la
Rivista
Anno 101 - n. 11 - Novembre 2010
Una visione
diventata reltà
E
Editoriale
di Giangi Cretti
Quella che pochi decenni fa appariva come una visione – in quanto tale, a lungo e da molti osteggiata –
è diventata realtà.
C’è la legittima fierezza di chi si sente partecipe di un’impresa epica, frutto di tenacia e lungimiranza,
in questa dichiarazione di Luzi Gruber, direttore del consorzio impegnato nella realizzazione dell’opera.
Che fa il paio con quella dell’ormai ex, al momento in cui scriviamo, Consigliere federale Moritz Leueberger:
«la montagna è grande, noi siamo piccoli», nella quale, più di ciò che é esplicito, vale quanto é implicito.
Non c’é limite all’iperbole per descrivere l’opera dell’uomo che addomestica la montagna.
E non si può che convenire: quella scritta sotto il San Gottardo, è una pagina di storia.
Della sua rilevanza economica e commerciale, d’altronde facilmente intuibile, abbiamo già fatto qualche cenno
sull’ultimo numero della Rivista: convinti, nel coro di chi celebra, a giusta ragione, quanto sin qui é stato fatto,
abbiamo ricordato quanto ancora resti da fare.
É un’impresa della Svizzera, che conferma di sapere affrontare le grandi sfide tecnologiche, proiettandosi
nel futuro, governandolo secondo i mutamenti socioeconomici ed ecologici.
Al contempo é un’impresa di chiaro respiro internazionale: realizzata da lavoratori, in magna parte, immigrati,
é di concreto interesse ed utilità continentale.
Malgrado, in prospettiva, sussistano dubbi, in parte giustificati, sulla reale consistenza del trasferimento
del traffico pesante dalla gomma alla ferrovia, dal suo compimento ne risulterà accelerato il transito delle merci:
al pari di quello delle persone. Ridotte risulteranno le distanze dell’Europa dei prodotti, dei beni di consumo
e dei poli di sviluppo tecnologico ed imprenditoriale, al pari di quelle dell’Europa dei popoli.
Pertanto: delle lingue e delle culture.
In una fase storica in cui, complice anche un mercato del lavoro balbettante, la paura di ciò che ci é estraneo
fa crescere l’insicurezza e alimenta tendenze all’esclusione, può sembrare persino velleitario confidare
che attraverso il tunnel vengano veicolate anche tolleranza e comprensione: prezioso contributo alla reciproca
conoscenza, preludio necessario alla civile convivenza
Mentre il mondo intero esprime sincera ammirazione per la caduta di un diaframma che sancisce un’apertura,
un rapido sguardo in giro per il Vecchio continente certifica quanto giustificati siano i timori che conseguono
ad un ripiegamento su posizioni di chiusura.
Alla globalizzazione dell’economia fa riscontro il localismo delle culture e delle lingue; l’aspirazione
ad un multiculturalismo responsabile e consapevole viene accantonata, perché considerata irrealizzabile.
Quasi a voler esorcizzare questo fatto si festeggia per il traforo: in fin dei conti, ha una funzione ponte,
non supera ma sottopassa l’ostacolo, crea contatto, favorisce l’incontro.
Attenua lo scontro: coscienti che parimenti potrebbe accentuarlo.
[email protected]
la
Rivista
n. 11 - Novembre 2010
1
S
Sommario
Editoriale
PRIMO
PIANO
15
Espulsione degli stranieri delinquenti e imposta equa
Votazioni federali 28 novembre 2010
15
Autogrill Svizzera per due mesi vetrina delle specialità di Parma
Mercato elvetico primo al mondo per import pro-capite
di agroalimentare italiano
17
Switadvice: piattaforma multimediale per imprenditori
Presentata presso l’Ambasciata svizzera a Roma
20
È caduto l’ultimo diaframma
Galleria di base del Gottardo
23
“Avete compiuto una grande opera”
Il discorso di Moritz Leuenberger a Sedrun
21
Ore 15.00 ad Amsterdam
30
In che misura la Svizzera è stata coinvolta
nello scudo fiscale “ter”?
35
INCONTRI
Poco incline ai compromessi
Donne in carriera: Cinzia Renzi
45
CULTURA
L’Italia: “Pentita sempre e non cangiata mai”
Nella ricorrenza del 150° anniversario dell’Unità italiana
49
Consegnati a Roma il prossimo 19 novembre
Premi Balzan 2010
Zurigo In italiano
57
L’artista dei due mondi
Van Gogh in un’imperdibile mostra a Roma fino al 6 febbraio
62
30
49
1
60
RUBRICHE
62
2
la
Rivista
n. 11 - Novembre 2010
In breve
Italiche
Europee
Internazionali
Oltrefrontiera
Benchmark
Burocratiche
Angolo Fiscale
Angolo legale
5
7
9
11
13
29
32
39
41
Convenzioni Internazionali
L’elefante invisibile
Scaffale
Carnet
Sequenze
Diapason
Convivio
Motori
Starbene
42
47
55
59
67
69
72
77
80
Alle 14.17 del 15 ottobre 2010 tra Faido e Sedrun è caduto l’ultimo diaframma della galleria di base del San Gottardo.
(© SF/Gian Vaiti)
Picasso secondo Picasso
Al Kunsthaus di Zurigo fino al 30 gennaio 2011
63
La magia del silenzio
La 29a edizione delle Giornate del cinema muto a Pordenone
64
DOLCE VITA Un jazz tipicamente italiano
A colloquio con Gerardo Fresina
70
Quando con il cibo l’Umbria si scopre afrodisiaca
72
Automotonews
78
IL MONDO Visitatori in crescita
IN FIE RA Si è chiuso a Padova il 61° Flormart 2010
84
Un evento per la subfornitura europea
Swisstech 2010 – Basilea, 16 – 19 Novembre 2010
85
Un’edizione premium
Motor show 2010: Bologna, 4 - 12 dicembre
86
Culture e tradizioni di tutto il mondo
L’Artigiano in Fiera: Milano 4 - 12 dicembre
87
IL MONDO Sapori di Liguria protagonisti a Gourmesse
IN CAMERA
“Italian Swiss legal Forum 2010” Seminario a Ginevra
64
72
90
92
Seminario a Zurigo: “Doing business in Italia”
Degustazione di prodotti siciliani a Ginevra
93
Invito ad enologica 2010
84
Modena: il Biomed oltre la Ferrari e l’Aceto balsamico...
A Ginevra il Salone svizzero delle vacanze
dei viaggi e del tempo libero
Contatti commerciali
94
Servizi camerali
96
Editore: Camera di Commercio Italiana per la Svizzera
Direttore - Giangi CRETTI
Comitato di Redazione
L. ATTANASIO, G.M. BONADA, A.G. LOTTI,
C. NICOLETTI, S. SGUAITAMATTI
Collaboratori
Ph. BERNASCONI, C. BIANCHI PORRO, M. CALDERAN,
G. CANTONI, M. CARACCIOLO DI BRIENZA, V. CESARI LUSSO,
P. COMUZZI, L. CORTESE, D. COSENTINO, A. CROSTI,
L. D’ALESSANDRO, M. DIORIO, T. GATANI, G. GUERRA, F. Macrì,
G. MERZ, A. ORSI, G. SORGE, N. TANZI, I. WEDEL
La Rivista
Seestrasse 123 - Cas. post. 1836 - 8027 Zurigo
Tel. ++41(0)44 2892328 - Fax ++41(0)44 2015357
[email protected], www.ccis.ch
Pubblicità
Camera di Commercio Italiana per la Svizzera
Seestrasse 123 - Casella postale - 8027 Zurigo
Tel. ++41(0)44 2892323 - Fax ++41(0)44 2015357
e-mail: [email protected]
Abbonamento annuo
Fr. 60.- Estero: 50 euro - Gratuito per i soci CCIS
90
Le opinioni espresse negli articoli non impegnano la CCIS.
La riproduzione degli articoli è consentita con la citazione della fonte. Periodico iscritto all’USPI (Unione
Stampa Periodica Italiana). Aderente alla FUSIE (Federazione Unitaria Stampa Italiana all’Estero)
Appare 11 volte l’anno.
Progetto grafico, stampa e confezione
Nastro & Nastro srl
21010 Germignaga (Va) - Italy
Tel. +39 0332 531463 - Fax +39 0332 510715
www.nastroenastro.it
la
Rivista
n. 11 - Novembre 2010
3
www.maserati.com
Consumo combinato: 14,7 l/100 km (4.2), 15,7 l/100 km (4.7) I Emissioni di CO2: 345 g/km (4.2), 365 g/km (4.7)
Categoria d’efficienza energetica G I Emissioni di CO2 di tutte le vetture in vendita in Svizzera: 204 g/km
THE NEW MASERATI QUATTROPORTE
OPERA D’ARTE PER INTENDITORI.
Maserati Quattroporte S 4,7 litri da 430 CV e Maserati Quattroporte 4,2 litri da 400 CV. Motore V8, design Pininfarina.
La rete ufficiale dei concessionari Maserati in Svizzera
Loris Kessel Auto SA, 'RANCIA,UGANOs Garage Foitek AG,5RDORF:àRICHsNiki Hasler AG, 4052 Basel,
s Krähenmann Autocenter AG, -EILENs Sportgarage Leirer AG, 3TEINs Automobile Németh AG,
(INTERKAPPELENs Auto Pierre Sudan, :UGs Modena Cars SA, 'ENÒVEs Garage Zénith SA,
,AUSANNEs Garage Zénith SA, 3IONs Maserati (Svizzera) SA , 8952 Schlieren, 044 556 25 00
In breve
Fiat: Altavilla nuovo a.d. di Iveco
al posto di Monferino
Eco-città: Belluno la prima
Alfredo Altavilla sarà nominato nuovo a.d. dell’Iveco (la
divisione camion del gruppo Fiat) in sostituzione di Paolo
Monferino, che lascerà il gruppo assumendo l’incarico
di Direttore della Sanità della Regione Piemonte. L’a.d.
della Fiat, Sergio Marchionne, ha commentato: “Voglio
ringraziare, personalmente e a nome dell’azienda, Paolo
Monferino per l’eccellente lavoro svolto in tutti questi anni
di servizio in Fiat. Nei diversi incarichi che ha ricoperto
si è sempre contraddistinto per serietà, rigore e grande
intelligenza.
Queste qualità gli hanno permesso, ad esempio, di completare prima un’impresa straordinaria come l’integrazione tra Case e New Holland e poi di riportare l’Iveco
ai massimi livelli di competitività nel settore dei veicoli
industriali.
Mi dispiace che lasci il gruppo Fiat, ma sono lieto di sapere che le sue competenze, le sue capacità di programmazione e di gestione, oltre alle sue grandi qualità umane,
potranno essere messe a disposizione della sanità pubblica, a beneficio dell’intera collettività.”.
Sul podio ci sono Belluno, Verbania e Parma. In fondo
alla classifica, Palermo, Crotone e Catania. Ma l’allarme
arriva soprattutto dalle grandi città. Ad eccezione di
Torino, infatti, tutti i centri urbani con più di mezzo milione di abitanti hanno peggiorato il loro stato di salute
ambientale: tra questi Milano, Roma, Napoli e Palermo.
È quanto emerge dalla 17/a edizione di “Ecosistema
urbano”, annuale ricerca di Legambiente e Ambiente Italia, realizzato in collaborazione con Il Sole 24ore.
La graduatoria si basa su diversi parametri: trasporto
pubblico, isole pedonali, zone a traffico limitato, depurazione delle acque, raccolta differenziata. Nella top ten ci
sono anche Trento, Bolzano, Siena, La Spezia, Pordenone, Bologna e Livorno. Il dossier evidenzia però la “pessima aria” che si respira a Milano: (63/a in classifica, era
46/a nel 2009) che peggiora in tutti gli indici della qualità
dell’aria; e mentre Napoli (96/a, -7 posizioni) e Palermo
(101/a, -11) «soccombono» sotto i cumuli di rifiuti nelle
strade, a Roma (75/a, -13) i cittadini patiscono gli «effetti
dannosi di una mobilitazione scriteriata».
Svizzera: in aumento i multimilionari
È ulteriormente aumentato nel 2007 il numero dei multimilionari che pagavano le tasse in Svizzera. Se oltre la metà della popolazione dichiarava
in quell’anno una sostanza netta inferiore ai 50.000 franchi, 9.740 persone annunciavano un patrimonio di oltre 10 milioni di franchi. Secondo
la statistica 2007, pubblicatadall’Amministrazione federale delle contribuzioni, i multimilionari sono aumentati di un migliaio rispetto al 2006.
Il maggior numero di costoro risiedeva nel Cantone di Zurigo, che ne
ospitava 2980 (lo 0,37% di tutti i contribuenti del Cantone) Altri Cantoni
restano tuttavia molto attrattivi. Svitto registrava una proporzione dello
0,77% di contribuenti con un patrimonio netto di oltre 10 milioni. Seguono Zugo (0,76%) e Nidwaldo con 0,74%. Il Ticino era nel gruppo di coda
con lo 0,12%.
A fronte di questi milionari, oltre un quarto dei contribuenti (26,6%) non
aveva dichiarato alcuna sostanza netta e il 30% ne possedeva una inferiore
a 50.000 franchi. ll Cantone Soletta contava quasi un contribuente su due
senza patrimonio (41,9%), seguito dal Giura (41,6%) e dal Ticino (41,5%).
la
Rivista
n. 11 - Novembre 2010
5
ITALICHE
di Corrado Bianchi Porro
Debito pubblico
e debito privato
E allora l’Italia? Alberto Quadrio Curzio, docente di economia politica alla Cattolica ed editorialista prima del Sole
24 Ore ed ora del Corriere della Sera, è ottimista. Per
fortuna, spiega, non abbiamo dato retta a chi voleva deindustrializzare l’Europa, sposando la tesi secondo la quale
ormai la Cina è la fabbrica del mondo. È vero per molti
aspetti, ma l’Europa (e l’Italia in particolare), osserva, ha
resistito alla crisi proprio perché non ha deindustrializzato
il sistema. Inoltre, l’Italia non ha seguito la politica della
crescita drogata dalla finanza e dall’indebitamento delle
famiglie, secondo la prassi in uso negli Stati Uniti, Irlanda
e Gran Bretagna. Sono questi ultimi i Paesi che all’epoca
del boom sono cresciuti di più e ci si chiedeva di prenderli
a modello. L’Europa continentale invece ha continuato la
sua crescita normale, senza eccessivi cambiamenti nel
debito delle famiglie, anche se quello statale rimane elevato. Il fatto è, spiega Alberto Quadrio Curzio, che si tende a confondere la ricchezza (cioè lo stock accumulato di
beni) con il reddito prodotto da tale flusso. In effetti, con
la crisi, la ricchezza finanziaria in Italia non è caduta, cosa
che invece è avvenuta nei Paesi anglosassoni. Lo scoppio della crisi immobiliare ha invece impoverito le famiglie
americane. Se consideriamo il rapporto tra Italia e Usa,
è vero che l’Italia ha un debito pubblico del 120% del Pil,
ma questo dato confonde il reddito rispetto alla ricchezza. Negli anni più acuti della crisi, negli Stati Uniti, che
sono più vulnerabili, il rapporto tra debito pubblico e Pil
è cresciuto enormemente. L’Italia invece ha retto bene, a
motivo del basso indebitamento delle famiglie, cosa che
spesso viene dimenticata. È stato l’indebitamento privato
che ha portato alla crisi, non quello pubblico.
Conveniva con la crisi decidere maggiore ricorso alla spesa pubblica per contrastare la recessione? Per fortuna
non è stato fatto neppure questo e chi ha seguito questa
strada non ha poi ottenuto grossi risultati. Si è iniziato invece ad uscire dal circolo vizioso – osserva ancora Alberto Quadrio Curzio – quando l’export ha ricominciato a tirare. D’altra parte gli italiani (ma lo stesso avviene altrove)
quando c’è la crisi non consumano di più; semplicemente
risparmiano maggiormente. È l’atteggiamento difensivo
più immediato nel momento delle difficoltà. Dove si è
speso di più per contrastare la crisi? In Gran Bretagna,
Spagna e Stati Uniti, dove il rapporto debito pubblico Pil
è cresciuto del 7,5% rispetto al 2,5% dell’Italia nel biennio
2008-2009. Il calo del reddito nazionale dell’Italia è stato
equivalente a quello della Germania e degli altri Paesi che
hanno aumentato la spesa pubblica; dunque la scelta del
ministro italiano dell’economia di non allagare i cordoni
della borsa, aggiunge Quadrio Curzio, è stata saggia.
Per uscire dalla crisi, si è esaltato il ruolo del G-20 (i Paesi
che producono il 90% del Pil mondiale) che dal novembre
del 2008 ad oggi si è riunito 5 volte. Eppure, dal G-20
non è derivato quasi nulla, eccettuate le molte parole.
Ne ha beneficiato solo il FMI che è stato ricapitalizzato e
che ha potuto aiutare la Grecia. Si è parlato assai della
crisi dell’euro, ha commentato Alberto Quadrio Curzio,
al convegno Vestuti che si è tenuto a Como. Si diceva
che l’euro era ormai finito. Ma non era debole a 1,19
col dollaro, perché si dimentica che era l’identico livello
degli esordi. E poi, guarda caso, il rapporto è arrivato a
1.40 col biglietto verde. Oggi l’euro è molto forte e forse
troppo forte.
A confortare l’analisi positiva sull’Italia di Alberto Quadro
Curzio è intervenuto qualche giorno dopo il corposo studio del Credit Suisse Global Wealth Report sulle differenze riscontrate nell’ultimo decennio nell’accumulazione di
capitale, i trend del consumo e i prezzi nel mondo. Nella
classifica della ricchezza per nazioni predominano Singapore, Svizzera, Norvegia, Australia e Francia. Ma per
quanto riguarda il caso specifico dell’Italia, la titolazione
dello studio dedicato all’economia della Penisola recita:
“Alta ricchezza, bassi debiti”. L’Italia, afferma lo studio,
ha dalla sua alcune delle migliori caratteristiche sulla ricchezza rispetto ad altre nazioni. La sua posizione tra i Paesi con la maggior ricchezza mondiale è tra i più alti livelli
al mondo. La crescita di ricchezza nel decennio 20002010 è stata impressionante (nonostante la crisi finanziaria) raddoppiando praticamente il proprio livello. Con
una popolazione di 60 milioni di abitanti e 49 milioni di
popolazione adulta, la ricchezza media per adulto è pari
a 226.423 dollari e la mediana si situa a 115.182, per
un totale di 11 trilioni di dollari. I milionari italiani in dollari
sono 1,415 milioni. Gli asset reali rappresentano il 60%
della ricchezza, a metà tra il 55% della Gran Bretagna e
il 65% della Francia. La media dei debiti, pari a 21.000
dollari, costituisce solo il 9% del totale degli asset. Il che
significa molto meglio della media dei Paesi sviluppati.
L’Italia ha infatti storicamente uno dei livelli più bassi di
debiti tra i Paesi industrializzati. Il basso livello di indebitamento è motivato dalla scarsa propensione all’utilizzo
delle ipoteche per incrementare il patrimonio immobiliare.
Infine l’1% degli italiani è nel top della scala più alta dei
più ricchi del mondo. Anche questo spiega perché sulla
riforma del Patto di stabilità e crescita dell’Eurogruppo
sia stata premiata la linea Tremonti: si terrà conto del
debito privato e non solo di quello pubblico.
la
Rivista
n. 11 - Novembre 2010
7
EUROPEE
di Philippe Bernasconi
Un Patto
che continua a dividere
Che c’è di meglio di nuove regole per garantirsi una maggiore stabilità finanziaria e sociale?
Entrata nel vivo la crisi economica e scopertisi
afflitti dalla sindrome da sovra indebitamento,
i Paesi membri dell’Unione europea le avevano
invocate a gran voce. E adesso che sono finalmente arrivate sul tavolo dei 27 sono tentati
di rispedirle al mittente. I paradossi, ma mica
tanto, di un autunno che a Bruxelles e dintorni
rischia di rivelarsi assai caldo.
Facciamo un piccolo passo indietro: inizio estate 2010.
Quando ormai il peggio (leggi crisi economica) sembrava essere passato e la fine del tunnel sembrava essere
lì dietro l’angolo, l’Europa si è improvvisamente trovata
davanti a un nuovo impervio ostacolo da superare. Un
nuovo ostacolo con un nome e un cognome chiarissimo:
il debito pubblico. La Grecia, ma anche altri Stati apparentemente meno inclini ad andare oltre le righe (come la
Gran Bretagna e l’Irlanda), si sono visti confrontati con la
crisi da default, con il rischio fallimento.
E allora via ai piani d’urgenza e alle misure tampone per
salvare il salvabile. Emergenza che ha, ancora una volta,
dimostrato quanto l’Unione europea sia fragile e vulnerabile. Perché le manca una vera governance economica e
perché le mancano le necessarie misure di controllo per
monitorare l’agire dei suoi membri e, se necessario, per
intervenire preventivamente ed evitare crisi sistemiche
come, appunto, quella di inizio estate. Di fronte a una tale
evidenza ci si è rimboccati le maniche e ci si è messi al
lavoro per rivedere quel Patto di stabilità che tanto bene
aveva fatto nella fase di costruzione della moneta unica,
ma che oggi sembra essere superato dagli eventi e quanto mai necessita di essere rivisto e aggiornato.
Le regole proposte dalla Commissione europea a metà
ottobre sembrerebbero andare nella giusta direzione. Il
piano è suddiviso in tre punti principali: 1. interventi preventivi su quei Paesi con disavanzi pubblici che tendono
ad oltrepassare i limiti previsti dal Patto di stabilità (debito superiore al 60% del prodotto interno lordo, deficit
al 3%); 2. sanzioni progressive in caso di violazioni; 3.
piani di rientro a ritmi prefissati. Se queste regole fossero
state applicate in passato, non ci sarebbero stati casi
come quello della Grecia. O perlomeno si sarebbe tentato
di porvi rimedio in tempo, così da evitare quel che sta
capitando in questi mesi. Ovvero che il governo colpito
dalla crisi per evitare la bancarotta sia costretto a varare piani di austerità talmente drastici da mettere sull’orlo
della bancarotta i suoi cittadini. Eppure ancora una volta
l’Europa sembra essere divisa al suo interno.
Da una parte i Paesi virtuosi (Germania in testa), poco
propensi ad oltrepassare i limiti di bilancio e quindi tendenzialmente favorevoli alle nuove regole. Dall’altra i Paesi maggiormente a rischio sanzioni e quindi contrari a
misure con cui prima o poi potrebbero essere confrontati.
Insomma, ha un bel dire il presidente della commissione
europea Barroso quando sottolinea come “debiti e deficit
sono antisociali perché non permettono la spesa nei settori dove c’è bisogno”. Ancora una volta ognuno sembra
pensare per sé e non al bene comune dell’Europa.
A maggior ragione, oltre a regole efficaci e certe, all’Europa servirebbe anche una vera governance economica
e finanziaria. Un sistema che permetta a una confederazione di Stati di adottare regole comuni e di metterle in
pratica senza che uno dei suoi membri possa mettere in
discussione una decisione presa da tutti gli altri. Del resto
sono i fatti di queste settimane a mettere ulteriormente
in evidenza la necessità di un agire comune in ambito
economico e finanziario.
La guerra delle valute che si sta consumando sull’altare
della ripresa economica (di questi tempi chi può vantare
una moneta sottovalutata ha maggiori possibilità di vedere la propria economia crescere) vede due indiscussi
protagonisti: gli Stati Uniti e la Cina. Si ha l’impressione
che l’Europa, più che di terzo incomodo, abbia assunto lo
scomodo ruolo di spettatore, impossibilitata a dettare (o
perlomeno a negoziare) le regole del gioco.
Ma, oltre al presidente della Banca centrale, al tavolo dei
negoziati vi dovrebbero sedere anche coloro che rappresentano lo Stato (o la confederazione di Stati) in campo
finanziario ed economico. Evidentemente non ci siamo
ancora. La condivisione, semmai ci sarà, delle nuove regole del Patto di stabilità potrebbe però rappresentare un
primo passo nella giusta direzione.
la
Rivista
n. 11 - Novembre 2010
9
Anni
Comfort Designed&Made In Italy
50 ANNI DI COMFORT DESIGNED&MADE IN ITALY.
Portate nella vostra casa un’atmosfera autenticamente italiana: i divani e le poltrone Natuzzi, rivestiti di pelli pregiate e tessuti
innovativi, sono ideati e realizzati totalmente in Italia. Leader mondiale nel settore dell’arredamento, Natuzzi lavora da 50 anni al
servizio del comfort più ergonomico ed evoluto, permettendovi di personalizzare ogni spazio secondo il vostro gusto e il vostro
stile. Mobili, pareti attrezzate, lampade e accessori sono pensati per essere coordinati tra loro in perfetta armonia, rendendo il
vostro living room unico ed esclusivo.
www.natuzzi.ch
STORE ADRESSES:
ZÜRICH, SCHÜTZENGASSE 1 • DÜBENDORF, RINGSTRASSE 14
DIETIKON, RIEDSTRASSE 4 • ETOY, CHEMIN NOYER GIROD 8
LAUSANNE, RUE DE GENÈVE 2-8
INTERNAZIONALI
di Michele
Caracciolo di Brienza
L’ascesa delle megalopoli
è inevitabile
Chongqing è una città cinese di cui pochi hanno sentito parlare. Ha una popolazione però
che arriva a 32 milioni di persone e ha una provincia delle dimensioni dell’Austria. Oggi metà
della popolazione mondiale vive nelle città e nei
prossimi decenni questa percentuale salirà al
70%. Secondo un recente studio del McKinsey
Global Institute, l’era delle città asiatiche è iniziata da tempo e nei prossimi anni conteranno
per il 40% della crescita urbana mondiale. Entro il 2030 in Cina ci saranno oltre 221 città
con una popolazione che supera il milione di
abitanti. Oggi negli Stati Uniti ce ne sono soltanto dieci.
Ma grande non vuol dire migliore. In India, in Cina e in Brasile si accentuerà il divario già esistente tra la città e la
campagna. Quali conseguenze ci saranno per via di questo inurbamento frenetico? Le megalopoli minano lo Stato
nazione e si aggiungono agli attori credibili sulla scena
internazionale. Sino a pochi anni fa era inconcepibile pensare un ordine mondiale se non gestito dagli Stati, ma si
sono aggiunti numerosi attori quali le ONG, le multinazionali e infine le grandi città. La rivista FP (Foreign Policy)
dedica la storia di copertina dell’ultimo numero all’ascesa
delle megalopoli e ai problemi che ciò comporta. Le città
diventano la dimensione nella quale si possono affrontare
i problemi mondiali e di ridurne la complessità su una
scala locale. Si parla dunque di una rete di villaggi globali
per affrontare le grandi problematiche di governance che
vanno dalla mobilità, alla tutela della salute, al risparmio
energetico. Cento città al mondo rappresentano il 30%
dell’economia mondiale, allora si puo’ cogliere l’importanza che questi attori possono rivestire in tutti i settori in cui
le risposte della comunità internazionale sono inefficaci.
L’economia di New York è maggiore di quella dei 46 Stati
dell’Africa Sub sahariana. Solo le borse di Londra e New
York detengono il 40% della capitalizzazione delle borse
di tutto il mondo. Ciò dimostra che le grandi città sono tra
i motori della globalizzazione.
Il commercio all’interno dell’Asia ha superato quello tra le
sponde del Pacifico e la creazione di questi “hub” urbani e proiettati verso l’esterno è una forma di modernità
che non coincide per nulla con l’occidentalizzazione. Nel
1980 Tokio è stata la prima città a superare i 20 milioni
di abitanti e ci si dovrà capacitare di avere città come
Mumbai o Shangai che avranno circa 100 milioni di abitanti entro il 2025.
Attenzione però al fatto che popoloso non vuol dire proiettato verso l’esterno. Nel 2010 cinque delle dieci città
più internazionali sono in Asia: Tokio, Hong Kong, Singapore, Sydney e Seul; tre in America: New York, Chicago
e Los Angeles; e soltanto due in Europa: Parigi e Londra.
Nonostante l’ascesa di città come Bangalore, San Paolo
e Shangai, le vecchie capitali restano al vertice. I criteri
di questa graduatoria del Global Cities Index 2010 sono
stati stilati dal Chicago Council on Global Affairs. Si analizzano l’afflusso di viaggiatori stranieri, la capitalizzazione
della borsa locale, il traffico di merci, il numero di ambasciate e i musei. Non basta la dimensione della popolazione per far sì che una megalopoli sia anche un attore
su scala mondiale. Megalopoli come Karachi e Lagos
sono rispettivamente al decimo e al diciottesimo posto
per popolazione, ma al sessantesimo e al cinquantanovesimo posto nelle graduatorie delle città più internazionali,
mentre Parigi è ventesima per popolazione e quarta per
proiezione verso l’estero.
Il ruolo crescente di queste megacittà impone una riformulazione del paradigma dominante nella teoria delle relazioni internazionali. Qual è il requisito per avere un peso
nella diplomazia mondiale: la sovranità statale o il peso
economico? E’ ovvio che la risposta sia entrambi. Tuttavia, mentre la sovranità statale sta subendo un’erosione
costante e in vari ambiti, le città stanno concorrendo per
influire sulle scelte internazionali al fianco degli Stati. I
flussi logistici e finanziari che collegano le grandi città
hanno in realtà denazionalizzato le relazioni internazionali. Al riguardo si consideri la politica attiva che molte
città cinesi hanno attuato da tempo per oltrepassare il
governo centrale di Pechino inviando delegati alle fiere
per attirare investitori. Visto che il sistema internazionale
vedrà le grandi città e la loro economia sempre più protagoniste, le Nazioni Unite diventano un modello obsoleto
come simbolo di appartenenza universale alla politica
mondiale. Si potrebbe quindi aprire questo modello ormai
antiquato e prendere esempio dal meno rigido World Economic Forum che mette insieme capi di governo, sindaci,
amministratori delegati di grandi società e i vertici delle
ONG. Ognuno di questi attori contribuisce con dei punti di
vista diversi che completano il quadro in maniera di gran
lunga migliore di quanto non possa fare una negoziazione
capziosa portata avanti da polverosi diplomatici prossimi
alla pensione.
la
Rivista
n. 11 - Novembre 2010
11
OLTREFRONTIERA
di Fabrizio Macrì
Miopi e senza coraggio
C’è già chi la chiama “secessione”, sicuramente non è
una buona notizia per la solidità del nostro Paese e della sua tenuta industriale l’iniziativa della “Greater Geneva
Bern Area” che da mesi invita a delocalizzare piccoli e
medi imprenditori italiani nel Vallese. La Svizzera nell’ambito di una politica industriale lungimirante, punta ad importare nella Confederazione tecnologia manifatturiera e
competenze tecniche in grado di assicurare al Paese una
solida crescita economica anche negli anni a venire e posti di lavoro qualificati.
Il “Paese delle banche e degli orologi” spesso denigrato
in Italia come un angolo d’Europa che ha costruito il suo
benessere sul lavoro degli altri, dimostra invece di avere
forte sensibilità per il comparto manifatturiero, peraltro
già fortemente sviluppato nella Confederazione, e soprattutto di avere visione strategica, di pensare al mantenimento del benessere del paese anche per le generazioni
a venire. La “Greater Geneva Bern Area” ha aperto un ufficio a Torino e, tramite un suo delegato di lingua italiana,
percorre le regioni del Nord Italia offrendo ai nostri piccoli
imprenditori attivi principalmente nei settori della meccanica e dell’elettronica, condizioni estremamente vantaggiose per spostare la propria attività in Svizzera. Decine
di piccoli e medi imprenditori che da anni delocalizzavano in Ticino, nella Svizzera di lingua italiana ora trovano
nuove opportunità di investimento anche nella svizzera
franco-tedesca di fronte all’enorme vantaggio competitivo che questo territorio sembra avere rispetto al nostro.
È interessante notare che questo fenomeno di delocalizzazione che tra l’altro non riguarda solo la Svizzera ma
anche l’Austria e la Slovenia non si dirige verso paesi
dove il costo della manodopera è basso, come accadeva
negli anni ’90, quando gli italiani “invasero” la Romania e
iniziarono a delocalizzare fortemente nei Paesi dell’Est europeo, ma verso Paesi ricchi (anche il reddito pro-capite
sloveno è destinato a breve a superare quello italiano),
dove le retribuzioni del lavoro sono nettamente più alte
che in Italia.
Non siamo cioè di fronte ad un’imprenditoria miope e
sfruttatrice che ha come unico obiettivo quello di non pagare o pagare meno la propria forza lavoro: il fenomeno
cui assistiamo è di natura completamente diversa. Del
resto si moltiplicano i casi di piccoli imprenditori che si
privano dello stipendio per poter pagare la manovalanza
ed i recenti casi di suicidio di imprenditori del Nord che,
causa il crollo degli ordini, non sono stati più in grado di
pagare gli operai ci hanno dimostrato come ormai in certe aree del Paese tra lavoratore imprenditore e lavoratore
operaio ci sia una perfetta simbiosi e che la conflittualità
tra capitale e lavoro non sia più una chiave d’interpretazione attuale della realtà.
Né, purtroppo, siamo di fronte ad un fenomeno “costruttivo” di delocalizzazione strategica che ha visto molte azien-
de medie dell’Europa occidentale diventare multinazionali
negli anni ’90, delocalizzando la produzione in paesi con
costi più bassi e reinvestendo però una parte consistente
dei profitti realizzati nel paese di origine, dove sono state
mantenute le funzioni a più alto valore aggiunto. Siamo
piuttosto di fronte ad un nuovo fenomeno migratorio: la
simbiosi tra imprenditore lavoratore e operaio lavoratore di cui parlavamo prima, trova un’altra triste conferma
nell’emigrazione. Da tempo si parla di fuga di cervelli,
ricercatori e laureati che lasciano il Paese in cerca di
un’occupazione corrispondente agli studi fatti e remunerata meglio che in Italia, ora un altro tipo di lavoratore, se
possibile ancora più prezioso del laureato, lascia il Paese:
l’imprenditore. Le ragioni attengono, esattamente come
nel caso dell’emigrazione di forza lavoro, alle debolezze
strutturali che questo Paese fossile sembra incapace di
togliersi di dosso: burocrazia, fisco, carenze infrastrutturali. La tassazione sulle imprese in Italia supera ormai il
50%, sommando tutti gli oneri, quasi un’espropriazione
dello Stato ai danni dei privati, una tassazione degli utili
che arriva quasi al 68% non è chiaramente competitiva
con un livello di tassazione che nel Vallese si aggira tra il
20 ed il 30%, con un affitto di 2 franchi (1,6 euro) al metro quadro nelle zone artigianali, con mezzi di trasporto
frequenti e puntuali, con servizi pubblici e privati affidabili
ed una semplificazione amministrativa che fa impallidire
la vetusta macchina burocratica italiana.
Alla fine degli anni ’90 quando il Governo Prodi raggiunse
il ragguardevole traguardo di portare il Paese nell’Euro
si disse che non si trattava di un punto di arrivo, ma di
un’opportunità, dell’inizio di una battaglia competitiva per
la quale il Paese doveva attrezzarsi mettendo i propri
imprenditori nelle condizioni migliori di competere senza
ricorrere al periodico regalo della svalutazione. È chiaro
che quella sfida la stiamo perdendo: ci siamo autoimposti
il vincolo esterno dell’Euro, ci siamo giustamente aperti
alla concorrenza internazionale ma colpevolmente non ci
siamo attrezzati.
