COMUNE DI OPERA RAPPORTO AMBIENTALE Norme e disposizioni per l’attuazione del PGT Comune di Opera Rapporto Ambientale AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI OPERA SINDACO ETTORE FUSCO VICE SINDACO E ASSESSORE ALL’EDILIZIA E ALL’URBANISTICA GEOM. ANTONINO NUCERA AREA GESTIONE DEL TERRITORIO, ATTIVITA’ PRODUTTIVE E POLIZIA LOCALE RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO DOTT. GIOVANNI DE TOMMASO TECNICO INCARICATO DELLA REDAZIONE DELLA VAS ARCH. SALVATORE CRISAFULLI AUTORITA’ PROCEDENTE ARCH. ROSARIA GAETA AUTORITA’ COMPETENTE DOTT. MARCO CAMPAGNOLI Comune di Opera 12.6.2012 2 2 Comune di Opera Rapporto Ambientale PREMESSA .........................................................................................................................................5 1 INQUADRAMENTO NORMATIVO E FASI PROCEDURALI ......................................................6 1.1 RIFERIMENTI NORMATIVI.................................................................................................8 1.1.1 Il Quadro di Riferimento Europeo ....................................................................................8 1.1.2 Il Quadro di Riferimento Italiano ......................................................................................9 1.1.3 La Legge Regionale 12/2005 e s.m.i: la Valutazione Ambientale Strategica...............10 1.2.3 Gli indirizzi regionali .......................................................................................................10 1.2 LE FASI PROCEDURALI DELLA VAS .............................................................................14 1.2.1 La VAS nella fase di orientamento ed impostazione ....................................................17 1.2.2 La VAS nella fase di adozione e approvazione.............................................................19 1.2.3 La VAS nella fase di attuazione e gestione...................................................................19 1.2.4 Aspetti metodologici trasversali .....................................................................................20 1.3 LA REDAZIONE DEL RAPPORTO AMBIENTALE: FINALITÀ’ E CONTENUTI ..............23 2 QUADRO DI RIFERIMENTO PROGRAMMATICO ...................................................................26 2.1 PIANO TERRITORIALE REGIONALE e PIANO TERRITORIALE PAESAGGISTICO REGIONALE...................................................................................................................................26 2.2 IL PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO PROVINCIALE ................................29 2.3 PIANIFICAZIONE SETTORIALE.......................................................................................31 2.4 IL SISTEMA DEI VINCOLI.................................................................................................36 2.4.1 Vincoli amministrativi .....................................................................................................36 2.4.2 Vincoli per la difesa del suolo ........................................................................................37 2.4.3 Vincoli di tutela e salvaguardia ......................................................................................38 3 QUADRO DI RIFERIMENTO TERRITORIALE ED AMBIENTALE ...........................................39 3.1 SISTEMA SOCIO-ECONOMICO ......................................................................................40 3.1.1 Sistema Sociale .............................................................................................................40 3.1.2 Sistema Economico .......................................................................................................42 3.2 ARIA ...................................................................................................................................44 3.3 SUOLO E SOTTOSUOLO.................................................................................................52 3.4 ACQUA...............................................................................................................................57 3.4.1 Efficienza di depurazione...............................................................................................58 3.4.2 Acque sotterranee..........................................................................................................59 3.5 BIODIVERSITÀ E NATURA ..............................................................................................65 3.6 RUMORE ...........................................................................................................................66 3.7 INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO .......................................................................71 3.8 RIFIUTI...............................................................................................................................76 3.9 AZIENDE A RISCHIO DI INCIDENTE RILEVANTE .........................................................80 4 Il DOCUMENTO DI PIANO ........................................................................................................81 4.1 OBIETTIVI PERSEGUITI DAL DOCUMENTO DI PIANO ................................................82 4.2 INDIVIDUAZIONE AMBITI DI TRASFORMAZIONE.........................................................85 5 VALUTAZIONE DELLA COERENZA DELLE SCELTE DI PIANO............................................87 5.1 ANALISI DELLA COERENZA ESTERNA .........................................................................88 5.2 ANALISI DELLA COERENZA INTERNA ..........................................................................93 6 VALUTAZIONE DEGLI EFFETTI ATTESI DALLE AZIONI DEL DOCUMENTO DI PIANO.....96 7 MONITORAGGIO .....................................................................................................................126 Comune di Opera 12.6.2012 3 3 Comune di Opera Comune di Opera 12.6.2012 Rapporto Ambientale 4 4 Comune di Opera Rapporto Ambientale PREMESSA L’Amministrazione comunale di Opera, con Delibera di Giunta Comunale n. 54 del 16/04/2009, ha dato avvio al procedimento per la costituzione dei tre atti costituenti il Piano di Governo del Territorio (P.G.T.) e con la medesima Delibera al processo di valutazione ambientale dello stesso, attraverso la Valutazione Ambientale Strategica (V.A.S.). Il presente documento rappresenta il Rapporto Ambientale del processo di V.A.S. del Documento di Piano del PGT di Opera. Il Rapporto è corredato, altresì, dalla Sintesi Non tecnica, illustrativa, in linguaggio non tecnico, degli obiettivi, delle metodologie seguite e dei risultati delle valutazioni sulla sostenibilità del piano. Comune di Opera 12.6.2012 5 5 Comune di Opera 1 Rapporto Ambientale INQUADRAMENTO NORMATIVO E FASI PROCEDURALI La presente proposta di Rapporto Ambientale è l’elaborata, ai sensi della Direttiva 42/01/CE, e delle norme nazionali e regionali in materia (D.lgs 152/2006 e ss.mm.ii, LR 12/2005, DCR n.351 del 27.03.2007 e DGR n.6420 del 27.12.2007), ed è prevista ai fini della VAS (Valutazione Ambientale Strategica) del Piano di Governo del Territorio del Comune di Milano. Il documento si inquadra nelle più complessive attività previste dal processo integrato di pianificazione e valutazione. In particolare costituisce, insieme alla proposta di Documento di Piano, l’elaborato tecnico messo a disposizione delle Autorità competenti in materia ambientale e dei soggetti interessati al fine di raccogliere indicazioni prima dell’adozione del Piano stesso. La Valutazione Ambientale Strategica (VAS) concerne la valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sull’ambiente ed è introdotta a livello europeo dalla Direttiva 2001/42/CE. L’obiettivo della VAS indicato nella direttiva comunitaria è quello di “..garantire un elevato livello di protezione dell’ambiente e contribuire all’integrazione di considerazioni ambientali all’atto dell’elaborazione e dell’adozione di piani e programmi al fine di promuovere lo sviluppo sostenibile assicurando che venga effettuata la valutazione ambientale di determinati piani e programmi che possono avere effetti significativi sull’ambiente..” (art. 1) Un piano, che si pone l’obiettivo di una pianificazione sostenibile, deve contemplare l’integrazione di tre concetti fondamentali: • sostenibilità ambientale • sostenibilità economica • sostenibilità sociale La Direttiva rappresenta, inoltre, uno strumento per l’attuazione di due pilastri della politica comunitaria: il principio di integrazione e di partecipazione dei cittadini al processo decisionale. Quest’ultimo concetto e’ stato introdotto dalla Convenzione di Aarhus del 1998 (entrata in vigore il 30/10/2001), che definisce un nuovo modello di governance ambientale fondato su tre pilastri: l’accesso all’informazione ambientale, la partecipazione del pubblico ai processi decisionali, l’accesso alla giustizia. La fase di partecipazione deve garantire a tutti i partecipanti la possibilità di accedere all’informazione minima delle fasi decisionali, in modo da poter esprimere le proprie considerazioni e conoscere gli orientamenti espressi dagli altri soggetti coinvolti. A tal fine possono essere utilizzati strumenti informatici per la diffusione delle informazioni, pubblicando su siti web dedicati le fasi della valutazione e attivando Forum tematici, invitando così i principali stakeholders a prendere visione dei documenti e fornire i propri contributi. I risultati del processo di partecipazione devono essere resi pubblici e divenire parte integrante del processo di VAS. La direttiva stabilisce alcuni obblighi generali che riguardano (art. 4): Comune di Opera 12.6.2012 6 6 Comune di Opera Rapporto Ambientale • i tempi di redazione della VAS, che deve essere effettuata contestualmente alla preparazione del piano/programma o all’avvio della relativa procedura legislativa; • la necessità di evitare duplicazioni della valutazione nel caso in cui si debbano analizzare p/p gerarchicamente ordinati, considerando che la VAS dovrà essere effettuata ai vari livelli della gerarchia; • la possibilità di prevedere (art.11) procedure coordinate comuni nel caso in cui si dovesse effettuare una valutazione ambientale riguardante programmi comunitari (ad esempio la Direttiva 43/92/CEE). L’art. 5 della Direttiva comunitaria specifica che “nel caso sia necessaria una valutazione ambientale ai sensi dell’articolo 3, paragrafo 1, deve essere redatto un rapporto ambientale in cui siano individuati, descritti e valutati gli effetti significativi che l’attuazione del piano o programma potrebbe avere sull’ambiente nonché le ragionevoli alternative alla luce degli obiettivi e dell’ambito territoriale del p/p”. Nell’Allegato 1 della Direttiva vengono riportati in dettaglio i contenuti e le informazioni che devono essere contenute nel rapporto ambientale. La Direttiva Comunitaria è stata recepita in Lombardia tramite la LR 12/2005 “Legge sul Governo del Territorio” e a livello nazionale dal D.lgs 152/2006 (Testo Unico Ambientale), successivamente modificato con il D.lgs 4/2008 e con D.lgs 128/2010. Il Comune di Opera si è mosso all’interno del contesto normativo regionale avviando formalmente la procedura di VAS mediante sul quotidiano La Padania in data 28 aprile 2009 e sul proprio sito web. Il reporting per la VAS prevede in Regione Lombardia due elaborati, corrispondenti a diverse fasi del processo: • un Documento di Scoping al termine della Fase di Orientamento del Piano; • il Rapporto Ambientale completo prima dell’adozione del Piano. Per il PGT di Opera il Documento di Scoping è stato a suo tempo prodotto e messo a disposizione delle Autorità competenti per gli aspetti ambientali e dei soggetti interessati a partire dal 2/11/2010 Comune di Opera 12.6.2012 7 7 Comune di Opera 1.1 Rapporto Ambientale RIFERIMENTI NORMATIVI 1.1.1 Il Quadro di Riferimento Europeo La normativa sulla Valutazione Ambientale Strategica ha come riferimento principale la Direttiva 2001/42/CE. L’obiettivo generale della Direttiva è quello di “…garantire un elevato livello di protezione dell’ambiente e di contribuire all’integrazione di considerazioni ambientali all’atto dell’elaborazione e dell’adozione di piani e programmi al fine di promuovere lo sviluppo sostenibile, ... assicurando che ... venga effettuata la valutazione ambientale di determinati piani e programmi che possono avere effetti significativi sull’ambiente” (art 1). La Direttiva stabilisce che “per «valutazione ambientale» s’intende l’elaborazione di un rapporto di impatto ambientale, lo svolgimento delle consultazioni, la valutazione del rapporto ambientale e dei risultati delle consultazioni nell’iter decisionale e la messa a disposizione delle informazioni sulla decisione...”. Per “rapporto ambientale” si intende la parte della documentazione del piano o programma “... in cui siano individuati, descritti e valutati gli effetti significativi che l’attuazione del piano o programma potrebbe avere sull’ambiente nonché le ragionevoli alternative alla luce degli obiettivi e dell’ambito territoriale del piano o programma”. I contenuti di tale Rapporto Ambientale sono definiti nell’Allegato I della Direttiva, come di seguito riportato. La Direttiva introduce altresì l’opportunità di verificare, a livello preliminare, se i piani o i programmi possono avere effetti significativi sull'ambiente. A tale scopo gli Stati membri tengono comunque conto dei pertinenti criteri di cui all'Allegato II, al fine di garantire che i piani e i programmi con probabili effetti significativi sull'ambiente rientrino nell'ambito di applicazione della Direttiva 42/2001. Comune di Opera 12.6.2012 8 8 Comune di Opera Rapporto Ambientale TEMI CONTENUTI SPECIFICI 1. Il Piano/Programma a) illustrazione dei contenuti, degli obiettivi principali del piano o programma e del rapporto con altri pertinenti piani o programmi 2. Ambiente considerato b) aspetti pertinenti dello stato attuale dell'ambiente e sua evoluzione probabile senza l'attuazione del piano o del programma c) caratteristiche ambientali delle aree che potrebbero essere significativamente interessate d) qualsiasi problema ambientale esistente, pertinente al piano o programma, ivi compresi in particolare quelli relativi ad aree di particolare rilevanza ambientale, quali le zone designate ai sensi delle direttive 79/409/CEE e 92/43/CEE 3. Confronto con gli obiettivi di protezione ambientale e) obiettivi di protezione ambientale stabiliti a livello internazionale, comunitario o degli Stati membri, pertinenti al piano o al programma, e il modo in cui, durante la sua preparazione, si è tenuto conto di detti obiettivi e di ogni considerazione ambientale 4. Effetti del Piano/Programma sull’ambiente f) possibili effetti significativi sull'ambiente, compresi aspetti quali la biodiversità, la popolazione, la salute umana, la flora e la fauna, il suolo, l'acqua, l'aria, i fattori climatici, i beni materiali, il patrimonio culturale, anche architettonico e archeologico, il paesaggio e l'interrelazione tra i suddetti fattori 5. Misure per il contenimento degli effetti negativi g) misure previste per impedire, ridurre e compensare nel modo più completo possibile gli eventuali effetti negativi significativi sull'ambiente dell'attuazione del piano o del programma 6. Organizzazione delle informazioni h) sintesi delle ragioni della scelta delle alternative individuate e una descrizione di come è stata effettuata la valutazione, nonché le eventuali difficoltà incontrate (ad esempio carenze tecniche o mancanza di know-how) nella raccolta delle informazioni richieste 7. Monitoraggio i) descrizione delle misure previste in merito al monitoraggio di cui all'articolo 10 8. Sintesi non tecnica j) sintesi non tecnica delle informazioni di cui alle lettere precedenti Contenuto del Rapporto Ambientale secondo l’Allegato I della DIR 2001/42/CE 1.1.2 Il Quadro di Riferimento Italiano Il quadro legislativo nazionale di riferimento per la Valutazione Ambientale Strategica comprende: • il D.lgs 152/2006 (definito anche “Codice dell’Ambiente”), entrato in vigore il 1 agosto 2007, la cui Parte Seconda tratta in modo integrato la materia di VIA, VAS e IPPC, recependo per la VAS la Direttiva comunitaria 42/2001; • il D.lgs n° 4 del 16/01/2008, che modifica gli ordinamenti della Parte seconda del D.Lgs 152/2006, definisce l’attuale quadro nazionale di riferimento in materia di VAS, VIA, IPPC e Valutazione di Incidenza; Comune di Opera 12.6.2012 9 9 Comune di Opera Rapporto Ambientale • il D.lgs n° 128 del 29/06/2010 modica ed integra diverse parti della normativa ambientale contenuta nel D.Lgs. n. 152/2006, le novità più evidenti concernono le norme che definiscono il campo di applicazione della procedura di Valutazione d’Impatto Ambientale. 1.1.3 La Legge Regionale 12/2005 e s.m.i: la Valutazione Ambientale Strategica La Valutazione Ambientale Strategica è introdotta al solo art. 4. della LR 12/2005. Viene qui disposto che il Documento di Piano, essendo lo strumento che elabora gli obiettivi strategici e le azioni di sviluppo, deve essere sottoposto, insieme alle relative varianti, a Valutazione Ambientale Strategica (VAS) in recepimento della Direttiva 2001/42/CE. L’applicazione della VAS al Documento di Piano costituisce una novità introdotta dall’art. 4 della legge regionale. Come esplicitato nell’art. 4, comma 2, la VAS deve essere “effettuata durante la fase preparatoria del Piano o del programma ed anteriormente alla sua adozione o all’avviso della relativa procedura di approvazione”. La VAS, dunque, deve essere redatta contestualmente al Documento di Piano, integrarsi al processo pianificatorio fin dal suo inizio e rappresentare un decisivo fattore di governance e di legittimazione delle scelte. Il significato chiave della Valutazione Ambientale Strategica è la capacità di interagire col processo di pianificazione ed orientarlo verso la sostenibilità, considerando diverse forme di integrazione. Innanzitutto deve sempre essere evidenziata l’interrelazione tra il processo di pianificazione e la valutazione ambientale durante la redazione di un piano o programma: il dialogo tra i due strumenti per il governo del territorio permette correzioni e miglioramenti continui che rendono il prodotto finale più maturo e consistente. L’integrazione deve altresì riguardare i diversi enti ed organi della pubblica amministrazione coinvolti nella stesura del p/p, soprattutto nelle fasi di scelte iniziali strategiche di piano. Infine il concetto di “sostenibilità” implica considerazioni congiunte a livello ambientale, sociale ed economico: tali valutazioni, spesso piuttosto difficoltose, permettono una visione più ampia delle problematiche ed un livello di conoscenza maggiore e ben più utile di quelli che emergono in analisi specifiche di settore. 1.2.3 Gli indirizzi regionali DCR 13 marzo 2007, n. VIII/0351 I criteri attuativi relativi al processo di VAS sono contenuti nel documento “Indirizzi generali per la valutazione ambientale di piani e programmi”, approvato dal Consiglio Regionale in data 13 marzo 2007 (D.C.R. 13 marzo 2007, n. VIII/351), il quale presenta una dettagliata serie di indicazioni, in attuazione di quanto previsto dall’art 4 della legge regionale sul governo del territorio. Comune di Opera 12.6.2012 10 10 Comune di Opera Rapporto Ambientale Le indicazioni in attuazione di quanto previsto dall’art 4 della legge regionale sul governo del territorio più significative sono di seguito riportate: - la necessità di una stretta integrazione tra percorso di piano e istruttoria di VAS; - la VAS deve essere intesa come un processo continuo che si estende a tutto il ciclo vitale del piano, prendendo in considerazione anche le attività da svolgere successivamente al momento di approvazione del piano, nelle fasi di attuazione e gestione; - la VAS deve “essere effettuata il più a monte possibile, durante la fase preparatoria del P/P [piano/programma] e anteriormente alla sua adozione o all’avvio della relativa procedura legislativa”; - nella fase di preparazione e di orientamento, l’avvio del procedimento di VAS con apposito atto, reso pubblico, individuando l’Autorità competente, gli enti territorialmente interessati e le Autorità ambientali, l’indizione della conferenza di valutazione e le modalità di informazione e di partecipazione del pubblico; - nella fase di elaborazione e redazione del piano, l’individuazione degli obiettivi del piano, la definizione delle alternative, delle azioni attuative conseguenti, l’elaborazione del Rapporto Ambientale comprensivo del programma di monitoraggio; - l’Autorità competente per la VAS esprime la valutazione sul piano prima dell’adozione del medesimo, sulla base degli esiti della conferenza di valutazione e della consultazione pubblica; - i momenti di adozione e approvazione sono accompagnati da una dichiarazione di sintesi nella quale si sintetizzano gli obiettivi ambientali, gli effetti attesi, le ragioni per la scelta dell’alternativa, e il programma di monitoraggio, e come il parere dell’Autorità competente sia stato preso in considerazione negli elaborati del piano; - dopo l’approvazione del piano vengono avviate le attività di attuazione e gestione del monitoraggio e le connesse attività di valutazione e partecipazione. La normativa vigente considera la partecipazione come uno degli elementi cardine della valutazione ambientale strategica. La Direttiva Europea 2001/42/CE dedica specifica attenzione alle consultazioni all’art 6, e demanda (art. 6, comma 5) agli Stati membri la determinazione delle modalità specifiche di informazione e consultazione elle Autorità e del pubblico. Anche la Direttiva 2003/4/CE (accesso del pubblico all'informazione ambientale) e la Direttiva 2003/35/CE (partecipazione del pubblico nell'elaborazione di taluni piani e programmi in materia ambientale) evidenziano la necessità di prevedere una partecipazione effettiva del pubblico, che sia allargata a tutte le fasi del processo di pianificazione. Al punto 5 le linee d’indirizzo sulla VAS raccomandano di attivare l’integrazione della dimensione ambientale nei piani a partire dalla fase di impostazione del piano stesso. Comune di Opera 12.6.2012 11 11 Comune di Opera Rapporto Ambientale Il testo normativo prevede una serie articolata di corrispondenze per garantire un’effettiva integrazione tra piano e valutazione durante tutto il percorso di sviluppo, attuazione e gestione, del piano. Al punto 6 prevedono una serie di indicazioni puntuali per integrare il processo di partecipazione nel piano. Per ciascuna fase significativa di costruzione del piano, così come per le successive fasi di attuazione e gestione, devono essere previste le seguenti attività di partecipazione (Schema B, Punto 6.4) al fine di “…arrivare ad accordi e soluzioni per ciascuna fase, in maniera che i soggetti partecipanti vedano riflesse le loro opinioni in tutto il processo e possano constatare la qualità che il loro sforzo conferisce al piano/programma”: - selezione del pubblico e delle Autorità da consultare; - informazione e comunicazione ai partecipanti; - fase di contributi / osservazioni dei cittadini; - divulgazione delle informazioni sulle integrazioni delle osservazioni dei partecipanti al processo. Sempre al punto 6 viene raccomandato di procedere alla richiesta di pareri e contributi ai soggetti esterni, e più in generale al pubblico, nei seguenti momenti del processo decisionale: - fase di orientamento e impostazione; - eventuale verifica di esclusione (Screening) del piano; - fase di elaborazione del piano; - prima della fase di adozione; - al momento della pubblicazione del piano adottato. DGR 8/6420 del 27.12.2007 Con D.G.R. 27 dicembre 2007, n. VIII/6420 “Ulteriori adempimenti di disciplina in attuazione dell'articolo 4 della Legge Regionale 11 marzo 2005 n. 12, (Legge per il governo del territorio)” e degli "indirizzi generali per la valutazione ambientale dei piani e programmi" approvati con deliberazione dal Consiglio Regionale il 13 marzo 2007 atti n. VIII/0351.