RASSEGNA STAMPA del 06/07/2010 Sommario Rassegna Stampa dal 05-07-2010 al 06-07-2010 L'Adige: «In dieci minuti è venuta giù la pioggia di una settimana» ................................................................................. 1 L'Adige: Fiemme 2013, la Provincia aggiusta il tiro ......................................................................................................... 2 L'Arena.it: Terremotati e carceri, il Papa prega a Sulmona ............................................................................................. 3 Bresciaoggi(Abbonati): Fiume di fango, paura al residence ............................................................................................. 4 Bresciaoggi(Abbonati): Emergenza caldo: oggi ultimo giorno africano........................................................................... 5 Bresciaoggi(Abbonati): La bandiera di Legambiente premia l'Oglio ............................................................................... 6 Bresciaoggi(Abbonati): FESTA ALPINA SUL MONTE REGOGNA ................................................................................. 7 Bresciaoggi(Abbonati): Brancher, l'addio del ministro Plauso dal premier: condivido ................................................... 8 Cittàdellaspezia.com: Terremoto in giunta provinciale, Fiasella incontra il Psi .............................................................. 9 Cittàdellaspezia.com: In arrivo il decalogo antincendio ................................................................................................. 10 Corriere delle Alpi: tetti sfondati e case allagate ............................................................................................................ 11 Il Corriere di Como: In arrivo l'ondata di afa. Temperature verso i 35 C ...................................................................... 12 La Gazzetta di Mantova: portavo regali a tutti, politici e preti - rocco ferrante ............................................................ 13 Il Gazzettino: Il Papa in Abruzzo Vi sono vicino.............................................................................................................. 14 Il Gazzettino: VENEZIA - Il bollettino della Protezione civile aveva avvisato: un sistema frontale in avvicin... ........... 15 Il Gazzettino (Rovigo): Unanimità per il Catasto incendi ............................................................................................... 16 Il Gazzettino (Udine): Protezione civile, esercitazione con emergenza "vera" ............................................................... 17 Il Gazzettino (Venezia): Festa sicura anche grazie ai volontari ..................................................................................... 18 Il Gazzettino (Venezia): Tutti in spiaggia o nelle immediate vicinanze di un condizionatore d'aria: nella giornata di. 19 Il Giornale della Protezione Civile.it: Allerta caldo, livello 2 e 3 in diverse città italiane ............................................ 20 Il Giornale della Protezione Civile.it: Incendi in Puglia, l'assessore Amati chiede di unire le forze............................. 21 Il Giornale della Protezione Civile.it: Scosse sismiche in provincia dell'Aquila, nel Mar Ligure e nel Golfo di .......... 22 Il Giornale della Protezione Civile.it: Incidenti in montagna: tragico fine settimana in Alto Adige, in Francia e in ... 23 Il Giornale della Protezione Civile.it: Incendi boschivi, diversi interventi della flotta aerea dello Stato...................... 24 Il Giornale della Protezione Civile.it: Protocollo d'intesa tra Provincia di Perugia e CRI ........................................... 25 Il Giornale della Protezione Civile.it: Esito positivo della verifica di sorveglianza al Sistema Qualità del Centro...... 26 Giornale di Brescia: Maltempo sul Garda: smottamento a Limone e salvataggio in acqua Una cascata di fango e ..... 27 Giornale di Brescia: Mani gardesane sulle case di paglia .............................................................................................. 29 Giornale di Merate: Perde le api, un paese in allarme.................................................................................................... 30 Il Giornale di Vicenza: Incontri, gite e occasioni di impegno ......................................................................................... 31 Il Giorno (Milano): Parte dal Sacro convento di Assisi il tour di arte «Tesori da L'Aquila» per la raccol.................... 32 Il Mattino di Padova: prefetture e autostrade insieme per garantire esodi sicuri .......................................................... 33 Il Messaggero Veneto: alla giavitto un centro per le emergenze ..................................................................................... 34 Il Messaggero Veneto: napolitano a udine? oggi il quirinale decide .............................................................................. 35 La Nuova Ferrara: i giochi su sabbia dell'avis................................................................................................................ 36 La Nuova Venezia: via ronzinella allagata volontari al lavoro....................................................................................... 37 La Nuova Venezia: monica dei rossi premiata alla festa dell'avis di burano.................................................................. 38 La Nuova Venezia: il caldo molla la presa, attesi temporali -......................................................................................... 39 La Nuova Venezia: una bomba d'acqua e grandine - filippo de gaspari ......................................................................... 40 La Nuova Venezia: l'afa e il diluvio, 150 spettatori sotto le cure della croce rossa - ..................................................... 41 Il Piccolo di Trieste: aliscafo soccorso in mare ma era un'esercitazione ........................................................................ 42 Il Piccolo di Trieste: dall'elettrodotto i soldi per aggiustare le vie .................................................................................. 43 La Provincia Pavese: e' sparito nei boschi , ma è a casa a milano.................................................................................. 44 La Provincia di Cremona: Patrimonio pubblico sotto controllo..................................................................................... 45 La Provincia di Cremona: Estate, controlli sul fiume ..................................................................................................... 46 La Provincia di Cremona: Ma è già allarme maltempo: previsti temporali violenti ...................................................... 47 La Provincia di Lecco: Protezione civile e carabinieri Mix riuscito per le emergenze................................................... 48 La Provincia di Sondrio: «Vicino a chi è senza un lavoro» ............................................................................................ 49 La Provincia di Varese: Afa ai massimi per altri sette giorni E arriva anche la sabbia del Sahara .............................. 50 Il Secolo XIX: L'allarme continua, domani nuovo piccoquaranta richieste di soccorso al giorno ................................. 51 Trentino: zampolini: portavo regali a tutti, politici e preti - rocco ferrante .................................................................... 52 La Tribuna di Treviso: mogliano rivive l'incubo alluvione - matteo marcon ................................................................. 53 La Tribuna di Treviso: allarme nube tossica a resana emergenza spenta dalla pioggia - (dario guerra)..................... 54 Data: L'Adige 06-07-2010 «In dieci minuti è venuta giù la pioggia di una settimana» Adige, L' "" Data: 06/07/2010 Indietro «In dieci minuti è venuta giù la pioggia di una settimana» «In dieci minuti è venuta giù la pioggia di una settimana». Il dipendente del residence «La Limonaia» non ne ha aveva mai vista cadere tanta in così poco tempo. È stato un rovescio improvviso e violento, quello che si è abbattuto su Limone nella notte tra domenica e lunedì, provocando una cascata di fango e detriti che dal versante montuoso alle spalle del paese, sotto la cresta di cima Mughera, è caduta a valle, incanalandosi nella valle di Nembra, fino al complesso turistico situato in via Sopino Alto, dove ha invaso il parcheggio, lambito le strutture ricettive per poi riversarsi sulla Statale Gardesana. Erano circa le una di notte quando è scoppiato il violento acquazzone. La grande quantità di pioggia caduta ha rotto il delicato equilibrio idrogeologico della zona, più volte in passato teatro di smottamenti. Il fiume di fango e detriti ha invaso il parcheggio del residence «La limonaia», complesso a tre stelle con 178 camere e 67 appartamenti per vacanze, sommergendo completamente tre auto e danneggiandone in modo più lieve altre. Sono otto le vetture coinvolte, tutte appartenenti a turisti stranieri. C'è stato anche qualche momento di panico, quando è circolata la voce, infondata, che in una delle auto sommerse potesse trovarsi qualcuno. Il fiume di fango in piena ha raggiunto anche alcuni appartamenti occupati da villeggianti. «Niente di preoccupante - dicono al residence - l'acqua si è infilata sotto le porte, ma gli ospiti non hanno corso alcun pericolo». Inevitabile, però, il loro trasferimento in altre unità ricettive del complesso. Anche alla luce delle prescrizioni dei Vigili del Fuoco, intervenuti da Riva del Garda e da Salò, è stato disposto, in via precauzionale, di evacuare otto camere e di trasferire una ventina di persone in appartamenti situati in un'area meno esposta al rischio idrogeologico. La caduta della grande massa di fango non ha risparmiato neppure la Gardesana. «Sulla strada - dice il sindaco Chicco Risatti - si sono riversati almeno 300 metri cubi cubi di detriti». Anche in questo caso non si registrano feriti. La Statale è stata chiusa al traffico e riaperta solo all'alba con un senso unico alternato. Il transito è tornato alla normalità a metà mattina, concluse le operazioni di bonifica attuate dai vigili del fuoco di Riva. Sul posto sono interventi anche i volontari della Protezione Civile, gli agenti della Polizia locale e i Carabinieri di Limone. S. B. 06/07/2010 Argomento: NORD Pag. 1 Data: L'Adige 06-07-2010 Fiemme 2013, la Provincia aggiusta il tiro Adige, L' "" Data: 06/07/2010 Indietro Fiemme 2013, la Provincia aggiusta il tiro FIEMME - «Integrazione delle opere ed interventi per i quali predisporre il piano provinciale della mobilità»: è il titolo della delibera con la quale venerdì scorso la giunta provinciale ha aggiustato il tiro rispetto alla «mobilità della valle di Fiemme per i mondiali di sci nordico 2013» aggiungendo la postilla «nonché ulteriori opere ed interventi di miglioramento della mobilità della val di Fiemme di cui al "protocollo d'intesa per l'istituzione dell'Agenzia provinciale per il mondiali di sci nordico Fiemme 2013». «Nessun ritardo - assicura Raffaele De Col , dirigente del Dipartimento provinciale protezione civile - le opere concordate saranno pronte in tempo utile, però è possibile che interventi legittimamente inseriti nella pianificazone concordata, ma non strettamente legati ai mondiali, vengano realizzati in un secondo momento: opere secondarie, accessorie non funzionali ai mondiali». Un rinvio che in parte dipende dalla novità della procedura concordata di individuazione delle opere con il territorio, con diverse nuove amministrazioni che proprio in questi giorni stanno dicendo la loro. E le sorprese non mancano: a Tesero, ad esempio, la nuova amministrazione ha detto chiaro e tondo che la bretella ipotizzata, per collegare direttamente la fondovalle, dalla zona di Piera, alla provinciale per Pampeago, in modo da evitare il passaggio per i centri di Cavalese e, in parte, di Tesero, non piace per nulla alla popolazione del paese. Sarebbe uno scempio, troppo impattante. Cavalese invece protesta per la mancata inclusione nel piano stralcio per la mobilità di Fiemme della rotatoria sulla fondovalle per il collegamento con Masi. 06/07/2010 Argomento: NORD Pag. 2 Data: 05-07-2010 L'Arena.it Terremotati e carceri, il Papa prega a Sulmona Home Italia & Mondo VIAGGIO IN ABRUZZO. Le celebrazioni per l'VIII centenario della nascita di Celestino V Visita nella regione devastata dal sisma: pensa anche ai precari Poi un incontro con detenuti del «penitenziario dei suicidi» 05/07/2010 e-mail print Bendetto XVI davanti alle reliquie di Celestino, eletto Papa nel 1294 ROMA Vicino ai terremotati, ma più ancora vicino a quanti soffrono le durezze della crisi economica e vanno alla ricerca di un lavoro. E un incontro con un gruppo di detenuti del cosiddetto «carcere dei suicidi». «Vicinanza e ricordo nella preghiera» sono stati espressi ieri dal Papa, nel corso dell'omelia della messa celebrata sulla piazza di Sulmona, in Abruzzo, a «quanti vivono la loro esistenza in condizioni di precarietà, a causa della mancanza del lavoro, dell'incertezza per il futuro, della sofferenza fisica e morale e del senso di smarrimento dovuto al sisma del 6 aprile del 2009». «Sono venuto», ha dichiarato Benedetto XVI, «per condividere con voi gioie e speranze, fatiche e impegni, ideali e aspirazioni di questa comunità diocesana». Tornato per la terza volta in Abruzzo dopo la visita a Maloppello del 2006 e quella all'Aquila e Onna l'anno scorso, il Pontefice ha riconosciuto che «non mancano difficoltà, problemi e preoccupazioni». Lo ha fatto in occasione dell'VIII centenario della nascita di Celestino V, eremita divenuto papa nel XIII secolo, dimessosi dopo appena cinque mesi di pontificato per evitare uno scisma. Al campo sportivo «Serafini» della cittadina, Ratzinger è stato accolto da autorità dello Stato e della Regione. «A tutti voglio assicurare la mia vicinanza e il mio ricordo nella preghiera, mentre incoraggio a perseverare nella testimonianza dei valori umani e cristiani così profondamente radicati nella fede e nella storia di questo territorio e della sua popolazione», ha detto. La visita è capitata in una giornata caldissima e di grande afa, con Benedetto XVI arrivato in elicottero e poi trasferito a bordo di un'auto scoperta nella piazza centrale. E non è mancato qualche momento di tensione, subito dopo la funzione, provocato da un uomo che ha tentato di salire sul palco e avvicinare il Pontefice. Non solo: a causa della temperatura e del tasso di umidità molto elevate, una decina di sacerdoti hanno accusato malori e sono stati soccorsi. INCONTRO CON I CARCERATI. Nel pomeriggio c'è stato l'incontro con una delegazione del supercarcere di Sulmona, in passato denominato «carcere della morte» per l'elevato numero di suicidi che si sono registrati. «Vi auguro di cuore che possiate trovare la vostra via e dare un contributo alla società secondo le vostre capacità e i doni che Dio vi ha dato». ha detto Benedetto XVI incontrando in Vescovado una rappresentanza di cinque detenuti. L'incontro, secondo quanto riferito dal vice direttore della Sala stampa vaticana, padre Ciro Benedettini, è stato «molto intenso». Il Papa ha preso la parola, nonostante questo non fosse in programma: «Sono felice di essere fra voi», ha detto ai detenuti, secondo quanto riferito, «avrei voluto incontrarvi tutti. Vi porterò nel mio cuore». Nel carcere di Sulmona vi sono stati 13 morti - di cui 11 suicidi - in dieci anni. Quindici episodi di autolesionismo dall'inizio del 2010, con due tentativi di suicidio e la morte, per sospetta overdose, di un detenuto del reparto internati. Fino ad arrivare al suicidio della direttrice stessa del carcere, Armida Miserere, che si sparò, nell'aprile 2003, un colpo di pistola alla testa. Qui morì il sindaco di Roccaraso, Camillo Valentini, trovato nella sua cella nell'agosto 2004 con un sacchetto di plastica in testa stretto alla gola con lacci delle scarpe. Le vicende del carcere hanno spinto più volte diverse forze politiche a chiedere al ministro della Giustizia la chiusura del reparto internati. Secondo l'associazione «Ristretti Orizzonti» dall'inizio dell'anno «sono morti in Italia 54 detenuti, uno ogni due 2 giorni». Argomento: NORD Pag. 3 Data: 06-07-2010 Bresciaoggi(Abbonati) Estratto da pagina: 15 Fiume di fango, paura al residence Martedì 06 Luglio 2010 PROVINCIA VIOLENTO TEMPORALE. Mentre le previsioni annunciano piogge intense in Lombardia, l'altra