la Rivista Anno 101 - n. 11 - Novembre 2010 Una visione diventata reltà E Editoriale di Giangi Cretti Quella che pochi decenni fa appariva come una visione – in quanto tale, a lungo e da molti osteggiata – è diventata realtà. C’è la legittima fierezza di chi si sente partecipe di un’impresa epica, frutto di tenacia e lungimiranza, in questa dichiarazione di Luzi Gruber, direttore del consorzio impegnato nella realizzazione dell’opera. Che fa il paio con quella dell’ormai ex, al momento in cui scriviamo, Consigliere federale Moritz Leueberger: «la montagna è grande, noi siamo piccoli», nella quale, più di ciò che é esplicito, vale quanto é implicito. Non c’é limite all’iperbole per descrivere l’opera dell’uomo che addomestica la montagna. E non si può che convenire: quella scritta sotto il San Gottardo, è una pagina di storia. Della sua rilevanza economica e commerciale, d’altronde facilmente intuibile, abbiamo già fatto qualche cenno sull’ultimo numero della Rivista: convinti, nel coro di chi celebra, a giusta ragione, quanto sin qui é stato fatto, abbiamo ricordato quanto ancora resti da fare. É un’impresa della Svizzera, che conferma di sapere affrontare le grandi sfide tecnologiche, proiettandosi nel futuro, governandolo secondo i mutamenti socioeconomici ed ecologici. Al contempo é un’impresa di chiaro respiro internazionale: realizzata da lavoratori, in magna parte, immigrati, é di concreto interesse ed utilità continentale. Malgrado, in prospettiva, sussistano dubbi, in parte giustificati, sulla reale consistenza del trasferimento del traffico pesante dalla gomma alla ferrovia, dal suo compimento ne risulterà accelerato il transito delle merci: al pari di quello delle persone. Ridotte risulteranno le distanze dell’Europa dei prodotti, dei beni di consumo e dei poli di sviluppo tecnologico ed imprenditoriale, al pari di quelle dell’Europa dei popoli. Pertanto: delle lingue e delle culture. In una fase storica in cui, complice anche un mercato del lavoro balbettante, la paura di ciò che ci é estraneo fa crescere l’insicurezza e alimenta tendenze all’esclusione, può sembrare persino velleitario confidare che attraverso il tunnel vengano veicolate anche tolleranza e comprensione: prezioso contributo alla reciproca conoscenza, preludio necessario alla civile convivenza Mentre il mondo intero esprime sincera ammirazione per la caduta di un diaframma che sancisce un’apertura, un rapido sguardo in giro per il Vecchio continente certifica quanto giustificati siano i timori che conseguono ad un ripiegamento su posizioni di chiusura. Alla globalizzazione dell’economia fa riscontro il localismo delle culture e delle lingue; l’aspirazione ad un multiculturalismo responsabile e consapevole viene accantonata, perché considerata irrealizzabile. Quasi a voler esorcizzare questo fatto si festeggia per il traforo: in fin dei conti, ha una funzione ponte, non supera ma sottopassa l’ostacolo, crea contatto, favorisce l’incontro. Attenua lo scontro: coscienti che parimenti potrebbe accentuarlo. [email protected] la Rivista n. 11 - Novembre 2010 1 S Sommario Editoriale PRIMO PIANO 15 Espulsione degli stranieri delinquenti e imposta equa Votazioni federali 28 novembre 2010 15 Autogrill Svizzera per due mesi vetrina delle specialità di Parma Mercato elvetico primo al mondo per import pro-capite di agroalimentare italiano 17 Switadvice: piattaforma multimediale per imprenditori Presentata presso l’Ambasciata svizzera a Roma 20 È caduto l’ultimo diaframma Galleria di base del Gottardo 23 “Avete compiuto una grande opera” Il discorso di Moritz Leuenberger a Sedrun 21 Ore 15.00 ad Amsterdam 30 In che misura la Svizzera è stata coinvolta nello scudo fiscale “ter”? 35 INCONTRI Poco incline ai compromessi Donne in carriera: Cinzia Renzi 45 CULTURA L’Italia: “Pentita sempre e non cangiata mai” Nella ricorrenza del 150° anniversario dell’Unità italiana 49 Consegnati a Roma il prossimo 19 novembre Premi Balzan 2010 Zurigo In italiano 57 L’artista dei due mondi Van Gogh in un’imperdibile mostra a Roma fino al 6 febbraio 62 30 49 1 60 RUBRICHE 62 2 la Rivista n. 11 - Novembre 2010 In breve Italiche Europee Internazionali Oltrefrontiera Benchmark Burocratiche Angolo Fiscale Angolo legale 5 7 9 11 13 29 32 39 41 Convenzioni Internazionali L’elefante invisibile Scaffale Carnet Sequenze Diapason Convivio Motori Starbene 42 47 55 59 67 69 72 77 80 Alle 14.17 del 15 ottobre 2010 tra Faido e Sedrun è caduto l’ultimo diaframma della galleria di base del San Gottardo. (© SF/Gian Vaiti) Picasso secondo Picasso Al Kunsthaus di Zurigo fino al 30 gennaio 2011 63 La magia del silenzio La 29a edizione delle Giornate del cinema muto a Pordenone 64 DOLCE VITA Un jazz tipicamente italiano A colloquio con Gerardo Fresina 70 Quando con il cibo l’Umbria si scopre afrodisiaca 72 Automotonews 78 IL MONDO Visitatori in crescita IN FIE RA Si è chiuso a Padova il 61° Flormart 2010 84 Un evento per la subfornitura europea Swisstech 2010 – Basilea, 16 – 19 Novembre 2010 85 Un’edizione premium Motor show 2010: Bologna, 4 - 12 dicembre 86 Culture e tradizioni di tutto il mondo L’Artigiano in Fiera: Milano 4 - 12 dicembre 87 IL MONDO Sapori di Liguria protagonisti a Gourmesse IN CAMERA “Italian Swiss legal Forum 2010” Seminario a Ginevra 64 72 90 92 Seminario a Zurigo: “Doing business in Italia” Degustazione di prodotti siciliani a Ginevra 93 Invito ad enologica 2010 84 Modena: il Biomed oltre la Ferrari e l’Aceto balsamico... A Ginevra il Salone svizzero delle vacanze dei viaggi e del tempo libero Contatti commerciali 94 Servizi camerali 96 Editore: Camera di Commercio Italiana per la Svizzera Direttore - Giangi CRETTI Comitato di Redazione L. ATTANASIO, G.M. BONADA, A.G. LOTTI, C. NICOLETTI, S. SGUAITAMATTI Collaboratori Ph. BERNASCONI, C. BIANCHI PORRO, M. CALDERAN, G. CANTONI, M. CARACCIOLO DI BRIENZA, V. CESARI LUSSO, P. COMUZZI, L. CORTESE, D. COSENTINO, A. CROSTI, L. D’ALESSANDRO, M. DIORIO, T. GATANI, G. GUERRA, F. Macrì, G. MERZ, A. ORSI, G. SORGE, N. TANZI, I. WEDEL La Rivista Seestrasse 123 - Cas. post. 1836 - 8027 Zurigo Tel. ++41(0)44 2892328 - Fax ++41(0)44 2015357 [email protected], www.ccis.ch Pubblicità Camera di Commercio Italiana per la Svizzera Seestrasse 123 - Casella postale - 8027 Zurigo Tel. ++41(0)44 2892323 - Fax ++41(0)44 2015357 e-mail: [email protected] Abbonamento annuo Fr. 60.- Estero: 50 euro - Gratuito per i soci CCIS 90 Le opinioni espresse negli articoli non impegnano la CCIS. La riproduzione degli articoli è consentita con la citazione della fonte. Periodico iscritto all’USPI (Unione Stampa Periodica Italiana). Aderente alla FUSIE (Federazione Unitaria Stampa Italiana all’Estero) Appare 11 volte l’anno. 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Nei diversi incarichi che ha ricoperto si è sempre contraddistinto per serietà, rigore e grande intelligenza. Queste qualità gli hanno permesso, ad esempio, di completare prima un’impresa straordinaria come l’integrazione tra Case e New Holland e poi di riportare l’Iveco ai massimi livelli di competitività nel settore dei veicoli industriali. Mi dispiace che lasci il gruppo Fiat, ma sono lieto di sapere che le sue competenze, le sue capacità di programmazione e di gestione, oltre alle sue grandi qualità umane, potranno essere messe a disposizione della sanità pubblica, a beneficio dell’intera collettività.”. Sul podio ci sono Belluno, Verbania e Parma. In fondo alla classifica, Palermo, Crotone e Catania. Ma l’allarme arriva soprattutto dalle grandi città. Ad eccezione di Torino, infatti, tutti i centri urbani con più di mezzo milione di abitanti hanno peggiorato il loro stato di salute ambientale: tra questi Milano, Roma, Napoli e Palermo. È quanto emerge dalla 17/a edizione di “Ecosistema urbano”, annuale ricerca di Legambiente e Ambiente Italia, realizzato in collaborazione con Il Sole 24ore. La graduatoria si basa su diversi parametri: trasporto pubblico, isole pedonali, zone a traffico limitato, depurazione delle acque, raccolta differenziata. Nella top ten ci sono anche Trento, Bolzano, Siena, La Spezia, Pordenone, Bologna e Livorno. Il dossier evidenzia però la “pessima aria” che si respira a Milano: (63/a in classifica, era 46/a nel 2009) che peggiora in tutti gli indici della qualità dell’aria; e mentre Napoli (96/a, -7 posizioni) e Palermo (101/a, -11) «soccombono» sotto i cumuli di rifiuti nelle strade, a Roma (75/a, -13) i cittadini patiscono gli «effetti dannosi di una mobilitazione scriteriata». Svizzera: in aumento i multimilionari È ulteriormente aumentato nel 2007 il numero dei multimilionari che pagavano le tasse in Svizzera. Se oltre la metà della popolazione dichiarava in quell’anno una sostanza netta inferiore ai 50.000 franchi, 9.740 persone annunciavano un patrimonio di oltre 10 milioni di franchi. Secondo la statistica 2007, pubblicatadall’Amministrazione federale delle contribuzioni, i multimilionari sono aumentati di un migliaio rispetto al 2006. Il maggior numero di costoro risiedeva nel Cantone di Zurigo, che ne ospitava 2980 (lo 0,37% di tutti i contribuenti del Cantone) Altri Cantoni restano tuttavia molto attrattivi. Svitto registrava una proporzione dello 0,77% di contribuenti con un patrimonio netto di oltre 10 milioni. Seguono Zugo (0,76%) e Nidwaldo con 0,74%. Il Ticino era nel gruppo di coda con lo 0,12%. A fronte di questi milionari, oltre un quarto dei contribuenti (26,6%) non aveva dichiarato alcuna sostanza netta e il 30% ne possedeva una inferiore a 50.000 franchi. ll Cantone Soletta contava quasi un contribuente su due senza patrimonio (41,9%), seguito dal Giura (41,6%) e dal Ticino (41,5%). la Rivista n. 11 - Novembre 2010 5 ITALICHE di Corrado Bianchi Porro Debito pubblico e debito privato E allora l’Italia? Alberto Quadrio Curzio, docente di economia politica alla Cattolica ed editorialista prima del Sole 24 Ore ed ora del Corriere della Sera, è ottimista. Per fortuna, spiega, non abbiamo dato retta a chi voleva deindustrializzare l’Europa, sposando la tesi secondo la quale ormai la Cina è la fabbrica del mondo. È vero per molti aspetti, ma l’Europa (e l’Italia in particolare), osserva, ha resistito alla crisi proprio perché non ha deindustrializzato il sistema. Inoltre, l’Italia non ha seguito la politica della crescita drogata dalla finanza e dall’indebitamento delle famiglie, secondo la prassi in uso negli Stati Uniti, Irlanda e Gran Bretagna. Sono questi ultimi i Paesi che all’epoca del boom sono cresciuti di più e ci si chiedeva di prenderli a modello. L’Europa continentale invece ha continuato la sua crescita normale, senza eccessivi cambiamenti nel debito delle famiglie, anche se quello statale rimane elevato. Il fatto è, spiega Alberto Quadrio Curzio, che si tende a confondere la ricchezza (cioè lo stock accumulato di beni) con il reddito prodotto da tale flusso. In effetti, con la crisi, la ricchezza finanziaria in Italia non è caduta, cosa che invece è avvenuta nei Paesi anglosassoni. Lo scoppio della crisi immobiliare ha invece impoverito le famiglie americane. Se consideriamo il rapporto tra Italia e Usa, è vero che l’Italia ha un debito pubblico del 120% del Pil, ma questo dato confonde il reddito rispetto alla ricchezza. Negli anni più acuti della crisi, negli Stati Uniti, che sono più vulnerabili, il rapporto tra debito pubblico e Pil è cresciuto enormemente. L’Italia invece ha retto bene, a motivo del basso indebitamento delle famiglie, cosa che spesso viene dimenticata. È stato l’indebitamento privato che ha portato alla crisi, non quello pubblico. Conveniva con la crisi decidere maggiore ricorso alla spesa pubblica per contrastare la recessione? Per fortuna non è stato fatto neppure questo e chi ha seguito questa strada non ha poi ottenuto grossi risultati. Si è iniziato invece ad uscire dal circolo vizioso – osserva ancora Alberto Quadrio Curzio – quando l’export ha ricominciato a tirare. D’altra parte gli italiani (ma lo stesso avviene altrove) quando c’è la crisi non consumano di più; semplicemente risparmiano maggiormente. È l’atteggiamento difensivo più immediato nel momento delle difficoltà. Dove si è speso di più per contrastare la crisi? In Gran Bretagna, Spagna e Stati Uniti, dove il rapporto debito pubblico Pil è cresciuto del 7,5% rispetto al 2,5% dell’Italia nel biennio 2008-2009. Il calo del reddito nazionale dell’Italia è stato equivalente a quello della Germania e degli altri Paesi che hanno aumentato la spesa pubblica; dunque la scelta del ministro italiano dell’economia di non allagare i cordoni della borsa, aggiunge Quadrio Curzio, è stata saggia. Per uscire dalla crisi, si è esaltato il ruolo del G-20 (i Paesi che producono il 90% del Pil mondiale) che dal novembre del 2008 ad oggi si è riunito 5 volte. Eppure, dal G-20 non è derivato quasi nulla, eccettuate le molte parole. Ne ha beneficiato solo il FMI che è stato ricapitalizzato e che ha potuto aiutare la Grecia. Si è parlato assai della crisi dell’euro, ha commentato Alberto Quadrio Curzio, al convegno Vestuti che si è tenuto a Como. Si diceva che l’euro era ormai finito. Ma non era debole a 1,19 col dollaro, perché si dimentica che era l’identico livello degli esordi. E poi, guarda caso, il rapporto è arrivato a 1.40 col biglietto verde. Oggi l’euro è molto forte e forse troppo forte. A confortare l’analisi positiva sull’Italia di Alberto Quadro Curzio è intervenuto qualche giorno dopo il corposo studio del Credit Suisse Global Wealth Report sulle differenze riscontrate nell’ultimo decennio nell’accumulazione di capitale, i trend del consumo e i prezzi nel mondo. Nella classifica della ricchezza per nazioni predominano Singapore, Svizzera, Norvegia, Australia e Francia. Ma per quanto riguarda il caso specifico dell’Italia, la titolazione dello studio dedicato all’economia della Penisola recita: “Alta ricchezza, bassi debiti”. L’Italia, afferma lo studio, ha dalla sua alcune delle migliori caratteristiche sulla ricchezza rispetto ad altre nazioni. La sua posizione tra i Paesi con la maggior ricchezza mondiale è tra i più alti livelli al mondo. La crescita di ricchezza nel decennio 20002010 è stata impressionante (nonostante la crisi finanziaria) raddoppiando praticamente il proprio livello. Con una popolazione di 60 milioni di abitanti e 49 milioni di popolazione adulta, la ricchezza media per adulto è pari a 226.423 dollari e la mediana si situa a 115.182, per un totale di 11 trilioni di dollari. I milionari italiani in dollari sono 1,415 milioni. Gli asset reali rappresentano il 60% della ricchezza, a metà tra il 55% della Gran Bretagna e il 65% della Francia. La media dei debiti, pari a 21.000 dollari, costituisce solo il 9% del totale degli asset. Il che significa molto meglio della media dei Paesi sviluppati. L’Italia ha infatti storicamente uno dei livelli più bassi di debiti tra i Paesi industrializzati. Il basso livello di indebitamento è motivato dalla scarsa propensione all’utilizzo delle ipoteche per incrementare il patrimonio immobiliare. Infine l’1% degli italiani è nel top della scala più alta dei più ricchi del mondo. Anche questo spiega perché sulla riforma del Patto di stabilità e crescita dell’Eurogruppo sia stata premiata la linea Tremonti: si terrà conto del debito privato e non solo di quello pubblico. la Rivista n. 11 - Novembre 2010 7 EUROPEE di Philippe Bernasconi Un Patto che continua a dividere Che c’è di meglio di nuove regole per garantirsi una maggiore stabilità finanziaria e sociale? Entrata nel vivo la crisi economica e scopertisi afflitti dalla sindrome da sovra indebitamento, i Paesi membri dell’Unione europea le avevano invocate a gran voce. E adesso che sono finalmente arrivate sul tavolo dei 27 sono tentati di rispedirle al mittente. I paradossi, ma mica tanto, di un autunno che a Bruxelles e dintorni rischia di rivelarsi assai caldo. Facciamo un piccolo passo indietro: inizio estate 2010. Quando ormai il peggio (leggi crisi economica) sembrava essere passato e la fine del tunnel sembrava essere lì dietro l’angolo, l’Europa si è improvvisamente trovata davanti a un nuovo impervio ostacolo da superare. Un nuovo ostacolo con un nome e un cognome chiarissimo: il debito pubblico. La Grecia, ma anche altri Stati apparentemente meno inclini ad andare oltre le righe (come la Gran Bretagna e l’Irlanda), si sono visti confrontati con la crisi da default, con il rischio fallimento. E allora via ai piani d’urgenza e alle misure tampone per salvare il salvabile. Emergenza che ha, ancora una volta, dimostrato quanto l’Unione europea sia fragile e vulnerabile. Perché le manca una vera governance economica e perché le mancano le necessarie misure di controllo per monitorare l’agire dei suoi membri e, se necessario, per intervenire preventivamente ed evitare crisi sistemiche come, appunto, quella di inizio estate. Di fronte a una tale evidenza ci si è rimboccati le maniche e ci si è messi al lavoro per rivedere quel Patto di stabilità che tanto bene aveva fatto nella fase di costruzione della moneta unica, ma che oggi sembra essere superato dagli eventi e quanto mai necessita di essere rivisto e aggiornato. Le regole proposte dalla Commissione europea a metà ottobre sembrerebbero andare nella giusta direzione. Il piano è suddiviso in tre punti principali: 1. interventi preventivi su quei Paesi con disavanzi pubblici che tendono ad oltrepassare i limiti previsti dal Patto di stabilità (debito superiore al 60% del prodotto interno lordo, deficit al 3%); 2. sanzioni progressive in caso di violazioni; 3. piani di rientro a ritmi prefissati. Se queste regole fossero state applicate in passato, non ci sarebbero stati casi come quello della Grecia. O perlomeno si sarebbe tentato di porvi rimedio in tempo, così da evitare quel che sta capitando in questi mesi. Ovvero che il governo colpito dalla crisi per evitare la bancarotta sia costretto a varare piani di austerità talmente drastici da mettere sull’orlo della bancarotta i suoi cittadini. Eppure ancora una volta l’Europa sembra essere divisa al suo interno. Da una parte i Paesi virtuosi (Germania in testa), poco propensi ad oltrepassare i limiti di bilancio e quindi tendenzialmente favorevoli alle nuove regole. Dall’altra i Paesi maggiormente a rischio sanzioni e quindi contrari a misure con cui prima o poi potrebbero essere confrontati. Insomma, ha un bel dire il presidente della commissione europea Barroso quando sottolinea come “debiti e deficit sono antisociali perché non permettono la spesa nei settori dove c’è bisogno”. Ancora una volta ognuno sembra pensare per sé e non al bene comune dell’Europa. A maggior ragione, oltre a regole efficaci e certe, all’Europa servirebbe anche una vera governance economica e finanziaria. Un sistema che permetta a una confederazione di Stati di adottare regole comuni e di metterle in pratica senza che uno dei suoi membri possa mettere in discussione una decisione presa da tutti gli altri. Del resto sono i fatti di queste settimane a mettere ulteriormente in evidenza la necessità di un agire comune in ambito economico e finanziario. La guerra delle valute che si sta consumando sull’altare della ripresa economica (di questi tempi chi può vantare una moneta sottovalutata ha maggiori possibilità di vedere la propria economia crescere) vede due indiscussi protagonisti: gli Stati Uniti e la Cina. Si ha l’impressione che l’Europa, più che di terzo incomodo, abbia assunto lo scomodo ruolo di spettatore, impossibilitata a dettare (o perlomeno a negoziare) le regole del gioco. Ma, oltre al presidente della Banca centrale, al tavolo dei negoziati vi dovrebbero sedere anche coloro che rappresentano lo Stato (o la confederazione di Stati) in campo finanziario ed economico. Evidentemente non ci siamo ancora. La condivisione, semmai ci sarà, delle nuove regole del Patto di stabilità potrebbe però rappresentare un primo passo nella giusta direzione. la Rivista n. 11 - Novembre 2010 9 Anni Comfort Designed&Made In Italy 50 ANNI DI COMFORT DESIGNED&MADE IN ITALY. Portate nella vostra casa un’atmosfera autenticamente italiana: i divani e le poltrone Natuzzi, rivestiti di pelli pregiate e tessuti innovativi, sono ideati e realizzati totalmente in Italia. Leader mondiale nel settore dell’arredamento, Natuzzi lavora da 50 anni al servizio del comfort più ergonomico ed evoluto, permettendovi di personalizzare ogni spazio secondo il vostro gusto e il vostro stile. 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Oggi negli Stati Uniti ce ne sono soltanto dieci. Ma grande non vuol dire migliore. In India, in Cina e in Brasile si accentuerà il divario già esistente tra la città e la campagna. Quali conseguenze ci saranno per via di questo inurbamento frenetico? Le megalopoli minano lo Stato nazione e si aggiungono agli attori credibili sulla scena internazionale. Sino a pochi anni fa era inconcepibile pensare un ordine mondiale se non gestito dagli Stati, ma si sono aggiunti numerosi attori quali le ONG, le multinazionali e infine le grandi città. La rivista FP (Foreign Policy) dedica la storia di copertina dell’ultimo numero all’ascesa delle megalopoli e ai problemi che ciò comporta. Le città diventano la dimensione nella quale si possono affrontare i problemi mondiali e di ridurne la complessità su una scala locale. Si parla dunque di una rete di villaggi globali per affrontare le grandi problematiche di governance che vanno dalla mobilità, alla tutela della salute, al risparmio energetico. Cento città al mondo rappresentano il 30% dell’economia mondiale, allora si puo’ cogliere l’importanza che questi attori possono rivestire in tutti i settori in cui le risposte della comunità internazionale sono inefficaci. L’economia di New York è maggiore di quella dei 46 Stati dell’Africa Sub sahariana. Solo le borse di Londra e New York detengono il 40% della capitalizzazione delle borse di tutto il mondo. Ciò dimostra che le grandi città sono tra i motori della globalizzazione. Il commercio all’interno dell’Asia ha superato quello tra le sponde del Pacifico e la creazione di questi “hub” urbani e proiettati verso l’esterno è una forma di modernità che non coincide per nulla con l’occidentalizzazione. Nel 1980 Tokio è stata la prima città a superare i 20 milioni di abitanti e ci si dovrà capacitare di avere città come Mumbai o Shangai che avranno circa 100 milioni di abitanti entro il 2025. Attenzione però al fatto che popoloso non vuol dire proiettato verso l’esterno. Nel 2010 cinque delle dieci città più internazionali sono in Asia: Tokio, Hong Kong, Singapore, Sydney e Seul; tre in America: New York, Chicago e Los Angeles; e soltanto due in Europa: Parigi e Londra. Nonostante l’ascesa di città come Bangalore, San Paolo e Shangai, le vecchie capitali restano al vertice. I criteri di questa graduatoria del Global Cities Index 2010 sono stati stilati dal Chicago Council on Global Affairs. Si analizzano l’afflusso di viaggiatori stranieri, la capitalizzazione della borsa locale, il traffico di merci, il numero di ambasciate e i musei. Non basta la dimensione della popolazione per far sì che una megalopoli sia anche un attore su scala mondiale. Megalopoli come Karachi e Lagos sono rispettivamente al decimo e al diciottesimo posto per popolazione, ma al sessantesimo e al cinquantanovesimo posto nelle graduatorie delle città più internazionali, mentre Parigi è ventesima per popolazione e quarta per proiezione verso l’estero. Il ruolo crescente di queste megacittà impone una riformulazione del paradigma dominante nella teoria delle relazioni internazionali. Qual è il requisito per avere un peso nella diplomazia mondiale: la sovranità statale o il peso economico? E’ ovvio che la risposta sia entrambi. Tuttavia, mentre la sovranità statale sta subendo un’erosione costante e in vari ambiti, le città stanno concorrendo per influire sulle scelte internazionali al fianco degli Stati. I flussi logistici e finanziari che collegano le grandi città hanno in realtà denazionalizzato le relazioni internazionali. Al riguardo si consideri la politica attiva che molte città cinesi hanno attuato da tempo per oltrepassare il governo centrale di Pechino inviando delegati alle fiere per attirare investitori. Visto che il sistema internazionale vedrà le grandi città e la loro economia sempre più protagoniste, le Nazioni Unite diventano un modello obsoleto come simbolo di appartenenza universale alla politica mondiale. Si potrebbe quindi aprire questo modello ormai antiquato e prendere esempio dal meno rigido World Economic Forum che mette insieme capi di governo, sindaci, amministratori delegati di grandi società e i vertici delle ONG. Ognuno di questi attori contribuisce con dei punti di vista diversi che completano il quadro in maniera di gran lunga migliore di quanto non possa fare una negoziazione capziosa portata avanti da polverosi diplomatici prossimi alla pensione. la Rivista n. 11 - Novembre 2010 11 OLTREFRONTIERA di Fabrizio Macrì Miopi e senza coraggio C’è già chi la chiama “secessione”, sicuramente non è una buona notizia per la solidità del nostro Paese e della sua tenuta industriale l’iniziativa della “Greater Geneva Bern Area” che da mesi invita a delocalizzare piccoli e medi imprenditori italiani nel Vallese. La Svizzera nell’ambito di una politica industriale lungimirante, punta ad importare nella Confederazione tecnologia manifatturiera e competenze tecniche in grado di assicurare al Paese una solida crescita economica anche negli anni a venire e posti di lavoro qualificati. Il “Paese delle banche e degli orologi” spesso denigrato in Italia come un angolo d’Europa che ha costruito il suo benessere sul lavoro degli altri, dimostra invece di avere forte sensibilità per il comparto manifatturiero, peraltro già fortemente sviluppato nella Confederazione, e soprattutto di avere visione strategica, di pensare al mantenimento del benessere del paese anche per le generazioni a venire. La “Greater Geneva Bern Area” ha aperto un ufficio a Torino e, tramite un suo delegato di lingua italiana, percorre le regioni del Nord Italia offrendo ai nostri piccoli imprenditori attivi principalmente nei settori della meccanica e dell’elettronica, condizioni estremamente vantaggiose per spostare la propria attività in Svizzera. Decine di piccoli e medi imprenditori che da anni delocalizzavano in Ticino, nella Svizzera di lingua italiana ora trovano nuove opportunità di investimento anche nella svizzera franco-tedesca di fronte all’enorme vantaggio competitivo che questo territorio sembra avere rispetto al nostro. È interessante notare che questo fenomeno di delocalizzazione che tra l’altro non riguarda solo la Svizzera ma anche l’Austria e la Slovenia non si dirige verso paesi dove il costo della manodopera è basso, come accadeva negli anni ’90, quando gli italiani “invasero” la Romania e iniziarono a delocalizzare fortemente nei Paesi dell’Est europeo, ma verso Paesi ricchi (anche il reddito pro-capite sloveno è destinato a breve a superare quello italiano), dove le retribuzioni del lavoro sono nettamente più alte che in Italia. Non siamo cioè di fronte ad un’imprenditoria miope e sfruttatrice che ha come unico obiettivo quello di non pagare o pagare meno la propria forza lavoro: il fenomeno cui assistiamo è di natura completamente diversa. Del resto si moltiplicano i casi di piccoli imprenditori che si privano dello stipendio per poter pagare la manovalanza ed i recenti casi di suicidio di imprenditori del Nord che, causa il crollo degli ordini, non sono stati più in grado di pagare gli operai ci hanno dimostrato come ormai in certe aree del Paese tra lavoratore imprenditore e lavoratore operaio ci sia una perfetta simbiosi e che la conflittualità tra capitale e lavoro non sia più una chiave d’interpretazione attuale della realtà. Né, purtroppo, siamo di fronte ad un fenomeno “costruttivo” di delocalizzazione strategica che ha visto molte azien- de medie dell’Europa occidentale diventare multinazionali negli anni ’90, delocalizzando la produzione in paesi con costi più bassi e reinvestendo però una parte consistente dei profitti realizzati nel paese di origine, dove sono state mantenute le funzioni a più alto valore aggiunto. Siamo piuttosto di fronte ad un nuovo fenomeno migratorio: la simbiosi tra imprenditore lavoratore e operaio lavoratore di cui parlavamo prima, trova un’altra triste conferma nell’emigrazione. Da tempo si parla di fuga di cervelli, ricercatori e laureati che lasciano il Paese in cerca di un’occupazione corrispondente agli studi fatti e remunerata meglio che in Italia, ora un altro tipo di lavoratore, se possibile ancora più prezioso del laureato, lascia il Paese: l’imprenditore. Le ragioni attengono, esattamente come nel caso dell’emigrazione di forza lavoro, alle debolezze strutturali che questo Paese fossile sembra incapace di togliersi di dosso: burocrazia, fisco, carenze infrastrutturali. La tassazione sulle imprese in Italia supera ormai il 50%, sommando tutti gli oneri, quasi un’espropriazione dello Stato ai danni dei privati, una tassazione degli utili che arriva quasi al 68% non è chiaramente competitiva con un livello di tassazione che nel Vallese si aggira tra il 20 ed il 30%, con un affitto di 2 franchi (1,6 euro) al metro quadro nelle zone artigianali, con mezzi di trasporto frequenti e puntuali, con servizi pubblici e privati affidabili ed una semplificazione amministrativa che fa impallidire la vetusta macchina burocratica italiana. Alla fine degli anni ’90 quando il Governo Prodi raggiunse il ragguardevole traguardo di portare il Paese nell’Euro si disse che non si trattava di un punto di arrivo, ma di un’opportunità, dell’inizio di una battaglia competitiva per la quale il Paese doveva attrezzarsi mettendo i propri imprenditori nelle condizioni migliori di competere senza ricorrere al periodico regalo della svalutazione. È chiaro che quella sfida la stiamo perdendo: ci siamo autoimposti il vincolo esterno dell’Euro, ci siamo giustamente aperti alla concorrenza internazionale ma colpevolmente non ci siamo attrezzati. Manca una politica industriale anche per le imprese medie e piccole, latita una riforma fiscale a favore di lavoro ed imprese e a danno delle rendite, manca una lotta senza quartiere alla corruzione ed all’evasione fiscale che drenano risorse pubbliche enormi e che secondo l’ultimo rapporto della Corte dei Conti rendono impossibile ridurre considerevolmente la pressione fiscale in condizioni di crescita zero, manca un progetto di organica riforma dello Stato che preveda anche una seria ed organica riorganizzazione del settore preposto all’internazionalizzazione e manca anche un po’ di sano patriottismo che ci dovrebbe indurre ad aggredire i mercati vicini con una politica di attrazione di investitori svizzeri, tedeschi ed austriaci nel Bel Paese. Detto in tre parole: manca il coraggio. Vivacchiamo e facendolo, lentamente scompariamo. la Rivista n. 11 - Novembre 2010 13 revolutionair. FIAT PRESENTA LA 500 TWINAIR CON IL MOTORE A BENZINA PIÙ ECOLOGICO AL MONDO.* DA CHF 139.–/MESE.** PROVATELO ORA ALLE SETTIMANE GREEN-TECH DURANTE UN GIRO DI PROVA. • EMISSIONI DI 92 G CO2/KM.*** • CONSUMO DI 4.0 L/100 KM.*** • POTENZA 85 CV. * SECONDO NORME NEDC *** CONSUMO CICLO MISTO CON CAMBIO DUALOGIC™ (MTA) t w i n a i r.f i a t . c h ** Esempio di calcolo: 500 TwinAir 85 CV, prezzo in contanti (prezzo di listino) CHF 20 500.–, rata leasing mensile da CHF 139.