CARAVAGGIO, RESTAURO APERTO Le operazioni di restauro, che si svolgeranno nei locali del “Punto Camera” saranno aperti al pubblico. (pagina 2) I CAMION LETTERARI DELLA MURSIA. la casa editrice Mursia vuole mettere quattro ruote sotto la copertina. A Gennaio verranno equipaggiati dei camion stipati di libri. (pagina 2) PREMIO PAESTUM 2009 Il premio per l’archeologia è andato all’archeologo Emanule Greco, che è stato premiato con la sua “Tomba del Tuffatore”. (pagina 2) Novembre-Dicembre Anno II, numero 6 Schliemann News Notiziario dell’Associazione Heinrich Schliemann L’associazione H. Schliemann, Associazione di Ricerca e Studio dell’Antichità è stata registrata all’Ufficio del Registro di Cosenza in data 24 maggio 2008 con il seguente C. F. 98071570786 ARCHEOLOGIA STORIA E LETTERATURA Locri e i Pinakes INAUGURAZIONE DELL’ANNO TELESIANO Il convegno svoltosi all’Unical il 29 e 30 ottobre che ha coinvolto docenti e studiosi di tutta italia (pagina 4) ELVIRA GAZZANEO MARIAEVA BENVENUTO Nei giorni 29 3 30 ottobre presso il centro congressi dell’Università della Calabria, l’Aula Magna Beniaminio Andreatta, si è svolto il Convegno sul tema Locri e i Pinakes. Le giornate di studio volute ed organizzate dal Dipartimento di Archeologia e Storia delle Arti dellUniversità della Calabria e dal Centro Erakles per il turismo culturale hanno visto coinvolti archeologi, storici e studiosi di fama internazionale. Tra questi il Prof. Mario Torelli, la Prof.ssa Maria Cecilia Parra, la Prof.ssa Marina Rubinich e la Prof.ssa Roberta Schienal Pileggi. La Rubrica: Vite Parallele (pagina 8 ) A CURA DI ROSSELLA SCHIAVONEA SCAVELLO INSERTO MUSEI In questo numero la Redazione dello Schliemann News vi offre un intressante inserto su alcuni dei musei archeologici Calabresi, tra nuove inuagurazioni e prossime riaperture vi presentiamo: -Il Museo civico archeologico dei Bretii e degli Enotri di Cosenza; - Il Museo Archeologico di Crotone; - Il Museo Archeologico di Lametia Terme; (pagine 5 e 6) Indagine biologica sul suolo del Parco Archeologico di Capocolonna Questa nuova rubrica del Notiziario, curata dalla Dott.ssa Rossella S. Scavello, prende spunto da quella che è una delle più importanti opere del mondo antico: Le Vite Parallele di Plutarco. In questa rubrica saranno messi a confronto archeologi, storici dell’arte, letterati, storici e relative scuole di pensiero. Affinché si conoscano meglio i personaggi che hanno fatto la storia degli studi di queste discipline. (pagina 9) (pagina 11) Aforismi scelti di Nicola De Santis (pagina 10) -La Mostra Ritorno@Itaca nel Museo dei Bretti e degli Enotri; ANTONELLA MICIELI Direttore Responsabile Dott. Marco Pallone (Presidente A.R.S.A. H. Schliemann) Capo Redattori Dott.ssa Faragò Maria Letizia Dott.ssa Micieli Antonella Dott.ssa Celeste Napolitano Hanno collaborato Dott. Nicola Desantis Dott.ssa Elvira Gazzaneo Dott.ssa Maria Eva Benvenuto Dott.ssa Rossella S. Scavello Dott.ssa Sara Oliverio Dott.ssa Patrizia Campagna Dott.ssa Chiara Miceli Blog http://notiziarioschliemann.wordpress.com/ Schliemann News -2- Novembre-Dicembre 2009 Caravaggio, restauro aperto CHIARA MICELI da Cut-tv in L’Ara Pacis a colori da Panorama.it I camion letterari della Casa Editrice Mursia Un viaggio di 10mila piedi incomincia sempre con un passo, diceva Confucio. Se nel viaggio si è accompagnati da una buona lettura la strada diventa più lieve. Figuriamoci se lo scopo del viaggiare è proprio portare i libri nelle piazze italiane. Come vuole fare la casa editrice Mursia (Ugo Mursia editore): mettere quattro ruote sotto la copertina. A Gennaio verranno equipaggiati dei camion stipati di libri. Per ora i mezzi di trasporto, i truck “Mursia Paspartù” sono due, ma raddoppieranno entro la fine del 2010. Questi camion viaggeranno per l’Italia e si fermeranno nelle piazze, dove si apriranno per diventare stand che ospiteranno oltre ai libri, la saletta conferenze, l’angolo cocktail, i computer. Nelle grandi librerie dominano logiche di altro tipo: i best seller, il ricambio continuo. Noi - dice Fiorella Mursia - abbiamo una grande libreria a Milano e un nostro circuito distributivo. Ma con questa iniziativa vogliamo venire incontro al percorso individuale di un lettore, alla sua ricerca di un titolo magari pubblicato da anni. In un panorama abbastanza assestato, abbiamo deciso di diventare nomadi, d’altronde la tradizione del libraio viaggiatore esiste da secoli. In ogni container ci saranno novemila copie, per un totale di 3500-4000 titoli. Non è la libreria che si muove, è l’intera casa editrice. Schliemann News -3- Novembre-Dicembre 2009 Bronzi di Riace: entro fine anno trasferimento a Palazzo Campanella Dopo settimane di discussioni e di incontri tecnici e politici, l’argomento “Bronzi di Riace” sembre essere arrivato ad una conclusione, almeno per il momneto. Di seguito vi proponiamo un articolo del 3 novembre dell’Agenzia Giornalistica Italiana, che racconta l’esito dell’ultimo dibattito regionale sui Bronzi e la decisione a cui si è giunti. REGGIO CALABRIA -Entro la fine dell'anno i Bronzi di Riace saranno trasferiti a palazzo Tommaso Campanella, sede del Consiglio regionale a Reggio Calabria. E' quanto emerso dall'incontro tra la Soprintendente ai Beni archeologici per la Calabria, Simonetta Bonomi, e i vertici politico-amministrativi del Consiglio regionale, che si e' svolto questa sera negli uffici del Museo Nazionale della Magna Grecia. Alla riunione operativa hanno preso parte il capo di gabinetto Giuseppe Strangio (in rappresentanza del presidente) e il segretario generale Giulio Carpentieri. Nel corso dei lavori e' stato concordato l'avvio dell'iter burocratico, attraverso la predisposizione di tutti gli atti politico-amministrativi necessari per instaurare il rapporto tra la Soprintendenza e l'Assemblea legislativa calabrese. Sono state altresi' fornite alla Soprintendente le planimetrie della sede di via Cardinale Portanova e, in particolare, del salone "Federica Monteleone" che appare il piu' idoneo a ospitare il laboratorio di restauro in cui si procedera' a "curare" i due Guerrieri. La riunione e' servita inoltre per descrivere le caratteristiche dei locali che il Consiglio regionale mettera' a disposizione della Soprintendenza e dell'Istituto centrale per il Restauro. La sala "Monteleone", in particolare, dispone di un ingresso completamente autonomo rispetto al resto del palazzo: circostanza che rendera' possibile l'apertura al pubblico del laboratorio e, dunque, la fruizione delle opere d'arte anche durante il periodo dei lavori. I rappresentanti del Consiglio regionale hanno sottolineato inoltre come il sistema di videosorveglianza, gia' installato, possa essere ulteriormente rafforzato ed analoghe migliorie possano essere apportate ai vetri blindati del salone, al basamento in cemento della pavimentazione e all'impianto di climatizzazione. E sara' garantita la vigilanza armata 24 ore su 24. Assieme all'intervento sui Bronzi, al palazzo del Consiglio