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Bosco
Regione vinicola di Tolna
Traghetto
Regione vinicola di Sopron
Regione vinicola di Szekszárd
Ufficio Tourinform
Regione vinicola di Pannonhalma-Sokoróalja
Regione vinicola di Villány-Siklós
Castello
Regione vinicola di Ászár-Neszmély
Regione vinicola di Somló
Fortezza
Regione vinicola di Mecsekalja
Parco nazionale
Ruderi di fortezza
Regione vinicola di Balatonmelléke
Confine regionale
Museo
Regione vinicola di Mór
Autostrada
Bagni termali
Ferrovia
Patrimonio mondiale
Regione del Balaton
La regione del Balaton viene presentata in un’edizione separata.
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Un viaggio ricco di
sorprese e particolarità
Nell’abbraccio di un dolce paesaggio, la sorpresa di mille particolarità: ecco cosa
offre al visitatore il viaggio che qui presentiamo. Lo spettacolo di un balcone barocco a Sopron, il concerto dei suoni dell’alba a Veszprém; pietre levigate come raffinata seta sull’antica strada statale a Szombathely, il luccichio verde dorato di un’intera via in ceramica a Pécs. E ancora: possiamo assaggiare croccanti castagne a
Kőszeg, sorseggiare il favoloso vino kékportó a Villány, gustare un freschissimo pesce
fritto al lago Velence, apprezzare lo spezzatino di cinghiale a Bakony. Insomma, nessuna
altra regione in Ungheria è così ricca e variegata tanto nel suo paesaggio quanto nei suoi
innumerevoli sapori, colori e profumi come il Transdanubio. Questa è la Pannonia.
Il nome le venne assegnato duemila anni fa, quando le legioni romane si stanziarono lungo
il Danubio. Il fiume segnava il confine dell’Impero romano, era il famoso limes, presidiato da
diversi accampamenti militari, distanti 15-20 chilometri l’uno dall’altro. I Romani fondarono
numerose e fiorenti città nel territorio della provincia Pannonia, collegandole tra loro da una
buona rete viaria. Se confrontiamo le carte geografiche dell’epoca con quelle dei nostri giorni,
vediamo che la maggior parte delle città transdanubiane fondate all’epoca dei Romani esistono
ancora oggi.
Anche ai nostri giorni la Pannonia è delimitata a est e a nord dal Danubio, a sud dalla Croazia, a
sud-ovest dalla Slovenia, a ovest dall’Austria. Al centro si trova il Balaton, il più grande lago di
acqua dolce dell’Europa. In questo territorio si trova il bosco più esteso della regione, un viale di
tigli considerato meraviglia botanica universale, il palazzo barocco più grande d’Ungheria, il
tradizionale campo dell’arciere a cavallo considerato una rarità europea, una delle biblioteche
benedettine più grandi del mondo, l’insediamento di uno dei più antichi individui preistorici
d’Europa, la prima chiesa cattolica del Paese, il più bel bosco di area alluvionale e l’unico castello
medioevale rimasto intatto. Qui si realizzano due prodotti ungheresi tipici molto conosciuti anche
all’estero – la porcellana di Herend e la porcellana Zsolnay – e ben tre siti del Trandanubio sono
stati inseriti nell’elenco del patrimonio mondiale dell’UNESCO: l’abbazia di Pannonhalma, le catacombe cristiane di Pécs e il lago Fertő. Questa regione è meta preferita da quanti praticano vela
e alpinismo, ma anche da chi ama il divertimento serale in città o la quiete assoluta di un piccolo villaggio. In Pannonia, insomma, si può fare di tutto: memorabili scorpacciate, escursioni, nuotate in acque limpide, cure termali, pesca, caccia, visita di castelli, passeggiate in parchi botanici, degustazioni e visite enologiche. Solo una cosa è impossibile fare: annoiarsi.
Mánfa, Chiesa dell’età arpadiana
Sopron, casa Storno
Ufficio del Turismo Ungherese
www.hungary.com
Fertőd, castello Esterházy
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Porta occidentale del Paese
Premio europeo––Denkmalschutz
Tutela dei monumenti
Europa-Preis
Pannóniapremio Europa Nostra
Sopron,
Sopron (B4) Nei ricchi musei di questa città ci risulterà impossibile trovare
reperti antichi, eppure a Sopron avvertiamo ugualmente di trovarci nell’antica regione romana di Pannonia. Basta fare una gita lungo gli itinerari ben
curati e organizzati di Lövérek per incontrare i segni dell’antico passato: in
uno dei boschi, ad esempio, possiamo imbatterci in una insegna che ci ricorda che proprio in questo punto stiamo attraversando la famosa via
dell’Ambra, la principale linea di comunicazione tra il nord e il sud dell’Impero,
che peraltro collegava Savaria (Szombathely) a Scarbantia (Sopron).
In realtà a Sopron i millenni si sovrappongono l’uno sull’altro: il foro romano
e le mura medioevali, le case borghesi barocche e quelle rinascimentali,
chiese gotiche e chiese barocche, sinagoghe medioevali e palazzi ottocenteschi. Sopron è considerata una delle città più ricche di edifici storici.
Il simbolo di Sopron è la Torre del fuoco. Il guardiano del fuoco naturalmente
non è più in servizio e così la torre mette a disposizione il proprio spazio per
mostre ed esposizioni; qui si possono ammirare anche i resti di statue del
foro romano. La fama di questo edificio è legata ai gruppi di statue collocati
sulla sua facciata, con Hungaria che raccoglie intorno a sé i fedeli cittadini
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della città. L’opera funge da memoria storica, ricordando come in seguito
alla ripartizione del territorio ungherese, dopo la prima guerra mondiale, gli
abitanti di Sopron, chiamati da un referendum popolare a scegliere se
appartenere all’Austria o all’Ungheria, decisero di rimanere in Ungheria.
Si dice che Sopron sia «la città dei musei». In realtà, chi non si limita ad
ammirare dall’esterno le antiche case borghesi e i palazzi, ma si lascia coinvolgere dagli inviti appesi sulle porte, può visitare le più svariate esposizioni:
il museo della farmacia nei palazzi signorili, il museo minerario e forestale,
il museo dell’arte della panificazione in antichi forni, mentre due chiese ospitano rispettivamente il museo evangelico e una esposizione sulla storia della
chiesa cattolica. Numerose, naturalmente, anche le gallerie artistiche. E non
mancano certo, all’interno delle mura cittadine, ottime cantine dove
degustare il Kékfrankos, il vino più famoso della città.
Sopron è deliziosa anche nei suoi dintorni: il suo monte, le colline di Balf
(B4), i vigneti, gli impianti termali e la meravigliosa piscina di Balf, le sale
da concerto dell’antica cava di Fertőrákos invitano ad una sosta rilassata e
prolungata.
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Nagycenk, castello Széchenyi
Lago Fertő Questa località di villeggiatura, vicino a Sopron, si estende sul territorio del Parco
Nazionale Fertő–Hanság, gran parte del quale si trova in territorio austriaco. L’area di Fertő
appartiene al patrimonio mondiale dell’UNESCO. È il terzo lago più grande dell’Europa centrale
e la sua acqua ha un elevato contenuto salino. Tra i canneti dei suoi stagni si trovano fino a 300
specie di uccelli stanziali e di passo, mentre nelle acque vivono trenta specie di pesci. Spiaggia sabbiosa e acqua pulita fanno di questo lago una meta molto popolare, tanto più che d’estate ci si può
andare in barca e praticare la vela, mentre d’inverno è possibile pattinare sulla sua superficie ghiacciata. Per gli appassionati della bicicletta è a disposizione una pista ciclabile sull’intero lungolago.
Fertőd, castello Esterházy
Nagycenk (B4) La località era uno dei possedimenti famigliari del conte István Széchenyi, politico e
statista ungherese di fama mondiale, artefice tra l’altro della costruzione del primo ponte di
Budapest, fondatore dell’Accademia delle Scienze e promotore dell’istituzione della navigazione a
vapore sul Danubio nonché dell’allevamento organizzato dei cavalli. Il palazzo, costruito nel ’700, subì
delle modifiche nel 1838, quando il conte vi fece installare un impianto di illuminazione a gas e un sistema di condutture idriche. Il palazzo assunse il suo attuale aspetto barocco e classicista proprio in quel
periodo. Al pian terreno si trova oggi un museo celebrativo di István Széchenyi, mentre nelle sale –
arredate con mobili del XIX secolo – sono esposti documenti legati alla sua attività. Il viale di tigli che
conduce dal palazzo al mausoleo di famiglia è un’attrazione famosa, menzionata ad esempio anche in
libri americani specializzati, che segnalano questo viale come meraviglia botanica universale. Il viale,
lungo 2600 metri, ha i margini costellati da 645 tigli a foglia piccola, piantati nel 1754. Oggi questi alberi
hanno raggiunto un’altezza di 16 metri e il loro tronco ha un diametro superiore a un metro.
Fertőd (C4) Vi si trova il castello barocco più bello e più grande dell’Ungheria, chiamato anche «La
Versailles ungherese» per il suo magnifico giardino francese barocco-rococò. L’artefice, il principe
Esterházy, presentò questa sua nuova dimora all’aristocrazia viennese nel 1770. Il grande compositore Joseph Haydn per più di dieci anni qui visse e compose, dirigendo anche l’orchestra. A Fertőd
oggi è aperto un museo del castello.
Lago Fertő
Bük (B5) Vicino all’abitato di Bük si trova il centro termale di Bükfürdő (B5), località nota in tutta
Europa. Nel 1957, durante lavori di trivellamento a 1200 metri di profondità per cercare petrolio,
scaturì un’acqua terapeutica a 58°. Cinque anni dopo venne inaugurato l’impianto termale. L’acqua
termale è consigliata per la cura di patologie dell’apparato locomotorio, nonché per disturbi del sistema digerente e circolatorio. Qui si trova anche il miglior campo da golf ungherese, mentre nella
città di Bük si può visitare un palazzo che costituisce il miglior esempio di barocco ungherese.
Concerto al castello di Fertőd
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Sulle strade della Pannonia
Antiche città – vecchie tradizioni
Kőszeg, porta degli Eroi
Kőszeg (B5) In questa piccola città, la più bella del Transdanubio, è impossibile trovare una strada dritta: linee e struttura delle strade, infatti, non
sono mutate dal medioevo a oggi. Anche le variopinte abitazioni in stile
barocco e neoclassico (XVII e XVIII sec.) vennero costruite tenendo conto di
queste caratteristiche urbanistiche. Il nome del castello, costruito per servire
da palazzo nel centro storico più che da fortezza, è quello del suo capitano,
Miklós Jurisics, divenuto famoso in Europa nel 1532, quando con un esiguo
manipolo di soldati fermò l’esercito turco che stava avanzando verso
Vienna. I turchi abbandonarono le mura del castello, che avevano tentato di
assalire, alle ore undici: per questo ancora oggi gli ungheresi suonano le
campane a quell’ora, in memoria della vittoria a Kőszeg.