–, versamento iniziale 25 % del prezzo di listino, durata 36 mesi, 10 000 km/anno, tasso d’interesse annuo effettivo dello 0 %, assicurazione casco totale obbligatoria (non compresa). Offerta di FIAT Finance. La concessione di crediti è vietata qualora comporti un indebitamento eccessivo del consumatore. Salvo modifiche del prezzo. Informazioni dettagliate dal vostro partner. Offerta valevole per tutte le vetture che verranno immatricolate entro il 30 novembre 2010. Non cumulabile con altre offerte promozionali. Votazioni federali 28 novembre 2010 Espulsione degli stranieri delinquenti e imposta equa Due le iniziative in votazione in Svizzera il prossimo 28 Novembre: quella «Per l’espulsione degli stranieri che commettono reati (Iniziativa espulsione)» alla quale il Parlamento oppone un controprogetto, e quella sull’«imposta equa» Addirittura 3 le domande relative al primo oggetto in votazione (espulsione). La prima è la seguente: «Volete accettare l’iniziativa popolare «Per l’espulsione degli stranieri che commettono reati (Iniziativa espulsione)»? La seconda, che si riferisce al controprogetto, recita: «Volete accettare il decreto federale del 10 giugno 2010 concernente l’espulsione e l’allontanamento, nel rispetto della Costituzione federale, degli stranieri che commettono reati»? La terza, definita sussidiaria, chiede: «Nel caso in cui Popolo e Cantoni accettino sia l’iniziativa popolare «Per l’espulsione degli stranieri che commettono reati (Iniziativa espulsione)» sia il controprogetto (decreto federale del 10 giugno 2010 concernente l’espulsione e l’allontanamento, nel rispetto della Costituzione federale, degli stranieri che commettono reati): deve entrare in vigore l’iniziativa popolare oppure il controprogetto?» Rispondendo alla prima domanda i cittadini decidono se danno la preferenza all’iniziativa rispetto al diritto in vigore e rispondendo alla seconda se danno la preferenza al controprogetto rispetto al diritto in vigore. Possono anche accettare o respingere entrambe le proposte (iniziativa e controprogetto). Indipendentemente dalle risposte alle prime due domande, la risposta alla domanda sussidiaria consente inoltre ai cittadini di scegliere a quale delle due proposte (iniziativa o controprogetto) dare la preferenza se entrambe ottengono una maggioranza di sì. L’essenziale in breve Il tema della criminalità degli stranieri suscita regolarmente dibattiti nell’opinione pubblica. Il diritto in vigore consente già di revocare il diritto di soggiorno ai delinquenti stranieri che sono stati condannati. La decisione spetta alle autorità e ai tribunali cantonali che decidono dopo aver esaminato il singolo caso. L’iniziativa intende far revocare automaticamente il diritto di soggiorno a tutti gli stranieri condannati per aver commesso determinati reati o che hanno percepito abusivamente prestazioni sociali, indipendentemente dalla gravità dell’atto. Contro tali persone deve inoltre essere pronunciato un divieto di entrata. Il Parlamento oppone all’iniziativa un controprogetto che intende uniformare la prassi in materia di revoca del diritto di soggiorno per gli stranieri autori di reati. Il criterio determinante è tuttavia la gravità del reato nel singolo caso e non un elenco limitato di reati. Il controprogetto prevede inoltre disposizioni relative all’integrazione della popolazione straniera. Il Consiglio federale e il Parlamento respingono l’iniziativa e sostengono il controprogetto. Iniziativa per imposte eque La domanda che figura sulla scheda è la seguente: «Volete accettare l’iniziativa popolare Per imposte eque. Basta con gli abusi nella concorrenza fiscale (Iniziativa per imposte eque)»? L’essenziale in breve In Svizzera sono i Cantoni a stabilire l’ammontare delle aliquote fiscali. Questa sovranità fiscale genera una concorrenza tra i Cantoni che si traduce in oneri fiscali differenziati. Ogni Cantone ha, infatti, interesse a offrire il migliore rapporto qualità-prezzo, combinando cioè l’efficacia delle prestazioni statali all’attrattiva di un’imposizione fiscale moderata. L’iniziativa intende ridurre le differenze fiscali tra i Cantoni applicando ai redditi e ai patrimoni elevati un’aliquota d’imposta minima. Inoltre, vuole vietare l’applicazione delle aliquote fiscali decrescenti, ossia di aliquote che diminuiscono con l’aumento del reddito o della sostanza imponibile. Il Consiglio federale e il Parlamento respingono l’iniziativa per imposte eque. In primo luogo, perché la concorrenza fiscale in Svizzera non è illimitata: efficaci linee direttrici garantiscono che essa venga esercitata in modo corretto e trasparente. Inoltre, l’imposizione decrescente è vietata dal 2007; su questo punto, l’iniziativa ha quindi già raggiunto il suo obiettivo. In secondo luogo, secondo il Parlamento elvetico, obbligare i Cantoni ad applicare un’aliquota fiscale minima ai redditi e ai patrimoni elevati costituirebbe un’ingerenza nella loro sovranità fiscale. Un’ulteriore limitazione della concorrenza fiscale potrebbe inoltre disincentivare i Cantoni dall’offrire un ottimale rapporto qualità/prezzo in materia di prestazioni statali e fiscalità, con il rischio di provocare un aumento generalizzato delle imposte. Infine, l’iniziativa nuocerebbe non solo ai Cantoni a fiscalità bassa ma all’intero Paese, che vedrebbe indebolita l’attrattiva della propria piazza economica. la Rivista n. 11 - Novembre 2010 15 Mercato elvetico primo al mondo per import pro-capite di agroalimentare italiano Autogrill Svizzera per due mesi vetrina delle specialità di Parma Coinvolti 2 milioni di clienti in 100 punti vendita e di ristoro della Svizzera. Attesi consumi per 2,6 tonnellate di salumi e 2 di formaggi. Nel primo semestre 2010 +5,4% export italiano nel Paese. P armigiano Reggiano, Prosciutto di Parma, Salame Felino, paste fresche e altre specialità sbarcano per due mesi in Svizzera in 100 locali Autogrill. Fino al 19 dicembre 2010, con l’iniziativa “Parma: I sapori autentici di una città Magnifica”, Autogrill farà conoscere a oltre due milioni di viaggiatori elvetici i migliori prodotti tipici di Parma lungo le autostrade, nelle stazioni ferroviarie, negli aeroporti e nei centri commerciali. L’iniziativa è stata presentata al Gran Cafè Motta di Zurigo, la caffetteria inaugurata lo scorso mag- gio con il prestigioso marchio che ha segnato la storia di Autogrill e dell’industria dolciaria italiana di qualità. I clienti svizzeri potranno trovare le eccellenze del territorio parmense in tutti i market Autogrill. Potranno anche assaggiare nei ristoranti Autogrill una varietà di ricette tipiche di Parma come i Tortelli d’erbetta, gli Anolini in brodo e i Fagottini al Prosciutto e Parmigiano-Reggiano. L’assortimento del bar-snack prevede inoltre una selezione di panini speciali farciti con prosciutto di Parma, salame Felino o Parmigiano-Reggiano. Si stima che nel corso della promozione saranno servite o vendute oltre 2,6 tonnellate di salumi e 2 tonnellate di Parmigiano Reggiano. La promozione si arricchisce di un concorso che mette in palio tre week-end per due persone a Parma, un’occasione per fare conoscere non solo i sapori ma anche le bellezze di questa città emiliana e del territorio circostante. la Rivista n. 11 - Novembre 2010 17 Roberto Colombo Operations & Marketing Director Autogrill Europa, Andrea G. Lotti Segretario Generale Camera di Commercio Italiana per la Svizzera , Beat Grau Country General Manager Autogrill Svizzera, Austria e Slovenia ,Cesare Azzali Amministratore Delegato Parma Alimentare durante la presentazione. Una proficua collaborazione Il progetto è frutto della collaborazione tra Autogrill, la Camera di Commercio di Parma attraverso la società di promozione Parma Alimentare, la Camera di Commercio Italiana per la Svizzera, il Consorzio del Prosciutto di Parma e il Consorzio del Parmigiano Reggiano. “Autogrill ha scelto la Svizzera come vetrina per promuovere le eccellenze di Parma, perché la Confederazione Elvetica è un importante partner industriale dell’Italia e detiene il primato mondiale nell’importazione pro-capite di prodotti agroalimentari italiani – ha dichiarato Giuseppe Cerroni, Direttore Generale Comunicazione e Affari Istituzionali del Gruppo Autogrill. – La bilancia commerciale italiana resta in generale negativa. Ma c’è una strada di successo nelle produzioni tipiche e di qualità, oggi riconosciute a livello internazionale come le migliori al mondo. Su questo stesso percorso procede anche Autogrill. Per noi la Svizzera rappresenta una tappa chiave di un itinerario europeo iniziato lo scorso anno in Francia, altro mercato di riferimento per questo settore”. Autogrill si colloca nel momento terminale della filiera agroalimentare, la vera la prova del fuoco dei prodotti, aprendo un dialogo diretto con il consumatore attraverso l’informazione, il consumo e l’acquisto del prodotto. Successo crescente dell’agroalimentare italiano in Svizzera Oltre il 30% delle importazioni svizzere dall’Italia riguarda proprio il settore agroalimentare e circa il 2,4% di quelle alimentari proviene dal territorio parmense. Nel primo semestre 2010 il valore delle importazioni di prodotti parmensi ha raggiunto 18 la Rivista n. 11 - Novembre 2010 quota 10.3 milioni di euro. Un volume strabiliante se si considera che nello stesso periodo il “made in Parma” negli Stati Uniti si è attestato a i 9.7 milioni di euro. Nel 2009, sono affluiti in Svizzera oltre 119.000 prosciutti e il Parmigiano Reggiano ha registrato in questo mercato un incremento del 3% delle esportazioni. “La promozione di Parma – ha dichiarato Beat Grau, Country General Manager Autogrill Svizzera, Austria e Slovenia – fa parte della strategia del Gruppo mirata, da un lato, a sviluppare un’offerta di alta qualità per un mercato premium come quello svizzero, che mostra anno dopo anno grande interesse per la gastronomia di qualità italiana. Al tempo stesso – ha aggiunto Grau - Autogrill è una catena di luoghi di sosta distribuiti in 52 Paesi, un luogo d’esperienza che, con i suoi milioni di contatti, è in grado di offrire grande visibilità anche all’estero alle migliori produzioni locali e ai suoi produttori”. “Questa iniziativa “– ha dichiarato Cesare Azzali, Amministratore Delegato di Parma Alimentare – contribuisce a far apprezzare l’alta qualità dei prodotti “made in Parma. La nostra è una città giustamente apprezzata per ragioni storico culturali. La sua provincia ha dato i natali a Giuseppe Verdi. Ma forse la sua fama universale è legata ad alcuni prodotti della gastronomia che malgrado i numerosi e fraudolenti tentativi di imitazione costituiscono un unicum: mi riferisco al prosciutto crudo e il parmigiano reggiano. D’altronde, non è neppure un caso se a parma ha sede il più importante produttore di pasta al mondo: Barilla. Si spiega anche così se nel 2009 le esportazioni agroalimentari italiane sul mercato elvetico han- I giornalisti che hanno gremito il Gran Café Motta di Zurigo. no raggiunto 1,3 miliardi di euro. Ci auguriamo che il progetto contribuisca a creare connessioni commerciali tra le nostre Aziende di territorio ed il mercato elvetico”. Già programmate altre iniziative Il Segretario generale della Camera di Commercio italiana per la Svizzera, Andrea G. Lotti, ricordando come dal 2004 la Svizzera costituisca il secondo partner commerciale per la Confederazione elvetica, e, dopo il rallentamento dello scorso anno, hanno ripreso a crescere, precisando che il mercato elvetico è primo al mondo per import pro-capite di agroalimentare italiano, ha ribadito come “questa iniziativa, basata sulla partnership tra la più grande catena di ristorazione in viaggio ed il Sistema Camerale italiano ed estero dimostri il potenziale dell’Italia come grande paese esportatore di generi alimentari di qualità nel mondo”. AUTOGRILL IN SVIZZERA La presenza di Autogrill in Svizzera risale alla fine degli anni Novanta. Il Gruppo oggi svolge attività di ristorazione in più di 30 location con oltre 100 punti vendita lungo le autostrade, in aeroporto, nelle stazioni ferroviarie e nei centri commerciali. Autogrill rappresenta nel Paese la più importante catena di ristorazione per il “people on the move”. Nel 2009 ha realizzato vendite per 176 milioni di franchi svizzeri e, nel primo semestre 2010, 84 milioni di franchi svizzeri. Alberto Rossetti chef del Ristorante Al Tramezzo di Parma, che per i giornalisti presenti, ha fornito una gustosa interpretazione di piatti a base di prosciutto e parmigiano reggiano. Intervenendo in chiusura di presentazione, Roberto Colombo, Operations & Marketing Director Autogrill Europa, ha espresso l’auspico che l’iniziativa riporti lo stesso successo che ha ottenuto in Francia – che nel 2009 ha coinvolto 276 punti vendita - ed ha annunciato che per il prossimo anno sono già programmate operazioni analoghe. Segnatamente con la Sicilia per le arance, che garantiranno gustose spremute fresche nel mese di gennaio e in primavera con la Campania, partner con il quale si stanno definendo i prodotti che verranno proposti. La conferenza stampa si è conclusa con una gradita prova pratica, che ha consentito ai giornalisti e a tutti gli intervenuti di gustare le specialità parmigiane interpretate per l’occasione da uno che d’eccezione: Alberto Rossetti del Ristorante Al Tramezzo, che può fregiarsi di una stella Michelin. Naturalmente di Parma. la Rivista n. 11 - Novembre 2010 19 Presentata presso l’Ambasciata svizzera a Roma Switadvice: piattaforma multimediale per impreditori Switadvice, prendendo le mosse dalla vecchia “Passepartoutguide”, ha visto la Camera di Commercio Italiana in Svizzera (CCIS) e la Camera di Commercio Svizzera in Italia (CCSI) impegnate a creare un pratico strumento informativo e di consulenza teso a favorire, accompagnandolo con professionalità, gli insediamenti delle aziende svizzere in Italia e di quelle italiane in Svizzera. S inteticamente si potrebbe definire come una guida per imprenditori di micro, piccole e medie imprese italiani che vogliono investire in Svizzera e per imprenditori svizzeri che vogliono investire in Italia. In realtà è molto di più. Il sito internet “Switadvice” (www.switadvice. com) offre infatti (gratuitamente) a tutti i suoi navigatori un’analisi approfondita e aggiornata della realtà fiscale e legale svizzera e italiana. Suddiviso in 2 sezioni principali, “Conoscere la Svizzera” e “Conoscere l’Italia”, si propone come un utile strumento, consultabile sia in lingua italiana che tedesca, per poter sviluppare il “mercato oltre frontiera” tra i due Paesi, una guida che affronta argomenti tecnici con un linguaggio di facile comprensione, anche, anzi soprattutto per i non esperti. Frutto del lavoro congiunto della Camera di Commercio Italiana per la Svizzera (CCIS) e la Came- ra di Commercio Svizzera in Italia (CCSI) e della competenza qualificata della Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana (SUPSI), il progetto multimediale è stato presentato nella sede dell’Ambasciata svizzera a Roma, nel corso di un incontro moderato dal vicedirettore del Corriere del Ticino, Lino Terlizzi, durante il quale sono intervenuti l’ambasciatore svizzero a Roma, Bernardino Regazzoni, il presidente della CCSI Giorgio Berner e quello della CCIS, Vincenzo Di Pierri, Cecilia Liveriero Lavelli della SUPSI e i collaboratori del sito Rocco Arcidiacono e Daniel Vonrufs. Al termine della conferenza hanno portato il proprio contributo anche i parlamentari del Pd eletti all’estero Franco Narducci e Claudio Micheloni, l’ambasciatore italiano a Berna, Giuseppe Deodato, e Gaetano Fausto Esposito, direttore generale di Assocamerestero. Il tavolo di presidenza: Giorgio Berner, presidente della CCSI; Daniel Vonrufs, avvocato studio Gianni, Origoni, Grippo & Partner; Vincenzo Di Pierri, presidente CCIS, Lino Terlizzi, moderatore; Cecilia Liveriero Lavelli, SUPSI; Rocco Arcidiacono, Fiduciaria Mega. 20 la Rivista n. 11 - Novembre 2010 “Le relazioni tra la Svizzera e l’Italia sono profonde in tutti i campi e sono particolarmente intense in quello economico” ha esordito l’ambasciatore svizzero Regazzoni. “La nuova guida internet, chiamata “Switadvice” - la cui pronuncia ricorda un po’ il termine inglese “Sweet Advice” (dolce consiglio) – è un sito godibile in cui gli utenti possono viaggiare con piacere e ottenere utili informazioni prima di investire in Italia o in Svizzera. È una piattaforma che mostra la ricchezza e potenzialità di entrambi i Paesi e che mette in luce anche le differenze e i vantaggi legati ai servizi disponibili”. Dopo l’intervento dei parlamentari eletti all’estero Narducci e Micheloni, che hanno sottolineato l’importanza dell’iniziativa, l’incontro si è concluso con le considerazioni dell’ambasciatore italiano a Berna Giuseppe Deodato e del direttore generale di Assocamerestero Esposito. “È un’iniziativa opportuna, coraggiosa e densa di possibili sviluppi, che favorirà rapporti tra i due Paesi” ha commentato Deodato, non nascondendo però che ci sono anche alcuni rischi. “Non vorrei” ha spiegato che, presentando al complicazione della giungla burocratica italiano, “si raggiungesse l’effetto opposto. La chiarezza dei rapporti è però opportuna e il fatto di puntualizzare cosa davvero bisogna fare per investire nell’altro Paese non Fra il pubblico attento: l’ambasciatore svizzero a Roma Bernardino Regazzoni (secondo da sinistra in prima fila), che ha ospitato l’incontro al suo fianco l’ambasciatore italiano in Svizzera Giuseppe Deodato (alla sua sinistra) e il senatore Micheloni (alla sua destra) e l’onorevole Narducci (primo da destra, in prima fila). può che avere un effetto positivo”. “In prospettiva, forse” ha proposto l’ambasciatore, “aggiungere la sezione in francese e in inglese”. FRANK HORVAT DUE SERIE DI FOTOGRAFIE A MEZZO SECOLO DI DISTANZA Premio 2010 Fondazione del Centenario della Banca della Svizzera italiana Spazio inBSI, via Magatti 2, Lugano Dal 29 ottobre al 30 novembre 2010 lunedí-venerdí 8.00-18.00 Ingresso libero la Rivista n. 11 - Novembre 2010 21 ,OEHQHVVHUHLQWXWWDODVXDERQWj /DSDVWD%DULOOD,QWHJUDOHqIRQWHGLILEUHQDWXUDOLFRVuSXRL YLYHUHRJQLJLRUQRLOWXRHTXLOLEULRFRQLOPDVVLPRGHOJXVWR Sono le 14.17 del 15 ottobre 2010, sotto la pressione di ‘Sissi” cade l’ultimo diaframma. (Copyright SF/Gian Vaitl). Galleria di base del Gottardo È caduto l’ultimo diaframma (TG) - Il 15 ottobre è caduto l’ultimo diaframma della galleria di base del nuovo tunnel del San Gottardo (vedi altri servizi su «La Rivista» di ottobre). Dopo 11 anni dall’inizio dei lavori, era il 4 novembre 1999, secondo il calendario previsto, le perforatrici hanno abbattuto il tratto che ancora separava la parte sud da quella nord del nuovo traforo È una nuova e decisiva tappa nella realizzazione del più lungo tunnel ferroviario di tutti i tempi, che con i suoi 57.072 m, a partire dal 2017, collegherà Erstfeld (Canton Uri) con Bodio (Ticino). Attraverso questa nuova via di comunicazione i treni sfrecceranno sotto la montagna a una velocità anche superiore ai 200 km orari. Zurigo e Milano saranno molto più vicine, i commerci saranno facilitati, la galleria autostradale, con il trasferimento dei Tir su rotaia, sarà alleggerita. L’imponente fresa mecca- nica proveniente da Faido ha proseguito lo scavo degli ultimi metri di roccia in direzione di Sedrun, alla presenza degli ospiti e dei rappresentanti dei due Cantoni sede dei portali della nuova galleria. Il ministro dei trasporti, Moritz Leuenberger, ha ringraziato le maestranze, pronunciando parole di ammirazione ed elogio per il contributo “grande e determinante” dato all’opera. Riferendosi alla loro provenienza dai diversi Paesi (Germania, Portogallo, Italia, Repubbliche ceca e slovacca, Polonia, Sudafrica e Svizzera), ha sottolineato il carattere continentale dell’impresa. Il Ministro ha, tra l’altro, detto: “Qui a Sedrun, da tempo l'Europa è già cresciuta insieme. Voi avete fatto della NFTA non solo il cantiere più grande del mondo, ma anche quello più multiculturale. Avete dimostrato che, per far avvicinare le diverse regioni di un continente, non basta costruire infrastrutture comuni, ma sono necessari gli incontri e gli scambi tra le persone”. Quella del 15 ottobre è solo una prima importante tappa della grande impresa, molto resta infatti la Rivista n. 11 - Novembre 2010 23 Operai italiani con una perforatrice idraulica impiegata nel primo scavo del galleria ferroviaria del Gottardo. da fare per predisporre tutte le infrastrutture necessarie, prima che la linea venga aperta al traffico. Con le due gallerie “di base”, questa del Gottardo e quella del Lötschberg (34,6 km), già inaugurata nel 2007, sarà portato a termine il grande progetto globale dei collegamenti ferroviari da e per la Svizzera, con il dichiarato obiettivo di raggiungere un miglioramento dei collegamenti tenendo conto non solo dell’aumento del traffico dei passeggeri e delle merci, ma anche e soprattutto dell’impatto ambientale. Con l’ammodernamento di tutta la rete ferroviaria nazionale, la Svizzera si pone all’avanguardia per quanto riguarda qualità e celerità dei mezzi di comunicazione. I viaggiatori si possono spostare da una parte all’altra di tutto il territorio elvetico sapendo di avere in continuazione, giorno e notte, la coincidenza utile per raggiungere qualsiasi destinazione. L’utilizzazione non solo del mezzo ferroviario, ma di tutto il sistema pubblico dei trasporti è facilitato dall’emissione di biglietti validi per tutta la rete nazionale, senza parlare poi dell’abbonamento generale che Il discorso di Moritz Leuenberger a Sedrun Ho ringraziato il nostro Parlamento, che ha preso le necessarie decisioni. Ma, le misurazioni non sono state compiute dai politici, perché, se così fosse stato, certamente quest’opera non sarebbe stata realizzata con la precisione centimetrica che abbiamo constato poco fa. Certo, a Berna sono già state poste diverse mine. Ma, le tracce che hanno lasciato, non sempre erano molto costruttive. Ma ora è giunto il momento di parlare di coloro che hanno costruito questa galleria. Voi che, quasi 2`300 metri sotto la sommità della montagna, avete perforato la roccia e avete spostato massi; voi che, in un clima torrido e in mezzo alla polvere, avete aperto un varco, centimetro per centimetro, attraverso il granito; voi che avete effettuato i calcoli e le misurazioni, controllando più volte ogni cifra, voi che ogni giorno avete evacuato tonnellate di roccia, e tutti voi che, lavorando nelle mense e negli alloggi, avete cercato di rendere un po’ meno dura la vita degli operai. In tutti questi anni avete compiuto una grande opera. Dai più diversi Paesi e continenti siete venuti in Svizzera per realizzare questo monumento per l’eternità. Le pa- “Avete compiuto una grande opera!” Cari minatori, ingegneri e progettisti, cari geometri, maestri artificieri e geologi, cari voi tutti, che nelle mense, alla guida di camion e bus avete partecipato alla realizzazione di questa grande opera! Due ore fa quando, 800 metri sotto il punto dove ci troviamo, “Sissi” ha perforato gli ultimi metri di roccia che separavano il lato nord e il lato sud della galleria, ho parlato di politica. Ho detto che la democrazia diretta è in grado di spostare le montagne, che, grazie alla Svizzera, le diverse regioni del continente europeo si avvicinano l’una all’altra, all’insegna di una politica dei trasporti sostenibile. Ho ringraziato le elettrici e gli elettori svizzeri. Ma, non sono stati loro a costruire il tunnel, e neanche il Ministro dei trasporti che vi parla. Ho ringraziato anche coloro che, a suo tempo, avevano espresso dubbi, trafiggendomi spesso e volentieri con le loro domande critiche,ma nemmeno loro hanno perforato la montagna. 24 la Rivista n. 11 - Novembre 2010 permette di utilizzare treni, tram, bus e battelli con un unico titolo di viaggio. L’opera di Luigi Negrelli La Svizzera, che fu tra le ultime a scegliere il traffico su rotaie, divenne ben presto una delle Nazioni con un sistema ferroviario più sviluppato. Dopo che in Inghilterra, in Francia, in Germania, in Belgio, nei primi decenni del XIX secolo si erano costruite migliaia di chilometri di ferrovia, e nella stessa Italia erano state inaugurate alcune linee, tra cui la Napoli-Portici, già nel 1839, in Svizzera regnava il massimo scetticismo nei riguardi del nuovo mezzo di comunicazione, che tutti consideravano non adatto alle regioni montuose. Toccò allora all’ingegnere trentino Luigi Negrelli, chiamato dalla Camera di Commercio di Zurigo per studiare il futuro concetto generale delle vie di comunicazione della Confederazione, sfatare quella credenza. In un suo rapporto redatto, dopo aver studiato le ferrovie inglesi, egli, tra l’altro, scriveva: «Ora vengono gli scettici contro la riuscita della ferrovia nelle regioni montuose con l'obiezione: le nostre montagne non sono adatte per le ferrovie — le spese di costruzione sono molto più alte di quanto si pensi...». Calcoli e cifre alla mano, Luigi Negrelli smontò le obiezioni e i dubbi degli avversari del nuovo mezzo di trasporto, sia sotto il profilo strettamente tecnico, sia sotto quello economico, sostenendo che le linee ferrate in Svizzera fino ai piedi delle Alpi potevano essere costruite con meno difficoltà rispetto a quelle incontrate in Inghilterra, in Francia, in Belgio e in Germania. role di ammirazione ed elogio che potrete leggere nella stampa sono tutte per voi; potete essere fieri del vostro operato! Tutti voi avete dato un contributo grande e determinante. Infatti, ogni tunnel che verrà costruito in futuro dovrà ormai misurarsi con il “vostro” tunnel. Provenite dalla Germania, dall’Austria, dal Portogallo, dall`Italia, dalla Repubblica ceca e dalla Repubblica slovacca, dalla Polonia, dal Sudafrica e anche dalla Svizzera. Qui a Sedrun, da tempo l’Europa è già cresciuta insieme. Voi avete fatto della NTFA non solo il cantiere più grande del mondo, ma anche quello più multiculturale. Avete dimostrato che: per far avvicinare le diverse regioni di un continente non basta costruire infrastrutture comuni, ma sono necessari gli incontri e gli scambi tra le persone. Con questo momento gioioso per molti di voi si chiude un capitolo di vita. Alcuni, non senza provare una certa tristezza, lasceranno questo cantiere per andare a lavorare in un’altra regione di questa madre terra. (Una sensazione che del resto condivido un po’ anch’io....) La Svizzera, com'egli non si stancava di ripetere, aveva poi il vantaggio di disporre in loco di buona parte del materiale necessario come pietre, legname, ghiaia e pietrisco. Si poteva inoltre risparmiare molto rinunciando a sontuosi palazzi per l'amministrazione ed evitando con perizia di dover radere al suolo interi quartieri delle città per fare posto ai binari e alle stazioni, cosa che era avvenuta invece in Inghilterra con enorme dispendio di capitali. Per convincere gli scettici più tenaci. Negrelli non si stancava di ripetere che dal punto di vista tecnico, il territorio della Confederazione, facendo scorrere i binari lungo le vallate non presentava per lunghi tratti, almeno quelli che univano tutte le grandi città, difficoltà particolari da superare. L’unico ostacolo, per l’ingegnere trentino, erano le gallerie, da lui considerate «un male necessario, che dove possibile» erano «senz'altro da evitare», perché «umide, malsane e, se lunghe, poco piacevoli da percorrere». E fu sotto la sua direzione che venne realizzato il primo tronco ferroviario svizzero, che collegava Baden con Zurigo, inaugurato nel 1847. Negrelli era contrario alle gallerie perché, finché visse (1858), esse venivano scavate con pala e piccone, ma a qualche anno dalla sua morte ci furono nuove invenzioni, che avrebbero permesso la realizzazione anche di tunnel molto lunghi. Dal piccone alle perforatrici A rivoluzionare la tecnica di scavo furono la dinamite, la costruzione delle prime perforatrici idrauliche e delle prime macchine per la ventilazione. Nel momento del commiato, vorrei dirvi questo: il popolo svizzero vi è sinceramente e profondamente grato per quanto avete fatto. la Rivista n. 11 - Novembre 2010 25 26 La caduta dell’ultimo diaframma della galleria del Lötschberg, 31 marzo 1911. Il grande momento: la caduta dell’ultimo diaframma nel primo tunnel ferroviario del San Gottardo (1872-1881), in un disegno d’epoca. Le perforatrici furono impiegate a partire dal 1861 e la dinamite, fabbricata da Alfred Nobel, sostituì la polvere nera a partire dal 1867. Al traforo del San Gottardo, iniziato nell’ottobre 1872, migliaia di operai avanzavano di qualche metro al giorno. E così fu nel successivo scavo del Sempione, inaugurato nel 1906. Le cose migliorarono, invece al traforo del Lötschberg, dove furono utilizzate nuove perforatrici a percussione ad aria compressa, che permettevano degli avanzamenti con punte di oltre 13 metri al giorno nella roccia calcarea e di quasi 11 m nel granito. A oltre un secolo di distanza, le perforazioni nelle due faraoniche gallerie di base sono state realizzate con tecnica altamente meccanizzata. Sono state, infatti, impiegate potenti ed enormi perforatrici con una pressione di spinta fino a 2.000 tonnellate. Si tratta di grandi e sofisticati impianti di circa 300 m l’uno, che sono capaci di scavare e, nello stesso tempo, frantumare ed espellere il materiale di risulta, con un avanzamento giornaliero di 20-24 m anche in presenza di roccia granitica. Sotto la pressione di decine di scalpelli rotanti la roccia viene frantumata in piccoli chips, che i nastri rotatori provvedono a caricare nei vagoncini automatici che li trasportano automaticamente all’esterno. L’avanzamento in sicurezza è reso possibile dalla contestuale messa in opera del rivestimento effettuato impiegando ancoraggi, maglie metalliche e calcestruzzo spruzzato. La sicurezza esige anche continue e approfondite analisi geologiche, per stabilire dove si può continuare con le perforatrici e quando, invece, procedere con lo scavo convenzionale mediante percussione e brillamento per salvaguardare la stabilità del fronte roccioso e l’incolumità del personale. la Rivista n. 11 - Novembre 2010 Agire con tempismo Con la caduta di quest’ultimo diaframma, la Svizzera si sta ponendo al passo con i tempi futuri, accorciando le distanze e migliorando i servizi di trasporto. Per il momento manca ancora un’adeguata risposta soprattutto da parte italiana. È necessario agire con tempismo per evitare, come successo in passato, che le speranze di un rilancio in grande stile del porto di Genova si infrangano, ancora una volta, contro gli ostacoli burocratici, la disorganizzazione, i disguidi, l'imposizione fiscale e le già note carenze di stoccaggio e di celeri vie di collegamento. Il sistema ferroviario italiano, soprattutto quello che riguarda appunto il porto ligure, è ancora condizionato da tutta una serie di fattori che ne determinano una scarsa efficienza e una non valida alternativa al trasporto su strada. I due grandi tunnel di base sono stati anche costruiti in vista della realizzazione del tratto dell'alta velocità (TAV) tra Lione e Torino, della linea Lisbona-Kiev, di alto interesse economico per l’intersezione con l’asse Nord-Sud, i cui lavori sul territorio italiano, ancora non iniziati, dovrebbero essere ultimati nel 2020. SSSSSSssst! Il riposo fa bene al sapore. Stagionato da 9 a 15 mesi Stagionato oltre 16 mesi Stagionato oltre 20 mesi La sua pasta già granulosa ha un gusto delicato: ecco il Grana Padano D.O.P. più giovane, il formaggio da pasto per eccellenza. Formaggio da grattugia o da tavola? Il Grana Padano D.O.P. oltre 16 mesi risolve ogni dubbio, con il suo gusto pieno, pronunciato ma mai piccante. Grana Padano RISERVA: la stagionatura prolungata lo rende di assoluta eccellenza. Perfettamente idoneo tanto al consumo da pasto che da grattugia, è una scelta da veri intenditori. Grana Padano, tre stagionature, tre sapori. G ET NOTICED. Bernie’s Donna & Uomo: Zürich Glattzentrum Sihlcity Zollikon Bern Locarno Lugano St. Gallen St. Moritz www.bernies.ch BENCHMARK di Nico Tanzi Buona vecchia Internet, addio. È il momento delle “app” (e di cominciare a far soldi) Qualcuno ricorda quando è nato il web? Ci conviviamo, da anni, così intensamente da avere l’impressione che sia sempre esistito. In