regionale sara' effettuato il restauro di altri importanti reperti di grandissimo valore, quali i Dioscuri, il Kouros e i Bronzi di Porticello. La riunione di questa sera ha fatto seguito all'incontro, avvenuto il 23 ottobre scorso, tra la dottoressa Bonomi e il presidente Bova. In quell'occasione la stessa Soprintendente ebbe modo di visitare palazzo Campanella, indicando subito il suo apprezzamento per la soluzione rappresentata dal salone "Monteleone". La novita' di oggi e' costituita soprattutto dall'indicazione dei tempi del trasferimento - sostanzialmente dato per acquisito da alcuni giorni - dei Bronzi a palazzo Campanella. Palazzo Tommaso Campanella, o più comunemente Palazzo Campanella, è un importante edificio di Reggio Calabria, sede del Consiglio Regionale della Calabria. Intitolato al filosofo calabrese Tommaso Campanella, sorge in via Cardinale Portanova, nella zona a nord-est del centro storico della città di Reggio Calabria. Associazione di Ricerca e Studio dell’Antichità ultime iniziative dell’Heinrich Schlimann BookCrossing e Sophia Nell’ultima riunione sono stati approvati due progetti interessanti, ai quali l’associazione H. Schliemann, sta già lavorando: BookCrossing, e Sophia. Il Bookcrossing è un sistema che prevede la libera circolazione di libri, i quali prima di essere “abbandonati” o riposti in luoghi pubblici, vengono catalogati con un codice univoco di Bookcrossing e registrati sul sito internet www.bookcrossing.com. Al momento della registrazione del testo, ogni utente indica anche il primo luogo in cui il libro viene lasciato, dati che potranno essere aggiornati man mano da altri utenti registrati. Ogni testo, avendo il codice di Bookcrossing, potrà successivamente, essere lasciato ovunque nel mondo e, a condizione che ogni lettore si registri ed aggiorni lo stato del libro, sarà sempre possibile conoscere gli spostamenti di ogni testo. La nostra Associazione, dopo aver raccolto alcuni libri, prova per la prima volta ad avviare un Bookcrossing nella nostra città, scegliendo come primo luogo di “abbandono” dei testi l’ Università della Calabria. Sophia. Itinerari archeologici, artistici e letterari di Cosenza, è una guida culturale della città di Cosenza. Un opuscolo a colori di 32 pagine ben illustrato e dotato di mappe indicative, che renda i cittadini della città più consapevoli dei beni che li circondano e che sia utile, al contempo, al turista che voglia conoscere le variegate bellezze e peculiarità di Cosenza. La guida conterrà informazioni sulla storia, la letteratura, il patrimonio artistico, archeologico e architettonico della Città di Cosenza. Kouros di Reggio Schliemann News -4- Novembre-Docembre 2009 STORIA E LETTERATURA Al via le celebrazioni per il cinquecentenario della nascita di Telesio I rappresentanti delle istituzioni hanno testimoniato il loro appoggio e il loro interesse verso il progetto, mettendo a disposizione del Comitato fondi e mezzi per portare avanti il loro lavoro. Il Prof. Segonds ha annunciato la pubblicazione dell’opera omnia di Telesio presso Les Belles Lettres per la prima volta con traduzione francese, mentre l’Avv. Marotta ha sottolineato come un’iniziativa come questa possa offrire una grande opportunità soprattutto ai giovani studiosi. L’incontro si è concluso con l’intervento del Prof. Shea che, partendo dai disegni lunari fatti da Galileo sulla base delle sue osservazioni, ha inteso dimostrare quanto anche la pittura abbia risentito del fascino di quelle scoperte, quando Lodovico Cardi - contemporaneo e collega di studi di Galilei presso l’Accademia d’arte – nella cappella di Paolo V a Santa Maria Maggiore, rappresenta sotto i piedi della Vergine assunta in cielo non più la classica luna crescente, ma una luna realistica e assai vicina a quella rappresentata nei disegni di Galileo. L’intervento del Prof. Shea ha fornito l’ennesima dimostrazione che le discipline non sono scatole chiuse, ma vasi comunicanti che si valgono della complementarietà per giungere al “Vero” cui lo stesso Telesio ambiva pervenire. Durante la serata più volte si è fatto riferimento ai giovani, che numerosi hanno preso parte all’incontro, con appelli allo studio, alla ricerca del vero e al riscatto della dignità di una terra che è in mano loro. Al loro mondo fatto di informazioni veloci e di facile accesso si ispirano due tra le tante iniziative del Comitato: la realizzazione di un Cd-Rom che conterrà tutti gli scritti di Telesio e su Telesio e un sito internet (www.telesio.eu) che permetterà di conoscere a tutti i cybernauti tutte le iniziative del Comitato nonché verificare l’impiego delle risorse finanziarie. Le basi ci sono tutte: impegno, qualità, ambizione e voglia di riuscire in un’impresa che non si limita, come ha più volte sottolineato il Prof. Ordine, alla celebrazione dell’anniversario, ma che vuole creare qualcosa di importante e duraturo, qualcosa che renda giustizia ad una Città e ad una Regione che hanno generato grandi ingegni e che oggi vivono nell’ombra. E quale modo migliore per farlo se non attraverso la costituzione di un centro di eccellenza? Tale sarà, infatti, la Biblioteca Telesiana che conterrà tutte le edizioni di tutte le opere di Telesio sparse per il modo, oltre alla saggistica su Telesio, di cui si occuperà il Dott. Massimo Menna, Responsabile del Laboratorio Manoscritti dell’Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle Biblioteche Italiane del MiBAC. ANTONELLA MICIELI 1509- 2009. Cinquecento anni ci dividono dalla nascita del “ primo dei moderni” secondo la definizione di Bacon- Bernardino Telesio , filosofo cosentino di fama internazionale, che, criticando le posizioni aristoteliche in merito alla natura, ha dato il via alla grande filosofia rinascimentale di cui sono figli Tommaso Campanella, Giordano Bruno, Francis Bacon. Lo scorso 26 novembre il Comitato nazionale per l’anniversario della nascita di Telesio ha dato il via alle celebrazioni in suo onore con una conferenza inaugurale presso il Teatro Rendano. Il Comitato, che al fianco di personalità di grande spessore per la vita culturale e accademica italiana, vanta nomi di chiara fama internazionale (vedi riquadro), nutre ambiziosi progetti tra cui la costituzione di una biblioteca telesiana con sede a Cosenza e l’organizzazione di convegni e lectiones magistrales sulla figura di Bernardino Telesio dal novembre 2009 al maggio 2010. L’inaugurazione dell’anno telesiano svoltasi presso il Teatro Rendano ha coinciso con la lectio magistralis inaugurale tenuta dal Prof. William Shea, Professore ordinario di Storia della scienza presso l’Università di Padova. Hanno partecipato alla cerimonia Salvatore Perugini, Sindaco di Cosenza, Mario Oliverio, Presidente della Provincia di Cosenza, l’Avv. Gerardo Marotta, Presidente dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli, il Prof. Alain Segonds (Direttore Generale della società editoriale Les Belles Lettres), il Prof. Giovanni Latorre (Rettore dell’Università