notte un fortunale ha colpito Limone La terra ha sepolto alcune automobili, finendo persino nelle camere occupate dai turisti. Disagi anche per la Gardesana invasa dai detriti Ore di paura sono state vissute l'altra notte al residence «La Limonaia», poco a nord di Limone, tra la statale Gardesana e la montagna. Alle 2,30 della notte tra domenica e lunedì, mentre era in corso un violento acquazzone, oltre 300 metri cubi di fango e sabbia sono stati trasportati dall'acqua che si è incanalata verso la struttura ricettiva, investendo alcune camere occupate da turisti. Contemporaneamente sono stati coperti di fango e di ghiaia anche i vicini parcheggi, dove erano posteggiate le auto dei clienti. Per fortuna non si registrano danni alle persone, anche se - racconta qualcuno - la paura degli ospiti è stata tanta poiché l'acqua ed il fango hanno invaso con violenza le camere, entrando da un lato ed uscendo dall'altro. LA MONTAGNA DI FANGO, si diceva, ha investito e sepolto anche otto vetture che erano parcheggiate in prossimità del residence «La Limonaia». Immediatamente è stato allertato il gruppo locale della Protezione Civile, che è accorso, sostenuto dalla Polizia locale, dai carabinieri di Limone e dagli uomini e mezzi dei Vigili del Fuoco di Riva e Salò. Nel frattempo, il sindaco del paese Franceschino Risatti, emetteva una ordinanza di sgombero che riguardava una decina di camere. GLI OSPITI sono stati accolti in altri alberghi della cittadina. I danni, però, non si sono limitati al residence ed il fango ha raggiunto ed inondato anche la Gardesana, che corre pochi metri a valle della struttura. Durante la notte sono entrati in funzione i mezzi per pulire la carreggiata e ieri mattina erano ancora al lavoro per «lavare» l'asfalto dal fango che dimostrava di essere pericoloso, al punto che un incidente, per fortuna non grave, ha coinvolto una moto. I lavori di pulizia hanno visto all'opera sia gli uomini del Comune di Limone che i Vigili del Fuoco di Riva ed hanno costretto il traffico al senso unico alternato. Il sindaco Risatti tiene la situazione sotto controllo e riflette sugli interventi a garanzia della futura sicurezza dell'area. “Questa mattina (ieri, per chi legge) un elicottero sta sorvolando la valletta e la montagna sulle cui pendici si trova il residence, in maniera da monitorare la situazione e verificare la necessità di interventi per la messa in sicurezza. Di certo dovranno essere investite somme rilevanti per il disgaggio e la pulizia dell'area. Ci stiamo già muovendo per intervenire al più presto”. Già da subito i danni sono apparsi consistenti ed una prima stima, fatta nella mattinata di ieri, parlava di un calcolo tra i 200.000 ed i 300.000 euro. A questa cifra si dovrà aggiungere la spesa per la messa in sicurezza della montagna. Ma, camminando per Limone, si raccolgono anche critiche su autorizzazioni edilizie avventate che hanno portato, una cinquantina di anni fa, a costruire un po' ovunque, comprese zone dove emergevano dubbi sulla sicurezza geologica. È rischio temporali forti intanto su tutta la Regione per l'intera giornata. A lanciare l'allarme è il Centro funzionale monitoraggio rischi della Protezione civile della Regione Lombardia. Argomento: NORD Pag. 4 Data: 06-07-2010 Bresciaoggi(Abbonati) Estratto da pagina: 11 Emergenza caldo: oggi ultimo giorno africano Martedì 06 Luglio 2010 CRONACA VERTICE IN PREFETTURA. Coordinati gli enti. Da domani meno disagi Emergenza caldo: oggi ultimo giorno «africano» Tavolo tecnico ieri in Prefettura con forze di polizia, vigili del fuoco, 118, Protezione Civile ed enti locali con l'obiettivo di condividere informazioni, coordinare gli interventi preventivi e operativi messi in campo dai diversi enti per far fronte all'emergenza calore che sta colpendo in questi giorni la provincia di Brescia. Le previsioni fornite dalla protezione civile nazionale attribuiscono un livello di criticità 3 (Ondata di calore) fino alla giornata di oggi - si legge in una nota della prefettura - con un successivo declassamento al livello 1 a partire da domani. Dall'incontro è emersa l'importanza di far conoscere le regole di comportamento da adottare per ridurre al minimo i disagi, in particolare delle persone anziane o affette da patologie. Sul sito internet dell'Asl di Brescia (www.aslbrescia.it) è attiva un'apposita sezione dedicata al Piano Caldo 2010 in cui vengono indicati gli interventi di competenza dell'Asl stessa, con il coinvolgimento dei Comuni e delle associazioni di volontariato. Sul sito internet dell'Asl sono inoltre pubblicati due opuscoli «Solo il bello del caldo-10 regole d'oro per affrontare il caldo estivo» e «Anziani e caldo: ecco cosa fare» che offrono alcuni consigli sui comportamenti più appropriati per limitare i disagi e i problemi di salute. Gli opuscoli sono disponibili anche presso le sedi distrettuali dell'Asl, negli ambulatori dei Medici di Medicina generale e nelle farmacie. Il numero verde 800 995 988 fornisce informazioni alla popolazione e funge da guida sui servizi più adeguati a risolvere problematiche legate all'emergenza caldo. Regole di precauzione e consigli sono diffuse anche sul sito internet dell'Asl di Valle Camonica Sebino (www.aslvallecamonicasebino.it). Sia in città che nei Comuni della Provincia è stato inoltre fatto un monitoraggio della popolazione residente, individuando chi vive da solo e in condizioni di particolare criticità (oltre 60mila persone nella zona di competenza dell'Asl di Brescia), avvalendosi della collaborazione delle associazioni di volontariato. «La Prefettura - conclude la nota - continuerà a seguire le iniziative poste in essere per ridurre al minimo i disagi derivanti da particolari condizioni meteorologiche».TH.BE. Argomento: NORD Pag. 5 Data: 06-07-2010 Bresciaoggi(Abbonati) Estratto da pagina: 19 La bandiera di Legambiente premia l'Oglio Martedì 06 Luglio 2010 PROVINCIA PALAZZOLO. Stamani La «bandiera» di Legambiente premia l'Oglio Questa mattina alle 10, in municipio di Palazzolo, il sindaco Alessandro Sala riceverà (con Mauro Fogliasso, sindaco di Canischio) la bandiera «Fiume pulito» di Legambiente e del Dipartimento nazionale protezione civile. Il riconoscimento premia i due comuni per l'opera svolta sul rischio idrogeologico. Dopo la cerimonia in municipio, alle 11 sul ponte romano avverrà la consegna della bandiera di Legambiente ai due sindacim accompagnati in corteo dai bambini dei Grest. EL.C. Argomento: NORD Pag. 6 Data: 06-07-2010 Bresciaoggi(Abbonati) Estratto da pagina: 15 FESTA ALPINA SUL MONTE REGOGNA Martedì 06 Luglio 2010 PROVINCIA Brevi REZZATO FESTA ALPINA SUL MONTE REGOGNA Il Gruppo giovani Alpini di Rezzato propone al rifugio sul Monte Regogna una serie di feste, a partire da venerdi 9 luglio alle 20, e ancora il 10, 16, 17, 23 e 24 luglio. LAGO DI GARDA PRONTO L'ULTIMO NUMERO DEL TRIMESTRALE È uscito l'ultimo numero del trimestrale «Il lago di Garda» diretto da Alvaro Joppi e pubblicata dalle edizioni Acherdo. REZZATO LA TITO SPERI SI ADEGUA AL RISCHIO SISMICO Adeguamento sismico della scuola elementare Tito Speri di Rezzato. La spesa prevista è piuttosto consistente, ben 600 mila euro. CON L'AVIS ATTRAVERSO LA BASSA IN BICICLETTA «Biciclettata tra amici», sgmbata delle sezioni Avis di Chiari, Orzinuovi, Roccafranca, Castelcovati, Comezzano-Cizzago e Castrezzato. Appuntamento per l'11 luglio. Argomento: NORD Pag. 7 Data: 06-07-2010 Bresciaoggi(Abbonati) Estratto da pagina: 3 Brancher, l'addio del ministro Plauso dal premier: condivido Martedì 06 Luglio 2010 NAZIONALE BUFERA. Nominato da Berlusconi, imputato nel caso Antonveneta: lascia per le polemiche sul legittimo impedimento Brancher, l'addio del ministro Plauso dal premier: condivido Il politico veronese annuncia le dimissioni davanti al giudice: «Per evitare speculazioni» L'opposizione: esecutivo in crisi MILANO Al termine di una vicenda che ha messo in difficoltà il governo e la maggioranza e che ha avuto ripercussioni sul non già facile rapporto di Berlusconi col Quirinale, Aldo Brancher ha annunciato le sue «dimissioni irrevocabili» da ministro. La decisione è stata comunicata ieri dal politico veronese nell'aula del Tribunale di Milano dove si era recato per l'udienza del processo Antonveneta che lo vede imputato per ricettazione e appropriazione indebita: quello stesso processo al quale, dopo la sua nomina, voleva sottrarsi, secondo Giorgio Napolitano senza averne diritto, ricorrendo allo scudo del legittimo impedimento. «Ho preso questa decisione per rispetto della mia famiglia e per evitare le strumentalizzazioni e le speculazioni», ha detto Brancher spiegando le ragioni delle dimissioni al giudice: «Sono qui per difendere la mia innocenza». Il ministro senza portafoglio e senza deleghe (quella sull'attuazione del federalismo è abortita sul nascere, le nuove dovevano essere pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale ma le dimissioni sono arrivate prima) esce di scena con l'assenso di Berlusconi. I due si erano incontrati domenica sera ad Arcore: il premier aveva suggerito a Brancher un'onorevole via di uscita: dimettersi prima del voto della Camera sulla mozione di sfiducia presentata dall'opposizione, previsto per giovedì. «Ho condiviso con Brancher la decisione di dimettersi», conferma Berlusconi in una nota nella quale spiega che l'addio del ministro serve a «evitare il trascinarsi di polemiche ingiuste e strumentali»: «Superato questo momento Brancher potrà, come sempre, offrire il suo fattivo contributo all'operato del governo e alla coalizione». Disinnescata la mina della mozione di sfiducia, con l'incognita del comportamento che avrebbero tenuto i deputati finiani, il governo deve però orqa fronteggiare il fuoco di fila proveniente dalle opposizioni. Il Pd, con Bersani, e l'Idv si prendono il merito di aver portato Brancher alle dimissioni. Il segretario democratico sostiene: «Le dimissioni sono un successo dell'iniziativa del Pd e la prova che la maggioranza è all'angolo». Di Pietro non si accontenta: «A quelle di Brancher devono fare seguito le dimissioni del sottosegretario Cosentino», finito nelle inchieste sulla camorra: «Berlusconi e il suo governo hanno fallito, e ora c'è una sola strada obbligata, quella della crisi di governo». Insieme alla fiducia posta sulla manovra, il caso del «ministro del nulla» (come era stato chiamato da Famiglia Cristiana), fa intravedere la possibilità di una crisi della maggioranza. «Berlusconi pensa di aver spento il fuoco, ma l'incendio nel Pdl è divampato», sostiene Finocchiaro (Pd). In effetti la reazione della Lega Nord alla scelta del ministro va dalla fredda presa d'atto, del capogruppo Reguzzoni, al plauso di Maroni e Calderoli per quello che, dice quest'ultimo, è «un gesto coraggioso» fatto come «un normale cittadino che si pone di fronte alla legge». Nè potrebbe essere altrimenti vista l'ira che la nomina di Brancher all'attuazione del federalismo aveva scatenato nel Umberto Bossi. I finiani invece cantano vittoria. «Chapeau» a Brancher, dice il capo dei finiani alla Camera Italo Bocchino: «La mossa di Berlusconiano va incontro alle nostre richieste». Argomento: NORD Pag. 8 Data: Cittàdellaspezia.com 05-07-2010 Terremoto in giunta provinciale, Fiasella incontra il Psi La Spezia. Gli incontri preeliminari vanno avanti. Si è svolto questa mattina infatti l'incontro tra il presidente della Provincia Marino Fiasella e la delegazione del Partito socialista nel quadro di una fitta serie di contatti che precedono la riunione collegiale tra tutte le componenti della maggioranza che guida la Provincia della Spezia. Rimangono ancora non risolte le questioni emerse dopo il rimpasto della giunta provinciale. Nei prossimi giorni si potrà vedere se gli auspici potranno tradursi in decisioni condivise, anche mediante l'adozione di nuovi provvedimenti che Fiasella si è detto pronto ad adottare per ricomporre l'alleanza. Il Psi ha confermato l'accordo con la Federazione della Sinistra per veder riconosciuto un adeguato ruolo dei gruppi della sinistra nell'ambito degli organismi di governo della Provincia. L'incontro è servito anche per chiarire le rispettive posizioni e per confermare l'auspicio che alla fine del percorso possa ricomporsi un quadro di accordi. Alla luce anche delle evidenti divisioni e difficoltà della maggioranza di centro destra che governa il paese e che potrebbe condurre all'anticipo della scadenza elettorale nazionale, è stata condivisa la necessità che a livello locale il centro sinistra testimoni le ragioni di unità e si rafforzi lo spirito di coalizione. Argomento: NORD Pag. 9 Data: 05-07-2010 Cittàdellaspezia.com In arrivo il decalogo antincendio La Spezia. L'estate ed il gran caldo degli ulitimi giorni riaccendono il pericolo degli incendi, a cui la nostra zona, con i suoi splendidi parchi naturali, è fortemente soggetta. Allo scopo di prevenire quanto accaduto l'anno scorso, la Regione Liguria ha promosso un decalogo di comportamento da seguire per salvaguardare i nostri boschi e sensibilizzare turisti e cittadini. Le regole sono poche e basilari, l'invito è a non gettare mozziconi di sigaretta ancora accesi, non accendere fuochi nei boschi e al di fuori delle aree attrezzate, non abbandonare le braci accese. Fare attenzione a non parcheggiare l'auto con il motore caldo sul ciglio della strada, a contatto con l'erba secca e a non bruciare residui vegetali e sterpaglie in presenza di vento e con la vegetazione secca. Altra cosa molto importante non abbandonare rifiuti nei boschi e nelle discariche abusive, carte e plastica materiali facilmente infiammabili. I volontari dell' antincendio boschivo e di protezione civile hanno già attuato una politica di pattugliamento e monitoraggio del territorio ai fini di prevenzione. Come sempre sarà però fondamentale la pronta segnalazione di ogni piccolo principio d'incendio al numero verde della Regione Liguria 800-807047 , il 1515 del Corpo Forestale dello Stato o al 115 dei Vigili del Fuoco, Argomento: NORD Pag. 10 Data: 06-07-2010 Corriere delle Alpi Estratto da pagina: 2 tetti sfondati e case allagate - Provincia Due giorni di forte maltempo, flagellati Losego e il Castionese A Castion molti hanno passato il pomeriggio con il secchio in mano per togliere l'acqua dalle cantine e dai garage BELLUNO. Un copione che si ripete. Dopo la forte grandinata che domenica ha devastato l'abitato di Losego a Ponte nelle Alpi, ieri pomeriggio è toccato a Castion. Modolo, Pedecastello, San Cipriano e Faverga le zone più martoriate. Allagamenti, tetti scoperchiati, alberi sulle linee elettriche, sui fili del telefono e sulla sede stradale: almeno una trentina gli interventi dei vigili del fuoco. Dalle 15.30 i pompieri non hanno mai smesso di lavorare. Sul posto anche il sindaco di Belluno, Antonio Prade, con il comandante della Polizia locale, Gustavo dalla Ca'. Nel giro di pochissimi minuti si è rovesciata sulla città una quantità spaventosa di pioggia, mista a grandine. Danni anche in piazza dei Martiri: mentre i baristi ritiravano velocemente i tendoni, si sono rovesciate fioriere e si è rotta una vetrina. A Castion in molti hanno passato il pomeriggio con il secchio in mano per cercare di togliere l'acqua dalle cantine e dalle autorimesse sotterranee. E per un attimo qualcuno ha rivissuto l'incubo dell'alluvione del '66. «Sembrava una tromba d'aria» ha riferito la proprietaria dell'agriturismo Sant'Anna «c'erano grandine, forte pioggia e il vento che ha divelto molti alberi. Si sono danneggiati i fili del telefono e alcune case sono rimaste isolate. Nei campi il raccolto è rovinato, era tutto buttato a terra. C'era acqua che entrava un po' dappertutto. Sono venuti i pompieri c'era la strada di Pedecastello interrotta in due parti per degli alberi caduti». «Anche il nostro ristorante è stato allagato» ha spiegato la cameriera della pizzeria “Al Terzo Millennio” di via Nongole «per fortuna poi ha smesso e siamo riuscitti a buttare fuori l'acqua, per asciugare abbiamo gettato a terra tovaglie e strofinacci. E' durato una ventina di minuti, è successo tutto in modo repentino, non abbiamo fatto in tempo a prepararci». Nel frattempo sono continuati anche ieri, per tutta la giornata, gli interventi per i danni causati dalla forte grandinata che, domenica fra le 18.30 e le 19.30, ha investito l'alta Val Belluna, l'Alpago, ma soprattutto la dorsale che scende dal Nevegal verso Ponte nelle Alpi. Massiccio spiegamento di forze a Losego che conta poco più di 300 abitanti e che ha avuto una settantina di