realtà fino a poco fa era poco più che un pargolo: solo in questo 2010, al compimento del diciottesimo anno, è diventato maggiorenne. E come molti neo-adulti, ha deciso di voltare le spalle all’infanzia, e di diventare altro. Qualcuno, in realtà – come Chris Anderson, direttore di Wired USA, uno dei più acuti osservatori del mondo dei new media – arriva addirittura a dire che Internet è morta, almeno nell’accezione che ne abbiamo comunemente. E dargli torto è maledettamente difficile. Morto, in che senso? Se, mentre leggete quest’articolo, sul vostro computer (o palmare) è aperto Facebook, o iTunes per scaricare musica, o Skype per telefonare gratis, o una finestra per chattare, o un gioco online, in realtà potete già immaginare di cosa stiamo parlando: in un batter d’occhio, quelle (e pochissime altre) piattaforme di diffusione planetaria hanno conquistato il mondo. Si sono appropriate del nostro tempo. E ci hanno allontanato dall’uso di Internet fatto di salti più o meno casuali da un sito all’altro che caratterizzava la navigazione online dei primi tempi. Il fatto che Facebook abbia cannibalizzato una parte consistente del tempo-web di qualcosa come mezzo miliardo di persone è solo il segnale più evidente di una tendenza che agli osservatori è ben nota. “Oggi – scrive lo stesso Anderson sulla sua rivista – il contenuto che vedi con il tuo browser ammonta a meno di un quarto del traffico Internet, e la percentuale è in calo”. Tutto il resto sono dati che passano sì per la rete, ma per fornire contenuto alle applicazioni. Non è un caso se il settore più vivace e creativo nella programmazione informatica è oggi quello delle cosiddette “app” per iPhone. E non a caso l’iPhone e il nuovo arrivato iPad, insieme al loro creatore Steve Jobs, siano il cuore pulsante della rivoluzione che sta portando dal Web 2.0 al dominio del consumo “mobile”. Fra cinque anni, infatti – stando a ricerche di Morgan Stanley citate da Anderson – “il numero di utenti che accederanno alla rete da congegni mobili supererà quello di coloro che lo fanno tramite PC”. A ben vedere, se si guarda a questa tendenza dal punto di vista degli investitori, non c’è molto da stupirsi. L’ubriacatura generale che in passato ha fatto sì che tutto ciò che era “online” fosse percepito come “nuo- vo”, e dunque ben accetto, non poteva durare a lungo, a fronte dell’incapacità di individuare un modello finanziario efficace. Di fatto, oggi appare chiaro che nella parte di Internet più “tradizionale”, quella dominata da Google, non c’è spazio per la pubblicità. I banner ci sono, certo: ma, semplicemente – come scrive ancora su Wired un altro guru, Michael Wolff, “si sono rivelati un mezzo pubblicitario miserabile”. E nell’era della convergenza e dei new media si è verificato un fenomeno che ha del paradossale: la pubblicità su Internet langue (e non è mai andata molto oltre il 10% dell’investimento complessivo), mentre quella in tv arriva al 40 per cento. Il motivo di questo solo apparente paradosso, il quale fa sì che “un consumatore online continua a valere molto meno di un consumatore offline”, è semplice. “Il web – cito lo stesso Wolff – scoraggia in modo quasi maligno quel genere di attenzione sistematica, coordinata e concentrata sulla quale si fonda l’esistenza dei marchi”. Quell’attenzione che invece il pubblico continua a dedicare alla pubblicità in tv, e in generale sui media tradizionali. Anche perché “le inserzioni sul web non si sono sviluppate in quel modo raffinato, abile e mirato che caratterizza la pubblicità sugli altri tipi di medium”. Di conseguenza, ricorda Wolff, in mancanza di solide fonti di introito pubblicitario, Internet si è riempita di “contenutispazzatura” grazie a società che “hanno capito come l’unico modo di fare soldi in rete sia quello di spendere per i contenuti ancora meno di quello che gli inserzionisti sono disposti a pagare per la pubblicità” (e cioè poco, pochissimo, quasi niente). Non poteva durare a lungo. E non è durata. Forse suona un po’ brutale affermare che negli ultimi due o tre anni qualcuno ha deciso che era ora di cominciare a fare soldi “veri”, e ha cambiato le regole di Internet. Di fatto, l’Internet aperta di cui Google è il simbolo perde terreno giorno dopo giorno (anche perché Google era l’unica a guadagnarci). E si affermano sempre di più i sistemi chiusi e ben più remunerativi che, pur usando la rete come mezzo di trasporto, costituiscono mondi a parte. “Fin dagli albori del Web commerciale – sintetizza Wolff – la tecnologia ha oscurato il contenuto. Il nuovo business model cerca di far sì che il contenuto – ovvero il prodotto – oscuri la tecnologia”. Non moriremo schiavi dell’Html, insomma. Ma di Facebook e dell’iPhone. A ciascuno il proprio destino. la Rivista n. 11 - Novembre 2010 29 Ore 15.00 ad Amsterdam Antichità rare: Isabelle Azrak-Poznansky e Robert D. Aronson si esprimono sull’arte delle relazioni A cura di Dave Hertig Fotografie: Willy Spiller Nel cuore del centro storico di Amsterdam si trova Aronson Antiquairs, un’impresa famigliare specializzata nelle maioliche di Delft, arte ceramica olandese risalente al XVII e XVIII secolo Robert D. Aronson: I commercianti di diamanti investono il loro denaro in modo diverso dagli altri clienti? Isabelle Azrak-Poznansky: Certamente, molti investitori contattano la propria banca una o due volte l’anno. I miei clienti, invece, mi chiamano ogni settimana o addirittura ogni giorno. Desiderano sapere tutto nei minimi dettagli e chiedono sempre un mio consiglio prima di prendere una decisione. Aronson: Questa l’avevo già sentita… I collezioni- 30 la Rivista n. 11 - Novembre 2010 sti discutono a lungo con le mie collaboratrici, ma prima di effettuare un acquisto chiedono la mia opinione. A volte capita che uno di loro sia molto attratto da un’opera, ma gli sconsiglio di acquistarla perché non si addice alla sua collezione privata. Questo tipo di discussioni rafforza la fiducia. Il cliente sa che per me la sua collezione è più importante che concludere un buon affare. Azrak-Poznansky: I commercianti di diamanti si conoscono tutti e poiché non vi sono contratti scritti la fiducia è fondamentale. La loro attività mi ricorda quella dei miei clienti: anche loro gestiscono un’impresa con una ricca tradizione di famiglia e commerciano oggetti di lusso a proprio rischio, senza una rete di sicurezza. Aronson: Per questo posso prendere tutte le decisioni da solo. E comunque ho la grande fortuna di fare quello che, accanto alla mia famiglia, più Le mucche sono un soggetto ricorrente nelle ceramiche di Delft. conta per me. Trovare un’opera unica mi procura un’immensa gioia. A volte mi sembra più un fantastico hobby che un lavoro. Azrak-Poznansky: Consiglia gli oggetti d’antiquariato come investimento? Aronson: Si dovrebbe acquistare l’arte perché la si ama e si desidera assolutamente avere un oggetto in casa. È ovvio che queste opere hanno un valore in sé – e su questo gli esperti concordano da oltre 150 anni. Il fattore determinante, tuttavia, è che questi oggetti regalano gioia per molti anni. Ecco il vero valore dell’arte. ABN AMRO BANK SWITZERLAND Isabelle Azrak-Poznansky [email protected] Tel. +41 22 819 77 77, www.abnamro.ch Robert D. Aronson www.aronson.com TEFAF Maastricht Salone internazionale dell’arte e dell’antiquariato www.tefaf.com Isabelle Azrak-Poznansky dirige il Diamond Desk presso ABN AMRO Ginevra. Robert D. Aronson, discendente di quinta generazione, gestisce l’impresa di famiglia Aronson Antiquairs fondata nel 1881. la Rivista n. 11 - Novembre 2010 31 BUROCRATICHE di Manuela Cipollone Microcredito contro la povertà Promozione della diversità culturale Cooperazione, ricerca, regolamenti per le imprese, nomine tanto attese, finalmente deliberate, e onorificenze revocate per "indegnità": sono solo alcuni dei decreti, leggi, regolamenti e ordinanze che, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, sono entrati in vigore nell’ultimo mese. È del 4 ottobre scorso il Decreto del Presidente della Repubblica – pubblicato due giorni dopo, mercoledì 6 – che ha messo fine all’interim del Premier Silvio Berlusconi al Ministero dello Sviluppo Economico affidato, dopo 153 giorni, alle cure di Paolo Romani, già viceministro. Di qualche giorno prima un altro decreto di tutt’altro tenore: è ancora il Presidente Napolitano a firmare l’atto con cui viene revocata ufficialmente la decorazione di Cavaliere al merito del lavoro a Calisto Tanzi. Conferitagli nel 1984, l’onorificenza è stata revocata "per indegnità" alla luce del crac Parmalat. Chiusa, almeno formalmente, anche la questione di Roma Capitale, grazie al decreto legislativo pubblicato il 19 settembre. Divenuta ente territoriale, "Roma capitale" sarà dotata di una speciale autonomia, avrà ulteriori funzioni amministrative - valorizzazione dei beni storici, artistici e ambientali, sviluppo del settore produttivo e del turismo, sviluppo urbano, edilizia pubblica e privata, servizi urbani e protezione civile – e, di conseguenza, più risorse. Le disposizioni contenute nel decreto costituiscono, comunque, una "normativa-ponte" in vista dell’attuazione di una disciplina organica delle cosiddette "città metropolitane". Fondi per la cooprezaione Dunque, con un Cavaliere in meno e un Ministro in più, vediamo cos’altro è cambiato nel panorama normativo del Paese. Novità sul fronte cooperazione: è stata infatti pubblicata la Legge del 13 agosto scorso (la numero 149) sulla gestione dei fondi dell’Amministrazione degli affari esteri per la cooperazione allo sviluppo. La legge introduce delle modifiche ad alcune disposizioni del decreto legge n. 35 del 2005 in materia di procedu- 32 la Rivista n. 10 - Ottobre 2010 re di accreditamento di fondi finalizzati alle attività di cooperazione allo sviluppo, di anticipazioni di cassa e di rendicontazione delle spese per la realizzazione degli interventi di cooperazione. Inoltre, si prevede l'acquisto "prevalentemente in loco o nella regione" delle derrate alimentari inviate a titolo di intervento straordinario nell'ambito delle attività di cooperazione. Tra le note stilate dal Ministero si legge pure che "Allo scopo di favorire l'attività di ricerca e innovazione delle imprese italiane ed al fine di migliorarne l'efficienza nei processi di internazionalizzazione, le partecipazioni acquisite dalla Simest S.p.a ai sensi dell'art. 1 della legge 24 aprile 1990, n. 100, possono superare la quota del 25% del capitale o fondo sociale della società nel caso in cui le imprese italiane intendano effettuare investimenti in ricerca e innovazione nel periodo di durata del contratto". Dopo il lungo iter parlamentare di ratifica, a metà settembre è entrato in vigore l’Accordo di sede tra Italia e il Network internazionale di Centri per l’Astrofisica relativistica in Pescara - ICRANET, siglato nel gennaio del 2008. accordo che costerà all’Italia 440.000 euro l’anno a decorrere proprio dal 2010. Pubblicato anche il Protocollo di intesa tra il Dipartimento per lo sviluppo e la competitività del turismo della Presidenza del Consiglio, Regioni e Province autonome siglato per sviluppare il settore tanto da "recuperare la sua competitività sul piano internazionale" con una dotazione finanziaria - per attuare le iniziative progettuali – pari a 118.065.054 euro. Particolare attenzione è data al Mezzogiorno e all’Abruzzo per "promozione e recupero dell'immagine dopo il sisma del 6 Aprile 2009". Sempre in tema di ricostruzione, quasi ogni settimana vengono pubblicate ordinanze e decreti per fronteggiare "ulteriori interventi urgenti" o "provvedimenti" per i comuni aquilani "in stato di dissesto": segno, se mai ce ne fosse bisogno, della complessità e lunghezza della ricostruzione del capoluogo abruzzese. Tra le direttive contenute in Gazzetta, a fine settembre è entrata in vigore quella che illustra le attività del Co- mitato nazionale italiano permanente per il microcredito. Nato con l’obiettivo di promuovere il microcredito come strumento di aiuto per lo sradicamento della povertà, il Comitato ha essenzialmente due compiti: individuare misure per lo sviluppo di iniziative da parte dei sistemi finanziari per la costituzione di microimprese a favore dei soggetti in stato di povertà (microfinanza domestica e cooperazione internazionale); agevolare l’esecuzione tecnica dei progetti di cooperazione a favore dei paesi in via di sviluppo. Con un decreto del Presidente Berlusconi, invece, è stata stilata una lista di persone escluse dal cosiddetto "obbligo di identificazione": al primo posto i dipendenti della Farnesina nelle sedi estere caratterizzate da "particolari rischi connessi alla specifica situazione ambientale"; seguono i dipendenti dell'Agenzia delle dogane impegnati in attività giudiziaria e il personale del Viminale impiegato negli uffici di polizia. Dall’inizio di ottobre sono entrati in vigore altri due decreti del Presidente della Repubblica – l’uno emanato in luglio, l’altro in settembre – che emanano due Regolamenti riferiti all’art. 38 del decreto legge 112/2008 "Impresa in un giorno": si tratta del Regolamento sui requisiti e le modalità di accreditamento delle agenzie per le imprese e di quello per la semplificazione ed il riordino della disciplina sullo sportello unico per le attività produttive. Futuro in ricerca Con la riforma universitaria ferma alla Camera perché, secondo la Corte dei Conti, non ci sono soldi per attuarla, il Miur ha bandito un concorso dal titolo "Futuro in ricerca". Nel decreto pubblicato in Gazzetta l’11 ottobre scorso - Bando per la presentazione di progetti di ricerca fondamentale proposti da giovani ricercatori per favorire ricambio generazionale e sostegno alle eccellenze scientifiche emergenti e già presenti presso gli atenei e gli enti pubblici di ricerca – si precisa che obiettivo del bando è anche attirare ricercatori in Italia, visto che tra i destinatari figurano anche "dottori di ricerca comunitari". Il bando – per i dettagli vi rimandiamo al sito ufficiale http://sitofirb.cineca.it - scade il 23 novembre prossimo. Tra gli altri provvedimenti entrati in vigore con la pubblicazione in Gazzetta segnaliamo infine la deliberazione dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni sulla "Costituzione del tavolo tecnico per l’adozione della disciplina di dettaglio concernente la promozione della produzione e della distribuzione di opere europee, ad opera dei fornitori di servizi di media audiovisivi" - che ha tra i suoi obiettivi quello di "favorire la produzione e la distribuzione di opere europee, contribuendo così attivamente a promuovere la diversità culturale" – e quella dell’istituto nazionale di statistica, risalente al marzo scorso, con cui finalmente viene adottato il Codice italiano delle statistiche ufficiali. la Rivista n. 11 - Novembre 2010 33 Lucasdesign.ch BANCHIERI SVIZZERI DAL 1873 FIDUCIA E PASSIONE. È BSI. BSI AG Schützengasse 31 CH-8021 Zürich tel. + 41 058 809 81 11 fax + 41 058 809 83 68 www.bsibank.com BSI si prende cura di voi e del vostro patrimonio ogni giorno. Con la competenza di un esperto e la sensibilità di un amico. A company of the Generali Group In che misura la Svizzera è stata coinvolta nello scudo fiscale “ter”? di Alberto Crosti* L a Confederazione elvetica si è trovata coinvolta nella manovra impostata dal Ministro Tremonti in primo luogo, in quanto soggetto “accusato” di avere “tramato” per favorire il flusso di capitali dalla vicina Italia alle casseforti svizzere , ovviamente senza che i medesimi avessero scontato la corretta e dovuta imposizione in Italia. Ma, in modo ben più tangibile e concreto, la Svizzera, intesa come sistema finanziario, ha sopportato un drenaggio di fondi rilevante, in particolare se il riferimento è al Canton Ticino. Brevemente vengono riportate alcune cifre ufficiali sull’esito della manovra fiscale e sulla provenienza dei capitali dai vari Paesi. Sulla base dei dati pubblicati dalla Banca d’Italia sul rientro dei capitali, dalla Svizzera sono “rientrati” circa 60 miliardi di euro1. Un particolare è interessante: l’importo è di gran lunga superiore all’importo di attivi che hanno generato, nel 2008, il gettito per la “euroritenuta”2, che vengono proposti (milioni di CHF) qui di seguito: TABELLA ANNO 2005 ANNO 2006 ANNO 2007 ANNO 2008 ANNO 2009 GETTITO LORDO 159,4 536,7 653,2 738,4 534,8 U.E. 75% 119,5 402,5 489,9 553,8 401,1 ITALIA 125,0 142,8 122,9 Sulla base dei dati in precedenza esposti, l’Italia ha introitato a titolo di “euroritenuta”, sempre limitatamente alla Svizzera, un importo pari ad Euro 95,2 milioni (anno 2008) ed € 81,3 milioni (anno 2009)3. Tentiamo di pervenire a quantificare il presunto ammanco di “euroritenuta”, pur sapendo a priori che l’operazione non è facile: La Svizzera rimprovera all’Italia di considerarla ancora tra i Paesi elencati nella “lista nera” in quanto ritenuti “paradisi fiscali”, nonostante l’OCSE abbia posto la Svizzera tra le “jurisdictions that have substantially implemented the internationally agreed tax standard”. GERMANIA 130,5 136,8 109,2 FRANCIA DIV. VOL. 61,9 72,3 52,5 35.376 55.000 63.000 43.000 33.000 1 Lino TERLIZZI , Le banche svizzere: abbiamo limitato i danni, Il Sole 24 Ore, 19 Febbraio 2010. Sulla base dei dati ufficiali resi noti dalla Banca d’ Italia, su circa 85 miliardi di euro di capitali “scudati” dalla Confederazione elvetica ne sono rientrati circa 60. Occorre però tenere ben presente che non tutta l’importo in questione rappresenta un rimpatrio fisico, date le possibilità concesse sia di regolarizzare sia di ricorrere al rimpatrio giuridico. Per rendere l’idea della rilevanza avuta dalla Svizzera nell’operazione “scudo ter”, il secondo Paese in ordine di importi “scudati” è il Lussemburgo, con 7,3 miliardi di euro. Cfr. anche Marco NOBILI, Dalla Svizzera rientrati 60 miliardi, Il Sole 24 Ore, 18 Febbraio 2010. 2 Il gettito lordo rappresenta il totale introitato a titolo di “euro ritenuta” dalla Confederazione elvetica: di questo gettito la Svizzera retrocede ai vari Stati il 75% del medesimo. Del 25% che rimane in Svizzera a titolo di copertura delle spese di gestione ed incasso dell’imposta (“frais d’encaissement” ) il 10% viene attribuito ai vari Cantoni ed il restante 15% alla Federazione. Come già commentato il beneficiario ha il diritto di chiedere di non essere assoggettato alla ritenuta, ma di optare per la divulgazione volontaria con conseguente perdita dell’ anonimato: in questo caso l’agente pagatore procede nello stesso modo con il quale procedono i vari Paesi membri della UE, cioè una segnalazione è inviata agli Organi competenti i quali a loro volta trasferiscono le informazioni all’Amministrazione italiana. la Rivista n. 11 - Novembre 2010 35 l’importo in questione corrisponderebbe al 75% della “euroritenuta” introitata dalla Svizzera: - quindi il 100% ammonta ad € 127 milioni - questo importo è pari alla ritenuta operata sugli interessi: dato che nel 2008 la percentuale è cambiato a metà anno , passando dal 15 al 20%: si è quindi adottata la media (17,50%) - l’ammontare di interessi sui quali l’applicazione della ritenuta al 17,50% genera un gettito pari ad € 127 milioni di Euro corrisponde ad € 726 milioni - questi interessi potrebbero ipoteticamente rappresentare un rendimento che oscilla da un 2% ad un 4% - quindi l’attivo in questione potrebbe stimarsi in circa:– • al 2%:36 miliardi • al 3%:24 miliardi • al 4%:18 miliardi In prima approssimazione, si perverrebbe a stimare, alla data del 31 Dicembre 2008, un attivo posseduto in Svizzera: - esclusivamente da persone fisiche - cui interessi rientrano nella definizione dell’Accordo pari ad un ammontare che oscilla tra 18 ed 36 miliardi di euro. Da un lato lo “scudo ter” ha fatto emergere attivi in Svizzera per circa 60 miliardi di euro, dall’altro la “euro ritenuta” ci dice che gli attivi posseduto in svizzera potrebbero ammontare a circa 24 miliardi di euro. Come potrebbe essere giustificata la differenza, tutta’altro che marginale? È metodologicamente corretto verificare se i due dati possono essere considerati omogenei: - entrambi fanno riferimento esclusivamente a persone fisiche - entrambi fanno riferimento al medesimo limite temporale (31 dicembre 2008) - diversi invece sono i redditi “scudabili” rispetto a quelli assoggettabili ad “euro ritenuta”: la prima categoria è più vasta ed è assai difficile de- purare l’importo del rientro dalla Svizzera degli importi non assoggettabili alla “euro ritenuta” sulla base dell’Accordo. Si può affermare che il grosso degli attivi “scudati” è però omogeneo con gli attivi di cui al gettito da “euro ritenuta”: facile è quindi pervenire alla conclusione che, per lo meno con riferimento ai dati ufficiali del rientro dei capitali, si sarebbe verificato un ammanco rilevante nel flusso della “euroritenuta”. Questa constatazione , pur con tutte le dovute riserve , farebbe pendere l’ago della bilancia nella querelle sullo scarso gettito da “euro ritenuta” a favore di coloro che si sono più volte mostrati scettici sull’effettivo rispetto del corretto funzionamento della medesima. Il sistema bancario elvetico, pur riconoscendo l’impatto negativo, ha però evidenziato che solo il 42% dell’importo sopra riportato è di fatto costituito da effettivi trasferimenti fisici di depositi (circa 25 miliardi di euro) mentre il rimanente 52% è rimasto comunque in Svizzera in quanto “scudato” giuridicamente4. Un’ulteriore considerazione va fatta: di questi 25 miliardi di euro rientrati in Italia, una buona parte sono stati versati presso le filiali di banche svizzere operanti in Italia. In sintesi, alle banche svizzere lo scudo fiscale non ha fatto molto piacere, ma le medesime ritengono di avere seriamente limitato i danni5. Come si evolve il rapporto tra Svizzera ed Italia? Il “cahier des doléances” però non si limita a quanto esposto in precedenza, ma va oltre. Cosa rimprovera l’Italia alla Svizzera? In primo luogo l’attaccamento al segreto bancario. Inoltre altri punti dolenti sono le strutture societarie a bassa fiscalità6, per altro già sottoposte a dure critiche da parte della Commissione UE. Ancora: uno scambio d’informazioni non soddisfacente se non praticamente nullo, limitato alla pura applicazione della Convenzione contro la doppia 3 Valori conteggiati al cambio di 1 euro = 1,5 CHF. 4 Termine che sta a significare che un intermediario svizzero mandatario di un soggetto italiano ha in deposito i beni “scudati” 5 Lino TERLIZZI, Le Banche svizzere: abbiamo limitato i danni, Il Sole 24 Ore del 19 Febbraio 2010. 6 Proprio il fatto di intrattenere con queste rapporti di tipo economico assume, agli occhi dell’ Amministrazione Finanziaria italiana, una rischiosità “fiscale” particolare. In questo contesto assume una rilevanza particolare quanto pubblicato in data 18 Luglio 2010 da “Il Corriere della Sera” in merito ad una campagna promozionale posta in atto da alcuni Cantoni svizzeri, Ginevra ad esempio, al fine di attrarre investimenti italiani in aree a bassa o nulla fiscalità! 7 Il testo dell’ art. 27 paragrafo n. 1 della Convenzione tra la Svizzera e l’Italia per evitare la doppia imposizione si limita a prevedere lo scambio delle informazioni necessarie per una regolare applicazione della Convenzione: non è applicabile per la corretta applicazione delle leggi nazionali. Questo costituisce, per l’ Italia, un limite rilevante nella lotta all’ evasione fiscale internazionale. 8 Su questo ultimo aspetto, la Confederazione elvetica avrebbe buon giuoco a replicare che una bassa tassazione potrebbe essere anche il frutto di una sana gestione delle risorse: quindi sono gli altri Stati che dovrebbero ridurre la loro tassazione, piuttosto 36 la Rivista n. 11 - Novembre 2010 imposizione7, ed infine un tasso impositivo inferiore a quello applicato in Italia8. E la Svizzera all’Italia? Di considerare la Svizzera ancora tra i Paesi elencati nella “lista nera” in quanto ritenuti “paradisi fiscali”, nonostante l’OCSE abbia posto la Svizzera tra le “jurisdictions that have substantially implemented the internationally agreed tax standard”9. La collocazione nella lista “nera” è stata di fatto ribadita anche in occasione delle procedure previste per l’utilizzo dello “scudo ter”. A ciò aggiungasi, ad esempio, il non rispetto, da parte dell’Amministrazione finanziaria italiana, dell’ articolo 15 dell’Accordo tra la Confederazione elvetica e l’Italia sulla fiscalità del risparmio (accordo sulla “euro ritenuta”) che permetterebbe la non applicazione di ritenuta alla fonte sui dividendi od interessi o “royalties” in uscita dall’Italia verso la Svizzera10 (per effetto dell’estensione alla Svizzera della Direttiva su interessi e “royalties”, e di quella “Madre-Figlia”, nota n. 5). Queste reciproche accuse hanno di fatto impedito di pervenire a stendere una nuova Convenzione tra i due Paesi contro la doppia imposizione, che avrebbe potuto allargare sia le maglie del “segreto bancario” svizzero, sia migliorare la qualità dello scambio di informazioni. Accordo convenzionale che è stato siglato con altri Paesi (ad esempio con la Francia) e che permette una maggiore collaborazione in tema di lotta all’evasione fiscale internazionale, con un allentamento anche se parziale del segreto bancario. Attualmente Berna sembrerebbe “aprire” verso Roma, prospettando la negoziazione di un pacchetto di misure globali in campo fiscale. Rientra in questo politica di “avvicinamento” la creazione di un gruppo di lavoro, presieduto dal Ministro delle Finanze elvetico11: l’ obbiettivo è quello di elaborare una strategia comune per appianare le divergenze sorte tra i due Paesi, che hanno di fatto determinato la sospensione della stesura di un nuovo testo convenzionale contro le doppie imposizioni. Un possibile futuro? Il percorso per pervenire ad un nuovo rapporto, se non amichevole, per lo meno collaborativo, non si presenta facile. La Confederazione elvetica ha mal vissuto lo “scudo ter” voluto dal Ministro Tremonti, non solo per una questione strettamente economica, ma anche per come il medesimo è stato strutturato: in pratica la Svizzera è stata considerata come un vero e proprio “paradiso fiscale”. L’Italia sta tentando con ogni mezzo di lottare contro l’evasione fiscale internazionale, introducendo sempre maggiori vincoli ai rapporti internazionali12, se posti in essere con paesi a bassa fiscalità . Dal 31 Agosto di quest’anno una nuova incombenza è stata posta a carico delle imprese e dei professionisti: è fatto obbligo di segnalare in via telematica all’Amministrazione Fiscale ogni transazione, in entrata ed in uscita, verso Paesi qualificati come “paradisi fiscali”. Tra questi risulterebbe anche la Svizzera: l’obbligo parrebbe riguardare non solo i rapporti con soggetti societari ritenuti a bassa fiscalità (ad esempio le “holding” ), già penalizzati da precise norme che li riguardano, ma ogni tipologia di rapporto. A breve termine non pare che concreti passi in avanti potranno venire fatti, stante la distanza che ancora esiste tra le parti. Certamente è impensabile che i due Paesi, che hanno una lunga tradizione di amicizia e collaborazione, nonché di vicinanza13, non riescano a pervenire all’instaurazione di un nuovo e migliore rapporto, basato su reciproche concessioni. L’augurio più sincero è che ben presto, sotterrate le “asce di guerra”, le due Amministrazioni pervengano di nuovo ad un proficuo e costruttivo dialogo, nel reciproco interesse. *Dottore Commercialista e Revisore contabile in Milano che pretendere che la Svizzera aumenti la sua! 9 OECD Progress Report , 8 Dicembre 2009. 10 La nostra Amministrazione ha disconosciuto l’Accordo a fronte di dividendi dall’ Italia verso la società madre svizzera in ossequio ad un provvedimento dalla Commissione UE, adottato conseguentemente all’ utilizzo di società quali le “holding” a bassa tassazione. 11 Lino TERLIZZI, Adesso Berna “apre” a Roma, Il Sole 24 Ore, 7 marzo 2010. Verso Maggio si è tenuto un nuovo incontro tra la Svizzera e l’Italia durante il quale si sarebbe parlato su come pervenire ad una revisione condivisa della Convenzione, in grado di soddisfare entrambi i Paesi. 12 Si ha l’impressione che il Legislatore italiano, constatando la debolezza dell’ Amministrazione, dia alla medesima sempre più strumenti che le permettano di superare questa debolezza strutturale. 13 Il primo mercato di sbocco per l’ Italia , extra UE , è la Svizzera (Il Sole 24 Ore del 23 Luglio 2010) . Le due economie sono definite come complementari. la Rivista n. 11 - Novembre 2010 37 &LR¶FKHSUDWLFKLDPRGDO KDRJJLXQQRPH )DLU5HODWLRQVKLS%DQNLQJ 7XWWHOHSXEEOLFD]LRQLEDQFDULHDIIHUPDQRFKHLOFOLHQWHqLO©FHQWUR GHOO¶DWWHQ]LRQHªFRVDVLJQL¿FDFRQFUHWDPHQWHTXHVWDIUDVH" (FRPHIDUHSHUQRQSHUGHUHGLYLVWDTXHVWR©FHQWURGHOO¶DWWHQ]LRQHª IUDLWDQWLVVLPLLPSHJQLGLXQ¶D]LHQGDPRGHUQD" 'DSLGLDQQL)LQWHU%DQN=XULFKEDQFDVYL]]HUDGLTXDOLWj SHUFRUUHODSURSULDVWUDGDLQDXWRQRPLDODQRVWUDSUHVHQ]DVXO PHUFDWRqVHPSUHVWDWDPROWRULVHUYDWDPDFKLKDYROXWRFRQRVFHUFL PHJOLRKDSUHVWRVFRSHUWRFKHGDQRLLOFRQFHWWRGL©YDORULªDVVXPH XQ¶LPSRUWDQ]DPROWRULOHYDQWH )DLU5HODWLRQVKLS%DQNLQJqFLzFKHLFOLHQWLSRVVRQRFKLHGHUFLH FKHQRLGREELDPRGDUHORURSHUWXWWLLFOLHQWLFKHQRQVLDFFRQWHQWDQR GLSURPHVVHPDFKHGHVLGHUDQRSURYDUHGDYYHURTXDQWRSRVVDHVVHUH GLYHUVRLO3ULYDWH%DQNLQJ 3HUXOWHULRULLQIRUPD]LRQL!ZZZILQWHUFK )DLU5HODWLRQVKLS%DQNLQJ 6HGHFHQWUDOH)LQWHU%DQN=ULFK6$&ODULGHQVWUDVVH&+=XULJR 6HGLH$IILOLDWD/XJDQR&KLDVVR1DVVDX%DKDPDV $VVLFXUD]LRQHYLWD)LQWHU/LIH9DGX]/LHFKWHQVWHLQ ANGOLO FISCALE di Tiziana Marenco Conseguenze pratiche dell’aumento delle aliquote d’imposta IVA al 1° gennaio 2011 Con votazione popolare del 27 settembre 2009 Popolo e Cantoni svizzeri avevano approvato nell’ambito di una proposta di finanziamento aggiuntivo dell’Assicurazione Invalidità (AI) un aumento delle aliquote d’imposta IVA che entrerà in vigore il 1° gennaio 2011. L’opuscolo informativo “Info IVA 19”1 dell’Amministrazione Federale delle Contribuzioni (AFC) (di seguito “Opuscolo”) riassume le modifiche e ne illustra le principali conseguenze pratiche per il contribuente, segnalando allo stesso tempo che la transizione dalle vecchie alle nuove aliquote sarà implementata in maniera differente rispetto alle precedenti modifiche avvenute negli scorsi anni. 1. Aliquote Aliquota normale Aliquota ridotta Aliquota speciale per il settore alberghiero Vecchia Nuova 7,6 % 2,4 % 8,0 % 2,5 % 3,6 % 3,8 % *Opuscolo, p. 7. prestazioni dei due rispettivi periodi soggetti ad aliquota differente non vengono separate, l’intera prestazione sarà soggetta alla nuova aliquota. Lo stesso vale di principio anche per le richieste di acconti e anticipi. Se l’anticipo viene per esempio versato nel corso dell’autunno 2010 per prestazioni che saranno eseguite durante il 2011, l’anticipo può già essere fatturato con la nuova aliquota. I nuovi formulari disponibili a partire dal luglio 2010 permettono di indicare nel rendiconto trimestrale sia le cifre d’affari contabilizzate con la nuova aliquota sia le cifre d’affari contabilizzate con l’aliquota in vigore sino al 31 dicembre 2010. Analoga la regola per le prestazioni continuate (abbonamenti ecc.), per le quali sarà necessario fatturare separatamente i due periodi (aliquota vecchia/aliquota nuova). L’Opuscolo illustra diverse altre fattispecie, quali per esempio il trattamento delle diminuzioni della controprestazione, i bonifici annuali, i beni di ritorno e tratta in seguito aspetti settoriali relativi al ramo alberghiero e della ristorazione, alla distribuzione di gas, elettricità, acqua ecc., nonché ai contratti di leasing e locazione, alle commissioni e alle importazioni. Le ultime pagine dell’Opuscolo sono dedicate al rendiconto. 