(provvedimento n. 1)”, si sono successivamente approvati gli indirizzi regionali per le VAS dei piani e programmi (D.C.R. VIII/0351 del 2007) attualmente vigenti, e si è specificata ulteriormente la procedura per la VAS del Documento di Piano dei PGT (Allegato 1a della DGR). I Soggetti interessati da procedimento sono: • l’Autorità procedente (ovvero la pubblica amministrazione che attiva le procedure di redazione e di valutazione del Piano); • l’Autorità competente per la VAS; • i soggetti competenti in materia ambientale; • enti territorialmente interessati; • il pubblico. Comune di Opera 12.6.2012 12 12 Comune di Opera Rapporto Ambientale L’Autorità competente per la VAS (Autorità con compiti di tutela e valorizzazione ambientale, individuata dalla pubblica amministrazione, che collabora con l’Autorità procedente / proponente nonché con i soggetti competenti in materia ambientale, al fine di curare l’applicazione della direttiva e dei presenti indirizzi) è individuata con atto formale reso pubblico mediante inserzione sul web. Tale Autorità è individuata: • all’interno dell’ente tra coloro che hanno compiti di tutela e valorizzazione ambientale; • in un team interdisciplinare che comprenda, oltre a coloro che hanno compiti di tutela e valorizzazione ambientale, anche il responsabile di procedimento del DdP o altri, aventi compiti di sovrintendere alla direzione generale dell’Autorità procedente; • mediante incarico a contratto per alta specializzazione in ambito di tutela e valorizzazione ambientale ai sensi dell’articolo 110 del D.lgs 18 agosto 2000, n. 267. Un passaggio fondamentale per la VAS è la consultazione obbligatoria di soggetti competenti in materia ambientale (strutture pubbliche competenti in materia ambientale e della salute per livello istituzionale, o con specifiche competenze nei vari settori, che possono essere interessati dagli effetti dovuti all’applicazione del piano o programma sull’ambiente, come ad esempio: ARPA, ASL, gli enti gestori delle aree protette, la sovrintendenza, ecc.). Il pubblico è definito come una o più persone fisiche o giuridiche, secondo la normativa vigente, e le loro associazioni, organizzazioni o gruppi, che soddisfino le condizioni incluse nella Convenzione di Aarhus, ratificata con la legge 16 marzo 2001, n. 108 (Ratifica ed esecuzione della Convenzione sull’accesso alle informazioni, la partecipazione del pubblico ai processi decisionali e l’accesso alla giustizia in materia ambientale, con due allegati, fatte ad Aarhus il 25 giugno 1998) e dalle direttive 2003/4/CE e 2003/35/CE. Le Modalità di Consultazione, Comunicazione e Informazione sono elementi imprescindibili della valutazione ambientale. Il Punto 6 degli Indirizzi generali (D.C.R. VIII/0351 del 2007) prevede l’allargamento della partecipazione a tutto il processo di pianificazione, individuando strumenti atti a perseguire obiettivi di qualità. La partecipazione è supportata da forme di comunicazione e informazione e dalla consultazione che si avvale della Conferenza di Valutazione. Conferenza di Valutazione: al fine di acquisire elementi informativi volti a costruire un quadro conoscitivo condiviso, per quanto concerne i limiti e le condizioni per uno sviluppo sostenibile, e ad acquisire i pareri dei soggetti interessati è attivata la Conferenza di Valutazione. Comune di Opera 12.6.2012 13 13 Comune di Opera Rapporto Ambientale L’Autorità procedente, d’intesa con l’Autorità competente per la VAS, convoca alla Conferenza di Valutazione i soggetti competenti in materia ambientale, gli enti territorialmente interessati e l’Autorità competente in materia di Rete Natura 2000. La Conferenza di Valutazione è articolata in almeno due sedute: • la prima, di tipo introduttivo è volta ad illustrare il documento di orientamento (Scoping) e ad acquisire pareri, contributi ed osservazioni nel merito; • la seconda, è finalizzata a valutare il DdP e il Rapporto Ambientale, esaminare le osservazioni ed i pareri pervenuti, prendere atto degli eventuali pareri obbligatori (eventuale raccordo con Verifica di VIA e Valutazione di Incidenza) previsti. Di ogni seduta della conferenza è predisposto apposito verbale. Comunicazione e Informazione caratterizzano il processo decisionale partecipato, sia del Documento di Piano sia della VAS, volto ad informare e a coinvolgere il pubblico. L’Autorità procedente, d’intesa con l’Autorità competente per la VAS, provvede a: • individuare i singoli settori del pubblico interessati all’iter decisionale; • definire le modalità di informazione e di partecipazione del pubblico. Relativamente alle associazioni, organizzazioni o gruppi, in relazione al DdP, si ritiene opportuno: • individuare tutte le realtà presenti nel territorio considerato, a seconda delle loro specificità; • avviare con loro momenti di informazione e confronto. 1.2 LE FASI PROCEDURALI DELLA VAS Le norme regionali lombarde prevedono che la procedura di Valutazione Ambientale Strategica sia un processo contestuale alla stesura del PGT, ed è quindi necessario avviare un procedimento parallelo alla redazione del Documento di Piano, così da motivare le scelte sotto il profilo della sostenibilità ambientale. La piena integrazione delle dimensioni ambientale, economica e sociale nella pianificazione e programmazione implica un evidente cambiamento rispetto alla concezione derivata dalla applicazione della Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) dei singoli progetti. L’integrazione della dimensione ambientale e la valutazione del suo livello di efficacia devono essere effettive a partire dalla fase di impostazione, fino alla sua attuazione e revisione. L’integrazione deve essere effettiva e continua e deve svilupparsi durante tutte le quattro fasi principali del ciclo di vita di un p/p previste dalla DRG 8/6420: Comune di Opera 12.6.2012 14 14 Comune di Opera Rapporto Ambientale • orientamento e impostazione: definisce gli orientamenti iniziali di piano sulla base di una prima analisi di sostenibilità • elaborazione e redazione: comprende la definizione dell’ambito di influenza di un piano o programma e le relative analisi di contesto • (consultazione) adozione/approvazione: comprende la consultazione degli stakeholders e del pubblico interessati alla stesura del piano o programma • attuazione e gestione (monitoraggio): comprende l’attuazione, il monitoraggio del piano e la verifica periodica degli effetti delle azioni di piano Si riporta schematicamente nella tabella sottostante la sequenza delle fasi che caratterizza sia il processo di redazione del piano, sia il processo parallelo di Valutazione Ambientale Strategica, mettendo in evidenza l’integrazione tra i due strumenti che caratterizza tutte le fasi procedurali Comune di Opera 12.6.2012 15 15 Comune di Opera Comune di Opera 12.6.2012 Rapporto Ambientale 16 16 Comune di Opera Rapporto Ambientale 1.2.1 La VAS nella fase di orientamento ed impostazione Nella fase iniziale di “orientamento ed impostazione” la procedura di VAS deve essere formalmente avviata mediante la pubblicazione, da parte dell’autorità procedente, di apposito avviso sul BURL (Bollettino Ufficiale Regione Lombardia) e su almeno su un quotidiano a diffusione nazionale. Durante la fase di avvio del procedimento devono essere specificate: • l’autorità responsabile della Valutazione Ambientale (per la valutazione ambientale del Documento di Piano del nuovo PGT è stato nominato come responsabile il Dott. Marco Campagnoli Direttore del Settore Ambiente del Comune di Opera); • le autorità ambientali e gli enti territoriali interessati al processo di VAS da invitare alle conferenze di valutazione (a questo proposito la pubblica amministrazione ha già avviato delle conferenze introduttive con alcuni stakeholders, per evidenziare le politiche strategiche e gli obiettivi di sviluppo sostenibile di alcuni Enti direttamente coinvolti nella gestione del territorio: ARPA, ASL 2, Parco Agricolo Sud Milano, TASM …); • i settori degli enti pubblici interessati all’iter decisionale; • le modalità di informazione e di partecipazione del pubblico, di diffusione e pubblicizzazione delle informazioni (forum tematici, workshop, pubblicazione dei documenti sul web); • la rilevanza di possibili effetti transfrontalieri, come previsto dall’art. 7 della Direttiva comunitaria. Nella fase iniziale di redazione del piano il processo di valutazione deve procedere ad un’analisi preliminare di sostenibilità sugli orientamenti delle proposte pianificatorie. Tale analisi si traduce in una visione globale preliminare degli aspetti ambientali che potrebbero subire benefici o pregiudizio a seguito dell’attuazione del p/p e nell’illustrazione delle scelte politiche di sviluppo che si intendono perseguire. Il documento non si propone di essere uno studio esaustivo sulle impostazioni di piano, ma costituisce un utile strumento per facilitare l’identificazione del sistema degli obiettivi, improntati sul perseguimento dello sviluppo sostenibile. Il processo di Valutazione Ambientale, nel definire gli orientamenti del Piano, è finalizzato a stimare il grado di sostenibilità delle proposte iniziali che sono alla base del nuovo processo di pianificazione. Questo primo esame porta a determinare la necessità o meno di sviluppare tutto il processo di VAS (screening); L’obbligo di attuazione o il mancato espletamento della procedura è regolato e definito giuridicamente: per quanto concerne il PGT, l’art. 4 della LR 12/2005 sancisce l’obbligatorietà di sottoporre a Valutazione Ambientale il Documento di Piano. In questo caso, dunque, la procedura di screening non è necessaria e si esaurisce con l’Avvio del Procedimento di VAS, contestualmente alla procedura di formazione del PGT. Comune di Opera 12.6.2012 17 17 Comune di Opera Rapporto Ambientale I Soggetti coinvolti nel processo di VAS L’art. 6 della Direttiva comunitaria 42/2001 definisce che le autorità con specifiche competenze ambientali, interessate agli effetti sull’ambiente dovuti all’applicazione di piani e programmi, devono essere consultate in merito alla natura e alle informazioni da includere nel rapporto ambientale e sul loro livello di dettaglio (art. 5, comma 4). Questo rapporto dialettico dovrà essere mantenuto durante tutto l’iter procedurale della VAS. In mancanza di un elenco di “Soggetti competenti in materia ambientale” definito a livello nazionale, per la loro individuazione si sono considerate le competenze ambientali istituzionalmente attribuite agli stessi, mentre per la consultazione degli Enti sono stati presi in considerazione quelli interessati alla gestione del territorio e alle ricadute ambientali del PGT e quelli che, viceversa, potrebbero comportare impatti sul territorio comunale a seguito delle proprie attività. A questo proposito si riporta una tabella dei “Soggetti competenti in materia ambientale” e degli “Enti territorialmente interessati” che devono necessariamente partecipare alla procedura di VAS (si escludono i settori interni all’amministrazione comunale). Elenco dei Soggetti competenti in materia ambientale - A.R.P.A. Lombardia; - A.S.L. n.2; - Sovrintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici della Provincia di Milano; - Sovrintendenza per i Beni Archeologici della Provincia di Milano; - Parco Agricolo Sud Milano; - TASM s.p.a. Elenco degli Enti territorialmente interessati - Regione Lombardia DG Territorio e DG Ambiente; - Provincia di Milano; - Comuni contermini: San Giuliano Milanese, Milano, San Donato Milanese, Rozzano, Pieve Emanuele e Locate Triulzi Oltre alle autorità con competenze ambientali e agli enti territorialmente interessati, la normativa prevede anche un confronto attivo, durante le conferenze di valutazione, con: • associazioni ambientaliste (Legambiente, Italia Nostra, Greenpeace, WWF, LIPU…); • associazioni di categoria (Assolombarda, Confindustria, Confcommercio, Confesercenti, Camera di Commercio,…); • associazioni culturali e sportive; • ordini professionali (Ordine degli architetti, ecc…); Comune di Opera 12.6.2012 18 18 Comune di Opera Rapporto Ambientale • mondo della ricerca e dell’istruzione (Università, ecc….); • settori del pubblico interessati all’iter decisionale. 1.2.2 La VAS nella fase di adozione e approvazione Al termine della vera e propria redazione del Documento di Piano è prevista una fase di consultazione delle autorità competenti e del pubblico in relazione alla proposta di Piano e al Rapporto Ambientale; eventuali proposte alternative pervenute all’Amministrazione responsabile procedente alla formazione del DdP devono essere valutate con gli stessi metodi e criteri utilizzati per la proposta di piano. Pareri e osservazioni saranno resi pubblici e faranno parte del dibattito che porterà alla definitiva versione del Piano. Nella consultazione sul Rapporto Ambientale la partecipazione delle autorità competenti e del pubblico costituiscono un esplicito riferimento al diritto all’informazione e alla partecipazione delle decisioni secondo quanto stabilito nella Convenzione di Aarhus. Le autorità da coinvolgere sono già state definite nella fase di impostazione del piano, ma in questa fase l’identificazione originaria può essere allargata e completata. Il responsabile del procedimento dovrà informare le autorità ed i soggetti consultati in merito alle decisioni prese mettendo a loro disposizione una “Dichiarazione di Sintesi”, nella quale vengono esplicitati il modo in cui le considerazioni ambientali sono state integrate nel p/p e di come si è tenuto conto del Rapporto Ambientale e delle risultanze delle consultazioni, dei pareri e delle osservazioni ricevuti. La Dichiarazione di Sintesi deve contenere le ragioni dell’accoglimento o del mancato accoglimento delle osservazioni e delle proposte avanzate nelle scelte di Piano. Ultimate queste procedure, la “Dichiarazione” diviene poi oggetto di adozione ed approvazione insieme al Documento di Piano. 1.2.3 La VAS nella fase di attuazione e gestione Dal punto di vista ambientale l’attuazione/gestione degli obiettivi del Documento di Piano è una fase cruciale del ciclo di vita del Documento stesso, poiché è proprio a questo livello che si manifestano efficacia e reale utilità del processo di Valutazione Ambientale. Di fondamentale importanza risulta, in particolare, la gestione del programma di monitoraggio ambientale e la valutazione periodica del conseguimento degli obiettivi di sostenibilità. I rapporti di monitoraggio, basati sulle informazioni fornite degli indicatori “descrittivi” (monitoraggio ambientale) o “prestazionali” (monitoraggio del Piano), rappresentano documenti di pubblica consultazione che l’Amministrazione responsabile della formazione ed attuazione del Piano dovrà emanare con una periodicità fissata all’interno del dedicato capitolo del Rapporto Ambientale; il Comune di Opera 12.6.2012 19 19 Comune di Opera Rapporto Ambientale primo tipo di monitoraggio serve tipicamente per la stesura delle Redazioni sullo Stato dell’Ambiente (RSA), il secondo ha lo scopo di valutare l’efficacia ambientale delle misure di Piano. Il monitoraggio tramite l’utilizzo di indicatori descrittivi, essendo un’attività di tipo istituzionale utile non solo alla VAS ma anche per altri tipi di procedure, viene di norma effettuato da Enti sovraordinati (Arpa, Regioni…), mentre quello con indicatori prestazionali può essere, invece, affidato all’amministrazione responsabile della redazione del Documento di Piano. In seguito ai risultati di queste pubblicazioni, l’Amministrazione procedente può decidere se e come intervenire sul Piano stesso: qualora, infatti, gli scostamenti tra i valori previsti e quelli effettivamente registrati fossero significativi e la responsabilità degli effetti inattesi imputabile a interventi previsti o già realizzati, sarebbe corretto procedere ad una revisione del Documento di Piano. Qualora, invece, si registrino differenze modeste, l’Amministrazione potrebbe decidere comunque di continuare con il monitoraggio senza effettuare cambiamenti, sussistendo anche la possibilità che tali scostamenti siano dovuti a particolari condizioni contingenti. Un parere sulla necessità di interventi retroattivi può anche essere espresso dai cittadini e dagli altri enti territorialmente competenti (Autorità Ambientali coinvolte), ai quali deve essere garantito l’accesso alle relazioni di monitoraggio, la possibilità di verificarne i contenuti, la facoltà di esprimere osservazioni e segnalare necessità di integrazioni. I rapporti di monitoraggio sono dei documenti di pubblica consultazione e ciascun Ente deve definire la cadenza dei monitoraggi da effettuare in relazione alla descrizione nel Rapporto Ambientale. La cadenza dipenderà dal tipo di indicatori utilizzati; potrebbe essere prevista una prima verifica sull’andamento entro 6 mesi-1 anno, in modo da verificare se si rivelino, nell’immediato, effetti del piano che non siano stati adeguatamente previsti nelle fasi di programmazione. 1.2.4 Aspetti metodologici trasversali Gli aspetti trasversali al Piano sono processi che accompagnano tutte le fasi della redazione del piano stesso, per consentire un alto livello di sostenibilità ed una maggior integrazione del processo di VAS con la pianificazione territoriale. Tra queste componenti aspetti si collocano la base di conoscenza comune, la partecipazione dei diversi soggetti coinvolti e la comunicazione/informazione che deve rendere ripercorribile l’intero processo. La base di conoscenza comune Nelle diverse fasi del processo di VAS, sopra descritte, occorre attingere, a differenti livelli di dettaglio, ad informazioni di base sull’ambiente ed il territorio: tale processo di ricerca risulta indispensabile non solo per un’analisi del quadro conoscitivo ambientale e territoriale, ma anche Comune di Opera 12.6.2012 20 20 Comune di Opera Rapporto Ambientale per l’articolazione degli obiettivi, per la costruzione dello scenario di riferimento, per la predisposizione del monitoraggio e per la valutazione degli effetti ambientali in fase di attuazione. La base di conoscenza diviene, quindi, uno strumento necessario di collegamento tra le fasi della Valutazione Ambientale. Nella costruzione di tale scenario, regioni e province dovrebbero svolgere un ruolo, sia come centro di raccolta e di organizzazione delle informazioni provenienti dai vari livelli, sia come centro di elaborazioni di una base di dati costantemente aggiornata ed accessibile a tutti. La raccolta sistematica delle informazioni territoriali ed ambientali viene svolta, per quanto di competenza, anche da altri soggetti che si occupano di gestione del territorio, quali gli Enti gestori dei parchi, Autorità di bacino, Agenzie Regionali per la Protezione dell’Ambiente. Le informazioni da ricercare dovrebbero contemplare una serie di componenti da considerare nella valutazione degli impatti, come esplicitato nella Direttiva 42/01, Allegato 1, che definisce i contenuti del Rapporto Ambientale: si tratta di temi quali la biodiversità, la popolazione, la salute umana, la flora e la fauna, il suolo, i beni materiali ed ambientali, il patrimonio culturale, il paesaggio e le interrelazioni tra i diversi fattori. La partecipazione dei diversi soggetti Allo stato attuale i riferimenti normativi che regolano la partecipazione esterna al Piano sono basati sui contenuti della Convenzione di Aarhus, della Direttiva 42/01/CE sulla VAS e del protocollo UNECE sulla Valutazione Ambientale Strategica. L’ultimo documento prevede in particolare l’allargamento della partecipazione del pubblico a tutto il processo di pianificazione/programmazione; mentre, dalle sperimentazioni effettuate fino ad oggi, la partecipazione si limita soltanto alla fase di consultazione. Una corretta ed esaustiva successione di interventi esterni dovrebbe interessare tutte le fasi della VAS ed in particolare: - in fase di orientamento ed impostazione: selezione del pubblico e delle autorità da consultare; - in fase di elaborazione e redazione: informazione e comunicazione ai soggetti partecipanti; - in fase di consultazione, adozione e approvazione: contributi e osservazioni del vari soggetti; - in fase di attuazione e gestione: divulgazione delle informazioni sulle osservazioni dei partecipanti al processo Gli strumenti da utilizzare per la partecipazione devono garantire l’informazione minima a tutti i soggetti interessati, per assicurare la trasparenza e la ripercorribilità delle fasi, e gli esiti del processo dovrebbero incidere significativamente sull’elaborazione del piano o programma. Comune di Opera 12.6.2012 21 21 Comune di Opera Rapporto Ambientale Negoziazione e concertazione L’amministrazione responsabile del processo di VAS dovrebbe