abitazioni colpite. Nella piccola frazione sono caduti chicchi di grandine del diametro anche di 5-6 centimetri, con effetti disastrosi su edifici, colture e autovetture parcheggiate all'aperto. Nel piazzale della cooperativa i vigili del fuoco hanno installato una postazione mobile dove la gente si è potuta rivolgere per chiedere interventi. Sul posto anche le squadre del Soccorso alpino, 25 volontari della Protezione civile di Ponte nelle Alpi, Soverzene, Alpago e Belluno. E' rimasto lì, tutta la notte, il sindaco di Ponte nelle Alpi, Roger De Menech. «Quando sono arrivato con gli operai» ha raccontato «in certi punti c'era un metro di grandine». La violenta tempesta ha fatto crollare le temperature di quasi 15 gradi nel giro di poche ore. Dai dati, forniti ieri dall'Arpav, a Belluno-aeroporto, ma anche nelle altre zone colpite dai temporali, si è passati dai 32 gradi e mezzo delle 16.45 ai 17 gradi e 8 delle 19.25. © RIPRODUZIONE RISERVATA Argomento: NORD Pag. 11 Data: 06-07-2010 Il Corriere di Como In arrivo l'ondata di afa. Temperature verso i 35 C In arrivo l'ondata di afa. Temperature verso i 35 °C Domenica 04 Luglio 2010 L'appello dei medici ospedalieri: bevete molto e non uscite nelle ore più calde L'emergenza caldo, nella vicina Svizzera, è già scattata. E ovviamente anche Como deve prepararsi ad affrontarla, con temperature che oggi rischiano di sfiorare i 35 gradi. Fin da ieri la cartina che segnala i pericoli sul sito Internet di Meteosvizzera ospitava un Ticino meridionale colorato di giallo. Guardando la legenda, è subito chiaro che si tratta di “pericolo marcato” (livello 3 sui 5 possibili) causato dalla canicola prevista nei prossimi giorni. Il meteorologo elvetico Paolo Ambrosetti aiuta a fare chiarezza. «Da oggi (ieri, ndr) a domani ci sarà un aumento dello stress termico». In altre parole, «le temperature dovrebbero alzarsi ancora di uno o due gradi, mentre la concentrazione di umidità dovrebbe rimanere la stessa». La combinazione di questi due fattori farà sì che tra ieri notte e oggi possa essere «oltrepassata una soglia di avviso, che è un indice di calore che tiene conto sia della temperatura che dell'umidità. La soglia scatta quando si superano i 32 gradi centigradi e l'umidità è attorno al 50% e queste condizioni si mantengono per almeno tre giorni». Secondo gli esperti di Meteosvizzera, sono cinque giorni di fuoco quelli che attendono i comaschi. «Tuttavia da giovedì potrebbero svilupparsi alcuni temporali - prosegue Ambrosetti - che porteranno un po' di refrigerio». Tenuto conto che ieri a Como, al di là del temporale serale, le temperature massime hanno oltrepassato i 33 gradi, mentre le minime non sono scese sotto i 21 gradi, oggi in riva al Lario i termometri, con gli aumenti previsti dagli esperti, rischiano di sfiorare i 35 °C. Al di là del confine sono già scattate le misure preventive messe in atto dalle autorità. «Naturalmente ci si rivolge alle persone particolarmente sensibili a queste situazioni di stress termico - spiega il meteorologo - e si consiglia di arieggiare la casa al mattino, di non esporsi al sole e soprattutto di bere a sufficienza». Naturalmente, pure a Como le strutture sanitarie si stanno preparando ad affrontare l'emergenza. Anche perché già da oggi le vicine Milano e Brescia rientrano nel “livello 3” (il più elevato) della scala delle ondate di calore della Protezione Civile, con temperature percepite che raggiungeranno oggi i 38 °C e domani i 37 °C. L'Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente (Arpa) assegna alla provincia di Como, fino al prossimo 5 luglio, un “disagio moderato” (livello 3 su una scala di 5). In genere, gli ospedali non prevedono protocolli o misure particolari, ma tutti si dicono pronti ad accogliere quei pazienti che, a causa della canicola, avranno bisogno di assistenza. Non mancano, ovviamente, le raccomandazioni, sempre valide in periodi di grande afa come questo. Dal pronto soccorso del Sant'Anna consigliano di bere molto, almeno un litro e mezzo d'acqua al giorno (ma sarebbe meglio arrivare anche a due litri), di mangiare frutta e di non uscire di casa nelle ore più calde della giornata, quando il sole a picco potrebbe causare notevoli problemi. Gli anziani devono prestare particolare attenzione perché, sentendo meno lo stimolo della sete, sono maggiormente a rischio di disidratazione. Federico Trombetta Nella foto: LIDI AFFOLLATI I lidi sul Lago di Como sono stati presi d'assalto dai turisti e dagli stessi comaschi che hanno scelto la tintarella e un po' di refrigerio con docce e bagni per trascorrere all'aperto le ore più calde e assolate della giornata (fotoservizio Sergio Baricci) Argomento: NORD Pag. 12 Data: 06-07-2010 La Gazzetta di Mantova Estratto da pagina: 3 portavo regali a tutti, politici e preti - rocco ferrante - Attualità «Portavo regali a tutti, politici e preti» Negli interrogatori di Zampolini nuove accuse a Lunardi e Scajola «Con Anemone erano in confidenza si davano del tu» ROCCO FERRANTE PERUGIA. Scajola e Anemone? «Erano in confidenza», «si davano del tu ed avevano un rapporto diretto». E il costruttore romano «era dipendente da Angelo Balducci, di fatto faceva ogni cosa che quello gli chiedesse, questo rapporto gli garantiva il mantenimento della posizione di preminenza nell'aggiudicazione degli appalti pubblici». Il verbale dell'interrogatorio dell'architetto Angelo Zampolini, accusato dai pm di Perugia che indagano sugli appalti dei Grandi eventi di aver riciclato denaro dell'imprenditore romano, è stato depositato al tribunale dei ministri di Perugia tra gli atti della richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti dell'ex ministro Pietro Lunardi. Il 18 maggio scorso l'architetto ha parlato anche del capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, dell'ex generale della Guardia di Finanza Francesco Pittorru e del leader dell'Idv Antonio Di Pietro. «Tutti coloro che conoscevano Anemone hanno ricevuto qualche regalo da lui, era cosa notoria», ha spiegato Zampolini. «Recapitavo regali per tutti, attori, registi, politici, preti. Anemone conosceva tutti, aveva conoscenze anche in Vaticano, tra i tanti monsignori anche Camaldo, il cui nipote lavorava presso Anemone». Poi c'è Di Pietro: «Ricordo che Angelo (Balducci, ndr) - prosegue Zampolini - mi raccontava che il ministro era un tipo piuttosto irruento e impetuoso, e che chiedeva a Balducci di avere un'entratura in Vaticano. Affermava di non condividere il suo stile, non lo presentò in Vaticano come da lui richiesto». Quanto all' ex ministro alle Infrastrutture Pietro Lunardi, secondo la dettagliata documentazione prodotta dai Pm Alessia Tavernesi e Sergio Sottani, l'acquisto della palazzina di via dei Prefetti da Propaganda Fide è avvenuto per «l'intervento risolutivo di Angelo Balducci e tramite l'Immobiliare San Marco srl, di cui era amministratore legale il figlio Giuseppe Lunardi». Dagli atti emerge che il costo fu di tre milioni di euro, pagati in parte con un mutuo, contro i sette del valore reale. In cambio Lunardi, la cui posizione appare sempre più compromessa, avrebbe consentito a Propaganda Fide di accedere a un finanziamento erogato dalla Arcus di due milioni e mezzo di euro «in difetto dei presupposti» per la realizzazione di un museo a Piazza di Spagna. © RIPRODUZIONE RISERVATA Argomento: NORD Pag. 13 Data: 05-07-2010 Il Gazzettino Il Papa in Abruzzo Vi sono vicino PONTEFICE Benedetto XVI a Sulmona, in preghiera davanti alle reliquie di Celestino V Franca Giansoldati Il Papa in Abruzzo «Vi sono vicino» La giornata di Benedetto XVI si conclude con l'abbraccio a sei detenuti del "carcere dei suicidi" incontrati in Curia Lunedì 5 Luglio 2010, Papa Ratzinger, davanti alle reliquie del santo eremita, invita i cristiani a rispolverare le regole di Celestino V. Imparare nel silenzio ad ascoltare Dio, esser solidali con chi non ha più casa o lavoro, testimoniare il Vangelo attraverso una vita «semplice e sobria», proteggere la natura da chi la sta distruggendo. E' da Sulmona, alle pendici della Maiella, il massiccio in cui si rifugiò Pietro da Morrone, che Benedetto XVI declina (ed attualizza) gli insegnamenti di questo santo d'epoca medievale, suo predecessore, passato alla storia per avere rifiutato il papato. Solidarietà, ascolto, coerenza cristiana sono i concetti che legano i vari momenti della giornata. Per la terza volta in terra abruzzese, stavolta in occasione dell'ottavo centenario della nascita di Celestino V, Papa Ratzinger manifesta subito vicinanza a chi non ha lavoro. Gli effetti del terremoto, uniti a quelli della crisi si sono fatti sentire pesantemente. Il tasso di disoccupazione ha toccato il 30 per cento e sempre più famiglie bussano alla porta delle parrocchie. I problemi sono tanti ma non gli impediscono affatto di ammirare il contesto naturale unico al mondo in cui si trova. E chiedere, esattamente come fece anche nel 2006, dal santuario di Manoppello, di proteggere l'ambiente: «Vi incoraggio in questo sforzo esortando tutti a sentirsi responsabili del proprio futuro, come pure di quello degli altri». Sa che l'episcopato abruzzese e quello molisano si sono coalizzati per portare avanti una battaglia contro la nascita di un Centro Oli, uno stabilimento piuttosto importante che dovrebbe sorgere vicino a Chieti. Ovviamente la Chiesa teme possibili disastri ambientali. Il vescovo di Sulmona, Angelo Spina, poco prima dell'inizio della celebrazione eucaristica nella piazza centrale, denuncia che si tratta di un «impianto ecologicamente non compatibile col territorio». La preoccupazione è corale: evitare i disastri che provocherebbe una eventuale fuoriscita di greggio. Papa Ratzinger, ambientalista convinto, mostra di condividere appieno i timori. «Le mirabili opere di Dio» vanno custodite per le future generazioni sia frenando progetti potenzialmente dannosi, sia adottando una mentalità meno consumista. «Anche noi che viviamo in una epoca di maggiori comodità e possibilità, siamo chiamati ad apprezzare uno stile di vita sobrio, per conservare più liberi la mente e il cuore e per poter condividere i beni con i fratelli». Nell'omelia così come nell'incontro coi giovani risalta l'attualità dell'insegnamento di Pietro Celestino, abate amato dalle folle perché cristiano credibile. Egli concepiva il sacerdozio come servizio e non come uno strumento di potere. Papa Ratzinger facendo implicito riferimento agli scandali di questi ultimi tempi, sferza i sacerdoti: «Desidero esortarvi a farvi testimoni chiari e credibili della buona notizia della riconciliazione con Dio, aiutando l'uomo d'oggi a recuperare il senso del peccato». Rivolgendosi ai giovani, invece, il Papa incoraggia ad approfondire il proprio rapporto con Dio, riflettendo sui grandi interrogativi dell'esistenza: «chi sono, da dove vengo, perché vivo e per chi vivo?», anche se troppo spesso «abbiamo paura di fare silenzio fuori e dentro di noi». La giornata si conclude con l'abbraccio in curia a sei detenuti del carcere dei suicidi, un rumeno, due siciliani, due milanesi e un napoletano. «Storie tristi alle spalle, in carcere per reati poco importanti, ma tutti hanno ritrovato la fede» racconta il cappellano padre Messori. Il saluto è stato veloce, appena otto minuti, ma pare molto intenso. «Avrei voluto incontrarvi assieme a tutti gli altri detenuti. Vi faccio i miei auguri: che possiate trovare la vostra via e dare alla società secondo le vostre capacità e i doni che Dio vi ha dato». © riproduzione riservata Argomento: NORD Pag. 14 Data: 05-07-2010 Il Gazzettino VENEZIA - Il bollettino della Protezione civile aveva avvisato: un sistema frontale in avvicin... Lunedì 5 Luglio 2010, VENEZIA - Il bollettino della Protezione civile aveva avvisato: «un sistema frontale in avvicinamento al settore alpino italiano determinerà condizioni di spiccata instabilità sulle regioni nord-orientali». Risultato: temporali, di forte intensità, ieri pomeriggio si sono scatenati in Friuli e in Veneto, provocando allagamenti, scoperchiando case, sradicando alberi e pali della luce. Mattina e pomeriggio, ieri, sono stati assolati, con con temperature fino ai 34 gradi. Poi, in serata, l'inversione di tendenza. Le nubi sono comparse su ampie zone delle due regioni, con temporali sparsi. In Friuli le forti raffiche di vento hanno divelto alberi nelle zone di Mortegliano, San Daniele e Maniago, causando danni a Fontanafredda, Porcia e alla periferia di Pordenone. Nel bellunese il temporale si è trasformato in una tromba d'aria che ha scoperchiato alcune case a Ponte delle Alpi. Grandine e pioggia hanno tormentato Longarone e Belluno, nel trevigiano si sono registrati allagamenti un po' ovuqnue, coi Vigli del fuoco impegnati su più fronti, compreso un incendio forse provocato da un fulmine. Allagamenti anche Mestre e periferia, con alberi e pali della luce caduti, strada sott'acqua e Heineken Jammin' Festival bloccato durante l'esibizione dei "30 Seconds to Mars". La tempesta che ha colpito ancora il festival rock, due anni fa sospeso a causa di una tromba d'aria, ha provocato però una trentina di feriti. Argomento: NORD Pag. 15 Data: 05-07-2010 Il Gazzettino (Rovigo) Unanimità per il Catasto incendi ROSOLINA Lunedì 5 Luglio 2010, Il consiglio comunale di Rosolina, su illustrazione dell'argomento da parte del sindaco Luciano Mengoli, ha approvato all'unanimità la formazione del Catasto delle eree oggetto di incendio, ed imposizione di vincoli, ai sensi articolo10 della Legge. 353/ 2000. Non è stato necesario in verità un amplissimo dibattito sulla tematica, per raggiungere l'unanimità dei consensi, forse anche perchè era ancora ben vivo il ricordo dell'incendio subito lo scorso anno in piena stagione turistica, nella zona di Porto Caleri, posta nell'estremo sud della boscata penisola di Rosolina Mare, in un sito particolarmente ricco di vegetazione, tra cui i resinosi pini domestici e marittimi, zona però per fortuna non popolata. Il ricordo di quei dificili momenti, che alcuni amministratori ed il sindaco Luciano Mengoli avevano vissuto in prima persona, partecipando alle operazioni, è stato ricordato in aula consiliare. L'evento calamitoso, aveva portato alla distruzione di 6mila metri quadri circa , danno limitato grazie ad una somma di varie concause favorevoli, tra cui; la presenza a Rosolina Mare di una stazione temporanea estiva dei Vigili del Fuoco perfettamente equipaggiata, poi la presenza del Corpo Forestale dello Stato, insediato d'estate nella caserma di Porto Caleri; inoltre la Protezione Civile sia locale, che le strutture ivi accorse, compresi gli altri Corpi dello Stato, e non dimenticando la preziosa opera di coordinamento svolta dal Comando Polizia Locale di Rosolina. Il sindaco poi, ricordava che la Legge già prevedeva la formazione del Catasto delle aree oggetto di incendio, cui si aggiungeva, ha ricordato, l'imposizione del vincolo ai sensi dell'art 10 della Legge 353/2000. Interveniva pure il consigliere Ermenegildo Ghezzo, il quale affrontava le problematiche del vincolo. Poi la votazione, unanime. Enrico Mancin Argomento: NORD Pag. 16 Data: 05-07-2010 Il Gazzettino (Udine) Protezione civile, esercitazione con emergenza "vera" LA CURIOSITÀ Conclusione con fuori programma per il 5. "Meeting" svoltosi nel Medio Friuli Lunedì 5 Luglio 2010, Doveva essere un'esercitazione con emergenze simulate e invece l'emergenza c'è stata davvero. Ha avuto un epilogo inquietante il 5. Meeting della Protezione civile svoltosi in diversi comuni del Medio Friuli e con base operativa a Mereto di Tomba. Ieri mattina infatti un volontario del gruppo di Flaibano, Alido Del Degan, aveva effettuato la ricerca di una persona persasi nell'alveo del Tagliamento fra Dignano e Bonzicco. Le operazioni, come spiega il sindaco Stefano Fabbro, si erano praticamente concluse. Tutte le persone da cercare erano state trovate anche con l'ausilio di unità cinofile. «Ad un certo punto - spiega il primo cittadino - Del Degan è rimasto distanziato dai suoi compagni. Mancava all'appello e allora ci siamo subito attivati: un'ottantina di persone, mentre la centrale di Palmanova aveva già allertato l'elicottero». I volontari si sono divisi e dopo una ventina di minuti Del Degan è stato ritrovato. «Ci eravamo preoccupati - dice ancora il sindaco - perché sabato un volontario si era sentito male a causa del caldo. Temevamo che anche Del Degan avesse accusato un malore. Ma lui fortunatamente stava bene e si trovava sulla linea del metanodotto». La giornata si è conclusa bene, dopo