggiore di tutti gli elementi forti che costituiscono i pilastri su cui ergere la crescita e lo sviluppo del luogo. Considerate le comunicazioni e le informazioni date bisogna analizzare la soglia di attrattività del contesto territoriale preso in esame ponendolo a confronto con aree concorrenti. I potenziali investitori devono poter scegliere il segmento di mercato più vantaggioso sotto molteplici aspetti. Il mercato viene quindi segmentato in funzione delle posizione competitiva del territorio e del rilievo de segmento nella prospettiva dello sviluppo sostenibile del contesto³. Quindi è necessario che ad un’offerta territoriale corrisponda un certo tipo di domanda che la politica locale deve garantire attraverso alcuni passi fondamentali: Chiarificazione dell’offerta territoriale e analisi delle caratteristiche della domanda; Richiesta alle autorità competenti di creare delle infrastrutture per rafforzare la competitività territoriale; Controllo delle politiche che influenzano i sitemi economico e sociale locali. Tenendo conto dell’offerta e della domanda si sono elaborati tre orientamenti strategici rispetto alla domanda, che saranno riassunti nella tabella sottostante: ORIENTAMENTO MARKETING INDIFFERENZIATO OBIETTIVI Attrarre investimenti in FOCUS DELLA STRATEGIA Comunicazione Incentivi 219 ogni settore Attrarre investimenti in settori specifici Basso costo MARKETING Segmentazione DIFFERENZIATO della domanda e analisi delle concorrenti Posizionamento strategico Sviluppo delle potenzialità del territorio MARKETING Attrarre Segmentazione FOCALIZZATO investimenti in della domanda e settori dove analisi delle assumere una concorrenti Posizionamento posizione di leadership strategico Politica dell’offerta Tabella 1: elaborazione sintetica dei tre orientamenti della strategia rispetto alla domanda. Le funzioni del marketing urbano Per elaborare le strategie consone per la promozione di un contesto geografico, il marketing urbano considera specifiche funzioni che possono essere sintetizzate nei punti principali di: 1. Pianificazione della strategia che sia finalizzata al conseguimento dello sviluppo economico del territorio; 2. Attrazione di investimenti produttivi provenienti dall’esterno del territorio considerato; 3. Rafforzamento della competitività internazionale delle imprese e dei prodotti di origine locale, attraverso la promozione degli stessi; 4. Sviluppo turistico. Perché è così importante cercare di detenere investimenti esteri? Perché portandi imprese esterne al territorio locale si crea una competitività maggiore all’interno del territorio, non solo locale ma anche internazionale. Queste particolari funzioni vengono attuate dopo che, dell’area considerara, si sia fatta un’analisi accurata della criticità del contesto. Si provvede, quindi, ad acquisire la conoscenza della percezione che i frequentatori hanno dell’area presa in considerazione, si vizionano le caratteristiche dell’offerta e dell’efficienza dei servizi e si procede con il riconoscimento della percezione della sicurerezza che gli attori dell’area hanno del particolare contesto. Un altro elemento che deve essere assolutamente analizzato è la qualità urbana; c’è bisogno quindi che sia valutata la percezione, da parte degli attori, della sicurezza nelle strade e nel territorio, che sia valutata la qualità della rete commerciale e della sua immagine complessiva. Per completare l’analisi e renderla più completa e dettagliata, si continua con la valutazione delle iniziative di comunicazione. Con iniziative di comunicazione si intendono tutte 220 quelle azioni che focalizzino l’attenzione sulla distribuzione di informazioni riguardanti tutti gli ambiti del contesto territoriale considerato, finalizzate alla promozione del territorio, sia a livello locale che internazionale. Queste comunicazioni sono: informazioni su eventi culturali promosse dalle istituzioni politiche locali e non, promozioni di prodotti tipici locali, promozioni di monumenti storici che hanno avuto un ruolo fondamentale nella storia del contesto su cui si focalizza l’attenzione, ecc. Il marketing urbano e i centri storici Si è parlato dell’importanza del marketing urbano per la valorizzazione commerciale di aree geografiche localizzate, che sono un sistema complesso, sottosistema di un sistema più grande e che ne contiene molti di più piccoli. In questo caso focalizzeremo l’attenzione su una precisa area geografica: il centro storico. Il centro storico rappresenta il perno attorno al quale la citta ha preso forma, sottosistema della città in cui è localizzato. Al giorno d’oggi si sta guardando il centro storico con un occhio diverso rispetto al passato, meno indifferente e più interessato. Questa particolare area della città rappresenta un punto importantissimo, sia per le potenziali attrattività storiche e culturali che possiede e che potrebbero essere un’attrazione per turisti “locali” ed esteri, sia per il ruolo centrale che ha sempre avuto. Ci sono però delle problematiche nel cercare di rivitalizzare questo contesto geografico che per un lungo periodo è stato poco considerato e lasciato alle intemperie del tempo e degli agenti atmosferici. A causa di una modernità sempre all’avanguardia, i cittadini hanno ritenuto opportuno trasferirsi in quartieri di più moderna costruzione, che siano in grado di soddisfare le esigenze che le abitazioni dei centri storici non avrebbero potuto per la particolare costruzione remota. Oggi però si assiste ad un esodo inverso: alcuni si stanno ritrasferendo nel centro storico perché ne hanno percepito la bellezza e la forte aura di tradizioni che il fulcro della vita sociale passata emana. Ci si sta ritrasferendo e si ha l’esigenza di modernizzare, nel limite del possibile ovviamente, il centro storico. Si cerca di promuovere delle proposte culturali che siano un motore di ricerca, da parte di tutti i cittadini, non solo per conoscere le loro origini, ma riappropriarsi di un territorio che da sempre è appartenuto loro. Una vita sociale più intensa porterebbe anche ad una maggiore domanda da parte delle imprese, interessate ad invvestire produttivamente nel particolare contesto, perché rappresenterebbe un fattore attrattivo maggiore. Un’impresa investe dove maggiore è il flusso di gente che ci vive, che ci passeggia, che la visita. Un’intensa vita sociale porta ad un ampliamento della rete relazionale tra attori dello stesso contesto e tra le attività da loro stessi eseguite. I cittadini hanno più motivazioni per visitare il centro storico e hanno più motivazioni per intessere un’intensa trama relazionale. Prima, però, che un’impresa vi si stabilisca e investa, c’è bisogno che il centro storico rispecchi le caratteristiche richieste dall’impresa, che risponda ad una percezione positiva non solo dell’impresa, ma anche dei cittadini. È importnte quindi richiedere, attraverso strumenti appropriati, quale sia la percezione del cittadino, analizzarla e agire in base a quello che c’è da modificare o di cui sottolinearne l’importanza. 221 Quindi l’impresa deve rispettare il centro storico per fare in modo che sia consolidato quel tipo di sviluppo sostenibile accennato nel paragrafo precedente, e il centro storico deve attuare dei processi di modernizzazione, per quanto sia possibile, che costituiscano degli specchietti per allodole. Oltre all’attrattività è importante che il centro storico sia facilmente accessibile, con qualsiasi mezzo si preferisca, anche se i centri storici sono stati costruiti quando ancora non esistevano molti, se non tutti, dei mezzi di trasporto moderni odierni con cui ci si sposta. Ad una facile accessibilità deve essere strettamente collegata un’ ottima qualità della vita. Altro elemento discusso in precedenza. Il cittadino deve sentirsi sicuro, deve sentirsi a suo agio in ambiente che gli appartiene e deve vivere in ambiente assolutamente pulito e ristrutturato. È importante non solo che gli operatori ecologici tengano pulite le strade della citta, ma anche che il cittadino sia educato alla pulizia e al rispetto del luogo in cui vive. Piccoli accorgimenti potrebbero salvare le sorti di interi contesti geografici. La collaborazione deve venire dalle istituzioni politiche locali, che per prime dovrebbero salvaguardare le sorti del paese su cui amministrano. Poi dai cittadini. Solo dopo si potrà accogliere e soprattutto meritare un investimento che dall’estero porta guadagni nella propria terra. 222 GRAVINA IN PUGLIA: COLLOCAZIONE GEOGRAFICA E STORICA 2.1 Inquadramento territoriale STATO ITALIA REGIONE PUGLIA PROVINCIA BARI COORDINATE 40°49′14″N 16°25′24″E ALTITUDINE 385 m s.l.m SUPERFICIE 381.30 KM² Figura 1: Gravina in Puglia. Satellite. CL SISMICA ZONA 3 http://www.google.it/imgres?q=gravina+in+puglia&start=154&um=1&sa=N&biw=1280&bi h=709&hl=it&tbm=isch&tbnid=YR33VDd_g2MjVM:&imgrefurl=http://www.visualitaly.it/IT/puglia/gravina-murgia-puli-gravine-cattedrale-castello-fiera-di-sangiorgio/&docid=jPm8YW2h9OOo2M&imgurl=http://mapserver.tuttocitta.it/ReadDll/MapRe nder.aspx%253Fx%253D16.41832%2526y%253D40.81707%2526z%253D307.2%2526dz% 253D0.8093%2526xpix%253D348%2526ypix%253D348%2526fi%253Djpeg%2526mi%25 3DNO&w=348&h=348&ei=9S_hUc2SApSQ4gSkyoGICw&zoom=1&ved=1t:3588,r:69,s:1 00,i:211&iact=rc&page=9&tbnh=198&tbnw=198&ndsp=21&tx=102&ty=84#imgdii=YR33 VDd_g2MjVM%3A%3B2Jxs_14DPPbXlM%3BYR33VDd_g2MjVM%3A Situato tra il pre-appenino lucano e l’altopiano delle Murge, il comune di Gravina in Puglia giace in una vallata percorsa a Nord dall’omonimo burrone, in cui scorrono le acque di un torrente¹ originariamente chiamato ”Canapro” e che oggi prende il nome dal burrone che lo ospita, e fitte colline. Collocata al confine tra la Basilicata e la Puglia, la città si estende su una superficie di 381.30 km² e si eleva 385 m sul livello del mare. Confina ad Est con il comune di Altamura, 1 DOMENICO SARDONE, Notizie storiche sulla città di Gravina. Dalle origini all’unità d’Italia 455-1870, 2007. 223 ad Ovest con quello di Genzano, a Nord con i comuni di Ruvo di Puglia e Spinazzola e a Sud con la città di Matera. Il clima è mediterraneo, con estati calde e temperature che sfiorano i 40º nei mesi di Luglio e Agosto ed inverni miti, con temperature che raramente giungono al di sotto degli 0º. Il territorio è formato da un alternarsi di pianure, colline e ampie distese boschive. A riguardo sarebbe impossibile non menzionare il Bosco comunale Difesa Grande, il più grande della provincia. Il territorio fornisce naturalmente estesi banchi di calcare e pietra dura, usati per i materiali da costruzione. Inoltre la città consta di cave di tufo e argilla, della stessa importanza dei precedenti materiali enunciati in ambito edilizio Il sottosuolo è ricco di acque potabili ed alcaline che riforniscono tantissimi pozzi e fontane, sia in città che nelle campagne. Grazie alle falde acquifere presenti nel sottosuolo, Gravina può vantare di una fitta vegetazione che vede primeggiare gli alberi di vite e di ulivo, frutti che costituiscono le culture primarie di questa terra. Infatti lo stemma del comune gravinese reca i simboli di tre spighe di grano e di un tralcio di vite. La fauna è costituita da lepri, volpi, istrici, tassi, lupi (visibili con sempre minore frequenza), cinghiali e volatili di passo. Figura 2: Burrone “la Gravina” fotografato dall’alto. Panoramica di Piero Amendolara, Associazione culturale Benedetto XIII. Storia: dalle origini al XIX secolo Grana dat et vina, è la scrittura sul nastro sotto lo stemma di Gravina. Gravina, quindi, intesa come città che dona ai suoi abitanti grano e vino. Infatti Federico II, re di Germania, duca di Svevia e Imperatore del Sacro Romano Impero la definì “ Urbs opulenta Gravina”, città piena di prelibatezze. Il nome della città deriva dalla morfologia del territorio, infatti prende il nome di burrone. Grazie a numerosi scavi effetuati ai margini del burrone la Gravina, sono rinvenuti residui di colonne elleniche, reperti archeologici 224 Figura 3: vista Padre Eterno (necropoli). Foto IAT Gravina. appartenenti a diversi periodi storici e una grande necropoli da far pensare che il primo insediamento della zona risalga al 456 d.C., dopo che un forte terremoto rase al suolo il precedente insediamento sulla collina Petra-magna. Secondo l’itinerario di Antonino, il nome originario della città era Silvium e rappresentava una stazione per il rifornimento degli eserciti in marcia sulla via Appia. Attraverso un’attenta analisi sulle monete rinvenute negli scavi archeologici, Gravina fu dominata in primis dai Greci e solo successivamente dai Romani. Nei paragrafi successivi esporremo un quadro sulle dominazioni che hanno forgiato il comune gravinese. Dalla caduta dell’Impero d’occidente alla dominazione bizantina Nel 455 d.C. l’Impero Romano d’Occidente iniziò il suo lento e doloroso periodo di agonia che avrà fine un ventennio dopo, con il suo crollo.Gravina, che all’epoca era una città romana, fu invasa dai barbari che approfittarono dei periodi di debolezza che l’Impero stava vivendo. Razzie e saccheggi erano i loro bigliettini da visita e il popolo fu terrorizzato da questi modi vandalici e poco civili. I Gravinesi, per sfuggire a questi attacchi, abbandonarono il loro insediamento originario sul colle Petra-magna(già Figura 4: Sette camere, insediamento rupestre. Foto IAT Gravina. dissestato a causa dei continui terremoti che si registrarono, al tempo, nell’Italia meridionale) e si diressero in grotte naturali ai lati del burrone la Gravina. Queste grotte rappresentavano un luogo sicuro in cui rifugiarsi e creare dei nuovi insediamenti. Nacquero così i rioni Pagus e Vicus, oggi Piaggio e Fondovico, quartieri del centro storico. Per arrestare le invasioni barbariche, l’Imperatore di Costantinopoli inviò le sue truppe in quei territori minacciati dal flagello, così che avessero potuto proteggere i territori dell’Italia meridionale. I Bizantini importarono anche il loro culto Cristiano di stampo greco grazie ai monaci Basiliani, che all’epoca rappresentarono una forte influenza in campo religioso. L’influenza che tale culto aveva sugli abitanti del burrone fu minacciato dall’arrivo dei frati Benedettini, la cui propaganda era finalizzata a contrastare quel tipo di religione con caratteristiche greche. Vista la crescente 225 importanza ottenuta dalle predicazioni benedettine, l’Imperatore di Costantipoli emanò un decreto che vietasse il culto cristiano di stampo benedettino. Papa Giovanni XIII nel 969 rispose al decreto. La guerra fu dichiarata. Costantinopoli chiamò in suo aiuto i Saraceni che nel 968 ridussero all’obbedienza la città gravinese. La Chiesa rispose convocando in suo aiuto i Longobardi di Benevento. I Benedettini, appoggiati dai Longobardi, ripresero con più ardore la loro propaganda contro il governo bizantino. L’Imperatore bizantino richiese rinforzi per osteggiare la minaccia longobarda sempre più forte e per combattere le mura difensive sempre più fortificate. La seconda incursione dei Saraceni ebbe risultati deludenti,ma la terza, la definitiva, vide primeggiarli nel 976. Lo scempio fu crudelissimo: popolazione decimata, trafitta e martoriata. Fu così che Gravina ritornò sotto il dominio bizantino fino al 1069. La dominazione normanna Successiva alla dominazione bizantina, ma non per importanza, fu quella normanna. Secondo gli Annali Critico-Diplomatici del Regno di Napoli di Di Meo, la prima occupazione normanna risalirebbe al 1069, con la venuta di Roberto il Guiscardo². Il figlio di Roberto, Unfrido I, Conte di Puglia, aveva due figli: Abagelardo e Accardo, a cui rispettivamente fu donato il feudo gravinese. Dopo la morte di Accardo, l’erede del feudo divenne suo figlio Unfrido d’Altavilla e, come attesta un antico documento, il passaggio del potere politico ai Normanni avvenne ufficialmente nel 1080. Unfrido fu un feudatario a cui premeva garantire alla città una vita ordinata e pacifica. Infatti, per ogni decisione importante, convocava una consulta che fosse formata dalle più illustri figure del luogo e da tutti gli ecclesiastici che vivessero nella stessa città gravinese. Famosissima fu la devozione che mostrò alla Chiesa attraverso donazioni e richiamando a Gravina la sede vescovile situata precedentemente in Acerenza (1092). Le leggi da lui stesso amministrate focalizzarono l’attenzione sull’importanza della figura femminile, che in quel periodo acquisì più rispetto e diritti: la donna entrava così nelle successioni matrimoniali. Un’altra importante riforma riguardava i servi della gleba, che da quel momento furono annessi al gruppo degli affidati: liberi coloni che coltivavano terre pubbliche, la cui metà del raccolto era donata al feudatario. Unfrido procedette con l’ultimazione della Chiesa monumentale e la costruzione di un castello feudale, entrambi erti sui Rioni Piaggio e Fondovico. Unfrido diede un grande contributo alla città, in ambito legislativo. Ecclesiastico e monumentale, rendendola una meta interessante per tante famiglie signorili subalpine che contribuirono alla crescita urbana del comune e alla costruzione di altri edifici religiosi, grazie ai loro lasciti e donazioni. Unfrido I designò come erede suo figlio Roberto, che divenne Signore di Gravina nel 1105. Roberto combattè nella battaglia tra Costanza, figlia del Re di Francia, e Alessandro di Matera, un membro dei d’Altavilla della seconda moglie di Roberto il Guirscardo. Alessandro vinse, 226 cedendo il territorio di Gravina a suo fratello Roberto. Nel frattempo i dinasti di Puglia, Lucania e Calabria erano in lotta per l’appropriazione dei territori. Roberto morì non lasciando eredi, così Ruggiero II, Gran Conte di Sicilia,annesse il feudo gravinese ai suoi possedimenti combattendo con i rimanenti membri dei d’Altavilla, che furono esiliati. Fu così che la dominazione dei d’Altavilla ebbe termine. Ruggiero II amministrò le sue terre circondandosi di suoi fidati collaboratori. Fu così che al dominio gravinese successero gli Alemarici, subalpini imparentati con Ruggiero II grazie ad un legame matrimoniale con la figlia del capostipite Alemarico. Ruggiero II designò Signore di Gravina l’Alemarico Bonifacio Marchese d’Incisa, che fu Signore di Gravina dal 1134 al 1144. Alla sua morte successe suo figlio, il Marchese Manfredi, che regnò per soli quattro anni. Dal 1148 al 1157 fu il Marchese Silvestro a prendere le redini del feudo gravinese. Non avendo eredi diretti, il feudo passò nelle mani dello zio Alberto di Bonifacio d’Incisa. Non potendo ereditare, quest’ultimo, il titolo di Marchese, a causa della non diretta eredità del feudo, fu investito della carica di conte dal Re di Sicilia. Gravina, così, divenne capoluogo di Contea, ponendo fine alla legislazione dei Signori e iniziando quella dei conti. Alberto regnò fino al 1160, anche se non ci sono documenti che attestino le modalità della sua scomparsa. Il successore di Alberto fu nominato dalla regia Corte, a causa dell’assenza di eredi diretti. Fu così che Gilberto di L’Aigle divenne il secondo conte di Gravina. Di origini normanne, discendente degli Aragona e Navarra, Gilberto regnò per soli nove anni, a causa dell’esilio impartitogli dalla Regina, che lo sostituì con Riccardo De Say che divenne terzo conte di Gravina. Alla morte di Riccardo i figli erano tutti minorenni, così fu la moglie Teodora ad amministrare le terre sotto la podestà del marito, diventando così prima contessa di Gravina nel 1178. Alla contessa successe il figlio di Riccardo De Say, frutto del primo matrimonio del marito, Tancredi. La dominazione normanna ebbe fine nella battaglia per la successione del Regno di Sicilia tra Tancredi di Lecce, nipote di Gulielmo II, e l’Imperatore di Germania Enrico VI, in cui Tancredi De Say si schierò con Enrico VI, che perse la lotta per la successione. Gravina fu quindi devoluta alla regia Corte. La dominazione sveva Il dominio di Tancredi di Lecce durò per tre anni. Non avendo eredi diretti, le terre spettavano ad Enrico VI, che si riappropiò dei possedimenti sottratigli con la vittoria dello stesso Tancredi. Combattè con tutti coloro i quali gli erano stati avversi nella battaglia. E Gravina spettò al figlio di Tancredi De Say, Guglielmo De Say. Quest’ultimo governò fino al 1120, sostituito dal fratello Riccardo per un breve periodo. Dopo tre anni la città gravinese divenne di dominio regio. 227 Nel 1220 Federico II, figlio di Enrico VI, divenne re di Germania e Sicilia. Decise di visitare tutti i suoi possedimenti, giungendo a Gravina nel 1223. Affascinato dalla ricchezza che il paesaggio offriva, sia dal punto di vista territoriale sia per quanto riguarda la selvaggina, Federico II incaricò l’architetto Fuccio di costruire una riserva di caccia protetta e un castello da cui poter avvistare eventuali nemici. La posizione scelta fu una collina che presenta la parte più alta della città. Federico II, inoltre, rese la ‘’Urbs opulenta Gravina” sede di Curia Generale per la Puglia. Figura 5: Castello Svevo di Federico II. La dominazione angioina La dominazione sveva ebbe termine con la Battaglia di Benevento, che vide vincitore Carlo D’ Angiò. Carlo D’Angiò divenne Re del Regno di Sicilia nel 1267. Molti furono i cambiamenti apportati dal re angioino: spostamento della sede regia da Palermo a Napoli, istituzione di un’autorità comunale in ogni città (Universitas) con poteri decisionali sulla vita del comune; l’autorità era composta da un rappresentante del popolo, il sindacus, e alcuni collaboratori eletti direttamente dal popolo. Durante quest’epoca Gravina ebbe a regnarla dei feudatari francesi, tra i quali Ludovico de Bellojoco, che amministrerà le terre a lui concesse fino al 1287. A lui successe un feudatario impopolare, seguito da Giovanni di Monforte che ricevette l’onere di feudatario nel 1289. Fu un feudatario molto popolare grazie alle riforme sulla liberà di pascolo e raccolta delle terre pubbliche. 228 Figura 6: Fiera San Giorgio ai tempi della dominazione angioina. Foto Comune di Gravina (sopra). Fiera San Giorgio, oggi (destra). Il Conte Giovanni ascoltò le richieste del popolo finalizzate al ripristino delle fiera annuale di Gravina, tenutasi nel mese di aprile. Grazie alla richiesta del feudatario a Carlo II D’Angiò, la fiera fu ripristinata nel 1294, nei giorni di aprile concomitanti alla festività del Santo da cui la fiera prende nome. Di cinque giorni, la fiera prevedeva una compravendita di importazione e esportazione tra gli abitanti di Gravina e la gente dei paesi limitrofi che vi si recavano per concludere affari. La fiera era divisa in esterna ed interna. Nella fiera esterna avveniva la compravendita di animali da soma. In quella interna si vendevano prodotti tipici locali. Venuto a mancare Giovanni di Monforte, Gravina fu ceduta ad Elisabetta D’ Angiò, sorella di Carlo II D’Angiò. Nel 1302 divenne Regina d’Ungheria e Carlo cedette la proprietà gravinese a suo figlio Raimondo, morto due anni dopo. Le redini dell’Università vennero lasciate nella mani dei fratelli di Carlo, Pietro e Giovanni. Gravina passò nelle mani del solo Giovanni che amministrò la città da conte. Nel 1334 Giovanni venne sostituito da suo figlio Carlo, che all’epoca dei fatti era minorenne. Divenuto maggiorenne nel 1335, Carlo divenne conte di Gravina. All’epoca i conflitti tra il Re d’Ungheria e la Regina Giovanna di Napoli erano aperti, in quanto quest’ultima era accusata di aver ucciso suo marito, nonché fratello del re ungherese. Il popolo di divise in due fazioni. Entrato Il Re in Gravina, Carlo lo accolse con ardore, avendo precedentemente sottolineato la posizione per cui voleva schierarsi. Il Re però lo uccise temendo che potesse boicottare la reggenza ungherese. Così Gravina divenne di dominio ungherese con il Voivoda Stefano Lomith di Transilvania. Dopo un breve periodo il Re 229 d’Ungheria e il Voivoda furono costretti al ritorno in patria per la peste bubbonica che si divulgava rapidamente. La regina Giovanna approfittò della loro assenza per chiedere aiuto a Luigi di Taranto e muovere le truppe alla riconquista dei territori perduti. La Regina Giovanna nominò Angelo di Gualtiero feudatario di Gravina. Ma il voivoda stava rientrando per riappropriarsi dei suoi territori. Angelo di Gualtiero decise di dirigere Gravine verso il potere ungherese, anche se all’interno della città c’erano delle fazioni angioine che più di una volta tentarono di ribellarsi e aiutarono le truppe angioine ad entrare nella città. Gravina venne governata ancora dal dominio angioino. Il dominio della Regina Giovanna fu minacciato dal fratello del suo marito defunto, Luigi D’Angiò che aveva avuto in eredità dal fratello i suoi domini e la tutela delle figlie. La Regina si oppose a tale scelta e Luigi i prese con la forza quello che per eredità gli spettava, appropriandosi del titolo di Conte di Gravina. Rientrò nelle grazie della Regina avendo ufficialmente l’investitura del titolo di conte. Nel 1362 morì, lasciando suo figlio Carlo III, che diventerà Re di Napoli. Il feudo di Gravina passò nelle mani di un gorvernatore che lo amministrava sotto il potere della figlia della Regina Giovanna, la duchessa Giovanna. Gravina passò nelle mani di Raimondello Orsini fino al 1406, sostituito poi da Francesco Orsini, prefetto di Roma. La dominazione aragonese Alla Regina Giovanna successe il Re Alfonso d’Aragona. Fu così che il Regno di Napoli fu amministrato da una corona diversa. Il Re riconfermò a Francesco Orsini i possedimenti gravinesi, investendolo della carica di Duca. Fu così che intorno alla terza decade del XV secolo Gravina divenne capoluogo di ducato. Dal 1456, anno della morte del primo duca di Gravina, la città fu governata dai figli legittimi e non di Francesco I d’Orsini. Molti furono all’epoca i tumulti nel Regno di Napoli, non solo politici ma anche ambientali. Infatti il Regno fu segnato da terribili terremoti che rasero al suolo molte città meridionali. Gravina ne fu coinvolta e perse la cattedrale di costruzione normanna, la cui ricostruzione avvenne grazie alla gentili concessioni del popolo gravinese e delle persone più illustri (tra i quali gli Orsini stessi), con annesso castello dei d’Altavilla. Il castello svevo di Federico II subì gravi danni. Vicereami spagnolo e austriaco Dopo molti tumulti, il Regno di Napoli fu governato da Ferdinando d’Aragona agli inzi del XVI secolo. Durante il suo regno, Ferdinando fu costretto ad arrestare le mira espansionistiche del re di Francia, determinato ad occupare i territori aragonesi. Ferdinando chiese aiuto al Re spagnolo che, decidendo di appoggiarlo, lo tradì. Con la battaglia di Cerignola del 1503 il Regno di Napoli passava nelle mani della Spagna. Ad amministrarlo furono inviati dei Vicerè che avrebbero eseguito gli stessi compiti di un re nelle terre conquistate. 230 Il Ducato di Gravina fu amministrato dal figlio di Francesco I Orsini, Ferrante di Francesco II Orsini. Durante il ducato di Francesco II Orsini e alla morte del Re (1516) i Francesi rivendicarono ancora una volta i loro diritti sul Regno di Napoli. Le Università si prepararono a combattere le truppe nemiche servendosi di salnitro, utile per l’elaborazione di polvere da sparo. Gravina offriva elevate quantità di salnitro grazie al suo territorio formato di grotte naturali dalle quali poter ricavarlo. Il ducato di Gravina ottenne la grazia dal re francese grazie ad un cospicuo lascito da parte di Francesco II Orsini. Dopo diversi eredi appartenenti alla famiglia degli Orsini, Ferdinando Orsini d’Aragona divenne il sesto duca di Gravina. Sposò Angela Castriota Scandenberg, discendente da una famiglia albanese di elevato prestigio. Corrispose, alla venuta della duchessa, una fitta immigrazione di gente proveniente dall’Albania, a causa della caduta di quest’ultima nelle mani dei Turchi. La duchessa scomparì prematuramente nel 1518. In suo onore fu erto un mausoleo nella Chiesa di Santa Sofia. Il Duca morì nel 1549, lasciando il ducato nelle mani di suo figlio Antonio. Morto nel 1553, il ducato fu ereditato da Ferrante II fino al 1583, anno in cui il figlio delle seconde nozze Michele Antonio fu designato come erede. Essendo all’epoca minorenne, il ducato fu amministrato dalla madre, fino a quando Michele Antonio potè diventare nono duca di Gravina. Morì nel 1627 lasciando il ducato a sua sorella Maria Felice. Il ducato era sommerso dai debiti, così fu messo all’ asta e aggiudicato al Principe Pietro Orsini di Solofra. Il 1645 fu l’anno della sua morte e il ducato spettò a Ferdinando III, suo primogenito, che divenne undicesimo duca di Gravina. Scoppiata a Napoli la rivoluzione delle classi più umili a causa di gabelle elevate, il regno cercò di placare i tumulti capeggiati da Masaniello. Questa rivolta indebolì il vicereame spagnolo suscitando un risveglio dei vecchi contrasti con i Regno francese. Ferdinando III si diresse a Napoli per lottare a favore della sua corona, ma non tornò ad amministrare i suoi possedimenti a causa della prematura morte causata da un’epidemia di peste (1657). Avendo figli minorenni, il ducato fu amministrato dalla moglie Duchessa Giovanna di Fangipane della Tolfa. Il primogenito Pietro Francesco non divenne duca a causa dell’interesse per la carriera monastica. Fondò a Gravina un’accademia letteraria che fu detta dei Famelici, in riferimento al gran bisogno che tutti sentivano nel voler conoscere le varie dottrine³. Pietro Francesco entrò a far parte dell’ordine dei Domenicani a Venezia, rinunciando ai diritti di primogenitura a favore del fratello Domenico. Si specializzò in teologia e filosofia. Cambiò il nome in Vincenzo Maria Orsini, Figura 7: Papa Benedetto XIII, olio su tela, fine ‘700. Pinacoteca Fondazione “Ettore Pomarici Santomasi”. Foto Rino Digiesi. 231 diventando prete nel 1671. Fu investito delle cariche di Cardinale e Arcivescovo di Manfredonia, 1675, e Cesena, 1680. Nel 1686 divenne Arcivescovo di Benevento. Si occupò della restrutturazione della Cattedrale gravinese e di molte altre chiese rupestri e non. Nel 1724 fu eletto Papa sotto il nome di Bendetto XIII. Si occupò del rafforzamento della disciplina ecclesiastica, promuovendo uno stile di vita clericale meno fastoso le ridondante. Contribuì ad arginare la decadenza ecclesiastica che al tempo imperversava nel Regno di Napoli. Fu un Papa buono e promotore di una condotta povera e finalizzata all’aiuto della gente umile e bisognosa. Morì nel 1730, a Roma. L’inizio del XVIII secolo fu segnato da lotte per la secessione al trono del Regno di Napoli. Indebolito il potere politico del regno, gli Austriaci approfittarono per occuparlo. Nel 1707 il Vicereame spagnolo venne sostituito da quello austriaco. Gravina vide come suo duca il figlio di Domenico Orsini, Filippo Bernualdo Orsini, tredicesimo duca di Gravina. Le riforme imposte furono sgradevoli per il popolo gravinese che vide privarsi di tantissimi diritti riguardanti la politica, l’agricoltura e l’allevamento. I Borboni Le lotte per la conquista al trono partenopeo furono vinte da Filippo V di Borbone nel maggio 1730, innaugurando un nuovo dominio sul regno. In onore della vittoria ottenuta, Filippo V designò come erede del regno Carlo III fino al 1759, quando fu sostituito da Ferdinando IV. In questo periodo Gravina era amministrata dal Duca Filippo Bernualdo II. Molte furono le fontante costruite nella cittadina gravinese, così da consentire ai cittadini acqua potabile fruibile a poca distanza rispetto ai precedenti pozzi fuori dal centro abitato. Nel 1789 scoppiò la Rivoluzione francese, avendo riscontri in tutta Europa e anche nel Regno di Napoli. Molte furono le rivolte contro la monarchia borbonica. Il popolo si divise in due fazioni ben distinte: I Sanfedisti, conservatori e contro la stessa monarchia, e i Giacobini, rivoluzionari Promotori del potere borbonico. La stessa bipartizione si riflesse a Gravina, vedendo primeggiare i Sanfedisti rispetto ai rivoluzionari. Le rivolte furono spente garantendo immutabilità nell’assetto istituzionale. Nel 1806 il Re del regno di Napoli fu Giuseppe Buonaparte, sovrano che visse la fine del feudalesimo e la creazione di liberi comuni. L’Unità d’Italia era alle porte e con essa anche le congregazioni segrete quali la carboneria. La reggenza del regno vide diversi sovrani, fino a quando non vi prese possesso Ferdinando II, discendente di Ferdinando IV, nel 1859. Proclamata l’Unità d’Italia l’anno successivo, le mure di Gravina furono abbattute e ne fu modificata la struttura, nominando le strade con alcuni dei nomi più illustri che hanno fatto la storia gravinese e italiana. Questa è stata una breve sintesi della storia di Gravina, al fine di avere un’idea delle famiglie che l’hanno costruita e resa la città che è oggi. Ogni città ha un 232 trascorso ricco di storia e di avvenimenti che l’hanno forgiata, e questi andrebbero scoperti, presentati ed insegnati. Città amata da Federico II e città di origine di Papa Benedetto XIII, Gravina meriterebbe di essere vissuta, rivalutata e soprattutto amata. INQUADRAMENTO DEMOGRAFICO ED ECONOMICO DEL COMUNE GRAVINESE Per collocare il comune pugliese in un quadro più specifico e completo si è deciso di elaborare alcune tabelle rappresentanti dati in riferimento del bilancio economico e demografico. Per attingere ai dati si è scelto il sito on-line ISTAT, garante della mole dei dati raccolti con i censimenti e tramite gli uffici preposti. Si farà riferimento al periodo compreso tra il 2006 e il 2010 abbracciando i campi demografici, economici, con una specificazione nei campi dell’agricoltura, artigianato, industria e turismo, e istruzionali. Demografia ANNO 2006 2007 2008 2009 2010 POPOLAZIONE RESIDENTE MASCHI 21658 21708 21858 21884 21890 FEMMINE 22103 22091 22266 22370 22397 TOTALE 43671 43799 44124 44254 44287 233 Tabella 1: Popolazione di Gravina In Puglia dal 2006 al 2010. Fonte ISTAT. Grafico 1. Grafico 2. Nella tebella e grafici precedenti abbiamo rappresentato l’andamento demografico, come già accennato in precedenza, del comunque gravinese nei cinque anni dal 2006 al 2010. Si è impossibilitati ad attingere ai dati fino al 2012 in quanto l’ultimo censimento ISTAT risale al 2011 e per la pubblicazione ufficiale dei dati raccolti con il Censimento generale della popolazione e delle abitazioni si dovrà aspettare un altro anno. Nel 2006 la popolazione di Gravina in Puglia era poco più che superiore ai 43500 abitanti, con una maggioranza del sesso femminile, pari a 23103 abitanti. Di anno in anno la popolazione ha riscontrato un lieve aumento, leggermente più consistente nel 2008. La popolazione femminile rappresenta 234 sempre la maggioranza rispetto alla popolazione maschile, anche se la differenza intercorrente tra i due sessi è minima. Numero famiglie gravinesi N. medio componenti famiglia 2006 2007 2008 2009 2010 14258 14500 14647 14767 14913 3.07 3.04 3.02 2.99 2.97 Tabella 2: Numero delle famiglie gravinesi dal 2006 al 2010 e numero medio dei componenti del nucleo familiare. Fonte ISTAT. Grafico 3. Dell’andamento della popolazione nel quinquennio del 2006 al 2010 si è focalizzata l’attenzione sul numero delle famiglie e il relativo numero medio di componenti. Si è evinto che nel corso dei cinque anni il numero delle famiglie della popolazione gravinese è aumentato di anno in anno, mentre il numero medio dei componenti all’interno del nucleo familiare ha subito un calo. Se nel 2006 il numero medio di componenti per ogni famiglia gravinese era di 3.07, nel 2010 siamo difronte ad un indice pari a 2.99. si è riscontrata quindi una diminuizione pari a 0.08. CLASSI D’ETÀ 0-15 16-31 32-47 48-63 64 e oltre TOTALE TOTALE 8127 10147 10711 7962 7095 44042 PERCENTUALE 19% 23% 24% 18% 16% 100% 235 Tabella 3: Distribuzione della popolazione gravinese per classi d’età, aggiornata al 1° gennaio 2011. Fonte ISTAT. Grafico 4. Si è poi analizzata la situazione della popolazione del comune pugliese per classi di età. Si è partiti da 0-15 anni per giungere alla fascia dai 64 e oltre. La percentuale maggiore è composta dalla fascia di età dai 32 anni ai 47, seguita da quella dai 16 ai 21. La percentuale minore è quella dagli 64 e altre, corrispondente a 7095 unità per fascia d’età. ANNO POPOLAZIONE STRANIERA 2006 2007 2008 2009 2010 736 828 1056 1184 1209 Tabella 4: Andamento della popolazione straniera residente a Gravina dal 2006 al 2010. Fonte ISTAT. 236 Grafico 5. PROVENIENZA Afghanistan Albania Argentina Brasile Bulgaria Bosnia-Erz. Cina Colombia Cuba Danimarca Francia Georgia Grecia Giappone Macedonia Marocco Polonia Portogallo India Romania Rep. Ceca Rep.Domenicana Russia Regno Unito Spagna Serbia e Mont. Rep. Di Serbia Senegal Thailandia Tunisia 2006 440 1 17 3 1 30 6 1 1 1 12 103 14 1 18 10 1 1 68 2007 460 1 18 4 60 7 1 1 2 1 1 14 106 19 1 24 12 1 1 1 82 ANNO 2008 481 1 17 19 1 77 7 2 1 1 5 2 1 15 122 31 1 33 141 1 1 2 1 83 ANNO 2009 515 18 26 1 87 12 2 2 11 3 1 16 147 29 1 38 179 1 1 3 1 83 2010 1 506 21 25 1 83 11 2 3 21 2 1 19 146 32 1 44 193 1 1 2 1 1 73 2011 1 538 25 23 1 99 11 2 3 52 2 1 15 169 32 1 50 212 1 2 1 3 1 1 78 237 PROVENIENZA Tanzania Ucraina Stati Uniti Venezuela Pakistan Myanmar Indonesia Filippine Bolivia 2006 4 1 2 - 2007 7 1 2 - 2008 7 2 1 - 2009 2 2 2 1 - 2010 1 4 2 3 1 1 2 - 2011 4 4 3 1 1 2 1 Tabella 5: Paese di provenienza della popolazione straniera residente a Gravina in Puglia dal 2006-2010. Fonte ISTAT. Si è effettuata un’analisi sul bilancio della popolazione straniera dal 2006 al 2010, focalizzando l’attenzione sul Paese di provenienza degli immigrati della città di Gravina in Puglia. Si è riscontrata una maggioranza di immigrati provenienti dall’Europa dell’Est, con prevalenza di gente proveniente dall’Albania. Minimi sono i riscontri con altre zone dell’Europa o addirittura dal resto del Mondo. La popolazione straniera in Gravina ha subito un aumento nel corso del quinquennio di più di 450 unità. Economia Dopo aver attentamente analizzato la situazione demografica del comune pugliese, ci si è impegnati nello studio dell’economia della cittadina. Si è focalizzata l’attenzione sull’agricoltura, sull’allevamento, sul numero delle imprese attive nel decennio dal 1991 al 2001. L’agricoltura si occupa principalmente di cereali, foraggi, agrumi e altri tipi di frutta, come vederemo nella tabelle che successivamente verrà delineata. L’allevamento riguarda soprattutto bovini, equini, ovini, suini e caprini e rappresenta il secondo settore fondamentale per l’economia del comune. L ’industria è presente con i comparti alimentare, edile, metalmeccanico, dell’abbigliamento, del legno, dei materiali da costruzione, dell’estrazione di pietra, della produzione e distribuzione di gas ed energia elettrica; non mancano fabbriche di mobili e apparecchi medicali e chirurgici¹. Il settore terziario è interessato da una ricca rete commerciale e di servizi, prefettamente distribuita in tutta la cittadina pugliese. IMPRESE ANNO 1991 Industria 500 Commercio 921 Servizi 598 Artigianato 681 Istituzionali 61 2001 930 673 956 1117 92 VARIAZIONE +86% -26.93% +59.87% +64,02% +50.81% Tabella 6: Numero delle imprese/aziende per settore di Gravina in Puglia negli anni 19912001. Fonte ITALIAPEDIA. 238 1 http://www.italiapedia.it/comune-di-gravina-in-puglia_Struttura-072-023 Grafico 6. Nella tabella e grafico precedenti si è riportato il bilancio delle imprese negli anni 1991 e 2001. I settori interessati sono stati l’industria, il commercio, il terziario (servizi), l’artigianato e l’istituzionale. Per tutti i settori è evincibile l’aumento delle imprese nel 2001, tranne per il settore del commercio che ha visto un calo del 26.93% rispetto al 1991. AREA GRAVINA IN PUGLIA TASSO DI OCCUPAZIONE ANNO 2001 2007 41.6 29.0 Tabella 7:Tasso di occupazione anni 2001-2007. Fonte ISTAT Censimento 2001 e Osservatorio Banche Imprese 2007. Per quanto attiene riflessioni ed analisi sul tasso di occupazione (incidenza di occupati rispetto al totale della popolazione attiva) l’Osservatorio Banche Imprese registra, nel comune di Gravina, un tasso di occupazione che, al 2007, è pari solo a poco meno del 75% della media provinciale. I dati riferiti al 2007, a nostro avviso, difficilmente possono essere confrontati con il tasso di occupazione registrato durante la rilevazione censuaria ISTAT del 2001. Infatti le dinamiche occupazionali nel settore manifatturiero del comune – in eccessiva forte flessione tra il 2001 ed il 2007 – a noi sembra più la conseguenza di una elevata “pendolarità” lavorativa in altre località (in particolar modo Santeramo in Colle ed Altamura) che caratterizza molti lavoratori del comune, “pendolarità” non rilevata dall’Osservatorio Banche Imprese al contrario dell’Istat in fase di censimento. 239 4.3.1 Agricoltura SITUAZIONE DEI TERRENI Superficie totale (SAT) Superficie agricola utilizzata (SAU) Seminativi Cereali per la produzione di granella Legumi secchi Patata Barbabietola da zucchero Piante sarchiate da foraggio Piante industriali Ortive Fiori e piante ornamentali Piantine Foraggere avvicendate Sementi Terreni a riposo Coltivazioni legnose agrarie Vite Olivo Agrumi Fruttiferi Vivai Altre legnose agrarie Coltivazioni legnose agrarie in serra Orti familiari Prati permanenti e pascoli Arboricoltura da legno annessa ad aziende agricole Boschi annessi ad aziende agricole Superfici agricole non utilizzate Altre superfici Funghi in grotte, sotterranei, o appositi edifici Serre Coltivazioni energetiche NUMERO DI AZIENDE 2930 2930 1919 1697 97 1 2 10 47 1 3 133 206 2111 293 2053 7 71 1 1 1 234 114 7 59 221 590 2 5 4 Tabella 8: Numero di aziende con coltivazioni. Dati estrapolati dal Censimento Agricoltura 2010. Fonte ISTAT. L’agricoltura costituisce una delle attività principali dell’economia del comune di Gravina in Puglia. Come si evince dalla tabella e dal grafico successivo, la maggior parte delle colture sono legnose agrarie(35%), seguite da coltivazioni di olivo che costituiscono uno dei prodotti tipici, non solo di Gravina, ma anche dell’intera Puglia. Il territorio è ottimo per questo tipo di coltura, dalla quale si ricava l’olio extra vergine d’oliva, la cui fama e importanza sono riconosciute in tutto il Mondo. Questo tipo di coltivazione occupa il 34% dell’intera produzione agricola, seguita dai seminativi e cereali per la produzione di granella. 240 Grafico 7. 241 3.2.2 Allevamento TIPO DI ALLEVAMENTO BOVINI BUFALINI EQUINI OVINI CAPRINI SUINI AVICOLI TUTTE LE VOCI TRANNE API E ALTRI ALLEVAMENTI NUMERO DI AZIENDE 131 2 19 55 20 3 20 38 Tabella 9: Numero di aziende con allevamenti in Gravina in Puglia. Anno 2012, fonte ISTAT. Grafico 8. Affiancata all’agricoltura, un’altra attività essenziale per la costituzione dell’economia del comune gravinese è l’allevamento. Ancora una volta ci si è serviti del stito web dell’ISTAT attraverso il quale si sono estrapolati i dati inerenti al numero di aziende con allevamenti aggiornati all’anno 2012. La percentuale maggiore appartiene all’allevamento bovino che con 131 aziende implicate in questo settore costituisce il 45% del numero delle aziende con allevamenti. Subito segue l’allevamento ovino con il 19% , seguito dal 7% di equini. 242 Industria e servizi L’analisi dell’economia del comune su cui si sta focalizzando l’attenzione ha riguardato, in primis, il settore primario. In questo paragrafo si focalizzerà l’attenzione sugli altri due settori facendo riferimento alla classificazione delle attività economiche ATECO (ATtività ECOnomiche). Prima di esporre l’elaborazione della tabella della classificazione seguente, dobbiamo precisare che l’ATECO è una classificazione adottata dall’ISTAT per le rilevazioni statistiche di carattere economico. Attualmente è in uso la versione ATECO 2007, entrata in vigore dal 1º gennaio 2008, che sostituisce la precedente ATECO 2002, adottata nel 2002 ad aggiornamento della ATECO 1991². 50 099 9 - 100 0e più tota le 5 CLASSE DI ADDETTI 20 50 10 20 25 00049 99 19 24 49 9 9 9 10 2 - - 340 2 1 3 - - - - - - 60 - - - - - - - - - - 1 - - - - 1 - - - - - - 6 6 - 1 - - 1 - - - - - - 12 2 - - - - - - - - - - - - 2 - 13 4 6 3 2 - - - - - - - - 28 - 3 2 - - - - - - - - - - - 5 - 5 2 1 - - - - - - - - - - 8 - - - - - - - - - - - - - - - - 1 1 1 - - - - - - - - - - 3 - - - - - - - - - - - - - - - - 2 1 - - 2 - - - - - - - - 5 ATECO 2007 0 1 2 35 6 9 10 15 16 19 ATTIVITA’ MANIFATTURIE RE INDUSTRIE ALIMENTARI INDUSTRIA DELLE BEVANDE INDUSTRIE TESSILI CONFEZIONE DI ARTICOLI DI ABBIGLIAMENTO FABBRICAZIONE DI ARTICOLI IN PELLE INDUSTRIA DEL LEGNO FABBRICAZIONE DI CARTA STAMPA E RIPRODUZIONE DI SUPPORTI REGISTRATI FABBRICAZIONE DI COKE E PRODOTTI DERIVATI DALLA RAFFINAZIONE DEL PETROLIO FABBRICAZIONE DI PRODOTTI CHIMICI FABBRICAZIONE DI PRODOTTI FARMACEUTICI FABBRICAZIONE DI ARTICOLI IN GOMMA E MATERIE 1 2 12 9 65 73 2 6 18 1 16 14 20 3 - 1 - - - 4 1 - 4 - 243 PLASTICHE FABBRICAZIONE DI ALTRI PRODOTTI DELLA LAVORAZIONE DI MINERALI NON METALLIFERI METALLURGIA FABBRICAZIONE DI PRODOTTI IN METALLO ( ESCLUSI MACCHINARI E ATTREZZATURE) FABBRICAZIONE DI COMPUTER E PRODOTTI DI ELETTRONICA E OTTICA, APPARECCHI ELETTROMEDICA LI, DI MISURAZIONE E OROLOGI FABBRICAZIONE DI APPARECCHIATU RE ELETTRICHE ED APPARECCHIATU RE PER USO DOMESTICO NON ELETTRICHE FABBRICAZIONE DI MACCHINARI ED APPARECCHIATU RE nca FABBRICAZIONE DI AUTOVEICOLI, RIMORCHI E SEMIRIMORCHI FABBRICAZIONE DI ALTRI MEZZI DI TRASPORTO FABBRICAZIONE DI MOBILI ALTRE INDUSTRIE MANIFATTURIER E RIPARAZIONE, MANUTENZIONE ED INSTALLAZIONE DI MACCHINE ED APPARECCHIATU RE FORNITURA DI ENERGIA ELETTRICA, 2 7 4 10 3 1 - - - - - - - - 27 - 2 - - - 1 - - - - - - - - 3 3 13 7 17 2 2 2 2 - - - - - - 48 - - - - - 1 - - - - - - - - 1 - 2 - - 1 1 - - - - - - - - 4 1 6 - 1 1 2 1 - 1 - - - - - 13 - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - 3 14 4 5 7 1 1 1 1 - - - - - 37 - 14 2 3 1 - - - - - - - - - 20 2 20 17 9 4 3 - 2 - - - - - - 57 2 2 - - 1 - - - - - - - - - 5 244 GAS , VAPORE E ARIA CONDIZIONAT A FORNITURA DI ACQUA, RETI FOGNARIE, ATTIVITà DI GESTIONE DEI RIFIUTI E RISANAMENTO RACCOLTA, TRATTAMENTO E FORNITURA D’ACQUA GESTIONE DELLE RETI FOGNARIE ATTIVITà DI RACCOLTA, TRATTAMENTO E SMALTIMENTO DEI RIFIUTI RECUPERO DEI MATERIALI ATTIVITà DI RISANAMENTO E ALTRI SERVIZI DI GESTIONE DEI RIFIUTI COSTRUZIONI COSTRUZIONE DI EDIFICI INGEGNERIA CIVILE LAVORI DI COSTRUZIONE SPECIALIZZATI COMMERCIO ALL’INGROSSO E AL DETTAGLIO, RIPARAZIONE DI AUTOVEICOLI E MOTOCICLI COMMERCIO ALL’INGROSSO E AL DETTAGLIO, RIPARAZIONE DI AUTOVEICOLI E MOTOCICLI COMMERCIO ALL’INGROSSO (ESCLUSO QUELLO DI AUTOVEICOLI E DI MOTOCICLI) COMMERCIO AL DETTAGLIO ( ESCLUSO QUELLO DI AUTOVEICOLI E DI MOTOCICLI) - - - 1 - - - - - - - - - - 1 - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - 1 - - - - - - - - - - 1 - - - - - - - - - - - - - - - 5 0 4 5 - 33 3 13 9 2 90 3 10 2 - - - - - 697 11 2 6 - - - - - - 353 - - 6 2 3 8 1 22 38 12 5 74 1 - - 1 - - - - - 5 5 19 2 52 51 2 3 10 1 4 1 - - - - - 339 1 3 42 5 16 9 13 0 2 5 10 2 3 - - - - - - 777 2 60 28 24 5 2 - - - - - - - - 121 3 86 27 24 8 3 - - - - - - - - 151 8 27 9 11 4 82 1 2 5 2 3 - - - - - - 505 245 TRASPORTO E MAGAZZINAGG IO TRASPORTO TERRESTRE E TRASPORTO MEDIANTE CONDOTTE TRASPORTO MARITTIMO E PER VIE D’ACQUA TRASPORTO AEREO MAGAZZINAGGI O E ATTIVITà DI SUPPORTO TRASPORTI SERVIZI POSTALI E ATTIVITà DI CORRIERE ATTIVITà DI SERVIZI DI ALLOGGIO E RISTORAZIONE ALLOGGIO ATTIVITà DEI SERVIZI DI RISTORAZIONE SERVIZI DI INFORMAZION EE COMUNICAZIO NE ATTIVITà EDITORIALI ATTIVITà DI PRODUZIONE CINEMATOGRAFI CA, DI VIDEO E DI PROGRAMMI TELEVISIVI, DI REGISTRAZIONI MUSICALI E SONORE ATTIVITà DI PROGRAMMAZIO NE E TRASMISSIONE TELECOMUNICAZ IONI PRODUZIONE DI SOFTWARE, CONSULENZA INFORMATICA E ATTIVITà CONNESSE ATTIVITà DEI SERVIZI DI INFORMAZIONE E ALTRI SERVIZI INFORMATICI 2 71 21 23 6 2 - 1 - - - - - - 126 1 68 20 20 5 2 - 1 - - - - - - 117 - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - 1 1 1 2 1 - - - - - - - - - 6 - 2 - 1 - - - - - - - - - - 3 - 36 26 42 1 4 3 3 1 - - - - - - 125 - 2 34 26 5 37 1 1 3 3 1 2 1 - - - - - - 9 116 - 17 3 3 - 1 - - - - - - - - 24 - - - 1 - - - - - - - - - - 1 - 1 - - - - - - - - - - - - 1 - - - 1 - - - - - - - - - - 1 - 2 1 1 - - - - - - - - - - 4 - 8 2 - - - - - - - - - - - 10 - 6 - - - 1 - - - - - - - - 7 246 ATTIVITà FINANZIARIE E ASSICURATIVE ATTIVITà DI SERVIZI FINANZIARI(ESC LUSE LE ASSICURAZIONI E I FONDI DI PENSIONI) ATTIVITà AUSILIARIE DEI SERVIZI FINANZIARI E DELLE ATTIVITà ASSICURATIVE ATTIVITà IMMOBILIARI ATTIVITà PROFESSIONAL I, SCIENTIFICHE E TECNICHE ATTIVITà LEGALI E CONTABILITà ATTIVITà DI DIREZIONE AZIENDALE E DI CONSULENZA GESTIONALE ATTIVITà DEGLI STUDI DI ARCHITETTURA E DI INGEGNERIA, COLLAUDI ED ANALISI TECNICHE RICERCA SCIENTIFICA E SVILUPPO PUBBLICITà E RICERCHE DI MERCATO ALTRE ATTIVITà PROFESSIONALI, SCIENTIFICHE E TECNICHE SERVIZI VETERINARI NOLEGGIO, AGENZIE DI VIAGGIO, SERVIZI DI SUPPORTO ALLE IMPRESE ATTIVITà DI RICERCA, SELEZIONE E FORNITURA DI PERSONALE ATTIVITà DEI SERVIZI DELLE AGENZIE DI VIAGGIO, DEI - 34 2 1 - - - - - - - - - - 37 - - 1 - - - - - - - - - - - 1 - 34 1 1 - - - - - - - - - - 36 8 14 1 2 - - - - - - - - - - 25 5 32 4 21 17 3 1 - - - - - - - - 371 1 16 8 4 10 11 2 1 - - - - - - - - 193 - 1 - - - - - - - - - - 6 1 12 0 9 3 - - - - - - - - - - 133 - - - - - - - - - - - - - - - - 1 1 1 1 - - - - - - - - - 4 2 27 1 1 - - - - - - - - - - 31 - 4 - - - - - - - - - - - - 4 5 24 10 4 1 - - - - - - - - - 44 - - - - - - - - - - - - - - - - 3 3 1 - - - - - - - - - - 7 1 247 TOUR OPERATOR E SERVIZI DI PRENOTAZIONE E ATTIVITà CONNESSE SERVIZI DI VIGILANZA E NAVIGAZIONE ATTIVITà DI SERVIZI PER EDIFICI E PAESAGGIO ATTIVITà DI SUPPORTO PER LE FUNZIONI D’UFFICIO E ALTRI SERVIZI DI SUPPORTO ALLE IMPRESE ISTRUZIONE SANITà E ASSISTENZA SOCIALE ASSISTENZA SANITARIA SERVIZI DI ASSISTENZA SOCIALE RESIDENZIALE SERVIZI DI ASSISTENZA SOCIALE NON RESIDENZIALE ATTIVITà ARTISTICHE SPORTIVE DI INTRATTENIME NTO E DIVERTIMENTO ATTIVITà CREATIVE, ARTISTICHE E DI INTRATTENIMEN TO ATTIVITà DI BIBLIOTECHE. ARCHIVI, MUSEI ED ALTRE ATTIVITà CULTURALI ATTIVITà RIGUARDANTI LE LOTTERIE, LE SCOMMESSE, LE CASE DA GIOCO ATTIVITà SPORTIVE DI INTRATTENIMEN TO E DI DIVERTIMENTO ALTRE ATTIVITà DI SERVIZI - - - - - - - - - - - - - - - - 8 3 3 1 - - - - - - - - - 15 4 8 3 - - - - - - - - - - - 15 1 5 10 7 1 21 12 1 4 1 - - - - - - - - 7 146 - 21 12 4 1 - - - - - - - - 144 - 10 7 - - - - - - - - - - - - - - 1 - 1 - - - - - - - - - - - 2 3 9 4 4 2 - - - - - - - - - 22 - 3 - 1 - - - - - - - - - - 4 2 - - - - - - - - - - - - - 2 - 4 2 - 2 - - - - - - - - - 8 1 2 2 3 - - - - - - - - - - 8 2 84 20 13 - - - - - - - - - - 119 248 RIPARAZIONE DI COMPUTER E DI BENI PER USO PERSONALE E PER LA CASA ALTRE ATTIVITà DI SERVIZI PER LA PERSONA - 13 - 3 - - - - - - - - - - 16 2 71 20 10 - - - - - - - - - - 103 Tabella 10: Classificazione attività commerciali ATECO 2007, comune di Gravina in Puglia. Fonte ISTAT. 2 http://it.wikipedia.org/wiki/ATECO Per la localizzazione delle imprese, in particolare per le medie strutture di vendita, il comune gravinese fa riferimento al Regolamento comunale per l’insediamento delle medie strutture di vendita ( Legge Regionale 1 agosto 2003, n. 11Regolamento Regionale 30 giugno 2004, n. 1 ). Il seguente regolamento dettale norme fondamentali per l’insediamento delle medie strutture di vendita esplicando le condizioni di rilascio delle autorizzazioni e i criteri di apertura, trasferimento ed estensione negli articoli 9-10: ART. 9 ( CONDIZIONI PER IL RILASCIO DELLE AUTORIZZAZIONI PER LE MEDIE STRUTTURE DI VENDITA ) 1. L’autorizzazione amministrativa per l'apertura, il trasferimento, l'ampliamento e l’estensione di settore merceologico delle medie strutture di vendita può essere rilasciata a condizione che sia accertata la conformità dell’insediamento agli strumenti di pianificazione territoriale, paesistica e urbanistica. 2. Qualora non venga contestualmente richiesto il titolo edilizio, la richiesta deve essere corredata da una relazione attestante la sussistenza delle condizioni di cui al precedente comma 1, e da planimetrie relative alla disposizione degli spazi, con particolare riferimento alle superficie di vendita e gli standard di parcheggi, a firma di un tecnico abilitato. 3. L’autorizzazione all’insediamento o all’ampliamento di medie strutture deve essere preceduta da una valutazione che escluda l’esistenza o il formarsi, a seguito del rilascio dell’autorizzazione, di un’area commerciale integrata, così come definita dalla lettera C comma 4-7dell’art. 5 della Legge Regionale. In caso contrario l’autorizzazione della struttura è subordinata al rilascio dell’autorizzazione per l’intera area commerciale ed alla compatibilità con la programmazione regionale. ART. 10 ( CRITERI PER L’APERTURA, L’AMPLIAMENTO, IL TRASFERIMENTO E L’ESTENSIONE DI SETTORE MERCEOLOGICO DELLE MEDIE STRUTTURE DI VENDITA ) 1. Nel periodo di validità del presente regolamento, sono consentiti: a) l’insediamento di un nuova media struttura di vendita M1 per ogni anno di validità dei criteri nelle zone per la residenza di completamento e di espansione (B1, B2, B3, C1, C2, C3 e PEEP); b) l’insediamento di un nuova media struttura di vendita M2 per ogni anno di validità dei criteri nelle zone per la residenza di espansione (C1, C2 e C3); c) gli accorpamenti e le concentrazione di esercizi con più di tre anni di attività fino ai 1.500 di superficie di vendita, nei termini previsti all’art. 9 della Legge Regionale; 249 d) l’insediamento di una sola delle attività compatibili, così come disposto nel comma 2 del precedente art. 6, in ognuna delle due zone D4; e) gli ampliamenti delle medie strutture esistenti nei limiti della classe dimensionale di appartenenza. 2. Gli insediamenti di cui alle precedenti lettere a) e b) sono consentiti sia per il settore alimentare che per i settori non alimentari. Qualora nel corso dell’anno non venga richiesta nessuna autorizzazione, la stessa potrà essere assentita negli anni successivi. 3. I trasferimenti degli esercizi, gli accorpamenti e le concentrazione di cui alla lettera c) del precedente comma 1, sono consentiti se l’intervento è compatibile nella zona, così come disposto nel comma 2 del precedente art. 6. 4. In deroga a quanto previsto nel precedente comma 1: - sono consentiti, nel primo anno di validità dei criteri, gli ampliamenti degli esercizi di vicinato in attività alla data di approvazione degli stessi criteri fino al limite della M1 (mq. 600 di superficie di vendita); - possono essere assentiti insediamenti di medie strutture di vendita con l’approvazione Piani di Recupero Urbano, PIRP, Programmi o Piani di Riqualificazione o Recupero Ambientale o di altri programmi o piani previsti da leggi speciali. 3.1 Istruzione Distribuzione della popolazione per età scolastica 2012 Età Maschi Femmine Totale 0 231 215 446 1 224 241 465 2 231 208 439 3 239 238 477 4 233 239 472 5 247 245 492 6 277 244 521 7 272 262 534 8 298 273 571 9 254 249 503 10 314 267 581 11 314 298 612 12 298 280 578 13 278 269 547 14 248 242 490 15 264 293 557 16 287 289 576 17 282 298 580 18 311 296 607 250 Tabella 11: Distribuzione della popolazione di Gravina in Puglia per età scolastica (da 0-18 anni). Fonte ISTAT. http://www.tuttitalia.it/puglia/20-gravina-inpuglia/statistiche/popolazione-eta-scolastica-2012/ Grafico 9. Si è ritenuto opportuno elaborare un quadro che rappresentasse la popolazione per età scolastica del comune gravinese. Si tenuto presente del grafico di fonte ISTAT grazie al quale è stato possibile riportare la potenziale utenza per le scuole di Gravina in Puglia, evidenziando con colori diversi i differenti cicli scolastici (asilo nido, scuola dell’infanzia, scuola primaria, scuola secondaria di I e II grado) e gli individui con cittadinanza straniera. ETÀ DA 6 A 64 ANNI DA 65 E OLTRE MASCHI 152 251 ANALFABETI FEMMINE 213 472 TOTALE 365 723 Tabella 12: Rappresentazione degli analfabeti del comune di Gravina in Puglia per classe di età. Valori assoluti del Censimento 2001. Fonte ISTAT. Il tasso di analfabetismo è maggiore nella classe di età dei 65 e oltre, con una punta maggiore per quanto riguarda il sesso femminile. Questa situazione è da affibiare alle difficili condizioni passate in cui il comune imperversava, soprattutto bisogna tener presente le difficoltà economiche che si avevano nel mandare un bambino a scuola e la mentalità gretta e patriarcale che impediva alla donna di conseguire un opportuno corso di studi, al fine di conseguire un titolo. 251 IL CENTRO STORICO DI GRAVINA: TRA GROTTE E VECCHI CULTI 4.3.2 Morfologia Figura 1: Foto da satellite di Gravina in Puglia. Delimitazione centro storico. Fonte Google Earth. Come abbiamo già accennato nel capitolo sulla storia di Gravina, il centro storico rappresenta il fulcro primario di insediamento del comune. E’ una vasta area, il cui sviluppo urbanistico è stato legato alla particolare morfologia del territorio, segnato dal burrone della Gravina. In esso si identificano elementi essenziali, che hanno determinato la nascita di quartieri, di strade, di case, di piazze, di monumenti, di chiese, che hanno tramandato un centro urbano rispondente alle diverse epoche in esso identificabili¹. Fu avviata la formazione di un centro medioevale, formato da strade strette e andamento circolare, come si evince dalla figura 1 da satellite (sopra). Il centro si sviluppò inizialmente verso est e solo successivamente verso ovest. Ricordiamo, infatti, che i primi quartieri di Piaggio e Fondovico sorsero sulle sponde del burrone la Gravina. Tra il Medioevo e il Rinascimento la città si sviluppa su se stessa mantenendo il modulo circolare. E’ una zona straordinariamente compatta, con tracciati stradali che si adagiano all’andamento naturale del terreno, e sono decorate da elementi architettonici quali balconi, parapetti, davanzali, archi, comignoli. 252 1 ASSESSORATO ASSETTO E TUTELA DEL TERRITORIO, Documento programmatico rigenerazione urbana, 2011. Figura 2: Gravina sotterranea, parte del percorso. Fonte Comune di Gravina in Puglia. Sotto la città antica si cela, una città sotterranea, un fitto reticolo composto da grotte, cantine, cunicoli, cisterne, la cui lettura e conoscenza è fondamentale per comprendere la morfologia e la storia della città di Gravina. Si tratta di ipogei che raccontano la cultura della città e il tradizionale metodo di fabbricazione, consistente nello scavare e costruire nello stesso luogo, creando una sorta di positivo e negativo: una città sotto la città. Infatti in tempi antichi si scavava in cave domestiche per utilizzare il materiale prodotto, ovvero il tufo, per realizzare le abitazione soprastanti². I Rioni Rione Piaggio Il Rione Piaggio è stato uno dei primi rioni ad essere edificato sulle sponde del burrone la Gravina. Sorse sul versante ovest e fu abitato al tempo delle invasioni vandaliche risalenti al 456-553 d.C. Il nome avrebbe origini latine: “ Pagus” significante villaggio 253 abitato e dipendente da comune vicino. A fine XVIII secolo la popolazione era concentrata qui, i luoghi sporchi ed insalubri che pregiudicavano l’aspetto delle persone, come evincibile da Figura 3: Particolare indicatore in marmo del Rione. 2 ASSESSORATO ASSETTO E TUTELA DEL TERRITORIO, Documento programmatico rigenerazione urbana, 2011. Antichi testi recanti descrizioni dei quartieri gravinesi. Il rione reca anche la denominazione di “Chiascio” , secondo il dialetto della cittadina. In passato si è assistito ad una vera e propria evacuazione del quartiere a causa della caducità in cui era lasciato lo stato delle cose, ma al giorno d’oggi il centro storico è sempre più rivalutato così come sono rivalutati i vecchi quartieri di primo insediamento, grazie anche alle bellezze territoriali di cui Gravina si fa garante. Si assiste ad un ripopolamento, seppur minimo, dei rioni antichi, soprattutto grazie ai giovani che lasciano il nucleo familiare per costrirne uno proprio. Rione Fondovico Il Rione Fondovico è ubicato a sud-ovest della città antica, nella zona opposta a quella del rione Piaggio. I primi insediamenti sorsero nello stesso periodo delle invasioni barbariche in cui fu popolato il Piaggio. La denominazione di origine latina “Vicus” ha lo stesso significato di “Pagus”, che indicherebbe un insediamento limitato nello spazio e nel numero degli abitanti, con la differenza che “fondo” sta ad indicare l’ubicazione bassa del quartiere. Quivi è situata la Cattedrale della città e una Figura 4: Rione Fondovico. Vista dal Ponte la Gravina. Delle chiese rupestri più importanti di Gravina, quella di San Michele delle Grotte. Il rione Fondovico è più popoloso rispetto agli altri Rioni. Rione Borgo Vecchio Il Rione Borgo Vecchio sorse in età più tarda rispetto agli altri due, precisamente in età medioevale (XIII-XIV sec.). Durante la dominazione angioina era abitato da famiglie appartenenti a ranghi sociali elevati che 254 vivevano in case confortevoli e ricche, diverse dalle abitazioni dei contadini che risiedevano in grotte e tuguri. Elementi caratteristici sono i collegamenti fatti di stradette e case quasi addossate. Rione Civita Il suddetto rione è situato tra i rioni Piaggio e Fondovico, dinanzi alla Cattedrale ed intorno ad un ricovero per gli orfani, vecchi ed ammalati “Ospedale S.Maria del Piede”. Formato da vie carrozzabili e una grande piazza, il rione ha subito delle modifiche con il passare del tempo a causa anche delle diverse dominazioni politiche. La piazza fu divisa in due dall’odierna Biblioteca Finya, diventando Piazza delle Some e Piazza del Duomo. La denominazione del rione derviva dal fatto che si erge intorno alla Cattedrale vescovile. 255 Chiese rupestri La Chiesa ha rappresentato, sin da epoche remote, un punto di riferimento importante per gli abitanti gravinesi, soprattutto in situazioni particolarmente difficili, quali quelle in cui la cittadina era invasa da barbari e doveva sottostare a dominazioni molto crudeli. Già con gli insediamenti dei rioni risalenti alle invasioni barbariche del 400 d.C. gli abitanti adibivano alcune grotte in modo tale da assumere le sembianze e le funzioni di una Chiesa. Gli abitanti chiedevano protezione, pregavano il loro Dio e si riunivano per le decisioni più importanti. Quindi le prime Chiese furono quelle rupestri: ricavate da grotte naturali, sfruttando i materiali che il territorio gravinese offre naturalmente, quali il tufo. Offrono una grande ricchezza culturale data dagli affreschi che molte Chiese ancora conservano e dall’insolito paesaggio all’interno del quale sono state costruite. Purtroppo alcune hanno maggiormente subito l’attacco degli agenti atmosferici, essendo più deterioratesi e non essendo ristrutturate a dovere. Gravina conta circa una ventina di Chiese ricavate nella roccia. Tra le più importanti vi troviamo San Michele delle Grotte, San Vito Vecchio, San Basilio. San Michele delle Grotte Figura 5: San Michele delle Grotte. Foto Piero Amendolara, Associazione culturale Benedetto XIII. Fonte IAT Gravina. San Michele delle Grotte è una delle chiese rupestri più importanti e suggestive di Gravina. Sorge nel rione Fondovico, sull’estremo orlo della sponda sinistra del burrone. L’accesso è situato lateralmente e sfocia nel braccio sinistro del deambulatorio. Si dice che nella parte opposta all’ingresso della Chiesa si trovasse l’immagine della Madonna della Consolazione, importante per la sua carica religiosa. È importante dire che Gravina è sempre stata considerata una 256 città mariana con quattro Madonne protettrici alle quattro entrate della città. Sulla stessa parete è situata una porticina comunicante con una grotta in cui sono conservate le ossa dei fedeli vittime delle incursioni saracene del 999. La Chiesa è formata da un’aula in cui è situato un presbiterio sopraelevato di un gradino. Gli absidi, esattamente tre, sono caratterizzati da altari latini decorati con la statua di San Michele, in pietra di Gargano, posta in una cunicola, e di S. Gabriele e S. Raffaele ai lati. La Chiesa comunica esternamente con un’altra chiesa ruperestre, quella di S. Marco. San Vito Vecchio San Vito Vecchio è una chiesa rupestre ricavata dal tufo, materiale utilizzato in campo edilizio di cui il territorio gravinese è pieno. Presenta la forma di un parallelepipedo all’interno di una grande cava con una facciata che si rifà al tardoromanico. Formata da un’unica aula voltata a botte, consta di un unico abside. Le pareti laterali erano ornate da una serie di affreschi, ma a causa del progressivo deterioramento a cui erano soggetti nel 1956 sono stati trasposti nel Museo della città Ettore Pomarici Santomasi. Negli anni Sessanta essi Figura 6: Chiesa rupestre di San Vito Vecchio. Foto Fondazione Ettore hanno fatto il giro del Mondo in alcune Pomarici Santomasi. delle mostre più importanti quali quelle di Bruxelles, Roma, Atene e Bari. Gli affreschi sono il frutto del lavoro di alcuni artisti locali che verso la fine del XIII secolo si ispirarono a canoni bizantini. Nel cantino absidale troviamo il dipinto del Cristo Pantocratore. La Chiesa nasce senza una partizione fisica, con un’unica aula tesa alla volontà di rappresentare i santi. San Basilio 257 Figura 7: Chiesa rupestre San Basilio. Fonte IAT Gravina. La Chiesa di San Basilio fu costruita durante la dominazione bizantina nel Rione Piaggio.E’ murata del solo piccolo campanile che svetta e attesta ancora la sua ubicazione. Fu cavata nella pietra tutta di un pezzo di otto colonne. Aveva un solo altare, con icona della Beata Maria Vergine con Bambino fra Angeli, vescovi e santi. Qui venivano seppelliti i fedeli della parrocchia di S. Lucia, quando essa era in rovina. La dedicazione della chiesa a S. Basilio è legata alla presenza e all’attività dei monaci brasiliani di rito greco. La Chiesa Madre: Cattedrale di Santa Maria Assunta Il principale luogo di culto della cittadina pugliese di Gravina è la Cattedrale di Santa Maria Assunta, che si erge nel centro storico, esattamente nella piazza Benedetto XIII. La cattedrale situata nella piazza non è la prima che fu 258 eretta nel comune; infatti, come si è già accennato nel capitolo sulla storia di Gravina, la prima cattedrale fu costruita intorno al 1095 durante il periodo di dominazione bizantina, affiancata dal castello che il signore Unfrido d’Altavilla volle far costruire accanto alla cattedrale stessa. Nel 1456 però un violento terremoto rase al suolo i due edifici di origine bizantina la cui ricostruzione, esclusivamente della cattedrale, avvenne verso la fine del ‘400 e gli inizi del ‘500 grazie alle sovvenzioni delle famiglie benestanti di Gravina e dei vescovi che da quel periodo rappresentarono una figura cardine nella Figura 8: Cattedrale di Vita religiosa del paese. La panoramica Santa interna Maria Assunta è vista del dall’esterno fotografo e dall’interno. Perrini. La cattedrale consta di tre ingressi, uno principale e altri due laterali, più piccoli nelle dimensioni. I due ingressi laterali sono decorati con bassotrilievi e conchiglie, non dimenticando le due sculture raffiguranti Cristo risorto e Cristo legato rispettivamente a destra e sinistra. Altra decorazione applicata al portale principale è un bassorilievo con Madonna e Bambino sormontato da due statue di S. Pietro e Paolo, rispettivamente a destra e sinistra. Nella parte alta della facciata la decorazione più imponente è il rosone a ventiquattro razze, affiancato da due oculi laterlai che contribuiscono a slanciare il prospetto dell’edificio. L’ambiente interno è suddiviso in tre navate, il cui soffitto è piano nella centrale e a vela nelle laterali. Il soffitto della navata centrale è decorato con intarsi dorati nel legno, oltre agli affreschi che sono posti all’interno di cornici di decorazione barocca. Contribuiscono ad ornare il maestoso ambiente di culto vari quadri generosamente donati da figure illustri, che in passato hanno contribuito a dare lustro al comune, e gli stemmi dei vescovi e delle famiglie più ricche della città, in particolare quello della famiglia Orsini. L’organo contribuisce a rendere ancora più imponente lo spirito religioso dell’ambiente interno. Sono presenti diversi altari, di cui il più importante è in marmo e ottone. In fondo alla navata è posto il fonte battesimale. Nella Chiesa, inoltre, sono presenti delle tele dedicate a Papa Pio Benedetto XIII e il monumento sepolcrale dedicato ad Angela Castriota-Scandenberg. Sotto la Cattedrale si erge un’altra Chiesa detta di S.Croce o Soccorpo chiusa al culto da metà del 1900. 259 PIANO DI MARKETING URBANO APPLICATO AL CENTRO STORICO DI GRAVINA Rete commerciale del centro storico Figura1: strade (evidenziate) del centro storico di Gravina in cui è massima la concentrazione delle attività commerciali. 