Oltre alla città, famosi sono anche i vini e vigneti di quest’area. I viticoltori
della zona Kőszeg-Hegyalja, secondo una tradizione presente solo qui, ogni
primavera sfilano in città per presentare solennemente i primi grappoli di
uva, che poi disegnano nel cosiddetto «Annuario dell’Uva», iniziato nel
1740. Questo libro è una rarità nella storia della cultura europea.
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Írott-kő Natúrpark Da Kőszeg, passando tra i boschi, la strada conduce al
Írott-kő, la zona più alta del Transdanubio (883 m.), sulla cui sommità passa
il confine austro-ungarico. Sul boscoso e alto colle, dove crescono piante
rare, si trova il castello Superiore dell’epoca di Árpád. Lungo le rive dei
ruscielli che scendono dal colle si trovano piccoli e caratteristici villaggi. A
Velem (B5) un vecchio ponte di legno si inarca sul ruscello, mentre subito
fuori dal villaggio si trova la famosa cappella di San Vito (XIII sec.). Nella vicina Bozsok (B5) l’aria è particolarmente limpida e salutare, non solo per la
vicinanza delle Alpi, ma anche per l’abbondante acqua della regione; il villaggio è famoso per il suo palazzo del XVII secolo e l’annesso parco archeologico. La vicina città di Cák (B5), invece, è nota per le sue storiche cantine
con i tetti di paglia imbiancati.
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Cák, fila di cantine
Szombathely (B5) Tra tutte le città della Pannonia, Szombathely è forse quella più
orgogliosa del suo bimillenario passato. Qui, in realtà, viene più frequentemente usato
l’antico nome della città dell’epoca romana – Savaria – spesso assegnato anche a manifestazioni culturali, gare di ballo internazionali, hotel, piazza. A Szombathely si trova anche
un’associazione storico-folcloristica, chiamata «legione Savaria», i cui membri – patrioti locali
– in occasione di diverse manifestazioni sfilano con antiche uniformi militari e copie autentiche di armi antiche (un costume d’epoca pesa 45 chili).
Savaria fu fondata dall’imperatore Claudio nel 43, lungo la via dell’Ambra, e si arricchì velocemente grazie ai traffici ad essa legati. Un devastante terremoto pose però fine al suo splendore,
durato ben quattrocento anni. Ancor oggi si possono visitare i resti degli antichi edifici, pezzi di
statue, un breve tratto (50 metri) della via dell’Ambra, parti di mosaici del palazzo proconsolare nel
parco archeologico e Museo Savaria, il più grande museo del Transdanubio. Tra le varie curiosità
possiamo segnalare che nel II secolo anche la Pannonia fu interessata dal culto della dea Iside (di
origine egizia): ebbene l’antico santuario della dea si trova nelle vicinanze di una delle sinagoghe
meglio conservate del Paese. La Szombathely medioevale era una città di minore importanza e solo
nel XVIII secolo conobbe un nuovo sviluppo, soprattutto grazie all’imperatrice Maria Teresa, che la
eresse a sede vescovile, cui seguirono costruzioni di grandi dimensioni. Peraltro, proprio in occasione
della realizzazione delle fondamenta della nuova cattedrale, vennero alla luce i primi reperti grazie ai
quali si poté scoprire l’antico passato romano della città.
I palazzi barocchi e neoclassici – in particolare la canonica, il palazzo vescovile nel tipico zopfstil e la
cattedrale – caratterizzano la pianta di Szombathely dei secoli XVIII-XIX. Il primo disegno della città
(1749) si trova in uno degli altari laterali della chiesa di Santa Elisabetta. Dove oggi sorge la chiesa
di San Martino, già nel IX secolo sorgeva un’altra chiesa. Secondo la leggenda, vi si sarebbe trovata
la casa materna del vescovo della città di Tours (Francia), divenuto poi santo. Da molti secoli la città
veniva segnalata in tutta Europa come luogo in cui era vivo il culto di San Martino.
Sárvár (C5) In questa città, sulla riva del fiume Rába, si trova uno dei più bei palazzi adibiti a
museo dell’Ungheria. Oltre al suo lussuoso arredamento, il castello custodisce affreschi del XVII
secolo che raffigurano scene di battaglia della guerra contro i Turchi. I bagni termali e ricreativi
di questa città hanno origini lontane, mentre l’acqua terapeutica ad alto contenuto salino è consigliata nel caso di reumatismi, per la riabilitazione a seguito di fratture e in caso di disturbi
ginecologici.
Szombathely, giochi storici
Sárvár, bagni termali
Somló Si trova nelle vicinanze di Sárvár questo alto colle vulcanico, sui cui pendii viene coltivata uva di alta qualità.
Possiamo degustare ad esempio il vino «Juhfark», consigliato
per la prima notte di nozze: secondo una credenza, aiuterebbe a
concepire discendenti maschi. Si dice che l’imperatrice austriaca
Maria Teresa, prima di coricarsi, ne bevesse sempre un bicchiere:
le sono nati sedici figli. È possibile fare delle escursioni partendo
da Somlóvásárhely (D5), centro della regione vinicola, e visitare
diverse cantine, come pure la cappella di Santa Margherita del XV
secolo o le rovine del castello di Somló.
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Le migliori località folcloristiche
Dove il passato è ancora presente
Paesaggio di Őrség
Őrség (A–B6) Quest’area intatta attira fortemente, con i suoi diciotto villaggi, quanti abitano in città. Dai particolari sistemi di costruzione, dalle
tradizioni e dai mestieri qui praticati, si capisce che la natura metteva a continua prova le persone della zona, i cui antenati si sono insediati a Őrség
dopo la conquista della patria (896). Il loro compito era la difesa del confine
e delle vie di comunicazione. In seguito al disboscamento, si crearono aree
edificabili e poiché le valli erano acquitrinose e difficilmente attraversabili,
le case vennero costruite su piccole alture. Si è formato così questo agglomerato urbano dalla forma straordinaria, denominato «szer»: sulla sommità
di ogni collinetta abitava una famiglia, precisamente una grande famiglia, di
20-25 persone. Non era certo facile sfamare così tante bocche anche
durante gli inverni rigidi , quando la neve isolava i villaggi. Ma gli abitanti si
erano attrezzati per essere il più possibile autosufficienti, potendo contare
per lo più solo su se stessi. Così avevano imparato a preparare stoviglie in
terracotta con l’eccezionale argilla della zona, a intagliare il legno per
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ricavarne utensili e mobili, a intrecciare canestri. Accanto alla maggior parte
delle case, si trovano un’officina e uno spazio per intagliare.
A Őrség anche oggi lavorano dei pentolai: nelle fornaci dei cortili dei mastri
di tre città – Velemér, Gödörháza e Magyarszombatfa (B6) – vengono
preparate pentole, tegami, teglie, caraffe, tazze. Allo stesso modo, anche
negli altri villaggi, intagliatori, panierai e intrecciatori di scope continuano a
praticare il loro mestiere. Presso case private, invece, si possono acquistare
miele e funghi secchi, come pure olio di semi di zucca, e assaggiare la grappa e il vino del padrone di casa.
Il Parco Nazionale di Őrség – con i suoi laghi adatti alla balneazione, i suoi
fiumi e prati verdi, le sue limpide sorgenti – è area protetta che gode di
tutela particolare. Ricco di selvaggina, il suo bosco si estende su un’area che
copre più del sessanta per cento della zona e, con i suoi fitti pini, regala un
fresco e purificante profumo di resina a escursionisti, gitanti e ciclisti. È
questo il profumo di Őrség.
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Kehidakustány, bagni termali
Őriszentpéter, Pankasz (B6) A Őriszentpéter, al centro di una vasta area abitata, si trova
una delle più belle chiese romaniche del Paese. Il monumento di maggior valore della città
di Pankasz è invece un campanile del XVIII secolo dalla singolare forma di sottana. Il campanile è sorretto da una costruzione in legno, la cui particolarità è il tetto basso, coperto con
un fascio di paglia di segale, chiamato «gonna».
Zalaegerszeg, museo etnografico all’aperto
Velemér (B6) È famosa per la sua chiesa del XIII secolo in stile gotico e romanico, uno dei monumenti più visitati del Paese, situata su una collina vicina all’abitato; affreschi del XIV secolo
ne rivestono quasi interamente le pareti.
Szalafő (A–B6) È un piccolo villaggio che conserva intatta la struttura dell’antico nucleo medioevale, sorto su sette colli, su uno dei quali – il Pityerszer – possiamo vedere una raccolta etnografica all’aperto. Vi si possono visitare abitazioni di inizio Ottocento, con il caratteristico tetto di paglia
e porticato, e gli interni abitualmente ripartiti in camera, cucina, dispensa; non mancano poi l’officina, il banchetto del taglialegna, vecchi utensili, un piccolo abbeveratoio per gli animali e – unico
esempio di «magazzino a piani» in Ungheria – una dispensa a piano terra e un magazzino aperto,
usato come deposito del raccolto, al piano superiore. Questi edifici hanno per lo più un cortile a forma
di U, con il quarto lato chiuso da un recinto ad altezza d’uomo, così da formare una sorta di piccolo
fortino.
Velemér, affreschi
Göcsej (B6) Anche a Göcsej, vicino a Őrség, i coloni costruirono le case su alcune colline.
Completamente isolati, anche a causa di strade difficilmente percorribili, questi villaggi diedero vita
a un peculiare dialetto, simile, secondo alcuni ricercatori, all’antica lingua ungherese. Il paese di
Zalaszentgyörgy (B6) è conosciuto per la sua chiesa romanica, mentre la città di Böde (B6) è nota
per una chiesa del XIII secolo, nei pressi dell’abitato; a Zalalövő (B6), infine, è stato rinvenuto un
castrum di epoca romana.
Zalaegerszeg (B–C6) A Göcsej oggi si possono visitare solo alcune delle abitazioni considerate
monumento, poiché gli antichi edifici sono stati trasferiti a Zalaegerszeg, la grande città al centro dei vari agglomerati dove sorse il primo museo etnografico all’aperto dell’Ungheria. In questo
museo, case interamente arredate con pezzi originali di un paio di secoli fa, mulino ad acqua,
granaio, il tipico pozzo ricreano un’immagine integrale e fedele del villaggio. A Zalaegerszeg
vale la pena visitare anche il Museo di Göcsej, la chiesa parrocchiale in stile barocco e il
museo del petrolio accanto al museo etnografico rurale all’aperto.
Una piacevole pausa di relax per tutta la famiglia è assicurata all’Aquacity, il parco giochi
acquatico preferito dai giovani, nonché ai bagni termali e ricreativi della vicina
Kehidaskustány (C6).