2. Fatturazione Per stabilire quali tra la vecchia e la nuova aliquota sarà applicabile in caso di prestazioni effettuate a cavallo tra il 2010 e il 2011 non sarà determinante la data della fatturazione o del pagamento, bensì la data dell’esecuzione della prestazione. Se la prestazione viene eseguita in parte prima e in parte dopo il 1° gennaio 2011, sarà quindi necessario fatturare separatamente, anche se nell’ambito dello stesso documento, le prestazioni eseguite in periodi soggetti ad aliquote differenti. Se le 3. Implementazione e sistema informatico Il cambiamento di aliquota e le regole enunciate dall’AFC costringeranno i contribuenti ad allestire un piano di fatturazione e a riprogrammare il sistema informatico e di contabilità in modo tale da poter soddisfare i requisiti delle autorità. [email protected] 1 http://www.estv.admin.ch/mwst/dokumentation/00130/00947/00948/index.html?lang=de la Rivista n. 11 - Novembre 2010 39 ANGOLO LEGALE di Massimo Calderan Fine del rapporto di lavoro in Italia e in Svizzera - 2 parte a Nell’ultimo numero della Rivista abbiamo analizzato il recesso unilaterale dal contratto di lavoro (licenziamento da parte del datore di lavoro, dimissioni del lavoratore) in Italia e in Svizzera, evidenziando come i sistemi giuslavoristici dei due Paesi siano diversi. Analizzeremo qui di seguito la conclusione del contratto di lavoro sulla base della volontà concorde di lavoratore e datore di lavoro. In Svizzera nel cosiddetto contratto di annullamento del rapporto di lavoro (in tedesco “Aufhebungsvertrag”) le parti sciolgono il loro vincolo contrattuale da subito o a partire da una certa data, a partire dalla quale il lavoratore non è più tenuto a far fronte ai propri obblighi contrattuali e il datore di lavoro non deve più pagare la retribuzione ed i contributi sociali. Fatto salvo quanto eventualmente previsto in materia di divieto di concorrenza e tutela della riservatezza, che è comunque consigliabile prevedere, insieme agli altri punti in questo nuovo contratto, di scioglimento. Alla base del contratto di annullamento sovente c’è un licenziamento. A maggior ragione se si tratta di un licenziamento con effetto immediato contestato dal lavoratore, la cui motivazione non è sufficientemente convincente, il datore di lavoro spesso preferisce trovare un accordo piuttosto di andare in tribunale. Le parti concordano il termine del rapporto di lavoro, con l’obbligo del datore di lavoro a pagare una retribuzione che corrisponde a quella dovuta fino alla fine del termine di preavviso anche quando il lavoratore non è più tenuto a lavorare. Viene dato grandissimo rilievo alla libertà del lavoratore che consciamente aderisce a tale accordo. La giurisprudenza si è confrontata principalmente con il tema della sussistenza di limiti a tale manifestazione della volontà contrattuale, perché il lavoratore non può rinunciare a crediti derivanti da disposizioni di legge o del contratto collettivo a carattere imperativo. L’accordo di annullamento del contratto non deve essere quindi sottoscritto allo scopo di aggirare tali norme imperative. Caso tipico: l’onere legislativamente posto al datore di pagare il salario ed un’indennità per malattia e infortunio, di conseguenza è stato dichiarato nullo il contratto di scioglimento sottoscritto dal lavoratore che al momento era inabile al lavoro e al quale spettava la corresponsione di tali indennità. Diversamente è stato deciso per una lavoratrice in gravidanza, nonostante nello stesso periodo una disdetta da parte del datore sarebbe stata nulla, non essendo lei inabile al lavoro e non avendo diritto al momento al pagamento di indennità, era stata mantenuta la validità del contratto di scioglimento del rapporto di lavoro da lei sottoscritto (anche partendo dal presupposto che la lavoratrice al momento della sottoscrizione del contratto potesse effettivamente essere desiderosa di sciogliere il rapporto). Fattore determinante per l’insorgere o meno della sanzione grave di nullità è anche quello di stabilire se il datore di lavoro offre delle compensazioni economiche adeguate. Il contratto di annullamento rimane impugnabile nei casi in cui l’abuso del datore di lavoro nei confronti di un lavoratore ignorante o debole è evidente. L’istituto della risoluzione consensuale di un rapporto di lavoro in Italia è identico, ma la giurisprudenza e prassi sono diverse. L’ipotesi di cessazione consensuale del rapporto di lavoro si presenta normalmente in tre casi: qualora il lavoratore sia molto vicino all’età del pensionamento e, di conseguenza lo scioglimento del rapporto lavorativo non andrà a sconvolgere la sua vita, oppure dove per esigenze aziendali vi sia necessità di effettuare un ridimensionamento o una riorganizzazione, o ancora di fronte alle Commissioni di conciliazione come ipotesi di soluzione bonaria di una vertenza per impugnazione di un licenziamento. Quando si parla di cessazione consensuale si parla anche di incentivi all’esodo, ovvero di corrispettivi economici che hanno lo scopo di favorire l’uscita del lavoratore dall’organico dell’azienda, renderla più accettabile, erogando un certo numero di mensilità fino a raggiungere anche una somma considerevole. La Corte di Cassazione ha riconosciuto in seguito l’applicabilità del principio della libertà contrattuale anche ai rapporti di lavoro, affermando che la libertà di scelta del lavoratore non è posta in pericolo. Ora, a livello di prassi si sta riponendo l’attenzione sulla possibilità di creare una procedura ad hoc, con moduli specifici per questa ipotesi, in modo da evitare, esattamente come avvenuto in materia di dimissioni, abusi da parte del datore di lavoro, che in taluni casi faceva preparare lettere di dimissioni “in bianco” già firmate dal lavoratore all’atto dell’assunzione. E’ consigliabile sottoscrivere un accordo di scioglimento di fronte alla Commissione di Conciliazione competente, in tal modo l’accordo non sarà più impugnabile. [email protected] la Rivista n. 11 - Novembre 2010 41 CONVENZIONI INTERNAZIONALI di Paolo Comuzzi Alcuni aspetti della nuova convenzione Italia - USA A seguito del completamento degli step previsti nei due ordinamenti è in vigore una nuova convenzione tra Italia e Stati Uniti e questo rende di interessa fare una verifica in merito ad alcuni punti. Lo scopo del presente lavoro è proprio quello di dare una breve (diciamo concisa) esplicazione di questi punti lasciando poi agli operatori eventuali approfondimenti che possono di interesse nello sviluppo della stessa1. Si tratta ovviamente di un commento molto parziale e che non prende in considerazione tutti i punti della convenzione in quanto di riserviamo di fare un ulteriore contributo riferito ai punti come “interessi, dividendi, royalties” nei prossimi numeri della rivista. La condizione generale Va posto in immediata evidenza che per ottenere la applicazione del dettato convenzionale sussiste la condizione generale di “soggetto beneficial owner” e per le società sussiste anche la problematica della cd limitation on benefits (tema questo molto complesso e di difficile valutazione). Il tema LOB è molto importante (si pensi alla società del paese X che controlla la società italiana quando questa prende redditi da USA) e si estrinseca in test che sono complessi e che divengono ancora di maggior complicazione se parliamo di un soggetto che deve essere considerato trasparente sul piano fiscale. Possiamo affermare che queste nuove LOB richiedono delle indicazioni da parte della Amministrazione Fiscale Italiana per consentire al sostituto di imposta una azione che possa dirsi scevra da problematiche e da responsabilità. In linea generale è molto interessante che nell’ambito della convenzione siano state introdotte queste clausole di carattere specifico, clausole che devono ovviamente tenere conto per una corretta interpretazione di quello che possiamo dire sia il concetto di beneficiario effettivo che è stato sviluppato in sede OCSE e nel commentario. Redditi immobiliari Si deve fare la premessa che, in base all’articolo 6 della convenzione, la nozione di reddito immobiliare è molto ampia e che non pare che sussistere alcuna limitazione alla possibilità di tassare (nessuna limitazione della legge italiana sulla tassazione dei redditi fondiari). Si deve prestare attenzione che la categoria dei redditi immobiliari si divide in due sub categorie: a) redditi che possono ritratti dall’utilizzo del bene (ie canone di locazione); b) redditi che nascono dalla cessione del bene immobile. La prima categoria di redditi viene trattata nell’articolo 6 della convenzione mentre la seconda categoria di redditi viene trattata nell’articolo 13 della con- 1 Per un esame della convenzione si faccia riferimento agli articoli del prof. Mayr pubblicati nel 2009 e nel 2010 nella rivista Bollettino tributario e dai quali si prende spunto. 42 la Rivista n. 11 - Novembre 2010 venzione. Di nuovo si deve tornare sul punto dei diritti dello Stato della fonte: ai sensi del dettato convenzionale non vengono posti limiti allo Stato della fonte ed è lecito affermare che il suddetto Stato ha pieno diritto di procedere con la tassazione dei redditi che nascono dall’utilizzo del bene immobile. Siamo in presenza di una attribuzione di potestà impositiva cd illimitata e quindi viene lasciata piena libertà allo Stato della fonte. Sul piano definitorio va posto in evidenza che la convenzione lascia una ampia libertà alla norma interna facendo assurgere la norma interna al rango di norma convenzionale e fissando solo il principio per cui alcuni beni sono considerati beni immobili in quanto tali (si pensi agli accessori ai beni immobili, usufrutto su beni immobili). Utili delle imprese Qui il punto essenziale è quello della stabile organizzazione: possiamo dire che la distributive rule consiste proprio in questo principio. La regola di base è quella per cui gli utili di impresa possono essere tassati solo nello Stato in cui il soggetto che produce questi redditi è considerato residente ai fini fiscali. Tuttavia l’altro Stato contraente ha diritto di tassare gli utili prodotti dalla impresa se questa opera nel secondo stato contraente mediante una stabile organizzazione situata in detto Stato e se gli utili possono essere attribuiti a questa stabile organizzazione. La convenzione indica che gli utili di una impresa possono essere tassati nello Stato della fonte ma soltanto nella misura in cui gli stessi possono essere attributi alla stabile organizzazione che si trova in detto Stato [siamo in presenza di una limitazione della forza di attrazione, principio questo che è contenuto anche nella normativa fiscale Italiana]. Con riferimento poi al cd “utile attribuibile” lo stesso è fondato sul cd principio “arm’s length” e quindi dovrebbero trovare applicazione quelle che sono le direttive OCSE in tema di determinazione dei prezzi di trasferimento. Il principio della attribuzione è molto importante in quanto lascia intendere in modo chiaro che la tassazione di interessi, dividendi., royalties è da legare alla stabile organizzazione solo quando vi sia questa connessione tra la stessa Stabile Organizzazione ed il bene che produce interessi, dividendi e royalties. Questa connessione richiede un preciso esame giuridico e fattuale che ponga in evidenza la connessione esistente tra il bene e la stabile organizzazione (ie gli interessi derivano dall’impiego a mutuo della liquidità generata nella stabile organizzazione, le royalties nascono da un know – how sviluppato dalla stessa Stabile Organizzazione). In assenza di una precisa dimostrazione di questo legame, come detto, sorge immediata una limitazione in merito alla tassazione di questi proventi: gli stessi non saranno portati nel conto economico della Stabile Organizzazione ma tassati in modo separato. Certamente questo aspetto dell’effettiva connessione è un tema molto delicato in quanto è da chiedersi come possa il soggetto erogante italiano giungere ad un qualsiasi controllo in merito a questo collegamento e come possa egli verificare una eventuale dichiarazione resa in forma di atto notorio dal soggetto percipiente. Sempre nella convenzione esiste una norma in merito ai costi: è chiaro che una stabile organizzazione non è una “separate legal entità” rispetto alla società di cui è parte e quindi sussistono oneri di carattere generale che devono essere oggetto di una ripartizione sulle diverse entità nel mondo. In questo senso la norma della convenzione che consente una detrazione di queste spese anche se sostenute in un paese diverso da quello in cui si trova la stabile organizzazione appare come una norma del tutto congrua ed accettabile. Attenzione che questa norma non garantisce alcuna deduzione a priori in quanto sussiste il pieno diritto dello Stato in cui la stabile organizzazione è situata di “contestare” la inerenza e la congruità di questi oneri (congruità nel senso di criterio di attribuzione). Navigazione aerea e marittima Qui siamo di fronte ad una sostanziale esenzione che vale in modo specifico per queste imprese. Siamo in presenza di una deroga per una particolare categoria di imprese, una deroga che consiste nella attribuzione esclusiva allo Stato di residenza del diritto di tassare il reddito delle imprese di navigazione marittima ed area. Fondamentale è che si operi in “traffico internazionale” e quindi possiamo affermare che la suddetta limitazione non si applica quando l’impresa estera si limita al cd traffico interno. Altri redditi La norma di riferimento è l’articolo 22 della convenzione, una norma che conferisce il diritto di tassare i cd altri redditi allo Stato in cui il percipiente è residente ai fini fiscali (e si tratta di una attribuzione di carattere esclusivo salvo una precisa esclusione in presenza di stabile organizzazione e / o di una base fissa). Questa limitazione della tassazione si applica sia ai redditi che nascono dallo Stato della fonte sia ai redditi che la persona dovesse percepire da Stati terzi. Certamente la norma richiede un esame specifico di quanto percepito al fine di escludere che l’elemento di reddito debba essere fatto rientrare in un diverso articolo del dettato convenzionale. Conclusioni La nuova convenzione opera alcune modifiche rispetto alla precedente e possiamo dire che una delle maggiori è certamente quella dell’applicazione delle cd regole LOB, regole che sono precise e che portano certamente ad un “carico” di lavoro maggiore per quanto riguarda il soggetto erogante il reddito, soggetto che deve accertare non solo la residenza ma anche il diritto del percettore in ragione di queste regole specifiche. Si tratta comunque di un principio giusto e che tende a impedire utilizzi abusivi del dettato convenzionale ovvero un utilizzo che non è dettato da diritti giuridici ma che tende proprio a eludere le regole previste nella convenzione stessa. la Rivista n. 11 - Novembre 2010 43 Scegliete chi sa scegliere. Direzione Generale e Agenzia di Città Via Giacomo Luvini 2a, CH–6900 Lugano Tel. +41 58 855 32 00 Sede Principale Via Maggio 1, CH–6900 Lugano Tel. +41 58 855 31 00 Succursali ed Agenzie Chiasso, Mendrisio, Lugano-Cassarate, Paradiso, Bellinzona, Biasca, Locarno, San Gallo, Basilea, Berna, Zurigo, St. Moritz, Celerina, Poschiavo, Castasegna, Pontresina, Coira, Davos, MC-Monaco Abbiamo scelto la trasparenza, la prudenza, la qualità del servizio. Fate anche voi la scelta giusta: scegliete BPS(SUISSE). Anche in tempi difficili. Call Center 00800 800 767 76 www.bps-suisse.ch Banca Popolare di Sondrio (SUISSE) La Banca che parla con te. di Ingeborg Wedel Donne in carriera: Cinzia Renzi Poco incline ai compromessi inzia Renzi è Presidente della FIAVET (Federazione Italiana Associazioni Imprese Viaggi e Turismo), carica che ricopre dall’aprile 2009. La strada intrapresa nel settore turistico è stata lunga, irta di ostacoli, ma l’ascesa è risultata costante. Dopo il liceo scientifico ha frequentato l’università, ma non si è laureata in lingue straniere: ad un certo punto ha preferito recarsi all’estero dove ha studiato e appreso le lingue del posto; è stata una scelta oculata. Così nel 1985 - a 25 anni - è iniziata la sua carriera nel settore turistico praticamente dalla cosiddetta gavetta, che le è servita molto in tutte le cariche che poi ha ricoperto: da accompagnatrice turistica per Gruppi incentive e congressi in Italia e all’estero a docente di Master Economia e Gestione Servizi turistici Università “La Sapienza” di Roma, da Vicepresidente nazionale associazione Donne nel turismo (dal 2001 al 2008) a Vicepresidente Vicario U.R.A.T. Unione Regionale Federazioni Turismo del Lazio (dal 2007). Impegnatissima, come tutte le nostre donne manager, finalmente abbiamo avuto la possibilità di intervistarla. Riportiamo qui la sintesi delle sue risposte ai quesiti posti. Alla nostra domanda quanto tempo necessita per essere apprezzata come manager in un mondo di uomini, ci ha risposto che, prima di tutto, è necessario essere molto professionali e decisi nelle scelte e quindi ottenere dei risultati conformi alla propria potenzialità nel settore. Non certo per esibirli al mondo maschile, ma per se stesse: ossia dimostrare chiaramente che, nella professione, la donna può e deve fare quanto un uomo. “Le difficoltà da affrontare nel mondo del lavoro sono veramente tantissime”, afferma Cinzia, “il 70% dei dirigenti titolari nel settore turismo sono uomini, tant’è vero che io sono la prima donna presidente FIAVET dopo 49 anni: quindi è sempre necessario dimostrare il valore femminile che non ha nulla da invidiare a quello maschile.” Più che la diffidenza verso la donna, è molto evidente che gli uomini hanno preso coscienza della potenzialità femminile e sicuramente stanno all’erta. La donna manager incontra molti ostacoli e siccome non accetta compromessi. Ha maggiore difficoltà nel risolvere i problemi. Lo svantaggio per la donna in carriera è quello di dover lavorare di più degli uomini, sia nella professione che a casa, mentre il vantaggio per lei è la possibilità di instaurare amicizie e relazioni, che le vengono utili nel settore lavorativo. Il privilegio per la donna - in genere - è che gode di maggiori riguardi e rispetto, sempreché i risultati del suo operato siano tali da meritarli. Per quanto concerne l’acuto intuito, C tutto femminile, Cinzia conferma che si fida di questa sensazione positiva che le è stata di grande aiuto nelle scelte e decisioni da prendere. “L’arte della seduzione può risultare un’arma vincente in certi casi”, sostiene Cinzia, “ma non è determinante. Sono consapevole di usarla, ma con parsimonia e solo al momento giusto e a piccole dosi”. La soddisfazione maggiore è certamente quella di essere apprezzata per il lavoro svolto ed i relativi risultati ottenuti. Per quanto riguarda l’atteggiamento verso i dipendenti, non ci sono preferenze di rilievo rispetto al genere. Forse soltanto una maggiore comprensione ed attenzione verso la donna in particolari momenti come la maternità. Per sfondare nel mondo maschile, la donna in carriera deve sicuramente rinunciare al 70% degli hobby ed a buona parte della sua vita privata. Cinzia, però, collega qualche volta i suoi frequenti viaggi di lavoro a qualche piccola parentesi di piacere nei luoghi dove si deve recare. Frequenta il centro benessere con regolarità e pratica costantemente il nuoto. la Rivista n. 11 - Novembre 2010 45 L di Vittoria Cesari Lusso 1 L’ Elefante invisibile Su questo numero della Rivista riproponiamo il testo dell’articolo che - per problemi adducibili dall’insondabilità delle moderne tecnologie, che evidentemente non padroneggiamo - è apparso sul numero di ottobre rimaneggiato in alcune parti e incomprensibile in altre. Ce ne scusiamo con i lettori e con l’autrice. Il valore dell’esempio Lo sapeva anche mia nonna, pur non avendo fatto lunghi studi di psicopedagogia, ma solo la terza elementare: l’esempio è la stella polare dell’azione educativa. Le recenti scoperte sull’attività cerebrale, che evidenziano le basi neurologiche di quel mirabile meccanismo di apprendimento chiamato imitazione, le danno del tutto ragione: quando osserviamo qualcuno agire il nostro cervello si attiva, quasi come se stessimo agendo in prima persona, e così siamo pronti (volendolo) a imitarlo. Insomma, l’esempio è la via maestra per imparare qualcosa da qualcuno, in particolare se il “maestro” di turno riveste ruoli e cariche che gli conferiscono un’aura di modello. Infatti, in questi casi l’attività cerebrale di emulazione è ulteriormente stimolata dal desiderio di assomigliare all’agognato “prototipo”. Eppure, stando a quanto veicolato dai vari media, si direbbe che stia diventando di moda negare (in modo implicito o esplicito) l’impatto degli esempi. Come se lo si volesse occultare, trasformandolo in una sorta di elefante invisibile, complici probabilmente un paio di fenomeni. In primo luogo, vi è una sorta di miope (colpevole?) rifiuto della responsabilità dei propri atti. Il termine “responsabilità” deriva dal verbo latino respondere, che in origine aveva il significato forte di onorare un impegno assunto solennemente. Essere responsabile significa infatti avere la consapevolezza di dover rendere conto degli effetti delle azioni proprie, nonché di quelle di esseri affidati alle nostre cure. Il comportamento concreto di un genitore, di un insegnante, di un personaggio pubblico, di un governante non è un fatto meramente individuale che riguarda solo la singola persona ma che ha ripercussioni – positive o negative a seconda dei casi- su una moltitudine di altri individui. Come? Attraverso il potere dell’esempio, appunto! In secondo luogo, dimenticando che nella sfera educativa quel che si fa, conta molto di più di quel che si dice. O meglio, ciò che ha grande valore è la coerenza tra il dire e il fare. In mancanza di coerenza non si è credibili. Per un padre il miglior modo di convincere un figlio della necessità di portare il casco quando si va in motorino o si scia, è portarlo lui stesso. La via maestra per insegnare ai bambini le buone maniere e il rispetto consiste nell’adottare quotidianamente in famiglia modi educati e rispettosi. Per un docente, il modo più efficace per motivare allo studio i propri allievi è quello di vivere con passione l’insegnamento della propria materia. Per i governanti la posta in gioco è ancora più alta. In genere, solo dando l’esempio in prima persona e mettendo in pratica quello che predicano e chiedono ai propri “sudditi” essi possono convincerli della necessità di sviluppare comportamenti socialmente utili o di compiere determinati sacrifici ritenuti opportuni per il bene comune. Per questo Obama ha previsto di passare le vacanze di agosto lungo la costa del Golfo del Messico devastata dalla marea nera. Analogamente, Zapatero ha deciso di rinunciare alle ferie e ha tagliato le vacanze dei suoi ministri, mentre il nuovo premier britannico ha considerevolmente diminuito lo stipendio del suo governo. Dicono gli scettici che tutto ciò non serve a sanare gli effetti delle crisi ambientali e finanziarie. Certo, ma almeno contribuisce ad alimentare un capitale simbolico di primaria importanza, quello della credibilità di chi governa, e di chi deve dare l’esempio. E non è cosa da poco! I “cattivi esempi” costituiscono una trappola particolarmente subdola quando incidono sul comportamento delle giovani generazioni. I bambini e adolescenti ne subiscono particolarmente il turpe fascino. Il loro cervello, il loro sviluppo morale e i loro meccanismi di autoprotezione sono ancora in formazione. Gli adulti sono, almeno in teoria, meglio equipaggiati, sebbene ciò non sempre li renda immuni da deleterie imitazioni di modelli indegni. Capita. Molto dipende anche dal tipo di società e cultura in cui si è immersi. Quando si è in posizione di potere o di visibilità mediatica negare il valore di esempio ai propri comportamenti “trasgressivi” significa semplicemente voler fare i propri comodi senza assumerne le responsabilità, in particolare nei confronti del prossimo. Un idolo della canzone che glorifica l’uso di stupefacenti rende più attrattivo il suo stolto comportamento agli occhi dei fan. Un campione dello sport che si dopa non pecca solo di slealtà nei confronti degli altri concorrenti, ma divulga il pernicioso messaggio che il successo a tutti i costi vale più dell’onestà. Una velina che ostenta modi da adescatrice in televisione crea una scia di ragazzine pronte a imitarla. Un politico che sfrutta la propria carica per arricchirsi personalmente contribuisce per osmosi a diffondere l’idea che per chi detiene il potere tutto è lecito e ad abbassare così ulteriormente il livello medio della moralità nel suo paese. In vulgus manant exempla regentum (l’esempio di chi governa si diffonde nel popolo)! Se questo contributo suscita in voi commenti o reazioni non esitate a dialogare con l’autrice: [email protected] 1 Una vecchia leggenda indiana narra di un elefante che pur muovendosi tra le folle con la sua imponente mole passava comunque inosservato. Come se fosse invisibile… la Rivista n. 11 - Novembre 2010 47 Nella ricorrenza del 150° anniversario dell’Unità italiana L’Italia: “Pentita sempre e non cangiata mai” di Tindaro Gatani Una scena della battaglia di Waterloo, da una stampa d’epoca. D opo la sconfitta definitiva di Napoleone, al ritorno degli Austriaci in Lombardia, nelle maggiori chiese si cantò un Te Deum, lo stesso cantato qualche anno prima per la presa di Mosca da parte dei Francesi (14 settembre 1812). Angelo Brofferio (1802-1866), letterato anticonformista e anticlericale, così descrive la manifestazione che si tenne nel Duomo di Milano: «Vi erano ancora gli stessi preti, gli stessi canonici, gli stessi suonatori di pifferi e di violini; vi era lo stesso devoto popolo che cantava gli stessi versi. Non vi era altro di cambiato che questo: un anno prima si cantava per l’imperatore dei Francesi; un anno dopo per l’imperatore d’Austria, ma la musica era sempre quella». Un volgo disperso che nome non ha L’immagine degli italiani che inneggiavano ora all’uno ora all’altro straniero che, a turno, gli stava «sul collo» avrebbero dato al Manzoni la visione «d’un volgo disperso che nome non ha» (Coro dell’Adelchi). Un volgo sempre pronto a tumul- tuare, ma mai a rendersi libero e indipendente. L’Italia, come scrisse lo stesso Manzoni nel 1802, a soli 17 anni, era destinata a mortificarsi in continuazione, a essere, insomma, Pentita sempre, e non cangiata mai. Napoleone, che per vent’anni aveva scorazzato in armi “Dall'Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno, / da Scilla al Tanai / dall'uno all'altro mar” (Manzoni, Ode Cinque Maggio), nonostante i soprusi delle sue armate, aveva contribuito a diffondere le idee di uguaglianza e di libertà affermate dalla Rivoluzione francese. In tutta l’Europa si era diffusa la mentalità di una nuova forma di Stato moderna con cittadini liberi e tutti uguali davanti alla legge. Sconfitto nella battaglia di Lipsia dalla coalizione antifrancese, nell’ottobre del 1813, Napoleone fu costretto ad abdicare (14 aprile 1814) e a vivere in esilio coatto all’Isola d’Elba, da dove riuscì poi a evadere. Alla notizia della sua fuga, il 13 marzo 1815, sei giorni prima del suo trionfale ritorno a Parigi, i suoi nemici, che sin dal 1° novembre 1814 si erano riuniti in Congresso di la Rivista n. 11 - Novembre 2010 49 Vienna, decisero di dichiararlo fuorilegge. E quattro giorni dopo concordarono lo schieramento di una nuova coalizione, la settima alleanza militare antinapoleonica, formata da Austria, Prussia, Regno Unito e Russia, le quali si impegnarono a contribuire con l’apporto di 150.000 uomini ognuna. A questi seicentomila soldati andavano aggiunti anche quelli degli altri alleati della coalizione: la Svezia, i Paesi Bassi, il Regno di Sardegna, la Spagna, il Portogallo e alcuni Stati tedeschi. Lo scontro avvenne il 18 giugno 1815, nei pressi di Waterloo, una cittadina belga nella provincia di Brabante, a circa 15 km a sud di Bruxelles. I Francesi comandati dallo stesso Napoleone, dopo una strenua lotta, furono costretti e ritirarsi disordinatamente sotto i colpi degli avversari comandasti dal feldmaresciallo prussiano Gebhard Leberecht von Blücher e dal britannico Arthur Wellesley, meglio ricordato con il titolo di duca di Wellington. Alla fine della sanguinosa battaglia sul campo si contarono 25.000 morti francesi, 20.000 inglesi e 4.000 prussiani. Come luogo del nuovo esilio di Napoleone fu scelta Sant’Elena, una sperduta isoletta dell’Oceano Atlantico. Il “Mercato dei popoli” A Vienna, le grandi potenze avevano intanto deciso il futuro assetto dell’Europa. A darci una chiara rappresentazione dell’accordo raggiunto in quell’occasione ci pensa una caricatura, apparsa il 15 maggio 1815, esattamente un mese prima di Waterloo, intitolata La balance politique. In essa viene spiegato come stava per essere manipolato il futuro assetto europeo, senza tener minimamente conto del volere e dei sentimenti nazionali dei singoli popoli, ma basandosi esclusivamente sugli interessi egoistici delle grandi potenze. Nell’immagine, a sinistra, un tronfio rappresentante inglese sta mettendo sul piatto di una enorme bilancia Il mercato dei popoli al Congresso di Vienna, caricatura d’epoca. 