260 Dopo aver considerato il centro storico dalle attrazioni culturali che potrebbero essere sfruttate per risollevare le sorti di questa zona del comune pugliese, ora si procederà con la considerazione della rete commerciale presente in esso. Come si evince dalla foto, le strade evidenziate sono quelle in cui è massima la concentrazione delle attività commerciali. Si nota subito una distribuzione non omogenea della rete commerciale, concentrata principalmente nelle linee direttrici del centro, soprattutto ai confini e in qualche strada interna. Prenderemo in considerazione tutte queste strade per analizzare: 1. Il numero delle attività in tutto il centro storico, raggruppandole per tipologia e per strada; 2. Le attività commerciali di ogni strada, focalizzando l’attenzione sui punti di forza e di debolezza delle vie su cui si sta lavorando. 3. L’ arredo urbano, la qualità dello stesso e alle insegne dei negozi, avendo un confronto pratico con un reportage fotografico. 4. L’accessibilità delle strade. È importante dire che le attività commerciali nel centro storico devono rispettare le norme del Regolamento comunale per l’insediamento delle medie strutture di vendita ( Legge Regionale 1 agosto 2003, n. 11Regolamento Regionale 30 giugno 2004, n. 1 ) al fine di garantire al cittadino varietà di scelta e vantaggio di costi. A tal proposito si è ritenuto necessario evidenziare l’articolo 2 dello stesso regolamento, che recita: ART. 2 ( PRINCIPI E FINALITÀ ) 1. Il Comune promuove lo sviluppo delle medie strutture di vendita perseguendo i seguentiprincipi: a) la tutela dei consumatori in riferimento alla corretta informazione sull'assortimento, sicurezza e qualità e alla pubblicizzazione dei prezzi, dei prodotti, nonché delle possibilità di approvvigionamento; b) la trasparenza del mercato, la concorrenza, la libertà d'impresa e la libera circolazione delle merci; c) il contenimento dei prezzi; d) lo sviluppo della rete distributiva secondo criteri di efficienza e modernizzazione, promuovendo il pluralismo e l'equilibrio tra le diverse tipologie delle strutture distributive e le diverse forme di vendita; e) l'equilibrio funzionale e insediativo delle strutture commerciali in rapporto con l'uso del suolo e delle risorse territoriali; f) l'articolazione di un servizio di prossimità nelle aree periferiche e di nuova urbanizzazione; g) la qualificazione dei servizi per le zone di nuovo insediamento. Per quanto riguarda la compatibilità urbanistica, il Regolamento comunale per l’insediamento delle medie strutture di vendita ( Legge Regionale 1 agosto 2003, n. 11Regolamento Regionale 30 giugno 2004, n. 1 ) esplica la non compatibilità dell’insediamento delle medie strutture di vendita che abbiano un’estensione compresa tra i 251 e i 2500 mq. 261 CITTA' DI GRAVINA IN PUGLIA - COMPATIBILITA' URBANISTICA COMMERCIALE DELLE MEDIE STRUTTURE DI VENDITA AL DETTAGLIO L. R. 11/03 E R. R. 1/04 Altri beni a basso impatto b i ti NO NO Beni per la persona Altri beni NO NO Alimentar e NO A2 Salvagu ardia del Centro Storico Altri beni a basso impatto Beni la NO N O N O Altri beni Altri beni a basso impatto urbanistic Alimentar e NO NO per Beni per la persona Altri beni NO Alimentar e e misto NO A1 Centro Storico Medie strutture attrattive da mq. 1.501 a mq. 2.500 (M3) vicinato ZONE Medie strutture intermedie da mq. 601 a mq. 1.500 (M2) Centro commerciale di Medie strutture di livello locale da mq. 251 a mq. 600 (M1) N O N O NO NO NO NO NO NO NO N O N O NO N O N O Tabella 1. Lo step successivo è la rappresentazione delle attvitià commerciali per tipologia e per via su una tabella. Sarà rappresentata anche un immagine satellitare del centro storico in cui saranno evidenziate le attività commerciali con dei segnaposti di colori differenti per distinguerli gli uni dagli altri (pagina seguente). Figura 1. 262 DIDASCALIA SEGNAPOSTI Fuxia: Bar/Ristorante/Pizzeria/Pub Blu: Abbigliamento/Calzature Verde: Agenzie/Uffici Giallo: Edicola/Tabacchi Bianco: Articoli ottici Verde acqua: Gioiellerie Arancio: Arredamento/Antiquariato Viola: Fiorai Grigio: Farmacia/Erboristeria Marrone: Alimentari/Casalinghi Macchina fotografica: Articoli fotografici Bourdeaux: B&B Verdone: Biblioteche/Musei/teatri TIPOLOGIA Piazz a Scac chi Via Matteo tti Piazza della Repubbl ica Via Civi ta Via Gugliel mo Marcon i Vial e Orsi ni Via Bor go Piazza Notar Domen ico Via Vittor io Vene to Via Giusep pe Gariba ldi N° TOT . ATT IVI TÀ 0 Piaz za Bru no Buo zzi 2 Abbigliamento/Calzat ure Agenzie/Uffici Alimentari Arredamento Antiquariato B&B Biblioteche/Musei/Te atri Edicole/Tabaccherie Art.Fotografici Art. Ottici Parrucchiere/Barbiere /Centri estetici Pizzerie/Ristoranti/Ba r Tattoo Farmacie/Erboristerie Gioiellieria Fioraio Casalinghi Locali chiusi N° TOT ATTIVITÀ 1 4 0 0 1 0 0 0 6 14 3 0 2 0 0 1 5 0 0 1 0 0 3 0 0 1 0 0 5 0 0 1 0 0 0 0 0 1 0 0 1 2 0 0 1 0 3 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 1 0 0 0 0 1 2 1 1 0 1 0 1 0 1 0 0 0 24 3 4 4 2 2 2 0 0 0 3 0 1 1 0 1 0 0 0 0 0 0 1 0 0 1 0 0 0 0 1 0 1 0 0 0 0 0 0 0 0 0 1 1 0 0 0 1 1 0 8 3 3 2 3 3 1 3 1 4 3 2 1 1 0 22 0 0 0 0 0 0 12 0 1 0 1 1 12 33 0 1 0 0 0 3 10 1 0 1 0 0 0 13 0 0 0 0 0 0 4 0 0 0 0 0 0 8 0 1 2 0 0 0 12 0 0 0 0 0 0 2 0 0 0 1 0 1 4 0 0 0 1 0 0 9 0 0 1 0 0 0 10 1 3 3 3 1 16 118 263 PER OGNI STRADA Tabella 2. Grafico 1. PIAZZA ARCANGELO SCACCHI Figura 2: Foto panoramica di Piazza Scacchi (sinistra). Foto satellitare del centro storico di Gravina con evidenziazione di Piazza Scacchi (destra). 264 TIPOLOGIA Agenzie/Uffici Arredamento NUMERO 3 2 Pizzerie/Ristoranti/Bar Edicola/Tabaccherie Teatri 3 2 1 Abbigliamento/Calzature 1 TOTALE NUMERO ESERCIZI SPECIALIZZAZIONE 2 Agenzie-1 Ufficio 1 Pizzeria-2 Bar 1 Tabacchi-1 Edicola 12 Tabella 3: Elenco tipologie di attività commerciali in Piazza Scacchi. Piazza Scacchi è la prima piazza del centro storico gravinese, oltre che la più grande. Non consta di una densità commerciale molto alta e le attività commerciali sono di piccole dimensioni. Non sono distribuite in modo omogeneo in quanto da un lato la piazza non è formata da edifici, ma solamente da panchine in marmo bianco e alberi, che costuituiscono un complemento d’arredo urbano molto gradevole all’occhio e molto funzionale alle brevi stoste dei cittadini che passeggiano. ACCESSIBILITÀ: accessibile solamente a piedi, in quanto è vietato il transito agli autoveicoli, eccetto agli autorizzati (forniture per le attività commerciali della zona). Pavimentazione in basolato, in ottimo stato. La Piazza comunica con la via più importante del centro: via Matteotti. Figura 3: seconda panoramica di Piazza Scacchi. RETE COMMERCIALE 265 PLURALISMO DI SCELTA DEI PRODOTTI: MEDIO-BASSO ELEMENTI DI IMMAGINE DEGLI ESERCIZI Qualità di Insegne BASSA ALTA X X X Vetrine Serrande Visibilità X X Accessibilità pedonale Accessibilità veicolare MEDIA X PROBLEMATICHE: CAVI ELETTRICI E TELEFONICI NON PROTETTI . 266 POTENZIALITÀ: Statua di San Michele posta all’angolo di Porta San Tommaso, che collega la piazza con Via Matteotti. La statua fu fatta costruire alla fine del 1700 perché si attribuì al Santo lo scampato pericolo dei Sanfedisti. Teatro Mastrogiacomo. Putroppo il Teatro è aperto solamente per ospitare alcuni eventi culturali di rilevante importanza, anche se dovrebbe essere ristrutturato e aperto come un usuale cinema (sinistra). DESCRIZIONE QUALITà URBANA: Piazza Arcangelo Scacchi ha forma rettangolare. Sul lato opposto a quello in cui sono situate le attività commerciali ci sono gli elementi di arredo urbano di cui si è accennato precedentemente. Le panchine sono irremovibili dall’assetto stradale, di un colore più chiaro rispetto alla pavimentazione. 267 Decorano le stesse alberi di statura leggermente più alta di un uomo medio, piantati in piccole aiuole con erba inglese e alcuni cespugli decorativi. L’illuminazione è ottima, data da lampioni alti neri che terminano con quattro bracci a ragno e un braccio centrale, con all’apice delle sfere. 268 VIA MATTEOTTI Figura 4: Foto satellitare del centro storico di Gravina con evidenziazione di Via Matteotti (sinistra). Foto panoramica di Via Matteotti (sinistra). TIPOLOGIA Agenzie/uffici Abbigliamenti/Calzature Edicola/Tabacchi Farmacie/Erboristerie Pizzerie/Ristoranti/Bar Art. Ottici Parrucchiere/Barbiere/Centri estetici Fioraio Alimentari/Casalinghi Antiquariato Locali chiusi NUMERO TOTALE ESERCIZI: 33 NUMERO 5 4 3 1 3 1 1 SPECIALIZZAZIONE 1 Agenzia-4 Uffici 4 Abbigliamento 1 Tabacchi-2Edicola 1 Pizzeria-2 Bar 1 1 1 12 Tabella 4: Elenco tipologie di attività commerciali Via Matteotti. Via Matteotti è la strada più lunga del centro storico e lo attraversa a sud est per quasi tutta la parte considerata. È la via più ricca di attività commerciali nel centro storico; infatti solo in questa via sono presenti 33 attività commerciali. Si può affermare, quindi, che la densità commerciale della via è la più alta del centro storico. Percorrendola dall’entrata di Porta Tommaso che la collega con Piazza Arcangelo Scacchi, si evince che le attività commerciali sono poste principalmente sul lato sinistro, in quanto su quello destro la via si apre prima con Piazza della Repubblica e poi con Piazza Plebiscito, per terminare in via Guglielmo marconi, perpendicolare a via Matteotti. Le attività commerciali offrono un’elevata possibilità di scelta: pizzerie, bar, un barbiere, un fioraio e negozi di abbigliamento e accessori. Restando in questa strada il cittadino ha tutto quello di cui ha bisogno, eccetto qualche attività come alimentari e 269 ferramenta (che manca nel centro storici). Si ha un’offerta maggiore rispetto alla precedente piazza considerata. Le attività sono eterogenee tra loro. ACCESSIBILITÀ: La strada è percorribile a piedi nel tratto sino a Piazza della Repubblica, in cui le auto possono parcheggiare sino alle 20.30, ora in cui entra in vigore il divieto di transito del centro storico. Il tratto sino a Piazza Plebiscito è percorribile a piedi (esclusa la piazza). Dalla piazza sino a via Guglielmo Marconi il tratto è percorribile con auto dalle 6 del mattino sino alle 20.30, solamente nel verso via Marconi-Piazza Plebiscito e non il contrario, la cui percorribilità in quel senso è vietata. RETE COMMERCIALE 270 ELEMENTI DI IMMAGINE DEGLI ESERCIZI Qualità di BASSA MEDIA Insegne Vetrine Serrande Visibilità Accesso pedonale Accesso veicolare ALTA X X X X X X PLURALISMO DI SCELTA DEI PRODOTTI: MEDIO-ALTO PROBLEMATICHE: MURI SCROSTATI E CAVI ELETTRICI ED ELETTRONICI NON PROTETTI. INSEGNA FATISCENTE. CESTINI DELLA SPAZZATURA SORRETTI DA UN FIL DI FERRO. 271 POTENZIALITÀ: Palazzo Orsini in cui nacque Papa Bendedetto XIII. DESCRIZIONE QUALITÀ URBANA: in Via Matteotti c’è carenza di arredo urbano, forse dovuta alla ristrettezza della strada. Mancano panchine, manca l’arredo urbano degli alberi e spazi verdi che potrebbero rendere il centro storico più caloroso e accogliente. L’illuminazione è ottima, data da lampioni di vario genere e forma. Alcuni sono alti, neri, che terminano con tre bracci ricurvi a cui sono attaccate le lampadine. La pavimentazione è sommariamente in buono stato, fatta eccezione per alcuni tratti che presentano un manto in basolato disconnesso. 272 I muri degli edifici si presentano scrostati in alcuni tratti, e per questo dovrebbero essere ristrutturati. PIAZZA DELLA REPUBBLICA Figura 5: Foto satellitare del centro storico di Gravina con evidenziazione di Piazza della Repubblica(sinistra).Foto panoramica di Piazza della Repubblica (destra). TIPOLOGIA Agenzie/Uffici Pizzerie/Ristoranti/Bar Farmacie/Erboristerie Art. Ottici Antiquariato Locali chiusi TOTALE NUMERO ESERCIZI: 10 NUMERO 3 1 1 1 1 3 SPECIALIZZAZIONE 3 Uffici 1 Bar 1 Farmacia Tabella 5: Elenco tipologie di attività commerciali Piazza della Repubblica. Piazza della Repubblica è la prima piazza interna del centro storico se si entra da Porta San Tommaso. Ha grandi dimensioni, anche se più piccole rispetto a Piazza Arcangelo Scacchi. Il manto stradale è sempre in basolato. È circondata da edifici adibiti ad abitazioni e centri commerciali. Le attività commerciali presenti nella piazza non sono tantissime, anzi sono meno della decina e si differenziano l’una dall’altra per tipologia. Si può quindi dire che la densità commerciale in questa via è bassa. ACCESSIBILITÀ: La piazza può essere raggiunta a piedi, in bicicletta. Con auto e motocicli e tutti i mezzi di trasporto a motore in determinate ore del giorno (6-20.30). 273 RETE COMMERCIALE PLURALISMO DI SCELTA DEI PRODOTTI: MEDIO-BASSO ELEMENTI DI IMMAGINE DEGLI ESERCIZI Qualità di Insegne Vetrine Serrande Visibilità Accessibilità pedonale Accessibilità veicolare BASSA X X MEDIA ALTA X X X x PROBLEMATICHE: CAVI ELETTRICI NON CUSTODITI 274 DESCRIZIONE QUALITÀ URBANA: la qualità della pavimentazione si presenta in buono stato, in basolato come tutta la pavimentazione del centro storico. Costituiscono elementi di arredo urbano grosse aiuole alte più di mezzo metro dal livello stradale in cui ci sono alberi di ulivo. I lati delle aiuole sono stati adibiti a panchine, utilizzate per consentire ai cittadini di sedere. L’illuminazione è ottima, costituita da lampioni alti, neri, che terminano con tre bracci ricurvi alla cui estremità ci sono luci a forma campanulare. 275 PIAZZA BRUNO BUOZZI E PIAZZA PLEBISCITO Figura6: Foto satellitare del centro storico di Gravina con evidenziazione di Piazza Bruno Buozzi e Piazza Plebiscito(destra).Foto panoramica di Piazza Pebiscito(sinistra). TIPOLOGIA NUMERO Agenzie/ Uffici 5 Pizzeria/Ristorante/Bar 3 Abbigliamento/ Calzature 2 Gioielleria 1 Antiquariato 1 Tattoo 1 NUMERO TOTALE DEGLI ESERCIZI: 13 SPECIALIZZAZIONE 1 Agenzia- 1 Ufficio 1 Pizzeria- 2 Bar 2 Accessori Tabella 5: Elenco tipologie di attività commerciali Piazza Bruno Buozzi. Piazza Bruno Buozzi è una piccola piazza nel cuore delle vie con densità commerciale maggiore. È una piazza chiusa da edifici che si ergono chiudendola quasi come se fosse un quadrato. Le attività commerciali in questa piazza non sono tantissime, infatti possiamo dire che non ha un’elevata densità commerciale. Si presentano poche pizzerie e bar, anche in rapporto ad altre 276 strade del centro storico, un paio di negozi addetti alla vendita di accessori e abbigliamento. La maggior parte delle attività commerciali sono o uffici o agenzie, in particolar modo studi di avvocati o studi di associazioni. ACCESSIBILITÀ: Piazza Bruno Buozzi comunica sia con Piazza delle Repubblica e con Piazza Plebiscito. È accessibile a piedi, in bicicletta e con altri mezzi che non siano autoveicoli o motocicli da ambo i sensi. Gli autoveicoli invece possono attraversarla solamente da Piazza della Repubblica, in quanto da Piazza Plebiscito è inaccessibile a causa del divieto di transito. RETE COMMERCIALE PLURALISMO DI SCELTA DEI PRODOTTI: BASSO ELEMENTI DI IMMAGINE DEGLI ESERCIZI Qualità di Insegne Vetrine Serrande Visibilità Accesso pedonale Accesso veicolare BASSA X X MEDIA ALTA X X X X 277 PROBLEMATICHE: CAVI ELETTRICI E TELEFONICI NON PROTETTI. MURI SCROSTATI. POTENZIALITÀ: Chiesa San Michele Arcabgelo costruita in onore del Santo Patrono della città. Ospitava agli inizi del ‘900 la Confraternita in onore del Santo. DESCRIZIONE QUALITÀ URBANA: l’illuminazione delle die Piazze è ottima, emanante una luce calda che rende 278 l’ambiente più accogliente. In concomitanza con il concorso Balconi Fioriti, di cui la prima edizione quest’anno, l’Ufficio Informazioni e Accoglienza Turistica IAT ha provveduto alla costruzione di quest’aiuola in Piazza Plebiscito, oltre che alla realizzazione di piccole panchine in legno, precedentementi assenti, e al posizionamento di alberi di ulivo. Questa aiuola è l’unica zona verde presente nel centro storico, oltre a qualche albero posto in Piazza della Repubblica. Il centro storico di Gravina manca di verde pubblico, una pecca che penalizza la zona della cittadina pugliese. La pavimentazione in basolato presenta delle rabberciature di colore diverso. La segnaletica non manca ed posizionata in modo assolutamente visibile. 279 VIA GUGLIELMO MARCONI Figura 6: Foto satellitare del centro storico di Gravina con evidenziazione di Via Guglielmo Marconi (sinistra). Foto panoramica di via Guglielmo Marconi (destra). TIPOLOGIA Agenzie/ Uffici 1 Pizzeria/ Ristorante/ Bar 4 Alimentari/ Casalinghi 2 B&B 1 NUMERO TOTALE DEGLI ESERCIZI: 8 NUMERO SPECIALIZZAZIONE 1 Ufficio 2 Bar - 2 Ristoranti 2 Frutta e verdura Tabella 6: Elenco tipologie di attività commerciali via Guglielmo Marconi. Via Guglielmo Marconi è situata a sud del centro storico, trasversale a Piazza Plebiscito. È ampia nel tratto che si affaccia su Piazza dell’Orologio e si restringe proseguendo verso l’Arco di Sant’Agostino che porta all’uscita del centro storico. La densità commerciale è bassa, in quanto ci sono poche attività commerciali, per la maggior parte bar e ristoranti. Il cliente non ha una vasta scelta di prodotti in questa strada. La particolarità è la presenza di un B&B finalizzata ad ospitare turisti e non. È la strada più trafficata del centro storico di Gravina, soprattutto la sera, con via Matteotti e Piazza Arcangelo Scacchi. Comunica con Piazza Benedetto XIII, in cui è situato il palazzo vescovile e la Cattedrale di Santa Maria Assunta. È presente una statua in onore di Papa Bendetto XIII. ACCESSIBILITÀ: la strada è percorribile con ogni mezzo. A piedi è percorribile in tutte le direzioni, mentre con gli autoveicoli è percorribile dalle 6 alle 20.30, entrando da Porta Sant’Agostino e procedendo per via Matteotti. 280 RETE COMMERCIALE 281 PLURALISMO DI SCELTA DEI PRODOTTI: MEDIO-BASSO ELEMENTI DI IMMAGINE DEGLI ESERCIZI Qualità di Insegne Vetrine Serrande Visibilità Accesso pedonale Accesso veicolare BASSA MEDIA ALTA X X X X X X PROBLEMATICHE: MURI SCROSTATI. FILI APPESI. POTENZIALITÀ ( DA DESTRA):Quattro Fontane, Chiesa del Purgatorio, Biblioteca Finya. 282 DESCRIZIONE QUALITÀ URBANA: la strada manca di spazi di verde pubblico e di panchine. L’unico tratto in cui sono presenti è in Piazza Bendetto XIII. L’illuminazione è buona e il manto stradale in basolato presena tratti disconnessi. C’è bisogno di ristrutturare alcuni edifici che presentano muri scrostati. 283 VIALE ORSINI Figura 7: Foto satellitare del centro storico di Gravina con evidenziazione di Viale Orsini (sinistra). Foto panoramica di Viale Orsini (destra). TIPOLOGIA NUMERO Agenzie/ Uffici 3 Pizzeria/ Ristorante/Bar 3 Gioielleria 2 Edicola/ Tabacchi 1 Art. Ottici 1 Abbigliamento/ Calzature 1 Farmacia 1 NUMERO TOTALE DEGLI ESERCIZI: 12 SPECIALIZZAZIONE 3 Uffici 1 Ristorante-1 Pizzeria- 1Bar 1 Tabacchi Tabella 7: Elenco tipologie di attività commerciali Viale Orsini. 284 Viale Orsini è una delle strade poste al confine del centro storico, precisamente a sud- est della zona. È una strada molto lunga e costeggiata dalla Villa Comunale, che secondo la planimetria gentilmente concessa dal comune non fa parte del centro storico. Nella via ci sono una dozzina di negozi di svariata tipologia: ristoranti, bar, uffici, abbigliamento, tali da offrire svariati prodotti al cliente. La densità commerciale della via è di media intensità. Uno dei problemi principali è la ristrettezza del marciapiede che impedisce un buon accesso pedonale alla strada. ACCESSIBILITÀ: La strada è percorribile da Piazza della Repubblica verso Porta Sant’Agostino, considerando la viabilità veicolare. La strada prevede un unico senso di marcia. I pedoni possono percorrerla in ambo i sensi. RETE COMMERCIALE 285 PLURALISMO DI SCELTA DEI PRODOTTI: MEDIO ELEMENTI DI IMMAGINE DEGLI ESERCIZI Qualità di Insegne Vetrine Serrande Visibilità Accessibilità pedonale Accessibilità veicolare BASSA MEDIA ALTA X X X X X X PROBLEMATICHE: MURI SCROSTATI. 286 POTENZIALITÀ: Torre dell’Orologio. DESCRIZIONE QUALITÀ URBANA: l’illuminazione della strada è ottima, con lampioncini sormontanti superiormente il livello stradale. Non sono presenti spazi di verde pubblico, eccetto gli alberi e le aiuole nella villa comunale di fronte che non fa parte del centro storico. La presenza di segnaletica stradale è collocata in modo tale da consentirne un ottima visibilità. 287 VIA VITTORIO VENETO Figura8: Foto satellitare del centro storico di Gravina con evidenziazione di Via Vittorio Veneto (sinistra). Foto panoramica di Via Vittorio Veneto ( destra). TIPOLOGIA NUMERO SPECIALIZZAZIONE Agenzie/ Uffici 2 2 Uffici Pizzerie/Ristoranti/ Bar 1 1 Bar B&B 1 Edicole/ Tabacchi 1 1 Tabacchi Art. Fotografici 1 Arredamento 1 Fioraio 1 Alimentari/ Casalinghi 1 1 Alimentari NUMERO TOTALE DEGLI ESERCIZI: 9 Tabella 8: Elenco tipologie di attività commerciali via Vittorio Veneto. Via Vittorio Veneto è la strada collocata nella parte nord del centro storico, interna allo stesso. È costituita da edifici su amboi lati, ospitanti attività commerciali di differente tipologia: uffici, bar, tabacchi e un B&B. La rete commerciale è di media intensità ed è omogenea su entrambi i lati della via. Questa è una delle vie più importanti del centro storico, in quanto è qui che la giunta comunale di Gravina ha sede ( foto sinistra). ACCESSIBILITÀ: accesibile con autoveicoli e motocicli dal punto in cui coincide la fine di Corso Aldo Moro e l’inizio di Via Giuseppe Garibaldi. È impossibilitato l’accesso a grossi automezzi a causa della ristrettezza della 288 strada. Accesso pedonale libero. L’aspetto negativo è la ristrettezza dei marciapiedi che impediscono ai pedoni di camminare tranquillamente anche se passasse un autoveicolo. RETE COMMERCIALE PLURALISMO DI SCELTA DEI PRODOTTI: MEDIO ELEMENTI DI IMMEGINE DEGLI ESERCIZI Qualità di Insegne Vetrine Serrande Visibilità Accessibilità pedonale Accessibilità veicolare BASSA MEDIA X X ALTA X X X X 289 PROBLEMATICHE: MURI SCROSTATI E MALMESSI. DESCRIZIONE QUALITÀ URBANA: la via manca di spazi di verde pubblico e di panchine che dovrebbero costituire un forte elemento di arredo urbano. L’illuminazione è ben distribuita nella via, con luce calda e lampioni che sormontano la strada superiormente. La strada presenta alcuni rappezzi di basolato. 290 VIA GIUSEPPE GARIBALDI Figura 9: Foto satellitare del centro storico di Gravina con evidenziazione di Via Giuseppe Garibaldi (sinistra). Foto panoramica di Via Giuseppe Garibaldi (destra). Fonte Google Earth. TIPOLOGIA NUMERO Agenzie/ Uffici 1 Abbigliamento/ Calzature 6 Gioielleria 1 Art. Ottici 1 Art. Fotografici 1 Arredamento 1 NUMERO TOTALE DEGLI ESERCIZI: 11 SPECIALIZZAZIONE 1 Agenzia 5 Abbigliamento- 1Calzature Tabella 9: Elenco tipologie di attività commerciali via Giuseppe Garibaldi. La via è situata al confine nord-est del centro storico e rappresenta il prolungamento di Corso Aldo Moro, una delle strade principali di Gravina in Puglia. La rete commerciale in questa strada è di intensità media, in quanto non presenta una vastissima scelta di prodotti. Gran parte delle attività commerciali sono di abbigliamento, mentra le altre sono singole attività distribuite in modo omogeneo sulla strada. La via è formata da un marciapiede che consente la viabilità a due persone contemporaneamente, in mattoncini di tonalità terracotta. 291 ACCESSIBILITÀ: la via è percorribile in entrambi i sensi di marcia. L’accessibilità è sia veicolare che pedonale, anche se la prima è maggiormente garantita. RETE COMMERCIALE PLURALISMO DI SCELTA DEI PROTOTTI: MEDIO ELEMENTI DI IMMAGINE DEGLI ESERCIZI Qualità di Insegne Vetrine Serrande Visibilità Accessibilità pedonale Accessibilità veicolare BASSA MEDIA ALTA X X X X X X PROBLEMATICHE: MURI SCROSTATI. 292 DESCRIZIONE QUALITÀ URBANA: la via manca di spazi di verde, aiuole, alberi e panchine che costituirebbero importanti elementi di arredo urbano. La pavimentazione, costituita da asfalto e mattoni color terracotta per il marciapiede, è in condizione discreta, a causa della strada malmessa in alcuni punti. L’illuminazione è garantita per tutta la via da lampioncini sormontanti il livello superiore della strada. 293 La percezione del centro storico dei cittadini: il questionario Avendo strutturato delle schede in cui si è rappresentata la rete commerciale del centro storico, si è continuato, nell’analisi di valutazione del centro storico, con la presentazione di un questionario che è stato distribuito ad un campione di cittadini del comune di Gravina in Puglia per visionare quale fosse la loro percezione del centro storico. La finalità del questionario è quella di rilevare i punti di forza del centro storico e i punti deboli dello stesso, secondo il parere dei cittadini, al fine di elaborare delle strategie di marketing che promuovano i punti di forza e ne consolidino quelli deboli. In questo modo si potrà mirare al raggiungimento di quello sviluppo sostenibile che renderà la zona attrattiva e quindi calamite per investimenti produttivi. Il questionario è stato suddiviso in sei parti: I. Dati anagrafici; II. Accessibilità e sosta; III. Motivi di frequentazione; IV. Abitudini di acquisto V. Percezione e valutazione della rete commerciale; VI. Animazione e vitalità urbana. Il questionario è anonimo e in una prima presentazione è stato esposto all’utente le motivazioni per le quali avrebbe dovuto compilare il questionario e secondo quale decreto legislativo i suoi dati sarebbero stati tutelati. Nella prima parte si è richiesto il sesso, l’età e il quartiere di provenienza. È importante sapere da dove provenga il campione per esaminare se sommariamente colori i quali abitano al di fuori del centro storico abbiano la stessa percezione di colori i quali nel centro storico vivono. Nella seconda parte si è richiesto il mezzo utilizzato per recarsi nel centro storico e se si riscontrino del problemi con i parcheggi. Il parcheggio è molto importante perché i cittadini voglioni che le loro autovetture siano in posti decentemente manutenuti e che ci sia abbastanza spazio per parcheggiare. Pochi parcheggi porteranno il cittadino a non fermarsi in quell’area e a frequentarla molto meno, subendo così un calo della frequentazione. Nella terza parte “ motivi di frequentazione” si sono richiesti i motivi per i quali ci si reca nel centro storico. Nella quarta le abitudini di acquisto. Si è chiesta la frequenza con cui si acquista e che tipologia di prodotti. La sesta focalizza l’attenzione sulla percezione e la valutazione dell’aspetto urbano. Attraverso una griglia valutativa si è richiesto il proprio parere sull’illuminazione, arredo urbano, segnaletica, elementi che costituiscono il macrosistema del centro storico dal punto di vista strutturale. Si è richiesto quali operazioni di intervento sarebbero più urgenti per il risanamento degli aspetti negativi della zona. L’ultima parte è dedicata ai fattori ritenuti importanti per la rivitalizzazione del centro storico. È stata utilizzata un’altra griglia valutativa in cui si è chiesto di esprimere un giudizio sull’importanza di alcuni elementi consoni ad incrementare la densità di frequentazione del centro storico. 294 QUESTIONARIO DI ANALISI SULLA QUALITÀ DEL CENTRO STORICO DI GRAVINA IN PUGLIA “Come migliorare la mia città? Abbiamo così tante ricchezze, peccato che siano sottovalutate. Come potrei contribuire allo sviluppo del centro storico della mia città?”. Questi sono quesiti che ogni cittadino si pone con sempre maggiore frequenza. Vorrebbe che la sua città fosse perfezionata, che maturasse e crescesse, contribuendo ad una vivibilità maggiore dei cittadini e ad una percezione migliore dei turisti che decidessero di visitarla. Questo è quello che ci proponiamo di fare attraverso il questionario qui presentatole. Le porremo una serie di domande, divise per sezioni, attraverso le quali potrà rispondere fornendoci la percezione che ha del centro storico, dei servizi che le offre. In questo modo potremo analizzare i dati raccolti così da elaborare strategie di intervento mirate al miglioramento del suo centro storico. Il questionario è anonimo, e i suoi dati saranno utilizzati per soli scopi statistici e tutelati secondo il D.Lgs 196/2003. La ringrazio per il tempo dedicatomi. Buona compilazione. I parte : Dati anagrafici 1. Sesso Maschio Femmina 3. Professione Casalinga Impiegato Libero Professionista 2. Età Imprenditore Da 15 a 24 anni Da 25 a 44 anni Da 45 a 64 anni Oltre i 64 anni Operaio Artigiano Commerciante/ servizi Addetto ai 295 Disoccupato In periferia Studente Fuori dal campagna centro abitato/ Altro (specificare) ……………….. In una frazione del comune 4. Dove abita? In un altro comune Nel centro storico Altro (specificare)……………….. Nelle storico vicinanze del centro II Parte: Accessibilità e sosta 5. Quale mezzo utilizza per recarsi nel centro storico? (E’ possibile dare più di una risposta). A piedi Bicicletta Moto Automobile Altro (specificare)………………. 6. Quali problemi legati al parcheggio incontra quando deve recarsi nel centro storico? ( E’ possibile dare più di una risposta). Nessuno Insufficienza di posti Condizione scadente del parcheggio Parcheggio troppo lontano 7. Pensa che ad un numero di parcheggi a pagamento corrispondere una maggiore presenza di parcheggi gratuiti? dovrebbe Si No III Parte: Motivi di frequentazione 296 8. Per quale motivo, solitamente, si reca nel centro storico? (E’ possibile dare più di una riposta). Non lo frequento mai Vi abito Per fare una passeggiata Per andare al bar/ ristorante/ pizzeria/ pub Per fare acquisti Per lavoro Per andare negli uffici (studio legale, associazioni, agenzie ecc.) Per studio Altro 9. Frequenta il centro storico anche di sera? (Se no, passi alla domanda n. 11) Si No 10. Cosa la porta a recarsi nel centro storico di sera? (E’ possibile dare più di una risposta) Pizzeria/ Ristorante/ Bar/ Pub Eventi e manifestazioni Punto di ritrovo Passeggiata Altro IV Parte: Abitudini di acquisto 11. Ogni quanto acquista nel centro storico di Gravina? 297 Mai Più volte al mese Raramente Una volta al mese Spesso Sempre Una volta a settimana 12. Quali prodotti acquista, solitamente, nel centro storico? ( E’ possibile dare più di una risposta). Abbigliamento Oggettistica Alimentari Articoli ottici Giornali/ Libri/ Riviste Articoli fotografici Gioielleria Elettronica Erboristeria/ Farmacia Nessuno 13. Pensa che il centro storico offra tutti i prodotti di cui ha bisogno per i suoi acquisti? Si No V Parte: Percezione e valutazione della rete commerciale 14. Esprima un giudizio per ciascun aspetto della rete commerciale del centro storico barrando una sola casella per ciascuna voce indicata. SCARSO SUFFICIENTE BUONO OTTIMO Qualità dei negozi Gamma di scelta per gli ascquisti Competenza/ Cortesia del personale Flessibiltà degli orari Allestimento vetrine Flessibilità dei prezzi 298 15. Quale di questi interventi ritiene necessario per valorizzare la rete commerciale del centro storico? (E’ possibile dare più di una risposta). Più varietà di scelta dei prodotti Più flessibilità degli orari dei negozi Prezzi più competitivi Più promozioni nei negozi Più cortesia del personale Più attività culturali Manifestazioni più numerose Più informazione/ comunicazione VI Parte: Percezione e valutazione dell’aspetto urbano 16. Esprima un giudizio per ciscun aspetto del decoro urbano del centro storico barrando una sola casella per ciscuna voce indicata. MOLTO NEGATIVO NEGATIVO POSITIVO MOLTO POSITIVO Gradevolezza dell’ambiente urbano Pulizia delle strade Manutenzione delle strade Presenza di parcheggi Presenza di spazi di verde pubblico Manutenzione degli spazi verdi Presenza di 299 panchine Illuminazione pubblica Sicurezza nelle strade Manutenzione rete fognaria Presenza di servizi igienici pubblici Segnaletica di monumenti, musei, opere d’arte in genere Segnaletica di uffici e servizi pubblici 17. Quale di questi interventi ritiene necessario per valorizzare l’aspetto urbano del centro storico? (E’ possibile dare più di una risposta). Più parcheggi Più aree verdi Più pulizia Migliore arredo urbano (alberi, panchine, ecc.) Ristrutturazione degli edifici Migliori aree pedonali Migliori manutenzioni delle strade Maggiore illuminazione Migliore segnaletica Più sicurezza Migliore accessbilità al centro 300 VII Parte: Animazione e vitalità urbana 18. Esprima un giudizio per indicare l’importanza che attribuisce a ciascun fattore per la rivitalizzazione del centro storico barrando una solo casella per ciascuna voce indicata. NON IMPORTANTE POCO IMPORTANTE IMPORTANTE MOLTO IMPORTANTE Biblioteche Musei Chiese e monumenti Teatri Proposte culturali/ Manifestazioni Pub / Bar Pizzerie/ Ristoranti Circoli e centri di vita sociale Centri e servizi di informazione Concerti all’aperto Mostre all’aperto Animazione per strada Mercatini tipici/ sagre Feste e rievocazioni storiche (cortei, feste patronali) Notti bianche Eventi culturali 19. Pensa che il Comune di Gravina dovrebbe prendere in considerazione idee elaborate dai cittadini per la valorizzazione del centro storico ? 301 Per niente Poco Molto La ringrazio per aver prestato parte del suo tempo alla compilazione del questionario. Analisi del campione I parte: Dati anagrafici 1. Sesso Il numero totale dei cittadini che si sono prestati alla compilazione del questionario sono stati 84. Casualmente si è riscontrata una parità di numero tra gli uomini e le donne che lo hanno compilato, esattamente di 42 unità per sesso. SESSO NUMERO MASCHI 42 FEMMINE 42 TOTALE 84 Tabella 1: Campione dei cittadini a cui si è distribuito il questionario esaminato per sesso. Grafico1. 2. Età Il maggior numero dei compilanti del questionario appartiene alla fascia d’età tra i 15-24. Questo potrebbe essere ricondotto al fatto che siano più interessati ad iniziative di questo genere rispetto a gente più adulta. Segue la fascia d’età compresa dai 25- 44 anni con il 29 %. Il 4% è dato da colori i quali hanno un’età superiore ai 64. FASCIA D’ETÀ NUMERO 15-24 37 25-44 24 45-64 19 OLTRE 64 3 Tabella 2: Campione di cittadini a cui si è distribuito il questionario esaminato per fasce di età. 302 Grafico 2. 3. Professione Il campione esaminato si presenta nella maggioranza da studenti CON IL 30%. IL 18% spetta alle casalinghe con 15 unità. Quasi pari sono la professione dell’operaio e dell’impiegato, rispettivamente con il 12% e il 13%. Non sono presenti artigiani, ma in compenso abbiamo dei liberi professionisti, in una fetta molto ristretta del 7%. Seguono 5 disoccupati, 4 addetti ai servizi. 3 utenti hanno risposto “altro”, specificando le loro professioni di: pensionato, barista e insegnante. Il 2% degli intervistati non risponde. PROFESSIONE Casalinga Impiegato Libero Professionista Imprenditore Operaio Artigiano Commerciante/Addetto ai servizi Disoccupato Studente Altro Non risponde NUMERO DI RISPOSTE 15 11 6 3 10 0 4 5 25 3 2 Tabella 3. Campione dei cittadini a cui si è distribuito il questionario esaminato per professione. 303 Grafico 3. 4. Dove abita? La maggioranza del campione esaminato ha luogo di ubicazione nella zona periferica della città, con il 39% del numero totale di compilanti. Seguono coloro i quali risiedono nelle vicinanze del centro con il 30%. Solamente 10 unità risiedono nel centro storico, seguiti da coloro i quali risiedono in una frazione del comune o fuori dal centro abitato (rispettivamente 8% e 7%). Un compilante abita in altro comune e l’1% ha confermato di vivere altrove. LUOGO DI RESIDENZA Nel centro storico Nelle vicinanze del centro storico In periferia Fuori dal centro abitati/ campagna In una frazione del comune In un altro comune Altro NUMERO DI RISPOSTE 10 25 33 6 7 1 2 Tabella 4: campione a cui si è distribuito il questionario esaminato per luogo di residenza. 304 Grafico 4. 5.3.2 Accessibilità e sosta II Parte: Accessibilità e sosta 5. Quale mezzo utilizza per recarsi nel centro storico? (È possibile dare più di una risposta). I cittadini presi in considerazione per l’analisi sulla percezione del centro storico si recano nel centro storico della loro città andando a piedi, non prediligendo alcun mezzo, con una percentuale del 50%. Il 38% invece preferisce l’automobile. Seguono: Bicicletta (8%) Moto (2%) Altro (1%) Non hanno risposto l’1% degli intervistati. 305 MEZZO A Piedi Bicicletta Moto Automobile Altro Non risponde NUMERO DI RISPOSTE 58 9 3 45 1 1 Tabella 5:numero delle risposte riguardanti i mezzi di trasporti utilizzati dal campione per recarsi nel centro storico. Grafico 5. 6. Quali problemi legati al parcheggio incontra quando deve recarsi nel centro storico? (È possibile dare più di una risposta). I cittadini che hanno compiltato il questionario hanno rilaveto una seria problematica nell’insufficienze di posti nei parcheggi dando esattamente 61 numero di risposte, che corrispondono al 63% del numero totale. Segue la condizione scadente del parcheggio e il 18% delle risposte ha optato per questa problematica. Segue nessun problema con il 10% e la problematica del parcheggio troppo lontano con il 6%, il 3% non ha dato risposta. PROBLEMA RISCONTRATO Nessuno Insufficienze di posti Condizione scadente del percheggio Percheggio troppo lontano Non risponde NUMERO DI RISPOSTE 10 61 17 6 3 306 Tabella 6: problemi riscontrati nel parcheggio del centro storico secondo la valutazione del campione. Grafico 7. 7. Pensa che ad un numero di percheggi a pagamento corrispondere una maggior presenza di parcheggi gratuiti? dovrebbe L’81% delle risposte date dal campione affermano che sarebbe opportuno aumentare i parcheggi gratuiti rispetto a quelli a pagamento. Il 14% è contrario e il 5% non risponde. SI 68 NO 12 NON RISPONDE 4 Tabella 7: opinione del campione in merito all’aumento di posti adibiti a parcheggio gratuiti. Grafico 7. Motivi di frequentazione III Parte: Motivi di frequentazione 8. Per quale motivo, solitamente, si reca nel centro storico? (È possibile dare più di una risposta). Nei motivi di frequentazioni del centro storico si è riscontrata una maggioranza risposte a favore del fare una passeggiata per 63 unità. 31 sono le risposte a favore di pizzerie e bar. Pari numero di risposte sono state date alla motivazione del fare acquisti e alla motivazione della residenza, con 10 risposte. Seguono : Per lavoro con 6 risposte; 307 Per recarsi negli uffici con 5 risposte; Per studio con 3 risposte; Infine solamente 2 utenti affermano di non frequentarlo mai; altri due non rispondono. È insolito vedere come solamente due cittadini si rechino nel centro storico per motivi di studio, nonostante la maggior parte dei compilanti al questionario siano studenti. È un fattore molto negativo per quanto riguarda l’aspetto culturale della zona del comune perché significherebbe che la biblioteca e il museo presenti nel quartiere non sono opportunatamente valorizzati o che gli studenti non sianoo a conoscenza della possibilità di adibire questi edifici ad aula studio. MOTIVO DI FREQUENTAZIONE Non lo frequento mai Vi abito Per fare una passeggiata Per andare al bar/ristorante/pizzeria Per fare acquisti Per lavoro Per andare negli uffici (studio legale, associazioni, agenzue ecc.) Per studio Altro NUMERO DI RISPOSTE 2 10 63 31 10 6 5 3 2 Tabella 8: motivi per i quali i cittadini del campione intervistato si recano nel centro storico. Grafico 8. 9. Frequenta il centro storico anche di sera? ( Se no, passi alla domanda n.11). I centri storici rappresentano un importante luogo di ritrovo e di vita sociale durante tutto il giorno, soprattutto di sera. L’86% degli intervistati afferma di frequentarlo in quell’arco del dì, mentre il 9% non lo frequenta la sera. Il 5% degli intervistati si astiene dal dare una risposta. SI 72 308 NO NON RISPONDE 8 4 Tabella 9. Grafico 9. 10.Cosa la porta a recarsi nel centro storico di sera? (È possibile dare più di una risposta). Il campione intervistato predilige dirigersi nel centro storico di sera principalmente per fare una passeggiata. 37 utenti hanno risposto dicendo che il motivo di frequentazione del centro storico di sera è andare in pizzeria e assistere agli eventi e manifestazioni. 27 hanno risposto dicendo che il centro storico è un punto di ritrovo. MOTIVI DI FREQUENTAZIONE DI SERA Pizzeria/Ristorante/Bar/Pub Eventi e manifestazioni Punto di ritrovo Passeggiata Altro Non risponde NUMERO DI RISPOSTE 37 37 27 53 1 3 Tabella 10: motivi di frequentazione del centro storico la sera del campione intervistato. 309 Grafico 10. Acquisti IV Parte: Abitudini di acquisto 11. Ogni quanto acquista nel centro storico di Gravina? La frequenza con cui i cittadini di Gravina acquistano nel centro storico non è mlto rincuorante. Il 49% ha affermato di acquistare raramente, una frequenza molto bassa perché la rete commerciale veda una densità di acquist elevata. Solo il 26% ha affermato di acquistare spesso e il 17%, una fetta non indifferente, ha ammesso di non acquistare mai. Si evince dalla parte successiva del questionario, “valutazione e percezione della rete commerciale”, che i cittadini gravinesi non hanno un’ottima percezione della rete commerciale dello stesso; infatti i cittadini ritengono che la qualità dei negozi e la gamma di scelta degli acquisti siano scarsi. Solo il 5% acquista sempre, mentre il 3% non risponde. FREQUENZA Mai Raramente Spesso Una volta a settimana Più volte al mese Una volta al mese Sempre Non risponde NUMERO DI RISPOSTE 14 41 22 0 0 0 4 3 Tabella 11: frequenza di acquisti nel centro storico del campione esaminato. 310 Grafico 11. 12. Quali prodotti acquista, solitamente, nel centro storico? (È possibile dare più di una risposta). I prodotti più acquistati nel centro storico riguardano il campo dell’edicola, con il 27%, subito seguiti da prodotti alimentari con il 26%. A seguire abbiamo i prodotti di oggettistica con il 12% delle risposte e gli articoli ottici con il 10%. Di pari entità sono gli articoli di gioielleria e i prodotti erboristico- farmaceutici con il 7% di acquisti. Poco acquistati sono capi di abbigliamento (5%) e articoli fotografici (2%). TIPOLOGIA DI PRODOTTI Abbigliamento Alimentari Giornali/Libri/Riviste Gioielleria Erboristeria/Farmacia Oggettistica Art. ottici Art. fotografici Non risponde NUMERO DI RISPOSTE 6 32 34 9 9 15 12 2 5 Tabella 12: tipologia di prodotti acquistati nel centro storico dal campione esaminato. 311 Grafico 12. 13. Pensa che il centro storico offra tutti i prodotti di cui ha bisogno per i suoi acquisti? Il 76% dei compilanti il questionario hanno affermato che non sono soddisfatti delle tipologie dei prodotti venduti nel centro storico, in quanto le loro richieste non sono totalmente soddisfatte. Questo è da ricondurre alla percezione molto bassa che i cittadini hanno della rete commerciale del centro. Il 14% è soddisfatto dei prodotti offerti, mentre il 10% non risponde. SI 12 NO 64 NON RISPONDE 8 Tabella 13. 312 Grafico 13. Valutazione della rete commerciale V Parte: Percezione e valutazione della rete commerciale Esprima un giudizio per ciascun aspetto della rete commerciale del centro storico barrando una sola casella per ciascuna voce indicata. La griglia valutativa seguente riporta le risposte date dal campione in merito ad alcuni aspetti della rete commerciale, su cui si è chiesto di esprimere un giudizio ponendo una crocetta nelle caselle vuote e delineando un avverbio per ogni aspetto. Per quanto riguarda la qualità dei negozi, il 40.47% del campione pensa che sia sufficiente, mentre il 33.33% pensa che sia buona. Il 23.81%, una percentuale di non poco conto, ha affermato che la qualità dei negozi è scarsa. La gamma di scelta degli acquisti ha anch’essa una valutazione non delle migliori: con una percentuale pari al 42.86% il campione ha affermato che la possibilità di fruizione di una vasta gamma di prodotti è compresa tra scarsosufficiente. Solo il 13.09% afferma di essere soddisfatto dei prodotti venduti nella rete commerciale della zona. Il 2.38% ritiene che la gamma di scelta dei prodotti sia ottima. Discretamente soddisfatto della competenza del personale, il 42.86% afferma che la cortesia dello stesso sia buona, mentre il 35.71% ritiene che sia sufficiente. Solo il 4.76% del campione non ha un giudizio negativo a riguardo. Sulla flessibilità degli orari il 47.62% esprime una buona valutazione, il 26.19% sufficiente, il 16.67% scarsa. Solo l’8.33% ha un’ottima percezione della flessibilità degli orari dei negozi del centro storico. La valutazione dell’allestimento delle vetrine è per il 78.58% compresa tra sufficiente e buono, per il 15.48% scarsa e per il 3.57% ottima. 313 L’aspetto della flessibilità dei prezzi non ha una valutazione ottima. Infatti il 48.81% del campione pensa che sia appena sufficiente, mentre il 25% pensa che sia scarsa. Il 22.62% del campione pensa che la flessibilità dei prezzi nei negozi sia buona. Solo l’1.19% pensa che sia ottima. Il 2.38% non risponde. Qualità dei negozi Gamma di scelta per gli acquisti Competenza/Cortesia del personale Flessibilità degli orari Allestimento vetrine Flessibilità dei prezzi SCARSO SUFFICIENTE BUONO OTTIMO 20 36 34 36 28 11 2 0 NON RISPONDE 0 1 11 30 36 4 3 14 13 21 22 33 41 40 33 19 7 3 1 1 2 2 Tabella 14: valutazione di alcuni aspetti della rete commerciali del centro storico. Grafico 14. Quale di questi interventi ritiene necessario per valorizzare la rete commerciale del centro storico? (È possibile dare più di una risposta). I cittadini di Gravina in Puglia hanno espresso il loro giudizio in merito agli elementi che potrebbero, secondo la loro opinione, rivalorizzare la rete commerciale del centro storico della loro città. Troviamo dei riscontri con le precedenti domande, in quanto l’insoddisfazione dei clienti è principalmente dovuta alla scarsa qualità dei negozi e alla scarsa gamma di scelta per gli 314 acquisti ( domanda 14). L’elemento che ha avuto una percentuale di risposte pari al 19.41% è stato quello riguardante una richiesta di una maggiore varietà di prodotti. Il campione richiede un maggiore pluralismo si scelta. Un altro elemento che ha acquisito un elevato numero di risposte è la richiesta di manifestazioni più numerose, con il 18.14%. Subito segue la richiesta di una valorizzazione che sia improntata più sull’aspetto culturale del centro storico, con la domanda di più attività culturali per il 17.30% delle risposte date. L’11.81% delle risposte riguarda la richiesta di incrementare le promozioni nei negozi della zona commerciale interessata. Il 10.55% richiede che ci sia una competitività maggiore dei prezzi dei negozi nel centro storico. Di pari considerazione sono stati gli elementi riguardanti una maggiore azione di informazione e la richiesta di una maggiore cortesia del personale, con l’8.02%. Solo il 6.75% del campione ritiene che i negozi dovrebbero avere degli orari più flessibili. ELEMENTI DI VALORIZZAZIONE Più varietà di scelta dei prodotti Più flessibilità degli orari nei negozi Prezzi più competitivi Più promozioni nei negozi Più cortesia del personale Più attività culturali Manifestazioni più numerose Più informazione/Comunicazione NUMERO DI RISPOSTE 46 16 25 28 19 41 43 19 Tabella 15: elementi di valorizzazione, scelti dal campione, che potrebbero rivalorizzare la rete commerciale del centro storico. Grafico 15. 315 Valutazione dell’aspetto urbano VI Parte: Percezione e valutazione dell’aspetto urbano 14. Esprima un giudizio per ciascun aspetto del decoro urbano del centro storico barrando una sola casella per ciascuna voce indicata. Gradevolezza dell’ambiente urbano Pulizia delle strade Manutenzione delle strade Presenza di parcheggi Presenza di spazi diverde pubblico Manutenzione degli spazi verdi Presenza di panchine Illuminazione pubblica Sicurezza delle strade Manutenzione fognaria Presenza di servizi igienici pubblici Segnaletica di monumenti, musei, opere d’arte in genere Segnaletica di uffici e servizi pubblici MOLTO NEGATIVO 4 NEGATIVO POSITIVO 28 MOLTO POSITIVO 3 NON RISPONDE 6 43 24 42 13 0 5 30 38 10 1 5 19 45 13 2 5 16 43 21 1 3 18 41 21 0 4 4 26 45 4 5 6 20 50 3 5 14 42 22 2 4 12 28 37 2 5 37 35 9 0 3 10 32 32 5 5 15 35 28 2 4 Tabella 16: valutazione del campione dell'aspetto urbano del centro storico. 316 Grafico 16. Il giudizio del campione in merito ad alcuni aspetti dell’arredo urbano è sommariamente negativo; infatti come si evince dal grafico n.16, le barre in rosso, che segnalano il giudizio negativo, sono le più alte per quasi tutte le risposte. Per quanto riguarda la gradevolezza dell’ambiente urbano, il 51.19% del campione ha un giudizio negativo. Il 33.33% ha un giudizio positivo, mentre il 4.76% ha espresso un giudizio molto negativo. Solo il 3.57% ritiene che la gradevolezza dell’ambiente urbano sia positiva. Il 7.14% non risponde. Anche per la pulizia delle strade i cittadini compilanti il questionario hanno un giudizio negativo per il 50%, una percentuale che corrisponde alla metà di colori i quali hanno compilato il questionario. Il 28.57% esprime un giudizio molto negativo e solo il 15% positivo. Sembra che la manutenzione delle strade non sia mai eseguita, in quanto poco più del 45% ritiene che sia negativa. Il 35% pensa, invece, che sia molto negativa. Il 12% ritiene che sia positiva. Anche la presenza di parcheggi è un altro elemanto dell’aspetto urbano di cui i cittadini non hanno una buona valutazione. Il 22.62% ha dato un giudizio molto negativo, più della metà degli intervistati ha dato giudizio negativo, il 15% ritiene che la presenza di parcheggi sia positiva. Solo il 2.38% ha una valutazione positiva di questo aspetto. Quasi il 6% non hanno risposto. Un altro elemento su cui i cittadini avrebbero tanto da dire è la presenza di verde pubblico nel centro storico. Come abbiamo evidenziato nelle schede delle vie del centro storico a maggiore densità commerciale, non esistono spazi di verde pubblico, eccetto le aiuole in Piazza Arcangelo Scacchi e alcuni alberi e 317 altre aiuole nella parte più interna della zona. Il 20% dei cittadini, infatti, ha dato un giudizio molto negativo a questo aspetto di arredo urbano. Poco più della metà ha avuto un giudizio negativo. Il 25% ha espresso il suo giudizio positivo e solo l’1.19% ha avuto un giudizio ottimo. Percentuali molto vicine a tali giudizi sono quelle elaborate per la manutenzione di spazi di verde pubblico. Questa parte del questionario ha risposte più positive rispetto alla precedente. Analizziamo i giudizi dati dal campione alla presenza di panchine nel centro storico: 4.76% molto negativo; 30.95% negativo; 53.57% positivo; 4.76% ottimo; 5.95% non risponde. I cittadini sembrano essere soddisfatti di questo particolare elemento di arredo urbano presente nel centro storico. Si è chiesto di esprimere un giudizio sull’illuminazione pubblica del centro storico e anche qui sono state riscontrate delle risposte più favorevoli: solo il 30% del campione ha espresso un giudizio compreso tra molto negativo e negativo; quasi il 60% ha espresso un giudizio positivo e il 3.57% pensa che questo aspetto del decoro urbano sia ottimo. La restante percentuale è data da coloro i quali si sono astenuti dall’esprimere un giudizio. Quando parliamo di sicurezza nelle strade riscontriamo altre opinioni non favorevoli: il 16.67% ritiene che la sicurezza nelle strade sia molto negativa, la metà degli intervistati ritiene che sia negativa, il 26.19% positiva e solo il 2.38% degli intervistati ha espresso un ottimo giudizio. Per quanto riguarda la manutenzione della rete fognaria il 44.05% ha espresso un giudizio positivo, il 47% un giudizio compreso tra molto negativo e negativo. Il 2.38% ritiene che questo aspetto del decoro urbano sia impeccabile e quasi il 6% del campioine si è astenuto. L’apetto che ha suscitato più aspetti negativi è quello riguardante la presenza di servizi igienici pubblici: l’85.72% dei giudizi è compreso tra molto negativo e negativo. Solo il 10.71% pensa che la presenza di servizi igienici pubblici sia positiva, mentre il 3.57% degli intervistati non risponde. Si è considerata anche la segnaletica sia di monumenti e musei che di uffici e servizi pubblici. Le percentuali per entrambi gli aspetti sono: Segnaletica di monumenti, musei, opere d’arte in genere 11.90% mmolto negativo; 38.09% negativo; 38.09% positivo; 5.95% ottimo; 5.95% non risponde. Segnaletica di uffici e servizi pubblici 17.86% molto negativo; 41.67% negativo; 33.33% positivo; 2.38% ottimo; 4.76% non risponde. 318 17. Quale di questi interventi ritiene necessario per valorizzare l’easpetto urbano del centro storico? (È possibile dare più di una risposta). ELEMENTI DI VALORIZZAZIONE Più parcheggi Più aree verdi Più pulizia Migliore arredo urbano (alberi, panchine ecc.) Ristrutturazione degli edifici Migliori aree pedonali Migliori manutenzioni delle strade Maggiore illuminazione Migliore segnaletica Più sicurezza Migliore accessibilità al centro NUMERO DI RISPOSTE 34 51 49 33 34 28 45 11 11 33 33 Tabella 17: parere del campione sugli elementi di valorizzazione dell'aspetto urbano del centro storico. Grafico 17. 319 Le risposte date dal campione intervistato agli interventi ritenuti necessari per la valorizzazione dell’aspetto urbano del centro storico presentano percentuali non molto differenti tra loro, sintomo di una riorganizzazione dei punti di forza presenti nel centro storico e della scelta di strategie che inglobino svariati aspetti e non alcuni in particolare. Con il 14% delle risposte, gli interventi più urgenti secondo gli intervistati riguardano le aree verdi, che dovrebbero essere incrementate perche inesistenti, una maggiore pulizia delle strade e una migliore manutenzione delle stesse (13%). Altri interventi che hanno ottenuto il 9% delle risposte sono: aumento del numero di parcheggi, miglioramento dell’arredo urbano, una maggiore ristrutturazione degli edifici, più sicurezza e una migliore accessibilità al centro. L’8% delle risposte è stato ottenuto da un incremento delle aree pedonali. Con il 3% i cittadini hanno espresso la loro preferenza per una maggiore illuminazione e una migliore segnaletica nelle strade. 320 VII Parte: Animazione e vitalità urbana 18. Esprima un giudizio per indicare l’importanza che attribuisce a ciascun fattore per la rivitalizzazione del centro storico barrando una sola casella per ciascuna voce indicata. Biblioteche Musei Chiese e monumenti Teatri Proposte culturali/Manifestaz ioni Pub/Bar Pizzerie/ Ristoranti Circoli e centri di vita sociale Centri e servizi di informazione Concerti all’aperto Mostre all’aperto Animazione per strada Mercatini tipici/Sagre Feste e revocazioni storiche (cortei, feste patronali) Notti bianche Eventi culturali NON IMPORTAN TE 1 0 0 2 2 POCO IMPORTAN TE 6 3 10 10 8 IMPORTAN TE 4 6 6 37 38 40 45 33 MOLTO IMPORTAN TE 34 41 30 26 38 NON RISPON DE 6 2 4 1 3 25 26 18 39 40 47 13 11 12 3 1 1 3 5 44 31 1 3 3 8 11 10 16 36 39 37 33 31 22 1 1 1 2 9 39 32 2 0 7 33 43 1 3 0 14 1 35 38 31 44 1 1 Tabella 18: giudizi attribuiti dal campione per l’importanza di elementi di rivitalizzazione del centro storico. Grafico 18. Il campione ha espresso un giudizio per quanto riguarda alcuni elementi di rivitalizzazione del centro storico, chiedendo per chiunque degli aspetti una valutazione da NON IMPORTANTE a MOLTO IMPORTANTE. Le biblioteche sono ritenute imporanti come elemento di rivitalizzazione per il 44.05% del campione intervistato, per il 40.48% del campione sono ritenute molto importanti. Solo una piccola percentuale del 7% ritiene che siano un elemento poco importante. Il museo, come elemento di rivitalizzazione, ha ottenuto notevoli consensi: il 94.05% del campione ha dato una valutazione compresa tra importante e molto importante. Solo il 3% ha affermato che il museo è un elemento poco importante per la rivitalizzazione del centro. Le Chiese sono considerate importanti per il 47.62% e molto importanti per il 35.71%, in quanto una forma architettonica portavoce di credi religiosi forti e culla di tradizioni passate e presenti. Quasi il 12% ha ritenuto poco importante questo elemento. Il 53.57% del campione ha ritenuto che il teatro fosse un elemento di rivitalizzazione importante, anche per incrementare la rete di relazioni sociali del centro e per incrementare la densità di frequentazione all’interno dello stesso. Una piccola percentuale ha ritenuto che fosse poco importante. Le manifestazioni e le proposte culturali rappresentano degli aspetti molto rilevanti per fare in modo che la vitalità urbana del centro storico sia incrementata. Infatti l’85% del campione ha espresso un giudizio compreso tra 322 importante e molto importante. Solo il 13% ha ritenuto questa proposta poco rilevanti ai fini dello scopo prefissato dalle strategie da selezionare. I pub e i bar sono stati considerati elementi di rivitalizzazione urbana importanti per il 46.43% delle risposte, molto importanti per il 15.48%, poco importanti per il 29.76% e non importanti affatto per il 4.76%. Sono stati considerati altri due elementi riguardanti il settore culinario: i ristoranti e le pizzerie. Per il 47.62% sono ritenuti importanti, molto importanti per il 13.09%, poco importanti per il 30.95% e non importanti per il 7.14%. I circoli e i centri di vita sociale sono stati considerati elementi di rivitalizzazione urbana molto importanti per il 55.95% delle valutazioni, poco importanti per il 21.43%, molto importanti per poco più del 14%. Solo il 7% ha ritenuto non affatto importanti i centri di vita sociale. I centri e servizi di formazione hanno ottenuto il 52.38% delle valutazioni sul tassello del molto importante: più della metà del campione ritiene che bisognerebbe garantire una corretta informazione di tutti gli eventi e proposte cuulturali elaborate e organizzate nel centro storico, in quanto con una corretta comunicazione e sponsorizzazione degli eventi si avrebbe una più grande partecipazione cittadina alla vita sociale. Quasi il 37% ha ritenuto questo servizio molto importante, e solo una percentuale di poco più del 9% ha sottovalutato l’importanza di questo aspetto. L’82.14% del campione ha espresso un giudizio compreso tra importante e molto importante dell’aspetto di rivitalizzazione riguardante i concenrti all’aperto. A tutti piacciono le novità, soprattutto se questo può significare un’affluenza maggiore di partecipazione giovanile e movimentata. Una valutazione compresa tra non importante e poco importante è dettata da circa il 15% del campione. L’1.19% non risponde. Le mostre all’aperto hanno avuto un’elevata percentuale di importanza come elemento di vitalità urbana (46.43% importante, 36.90% molto importante), considerate per niente importanti dal 3.57% del campione, poco importanti dall’11.90% degli intervistati. L’1.19% non risponde. L’animazione per strada è ritenuta non importante dal 9.52% del campione, poco importante dal 19.05%, importante dal 44.05% e molto importante per poco più del 26%. I mercatini tipici e le sagre hanno avuto un largo consenso come elemento importante di rivitalizzazione del centro storico di Gravina in Puglia (46.43% e 38.09% molto importante). È rilevante far conoscere i prodotti tipici locali, non solo ai cittadini residenti, ma anche ai comuni limitrofi attraverso campagne pubblicitarie adeguate. Solo il 10.71% ha ritenuto questo fattore poco rilevante, il 2.38% non risponde. Le feste patronali e rievocazioni storiche con i cortei e manifestazioni culturali sarebbero apprezzabili per il 90.47%, quasi il totale del campione. Il fattore delle notti bianche ha ottenuto: Il 3.57% di non importanza; Il 16.67% di poca importanza; Il 41.67% di importanza; Il 36.90% di molta importanza; L’1.19% di non risposte. 323 Per concludere si è chiesto al campione quanto importante ritenessero la presenza di eventi culturali nel centro storico. Il 97.62% ha espresso una valutazione compresa tra importante e molto importante. 19. Pensa che il Comune di Gravina dovrebbe prendere in considerazione idee elaborate dai cittadini per la valorizzazione del centro storico? Il 93% del campione intervistato ha ritenuto che il comune dovrebbe prendere in considerazione idee elaborate dai cittadini per la valorizzazione del centro storico di Gravina. Chi meglio dei cittadini può sapere da che parte cominciare? Solo il 3.5% ha pensato che considerare idee elaborate dai cittadini fosse un aspetto poco importante. PER NIENTE 0 POCO 3 MOLTO 78 NON RISPONDE 3 Tabella 17: considerazione delle idee elaborate dai cittadini per la valorizzazione del centro storico. Grafico 19. 324 Conclusioni Dopo aver attentamente esaminato la rete commerciale del centro storico e dopo aver elaborato i dati raccolti con il questionario al fine di rilevare la percezione dei cittadini del centro storico, si possono trarre le conclusioni di tutto il percorso eseguito. Si sono presentati alcuni elementi forti su cui poter far leva nelle strategie da elaborare, si sono presentati gli aspetti demografici ed economici, al fine di presentare ad eventuali imprese interessate a localizzarsi nel territorio un quadro ben preciso della situazione. Tutto è stato documentato con grafici che hanno tradotto i dati in percentuale, per avere un’idea più concreta e comprensibile della mole di numeri a disposizione. Del questionario distribuito ed esaminato, abbiamo estrapolato i punti riassuntivi dei punti di forza e dei punti deboli del centro, secondo l’occhio vigile del cittadino che ogni giorno vive la sua città. Molti degli intervistati si recano nel centro storico a piedi; questo potrebbe essere riconducibile all’insufficienza di posti dei parcheggi che i cittadini hanno segnalato come problema principale de parcheggi (domanda 6). Si potrebbe procedere alla costruzione di più parcheggi al di fuori del centro storico, in modo tale da non deturpare il paesaggio antico e da ricavare più posti auto e rendere il centro storico una zona inaccessibile agli autoveicoli. La maggioranza del campione si reca nel centro storico per fare una passeggiata. Questo può indicare che sia interessante passeggiare in quella zona della città o che non ci sia di meglio da fare nel centro storico. Quest’ultimo sarebbe un aspetto che dovrebbe smuovere la proposta di eventi e manifestazioni che i cittadini tanto richiedono come elementi di rivitalizzazione urbana (domanda 19). Un aspetto molto preoccupante è quello degli acquisti nel centro storico. 41 intervistati affermano che acquistano raramente e 64 intervistati affermano che il centro storico non offre tutto ciò di cui si ha bisogno per gli acquisti (domanda 13). Si dovrebbe procedere, quindi, ad un’intensificazione e ad una diversificazione delle attività commerciali presenti nelle strade della zona esaminata. Troppi locali della stessa tipologia e tutti concentrati negli stessi punti. Così situati, i negozi perdono molto del loro guadagno e il cliente ne risulta confuso. Molte attività mancano nel centro e altre scarseggiano: mancano un ferramenta, una merceria, un’enoteca, un centro estetico ad esempio; scarseggiano negozi di alimentari, casalinghi. Infatti alla domanda 15 gli intervistati ritengono che uno degli interventi più importanti per valorizzare la rete commerciale del centro storico è l’introduzione di una molteplice varietà di prodotti. Per quanto riguarda l’aspetto dell’arredo urbano, i cittadini gravinesi hanno una concezione dello stesso negativa. Ci son molti elementi che vorrebbero cambiare e molti che vorrebbero introdurre. Forte è la carenza di spazi di verde pubblico e scarsa è la pulizia nelle strade. La ristrutturazione degli edifici dovrebbe essere presa maggiormente in considerazione e dovrebbero essere costruiti dei servizi igienici pubblici, inesistenti. C’è molto da eseguire per rivalorizzare l’aspetto del centro storico. Molti ragazzi ogni giorno si impegnano nell’organizzazione di eventi e di manifestazioni culturali per cambiare una città che altrimenti sarebbe spenta. 325 IL MODELLO MULTIVARIATO DELLO SCALING MULTIDIMENSIONAL PER L’ANALISI DEI FATTORI PER LA RIVITALIZZAZIONE DEL CENTRO STORICO E PER L’ANALISI DEI GIUDIZI ESPRESSI SULLE CARATTERISTICHE DEL DECORO URBANO DEL CENTRO STORICO Aspetti generali L’analisi delle preferenze dei consumatori permettono di determinare la segmentazione del mercato oltre che il posizionamento dei prodotti sul mercato. Il multidimensional scaling, d’ora in poi MDS, permette inoltre di rappresentare in modo “visivo” le preferenze o le percezioni dei consumatori nel momento in cui si chiedesse di valutare un servizio. Questa tecnica è applicata nelle ricerche di marketing per esaminare la relazione esistente tra gli oggetti, di solito marche di un particolare gruppo di prodotti. Il’MDS consiste in un insieme di calcoli che permettono di ottenere una matrice d’input di associazioni di oggetti o variabili con una dimensione di fondo ignota. Quindi tradotto questo concetto in parole semplici possiamo affermare che questa tecnica ci permette di individuare un minimo di dimensionalità che mette in relazione tra di loro gli oggetti e la posizione di ciascun oggetto su ciascuna dimensione. Questa tecnica trova impiego nei seguenti campi: per la percezione da parte del consumatore della similarità delle marche; per l’analisi dei giudizi di preferenza espresse dai frequentatori di un centro storico sulle caratteristiche del decoro urbano di un centro storico; per stabilire le preferenze del consumatore manifestate per le marche. Si può ben capire, inoltre, come sia possibile passare per un posizionamento degli atteggiamenti sulle marche da una scala unidimensionale ad una scala multidimensionale collocando le marche in uno spazio n-dimensionale, in cui n esprime la dimensionalità minima di fondo della relazione. Pertanto si può parlare di posizionamento di marche e di preferenze rispetto alle marche in uno spazio di percezioni. 326 Vi sono tre tipi di rappresentazione in scala multidimensionale: completamento metrico. I metodi di questo tipo richiedono misure di input con scala ad intervallo o a rapporto e generano un insieme di relazioni tra oggetti anch’essi ad intervallo o rapporto; completamento non metrico. I metodi di questo tipo accettano misure di input con scala ordinale e generano l’ordine di classificazione di ciascun oggetto su ciascuna dimensione. Non metrico. Metodi di questo tipo accettano misure d’input con scala ordinale e generano un insieme di relazioni tra gli oggetti d’intervallo; cioè, le distanze tra gli oggetti nello spazio di percezione hanno un significato utile. Questo tipo di rappresentazione è più utilizzata nel campo del marketing. Il’MDS rappresenta una tecnica statistica molto utilizzata nelle recenti applicazioni di marketing, ed in particolare in quelle comportamentali per l’interpretazione dello stimolo. La tecnica statistica consiste nella rappresentazione in uno spazio di un insieme di punti rappresentativi di un’insieme d’informazione di dati. I punti posizionati nello spazio sono distribuiti geometricamente, considerando la distanza che li separa tra di essi, al fine di riprodurre le relazioni di tipo empirico insite nei dati originali. L’analisi inizia dai dati di prossimità, sotto forma di matrice quadrata, che esprimono valutazioni di similitudine nella percezione dei consumatori tra tutte le coppie di elementi (prodotto o marche) appartenenti ad un insieme di dimensione finita, come le misure di distanza o di dissimilarità. L’obbiettivo, di detta analisi, è quello di definire il posizionamento o una forma degli n elementi in uno spazio metrico di dimensione p non troppo elevata, che si aggira intorno al valore di tre o quattro unità, in modo che la distanza calcolata tra i punti che identificano gli elementi riproducano la prossimità iniziale. Per posizionamento o forma s’intendono le coordinate dei n elementi rispetto alle p dimensioni dello spazio metrico di rappresentazione. 327 APPLICAZIONE DEL MODELLO DI SCALING MULTIDIMENSIONAL Il grafico evidenzia le azioni da intraprendere per la rivitalizzazione dei centri storici in base ai giudizi epsressi dagli intervistati, ove le azioni prossime o vicine sono percepite in modo simile dai frequentatori intervistati mentre le azioni distanti vengono percepite in modo dissimile. Il seguente grafico ottenuto come output attraverso l’utilizzo di un software statistico spss evidenzia tre segmenti di frequentatori i primi apprezzano concerti, spettacoli, animazione pub, pizzerie e bar per rivitalizzare il centro storico del comune di Gravina, segue il secondo segmento che sollecitano l’importanza di teatri, biblioteche, monumenti, musei ecc per rivitalizzare il centro ed infine un terzo segmento che affidano importanza all’organizzazione di notti bianche, mercatini feste mostre, ecc. Il grafico evidenzia i giudizi espressi dai frequentatori intervistati sulla percezione della qualità del decoro urbano del centro storico del comune di Gravina. 