Pankasz, campanile rustico
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Patrimonio mondiale – Cultura
Curiosità lungo il Danubio
Győr, centro cittadino
Győr (D4) È situata ad uguale distanza da Vienna e da Budapest e non è un
caso che in ogni epoca sia stata un centro urbano: anche nel periodo dei celti
e in quello dei romani, infatti, la città era raggiunta da una via molto usata
per i commerci, poiché più semplice era guadare all’altezza di Győr i fiumi presenti in questo territorio. Celti, romani e magiari costruirono le loro abitazioni
sulle colline limitrofe al punto di guado. La millenaria sede vescovile è il
punto centrale più antico di questa città studentesca sorta sul colle Káptalan,
tra tre fiumi: il lento Mosoni-Duna, il vorticoso e agitato Rába e il Rábca; oggi
è uno degli angoli più piacevoli della città, ricco di monumenti storici da visitare. Alla caratteristica torre mozza del castello vescovile (XIII sec.) decorata da graffitti, appartiene una cappella del XV secolo. Nella cappella trecentesca della cattedrale sono poi custodite le opere più pregiate dell’arte orafa
magiara, l’elmo dorato di San Ladislao e il reliquiario portatesta, realizzato in
occasione della canonizzazione del re. L’austero edificio dell’antico seminario
è sede di una pregiata raccolta di testimonianze relative alla storia della
chiesa, nonché del tesoro e della biblioteca che custodisce il più antico
codice del Paese. Il simbolo della città è un Gallo di ferro, elemento presente
anche sulla fontana di piazza Duna-kapu (Porta del Danubio). Secondo la
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leggenda, durante la dominazione turca un luogotenente fece dell’ironia con
gli abitanti di Győr, dicendo che la città non si sarebbe liberata dai turchi
finché non avesse cantato il gallo di ferro collocato sulle mura del castello.
Fu allora che un coraggioso giovane di Győr si arrampicò fino al punto in cui
si trovava il gallo e cominciò a fare il tipico verso di questo animale. Il giorno
seguente, truppe liberatrici giunsero al castello.
Questa città all’incrocio dei fiumi è rimasta, nonostante la sua posizione
centrale e la sua importanza sul piano industriale e commerciale, un piccolo e affabile centro, dove anche oggi, durante i soleggiati finesettimana, si
usa passeggiare nelle belle vie centrali. I nuovi impianti termali, sia di cura
che ricreativi, offrono un’ottima occasione di relax per gli ospiti che giungono in città.
Attraenti sono pure i dintorni di Győr, con villaggi piccoli e grandi, famosi per
le loro chiese e palazzi. A ovest della città, dove il Danubio si divide in alcuni rami, si sono formati un centinaio di isolotti e secche di varie dimensioni.
Il Szigetköz (Labirinto di acque), ricco di uccelli e di bellezze naturali, è percorribile non solo con barca, kayak e canoa, ma anche a cavallo e in bicicletta.
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Tata, fortezza
Pannonhalma (D4) Mille anni dopo la sua fondazione, l’abbazia benedettina di
Pannonhalma e i suoi dintorni sono stati inseriti nell’elenco dei siti dichiarati patrimonio
mondiale dell’umanità dall’UNESCO. I primi monaci arrivarono a Pannonhalma nel 996, su
invito del principe Árpád, e consacrarono la loro piccola chiesa sul colle di San Martino nel
1001. «Ora et labora», «Prega e lavora» diceva la regola benedettina, e così l’ordine monastico
diede vita a Pannonhalma a un centro spirituale di grande rilievo. Nell’archivio di una delle bibblioteche benedettine più grandi del mondo, con ben 360 mila volumi, è custodito il primo documento scritto in lingua ungherese. Il millenario chiostro della cripta della basilica del XIII secolo,
invece, è l’unico esempio ancora oggi intatto di corridoio circolare in pietra intarsiata di epoca
medioevale presente in Ungheria. Nel monastero sono tuttora attivi un liceo e un collegio.
Komárom (E4) L’intera storia della città, situata lungo il Danubio, è caratterizzata dalla posizione
strategica di questo centro. Anticamente, sulla riva del Danubio, sorgeva una fortezza, denominata in
latino «Brigetio», che indicava il confine dell’impero, il cosiddetto limes. Il primo re ungherese vi edificò
un fortino, ma anche negli anni successivi vennero realizzate diverse fortezze: tre si trovano sul lato
oggi in territorio ungherese, altre cinque sono lungo la riva opposta, oggi territorio della Slovacchia. La
più grande venne costruita per ordine di Francesco I, imperatore del Sacro Romano Impero e re
ungherese. Per realizzare la fortezza di Monostor, dove potevano risiedere fino a duemila soldati, vennero occupati duemila muratori e diecimila braccianti. Una parte della costruzione venne realizzata sottoterra – e per questo denominata Gibilterra del Danubio – difesa anche in tempo di pace da quattrocento cannoni. Suo compito era assicurare la tranquilla navigazione, il sicuro attraversamento del fiume
e la difesa della linea territoriale Budapest–Vienna. La fortezza di Monostor, con le sue dimensioni
impressionanti, è in tutta l’Europa Centrale la fortezza più grande dell’epoca moderna. Nelle sue sale ad
arcate, recentemente ristrutturate, si può tra l’altro ammirare un’esposizione sulla storia della città
Tata (E4) La città ha due grandi laghi e più di duecento sorgenti. Sulla riva del Öreg-tó (Vecchio lago)
si trova l’unico castello ungherese quattrocentesco sull’acqua ancora oggi conservato. L’edificio,
originariamente destinato ad essere dimora estiva reale e in seguito palazzo di caccia, era uno dei
palazzi rinascimentali più belli all’epoca del re Mattia. In seguito vennero fatte aggiunte in stile
barocco e romantico. Nel castello si può ammirare una raccolta di storia locale, con tra l’altro
oggetti-ricordo della famosa produzione in maiolica faentina di Tata. I dintorni del Öreg-tó
(Vecchio lago) sono territorio naturale protetto, essendo il lago luogo di sosta e transito di
uccelli migratori, soprattutto oche selvatiche. Sulla riva del Cseke-tó (Lago Cseke), nella periferia della città, venne realizzato il primo parco inglese in Ungheria, con specie rare di
alberi, copie di reperti archeologici, ruscelli, corsi d’acqua e piccoli ponti.
Pannonhalma, basilica
Vértesszőlős (E4) Gli studiosi di preistoria conobbero solo nel
1965 il nome di questa città, vicina a Tata, quando trovarono
nella latomia un osso del cranio di uno dei più antichi uomini
primitivi d’Europa, risalente a 350 mila anni fa. L’uomo primitivo,
ribattezzato con il nome di Samuele, fu una vera e propria miniera
per i ricercatori, con il suo osso occipitale, un’orma, utensili e resti
legati all’uso del fuoco. Vi si possono oggi ammirare i resti fossili
di 200 piante protetti da un padiglione di vetro e le orme pietrificate di antichissimi animali.
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La culla dello Stato ungherese
La città dei re
Székesfehérvár, globo reale
Székesfehérvár (E–F5) È diventata la città d’Ungheria che ha conosciuto il
più dinamico sviluppo nell’ultimo decennio del XX secolo, con un passato
millenario che si intreccia a grande industria e alta tecnologia.
Tra le romantiche viuzze del centro della città e cortili nascosti, possiamo
imbatterci in luoghi particolari, come ad esempio un’officina artigiana che
dal 1906 realizza attrezzature e finimenti per cavalli, il museo dell’arte farmaceutica Fekete Sas (Aquila Nera), una raccolta di bambole, il nuovo carillon preparato dal maestro orologiaio locale: a ogni ora, figure reali si
muovono al suono di voci emesse da un singolare meccanismo.
Székesfehérvár, antico centro romano noto con il nome di Alba Regia, fu
rifondata nel 972 dal principe Géza ed è considerata la città dei re. La basilica medioevale fu luogo deputato all’incoronazione e sepoltura dei re, e nella
sua chiesa principale vennero incoronati trentasette sovrani e quindici vennero sepolti, tra i quali il re Stefano, fondatore dello Stato. Oggi si possono
ammirare solo i resti della basilica del XI secolo, nel giardino medioevale delle
rovine che per secoli fu l’edificio più significativo del Paese e sede del legis-
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latore. Qui troviamo anche il mausoleo di Santo Stefano, custodito in un sarcofago ornato. La reliquia del cranio del fondatore dell’Ungheria si trova
invece nell’odierna cattedrale barocca. A Fehérvár furono custoditi la Santa
Corona e l’archivio, e vi si tenevano le assemblee legislative. Su una delle più
belle piazze del centro barocco si può ammirare la statua di pietra che rappresenta una delle insegne dell’incoronazione, il globo imperiale, divenuto il
simbolo di Székesfehérvár. Dietro possiamo vedere il palazzo municipale in
stile barocco, dell’inizio dell’600, cui in seguito fu annesso anche il palazzo
Zichy in zopfstil. L’edificio più antico della città, ancora intatto, è la cappella
di Sant’Anna (XV sec.). Un’altra curiosità: a Székesfehérvár nel XVI secolo si
insediarono numerosissimi artigiani serbi. Le loro antiche case, accuratamente restaurate, sono state conservate per i posteri e insieme alla loro
chiesa – dove stile bizantino e stile rococò si incrociano – sono oggi museo
etnografico all’aperto. Questo museo, cui in seguito si sono affiancati un
museo dell’industria del latte e anche un laboratorio artigianale, ha ricevuto
il premio Europa Nostra per la sua buona conservazione.
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Székesfehérvár, museo
farmaceutico „Aquila Nera”
Velencei-tó (Il lago di Velence) (F5) È il lago più caldo d’Europa, che d’estate può raggiungere anche i 26-28°. Il lago di Velence, quasi a metà strada tra Budapest e il Balaton,
e alle cui rive giunsero persino i romani, fu circondato per molto tempo da villaggi di pescatori. I cortili affacciati sull’acqua, le barche e le ghiacciaie per la conservazione del pesce
sono spariti già da tempo. Ciò nonostante, il lago di Velence è oggi una delle stazioni estive
predilette e uno dei paradisi di pesca più amati dell’Ungheria. Profondo mediamente un metro
e mezzo, è frequentato anche da famiglie con bambini piccoli. Agárd (F5) è la stazione balneare
più popolare, nonché centro di sport d’acqua come surf e vela. Il monte Velence, sulla parte settentrionale del lago, è uno dei campi base preferiti dai turisti.
Cantine vinicole di Mór
Tác-Gorsium (E5) È uno dei più grandi musei all’aperto e uno tra i parchi archeologici più grandi
dell’Ungheria. Le rovine dell’antico centro di epoca romana vennero rinvenute proprio a un miglio
romano (1480 m) dalla città di Tác. Qui originariamente c’era un castrum, in seguito Gorsium diventò il centro religioso della Pannonia e il luogo dove si svolgevano i consigli provinciali. Scavi durati
più di quarant’anni hanno riportato alla luce le mura, le porte, il foro, i templi, i santuari, le terme e
i palazzi.