50 la Rivista n. 11 - Novembre 2010 sacchetti di oro e denaro sonante (le vaste colonie, i traffici ingenti e gli altri patrimoni britannici), il tutto mentre un olandese controlla le sue ricchezze contenute in un capiente forziere. Al centro un prussiano e un austriaco stanno contrattando il possesso di alcuni territori, che devono fare da contrappeso a quanto si trova sul piatto inglese. Al prussiano che dice: «Io mi prenderò la metà della Sassonia», l’austriaco risponde: «Vi consento, purché tu mi lasci libero sul Po». Il tutto, mentre a destra lo zar russo Alessandro I Romanov e Charles Maurice de Talleyrand-Perigord, ministro degli Esteri del nuovo re francese Luigi XVIII, seduti cavalcioni su una botte che contiene il popolo polacco, ridotto a semplice merce di scambio, discutono sul futuro destino di quella Nazione. In quanto agli Italiani, essi sono ben legati in un sacco posto in disparte all’estrema destra del disegno. Nessuno, infatti, si sarebbe occupato di quella vera e propria balla di merci, perché era sottinteso e accettato da tutti che essa sarebbe appartenuta di diritto e di fatto all’Austria. Ad illustrare quanto stava accadendo nella capitale austriaca ci pensò anche un arguto poeta in romanesco che, tra l’altro, scrisse: «A Vienna c’è un bellissimo mercato / e i popoli se venneno all’incanto / e a chi ne compra e a chi je paga un tanto / je consegnano er popolo legato». Come in tutti i consessi internazionali, anche a Vienna le decisioni furono prese soltanto dalle grandi potenze, e cioè dall’Austria, dall’Inghilterra, dalla Prussia e dalla Russia, tutti gli altri partecipanti avevano una posizione meramente rappresentativa. Una presenza del tutto particolare fu quella del principe di Talleyrand che, con la sua indiscussa abilità diplomatica, riuscì a capovolgere la posizione della Francia da «grande accusata» a «vittima dell’imperialismo di Napoleone». Egli si era fatto accreditare al Congresso come plenipotenziario di re Luigi XVIII, fratello di Luigi XVI, che era stato ghigliottinato per effetti della Rivoluzione. Il ragionamento del Talleyrand, che chiedeva giustizia per il suo re e per tutti gli altri sovrani spodestati da Napoleone, fu adottato senza riserva all’unanimità. Questo anche perché il suo ragionamento comportava la restaurazione totale delle condizioni politiche esistenti prima della Rivoluzione con gli aggiustamenti territoriali che facevano comodo alle grandi potenze. Così, per merito di Talleyrand «la Francia vinse la pace dopo aver perso la guerra». I nuovi equilibri Per gli effetti del Congresso di Vienna, i venti della Rivoluzione fecero posto a quelli della Restaurazione, con un vero e proprio ritorno al passato. Furono infatti ristabiliti gli antichi regimi nei quali la sovranità non sarebbe mai più appartenuta ai popoli, ma solo ai monarchi, che la ereditavano e la esercitavano per grazia di Dio. Nel corso delle trattative per la spartizione territoriale si assistette anche a un vero e proprio scellerato trasformismo Ritratto di Giuseppe Mazzini. diplomatico, che avrebbe fatto scuola nella storia europea fino allo scoppio della seconda Guerra mondiale. Il principio di legittimità, stabilito agli inizi all’unanimità, venne sostituito, di volta in volta, dal criterio della compensazione o da quello della sicurezza generale, a seconda degli interessi delle grandi potenze e dei compromessi che si era costretti a raggiungere. Nasceva così non l’Europa del diritto ma quella della convenienza, basata sulla legge del più forte, cioè a dire del potente o prepotente di turno. Con queste poco rassicuranti premesse fu stabilita così la spartizione del continente: - la Francia rientrava nei confini antecedenti la Rivoluzione del 1889; - alla Gran Bretagna, oltre al Regno di Hannover, veniva riconosciuto il possesso di Malta e di alcuni territori francesi in America, in Africa e in Asia; - la Russia otteneva il Ducato di Varsavia; conservava la Finlandia, strappata alla Svezia nel 1809 dopo un’unione durata quasi sei secoli, e la Bessarabia, regione tra Moldavia e Romania, già strappata agli ottomani nel corso della guerra russo-turca del 1806; - la Prussia otteneva una parte della Sassonia, la Provincia Renana e la Vestfalia; - l’Austria rinunciava ai Paesi Bassi asburgici in cambio di un arrotondamento territoriale in Galizia, in Dalmazia e nell’Italia settentrionale, con la rioccupazione del Ducato di Milano e con l’annessione della vecchia Repubblica di Venezia; - la Spagna e il Portogallo tornavano allo status quo ante, cioè alla situazione di prima della Rivoluzione francese. Applicando il criterio della sicurezza generale, il Congresso ritenne necessario costituire, tutto intor- no alla Francia, una serie di Stati-cuscinetto con il compito di «guardia armata della Restaurazione». In caso di un eventuale risveglio di nuove ambizioni rivoluzionarie francesi, questi Stati avrebbero dovuto resistere all’invasione, dando alle grandi potenze il tempo necessario di potersi contrapporre militarmente. E fu anche in base a questo criterio che la Svizzera, formata da 22 Cantoni, si vide garantita la neutralità perpetua; il Regno di Sardegna fu ingrandito con l’annessione della Liguria; il Belgio fu unito all’Olanda (Regno dei Paesi Bassi); e fu fondata la Confederazione germanica, sotto la presidenza austriaca (1815-1866), che comprendeva 35 principati, più i regni di Gran Bretagna (per Hannover), di Danimarca (per l’Holstein), dei Paesi Bassi (per il Lussemburgo) e quelli di Austria e Prussia per la rispettiva parte dei loro territori. Il 4 giugno 1815, il Congresso di Vienna chiudeva i suoi lavori dopo che «aveva finito per disporre dei popoli come di armenti». Unica nota positiva e altamente umana e cristiana, contenuta nell’Atto finale del Congresso, fu la ferma condanna della tratta dei negri che avrebbe poi dato un forte contributo alla soppressione della schiavitù. L’Italia dopo il Congresso di Vienna In base agli accordi raggiunti a Vienna, la carta politica dell’Italia, che il potente ministro degli esteri austriaco, principe di Metternich, avrebbe poi definito nulla più che una «espressione geografica», risultò così delineata: - il Regno del Lombardo-Veneto, risultato dell’unione della Lombardia e degli antichi territori della Repubblica di San Marco, sotto la diretta dominazione austriaca; - il Regno di Sardegna, sul quale tornava Vittorio Emanuele I di Savoia, con Nizza, la Savoia, la Sardegna, che ne faceva parte dal 1720, ingrandito con l’annessione della Liguria; - i Ducati di Parma, Massa e Lucca, con a capo principi strettamente legati da vincoli di parentela con gli Asburgo d’Austria; - il Ducato di Modena, assegnato al principe Francesco IV di Asburgo-Este; - il Granducato di Toscana, con l’aggiunta di altri piccoli territori, sul cui trono ritornavano gli Asburgo-Lorena; - lo Stato Pontificio che tornava sotto il dominio temporale del Papa; - il Regno di Napoli e quello di Sicilia, restituito a Ferdinando IV di Napoli e III di Sicilia che divenne così Ferdinando I delle Due Sicilie. La Repubblica di Venezia e quella di Genova perdevano definitivamente la loro secolare gloriosa indipendenza. Il Congresso, temendo le conseguenze di un vuoto di potere nell'Europa sud-orientale, controllata dagli ottomani, nonostante l’interessamento russo, non ritenne opportuno intervenire a favore della Grecia ancora sottomessa al giogo turco. La parola d’ordine dei vecchi principi tornati sui loro troni la Rivista n. 11 - Novembre 2010 51 italiani era di cancellare, come con un colpo di spugna, tutte le novità in campo sociale e amministrativo introdotte dalle nuove idee. Si stabilirono allora i vecchi confini, i vecchi pesi e le vecchie misure, gli odiosi diritti doganali, la censura sulle pubblicazioni e tutte quelle restrizioni democratiche che la ventata napoleonica aveva spazzato via. Il pesante clima di reazione creò subito malumori e dissensi non solo in Italia, ma in tutta l’Europa. Le grandi potenze si resero subito conto di non poter mantenere intatta la struttura politica e territoriale creata a tavolino a Vienna. In vista delle prevedibili rivolte dei popoli sottomessi, già nel settembre del 1815, l’Austria, la Prussia e la Russia conclusero un trattato di mutuo soccorso «in ogni occasione e in ogni luogo» per mettere a tacere qualsiasi ribellione. Quell’unione fu chiamata Santa Alleanza, perché il collante doveva essere la religione, meglio dire il Vangelo al quale, la Russia greco-ortodossa, l’Austria cattolica e la Prussia protestante si ispiravano, impegnandosi a governare «secondo le parole della Sacra Scrittura». Il compromesso «fra trono e altare», come fu chiamata l’Alleanza, fu alla base della prima organizzazione sovranazionale per il mantenimento della pace dell’era moderna. A essa aderirono tutti i principi europei del tempo, ad esclusione dello Stato Pontificio e della Gran Bretagna, il cui Parlamento respinse ogni diritto di intervento, facendo del suolo britannico la patria dei liberali. Le rivoluzioni nazionali Per volere del suo massimo sostenitore, lo zar Alessandro I di Russia, la Santa Alleanza si sarebbe dovuta impegnare a «governare i popoli paternamente», osservando i principi del Vangelo come unica guida al posto della tanto reclamata Costituzione, considerata dai principi non come patto tra loro e il popolo, ma piuttosto come una «degradante limitazione» della propria sovranità. Per essere governati paternamente, i popoli si sarebbero dovuti comportare come «figli ubbidienti» e soprattutto non fare capricci, reclamando quelle libertà costituzionali che la Rivoluzione francese aveva fatto appena intravedere. Pretendere questo era troppo anche per sovrani che regnavano per Grazia di Dio. Belgi, Italiani, Polacchi, Spagnoli, Tedeschi e tanti altri ancora non erano, infatti, disposti ad accettare supinamente di vivere sottomessi. L’opposizione non tardò a organizzarsi, partendo dalla Spagna che, dopo essersi schierata attivamente contro l’invasione napoleonica, si era vista tolta la Costituzione, da quello stesso sovrano che l’aveva concessa sotto l’incalzare degli eventi nel 1812. Di fronte alle prime minacce di rivolta, la Santa Alleanza si trasformò in possente «strumento di oppressione». Per sfuggire alla repressione, i patrioti dei vari Paesi europei cominciarono a organizzarsi allora in una miriade di società segrete. In Italia fiorirono soprattutto la Carboneria e la Massoneria, alle quali aderirono professionisti, intellettuali ed ex funzionari napoleonici. Nonostan52 la Rivista n. 11 - Novembre 2010 L’Italia dopo il Congresso di Vienna e i luoghi dei moti carbonari (fiamme nere) e di quelli mazziniani (fiamme arancioni) tra il 1820 e il 1845. te il loro limitato campo di azione e la mancanza di un forte appoggio popolare, furono queste società segrete a organizzare i primi moti rivoluzionari, quelli del 1820-’21 in Spagna, nell’Italia meridionale e in Piemonte. Quello fu il primo campanello di allarme per le grandi potenze che, invece, di correre ai ripari concedendo libertà ai popoli sottomessi, potenziarono i loro apparati polizieschi e repressivi. Che non fosse la via giusta da seguire, lo avrebbero dimostrato i grandi sconvolgimenti del 1830-’31, quando vere e proprie rivoluzioni scoppiarono in diverse nazioni. Nell’Italia settentrionale e in Polonia ebbero esito negativo, ma in Belgio e in Francia le forze nazionali e democratiche uscirono vittoriose dagli scontri. Il nuovo sovrano francese, Luigi Filippo duca di Orléans, si affrettò a concedere la Costituzione e, per rompere definitivamente con il passato, assunse il titolo di «re dei Francesi per volontà della Nazione». A dare un altro duro colpo alla Santa Alleanza furono le lotte della Grecia che, sottomessa da quattro secoli alla dura occupazione ottomana, dopo un decennio di lotte era riuscita a riconquistare la sua indipendenza, sancita dal Congresso di Londra del 1830. Con la fine dello status quo nel sud-est europeo iniziava la lotta per i Balcani e per la supremazia nel Mediterraneo orientale che vedevano interessati non solo l’Inghilterra e la Francia, ma anche l’Austria e la Russia in posizione contrapposta. “Ogni attività di Private Banking richiede un elevato livello di confidenzialità e fiducia. Crediamo fermamente nelle potenzialità del sistema di gestione bancario Ambit Apsys di SunGard per assicuralo “ con la massima efficienza. Christine Ehrat, lic.oec.publ. 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All other trade names are trademarks or registered trademarks of their respective holders. Ernst & Young, il vostro partner competente per: Assurance Tax Legal Transactions Advisory www.ey.com/ch Scaffale di Liber Maria Cristina Bombelli Paolo Rumiz Leonardo Zanier Management plurale La gialla cotogna di Istanbul Allora vi diciamo Alla nazione Diversità individuali e strategie organizzative Ballata per tre uomini e una donna Etas pp. 190 € 20.50 Per anni il diversity management, la funzione aziendale che si occupa della conoscenza e della valorizzazione delle differenze delle persone all’interno delle organizzazioni, è stato un argomento da “addetti ai lavori”. Se ne parlava di solito in mood tangente, giusto per affermare un principio importante in uno scenario economico, sociale e organizzativo che ne imponeva con forza la necessità. Ma oggi la situazione è cambiata. Nell’attuale mondo del lavoro, infatti, la diversità - di genere, di cultura, di origine - è ormai riconosciuta come un valore, e va quindi gestita come un obiettivo concreto per il successo delle aziende. Tuttavia, molte imprese si dicono attente a questi temi solo a parole, con il rischio che il tutto si risolva solo in una moda o in facile retorica svincolata dalla realtà. In questo libro l’autrice, pioniera italiana del settore che ha seguito progetti di diversity management delle più significative aziende italiane e multinazionali, fa il punto sulla situazione attuale e sui dubbi che rimangono aperti, offrendo al lettore una serie di consigli per mettere in pratica la nuova cultura della pluralità e mettendo in guardia dai pericoli e dagli errori. Maria Cristina Bombelli è tra le maggiori esperte di comportamento organizzativo e diversity management in Italia, presente in molti progetti sulle differenze di genere e con un’ampia rete di conoscenze nel mondo manageriale femminile. È autrice di diversi libri; con Etas ha pubblicato Soffitto di vetro e dintorni (2000) e Il tempo al femminile. Feltrinelli pp. 162 - € 16,00 Paolo Rumiz scommette sulla forza delle grandi storie e si affida al ritmo del verso, della ballata. Ne esce un romanzo-canzone singolare, fascinoso, avvolgente come una storia narrata intorno al fuoco. Racconta di Max e Maša, e del loro amore. Maximilian von Altenberg, ingegnere austriaco, viene mandato a Sarajevo per un sopralluogo nell’inverno del ’97. Un amico gli presenta la misteriosa Maša Dizdarevic´, “occhio tartaro e femori lunghi”, austera e selvaggia, splendida e inaccessibile, vedova e divorziata, due figlie che vivono lontane da lei. Scatta qualcosa. Un’attrazione potente che però non ha il tempo di concretizzarsi. Max torna in patria e, per quanto faccia, prima di ritrovarla passano tre anni. Sono i tre anni fatidici di cui parlava La gialla cotogna di Istanbul, la canzone d’amore che Maša gli ha cantato. Maša ora è malata, ma l’amore finalmente si accende. Da lì in poi si leva un vento che muove le anime e i sensi, che strappa lacrime e sogni. Da lì in poi comincia un’avventura che porta Max nei luoghi magici di Maša, in un viaggio che è rito, scoperta e resurrezione. Paolo Rumiz, nato a Trieste, inviato speciale del “Piccolo” di Trieste ed editorialista de “la Repubblica”, esperto del tema delle Heimat e delle identità in Italia e in Europa, dal 1986 segue gli eventi dell’area balcanico-danubiana. Ha vinto il premio Hemingway nel 1993 per i suoi servizi dalla Bosnia e il premio Max David nel 1994 come migliore inviato italiano dell’anno. Ha pubblicato, tra l’altro, Danubio. Storie di una nuova Europa (1990), Vento di terra (1994), Maschere per un massacro (1996), La linea dei mirtilli (1993; 1997), Gerusalemme (2005). Edizioni Il Grappolo pp130 - € 15,00 “L’emigrazione è un viaggio che non finisce mai. “Quanti Ulisse ci saranno e ci sono stati nel mondo?”. Leonardo Zanier immalinconisce sfogliando le immagini di un fotografo (Antonio Murgeri) che accarezza le barche degli immigrati clandestini abbandonate sulla riva del mare. Legni preziosi, profili eleganti ingrigiti dalla vecchiaia, aspettano di consumare il loro ultimo tempo con l’illusione di cogliere la rivelazione che da sempre inseguono senza averla davvero raggiunta. Nella contemplazione del barche arenate Zanier riconosce l’approdo dove trova pace il nomadismo psicologico confuso nella folla dei migranti legato allo stesso destino. E il viaggio continua alla ricerca dell’identità. Identità cercata cercando un lavoro. L’emigrazione agita la stessa insicurezza in ogni posto”. (Maurizio Chierici). “Allora vi diciamo / Alla nazione è un libro di prose e di poesie, una collezione di brani e di liriche di diverse epoche che, insieme, restituiscono l’immagine di realtà non travisate dalle parole, dalle propagande, dalle insicurezze. Zanier dona a se stesso - e a tutti, di qualunque nazione, pelle e lingua essi siano - le immagini di desolante umiliazione iniziale perché ancora più fulgida sia la gioia di essere arrivati dove si riesce ad arrivare. (…) Allora vi diciamo / Alla nazione è un libro da leggere lasciandosi penetrare da parole che sono taglienti come rasoi, che sono meditate e incontrovertibili perché distillate attraverso l’esperienza personale di chi ha saputo diventare qualcuno in un ambiente inizialmente ostile non per gloriarsi di risultati personali, ma per fare rispettare se stesso attraverso il riconoscimento che il rispetto è dovuto a qualsiasi essere umano”. (Gianpaolo Carbonetto). www.il grappolo.it *Il libro sarà presentato alla Casa d’Italia di Zurigo il prossimo 4 dicembre alle ore 17.30 la Rivista n. 11 - Novembre 2010 55 fashion store Bäckerstrasse 51 | 8004 Zürich, phone 044 240 11 11 www.smlxl-fashionstore.ch Premi Balzan 2010 Consegnati a Roma il prossimo 19 novembre I Premi Balzan 2010 sono stati annunciati a Milano dal presidente del Comitato generale Premi della Fondazione Balzan, Salvatore Veca, con il presidente della Fondazione Balzan “Premio”, ambasciatore Bruno Bottai, nella Sala Buzzati della Fondazione Corriere della Sera. I profili dei vincitori e le motivazioni dei premi, che saranno consegnati a Roma il 19 novembre prossimo dal Presidente della Repubblica, sono stati illustrati da quattro prestigiosi esponenti del Comitato generale Premi. Quentin Skinner ha così motivato l’assegnazione del Premio per la storia europea (1400-1700) a Carlo Ginzburg: “Per le sue doti eccezionali di immaginazione, rigore scientifico e talento letterario con cui ha recuperato e gettato nuova luce sulle credenze popolari nell’Europa del XV e XVI secolo”. Il Premio per la storia del teatro in tutte le sue forme espressive è stato assegnato a Manfred Brauneck (Germania): “Per la sua ampia ricostruzione di due millenni e mezzo di storia del teatro europeo, nonché per le sue ricerche sulle diverse attività teatrali considerate in un contesto internazionale”. Al giapponese Shinya Yamanaka il Premio per la biologia e le potenziali applicazioni delle cellule staminali, con la seguente motivazione: “Per la sua scoperta di un metodo che permette di trasformare le cellule adulte già differenziate in cellule che presentano le caratteristiche delle staminali embrionali.” Il Premio per la matematica (pura o applicata) è stato attribuito a Jacob Palis (Brasile): “Per i suoi contributi fondamentali alla teoria matematica dei sistemi dinamici”. Nel 2011 i Premi Balzan, che avranno un valore ciascuno di 750.000 franchi svizzeri, saranno assegnati a studiosi che si sono distinti nelle seguenti materie: Storia antica (Mondo greco-romano) Studi sull’Illuminismo Biologia teorica e bioinformatica L’universo primordiale (dal tempo di Planck alle prime galassie). 40 ANNI FONDAZIONE ECAP Convegno internazionale «formazione per l’inclusione» Giovedì 11 novembre 2010, 9.00-16.45h, Auditorium KKL Luzern, Europaplatz 1, Lucerna 9.00 h Registrazione dei/delle partecipanti e caffè 9.30 h Apertura del Convegno Mariella Peter, Leiterin ECAP Zentralschweiz 9.35 h Saluti Stadtrat Ruedi Meier, Sozialdirektor, Luzern 9.50 h Relazione introduttiva Guglielmo Bozzolini, Direttore della Fondazione ECAP 10.10 h Marginalità assoluta e marginalità relativa, quali compiti per la formazione? Saul Meghnagi, Presidente ISF 10.35 h Pausa 11.00 h Dibattito: L’inclusione degli esclusi: il ruolo del sindacato Andreas Rieger, Co-Präsident Unia Enrico Panini, Segretario CGIL Fiammetta Jahreiss, Leiterin ECAP Zürich, Moderazione 11.45 h Discussione nei gruppi di lavoro 12.30 h Pranzo 13.45 h Improtheater & Improcomedy «Ohne Wiederholung» 14.30 h Precarietà e esclusione sociale nel mercato del lavoro svizzero Alessandro Pellizzari, Sociologo, Segretario generale Unia Ginevra 15.05 h Pausa 15.30 h Tavola rotonda: Quale politica formativa per l’inclusione e l’integrazione sociale? Peter Sigerist, Zentralsekretär SGB André Schläfli, Direktor SVEB Roger Nordmann, Nationalrat und Präsident Schweizer Dachverband Lesen und Schreiben Sabine Schoch, Fachspezialistin Integration DISG Kanton Luzern Furio Bednarz, Presidente della Fondazione ECAP Giacomo Viviani, Presidente Consiglio scientifico dell’ECAP, Moderazione 16.30 h Conclusioni Vania Alleva, Vice Presidente USS 16.45 h Chiusura e rinfresco Stiftung ECAP, Dörflistrasse 120, 8050 Zürich [email protected] Iscrizione: [email protected] Il convegno sarà tradotto simultaneamente in tedesco e in italiano la Rivista n. 11 - Novembre 2010 57 Di casa in Svizzera – Collegamenti in tutto il mondo. La nostra casa madre, fondata nel 1590, è una delle banche più antiche del mondo. Esperienza, obiettività e vicinanza ai nostri clienti sono i valori che ci contraddistinguono da oltre quattro secoli. E continuano ad essere attuali come all’inizio. Approfittate delle nostre soluzioni su misura e della nostra esperienza. B E RE N B E RG BAN K ( S C HWE I Z ) AG M I C HAE L A. P. SAG E R KREU Z STRAS S E 8034 5 Z U RI G O SVI Z Z E RA WWW. B E RE N B E RG . C H +41 44 284 21 84 Carnet Locarno Casa Rusca: fino al 16 gennaio 2011 Antologica di Valerio Adami Fino al 16 gennaio 2011 la Città di Locarno promuove presso la Pinacoteca Comunale di Casa Rusca la prima antologica in Svizzera dedicata all’artista italiano Valerio Adami. Nato nel 1935 a Bologna, Valerio Adami vive a Meina - dove ha sede la Fondazione europea del disegno da lui fondata - a Montecarlo e Parigi, sua città d’elezione. Dopo aver frequentato l’atelier di Felice Carena e aver seguito i corsi di Achille Funi all’Accademia di Brera, dove si diploma nel 1955, inizia una serie di viaggi che lo portano a vivere e a lavorare in Europa, negli Stati Uniti, in America Latina e in India. Adami ha alle spalle un’attività di grande prestigio, dagli esordi espressionisti (fondamentali sono gli incontri con Oskar Kokoschka e Francis Bacon) alle soluzioni che rendono oggi il suo stile assolutamente personale. È stato invitato a esporre in importanti musei di tutto il mondo, tra cui il Centre Georges Pompidou di Parigi che nel 1985 gli ha dedicato un’ampia retrospettiva per il suo cinquantesimo compleanno, Palazzo Reale a Milano, il Museo de Bellas Artes di Buenos Aires e il Musée de la Ville de Paris, solo per citarne alcuni. L’esposizione locarnese, curata da Rudy Chiappini, inten- de offrire una visione antologica dell’opera dell’artista attraverso la selezione di una sessantina di dipinti di grandi dimensioni. Si tratta di lavori compiuti a partire dalla metà degli anni Sessanta fino ai giorni nostri, con alcune tele realizzate appositamente per l’appuntamento locarnese. L’obiettivo della mostra è di mettere in risalto l’evoluzione della ricerca pittorica di Adami e di consentire ai visitatori di confrontarsi con le tematiche principali che hanno caratterizzato il suo percorso artistico. Casa Rusca Pinacoteca comunale Via S.Antonio CH - 6600 Locarno Tel: +41 (0)91 756 31 85 www.locarno.ch Fondazione del Centenario della Banca della Svizzera Italiana Frank Horvat vincitore del Premio 2010 Lo scorso 28 ottobre, la Fondazione del Centenario della Banca della Svizzera Italiana (oggi BSI) ha conferito il Premio 2010 a Frank Horvat, fotografo di fama internazionale, in riconoscimento della sua vasta opera in molte aree della fotografia con lo spirito dell’osservatore attento, del reporter nel mondo, dell’artista sperimentatore e innovatore nei temi e nei modi. La Fondazione è stata istituita nel 1973, in occasione del centesimo anniversario della Banca della Svizzera Italiana (oggi BSI), allo scopo di favorire le relazioni italo-svizzere e di accrescere il comune patrimonio linguistico e culturale dei due paesi. La Fondazione premia persone o istituzioni che rappresentino il contesto culturale di Svizzera e Italia e che abbiano operato in ambito secondo le intenzioni dei fondatori. Frank Horvat è nato nel 1928 ad Abbazia in Istria, oggi Croazia, e si è sottratto alle persecuzioni del regime fascista emigrando con sua madre e sua sorella in Ticino nel 1939. Oggi la sua casa ad Intragna, ospita il Museo regionale delle Centovalli, dove nel 2000 Frank Horvat ha esposto fotografie in bianco e nero che documentano la sua presen- za nel villaggio. Ha frequentato il liceo di Lugano, dove ha ottenuto la maturità, e ha iniziato la sua carriera a Milano con studi di disegno all’Accademia di Brera e la pratica della fotografia. Nel ’50 Horvat incontra Henri Cartier-Bresson e Robert Capa a Parigi, dove si stabilisce nel ’55. Lavora per circa un ventennio frequentemente come fotografo di moda a Parigi, Londra e New York, e diventa associato di MAGNUM, la celeberrima cooperativa di fotografi. Lavora quindi come reporter dal mondo intero, collaboratore di riviste di fotografia, illustratore, autore e coautore di opere fotografiche e di libri illustrati. Dal 1980 Horvat è spesso coinvolto in esposizioni personali e collettive (più di un centinaio in totale) in Europa, Stati Uniti, America latina e Giappone, che si rifanno spesso a suoi progetti originali. la Rivista n. 11 - Novembre 2010 59 Eros e cioccolato ore 19.30 Liceo Artistico, Parkring 30 8002 Zürich Lettura scenica di testi letterari abbinati alla degustazione di diversi tipi di cioccolato in sintonia con le storie d’amore. Leggerà l’attore Alessandro Pazzi. Ingresso libero. Il cioccolato offerto in degustazione è di Truffes, Schlüsselgasse 12, Zürich. Verrà presentato dalla Dott.ssa Elisabetta Capei. 6 novembre Il cinema italiano dal Neorealismo ai neorealismi ore 14.30 ZHAW Theaterstrasse 15c 8401 Winterthur Sala 1, primo piano Organizza: proLinguaitaliana con il patrocinio dell’Istituto Italiano di Cultura di Zurigo. Moderatore: V. Panicara Incontro con Enrico Bernard Incontro-dibattito sul cinema italiano neorealista, con particolare riferimento all’opera di Carlo Bernari, padre del relatore 7 novembre I Rusteghi ore 16.00 St. Agathasaal Bahnhofplatz 3 8953 Dietikon Commedia in tre atti di Carlo Goldoni Organizza: Liceo Vermigli di Zurigo in collaborazione col Circolo Culturale Sandro Pertini di Dietikon adattata e interpretata dagli studenti del Liceo Vermigli. Entrata Fr. 10.– / Studenti, AHV 5.— 10 novembre Insegnamento dell’italiano e dizionari elettronici Organizza: Cattedra di Linguistica Italiana dell’Università di Zurigo. ore 16.15 Università di Zurigo Schönberggasse 11 8001 Zürich SOE-E-1 60 Organizza: ALA, Amici del Liceo Artistico 4 novembre Prof.ssa Carla Marello, Università di Torino 13 novembre Italienische Reise 20.00 Uhr Reformierte Kirche Wipkingen Wibichstrasse 43 8037 Zürich-Wipkingen Adriano Banchieri: Barca di Venetia per Padova Ludwig van Beethoven: Canti italiani a capella Johann Wolfgang von Goethe: Italienische Reise (von Padua bis Venedig) Salto corale, Alessandro Marchetti und Johannes Dullin (Darsteller), Mathis Keller (Violoncello), Gregory Wicki (Cembalo), Colette Roy-Gfeller (Regie), Ulrich Waldvogel Herzig (Leitung). 15 novembre Folco Quilici: cinema e storia ore 18.00 Università di Zurigo Rämistrasse 71 8006 Zürich Kol-F-121 Il mistero di un ultimo volo la Rivista n. 11 - Novembre 2010 Folco Quilici, celebre documentarista cinematografico, giornalista e scrittore presenterà un suo premiato documentario e parlerà dei suoi viaggi d’avventura. Ingresso libero. Salto corale, ein junger Chor aus Schaffhausen, präsentiert die Madrigalkomödie Barca di Venetia per Padova von Adriano Banchieri in einer neuen Inszenierung. Ludwig van Beethovens Canti italiani a cappella werden mit Auszügen aus Johann Wolfgang von Goethes Italienischer Reise in Banchieris humorvolle Geschichte aus dem Italien des 17. Jahrhunderts integriert. Eintritt frei – Kollekte. Organizza: ASRI, Associazione svizzera per i rapporti culturali e commerciali con l’Italia 16 novembre Il futuro del libro – Il libro futuro ore 18,30 ETH Rämistrasse 101 8092 Zürich HG D 2.1 Prof. Emilio Speciale (presidente Società Dante Alighieri di Zurigo) La conferenza affronterà i problemi e le prospettive che le nuove tecnologie apportano al mondo del libro e dell’editoria. Quale futuro nel mondo digitale per un oggetto materiale a cui siamo abituati? 18 novembre L’archivio dello scrittore ore 18.15 Università di Zurigo Rämistrasse 71 8006 Zürich – KO2 F-153 Incontro con Giovanni Orelli 20 novembre Cena di Gala ore 19.30 Liceo Artistico Parkring 30 8002 Zürich Menù di carne Una sola volta all’anno lo splendido salone liberty del Liceo Artistico diventa ristorante. Il cuoco, Francesco Ciarapica del ristorante Papà Baccus di Roma, porterà tutti gli ingredienti e il suo saper fare… 21 novembre Giornata del Cinema Italiano ore 16.00-23.00 Casa d’Italia – Sala Pirandello Erismannstrasse 6 8004 Zürich La Commedia all’Italiana secondo Carlo Verdone 22 novembre L’Italia compie 150 anni, e gli Italiani? ore 18.30 Liceo Artistico Parkring 30 8002 Zürich L’identità italiana nell’era della globalizzazione 24 novembre Incontro con Alberto Nessi ore 19.30 Zentrum Karl der Grosse Kirchgasse 14 8001 Zürich Un’antologia personale tratta dagli scritti già pubblicati e dall’ultima raccolta poetica dello scrittore ticinese. La scelta dell’istituzione alla quale donare i propri scartafacci è, per uno scrittore ticinese, anche politica: darli a Pavia? Lugano? Berna? Orelli illustrerà le ragioni della sua decisione e leggerà da materiali inediti. ore 16.00: Viaggi di Nozze (1995) di Carlo Verdone ore 18.15: Italians (2009) con Carlo Verdone ore 20.30: Io, loro e Lara (2009) di Carlo Verdone Cosa significa essere italiani oggi? Su che cosa si basa il senso dell’appartenenza? Perchè ci si sente più italiani fuori d’Italia che in Italia? Perché in Italia prevalgono forme di auto-denigrazione e fuori dai confini di orgoglio? Conferenza del prof. Riccardo Giumelli. 25-26 novembre Le lingue d’Italia e le altre Organizza: Società Dante Alighieri in collaborazione con la Cattedra De Sanctis del Politecnico. Organizzano: Cattedra di Letteratura italiana dell’Università di Zurigo Pro Ticino Zurigo Ingresso libero. Organizza: Liceo Artistico Prenotazione obbligatoria: 044 202 80 40 oppure [email protected] Costo: Fr. 100.