328 329 MODELLO DELL’ANALISI FATTORIALE PER L E PER L’ANALISI DEI GIUDIZI ESPRESSI SULLE CARATTERISTICHE DEL DECORO URBANO DEL CENTRO STORICO E DEI FATTORI PER LA RIVITALIZZAZIONE DEL CENTRO STORICO. Aspetti generali e impiego nelle ricerche di marketing urbano L’analisi delle componente principali permette di risolvere problemi complessi nel campo delle ricerche di marketing urbano fornendo un valido strumento per il sistema di supporto alle decisioni di marketing (SSDM). L’analisi delle componenti principali trova largo impiego nei questionari utilizzati per le ricerche di marketing in quanto permettono di sintetizzare i dati raccolti a poche variabili. Supponiamo di voler condurre un’indagine sui consumatori in cui le variabili in gioco riguardano le caratteristiche d’alcuni prodotti, perciò si chiede di esprimere un giudizio per ogni attributo, ma in questo modo considerando più attributi ed essendo ogni attributo una variabile ed essendo numerose le variabili nelle ricerche di marketing, ricorreremo alle componenti principali per capire le caratteristiche che accomunano i consumatori, che altrimenti sarebbero difficile avere con più variabili. In sostanza se dovessimo sottoporre ad un intervista il consumatore o cliente su alcune caratteristiche di prodotto utilizzando molte variabili, con la tecnica dell’analisi delle componenti principali è possibile ridurre il numero di tali variabili, estrapolando dall’output ell’elaborazione le componenti che hanno una forte correlazione con le variabili analizzate. Tra le diverse tecniche d’analisi multidimensionale dei dati, vi è la metodologia per l’analisi delle componenti principali, che si estraggono da un insieme di variabili incorrelate tra loro. La prima componente principale rappresenta il massimo valore della variabilità della matrice di varianza-covarianza, la seconda è la combinazione incorrelata con la prima che estrae il massimo di variabilità residua, e così via fino ad arrivare alla componente principale che esprime la variabilità minima residua. Il numero delle componenti estraibili determina la dimensionalità della matrice. L’obiettivo dell’analisi delle componenti principali consiste nello spiegare alcune variabili in un numero inferiore rispetto a quelle originali, inoltre lo studio si basa sull’ottenimento di variabili che derivano da quelle originali correlate linearmente. Per cui tre sono le fasi di un analisi fattoriale. La prima è lo sviluppo di un insieme di correlazioni tra tutte le combinazioni delle variabili d’interesse. La seconda fase è l’estrazione di un insieme di fattori iniziali della matrice di correlazione sviluppata nella prima fase. La terza fase è la rotazione dei fattori iniziali per trovare una soluzione finale. 330 331 APPLICAZIONE DEL MODELLO DELL’ANALISI FATTORIALE Test KMO e di Bartlett Misura di adeguatezza campionaria KMO (Keiser Meyer ,492 Olkin). Chi-quadrato appross. Test di sfericità di Bartlett 290,370 df 105 Sig. ,000 La seguente tabella evidenziano il numero di fattori estratti che ammontano a sei ed interpretano il 66,7 % della varianza totale. Varianza totale spiegata Componente Autovalori iniziali Totale Pesi dei fattori non ruotati % di varianza % cumulata Totale % di varianza % cumulata Pesi dei fattori ruotati Totale % di varianza % cumulata 1 3,198 21,321 21,321 3,198 21,321 21,321 3,006 20,042 20,042 2 1,747 11,644 32,965 1,747 11,644 32,965 1,711 11,404 31,446 3 1,518 10,118 43,083 1,518 10,118 43,083 1,519 10,124 41,570 4 1,398 9,317 52,400 1,398 9,317 52,400 1,393 9,289 50,859 5 1,117 7,446 59,846 1,117 7,446 59,846 1,267 8,444 59,303 6 1,037 6,912 66,758 1,037 6,912 66,758 1,118 7,455 66,758 7 ,966 6,438 73,196 8 ,825 5,500 78,696 9 ,770 5,135 83,830 10 ,695 4,633 88,463 11 ,634 4,228 92,691 12 ,585 3,903 96,594 13 ,339 2,258 98,852 14 ,118 ,788 99,640 15 ,054 ,360 100,000 La tabella evidenzia le correlazioni delle singole domande ai fattori estratti. Il primo fattore riguarda l’importanza delle segnaletiche nel centro storico. Il secondo fattore interessa l’importanza dello stato d’inquinamento dell’aria. Il terzo fattore riguarda la manutenzione della rete fognaria. Il quarto fattore evidenzia l’importanza degli spazi verdi. Matrice di componentia Componente 1 Segnaletica di uffici e servizi pubblici Segnaletica di monumenti, musei, opere d’arte e simili Proposte culturali/manifestazioni 2 3 4 5 6 ,948 ,893 ,890 Stato di inquinamento dell’aria ,780 Illuminazione pubblica ,454 -,408 Presenza di parcheggi Manutenzione rete fognaria ,676 Gradevolezza dell’ambiente urbano -,508 Presenza di servizi igienici pubblici ,494 Presenza di panchine Pulizia delle strade -,705 Presenza di spazi di verde pubblico ,606 Manutenzione delle strade ,486 Sicurezza nelle strade Manutenzione degli spazi verdi ,611 -,584 ,601 -,593 Metodo estrazione: analisi componenti principali. a. 6 componenti estratti 333 APPLICAZIONE DEL MODELLO DELL’ANALISI FATTORIALE Test KMO e di Bartlett Misura di adeguatezza campionaria KMO (Keiser Meyer Olkin). Chi-quadrato appross. Test di sfericità di Bartlett df Sig. ,457 543,108 136 ,000 La tabella evidenzia che sono stati estratti sette fattori ed interpretano il 71,6 % della variabilità totale. Varianza totale spiegata Componente Autovalori iniziali Totale % di varianza Pesi dei fattori non ruotati % cumulata Totale % di varianza Pesi dei fattori ruotati % cumulata Totale % di varianza % cumulata 1 2,690 15,822 15,822 2,690 15,822 15,822 2,464 14,496 14,496 2 2,414 14,201 30,023 2,414 14,201 30,023 2,220 13,057 27,553 3 1,970 11,586 41,609 1,970 11,586 41,609 1,969 11,581 39,134 4 1,570 9,233 50,842 1,570 9,233 50,842 1,483 8,726 47,860 5 1,354 7,962 58,803 1,354 7,962 58,803 1,442 8,485 56,345 6 1,141 6,709 65,513 1,141 6,709 65,513 1,371 8,066 64,411 7 1,036 6,092 71,605 1,036 6,092 71,605 1,223 7,194 71,605 8 ,955 5,616 77,221 9 ,832 4,895 82,116 10 ,695 4,088 86,204 11 ,583 3,427 89,632 12 ,463 2,725 92,357 13 ,411 2,418 94,775 14 ,350 2,059 96,834 15 ,274 1,613 98,447 16 ,171 1,006 99,453 17 ,093 ,547 100,000 Metodo di estrazione: Analisi componenti principali. La tabella seguente evidenzia le correlazioni delle domande con i fattori estratti. Il primo fattore è correlato con chiese e monumenti,musei e pinacoteche ed infine teatro, quindi un fattore che interessa l’aspetto culturale per la rivitalizzazione storica del centro storico. Il secondo fattore interessa l’organizzazione di notti bianche, le feste e rievocazioni storiche ed infine mostre all’aperto, il fattore riguarda l’organizzazione di eventi per attrarre i frequentatori. Il terzo fattore evidenzia una correlazione con piccoli spettacoli, concerti all’aperto, animazione per strada, per cui viene sollecitata l’organizzazione di eventi serali per animare il centro storico. Matrice dei componenti ruotataa Componente 1 2 3 4 5 6 Chiese e monumenti ,921 Musei-pinacoteca ,885 ,159 Teatro ,745 -,190 Mercatini tipici-sagre ,109 -,390 ,211 Notti bianche ,904 Feste e rievocazioni storiche ,864 Mostre all’aperto -,123 Piccoli spettacoli 7 ,385 ,118 ,753 ,343 Animazione per strada ,667 -,246 -,200 ,207 ,780 ,396 -,237 ,757 -,230 ,142 -,273 -,205 ,206 ,113 Biblioteca Pizzerie-ristoranti Circoli e centri di vita sociale Bar Pub e locali di svago Centri e servizi di informazione -,276 ,368 ,859 Concerti all’aperto Eventi culturali ,367 -,115 ,729 -,118 ,174 -,133 ,256 -,684 ,285 ,270 -,109 ,611 ,385 -,175 -,128 ,588 ,275 -,876 ,849 336 [IL COMMERCIO NEL CENTRO STORICO DEL COMUNE DI GIOIA DEL COLLE: INDAGINE STATISTICA ED AZIONI DI MARKETING] PARTE II INDICE INDAGINE STATISTICA E STRATEGIE DI MARKETING PER LA VALORIZZAZIONE DEL COMMERCIO NEL CENTRO STORICO DEL COMUNE DI GIOIA DEL COLLE Inquadramento territoriale e urbanistico Evoluzione demografica nel comune di Gioia del Colle Evoluzione economica Il settore agricolo Il settore dell’industria e dell’artigianato La rete distributiva comunale Consistenza della rete in sede fissa nel centro storico Il settore turistico Analisi qualitativa del centro storico Il centro storico I percorsi commerciali del centro storico La percezione del centro storico Il questionario I risultati dell’indagine Il modello multivariato dello scaling multidimensional per l’analisi dei fattori per la rivitalizzazione del centro storico e per l’analisi dei giudizi espressi sulle caratteristiche del decoro urbano del centro storico Il modello dell’analisi fattoriale per l e per l’analisi dei giudizi espressi sulle caratteristiche del decoro urbano del centro storico e dei fattori per la rivitalizzazione del centro storico. 338 Indagine statistica e strategie di marketing per la valorizzazione del commercio nel centro storico del comune di Gioia del Colle Dalle argomentazioni svolte fino a questo momento, è possibile trarre gli strumenti utili ad analizzare il caso del centro storico del comune di Gioia del Colle, al fine di realizzare un piano di marketing capace di adeguare il territorio ai mutamenti urbanistici, sociali, commerciali e culturali che l’hanno cambiato nel corso del tempo. La realizzazione del piano parte dal presupposto che la vitalità del centro storico sia legata all’uso differenziato dei luoghi che lo costituiscono e, quindi, alla forza di attrazione delle attività che si trovano al suo interno, alla loro quantità e alla loro qualità. La rivitalizzazione del centro storico deve, perciò, provenire da un sistema d'interventi riguardanti varie funzioni dell’uso urbano: il commercio al dettaglio, i servizi, la ristorazione, il tempo libero e il turismo. Questo piano di marketing si propone, quindi, di analizzare la situazione del centro storico con un approccio multidisciplinare, nella consapevolezza che esso non è costituito solo dalle caratteristiche dei singoli negozi, ma anche da tutti gli altri elementi costitutivi della zona e dai servizi accessori che essa può offrire. Per tali motivi i soggetti pubblici e privati hanno il compito e la necessità di adeguarsi alle novità e di riqualificare la realtà del centro cittadino, sia dal punto di vista commerciale, sia urbanistico. Condizione essenziale per la realizzazione del piano è stata la raccolta di informazioni (dati, risultati di indagini) necessarie a fornire un quadro ampio e articolato della realtà locale, sia per quel che riguarda i fattori che incidono direttamente sul fenomeno commerciale, sia per quelli che vi agiscono indirettamente (qualità urbana, vivibilità, abitudini). Il capitolo si propone, quindi, di: • analizzare le caratteristiche territoriali e commerciali del centro storico di Gioia del Colle; • evidenziarne i punti di forza e di debolezza; • individuare linee di intervento utili per la sua valorizzazione commerciale, urbanistica e turistica; La metodologia e gli strumenti utilizzati a tale scopo sono: • la creazione di un database dedicato all’inserimento dei suddetti dati; • l’analisi della popolazione e del territorio comunale mediante i dai forniti dall’Istat e dall’Amministrazione comunale; • l’analisi della rete commerciale con sopralluoghi, report fotografico e schedatura dei principali percorsi commerciali del centro storico; • l’indagine sulla percezione dei consumatori, ottenuta tramite la somministrazione di un questionario distribuito a 749 cittadini gioiesi. 339 Inquadramento territoriale e urbanistico Il Comune di Gioia del Colle si estende su una superficie territoriale di 206,48 Kmq e confina con i comuni di Acquaviva delle Fonti, Sammichele di Bari, Turi (comuni pertinenti all’Area Metropoli Terra di Bari), Putignano, Noci, Santeramo in Colle. Esso dista 47km da Bari ed ha una densità abitativa di 134 abitanti/Kmq. Il comune si erge su quella catena di colline delle Murge che si snoda sino al limite delle provincie di Bari, Taranto, Matera ed è collocato al centro di due importanti direttrici: la prima è la Bari-Taranto, che si estende da Sud a Nord ed ha rilevanza industriale e commerciale; la seconda è l’asse Gravina-Altamura, zona delle grotte e dei trulli, che procede da Ovest ad Est e riveste un valore turistico-commerciale. Gioia del Colle fa parte della comunità Montana Sud Orientale delle Murge e si sviluppa in colline a livello variabile dai 300 m ai 434 m sul livello del mare. Tra le zone rimboschite negli ultimi decenni assume particolare rilievo la zona di Montursi, vasta pineta di richiamo turistico. In generale, il paesaggio è caratterizzato da grandi superfici boschive in cui dominano i fragni, più che la roverella. In particolare, Bosco Romanazzi e Serra Capece costituiscono la parte più cospicua della superficie boschiva del Comune e si estendono dalla zona archeologica di Monte Sannace alla provinciale per Noci. L’antica Monte Sannace, oggi sede di un importante Parco Archeologico, è situata a circa 5 Km dal centro abitato e costituisce un’importantissima testimonianza di villaggio Peuceta, risalente al VII sec. a.C., munito di cinque cinte murarie e abbandonato dopo la conquista romana. Altra caratteristica del territorio di Gioia del Colle è la presenza di distintive forme carsiche: lame, grotte, inghiottitoi ecc. in cui scompaiono le acque piovane. In particolare, nell’agro di Gioia, ai piedi del Monte Sannace, nasce lama San Giorgio. L’idrografia di superficie è del tutto assente, ma la zona dell’abitato è ricca di acque freatiche accessibili, seppur non del tutto utilizzate. Nel territorio di Gioia esiste un’importante emergenza idrogeologica che riguarda il problema dello smaltimento delle acque meteoriche e delle acque reflue di varia natura. Ciò dipende dal fatto che Gioia si trova, orograficamente, in una zona interna, depressa, senza sbocchi a mare, e questo comporta una notevole difficoltà di smaltimento delle acque meteoriche 340 per via naturale. L’unico sfocio naturale del territorio è rappresentato da un sistema d'inghiottitoi. Anche la progressiva urbanizzazione del territorio contribuisce alla riduzione della capacità di smaltimento delle acque meteoriche, pertanto la città è soggetta a fenomeni di allagamento. Il clima è di tipo mediterraneo, con punte di continentalità a causa dell'altitudine e della lontananza dal mare. Le precipitazioni annuali si attestano attorno ai 600 mm e sono intense in autunno ed inverno, piuttosto scarse in primavera e trascurabili in estate. La temperatura in inverno oscilla tra +5 e +11 °C, mentre in estate varia tra +18 e +28 °C con un'elevata percentuale di umidità. D’inverno possono verificarsi precipitazioni nevose, mentre d’estate grandinate. Sono frequenti le gelature primaverili, favorite dall’alternarsi dello scirocco (proveniente dal versante Jonico) con la tramontana (proveniente dal versante Adriatico). Il territorio comunale gode di un’ottima situazione sotto il profilo dei collegamenti stradali e della facilità e rapidità di accesso, infatti: è collegato alla rete nazionale tramite l’autostrada (direzione sud Taranto, direzione nord Bari, Canosa, Foggia, Bologna e Napoli, Roma) e alla direttrice Bari-Taranto mediante la SS n.100. Tale condizione si riflette positivamente sul flusso del trasporto dei mezzi pesanti che possono, così, evitare di fare ingresso nel centro abitato e congestionare la viabilità. All’interno del Comune la struttura viaria si presenta semplice, dotata di arterie principali che costituiscono il naturale prolungamento delle principali vie di accesso. L’accessibilità è anche garantita dal collegamento con la rete ferroviaria Bari-Taranto, gestita dal gruppo Ferrovie dello Stato. Non bisogna, poi, dimenticare la base aerea della NATO, che ha annesso un villaggio azzurro che conta circa 1.500 abitanti (circa 500 militari). 341 Evoluzione demografica nel comune di Gioia del Colle L’analisi demografica del Comune di Gioia del Colle permette di valutare la composizione dei residenti che costituiscono il potenziale bacino di utenza del territorio, in modo da capire quale target risulta numericamente più interessante. I dati qui utilizzati sono estrapolati dal sito dell’Istat, che mette a disposizione le informazioni ufficiali più recenti sulla popolazione residente nei Comuni italiani, ricavati mediante indagini effettuate presso gli Uffici di Anagrafe.Il 9 ottobre 2011 l’Istat ha avviato il 15° Censimento Generale della Popolazione, ma i dati definitivi saranno pubblicati il 31 marzo 2014, pertanto in questo lavoro vengono presentati solo i dati certi posseduti fino al 2010. La tabella 1 ed il grafico 1 ed 1-a illustrano la distribuzione della popolazione residente nel comune di Gioia del Colle Tab. 1 Andamento della popolazione residente a Gioia del Colle nel quinquennio 2006-2010. Popolazione residente M F TOTALE 2006 13.502 14.321 27.823 2007 13.573 14.383 27.956 2008 13.648 14.301 27.949 2009 13.655 14.362 28.017 2010 13.695 14.405 28.100 Grafico 1 342 Grafico 1-a Dall’osservazione del trend di dati 2006–2010 emerge con chiarezza che la popolazione del Comune di Gioia del Colle è in costante aumento (Graf.1). In particolare, la popolazione femminile è, per ciascun anno considerato, maggiore di quella maschile (Graf.1-a), anche se nel corso dei cinque anni presi in considerazione c’è stato un aumento generale sia delle femmine che dei maschi. 343 mensione rritoriale Gioia del Colle Tab. 2 Caratteristiche delle famiglie gioiesi nel quinquennio 20062010.24 2006 N. medio Numero componenti famiglie nucleo familiare 2007 N. medio Numero componenti nucleo famiglie familiare 2008 N. medio Numero componenti nucleo famiglie familiare 10.355 10.434 10.690 2,7 2,7 2,6 2009 N. medio Numero componenti nucleo famiglie familiare 10.861 2,57 Numero famiglie 11.081 Grafico 2 Grafico 3 24 20 Dati Istat aggiornati al 31 dicembre di ciascun anno considerato. 344 c Dal grafico precedente (Graf.2) si evince immediatamente che il numero delle famiglie residenti nel Comune di Gioia del Colle ha subito, nel corso del quinquennio, un generale aumento. Se osserviamo, invece, il dato relativo al numero medio dei componenti per nucleo familiare (Graf.3), si rileva che la famiglia media è formata da un numero limitato di componenti e che tale numero si è ridotto nel corso del quinquennio. Tab. 3 Distribuzione della popolazione del Comune di Gioia del Colle per classi d’età, nel quinquennio 2006-2010.25 2006 2007 2008 2009 2010 Classi d’età Totale % Totale % Totale % Totale % Totale % 0-16 4.355 15,65% 4.324 15,47% 4.305 15,40% 4.299 15,34% 4.265 15,17% 17-32 5.686 20,43% 5.508 19,70% 5.362 19,18% 5.240 18,70% 5.157 18,35% 33-48 6.645 23,88% 6.841 24,47% 6.855 24,52% 6.878 24,54% 6.907 24,58% 49-64 5.608 20,15% 5.688 20,34% 5.783 20,69% 5.919 21,12% 6.009 21,38% 65 e oltre 5.529 19,87% 5.595 20,01% 5.644 20,19% 5.681 20,27% 5.762 20,50% TOTALE 27.823 100% 27.956 100% 27.949 100% 28.017 100% 28.100 100% Grafico 4 25 Dati Istat aggiornati al 31 dicembre di ciascun anno considerato. 345 Nel corso degli anni 2006–2010, presi in esame, la distribuzione della popolazione compresa tra 0 e 16 anni presenta un andamento sostanzialmente costante, mentre quella tra i 17 e 32 anni è nettamente in calo . La fascia di popolazione racchiusa tra 33 e 48 anni sembra essere la più numerosa, anche se la classe di cittadini aventi tra i 49 e 64 e quella con oltre 65 anni ha visto una costante e forte crescita. Il grafico 10 mostra, in particolare, la distribuzione della popolazione per classi d’età relativa al 2010, evidenziando una prevalenza di cittadini in età lavorativa. Se sommiamo tra loro le due fasce più giovani (da 0 a 32 anni) si può notare che occupano il 33,52% della popolazione, mentre la somma delle fasce d’età più elevate (dai 33 anni in su) raggiunge il 66,46%, indicando uno squilibrio. Come si vedrà in seguito, infatti, questo dato è confermato dall’indice di vecchiaia (popolazione sopra i 64 anni/ popolazione sotto i 15 anni) pari a 151, il quale indica che ogni 100 giovani ci sono 151 anziani. Indice di vecchiaia Tale indice stima il grado d'invecchiamento di una popolazione. Esso si definisce come il rapporto di composizione tra la popolazione anziana (65 anni e oltre) e la popolazione più giovane (da 0 a 14 anni). I valori superiori a 100 indicano una maggiore presenza di soggetti anziani rispetto ai giovanissimi. Tab. 4 Indice di vecchiaia relativo al Comune di Gioia del Colle nel quinquennio 2006-2010.26 Dimensione territoriale Gioia del Colle 26 2006 2007 2008 2009 2010 145,99 146 149 151 151 Dati Istat aggiornati al 31 dicembre di ciascun anno considerato. 346 I valori riferiti a tutti i cinque anni considerati risultano superiori a 100. Questo indica la preponderante presenza di soggetti anziani (65 anni e oltre) rispetto ai soggetti più giovani (0-14 anni). Inoltre, il generale andamento demografico delle dimensioni territoriali considerate tra il 2006 e il 2010 permette di rilevare un trend di aumento costante dell’indice di vecchiaia. Indice di ricambio Calcola il rapporto tra la popolazione di età compresa tra 60 e 64 anni e quella tra 15 e 19 anni, moltiplicato per cento. L’indice di ricambio è un dato molto importante ai fini di questo studio, perché consente di valutare la rapidità con cui si attua il ricambio della popolazione attiva e, quindi, la necessità di creare adeguate opportunità lavorative. In altri termini esso indica la capacità della popolazione residente di sostituire con nuovi ingressi nell’età produttiva i pensionati a breve e medio termine. Per il Comune di Gioia del Colle l’indice è pressoché stabile tra il 2006-2008, mentre aumenta progressivamente negli anni 2009-2010, il che vuol dire che il numero di nuovi possibili lavoratori è in crescita. Tab. 5 Indice di ricambio relativo al Comune di Gioia del Colle nel quinquennio 2006-2010.27 Dimensione territoriale Gioia del Colle 2006 2007 2008 2009 2010 103,85 104 107 120 130 Indice di dipendenza giovanile E' il rapporto tra la popolazione di età compresa tra 0 e 14 anni e la popolazione in età attiva (15-64 anni), moltiplicato per cento. Esso rappresenta il numero di individui non autonomi per ragioni demografiche (età 0-14) ogni 100 individui potenzialmente indipendenti (età 15-64 anni). Questo indice permette di valutare quanti giovani ci sono ogni 100 adulti: più il valore è alto, più la popolazione giovane dipende da quella adulta. Tab. 6 Indice di dipendenza giovanile relativo al Comune di Gioia del Colle nel quinquennio 2006-2010.28 Dimensione territoriale Gioia del Colle 2006 2007 2008 2009 2010 29,87 20,46 20,13 20,12 20 I valori mostrano un picco dell’indice di dipendenza giovanile nel 2006, sebbene si mantengano piuttosto bassi e costanti nel corso degli anni considerati. Nell’ambito dell’analisi delle caratteristiche strutturali della popolazione di Gioia del Colle è stata approfondita anche l’area relativa alla presenza della popolazione straniera residente. 27 28 Dati Istat aggiornati al 31 dicembre di ciascun anno considerato. Idem. 347 Tab. 7 Bilancio demografico dei cittadini stranieri e incidenza sulla popolazione nel quinquennio 2006-2010.29 Cittadini stranieri M F Totale 2006 380 243 623 Incidenza sulla popolazione gioiese 2,24% 2007 431 316 747 2,67% 2008 466 389 855 3,06% 2009 499 443 942 3,36% 2010 532 514 1046 3,72% Grafico 5 Come si evince dal grafico sopra riportato, nel Comune di Gioia del Colle, si rileva una presenza di residenti stranieri in costante crescita, anche se la sua incidenza sul totale della popolazione è ancora molto bassa (Tab.8). I principali Paesi di provenienza rilevati per il 2010 sono (Graf.6): l’Albania, il Marocco, la Romania, la Georgia, l’India, la Polonia, la Cina, la Slovenia e la Tunisia. 29 Dati Istat aggiornati al 31 dicembre di ciascun anno considerato. 348 Tab. 8 Dati di provenienza dei cittadini stranieri aggiornati al 31 dicembre 2010 (Fonte Istat). Masc hi Femmin e Total e Albania 185 156 341 Marocco 178 99 277 Romania Georgia India Polonia Cina Rep. Popolare 91 4 23 2 117 28 4 20 208 32 27 22 9 12 21 Slovenia 7 6 13 Tunisia Senegal Bulgaria Ucraina Macedoni a Germania Bielorussi a Cuba Brasile 7 3 2 1 4 5 4 5 11 8 6 6 3 3 6 1 4 0 Colombia Rep. Dominica na Francia Kenya Perù Grecia Masc hi Femmin e Total e 0 2 2 1 1 2 1 2 0 0 1 0 2 1 2 2 2 1 0 1 1 1 0 1 0 1 0 0 1 0 1 1 1 1 1 1 Croazia 0 1 1 5 Moldova 0 1 1 5 5 Svizzera 1 0 1 1 2 4 3 5 5 0 0 1 1 1 1 1 4 5 Nigeria Etiopia Rep. Sudafricana 1 0 1 0 4 4 Sri Lanka 0 1 1 1 0 1 1 2 3 2 1 3 3 3 2 Thailandia Nicaragua Argentina Venezuela 0 0 0 1 1 1 1 0 1 1 1 1 Russia Federazion e Costa d'Avorio Indonesia Stati Uniti Cile Austria Irlanda Lussembur go Malta Spagna Lituania Slovacchia Totale Maschi Totale Femmine Totale stranieri 532 514 1046 Grafico 6 349 DATI DI PROVENIENZA DEI CITTADINI STRANIERI ANNO 2010 35,0 32,6 30,0 26,5 25,0 19,9 20,0 15,0 9,0 10,0 5,0 3,1 2,6 2,1 2,0 Polonia Cina Rep. Popolare 1,2 1,1 Slovenia Tunisia 0,0 Albania Marocco Romania Georgia India altri 350 Istruzione e occupazione Il livello di istruzione è un importante indicatore dello sviluppo socioeconomico di un territorio; in particolare sono dimostrate strette correlazioni tra la ricchezza prodotta e il grado di scolarizzazione superiore ed universitaria della popolazione. Da questo punto di vista l’area di Gioia, per il 2010, non presenta condizioni di particolare svantaggio rispetto ad altre zone della Regione Puglia. In particolare nella tabella 15 è possibile osservare come la maggior parte degli analfabeti e buona parte degli alfabeti senza titolo di studio sia costituita da anziani ultra sessantacinquenni. Tab. 9 Livelli di istruzione della popolazione gioiese confrontati con quelli della provincia di Bari nel 2010 (valori assoluti).30 Laurea Diploma di scuola secondaria superiore Licenza di scuola media inferiore Licenza di scuola elementare Gioia del Colle Provinci a di Bari Alfabeti privi di titoli di studio 1.722 6.065 8.058 6.728 3.031 1.291 571 432 99.222 339.474 435.961 371.173 181.761 60.388 31.194 20.021 Analfabeti Totale Di cui in età da 65 anni in poi Totale Di cui in età da 65 anni in poi Tab. 10 Livelli di istruzione della popolazione gioiese confrontati con quelli della Regione Puglia nel 2010 (valori percentuali).31 Gioia del Colle Regione Puglia Laurea Diploma di scuola secondaria superiore Licenza di scuola media inferior e Licenza di scuola elementar e Alfabeti privi di titoli di studio Analfabeti 5,2% 22,4% 28,8% 27% 14,5% 2,1% 6,2% 22,6% 30,3% 25,1% 13% 2,7% Dalla tabella 16 si rileva che il 28,8% dei cittadini gioiesi ha una licenza di scuola media inferiore, il 27% una licenza di scuola elementare e solo il 5,25 una laurea. 30 31 Dati Istat aggiornati al 31 dicembre 2010. Idem. 351 Grafico 7 COMPARAZIONE DEI LIVELLI DI ISTRUZIONE DELLA POPOLAZIONE GIOIESE E PUGLIESE ANNO 2010 35,00% 30,30% 28,80% 30,00% 27% 25,10% 25,00% 22,60% 22,40% 20,00% Gioia del Colle Regione Puglia 14,50% 13% 15,00% 10,00% 6,20% 5,20% 5,00% 2,10%2,70% 0,00% Laurea Diploma di scuola secondaria superiore Licenza di scuola Licenza di scuola Alfabeti privi di media inferiore elementare titoli di studio Analfabeti Il livello di istruzione e scolarità registrato nel Comune nel 2010 , per quanto in linea con la situazione provinciale e regionale, non trova una diretta corrispondenza con il tasso di occupazione e di disoccupazione (Graf.8). Dal punto di vista delle condizioni lavorative, il quadro complessivo presenta criticità superiori sia rispetto alla Provincia di Bari che all’intera Regione Puglia. Il tasso di disoccupazione è, infatti, superiore ai valori complessivi delle Provincia e della Regione (rispettivamente 11.1% e il 12,6%) e valori ancora più elevati si riscontrano per le fasce giovanili della popolazione (15-24 anni), anch’essi superiori ai valori medi rilevati (28.5% in provincia e 32.5% in Regione). Occupati per settore economico Per quanto riguarda il sistema dell’occupazione del 2010, è possibile osservare che una parte notevole della popolazione gioiese è impiegata nel settore manifatturiero, rappresentato da industrie anche di livello nazionale, operanti nel settore meccanico, oltre che da piccole e medie imprese locali. Tab. 11 Tasso di occupazione nel 2010.32 Occupati totali Gioia del Colle 32 8.611 % popolazione attiva 38,8% Idem. 352 Tab. 12 Occupati per settore economico nel 2010 (valori assoluti).33 Gioia del Colle Agricoltura Manifattura Costruzioni Commercio Altri servizi 400 1266 211 780 439 Grafico 8 Evoluzione economica Il settore agricolo Il settore agricolo rappresenta una delle principali fonti di ricchezza dell’area interessata. Il territorio rurale si caratterizza per la presenza di un’agricoltura contrassegnata dalla compresenza di aspetti di modernità e tradizione, nonché di colture di diverso tipo, quali: cerealicole, erbacee e legnose; effettuate generalmente in fondi di piccole dimensioni a conduzione diretta o familiare. In particolare Gioia del Colle si distingue per la coltivazione della vite, principalmente da vino, destinata alla produzione del Primitivo DOC. Le analisi statistiche effettuate dall’ISTAT nel quinto Censimento generale dell’agricoltura, mettono in luce come gran parte della superficie comunale sia destinata alle colture agricole; dato che testimonia la vitalità e l’importanza del settore agricolo per l’economia locale. Tab. 13 Incidenza della Superficie Superficie Territoriale (ST).34 33 34 Agricola Totale (SAT) sulla Idem. Fonte: Istat – 5° Censimento generale dell’agricoltura, 2000. 353 Gioia del Colle Superficie comunale Totale (ST) Superficie Agricola Totale (SAT) SAT/ST SAT/ST (%) 206,48 Km2 166,89 Km2 0,81 80,82 % Il rapporto SAU/SAT permette di fornire un’indicazione della quota di territorio effettivamente destinata ad attività agricole produttive rispetto alla superficie totale in possesso delle stesse aziende. Una diminuzione o un aumento del rapporto SAU/SAT può evidenziare diversi aspetti dell’evoluzione economica, gestionale o strutturale delle aziende agricole di un determinato territorio. Tab. 14 Incidenza della Superficie Agricola Utilizzata (SAU) sulla Superficie Agricola Totale (SAT).35 Superficie Superficie Agricola Agricola SAU/ST SAU/ST Utilizzata Totale (%) (SAU) (SAT) 16.688,77 Gioia del 0,89 88,92% 14.839 Km2 Km2 Colle Per quanto riguarda le specializzazioni agricole, come già accennato, la Superficie Agricola Utilizzata (SAU) è stata suddivisa per tipologie di coltivazioni. Nel territorio gioiese la superficie agraria è prevalentemente usata per la coltivazione di seminativi, mentre è minima la parte di suolo destinata a prati e pascoli. Quest’aspetto, se da un lato è indice di un'agricoltura di tipo intensivo, dall’altro segnala che non si è riusciti a realizzare un’integrazione tra agricoltura e allevamento in un’ottica di filiera e di utilizzo ottimale del suolo agricolo. Tab. 15 Utilizzo della SAU (ha) per tipologia di colture.36 Gioia del Colle SAU a Seminati vi 10.775,4 5 % SAU a coltivazioni legnose agrarie % 73 % 3.462,43 23 % SAU a prati e pascoli permanent i 601,30 % SAU totale 4% 14.839 Grafico 9 35 36 Fonte: Istat – 5° Censimento generale dell’agricoltura, 2000. Idem. 354 RIPARTIZIONE IN PERCENTUALE DELLE SUPERFICI AGRARIE PER TIPOLIGIA DI COLTURA 80% 73% 70% 60% 50% 40% 30% 23% 20% 10% 4% 0% SAU a seminativi SAU a coltivazioni legnose agrarie SAU a prati e pascoli permaneti SAU per principali seminativi Per quanto riguarda la superficie agricola destinata ai seminativi, il Comune di Gioia del Colle presenta una distribuzione equilibrata tra la coltivazione di cereali (34%) e quella del foraggio (36%). Tab. 16 Suddivisione della SAU (ha) per tipologia di seminativi.37 Sup. Sup. Sup. Sup. SAU % % Cereal % Frument Ortiv Forag totale i o e gi Gioia 14.839, 34 22 0,5 5.105 3.219 67 5.397 del 18 % % % Colle % 36 % Grafico 10 37 Fonte: Istat – 5° Censimento generale dell’agricoltura, 2000. 355 SUDDIVISIONE DELLA SAU PER TIPOLOGIA DI SEMINATIVI 40% 36% 35% 34% 30% 25% 22% 20% 15% 10% 7,08% 5% 0,50% 0% Sup. Cereali Sup. Frumento Sup. Ortive Sup. Foraggi ALTRI SAU per principali colture legnose La distribuzione della SAU per le principali colture legnose evidenzia una buona percentuale di coltivazioni di uliveti, subito seguita da quella di frutteti e viti. Tab. 17 Suddivisione della SAU (ha) per tipologia di colture agrarie legnose.38 Sup. SAU Sup. Sup. Sup. % % % % Agru totale Vite Olivo Frutti mi Gioia 1.051, 7,09 14.839,1 1.737 12% 120,0 1% 461,1 3% del 8 % 8 Colle 38 Idem. 356 Grafico 11 SUDDIVISIONE DELLA SAU PER TIPOLOGIA DI COLTURE AGRARIE LEGNOSE 90% 77% 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 12% 7,09% 10% 3% 1% 0% Sup. Vite Sup. Olivo Sup. Agrumi Sup. Frutti Sup.Altri utilizzi In questo contesto è bene ricordare anche i dati relativi al vino di Denominazione di Origine Controllata “Gioia del Colle”: Vigneti di uve da vino iscritti alla DOC: 282 Ha; Aziende iscritte all’albo del vino DOC: n. 63; Quantitativo medio di uva da vino lavorata per vino DOC: 6.000 q.; Quantitativo medio di vino DOC rivendicato: 3.600 hl.; Cantine che imbottigliano vino DOC: n. 63. La coltivazione della vite deriva dalle particolari condizioni climatiche che hanno consentito la produzione del cosiddetto “Primativo o Primitivo di Gioia”. La storia narra che si tratti della vite di Borgogna, importata per la prima volta nel XVIII secolo dai Frati Benedettini Francescani venuti in uno dei conventi del territorio gioiese. 357 Le aziende agricole Un fattore di criticità per l’agricoltura dell’ambito territoriale è rappresentato dall’eccessiva frammentazione della proprietà (Tab.18); infatti, la distribuzione delle aziende per classi di superficie agricola totale (SAT) mostra come il settore agricolo del territorio sia caratterizzato dalla massiccia presenza di attività di dimensioni ridotte. Basti notare che le aziende che hanno meno di 1 ettaro di SAU rappresentano il 43% del totale. Tab. 18 Distribuzione delle aziende (numero) per classi di superficie agricola totale (ha).39 Gioia del Colle Meno di 1 ha Da 1 a2 ha Da 2 a5 ha Da 5 a 10 ha Da 10 a 20 ha Da 20 a 50 ha Da 50 a 100 ha 1.104 422 370 188 236 195 38 Oltre 100 ha 6 Aziende agricole totali 2.559 Grafico 12 DISTRIBUZIONE DELLE AZIENDE PER CLASSI DI SUPERFICIE AGRICOLA TOTALE 50,0 45,0 43,1 40,0 35,0 30,0 25,0 20,0 16,5 14,5 15,0 9,2 10,0 7,6 7,3 5,0 1,5 0,2 0,0 Meno di 1 ha Da 1 a 2 ha Da 2 a 5 ha Da 5 a 10 ha Da 10 a 20 ha Da 20 a 50 ha Da 50 a 100 ha Oltre 100 ha La storia della proprietà fondiaria del territorio è stata caratterizzata sempre dalla coesistenza di latifondi (di proprietà feudale) e di microfondi. Le riforme agrarie degli anni ’50 sono riuscite a intaccare il sistema del latifondo, ma non hanno avuto successo nell’introdurre un modello di aggregazione che superasse la visione della piccola proprietà contadina. Il risultato di tale processo è stato pertanto il proliferare di piccole aziende agricole, legate a produzioni o tecniche agricole inefficienti, che i recenti mutamenti nel contesto competitivo hanno posto fuori mercato. Inoltre, il settore agricolo è colpito in misura maggiore di altri dall’invecchiamento della popolazione: l’aleatorietà dei redditi e le difficoltà proprie del lavoro sui campi rendono poco attraente il 39 Fonte: Istat – 5° Censimento generale dell’agricoltura, 2000. 358 settore per le giovani generazioni. Tuttavia, alcuni segnali legati soprattutto alla diffusione di attività collaterali (principalmente di natura turistica) e allo sviluppo di filiere, dimostrano che è possibile un’inversione di tendenza. Consistenza delle aziende zootecniche A questo punto è opportuno accennare al settore dell’allevamento, in quanto nell’area di Gioia del Colle c’è una significativa presenza di industrie casearie che fanno di questo settore un importante comparto dell’economia locale. Ciò si evince sia dal numero e dalle dimensioni consistenti delle aziende zootecniche (Tab.19), sia dalla presenza consistente di imprese di lavorazione e trasformazione del latte, che assumono la rilevanza di un sistema produttivo distrettuale. Quest’ultimo si caratterizza sia per la specializzazione di un comparto produttivo, il lattiero-caseario, sia per la filiera produttiva e le relative attività collegate e integrate. Tab. 19 Numero di aziende zootecniche per tipologia di capi allevati.40 Tot. Aziende zootecniche Az. Bovini % Az. Bufalini % Az. Suini % Az. Ovini % Az. Caprini % Az. Equini % 349 318 91% 2 1% 90 26% 113 32% 46 13% 84 24% Come si può notare il patrimonio zootecnico è costituito essenzialmente dai bovini di “Razza Bruno Alpina”, introdotta nel paese circa ottant’anni fa. All’epoca il signor Giuseppe Signorelli, commerciante settentrionale sposatosi a Gioia, dette vita ad un singolare commercio esportando al Nord il vino Primitivo di Gioia e importando dalle valli Alpine i bovini di “Razza Bruno Alpina”. Dopo circa un decennio il signor Clemente Milano diede vita ad un vasto allevamento di questa nuova razza di bovini utilizzandoli per produrre, per la prima volta, latte destinato alla preparazione di latticini freschi: le mozzarelle. Esportati anche all’estero, questi latticini sono ancora oggi, assieme al vino primitivo, il simbolo dell’economia cittadina. Grafico 13 40 Fonte: Istat – 5° Censimento generale dell’agricoltura, 2000 e Associazione Provinciale Allevatori di Bari 2009. Il numero delle aziende con bovini include anche l’allevamento di bufalini. 359 DISTRIBUZIONE IN PERCENTUALE DELLE AZIENDE ZOOTECNICHE PER TIPOLOGIA DI CAPI ALLEVATI 60,0 50,0 48,7 40,0 30,0 20,0 17,3 13,8 12,9 10,0 7,0 0,3 0,0 Az. Bovini Az. Bufalini Az. Suini Az. Ovini Az. Caprini Az. Equini Il settore dell’industria e dell’artigianato Il Comune di Gioia del Colle presenta un tessuto imprenditoriale di una certa consistenza. In esso, infatti, vi sono realtà consolidate a livello nazionale che operano nel settore della meccanica (Ansaldo) e dell’agroalimentare (Granarolo). L’esistenza di tali industrie, pur impiegando un numero di persone elevato rispetto all’ampiezza del territorio cittadino, riguarda unicamente l’attività di produzione, senza coinvolgere attività strategiche quali: la finanza aziendale, le scelte commerciali, il marketing, la ricerca e lo sviluppo. Oltre a queste imprese sono sorte, per iniziativa locale, altre PMI operanti in diversi settori, ma con mercati più ristretti di natura locale e con più limitate opportunità di sviluppo. Agricoltura, pesca Industria estrattiva Industria manifatturiera Energia, gas e acqua Costruzioni Commercio, riparazioni Alberghi, pubblici esercizi Trasporti, comunicazioni Credito, assicurazioni Altri servizi TOT. Unità Locali delle imprese per settore di attività economica.41 18 2 933 22 629 1.866 260 197 129 1.372 5.428 41 Elaborazione dati Istat, Ottavo censimento generale dell’industria e dei servizi, 2001. 360 Grafico 14 UNITA' LOCALI DELLE IMPRESE PER SETTORE DI ATTIVITA' ECONOMICA 2000 1.866 1800 1600 1.372 1400 1200 933 1000 800 629 600 400 260 197 129 200 18 22 2 iz i A l tr is er v io ni ss un i Tr C re di to ,a rt i, co m as po i, pu b gh ic ur az ca zi o ni rc iz i se ie bl ic ip ,r A lb er En er C om m er gi a, ci o ga s C os ar a tr u zi o ni zi on i ua e fa ttu an i In du st r ia m ia du st r In ac q rie tti tr a es ,p tu ra A gr ic ol ra va es ca 0 L’analisi delle Unità Locali suddivise per settore di attività economica (Graf.15), rivela un’alta presenza d'imprese operanti nel settore del commercio e delle riparazioni, subito seguita da quella di altre tipologie di servizi e dalle industrie manifatturiere che, come mostra il grafico sottostante hanno il più alto numero di personale. Trasporti, comunicazioni Credito, assicurazioni Altri servizi TOT. attività Alberghi, pubblici esercizi di Commercio, riparazioni settore Costruzioni per Energia, gas e acqua imprese Industria manifatturiera delle Industria estrattiva locali Agricoltura, pesca Addetti alle unità economica.42 62 56 6.910 147 1.886 3.226 668 870 427 3.208 17.460 Grafico 15 42 Elaborazione dati Istat, Ottavo censimento generale dell’industria e dei servizi, 2001. 361 ADDETTI ALLE UNITA' LOCALI DELLE IMPRESE PER SETTORE DI ATTIVITA' ECONOMICA 8000 6.910 7000 6000 5000 4000 3.226 3.208 3000 1.886 2000 668 1000 62 870 147 56 427 zi is er vi A ltr o, rip A ar lb az er io gh ni i, pu bb lic ie Tr se as rc po iz i rt i, co m un ic az C io re ni di to ,a ss ic ur az io ni C os tr uz io ni C om m er ci ac qu a En er gi a, ga s e ttu rie ra va m an ifa ia es tr at ti In du st ria In du st r A gr ic ol tu ra , pe sc a 0 L'artigianato rappresenta una delle realtà produttive ed economiche più vitali della zona. Fortemente integrato nella cultura del territorio ed in potenziale ripresa soprattutto per la sua correlazione con il turismo, può essere considerato una delle principali potenzialità di sviluppo per l’area gioiese. Come si può notare dalla tabella 28, le imprese artigiane più numerose rientrano nella categorie: commercio al dettaglio di articoli di abbigliamento in esercizi specializzati (57); manutenzione e riparazione di autoveicoli (56); Commercio all’ingrosso di prodotti lattiero-casearii, uova, oli e grassi commestibili (43). Quest’ultimo dato conferma l’esistenza, quanto meno embrionale, di una filiera legata alle produzioni del settore agricolo locale. Tab. 20 Numero di imprese artigiane di Gioia del Colle. IMPRESE COMMERCIALI Attive Commercio di autoveicoli 1 Commercio di autovetture e di autoveicoli leggeri 15 MANUTENZIONE E RIPARAZIONE DI AUTOVEICOLI (autofficine, carrozzerie, elettrauti, gommisti, autolavaggi) 56 COMMERCIO DI PARTI E ACCESSORI DI AUTOVEICOLI 1 Commercio all’ingrosso ed intermediazione di parti e accessori di autoveicoli 1 Commercio al dettaglio di parti e accessori di autoveicoli 7 COMMERCIO, MANUTENZIONE E RIPARAZIONE DI MOTOCICLI E RELATIVE PARTI ACCESSORI Intermediari del commercio di materie prime agricole, di animali vivi, di materie prime tessili e di semilavorati 2 5 Intermediari del commercio di combustibili, minerali, metalli e prodotti chimici 4 Intermediari del commercio di legname e materiali da costruzione 6 Intermediari del commercio di macchinari, impianti industriali, navi e automobili 10 362 Intermediari del commercio di mobili, articoli per la casa e ferramenta 17 Intermediari del commercio di prodotti tessili, abbigliamento, pellicce, calzature e articoli in pelle 7 Intermediari del commercio di prodotti alimentari, bevande e tabacco 18 Intermediari del commercio specializzato in altri prodotti (prodotti di carta, cancelleria, libri, agenti e rappresentanti di carta e libri, agenti di prodotti audio e video, agenti di materiale elettrico e sanitari) Intermediari del commercio di vari prodotti senza prevalenza di alcuno 19 6 Commercio all’ingrosso di cereali, tabacco grezzo, sementi e alimenti per il bestiame (mangimi) 8 Commercio all’ingrosso di animali vivi 2 COMMERCIO ALL’INGROSSO DI PRODOTTI ALIMENTARI, BEVANDE E PRODOTTI DEL TABACCO Commercio all’ingrosso di frutta e ortaggi freschi o conservati Commercio all'ingrosso di carne e di prodotti a base di carne Commercio all’ingrosso di prodotti lattiero-caseari, uova, oli e grassi commestibili 1 10 1 43 Commercio all’ingrosso di bevande 2 Commercio all’ingrosso non specializzato di prodotti alimentari, bevande e tabacco 7 Commercio all’ingrosso di abbigliamento e di calzature 6 Commercio all’ingrosso di elettrodomestici, elettronica di consumo audio e video; articoli per fotografia, cinematografia e ottica 4 Commercio all’ingrosso di prodotti farmaceutici 3 Commercio all’ingrosso di mobili, tappeti e articoli per l’illuminazione 4 Commercio all’ingrosso di orologi e di gioielleria 1 Commercio all'ingrosso di altri beni di consumo (Carta, cartone, articoli cartoleria) Commercio all’ingrosso di computer, apparecchiature informatiche periferiche e di software 4 3 Commercio all’ingrosso di macchinari, attrezzature e forniture agricole 3 Commercio all’ingrosso di macchine utensili 1 Commercio all’ingrosso di altri macchinari e attrezzature Commercio all'ingrosso di combustibili solidi, liquidi, gassosi e di prodotti derivati 4 Commercio all'ingrosso di metalli e di minerali metalliferi Commercio all'ingrosso di legname e di materiali da costruzione, apparecchi igienico-sanitari, vetro piano, vernici e colori Commercio all’ingrosso di ferramenta, di apparecchi e accessori per impianti idraulici e di riscaldamento 3 2 11 7 Commercio all’ingrosso di prodotti chimici 1 Commercio all’ingrosso di altri prodotti intermedi 1 COMMERCIO ALL’INGROSSO NON SPECIALIZZATO 1 COMMERCIO AL DETTAGLIO (ESCLUSO QUELLO DI AUTOVEICOLI E DI MOTOCICLI) 1 COMMERCIO AL DETTAGLIO IN ESERCIZI NON SPECIALIZZATI 2 Commercio al dettaglio in esercizi non specializzati con prevalenza di alimentari e bevande 26 Commercio al dettaglio in altri esercizi non specializzati 6 363 COMMERCIO AL DETTAGLIO DI PRODOTTI ALIMENTARI, BEVANDE E TABACCO IN ESERCIZI SPECIALIZZATI 1 Commercio al dettaglio di frutta e verdura in esercizi specializzati 15 Commercio al dettaglio di carni e di prodotti a base di carne in esercizi specializzati 24 Commercio al dettaglio di pesci, crostacei e molluschi in esercizi specializzati 6 Commercio al dettaglio di pane, torte, dolciumi e confetteria in esercizi specializzati 6 Commercio al dettaglio di bevande in esercizi specializzati 4 Commercio al dettaglio di prodotti del tabacco in esercizi specializzati Commercio al dettaglio di altri prodotti alimentari in esercizi specializzati COMMERCIO AL DETTAGLIO DI CARBURANTE PER AUTOTRAZIONE IN ESERCIZI SPECIALIZZATI Commercio al dettaglio di computer, unità periferiche, software e attrezzature per ufficio in esercizi specializzati Commercio al dettaglio di apparecchiature per le telecomunicazioni e la telefonia in esercizi specializzati COMMERCIO AL DETTAGLIO DI ALTRI PRODOTTI PER USO DOMESTICO IN ESECIZI SPECIALIZZATI Commercio al dettaglio di prodotti tessili in esercizi specializzati Commercio al dettaglio di ferramenta, vernici, vetro piano e materiali da costruzione in esercizi specializzati Commercio al dettaglio di mobili, di articoli per l'illuminazione e altri articoli per la casa in esercizi specializzati Commercio al dettaglio di libri in esercizi specializzati Commercio al dettaglio di giornali e articoli di cartoleria in esercizi specializzati Commercio al dettaglio di registrazioni musicali e video in esercizi specializzati 10 7 14 7 2 1 9 13 25 5 17 1 Commercio al dettaglio di articoli sportivi in esercizi specializzati 5 Commercio al dettaglio di giochi e giocattoli in esercizi specializzati 3 COMMERCIO AL DETTAGLIO DI ALTRI PRODOTTI IN ESERCIZI SPECIALIZZATI 2 Commercio al dettaglio di articoli di abbigliamento in esercizi specializzati 57 Commercio al dettaglio di calzature e articoli in pelle in esercizi specializzati 12 Commercio al dettaglio di medicinali in esercizi specializzati (Farmacie) 6 Commercio al dettaglio di articoli medicali e ortopedici in esercizi specializzati 1 Commercio al dettaglio di cosmetici, di articoli di profumeria e di erboristeria in esercizi specializzati Commercio al dettaglio di fiori, piante, semi, fertilizzanti, animali domestici e alimenti per animali domestici in esercizi specializzati 10 11 Commercio al dettaglio di orologi e articoli di gioielleria in esercizi specializzati 11 Commercio al dettaglio di altri prodotti (esclusi quelli di seconda mano) in esercizi specializzati (Mobili ufficio, materiale per ottica e fotografia,articoli religiosi,bomboniere) 23 COMMERCIO AL DETTAGLIO AMBULANTE 5 Commercio al dettaglio ambulante di prodotti alimentari e bevande 12 Commercio al dettaglio ambulante di prodotti tessili, abbigliamento e calzature 38 364 Commercio al dettaglio ambulante di altri prodotti (fiori,attrezzatura e prodotti per l'agricoltura, profumi, prodotti di igiene per la casa) COMMERCIO AL DETTAGLIO AL DI FUORI DI NEGOZI, BANCHI E MERCATI 68 9 Commercio al dettaglio per corrispondenza o attraverso internet 9 Altro commercio al dettaglio al di fuori di negozi, banchi o mercati 2 TOTALE 794 La rete distributiva comunale La rete distributiva a cui si fa riferimento è quella disponibile presso l’Ufficio Commercio del Comune, aggiornata al febbraio 2006. COMUNE DI GIOIA DEL COLLE - CONSISTENZA EX L. COMUNE Sup. ven. TIPOLOGIA ESERCIZI N. % (m2) Esercizi di vicinato (fino a 250 m2 di sup. vend.) 1) Alimentare o misto 154 26,24 8.596 2) Non alimentare 420 71,55 30.783 Totale esercizi di 39.379 574 97,79 vicinato (1+2) M1) Medie strutture di livello locale (da 251 fino a 600 m2 di sup. vend.) 3) Alimentare o misto 2 0,34 860 4) Non alim. beni per la persona 5) Non alim. altri beni 2 0,34 710 6) Non alim. beni a basso impatto Totale medie strutture di 4 0,68 1.570 livello locale (3+4+5+6) M2) Medie strutture intermedie (da 601 fino a 1.500 m2 di sup. vend.) 7) Alimentare o misto 5 0,85 4.867 8) Non alim. beni per la persona 9) Non alim. altri beni 2 0,34 1.771 10) Non alim. beni a basso impatto Totale medie strutture 7 1,19 6.638 intermedie (7+8+9+10) TIPOLOGIA ESERCIZI N. % Sup. ven. (m2) R. 11/2003 - TOTALE % Sup. media (m2) 16,35 58,54 56 73 74,89 69 1,64 430 - - 1,35 355 2,99 393 9,26 973 - - 3,37 886 - - 12,62 948 % Sup. media (m2) M3) Medie strutture attrattive (da 1.501 fino a 2.500 m2 di sup. 365 vend.) 11) Alimentare o misto 12) Non alim. beni per la persona 13) Non alim. altri beni 14) Non alim. beni a basso impatto Totale medie strutture attrattive (11+12+13+14) Totale medie strutture TOTALE ESERCIZI 1 0,17 2.500 4,75 2.500 1 0,17 2.498 4,75 2.498 - - - - - - - - - - 2 0,34 4.998 9,50 2.499 13 587 2,21 100,00 13.206 52.585 25,11 100,00 1.016 90 La rete commerciale di Gioia del Colle comprende 587 esercizi, di cui il 28,45% tratta il settore alimentare ed il 71,55% quello non alimentare. Grafico 16 RIPARTIZIONE DEGLI ESERCIZI PER SETTORE MERCEOLOGICO 80 71,55 70 60 50 40 30 28,45 20 10 0 ALIMENTARE O MISTO TOTALE NON ALIMENTARE 366 Il 31,99% della superficie di vendita è utilizzato dal settore alimentare ed il 68,01% dai settori non alimentari (Graf.17). Grafico 17 RIPARTIZIONE DELLA SUPERFICIE DI VENDITA PER SETTORE MERCEOLOGICO 80 68,01 70 60 50 40 31,99 30 20 10 0 ALIMENTARE O MISTO TOTALE NON ALIMENTARE Il 97,79% delle attività commerciali presenti sul territorio è costituito da esercizi di vicinato con una superficie di vendita inferiore a 250 m2, mentre solo il 2,21% è composto da medie strutture (Graf.18). Grafico 18 RIPARTIZIONE DEGLI ESERCIZI PER TIPOLOGIA 120 100 97,79 80 60 40 20 2,21 0 ESERCIZI DI VICINATO MEDIE STRUTTURE 367 Se si prende in considerazione la superficie di vendita, la situazione cambia visibilmente. Infatti, gli esercizi di vicinato, che rappresentano il 97,79% delle attività, hanno il 74,89% della superficie di vendita; mentre le medie strutture, che sono solo in numero pari al 2,21%, rappresentano ben il 25,11% della superficie. Grafico 19 RIPARTIZIONE DELLA SUPERFICIE DI VENDITA PER TIPOLOGIA DI ESERCIZI 80 74,89 70 60 50 40 30 25,11 20 10 0 ESERCIZI DI VICINATO MEDIE STRUTTURE 368 Consistenza della rete in sede fissa nel centro storico In questo paragrafo si analizzano le caratteristiche del commercio in sede fissa nel centro storico. In tal modo la rete distributiva ci permette di verificare il flusso di avventori e l’indotto economico legato a questi settori strettamente connessi alla frequentazione del centro storico. Nel centro storico operano complessivamente 102 esercizi di vicinato, per un totale di 5.969 m2 di superficie di vendita. La superficie media degli esercizi è, ovviamente, molto inferiore rispetto alla media comunale. COMUNE DI GIOIA DEL COLLE - CONSISTENZA EX L. STORICO Sup. ven. TIPOLOGIA ESERCIZI N. % (m2) Esercizi di vicinato (fino a 250 m2 di sup. vend.) 1) Alimentare o misto 29 28,43 1.348 2) Non alimentare 73 71,57 4.621 Totale esercizi di 5.969 102 100,00 vicinato (1+2) M1) Medie strutture di livello locale (da 251 fino a 600 m2 di sup. vend.) 3) Alimentare o misto 4) Non alim. beni per la persona 5) Non alim. altri beni 6) Non alim. beni a basso impatto Totale medie strutture di livello locale (3+4+5+6) M2) Medie strutture intermedie (da 601 fino a 1.500 m2 di sup. vend.) 7) Alimentare o misto 8) Non alim. beni per la persona 9) Non alim. altri beni 10) Non alim. beni a basso impatto Totale medie strutture intermedie (7+8+9+10) M3) Medie strutture attrattive (da 1.501 fino a 2.500 m2 di sup. vend.) R. 11/2003 - CENTRO % Sup. media (m2) 22,58 77,42 46 63 100,00 59 - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - 369 11) Alimentare o misto 12) Non alim. beni per la persona 13) Non alim. altri beni 14) Non alim. beni a basso impatto Totale medie strutture attrattive (11+12+13+14) Totale medie strutture TOTALE ESERCIZI - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - 102 100,00 5.969 100,00 59 370 Gli esercizi in attività nel centro storico sono il 17,38% dell’intera rete comunale. Grafico 20 INCIDENZA DEL NUMERO DI ESERCIZI NEL CENTRO STORICO SU QUELLO DELL'AREA COMUNALE 90 82,62 80 70 60 50 40 30 17,38 20 10 0 CENTRO STORICO RESTANTE AREA COMUNALE La superficie di vendita è pari all'11,35% dell’intera superficie di vendita comunale. Grafico 21 INCIDENZA DELLA SUPERFICIE DI VENDITA DELLA RETE COMMERCIALE DEL CENTRO STORICO SU QUELLA DELL'AREA COMUNALE 100 88,65 90 80 70 60 50 40 30 20 11,35 10 0 CENTRO STORICO RESTANTE AREA COMUNALE 371 Il settore turistico Il turismo rappresenta, per l’intera area del sud-est barese, un’importante e concreta possibilità di sviluppo grazie alle bellezze naturali (paesaggi incontaminati, concrezioni carsiche), al clima mite ed ai tanti beni architettonici e reperti archeologici disseminati nel territorio (villaggi, chiese rupestri, necropoli, costruzioni in pietra come trulli e muretti a secco, jazzi, tratturi, masserie fortificate e centri storici caratteristici). In particolare Gioia del Colle vanta la presenza di una zona archeologica situata a Nord–Est detta, Monte Sannace, che è caratterizzata: da una parte alta in cui sorgeva l’antico abitato Peucetico; da una pianeggiante che vede ad Ovest la presenza di mura antiche in parte oggetto di scavi visibili sul terreno e ad Est l’acropoli con la restante zona piana dell’antico abitato. Ad attirare la curiosità dei turisti concorre anche il Castello Normanno Svevo, eretto da Riccardo Siniscalco d’Altavilla in epoca bizantina (XII secolo) e successivamente modificato da Ruggero II e poi dall'imperatore Federico II di Svevia, protagonista principale del processo di incastellamento di questa zona, intorno al 1230. Di fatto Gioia ha grosse potenzialità in questo settore, giacché è collocata in un punto strategico, di passaggio per i turisti, perché dista solo 30 km da grossi centri come Matera e Bari. Nonostante queste risorse, il turismo gioiese è ancora poco valorizzato e non dispone di un'identità precisa che lo caratterizzi sul mercato. Tuttavia, la ricettività turistica può contare su cinque alberghi (Tab. 21) per un totale di circa 125 posti letto e su diversi agriturismi e B&B sviluppatisi negli ultimi anni anche nel centro storico (Tab. 22). Tab. 21 Flussi turistici a Gioia del Colle. Fonte Regione Puglia, anno 2007. Italiani Stranieri Gioia del Colle Arrivi Presenze Arrivi Presenze 11.515 19.550 933 2.675 Tab. 22 Numero delle strutture alberghiere di Gioia del Colle. Fonte Regione Puglia, anno 2009. Gioia del Colle Hotel B&B Agriturismi 5 12 4 372 Analisi qualitativa del centro storico Il centro storico Il centro storico di Gioia del Colle ha una struttura fortemente omogenea e rispettosa delle varie individualità urbane; caratteristica che lo connota rispetto alla città moderna. Esso si è sviluppato attraverso un processo additivo di borghi caratterizzati da autonomia di impianto e da intrinseche qualità spaziali e relazionali sorte attraverso una lenta evoluzione morfologica. La morfogenesi del nucleo antico dell'abitato è stata determinata da un processo di avvolgimento attorno al Castello Normanno-Svevo e dalla costituzione di mura, margine fisico poi sostituito dalla cortina di palazzi ottocenteschi che doveva, secondo i principi della cultura della città borghese, mascherare la povertà dei residenti al suo interno. Il sistema insediativo si è formato con l'aggregazione casuale di varie tipologie edilizie a cassero con vani monocellulari (sottano al piano terra e soprano al primo piano), espressione di un’architettura modesta. La nascita di questi edifici ha determinato una successione di slarghi e tracciati viari irregolari. Elementi ricorrenti del centro cittadino sono gli archi, che fungevano da ingresso alle corti, ovvero slarghi che racchiudevano l’accesso a più abitazioni di proprietà di un unico signore. Data l’importanza di tutti questi elementi, che si sono conservati nei secoli, diviene necessario salvaguardarli, recuperarli e valorizzarli, ponendo in evidenza i singolari aspetti spaziali e di dettaglio, quale memoria storica dei molteplici valori culturali. L’Amministrazione comunale ha cercato di ridare valore a tale patrimonio a fasi alterne, attraverso processi di pianificazione e interventi di risanamento conservativo di diversi ambiti del centro storico. Nel 1988 fu redatto il piano particolareggiato del centro storico, uno strumento urbanistico che: catalogava gli edifici e gli elementi architettonici; prevedeva la viabilità veicolare, l'apertura di nuovi accessi pedonali, il verde pubblico attrezzato, i parcheggi a raso e interrati (in Piazza Plebiscito e Piazza XX Settembre), gli assi di riqualificazione, gli ambiti di riqualificazione funzionale, un albergo (in Via Concezione, angolo corso Vittorio Emanuele), il trasferimento degli uffici pubblici (oggi sede INPS), le residenze, gli edifici a destinazione d'uso pubblica, le norme tecniche di attuazione. Tale piano fu sottoposto al Comitato Urbanistico Regionale per l'approvazione, ma questi con la nota del 2.11.1994 richiese dapprima una più dettagliata documentazione fotografica ed in seguito, alla luce dell'integrazione, espresse parere negativo nel verbale n. 21 del 10.4.1997. Purtroppo la bocciatura del piano ha provocato l'accantonamento di ogni iniziativa di regolamentazione particolareggiata da parte delle varie amministrazioni comunali che si sono succedute negli anni. Di conseguenza l’ente comunale ha portato avanti una progettualità a macchia di leopardo caratterizzata da una serie di macro interventi di riqualificazione a cui si sono aggiunti i micro abusi edilizi perpetrati dai singoli proprietari. Le varie Amministrazioni comunali hanno concentrato la loro attenzione sugli spazi aperti del centro storico riqualificando, in particolare, gli assi viari 373 esistenti e scoraggiando la circolazione veicolare impropria all'interno del tessuto edificato. Tra gli interventi di recupero vanno ricordati quelli: di piazza Rossini, di Corso Vittorio Emanuele e delle strade ad esso collegate, di Via Carlo III di Borbone, di Piazza Livia, di Largo Scarpetta e delle sue strade di pertinenza. Nel realizzare questi interventi, sicuramente auspicabili nell’intento di ricucire la parte più antica del territorio con la città moderna, sono sempre stati sottovalutati gli aspetti sociali delle opere di riqualificazione e questo ha determinato molto spesso critiche da parte della cittadinanza. Basti pensare alle polemiche per l'installazione della scultura "Volo di Icaro" e delle relative panche in Piazza Rossini e Piazza dei Martiri, tutte opere dello stesso scultore. All’elenco di critiche si aggiungono anche le recenti installazioni di arredo urbano in Piazza Livia e Largo Scarpetta. Probabilmente una cittadinanza più attiva ed informata delle progettualità avrebbe permesso di migliorare l'impegno dell’ente comunale. Anche i proprietari degli edifici situati nel centro storico hanno modificato il suo aspetto. La loro opera è stata dettata dal voler migliorare le condizioni abitative personali senza, però, tener conto dei caratteri storico-tipologici consoni a tale contesto. Quello che è mancato è stato l'impegno da parte delle varie amministrazioni nell’attuare un sistematico controllo dell'esistente per valutarne la legittimità e la rispondenza alle scarne norme tecniche di attuazione vigenti. Solo di recente l’Amministrazione comunale ha redatto il “Regolamento per la realizzazione di interventi di recupero delle facciate di immobili di proprietà privata ricadenti nel Centro storico e per la concessione di incentivi pubblici”, al fine di “fornire ai cittadini un quadro generale di riferimento unitario per gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria da eseguire sulle facciate in relazione alla storia degli edifici interessati, al loro stile ed ai materiali utilizzati all’epoca della loro costruzione. In particolare stabilisce delle direttive per migliorare l'aspetto estetico delle facciate degli edifici di proprietà privata e pubblica prospicienti spazi pubblici ricadenti nel centro storico (zona A1 di P.R.G., compresi gli edifici collocati su entrambi i lati dell’anello viario di delimitazione della zona A1), e degli immobili, ovunque localizzati, sottoposti a vincolo dagli strumenti urbanistici comunali e/o dal decreto legislativo n. 490 del 29.10.1999 e successive integrazioni e modificazioni, del Comune di Gioia del Colle. Il Regolamento prevede altresì le modalità per I'erogazione di contributi ed agevolazioni finalizzati ad incentivare la realizzazione di tali opere.”43 La speranza è che tale regolamento sia solo il primo passo verso la valorizzazione e promozione del centro storico in modo da creare una struttura armoniosa e vitale ed evitare la totale distruzione dei valori ambientali e storici del luogo. I percorsi commerciali del centro storico In questo paragrafo sono riportati i risultati di un'analisi di tipo qualitativo effettuata sulle attività presenti nell'area a vocazione commerciale. 43 Comune di Gioia del Colle - Regolamento per la realizzazione di interventi di recupero delle facciate di immobili di proprietà privata ricadenti nel Centro storico e per la concessione di incentivi pubblici. Approvato con deliberazione del Commissario Straordinario n. 6 del 25/01/2012. 374 Nell’area di interesse, caratterizzata da strade e piazze con un’elevata concentrazione di elementi artistico-culturali e con un’alta densità di attività, sono stati individuati i percorsi commerciali più importanti, di cui segue la schedatura. Le schede riportano una descrizione sintetica delle caratteristiche urbanistico commerciali dei percorsi: • tabelle relative alle tipologie merceologiche presenti nei percorsi; • caratteristiche morfologiche della via e regolamentazione della viabilità; • tabelle riassuntive relative alla qualità dell’aspetto urbano, della rete commerciale e degli esercizi; • rilevazione di tratti di continuità e discontinuità commerciale, omogeneità complessiva dell'offerta e densità commerciale; • identificazione di potenzialità ed elementi di criticità. Un ricco report fotografico rende più immediata la lettura delle schede. I percorsi commerciali analizzati sono: Corso Vittorio Emanuele, Via Principe Amedeo, Via Mastrandrea, Via Donato Boscia, Via Paolo Losito, Via Bartolomeo Paoli, Via del Mercato, Via Carlo III di Borbone, Via Petrera, Via Concezione e Via Bernal. La seguente mappa riporta le strade oggetto di rilevazione. La mappa indica le strade del centro storico prese in considerazione ed è visionabile in forma interattiva all’indirizzo internet: https://maps.google.it/maps/ms?msid=208610517920506888102.0004cce8f0 3a4b9874768&msa=0&ll=40.801929,16.924857&spn=0.004735,0.010568&iw loc=0004ccfce71fc45331176 La successiva cartografia riporta i negozi presenti nell’area del centro storico di Gioia del Colle. Essa è stata realizzata dopo una lunga perlustrazione del centro urbano, durante la quale è stato creato un database di tutte le attività presenti e dei relativi indirizzi, suddividendole per tipologia. Al censimento è seguita la georeferenziazione, ovvero l’inserimento su Google Maps degli indirizzi dei vari negozi a cui è stato associato un’icona indicativa della tipologia merceologica d’appartenenza. Data l’insufficienza delle icone messe a 375 disposizione da Google Maps, si è dovuto caricarne altre utilizzando il software Dropbox che offre un servizio di file hosting e sincronizzazione automatica di file tramite web. Il risultato ottenuto è stato la seguente mappa visionabile in forma interattiva all’indirizzo: https://maps.google.it/maps/ms?msid=208610517920506888102.0004cd1f13 293b4e6c30d&msa=0&ll=40.800861,16.923827&spn=0.002384,0.005284 La struttura che ne emerge è di un asse centrale denso di attività, Corso Vittorio Emanuele, con diramazioni periferiche meno influenti. Abbigliam ento/ Calzature Elett rodo mest ici Agenzie/ uffici Ferramenta Alimen tari Fotogr afi Arredam ento Lavand erie Loc ali chiu si Artigia nato Otti ci B&B Bibliotec he/ Musei/Te atri Parrucchiere / Barbieri/Cen tri estetici Edicole/ Tabacche rie Pizzerie/ Ristoranti /Bar ATTIVITÀ COMMERCIALI PRESENTI NEL CENTRO STORICO SUDDIVISE PER TIPOLOGIA Via N° C.so Via C. Via Via Via Via D. Via del V. Borbone, Via TOTA Princi P. TIPOLOGIA Mastrandr Bosci B. Merca Petrera, Ber LE Eman pe Losit ea a Paoli Concezio nal ATTI to uele Amed o 376 eo Abbigliament o/ Calzature Agenzie/Uffic i Alimentari Arredamento Artigianato B&B Biblioteche/ Musei/Teatri Edicole/ Tabaccherie Elettrodomes tici Ferramenta Fotografi Lavanderie Locali Chiusi Ottici Parrucchiere/ Barbieri/Cent ri estetici Pizzerie/ Ristoranti/Ba r N° TOTALE ATTIVITÀ’ PER OGNI STRADA ne VITÀ 9 3 2 0 0 1 0 0 0 15 13 2 3 1 2 3 2 1 1 28 5 0 2 0 0 0 0 0 0 0 1 0 0 0 1 0 0 1 0 0 0 0 10 0 1 0 0 0 1 0 0 4 0 0 2 1 7 1 16 5 2 0 0 0 0 0 0 1 0 3 2 0 0 0 0 0 0 0 0 2 0 0 0 0 1 0 0 0 0 1 0 0 1 7 1 0 1 0 2 0 0 0 0 1 0 0 0 0 0 0 1 0 0 1 0 0 0 0 0 0 0 0 0 3 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 1 1 1 14 1 0 0 0 0 0 3 0 0 2 5 3 0 1 1 0 0 0 2 0 7 45 8 8 3 6 8 6 9 6 108 377 CORSO VITTORIO EMANUELE, PIAZZZA DEI MARTIRI, PIAZZA MARGHERITA DI SAVOIA NUMERO ESERCIZI: 45 Icona Tipologia Numero Abbigliamento/Calzature 9 Agenzie/uffici 13 Specializzazione Abbigliamento (8); Calzature(1) Agenzie (4); Uffici (9) Forneria (1); Pescheria (1); Macelleria (1); Birreria (1); Commercio al dettaglio (1) Orologeria (1); Gioielleria (1) Alimentari 5 Artigianato 2 Biblioteche/Musei/Teatri 2 Biblioteca (1); Castello (1) Edicole/Tabaccherie 2 Edicola (1); Tabaccherie (1) Lavanderie 1 Locali chiusi 7 Ottici 1 378 Pizzerie/Ristoranti/Bar 3 Pizzeria (2); Bar (1) REGOLAMENTAZIONE DEL TRAFFICO E DELLA SOSTA Strada a senso unico, con auto in sosta su entrambi i lati, fino a Vico Santa Maria Maddalena. Sul lato destro del tratto successivo, fino a Via Principe Amedeo, c’è solo un piccolo parcheggio riservato agli automezzi della vigilanza. Nella parte restante della strada è possibile parcheggiare solo sul lato sinistro. Fino a qualche anno fa, era attivo il pagamento del parcheggio. CARATTERISTICA MORFOLOGICA DELLA VIA Asse stradale di scorrimento ampio con strettoie in alcuni punti. La larghezza dei marciapiedi è molto variegata: ci sono spazi ampi nel tratto iniziale e finale della strada, mentre nella parte centrale, in corrispondenza delle strettoie, il marciapiede diventa quasi inesistente. ARREDO URBANO 379 Segnaletica fissa relativa alla manifestazione artistica “Le porte dell’imperatore” ARREDO URBANO Qualità di Bassa Illuminazione Media Alta ▼ Marciapiedi ▼ Pavimentazione ▼ Edifici ▼ Verde pubblico ▼ DESCRIZIONE QUALITÀ URBANA Corso Vittorio Emanuele è una lunga arteria che taglia esattamente a metà il centro storico di Gioia del Colle collegando la piazza principale del paese, Piazza Plebiscito, con il Municipio. È una strada molto importante, perché caratterizzata da diversi edifici storici, tra cui: Palazzo Serino (sede della Biblioteca Comunale), il Castello Normanno-Svevo (ristrutturato dapprima nel 1087 dal conte Riccardo Siniscalco e poi da Federico II di Svevia nel 1230, e oggi sede del Museo Archeologico Nazionale), Palazzo Cassano, Palazzo San Domenico e la Chiesa di San Domenico (entrambi facenti parte dell’ex convento dei frati Domenicani, costruito nel XIV secolo e sede attuale del Municipio). Il manto stradale ed i marciapiedi, entrambi in basolato, risultano in buone condizioni, essendo stati ristrutturati nel 2008. Gli organi illuminanti sono ancorati alle pareti delle abitazioni e costituiti da bracci metallici che sorreggono un portalampada dal quale si sprigiona una luce calda che rende l’ambiente accogliente; bisognerebbe, però, posizionarne qualcuno in più. Gli edifici appaiono piuttosto degradati e necessiterebbero d'interventi di restauro; cosa che sarebbe molto opportuna soprattutto per i palazzi storici. Vi sono lesioni, muri scrostati e incivilmente disegnati con graffiti, cavi penzolanti e frammenti di ferro che fuoriescono dalle pareti. L’arredo urbano è quasi inesistente, tranne che per le poche fioriere messe a disposizione dai commercianti e per gli alberi che adornano la parte antistante 380 il Municipio e il Castello. Di fronte a quest’ultimo vi è anche una statua dedicata ai martiri del 1799 e delle sedute in pietra scolpite dallo scultore A. Paradiso. RETE COMMERCIALE 381 RETE COMMERCIALE Qualità di Bassa Media Continuità commerciale ▼ Densità commerciale ▼ Omogeneità commerciale Coerenza commerciale/urbana ▼ Alta ▼ ELEMENTI DI IMMAGINE DEGLI ESERCIZI Qualità di Bassa Media Alta Insegne ▼ Vetrine ▼ Tendaggi ▼ Serrande ▼ Visibilità ▼ Accessibilità Pedonale ▼ Accessibilità veicolare ▼ DESCRIZIONE RETE COMMERCIALE Corso Vittorio Emanuele è la strada più importante del centro storico per quel che riguarda la rete commerciale, che è costituita da attività alimentari, non alimentari e pubblici esercizi di piccole dimensioni. Queste attività sono curate sia nell’aspetto esterno (vetrine, tendaggi, insegne e fioriere), fatta eccezione di un unico caso in cui l’insegna è fatiscente, sia nel layout interno (posizionamento della merce) e utilizzano stesse modalità di commercializzazione dei propri prodotti. La rete commerciale non è omogenea perché interrotta da residenze e garage. La densità commerciale è maggiore sul primo tratto di strada. La visibilità della rete commerciale è buona sia per i pedoni che per i veicoli, nonostante vi siano macchine parcheggiate davanti ai negozi. 