Mór (E5) La regione è nota per il suo vino, l’Ezerjó di Mór. Già i romani sapevano che il declivio che
divide il monte Bakony dal monte Vértes è un luogo eccezionale per la produzione di vino, ed essi stessi si dedicarono alla coltivazione della vite. La viticoltura continuò anche successivamente, dopo
l’insediamento dei magiari. L’ezerjó è uno degli antichi vitigni ungheresi più caratteristici della
regione. Questa piccola città, le celebri pigiatrici di Mór, nonché le cantine vennero costruite utilizzando le pietre calcaree del monte Vértes.
Székesfehérvár, museo etnografico all’aperto con la chiesa serba
Lago di Velence
Tác-Gorsium
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Sulla lunghezza d’onda della musica
Sulle orme degli artisiti di fama mondiale
Martonvásár, castello Brunszvik
Martonvásár (F5) Martonvásár, situata a circa trenta minuti di viaggio in
macchina dalla capitale, d’estate è il luogo di escursione preferito degli
appassionati della musica classica. Nel parco inglese di quaranta ettari del
castello Brunszvik qui situato, in luglio e in agosto si tengono concerti di
Beethoven di fama internazionale. E’ stato creato sul lago un palcoscenico
dall’atmosfera quasi fiabesca. Il particolare ambiente conferisce un’atmosfera incantevole agli spettacoli ai quali partecipano artisti famosi e rinomate
grandi orchestre della musica classica ungherese. Una volta per un breve
periodo il castello fungeva da dimora del genio compositore. Beethoven più
volte fu ospite del palazzo del XVIII secolo, in seguito trasformato in stile
neogotico inglese. Le sue numerose opere sono state qui composte come ad
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esempio anche l’”Appassionata sonata”. I pettegolezzi storici parlano anche
delle leggende d’amore. Chi fosse la musa immortale del compositore tra i
membri femminili della famiglia comitale non è dato di saperlo precisamente. Secondo certe supposizioni Teresa Brunszvik che successivamente
acquistò fama dalla fondazione del primo asilo in Ungheria.
Il castello e anche il museo di Beethoven che è stato realizzato in questo
luogo offrono molte cose da visitare, qui si possono ammirare gli spartiti, il
pianoforte e la treccia del compositore e la corrispondenza intercorsa tra i
componenti femminili della famiglia e il musicista. Oltre a tutto questo presso il castello ha sede l’Istituto di Ricerca di Agricoltura dell’Accademia
Ungherese delle Scienze.
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Majkpuszta
Majkpuszta (E4) I monaci camaldolesi che hanno fatto il voto del silenzio, vissuti a
Majkpuszta, sono circondati non solo dal silenzio, ma anche dai boschi della montagna
Vértes. Anche ai giorni nostri gli alberi nascondono il complesso dei monumenti, le celle realizzate nelle case isolate dei frati, l’edificio abbaziale in stile barocco del XVIII secolo e la torre
rimasta intatta della chiesa andata in rovina nel corso degli anni. L’eremo in proprietà del
principe Esterházy e anche il suo ambiente circostante sono particolari. Le dimore dei frati composte da quattro vani costruite in ordine simmetrico lungo tre file intorno alla chiesa servivano
da abitazione per ogni singolo eremita. Oggi sono adibiti ad alloggi per turisti. Chiunque può
prende in affitto gli alloggi e per alcuni giorni può vivere come gli eremiti di un tempo. Dalla torre
della chiesa si sente una musica barocca. La torre dell’orologio ogni quarto d’ora suona brani dell’opera intitolata Harmonia Caelestis composta nel 1711 dall’aristocratico compositore Pál Esterházy.
Martonvásár, concerto di Beethoven
Csókakő (E5) Nel medioevo era considerata una fortezza inespugnabile posta a difesa della strada che
conduce da Győr a Komárom. Nella fortezza del XIII secolo possiamo ammirare reperti archeologici unici,
per esempio la bellissima porta gotica. L’agglomerato urbano situato ai piedi del castello, uno dei borghi
più belli della montagna Vértes si popolò verso il 1750. Il suo famoso vino chiamato ezerjó, appartiene
alla zona vinicola di Mór che secondo molti in questa area si produce nella qualità migliore. Oggi il borgo
di mille anime è diventata una delle mete preferite del turismo etnico. La regione, invece, è particolarmente famosa tra gli escursionisti. Qui conduce uno degli itinerari turistici nazionali più conosciuti.
Colline di Vértes
Nádasdladány (E5) Un borgo famoso per il suo castello in stile Tudor. L’abitazione risalente al XVIII
secolo in stile barocco della famiglia aristocratica Nádasdy ottenne l’attuale forma un secolo più tardi.
Una paricolarità unica è la biblioteca, con l’elegante soffitto a cassettoni in legno, le colonne a spirale, la galleria con decorazioni in ferro battuto. Il cosiddetto Emporio degli Avi, invece, completamente ricoperto da intarsi in legno, le cui pareti un tempo erano ornate da raffigurazioni degli antenati della famiglia Nádasdy. Una parte del parco del castello è protetta, qui si possono ammirare
piante rare, come per esempio l’abete bianco dell’Andalusia e la paulonia.
Fehérvárcsurgó (E5) Un bel paesaggio dall’atmosfera storica. Tutto questo si può trovare a
Fehérvárcsurgó, ai cui confini nell’età del ferro si ergeva un castello di terra. Risalgono al primo
millennio avanti Cristo i 9 tumuli principeschi. La chiesa cattolica del borgo è famosa non solo
per le fondamenta del XII secolo, ma anche per la statua raffigurante la Madonna di Csurgó,
che è stata donata al suo luogo nativo da Amerigo Tot, scultore di fama mondiale, qui nato
e successivamente vissuto per lunghi anni anche in Italia. È in restauro il castello Károlyi
che comprende un centinaio di statue, numerosi saloni decorati, la cappella nella corte, ed
è circondato da un parco inglese di 45 ettari. Il centro culturale qui realizzato è un centro
per incontri europei.
Nádasdladány, castello Nádasdy
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Il primo vescovado
Europa-Preis
– Denkmalschutz
Sulle orme delle
regine
Pannónia fortezza
Veszprém,
Veszprém (D–E5) È una città situata in una bellissima posizione, edificata
su cinque colli, con al centro il colle del Castello (Vár-hegy). La grande valle,
con ai suoi piedi il torrente Séd e sovrastata da un grande viadotto, è
conosciuta anche come simbolo di Veszprém. Le antiche case borghesi che
si affacciano sul saliscendi delle viuzze lastricate e sulle vie collegate ad una
grande scalinata sono state recentemente ristrutturate e l’antica città oggi
si presenta quasi con lo stesso aspetto che aveva nel XVII-XIX secolo. Coloro
che abitano qui, ogni mattina si svegliano con la melodia delle campane.
La città è detta non a caso «delle regine», poiché i vescovi locali incoronavano qui le mogli dei sovrani, compresa Zita, moglie dell’ultimo re, che qui
ricevette la corona, nel 1916.
Il primo re ungherese Stefano e sua moglie Gisella fondarono in questa città
la prima sede vescovile dell’Ungheria. La moglie del re fece realizzare nel
1001 la cattedrale di San Martino, prima chiesa vescovile: questo luogo
sacro in stile romanico e la sua cripta si possono ancora ammirare. Sopra
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essa fu costruita nel 1910 l’attuale cattedrale in stile neoromanico; vi è custodito l’omero di Gisella, venerato come reliquia. Uno dei palazzi in stile
barocco è il palazzo vescovile. Le pitture murali a grandezza naturale della
cappella di Gisella (XIII sec.) sono tra i più antichi affreschi ungheresi.
La serie di capolavori e di siti particolari continua. Ad esempio: la cappella
di San Martino, adiacente alla cattedrale, è considerata la prima chiesa del
Paese, costruita nel IX-X secolo; vicino a Veszprém è stato costruito il primo
edificio in cemento armato, il Teatro Petőfi; fino a un recente passato, nella
città antica è stato in funzione l’ultimo carcere del castello, e oggi è in progetto, in questo edificio a più piani che sembra arrampicarsi su una parete
rocciosa, un museo della prigione. In questa città universitaria, di antica e
ricca spiritualità, si trovano anche un Museo di Storia della Chiesa, un
Museo dei Mattoni, un’esposizione di minerali e una mostra sulla millenaria
storia del monte Bakony e dell’altopiano del Balaton. Nella valle sotto il
viadotto, in una splendida posizione, si trova uno zoo.
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Fortezza di Sümeg
Zirc (D5) È il centro dell’ordine cistercense in Ungheria e chiamata anche «la capitale
del monte Bakony». L’abbazia e il monastero, realizzati nel 1100, vennero demoliti durante
la dominazione turca, ma l’ordine li fece ricostruire. Nell’abbazia accanto alla chiesa, con
due torri in stile barocco, sono custoditi importanti codici, libri e riviste. Tra i pregiati mobili
intarsiati della biblioteca, considerata un vero e proprio monumento, merita particolare attenzione il tavolo intarsiato, realizzato con i diversi legni del Bakony. Nell’antico appartamento
dell’abate primate è stato allestito un museo delle scienze naturali, che presenta la fauna e la
flora della zona. Zirc è famosa anche per il suo arboreto, un bel parco dove vivono 600 specie
di alberi e arbusti. La quercia più antica ha 400 anni.
Zirc, Biblioteca monumentale
Sümeg (C6) La chiesa parrocchiale della città è chiamata «la cappella Sistina» del rococò
ungherese: le sue pareti laterali e le sue arcate sono ornate da un unico immenso affresco. Uno
spettacolo particolare è offerto anche dal castello quattrocentesco sulla cima del monte. Sorto
accanto all’abitato, è una delle fortezze più grandi meglio conservate del Paese.
Magyarpolány (D5) Nel villaggio vicino a Veszprém, cui è stato conferito il premio Europa Nostra,
gli 83 antichi edifici accuratamente restaurati del centro sono oggi patrimonio protetto. Famoso è
anche il Calvario eretto alla fine del ’700. Le statue di legno dipinte sono collocate in fila lungo le
scale che portano alla cappella della Vergine Dolorosa.
Magyarpolány, Via Crucis
Herend (D5) La porcellana di Herend è uno dei prodotti tipici ungheresi più famosi. È conosciuta
anche in terre lontane, dove viene anche collezionata. I raffinati ed eleganti oggetti dipinti, prodotti
dalla fabbrica di porcellana fondata nel 1826, hanno ripetutamente vinto grandi premi in esposizioni
mondiali. In quella del 1851, fu presentato per la prima volta il disegno di una farfalla dipinta con colori vivaci, che da allora è diventato il marchio della fabbrica. La regina Vittoria subito ne ordinò un
servizio da tavola per il suo palazzo di Windsor, e così il motivo con farfalla e fiori porta da allora il
suo nome. Nello spazio commerciale accanto alla fabbrica è stato allestito un piccolo laboratorio
manifatturiero, dove chiunque può provare a preparare una porcellana. Inoltre si può qui ammirare
la più grande collezione di porcellane del mondo.