Manca una politica industriale anche per le imprese medie e piccole, latita una riforma fiscale a favore di lavoro ed imprese e a danno delle rendite, manca una lotta
senza quartiere alla corruzione ed all’evasione fiscale che
drenano risorse pubbliche enormi e che secondo l’ultimo
rapporto della Corte dei Conti rendono impossibile ridurre considerevolmente la pressione fiscale in condizioni di
crescita zero, manca un progetto di organica riforma dello Stato che preveda anche una seria ed organica riorganizzazione del settore preposto all’internazionalizzazione
e manca anche un po’ di sano patriottismo che ci dovrebbe indurre ad aggredire i mercati vicini con una politica di
attrazione di investitori svizzeri, tedeschi ed austriaci nel
Bel Paese. Detto in tre parole: manca il coraggio. Vivacchiamo e facendolo, lentamente scompariamo.
la
Rivista
n. 11 - Novembre 2010
13
revolutionair.
FIAT PRESENTA LA 500 TWINAIR CON IL
MOTORE A BENZINA PIÙ ECOLOGICO AL MONDO.*
DA CHF 139.–/MESE.** PROVATELO ORA ALLE SETTIMANE GREEN-TECH
DURANTE UN GIRO DI PROVA.
• EMISSIONI DI 92 G CO2/KM.*** • CONSUMO DI 4.0 L/100 KM.*** • POTENZA 85 CV.
* SECONDO NORME NEDC *** CONSUMO CICLO MISTO CON CAMBIO DUALOGIC™ (MTA)
t w i n a i r.f i a t . c h
** Esempio di calcolo: 500 TwinAir 85 CV, prezzo in contanti (prezzo di listino) CHF 20 500.–, rata leasing mensile da CHF 139.–, versamento iniziale 25 % del prezzo
di listino, durata 36 mesi, 10 000 km/anno, tasso d’interesse annuo effettivo dello 0 %, assicurazione casco totale obbligatoria (non compresa). Offerta di FIAT Finance.
La concessione di crediti è vietata qualora comporti un indebitamento eccessivo del consumatore. Salvo modifiche del prezzo. Informazioni dettagliate dal vostro partner.
Offerta valevole per tutte le vetture che verranno immatricolate entro il 30 novembre 2010. Non cumulabile con altre offerte promozionali.
Votazioni federali 28 novembre 2010
Espulsione degli stranieri
delinquenti e imposta equa
Due le iniziative in votazione in Svizzera il prossimo 28 Novembre: quella «Per
l’espulsione degli stranieri che commettono reati (Iniziativa espulsione)» alla quale il
Parlamento oppone un controprogetto, e
quella sull’«imposta equa»
Addirittura 3 le domande relative al primo oggetto in
votazione (espulsione). La prima è la seguente:
«Volete accettare l’iniziativa popolare «Per l’espulsione degli stranieri che commettono reati (Iniziativa
espulsione)»?
La seconda, che si riferisce al controprogetto, recita:
«Volete accettare il decreto federale del 10 giugno
2010 concernente l’espulsione e l’allontanamento, nel
rispetto della Costituzione federale, degli stranieri che
commettono reati»?
La terza, definita sussidiaria, chiede: «Nel caso in cui
Popolo e Cantoni accettino sia l’iniziativa popolare
«Per l’espulsione degli stranieri che commettono reati
(Iniziativa espulsione)» sia il controprogetto (decreto
federale del 10 giugno 2010 concernente l’espulsione e l’allontanamento, nel rispetto della Costituzione
federale, degli stranieri che commettono reati): deve
entrare in vigore l’iniziativa popolare oppure il controprogetto?»
Rispondendo alla prima domanda i cittadini decidono
se danno la preferenza all’iniziativa rispetto al diritto
in vigore e rispondendo alla seconda se danno la preferenza al controprogetto rispetto al diritto in vigore.
Possono anche accettare o respingere entrambe le proposte (iniziativa e controprogetto). Indipendentemente
dalle risposte alle prime due domande, la risposta alla
domanda sussidiaria consente inoltre ai cittadini di
scegliere a quale delle due proposte (iniziativa o controprogetto) dare la preferenza se entrambe ottengono
una maggioranza di sì.
L’essenziale in breve
Il tema della criminalità degli stranieri suscita regolarmente dibattiti nell’opinione pubblica. Il diritto in
vigore consente già di revocare il diritto di soggiorno
ai delinquenti stranieri che sono stati condannati. La
decisione spetta alle autorità e ai tribunali cantonali
che decidono dopo aver esaminato il singolo caso.
L’iniziativa intende far revocare automaticamente il diritto di soggiorno a tutti gli stranieri condannati per
aver commesso determinati reati o che hanno percepito abusivamente prestazioni sociali, indipendentemente dalla gravità dell’atto. Contro tali persone deve
inoltre essere pronunciato un divieto di entrata. Il Parlamento oppone all’iniziativa un controprogetto che
intende uniformare la prassi in materia di revoca del
diritto di soggiorno per gli
stranieri autori di reati. Il
criterio determinante è
tuttavia la gravità del reato nel singolo caso e non
un elenco limitato di reati. Il controprogetto prevede inoltre disposizioni
relative all’integrazione
della popolazione straniera. Il Consiglio federale e
il Parlamento respingono
l’iniziativa e sostengono
il controprogetto.
Iniziativa per imposte eque
La domanda che figura sulla scheda è la seguente: «Volete accettare l’iniziativa popolare Per imposte eque.
Basta con gli abusi nella concorrenza fiscale (Iniziativa
per imposte eque)»?
L’essenziale in breve
In Svizzera sono i Cantoni a stabilire l’ammontare delle aliquote fiscali. Questa sovranità fiscale genera una
concorrenza tra i Cantoni che si traduce in oneri fiscali differenziati. Ogni Cantone ha, infatti, interesse a offrire il migliore rapporto qualità-prezzo, combinando
cioè l’efficacia delle prestazioni statali all’attrattiva di
un’imposizione fiscale moderata.
L’iniziativa intende ridurre le differenze fiscali tra i
Cantoni applicando ai redditi e ai patrimoni elevati
un’aliquota d’imposta minima. Inoltre, vuole vietare
l’applicazione delle aliquote fiscali decrescenti, ossia
di aliquote che diminuiscono con l’aumento del reddito o della sostanza imponibile. Il Consiglio federale e il Parlamento respingono l’iniziativa per imposte
eque. In primo luogo, perché la concorrenza fiscale in
Svizzera non è illimitata: efficaci linee direttrici garantiscono che essa venga esercitata in modo corretto e
trasparente. Inoltre, l’imposizione decrescente è vietata dal 2007; su questo punto, l’iniziativa ha quindi già
raggiunto il suo obiettivo.
In secondo luogo, secondo il Parlamento elvetico,
obbligare i Cantoni ad applicare un’aliquota fiscale
minima ai redditi e ai patrimoni elevati costituirebbe
un’ingerenza nella loro sovranità fiscale. Un’ulteriore
limitazione della concorrenza fiscale potrebbe inoltre
disincentivare i Cantoni dall’offrire un ottimale rapporto qualità/prezzo in materia di prestazioni statali e
fiscalità, con il rischio di provocare un aumento generalizzato delle imposte.
Infine, l’iniziativa nuocerebbe non solo ai Cantoni a
fiscalità bassa ma all’intero Paese, che vedrebbe indebolita l’attrattiva della propria piazza economica.
la
Rivista
n. 11 - Novembre 2010
15
Mercato elvetico primo al mondo per import pro-capite
di agroalimentare italiano
Autogrill Svizzera per due mesi
vetrina delle specialità di Parma
Coinvolti 2 milioni di clienti in 100
punti vendita e di ristoro della Svizzera.
Attesi consumi per 2,6 tonnellate di salumi
e 2 di formaggi. Nel primo semestre 2010
+5,4% export italiano nel Paese.
P
armigiano Reggiano, Prosciutto di Parma,
Salame Felino, paste fresche e altre specialità sbarcano per due mesi in Svizzera
in 100 locali Autogrill. Fino al 19 dicembre 2010, con l’iniziativa “Parma: I sapori autentici di una città Magnifica”, Autogrill farà conoscere
a oltre due milioni di viaggiatori elvetici i migliori
prodotti tipici di Parma lungo le autostrade, nelle stazioni ferroviarie, negli aeroporti e nei centri
commerciali.
L’iniziativa è stata presentata al Gran Cafè Motta
di Zurigo, la caffetteria inaugurata lo scorso mag-
gio con il prestigioso marchio che ha segnato la
storia di Autogrill e dell’industria dolciaria italiana
di qualità. I clienti svizzeri potranno trovare le eccellenze del territorio parmense in tutti i market
Autogrill. Potranno anche assaggiare nei ristoranti Autogrill una varietà di ricette tipiche di Parma
come i Tortelli d’erbetta, gli Anolini in brodo e i
Fagottini al Prosciutto e Parmigiano-Reggiano.
L’assortimento del bar-snack prevede inoltre una
selezione di panini speciali farciti con prosciutto
di Parma, salame Felino o Parmigiano-Reggiano.
Si stima che nel corso della promozione saranno
servite o vendute oltre 2,6 tonnellate di salumi e 2
tonnellate di Parmigiano Reggiano. La promozione
si arricchisce di un concorso che mette in palio tre
week-end per due persone a Parma, un’occasione
per fare conoscere non solo i sapori ma anche le
bellezze di questa città emiliana e del territorio
circostante.
la
Rivista
n. 11 - Novembre 2010
17
Roberto Colombo Operations & Marketing Director Autogrill Europa, Andrea G. Lotti Segretario Generale Camera di Commercio Italiana per la Svizzera , Beat Grau Country General Manager Autogrill Svizzera, Austria e Slovenia ,Cesare Azzali
Amministratore Delegato Parma Alimentare durante la presentazione.
Una proficua collaborazione
Il progetto è frutto della collaborazione tra Autogrill, la Camera di Commercio di Parma attraverso la società di promozione Parma Alimentare, la
Camera di Commercio Italiana per la Svizzera, il
Consorzio del Prosciutto di Parma e il Consorzio
del Parmigiano Reggiano. “Autogrill ha scelto la
Svizzera come vetrina per promuovere le eccellenze di Parma, perché la Confederazione Elvetica è un importante partner industriale dell’Italia
e detiene il primato mondiale nell’importazione
pro-capite di prodotti agroalimentari italiani – ha
dichiarato Giuseppe Cerroni, Direttore Generale
Comunicazione e Affari Istituzionali del Gruppo
Autogrill. – La bilancia commerciale italiana resta
in generale negativa. Ma c’è una strada di successo nelle produzioni tipiche e di qualità, oggi riconosciute a livello internazionale come le migliori al mondo. Su questo stesso percorso procede
anche Autogrill. Per noi la Svizzera rappresenta
una tappa chiave di un itinerario europeo iniziato
lo scorso anno in Francia, altro mercato di riferimento per questo settore”. Autogrill si colloca nel
momento terminale della filiera agroalimentare, la
vera la prova del fuoco dei prodotti, aprendo un
dialogo diretto con il consumatore attraverso l’informazione, il consumo e l’acquisto del prodotto.
Successo crescente
dell’agroalimentare italiano in Svizzera
Oltre il 30% delle importazioni svizzere dall’Italia
riguarda proprio il settore agroalimentare e circa
il 2,4% di quelle alimentari proviene dal territorio
parmense. Nel primo semestre 2010 il valore delle importazioni di prodotti parmensi ha raggiunto
18
la
Rivista
n. 11 - Novembre 2010
quota 10.3 milioni di euro. Un volume strabiliante
se si considera che nello stesso periodo il “made
in Parma” negli Stati Uniti si è attestato a i 9.7 milioni di euro. Nel 2009, sono affluiti in Svizzera
oltre 119.000 prosciutti e il Parmigiano Reggiano
ha registrato in questo mercato un incremento del
3% delle esportazioni.
“La promozione di Parma – ha dichiarato Beat
Grau, Country General Manager Autogrill Svizzera, Austria e Slovenia – fa parte della strategia del
Gruppo mirata, da un lato, a sviluppare un’offerta di alta qualità per un mercato premium come
quello svizzero, che mostra anno dopo anno grande interesse per la gastronomia di qualità italiana.
Al tempo stesso – ha aggiunto Grau - Autogrill è
una catena di luoghi di sosta distribuiti in 52 Paesi, un luogo d’esperienza che, con i suoi milioni
di contatti, è in grado di offrire grande visibilità
anche all’estero alle migliori produzioni locali e ai
suoi produttori”.
“Questa iniziativa “– ha dichiarato Cesare Azzali, Amministratore Delegato di Parma Alimentare
– contribuisce a far apprezzare l’alta qualità dei
prodotti “made in Parma. La nostra è una città giustamente apprezzata per ragioni storico culturali. La sua provincia ha dato i natali a Giuseppe
Verdi. Ma forse la sua fama universale è legata ad
alcuni prodotti della gastronomia che malgrado i
numerosi e fraudolenti tentativi di imitazione costituiscono un unicum: mi riferisco al prosciutto
crudo e il parmigiano reggiano. D’altronde, non
è neppure un caso se a parma ha sede il più importante produttore di pasta al mondo: Barilla.
Si spiega anche così se nel 2009 le esportazioni
agroalimentari italiane sul mercato elvetico han-
I giornalisti che hanno gremito il Gran Café Motta di Zurigo.
no raggiunto 1,3 miliardi di euro. Ci auguriamo
che il progetto contribuisca a creare connessioni
commerciali tra le nostre Aziende di territorio ed
il mercato elvetico”.
Già programmate altre iniziative
Il Segretario generale della Camera di Commercio
italiana per la Svizzera, Andrea G. Lotti, ricordando come dal 2004 la Svizzera costituisca il secondo partner commerciale per la Confederazione
elvetica, e, dopo il rallentamento dello scorso
anno, hanno ripreso a crescere, precisando che
il mercato elvetico è primo al mondo per import
pro-capite di agroalimentare italiano, ha ribadito
come “questa iniziativa, basata sulla partnership
tra la più grande catena di ristorazione in viaggio
ed il Sistema Camerale italiano ed estero dimostri
il potenziale dell’Italia come grande paese esportatore di generi alimentari di qualità nel mondo”.
AUTOGRILL IN SVIZZERA
La presenza di Autogrill in
Svizzera risale alla fine degli anni Novanta. Il Gruppo
oggi svolge attività di ristorazione in più di 30 location con oltre 100 punti
vendita lungo le autostrade,
in aeroporto, nelle stazioni
ferroviarie e nei centri commerciali. Autogrill rappresenta nel Paese la più importante catena di ristorazione per il “people on the move”. Nel 2009
ha realizzato vendite per 176 milioni di franchi
svizzeri e, nel primo semestre 2010, 84 milioni di
franchi svizzeri.
Alberto Rossetti chef del Ristorante Al Tramezzo di Parma,
che per i giornalisti presenti, ha fornito una gustosa interpretazione di piatti a base di prosciutto e parmigiano reggiano.
Intervenendo in chiusura di presentazione, Roberto Colombo, Operations & Marketing Director
Autogrill Europa, ha espresso l’auspico che l’iniziativa riporti lo stesso successo che ha ottenuto
in Francia – che nel 2009 ha coinvolto 276 punti vendita - ed ha annunciato che per il prossimo
anno sono già programmate operazioni analoghe.
Segnatamente con la Sicilia per le arance, che garantiranno gustose spremute fresche nel mese di
gennaio e in primavera con la Campania, partner
con il quale si stanno definendo i prodotti che verranno proposti.
La conferenza stampa si è conclusa con una gradita prova pratica, che ha consentito ai giornalisti
e a tutti gli intervenuti di gustare le specialità parmigiane interpretate per l’occasione da uno che
d’eccezione: Alberto Rossetti del Ristorante Al Tramezzo, che può fregiarsi di una stella Michelin.
Naturalmente di Parma.
la
Rivista
n. 11 - Novembre 2010
19
Presentata presso l’Ambasciata svizzera a Roma
Switadvice: piattaforma
multimediale per impreditori
Switadvice, prendendo le mosse dalla vecchia “Passepartoutguide”, ha visto la
Camera di Commercio Italiana in Svizzera (CCIS) e la Camera di Commercio Svizzera in
Italia (CCSI) impegnate a creare un pratico strumento informativo e di consulenza teso a
favorire, accompagnandolo con professionalità, gli insediamenti delle aziende svizzere
in Italia e di quelle italiane in Svizzera.
S
inteticamente si potrebbe definire come una
guida per imprenditori di micro, piccole e
medie imprese italiani che vogliono investire in Svizzera e per imprenditori svizzeri
che vogliono investire in Italia. In realtà è molto di
più. Il sito internet “Switadvice” (www.switadvice.
com) offre infatti (gratuitamente) a tutti i suoi navigatori un’analisi approfondita e aggiornata della
realtà fiscale e legale svizzera e italiana. Suddiviso in 2 sezioni principali, “Conoscere la Svizzera” e “Conoscere l’Italia”, si propone come un
utile strumento, consultabile sia in lingua italiana
che tedesca, per poter sviluppare il “mercato oltre
frontiera” tra i due Paesi, una guida che affronta
argomenti tecnici con un linguaggio di facile comprensione, anche, anzi soprattutto per i non esperti.
Frutto del lavoro congiunto della Camera di Commercio Italiana per la Svizzera (CCIS) e la Came-
ra di Commercio Svizzera in Italia (CCSI) e della
competenza qualificata della Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana (SUPSI),
il progetto multimediale è stato presentato nella
sede dell’Ambasciata svizzera a Roma, nel corso di un incontro moderato dal vicedirettore del
Corriere del Ticino, Lino Terlizzi, durante il quale sono intervenuti l’ambasciatore svizzero a
Roma, Bernardino Regazzoni, il presidente della
CCSI Giorgio Berner e quello della CCIS, Vincenzo Di Pierri, Cecilia Liveriero Lavelli della SUPSI e i collaboratori del sito Rocco Arcidiacono
e Daniel Vonrufs. Al termine della conferenza
hanno portato il proprio contributo anche i parlamentari del Pd eletti all’estero Franco Narducci e Claudio Micheloni, l’ambasciatore italiano
a Berna, Giuseppe Deodato, e Gaetano Fausto
Esposito, direttore generale di Assocamerestero.
Il tavolo di presidenza: Giorgio Berner, presidente della CCSI; Daniel Vonrufs, avvocato studio Gianni, Origoni, Grippo &
Partner; Vincenzo Di Pierri, presidente CCIS, Lino Terlizzi, moderatore; Cecilia Liveriero Lavelli, SUPSI; Rocco Arcidiacono,
Fiduciaria Mega.
20
la
Rivista
n. 11 - Novembre 2010
“Le relazioni tra la Svizzera e l’Italia sono profonde in tutti i campi e sono particolarmente intense
in quello economico” ha esordito l’ambasciatore svizzero Regazzoni. “La nuova guida internet,
chiamata “Switadvice” - la cui pronuncia ricorda
un po’ il termine inglese “Sweet Advice” (dolce
consiglio) – è un sito godibile in cui gli utenti possono viaggiare con piacere e ottenere utili informazioni prima di investire in Italia o in Svizzera. È una
piattaforma che mostra la ricchezza e potenzialità
di entrambi i Paesi e che mette in luce anche le
differenze e i vantaggi legati ai servizi disponibili”.
Dopo l’intervento dei parlamentari eletti all’estero Narducci e Micheloni, che hanno sottolineato
l’importanza dell’iniziativa, l’incontro si è concluso con le considerazioni dell’ambasciatore italiano a Berna Giuseppe Deodato e del direttore
generale di Assocamerestero Esposito. “È un’iniziativa opportuna, coraggiosa e densa di possibili
sviluppi, che favorirà rapporti tra i due Paesi” ha
commentato Deodato, non nascondendo però
che ci sono anche alcuni rischi. “Non vorrei” ha
spiegato che, presentando al complicazione della giungla burocratica italiano, “si raggiungesse
l’effetto opposto. La chiarezza dei rapporti è però
opportuna e il fatto di puntualizzare cosa davvero bisogna fare per investire nell’altro Paese non
Fra il pubblico attento: l’ambasciatore svizzero a Roma Bernardino Regazzoni (secondo da sinistra in prima fila), che
ha ospitato l’incontro al suo fianco l’ambasciatore italiano in
Svizzera Giuseppe Deodato (alla sua sinistra) e il senatore
Micheloni (alla sua destra) e l’onorevole Narducci (primo da
destra, in prima fila).
può che avere un effetto positivo”. “In prospettiva,
forse” ha proposto l’ambasciatore, “aggiungere la
sezione in francese e in inglese”.
FRANK HORVAT
DUE SERIE
DI FOTOGRAFIE
A MEZZO SECOLO
DI DISTANZA
Premio 2010
Fondazione del Centenario
della Banca della Svizzera italiana
Spazio inBSI, via Magatti 2, Lugano
Dal 29 ottobre al 30 novembre 2010
lunedí-venerdí 8.00-18.00
Ingresso libero
la
Rivista
n. 11 - Novembre 2010
21
,OEHQHVVHUHLQWXWWDODVXDERQWj
/DSDVWD%DULOOD,QWHJUDOHqIRQWHGLILEUHQDWXUDOLFRVuSXRL
YLYHUHRJQLJLRUQRLOWXRHTXLOLEULRFRQLOPDVVLPRGHOJXVWR
Sono le 14.17 del 15 ottobre 2010, sotto la pressione
di ‘Sissi” cade l’ultimo diaframma. (Copyright SF/Gian Vaitl).
Galleria di base del Gottardo
È caduto l’ultimo diaframma
(TG) - Il 15 ottobre è caduto l’ultimo
diaframma della galleria di base del nuovo tunnel del San Gottardo (vedi altri servizi su «La Rivista» di ottobre). Dopo 11
anni dall’inizio dei lavori, era il 4 novembre 1999, secondo il calendario previsto,
le perforatrici hanno abbattuto il tratto che
ancora separava la parte sud da quella
nord del nuovo traforo
È
una nuova e decisiva tappa nella realizzazione del più lungo tunnel ferroviario di
tutti i tempi, che con i suoi 57.072 m, a
partire dal 2017, collegherà Erstfeld (Canton Uri) con Bodio (Ticino). Attraverso questa
nuova via di comunicazione i treni sfrecceranno
sotto la montagna a una velocità anche superiore
ai 200 km orari. Zurigo e Milano saranno molto
più vicine, i commerci saranno facilitati, la galleria autostradale, con il trasferimento dei Tir su
rotaia, sarà alleggerita. L’imponente fresa mecca-
nica proveniente da Faido ha proseguito lo scavo
degli ultimi metri di roccia in direzione di Sedrun,
alla presenza degli ospiti e dei rappresentanti dei
due Cantoni sede dei portali della nuova galleria.
Il ministro dei trasporti, Moritz Leuenberger, ha
ringraziato le maestranze, pronunciando parole
di ammirazione ed elogio per il contributo “grande e determinante” dato all’opera. Riferendosi
alla loro provenienza dai diversi Paesi (Germania,
Portogallo, Italia, Repubbliche ceca e slovacca,
Polonia, Sudafrica e Svizzera), ha sottolineato il
carattere continentale dell’impresa. Il Ministro ha,
tra l’altro, detto: “Qui a Sedrun, da tempo l'Europa è già cresciuta insieme. Voi avete fatto della
NFTA non solo il cantiere più grande del mondo,
ma anche quello più multiculturale. Avete dimostrato che, per far avvicinare le diverse regioni di
un continente, non basta costruire infrastrutture
comuni, ma sono necessari gli incontri e gli scambi tra le persone”.
Quella del 15 ottobre è solo una prima importante tappa della grande impresa, molto resta infatti
la
Rivista
n. 11 - Novembre 2010
23
Operai italiani con una perforatrice idraulica impiegata nel primo scavo del galleria ferroviaria del Gottardo.
da fare per predisporre tutte le infrastrutture necessarie, prima che la linea venga aperta al traffico.
Con le due gallerie “di base”, questa del Gottardo
e quella del Lötschberg (34,6 km), già inaugurata
nel 2007, sarà portato a termine il grande progetto globale dei collegamenti ferroviari da e per la
Svizzera, con il dichiarato obiettivo di raggiungere
un miglioramento dei collegamenti tenendo conto
non solo dell’aumento del traffico dei passeggeri
e delle merci, ma anche e soprattutto dell’impatto ambientale. Con l’ammodernamento di tutta
la rete ferroviaria nazionale, la Svizzera si pone
all’avanguardia per quanto riguarda qualità e celerità dei mezzi di comunicazione. I viaggiatori si
possono spostare da una parte all’altra di tutto il
territorio elvetico sapendo di avere in continuazione, giorno e notte, la coincidenza utile per
raggiungere qualsiasi destinazione. L’utilizzazione
non solo del mezzo ferroviario, ma di tutto il sistema pubblico dei trasporti è facilitato dall’emissione di biglietti validi per tutta la rete nazionale,
senza parlare poi dell’abbonamento generale che
Il discorso di Moritz Leuenberger a Sedrun
Ho ringraziato il nostro Parlamento, che ha preso le necessarie decisioni. Ma, le misurazioni non
sono state compiute dai politici, perché, se così
fosse stato, certamente quest’opera non sarebbe
stata realizzata con la precisione centimetrica che
abbiamo constato poco fa.
Certo, a Berna sono già state poste diverse mine.
Ma, le tracce che hanno lasciato, non sempre erano molto costruttive. Ma ora è giunto il momento di parlare di coloro che hanno costruito questa
galleria.
Voi che, quasi 2`300 metri sotto la sommità della
montagna, avete perforato la roccia e avete spostato massi; voi che, in un clima torrido e in mezzo
alla polvere, avete aperto un varco, centimetro per
centimetro, attraverso il granito; voi che avete effettuato i calcoli e le misurazioni, controllando più
volte ogni cifra, voi che ogni giorno avete evacuato
tonnellate di roccia, e tutti voi che, lavorando nelle
mense e negli alloggi, avete cercato di rendere un
po’ meno dura la vita degli operai. In tutti questi
anni avete compiuto una grande opera. Dai più diversi Paesi e continenti siete venuti in Svizzera per
realizzare questo monumento per l’eternità. Le pa-
“Avete compiuto una grande opera!”
Cari minatori, ingegneri e progettisti, cari geometri,
maestri artificieri e geologi, cari voi tutti, che nelle
mense, alla guida di camion e bus avete partecipato alla realizzazione di questa grande opera!
Due ore fa quando, 800 metri sotto il punto
dove ci troviamo, “Sissi” ha perforato gli ultimi metri di roccia che separavano il lato nord e
il lato sud della galleria, ho parlato di politica.
Ho detto che la democrazia diretta è in grado di
spostare le montagne, che, grazie alla Svizzera, le
diverse regioni del continente europeo si avvicinano l’una all’altra, all’insegna di una politica dei
trasporti sostenibile.
Ho ringraziato le elettrici e gli elettori svizzeri. Ma,
non sono stati loro a costruire il tunnel, e neanche
il Ministro dei trasporti che vi parla.
Ho ringraziato anche coloro che, a suo tempo,
avevano espresso dubbi, trafiggendomi spesso e
volentieri con le loro domande critiche,ma nemmeno loro hanno perforato la montagna.
24
la
Rivista
n. 11 - Novembre 2010
permette di utilizzare treni, tram, bus e battelli con
un unico titolo di viaggio.
L’opera di Luigi Negrelli
La Svizzera, che fu tra le ultime a scegliere il traffico su rotaie, divenne ben presto una delle Nazioni
con un sistema ferroviario più sviluppato. Dopo
che in Inghilterra, in Francia, in Germania, in
Belgio, nei primi decenni del XIX secolo si erano
costruite migliaia di chilometri di ferrovia, e nella
stessa Italia erano state inaugurate alcune linee,
tra cui la Napoli-Portici, già nel 1839, in Svizzera regnava il massimo scetticismo nei riguardi del
nuovo mezzo di comunicazione, che tutti consideravano non adatto alle regioni montuose. Toccò
allora all’ingegnere trentino Luigi Negrelli, chiamato dalla Camera di Commercio di Zurigo per
studiare il futuro concetto generale delle vie di comunicazione della Confederazione, sfatare quella
credenza. In un suo rapporto redatto, dopo aver
studiato le ferrovie inglesi, egli, tra l’altro, scriveva: «Ora vengono gli scettici contro la riuscita della ferrovia nelle regioni montuose con l'obiezione:
le nostre montagne non sono adatte per le ferrovie
— le spese di costruzione sono molto più alte di
quanto si pensi...». Calcoli e cifre alla mano, Luigi
Negrelli smontò le obiezioni e i dubbi degli avversari del nuovo mezzo di trasporto, sia sotto il
profilo strettamente tecnico, sia sotto quello economico, sostenendo che le linee ferrate in Svizzera fino ai piedi delle Alpi potevano essere costruite
con meno difficoltà rispetto a quelle incontrate in
Inghilterra, in Francia, in Belgio e in Germania.
role di ammirazione ed elogio che potrete leggere
nella stampa sono tutte per voi; potete essere fieri
del vostro operato! Tutti voi avete dato un contributo grande e determinante.
Infatti, ogni tunnel che verrà costruito in futuro dovrà ormai misurarsi con il “vostro” tunnel.
Provenite dalla Germania, dall’Austria, dal Portogallo, dall`Italia, dalla Repubblica ceca e dalla
Repubblica slovacca, dalla Polonia, dal Sudafrica
e anche dalla Svizzera.
Qui a Sedrun, da tempo l’Europa è già cresciuta
insieme. Voi avete fatto della NTFA non solo il cantiere più grande del mondo, ma anche quello più
multiculturale. Avete dimostrato che: per far avvicinare le diverse regioni di un continente non basta
costruire infrastrutture comuni, ma sono necessari
gli incontri e gli scambi tra le persone.
Con questo momento gioioso per molti di voi si
chiude un capitolo di vita. Alcuni, non senza provare una certa tristezza, lasceranno questo cantiere
per andare a lavorare in un’altra regione di questa
madre terra.
(Una sensazione che del resto condivido un po’
anch’io....)
La Svizzera, com'egli non si stancava di ripetere, aveva poi il vantaggio di disporre in loco di
buona parte del materiale necessario come pietre, legname, ghiaia e pietrisco. Si poteva inoltre
risparmiare molto rinunciando a sontuosi palazzi
per l'amministrazione ed evitando con perizia di
dover radere al suolo interi quartieri delle città per
fare posto ai binari e alle stazioni, cosa che era avvenuta invece in Inghilterra con enorme dispendio
di capitali. Per convincere gli scettici più tenaci.
Negrelli non si stancava di ripetere che dal punto
di vista tecnico, il territorio della Confederazione,
facendo scorrere i binari lungo le vallate non presentava per lunghi tratti, almeno quelli che univano tutte le grandi città, difficoltà particolari da
superare. L’unico ostacolo, per l’ingegnere trentino, erano le gallerie, da lui considerate «un male
necessario, che dove possibile» erano «senz'altro
da evitare», perché «umide, malsane e, se lunghe,
poco piacevoli da percorrere». E fu sotto la sua
direzione che venne realizzato il primo tronco
ferroviario svizzero, che collegava Baden con Zurigo, inaugurato nel 1847. Negrelli era contrario
alle gallerie perché, finché visse (1858), esse venivano scavate con pala e piccone, ma a qualche
anno dalla sua morte ci furono nuove invenzioni,
che avrebbero permesso la realizzazione anche di
tunnel molto lunghi.
Dal piccone alle perforatrici
A rivoluzionare la tecnica di scavo furono la dinamite, la costruzione delle prime perforatrici idrauliche e delle prime macchine per la ventilazione.
Nel momento del commiato, vorrei dirvi questo:
il popolo svizzero vi è sinceramente e profondamente grato per quanto avete fatto.
la
Rivista
n. 11 - Novembre 2010
25
26
La caduta dell’ultimo diaframma della galleria del Lötschberg,
31 marzo 1911.
Il grande momento: la caduta dell’ultimo diaframma nel
primo tunnel ferroviario del San Gottardo (1872-1881), in
un disegno d’epoca.
Le perforatrici furono impiegate a partire dal 1861
e la dinamite, fabbricata da Alfred Nobel, sostituì
la polvere nera a partire dal 1867. Al traforo del
San Gottardo, iniziato nell’ottobre 1872, migliaia
di operai avanzavano di qualche metro al giorno.
E così fu nel successivo scavo del Sempione, inaugurato nel 1906.
Le cose migliorarono, invece al traforo del Lötschberg, dove furono utilizzate nuove perforatrici a
percussione ad aria compressa, che permettevano
degli avanzamenti con punte di oltre 13 metri al
giorno nella roccia calcarea e di quasi 11 m nel
granito.
A oltre un secolo di distanza, le perforazioni nelle
due faraoniche gallerie di base sono state realizzate con tecnica altamente meccanizzata. Sono
state, infatti, impiegate potenti ed enormi perforatrici con una pressione di spinta fino a 2.000 tonnellate. Si tratta di grandi e sofisticati impianti di
circa 300 m l’uno, che sono capaci di scavare e,
nello stesso tempo, frantumare ed espellere il materiale di risulta, con un avanzamento giornaliero
di 20-24 m anche in presenza di roccia granitica.
Sotto la pressione di decine di scalpelli rotanti la
roccia viene frantumata in piccoli chips, che i nastri rotatori provvedono a caricare nei vagoncini
automatici che li trasportano automaticamente
all’esterno.
L’avanzamento in sicurezza è reso possibile dalla
contestuale messa in opera del rivestimento effettuato impiegando ancoraggi, maglie metalliche e
calcestruzzo spruzzato. La sicurezza esige anche
continue e approfondite analisi geologiche, per
stabilire dove si può continuare con le perforatrici
e quando, invece, procedere con lo scavo convenzionale mediante percussione e brillamento
per salvaguardare la stabilità del fronte roccioso e
l’incolumità del personale.
la
Rivista
n. 11 - Novembre 2010
Agire con tempismo
Con la caduta di quest’ultimo diaframma, la Svizzera si sta ponendo al passo con i tempi futuri,
accorciando le distanze e migliorando i servizi di
trasporto. Per il momento manca ancora un’adeguata risposta soprattutto da parte italiana. È necessario agire con tempismo per evitare, come
successo in passato, che le speranze di un rilancio
in grande stile del porto di Genova si infrangano,
ancora una volta, contro gli ostacoli burocratici,
la disorganizzazione, i disguidi, l'imposizione
fiscale e le già note carenze di stoccaggio e di
celeri vie di collegamento.
Il sistema ferroviario italiano, soprattutto quello
che riguarda appunto il porto ligure, è ancora
condizionato da tutta una serie di fattori che ne
determinano una scarsa efficienza e una non valida alternativa al trasporto su strada. I due grandi
tunnel di base sono stati anche costruiti in vista
della realizzazione del tratto dell'alta velocità
(TAV) tra Lione e Torino, della linea Lisbona-Kiev,
di alto interesse economico per l’intersezione con
l’asse Nord-Sud, i cui lavori sul territorio italiano,
ancora non iniziati, dovrebbero essere ultimati
nel 2020.
SSSSSSssst!
Il riposo fa bene al sapore.
Stagionato da 9 a 15 mesi
Stagionato oltre 16 mesi
Stagionato oltre 20 mesi
La sua pasta già granulosa ha un gusto
delicato: ecco il Grana Padano D.O.P.
più giovane, il formaggio da pasto per
eccellenza.