della Calabria) e il Prof. Roberto Bondì (Università della Calabria), Segretario tesoriere del Comitato e il Prof. Nuccio Ordine, moderatore dell’incontro e Presidente del Comitato. foto di F. Ferreri Comitato Nazionale per le celebrazioni del V centenario della nascita di Bernardino Telesio (1509-2009) Prof. Mario Alcaro (Università della Calabria); Prof. Roberto Bondì (Università della Calabria), Segretario tesoriere; Prof. Andrea del Col (Università di Trieste); Prof. Sebastiano Gentile (Università di Cassino); Prof. Guido Giglioni (Warbung Institute- London); Prof. Giulio Giorello (Università di Milano), membro della Giunta; Prof. Miguel Angel Granada (Universitat de Barcelona ), membro della Giunta; Prof. Nick Jardine (University of Cambridge); Prof. Jill Kraye (Warbung Institute- London), membro della Giunta; Prof. Giovanni Latorre (Univerità della Calabria); Prof. Antonello La Vergata (Presidente della Società Italiana per lo studio dei rapporti tra scienza e letteratura); Avv. Gerardo Marotta (Presidente dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici); Prof. Nuccio Ordine (Università della Calabria), Presidente; Prof. Isabelle Pantin (Ecole Normale Supérieure- Paris); Prof. Raffaele Perrelli (Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università della Calabria); Prof. Jürgen Renn (Executive Director Max Planck Institute of the History of Science- Berlin); Prof. Alain Segonds (Directeur Général de la Société d’édition Les Belles Lettres), membro della giunta; Prof. Giorgio Stabile (Università di Roma “La Sapienza”), membro della giunta; Prof. Philippe Vendrix ( Directeur du centre d’ Etudes Supérieures de la Reinassance- Tours). Schliemann News -5- Novembre-Docembre 2009 INSERTO MUSEI La nuava sede del Museo è il Complesso Monumentale di S. Agostino a Cosenza Inaugurazione del Museo dei Bretti e degli Enotri MARCO PALLONE mondo un Museo Archeologico dei Brettii e degli Enotri, nelle stessa terra in cui queste popolazioni hanno vissuto e si sono sviluppate. Il momento più atteso, il taglio del nastro, precede l’entrata nel Museo: un fiume di persone che velocemente si appresta a salire le scale del complesso museale, per giungere finalmente nelle sale di esposizione. L’impatto, nonostante le centinaia di persone presenti, è positivo: vetrine ben organizzate con ottime illuminazione interna, buon contrasto cromatico che mette in evidenza i reperti esposti. Subito risalta la particolare attenzione all’aspetto multimediale e quasi interattivo del museo, inoltre diverse applicazioni multimediali aiutano il visitatore nella visita delle sale ed un grande schermo sul pavimento ripropone lo scavo di una sepoltura, con tanto di trowell e di corredo funerario. Un accorgimento che catturerà soprattutto l’attenzione dei più piccoli, ma anche di chi non ha molta dimestichezza con l’indagine archeologica. La nostra Associazione, presente all’evento, ha accolto positivamente l’evento e la riapertura del Museo e coglie l’occasione per complimentarsi con il Comune di Cosenza, con la dott.ssa Cerzoso e ringraziare il Prof. Peroni e la sua équipe per il lavoro compiuto. Il museo rappresenta un’opportunità in più per conoscere e vedere reperti che fino ad ora conoscevamo solo attraverso libri e pubblicazioni ormai trentennali. Riorganizzare il museo è stato anche un modo per poter effettuare nuovi studi sui reperti, infatti tutto quello che resta del mondo antico può e deve essere ripreso ed analizzato alla luce di nuove scoperte e nuovi metodi d’indagine. Non sempre le conclusioni a cui si arriva sono assolute ed immutabili. Il 17 ottobre 2009, presso il Complesso Museale di Sant’Agostino a Cosenza, è stato inaugurato il Museo permanente dei Brettii e degli Enotri. Sin dall’inizio la partecipazione all’evento, pubblicizzato a dovere con una originale locandina che poneva l’interrogativo “ sei più Brettio o Enotrio”, è stata notevole. La sala di rappresentanza del complesso museale è ben presto diventata troppo piccola, tante persone sedute e ancor di più in piedi. Dal fondo delle sala s’intravedeva un lungo tavolo verde al quale erano sedute autorità politiche e archeologi di fama internazionale: il Sindaco del Comune di Cosenza, Salvatore Perugini e parte dell’équipe di archeologi e studiosi che si è occupata dell’allestimento del museo, i Prof.ri Renato Peroni e Alessandro Vanzetti, docenti dell’Università “La Sapienza” di Roma. Per l’occasione sono stati invitati a parlare anche i Soprintendenti Pier Giovanni Guzzo e Simonetta Bonomi (attuale soprintendente archeologico della Calabria). Gli interventi di Peroni e Vanzetti mirano ad illustrare brevemente gli aspetti tecnici del nuovo museo, dall’allestimento alla catalogazione dei materiali. Successivamente la parola passa a Maria Cerzoso, Direttore del Museo, che esprime la sua soddisfazione e gioia per essere riuscita in quella che si è dimostrata una grande sfida. Molti studenti universitari e non, cittadini, alcuni docenti, non avevano mai visto il precedente museo archeologico cosentino, chiuso circa 10 anni fa, e quasi non credevano di poter vedere quello che altri raccontavano: tante monete della Magna Grecia, vasi, spade e i noti corredi funerari di Torre Mordillo. Il mese scorso, finalmente, è stato possibile vedere reperti pubblicati su decine di libri sempre in bianco e nero e sempre nella stessa angolazione. Per i membri dell’Associazione Schliemann, che “vivono” di ricerca storica, archeologica e letteraria è una gioia immensa ed una grande soddisfazione presentare al resto del Riportando tutto a casa CHIRA MICELI Il Museo Civico dei Brettii e degli Enotri ospita dal 14 Novembre al 14 Dicembre la mostra “Tornare@Itaca”. Arte per la legalità ideata dallo storico dell’arte calabrese Mimma Pasqua e allestita da Franco Gordano di Vertigo Arte. Si tratta di un percorso artistico che da Grimaldi, luogo di nascita di Mimma Pasqua, giungerà allo Spazio Tadini di Milano seguendo idealmente i viaggi della speranza compiuti dagli emigranti che lasciavano il mare e il sole di Calabria. Una terra, la nostra, che per crescere ha bisogno di legalità: l’eventuale ricavato dalle vendita delle opere in mostra andrà alla Cooperativa Libera di don Luigi Ciotti che opera da molti anni nella Valle del Marro. Gli artisti hanno espresso con diverse tecniche e grande varietà di supporti e materiali il loro legame alla terra di origine visto dal punto di vista del gioco, della ricerca interiore e del parallelismo fra storia vissuta e mito. Il fatto che lo stesso Sant’Agostino, titolare del complesso monumentale che ospita il Museo Civico, lasciò la sua Africa per Milano, è solo una curiosa coincidenza? Gradevole l’allestimento, interessanti gli artisti, alcuni già noti al pubblico cosentino e lodevole l’intenzione di coinvolgere i giovani. Schliemann News Novembre-Docembre 2009 -6- INSERTO MUSEI Il Museo Archeologico di Crotone SARA OLIVERIO Il museo archeologico nazionale di Crotone è sito in via Risorgimento, nella