individuare, nella fase di impostazione iniziale, gli enti interessati a vario titolo agli effetti potenziali dovuti alle scelte di piano; tali soggetti devono essere coinvolti mediante un processo di negoziazione e concertazione allo scopo di concordare strategie ed obiettivi generali e ricercare il consenso tra i vari attori istituzionali. Questa fase può determinare anche la discussione dei contenuti nelle successive fasi del processo e prima dell’adozione del Piano. L’importanza di questa fase è maggiormente comprensibile se si considera che gli impatti ambientali non coincidono con i confini amministrativi, ma normalmente travalicano i limiti degli enti preposti alla redazione del piano stesso. Consultazione e informazione L’ente responsabile della pianificazione deve poter rendere credibile un processo di valutazione Ambientale: per questo motivo è necessaria la richiesta di pareri e consigli provenienti da Enti esterni all’amministrazione. Ai sensi della Direttiva comunitaria, i soggetti da attivare nella consultazione sono: • autorità che, per le loro specifiche competenze ambientali, possono essere interessate agli effetti sull’ambiente dovuti all’applicazione di un piano o programma; • settori del pubblico interessati all’iter decisionale, incluse le organizzazioni non governative come quelle che promuovono la tutela dell’ambiente ed altre organizzazioni interessate; Dovrebbero, dunque, intervenire nel processo le ARPA, settori della Regione e della Provincia con competenze ambientali, le ASL, le Autorità di bacino gli enti gestori dei parchi, le università e i centri di ricerca… I settori del pubblico da coinvolgere possono invece comprendere associazioni ambientaliste (WWF, Legambiente..), sindacati, ordini professionali, organizzazioni di categoria…. Comunicazione Le tecniche utilizzabili per poter informare e coinvolgere i soggetti competenti sono molteplici e possono essere di tipo informativo unidirezionale (organizzazioni di incontri di presentazione pubblica, pubblicazioni su quotidiani, volantini, siti Web) oppure di tipo comunicativo bidirezionale (organizzazioni di dibattiti e riunioni, forum, ecc…) Per rendere la comunicazione realmente efficace è necessario utilizzare un linguaggio non tecnico e di facile Comprensione, come accade nella redazione della “Sintesi non Tecnica”. Questa redatta contemporaneamente al Rapporto Ambientale e deve essere sufficientemente chiara e precisa da poter essere compresa da parte di un pubblico generico, in quanto strumento di carattere divulgativo dei processi di elaborazione, valutazione e partecipazione del Piano. Comune di Opera 12.6.2012 22 22 Comune di Opera 1.3 Rapporto Ambientale LA REDAZIONE DEL RAPPORTO AMBIENTALE: FINALITÀ’ E CONTENUTI La redazione del Rapporto Ambientale conclude la fase di elaborazione del Piano. L'impostazione del processo di Valutazione Ambientale attribuisce al Rapporto Ambientale il significato principale di descrizione del processo di costruzione della proposta di Piano basata sull'integrazione ambientale. La sua redazione non comporta dunque elaborazioni o approfondimenti che non siano già presenti nelle diverse fasi di impostazione ed elaborazione del Piano, ma richiede che la descrizione del processo risponda effettivamente ad esigenze di chiarezza, completezza e trasparenza e che tale descrizione venga completata con due importanti elementi aggiuntivi: - la redazione della Sintesi non Tecnica, ovvero del documento chiave per la partecipazione del pubblico non “addetto ai lavori” alla definizione del Piano; - la descrizione del sistema di monitoraggio, ovvero l'elemento chiave per la Valutazione Ambientale della fase di attuazione del Piano e per la verifica della sua effettiva capacità di conseguire gli effetti desiderati. Secondo la Direttiva 01/42/CE il Rapporto Ambientale è il documento che accompagna la proposta di Piano nel quale sono individuati, descritti e valutati gli effetti significativi che l'attuazione del Piano potrebbe avere sull'ambiente. Le indicazioni circa i contenuti e le finalità del Rapporto Ambientale sono fissati nell'art. 5, commi 1, 2 e 3 e nell’Allegato I, secondo cui il Rapporto Ambientale di VAS è sviluppato in riferimento ai seguenti contenuti: • definizione del Quadro di riferimento per la VAS, attraverso: - l’individuazione degli obiettivi di sostenibilità ambientale, territoriale e sociale, di salubrità e sicurezza, di qualificazione paesaggistica e di protezione ambientale stabiliti da riferimenti internazionali, nazionale ed, eventualmente, da strumenti locali specifici (Quadro di riferimento dello sviluppo sostenibile); - l’analisi della pianificazione e programmazione sovraordinata, al fine di individuarne sia gli obiettivi e gli indirizzi di riferimento per il comune, sia le specifiche azioni previste per determinarne la loro eventuale influenza sul PGT (Quadro di riferimento programmatico); - l’individuazione dei vincoli e delle tutele ambientali alla scala di riferimento e la definizione dei punti di attenzione ambientale sia orientativi per il piano, sia di riferimento per le successive valutazioni, attraverso il riconoscimento delle Sensibilità e delle Pressioni attuali (Quadro di riferimento ambientale); • descrizione della proposta di Documento di Piano: definizione degli orientamenti e degli scenari di piano, attraverso l’esplicitazione degli Obiettivi generali, dei relativi Obiettivi specifici e delle Azioni a loro correlate; • la verifica di congruenza tra obiettivi di piano rispetto sia ad un sistema di criteri di compatibilità ambientale contestualizzati per il comune di riferimento (coerenza esterna), sia rispetto alle azioni Comune di Opera 12.6.2012 23 23 Comune di Opera Rapporto Ambientale proposte dal piano stesso (coerenza interna), attraverso l’utilizzo di matrici e schede di approfondimento per sistematizzare e valutare le differenti eventuali incongruenze; • l’identificazione degli effetti del piano sull’ambiente e l’associazione ad essi delle relative misure di mitigazione ed eventualmente di compensazione da attuarsi; • l’individuazione di un sistema di indicatori per il monitoraggio degli effetti del Piano. Il monitoraggio consente di verificare l'attuazione delle azioni e degli interventi previsti dal piano e di controllarne gli effetti sull'ambiente nel tempo; • redazione di una relazione di sintesi in linguaggio non tecnico, illustrativa degli obiettivi, delle metodologie seguite e dei risultati delle valutazioni sulla sostenibilità del piano. Il Rapporto Ambientale costituisce il documento principale del processo di consultazione e di partecipazione del pubblico che conclude la redazione del Piano prima della sua adozione e approvazione. A esso sono affidate funzioni di informazione, consultazione, partecipazione che sostanziano la legittimità del processo di Valutazione Ambientale del Piano. I contenuti minimi del Rapporto Ambientale, come si è visto, sono sufficientemente definiti dalla Direttiva e dalla normativa italiana, ma al di là di tali contenuti appare importante sottolineare alcuni altri elementi determinanti per le modalità di redazione: - il Rapporto Ambientale riveste un ruolo centrale come garanzia della trasparenza delle decisioni che motivano l'intero processo di valutazione. Ne derivano conseguenze dirette in termini di chiarezza, completezza e sinteticità dell'esposizione, in termini di modalità di accesso da parte del pubblico tecnico e non tecnico, in termini di efficacia dell'informazione, in termini di garanzia della possibilità di avanzare su di esso osservazioni e pareri da parte dei soggetti interessati; - il Rapporto Ambientale deve avere una diretta coerenza con la fase di scoping e con i pareri e le indicazioni delle autorità competenti per le questioni ambientali rilasciate in quella fase; - il Rapporto Ambientale deve dar conto del processo di partecipazione del pubblico e dei soggetti coinvolti nelle fasi di redazione e di valutazione del Piano e dei risultati che ne sono scaturiti. Queste finalità del Rapporto Ambientale comportano: - dal punto di vista dei contenuti, che esso dia conto esplicitamente delle modalità con le quali è stata data risposta alle indicazioni della fase di scoping; - dal punto di vista del linguaggio, che esso tratti le questioni affrontate in termini chiari, semplici, ma tecnicamente rigorosi; - dal punto di vista della completezza dell'informazione, che esso dia conto delle difficoltà e delle incertezze incontrate nella fase di definizione delle azioni e nella previsione, indicando gli accorgimenti che dovranno essere messi in atto nella fase di monitoraggio per farvi fronte. Comune di Opera 12.6.2012 24 24 Comune di Opera Rapporto Ambientale La Sintesi non Tecnica, che riecheggia l'analogo documento che accompagna gli Studi di Impatto Ambientale dei progetti, dovrebbe sintetizzare in maniera semplificata, ma non banalizzante, le questioni affrontate, concentrando l'esposizione sugli “snodi” significativi dell'analisi e della valutazione, sulla corrispondenza tra obiettivi e risultati attesi e sul processo di monitoraggio nella fase di attuazione del Piano. Comune di Opera 12.6.2012 25 25 Comune di Opera 2 Rapporto Ambientale QUADRO DI RIFERIMENTO PROGRAMMATICO I principali riferimenti programmatici per il PGT sono certamente il nuovo Piano Territoriale Regionale (PTR), approvato a gennaio 2010 e aggiornato a settembre 2010, il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP), approvato nell'ottobre del 2003. 2.1 PIANO TERRITORIALE REGIONALE e PIANO TERRITORIALE PAESAGGISTICO REGIONALE A livello regionale secondo il Piano Territoriale Regionale (approvato dal Consiglio Regionale con deliberazione n.951 del 19 gennaio 2010 e recentemente aggiornato con DCR n. 56 del 28/9/2010 il PTR, che aggiorna ed integra le disposizioni generali rispetto al PTPR -Piano territoriale Paesistico Regionale- del 2001) è strumento di supporto a tutte le attività che interessano direttamente e indirettamente il territorio regionale, quale punto di convergenza di temi cruciali per il futuro della regione, che corrispondono alle questioni di compatibilità tra crescita economica e qualità della vita nel suo complesso, in termini di ambiente, accessibilità, sicurezza, bellezza e paesaggio. Il PTR vuole essere lo strumento di riferimento rispetto al quale le azioni sul territorio, da chiunque promosse, possano trovare un efficacie coordinamento, solo così è contemperare le diverse esigenze locali e verificare la compatibilità con gli obiettivi di sviluppo territoriale più generale. Il comune di Opera ricade all’interno di un sistema di polarità storiche ed emergenti, quali l’area metropolitana milanese, l’ambito produttivo della Brianza e il sistema Fiera – Malpensa. Milano e i comuni di cintura coincidono con il “vertice” del tradizionale triangolo industriale MilanoLecco-Varese caratterizzato da elevatissime densità insediative, ma anche da spazi verdi tra le conurbazioni dei vari poli, da una varietà dei paesaggi di elevata attrazione per la residenza ed il turismo e da una struttura insediativa policentrica. In tale contesto si è assistito alla progressiva urbanizzazione residenziale, industriale, terziaria ed infrastrutturale, sempre più sovrapposta ed impattante sulla trama e la struttura agricola tradizionale. Il PTR identifica anche le zone di preservazione e salvaguardia ambientale, con riferimento diretto al macro obiettivo “Proteggere e valorizzare le risorse della Regione”. In quanto la valorizzazione delle risorse ambientali, paesaggistiche, naturali, ecologiche ha contestualmente l’effetto di concorrere all’ulteriore rafforzamento della competitività regionale e di consentire a ciascun territorio di sviluppare il proprio potenziale. La costruzione e il potenziamento di un territorio di qualità, anche dal punto di vista paesistico-ambientale è fondamentale per migliorare la vita dei cittadini e per favorire la fruizione sociale degli spazi. Il PTR si pone da un lato come pianificazione strategica di recepimento delle strategie della programmazione comunitaria e nazionale a livello del territorio lombardo, mentre per altro verso si Comune di Opera 12.6.2012 26 26 Comune di Opera Rapporto Ambientale propone quale atto di coordinamento della programmazione generale e di settore a livello regionale. Come definito dall’art 19 della LR 12/2005, il PTR “costituisce atto fondamentale di indirizzo, agli effetti ambientali, della programmazione di settore della Regione, nonché di orientamento della programmazione e pianificazione territoriale dei comuni e delle province”. Il PTR “…indica gli elementi essenziali del proprio assetto territoriale e definisce altresì i criteri e gli indirizzi per la redazione degli atti di programmazione territoriale di province e comuni”. Per quanto riguarda i temi di paesaggio, il PTR, ai sensi del D.lgs 42/2004 e dell’art. 19 della LR 12/2005, aggiorna ed integra le disposizioni generali rispetto al PTPR (Piano territoriale Paesistico Regionale) del 2001, implementando contenuti ed indirizzi ed adeguando la parte prescrittiva ai sensi delle ultime novità a livello normativo-procedurale. L’aggiornamento delle scelte di valorizzazione del paesaggio regionale, correlata alla redazione del PTR, ha costituito l’occasione per una maggiore integrazione tra pianificazione territoriale e urbanistica e pianificazione del paesaggio, ma anche per un’importante correlazione con le altre pianificazioni del territorio, e in particolare quelle di difesa del suolo e ambientali. Si conferma e specifica così ulteriormente il sistema di pianificazione paesaggistica, in un'ottica di sussidiarietà e responsabilità dei diversi livelli di governo del territorio, e si rafforza il ruolo del Piano Paesaggistico Regionale quale riferimento e disciplina del governo del territorio della Regione Lombardia. Le misure di indirizzo si sviluppano in stretta e reciproca relazione con le priorità e gli obiettivi del Piano Territoriale Regionale, con specifica attenzione ai temi della riqualificazione paesaggistica e del contenimento dei fenomeni di degrado. Le proposte di piano vengono costruite sulla base del quadro di riferimento territoriale, delle dinamiche in atto e dell’analisi dei principali punti di forza, debolezza, opportunità e minacce. Il PTR considera quale elementi fondanti della propria natura pianificatoria: la sistematizzazione degli spazi liberi nell’ottica dell’individuazione del Sistema Rurale Paesistico Ambientale; il riconoscimento e la promozione di un assetto policentrico a scala europea (il “Pentagono” delimitato da Londra, Amburgo, Monaco di Baviera, Milano e Parigi) e intraregionale (come le polarità storiche dell’area metropolitana milanese, l’asse del Sempione, la Brianza o la nuova polarità fiera-malpensa); i poli di sviluppo regionale; la tutela delle zone di preservazione e salvaguardia ambientale (aree della Rete Natura 2000, sistema delle aree protette, zone a vincolo idrogeologico o sottoposte a normativa PAI, ecc.); la costruzione della Rete Verde e della Rete Ecologica Regionale; oltre al sistema delle infrastrutture di mobilità, tecnologiche e di difesa del suolo, considerate elementi strategici per il raggiungimento degli obiettivi di Piano. Comune di Opera 12.6.2012 27 27 Comune di Opera Rapporto Ambientale La strategia del PTR si pone come fine ultimo il miglioramento della qualità della vita dei cittadini. Tale intendimento si articola in 3 macro-obiettivi: 1) rafforzare la competitività dei territori della Lombardia, dove per competitività si intende la capacità di una regione di migliorare la produttività rispetto ad altri territori, incrementando anche gli standard di qualità della vita dei cittadini; 2) riequilibrare i territorio lombardo, con tale affermazione non si intende perseguire una qualsivoglia forma di omologazione delle caratteristiche regionali esistenti, ma valorizzare i punti di forza di ogni sistema territoriale e favorire il superamento delle debolezze. “Equilibrio” è, quindi, inteso come lo sviluppo di un sistema policentrico; 3) proteggere e valorizzare le risorse della regione, la Lombardia possiede notevoli ricchezze che necessitano di essere valorizzate, siano esse risorse primarie (naturali, ambientali, capitale umano) o prodotte dalle trasformazioni avvenute nel tempo (paesaggistiche, culturali, d’impresa). I macrobiettivi, così individuati, vengono articolati e declinati, in obiettivi tematici (Ambiente, Assetto Territoriale, Assetto Economico-Produttivo, Paesaggio e Patrimonio Culturale, Assetto Sociale), e in relazione a 6 sistemi territoriali individuati dal PTR stesso (Sistema metropolitano; Sistema della Montagna; Sistema Pedemontano; Sistema dei Laghi; Sistema della Pianura Irrigua; Sistema del Fiume Fiume Po e Grandi Fiumi di Pianura.) Il Comune di Opera ricade all’interno del il sistema territoriale metropolitano, e per tale ambito il PTR individua i seguenti obiettivi: 1) tutelare la salute e a sicurezza dei cittadini riducendo le diverse forme di inquinamento ambientale; 2) riequilibrare il territorio attraverso forme di sviluppo sostenibile dal punto di vista ambientale; 3) tutelare i corsi d’acqua come risorsa scarsa, migliorandone la qualità; 4) incentivare uno sviluppo territoriale policentrico mantenendo il ruolo di Milano come principale fulcro del nord Italia; 5) favorire l’integrazione con le reti infrastrutturali europee; 6) ridurre la congestione del traffico privato, potenziando il trasporto pubblico e favorendo vettori di mobilità sostenibile; 7) applicare modalità di progettazione integrata tra paesaggio urbano, periurbano, infrastrutture e grandi insediamenti, a tutela delle caratteristiche del territorio; 8) riorganizzare il sistema del trasporto merci; 9) sviluppare il sistema delle imprese lombarde attraverso sistemi di cooperazione, verso un comparto produttivo di eccellenza; 10) valorizzare il patrimonio culturale e paesistico del territorio; 11) limitare l’ulteriore espansione urbana. Comune di Opera 12.6.2012 28 28 Comune di Opera 2.2 Rapporto Ambientale IL PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO PROVINCIALE La Provincia ha predisposto il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP), che fornisce un quadro razionale di sviluppo del territorio e costituisce un riferimento per gli operatori economici, sociali e culturali pubblici e privati. Il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale è lo strumento di pianificazione che definisce gli obiettivi di assetto e tutela del territorio provinciale, indirizza la programmazione socio-economica della Provincia ed ha valore di piano paesaggistico-ambientale. Il Piano inoltre raccorda le politiche settoriali di competenza provinciale e indirizza e coordina la pianificazione urbanistica dei Comuni. E' dal 1990, con la riforma delle Autonomie Locali varata dalla legge 142, che le Province hanno assunto funzioni di pianificazione territoriale, insieme ai Comuni e alle Regioni. Il nuovo Testo Unico sugli Enti Locali (D.lgs. 267/2000) ha confermato il ruolo e i compiti della Provincia in questo campo e ha definito le finalità e i contenuti del Piano Territoriale di Coordinamento. In Lombardia i contenuti del PTCP sono stati specificati prima dalla legge regionale 1/2000 e, più recentemente, dalla legge regionale di governo del territorio n. 12/2005. Il PTCP della Provincia di Milano è stato approvato nell'ottobre del 2003 (con la deliberazione del Consiglio Provinciale n. 55 del 14 ottobre 2003). Il piano ha assunto il tema dello sviluppo sostenibile quale base dell'azione pianificatoria. Persegue finalità di valorizzazione paesistica, di tutela dell’ambiente, di supporto allo sviluppo economico e all’identità culturale e sociale di ciascun ambito territoriale, di miglioramento qualitativo del sistema insediativo e infrastrutturale. Il Piano è stato elaborato e approvato ai sensi della LR 1/2000 ed è pertanto in corso il suo adeguamento alla legge regionale di governo del territorio (LR 12/2005 e s.m.i). Il PTCP, essendo strumento di raccordo tra la pianificazione settoriale di carattere provinciale e quella di altri enti, si raccorda con una pluralità di strumenti di programmazione a livello statale e regionale. Di particolare rilievo sono i rapporti con la Pianificazione di Bacino, in quanto il PTCP recepisce al proprio interno, integra ed approfondisce nel dettaglio le disposizioni inerenti le fasce fluviali del PAI (Piano stralcio di Assetto Idrogeologico), mentre, per quanto concerne il sistema delle aree protette, fa propri i contenuti naturalistici ed ambientali dei parchi e dei relativi strumenti di programmazione e gestione, curando con gli enti gestori delle aree protette le proprie indicazioni territoriali. Il PTCP è quindi, nello stesso tempo, lo strumento di raccordo ed attuazione delle politiche territoriali provinciali, l’atto di definizione ed articolazione sul territorio della programmazione socioeconomica di livello regionale ed il piano di riferimento e di indirizzo per la programmazione Comune di Opera 12.6.2012 29 29 Comune di Opera Rapporto Ambientale comunale; lo strumento pianificatorio provinciale deve perciò assicurare il collegamento tra le scelte contenute a diversi livelli di programmazione e decisione, garantendo coerenza e continuità tra i diversi livelli decisionali: da un lato deve quindi declinare sul territorio provinciale le linee di assetto e di pianificazione regionale, mentre dall’altro ha il compito di coordinare le scelte effettuate a livello locale dai singoli comuni. Nella formazione degli strumenti urbanistici comunali i Comuni sono tenuti a specificare i contenuti del PTCP per ciascun sistema territoriale individuato dallo stesso Piano provinciale e ad attuarne le relative disposizioni; devono inoltre orientare le proprie scelte pianificatorie verso gli indirizzi forniti dal PTCP in materia di compatibilità ecologica e paesistico-ambientale delle trasformazioni, integrazione tra i sistemi insediativi e della mobilità, ricostruzione della rete ecologica, compattazione della forma urbana ed innalzamento della qualità insediativa. Il PTCP propone criteri per l’individuazione e la localizzazione di aree industriali e aree ecologicamente attrezzate, opere pubbliche di interesse sovracomunale ed ambiti da destinare al soddisfacimento di bisogni specifici non risolvibili alla scala comunale. All’interno del Piano sono altresì contenute indicazioni e disposizioni strategiche in materia territoriale, con particolare riferimento ai temi infrastrutturali, di assetto idrico, idraulico ed idrogeolocico; data inoltre la propria valenza in termini di valorizzazione e tutela paesisticoambientale, il PTCP individua: • sistemi territoriali di riferimento, definiti sulla base di criteri paesistico-ambientali; • zone di particolare interesse paesistico-ambientale, comprese le aree vincolate; • criteri per la trasformazione ed uso del territorio, in un’ottica di salvaguardia dei valori ambientali protetti. Il PTCP trova il proprio presupposto nelle seguenti strategie fondamentali: • ecosostenibilità; • valorizzazione paesistica; • sviluppo economico. In tal senso il piano individua 5 macro-obiettivi trasversali alle diverse componenti territoriali, che riassumono politiche ed azioni per il raggiungimento di uno sviluppo economico sostenibile: 1) riequilibrio ecosistemico fondato sulla ricostruzione di una rete ecologica, per contrastare il deupaperamento del patrimonio naturalistico e fungere da elemento caratterizzante del territorio; 2) riduzione dei carichi inquinanti, con l’impiego di tecnologie innovative nel settore della mobilità, del riscaldamento, dell’industria, utilizzo di fonti energetiche alternative e attivazione di progetti pilota; Comune di Opera 12.6.2012 30 30 Comune di Opera Rapporto Ambientale 3) razionalizzazione del sistema infrastrutturale e trasporti stico mediante lo sviluppo degli interscambi, potenziamento del trasporto pubblico e del sistema ferroviario, riorganizzazione del sistema viabilistico, sviluppo e miglioramento della mobilità ciclabile; 4) tutela e valorizzazione del sistema paesistico-ambientale, con la valorizzazione e riqualificazione dei luoghi, conservazione del territorio, contenimento della dispersione degli insediamenti e recupero degli sfrangia menti di tessuto urbano; 5) valorizzazione delle potenzialità economiche, incentivando le potenzialità degli ambiti locali, promuovendo la diversificazione, riconversione, qualità e innovazione delle imprese. 