Formaggio da grattugia o da tavola? Il Grana
Padano D.O.P. oltre 16 mesi risolve ogni dubbio,
con il suo gusto pieno, pronunciato ma mai
piccante.
Grana Padano RISERVA: la stagionatura
prolungata lo rende di assoluta eccellenza.
Perfettamente idoneo tanto al consumo da
pasto che da grattugia, è una scelta da veri
intenditori.
Grana Padano, tre stagionature, tre sapori.
G
ET NOTICED.
Bernie’s Donna & Uomo: Zürich Glattzentrum Sihlcity Zollikon Bern Locarno Lugano St. Gallen St. Moritz
www.bernies.ch
BENCHMARK
di Nico Tanzi
Buona vecchia Internet, addio.
È il momento delle “app”
(e di cominciare a far soldi)
Qualcuno ricorda quando è nato il web? Ci conviviamo,
da anni, così intensamente da avere l’impressione che
sia sempre esistito. In realtà fino a poco fa era poco più
che un pargolo: solo in questo 2010, al compimento
del diciottesimo anno, è diventato maggiorenne. E come
molti neo-adulti, ha deciso di voltare le spalle all’infanzia,
e di diventare altro. Qualcuno, in realtà – come Chris
Anderson, direttore di Wired USA, uno dei più acuti osservatori del mondo dei new media – arriva addirittura
a dire che Internet è morta, almeno nell’accezione che
ne abbiamo comunemente. E dargli torto è maledettamente difficile.
Morto, in che senso? Se, mentre leggete quest’articolo, sul vostro computer (o palmare) è aperto Facebook,
o iTunes per scaricare musica, o Skype per telefonare
gratis, o una finestra per chattare, o un gioco online, in
realtà potete già immaginare di cosa stiamo parlando: in
un batter d’occhio, quelle (e pochissime altre) piattaforme di diffusione planetaria hanno conquistato il mondo.
Si sono appropriate del nostro tempo. E ci hanno allontanato dall’uso di Internet fatto di salti più o meno casuali
da un sito all’altro che caratterizzava la navigazione online dei primi tempi.
Il fatto che Facebook abbia cannibalizzato una parte
consistente del tempo-web di qualcosa come mezzo
miliardo di persone è solo il segnale più evidente di una
tendenza che agli osservatori è ben nota. “Oggi – scrive
lo stesso Anderson sulla sua rivista – il contenuto che
vedi con il tuo browser ammonta a meno di un quarto del
traffico Internet, e la percentuale è in calo”. Tutto il resto
sono dati che passano sì per la rete, ma per fornire contenuto alle applicazioni.
Non è un caso se il settore più vivace e creativo nella
programmazione informatica è oggi quello delle cosiddette “app” per iPhone. E non a caso l’iPhone e il nuovo
arrivato iPad, insieme al loro creatore Steve Jobs, siano
il cuore pulsante della rivoluzione che sta portando dal
Web 2.0 al dominio del consumo “mobile”. Fra cinque
anni, infatti – stando a ricerche di Morgan Stanley citate
da Anderson – “il numero di utenti che accederanno alla
rete da congegni mobili supererà quello di coloro che lo
fanno tramite PC”.
A ben vedere, se si guarda a questa tendenza dal punto di vista degli investitori, non c’è molto da stupirsi.
L’ubriacatura generale che in passato ha fatto sì che
tutto ciò che era “online” fosse percepito come “nuo-
vo”, e dunque ben accetto, non poteva durare a lungo, a
fronte dell’incapacità di individuare un modello finanziario efficace. Di fatto, oggi appare chiaro che nella parte
di Internet più “tradizionale”, quella dominata da Google,
non c’è spazio per la pubblicità. I banner ci sono, certo: ma, semplicemente – come scrive ancora su Wired
un altro guru, Michael Wolff, “si sono rivelati un mezzo
pubblicitario miserabile”. E nell’era della convergenza e
dei new media si è verificato un fenomeno che ha del
paradossale: la pubblicità su Internet langue (e non è
mai andata molto oltre il 10% dell’investimento complessivo), mentre quella in tv arriva al 40 per cento.
Il motivo di questo solo apparente paradosso, il quale fa
sì che “un consumatore online continua a valere molto
meno di un consumatore offline”, è semplice. “Il web
– cito lo stesso Wolff – scoraggia in modo quasi maligno quel genere di attenzione sistematica, coordinata e
concentrata sulla quale si fonda l’esistenza dei marchi”.
Quell’attenzione che invece il pubblico continua a dedicare alla pubblicità in tv, e in generale sui media tradizionali. Anche perché “le inserzioni sul web non si sono
sviluppate in quel modo raffinato, abile e mirato che caratterizza la pubblicità sugli altri tipi di medium”. Di conseguenza, ricorda Wolff, in mancanza di solide fonti di
introito pubblicitario, Internet si è riempita di “contenutispazzatura” grazie a società che “hanno capito come
l’unico modo di fare soldi in rete sia quello di spendere
per i contenuti ancora meno di quello che gli inserzionisti
sono disposti a pagare per la pubblicità” (e cioè poco,
pochissimo, quasi niente).
Non poteva durare a lungo. E non è durata. Forse suona un po’ brutale affermare che negli ultimi due o tre
anni qualcuno ha deciso che era ora di cominciare a
fare soldi “veri”, e ha cambiato le regole di Internet. Di
fatto, l’Internet aperta di cui Google è il simbolo perde
terreno giorno dopo giorno (anche perché Google era
l’unica a guadagnarci). E si affermano sempre di più i
sistemi chiusi e ben più remunerativi che, pur usando
la rete come mezzo di trasporto, costituiscono mondi a
parte. “Fin dagli albori del Web commerciale – sintetizza
Wolff – la tecnologia ha oscurato il contenuto. Il nuovo
business model cerca di far sì che il contenuto – ovvero
il prodotto – oscuri la tecnologia”. Non moriremo schiavi
dell’Html, insomma. Ma di Facebook e dell’iPhone.
A ciascuno il proprio destino.
la
Rivista
n. 11 - Novembre 2010
29
Ore 15.00 ad Amsterdam
Antichità rare:
Isabelle Azrak-Poznansky e
Robert D. Aronson si esprimono
sull’arte delle relazioni
A cura di Dave Hertig
Fotografie: Willy Spiller
Nel cuore del centro storico di Amsterdam si trova Aronson Antiquairs, un’impresa
famigliare specializzata nelle maioliche di Delft, arte ceramica olandese risalente al XVII e
XVIII secolo
Robert D. Aronson: I commercianti di diamanti investono il loro denaro in modo diverso dagli altri
clienti?
Isabelle Azrak-Poznansky: Certamente, molti investitori contattano la propria banca una o due
volte l’anno. I miei clienti, invece, mi chiamano
ogni settimana o addirittura ogni giorno. Desiderano sapere tutto nei minimi dettagli e chiedono
sempre un mio consiglio prima di prendere una
decisione.
Aronson: Questa l’avevo già sentita… I collezioni-
30
la
Rivista
n. 11 - Novembre 2010
sti discutono a lungo con le mie collaboratrici, ma
prima di effettuare un acquisto chiedono la mia
opinione. A volte capita che uno di loro sia molto
attratto da un’opera, ma gli sconsiglio di acquistarla perché non si addice alla sua collezione privata. Questo tipo di discussioni rafforza la fiducia.
Il cliente sa che per me la sua collezione è più
importante che concludere un buon affare.
Azrak-Poznansky: I commercianti di diamanti si
conoscono tutti e poiché non vi sono contratti
scritti la fiducia è fondamentale. La loro attività
mi ricorda quella dei miei clienti: anche loro gestiscono un’impresa con una ricca tradizione di
famiglia e commerciano oggetti di lusso a proprio
rischio, senza una rete di sicurezza.
Aronson: Per questo posso prendere tutte le decisioni da solo. E comunque ho la grande fortuna
di fare quello che, accanto alla mia famiglia, più
Le mucche sono un soggetto ricorrente nelle ceramiche di Delft.
conta per me. Trovare un’opera unica mi procura
un’immensa gioia. A volte mi sembra più un fantastico hobby che un lavoro.
Azrak-Poznansky: Consiglia gli oggetti d’antiquariato come investimento?
Aronson: Si dovrebbe acquistare l’arte perché la si
ama e si desidera assolutamente avere un oggetto
in casa. È ovvio che queste opere hanno un valore
in sé – e su questo gli esperti concordano da oltre
150 anni. Il fattore determinante, tuttavia, è che
questi oggetti regalano gioia per molti anni. Ecco
il vero valore dell’arte.
ABN AMRO BANK SWITZERLAND
Isabelle Azrak-Poznansky
[email protected]
Tel. +41 22 819 77 77, www.abnamro.ch
Robert D. Aronson
www.aronson.com
TEFAF Maastricht
Salone internazionale dell’arte e dell’antiquariato www.tefaf.com
Isabelle Azrak-Poznansky dirige il Diamond Desk presso
ABN AMRO Ginevra. Robert D. Aronson, discendente di
quinta generazione, gestisce l’impresa di famiglia Aronson
Antiquairs fondata nel 1881.
la
Rivista
n. 11 - Novembre 2010
31
BUROCRATICHE
di Manuela Cipollone
Microcredito contro la povertà
Promozione della diversità culturale
Cooperazione, ricerca, regolamenti per le imprese,
nomine tanto attese, finalmente deliberate, e onorificenze revocate per "indegnità": sono solo alcuni dei
decreti, leggi, regolamenti e ordinanze che, con la
pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, sono entrati in vigore nell’ultimo mese.
È del 4 ottobre scorso il Decreto del Presidente della
Repubblica – pubblicato due giorni dopo, mercoledì
6 – che ha messo fine all’interim del Premier Silvio
Berlusconi al Ministero dello Sviluppo Economico affidato, dopo 153 giorni, alle cure di Paolo Romani, già
viceministro.
Di qualche giorno prima un altro decreto di tutt’altro
tenore: è ancora il Presidente Napolitano a firmare l’atto con cui viene revocata ufficialmente la decorazione
di Cavaliere al merito del lavoro a Calisto Tanzi. Conferitagli nel 1984, l’onorificenza è stata revocata "per
indegnità" alla luce del crac Parmalat. Chiusa, almeno
formalmente, anche la questione di Roma Capitale,
grazie al decreto legislativo pubblicato il 19 settembre. Divenuta ente territoriale, "Roma capitale" sarà
dotata di una speciale autonomia, avrà ulteriori funzioni amministrative - valorizzazione dei beni storici, artistici e ambientali, sviluppo del settore produttivo e del
turismo, sviluppo urbano, edilizia pubblica e privata,
servizi urbani e protezione civile – e, di conseguenza,
più risorse. Le disposizioni contenute nel decreto costituiscono, comunque, una "normativa-ponte" in vista
dell’attuazione di una disciplina organica delle cosiddette "città metropolitane".
Fondi per la cooprezaione
Dunque, con un Cavaliere in meno e un Ministro in più,
vediamo cos’altro è cambiato nel panorama normativo
del Paese.
Novità sul fronte cooperazione: è stata infatti pubblicata la Legge del 13 agosto scorso (la numero 149)
sulla gestione dei fondi dell’Amministrazione degli affari esteri per la cooperazione allo sviluppo. La legge
introduce delle modifiche ad alcune disposizioni del
decreto legge n. 35 del 2005 in materia di procedu-
32
la
Rivista
n. 10 - Ottobre 2010
re di accreditamento di fondi finalizzati alle attività di
cooperazione allo sviluppo, di anticipazioni di cassa
e di rendicontazione delle spese per la realizzazione
degli interventi di cooperazione. Inoltre, si prevede
l'acquisto "prevalentemente in loco o nella regione"
delle derrate alimentari inviate a titolo di intervento
straordinario nell'ambito delle attività di cooperazione.
Tra le note stilate dal Ministero si legge pure che "Allo
scopo di favorire l'attività di ricerca e innovazione delle
imprese italiane ed al fine di migliorarne l'efficienza nei
processi di internazionalizzazione, le partecipazioni
acquisite dalla Simest S.p.a ai sensi dell'art. 1 della
legge 24 aprile 1990, n. 100, possono superare la
quota del 25% del capitale o fondo sociale della società nel caso in cui le imprese italiane intendano effettuare investimenti in ricerca e innovazione nel periodo di
durata del contratto".
Dopo il lungo iter parlamentare di ratifica, a metà settembre è entrato in vigore l’Accordo di sede tra Italia
e il Network internazionale di Centri per l’Astrofisica
relativistica in Pescara - ICRANET, siglato nel gennaio
del 2008. accordo che costerà all’Italia 440.000 euro
l’anno a decorrere proprio dal 2010.
Pubblicato anche il Protocollo di intesa tra il Dipartimento per lo sviluppo e la competitività del turismo
della Presidenza del Consiglio, Regioni e Province autonome siglato per sviluppare il settore tanto da "recuperare la sua competitività sul piano internazionale"
con una dotazione finanziaria - per attuare le iniziative
progettuali – pari a 118.065.054 euro. Particolare attenzione è data al Mezzogiorno e all’Abruzzo per "promozione e recupero dell'immagine dopo il sisma del 6
Aprile 2009".
Sempre in tema di ricostruzione, quasi ogni settimana
vengono pubblicate ordinanze e decreti per fronteggiare "ulteriori interventi urgenti" o "provvedimenti" per
i comuni aquilani "in stato di dissesto": segno, se mai
ce ne fosse bisogno, della complessità e lunghezza
della ricostruzione del capoluogo abruzzese.
Tra le direttive contenute in Gazzetta, a fine settembre
è entrata in vigore quella che illustra le attività del Co-
mitato nazionale italiano permanente per il microcredito.
Nato con l’obiettivo di promuovere il microcredito come
strumento di aiuto per lo sradicamento della povertà,
il Comitato ha essenzialmente due compiti: individuare
misure per lo sviluppo di iniziative da parte dei sistemi
finanziari per la costituzione di microimprese a favore
dei soggetti in stato di povertà (microfinanza domestica
e cooperazione internazionale); agevolare l’esecuzione
tecnica dei progetti di cooperazione a favore dei paesi
in via di sviluppo.
Con un decreto del Presidente Berlusconi, invece, è stata stilata una lista di persone escluse dal cosiddetto "obbligo di identificazione": al primo posto i dipendenti della
Farnesina nelle sedi estere caratterizzate da "particolari
rischi connessi alla specifica situazione ambientale"; seguono i dipendenti dell'Agenzia delle dogane impegnati
in attività giudiziaria e il personale del Viminale impiegato negli uffici di polizia.
Dall’inizio di ottobre sono entrati in vigore altri due decreti del Presidente della Repubblica – l’uno emanato
in luglio, l’altro in settembre – che emanano due Regolamenti riferiti all’art. 38 del decreto legge 112/2008
"Impresa in un giorno": si tratta del Regolamento sui
requisiti e le modalità di accreditamento delle agenzie
per le imprese e di quello per la semplificazione ed il riordino della disciplina sullo sportello unico per le attività
produttive.
Futuro in ricerca
Con la riforma universitaria ferma alla Camera perché,
secondo la Corte dei Conti, non ci sono soldi per attuarla, il Miur ha bandito un concorso dal titolo "Futuro
in ricerca". Nel decreto pubblicato in Gazzetta l’11 ottobre scorso - Bando per la presentazione di progetti
di ricerca fondamentale proposti da giovani ricercatori per favorire ricambio generazionale e sostegno alle
eccellenze scientifiche emergenti e già presenti presso
gli atenei e gli enti pubblici di ricerca – si precisa che
obiettivo del bando è anche attirare ricercatori in Italia, visto che tra i destinatari figurano anche "dottori di
ricerca comunitari". Il bando – per i dettagli vi rimandiamo al sito ufficiale http://sitofirb.cineca.it - scade il 23
novembre prossimo. Tra gli altri provvedimenti entrati
in vigore con la pubblicazione in Gazzetta segnaliamo
infine la deliberazione dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni sulla "Costituzione del tavolo tecnico
per l’adozione della disciplina di dettaglio concernente
la promozione della produzione e della distribuzione di
opere europee, ad opera dei fornitori di servizi di media
audiovisivi" - che ha tra i suoi obiettivi quello di "favorire
la produzione e la distribuzione di opere europee, contribuendo così attivamente a promuovere la diversità culturale" – e quella dell’istituto nazionale di statistica, risalente al marzo scorso, con cui finalmente viene adottato
il Codice italiano delle statistiche ufficiali.
la
Rivista
n. 11 - Novembre 2010
33
Lucasdesign.ch
BANCHIERI SVIZZERI DAL 1873
FIDUCIA E PASSIONE.
È BSI.
BSI AG
Schützengasse 31
CH-8021 Zürich
tel. + 41 058 809 81 11
fax + 41 058 809 83 68
www.bsibank.com
BSI si prende cura di voi e del vostro
patrimonio ogni giorno.
Con la competenza di un esperto
e la sensibilità di un amico.
A company of the Generali Group
In che misura la Svizzera è stata
coinvolta nello scudo fiscale “ter”?
di Alberto Crosti*
L
a Confederazione elvetica si è trovata coinvolta nella manovra impostata dal Ministro
Tremonti in primo luogo, in quanto soggetto “accusato” di avere “tramato” per favorire il flusso di capitali dalla vicina Italia alle casseforti svizzere , ovviamente senza che i medesimi
avessero scontato la corretta e dovuta imposizione
in Italia.
Ma, in modo ben più tangibile e concreto, la Svizzera, intesa come sistema finanziario, ha sopportato un drenaggio di fondi rilevante, in particolare
se il riferimento è al Canton Ticino.
Brevemente vengono riportate alcune cifre ufficiali sull’esito della manovra fiscale e sulla provenienza dei capitali dai vari Paesi.
Sulla base dei dati pubblicati dalla Banca d’Italia
sul rientro dei capitali, dalla Svizzera sono “rientrati” circa 60 miliardi di euro1. Un particolare è
interessante: l’importo è di gran lunga superiore
all’importo di attivi che hanno generato, nel 2008,
il gettito per la “euroritenuta”2, che vengono proposti (milioni di CHF) qui di seguito:
TABELLA
ANNO 2005
ANNO 2006
ANNO 2007
ANNO 2008
ANNO 2009
GETTITO
LORDO
159,4
536,7
653,2
738,4
534,8
U.E.
75%
119,5
402,5
489,9
553,8
401,1
ITALIA
125,0
142,8
122,9
Sulla base dei dati in precedenza esposti, l’Italia
ha introitato a titolo di “euroritenuta”, sempre
limitatamente alla Svizzera, un importo pari ad
Euro 95,2 milioni (anno 2008) ed € 81,3 milioni
(anno 2009)3.
Tentiamo di pervenire a quantificare il presunto
ammanco di “euroritenuta”, pur sapendo a priori
che l’operazione non è facile:
La Svizzera rimprovera all’Italia di considerarla ancora tra i
Paesi elencati nella “lista nera” in quanto ritenuti “paradisi
fiscali”, nonostante l’OCSE abbia posto la Svizzera tra le “jurisdictions that have substantially implemented the internationally agreed tax standard”.
GERMANIA
130,5
136,8
109,2
FRANCIA DIV. VOL.
61,9
72,3
52,5
35.376
55.000
63.000
43.000
33.000
1 Lino TERLIZZI , Le banche svizzere: abbiamo limitato i danni, Il Sole 24 Ore, 19 Febbraio 2010. Sulla base dei dati ufficiali resi
noti dalla Banca d’ Italia, su circa 85 miliardi di euro di capitali “scudati” dalla Confederazione elvetica ne sono rientrati circa 60.
Occorre però tenere ben presente che non tutta l’importo in questione rappresenta un rimpatrio fisico, date le possibilità concesse
sia di regolarizzare sia di ricorrere al rimpatrio giuridico. Per rendere l’idea della rilevanza avuta dalla Svizzera nell’operazione
“scudo ter”, il secondo Paese in ordine di importi “scudati” è il Lussemburgo, con 7,3 miliardi di euro. Cfr. anche Marco NOBILI,
Dalla Svizzera rientrati 60 miliardi, Il Sole 24 Ore, 18 Febbraio 2010.
2 Il gettito lordo rappresenta il totale introitato a titolo di “euro ritenuta” dalla Confederazione elvetica: di questo gettito la Svizzera retrocede ai vari Stati il 75% del medesimo. Del 25% che rimane in Svizzera a titolo di copertura delle spese di gestione ed
incasso dell’imposta (“frais d’encaissement” ) il 10% viene attribuito ai vari Cantoni ed il restante 15% alla Federazione.
Come già commentato il beneficiario ha il diritto di chiedere di non essere assoggettato alla ritenuta, ma di optare per la divulgazione volontaria con conseguente perdita dell’ anonimato: in questo caso l’agente pagatore procede nello stesso modo con il
quale procedono i vari Paesi membri della UE, cioè una segnalazione è inviata agli Organi competenti i quali a loro volta trasferiscono le informazioni all’Amministrazione italiana.
la
Rivista
n. 11 - Novembre 2010
35
l’importo in questione corrisponderebbe
al 75% della “euroritenuta” introitata dalla Svizzera:
- quindi il 100% ammonta ad € 127 milioni
- questo importo è pari alla ritenuta operata sugli interessi: dato che nel 2008 la percentuale
è cambiato a metà anno , passando dal 15 al
20%: si è quindi adottata la media (17,50%)
- l’ammontare di interessi sui quali l’applicazione della ritenuta al 17,50% genera un gettito
pari ad € 127 milioni di Euro corrisponde ad €
726 milioni
- questi interessi potrebbero ipoteticamente rappresentare un rendimento che oscilla da un 2%
ad un 4%
- quindi l’attivo in questione potrebbe stimarsi
in circa:–
• al 2%:36 miliardi
• al 3%:24 miliardi
• al 4%:18 miliardi
In prima approssimazione, si perverrebbe a stimare, alla data del 31 Dicembre 2008, un attivo
posseduto in Svizzera:
- esclusivamente da persone fisiche
- cui interessi rientrano nella definizione dell’Accordo pari ad un ammontare che oscilla tra 18
ed 36 miliardi di euro.
Da un lato lo “scudo ter” ha fatto emergere attivi
in Svizzera per circa 60 miliardi di euro, dall’altro la “euro ritenuta” ci dice che gli attivi posseduto in svizzera potrebbero ammontare a circa
24 miliardi di euro. Come potrebbe essere giustificata la differenza, tutta’altro che marginale?
È metodologicamente corretto verificare se i due
dati possono essere considerati omogenei:
- entrambi fanno riferimento esclusivamente a
persone fisiche
- entrambi fanno riferimento al medesimo limite
temporale (31 dicembre 2008)
- diversi invece sono i redditi “scudabili” rispetto
a quelli assoggettabili ad “euro ritenuta”: la prima categoria è più vasta ed è assai difficile de-
purare l’importo del rientro dalla Svizzera degli
importi non assoggettabili alla “euro ritenuta”
sulla base dell’Accordo.
Si può affermare che il grosso degli attivi “scudati” è però omogeneo con gli attivi di cui al gettito
da “euro ritenuta”: facile è quindi pervenire alla
conclusione che, per lo meno con riferimento ai
dati ufficiali del rientro dei capitali, si sarebbe
verificato un ammanco rilevante nel flusso della
“euroritenuta”.
Questa constatazione , pur con tutte le dovute riserve , farebbe pendere l’ago della bilancia
nella querelle sullo scarso gettito da “euro ritenuta” a favore di coloro che si sono più volte
mostrati scettici sull’effettivo rispetto del corretto
funzionamento della medesima.
Il sistema bancario elvetico, pur riconoscendo
l’impatto negativo, ha però evidenziato che solo
il 42% dell’importo sopra riportato è di fatto costituito da effettivi trasferimenti fisici di depositi
(circa 25 miliardi di euro) mentre il rimanente
52% è rimasto comunque in Svizzera in quanto
“scudato” giuridicamente4.
Un’ulteriore considerazione va fatta: di questi
25 miliardi di euro rientrati in Italia, una buona
parte sono stati versati presso le filiali di banche
svizzere operanti in Italia.
In sintesi, alle banche svizzere lo scudo fiscale
non ha fatto molto piacere, ma le medesime ritengono di avere seriamente limitato i danni5.
Come si evolve il rapporto
tra Svizzera ed Italia?
Il “cahier des doléances” però non si limita a
quanto esposto in precedenza, ma va oltre.
Cosa rimprovera l’Italia alla Svizzera? In primo
luogo l’attaccamento al segreto bancario. Inoltre
altri punti dolenti sono le strutture societarie a
bassa fiscalità6, per altro già sottoposte a dure
critiche da parte della Commissione UE. Ancora:
uno scambio d’informazioni non soddisfacente
se non praticamente nullo, limitato alla pura applicazione della Convenzione contro la doppia
3 Valori conteggiati al cambio di 1 euro = 1,5 CHF.
4 Termine che sta a significare che un intermediario svizzero mandatario di un soggetto italiano ha in deposito i beni “scudati”
5 Lino TERLIZZI, Le Banche svizzere: abbiamo limitato i danni, Il Sole 24 Ore del 19 Febbraio 2010.
6 Proprio il fatto di intrattenere con queste rapporti di tipo economico assume, agli occhi dell’ Amministrazione Finanziaria
italiana, una rischiosità “fiscale” particolare. In questo contesto assume una rilevanza particolare quanto pubblicato in data 18
Luglio 2010 da “Il Corriere della Sera” in merito ad una campagna promozionale posta in atto da alcuni Cantoni svizzeri, Ginevra
ad esempio, al fine di attrarre investimenti italiani in aree a bassa o nulla fiscalità!
7 Il testo dell’ art. 27 paragrafo n. 1 della Convenzione tra la Svizzera e l’Italia per evitare la doppia imposizione si limita a
prevedere lo scambio delle informazioni necessarie per una regolare applicazione della Convenzione: non è applicabile per
la corretta applicazione delle leggi nazionali. Questo costituisce, per l’ Italia, un limite rilevante nella lotta all’ evasione fiscale
internazionale.
8 Su questo ultimo aspetto, la Confederazione elvetica avrebbe buon giuoco a replicare che una bassa tassazione potrebbe essere anche il frutto di una sana gestione delle risorse: quindi sono gli altri Stati che dovrebbero ridurre la loro tassazione, piuttosto
36
la
Rivista
n. 11 - Novembre 2010
imposizione7, ed infine un tasso impositivo inferiore a quello applicato in Italia8.
E la Svizzera all’Italia? Di considerare la Svizzera ancora tra i Paesi elencati nella “lista nera”
in quanto ritenuti “paradisi fiscali”, nonostante
l’OCSE abbia posto la Svizzera tra le “jurisdictions that have substantially implemented the
internationally agreed tax standard”9.
La collocazione nella lista “nera” è stata di fatto
ribadita anche in occasione delle procedure previste per l’utilizzo dello “scudo ter”.
A ciò aggiungasi, ad esempio, il non rispetto,
da parte dell’Amministrazione finanziaria italiana, dell’ articolo 15 dell’Accordo tra la Confederazione elvetica e l’Italia sulla fiscalità del
risparmio (accordo sulla “euro ritenuta”) che
permetterebbe la non applicazione di ritenuta
alla fonte sui dividendi od interessi o “royalties”
in uscita dall’Italia verso la Svizzera10 (per effetto dell’estensione alla Svizzera della Direttiva su
interessi e “royalties”, e di quella “Madre-Figlia”,
nota n. 5).
Queste reciproche accuse hanno di fatto impedito di pervenire a stendere una nuova Convenzione tra i due Paesi contro la doppia imposizione, che avrebbe potuto allargare sia le maglie
del “segreto bancario” svizzero, sia migliorare la
qualità dello scambio di informazioni.
Accordo convenzionale che è stato siglato con
altri Paesi (ad esempio con la Francia) e che permette una maggiore collaborazione in tema di
lotta all’evasione fiscale internazionale, con un
allentamento anche se parziale del segreto bancario. Attualmente Berna sembrerebbe “aprire”
verso Roma, prospettando la negoziazione di un
pacchetto di misure globali in campo fiscale.
Rientra in questo politica di “avvicinamento” la
creazione di un gruppo di lavoro, presieduto dal
Ministro delle Finanze elvetico11: l’ obbiettivo è
quello di elaborare una strategia comune per appianare le divergenze sorte tra i due Paesi, che
hanno di fatto determinato la sospensione della
stesura di un nuovo testo convenzionale contro
le doppie imposizioni.
Un possibile futuro?
Il percorso per pervenire ad un nuovo rapporto, se non amichevole, per lo meno collaborativo, non si presenta facile. La Confederazione
elvetica ha mal vissuto lo “scudo ter” voluto dal
Ministro Tremonti, non solo per una questione
strettamente economica, ma anche per come il
medesimo è stato strutturato: in pratica la Svizzera è stata considerata come un vero e proprio
“paradiso fiscale”.
L’Italia sta tentando con ogni mezzo di lottare
contro l’evasione fiscale internazionale, introducendo sempre maggiori vincoli ai rapporti
internazionali12, se posti in essere con paesi a
bassa fiscalità . Dal 31 Agosto di quest’anno una
nuova incombenza è stata posta a carico delle
imprese e dei professionisti: è fatto obbligo di
segnalare in via telematica all’Amministrazione
Fiscale ogni transazione, in entrata ed in uscita,
verso Paesi qualificati come “paradisi fiscali”.
Tra questi risulterebbe anche la Svizzera: l’obbligo parrebbe riguardare non solo i rapporti
con soggetti societari ritenuti a bassa fiscalità (ad
esempio le “holding” ), già penalizzati da precise norme che li riguardano, ma ogni tipologia di
rapporto.
A breve termine non pare che concreti passi in
avanti potranno venire fatti, stante la distanza
che ancora esiste tra le parti.
Certamente è impensabile che i due Paesi, che
hanno una lunga tradizione di amicizia e collaborazione, nonché di vicinanza13, non riescano
a pervenire all’instaurazione di un nuovo e migliore rapporto, basato su reciproche concessioni.
L’augurio più sincero è che ben presto, sotterrate
le “asce di guerra”, le due Amministrazioni pervengano di nuovo ad un proficuo e costruttivo
dialogo, nel reciproco interesse.
*Dottore Commercialista
e Revisore contabile in Milano
che pretendere che la Svizzera aumenti la sua!
9 OECD Progress Report , 8 Dicembre 2009.
10 La nostra Amministrazione ha disconosciuto l’Accordo a fronte di dividendi dall’ Italia verso la società madre svizzera in
ossequio ad un provvedimento dalla Commissione UE, adottato conseguentemente all’ utilizzo di società quali le “holding” a
bassa tassazione.
11 Lino TERLIZZI, Adesso Berna “apre” a Roma, Il Sole 24 Ore, 7 marzo 2010. Verso Maggio si è tenuto un nuovo incontro tra la
Svizzera e l’Italia durante il quale si sarebbe parlato su come pervenire ad una revisione condivisa della Convenzione, in grado
di soddisfare entrambi i Paesi.
12 Si ha l’impressione che il Legislatore italiano, constatando la debolezza dell’ Amministrazione, dia alla medesima sempre più
strumenti che le permettano di superare questa debolezza strutturale.
13 Il primo mercato di sbocco per l’ Italia , extra UE , è la Svizzera (Il Sole 24 Ore del 23 Luglio 2010) . Le due economie sono
definite come complementari.
la
Rivista
n. 11 - Novembre 2010
37
&LR¶FKHSUDWLFKLDPRGDO
KDRJJLXQQRPH
)DLU5HODWLRQVKLS%DQNLQJ
7XWWHOHSXEEOLFD]LRQLEDQFDULHDIIHUPDQRFKHLOFOLHQWHqLO©FHQWUR
GHOO¶DWWHQ]LRQHªFRVDVLJQL¿FDFRQFUHWDPHQWHTXHVWDIUDVH"
(FRPHIDUHSHUQRQSHUGHUHGLYLVWDTXHVWR©FHQWURGHOO¶DWWHQ]LRQHª
IUDLWDQWLVVLPLLPSHJQLGLXQ¶D]LHQGDPRGHUQD"
'DSLGLDQQL)LQWHU%DQN=XULFKEDQFDVYL]]HUDGLTXDOLWj
SHUFRUUHODSURSULDVWUDGDLQDXWRQRPLDODQRVWUDSUHVHQ]DVXO
PHUFDWRqVHPSUHVWDWDPROWRULVHUYDWDPDFKLKDYROXWRFRQRVFHUFL
PHJOLRKDSUHVWRVFRSHUWRFKHGDQRLLOFRQFHWWRGL©YDORULªDVVXPH
XQ¶LPSRUWDQ]DPROWRULOHYDQWH
)DLU5HODWLRQVKLS%DQNLQJqFLzFKHLFOLHQWLSRVVRQRFKLHGHUFLH
FKHQRLGREELDPRGDUHORURSHUWXWWLLFOLHQWLFKHQRQVLDFFRQWHQWDQR
GLSURPHVVHPDFKHGHVLGHUDQRSURYDUHGDYYHURTXDQWRSRVVDHVVHUH
GLYHUVRLO3ULYDWH%DQNLQJ
3HUXOWHULRULLQIRUPD]LRQL!ZZZILQWHUFK
)DLU5HODWLRQVKLS%DQNLQJ
6HGHFHQWUDOH)LQWHU%DQN=ULFK6$&ODULGHQVWUDVVH&+=XULJR
6HGLH$IILOLDWD/XJDQR&KLDVVR1DVVDX%DKDPDV
$VVLFXUD]LRQHYLWD)LQWHU/LIH9DGX]/LHFKWHQVWHLQ
ANGOLO FISCALE
di Tiziana Marenco
Conseguenze pratiche
dell’aumento delle aliquote
d’imposta IVA al 1° gennaio 2011
Con votazione popolare del 27 settembre 2009 Popolo
e Cantoni svizzeri avevano approvato nell’ambito di una
proposta di finanziamento aggiuntivo dell’Assicurazione
Invalidità (AI) un aumento delle aliquote d’imposta IVA
che entrerà in vigore il 1° gennaio 2011.
L’opuscolo informativo “Info IVA 19”1 dell’Amministrazione Federale delle Contribuzioni (AFC) (di seguito
“Opuscolo”) riassume le modifiche e ne illustra le principali conseguenze pratiche per il contribuente, segnalando allo stesso tempo che la transizione dalle vecchie
alle nuove aliquote sarà implementata in maniera differente rispetto alle precedenti modifiche avvenute negli
scorsi anni.
1. Aliquote
Aliquota normale
Aliquota ridotta
Aliquota speciale
per il settore alberghiero
Vecchia
Nuova
7,6 %
2,4 %
8,0 %
2,5 %
3,6 %
3,8 %
*Opuscolo, p. 7.
prestazioni dei due rispettivi periodi soggetti ad aliquota differente non vengono separate, l’intera prestazione
sarà soggetta alla nuova aliquota.
Lo stesso vale di principio anche per le richieste di acconti e anticipi. Se l’anticipo viene per esempio versato
nel corso dell’autunno 2010 per prestazioni che saranno
eseguite durante il 2011, l’anticipo può già essere fatturato con la nuova aliquota. I nuovi formulari disponibili a
partire dal luglio 2010 permettono di indicare nel rendiconto trimestrale sia le cifre d’affari contabilizzate con
la nuova aliquota sia le cifre d’affari contabilizzate con
l’aliquota in vigore sino al 31 dicembre 2010.
Analoga la regola per le prestazioni continuate (abbonamenti ecc.), per le quali sarà necessario fatturare
separatamente i due periodi (aliquota vecchia/aliquota
nuova).