due giorni di meeting coordinati da Roberto Micelli. I volontari hanno rinforzato argini di fiumi, spento incendi, disboscato in zone impervie ed effettuato quattro ricerche di persone scomparse (in questo caso di è trattato di simulazioni). Le zone coinvolte sono state Maiano, Sant'Andrat di Talmassons, Bertiolo, Mereto di Tomba, Dignano, Flaibano. Argomento: NORD Pag. 17 Data: 05-07-2010 Il Gazzettino (Venezia) Festa sicura anche grazie ai volontari Festa sicura anche grazie ai volontari Lunedì 5 Luglio 2010, Il vicesindaco ha fatto i complimenti ai volontari della Protezione Civile e della Croce Rossa: «A tutti i volontari che, assieme alla Polizia Municipale e a tutte le forze dell'ordine sono impegnati in questi giorni all'Heineken Jammin' Festival, giunga il mio personale ringraziamento, unito a quello del sindaco, in questi giorni fuori città, e di tutta l'Amministrazione comunale». Il vicesindaco ha ricordato che sono circa 200 i volontari comunali di Protezione civile al Parco di San Giuliano che, in supporto alla Polizia municipale, presidiano le principali vie di accesso al Parco, monitorano i flussi nel percorso stazione ferroviaria/San Giuliano, e naturalmente sono disponibili, con i loro mezzi, per eventuali emergenze. Poi ci sono i volontari della Croce Rossa, che mandano avanti l'ospedale diffuso allestito dentro al Parco: oltre a medici e infermieri, ci sono circa 80 volontari ogni giorno: il 3 luglio hanno effettuato 117 interventi per colpi di calore, scottature, vesciche, disidratazione, una frattura al malleolo e una pallonata in faccia. Ieri altra settantina di interventi per colpi di calore e scottature. Argomento: NORD Pag. 18 Data: 05-07-2010 Il Gazzettino (Venezia) Tutti in spiaggia o nelle immediate vicinanze di un condizionatore d'aria: nella giornata di allerta... Lunedì 5 Luglio 2010, Tutti in spiaggia o nelle immediate vicinanze di un condizionatore d'aria: nella giornata di allerta di grado 3 per il caldo, Venezia si è svuotata, con l'eccezione delle aree di Rialto e Piazza San Marco, dove i turisti, all'apparenza incuranti del sole implacabile che ha arroventato i "masegni" del selciato, hanno affollato calli e negozi. Si è trattato comunque di un'eccezione in un'atmosfera che in tutto il Veneto ha ricordato da vicino il ferragosto, con centri storici deserti, poche auto in strada e migliaia di bagnanti alla ricerca di refrigerio in riva al mare. Per accaparrarsi un posto sulla battigia c'è chi si è svegliato all'alba o ha sopportato code anche di qualche chilometro lungo le principali "strade del mare", in particolare quella che conduce a Jesolo. Chi poteva, tra i veneziani, si è rifugiato in barca affollando la secca del Bacàn con centinaia di imbarcazioni di tutte le taglie. La prima prova generale del grande esodo d'agosto è comunque trascorsa senza incidenti di rilievo. Sorvegliato speciale è stato il pubblico rock della seconda giornata dell'Heineken Jammin'Festival, in corso nel Parco San Giuliano di Mestre, parte del quale ha trovato ospitalità per la notte nel campeggio per 4000 persone allestito per l'occasione. Ad assistere i partecipanti all'evento vi sono 200 volontari comunali della Protezione Civile e 400 uomini della Croce Rossa, che nel week end hanno effettuato 117 interventi, legati soprattutto a malori provocati dal grande caldo. In serata è arrivato, con qualche ora di anticipo rispetto alle previsioni meteo, un forte temporale, che ha portato acquazzoni in tutta la provincia e anche un po' di refrigerio dalle temperature africane che affliggevano tutto il Nord Italia da giorni. La Capitaneria di porto, alle 20.40 ha dovuto chiudere il porto commerciale, a causa di raffiche di vento anche di 90 nodi a Marghera. Ad una velocità simile, molti hanno pensato ad una tromba d'aria. Argomento: NORD Pag. 19 Data: 05-07-2010 Il Giornale della Protezione Civile.it Allerta caldo, livello 2 e 3 in diverse città italiane In arrivo un nucleo di aria fresca che comporterà un lieve calo delle temperature, ma l'alta pressione africana tornerà dalla seconda parte della settimana Articoli correlati Venerdi 11 Giugno 2010 Ondate di calore, attivo il Sistema Nazionale di Sorveglianza, previsione e allarme tutti gli articoli » Lunedi 5 Luglio 2010 - Attualità Le alte temperature e l'elevato livello di umidità continuano a comportare diversi disagi in molte città italiane, soprattutto nel Nord Italia. Secondo quanto riportato dal Dipartimento della Protezione Civile, sulla base del monitoraggio eseguito dal Sistema Nazionale di Sorveglianza per la previsione e prevenzione degli effetti delle ondate di calore, anche per la giornata di oggi è previsto un livello di allerta 3, cioè rischio di ondate di calore, in 8 città (Bolzano, Brescia, Milano, Perugia, Roma, Torino, Trieste e Venezia) e un livello di allerta 2 in altre 5 città (Firenze, Frosinone, Genova, Rieti e Verona). La Protezione Civile è pronta ad intervenire a sostegno della popolazione a rischio: a Roma ad esempio, dalle 11 alle 16 di oggi, nelle stazioni della metropolitana (Termini, Anagnina e Tiburtina) e nei pressi dei Musei Vaticani, verranno distribuite 60 mila bottigliette d'acqua. Inoltre, sono state allertate tre associazioni di volontariato dotate di ambulanza pronte ad intervenire in caso di urgenza; il piano anti-caldo resterà attivo nella capitale fino a quando l'ondata di calore non sarà passata. Situazione decisamente diversa in Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Veneto, per le quali l'allerta meteo è per temporali e raffiche di vento. Gran parte del Veneto è stata interessata già da ieri sera da violenti temporali: pioggia e vento si sono abbattute in particolare sulle province di Venezia e Treviso, comportando un certo rallentamento della circolazione su molte strade. I Vigili del fuoco sono dovuti intervenire per allagamenti e caduta di alberi. Un nucleo di aria fresca toccherà infatti oggi il nostro Paese, portando qualche acquazzone sul versante adriatico e comportando un lieve calo delle temperature. Ma già nella seconda parte della settimana, l'alta pressione africana tornerà a occupare l'Italia, causando nuovamente caldo intenso e afa su tutto il Paese, almeno fino a metà mese. (red - eb) Argomento: NORD Pag. 20 Data: 05-07-2010 Il Giornale della Protezione Civile.it Incendi in Puglia, l'assessore Amati chiede di unire le forze L'appello di Amati rivolto ai mezzi di comunicazione "affinché stringano una convenzione morale con il sistema di Protezione Civile regionale pugliese per generare vergogna in chi appicca un incendio" Articoli correlati Lunedi 28 Giugno 2010 "Non scherzate col fuoco 2010", weekend di informazione e prevenzione sugli incendi boschivi tutti gli articoli » Lunedi 5 Luglio 2010 - Dal territorio In occasione della presentazione dell'ottava edizione di "Non scherzate col fuoco 2010", la campagna nazionale di Legambiente e Dipartimento della Protezione Civile patrocinata dal Corpo Forestale dello Stato, che quest'anno si è svolta a Bari il 3 e 4 luglio, l'assossore regionale alla Protezione Civile Fabiano Amati ha dichiarato con in Puglia si è costretti ad intervenire "almeno su un incendio al giorno, che si verifica per mano di incendiari sempre più specializzati". Amati ha anche aggiunto che la maggior parte dei roghi sono di natura dolosa, e che anche se "il numero di incendi diminuisce, i danni provocati sono sempre più ingenti". "Non scherzate col fuoco 2010" ha rappresentano l'occasione per tenere alta l'attenzione sull'immenso patrimonio forestale del nostro Paese, che ogni estate viene messo a dura prova dal grande numero di incendi che si verificano. Amati ha colto l'occasione "per fare un appello ai mezzi di comunicazione di massa affinché stringano una convenzione morale con il sistema di Protezione Civile regionale pugliese per generare vergogna in chi appicca un incendio"; inoltre, Amati ha chiesto "ai volontari, che svolgono una missione quotidiana ammirevole, di collaborare con gli investigatori e l'autorità giudiziaria; di farsi volontari di denuncia per tenere in ozio i Vigili del fuoco, il Corpo forestale dello Stato e le Forze dell'ordine". Amati visiterà inoltre questa mattina la sede di Protezione Civile della Provincia di Brindisi, l'unica sala operativa provinciale di Protezione civile esistente sul territorio regionale, inaugurata nel giugno del 2008. (red - eb) Argomento: NORD Pag. 21 Data: 05-07-2010 Il Giornale della Protezione Civile.it Scosse sismiche in provincia dell'Aquila, nel Mar Ligure e nel Golfo di Taranto Le scosse, registrate dall'INGV, si sono verificate nella giornata di ieri Lunedi 5 Luglio 2010 - Dal territorio Diverse scosse sismiche sono state registrate nella giornata di ieri, domenica 4 luglio, dall'INGV - Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. La prima si è verificata alle 13:38 nel distretto sismico Velino Sirente, in provincia dell'Aquila. La scossa, di magnitudo 3.6, è stata avvertita dalla popolazione, ma non risultano danni a persone o cose. L'epicentro, ad una profondità di 7,5 chilometri, è situato nei pressi di Ovindoli, Massa d'Albe e Magliano de' Marci. Un altro evento sismico, di magnitudo 3.6, si è verificato in mare, ad una profondità di circa 13 chilometri, in provincia di Imperia, alle 18:34. Secondo quanto riportato dal Dipartimento della Protezione Civile, l'evento è stato avvertito dalla popolazione nei comuni di Imperia, Diano Marina e Cervo, e anche in questo caso non risultano danni a persone o cose. Infine, due scosse sono state registrate anche nel Golfo di Taranto. La prima, di magnitudo 2.3, è stata registrata alle 20:22 di ieri, a circa 10 chilometri di profondità. Questa prima scossa è stata seguita da un'altra, quasi un'ora dopo, di magnitudo 2.2, ad una profondità di 67 chilometri. (red - eb) Argomento: NORD Pag. 22 Data: 05-07-2010 Il Giornale della Protezione Civile.it Incidenti in montagna: tragico fine settimana in Alto Adige, in Francia e in Piemonte 2 morti ed un quindicenne in coma farmacologico Lunedi 5 Luglio 2010 - Dal territorio E' di due morti, purtroppo, il bilancio degli incidenti in montagna registrati nel corso del fine settimana: una vittima sul versante francese delle Levanne, al confine col Piemonte, e un' altra in Alto Adige. La tragica giornata di incidenti in montagna ha visto anche finire in gravi condizioni un giovane alpinista caduto sul Monviso e ora ricoverato al Cto di Torino in coma farmacologico. Nel primo incidente, ieri mattina, il torinese Gianluca Spaghetto, 39 anni, di Rivoli, è morto precipitando nel vuoto per decine di metri, dopo avere perso l'equilibrio mentre si trovava nel parco nazionale della Vanoise, in località Bonneville, sul versante francese delle Levanne, gruppo montuoso delle Alpi Graie sul confine tra Italia e Francia, a circa 3.500 metri d'altitudine. L'uomo partecipava ad una gita del Cai di Coazze (Torino), e ha perso l'equilibrio scivolando dalla cresta, probabilmente a causa dello spostamento di una pietra. L'uomo non aveva grande esperienza di montagna, ma era iscritto da un paio d'anni alla sezione di Rivoli del Cai e si era aggregato ad una escursione organizzata; è stato purtroppo vano l'intervento del soccorso alpino francese. Il secondo incidente si è verificato in Alto Adige, sulla ferrata del Santner, a 2.700 metri di quota sul Catinaccio, dove nel pomeriggio un alpinista ha perso un appiglio, precipitando contro una roccia. A nulla purtroppo è valso l'intervento di un elicottero della protezione civile. La causa dell'incidente potrebbe essere stata la presenza di tracce di neve tardiva ancora presenti su una parte del percorso. Sulla stessa ferrata lunedì scorso era morto un altro alpinista, un tedesco che, privo delle dotazioni di sicurezza, era precipitato per un centinaio di metri. Il terzo incidente ha coinvolto tre giovani della scuola di alpinismo di Orbassano, in provincia di Torino, sul massiccio del Monviso, in Piemonte: durante la salita in gruppo, i tre sono scivolati lungo un canalone innevato, in un punto molto ripido. Due ragazzi hanno riportato solo qualche livido e molto spavento, mentre il quindicenne Gabriele purtroppo ha subito un forte trauma cranico ed è ora ricoverato a Torino tenuto in coma farmacologico dai medici. Il gruppo era partito dal Rifugio Giacoletti, a 2700 metri, diretto a Punta Udine, nella cresta Nord del Gruppo del Monviso, sulla linea di confine tra Francia e Italia, a 3 mila metri di altezza, quando i tre ragazzini sono scivolati in un canalone mentre percorrevano Valle Po. Gli altri due, un maschio e una femmina, sono stati ricoverati al Santa Croce di Cuneo. La ragazza ha riportato un trauma facciale. Soltanto qualche ematoma per l'altro giovane alpinista. (red.J.G.) Argomento: NORD Pag. 23 Data: 05-07-2010 Il Giornale della Protezione Civile.it Incendi boschivi, diversi interventi della flotta aerea dello Stato Canadair e Fire Boss hanno operato per spegnere sei incendi che si sono sviluppati in diverse regioni italiane Lunedi 5 Luglio 2010 - Dal territorio L'innesco e il propagarsi degli incendi boschivi sono favoriti dalle condizioni meteorologiche di questi giorni, caratterizzate da alte temperature e assenza di precipitazioni. Solo nella giornata di ieri, la Flotta aerea dello Stato è dovuta intervenire per spegnere sei incendi che sono divampati sul territorio italiano: Canadair e Fire Boss del Dipartimento della Protezione Civile hanno operato su una serie di roghi che si sono sviluppati in Sicilia, Calabria e Abruzzo. Per quanto riguarda la Sicilia, gli incendi si sono sviluppati in provincia di Siracusa, in una zona vicina ad alcune abitazioni a Melilli, e in provincia di Messina, nei boschi di Mongiurfi Melia, dove il fuoco si è esteso per un fronte di 600 metri, mettendo a rischio 60 ettari di terreno. In Calabria, sono andati a fuoco un bosco di San Luca e un'area di arbusti e macchia nel Comune di Locri, comportando l'intervento di tre Canadair. Un vasto rogo si è sviluppato anche in provincia di Latina, nel Comune di Sermoneta, dove due Canadair hanno operato in supporto alle squadre a terra su un bosco dove le fiamme si sono estese per un fronte di 600 metri. Infine, un incendio si è sviluppato anche in Abruzzo, in un bosco nel Comune di Dogliola in provincia di Chieti, sul quale sono intervenuti un elicottero S64 e due Fire Boss. Tutti gli incendi sono stati messi sotto controllo e spenti nel corso della giornata. La Protezione Civile ricorda che nella lotta agli incendi boschivi tutti possiamo dare un contributo, segnalando eventuali avvistamenti di incendi ai numeri d'emergenza 1515 o 115 e rispettando l'ambiente evitando comportamenti che possono innescare o favorire la propagazione delle fiamme. (red - eb) Argomento: NORD Pag. 24 Data: 05-07-2010 Il Giornale della Protezione Civile.it Protocollo d'intesa tra Provincia di Perugia e CRI Il protocollo definisce le attività comuni in materia di protezione civile Lunedi 5 Luglio 2010 - Dal territorio Sarà firmato domani, alle 11:30, il Protocollo d'intesa tra la Provincia di Perugia e la Croce Rossa Italiana che, in materia di protezione civile, definiscono attività comuni finalizzate a favorire la diffusione della cultura della protezione civile, oltre ad attività di carattere formativo, operativo, tecnico e di ricerca utile ad assicurare interventi sempre più efficienti ed efficaci. Le attività comuni riguardano quattro filoni principali: cooperare per coadiuvare i Comuni nella predisposizione dei piani di protezione civile; organizzare percorsi formativi, promuovere iniziative congiunte finalizzate a studiare le criticità sociali e la conseguente risposta ai bisogni della popolazione in caso di emergenza e collaborare ad eventuali attività operative. Alla conferenza stampa parteciperanno l'assessore provinciale alla protezione civile Roberto Bertini, il Commissario regionale CRI Paolo Scura, il presidente provinciale CRI Franco Binaglia, il delegato provinciale CRI Matteo Fratini e l'ispettore provinciale CRI Alessandra Manzoni. (red) Argomento: NORD Pag. 25 Data: 05-07-2010 Il Giornale della Protezione Civile.it Esito positivo della verifica di sorveglianza al Sistema Qualità del Centro Funzionale d'Abruzzo Stati: "Questo conferma le qualità operative della nostra struttura" Lunedi 5 Luglio 2010 - Dal territorio Esito positivo per la verifica di sorveglianza del Sistema Qualità del Centro Funzionale d'Abruzzo, che fa parte del "Sistema di allertamento nazionale" che, nell'ambito della Rete