zona che costituiva l’acropoli della città magno greca e che ospita adesso il centro storico. Insieme al museo civico all’interno del castello di Carlo V ed al museo archeologico di Capo Colonna, rappresenta il principale centro di documentazione storica della provincia. Dotato di magazzino, laboratorio di restauro e biblioteca tematica consultabile, si presenta come un’esposizione su due piani open space, disposta secondo criteri cronologici e topografici. Mentre, infatti, il piano terra ospita reperti rinvenuti all’interno delle mura urbane, quello superiore offre una panoramica su paesi della Chora, come Petelia, Le Castella, Casabona, Isola di Capo Rizzuto e S. Anna di Cutro. Il percorso è accompagnato da efficaci pannelli bilingue, ma la distribuzione di materiale informativo è ancora carente, e del tutto inattivo è il bookshop. L’esposizione permanente Si parte dalle testimonianze precedenti alla fondazione della colonia, tra cui materiale osseo, lame in ossidiana e ceramiche d’impasto, nonché alcune asce bronzee finemente decorate da Roccabernarda. Si prosegue poi con la ceramica e la coroplastica magno greca, tra cui due antefisse gorgoniche molto ben conservate, e con materiali provenienti dalle officine ceramiche dei primi secoli dopo Cristo. Senz’altro la parte più emozionante di tale sezione è l’area dedicata alla necropoli della Carrara, che documenta gli usi funerari della nobiltà d’età classica con splendidi vasi attici a figure rosse, a figure nere e a fondo bianco, scene eroiche, mitiche e dionisiache, ma anche piccoli oggetti che lasciano immaginare qualcosa sulla vita delle persone a cui appartenevano: un gruppo di astragali, perché l’eternità risulti meno penosa, una statuetta di partoriente, per assicurare ciò che una morte precoce non ha permesso di esperire. Al piano di sopra, invece, ampio spazio è dedicato ad alcuni templi extra moenia, come quello di località Vigna Nuova, probabilmente dedicato ad Hera Eleutheria (liberatrice) per la quantità di ceppi e catene che ne costituiscono gli ex voto, e alla necropoli romana di Petelia, nove steli, di cui una bilingue in distici elegiaci, dedicata ad un bambino di 5 anni da una compagnia di saltimbanchi. Ma le aree più importanti non sono ancora state menzionate. Una è il tesoretto numismatico rinvenuto nel 2005 nel quartiere di Fondo Gesù: una lunga serie di monete di Bronzo siracusane, locresi e reggine ed un ripostiglio comprendente splendidi gioielli d’età ellenistica insieme a monete d’oro, argento ed elettro di provenienza magno greca, macedone e della Sicilia punica. L’altra, è il tesoro di Hera, proveniente dal tempietto arcaico di Capo Colonna. Una serie di pezzi unici in bronzo in stile orientalizzante, come la barchetta nuragica, la sirena e la Gorgone in corsa, oltre che il celeberrimo diadema in oro, ornato da bacche e foglie di mirto. Mostre e attività Nonostante gli spazi ristretti, è costante l’impegno a fornire un’offerta culturale varia e stimolante, per appassionati quanto per semplici curiosi. Al momento sono infatti attive due mostre. Una, dal titolo: “Educare alla salute rileggendo la storia: il consumo di tabacco tra sollecitazione e dissuasione”, a cura della dottoressa Margherita Corrado, è dedicata alle pipe medievali in terracotta provenienti in gran parte dal castello di Carlo V; l’altra, ingegnosamente organizzata all’interno delle stesse vetrine dell’esposizione permanente, ricostruisce i luoghi e le attività sacrali all’interno delle mura urbane. L’Università Popolare Mediterranea organizza, inoltre, durante l’inverno una serie di incontri a cadenza settimanale, nei quali vengono esaminate volta per volta diverse fasi della storia della città. Per saperne di più: Marino, D., Prima di Kroton. Dalle comunità protostoriche alla nascita della città, Crotone 2008; Marino, D., Corrado M., O dei di Kroton! Luoghi e testimonianze del sacro dentro le mura (catalogo della mostra), Crotone 2009; Spadea, R., Ricerche nel santuario di Hera Lacinia a Capo Colonna di Crotone, Roma 2006; Belli Pasqua R., Spadea R., Kroton e il suo territorio tra VI e V secolo a.C. Aggiornamenti e nuove ricerche (atti del convegno), Crotone 2005; MiBAC, Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria, Il tesoro nascosto. Monete e gioielli d’età ellenistica dal “Fondo Gesù” di Crotone, (catalogo della mostra) Crotone 2006; www.iresudcalabria.it www.upmed.it Il nuovo Museo Archeologico di Lamezia Terme (con la collaborazione di Mariaelena Gullo) Il Museo Archeologico di Lamezia Terme, inaugurato il 28 Luglio 1997 e sito nel centro storico di Nicastro, rimasto aperto fino mese di Settembre, è ora chiuso poiché in fase di trasferimento. Infatti si sta procedendo alla realizzazione di un nuovo Museo Archeologico, che sarà il risultato di una collaborazione tra la Soprintendenza dei beni archeologici della Calabria, l’amministrazione comunale di Lamezia Terme e l’Associazione Archeologica Lametina. Nei due piani del nuovo edificio, l’esposizione dei materiali sarà così articolata: sezione preistoria, sezione dedicata alla Magna Grecia ed una all’età medievale. La parte preistorica, dedicata a Dario Leone, lo scopritore del sito arcaico di Casella di Maida, sarà divisa in due sale una per il paleolitico e l’altra per il neolitico. La prima sala ospiterà, raschiatoi, amigdale e vari strumenti litici; mentre la sala dedicata al neolitico esporrà numerosi oggetti in ossidiana e ceramiche a motivi geometrici e chiuderà con un noto graffito (il Bos Pimigenius) e con la riproposizione di una doppia sepoltura. Mentre la sala dedicata alla Magna Graecia ripercorre principalmente la storia di Terina, subcolonia di Crotone ed identificata con il sito archeologico di Sant’Eufemia Vetere, portato alla luce dalla Soprintendenza nel 1997. Oltre a fedelissime copie del tesoretto di Sant’Eufemia, oggi al British Museum di Londra, la sala dedicata a Terina esporrà numerosi oggetti di uso domestico ed importanti elementi numismatici. La terza ed ultima sezione, quella di età medievale, è caratterizzata soprattutto dai ritrovamenti effettuati nel castello normanno di Nicastro: elementi architettonici, pavimentazioni, ceramiche di varie forme finemente decorate, oggetti in ferro e un cannone di bombarda di XV secolo. Sono esposti inoltre alcuni elementi architettonici provenienti dall’abbazia benedettina di Sant’Eufemia. L’apertura della nuova sede del Museo, prevista per il nuovo anno e probabilmente per gennaio, sarà resa nota anche dalla redazione dello Schliemann News, con adeguate e precise comunicazioni. Vetrina nel Museo di via Garibaldi Schliemann News - 7- Novembre-Docembre 2009 III Itinerario Culturale: la Puglia LA REDAZIONE Il 24 ottobre scorso si è svolto il III Itinerario Culturale organizzato dall’H. Schliemann, Associazione di Ricerca e Studio dell’Antichità. Dopo un’accurata organizzazione, l’itinerario ha portato i membri della “Schliemann”, quelli del “Sileno Onuls” ed altri