382 PROBLEMATICHE Palazzo inagibile Lesioni Graffiti e pareti scrostate 383 Pareti scrostate Insegna fatiscente 384 POTENZIALITÀ Palazzo Cassano Castello Normanno Svevo Biblioteca Comunale, Palazzo Serino 385 VIA PRINCIPE AMEDEO NUMERO ESERCIZI: 8 Icona Tipologia Numero Specializzazione Abbigliamento/Calzature 3 Abbigliamento (3) Agenzie/uffici 2 Agenzie (1); Uffici (1) Fotografi 1 Locali chiusi 2 REGOLAMENTAZIONE DEL TRAFFICO E DELLA SOSTA Zona a traffico limitato con auto che transitano a senso unico. È possibile parcheggiare solo sul lato sinistro. CARATTERISTICA MORFOLOGICA DELLA VIA Asse stradale di scorrimento ampio, con marciapiedi su ambo i lati. 386 ARREDO URBANO ARREDO URBANO Qualità di Bassa Media Illuminazione ▼ Marciapiedi ▼ Pavimentazione ▼ Edifici ▼ Verde pubblico Alta ▼ DESCRIZIONE QUALITÀ URBANA Via Principe Amedeo è una traversa di Corso Vittorio Emanuele, al termine della quale si incontra la Chiesa Matrice di Gioia del Colle, edificata alla fine del secolo XI da Riccardo Siniscalco, primo Conte di Gioia. Il manto stradale è fatto con chianche originali che necessiterebbero di 387 manutenzione, in quanto vi sono pietre sconnesse. I marciapiedi sono sufficientemente larghi e in buone condizioni su ambo i lati. L’arredo urbano è del tutto assente, mentre l’illuminazione è gradevole. RETE COMMERCIALE 388 RETE COMMERCIALE Qualità di Bassa Media Alta Continuità commerciale ▼ Densità commerciale ▼ Omogeneità commerciale Coerenza commerciale/urbana ▼ ▼ ELEMENTI DI IMMAGINE DEGLI ESERCIZI Qualità di Insegne Bassa Media Alta ▼ Vetrine ▼ Tendaggi ▼ Serrande ▼ Visibilità ▼ Accessibilità Pedonale ▼ Accessibilità veicolare ▼ DESCRIZIONE RETE COMMERCIALE Le attività commerciali presentano una gran cura delle vetrine e del posizionamento della merce. Di particolare rilievo è un negozio storico sorto in questa via nel 1947; inizialmente specializzato in tessuti, poi in biancheria, e dagli anni sessanta punto di riferimento per la confezione. Tale negozio conserva ancora oggi la sua originaria struttura in legno. La visibilità della rete commerciale è buona sia per i pedoni che per i veicoli, nonostante vi siano macchine parcheggiate davanti ai negozi. Un grosso problema è, proprio, la difficoltà nel trovare un parcheggio libero. PROBLEMATICHE 389 Muri scrostati ed anneriti Muri scrostati Cavi appesi che creano disordine POTENZIALITÀ 390 Chiesa Madre 391 VIA MASTRANDREA NUMERO ESERCIZI: 8 Icona Tipologia Numero Specializzazione Abbigliamento/Calzature 2 Abbigliamento (1); Calzature(1) Agenzie/uffici 3 Uffici (3) Artigianato 1 Oggetti da regalo (1); Locali chiusi 1 Pizzerie/Ristoranti/Bar 1 Pizzeria (1) REGOLAMENTAZIONE DEL TRAFFICO E DELLA SOSTA Strada a senso unico con parcheggio privato in prossimità della Chiesa Madre e possibilità di sosta nell’ultimo tratto della strada. CARATTERISTICA MORFOLOGICA DELLA VIA Asse stradale stretto che si apre ad imbuto sul tratto finale. Anche i 392 marciapiedi sono inizialmente molto stretti (permettono il passaggio di una singola persona) e si allargano man mano che si prosegue lungo la via. ARREDO URBANO ARREDO URBANO Qualità di Bassa Media Illuminazione ▼ Marciapiedi ▼ Pavimentazione ▼ Edifici Verde pubblico Alta ▼ ▼ DESCRIZIONE QUALITÀ URBANA Proseguendo su Via S. da Putignano si incontra Via Mastrandrea: una strada molto graziosa per la prospettiva sul campanile della Chiesa Madre e un bellissimo terrazzino in legno, abbellito con fioriere e piante rampicanti. 393 Gli edifici appaiono, perlopiù, in buone condizioni, tranne un paio che necessiterebbero di restauro. I marciapiedi sono rovinati e poco omogenei, perché fatti con materiali diversi (chianche e mattoncini). Anche il manto stradale, in asfalto, è completamente danneggiato da buche e lesioni. L’illuminazione è carente. RETE COMMERCIALE RETE COMMERCIALE Qualità di Bassa Continuità commerciale ▼ Densità commerciale Omogeneità commerciale Coerenza commerciale/urbana ▼ Media Alta ▼ ▼ 394 ELEMENTI DI IMMAGINE DEGLI ESERCIZI Qualità di Bassa Media Insegne ▼ ▼ Vetrine Tendaggi Alta Non presenti Serrande ▼ Visibilità ▼ Accessibilità Pedonale ▼ Accessibilità veicolare ▼ DESCRIZIONE RETE COMMERCIALE Le attività commerciali sono discrete, ma poco omogenee poiché interrotte da numerose residenze, garage e locali chiusi. Hanno insegne e vetrine molto curate e la loro densità aumenta verso la fine della strada, in prossimità di Corso Garibaldi (una delle strade commerciali più attive di Gioia del Colle). La visibilità dei negozi è molto alta sia per i pedoni che per gli automobilisti, ma talvolta diventa difficile passeggiare su questa strada, a causa dei marciapiedi stretti e delle macchine in transito su uno spazio molto ridotto. PROBLEMATICHE Manto stradale rovinato 395 Marciapiedi rovinati e costruiti con materiali vari Muri scrostati 396 POTENZIALITÀ Campanile della Chiesa di S. Maria Maggiore Collegamento con Corso Garibaldi 397 VIA DONATO BOSCIA NUMERO ESERCIZI: 3 Icona Tipologia Numero Specializzazione Agenzie/uffici 1 Uffici (1) Artigianato 1 Laboratorio artigianale (1) Pizzerie/Ristoranti/Bar 1 Pub (1) REGOLAMENTAZIONE DEL TRAFFICO E DELLA SOSTA Strada a senso unico con possibilità di parcheggio sul lato sinistro fino all’incrocio con Via R. Siniscalco. CARATTERISTICA MORFOLOGICA DELLA VIA Strada ampia e corta con marciapiedi su ambo i lati. Sul lato destro vi è l’ampio piazzale della Chiesa Madre. 398 ARREDO URBANO ARREDO URBANO Qualità di Bassa Illuminazione Media Alta ▼ Marciapiedi ▼ Pavimentazione ▼ Edifici ▼ Verde pubblico ▼ 399 DESCRIZIONE QUALITÀ URBANA All’ombra della Chiesa di S. Maria Maggiore (1764) s'insinua Via Donato Boscia, una strada ampia e corta sulla quale spiccano le antiche chianche che necessiterebbero di manutenzione. La Chiesa fu edificata fuori dalla cerchia delle mura alla fine del secolo XI da Riccardo Siniscalco, primo Conte di Gioia, e intitolata a San Pietro. L’edificio sacro era tutto in pietra lavorata, aveva tre navate e ai lati dell’altare maggiore c’erano due alti campanili con due campane ciascuno. Aveva l’organo, il pulpito, la sedia vescovile e numerose tombe e cappelle gentilizie. Nel 1764 la Chiesa andò distrutta a causa di un incendio scoppiato nel coro o forse per problemi di staticità, e nello stesso anno venne ricostruita sotto la direzione dell'Arch. Pasquale Margolfo e dedicata alla natività della Beata Vergine. Via D. Boscia presenta marciapiedi larghi e ristrutturati, mentre il manto stradale migliora dopo l’incrocio con Via R. Siniscalco. L’aspetto urbano dovrebbe essere migliorato in alcuni punti, in modo particolare bisognerebbe curare gli edifici e gli organi illuminanti; soprattutto dal momento che questa strada risulta essere molto vitale e frequentata sia dai residenti che dai turisti che visitano la Chiesa e il Castello non molto distante. L’arredo urbano è del tutto assente, in compenso i proprietari di un pub presente su questa strada, sono riusciti a creare un angolo di verde apprezzabile. RETE COMMERCIALE 400 RETE COMMERCIALE Qualità di Bassa Continuità commerciale ▼ Densità commerciale Omogeneità commerciale Coerenza commerciale/urbana ▼ Media Alta ▼ ▼ ELEMENTI DI IMMAGINE DEGLI ESERCIZI Qualità di Bassa Media Insegne ▼ Vetrine Tendaggi Alta ▼ Non presenti Serrande ▼ Visibilità ▼ Accessibilità Pedonale ▼ Accessibilità veicolare ▼ DESCRIZIONE RETE COMMERCIALE Quest’asse è caratterizzato da una rete commerciale poco omogenea con diverse interruzioni causate dalla presenza di numerose residenze. La densità commerciale è bassa, ma la qualità delle attività commerciali esistenti è buona. Trattandosi di una strada di transito frequente, la visibilità veicolare, così come quella pedonale è eccellente. PROBLEMATICHE 401 Muri scrostati Muri anneriti POTENZIALITÀ Chiesa Madre 402 Prossimità al Castello Normanno Svevo 403 VIA PAOLO LOSITO NUMERO ESERCIZI: 6 Icona Tipologia Numero Agenzie/uffici 2 Arredamento 1 Elettrodomestici 1 Ferramenta 1 Locali chiusi 1 Specializzazione Agenzie (1); Uffici (1) REGOLAMENTAZIONE DEL TRAFFICO E DELLA SOSTA Strada a senso unico con sosta in due soli punti per lo scarico delle merci. CARATTERISTICA MORFOLOGICA DELLA VIA Asse stradale ampio, privo di marciapiedi. 404 ARREDO URBANO ARREDO URBANO Qualità di Bassa Illuminazione Marciapiedi Media Alta ▼ Non presenti Pavimentazione ▼ Edifici ▼ Verde pubblico ▼ DESCRIZIONE QUALITÀ URBANA Via Paolo Losito è una strada lunga e abbastanza larga, priva di marciapiedi, interamente ristrutturata nel 2009 assieme al grazioso Largo Scarpetta, che si apre sulla destra verso la fine dell’asse stradale. Questo largo è anche noto agli abitanti come “Piazza quattro fontane” per la presenza di una fontana a quattro cannelle ed è situato nella zona quattro-cinquecentesca del centro 405 storico, di fronte ad un palazzo del 1920. Gli edifici presentano una sorta di coerenza e costituiscono delle quinte gradevoli, anche se in diversi casi sarebbero necessari interventi di ristrutturazione. La piazzetta, invece, ha un arredo urbano ben curato con panchine, fontana, alberi ed una bella prospettiva sull’alto campanile della Chiesa Madre. Inoltre, passando per una traversa di questa strada, è possibile raggiungere molto facilmente l’antica Chiesa di Sant Angelo (1170). RETE COMMERCIALE RETE COMMERCIALE Qualità di Bassa Continuità commerciale ▼ Densità commerciale Omogeneità commerciale Coerenza commerciale/urbana ▼ Media Alta ▼ ▼ ELEMENTI DI IMMAGINE DEGLI ESERCIZI Qualità di Bassa Media Insegne ▼ Vetrine ▼ Tendaggi Non presenti Serrande ▼ Visibilità Alta ▼ Accessibilità Pedonale ▼ Accessibilità veicolare ▼ 406 DESCRIZIONE RETE COMMERCIALE Trattandosi di una via piuttosto lunga, si può ritenere che la quantità di attività commerciali rilevate è scarsa, mentre la qualità dei negozi presenti è abbastanza buona; tranne nel caso del negozio di ferramenta che appare danneggiato. Molti esercizi non hanno insegne ma solo vetrofanie e questo ne riduce la visibilità. L’accessibilità è alta, ma la continuità del percorso commerciale non è omogenea. Vi sarebbero grosse potenzialità commerciali, poiché vi sono numerosi affacci ad ipotetico uso commerciale o artigianale, ma molti di questi risultano chiusi con “serrande cieche” o vecchi portoni di legno ormai cadenti, che sviliscono l’immagine della via. Inoltre, quest’asse stradale è molto frequentato sia dagli automobilisti, sia dai ragazzi che si recano nelle scuole vicine. PROBLEMATICHE Graffiti Portoni fatiscenti 407 Muri scrostati Locali vuoti POTENZIALITÀ Palazzo storico del 1920 Largo Scarpetta 408 VIA BARTOLOMEO PAOLI NUMERO ESERCIZI: 8 Icona Tipologia Numero Specializzazione Abbigliamento/Calzature 1 Abbigliamento (1) Agenzie/uffici 3 Uffici (3) Artigianato 1 Restauratore (1) Parrucchiere/Barbieri/ Centri estetici 3 Parrucchiere (2); Centro Estetico (1) REGOLAMENTAZIONE DEL TRAFFICO E DELLA SOSTA La strada procede a senso unico fino all’incrocio con Via G. Rocca, dopo il quale c’è il divieto di accesso per le automobili. Sulla via non vi è la possibilità di parcheggiare, ma spesso si incontrano macchine in sosta abusiva. CARATTERISTICA MORFOLOGICA DELLA VIA Strada abbastanza larga con marciapiedi che permettono il passaggio di una sola persona su entrambi i lati fino all’incrocio con Via G. Rocca, dopo il quale scompaiono completamente. 409 ARREDO URBANO ARREDO URBANO Qualità di Illuminazione Bassa Media Alta ▼ Marciapiedi ▼ Pavimentazione ▼ Edifici ▼ Verde pubblico ▼ DESCRIZIONE QUALITÀ URBANA Gli edifici presentano evidenti segnali di degrado; hanno, infatti, portoni in legno o metallo rovinati dalle intemperie, pareti scrostate e ringhiere arrugginite. Diversi locali, che potrebbero essere sfruttati come attività commerciali, sono vuoti. I marciapiedi e il manto stradale sono in buone condizioni, essendo stati ristrutturati nel 2009, mentre l’illuminazione è scarsa. L’arredo urbano è del tutto assente, tranne che per due bidoni della spazzatura. É un peccato che questa via sia così degradata, visto che collega Corso Garibaldi con la Chiesa di S. Angelo, una delle più antiche di Gioia, e l’annessa Piazza Livia. Le origini dell’edificio sacro sono incerte. Da alcuni documenti normanni del XII secolo, si apprende che intorno al 1170 l’abate Arivie fece costruire, nei pressi delle mura perimetrali del castello, una Chiesa dedicata al Santo protomartire Stefano. Verso la fine del XV secolo, in aiuto degli aragonesi, giunse a Gioia un contingente di soldati albanesi capitanati da Bartolomeo Paoli. Praticando la religione ortodossa, gli albanesi pensarono subito di abbellire l’antica Chiesa di San Giovanni (così com'era localmente definita) a loro uso e devozione. Dalle due iscrizioni poste sulla facciata esterna dell’edificio, si 410 intuisce che il nuovo tempio aveva una cappella dedicata a S. Giovanni Battista ed una al culto di S. Michele Arcangelo (da cui la successiva abbreviazione popolare S. Angelo). Abolito il rito greco, la Chiesa venne riconsacrata dall’Arcivescovo di Bari Mons. Landolfo e dedicata a S. Maria di Costantinopoli. L’8 marzo del 1969, la Chiesa di S. Angelo è stata riconosciuta Monumento nazionale dalla Sovrintendenza delle Belle Arti. Accanto alla Chiesa si trova la suggestiva Piazza Livia ben illuminata da grandi fari e luci dal basso. Anche qui la pavimentazione è stata completamente rifatta e arricchita con alberi e un lungo sedile in marmo (fortemente criticato dai cittadini per la sua estetica povera). Gli edifici sono, invece, fatiscenti. Purtroppo, nonostante vi sia il divieto di parcheggio sull’intera piazza, spesso si trovano in sosta le auto degli abitanti della zona. RETE COMMERCIALE 411 RETE COMMERCIALE Qualità di Bassa Continuità commerciale Media Alta ▼ Densità commerciale Omogeneità commerciale Coerenza commerciale/urbana ▼ ▼ ▼ ELEMENTI DI IMMAGINE DEGLI ESERCIZI Qualità di Bassa Insegne Media ▼ Vetrine Tendaggi Alta ▼ Non presenti Serrande ▼ Visibilità ▼ Accessibilità Pedonale ▼ Accessibilità veicolare ▼ DESCRIZIONE RETE COMMERCIALE Via B. Paoli è una strada molto frequentata dai ragazzi che si recano nelle scuole vicine, ma soprattutto da chi deve raggiungere i vari uffici dislocati nel centro storico. Si tratta quindi di un percorso di collegamento che andrebbe valorizzato e riqualificato. La rete commerciale non è omogenea perché interrotta da residenze e garage; pertanto è poco attrattiva. La densità commerciale è maggiore sul primo tratto di strada e la visibilità dei negozi è buona grazie alla presenza di vetrine ben curate ed insegne nuove, anche se di piccole dimensioni. 412 PROBLEMATICHE Edifici fatiscenti 413 POTENZIALITÀ Prossimità con Corso Garibaldi Collegamento con la Chiesa di S. Angelo Collegamento con Piazza Livia 414 VIA DEL MERCATO NUMERO ESERCIZI: 6 Icona Tipologia Numero Specializzazione Agenzie/uffici 2 Agenzie (1); Uffici (1) Alimentari 1 Panificio(1) Locali chiusi 3 REGOLAMENTAZIONE DEL TRAFFICO E DELLA SOSTA Strada a senso unico, con auto in sosta sul lato sinistro e nel piccolo parcheggio che la fiancheggia. CARATTERISTICA MORFOLOGICA DELLA VIA L’asse stradale e i marciapiedi sono piuttosto stretti. 415 ARREDO URBANO Parcheggio Panchina nascosta in prossimità del parcheggio 416 ARREDO URBANO Qualità di Bassa Illuminazione Media Alta ▼ Marciapiedi ▼ Pavimentazione ▼ Edifici ▼ Verde pubblico ▼ DESCRIZIONE QUALITÀ URBANA Via del Mercato in passato era una strada molto frequentata, perché retrostante l’ex Mercato Coperto che, assieme all’aria attigua di Piazza Plebiscito, rappresentava il baricentro sociale e relazionale di Gioia del Colle. Infatti, sia il mercato che la piazza, assieme al nucleo monumentale della Chiesa (ed ex convento di S. Francesco) ed alle quinte architettoniche dei palazzi gentilizi che ancora si affacciano sulla piazza stessa, configuravano un sistema urbanistico e architettonico, morfologicamente unitario di spazi collettivi ed edilizi di pregio. L’unità e la compiutezza vennero irrimediabilmente perdute a cavallo degli anni sessanta e settanta, in conseguenza di tre dissennate iniziative (una privata e le altre pubbliche) che portarono alla demolizione di due immobili storici, riducendo planimetricamente l’area originaria della piazza con il taglio di una porzione lungo il lato ovest, attuato per poter allargare il manto stradale. In sostituzione del vecchio mercato venne costruito un nuovo edificio, dapprima utilizzato come Municipio ed in seguito come sede dell’I.N.P.S. Lo spazio circostante, rimasto vuoto e soggetto a degrado, è stato ridotto sempre più a mero retro secondario male adattato a parcheggio. Per far fronte alla defunzionalizzazione di quest’area così importante del paese, la precedente amministrazione ha avviato l’elaborazione di un progetto di riqualificazione della piazza in termini di lastricatura e d'impianto di illuminazione, unitamente alla costruzione di parcheggi sotterranei e all'abbattimento del palazzo dell'INPS, al fine di realizzare una struttura polifunzionale. Ritornando, in particolare, alla strada oggetto di analisi: Via del Mercato presenta marciapiedi strettissimi su entrambi i lati, costruiti con materiali disomogenei (mattoni, asfalto ecc.) e molto rovinati; ci sono, infatti, buche e mattonelle sollevate, pericolose per chi passeggia. Stesso discorso vale per il manto stradale, illuminato da due grandi fari. Alcune case sono in vendita e solo una in restauro, ma anche le altre ne necessiterebbero, visto che hanno ringhiere arrugginite, nonché pareti annerite e scrostate. La strada è completamente priva di arredo urbano. 417 RETE COMMERCIALE RETE COMMERCIALE Qualità di Bassa Continuità commerciale Media Alta ▼ Densità commerciale Omogeneità commerciale Coerenza commerciale/urbana ▼ ▼ ▼ ELEMENTI DI IMMAGINE DEGLI ESERCIZI Qualità di Bassa Media Insegne ▼ Vetrine ▼ Tendaggi Alta Non presenti Serrande ▼ Visibilità ▼ Accessibilità Pedonale Accessibilità veicolare ▼ ▼ DESCRIZIONE RETE COMMERCIALE La visibilità dei negozi è discreta giacché questi ultimi sono oscurati per una parte dall’imponente edificio dell’I.N.P.S. Tuttavia, la rinomata qualità dei prodotti/servizi offerti compensa quella limitata visibilità che, altrimenti, li renderebbe non attrattivi da un punto di vista commerciale. Ad ogni modo, per i pedoni è possibile accedervi molto facilmente, mentre un po' meno lo è per gli automobilisti, che incontrano difficoltà di parcheggio, nonostante ve ne sia uno molto piccolo accanto alla strada. In esso, però, sono quasi sempre in sosta le auto dei residenti del centro storico. La densità commerciale è piuttosto bassa 418 e vi sono numerosi locali chiusi, se si considerano le piccole dimensioni di questa via. Le vetrine e le insegne sono abbastanza curate. PROBLEMATICHE Locali vuoti e pareti malmesse Marciapiedi rotti e costruiti con materiali vari Asfalto danneggiato 419 Retro del palazzo dell’I.N.P.S. POTENZIALITÀ Piazza Plebiscito e relativi palazzi storici 420 VIA CARLO III DI BORBONE VIA PETRERA, VIA CONCEZIONE NUMERO ESERCIZI: 9 Icona Tipologia Numero Specializzazione Agenzie/Uffici 1 Alimentari 1 B&B 4 Biblioteche/Musei/Teatri 1 Museo (1) Pizzerie/Ristoranti/Bar 2 Pub (1); Ristorante (1) Macelleria(1) REGOLAMENTAZIONE DEL TRAFFICO E DELLA SOSTA Zona a traffico limitato con possibilità di sosta solo in alcuni punti per il carico e lo scarico delle merci. CARATTERISTICA MORFOLOGICA DELLA VIA Strada inizialmente ampia che si restringe man mano che ci si addentra nel centro storico. I marciapiedi scompaiono da ambo i lati subito dopo l’incrocio 421 con Via del Mercato. ARREDO URBANO Filodiffusione per eventi all’aperto 422 ARREDO URBANO Qualità di Bassa Illuminazione Marciapiedi Media Alta ▼ ▼ Pavimentazione ▼ Edifici ▼ Verde pubblico ▼ DESCRIZIONE QUALITÀ URBANA Si tratta di un percorso costituito da tre strade corte che si susseguono mantenendo le stesse caratteristiche. Ai suoi estremi si trovano due forti attrattori: Piazza Plebiscito (dall’ingresso di Via C. III di Borbone) e il Castello Normanno Svevo (dall’ingresso di Via Concezione); inoltre, a metà del tratto, nel borgo bizantino, si trova la più antica Chiesa di Gioia del Colle, quella dedicata a S. Andrea, al cui interno è conservato il più antico organo del paese. Sulla sua origine e fondazione non si hanno notizie certe: probabilmente fu costruita nel X secolo e chiamata S. Maria del Casale per poi essere dedicata a Santa Maria di Costantinopoli (questa intitolazione spiegherebbe il motivo per cui in essa si officiava il rito greco). La Chiesa fino al ‘600 era una piccola cappella e solo con la visita, nel 1578, dell'Arcivescovo di Bari, Mons. Antonio Puteo, che ordinò di dipingere l'immagine dell'apostolo Andrea sull'altare maggiore, venne dedicata a quest’ultimo. La Chiesa, così come si presenta oggi, non è quella delle origini, infatti, è stata parzialmente rifatta nel 1828, come si evince dalla data incisa sulla facciata a destra del portale d'ingresso. L’entrata originaria doveva essere sulla facciata destra, attraverso una piccola porta con arco lunato a tutto sesto, ora murata. Il manto stradale dell’intero tratto considerato è stato ristrutturato nel 2009 e risulta in ottime condizioni, tranne che in Via Concezione, dove le antiche chianche sono sconnesse e molto scivolose. I marciapiedi, anch’essi nuovi, sono presenti solo sul primo tratto di Via Carlo III di Borbone, mentre il resto dell’asse stradale ne è privo. Poiché si tratta di un percorso a vocazione pedonale, si dovrebbe impedire l’accesso a quelle auto che, nonostante il divieto, sostano sporcando la pavimentazione e disturbando l’armonia del centro storico. L’illuminazione è sufficiente e nel tragitto s'incontra qualche fioriera, messa a disposizione dai commercianti della zona, che da un tocco di colore al bianco degli edifici. Questi ultimi, purtroppo, sono fatiscenti e quelli restaurati presentano scelte estetiche poco adatte ad un centro storico, come porte e finestre in anticorodal. In Via Petrera è eclatante il contrasto tra un edificio con moderne quinte in marmo, e l’attiguo Arco Mastrocinto del XVII secolo. Si tratta di un arco in pietra a sesto acuto con i bordi lavorati dalla forma a punta di diamante ed ha la funzione di chiusura della corte interna, che presenta quattro scalinate per accedere ad altrettanti abitazioni. Apprezzabile è stata l’idea dell’Associazione culturale Artensione di far rivivere quindici porte di cantine e vecchie abitazioni in disuso, facendole dipingere da dodici artisti gioiesi che le hanno trasformate in vere e proprie opere d’arte, 423 aventi come tema Federico II di Svevia, i suoi simboli, e i personaggi della sua epoca. RETE COMMERCIALE 424 RETE COMMERCIALE Qualità di Bassa Continuità commerciale ▼ Densità commerciale Omogeneità commerciale Coerenza commerciale/urbana ▼ Media Alta ▼ ▼ ELEMENTI DI IMMAGINE DEGLI ESERCIZI Qualità di Bassa Media Alta Insegne ▼ Vetrine ▼ Tendaggi ▼ Serrande ▼ Visibilità ▼ Accessibilità Pedonale ▼ Accessibilità veicolare ▼ DESCRIZIONE RETE COMMERCIALE La densità dell’asse stradale, costituito dalle tre strade esaminate, è piuttosto bassa, mentre la qualità dei negozi è ottima, cosa che permette loro di essere ben visibili a chi passeggia. I negozi, infatti, presentano tutti una gran cura delle vetrine e delle insegne e cercano di rispettare lo stile del centro storico attraverso l’uso di legno e trasparenze. L’accesso per gli automobilisti è difficoltoso, ma sarebbe il caso di evitarlo per consentire ai pedoni di passeggiare in tranquillità. 425 PROBLEMATICHE Edifici fatiscenti Uso di materiale inappropriato per un centro storico 426 POTENZIALITÀ Mostra permanente “Le porte dell’imperatore” Archi storici (lungo l’intero tragitto) Museo “Pezzi di storia” (su Via Petrera) 427 Vicinanza a Piazza Plebiscito (partendo da Via Carlo III di Borbone) Vicinanza alla Chiesa di S. Andrea (collocata tra Via Petrera e Via Concezione) Vicinanza al Castello Normanno Svevo (partendo da Via Concezione) 428 VIA BERNAL NUMERO ESERCIZI: 6 Icona Tipologia Numero Specializzazione Agenzie/uffici 1 Agenzie (1) Artigianato 2 Falegnameria (1); Gioielleria (1) B&B 1 Parrucchiere/Barbieri/Centri estetici 2 Parrucchiera (1); Barbiere (1) REGOLAMENTAZIONE DEL TRAFFICO E DELLA SOSTA Strada a senso unico con divieto di sosta sul lato destro. CARATTERISTICA MORFOLOGICA DELLA VIA Asse stradale ampio con marciapiedi non troppo larghi su ambo i lati. 429 ARREDO URBANO ARREDO URBANO Qualità di Bassa Illuminazione Alta ▼ Marciapiedi ▼ Pavimentazione ▼ Edifici Verde pubblico Media ▼ ▼ DESCRIZIONE QUALITÀ URBANA Via Bernal è una strada ad alta frequentazione, perché collega due assi stradali molto importanti: Corso Vittorio Emanuele e Via Cavour; pertanto dovrebbe essere riqualificata. 430 L’arredo urbano è del tutto assente e i corpi illuminanti sufficienti, ma potrebbero essere integrati con degli altri. I marciapiedi e il manto stradale sono in chianche e necessiterebbero di continua manutenzione, visto che con la pioggia diventano molto scivolosi. Gli edifici sono perlopiù in buone condizioni. RETE COMMERCIALE RETE COMMERCIALE Qualità di Bassa Continuità commerciale ▼ Densità commerciale Omogeneità commerciale Coerenza commerciale/urbana ▼ Media Alta ▼ ▼ 431 ELEMENTI DI IMMAGINE DEGLI ESERCIZI Qualità di Bassa Insegne Media Alta ▼ Vetrine ▼ Tendaggi Non presenti Serrande ▼ Visibilità ▼ Accessibilità Pedonale ▼ Accessibilità veicolare ▼ DESCRIZIONE RETE COMMERCIALE L’immagine complessiva della via non è positiva, ma ha buone potenzialità commerciali che potrebbero essere sfruttate. Nonostante ciò, la densità ed omogeneità dei negozi è bassa e questi si concentrano soprattutto sul tratto finale della strada. Le insegne e le vetrine non sono abbastanza curate e questo riduce la loro visibilità. L’accesso pedonale e veicolare è buono. PROBLEMATICHE 432 POTENZIALITÀ Vicinanza alla Chiesa di San Rocco Vicinanza a Palazzo Cassano 433 La percezione del centro storico Il questionario Per comprendere il modo in cui viene percepito e vissuto il centro storico di Gioia del Colle è stato realizzato un questionario che è stato somministrato ad un campione casuale di 749 individui, tra cui frequentatori, residenti e abitanti di comuni limitrofi. L’indagine si configura come un test di mercato mirato a: conoscere le caratteristiche dei frequentatori del centro storico ed il peso che occupa l’acquisto come motivazione della loro presenza in centro; comprendere le valutazioni qualitative e percettive che i frequentatori del centro storico danno dell’offerta commerciale e del contesto urbano in cui questa si inserisce; confrontare i risultati delle rilevazioni fatte in loco con il punto di vista dei consumatori. La preparazione del questionario è stata un momento molto delicato, poiché era necessario che le domande fossero ben strutturate e non dessero adito ad ambiguità per consentire una raccolta d'informazioni coerenti. Inoltre, il linguaggio doveva essere semplice e comprensibile a tutti gli intervistati. Il questionario è stato realizzato seguendo alcune fasi: scelta delle aree di contenuto, definizione dei contenuti di ogni singola area e formulazione delle relative domande, sistemazione delle domande in un ordine adeguato e uso del pre-test per apportare eventuali modifiche. Segue il modello del questionario che è stato somministrato. QUESTIONARIO DI STUDIO SULLA QUALITÀ DEL CENTRO STORICO DI GIOIA DEL COLLE La riscoperta del cuore urbano della città come ambiente di pregio per la socialità collettiva ha rilanciato il tema della valorizzazione di quelle attività dei centri storici che sono strettamente correlate con il suo uso sociale e il rafforzamento dell’identità economica e socio-culturale del paese. Il presente questionario fa parte di una ricerca tesa ad indagare i bisogni e le modalità di fruizione del centro storico, al fine di poter delineare ipotesi d'intervento e riqualificazione urbana. La prego di compilarlo in ogni sua parte e La ringrazio per il tempo e l’impegno che vorrà dedicarmi. I dati rilevati saranno utilizzati solo per scopi scientifico-statistici. I Parte : Dati socio-anagrafici 24. Sesso Maschio Femmina 25. Età Da 15 a 24 anni Da 25 a 44 anni Da 45 a 64 anni Oltre i 64 26. Professione Studente Casalinga Impiegato Militare Libero Professionista Commercio/Servizi Operaio Artigiano Pensionato Disoccupato Altro specificare…………) 27. Dove abita? Nel centro storico Al di fuori del centro storico In periferia 434 In una frazione del comune/campagna In un altro comune (specificare.……..………) II Parte : Accessibilità e sosta 28. Quale mezzo utilizza per recarsi nel centro storico? A piedi Bicicletta Moto Automobile Autobus Altro 29. Quali problemi legati al parcheggio incontra quando deve recarsi nel centro storico? (È possibile dare più di una risposta). Condizioni scadenti dei parcheggi Parcheggio troppo lontano Insufficienza di posti Mancanza di parcheggi con disco orario Nessuno 30. Pensa che ripristinare i parcheggi a pagamento possa agevolare la ricerca di posti liberi? Sì No 435 III Parte : Motivi di frequentazione dell’area d’interesse 31. Per quale motivo solitamente si reca nel centro storico? (È possibile dare più di una risposta). Per vedere le vetrine/ fare un giro Per fare acquisti nei negozi Per andare al bar/ristorante/pizzeria Per andare in banca/uffici vari Per lavoro Per studio Vi abito Altro 32. Frequenta il centro storico anche di sera? (Se no, passare alla domanda numero 11). Sì No 33. Se sì, di quali aspetti dell’offerta usufruisce? (È possibile dare più di una risposta). Pizzeria /Ristorante/Pub Bar Cinema Teatro Eventi e manifestazioni Passeggiata Altro 436 IV Parte : Abitudini di acquisto 34. Ogni quanto acquista nel centro storico a Gioia del Colle? Ogni giorno 2-3 volte a settimana 1 volta a settimana Almeno una volta al mese Più raramente Mai 35. Quali prodotti acquista solitamente nel centro storico? (È possibile dare più di una risposta). Abbigliamento/intimo /merceria Calzature/pelletteria Articoli sportivi Alimentari/prodotti tipici Bar/bevande Giornali/riviste Libri e musica Cartoleria/giocattoli Gioielleria/orologi Regali/oggettistica Casalinghi/arredo casa Foto/ottica Elettronica Ferramenta Nessuno 36. Fa acquisti anche nei Centri Commerciali? Sì No 37. Se sì, ogni quanto? (Se no, passare alla domanda numero 17) Almeno 1 volta a settimana 2-3 volte al mese 1 volta al mese Più raramente 437 38. In quale dei seguenti prevalentemente? centri commerciale si reca Ipercoop (a Gioia del Colle) Auchan (a Casamassima) Bariblu (a Triggiano) Mongolfiera (a Bari) Bari Max (a Bari) Molfetta Outlet (a Molfetta) Altro 39. Cosa compra nei Centri Commerciali? (È possibile dare più di una risposta). Abbigliamento/intimo /merceria Calzature/pelletteria Articoli sportivi Alimentari/prodotti tipici Giornali/riviste Libri e musica Cartoleria/giocattoli Farmaci Profumeria Gioielleria/orologi Regali/oggettistica Piante e fiori Casalinghi/arredo casa Foto/ottica Elettronica Ferramenta Prodotti per animali 438 V Parte : Percezione e valutazione della rete commerciale 40. Esprima un giudizio di valore per ciascun aspetto della rete commerciale del centro storico. (Barrare una sola casella per ciascuna voce indicata). Scarso Sufficiente Buono Qualità negozi Gamma di scelta per gli acquisti Convenienza negozi Competenza/cortesia del personale Flessibilità degli orari dei negozi/locali Allestimento vetrine 41. Quale di questi interventi ritiene necessario per valorizzare la rete commerciale del centro storico? (È possibile dare più di una risposta). Più varietà di scelta per acquisti Più flessibilità orari negozi/locali Prezzi più competitivi Più promozioni nei negozi Maggiore cortesia Più attività culturali Manifestazioni più numerose Più informazione/comunicazione 439 VI Parte : Percezione e valutazione dell’aspetto urbano 42. Esprima un giudizio di valore per ciascun aspetto del decoro urbano del centro storico. (Barrare una sola casella per ciascuna voce indicata). Molto negativo Negativo Positivo Molto positivo Gradevolezza dell’ambiente urbano Pulizia delle strade Manutenzione delle strade Presenza di parcheggi Presenza di spazi di verde pubblico Manutenzione degli spazi verdi Presenza di panchine Illuminazione pubblica Sicurezza nelle strade Manutenzione rete fognaria Stato di inquinamento dell’aria Presenza di servizi igienici pubblici Segnaletica di monumenti, musei, opere d’arte e simili Proposte culturali/manifestazioni Segnaletica di uffici e servizi pubblici 43. Quale di questi interventi ritiene necessario per valorizzare l'aspetto urbano del centro storico? (È possibile dare più di una risposta). Più parcheggi Più aree verdi Più pulizia Migliore arredo urbano Ristrutturazione degli edifici Migliori aree pedonali /marciapiedi/strade Miglior illuminazione Migliore segnaletica /accessibilità al centro Più sicurezza Meno traffico 440 VII Parte : Animazione e vitalità urbana 44. Esprima un giudizio di valore per indicare l’importanza che attribuisce a ciascun fattore per la rivitalizzazione del centro storico. (Barrare una sola casella per ciascuna voce indicata). Non importante Poco importante Importante Molto importante Biblioteca Musei/pinacoteca Chiese e monumenti Teatro Pub e locali di svago/spettacolo Bar Pizzerie/ristoranti Circoli e centri di vita sociale Centri e servizi di informazione Concerti all’aperto Mostre all’aperto Animazione per strada Mercatini tipici/sagre Feste e rievocazioni storiche Piccoli spettacoli Notti bianche Eventi culturali 45. Pensa che sarebbe utile se il Comune acquisisse problematiche e idee di valorizzazione del centro storico direttamente dalla popolazione, come è stato fatto con questa scheda? Per niente Poco Molto 441 I risultati dell’indagine Dati socio-anagrafici Per quanto riguarda le caratteristiche del campione intervistato in relazione alla variabile sesso, il sesso femminile rappresenta il 53,1% a cui seguono gli uomini con il 46,9%. Tab. 23 Sesso degli intervistati . Sesso degli intervistati Maschi Femmine 351 398 Numero totale degli intervistati 749 Grafico 22 SESSO DEGLI INTERVISTATI 54,0 53,1 53,0 52,0 51,0 50,0 49,0 48,0 47,0 46,9 46,0 45,0 44,0 43,0 Maschi Femmine 442 Tra le altre variabili demografiche considerate nell’estrazione del campione abbiamo la variabile età. La fascia d’età più rappresentata è quella di chi ha dai 45 ai 64 anni (35,9%) seguita da quella dei più giovani, dai 25 ai 44 anni (34,6%), ed gli oltre 64 anni con il 18,8%. Tab. 24 Fasce d'età degli intervistati . N° risposte Da 15 a 24 anni 80 Da 25 a 44 anni 259 Da 45 a 64 anni 269 Oltre i 64 anni 141 Grafico 23 CLASSI DI ETA' DEGLI INTERVISTATI 40,0 34,6 35,0 35,9 30,0 25,0 18,8 20,0 15,0 10,7 10,0 5,0 0,0 Da 15 a 24 anni Da 25 a 44 anni Da 45 a 64 anni Oltre i 64 anni 443 Relativamente alla professione degli intervistati, il 16,3% del campione è costituito da pensionati, seguito dal 12,6% di operatori del commercio e dei servizi, dall’11,9% da artigiani ed 11,7% dalle casalinghe. Tab. 25 Professione degli intervistati. Studen Casalin te ga 54 Libero Commercio/Se Professioni rvizi sta 54 94 Impiega Milita to re 88 61 56 Opera Artigia io no 67 Pension ato Disoccup ato Altr o 122 30 34 89 Grafico 24 PROFESSIONE DEGLI INTERVISTATI 18,0 16,3 16,0 14,0 12,6 11,7 12,0 8,9 10,0 8,0 8,1 7,2 11,9 7,5 7,2 6,0 4,0 4,5 4,0 2,0 A ltr o Pe ns io na to D is oc cu pa to rt ig ia no A O pe ra io ta re Pr of es si on C om is ta m er ci o/ Se rv iz i M ili Li be ro C as al in ga Im pi eg at o St ud en te 0,0 Provenienza del campione Per quanto riguarda la provenienza degli intervistati, abbiamo il 37,1% che provengono dalla periferia del comune di gioia, il 25,2 % provengono al di fuori del centro storico ed il 16 % abita nel centro storico. Tab. 26 Provenienza degli intervistati . N° risposte Nel centro Storico Al di fuori del centro storico In periferia In una frazione del comune/Campagna In un altro Comune 120 189 278 58 104 444 Grafico 25 PROVENIENZA DEGLI INTERVISTATI (valori in %) 40,0 37,1 35,0 30,0 25,2 25,0 20,0 16,0 13,9 15,0 10,0 7,7 5,0 0,0 Nel centro Storico Al di fuori del centro storico In periferia In una frazione del comune/Campagna In un altro Comune Accessibilità e sosta Inerente al tema della provenienza è quello legato all’accessibilità ed alla sosta nel centro storico. La maggior parte degli intervistati (46,7%) ha dichiarato di andare in centro a piedi, seguono con il 25,2% coloro che utilizzano un’automobile,il 13,2% utilizzano la moto ed l’8,9% la bici. Tab. 27 Mezzi utilizzati per recarsi nel centro storico . A piedi N° risposte 350 Bicicletta Moto Automobile Autobus Altro 67 98 189 45 0 445 Grafico 26 QUALE MEZZO UTILIZZA PER RECARSI NEL CENTRO STORICO? (Valori in %) 50,0 46,7 45,0 40,0 35,0 30,0 25,2 25,0 20,0 13,1 15,0 8,9 10,0 6,0 5,0 0,0 0,0 A piedi Bicicletta Moto Automobile Autobus Altro La maggior parte degli intervistati (32,7%) lamentano l’assenza di parcheggi. Tale dato è, altresì, confermato dalle risposte alla domanda numero 20 del questionario, in cui a fronte di una ricca lista di possibili interventi utili a valorizzare l'aspetto urbano del centro storico, gli intervistati pongono al secondo posto l’aumento dei parcheggi (16,3%). Inoltre seguono con il 28,7% coloro che lamentano la presenza di parcheggi molto lontani dal centro storico, ed con il 16,2% l’assenza di parcheggi con disco orario Tab. 28 Problematiche relative al parcheggio . N° risposte Condizioni scadenti dei parcheggi Parcheggi o troppo lontano 67 215 Insufficien za di posti Mancanza di parcheggi con disco orario Nessun o Non rispond e 245 121 78 23 446 Grafico 27 QUALI PROBLEMI LEGATI AL PARCHEGGIO INCONTRA QUANDO DEVE RECARSI NEL CENTRO STORICO? (Valori in %) 35,0 32,7 28,7 30,0 25,0 20,0 16,2 15,0 10,4 10,0 8,9 5,0 3,1 0,0 Condizioni scadenti dei parcheggi Parcheggio troppo lontano Insufficienza di posti Mancanza di parcheggi con disco orario Nessuno Non risponde Motivi di frequentazione dell’area d’interesse In riferimento alle motivazioni che inducono gli intervistati a frequentare il centro storico, la percentuale più rilevante è quella di chi dichiara di recarvisi per vedere le vetrine o fare un giro (29,2%), seguita dal 13,3% di quelli che ci vanno direttamente per fare acquisti nei negozi, probabilmente perché hanno una certa fiducia nei prodotti in vendita. Il 12,1% degli intervistati hanno dichiarato di abitare nel centro storico, seguono con l’11,7% coloro che si recano in centro per frequentare un bar,un ristorante o pizzeria, ed il 10,4% per andare in banca o uffici vari. Da notare è, poi, la percentuale bassissima, il 5,3%, di coloro i quali vi si recano per motivi di studio. Questo elemento porta a pensare che la biblioteca comunale ivi presente, sia poco sfruttata o, piuttosto, non sufficientemente adeguata ad accogliere un elevato numero di persone e le sue esigenze, visto che dalle risposte alla domanda numero 21 risulterà che per gli intervistati essa ha un ruolo importante (53,1%) o molto importante (35,6%) come fattore di rivitalizzazione del centro storico. Tab. 29 Motivi di frequentazione del centro storico . N° rispost Per vedere le vetrine/ fare un giro Per fare acquisti nei negozi Per andare al bar/ristorante / pizzeria Per andare in banca/ uffici vari Per lavoro Per studio Vi abit o Altr o 189 86 76 67 56 34 78 61 447 e Grafico 28 PER QUALI MOTIVI DI SOLITO SI RECA NEL CENTRO STORICO? (Valori in %) 35,0 30,0 29,2 25,0 20,0 15,0 13,3 12,1 11,7 10,4 9,4 8,7 10,0 5,3 5,0 0,0 Per vedere le vetrine/ Per fare acquisti nei negozi Per andare al bar/ristorante/ pizzeria Per andare in banca/ uffici vari Per lavoro Per studio Vi abito Altro La percentuale di intervistati che frequenta il centro storico anche di sera è del 65,3%. Tra le motivazioni spiccano (Graf.36): la passeggiata (31,4%), la partecipazione ad eventi e manifestazioni (26,5%) ed con il 34,6% lo svago/cena in pizzerie, ristoranti e pub; fattori che sottolineano, ancora una volta, il forte richiamo socio-ricreativo svolto dal centro storico. Tab. 30 Numero di intervistati che frequentano il centro storico di sera. N° risposte Sì 489 No 260 448 Grafico 29 FREQUENTA IL CENTRO STORICO ANCHE DI SERA ? VALORI IN % 70,0 65,3 60,0 50,0 40,0 34,7 30,0 20,0 10,0 0,0 Sì No Tab. 31 Motivi di frequentazione serale del centro storico. Pizzeria/ Ristorante/Pub N° risposte 131 Bar 87 Teatro 24 Eventi e Passeggiata manifestazioni 167 198 Altro 23 Grafico 30 449 MOTIVI DI FREQUENZA SERALE DEL CENTRO STORICO (VALORI IN %) 35,0 31,4 30,0 26,5 25,0 20,8 20,0 13,8 15,0 10,0 3,8 5,0 3,7 0,0 Pizzeria/ Bar Teatro Eventi e manifestazioni Passeggiata Altro Abitudini di acquisto È stato chiesto al campione quante volte si rechi nel centro cittadino per compiere spese, al fine di capire la tipologia di acquisti effettuati: giornalieri o da shopping del fine settimana. Il 33,0% degli intervistati ha dichiarato di recarsi in centro almeno una volta al mese per fare gli acquisti, seguono con il 24,1% coloro che si recano in centro almeno 2 o 3 volte a settimana, ed con il 23,1% coloro con almeno 1 volta a settimana, l’11,7% ha dichiarato di recarsi ogni giorno, mentre l’8,1% si reca raramente nel centro storico. Tab. 32 Periodicità degli acquisti nel centro storico. Ogni giorno 2-3 volte a settimana 1 volta a settimana Almeno una volta al mese Più raramente Mai 78 161 154 220 54 78 N° risposte Grafico 31 450 OGNI QUANTO ACQUISTA NEL CENTRO STORICO A GIOIA DEL COLLE ? (VALORI IN %) 35,0 33,0 30,0 24,1 25,0 23,1 20,0 15,0 11,7 10,0 8,1 5,0 0,0 Ogni giorno 2-3 volte a settimana 1 volta a settimana Almeno una volta al mese Più raramente La frequenza con cui gli intervistati si recano nel centro storico per fare acquisti è differenziata anche sulla base della loro provenienza. Il grafico successivo mostra quali sono i prodotti principalmente acquistati nel centro urbano. La maggior parte delle persone (13,1%) compra articoli di abbigliamento, intimo e merceria. Al secondo posto ci sono i prodotti venduti nei bar (10,3%) ed al terzo i prodotti alimentari e tipici (9,8%). L’8,4 % acquista regali ed oggettistica, seguono con l’8,2 % coloro che acquistano prodotti in farmacia,l’8,1% calzature ecc. N° risposte 89 55 34 67 70 25 31 25 56 21 57 21 18 Nessuno Ferramenta Elettronica Foto/ottica Casalinghi/ arredo casa Regali/ oggettistica Gioielleria/ orologi Farmaci Cartoleria/ giocattoli Libri e musica Giornali/rivist e Bar/bevande Alimentari/ prodotti tipici Articoli sportivi Abbigliament o/ intimo/merce ria Calzature/ pelletteria Tab. 33 Prodotti acquistati nei negozi del centro storico. 3 49 60 Grafico 32 451 QUALI PRODOTTI ACQUISTA SOLITAMENTE NEL CENTRO STORICO ? (Valori in %) Nessuno 8,8 Ferramenta 7,2 0,4 Elettronica Foto/ottica 2,6 Casalinghi/ 3,1 Regali/ oggettistica 8,4 3,1 Gioielleria/ 8,2 Farmaci Serie5 Cartoleria/ 3,7 4,6 Libri e musica Giornali/riviste 3,7 Bar/bevande 10,3 Alimentari/ 9,8 5,0 Articoli sportivi 8,1 Calzature/ Abbigliamento/ 13,1 0,0 2,0 4,0 6,0 8,0 10,0 12,0 14,0 Poiché i consumatori tendono, ormai, a sperimentare differenti tipologie di distribuzione in base alle loro esigenze, al rapporto qualità prezzo ed ai parametri legati all’ottimizzazione del tempo e dello spazio, si è cercato di capire se gli intervistati acquistano anche presso i centri commerciali limitrofi. In tal modo è possibile comprendere quale sia l’entità di eventuali fenomeni di evasione verso grandi poli attrattivi, importanti soprattutto per tipologie quali: ipermercati, negozi di abbigliamento ed elettrodomestici. Il 74,9% afferma di effettuare acquisti anche presso centri commerciali (Graf.39); in particolare il 33,2% almeno una volta a settimana, ma c’è una buona parte di chi vi si reca meno di una volta al mese (26,5%) e chi 2-3 volta al mese (24,1% - Graf.40). Tab. 34 Numero d'intervistati che fanno acquisti nei Centri Commerciali. N° risposte Sì 561 No 188 Grafico 33 452 FA ACQUISTI ANCHE NEI CENTRI COMMERCIALI ? (VALORI IN %) 80,0 74,9 70,0 60,0 50,0 40,0 30,0 25,1 20,0 10,0 0,0 Sì No Tab. 35 Periodicità degli acquisti nei Centri Commerciali. Ogni giorno 2-3 volte a settimana 76 181 N° risposte 1 volta a settiman a 249 Almeno una volta al mese 199 Più raramente Mai 39 6 Grafico 34 SE SI,OGNI QUANTO FA ACQUISTI? (Valori in %) 35,0 33,2 30,0 26,5 24,1 25,0 20,0 15,0 10,1 10,0 5,2 5,0 0,8 0,0 Ogni giorno 2-3 volte a settimana 1 volta a settimana Almeno una volta al mese Più raramente Mai 453 Con il 42,2 % il centro commerciale Auchan di Casamassima si aggiudica il primo posto tra i poli del commercio preferiti dagli intervistati ; peraltro bisogna ricordare che proprio lo scorso dicembre è stata inaugurata una nuova parte per un totale di 110 negozi e 5500 posti auto. Il secondo posto della lista dei centri più frequentati è occupato, con il 23,7%, dall’Ipercoop di Gioia del Colle. Tab. 36 Centri Commerciali preferiti . N° rispos te Iperco op a Gioia del Colle 180 Auchan a Casamassim a Bariblu a Triggian o Mongolf iera a Bari 321 56 61 Bari Max a Bari Molfett a Outlet a Molfett a Altr o Non rispond e 45 67 23 7 Grafico 35 SE LO FREQUENTA RARAMENTE,IN QUALE CENTRO COMMERCIALE SI RECA PREVALENTEMENTE ? 45,0 42,2 40,0 35,0 30,0 25,0 23,7 20,0 15,0 10,0 8,8 8,0 7,4 5,9 5,0 3,0 0,9 0,0 Ipercoop Auchan a Casamassima Bariblu a Triggiano Mongolfiera a Bari Max a Bari Molfetta Outlet Bari a Molfetta Altro Non risponde La spesa fatta nei centri commerciali riguarda, perlopiù, l’acquisto di generi alimentari (29,1%), segue con il 14,1% abbigliamento, con il 7,1% regali ed oggettistica, con 6,7% elettronica, ecc. (Graf.44). 454 Prodotti per animali Ferramenta Elettronica Foto/ottica Casalinghi/ arredo casa Piante e fiori Regali/ oggettistica Gioielleria/ orologi Profumeria Farmaci Cartoleria/ Giocattoli Libri e musica Giornali/rivist e Alimentari/ prodotti tipici Articoli sportivi Abbigliament o/ intimo/merce ria Calzature/ pelletteria Tab. 37 Prodotti acquistati nei negozi dei Centri Commerciali. N° risposte 140 60 51 111 21 34 65 12 45 9 71 23 19 14 67 45 Grafico 36 COSA COMPRA NEI CENTRI COMMERCIALI? 2,9 Prodotti per animali 4,5 Ferramenta 6,7 Elettronica 1,4 Foto/ottica 1,9 Casalinghi/ 2,3 Piante e fiori 7,1 Regali/ oggettistica 0,9 Gioielleria/ 4,5 Profumeria 1,2 Farmaci 6,5 Cartoleria/ 3,4 Libri e musica 2,1 Giornali/riviste 29,1 Alimentari/ 5,1 Articoli sportivi 6,0 Calzature/ 14,1 Abbigliamento/ 0,0 5,0 10,0 15,0 20,0 25,0 30,0 35,0 Percezione e valutazione della rete commerciale E’ stata richiesta una valutazione relativa alla percezione generale della rete commerciale del centro storico per capirne le problematiche e i punti di valore. Tab. 38 Percezione e valutazione della rete commerciale del centro storico. N° risposte Qualità negozi 126 465 135 Non risponde 23 Gamma di scelta per gli acquisti 156 272 287 34 45 311 369 24 del 221 416 73 39 dei 277 344 128 261 346 119 Scarso Sufficiente Buono Convenienza negozi Competenza/cortesia personale Flessibilità degli orari negozi/locali Allestimento vetrine 23 Dal grafico 43 emerge un giudizio di sufficienza generale per i vari aspetti considerati della rete commerciale, tranne che per la varietà di scelta dei prodotti e la loro 455 29 convenienza, considerate scarse. Nei primi tre casi si può dire che il giudizio si ponga tra il sufficiente e lo scarso, mentre negli ultimi tre tra il sufficiente e il buono. Nessun aspetto spicca per la sua gradevolezza, infatti, l’unico valore che supera la soglia del 50% è il giudizio negativo sulla convenienza dei negozi. In particolare si può osservare che: Il 62,1 % degli intervistati ha dato un giudizio sufficiente alla qualità dei negozi,segue con il 18,0% un giudizio buono, ed il 16,8% ha attribuito un giudizio scarso; la gamma di scelta per gli acquisti è considerata scarsa dal 20,8% del campione e sufficiente dal 36,3%; gli intervistati ritengono, inoltre che non ci sia una grande convenienza d’acquisto (41,5%) e il 49,3% gli attribuisce un valore buono; in relazione alla domanda sulla competenza e cortesia del personale dei punti di vendita gli intervistati hanno attribuito un giudizio sufficiente con il 55,5%, segue un giudizio scarso con il 29,5%; la domanda sulla flessibilità degli orari dei negozi e dei locali vede con un 45,9% un giudizio sufficiente, segue con 37,0% un giudizio scarso; stesso discorso vale per l’allestimento delle vetrine, ritenuto sufficiente dal 46,2% degli intervistati e scarso dal 34,8%. Grafico 37 ESPRIMA UN GIUDIZIO SU ALCUNE CARATTERISTICHE DELLA RETE COMMERCIALE 70,0 62,1 60,0 55,5 49,3 50,0 46,2 45,9 41,5 38,3 36,3 40,0 37,0 Scarso Sufficiente Buono Non risponde 34,8 29,5 30,0 20,8 18,0 16,8 20,0 17,1 15,9 9,7 10,0 6,0 4,5 3,1 5,2 3,2 3,1 0,0 ne ve to i/l en oz Al le st im eg in de ri ra io gl de nz à te lit pe Fl es si bi m Co tri al oc na so er lp de a si r te co a/ di a m am G le zi ne a nz ie en nv Co sc el ta pe Q rg ua li l it ac à qu ne is go ti go zi 0,0 Relativamente agli interventi proposti dagli intervistati per la valorizzazione del centro storico di Gioia del Colle, si evidenzia la richiesta di prezzi più competitivi (19,3%) e manifestazioni più numerose (17,4), seguono con il 15,1% coloro che chiedono più varietà di scelta per gli acquisti, con il 14,3% più attività culturali, con 12,4% più promozioni nei negozi 12,4, maggiore cortesia con l’8,2%, ed con il 5 % più informazioni e comunicazione. 456 Prezzi più competitivi Più promozioni nei negozi Maggiore cortesia Più attività culturali Manifestazion i più numerose informazione / comunicazion Non risponde N° risposte Più flessibilità orari negozi/ locali Interventi ritenuti necessari per valorizzare la rete commerciale del centro storico. Più varietà di scelta per acquisti Tab. 39 57 14 62 39 10 39 39 25 2 Grafico 38 QUALE DEI SEGUENTI INTERVENTI RITIENE CHE SIANO UTILI PER RIVITALIZZARE LA RETE COMMERCIALE DEL CENTRO STORICO?(Valori in %) 25,0 19,3 20,0 17,4 15,1 14,3 15,0 12,4 10,0 8,2 5,2 5,0 5,0 3,1 0,0 Più varietà di scelta per acquisti Più flessibilità orari negozi/ Prezzi più competitivi Più promozioni nei negozi Maggiore cortesia Più attività culturali Manifestazioni più numerose Più informazione/ comunicazione Non risponde Percezione e valutazione dell’aspetto urbano È stato chiesto di esprimere anche un giudizio sull’aspetto urbano del centro storico. In generale, non vi sono voci considerate molto positive o molto negative; la percentuale maggiore di scelta ricade, infatti, solo sul positivo o sul negativo. Dal parere dato alla voce “gradevolezza dell’ambiente urbano”, che implica una valutazione generale dell’assetto urbano, si evince la considerazione positiva (52,3%) che ne hanno gli intervistati. È da notare, però, che anche la percentuale di giudizi negativi espressi per questa voce, è piuttosto alta (34,6%). Le qualità ritenute positive dagli intervistati sono: l’illuminazione pubblica (col 64,1% di preferenze è in assoluto il fattore reputato più positivo); tutte le varie tipologie di segnaletica, che raggiungono la stessa percentuale di giudizio positivo (54,5%); la 457 pulizia delle strade, pari alla gradevolezza dell’ambiente (49,5%); la manutenzione della rete fognaria (51,4%); la presenza di panchine (40,2%); lo stato d’inquinamento dell’aria (51,8%); le proposte culturali e manifestazioni (44,5%). Le problematiche principali sono, invece, individuate: nella presenza di parcheggi, considerata negativa e molto negativa dal 56,4%; e nella manutenzione delle strade (46,9%), ritenuta molto negativa dal 35,6%. La presenza di spazi di verdi pubblico è vista come negativa dal 53,5% e la sua manutenzione non è da meno (59,1%). Un valore che la pubblica amministrazione dovrebbe tenere in seria considerazione è la sicurezza nelle strade che, purtroppo, è considerata negativa da ben il 54,1% del campione. Anche la presenza di servizi igienici pubblici scarseggia ed è, infatti, considerata negativamente (55,5%). Tab. 40 Percezione e valutazione dell’aspetto urbano del centro storico . N° risposte Molto negativo Negati vo Positivo Molto positivo Non risponde Gradevolezza dell’ambiente urbano 31 259 392 56 11 Pulizia delle strade 56 273 371 40 9 Manutenzione delle strade 267 351 113 11 7 Presenza di parcheggi 310 412 12 3 12 Presenza di spazi di verde pubblico Manutenzione degli spazi verdi 289 401 38 4 17 256 443 23 7 20 Presenza di panchine 121 301 299 7 21 Illuminazione pubblica 56 190 480 4 19 Sicurezza nelle strade 67 405 260 Manutenzione rete fognaria Stato di inquinamento dell’aria Presenza di servizi igienici pubblici Segnaletica di monumenti, musei, opere d’arte e simili Proposte culturali/manifestazio ni Segnaletica di uffici e servizi pubblici 71 259 385 14 20 67 252 388 19 23 246 412 35 25 31 56 210 421 45 17 59 313 333 26 18 40 260 408 20 21 17 Grafico 39 458 ESPRIMA UN GIUDIZIO SU ALCUNI ASPETTI DEL DECORO URBANO DEL CENTRO STORICO 2,8 2,7 5,3 2,43,5 7,9 2,3 6,0 7,5 4,1 3,34,7 Segnaletica di uffici e servizi pubblici Proposte culturali/manifestazioni Segnaletica di monumenti, musei, opere d’arte e simili Presenza di servizi igienici pubblici Stato di inquinamento dell’aria 3,1 2,5 Manutenzione rete fognaria 2,7 1,9 2,3 Sicurezza nelle strade 0,0 2,5 Illuminazione pubblica 0,5 2,8 Presenza di panchine 0,9 41,844,5 56,2 28,0 55,0 32,8 8,9 33,6 51,8 9,5 34,6 51,4 34,7 8,9 64,1 39,9 40,2 16,2 55,0 41,4 0,9 Manutenzione delle strade 1,5 15,1 35,6 1,2 5,3 7,5 1,5 7,5 4,1 0,0 53,5 38,6 1,6 Presenza di parcheggi 0,41,6 10,0 36,4 46,9 49,5 52,3 34,6 20,0 30,0 Non risponde Molto positivo Positivo Negativo Molto negativo 59,1 34,2 2,3 Presenza di spazi di verde pubblico 0,5 5,1 Gradevolezza dell’ambiente urbano 54,1 25,4 7,5 2,7 Manutenzione degli spazi verdi 0,93,1 Pulizia delle strade 54,5 34,7 40,0 50,0 60,0 70,0 Gli interventi principali proposti dagli intervistati in relazione alla valorizzazione dell’aspetto urbano sono: una maggiore presenza di spazi verdi (17,4%) e di parcheggi (16,3%). Il 13,0% del campione pensa, inoltre, che gli edifici necessitino di opere di ristrutturazione, così come le aree pedonali, i marciapiedi e le strade (11,2%). Dal confronto col grafico precedente in cui gli intervistati esprimevano grandi riserve sulla sicurezza nelle strade, risulta strano che la voce “sicurezza nelle strade” sia stata, in questo caso, segnalata da pochi come intervento necessario (4,0%). Tab. 41 Interventi ritenuti necessari per valorizzare dell’aspetto urbano del centro storico. 459 43 25 Non risponde 47 Meno traffico Più pulizia 35 Più sicurezza Più aree verdi 31 Migliore arredo urbano Ristrutturaz ione degli edifici Migliori aree pedonali/m arciapiedi/ strade Miglior illuminazion e Migliore segnaletica /accessibilit à al centro Più parcheggi 55 N° rispost e 51 35 35 2 16 Grafico 40 QUALE DEI SEGUENTI INTERVENTI RITIENE NECESSARIO PER VALORIZZARE L'ASPETTO URBANO DEL CENTRO STORICO 0,3 Non risponde 8,0 Meno traffico Più sicurezza 4,0 Migliore segnaletica/accessibilità al centro 2,0 Miglior illuminazione 3,0 Migliori aree pedonali/marciapiedi/ strade 11,2 Serie3 Ristrutturazione degli edifici 13,0 Migliore arredo urbano 12,9 11,9 Più pulizia 17,4 Più aree verdi 16,3 Più parcheggi 0,0 2,0 4,0 6,0 8,0 10,0 12,0 14,0 16,0 18,0 20,0 In particolare, è interessante approfondire il dato relativo alla necessità di un maggior numero di parcheggi e capire per quale tipologia d'intervistati esso è visto come un problema di un certo peso. Animazione e vitalità urbana È stato sottoposto agli intervistati un elenco di possibili fattori di rivitalizzazione del centro storico ai quali attribuire un giudizio sul relativo grado d’importanza. Gli eventi culturali sono gli unici fattori ad essere considerati molto importanti (46,1%), mentre tutti gli altri sono reputati importanti. In particolare, tra questi ultimi, la percentuale di chi li ritiene molto importanti spicca per le feste e le rievocazioni storiche (47,7%), nonché per i mercatini e le sagre (49,5%). La maggior percentuale di giudizi positivi c’è l’hanno le voci: mostre all’aperto e bar,musei/pinacoteche e biblioteche,ecc. Tab. 42 Fattori di rivitalizzazione del centro storico. 460 N° risposte Non important e 20 Poco important e 56 21 398 Molto important e 267 Non rispond e 8 23 442 259 4 2 35 419 289 4 Teatro 12 33 433 267 4 Pub e locali di svago/spettacolo 12 46 424 265 2 Bar 45 244 366 85 9 Pizzerie/ristorant i Circoli e centri di vita sociale Centri e servizi di informazione Concerti all’aperto 87 188 378 89 7 55 109 368 210 7 14 61 379 277 18 39 109 345 237 19 Mostre all’aperto 17 45 410 256 21 Animazione per strada Mercatini tipici/sagre Feste e rievocazioni storiche 23 165 367 178 16 4 21 345 371 8 2 34 355 357 1 Piccoli spettacoli 4 187 350 199 9 Notti bianche 8 156 321 251 13 Eventi culturali 7 34 355 345 8 Biblioteca Musei/pinacoteca Chiese e monumenti Important e 461 Grafico 41 ESPRIMA UN GIUDIZIO SULL'IMPORTANZA CHE ATTIBUISCE A CIASCUN FATTORE PER RIVITALIZZARE IL CENTRO STORICO DEL COMUNE DI GIOIA DEL COLLE Eventi culturali Notti bianche Piccoli spettacoli Feste e rievocazioni storiche Mercatini tipici/sagre Animazione per strada Mostre all’aperto Concerti all’aperto Centri e servizi di informazione Circoli e centri di vita sociale Pizzerie/ristoranti Bar Pub e locali di svago/spettacolo Teatro Chiese e monumenti Musei/pinacoteca Biblioteca 1,1 0,9 4,5 1,7 1,1 1,2 0,5 0,1 0,3 4,5 1,1 0,5 2,8 2,1 3,1 2,8 2,3 6,0 2,5 14,6 5,2 2,4 1,9 8,1 0,9 14,6 7,3 0,9 11,9 11,6 1,2 11,3 6,0 0,3 1,6 6,1 0,5 1,6 4,4 0,5 0,3 4,7 0,5 3,1 2,8 1,1 2,7 7,5 0,0 10,0 46,1 47,4 33,5 20,8 42,9 26,6 25,0 46,7 47,7 47,4 46,1 49,5 23,8 22,0 49,0 34,2 54,7 31,6 Non risponde Molto importante Importante Poco importante Non importante 46,1 37,0 28,0 50,6 49,1 50,5 25,1 48,9 32,6 35,4 56,6 35,6 57,8 38,6 55,9 34,6 59,0 35,6 20,0 30,0 40,0 53,1 50,0 60,0 70,0 462 Infine, è stato chiesto se un questionario come quello proposto potesse essere ritenuto un valido strumento di ricerca e pianificazione di strategie e, pertanto, utilizzato dal comune di Gioia del Colle. Il 94,06% del campione ha dichiarato che sarebbe molto utile se il Comune acquisisse direttamente dalla popolazione problematiche e idee di valorizzazione attraverso questo strumento. Tab. 43 Utilità del questionario pianificazione di strategie. N°risposte Per niente 0 come Poco Molto 29 719 strumento di ricerca e Non risponde 1 Grafico 42 PENSA SAREBBE UTILE SE IL COMUNE ACQUISISSE PROBLEMATICHE E IDEE DI VALORIZZAZIONE DEL CENTRO STORICO DIRETTAMENTE DALLA POPOLAZIONE,COME E' STATO FATTO CON QUESTO QUESTIONARIO? 120,0 96,0 100,0 80,0 60,0 40,0 20,0 0,0 3,9 0,1 0,0 Per niente Poco Molto Non risponde 463 Azioni di marketing per la valorizzazione del centro storico del comune di Gioia del Colle I dati ricavati mediante i sopralluoghi e il questionario forniscono uno strumento di riflessione sulla strada da percorrere per ottenere risultati positivi nella valorizzazione del commercio del centro storico gioiese. La storia del cuore della città e l’evoluzione del ruolo dei suoi negozi, sottolineano l’impossibilità di attuare un rinnovamento del commercio senza una riqualificazione urbana. Solo risollevando la qualità della vita del centro cittadino sarà possibile rivitalizzare il commercio al dettaglio tipico di quella zona e restituirgli la sua caratteristica forza di attrazione. Se non verranno potenziate le caratteristiche strutturali del centro storico non si potranno estendere al suo sistema commerciale tutte quelle proprietà dell’innovazione distributiva messe in atto, ad esempio, per la realizzazione di medie e grandi strutture di vendita. Infatti, un centro commerciale al dettaglio che non abbia adeguati collegamenti viari con la sua area di attrazione o un ambiente urbano pregevole finisce col risultare poco interessante. Queste considerazioni sottolineano la necessità di rilanciare il commercio del centro storico gioiese prestando molta attenzione al rapporto tra l’attività di vendita al dettaglio e il territorio, tra le aggregazioni funzionali e la forma architettonica complessiva della città. I negozi al dettaglio, inoltre, per attrarre l’interesse dei cittadini dovranno integrarsi con gli altri servizi, tenendo conto del grado di complessità dell’area urbana nella quale sono inseriti. Le soluzioni banali e la specializzazione merceologica non potranno fornire un’adeguata risposta competitiva ai medi e grandi negozi; bisognerà, quindi, saper sfruttare le risorse storico-culturali offerte dal territorio gioiese. Il centro urbano potrebbe, peraltro, diventare il fulcro dello svago cittadino ed essere in grado di trasferire, attraverso i suoi negozi, quelle sensazioni, emozioni, odori e colori che concorrono a definire l’atmosfera delle merci esposte. In sostanza lo studio dello spazio pubblico utilizzato dalla collettività deve diventare fondamentale se si vogliono attuare interventi di marketing urbano vincenti. Un’iniziativa molto interessante a cui il Comune di Gioia del Colle potrebbe aderire per valorizzare il suo centro storico è quella dei DUC, ovvero dei Distretti Urbani del Commercio. Si tratta di un progetto creato dalla Regione Puglia con la collaborazione dei Centri di assistenza tecnica (CAT) delle associazioni di categoria Confcommercio e Confesercenti, che propone la valorizzazione di un’area a vocazione commerciale come processo continuo e non episodico, al fine di rendere competitivo il suo sistema commerciale e turistico attraverso un approccio sistemico d’integrazione fra politiche. In particolare, nel bando44 (approvato con DGR n. 2151 del 11/11/2008 e con la delibera 23 novembre 2007 n. 125) si specifica che la Regione Puglia intende finanziare azioni di sostegno ai Comuni che predispongano progetti riguardanti la “riqualificazione e rivitalizzazione del sistema distributivo con particolare riferimento ai centri storici e alle zone urbane a tradizionale vocazione commerciale, ivi compresi i mercati su aree pubbliche, quali centri commerciali naturali per il recupero e la valorizzazione dei mercati rionali e delle aree attrezzate”.45 Obiettivi principali del progetto sono: l’ammodernamento, la ristrutturazione della rete distributiva, l’innovazione tecnologica e l’introduzione di sistemi di sicurezza. 44 Regione Puglia - Bando a favore dei comuni della Regione Puglia per la realizzazione di progetti di valorizzazione e di qualificazione della rete commerciale. Visionabile all’indirizzo internet: http://www.ducpuglia.it/normativa/bando/ 45 Idem. 464 È previsto, inoltre, che i comuni si muniscano di strumenti di programmazione basati su un’analisi preventiva del territorio e della rete commerciale, al fine di pianificare misure di promozione e sviluppo del commercio nelle aree a vocazione commerciale dei centri storici, delle aree urbane e dei centri di minor consistenza demografica. Oltre che attraverso i bandi, la Regione assiste i distretti attraverso: la diffusione d'informazioni sull’accesso ai contributi; la promozione di attività di formazione per le Amministrazioni comunali, organismi degli operatori e i manager di distretto; lo scambio di esperienze e casi di successo in Italia e all’estero; la valorizzazione delle migliori pratiche e la loro diffusione; l’assistenza nella stesura degli accordi e dei relativi progetti operativi. Inoltre, per verificare l’efficacia delle azioni svolte dai Distretti, la Regione le monitora e, in caso di necessità, interviene in aiuto. Tecnicamente, quindi, ci sono tre fasi preliminari da affrontare per attivare un DUC: identificare le diverse aree commerciali e le loro funzioni (area di vicinato, shopping, turistica ecc.); individuare la governance del distretto (cioè i soggetti pubblici e privati che vi partecipano); valutare gli strumenti da utilizzare per i diversi interventi di valorizzazione (come intervenire, come comunicare, attraverso quali canali media e web). Un caso di Distretto molto interessante è quello del Comune di Brescia che ha saputo attuare, attraverso la sinergia di forze pubbliche e private, un ampio progetto di sviluppo economico e sociale localizzato nel centro storico cittadino. Tale progetto viene spiegato in maniera molto accattivante sul web in uno spazio dedicato appositamente al DUC di Berescia46, in cui è presente una mappa sulla quale sono stati georeferenziati i negozi, i luoghi in cui trascorrere il tempo libero (teatri, cinema, parchi, bar, ristoranti ecc...) e i luoghi dell’arte e della cultura (musei, pinacoteche, aree archeologiche, biblioteche ecc…). Per ciascuno di questi è stata, poi, creata una scheda corredata da foto e breve presentazione. Nel DUC di Brescia ci sono più di 1.100 attività commerciali, tra negozi e pubblici esercizi, che, attraverso la collaborazione reciproca, hanno saputo aggiungere alla loro professionalità e qualità dell’offerta, la bellezza storico-culturale del contesto in cui sono inserite. Per loro, lo shopping, la cultura e la storia sono elementi che devono fondersi con lo scopo di regalare ai visitatori un’esperienza piacevole e insolita. Far acquisti nel DUC diventa, in questo modo, “una buona occasione per passare il proprio tempo libero immersi nella storia, circondati dalla bellezza, accompagnati dalla musica e soddisfatti dalle proposte commerciali ed enogastronomiche”. 