2.3 PIANIFICAZIONE SETTORIALE Il quadro di riferimento programmatico per il Piano di Governo del Territorio della città di Opera viene completato da un consistente numero di pianificazioni sovracomunali di settore o d’ambito, di seguito analizzati. Piano Stralcio per l’Assetto Idrogeologico Stato di attuazione La pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n° 183 dell’8 agosto 2001 del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 24 maggio 2001 sancisce l’entrata in vigore del Piano Stralcio per l'Assetto Idrogeologico brevemente denominato PAI - adottato con Deliberazione del Comitato Istituzionale n° 18 del 26 aprile 2001. Finalità e contenuti del Piano Il Piano rappresenta lo strumento che consolida ed unifica la pianificazione di bacino per l’assetto idrogeologico, coordinando le determinazioni del Piano Stralcio per le Fasce Fluviali, Piano straordinario per le aree a rischio idrogeologico molto elevato, Piano stralcio per la realizzazione degli interventi necessari al ripristino dell’assetto idraulico. L’ambito territoriale di riferimento del PAI è l’intero bacino idrografico del fiume Po. Obiettivi del Piano Nessun riferimento specifico. Obiettivi alla scala di riferimento comunale Programma Energetico Regionale Stato di attuazione Il Programma Energetico Regionale (PER) della Lombardia è stato approvato in data 21 marzo 2003 con DGR n° 12467. Finalità e contenuti del Piano Il PER si pone l’obiettivo di assicurare il fabbisogno energetico lombardo, massimizzando l’uso delle fonti di approvvigionamento basate sulle risorse locali (impiego di biomasse o rifiuti per la produzione combinata di energia elettrica e di calore, sviluppo del comparto solare e fotovoltaico, ottimizzazione del sistema di produzione idroelettrico) e di sviluppare l’uso di combustibili puliti nel sistema dei trasporti e del riscaldamento, migliorando l’efficienza energetica nei settori civile e terziario, che presentano ancora forti margini di miglioramento. Obiettivi del Piano Gli obiettivi strategici individuati dal piano sono: 1. ridurre il costo dell’energia allo scopo di contenere i costi per le famiglie e migliorare la competitività del sistema delle imprese; 2. ridurre le emissioni climalteranti ed inquinanti, nel rispetto delle peculiarità dell’ambiente e del territorio; 3. promuovere la crescita competitiva dell’industria delle nuove tecnologie energetiche; Comune di Opera 12.6.2012 31 31 Comune di Opera Rapporto Ambientale 4. prestare attenzione agli aspetti sociali e di tutela della salute dei cittadini collegati alle politiche energetiche, quali gli aspetti occupazionali, la tutela dei consumatori più deboli ed il miglioramento dell’informazione, in particolare sulla sostenibilità degli insediamenti e sulle compensazioni ambientali previste. Obiettivi alla scala di riferimento comunale Nessun riferimento specifico. Piano d’Azione per l’Energia Stato di attuazione Il Piano d’Azione per l’Energia (PAE) è lo strumento operativo del Programma Energetico Regionale (PER) approvato il 21 Marzo 2003 con DGR n° 12467. Il PAE è stato approvato con deliberazione VIII/4277 del 7 marzo 2007 e contiene nuovi indirizzi ed obiettivi strategici regionali che integrano e modificano i contenuti del precedente PER. Finalità e contenuti del Piano Il mutato contesto produttivo, ambientale e sociale ha reso necessario un adeguamento delle misure di sviluppo in tema energetico non solo a livello regionale, ma anche nazionale e comunitario. Il Piano rappresenta un documento di programmazione per lo sviluppo sostenibile, puntando sulla minimizzazione dei costi dell’energia prodotta e dei relativi impatti ambientali, senza trascurare la crescita competitiva delle imprese e la tutela delle classi più deboli. Obiettivi del Piano Le linee di intervento individuate nel PAE puntano a: 1. ridurre il costo dell’energia per contenere gli oneri finanziari delle famiglie e migliorare la competitività delle imprese; 2. ridurre le emissioni climalteranti ed inquinanti; 3. promuovere la crescita competitiva delle industrie legate alle nuove tecnologie energetiche; 4. tutelare la salute dei cittadini e prestare attenzione agli aspetti sociali legati a politiche energetiche. Obiettivi alla scala di riferimento comunale Nessun riferimento specifico. Piano Regionale per la Qualità dell’Aria Stato di attuazione Il PRQA, originariamente riferito al periodo 1998-2000, è stato recentemente aggiornato tramite la DGR n° 5547/2007 e la DGR n° 5290/2007. Finalità e contenuti del Piano Con il Piano Regionale della Qualità dell’Aria la Lombardia ha voluto dotarsi di uno strumento per contrastare l’inquinamento atmosferico. Il piano deve consentire di rilevare lo stato di qualità dell’aria confrontandolo con i valori limite prestabiliti per gli inquinanti in atmosfera che possono arrecare danni a cose o a persone, stimare le evoluzioni degli inquinanti in atmosfera e permettere alla Regione di attuare provvedimenti al fine di mantenere la qualità dell’aria nei limiti prestabiliti. Obiettivi del Piano Il Piano intende supportare due obiettivi: 1. proteggere la popolazione, gli ecosistemi ed il patrimonio culturale del territorio dagli effetti dell’inquinamento atmosferico. L’obiettivo viene perseguito attraverso una serie di provvedimenti imperniati sul controllo delle concentrazioni di inquinanti, soprattutto in aree fortemente urbanizzate; 2. proteggere l’ecosistema globale. La tematica ha acquisito forte rilevanza nel momento in cui si sono manifestati problemi relativi all’inquinamento transfrontaliero che comportano fenomeni di eutrofizzazione, acidificazione, formazione di inquinanti secondari, riduzione della fascia dell’ozono, cambiamenti climatici globali, ecc. Obiettivi alla scala di riferimento comunale A seguito delle analisi effettuate, il comune di Opera risulta essere compresa: a) nell’area di risanamento secondo la DGR 64263/95 (Piano di risanamento dell’aria); b) nell’area di risanamento secondo le DGR 4780/91, 14606/91, 43079/91; c) nel territorio ad alto grado di criticità secondo il PRQA. Le misure di intervento nei singoli settori sono contenute nelle “Misure strutturali per la qualità dell’aria”. Comune di Opera 12.6.2012 32 32 Comune di Opera Rapporto Ambientale Programma di Tutela ed Uso delle Acque Stato di attuazione Il Programma di Tutela ed Uso delle Acque (PTUA) è stato definitivamente approvato con DGR n° 2244 del 29 Marzo 2006. Finalità e contenuti del Piano Il Piano di Tutela ed Uso delle Acque è un atto comprensivo delle diverse discipline che attengono alla pianificazione della tutela della risorsa idrica. La pianificazione è caratterizzata da un approccio, in linea con la disciplina comunitaria, per aree di bacino idrografico e con la necessità di tener conto del livello più appropriato per la gestione delle acque. Obiettivi del Piano Gli obiettivi strategici di qualità del Piano riguardano: 1. la tutela prioritaria delle acque sotterranee e dei laghi per la loro valenza anche in relazione all’approvvigionamento potabile attuale e futuro; 2. la destinazione alla produzione di acqua potabile e la salvaguardia di tutte le acque superficiali oggetto di captazione a tale fine e di quelle previste quali fonte di approvvigionamento dalla pianificazione; 3. l’idoneità alla balneazione per tutti I grandi laghi prealpini e per I corsi d’acqua loro emissari; 4. la designazione quali idonei alla vita dei pesci dei grandi laghi prealpini e dei corsi d’acqua aventi stato di qualità buono o sufficiente; 5. lo sviluppo degli usi non convenzionali delle acque, quali usi ricreativi e la navigazione, la tutela dei corpi idrici e degli ecosistemi connessi; 6. il perseguimento dell’equilibrio del bilancio idrico per le acque superficiali e sotterranee. Si riportano inoltre gli obiettivi di qualità ambientale previsti dal Piano, mutuati dal D. Lgs. 152/99: • corpi idrici significativi (acque superficiali, marine, sotterranee): mantenere, ove già presente, lo stato ambientale di “buono”; • mantenimento, ove già esistente, dello stato di qualità ambientale “elevato”; • per ogni corpo idrico classificato, raggiungimento, entro il 2016, del livello di qualità ambientale corrispondente allo stato di “buono” (Entro il 2008 è necessario raggiungere lo stato di qualità intermedio di “sufficiente”); • corsi d’acqua a specifica destinazione d’uso: mantenimento o raggiungimento di obiettivi di qualità per specifica destinazione. Obiettivi alla scala di riferimento comunale Il Piano contiene un’accurata analisi del quadro conoscitivo territoriale. I corsi d’acqua superficiali dell’area milanese, si caratterizzano per condizioni ambientali definite “pessime”. Gli obiettivi della programmazione regionale, in linea con le indicazioni comunitarie, prescrivono che entro il 2016 la qualità dei corsi d’acqua debba raggiungere il livello ambientale “buono”. (“sufficiente” per quanto il Lambro Meridionale). Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti Stato di attuazione Il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti è stato approvato con DGR n° VII/220 del 27/06/05. Tramite la DGR n° VIII/6581 del 13 febbraio 2008 è stato modificato il capitolo 8 “ Linee giuda per la revisione dei piani provinciali di gestioni rifiuti urbani e speciali per la localizzazione degli impianti”. Finalità e contenuti del Piano Il Piano di Gestione dei Rifiuti si propone di accorpare la normativa di settore (comprensivo della disciplina riguardante i rifiuti urbani e quelli speciali) per concretizzare i principi della semplificazione, dello snellimento delle procedure, della trasparenza e della condivisione delle azioni che saranno intraprese. La scelta strategica mira al rafforzamento della capacità di pianificazione e programmazione da parte degli Enti locali per giungere alla realizzazione di un parco impiantistico adeguato ai fabbisogni regionali ed opportunamente distribuito sul territorio. Obiettivi del Piano Gli obiettivi generali del Piano sono: 1. incentivare la ricerca dei materiali recuperabili e/o delle modalità di recupero nel ciclo produttivo originario; 2. identificare sistemi di effettivo recupero o riciclo della materia; 3. trovare, in estrema ratio, la via di smaltimento per le frazioni residuali che implichi il minor impatto sull’ambiente. Obiettivi alla scala di riferimento comunale Nessun riferimento specifico. Comune di Opera 12.6.2012 33 33 Comune di Opera Rapporto Ambientale Piano di Indirizzo Forestale 2004-2014 Finalità e contenuti del Piano Il Piano di Indirizzo Forestale (PIF) per il decennio 2004-2014 si pone la finalità di migliorare il paesaggio e la difesa dell’ambiente attraverso una corretta gestione delle superfici forestali presenti sul territorio provinciale. Il Piano rappresenta uno strumento guida delle attività selviculturali con indicazioni che hanno prevalentemente un carattere qualitativo e di orientamento. Rappresenta, inoltre, il primo censimento delle aree boscate pubbliche e private presenti sul territorio provinciale, mappando e suddividendo in modo sistematico gli elementi boscati minori ed i boschi stessi. Obiettivi del Piano I principi del Piano sono essenzialmente: 1. l’approfondimento del ruolo svolto dalle formazioni boscate e dai sistemi verdi connessi alla rete ecologica al fine del miglioramento della qualità del territorio e delle forme di gestione selviculturali; 2. il riconoscimento delle attività forestali quali contributo ad uno sviluppo sostenibile del territorio ed al miglioramento del rapporto agricoltura-ambiente-territorio; 3. l’assunzione degli obiettivi di sviluppo sostenibile in un approccio di filiera; 4. il riconoscimento e la valorizzazione delle multifunzionalità delle risorse forestali. Obiettivi alla scala di riferimento comunale Le NTA specificano i rapporti tra il Piano di Indirizzo Forestale e il Parco Agricolo Sud Milano. Il parco, quale autorità forestale ai sensi di legge, applica al proprio territorio il Piano di Settore Agricolo (PSA) che si configura come PIF ai sensi dell’art 19 della LR 8/76 e s.m.i. Il PSA può prevedere per il territorio di competenza del Parco la predisposizione di Piani di assestamento forestale e regolamenti d’uso per la gestione e gli interventi forestali. Il piano individua, entro i confini comunali, sia boschi che elementi boscati minori (macchie boscate, boschi in aree protette regionali, ambiti a parchi urbani e aree della fruizione, ambiti a parchi e giardini storici). Piano Strategico della Mobilità Ciclistica “MI-Bici” Stato di attuazione Il Consiglio Provinciale ha approvato il Piano Strategico della Mobilità Ciclistica “MI-Bici” tramite propria deliberazione n° 65 del 15 Dicembre 2008. Finalità e contenuti del Piano Il nuovo Piano cerca di diffondere l’utilizzo della bicicletta come mezzo di trasporto primario per i brevi – medi tragitti. La logica d’impostazione del Piano si basa su due concetti: • una dimensione sovracomunale delle attività che si svolgono all’interno della provincia, che determina spostamenti tra comuni limitrofi e accessi al capoluogo milanese; • una notevole attività, da parte di tutti i Comuni, nell’incentivare l’uso della bicicletta, realizzando una pluralità di strutture dedicate alla ciclabilità. La spinta all’utilizzo della “due ruote” deve, però, basarsi sulla costruzione di un contesto che comprenda non solamente il campo infrastrutturale, ma anche urbanistico, culturale, sociale e normativo. La rete provinciale che è stata identificata e tracciata si propone di collegare i nuclei insediati con i principali poli urbanistici di interesse, i nodi di trasporto pubblico e i grandi sistemi ambientali. Obiettivi del Piano Il piano si propone di: 1. identificare itinerari che possano costituire un sistema di collegamento tra polarità e sistemi urbani, in grado di recuperare anche itinerari continui di lungo raggio; 2. garantire la continuità e la connettività degli itinerari, la completa sicurezza, la completezza delle polarità servite, la coerenza e l’omogeneità della segnaletica, la definizione degli standard geometrici per la realizzazione delle piste ciclabili. Obiettivi alla scala di riferimento comunale La rete portante provinciale esistente, di progetto e da programmare è stata identificata in un insieme di potenziali percorsi continui. Comune di Opera 12.6.2012 34 34 Comune di Opera Rapporto Ambientale Programma di Efficienza Energetica Stato di attuazione Il Programma di Efficienza Energetica è stato approvato dalla Giunta Provinciale con Deliberazione n° 739/2006 del 23/10/2006. Finalità e contenuti del Piano L’aggiornamento del precedente piano del 1996, comprendente un piano d’azione, si è reso necessario a seguito dei continui mutamenti avvenuti nella normativa del settore energetico. L’obiettivo che il piano si prefigge è assumere un carattere strategico, relazionandosi ai processi reali di trasformazione e riqualificazione territoriale ed urbana ai vari livelli di pianificazione, dal PTCP ai nuovi PGT, in cui si potranno coniugare le nuove scelte insediative con una drastica riduzione dei consumi energetici. Obiettivi del Piano Gli obiettivi principali di Piano sono i seguenti: 1. rafforzare l’attività di sensibilizzazione, motivazione, informazione e cooperazione sul tema dell’efficienza energetica; 2. ridurre il fabbisogno energetico negli edifici ad uso civile, terziario e commerciale; 3. miglioramento dei processi produttivi e della gestione di edifici industriali e sostegno alla ricerca per avviare il trasferimento tecnologico alle imprese e coadiuvarle nella fase di sviluppo; 4. aumento dell’efficienza energetica negli edifici pubblici ed introduzione del fattore energia e ambiente nelle politiche di settore comunali. Obiettivi alla scala di riferimento comunale Nessun riferimento specifico. Piano Provinciale per la Gestione dei Rifiuti Stato di attuazione Il Commissario ad acta, con atto n° Rep.Gen. 55/2008 del 19/11/2008, ha riadottato il Piano Provinciale per la gestione dei rifiuti in forza dei poteri conferiti con delibera della Giunta Regionale n° VIII/8474 del 19 novembre 2008. Finalità e contenuti del Piano La definizione dei contenuti e delle finalità della programmazione provinciale deve tener conto di differenti fattori tra cui il quadro normativo, gli indirizzi e gli obiettivi della programmazione regionale, gli obiettivi del documento programmatico e lo stato di fatto del sistema gestionale. La finalità del piano provinciale è la definizione delle politiche di gestione dei rifiuti e la determinazione di concreti interventi attuativi che consentano il raggiungimento degli obiettivi. Il nuovo piano deve considerare un modello di gestione basato sul sistema integrato, che valuti le priorità di intervento in materia di reimpiego, riciclo, recupero di energia e smaltimento della frazione residuale. Obiettivi del Piano Le strategie essenziali che il nuovo piano si propone: 1. contenimento nella produzione dei rifiuti, in particolare dei rifiuti urbani; 2. recupero di materia dai rifiuti, agevolata anche dall’aumento della raccolta differenziata; 3. recupero di energia, mediante impianti di termovalorizzazione e annullamento del fabbisogno di discariche. Obiettivi alla scala di riferimento comunale Nessun riferimento specifico. Piano Territoriale di Coordinamento del Parco Agricolo Sud Milano Stato di attuazione Il Piano Territoriale di Coordinamento del Parco Sud è stato approvato con DGR n° 7/818 del 3 agosto del 2000. Il Parco Agricolo Sud Milano è stato istituito con LR n° 24 del 23 aprile 1990. Finalità e contenuti del Piano Il Piano Territoriale di Coordinamento ha effetti di piano paesistico coordinato con i contenuti paesistici del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale. Per un miglior assetto del parco stesso, il Piano ne individua e delimita il perimetro e ne articola le aree suddividendole in “territori”, in funzione degli obiettivi di tutela e valorizzazione dell’attività agricola, dell’ambiente e della fruizione. Il Parco Agricolo Sud Milano è classificato ai sensi della LR 8 Novembre 1996 n° 32 come “Parco regionale agricolo e di cintura metropolitana”: al suo interno sono inoltre delimitate le riserve naturali e le aree che costituiscono il parco naturale. Obiettivi del Piano Le finalità del PTC del Parco Agricolo Sud Milano, in considerazione della prevalente attività silvopastorale, Comune di Opera 12.6.2012 35 35 Comune di Opera Rapporto Ambientale sono: 1. la tutela ed il recupero paesistico ed ambientale delle fasce di collegamento tra città e campagna, nonché la connessione delle aree esterne con i sistemi verdi urbani; 2. l’equilibrio ecologico dell’area metropolitana; 3. la salvaguardia, il potenziamento e la qualificazione delle attività agro-silvo-culturali, in coerenza con la destinazione dell’area; 4. la fruizione culturale e ricreativa dell’ambiente da parte dei cittadini. Obiettivi alla scala di riferimento comunale Il PTC Parco agricolo Sud Milano inserisce il territorio del comune di Opera a sud della tangenziale all’interno dei territori agricoli di cintura metropolitana destinati all’esercizio ed alla conservazione delle funzioni agricolo-produttive, assunte quale settore strategico primario per la caratterizzazione e la qualificazione del parco. La porzione a nord della tangenziale è invece azzonata, per le parti interne al parco, come territori agricoli e verde di cintura urbana – ambito dei piani di cintura urbana (la LR 86/83 prevede, tra gli strumenti e i procedimenti di attuazione del Parco, l’istituzione dei Piani di Cintura Urbana). La delimitazione di queste aree viene proposta di concerto tra l’ente gestore (la Provincia di Milano) ed i comuni interessati, tra cui Opera, in coerenza con gli obiettivi di qualificazione ambientale e paesistica. La porzione di territorio ad ovest della ex Statale della Val Tidone fino al corso del Lambro meridionale, limitata a nord dalla tangenziale a sud dalla porzione urbanizzata del comune è classificata come“Zona di tutela e valorizzazione paesistica”. 