L’Opuscolo illustra diverse altre fattispecie, quali per
esempio il trattamento delle diminuzioni della controprestazione, i bonifici annuali, i beni di ritorno e tratta in
seguito aspetti settoriali relativi al ramo alberghiero e
della ristorazione, alla distribuzione di gas, elettricità,
acqua ecc., nonché ai contratti di leasing e locazione,
alle commissioni e alle importazioni. Le ultime pagine
dell’Opuscolo sono dedicate al rendiconto.
2. Fatturazione
Per stabilire quali tra la vecchia e la nuova aliquota sarà
applicabile in caso di prestazioni effettuate a cavallo tra
il 2010 e il 2011 non sarà determinante la data della
fatturazione o del pagamento, bensì la data dell’esecuzione della prestazione. Se la prestazione viene eseguita in parte prima e in parte dopo il 1° gennaio 2011,
sarà quindi necessario fatturare separatamente, anche
se nell’ambito dello stesso documento, le prestazioni
eseguite in periodi soggetti ad aliquote differenti. Se le
3. Implementazione e sistema informatico
Il cambiamento di aliquota e le regole enunciate dall’AFC
costringeranno i contribuenti ad allestire un piano di fatturazione e a riprogrammare il sistema informatico e di
contabilità in modo tale da poter soddisfare i requisiti
delle autorità.
[email protected]
1 http://www.estv.admin.ch/mwst/dokumentation/00130/00947/00948/index.html?lang=de
la
Rivista
n. 11 - Novembre 2010
39
ANGOLO LEGALE
di Massimo Calderan
Fine del rapporto di lavoro
in Italia e in Svizzera - 2 parte
a
Nell’ultimo numero della Rivista abbiamo analizzato il recesso unilaterale dal contratto di lavoro (licenziamento
da parte del datore di lavoro, dimissioni del lavoratore)
in Italia e in Svizzera, evidenziando come i sistemi giuslavoristici dei due Paesi siano diversi. Analizzeremo qui di
seguito la conclusione del contratto di lavoro sulla base
della volontà concorde di lavoratore e datore di lavoro.
In Svizzera nel cosiddetto contratto di annullamento del
rapporto di lavoro (in tedesco “Aufhebungsvertrag”) le
parti sciolgono il loro vincolo contrattuale da subito o a
partire da una certa data, a partire dalla quale il lavoratore
non è più tenuto a far fronte ai propri obblighi contrattuali
e il datore di lavoro non deve più pagare la retribuzione
ed i contributi sociali. Fatto salvo quanto eventualmente
previsto in materia di divieto di concorrenza e tutela della
riservatezza, che è comunque consigliabile prevedere,
insieme agli altri punti in questo nuovo contratto, di scioglimento.
Alla base del contratto di annullamento sovente c’è un
licenziamento. A maggior ragione se si tratta di un licenziamento con effetto immediato contestato dal lavoratore, la cui motivazione non è sufficientemente convincente,
il datore di lavoro spesso preferisce trovare un accordo
piuttosto di andare in tribunale. Le parti concordano il
termine del rapporto di lavoro, con l’obbligo del datore
di lavoro a pagare una retribuzione che corrisponde a
quella dovuta fino alla fine del termine di preavviso anche
quando il lavoratore non è più tenuto a lavorare.
Viene dato grandissimo rilievo alla libertà del lavoratore
che consciamente aderisce a tale accordo. La giurisprudenza si è confrontata principalmente con il tema della
sussistenza di limiti a tale manifestazione della volontà
contrattuale, perché il lavoratore non può rinunciare a
crediti derivanti da disposizioni di legge o del contratto
collettivo a carattere imperativo. L’accordo di annullamento del contratto non deve essere quindi sottoscritto
allo scopo di aggirare tali norme imperative. Caso tipico:
l’onere legislativamente posto al datore di pagare il salario ed un’indennità per malattia e infortunio, di conseguenza è stato dichiarato nullo il contratto di scioglimento
sottoscritto dal lavoratore che al momento era inabile al
lavoro e al quale spettava la corresponsione di tali indennità. Diversamente è stato deciso per una lavoratrice in
gravidanza, nonostante nello stesso periodo una disdetta da parte del datore sarebbe stata nulla, non essendo
lei inabile al lavoro e non avendo diritto al momento al
pagamento di indennità, era stata mantenuta la validità
del contratto di scioglimento del rapporto di lavoro da
lei sottoscritto (anche partendo dal presupposto che la
lavoratrice al momento della sottoscrizione del contratto
potesse effettivamente essere desiderosa di sciogliere il
rapporto). Fattore determinante per l’insorgere o meno
della sanzione grave di nullità è anche quello di stabilire
se il datore di lavoro offre delle compensazioni economiche adeguate. Il contratto di annullamento rimane impugnabile nei casi in cui l’abuso del datore di lavoro nei
confronti di un lavoratore ignorante o debole è evidente.
L’istituto della risoluzione consensuale di un rapporto di
lavoro in Italia è identico, ma la giurisprudenza e prassi sono diverse. L’ipotesi di cessazione consensuale del
rapporto di lavoro si presenta normalmente in tre casi:
qualora il lavoratore sia molto vicino all’età del pensionamento e, di conseguenza lo scioglimento del rapporto
lavorativo non andrà a sconvolgere la sua vita, oppure
dove per esigenze aziendali vi sia necessità di effettuare
un ridimensionamento o una riorganizzazione, o ancora
di fronte alle Commissioni di conciliazione come ipotesi
di soluzione bonaria di una vertenza per impugnazione di
un licenziamento.
Quando si parla di cessazione consensuale si parla anche
di incentivi all’esodo, ovvero di corrispettivi economici che
hanno lo scopo di favorire l’uscita del lavoratore dall’organico dell’azienda, renderla più accettabile, erogando un
certo numero di mensilità fino a raggiungere anche una
somma considerevole. La Corte di Cassazione ha riconosciuto in seguito l’applicabilità del principio della libertà
contrattuale anche ai rapporti di lavoro, affermando che
la libertà di scelta del lavoratore non è posta in pericolo.
Ora, a livello di prassi si sta riponendo l’attenzione sulla
possibilità di creare una procedura ad hoc, con moduli
specifici per questa ipotesi, in modo da evitare, esattamente come avvenuto in materia di dimissioni, abusi da
parte del datore di lavoro, che in taluni casi faceva preparare lettere di dimissioni “in bianco” già firmate dal lavoratore all’atto dell’assunzione. E’ consigliabile sottoscrivere
un accordo di scioglimento di fronte alla Commissione di
Conciliazione competente, in tal modo l’accordo non sarà
più impugnabile.
[email protected]
la
Rivista
n. 11 - Novembre 2010
41
CONVENZIONI
INTERNAZIONALI
di Paolo Comuzzi
Alcuni aspetti
della nuova convenzione
Italia - USA
A seguito del completamento degli
step previsti nei due ordinamenti è
in vigore una nuova convenzione tra
Italia e Stati Uniti e questo rende di
interessa fare una verifica in merito
ad alcuni punti. Lo scopo del presente lavoro è proprio quello di dare una
breve (diciamo concisa) esplicazione
di questi punti lasciando poi agli operatori eventuali approfondimenti che
possono di interesse nello sviluppo
della stessa1. Si tratta ovviamente di
un commento molto parziale e che
non prende in considerazione tutti i
punti della convenzione in quanto di
riserviamo di fare un ulteriore contributo riferito ai punti come “interessi,
dividendi, royalties” nei prossimi numeri della rivista.
La condizione generale
Va posto in immediata evidenza che per ottenere
la applicazione del dettato convenzionale sussiste
la condizione generale di “soggetto beneficial owner” e per le società sussiste anche la problematica
della cd limitation on benefits (tema questo molto
complesso e di difficile valutazione). Il tema LOB è
molto importante (si pensi alla società del paese
X che controlla la società italiana quando questa
prende redditi da USA) e si estrinseca in test che
sono complessi e che divengono ancora di maggior complicazione se parliamo di un soggetto che
deve essere considerato trasparente sul piano fiscale. Possiamo affermare che queste nuove LOB
richiedono delle indicazioni da parte della Amministrazione Fiscale Italiana per consentire al sostituto
di imposta una azione che possa dirsi scevra da
problematiche e da responsabilità. In linea generale
è molto interessante che nell’ambito della convenzione siano state introdotte queste clausole di carattere specifico, clausole che devono ovviamente
tenere conto per una corretta interpretazione di
quello che possiamo dire sia il concetto di beneficiario effettivo che è stato sviluppato in sede OCSE
e nel commentario.
Redditi immobiliari
Si deve fare la premessa che, in base all’articolo 6
della convenzione, la nozione di reddito immobiliare
è molto ampia e che non pare che sussistere alcuna limitazione alla possibilità di tassare (nessuna
limitazione della legge italiana sulla tassazione dei
redditi fondiari). Si deve prestare attenzione che la
categoria dei redditi immobiliari si divide in due sub
categorie: a) redditi che possono ritratti dall’utilizzo del bene (ie canone di locazione); b) redditi che
nascono dalla cessione del bene immobile. La prima categoria di redditi viene trattata nell’articolo
6 della convenzione mentre la seconda categoria
di redditi viene trattata nell’articolo 13 della con-
1 Per un esame della convenzione si faccia riferimento agli articoli del prof. Mayr pubblicati nel 2009 e nel 2010 nella rivista Bollettino
tributario e dai quali si prende spunto.
42
la
Rivista
n. 11 - Novembre 2010
venzione. Di nuovo si deve tornare sul punto dei diritti
dello Stato della fonte: ai sensi del dettato convenzionale non vengono posti limiti allo Stato della fonte ed
è lecito affermare che il suddetto Stato ha pieno diritto
di procedere con la tassazione dei redditi che nascono dall’utilizzo del bene immobile. Siamo in presenza
di una attribuzione di potestà impositiva cd illimitata
e quindi viene lasciata piena libertà allo Stato della
fonte.
Sul piano definitorio va posto in evidenza che la convenzione lascia una ampia libertà alla norma interna
facendo assurgere la norma interna al rango di norma
convenzionale e fissando solo il principio per cui alcuni
beni sono considerati beni immobili in quanto tali (si
pensi agli accessori ai beni immobili, usufrutto su beni
immobili).
Utili delle imprese
Qui il punto essenziale è quello della stabile organizzazione: possiamo dire che la distributive rule consiste
proprio in questo principio. La regola di base è quella
per cui gli utili di impresa possono essere tassati solo
nello Stato in cui il soggetto che produce questi redditi
è considerato residente ai fini fiscali.
Tuttavia l’altro Stato contraente ha diritto di tassare
gli utili prodotti dalla impresa se questa opera nel secondo stato contraente mediante una stabile organizzazione situata in detto Stato e se gli utili possono
essere attribuiti a questa stabile organizzazione.
La convenzione indica che gli utili di una impresa possono essere tassati nello Stato della fonte ma soltanto
nella misura in cui gli stessi possono essere attributi
alla stabile organizzazione che si trova in detto Stato
[siamo in presenza di una limitazione della forza di attrazione, principio questo che è contenuto anche nella
normativa fiscale Italiana].
Con riferimento poi al cd “utile attribuibile” lo stesso è
fondato sul cd principio “arm’s length” e quindi dovrebbero trovare applicazione quelle che sono le direttive
OCSE in tema di determinazione dei prezzi di trasferimento. Il principio della attribuzione è molto importante in quanto lascia intendere in modo chiaro che la tassazione di interessi, dividendi., royalties è da legare
alla stabile organizzazione solo quando vi sia questa
connessione tra la stessa Stabile Organizzazione ed il
bene che produce interessi, dividendi e royalties.
Questa connessione richiede un preciso esame giuridico e fattuale che ponga in evidenza la connessione
esistente tra il bene e la stabile organizzazione (ie gli
interessi derivano dall’impiego a mutuo della liquidità
generata nella stabile organizzazione, le royalties nascono da un know – how sviluppato dalla stessa Stabile Organizzazione).
In assenza di una precisa dimostrazione di questo legame, come detto, sorge immediata una limitazione
in merito alla tassazione di questi proventi: gli stessi
non saranno portati nel conto economico della Stabile
Organizzazione ma tassati in modo separato.
Certamente questo aspetto dell’effettiva connessione è un tema molto delicato in quanto è da chiedersi
come possa il soggetto erogante italiano giungere ad
un qualsiasi controllo in merito a questo collegamento
e come possa egli verificare una eventuale dichiarazione resa in forma di atto notorio dal soggetto percipiente. Sempre nella convenzione esiste una norma in merito ai costi: è chiaro che una stabile organizzazione
non è una “separate legal entità” rispetto alla società
di cui è parte e quindi sussistono oneri di carattere generale che devono essere oggetto di una ripartizione
sulle diverse entità nel mondo.
In questo senso la norma della convenzione che consente una detrazione di queste spese anche se sostenute in un paese diverso da quello in cui si trova
la stabile organizzazione appare come una norma del
tutto congrua ed accettabile.
Attenzione che questa norma non garantisce alcuna
deduzione a priori in quanto sussiste il pieno diritto
dello Stato in cui la stabile organizzazione è situata di
“contestare” la inerenza e la congruità di questi oneri
(congruità nel senso di criterio di attribuzione).
Navigazione aerea e marittima
Qui siamo di fronte ad una sostanziale esenzione che
vale in modo specifico per queste imprese. Siamo in
presenza di una deroga per una particolare categoria
di imprese, una deroga che consiste nella attribuzione
esclusiva allo Stato di residenza del diritto di tassare
il reddito delle imprese di navigazione marittima ed
area. Fondamentale è che si operi in “traffico internazionale” e quindi possiamo affermare che la suddetta
limitazione non si applica quando l’impresa estera si
limita al cd traffico interno.
Altri redditi
La norma di riferimento è l’articolo 22 della convenzione, una norma che conferisce il diritto di tassare i cd
altri redditi allo Stato in cui il percipiente è residente
ai fini fiscali (e si tratta di una attribuzione di carattere
esclusivo salvo una precisa esclusione in presenza di
stabile organizzazione e / o di una base fissa).
Questa limitazione della tassazione si applica sia ai
redditi che nascono dallo Stato della fonte sia ai redditi che la persona dovesse percepire da Stati terzi.
Certamente la norma richiede un esame specifico di
quanto percepito al fine di escludere che l’elemento
di reddito debba essere fatto rientrare in un diverso
articolo del dettato convenzionale.
Conclusioni
La nuova convenzione opera alcune modifiche rispetto
alla precedente e possiamo dire che una delle maggiori è certamente quella dell’applicazione delle cd regole
LOB, regole che sono precise e che portano certamente ad un “carico” di lavoro maggiore per quanto
riguarda il soggetto erogante il reddito, soggetto che
deve accertare non solo la residenza ma anche il diritto
del percettore in ragione di queste regole specifiche.
Si tratta comunque di un principio giusto e che tende
a impedire utilizzi abusivi del dettato convenzionale
ovvero un utilizzo che non è dettato da diritti giuridici
ma che tende proprio a eludere le regole previste nella
convenzione stessa.
la
Rivista
n. 11 - Novembre 2010
43
Scegliete
chi sa scegliere.
Direzione Generale e Agenzia di Città
Via Giacomo Luvini 2a, CH–6900 Lugano
Tel. +41 58 855 32 00
Sede Principale
Via Maggio 1, CH–6900 Lugano
Tel. +41 58 855 31 00
Succursali ed Agenzie
Chiasso, Mendrisio, Lugano-Cassarate, Paradiso,
Bellinzona, Biasca, Locarno, San Gallo, Basilea, Berna,
Zurigo, St. Moritz, Celerina, Poschiavo, Castasegna,
Pontresina, Coira, Davos, MC-Monaco
Abbiamo scelto la trasparenza,
la prudenza, la qualità del servizio.
Fate anche voi la scelta giusta:
scegliete BPS(SUISSE).
Anche in tempi difficili.
Call Center 00800 800 767 76
www.bps-suisse.ch
Banca Popolare di Sondrio (SUISSE)
La Banca che parla con te.
di Ingeborg Wedel
Donne in carriera: Cinzia Renzi
Poco incline ai compromessi
inzia Renzi è Presidente della FIAVET (Federazione
Italiana Associazioni Imprese Viaggi e Turismo),
carica che ricopre dall’aprile 2009. La strada intrapresa nel settore turistico è stata lunga, irta di
ostacoli, ma l’ascesa è risultata costante.
Dopo il liceo scientifico ha frequentato l’università, ma non
si è laureata in lingue straniere: ad un certo punto ha preferito recarsi all’estero dove ha studiato e appreso le lingue
del posto; è stata una scelta oculata.
Così nel 1985 - a 25 anni - è iniziata la sua carriera nel settore turistico praticamente dalla cosiddetta gavetta, che le
è servita molto in tutte le cariche che poi ha ricoperto: da
accompagnatrice turistica per Gruppi incentive e congressi
in Italia e all’estero a docente di Master Economia e Gestione Servizi turistici Università “La Sapienza” di Roma, da
Vicepresidente nazionale associazione Donne nel turismo
(dal 2001 al 2008) a Vicepresidente Vicario U.R.A.T. Unione Regionale Federazioni Turismo del Lazio (dal 2007).
Impegnatissima, come tutte le nostre donne manager, finalmente abbiamo avuto la possibilità di intervistarla. Riportiamo qui la sintesi delle sue risposte ai quesiti posti.
Alla nostra domanda quanto tempo necessita per essere
apprezzata come manager in un mondo di uomini, ci ha
risposto che, prima di tutto, è necessario essere molto
professionali e decisi nelle scelte e quindi ottenere dei risultati conformi alla propria potenzialità nel settore.
Non certo per esibirli al mondo maschile, ma per se stesse: ossia dimostrare chiaramente che, nella professione, la
donna può e deve fare quanto un uomo.
“Le difficoltà da affrontare nel mondo del lavoro sono veramente tantissime”, afferma Cinzia, “il 70% dei dirigenti
titolari nel settore turismo sono uomini, tant’è vero che io
sono la prima donna presidente FIAVET dopo 49 anni: quindi è sempre necessario dimostrare il valore femminile che
non ha nulla da invidiare a quello maschile.”
Più che la diffidenza verso la donna, è molto evidente che
gli uomini hanno preso coscienza della potenzialità femminile e sicuramente stanno all’erta. La donna manager incontra molti ostacoli e siccome non accetta compromessi.
Ha maggiore difficoltà nel risolvere i problemi.
Lo svantaggio per la donna in carriera è quello di dover lavorare di più degli uomini, sia nella professione che a casa,
mentre il vantaggio per lei è la possibilità di instaurare amicizie e relazioni, che le vengono utili nel settore lavorativo.
Il privilegio per la donna - in genere - è che gode di maggiori
riguardi e rispetto, sempreché i risultati del suo operato
siano tali da meritarli. Per quanto concerne l’acuto intuito,
C
tutto femminile, Cinzia conferma che si fida di questa sensazione positiva che le è stata di grande aiuto nelle scelte
e decisioni da prendere.
“L’arte della seduzione può risultare un’arma vincente in
certi casi”, sostiene Cinzia, “ma non è determinante. Sono
consapevole di usarla, ma con parsimonia e solo al momento giusto e a piccole dosi”.
La soddisfazione maggiore è certamente quella di essere
apprezzata per il lavoro svolto ed i relativi risultati ottenuti.
Per quanto riguarda l’atteggiamento verso i dipendenti,
non ci sono preferenze di rilievo rispetto al genere. Forse
soltanto una maggiore comprensione ed attenzione verso
la donna in particolari momenti come la maternità. Per
sfondare nel mondo maschile, la donna in carriera deve sicuramente rinunciare al 70% degli hobby ed a buona parte
della sua vita privata.
Cinzia, però, collega qualche volta i suoi frequenti viaggi
di lavoro a qualche piccola parentesi di piacere nei luoghi
dove si deve recare. Frequenta il centro benessere con
regolarità e pratica costantemente il nuoto.
la
Rivista
n. 11 - Novembre 2010
45
L
di Vittoria Cesari Lusso
1
L’ Elefante invisibile
Su questo numero della Rivista riproponiamo il testo dell’articolo che - per problemi adducibili dall’insondabilità delle moderne tecnologie, che evidentemente non padroneggiamo - è apparso sul numero di ottobre rimaneggiato in alcune parti
e incomprensibile in altre. Ce ne scusiamo con i lettori e con l’autrice.
Il valore dell’esempio
Lo sapeva anche mia nonna, pur non avendo fatto lunghi studi di psicopedagogia, ma solo la terza elementare:
l’esempio è la stella polare dell’azione educativa.
Le recenti scoperte sull’attività cerebrale, che evidenziano le
basi neurologiche di quel mirabile meccanismo di apprendimento chiamato imitazione, le danno del tutto ragione: quando osserviamo qualcuno agire il nostro cervello si attiva,
quasi come se stessimo agendo in prima persona, e così
siamo pronti (volendolo) a imitarlo. Insomma, l’esempio è
la via maestra per imparare qualcosa da qualcuno, in particolare se il “maestro” di turno riveste ruoli e cariche che gli
conferiscono un’aura di modello. Infatti, in questi casi l’attività cerebrale di emulazione è ulteriormente stimolata dal
desiderio di assomigliare all’agognato “prototipo”.
Eppure, stando a quanto veicolato dai vari media, si direbbe che stia diventando di moda negare (in modo implicito
o esplicito) l’impatto degli esempi. Come se lo si volesse
occultare, trasformandolo in una sorta di elefante invisibile,
complici probabilmente un paio di fenomeni.
In primo luogo, vi è una sorta di miope (colpevole?)
rifiuto della responsabilità dei propri atti. Il termine “responsabilità” deriva dal verbo latino respondere, che in origine aveva il significato forte di onorare un impegno assunto
solennemente. Essere responsabile significa infatti avere la
consapevolezza di dover rendere conto degli effetti delle
azioni proprie, nonché di quelle di esseri affidati alle nostre
cure. Il comportamento concreto di un genitore, di un insegnante, di un personaggio pubblico, di un governante non è
un fatto meramente individuale che riguarda solo la singola
persona ma che ha ripercussioni – positive o negative a seconda dei casi- su una moltitudine di altri individui. Come?
Attraverso il potere dell’esempio, appunto!
In secondo luogo, dimenticando che nella sfera educativa quel che si fa, conta molto di più di quel che si
dice. O meglio, ciò che ha grande valore è la coerenza tra
il dire e il fare. In mancanza di coerenza non si è credibili.
Per un padre il miglior modo di convincere un figlio della
necessità di portare il casco quando si va in motorino o si
scia, è portarlo lui stesso. La via maestra per insegnare ai
bambini le buone maniere e il rispetto consiste nell’adottare
quotidianamente in famiglia modi educati e rispettosi. Per
un docente, il modo più efficace per motivare allo studio i
propri allievi è quello di vivere con passione l’insegnamento
della propria materia. Per i governanti la posta in gioco
è ancora più alta. In genere, solo dando l’esempio in prima persona e mettendo in pratica quello che predicano e
chiedono ai propri “sudditi” essi possono convincerli della
necessità di sviluppare comportamenti socialmente utili o di
compiere determinati sacrifici ritenuti opportuni per il bene
comune. Per questo Obama ha previsto di passare le vacanze di agosto lungo la costa del Golfo del Messico devastata
dalla marea nera. Analogamente, Zapatero ha deciso di rinunciare alle ferie e ha tagliato le vacanze dei suoi ministri,
mentre il nuovo premier britannico ha considerevolmente diminuito lo stipendio del suo governo. Dicono gli scettici che
tutto ciò non serve a sanare gli effetti delle crisi ambientali
e finanziarie. Certo, ma almeno contribuisce ad alimentare
un capitale simbolico di primaria importanza, quello della
credibilità di chi governa, e di chi deve dare l’esempio. E
non è cosa da poco!
I “cattivi esempi” costituiscono una trappola particolarmente subdola quando incidono sul comportamento
delle giovani generazioni. I bambini e adolescenti ne subiscono particolarmente il turpe fascino. Il loro cervello, il loro
sviluppo morale e i loro meccanismi di autoprotezione sono
ancora in formazione. Gli adulti sono, almeno in teoria, meglio equipaggiati, sebbene ciò non sempre li renda immuni da
deleterie imitazioni di modelli indegni. Capita. Molto dipende
anche dal tipo di società e cultura in cui si è immersi.
Quando si è in posizione di potere o di visibilità mediatica negare il valore di esempio ai propri comportamenti
“trasgressivi” significa semplicemente voler fare i propri comodi senza assumerne le responsabilità, in particolare nei
confronti del prossimo.
Un idolo della canzone che glorifica l’uso di stupefacenti rende più attrattivo il suo stolto comportamento agli occhi dei
fan. Un campione dello sport che si dopa non pecca solo
di slealtà nei confronti degli altri concorrenti, ma divulga il
pernicioso messaggio che il successo a tutti i costi vale più
dell’onestà. Una velina che ostenta modi da adescatrice in
televisione crea una scia di ragazzine pronte a imitarla. Un
politico che sfrutta la propria carica per arricchirsi personalmente contribuisce per osmosi a diffondere l’idea che
per chi detiene il potere tutto è lecito e ad abbassare così
ulteriormente il livello medio della moralità nel suo paese.
In vulgus manant exempla regentum
(l’esempio di chi governa si diffonde nel popolo)!
Se questo contributo suscita in voi commenti o reazioni non
esitate a dialogare con l’autrice: [email protected]
1
Una vecchia leggenda indiana narra di un elefante che pur muovendosi tra le folle con la sua imponente mole passava comunque
inosservato. Come se fosse invisibile…
la
Rivista
n. 11 - Novembre 2010
47
Nella ricorrenza del 150° anniversario dell’Unità italiana
L’Italia: “Pentita sempre
e non cangiata mai”
di Tindaro Gatani
Una scena della battaglia di Waterloo, da una stampa d’epoca.
D
opo la sconfitta definitiva di Napoleone, al ritorno degli Austriaci in Lombardia, nelle maggiori chiese si cantò
un Te Deum, lo stesso cantato qualche
anno prima per la presa di Mosca da parte dei
Francesi (14 settembre 1812). Angelo Brofferio
(1802-1866), letterato anticonformista e anticlericale, così descrive la manifestazione che si tenne
nel Duomo di Milano: «Vi erano ancora gli stessi
preti, gli stessi canonici, gli stessi suonatori di pifferi e di violini; vi era lo stesso devoto popolo che
cantava gli stessi versi. Non vi era altro di cambiato
che questo: un anno prima si cantava per l’imperatore dei Francesi; un anno dopo per l’imperatore
d’Austria, ma la musica era sempre quella».
Un volgo disperso che nome non ha
L’immagine degli italiani che inneggiavano ora
all’uno ora all’altro straniero che, a turno, gli stava
«sul collo» avrebbero dato al Manzoni la visione
«d’un volgo disperso che nome non ha» (Coro
dell’Adelchi). Un volgo sempre pronto a tumul-
tuare, ma mai a rendersi libero e indipendente.
L’Italia, come scrisse lo stesso Manzoni nel 1802,
a soli 17 anni, era destinata a mortificarsi in continuazione, a essere, insomma, Pentita sempre, e
non cangiata mai.
Napoleone, che per vent’anni aveva scorazzato in
armi “Dall'Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al
Reno, / da Scilla al Tanai / dall'uno all'altro mar”
(Manzoni, Ode Cinque Maggio), nonostante i soprusi delle sue armate, aveva contribuito a diffondere le idee di uguaglianza e di libertà affermate
dalla Rivoluzione francese. In tutta l’Europa si era
diffusa la mentalità di una nuova forma di Stato
moderna con cittadini liberi e tutti uguali davanti
alla legge. Sconfitto nella battaglia di Lipsia dalla coalizione antifrancese, nell’ottobre del 1813,
Napoleone fu costretto ad abdicare (14 aprile
1814) e a vivere in esilio coatto all’Isola d’Elba,
da dove riuscì poi a evadere. Alla notizia della sua
fuga, il 13 marzo 1815, sei giorni prima del suo
trionfale ritorno a Parigi, i suoi nemici, che sin dal
1° novembre 1814 si erano riuniti in Congresso di
la
Rivista
n. 11 - Novembre 2010
49
Vienna, decisero di dichiararlo fuorilegge. E quattro giorni dopo concordarono lo schieramento di
una nuova coalizione, la settima alleanza militare
antinapoleonica, formata da Austria, Prussia, Regno Unito e Russia, le quali si impegnarono a contribuire con l’apporto di 150.000 uomini ognuna.
A questi seicentomila soldati andavano aggiunti
anche quelli degli altri alleati della coalizione:
la Svezia, i Paesi Bassi, il Regno di Sardegna, la
Spagna, il Portogallo e alcuni Stati tedeschi. Lo
scontro avvenne il 18 giugno 1815, nei pressi di
Waterloo, una cittadina belga nella provincia di
Brabante, a circa 15 km a sud di Bruxelles. I Francesi comandati dallo stesso Napoleone, dopo una
strenua lotta, furono costretti e ritirarsi disordinatamente sotto i colpi degli avversari comandasti
dal feldmaresciallo prussiano Gebhard Leberecht
von Blücher e dal britannico Arthur Wellesley, meglio ricordato con il titolo di duca di Wellington.
Alla fine della sanguinosa battaglia sul campo si
contarono 25.000 morti francesi, 20.000 inglesi e
4.000 prussiani. Come luogo del nuovo esilio di
Napoleone fu scelta Sant’Elena, una sperduta isoletta dell’Oceano Atlantico.
Il “Mercato dei popoli”
A Vienna, le grandi potenze avevano intanto deciso il futuro assetto dell’Europa. A darci una
chiara rappresentazione dell’accordo raggiunto in
quell’occasione ci pensa una caricatura, apparsa
il 15 maggio 1815, esattamente un mese prima di
Waterloo, intitolata La balance politique. In essa
viene spiegato come stava per essere manipolato
il futuro assetto europeo, senza tener minimamente conto del volere e dei sentimenti nazionali dei
singoli popoli, ma basandosi esclusivamente sugli
interessi egoistici delle grandi potenze. Nell’immagine, a sinistra, un tronfio rappresentante inglese sta mettendo sul piatto di una enorme bilancia
Il mercato dei popoli al Congresso di Vienna, caricatura
d’epoca.
50
la
Rivista
n. 11 - Novembre 2010
sacchetti di oro e denaro sonante (le vaste colonie,
i traffici ingenti e gli altri patrimoni britannici), il
tutto mentre un olandese controlla le sue ricchezze contenute in un capiente forziere. Al centro
un prussiano e un austriaco stanno contrattando
il possesso di alcuni territori, che devono fare da
contrappeso a quanto si trova sul piatto inglese. Al
prussiano che dice: «Io mi prenderò la metà della Sassonia», l’austriaco risponde: «Vi consento,
purché tu mi lasci libero sul Po». Il tutto, mentre a destra lo zar russo Alessandro I Romanov e
Charles Maurice de Talleyrand-Perigord, ministro
degli Esteri del nuovo re francese Luigi XVIII, seduti cavalcioni su una botte che contiene il popolo polacco, ridotto a semplice merce di scambio,
discutono sul futuro destino di quella Nazione. In
quanto agli Italiani, essi sono ben legati in un sacco posto in disparte all’estrema destra del disegno.
Nessuno, infatti, si sarebbe occupato di quella
vera e propria balla di merci, perché era sottinteso
e accettato da tutti che essa sarebbe appartenuta
di diritto e di fatto all’Austria. Ad illustrare quanto
stava accadendo nella capitale austriaca ci pensò
anche un arguto poeta in romanesco che, tra l’altro, scrisse: «A Vienna c’è un bellissimo mercato
/ e i popoli se venneno all’incanto / e a chi ne
compra e a chi je paga un tanto / je consegnano
er popolo legato». Come in tutti i consessi internazionali, anche a Vienna le decisioni furono prese
soltanto dalle grandi potenze, e cioè dall’Austria,
dall’Inghilterra, dalla Prussia e dalla Russia, tutti
gli altri partecipanti avevano una posizione meramente rappresentativa. Una presenza del tutto particolare fu quella del principe di Talleyrand che,
con la sua indiscussa abilità diplomatica, riuscì a
capovolgere la posizione della Francia da «grande
accusata» a «vittima dell’imperialismo di Napoleone». Egli si era fatto accreditare al Congresso
come plenipotenziario di re Luigi XVIII, fratello
di Luigi XVI, che era stato ghigliottinato per effetti
della Rivoluzione. Il ragionamento del Talleyrand,
che chiedeva giustizia per il suo re e per tutti gli
altri sovrani spodestati da Napoleone, fu adottato
senza riserva all’unanimità. Questo anche perché
il suo ragionamento comportava la restaurazione
totale delle condizioni politiche esistenti prima
della Rivoluzione con gli aggiustamenti territoriali
che facevano comodo alle grandi potenze. Così,
per merito di Talleyrand «la Francia vinse la pace
dopo aver perso la guerra».
I nuovi equilibri
Per gli effetti del Congresso di Vienna, i venti della
Rivoluzione fecero posto a quelli della Restaurazione, con un vero e proprio ritorno al passato.
Furono infatti ristabiliti gli antichi regimi nei quali
la sovranità non sarebbe mai più appartenuta ai
popoli, ma solo ai monarchi, che la ereditavano e
la esercitavano per grazia di Dio. Nel corso delle
trattative per la spartizione territoriale si assistette
anche a un vero e proprio scellerato trasformismo
Ritratto di Giuseppe Mazzini.
diplomatico, che avrebbe fatto scuola nella storia
europea fino allo scoppio della seconda Guerra
mondiale. Il principio di legittimità, stabilito agli
inizi all’unanimità, venne sostituito, di volta in
volta, dal criterio della compensazione o da quello della sicurezza generale, a seconda degli interessi delle grandi potenze e dei compromessi che
si era costretti a raggiungere. Nasceva così non
l’Europa del diritto ma quella della convenienza,
basata sulla legge del più forte, cioè a dire del potente o prepotente di turno. Con queste poco rassicuranti premesse fu stabilita così la spartizione
del continente:
- la Francia rientrava nei confini antecedenti la Rivoluzione del 1889;
- alla Gran Bretagna, oltre al Regno di Hannover,
veniva riconosciuto il possesso di Malta e di alcuni territori francesi in America, in Africa e in
Asia;
- la Russia otteneva il Ducato di Varsavia; conservava la Finlandia, strappata alla Svezia nel
1809 dopo un’unione durata quasi sei secoli, e
la Bessarabia, regione tra Moldavia e Romania,
già strappata agli ottomani nel corso della guerra
russo-turca del 1806;
- la Prussia otteneva una parte della Sassonia, la
Provincia Renana e la Vestfalia;
- l’Austria rinunciava ai Paesi Bassi asburgici in
cambio di un arrotondamento territoriale in Galizia, in Dalmazia e nell’Italia settentrionale, con la
rioccupazione del Ducato di Milano e con l’annessione della vecchia Repubblica di Venezia;
- la Spagna e il Portogallo tornavano allo status quo
ante, cioè alla situazione di prima della Rivoluzione francese.
Applicando il criterio della sicurezza generale, il
Congresso ritenne necessario costituire, tutto intor-
no alla Francia, una serie di Stati-cuscinetto con il
compito di «guardia armata della Restaurazione».