–, bevande escluse Organizzano: Consolato Generale di Zurigo Lettorato di Italiano M. A. E. presso l’Università di Zurigo Comites di Zurigo Riccardo Giumelli è sociologo, insegna Teorie e Pratiche della Comunicazione e Strategie della Comunicazione Giornalistica alla Facoltà Cesare Alfieri di Scienze Politiche all’Università di Firenze. Collabora con l’Associazione Globus et Locus di Milano e scrive per riviste nazionali e internazionali. Organizza: Camera di Commercio Italiana per la Svizzera Organizza: Literarischer Club Zürich. Organizzano: Seminario di Lingue e letterature romanze dell’Università di Zurigo Istituto Italiano di Cultura Zurigo. ore 14.00–19.00 e 9.00–18.30 Università di Zurigo Rämistrasse 71 8006 Zürich Aula KOL-G-217 Contatti, sostrati e superstrati nella storia linguistica della Penisola 27 novembre La Polifonia popolare sarda ore 19.00 Casa d’Italia Sala Pirandello Erismannstrasse 6 8004 Zürich Conferenza-concerto Relatore: prof. Andrea Deplano Tenore: Monte Bannitu di Bitti Un aperitivo concluderà la serata. Per ulteriori informazioni, contattare Francesca Fais 076 321 05 61 30 novembre La ferula nel mito e nella storia Organizza: Zurigo in italiano ore 18.30 Liceo Artistico Parkring 30 8002 Zürich Conferenza di Tindaro Gatani 3 dicembre Danilo Dolci: per la giustizia ore 18.30 Kalkbreitesaal, Zwinglihaus Aemtlerstrasse 23 8003 Zürich Con Daniela Dolci 5 dicembre Concerto Gospel ore 15.00 Chiesa St. Anton Neptunstrasse 70 8032 Zürich Canta il Happy Chorus di Delebio (Valtellina). Dirige il Mº. Cesare dell’Oca. Convegno internazionale con la partecipazione di numerosi studiosi fra cui D. Silvestri, P. Di Giovine, F. Toso, W. Forner, A. Cascone, F. Fanciullo, A. De Angelis, A. Debanne, L. Filipponio, S. Schmid, S. Pisano, D. Baglioni, F. Rovai e C. Seidl. Nell’ambito della X Settimana della lingua italiana nel mondo e sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica Italiana. Ingresso libero. Organizza: Federazione dei Circoli sardi in Svizzera con la collaborazione di Ass. cult. Unione emigrati sardi Efisio Racis e con il patrocinio della Regione Autonoma della Sardegna Ingresso libero. La Ferula comune ha svolto un ruolo molto importante nella mitologia, nella religione, nella storia e nell’economia dei popoli del Mediterraneo. Tindaro Gatani è autore di un libro, di prossima pubblicazione, dedicato a questa pianta nello stesso tempo tanto utile e magica. Organizza: Società Dante Alighieri in collaborazione con la Chiesa Evangelica di Lingua Italiana Proiezione di un filmato e discussione sull’eredità di Danilo Dolci, scrittore, sociologo e riformatore pacifista. Organizza: Gruppo Valtellinesi e Valchiavennaschi di Zurigo in collaborazione con la Pro Grigioni Italiano di Zurigo Ingresso libero – colletta. la Rivista n. 11 - Novembre 2010 61 Van Gogh in un’imperdibile mostra a Roma fino al 6 febbraio L’artista dei due mondi di Giovanni Izzo E motivo, impetuoso e appassionato. Così, dopo 22 anni, Van Gogh si (ri)presenta a Roma. In concomitanza con il 150esimo anniversario dell’Unità italiana e i 140 anni di Roma capitale, la città eterna diventa protagonista mondiale dell’arte tingendosi delle nuance intense e vivaci del tormentato genio del colore. “Vincent Van Gogh. Campagna senza tempo - città moderna” è la mostra che fino al 6 febbraio sarà allestita presso il Complesso Monumentale del Vittoriano, in cui potranno essere ammirati settanta tra dipinti, acquerelli e preziose opere su carta che illustrano la breve ma, al tempo stesso, intensa carriera del pittore fiammingo. Ad affiancare le sue opere ci saranno oltre 30 dipinti di alcuni suoi contemporanei che rappresentarono costanti stelle polari della pittura dell’epoca: da Millet a Pisarro, da Cézanne a Gauguin e Seurat. Tra le opere presenti spiccano: I piantatori di patate, Orti di Montmartre, Il viadotto, Teste di contadini, e i due autoritratti, uno in cui si raffigura contadino e l’altro gentiluomo di città. Il percorso scientifico dell’esposizione tanto innovativo quanto affascinante, ha l’intento di spazzare via ogni retorica sul genio maledetto, guardando le sue opere non solo come il prodotto stupendo della sua follia, ma anche come il risultato di un approfondito studio dei suoi soggetti fin nei minimi particolari. In questo modo la mostra analizza, ed è questa la sua peculiarità, per la prima volta un segmento di vita dell’artista non troppo indagato, capace di illustrare il suo intero percorso creativo che si snoda all’interno della dicotomia tra l’ amore per la campagna, come ambiente fisso e immutabile, ed il legame con la città, quale centro della vita moderna e del suo rapido movimento. L’artista oscilla, così, consapevolmente tra questi due mondi, nell’impossibilità dolorosa di una scelta definitiva. Il pubblico, inoltre, potrà ammirare non solo tutta la sua indiscussa originalità creativa in cui l’immagine pittorica costituisce l’oggettivazione della sua stessa coscienza, ma potrà soprattutto cogliere alcune sfumature capaci di spiegare in che modo la sua emotività riuscisse a guidare il suo pennello sulla tela e di come la sincerità dei suoi sentimenti verso la natura riuscissero a fornirgli sempre un’idea chiara dell’immagine e del messaggio da trasmettere. Attraverso questo processo introspettivo, si estrinseca la sua arte in cui, sia la scelta del tema che la forma della composizione, sono sempre deliberate e mai causali. Anche i suoi colpi sulla tela, forti e irregolari, non seguono alcun 62 la Rivista n. 11 - Novembre 2010 Autoritratto (1887) - Olio su cartone, 42 x 34 cm Rijksmuseum, Amsterdam - Donato da Mrs. F.W.M. Bongervan der Borch van Verwolde, Almen sistema precostituito riuscendo, così, a mettere in risalto ora le forme circondandole di contorni scuri, ora ondulando le sagome per accentuare la struttura delle forme. L’evento nasce sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana e promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, è curata da Cornelia Homburg, una delle maggiori esperte del pittore olandese, ed è realizzata da “Comunicare Organizzando”, sotto l’egida del Dott. Alessandro Nicosia, con il fondamentale supporto del Van Gogh Museum, il Rijksmuseum, il Guggenheim, l’Hammer Museum, la National Gallery del Canada, la Tate National e il Louvre. Il visitatore, nell’ammirare la fusione di aspetti moderni e tradizionali, non potrà fare altro che restare affascinato da una tecnica pittorica assolutamente sorprendente per l’epoca e ricca ancora oggi di grandissimo fascino. INFORMAZIONI www.comunicareorganizzando.it Roma, Complesso del Vittoriano Via di San Pietro In Carcere 1 Al Kunsthaus di Zurigo fino al 30 gennaio 2011 Picasso secondo Picasso Dal 15 ottobre 2010 al 30 gennaio 2011 il Kunsthaus Zürich ripropone la prima esposizione museale di Pablo Picasso. Essa fu allestita al Kunsthaus Zürich nel 1932 e rappresentò un evento radicale per la storia dell’arte moderna. Picasso rivolse uno sguardo molto personale alla propria opera: a partire dai periodi Rosa e Blu, passando per le fasi cubista e neoclassicista, fino ad arrivare ai lavori surrealisti. L’attuale omaggio ricostruisce il profilo di quella retrospettiva soggettiva. La mostra è corredata da 100 opere provenienti da famose collezioni internazionali e potrà essere visitata solo a Zurigo. Man Ray, Pablo Picasso, 1933 N el 1932 al Kunsthaus Zürich ebbe luogo la prima retrospettiva museale mondiale di Pablo Picasso (1881-1973). Essa comprendeva 225 tra i dipinti più importanti del maestro spagnolo, risalenti ai primi tre decenni del suo lavoro. Non fu il direttore a scegliere le opere, bensì lo stesso Picasso, cosa che ebbe la portata di una rivoluzione nel settore dell’arte. Ogni fase del suo itinerario artistico in continuo movimento vi era rappresentata: quadri risalenti ai primi tempi ed ai periodi Blu e Rosa. Il salto al Cubismo veniva eccelsamente rappresentato, ancor più della successiva fase mondana e classicista. Un accento speciale veniva posto soprattutto sui lavori giovanili con il loro avvicinarsi al Surrealismo, sulle magistrali grandi nature morte e le serie di ritratti della giovane amante di Picasso, Marie-Thérèse Walter. Con l’omaggio a quella retrospettiva, il Kunsthaus Zürich ne traccia la genesi e ne illustra l’influenza sulla ricezione dell’artista dalla fama internazionale. Musei prestigiosi quali la Tate di Londra, il Museum of Modern Art ed il Metropolitan Museum di New York, il Centre Georges Pompidou di Parigi e rinomate collezioni private internazionali vi saranno rappresentati con i loro prestiti. Tra le opere raramente mostrate in Europa conta Le peintre et son modèle, allora come oggi il più grande dipinto dell’esposizione, un prestito concesso dal Contemporary Museum of Art di Teheran. Con un formato di © Man Ray Trust/2010 ProLitteris, Zürich. Pablo Picasso, Le repos, 1932 olio su tela, 161,9 x 130,2 cm The Steven and Alexandra Cohen Collection. © 2010 ProLitteris, Zürich. 214 x 200 cm, esso rappresenta uno degli apici lungo il percorso concepito cronologicamente dal curatore Tobia Bezzola. Il retroscena storico e la qualità dei pezzi esposti fanno dell’iniziativa, impegnativa in termini sia finanziari che logistici, un evento unico. «Picasso» si potrà visitare solo a Zurigo. L’esposizione rappresenta l’apice del programma per il giubileo del Kunsthaus Zürich. 100 anni fa era stato inaugurato l’edificio costruito da Karl Moser, che ospitò la prima retrospettiva di Picasso. INFORMAZIONI GENERALI / PREVENDITA Kunsthaus Zürich, Heimplatz 1, CH–8001 Zurigo tel. +41 (0)44 253 84 84, www.kunsthaus.ch Orario d’apertura sab/dom/mart ore 10–18 merc/giov/ven ore 10–20, chiuso il lunedì 24-26-31/12/2010, 1°-2 gennaio 2011: ore 10-18 25/12/2010 chiuso. la Rivista n. 11 - Novembre 2010 63 La 29a edizione delle Giornate del cinema muto a Pordenone La magia del silenzio di Mattia Lento Era il 1982 quando a Pordenone si tenne la prima edizione delle Giornate del cinema muto, ovvero il festival di cinema non sonoro più prestigioso al mondo. Dal 1978, data del famoso convegno di Brighton che riunì archivisti e studiosi da tutto il mondo, era cominciata una vera e propria febbre da riscoperta di capolavori sconosciuti custoditi negli archivi e, soprattutto, di quel periodo storico del cinema che va dalla sua nascita fino alla metà degli anni Dieci. Considerati a torto anni in cui il cinema stentava a ritrovare una propria forma, oggi sappiamo invece che il cosiddetto cinema dei primi tempi, o la cinematografia-attrazione, è qualcosa d altro rispetto al cinema che conosciamo noi, ovvero a quella forma della settima arte cosiddetta “classica” che Hollywood dagli anni Venti in poi ha esportato in tutto il mondo L e giornate negli anni sono state uno dei momenti più rappresentativi di questa volontà di riaprire gli archivi alla ricerca e agli appassionati e a poco a poco si sono così conquistate una fama invidiabile e tanto affetto da parte del pubblico. Durante la prima edizione ci fu la rassegna intitolata “Le roi du rire: alle origini del cinema comico” in cui venne proiettata la collezione di pellicole di Max Linder appartenenti alla Cineteca del Friuli. Allora i titoli erano davvero pochi e l’avventura dei fondatori appariva senza futuro: il programma si svolgeva in due o tre giorni e il pubblico era piuttosto esiguo. Da qualche anno a questa parte le cose sono cambiate, tanto che la manifestazione oggi può protrarsi per una decina di giorni e vedere la presenza di moltissime pellicole provenienti da tutto il mondo. Durante l’edizione 2010, nonostante i tagli da parte degli enti pubblici che continuano a falcidiare il mondo della cultura, sono stati presentati quasi 200 titoli nel corso di otto giorni, per quasi 90 ore di proiezione e altrettante di accompagna- 64 la Rivista n. 11 - Novembre 2010 mento musicale dal vivo. Proprio la musica durante Le giornate gioca un ruolo fondamentale e rende ogni proiezione un evento irripetibile e di grande fascino: il cinefilo appassionato del muto dopo l’incontro con il festival di Pordenone non riuscirà più a gustarsi un film senza le funamboliche note dei grandi musicisti improvvisatori. Spesso capita di assistere al film in presenza di un’intera orchestra opportunamente celata dalla buca del teatro Verdi, oppure di ascoltare il suono di strumenti particolari come l’arpa, oppure ancora di assistere ai gorgheggi di veri e propri virtuosi del canto. Le immagini acquistano un senso altro e dispiegano tutte le loro potenzialità, soprattutto quando le note si fanno servitrici della componente visiva accrescendone suggestioni, forme, colori (chi l’ha detto che il muto non conobbe la benedizione del colore?). Pure la narrazione e la recitazione degli attori, che non prevedono alcun dialogo, sono letteralmente esaltate dai musicisti di fama internazionale presenti in Friuli appositamente per l’evento. La manifestazione ha aperto i battenti, come di consueto, proprio con un evento musicale, ovvero con la proiezione del film interpretato da Buster Keaton The Navigator, accompagnato da un ensemble di recente formazione denominato European Silent Screen Virtuosi. Nei giorni successivi, invece, è stata la volta delle rassegne a tema che ogni anno sono curate da archivisti e studiosi di chiara fama. Una delle più interessanti è stata quella incentrata sui comici francesi del muto. Il pubblico di Pordenone ha avuto modo di tornare alle origini del festival grazie alla riproposta di alcune comiche di Max Linder. Oltre alla comicità elegante dell attore francese, abbiamo potuto apprezzare, tra l’altro, anche le avventure rocambolesche di André Deed e del suo personaggio Boireau (che una volta emigrato in Italia diventerà Cretinetti), oppure ancora il talento e la spontaneità dei baby comici diretti da un virtuoso della regia come Feuillade. Il fulcro dell’edizione era rappresentato, però, da un approfondimento del muto giapponese, o meglio della casa di produzione nipponica Shochiku e dei suoi tre maggiori rappresentanti: Yasujiro Shimazu, Hiroshi Shimizu e Kiyohiko Ushihara. Questi registi attivi alla fine del muto sono molto diversi tra loro, ma hanno in comune un debito creativo nei confronti del cinema hollywoodiano che all’epoca spopolava anche in Asia. Ushihara in particolare era fiero di essere stato negli studi di Chaplin durante la lavorazione di The Circus e il suo film epico Shingun non nasconde affatto l’influenza di pellicole quali The Big Parade e Wings. Ad essere sinceri, hanno convinto certamente di più i presenti le opere di tre registi sovietici, Abram Room, Maichail Kalatozov e Lev Push, i quali, pur costretti ad esaltare il potere, hanno saputo creare opere visionarie e fortemente influenzate dalla cultura russa più autentica: una vera sorpresa che spingerà, forse, gli storici ad approfondire ulteriormente il cinema di propaganda sotto il regime staliniano. Continua invece la rassegna, che durerà più anni, denominata “canone rivisitato , che intende riproporre i capolavori più conosciuti del muto per riaffermarne il valore e per presentarli al pubblico più giovane. Tra i film proiettati Mutter Krausens Fahrt ins Glück, opera del regista Jutzi incentrata sulle vicende di un’anziana dei quartieri proletari, è sicuramente quella che più di ogni altra si è rivelata degna di essere inclusa in questa sezione. La pellicola, dalle atmosfere brechtiane ed espressioniste, riesce a coniugare lo spirito battagliero in appoggio alle rivendicazioni operaie coeve con momenti di grande pathos emotivo. Sul finire del festival, hanno suscitato grande scalpore i film medici di Vincenzo Neri, un clinico di inizio Novecento di cui si sta mettendo in rilievo il ruolo nella storia delle scienze neurologiche. A fianco dell’osservazione visiva diretta, Neri sperimentò altri metodi di analisi e di rappresentazione per meglio cogliere e studiare i sintomi di malattie psichiatriche e non. In particolare il metodo fotografico e crono-fotografico (la tecnica cinematografica al servizio dell’analisi del movimento) hanno accompagnato tutto l’arco della vita professionale di Neri, andando a costituire un archivio ampio e complesso. Quella di Pordenone è stata la prima proiezione pubblica della sua collezione. Un’occasione per comprendere come, fin dalle origini del cinema, le immagini in movimento siano state utilizzate come strumento di studio e osservazione, e non soltanto con scopi d’intrattenimento. La componente ludica era, invece, caratteristica unica e fondante di una stretta parente del cinema: la lanterna magica. Questo marchingegno, descritto per la prima volta da Athanasius Kircher nel Seicento, consentiva la proiezione di immagini dipinte su vetro grazie a un procedimento analogo a quello dei moderni proiettori di diapositive. Praticamente estinta ad inizio Novecento, la lanterna ha potuto rivivere grazie alla passione di Laura Minici Zotti, che ha raccolto pezzi rarissimi del precinema, ne ha fatto un museo in quel di Padova e ha riproposto in questi anni quegli stessi spettacoli che mandavano in visibilio gli iconauti di mezzo mondo. L’artista ha scelto Pordenone per concludere il suo ruolo di lanternista. Una decisione sofferta dovuta al rischio di rottura dei fragili vetri. Lo spettacolo proposto per dare l’addio alle scene è stato quello ispirato al programma di Charles Hellemberg, il celebre lanternista che ancora nel 1884 mostrava vetri astronomici in movimento, sculture famose, luoghi esotici e altri mirabili effetti. La grande arte della luce e dell’ombra, questo il titolo dello spettacolo, ha rafforzato l’impressione che a Pordenone ritorni per dieci giorni un’epoca scomparsa, ovvero un tempo in cui la parola non era condizione necessaria per vivere sogni, fantasie e magie. Foto a pag. prec: la manifestazione ha aperto i battenti con la proiezione del film di Buster Keaton The Navigator. Be OB<MHKB: Ze[^k`hkhfZgh]b IKBFBLLBF: <E:LL>Ng Zg`heh]bjnb^m^g^e\^gmkhlmhkb\h:]n^iZllb]ZObZO^& g^mh^]Zee^ob^ib_Zfhl^i^keh¿lahiibg`ÀBeOB<ÍL;:K % ibZ\^ohe^ ingmh ]Í bg\hgmkh :e KBLMHK:GM> ;>EBL:KBH lÖsbhlZ\n\bgZbmZebZgZBe`bZk]bghi^glbe^ LHIK: BIBGB% ;:K>KBLMHK:GM>%khfZgmb\hkbmkhoh^lmboh K'A'Pbkma A'Anghe]@^g'FZgZ`^k ObZ<ZfiZgbZ-*hh*10KhfZ!BmZer" M^e'hh,2h/-+,0h*?Zqhh,2h/-10*12h >&fZbe3bg_h@ahm^eob\mhkbZkhfZ'\hf Bgm^kg^m3ppp'ahm^eob\mhkbZkhfZ'\hf la Rivista n. 11 - Novembre 2010 65 A\YPNV (3, 0 A 0 5 0 ;( 6--,9 A\YPNV YP H ) V A\YPN L[PJJVTP[IHYP LS] ^^^O %DUL %ULQGLVL /DPH]LD7HUPH &DWDQLD =XULJR%DUL YROWHO DQQR 7PHUVKP]VSVPU]LYUHSL +PJLTIYL +LZ[PUHaPVUP KHWLYA\YPNV ¯ ¯ ¯ =L :H ¯ .P ¯ +V ¯ :H +V 3\ )HYP )YPUKPZP 3HTLaPH;LYTL *H[HUPH .LUUHPV *VU/LS]L[PJ(PY^H`ZH]YL[L TVKVKPNVKLY]PPS=VZ[YV]VSV UVUZ[VWPU\UHTIPLU[LWLYZVUHSL =PWVY[LYLTVKHA\YPNVHSSL=VZ[YL KLZ[PUHaPVUPPU0[HSPHZLUaHHSJ\UV ZJHSV 7YLUV[H[LZV^^^OLS]L[PJJVT VHS Sequenze di Jean de la Mulière BURIED di Rodrigo Cortés Un uomo si sveglia in una bara, una cassa di legno grezzo. Ha le mani legate, un bavaglio alla bocca, e alcuni oggetti, tra i quali un telefono cellulare, con il quale, secondo i suoi aguzzini - il povero camionista, sepolto non si sa dove nel deserto dell’Iraq - dovrà convincere governo o ambasciata a pagare un riscatto per la sua libertà. Importante che lo faccia prima che finisca l’aria. Tutto in una bara. Violenza cerebrale perpetrata a mezzo telefonino, martellamento psicologico da incompetenza da call center, assenza di campo, jingle di attesa, segreterie telefoniche, esaurimento della batteria che fa da contraltare alla violenza fisica da assenza d’aria, serpenti nei pantaloni e strettoie claustrofobiche. I fautori del cinema plausibile al 100% avranno da ridire (ma quanto dura quella batteria? Perché non finisce l’aria? Come mai la bara è così larga?), tutti gli altri si possono godere 90 minuti colmi di invenzioni, sia visive che di sceneggiatura, funzionali a tenere alta la tensione e raccontare la storia, la vita e il sentire di un uomo normale, mediamente umile, prigioniero senza colpa, espiatore, come molti, dei peccati del suo paese. SOMEWHERE di Sofia Coppola Johnny Marco, attore italo americano di successo, vive a Hollywood. Se ne va in giro sulla sua Ferrari e, tra intrattenimenti erotici di dubbia eleganza e avventure amorose brevi e disimpegnate, trascorre le giornate in un’apatia ovattata e silenziosamente distruttiva. A cambiare la sua quotidianità interviene Cleo, la figlia undicenne. La loro inaspettata convivenza, spinge Johnny a riflessioni esistenziali . Nella sequenza d’apertura e in quella di chiusura, è raccolto e sintetizzato tutto il senso, semplicissimo eppure complesso al tempo stesso, di Somewhere. Un film che si apre con una Ferrari (simbolo di lusso e di un preciso life style), guidata dal protagonista, che gira interminabilmente in tondo in una specie di piccolo circuito nel deserto, fino a fermarsi senza apparente motivo; e che si chiude con la stessa auto prima, e il protagonista a piedi, solo, poi, avviati verso una meta ignota. Perché il senso del titolo della quarta opera firmata da Sofia Coppola non sta a indicare uno stato in luogo, ma un moto a luogo. Meglio: la necessità imprescindibile di un movimento che permette l’abbandono di un immobilismo figlio della routine e della paura, intraprendendo un cammino che è crescita lungo la strada incerta della vita. WALL STREET di Oliver stone Anno 2001. Gordon Gekko esce dal carcere dopo aver scontato la pena per le frodi attuate a Wall Street. Nessuno lo attende al di là del cancello. Anno 2008. Gekko ha pub- blicato le sue memorie e considerazioni sul passato e sul presente della finanza mondiale e le ha intitolate L’avidita è buona?. Intanto sua figlia, che lo ha ripudiato perché lo ritiene moralmente responsabile della morte, per overdose, del fratello, intreccia una relazione con Jake Moore. Il giovane, che crede nella possibilità di investire in un progetto finalizzato alla creazione di energia pulita, opera in Borsa sotto le ali dell’anziano Louis Zabel, banchiere vecchio stampo, che viene però triturato nell’ingranaggio delle speculazioni finanziarie e - non reggendo la pressione - si suicida. Da quel momento Jake si avvicina a Gekko, il quale, a sua volta, vorrebbe riallacciare il rapporto con sua figlia. Oliver Stone torna sui suoi passi rivisitando un proprio personaggio. In questi casi si tratta sempre di operazioni rischiose ma l’operazione è riuscita. Non poteva essere diversamente, vista la materia offerta dalla recente crisi finanziaria di cui ancora a lungo pagheremo le conseguenze. la Rivista n. 11 - Novembre 2010 67 DALLA PUGLIA CON GUSTO Lunga tradizione in tavola L a F. Divella S.p.A. è produttrice di pasta di semola di grano duro da più di 100 anni. Oggi, nei moderni stabilimenti di Rutigliano e Noicattaro, la Divella produce ogni giorno 1000 tonnellate di semola di grano duro, 350 tonnellate di farina di grano tenero e 700 tonnellate di pasta. I molini macinano grani duri selezionati tra i più pregiati trasformandoli in semola per la produzione della pasta Divella: gli spaghetti, i rigatoni, le famosissime «orecchiette, la pasta all’uovo, l’integrale, trafilata al bronzo ed, infine, la pasta arricchita di verdure disidratate (peperoncino, aglio e basilico, pomodoro e spinaci); oltre 150 formati per una scelta vastissima che soddisfa le richieste più esigenti. La Divella offre al pubblico una vasta gamma di prodotti a prezzi convenienti e competitivi. Lo stabilimento della Divella. Pasta, farina, semola, riso, pomodori, legumi, olio extravergine di oliva e biscotti: un mix vincente per il vostro business. Importatore per la Svizzera - Importeur für die Schweiz - Importateur pour la Suisse: Revini S.A. / Corso San Gottardo 72 / 6830 CHIASSO Tel. 091 641 62 15 / Fax 091 641 62 16 Deposito - Lager - Depôt: Via Cantonale 1 / 6855 STABIO B&P IMMAGINE&COMUNICAZIONE Da oltre 100 anni garantiamo l’alta qualità dei nostri prodotti. Ogni giorno portiamo gusto e qualità sulle tavole di tutto il mondo. Diapason di Luca D’Alessandro Alessandra Amoroso - Il Mondo In Un Secondo (Warner Chappell Music Italiana srl.) Il Mondo In Un Secondo è il secondo album della giovane cantante di origine leccese, esibitasi diverse volte nel talent show Amici di Maria De Filippi, e autrice dei singoli Estranei Da Ieri e Stupida. Quest’ultimo ha ottenuto un ottimo successo piazzandosi nel 2010 in prima posizione nella classifica dei singoli digitali più scaricati in Italia. Il nuovo album contiene un vasto repertorio di brani inediti, come ad esempio Dove Sono I Colori e Urlo E Non Mi Senti, e non ci stupirebbe se nei prossimi mesi figurassero nelle classifiche italiane. Alessandra Amoroso ha una voce potente, nella quale si sente la passione per il canto. Una ragazza sicura di sé; lo dimostra sia sul palco sia in TV, ricevendo il calore della gente. Fabri Fibra - Controcultura (Universal) Controcultura – il sesto album di brani inediti del rapper italiano Fabri Fibra. Un disco in cui Fibra fa molti nomi dicendo che ritiene tutti i cantanti italiani «escort», pagati per non dire nulla. Sono rime pesantissime e aggressive, in modo tale da spingere la Universal a pubblicare nel libretto dell’album la nota di essere «incapace di interferire con il libero pensiero dell’artista» e di essere «esente dai contenuti». Nel contempo la rivista Rolling Stone Magazine Italia vede nell’album di Fibra un’opera artistica. Fabri è un rapper che non si fa chiudere la bocca, dice ciò che pensa, spezzando un tabù dopo l’altro. Vede in se il rapper del momento, l’unico capace di rappresentare la scena del rap in Italia e che questo fatto viene confermato dai numeri di vendita. Dal punto di vista innovativo, sia quello dei temi sia quello dei suoni, Fibra dimostra un’enorme multiformità, che fa sì che il suo nome venga inserito nella lista degli artisti più interessanti del momento. Giovanni Allevi - Alien (Bizart / Sony) La registrazione di Alien, l’ultimo disco del celebre pianista Giovanni Allevi, è avvenuta presso l’Auditorio della Radiotelevisione Svizzera a Lugano. Uno dei luoghi sacri della musica classica, dove in passato si sono esibiti grandissimi artisti, tra gli altri: Igor Strawinsky e Martha Agerich. Alien è un disco di inediti, composizioni di un giovane artista alla ricerca di nuove tecniche e ispirazioni, che – come suggerisce il titolo del disco – sembrano surreali, lontane dalla quotidianità. Ciononostante sono brani comprensibili, non astratti o sperimentali, semplicemente melodici e molto virtuosi. Allevi è un artista che dal pianoforte riesce a estrarre l’essenza, «dove - sono parole sue - la ricerca musicale è tesa verso la dilatazione delle forme e il raggiungimento di una purezza maniacale del suono, volti ad esaltare le sonorità e i ritmi della contemporaneità». Un disco da ascoltare durante Trio Di Salerno - Luna Nuova (Itinera) Un trio jazz eccezionale, che riesce a stupire con il suono melodioso del sassofono, il tocco leggero del pianoforte e quello grave del contrabbasso. Il Trio Di Salerno è capace di esprimere il groove ritmico anche senza strumenti percussionistici. Chi ha il coraggio di dedicarsi a un progetto del genere fa parte di una cerchia di musicisti dotati di un talento fantastico. Sandro Deidda, Guglielmo Guglielmi e Aldo Vigorito nel loro album Luna Nuova ne sono la prova. Il loro è un disco dal sound misurato ed elegante, con una sintesi matura di stili e generi. Si ispirano al jazz del vecchio continente, combinandolo con la poesia, l’armonia e la melodia di oggi creando così un tesoro artistico nel quale risaltano la ricercatezza negli arrangiamenti ed un grandissimo interplay tra i musicisti che si alternano nell’interpretazione dei temi e nell’accompagnamento. In poche parole: un jazz fine, per non dire finissimo. la Rivista n. 11 - Novembre 2010 69 A colloquio con Gerardo Fresina Un jazz tipicamente italiano di Luca D’Alessandro Gerardo Frisina è fra i protagonisti della creazione dell'etichetta indipendente milanese Ishtar/Schema Records. Come produttore ha dato le linee conduttrici ad un jazz «tipicamente» italiano. Negli anni scorsi è stato l'autore di ddiversi album. L'ultimo, Join The Dance, uscito a maggio, l’ha dedicato alla madre. Gerardo Frisina, il tuo jazz è un genere tipicamente «italiano»: fluido, melodico, che si accosta alla musica di Nicola Conte e Mario Biondi. Per quanto riguarda Biondi e Conte: l'accostamento è in parte corretto, visto che tutti e tre collaboriamo o abbiamo collaborato con la stessa etichetta, che è la Schema Records. Che ci sia un nesso artistico è quasi inevitabile. I riferimenti sono gli stessi. Ciononostante penso che il mio stile sia leggermente diverso. Vale a dire? Collaborando con musicisti differenti, il mio riferimento si sposta più sul genere afrocubano che sul jazz «puro», anche se in Join The Dance, soprattutto in alcune tracce, i richiami al jazz modale sono evidenti. Biondi, Conte e tu avete in comune la bossanova. Sì, quasi tutti i musicisti della Schema Records si ispirano a questo genere. Come mai? Perché piace a tutti: è un genere allegro, che coinvolge chiunque regalando dei momenti di spensieratezza. Nel momento in cui senti la bossanova, metti da parte i pensieri negativi e ti liberi dalla routine quotidiana. Ogni giorno hai la possibilità di liberarti dalla routine. Questo grazie alla tua musica. Certo, la musica mi aiuta moltissimo. Ho un carattere sensibile, forse dovuto al fatto di aver vissuto in una famiglia numerosissima: eravamo nove fratelli più i genitori. Nel frattempo i genitori, purtroppo, sono scomparsi; mia madre recentemente. A lei ho voluto dedicare questo mio nuovo disco. L'ultimo brano, tra l'altro, l'ho intitolato For My Mother. Credo che si senta molto la malinconia che sto vivendo. Molti pezzi sono condizionati da questo mio stato d'animo. 70 la Rivista n. 11 - Novembre 2010 Uno stato d'animo al quale si alternano numerosi momenti di speranza. Infatti. Ci sono delle tracce che si avvicinano alle cose che avevo fatto in precedenza. Il brano Titoro, ad esempio, è una cover in veste latina, una canzone molto allegra. Anche il titolo Join The Dance fornisce un'impressione positiva. Molta gente, leggendo il titolo del disco, pensa che si tratti di un'opera rivolta verso la musica da pista da ballo. Invece non lo è – è un titolo che invita allo stare insieme. L'ho scelto anche perché nel testo del secondo brano del disco, si tratta della canzone di Norma Winstone intitolata Will You Walk A Little Faster?, questa frase viene ripetuta più volte. A proposito di Norma. Come sei riuscito ad avere la presenza di questa famosa cantante jazz sul tuo disco? Guarda, io da sempre ero affascinato dal modo di cantare di Norma. A tutti costi volevo coinvolgerla in una delle mie produzioni, anche se avevo poche speranze di farla venire a Milano per una collaborazione. Ho tentato la fortuna scrivendo un’e-mail e lei – per mia sorpresa – ha accettato subito l'invito. Ero felicissimo di questo e lo sono molto di più adesso. Le registrazioni si sono svolte in modo velocissimo… …in che senso? Lei è arrivata in Italia alle cinque e trenta di pomeriggio e due ore dopo avevamo già finito le registrazioni in studio. Quindi avevate un bel po' di tempo a disposizione per andare fuori a cena. Esatto. Tra l'altro, mentre eravamo a cena Norma mi ha chiesto: «Vuoi registrare soltanto un brano con me?». Ero molto sorpreso da questo suo gesto, visto che l'avevo interpellata per un pezzo, e non avevo avuto il coraggio di chiederle di registrare ulteriori pezzi. Nel presente caso era lei a chiederlo. Suppongo che sarete tornati in studio per fare delle altre produzioni? No, perché lo studio di registrazione a quell'ora lì era già chiuso e Norma il giorno dopo aveva il volo di ritorno. Se lo studio fosse stato aperto, avresti accettato subito la sua offerta… suppongo. Subito! Mi sarebbe piaciuto - ad esempio – inserire la sua voce sul pezzo Mille E Una Notte. Magari sottoforma di un canto improvvisato. In questo Norma Winstone va molto forte. Secondo me, la sua voce avrebbe reso il brano più interessante. Peccato… (ride) Già così, l'album ti è riuscito bene. La strumentazione è completamente acustica. Sì, a differenza dei miei dischi precedenti, in quest'ultimo ho rinunciato ad inserire degli elementi elettronici. Avevo proprio voglia di servirmi esclusivamente di strumenti acustici. Hai compilato una band e ti sei chiuso con loro in studio per le registrazioni. Considera che non ho creato un gruppo come lo si usa per andare sul palco. Io non ho gruppi. Per ogni disco raduno dei musicisti, e loro poi in studio suonano quello che viene richiesto. Alla fine vengono fuori i brani incisi sul disco. Ci sono brani che derivano dalla mia penna, altri invece sono nati in coautorato con Gianni Lo Greco, altri ancora sono delle cover. Tu comunque non soltanto fai il produttore. Come Dj fai anche le serate. Mi dedico soprattutto ai generi del jazz moderno, al latino e alla musica elettronica. Ho fatto delle serate in tutto il mondo, negli Stati Uniti, in Spagna, in Germania… …e in Svizzera? Solo a Lugano. Non sei mai arrivato in Svizzera interna? Purtroppo non sono mai stato invitato. Probabilmente non sono molto conosciuto da quelle parti, anche se mi farebbe molto piacere proporre il mio modo di essere latino ad un pubblico svizzero tedesco. GERARDO FRISINA - discografia (selezione) • 2010: Join The Dance (Schema Records) • 2007: Hi Note (Schema Records) • 2006: The Latin Kick (Schema Records) Info: www.ishtar.it Shopping tour per i responsabili degli acquisti. Preziosi contatti e importanti impressioni su tutto quello che offre l’industria accessoria. All’appuntamento svizzero to del settore a Basilea. Bigliet i –1 3 Salon h | PROD ec Swisst OVE M & K C EX | PA 16. – 19. Novembre 2010 | Messe Basel Salone europeo della subfornitura www.swisstech2010.com la Rivista n. 11 - Novembre 2010 71 C di Domenico Consentino Convivio Quando con il cibo l’Umbria si scopre afrodisiaca D al 9 al 12 settembre il centro storico della rinascimentale Città della Pieve in provincia di Perugia, ha ospitato la seconda edizione di “Aphrodisiac”. Avendo partecipato per due giorni consecutivi al primo festival nel panorama nazionale ed internazionale interamente dedicato al mondo dell’afrodisiaco, il viaggiatore goloso ha avuto la possibilità di percorrere, all’interno della cittadina situata su un colle, a circa 500 m. s/m, dominante la Val di Chiana, un vero e proprio viaggio nel mondo sensuale e misterioso dell’afrodisiaco, dove cibo, parole, musica e suoni, hanno incontrato l’eros. L’invito aveva raggiunto il viaggiatore goloso il primo di settembre, quando si trovava ancora a Zurigo e stava partecipando, al seminario, e in seguito al cocktail-dinner, organizzato dalla Camera di Commercio Italiana per la Svizzera, Basilicata. Bella Scoperta. “Devi assolutamente venire a Città della Pieve il prossimo 72 la Rivista n. 11 - Novembre 2010 