dei Centri Funzionali, svolge le funzioni di accentramento di tutti i dati strumentali e di monitoraggio su scala regionale, oltre che di previsione di scenari di rischio meteo-idrogeologico, di rischio incendi, di rischio ambientale, di allertamento e di supporto decisionale al Sistema Regionale di Protezione Civile nelle diverse fasi di gestione dell'emergenza. Come dichiarato dall'assessore regionale alla Protezione Civile Daniela Stati, "la verifica effettuata da tecnici specializzati ha dato esito positivo. Il nostro Centro Funzionale ha confermato la certificazione di qualità ottenuta nello scorso anno dall'ente CSQ, quando fummo la prima regione italiana a sottoporre a certificazione le attività del proprio Centro Funzionale". Gli ispettori infatti, dopo aver verificato le attività svolte dal Centro Funzionale nel primo anno successivo all'ottenimento della Certificazione e aver controllato il rispetto della Norma ISO 9001:2008, hanno confermato la certificazione di qualità ottenuta il 27 febbraio dello scorso anno. Stati ha spiegato che "tutto questo conferma le qualità operative della nostra struttura. Infatti l'impegno per mantenere lo straordinario successo raggiunto l'anno passato è stato enorme dal momento che il personale del Centro Funzionale è stato coinvolto anche nelle attività inerenti la gestione dell'emergenza sisma presso la Direzione Comando e Controllo (DI.COMA.C), il COI di Giulianova, i COM, i campi di accoglienza, la Sala Operativa Regionale e la Struttura di Gestione dell'Emergenza (SGE)". Stati ha quindi rivolto "un plauso alla dedizione e l'impegno del personale". (red) Argomento: NORD Pag. 26 Data: 06-07-2010 Giornale di Brescia Maltempo sul Garda: smottamento a Limone e salvataggio in acqua Una cascata di fango e detriti si è riversata fino al parcheggio del residence La Limonaia . Barca in difficoltà a Edizione: 06/07/2010 testata: Giornale di Brescia sezione:la provincia Maltempo sul Garda: smottamento a Limone e salvataggio in acqua Una cascata di fango e detriti si è riversata fino al parcheggio del residence «La Limonaia». Barca in difficoltà a Desenzano «In dieci minuti è venuta giù la pioggia di una settimana». Il dipendente del residence «La Limonaia» non ne aveva mai vista cadere tanta in così poco tempo. È stato un rovescio improvviso e violento, quello che si è abbattuto su Limone nella notte tra domenica e lunedì, provocando una cascata di fango e detriti che dal versante montuoso alle spalle del paese, sotto la cresta di cima Mughera, è caduta a valle, incanalandosi nella valle di Nembra, per giungere fino al complesso turistico situato in via Sopino Alto, dove ha invaso il parcheggio, lambito le strutture ricettive ed ha proseguito fino a riversarsi sulla carreggiata della Statale Gardesana. Il disastro notturno Erano circa le una di notte quando sull'Alto Garda è scoppiato il finimondo. Tuoni e lampi da fortunale estivo, poi il violento acquazzone. La grande quantità di pioggia caduta ha rotto il delicato equilibrio idrogeologico della zona, più volte in passato teatro di smottamenti che si erano già riversati sulle strutture del residence «La Limonaia», situato 400 metri a nord del centro abitato, così come, poco più avanti salendo verso Riva, su quelle dell'Hotel Panorama, ai piedi del Vallone Reamol. L'altra notte il fiume di fango e detriti ha invaso il parcheggio del residence «La limonaia», complesso a tre stelle con 178 camere e 67 appartamenti per vacanze, sommergendo completamente alcune auto e danneggiandone in modo più lieve altre. Sono otto le vetture danneggiate, tutte appartenenti a turisti stranieri. Il panico di notte Si è vissuto anche qualche momento di panico, quando è circolata la voce, infondata, che in una delle auto sommerse dallo smottamento potesse trovarsi qualcuno. Fortunatamente non era così. Ben poco hanno potuto le barriere paramassi posizionate negli anni scorsi sul versante montuoso che sovrasta la struttura ricettiva. Le protezioni hanno tenuto, ma lo smottamento le ha scavalcate, come un fiume di fango in piena, ed ha raggiunto anche alcuni appartamenti occupati da villeggianti. «Niente di particolarmente preoccupante - dicono al residence - l'acqua si è infilata sotto le porte, ma gli ospiti non hanno corso alcun pericolo». Inevitabile, però, il loro trasferimento in altre unità ricettive del complesso. Anche alla luce delle prescrizioni dei Vigili del Fuoco, intervenuti da Riva del Garda e da Salò, è stato disposto, in via precauzionale, di evacuare otto camere e di trasferire una ventina di persone in appartamenti situati in un'area meno esposta al rischio idrogeologico. La caduta della grande massa di fango non ha risparmiato neppure la Gardesana. «Sulla strada - dice il sindaco Chicco Risatti - si sono riversati almeno 300 metri cubi di detriti». Anche in questo caso non si registrano feriti. La Statale è stata chiusa al traffico e riaperta solo all'alba con un senso unico alternato. Il transito è tornato alla normalità a metà mattina, concluse le operazioni di bonifica attuate dai vigili del fuoco. Sul posto sono interventi anche i volontari della Protezione Civile, gli agenti della Polizia locale e i Carabinieri di Limone. Quanto accaduto ripropone ovviamente la questione della delicata situazione idrogeologica dei monti che sovrastano la riviera gardesana. La Guardia Costiera Il violento temporale dell'altra notte ha causato qualche problema anche sul lago. Gli uomini della Guardia Costiera di stanza a Salò sono dovuti intervenire, insieme ai Vigili del Fuoco, per rispondere all'allarme lanciato da una barca a vela di 12 metri, con otto persone a bordo, colte di sorpresa dalla buriana mentre si trovavano ormeggiate nelle acque di Lonato, di fronte al Coco Beach, locale di tendenza della movida gardesana. Erano circa le una e trenta quando l'equipaggio della barca, composto da persone di età compresa tra i 25 e i 40 anni, ha lanciato l'allarme: il lago in burrasca impediva loro di raggiungere un approdo sicuro. Particolarmente impegnativo, proprio per il violento moto ondoso scatenato dal vento, l'intervento degli uomini della Capitaneria di Porto, che hanno recuperato dalla barca a vela 6 persone (in due hanno preferito restare a bordo per governare l'imbarcazione evitando che potesse subire danneggiamenti). I sei sono stati trasbordati sul mezzo della Guardia Argomento: NORD Pag. 27 Data: 06-07-2010 Giornale di Brescia Maltempo sul Garda: smottamento a Limone e salvataggio in acqua Una cascata di fango e detriti si è riversata fino al parcheggio del residence La Costiera e quindi condotti al portoLimonaia di Desenzano.. Barca in difficoltà a Simone Bottura Argomento: NORD Pag. 28 Data: 06-07-2010 Giornale di Brescia Mani gardesane sulle case di paglia Edizione: 06/07/2010 testata: Giornale di Brescia sezione:garda e valsabbia Mani gardesane sulle case di paglia Alcuni volontari di Lonato e Calvagese hanno lavorato a Pescomaggiore, nei pressi dell'Aquila, alla ricostruzione del piccolo borgo distrutto dal sisma. Si tratta di un progetto ecologico fortemente voluto dalla popolazione locale I volontari gardesani al lavoro a Pescomaggiore, in Abruzzo LONATOMani gardesane sulle case di paglia di Pescomaggiore. Mani, braccia e cuore di alcuni volontari di Lonato e Calvagese impegnati nel cantiere abruzzese del dopo terremoto. Intenti a collaborare alla realizzazione dell'Eco villaggio autocostruito, che punta ad edificare nel paese montano distrutto dal sisma un piccolo centro abitato. L'hanno definito un nucleo di case di paglia, perché la sua realizzazione avviene secondo criteri ecologici e, ovvio, antisismici, con il tamponamento delle pareti eseguito appunto con balle di paglia intonacate a calce. Del progetto e dell'esperienza dei volontari bresciani si è parlato, la settimana scorsa, alla libreria Book Stop di Brescia con la partecipazione anche di Mascia Cima, membro del Comitato di rinascita di Pescomaggiore. L'iniziativa verrà ripetuta anche a Milano. Eco villaggio autocostruito Eva è l'acronimo di Eco villaggio autocostruito. Il progetto nasce nel luglio del 2009 dall'iniziativa di alcuni cittadini riuniti nel Comitato di rinascita di Pescomaggiore, borgo montano situato a 1.000 metri d'altitudine. Fa parte del comprensorio dell'Aquila. Il paesino, già semispopolato prima del sisma, con una popolazione prevalentemente anziana, è stato distrutto dal terremoto: la chiesa è crollata, manca il parroco, le abitazioni sono inservibili, non ci sono botteghe aperte. I residenti non hanno bene accolto il progetto che prevedeva la realizzazione di nuove abitazioni ad una distanza di almeno 8 chilometri e 300 metri più a valle. Il loro desiderio era di rimanere dove avevano sempre vissuto. Così è nato il nuovo progetto. Il Comitato ha interpellato gli architetti Fabrizio Savini e Paolo Robazza dello studio Bag, che con l'aiuto dell'irlandese Caleb Murray, esperto in costruzioni con materiali riciclati, hanno realizzato il progetto dell'ecovillaggio. Prevede la costruzione di sette edifici di circa 55 metri quadri ciascuno, capaci di ospitare una ventina di abitanti. I lavori vengono realizzati da volontari, i materiali acquistati grazie alle donazioni. I costi sono assai ridotti,contenuti in circa 550 euro a metro quadrato. «Esperienza gratificante» Nel cantiere, fra fine maggio e giugno hanno lavorato per tre settimane alcuni volontari gardesani: l'arch. Claudia Comencini di Lonato, Alberto e Mariella Pelucco di Calvagese, lui elettricista che si è portato al seguito ed a sue spese anche un dipendente. «È stata un'esperienza interessante e gratificante - commenta Claudia Comencini, che ci tiene a precisare di non essere andata come architetto ma di aver svolto come gli altri lavori manuali -. L'iniziativa ha il sostegno della popolazione che conta solo tre bambini. Si somma al desiderio di rinascita del borgo con la cura degli orti, il recupero della vecchia scuola». Quanto al progetto la struttura portante delle case è in legno, la copertura in legno e pannelli, e tamponamenti in balle di paglia. Le pareti così composte vengono intonacate con tre strati di intonaco a calce ottenendo un pacchetto spesso circa 60 centimetri ad altissimo potere di isolamento termico. Gli edifici sono energeticamente autosufficienti grazie a pannelli solari e fotovoltaici, mentre una sola stufa a legna in muratura è sufficiente a riscaldare gli ambienti. Due edifici sono già stati completati e occupati; altri cinque sono in costruzione anche se il Comitato non ha ancora raccolto fondi per coprire interamente i costi. I dettagli del progetto e le immagini dello stesso sono visibili sul sito Internet eva.pescomaggiore.org o sulla pagina di Facebook Eva. Ennio Moruzzi Argomento: NORD Pag. 29 Data: 06-07-2010 Giornale di Merate Perde le api, un paese in allarme MONTEVECCHIA Protagonista della singolare vicenda è stato Livio Colombari L'apicoltore ha fatto cadere alcune arnie e cinque persone sono finite al Pronto soccorso Il recupero delle api di Livio Colombari dopo l'incidente MONTEVECCHIA - Perde le api e un intero paese viene messo sotto scacco da migliaia di insetti. Martedì mattina, i residenti di Canzo, hanno dovuto barricarsi in casa per evitare di venire punti dagli insetti che, inferociti, si accanivano contro tutto e tutti. Protagonista della vicenda è stato Livio Colombari , apicoltore di Montevecchia, che stava trasportando cinque arnie verso la località Gajum, dove avrebbero dovuto essere trasferite su un piccolo rimorchio trainato da un trattore per arrivare fino al Terz'Alpe. Durante il passaggio da un mezzo all'altro, però, qualcosa è andato storto e le arnie sono finite a terra. Le api (si parla di circa 50 mila) hanno iniziato a uscire a nugoli, arrabbiate e spaventate. L'apicoltore ha cercato di radunarne il più possibile e poi ha fatto ritorno verso Montevecchia, «perdendo» però lungo il tragitto centinaia di insetti, che hanno invaso tutto il paese, in particolare la zona alta. Ne hanno fatto le spese cinque persone, finite al Pronto soccorso di Erba per le punture. Dopo le cure necessarie, tutte sono state rimandate a casa. Nel frattempo sul posto sono arrivate i Vigili del fuoco di Erba e Como, due apicoltori della zona, i Carabinieri di Asso, la Polizia locale, la Protezione civile e i veterinari dell'Asl, impegnati fino al pomeriggio per raccogliere tutte le api disperse. Ai cittadini l'avvertimento a non uscire di casa. Tra punture e disordine, solo nel tardo pomeriggio la situazione è stata riportata alla normalità . Articolo pubblicato il 06/07/10 Argomento: NORD Pag. 30 Data: 06-07-2010 Il Giornale di Vicenza Estratto da pagina: 33 Incontri, gite e occasioni di impegno Giornale di Vicenza, Il "" Data: 06/07/2010 Indietro Incontri, gite e occasioni di impegno Martedì 06 Luglio 2010 PROVINCIA, e-mail print Due settimane di intenso volontariato per gli alunni dell'Anna Frank, con incontri con protezione civile, gruppo cinofili e carabinieri e Trodi. Ieri i ragazzi hanno sperimentato il brivido dell'arrampicata su roccia nella palestra del Cai di Montecchio; oggi si fermeranno a scuola per prepararsi all'incontro con gli ospiti dell'Ipab previsto domani. L'8 luglio gli studenti lavoreranno al riciclo della carta con la Cooperativa 81 e, infine, il 9 il corpo forestale li guiderà in una gita sul Monte Novegno. Il 17 conclusione del percorso con un rinfresco nella sede della Protezione civile e una dimostrazione del gruppo cinofili di Padova. CI.CE. Argomento: NORD Pag. 31 Data: 06-07-2010 Il Giorno (Milano) Parte dal Sacro convento di Assisi il tour di arte «Tesori da L'Aquila» per la raccol... VETRINA CAFFE pag. 31 Parte dal Sacro convento di Assisi il tour di arte «Tesori da L'Aquila» per la raccolta di fondi a favore del capoluogo abruzzese terremotato. Le altre tappe: Mosca, San Pietroburgo, Washington, Berlino, San Francisco e Shanghai. Argomento: NORD Pag. 32 Data: Il Mattino di Padova 06-07-2010 Estratto da pagina: 11 prefetture e autostrade insieme per garantire esodi sicuri - Regione VENEZIA. Interventi coordinati, informazione capillare sulla rete autostradale e un utilizzo più funzionale della Protezione civile. Questi i punti cardine dei due protocolli firmati ieri a Venezia tra le sette prefetture del Veneto e le società autostradali alla presenza di forze dell'ordine, Regione e con la collaborazione delle Province. Il primo protocollo vede coinvolte tutte le prefetture venete, il compartimento di polizia stradale e Autostrade per l'Italia per il tratto dell'A27 Venezia-Belluno e dell'A13 Bologna-Padova; Concessioni autostradali venete Spa per il tratto dell'A4 Venezia-Padova; Autostrada Brescia-Verona-Vicenza-Padova Spa per il tratto dell'A4 Brescia-Padova e l'A31 Vicenza-Valdastico; Autovie Venete Spa per il tratto dell'A4 Venezia-Trieste e per il tratto dell'A28 Portogruaro-Pordenone-Conegliano; Autostrade del Brennero Spa per il tratto dell'A22 Brennero-Modena. Il protocollo servirà a disciplinare le modalità operative in diverse situazioni emergenziali come spesso accade durante l'estate. Alla firma, presente anche l'assessore alla Protezione civile Daniele Stival: «Grazie al protocollo gli interventi assieme alla Protezione civile saranno più funzionali e adeguati alle diverse situazioni emergenziali», ha sottolineato. Tra i punti cardine, oltre ad un'informazione unificata tra i compartimenti autostradali con cartellonistica collocata in punti anche non interessati dall'eventuale incidente o coda, la formazione del personale di Protezione civile. Il secondo protocollo interessa invece i tratti autostradali dell'A4 tra Padova e Portogruaro, quelli dell'A57 Dolo-Quarto d'Altino, l'A27 Mestre-Treviso Sud e l'A28 Portogruaro Conegliano, per un totale di 178 km. (g.c.) Argomento: NORD Pag. 33 Data: 06-07-2010 Il Messaggero Veneto alla giavitto un centro per le emergenze Tarcento. Pinosa soddisfatto per la cessione da parte del Demanio del vasto insieme che avrebbe un valore di 11 milioni di euro Il sindaco: negli spazi dell'ex caserma anche una cittadella per le associazioni TARCENTO. Una cittadella per le associazioni della città ma anche uno spazio da destinare alla sicurezza di tutto il comprensorio, e non solo, contro le calamità: questi sono solo alcuni tra i più significativi tra i progetti che il sindaco di Tarcento, Roberto Pinosa, ha in mente per la caserma Giavitto, di cui è stato annunciato l'imminente passaggio di proprietà al Comune. «E' un grande successo - commenta Pinosa - e siamo