studenti universitari interessati, a scoprire alcuni dei luoghi meno noti della Puglia. Mantenendo l’interdisciplinarietà che ha anche caratterizzato gli altri viaggi, con la preziosa collaborazione della Prof. Emanula De Giorgi, docente di Storia dell’arte medievale all’Università della Calabria, è stato sviluppato un percorso che ha permesso, a quanti hanno partecipato, di conoscere chiese e cripte rupestri della Puglia, in particolare del Brindisino. Prima tappa è stata la cripta di San Biagio, nel comune di San Vito dei Normanni: piccolo santuario collocato in un sito rupestre, scavato interamente nella roccia. La scelta è ricaduta su questo particolare sito anche per la preziosità artistica e culturale degli affreschi interni che caratterizzano la cripta. Il ciclo pittorico di San Biagio è tra i più interessanti della Puglia, infatti sulle pareti delle roccia si conservano iconografie raramente riscontrabili in altre chiese rupestri, come un ciclo cristologico, quasi completo, ed alcuni episodi tratti dai Vangeli apocrifi. Seconda tappa è stata la chiesetta di San Pietro di Crepacore nel comune di Torre Santa Susanna. Si tratta di un edificio Chiesa di S. Pietro di Crepacore a Torre Santa Susanna LA REDAZIONE a pianta quadrangolare, considerato il più bel monumento bizantino pugliese, edificato nell’VIII sec. d.C. con materiale di riutilizzo, che gli conferisce l’aspetto di fortezza. La struttura, che è posta su una interessante area archeologica, è arricchita internamente da cicli pittorici che evidenziano una frequentazione tra VIII e XIV sec. d.C. La spiega durante la visita ai due monumenti, è stata della prof.ssa Manuela De Giorgi, che ha illustrato le strutture e gli affreschi minuziosamente, esaurendo tutte le nostre curiosità e perplessità. Nel pomeriggio, nonostante il cattivo tempo non abbia mai dato tregua, terza ed ultima tappa è stata Taranto, dove una parte del gruppo ha deciso di dedicare il tempo rimasto alla visita della città, mentre altri hanno preferito visitare le sale, riaperte da poco, del museo di Archeologico Nazionale di Taranto. L’Associazione Schliemann continuerà a portare avanti progetti simili, che permettono di conoscere meglio la nazione in cui viviamo e le culture ed i popoli che ci hanno preceduto. Colgo l’occasione per ringraziare le guide del comune di San Vito dei Normanni e di Torre Santa Susanna, per la loro disponibilità e precisione ed ovviamente la Prof.ssa De Giorgi per la sua preziosa disponibilità e collaborazione. Cripta di S. Biagio a San Vito dei Normanni Schliemann News -8- Novembre-Docembre 2009 Locri e i Pinakes Il convegno svoltosi all’Unical il 29 e 30 ottobre che ha coinvolto docenti e studiosi di tutta italia ARCHEOLOGIA Le giornate di studio incentrate sui ritrovamenti archeologici di Locri Epizefiri (29 e 30 ottobre), tenutesi presso l’Aula Magna dell’ Università della Calabria hanno evidenziato ancora una volta come la cultura calabrese non sia limitata solo alle più note mete turistiche. I Pinakes, frammenti di terracotta offerti come ex voto alla dea Persefone, sono stati al centro del dibattito di studiosi e rappresentanti delle istituzioni di questa due giorni all’insegna della valorizzazione del patrimonio archeologico calabrese. Numerosi studi iniziati con Paolo Orsi nel 1908 testimoniano la presenza dei suddetti Pinakes risalenti al VI/ V sec. a.C. I Pinakes di Locri Epizefiri sono stati ritrovati presso il tempio della dea Persefone sito sul colle della Mannella, per una stima di ca. 5000 esemplari. Probabilmente furono prodotti in serie con matrici e completati da una vivace policromia. Classificati e suddivisi in gruppi, riportano rappresentazioni a bassorilievo, nei quali ben si distinguono scorci di vita quotidiana, raffiguranti oltre che uomini e fanciulle dediti a compiere i propri servigi, animali, carri e suppellettili di cosmesi. Le scene che maggiormente spiccano evidenziano atti rituali precisi e distinti, in cui gli studiosi individuano il passaggio dalla fanciullezza all’età adulta. È cosi che si susseguono scene di sacrificio, di preparazione del letto nuziale, dell’apertura della “cista mistica”, ma anche scene in cui l’attenzione è rivolta ad animali, quali il gallo, simbolo per eccellenza della virilità maschile o ancora, è rivolta a oggetti come il lekytos o lo specchio, legati invece alla sfera femminile. La prima giornata si è aperta con gli omaggi del prof. P. Paoletti, Presidente del Corso di Laurea Magistrale in Archeologia presso l’Unical, che ha espresso la sua gratitudine verso quanti hanno reso possibile l’organizzazione dell’ iniziativa. Si sono susseguiti gli interventi di docenti e ricercatori provenienti dai vari Atenei. Il prof. F. Costabile, docente dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, ha esordito esponendo importanti novità riguardo la documentazione relativa agli scavi effettuati da Paolo Orsi nel territorio locrese, e presentando l’inedita monografia contenente manoscritti e rilievi dei siti presi in esame. A soffermarsi dettagliatamente sul territorio della Locride, sulla sua storia e la sua cultura nel V secolo a.C., è stata la Prof.ssa G. De Sensi Sestito. Intervento conclusivo della prima giornata è stato quello del Prof. Paoletti, che ha contribuito con alcune osservazioni sulla coroplastica del territorio di Locri e delle sue colonie. Nella Seconda Giornata è stato, invece, il Rettore dell'Unical G. La Torre, a fare “gli onori di casa” e con lui il Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia, R. Perrelli. Il primo intervento è stato riservato al Prof. M. Torelli cui ha fatto seguito quello della dott.ssa E. Marroni, che ha proposto un'avvincente introduzione ai Pinakes improntata su di un'accurata rilettura delle scene ivi rappresentate, evidenziando l'importanza dei singoli elementi costitutivi, dagli animali agli accessori legati alla vita domestica. È invece il dott. C. Sabbione a soffermarsi sulle origini dei Pinakes locresi, incentrando il suo studio sulle sostanziali differenze tra alcune tavolette provenienti da Hipponion e i Pinakes, non riscontrando alcuna analogia, in quanto le prime risalgono ad uno stile più arcaico e sono prive di intento narrativo nelle scene rappresentate a differenza delle tavolette locresi. La dott.ssa E. Grillo si è invece addentrata negli stili che contraddistinguono i Pinakes locresi individuando più botteghe artigiane. Tra queste emerge quella definita della “Cornice” la cui caratteristica è la “cornice a puntino rilevato” che inquadra la scena individuata, mantenendo una particolare cura per i dettagli. Un altro importante contributo per questa Giornata di Studi ci viene offerto dalla dott.ssa M. Rubinich la quale ha esposto il suo lavoro filologico sui Pinakes, volgendo l'attenzione sull'aspetto religioso che da essi trapela in quanto in essi figurano divinità importanti per i locresi quali ad esempio Dioniso ed Afrodite. Secondo la dott.ssa R. Schenal Pileggi, degna di nota è