fine settimana, caro Domenico. In questa cittadina umbra, costruita quasi completamente in mattoni a vista, lo stimolante menù, offerto ai visitatori lungo le stradine e nelle piazze del Paese, a degustazioni tematiche e cene a base di insoliti abbinamenti, associa reading di opere della letteratura erotica (da Catullo agli scrittori contemporanei come Isabelle Allende), passeggiate, momenti di benessere che coinvolgono i cinque sensi e laboratori didattici in cui si può imparare come dolci e spezie possano diventare protagonisti di intensi momenti di piacere. Nel suggestivo bazar, poi, potrai scoprire come erbe, bevande, cibi, profumi e libri sanno svelare il loro lato sensuale,con una particolare attenzione ai prodotti dell’Umbria, regione che vanta numerosi cibi afrodisiaci a partire dallo zafferano, dal cioccolato e dal tartufo fino al sedano nero e al vino. Ti aspetto a città della Pieve. Non mancare! Riccardo ”. Le spezie (pepe rosa, bianco, nero e Zafferano, curry dolce, curry piccante). In volo verso la città dei cibi dell’amore Ad invitare il viaggiatore goloso con un SMS era stato l’amico giornalista e membro dell’Associazione Stampa Agroalimentare Italiana, Riccardo Lagorio. Il viaggiatore goloso lo aveva conosciuto a Milano il 24 novembre del 2009, in occasione della presentazione della Guida Michelin Italia 2010, quando è entrato da protagonista nella prestigiosa Guida un nuovo Tre stelle, il ristorante “da Vittorio”della famiglia Cerea di Brusaporto (Bergamo). Tre stelle meritatissime per una delle migliori cucine d’Italia. Così, dopo aver confermato a Riccardo, sempre via SMS, che sabato 11 settembre in giornata, il viaggiatore goloso sarebbe arrivato a Città della Pieve, ha prenotato un posto, sul primo volo Zurigo - Roma ed è atterrato a Fiumicino verso le ore 9.00. Da Roma, in auto, ha imboccato l’autostrada A1 e puntando verso nord, è uscito al casello di “Chiusi –Chianciano Terme” e da lì, percorrendo la SS220, ha raggiunto, prima di mezzogiorno, la Città dei “Cibi afrodisiaci”, dove nell’Area, cosìddetta del “Benessere” a Palazzo della Corgna e dintorni ha incontrato l’amico Riccardo. Da Palazzo della Corgna fino a Piazza Matteotti: relax, divertimento e cibi per tutti i gusti Perché fosse detta “Area del Benessere”, il viaggiatore l’ha scoperto entrando all’interno di Palazzo Corgna che ospitava, per l’occasione, una originalissima Beauty Farm afrodisiaca, dove il personale espertissimo delle Terme di Chianciano regalava momenti indimenticabili di relax e benessere al corpo e alla mente dei visitatori con trattamenti (viso, mani, decolleté ma anche altre parti del corpo) a base di vino (bianco, rosato e rosso), tartufo (bianco e nero), che secondo gli esperti (massaggiatori e massaggiatrici), sono essenze afrodisiache per eccellenza. Come se non bastasse, per i più appassionati, Palazzo Corgna ospitava, inoltre, “L’Ape Contadina” che proponeva un laboratorio sull’arte del profumo e delle erbe per conoscere meglio le tante proprietà afrodisiache: Chiodi di garofano, Coriandolo, Gelsomino, Ginger, Noce moscata, Origano, Rafano, Senape, Timo Vaniglia Zafferano. Il viaggiatore goloso e così l’amico Riccardo, hanno rinunciato all’acquisto del Profumo Aphrodisiac, una particolare essenza messa a punto dai maestri profumieri dell’Ape Contadina, non si sono iscritti alle Lezioni di ballo: La danza è sessualità, che proponeva (in coppia) balli come il tango, la Salsa cubana, la Salsa Portoricana e la Bachata, e da bravi gourmet e veri golosi, hanno raggiunto Piazza Matteotti, dove si stava svolgendo il “Cooking Show” Degustazioni afrodisiache: Zafferano, Tè e Cioccolato “Cooking Show”- l’amico Riccardo l’aveva già vissuta l’anno scorso – era è rimane, un’avvincente gara tra chef che si sfidano, in piazza, davanti al pubblico nella realizzazione di invitanti piatti afrodisiaci dai più strani titoli: Ancora, ancora,, ancora…, Asparagi alla Cupido, Besami mucho…insalata di funghi porcini, Cuoricini di polenta ecc . Quindi, dopo aver assaggiato due Bocconcini amorosi, e qualche Cappesanta degli innamorati,il viaggiatore goloso è passato (con Riccardo al seguito) in sala di degustazione. Ha iniziato dal pregiato e raffinato zafferano, presentato dal Consorzio “Il Croco di Pietro Perugino”. Poi è stata la volta del tè ed altri infusi presunti afrodisiaci e, a conclusione della giornata degustativa, è passato al Cibo degli Dei, il cioccolato, spiegato ed offerto dagli esperti della Cioccolateria dell’Agnese. Infine, per assaporare a pieno tutto il gusto dei prodotti, il viaggiatore goloso ha accettato l’invito a cena, propostogli dall’amico Riccardo, in uno dei principali ristoranti della città che, in occasione della kermesse, offriva la golosa opportunità di degustare Menu afrodisiaci realizzati tramite una speciale selezione di ricette cucinate da chef del posto, ma anche da chef venuti da altre regioni, con i prodotti del territorio italiano. la Rivista n. 11 - Novembre 2010 73 Cioccolato fondente e tartufi di cioccolato. Nessun cibo è afrodisiaco; tutti i cibi sono afrodisiaci Più che un ristorante, Casa Canastrelli, è apparsa al viaggiatore goloso una sala di Convegni. Difatti, vi si stava svolgendo un inconsueto Seminario, tra alcuni nomi famosi della ristorazione italiana, sessuologi, nutrizionisti, storici e giornalisti del settore enogastronomico: un aperto e simpatico dibattito dal titolo: “Nessun Cibo è afrodisiaco; tutti i cibi sono afrodisiaci”. Il viaggiatore goloso ha cercato e trovato un posto in sala si è seduto e attento ha ascoltato: i nutrizionisti che hanno spiegato, ad esempio, che con il termine afrodisiaco si intendono tutte quelle sostanze come bibite, cibo, odori, erbe e spezie che favoriscono lo stimolo sessuale; gli andrologi , che al contrario, hanno dichiarato che non esistono prove sull’influenza positiva di alcuni alimenti sul comportamento sessuale, aggiungendo però che esiste un ormone che potrebbe fare da collegamento: si chiama VIP (Vasoactive intestinal polypeòtide) sostanza che provoca la vasodilatazione dei corpi cavernosi dei genitali, che sia nel maschio che nella femmina tendono a riempirsi di sangue; gli storici, infine, prove alla mano (documenti e filmati), hanno voluto rinfrescare la memoria dei presenti in sala, sostenendo che da sempre uomini e donne sono alla ricerca di ingredienti che possono in qualche modo accendere il desiderio o aumentare le energie sessuali. E che cibi afrodisiaci non sono certamente un’invenzione moderna: la loro origine risale fin all’antichità, alla cultura Egiziana, Greca e Romana. Il termine afrodisiaco, infatti, data almeno 5.000 anni e deriva da Afrodite, la dea dell’amore e della bellezza venerata dagli antichi Greci. E i Greci, durante le feste dionisiache, divoravano tartufi, uova, miele ed anche tanti, tanti frutti di mare. 74 la Rivista n. 11 - Novembre 2010 Ora vi servo l’eros Tutti a favore del cibo afrodisiaco, invece, gli Chef italiani presenti in sala. E tutti convinti che fra gli italiani il legame tra cucina e stimolo sessuale è fortissimo. E il desiderio – hanno sentenziato – è acceso soprattutto dagli ingredienti del made in Italy. “Ostriche, tartufi, Champagne? Troppo scontato. L’eros in cucina – ha sostenuto Enrico Bartolini, chef delle Robinie di Montescano – si può accendere più facilmente con la polenta, un piatto di spaghetti al pomodoro o con i ricci di mare. Ma afrodisiaco è, prima di tutto l’atto di mangiare. Se poi si mangia con una donna che ci piace allora tutto concorre a creare l’atmosfera”. Per il famoso cuoco italiano Fulvio Pierangelini, la compagnia e l’atmosfera sono elementi fondamentali per una cena a lume di candele. “Ma se il menu- ha sostenuto lo chef - comprende piatti a base di funghi, il risultato sarà tutta un’altra cosa! Porcini o funghi primaverili: prugnoli e spugnole sono funghi magici, antichi, profumati e pieni di seduzione”. Davide Scabin, chef del Combal.Zero di Rivoli, trova invece sensuale la polenta: “La polenta è femmina! Quando la versi si adatta, si conforma al piatto…” Mentre Deborah Corsi, della Perla di San Vincenzo, sostiene che ad essere afrodisiaci sono gli asparagi, ma anche la selvaggina di piuma, piccioni e fagiani (che peraltro, nella tradizione popolare avrebbero una vita amorosa molto intensa). È la liquirizia il cibo più afrodisiaco per Andrea Berton, del Trussardi alla Scala, Milano. Secondo questo giovane e già famoso cuoco, la liquirizia si abbina agli ingredienti più disperati e crea un gioco di contrasti molto originali, richiamando sensazioni seducenti. “Un esempio?- ha detto – Un crostaceo, sul quale ne viene grattugiata un po’, appena prima di servirlo” E a conclusione dei lavori, il viaggiatore goloso, sempre guidato dall’amico Riccardo, si è trasferito in una saletta accanto. E li ha cenato, naturalmente menù afrodisiaco: LA RICETTA ZUPPA DI FUNGHI PORCINI (Siamo in autunno e restiamo in tema afrodisiaco) Ingredienti per quattro persone: 400 g di funghi porcini, 3 albumi, 200 g di carne magra tritata, 10 g di sedano, 10 g di carota, 20 g di cipolla, 20 g di burro, un ciuffetto di prezzemolo tritato, sale e pepe. Come la preparo: Pulisco i funghi. Faccio bollire gli scarti in un litro di acqua. Lascio raffreddare. Mescolo gli albumi, la carne e le verdure tritate. Unisco al brodo di funghi freddo e porto lentamente a ebollizione. Lascio sobbollire per cinque minuti e filtro con il colino. Aggiusto il brodo di sale e di pepe. Sciolgo il burro in una casseruola e faccio saltare i funghi affettati. Aggiusto di sale e pepe e unisco il prezzemolo tritato. Dispongo i funghi al centro delle fondine e verso intorno il brodo caldo. Il Vino: Torgiano Rosso. LA GASTRONOMIA ITALIANA IN SVIZZERA ha iniziato con un’insalata di carne cruda e tartufi neri, seguiti dagli asparagi verdi di campo con uova sode. Poi è arrivata la zuppa di porcini, e subito dopo i Maccaroni ai tartufi neri di Norcia. Ha gustato con piacere ancora la pernice in crosta e ha concluso la cena con un tortino caldo al gianduia. Ha accompagnato il menu con due bicchieri di vino: Colli del Trasimeno Bianco e Torgiano Rosso Riserva. Chissà perché, mentre gustava il suo dessert, gli occhi del viaggiatore goloso si sono soffermati sul cioccolato fondente disposto al centro del piatto, con il suo tortino color “Testa di Moro” decorato con della salsa alla vaniglia. Per un attimo gli sono tornate in mente quelle bellissime pagine del romanzo Afrodite di Isabelle Allende, che è solo uno dei tanti personaggi della letteratura o reali a sottolineare un legame imprescindibile tra eros e cibo: …”Gli uomini che sono passati dalla mia vita li ricordo così, alcuni per la qualità della loro pelle, altri per il sapore dei loro baci, l’odore dei loro indumenti o il tono dei loro sussurri, e quasi tutti sono associati ad un alimento particolare. Il piacere carnale più intenso, goduto senza fretta in un letto disordinato e clandestino, combinazione perfetta di carezze, risate e giochi della mente, sa di baguette, prosciutto, formaggio francese e vino del Reno”. Viva Italia Cucina tradizionale! Da noi apprezzerete la vera italianità con le nostre specialità tipiche, che normalmente solo in Italia potete apprezzare. Lasciatevi incantare dal nostro ambiente mediterraneo e da un servizio impeccabile, dalle nostre eccellenti pizze, preparate secondo le ricette originali del campione del mondo di pizzaioli e con il marchio «Vera Pizza napoletana DOC», dalle tipiche pietanze a base di carne o di pesce, nonché dalla nostra prelibata pasta fresca e dai succulenti dolci. E se amate le tradizioni culinarie del bel Paese, da noi troverete consiglio sui migliori, eccellenti vini selezionati da tutte le regioni italiane. «Buon appetito!» Il team Molino si fara piacere di accoglierla alla sua prossima visita con un cordiale «benvenuto»! Nei 17 Ristoranti MOLINO in Svizzera, Lei è un ospite sempre gradito durante tutti i 365 giorni dell’anno: MOLINO Berna Waisenhausplatz 13 3011 Berna Telefono 031/ 311 21 71 MOLINO Vevey Rue du Simplon 45 1800 Vevey Telefono 021/ 925 95 45 MOLINO Dietikon Badenerstrasse 21 8953 Dietikon Telefono 044 / 740 14 18 MOLINO Wallisellen Glattzentrum 8304 Wallisellen Telefono 044 / 830 65 36 MOLINO Friborgo 93, rue de Lausanne 1700 Friborgo Telefono 026 / 322 30 65 MOLINO Winterthur Marktgasse 45 8400 Winterthur Telefono 052 / 213 02 27 MOLINO Ginevra Place du Molard 7 1204 Ginevra Telefono 022 / 307 99 88 MOLINO Zurigo Limmatquai 16 8001 Zurigo Telefono 044 / 261 01 17 MOLINO Ginevra Centre La Praille 1227 Carouge Telefono 022 / 307 84 44 MOLINO Zurigo Stauffacherstrasse 31 8004 Zurigo Telefono 044 / 240 20 40 LE LACUSTRE Ginevra Quai Général-Guisan 5 1204 Ginevra Telefono 022 / 317 40 00 FRASCATI Zurigo Bellerivestrasse 2 8008 Zurigo Telefono 043 / 443 06 06 MOLINO Montreux Place du Marché 6 1820 Montreux Telefono 021/ 965 13 34 SEILERHAUS MOLINO Zermatt Bahnhofstrasse 52 3920 Zermatt Telefono 027 / 966 81 81 MOLINO S. 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S e a un primo esame visivo poteva dirsi promossa, su strada la nuova Mondeo ha tolto ogni dubbio, non solo per il 2.0 ECOboost e il nuovo cambio automatico Ford PowerShift a doppia frizione, ma anche per il rapporto prezzo-prestazioni. L’ammiraglia ha giocato un po’ con noi, rivelandosi un poco alla volta, con la classe delle vere signore e spadroneggiando nelle tirate autostradali (quelle di Germania, per intenderci!), sempre e rigorosamente con discrezione. E si spinge oltre. Il suo design molto sportivo racchiude molte soluzioni tecnologiche di nuova concezione, tra queste i sistemi Lane Departure Warning, Auto High Beam Control, Driver Alert, che si avvalgono di una nuova telecamera ad alta precisione installata all estremità superiore del parabrezza, di fronte al retrovisore. Ford colpisce nel segno con i nuovi motori diesel TDCi e benzina EcoBoost ad alta efficienza. Sulla nuova Mondeo debutta il 2.0 EcoBoost da 240 CV, che affianca il precedente da 203 CV. Propone inoltre una gamma diesel e benzina con classificazione Euro 5. Con il nuovo Duratorq TDCi 2.2 litri, gli ingegneri Ford hanno messo a punto la loro più potente versione finora commercializzata, che raggiunge i 200 CV. Gli esterni sono stati rinnovati e gli interni arricchiti con un tocco di fascino italiano, portato da Claudio Messale del team design di Ford. Nuovi comfort per il conducente e tecnologie per la sicurezza completano un quadro interessante nel segmento Ford alto di gamma, come il rilevamento vetture nella zona d'ombra, il limitatore di velocità, le porte posteriori con chiusure di sicurezza per i bambini ad attivazione elettrica e la telecamera posteriore. Il look innovativo sfoggiato dalla 5 porte e dalla station wagon (in Svizzera non arriverà la 4 porte) conferma originalità ed eleganza, bella la nuova cornice interamente cromata dei finestrini, mentre i fanali di coda a LED più grandi e dal design inedito conferiscono un movimento più vivace al posteriore, la cui visione è gratificante ad altezza d’uomo, ma meno ad altezza volante, per via della pentola dello scarico troppo in mostra. La nuova ammiraglia Ford, che l’11 novembre sarà lanciata sul mercato svizzero in occasione del salone ‘Auto Zürich Car Show’, è disponibile da CHF 32,550. la Rivista n. 11 - Novembre 2010 77 Honda Italia Industriale Realtà industriale in terra d’Abruzzo A d Atessa, città del vino e dei motori in provincia di Chieti, sorge il sito produttivo di motociclette e scooter di Honda Italia. Noi ci siamo arrivati in moto, dalla Svizzera, in sella agli ultimi modelli dal marchio alato, al seguito del tour organizzato da Honda Svizzera SA denominato “Back to the roots”. Un ritorno alle origini della propria motocicletta, questo il senso della manifestazione che ha visto coinvolti i concessionari ufficiali del marchio, seguiti da un numero consistente di clienti. Presso Honda Italia, il gruppo è stato accolto dall amministratore delegato di Honda Italia, l ingegner Silvio Di Lorenzo (nel foto con il vostro reporter). Durante la visita aziendale riservata ai giornalisti, l’ingegnere ha illustrato i passaggi produttivi delle moto e degli scooter che da Atessa partono per tutta Europa e il mondo. Di Lorenzo ha presentato i processi produttivi soffermandosi con dovizia di particolari sul rispetto ambientale e sulla precisione assoluta garantita da macchinari computerizzati a precisione millesimale. Si sono viste all’opera macchine a controllo numerico, in grado di montare fino a trenta utensili capaci di alesare, barenare, maschiare elementi di un motore completo ogni 55 secondi, con precisione al micron. C è stato modo si seguire la pressofusione nella fonderia completamente automatizzata, i processi robotizzati di saldatura, le operazioni nelle linee di assemblaggio e di controllo finale. La direzione generale con sede commerciale di Honda Italia si trova a Roma, il centro addestramento professionale a Bologna mentre la produzione è garantita dagli stabilimenti di Atessa che sorgono su una superficie totale di 135.040 mq dei quali 44.701 coperti. Fondata nel 1971, Honda Industriale in Abruzzo oggi dà lavoro a circa 1000 persone (Nel pieno di produttività stagionale, gli occupati sono circa 1200). La produzione in Italia di veicoli a due ruote Honda iniziò nel 1977 in joint venture, per arrivare nel 2008 a 2 milioni di moto e 4 milioni di motori prodotti per i modelli CB 1000 R, Hornet, CBF 600 e 1000, Varadero, Deauville e Transalp oltre che per gli scooter SH300i, 150 e 125cc, PS 125 e 150i, PCX 125 e S-Wing. Honda Italia Industriale produce anche motori per applicazioni agricole e nautica fuoribordo. Peugeot RCZ La prima fuoriserie della gamma Peugeot L ’abbiamo provata! Con un motore 1.6 dai bassi consumi e dalle prestazioni esaltanti (1.6 l THP a benzina 156 CV, Euro 5, 240 Nm, cambio meccanico a 6 marce CO2 : 155 g/km). La coupé sportiva 2+2 compatta è un concentrato di emozioni. La denominazione, RCZ, simboleggia il posizionamento singolare rispetto alla gamma Peugeot: è la prima vettura a non utilizzare la numerazione con uno zero o un doppio zero centrale. si rivolge a una clientela moderna, particolarmente esigente ed esperta in termini di prodotto automobilistico, alla ricerca di una differenziazione e pronta a cedere alla tentazione. Il comportamento su strada è da innamoramento precoce: precisione e sensazioni di guida che esasperano tutti i sensi del conducente. Assetto e baricentro ribassati, carreggiate allargate, pneumatici di dimensioni particolarmente generose (18 , ma si possono avere anche da 19 ) la tengono incollata all asfalto, grazie anche agli efficaci derivati dalla piattaforma 2 (avantreno pseudo MacPherson, retrotreno a traversa deformabile). RCZ è proposta in Svizzera con un ventaglio prezzi da CHF 39’600 (Vettura in test) a 44’600. 78 la Rivista n. 11 - Novembre 2010 Scoprila sul web tra musica e novità di prodotto Alfa Romeo MiTo Quadrifoglio Verde L a versione MultiAir da 170 CV, nell'esclusivo allestimento “Quadrifoglio Verde”, regala alla MiTo prestazioni da capogiro. Il simbolo portafortuna fa da sempre battere forte i cuori degli Alfisti di tutto il mondo e questa intriga molto, per la dinamica e l’allestimento top, le eccellenti sospensioni, il potente turbo MultiAir (coppia di 250 Nm), il rapporto peso/potenza da 7,2 kg/CV, l'accelerazione da 0 a 100 km/h in 7,5 secondi. Come tutte lei MultiAir è dotata di serie di Start&Stop. L'efficiente motore high-tech consente un consumo medio di 6,0 litri, e emissioni di CO2 di 139 g/km (Classe di efficienza energetica B). L’Alfa Romeo MiTo Quadrifoglio Verde è disponibile presso i concessionari al prezzo base di 31’350 CHF. Il “vostro” ha scoperto al volante la grinta della MiTo. Emozioni forti, ma ora anche sul web l’occasione si presenta ghiotta: www.mitoenergymachine.com è il nuovo sito, dove scoprire tutta la grinta del modello e il suo legame con il mondo della musica. Energy Machine è il payoff dell originale campagna pubblicitaria che vede protagonista il famoso dj e compositore Bob Sinclair. Il sito in costante aggiornamento offre notizie e opportunità a tutti i fan della musica e di Alfa Romeo MiTo, la vettura a tre porte del segmento B più venduta in Italia. ERRATA CORRIGE l E ING ,EAS ENTI M A I Z NAN A AND DOM AGG VANT I ZIOD ,gINI IONE SS A P UNA I Nella scorsa edizione de La Rivista nella rubrica ‘Motori’ a pag. 77, relativa alla Nuova Doblò, per un errore abbiamo pubblicato la fotografia del modello precedente. Ce ne scusiamo e rimediamo pubblicando ora quella del Nuovo Fiat Doblò. )LPARTNERSICUROPER LEASINGElNANZIAMENTI 2ICHIEDETEUNgOFFERTALEASINGALPIáVICINO CONCESSIONARIOOPPURETELEFONATECI :àRCHERSTRASSE 3CHLIEREN 4EL &AX WWWlDISlNANCECH la Rivista n. 11 - Novembre 2010 79 Starbene Mal di testa cronico: evitare il fai-da te Il lavoro deve restare in ufficio Per taluni, loro malgrado, è una sorta di necessari abitudine, di cui si possono sottovalutare le conseguenze. Chi soffre di mal di testa tende, infatti, quasi automaticamente ad assumere molti farmaci, per avere sollievo da un disturbo che, agendo su centri nevralgici, può rendere difficili anche le più semplici attività quotidiane. Il rischio a quel punto è quello di abusare di medicinali che hanno un effetto immediato, ma che - una volta esaurita la loro efficacia - non fanno altro che favorire l’instaurarsi di un circolo vizioso che porta a un peggioramento della situazione. Una questione di non poco conto, visto che interessa il 3-4% della popolazione italiana. In cifre assolute oltre due milioni di persone. Generalmente il mal di testa, non si manifesta inizialmente come disturbo quotidiano. Solitamente si sviluppa con frequenza crescente e viene quindi sottovalutato. Stante anche la comunicazione pubblicitaria, Il problema rischia di essere preso alla leggera e viene affrontato ricorrendo all’assunzione di farmaci antidolorifici, che si trasforma in un consumo quotidiano, pertanto eccessivo. Se si è arrivati a questo punto bisogna subito invertire la rotta, perché tali medicine - oltre a non risolvere il problema - possono creare danni. È necessario dunque procedere in due fasi, magari rivolgendosi a centri specializzati: sospendere l’abuso di farmaci e poi comprendere quale sia la causa della forma cronica. Nel caso si tratti di emicrania va curata da specialisti, se invece è una semplice cefalea tensiva sarà sufficiente correggere alcuni comportamenti e vivere in modo più salutare. In ogni caso, è assolutamente necessario evitare il “fai-da-te”. Lasciare sulla scrivania dell’ufficio i pensieri che riguardano il lavoro e, una volta a casa, fare in modo di avere altro a cui pensare. Pare che sia il modo migliore non solo per conservare il proprio benessere psicofisico, ma anche per risultare più efficienti in azienda. Chi invece si porta tra le mura domestiche le preoccupazioni del lavoro penalizza benessere e produttività. Giungono a questa conclusione due ricerche pubblicate sul Journal of Applied Psychology. La prima è stata realizzata dal Department of Psychology della Portland State University, somministrando questionari non solo ai lavoratori, ma anche ai loro partner e ai loro colleghi, al fine di valutare, oltre alla capacità di “staccare” dal lavoro, anche il livello di benessere individuale, la qualità della vita e la produttività sul lavoro. Verificato che esiste una relazione lineare tra la capacità di staccare dal lavoro e gli indicatori di benessere quali la spossatezza emotiva e la soddisfazione circa la propria vita è stata rilevata anche l’esistenza di una relazione curvilinea tra la capacità di staccare dal lavoro e le performance professionali. In pratica, quando il coinvolgimento è troppo basso o troppo alto, le prestazioni tendono a peggiorare. Nella seconda ricerca, realizzata dall’Università di Konstanz, in Germania, i soggetti sono stati studiati in maniera prospettica per un anno, al fine di poter rilevare gli effetti a lunga distanza della capacità di staccare o meno dai pensieri e dalle preoccupazioni del lavoro. Ne è emerso che chi pensa al lavoro anche fuori dall’ufficio va più frequentemente incontro a sintomi psicosomatici e a una spossatezza emotiva che alla lunga può diventare causa di un vero e proprio burnout. Quella di Tropea è la migliore amica del cuore Talvolta fa piangere, magari tiene a distanza gli amici. Ora sappiamo che è nemica del colesterolo, pertanto la cipolla, purché rossa, è la migliore amica del cuore. La riabilitazione scientifica della più comune fra gli aromi culinari si deve a uno studio cinese dell’Università di Hong Kong. I primi a godere della terapia gastronomica un gruppo di topi ai quali è stato somministrato un estratto dell’ortaggio. I ricercatori hanno visto che dopo otto settimane di dieta a base di cipolle rosse i livelli di colesterolo “cattivo” nel sangue, quello Ldl, erano diminuiti del 20%. Praticamente una buona assicurazione contro il rischio di infarto e di malattie cardiovascolari. Secondo i ricercatori cinesi, 80 la Rivista n. 11 - Novembre 2010 “nonostante le ampie ricerche sulla cipolla, poco si sa di come il loro consumo interagisce con i geni umani e delle proteine coinvolte nel metabolismo del colesterolo”, giungendo alla conclusione che “un consumo regolare riduce il rischio di malattia coronarica”, senza all’apparenza incidere sul patrimonio di colesterolo buono (Hdl), quello indispensabile a numerose funzioni biologiche. Sebbene le cipolle bianche siano le più utilizzate nelle cucine di mezzo mondo, le varietà rosse sono esclusiva, di successo, di molte aree geografiche. Non ultima quella della cucina mediterranea, che ha nella nostrana cipolla rossa di Tropea il principale esponente. Dalla sua, il bulbo calabrese ha proprietà antibiotiche e antiossidanti, notevoli quantità di quercetina, selenio. A fare pulizia tra le lipoproteine che “inquinano” il sangue e induriscono le arterie sarebbero invece i tioli, composti organici naturali che contrastano l’accumulo di sedimenti grassi. Camminare fa bene al cervello Donne e sonno: 5 ore e si campa più a lungo Che camminare facesse bene alla salute è convinzione consolidata. Che aiuti a tenere vispo anche il cervello è confermato da un gruppo di ricercatori delle università di Pittsburgh, Las Vegas e Los Angeles che ha analizzando per 13 anni, con la risonanza magnetica, il cervello di 299 persone con un’età media di 78 anni. Lo studio, pubblicato sulla rivista Neurology, è giunto alla conclusione che fra coloro che erano stati tenuti sotto osservazione chi aveva percorso a piedi qualche centinaio di metri ogni giorno, non si era verificata la riduzione della materia grigia di alcune zone chiave del cervello che invece è stata riscontrata in chi aveva camminato meno. Lo stesso studio ha però verificato che in chi camminava regolarmente molto di più non si constatava un ulteriore risparmio di materia grigia, quasi esistesse una soglia oltre la quale, per questo specifico effetto, camminare non comporta un maggiore beneficio. Studi precedenti certificavano che dormire meno 7 ore significava incorrere in più alto rischio di malattie cardiache e in minori possibilità di superare i 65 anni. Ecco ora che uno studio realizzato dall`University of California San Diego School of Medicine (Usa) e pubblicato recentemente su Sleep Medicine, sostiene che le donne che dormono fra le 5 e le 6 ore mezza tendenzialmente si allungano la vita. Sono state e450 le donne di mezza età coinvolte in una ricerca durata 14 anni duranti i quali gli studiosi hanno calcolato la durata del riposo notturno monitorando direttamente la frequenza del polso e non chiedendo alle interessate quante ore dormissero. La rilevazione così effettuata, non più soggettiva ma su rilevazioni oggettive, ha portato al risultato di cui si è fatto cenno sopra: fra le 5 e le 6 ore e mezza si colloca la durata ideale del sonno al femminile. la Rivista n. 11 - Novembre 2010 81 Il Mondo in fiera Si è chiuso a Padova il 61° Flormart 2010 Visitatori in crescita Swisstech 2010 – Basilea 16 – 19 Novembre 2010 Un evento per la subfornitura europea Motor show 2010: Bologna 4 - 12 dicembre Un’edizione premium L’Artigiano in Fiera: Milano 4 - 12 dicembre Culture e tradizioni di tutto il mondo FIERE Si è chiuso a Padova il 61° Flormart 2010 Visitatori in crescita Si è concluso presso il quartiere espositivo di PadovaFiere il 61° Flormart, Salone Internazionale del Florovivaismo e Giardinaggio, che ha visto la partecipazione, su circa 35mila mq, di oltre un migliaio di espositori, 180 dei quali provenienti da 20 paesi esteri. 