2.4 IL SISTEMA DEI VINCOLI Secondo le indicazioni della circolare attuativa, nel quadro ricognitivo e programmatorio del PGT devono essere considerati i vincoli amministrativi definiti dalla legislazione vigente. Data la complessità del territorio milanese, la ricognizione sui vincoli prevista dalla LR 12/2005 per il Documento di Piano viene estesa all’intera casistica dei vincoli incidenti sulle aree compresi entro i confini comunali, distinguendo tra: 1) vincoli per la difesa del suolo; 2) vincoli amministrativi; 3) vincoli di tutela e salvaguardia. In generale, i vincoli per la difesa del suolo ed i diversi vincoli amministrativi influiscono sulla trasformabilità delle aree e la loro individuazione, comportando parziale o totale limite all’edificazione. In taluni casi tali limiti sono funzionali alla sicurezza della collettività, alla volontà di ridurre gli impatti di alcune infrastrutture o alla necessità di preservare spazi per gli ampliamenti delle strutture esistenti. I vincoli di tutela e salvaguardia, relativi ai beni di interesse storico-monumentale, ambientale e paesistico, governano le modalità di sviluppo e di gestione del territorio in rapporto agli obiettivi di valorizzazione e conservazione degli assetti sensibili sul piano monumentale e paesistico. 2.4.1 Vincoli amministrativi Sono vincoli amministrativi quei vincoli che comportano limitazioni all’utilizzo dei diritti di edificazione (inedificabilità in senso stretto, distanze minime, limitazioni in altezza, etc.): vincoli Comune di Opera 12.6.2012 36 36 Comune di Opera Rapporto Ambientale militari, vincolo idrogeologico, la fasce di rispetto degli elettrodotti, dei depuratori, dei pozzi di captazione ad uso idropotabile, dei cimiteri, delle aziende a rischio di incidente rilevante. Di seguito si riporta l’elenco dei vincoli amministrativi, il riferimento legislativo e le limitazioni per l’edificazione. Vincoli amministrativi Rispetto stradale arretramenti Elettrodotti Cimiteri Riferimento legislativo Limitazioni Codice della strada D.lgs 285/1992 Regolamento codice della Strada DPR 492/1992 DM 449/88 DM 1260/1991 L 36/2001 DPCM 08/07/2003 DPCM 29/05/2008 R.D. n.1265 del 27/07/1934 Legge n. 166 del 1 agosto 2002 R.R. 6/2004 Decreti Prefettizi Distanza minima Distanza minima Distanza minima I vincoli amministrativi che interessano il territorio di Opera sono legati alla presenza delle principali arterie di traffico, dalle linee ed dagli impianti degli elettrodotti nonchè la prossimità dei cimiteri. 2.4.2 Vincoli per la difesa del suolo I vincoli per la difesa del suolo si riferiscono alla componente geologica, idrogeologica e sismica, agli ambiti estrattivi, al rischio industriale e tecnologico. Vincoli amministrativi Riferimento legislativo Limitazioni Piano per l'assetto idrogeologico (PAI) L 183/1989 DPCM 24/05/2001 DGR 7/7365 del 11/12/2001 Inedificabilità Vincolo di Polizia Idraulica RD 523/1904, normativa PTCP Inedificabilità Pozzi e sorgenti D.Lgs. 152/2006 Inedificabilità o limitazione all’edificabilità Aree a rischio di incidente rilevante Dlgs n. 334 del 17/08/1999 coordinato al D.Lgs. 238/2005 DM 09/05/2001 LR 19/2001 DGR VII/19794 del 10 dicembre 2004 Distanza minima Questo tipo di vincoli deriva dalla normativa nazionale, dalla pianificazione di bacino e dalle prescrizioni regionali e provinciali. Fanno inoltre parte dei vincoli per la difesa del suolo quelli relativi alle aree su cui insistono stablilimenti a rischio di incidente rilevante, in cui sono presenti sostanze pericolose in quantità uguali o superiori a quelle indicate nell’Allegato 1 del Dlg n. 334 del 17 agosto 1999 e s.m.i. tali industrie, comprensive delle aree di rischio, vengono individuate nel Piano delle Regole (PdR) ai sensi della LR 12/05 (art. 10, comma 1, lett. c). Comune di Opera 12.6.2012 37 37 Comune di Opera Rapporto Ambientale 2.4.3 Vincoli di tutela e salvaguardia Sono vincoli di tutela quelli relativi ai beni di interesse storico-monumentale, beni di interesse ambientale e paesistico e i beni di interesse naturalistico, individuati sul territorio comunale ai sensi del Decreto Legislativo 42/2004 “Codice dei beni culturali e del paesaggio” e dalle previsioni in materia di tutela dei beni ambientali e paesaggistici del Piano Territoriale di Coordinamento (PTCP) della Provincia di Milano (art.18, LR 12/2005, in attuazione del Piano Territoriale Regionale di cui all’articolo 77 della medesima legge). Il sistema dei vincoli e di tutela che viene recepito nel Piano delle Regole individua: • beni di interesse storico-artistico-monumentale: si riferiscono a vincoli monumentali, architettura contemporanea di pregio artistico, spazi aperti di interesse artistico e storico, zone di interesse archeologico e bellezze naturali; • beni di interesse paesistico: comprendono le bellezze d’insieme, i parchi comunque costituiti o quelli in fase di definizione, i fiumi, i corsi d’acqua e le relative fasce di protezione, nonché le aree boscate; • beni di interesse naturalistico: sono le aree naturali protette, i parchi e riserve naturali, SIC e ZPS e le oasi di protezione. Le fonti utilizzate per la ricostruzione del sistema vincolistico all’interno del PGT sono il Sistema Informativo Beni Ambientali (SIBA) della Regione Lombardia ed i contenuti del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale. Vincoli amministrativi Beni architettonici Beni paesaggistici Fiumi, torrenti e corsi d’acqua pubblici Riferimento legislativo D. Lgs 42/2004, parte II, art.10, commi 1 e 3 D. Lgs 42/2004, parte III, artt. 136 e 142 Legge 1497/1939, art. 1, commi da 1 a 4 Legge 431/85, art. 1, lettere c), f), g) R.D. 1775/1933, DGR 4/12028 Comune di Opera 12.6.2012 38 38 Comune di Opera 3 Rapporto Ambientale QUADRO DI RIFERIMENTO TERRITORIALE ED AMBIENTALE Il contesto territoriale in cui si inserisce il Comune di Opera è fortemente caratterizzato dalla presenza della città di Milano, polo economico che ha determinato lo svilupparsi di un hinterland fortemente antropizzato. Opera appartiene all’ambito di pianura irrigua, conosciuto per la sua ricchezza di acque superficiale, che in passato hanno favorito lo sviluppo di un agricoltura irrigua intensiva. Oggi del paesaggio agrario di un tempo permangono poche testimoniante tra cui cascine, tratti del reticolo idrografico minore e filari alberati, tutti elementi caratterizzanti un paesaggio. Nell’ultimo secolo il territorio rurale è stato sottoposto a fenomeni di aggressione legati a processi di urbanizzazione sempre crescenti, che hanno determinato un veloce consumo di suolo e una continua frammentazione dei fondi agricoli ed un’evitabile perdita di efficienza dell’attività agricola. Questo impoverimento generale si manifesta con la scomparsa e il degrado della vegetazione arboreo-arbustiva e il decadimento del vasto patrimonio rurale delle cascine. Proprio per queste criticità è stato istituito il Parco Agricolo Sud Milano quale occasione per proteggere, conservare e tutelare territorio le testimonianze di un tempo e la difesa di una funzione economica come quella agricola che ha segnato la storia dello sviluppo economico di quest'area. Nonostante la massiccia occupazione del suolo agricolo all’interno del comune sono ancora oggi leggibili i segni della storia: antiche strade poderali e cascine a corte, che rievocano gli insediamenti tipici della pianura agricola di un tempo e macchie boscata, che costituiscono un emergenza vegetazionale capace di svolgere funzioni ambientali ed ecologiche notevoli per il miglioramento qualitativo dell’acqua e dell’aria. Tale funzione è enfatizzata anche da altri elementi naturaliformi, quali siepi e arbusti, che a delimitazione gli appezzamenti agricoli, formano barriere verdi protettive e definiscono i confini delle proprietà. Il Comune di Opera ha una popolazione di 13.751 abitanti, si estende per circa 7.59 kmq e confina con i comuni di San Giuliano Milanese, San Donato Milanese, Rozzano, Pieve Emanuele, Locate di Triulzi oltre che con Milano, di cui ne costituisce la prima periferia. Questo territorio ha origini agricole, legate alla fertilità e produttività della pianura. Col trascorrere degli anni e col sempre maggiore sviluppo, prima del settore industriale e poi di quello terziario, tale contesto ha assistito a notevoli trasformazioni urbanistico-territoriali. Tra palazzi, capannoni e grandi corridoi viabilistici ad alta percorrenza si possono ancora notare tracce e permanenze di elementi di cultura agricola connotanti la pianura, cascine e tratti di strade di campagna, quali testimonianze di un passato rurale in cui l’uomo è stato in grado di strutturare il territorio, creando così un paesaggio unico e riconoscibile. Comune di Opera 12.6.2012 39 39 Comune di Opera Rapporto Ambientale Opera, come del resto gran parte dei comuni che si sviluppano in prossimità di Milano, ha subito nel corso degli anni la forte influenza del capoluogo, sia per quanto riguarda lo sviluppo insediativo, sia per quanto concerne le funzioni localizzate. Il territorio comunale presenta un impianto urbanistico particolare in quanto osservando a livello cartografico il Comune, si nota come lo sviluppo storico e residenziale sia avvenuto prevalentemente a nord-est della superficie comunale, mentre a sud-ovest sia accresciuta il comprato produttivo. Questa connotazione territoriale è enfatizzata dalla presenza della strada provinciale SP28 che da sud consente un facile accesso all’area industriale di Opera. È importante considerare che tale viabilità principale è comunque facilmente raggiungibile anche da nord, grazie alla SS412 che unisce la SP28 con lo svincolo all’altezza di Noverasco della tangenziale ovest. Questi grandi assi viabilistici rendono accessibile viabilisticamente non solo il Comune, ma anche la città di Milano. La fruizione e apertura di questo territorio ad oggi risulta fortemente sacrificata, causa la mancanza di collegamenti pubblici diretti con la città ed il territorio circostante. 3.1 SISTEMA SOCIO-ECONOMICO 3.1.1 Sistema Sociale Dal Rapporto dello Stato dell’Ambiente di Opera del 2006 emerge come l’andamento demografico nel territorio comunale sia stato interessato da un aumento importante del numero dei residenti dal 1951 al 1991, con una crescita considerevole nel 91’, anno in cui il Comune registra 13.435 abitanti. In particolare nel decennio ‘71-‘81 il Comune registra un incremento di più del 100% della popolazione in quanto gli abitanti da circa 5.658 sono diventati 11.470. Questo fenomeno si è verificato parallelamente all’espansione urbanistica programmata proprio in quegli anni e ancora tutt’oggi in atto. Anche se dal 1991 in poi, la popolazione è rimasta più o meno costante, a parte delle leggere flessioni nel 2001 e nel 2004. Un importante fattore per valutare gli aspetti demografici è a stratificazione della popolazione secondo classi di età. Qui di seguito viene riportata la struttura della popolazione suddivisa per classi di età riferita all’anno 2004, illustrata tramite una “piramide di età”. In questo grafico sono riportati i dati della popolazione maschile e femminile della popolazione residente suddivisa in classi di età quinquennali. “La piramide” demografica presenta un restringimento alla base, in corrispondenza delle fasce più giovani, per poi subire un rigonfiamento nelle fasce di età centrali che vanno dai 30 anni ai 64 anni, e successivamente restringersi moderatamente in corrispondenza delle classi di età più anziane. Comune di Opera 12.6.2012 40 40 Comune di Opera Rapporto Ambientale E’ evidente dalla tabella che la maggior parte della popolazione si trova in età adulta, mentre i dati relativi alle fasce più giovani mostrano valori bassi. Età Maschi Femmine > 90 22 83 85 89 35 69 80 84 78 171 75 79 138 210 70 74 249 325 65 69 352 358 60 64 466 489 55 59 623 572 50 54 530 584 45 49 434 519 40 44 493 514 35 39 507 548 30 34 519 496 25 29 461 451 20 24 382 380 15 19 296 308 10 14 302 306 5 9 268 264 0 4 285 258 6440 6905 Totali Suddivisione popolazione per classi di età – anno 2004 La popolazione femminile del Comune di Opera supera quella maschile di 465 unità, questo è in linea con la tendenza provinciale è nazionale, dovuto al progressivo invecchiamento della popolazione e alla maggiore speranza di vita delle donne. L’andamento della natalità dal 1991 al 2001 ha subito un debole decremento di 0,8 punti e poi è rincominciato a crescere fino ad oggi. L’incremento del tasso di natalità si verifica in contemporanea con l’aumento della presenza di immigrati stranieri nel Comune di Opera che si è verificato a partire dal 2001. A tal proposito la presenza di cittadini residenti con permesso di soggiorno nel Comune di Opera è in costante aumento. Nel 1991 la popolazione straniera residente ammontava a 108 individui, nel 2001 il valore è più che quadruplicato con 475 residenti, nel 2003 siamo di fronte ad un andamento abbastanza costante, per poi riprendere la crescita nel 2004 con 724 unità. Infatti è proprio nel 2004 che si è verificato un aumento sostanziale del numero dei residenti, una crescita che è coincisa con il picco massimo della presenza di stranieri residenti nel Comune. Attualmente gli stranieri residenti sono circa il 6% della popolazione. Comune di Opera 12.6.2012 41 41 Comune di Opera Rapporto Ambientale E’ inoltre interessante osservare l’origine di provenienza dei cittadini stranieri e la variazione rispetto al paese di origine negli anni 2002 e 2004. In particolare nel 2002 il flusso più consistente di immigrati proviene dall’Asia (36%), l’alta percentuale è determinata dalla presenza sul territorio della classe dirigente di alcune filiali italiane di industrie coreane. Altri Paesi con un flusso di immigrati consistenti sono l’Africa (22,3%) e l’America del Nord e Latina (22,3%). All’interno dei residenti di provenienza Americana è interessante sottolineare che è presente una forte componente di individui che provengono dagli Stati Uniti d’America (44 sui 101 complessivi dal continente Americano). Questo lo si può imputare alla presenza di una scuola privata “ American School” ubicata sul territorio del Comune di Opera, il cui personale docente è madrelingua. Dal 2004 si è osservato un sostanziale aumento del numero di immigrati provenienti da aree geografiche differenti, come l’Est Europa. Così come per l’intera Provincia di Milano negli anni dal 2001 al 2004, anche nel Comune di Opera si sta verificando un processo di semplificazione della struttura familiare, con un aumento delle famiglie residenti e una riduzione del numero di componenti per famiglia. Infatti dal 2001 al 2004 il Comune ha registrato un incrementi di 274 nuovi nuclei famigliari, però prevalentemente composti da uno/due componenti. 3.1.2 Sistema Economico Il Comune di Opera appartiene all'area del Sud Milano dove negli ultimi cinquant'anni si è assistito a un radicale processo di trasformazione nell’economia. Questo peculiare ambito territoriale si contraddistingue per essere stato trasformato, in un breve lasso di tempo, da realtà agricola basata su un’agricoltura centrata su cascine e centri di piccole dimensioni (con impianto urbanistico tipicamente rurale) ad area altamente urbanizzata e a elevato sviluppo industriale. Per quanto riguarda il processo di urbanizzazione, esso ha riguardato dapprima i Comuni più vicini al capoluogo, che si sono così fusi con l’area metropolitana milanese già a partire dagli anni ’60 (è il caso, ad esempio, di San Donato e Opera); in seguito, per fenomeni di traboccamento residenziale, industriale e terziario, sono cresciuti i Comuni più vicini all’aeroporto di Linate e lungo le strade provinciali Paullese e della Cerca. Anche lo sviluppo industriale non è omogeneo all’interno del comprensorio considerato: accanto a Comuni quali San Donato, in cui l’insediamento di una grande azienda – ENI – ha fatto da traino a fenomeni di industrializzazione, in altri Comuni dell’area tra cui Opera si è avuta una proliferazione di attività manifatturiere di piccola e media dimensione. Infine, in alcuni centri (tra cui Opera) a partire agli anni ’70, si è registrato un fenomeno di terziarizzazione legato ad attività quali commercio, trasporti e mobilità. Comune di Opera 12.6.2012 42 42 Comune di Opera Rapporto Ambientale Due sono le zone industriali principali rilevabili a Opera: Via Lambro (Zona industriale 1) e località Zerbo in prossimità della Strada Statale della Val Tidone. Dal questionario della CDRL (2002) emerge che le imprese hanno scelto nel 93,9% dei casi come fattore localizzativo decisivo ad Opera la presenza di infrastrutture rilevanti. La città di Opera si trova infatti nelle immediate vicinanze dell’autostrada del Sole (A1), dell’autostrada dei Fiori (A7) ed è in prossimità dell’uscita di Porta Vigentina della tangenziale ovest di Milano. La zona di Zerbo ha inoltre un’uscita e un’entrata diretta sulla Strada Statale numero 412 della Val Tidone, anch’essa collegata direttamente alla tangenziale ovest. L'economia della città resta prevalentemente legata alla presenza di imprese appartenenti a settori “maturi” e poco inclini all’innovazione. In fatti le attività industriali prevalenti ad Opera sono: produzione di metallo e fabbricazione di prodotti in metallo; fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche; fabbricazione di macchine ed apparecchiature elettriche e stampa e servizi connessi alla stampa. La trasformazione dei sistemi produttivi locali nel Sud Milano ha investito negli anni Novanta il comparto manifatturiero, evidenziando una crisi della media e medio-grande industria, ma anche una notevole vivacità del tessuto delle piccole imprese. Anche il settore terziario è stato investito dalla trasformazione, mostrando una spiccata caratterizzazione commerciale e una forte accentuazione delle attività logistiche e di trasporto. Infine il sistema della produzione agricola, investito da una crisi strutturale molto forte, si è dimostrato capace di sperimentare attività e colture di carattere innovativo, a partire da quelle biologiche e sostenibili. Il Sud Milano è un territorio particolarmente ricco dal punto di vista ambientale, paesistico, storico e culturale ed è proprio in questi campi che sono state sperimentate le prime forme di collaborazione e progettualità sovracomunale a partire dall’esperienza del Parco Agricolo Sud Milano. Il Parco, costituito nel 1990 dopo una vicenda ventennale, necessita oggi di un rilancio che può vederlo come scenario strategico di riferimento per lo sviluppo locale a partire anche dalla recente approvazione, nel 2000, del suo Piano Territoriale di Coordinamento. Opera è uno dei quattordici comuni che aderiscono e partecipano attivamente alle attività dell’Associazione dei Comuni del Sud Milano. Quest’ultima si propone di identificare un modello di sviluppo per il Sud Milano capace di valorizzare le risorse e le peculiarità del territorio, favorendo politiche ed interventi compatibili con un modello di sviluppo sostenibile basato sulla valorizzazione della qualità ambientale, paesistica e storico-culturale. Comune di Opera 12.6.2012 43 43 Comune di Opera 3.2 Rapporto Ambientale ARIA La qualità dell'aria è data dal confronto tra i dati misurati e i parametri di riferimento fissati per la tutela della salute e dell'ambiente. L'inquinamento atmosferico è all'origine di molti fenomeni negativi per l'ambiente, da quelli più locali come lo smog, presente nelle aree urbane e suburbane, a quelli che fanno sentire i loro effetti su una scala territoriale più ampia, come le piogge acide, fino ad arrivare ai fenomeni planetari, come il buco dell'ozono e l'effetto serra. Quest'ultimo in particolare, secondo le stime largamente condivise dell'Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), ha comportato nell'ultimo secolo un riscaldamento dell'atmosfera terrestre compreso tra 0,4 e 0,8 °C ed un graduale innalzamento del livello dei mari tra i 10 e i 20 cm. La legislazione italiana individua le Regioni quali autorità competenti in materia di valutazione e gestione della qualità dell’aria. In questo ambito è previsto che ogni Regione definisca la suddivisione del territorio in zone e agglomerati, nelle quali valutare il rispetto dei valori obiettivo e dei valori limite e definire, nel caso, piani di risanamento e mantenimento della qualità dell’aria. La zonizzazione deve essere rivista almeno ogni 5 anni. La Regione Lombardia, sulla base dei risultati della valutazione della qualità dell’aria, delle caratteristiche orografiche e meteoclimatiche, della densità abitativa e della disponibilità di trasporto pubblico locale con la D.G.R 2 agosto 2007, n.5290 ha modificato la precedente zonizzazione distinguendo il territorio nelle seguenti zone: • ZONA A: agglomerati urbani (A1) e zona urbanizzata (A2) • ZONA B: zona di pianura • ZONA C: area prealpina e appenninica (C1) e zona alpina (C2) Comune di Opera 12.6.2012 44 44 Comune di Opera Rapporto Ambientale Zonizzazione del territorio regionale Il comune di Opera rientra nella zona definita A1 “Area a maggiore densità abitativa e con maggiore disponibilità di trasporto pubblico locale organizzato (TPL)”. La qualità dell’aria nella Regione Lombardia è costantemente monitorata da una rete fissa costituita da 154 stazioni fisse (tra stazioni pubbliche e stazioni private, che per mezzo di analizzatori automatici forniscono dati in continuo ad intervalli temporali regolari (generalmente a cadenza oraria). Il monitoraggio così realizzato, integrato con l’inventario delle emissioni (INEMAR), gli strumenti modellistici, i laboratori mobili e altri campionatori per campagne specifiche, fornisce la base di dati per effettuare la valutazione della qualità dell’aria, così come previsto dalla normativa vigente. Le specie di inquinanti monitorati sono: SO2, NOX, CO, O3, PM10, PM2,5, BTX. A seconda del contesto ambientale (urbano, industriale, da traffico, rurale, etc.) nel quale è attivo il monitoraggio, diversa è la tipologia di inquinanti che è necessario rilevare. Nella Tabella seguente sono riassunte, per ciascuno dei principali inquinanti atmosferici, le principali sorgenti di emissione: Comune di Opera 12.6.2012 45 45 Comune di Opera Rapporto Ambientale Inquinanti Principali sorgenti di emissione Biossido di Zolfo (SO2) * Impianti riscaldamento, centrali di potenza, combustione di prodotti organici di origine fossile contenenti zolfo (gasolio, carbone, oli combustibili) Biossido di Azoto (NO2) */** Impianti di riscaldamento, traffico autoveicolare (in particolare quello pesante), centrali di potenza, attività industriali (processi di combustione per la sintesi