la presenza di alcune matrici ben differenti da quelle locresi, ovvero quelle delle sub-colonie Medma e Hipponion, poiché nei frammenti rinvenuti in tali siti sono presenti scene non riscontrabili con quelle locresi che lasciano supporre la presenza di maestranze diverse. A seguire l'intervento della dott.ssa M. Milanesio la quale ha trattato del culto di Demetra a Locri, culto dai tratti evanescenti per gli studiosi. Per i culti della Mannella, infatti, si parlava di anomalia della religiosità locrese per la mancanza dell'archetipo materno a fianco di Persefone, spiegata in più modi, anche se Paolo Orsi ha pensato al Santuario della Mannella come quello delle due dee presupponendo la presenza di Demetra. Inoltre l'importanza del culto della dea era attestata dall'VIII mese del calendario locrese. I Pinakes locresi offrono un ampio spunto di discussione per ciò che concerne l'iconografia alimentare nella coroplastica. La dott.ssa V. Meirano dell'Università di Torino ha esposto a tal proposito la sua teoria, evidenziando l'importanza degli studi paleobotanici per l'identificazione delle piante estinte o presunte tali. È stata la dott.ssa M.C. Parra dell'Università di Pisa a trattare del forte significato dei Pinakes, intesi come il risultato di una mescolanza di culture per tre motivazioni: la prima relativa ai due piccoli nuclei di Hipponion e Medma, la seconda incentrata su due grandi contesti occidentali di rinvenimenti quali il Santuario della Mannella e quello di Francavilla di Sicilia e la terza motivazione risultante dall'analisi dei Pinakes in relazione ad altri contesti non occidentali, bensì attici che ne hanno restituito nuclei consistenti. A trattare dei Pinakes di Sicilia è stato il dott. U. Spigo il quale parlando del Santuario attesta la presenza nel deposito votivo di deposizioni che solo in parte richiamano culti demetriaci della Sicilia sud-orientale. I frammenti di Pinakes, ca. 450-500, che sono stati ricostruiti, si trovano in una giacitura piuttosto unitaria. La novità di tali ritrovamenti consiste nella maggiore connessione al mondo cultuale riflesso da questo Santuario. La giornata è terminata con l'intervento della Prof. ssa S. Mancuso, la quale si è soffermata sull'importanza della valorizzazione, come crescita culturale e riconoscimento di identità da parte della collettività nel patrimonio. Le Giornate di Studio su Locri e i Pinakes sono state arricchite anche da una mostra bibliografica allestita nella sala adiacente l’Aula Magna grazie alla collaborazione dell’Associazione Schliemann e della Biblioteca di Area Umanistica dell’Unical. Schliemann News -9- Novembre-Docembre 2009 Vite Parallele ROSSELLA S. SCAVELLO VERE GORDON CHILDE Vere Gordon Childe nasce a Sydney nel 1892. Dopo la laurea in latino, greco e filosofia ottenuta nel 1914 si reca in Gran Bretagna per frequentare l’Università di Oxford. Dopo una breve ma intensa attività politica, Childe si interessa della cultura europea per studiarne le origini. Gli scavi di Skara Brae iniziano nel 1928 quando Childe viene chiamato a dirigere i lavori intrapresi a seguito di una tempesta che aveva portato alla luce alcuni edifici. Nel 1927 Childe pubblica The Aryans con il quale si avvicinava alle teorie diffusioniste proposte da Kossinna. Nel 1955 pubblica Piecing Together the Past. L’anno successivo Childe ritorna in Australia. Nel 1957 viene trovato morto suicida ai piedi della Govett's Leap. Il suo ultimo libro, The Prehistory of European Society, ultima grande sintesi della preistoria europea, uscirà postumo nel 1958. Childe fu il primo ad introdurre i concetti di cultura archeologica e di Rivoluzione Urbana. È ritenuto il padre della moderna paletnologia ed ha il merito di aver portato la preistoria da semplice studio antiquario a vera e propria scienza storica. Questo paleontologo e archeologo australiano ha dato molto allo studio dei modelli insediamentali, specie della Preistoria e del Neolitico. Secondo per ordine di importanza nello studio della Preistoria solo a Sir John Lubbock, Childe coniò la definizione di rivoluzione neolitica per enfatizzare l’irreversibilità e la globalità dei mutamenti che si verificarono e che posero le basi del mondo attuale. Egli studia i fenomeni storici come una lunga concatenazioni di eventi: nulla è lasciata al caso, tutto è legato nello sviluppo della cultura umana che, a differenza di molti altri studiosi, Childe pone alla base delle sue ricerche avviando processi mentali innovativi per l’epoca. Cosa hanno in comune, e cosa di diverso, queste due figure? Entrambi controversi, con una personalità non certo facile, Lanciani opera in Italia, prevalentemente a Roma, mentre Childe si muove tra l’Australia alla Gran Bretagna. Entrambi hanno dato peso a due settori ancora scarsamente valorizzati agli inizi del XX secolo: la topografia per Lanciani e la Preistoria per Childe. Le loro pubblicazioni ancora oggi godono di accreditata stima scientifica e restano di base nella formazione degli archeologi. Probabilmente Lanciani è più radicato nella ricerca della sua amata Roma, mentre l’archeologo australiano pone come fondamento delle sue ricerche un intera periodizzazione, la preistoria, non soffermandosi su un luogo esatto ma abbracciando un patrimonio di conoscenze che spaziano tra l’Europa e il Nuovissimo continente. Entrambi, infine, hanno creato intorno alla propria persona una serie di discussioni più o meno critiche sull’operato o sulla vita privata che di certo non devono, o non dovrebbero, influire sulla validità scientifica delle loro ricerche. Anche la fortuna critica postuma risente di queste controversie: se per Childe possediamo un nucleo di pubblicazioni sulla sua figura, per Lanciani non è altrettanto semplice reperire delle informazioni specie sul metodo e sulla sua formazione. Per il secondo bisogna citare un recente lavoro di Domenico Palombi dal titolo Rodolfo Lanciani: l’archeologia a Roma tra Ottocento e Novecento edito dall’Erma di Bretschneider (2006) che ha fornito una sintesi della sua figura sia dal punto di vista umano che intellettuale. RODOLFO LANCIANI Rodolfo Lanciani nasce a Monticelli nel 1845 da una famiglia in vista: il padre, ingegnere ed architetto pontificio, lo indirizza verso questi studi. Dopo la laurea in ingegneria viene attratto dagli studi archeologici e nel 1872 entra a far parte, nel ruolo di segretario, della Commissione archeologica comunale, iniziando il suo cammino verso gli studi topografici. Poco più che trentenne pubblica Topografia di Roma – i Commentari di Frontino intorno le acque e gli acquedotti – silloge epigrafica antiquaria, negli Atti dell’Accademia dei Lincei (1877). Lanciani da allora opera al Pantheon e nel Foro Romano. La specializzazione nella topografia romana lo porta alla docenza universitaria già nel 1882 e, nel frattempo, da alla luce i suoi due capolavori, ancora oggi capisaldi della letteratura archeologica: Forma Urbis Romae e Storia degli Scavi di Roma e notizie intorno