molto soddisfatti di questo risultato. Già da due anni ci stiamo infatti impegnando per poter avere questo risultato. Nel progetto di utilizzo che abbiamo già redatto avevamo poi convolto la protezione civile di Palmanova, l'Assindustria e l'università di Udine. Si tratta di un valore enorme, di circa 11 milioni di euro, penso sia tra i più grossi tra i fondi di questo tipo». A destare particolare soddisfazione è quindi il fatto che non si tratta di ricevere un rudere, come è capitato nel caso dell'ex caserma Urli a Tarcento o come capita in altri casi, ma si va ad acquisire, da parte del Comune, un edificio già pronto per l'utilizzo. «Ha giovato - spiega il sindaco ripercorrendo l'iter che ha portato la Giavitto al Comune il fatto che ci siamo recati a Roma, io e il segretario comunale, abbiamo visitato il ministero della difesa e delle finanze e da lì abbiamo avuto le indicazioni giuste per i passi successivi». Entro settembre si prevede quindi di avere le prime indicazioni dalla Regione in merito al possesso dell'edificio. «La Regione - spiega il sindaco di Tarcento - ci manderà la richiesta di come vogliamo utilizzare la Giavitto e noi ridaremo le indicazioni che abbiamo già fornito in anticipo». Una volta che la caserma sarà entrata nella nostre disponibilità, per le manutenzioni procederemo con la massima oculatezza e scrupolo, utilizzando risorse di enti sovraordinati. Il Comune di Tarcento acquisisce quindi uno spazio con edifici agibili, in buono stato, con 40mila mq di terreno. Al municipio di Tarcento passerà in carico, più nello specifico, tutta la caserma Giavitto esclusa la proprietà delle Fiamme gialle, che rimarranno attive occupando gli spazi dove già operano. AIl Comune riceverà invece due palazzine che ospitavano gli ex alloggi, una palestra e due casermette di tre piani e 1300 mq cascuna per piano. Poi ancora la proprietà che "passa di mano" comprende la mensa e tutti i fabbricati a servizio come le rimesse dei mezzi. "All'interno - spiega il sindaco di Tarcento - andremo a destinare una parte dell'area come ricovero in caso di calamità quali terremoti eccetra. Sarà uno spazio adatto per ospitare una task force che possa far fronte alle emergenze a livello commprensoriale». Barbara Cimbaro ©RIPRODUZIONE RISERVATA Argomento: NORD Pag. 34 Data: 06-07-2010 Il Messaggero Veneto napolitano a udine? oggi il quirinale decide Il presidente dovrebbe visitare il 14 luglio la mostra del Tiepolo, i luoghi dell'Unità d'Italia e commemorare i caduti di Porzûs La Regione attende una telefonata da Roma per organizzare il protocollo di GIACOMINA PELLIZZARI Oggi si saprà se il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, verrà in visita in Regione la prossima settimana. I contatti tra la Regione e il Quirinale sono molto stretti e stamattina da Roma dovrebbe arrivare la risposta definitiva. Il nodo da sciogliere resta quello del caso diplomatico sollevato dalla Slovenia sulla data del concerto intitolato “Le vie dell'amicizia”, previsto per il 13 luglio in piazza Unità d'Italia, a Trieste, a 90 anni dall'incendio dell'ex hotel Balkan da parte dei nazionalisti italiani. La Slovenia, infatti, ha chiesto ai presidenti italiano, sloveno e croato di rendere omaggio anche all'ex Balkan prima di partecipare al concerto. Una proposta che non convince tutti ed ecco perché, in queste ore, si cerca una via d'uscita con i capi di Stato delle tre nazioni. Se la visita triestina sarà assicurata, Napolitano deciderà se proseguire per Udine dove dovrebbe visitare la mostra del Tiepolo in castello, i luoghi dell'Unità d'Italia, ma anche commemorare i caduti di Porzûs. Questo il programma inviato dalla Regione al Quirinale. Un programma che potrebbe subire modifiche anche per quanto riguarda le tappe. Resta da chiarire, inoltre, se Napolitano renderà omaggio ai caduti di Porzûs in prefettura a Udine o se invece vorrà raggiungere le malghe. Considerato che i tempi stringono anche per organizzare il servizio di sicurezza, la Regione e la Prefettura sono in stretto contatto con il Quirinale. Ieri pomeriggio, però, da Roma hanno fatto sapere che solo stamattina scioglieranno tutte le riserve sulla possibile visita del presidente della Repubblica nel Friuli Venezia Giulia. La risposta sarà ufficializzata in Regione e quindi a palazzo D'Aronco dove il programma è pronto ormai da settimane. Tant'è che Gianfranco Leonarduzzi del direttivo cittadino del Pdl non ha mancato di far notare il silenzio tecnico sulla visita di Napolitano a Udine, mentre a Trieste, sono sempre le parole di Leonarduzzi, «sono iniziati i lavori di allestimento del palco per il concerto di Riccardo Muti». Il presidente della Repubblica dovrebbe arrivare in città mercoledì 14 luglio per visitare la mostra del Tiepolo e i luoghi dell'Unità d'Italia. Vale a dire il tempio ossario di piazzale XXVI Luglio dove riposano 25 mila caduti e il forte di Osoppo, medaglia d'oro al valor militare. A questo programma si è aggiunto quello dell'Associazione partigiani Osoppo che da tempo ha invitato il presidente della Repubblica nelle malghe di Porzûs. ©RIPRODUZIONE RISERVATA Argomento: NORD Pag. 35 Data: 06-07-2010 La Nuova Ferrara i giochi su sabbia dell'avis BONDENO BONDENO. Inizia venerdì alle 20, in via dei Mille, la manifestazione Avis Beach Games. Evento promosso da Avis, con assessorato alla Promozione del Territorio, Agire Sociale-Csv e associazioni di volontariato. Tutti i venerdì, sino al 30 luglio, sfide di bocce, volano, beach tennis, beach volley. In gara Avis, Vigili del fuoco, Cri, Protezione civile, Aeronautica (Nucleo di Bondeno) e Resto del Mondo (con volontari di diverse associazioni). Al termine, il 30 luglio (ore 23.30) estrazione della lotteria. Argomento: NORD Pag. 36 Data: La Nuova Venezia 06-07-2010 via ronzinella allagata volontari al lavoro Mogliano. Gasolio in via Don Minzoni MOGLIANO. Strade impraticabili, scantinati allagati e alberi abbattuti: per diverse ore, domenica sera, è tornato l'incubo alluvione. Presi d'assalto i centralini di vigili del fuoco e protezione civile. Danni ambientali in via Don Minzoni con decine di litri di gasolio riversati in strada. Disagi in via Ronzinella e via Zermanesa, completamente allagate. In tilt anche il sistema di pompe del sottopasso ferroviario della provinciale 65, che collega il Terraglio alla tangenziale Ovest e a Zero Branco. Due auto si sono arenate sul fondo allagato e la circolazione è stata bloccata a lungo causando non pochi disagi al traffico. Nei pressi del cimitero un fulmine ha colpito un albero, il vento lo ha fatto poi cadere su via Zermanesa. Gli interventi dei vigili del fuoco, della protezione civile e di Mogliano Ambiente si sono prolungati per tutta la notte in via Ghetto, via Ragazzi del '99, via Piranesi, via Calvi, nella lottizzazione Marchesi e nell'area Sif. Nelle abitazioni il black out, in assenza di gruppi elettrogeni autonomi, ha bloccato le pompe lasciando che l'acqua invadesse i piani interrati. «Si è diffuso presto il panico - spiega il presidente dalla protezione civile Giancarlo Nascimben - abbiamo ricevuto decine di telefonate, siamo rimasti in allerta fino alle quattro di notte». (m.ma.) Argomento: NORD Pag. 37 Data: 06-07-2010 La Nuova Venezia monica dei rossi premiata alla festa dell'avis di burano La giovane ginnasta nella nuova sede della Protezione civile BURANO. Undici anni compiuti ieri, ma alle spalle già molte medaglie e un titolo italiano nella ginnastica. Monica Dei Rossi (foto) è stata la protagonista, sabato pomeriggio, della festa dell'Avis di Burano. A lei, portacolori della società Aiace, è andata la prima edizione del premio «Eccellenza», che la sezione avisina ha istituito per celebrare buranelli capaci di primeggiare in qualsiasi settore dal lavoro, allo sport, alla cultura. Il premio le è stato consegnato dall'assessore alla Protezione civile Pierfrancesco Ghetti, giunto sull'isola per l'inaugurazione della nuova sede della sezione locale della Protezione civile, con protagonista anche in questo caso l'Avis buranella, che ha lavorato alla realizzazione di questo progetto. Durante la festa dell'Avis è stata anche aperta una mostra fotografica che raccoglie oltre tremila scatti relativi ai 37 anni di attività a Burano. Tra queste spicca quella con protagonista papa Giovanni Paolo II e il momento nel quale ha ricevuto in dono un merletto. La mostra rimarrà aperta tutti i giorni dalle 16 alle 19 fino a venerdì, sede municipale ex Cappuccine. (s.b.) Argomento: NORD Pag. 38 Data: 06-07-2010 La Nuova Venezia Estratto da pagina: 21 il caldo molla la presa, attesi temporali - Cronaca Il caldo molla la presa, attesi temporali Temperatura in calo, cessa l'allarme della Protezione civile La Protezione civile del Comune cancella l'allerta «ondate di calore». Il livello d'allarme da 3 (rischio massimo per la popolazione) che ha contraddistinto lo scorso fine settimana dopo i rovesci e le grandinate di domenica sera è stato declassato a livello 1 (assenza di rischio). La temperatura registrata ieri - 22 gradi alle 8, 31 gradi alle 14, massima percepita 34 gradi - dovrebbe addirittura abbassarsi. Per oggi infatti sono previsti 19 gradi alle 8, 30 gradi alle 14 (percepita 34 gradi); domani ci saranno 17 gradi alle 8, 29 gradi alle 14 (percepita 32 gradi). Il meteo regionale dell'Arpav, intanto, mantiene elevato il livello di attenzione. «Fino al pomeriggio e alla sera di oggi sono infatti previste «fasi di instabilità con rovesci e temporali sparsi; localmente i fenomeni potranno essere di forti intensità con rinforzi di vento e qualche grandinata». E l'Arpav, ora, «sbarca» anche in farmacia. La Federfarma veneta ha concluso un accordo con l'Arpav che consente al farmacista di fornire consigli utili alla salute delle varie fasce di popolazione in merito alle ondate di caldo previste. C'è lo sportivo che non vuole rinunciare alla sua seduta di allenamento nonostante il caldo, la mamma con i bambini piccoli e gli anziani che devono essere monitorati costantemente. «Non basta dire di non uscire nelle ore più calde o bere molta acqua, bisogna valutare quali farmaci assume il soggetto, dove vive, quali sono le sue abitudini, anche alimentari - fa sapere il presidente Marco Bacchini - Per ogni soggetto c'è un consiglio mirato e basato sulle previsioni. L'obiettivo è di far capire che prevenire è molto meglio che curare e in giorni di caldo torrido può essere un atteggiamento salvavita». Restano attivi i servizi informativi sulle ondate di calore: il call center del Comune (telefono 041.2668134 dalle 8.30 alle 18.30 lunedì-venerdì; 8.30-12.30 sabato); il call center «Famiglia sicura» della Regione (numero verde 800.462340, tutti i giorni); il numero del Servizio di prevenzione dell'Asl 12 (dal lunedì al venerdì ore 9-13 al numero 041.2608413 e 041.2608443). (m.sca.) Argomento: NORD Pag. 39 Data: 06-07-2010 La Nuova Venezia Estratto da pagina: 25 una bomba d'acqua e grandine - filippo de gaspari - Provincia Una bomba d'acqua e grandine Miranese. Vetri spaccati e impalcature crollate. In tilt il casello di Vetrego IL MALTEMPO Il temporale l'altra sera dopo una giornata torrida Gli automobilisti costretti a cercare un riparo FILIPPO DE GASPARI MIRANO. Una bomba d'acqua e grandine, con raffiche di vento fortissimo che hanno spazzato mezzo comprensorio, provocando danni ingenti e disagi a macchia di leopardo. E' il bilancio del violento nubifragio che si è abbattuto domenica sera, dopo le 19.30, sul Miranese. Auto mitragliate dalla grandine, vetri infranti, alberi spezzati come fuscelli, strade e scantinati allagati da una quantità d'acqua mai vista, caduta in poco più di mezz'ora. La bufera ha colto di sorpresa molti cittadini appena usciti di casa dopo un'altra giornata torrida. Solo ieri, alla luce del sole, ci si è potuti rendere conto di quanto accaduto. A Mirano le raffiche di vento hanno abbattuto alberi in via Taglio Destro, Wolf Ferrari, Villafranca e Porara Gidoni. La bufera ha anche divelto le transenne e i pannelli che chiudono il cantiere permanente dell'ex mobilificio Gatti in via della Vittoria. Problemi anche all'ospedale della città, dove alcuni locali al piano seminterrato del monoblocco De Carlo 2 sono finiti allagati. I vigili del fuoco hanno lavorato fino a tarda sera, anche se i disagi non hanno interessato i pazienti ricoverati e hanno interessato solo in minima parte materiali e strutture sanitarie. Il fortunale ha anche provocato il black-out dei sistemi automatici del casello di Vetrego, provocando lunghe code in uscita dall'autostrada. La società autostradale ha aperto i varchi per far defluire gratuitamente gli automobilisti, ma ieri mattina i problemi non erano ancora del tutto superati. Danni anche alle strutture del Mirano Summer Festival in allestimento ai campi sportivi. Gli organizzatori sono ora costretti ad un supplemento di lavoro. Noale è stata flagellata soprattutto dalla grandine, che in alcune zone è caduta con chicchi grossi come noci, crivellando auto, pannelli pubblicitari e devastando interi campi coltivati. Molti i danni alle vetture in transito o parcheggiate in diverse zone della città, alcune finite addirittura coi vetri in frantumi. Allagate via Polanzani, parte di piazza XX Settembre e, ironia della sorte, la centralissima via Tempesta. Grossi disagi anche in via Cappelletta centro, via Casone e vicolo Benin. A Spinea allagate via Capitanio, all'incrocio con via Fregene verso il Villaggio dei Fiori, la parte Sud di via Bennati e il sottopasso di via Luneo. Sott'acqua anche molti garage, mentre grossi rami sono caduti lungo le vie principali della città. Danni in particolare per un albero caduto su un'auto parcheggiata vicino alle scuole di via Cici e un altro in via Roma, vicino al comando dei vigili. Quest'ultimo ha abbattuto un cavo elettrico, provocando un black-out che ha mandato in tilt le idrovore, con l'acqua che ha invaso alcune case. Al lavoro i volontari del gruppo di protezione civile con interventi in via Pozzuoli, Matteotti, Cattaneo, Solferino, Frassinelli e in piazza Rosselli. In via Lignano un albero è crollato su un'auto in sosta: il proprietario doveva partire ieri per le ferie. Scantinati e garage allagati anche a Martellago, dove l'acqua è tracimata dai tombini in più punti e a Scorzè, dove intere strade del centro sono finite sotto, anche con trenta centimetri d'acqua. Minori i problemi a Santa Maria di Sala, messa in ginocchio da un nubifragio solo un mese e mezzo fa. Qui si registrano crolli di alberi e piccoli danni per le raffiche di vento. In via Rivale un'auto è finita contro un albero appena caduto. Argomento: NORD Pag. 40 Data: 06-07-2010 La Nuova Venezia l'afa e il diluvio, 150 spettatori sotto le cure della croce rossa Prima colpi di calore e zanzare, poi casi di ipotermia e panico L'afa e il diluvio, 150 spettatori sotto le cure della Croce Rossa MESTRE. «E' andata bene», ci dice Andrea Previti, responsabile della Croce Rossa di Mestre. Il bilancio della domenica di paura a San Giuliano tra pioggia e vento è di 156 persone curate al campo della Croce Rossa di Mestre. Nel pomeriggio erano stati una sessantina i casi trattati per punture di insetti, disidratazione, colpi di calore, scottature veschiche e qualche lievissima contusione. Durante il temporale sono stati oltre una cinquantina i casi di ipotermia e le crisi di panico. «La maggior parte sono stati codici bianchi che sono stati soccorsi sul posto, con bevande calde - dice Previti - una cinquantina di ragazzi sono stati ospitati al Porta Gialla che ha tenuto aperto come spazio di sollievo e punto di incontro con i parenti. Cinque i codici gialli, portati in ospedale, ma nessuno grave». Durante il temporale, l'ospedale da campo è stato danneggiato, alcuni mezzi si sono impantanati nel fango. Ieri si è lavorato per ripristinare tutto. Una settantina di pasti sono stati offerti dal Porta Gialla: «Ci siamo attivati fin dalla serata per far fronte alla situazione eccezionale, abbiamo distribuito magliette e bevande calde ai ragazzi», dice il proprietario, Andrea Simionato. Lieto fine per il bambino che si era perso nella ressa ed è stato ritrovato dopo due ore dopo, perfettamente sano. Una donna è caduta nello stagno del Tamburello ma è stata soccorsa da un volontario. E sta bene anche l'altro volontario colpito all'occhio da un oggetto, volato dal palco, forse un gancio. Anche per la Polizia municipale il bilancio è positivo. «In mezz'ora il deflusso è stato assicurato dalle navette Actv», spiega il comandante Marini. Domenica