dell’ossigeno e dell’azoto atmosferici) Monossido di Carbonio (CO) * Traffico autoveicolare (processi di combustione incompleta dei combustibili fossili) Ozono (O3) ** Non ci sono significative sorgenti di emissione antropiche in atmosfera */** Insieme di particelle con diametro aerodinamico inferiore ai 10 µm, provenienti principalmente da processi di combustione e risolleva mento * Traffico autoveicolare (processi di combustione incompleta, in particolare di combustibili derivati dal petrolio), evaporazione dei carburanti, alcuni processi industriali Particolato Fine (PM10) Idrocarburi non Metanici (IPA, Benzene) Sorgenti emissive dei principali inquinanti (* = Inquinante Primario, ** = Inquinante Secondario) Nel territorio della Provincia di Milano è presente sia una rete pubblica di monitoraggio della qualità dell’aria, di proprietà dell’ARPA e gestita dal Dipartimento ARPA di Milano Città, costituita da 35 stazioni fisse, sia una rete privata comprendente 13 stazioni fisse, di cui tre collocate fuori dal territorio provinciale. Di seguito si riporta la localizzazione della rete: Comune di Opera 12.6.2012 46 46 Comune di Opera Rapporto Ambientale Rete di monitoraggio provinciale La tipologia delle stazioni regionali può essere suddivisa nelle seguenti categorie (tipo stazione da Decisione 2001/752/CE): • stazione di fondo (F): misura il livello di inquinamento determinato dall’insieme delle sorgenti di emissione non localizzate nelle immediate vicinanze della stazione; può essere localizzata indifferentemente in area urbana, suburbana o rurale; • stazione da traffico (T): se la fonte principale di inquinamento è costituita dal traffico (se si trova all’interno di Zone a Traffico Limitato, è indicato tra parentesi ZTL) • stazione industriale (I): se la fonte principale è costituita dall’industria Inoltre è possibile una loro classificazione a seconda del contesto in cui sono ubicate (tipo zona Decisione 2001/752/CE): • zona rurale (R): all’esterno di una città, ad una distanza di almeno 3 km; un piccolo centro urbano con meno di 3000- 5000 abitanti è da ritenersi tale; • zona urbana (U): centro urbano di consistenza rilevante per le emissioni atmosferiche, con più di 3000-5000 abitanti; • zona suburbana (S): periferia di una città o area urbanizzata residenziale posta fuori dall’area urbana principale) Sul territorio comunale di Opera non esistono stazioni di rilevamento. Comune di Opera 12.6.2012 47 47 Comune di Opera Rapporto Ambientale Le stazioni di rilevamento più prossime al Comune è la seguenti: NOME STAZIONE TIPO ZONA TIPO STAZIONE MI - P.le Abbiategrasso URBANA FONDO QUOTA s.l.m. (metri) 109 che monitora i seguenti inquinanti: NOME STAZIONE MI - P.le Abbiategrasso SO2 - NOX X CO - O3 - CH6H6 - PM10 - Utilizzando i dati disponibili all’interno del data base INEMAR1 (INventario EMissioni ARia) e dei rapporti di Qualità dell’aria pubblicati da ARPA Lombardia, si sono potute estrapolare alcune considerazioni in merito alla qualità dell’aria del comune di Milano, da utilizzare come inquadramento per le successive considerazioni specifiche riferite all’area oggetto di studio. Di seguito viene proposta una tabella riassuntiva che riporta, per ciascun macrosettore, il contributo alle emissioni in atmosfera, riferito ai principali inquinanti. Emissioni in provincia di Milano nel 2008 Quantità assolute di sostanze inquinanti emesse nell’anno 2010 e suddivise per macrosettori (espresse in t/anno tranne per CO2, per la quale i dati sono espressi in Chilotonn) Comune di Opera 12.6.2012 48 48 Comune di Opera Rapporto Ambientale L’inventario 2008 ha considerato anche la ripartizione percentuale delle emissioni di inquinanti in relazione al macrosettore di attività. In particolare dall’osservazione dei dati si possono estrapolare le seguenti considerazioni riferite alla situazione caratteristica del Provincia di Milano: Distribuzione percentuale delle emissioni in provincia di Milano nel 2008 Nella Provincia di Milano il trasporto su strada costituisce la principale fonte di inquinamento per buona parte degli inquinanti e come si evidenzia dalle tabelle sopra riportate contribuisce a circa un terzo delle emissioni di CO2 (33%) e a buona parte delle emissioni di NOX (67%), PM10 e PM2.5 (63% e 62%), CO (73%) e COV (15%). Dalla lettura della tabella sopra riportati si possono trarre le seguenti considerazioni circa le fonti che contribuiscono maggiormente alle emissioni delle seguenti sostanze inquinanti, sempre in Provincia di Milano: SO2 – il contributo maggiore è dato dalla combustione nell’industria (55%) e dalla combustione non industriale (27%). NOX – la principale fonte di emissione è il trasporto su strada (67%); contributi minori derivano dalle combustioni (17%). COV – l’uso di solventi contribuisce per il 60% alle emissioni, mentre il trasporto su strada contribuisce per il 15%. CH4 – per questo parametro le emissioni più significative sono dovute per il 42% a processi di estrazione e di distribuzione dei combustibili, per il 31% al trattamento e smaltimento dei rifiuti e per il 24% all’agricoltura. Comune di Opera 12.6.2012 49 49 Comune di Opera Rapporto Ambientale La tabella seguente riassume quanto sopra esposto: INQUINANTI PRINCIPALI FONTI DI EMISSIONE CO2 1) Combustione non industriale 2) Trasporto su strada PM10 1) Trasporto su strada 2) Combustione non industriale Precursori dell’ozono 1) Trasporto su strada 2) Uso di solventi CO 1) Trasporto su strada 2) Combustione non industriale PM 2,5 1) Trasporto su strada 2) COV 1) Uso di solventi 2) Trasporto su strada SO2 1) Combustione nell’industria 2) Combustione non industriale NOX 1) Trasporto su strada 2) Combustione non industriale Combustione non industriale Principali fonti di emissione degli inquinanti Di seguito vengono riportate alcune considerazioni relative ai singoli inquinanti, con riferimento ai dati rilevati nelle stazioni di monitoraggio collocate sul territorio comunale. SO2 La concentrazione media annuale di SO2 nel Comune di Milano ha subito dal 1989 ad oggi una netta diminuzione; ciò è dovuto ai provvedimenti legislativi e alle ordinanze municipali che hanno imposto il cambiamento dei combustibili impiegati per le attività produttive e favorito l’uso del metano per il riscaldamento degli ambienti di vita e di lavoro. Nella centralina di Via Pascal, nell’anno 2008 si è rilavato una media di 4 µg m-3. NOX Tali ossidi vengono emessi direttamente in atmosfera a seguito di tutti i processi di combustione ad alta temperatura (impianti di riscaldamento, motori dei veicoli, combustioni industriali, centrali di potenza, ecc.), per ossidazione dell’azoto atmosferico e, solo in piccola parte, per l’ossidazione dei composti dell’azoto contenuti nei combustibili utilizzati. Nel caso del traffico autoveicolare, le quantità più elevate di questi inquinanti si rilevano quando i veicoli sono a regime di marcia sostenuta e in fase di accelerazione. La concentrazione media annuale di NOx, ha subito nel periodo dal 1990 al 2005 una considerevole diminuzione (pari al 65%) ma un aumento nell’anno 2006 (+ 13%); tale condizione è imputabile al verificarsi di sfavorevoli condizioni meteorologiche, quali una maggior frequenza di Comune di Opera 12.6.2012 50 50 Comune di Opera Rapporto Ambientale ridotte altezze dello strato rimescolato. Con riferimento all’anno 2008 si osserva che i valori, nelle due centraline più vicine al sito di interesse, si attestano al di sotto dei 50 µg m-3. CO La concentrazione media annuale di CO nel periodo 1989-2006 presenta una diminuzione rispetto al 1989 (pari al 78%), a causa essenzialmente del progressivo rinnovo del parco circolante con veicoli catalizzati. Le sue concentrazioni in aria ambiente sono strettamente legate ai flussi di traffico locali, e gli andamenti giornalieri rispecchiano quelli del traffico, raggiungendo i massimi valori in concomitanza delle ore di punta a inizio e fine giornata, soprattutto nei giorni feriali. I dati relativi all’anno 2008, rilevati in corrispondenza delle centraline presenti sul territorio comunale, evidenziano valori contenuti e variabili tra 0,7 e 1,7 mg m-3. OZONO A differenza degli inquinanti primari, le cui concentrazioni dipendono direttamente dalle quantità dello stesso inquinante emesse dalle sorgenti presenti nell’area, la formazione di ozono risulta più complessa. La chimica dell’ozono ha come punto di partenza la presenza di ossidi di azoto, che vengono emessi in grandi quantità nelle aree urbane. Le concentrazioni medie annue di ozono presentano andamenti temporali più irregolari con livelli variabili tra 40-50 µg m-3 nella stazione di Milano Parco Lambro, 30-50 µg m-3 nella stazione di Milano Pascal, 30-40 µg m-3 nella stazione di Milano Verziere. BENZENE La maggior parte del benzene presente nell’aria deriva da combustione incompleta di combustibili fossili: le principali fonti di emissione sono il traffico veicolare (soprattutto da motori a benzina) e diversi processi di combustione industriale. Dal 1999 al 2006 le concentrazioni di benzene presentano una diminuzione pari al 56%, dovuta, oltre che al rinnovo del parco circolante con veicoli catalizzati, alla progressiva riduzione del contenuto di benzene nelle benzine commerciali. Per quanto concerne le concentrazioni medie annue di benzene, dai dati rilevati nelle stazioni di piazzale Zavattari e via Senato si evidenziano valori compresi negli ultimi anni tra 2.5 e 5 µg m-3, con una continua tendenza alla diminuzione. Comune di Opera 12.6.2012 51 51 Comune di Opera Rapporto Ambientale PARTICOLATO ATMOSFERICO AERODISPERSO Le sostanze che rientrano in questa categoria possono avere origine sia da fenomeni naturali sia, in gran parte, da attività antropiche, in particolar modo da traffico veicolare e processi di combustione. La concentrazione media annuale di PTS ha registrato un progressivo calo nel periodo 1993 – 1996, mentre nel periodo successivo i valori medi annuali sono oscillati nell’intervallo 50 – 60 µg m-3. Con riferimento alle stazioni di interesse, si può osservare che i dati relativi all’anno 2008 si attestano tra i 42 µg m-3 (MI- Verziere) e i 46 µg m-3 (MI – Senato); il dato rilavato dalla stazione MI - Parco Lambro, più prossima all’area di studio, è pari a 45 µg m-3 . 3.3 SUOLO E SOTTOSUOLO Le aree contaminate presenti all’interno del territorio comunale nelle quali sono in corso attività di caratterizzazione e/o bonifica ai sensi del D.Lgs. 152/2006 sono le seguenti: 1. AREA EX-PROTER (Via Lambro 38) 2. AREA EX-CISAM (Viale Abruzzi 2) 3. CENTRALE TERMICA SUD SPORTING MIRASOLE (Via Sporting Mirasole) 4. SVR (Via Romagna 19/21) 3.3.1 Bonifica area ex-Proter Il complesso è localizzato su un’area (ex proprietà Recordati S.p.a. ed in precedenza Proter S.p.a) sottoposta ad un progetto definitivo di bonifica ex art. 11 della legge 471 /99, approvato dal comune di Opera con determinazioni n. 495 del 5.5.2001 e n. 349 del 23.5.02, supportato dalle garanzie finanziare, approvate dallo stesso comune con determina 214 del 8.3.05. Con L’acquisizione dello stabilimento, la Adorkem Technology S.p.A. (ex-Farmaopera S.p.A) ha preso a proprio carico gli obblighi e gli oneri derivanti dalla prosecuzione delle operazioni di bonifica. Il progetto prevede: La bonifica dell’area interna al complesso Le analisi eseguite sul terreno e sulla falda acquifera in vari punti del complesso, hanno evidenziato l’inquinamento da aniline, il cui maggior componente è N-N-dietilanilina derivante dal processo di sintesi del 7-ACA condotto dalla Proter. Sono stati misurati valori di concentrazione di anilina e derivati superiori a 1 .000 mg/Kg. Per la messa in sicurezza del sito viene realizzata una barriera idraulica attraverso la messa in spurgo di un nuovo pozzo (Pozzo 5) immediatamente a Comune di Opera 12.6.2012 52 52 Comune di Opera Rapporto Ambientale valle dell’area contaminata, che inizia nell’aprile del 2000 a prelevare acqua dalla falda inviandola al depuratore dello stabilimento. Altri 4 pozzi di acqua industriale esistenti e posizionati più a valle costituiscono la barriera di secondo livello da attivare in caso di emergenza. La bonifica del terreno superficiale Con determinazione del Comune di Opera n. 495/2001, si dà seguito alle operazioni di bonifica del terreno superficiale mediante allontanamento dallo stabilimento del terreno contaminato, inviato ad appositi impianti di trattamento ( 6400 tons - scavo di 4 m di profondità per una superficie di ca. 600 mq.) IL terreno è stato conferito, rispettando le normative vigenti, all’impianto di trattamento “ELECTROMETAL” di Castegnato (BS). Il trattamento è consistito nell’ossidazione delle aniline tramite ipoclorito di sodio, in modo da abbattere la concentrazione dell’inquinante; successivamente il terreno è stato recapitato in discariche 2B autorizzate. La falda acquifera La seconda fase della bonifica viene approvata con la determina n. 349/2002 avviando la decontaminazione della falda che, accanto al già citato pozzo di disinquinamento, vede la messa in funzione anche di un impianto di biosparging per l’ossigenazione profonda della falda acquifera (attivando La flora microbica endogena deputata all’ossidazione metabolica delle aniline). L’impianto è costituito da 6 pozzetti di insufflazione collegati tramite tubazione alla rete di distribuzione dell’aria compressa. Il sistema è regolato a una portata prestabilita in base alle indagini esplorative eseguita dalla società installatrice. Il trattamento non ha una durata prevedibile e deve essere monitorato nel tempo fino a completo smaltimento dell’inquinante. Revisione della barriera idraulica Nel corso del 2008, a seguito di proposta formulata per conto della proprietà Farmaopera spa dal Consorzio Copernico Scarl, viene autorizzata la revisione della barriera idraulica con determinazione n. 404 del 15.5.2008. Tale revisione si rende necessaria al fine di adeguare l’esistente barriera alle evidenze emerse nel corso delle più recenti campagne di indagini relative all’andamento del corpo di falda. Integrazione della caratterizzazione Nel corso del 2011 la società Copernico Srl, per conto della curatela fallimentare dell’Adorkem Technology, ha presentato il progetto relativo all’esecuzione di una serie di indagini ambientali integrative da considerarsi quale integrazione della caratterizzazione alla base del progetto complessivo di bonifica dell’Area ex-Proter. Tali indagini integrative sono state approvate e autorizzate con determinazione n. 572 del 29.9.2011 e sono attualmente in esecuzione. Cronistoria del sito produttivo Comune di Opera 12.6.2012 53 53 Comune di Opera Rapporto Ambientale • 1969 La Proter S.p.A inizia la sua attività di produzione di antibiotici. • 1988 La Proter S.p.A. viene divisa in 2 unità produttive indipendenti: il reparto farmaceutico, gestito dalla società Proter S.p.a. e il reparto antibiotici, gestito dalla società Proter Antibiotici S.p.a. • Primi anni ‘90: Sospensione delle attività produttive, l’area diviene un’area dismessa. • 1995: Gli immobili e il terreno sono messi all’asta. La parte denominata Proter antibiotici (circa 19.100 m2) viene comprata da Recordati S.p.A. e la restante parte (15.900 m2) da Profinpharma. La Recoradati inizia subito la riconversione degli impianti a scopo produttivo. • 1996: Vengono commissionate da Recordati S.p.A. delle analisi per (a certificazione ambientale. • 1999: Viene individuato un settore contaminato da derivati dell’anilina confinato nella porzione nord-orientale del complesso produttivo. Il settore contaminato è al confine fra le due nuove proprietà. • primavera 2000: Il settore orientale viene ceduto da Profinpharma S.p.A a Nuova Va((ambrosia Immobiliare che ha (a necessità di demo(ire (e strutture per (a costruzione di nuovi insediamenti produttivi. • dicembre 2000: Redatto il progetto definitivo di bonifica e iniziate le attività di risanamento: - rimozione terreni contaminati (fino a circa -4 m da p.c., max -5.30 nell’area del nucleo di contaminazione) - sbarramento idraulico • 2002: Riempimento scavo - Progetto BIOSPARGING • 2003: Inizio insufflazione • 2006: Analisi sullo Stato della bonifica • 2007: Realizzazione di nuovi piezometri di monitoraggio e di prove di campo • 2008: Revisione della barriera idraulica mediante installazione di nuovi pozzi di pompaggio • 2009-201 0: Liquidazione e fallimento della ADORKEM e conseguente interruzione, per alcuni mesi, del funzionamento dell’impianto di pompaggio de((a barriera e del sistema di biosparging • Agosto 2010: Riattivazione degli impianti di bonifica - Campagna di analisi delle acque • Gennaio 2011: adeguamento degli impianti di filtrazione e integrazione dello sbarramento con Pz15 Comune di Opera 12.6.2012 54 54 Comune di Opera Rapporto Ambientale 3.3.2 Bonifica area ex-Cisam Nel luglio del 2011 la King Spa di Via Ungaretti 2, Opera, ha presentato una Relazione delle attività di caratterizzazione dell’area ex-Cisam di Via Abruzzi n. 2 dalla quale è emerso il mancato rispetto delle CSC di cui alla Tabella 1B, Tit. V, All. 5 del D.Lgs. 152/06 per un campione fra quelli prelevati che presentava per il parametro Idrocarburi C>12 un valore pari a 2790 mg/kg. Nel settembre dello stesso anno, la King ha presentato il Progetto di bonifica dell’area in oggetto che ha avuto parere favorevole dalla Conferenza dei Servizi convocata per il suo esame nell’ottobre del 2011. Il progetto di bonifica è stato approvato con determinazione n. 677 del giorno 11.11.11 e di conseguenza sono state autorizzate le operazioni in esso previste. Nel gennaio del 2012, ARPA con un’apposita campagna di analisi del terreno del sito ha rilevato che gli obbiettivi della bonifica sono stati raggiunti e che l’intervento puo’ ritenersi concluso. Attualmente è incorso l’iter per il rilascio della certificazione di avvenuta bonifica che fa capo alla Provincia di Milano. 3.3.3 Bonifica area centrale termica sud Sporting Mirasole Nell’agosto del 2010 il Comune di Opera, a seguito di verbale dell’Arpa, ha dato avvio al procedimento ai sensi dell’art. 7 della L. 241/90 per l’applicazione delle procedure relative alla bonifica dei siti contaminati previste dal D.Lgs. 152/2006 nei confronti del Supercondominio Sporting Mirasole, per la probabile contaminazione dell’area della centrale termica sud al servizio del condominio stesso. Nell’ottobre del 2010 la Iter srl, società che si è occupata della rimozione dei serbatoi di olio combustibile annessi alla centrale termica, ha notificato il superamento delle soglie di contaminazione del sottosuolo dell’area in questione. Nel novembre del 2010 è pervenuto il relativo Piano di caratterizzazione redatto per conto di Iter Srl dalla Bauer Ambiente srl. Tale piano è stato approvato dal Comune di Opera con determinazione n. 15 del 27.1.2011 e nel giugno del 2011 la Bauer Ambiente ha presentato il report del piano di caratterizzazione e l’analisi di rischio relativa all’area contaminata. Detto documento è stato preso in esame nel corso della Conferenza dei Servizi tenutasi presso il Comune di Opera nel settembre del 2011. La Conferenza ha sospeso il parere rispetto al predetto documento, decretando la necessità di procedere a un’ulteriore serie di monitoraggi da eseguirsi con cadenza trimestrale a partire dal mese di ottobre 2011. Detta campagna di monitoraggio è attualmente in atto. 3.3.4 Bonifica SVR Il sito in oggetto, ubicato in Via Romagna 19/21 a cavallo tra i comuni di Opera e Locate Triulzi, è stato interessato all’attività di stoccaggio rifiuti operata dalla società SVR srI. In virtù del fatto che Comune di Opera 12.6.2012 55 55 Comune di Opera Rapporto Ambientale l’area da bonificare insiste su due comuni diversi, Opera e Locate, il procedimento relativo alla bonifica è in capo alla Regione Lombardia. SVR SrI ha svolto la propria attività di gestione di rifiuti dal 1996 utilizzando il centro di stoccaggio di Opera, ubicato invia Romagna 19/21, con strutture operative (serbatoi, magazzini, laboratori, Uffici) presi in affitto dalla società Jelly Wax SrI. Il centro SVR è stato operativo fino alla data del 15 luglio 2005, mentre Jelly Wax opera tuttora nel sito le proprie attività nell’industria delle cere. Successivamente sono state avviate le attività di dismissione in adempimento alle prescrizioni riportate nella Disposizione dirigenziale Provincia di Milano n. 360/2005 — Revoca del provvedimento di Autorizzazione di cui alla Disposizione dirigenziale Provincia di Milano n. 293/2005. Con tale disposizione è stato revocato dalla Provincia di Milano il provvedimento di autorizzazione all’esercizio del centro e, conseguentemente, avviato il procedimento di caratterizzazione ed eventuale bonifica dell’area che, come detto, fa capo alla Regione Lombardia. Il sito è stato oggetto di un’indagine preliminare nel febbraio 2006, seguita dall’investigazione a seguito del Piano della Caratterizzazione redatto ai sensi del D.Lgs. 152/2006 nell’ottobre 2006 da SVR in liquidazione e successivamente completato dall’“Integrazione al Piano della Caratterizzazione in merito alle prescrizioni della Conferenza dei Servizi del 17.06.2008 e successivo Decreto Regionale n. 7489 del 09.07.2008” redatta da Montana srI nel luglio 2009, i cui risultati analitici sono descritti nella “Relazione descrittiva del Piano della Caratterizzazione” del dicembre 2009. La caratterizzazione svolta ha mostrato il superamento delle CSC per la destinazione d’uso industriale per i terreni e per la falda, come decritto dettagliatamente documenti sopra citati. La società SVR ha quindi incaricato Montana SpA di elaborare l’Analisi di Rischio sito specifica al fine di determinare le concentrazioni soglia di rischio (CSR), documento che è stato presentato nel giugno del 2010 ed esaminato nella Conferenza dei Servizi nell’ottobre dello stesso anno. La Conferenza stabilisce la necessità di integrare il documento con ulteriori approfondimenti analitici in particolar modo sulle acque di falda. Si stabilisce, inoltre, la necessità di attivare un adeguato sistema di messa in sicurezza di emergenza delle acque sotterranee. In una successiva Conferenza dei Servizi (giugno 2011), si prende atto dei nuovi risultati analitici e sulla base di queste ulteriori evidenze si esprime parere negativo sul documento di Analisi di rischio del 2010, che dovrà essere rivisto sulla base dei nuovi dati e ripresentato opportunamente rivisto. Nell’ambito della Conferenza, inoltre, si prende atto dell’attivazione del sistema di messa in sicurezza di emergenza delle acque sotterranee col cosiddetto metodo pump & stock che consiste nell’emungimento di acqua da sottosuolo, stoccaggio e trattamento presso impianti autorizzati. Comune di Opera 12.6.2012 56 56 Comune di Opera Rapporto Ambientale Nel novembre del 2011 la SVR presenta il nuovo documento di Analisi di rischio e nel febbraio del 2012 i risultati analitici delle acque sotterranee relativi ai campionamenti eseguiti nel dicembre 2011. Con verbale del marzo 2012, Arpa trasmette un confronto fra le analisi di SVR e quelle di parte pubblica. In attesa della valutazione dell’Analisi di rischio in sede di Conferenza indetta dalla Regione Lombardia, Arpa stabilisce che i monitoraggi sulle acque di falda siano eseguite con cadenza trimestrale per un anno e con cadenza semestrale per l’anno successivo. 