Pápa (D5) È chiamata anche l’Atene del Transdanubio, questa famosa città studentesca barocca dove si sono formati i padri della letteratura e della scienza ungheresi. Nel liceo riformato
sono ospitati la raccolta di storia della chiesa riformata transdanubiana, la bibilioteca e
anche l’archivio, mentre la grande chiesa cattolica settecentesca è la più grande chiesa del
Transdanubio. In questa città troviamo anche la più antica tintoria, tuttora in funzione,
dell’Europa Centrale.
Porcellana dipinta
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Il lago più grande dell’Europa Centrale
Dove è nata la vita balnare
Hévíz, impianti termali curativi
Balaton È il più grande lago dell’Europa Centrale, è un importante centro
turistico nazionale e internazionale. Il lago opalescente di color verde giallo, di acqua vellutata è uno dei tesori naturali più preziosi del paese. Lungo
77 chilometri, la sua larghezza varia tra 1,5 e 14 chilometri. Il più frequentato luogo di villeggiatura oltre alla possibilità di fare il bagno, di andare a
barca a vela e in battello offre tanti altri programmi. In riva al lago possiamo visitare una serie di villaggi e degli agglomerati di importanza storica.
Possiamo trovare sia dei musei preziosi che dei castelli, delle rovine di una
fortezza, un’area di riserva di caccia, un paleocanneto, un campo da golf,
dei famosi bagni curativi come ad esempio quello di Hévíz (C6) conosciuto
in terre lontane. Il lago è una delle migliori zone di pesca dell’Europa. I viaggiatori a due ruote hanno a disposizione delle piste ciclabili intorno al
Balaton e carte geografiche. Lungo gli itinerari prefissi, anche gli amanti
del trekking possono percorrere la zona. Anche i buongustai fanno una
buona scelta se vengono qui a riposarsi poiché famose regioni vinicole – di
Badacsony, del Balatonfüred-Csopak, dei Dintorni del Balaton, del Balaton
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Settentrionale, e del Balaton Sud – si trovano nella regione e possono
assaggiare tipici piatti di pesce del Balaton di gusto casereccio nelle trattorie, nelle cantine vinicole e nei ristoranti. Non si annoiano neanche quelli che aspirano ad un’avventura culturale. Tra gli agglomerati situati in riva
al Balaton molti sono conosciuti per le manifestazioni estive: si organizzano una gala operettistica a Siófok (E6), dei concerti d’organo e degli spettacoli all’aperto a Tihany (D6), dei festival d’estate e d’autunno e dei concerti di musica classica a Keszthely (C6). Uno degli happening estivi preferiti dei giovani è, invece, quello di Kapolcs che con gli spettacoli di teatro,
con i concerti di musica classica e di quella rock, con le mostre e con le
fiere di merci è legato ai piccoli villaggi del Balaton Settentrionale. Le due
rive del lago formano due antipodi come le due rive del Danubio a
Budapest. La riva settentrionale è collinosa, quella del sud invece è pianeggiante. A nord il lago diventa subito profondo, a sud chi vuole nuotare deve
camminare molto di più, ma l’acqua bassa della riva è un posto ideale per
i villeggianti con bambini.
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Balaton, competizione velistica
Keszthely (C6) Si tratta della più antica città nei dintorni del Balaton. I Festetics, una
delle più ricche famiglie aristocratiche ungheresi, determinò per secoli il suo sviluppo e la
cultura. Il loro pomposo castello barocco, attualmente un museo, è uno dei più bei monumenti della regione. Nel suo parco, e nelle sue sale splendenti, in estate settimanalmente si
tengono concerti. Meraviglioso è anche il Museo del Balaton, i cui diorami e vetrine presentano l’origine del lago, la flora e la fauna, i reperti archeologi, il folclore, la storia della vita balneare. La navata della chiesa cattolica è un monumento del periodo medioevale, da visitare gli
affreschi considerati tra le creazioni artistiche più belle del gotico ungherese.
Keszthely, castello Festetics
Tihany (D6) Da lontano si riconosce dalla chiesa a due campanili, la cittadina di Tihany abitata
press’a poco da mille anni. La lettera di fondazione dell’Abbazia Benedettina fondata nel 1055 è il
primo documento scritto della lingua ungherese. Dell’originale costruzione, oggi è possibile visitare
solo la chiesa inferiore in stile romanico, nella parte superiore si trova una bella chiesa abbaziale
barocca, nella quale in estate si tengono concerti per organo.
Balatonfüred (D6) Qui nel XVII secolo è nata la cultura balneare del Balaton. Füred per molte altre cose
è la «città dei primati». Qui nel 1846 è stata costruita e ha preso il largo la prima nave a vapore, qui successivamente sono stati realizzati anche i primi yacht a vela, qui anticamente era in funzione il primo
teatro in pietra dove si recitava in lingua ungherese. Vale la pena cominciare una passeggiata a Füred,
iniziando dalla famosa fontana situata nella bisecolare piazza Gyógy, proseguendo nel parco di più di
cento anni e nella passeggiata Tagore del lungolago si arriva in uno dei porti più belli di tutto il lago.
Tihany
Balatonföldvár (D6) La località di villeggiatura è stata progettata alla fine del XIX secolo. I meravigliosi parchi, le splendide vie lineari, le strade pedonali allo stesso tempo onorano il buon gusto dei
Széchenyi, una delle famiglie aristocratiche ungheresi con le idee più progressiste, e la bravura del
progettista. Anche la scelta della collocazione della città è stata azzeccata: con il cielo limpido da
Földvár è possibile vedere tutto il Balaton, cioè la costa lunga 200 km.
Siófok (E6) Uno dei centri turistici più frequentati del Balaton. Qui è nato Kálmán Imre, autore di
operette di fama mondiale, la cui casa nativa è oggi un museo in ricordo del compositore. Nel
segno del culto di Kálmán durante i due mesi estivi, settimanalmente si tengono qui gala di
operette. Siófok con le sue grandi discoteche e i locali dove si suona musica è « la meta di pellegrinaggio» estiva dei giovani.
Salföld
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Tra dolci colline
Barocco e barocco nazionale
Kaposvár, centro cittadino
Kaposvár (D7) Fino a un decennio fa era una piccola cittadina tranquilla.
Oggi, il rapido sviluppo della regione del Transdanubio Meridionale ha
aumentato le possibilità della città. La circondano colline e boschi.
Un’importante linea di comunicazione conduce qui.
Ha ricevuto il nome dal castello, che nella paludosa campagna del fiume
Kapos difendeva la zona. Di questo ormai sono rimaste solo le rovine delle
mura. Kaposvár è una collezione di statue barocche e di edifici pubblici di
quasi tutti gli stili architettonici. La prefettura di una volta è uno degli edifici
pubblici in stile classicista più belli della zona, nel quale possiamo visitare
un’esposizione sulla storia e sulla storia naturale della città e dei dintorni.
L’albergo Erzsébet e la fontana Zsolnay decorate con ceramiche colorate di
Zsolnay è la nota di colore del centro. La barocca Farmacia Arany Oroszlán
costruita nel 1774 era la prima farmacia, dove Rippl-Rónai, pittore ungherese
famoso nel mondo, lavorò per un periodo come aiuto farmacista. Una particolare atmosfera si espande nella casa del pittore, oggi museo. Nei quadri appesi alle pareti i residenti di Kaposvár di una volta e l’ecclettico e minuzioso
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arredamento della villa, circondano il visitatore. Kaposvár è famosa anche per
il teatro, per la raccolta di stufe in ghisa considerata una rarità in tutta Europa,
e per la casa Dorottya del XIX secolo, nella cui sala d’onore nel periodo di
carnevale ci sono i balli di Dorottya famosi in tutto il paese. È ben conosciuta
anche tra gli amanti degli sport equestri. A Kaposvár e nei dintorni sono in funzione maneggi di buona fama, qui si organizzano anche gare di equitazione.
Kaposvár-Kaposszentjakab (D7) Nel 1960 iniziarono gli scavi archeologici
dell’abbazia benedettina fondata nel 1061 un tempo qui situata. I resti dell’edificio restaurati, l’antico chiostro e le sculture in pietra qui esposte sono
i più antichi monumenti protetti di Kaposvár. Nel monastero situato nel
monte di Szent Jakab, già dal 1550 non ci abitava nessuno, così l’edificio di
epoca romana ha iniziato ad andare in rovina. Nel recente passato, il restaurato edificio, monumento storico, funziona come centro culturale.
Passeggiate in una piacevole atmosfera, palcoscenici all’aperto, il chiostro
con costruzioni in legno dipinto e antiche pareti attendono i visitatori.
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Paesaggio di Somogy
Szenna (D8) Szenna è l’insediamento conosciuto di Zselic un’area collinare che
nasconde una delle migliori zone di caccia del paese . Nel centro della cittadina, una caratteristica raccolta etnografica e un museo etnografico costituito da un’unica strada e formato da vecchie case, edifici rurali, attende i visitatori. La chiesa situata nel punto più alto
del museo etnografico all’aperto, costruita nel 1785, in stile barocco, con il soffitto a cassettoni dipinti è il più bel monumento della regione di Somogy.
Szenna, museo etnografico all’aperto
Hencse (D8) L’insediamento che ha più di seicento anni al confine di Zselic nella zona sabbiosa
del Somogy Centrale, è abitato da 440 persone, ma il suo nome ha un’eco lontana. I visitatori
vengono a visitarlo soprattutto per il suo centro di villeggiatura e di golf di fama mondiale. Il castello una volta in proprietà della famiglia Márffy ed il suo immenso parco attendono i visitatori. Il
parco del castello è una riserva naturale, qui si trova il tasso più vecchio del paese, che ha 400
anni.
Kaposdada (D7–8) Il circondario a difesa del paesaggio di Zselic situato a poco più di 10 chilometri
da Kaposvár ed i piccoli villaggi ivi situati sono il terreno preferito degli escursionisti e dei ciclisti.
Kaposdada è visitata soprattutto per l’arboreto che vanta rare specie di pini e di piante tropicali. La
pista ciclabile realizzata tra le colline attraversa anche l’ippodromo, che ospita il tiro con arco a cavallo, considerato una curiosità europea.
Kaposvár, casa di Rippl-Rónai
Hencse,
golfista
Kaposvár
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Patrimonio universale – Archeologia
Europa-Preis
– Denkmalschutz
Paesaggi mediterranei
Pannónia
Pécs,
tombe protocristiane
Pécs (E8) La più grande città del Transdanubio respira atmosfere mediterranee non solo perché d’estate sulle terrazze delle caffetterie si svolge un’intensa vita notturna, ma anche per il suo clima submediterraneo. Negli orti
cresce ad esempio il fico – vera rarità in Ungheria – e in primavera, sulle pendici meridionali del monte Mecsek, appena sopra la città, fioriscono piante
caratteristiche dei Paesi meridionali. Già duemila anni fa, questa era una
fiorente città situata lungo la via principale che collegava la parte orientale
dell’Impero Romano a quella occidentale, la cosiddetta via Mediterranea.