30mila ivisitatori professionali di cui 2.500 stranieri che hanno varcato i cancelli della manifestazione i, con un incremento di circa il 10% rispetto al Flormart 2009. Nel cuore del Nord Est, che nel comparto florovivaistico conta 1.800 aziende attive e rimane l’area di riferimento del consumo, Flormart si è dimostrato, ancora una volta, lo strumento espositivo capace di coniugare le esigenze commerciali degli espositori con le proposte di innovazione attese dal mercato. Il florovivaismo italiano rappresenta il 23% della produzione europea di fiori e piante ornamentali. Il mercato mondiale è in forte espansione e quello del fiore reciso è oggi dominato da un flusso commerciale che tende a svilupparsi sull’asse nord-sud. Nell’emisfero settentrionale si trovano i maggiori mercati di consumo, quello europeo e quello nordamericano, mentre nuovi paesi produttori emergono nelle aree equatoriali dell’emisfero meridionale, dove il clima consente di evitare o minimizzare le spese per il riscaldamento delle serre. Per i soli fiori recisi, a livello mondiale si stima un valore commerciale di 10 miliardi di euro all’ingrosso e di 30 miliardi al consumo. Pieno successo anche per il workshop internazionale ECOtechGreen-Tecnologie verdi per la mitigazione ambientale del paesaggio antropizzato, un’iniziativa della rivista Paysage promossa da PadovaFiere nell’ambito di T-Verde, Salone del Verde Tecnologico parte integrante del Flormart. In quattro diverse sessioni il workshop ha affrontato i temi del verde pensile e verticale, della mitigazione delle infrastrutture, delle specie vegetali più adatte all’ambiente mediterraneo e del risparmio energetico. Oggi, architettura sostenibile e Green economy concepiscono i centri urbani nel rispetto dei valori della qualità della vita e dell’ambiente, dell’eco-sostenibilità e dell’ecocompatibilità. Lo dimostrano i numerosi esempi di tetti e muri verdi portati dai relatori, che hanno offerto uno sguardo d’insieme sul contesto mondiale del verde tecnologico. Analoghe tecnologie consentono di mitigare l’impatto ambientale di autostrade, ferrovie e altre infrastrutture, favo- 84 la Rivista n. 11 - Novembre 2010 rendo l’assorbimento del particolato inquinante da parte di piante atte allo scopo, l’abbattimento dell’inquinamento acustico, il miglioramento del microclima e del paesaggio. T-Verde ha permesso di conoscere da vicino tutte le fasi di produzione dei sistemi proposti: dalla progettazione all’implementazione del progetto, dall’integrazione delle componenti tecnologiche e florovivaistiche, alla rappresentazione esecutiva. Verde verticale, soluzioni di verde pensile in piano e inclinato, inerbimenti speciali, strutture fonoassorbenti inverdite, prati armati, esempi di spartitraffico e rotatorie, sistemi per l’inverdimento di scarpate e per il recupero e stoccaggio di acque meteoriche da recuperare per l’irrigazione hanno suggerito nuove idee di progettazione ad architetti, paesaggisti, studi internazionali, aziende specializzate. In questa edizione di Flormart hanno partecipato 180 espositori stranieri, provenienti da 20 paesi. L’interesse per la manifestazione è stato confermato anche dalla presenza di giornalisti stranieri fra i quali lo svizzero Werner Oschek di G’Plus, che hanno apprezzato la compattezza, la concentrazione e la disposizione per i diversi settori della mostra. Significativa la presenza di missioni ufficiali, provenienti da realtà aziendali ma anche da associazioni, ospiti di Flormart, che hanno potuto cogliere la parte migliore delle proposte inserite nel cartello della manifestazione. Prossimo appuntamento a Padova con Flormart 15 - 17 Settembre 2011. PER INFORMAZIONI Camera di Commercio Italiana per la Svizzera Seestrasse 123 - 8027 Zurigo Tel. 0041 44 289 23 23 - Fax 0041 44 201 53 57 e-mail: [email protected] - www.ccis.ch Swisstech 2010 - Basilea, 16 - 19 Novembre 2010 Un evento per la subfornitura europea Swisstech, la fiera dell’Europa Centrale per la subfornitura si svolge a Basilea dal 16 al 19 novembre 2010. Una serie di eventi collaterali renderà l’evento ancora più interessante. La Swisstech dimostra ancora una volta il suo impegno per sostenere la formazione dei giovani di questo settore dedicando a loro un intero giorno. Altri momenti importanti della manifestazione saranno il Nano Village e il VF Forum, che porteranno l’attenzione su argomenti innovativi e orientati verso il futuro. Dal 16 al 19 novembre circa 500 aziende fra subfornitori attivi nell’ambito delle lavorazioni meccaniche e plastiche, realtà di servizio e distributori che coprono le varie fasi della filiera produttiva, saranno presenti nel padiglione 2 della Fiera di Basilea per la 15a edizione di Swisstech. Baden-Württemberg - “insieme verso il futuro” Da anni il Baden-Württemberg figura come fornitore strategico per la Svizzera, ed è anche uno dei suoi clienti più importanti, ragione per la quale gli organizzatori di Swisstech 2010 hanno scelto come partner ufficiale proprio il Baden-Württemberg al quale dedicano una giornata intera. I giovani - il nostro futuro Durante tutti e quattro i giorni della manifestazione, gli studenti e gli apprendisti potranno visitare gratuitamente Swisstech per vedere da vicino il variegato settore della subfornitura tecnica, proposto in chiave europea. Per i giovani anche in concorso SWISSMECHANIC, che si snoda lungo tutti i quattro giorni della manifestazione per individuare il campione svizzero nelle discipline di: automazione, fresatura CNC e tornitura CNC. Prima del concorso saranno selezionati otto candidati che, a turno, si cimenteranno pubblicamente in prove di abilità e destrezza nelle tre discipline. I primi due classificati di ogni disciplina, avranno l’opportunità di partecipare – nel 2011 - all’omologo concorso londinese “World Skills”. E poi ancora... Tra le iniziative concepite per abbinare l’aspetto espositivo a quello scientifico, è da citare il Nano Village; ovvero, un’area ad hoc dove le imprese high-tech attive nel cam- po delle micro e nanotecnologie potranno interagire con l’industria della subfornitura, per far loro toccare con mano quelli che sono gli aspetti innovativi di questa scienza. L’iniziativa denominata “La fabbrica virtuale” avrà lo scopo di invitare i visitatori a partecipare ad una serie di incontri con le aziende di subfornitura su temi relativi all’innovazione. Interessante è che gli argomenti non saranno per nulla astratti, ma verteranno su tematiche identificate per tempo dagli stessi visitatori/committenti. E poi ancora… Swisstech ospita l’assemblea generale straordinaria dell’associazione degli appaltatori svizzeri (SVME), cui faranno seguito diverse conferenze pubbliche incentrate, a vari livelli, sul tema: “Networking in gara: gli itinerari della crisi”. Infine, in contemporanea con Swisstech, la Fiera di Basilea ospita sia il Prodex, salone internazionale delle macchine utensili, e Pack & Move, mostra svizzera di soluzioni integrate per la logistica e le tecnologie di imballaggio. www.swisstech2010.com PER INFORMAZIONI Camera di Commercio Italiana per la Svizzera Seestrasse 123 - 8027 Zurigo Tel. 0041 44 289 23 23 - Fax 0041 44 201 53 57 e-mail: [email protected] - www.ccis.ch la Rivista n. 11 - Novembre 2010 85 Motor show 2010: Bologna, 4 - 12 dicembre Un’edizione premium L’edizione 2010 del Motor Show di Bologna, Salone Internazionale dell’Automobile, a Bologna dal 4 al 12 dicembre, vedrà la presenza della quasi totalità delle quote del mercato automobilistico italiano. Il Motor Show 2010 avrà il suo tradizionale esordio nelle giornate del 2 e 3 dicembre, con la prima dedicata alla stampa, la seconda a stampa ed operatori economici e a seguire - il 4 dicembre - l’apertura al pubblico. In un anno complicato per il mercato dell’automobile, il Motor Show 2010 avrà una dimensione internazionale garantita dalla presenza nel calendario ufficiale OICA (Organisation Internationale des Constructeurs d’Automobiles) confermandosi così l’unica manifestazione automotive per il mercato italiano e tra quelle di vertice a livello mondiale. Il Motor Show si colloca alla fine del calendario del 2010 e si affaccia così sul 2011, anno che potrebbe vedere la ripresa del mercato italiano e come sempre offrirà un forte stimolo ai consumatori per riprendere ad acquistare autovetture dopo un 2009 che, grazie agli incentivi governativi, ha chiuso con un calo delle immatricolazioni dello 0,08% e un 2010 che – secondo le attuali stime – dovrebbe chiudere con un calo intorno al 12%. In questo contesto il quadro economico italiano nel 2011 dovrebbe contribuire a fornire stimoli alla domanda; a questo si aggiungono poi i risultati delle attività che le Case automobilistiche hanno continuato a svolgere nonostante la crisi per offrire una produzione rispondente alle nuove esigenze del mercato. Il Motor Show sarà la vetrina in cui gli italiani - fisicamente e attraverso i media - potranno apprezzare gli sforzi fatti dalle Case automobilistiche in vista della ripresa. Secondo un’indagine eseguita da Doxa su un campione rappresentativo di persone, il 9% degli italiani adulti – cioè circa 4 milioni e 700.000 persone – è propenso a visitare il prossimo Motor Show di Bologna. Dall’inchiesta emergono altri dati interessanti, in particolare il 58% degli italiani (30 milioni di persone) ha dichiarato di conoscere il Motor Show e il 7% (3,5 milioni) lo ha visitato negli ultimi 4 anni. Molto alta è poi la quota degli italiani che in generale ritiene utile visitare il Motor Show in previsione dell’acquisto di una nuova auto: si tratta del 38%, pari a circa 20 milioni di individui. Alta anche la propensione ad acquistare autovetture entro il 2011: si dichiara infatti propenso all’acquisto – anche senza incentivi statali - il 10% degli intervistati (pari a 5.193.000 persone), mentre se vi fossero nuovi incentivi la quota dei propensi salirebbe al 16% (8.309.000 persone). 86 la Rivista n. 11 - Novembre 2010 È IL MARCHIO CHE DISTINGUE LA MIGLIORE OSPITALITÀ ITALIANA. CERCATELO E TROVERETE ACCOGLIENZA DI QUALITÀ. Lo espongono alberghi, ristoranti, agriturismo, camping e stabilimenti balneari che hanno ottenuto la certificazione rilasciata dalle Camere di Commercio d’Italia. Per saperne di più cliccate su www.10q.it L’Artigiano in Fiera: Milano, 4 - 12 dicembre Riscoprire culture e tradizioni di tutto il mondo Si terrà dal 4 al 12 dicembre nel nuovo polo di Fieramilano, la 15a edizione di Artigiano in Fiera, la Campionaria mondiale dell’artigianato organizzata da Ge.Fi. - Gestione Fiere in collaborazione con Regione Lombardia, col patrocinio di Provincia e Comune di Milano e promossa insieme a CNA, C.L.A.A.I., Casartigiani e Confartigianato. Con circa 3.000 espositori provenienti da tutto il mondo e oltre tre milioni di visitatori attesi da tutta Italia e non solo, Artigiano in Fiera si conferma in assoluto il più importante evento nel panorama internazionale del settore artigianale: un vero villaggio globale dell’artigianato, dove riscoprire culture e tradizioni di tutto il mondo. Artigiano in Fiera vuole esaltare la qualità del prodotto artigianale. In questo contesto si delineano i diversi percorsi della fiera, organizzati per provenienza geografica e territoriale - Italia, Europa e Paesi del Mondo – ognuna suddivisa all’interno in aree dedicate alle diverse regioni, nazioni e continenti, valorizzando le culture e le tradizioni a cui si legano i diversi prodotti. Grande spazio sarà dedicato alle tradizioni eno-gastronomiche, con oltre 50 ristoranti tipici e spazi espositivi con specialità e prodotti alimentari tipici di tutto il mondo. All’interno di Artigiano in Fiera si svolgerà la terza edizione di ECOABITARE, che presenta le innovazioni e le tecnologie che domani saranno necessarie per una casa a basso impatto ambientale. Spazio anche alla seconda edizione del Salone ECONAVIGARE dedicato alle imprese artigiane del settore nautico, con particolare riferimento alle imbarcazioni carrellabili, agli accessori nautici e al turismo diportistico. Il nuovo polo di Fieramilano a Rho rende l’accesso alla manifestazione comoda da Milano e dal resto d’Italia e da Paesi limitrofi come la Svizzera. Così che Artigiano in Fiera diventi sempre più un momento di grande festa e di incontro con la tradizione e i prodotti dell’artigianato di tutto il mondo, un vero e proprio villaggio globale dell’artigianato. La Camera di Commercio Italiana per la Svizzera cura la presenza di realtà elvetiche all’Artigiano in fiera e per l’edizione 2010 presenterà ai numerosi visitatori della fiera l’azienda svizzera Studler AG con sede a Seengen (www.studlerchocolatier.ch), rinomata cioccolateria svizzera con oltre 130 anni di esperienza nel settore. L’ingresso è gratuito PER INFORMAZIONI Camera di Commercio Italiana per la Svizzera Seestrasse 123 - 8027 Zurigo Tel. 0041 44 289 23 23 - Fax 0041 44 201 53 57 e-mail: [email protected] - www.ccis.ch la Rivista n. 11 - Novembre 2010 87 Dall’apprezzatissimo furgone Daily al peso massimo Stralis: Grazie agli innumerevoli modelli disponibili, la nuovissima gamma di mezzi Iveco offre soluzioni specifiche, dalla convenienza ideale, per ogni incarico di trasporto. IVECO (Svizzera) SA, Oberfeldstrasse 16, 8302 Kloten, tel. 044 804 73 73 Il programma completo di Iveco: conveniente su tutta la linea. www.iveco.ch Il Mondo in Camera Sapori di Liguria protagonisti a Gourmesse “Italian Swiss legal Forum 2010” Seminario a Ginevra Seminario a Zurigo: “Doing business in Italia” Degustazione di prodotti siciliani a Ginevra Invito ad enologica 2010 Modena: il Biomed oltre la Ferrari e l’Aceto balsamico... A Ginevra il Salone svizzero delle vacanze, dei viaggi e del tempo libero Il mondo in camera Sapori di Liguria protagonisti a Gourmesse Coordinate dalla Camera di Commercio Italiana perla Svizzera un gruppo di aziende aderenti alla CNA della Liguria sono state ospiti dall’8 all’11 ottobre 2010 di Gourmesse la fiera del gusto che a Zurigo, ogni anno propone a decine di migliaia di visitatori un’accurata selezione di prodotti enogastronomici. Raggruppate sotto il nome di Sapori di Liguria le aziende presenti hanno portato in fiera aromi, condimenti, odori e appunto sapori che contribuiscono alla ricca varietà della gastronomia italiana. E allora ecco l’olio, rigorosamente extravergine di oliva taggiasca, la pasta fresca, i dolci da forno, la Focaccia di Recco, tutelata a livello europeo, e il pesto sulle cui origini nessun nel mondo può permettersi di disquisire. AZIENDE ADERENTI A CNA LIGURIA GENOVA PASTA I - 16156 Genova Prodotti esposti: Pasta fresca IL GENOVESE SNC I - 16129 Genova Prodotti esposti: Pesto fresco ANTICO BISCOTTIFICIO BONALDO I - 16139 Genova Prodotti esposti: biscotti I PASTAI SRL I - 19020 Zignago (SP) Prodotti esposti: Pasta secca BISCOTTI GIBELLI I - 18019 Vallecrosia (IM) Prodotti esposti: pasticceria secca 90 la Rivista n. 11 - Novembre 2010 BIRRA LION I - 16126 Genova Prodotti esposti: birra artigianale ANTICHI SAPORI I - 19038 Sarzana (SP) Prodotti: testaroli, salumi, olio, acciughe AZIENDE PARTECIPANTI A TITOLO INDIVIDUALE PODERE RISTELLA I - 58036 Roccastrada (GR) Prodotti esposti: vini, olio, distillati AZ. AGR. VILLA PATRIZIA I - 58050 Roccalbegna – Fraz. Cana (GR) Prodotti esposti: vini F & F - L’oro dell’oliva CH - 4223 Blauen Prodotti esposti: olio d’oliva e specialità la Rivista n. 11 - Novembre 2010 91 SEMINARIO “ITALIAN SWISS LEGAL FORUM 2010” A GINEVRA La Camera di Commercio Italiana per la Svizzera (CCIS), in collaborazione con la Camera di Commercio, Industria e Servizi di Ginevra (CCIG), organizza Mercoledì 17 novembre, ore 8.30 – 12.30 presso la sede della CCIG (4, bd du Théâtre - Ginevra 11). un seminario, per le aziende straniere e in particolare svizzere, sul come fare business in Italia. Gli oratori discuteranno soluzioni e forme diverse consigliate alle imprese straniere che desiderano fare affari in Italia, in particolare attraverso la presenza di agenti o di distributori italiani, o ancora attraverso la creazione di uffici di rappresentanza, succursali o filiali. In questo contesto saranno presentati gli aspetti più importanti da un punto di vista giuridico, fiscale, del diritto al lavoro e delle assicurazioni sociali. Infine, saranno proposte, da un punto di vista pratico, delle relazioni su come avviare un busi- ness in Italia e sulle diverse pratiche, specie amministrative, che l’investitore straniero dovrà effettuare. Il seminario non si rivolge esclusivamente ai consulenti specializzati, avvocati, fiscalisti, banche ma anche alle imprese. Il costo per la partecipazione al seminario è per i soci di CCIS e CCIG di CHF 200.- e per i non-soci di CHF 300.-. Ai partecipanti sarà fornita l’intera documentazione del seminario. Essendo il numero di posti limitato, è obbligatoria l’iscrizione che deve pervenirci entro il 10 novembre 2010. INFORMAZIONI Marianna Valle, Fabio Franceschini Tel. 0041 (0) 22 9068595 E-Mail: [email protected] SEMINARIO: DOING BUSINESS IN ITALIA NEL SETTORE DELLE ENERGIE RINNOVABILI La Camera di Commercio Italiana per la Svizzera ha il piacere di invitarvi a questo interessantissimo seminario sulle energie rinnovabili che si terrà il 25 novembre 2010, dalle 09.00 alle 12.30, presso l’Hotel Baur au Lac: Doing business in Italien im Bereich Erneuerbare Energie (Doing business in Italia nel settore delle energie rinnovabili) Investitionsmöglichkeiten angesichts der Förderung der Produktion erneuerbare Energie durch die italienische Regierung (Opportunità di investimento alla luce della nuova normativa ministeriale italiana sugli incentivi alla produzione di energia rinnovabile) La quota di partecipazione al seminario è di franchi 250.per i soci della CCIS e di 300.- per i non soci Lingua del seminario: tedesco PROGRAMMA, INFORMAZIONI ED ISCRIZIONI Lara Francesca Cucinotta Tel. 0041 (0) 44 289 23 23 - E-Mail: [email protected] DEGUSTAZIONE DI PRODOTTI SICILIANI A GINEVRA La Camera di Commercio Italiana per la Svizzera (CCIS) in collaborazione con Confindustria Ragusa, CCIAA di Ragusa, Provincia di Ragusa, Comune di Ragusa, Comune di Comiso e CNA Ragusa, organizza Lunedì 22 novembre, dalle ore 14.00 alle ore 20.00 nella prestigiosa cornice dell’Hotel Beau Rivage di Ginevra (Quai du Mont-Blanc 13) una degustazione di prodotti enogastronomici siciliani. Nel corso della degustazione le migliori aziende del settore presenteranno i profumi, i colori e i sapori della provincia di Ragusa. Saranno offerti al pubblico una selezione di vini tipici e di prodotti di nicchia e di qualità che rappresentano l’insieme della migliore cultura enogastronomica siciliana. Alla conferenza stampa, alla quale aderiranno i giornalisti e le Istituzioni, seguirà a partire dalle ore 14.00 la degustazione che, rivolta al pubblico di settore e ad esperti, aprirà nella seconda parte del pomeriggio le sue porte anche al 92 la Rivista n. 11 - Novembre 2010 grande pubblico e agli amanti del Made in Italy. Per l’occasione lo chef Francesco Cassarino del Gambero Rosso preparerà ai partecipanti delle ricette significative della selezione proposta. L’ingresso è gratuito ma, per motivi organizzativi, è obbligatoria l’iscrizione che preghiamo di inviarci entro venerdì 12 novembre. In occasione di questa prestigiosa manifestazione, Alitalia è lieta di mettere in palio 2 biglietti a/r per l’Italia tra i giornalisti e il pubblico presente alla degustazione “Les Parfuns Gourmands de la Sicile”, Hotel Beau Rivage, Ginevra. INFORMAZIONI Marianna Valle, Fabio Franceschini Tel. 0041 (0) 22 9068595 E-Mail: [email protected] INVITO AD ENOLOGICA 2010 Il 21 ed il 22 novembre la CCIS su incarico delle 3 Camere di Commercio della Romagna (Forlì-cesena, Rimini e Ravenna) accompagnerà a Faenza presso la Fiera Enologica www.enologica.org una delegazione di sei rivenditori svizzeri dei comparti food & wine. La Fiera Enologica offre la possibilitâ di trovare sotto un unico tetto tutti i vini della Regione Emilia Romagna ed allo stesso tempo di partecipare, grazie all’intervento delle Ca- mere di Commercio ad un programma dedicato ai vini ed alle specialitâ alimentari delle tre Province romagnole di Forlì, Ravenna e Rimini. INFORMAZIONI Fabrizio Macrì Tel. 0041 (0) 44 289 23 23 E-Mail: [email protected] MODENA: IL BIOMED OLTRE LA FERRARI E L’ACETO BALSAMICO... Il Distretto biomedicale modenese cerca partnership in Svizzera: Modena (Italia): 29 novembre - 01 dicembre 2010. Dal 29 novembre al 01 dicembre 2010 verrà presentato a Modena (Italia) ad una delegazione di buyer provenienti da Russia, Emirati Arabi, Germania, UK, Francia e Svizzera il Distretto modenese del Biomedicale: www.expomo.com (clickare sulla voce “biomedicale). Circa 117 aziende tra produttori di macchinari finiti, attrezzature hight tech e parti elettromeccaniche fanno di Mode- na da anni un centro di eccellenza mondiale nel settore. La CCIS cerca giornalisti di settore, interessati a partecipare per esplorare il Distretto e dare visibilità in Svizzera alle opportunità più concrete di collaborazione. INFORMAZIONI Fabrizio Macrì Tel. 0041 (0) 44 289 23 23 E-Mail: [email protected] A GINEVRA IL SALONE SVIZZERO DELLE VACANZE, DEI VIAGGI E DEL TEMPO LIBERO La Svizzera rappresenta un mercato ricco di opportunità nel settore del turismo. Nasce così l’interesse della Camera di Commercio Italiana per la Svizzera (CCIS) nel coinvolgere l’Italia quale ospite d’onore all’interno del Salon des Vacances 2011 - Palexpo di Ginevra, 21-23 Gennaio 2011 - organizzando un padiglione dedicato al Made in Italy. Il Salon des Vacances, dei viaggi e del tempo libero, unico salone della Svizzera romanda dedicato al turismo, attira ogni anno migliaia di visitatori provenienti dalla Svizzera e dalla vicina Francia. Il Salone é infatti una piattaforma di incontri ideale, dove un pubblico interessato può ottenere dei consigli personalizzati concretizzando il sogno del viaggio. La CCIS Vi offre la possibilità di partecipare al Salon des Vacances 2011 in qualità di espositore all’interno di un padiglione dedicato interamente al Made in Italy. Grazie al ruolo centrale che l’ospite d’onore ricopre all’interno del Salone, gli espositori godranno di una visibilità massima e avranno l’opportunità di far conoscere al pubblico elvetico ed internazionale la cultura e i prodotti tipici del loro paese. INFORMAZIONI Marianna Valle, Fabio Franceschini Tel. 0041 (0) 22 9068595 E-Mail: [email protected] la Rivista n. 11 - Novembre 2010 93 Contatti Commerciali DAL MERCATO ITALIANO Offerte di merci e servizi Vino Tenuta Mainardi Località Mainardi I – 84020 Aquara SA Tel. 0039/0828 189 74 65 Fax 0039/0828 189 74 64 E-mail: [email protected] www.tenutamainardi.it Attrezzature e prodotti medicali Moretti Spa Via Bruxelles, 3 - Loc. Meleto I - 52022 Cavriglia (AR) Tel. 0039 055 962111 Fax 0039 055 9621200 E-mail: [email protected] www.morettispa.com Vasche idromassaggio Vitaviva Italia srl Loc. Lanciano 9 I – 62022 Castelraimondo MC Tel: 0039/0737 6451 Fax 0039/0737 645246 E-mail: [email protected] www.vitaviva.it Agrumi Orandor srl c.da Rasoli, Zona Industriale I - 95048 - Scordia (CT) Tel: +39 0957936063 Fax: +39 095659202 E-mail: [email protected] www.orandor.it 94 Macchine per la trasformazione della plastica 01 Machinery srl Via Bettisi 12 I - 48018 Faenza (RA) Tel. +39/ 0546 662625 Fax: +39/ 0546 662625 E-mail:[email protected] www.01machinery.com Macchine agricole Maschio Gaspardo Spa Via Marcello, 73 I – 35031 Campodarsego PD Tel. +39/049 9289842 Fax. +39/049 9289601 E-mail: [email protected] www.maschio.it Materiale audio e video Ligra Spa Via Artigiani 29/31 I - 29020 Vigolzone (PC) Tel: +39. 0523 872014 Fax +39. 0523 870089 E-mail: [email protected] www. ligra.it Attrezzature per medicina medica e cosmetica MDG Tech srl Viale Duca D’Aosta 19 I – 21052 Busto Arsizio VA Tel. 0039/335 8189972 Fax 0039/02 700556834 E-mail: [email protected] www.medical-group.it Bonifiche impianti Project clean Via Lazio 22 I – 20090 Buccinasco MI Tel. 0039/3358397084 E-mail: [email protected] www.projectclean.it Manutenzione armi sportive Megaline srl via Ardione 16 I – 42015 Correggio RE Tel. 0039/0522 631684 Fax 0039/0522 631685 E-mail: [email protected] www.megaline.it Vino Azienda Agricola Roccasanta via Cortemilia Alessandria, 4 I – 12074 Perletto Tel. +39 0173 81795 Fax +39 0173 81795 [email protected] www.aziendagricolaroccasanta.it Abbigliamento da lavoro Maurel Via del Commercio 4-6 I – 27038 Robbio PV Tel. 0039/0384 671034 Fax 0039/0384 672361 Email: [email protected] www.maurel.com la Rivista n. 11 - Novembre 2010 Porte blindate Tesio Spa Corso Venezia 63 I – 10147 Torino Tel. 0039/011 2620973 Fax 0039/011 2624878 Email: [email protected] www.tesio.com Profumi ed essenze Herbsardinia srl Via Lungo Saline 27/A I – 09126 Cagliari Tel. 0039/070383070 Fax 0039/01782225689 [email protected] www.herbsardinia.com Richieste di ricerca agenti-rappresentanti • Società leader da oltre 30 anni nella produzione e commercializzazione di apparecchi elettronici che rispettano totalmente l’igiene e consentono un risparmio di acqua fino all’80%. Il Gruppo DMP Electronics desidera oggi arricchire il suo staff commerciale per affrontare nuove sfide. Uomo o donna che abbia un’esperienza commerciale di minimo 3 anni, età 25/40 anni, che sappia comunicare in tedesco, francese e italiano, persona dinamica, autonoma e perseverante, disponibile a spostamenti in tutto il territorio svizzero. • La ditta Togni Spa di Ancona è una affermata realtà attiva da oltre 50 anni nel settore della produzione di vini spumanti ed acque minerali. Grazie alla sua profonda esperienza e conoscenza nella lavorazione delle uve, l’azienda ha assunto una posizione di leadership nel mercato italiano e soprattutto per ciò che riguarda lo spumante è fornitore di punta della GDO in Italia. La ditta Togni Spa è alla ricerca in Svizzera di aziende interessate alla distribuzione dei propri prodotti all’ingrosso con cui avviare una collaborazione di lungo termine. • La ditta Euroclima Spa di Brunico è una affermata realtà attiva da oltre 40 anni nel settore della produ- zione di centrali per il trattamento dell’aria. Costruzioni e soluzioni funzionali caratterizzate da perfezione tecnica garantiscono l’affidabilità delle unità. Uno sviluppo costante dei prodotti e dei metodi di produzione, così come l’impegno a favore dell’innovazione, sono per l’azienda un fattore di primaria importanza. La ditta Euroclima Spa è alla ricerca in Svizzera di piccole aziende interessate alla distribuzione dei propri prodotti all’ingrosso con cui avviare una collaborazione di lungo termine. • Società Chimica offre gestione in un proprio capannone 400 - 700 m2 deposito solo per merci europee Via Casilina San Cesareo Roma prezzo legato a volume e movimenti. Per ulteriori informazioni è possibile contattare direttamente: buzione di prodotti caseari e freschi con cui avviare una collaborazione di lungo termine. Ing. Luca Pala, inventore e ricercatore in possesso di proprietà industriale e di brevetto internazionale “Impianto di sfruttamento contemporaneo di energia eolica e solare con produzione di energia elettrica in proprio ricerca soci collaboratori e finanziatori per acquisto e sfruttamento del diritto di priorità del brevetto succitato. Tel: +41 31 950 14 04 Fax +41 31 950 16 16 E-mail: [email protected] www.haco.ch Per ulteriori informazioni rivolgersi alla: Camera di Commercio Italiana per la Svizzera, Seestr. 123, casella postale, 8027 Zurigo, Tel. 044/289 23 23, Fax 044/201 53 57, e-mail: [email protected], www.ccis.ch Offerte di merci e servizi Per le richieste di cui sopra rivolgersi a: Camera di Commercio Italiana per la Svizzera, Seestr. 123 casella postale, 8027 Zurigo Tel. 044/289 23 23 Fax 044/201 53 57 e-mail: [email protected], www.ccis.ch Trasporti internazionali Huber Transport AG Riedstrasse – PF CH – 6343 Rotkreuz Tel.: ++41 417901188 Fax: ++41 417901061 [email protected] www.hubertransport.ch DAL MERCATO SVIZZERO Ing. Corrado Carboni Via A.Gallonio 18 I - 00161 Roma Tel. +39 0644232172 Fax +39 0644290941 E-mail: [email protected]. La ditta Ars Food srl di Varese Ligure è una ditta attiva dal 2003 attraverso il marchio Le bio bontà di Varese Ligure nella realizzazione di yogurt biologico. Gli innovativi processi di produzione garantiscono la sicurezza e la qualità del prodotto, realizzato nel pieno rispetto dell’ambiente. Non a caso, in pochi anni, Ars Food è diventata leader nella produzione di yogurt biologico a marchio privato per le principali catene della Grande Distribuzione. La ditta Ars Food srl è alla ricerca in Svizzera di importatori e grossisti specializzati nella distri- Ricerca di merci e servizi Filati e prodotti tessili per la casa Schlossberg Textil AG Tösstalstrasse 15 CH – 8488 Turbenthal Tel. 0041 52 396 23 37 Fax 0041 52 396 22 02 [email protected] www.schlossberg.ch Gioielli Sautebin Bally grand-chêne CP 7393 CH – 1002 Lausanne Tel. 0041 213236973 Pasta pronta ripiena HACO AG Worbstrasse 262 PF 96 CH – 3073 Gümligen Trasporti internazionali Planzer Transport AG Lerzenstrasse 14 CH - 8953 Dietikon Tel: +41 447446222 [email protected] - www.planzer.ch Materiali edili PA. MA IMPORT – EXPORT GmbH Olsbergerstrasse 6 CH - 4310 Rheinfelden Tel: +41 61 831 44 59 Fax +41 61 831 02 82 E-mail: [email protected] Per ulteriori informazioni rivolgersi alla: Camera di Commercio Italiana per la Svizzera, Seestr. 123 casella postale, 8027 Zurigo Tel. 044/289 23 23 Fax 044/201 53 57 e-mail: [email protected], www.ccis.ch Tagliando d’abbonamento Nome ............................................................................................ Cognome ....................................................................................... Indirizzo ........................................................................................ Tel. .................................... e-mail ............................................. Intendo sottoscrivere un abbonamento annuo (11 copie) a La Rivista al costo di 60CHF (estero: 50 euro) Data e firma .................................................................................. la Rivista n. 11 - Novembre 2010 95 ATTIVITÀ E SERVIZI Con i suoi circa 800 Soci la Camera di Commercio Italiana per la Svizzera, fondata nel 1909, è un‘associazione indipendente ai sensi del Codice Civile Svizzero. Il suo compito precipuo consiste nella assistenza alle imprese dedite all‘interscambio tra Italia, Svizzera ed il Principato del Liechtenstein. La gamma dei suoi servizi, certificati ISO 9001, è molto variegata e comprende tra l‘altro: - Ricerche su banche dati di produttori, importatori, grossisti, commercianti, agenti/rappresentanti dei seguenti Paesi: Italia e Svizzera - Informazioni riservate su aziende italiane: visure, bilanci, assetti societari, protesti, bilanci, rapporti commerciali, ecc. (disponibili on-line in giornata) - Segnalazioni di potenziali fornitori ed acquirenti - Ricerca e mediazione di partners commerciali italiani e svizzeri - Organizzazione di incontri e workshop tra operatori, con l‘ausilio di servizi di interpretariato e segretariato - Recupero di crediti commerciali, con particolare riguardo alla ricerca di soluzioni amichevoli e extragiudiziali PUBBLICAZIONI - La Rivista periodico ufficiale mensile (11 edizioni all‘anno) Calendario delle Fiere italiane Annuario Soci Indicatori utili Italia-Svizzera Agevolazioni speciali per i Soci Seestrasse 123, Casella postale, 8027 Zurigo Tel. ++41 44 289 23 23, Fax ++41 44 201 53 57 http://www.ccis.ch, e-mail: [email protected] IVA-Nr. 326 773 - Recupero dell‘IVA svizzera in favore di operatori italiani, nonché dell‘IVA italiana per imprese elvetiche - Consulenza ed assistenza legale in materia di diritto commerciale, societario e fiscale - Assistenza e consulenza in materia doganale - Informazioni statistiche ed import/esport - Informazioni finanziarie e riservate sulla solvibilità di imprese italiane e svizzere - Ricerca di prodotti, marchi di fabbricazione e reperimento di brevetti - Azioni promozionali e di direct marketing - Arbitrato internazionale - Informazioni relative all‘interscambio, normative riguardanti gli insediamenti in Svizzera ed in Italia - Seminari e manifestazioni su temi specifici di attualità - Traduzioni - Viaggi di Studio - Certificato di Italiano Commerciale rilasciato in collaborazione con la Società Dante Alighieri di Roma - Swiss Desk Porti italiani - La CCIS fornisce informazioni su Fiere e Mostre italiane. Rappresentanza ufficiale di Fiera Milano e di VeronaFiere - Recupero crediti in Svizzera - Regolamento di Arbitrato e di Conciliazione della Camera Arbitrale della CCIS - Compra-vendita di beni immobili in Italia - Costituzione di società affiliate di imprese estere in Italia - Il nuovo diritto societario italiano - Servizi camerali Rue du Cendrier 12-14, Casella postale, 1211 Ginevra 1 Tel. ++41 22 906 85 95, Fax ++41 22 906 85 99 e-mail: [email protected] IVA-Nr. 326 773 RECUPERO IVA ITALIANA RECUPERO IVA SVIZZERA Il servizio, offerto a condizioni molto vantaggiose, è rivolto sia alle imprese svizzere che recuperano l’IVA pagata in Italia che alle imprese italiane che recuperano l’IVA pagata in Svizzera. Grazie agli accordi di reciprocità tra Italia e Svizzera la legislazione svizzera consente agli imprenditori italiani il rimborso dell’IVA svizzera. Grazie agli accordi di reciprocità tra l’Italia e la Svizzera, la legislazione italiana consente agli imprenditori svizzeri di ottenere il rimborso dell’IVA italiana. La CCIS: • fornisce la necessaria documentazione; • esamina la documentazione compilata; recapita l’istanza di rimborso in Italia all’Autorità fiscale competente; • avvia e controlla l’iter della Vostra pratica tramite il suo ufficio di Pescara; • fornisce assistenza legale La CCIS: • fornisce un servizio di informazione e prima consulenza; • diventa il Vostro rappresentate fiscale; • esamina la completezza della Vostra documentazione; • invia la documentazione alle autorità svizzere e segue l’iter della vostra pratica. Informazioni più dettagliate contattare la Camera di Commercio Italiana per la Svizzera +41 (0)44 289 23 23 RICERCA DI PARTNER COMMERCIALI 96 la Rivista n. 11 - Novembre 2010 Grazie alla propria rete di contatti e alla conoscenza delle esigenze e dei bisogni del mercato elvetico e di quello italiano, la Camera di Commercio offre ad imprese sia svizzere che italiane intenzionate ad esportare i propri servizi e prodotti all’estero un’accurata ricerca di controparti commerciali. Attraverso un’analisi sistematica del mercato obiettivo ed identificati i partner commerciali ritenuti più idonei per le imprese a diventare affidabili interlocutori nel settore di riferimento, viene organizzato un incontro presso le aziende target così selezionate permettendo alle imprese italiane o svizzere un rapido ed efficace ingresso sui rispettivi mercati di riferimento. Per ulteriori informazioni ed un preventivo sul servizio, potete contattarci al seguente indirizzo mail [email protected]