3.4 ACQUA Il Comune di Opera ricade nell’Ambito Territoriale Ottimale del Ciclo Idrico Integrato della Provincia di Milano che complessivamente comprende 187 comuni raggruppati in Comprensori definiti dal Piano Regionale di Risanamento delle Acque (PRRA). A tali Comprensori fanno generalmente capo i vecchi Consorzi di depurazione ora convertiti in SpA. L’acquedotto del Comune di Opera è gestito da CAP Gestione SpA, mentre è affidata a TASM (Tutele Ambiente Sud Milanese) SpA la gestione delle acque di depurazione oltre all’individuazione del reticolo idrico minore. La Conferenza d’ambito del 18/3/2003 ha poi deliberato di suddividere il territorio in tre aree omogenee i cui confini vengono disegnati nel pieno rispetto degli schemi depurativi. In base a tale organizzazione il Comune di Opera rientra nel comprensorio numero 7 in area omogenea 3. Le falde acquifere sfruttate per uso idropotabile si trovano racchiuse all’interno del materasso alluvionale. Nel comune di Opera sono attivi 6 pozzi pubblici per il prelievo idrico dell’acqua, periodicamente monitorati dalla ASL. Le prove effettuate sui campioni analizzati si riferiscono a captazioni effettuate in sei punti fissi dei pozzi e a cinque punti fissi delle reti di distribuzione. L’analisi delle acque conferma che la qualità delle acque di falda nel Comune di Opera risulta buona, con concentrazioni di metalli particolarmente basse e con contenuti di nitrati non rilevanti. Da ciò si può quindi dedurre che le acque di falda e di rete del territorio presentino valori mediamente buoni rientranti pienamente nella classe II prevista dal Dlgs 152/99. I picchi di Ferro e Manganese rilevati, comunque rientranti nel range previsto per la classe, sono riconducibili quindi proprio alle cause precedentemente descritte. Opera ha un consumo medio pro-capite di acqua potabile pari a 415,9 litri al giorno per l’anno 2001 e di 404 litri al giorno per l’anno 2003 (Fonte: Provincia di Milano). Si tratta di consumi abbastanza considerevoli se raffrontati alla media italiana, pari a circa 250 litri/giorno, e soprattutto a quella europea che riporta il consumo medio pro-capite intorno a 160 litri/giorno. La rete acquedottistica di Opera ha una perdita stimata attorno al 15%, tale valore risulta alquanto critico se consideriamo l’importanza di tutelare dallo spreco la risorsa idrica, in particolare quella potabile, proveniente dalle falde Comune di Opera 12.6.2012 57 57 Comune di Opera Rapporto Ambientale 3.4.1 Efficienza di depurazione La notevole densità abitativa e il conseguente carico organico derivante dalle acque reflue generano una forte pressione sulle risorse idriche e richiedono adeguate attività di depurazione dal momento che vengono abbondantemente superate le naturali capacità di autodepurazione dei corsi d’acqua. Le acque reflue di Opera vengono collettate e convogliate per la depurazione al nuovo depuratore di Locate Triulzi attivo dal 2004 e gestito dalla TASM. Il seguente depuratore serve i Comuni di Locate, Pieve Emanuele e Opera per una potenzialità di 60.000 abitanti equivalenti. L’impianto è attivo al 100%. Precedentemente all’attivazione del depuratore le acque reflue venivano scaricate nel fiume Lambro. Il depuratore di Locate Triulzi tratta giornalmente un volume d’acqua pari a 21800 mc ( media per i primi 9 mesi del 2005) con un efficienza di abbattimento del COD superiore al 80 %. Nel tempo si richiede, quindi, l’ottimizzazione dell’efficienza di abbattimento e l’avvio al riutilizzo in agricoltura degli scarichi dei depuratori. Si richiede inoltre delle precise modalità di gestione delle acque meteoriche, ad esempio le acque meteoriche provenienti da coperture immobili e superfici impermeabili pertinenziali, non suscettibili a contaminazioni, dovranno essere smaltite in loco, prevedendo ove possibile, ed in armonia con i disposti normativi in vigore e di riferimento, il recupero delle stesse ed eventualmente l’uso irriguo, senza venir meno l’obbligo di assoggettamento allo smaltimento delle acque di prima pioggia e delle acque di lavaggio delle aree esterne delle superfici interessate, nel rispetto del R.R. 24/03/2006 n.4 Nei casi di non fattibilità di parziale o totale smaltimento in loco delle acque meteoriche non contaminate si potranno proporre recapiti secondo il criterio: a-il suolo e gli strati superficiali del sottosuolo b-i corpi d’acqua superficiali c- la pubblica fognatura, nei casi di indisponibilità dei recapiti dei punti di cui sopra. Occorre valutare l’adozione di eventuali vasche volano e limitare il recapito nella fognatura comunale entro il limite massimo di 20 l/s per ogni ettaro di superficie scolante impermeabile. Tali misure sarebbero necessarie per non caricare il corretto esercizio della rete fognaria comunale oltre all’impianto di depurazione Le misure sopra esplicitate sono in linea con le prescrizioni con la normativa ed in particolare con il D.G.R. 29/03/2006, n. 8/2244 (Programma di tutela ed uso delle acque – P.T.U.A.) Dall’analisi dei parametri dei rilievi effettuati, le acque del fiume Lambro meridionale sono interessate da un elevato grado di inquinamento riconducibile, principalmente, a scarichi di tipo civile. L’inquinamento si può drasticamente ridurre solo attraverso l’ammodernamento e la Comune di Opera 12.6.2012 58 58 Comune di Opera Rapporto Ambientale razionalizzazione dei collettori fognari e soprattutto potenziando la rete degli impianti di depurazione. 3.4.2 Acque sotterranee Il Comune di Opera ricade nell’Ambito Territoriale Ottimale del Ciclo Idrico Integrato della Provincia di Milano che complessivamente comprende 187 comuni raggruppati in Comprensori definiti dal Piano Regionale di Risanamento delle Acque (PRRA). A tali Comprensori fanno generalmente capo i vecchi Consorzi di depurazione ora convertiti in SpA. Dal 1° gennaio 2009 la gestione del ciclo idrico integrato nell’ATO della Provincia di Milano è stata assunta da AMIACQUE Srl. AMIACQUE è la nuova società, interamente pubblica, che ha incorporato, attraverso un processo di fusione, le società che precedentemente operavano negli ambiti territoriali di competenza nella gestione del Servizio Idrico Integrato (S.I.I.) e precisamente CAP Gestione Spa, TAM Servizi Idrici Srl, IA.No.Mi. Spa, TASM Service Srl. Nel comune di Opera sono attivi 6 pozzi pubblici per il prelievo idrico dell’acqua, periodicamente monitorati dalla ASL, con un numero di prelievi come da tabella 1. Le prove effettuate sui campioni analizzati si riferiscono a captazioni effettuate in sei punti fissi dei pozzi e a cinque punti fissi delle reti di distribuzione. Amiacque provvede all'alimentazione degli acquedotti pubblici nelle Province di Milano e nella pianura Pavese a nord del Po tramite le falde acquifere sotterranee contenute nei primi 100 metri di profondità e solo localmente dalle falde profonde. L’alimentazione degli acquedotti nei Comuni gestiti da Amiacque è assicurata da 750 pozzi in esercizio. L’acqua sollevata dai pozzi, per circa il 50% è sottoposta a processi di potabilizzazione, sia per eliminare o ridurre sostanze inquinanti (Cromo, nitrati , composti organoalogenati, diserbanti, ecc.), che per trattare composti naturali presenti in particolare nelle falde del Pavese (Ferro, manganese, ammoniaca, idrogeno solforato). Metà circa dell’acqua proveniente dai pozzi è già di buona qualità alla fonte e non ha bisogno di alcun trattamento. Di seguito si riporta un estratto del capitolo del Rapporto Ambientale redatto nel 2004 relativo alla qualità delle acque sotterranee a livello del Comune di Opera. “Per la valutazione della qualità delle acque vengono prese in considerazione due tipologie di parametri da tenere presente nella formulazione del giudizio ambientale sull’acqua distribuita: parametri cosiddetti ‘di base’ e parametri ‘addizionali’. I primi servono a individuare i parametri connessi alle pressioni antropiche: carico organico, bilancio dell’ossigeno, acidità, salinità e carico microbiologico. I secondi invece sono relativi ai microinquinanti organici. Comune di Opera 12.6.2012 59 59 Comune di Opera Rapporto Ambientale Gli indicatori scelti, per la valutazione della qualità chimica delle acque potabili e di falda, riguardano sia i valori medi annui previsti dalla normativa ( quali ad esempio: Ferro, Manganese e Nitrati e caratteristiche chimico fisiche quali Conducibilità e Durezza ). Altri indicatori riguardano invece l’utilizzo della risorsa acqua e più precisamente prelievi e perdite, ma anche relativi alla gestione dell’impianto di depurazione (Indicatori di Pressione). Tabella 1: Numero di analisi chimiche su pozzi (Font: ARPA Lombardia) 1996 199 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 114 114 35 59 38 72 96 17 17 36 72 95 7 Via Giovanni XXIII 124 185 Via Giovanni XXIII Via Gramsci 118 150 148 157 31 55 Quart. Ubertas-Noverasco 118 178 68 80 14 34 95 Via Ungaretti 118 178 68 96 14 34 95 Via Madonnina Dall’ elaborazione dei dati relativi ai pozzi per singola caratteristica chimico fisica emerge che: Nitrati: dal 1996 al 2004 le concentrazioni si sono mantenute pressochè costanti e comunque sempre al di sotto della Concentrazione Massima Ammissibile (50 mg/l) prevista dalla normativa sia per i pozzi che per i punti rete monitorati. Valore medio nitrati pozzo punto rete valore limite 60,0 50,0 m g/l 40,0 30,0 20,0 10,0 0,0 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 Trend storico del valore medio Nitrati (Fonte: ARPA Lombardia) Comune di Opera 12.6.2012 60 60 Comune di Opera Rapporto Ambientale Ferro: dal 1996 al 2002 si può notare una certa variazione delle concentrazioni, tutto ciò dovuto probabilmente alla manutenzione non sempre attenta e puntuale degli impianti e delle tubature, e/o alla presenza di tubature vecchie Dopo il 2000 i valori medi sono stati di circa 20 µg/l comunque sempre al di sotto della Concentrazione Massima Ammissibile(200 µg/l) prevista dalla normativa sia per i pozzi che per i punti rete monitorati. Valore medio ferro pozzo valore limite 250 punto rete m icrog/l 200 150 100 50 0 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 Trend storico del valore medio Ferro.(Fonte ARPA Lombardia) Manganese: dal 1996 al 2000 le concentrazioni sono variate, la causa sembra essere la stessa riscontrata per il Ferro. Al 2000 i valore medio è stato di circa 20 µg/l comunque sempre al di sotto della Concentrazione Massima Ammissibile (50µg/l) prevista dalla normativa sia per i pozzi che per i punti rete monitorati. Valore medio manganese pozzo valore limite 60 m icrog/l 50 40 30 20 10 0 1997 1998 1999 2000 Trend storico del valore medio Manganese.(Fonte: ARPA Lombardia) Comune di Opera 12.6.2012 61 61 Comune di Opera Rapporto Ambientale Conducibilità: dal 1996 al 2004 la Conducibilità si è attestata su di un valore medio pressoché costante attorno ai 500 µSiemens/cm Valore medio conducibilità 20°C m icroS/cm pozzo valore limite 2600 2400 2200 2000 1800 1600 1400 1200 1000 800 600 400 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 Trend storico del valore medio Conducibilità. (Fonte ARPA Lombardia) Durezza: dal 1996 al 2004 la Durezza si è attestata su di un valore medio pressoché costante attorno ai 30- 40 F°. Tali valori permettono di classificare le acque di falda di Opera quali acque mediamente dure. Valore medio durezza pozzo 40 35 30 25 F°20 15 10 5 0 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 Trend storico del valore medio Durezza. (Fonte ARPA Lombardia). L’analisi dei dati riportati nel paragrafo precedente conferma che la qualità delle acque di falda nel Comune di Opera risulta buona, con concentrazioni di metalli particolarmente basse e con contenuti di nitrati non rilevanti. Da ciò si può quindi dedurre che le acque di falda e di rete del territorio presentino valori mediamente buoni rientranti pienamente nella classe II prevista dal Dlg 152/99. I picchi di Ferro e Comune di Opera 12.6.2012 62 62 Comune di Opera Rapporto Ambientale Manganese rilevati, comunque rientranti nel range previsto per la classe, sono riconducibili quindi proprio alle cause precedentemente descritte. Si riporta uno schema riassuntivo per le sostanze più comuni ritrovabili nelle acque potabili. Il primo valore rappresenta il Valore guida per le acque potabili (dpr 236/88), il secondo la Concentrazione massima ammissibile per le acque potabili e il terzo il Valore ammesso per le acque minerali (d.m. 542/92) Sostanze Valore guida Concentrazione Valore ammesso massima ammissibile per acque minerali CALCIO 100 mg/l Non indicato Nessun limite MAGNESIO 30 mg/l 50 mg/l Nessun limite SODIO 20 mg/l 175 mg/l Nessun limite FLUORO Nessun valore 0,7-0,1.5 mg/l secondo la Nessun limite guida temperatura MANGANESE 0,02 mg/l 0,05 mg/l 2 mg/l RAME 0,1 mg/l 1 mg/l 1 mg/l CLORURI 25 mg/l Opportuno non superare Nessun limite i 200 mg/l POTASSIO 10 mg/l Non indicato Nessun limite SOLFATI 25 mg/l 250 mg/l Nessun limite FERRO 0,05 mg/l 0,2 mg/l Nessun limite Fonte Rapporto Ambientale Agenda 21, Comune di Opera. ANNO 2006. Nel 2009, il Servizio Igiene degli Alimenti e della Nutrizione dell’ASL MI2, ha redatto e inviato al Comune di Opera la “Relazione annuale sul monitoraggio effettuato sull’acquedotto del territorio comunale di Opera nel 2008”. La relazione scaturisce dall’analisi dei dati rilevati nel corso dell’anno sia sui punti emungimento che sulle reti di approvvigionamento. La tabella di seguito riportata evidenzia l’andamento dei principali parametri chimico-fisici analizzati sui campioni espressi in valori medi. Comune di Opera 12.6.2012 63 63 Comune di Opera Rapporto Ambientale SOMMA TRIALOMETANI SOSTANZE ANTIPARASSITARIE CONUCIBILITA’ ELETTRICA (µg/l) (µg/l) (µs/cml) 19,0 1,42 0,1 438 35,3 26,4 1,57 0,2 717 Ungaretti 38,4 30,2 1,85 0,09 762 Noverasco 16,5 10,4 <1,00 <0,05 545 Madonnina 36,6 28,3 2,7 0,09 665 Di Vittorio 18,1 14,0 <1,00 - 350 Marx 18,1 9,7 <1,00 <0,05 340 IV Novembre 16,0 21,7 1,36 0,05 630 POZZI DUREZZA NITRATI (Gr. Francesi) (µg/l) Giovanni 23° 27,1 Gramsci PUNTI RETE Va tenuto presente che fino alla fine del 2008 l’acqua emunta dai pozzi presenti nel territorio comunale di Opera veniva distribuita all’utenza senza alcun trattamento. Alla fine del 2008, però, si è concretizzata la necessità di prevedere l’installazione di filtri a carbone attivo presso gli impianti di Via Giovanni 23° e Via Gramsci in quanto in alcuni periodi dell’anno sono stati ravvisati incrementi di alcuni parametri (antiparassitari) in avvicinamento alle soglie previste dalla normativa vigente. Nel 2009 l’Ente gestore, su Ordinanza del comune di Opera ha provveduto all’installazione dei filtri. L’installazione dei filtri risulta un presidio utile a prevenire qualsiasi problematica relativa alla presenza di sostanze, come ad esempio i trialometani, che pur in concentrazioni nettamente al di sotto del limite di legge, hanno cominciato a comparire in tracce nell’acqua proveniente dalla falda. Una lieve criticità è stata, inoltre, registrata in merito ai nitrati, la cui presenza, sebbene entro la norma, è risultata costante. Va segnalato che nei cinque anni precedenti al 2008, non sono state registrate anomalie riguardo i parametri microbiologici. Nel corso del 2011 a causa dell’improvviso aumento di Tetracloroetilene (fino a 36 µg/l) il pozzo di Noverasco è stato in via cautelativa posto fuori esercizio. Il Comune di Opera, su parere dell’ASLMI2, ha rilasciato l’autorizzazione all’Ente gestore per la realizzazione di opportuni filtri. A seguito dell’installazione dei filtri, il pozzo è rientrato regolarmente in funzione del giugno del 2012. Comune di Opera 12.6.2012 64 64 Comune di Opera 3.5 Rapporto Ambientale BIODIVERSITÀ E NATURA Il territorio di Opera ha origini agricole, legate alla fertilità e produttività della pianura. Col trascorrere degli anni e col sempre maggiore sviluppo, prima del settore industriale e poi di quello terziario, tale contesto ha assistito a notevoli trasformazioni urbanistico-territoriali. Tra palazzi, capannoni e grandi corridoi viabilistici ad alta percorrenza si possono ancora notare tracce e permanenze di elementi di cultura agricola connotanti la pianura, cascine e tratti di strade di campagna, quali testimonianze di un passato rurale in cui l’uomo è stato in grado di strutturare il territorio, creando così un paesaggio unico e riconoscibile. Opera ha subito nel corso degli anni la forte influenza di Milano, sia per quanto riguarda lo sviluppo insediativo, sia per quanto concerne le funzioni localizzate. Opera appartiene all’ambito di pianura irrigua, conosciuto per la sua ricchezza di acque superficiale, che in passato hanno favorito lo sviluppo di un agricoltura irrigua intensiva. Oggi del paesaggio agrario di un tempo era caratterizzato da piccoli nuclei urbani circondati da grandi cascine e da abbazie dei grandi ordini monastici medievali che hanno segnato la storia del territorio. Oggi di tale contesto permangono poche testimoniante come il nucleo antico di Opera, le cascine, l’abbazia di Mirasole, tratti del reticolo idrografico minore e filari alberati. La diffusa presenza antropica, ma soprattutto l’opera dei monaci e dei contadini, in quest’area, hanno permesso di bonificare dei terreni, altrimenti paludosi, creando con canalizzazione e rogge, ancora tutt’oggi visibili, un dei territori più fertili e produttivi d’Europa. Proprio i fiumi e le rogge, o meglio la forza motrice delle loro acque ha fatto sì che, durante la prima fase industriale, si sviluppassero in questa parte di pianura irrigua mulini e filande quali testimonianze di un primo sviluppo produttivo, compatibile e rispettoso del territorio. Nell’ultimo secolo però il territorio rurale è stato sottoposto a fenomeni di aggressione legati a processi di urbanizzazione sempre crescenti, che hanno determinato un veloce consumo di suolo e una continua frammentazione dei fondi agricoli ed un’evitabile perdita di efficienza dell’attività agricola. Questo impoverimento generale si manifesta con la scomparsa e il degrado della vegetazione arboreo-arbustiva e il decadimento del vasto patrimonio rurale delle cascine. Proprio per queste criticità è stato istituito il Parco Agricolo Sud Milano quale occasione per proteggere, conservare e tutelare territorio le testimonianze di un tempo e la difesa di una funzione economica come quella agricola che ha segnato la storia dello sviluppo economico di quest'area. Il Comune di Opera è inserito nell’area del Parco Sud Milano, per una superficie complessiva di 424,99 ha, che rappresenta quasi il 56.60% dell’intero territorio comunale. Il Parco Agricolo Sud Milano intreccia, in un'esperienza forse unica a livello europeo, motivi di salvaguardia e tutela del territorio con la difesa di una funzione economica come quella agricola Comune di Opera 12.6.2012 65 65 Comune di Opera Rapporto Ambientale che ha segnato la storia dello sviluppo economico di un vasto ambito territoriale che abbraccia il sud milanese; un Parco che deve tenere conto di una domanda sociale sempre più ampia alla ricerca di spazi aperti, fruibili e ricchi di significativi valori culturali, il tutto nel contesto di un’area metropolitana tra le più sviluppate d’Europa. Per questi territori, il PTC prevede nei rapporti con la pianificazione comunale, alcuni criteri base tra i quali si richiamano: - la conservazione nella loro integrità e compattezza delle aree agricole, favorendone l’accorpamento e il consolidamento ed evitando quindi che interventi per nuove infrastrutture, impianti tecnologici, opere pubbliche e nuova edificazione comportino la frammentazione o la marginalizzazione di porzioni di territorio di rilevante interesse ai fini dell’esercizio delle attività agricole o della fruizione sociale del parco; - la salvaguardia nella sua consistenza e caratterizzazione complessiva del patrimonio edilizio rurale esistente, sia in quanto testimonianza storico-architettonica dell’antica organizzazione dell’agricoltura nel territorio del parco, sia in quanto contenitore delle attuali attività agricole, che il PTC intende sostenere e consolidare; gli interventi di conservazione e di trasformazione del patrimonio edilizio rurale o l’introduzione di nuove destinazioni, ove ammesse, devono essere programmati, localizzati e dimensionati nel rispetto di questa duplice funzione, evitando che il patrimonio storico stesso risulti globalmente snaturato rispetto alle sue funzioni originarie; - la collocazione di attrezzature, servizi e impianti tecnologici, avendo preventivamente verificato le relative condizioni di ammissibilità e di compatibilità ambientale. L’importante presenza del Parco Agricolo Sud Milano e del sistema del Lambro Meridionale, fa sì che Opera rientri nel sistema di rete ecologica sia regionale, che provinciale. In particolare il territorio comunale è interessato da corridoi ecologici per cui gli enti territoriali competenti prevedono particolare salvaguardia sia del sistema fluviale vero e proprio, attraverso il mantenimento delle condizioni naturali del corso d’acqua e il ripristino di fasce tampone vegetate, sia del sistema agricolo esistente e degli elementi tipici ad esso correlati, come filari e siepi. Infine in considerazione della consistente urbanizzazione e frammentazione antropica che contraddistingue il contesto del sud Milano la Provincia individua intorno al comune di Opera dei varchi per il mantenimento e salvaguardia delle connessioni esistenti, evitando quindi saldature dell’edificato e incentivando la valorizzazione del sistema vegetazionale esistente. 