In caso di un eventuale risveglio di nuove ambizioni rivoluzionarie francesi, questi Stati avrebbero
dovuto resistere all’invasione, dando alle grandi
potenze il tempo necessario di potersi contrapporre militarmente. E fu anche in base a questo criterio che la Svizzera, formata da 22 Cantoni, si vide
garantita la neutralità perpetua; il Regno di Sardegna fu ingrandito con l’annessione della Liguria; il
Belgio fu unito all’Olanda (Regno dei Paesi Bassi);
e fu fondata la Confederazione germanica, sotto la
presidenza austriaca (1815-1866), che comprendeva 35 principati, più i regni di Gran Bretagna
(per Hannover), di Danimarca (per l’Holstein), dei
Paesi Bassi (per il Lussemburgo) e quelli di Austria
e Prussia per la rispettiva parte dei loro territori. Il
4 giugno 1815, il Congresso di Vienna chiudeva
i suoi lavori dopo che «aveva finito per disporre
dei popoli come di armenti». Unica nota positiva
e altamente umana e cristiana, contenuta nell’Atto
finale del Congresso, fu la ferma condanna della
tratta dei negri che avrebbe poi dato un forte contributo alla soppressione della schiavitù.
L’Italia dopo il Congresso di Vienna
In base agli accordi raggiunti a Vienna, la carta politica dell’Italia, che il potente ministro degli esteri
austriaco, principe di Metternich, avrebbe poi definito nulla più che una «espressione geografica»,
risultò così delineata:
- il Regno del Lombardo-Veneto, risultato dell’unione della Lombardia e degli antichi territori della
Repubblica di San Marco, sotto la diretta dominazione austriaca;
- il Regno di Sardegna, sul quale tornava Vittorio
Emanuele I di Savoia, con Nizza, la Savoia, la
Sardegna, che ne faceva parte dal 1720, ingrandito con l’annessione della Liguria;
- i Ducati di Parma, Massa e Lucca, con a capo
principi strettamente legati da vincoli di parentela con gli Asburgo d’Austria;
- il Ducato di Modena, assegnato al principe Francesco IV di Asburgo-Este;
- il Granducato di Toscana, con l’aggiunta di altri piccoli territori, sul cui trono ritornavano gli
Asburgo-Lorena;
- lo Stato Pontificio che tornava sotto il dominio
temporale del Papa;
- il Regno di Napoli e quello di Sicilia, restituito a
Ferdinando IV di Napoli e III di Sicilia che divenne così Ferdinando I delle Due Sicilie.
La Repubblica di Venezia e quella di Genova perdevano definitivamente la loro secolare gloriosa
indipendenza.
Il Congresso, temendo le conseguenze di un vuoto di potere nell'Europa sud-orientale, controllata
dagli ottomani, nonostante l’interessamento russo,
non ritenne opportuno intervenire a favore della
Grecia ancora sottomessa al giogo turco. La parola
d’ordine dei vecchi principi tornati sui loro troni
la
Rivista
n. 11 - Novembre 2010
51
italiani era di cancellare, come con un colpo di
spugna, tutte le novità in campo sociale e amministrativo introdotte dalle nuove idee. Si stabilirono
allora i vecchi confini, i vecchi pesi e le vecchie
misure, gli odiosi diritti doganali, la censura sulle
pubblicazioni e tutte quelle restrizioni democratiche che la ventata napoleonica aveva spazzato
via. Il pesante clima di reazione creò subito malumori e dissensi non solo in Italia, ma in tutta
l’Europa. Le grandi potenze si resero subito conto
di non poter mantenere intatta la struttura politica
e territoriale creata a tavolino a Vienna. In vista
delle prevedibili rivolte dei popoli sottomessi, già
nel settembre del 1815, l’Austria, la Prussia e la
Russia conclusero un trattato di mutuo soccorso
«in ogni occasione e in ogni luogo» per mettere a
tacere qualsiasi ribellione. Quell’unione fu chiamata Santa Alleanza, perché il collante doveva essere la religione, meglio dire il Vangelo al quale,
la Russia greco-ortodossa, l’Austria cattolica e la
Prussia protestante si ispiravano, impegnandosi a
governare «secondo le parole della Sacra Scrittura». Il compromesso «fra trono e altare», come fu
chiamata l’Alleanza, fu alla base della prima organizzazione sovranazionale per il mantenimento
della pace dell’era moderna. A essa aderirono tutti
i principi europei del tempo, ad esclusione dello
Stato Pontificio e della Gran Bretagna, il cui Parlamento respinse ogni diritto di intervento, facendo
del suolo britannico la patria dei liberali.
Le rivoluzioni nazionali
Per volere del suo massimo sostenitore, lo zar Alessandro I di Russia, la Santa Alleanza si sarebbe dovuta impegnare a «governare i popoli paternamente», osservando i principi del Vangelo come unica
guida al posto della tanto reclamata Costituzione,
considerata dai principi non come patto tra loro
e il popolo, ma piuttosto come una «degradante
limitazione» della propria sovranità. Per essere governati paternamente, i popoli si sarebbero dovuti
comportare come «figli ubbidienti» e soprattutto
non fare capricci, reclamando quelle libertà costituzionali che la Rivoluzione francese aveva fatto
appena intravedere. Pretendere questo era troppo
anche per sovrani che regnavano per Grazia di
Dio. Belgi, Italiani, Polacchi, Spagnoli, Tedeschi
e tanti altri ancora non erano, infatti, disposti ad
accettare supinamente di vivere sottomessi. L’opposizione non tardò a organizzarsi, partendo dalla Spagna che, dopo essersi schierata attivamente
contro l’invasione napoleonica, si era vista tolta la
Costituzione, da quello stesso sovrano che l’aveva
concessa sotto l’incalzare degli eventi nel 1812.
Di fronte alle prime minacce di rivolta, la Santa
Alleanza si trasformò in possente «strumento di
oppressione». Per sfuggire alla repressione, i patrioti dei vari Paesi europei cominciarono a organizzarsi allora in una miriade di società segrete.
In Italia fiorirono soprattutto la Carboneria e la
Massoneria, alle quali aderirono professionisti, intellettuali ed ex funzionari napoleonici. Nonostan52
la
Rivista
n. 11 - Novembre 2010
L’Italia dopo il Congresso di Vienna e i luoghi dei moti
carbonari (fiamme nere) e di quelli mazziniani (fiamme arancioni) tra il 1820 e il 1845.
te il loro limitato campo di azione e la mancanza di
un forte appoggio popolare, furono queste società
segrete a organizzare i primi moti rivoluzionari,
quelli del 1820-’21 in Spagna, nell’Italia meridionale e in Piemonte. Quello fu il primo campanello
di allarme per le grandi potenze che, invece, di
correre ai ripari concedendo libertà ai popoli sottomessi, potenziarono i loro apparati polizieschi e
repressivi. Che non fosse la via giusta da seguire,
lo avrebbero dimostrato i grandi sconvolgimenti
del 1830-’31, quando vere e proprie rivoluzioni
scoppiarono in diverse nazioni.
Nell’Italia settentrionale e in Polonia ebbero esito
negativo, ma in Belgio e in Francia le forze nazionali e democratiche uscirono vittoriose dagli scontri. Il nuovo sovrano francese, Luigi Filippo duca di
Orléans, si affrettò a concedere la Costituzione e,
per rompere definitivamente con il passato, assunse il titolo di «re dei Francesi per volontà della Nazione». A dare un altro duro colpo alla Santa Alleanza furono le lotte della Grecia che, sottomessa
da quattro secoli alla dura occupazione ottomana,
dopo un decennio di lotte era riuscita a riconquistare la sua indipendenza, sancita dal Congresso
di Londra del 1830. Con la fine dello status quo
nel sud-est europeo iniziava la lotta per i Balcani e per la supremazia nel Mediterraneo orientale
che vedevano interessati non solo l’Inghilterra e la
Francia, ma anche l’Austria e la Russia in posizione contrapposta.
“Ogni attività di Private Banking
richiede un elevato livello di
confidenzialità e fiducia. Crediamo
fermamente nelle potenzialità del
sistema di gestione bancario Ambit
Apsys di SunGard per assicuralo
“
con la massima efficienza.
Christine Ehrat, lic.oec.publ.
Membro della direzione
MediBank AG Zug
Ambit Apsys –
per banche con più
di 500 utenti
AMBIT APSYS
The Well Managed Bank
Helping Banks better manage their customers
SunGard ha progettato il sistema Ambit Private banking facendo leva sui suoi principali punti di
forza: compliance ed efficienza. Inoltre, il sistema Ambit è stato integrato con funzionalità CRM
che facilitano una più efficace interazione tra consulenti e clienti. Ad oggi, più di 70 banche private
utilizzano questo software, che si è rivelato essere molto flessibile ed affidabile, riuscendo a
soddisfare un sempre crescente numero e una complessità di richieste da parte dei loro clienti.
Migrate su Ambit Apsys entro pochi mesi.
Parliamone insieme. Telefono 022 929 83 00.
www.sungard.com/apsys
© 2010 SunGard
Trademark information: SunGard, the SunGard logo, and Ambit Apsys are trademarks or registered trademarks of SunGard Data Systems Inc. or its
subsidiaries in the U.S. and other countries. All other trade names are trademarks or registered trademarks of their respective holders.
Ernst & Young,
il vostro partner
competente per:
Assurance
Tax
Legal
Transactions
Advisory
www.ey.com/ch
Scaffale
di Liber
Maria Cristina
Bombelli
Paolo Rumiz
Leonardo Zanier
Management
plurale
La gialla cotogna
di Istanbul
Allora vi diciamo
Alla nazione
Diversità individuali
e strategie
organizzative
Ballata per tre
uomini e una donna
Etas
pp. 190 € 20.50
Per anni il diversity management, la
funzione aziendale che si occupa della conoscenza e della valorizzazione
delle differenze delle persone all’interno delle organizzazioni, è stato un
argomento da “addetti ai lavori”.
Se ne parlava di solito in mood tangente, giusto per affermare un principio importante in uno scenario economico, sociale e organizzativo che
ne imponeva con forza la necessità.
Ma oggi la situazione è cambiata.
Nell’attuale mondo del lavoro, infatti,
la diversità - di genere, di cultura, di
origine - è ormai riconosciuta come
un valore, e va quindi gestita come
un obiettivo concreto per il successo
delle aziende.
Tuttavia, molte imprese si dicono
attente a questi temi solo a parole,
con il rischio che il tutto si risolva
solo in una moda o in facile retorica
svincolata dalla realtà.
In questo libro l’autrice, pioniera
italiana del settore che ha seguito
progetti di diversity management
delle più significative aziende italiane e multinazionali, fa il punto sulla
situazione attuale e sui dubbi che
rimangono aperti, offrendo al lettore
una serie di consigli per mettere in
pratica la nuova cultura della pluralità e mettendo in guardia dai pericoli
e dagli errori.
Maria Cristina Bombelli è tra le
maggiori esperte di comportamento organizzativo e diversity management in Italia, presente in molti
progetti sulle differenze di genere e
con un’ampia rete di conoscenze nel
mondo manageriale femminile.
È autrice di diversi libri; con Etas ha
pubblicato Soffitto di vetro e dintorni
(2000) e Il tempo al femminile.
Feltrinelli
pp. 162 - € 16,00
Paolo Rumiz scommette sulla forza
delle grandi storie e si affida al ritmo
del verso, della ballata. Ne esce un
romanzo-canzone singolare, fascinoso, avvolgente come una storia narrata intorno al fuoco.
Racconta di Max e Maša, e del loro
amore. Maximilian von Altenberg, ingegnere austriaco, viene mandato a
Sarajevo per un sopralluogo nell’inverno del ’97. Un amico gli presenta
la misteriosa Maša Dizdarevic´, “occhio tartaro e femori lunghi”, austera
e selvaggia, splendida e inaccessibile, vedova e divorziata, due figlie
che vivono lontane da lei. Scatta
qualcosa. Un’attrazione potente che
però non ha il tempo di concretizzarsi. Max torna in patria e, per quanto
faccia, prima di ritrovarla passano
tre anni.
Sono i tre anni fatidici di cui parlava
La gialla cotogna di Istanbul, la canzone d’amore che Maša gli ha cantato. Maša ora è malata, ma l’amore
finalmente si accende. Da lì in poi si
leva un vento che muove le anime e
i sensi, che strappa lacrime e sogni.
Da lì in poi comincia un’avventura
che porta Max nei luoghi magici di
Maša, in un viaggio che è rito, scoperta e resurrezione.
Paolo Rumiz, nato a Trieste, inviato speciale del “Piccolo” di Trieste
ed editorialista de “la Repubblica”,
esperto del tema delle Heimat e
delle identità in Italia e in Europa,
dal 1986 segue gli eventi dell’area
balcanico-danubiana. Ha vinto il premio Hemingway nel 1993 per i suoi
servizi dalla Bosnia e il premio Max
David nel 1994 come migliore inviato italiano dell’anno. Ha pubblicato,
tra l’altro, Danubio. Storie di una
nuova Europa (1990), Vento di terra
(1994), Maschere per un massacro
(1996), La linea dei mirtilli (1993;
1997), Gerusalemme (2005).
Edizioni Il Grappolo
pp130 - € 15,00
“L’emigrazione è un viaggio che non
finisce mai. “Quanti Ulisse ci saranno
e ci sono stati nel mondo?”. Leonardo Zanier immalinconisce sfogliando
le immagini di un fotografo (Antonio
Murgeri) che accarezza le barche degli
immigrati clandestini abbandonate sulla riva del mare. Legni preziosi, profili
eleganti ingrigiti dalla vecchiaia, aspettano di consumare il loro ultimo tempo
con l’illusione di cogliere la rivelazione
che da sempre inseguono senza averla
davvero raggiunta. Nella contemplazione del barche arenate Zanier riconosce
l’approdo dove trova pace il nomadismo psicologico confuso nella folla dei
migranti legato allo stesso destino. E il
viaggio continua alla ricerca dell’identità. Identità cercata cercando un lavoro.
L’emigrazione agita la stessa insicurezza in ogni posto”. (Maurizio Chierici).
“Allora vi diciamo / Alla nazione è un libro di prose e di poesie, una collezione
di brani e di liriche di diverse epoche
che, insieme, restituiscono l’immagine di realtà non travisate dalle parole,
dalle propagande, dalle insicurezze.
Zanier dona a se stesso - e a tutti, di
qualunque nazione, pelle e lingua essi
siano - le immagini di desolante umiliazione iniziale perché ancora più fulgida
sia la gioia di essere arrivati dove si
riesce ad arrivare. (…)
Allora vi diciamo / Alla nazione è un
libro da leggere lasciandosi penetrare da parole che sono taglienti come
rasoi, che sono meditate e incontrovertibili perché distillate attraverso
l’esperienza personale di chi ha saputo
diventare qualcuno in un ambiente inizialmente ostile non per gloriarsi di risultati personali, ma per fare rispettare
se stesso attraverso il riconoscimento
che il rispetto è dovuto a qualsiasi essere umano”. (Gianpaolo Carbonetto).
www.il grappolo.it
*Il libro sarà presentato alla Casa d’Italia di
Zurigo il prossimo 4 dicembre alle ore 17.30
la
Rivista
n. 11 - Novembre 2010
55
fashion store
Bäckerstrasse 51 | 8004 Zürich, phone 044 240 11 11
www.smlxl-fashionstore.ch
Premi Balzan 2010
Consegnati a Roma il prossimo
19 novembre
I
Premi Balzan 2010 sono stati annunciati a Milano dal presidente del Comitato generale Premi della Fondazione Balzan, Salvatore Veca,
con il presidente della Fondazione Balzan
“Premio”, ambasciatore Bruno Bottai, nella Sala
Buzzati della Fondazione Corriere della Sera.
I profili dei vincitori e le motivazioni dei premi,
che saranno consegnati a Roma il 19 novembre
prossimo dal Presidente della Repubblica, sono
stati illustrati da quattro prestigiosi esponenti del
Comitato generale Premi.
Quentin Skinner ha così motivato l’assegnazione
del Premio per la storia europea (1400-1700) a
Carlo Ginzburg: “Per le sue doti eccezionali di immaginazione, rigore scientifico e talento letterario
con cui ha recuperato e gettato nuova luce sulle
credenze popolari nell’Europa del XV e XVI secolo”.
Il Premio per la storia del teatro in tutte le sue forme
espressive è stato assegnato a Manfred Brauneck
(Germania): “Per la sua ampia ricostruzione di due
millenni e mezzo di storia del teatro europeo, nonché per le sue ricerche sulle diverse attività teatrali
considerate in un contesto internazionale”.
Al giapponese Shinya Yamanaka il Premio per la
biologia e le potenziali applicazioni delle cellule
staminali, con la seguente motivazione:
“Per la sua scoperta di
un metodo che permette di trasformare
le cellule adulte già
differenziate in cellule
che presentano le caratteristiche delle staminali embrionali.”
Il Premio per la matematica (pura o applicata) è stato attribuito
a Jacob Palis (Brasile):
“Per i suoi contributi fondamentali alla teoria matematica dei sistemi dinamici”.
Nel 2011 i Premi Balzan, che avranno un valore
ciascuno di 750.000 franchi svizzeri, saranno assegnati a studiosi che si sono distinti nelle seguenti
materie:
Storia antica (Mondo greco-romano)
Studi sull’Illuminismo
Biologia teorica e bioinformatica
L’universo primordiale (dal tempo di Planck
alle prime galassie).
40 ANNI FONDAZIONE ECAP
Convegno internazionale «formazione per l’inclusione»
Giovedì 11 novembre 2010, 9.00-16.45h, Auditorium
KKL Luzern, Europaplatz 1, Lucerna
9.00 h Registrazione dei/delle partecipanti e caffè
9.30 h Apertura del Convegno
Mariella Peter, Leiterin ECAP Zentralschweiz
9.35 h Saluti
Stadtrat Ruedi Meier, Sozialdirektor, Luzern
9.50 h Relazione introduttiva
Guglielmo Bozzolini, Direttore della Fondazione ECAP
10.10 h Marginalità assoluta e marginalità relativa, quali compiti per la formazione?
Saul Meghnagi, Presidente ISF
10.35 h Pausa
11.00 h Dibattito: L’inclusione degli esclusi:
il ruolo del sindacato
Andreas Rieger, Co-Präsident Unia
Enrico Panini, Segretario CGIL
Fiammetta Jahreiss, Leiterin ECAP Zürich, Moderazione
11.45 h Discussione nei gruppi di lavoro
12.30 h Pranzo
13.45 h Improtheater & Improcomedy
«Ohne Wiederholung»
14.30 h Precarietà e esclusione sociale nel mercato
del lavoro svizzero
Alessandro Pellizzari, Sociologo, Segretario generale
Unia Ginevra
15.05 h Pausa
15.30 h Tavola rotonda: Quale politica formativa
per l’inclusione e l’integrazione sociale?
Peter Sigerist, Zentralsekretär SGB
André Schläfli, Direktor SVEB
Roger Nordmann, Nationalrat und Präsident Schweizer
Dachverband Lesen und Schreiben
Sabine Schoch, Fachspezialistin Integration DISG
Kanton Luzern
Furio Bednarz, Presidente della Fondazione ECAP
Giacomo Viviani, Presidente Consiglio scientifico
dell’ECAP, Moderazione
16.30 h Conclusioni
Vania Alleva, Vice Presidente USS
16.45 h Chiusura e rinfresco
Stiftung ECAP, Dörflistrasse 120, 8050 Zürich
[email protected]
Iscrizione: [email protected]
Il convegno sarà tradotto simultaneamente in tedesco e in italiano
la
Rivista
n. 11 - Novembre 2010
57
Di casa in Svizzera –
Collegamenti in tutto il mondo.
La nostra casa madre, fondata nel 1590, è una delle banche più antiche del mondo. Esperienza, obiettività
e vicinanza ai nostri clienti sono i valori che ci contraddistinguono da oltre quattro secoli. E continuano
ad essere attuali come all’inizio.
Approfittate delle nostre soluzioni su misura e della nostra esperienza.
B E RE N B E RG BAN K ( S C HWE I Z ) AG
M I C HAE L A. P. SAG E R
KREU Z STRAS S E
8034
5
Z U RI G O
SVI Z Z E RA
WWW. B E RE N B E RG . C H
+41 44 284 21 84
Carnet
Locarno Casa Rusca: fino al 16 gennaio 2011
Antologica di Valerio Adami
Fino al 16 gennaio 2011 la Città di Locarno promuove
presso la Pinacoteca Comunale di Casa Rusca la prima
antologica in Svizzera dedicata all’artista italiano Valerio
Adami.
Nato nel 1935 a Bologna, Valerio Adami vive a Meina - dove
ha sede la Fondazione europea del disegno da lui fondata
- a Montecarlo e Parigi, sua città d’elezione. Dopo aver
frequentato l’atelier di Felice Carena e aver seguito i corsi
di Achille Funi all’Accademia di Brera, dove si diploma nel
1955, inizia una serie di viaggi che lo portano a vivere e
a lavorare in Europa, negli Stati Uniti, in America Latina e
in India.
Adami ha alle spalle un’attività di grande prestigio, dagli
esordi espressionisti (fondamentali sono gli incontri con
Oskar Kokoschka e Francis Bacon) alle soluzioni che rendono oggi il suo stile assolutamente personale.
È stato invitato a esporre in importanti musei di tutto il
mondo, tra cui il Centre Georges Pompidou di Parigi che
nel 1985 gli ha dedicato un’ampia retrospettiva per il suo
cinquantesimo compleanno, Palazzo Reale a Milano, il Museo de Bellas Artes di Buenos Aires e il Musée de la Ville
de Paris, solo per citarne alcuni.
L’esposizione locarnese, curata da Rudy Chiappini, inten-
de offrire una visione antologica dell’opera dell’artista
attraverso la selezione di
una sessantina di dipinti di
grandi dimensioni.
Si tratta di lavori compiuti
a partire dalla metà degli
anni Sessanta fino ai giorni
nostri, con alcune tele realizzate appositamente per
l’appuntamento locarnese.
L’obiettivo della mostra è di
mettere in risalto l’evoluzione della ricerca pittorica di Adami e di consentire ai visitatori di confrontarsi con le tematiche principali che hanno
caratterizzato il suo percorso artistico.
Casa Rusca
Pinacoteca comunale
Via S.Antonio CH - 6600 Locarno
Tel: +41 (0)91 756 31 85
www.locarno.ch
Fondazione del Centenario della Banca della Svizzera Italiana
Frank Horvat vincitore del Premio 2010
Lo scorso 28 ottobre, la Fondazione del Centenario della
Banca della Svizzera Italiana (oggi BSI) ha conferito il Premio 2010 a Frank Horvat, fotografo di fama internazionale,
in riconoscimento della sua vasta opera in molte aree della
fotografia con lo spirito dell’osservatore attento, del reporter nel mondo, dell’artista sperimentatore e innovatore nei
temi e nei modi.
La Fondazione è stata istituita nel 1973, in occasione del
centesimo anniversario della Banca della Svizzera Italiana
(oggi BSI), allo scopo di favorire le relazioni italo-svizzere e
di accrescere il comune patrimonio linguistico e culturale
dei due paesi. La Fondazione premia persone o istituzioni
che rappresentino il contesto culturale di Svizzera e Italia
e che abbiano operato in ambito secondo le intenzioni dei
fondatori.
Frank Horvat è nato nel 1928 ad Abbazia in Istria, oggi Croazia, e si è sottratto alle persecuzioni del regime fascista
emigrando con sua madre e sua sorella in Ticino nel 1939.
Oggi la sua casa ad Intragna, ospita il Museo regionale
delle Centovalli, dove nel 2000 Frank Horvat ha esposto
fotografie in bianco e nero che documentano la sua presen-
za nel villaggio. Ha frequentato il liceo di Lugano, dove
ha ottenuto la maturità, e
ha iniziato la sua carriera a
Milano con studi di disegno
all’Accademia di Brera e la
pratica della fotografia. Nel
’50 Horvat incontra Henri
Cartier-Bresson e Robert
Capa a Parigi, dove si stabilisce nel ’55. Lavora per
circa un ventennio frequentemente come fotografo di
moda a Parigi, Londra e New York, e diventa associato di
MAGNUM, la celeberrima cooperativa di fotografi. Lavora
quindi come reporter dal mondo intero, collaboratore di
riviste di fotografia, illustratore, autore e coautore di opere
fotografiche e di libri illustrati. Dal 1980 Horvat è spesso coinvolto in esposizioni personali e collettive (più di un
centinaio in totale) in Europa, Stati Uniti, America latina e
Giappone, che si rifanno spesso a suoi progetti originali.
la
Rivista
n. 11 - Novembre 2010
59
Eros e cioccolato
ore 19.30
Liceo Artistico,
Parkring 30
8002 Zürich
Lettura scenica di testi letterari abbinati alla degustazione di diversi tipi di
cioccolato in sintonia con le storie d’amore. Leggerà l’attore Alessandro Pazzi. Ingresso libero.
Il cioccolato offerto in degustazione è di Truffes, Schlüsselgasse 12, Zürich.
Verrà presentato dalla Dott.ssa Elisabetta Capei.
6 novembre
Il cinema italiano dal Neorealismo ai
neorealismi
ore 14.30
ZHAW
Theaterstrasse 15c
8401 Winterthur
Sala 1, primo piano
Organizza:
proLinguaitaliana
con il patrocinio dell’Istituto Italiano di Cultura di Zurigo.
Moderatore: V. Panicara
Incontro con Enrico Bernard
Incontro-dibattito sul cinema italiano neorealista, con particolare riferimento
all’opera di Carlo Bernari, padre del relatore
7 novembre
I Rusteghi
ore 16.00
St. Agathasaal
Bahnhofplatz 3
8953 Dietikon
Commedia in tre atti di Carlo Goldoni
Organizza:
Liceo Vermigli di Zurigo in collaborazione col
Circolo Culturale Sandro Pertini di Dietikon
adattata e interpretata dagli studenti del Liceo Vermigli.
Entrata Fr. 10.– / Studenti, AHV 5.—
10 novembre
Insegnamento dell’italiano e dizionari
elettronici
Organizza:
Cattedra di Linguistica Italiana dell’Università di Zurigo.
ore 16.15
Università di Zurigo
Schönberggasse 11
8001 Zürich
SOE-E-1
60
Organizza:
ALA, Amici del Liceo Artistico
4 novembre
Prof.ssa Carla Marello, Università di Torino
13 novembre
Italienische Reise
20.00 Uhr
Reformierte Kirche Wipkingen
Wibichstrasse 43
8037 Zürich-Wipkingen
Adriano Banchieri: Barca di Venetia per Padova
Ludwig van Beethoven: Canti italiani a capella
Johann Wolfgang von Goethe: Italienische Reise (von Padua bis Venedig)
Salto corale, Alessandro Marchetti und Johannes Dullin (Darsteller), Mathis
Keller (Violoncello), Gregory Wicki (Cembalo), Colette Roy-Gfeller (Regie),
Ulrich Waldvogel Herzig (Leitung).
15 novembre
Folco Quilici: cinema e storia
ore 18.00
Università di Zurigo
Rämistrasse 71
8006 Zürich
Kol-F-121
Il mistero di un ultimo volo
la
Rivista
n. 11 - Novembre 2010
Folco Quilici, celebre documentarista cinematografico, giornalista e
scrittore presenterà un suo premiato documentario e parlerà dei suoi viaggi
d’avventura.
Ingresso libero.
Salto corale, ein junger Chor aus Schaffhausen, präsentiert die Madrigalkomödie Barca di Venetia per Padova von Adriano Banchieri
in einer neuen Inszenierung. Ludwig van Beethovens Canti italiani
a cappella werden mit Auszügen aus Johann Wolfgang von Goethes
Italienischer Reise in Banchieris humorvolle Geschichte aus dem
Italien des 17. Jahrhunderts integriert.
Eintritt frei – Kollekte.
Organizza:
ASRI, Associazione svizzera per i rapporti culturali e commerciali
con l’Italia
16 novembre
Il futuro del libro – Il libro futuro
ore 18,30
ETH
Rämistrasse 101
8092 Zürich
HG D 2.1
Prof. Emilio Speciale (presidente Società Dante Alighieri di Zurigo)
La conferenza affronterà i problemi e le prospettive che le nuove tecnologie
apportano al mondo del libro e dell’editoria. Quale futuro nel mondo digitale
per un oggetto materiale a cui siamo abituati?
18 novembre
L’archivio dello scrittore
ore 18.15
Università di Zurigo
Rämistrasse 71
8006 Zürich – KO2 F-153
Incontro con Giovanni Orelli
20 novembre
Cena di Gala
ore 19.30
Liceo Artistico
Parkring 30
8002 Zürich
Menù di carne
Una sola volta all’anno lo splendido salone liberty del Liceo Artistico diventa
ristorante. Il cuoco, Francesco Ciarapica del ristorante Papà Baccus di Roma,
porterà tutti gli ingredienti e il suo saper fare…
21 novembre
Giornata del Cinema Italiano
ore 16.00-23.00
Casa d’Italia – Sala Pirandello
Erismannstrasse 6
8004 Zürich
La Commedia all’Italiana secondo Carlo Verdone
22 novembre
L’Italia compie 150 anni, e gli Italiani?
ore 18.30
Liceo Artistico
Parkring 30
8002 Zürich
L’identità italiana nell’era della globalizzazione
24 novembre
Incontro con Alberto Nessi
ore 19.30
Zentrum Karl der Grosse
Kirchgasse 14
8001 Zürich
Un’antologia personale tratta dagli scritti già pubblicati e dall’ultima raccolta
poetica dello scrittore ticinese.
La scelta dell’istituzione alla quale donare i propri scartafacci è, per uno scrittore ticinese, anche politica: darli a Pavia? Lugano? Berna? Orelli illustrerà le
ragioni della sua decisione e leggerà da materiali inediti.
ore 16.00: Viaggi di Nozze (1995) di Carlo Verdone
ore 18.15: Italians (2009) con Carlo Verdone
ore 20.30: Io, loro e Lara (2009) di Carlo Verdone
Cosa significa essere italiani oggi? Su che cosa si basa il senso dell’appartenenza? Perchè ci si sente più italiani fuori d’Italia che in Italia? Perché in
Italia prevalgono forme di auto-denigrazione e fuori dai confini di orgoglio?
Conferenza del prof. Riccardo Giumelli.
25-26 novembre Le lingue d’Italia e le altre
Organizza:
Società Dante Alighieri
in collaborazione con la Cattedra De Sanctis del Politecnico.
Organizzano:
Cattedra di Letteratura italiana dell’Università di Zurigo
Pro Ticino Zurigo
Ingresso libero.
Organizza:
Liceo Artistico
Prenotazione obbligatoria:
044 202 80 40 oppure [email protected]
Costo: Fr. 100.–, bevande escluse
Organizzano:
Consolato Generale di Zurigo
Lettorato di Italiano M. A. E. presso l’Università di Zurigo
Comites di Zurigo
Riccardo Giumelli è sociologo, insegna Teorie e Pratiche della
Comunicazione e Strategie della Comunicazione Giornalistica alla
Facoltà Cesare Alfieri di Scienze Politiche all’Università di Firenze.
Collabora con l’Associazione Globus et Locus di Milano e scrive
per riviste nazionali e internazionali.
Organizza: Camera di Commercio Italiana per la Svizzera
Organizza: Literarischer Club Zürich.
Organizzano:
Seminario di Lingue e letterature romanze dell’Università di Zurigo
Istituto Italiano di Cultura Zurigo.
ore 14.00–19.00
e 9.00–18.30
Università di Zurigo
Rämistrasse 71
8006 Zürich
Aula KOL-G-217
Contatti, sostrati e superstrati nella storia linguistica
della Penisola
27 novembre
La Polifonia popolare sarda
ore 19.00
Casa d’Italia
Sala Pirandello
Erismannstrasse 6
8004 Zürich
Conferenza-concerto
Relatore: prof. Andrea Deplano
Tenore:
Monte Bannitu di Bitti
Un aperitivo concluderà la serata.
Per ulteriori informazioni, contattare Francesca Fais 076 321 05 61
30 novembre
La ferula nel mito e nella storia
Organizza:
Zurigo in italiano
ore 18.30
Liceo Artistico
Parkring 30
8002 Zürich
Conferenza di Tindaro Gatani
3 dicembre
Danilo Dolci: per la giustizia
ore 18.30
Kalkbreitesaal, Zwinglihaus
Aemtlerstrasse 23
8003 Zürich
Con Daniela Dolci
5 dicembre
Concerto Gospel
ore 15.00
Chiesa St. Anton
Neptunstrasse 70
8032 Zürich
Canta il Happy Chorus di Delebio (Valtellina).
Dirige il Mº. Cesare dell’Oca.
Convegno internazionale con la partecipazione di numerosi studiosi fra cui
D. Silvestri, P. Di Giovine, F. Toso, W. Forner, A. Cascone, F. Fanciullo,
A. De Angelis, A. Debanne, L. Filipponio, S. Schmid, S. Pisano, D. Baglioni,
F. Rovai e C. Seidl.
Nell’ambito della X Settimana della lingua italiana nel mondo e
sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica Italiana.
Ingresso libero.
Organizza:
Federazione dei Circoli sardi in Svizzera con la collaborazione di
Ass. cult. Unione emigrati sardi Efisio Racis
e con il patrocinio della Regione Autonoma della Sardegna
Ingresso libero.
La Ferula comune ha svolto un ruolo molto importante nella mitologia, nella
religione, nella storia e nell’economia dei popoli del Mediterraneo.
Tindaro Gatani è autore di un libro, di prossima pubblicazione, dedicato a
questa pianta nello stesso tempo tanto utile e magica.
Organizza:
Società Dante Alighieri
in collaborazione con la Chiesa Evangelica di Lingua Italiana
Proiezione di un filmato e discussione sull’eredità di Danilo Dolci, scrittore,
sociologo e riformatore pacifista.
Organizza:
Gruppo Valtellinesi e Valchiavennaschi di Zurigo
in collaborazione con la Pro Grigioni Italiano di Zurigo
Ingresso libero – colletta.
la
Rivista
n. 11 - Novembre 2010
61
Van Gogh in un’imperdibile mostra a Roma fino al 6 febbraio
L’artista dei due mondi
di Giovanni Izzo
E
motivo, impetuoso e appassionato. Così, dopo
22 anni, Van Gogh si (ri)presenta a Roma. In
concomitanza con il 150esimo anniversario
dell’Unità italiana e i 140 anni di Roma capitale, la città eterna diventa protagonista mondiale
dell’arte tingendosi delle nuance intense e vivaci del
tormentato genio del colore.
“Vincent Van Gogh. Campagna senza tempo - città moderna” è la mostra che fino al 6 febbraio sarà
allestita presso il Complesso Monumentale del Vittoriano, in cui potranno essere ammirati settanta tra
dipinti, acquerelli e preziose opere su carta che illustrano la breve ma, al tempo stesso, intensa carriera
del pittore fiammingo. Ad affiancare le sue opere ci
saranno oltre 30 dipinti di alcuni suoi contemporanei che rappresentarono costanti stelle polari della
pittura dell’epoca: da Millet a Pisarro, da Cézanne
a Gauguin e Seurat. Tra le opere presenti spiccano: I
piantatori di patate, Orti di Montmartre, Il viadotto,
Teste di contadini, e i due autoritratti, uno in cui si
raffigura contadino e l’altro gentiluomo di città.