alle collezioni romane di Antichità. Forma Urbis è una pianta della Roma antica con l’indicazione topografica e i disegni dei ruderi, mentre Storia di Roma è un progetto che prevedeva la realizzazione di ben sette volumi di cui solo quattro furono pubblicati. Lanciani muore nel 1929. La sua figura è sicuramente tra le più significative del panorama archeologico ma la critica lo ha portato agli onori anche per il suo interessamento ai traffici di antichità e per l’apatia dimostrata durante il “sacco di Roma”, gli sterri causati per ridare un volto nuovo alla capitale. Rodolfo Lanciani è uno studioso dai tratti ambigui: non è un intellettuale nel senso classico del termine, colpa o merito della sua formazione tecnica, non partecipa alle istanze culturali della sua Roma e non ama competere con la formazione umanistica. Emilio Iuso. La tradizione della cultura figurativa europea in un pittore calabrese del Novecento PATRIZIA CAMPAGNA La Calabria, con i suoi centri storici, si caratterizza come terra ricca di storia e di innumerevoli tradizioni. L’importanza dell’arte e della sua diffusione è di vitale interesse poiché solo attraverso l’arte, la cultura si è capaci di costruire una società sana. Restituire prestigio, ricucire un percorso di una personalità come Emilio Iuso, pittore calabrese nato a Rose il 27 maggio 1907, non è cosa semplice. «[…] Iuso non è solo un semplice copista ma un artista consapevole della propria arte, delle proprie capacità e dei propri limiti, che ha contribuito ad accrescere il valore artistico della Calabria, aggiungendo un tassello in più ai tanti esempi di cultura presenti nella regione». Queste poche righe di Carmela Porco, co-autrice con Maria Pia Polizzo, del testo «Emilio Iuso, La tradizione della cultura figurativa europea in un pittore calabrese del Novecento», racchiudono l’idea di fondo, lo spirito che ha animato la ricerca portata avanti dalle due studiose storiche dell’arte, sull’attività del maestro Iuso. Ricerca che si è conclusa con la presentazione del volume il 12 di novembre 2009 a Luzzi. Presenti all’iniziativa oltre alla famiglia dell’artista Iuso, il Sindaco di Luzzi il Dott. Manfredo Tedesco, che ha fatto gli onori di casa con il Prof. Antonio La Marca, delegato alla cultura e alle politiche sociali e turismo. Presenti anche il Sindaco di Rose Stefano Leone e la Storica dell’Arte e Presidente del Corso di Laurea Magistrale in Storia dell’Arte dell’Università della Calabria la Prof.ssa Emilia Anna Talamo. Lo studio, come hanno sottolineato le autrici del libro, è stato caratterizzato da una «lunga ricerca iconografica e stilistica che ha messo in luce la profonda conoscenza di Iuso del patrimonio artistico ed europeo » che ispirò la produzione artistica del maestro. Raffaello, Michelangelo, Gherardo delle Notti, Tiepolo sono alcuni dei grandi nomi della storia dell’arte che hanno catturato l’estro creativo del maestro, al punto tale da diventarne muse ispiratrici. Viva soddisfazione è stata espressa dai due Sindaci di Luzzi e Rose che si sono ritrovati insieme per condividere un momento importante per le rispettive comunità; Iuso pur essendo nato a Rose, lavora e realizza le sue opere, nelle chiese di Luzzi. Importanti le parole della Prof.ssa Talamo, che ha sottolineato l’importanza della ricerca di una ricostruzione storicaartistica del patrimoni calabrese, e la vicinanza da parte degli enti locali che devono incentivare e sostenere le iniziative di qualità. La manifestazione è stata ulteriormente impreziosita con l’esposizione di alcuni bozzetti del maestro Iuso, gentilmente concessi dalla famiglia. «Una chiara e devota ispirazione all’arte sacra – come scrive Maria Pia Polizzo - si presenta nell’attività artistica del Maestro Emilio Iuso, infatti proprio nella sua attività artistica si fa insistente quell’unione tra Arte e Fede; la fede infatti non può essere disgiunta dall’arte del maestro, in quanto l’una e l’altra sono stati gli elementi primari delle sue composizioni, ove primeggia l’artista, nella tecnica compositiva e coloristica, nello stile armonico e sobrio, l’uomo religioso per il sentimento ed il divino candore dei suoi soggetti, mentre nella vita quotidiana, l’uomo con le sue pecche ed i suoi pregi può trovarsi talvolta in contrasto con l’artista; nell’opera d’arte l’uno e l’altro si fondono e si armonizzano per il trionfo del grande ideale» La famiglia Iuso, al termine della presentazione del volume, non poteva non esprimere la propria soddisfazione e la propria gioia nei confronti delle due studiose Maria Pia Polizzo e Carmela Porco, che sono riuscite con il loro impegno, la loro passione e il loro coraggio a restituire a Luzzi, a tutta la Calabria ed in modo particolare alle giovani generazioni la vita artistica di un grande uomo come Emilio Iuso. Beato Nicola da Longobardi , Chiesa San Francesco di Paola , Cosenza Schliemann News Novembre-Docembre 2009 - 10 - STORIA DELL’ARTE Il grande potenziale del MAB CELESTE NAPOLITANO MAB: è l’acronimo di Museo all’aperto Bilotti inaugurato nel marzo 2005 nella città di Cosenza. Le opere che lo costituiscono sono state donate al capoluogo dal ricco imprenditore cosentino Carlo Bilotti, trasferitosi a Roma e successivamente residente in Florida, scomparso nel novembre 2006 a New York, e da suo fratello Enzo. Filo conduttore del Museo all’aperto è l’arte del XX secolo con i suoi interpreti più rappresentativi. Il percorso museale, che si snoda da Piazza Bilotti appunto (già Piazza Fera) a Piazza dei Bruzi, comprende diciotto statue. Si inizia da I quattro Paracarri e Il Bifrontale di Pietro Consagra siti ai lati di Piazza Bilotti, si incontrano poi nel tratto iniziale di Corso Mazzini Il Grande Cardinale Seduto e La Medusa di Giacomo Manzù, San Giorgio e il Drago di Salvador Dalì, Ettore e Andromaca di Giorgio De Chirico, a Largo Lisa Bilotti si erge La Grande Bagnante di Emilio Greco, Il Lupo della Sila di Mimmo Rotella si trova a Piazza XI Settembre, nella zona terminale di Corso Mazzini abbiamo I Bronzi di Riace di Sasha Sosno, I due Archeologi ed Il Grande Metafisico ancora di De Chirico, ed infine Le Tre Colonne Doriche sempre di Sosno. Ogni scultura è posta su un piedistallo in plexiglass, ad ognuno dei quali è associato un sistema elettrico in grado di riprodurre musica strumentale o una introduzione al museo stesso. L’ideale a cui si ispira il percorso è quindi quello di una grande modernità, peccato che poi non sempre i cittadini e i turisti – pochi purtroppo a dire il vero - possano usufruire di tutta questa tecnologia visto che non sempre questo sistema risulta funzionante. Per non parlare poi dello stato di incuria in cui versano le sculture a volte, come nel caso de La Bagnante, vittime di vergognosi atti vandalici ma più spesso dell’indifferenza dei cittadini che contaminano lo spazio artistico con i loro rifiuti. E allora lo scenario cambia e dalla parvenza di grande innovazione si passa ad un panorama desolante. Non sta a noi giudicare