Sopianae (Pécs) sorse nel primo secolo e il suo splendore si protrasse fino
al quarto secolo, epoca in cui il cristianesimo stava diffondendosi nell’impero. Vennero realizzate in quel periodo le catacombe dei primi cristiani, la
prima delle quali fu scoperta alla fine del XVIII secolo. Gli scavi ebbero luogo
nella parte edificata, sotto la piazza del Duomo, a una profondità di cinquesei metri. Molti dei mausolei, talvolta collocati l’uno accanto all’altro e ornati
con affreschi, sono già visitabili. Questo straordinario complesso monumentale è stato dichiarato patrimonio mondiale dell’umanità dall’ UNESCO.
A Pécs furono fondate la prima università (1367) e la prima biblioteca pubblica (1774) dell’Ungheria. La sede vescovile risale invece al 1009. Non
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molto tempo dopo ebbe inizio la costruzione della cattedrale, più volte
ricostruita nel corso dei secoli; dalla chiesa inferiore, procedendo verso l’alto, si possono scorgere le tracce del sovrapporsi di diverse epoche e diversi
stili.
A Pécs si trovano monumenti molto importanti, testimonianza dei 150 anni
della dominazione turca, come ad esempio la moschea del pascià Haaszan
Jakovali e la chiesa a cupola rotonda della piazza principale, un’antica
moschea turca – quest’ultima – sul cui tetto è stata collocata una croce
inserita su una mezza luna, a testimoniare la vittoria del cristianesimo nella
regione.
Pécs ha numerose industrie di fama mondiale. Qui sono attive la più antica
cantina per la produzione di spumante d’Ungheria e la più antica azienda per
la produzione della birra. Nella manifattura di porcellana Zsolnay, ormai attiva da 150 anni, oltre a bellissimi pezzi di porcellana e a meravigliosi oggetti d’ornamento, si produce anche pietra refrattaria. E l’immagine caratteristica di Pécs sono proprio gli edifici in ceramica, decorazione diffusa non solo
nell’epoca in cui dominava il liberty, ma impiegata come ornamento anche
di edifici più moderni.
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Mecseknádasd
Pécsvárad (F8) La fortezza ai piedi del Mecsek è uno dei più significativi edifici medioevali dell’Ungheria ed uno dei luoghi commemorativi della fondazione dello stato. Astrite,
il primo abate dell’antico monastero benedettino, portò la corona da Roma, dal papa, a
Stefano, il primo re del paese.
Mecseknádasd (F8) Accanto al centro abitato si possono visitare le rovine del castello medioevale Réka, luogo di nascita della scozzese Santa Margherita: sua madre era figlia del re
ungherese Santo Stefano, suo padre era il principe inglese Eduardo. I due ritornarono in Scozia
con Margherita, che nacque nel 1046. La principessa divenne poi moglie del re scozzese Malcom
e fu una grande benefattrice del suo popolo. La chiesa scozzese donò nel 1975 una pittura raffigurante Santa Margherita presso la chiesa del villaggio.
Pécsvárad
Orfű (E8) È una località balneare costituita da cinque piccoli villaggi, in una posizione ideale per chi
ama dipingere. Il suo sistema di laghi è il paradiso di quanti amano il bagno, la pesca, gli sport d’acqua, ed è il luogo ideale per andare a cavallo. La grotta della sorgente di Vízfő è meta di quanti
amano emozioni estreme, mentre nella vicina Abaliget si trova l’unica grotta di stalattiti visitabile del
Transdanubio, con un museo dove sono conservate una ventina di specie di pipistrelli imbalsamati.
Abaliget (E8) Uno dei più importanti centri turistici del Mecsek si è formato nei dintorni di Abaliget
ed Orfű e in questa sua funzione ha un ruolo importante la grotta di Abaliget. È stata scoperta alla
fine del 1700. Nella grotta lunga circa 1400 metri, lungo il tratto visitabile della lunghezza di 500
metri, quasi fino alla fine si sente il gorgoglio di un ruscello. La grotta è priva di polvere, la sua aria
di alto contenuto di umidità e di radon è perfetta per curare malattie respiratorie.
Orfű
Pécs, piazza Széchenyi con la fontana in maiolica
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Rosso e bianco
Sulle strade dei vini focosi
Szekszárd, Casa del vino
A Szekszárd (F7–8) già ai tempi dei romani esisteva una cultura vitivinicola molto avanzata. Nel 1987 ha ricevuto il titolo di «La città internazionale
dell’uva e del vino» dall’Ufficio Enologico Internazionale. Il Kadarka di
Szekszárd, il vino hungaricum prodotto esclusivamente in questa zona è tipico dell’itinerario vinicolo di Szekszárd. Ma proviene da Szekszárd anche il
Bikavér ottenuto dall’incrocio di tre vini rossi! Il re Béla I nel 1061 fondò qui
un’abbazia benedettina le cui rovine si possono trovare nel cortile interno
dell’antica Prefettura in stile classicista. Durante il dominio turco la città è
andata quasi del tutto in rovina, in seguito vennero insediate popolazioni di
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lingua tedesca. I primi coloni arrivarono nella zona all’inizio del XVII secolo,
contribuendo allo sviluppo della cultura della città e dei suoi dintorni. A
Szekszárd è in funzione l’unico teatro di lingua tedesca del paese, il
Deutsche Bühne Ungarn. A rappresentare l’arte artigianale tradizionale ci
sono i «Nostri Dolci Ricordi», cioè il Museo e la bottega del Panpepato, del
Candelaio e Carammellaio, unici nel paese.
Una delle particolarità di Szekszárd è il villaggio di cantine composto da
quasi 340 cantine di Sióagárd-Leányvár (F7).
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Gruppo di balletto folcloristico
di Sárköz
Mohács (F8–9) Nel tratto inferiore danubiano del Parco Nazionale troviamo la città di
Mohács che tra l’altro è famosa per il carnevale detto «busójárás», gioco popolare che
manda via l’inverno e saluta la primavera. In occasione della chiassosa e festosa sfilata i
maschi indossano la sciuba (pelliccia di pecora dei pastori) fatta con la pelle degli animali,
e nascondono il viso dietro maschere dipinte. Lo spettacolo attira decine di migliaia di turisti
ogni anno. Il vicino Parco Storico Commemorativo ricorda la battaglia di Mohács, che ha significato l’inizio della dominazione turca durata 150 anni.
Nagyszékely, cantina
Le file delle cantine dell’Itinerario del vino bianco Mohács–Bóly si estendono su una delle
zone più calde del paese. Grazie alle caratteristiche climatiche e del terreno i vini qui prodotti sono
vini bianchi corposi, ricchi di profumi e di sapori. La vicina Nagynyárád (F9) è famosa per la sua
tintoria tuttora funzionante con i suoi macchinari secolari, per la sua bottega e per le sue tradizioni
folcloristiche ancora vive.
Anche lungo l’Itinerario del vino di Tolna possiamo assaggiare soprattutto vini bianchi, ma sulla
zona meridionale si raccoglie anche uva rossa. Una sosta dalla bellezza incantevole di questo itinerario del vino è Györköny (F7). Il borgo è chiamato anche villaggio senza camini dove nel vicino villaggio di cantine ad ogni casa appartiene un palmento.
Szekszárd, museo delle caramelle
Szekszárd, festa
della vendemmia
Mohács, maschere busó
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Parco Nazionale – Aqua terapeutica – Vino
I regali della natura
Gemenc, riserva di caccia
Gemenc (F8) È la più bella foresta alluvionale del lungodanubio posta nel
crocevia di due fiumi, il Sió e il Danubio. I fiumi qui si dividono in bracci, creando nel mezzo piccole isole e bracci ancora più piccoli. Il paesaggio è come
una foresta fossile d’acqua. Nelle aree forestali chiuse vivono delle piante
rare e si è formata una riserva di uccelli. Il numero di cinghiali e cervi della
foresta di Gemenc ha una fama mondiale. Da Bárányfok, punto centrale per
un’escursione del territorio, da maggio a ottobre, una piccola strada ferrata
conduce ad una visita della foresta. La zona protetta è visitabile solo in
questo modo, oppure con una piccola nave che parte dalla chiusa del Sió. A
Bárányfok è stato realizzato anche un sentiero didattico e percorrendolo possiamo conoscere la flora, la fauna e le tradizioni di Gemenc.
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Gemenc è una parte del famoso Parco Nazionale Duna–Dráva. I tratti protetti dei due fiumi formano una forma di nastro. Il parco nazionale è stato
creato per la protezione delle risorse e delle ricchezze naturali nel 1996. Il
Danubio divide uno dall’altra il Transdanubio e l’Alföld, cioè la pianura
ungherese. Il Dráva è il fiume di frontiera tra l’Ungheria e la Croazia, habitat
di specie di piante e animali protetti, paesaggio dall’intatta e unica bellezza.
Si può scoprire tutto il tratto ungherese del Dráva lungo quasi 200 km,
durante le escursioni in bicicletta e in canoa. Una vera particolarità è il giardino Basa al confine di Babócsa (C8): nei mesi di aprile e maggio in una
zona di quasi 30 iugheri i narcisi selvatici stellati in fiore coprono il prato
come un tappeto bianco.
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Villánykövesd, fila di cantine
Harkány (E9) È da duecento anni un luogo curativo di fama internazionale grazie all’acqua sulfurea che qui scaturisce. Sono stati i manovali che stavano compiendo degli scavi
per la fognatura, nell’insediamento situato vicino sia a Pécs che a Mohács, a scoprire l’effetto miracoloso dell’acqua: dopo aver lavorato per giorni sul terreno paludoso si sono resi
conto di non sentire dolore agli arti gottosi. La famiglia comitale in possesso della zona dal
1820 iniziò la costruzione dell’impianto termale al centro di un immenso parco. Attualmente a
Harkány ci si può curare con una cura termale e di acqua termale.
Palkonya
Villány (F9) Sulle alture piane della montagna Villány già nell’epoca romana veniva coltivata
l’uva. Attualmente la zona vinicola Villány è una delle zone vinicole più famose nel Paese, lungo
l’itinerario che attraversa undici villaggi possiamo assaggiare eccellenti vini rossi e bianchi.
Nell’agglomerato di Villány – dove nell’ottobre di ogni anno dispari si organizza il festival del vino
– è stato realizzato anche un Museo del vino per far conoscere la cultura vinicola della regione.
Villánykövesd, Palkonya (E9) Spostandoci a sud di Pécs, raggiungiamo villaggi con cantine che
offrono uno spettacolo senza pari. A Villányoskövesd, lungo due pendii, troviamo vie con cantine disposte addirittura su tre livelli: piccole case, con dietro le cantine, attaccate l’una all’altra. Davanti a
questo complesso di monumenti protetti, spesso si tengono programmi folcloristici. Nella vicina
Palkonya è stata costruita nel XIX secolo una serie di cantine, oggi patrimonio monumentale protetto. Altro interessante monumento del villaggio è una chiesa a pianta circolare tra le più belle
d’Ungheria: la chiesa di Santa Elisabetta, con cupola rossa.