Il percorso scientifico dell’esposizione tanto innovativo quanto affascinante, ha l’intento di spazzare via
ogni retorica sul genio maledetto, guardando le sue
opere non solo come il prodotto stupendo della sua
follia, ma anche come il risultato di un approfondito
studio dei suoi soggetti fin nei minimi particolari. In
questo modo la mostra analizza, ed è questa la sua
peculiarità, per la prima volta un segmento di vita
dell’artista non troppo indagato, capace di illustrare
il suo intero percorso creativo che si snoda all’interno della dicotomia tra l’ amore per la campagna,
come ambiente fisso e immutabile, ed il legame con
la città, quale centro della vita moderna e del suo
rapido movimento. L’artista oscilla, così, consapevolmente tra questi due mondi, nell’impossibilità
dolorosa di una scelta definitiva. Il pubblico, inoltre,
potrà ammirare non solo tutta la sua indiscussa originalità creativa in cui l’immagine pittorica costituisce l’oggettivazione della sua stessa coscienza, ma
potrà soprattutto cogliere alcune sfumature capaci
di spiegare in che modo la sua emotività riuscisse a
guidare il suo pennello sulla tela e di come la sincerità dei suoi sentimenti verso la natura riuscissero a
fornirgli sempre un’idea chiara dell’immagine e del
messaggio da trasmettere. Attraverso questo processo introspettivo, si estrinseca la sua arte in cui, sia
la scelta del tema che la forma della composizione,
sono sempre deliberate e mai causali. Anche i suoi
colpi sulla tela, forti e irregolari, non seguono alcun
62
la
Rivista
n. 11 - Novembre 2010
Autoritratto (1887) - Olio su cartone, 42 x 34 cm
Rijksmuseum, Amsterdam - Donato da Mrs. F.W.M. Bongervan der Borch van Verwolde, Almen
sistema precostituito riuscendo, così, a mettere in risalto ora le forme circondandole di contorni scuri,
ora ondulando le sagome per accentuare la struttura
delle forme. L’evento nasce sotto l’Alto Patronato del
Presidente della Repubblica Italiana e promossa dal
Ministero per i Beni e le Attività Culturali, è curata
da Cornelia Homburg, una delle maggiori esperte
del pittore olandese, ed è realizzata da “Comunicare Organizzando”, sotto l’egida del Dott. Alessandro
Nicosia, con il fondamentale supporto del Van Gogh
Museum, il Rijksmuseum, il Guggenheim, l’Hammer
Museum, la National Gallery del Canada, la Tate National e il Louvre. Il visitatore, nell’ammirare la fusione di aspetti moderni e tradizionali, non potrà fare
altro che restare affascinato da una tecnica pittorica
assolutamente sorprendente per l’epoca e ricca ancora oggi di grandissimo fascino.
INFORMAZIONI
www.comunicareorganizzando.it
Roma, Complesso del Vittoriano
Via di San Pietro In Carcere 1
Al Kunsthaus di Zurigo fino al 30 gennaio 2011
Picasso secondo Picasso
Dal 15 ottobre 2010 al 30 gennaio
2011 il Kunsthaus Zürich ripropone la prima esposizione museale di Pablo Picasso.
Essa fu allestita al Kunsthaus Zürich nel
1932 e rappresentò un evento radicale per
la storia dell’arte moderna. Picasso rivolse
uno sguardo molto personale alla propria
opera: a partire dai periodi Rosa e Blu, passando per le fasi cubista e neoclassicista,
fino ad arrivare ai lavori surrealisti. L’attuale
omaggio ricostruisce il profilo di quella retrospettiva soggettiva. La mostra è corredata da 100 opere provenienti da famose
collezioni internazionali e potrà essere visitata solo a Zurigo.
Man Ray, Pablo Picasso, 1933
N
el 1932 al Kunsthaus Zürich ebbe
luogo la prima retrospettiva museale
mondiale di Pablo Picasso (1881-1973).
Essa comprendeva 225 tra i dipinti
più importanti del maestro spagnolo, risalenti
ai primi tre decenni del suo lavoro. Non fu il
direttore a scegliere le opere, bensì lo stesso
Picasso, cosa che ebbe la portata di una rivoluzione nel settore dell’arte. Ogni fase del suo
itinerario artistico in continuo movimento vi
era rappresentata: quadri risalenti ai primi tempi ed ai periodi Blu e Rosa. Il salto al Cubismo
veniva eccelsamente rappresentato, ancor più
della successiva fase mondana e classicista. Un
accento speciale veniva posto soprattutto sui
lavori giovanili con il loro avvicinarsi al Surrealismo, sulle magistrali grandi nature morte e le
serie di ritratti della giovane amante di Picasso,
Marie-Thérèse Walter.
Con l’omaggio a quella retrospettiva, il Kunsthaus Zürich ne traccia la genesi e ne illustra
l’influenza sulla ricezione dell’artista dalla fama
internazionale. Musei prestigiosi quali la Tate di
Londra, il Museum of Modern Art ed il Metropolitan Museum di New York, il Centre Georges
Pompidou di Parigi e rinomate collezioni private internazionali vi saranno rappresentati con
i loro prestiti. Tra le opere raramente mostrate
in Europa conta Le peintre et son modèle, allora come oggi il più grande dipinto dell’esposizione, un prestito concesso dal Contemporary
Museum of Art di Teheran. Con un formato di
© Man Ray Trust/2010 ProLitteris,
Zürich.
Pablo Picasso, Le repos, 1932
olio su tela, 161,9 x 130,2 cm
The Steven and Alexandra
Cohen Collection.
© 2010 ProLitteris, Zürich.
214 x 200 cm, esso rappresenta uno degli apici
lungo il percorso concepito cronologicamente
dal curatore Tobia Bezzola. Il retroscena storico
e la qualità dei pezzi esposti fanno dell’iniziativa, impegnativa in termini sia finanziari che
logistici, un evento unico. «Picasso» si potrà visitare solo a Zurigo. L’esposizione rappresenta
l’apice del programma per il giubileo del Kunsthaus Zürich. 100 anni fa era stato inaugurato
l’edificio costruito da Karl Moser, che ospitò la
prima retrospettiva di Picasso.
INFORMAZIONI GENERALI / PREVENDITA
Kunsthaus Zürich, Heimplatz 1, CH–8001 Zurigo
tel. +41 (0)44 253 84 84, www.kunsthaus.ch
Orario d’apertura
sab/dom/mart ore 10–18
merc/giov/ven ore 10–20, chiuso il lunedì
24-26-31/12/2010, 1°-2 gennaio 2011: ore 10-18
25/12/2010 chiuso.
la
Rivista
n. 11 - Novembre 2010
63
La 29a edizione
delle Giornate del cinema
muto a Pordenone
La magia
del silenzio
di Mattia Lento
Era il 1982 quando a Pordenone si
tenne la prima edizione delle Giornate del
cinema muto, ovvero il festival di cinema non
sonoro più prestigioso al mondo. Dal 1978,
data del famoso convegno di Brighton che
riunì archivisti e studiosi da tutto il mondo,
era cominciata una vera e propria febbre da
riscoperta di capolavori sconosciuti custoditi
negli archivi e, soprattutto, di quel periodo
storico del cinema che va dalla sua nascita
fino alla metà degli anni Dieci. Considerati a
torto anni in cui il cinema stentava a ritrovare
una propria forma, oggi sappiamo invece
che il cosiddetto cinema dei primi tempi, o la
cinematografia-attrazione, è qualcosa d altro
rispetto al cinema che conosciamo noi, ovvero
a quella forma della settima arte cosiddetta
“classica” che Hollywood dagli anni Venti in
poi ha esportato in tutto il mondo
L
e giornate negli anni sono state uno dei
momenti più rappresentativi di questa volontà di riaprire gli archivi alla ricerca e agli
appassionati e a poco a poco si sono così
conquistate una fama invidiabile e tanto affetto da
parte del pubblico. Durante la prima edizione ci
fu la rassegna intitolata “Le roi du rire: alle origini del cinema comico” in cui venne proiettata
la collezione di pellicole di Max Linder appartenenti alla Cineteca del Friuli. Allora i titoli erano
davvero pochi e l’avventura dei fondatori appariva
senza futuro: il programma si svolgeva in due o tre
giorni e il pubblico era piuttosto esiguo. Da qualche anno a questa parte le cose sono cambiate,
tanto che la manifestazione oggi può protrarsi per
una decina di giorni e vedere la presenza di moltissime pellicole provenienti da tutto il mondo.
Durante l’edizione 2010, nonostante i tagli da
parte degli enti pubblici che continuano a falcidiare il mondo della cultura, sono stati presentati
quasi 200 titoli nel corso di otto giorni, per quasi
90 ore di proiezione e altrettante di accompagna-
64
la
Rivista
n. 11 - Novembre 2010
mento musicale dal vivo. Proprio la musica durante Le giornate gioca un ruolo fondamentale e
rende ogni proiezione un evento irripetibile e di
grande fascino: il cinefilo appassionato del muto
dopo l’incontro con il festival di Pordenone non
riuscirà più a gustarsi un film senza le funamboliche note dei grandi musicisti improvvisatori. Spesso capita di assistere al film in presenza di un’intera orchestra opportunamente celata dalla buca
del teatro Verdi, oppure di ascoltare il suono di
strumenti particolari come l’arpa, oppure ancora
di assistere ai gorgheggi di veri e propri virtuosi
del canto. Le immagini acquistano un senso altro
e dispiegano tutte le loro potenzialità, soprattutto quando le note si fanno servitrici della componente visiva accrescendone suggestioni, forme,
colori (chi l’ha detto che il muto non conobbe la
benedizione del colore?). Pure la narrazione e la
recitazione degli attori, che non prevedono alcun
dialogo, sono letteralmente esaltate dai musicisti
di fama internazionale presenti in Friuli appositamente per l’evento.
La manifestazione ha aperto i battenti, come di
consueto, proprio con un evento musicale, ovvero
con la proiezione del film interpretato da Buster
Keaton The Navigator, accompagnato da un ensemble di recente formazione denominato European Silent Screen Virtuosi. Nei giorni successivi,
invece, è stata la volta delle rassegne a tema che
ogni anno sono curate da archivisti e studiosi di
chiara fama. Una delle più interessanti è stata
quella incentrata sui comici francesi del muto. Il
pubblico di Pordenone ha avuto modo di tornare alle origini del festival grazie alla riproposta di
alcune comiche di Max Linder. Oltre alla comicità elegante dell attore francese, abbiamo potuto
apprezzare, tra l’altro, anche le avventure rocambolesche di André Deed e del suo personaggio
Boireau (che una volta emigrato in Italia diventerà
Cretinetti), oppure ancora il talento e la spontaneità dei baby comici diretti da un virtuoso della
regia come Feuillade.
Il fulcro dell’edizione era rappresentato, però, da
un approfondimento del muto giapponese, o meglio della casa di produzione nipponica Shochiku
e dei suoi tre maggiori rappresentanti: Yasujiro
Shimazu, Hiroshi Shimizu e Kiyohiko Ushihara.
Questi registi attivi alla fine del muto sono molto
diversi tra loro, ma hanno in comune un debito
creativo nei confronti del cinema hollywoodiano
che all’epoca spopolava anche in Asia. Ushihara
in particolare era fiero di essere stato negli studi di
Chaplin durante la lavorazione di The Circus e il
suo film epico Shingun non nasconde affatto l’influenza di pellicole quali The Big Parade e Wings.
Ad essere sinceri, hanno convinto certamente di
più i presenti le opere di tre registi sovietici, Abram
Room, Maichail Kalatozov e Lev Push, i quali, pur
costretti ad esaltare il potere, hanno saputo creare opere visionarie e fortemente influenzate dalla
cultura russa più autentica: una vera sorpresa che
spingerà, forse, gli storici ad approfondire ulteriormente il cinema di propaganda sotto il regime
staliniano. Continua invece la rassegna, che durerà più anni, denominata “canone rivisitato , che
intende riproporre i capolavori più conosciuti del
muto per riaffermarne il valore e per presentarli al
pubblico più giovane. Tra i film proiettati Mutter
Krausens Fahrt ins Glück, opera del regista Jutzi
incentrata sulle vicende di un’anziana dei quartieri proletari, è sicuramente quella che più di ogni
altra si è rivelata degna di essere inclusa in questa
sezione. La pellicola, dalle atmosfere brechtiane
ed espressioniste, riesce a coniugare lo spirito battagliero in appoggio alle rivendicazioni operaie
coeve con momenti di grande pathos emotivo.
Sul finire del festival, hanno suscitato grande scalpore i film medici di Vincenzo Neri, un clinico di
inizio Novecento di cui si sta mettendo in rilievo
il ruolo nella storia delle scienze neurologiche. A
fianco dell’osservazione visiva diretta, Neri sperimentò altri metodi di analisi e di rappresentazione
per meglio cogliere e studiare i sintomi di malattie
psichiatriche e non. In particolare il metodo fotografico e crono-fotografico (la tecnica cinematografica al servizio dell’analisi del movimento)
hanno accompagnato tutto l’arco della vita professionale di Neri, andando a costituire un archivio
ampio e complesso. Quella di Pordenone è stata
la prima proiezione pubblica della sua collezione. Un’occasione per comprendere come, fin dalle origini del cinema, le immagini in movimento
siano state utilizzate come strumento di studio e
osservazione, e non soltanto con scopi d’intrattenimento. La componente ludica era, invece, caratteristica unica e fondante di una stretta parente
del cinema: la lanterna magica. Questo marchingegno, descritto per la prima volta da Athanasius
Kircher nel Seicento, consentiva la proiezione di
immagini dipinte su vetro grazie a un procedimento analogo a quello dei moderni proiettori di diapositive. Praticamente estinta ad inizio Novecento,
la lanterna ha potuto rivivere grazie alla passione
di Laura Minici Zotti, che ha raccolto pezzi rarissimi del precinema, ne ha fatto un museo in quel di
Padova e ha riproposto in questi anni quegli stessi
spettacoli che mandavano in visibilio gli iconauti di mezzo mondo. L’artista ha scelto Pordenone
per concludere il suo ruolo di lanternista. Una
decisione sofferta dovuta al rischio di rottura dei
fragili vetri. Lo spettacolo proposto per dare l’addio alle scene è stato quello ispirato al programma di Charles Hellemberg, il celebre lanternista
che ancora nel 1884 mostrava vetri astronomici in
movimento, sculture famose, luoghi esotici e altri
mirabili effetti. La grande arte della luce e dell’ombra, questo il titolo dello spettacolo, ha rafforzato
l’impressione che a Pordenone ritorni per dieci
giorni un’epoca scomparsa, ovvero un tempo in
cui la parola non era condizione necessaria per
vivere sogni, fantasie e magie.
Foto a pag. prec: la manifestazione ha aperto i battenti con la
proiezione del film di Buster Keaton The Navigator.
Be OB<MHKB: Ze[^k`hkhfZgh]b IKBFBLLBF: <E:LL>Ng
Zg`heh]bjnb^m^g^e\^gmkhlmhkb\h:]n^iZllb]ZObZO^&
g^mh^]Zee^ob^ib•_Zfhl^i^keh¿lahiibg`ÀBeOB<ÍL;:K %
ibZ\^ohe^ ingmh ]Í bg\hgmkh  :e KBLMHK:GM> ;>EBL:KBH
lÖsbhlZ\n\bgZbmZebZgZBe`bZk]bghi^glbe^ LHIK: BIBGB%
;:K>KBLMHK:GM>%khfZgmb\hkbmkhoh^lmboh
K'A'Pbkma
A'Anghe]@^g'FZgZ`^k
ObZ<ZfiZgbZ-*hh*10KhfZ!BmZer"
M^e'hh,2h/-+,0h*?Zqhh,2h/-10*12h
>&fZbe3bg_h@ahm^eob\mhkbZkhfZ'\hf
Bgm^kg^m3ppp'ahm^eob\mhkbZkhfZ'\hf
la
Rivista
n. 11 - Novembre 2010
65
A\YPNV
(3,
0
A
0
5
0
;(
6--,9
A\YPNV
YP
H
)
V
A\YPN L[PJJVTP[IHYP
LS]
^^^O
%DUL
%ULQGLVL
/DPH]LD7HUPH
&DWDQLD
=XULJR%DUL
YROWHO
DQQR
7PHUVKP]VSVPU]LYUHSL
+PJLTIYL
+LZ[PUHaPVUP
KHWLYA\YPNV
¯
¯
¯
=L
:H
¯
.P
¯
+V
¯
:H
+V
3\
)HYP
)YPUKPZP
3HTLaPH;LYTL
*H[HUPH
.LUUHPV
*VU/LS]L[PJ(PY^H`ZH]YL[L
TVKVKPNVKLY]PPS=VZ[YV]VSV
UVUZ[VWPU\UHTIPLU[LWLYZVUHSL
=PWVY[LYLTVKHA\YPNVHSSL=VZ[YL
KLZ[PUHaPVUPPU0[HSPHZLUaHHSJ\UV
ZJHSV
7YLUV[H[LZV^^^OLS]L[PJJVT
VHS
Sequenze
di Jean de la Mulière
BURIED
di Rodrigo Cortés
Un uomo si sveglia in una bara, una cassa di legno grezzo. Ha le mani legate, un bavaglio alla bocca, e alcuni
oggetti, tra i quali un telefono cellulare, con il quale, secondo i suoi aguzzini - il povero camionista, sepolto non si
sa dove nel deserto dell’Iraq - dovrà convincere governo
o ambasciata a pagare un riscatto per la sua libertà.
Importante che lo faccia prima che finisca l’aria.
Tutto in una bara.
Violenza cerebrale perpetrata a mezzo telefonino, martellamento psicologico da incompetenza da call center,
assenza di campo, jingle di attesa, segreterie telefoniche, esaurimento della batteria che fa da contraltare alla
violenza fisica da assenza d’aria, serpenti nei pantaloni e
strettoie claustrofobiche.
I fautori del cinema plausibile al 100% avranno da ridire
(ma quanto dura quella batteria? Perché non finisce l’aria?
Come mai la bara è così larga?), tutti gli altri si possono godere 90 minuti colmi di invenzioni, sia visive che
di sceneggiatura, funzionali a tenere alta la tensione e
raccontare la storia, la vita e il sentire di un uomo normale, mediamente umile, prigioniero senza colpa, espiatore,
come molti, dei peccati del suo paese.
SOMEWHERE
di Sofia Coppola
Johnny Marco, attore italo americano di successo, vive a
Hollywood. Se ne va in giro sulla sua Ferrari e, tra intrattenimenti erotici di dubbia eleganza e avventure amorose brevi e disimpegnate, trascorre le giornate in un’apatia ovattata e silenziosamente distruttiva. A cambiare la
sua quotidianità interviene Cleo, la figlia undicenne. La
loro inaspettata convivenza, spinge Johnny a riflessioni
esistenziali . Nella sequenza d’apertura e in quella di chiusura, è raccolto e sintetizzato tutto il senso, semplicissimo eppure complesso al tempo stesso, di Somewhere.
Un film che si apre con una Ferrari (simbolo di lusso e di
un preciso life style), guidata dal protagonista, che gira
interminabilmente in tondo in una specie di piccolo circuito nel deserto, fino a fermarsi senza apparente motivo; e che si chiude con la stessa auto prima, e il protagonista a piedi, solo, poi, avviati verso una meta ignota.
Perché il senso del titolo della quarta opera firmata da
Sofia Coppola non sta a indicare uno stato in luogo, ma
un moto a luogo. Meglio: la necessità imprescindibile di
un movimento che permette l’abbandono di un immobilismo figlio della routine e della paura, intraprendendo un
cammino che è crescita lungo la strada incerta della vita.
WALL STREET di Oliver stone
Anno 2001. Gordon Gekko esce dal carcere dopo aver
scontato la pena per le frodi attuate a Wall Street. Nessuno
lo attende al di là del cancello. Anno 2008. Gekko ha pub-
blicato le sue memorie e considerazioni sul passato e sul
presente della finanza mondiale e le ha intitolate L’avidita è
buona?. Intanto sua figlia, che lo ha ripudiato perché lo ritiene moralmente responsabile della morte, per overdose, del
fratello, intreccia una relazione con Jake Moore. Il giovane,
che crede nella possibilità di investire in un progetto finalizzato alla creazione di energia pulita, opera in Borsa sotto le
ali dell’anziano Louis Zabel, banchiere vecchio stampo, che
viene però triturato nell’ingranaggio delle speculazioni finanziarie e - non reggendo la pressione - si suicida. Da quel
momento Jake si avvicina a Gekko, il quale, a sua volta,
vorrebbe riallacciare il rapporto con sua figlia. Oliver Stone torna sui suoi passi rivisitando un proprio personaggio.
In questi casi si tratta sempre di operazioni rischiose ma
l’operazione è riuscita. Non poteva essere diversamente,
vista la materia offerta dalla recente crisi finanziaria di cui
ancora a lungo pagheremo le conseguenze.
la
Rivista
n. 11 - Novembre 2010
67
DALLA PUGLIA CON GUSTO
Lunga tradizione in tavola
L
a F. Divella S.p.A. è produttrice di pasta di semola di grano duro da più di 100 anni. Oggi,
nei moderni stabilimenti di Rutigliano e Noicattaro, la Divella produce ogni giorno 1000 tonnellate
di semola di grano duro, 350 tonnellate di farina di
grano tenero e 700 tonnellate di pasta. I molini macinano grani duri selezionati tra i più pregiati trasformandoli in semola per la produzione della pasta Divella: gli spaghetti, i rigatoni, le famosissime
«orecchiette, la pasta all’uovo, l’integrale, trafilata
al bronzo ed, infine, la pasta arricchita di verdure
disidratate (peperoncino, aglio e basilico, pomodoro e spinaci); oltre 150 formati per una scelta
vastissima che soddisfa le richieste più esigenti. La
Divella offre al pubblico una vasta gamma di prodotti a prezzi convenienti e competitivi.
Lo stabilimento della Divella.
Pasta, farina, semola, riso, pomodori, legumi,
olio extravergine di oliva e biscotti:
un mix vincente per il vostro business.
Importatore per la Svizzera - Importeur für die Schweiz - Importateur pour la Suisse:
Revini S.A. / Corso San Gottardo 72 / 6830 CHIASSO
Tel. 091 641 62 15 / Fax 091 641 62 16
Deposito - Lager - Depôt:
Via Cantonale 1 / 6855 STABIO
B&P IMMAGINE&COMUNICAZIONE
Da oltre 100 anni garantiamo l’alta qualità dei nostri prodotti.
Ogni giorno portiamo gusto e qualità sulle tavole di tutto il mondo.
Diapason
di Luca D’Alessandro
Alessandra Amoroso - Il Mondo In Un Secondo
(Warner Chappell Music Italiana srl.)
Il Mondo In Un Secondo è il secondo album della giovane cantante di origine leccese, esibitasi diverse volte nel talent show Amici di Maria De Filippi,
e autrice dei singoli Estranei Da Ieri e Stupida.
Quest’ultimo ha ottenuto un ottimo successo piazzandosi nel 2010 in prima
posizione nella classifica dei singoli digitali più scaricati in Italia. Il nuovo
album contiene un vasto repertorio di brani inediti, come ad esempio Dove
Sono I Colori e Urlo E Non Mi Senti, e non ci stupirebbe se nei prossimi
mesi figurassero nelle classifiche italiane.
Alessandra Amoroso ha una voce potente, nella quale si sente la passione
per il canto. Una ragazza sicura di sé; lo dimostra sia sul palco sia in TV,
ricevendo il calore della gente.
Fabri Fibra - Controcultura (Universal)
Controcultura – il sesto album di brani inediti del rapper italiano Fabri Fibra.
Un disco in cui Fibra fa molti nomi dicendo che ritiene tutti i cantanti italiani
«escort», pagati per non dire nulla. Sono rime pesantissime e aggressive, in
modo tale da spingere la Universal a pubblicare nel libretto dell’album la nota
di essere «incapace di interferire con il libero pensiero dell’artista» e di essere
«esente dai contenuti». Nel contempo la rivista Rolling Stone Magazine Italia
vede nell’album di Fibra un’opera artistica. Fabri è un rapper che non si fa chiudere la bocca, dice ciò che pensa, spezzando un tabù dopo l’altro. Vede in se
il rapper del momento, l’unico capace di rappresentare la scena del rap in Italia
e che questo fatto viene confermato dai numeri di vendita. Dal punto di vista
innovativo, sia quello dei temi sia quello dei suoni, Fibra dimostra un’enorme
multiformità, che fa sì che il suo nome venga inserito nella lista degli artisti più
interessanti del momento.
Giovanni Allevi - Alien (Bizart / Sony)
La registrazione di Alien, l’ultimo disco del celebre pianista Giovanni Allevi, è avvenuta presso l’Auditorio della Radiotelevisione Svizzera a Lugano.
Uno dei luoghi sacri della musica classica, dove in passato si sono esibiti
grandissimi artisti, tra gli altri: Igor Strawinsky e Martha Agerich. Alien è
un disco di inediti, composizioni di un giovane artista alla ricerca di nuove
tecniche e ispirazioni, che – come suggerisce il titolo del disco – sembrano
surreali, lontane dalla quotidianità. Ciononostante sono brani comprensibili,
non astratti o sperimentali, semplicemente melodici e molto virtuosi. Allevi
è un artista che dal pianoforte riesce a estrarre l’essenza, «dove - sono
parole sue - la ricerca musicale è tesa verso la dilatazione delle forme e
il raggiungimento di una purezza maniacale del suono, volti ad esaltare le
sonorità e i ritmi della contemporaneità». Un disco da ascoltare durante
Trio Di Salerno - Luna Nuova (Itinera)
Un trio jazz eccezionale, che riesce a stupire con il suono melodioso del
sassofono, il tocco leggero del pianoforte e quello grave del contrabbasso. Il Trio Di Salerno è capace di esprimere il groove ritmico anche senza
strumenti percussionistici. Chi ha il coraggio di dedicarsi a un progetto del
genere fa parte di una cerchia di musicisti dotati di un talento fantastico.
Sandro Deidda, Guglielmo Guglielmi e Aldo Vigorito nel loro album Luna
Nuova ne sono la prova. Il loro è un disco dal sound misurato ed elegante, con una sintesi matura di stili e generi. Si ispirano al jazz del vecchio
continente, combinandolo con la poesia, l’armonia e la melodia di oggi
creando così un tesoro artistico nel quale risaltano la ricercatezza negli
arrangiamenti ed un grandissimo interplay tra i musicisti che si alternano
nell’interpretazione dei temi e nell’accompagnamento. In poche parole: un
jazz fine, per non dire finissimo.
la
Rivista
n. 11 - Novembre 2010
69
A colloquio con Gerardo Fresina
Un jazz tipicamente italiano
di Luca D’Alessandro
Gerardo Frisina è fra i protagonisti della creazione dell'etichetta indipendente milanese
Ishtar/Schema Records. Come produttore ha
dato le linee conduttrici ad un jazz «tipicamente» italiano. Negli anni scorsi è stato l'autore di
ddiversi album. L'ultimo, Join The Dance, uscito a maggio, l’ha dedicato alla madre.
Gerardo Frisina, il tuo jazz è un genere tipicamente «italiano»: fluido, melodico, che si accosta
alla musica di Nicola Conte e Mario Biondi.
Per quanto riguarda Biondi e Conte: l'accostamento
è in parte corretto, visto che tutti e tre collaboriamo o abbiamo collaborato con la stessa etichetta, che è la Schema Records. Che ci sia un nesso
artistico è quasi inevitabile. I riferimenti sono gli
stessi. Ciononostante penso che il mio stile sia leggermente diverso.
Vale a dire? Collaborando con musicisti differenti, il mio riferimento si sposta più sul genere afrocubano che sul jazz «puro», anche se in Join The
Dance, soprattutto in alcune tracce, i richiami al
jazz modale sono evidenti.
Biondi, Conte e tu avete in comune
la bossanova.
Sì, quasi tutti i musicisti della Schema Records si
ispirano a questo genere.
Come mai? Perché piace a tutti: è un genere allegro, che coinvolge chiunque regalando dei momenti di spensieratezza. Nel momento in cui senti
la bossanova, metti da parte i pensieri negativi e ti
liberi dalla routine quotidiana.
Ogni giorno hai la possibilità di liberarti dalla
routine. Questo grazie alla tua musica.
Certo, la musica mi aiuta moltissimo. Ho un carattere sensibile, forse dovuto al fatto di aver vissuto
in una famiglia numerosissima: eravamo nove fratelli più i genitori. Nel frattempo i genitori, purtroppo, sono scomparsi; mia madre recentemente.
A lei ho voluto dedicare questo mio nuovo disco.
L'ultimo brano, tra l'altro, l'ho intitolato For My
Mother. Credo che si senta molto la malinconia
che sto vivendo. Molti pezzi sono condizionati da
questo mio stato d'animo.
70
la
Rivista
n. 11 - Novembre 2010
Uno stato d'animo al quale si alternano numerosi
momenti di speranza.
Infatti. Ci sono delle tracce che si avvicinano alle
cose che avevo fatto in precedenza. Il brano Titoro, ad esempio, è una cover in veste latina, una
canzone molto allegra.
Anche il titolo Join The Dance
fornisce un'impressione positiva.
Molta gente, leggendo il titolo del disco, pensa
che si tratti di un'opera rivolta verso la musica da
pista da ballo. Invece non lo è – è un titolo che
invita allo stare insieme. L'ho scelto anche perché
nel testo del secondo brano del disco, si tratta della canzone di Norma Winstone intitolata Will You
Walk A Little Faster?, questa frase viene ripetuta
più volte.
A proposito di Norma. Come sei riuscito ad avere la presenza di questa famosa cantante jazz sul
tuo disco? Guarda, io da sempre ero affascinato
dal modo di cantare di Norma. A tutti costi volevo
coinvolgerla in una delle mie produzioni, anche
se avevo poche speranze di farla venire a Milano per una collaborazione. Ho tentato la fortuna
scrivendo un’e-mail e lei – per mia sorpresa – ha
accettato subito l'invito. Ero felicissimo di questo
e lo sono molto di più adesso. Le registrazioni si
sono svolte in modo velocissimo…
…in che senso? Lei è arrivata in Italia alle cinque e
trenta di pomeriggio e due ore dopo avevamo già
finito le registrazioni in studio.
Quindi avevate un bel po' di tempo
a disposizione per andare fuori a cena.
Esatto. Tra l'altro, mentre eravamo a cena Norma
mi ha chiesto: «Vuoi registrare soltanto un brano
con me?». Ero molto sorpreso da questo suo gesto,
visto che l'avevo interpellata per un pezzo, e non
avevo avuto il coraggio di chiederle di registrare
ulteriori pezzi.
Nel presente caso era lei a chiederlo. Suppongo
che sarete tornati in studio per fare delle altre
produzioni?
No, perché lo studio di registrazione a quell'ora
lì era già chiuso e Norma il giorno dopo aveva il
volo di ritorno.
Se lo studio fosse stato aperto, avresti accettato
subito la sua offerta… suppongo.
Subito! Mi sarebbe piaciuto - ad esempio – inserire la sua voce sul pezzo Mille E Una Notte. Magari sottoforma di un canto improvvisato. In questo
Norma Winstone va molto forte. Secondo me, la
sua voce avrebbe reso il brano più interessante.
Peccato… (ride)
Già così, l'album ti è riuscito bene. La strumentazione è completamente acustica.
Sì, a differenza dei miei dischi precedenti, in
quest'ultimo ho rinunciato ad inserire degli elementi elettronici. Avevo proprio voglia di servirmi
esclusivamente di strumenti acustici.
Hai compilato una band e ti sei chiuso con loro
in studio per le registrazioni.
Considera che non ho creato un gruppo come lo
si usa per andare sul palco. Io non ho gruppi. Per
ogni disco raduno dei musicisti, e loro poi in studio suonano quello che viene richiesto. Alla fine
vengono fuori i brani incisi sul disco. Ci sono brani che derivano dalla mia penna, altri invece sono
nati in coautorato con Gianni Lo Greco, altri ancora sono delle cover.
Tu comunque non soltanto fai il produttore.
Come Dj fai anche le serate. Mi dedico soprattutto
ai generi del jazz moderno, al latino e alla musica
elettronica. Ho fatto delle serate in tutto il mondo,
negli Stati Uniti, in Spagna, in Germania…
…e in Svizzera? Solo a Lugano.
Non sei mai arrivato in Svizzera interna? Purtroppo non sono mai stato invitato. Probabilmente non
sono molto conosciuto da quelle parti, anche se mi
farebbe molto piacere proporre il mio modo di essere latino ad un pubblico svizzero tedesco.
GERARDO FRISINA - discografia (selezione)
• 2010: Join The Dance (Schema Records)
• 2007: Hi Note (Schema Records)
• 2006: The Latin Kick (Schema Records)
Info: www.ishtar.it
Shopping tour
per i responsabili
degli acquisti.
Preziosi contatti e importanti impressioni su tutto quello che offre
l’industria accessoria. All’appuntamento svizzero
to
del settore a Basilea.
Bigliet
i –1
3 Salon h | PROD
ec
Swisst
OVE
M
&
K
C
EX | PA
16. – 19. Novembre 2010 | Messe Basel
Salone europeo della
subfornitura
www.swisstech2010.com
la
Rivista
n. 11 - Novembre 2010
71
C
di Domenico Consentino
Convivio
Quando con il cibo l’Umbria
si scopre afrodisiaca
D
al 9 al 12 settembre il centro storico della rinascimentale Città della Pieve in provincia di Perugia,
ha ospitato la seconda edizione di “Aphrodisiac”.
Avendo partecipato per due giorni consecutivi al
primo festival nel panorama nazionale ed internazionale
interamente dedicato al mondo dell’afrodisiaco, il viaggiatore goloso ha avuto la possibilità di percorrere, all’interno della cittadina situata su un colle, a circa 500 m. s/m,
dominante la Val di Chiana, un vero e proprio viaggio nel
mondo sensuale e misterioso dell’afrodisiaco, dove cibo,
parole, musica e suoni, hanno incontrato l’eros.
L’invito aveva raggiunto il viaggiatore goloso il primo di
settembre, quando si trovava ancora a Zurigo e stava
partecipando, al seminario, e in seguito al cocktail-dinner,
organizzato dalla Camera di Commercio Italiana per la
Svizzera, Basilicata. Bella Scoperta.
“Devi assolutamente venire a Città della Pieve il prossimo
72
la
Rivista
n. 11 - Novembre 2010
fine settimana, caro Domenico. In questa cittadina umbra, costruita quasi completamente in mattoni a vista, lo
stimolante menù, offerto ai visitatori lungo le stradine e
nelle piazze del Paese, a degustazioni tematiche e cene
a base di insoliti abbinamenti, associa reading di opere
della letteratura erotica (da Catullo agli scrittori contemporanei come Isabelle Allende), passeggiate, momenti di
benessere che coinvolgono i cinque sensi e laboratori didattici in cui si può imparare come dolci e spezie possano diventare protagonisti di intensi momenti di piacere.
Nel suggestivo bazar, poi, potrai scoprire come erbe,
bevande, cibi, profumi e libri sanno svelare il loro lato
sensuale,con una particolare attenzione ai prodotti
dell’Umbria, regione che vanta numerosi cibi afrodisiaci a
partire dallo zafferano, dal cioccolato e dal tartufo fino al
sedano nero e al vino. Ti aspetto a città della Pieve. Non
mancare! Riccardo ”.
Le spezie (pepe rosa, bianco, nero e Zafferano, curry dolce, curry piccante).