sera il personale da servizio festival è passato al servizio maltempo, intervenendo anche nelle strade colpite dalla tempesta, con la caduta di rami e alberi. Il vicesindaco Sandro Simionato loda anche «il lavoro dei volontari della Protezione civile che al festival hanno distribuito in poche ore 4 mila coperte termiche e 500 bevande calde. Ammirevole anche l'organizzazione di Live Nation Italia e della Croce Rossa». (m.ch.) Argomento: NORD Pag. 41 Data: 06-07-2010 Il Piccolo di Trieste Estratto da pagina: 14 aliscafo soccorso in mare ma era un'esercitazione - Trieste Incendio a bordo dell'aliscafo in mezzo al golfo. Ma era soltanto un'esercitazione, peraltro pienamente riuscita. Ieri mattina a coordinare le operazioni simulate sono stati gli uomini della Capitaneria. L'allarme è scattato alle 10 quando dalla cabina dell'aliscafo Fiammetta M. della Trieste lines diretto a Rovigno è partita una richiesta di soccorso per un incendio a bordo dopo l'improvviso guasto dai motori a pochi minuti da Trieste. Immediatamente hanno mollato gli ormeggi le vedette della Guardia costiera e quella dei Vigili del fuoco: sono intervenute nella zona antistante porto Lido per soccorrere l'aliscafo. Per rendere più realistica l'esercitazione sono stati impiegati rimorchiatori della Tripmare e i mezzi della Crismani. Sul Molo Audace, pronta a ricevere eventuali feriti era presente un'ambulanza del 118. Una squadra di pompieri è salita sull'aliscafo, per spegnere l'incendio, mentre le unità navali della Guardia Costiera si sono disposte nell'area e l'hanno interetta. Argomento: NORD Pag. 42 Data: 06-07-2010 Il Piccolo di Trieste dall'elettrodotto i soldi per aggiustare le vie PROGETTO È la richiesta del Comune di Gradisca privo di finanziamenti Si tratta di completare il restauro del centro GRADISCA Potrebbe venire dalla realizzazione dell'elettrodotto Vertojba-Redipuglia il finanziamento per il rifacimento delle arterie gradiscane devastate dal maltempo di dicembre. È questa la strada che la giunta Tommasini sarebbe intenzionata a battere per reperire i fondi oggi mancanti per il maquillage delle vie del centro storico ridotte a un groviera dal gelo e dall'esondazione dell'Isonzo. Se l'iter per la realizzazione dell'elettrodotto dovesse trovare il placet della Regione, il Comune potrebbe dirottare sulle vie Dante, Battisti e della Campagnola i fondi “di compensazione” che verrano dati dalle aziende promotrici dell'infrastruttura destinata a mettere in collegamento la rete elettrica slovena e quella italiana. O per meglio dire, l'azienda, dal momento che da tempo viene dato per possibile un accordo fra le due cordate imprenditoriali interessate alla realizzazione dell' elettrodotto: il gruppo Adria Link e Kb1909 potrebbero infatti riunirsi sotto una sola sigla e realizzare, pertanto, un solo impianto anzichè i due tracciati sinora sottoposti ai comuni. Scenario ancora da definire, certo, così come da ridefinire sarebbero le eventuali compensazioni che le due aziende si erano dette pronte a prevedere (si era parlato di piste ciclabili e di contratti agevolati per il pagamento delle tariffe elettriche) per “premiare” il territorio comunale che ospiterà il cavidotto. L'emergenza-austerity avrebbe invogliato la giunta Tommasini a tentare questa negoziazione “se e quando” arriverà l'ora delle decisioni sull'elettrodotto. Anche perchè per le vie Battisti, Dante e della Campagnola si prospettano tempi lunghi: difficilmente dalla Regione arriveranno fondi per proseguire con la ripavimentazione in pietra. Di qui l'idea di proporre un'eventuale nuova compensazione alle società proponenti l'elettrodotto. Mentre il progetto di Kb1909 si trova in fase più avanzata, proponendo di realizzare il cavidotto lungo le aree golenali, quello della società Adrialink ha dovuto in parte “recuperare” terrendo rivedendo in corsa le sue proposte per la contrarietà della giunta (e della popolazione) a un percorso del cavidotto in prossimità del centro abitato. La nuova alternativa, ufficializzata nei mesi scorsi e ora in attesa del parere della Regione, è il passaggio nella campagna alla periferia nord, a non meno di 30 metri dalle case e con la previsione di una doppia schermatura: questa la principale condizione posta dal Comune alle due concorrenti. Luigi Murciano Argomento: NORD Pag. 43 Data: 05-07-2010 La Provincia Pavese Estratto da pagina: 12 e' sparito nei boschi , ma è a casa a milano - cronaca «E' sparito nei boschi», ma è a casa a Milano Mobilitati a Motta vigili del fuoco, volontari e anche un elicottero Un milanese di 28 anni era in bicicletta con due amici e la fidanzata Poi lo perdono di vista MOTTA VISCONTI. Per cinque ore ha tenuto in apprensione gli amici e in scacco i soccorsi. Per cercare Amedeo V., 28 anni, milanese, nei boschi del parco del Ticino si è alzato in volo anche l'elicottero dei Vigili del Fuoco. Il giovane, che stava facendo un'escursione in bicicletta con tre amici (tra cui la fidanzata) a metà pomeriggio è scomparso. Poco prima delle 21 è misteriosamente ricomparso sul cellulare della ragazza: era a casa sua, a Milano. E sulla vicenda rimane aperto un interrogativo. La “scomparsa” del giovane - che ieri ha mobilitato un imponente spiegamento di forze - rimane velata dal dubbio. Troppi tasselli non vanno a posto. E per lui potrebbe scattare anche una denuncia per procurato allarme. Ieri intorno alle 15 quattro amici in bicicletta si sono presentati al centro Parco Geraci, in località Guado della Signora, perché la ragazza aveva forato una gomma. Hanno rattoppato il danno, poi hanno ripreso il cammino. Amedeo V. si è offerto di condurre la bici bucata e cedere la sua alla fidanzata. Percorse poche decine di metri, dopo una curva, la ragazza si è voltata e non l'ha più trovato. Scomparso. Volatilizzato nel nulla. Nonostante tutto si sia svolto in una manciata di metri sulla pista sterrata che porta allo chalet San Rossore. Gli amici hanno battuto la zona per circa tre ore, poi - intorno alle 18.30 - hanno deciso di lanciare l'allarme. I vigili del fuoco di Milano hanno passato la segnalazione ai colleghi di Pavia che, nonostante fossero impgnati con molte emergenze ieri pomeriggio, hanno comunque inviato una squadra per le ricerche. Sul posto sono intervenuti anche i volontari del parco Del Ticino e quelli della Protezione civile. Hanno perlustrato il bosco, rovistato tra i rovi temendo che il giovane potesse essere caduto dopo un malore. Cercato nel fiume. Un elicottero chiamato dalla base di Varese ha sorvolato a lungo Motta e dintorni. Ma di Amedeo V. nessuna traccia. Il primo indizio strano, però, è stato offerto dalla bicicletta: è stata rinvenuta a Besate, a qualche chilometro di distanza. E' stata fatta annusare ai cani dell'unità cinofila perché trovassero le tracce. Quando i vigli stavano per approntare un posto di soccorso notturno il giovane si è fatto vivo: ha telefonato alla fidanzata spiegando di essere tranquillamente a casa, a Milano. Ci sarebbe arrivato in treno, ma non ha saputo spiegare in quale stazione è salito perché tra Motta e Besate la ferrovia non passa. Argomento: NORD Pag. 44 Data: 06-07-2010 La Provincia di Cremona Patrimonio pubblico sotto controllo edizione di Martedì 6 luglio 2010 Polizia locale. Il bilancio di giugno del ‘Nucleo sicurezza urbana pronto intervento': i locali pubblici al setaccio Cinquanta interventi di tutela eseguiti dai vigili Estate di presidio anche fra parchi ed aree verdi di Mauro Cabrini Istituito lo scorso aprile, composto da un agente istruttore e da sei agenti ‘normali', pensato appositamente per gestire le emergenze, il ‘Nucleo sicurezza urbana pronto intervento' della polizia locale traccia il suo primo bilancio. Ed è un resoconto fitto di operazioni su fronti differenti: in giugno il reparto ha garantito 46 turni di servizio, con una concentrazione massima di presenza nei giorni complicati dal nubifragio che ha costretto sott'acqua mezza città fra il 16 e il 17 e obbligato i vigili a continui interventi, complessivamente più di trecento (343). Nel dettaglio, attività decisamente diversificata: 51 servizi di presenza e controllo viabilità all'uscita dalle scuole; 25 controlli persone con conseguente identificazione; 24 in ausilio ai colleghi; dieci rilievi di incidenti stradali e 51 controlli stradali; ancora: 23 interventi di viabilità; 103 per problemi legati alla circolazione o alla sosta, dieci verifiche sul filone dell'immigrazione clandestina, 11 in esercizi commerciali e locali; 16 controlli sono stati poi effettuati per appurare il rispetto dei regolamenti comunali e 321 per notificare preavvisi di violazione accertati. Alla fine, nei verbali dell'Unità speciale sono rimasti segnati 91 documenti di contestazione, nove documenti ritirati, 16 veicoli sottoposti a fermo o sequestro, una notizia di reato comunicata alla procura della Repubblica. Non sono mancati i servizi di addestramento e formazione (tre) e gli interventi finalizzati alla tutela del patrimonio pubblico con aspetti di Protezione civile (cinquanta). Proprio su questa linea, sino alla fine dell'estate, l'attenzione del gruppo sarà massima. Intensificata con l'obiettivo di contrastare vandalismi, schiamazzi e atteggiamenti di disturbo, oltre che danneggiamenti fra parchi, parcheggi ed aree verdi. Argomento: NORD Pag. 45 Data: 06-07-2010 La Provincia di Cremona Estate, controlli sul fiume edizione di Martedì 6 luglio 2010 Spino d'Adda. Proibiti bagni e barbecue oltre al nudismo. Papagni: «Buona collaborazione» In azione la polizia locale SPINO — L'estate arriva e l'esercito dei bagnati torna a ‘occupare' le rive dell'Adda. Tuffi e bagni sono proibiti, barbecue al bando, senza menzionare la tintarella senza veli e l'abbandono dei rifiuti che tuttavia è un fenomeno che va di pari passo con i mesi caldi. Sono le premesse per le quali la polizia locale ha coordinato domenica la prima di una serie di azioni di controllo lungo il fiume. In azione gli agenti spinesi, ma anche la il nucleo a cavallo della protezione civile e il gruppo cinofilo, infine le guardie del parco Adda. In tutto dodici uomini, coordinati dal comandante Gaetano Papagni che hanno perlustrato l'intera area. Più volte intervenendo, ma senza mai elevare sanzioni se non per un divieto di sosta. «La gente ha collaborato — spiega Papagni — per il momento siamo stati un po' più morbidi, ma dai prossimi controlli saremo inflessibili». Le spiagge sono state passate al setaccio per quattro ore, dalla 14 alle 18, dalla zona della morta di Spino, all'altezza del ponte asburgico, fino alla cava di Boffalora. Lo scenario era costituito da una serie di teli colorati e ombrelloni. Tantissime le famiglie che erano lì per prendere il sole. In particolare c'erano stranieri, di nazionalità sudamericana. E fin qui tutto normale. Solo che qualcuno si è portato tanto di frigorifero con costate, salamelle e quant'altro. E per cucinarle ha anche costruito lo spiedo. «A Spino, diversamente da Rivolta, non c'è un'ordinanza che multa chi fa il barbecue — commenta Papagni — in ogni caso il regolamento del parco proibisce l'accensione di fuochi nel parco. Noi abbiamo ordinato di spegnere i barbecue e devo dire che non ci sono stati problemi». Di bagnanti non ne sono stati visti (in questo caso c'è una multa salata) e tanto meno di nudisti, forse anche per la presenza massiccia delle forze dell'ordine. «La cosa positiva — prosegue Papagni — è che le persone avevano il loro sacchetto della spazzatura e non ci sono stati fenomeni di abbandono indiscriminato dell'immondizia». Argomento: NORD Pag. 46 Data: La Provincia di Cremona 06-07-2010 Ma è già allarme maltempo: previsti temporali violenti edizione di Martedì 6 luglio 2010 Nemmeno il tempo di lasciarsi alle spalle l'afa, che secondo le previsioni, seppure ad intermittenza, seguiterà ad attanagliare la Pianura Padana almeno per i prossimi dieci giorni, e già si profila il rischio di temporali forti su tutta la Lombardia. Lo comunica il ‘Centro funzionale monitoraggio rischi' della Protezione civile della Regione Lombardia, che proprio ieri ha segnalato il pericolo di precipitazioni anche violente fino alla serata di oggi. Stando al report diffuso, un veloce impulso perturbato, associato a un nucleo di aria fresca in quota, transiterà sulla regione e aumenterà l'instabilità locale a sud dell'arco alpino, in particolar modo sui settori orientali, favorendo lo sviluppo di temporali che potranno risultare anche forti. Lo stesso comunicato del ‘Centro monitoraggio rischi' invita i presidi territoriali a prestare massima attenzione e un'adeguata attività di sorveglianza. Timori soprattutto per la possibilità di rovesci intensi, fulmini, grandine e raffiche di vento: in sostanza, facendo i debiti scongiuri visto quanto era accaduto in quelle occasioni, non è da escludere una replica di quanto successo prima in maggio e poi a metà giugno, quando la città era finita sott'acqua e la circolazione stradale era andata completamente in tilt a causa di carreggiate e sottopassi allagati. Non a caso, si riferisce anche di ‘potenziale rischio di esondazione' dei corsi d'acqua. Argomento: NORD Pag. 47 Data: 06-07-2010 La Provincia di Lecco Protezione civile e carabinieri Mix riuscito per le emergenze VALGREGHENTINO Protezione civile e carabinieri Mix riuscito per le emergenze I nuclei dell'associazione hanno dato vita all'esercitazione regionale valgreghentino(b. ber.) E' stato un onore per Valgreghentino ospitare la prima esercitazione a livello regionale del nucleo di Protezione civile delle varie sezioni lombarde, dell'associazione nazionale Carabinieri in congedo. E grazie ai volontari dell'Anc di Lecco, guidati da Giuseppe Disetti e dei volontari valgreghentinesi del gruppo comunale guidati dal coordinatore Giuseppe Bonacina e dal vice coordinatore Michele Motta che da giorni si sono attivati per prepararsi al meglio, l'organizzazione e l'accoglienza sono state impeccabili. L'esercitazione ha preso il via sabato, e subito i volontari sono stati messi alla prova. Infatti la prima parte dell'esercitazione consisteva proprio nell'allestire nel modo migliore e più funzionale il campo base che ha occupato l'area verde all'esterno dell'ex scuola primaria di Villa San Carlo. La giornata di ieri è stata parecchio impegnativa. Fin dal mattino, tutti i partecipanti sono stati coinvolti nelle prove operative. Visto che si trattava della prima esercitazione a livello regionale dei gruppi di Protezione civile dell'Anc, sono state preparate diverse prove per dare la possibilità ai volontari di prepararsi a diverse situazioni di emergenza. Si è iniziato con la ricerca di due persone disperse. E per questa simulazione si sono ben prestati i boschi sotto Dozio. I partecipanti hanno poi dovuto affrontare una prova antincendio e per questo hanno preso parte anche i volontari del gruppo antincendio della Comunità montana. Il tutto si è svolto nei pressi del torrente Greghentino. Mentre nelle frazioni Ospedaletto e Molinello la prova simulava un intervento in caso di esondazione. Ma gli organizzatori hanno voluto coinvolgere anche i residenti. Per la prima volta anche chi non è volontario è potuto entrare nel campo base allestito in caso di emergenza. Come ha spiegato Michele Motta: «In mattinata abbiamo dato la possibilità di visitare il campo base allestito fuori dall'ex scuola di Villa San Carlo. L'esercitazione prevedeva il montaggio di un campo come quelli che si allestiscono in caso di emergenze reali. Abbiamo pensato di aprire le porte anche ai residenti, per cui le persone che si sono avvicinate hanno potuto vedere una copia esatta di un vero campo base». Il tutto si è svolto nel migliore dei modi grazie all'ottima organizzazione e alla collaborazione che si è instaurata tra il nucleo dell'associazione nazionale Carabinieri in congedo di Lecco e la Protezione civile di Valgreghentino. Barbara Bernasconi <!