46 http://www.duc-brescia.it/ 465 IL MODELLO MULTIVARIATO DELLO SCALING MULTIDIMENSIONAL PER L’ANALISI DEI FATTORI PER LA RIVITALIZZAZIONE DEL CENTRO STORICO E PER L’ANALISI DEI GIUDIZI ESPRESSI SULLE CARATTERISTICHE DEL DECORO URBANO DEL CENTRO STORICO Aspetti generali L’analisi delle preferenze dei consumatori permettono di determinare la segmentazione del mercato oltre che il posizionamento dei prodotti sul mercato. Il multidimensional scaling, d’ora in poi MDS, permette inoltre di rappresentare in modo “visivo” le preferenze o le percezioni dei consumatori nel momento in cui si chiedesse di valutare un servizio. Questa tecnica è applicata nelle ricerche di marketing per esaminare la relazione esistente tra gli oggetti, di solito marche di un particolare gruppo di prodotti. Il’MDS consiste in un insieme di calcoli che permettono di ottenere una matrice d’input di associazioni di oggetti o variabili con una dimensione di fondo ignota. Quindi tradotto questo concetto in parole semplici possiamo affermare che questa tecnica ci permette di individuare un minimo di dimensionalità che mette in relazione tra di loro gli oggetti e la posizione di ciascun oggetto su ciascuna dimensione. Questa tecnica trova impiego nei seguenti campi: per la percezione da parte del consumatore della similarità delle marche; per l’analisi dei giudizi di preferenza espresse dai frequentatori di un centro storico sulle caratteristiche del decoro urbano di un centro storico; per stabilire le preferenze del consumatore manifestate per le marche. Si può ben capire, inoltre, come sia possibile passare per un posizionamento degli atteggiamenti sulle marche da una scala unidimensionale ad una scala multidimensionale collocando le marche in uno spazio ndimensionale, in cui n esprime la dimensionalità minima di fondo della relazione. Pertanto si può parlare di posizionamento di marche e di preferenze rispetto alle marche in uno spazio di percezioni. Vi sono tre tipi di rappresentazione in scala multidimensionale: completamento metrico. I metodi di questo tipo richiedono misure di input con scala ad intervallo o a rapporto e generano un insieme di relazioni tra oggetti anch’essi ad intervallo o rapporto; completamento non metrico. I metodi di questo tipo accettano misure di input con scala ordinale e generano l’ordine di classificazione di ciascun oggetto su ciascuna dimensione. Non metrico. Metodi di questo tipo accettano misure d’input con scala ordinale e generano un insieme di relazioni tra gli oggetti d’intervallo; cioè, le distanze tra gli oggetti nello spazio di percezione hanno un significato utile. Questo tipo di rappresentazione è più utilizzata nel campo del marketing. Il’MDS rappresenta una tecnica statistica molto utilizzata nelle recenti applicazioni di marketing, ed in particolare in quelle comportamentali per 466 l’interpretazione dello stimolo. La tecnica statistica consiste nella rappresentazione in uno spazio di un insieme di punti rappresentativi di un’insieme d’informazione di dati. I punti posizionati nello spazio sono distribuiti geometricamente, considerando la distanza che li separa tra di essi, al fine di riprodurre le relazioni di tipo empirico insite nei dati originali. L’analisi inizia dai dati di prossimità, sotto forma di matrice quadrata, che esprimono valutazioni di similitudine nella percezione dei consumatori tra tutte le coppie di elementi (prodotto o marche) appartenenti ad un insieme di dimensione finita, come le misure di distanza o di dissimilarità. L’obbiettivo, di detta analisi, è quello di definire il posizionamento o una forma degli n elementi in uno spazio metrico di dimensione p non troppo elevata, che si aggira intorno al valore di tre o quattro unità, in modo che la distanza calcolata tra i punti che identificano gli elementi riproducano la prossimità iniziale. Per posizionamento o forma s’intendono le coordinate dei n elementi rispetto alle p dimensioni dello spazio metrico di rappresentazione. Applicazione dello scaling multidimensional per l’analsi delle risposte dei frequentatori. Il seguente grafico evidenzia i giudizi espressi dai frequentatori del centro storico intervistati sulle caratteristiche del decoro urbano del centro storico del comune di Gioia del Colle. Vi sono tre segmenti, il primo giuduca in modo simile la gradevolezza dell’ambiente urbano, la manutenzione degli spazi verdi, 467 panchine inquinamento dell’aria verde pubblico ed infine segnaletiche. Il secondo segmento giudica in modo simile la manutenzione delle fogne, la pulizia delle strade, l’illuminazione ecc. Ed infine un terzo segmento giudica le proposte culturali in modo differente da tutte le altre. I MODELLO DELL’ANALISI FATTORIALE PER L E PER L’ANALISI DEI GIUDIZI ESPRESSI SULLE CARATTERISTICHE DEL DECORO URBANO DEL CENTRO STORICO E DEI FATTORI PER LA RIVITALIZZAZIONE DEL CENTRO STORICO. Aspetti generali e impiego nelle ricerche di marketing L’analisi delle componente principali permette di risolvere problemi complessi nel campo delle ricerche di marketing fornendo un valido strumento 468 per il sistema di supporto alle decisioni di marketing (SSDM). L’analisi delle componenti principali trova largo impiego nei questionari utilizzati per le ricerche di marketing in quanto permettono di sintetizzare i dati raccolti a poche variabili. Supponiamo di voler condurre un’indagine sui consumatori in cui le variabili in gioco riguardano le caratteristiche d’alcuni prodotti, perciò si chiede di esprimere un giudizio per ogni attributo, ma in questo modo considerando più attributi ed essendo ogni attributo una variabile ed essendo numerose le variabili nelle ricerche di marketing, ricorreremo alle componenti principali per capire le caratteristiche che accomunano i consumatori, che altrimenti sarebbero difficile avere con più variabili. In sostanza se dovessimo sottoporre ad un intervista il consumatore o cliente su alcune caratteristiche di prodotto utilizzando molte variabili, con la tecnica dell’analisi delle componenti principali è possibile ridurre il numero di tali variabili, estrapolando dall’output ell’elaborazione le componenti che hanno una forte correlazione con le variabili analizzate. Tra le diverse tecniche d’analisi multidimensionale dei dati, vi è la metodologia per l’analisi delle componenti principali, che si estraggono da un insieme di variabili incorrelate tra loro. La prima componente principale rappresenta il massimo valore della variabilità della matrice di varianza-covarianza, la seconda è la combinazione incorrelata con la prima che estrae il massimo di variabilità residua, e così via fino ad arrivare alla componente principale che esprime la variabilità minima residua. Il numero delle componenti estraibili determina la dimensionalità della matrice. L’obiettivo dell’analisi delle componenti principali consiste nello spiegare alcune variabili in un numero inferiore rispetto a quelle originali, inoltre lo studio si basa sull’ottenimento di variabili che derivano da quelle originali correlate linearmente. Aspetti generali e impiego nelle ricerche di marketing urbano L’analisi delle componente principali permette di risolvere problemi complessi nel campo delle ricerche di marketing urbano fornendo un valido strumento per il sistema di supporto alle decisioni di marketing (SSDM). L’analisi delle componenti principali trova largo impiego nei questionari utilizzati per le ricerche di marketing in quanto permettono di sintetizzare i dati raccolti a poche variabili. Supponiamo di voler condurre un’indagine sui consumatori in cui le variabili in gioco riguardano le caratteristiche d’alcuni prodotti, perciò si chiede di esprimere un giudizio per ogni attributo, ma in questo modo considerando più attributi ed essendo ogni attributo una variabile ed essendo numerose le variabili nelle ricerche di marketing, ricorreremo alle componenti principali per capire le caratteristiche che accomunano i consumatori, che altrimenti sarebbero difficile avere con più variabili. In sostanza se dovessimo sottoporre ad un intervista il consumatore o cliente su 469 alcune caratteristiche di prodotto utilizzando molte variabili, con la tecnica dell’analisi delle componenti principali è possibile ridurre il numero di tali variabili, estrapolando dall’output ell’elaborazione le componenti che hanno una forte correlazione con le variabili analizzate. Tra le diverse tecniche d’analisi multidimensionale dei dati, vi è la metodologia per l’analisi delle componenti principali, che si estraggono da un insieme di variabili incorrelate tra loro. La prima componente principale rappresenta il massimo valore della variabilità della matrice di varianza-covarianza, la seconda è la combinazione incorrelata con la prima che estrae il massimo di variabilità residua, e così via fino ad arrivare alla componente principale che esprime la variabilità minima residua. Il numero delle componenti estraibili determina la dimensionalità della matrice. L’obiettivo dell’analisi delle componenti principali consiste nello spiegare alcune variabili in un numero inferiore rispetto a quelle originali, inoltre lo studio si basa sull’ottenimento di variabili che derivano da quelle originali correlate linearmente. Per cui tre sono le fasi di un analisi fattoriale. La prima è lo sviluppo di un insieme di correlazioni tra tutte le combinazioni delle variabili d’interesse. La seconda fase è l’estrazione di un insieme di fattori iniziali della matrice di correlazione sviluppata nella prima fase. La terza fase è la rotazione dei fattori iniziali per trovare una soluzione finale. 470 APPLICAZIONE DEL MODELLO DELL’ANALISI FATTORIALE Test KMO e di Bartlett Misura di adeguatezza campionaria KMO (Keiser Meyer Olkin). Chi-quadrato appross. Test di sfericità di Bartlett df Sig. ,546 1017,354 136 ,000 La seguente tabella evidenzia i sette fattori estratti che spiegano l’80,6% della variabilità totale. Varianza totale spiegata Componente Autovalori iniziali Totale Pesi dei fattori non ruotati % di varianza % cumulata Totale % di varianza % cumulata Pesi dei fattori ruotati Totale % di varianza % cumulata 1 3,178 18,695 18,695 3,178 18,695 18,695 2,787 16,392 16,392 2 3,045 17,911 36,606 3,045 17,911 36,606 2,770 16,293 32,685 3 2,269 13,344 49,951 2,269 13,344 49,951 2,672 15,718 48,403 4 1,633 9,605 59,556 1,633 9,605 59,556 1,450 8,532 56,935 5 1,308 7,695 67,251 1,308 7,695 67,251 1,360 7,998 64,933 6 1,231 7,244 74,495 1,231 7,244 74,495 1,357 7,983 72,916 7 1,052 6,187 80,682 1,052 6,187 80,682 1,320 7,766 80,682 8 ,718 4,224 84,907 9 ,678 3,987 88,894 10 ,532 3,132 92,026 11 ,411 2,418 94,444 12 ,350 2,061 96,505 13 ,264 1,553 98,058 14 ,143 ,841 98,899 15 ,079 ,465 99,363 16 ,066 ,389 99,752 17 ,042 ,248 100,000 Metodo di estrazione: Analisi componenti principali. Il primo fattore è fortemente correlato con piccoli spettacoli, concerti all’aperto ed animazione per strada, per cui evidenzia l’importanza degli eventi organizzati all’aperto per esercitare un’azione di attrazione dei frequentatori nel centro storico. Segie il secondo fattore correlato alle chiese e monumenti, feste e rievocazioni storiche e mostre all’aperto, quindi rappresenta il patrimonio storico culturale che va valorizzato. Il terzo fatttore è correlato con notti bianche, feste e rievocazioni storiche ed infine mostre all’aperto. Matrice dei componenti ruotataa Componente 1 Piccoli spettacoli ,954 Concerti all’aperto ,922 Animazione per strada ,903 2 3 Chiese e monumenti ,937 Musei-pinacoteca ,916 Teatro ,905 4 Notti bianche ,938 Feste e rievocazioni storiche ,910 Mostre all’aperto ,869 Pizzerie-ristoranti Circoli e centri di vita sociale 5 6 -,725 ,706 Biblioteca ,809 Bar ,687 Pub e locali di svago ,407 -,883 Eventi culturali ,535 Centri e servizi di ,814 informazione Mercatini tipici-sagre 7 ,402 ,575 473 APPLICAZIONE DEL MODELLO DELL’ANALISI FATTORIALE Test KMO e di Bartlett Misura di adeguatezza campionaria KMO (Keiser Meyer ,458 Olkin). Chi-quadrato appross. Test di sfericità di Bartlett 403,856 df 105 Sig. ,000 La seguente tabella evidenzia i sei fattori estratti, che spiegano il 73,5% della variabilità totale. Varianza totale spiegata Componente Autovalori iniziali Totale Pesi dei fattori non ruotati % di varianza % cumulata Totale % di varianza % cumulata Pesi dei fattori ruotati Totale % di varianza % cumulata 1 3,199 21,326 21,326 3,199 21,326 21,326 2,838 18,923 18,923 2 1,917 12,782 34,108 1,917 12,782 34,108 1,795 11,965 30,888 3 1,768 11,790 45,898 1,768 11,790 45,898 1,731 11,538 42,426 4 1,535 10,233 56,131 1,535 10,233 56,131 1,645 10,966 53,392 5 1,443 9,617 65,748 1,443 9,617 65,748 1,564 10,427 63,819 6 1,174 7,825 73,573 1,174 7,825 73,573 1,463 9,754 73,573 7 ,985 6,565 80,138 8 ,806 5,371 85,509 9 ,653 4,352 89,861 10 ,543 3,622 93,483 11 ,411 2,741 96,224 12 ,243 1,619 97,842 13 ,172 1,150 98,992 14 ,114 ,761 99,753 15 ,037 ,247 100,000 Metodo di estrazione: Analisi componenti principali. La prima componente principale è fortemente correlata con le seguenti variabili: segnaletiche uffici e servizi pubblici, segnaletiche monumenti ed infine proposte culturali. La seconda componente principale è correlata con le seguenti variabili: sicurezza nelle strade e manutenzione delle strade. La terza componente principale è correlata con: presenza di spazi verdi, presenza di parcheggi e presenza di panchine nel centro storico. Matrice di componentia Componente 1 Segnaletica di uffici e servizi pubblici Segnaletica di monumenti, musei, opere d’arte e simili Proposte culturali/manifestazioni 2 3 4 5 6 ,916 ,906 ,886 Sicurezza nelle strade ,761 Pulizia delle strade -,704 Gradevolezza dell’ambiente urbano -,509 Presenza di spazi di verde pubblico ,701 Presenza di parcheggi ,554 -,476 Presenza di panchine ,482 ,406 Manutenzione delle strade ,461 -,436 ,603 Illuminazione pubblica -,516 ,512 Stato di inquinamento dell’aria Presenza di servizi igienici pubblici -,483 Manutenzione rete fognaria Manutenzione degli spazi verdi -,513 -,444 ,689 ,627 ,503 475 476 [IL COMMERCIO NEL CENTRO STORICO DEL COMUNE DI VALENZANO: INDAGINE STATISTICA ED AZIONI DI MARKETING] 477 INDICE Il commercio all’interno del centro storico del comune di Valenzano Il centro storico Valenzano nella storia: centro di cultura e di commercio Le origini del centro storico Valenzanese L’evento commerciale: la fiera di Ognissanti del 1°Novembre Eventi a sfondo animativo e culturale Analisi qualitativa del centro storico del comune di Valenzano Risultati dell’indagine qualitativa del centro città di Valenzano Le attività commerciali La percezione del centro storico Il questionario per l’indagine statistica sui frequentatori del centro storico del comune di valenzano I risultati dell’indagine Azioni di marketing per la valorizzazione del centro storico del comune di valenzano IL MODELLO MULTIVARIATO DELLO SCALING MULTIDIMENSIONAL PER L’ANALISI DEI FATTORI PER LA RIVITALIZZAZIONE DEL CENTRO STORICO E PER L’ANALISI DEI GIUDIZI ESPRESSI SULLE CARATTERISTICHE DEL DECORO URBANO DEL CENTRO STORICO IL MODELLO DELL’ANALISI FATTORIALE PER L E PER L’ANALISI DEI GIUDIZI ESPRESSI SULLE CARATTERISTICHE DEL DECORO URBANO DEL CENTRO STORICO E DEI FATTORI PER LA RIVITALIZZAZIONE DEL CENTRO STORICO. 478 INDAGINE STATISTICA E STRATEGIE DI MARKETING PER LA VALORIZZAZIONE DEL COMMERCIO NEL CENTRO STORICO DEL COMUNE DI VALENZANO Il commercio all’interno del centro storico del comune di Valenzano Il centro storico La città di Valenzano si presenta come un piccolo territorio formato da 18.305 abitanti residenti al suo interno; il nome “Valenzano” contiene differenti teorie e leggende legate alla sua adozione, la più importante è legata al fondatore di origini greche del paese, il cui nome era “Valenziano o Valentiniano”, da cui prende il nome il paese, che fuggendo dalla terra di Bari, a causa dell’assedio di quest’ultima da parte del popolo saraceno, si rifugiò nella terra di Valenzano dove vi rimase per un lungo periodo di tempo; un’altra leggenda è legata al fatto che il nome “Valenzano” deriva dal nome dell’antico borgo del paese che era una campagna di dimensioni molto vaste, dedita all’accoglimento e alla cura dei malati, conosciuta come “quia valet insanus” da dove poi deriva il nome “Valenzano”. Per quel che riguarda la sua storia, è possibile affermare che vi sono state differenti civiltà e differenti popoli che si sono stanziati nel territorio Valenzanese per differenti motivi, come ad esempio per il fatto che il suddetto paese rappresentava una sorta di “incrocio” tra le imponenti città pugliesi dell’epoca antica come Brindisi, Canosa, Taranto e Bari, e di conseguenza, i popoli per raggiungere una determinata zona dovevano attraversare il territorio Valenzanese; tra l’altro questi popoli usavano il territorio Valenzanese, anche semplicemente per rifugiarsi e proteggersi dalle intemperie imprevedibili della notte. A livello turistico, ad oggi, i principali poli attrattivi risultano essere: la chiesa di San Rocco, nonché Santo Patrono del paese, situata nel centro città, la chiesa del Padre Eterno ubicata a sinistra della chiesa del Santo Patrono, il Castello Baronale di origini antichissime, la chiesa di Santa Maria e di San Luca i cui altari sono rivestiti in oro e argento, la chiesa della Madonna di Loreto, e l’abbazia di Ognissanti di Cuti che, oltre ad esser stato un luogo di attrazione turistica, è sempre stato un polo attrattivo del commercio Valenzanese, soprattutto in passato. Ed ecco che a livello commerciale, si può affermare che, in passato questa abbazia rappresentava il fulcro del commercio della terra di Valenzano poiché grazie allo spazio circostante all’abbazia, curato dai monaci che l’avevano acquistato, vennero istituite delle vere e proprie attività commerciali, assieme alla coltivazione di vigneti e di olive che poi venivano vendute in tempo reale; tra l’altro, i monaci, servendosi di agricoltori e braccianti Valenzanesi, riuscivano a coltivare e a far fruttare i terreni circostanti all’abbazia, in maniera molto più rapida. Purtroppo, dopo diversi anni, a causa della pessima gestione e della pessima cura dell’abbazia da parte dei monaci che abitarono la chiesa nel periodo successivo a quello della grande fortuna a livello commerciale, l’abbazia perse il ruolo di primato del commercio Valenzanese e, a questo si aggiunse anche il fatto che, attorno all’abbazia si svolgeva, 479 da diversi anni, un evento commerciale di grande portata, nonché la fiera di Ognissanti, un evento a cui prendevano parte milioni e milioni di venditori e commercianti che venivano da diverse parti del mondo e che, non potendosi riparare dalle intemperie della notte che separava i due giorni in cui si svolgeva l’evento, nell’abbazia ormai abbattuta, cominciarono a diminuire e a non partecipare più all’evento; soltanto in un secondo momento la fiera commerciale fu spostata nelle strade del paese e si svolse il 1° Novembre di ogni anno; chiaramente, questo fenomeno portò all’aumento dei partecipanti e alla ripresa commerciale del paese. Ad oggi, per quel che riguarda il centro città di Valenzano, diverse sono le strade a vocazione commerciale, come ad esempio Corso Aldo Moro che, presenta una vastità di esercizi commerciali specializzati in vari settori, il Largo Plebiscito che presenta una grande villa munita di panchine, dove la gente può sedersi, riposare ed intrattenersi dopo gli acquisti, oltre ad una vastità di esercizi commerciali specializzati in vari settori che vanno da quello alimentare a quello dell’abbigliamento, e ancora via Casamassima che presenta una vastità di esercizi commerciali, di cui la maggior parte è specializzata nella produzione e nella vendita di prodotti caseari. Dopo un’attenta osservazione sulle principali strade a vocazione commerciale del centro città di Valenzano, seguono dei grafici rappresentativi della situazione commerciale del paese di Valenzano, in particolare sui settori commerciali più importanti e presenti in misura maggiore in tutto il territorio Valenzanese. Valenzano nella storia: centro di cultura e di commercio La città di Valenzano sorge a circa 10 km dal suo capoluogo, precisamente a Sud-Est di quest’ultimo, e, ad oggi, oltre ad essere conosciuto e stimato come luogo di posizionamento di molti centri di studio che si occupano di biologia ed ogni tipologia di scienza, è composto da diverse zone che presentano una caratteristica fondamentale, nonché la coltivazione di vigneti ed ulivi; tra l’altro, essa presenta un comune di 18.305 abitanti. Per quel che riguarda il nome “Valenzano”, vi sono diverse leggende che spiegano le ragioni per cui il paese abbia assunto questo nome: la prima, quella di Bonaventura da Lama, sostenitore del fatto che questo nome provenga dal passato del paese , o meglio, dal fatto che il paese, in un passato abbastanza remoto, fosse una ampia zona di campagna, dove venivano curati i malati, precisamente chiamata:”quia valet insanus”, e secondo lui il nome del paese deriverebbe proprio dal nome della campagna, la seconda, sempre del medesimo Bonaventura da Lama, che sostiene che il nome del paese derivi dal nome del fondatore di origini greche, il cui nome era “Valentiniano o Valenziano”, che sfuggì dall’assedio dei saraceni nella terra di Bari, rifugiandosi nella terra di Valenzano, ed ecco che dal nome del fondatore, di conseguenza, prende il nome il paese, la terza, è relativa al nome dato al borgo antico costruito nel paese, in passato, chiamato “vallis sana” cioè “valle libera”, da cui prende il nome il paese, la quarta ed ultima è quella che riguarda un termine di origini latine proveniente dal Basso Impero, cioè “Valentiniaum” o “proprietà di Valenz” da cui prende il nome il suddetto paese. Il valore più importante che viene attribuito a questa città, sta nel sua profonda dedizione alla tradizione e alla cultura, infatti sono presenti numerosi monumenti che mettono in evidenza l’aspetto storico e culturale del paese. Il paese, in termini numerici, presenta una parte del territorio edificata pari a 2,5 kmq in cui il numero di abitanti si aggira sui 1100 circa, a differenza del paese intero, che presenta una totale estensione pari a 15 kmq circa. Questa città è stata fondata nel periodo in cui il territorio pugliese era sotto il dominio dei bizantini, e ad esso, era stato attribuito un valore fondamentale poiché rappresentava quel luogo di ritrovo, protezione e rifugio per diverse popolazioni, come ad esempio il popolo cristiano attorno all’anno 1000, grazie al fatto che era un paese che fungeva da 480 incrocio e, che collegava Bari con Taranto, e Canosa con Brindisi. Durante il dominio bizantino, grazie alla ricucitura del rapporto inerente il commercio con le terre orientali che portò ad un forte sviluppo del settore urbano, agricolo e demografico, il territorio barese prese atto dello sviluppo di nuovi popoli, al suo interno, tra cui anche il popolo valenzanese; il paese, dopo poco tempo, divenne un luogo fortificato e pieno di risorse. Nell’apparato economico del paese, assunse grande rilevanza il settore agricolo, che si componeva di innumerevoli attività, come quelle legate alla coltivazione di olive e di vigneti, oltre alle attività relative all’artigianato e alla pastorizia. L’emblema portante dello sviluppo dell’economia nel territorio valenzanese è stato rappresentato dall’abbazia di Ognissanti che, in passato era considerata una vera e propria zona commerciale, anche grazie al possesso di differenti terreni circostanti all’abbazia, da parte dell’abbazia stessa. A causa delle enormi dimensioni del terreno dell’abbazia, i monaci si munirono di coltivatori e di braccianti valenzanesi al fine di coltivare tutti quei terreni. Ecco che l’abbazia, venne considerata il principale polo attrattivo del paese dove si svolgeva il commercio del paese stesso; tra l’altro, col passare del tempo, essa riconfermò il suo ruolo di polo commerciale grazie alla fiera di Ognissanti, nonché un evento a sfondo commerciale, che si svolgeva attorno alle mura che circondavano l’abbazia. Purtroppo però, questo incantevole sogno, fu spezzato a causa di una bolla papale emanata da Papa Bonifacio VIII attorno al 1200, che decise di assoggettare la suddetta abbazia al controllo della basilica di San Nicola di Bari, privandola della sua indipendenza. Con il passare del tempo, a causa della pessima gestione e della pessima cura nei confronti dell’abbazia da parte degli ultimi gestori della stessa, essa cadde in rovina e perse tutto ciò che aveva costruito nel corso dei secoli; in seguito a questo evento, seguì l’edificazione della chiesa della Madonna del Pozzo a Capurso, zona limitrofa al paese di Valenzano, tramite l’utilizzo di alcuni strumenti dell’abbazia di Ognissanti, ormai abbattuta a causa del suo fallimento commerciale e religioso. Chiaramente, come detto prima, attorno all’abbazia si svolgeva la fiera commerciale di Ognissanti a cui partecipavano milioni di commercianti e di venditori, il cui numero diminuì sempre più, nel momento in cui la chiesa venne abbattuta, e di conseguenza, questi ultimi non poterono più ripararsi dalla pioggia o da qualsiasi tipo di evento atmosferico, nella notte che separava i due giorni in cui si svolgeva la fiera commerciale. A questo avvenimento, ne seguì uno positivo, e cioè che nel corso del XVIIII secolo, grazie ad un decreto emanato in risposta ad una richiesta di spostamento della fiera commerciale dall’abbazia di Ognissanti nelle strade del paese, la fiera commerciale fu spostata all’interno nel paese, e si svolse nel giorno 1° Novembre di ogni anno, a partire dal 1811. Sempre in questo periodo, la fiera commerciale si riprese dal crollo degli anni passati, ed anzi, raggiunse livelli di vendita e di presenza di commercianti, più alti di quelli del passato; a causa di problemi relativi allo spazio, però, il Largo San Benedetto e il Largo Frate Francesco non bastarono ad accogliere tutti i vari commercianti, ed ecco che nacque il Largo Plebiscito, adibito all’accoglimento di altri tipi di attività commerciale. Già dal XVII secolo, però, il territorio valenzanese si trovò a dover fare i conti con le continue carestie e con le varie epidemie di peste che la colpirono e che la portarono ad una notevole diminuzione della popolazione, senza dimenticare il fatto che Valenzano era assoggettata al dominio feudale, e che, di conseguenza, la maggior parte dei beni economici si trovavano sotto il controllo del feudo. Ma a questo fatto, ne seguì uno positivo e cioè che, grazie all’espansione nei territori europei, delle vittorie e delle conquiste ottenute durante il periodo della rivoluzione francese, si affermò la nuova borghesia o classe borghese, dotata di notevole esperienza nei campi della politica e dell’economia, che riuscì a spodestare il dominio feudale, da molte zone d’Europa e d’Italia, come nel caso di Valenzano. Dopo la nascita di questa nuova borghesia, il paese divenne sempre più grande ed accogliente, e mentre nel centro città continuavano a vivere gli agricoltori assieme ai mercanti e agli operai, nelle zone 481 urbane della periferia esterne alla città, vennero costruiti diversi palazzi dove si stanziò questa nuova borghesia; purtroppo, a questa apparente situazione di tranquillità, si aggiunsero nuovi problemi relativi a questioni di interesse privato e pubblico che si prolungarono fino all’inizio del XX secolo. Durante la prima e la seconda guerra mondiale, si verificò un nuovo fenomeno, nonché quello dell’immigrazione; molti popoli emigravano dalle loro terre, in cerca di fortuna e di lavoro; tuttavia a causa della poca disponibilità di lavoro, questo fenomeno si spense in pochissimo tempo. Attorno alla seconda metà del ‘900, l’economia valenzanese cambiò del tutto, ed infatti, se prima l’apparato agricolo ed artigianale era quello più sviluppato e di maggiore concentrazione nel settore economico valenzanese, nella seconda metà del ‘900, ci fu un cambiamento, poiché anche le attività terziarie subirono uno straordinario sviluppo ed un notevole cambiamento che le fece diventare le principali attività di vendita del settore economico della terra di Valenzano, sostituendo in gran parte le attività agricole. Sicuramente anche dal punto di vista dell’arte e della cultura, la città di Valenzano ha subìto un grande sviluppo, a partire dal centro storico-cittadino che, urbanisticamente parlando, mette in evidenza quel senso di antichità e di storicità del paese, anche se molte strade sono state, ad oggi, del tutto restaurate a differenza del passato dove, in queste strade vivevano gli operai e gli agricoltori, assieme alla chiesa del Padre Eterno di stile neoclassicista, alla chiesa di Santa Maria e di San Luca a cura dei frati francescani che presenta un campanile di notevole altezza e altari rivestiti in oro ed argento, ed infine la chiesa di Santa Maria di Loreto di ordine cistercense, senza dimenticare l’abbazia di Ognissanti, costruita in stile romanico pugliese, considerata come il fulcro delle attività religiose ma soprattutto delle attività di natura commerciale, almeno in passato. Tornando alla questione dell’espansione della città, si può dire che grazie all’acquisto da parte dell’Università di Bari di un terreno valenzanese di notevoli dimensioni che ha permesso la costruzione di nuovi edifici come la facoltà di Veterinaria e di Agraria assieme a vari centri di ricerca come l’istituto Agronomico, il centro Laser e Tecnopolis, il paese ha potuto prendere atto di una forte espansione della popolazione e del turismo; e tra l’altro, alla fine del novecento, il numero degli abitanti del paese è aumentato notevolmente, tanto è vero che da 6.000 abitanti stimati nel 1971, esso è salito a 17.164 abitanti stimati nel 2000. Ad oggi, rimangono ancora attive numerose feste e numerose tradizioni come ad esempio la festa di San Rocco in cui sono presenti giochi pirotecnici e splendide manifestazioni di animazione, la fiera commerciale di Ognissanti che si sviluppa nella quasi totalità del paese con un numero di commercianti e venditori, appartenenti ai diversi settori commerciali, che si aggira sui 750, ed il “Venerdì Santo” nonché la processione dei misteri, inerente al calvario vissuto da Gesù Cristo il giorno della sua morte. Da questa analisi, si può comprendere quella che è la storia di Valenzano, un piccolo paese che ha dovuto attraversare diversi tipi di ostacoli, ma che non si è mai arreso dinanzi alla volontà di emergere sotto tutti i punti di vista, tanto è vero che sia commercialmente che culturalmente, attraeva ed attrae, ad oggi, un numero elevato di persone che provengono da diverse zone del mondo. Le origini del centro storico Valenzanese Per poter comprendere quella che è stata la storia che ha caratterizzato il centro città di Valenzano, è opportuno comprendere la nascita e le origini del suddetto centro, ma soprattutto, come esso si è formato e, come esso è diventato un polo di attrazione molto ricercato da turisti e dal resto della popolazione; per introdurre, è opportuno affermare che le mura del centro storico, sin da tempi antichi, presentavano tre uscite differenti, nonché la “porta di Scirocco” a Sud, che culminava nella strada per il casale 482 di Montrone, la porta di Bari a Nord, e ad Est la porta di Levante, dal quale era possibile raggiungere la masseria del Marrone, situata in via Casamassima. Chiaramente, bisogna precisare che i due poli attrattivi del centro storico, in epoca antica, erano rappresentati dalla “torre medievale” e dal castello del barone, ed accanto a questi due poli, si estendevano ed estendono, ancora oggi, diverse zone cittadine, e quindi zone abitate che, però, a causa della loro forma non uniforme e soprattutto non regolare, facevano, e tutt’ora fanno sì che la situazione di viabilità e di passeggio all’interno del centro, sia accompagnata e nello stesso tempo interrotta, da piccole e strette viuzze, nonché spazi isolati adibiti all’intrattenimento. Da queste osservazioni, ad oggi, è possibile affermare che il centro storico antico, presenta una forma quadrata, dove al suo interno è possibile individuare due sezioni differenti, nonché quella esistente sin dal medioevo e quella che poi sarebbe diventata l’espansione della precedente. Chiaramente, nella zona medievale, che comprende diverse strade e diversi spazi ampi come il largo san Benedetto, la piazza Vecchia, via Forno Vecchio, via Castello, via Purgatorio, via Izzo, via De Ligis, e via Arco Carbone, sono presenti anche diverse zone abitate che sono distinte in blocchi; l’estensione, in termini di larghezza, di queste strade va da 1 a 3 metri circa. Tra l’altro, in questo contesto, è possibile fare una osservazione particolare, nonché la presenza di un tratto di strada rettilineo, non interrotto, regolare, e senza interruzioni, e cioè quello che collega la piazza Vecchia con via Bari, unitamente a via Montrone e ad altre vie attigue; la suddetta strada, in passato, era una delle strade di collegamento più importanti poiché, al suo interno, si svolgevano la maggior parte delle funzioni cittadine, come le attività politiche, sociali e religiose, le prime, più precisamente in piazza Vecchia, e le seconde vicino la chiesa del Padreterno; tra l’altro, la suddetta strada permetteva di giungere alla porta del Levante, ad oggi non più attiva, e collegava la “porta di Scirocco” con la porta di Bari; questa osservazione è essenziale al fine di comprendere che la costruzione del Castello Baronale è un avvenimento postumo, rispetto alla costruzione della “torre medievale”, che è stata costruita in origini antiche. Da quanto analizzato fino ad ora, ne conviene che il polo di attrazione fondamentale del centro storico è rappresentato dalle mura cittadine che hanno permesso e consentito lo sviluppo di piccole zone di abitazione, dove la situazione della viabilità si presenta abbastanza buona grazie alla consistenza e alla non interruzione delle strade cittadine, assieme al Castello Baronale, che rappresenta un fulcro imponente per chi vi abita attorno e per il resto della popolazione. Ovviamente si può dire che per quel che riguarda il commercio, nel passato, esso si estendeva attorno alla zona del largo Squicciarini e del largo Leonetti. Chiaramente, con il passare del tempo, però, l’apparato edilizio e commerciale del centro storico Valenzanese, è totalmente cambiato, tanto è vero che, in epoche recenti, le mura storiche e cittadine si sono maggiormente estese andando a ricoprire zone più vaste ed ampie, attigue alla chiesa di S. Rocco e al Corso Aldo Moro che, ad oggi, sono le zone riconosciute come fulcro commerciale e principale del centro città Valenzanese, assieme a tante altre che analizzeremo in un secondo momento. La chiesa di S. Rocco nasce verso la fine del cinquecento circa, in sostituzione ad una piccola cappella costruita, in passato, per onorare il santo patrono del paese; non è stata fornita una data del tutto certa e di fatti, ne sono state riconosciute due in particolare, nonché il 1586 ed il 1595, la prima che è la data riportata sulle mura della chiesa, la seconda, che rappresenta la data effettivamente riconosciuta dalla popolazione e dall’amministrazione, riguardo la nascita della chiesa. Essa è stata restaurata diverse volte, in particolare tra il 1600, ed il 1700, periodo in cui è stata consacrata e, successivamente, a causa del fatto che la chiesa presentava solo tre zone distinte, attorno al 1900 gli sono stati costruiti l’altare maggiore, il presbiterio ed il campanile che portarono alla cancellazione delle tre zone citate in precedenza. Per 483 quel che riguarda l’interno della chiesa, è possibile affermare che all’interno della sagrestia è situata, in un angolo, la reliquia raffigurante l’osso dell’avambraccio del santo, mentre nella terza cappella a sinistra, si trova la statua del santo patrono costruita in argento sin da tempi antichi. Chiaramente, fino alla seconda metà del ‘900 sono proseguite le restaurazioni della chiesa, sino ad oggi che continua ad essere uno dei poli attrattivi da parte della popolazione, in termini di turismo. La nascita della chiesa di S. Maria e di S. Luca, è prettamente collegata ad una leggenda cittadina che, narra la storia di un ritratto o immagine, che vede come protagonisti una donna, più precisamente la Madonna, assieme al suo bambino; questo ritratto fu portato dal territorio orientale, nella terra di Valenzano da un certo Valentiniano, successivamente conosciuto come Valentino, da cui prende il nome il paese, che riuscì a scappare dalla presa del popolo saraceno, che aveva messo sotto assedio la terra di Bari. Attorno al 1600, il sindaco del paese decise di acquistare una abbondante parte del terreno della città, dove vi fece, di seguito, costruire la chiesa di S. Maria e di S. Luca, anche per dare un valore maggiore al culto di S. Maria, dato che la cappella che si trovava prima, sorta nel ‘600, non era adeguata a svolgere tale compito. Con il passare del tempo, vennero svolti alcuni lavori da persone importanti del paese, come il feudatario Furietti, la moglie Antonia Gentile, che fino all’inizio del ‘600, portarono avanti differenti lavori e restaurazioni. Verso la fine del ‘700 la chiesa finì nelle mani dei Frati Riformati Minori, che diedero vita al campanile della chiesa, uno dei campanili più alti della terra di Bari. Attorno al 1800, questa chiesa divenne uno dei principali poli attrattivi del paese, poiché molti pellegrini erano devoti alla Madonna, ma questo fenomeno si spezzò nel momento in cui, nel territorio di Capurso, una città vicina a Valenzano, venne edificata la chiesa della Madonna del Pozzo. A fine Ottocento, la chiesa passò nelle mani del Comune che mantenne invariata la possibilità di accesso alla chiesa per tutti coloro che ne facevano visita. Nel ‘900, esso passò nelle mani del regime fascista dove i francescani ne ripresero possesso. Alla metà del ‘900, questa chiesa divenne ufficialmente una parrocchia nelle mani dell’ordine francescano. La chiesa del Padre Eterno nasce all’interno della piazza antica del paese, vicino al castello del barone; nel passato, era considerata la chiesa più importante del paese, poiché, ad oggi, è stata sostituita dalla chiesa di S. Rocco. Essa, in passato, era uno dei fulcri più importanti della zona antica poiché collegava la porta di Bari a quella di “Scirocco” dove avevano luogo le principali funzioni politiche, religiose e sociali. Era inizialmente stata costruita in onore di S. Pietro, ma successivamente subisce restauri e varie modifiche estetiche e non solo. Ad oggi, essa è ancora attiva pur presentando una carenza di visitatori, poiché accanto ad essa, si estende la chiesa di S. Rocco. Anche per quel che riguarda la chiesa della Madonna di Loreto, vi è una leggenda paesana molto interessante che narra la vicenda di Maddalena Acquaviva d’Aragona, nonché feudataria di Valenzano dell’epoca, che in merito ad un crimine commesso da due giovani uomini, ne ordinò l’immediata cattura e, per questo, decise di farli cercare in tutto il paese mandando uomini affinché li rintracciassero. Il fatto principale della vicenda, però, è relativo al fatto che i due criminali si nascosero all’interno della chiesa dei Riformati; all’epoca, tra l’altro, era concessa una sorta di “grazia” a coloro che si rifugiavano nei luoghi di culto religiosi per differenti motivazioni, dove nel momento in cui entravano nella chiesa divenivano “intoccabili” per qualsiasi cosa essi avessero commesso. Maddalena, però, commise l’errore di far cercare i criminali, all’interno della chiesa, occultando questo privilegio, che la portò alla scomunica dal territorio valenzanese. Ella però riuscì ad essere assolta dalla sua colpa e, per questa ragione fece edificare il monastero delle Cistercensi, assieme ad una chiesetta dedicata alla 484 Madonna di Loreto che andava a sostituire una minuta cappella dedicata a San Lorenzo. Il suddetto monastero riusciva ad ospitare un numero molto elevato di suore, ed al suo interno, Maddalena vi inserì anche le sue figliolette. Con il passare del tempo, e più precisamente attorno all’800, le leggi vigenti nel paese, fecero sopprimere il monastero, e così, esso fu affidato al comune di Valenzano che decise di destinarne, una parte alla costruzione di una scuola media/elementare, e l’altra ad un edificio non specificato. Ad oggi, non rimane niente di quel monastero, poiché è stato abbattuto, anche se sono in corso dei lavori di ristrutturazione dell’edificio. Per quel che riguarda l’abbazia di Ognissanti di Cuti, possiamo dire che essa, oltre a essere formata da tre aree distinte e separate, presenta alcune delle principali caratteristiche dello stile “romanico pugliese”; lo si evince dalla copertura del tetto dell’abbazia, e dallo stile a capanna; ad esso si aggregano un pozzo, alcuni chiostri, e dei vigneti appartenenti all’abbazia. Essa nasce alla fine dell’anno mille, ed è costituita dalla parte rimanente di un monastero, in precedenza situato in quel luogo, affiancato da una zona di campagna che circonda il centro cittadino; Eustasio, è il nome del fondatore dell’abbazia, nonché di colui che riesce a bonificare tutti i terreni situati attorno all’abbazia, aiutato dall’ordine dei monaci benedettini. Dopo la sua costruzione, segue un periodo florido per l’abbazia, poiché Eustasio riesce a fornire ad essa tutti i beni necessari al suo funzionamento, oltre che a sostenere l’operato dei benedettini; dopo aver dotato l’abbazia di vigneti ed oliveti, decide di assumere gente di campagna, affinché si occupi di curare questi ultimi; col passare del tempo, questa abbazia diviene un vero e proprio polo attrattivo e lavorativo per il commercio e per tutte le attività economiche, che non solo, riesce ad attrarre diversi lavoratori, tramite degli accordi prefissati, ma riesce a divenire un vero e proprio polo amministrativo ed economico. Purtroppo però, a causa di diversi dissidi fra il monastero di Cuti e la curia Barese, le attività economiche e commerciali dell’abbazia iniziano a decadere e, a causa di ciò, i benedettini si vedono costretti solo a permettere donazioni e piccole vendite, a differenza del passato, dove le attività economiche erano differenti e portavano essi ad arricchire il proprio portafoglio. Attorno al 1925, l’abbazia fallisce del tutto anche se i risultati economici riescono a mantenere un livello considerevole, a causa di Bonifacio VIII che, con un decreto papale, sancisce l’unione del monastero alla chiesa di S. Nicola con la cessione dei beni materiali dell’abbazia. Col passare degli anni, l’abbazia diviene sempre più soppressa, sino a livelli estremi, oltre al fatto che i monaci che per un certo periodo di tempo avevano abitato l’abbazia, falliscono drasticamente nel settore commerciale delle vendite; l’abbazia, scompare del tutto nel momento in cui, i monaci Alcantarini per la realizzazione e costruzione della chiesa della Madonna del Pozzo, usufruiscono del materiale dell’abbazia, o almeno di quel che rimane dopo il suo abbattimento, sommato alle pessime condizioni in cui essa era stata ridotta. Ad oggi, questa abbazia non esiste più, ma è possibile comprendere, grazie alle fonti del passato, la reale natura commerciale ed economica, oltre che lavorativa, di questa imponente abbazia, o almeno di ciò che è stato fino a pochi secoli fa. L’evento commerciale: la fiera di Ognissanti del 1°Novembre La fiera di Ognissanti è uno degli eventi commerciali più importanti ed imponenti della città di Valenzano; essa, in passato, si svolgeva in un determinato periodo dell’anno, precisamente in autunno, il 31 di Ottobre ed il 1° di Novembre, nella zona circostante l’abbazia di Ognissanti, descritta sopra. A questo evento, partecipavano i grandi 485 venditori e i grandi commercianti, che provenivano dalle maestose terre di ampio raggio commerciale come Lecce e Otranto; questo evento, è stato in grado di apportare delle modifiche all’economia del paese, che in passato appariva molto rigida e anche molto povera, ad eccezione di alcuni periodi storici. È opportuno precisare che, questa fiera è stata realizzata dalla curia della basilica di San Nicola che ha voluto tramandare la tradizione barese, che consisteva nella concentrazione di mercanti, artigiani e commercianti nel territorio circostante la basilica, al territorio Valenzanese dove è stato applicato il medesimo sistema, cioè la concentrazione di mercanti, artigiani e qualsiasi soggetto del commercio, nella zona circostante l’abbazia di Ognissanti. Nel momento in cui, i singoli commercianti volevano prendere parte all’evento, dovevano semplicemente pagare un corrispettivo in denaro alla curia della chiesa promotrice del suddetto evento. Con il passare degli anni, però, l’evento commerciale cadde sotto la responsabilità del comune di Valenzano, e questo avvenimento, fu portatore di una frattura che si andò a creare fra la chiesa di San Nicola ed il comune stesso, in merito alla questione riguardante alcuni privilegi fiscali da destinare ai commercianti; chiaramente, questo avvenimento non portò alla fine dell’evento commerciale, ma portò ad un notevole cambiamento. Il suddetto cambiamento, consisteva nello spostamento della fiera commerciale dalla zona circostante l’abbazia di Ognissanti al paese, questo in seguito al fatto che l’abbazia venne abbattuta per la poca responsabilità da parte degli ultimi abitanti della stessa, unitamente alla pessima gestione e alla pessima cura nei suoi confronti; chiaramente, questo favorì lo spostamento dei commercianti in paese, anche perché non disponevano più di un posto dove potersi riparare dai vari avvenimenti atmosferici e non solo. Il comune di Valenzano, dopo aver notato una notevole riduzione di mercanti e commercianti che partecipavano alla fiera, dovuta ai motivi appena spiegati, si prefissò un obiettivo ben preciso che riuscì a realizzare, nonché quello di traferire la fiera commerciale in paese, grazie all’autorizzazione del comune barese. Precisamente, dal 1811, la fiera commerciale riacquisisce la sua importanza tanto è vero che, tramite alcune statistiche effettuate in merito all’evento commerciale, nel 1848 circa, risulta che il numero di pecore si aggira attorno alle 470, il numero di cavalli si aggira attorno ai 150 e, quello dei bovini a 100; nell’anno successivo, il numero di suddetti animali raddoppia completamente, ed infatti risulta che il numero di pecore si aggira attorno alle 500, il numero di cavalli attorno ai 200 e, quello dei bovini a 115. Ovviamente, il fenomeno cresce talmente tanto, che la zona del paese a disposizione della fiera commerciale non basta a ricoprire tutto l’evento; il Largo San Benedetto e Largo Frate Francesco da soli non ce la fanno a sostenere l’evento commerciale, ed è così che tramite alcune attività di restauro e di sistemazione, il Largo Plebiscito e Via San Rocco divengono zone adibite all’accoglimento di mercanti e commercianti che partecipano alla fiera. Il comune riesce ad ottenere un largo spazio, ad oggi conosciuto come Largo Marconi, da dedicare ai commercianti che vendono qualsiasi tipo di bestiame , anche se col passare degli anni, il suddetto spazio si è tramutato in un giardino o villetta pubblica adibito allo svago e all’animazione. Ad oggi, la fiera di Ognissanti, continua ad esistere e, consiste nella vendita di animali domestici o da soma, strumenti per l’agricoltura, capi di abbigliamento e calzature, cibi mangerecci come formaggio, olive, datteri, pesce fresco e dolciumi, giochi per i bimbi e piante di abbellimento per la casa. Essa, ad oggi, si estende in quasi tutte le vie del paese, in modo da favorire e migliorare la comunicazione con la clientela ed il pubblico, precisamente in Corso A. Moro, Largo Plebiscito, Via De Gasperi, Largo San Benedetto, Via Capurso, Via Bari e Via Piave. È chiaro che, questo evento commerciale non viene solo visto come un evento in cui la clientela acquista ciò di cui necessita, ma anche come un evento di animazione e di svago oltre che di puro divertimento. 486 Eventi a sfondo animativo e culturale Uno degli eventi di animazione e di cultura più importanti del paese di Valenzano, è sicuramente quello del “Venerdì Santo”, giorno in cui si svolge la processione dei misteri o statue nelle strade del paese di Valenzano; esso nasce attorno al ‘600 e, all’epoca, consisteva in una viva rappresentazione della vita legata al calvario vissuto da Gesù Cristo, dove i misteri erano rappresentati da vive e singole animazioni e rappresentazioni, svolte nel paese. Su richiesta di esponenti appartenenti a famiglie molto nobili “Gesù morto” ed “Il calvario” sono state le prime due statue ad essere costruite, ma ad esse è seguita la costruzione della statua in onore della Madonna Addolorata, appartenente alla chiesa di San Rocco, attorno all’800. Sempre in questo periodo, vi è stato un fortissimo cambiamento nel modo in cui si svolgeva la rappresentazione; al fine di renderla più moderna, vi sono stati cambiamenti nel percorso stradale che essa ha sempre seguito e, nel modo estetico in cui essa si presentava. Un nuovo cambiamento ha riguardato, senz’altro, la presenza di uomini vestiti con abiti lunghi o con tuniche bianche che rappresentavano i personaggi della passione con in mano oggetti legati alla vita di Gesù Cristo, e dal fatto che le statue non erano più rappresentate da scene animate, ma erano statue vere e proprie che venivano portate sulle spalle da 3 a 7 uomini, per ogni statua, diversamente dal passato. Il numero di statue o misteri, grazie alla devozione e alla fede di gran parte della popolazione, che per volontà propria e con spese proprie ha fatto realizzare nuovi misteri della passione, con il passare degli anni, è andato sempre più crescendo, e di fatti, nel 1920 sono stati costruiti altri misteri, precisamente 12 in più, rispetto al passato. Nella seconda metà del ‘900, il numero di misteri costruiti è arrivato a 48, di cui 42 appartengono alle singole famiglie del paese che hanno fatto realizzare i suddetti misteri per fede e devozione, e i restanti 6 appartengono alle rispettive chiese del paese di Valenzano; ognuno di essi rappresenta un momento inerente alla giornata della passione di Cristo, dall’ultima cena fino alla morte. Ad oggi, la processione è ancora attiva e, si svolge l’ultimo Venerdì che anticipa la Santa Pasqua, precisamente dalla mattina, intorno alle 10, al pomeriggio, attorno alle 15, ora in cui Gesù Cristo è morto. Nella tradizione tutti i proprietari dei misteri si incontrano nel Corso Aldo Moro, per poi incamminarsi nelle strade principali del centro città, fino alle 15 del pomeriggio, momento in cui si accingono a ritornare nel Corso Aldo Moro, nei pressi della chiesa madre di San Rocco. Questo evento, è uno degli eventi tradizionali più importanti del paese poiché attrae un folto e grande numero di turisti appartenenti ai paesi limitrofi. Un altro evento molto importante è quello rappresentato dalla “Notte dei Re Magi” che si svolge alla vigilia dell’Epifania, e quindi, la sera del 5 gennaio di ogni anno. Questo evento ha lo scopo di rievocare e di mettere in risalto il viaggio compiuto dai Re Magi per raggiungere la grotta dove è nato Gesù Bambino, ed il successivo arrivo alla suddetta grotta. Nella rappresentazione, diversi sono i luoghi messi in risalto, come la grotta dove è nato Gesù, i vari negozietti antichi dei commercianti, la Reggia di Erode, il mercato della piazza ed il deserto che i Re Magi attraversano per raggiungere la grotta; tra l’altro, a questo evento, vengono chiamati numerosi attori al fine di rappresentare tutti i personaggi che hanno preso parte all’intero viaggio compiuto dai Re Magi, al fine di raggiungere la grotta di Gesù Bambino. Questo è uno degli eventi più importanti del paese poiché, come per il caso della processione dei misteri del “Venerdì Santo”, è stato, ed è in grado di attirare un numero consistente di turisti appartenenti ai paesi limitrofi. Un altro evento molto importante è quello che riguarda la festa del Santo Patrono del paese e cioè: San Rocco. La festa ha luogo nel centro del paese dove, oltre alla 487 processione del Santo Patrono, e alla processione della reliquia dell’avambraccio del Santo che ha salvato la città dall’attacco della peste nel ‘600, si svolgono spettacoli di ogni genere come quelli pirotecnici e quelli di animazione tramite bande ed orchestre, oltre al consistente numero di bancarelle che si posiziona in Corso Aldo Moro, per la vendita di oggetti e strumenti di vario tipo. Essa si svolge in tre giorni, e precisamente il 15, 16 ed il 17 agosto di ogni anno. Anche questa festa, da sempre, attira un numero consistente di turisti che perfino dall’America del Sud giungono in Valenzano per assistere alla suddetta, ogni anno. Eventi simili, con le medesime attività di animazione, sono rappresentati dalla festa di Sant’Antonio che si tiene il 12 ed il 13 giugno e la festa di San Lorenzo che si tiene il 24 settembre, anche se a differenza della precedente, non attirano un numero consistente di turisti dai paesi limitrofi. 488 Analisi qualitativa del centro storico del comune di Valenzano In questo paragrafo vengono messi in evidenza i risultati ottenuti dall’indagine statistica o analisi relativa al numero di esercizi commerciali presenti in ogni singola strada del centro città di Valenzano, distinti in base al settore in cui operano, mettendo in risalto anche la regolamentazione del traffico e della sosta, la qualità urbana, i tratti di continuità e discontinuità commerciale ed i relativi problemi presenti in ciascuna strada del centro. SCHEDA N. 1 CORSO ALDO MORO Figura 1 - Tratto di strada del viale Corso Aldo Moro. N. Esercizi: a) Alimentari 7 b) Non alimentari 5 c) Abbigliamento/Calzature d) Medie superfici 1 e) Complementari 1 f) Artigiani(10) g) Agenzie 3 8 1 489 h) Bar e ristoranti 5 i) Banche ed uffici - Regolamento del traffico e della sosta: Questa principale strada del paese presenta un doppio senso di circolazione sino all’altezza di Via Montrone; poi si prosegue a senso unico di circolazione sino alla fine della suddetta Via o Corso. Qualità urbana: Gli edifici sono sia storici che moderni e, appaiono generalmente in buono stato di conservazione anche se, alcuni evidenziano segnali di decadimento, in particolar modo il tratto che riguarda la principale stazione del paese. Il decadimento risulta molto più evidente se si osservano gli edifici posti in prossimità della scuola elementare “Via Papa Giovanni XXIII”, sicuramente ristrutturati di recente. I marciapiedi sono in buone condizioni, così come la pavimentazione. La strada è abbastanza larga e, quindi percorribile, e il marciapiede è presente su ambedue i lati della strada. Tratti di continuità commerciale: Densità commerciale un tempo elevata, ora interrotta da numerosi locali chiusi. Tratti di discontinuità commerciale: Presenza di locali commerciali chiusi senza cartello e con evidenti segnali di degrado concentrati soprattutto nella zona circostante la stazione del paese e, la scuola elementare (Via Papa Giovanni XXIII). Elementi di immagine degli esercizi: Insegne: in buone condizioni ma con segni di decadimento; Tendaggi: in buone condizioni ma con segni di decadimento; Vetrine: in buone condizioni ma con segni di decadimento; Interni: in buone condizioni ma con segni di decadimento; Problemi: Oltre ai numerosi esercizi chiusi e ai tendaggi in parte decaduti ,ormai, si nota una sottile differenza tra gli edifici del tratto che dalla stazione del paese, giunge sino a Via De Gasperi, rispetto al tratto di strada, che prosegue sino alla chiesa del paese, caratterizzato da edifici signorili che, conferiscono alla via un aspetto più interessante dal punto di vista commerciale e non solo.Segue un grafico rappresentativo del numero delle attività commerciali presenti nella suddetta strada, distinte per i vari settori commerciali, partendo dall’attività presente in misura maggiore giungendo a quella presente in misura minore all’interno della singola strada, sistemate in ordine 490 decrescente, differentemente da come viene svolto precedentemente nella descrizione delle strade: SCHEDA N. 2 Via Bari Figura 2 – Tratto di strada di Via Bari N. Esercizi a) Alimentari 3 b) Non alimentari 8 c) Abbigliamento/Calzature 5 d) Medie superfici 1 e) Complementari 2 f) Artigiani 3 g) Agenzie 5 h) Bar e ristoranti 1 i) Banche ed uffici 2 491 Regolamento del traffico e della sosta: Questa importante strada del paese presenta un unico senso di circolazione sino all’altezza di Via Kennedy; poi si prosegue a doppio senso di circolazione sino alla fine della strada. Vi è la possibilità di parcheggio solo su un lato della strada. Qualità urbana: Gli edifici sono sia storici che moderni e, appaiono generalmente in buono stato di conservazione anche se, la maggior parte mette in evidenza, segnali di decadimento, in particolar modo tutto il tratto sinistro della strada. Il decadimento risulta molto evidente se si osservano gli edifici posti in prossimità della villa storica del paese “Villa D’Aloja”, che però è stata ristrutturata di recente per uso matrimoniale. Il marciapiede destro è in buone condizioni, così come la pavimentazione, mentre quello situato sul lato sinistro, presenta segni di degrado e la pavimentazione risulta piena di crepe. La strada è abbastanza larga e, percorribile sia in auto che a piedi o con altri mezzi. Tratti di continuità commerciale: Densità commerciale un tempo elevata, ormai interrotta da degradati edifici. Tratti di discontinuità commerciale: Presenza di locali commerciali chiusi senza cartello e con evidenti segnali di degrado concentrati soprattutto nella zona circostante la Villa D’Aloja e, nella zona dove sono situati i cassonetti per i rifiuti. Elementi di immagine degli esercizi: Insegne: in buone condizioni ma con segni di decadimento; Tendaggi: in buone condizioni ma con segni di decadimento; Vetrine: in buone condizioni ma con segni di decadimento; Interni: in buone condizioni ma con segni di decadimento; Problemi: Oltre ai pochi esercizi chiusi e ai tendaggi abbastanza decaduti ,ormai, si nota una sottile differenza tra gli edifici del tratto sinistro (visto da Corso A. Moro) della strada, per la presenza di crepe sia sul marciapiede che sui muri degli edifici, rispetto al tratto destro della strada, dove è situata la Villa D’Aloja, caratterizzato da edifici degradati ma, comunque ristrutturati che, conferiscono alla via un aspetto più interessante dal punto di vista commerciale e storico. Segue un grafico rappresentativo del numero delle attività commerciali presenti nella suddetta strada, distinte per i vari settori commerciali, partendo dall’attività presente in misura maggiore giungendo a quella presente in misura minore all’interno della singola strada, sistemate in ordine decrescente, differentemente da come viene svolto precedentemente nella descrizione delle strade: 492 SCHEDA N. 3 Via Piave Figura 3 – Tratto di strada di Via Piave. N. Esercizi a) Alimentari 3 b) Non alimentari 4 c) Abbigliamento/Calzature 3 d) Medie superfici 1 e) Complementari 1 f) Artigiani 4 g) Agenzie h) Bar e ristoranti 1 i) Banche ed uffici - Regolamento del traffico e della sosta: Questa imponente strada del paese presenta un doppio senso di circolazione sino all’altezza della circonvallazione; poi si prosegue sempre a doppio senso di circolazione sino alla fine della strada. Vi è la possibilità di parcheggio su ambedue i lati della strada. 493 Qualità urbana: Gli edifici sono più che altro moderni, con qualche eccezione di locali di vecchio stile come ad esempio l’ormai defunto cinema del paese e, appaiono generalmente in buono stato di mantenimento anche se, in minima parte sono messi in evidenza, segni di degrado, in particolar modo sul tratto di strada dove era posizionato il vecchio cinema. Il decadimento risulta poco evidente se si osservano gli edifici posti in prossimità dell’ intera strada che, però è stata ristrutturata di recente, in ogni caso. Il marciapiedi sono in buone condizioni, così come la pavimentazione, La strada è abbastanza larga e, percorribile sia in auto che a piedi o con altri mezzi. Tratti di continuità commerciale: Densità commerciale un tempo elevata, che però comunque, ad oggi, mantiene un discreto tasso di frequentazione da parte della popolazione valenzanese. Tratti di discontinuità commerciale: Presenza di locali commerciali chiusi senza cartello e con evidenti segni di decadimento concentrati soprattutto nella zona circostante il vecchio cinema valenzanese e qualche locale più giù. Elementi di immagine degli esercizi: Insegne: in buone condizioni ma con segni di decadimento; Tendaggi: in buone condizioni ma con segni di decadimento; Vetrine: in buone condizioni ma con segni di decadimento; Interni: in buone condizioni ma con segni di decadimento; Problemi: Oltre ai pochi esercizi chiusi e ai discreti tendaggi, oggi come oggi, si nota una netta differenza tra gli edifici della strada, che discretamente continuano ad esistere, grazie anche alla posizione di Via Piave, situata nei pressi del centro di Valenzano, rispetto al tratto della strada, dove è ubicato il vecchio cinema, caratterizzato da un edificio degradato per la presenza di crepe e fratture nell’interno del locale. Segue un grafico rappresentativo del numero delle attività commerciali presenti nella suddetta strada, distinte per i vari settori commerciali, partendo dall’attività presente in misura maggiore giungendo a quella presente in misura minore all’interno della singola strada, sistemate in ordine decrescente, differentemente da come viene svolto precedentemente nella descrizione delle strade: 494 SCHEDA N. 4 Via Capurso Figura 4 – Tratto di strada di Via Capurso. N. Esercizi a) Alimentari 4 b) Non alimentari 2 c) Abbigliamento/Calzature - d) Medie superfici 1 e) Complementari 1 f) Artigiani 5 g) Agenzie h) Bar e ristoranti 2 i) Banche ed uffici - Regolamento del traffico e della sosta: 495 Questa fondamentale strada del paese, presenta un doppio senso di circolazione sino all’altezza del vecchio cimitero paesano, dove termina la strada. Vi è la possibilità di parcheggio su un solo lato della strada. Qualità urbana: Gli edifici sono più che altro moderni, con qualche eccezione di locali di vecchio stampo, soprattutto nei pressi del vecchio cimitero del paese (alla fine della strada) che, appaiono generalmente in uno stato di degrado anche se, in minima parte sono messi in evidenza, segni di ristrutturazione, in particolar modo sul tratto di strada (alla fine di Via Capurso) dove era posizionato il vecchio cimitero. Il decadimento risulta poco evidente se si osservano gli edifici posti in prossimità dell’ intera strada che, risultano essere in buono stato, sino all’incrocio con Via Piave. I marciapiedi sono in buone condizioni, così come la pavimentazione, la strada è abbastanza larga ed è, percorribile sia in auto che a piedi o con altri mezzi, ma abbastanza pericolosa, a causa della troppa velocità a cui sfrecciano la automobili. Tratti di continuità commerciale: Densità commerciale un tempo elevata, ma ad oggi, spenta, a causa del poco traffico turistico e commerciale in suddetta via. Tratti di discontinuità commerciale: Presenza di locali commerciali chiusi senza cartello e con evidenti segni di decadimento concentrati soprattutto nella zona circostante il vecchio cimitero paesano e, qualche stabile nelle vicinanze. Elementi di immagine degli esercizi: Insegne: in buone condizioni ma con segni di decadimento; Tendaggi: in buone condizioni ma con segni di decadimento; Vetrine: in buone condizioni ma con segni di decadimento; Interni: in buone condizioni ma con segni di decadimento; Problemi: Oltre al numero di esercizi chiusi e ai vari tendaggi, è possibile denotare una differenza tra gli edifici della strada, che, nonostante il tempo, continuano ad essere attivi e vivi, rispetto al tratto della strada, dove è ubicato il vecchio cimitero, caratterizzato dalla presenza di edifici attigui a codesto cimitero, degradati ed abbandonati a sé stessi. Segue un grafico rappresentativo del numero delle attività commerciali presenti nella suddetta strada, distinte per i vari settori commerciali, partendo dall’attività presente in misura maggiore giungendo a quella presente in misura minore all’interno della singola strada, sistemate in ordine decrescente, differentemente da come viene svolto precedentemente nella descrizione delle strade: 496 SCHEDA N. 5 Largo Plebiscito Figura 5 – Tratto di strada del viale di Largo Plebiscito. N. Esercizi a) Alimentari 8 b) Non alimentari 4 c) Abbigliamento/Calzature 2 d) Medie superfici e) Complementari 2 f) Artigiani 10 g) Agenzie 2 h) Bar e ristoranti 2 i) Banche ed uffici - Regolamento del traffico e della sosta: Questa è la seconda principale strada del paese, dopo Corso Aldo Moro, e presenta una sfociatura del largo che si distingue in due strade, separate da un parco, situato nel mezzo delle due strade. Vi è la possibilità di parcheggio su un solo lato delle due 497 strade poiché dall’altro vi sono i vari negozi e locali commerciali, e, anche a causa della posizione del parco situato fra le due strade. Le due strade sono, ambedue, ad unico senso di circolazione. Qualità urbana: Gli edifici sono di gran lunga moderni, tranne alcuni edifici situati nei pressi della chiesa di Santa Maria e di San Luca e, nei pressi della chiesa di Sant’ Anna, ormai, non più agibile a causa di un crollo che ha portato alla caduta della campana della chiesa. Il decadimento risulta poco evidente se si osservano gli edifici posti in prossimità dell’ intera strada che, risultano essere in buono stato, sino all’incrocio con Via Capurso. I marciapiedi sono in buone condizioni, così come la pavimentazione, poiché anche ristrutturati da poco tempo. la strada è abbastanza larga ed è, separata da un parco munito di alberi verdi e vivi, di panchine in legno, con la presenza di un edicola e di un bar/caffetteria; questo parco si estende tra le due vie accompagnandole per tutto il largo Plebiscito. Tratti di continuità commerciale: Densità commerciale un tempo elevata, e oggi, molto più, grazie all’innumerevole traffico turistico e commerciale in questo largo. Tratti di discontinuità commerciale: Presenza di locali commerciali chiusi senza cartello e con evidenti segni di decadimento concentrati soprattutto nella zona circostante le due chiese di “Santa Maria e San Luca” e “Santa Maria di Loreto”, ma anche nella zona circostante i bagni pubblici, ormai da tempo, non più agibili. Elementi di immagine degli esercizi: Insegne: in buone condizioni ma con segni di decadimento; Tendaggi: in buone condizioni ma con segni di decadimento; Vetrine: in buone condizioni ma con segni di decadimento; Interni: in buone condizioni ma con segni di decadimento; Problemi: Oltre al numero di esercizi chiusi e ai vari tendaggi, è possibile osservare una differenza tra gli edifici e locali della strada, che, nonostante il tempo trascorso, continuano ad essere attivi a livello commerciale e turistico, rispetto al tratto della strada, dove sono ubicate le due chiese, caratterizzato dalla presenza di edifici demoliti, degradati e antichi. Fa molto, la presenza del parco, in mezzo alle due vie, che è simbolo di riattivazione e valorizzazione turistica e commerciale nel paese. Segue un grafico rappresentativo del numero delle attività commerciali presenti nella suddetta strada, distinte per i vari settori commerciali, partendo dall’attività presente in misura maggiore giungendo a quella presente in misura minore all’interno della singola strada, sistemate in ordine decrescente, differentemente da come viene svolto precedentemente nella descrizione delle strade: SCHEDA N. 6 498 Via Muraglie/Boito Figura 6 – Tratto di strada di Via Muraglie/Via Boito. N. Esercizi a) Alimentari 2 b) Non alimentari 5 c) Abbigliamento/Calzature d) Medie superfici - e) Complementari - f) Artigiani g) Agenzie h) Bar e ristoranti i) Banche ed uffici 1 1 1 - Regolamento del traffico e della sosta: Questa strada del paese congiunge due piccole strade ovvero Via Boito e Via Muraglie in un'unica strada che, presenta un doppio senso di circolazione sino alla fine di Via Boito, mentre da Via Muraglie al Largo Plebiscito diventa a senso unico di circolazione; è possibile sostare solo da un lato della strada a causa della troppa strettezza della strada. Qualità urbana: Gli edifici sono in prevalenza storici, appaiono generalmente in discreto stato di conservazione ma, la maggior parte di essi mette in evidenza segni di decadimento, in 499 particolar modo, nella parte di strada denominata Via Muraglie, che si affaccia direttamente nel centro storico del paese. Il degrado risulta molto più evidente se si osservano gli edifici posti in prossimità della parte della suddetta strada, attigua al centro storico paesano, anche se tutt’ora sono in corso lavori di ristrutturazione. I marciapiedi sono in pessime condizioni, così come la pavimentazione. La strada è abbastanza stretta e, quindi poco percorribile, e il marciapiede è presente su ambedue i lati della strada ma, data la pessima costruzione del marciapiede del lato sinistro, quest’ultimo appare quasi assente e poco utile. Tratti di continuità commerciale: Densità commerciale un tempo quasi nulla, a causa delle vecchie muraglie del centro storico del paese, ora abbastanza discreta, grazie alle nuove ristrutturazioni e ai nuovi locali commerciali, attivi, da qualche tempo a questa parte. Tratti di discontinuità commerciale: Presenza di locali commerciali chiusi senza cartello e con evidenti segnali di decadimento, concentrati soprattutto nella zona circostante le antiche muraglie paesane del paese. Elementi di immagine degli esercizi: Insegne: in buone condizioni ma con segni di decadimento; Tendaggi: in buone condizioni ma con segni di decadimento; Vetrine: in buone condizioni ma con segni di decadimento; Interni: in buone condizioni ma con segni di decadimento; Problemi: Oltre ai diversi esercizi chiusi e ai tendaggi in parte stabili ,ormai, si nota una differenza tra gli edifici del tratto di Via Boito, rispetto al tratto di strada, che prosegue sino al Largo Plebiscito ovvero Via Muraglie, caratterizzato da mura antiche che, conferiscono alla via un aspetto abbastanza antidiluviano, antico e retrogrado dal punto di vista commerciale e moderno. Segue un grafico rappresentativo del numero delle attività commerciali presenti nella suddetta strada, distinte per i vari settori commerciali, partendo dall’attività presente in misura maggiore giungendo a quella presente in misura minore all’interno della singola strada, sistemate in ordine decrescente, differentemente da come viene svolto precedentemente nella descrizione delle strade: 500 SCHEDA N. 7 Via De Gasperi Figura 7 – Tratto di strada di Via De Gasperi. N. Esercizi a) Alimentari 3 b) Non alimentari 8 c) Abbigliamento/Calzature d) Medie superfici - e) Complementari 2 f) Artigiani g) Agenzie - 3 1 h) Bar e ristoranti 2 i) Banche ed uffici - 501 Regolamento del traffico e della sosta: Questa imponente strada del paese presenta, dall’ inizio, un doppio senso di circolazione sino all’ incrocio con Via Boito, poi prosegue a senso unico di circolazione, sino alla fine della strada dove, frontalmente è situata la scuola d’infanzia: “L’ aquilone”; è possibile sostare su ambedue i lati della strada. Qualità urbana: Gli edifici sono in prevalenza moderni, e appaiono generalmente in ottimo stato di conservazione, essendo una delle strade più moderne del paese; la minor parte di essi mette in evidenza segni di decadimento, in particolar modo, all’inizio della strada, dove è situato il giardino della scuola elementare denominata: Papa Giovanni XXIII. Il degrado risulta molto più evidente se si osservano gli edifici posti in prossimità del giardino, o cortile della scuola. I marciapiedi sono in ottime condizioni, così come la pavimentazione. La strada è abbastanza larga e, percorribile, e, il marciapiede è presente su ambedue i lati della strada. Tratti di continuità commerciale: Densità commerciale un tempo molto elevata, e, tuttora oggi, continua ad esserlo, grazie alle varie ristrutturazioni dei locali e degli esercizi commerciali presenti in questa strada. Tratti di discontinuità commerciale: Presenza di locali commerciali chiusi senza cartello e con evidenti segnali di decadimento, concentrati soprattutto nella zona situata affianco il giardino della scuola elementare Papa Giovanni XXIII. Elementi di immagine degli esercizi: Insegne: in buone condizioni ma con parziali segni di decadimento; Tendaggi: in buone condizioni ma con parziali segni di decadimento; Vetrine: in buone condizioni; Interni: in buone condizioni ma con parziali segni di decadimento; Problemi: Oltre ai diversi esercizi chiusi e ai tendaggi in parte stabili ,oggi, si nota una larga differenza tra gli edifici di quasi tutta la strada, rispetto al tratto di strada, che affianca il giardino della scuola elementare: Papa Giovanni XXIII, che presenta diversi edifici diroccati e chiusi da diverso tempo ormai, che comunque danno a quel tratto di strada un aspetto poco curato e piacevole, nonostante la buona qualità urbana di quasi tutta la strada. Segue un grafico rappresentativo del numero delle attività commerciali presenti nella suddetta strada, distinte per i vari settori commerciali, partendo dall’attività presente 502 in misura maggiore giungendo a quella presente in misura minore all’interno della singola strada, sistemate in ordine decrescente, differentemente da come viene svolto precedentemente nella descrizione delle strade: 503 SCHEDA N. 8 Via Piccinni/Piazza Padre Pio Figura 8 – Tratto della villa di Piazza Padre Pio, nonché tratto di strada di Via Piccinni. N. Esercizi a) Alimentari 3 b) Non alimentari 6 c) Abbigliamento/Calzature d) Medie superfici - e) Complementari - f) Artigiani g) Agenzie 2 3 - h) Bar e ristoranti 1 i) Banche ed uffici 1 Regolamento del traffico e della sosta: Questa è una delle strade più trafficate del paese che, presenta, dall’ inizio, un doppio senso di circolazione sino alla piazza Padre Pio, dove vi è una rotatoria che, consente di proseguire nelle vie attigue. È possibile parcheggiare attorno alla piazzetta di Padre Pio su ambedue i lati della strada ed anche, in via Piccinni, su ambedue i lati, grazie alla larghezza della strada. 