Parco nazionale Duna–Dráva
Siklós (E9) Il suo castello sopravvisse intatto al periodo turco e nemmeno le truppe imperiali austriache sono riuscite a distruggerlo come le altre fortezze medioevali ungheresi. A partire dal XIII secolo ogni stile architettonico lasciò sulla città impronte durature. Possiamo ammirare le finestre dell’epoca romanica, la cappella in stile gotico, il palazzo del castello in stile barocco del XVIII secolo e
il portone d’ingresso della fortezza. Nel castello si può visitare un museo carcerario e una collezione
di pietre. L’altra curiosità dell’agglomerato è un ricordo dell’età turca, la moschea pentagonale del
beì Malkocs per la cui perfetta restaurazione Siklós, nel 1992, ha ottenuto il permio Europa
Nostra.
Siklós, fortezza
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Uf f ici Tour infor m del Transdanubio
Enying, H–8130 Kossuth u. 29.
Tel.: +36-22-572-072, tel./fax: +36-22-372-952
E-mail: [email protected]
Pannonhalma, H–9090 Petőfi u. 25.
Tel./fax: +36-96-471-733
E-mail: [email protected]
Fertőd, H–9431 J. Haydn u. 3.
Tel.: +36-99-370-182, tel./fax: +36-99-370-544
E-mail: [email protected]
Pápa, H–8500 Fő u. 5.
Tel./fax: +36-89-311-535
E-mail: [email protected]
Gárdony, H–2484 Szabadság út 16.
Tel.: +36-22-570-078, tel./fax: +36-22-570-077
E-mail: [email protected]
Pécs, H–7621 Széchenyi tér 9.
Tel.: +36-72-213-315, fax: +36-72-212-632
E-mail: [email protected]
Győr*, H–9021 Árpád u. 32. (regionale)
Tel.: +36-96-522-255, fax: +36-96-522-224
E-mail: [email protected]
Pécsvárad, H–7720 Kossuth L. u. 31.
Tel./fax: +36-72-466-487
E-mail: [email protected]
Direzione Marketing Regionale del
Transdanubio Centrale
Agárd, H–2484 Tópart u. 17.
Tel.: +36-22-370-051, fax: +36-22-370-063
E-mail: [email protected]
Győr, H–9021 Árpád u. 32. (comunale)
Tel.: +36-96-336-817, tel./fax: +36-96-311-771
E-mail: [email protected]
Sárvár, H–9600 Várkerület 33.
Tel.: +36-95-520-178, +36-95-520-181
Fax: +36-95-520-179
E-mail: [email protected]
Direzione Marketing Regionale del
Transdanubio Meridionale
Pécs, H–7624 Barbakán tér 5.
Tel.: +36-72-514-620, fax: +36-72-310-067
E-mail: [email protected]
Kaposvár*, H–7400 Csokonai u. 3. (regionale)
Tel.: +36-82-508-150, +36-82-508-151
Tel./fax: +36-82-317-133
E-mail: [email protected]
Servizi disponibili non-stop
Budapest V., Sütő utca 2. (Deák tér)
Servizio Tourinform automatico (0-24):
06-80-630-800
+36-30-30-30-600
Servizio telefonico Tourinform (0-24):
+36-1-438-80-80
Casella postale: Budapest H-1548
Fax: +36-1-488-8661
E-mail: [email protected]
www.hungary.com
Direzione Marketing Regionale del
Transdanubio Occidentale
Sopron, H–9400 Új u. 4.
Tel.: +36-99-512-594, fax: +36-99-512-598
E-mail: [email protected]
Associazione Bagni Termali del
Transdanubio Meridionale
Pécs, H–7621 Felsőmalom u. 13.
Tel.: +36-72-210-446, fax: +36-72-511-015
Cell.: +36-70-312-0486
E-mail: [email protected]
Uffici Tourinform del Transdanubio
Bakonyszombathely, H–2884 Kossuth L. u. 50.
Tel.: +36-34-359-155, fax: +36-34-359-122
E-mail: [email protected]
Bóly, H–7754 Erzsébet tér 1.
Tel./fax: +36-69-368-100
E-mail: [email protected]
Bük, H–9737 Eötvös u. 11.
Tel.: +36-94-558-419, +36-94-558-439
Fax: +36-94-359-322
E-mail: [email protected]
Celldömölk, H–9500 Dr. Géfin L. tér 1.
Tel./fax: +36-95-423-940
E-mail: [email protected]
Csurgó, H–8840 Csokonai u. 24.
Tel./fax: +36-82-571-046
E-mail: [email protected]
Dombóvár, H–7200 Hunyadi tér 27.
Tel./fax: +36-74-466-053
E-mail: [email protected]
Dunaföldvár, H–7020 Rákóczi u. 2.
Tel./fax: +36-75-341-176
E-mail: [email protected]
Harkány, H–7815 Kossuth u. 2/A
Tel.: +36-72-479-624, fax: +36-72-479-989
E-mail: [email protected]
Kaposvár, H–7400 Fő u. 8. (comunale)
Tel.: +36-82-512-921, +36-82-512-922
Fax: +36-82-320-404
E-mail: [email protected]
Kárász, H–7333 Petőfi u. 36.
Tel./fax: +36-72-420-074
E-mail: [email protected]
Komárom, H–2900 Igmándi út 2.
Tel.: +36-34-540-590, tel./fax: +36-34-540-591
E-mail: [email protected]
Kőszeg, H–9730 Jurisics tér 7.
Tel.: +36-94-563-120, tel./fax: +36-94-563-121
E-mail: [email protected]
Lenti, H–8960 Táncsics M. u. 2/A
Tel.: +36-92-551-188, +36-92-351-320,
Fax: +36-92-551-189
E-mail: [email protected]
Magyarhertelend, H–7394 Kossuth L. u. 46.
Tel.: +36-72-521-002, tel./fax: +36-72-521-001
E-mail: [email protected]
Mesztegnyő, H–8716 Szabadság tér 6.
Tel./fax: +36-85-329-066
E-mail: [email protected]
Mohács, H–7700 Széchenyi tér 1.
Tel.: +36-69-505-515, tel./fax: +36-69-505-504
E-mail: [email protected]
Mosonmagyaróvár, H–9200 Kápolna tér 16.
Tel./fax: +36-96-206-304
E-mail: [email protected]
Nagyatád, H–7500 Baross G. u. 2.
Tel.: +36-82-553-012, fax: +36-82-553-013
E-mail: [email protected]
Siklós, H–7800 Felszabadulás u. 3.
Tel.: +36-72-579-090, fax: +36-72-579-091
E-mail: [email protected]
Sopron, H–9400 Előkapu u. 11.
Tel.: +36-99-338-592, tel./fax: +36-99-338-892
E-mail: [email protected]
Sümeg, H–8330 Kossuth L. utca 15.
Tel.: +36-87-550-276, tel./fax: +36-87-550-275
E-mail: [email protected]
Székesfehérvár, H–8000 Városház tér 1.
Tel.: +36-22-312-818, fax: +36-22-502-772
E-mail: [email protected]
Szekszárd, H–7100 Garay tér 18. (comunale)
Tel.: +36-74-511-263, tel./fax: +36-74-511-264
E-mail: [email protected]
Szekszárd, H–7100 Bajcsy-Zs. u. 7. (regionale)
Tel.: +36-74-418-907, fax: +36-74-412-082
E-mail: [email protected]
Szombathely, H–9700 Kossuth Lajos u. 1–3.
Tel.: +36-94-514-451, fax: +36-94-514-450
[email protected]
Tamási, H–7090 Garay u. 1–3.
Tel./fax: +36-74-470-902
E-mail: [email protected]
Tata, H–2890 Ady Endre u. 9.; Pf. 218
Tel.: +36-34-586-046, tel./fax: +36-34-586-045
E-mail: [email protected]
Veszprém*, H–8200 Megyeház tér 1. (regionale)
Tel.: +36-88-545-045/047/048/049
Fax: +36-88-545-039
E-mail: [email protected]
Veszprém, H–8200 Vár u. 4. (comunale)
Tel./fax: +36-88-404-548
E-mail: [email protected]
Zalaegerszeg*, H–8900 Kosztolányi u. 10. (regionale)
Tel.: +36-92-597-560, tel./fax: +36-92-597-561
E-mail: [email protected]
Orfű, H–7677 Széchenyi tér 1.
Tel.: +36-72-598-115, +36-72-598-116
Fax: +36-72-598-119
E-mail: [email protected]
Zalaegerszeg, H–8900 Széchenyi tér 4–6.
Pf. 506 (comunale)
Tel.: +36-92-316-160, +36-92-510-696
Fax: +36-92-510-697
E-mail: [email protected]
Paks, H–7030 Szent István tér 2.
Tel.: +36-75-421-575, fax: +36-75-510-265
E-mail: [email protected]
Zirc, H–8420 Rákóczi tér 1.
Tel.: +36-88-416-816, fax: +36-88-416-817
E-mail: [email protected]
*L’ufficio non presta servizio clienti. Per eventuali
informazioni scrivere o telefonare.
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Kőszeg, sfilata della vendemmia
Eventi
Sfilata delle maschere busó
Festa barocca
Festival di primavera di Pécs
Festival di primavera di Szombathely
Festival di Primavera di Győr
Floralia Festa della Primavera
Festival delle arti in onore di Gisella
Festa del vino di Sopron
Gara internazionale di equitazione
Settimane festive di Sopron
Festival della fortezza di Erőd
Settimane dell’arte e della gastronomia
Estate di Győr-Festival Culturale Internazionale
Festival Internazionale di Bartók
Serate di Beethoven
Festival Internazionale del Folclore
Gara dei Cuochi Regi
Giornate del Brigante di Bakony
Festival internazionale del Ballo popolare Giornate Regie
Finesettimana dell’Estate Barocca
World Folkloriada, olimpiadi dell’arte popolare
Giornate di Pécs (Feste dell’Uva e del Vino)
Gara internazionale di equitazione
Festival Mondiale del Ditirambo
Giornate del vino di Mór
Festa del Saluto del Vino nuovo
Mohács (F8–9)
Győr (D4)
Pécs (E8)
Szombathely (B5)
Győr (D4)
Tác-Gorsium (E5)
Veszprém (D–E5)
Sopron (B4)
Kaposdada, valle di Kassa (D7–8)
Sopron (B4)
Komárom, Fortezza di Monostor (E4)
Pécs (E8)
Győr (D4)
Szombathely (B5)
Martonvásár, Castello Brunszvik (F5)
Sárvár (C5)
Nagyszakácsi (C7)
Zirc (D5)
Székesfehérvár (E–F5)
Győr (D4)
Pécs (E8)
Pécs (E8)
Kaposdada, valle di Kassa (D7–8)
Pécs, Siklós, Palkonya, Villány, Villánykövesd,
Nagyharsány, Harkány (E–F8–9)
Mór (E5)
Villány (F9)
febbraio
febbraio
marzo
marzo
aprile
aprile-maggio
maggio
maggio
maggio
giugno
giugno
giugno
giugno-luglio
giugno
luglio-agosto
agosto
agosto
agosto
agosto
agosto
agosto
settembre
settembre
settembre
ottobre
novembre
Per ulteriori informazioni relative a queste manifestazioni, si prega di contattare le nostre rappresentanze, il Servizio
telefonico Tourinform o la pagina web www.hungary.com.