-- Argomento: NORD Pag. 48 Data: 06-07-2010 La Provincia di Sondrio «Vicino a chi è senza un lavoro» Benedetto XVI in Abruzzo Il Papa invita a rifiutare i falsi valori del consumismo. Visita al carcere dei suicidi SULMONA Disoccupazione e dopo terremoto rendono la vita difficile al popolo d'Abruzzo e gettano la loro ombra sul futuro dei giovani. Benedetto XVI, ieri in visita pastorale in una torrida e depressa Sulmona, esprime a tutti la sua vicinanza, mettendo però in guardia dai «falsi valori» del consumismo, ed esortando la gente a cercare nella fede e nei «valori morali» della sua memoria storica la radice dei rapporti tra le persone e della convivenza civile. E a tutti ha augurato di ritrovare la speranza, che ha voluto restituire anche a un gruppo di detenuti del "carcere dei suicidi" nel corso di un breve ma intenso incontro. La terza visita pastorale in Abruzzo di papa Ratzinger, programmata per celebrare gli 800 anni dalla nascita di Celestino V, monaco, eremita, e papa per cinque mesi in un tredicesimo secolo tormentato quanto e più di oggi, si è trasformata in una giornata di catarsi e di conforto. Incalzato dal vescovo, mons. Angelo Spina, dal sindaco Fabio Federico e dai giovani cattolici accorsi in Cattedrale, il pontefice ha detto di essere venuto «per condividere con voi gioie e speranze, fatiche e impegni, ideali e aspirazioni». «So bene - ha detto nell'omelia della messa celebrata nella piazza principale sotto un sole cocente, con diverse sedie vuote e qualche svenimento - che anche a Sulmona non mancano difficoltà, problemi e preoccupazioni. Penso, in particolare, a quanti vivono concretamente la loro esistenza in condizioni di precarietà, a causa della mancanza del lavoro, dell'incertezza per il futuro, della sofferenza fisica e morale e del senso di smarrimento dovuto al sisma del 6 aprile 2009». «Ombre che oscurano il vostro orizzonte», dice ai ragazzi stretti a lui con grandi applausi contro i «duri attacchi mediatici» al Papa e alla Chiesa. Il terremoto a Sulmona conta tutt'ora un migliaio di sfollati dimenticati, non ammessi ai benefici di legge perchè fuori dal cratere principale del sisma, da un anno sparsi per gli alberghi o a casa dei parenti, in un contesto che già contava un quarto di popolazione attiva senza lavoro, percentuale salita dopo quell'aprile al 30 per cento. «A tutti - ha detto il Papa - voglio assicurare la mia vicinanza e il mio ricordo nella preghiera, mentre incoraggio a perseverare nella testimonianza dei valori umani e cristiani così profondamente radicati nella fede e nella storia di questo territorio e della sua popolazione». Celestino V è lì, a rappresentarle entrambe, nell'urna sull'altare con le spoglie del santo della "grande rinuncia" in nome della fede. Dopo la messa, celebrata sullo sfondo del monte Morrone, eremo di Celestino, Benedetto XVI ha trovato rifugio alla canicola nella sede del Vescovado, dove ha incontrato un gruppo di detenuti - alcuni hanno partecipato al resturo delle opere d'arte danneggiate dal sisma - della locale Casa circondariale, quella degli 11 suicidi negli ultimi sette anni. Un incontro di otto minuti lontano dai riflettori. Il pontefice, commosso, ha augurato loro di «trovare la via» per dare un contributo alla società «secondo le vostre capacità e i doni che vi ha dato il Signore». Domitilla Conte <!-- Argomento: NORD Pag. 49 Data: 06-07-2010 La Provincia di Varese Afa ai massimi per altri sette giorni E arriva anche la sabbia del Sahara l'assedio del grande caldo Afa ai massimi per altri sette giorni E arriva anche la sabbia del Sahara Fuga dalle città verso le località balneari. Oggi allarme rosso per altre 8 città ROMA Temperature bollenti in molte città italiane, ieri, con punte che hanno sfiorato i 40 gradi, come era stato preannunciato nei giorni scorsi. E tanti si sono messi in viaggio, soprattutto verso le località marine, in cerca di refrigerio, con la conseguenza che in uscita dalle città si sono formate lunghe code. Venezia, una delle città con il livello di allerta caldo più alto in questi giorni, ieri si è svuotata: tutti in spiaggia o chiusi in casa con il condizionatore acceso. Hanno fatto eccezione solo le aree di Rialto e piazza San Marco, dove i turisti, all'apparenza incuranti del sole implacabile, hanno affollato calli e negozi. Ma tutto il resto del Veneto ricordava l'atmosfera del Ferragosto, con centri storici deserti e migliaia di bagnanti alla ricerca di refrigerio in riva al mare. E per accaparrarsi un posto sulla battigia, c'è chi si è svegliato all'alba o si è sottoposto allo stress delle code in auto, in particolare verso Jesolo. Altre città bollenti Torino e Milano: nel capoluogo lombardo, dove le temperature hanno toccato i 33 gradi, cittadini e turisti hanno affollato piscine e negozi, pieni di compratori in cerca non solo di saldi ma anche di un po' di aria condizionata. I City Angels hanno lanciato l'allarme caldo per i senzatetto dopo che ne hanno soccorsi nove colti da malore negli ultimi giorni per le temperature torride. Termometro a 36 gradi in tre province del Piemonte, al di sopra dei 30 nelle altre, ma il caldo non è stato intenso come temuto. A Torino qualche refolo di vento e una leggera velatura di nuvole hanno attenuato calore e afa e l'umidità si è abbassata fino al 40%. Un uomo di 30 anni, che aveva deciso di trascorrere la giornata in riva al fiume Orco, nel torinese, per sfuggire all'afa, è annegato davanti alla moglie. Temperature record anche in Sardegna, dove è scattato l'allarme anziani, mentre in Abruzzo, durante la celebrazione della messa del Papa a Sulmona numerosi sacerdoti si sono sentiti male per il caldo. Le previsioni sull'andamento dell'ondata di calore che ha colpito l'Italia non lasciano ben sperare. Il bollettino della Protezione Civile segnala per oggi ben 8 città con livello 3, il massimo: sono Bolzano, Brescia, Milano, Perugia, Roma, Torino, Trieste e Venezia. Comunque ci aspettano ancora sette giorni ad alta temperatura. Previsioni confermate infatti per questa ondata di calore per tutta la settimana. Il caldo durerà fino a domenica 11 luglio. Elemento di novità: un lieve e breve break per le regioni del centro e del nord Adriatico che riceveranno una leggera rinfrescata nella serata di mercoledì. Per il resto circolazione tipicamente estiva con temperature elevate tra 35 e 40 gradi mentre la Sardegna potrebbe essere toccata dall'arrivo di sabbia dal Sahara. E l'Europa si divide in due. Questa la fotografia scattata dall'esperto dell'Istituto di biometeorologia del Cnr di Firenze (Ibimet), Massimiliano Pasqui. In particolare, rispetto al quadro del caldo, a metà della prossima settimana «le regioni nord orientali potrebbero avere anche qualche temporale aggiuntivo per la discesa di aria un po' più fresca da nord est» mentre sempre per mercoledì, ha detto Pasqui, potrebbe arrivare sabbia dal Sahara. consigli anti-caldo Cosa indossare e come aiutare cani e gatti www.laprovincia.it - Società e costume <!-- Argomento: NORD Pag. 50 Data: 06-07-2010 Il Secolo XIX L'allarme continua, domani nuovo piccoquaranta richieste di soccorso al giorno anziani e bimbi a rischio. attivato un numero verde per le emergenze Roberto Sculli I VENTI DA NORD, gli unici in grado di regalare un po' di refrigerio, resteranno un miraggio. La massa di aria calda e umida, che dalla settimana scorsa soffoca la città, continuerà a far boccheggiare i genovesi. E poco o nulla potranno i temporali e i rovesci, che il centro meteo-idrologico della Liguria, il servizio meteo della Regione, ha previsto per queste ore. La temperatura resterà sahariana, ancor più quella percepita, risultato della combinazione tra il livello della colonnina di mercurio e l'umidità. La giornata peggiore, secondo i bollettini diramati giornalmente dalla Protezione civile, sarà domani. I 35 gradi previsti possono rappresentare un pericolo per la popolazione più fragile: gli anziani, in particolare se affetti da malattie cardiache e respiratorie, ma una particolare cautela serve anche per le uscite, nelle ore più calde, dei bambini. Nella graduatoria del rischio, sarà raggiunto il secondo livello su tre: allerta 2, colore arancione. Nulla a che vedere, comunque, con il picco di 39.8 gradi raggiunti domenica. «Prevediamo una situazione stabile sottolinea Ernesto Palummeri, responsabile del dipartimento anziani della Asl 3 - C'è una generalizzata situazione di disagio, e in diversi casi si è reso necessario l'intervento dei pronto soccorso, ma siamo lontani dall'emergenza registrata nel 2003». Sette anni fa, temperatura e umidità restarono elevatissime per giorni: Genova pagò un tributo altissimo in termini di vite umane. «Per il momento non c'è stata nessuna ripercussione importante sulla salute degli anziani», prosegue Palummeri. Che, a sostegno, cita le statistiche, perfettamente in linea con gli anni scorsi: venti decessi al giorno, tre quarti dei quali sono over 75. Per gli specialisti, significa che non si possono attribuire alla canicola effetti nefasti. «Aiuta anche la maggiore consapevolezza raggiunta dai cittadini». Un ruolo importante lo ricopre il numero verde 800 995 988 messo a disposizione dalla Regione, a cui rispondono, dalle 8 alle 20, operatori di Televita ed Auser. «Riceviamo - dice il responsabile di Televita, Andrea Rivano - una media di 40 telefonate al giorno. Il flusso è più consistente di mattina e si dirada tra le 19 e le 20. Le istanze sono le più disparate: dalla richiesta di orientamento per sbrigare pratiche burocratiche, all'informazione sui centri climatizzati». Argomento: NORD Pag. 51 Data: 06-07-2010 Trentino Estratto da pagina: 4 zampolini: portavo regali a tutti, politici e preti - rocco ferrante - Attualità Zampolini: «Portavo regali a tutti, politici e preti» Negli interrogatori dell'architetto spuntano nuove accuse nei confronti di Lunardi e Scajola ROCCO FERRANTE PERUGIA. Scajola e Anemone? «Erano in confidenza», «si davano del tu ed avevano un rapporto diretto». E il costruttore romano «era dipendente da Angelo Balducci, di fatto faceva ogni cosa che quello gli chiedesse, questo rapporto gli garantiva il mantenimento della posizione di preminenza nell'aggiudicazione degli appalti pubblici». Il verbale dell'interrogatorio dell'architetto Angelo Zampolini, accusato dai pm di Perugia che indagano sugli appalti dei Grandi eventi di aver riciclato denaro dell'imprenditore romano, è stato depositato al tribunale dei ministri di Perugia tra gli atti della richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti dell'ex ministro Pietro Lunardi. Il 18 maggio scorso l'architetto ha parlato anche del capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, dell'ex generale della Guardia di Finanza Francesco Pittorru e del leader dell'Idv Antonio Di Pietro. «Tutti coloro che conoscevano Anemone hanno ricevuto qualche regalo da lui, era cosa notoria», ha spiegato Zampolini. «Recapitavo regali per tutti, attori, registi, politici, preti. Anemone conosceva tutti, aveva conoscenze anche in Vaticano, tra i tanti monsignori anche Camaldo, il cui nipote lavorava presso Anemone». Poi c'è Di Pietro: «Ricordo che Angelo (Balducci, ndr) - prosegue Zampolini - mi raccontava che il ministro era un tipo piuttosto irruento e impetuoso, e che chiedeva a Balducci di avere un'entratura in Vaticano. Affermava di non condividere il suo stile, non lo presentò in Vaticano come da lui richiesto». Quanto all' ex ministro alle Infrastrutture Pietro Lunardi, secondo la dettagliata documentazione prodotta dai Pm Alessia Tavernesi e Sergio Sottani, l'acquisto della palazzina di via dei Prefetti da Propaganda Fide è avvenuto per «l'intervento risolutivo di Angelo Balducci e tramite l'Immobiliare San Marco srl, di cui era amministratore legale il figlio Giuseppe Lunardi». Dagli atti emerge che il costo fu di tre milioni di euro, pagati in parte con un mutuo, contro i sette del valore reale. In cambio Lunardi, la cui posizione appare sempre più compromessa, avrebbe consentito a Propaganda Fide di accedere a un finanziamento erogato dalla Arcus di due milioni e mezzo di euro «in difetto dei presupposti» per la realizzazione di un museo a Piazza di Spagna. © RIPRODUZIONE RISERVATA Argomento: NORD Pag. 52 Data: 06-07-2010 La Tribuna di Treviso Estratto da pagina: 3 mogliano rivive l'incubo alluvione - matteo marcon - Primo Piano Mogliano rivive l'incubo alluvione Con la pioggia, gasolio da un condominio: Azzolini fa pagare il conto ai Vardanega MALTEMPO Il temporale di domenica sera ha fatto temere il peggio, come nel 2007. Ora la stima dei danni MATTEO MARCON MOGLIANO. Strade impraticabili, scantinati allagati e alberi abbattuti: per diverse ore, domenica sera, è tornato l'incubo alluvione. Presi d'assalto i centralini di vigili del fuoco e protezione civile. Danni ambientali in via Don Minzoni con decine di litri di gasolio riversati in strada. Il bollettino dei danni causati dal temporale di domenica sera chiama in causa diverse zone della città: via Ronzinella e via Zermanesa completamente allagate, le tende della centralissima Piazza Caduti travolte dal vento. In tilt anche il sistema di pompe del sottopasso ferroviario della provinciale 65, che collega il Terraglio alla tangenziale Ovest e a Zero Branco. Due auto si sono arenate sul fondo allagato e la circolazione è stata bloccata a lungo. Nei pressi del cimitero un violento fulmine ha colpito un albero, il vento lo ha fatto poi cadere sulla carreggiata di via Zermanesa. Gli interventi dei vigili del fuoco, della protezione civile e di Mogliano Ambiente si sono prolungati per tutta la notte in via Ghetto, via Ragazzi del '99, via Piranesi, via Calvi, nella lottizzazione Marchesi e nell'area Sif. Nelle abitazioni il black out alla corrente elettrica, in assenza di gruppi elettrogeni autonomi, ha bloccato le pompe lasciando che l'acqua invadesse i piani interrati. Il diluvio prolungato di domenica ha evocato il ricordo del disastroso fortunale del 26 settembre 2007. «Si è diffuso presto il panico - spiega il presidente dalla protezione civile Giancarlo Nascimben - abbiamo ricevuto decine di telefonate, siamo rimasti in allerta fino alle quattro di notte. Rispetto a due anni fa però non ci sono stati gravi danni ai garage, al massimo qualche decina di centimetri». Anche per sindaco Giovanni Azzolini e Davide Bortolato, assessore ai lavori pubblici, il peggio è stato scongiurato: «Se non fosse stata completata la pompa idrovora di via Vanzo commentano - che serve a sgravare la fossa storta deviando i flussi sullo Zero, oggi i danni sarebbero ben più gravi». Le risorse per questo intervento da 1,2 milioni di euro erano state impegnate due anni fa dal commissario Campanaro, dalla provincia e dal commissario straordinario per l'emergenza idraulica Mariano Carraro. Ma c'è poco da festeggiare: domenica all'acqua si è mischiato anche il gasolio, le conseguenze della fuoriuscita di decine e decine di litri da una cisterna del condominio Vardanega in via Don Minzoni sono gravi. «Hanno invaso anche via Del Macello, che costeggia lo Zero, e via Sciesa - fa notare il sindaco Giovanni Azzolini - il condominio non aveva provveduto alla bonifica della cisterna in seguito all'allacciamento alla rete del gas. Ho emesso un'ordinanza per la bonifica del terreno, i danni sono calcolabili in 80mila euro. Da notare che i responsabili sono i fratelli dell'attuale presidente di Unindustria. Visto che si tratta del proponente del progetto dell'inceneritore c'è da sperare che questa negligenza non sia un vizio di famiglia». Argomento: NORD Pag. 53 Data: 06-07-2010 La Tribuna di Treviso Estratto da pagina: 25 allarme nube tossica a resana emergenza spenta dalla pioggia - (dario guerra) - Provincia Allarme nube tossica a Resana Emergenza spenta dalla pioggia (DARIO GUERRA) RESANA. Pauroso incendio alle 20 di domenica in via Boscalto, all'interno della Recycla, azienda di raccolta e smaltimento rifiuti. A dare l'allarme sono stati gli abitanti di via Caravaggio che hanno visto uscire fumo nero dal capannone e hanno avvertito un forte odore acre. Sono arrivati i vigili del fuoco di Castelfranco. Alte fiamme si erano sprigionate all'interno di un container pieno di rifiuti, incendiatosi per autocombustione qualche ora prima, presumibilmente a causa delle alte temperature di questi giorni. Difficoltoso, ma efficace è stato l'intervento dei vigili del fuoco che hanno lavorato ininterrottamente per qualche ora, all'interno dell'ampio capannone saturo di fumo. Le alte fiamme che si erano sprigionate dal container hanno raggiunto l'altezza del solaio fino a bruciare la copertura e sfondare il tetto. Paura anche per quanto riguarda la tossicità del fumo che poteva sprigionarsi a seguito quell'incendio. L'allarme è presto rientrato grazie anche al lavoro dei vigili del fuoco che hanno immediatamente usato prodotti specifici per attenuare qualsiasi dispersione di tossicità nell'aria. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri di Castelfranco. Fino a tardi i residenti sono stati in angoscia, preoccupati per l'esalazioni. Poi la pioggia caduta abbondante è stata provvidenziale. Argomento: NORD Pag. 54