504 Qualità urbana: Gli edifici sono in prevalenza moderni, data la presenza di case popolari situate alla sinistra della strada. Per il resto, risulta tutto in buono stato ad eccezione della zona riservata al mercato coperto, che appare vecchia, degradata e trascurata. Il degrado risulta molto più evidente se si osservano gli edifici posti in prossimità della zona del mercato coperto; vi è la presenza di molti alberi di foglia verde che circondano i quattro lati della piazzetta. I marciapiedi sono in ottime condizioni, così come la pavimentazione. La strada è abbastanza larga e, percorribile, e, il marciapiede è presente su ambedue i lati della strada. Vi sono, dentro e, all’esterno della piazzetta, delle panchine , dove è possibile sostare dopo una lunga passeggiata. Tratti di continuità commerciale: Densità commerciale un tempo molto elevata, e, tuttora oggi, continua ad esserlo, grazie alle varie ristrutturazioni dei locali e degli esercizi commerciali e del mercato del Venerdì mattina, che armonizza il paese, ma soprattutto questa strada. Tratti di discontinuità commerciale: Presenza di locali commerciali chiusi senza cartello e con evidenti segnali di decadimento, concentrati soprattutto nella zona interessata al mercato coperto. Elementi di immagine degli esercizi: Insegne: in buone condizioni ma con parziali segni di decadimento; Tendaggi: in buone condizioni ma con parziali segni di decadimento; Vetrine: in buone condizioni; Interni: in buone condizioni ma con segni di decadimento nulli; Problemi: Oltre ai diversi esercizi chiusi e ai tendaggi stabili ,oggi, si nota una larga differenza tra gli edifici di quasi tutta la strada e della piazzetta Padre Pio, rispetto al tratto di strada, che interessa il mercato coperto, che presenta diversi edifici diroccati e abbandonati da diverso tempo, che, danno a quel tratto di strada un aspetto poco curato e poco autentico, nonostante la buona qualità urbana di quasi tutta questa zona. Segue un grafico rappresentativo del numero delle attività commerciali presenti nella suddetta strada, distinte per i vari settori commerciali, partendo dall’attività presente in misura maggiore giungendo a quella presente in misura minore all’interno della singola strada, sistemate in ordine decrescente, differentemente da come viene svolto precedentemente nella descrizione delle strade: 505 SCHEDA N. 9 Via Casamassima Figura 9 – Tratto di strada di Via Casamassima. N. Esercizi a) Alimentari 5 b) Non alimentari 1 c) Abbigliamento/Calzature - d) Medie superfici 1 e) Complementari f) Artigiani 1 g) Agenzie h) Bar e ristoranti i) Banche ed uffici 2 Regolamento del traffico e della sosta: Questa strada del paese presenta, dall’ inizio, un unico senso di circolazione sino alla fine della strada che giunge in Largo Plebiscito. È possibile parcheggiare su un solo lato della strada per motivi urbanistici. 506 Qualità urbana: Gli edifici sono moderni, data la presenza di diverse ristrutturazioni riguardanti i vari locali commerciali situati sulla strada. Per il resto, risulta tutto in buono stato ad eccezione di qualche crepa nel muro affianco ai negozi e, nella zona circostante Via Leuzzi. Il degrado risulta molto più evidente se si osservano gli edifici posti in prossimità di Via Leuzzi, dove sono visibili diversi edifici diroccati, nonostante il tentativo di nuove ristrutturazioni. La strada è abbastanza larga e, percorribile, e, il marciapiede è presente su ambedue i lati della strada. Tratti di continuità commerciale: Densità commerciale un tempo molto elevata, e, tuttora oggi, continua ad esserlo, grazie alle varie ristrutturazioni dei locali e degli esercizi commerciali. Tratti di discontinuità commerciale: Presenza di locali commerciali chiusi senza cartello e con evidenti segni di decadimento, concentrati soprattutto nella zona di Via Leuzzi. Elementi di immagine degli esercizi: Insegne: in buone condizioni ma con parziali segni di decadimento; Tendaggi: in buone condizioni ma con parziali segni di decadimento; Vetrine: in buone condizioni; Interni: in buone condizioni ma con segni di decadimento nulli; Problemi: Oltre ai diversi esercizi chiusi e ai tendaggi poco stabili ,ad oggi, si nota una molteplice differenza tra gli edifici di quasi tutta la strada , rispetto al tratto di strada, che interessa Via Leuzzi che, presenta diversi edifici diroccati e abbandonati, nonostante il tentativo di ristrutturazione e di abbellimento. Tra l’altro sono presenti diverse crepe nei muri accanto ai negozi. Segue un grafico rappresentativo del numero delle attività commerciali presenti nella suddetta strada, distinte per i vari settori commerciali, partendo dall’attività presente in misura maggiore giungendo a quella presente in misura minore all’interno della singola strada, sistemate in ordine decrescente, differentemente da come viene svolto precedentemente nella descrizione delle strade: 507 SCHEDA N. 10 Via Montrone Figura 10 – Tratto di strada di Via Montrone. N. Esercizi a) Alimentari 5 b) Non alimentari 2 c) Abbigliamento/Calzature d) Medie superfici 1 e) Complementari - 4 f) Artigiani 2 g) Agenzie - h) Bar e ristoranti i) Banche ed uffici 1 Regolamento del traffico e della sosta: Questa strada del paese presenta, un doppio senso di circolazione dall’ inizio alla fine e, quindi sino a Corso Aldo Moro. È possibile sostare su ambedue i lati della strada, grazie anche alla larghezza della strada. I marciapiedi sono posti su ambedue i lati della strada e sono in discrete condizioni. 508 Qualità urbana: Gli edifici sono antichi, data la presenza di diversi palazzi inagibili e non utilizzati, ad eccezione di uno stabile ristrutturato da poco, dove ora è stato realizzato un condominio. Per il resto, risulta tutto molto antico dati i vecchi edifici, ad eccezione di nuovi negozi e locali commerciali, da poco ristrutturati. Il degrado risulta molto più evidente se si osservano gli edifici posti in prossimità dell’incrocio per Adelfia, dove sono visibili diversi stabili e edifici diroccati e consumati dal tempo. La strada è abbastanza larga ed agibile, e, il marciapiede è presente su tutti e due i lati della strada. Tratti di continuità commerciale: Densità commerciale un tempo molto elevata, ma ad oggi minore, a causa dei diversi edifici , locali e stabili non utilizzati ed inagibili. L’aspetto positivo è situato nel ricordo e, nella storicità che questa strada attinge al paese di Valenzano. Tratti di discontinuità commerciale: Presenza di locali commerciali chiusi senza cartello e con segni di decadimento, soprattutto vicino all’incrocio per andare verso Adelfia. Elementi di immagine degli esercizi: Insegne: in discrete condizioni ma con parziali segni di decadimento; Tendaggi: in discrete condizioni ma con parziali segni di decadimento; Vetrine: in buone condizioni ma con pochi segni di decadimento; Interni: in buone condizioni ma con parziali segni di decadimento; Problemi: Oltre ai diversi esercizi chiusi e ai tendaggi poco stabili, è possibile notare una piccola differenza tra la maggior parte degli edifici e dei locali commerciali posti su tutta la strada , rispetto al tratto di strada, riguardante l’incrocio per andare ad Adelfia, dove vi sono diversi edifici e locali ma anche stabili, diroccati, abbandonati a sé stessi ed in pessime condizioni, che per quanto possono apparire poco moderni e presentabili, nello stesso tempo danno a questa strada quel tocco di storicità ed antichità, ormai perso in diverse strade del paese di Valenzano. Segue un grafico rappresentativo del numero delle attività commerciali presenti nella suddetta strada, distinte per i vari settori commerciali, partendo dall’attività presente in misura maggiore giungendo a quella presente in misura minore all’interno della singola strada, sistemate in ordine decrescente, differentemente da come viene svolto precedentemente nella descrizione delle strade: 509 SCHEDA N. 11 Via San Rocco Figura 11 – Tratto di strada di Via San Rocco. N. Esercizi a) Alimentari 1 b) Non alimentari 4 c) Abbigliamento/Calzature 2 d) Medie superfici e) Complementari f) Artigiani 1 g) Agenzie 2 h) Bar e ristoranti 1 i) Banche ed uffici Regolamento del traffico e della sosta: Questa strada del paese congiunge il corso Aldo Moro con il largo Plebiscito; essa è percorribile in un unico senso di circolazione e, non è possibile sostare su nessuno dei due lati poiché la strada presenta una larghezza poco consona al parcheggio di autoveicoli. Tra l’altro, si può dire che vi è totale assenza di marciapiedi. La possibilità 510 di sostare è comunque quasi nulla, a causa della presenza di uno spazio considerevole adibito all’ingresso in chiesa, che non consente la sosta. Qualità urbana: Gli edifici sono in prevalenza storici, poiché la strada è considerata una delle più antiche del centro, dove tutt’ora oggi, non è visibile alcun segno di cambiamento; essa appare in stato decente, se così si può dire, anche se i segni di degrado più evidenti, sono presenti attorno alle pareti della chiesa dove i muri appaiono decadenti ed in fase di cedimento; la pavimentazione appare in discreto stato, nonostante fra i mattoni stessi, vi sia un notevole dislivello e, quindi si riscontrano problemi nel percorrerla a piedi. Per il resto, i negozi appaiono in buono stato, soprattutto nella zona più vicina al largo Plebiscito, dove sono visibili diversi segni di ristrutturazione, svolta recentemente. Tratti di continuità commerciale: Densità commerciale un tempo molto elevata, grazie al suo valore storico e alla vicinanza della chiesa di San Rocco, nonché polo attrattivo del paese; ad oggi, a causa dei segni di degrado abbastanza evidenti, essa ha perso quella notevole densità commerciale che aveva un tempo; tra l’altro l’afflusso della clientela tende a spostarsi nelle strade più ampie e ristrutturate del centro, dove è anche presente un consistente numero di esercizi commerciali. Tratti di discontinuità commerciale: Presenza di locali commerciali chiusi senza cartello e con evidenti segni di degrado, concentrati soprattutto nella zona circostante le mura della chiesa del santo patrono e nella zona che sfocia in Largo Leonetti, che in passato rappresentava una delle strade fondamentali per il commercio valenzanese. Elementi di immagine degli esercizi: Insegne: in discrete condizioni ma con segni di decadimento; Tendaggi: in pessime condizioni e con segni di degrado; Vetrine: in buone condizioni ma con pochi segni di decadimento; Interni: in discrete condizioni ma con segni di decadimento; Problemi: Come già detto prima, oltre alla innumerevole presenza di segni di degrado in buona parte della strada, essa si presenta in pessime condizioni agli occhi di una clientela piuttosto attenta a ciò che osserva; partendo dalla pavimentazione, essa presenta un notevole dislivello fra le mattonelle che non sono assolutamente percorribili, soprattutto da parte di persone anziane; per quel che riguarda le mura circostanti la chiesa, esse presentano segni di degrado, anche se, c’è da dire che, mettono in evidenza la reale storicità e antichità della zona; l’ultimo problema è quello relativo all’illuminazione della strada che, a differenza di altre strade, mostra una considerevole distanza tra un lampione ed un altro, rendendo quasi oscura, in alcuni tratti, la suddetta strada. 511 Segue un grafico rappresentativo del numero delle attività commerciali presenti nella suddetta strada, distinte per i vari settori commerciali, partendo dall’attività presente in misura maggiore giungendo a quella presente in misura minore all’interno della singola strada, sistemate in ordine decrescente, differentemente da come viene svolto precedentemente nella descrizione delle strade: Risultati dell’indagine qualitativa del centro città di Valenzano Dall’elenco delle strade del centro città Valenzanese, si possono evidenziare differenti caratteristiche che tendono a distinguere questo centro da quello degli altri paesi; possiamo iniziare, mettendo in evidenza il fatto che vi è una notevole presenza di esercizi commerciali volti alla soddisfazione dei bisogni primari come l’alimentazione e l’abbigliamento. Notevole importanza assume il settore dell’artigianato e dei non alimentari, nonché quei negozi propensi alla vendita di strumenti per la casa e per l’arredamento, ma non solo. Di relativa e media importanza sono i bar ed i ristoranti che, nel paese, sono presenti in discreta parte, mentre di basso rilievo, risultano essere le banche e gli uffici, che nel centro città, sono presenti in minima parte. È opportuno precisare che la maggior parte delle attività commerciali del centro città Valenzanese va, via via, col passare del tempo, specializzandosi in vari e nuovi settori merceologici. Per quanto riguarda il posizionamento dei vari esercizi, e quindi del commercio nel centro, le vie principali interessate dal suddetto fenomeno risultano essere: Corso Aldo Moro, Largo Plebiscito, via Bari, via Capurso e via De Gasperi assieme ad altre di medesima rilevanza. Va precisato, che la zona di attrazione commerciale maggiore è rappresentata dal Corso Aldo Moro, grazie alla sua posizione centrale all’interno del paese e alle sue dimensioni abbastanza larghe ed accoglienti che riescono ad inglobare la maggior parte dei vari esercizi commerciali in essa. Di medesima rilevanza, è il Largo Plebiscito che, grazie alle notevoli dimensioni, oltre alla possibilità di poter accogliere una molteplicità di esercizi commerciali specializzati in diversi settori che vanno dalla pelletteria all’artigianato, presenta al suo interno, una grande villa di notevoli dimensioni adibita allo svago, al riposo e all’intrattenimento, grazie alla presenza di circa una quindicina di panchine, situate al suo interno. Non bisogna dimenticare, via Casamassima che, invece, presenta un lodevole sviluppo nel settore alimentare, soprattutto per la forte presenza di esercizi commerciali specializzati nella vendita di prodotti caseari. Sicuramente, anche l’apparato relativo al turismo è abbastanza sviluppato e, l’area di maggiore concentrazione turistica è rappresentata dall’incrocio tra Corso Aldo Moro e Via San Rocco dove è situata la principale chiesa del paese, la chiesa di San Rocco, assieme alla chiesetta del Padre Eterno e al rinomatissimo Castello Baronale, di origini antichissime. La seconda classificata nella categoria di zone turistiche del centro città di Valenzano, è il Largo Plebiscito dove è ubicata la chiesa di Santa Maria e di San Luca, i cui altari interni, sono rivestiti in oro e in argento. Un'altra zona di attrazione sia a livello commerciale che turistico, è la nota Piazza Padre Pio che è circondata da una accogliente villetta dove, al termine degli acquisti, la clientela ed i turisti, spesso e volentieri, si siedono per riposarsi; chiaramente, a livello turistico, essa attrae per la grande statua raffigurante Padre Pio, che sovrasta la piazza, e per la villetta che la circonda, mentre a livello commerciale attrae, oltre che per la presenza dei vari esercizi commerciali relativi al settore dell’ abbigliamento e delle calzature, anche per la presenza del “mercato coperto” e del “mercato del Venerdì”, nonché eventi in cui è possibile 512 denotare la presenza di innumerevoli attività commerciali che vanno dal settore alimentare al settore dell’abbigliamento e, quindi di conseguenza, questi fenomeni non fanno altro che generare un maggiore afflusso della clientela in questa zona. Traendo le dovute conclusioni, è possibile affermare che il centro città Valenzanese si posiziona e si classifica su un livello qualitativo abbastanza discreto rispetto a tanti altri centri città, e per questo motivo, esso è considerato un polo attrattivo non solo per gli abitanti di Valenzano, ma anche per coloro che vengono da zone limitrofe per svolgere i propri acquisti, e per i turisti che hanno sempre voglia di visitare e scoprire qualcosa di nuovo e di inedito. Dopo aver esaminato i vari aspetti positivi delle varie strade analizzate assieme ai punti nevralgici e fondamentali del centro città, è opportuno mettere in evidenza alcuni dei molteplici aspetti negativi; il primo è quello che riguarda l’immagine dei vari esercizi commerciali che presenta molte disuguaglianze tra gli stessi, ad esempio in merito ai tendaggi, alle vetrine, e al modo in cui viene disposta la merce, e questo fenomeno oltre a non fornire un’immagine coerente della strada, tende a peggiorare quel rapporto esistente tra i vari strumenti della comunicazione, specialmente nel caso della comunicazione esterna; il secondo è sempre relativo agli strumenti della comunicazione esterna, nonché le insegne, e i vari tendaggi, che presentano segni di decadimento, e di conseguenza tendono a far perdere valore alla comunicazione esterna della strada; il terzo riguarda il fatto che vi sono diverse strade che sono situate a distanza di molti kilometri dal centro città, e quindi questo porta alla difficoltà di acquisto e di visita da parte della clientela che abita lontano dal centro città; il quarto è relativo all’innumerevole presenza di magazzini e locali chiusi che, essendo situati nelle strade principali del centro città come Corso Aldo Moro, Largo Plebiscito, via Bari, via Capurso e via Alcide De Gasperi, interrompono la continuità commerciale fra una strada ed un’altra; il quinto riprende quanto detto dal quarto e cioè che vi è la presenza di innumerevoli locali e magazzini chiusi che interrompono la continuità commerciale fra una strada ed un’altra, aggiungendo però, che questo potrebbe essere un segnale relativo alla crisi del commercio che si sta avendo in questo periodo; il sesto mette in evidenza i segnali di degrado e di decadimento dell’ambiente estetico ed urbano del centro città, come la presenza di differenti strutture abbandonate a sé stesse che presentano segni di degrado, così come la presenza di profondi “solchi” nei marciapiedi del centro che non permettono di percorrere interamente una strada, portando la clientela a percorrere, molto spesso, una via secondaria, oltre al problema dell’illuminazione stradale di alcune vie, come via San Rocco, dove vi è molta distanza tra un lampione ed un altro, e questo porta al buio totale in alcuni tratti della strada; il settimo si riferisce alla presenza di magazzini o esercizi commerciali dotati di serrande comunemente chiamate “cieche” cioè che non riportano alcuna informazione relativa all’orario di apertura e di chiusura, lasciando spesso e volentieri, la clientela con numerosi dubbi; l’ottavo è relativo al fatto che i vari esercizi commerciali specializzati nella vendita di “prodotti tipici” non sono dotati di un’insegna o comunque di una forma comunicativa che entri nel merito della loro specializzazione, tendendo ad insinuare notevoli perplessità nella clientela, che si domanda anche dinanzi ai suddetti esercizi, cosa essi vendano e in cosa essi siano specializzati; il nono ed ultimo, è molto importante e, si riferisce al fatto che la maggior parte delle strade del centro città Valenzanese, sono attraversate dal traffico di automobili, e qualsiasi tipo di autoveicolo come motori, auto-rimorchi, camion, e così via, e questo non fa altro che disturbare la clientela che visita il centro e che, di conseguenza, cerca un po’ di serenità e tranquillità nel preciso momento in cui si trova nel centro città e deve scegliere i prodotti da acquistare e, soprattutto l’esercizio commerciale da cui acquistarli. Dall’analisi di tutte queste situazioni, è possibile comprendere come si compone il centro città Valenzanese assieme ad i suoi aspetti negativi e positivi, tenendo conto che questo paese è stato reso importante sia a livello turistico che a livello commerciale grazie alla presenza di 513 turisti provenienti dalle zone limitrofe che oltre a visitare i vari monumenti antichi, sono propensi ad acquistare prodotti dal centro città Valenzanese, sommato al fatto che, gli abitanti, in un modo o nell’altro rimangono soddisfatti da ciò che il paese, in particolare il centro città, offre loro giorno dopo giorno, anche se sono convinti del fatto che esso potrebbe offrire molto di più. Le attività commerciali In questo paragrafo, seguono delle tabelle relative alle attività commerciali più praticate nel paese di Valenzano, suddivise per settori commerciali ed affiancate dal numero di esercizi commerciali presenti nel paese, e relativi a ciascuna attività, unitamente ad un grafico rappresentativo di ciascuna tabella, che evidenzia l’attività più praticata fra i vari settori commerciali di Valenzano: Tabella 1 - Commercio di automobili e altre tipologie di autoveicoli MANUTENZIONE E RIPARAZIONE DI AUTOVEICOLI (autofficine,carrozzerie,elettrauti,gommisti,autolavaggi) 15 Commercio al dettaglio di parti e accessori di autoveicoli 6 Commercio all’ingrosso ed intermediazione di parti e accessori di autoveicoli 4 Commercio di autovetture e di autoveicoli leggeri 3 COMMERCIO, MANUTENZIONE E RIPARAZIONE DI MOTOCICLI E RELATIVE PARTI ACCESSORI 1 COMMERCIO DI PARTI E ACCESSORI DI AUTOVEICOLI 0 Grafico 1 514 COMMERCIO DI AUTOVEICOLI ED ALTRE TIPOLOGIE DI AUTOVEICOLI 16 15 14 12 10 8 6 6 4 4 3 1 2 COMMERCIO, MANUTENZIONE E RIPARAZIONE DI MOTOCICLI E RELATIVE PARTI ACCESSORI Commercio di autovetture e di autoveicoli leggeri Commercio all’ingrosso ed intermediazione di parti e accessori di autoveicoli Commercio al dettaglio di parti e accessori di autoveicoli MANUTENZIONE E RIPARAZIONE DI AUTOVEICOLI (autofficine,carrozzerie,elettrauti,gommisti, autolavaggi) 0 L’attività più praticata di questo settore, risulta essere la manutenzione e riparazione di autoveicoli (autofficine, carrozzerie, elettrauti, gommisti ed autolavaggi), con un numero di esercizi commerciali pari a 15, all’interno dell’intero paese. Tabella 2- Commercio di prodotti alimentari Commercio all’ingrosso non specializzato di altri prodotti alimentari, bevande e tabacco 5 COMMERCIO ALL’INGROSSO DI PRODOTTI ALIMENTARI, BEVANDE E PRODOTTI DEL TABACCO 2 Commercio all’ingrosso di frutta e ortaggi freschi o conservati 2 Commercio all’ingrosso di carne fresca, congelata e surgelata 1 Commercio all’ingrosso di oli e grassi alimentari di origine vegetale o animale 1 Commercio all’ingrosso di bevande 1 Commercio all’ingrosso di altri prodotti alimentari, inclusi pesci, crostacei e molluschi 1 Commercio all’ingrosso di altri prodotti alimentari 1 Commercio all’ingrosso non specializzato di prodotti surgelati 1 Grafico 2 515 COMMERCIO DI PRODOTTI ALIMENTARI (Valori assoluti) 6 5 5 4 3 2 2 2 1 1 1 1 1 1 Commercio all’ingrosso di oli e grassi alimentari di origine vegetale o animale Commercio all’ingrosso di bevande Commercio all’ingrosso di altri prodotti alimentari, inclusi pesci, crostacei e molluschi Commercio all’ingrosso di altri prodotti alimentari Commercio all’ingrosso non specializzato di prodotti surgelati 1 0 Commercio Commercio COMMERCIO Commercio ALL’INGROSSO DI all’ingrosso di frutta all’ingrosso di carne all’ingrosso non e ortaggi freschi o fresca, congelata e PRODOTTI specializzato di altri surgelata conservati ALIMENTARI, prodotti alimentari, BEVANDE E bevande e tabacco PRODOTTI DEL TABACCO L’attività più praticata di questo settore risulta essere il commercio all’ingrosso non specializzato di altri prodotti alimentari, bevande e tabacco, con un numero di esercizi commerciali pari a 5, all’interno dell’intero paese. Tabella 3- Commercio di capi d’abbigliamento, pelletteria, oggettistica e strumenti informatici Commercio all’ingrosso di vari prodotti di consumo non alimentare n.c.a. 8 Commercio all’ingrosso di computer, apparecchiature informatiche periferiche e di software 6 Commercio all’ingrosso di abbigliamento e accessori 5 Commercio all’ingrosso di supporti registrati, audio, video (Cd, Dvd e altri supporti) 2 Commercio all’ingrosso di profumi e cosmetici 2 Commercio all’ingrosso di articoli di merceria, filati e passamaneria 1 Commercio all’ingrosso di vetreria e cristalleria 1 Commercio all’ingrosso di mobili di qualsiasi materiale 1 Commercio all’ingrosso di orologi e di gioielleria 1 Grafico 3 516 COMMERCIO DI CAPI DI ABBIGLIAMENTO,PELLETTERIA,OGGETTISTICA E STRUMENTI INFORMATICI (VALORI ASSOLUTI) 9 8 8 7 6 6 5 5 4 3 2 2 2 1 1 1 1 1 0 Commercio all’ingrosso di vari prodotti di consumo non alimentare n.c.a. Commercio all’ingrosso di computer, apparecchiature informatiche periferiche e di software Commercio all’ingrosso di abbigliamento e accessori Commercio Commercio Commercio Commercio Commercio all’ingrosso di all’ingrosso di all’ingrosso di all’ingrosso di all’ingrosso di mobili supporti registrati, profumi e cosmetici articoli di merceria, vetreria e cristalleria di qualsiasi audio, video (Cd, filati e passamaneria materiale Dvd e altri supporti) Commercio all’ingrosso di orologi e di gioielleria L’attività più praticata di questo settore, risulta essere il Commercio all’ingrosso di vari prodotti di consumo non alimentare n.c.a., con un numero di esercizi commerciali pari a 8, all’interno dell’intero paese. Tabella 4-Commercio di all’arredamento d’ufficio attrezzature adibite alla produzione Commercio all’ingrosso di altre macchine ed attrezzature per l’industria, il commercio e la navigazione (robot per le catene di produzione, macchine per bar e gelaterie, macchine grafiche, armi, macchine di sollevamento) 7 Commercio all’ingrosso di altri macchinari e attrezzature 2 Commercio all'ingrosso di mobili per ufficio e negozi 1 e Grafico 4 517 COMMERCIO DI ATTREZZATURE ADIBITE ALLA PRODUZIONE ED ALL'ARREDAMENTO D'UFFICIO (Valori assoluti) 8 7 7 6 5 4 3 2 2 1 1 0 Commercio all’ingrosso di altre macchine ed attrezzature per l’industria, il commercio e la navigazione (robot per le catene di produzione, macchine per bar e gelaterie, macchine grafiche, armi, macchine di sollevamento) Commercio all’ingrosso di altri macchinari e attrezzature Commercio all'ingrosso di mobili per ufficio e negozi L’attività più praticata di questo settore risulta essere il Commercio all’ingrosso di altre macchine ed attrezzature per l’industria, il commercio e la navigazione (robot per le catene di produzione, macchine per bar e gelaterie, macchine grafiche, armi, macchine di sollevamento), con un numero di esercizi commerciali pari a 7, all’interno dell’intero paese. Tabella 5- Commercio di metalli preziosi e di prodotti chimici per l’industria Commercio all’ingrosso di apparecchi e accessori per impianti idraulici, di riscaldamento e di condizionamento 2 Commercio all'ingrosso di prodotti chimici per l’industria 2 Commercio all’ingrosso di metalli non ferrosi e prodotti semilavorati 1 Commercio all’ingrosso di materiali da costruzione 1 Commercio all’ingrosso di infissi 1 Commercio all’ingrosso di altri materiali da costruzione 1 Commercio all’ingrosso di carta da parati, colori e vernici 1 Grafico 5 518 COMMERCIO DI METALLI PREZIOSI E DI PRODOTTI CHIMICI PER L'INDUSTRIA (Valori assoluti) 2,5 2 2 2 1,5 1 1 1 1 1 1 0,5 0 Commercio all’ingrosso di apparecchi e accessori per impianti idraulici, di riscaldamento e di condizionamento Commercio Commercio all’ingrosso di metalli all'ingrosso di prodotti chimici per non ferrosi e prodotti semilavorati l’industria Commercio all’ingrosso di materiali da costruzione Commercio all’ingrosso di infissi Commercio all’ingrosso di altri materiali da costruzione Commercio all’ingrosso di carta da parati, colori e vernici Le attività più praticate di questo settore, risultano essere il Commercio all’ingrosso di apparecchi e accessori per impianti idraulici, di riscaldamento e di condizionamento, ed il Commercio all'ingrosso di prodotti chimici per l’industria, entrambi, con un numero di esercizi commerciali pari a 2, all’interno dell’intero paese. Tabella 6- Commercio di prodotti provenienti da minimercati e supermercati Minimercati ed altri esercizi non specializzati di alimentari vari 17 Supermercati 5 Commercio al dettaglio in esercizi non specializzati di computer, periferiche, attrezzature per le telecomunicazioni, elettronica di consumo audio e video, elettrodomestici 3 Empori ed altri negozi non specializzati di vari prodotti non alimentari 2 COMMERCIO AL DETTAGLIO (ESCLUSO QUELLO DI AUTOVEICOLI E DI MOTOCICLI) 1 Commercio al dettaglio in esercizi non specializzati con prevalenza di prodotti alimentari e bevande 1 Commercio al dettaglio di prodotti surgelati 1 Grafico 6 519 COMMERCIO DI PRODOTTI PROVENIENTI DA MINIMERCATI E SUPERMERCATI (valori assoluti) 18 17 16 14 12 10 8 5 6 3 4 2 2 1 1 1 0 Minimercati ed altri esercizi non specializzati di alimentari vari Supermercati Commercio al dettaglio in esercizi non specializzati di computer, periferiche, attrezzature per le telecomunicazioni, elettronica di consumo audio e video, elettrodomestici COMMERCIO AL Empori ed altri DETTAGLIO negozi non specializzati di vari (ESCLUSO QUELLO DI AUTOVEICOLI E prodotti non DI MOTOCICLI) alimentari Commercio al Commercio al dettaglio in esercizi dettaglio di prodotti surgelati non specializzati con prevalenza di prodotti alimentari e bevande L’attività più praticata di questo settore risulta essere il Commercio relativo ai Minimercati ed altri esercizi non specializzati di alimentari, con un numero di esercizi commerciali pari a 17, all’interno dell’intero paese. Tabella 7-Commercio di prodotti caseari, di dolciumi e di tabacco Commercio al dettaglio di carni e di prodotti a base di carne in esercizi specializzati 14 COMMERCIO AL DETTAGLIO DI CARBURANTE PER AUTOTRAZIONE IN ESERCIZI SPECIALIZZATI 8 Commercio al dettaglio di pesci, crostacei e molluschi in esercizi specializzati 4 Commercio al dettaglio di prodotti del tabacco in esercizi specializzati 4 Commercio al dettaglio di frutta e verdura fresca 3 Commercio al dettaglio di torte, dolciumi, confetteria 3 Commercio al dettaglio di frutta e verdura in esercizi specializzati 2 Commercio al dettaglio di bevande in esercizi specializzati 2 Commercio al dettaglio di altri prodotti alimentari in esercizi specializzati 1 Commercio al dettaglio di latte e di prodotti lattiero-caseari 1 520 Grafico 7 COMMERCIO DI PRODOTTI CASEARI, DI DOLCIUMI E DI TABACCO (valori assoluti) 16 14 14 12 10 8 8 6 4 4 4 3 3 2 2 2 1 1 0 Commercio al Commercio al COMMERCIO AL dettaglio di carni e DETTAGLIO DI dettaglio di pesci, crostacei e di prodotti a base CARBURANTE molluschi in di carne in PER esercizi esercizi AUTOTRAZIONE specializzati specializzati IN ESERCIZI SPECIALIZZATI Commercio al dettaglio di prodotti del tabacco in esercizi specializzati Commercio al dettaglio di frutta e verdura fresca Commercio al dettaglio di torte, dolciumi, confetteria Commercio al dettaglio di frutta e verdura in esercizi specializzati Commercio al dettaglio di bevande in esercizi specializzati Commercio al Commercio al dettaglio di altri dettaglio di latte e prodotti alimentari di prodotti lattierocaseari in esercizi specializzati L’attività più praticata di questo settore, risulta essere il commercio al dettaglio di carni e di prodotti a base di carne in esercizi specializzati, con un numero di esercizi commerciali pari a 14, all’interno dell’intero paese. Tabella 8-Commercio di elettrodomestici e materiali da costruzione Commercio al dettaglio di mobili per la casa 9 Commercio al dettaglio di ferramenta, vernici, vetro piano e materiale elettrico e termoidraulico 6 Commercio al dettaglio di utensili per la casa, di cristallerie e vasellame 6 Commercio al dettaglio di materiali da costruzione, ceramiche e piastrelle 4 Commercio al dettaglio di filati per maglieria e merceria 2 Commercio al dettaglio di elettrodomestici in esercizi specializzati 2 Commercio al dettaglio di articoli igienico-sanitari 1 Commercio al dettaglio di carta da parati e rivestimenti per pavimenti 1 Commercio al dettaglio di strumenti musicali e spartiti 1 Commercio al dettaglio di altri articoli diversi per uso domestico n.c.a. 1 521 Grafico 8 COMMERCIO DI ELETTRODOMESTICI E MATERIALE DA COSTRUZIONE (valori assoluti) 10 9 9 8 7 6 6 6 5 4 4 3 2 2 2 1 1 1 1 1 0 Commercio al dettaglio di mobili per la casa Commercio al dettaglio di ferramenta, vernici, vetro piano e materiale elettrico e termoidraulico Commercio al dettaglio di utensili per la casa, di cristallerie e vasellame Commercio al dettaglio di materiali da costruzione, ceramiche e piastrelle Commercio al dettaglio di filati per maglieria e merceria Commercio al Commercio al Commercio al Commercio al Commercio al dettaglio di altri dettaglio di dettaglio di articoli dettaglio di carta dettaglio di strumenti musicali articoli diversi per da parati e elettrodomestici in igienico-sanitari uso domestico e spartiti rivestimenti per esercizi n.c.a. pavimenti specializzati L’attività più praticata di questo settore, risulta essere il commercio al dettaglio di mobili per la casa, con un numero di esercizi commerciali pari a 9, all’interno dell’intero paese. Tabella 9- Commercio di software e di strumenti della comunicazione moderna Commercio al dettaglio di computer, unità periferiche, software e attrezzature per ufficio in esercizi specializzati 4 Commercio al dettaglio di apparecchiature per le telecomunicazioni e la telefonia in esercizi specializzati 2 522 Grafico 9 COMMERCIO DI SOFTWARE E DI STRUMENTI DELLA COMUNICAZIONE MODERNA VALORI ASSOLUTI 4,5 4 4 3,5 3 2,5 2 2 1,5 1 0,5 0 Commercio al dettaglio di computer, unità periferiche, software e attrezzature per ufficio in esercizi specializzati Commercio al dettaglio di apparecchiature per le telecomunicazioni e la telefonia in esercizi specializzati L’attività più praticata di questo settore, risulta essere il commercio al dettaglio di computer, unità periferiche, software e attrezzature per ufficio in esercizi specializzati, con un numero di esercizi commerciali pari a 4, all’interno dell’intero paese. Tabella 10- Commercio al dettaglio di merci per l’intrattenimento ed il tempo libero Commercio al dettaglio di giornali, riviste e periodici 8 Commercio al dettaglio di articoli di cartoleria e forniture per ufficio 5 Commercio al dettaglio di articoli sportivi, biciclette e articoli per il tempo libero 1 Commercio al dettaglio di giochi e giocattoli in esercizi specializzati 1 523 Grafico 10 COMMMERCIO AL DETTAGLIO DI MERCI PER L'INTRATTENIMENTO ED IL TEMPO LIBERO (Valori assoluti) 9 8 8 7 6 5 5 4 3 2 1 1 Commercio al dettaglio di articoli sportivi, biciclette e articoli per il tempo libero Commercio al dettaglio di giochi e giocattoli in esercizi specializzati 1 0 Commercio al dettaglio di giornali, riviste e periodici Commercio al dettaglio di articoli di cartoleria e forniture per ufficio L’attività più praticata di questo settore, risulta essere il commercio al dettaglio di giornali, riviste e periodici, con un numero di esercizi commerciali pari a 8, all’interno dell’intero paese. Tabella 11- Commercio al dettaglio di tipo ambulante Commercio al dettaglio ambulante di tessuti, articoli tessili per la casa, articoli di abbigliamento 16 Commercio al dettaglio ambulante di prodotti ortofrutticoli 12 Commercio al dettaglio ambulante di calzature e pelletterie 6 COMMERCIO AL DETTAGLIO AMBULANTE 4 Commercio al dettaglio ambulante di prodotti alimentari e bevande 4 Commercio al dettaglio ambulante di altri prodotti 4 Commercio al dettaglio ambulante di prodotti tessili, abbigliamento e calzature 3 Commercio al dettaglio ambulante di prodotti ittici 2 Commercio al dettaglio ambulante di fiori, piante, bulbi, semi e fertilizzanti 1 Commercio al dettaglio ambulante di macchine, attrezzature e prodotti per l'agricoltura; attrezzature per giardinaggio 1 524 Commercio al dettaglio ambulante di chincaglieria e bigiotteria 1 Commercio al dettaglio ambulante di arredamenti per giardino; mobili; tappeti e stuoie; articoli casalinghi; elettrodomestici; materiale elettrico 1 Grafico 11 COMMERCIO AL DETTAGLIO DI TIPO AMBULANTE (Valori assoluti) 18 16 16 14 12 12 10 8 6 6 4 4 4 3 4 2 1 2 1 1 1 0 Commercio al Commercio al Commercio al dettaglio ambulante dettaglio ambulante dettaglio ambulante di tessuti, articoli di prodotti di calzature e tessili per la casa, ortofrutticoli pelletterie articoli di abbigliamento COMMERCIO AL DETTAGLIO AMBULANTE Commercio al Commercio al Commercio al Commercio al Commercio al Commercio al Commercio al Commercio al dettaglio ambulante dettaglio ambulante dettaglio ambulante dettaglio ambulante dettaglio ambulante dettaglio ambulante dettaglio ambulante dettaglio ambulante di prodotti alimentari di altri prodotti di prodotti tessili, di prodotti ittici di fiori, piante, bulbi, di macchine, di chincaglieria e di arredamenti per e bevande abbigliamento e semi e fertilizzanti attrezzature e bigiotteria giardino; mobili; calzature prodotti per tappeti e stuoie; l'agricoltura; articoli casalinghi; attrezzature per elettrodomestici; giardinaggio materiale elettrico L’attività più praticata di questo settore, risulta essere il commercio al dettaglio ambulante di tessuti, articoli tessili per la casa e articoli di abbigliamento, con un numero di esercizi commerciali pari a 16, all’interno dell’intero paese. Tabella 12- Commercio di prodotti per mezzo di intermediari Commercio al dettaglio di prodotti vari, mediante l’intervento di un dimostratore o di un incaricato alla vendita (porta a porta) 6 Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet 4 COMMERCIO AL DETTAGLIO AL DI FUORI DI NEGOZI, BANCHI E MERCATI 3 Commercio al dettaglio per corrispondenza o attraverso internet 2 Commercio effettuato per mezzo di distributori automatici 1 L’attività più praticata di questo settore, risulta essere il Commercio al dettaglio di prodotti vari, mediante l’intervento di un dimostratore o di un incaricato alla vendita (porta a porta), con un numero di esercizi commerciali pari a 6, all’interno dell’intero paese. Tabella 13-Commercio per conto di agenti e rappresentanti 525 Agenti e rappresentanti di prodotti chimici per l'industria Agenti e rappresentanti di materiale da costruzione (inclusi gli infissi e gli articoli igienicosanitari); vetro piano Agenti e rappresentanti di apparecchi ed accessori per riscaldamento e condizionamento e altri prodotti similari Agenti e rappresentanti di macchine, attrezzature ed impianti per l’industria ed il commercio; materiale e apparecchi elettrici ed elettronici per uso non domestico Agenti e rappresentanti di mobili in legno, metallo e materie plastiche Agenti e rappresentanti di articoli di ferramenta e di bricolage Agenti e rappresentanti di articoli casalinghi, porcellane, articoli in vetro eccetera Intermediari del commercio di prodotti tessili, abbigliamento, pellicce, calzature e articoli in pelle Agenti e rappresentanti di vestiario ed accessori di abbigliamento Agenti e rappresentanti di tessuti per abbigliamento ed arredamento (incluse merceria e passamaneria) Agenti e rappresentanti di articoli tessili per la casa, tappeti, stuoie e materassi 5 4 3 2 3 2 2 4 16 2 2 L’attività più praticata di questo settore risulta essere il commercio tramite Agenti e rappresentanti di vestiario ed accessori di abbigliamento, che si posizionano su di un numero di esercizi commerciali pari a 16, all’interno dell’intero paese. Tabella 14- Commercio per conto di agenti, intermediari e procacciatori Intermediari del commercio di prodotti alimentari, bevande e tabacco 19 Agenti e rappresentanti di bevande e prodotti similari 3 Agenti e rappresentanti di altri prodotti alimentari (incluse le uova e gli alimenti per gli animali domestici);tabacco 9 Procacciatori d'affari di prodotti alimentari, bevande e tabacco 3 Intermediari del commercio specializzato in altri prodotti 11 Agenti e rappresentanti di carta e cartone (esclusi gli imballaggi); articoli di cartoleria e cancelleria 2 Procacciatori d'affari di prodotti di carta, cancelleria, libri 2 L’attività più praticata di questo settore, risulta essere il compito svolto dagli intermediari del commercio di prodotti alimentari, bevande e tabacco, che sono posizionati su di un numero di esercizi pari a 19, all’interno dell’intero paese. 526 Tabella 15- Commercio per conto di agenti specializzati in vari settori commerciali Agenti e rappresentanti di elettronica di consumo audio e video, materiale elettrico per uso domestico 6 Agenti e rappresentanti di prodotti farmaceutici; prodotti di erboristeria per uso medico 4 Agenti e rappresentanti di prodotti di profumeria e di cosmetica (inclusi articoli per parrucchieri);prodotti di erboristeria per uso cosmetico 4 Procacciatori d'affari di prodotti farmaceutici e di cosmetici 3 Agenti e rappresentanti di orologi, oggetti e semilavorati per gioielleria e oreficeria 3 L’attività più praticata di questo settore, risulta essere il compito svolto dagli agenti e rappresentanti di elettronica di consumo audio e video, e di materiale elettrico per uso domestico, che sono posizionati su di un numero di esercizi commerciali pari a 6, all’interno dell’intero paese. Tabella 16- Commercio per conto di agenti e rappresentanti su prodotti di vario tipo, senza prevalenza di alcuno Agenti e rappresentanti di articoli fotografici, ottici e prodotti simili; strumenti scientifici e per laboratori di analisi 5 Agenti e rappresentanti di saponi, detersivi, candele e prodotti simili 2 Agenti e rappresentanti di giocattoli 2 Intermediari del commercio di vari prodotti senza prevalenza di alcuno 2 Agenti e rappresentanti di vari prodotti senza prevalenza di alcuno 3 Procacciatori d'affari di vari prodotti senza prevalenza di alcuno 3 Intermediari del commercio di vari prodotti senza prevalenza di alcuno 2 Agenti e rappresentanti di vari prodotti senza prevalenza di alcuno 3 Procacciatori d'affari di vari prodotti senza prevalenza di alcuno 3 L’attività più praticata di questo settore, risulta essere il compito svolto dagli Agenti e rappresentanti di articoli fotografici, ottici e prodotti simili, oltre a strumenti scientifici e per laboratori di analisi, che sono posizionati su di un numero di esercizi commerciali pari a 5, all’interno dell’intero paese. La percezione del centro storico 527 Il questionario per l’indagine statistica sui frequentatori del centro storico del comune di valenzano Per comprendere il modo in cui viene percepito e vissuto il centro storico di Valenzano è stato realizzato un questionario che è stato somministrato nel periodo di maggiodicembre 2012 ad un campione casuale di 721 individui, tra cui frequentatori, residenti e abitanti di comuni limitrofi. L’indagine si configura come un test di mercato mirato a: conoscere le caratteristiche dei frequentatori del centro storico ed il peso che occupa l’acquisto come motivazione della loro presenza in centro; comprendere le valutazioni qualitative e percettive che i frequentatori del centro storico danno dell’offerta commerciale e del contesto urbano in cui questa si inserisce; confrontare i risultati delle rilevazioni fatte in loco con il punto di vista dei consumatori. La preparazione del questionario è stata un momento molto delicato, poiché era necessario che le domande fossero ben strutturate e non dessero adito ad ambiguità per consentire una raccolta d'informazioni coerenti. Inoltre, il linguaggio doveva essere semplice e comprensibile a tutti gli intervistati. Il questionario è stato realizzato seguendo alcune fasi: scelta delle aree di contenuto, definizione dei contenuti di ogni singola area e formulazione delle relative domande, sistemazione delle domande in un ordine adeguato e uso del pre-test per apportare eventuali modifiche. Segue il modello del questionario che è stato somministrato. 528 QUESTIONARIO DI STUDIO SULLA QUALITÀ DEL CENTRO STORICO DI VALENZANO La riscoperta del cuore urbano della città come ambiente di pregio per la socialità collettiva ha rilanciato il tema della valorizzazione di quelle attività dei centri storici che sono strettamente correlate con il suo uso sociale e il rafforzamento dell’identità economica e socio-culturale del paese. Il presente questionario fa parte di una ricerca tesa ad indagare i bisogni e le modalità di fruizione del centro storico, al fine di poter delineare ipotesi d'intervento e riqualificazione urbana. La prego di compilarlo in ogni sua parte e La ringrazio per il tempo e l’impegno che vorrà dedicarmi. I dati rilevati saranno utilizzati solo per scopi scientifico-statistici. I Parte : Dati socio-anagrafici Sesso Maschio Femmina Età Da 15 a 24 anni Da 25 a 44 anni Da 45 a 64 anni Oltre i 64 Professione Studente Casalinga Impiegato Militare Libero Professionista Commercio/Servizi Operaio Artigiano Pensionato Disoccupato Altro specificare…………) Dove abita? Nel centro storico Al di fuori del centro storico In periferia In una frazione del comune/campagna In un altro comune (specificare.……..………) 529 II Parte : Accessibilità e sosta Quale mezzo utilizza per recarsi nel centro storico? A piedi Bicicletta Moto Automobile Autobus Altro Quali problemi legati al parcheggio incontra quando deve recarsi nel centro storico? (È possibile dare più di una risposta). Condizioni scadenti dei parcheggi Parcheggio troppo lontano Insufficienza di posti Mancanza di parcheggi con disco orario Nessuno Pensa che ripristinare i parcheggi a pagamento possa agevolare la ricerca di posti liberi? Sì No 530 III Parte : Motivi di frequentazione dell’area d’interesse Per quale motivo solitamente si reca nel centro storico? (È possibile dare più di una risposta). Per vedere le vetrine/ fare un giro Per fare acquisti nei negozi Per andare al bar/ristorante/pizzeria Per andare in banca/uffici vari Per lavoro Per studio Vi abito Altro Frequenta il centro storico anche di sera? (Se no, passare alla domanda numero 11). Sì No Se sì, di quali aspetti dell’offerta usufruisce? (È possibile dare più di una risposta). Pizzeria /Ristorante/Pub Bar Cinema Teatro Eventi e manifestazioni Passeggiata Altro 531 IV Parte : Abitudini di acquisto Ogni quanto acquista nel centro storico di valenzano? Ogni giorno 2-3 volte a settimana 1 volta a settimana Almeno una volta al mese Più raramente Mai Quali prodotti acquista solitamente nel centro storico? (È possibile dare più di una risposta). Abbigliamento/intimo /merceria Calzature/pelletteria Articoli sportivi Alimentari/prodotti tipici Bar/bevande Giornali/riviste Libri e musica Cartoleria/giocattoli Gioielleria/orologi Regali/oggettistica Casalinghi/arredo casa Foto/ottica Elettronica Ferramenta Nessuno Fa acquisti anche nei Centri Commerciali? Sì No Se sì, ogni quanto? (Se no, passare alla domanda numero 17) Almeno 1 volta a settimana 2-3 volte al mese 1 volta al mese Più raramente 532 Cosa compra nei Centri Commerciali? (È possibile dare più di una risposta). Abbigliamento/intimo /merceria Calzature/pelletteria Articoli sportivi Alimentari/prodotti tipici Giornali/riviste Libri e musica Cartoleria/giocattoli Farmaci Profumeria Gioielleria/orologi Regali/oggettistica Piante e fiori Casalinghi/arredo casa Foto/ottica Elettronica Ferramenta Prodotti per animali V Parte : Percezione e valutazione della rete commerciale Esprima un giudizio di valore per ciascun aspetto della rete commerciale del centro storico. (Barrare una sola casella per ciascuna voce indicata). Scarso Sufficiente Buono Qualità negozi Gamma di scelta per gli acquisti Convenienza negozi Competenza/cortesia del personale Flessibilità degli orari dei negozi/locali Allestimento vetrine 533 Quale di questi interventi ritiene necessario per valorizzare la rete commerciale del centro storico? (È possibile dare più di una risposta). Più varietà di scelta per acquisti Più flessibilità orari negozi/locali Prezzi più competitivi Più promozioni nei negozi Maggiore cortesia Più attività culturali Manifestazioni più numerose Più informazione/comunicazione 534 VI Parte : Percezione e valutazione dell’aspetto urbano Esprima un giudizio di valore per ciascun aspetto del decoro urbano del centro storico. (Barrare una sola casella per ciascuna voce indicata). Molto negativo Negativo Positivo Molto positivo Gradevolezza dell’ambiente urbano Pulizia delle strade Manutenzione delle strade Presenza di parcheggi Presenza di spazi di verde pubblico Manutenzione degli spazi verdi Presenza di panchine Illuminazione pubblica Sicurezza nelle strade Manutenzione rete fognaria Stato di inquinamento dell’aria Presenza di servizi igienici pubblici Segnaletica di monumenti, musei, opere d’arte e simili Proposte culturali/manifestazioni Segnaletica di uffici e servizi pubblici Quale di questi interventi ritiene necessario per valorizzare l'aspetto urbano del centro storico? (È possibile dare più di una risposta). Più parcheggi Più aree verdi Più pulizia Migliore arredo urbano Ristrutturazione degli edifici Migliori aree pedonali /marciapiedi/strade Miglior illuminazione Migliore segnaletica /accessibilità al centro Più sicurezza Meno traffico 535 VII Parte : Animazione e vitalità urbana Esprima un giudizio di valore per indicare l’importanza che attribuisce a ciascun fattore per la rivitalizzazione del centro storico. (Barrare una sola casella per ciascuna voce indicata). Non importante Poco importante Importante Molto importante Biblioteca Musei/pinacoteca Chiese e monumenti Teatro Pub e locali di svago/spettacolo Bar Pizzerie/ristoranti Circoli e centri di vita sociale Centri e servizi di informazione Concerti all’aperto Mostre all’aperto Animazione per strada Mercatini tipici/sagre Feste e rievocazioni storiche Piccoli spettacoli Notti bianche Eventi culturali Pensa che sarebbe utile se il Comune acquisisse problematiche e idee di valorizzazione del centro storico direttamente dalla popolazione, come è stato fatto con questa scheda? Per niente Poco Molto 536 I risultati dell’indagine Dati socio-anagrafici Per quanto riguarda le caratteristiche del campione intervistato, ci troviamo in una situazione di netto vantaggio numerico degli uomini che sono 401 contro le donne che ne rappresentano 320. Tab. 17 Sesso degli intervistati. Sesso degli intervistati Maschi Femmine 401 320 Numero totale degli intervistati 721 Grafico 12 SESSO DEL CAMPIONE INTERVISTATO 60,0 55,6 50,0 44,4 40,0 30,0 20,0 10,0 0,0 Maschi Femmine La fascia d’età più rappresentata è quella di chi ha dai 45 ai 64 anni che ammontano a 269 seguita da quella degli adulti, dai 25 ai 44 anni con 172. Tab. 18 Fasce d'età degli intervistati . N° risposte Da 15 a 24 anni 160 Da 25 a 44 anni 172 Da 45 a 64 anni 269 Oltre i 64 anni 120 537 Grafico 13 CLASSI DI ETA' DEL CAMPIONE INTERVISTATO 40,0 37,3 35,0 30,0 25,0 23,9 22,2 20,0 16,6 15,0 10,0 5,0 0,0 Da 15 a 24 anni Da 25 a 44 anni Da 45 a 64 anni Oltre i 64 anni Relativamente alla professione degli intervistati, il campione è costituito da pensionati con il 19,6%, seguito dalle casalinghe con 11,5%. Tab. 19 Professione degli intervistati. tudente Casalinga Impiegato Militare Libero Professionista Commercio/Servizi Operaio Artigiano Pensionato Disoccupato Alt 70 83 58 25 68 83 52 62 141 51 28 Grafico 14 538 PROFESSIONE DEL CAMPIONE INTERVISTATO (VALORI IN %) 3,9 Altro 7,1 Disoccupato 19,6 Pensionato 8,6 Artigiano 7,2 Operaio 11,5 Commercio/Servizi 9,4 Libero Professionista 3,5 Militare 8,0 Impiegato 11,5 Casalinga 9,7 Studente 0,0 5,0 10,0 15,0 20,0 25,0 Provenienza del campione Per quanto riguarda la provenienza degli intervistati, 221 hanno dichiarato di provenire fuori dal centro storico, 178 risiedono nel centro storico segue con 177 coloro che provengono dalla periferia. Tab. 20 Provenienza degli intervistati. N° risposte Nel centro Storico Al di fuori del centro storico In periferia In una frazione del comune/Campagna In un altro Comune 178 221 177 102 43 Grafico 15 539 PROVENIENZA DEGLI INTERVISTATI 35,0 30,7 30,0 24,7 25,0 24,5 20,0 14,1 15,0 10,0 6,0 5,0 0,0 Nel centro Storico Al di fuori del centro storico In periferia In una frazione del comune/Campagna In un altro Comune Accessibilità e sosta Inerente al tema della provenienza è quello legato all’accessibilità ed alla sosta nel centro storico. La maggior parte degli intervistati (48,5%) ha dichiarato di andare in centro a piedi, mentre quasi la metà di questi ultimi dice di arrivarci in macchina con un valore pari a 26,4%. Solo il 6,5 % utilizza una bicicletta, invece tutti gli altri mezzi non sono adoperati affatto. Tab. 21 Mezzi utilizzati per recarsi nel centro storico. A piedi N° risposte 350 Bicicletta Moto Automobile Autobus Altro 47 87 190 40 7 Grafico 16 540 QUALE MEZZO UTILIZZA PER RECARSI NEL CENTRO STORICO? (Valori in %) 60,0 50,0 48,5 40,0 30,0 26,4 20,0 12,1 10,0 6,5 5,5 1,0 0,0 A piedi Bicicletta Moto Automobile Autobus Altro Per quanto riguarda, invece, le problematiche relative al parcheggio, emerge con forza un’insufficienza di posti (32,6%), seguono parcheggi troppo lontani con il 28%, mancanza di parcheggi con disco orario con 16,8%. Tab. 22 Problematiche relative al parcheggio. N° risposte Condizioni scadenti dei parcheggi Parcheggi o troppo lontano 57 202 Insufficien za di posti Mancanza di parcheggi con disco orario Nessuno Non rispon de 235 121 70 36 Grafico 17 541 QUALI PROBLEMI LEGATI AL PARCHEGGIO INCONTRA QUANDO DEVE RECARSI NEL CENTRO STORICO? (Valori in %) 35,0 32,6 30,0 28,0 25,0 20,0 16,8 15,0 10,0 9,7 7,9 5,0 5,0 0,0 Condizioni scadenti dei parcheggi Parcheggio troppo lontano Insufficienza di posti Mancanza di parcheggi con disco orario Nessuno Non risponde Motivi di frequentazione dell’area d’interesse In riferimento alle motivazioni che inducono gli intervistati a frequentare il centro storico (Graf.18), la percentuale più rilevante è quella di chi dichiara di recarvisi per vedere le vetrine o fare un giro (25,3%), seguita dal 12,8% di quelli che ci vanno direttamente per fare acquisti nei negozi, ed i valori intorno all’11% si attestano le seguenti risposte: per andare al bar, in banca o altri uffici, ed infine coloro che vi abitano. Tab. 23 Motivi di frequentazione del centro storico. Per fare acquisti nei negozi Per andare al bar/ristorante/ pizzeria Per andare in banca/ uffici vari 101 87 89 542 Per Grafico 18 PER QUALI MOTIVI DI SOLITO SI RECA NEL CENTRO STORICO? (Valori in %) 30,0 25,3 25,0 20,0 15,0 12,8 11,3 11,1 11,3 11,3 Vi abito Altro 9,9 10,0 7,0 5,0 0,0 Per vedere le vetrine/ Per fare acquisti nei negozi Per andare al bar/ristorante/ pizzeria Per andare in banca/ uffici vari Per lavoro Per studio La percentuale di intervistati che frequenta il centro storico anche di sera è del 55,6%. Tra le motivazioni spiccano (Graf.19): la passeggiata (33,8%), la partecipazione ad eventi e manifestazioni (20,1%) e lo svago/cena in pizzerie, ristoranti e pub; fattori che sottolineano, ancora una volta, il forte richiamo socio-ricreativo svolto dal centro storico. Tab. 24 Numero di intervistati che frequentano il centro storico di sera. N° risposte Sì 401 No 320 543 Grafico 19 FREQUENTA IL CENTRO STORICO ANCHE DI SERA ? VALORI IN % 60,0 55,6 50,0 44,4 40,0 30,0 20,0 10,0 0,0 Sì No Tab. 25 Motivi di frequentazione serale del centro storico . Pizzeria/ Bar Ristorante/Pub N° risposte 145 97 Teatro/Cinema Eventi e manifestazioni Passeggiata Altro 34 145 244 544 56 Grafico 20 MOTIVI DI FREQUENZA SERALE DEL CENTRO STORICO (VALORI IN %) 40,0 33,8 35,0 30,0 25,0 20,1 20,1 20,0 15,0 13,5 10,0 7,8 4,7 5,0 0,0 Pizzeria/ Bar Teatro/Cinema Eventi e manifestazioni Passeggiata Altro Abitudini di acquisto È stato chiesto al campione quante volte si rechi nel centro cittadino per compiere spese, al fine di capire la tipologia di acquisti effettuati: giornalieri o da shopping del fine settimana. Gli intervistati hanno dichiarato di recarsi nel centro storico, in base alla variabile temporale,nel seguente modo: il 32,5% almeno una volta al mese, segue con il 24,5% almeno una volta alla settimana, il 21,5% 2 o 3 volte alla settimana, ed il 12,5% ogni giorno. Tab. 26 Periodicità degli acquisti nel centro storico. N° risposte Ogni giorno 2-3 volte a settimana 1 volta a settimana Almeno una volta al mese Più raramente Mai 90 155 177 234 65 90 545 Grafico 21 OGNI QUANTO ACQUISTA NEL CENTRO DI VALENZANO ? (VALORI IN %) 35,0 32,5 30,0 24,5 25,0 21,5 20,0 15,0 12,5 9,0 10,0 5,0 0,0 Ogni giorno 2-3 volte a settimana 1 volta a settimana Almeno una volta al mese Più raramente Il grafico successivo mostra quali sono i prodotti principalmente acquistati nel centro urbano. La maggior parte delle persone (12,4 %) compra prodotti nei bar. Al secondo posto ci sono i prodotti alimentari con 9,9% ed abbigliamento con 9,9%, seguono con 8,4% acquisto di regali ed oggettistica. 56 21 66 Nessuno 35 Ferramenta 43 Elettronica Gioielleria/ orologi 28 Foto/ottica Farmaci 98 Casalinghi/ arredo casa Cartoleria/ giocattoli 78 Regali/ oggettistica Libri e musica 40 Giornali/rivist e 65 Bar/bevande 78 Alimentari/ prodotti tipici N° risposte Articoli sportivi Abbigliament o/ intimo/merce ria Calzature/ pelletteria Tab. 27 Prodotti acquistati nei negozi del centro storico. 21 22 7 50 81 546 Grafico 22 QUALI PRODOTTI ACQUISTA SOLITAMENTE NEL CENTRO STORICO ? (Valori in %) Nessuno 10,3 Ferramenta 6,3 0,9 Elettronica Foto/ottica 2,8 2,7 Casalinghi/ 8,4 Regali/ oggettistica 2,7 Gioielleria/ 7,1 Farmaci 4,4 Cartoleria/ 5,4 Libri e musica Giornali/riviste 3,5 12,4 Bar/bevande Alimentari/ 9,9 Articoli sportivi 5,1 Calzature/ 8,2 9,9 Abbigliamento/ 0,0 2,0 4,0 6,0 8,0 10,0 12,0 14,0 Poiché i consumatori tendono, ormai, a sperimentare differenti tipologie di distribuzione in base alle loro esigenze, al rapporto qualità prezzo ed ai parametri legati all’ottimizzazione del tempo e dello spazio, si è cercato di capire se gli intervistati acquistano anche presso i centri commerciali limitrofi. In tal modo è possibile comprendere quale sia l’entità di eventuali fenomeni di evasione verso grandi poli attrattivi, importanti soprattutto per tipologie quali: ipermercati, negozi di abbigliamento ed elettrodomestici. Il 74,9% afferma di effettuare acquisti anche presso centri commerciali (Graf.71); in particolare il 35,6 % almeno una volta alla settimana, ma c’è una buona parte di chi vi si reca meno di una volta al mese (27,6%) e chi 2-3 volta alla settimana (22,2% Graf.72). Tab. 28 Numero d'intervistati che fanno acquisti nei Centri Commerciali . Sì No N° risposte 540 181 547 Grafico 23 FA ACQUISTI ANCHE NEI CENTRI COMMERCIALI ? (VALORI IN %) 80,0 74,9 70,0 60,0 50,0 40,0 30,0 25,1 20,0 10,0 0,0 Sì No Tab. 29 Periodicità degli acquisti nei Centri Commerciali . Ogni giorn o 2-3 volte a settimana 1 volta a settima na 60 160 257 N° rispost e Almeno una volta al mese 199 Più raramente Mai 39 6 Grafico 24 548 SE SI,OGNI QUANTO FA ACQUISTI? (Valori in %) 40,0 35,6 35,0 30,0 27,6 25,0 22,2 20,0 15,0 10,0 8,3 5,4 5,0 0,8 0,0 Ogni giorno 2-3 volte a settimana 1 volta a settimana Almeno una volta al mese Più raramente Mai Con il 37,9 % i centri commerciali Ipercoop di Bari si aggiudicano il primo posto tra i poli del commercio preferiti dagli intervistati di valenzano (Graf.73); segue con il 32,8% Auchan di Casamassima. Il secondo posto della lista dei centri più frequentati è occupato, con il 26,15%, dall’Ipercoop di Gioia del Colle e al terzo posto c’è il centro Bariblu di Triggiano con l’11,54%. Tab. 30 Centri Commerciali preferiti. n a Casamassima Bariblu a Triggiano Mongolfiera a Bari 289 56 61 Bari Max a Bari Molfetta Outlet a Mo 45 Grafico 25 549 SE LO FREQUENTA RARAMENTE,IN QUALE CENTRO COMMERCIALE SI RECA PREVALENTEMENTE ? (Valori in %) 40,0 37,9 35,0 32,8 30,0 25,0 20,0 15,0 10,0 7,6 6,9 6,3 5,1 5,0 2,6 0,8 0,0 Ipercoop Bari Auchan a Casamassima Bariblu a Triggiano Mongolfiera a Bari Max a Bari Molfetta Outlet Bari a Molfetta Altro Non risponde La spesa fatta nei centri commerciali riguarda, perlopiù, l’acquisto di generi alimentari (30,1%), di articoli di abbigliamento, intimo e merceria (14,6%). (Graf.74). 45 9 Prodotti per animali 12 Ferramenta 99 Elettronica Gioielleria/ orologi 56 Foto/ottica Profumeria 34 Casalinghi/ arredo casa Farmaci 345 Piante e fiori Cartoleria/ giocattoli 56 Regali/ oggettistica Libri e musica 66 Giornali/rivist e 167 Alimentari/ prodotti tipici N° risposte Articoli sportivi Abbigliament o/ intimo/merce ria Calzature/ pelletteria Tab. 31 Prodotti acquistati nei negozi dei Centri Commerciali. 71 23 19 16 67 35 25 Grafico 26 550 COSA COMPRA NEI CENTRI COMMERCIALI? 2,2 Prodotti per animali 3,1 Ferramenta 5,9 Elettronica 1,4 Foto/ottica 1,7 Casalinghi/ 2,0 Piante e fiori 6,2 Regali/ oggettistica 0,8 Gioielleria/ 3,9 Profumeria 1,0 Farmaci 8,6 Cartoleria/ 4,9 Libri e musica 3,0 Giornali/riviste 30,1 Alimentari/ 4,9 Articoli sportivi 5,8 Calzature/ 14,6 Abbigliamento/ 0,0 5,0 10,0 15,0 20,0 25,0 30,0 35,0 551 Percezione e valutazione della rete commerciale E’ stata richiesta una valutazione relativa alla percezione generale della rete commerciale del centro storico per capirne le problematiche e i punti di valore. Tab. 32 Percezione e valutazione della rete commerciale del centro storico. N° risposte Scarso Sufficiente Buono 89 441 170 Non risponde 21 146 282 260 33 55 296 349 21 del 170 457 74 20 dei 250 331 138 2 250 340 115 16 Qualità negozi Gamma di scelta per gli acquisti Convenienza negozi Competenza/cortesia personale Flessibilità degli orari negozi/locali Allestimento vetrine Dal grafico 75 emerge un giudizio di sufficienza generale per i vari aspetti considerati della rete commerciale. In relazione al giudizio espresso sulla qualità dei negozi gli intervistati (61,2%) hanno attribuito una sufficienza, segue un giudizio buono con il 23,6 ed un giudizio scarso con il 12,3. Il giudizio sulla gamma di scelta per gli acquisti è stato sufficiente con il 39.1% e buono con 36,1 %, ma segue un giudizio anche scarso del 20,2 %. In controtendenza invece il giudizio sulla convenienza dei negozi con il 48,4 % buono, segue il 41,1% sufficiente. Sufficiente invece è stata giudicata la competenza del personale nei punti di vendita con un 63,4%,segue un giudizio scarso con il 23,6. In relazione al giudizio sulla flessibilità degli orari dei negozi o dei locali è stato espressa una sufficienza del 45,9 %, e scarso con 34,6%, segue un giudizio buono con 19,1%. Un giudizio sufficiente è stato espresso anche in merito all’allestimento delle vetrine con 47,2%, segue 34,7 % scarso e 16,0 % buono. 552 Grafico 27 ESPRIMA UN GIUDIZIO SU ALCUNE CARATTERISTICHE DELLA RETE COMMERCIALE 70,0 63,4 61,2 60,0 48,4 50,0 39,1 36,1 40,0 47,2 45,9 41,1 34,7 Scarso Sufficiente Buono Non risponde 34,7 30,0 23,6 23,6 20,2 19,1 20,0 16,0 12,3 10,3 7,6 10,0 4,6 2,9 2,9 2,8 2,2 0,3 ne ve to en oz im eg st in Al le de ri ra io gl de nz à te li t pe Fl es si bi m Co tri al i/ l oc na so er lp de si a rte co a/ di a m am G i le zi go ne a nz ie en sc el Co ta nv pe Q rg ua li lit à ac ne qu is go ti zi 0,0 Relativamente agli interventi proposti dagli intervistati per la valorizzazione del centro storico di valenzano, si evidenzia la richiesta di prezzi più competitivi (20,7 %) e più manifestazioni con (15,7 %). Inoltre, si pongono al terzo posto, con la stessa percentuale di scelta del 13 % le necessità di: più varietà di scelta per gli acquisti, un maggior numero di promozioni nei negozi, nonché attività culturali e manifestazioni. 70 233 156 146 177 40 Non risponde 134 Manifestazio ni più numerose informazion e/ comunicazio Più attività culturali 150 Maggiore cortesia N° risposte Più promozioni nei negozi Più varietà di scelta per acquisti Più flessibilità orari negozi/ locali Prezzi più competitivi Tab. 33 Interventi ritenuti necessari per valorizzare la rete commerciale del centro storico. 21 553 Grafico 28 QUALE DEI SEGUENTI INTERVENTI RITIENE CHE SIANO UTILI PER RIVITALIZZARE LA RETE COMMERCIALE DEL CENTRO STORICO?(Valori in %) 25,0 20,7 20,0 15,7 15,0 13,8 13,3 13,0 11,9 10,0 6,2 5,0 3,5 1,9 0,0 Più varietà di scelta per acquisti Più flessibilità orari negozi/ Prezzi più competitivi Più promozioni nei negozi Maggiore cortesia Più attività culturali Manifestazioni più numerose Più informazione/ comunicazione Non risponde Percezione e valutazione dell’aspetto urbano È stato chiesto di esprimere anche un giudizio sull’aspetto urbano del centro storico. I giudizi positivi espressi per la valutazione dell’aspetto urbano hanno interessato: l’illuminazione pubblica con il 64,6 %, le varie segnaletiche con 57,6 %, lo stato dell’inquinamento dell’aria con 53,5%, manutenzione della rete fognaria 52,7%, la gradevolezza dell’ambiente urbano con 51,3%, ed infine la pulizia delle strade con 48,5%. Le problematiche principali sono, invece, individuate: nella presenza di parcheggi, considerata negativa dal 52,7 % e molto negativa dal 42,3%. La presenza di spazi di verdi pubblico è vista come negativa dal 54,1 % e molto negativa con 39,9%, giudizio negativo anche per la manutenzione degli spazi verdi. Si lamenta anche l’assenza di servizi igienici pubblici con un giudizio negativo del 55,3 % e molto negativo con 35,5 %. Un valore che la pubblica amministrazione dovrebbe tenere in seria considerazione è la sicurezza nelle strade che, purtroppo, è considerata negativa da ben il 544,8% del campione. Tab. 34 Percezione e valutazione dell’aspetto urbano del centro storico. N° risposte Molto negativ o Negativ o Positiv o Molto positivo Non rispond e Gradevolezza dell’ambiente urbano 41 235 370 61 14 Pulizia delle strade 51 269 350 41 10 Manutenzione delle strade 257 321 112 21 10 554 Presenza di parcheggi 305 380 17 7 12 Presenza di spazi di verde pubblico Manutenzione degli spazi verdi 288 390 28 8 7 251 423 27 7 13 Presenza di panchine 117 300 280 3 21 Illuminazione pubblica 51 185 466 4 15 Sicurezza nelle strade 55 395 255 3 13 Manutenzione rete fognaria Stato di inquinamento dell’aria Presenza di servizi igienici pubblici Segnaletica di monumenti, musei, opere d’arte e simili Proposte culturali/manifestazion i Segnaletica di uffici e servizi pubblici 66 250 380 8 17 67 245 386 15 8 256 399 25 16 25 46 205 415 35 20 51 308 302 36 24 35 255 403 15 13 555 Grafico 29 ESPRIMA UN GIUDIZIO SU ALCUNI ASPETTI DEL DECORO URBANO DEL CENTRO STORICO 1,8 2,1 Segnaletica di uffici e servizi pubblici Proposte culturali/manifestazioni Segnaletica di monumenti, musei, opere d’arte e simili Presenza di servizi igienici pubblici Stato di inquinamento dell’aria 1,1 2,1 Manutenzione rete fognaria 2,4 1,1 1,8 Sicurezza nelle strade 0,4 2,1 Illuminazione pubblica 0,6 2,9 Presenza di panchine 0,4 Manutenzione degli spazi verdi 1,8 1,0 3,7 Presenza di spazi di verde pubblico 1,0 1,1 3,9 Presenza di parcheggi 1,7 1,0 2,4 Manutenzione delle strade 1,42,9 41,9 42,7 Gradevolezza dell’ambiente urbano 0,0 57,6 28,4 55,3 35,5 9,3 34,0 53,5 9,2 34,7 52,7 35,4 7,6 54,8 64,6 25,7 7,1 38,841,6 16,2 54,1 39,9 52,7 42,3 15,5 10,0 35,6 37,3 44,5 48,5 51,3 32,6 20,0 30,0 Non risponde Molto positivo Positivo Negativo Molto negativo 58,7 34,8 1,4 5,7 7,1 1,9 8,5 5,7 Pulizia delle strade 55,9 35,4 4,9 3,35,0 7,1 2,84,9 6,4 3,5 2,2 3,5 40,0 50,0 60,0 70,0 556 Gli interventi principali proposti dagli intervistati in relazione alla valorizzazione dell’aspetto urbano sono: più parcheggi con 16,4 %, più are verdi con 15,1 %, migliore arredo urbano con 14,3 %, ristrutturazione degli edifici 12,7%, più pulizia 11,5 %, migliore aree pedonali con 10,9 %. 