Itinerari del vino, associazioni
Associazione della Via del vino bianco Mohács–Bóly
Bóly, H–7754 Erzsébet tér 1.
Cavalcata Vienna–Sopron
Parchi nazionali, patrimonio
mondiale
Direzione del Parco Nazionale Fertő–Hanság
Sarród, H–9435 Kócsagvár, Pf. 4
Parco Naturale di Írott-kő
Kőszeg, H–9730 Jurisics tér 7.
Direzione del Parco Nazionale di Őrség
Őriszentpéter, H–9941 Siskaszer 26/A
Direzione del Parco Nazionale Duna–Ipoly
Budapest, H–1021 Hűvösvölgyi út 52.
Direzione del Parco Nazionale Duna–Dráva
Pécs, H–7625 Tettye tér 9.
Patrimonio mondiale dell’UNESCO
Catacomba di Pietro e Paolo, Catacomba
a forma di Caraffa, Mausoleo Protocristiano
Cappella sepolcrale Tardoromana, Catacomba
protocristiana Doppio Dipinto
Pécs, H–7621 Szent István tér e Apáca utca
Numeri di emergenza
Pronto soccorso: 104
Polizia: 107
Vigili del fuoco: 105
Edito dall’ Magyar Turizmus Rt.
Disegnato e prodotto da Geomédia
Foto: Archivio fotografico dell’ Magyar Turizmus Rt.
Cartina: Paulus
✁
Gentile Signora, Egregio Signore!
Associazione della Via del vino di Tolna
Casa della Cultura, Casa dei Vini
Kölesd, H–7052 Kossuth tér 12.
L’Ufficio del Turismo Ungherese si propone di offrire informazioni utili a tutti coloro
che programmano un viaggio in Ungheria. Poiché vorremmo che i nostri opuscoli
vengano quanto più possibile incontro ai Suoi interessi, nelle prossime settimane ci
permetteremo di chiederLe la cortesia della Sua attenzione per un questionario con il
quale vorremmo conoscere se Lei ritiene utili le informazioni contenute in questo
opuscolo. Se Le interessa collaborare in tal senso, Le chiediamo gentilmente di inviarci il Suo NOME, INDIRIZZO e indirizzo E-MAIL al seguente indirizzo di posta elettronica: kiadvá[email protected] – oppure al nostro indirizzo postale: Magyar
Turizmus Rt., H-1548 Budapest. Durante il mese di maggio di ogni anno avrà luogo
una estrazione tra tutti coloro che ci avrano inviato questo tagliando: in premio, un
fine settimana per due persone in Ungheria, con trattamento di pensione completa. Il
premio include anche il viaggio con i voli di linea della compagnia aerea MALÉV Linee
Aeree Ungheresi. Al vincitore perverrà una nostra comunicazione scritta.
Associazione della Via del vino della Regione Vinicola di Szekszárd
Szekszárd, H–7100 Béla tér 8.
Associazione della Via del Vino Villány–Siklós
Villány, H–7773 Deák F. u. 22. C.p. 30
Siklós, H–7800 Felszabadulás u.3.
Associazione della Via del vino Pannonhalma–Sokoróalja
Győrújbarát, H–9081, BM köz 1.
Associazione della Via del vino di Somló e Dintorni
Budapest, H–1021 Hűvösvölgyi út 104.
Associazione Via del vino di Sopron
Sopron, H–9400 Új u.4.
Associazione Via del vino di Zala
Türje, H–8796 Ságvári út 1.
Ufficio del Turismo Ungherese • www.hungary.com
Associazione Via «Ezerjó»
Mór, H–8060 Zrínyi u. 36.
Cognome:
Nome:
Indirizzo:
E-mail:
✁
Compilando questo tagliando, Lei autorizza l’Ufficio del Turismo Ungherese al trattamento
dei Suoi dati personali per attività di marketing e sondaggi interni. L’Ufficio del Turismo
Ungherese si obbliga a non offrire i dati ai terzi. Il codice di sicurezza dei dati del Ufficio del
Turismo Ungherese è 359-0001.
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Pannonia
Uffici esteri dell’Ufficio del Turismo Ungherese
Austria
Ungarisches Tourismusamt
A–1010 Wien, Opernring 5/2 Stk.
Tel.: (43 1) 585 20 1213, 585 20 1214
Fax: (43 1) 585 20 1215
E-mail: [email protected]
www.ungarn-tourismus.at
Belgio
Office du Tourisme de Hongrie (Hongaars Verkeersbureau)
B–1050 Bruxelles, Avenue Louise 365
(B–1050 Brussel, 365 Loizalaan)
Tel.: (32 2) 346 8630, 648 5282
Fax: (32 2) 344 6967
E-mail: [email protected]
www.visithongrie.be
Danimarca
Ungarns Turistkontor (Ufficio Informazioni)
DK–2100 Köbenhavn Ö, Strandvejen 6
Tel.: (45 39) 161 350
(lun-gio: 9:00–12:00/12:30–14:30, ven: 9:00–12:00)
Fax: (45 39) 161 355
E-mail: [email protected]
www.ungarn.dk
Finlandia
Unkarin Matkailutoimisto (Ufficio Informazioni)
00100 Helsinki, Kaisaniemenkatu 10
Tel.: (358 9) 8240 1040 (numero attivo dalle 9 alle 14,
ora locale, dalle 8 alle 13 ora dell’Europa Centrale,
in altre ore è possibile lasciare messaggi)
Fax: (358 9) 8240 1041
E-mail: [email protected]
[email protected]
www.unkarinmatkailu.fi
Francia
Office du Tourisme de Hongrie
75116 Paris, 140 avenue Victor Hugo
Tel.: (33 1) 5370 6717, 5370 6718
Fax: (33 1) 4704 8357
E-mail: [email protected]
[email protected]
www.hongrietourisme.com
Minitel: 3615othongrie
Germania
Ungarisches Tourismusamt
D–10178 Berlin, Neue Promenade 5
Tel.: (49 30) 243 146 0
Fax: (49 30) 243 146 13
E-mail: [email protected]
www.ungarn-tourismus.de
Ungarisches Tourismusamt
D–80637 München, Dom Pedro Str. 17
Tel.: (49 89) 1211 5230, 1211 5253
Fax: (49 89) 1211 5251
E-mail: [email protected]
www.ungarn-tourismus.de
Ungarisches Tourismusamt
D–60528 Frankfurt am Main, Lyoner Strasse 44–48.
Tel.: (49 69) 9288 460
Fax: (49 69) 9288 4613
E-mail: [email protected]
www.ungarn-tourismus.de
30
Giappone
Hungarian National Tourist Office
106-0031 Tokyo, Minato-ku,
Nishiazabu 4-16-13, 28 Mori Building 11F
Tel.: (81 3) 3499 4953
Fax: (81 3) 3499 4944
E-mail: [email protected]
www.hungarytabi.jp
Gran Bretagna
Hungarian National Tourist Office
SW1X 8 AL London, 46 Eaton Place
Tel.: (44 207) 823 1032, 823 1055
Fax: (44 207) 823 1459
E-mail: [email protected]
[email protected]
www.hungarywelcomesbritain.com
Irlanda
Hungarian National Tourist Office
Hungarian Embassy, Dublin 2, 2 Fitzwilliam Place
Tel.: (353 1) 6612 879
Fax: (353 1) 6612 889
E-mail: [email protected]
www.visithungary.ie
Italia
Ufficio Turistico Ungherese
20145 Milano, Via Alberto Da Giussano 1
Tel.: (39 02) 4819 5434
Fax: (39 02) 4801 0268
E-mail: [email protected]
[email protected]
www.turismoungherese.it
Ufficio Informazioni
00187 Roma, Via Sallustiana 23
Tel./fax: (39 06) 4744 836
E-mail: [email protected]
Olanda
Hongaars Verkeersbureau
2593 BS Den Haag, Laan van Nieuw Oost Indie 271
Tel.: (31 70) 320 9092
Fax: (31 70) 327 2833
E-mail: [email protected]
[email protected]
www.hungarytourism.nl
Polonia
Narodowe Przedstawicielstwo Turystyki Wegierskiej w
Polsce
00-464 Warszawa, ul. Szwolezerów 10
Tel.: (48 22) 841 3024
Fax: (48 22) 841 4157
E-mail: [email protected]
[email protected]
www.wegry.info.pl
Repubblica Ceca
Madarská Turistika
140 21 Praha 4, 5. kvetna 65
Tel.: (420 261) 174 166, 174 167
Fax: (420 261) 174 169
E-mail: [email protected]
[email protected]
www.madarsko.cz
Romania
Consulatul General al Republicii Ungare, Sectia Turism
3400 Cluj-Napoca, C.P. 352
Tel./fax: (40 264) 440 547
E-mail: [email protected]
[email protected]
Russia
Buro sovetnika po turizmu Posoltsva Vengerskoj
Respubliki
( )
123242 Moszkva, Krasznaja Presznya ul. 1-7
( 123242 ", . %& & '.1-7)
Tel.: (70 95) 363 3962/3241, 3287, 3288
(interno telefonico)
Fax: (70 95) 363 3963
E-mail: [email protected]
[email protected]
www.hungary.ru
Spagna
Oficina Nacional de Turismo de Hungría
28020 Madrid, Avenida de Brasil 17, Piso 10, Puerta B
Tel.: (34 91) 556 9348
Fax: (34 91) 556 9869
E-mail: [email protected]
[email protected]
www.hungriaturismo.com
Stati Uniti d’America
Hungarian National Tourist Office
N.Y. 10155-3398 New York,
150 East 58th Street, 33rd Floor
Tel.: (1 212) 355 0240
Fax: (1 212) 207 4103
E-mail: [email protected]
[email protected]
www.gotohungary.com
Svezia
Ungerska Turistbyran I Norden
S–114 34 Stockholm, Birger Jarlsgatan 22
Tel.: (46 8) 20 40 40 (numero attivo dalle 9 alle 15,
in altre ore è possibile lasciare un messaggio)
Fax: (46 8) 611 7647
E-mail: [email protected]
[email protected]
www.ungernturism.org; www.ungarnturisme.com
Svizzera
Ungarisches Tourismusamt
CH–8035 Zürich, Stampfenbach Str. 78
Tel.: (41 1) 361 1414
Fax: (41 1) 361 3939
E-mail: [email protected]
[email protected]
[email protected]
www.ungarn-tourism.ch
Ucraina
Komercijnij Viddil Posolstva Ugorskoji Respubliki
Informacijne Bjuro ”Ugorshina-Turizm”
01034 Kijev, vul. Striletska 16
Tel./fax: (380 44) 228 0811
E-mail: [email protected]
[email protected]
www.ugor.kiev.ua
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