In volo verso la città dei cibi dell’amore
Ad invitare il viaggiatore goloso con un SMS era stato
l’amico giornalista e membro dell’Associazione Stampa
Agroalimentare Italiana, Riccardo Lagorio. Il viaggiatore
goloso lo aveva conosciuto a Milano il 24 novembre del
2009, in occasione della presentazione della Guida Michelin Italia 2010, quando è entrato da protagonista nella
prestigiosa Guida un nuovo Tre stelle, il ristorante “da
Vittorio”della famiglia Cerea di Brusaporto (Bergamo). Tre
stelle meritatissime per una delle migliori cucine d’Italia.
Così, dopo aver confermato a Riccardo, sempre via SMS,
che sabato 11 settembre in giornata, il viaggiatore goloso sarebbe arrivato a Città della Pieve, ha prenotato
un posto, sul primo volo Zurigo - Roma ed è atterrato a
Fiumicino verso le ore 9.00.
Da Roma, in auto, ha imboccato l’autostrada A1 e puntando verso nord, è uscito al casello di “Chiusi –Chianciano
Terme” e da lì, percorrendo la SS220, ha raggiunto, prima di mezzogiorno, la Città dei “Cibi afrodisiaci”, dove
nell’Area, cosìddetta del “Benessere” a Palazzo della Corgna e dintorni ha incontrato l’amico Riccardo.
Da Palazzo della Corgna fino a Piazza Matteotti:
relax, divertimento e cibi per tutti i gusti
Perché fosse detta “Area del Benessere”, il viaggiatore
l’ha scoperto entrando all’interno di Palazzo Corgna che
ospitava, per l’occasione, una originalissima Beauty Farm
afrodisiaca, dove il personale espertissimo delle Terme di
Chianciano regalava momenti indimenticabili di relax e benessere al corpo e alla mente dei visitatori con trattamenti (viso, mani, decolleté ma anche altre parti del corpo) a
base di vino (bianco, rosato e rosso), tartufo (bianco e
nero), che secondo gli esperti (massaggiatori e massaggiatrici), sono essenze afrodisiache per eccellenza.
Come se non bastasse, per i più appassionati, Palazzo
Corgna ospitava, inoltre, “L’Ape Contadina” che proponeva un laboratorio sull’arte del profumo e delle erbe
per conoscere meglio le tante proprietà afrodisiache:
Chiodi di garofano, Coriandolo, Gelsomino, Ginger, Noce
moscata, Origano, Rafano, Senape, Timo Vaniglia Zafferano. Il viaggiatore goloso e così l’amico Riccardo, hanno rinunciato all’acquisto del Profumo Aphrodisiac, una
particolare essenza messa a punto dai maestri profumieri dell’Ape Contadina, non si sono iscritti alle Lezioni di
ballo: La danza è sessualità, che proponeva (in coppia)
balli come il tango, la Salsa cubana, la Salsa Portoricana
e la Bachata, e da bravi gourmet e veri golosi, hanno
raggiunto Piazza Matteotti, dove si stava svolgendo il
“Cooking Show”
Degustazioni afrodisiache:
Zafferano, Tè e Cioccolato
“Cooking Show”- l’amico Riccardo l’aveva già vissuta
l’anno scorso – era è rimane, un’avvincente gara tra
chef che si sfidano, in piazza, davanti al pubblico nella
realizzazione di invitanti piatti afrodisiaci dai più strani
titoli: Ancora, ancora,, ancora…, Asparagi alla Cupido,
Besami mucho…insalata di funghi porcini, Cuoricini di
polenta ecc . Quindi, dopo aver assaggiato due Bocconcini amorosi, e qualche Cappesanta degli innamorati,il
viaggiatore goloso è passato (con Riccardo al seguito) in
sala di degustazione.
Ha iniziato dal pregiato e raffinato zafferano, presentato
dal Consorzio “Il Croco di Pietro Perugino”. Poi è stata la
volta del tè ed altri infusi presunti afrodisiaci e, a conclusione della giornata degustativa, è passato al Cibo degli
Dei, il cioccolato, spiegato ed offerto dagli esperti della
Cioccolateria dell’Agnese.
Infine, per assaporare a pieno tutto il gusto dei prodotti,
il viaggiatore goloso ha accettato l’invito a cena, propostogli dall’amico Riccardo, in uno dei principali ristoranti
della città che, in occasione della kermesse, offriva la
golosa opportunità di degustare Menu afrodisiaci realizzati tramite una speciale selezione di ricette cucinate da
chef del posto, ma anche da chef venuti da altre regioni,
con i prodotti del territorio italiano.
la
Rivista
n. 11 - Novembre 2010
73
Cioccolato fondente e tartufi di cioccolato.
Nessun cibo è afrodisiaco;
tutti i cibi sono afrodisiaci
Più che un ristorante, Casa Canastrelli, è apparsa al viaggiatore goloso una sala di Convegni. Difatti, vi si stava
svolgendo un inconsueto Seminario, tra alcuni nomi famosi della ristorazione italiana, sessuologi, nutrizionisti,
storici e giornalisti del settore enogastronomico: un aperto e simpatico dibattito dal titolo: “Nessun Cibo è afrodisiaco; tutti i cibi sono afrodisiaci”.
Il viaggiatore goloso ha cercato e trovato un posto in
sala si è seduto e attento ha ascoltato: i nutrizionisti
che hanno spiegato, ad esempio, che con il termine
afrodisiaco si intendono tutte quelle sostanze come bibite, cibo, odori, erbe e spezie che favoriscono lo stimolo sessuale; gli andrologi , che al contrario, hanno
dichiarato che non esistono prove sull’influenza positiva
di alcuni alimenti sul comportamento sessuale, aggiungendo però che esiste un ormone che potrebbe fare
da collegamento: si chiama VIP (Vasoactive intestinal
polypeòtide) sostanza che provoca la vasodilatazione
dei corpi cavernosi dei genitali, che sia nel maschio che
nella femmina tendono a riempirsi di sangue; gli storici,
infine, prove alla mano (documenti e filmati), hanno voluto rinfrescare la memoria dei presenti in sala, sostenendo che da sempre uomini e donne sono alla ricerca
di ingredienti che possono in qualche modo accendere
il desiderio o aumentare le energie sessuali. E che cibi
afrodisiaci non sono certamente un’invenzione moderna:
la loro origine risale fin all’antichità, alla cultura Egiziana,
Greca e Romana.
Il termine afrodisiaco, infatti, data almeno 5.000 anni
e deriva da Afrodite, la dea dell’amore e della bellezza
venerata dagli antichi Greci. E i Greci, durante le feste
dionisiache, divoravano tartufi, uova, miele ed anche tanti, tanti frutti di mare.
74
la
Rivista
n. 11 - Novembre 2010
Ora vi servo l’eros
Tutti a favore del cibo afrodisiaco, invece, gli Chef italiani
presenti in sala. E tutti convinti che fra gli italiani il legame
tra cucina e stimolo sessuale è fortissimo. E il desiderio –
hanno sentenziato – è acceso soprattutto dagli ingredienti del made in Italy. “Ostriche, tartufi, Champagne? Troppo
scontato. L’eros in cucina – ha sostenuto Enrico Bartolini,
chef delle Robinie di Montescano – si può accendere più
facilmente con la polenta, un piatto di spaghetti al pomodoro o con i ricci di mare. Ma afrodisiaco è, prima di tutto
l’atto di mangiare. Se poi si mangia con una donna che ci
piace allora tutto concorre a creare l’atmosfera”.
Per il famoso cuoco italiano Fulvio Pierangelini, la compagnia e l’atmosfera sono elementi fondamentali per una
cena a lume di candele. “Ma se il menu- ha sostenuto lo
chef - comprende piatti a base di funghi, il risultato sarà
tutta un’altra cosa! Porcini o funghi primaverili: prugnoli
e spugnole sono funghi magici, antichi, profumati e pieni di seduzione”. Davide Scabin, chef del Combal.Zero
di Rivoli, trova invece sensuale la polenta: “La polenta è
femmina! Quando la versi si adatta, si conforma al piatto…” Mentre Deborah Corsi, della Perla di San Vincenzo,
sostiene che ad essere afrodisiaci sono gli asparagi, ma
anche la selvaggina di piuma, piccioni e fagiani (che peraltro, nella tradizione popolare avrebbero una vita amorosa
molto intensa). È la liquirizia il cibo più afrodisiaco per
Andrea Berton, del Trussardi alla Scala, Milano. Secondo
questo giovane e già famoso cuoco, la liquirizia si abbina
agli ingredienti più disperati e crea un gioco di contrasti
molto originali, richiamando sensazioni seducenti. “Un
esempio?- ha detto – Un crostaceo, sul quale ne viene
grattugiata un po’, appena prima di servirlo”
E a conclusione dei lavori, il viaggiatore goloso, sempre
guidato dall’amico Riccardo, si è trasferito in una saletta
accanto. E li ha cenato, naturalmente menù afrodisiaco:
LA RICETTA
ZUPPA DI FUNGHI PORCINI
(Siamo in autunno e restiamo in tema afrodisiaco)
Ingredienti per quattro persone:
400 g di funghi porcini, 3 albumi, 200 g di carne magra tritata, 10 g di sedano, 10 g di carota, 20 g di cipolla, 20 g di burro, un ciuffetto di prezzemolo tritato,
sale e pepe.
Come la preparo:
Pulisco i funghi. Faccio bollire gli scarti in un litro di acqua. Lascio raffreddare. Mescolo gli albumi, la carne
e le verdure tritate. Unisco al brodo di funghi freddo e
porto lentamente a ebollizione. Lascio sobbollire per
cinque minuti e filtro con il colino. Aggiusto il brodo di
sale e di pepe.
Sciolgo il burro in una casseruola e faccio saltare i
funghi affettati. Aggiusto di sale e pepe e unisco il
prezzemolo tritato. Dispongo i funghi al centro delle
fondine e verso intorno il brodo caldo.
Il Vino: Torgiano Rosso.
LA GASTRONOMIA ITALIANA IN SVIZZERA
ha iniziato con un’insalata di carne cruda e tartufi neri,
seguiti dagli asparagi verdi di campo con uova sode. Poi
è arrivata la zuppa di porcini, e subito dopo i Maccaroni
ai tartufi neri di Norcia. Ha gustato con piacere ancora
la pernice in crosta e ha concluso la cena con un tortino caldo al gianduia. Ha accompagnato il menu con due
bicchieri di vino: Colli del Trasimeno Bianco e Torgiano
Rosso Riserva. Chissà perché, mentre gustava il suo dessert, gli occhi del viaggiatore goloso si sono soffermati
sul cioccolato fondente disposto al centro del piatto, con
il suo tortino color “Testa di Moro” decorato con della
salsa alla vaniglia. Per un attimo gli sono tornate in mente
quelle bellissime pagine del romanzo Afrodite di Isabelle
Allende, che è solo uno dei tanti personaggi della letteratura o reali a sottolineare un legame imprescindibile tra
eros e cibo: …”Gli uomini che sono passati dalla mia vita
li ricordo così, alcuni per la qualità della loro pelle, altri
per il sapore dei loro baci, l’odore dei loro indumenti o il
tono dei loro sussurri, e quasi tutti sono associati ad un
alimento particolare. Il piacere carnale più intenso, goduto senza fretta in un letto disordinato e clandestino,
combinazione perfetta di carezze, risate e giochi della
mente, sa di baguette, prosciutto, formaggio francese e
vino del Reno”.
Viva Italia
Cucina tradizionale!
Da noi apprezzerete la vera italianità con le nostre
specialità tipiche, che normalmente solo in Italia potete apprezzare.
Lasciatevi incantare dal nostro ambiente mediterraneo e da un
servizio impeccabile, dalle nostre eccellenti pizze, preparate
secondo le ricette originali del campione del mondo di pizzaioli e
con il marchio «Vera Pizza napoletana DOC», dalle tipiche pietanze
a base di carne o di pesce, nonché dalla nostra prelibata pasta
fresca e dai succulenti dolci. E se amate le tradizioni culinarie
del bel Paese, da noi troverete consiglio sui migliori, eccellenti vini
selezionati da tutte le regioni italiane.
«Buon appetito!»
Il team Molino si fara piacere di accoglierla alla
sua prossima visita con un cordiale «benvenuto»!
Nei 17 Ristoranti MOLINO in Svizzera,
Lei è un ospite sempre gradito durante tutti
i 365 giorni dell’anno:
MOLINO Berna
Waisenhausplatz 13
3011 Berna
Telefono 031/ 311 21 71
MOLINO Vevey
Rue du Simplon 45
1800 Vevey
Telefono 021/ 925 95 45
MOLINO Dietikon
Badenerstrasse 21
8953 Dietikon
Telefono 044 / 740 14 18
MOLINO Wallisellen
Glattzentrum
8304 Wallisellen
Telefono 044 / 830 65 36
MOLINO Friborgo
93, rue de Lausanne
1700 Friborgo
Telefono 026 / 322 30 65
MOLINO Winterthur
Marktgasse 45
8400 Winterthur
Telefono 052 / 213 02 27
MOLINO Ginevra
Place du Molard 7
1204 Ginevra
Telefono 022 / 307 99 88
MOLINO Zurigo
Limmatquai 16
8001 Zurigo
Telefono 044 / 261 01 17
MOLINO Ginevra
Centre La Praille
1227 Carouge
Telefono 022 / 307 84 44
MOLINO Zurigo
Stauffacherstrasse 31
8004 Zurigo
Telefono 044 / 240 20 40
LE LACUSTRE Ginevra
Quai Général-Guisan 5
1204 Ginevra
Telefono 022 / 317 40 00
FRASCATI Zurigo
Bellerivestrasse 2
8008 Zurigo
Telefono 043 / 443 06 06
MOLINO Montreux
Place du Marché 6
1820 Montreux
Telefono 021/ 965 13 34
SEILERHAUS
MOLINO Zermatt
Bahnhofstrasse 52
3920 Zermatt
Telefono 027 / 966 81 81
MOLINO S. Gallo
Bohl 1
9000 S. Gallo
Telefono 071/ 223 45 03
MOLINO Thônex
106, Rue de Genève
1226 Thônex
Telefono 022 / 860 88 88
MOLINO Uster
Poststrasse 20
8610 Uster
Telefono 044 / 940 18 48
la
Rivista
n. 11 - Novembre 2010
www.molino.ch
75
M
di Graziano Guerra
Motori
Ford Mondeo MY 2011
Fascino intrigante
Alla presentazione internazionale in sessione dinamica alla stampa, Oliver Stegmann, direttore generale di Ford Svizzera, ha dichiarato: “La nuova Mondeo completa la gamma
Ford europea di ammiraglie di grandi dimensioni, con nuovi elementi stilistici, nuovi motori
e tecnologie che si combinano per offrire un esperienza di guida più piacevole ed emissioni ridotte di CO2, con un alto livello di qualità, comfort e sicurezza. Nonostante i grandi
investimenti effettuati, tra l’altro sono stati aggiunti 1380 nuove componenti, siamo riusciti ad offrire la nuova Mondeo ad un prezzo mediamente inferiore di circa CHF 800, che
corrisponde ad una riduzione di prezzo di circa il 2%”.
S
e a un primo esame visivo poteva dirsi promossa, su strada la nuova Mondeo ha tolto ogni
dubbio, non solo per il 2.0 ECOboost e il nuovo
cambio automatico Ford PowerShift a doppia
frizione, ma anche per il rapporto prezzo-prestazioni.
L’ammiraglia ha giocato un po’ con noi, rivelandosi
un poco alla volta, con la classe delle vere signore e
spadroneggiando nelle tirate autostradali (quelle di
Germania, per intenderci!), sempre e rigorosamente
con discrezione. E si spinge oltre. Il suo design molto sportivo racchiude molte soluzioni tecnologiche di
nuova concezione, tra queste i sistemi Lane Departure
Warning, Auto High Beam Control, Driver Alert, che si
avvalgono di una nuova telecamera ad alta precisione
installata all estremità superiore del parabrezza, di fronte al retrovisore.
Ford colpisce nel segno con i nuovi motori diesel TDCi
e benzina EcoBoost ad alta efficienza. Sulla nuova Mondeo debutta il 2.0 EcoBoost da 240 CV, che affianca
il precedente da 203 CV. Propone inoltre una gamma
diesel e benzina con classificazione Euro 5. Con il nuovo
Duratorq TDCi 2.2 litri, gli ingegneri Ford hanno messo
a punto la loro più potente versione finora commercializzata, che raggiunge i 200 CV. Gli esterni sono stati
rinnovati e gli interni arricchiti con un tocco di fascino
italiano, portato da Claudio Messale del team design
di Ford. Nuovi comfort per il conducente e tecnologie
per la sicurezza completano un quadro interessante nel
segmento Ford alto di gamma, come il rilevamento vetture nella zona d'ombra, il limitatore di velocità, le porte
posteriori con chiusure di sicurezza per i bambini ad
attivazione elettrica e la telecamera posteriore. Il look
innovativo sfoggiato dalla 5 porte e dalla station wagon
(in Svizzera non arriverà la 4 porte) conferma originalità
ed eleganza, bella la nuova cornice interamente cromata dei finestrini, mentre i fanali di coda a LED più
grandi e dal design inedito conferiscono un movimento
più vivace al posteriore, la cui visione è gratificante ad
altezza d’uomo, ma meno ad altezza volante, per via
della pentola dello scarico troppo in mostra.
La nuova ammiraglia Ford, che l’11 novembre sarà lanciata sul mercato svizzero in occasione del salone ‘Auto
Zürich Car Show’, è disponibile da CHF 32,550.
la
Rivista
n. 11 - Novembre 2010
77
Honda Italia Industriale
Realtà industriale in terra d’Abruzzo
A
d Atessa, città del vino e dei motori in provincia
di Chieti, sorge il sito produttivo di motociclette e
scooter di Honda Italia. Noi ci siamo arrivati in moto,
dalla Svizzera, in sella agli ultimi modelli dal marchio
alato, al seguito del tour organizzato da Honda Svizzera
SA denominato “Back to the roots”. Un ritorno alle origini
della propria motocicletta, questo il senso della manifestazione che ha visto coinvolti i concessionari ufficiali del marchio, seguiti da un numero consistente di clienti. Presso
Honda Italia, il gruppo è stato accolto dall amministratore
delegato di Honda Italia, l ingegner Silvio Di Lorenzo (nel
foto con il vostro reporter). Durante la visita aziendale riservata ai giornalisti, l’ingegnere ha illustrato i passaggi
produttivi delle moto e degli scooter che da Atessa partono
per tutta Europa e il mondo. Di Lorenzo ha presentato i
processi produttivi soffermandosi con dovizia di particolari
sul rispetto ambientale e sulla precisione assoluta garantita da macchinari computerizzati a precisione millesimale.
Si sono viste all’opera macchine a controllo numerico, in
grado di montare fino a trenta utensili capaci di alesare,
barenare, maschiare elementi di un motore completo ogni
55 secondi, con precisione al micron. C è stato modo si
seguire la pressofusione nella fonderia completamente
automatizzata, i processi robotizzati di saldatura, le operazioni nelle linee di assemblaggio e di controllo finale. La
direzione generale con sede commerciale di Honda Italia
si trova a Roma, il centro addestramento professionale a
Bologna mentre la produzione è garantita dagli stabilimenti
di Atessa che sorgono su una superficie totale di 135.040
mq dei quali 44.701 coperti. Fondata nel 1971, Honda Industriale in Abruzzo oggi dà lavoro a circa 1000 persone
(Nel pieno di produttività stagionale, gli occupati sono circa
1200). La produzione in Italia di veicoli a due ruote Honda
iniziò nel 1977 in joint venture, per arrivare nel 2008 a 2
milioni di moto e 4 milioni di motori prodotti per i modelli
CB 1000 R, Hornet, CBF 600 e 1000, Varadero, Deauville
e Transalp oltre che per gli scooter SH300i, 150 e 125cc,
PS 125 e 150i, PCX 125 e S-Wing. Honda Italia Industriale
produce anche motori per applicazioni agricole e nautica
fuoribordo.
Peugeot RCZ
La prima fuoriserie della gamma Peugeot
L
’abbiamo provata! Con un motore 1.6 dai bassi consumi e dalle prestazioni esaltanti (1.6 l THP a benzina 156 CV, Euro 5, 240 Nm, cambio meccanico a
6 marce CO2 : 155 g/km). La coupé sportiva 2+2
compatta è un concentrato di emozioni. La denominazione, RCZ, simboleggia il posizionamento singolare rispetto
alla gamma Peugeot: è la prima vettura a non utilizzare la
numerazione con uno zero o un doppio zero centrale. si
rivolge a una clientela moderna, particolarmente esigente ed esperta in termini di prodotto automobilistico, alla
ricerca di una differenziazione e pronta a cedere alla tentazione. Il comportamento su strada è da innamoramento
precoce: precisione e sensazioni di guida che esasperano
tutti i sensi del conducente. Assetto e baricentro ribassati,
carreggiate allargate, pneumatici di dimensioni particolarmente generose (18 , ma si possono avere anche da 19 )
la tengono incollata all asfalto, grazie anche agli efficaci
derivati dalla piattaforma 2 (avantreno pseudo MacPherson, retrotreno a traversa deformabile).
RCZ è proposta in Svizzera con un ventaglio prezzi da CHF
39’600 (Vettura in test) a 44’600.
78
la
Rivista
n. 11 - Novembre 2010
Scoprila sul web tra musica e novità di prodotto
Alfa Romeo MiTo Quadrifoglio Verde
L
a versione MultiAir da 170 CV, nell'esclusivo allestimento “Quadrifoglio Verde”, regala alla MiTo prestazioni da capogiro. Il simbolo portafortuna fa da sempre battere forte i cuori degli Alfisti di tutto il mondo
e questa intriga molto, per la dinamica e l’allestimento top,
le eccellenti sospensioni, il potente turbo MultiAir (coppia di
250 Nm), il rapporto peso/potenza da 7,2 kg/CV, l'accelerazione da 0 a 100 km/h in 7,5 secondi. Come tutte lei
MultiAir è dotata di serie di Start&Stop.
L'efficiente motore high-tech consente un consumo medio di
6,0 litri, e emissioni di CO2 di 139 g/km (Classe di efficienza energetica B).
L’Alfa Romeo MiTo Quadrifoglio Verde è disponibile presso i
concessionari al prezzo base di 31’350 CHF. Il “vostro” ha
scoperto al volante la grinta della MiTo.
Emozioni forti, ma ora anche sul web l’occasione si presenta ghiotta: www.mitoenergymachine.com è il nuovo sito,
dove scoprire tutta la grinta del modello e il suo legame
con il mondo della musica. Energy Machine è il payoff
dell originale campagna pubblicitaria che vede protagonista il famoso dj e compositore Bob Sinclair.
Il sito in costante aggiornamento offre notizie e opportunità
a tutti i fan della musica e di Alfa Romeo MiTo, la vettura a
tre porte del segmento B più venduta in Italia.
ERRATA CORRIGE
l
E
ING
,EAS ENTI
M
A
I
Z
NAN
A
AND
DOM
AGG
VANT
I
ZIOD
,gINI IONE
SS
A
P
UNA
I
Nella scorsa edizione de La
Rivista nella rubrica ‘Motori’
a pag. 77, relativa alla Nuova Doblò, per un errore abbiamo pubblicato la fotografia del modello precedente.
Ce ne scusiamo e rimediamo pubblicando ora quella
del Nuovo Fiat Doblò.
)LPARTNERSICUROPER
LEASINGElNANZIAMENTI
2ICHIEDETEUNgOFFERTALEASINGALPIáVICINO
CONCESSIONARIOOPPURETELEFONATECI
:àRCHERSTRASSE
3CHLIEREN
4EL
&AX
WWWlDISlNANCECH
la
Rivista
n. 11 - Novembre 2010
79
Starbene
Mal di testa cronico:
evitare il fai-da te
Il lavoro deve
restare in ufficio
Per taluni, loro malgrado, è una sorta di
necessari abitudine, di
cui si possono sottovalutare le conseguenze.
Chi soffre di mal di testa
tende, infatti, quasi automaticamente ad assumere molti farmaci, per avere sollievo da un disturbo che, agendo su centri nevralgici, può
rendere difficili anche le più semplici attività quotidiane. Il
rischio a quel punto è quello di abusare di medicinali che
hanno un effetto immediato, ma che - una volta esaurita
la loro efficacia - non fanno altro che favorire l’instaurarsi
di un circolo vizioso che porta a un peggioramento della
situazione. Una questione di non poco conto, visto che interessa il 3-4% della popolazione italiana. In cifre assolute
oltre due milioni di persone. Generalmente il mal di testa,
non si manifesta inizialmente come disturbo quotidiano.
Solitamente si sviluppa con frequenza crescente e viene
quindi sottovalutato. Stante anche la comunicazione pubblicitaria, Il problema rischia di essere preso alla leggera
e viene affrontato ricorrendo all’assunzione di farmaci
antidolorifici, che si trasforma in un consumo quotidiano,
pertanto eccessivo. Se si è arrivati a questo punto bisogna subito invertire la rotta, perché tali medicine - oltre a
non risolvere il problema - possono creare danni.
È necessario dunque procedere in due fasi, magari rivolgendosi a centri specializzati: sospendere l’abuso di
farmaci e poi comprendere quale sia la causa della forma cronica. Nel caso si tratti di emicrania va curata da
specialisti, se invece è una semplice cefalea tensiva sarà
sufficiente correggere alcuni comportamenti e vivere in
modo più salutare. In ogni caso, è assolutamente necessario evitare il “fai-da-te”.
Lasciare sulla scrivania
dell’ufficio i pensieri che
riguardano il lavoro e,
una volta a casa, fare
in modo di avere altro
a cui pensare. Pare che
sia il modo migliore non
solo per conservare il proprio benessere psicofisico, ma
anche per risultare più efficienti in azienda. Chi invece si
porta tra le mura domestiche le preoccupazioni del lavoro
penalizza benessere e produttività.
Giungono a questa conclusione due ricerche pubblicate
sul Journal of Applied Psychology. La prima è stata realizzata dal Department of Psychology della Portland State
University, somministrando questionari non solo ai lavoratori, ma anche ai loro partner e ai loro colleghi, al fine di
valutare, oltre alla capacità di “staccare” dal lavoro, anche
il livello di benessere individuale, la qualità della vita e la
produttività sul lavoro. Verificato che esiste una relazione
lineare tra la capacità di staccare dal lavoro e gli indicatori
di benessere quali la spossatezza emotiva e la soddisfazione circa la propria vita è stata rilevata anche l’esistenza
di una relazione curvilinea tra la capacità di staccare dal
lavoro e le performance professionali. In pratica, quando il
coinvolgimento è troppo basso o troppo alto, le prestazioni tendono a peggiorare. Nella seconda ricerca, realizzata
dall’Università di Konstanz, in Germania, i soggetti sono
stati studiati in maniera prospettica per un anno, al fine di
poter rilevare gli effetti a lunga distanza della capacità di
staccare o meno dai pensieri e dalle preoccupazioni del
lavoro. Ne è emerso che chi pensa al lavoro anche fuori
dall’ufficio va più frequentemente incontro a sintomi psicosomatici e a una spossatezza emotiva che alla lunga può
diventare causa di un vero e proprio burnout.
Quella di Tropea è la migliore amica del cuore
Talvolta fa piangere,
magari tiene a distanza
gli amici. Ora sappiamo
che è nemica del colesterolo, pertanto la
cipolla, purché rossa,
è la migliore amica del
cuore. La riabilitazione scientifica della più comune fra gli
aromi culinari si deve a uno studio cinese dell’Università
di Hong Kong.
I primi a godere della terapia gastronomica un gruppo di
topi ai quali è stato somministrato un estratto dell’ortaggio. I ricercatori hanno visto che dopo otto settimane di
dieta a base di cipolle rosse i livelli di colesterolo “cattivo”
nel sangue, quello Ldl, erano diminuiti del 20%. Praticamente una buona assicurazione contro il rischio di infarto
e di malattie cardiovascolari. Secondo i ricercatori cinesi,
80
la
Rivista
n. 11 - Novembre 2010
“nonostante le ampie ricerche sulla cipolla, poco si sa
di come il loro consumo interagisce con i geni umani e
delle proteine coinvolte nel metabolismo del colesterolo”,
giungendo alla conclusione che “un consumo regolare
riduce il rischio di malattia coronarica”, senza all’apparenza incidere sul patrimonio di colesterolo buono (Hdl),
quello indispensabile a numerose funzioni biologiche.
Sebbene le cipolle bianche siano le più utilizzate nelle cucine di mezzo mondo, le varietà rosse sono esclusiva, di
successo, di molte aree geografiche. Non ultima quella
della cucina mediterranea, che ha nella nostrana cipolla rossa di Tropea il principale esponente. Dalla sua, il
bulbo calabrese ha proprietà antibiotiche e antiossidanti,
notevoli quantità di quercetina, selenio. A fare pulizia tra
le lipoproteine che “inquinano” il sangue e induriscono le
arterie sarebbero invece i tioli, composti organici naturali
che contrastano l’accumulo di sedimenti grassi.
Camminare
fa bene al cervello
Donne e sonno: 5 ore e si
campa più a lungo
Che camminare facesse bene alla salute è
convinzione consolidata. Che aiuti a tenere vispo anche il cervello è
confermato da un gruppo di ricercatori delle
università di Pittsburgh,
Las Vegas e Los Angeles che ha analizzando per 13 anni, con
la risonanza magnetica, il cervello di 299 persone con
un’età media di 78 anni. Lo studio, pubblicato sulla rivista
Neurology, è giunto alla conclusione che fra coloro che
erano stati tenuti sotto osservazione chi aveva percorso
a piedi qualche centinaio di metri ogni giorno, non si era
verificata la riduzione della materia grigia di alcune zone
chiave del cervello che invece è stata riscontrata in chi
aveva camminato meno. Lo stesso studio ha però verificato che in chi camminava regolarmente molto di più
non si constatava un ulteriore risparmio di materia grigia, quasi esistesse una soglia oltre la quale, per questo
specifico effetto, camminare non comporta un maggiore
beneficio.
Studi precedenti certificavano che dormire
meno 7 ore significava
incorrere in più alto rischio di malattie cardiache e in minori possibilità di superare i 65 anni.
Ecco ora che uno studio
realizzato dall`University
of California San Diego
School of Medicine (Usa) e pubblicato recentemente su
Sleep Medicine, sostiene che le donne che dormono
fra le 5 e le 6 ore mezza tendenzialmente si allungano
la vita.
Sono state e450 le donne di mezza età coinvolte in una
ricerca durata 14 anni duranti i quali gli studiosi hanno
calcolato la durata del riposo notturno monitorando direttamente la frequenza del polso e non chiedendo alle
interessate quante ore dormissero.
La rilevazione così effettuata, non più soggettiva ma su
rilevazioni oggettive, ha portato al risultato di cui si è
fatto cenno sopra: fra le 5 e le 6 ore e mezza si colloca
la durata ideale del sonno al femminile.
la
Rivista
n. 11 - Novembre 2010
81
Il
Mondo in fiera
Si è chiuso a Padova
il 61° Flormart 2010
Visitatori in crescita
Swisstech 2010 – Basilea
16 – 19 Novembre 2010
Un evento per la subfornitura
europea
Motor show 2010: Bologna
4 - 12 dicembre
Un’edizione premium
L’Artigiano in Fiera:
Milano 4 - 12 dicembre
Culture e tradizioni
di tutto il mondo
FIERE
Si è chiuso a Padova il 61° Flormart 2010
Visitatori in crescita
Si è concluso presso il quartiere espositivo di
PadovaFiere il 61° Flormart, Salone Internazionale del Florovivaismo e Giardinaggio, che
ha visto la partecipazione, su circa 35mila
mq, di oltre un migliaio di espositori, 180 dei
quali provenienti da 20 paesi esteri. 30mila ivisitatori professionali di cui 2.500 stranieri che
hanno varcato i cancelli della manifestazione
i, con un incremento di circa il 10% rispetto al
Flormart 2009.
Nel cuore del Nord Est, che nel comparto florovivaistico
conta 1.800 aziende attive e rimane l’area di riferimento
del consumo, Flormart si è dimostrato, ancora una volta,
lo strumento espositivo capace di coniugare le esigenze
commerciali degli espositori con le proposte di innovazione attese dal mercato.
Il florovivaismo italiano rappresenta il 23% della produzione
europea di fiori e piante ornamentali. Il mercato mondiale
è in forte espansione e quello del fiore reciso è oggi dominato da un flusso commerciale che tende a svilupparsi
sull’asse nord-sud. Nell’emisfero settentrionale si trovano
i maggiori mercati di consumo, quello europeo e quello
nordamericano, mentre nuovi paesi produttori emergono
nelle aree equatoriali dell’emisfero meridionale, dove il clima consente di evitare o minimizzare le spese per il riscaldamento delle serre.
Per i soli fiori recisi, a livello mondiale si stima un valore
commerciale di 10 miliardi di euro all’ingrosso e di 30 miliardi al consumo. Pieno successo anche per il workshop internazionale ECOtechGreen-Tecnologie verdi per la mitigazione ambientale del paesaggio antropizzato, un’iniziativa
della rivista Paysage promossa da PadovaFiere nell’ambito
di T-Verde, Salone del Verde Tecnologico parte integrante
del Flormart. In quattro diverse sessioni il workshop ha
affrontato i temi del verde pensile e verticale, della mitigazione delle infrastrutture, delle specie vegetali più adatte
all’ambiente mediterraneo e del risparmio energetico.
Oggi, architettura sostenibile e Green economy concepiscono i centri urbani nel rispetto dei valori della qualità
della vita e dell’ambiente, dell’eco-sostenibilità e dell’ecocompatibilità. Lo dimostrano i numerosi esempi di tetti e
muri verdi portati dai relatori, che hanno offerto uno sguardo d’insieme sul contesto mondiale del verde tecnologico.
Analoghe tecnologie consentono di mitigare l’impatto ambientale di autostrade, ferrovie e altre infrastrutture, favo-
84
la
Rivista
n. 11 - Novembre 2010
rendo l’assorbimento del particolato inquinante da parte
di piante atte allo scopo, l’abbattimento dell’inquinamento
acustico, il miglioramento del microclima e del paesaggio.
T-Verde ha permesso di conoscere da vicino tutte le fasi
di produzione dei sistemi proposti: dalla progettazione
all’implementazione del progetto, dall’integrazione delle
componenti tecnologiche e florovivaistiche, alla rappresentazione esecutiva. Verde verticale, soluzioni di verde
pensile in piano e inclinato, inerbimenti speciali, strutture
fonoassorbenti inverdite, prati armati, esempi di spartitraffico e rotatorie, sistemi per l’inverdimento di scarpate e
per il recupero e stoccaggio di acque meteoriche da recuperare per l’irrigazione hanno suggerito nuove idee di progettazione ad architetti, paesaggisti, studi internazionali,
aziende specializzate. In questa edizione di Flormart hanno
partecipato 180 espositori stranieri, provenienti da 20 paesi. L’interesse per la manifestazione è stato confermato
anche dalla presenza di giornalisti stranieri fra i quali lo
svizzero Werner Oschek di G’Plus, che hanno apprezzato
la compattezza, la concentrazione e la disposizione per
i diversi settori della mostra. Significativa la presenza di
missioni ufficiali, provenienti da realtà aziendali ma anche
da associazioni, ospiti di Flormart, che hanno potuto cogliere la parte migliore delle proposte inserite nel cartello
della manifestazione.
Prossimo appuntamento a Padova con Flormart
15 - 17 Settembre 2011.