281 350 310 267 123 Non risponde 370 Meno traffico Più pulizia 401 Più sicurezza Più aree verdi Migliore arredo urbano Ristrutturaz ione degli edifici Migliori aree pedonali/m arciapiedi/ strade Miglior illuminazion e Migliore segnaletica /accessibilit à al centro Più parcheggi N° rispost e Tab. 35 Interventi ritenuti necessari per valorizzare dell’aspetto urbano del centro storico. 91 189 9 55 Grafico 30 QUALE DEI SEGUENTI INTERVENTI RITIENE NECESSARIO PER VALORIZZARE L'ASPETTO URBANO DEL CENTRO STORICO 0,4 Non risponde 7,7 Meno traffico Più sicurezza 3,7 Migliore segnaletica/accessibilità al centro 2,2 Miglior illuminazione 5,0 Migliori aree pedonali/marciapiedi/ strade 10,9 12,7 Ristrutturazione degli edifici 14,3 Migliore arredo urbano 11,5 Più pulizia 15,1 Più aree verdi 16,4 Più parcheggi 0,0 2,0 4,0 6,0 8,0 10,0 12,0 14,0 16,0 18,0 In particolare, è interessante approfondire il dato relativo alla necessità di un maggior numero di parcheggi e capire per quale tipologia d'intervistati esso è visto come un problema di un certo peso. Animazione e vitalità urbana È stato sottoposto agli intervistati un elenco di possibili fattori di rivitalizzazione del centro storico ai quali attribuire un giudizio sul relativo grado d’importanza. 557 Hanno risposto con molto importante per i seguenti aspetti: eventi culturali con 49,2 %, mercatini tipici e sagre con 48,7 %, feste e rievocazioni storiche con 47,9 %. Hanno risposto con importante per i seguenti aspetti: musei e pinacoteche, teatro, pub e locali di svago, circoli e centri di vita sociale, animazione per strada, mostre all’aperto,centri e servizi di informazione, concerti all’aperto, ristoranti e pizzerie. Tab. 36 Fattori di rivitalizzazione del centro storico. N° risposte Non Poco Molto Importan important important important te e e e 15 51 391 256 Biblioteca Musei/pinacote ca Chiese e monumenti Non rispond e 8 16 19 438 244 4 7 21 411 278 4 Teatro 7 25 428 257 4 Pub e locali di svago/spettacol o 7 41 414 255 4 Bar 35 233 349 93 11 Pizzerie/ristora nti Circoli e centri di vita sociale Centri e servizi di informazione Concerti all’aperto Mostre all’aperto Animazione per strada Mercatini tipici/sagre Feste e rievocazioni storiche Piccoli spettacoli 82 181 373 80 5 50 105 361 198 7 19 51 369 267 15 35 105 340 226 15 26 33 400 245 17 19 159 360 171 12 5 26 331 351 8 4 22 344 345 6 5 183 338 189 6 Notti bianche 5 145 307 251 13 Eventi culturali 8 24 325 355 9 558 Grafico 31 ESPRIMA UN GIUDIZIO SULL'IMPORTANZA CHE ATTIBUISCE A CIASCUN FATTORE PER RIVITALIZZARE IL CENTRO STORICO DEL COMUNE DI GIOIA DEL COLLE Eventi culturali Notti bianche Piccoli spettacoli Feste e rievocazioni storiche Mercatini tipici/sagre Animazione per strada Mostre all’aperto Concerti all’aperto Centri e servizi di informazione Circoli e centri di vita sociale Pizzerie/ristoranti Bar Pub e locali di svago/spettacolo Teatro Chiese e monumenti Musei/pinacoteca Biblioteca 1,2 1,1 3,3 1,8 0,7 0,8 0,7 0,8 0,6 3,1 1,1 0,7 3,6 1,7 2,6 2,4 4,6 3,6 2,1 14,6 4,9 2,1 2,6 7,1 1,0 14,6 6,9 0,7 11,1 11,4 1,5 12,9 4,9 0,6 1,0 5,7 0,6 1,0 3,5 0,6 1,02,9 0,6 2,6 2,2 1,1 2,1 7,1 0,0 10,0 45,1 49,2 34,8 20,1 42,6 26,2 25,4 46,9 47,9 47,7 45,948,7 23,7 22,1 49,9 34,0 55,5 31,3 Non risponde Molto importante Importante Poco importante Non importante 47,2 37,0 51,2 27,5 50,1 51,7 25,1 48,4 32,3 35,4 57,4 35,6 59,4 38,6 57,0 33,8 60,7 35,5 20,0 30,0 54,2 40,0 50,0 60,0 70,0 Infine, è stato chiesto se un questionario come quello proposto potesse essere ritenuto un valido strumento di ricerca e pianificazione di strategie e, pertanto, utilizzato dal Comune di Valenzano. Il 97,0% del campione ha dichiarato che sarebbe molto utile se il comune acquisisse direttamente dalla popolazione problematiche e idee di valorizzazione attraverso questo strumento. Tab. 37 Utilità del questionario come strumento di ricerca e pianificazione di strategie. N°risposte Per niente 0 Poco Molto 5 95 Non risponde 1 559 Grafico 32 PENSA SAREBBE UTILE SE IL COMUNE ACQUISISSE PROBLEMATICHE E IDEE DI VALORIZZAZIONE DEL CENTRO STORICO DIRETTAMENTE DALLA POPOLAZIONE,COME E' STATO FATTO CON QUESTO QUESTIONARIO? 120,0 97,0 100,0 80,0 60,0 40,0 20,0 0,3 2,6 0,1 0,0 Per niente Poco Molto Non risponde Azioni di marketing per la valorizzazione del centro storico del comune di valenzano Dopo aver esaminato attentamente le varie situazioni inerenti ai centri storici-cittadini di diverse città italiane ed europee, si evince che, il problema relativo alla rivitalizzazione commerciale e alla riqualificazione urbana degli stessi centri, è un problema che affligge differenti zone d’Italia e d’Europa, e che rappresenta una questione non ancora risolta per la maggior parte di essi. Chiaramente, non sono mancati i tentativi nel cercare di trovare una soluzione a questo enorme problema, e tra l’altro, ciò che è stato possibile comprendere, in questa analisi, è che, ad oggi, in un mondo in continuo sviluppo e in continua crescita, il settore commerciale, rappresenta uno dei settori in continuo sviluppo, grazie alle nuove ed innumerevoli attività e mansioni commerciali che vanno, via via, crescendo, ma che, d’altro canto, non fanno altro che sostituire e spodestare le attività più antiche e veterane, all’interno dei centri delle singole città. Con la nascita dei centri commerciali e dei grandi magazzini come gli ipermercati, i centri di shopping, gli alter discount e così via, le piccole attività legate al settore dell’artigianato, solitamente situate nel centro della città, hanno dovuto, pian piano, arrendersi dinanzi alle potenzialità di questi enormi edifici, spesso e volentieri situati e costruiti alla periferia delle città, per problemi legati allo spazio, e si sono accontentati di ricoprire un ruolo secondario nell’apparato commerciale relativo alle singole città. Diverse, sono le città che hanno tentato di stabilire e di redigere un Piano Regolatore, o alcune strategie, di riqualificazione urbana e di rivitalizzazione commerciale per i propri centri città, (o centri storici), che per loro, rappresentano un mix fatto di cultura, fascino e tradizione. Tanti, sono stati i casi esaminati, in cui è stato possibile riscontrare questo enorme problema; un esempio può essere rintracciato nel caso di Genova, che ha promosso un Piano regolatore al fine di ristrutturare l’intera città, partendo dall’espansione del porto marittimo, e proseguendo verso la ristrutturazione del 560 centro-storico cittadino e verso la concentrazione di grandi magazzini ed ipermercati, su tutto il territorio; un secondo esempio, è rappresentato da Firenze e dal suo centro storico-cittadino, dove la rivitalizzazione commerciale dello stesso, è legata a problemi molto complicati, quali: la restaurazione di monumenti antichi presenti nel centro, i centri direzionali e la viabilità; un esempio di situazione differente, è rappresentato da Torino, il cui Piano Regolatore, ha portato alla crescita del commercio all’interno del suo centro storico-cittadino, situazione che ha favorito il commercio in tutto il paese e che ha portato al mantenimento di questo equilibrio commerciale, da parte degli amministratori del Piano Regolatore; esempi di tragica natura, possono essere rappresentati dal centro di Roma e di Palermo, dove nel primo, il progetto di commercio è fallito totalmente, a causa del fatto che non è stato possibile risolvere il problema relativo all’inquinamento del traffico che, ha portato alla rovina e alla totale cancellazione del centro città di Roma, il secondo invece, ha adottato un Piano Regolatore al fine di una revisione globale del territorio palermitano e del suo centro città, dove è stata rivalutata l’attività di vendita al dettaglio, a causa di problemi legati a trasformazioni di natura imprenditoriale. A questi esempi, se ne aggiungono altri di minore importanza, come quello legato al centro di Milano, dove tutte le azioni compiute in merito alla riqualificazione urbana e alla rivitalizzazione commerciale del centro, non hanno potuto poggiarsi su un progetto finanziario capace di reggere tale situazione; un esempio opposto, è rappresentato dal centro di Udine, dove sono state compiute delle operazioni di rivitalizzazione commerciale e riqualificazione urbana del centro, che hanno portato alla crescita e allo sviluppo del commercio e, questo, oltre a favorire la crescita commerciale del centro città, ha favorito la crescita commerciale dell’intero paese; un ultimo esempio, è quello legato al centro di Bologna, dove la chiusura al traffico, nel centro città, ha provocato un calo dell’offerta commerciale e che, di conseguenza, ha destato parecchia preoccupazione negli operatori commerciali del centro, che si sono sentiti in una situazione di particolare sottomissione nei confronti degli operatori commerciali, praticanti nella periferia cittadina. A questi esempi, si aggiungono altre analisi relative ai centri città di alcune cittadine inglesi, come il centro città di Carlise, dove nel 1954, il City Council affida ad uno studioso economista, un progetto di rinnovamento di una zona molto grande, chiamata “Grapes Lane”, dove quest’ultimo, riesce a stendere un programma di rinnovamento urbano, che prevede il mantenimento della residenza degli abitanti, il rinnovamento della rete dei negozi, nuovi servizi da destinare alla collettività e nuovi spazi destinati ai pedoni; un altro esempio, è quello relativo alla ristrutturazione di una zona molto ampia, affidata alla Donaldson di Londra che, riesce a realizzare un ottimo progetto di rinnovamento, che come risultato, vede la presenza di una superficie di 25.000 mq destinata alle attività commerciali, unitamente ad un parcheggio di 530 posti auto, 27 appartamenti, una biblioteca adibita al pubblico, 50 negozi specializzati, 5 mediograndi superfici, e una zona destinata al passaggio dei pedoni; un altro esempio ancora, è quello relativo al Covent Garden di Londra, nonché un territorio di 38 ettari, dove è stato possibile costruire una grande piazza, in cui, è andato sviluppandosi il mercato ortofrutticolo che ha svolto con enorme successo la propria attività; col passare del tempo, sempre all’interno di questo territorio, molti edifici e fabbricati sono stati completamente restaurati e, sono nate differenti attività commerciali all’ingrosso, ed in seguito, un nuovo edificio agroalimentare, chiamato: Nine Elms; dopo diverso tempo, grazie al passaggio di proprietà di questo territorio ad un imponente organo inglese, all’interno di esso, viene attuato un piano di rivitalizzazione commerciale e di riqualificazione urbana, soprattutto per favorire le attività legate al tempo libero; grazie a quest’ultimo, viene costruito un nuovo Covent Garden, cioè un edificio commerciale di 5.000 mq, destinato all’accoglimento di differenti tipologie di attività che, vanno dalla ristorazione all’animazione della zona. Altro esempio di notevole importanza, è quello relativo al centro cittadino di Wakefield, centro 561 specializzato nella produzione della lana, dove avviene la costruzione di un grande centro commerciale chiamato: Kirgate Way, che inizia a riscuotere un enorme successo grazie ad un nuovo ed ulteriore progetto, conosciuto come The Ridings, che prevede un parcheggio di 1.100 posti auto e, un grande spazio situato al centro, che viene adibito ai locali commerciali; la novità più importante, è quella relativa all’affitto di gazebi o chioschi, dove è possibile consumare cibi e bevande, seguendo la formula del “food-court”, che prevede due compiti precisi: il primo, riguarda la preparazione del cibo e delle bevande, il secondo, è relativo alla cura e alla pulizia dei gazebi in cui si svolge la consumazione. Un altro esempio, è quello relativo al mercato coperto di Bolton, dove è stato attuato un piano di rinnovamento urbano e di rivitalizzazione commerciale, che ha portato alla nascita di un nuovo centro di shopping, chiamato: Market Place, nato grazie anche ad alcune invenzioni legate al passato, che presenta una superficie pari a 27.000 mq, suddivisa in piani, dove la parte legata al rinomatissimo mercato coperto occupa una superficie di 7.000 mq, dove vi è la presenza di gazebi e chioschi, unitamente a vari esercizi commerciali, alla presenza di un parcheggio di 700 posti auto e, un grande edificio che occupa 9.500 mq di superficie. Oltre all’Inghilterra, anche la Germania, presenta diversi episodi ed esempi relativi a piani di riqualificazione urbana e di rivitalizzazione commerciale, compiuti e realizzati in alcuni dei suoi centri città; un primo esempio, è quello relativo alla costruzione di alcuni grandi magazzini, a Stoccarda, chiamati: Shocken, approvati, nel 1926, da E. Mendelson; un altro esempio è quello relativo alla costruzione di un centro commerciale, conosciuto come Main Taunus Zentrum, a Francoforte, costruito su una zona extra-urbana, adibita allo scorrimento del traffico automobilistico. Un altro esempio, è quello relativo al progetto sorto nel 1992, e conosciuto come Friedristadt Passagen, nonché un progetto compiuto in una imponente strada Berlinese, che non ha fatto altro che mettere in risalto i punti di forza degli operatori immobiliariinternazionali, facendo luce sulla loro volontà e capacità di rinnovo urbano e di riqualificazione commerciale del centro; l’obiettivo principale di questo progetto, consiste nella demolizione di tre isolati destinati alle attività del settore terziario; ognuno di essi, viene affidato ad una differente società immobiliare: l’Arc Union punta per la J.Novel di Parigi, la Tyshman Speyer opta per l’H.Cobb di New York, e la EP Euro Project opta per la O.M. di Colonia; i tre edifici, presentano le più fondamentali attività commerciali al dettaglio di ufficio e di residenza; la costruzione più importante, però, è quella che riguarda l’edificazione di un centro specializzato in prodotti alimentari, chiamato: Markhetalle, che ha il principale scopo di creare un forte legame tra la somministrazione di cibi e di alimenti, e la loro relativa vendita; questa costruzione è considerata una delle più importanti novità della Germania Occidentale, poiché si fa riferimento alla creatività degli operatori commerciali; per quanto riguarda l’isolato francese, esso prevede la costruzione di un vasto ristorante, piccoli negozi di moda e abbigliamento, un grande magazzino, chiamato: Galerias Lafayette, ed un altro destinato all’accoglimento di un singolo esercizio destinato al ristoro, unitamente a tanti altri esercizi appartenenti a differenti categorie commerciali, conosciuto come: l’Ungers. Unitamente a questi esempi, in Germania, le formule: “markethalle” e Aldi, hanno riscosso un notevole successo nei vari centri città tedeschi, relativamente al settore alimentare, grazie al fatto che la prima, si basa sulla consumazione di alimenti preparati sotto gli occhi dei clienti, che successivamente, ne gustano la bontà e, alla fine, decidono se acquistare o meno i suddetti prodotti, la seconda, invece, si basa sulla presentazione della propria merce a prezzo basso, disponendo di un alta rotazione e, di poche possibilità di poter scegliere. Altri esempi, riguardano la costruzione di zone adibite al parcheggio, come quella situata nella cittadina tedesca di Baden-Wurttenburg, chiamata: Tiefgarage, costruita a ridosso della zona pedonale della suddetta cittadina. Esempi di strade alternative a quelle principali intasate dal traffico, e destinate alla pedonalizzazione, sono rappresentati dai “passage” e dalle 562 gallerie realizzate nelle città di Colonia, di Amburgo e di Monaco, che non hanno fatto altro che favorire la circolazione di pedoni all’interno dei rispettivi centri città, ed hanno contribuito al miglioramento del settore commerciale degli stessi. Un ultimo esempio relativo alla questione della pedonalizzazione, può essere costituito dal progetto di pedonalizzazione di una famosa strada, chiamata: Spitalerstrasse; questo progetto, ha favorito la rivitalizzazione del commercio, la riqualificazione urbana della strada, unitamente ad un ampio ed elevato numero di afflusso della clientela nella suddetta strada. Tutti questi esempi, ci aiutano a comprendere la vera essenza del problema legato alla rivitalizzazione commerciale e alla riqualificazione urbana dei centri storici-cittadini italiani ed europei, e quindi ai vari problemi da curare e da prendere in considerazione, come ad esempio, il modo in cui si presentano i centri città, italiani soprattutto, in base alla loro struttura, al commercio praticato al loro interno, allo spostamento al loro interno, alla struttura e al funzionamento del sistema distributivo al dettaglio al loro interno. Ed ecco che, dopo l’analisi relativa a come si presentano i centri città italiani ed europei, come ipotetica soluzione a questo problema, subentra il concetto di marketing urbano, nonché quell’insieme di azioni ed operazioni intraprese dalle varie imprese commerciali, al fine di riuscire nell’intento di valorizzare e di favorire la rivitalizzazione commerciale e la riqualificazione urbana della maggior parte dei centri città, dove il commercio presente al loro interno, diventa succube di un sistema che predilige le attività commerciali presenti nelle periferie delle città e nelle zone ad alto grado di urbanizzazione. Chiaramente, i principali fattori esaminati dal marketing urbano, in merito a ciascun centro città, sono rappresentati dalla qualità estetica ed urbana dei centri, dall’attrazione del pubblico all’interno dei centri, dall’animazione all’interno dei centri, e dall’accesso all’interno dei centri; unitamente a questa analisi, il marketing urbano, in un secondo tempo, tende ad esaminare il modo in cui gli operatori commerciali si rapportano con la clientela di riferimento, mettendo in evidenza alcuni punti-chiave e, più precisamente, la reale importanza del dialogo esistente fra gli operatori commerciali ed il pubblico di riferimento, il contenuto del messaggio da tramandare, chi è il destinatario del messaggio, chi lo comunica, e con quali mezzi il messaggio viene comunicato. I metodi di comunicazione del messaggio, in materia commerciale, appaiono innumerevoli, e vanno dalla sponsorizzazione di un prodotto alla comunicazione visiva, in riferimento a precisi simboli visivi relativi alle vetrine dei negozi; altre forme, possono essere quelle relative alla pubblicità, alla radio, alla televisione e ai manifesti di propaganda che riescono a raggiungere le diverse fasce e le differenti categorie appartenenti alla clientela; l’attività del marketing urbano, consiste anche nell’analisi dei servizi erogati alla clientela da parte dei vari centri, come la possibilità di poter parcheggiare in quelle determinate aree e l’animazione all’interno dei centri che, se ben praticata, concorre all’afflusso e all’aumento della clientela all’interno dei suddetti centri. Oltre a questo, il marketing urbano, analizza la struttura del micro-ambiente, inteso come la zona dove è situata la città, unitamente al suo contesto sociale ed economico, e il macro-ambiente, inteso come lo stile di vita, il mutamento dei valori, le decisioni prese in ambito economico e politico, le nuove tendenze sociali e culturali, e per concludere, la situazione macro-economica e normativa della zona. Infine, il marketing urbano, tende ad esaminare come un determinato prodotto va ad insinuarsi nella “testa” del consumatore e, per la precisione, tramite un determinato progetto di merchandising, che consiste nel definire, in maniera logica, come devono essere posizionate le insegne degli esercizi commerciali, oltre che per una buona visibilità estetica, anche per dare la possibilità ad ogni esercizio di mettere in evidenza le sue principali funzioni e le sue principali caratteristiche, il tipo di merce venduta, unitamente al modo di attirare la clientela a sé. Oltre a quest’analisi, il marketing urbano, infine, esamina le varie tattiche di stanziamento del prodotto all’interno della zona commerciale predeterminata, che si basano sulla specializzazione in determinate 563 categorie di merci, che prende vita, nel momento in cui le varie imprese, situate in una determinata zona, decidono di vendere la medesima categoria di merci, valorizzando la propria offerta in base alle modalità della vendita delle merci, alle differenti marche delle merci, e ai vari servizi erogati da ognuna di esse; tra l’altro, questa specializzazione, si basa sulla differenziazione del modo di operare delle varie imprese, che ha luogo, nel momento in cui, le imprese concorrono alla formazione di un’offerta commerciale, che tende a distinguersi da quella delle altre imprese, in base alle formule di commercio e all’assortimento delle varie merci; infine, vengono prese in considerazione le modalità di decisione del costo delle merci, che ha luogo, in base ai vari cambiamenti, inerenti al modo in cui la clientela acquista la merce desiderata, in base anche ad una questione di convenienza, che consiste nella vendita di una determinata tipologia di merce ad una qualità elevata, e a basso costo, o ancora, al miglioramento della relazione servizio-costo e costo-qualità, che insieme, vanno a porre le basi per una buona e discreta operazione di compra-vendita dei prodotti. Dopo aver ampliamente spiegato i principali obiettivi e le principali funzioni del marketing urbano, viene introdotta la questione relativa al centro città di Valenzano, nonché una piccola città situata a sud della Puglia, che presenta un numero di abitanti pari a 18.305, ed una situazione commerciale discreta, sviluppatasi già dal passato, grazie al lavoro compiuto dall’abbazia di Ognissanti di Cuti, che sin da secoli remoti, si è prodigata all’accoglimento e allo sviluppo del commercio. Col passare del tempo, però, il commercio Valenzanese, è andato, via via, diminuendo, anche a causa del fatto che la gestione dell’abbazia di Ognissanti di Cuti, è passata nelle mani di alcuni frati che non hanno saputo far fruttare il commercio, a differenza dei loro antenati. Un evento di grande portata commerciale, è quello legato alla Fiera commerciale di Ognissanti del 1°Novembre, che in passato si è svolta nella zona adibita al commercio, appartenente all’abbazia di Ognissanti, ma col passare del tempo, a causa di problemi logistici, la fiera si è spostata nelle zone centrali del paese, favorendo l’afflusso della clientela e del turismo all’interno di Valenzano. Il turismo del paese, ad oggi, è favorito anche dagli imponenti monumenti storici situati al suo interno, come la chiesa di San Rocco, nonché santo patrono del paese, la chiesa di Santa Maria e di San Luca, il maestoso castello del Barone, l’abbazia di Ognissanti di Cuti, la chiesa di Santa Maria di Loreto, e la chiesa del Padre Eterno, unitamente a eventi tradizionali e culturali del paese, come la processione dei misteri del Venerdì Santo, la notte dei Magi, la festa in onore del santo patrono: San Rocco, la festa in onore di Sant’Antonio e l’imponente fiera commerciale di Ognissanti del 1°Novembre. Attualmente, diverse sono le strade a vocazione commerciale nel centro città, e secondo una precisa analisi volta ad individuare le principali attività praticate all’interno delle principali strade del centro di Valenzano, ne consegue che vi è una notevole presenza di esercizi commerciali volti alla soddisfazione di alcuni bisogni primari, come l’alimentazione e l’abbigliamento. Di notevole importanza, appaiono il settore dei non alimentari, nonché quei negozi orientati alla vendita di strumenti per la casa e per l’arredamento, ma non solo, e quello relativo all’artigianato; di discreta importanza, appaiono i ristoranti ed i bar, che in Valenzano, sono presenti in discreta parte, a differenza delle banche e degli uffici, che invece, sono presenti nel paese, in piccolissima parte. Oltre al fatto che i vari esercizi commerciali presenti nel centro di Valenzano, hanno iniziato da poco tempo, un percorso di specializzazione in nuovi settori merceologici, è opportuno precisare che, le principali strade a vocazione commerciale, o comunque interessate dal fenomeno del commercio, risultano essere: Corso Aldo Moro, Largo Plebiscito, Via Bari, Via Capurso, Via De Gasperi, Via Piccinni/Piazza Padre Pio, Via Muraglie/Via Boito, Via Casamassima, Via Piave, Via Montrone, e Via San Rocco. Fra tutte, la zona di attrazione commerciale maggiore, risulta essere Corso Aldo Moro, grazie alla sua posizione centrale all’interno dell’intero paese, e alle dimensioni da esso occupate, che riescono ad inglobare una larga fetta di esercizi commerciali; di 564 medesima importanza, risulta essere Largo Plebiscito, che grazie alle sue vaste dimensioni, presenta una enorme villa, adibita all’intrattenimento, allo svago e al riposo, grazie alla presenza di una quindicina di panchine dove è possibile sedersi e riposarsi, dopo aver terminato gli acquisti; non bisogna dimenticare che, Largo Plebiscito, accoglie una grande vastità di esercizi commerciali specializzati in differenti categorie che vanno dall’artigianato alla pelletteria e al settore calzaturiero. Per quanto riguarda Via Casamassima, essa è sviluppata nell’ambito del settore alimentare, per la notevole presenza di esercizi commerciali, specializzati nella vendita di prodotti caseari. Tornando all’apparato turistico, è possibile affermare che il polo attrattivo per eccellenza, a livello turistico, è rappresentato dall’incrocio tra Corso Aldo Moro e Via San Rocco, dove è situata la chiesa di San Rocco, la chiesa del Padre Eterno, e il magnifico Castello Baronale; Largo Plebiscito, non si discosta molto dalla situazione relativa al turismo attorno a Corso Aldo Moro, poiché anch’esso, è considerato un polo attrattivo per il turismo, grazie alla presenza della chiesa di Santa Maria e di San Luca, e alla chiesa di Santa Maria di Loreto, dove sono in corso alcuni lavori di restauro della stessa. Un’altra zona imponente, sia a livello commerciale che turistico, è rappresentata da Via Piccinni/Piazza Padre Pio, che si circonda di una piccola villetta adibita all’intrattenimento di adulti e di piccini, grazie alla presenza di “giostre” e giochi per bambini; a livello commerciale, oltre a presentare una vasta gamma di esercizi commerciali specializzati in vari settori che variano dall’abbigliamento alle calzature, è famosa per la presenza del “mercato coperto” e del “mercato del Venerdì”, all’interno dei quali è possibile evidenziare la presenza di tantissime attività commerciali che vanno dal settore degli alimentari a quello dell’abbigliamento, e dove è possibile evidenziare un maggiore afflusso di clientela e di turismo, nella suddetta zona; a livello turistico, la suddetta zona è una delle più importanti, grazie alla imponente statua di Padre Pio che, circonda la villetta e genera un afflusso sempre più maggiore di turisti. Dopo aver esaminato gli aspetti positivi del centro città di Valenzano, vengono messi in evidenza alcuni aspetti negativi, come ad esempio, l’immagine estetica degli esercizi commerciali che, presenta disuguaglianze con quelle degli altri esercizi, in relazione alle vetrine, ai tendaggi, alla disposizione della merce, e questo, non fa altro che andare a danneggiare la relazione esistente fra i vari strumenti della comunicazione, e tende a non fornire una costante e coerente immagine della strada presa in considerazione; un secondo aspetto, è sempre relativo alla comunicazione esterna e ai suoi strumenti, relativamente ai tendaggi e alle insegne che, presentano segni evidenti di decadimento e degrado, che non fanno altro che andare a danneggiare la comunicazione visiva della strada; un altro aspetto negativo, è legato alla presenza di locali e magazzini chiusi che, vanno ad interrompere la continuità commerciale tra una strada e l’altra del centro, poiché sono situati sulle vie principali del centro, come Corso Aldo Moro, Largo Plebiscito, Via Capurso, Via Bari e Via Alcide De Gasperi; a questo si aggiunge un altro aspetto, e cioè che, il fatto che vi siano un numero elevato di locali e magazzini chiusi che interrompono la continuità commerciale fra una strada e l’altra del centro, è relativo alla crisi commerciale che si sta avendo in questo periodo. Un altro aspetto, è relativo al fatto che vi sono alcune strade situate a distanza di km da quelle del centro città, e, questo porta alla difficoltà nell’acquisto e nella visita all’interno del centro città, da parte di quelle persone che abitano distante dal centro città, e precisamente nelle strade lontane dal centro; un altro aspetto negativo, si riferisce alla presenza di un discreto numero di esercizi commerciali che, presentano serrande “cieche”, e che di conseguenza, non mostrano alcuna informazione in merito all’orario di apertura e di chiusura dell’esercizio stesso, omettendo anche informazioni essenziali inerenti al tipo di attività svolta dall’esercizio commerciale e, questo non fa altro che suscitare dubbi e disinteresse nei confronti di una clientela sempre attenta a questi particolari; un altro aspetto è relativo ai vari segni e segnali di decadimento che caratterizzano le varie 565 strade del centro e che non permettono di percorrerle per intero, anche per la presenza di profondi solchi che non permettono la completa percorrenza di alcune strade, costringendo gli abitanti e la clientela a percorrere vie secondarie ed alternative, unitamente alla questione legata al comparto illuminativo di alcune strade, come ad esempio Via San Rocco, che presenta alcune zone buie ed oscure, causate dalla troppa distanza che separa i vari lampioni posizionati sui muri della strada; un altro aspetto, è quello che riguarda il problema del traffico automobilistico, dei camion, degli auto-rimorchi, e così via, che non fa altro che disturbare la tranquillità e la serenità della clientela che visita il centro, non solo per acquistare, ma anche per cercare un momento di rilassamento personale. Un altro motivo, è quello relativo al fatto che, alcuni esercizi commerciali specializzati nella vendita di “prodotti tipici”, non sono dotati di un’insegna che va a specificare il loro ambito di specializzazione e, questo non fa altro che insinuare perplessità in una clientela che va alla ricerca di quei prodotti speciali, particolari, e caratteristici. Arrivando ad una conclusione definitiva, è possibile affermare che il centro città di Valenzano, presenta differenti aspetti positivi e negativi, come detto sopra, ma si può aggiungere che esso viene reso ancor più importante e ancor più conosciuto sia livello commerciale che turistico, grazie alla presenza di turisti provenienti dalle zone limitrofe che, oltre a visitare i monumenti e le chiese del paese, sono interessati all’acquisto di merceologie del centro città di Valenzano, unitamente al fatto che, i cittadini Valenzanesi, rimangono sempre più soddisfatti da ciò che questo paese offre loro, anche se sono completamente consapevoli del fatto che, esso, un giorno, soprattutto grazie alla volontà e alla possibilità dei vari organi amministrativi, sarà in grado di offrire loro, molto di più. Concludendo, si può dire che, il problema relativo alla rivitalizzazione commerciale e alla riqualificazione urbana dei centri storici-cittadini di tante città italiane ed europee, compresa la situazione del commercio all’interno del centro di Valenzano, è un problema che spesso, viene sottovalutato da moltissimi paesi, e tra l’altro, va compreso che, la crescita di ogni singolo paese, va, via via, denotandosi soprattutto dal grado di mantenimento e dalla cura, durante gli anni e i secoli, del cuore e del centro città di ogni singolo paese, che comprende anche la ristrutturazione e la conservazione delle chiese e dei monumenti antichi di grande valore presenti in esso, unitamente al progresso compiuto dal commercio all’interno degli stessi centri città o storici-cittadini. 566 IL MODELLO MULTIVARIATO DELLO SCALING MULTIDIMENSIONAL PER L’ANALISI DEI FATTORI PER LA RIVITALIZZAZIONE DEL CENTRO STORICO E PER L’ANALISI DEI GIUDIZI ESPRESSI SULLE CARATTERISTICHE DEL DECORO URBANO DEL CENTRO STORICO Aspetti generali L’analisi delle preferenze dei consumatori permettono di determinare la segmentazione del mercato oltre che il posizionamento dei prodotti sul mercato. Il multidimensional scaling, d’ora in poi MDS, permette inoltre di rappresentare in modo “visivo” le preferenze o le percezioni dei consumatori nel momento in cui si chiedesse di valutare un servizio. Questa tecnica è applicata nelle ricerche di marketing per esaminare la relazione esistente tra gli oggetti, di solito marche di un particolare gruppo di prodotti. Il’MDS consiste in un insieme di calcoli che permettono di ottenere una matrice d’input di associazioni di oggetti o variabili con una dimensione di fondo ignota. Quindi tradotto questo concetto in parole semplici possiamo affermare che questa tecnica ci permette di individuare un minimo di dimensionalità che mette in relazione tra di loro gli oggetti e la posizione di ciascun oggetto su ciascuna dimensione. Questa tecnica trova impiego nei seguenti campi: per la percezione da parte del consumatore della similarità delle marche; per l’analisi dei giudizi di preferenza espresse dai frequentatori di un centro storico sulle caratteristiche del decoro urbano di un centro storico; per stabilire le preferenze del consumatore manifestate per le marche. Si può ben capire, inoltre, come sia possibile passare per un posizionamento degli atteggiamenti sulle marche da una scala unidimensionale ad una scala multidimensionale collocando le marche in uno spazio n-dimensionale, in cui n esprime la dimensionalità minima di fondo della relazione. Pertanto si può parlare di posizionamento di marche e di preferenze rispetto alle marche in uno spazio di percezioni. Vi sono tre tipi di rappresentazione in scala multidimensionale: completamento metrico. I metodi di questo tipo richiedono misure di input con scala ad intervallo o a rapporto e generano un insieme di relazioni tra oggetti anch’essi ad intervallo o rapporto; completamento non metrico. I metodi di questo tipo accettano misure di input con scala ordinale e generano l’ordine di classificazione di ciascun oggetto su ciascuna dimensione. Non metrico. Metodi di questo tipo accettano misure d’input con scala ordinale e generano un insieme di relazioni tra gli oggetti d’intervallo; cioè, le distanze tra gli oggetti nello spazio di percezione hanno un significato utile. Questo tipo di rappresentazione è più utilizzata nel campo del marketing. Il’MDS rappresenta una tecnica statistica molto utilizzata nelle recenti applicazioni di marketing, ed in particolare in quelle comportamentali per l’interpretazione dello stimolo. La tecnica statistica consiste nella rappresentazione in uno spazio di un insieme di punti rappresentativi di un’insieme d’informazione di dati. I punti posizionati nello spazio sono distribuiti geometricamente, considerando la distanza che li separa tra di essi, al fine di riprodurre le relazioni di tipo empirico insite nei dati originali. L’analisi inizia dai dati di prossimità, sotto forma di matrice quadrata, che esprimono valutazioni di similitudine nella percezione dei consumatori tra tutte le coppie di elementi (prodotto o marche) appartenenti ad un insieme di dimensione finita, come le misure di distanza o di dissimilarità. L’obbiettivo, di detta analisi, è quello di definire il posizionamento o una forma degli n elementi in uno spazio metrico di dimensione p non troppo elevata, che si aggira intorno al valore di tre o quattro unità, in modo che la distanza calcolata tra i punti che identificano gli elementi riproducano la prossimità iniziale. Per posizionamento o forma s’intendono le coordinate dei n elementi rispetto alle p dimensioni dello spazio metrico di rappresentazione. 568 APPLICAZIONE DEL MODELLO DI SCALING MULTIDIMENSIONAL Il grafico evidenzia una similarità di giudizio espresso dagli intervistati in diversi gruppi. Il primo gruppo considera importante i seguenti aspetti: teatro, musei, monumenti biblioteca ed eventi culturali per cui si evince un importanza correlata agli aspetti culturali del centro storico. Un secondo gruppo considera importante i seguenti aspetti: concerti, pub, pizzerie, spettacoli, animazione, ecc per cui sono importanti gli eventi di svago intrattenimento ecc per animare il centro storico. Un terzo gruppo affida importanza ai seguenti aspetti: mostre, feste, circoli mercatini e notti bianche. Il grafico evidenzia quindi tre segmenti di intervistati. Il seguente grafico evidenzia i giudizi espressi dai frequentatori del centro storico sulle caratteristiche del decoro urbano del centro storico. Un primo segmento di intervistati attribuisce un giudizio simile per:gradevolezza ambiente urbano, verde pubblico e panchine. Un secondo segmento considera simile i seguenti aspetti: illuminazione pubblica, manutenzione e fogna, servizi igienici ecc. 569 570 I MODELLO DELL’ANALISI FATTORIALE PER L E PER L’ANALISI DEI GIUDIZI ESPRESSI SULLE CARATTERISTICHE DEL DECORO URBANO DEL CENTRO STORICO E DEI FATTORI PER LA RIVITALIZZAZIONE DEL CENTRO STORICO. Aspetti generali e impiego nelle ricerche di marketing L’analisi delle componente principali permette di risolvere problemi complessi nel campo delle ricerche di marketing fornendo un valido strumento per il sistema di supporto alle decisioni di marketing (SSDM). L’analisi delle componenti principali trova largo impiego nei questionari utilizzati per le ricerche di marketing in quanto permettono di sintetizzare i dati raccolti a poche variabili. Supponiamo di voler condurre un’indagine sui consumatori in cui le variabili in gioco riguardano le caratteristiche d’alcuni prodotti, perciò si chiede di esprimere un giudizio per ogni attributo, ma in questo modo considerando più attributi ed essendo ogni attributo una variabile ed essendo numerose le variabili nelle ricerche di marketing, ricorreremo alle componenti principali per capire le caratteristiche che accomunano i consumatori, che altrimenti sarebbero difficile avere con più variabili. In sostanza se dovessimo sottoporre ad un intervista il consumatore o cliente su alcune caratteristiche di prodotto utilizzando molte variabili, con la tecnica dell’analisi delle componenti principali è possibile ridurre il numero di tali variabili, estrapolando dall’output ell’elaborazione le componenti che hanno una forte correlazione con le variabili analizzate. Tra le diverse tecniche d’analisi multidimensionale dei dati, vi è la metodologia per l’analisi delle componenti principali, che si estraggono da un insieme di variabili incorrelate tra loro. La prima componente principale rappresenta il massimo valore della variabilità della matrice di varianza-covarianza, la seconda è la combinazione incorrelata con la prima che estrae il massimo di variabilità residua, e così via fino ad arrivare alla componente principale che esprime la variabilità minima residua. Il numero delle componenti estraibili determina la dimensionalità della matrice. L’obiettivo dell’analisi delle componenti principali consiste nello spiegare alcune variabili in un numero inferiore rispetto a quelle originali, inoltre lo studio si basa sull’ottenimento di variabili che derivano da quelle originali correlate linearmente. Aspetti generali e impiego nelle ricerche di marketing urbano L’analisi delle componente principali permette di risolvere problemi 571 complessi nel campo delle ricerche di marketing urbano fornendo un valido strumento per il sistema di supporto alle decisioni di marketing (SSDM). L’analisi delle componenti principali trova largo impiego nei questionari utilizzati per le ricerche di marketing in quanto permettono di sintetizzare i dati raccolti a poche variabili. Supponiamo di voler condurre un’indagine sui consumatori in cui le variabili in gioco riguardano le caratteristiche d’alcuni prodotti, perciò si chiede di esprimere un giudizio per ogni attributo, ma in questo modo considerando più attributi ed essendo ogni attributo una variabile ed essendo numerose le variabili nelle ricerche di marketing, ricorreremo alle componenti principali per capire le caratteristiche che accomunano i consumatori, che altrimenti sarebbero difficile avere con più variabili. In sostanza se dovessimo sottoporre ad un intervista il consumatore o cliente su alcune caratteristiche di prodotto utilizzando molte variabili, con la tecnica dell’analisi delle componenti principali è possibile ridurre il numero di tali variabili, estrapolando dall’output ell’elaborazione le componenti che hanno una forte correlazione con le variabili analizzate. Tra le diverse tecniche d’analisi multidimensionale dei dati, vi è la metodologia per l’analisi delle componenti principali, che si estraggono da un insieme di variabili incorrelate tra loro. La prima componente principale rappresenta il massimo valore della variabilità della matrice di varianza-covarianza, la seconda è la combinazione incorrelata con la prima che estrae il massimo di variabilità residua, e così via fino ad arrivare alla componente principale che esprime la variabilità minima residua. Il numero delle componenti estraibili determina la dimensionalità della matrice. L’obiettivo dell’analisi delle componenti principali consiste nello spiegare alcune variabili in un numero inferiore rispetto a quelle originali, inoltre lo studio si basa sull’ottenimento di variabili che derivano da quelle originali correlate linearmente. Per cui tre sono le fasi di un analisi fattoriale. La prima è lo sviluppo di un insieme di correlazioni tra tutte le combinazioni delle variabili d’interesse. La seconda fase è l’estrazione di un insieme di fattori iniziali della matrice di correlazione sviluppata nella prima fase. La terza fase è la rotazione dei fattori iniziali per trovare una soluzione finale. 572 APPLICAZIONE DEL MODELLO DELL’ANALISI FATTORIALE Test KMO e di Bartlett Misura di adeguatezza campionaria KMO (Keiser Meyer Olkin). Chi-quadrato appross. Test di sfericità di Bartlett df Sig. ,558 292,917 136 ,000 573 La tabella visualizza le sette componenti principali estratte che spiegano il 65,9 % della variabilità. Varianza totale spiegata Componente Autovalori iniziali Totale Pesi dei fattori non ruotati % di varianza % cumulata Totale % di varianza % cumulata Pesi dei fattori ruotati Totale % di varianza % cumulata 1 2,533 14,900 14,900 2,533 14,900 14,900 2,150 12,647 12,647 2 1,929 11,344 26,244 1,929 11,344 26,244 1,929 11,349 23,996 3 1,775 10,438 36,682 1,775 10,438 36,682 1,527 8,984 32,979 4 1,601 9,416 46,098 1,601 9,416 46,098 1,450 8,532 41,511 5 1,175 6,909 53,007 1,175 6,909 53,007 1,434 8,434 49,945 6 1,159 6,818 59,824 1,159 6,818 59,824 1,363 8,020 57,966 7 1,040 6,115 65,940 1,040 6,115 65,940 1,356 7,974 65,940 8 ,938 5,519 71,459 9 ,838 4,927 76,385 10 ,721 4,241 80,626 11 ,685 4,027 84,653 12 ,557 3,277 87,930 13 ,523 3,077 91,006 14 ,448 2,637 93,643 15 ,413 2,432 96,074 16 ,406 2,390 98,465 17 ,261 1,535 100,000 Metodo di estrazione: Analisi componenti principali. Il primo fattore è correlato con notti bianche, feste e rievocazioni storiche e mostre all’aperto, per cui si sollecita l’organizzazione di eventi serali per animare il centro storico. Il secondo fattore è correlato a piccoli spettacoli e concerti al’aperto. Il terzo fattore è correlato a bar e teatri. 574 Matrice dei componenti ruotataa Componente 1 Notti bianche ,817 Feste e rievocazioni storiche ,769 Mostre all’aperto ,714 2 3 Concerti all’aperto ,752 Teatro 7 -,198 -,325 -,109 ,551 ,108 -,175 ,784 -,173 ,161 -,292 ,187 ,620 ,170 ,293 -,374 -,517 -,188 Pizzerie-ristoranti Eventi culturali 6 ,158 ,895 Bar 5 ,195 Piccoli spettacoli Animazione per strada 4 -,218 ,493 -,133 -,144 -,281 ,212 ,112 ,270 ,741 Mercatini tipici-sagre -,116 ,575 -,392 ,227 Pub e locali di svago ,138 -,546 -,358 -,356 ,760 ,236 ,658 -,262 ,393 Musei-pinacoteca ,223 Chiese e monumenti Circoli e centri di vita sociale Centri e servizi di informazione Biblioteca ,258 ,193 ,756 ,115 ,111 -,112 ,240 -,159 ,187 ,180 ,853 -,659 575 APPLICAZIONE DEL MODELLO DELL’ANALISI FATTORIALE Test KMO e di Bartlett Misura di adeguatezza campionaria KMO (Keiser Meyer Olkin). Chi-quadrato appross. Test di sfericità di Bartlett df Sig. ,600 264,219 105 ,000 576 La tabella seguente evidenzia le correlazioni con i fattori estratti. Il primo fattore è fortemente correlato con segnaletica di uffici e servizi pubblici, proposte culturali, segnaletiche di monumenti per cui affidano importanza alla presenza di segnaletica nel centro storico. Il secondo fattore è correlato alla presenza di parcheggi in prossimità del centro storico. Il terzo fattore attribuisce importanza all’illuminazione pubblica ed allo stato dell’inquinamento dell’aria. Matrice di componentia Componente 1 Segnaletica di uffici e servizi pubblici ,921 Proposte culturali/manifestazioni ,900 Segnaletica di monumenti, musei, opere d’arte e simili 2 3 5 ,889 Presenza di parcheggi ,604 Presenza di panchine ,509 Manutenzione degli spazi verdi ,503 Pulizia delle strade 4 -,419 Illuminazione pubblica ,662 Stato di inquinamento dell’aria ,575 Sicurezza nelle strade -,432 ,450 -,425 Presenza di servizi igienici pubblici ,603 Manutenzione rete fognaria ,518 Gradevolezza dell’ambiente urbano -,462 Manutenzione delle strade ,434 ,644 Presenza di spazi di verde pubblico ,457 ,532 577 578 [IL COMMERCIO NEL CENTRO STORICO DEL COMUNE DI CORATO: INDAGINE STATISTICA ED AZIONI DI MARKETING] 579 INDICE Il centro storico e l’importanza delle azioni di marketing per valorizzarlo Le caratteristiche del bacino di utenza Vocazione e densità commerciale L’analisi del contesto urbano L’analisi della clientela L’analisi dei comportamenti e delle percezioni La percezione del centro storico Il questionario per l’indagine statistica sui frequentatori del centro storico del comune di corato I Risultati dell’indagine La rivitalizzazione commerciale del centro storico IL MODELLO MULTIVARIATO DELLO SCALING MULTIDIMENSIONAL PER L’ANALISI DEI FATTORI PER LA RIVITALIZZAZIONE DEL CENTRO STORICO E PER L’ANALISI DEI GIUDIZI ESPRESSI SULLE CARATTERISTICHE DEL DECORO URBANO DEL CENTRO STORICO IL MODELLO DELL’ANALISI FATTORIALE PER L E PER L’ANALISI DEI GIUDIZI ESPRESSI SULLE CARATTERISTICHE DEL DECORO URBANO DEL CENTRO STORICO E DEI FATTORI PER LA RIVITALIZZAZIONE DEL CENTRO STORICO. 580 Indagine statistica e strategie di marketing per la valorizzazione del commercio nel centro storico del comune di Corato Il centro storico e l’importanza delle azioni di marketing per valorizzarlo La morfologia del centro urbano della città è caratterizzata dalla sovrapposizione di due ambiti dell’assetto territoriale. Nello stesso luogo si collocano l’insediamento storico e il principale polo di attrazione per l’area cittadina, due contenuti densi che sposano tradizione e scarsa funzionalità. Si tratta della peculiarità che sostiene il decantato fascino della realtà italiana, ma contemporaneamente rappresenta un nodo complesso e di non facile scioglimento del processo di crescita che interessa la città antica. Negli ultimi decenni, il tessuto connettivo dei rapporti sociali ha subito trasformazioni che hanno modificato le relazioni tra cittadino e struttura urbana. La “struttura” urbana regola il funzionamento del centro storico, cioè la concentrazione e dispersione della popolazione e delle attività sul territorio. Tra gli elementi più significativi dei cambiamenti avvenuti vi è la concentrazione dell’attività terziaria con un fenomeno di vero e proprio spopolamento capace di mutare gli spazi urbani anche se, con impatto visivo limitato. Una delle ragioni va ricercata nella politica di conservazione dell’immagine dei centri e delle aree storiche di pregio. Il ruolo della funzione commerciale fatica a mantenere il passo; si sono ridotte molte delle attività tradizionali. In molte città italiane si è cercato di porre rimedio alla progressiva devitalizzazione dei centri storici. Si è tentato però di risolvere in tempi brevi, problemi che si sono accumulati in un periodo di tempo abbastanza lungo. Le soluzioni ricercate hanno portato a sfasare le soluzioni stesse con la realtà cittadina rendendole non facilmente compatibili sul piano finanziario, urbanistico e commerciale. L’Italia, ricca di centri storici, è notoriamente povera di cultura ambientale. Per conto, nella mentalità del cittadino, è fortemente radicata la considerazione del centro storico come luogo di socializzazione, cultura, residenza, scambio e attività. Ogni tentativo di modificare tale convincimento con progetti a breve termine, è destinato a rilevarsi, nella maggior parte dei casi, un fallimento. Per risolvere la questione “centro storicocommercio” è necessario un salto di qualità nell’intervento pubblico: le decisioni di carattere amministrativo devono essere finalizzate alla pianificazione territoriale. Il commercio, infatti, non può sopperire all’assenza di una politica per il territorio. In altre parole, non serve tanto un’urbanistica commerciale, quanto un progetto per tutta la città, dove la qualità della vita è realizzata anche dai servizi e dall’artigianato. Compito della pubblica amministrazione è programmare la riqualificazione dei beni e dei servizi e, conseguentemente, individuare gli strumenti urbanistici che rivitalizzino i centri storici secondo i loro contenuti funzionali, simbolici e sociali. Lo stretto legame tra commercio e struttura urbana può conferire identità culturale, vivibilità e sviluppo alla città ed, in modo particolare al suo centro storico. È noto, infatti, che quest’ultimo, accanto a innegabili punti di forza (storia, ambiente, numero e varietà di attività di intrattenimento e svago), presenta fattori di debolezza quali vincoli strutturali, problemi di accessibilità e difficoltà del mercato immobiliare. 581 Probabilmente, quello che manca è la capacità di governare sistemi complessi in cui molte, troppe funzioni si svolgono sugli stessi esigui territori, dove anche il pubblico ed il privato si intrecciano e si condizionano a vicenda e dove, infine, la salvaguardia dell’ambiente storico impone ulteriori vincoli. Gli effetti negativi di questa situazione sono più evidenti nel settore della mobilità e dei trasporti, ma è tutto il supporto tecnologico della città ad essere in crisi, dalla stabilità degli edifici, all’ambiente, alle strutture che garantiscono la vita e la sicurezza dei cittadini. L’urbanistica tradizionale ha saputo affrontare questi problemi solo e non sempre nelle aree di nuova edificazione, attraverso il controllo delle destinazioni d’uso e l’impostazione degli standard urbanistici. Così le estreme periferie, anche se brutte per quanto è possibile esserlo, sono spesso le uniche zone della città dotate di strade scorrevoli, parcheggi sufficienti e zone verdi. Viceversa, tutto il resto della città e i centri storici, che pur costituiscono la parte maggiore del valore ambientale ed economico, restano lontano dagli standard di servizi previsti dall’urbanistica anche perché, nessuno si è preoccupato di adeguarli. Nei piani regolatori spesso prevale una logica di rigida conservazione dell’esistenza, che non solo non lascia spazio ad interventi di adeguamento delle infrastrutture, ma ostacola persino quelli di normale manutenzione degli edifici, tanto che intere parti dei nostri centri storici cadono a pezzi per degrado storico. Anche dove la normativa non è così vincolante, l’inerzia delle pubbliche amministrazioni, la difficoltà di reperire finanziamenti e la mancanza di strumenti tecnico-legislativi per operare su larga scala coinvolgendo i privati, paralizzano di fatto qualunque tentativo di rendere funzionali i centri urbani. I risultati sono ogni giorno sotto i nostri occhi in termini di congestione stradale, degrado ambientale, ecc. senza contare eventi eccezionali come il terremoto in cui ci troviamo impreparati sul versante della sicurezza collettiva. La città deve essere pensata come un enorme organismo vivente tenuto in vita da sistemi di infrastrutture; se larghe parti dell’organismo non riescono ad adeguarsi ai mutamenti in base alle esigenze, l’organismo stesso deperisce e muore. Nella storia del nostro paese le attività commerciali hanno rappresentato un importante fattore costitutivo delle città e della convivenza civile. Il centro storico, nonostante i momenti di crisi, non è un nucleo abbandonato e diroccato che deve essere ricreato e reinventato all’esterno, ma è il motore di tutte le attività commerciali e culturali, la vetrina che al momento opportuno è in grado di attrarre verso di sé gli abitanti della città, ma non solo. I luoghi urbani del commercio possono contare su un numero elevato di cittadini che li frequentano, li conoscono e ne apprezzano le offerte. Specifiche strutture di vendita al dettaglio e forme di edilizia urbanistica e architettonica riescono a soddisfare pienamente la domanda di bene e servizi degli utenti del centro storico, basti ricordare il supermercato rionale, il mercato ambulante, la piazza, il negozio specializzato. La concentrazione di buona disponibilità di spesa in un’area di mercato ristretta come quella di un centro cittadino, rende conveniente l’apertura di punti vendita specializzati. Alcuni negozi hanno un assortimento ristretto ad una sola merceologia oppure a poche merceologie affini, ma con una consistente profondità di gamma. Il supermercato rionale si caratterizza per una maggiore dimensione, con assortimento ampio come numero di linee, ma non come numero di referenze. L’organizzazione di scambi commerciali nel centro storico, al di là del suo essenziale significato di compravendita merci, si è spesso riflesso in maniera tangibile nella forma dei luoghi destinati in misura esclusiva o preminente a simili attività. Un primo fondamentale modello a cui fare riferimento è costituito dalla grande area all’aperto dove periodicamente o quotidianamente sia possibile il rapporto, entro limitati margini di tempo, tra un elevato numero di clienti e abbondante varietà e qualità di merci o più in generale di offerte. Normalmente l’area all’aperto è contraddistinta dalla presenza di qualche complesso monumentale che funga da punto di attrazione immediatamente riconoscibile anche per chi non è un frequentatore abituale del centro storico. Ad esso, 582 si contrappongono le strutture intorno alle quali ruotano le diverse attività, gli scambi, gli incontri: le cosiddette “bancarelle”. La piazza mercato si pone come un momento di ampio respiro spaziale nel contesto di un tessuto urbano estremamente fitto, sviluppatosi spesso disordinatamente con l’ammassarsi di edifici abitativi. Il mercato su aree pubbliche non rappresenta solo un mezzo per animare una via o una piazza, ma è anche l’espressione di uno specifico momento economico. Una impresa commerciale deve avere sempre una politica di marketing che comporti la conoscenza del proprio mercato, delle possibilità di vendita e dei mezzi idonei a realizzare gli obiettivi commerciali che desidera raggiungere. Lo sviluppo della vitalità commerciale del centro storico non può prescindere da un’opportuna politica urbanistica e dallo spirito di iniziativa degli operatori commerciali locali, da più efficienti soluzioni organizzative, da nuove forme di promozione dell’offerta, da più efficaci e fantasiose strategie comunicative. Si tratta di sviluppare i modi che consentono di far corrispondere l’offerta alla domanda mettendo in atto le forme più adatte a raggiungere il pubblico e a dialogare con esso. L’impresa che opera nella distribuzione non può considerarsi un soggetto chiuso e passivo, ma la parte di un sistema che interagisce in modo dinamico, attivo e aperto con l’ambiente esterno. Un punto di debolezza per molte imprese commerciali urbane, è dato dalle ridotte dimensioni e dalle difficoltà a reperire adeguate risorse per lo sviluppo. Per questo motivo è importante la capacità di creare sinergie ed integrazioni con altre imprese per sfruttare al meglio i vantaggi che ne derivano. Un ruolo fondamentale è ricoperto dalle associazioni dettaglianti del centro storico ed anche di singole strade, in grado di mettere in atto iniziative volte a valorizzare al meglio le risorse a disposizione. L’azione comunicativa comune deve essere rivolta ad attirare la curiosità e l’attenzione del pubblico, a suscitare il desiderio di visitare una certa zona o strada, a favorire l’abitudine alla frequentazione, stabile nel tempo, di quella zona o strada, per gli acquisti. Il marketing urbano è definito da alcuni studiosi come “L’insieme dei valori tangibili ed intangibili, quali gli abitanti, la cultura, il retaggio storico, il patrimonio urbanistico ed artistico, le infrastrutture, la localizzazione e ogni altro genere di situazione tale da accrescere il valore complessivo dei vari elementi”. I principali obiettivi del marketing urbano-territoriale sono: attrarre nuovi investimenti nell’area; mantenere il tessuto di imprese (sia industriali che dei servizi legati all’industria) presenti sul territorio, rafforzando le ragioni di convenienza che a suo tempo influenzarono la loro scelta dell’area (con particolare cura delle imprese o delle attività in difficoltà); aiutare la fuoriuscita delle imprese o delle attività non più in linea con il profilo dell’area e i suoi obiettivi d’attrazione; promuovere, con estrema cura nella scelta dei canali e degli strumenti, un’immagine favorevole dell’area presso il gruppo di investitori potenziali prescelti (segmento di mercato) e se possibile a livello globale, evitando di perseguire obiettivi comunicazionali e promozionali generici e contraddittori. I poli commerciali sono quelle entità che presentano una capacità di attrazione specifica nei confronti dei consumatori generando flussi di visitatori. Per raggiungere gli obiettivi dell’analisi, è necessario considerare anche realtà commerciali collocate all’esterno dell’area delimitata (centri commerciali), nella misura in cui queste si propongono quali poli di attrazione concorrenti al centro storico. 583 Ciascun negozio esercita una diversa attrattiva presso la clientela, in quanto l’attività del commerciante consiste, innanzitutto, nel concepire una proposta commerciale il più possibile allettante ed originale attraverso diversi mezzi. In tal modo, il commerciante può stimolare il desiderio di una parte dei consumatori ad acquistare nel suo negozio, il che modificherà la configurazione dell’area commerciale del negozio stesso e, conseguentemente, quella del centro storico. “Concetto chiave del marketing è il concetto di posizionamento”. Esso è l’insieme delle azioni atte a definire le peculiarità del prodotto e a sviluppare azioni di marketing consone alla sua valorizzazione. Il posizionamento per i centri storici è complesso. Innanzitutto il commercio non deve essere visto come singolo ma come insieme di formule commerciali in simbiosi tra loro, poiché, nella mente dei consumatori la percezione dell’offerta commerciale è connessa alla percezione del centro storico che la contiene. Inoltre, si opera già su una realtà “posizionata” in un certo modo nella mente dei frequentatori. La scelta delle strategie di posizionamento deriva dalle caratteristiche della zona commerciale, del tipo d’impresa esistenti, della presenza di poli di attrazione, dalla concorrenza e dalle abitudini dei clienti. Esistono tre principali strategie: 1. Posizionamento sul prezzo: tale strategia può presentare due modalità. La prima punta su un’offerta esclusiva della via o piazza, proponendo una peculiarità qualitativa superiore; la seconda su un concetto di convenienza oggi in rapida evoluzione. 2. La specializzazione: in questo caso si attua una specifica identità commerciale della via incentrata in una similare tipologia merceologica. La differenziazione dell’offerta quindi avviene su altre leve come prezzi, servizi offerti, marche trattate, etc. 3. “La differenziazione: si determina quando le imprese presentano un’offerta differenziata dal punto di vista dell’assortimento o della formula di vendita”. Tale strategia si basa sulla complementarità dei prodotti messi in vendita. Gli obiettivi di valorizzazione dell’area urbana dipendono dalle scelte attuate da soggetti ed enti sia privati che pubblici. Una prima scelta riguarda la merce, in particolare la definizione dell’assortimento, delle marche, in modo da approfondire l’offerta commerciale. Vi sono alcuni studiosi che sostengono che “il marketing è soprattutto un’attività comunicativa”. Tutte le fasi analitiche e di pianificazione di un progetto di marketing sono infatti finalizzate a istituire una comunicazione efficace con i consumatori. Nell’analisi del processo comunicativo bisogna tenere presente: chi comunica? Che cosa? A chi? Con quali mezzi? Con quali effetti? Un concetto importante è che si comunica sempre in modo consapevole, attraverso parole e gesti e ciò accade anche per quanto concerne le imprese commerciali; si comunica con la clientela in diversi modi: con la presenza sul mercato, col tipo di servizi offerti, con le caratteristiche del punto vendita, etc. Lo scopo della comunicazione è condizionare e orientare in una determinata direzione le scelte di acquisto dei consumatori, attraverso il prodotto offerto, scegliendo specifici canali di comunicazioni efficaci in base ai soggetti a cui è rivolta. 584 L’esigenza della comunicazione è radicata nell’attività commerciale ed è, oggi, più urgente e necessaria in base ai mutamenti nei comportamenti d’acquisto come l’elevata mobilità del consumatore, introduzione di nuovi modelli di consumo quindi attività motivata non solo da motivi strumentali ed utilitari ma anche da motivi espressivi che portano l’attività di acquisto sul terreno del divertimento e del tempo libero. Inoltre importante è anche la concorrenza, in quanto i grandi magazzini, i supermercati e i centri commerciali creano precise strategie di marketing disponendo di notevoli mezzi economici che invece non sono a disposizione dei singoli commercianti, ecco perché bisogna valorizzare lo strumento associativo e realizzare strategie di comunicazione con seri professionisti. Una ampia visione del processo di rinnovamento dei centri storici non può prescindere dalla presentazione della metodologia da utilizzare per raggiungere gli obiettivi della valorizzazione del commercio nei centri urbani. È necessario fornire una guida alla lettura della complessità che caratterizza la presenza delle attività collettive nel centro storico e ciò non solo a fine culturale, ma soprattutto operativo. In molte occasioni è stato preso in considerazione l’obiettivo di rivitalizzare lo spazio urbano collettivo, ma quasi sempre con una visione troppo limitata e disorganizzata del problema. La disponibilità di una metodologia specifica consente al Marketing Urbano di assumere il ruolo di strumento per l’organicità di interventi. L’operatore commerciale deve correntemente risolvere problemi di varia natura che gli consentano di incrementare, con profitto, le proprie vendite. Si può dire che tutta l’attività che egli svolge si compendi in un complesso armonico di decisioni e di scelte intese a risolvere appunto questi problemi. A tal scopo egli fa ricorso alla esperienza sua ed altrui, alla tradizione, alla consuetudine, alla logica, all’analogia, all’imitazione, alle supposizioni, alle previsioni, alla sua capacità professionale, a quello che comunemente si definisce “intuito”. Anche un piccolo operatore che progetti le proprie attività commerciali certamente si occuperà di svolgere delle indagini: cercherà di individuare le vie più frequentate, farà un calcolo, sia pure approssimativo, dei nuclei familiari che risiedono in quella che egli considera la sua area di mercato, tenterà di ottenere informazioni sulla condizione economica degli abitanti della zona, osserverà le loro abitudini. Individualizzerà la categoria sociale a cui appartengono, analizzerà l’attività dei presumibili operatori concorrenti ai fini, tra l’altro, di una valutazione del loro volume di vendita, è così via. L’operatore compirà, cioè, una vera è propria ricerca di mercato, ma la effettuerà in modo disorganico senza poter ricorrere a strumenti scientifici. Ed in questo sta la differenza con le attuali procedure metodologiche di marketing urbano che sono in grado di considerare un numero elevato di operatori commerciali e di situazioni particolari, oltre che di elaborare le strategie di promozione delle attività legate alla distribuzione commerciale e di servizio localizzate nella medesima zona della città. Un piano di marketing urbano si svolge, normalmente, in quattro fasi principali: 1. “La prima è un’analisi (detta anche autoanalisi) della situazione delle imprese dettaglianti. Da questa analisi devono emergere le esigenze e gli obiettivi che esse si pongono e le strategie che attuano. 2. La seconda fase è costituita dall’analisi commerciale del centro storico e comprende: 585 la delimitazione dell’area oggetto di indagine; l’identificazione commerciali; la misurazione della vocazione commerciale dell’area. 3. La terza fase precisamente: della riguarda localizzazione l’analisi del l’urbanistica; le condizioni di agibilità della zona. dei contesto principali urbano poli e più 4. L’ultima fase è costituita dall’analisi della clientela. Essa è riferita a: i flussi pedonali; i comportamenti e le aspettative della clientela”. La prima fase necessaria per la definizione di un piano di marketing è costituita dall’analisi delle imprese dettaglianti che rappresentano i soggetti più direttamente implicati nel progetto di rivitalizzazione commerciale dei centri storici. Occorre infatti chiarire, innanzitutto, quali siano le necessità e le esigenze di queste aziende, come interpretino la loro situazione individuale e collettiva, quali strategie stiano perseguendo, quale sia la loro disponibilità ad impegnarsi in progetti comuni. Per l’analisi della situazione di una singola impresa commerciale si può ricorrere a strumenti di indagine quali le interviste ai gestori, al personale dipendente oltreché l’osservazione in loco dei comportamenti del personale e della clientela e le loro modalità di interazione. Quando il numero dei negozi è consistente, e nel caso del marketing urbano possono essere oggetto di studio anche oltre un centinaio di punti vendita, come nel caso di Corato, l’intervista con questionario rappresenta lo strumento di indagine ideale. Essa consiste in una serie di domande di solito standardizzate nella forma, così da non lasciare libertà all’intervistatore, eventualmente “aperte” al fine di permettere all’intervistato di esprimere liberamente problemi, giudizio e punti di vista personali. La pratica conosce tre principali tipi di intervista che presuppongono l’uso di appropriati questionari: a. l’intervista “postale”, caratterizzata dall’invio del questionario ai punti di vendita prescelti a mezzo posta e dalla restituzione, a compilazione avvenuta, per la stessa via; b. l’intervista “personale”, caratterizzata dalla visita dell’intervistatore al punto vendita per raccogliere direttamente le risposte; c. l’intervista “telefonica”, nella quale l’intervistatore direttamente le risposte, a mezzo telefono. raccoglie Il questionario può raggiungere il massimo numero di domande e la maggiore sofisticazione nell’intervista personale per l’ovvio motivo che il colloquio con l’intervistatore consente di utilizzare più tempo e di chiarire dubbi di interpretazione delle domande. 