l’operato dell’amministrazione comunale, sono i fatti che parlano! Noi ci limitiamo a lanciare un appello chiedendo un maggiore riguardo da parte di tutti per il potenziale del MAB che se “sfruttato” nel modo giusto potrebbe arrecare davvero grande lustro alla nostra città e perché no essere uno dei motori della sua ripresa economica attraverso la creazione di una rete museale cittadina, che comprenda oltre al MAB anche la Galleria Nazionale di Palazzo Arnone e i neo-nati Museo Civico dei Bretii e degli Enotri e la Galleria d’Arte Provinciale di Santa Chiara, da inserire nei pacchetti turistici dei tour-operator locali. Vi invitiamo pertanto provocatoriamente a riporre le carte delle leccornie o le buste dei vostri acquisti nei cestini disseminati sul corso principale! Perché poi non si pensa ad un sistema di vetrine infrangibili per tenere al sicuro queste opere da stupidi atti di teppismo? Sono tutte idee che mettiamo sul tavolo con semplicità senza pretese di assolutezza, a noi sembrano scontate, anche un po’ banali ma forse non per tutti è così! Ma non ci limitiamo a questo. Infatti è proprio da queste pagine che con grande gioia l’Associazione Schliemann anticipa ai suoi lettori la nascita di Sophia. Itinerari archeologici, artistici e letterari di Cosenza, una piccola guida che descrive tutte le bellezze della nostra città soffermandosi sulle opere del MAB in modo da soddisfare le curiosità di tutti. A questo punto non mi resta che dirvi: alla prossima! Aforismi scelti di Nicola De Santis Arte è ciò di cui non si capisce il significato, ma si capisce avere un significato. (Anonimo) Bisogna fare della propria vita come si fa un'opera d'arte. Bisogna che la vita d'un uomo d'intelletto sia opera di lui. La superiorità vera è tutta qui. (G. D'Annunzio) Ci sono pittori che dipingono il sole come una macchia gialla, ma ce ne sono altri che, grazie alla loro arte e intelligenza, trasformano una macchia gialla nel sole. (P. Picasso) L'arte non consiste nel rappresentare cose nuove, ma nel rapprentarle con novità. (Ugo Foscolo) La critica è più facile dell'arte. (Plinio il Vecchio) Schliemann News - 11 - Novembre-Docembre 2009 Indagine biologica sul suolo del Parco Archeologico di Capocolonna I territori interessati dall’indagine storica o archeologica possono essere oggetto anche di altri studi, di diverso carattere scientifico e lontani da quelli cui siamo abituati. La Prof.ssa Maria Carmela Algieri dell’Università della Calabria (Dip. di Difesa del Suolo) ha svolto uno studio di carattere scientifico sul territorio del Parco Archeologico di Capocolonna a Crotone. Abbiamo chiesto alla Professoressa di scivere un articolo sull’argomento. Lo scopo di questo lavoro è stato quello di valutare la qualità biologica del suolo in un sito Calabrese (Crotone), di interesse nazionale perchè da sottoporre a interventi di risanamento ambientale a causa della preoccupante contaminazione da metalli pesanti. L’attività di monitoraggio è avvenuta tramite lo studio dell’artropodofauna edafica complesso di organismi animali che vivono nel suolo e la cui presenza è indispensabile per il funzionamento dello stesso) considerata un buon indicatore biologico, perché sensibile ad alterazioni di origine naturale o antropica. La fauna del suolo è costituita da organismi particolarmente sensibili alle alterazioni di origine naturale o antropica e agli equilibri chimico-fisici che caratterizzano il suolo stesso: tali organismi sono quindi considerati buoni indicatori. E’ prassi ormai consolidata il valutare la tossicità di matrici complesse, quali quelle ambientali, mediante una batteria di bioindicatori. Gli organismi utilizzati come strumento della nostra indagine sono gli Artropodi del suolo, quali ad esempio: Acari, Collemboli, Isopodi, Insetti, Centopiedi, Millepiedi, in rapporto alle diverse condizioni del suolo. Ogni organismo ha, infatti, una propria tolleranza e sensibilità a determinati inquinanti o fattori di stress, proprie esigenze fisiche, chimiche nutrizionali, ecc. Il numero di organismi viventi nel suolo varia notevolmente non solo in funzione del tipo di terreno e di vegetazione, ma anche in relazione alla latitudine, altitudine, esposizione e stagione considerata. La fauna edafica o pedofauna dimostra un’evidente sensibilità al degrado del suolo e alla sua conseguente diminuzione di qualità. Il ciclo vitale della pedofauna si svolge in maniera strettamente dipendente dal substrato che la ospita, interagendo con esso in vari modi, ne risulta che, la composizione delle zoocenosi del suolo può essere considerata una importante descrittrice della qualità dell’ambiente. Le aree studiate, molto eterogenee tra loro, sono localizzate nella provincia di Crotone, in particolare il sito campione (Pertusola, ex stabilimento metallurgico non più attivo per l’incontrollata produzione di rifiuti tossici e nocivi) è ubicato nella zona industriale della città, il sito di controllo nel Parco Archeologico di Capocolonna. In entrambi i territori sono stati individuati alcuni punti di criticità ambientale, e realizzati 13 campionamenti, con due tecniche di campo: carotaggio e trappole a caduta. Per il prelievo delle zolle è stato usato un carotatore (piantabulbi) inserito perpendicolarmente alla superficie fino alla profondità di 10 cm. I campioni sono stati inseriti in una batteria di imbuti di Berlese-Tullgreen, per l’estrazione della fauna edafica. In questa ricerca si sono utilizzati 52 campioni di suolo raccolti nelle 4 stazioni precedentemente individuate e valutate nel periodo febbraiomaggio 2008. Complessivamente sono stati identificati 1954 individui appartenenti a 27 taxa di artropodi edafici. Dall’analisi complessiva dei risultati ottenuti campionando gli artropodi del suolo ed applicando diversi indici, si evidenzia un certo impoverimento della fauna nel sito “Pertusola” con perdita di diversità biologica. Sulla scorta dei dati a disposizione, con un campione ancora piccolo possiamo affermare che il suolo della “Pertusola” è degradato per i valori di A/C e del QBS-ar, quello di Capocolonna denota una situazione prossima alla normalità. I nostri risultati assegnano: al suolo del sito campione una classe di qualità compresa fra 3 e 4 (su una scala da 1 a 7) si tratta cioè di una classe scarsamente sufficiente, diversamente per il controllo in cui si ha una classe di qualità “buona”, equivalente alla classe 6. Da questo studio, seppur molto giovane, emerge come nell’area industriale di Crotone sia presente una situazione prossima allo stress per gli artropodi e come il monitoraggio della qualità biologica dei suoli possa essere condotto attraverso l’analisi della struttura e della composizione delle comunità edafiche indagate sensibili alla presenza di contaminanti. La ricerca sta proseguendo integrando i dati biologici ottenuti con le analisi chimiche del terreno CONTRIBUTO NEGLI ATTI DEL XXII CONVEGNO NAZIONALE DI ENTOMOLOGIA - ANCORA 15-18 GIUGNO 2009 - M.C.Algieri & G.Barbuto