PER INFORMAZIONI
Camera di Commercio Italiana per la Svizzera
Seestrasse 123 - 8027 Zurigo
Tel. 0041 44 289 23 23 - Fax 0041 44 201 53 57
e-mail: [email protected] - www.ccis.ch
Swisstech 2010 - Basilea, 16 - 19 Novembre 2010
Un evento per la subfornitura europea
Swisstech, la fiera dell’Europa Centrale per la
subfornitura si svolge a Basilea dal 16 al 19
novembre 2010. Una serie di eventi collaterali
renderà l’evento ancora più interessante. La
Swisstech dimostra ancora una volta il suo impegno per sostenere la formazione dei giovani
di questo settore dedicando a loro un intero
giorno. Altri momenti importanti della manifestazione saranno il Nano Village e il VF Forum,
che porteranno l’attenzione su argomenti innovativi e orientati verso il futuro.
Dal 16 al 19 novembre circa 500 aziende fra subfornitori
attivi nell’ambito delle lavorazioni meccaniche e plastiche,
realtà di servizio e distributori che coprono le varie fasi
della filiera produttiva, saranno presenti nel padiglione 2
della Fiera di Basilea per la 15a edizione di Swisstech.
Baden-Württemberg - “insieme verso il futuro”
Da anni il Baden-Württemberg figura come fornitore strategico per la Svizzera, ed è anche uno dei suoi clienti
più importanti, ragione per la quale gli organizzatori di
Swisstech 2010 hanno scelto come partner ufficiale proprio il Baden-Württemberg al quale dedicano una giornata
intera.
I giovani - il nostro futuro
Durante tutti e quattro i giorni della manifestazione, gli
studenti e gli apprendisti potranno visitare gratuitamente Swisstech per vedere da vicino il variegato settore
della subfornitura tecnica, proposto in chiave europea.
Per i giovani anche in concorso SWISSMECHANIC, che
si snoda lungo tutti i quattro giorni della manifestazione
per individuare il campione svizzero nelle discipline di:
automazione, fresatura CNC e tornitura CNC. Prima del
concorso saranno selezionati otto candidati che, a turno, si cimenteranno pubblicamente in prove di abilità e
destrezza nelle tre discipline. I primi due classificati di
ogni disciplina, avranno l’opportunità di partecipare – nel
2011 - all’omologo concorso londinese “World Skills”.
E poi ancora...
Tra le iniziative concepite per abbinare l’aspetto espositivo a quello scientifico, è da citare il Nano Village; ovvero,
un’area ad hoc dove le imprese high-tech attive nel cam-
po delle micro e nanotecnologie potranno interagire con l’industria della subfornitura, per
far loro toccare con mano quelli
che sono gli aspetti innovativi di
questa scienza. L’iniziativa denominata “La fabbrica virtuale”
avrà lo scopo di invitare i visitatori a partecipare ad una serie
di incontri con le aziende di subfornitura su temi relativi all’innovazione. Interessante è che gli argomenti non saranno
per nulla astratti, ma verteranno su tematiche identificate
per tempo dagli stessi visitatori/committenti. E poi ancora… Swisstech ospita l’assemblea generale straordinaria
dell’associazione degli appaltatori svizzeri (SVME), cui
faranno seguito diverse conferenze pubbliche incentrate,
a vari livelli, sul tema: “Networking in gara: gli itinerari
della crisi”. Infine, in contemporanea con Swisstech, la
Fiera di Basilea ospita sia il Prodex, salone internazionale
delle macchine utensili, e Pack & Move, mostra svizzera
di soluzioni integrate per la logistica e le tecnologie di
imballaggio.
www.swisstech2010.com
PER INFORMAZIONI
Camera di Commercio Italiana per la Svizzera
Seestrasse 123 - 8027 Zurigo
Tel. 0041 44 289 23 23 - Fax 0041 44 201 53 57
e-mail: [email protected] - www.ccis.ch
la
Rivista
n. 11 - Novembre 2010
85
Motor show 2010: Bologna, 4 - 12 dicembre
Un’edizione premium
L’edizione 2010 del Motor Show di Bologna, Salone
Internazionale dell’Automobile, a Bologna dal 4 al 12
dicembre, vedrà la presenza della quasi totalità delle quote del mercato automobilistico italiano.
Il Motor Show 2010 avrà il suo tradizionale esordio nelle
giornate del 2 e 3 dicembre, con la prima dedicata alla
stampa, la seconda a stampa ed operatori economici e a
seguire - il 4 dicembre - l’apertura al pubblico.
In un anno complicato per il mercato dell’automobile, il
Motor Show 2010 avrà una dimensione internazionale garantita dalla presenza nel calendario ufficiale OICA (Organisation Internationale des Constructeurs d’Automobiles)
confermandosi così l’unica manifestazione automotive
per il mercato italiano e tra quelle di vertice a livello mondiale.
Il Motor Show si colloca alla fine del calendario del 2010
e si affaccia così sul 2011, anno che potrebbe vedere
la ripresa del mercato italiano e come sempre offrirà un
forte stimolo ai consumatori per riprendere ad acquistare autovetture dopo un 2009 che, grazie agli incentivi
governativi, ha chiuso con un calo delle immatricolazioni
dello 0,08% e un 2010 che – secondo le attuali stime –
dovrebbe chiudere con un calo intorno al 12%. In questo
contesto il quadro economico italiano nel 2011 dovrebbe contribuire a fornire stimoli alla domanda; a questo si
aggiungono poi i risultati delle attività che le Case automobilistiche hanno continuato a svolgere nonostante la
crisi per offrire una produzione rispondente alle nuove
esigenze del mercato. Il Motor Show sarà la vetrina in cui
gli italiani - fisicamente e attraverso i media - potranno
apprezzare gli sforzi fatti dalle Case automobilistiche in
vista della ripresa.
Secondo un’indagine eseguita da Doxa su un campione
rappresentativo di persone, il 9% degli italiani adulti –
cioè circa 4 milioni e 700.000 persone – è propenso a
visitare il prossimo Motor Show di Bologna. Dall’inchiesta
emergono altri dati interessanti, in particolare il 58% degli
italiani (30 milioni di persone) ha dichiarato di conoscere
il Motor Show e il 7% (3,5 milioni) lo ha visitato negli ultimi 4 anni. Molto alta è poi la quota degli italiani che in
generale ritiene utile visitare il Motor Show in previsione
dell’acquisto di una nuova auto: si tratta del 38%, pari
a circa 20 milioni di individui. Alta anche la propensione
ad acquistare autovetture entro il 2011: si dichiara infatti
propenso all’acquisto – anche senza incentivi statali - il
10% degli intervistati (pari a 5.193.000 persone), mentre
se vi fossero nuovi incentivi la quota dei propensi salirebbe al 16% (8.309.000 persone).
86
la
Rivista
n. 11 - Novembre 2010
È IL MARCHIO CHE DISTINGUE
LA MIGLIORE OSPITALITÀ ITALIANA.
CERCATELO E TROVERETE
ACCOGLIENZA DI QUALITÀ.
Lo espongono alberghi, ristoranti, agriturismo, camping
e stabilimenti balneari che hanno ottenuto la certificazione
rilasciata dalle Camere di Commercio d’Italia.
Per saperne di più cliccate su www.10q.it
L’Artigiano in Fiera: Milano, 4 - 12 dicembre
Riscoprire culture e tradizioni di tutto il mondo
Si terrà dal 4 al 12 dicembre nel nuovo polo di Fieramilano, la 15a edizione di Artigiano in Fiera, la Campionaria
mondiale dell’artigianato organizzata da Ge.Fi. - Gestione
Fiere in collaborazione con Regione Lombardia, col patrocinio di Provincia e Comune di Milano e promossa insieme
a CNA, C.L.A.A.I., Casartigiani e Confartigianato.
Con circa 3.000 espositori provenienti da tutto il mondo
e oltre tre milioni di visitatori attesi da tutta Italia e non
solo, Artigiano in Fiera si conferma in assoluto il più importante evento nel panorama internazionale del settore
artigianale: un vero villaggio globale dell’artigianato, dove
riscoprire culture e tradizioni di tutto il mondo.
Artigiano in Fiera vuole esaltare la qualità del prodotto
artigianale. In questo contesto si delineano i diversi percorsi della fiera, organizzati per provenienza geografica
e territoriale - Italia, Europa e Paesi del Mondo – ognuna
suddivisa all’interno in aree dedicate alle diverse regioni,
nazioni e continenti, valorizzando le culture e le tradizioni
a cui si legano i diversi prodotti.
Grande spazio sarà dedicato alle tradizioni eno-gastronomiche, con oltre 50 ristoranti tipici e spazi espositivi con
specialità e prodotti alimentari tipici di tutto il mondo.
All’interno di Artigiano in Fiera si svolgerà la terza edizione di ECOABITARE, che presenta le innovazioni e le
tecnologie che domani saranno necessarie per una casa
a basso impatto ambientale. Spazio anche alla seconda
edizione del Salone ECONAVIGARE dedicato alle imprese artigiane del settore nautico, con particolare riferimento alle imbarcazioni carrellabili, agli accessori nautici e al
turismo diportistico.
Il nuovo polo di Fieramilano a Rho
rende l’accesso alla manifestazione comoda da Milano e dal resto
d’Italia e da Paesi limitrofi come la
Svizzera. Così che Artigiano in
Fiera diventi sempre più un momento di grande festa e di incontro con la tradizione e i prodotti
dell’artigianato di tutto il mondo,
un vero e proprio villaggio globale dell’artigianato. La Camera di
Commercio Italiana per la Svizzera cura la presenza di realtà
elvetiche all’Artigiano in fiera e
per l’edizione 2010 presenterà
ai numerosi visitatori della fiera
l’azienda svizzera Studler AG con
sede a Seengen (www.studlerchocolatier.ch), rinomata cioccolateria svizzera con oltre 130 anni di
esperienza nel settore.
L’ingresso è gratuito
PER INFORMAZIONI
Camera di Commercio Italiana per la Svizzera
Seestrasse 123 - 8027 Zurigo
Tel. 0041 44 289 23 23 - Fax 0041 44 201 53 57
e-mail: [email protected] - www.ccis.ch
la
Rivista
n. 11 - Novembre 2010
87
Dall’apprezzatissimo furgone Daily al peso massimo Stralis: Grazie agli innumerevoli
modelli disponibili, la nuovissima gamma di mezzi Iveco offre soluzioni specifiche,
dalla convenienza ideale, per ogni incarico di trasporto.
IVECO (Svizzera) SA, Oberfeldstrasse 16, 8302 Kloten, tel. 044 804 73 73
Il programma completo di Iveco:
conveniente su tutta la linea.
www.iveco.ch
Il
Mondo in Camera
Sapori di Liguria protagonisti
a Gourmesse
“Italian Swiss legal Forum
2010” Seminario a Ginevra
Seminario a Zurigo:
“Doing business in Italia”
Degustazione di prodotti
siciliani a Ginevra
Invito ad enologica 2010
Modena: il Biomed oltre
la Ferrari e l’Aceto balsamico...
A Ginevra il Salone svizzero
delle vacanze, dei viaggi
e del tempo libero
Il mondo in camera
Sapori di Liguria
protagonisti a Gourmesse
Coordinate dalla Camera di Commercio Italiana perla Svizzera un gruppo di aziende aderenti alla CNA della Liguria
sono state ospiti dall’8 all’11 ottobre 2010 di Gourmesse
la fiera del gusto che a Zurigo, ogni anno propone a decine di migliaia di visitatori un’accurata selezione di prodotti
enogastronomici.
Raggruppate sotto il nome di Sapori di Liguria le aziende
presenti hanno portato in fiera aromi, condimenti, odori e
appunto sapori che contribuiscono alla ricca varietà della
gastronomia italiana.
E allora ecco l’olio, rigorosamente extravergine di oliva
taggiasca, la pasta fresca, i dolci da forno, la Focaccia di
Recco, tutelata a livello europeo, e il pesto sulle cui origini
nessun nel mondo può permettersi di disquisire.
AZIENDE ADERENTI A CNA LIGURIA
GENOVA PASTA
I - 16156 Genova
Prodotti esposti: Pasta fresca
IL GENOVESE SNC
I - 16129 Genova
Prodotti esposti: Pesto fresco
ANTICO BISCOTTIFICIO BONALDO
I - 16139 Genova
Prodotti esposti: biscotti
I PASTAI SRL
I - 19020 Zignago (SP)
Prodotti esposti: Pasta secca
BISCOTTI GIBELLI
I - 18019 Vallecrosia (IM)
Prodotti esposti: pasticceria secca
90
la
Rivista
n. 11 - Novembre 2010
BIRRA LION
I - 16126 Genova
Prodotti esposti: birra artigianale
ANTICHI SAPORI
I - 19038 Sarzana (SP)
Prodotti: testaroli, salumi, olio, acciughe
AZIENDE PARTECIPANTI A TITOLO INDIVIDUALE
PODERE RISTELLA
I - 58036 Roccastrada (GR)
Prodotti esposti: vini, olio, distillati
AZ. AGR. VILLA PATRIZIA
I - 58050 Roccalbegna – Fraz. Cana (GR)
Prodotti esposti: vini
F & F - L’oro dell’oliva
CH - 4223 Blauen
Prodotti esposti: olio d’oliva e specialità
la
Rivista
n. 11 - Novembre 2010
91
SEMINARIO “ITALIAN SWISS LEGAL FORUM 2010” A GINEVRA
La Camera di Commercio Italiana per la Svizzera (CCIS),
in collaborazione con la Camera di Commercio, Industria
e Servizi di Ginevra (CCIG), organizza Mercoledì 17 novembre, ore 8.30 – 12.30 presso la sede della CCIG (4,
bd du Théâtre - Ginevra 11).
un seminario, per le aziende straniere e in particolare svizzere, sul come fare business in Italia.
Gli oratori discuteranno soluzioni e forme diverse consigliate alle imprese straniere che desiderano fare affari in
Italia, in particolare attraverso la presenza di agenti o di
distributori italiani, o ancora attraverso la creazione di uffici
di rappresentanza, succursali o filiali. In questo contesto
saranno presentati gli aspetti più importanti da un punto
di vista giuridico, fiscale, del diritto al lavoro e delle assicurazioni sociali. Infine, saranno proposte, da un punto
di vista pratico, delle relazioni su come avviare un busi-
ness in Italia e sulle diverse pratiche, specie amministrative, che l’investitore straniero dovrà effettuare. Il seminario
non si rivolge esclusivamente ai consulenti specializzati,
avvocati, fiscalisti, banche ma anche alle imprese.
Il costo per la partecipazione al seminario è per i soci di
CCIS e CCIG di CHF 200.- e per i non-soci di CHF 300.-.
Ai partecipanti sarà fornita l’intera documentazione del seminario. Essendo il numero di posti limitato, è obbligatoria l’iscrizione che deve pervenirci entro il 10 novembre
2010.
INFORMAZIONI
Marianna Valle, Fabio Franceschini
Tel. 0041 (0) 22 9068595
E-Mail: [email protected]
SEMINARIO: DOING BUSINESS IN ITALIA NEL SETTORE
DELLE ENERGIE RINNOVABILI
La Camera di Commercio Italiana per la Svizzera ha il piacere di invitarvi a questo interessantissimo seminario sulle
energie rinnovabili che si terrà il 25 novembre 2010, dalle 09.00 alle 12.30, presso l’Hotel Baur au Lac:
Doing business in Italien im Bereich Erneuerbare Energie
(Doing business in Italia nel settore delle energie rinnovabili)
Investitionsmöglichkeiten angesichts der Förderung der
Produktion erneuerbare Energie durch die italienische Regierung (Opportunità di investimento alla luce della nuova
normativa ministeriale italiana sugli incentivi alla produzione di energia rinnovabile)
La quota di partecipazione al seminario è di franchi 250.per i soci della CCIS e di 300.- per i non soci
Lingua del seminario: tedesco
PROGRAMMA, INFORMAZIONI ED ISCRIZIONI
Lara Francesca Cucinotta
Tel. 0041 (0) 44 289 23 23 - E-Mail: [email protected]
DEGUSTAZIONE DI PRODOTTI SICILIANI A GINEVRA
La Camera di Commercio Italiana per la Svizzera (CCIS)
in collaborazione con Confindustria Ragusa, CCIAA di Ragusa, Provincia di Ragusa, Comune di Ragusa, Comune di
Comiso e CNA Ragusa, organizza Lunedì 22 novembre,
dalle ore 14.00 alle ore 20.00 nella prestigiosa cornice
dell’Hotel Beau Rivage di Ginevra (Quai du Mont-Blanc 13)
una degustazione di prodotti enogastronomici siciliani.
Nel corso della degustazione le migliori aziende del settore
presenteranno i profumi, i colori e i sapori della provincia
di Ragusa. Saranno offerti al pubblico una selezione di vini
tipici e di prodotti di nicchia e di qualità che rappresentano
l’insieme della migliore cultura enogastronomica siciliana.
Alla conferenza stampa, alla quale aderiranno i giornalisti e
le Istituzioni, seguirà a partire dalle ore 14.00 la degustazione che, rivolta al pubblico di settore e ad esperti, aprirà
nella seconda parte del pomeriggio le sue porte anche al
92
la
Rivista
n. 11 - Novembre 2010
grande pubblico e agli amanti del Made in Italy.
Per l’occasione lo chef Francesco Cassarino del Gambero
Rosso preparerà ai partecipanti delle ricette significative
della selezione proposta.
L’ingresso è gratuito ma, per motivi organizzativi, è obbligatoria l’iscrizione che preghiamo di inviarci entro venerdì
12 novembre.
In occasione di questa prestigiosa manifestazione, Alitalia
è lieta di mettere in palio 2 biglietti a/r per l’Italia tra i giornalisti e il pubblico presente alla degustazione “Les Parfuns
Gourmands de la Sicile”, Hotel Beau Rivage, Ginevra.
INFORMAZIONI
Marianna Valle, Fabio Franceschini
Tel. 0041 (0) 22 9068595
E-Mail: [email protected]
INVITO AD ENOLOGICA 2010
Il 21 ed il 22 novembre la CCIS su incarico delle 3 Camere di Commercio della Romagna (Forlì-cesena, Rimini e
Ravenna) accompagnerà a Faenza presso la Fiera Enologica www.enologica.org una delegazione di sei rivenditori
svizzeri dei comparti food & wine.
La Fiera Enologica offre la possibilitâ di trovare sotto un
unico tetto tutti i vini della Regione Emilia Romagna ed allo
stesso tempo di partecipare, grazie all’intervento delle Ca-
mere di Commercio ad un programma dedicato ai vini ed
alle specialitâ alimentari delle tre Province romagnole di
Forlì, Ravenna e Rimini.
INFORMAZIONI
Fabrizio Macrì
Tel. 0041 (0) 44 289 23 23
E-Mail: [email protected]
MODENA: IL BIOMED OLTRE LA FERRARI
E L’ACETO BALSAMICO...
Il Distretto biomedicale modenese cerca partnership in
Svizzera: Modena (Italia): 29 novembre - 01 dicembre
2010.
Dal 29 novembre al 01 dicembre 2010 verrà presentato a Modena (Italia) ad una delegazione di buyer provenienti
da Russia, Emirati Arabi, Germania, UK, Francia e Svizzera
il Distretto modenese del Biomedicale: www.expomo.com
(clickare sulla voce “biomedicale).
Circa 117 aziende tra produttori di macchinari finiti, attrezzature hight tech e parti elettromeccaniche fanno di Mode-
na da anni un centro di eccellenza mondiale nel settore.
La CCIS cerca giornalisti di settore, interessati a partecipare per esplorare il Distretto e dare visibilità in Svizzera alle
opportunità più concrete di collaborazione.
INFORMAZIONI
Fabrizio Macrì
Tel. 0041 (0) 44 289 23 23
E-Mail: [email protected]
A GINEVRA IL SALONE SVIZZERO DELLE VACANZE,
DEI VIAGGI E DEL TEMPO LIBERO
La Svizzera rappresenta un mercato ricco di opportunità nel settore del turismo. Nasce così l’interesse della
Camera di Commercio Italiana per la Svizzera (CCIS) nel
coinvolgere l’Italia quale ospite d’onore all’interno del Salon
des Vacances 2011 - Palexpo di Ginevra, 21-23 Gennaio
2011 - organizzando un padiglione dedicato al Made in
Italy.
Il Salon des Vacances, dei viaggi e del tempo libero, unico
salone della Svizzera romanda dedicato al turismo, attira
ogni anno migliaia di visitatori provenienti dalla Svizzera e
dalla vicina Francia.
Il Salone é infatti una piattaforma di incontri ideale, dove un
pubblico interessato può ottenere dei consigli personalizzati concretizzando il sogno del viaggio.
La CCIS Vi offre la possibilità di partecipare al Salon des
Vacances 2011 in qualità di espositore all’interno di un padiglione dedicato interamente al Made in Italy.
Grazie al ruolo centrale che l’ospite d’onore ricopre all’interno del Salone, gli espositori godranno di una visibilità
massima e avranno l’opportunità di far conoscere al pubblico elvetico ed internazionale la cultura e i prodotti tipici
del loro paese.
INFORMAZIONI
Marianna Valle, Fabio Franceschini
Tel. 0041 (0) 22 9068595
E-Mail: [email protected]
la
Rivista
n. 11 - Novembre 2010
93
Contatti Commerciali
DAL MERCATO ITALIANO
Offerte di merci e servizi
Vino
Tenuta Mainardi
Località Mainardi
I – 84020 Aquara SA
Tel. 0039/0828 189 74 65
Fax 0039/0828 189 74 64
E-mail: [email protected]
www.tenutamainardi.it
Attrezzature e prodotti medicali
Moretti Spa
Via Bruxelles, 3 - Loc. Meleto
I - 52022 Cavriglia (AR)
Tel. 0039 055 962111
Fax 0039 055 9621200
E-mail: [email protected]
www.morettispa.com
Vasche idromassaggio
Vitaviva Italia srl
Loc. Lanciano 9
I – 62022 Castelraimondo MC
Tel: 0039/0737 6451
Fax 0039/0737 645246
E-mail: [email protected]
www.vitaviva.it
Agrumi
Orandor srl
c.da Rasoli, Zona Industriale
I - 95048 - Scordia (CT)
Tel: +39 0957936063
Fax: +39 095659202
E-mail: [email protected]
www.orandor.it
94
Macchine per la trasformazione
della plastica
01 Machinery srl
Via Bettisi 12
I - 48018 Faenza (RA)
Tel. +39/ 0546 662625
Fax: +39/ 0546 662625
E-mail:[email protected]
www.01machinery.com
Macchine agricole
Maschio Gaspardo Spa
Via Marcello, 73
I – 35031 Campodarsego PD
Tel. +39/049 9289842
Fax. +39/049 9289601
E-mail: [email protected]
www.maschio.it
Materiale audio e video
Ligra Spa
Via Artigiani 29/31
I - 29020 Vigolzone (PC)
Tel: +39. 0523 872014
Fax +39. 0523 870089
E-mail: [email protected]
www. ligra.it
Attrezzature per medicina
medica e cosmetica
MDG Tech srl
Viale Duca D’Aosta 19
I – 21052 Busto Arsizio VA
Tel. 0039/335 8189972
Fax 0039/02 700556834
E-mail: [email protected]
www.medical-group.it
Bonifiche impianti
Project clean
Via Lazio 22
I – 20090 Buccinasco MI
Tel. 0039/3358397084
E-mail: [email protected]
www.projectclean.it
Manutenzione armi sportive
Megaline srl
via Ardione 16
I – 42015 Correggio RE
Tel. 0039/0522 631684
Fax 0039/0522 631685
E-mail: [email protected]
www.megaline.it
Vino
Azienda Agricola Roccasanta
via Cortemilia Alessandria, 4
I – 12074 Perletto
Tel. +39 0173 81795
Fax +39 0173 81795
[email protected]
www.aziendagricolaroccasanta.it
Abbigliamento da lavoro
Maurel
Via del Commercio 4-6
I – 27038 Robbio PV
Tel. 0039/0384 671034
Fax 0039/0384 672361
Email: [email protected]
www.maurel.com
la
Rivista
n. 11 - Novembre 2010
Porte blindate
Tesio Spa
Corso Venezia 63
I – 10147 Torino
Tel. 0039/011 2620973
Fax 0039/011 2624878
Email: [email protected]
www.tesio.com
Profumi ed essenze
Herbsardinia srl
Via Lungo Saline 27/A
I – 09126 Cagliari
Tel. 0039/070383070
Fax 0039/01782225689
[email protected]
www.herbsardinia.com
Richieste di ricerca
agenti-rappresentanti
• Società leader da oltre 30 anni nella
produzione e commercializzazione di apparecchi elettronici
che rispettano totalmente l’igiene e
consentono un risparmio di acqua
fino all’80%. Il Gruppo DMP Electronics desidera oggi arricchire il
suo staff commerciale per affrontare nuove sfide. Uomo o donna che
abbia un’esperienza commerciale
di minimo 3 anni, età 25/40 anni,
che sappia comunicare in tedesco,
francese e italiano, persona dinamica, autonoma e perseverante,
disponibile a spostamenti in tutto il
territorio svizzero.
• La ditta Togni Spa di Ancona è una
affermata realtà attiva da oltre 50
anni nel settore della produzione
di vini spumanti ed acque minerali.
Grazie alla sua profonda esperienza e conoscenza nella lavorazione
delle uve, l’azienda ha assunto una
posizione di leadership nel mercato
italiano e soprattutto per ciò che
riguarda lo spumante è fornitore di
punta della GDO in Italia. La ditta Togni Spa è alla ricerca in Svizzera di
aziende interessate alla distribuzione dei propri prodotti all’ingrosso
con cui avviare una collaborazione
di lungo termine.
• La ditta Euroclima Spa di Brunico
è una affermata realtà attiva da oltre 40 anni nel settore della produ-
zione di centrali per il trattamento
dell’aria. Costruzioni e soluzioni funzionali caratterizzate da perfezione
tecnica garantiscono l’affidabilità
delle unità. Uno sviluppo costante
dei prodotti e dei metodi di produzione, così come l’impegno a favore
dell’innovazione, sono per l’azienda
un fattore di primaria importanza.
La ditta Euroclima Spa è alla ricerca in Svizzera di piccole aziende
interessate alla distribuzione dei
propri prodotti all’ingrosso con cui
avviare una collaborazione di lungo
termine.
• Società Chimica offre gestione in
un proprio capannone 400 - 700
m2 deposito solo per merci europee Via Casilina San Cesareo Roma
prezzo legato a volume e movimenti.
Per ulteriori informazioni è possibile
contattare direttamente:
buzione di prodotti caseari e freschi
con cui avviare una collaborazione di
lungo termine.
Ing. Luca Pala, inventore e ricercatore
in possesso di proprietà industriale e
di brevetto internazionale “Impianto di
sfruttamento contemporaneo di energia eolica e solare con produzione
di energia elettrica in proprio ricerca
soci collaboratori e finanziatori per
acquisto e sfruttamento del diritto di
priorità del brevetto succitato.
Tel: +41 31 950 14 04
Fax +41 31 950 16 16
E-mail: [email protected]
www.haco.ch
Per ulteriori informazioni rivolgersi
alla: Camera di Commercio Italiana per la Svizzera, Seestr. 123,
casella postale, 8027 Zurigo, Tel.
044/289 23 23, Fax 044/201
53 57, e-mail: [email protected],
www.ccis.ch
Offerte di merci e servizi
Per le richieste di cui sopra rivolgersi a:
Camera di Commercio Italiana
per la Svizzera, Seestr. 123
casella postale, 8027 Zurigo
Tel. 044/289 23 23
Fax 044/201 53 57
e-mail: [email protected], www.ccis.ch
Trasporti internazionali
Huber Transport AG
Riedstrasse – PF
CH – 6343 Rotkreuz
Tel.: ++41 417901188
Fax: ++41 417901061
[email protected]
www.hubertransport.ch
DAL MERCATO SVIZZERO
Ing. Corrado Carboni
Via A.Gallonio 18
I - 00161 Roma
Tel. +39 0644232172
Fax +39 0644290941
E-mail: [email protected].
La ditta Ars Food srl di Varese Ligure
è una ditta attiva dal 2003 attraverso il marchio Le bio bontà di Varese
Ligure nella realizzazione di yogurt
biologico. Gli innovativi processi di
produzione garantiscono la sicurezza e la qualità del prodotto, realizzato nel pieno rispetto dell’ambiente.
Non a caso, in pochi anni, Ars Food
è diventata leader nella produzione
di yogurt biologico a marchio privato
per le principali catene della Grande
Distribuzione. La ditta Ars Food srl è
alla ricerca in Svizzera di importatori
e grossisti specializzati nella distri-
Ricerca di merci e servizi
Filati e prodotti tessili per la casa
Schlossberg Textil AG
Tösstalstrasse 15
CH – 8488 Turbenthal
Tel. 0041 52 396 23 37
Fax 0041 52 396 22 02
[email protected]
www.schlossberg.ch
Gioielli
Sautebin Bally
grand-chêne CP 7393
CH – 1002 Lausanne
Tel. 0041 213236973
Pasta pronta ripiena
HACO AG
Worbstrasse 262 PF 96
CH – 3073 Gümligen
Trasporti internazionali
Planzer Transport AG
Lerzenstrasse 14
CH - 8953 Dietikon
Tel: +41 447446222
[email protected] - www.planzer.ch
Materiali edili
PA. MA IMPORT – EXPORT GmbH
Olsbergerstrasse 6
CH - 4310 Rheinfelden
Tel: +41 61 831 44 59
Fax +41 61 831 02 82
E-mail: [email protected]
Per ulteriori informazioni rivolgersi alla:
Camera di Commercio Italiana
per la Svizzera, Seestr. 123
casella postale, 8027 Zurigo
Tel. 044/289 23 23
Fax 044/201 53 57
e-mail: [email protected], www.ccis.ch
Tagliando d’abbonamento
Nome ............................................................................................
Cognome .......................................................................................
Indirizzo ........................................................................................
Tel. ....................................
e-mail .............................................
Intendo sottoscrivere un abbonamento annuo
(11 copie) a La Rivista al costo di 60CHF (estero: 50 euro)
Data e firma ..................................................................................
la
Rivista
n. 11 - Novembre 2010
95
ATTIVITÀ E SERVIZI
Con i suoi circa 800 Soci la Camera di Commercio Italiana per
la Svizzera, fondata nel 1909, è un‘associazione indipendente
ai sensi del Codice Civile Svizzero. Il suo compito precipuo
consiste nella assistenza alle imprese dedite all‘interscambio
tra Italia, Svizzera ed il Principato del Liechtenstein. La gamma
dei suoi servizi, certificati ISO 9001, è molto variegata e comprende tra l‘altro:
- Ricerche su banche dati di produttori, importatori, grossisti,
commercianti, agenti/rappresentanti dei seguenti Paesi: Italia e Svizzera
- Informazioni riservate su aziende italiane: visure, bilanci, assetti societari, protesti, bilanci, rapporti commerciali, ecc.
(disponibili on-line in giornata)
- Segnalazioni di potenziali fornitori ed acquirenti
- Ricerca e mediazione di partners commerciali italiani e svizzeri
- Organizzazione di incontri e workshop tra operatori, con
l‘ausilio di servizi di interpretariato e segretariato
- Recupero di crediti commerciali, con particolare riguardo alla
ricerca di soluzioni amichevoli e extragiudiziali
PUBBLICAZIONI
-
La Rivista periodico ufficiale mensile (11 edizioni all‘anno)
Calendario delle Fiere italiane
Annuario Soci
Indicatori utili Italia-Svizzera
Agevolazioni speciali per i Soci
Seestrasse 123, Casella postale, 8027 Zurigo
Tel. ++41 44 289 23 23, Fax ++41 44 201 53 57
http://www.ccis.ch, e-mail: [email protected]
IVA-Nr. 326 773
- Recupero dell‘IVA svizzera in favore di operatori italiani, nonché dell‘IVA italiana per imprese elvetiche
- Consulenza ed assistenza legale in materia di diritto commerciale, societario e fiscale
- Assistenza e consulenza in materia doganale
- Informazioni statistiche ed import/esport
- Informazioni finanziarie e riservate sulla solvibilità di imprese
italiane e svizzere
- Ricerca di prodotti, marchi di fabbricazione e reperimento
di brevetti
- Azioni promozionali e di direct marketing
- Arbitrato internazionale
- Informazioni relative all‘interscambio, normative riguardanti
gli insediamenti in Svizzera ed in Italia
- Seminari e manifestazioni su temi specifici di attualità
- Traduzioni
- Viaggi di Studio
- Certificato di Italiano Commerciale rilasciato in collaborazione con la Società Dante Alighieri di Roma
- Swiss Desk Porti italiani
- La CCIS fornisce informazioni su Fiere e Mostre italiane. Rappresentanza ufficiale di Fiera Milano e di VeronaFiere
- Recupero crediti in Svizzera
- Regolamento di Arbitrato e di Conciliazione
della Camera Arbitrale della CCIS
- Compra-vendita di beni immobili in Italia
- Costituzione di società affiliate di imprese estere in Italia
- Il nuovo diritto societario italiano
- Servizi camerali
Rue du Cendrier 12-14, Casella postale, 1211 Ginevra 1
Tel. ++41 22 906 85 95, Fax ++41 22 906 85 99
e-mail: [email protected]
IVA-Nr. 326 773
RECUPERO IVA ITALIANA
RECUPERO IVA SVIZZERA
Il servizio, offerto a condizioni
molto vantaggiose, è rivolto sia
alle imprese svizzere che recuperano l’IVA pagata in Italia che
alle imprese italiane che recuperano l’IVA pagata in Svizzera.
Grazie agli accordi di reciprocità tra Italia e Svizzera
la legislazione svizzera consente agli imprenditori italiani il rimborso dell’IVA svizzera.
Grazie agli accordi di reciprocità tra l’Italia e la Svizzera, la
legislazione italiana consente agli imprenditori svizzeri di ottenere il rimborso dell’IVA italiana. La CCIS:
• fornisce la necessaria documentazione;
• esamina la documentazione compilata;
recapita l’istanza di rimborso in Italia all’Autorità fiscale
competente;
• avvia e controlla l’iter della Vostra pratica tramite il suo
ufficio di Pescara;
• fornisce assistenza legale
La CCIS:
• fornisce un servizio di informazione e prima consulenza;
• diventa il Vostro rappresentate fiscale;
• esamina la completezza della Vostra documentazione;
• invia la documentazione alle autorità svizzere e segue l’iter
della vostra pratica.
Informazioni più dettagliate contattare
la Camera di Commercio Italiana per la Svizzera
+41 (0)44 289 23 23
RICERCA DI PARTNER COMMERCIALI
96
la
Rivista
n. 11 - Novembre 2010
Grazie alla propria rete di contatti e alla conoscenza delle esigenze e dei bisogni del mercato elvetico e di quello italiano, la Camera di Commercio offre ad imprese sia svizzere
che italiane intenzionate ad esportare i propri servizi e prodotti all’estero un’accurata
ricerca di controparti commerciali. Attraverso un’analisi sistematica del mercato obiettivo
ed identificati i partner commerciali ritenuti più idonei per le imprese a diventare affidabili
interlocutori nel settore di riferimento, viene organizzato un incontro presso le aziende
target così selezionate permettendo alle imprese italiane o svizzere un rapido ed efficace
ingresso sui rispettivi mercati di riferimento.
Per ulteriori informazioni ed un preventivo sul servizio, potete contattarci al seguente indirizzo mail [email protected]
Scarica

Una visione diventata reltà - Camera di Commercio Italiana per la