586 I contenuti di fondo di un questionario da adottare in questa prima fase di realizzazione del piano di marketing urbano sono quattro; 1) Esso deve contenere una serie di informazioni generali sulle caratteristiche delle aziende con riferimento alle merceologie trattate, alla forma societaria, al periodo di attività, alle dimensioni aziendali, al numero di addetti, all’appartenenza a catene di negozi, etc. 2) Le strategie delle singole aziende sono l’oggetto di una seconda serie di domande. Le informazioni richieste riguardano il posizionamento e la definizione del principale segmento di clientela (target primario), i problemi che derivano dalla concorrenza cui l’azienda è sottoposta direttamente e quelli che interessano il settore di appartenenza, i mezzi utilizzati per comunicare con la clientela, le forme di promozione e di pubblicità. Quest’analisi delle offerte e delle strategie individuali permette, innanzitutto, di verificare la cultura di marketing dei singoli operatori. È importante individuare la disponibilità all’innovazione o se, invece, è utile conoscere le strategie di vendita individuali per poterle integrare con l’azione collettiva, in modo tale che la promozione della zona coincida il più possibile con le aspettative dei singoli commercianti. 3) Una parte significativa del questionario è destinata a verificare quali azioni di marketing incontrino la maggior disponibilità da parte degli operatori: per esempio, l’introduzione di moderne forme di pagamento, l’offerta di nuovi servizi alla clientela (come la consegna a domicilio), la differenziazione ed il prolungamento degli orari di apertura, gli interventi sulla struttura dei negozi e l’esposizione dei prodotti, l’azione sui prezzi, le iniziative di miglioramento dell’arredo urbano e quelle promozionali e pubblicitarie in comune con gli altri commercianti della zona. Il questionario può prevedere “domande aperte” che si propongano di approfondire le opinioni dei commercianti sull’innovazione dei servizi e che permettano di offrire un contributo all’identificazione di altri interventi. Questi aspetti coinvolgono attivamente i commercianti nella definizione delle linee di intervento e nell’ideazione degli strumenti più adatti per la riqualificazione dell’offerta commerciale della zona. 4) Nell’ultima parte del questionario è richiesto agli stessi commercianti di valutare l’offerta commerciale della loro zona. Questo aspetto è rilevante in quanto permette di confrontare le aspettative delle imprese con le valutazioni della clientela e consente, inoltre, l’identificazione dei punti di forza dell’offerta commerciale della zona, ma anche gli aspetti sui quali intervenire con maggiore decisione. La seconda fase operativa del piano di marketing urbano si concretizza nell’analisi della realtà commerciale del centro storico, in questo caso, di Corato. In particolare, si tratta di delimitare l’area oggetto di indagine per procedere successivamente all’identificazione dei principali poli commerciali e alla misurazione della vocazione commerciale dell’area. Nel corso dell’analisi ci si può avvalere di visualizzazioni cartografiche o tabellari per poter favorire una comprensione dei dati più immediata e chiara. In relazione agli obiettivi del piano di marketing urbano, l’area può essere costituita dall’intero centro storico oppure essere circoscritta ad una singola strada. 587 Figura 9 - Corato: negozi nel centro storico 588 Figura 10 - Strada centrale di Corato con addobbi natalizi Le caratteristiche del bacino di utenza È estremamente difficile definire i bacini di utenza ed è possibile farlo solo con un certo grado di precisione. Le rilevazioni dei bacini possono essere classificate sia quantitativamente sia qualitativamente. Le indagini quantitative si basano sulle informazioni numeriche del tipo demografico e cioè le caratteristiche della popolazione, il potere d’acquisto, le distanze, i tempi di viaggio e il grado di accessibilità. Le indagini qualitative interessano fattori che influenzano il comportamento d’acquisto, come ad esempio, le caratteristiche del centro, l’insieme dei negozi, la disponibilità di altri servizi e di parcheggi e l’adeguatezza del trasporto pubblico. Il bacino di utenza di un centro storico può essere definito come la zona geografica dalla quale provengono i potenziali clienti delle attività economiche del suddetto centro. Figura 11 - Una strada del centro storico di Corato 589 Per acquisire una conoscenza delle caratteristiche demografiche e socio-economiche di questo è innanzitutto necessaria una sua delimitazione. La dimensione e la forma di quest’area vengono determinate da una varietà di fattori che influiscono sulla disponibilità dei consumatori a sostenere i costi dello spostamento necessari ad accedere al centro città. Tra i più importanti fattori ricorderemo le caratteristiche commerciali dei negozi, la loro dimensione, e localizzazione, i mezzi di trasporto pubblici, le barriere fisiche al traffico. Più un centro storico è esteso, maggiore è la sua area d’attrazione poiché normalmente le dimensioni di un centro urbano sono in relazione con l’ammontare e la varietà dei beni e dei servizi forniti ai consumatori. Nel tentativo di individuare un potenziale bacino di utenza per il centro storico occorre valutare i seguenti fattori: la struttura della popolazione, comprendente l’età e gli schemi familiari; la situazione finanziaria familiare che riflette la natura socio-economica del bacino di utenza; la natura delle infrastrutture dell’area, in particolare la qualità della rete stradale; i trasporti pubblici; l’incidenza del possesso di automobili nell’area considerata; l’offerta di parcheggi presente nell’area. Figura 12 - Centro storico di Corato 590 Vocazione e densità commerciale Per ottenere un quadro più specifico rispetto alla vocazione commerciale di un’area, si procede a un’analisi volta ad identificare il tipo di offerta commerciale, le merceologie e le formule commerciali caratterizzanti. Per quanto concerne la densità, bisogna innanzitutto effettuare una rilevazione delle attività commerciali attraverso un’unità topografica di una singola strada o piazza, per permettere successive analisi riferite a sub aree. Tabella 1 - Rilevazione degli esercizi commerciali esistenti in alcune strade del centro storico di Figura 13 - Cartina centro storico di Corato Denominazione vie Corato A B C D E Tot Duomo 6 20 7 3 22 58 Roma 8 5 4 4 11 32 P.zza Sedile 3 2 1 2 11 19 P.zza Di Vagno 7 0 0 0 8 15 591 San Benedetto 3 0 0 1 6 10 Aldo Moro 8 5 1 10 15 39 Totale 35 32 13 20 73 173 Legenda: A = alimenti; B = beni per la persona; C = beni per la casa; D = altri esercizi commerciali; E = altri affacci (uffici, abitazioni, vetrine vuote, ecc..) La seconda fase dell’analisi della densità consiste nella costruzione dell’indice di densità commerciale che misura il peso del fenomeno commerciale in rapporto alla realtà totale delle singole unità topografiche. L’indice è dato da due rapporti: A. Rapporto tra il numero di ingressi (N) e/o di affacci (A) degli esercizi commerciali (C) e la lunghezza (L) della via B. Rapporto tra il numero delle unità commerciali (C) e il numero totale di ingressi e/o affacci L’analisi del contesto urbano Gli elementi urbanistici del centro storico di Corato esercita un’importante influenza sull’attività del commercio. Nel progetto di marketing urbano è quindi presente una loro particolareggiata analisi (analisi urbanistica) che, nel suo insieme, permetta una lettura complessiva ed efficace delle relazioni intercorrenti tra la struttura funzionale urbana e l’offerta commerciale. “Le fasi operative dell’analisi urbanistica sono: 1. il reperimento di dati relativi all’assetto della viabilità, alle zone pedonali, alle modalità di accesso e alla localizzazione dei parcheggi; 2. l’elaborazione dati e la costruzione di cartine tematiche; 3. l’analisi dell’arredo urbano”. Nella prima fase le informazioni da assumere riguardano in particolare: la cartografia dei sensi unici e della viabilità, la localizzazione ed il numero dei parcheggi, la regolamentazione delle zone pedonali e a traffico limitato, i percorsi e le fermate delle linee dei mezzi pubblici, la localizzazione dei mercati su aree pubbliche e gli interventi di illuminazione e di arredo urbano. Le fonti alle quali fare riferimento sono rappresentate dai vari assessorati comunali (all’urbanistica, edilizia pubblica, trasporti, etc.) e dalle aziende municipalizzate per i trasporti e per l’igiene urbana. 592 Nell’ambito della seconda fase di elaborazione vengono costruite cartine tematiche per visualizzare le condizioni e i vincoli esistenti. In particolare saranno evidenziate: aree pedonali, parcheggi, viabilità e percorsi dei trasporti pubblici. In funzione delle caratteristiche del centro storico possono essere riportate anche le zone uffici e le aree monumentali e turistiche, in quanto costituiscono importanti nodi nei flussi pedonali. La cartografia che si ottiene può essere confrontata in modo proficuo con quella rappresentante i poli e le aree commerciali, per una totalità del fenomeno commerciale nella realtà cittadina. La terza fase è l’analisi dell’arredo urbano che viene scomposto in elementi di ambito pubblico e privato (quinte edilizie). Tra i primi vengono osservati la struttura della pavimentazione stradale e dei marciapiedi (asfalto, acciottolato, granito, etc.), il tipo di illuminazione (sospesa, neon, a muro, etc.) e le componenti d’arredo (fioriere, fontane, cestini portarifiuti, etc.). Tra i secondi ritroviamo i rapporti cromatici, eventuali interventi di ripristino, la presenza di impalcature, la rilevanza storica o lo stato di degrado. Effettuata l’analisi urbanistica, l’attenzione va posta alle condizioni di “agibilità del centro storico”. Occorre reperire i dati sulla viabilità, la localizzazione dei parcheggi, le aree pedonali, il grado di utilizzo dei parcheggi, i flussi veicolari, l’utilizzo dei trasporti pubblici. L’analisi della localizzazione delle aree adibite a parcheggio è fondamentale per valutare l’accessibilità di una determinata zona del centro storico. Le informazioni sugli orari di apertura e sul numero dei posti auto disponibili in ciascun parcheggio, sono le più utili e possono essere utilizzate in diversi modi. È possibile stabilire l’indice di ricettività dei parcheggi delle singole zone del centro storico. Esso è il risultato del rapporto tra il numero di posti auto della zona considerata (PZ) e il numero complessivo dei posti auto del centro storico (PT) = PZ/PT Per valutare la disponibilità relativa di posti auto per il commercio, si può creare un rapporto tra il numero di posti auto della zona considerata (PZ) e il numero (C) o la superficie dei negozi della zona (SC) = PZ/C PZ/SC È possibile, inoltre, valutare quanto dell’utilizzo dei parcheggi è riconducibile al commercio. Per questo bisogna confrontare il grado di utilizzo dei parcheggi in un giorno di apertura dei negozi e quello nel giorno di chiusura infrasettimanale e nella giornata di sabato, in cui sono può significativi i fenomeni di shopping. L’analisi della clientela L’ultima fase operativa del piano di marketing è costituita dall’”analisi della clientela”. Essa si riferisce allo studio dei fenomeni riguardanti i flussi pedonali, i comportamenti, le percezioni e la soddisfazione dei frequentatori del centro storico. Per l’analisi dei flussi pedonali è opportuno scegliere dei punti di rilevazione. Si tratta di individuare dei “punti nodali della’area, stabiliti in base alla specifica configurazione della zona considerata”. La prima fase dell’indagine sulla clientela deve essere rivolta ad analizzare, in modo obiettivo, il comportamento di quest’ultima in termini di scelta del percorso pedonale. È importante scegliere punti situati nelle zone di accesso sia 593 nel cuore del centro storico al fine di ottenere informazioni il più possibile complete. I momenti di rilevazione dei flussi, in termini di giornate ed orari, possono coincidere, per un utile confronto, con quelli in cui è stata effettuata l’analisi del grado di utilizzo dei parcheggi. Figura 14 - Rilevazione dei flussi pedonali in una strada del centro storico di Corato L’analisi dei comportamenti e delle percezioni Per tracciare la fisionomia della domanda che si rivolge agli esercizi commerciali del centro storico è necessario interrogare i diretti interessati, cioè i clienti e i frequentatori della zona considerata. Quest’analisi è importante per tre motivi: 1. “permette di conoscere chi è il frequentatore del centro storico e il peso che occupa la motivazione di acquisto tra le cause delle presenza in centro; 2. fa emergere la valutazione che i frequentatori del centro storico danno dell’offerta commerciale e, più in generale, del contesto urbano in cui questa si inserisce; 3. consente di confrontare i risultati delle analisi di tipo obiettivo con il punto di vista del consumatore”. L’indagine va impostata riferendosi ai clienti acquisiti e potenziali. La maggior difficoltà, a questo proposito, appare costituita dalla “volatilità” del concetto di clientela potenziale che consiste nel considerare come clienti potenziali i frequentatori del centro storico, cioè i passanti, quali siano i motivi della loro presenza sul posto. Per quanto riguarda le tecniche d’indagine, la più efficace ed economica per conoscere comportamenti ed atteggiamenti di un campione quantitativamente significativo è l’intervista con questionario a domande “chiuse”, in cui l’intervistato può rispondere scegliendo tra una gamma di possibilità già definite. Importanti informazioni di tipo 594 qualitativo, possono esse fornite anche da altre tecniche di analisi, come l’osservazione obiettiva dei comportamenti di passanti e clienti. Le interviste devono essere realizzate nelle strade e nelle piazze nei medesimi orari e giorni della settimana in cui sono state effettuate le rilevazioni dei flussi pedonali. È opportuno che le interviste avvengano in condizioni e periodi normali e rappresentativi degli andamenti medi nel corso dell’anno. Il questionario sarà presentato e compilato da un intervistatore e la sua costruzione dovrà tenere conto delle particolari condizioni in cui viene effettuata l’intervista (per strada, in piedi e con disponibilità limitata di attenzione e tempo da parte dell’intervistato). I principali temi che costituiscono la struttura portante del questionario sono: “chi è” il frequentatore del centro storico; perché lo frequenta; con quali mezzi vi è giunto e attraverso quale percorso; quale “percezione/valutazione” ha dell’offerta commerciale e del complessivo ambiente urbano. La percezione del centro storico Il questionario per l’indagine statistica sui frequentatori del centro storico del comune di corato Per comprendere il modo in cui viene percepito e vissuto il centro storico di Corato è stato realizzato un questionario che è stato somministrato nel periodo di marzo dicembre 2012 ad un campione casuale di 932 individui, tra cui frequentatori, residenti e abitanti di comuni limitrofi. L’indagine si configura come un test di mercato mirato a: conoscere le caratteristiche dei frequentatori del centro storico ed il peso che occupa l’acquisto come motivazione della loro presenza in centro; comprendere le valutazioni qualitative e percettive che i frequentatori del centro storico danno dell’offerta commerciale e del contesto urbano in cui questa si inserisce; confrontare i risultati delle rilevazioni fatte in loco con il punto di vista dei consumatori. La preparazione del questionario è stata un momento molto delicato, poiché era necessario che le domande fossero ben strutturate e non dessero adito ad ambiguità per consentire una raccolta d'informazioni coerenti. Inoltre, il linguaggio doveva essere semplice e comprensibile a tutti gli intervistati. Il questionario è stato realizzato seguendo alcune fasi: scelta delle aree di contenuto, definizione dei contenuti di ogni singola area e formulazione delle relative domande, sistemazione delle domande in un ordine adeguato e uso del pre-test per apportare eventuali modifiche. Segue il modello del questionario che è stato somministrato. 595 QUESTIONARIO DI STUDIO SULLA QUALITÀ DEL CENTRO STORICO DI CORATO La riscoperta del cuore urbano della città come ambiente di pregio per la socialità collettiva ha rilanciato il tema della valorizzazione di quelle attività dei centri storici che sono strettamente correlate con il suo uso sociale e il rafforzamento dell’identità economica e socio-culturale del paese. Il presente questionario fa parte di una ricerca tesa ad indagare i bisogni e le modalità di fruizione del centro storico, al fine di poter delineare ipotesi d'intervento e riqualificazione urbana. La prego di compilarlo in ogni sua parte e La ringrazio per il tempo e l’impegno che vorrà dedicarmi. I dati rilevati saranno utilizzati solo per scopi scientifico-statistici. I Parte : Dati socio-anagrafici Sesso Maschio Femmina Età Da 15 a 24 anni Da 25 a 44 anni Da 45 a 64 anni Oltre i 64 Professione Studente Casalinga Impiegato Militare Libero Professionista Commercio/Servizi Operaio Artigiano Pensionato Disoccupato Altro specificare…………) Dove abita? Nel centro storico Al di fuori del centro storico In periferia In una frazione del comune/campagna In un altro comune (specificare.……..………) 596 II Parte : Accessibilità e sosta Quale mezzo utilizza per recarsi nel centro storico? A piedi Bicicletta Moto Automobile Autobus Altro Quali problemi legati al parcheggio incontra quando deve recarsi nel centro storico? (È possibile dare più di una risposta). Condizioni scadenti dei parcheggi Parcheggio troppo lontano Insufficienza di posti Mancanza di parcheggi con disco orario Nessuno Pensa che ripristinare i parcheggi a pagamento possa agevolare la ricerca di posti liberi? Sì No 597 III Parte : Motivi di frequentazione dell’area d’interesse Per quale motivo solitamente si reca nel centro storico? (È possibile dare più di una risposta). Per vedere le vetrine/ fare un giro Per fare acquisti nei negozi Per andare al bar/ristorante/pizzeria Per andare in banca/uffici vari Per lavoro Per studio Vi abito Altro Frequenta il centro storico anche di sera? (Se no, passare alla domanda numero 11). Sì No Se sì, di quali aspetti dell’offerta usufruisce? (È possibile dare più di una risposta). Pizzeria /Ristorante/Pub Bar Cinema Teatro Eventi e manifestazioni Passeggiata Altro 598 IV Parte : Abitudini di acquisto Ogni quanto acquista nel centro storico a Corato? Ogni giorno 2-3 volte a settimana 1 volta a settimana Almeno una volta al mese Più raramente Mai Quali prodotti acquista solitamente nel centro storico? (È possibile dare più di una risposta). Abbigliamento/intimo /merceria Calzature/pelletteria Articoli sportivi Alimentari/prodotti tipici Bar/bevande Giornali/riviste Libri e musica Cartoleria/giocattoli Gioielleria/orologi Regali/oggettistica Casalinghi/arredo casa Foto/ottica Elettronica Ferramenta Nessuno Fa acquisti anche nei Centri Commerciali? Sì No Se sì, ogni quanto? (Se no, passare alla domanda numero 17) Almeno 1 volta a settimana 2-3 volte al mese 1 volta al mese Più raramente Cosa compra nei Centri Commerciali? (È possibile dare più di una risposta). Abbigliamento/intimo /merceria Calzature/pelletteria Articoli sportivi 599 Alimentari/prodotti tipici Giornali/riviste Libri e musica Cartoleria/giocattoli Farmaci Profumeria Gioielleria/orologi Regali/oggettistica Piante e fiori Casalinghi/arredo casa Foto/ottica Elettronica Ferramenta Prodotti per animali V Parte : Percezione e valutazione della rete commerciale Esprima un giudizio di valore per ciascun aspetto della rete commerciale del centro storico. (Barrare una sola casella per ciascuna voce indicata). Scarso Sufficiente Buono Qualità negozi Gamma di scelta per gli acquisti Convenienza negozi Competenza/cortesia del personale Flessibilità degli orari dei negozi/locali Allestimento vetrine Quale di questi interventi ritiene necessario per valorizzare la rete commerciale del centro storico? (È possibile dare più di una risposta). Più varietà di scelta per acquisti Più flessibilità orari negozi/locali Prezzi più competitivi Più promozioni nei negozi Maggiore cortesia Più attività culturali Manifestazioni più numerose Più informazione/comunicazione 600 VI Parte : Percezione e valutazione dell’aspetto urbano Esprima un giudizio di valore per ciascun aspetto del decoro urbano del centro storico. (Barrare una sola casella per ciascuna voce indicata). Molto negativo Negativo Positivo Molto positivo Gradevolezza dell’ambiente urbano Pulizia delle strade Manutenzione delle strade Presenza di parcheggi Presenza di spazi di verde pubblico Manutenzione degli spazi verdi Presenza di panchine Illuminazione pubblica Sicurezza nelle strade Manutenzione rete fognaria Stato di inquinamento dell’aria Presenza di servizi igienici pubblici Segnaletica di monumenti, musei, opere d’arte e simili Proposte culturali/manifestazioni Segnaletica di uffici e servizi pubblici Quale di questi interventi ritiene necessario per valorizzare l'aspetto urbano del centro storico? (È possibile dare più di una risposta). Più parcheggi Più aree verdi Più pulizia Migliore arredo urbano Ristrutturazione degli edifici Migliori aree pedonali /marciapiedi/strade Miglior illuminazione Migliore segnaletica /accessibilità al centro Più sicurezza Meno traffico 601 VII Parte : Animazione e vitalità urbana Esprima un giudizio di valore per indicare l’importanza che attribuisce a ciascun fattore per la rivitalizzazione del centro storico. (Barrare una sola casella per ciascuna voce indicata). Non importante Poco importante Importante Molto importante Biblioteca Musei/pinacoteca Chiese e monumenti Teatro Pub e locali di svago/spettacolo Bar Pizzerie/ristoranti Circoli e centri di vita sociale Centri e servizi di informazione Concerti all’aperto Mostre all’aperto Animazione per strada Mercatini tipici/sagre Feste e rievocazioni storiche Piccoli spettacoli Notti bianche Eventi culturali Pensa che sarebbe utile se il Comune acquisisse problematiche e idee di valorizzazione del centro storico direttamente dalla popolazione, come è stato fatto con questa scheda? Per niente Poco Molto 602 I Risultati dell’indagine Dati socio-anagrafici Per quanto riguarda le caratteristiche del campione intervistato, ci troviamo in una situazione di netto vantaggio numerico degli uomini che sono 451 (52,3%),contro le donne che ne rappresentano 411 (47,7%). Tab. 1 Sesso degli intervistati. Sesso degli intervistati Maschi Femmine 451 411 Numero totale degli intervistati 862 Grafico 15 SESSO DEL CAMPIONE INTERVISTATO 53,0 52,3 52,0 51,0 50,0 49,0 47,7 48,0 47,0 46,0 45,0 Maschi Femmine 603 La fascia d’età più rappresentata è quella di chi ha dai 45 ai 64 anni che ammontano a 345 (40%) seguita da quella degli adulti, dai 25 ai 44 anni con 234 (27,1%). Tab. 2 Fasce d'età degli intervistati. N° risposte Da 15 a 24 anni 134 Da 25 a 44 anni 234 Da 45 a 64 anni 345 Oltre i 64 anni 149 Grafico 16 CLASSI DI ETA' DEL CAMPIONE INTERVISTATO (Valori in %) 45,0 40,0 40,0 35,0 30,0 27,1 25,0 20,0 17,3 15,5 15,0 10,0 5,0 0,0 Da 15 a 24 anni Da 25 a 44 anni Da 45 a 64 anni Oltre i 64 anni 604 Relativamente alla professione degli intervistati, il campione è costituito da pensionati con 166 che rappresentano il 19,3%, seguito dagli operatori commerciali con l’11,4%. Tab. 3 Professione degli intervistati. Libero Commercio/Servizi Operaio Artigiano Pensionato Disoccupato Altro Professionista 78 98 67 69 166 51 28 Studente Casalinga Impiegato Militare 81 93 91 40 Grafico 17 PROFESSIONE DEL CAMPIONE INTERVISTATO (VALORI IN %) 3,2 Altro 5,9 Disoccupato 19,3 Pensionato 8,0 Artigiano 7,8 Operaio 11,4 Commercio/Servizi 9,0 Libero Professionista 4,6 Militare 10,6 Impiegato 10,8 Casalinga 9,4 Studente 0,0 5,0 10,0 15,0 20,0 25,0 Provenienza del campione Per quanto riguarda la provenienza degli intervistati, il 26,7% proviene al di fuori del centro storico ed il 25,8 % dalla periferia. Tab. 4 Provenienza degli intervistati. N° risposte Nel centro Storico Al di fuori del centro storico In periferia In una frazione del comune/Campagna In un altro Comune 198 230 222 145 67 605 Grafico 18 PROVENIENZA DEGLI INTERVISTATI (Valori in%) 30,0 26,7 25,0 25,8 23,0 20,0 16,8 15,0 10,0 7,8 5,0 0,0 Nel centro Storico Al di fuori del centro storico In periferia In una frazione del comune/Campagna In un altro Comune 606 Accessibilità e sosta Inerente al tema della provenienza è quello legato all’accessibilità ed alla sosta nel centro storico. La maggior parte degli intervistati (38,7%) ha dichiarato di andare in centro a piedi, seguono con il 29,2% coloro che utilizzano l’automobile ed il 14% usano la moto. Tab. 5 Mezzi utilizzati per recarsi nel centro storico. A piedi N° risposte Bicicletta Moto Automobile Autobus Altro 334 99 121 252 49 7 Grafico 19 QUALE MEZZO UTILIZZA PER RECARSI NEL CENTRO STORICO? (Valori in %) 45,0 40,0 38,7 35,0 29,2 30,0 25,0 20,0 14,0 15,0 11,5 10,0 5,7 5,0 0,8 0,0 A piedi Bicicletta Moto Automobile Autobus Altro Per quanto riguarda, invece, le problematiche relative al parcheggio, emerge con forza un’insufficienza di posti (29,5%), seguono con il 25,8% coloro che lamentano parcheggi troppo lontani ed il 18% mancanza di parcheggi senza disco orario. 607 Tab. 6 Problematiche relative al parcheggio. N° risposte Condizioni scadenti dei parcheggi Parcheggi o troppo lontano Insufficien za di posti 98 222 254 Mancanza di parcheggi con disco orario 155 Nessun o Non rispond e 87 46 Grafico 20 QUALI PROBLEMI LEGATI AL PARCHEGGIO INCONTRA QUANDO DEVE RECARSI NEL CENTRO STORICO? (Valori in %) 35,0 29,5 30,0 25,8 25,0 20,0 18,0 15,0 11,4 10,1 10,0 5,3 5,0 0,0 Condizioni scadenti dei parcheggi Parcheggio troppo lontano Insufficienza di posti Mancanza di parcheggi con disco orario Nessuno Non risponde 608 Motivi di frequentazione dell’area d’interesse In riferimento alle motivazioni che inducono gli intervistati a frequentare il centro storico (Graf.21), la percentuale più rilevante è quella di chi dichiara di recarvisi per vedere le vetrine o fare un giro (23,1%), seguita dal 16,7% da coloro che abitano nel centro storico. Con l’11,7% abbiamo coloro che fanno acquisti nei negozi,seguono con l’11,3 % coloro che frequentano il centro storico per andare ad un bar, ristorante o pizzeria. Il 10,3% rappresentano colori che frequentano il centro storico per andare in banca o altri uffici pubblici e privati. Tab. 7 Motivi di frequentazione del centro storico. Per vedere le vetrine/ fare un giro N° rispost e Per andare al bar/ristorante / pizzeria Per fare acquisti nei negozi 199 101 Per andare in banca/ uffici vari Per lavoro Per studio Vi abit o 88 55 144 89 97 Altr o 89 Grafico 21 PER QUALI MOTIVI DI SOLITO SI RECA NEL CENTRO STORICO? (Valori in %) 25,0 23,1 20,0 16,7 15,0 11,7 11,3 10,3 10,3 10,2 10,0 6,4 5,0 0,0 Per vedere le vetrine/ Per fare acquisti nei negozi Per andare al bar/ristorante/ pizzeria Per andare in banca/ uffici vari Per lavoro Per studio Vi abito Altro 609 La percentuale di intervistati che frequenta il centro storico anche di sera è del 54,2 %. Tra le motivazioni spiccano (Graf.23): la passeggiata (31,0%), la frequentazione delle pizzerie e ristoranti con il 20,5%,seguono con il 19,4% coloro che sono attratti da eventi e manifestazioni, fattori che sottolineano, ancora una volta, il forte richiamo socio-ricreativo svolto dal centro storico. Tab. 8 Numero di intervistati che frequentano il centro storico di sera. N° risposte Sì 467 No 395 Grafico 22 FREQUENTA IL CENTRO STORICO ANCHE DI SERA ? VALORI IN % 56,0 54,2 54,0 52,0 50,0 48,0 45,8 46,0 44,0 42,0 40,0 Sì No Tab. 9 Motivi di frequentazione serale del centro storico. N° risposte Pizzeria/ Ristorante/Pub Bar Teatro/Cinema Eventi e manifestazioni Passeggiata Altro 177 128 34 167 267 89 610 Grafico 23 MOTIVI DI FREQUENZA SERALE DEL CENTRO STORICO (VALORI IN %) 35,0 31,0 30,0 25,0 20,5 19,4 20,0 14,8 15,0 10,3 10,0 3,9 5,0 0,0 Pizzeria/ Bar Teatro/Cinema Eventi e manifestazioni Passeggiata Altro Abitudini di acquisto È stato chiesto al campione quante volte si rechi nel centro cittadino per compiere spese, al fine di capire la tipologia di acquisti effettuati: giornalieri o da shopping del fine settimana. Il 30,7 % degli intervistati ha dichiarato di recarsi nel centro storico di valenzano almeno una volta al mese, segue con il 24,4 % coloro che si recano una volta alla settimana, il 21,9 % almeno 2-3 volte a settimana, ed il 12,8 % ogni giorno. Tab. 10 Periodicità degli acquisti nel centro storico. N° risposte Ogni giorno 2-3 volte a settimana 1 volta a settimana Almeno una volta al mese Più raramente Mai 110 189 210 265 88 110 611 Grafico 24 OGNI QUANTO ACQUISTA NEL CENTRO DI VALENZANO ? (VALORI IN %) 35,0 30,7 30,0 24,4 25,0 21,9 20,0 15,0 12,8 10,2 10,0 5,0 0,0 Ogni giorno 2-3 volte a settimana 1 volta a settimana Almeno una volta al mese Più raramente 612 Il grafico successivo mostra quali sono i prodotti principalmente acquistati nel centro urbano. La maggior parte delle persone l’11,2 % acquista prodotti dai bar o bevande, seguono con il 10,2 % coloro che acquistano prodotti alimentari o tipici, con l’8,9 % abbiamo coloro che acquistano abbigliamento. 88 67 39 18 56 75 Grafico 25 QUALI PRODOTTI ACQUISTA SOLITAMENTE NEL CENTRO STORICO ? (Valori in %) Nessuno 6,8 Ferramenta 5,1 1,6 Elettronica Foto/ottica 3,6 6,1 Casalinghi/ 8,0 Regali/ oggettistica 3,1 Gioielleria/ 7,1 Farmaci 5,9 Cartoleria/ 3,9 Libri e musica Giornali/riviste 5,1 11,2 Bar/bevande Alimentari/ 10,2 Articoli sportivi 6,1 Calzature/ 7,1 8,9 Abbigliamento/ 0,0 2,0 4,0 6,0 8,0 10,0 Nessuno 34 Ferramenta 78 Elettronica Casalinghi/ arredo casa 65 Foto/ottica Regali/ oggettistica Libri e musica Giornali/rivi ste Bar/bevande Alimentari/ prodotti tipici 67 112 123 56 43 Gioielleria/ orologi 78 Farmaci 98 Cartoleria/ giocattoli N° risposte Articoli sportivi Abbigliamen to/ intimo/merc eria Calzature/ pelletteria Tab. 11 Prodotti acquistati nei negozi del centro storico. 12,0 613 Poiché i consumatori tendono, ormai, a sperimentare differenti tipologie di distribuzione in base alle loro esigenze, al rapporto qualità prezzo ed ai parametri legati all’ottimizzazione del tempo e dello spazio, si è cercato di capire se gli intervistati acquistano anche presso i centri commerciali limitrofi. In tal modo è possibile comprendere quale sia l’entità di eventuali fenomeni di evasione verso grandi poli attrattivi, importanti soprattutto per tipologie quali: ipermercati, negozi di abbigliamento ed elettrodomestici. Il 73,3% afferma di effettuare acquisti anche presso centri commerciali (Graf.93); in particolare il 54,2 % afferma di recarsi nei centri commerciali almeno una volta a settimana, seguono con il 23,3% con una volta al mese, e con il 10,3 % 2-3 volte a settimana. ( Graf.27). Tab. 12 . Numero d'intervistati che fanno acquisti nei Centri Commerciali. N° risposte Sì 632 No 230 Grafico 26 FA ACQUISTI ANCHE NEI CENTRI COMMERCIALI ? (VALORI IN %) 80,0 73,3 70,0 60,0 50,0 40,0 30,0 26,7 20,0 10,0 0,0 Sì No Tab. 13 Periodicità degli acquisti nei Centri Commerciali. N° rispost e Ogni giorn o 2-3 volte a settimana 1 volta a settima na Almeno una volta al mese Più raramente Mai 60 89 467 201 39 6 614 Grafico 27 SE SI,OGNI QUANTO FA ACQUISTI? (Valori in %) 60,0 54,2 50,0 40,0 30,0 23,3 20,0 10,3 10,0 7,0 4,5 0,7 0,0 Ogni giorno 2-3 volte a settimana 1 volta a settimana Almeno una volta al mese Più raramente Mai Con il 39,3 % il centro commerciale Ipercoop di Andria si aggiudica il primo posto tra i poli del commercio preferiti dagli intervistati (Graf.28); segue con il 38,2 % mongolfiera di Molfetta. Tab. 14 Centri Commerciali preferiti. N° rispost e Ipercoop Andria Mongolfie ra Molfetta Bariblu a Triggia no 334 289 56 Mongolfier a a Bari Bari Max a Bari Molfett a Outlet a Molfett a Altr o Non risponde 61 45 67 23 7 Grafico 28 615 IN QUALE CENTRO COMMERCIALE E' SOLITO FARE ACQUISTI? (Valori in %) 45 39,3 40 38,2 35 30 25 20 15 9,5 10 7,1 5 2,7 2,5 0 Iperccop Andria Mongolfiera Molfetta Mongolfiera Bari Bari Max a Bari Outlet Molfetta Altro La spesa fatta nei centri commerciali riguarda, perlopiù, l’acquisto di generi alimentari (25,7%), di articoli di abbigliamento, intimo e merceria (14,1%). (Graf.29). 81 10 Prodotti per animali 15 Ferramenta 88 Elettronica Gioielleria/ orologi 24 Foto/ottica Profumeria 16 Casalinghi/ arredo casa Farmaci 345 Piante e fiori Cartoleria/ giocattoli 98 Regali/ oggettistica Libri e musica 69 Giornali/rivist e 189 Alimentari/ prodotti tipici N° risposte Articoli sportivi Abbigliament o/ intimo/merce ria Calzature/ pelletteria Tab. 15 Prodotti acquistati nei negozi dei Centri Commerciali. 77 29 34 23 145 56 45 Grafico 29 616 COSA COMPRA NEI CENTRI COMMERCIALI 3,3 Prodotti per animali 4,2 Ferramenta 10,8 Elettronica 1,7 Foto/ottica 2,5 Casalinghi/ 2,2 Piante e fiori 5,7 Regali/ oggettistica 0,7 Gioielleria/ 6,0 Profumeria 1,1 Farmaci 6,5 Cartoleria/ 1,8 Libri e musica 1,2 Giornali/riviste 25,7 Alimentari/ 7,3 Articoli sportivi 5,1 Calzature/ 14,1 Abbigliamento/ 0,0 5,0 10,0 15,0 20,0 25,0 30,0 617 Percezione e valutazione della rete commerciale E’ stata richiesta una valutazione relativa alla percezione generale della rete commerciale del centro storico per capirne le problematiche e i punti di valore. Tab. 16 Percezione e valutazione della rete commerciale del centro storico . N° risposte - 565 180 Non risponde 18 Gamma di scelta per gli acquisti 196 345 289 32 Convenienza negozi 123 318 367 54 del 189 556 87 30 dei 290 383 166 23 462 269 115 16 Scarso Sufficiente Buono Qualità negozi Competenza/cortesia personale Flessibilità degli orari negozi/locali Allestimento vetrine Dal grafico 30 emerge un giudizio di sufficienza generale per i vari aspetti considerati della rete commerciale, tranne che per l’allestimento delle vetrine. Nei primi tre casi si può dire che il giudizio si ponga tra il sufficiente e lo scarso, mentre negli ultimi tre tra il sufficiente e il buono. In relazione al giudizio espresso sulla qualità dei negozi il 65,5 % ha risposto con sufficiente, ed il 20,9 % con buono. Al giudizio sulla gamma di scelta per gli acquisti abbiamo un 73,5 % che ha risposto sufficiente e buono. Buono anche la convenienza dei negozi con il 42,6 %, e con il 36,9 % sufficiente. Sufficiente è invece la competenza e la cortesia del personale dei punti di vendita con una percentuale pari a 64,5 %, ma vi è un 21,9 % che ha espresso un giudizio scarso. Per la flessibilità degli orari e dei locali è stato dato un giudizio sufficiente con il 44,4 %, segue un giudizio scarso con il 33,6 %. Completamente scarso il giudizio sull’allestimento delle vetrine con il 53,6 %, segue con il 31,2 % un giudizio sufficiente. 618 Grafico 30 ESPRIMA UN GIUDIZIO SU ALCUNE CARATTERISTICHE DELLA RETE COMMERCIALE 70,0 65,5 64,5 60,0 53,6 50,0 44,4 42,6 40,0 40,0 Scarso Sufficiente Buono Non risponde 36,9 33,6 33,5 31,2 30,0 22,7 21,9 20,9 19,3 20,0 14,3 13,3 11,5 10,1 10,0 6,3 3,7 2,1 3,5 2,7 1,9 0,0 Qualità negozi Gamma di scelta per gli acquisti Convenienza negozi Competenza/cortesia Flessibilità degli orari del personale dei negozi/locali Allestimento vetrine Relativamente agli interventi proposti dagli intervistati per la valorizzazione del centro storico di Corato , si evidenzia la richiesta di prezzi più competitivi (20,7%), segue con il 15,7 % la richiesta di più manifestazioni, con il 13,8% più promozioni nei negozi, con il 13,3 % più varietà di scelta per gli acquisti. Più attività culturali Manifestazion i più numerose 156 134 146 177 40 Non risponde Maggiore cortesia 70 233 informazione / comunicazion Più promozioni nei negozi 150 Prezzi più competitivi N° risposte Più flessibilità orari negozi/ locali Interventi ritenuti necessari per valorizzare la rete commerciale del centro storico. Più varietà di scelta per acquisti Tab. 17 21 619 Grafico 31 QUALE DEI SEGUENTI INTERVENTI RITIENE CHE SIANO UTILI PER RIVITALIZZARE LA RETE COMMERCIALE DEL CENTRO STORICO?(Valori in %) 25,0 20,7 20,0 15,7 15,0 13,8 13,3 13,0 11,9 10,0 6,2 5,0 3,5 1,9 0,0 Più varietà di scelta per acquisti Più flessibilità orari negozi/ Prezzi più competitivi Più promozioni nei negozi Maggiore cortesia Più attività culturali Manifestazioni più numerose Più informazione/ comunicazione Non risponde Percezione e valutazione dell’aspetto urbano È stato chiesto di esprimere anche un giudizio sull’aspetto urbano del centro storico. I giudizi positivi espressi dagli intervistati interessano i seguenti aspetti: segnaletiche di uffici e servizi pubblici con il 52,3%, proposte culturali e manifestazioni con il 43,9 %, segnaletiche di monumenti, musei e opere d’arte con il 54,1%, stato d’inquinamento dell’aria con il 54,2%, manutenzione della rete fognaria con il 51,6%,illuminazione pubblica con il 50,7 %,presenza di panchine con il 41,3%, ed infine gradevolezza dell’ambiente urbano con il 47,6 %. I giudizi negativi sono invece per i seguenti aspetti: presenza di servizi igienici pubblici con il 54,3%, la sicurezza nelle strade con il 46,3%, la manutenzione degli spazi verdi con il 50,3%, la presenza di spazi di verde pubblico con il 52,9%, la presenza di parcheggi con il 50,5%, la manutenzione delle strade con il 41,0%. 620 Tab. 18 Percezione e valutazione dell’aspetto urbano del centro storico . N° risposte Molto negativ o Negativ o Positiv o Molto positivo Non rispond e Gradevolezza dell’ambiente urbano 67 256 410 81 48 Pulizia delle strade 81 345 390 39 7 Manutenzione delle strade 352 353 92 41 24 Presenza di parcheggi 343 435 36 14 34 Presenza di spazi di verde pubblico Manutenzione degli spazi verdi 310 456 46 19 31 345 434 45 17 21 Presenza di panchine 123 313 356 31 39 Illuminazione pubblica 67 279 437 35 44 Sicurezza nelle strade 78 399 328 23 34 Manutenzione rete fognaria Stato di inquinamento dell’aria Presenza di servizi igienici pubblici Segnaletica di monumenti, musei, opere d’arte e simili Proposte culturali/manifestazion i Segnaletica di uffici e servizi pubblici 87 290 445 23 17 89 278 467 19 9 288 468 33 28 45 46 236 466 47 67 67 356 378 35 26 55 272 451 45 39 621 Grafico 32 ESPRIMA UN GIUDIZIO SU ALCUNI ASPETTI DEL DECORO URBANO DEL CENTRO STORICO 4,5 5,2 6,4 3,04,1 7,8 5,57,8 5,3 5,2 3,2 3,8 Segnaletica di uffici e servizi pubblici Proposte culturali/manifestazioni Segnaletica di monumenti, musei, opere d’arte e simili Presenza di servizi igienici pubblici Stato di inquinamento dell’aria 1,02,2 Manutenzione rete fognaria 2,0 2,7 41,343,9 54,1 27,4 38,1 9,0 Presenza di panchine 4,5 3,6 Manutenzione degli spazi verdi 2,4 2,0 5,2 Presenza di spazi di verde pubblico 2,23,65,3 Manutenzione delle strade 2,84,8 52,9 36,0 50,5 39,8 10,7 41,0 40,8 40,0 45,2 9,4 5,6 9,4 7,8 0,0 50,3 40,0 0,8 4,5 Pulizia delle strade Gradevolezza dell’ambiente urbano 50,7 36,3 41,3 14,3 Presenza di parcheggi 10,0 Non risponde Molto positivo Positivo Negativo Molto negativo 46,3 32,4 7,8 1,63,9 4,2 51,6 33,6 2,73,9 Illuminazione pubblica 54,2 32,3 10,1 4,15,1 54,3 33,4 10,3 Sicurezza nelle strade 52,3 31,6 47,6 29,7 20,0 30,0 40,0 50,0 60,0 622 Gli interventi principali proposti dagli intervistati in relazione alla valorizzazione dell’aspetto urbano sono: più parcheggi (15%), più aree verdi (14,2%), migliore arredo urbano (13%), ristrutturazione degli edifici (11,5), più pulizia (10,6%). 299 365 325 288 290 Non risponde 399 Meno traffico Più pulizia 423 Più sicurezza Più aree verdi Migliore arredo urbano Ristrutturaz ione degli edifici Migliori aree pedonali/m arciapiedi/ strade Miglior illuminazion e Migliore segnaletica /accessibilit à al centro Più parcheggi N° rispost e Tab. 19 Interventi ritenuti necessari per valorizzare dell’aspetto urbano del centro storico. 88 191 58 90 Grafico 33 QUALE DEI SEGUENTI INTERVENTI RITIENE NECESSARIO PER VALORIZZARE L'ASPETTO URBANO DEL CENTRO STORICO 2,1 Non risponde 6,8 Meno traffico Più sicurezza 3,1 Migliore segnaletica/accessibilità al centro 3,2 Miglior illuminazione 10,3 Migliori aree pedonali/marciapiedi/ strade 10,2 11,5 Ristrutturazione degli edifici 13,0 Migliore arredo urbano 10,6 Più pulizia 14,2 Più aree verdi 15,0 Più parcheggi 0,0 2,0 4,0 6,0 8,0 10,0 12,0 14,0 16,0 623 In particolare, è interessante approfondire il dato relativo alla necessità di un maggior numero di parcheggi e capire per quale tipologia d'intervistati esso è visto come un problema di un certo peso. Animazione e vitalità urbana È stato sottoposto agli intervistati un elenco di possibili fattori di rivitalizzazione del centro storico ai quali attribuire un giudizio sul relativo grado d’importanza. Sono molto importanti i seguenti aspetti: eventi culturali (45,8%), feste e rievocazioni storiche (46,2%), mercatini tipici e sagre (43%), pub e locali di svago e spettacoli (41,2%), musei e pinacoteche (41,5%). Sono stati considerati importanti i seguenti aspetti: eventi culturali (45,6%), notti bianche (43,9),piccoli spettacoli (49,8%), mercatini tipici e sagre (50%), animazione per strada (50,5%), mostre all’aperto (53,4%), centri e servizi di informazione (43,0%), pub e locali di svago (50,1%), biblioteche (52,9%). Tab. 20 Fattori di rivitalizzazione del centro storico. N° risposte Non Poco Molto Importan important important important te e e e 27 76 456 266 Biblioteca Non rispond e 37 Musei/pinacote ca Chiese e monumenti 37 45 387 358 35 27 41 456 334 4 Teatro 39 31 466 322 4 Pub e locali di svago/spettacol o 20 51 432 355 4 Bar 20 231 366 234 11 Pizzerie/ristora nti Circoli e centri di vita sociale Centri e servizi di informazione Concerti all’aperto Mostre all’aperto Animazione per strada Mercatini tipici/sagre Feste e rievocazioni 79 298 331 99 55 50 145 389 271 7 39 67 371 335 50 55 178 321 293 15 35 67 460 283 17 29 161 435 225 12 5 46 431 371 9 4 44 389 398 27 624 storiche Piccoli spettacoli Notti bianche Eventi culturali 12 156 429 259 6 5 165 378 279 35 16 35 393 395 23 Grafico 34 ESPRIMA UN GIUDIZIO SULL'IMPORTANZA CHE ATTIBUISCE A CIASCUN FATTORE PER RIVITALIZZARE IL CENTRO STORICO DEL COMUNE DI GIOIA DEL COLLE Eventi culturali Notti bianche Piccoli spettacoli Feste e rievocazioni storiche Mercatini tipici/sagre Animazione per strada Mostre all’aperto Concerti all’aperto Centri e servizi di informazione Circoli e centri di vita sociale Pizzerie/ristoranti Bar Pub e locali di svago/spettacolo Teatro Chiese e monumenti Musei/pinacoteca Biblioteca 2,7 1,9 4,1 4,1 0,6 0,7 1,4 3,1 5,1 0,5 1,0 5,3 0,6 1,4 3,4 2,0 4,1 7,8 1,7 6,4 5,8 4,5 7,8 0,8 5,8 6,4 11,5 9,2 1,3 2,3 0,5 2,3 5,9 0,5 3,6 4,5 0,5 3,14,8 4,1 5,2 4,3 4,3 8,8 3,1 0,0 10,0 45,8 45,6 32,4 19,1 43,9 30,0 18,1 49,8 46,2 45,1 43,0 18,7 50,0 26,1 50,5 32,8 53,4 Non risponde Molto importante Importante Poco importante Non importante 34,0 37,2 20,6 38,9 43,0 31,4 16,8 45,1 34,6 38,4 27,1 26,8 42,5 41,2 50,1 37,4 54,1 38,7 52,9 41,5 44,9 30,9 20,0 52,9 30,0 40,0 50,0 60,0 Infine, è stato chiesto se un questionario come quello proposto potesse essere ritenuto un valido strumento di ricerca e pianificazione di strategie e, pertanto, utilizzato dal Comune di Corato. L’ 89,3% del campione ha dichiarato che sarebbe molto utile se il Comune acquisisse direttamente dalla popolazione problematiche e idee di valorizzazione attraverso questo strumento. Tab. 21 Utilità del questionario come strumento di ricerca e pianificazione di strategie. N°risposte Per niente 0 Poco Molto 5 95 Non risponde 1 625 Grafico 35 PENSA SAREBBE UTILE SE IL COMUNE ACQUISISSE PROBLEMATICHE E IDEE DI VALORIZZAZIONE DEL CENTRO STORICO DIRETTAMENTE DALLA POPOLAZIONE,COME E' STATO FATTO CON QUESTO QUESTIONARIO? 100,0 89,3 90,0 80,0 70,0 60,0 50,0 40,0 30,0 20,0 10,0 2,7 5,2 2,8 0,0 Per niente Poco Molto Non risponde La rivitalizzazione commerciale del centro storico “Il tema dell’adeguamento dei centri cittadini alle esigenze di una collettività in rapido mutamento deve essere affrontato con un’ottica allargata a tutte quelle funzioni che consentono una più ampia e puntuale risposta alle esigenze dei consumatori. Fra queste funzioni un ruolo rilevante spetta alle attività commerciali che costituiscono un aspetto privilegiato dell’evoluzione urbana”. Numerose e diverse sono le soluzioni date al problema in diversi paesi e nelle diverse circostanze, per aderire, di volta in volta, a necessità culturali, architettoniche, sociali, storico-artistiche, etc. Solo negli ultimi decenni, nel nostro paese, si è percepita l’esigenza di esaminare e risolvere il problema della valorizzazione dei centri storici e della loro completa e idonea fruizione da parte della comunità, nella convinzione che le attività commerciali svolgono un ruolo di primo piano per la ristrutturazione e soprattutto per la necessaria rivitalizzazione dei centri urbani. Il centro storico di Corato , zona di prestigio della città, continua, ancora oggi, ad esercitare un forte potere attrattivo, nonostante le difficoltà di accesso e di parcheggio. In quanto sintesi del patrimonio culturale ed architettonico della città, il centro storico deve appartenere a tutti e permettere a tutti indistintamente di beneficiarne: deve in altri termini costituire un punto di incontro degli interessi culturali e sociali più attuali. In questa ottica, esso diviene in sostanza un modello di vita sociale e culturale. Si impone la soluzione di problemi che consentano di dare un senso più umano alle nostre città ed un maggior beneficio in termini sociali all’intera 626 comunità: ad esempio un adeguamento del traffico attraverso l’utilizzazione di mezzi che consentano il collegamento con le aree urbane e suburbane più distanti, nonché parcheggi capienti antistante il centro storico quale necessaria premessa alla pedonalizzazione del nucleo centrale. In mancanza di tali accorgimenti, la drastica eliminazione del traffico privato può essere infatti negativa e dare risultati che si muovono in direzione opposta a quelle che sono le esigenze del centro città. In un centro storico restituito a tutta la popolazione devono essere, inoltre, incoraggiate, stimolate ed agevolate, tutte quelle iniziative che possono contribuire alla sua animazione e valorizzazione. Nasce qui il ruolo insostituibile del commercio, essendo lo “shopping” uno dei fattori di animazione più significativi della vita cittadina. È tuttavia necessario che esso sia posto in grado di adottare formule nuove e soprattutto che si qualifichi con assortimenti speciali e particolari, in grado di coprire tutti i segmenti dell’offerta merceologica. Il problema riguarda la rivitalizzazione del centro storico e alla stessa tempo delle sue strutture commerciali. I centri urbani delle nostre città racchiudono tesori inestimabili di patrimoni di storia, d’arte e tradizione che l’evoluzione delle città tende a porre in secondo piano di fronte ad esigenze concrete della vita di tutti i giorni. A questa progressiva devitalizzazione occorre porre un rimedio. Le proposte che sono state avanzate fino ad oggi nelle città italiane, hanno in comune la ricerca di soluzioni in tempi brevi di problemi che si sono invece accumulati in un periodo di tempo piuttosto notevole, e questo, porta a renderle non compatibili, volta a volta, sul piano finanziario,urbanistico o commerciale, con la realtà. La rivitalizzazione del centro storico,ed in particolar modo i rapporti tra la vitalità del centro e l’efficienza delle strutture commerciali, è un problema che, ad esempio, non può essere limitato, come molte Amministrazioni cittadine hanno fatto, a quello della pedonalizzazione del centro. Una zona pedonale deve, infatti, essere realizzata nel duplice intento di risolvere i problemi di traffico cittadino e di dare spazio e un “respiro nuovo” alle strutture commerciali del centro urbano. In tal modo sarà possibile conseguire un risultato convincente sia sotto il profilo della funzionalità commerciale che sociale, in grado di riportare il centro della città al su ruolo tradizionale di punto di incontro. All’attività commerciale del centro storico è riservato, pertanto, un compito essenziale, quello di realizzare con tempestività tali nuove proposte e di coprire specifici settori dei beni di consumo: in tal modo il centro storico potrà diventare anche il principale polo di informazione per tutti i visitatori. In definitiva, l’azione essenziale è che il centro storico della città non resti isoalto dal contesto urbano in cui è inserito. La diversità delle funzioni svolte dai diversi quartieri non deve significare separazione: “il risultato di qualsiasi ristrutturazione deve in ogni caso essere di equilibrio". Ogni intervento dovrà essere effettuato adattando le caratteristiche di ciascuna zona della città alla specifica natura del ruolo commerciale a cominciare dagli orari dei negozi la cui flessibilità è un elemento necessario. In particolare, il centro storico dovrà agire come catalizzatore ed intorno ad esso dovrà svilupparsi la vita della comunità: i pedoni dovranno potersi muovere liberamente fuori dal traffico su distanze percorribili agevolmente, in un ambiente architettonico piacevole che contribuisca a far si che il visitatore vi si trovi bene. La funzione socio-economica di un centro storico è quella di attrarre gli abitanti della città, di facilitare i loro contatti diretti, di stabilire una comunicazione tra gli operatori commerciali che stimoli adeguatamente la loro attività. 627 Un tempo ogni città aveva un centro storico ed è proprio lì che hanno preso forma l’attività commerciale e la civiltà urbana. Col passare del tempo, la vita ha abbandonato gli antichi centri, le zone per gli affari e per il commercio si sono sviluppate spontaneamente lungo nuove arterie e strade principali. Efficace rimedio a questo processo di decentralizzazione può essere il rovesciamento di questa tendenza, cioè creare quello che si potrebbe chiamare un nuovo flusso di ricentralizzazione. Però per favorire questo processo è indispensabile rivitalizzare i centri storici esistenti o edificare nuovi centri comuni per i cittadini per sostituirli a quelli che non esistono più in seguito alle distruzioni operate dagli ampliamenti urbani non pianificati. Inoltre, la città che vive non è la città presa nel vortice di un traffico disordinato, ma quella che vive culturalmente intorno ad un centro di ritrovo ove siano possibili l’incontro ed il dialogo, che trova la possibilità di far partecipare le più larghe fasce di cittadini, di tutte le età e di tutti gli strati sociali, al contenuto stesso della tradizione che il centro storico vuole rappresentare. Si tratta, in altre parole, di conciliare le esigenze di una vita cittadina con la salvaguardia di questi valori da attuare con la conservazione ed il restauro degli edifici e, sul piano strettamente urbanistico, con una pedonalizzazione legata contemporaneamente alla realizzazione, in altra parte della città, di quartieri commerciali di diverso tipo, pur connessi al centro storico rivalutato nella sua essenza. Insomma, il vecchio centro deve venire riportato ad essere il fulcro anche di strutture commerciali ed artigiane di alto livello qualitativo. Vi è necessità, inoltre, che venga data soluzione ad altri problemi pratici e concreti attinenti all’attività commerciale quali, ad esempio, il rifornimento e la consegna delle merci ai negozi e la regolamentazione degli orari di apertura e chiusura di ogni tipo di esercizio; non ultima, l’opportunità che l’opinione pubblica venga sempre tempestivamente informata di ogni iniziativa intrapresa al riguardo. Nella città post industriale importante per la creazione della ricchezza è il settore qualificato che trova il suo fattore strategico primario nella localizzazione e quindi l’offerta di fattori ambientali idonei e di adeguate possibilità di localizzazione sono prerequisiti per il suo sviluppo. Sono due le direzioni di intervento strettamente interconnesse: la prima “allocativa” e la seconda “qualitativa”. Nel primo caso si evidenziano alcune politiche specifiche quali: Il decentramento selettivo dall’area centrale verso la periferia, in aree concentrate ed a elevata accessibilità, delle attività terziarie fortemente congestionanti o con scarse esigenze comunicative che poco aggiungono alla qualità urbana quali le attività amministrative e commerciali de specializzate; interventi volti a favorire la localizzazione di terziario nell’area centrale sulla base di un’analisi approfondita delle esigenze localizzate dei singoli comparti di terziario qualificato; miglioramento dell’accessibilità all’area centrale attraverso la predisposizione di una rete infrastrutturale che diminuisca le distanze, creazione di vaste aree di parcheggio periferiche. Il secondo aspetto delle politiche di rivitalizzazione riguarda la sfera della “riproduzione” e coinvolge in maniera diretta il problema della qualità della vita offerta dalla città. Le nuove professioni del terziario avanzato richiedono una elevata specializzazione che si accompagna ad una sensibilità particolare nei confronti della qualità ambientale del luogo di residenza. I nuovi ceti professionali che esprimono un’elevata propensione alla mobilità residenziale, non hanno alcun interessa a 628 risiedere in una città che offre pochi vantaggi ambientali, servizi sanitari ed educativi scadenti, poche attività culturali e ricreative qualificate e servizi commerciali obsoleti. Nella salvaguardia della città e in particolare della sua area centrale, l’intervento pubblico può esercitare un ruolo fondamentale, promuovendo, sia attraverso interventi diretti, che attraverso incentivi selettivi volti alla ri-localizzazione di attività congestionanti, ma soprattutto attraverso la attribuzione di risorse finanziarie, politiche non episodiche di recupero del tessuto abitativo delle aree centrali. Le riflessioni sviluppate mettono in luce un problema principale: le città devono imparare a pensare al loro futuro, ridefinendo il proprio ruolo riformulando politiche di sostegno ad uno sviluppo qualificato. Ciò non può verificarsi senza una nuova capacità progettuale, una nuova capacità di aggregazione degli agenti collettivi e la creazione di nuove solidarietà tra strati sociali e gruppi di interesse. 629 IL MODELLO MULTIVARIATO DELLO SCALING MULTIDIMENSIONAL PER L’ANALISI DEI FATTORI PER LA RIVITALIZZAZIONE DEL CENTRO STORICO E PER L’ANALISI DEI GIUDIZI ESPRESSI SULLE CARATTERISTICHE DEL DECORO URBANO DEL CENTRO STORICO Aspetti generali L’analisi delle preferenze dei consumatori permettono di determinare la segmentazione del mercato oltre che il posizionamento dei prodotti sul mercato. Il multidimensional scaling, d’ora in poi MDS, permette inoltre di rappresentare in modo “visivo” le preferenze o le percezioni dei consumatori nel momento in cui si chiedesse di valutare un servizio. Questa tecnica è applicata nelle ricerche di marketing per esaminare la relazione esistente tra gli oggetti, di solito marche di un particolare gruppo di prodotti. Il’MDS consiste in un insieme di calcoli che permettono di ottenere una matrice d’input di associazioni di oggetti o variabili con una dimensione di fondo ignota. Quindi tradotto questo concetto in parole semplici possiamo affermare che questa tecnica ci permette di individuare un minimo di dimensionalità che mette in relazione tra di loro gli oggetti e la posizione di ciascun oggetto su ciascuna dimensione. Questa tecnica trova impiego nei seguenti campi: per la percezione da parte del consumatore della similarità delle marche; per l’analisi dei giudizi di preferenza espresse dai frequentatori di un centro storico sulle caratteristiche del decoro urbano di un centro storico; per stabilire le preferenze del consumatore manifestate per le marche. Si può ben capire, inoltre, come sia possibile passare per un posizionamento degli atteggiamenti sulle marche da una scala unidimensionale ad una scala multidimensionale collocando le marche in uno spazio n-dimensionale, in cui n esprime la dimensionalità minima di fondo della relazione. Pertanto si può parlare di posizionamento di marche e di preferenze rispetto alle marche in uno spazio di percezioni. Vi sono tre tipi di rappresentazione in scala multidimensionale: completamento metrico. I metodi di questo tipo richiedono misure di input con scala ad intervallo o a rapporto e generano un insieme di relazioni tra oggetti anch’essi ad intervallo o rapporto; completamento non metrico. I metodi di questo tipo accettano misure di input con scala ordinale e generano l’ordine di classificazione di ciascun oggetto su ciascuna dimensione. Non metrico. Metodi di questo tipo accettano misure d’input con scala ordinale e generano un insieme di relazioni tra gli oggetti d’intervallo; cioè, le distanze tra gli oggetti nello spazio di percezione hanno un significato utile. Questo tipo di rappresentazione è più utilizzata nel campo del marketing. Il’MDS rappresenta una tecnica statistica molto utilizzata nelle recenti applicazioni di marketing, ed in particolare in quelle comportamentali per l’interpretazione dello stimolo. La tecnica statistica consiste nella rappresentazione in uno spazio di un insieme di punti rappresentativi di un’insieme d’informazione di dati. I punti posizionati nello spazio sono distribuiti geometricamente, considerando la distanza che li separa tra di essi, al fine di riprodurre le relazioni di tipo empirico insite nei dati originali. L’analisi inizia dai dati di prossimità, sotto forma di matrice quadrata, che esprimono valutazioni di similitudine nella percezione dei consumatori tra tutte le coppie di elementi (prodotto o marche) appartenenti ad un insieme di dimensione finita, come le misure di distanza o di dissimilarità. L’obbiettivo, di detta analisi, è quello di definire il posizionamento o una forma degli n elementi in uno spazio metrico di dimensione p non troppo elevata, che si aggira intorno al valore di tre o quattro unità, in modo che la distanza calcolata tra i punti che identificano gli elementi riproducano la prossimità 632 iniziale. Per posizionamento o forma s’intendono le coordinate dei n elementi rispetto alle p dimensioni dello spazio metrico di rappresentazione. 633 APPLICAZIONE DEL MODELLO DI SCALING MULTIDIMENSIONAL Il grafico visualizza quattro segmenti di intervistati. Il primo segmento attribuisce importanza ai seguenti aspetti: monumenti, teatro, musei, biblioteche ed eventi culturali. Il secondo segmento attribuisce importanza ai seguenti aspetti: concerti, pub, spettacoli, animazione, pizzerie e bar. Un terzo segmento considera i seguenti aspetti: feste, notti binache, mostre e mercatini. Il seguente grafico visualizza i giudizi espressi dagli intervistati sulle caratteristiche del decoro urbano del centro storico. 634 635 I MODELLO DELL’ANALISI FATTORIALE PER L E PER L’ANALISI DEI GIUDIZI ESPRESSI SULLE CARATTERISTICHE DEL DECORO URBANO DEL CENTRO STORICO E DEI FATTORI PER LA RIVITALIZZAZIONE DEL CENTRO STORICO. Aspetti generali e impiego nelle ricerche di marketing L’analisi delle componente principali permette di risolvere problemi complessi nel campo delle ricerche di marketing fornendo un valido strumento per il sistema di supporto alle decisioni di marketing (SSDM). L’analisi delle componenti principali trova largo impiego nei questionari utilizzati per le ricerche di marketing in quanto permettono di sintetizzare i dati raccolti a poche variabili. Supponiamo di voler condurre un’indagine sui consumatori in cui le variabili in gioco riguardano le caratteristiche d’alcuni prodotti, perciò si chiede di esprimere un giudizio per ogni attributo, ma in questo modo considerando più attributi ed essendo ogni attributo una variabile ed essendo numerose le variabili nelle ricerche di marketing, ricorreremo alle componenti principali per capire le caratteristiche che accomunano i consumatori, che altrimenti sarebbero difficile avere con più variabili. In sostanza se dovessimo sottoporre ad un intervista il consumatore o cliente su alcune caratteristiche di prodotto utilizzando molte variabili, con la tecnica dell’analisi delle componenti principali è possibile ridurre il numero di tali variabili, estrapolando dall’output ell’elaborazione le componenti che hanno una forte correlazione con le variabili analizzate. Tra le diverse tecniche d’analisi multidimensionale dei dati, vi è la metodologia per l’analisi delle componenti principali, che si estraggono da un insieme di variabili incorrelate tra loro. La prima componente principale rappresenta il massimo valore della variabilità della matrice di varianza-covarianza, la seconda è la combinazione incorrelata con la prima che estrae il massimo di variabilità residua, e così via fino ad arrivare alla componente principale che esprime la variabilità minima residua. Il numero delle componenti estraibili determina la dimensionalità della matrice. L’obiettivo dell’analisi delle componenti principali consiste nello spiegare alcune variabili in un numero inferiore rispetto a quelle originali, inoltre lo studio si basa sull’ottenimento di variabili che derivano da quelle originali correlate linearmente. Aspetti generali e impiego nelle ricerche di marketing urbano L’analisi delle componente principali permette di risolvere problemi complessi nel campo delle ricerche di marketing urbano fornendo un valido strumento per il sistema di supporto alle decisioni di marketing (SSDM). 636 L’analisi delle componenti principali trova largo impiego nei questionari utilizzati per le ricerche di marketing in quanto permettono di sintetizzare i dati raccolti a poche variabili. Supponiamo di voler condurre un’indagine sui consumatori in cui le variabili in gioco riguardano le caratteristiche d’alcuni prodotti, perciò si chiede di esprimere un giudizio per ogni attributo, ma in questo modo considerando più attributi ed essendo ogni attributo una variabile ed essendo numerose le variabili nelle ricerche di marketing, ricorreremo alle componenti principali per capire le caratteristiche che accomunano i consumatori, che altrimenti sarebbero difficile avere con più variabili. In sostanza se dovessimo sottoporre ad un intervista il consumatore o cliente su alcune caratteristiche di prodotto utilizzando molte variabili, con la tecnica dell’analisi delle componenti principali è possibile ridurre il numero di tali variabili, estrapolando dall’output ell’elaborazione le componenti che hanno una forte correlazione con le variabili analizzate. Tra le diverse tecniche d’analisi multidimensionale dei dati, vi è la metodologia per l’analisi delle componenti principali, che si estraggono da un insieme di variabili incorrelate tra loro. La prima componente principale rappresenta il massimo valore della variabilità della matrice di varianza-covarianza, la seconda è la combinazione incorrelata con la prima che estrae il massimo di variabilità residua, e così via fino ad arrivare alla componente principale che esprime la variabilità minima residua. Il numero delle componenti estraibili determina la dimensionalità della matrice. L’obiettivo dell’analisi delle componenti principali consiste nello spiegare alcune variabili in un numero inferiore rispetto a quelle originali, inoltre lo studio si basa sull’ottenimento di variabili che derivano da quelle originali correlate linearmente. Per cui tre sono le fasi di un analisi fattoriale. La prima è lo sviluppo di un insieme di correlazioni tra tutte le combinazioni delle variabili d’interesse. La seconda fase è l’estrazione di un insieme di fattori iniziali della matrice di correlazione sviluppata nella prima fase. La terza fase è la rotazione dei fattori iniziali per trovare una soluzione finale. 637 APPLICAZIONE DEL MODELLO DELL’ANALISI FATTORIALE Test KMO e di Bartlett Misura di adeguatezza campionaria KMO (Keiser Meyer Olkin). Chi-quadrato appross. Test di sfericità di Bartlett df Sig. ,480 573,843 105 ,000 638 La tabella seguente visualizza le sei componenti principali estratte che spiegano l’83,1 % della variabilità totale. Varianza totale spiegata Componente Autovalori iniziali Totale Pesi dei fattori non ruotati % di varianza % cumulata Totale % di varianza % cumulata 1 3,229 21,528 21,528 3,229 21,528 21,528 2 2,746 18,308 39,836 2,746 18,308 39,836 3 1,972 13,146 52,981 1,972 13,146 52,981 4 1,827 12,178 65,160 1,827 12,178 65,160 5 1,648 10,985 76,145 1,648 10,985 76,145 6 1,044 6,962 83,107 1,044 6,962 83,107 7 ,664 4,430 87,536 8 ,601 4,010 91,546 9 ,411 2,740 94,286 10 ,271 1,809 96,096 11 ,197 1,312 97,408 12 ,153 1,019 98,427 13 ,133 ,888 99,315 14 ,061 ,404 99,720 15 ,042 ,280 100,000 Metodo di estrazione: Analisi componenti principali. La seguente tabella esprime la correlazione delle componenti principali con le singole risposte. La prima componente è correlata con: segnaletiche uffici e monumenti, e proposte culturali. La seconda componente è correlata gradevolezza dell’ambiente urbano. La terza componente principale è correlata con la presenza di panchine e 639 presenza di servizi di igiene pubblici. La quarta componente principale è correlata con la sicurezza stradale e la rete fognaria. Matrice di componentia Componente 1 Segnaletica di uffici e servizi pubblici 2 3 4 ,869 ,431 ,803 ,399 -,137 ,766 ,481 -,201 -,535 ,351 -,333 ,139 -,663 Gradevolezza dell’ambiente urbano -,316 ,655 Presenza di spazi di verde pubblico ,342 -,635 Segnaletica di monumenti, musei, opere d’arte e simili Proposte culturali/manifestazioni Manutenzione delle strade Illuminazione pubblica Stato di inquinamento dell’aria Presenza di panchine Presenza di servizi igienici pubblici ,486 ,259 Presenza di parcheggi -,113 ,117 ,237 ,294 -,309 ,245 -,373 -,318 ,118 -,222 -,209 ,374 ,105 -,547 ,182 ,588 ,197 -,328 -,110 ,170 ,186 ,850 -,155 ,684 ,329 -,376 ,755 -,407 ,286 -,679 -,108 ,385 ,277 ,600 ,537 ,323 ,144 Manutenzione rete fognaria Manutenzione degli spazi verdi 6 -,620 Sicurezza nelle strade Pulizia delle strade 5 -,395 ,499 ,241 ,155 ,500 -,231 -,174 ,135 -,576 ,385 -,505 Metodo estrazione: analisi componenti principali. a. 6 componenti estratti 640 APPLICAZIONE DEL MODELLO DELL’ANALISI FATTORIALE Test KMO e di Bartlett Misura di adeguatezza campionaria KMO (Keiser Meyer Olkin). Chi-quadrato appross. Test di sfericità di Bartlett df Sig. ,512 1091,070 136 ,000 641 La tabella seguente visualizza i sette fattori estratti che spiegano l’82,0 % della variabilità. Varianza totale spiegata Componente Autovalori iniziali Totale Pesi dei fattori non ruotati % di varianza % cumulata Totale % di varianza % cumulata Pesi dei fattori ruotati Totale % di varianza % cumulata 1 3,357 19,744 19,744 3,357 19,744 19,744 2,803 16,486 16,486 2 3,116 18,328 38,072 3,116 18,328 38,072 2,768 16,281 32,767 3 2,264 13,318 51,391 2,264 13,318 51,391 2,642 15,539 48,306 4 1,766 10,386 61,777 1,766 10,386 61,777 1,856 10,920 59,226 5 1,305 7,677 69,454 1,305 7,677 69,454 1,356 7,978 67,204 6 1,111 6,537 75,991 1,111 6,537 75,991 1,293 7,605 74,809 7 1,028 6,050 82,041 1,028 6,050 82,041 1,229 7,231 82,041 8 ,752 4,421 86,462 9 ,645 3,796 90,257 10 ,471 2,769 93,026 11 ,362 2,130 95,156 12 ,312 1,838 96,994 13 ,177 1,041 98,036 14 ,146 ,858 98,893 15 ,079 ,465 99,359 16 ,074 ,434 99,793 17 ,035 ,207 100,000 Metodo di estrazione: Analisi componenti principali. La tabella seguente esprime la correlazione tra i fattori e le singole azioni da intraprendere per rivitalizzare il centro storico. Il primo fattore è correlato con le seguenti risposte: piccoli spettacoli, concerti all’aperto, ed animazione su 642 strada. Il secondo fattore è correlato con: chiese, musei e pinacoteca. Il terzo fattore è correlati con notti bianche, feste e rievocazioni storiche ed infine mostre all’aperto. Il quarto fattore è correlato con eventi culturali e biblioteche. Matrice dei componenti ruotataa Componente 1 Piccoli spettacoli ,959 Concerti all’aperto ,908 Animazione per strada ,902 2 3 ,936 Musei-pinacoteca ,909 Teatro ,907 Notti bianche ,175 -,113 Eventi culturali ,103 -,188 Circoli e centri di vita sociale Pizzerie-ristoranti -,241 -,307 Centri e servizi di informazione Mercatini tipici-sagre Bar Pub e locali di svago 6 7 ,105 -,139 ,935 Feste e rievocazioni storiche Biblioteca 5 -,130 Chiese e monumenti Mostre all’aperto 4 -,333 ,903 ,861 ,203 ,155 ,895 ,146 ,870 ,189 ,177 ,150 ,752 ,378 ,363 ,197 -,262 -,688 ,193 -,187 -,200 ,793 -,166 ,274 ,182 ,563 ,213 ,429 ,525 -,174 -,267 -,136 -,916 643