3.6 RUMORE Nel 2003 il Comune si è dotato di un piano di zonizzazione acustica, suddividendo il territorio comunale in 6 classi: classe I (aree particolarmente protette, come edifici scolastici, e socioassistenziali), Comune di Opera 12.6.2012 66 66 Comune di Opera Rapporto Ambientale classe II (aree prevalentemente residenziali), classe III (aree di tipo misto), classe IV (aree di intensa attività umana), classe V (aree prevalentemente industriali), classe VI (aree esclusivamente industriali). Dal punto di vista acustico, i tratti che costituiscono le sorgenti principali sono la S.S. n. 412 della Valtidone, sia a Noverasco che nella parte che costeggia ad est il territorio comunale. Viale Berlinguer è una sorgente sonora secondaria, in quanto i semafori allungano i tempi di percorrenza e scoraggiano l’attraversamento del centro abitato. Un’altra sorgente rilevante è rappresentata dalla parte sud della S.P. Vicentina che anche se costeggia l’area industriale a sud, non ha molta influenza sulle immissioni verso le abitazioni. Un’altra importante sorgente è costituita dall’asse Via Gramsci – Cadorna – IV Novembre, come pure Via Zerbo – Allende. Quest’ultima sopporta ora anche traffico pesante in uscita dall’area industriale est. Il tipo di regolazione del traffico utilizzato nelle zone residenziali di Opera risulta utile perché induce basse velocità di percorrenza, quindi bassi livelli di emissione sonora. Il Comune di Opera è ubicato nell’area metropolitana milanese, i problemi di inquinamento acustico sono pertanto dovuti alla presenza di importanti sistemi viabilisti tipici delle realtà urbane (nell’immediato hinterland del capoluogo). L’urbanizzato di Opera è frutto di stratificazioni storiche che riflettono le caratteristiche di epoche diverse per cultura ed esigenze economiche. Il centro storico è di piccole dimensioni, attraversato da veicoli diretti a nord verso la Tangenziale ovest e verso Ponte Sesto, in misura minore invece attraversato verso sud, a causa dei sensi unici presenti. Ci sono dei rallentatori a dosso che hanno una certa efficacia nel ridurre la velocità, ma i passaggi dei veicoli su questi ultimi producono emissioni sonore. Le scuole di Opera, a differenza di altri comuni, sono in gran parte collocate in aree isolate o protette da insediamenti industriali. Il territorio di Opera presenta, per la sua strategica localizzazione, numerose aziende industriali, infatti è proprio il facile movimento delle materie prime uno degli elementi del costo industriale che sta alla base delle scelte di insediamento delle aziende. Non sono state eseguite campagne di rilevazione dell’inquinamento acustico negli ultimi anni. I dati in possesso del Comune di Opera sono quelli estrapolati dai rilievi eseguiti nel 2000 nell’ambito dei lavori per la redazione del Piano di Zonizzazione Acustico del territorio comunale. Durante quei lavori furono eseguiti rilievi di 24 ore in quattro punti e rilievi di 30 minuti in 20 punti. Di seguito Comune di Opera 12.6.2012 67 67 Comune di Opera Rapporto Ambientale vengono riportati i dati fonometrici rilevati e la distribuzione dei punti nel territorio comunale e il relativo commento inserito nella relazione finale. RILIEVI FONOMETRICI DELLA DURATA DI 24 ORE PUNTO A B C D LUOGO Parcheggio Municipio Scuola Via San Bernardo Via Camicie Rosse 3 Via Di Vittorio 19 LAeq 24h 63,7 54,1 58,5 55,6 LAeq diurno 59,9 55,6 59,5 56,7 LAeq notturno 59,9 48,2 49,7 52,0 RILIEVI FONOMETRICI DELLA DURATA DI 30 MINUTI PUNTO 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 LUOGO VIA BERLINGUER ANG. CERVI VIA ZERBO 37 VIA TIGLI 16 VIA BERLINGUER 7 VIA VERDI 22 VIA TOSCANA (PARCO) VIA LISONE 1/B ABBAZIA MIRASOLE VIA GRAMSCI 1 VIA MAZNONI 10B VIA EMILIA, PARCHEGGIO VIA STAFFORA 3 VIA SPORTING MIRASOLE 54 VIA MARX 5 VIA SPORTING MIRASOLE 36 VIA PASSI (FONDO) VIA ROMAGNA 11 VIA FORNACE CAVALLINO VIA SERIO 13 VIA CAVALIERE 6 Comune di Opera 12.6.2012 LAeq in dB(A) 67,0 59,4 50,9 67,4 54,9 50,0 52,0 54,3 54,7 50,2 53,6 68,9 62,4 60,8 49,0 54,3 60,6 55,8 63,0 54,1 68 68 Comune di Opera Comune di Opera 12.6.2012 Rapporto Ambientale 69 69 Comune di Opera Rapporto Ambientale Il commento ai rilievi sopra riportati, espresso all’interno della relazione conclusiva al Piano di zonizzazione acustica comunale è il seguente: “Delle misure da 24 ore, la misura A raccoglie rumore prodotto dal traffico su viale Berlinguer e dai movimenti di auto nel parcheggio vicino alla sede comunale, naturale attrattore di traffico. I valori superano i limiti previsti per la IV classe, nonostante che la velocità dei veicoli che scorrono su Viale Berlinguer sia ridotta dalla serie di semafori in successione. La misura 1, di 30’, realizzata dall’altro lato della via e ad una distanza inferiore di 2 m dal ciglio, mostra un valore leggermente più elevato. La misura n.4, realizzata più a sud, in un punto alla stessa distanza dal ciglio rispetto alla misura A, nel quale le auto sono leggermente più veloci, mostra un valore quasi identico a quello della misura n.1. Come si può vedere osservando il grafico dell’andamento nel tempo, il traffico cala solo in una breve parte della notte: questo ci spiega perché non si riesca a trovare quasi mai la desiderata differenza di 10 dB tra i livelli diurni e quelli notturni. Un altra interessante annotazione riguarda l’andamento della linea del Livello equivalente, confrontato con l’andamento dei singoli prelievi: si può notare che periodi anche lunghi con livelli bassi producono lievi riduzioni del valore del livello equivalente. Questo è dovuto al fatto che i decibel sono in scala logaritmica. I valori più bassi hanno quindi una ridotta influenza nel procedimento di integrazione che ci fornisce il valore di LAeq . Accanto alla Scuola di via S. Bernardo, il grafico delle 2 ore ci mostra con chiarezza un assestamento del Livello equivalente intorno ai 50 dB(A) ed una serie di picchi che lo innalzano di circa 5 dB. L’ora nella quale si realizzano questi picchi coincide con l’ingresso degli allievi, prima quindi dell’orario delle lezioni. Non è corretto, in questo specifico caso, rilevare il livello globale senza tenere conto che le aree scolastiche hanno bisogno di protezione solo durante lo svolgimento delle lezioni. Il livello notturno ha un valore indicativo per le abitazioni circostanti e ci mostra un livello medio di pochissimo superiore ai limiti della classe residenziale (II). Avendo rilevato un valore di poco superiore ai 50 durante l’orario di lezione, non si ritiene che quest’area possa rientrare tra le priorità dei piani di Risanamento. Con la posizione di via Camicie Rosse, strada a fondo cieco, si intendeva indagare su eventuali immissioni sonore da parte di aziende verso le abitazioni collocate a nord della via stessa. Sia il livello diurno che quello notturno sono inferiori ai limiti della III classe. Leggendo il grafico si può vedere, dall’intensità e dalla durata dei picchi che non si tratta di rumore di origine industriale ma di movimenti di camion adibiti al movimento delle merci. Il punto di Via Di Vittorio è stato invece scelto per determinare e valutare i valori di immissione nelle aree ed edifici circostanti, prodotti dal traffico veicolare sulla S.S. n. 412. Comune di Opera 12.6.2012 70 70 Comune di Opera Rapporto Ambientale La differenza di soli 4,5 dB tra i valori diurni e quelli notturni ci dice subito che la sorgente è una strada di grande traffico. I valori assoluti ci dicono anche che la strada si trova ad una certa distanza, per la precisione si trova ad almeno 300 m dal punto di misura, con un’area agricola davanti. Le misure da 30’ riescono a dare una discreta rappresentazione dei livelli diffusi nel territorio, con l’ovvia eccezione di quei punti che si trovano accanto a strade che sopportano elevati flussi di traffico, come Via Berlinguer in una posizione collocata più a sud rispetto a quella da 24 ore. In via Staffora, nel pieno dell’area industriale di VI classe, in assenza di abitazioni ed in via Serio si trovano livelli da 63 a 69 dB(A), entro i limiti della VI classe, provocati dai movimenti dei camion, mentre il grafico non scende sotto ai livelli indicati a causa di rumori provenienti dalle aziende. Si ha la conferma dell’opportunità della scelta effettuata negli anni passati di concentrare le aziende in aree ben delimitate. In via Sporting Mirasole i livelli sono causati delle immissioni provenienti dalla S.S. 412 e da rari passaggi sulla via stessa. In linea generale si può affermare che i livelli sonori in corrispondenza delle abitazioni sono a livelli dell’ordine di grandezza dei limiti di zona, situazione provocata da un’accurata distribuzione delle aree residenziali e da un’attenta gestione della circolazione”. 3.7 INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO Ciascuno di noi è circondato costantemente da campi elettromagnetici; essi hanno in parte origine naturale (luce visibile, raggi gamma, etc.), in parte artificiale (radar, telecomunicazioni, etc.). Le onde elettromagnetiche sono dunque parte integrante dell'ambiente in cui viviamo e costituiscono una vera e propria ragnatela attorno a noi. Dal punto di vista fisico sono un fenomeno ‘unitario', cioè i campi e gli effetti che producono si basano su principi del tutto uguali; la grandezza che li caratterizza è la frequenza. In base ad essa è di particolare rilevanza, per i diversi effetti biologici che ne derivano e quindi per la tutela della salute, la suddivisione in: - radiazioni ionizzanti, ossia le onde con frequenza altissima, superiore a 3 milioni di GHz, e dotate di energia sufficiente per ionizzare la materia; - radiazioni non ionizzanti (NIR), ovvero le onde con frequenza inferiore a 3 milioni di GHz, che non trasportano un quantitativo di energia sufficiente a ionizzare la materia. All'interno delle radiazioni non ionizzanti si adotta una ulteriore distinzione in base alla frequenza di emissione: - campi elettromagnetici a bassa frequenza o ELF (0 - 300 Hz), le cui sorgenti più comuni comprendono ad esempio gli elettrodotti e le cabine di trasformazione, gli elettrodomestici, i Comune di Opera 12.6.2012 71 71 Comune di Opera Rapporto Ambientale computer. Tali campi sono stati classificati dalla IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) nella categoria “potenzialmente cancerogeni”. - campi elettromagnetici ad alta frequenza o a radiofrequenza RF (300 Hz - 300 GHz), le cui sorgenti principali sono i radar, gli impianti di telecomunicazione, i telefoni cellulari e le loro stazioni radio base. Per tali campi l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) sottolinea che non esistono evidenze significative per poter concludere che l’esposizione a questi campi induca o provochi gravi patologie. Per quel che concerne le stazioni radio base,alle premesse sopra riportate in merito alla pericolosità dei campi elettromagnetici a radiofrequenza in generale, se ne devono aggiungere altre relative alle particolari condizioni di esposizione. Le caratteristiche di direzionalità dei fasci emessi e le basse potenze di uscita fanno sì che i livelli di campo in tutte le reali situazioni di esposizione siano estremamente bassi, tali da non prefigurare, allo stato attuale delle conoscenze, effetti biologici significativi. Queste considerazioni, espresse in un articolo del Notiziario ISS del1996, praticamente coincidono con quelle successive dell’Istituto Svedese di Protezione dalle Radiazioni. L’inquinamento elettromagnetico ad Opera si basa su dati di rilevamento del 2004. La tematica è stata articolata in due sottotematiche: le “sorgenti di inquinamento elettromagnetico”, che fornisce il quadro delle sorgenti presenti sul territorio comunale e “l’esposizione all’inquinamento elettromagnetico”, che cerca di definire e chiarire l’impatto sulla popolazione. Le principali sorgenti artificiali di ELF (Emettitori a bassa frequenza) sono gli elettrodotti, che costituiscono la rete per il trasporto e la distribuzione dell’energia elettrica. Per le onde ad alta frequenza (RF), le sorgenti artificiali risultano essere gli impianti di trasmissione radiotelevisiva (i ponti radio e gli impianti per la diffusione radiotelevisiva) e quelli per la telecomunicazione mobile (i telefoni cellulari e le Stazioni Radio-Base). Nel Comune di Opera non sono presenti impianti di radiotelevisione, per cui, l’attenzione verrà rivolta alle stazioni radio-base della telefonia ed agli elettrodotti. Comune di Opera 12.6.2012 72 72 Comune di Opera Rapporto Ambientale Localizzazione Stazioni Radio Base nel territorio comunale (vedi tab pag. succ.) Per quanto riguarda i campi elettromagnetici a bassa frequenza (l’alta tensione), all’interno del territorio ci sono 96 cabine di distribuzione di energia elettrica (dato relativo all’anno 2004) con i relativi impianti ai alimentazione M.T. (media tensione) non sempre interrati. La percentuale della superficie urbanizzata all’interno delle fasce di rispetto degli elettrodotti risulta essere del 2,26% (fonte: Provincia di Milano,2002), al di sopra della media provinciale che è di 1.42%. Tali fasce di rispetto andrebbero comunque rispettate ed essere pari a zero. Comune di Opera 12.6.2012 73 73 Comune di Opera Rapporto Ambientale Per quanto riguarda, invece, i campi elettromagnetici ad alta frequenza, nel Comune di Opera sono presenti sette impianti di telefonia cellulare localizzati principalmente ad est del territorio comunale, due dei quali nei pressi di viale Berlinguer, e comunque ubicati in zone abbastanza centrali. Spesso le preoccupazioni dei cittadini sono rivolte più verso le antenne fisse di tali impianti (tecnicamente detti stazioni radio base) che verso l’apparecchio stesso, nonostante quest’ultimo esponga l’utente a campi molto più intensi. Mentre per quanto concerne la presenza di installazioni fisse per le telecomunicazioni, non sono presenti sul territorio impianti radio o TV. E’ opportuno sottolineare che ad alcuni km di distanza è presente la stazione RAI Radio uno in onde medie di Siziano (600kW), che genera nei territori circostanti livelli di una certa entità e paragonabili o talvolta superiori ai livelli attribuibili alle sorgenti locali. Il Potenziale di esposizione relativo antenne radiotelevisive è pari a zero. Il Potenziale esposizione ad impianti per la telefonia cellulare espresso in (imp/Km)*(ab/Km) è : - pari a 1179,9, per il 2003, imputabile a 5 impianti allora presenti, appena al disotto del valore medio provinciale, pari 1199,3 - pari a 943,9 per l’anno 2004 imputabile i 4 impianti allora presenti, al disotto del valore medio provinciale, pari a 1502,7 - pari a1651,9 per il 2005, per l’aumento del numero di antenne presenti. Dalla la campagna di monitoraggio effettuata nel 2005 attraverso il Blu-Bus sono emersi i seguenti risultati: • In nessuno dei i punti esaminati si superano i livelli introdotti dal DPCM (6,00 V/m1)per i campi elettromagnetici e che in quasi tutte le aree considerate il campo magnetico a radiofrequenza mostra valori decisamente contenuti. • In prossimità delle scuole e nei parchi giochi i livelli sono risultati inferiori a 1 V\m; ipunti che hanno evidenziato i livelli più elevati sono viceversa quasi tutti rappresentati da coperture di edifici normalmente non accessibili. • Le misure in continua durante il periodo feriale mostrano infine un leggero aumento dei livelli di campo elettromagnetico durante le ore notturne; questo andamento non è ragionevolmente ascrivibile alle stazioni radio base, ma all’impianto in onde medie di Siziano. Infatti, nelle ore notturne , le trasmissioni sfruttano la propagazione ionosferica per raggiungere i Paesi del bacino mediterraneo. La legge Quadro 36/2001 ha introdotto i concetti di “valore limite” e di “obiettivi di qualità”, favorendo un approccio di cautela rispetto al problema. In attuazione delle competenze attribuitegli dalla Legge Quadro (art. 4, comma 2), è stato emanato un decreto ministeriale, il DPCM Comune di Opera 12.6.2012 74 74 Comune di Opera Rapporto Ambientale 08/07/2003, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 28/08/2003, che fissa nuovi valori di limite di esposizione e degli obiettivi di qualità che sono considerati vincolanti su tutto il territorio nazionale. Le stazioni radio base presenti sul territorio comunale sono le seguenti: N. LUOGO 1 Via Garibaldi 26 Via Trebbia 13/19 2 3 Area spettacoli viaggianti 4 Via del Lavoro 18 5 Via San Francesco 25/27 Via 4 Novembre Via Gramsci 29 Via Ungaretti ang. Deledda 6 7 8 DENOMINAZIONE OPERATORI TECNOLOGIE DATA PRESENTI PRESENTI INSTALLAZIONE MI13-OPERA TIM TACS, GSM, Antecedente UMTS 1999 MI1476B-OPERA MI476-OPERA SUD TIM-OPERALAMBRO MI-1841-C MI23007 MI5052-A MI4058-A MI-5829-OPERA OVEST NOVERASCO MI-0039-C MI-5728 H3G WIND TIM GSM, DCS, UMTS 2002 H3G VODAFONE GSM, UMTS, DVB-H 2003 VODAFONE TIM UMTS, DCS 2005 VODAFONE UMTS 2001 MI-449-OPERA WIND 2007 MI-4432-OPERA SUD MI-776-OPERA AREA IND. TELECOM GSM, DCS, UMTS UMTS GSM, DCS, UMTS 2011 WIND 2008 I rilievi più recenti del campo elettromagnetico relativo alle SRB presenti sul territorio comunale sono stati eseguiti nel 2006 da ARPA e nel 2005 da CESI. Le conclusioni tratte a seguito delle misurazioni sono le seguenti: CAMPAGNA 2005 (Cesi): Nel corso della campagna di rilievi sono state sottoposte a misurazioni 6 SRB (Via Garibaldi 26, Via Trebbia 13/19, Via Fermi 4, Via del Lavoro 18, Via San Francesco 25/27, Area spettacoli viaggianti). Le conclusioni tratte a seguito dei rilievi sono le seguenti: “… in nessuno dei punti esaminati si superano i livelli introdotti dal DPCM 2003 (6 V/m) e che in quasi tutte le aree considerate il campo elettromagnetico a radiofrequenza mostra valori decisamente contenuti.” Comune di Opera 12.6.2012 75 75 Comune di Opera Rapporto Ambientale CAMPAGNA 2006 (ARPA): Nel corso della campagna sono stati monitorati 4 punti, le relative conclusioni sono le seguenti LUOGO Via Garibaldi Abitazione privata Via Toscana Abitazione privata Via Golgi Abitazione privata Via Sporting Mirasole Abitazione privata SRB INTERESSATA TIM, Via Garibaldi ESITO RILIEVI VODAFONE, Via S. Francesco 25/27 H3G, Area spettacoli viaggianti Valore di attenzione indicato dalla normativa vigente: AMPIAMENTE RISPETTATO VODAFONE via Fermi 4 N.B.: SRB smantellata nel 2009 Valore di attenzione indicato dalla normativa vigente: AMPIAMENTE RISPETTATO Valore di attenzione indicato dalla normativa vigente: rispettato per gran parte del periodo di misura, picchi di superamento imputabili a sorgenti diverse dalla SRB (radioamatore) Valore di attenzione indicato dalla normativa vigente: RISPETTATO I risultati delle campagne 2005 e 2006 dimostrano il rispetto dei limiti previsti dalla normativa. In ogni caso, dato il tempo trascorso da questi rilievi e in virtù della realizzazione di alcuni nuovi impianti, pare necessario eseguire ulteriori campionamenti al fine di verificare la situazione attuale circa l’inquinamento prodotto dai campi elettromagnetici dovuti a SRB. 3.7.1 Radon Il D.lgs 241/2000 delega le Regioni ad individuare le aree a rischio. La Regione Lombardia non ha ancora provveduto alla pubblicazione sul BURL delle aree a rischio, tuttavia nel 2005 è terminata la campagna di misura e gli esiti sono disponibili presso la Regione. Dalla campagna di misure effettuata emerge che la provincia di Milano presenta valori molto al di sotto della soglia fissata per l'individuazione delle aree a rischio. 3.8 RIFIUTI Negli ultimi decenni si è assistito ad una costante crescita nella produzione di rifiuti, indice di una collettività sempre maggiormente orientata verso una politica di “usa e getta”; con l’espansione della società dei consumi, infatti, l’attenzione verso la conservazione e il riutilizzo dei beni è andata progressivamente diminuendo e di conseguenza è cresciuta in modo esponenziale la produzione di scarti, il cui riutilizzo o riciclo risulta poco conveniente. Comune di Opera 12.6.2012 76 76 Comune di Opera Rapporto Ambientale In Italia, ogni anno si generano più di 100 milioni di tonnellate di scarti, di cui circa 30 milioni sono rifiuti solidi urbani; il 60-70% di questi è destinata allo stoccaggio in discarica mentre solo poco più del 10% è recuperato attraverso la raccolta differenziata, che in molte regioni d’Italia è una pratica pressoché ancora sconosciuta. Alla luce del continuo aumento di scarti prodotti, emerge la necessità di programmare soluzioni mirate di smaltimento e recupero finale dei rifiuti: da un lato è necessario operare a monte per ridurre la produzione utilizzando processi meno inquinanti, aumentando la durata e la possibilità di utilizzo ripetuto e riducendo la quantità di materiali che sicuramente diverranno scarti; in secondo luogo è necessario potenziare il riutilizzo e il riciclaggio attraverso la raccolta differenziata e infine fare ricorso alla smaltimento con recupero di energia. Attualmente la raccolta di RSU (rifiuti solidi urbani) nel comune di Opera viene effettuata con modalità porta a porta per le frazioni secco e umido con frequenza bisettimanale e imballaggi in carta/cartone, vetro e plastica con cadenza settimanale; il ciclo di raccolta differenziata viene effettuato su tutto il territorio, non è quindi possibile distinguere tra rifiuti prodotti da utenze domestiche e scarti assimilati agli urbani ma prodotti da attività commerciali o artigianali. E’ inoltre attivo un servizio di ritiro di rifiuti ingombranti ogni due settimane e a chiamata, mentre da aprile a ottobre vengono ritirati gli sfalci vegetali settimanalmente. Per altre tipologie di rifiuti, anche pericolosi, a Opera da anni è in funzione una piattaforma ecologica comunale dove la cittadinanza residente può conferire differenti tipi di materiali di scarto; nell’area vengono effettuate le operazioni di messa in riserva (o recupero, indicato con “R13”) e deposito preliminare (“D15”) di rifiuti urbani pericolosi e non, in attesa di essere trasportati verso i diversi impianti di vaglio e trattamento. La popolazione residente a Opera non ha subito incrementi rilevanti nel corso degli anni, mantenendosi stabile intorno ai 13.500 abitanti; si calcola quindi che ogni cittadino produce mediamente circa 500 kg di rifiuti l’anno sia differenziati che non, pari a 1,3 kg al giorno. Di seguito si riporta uno schema esemplificativo che dimostra come la sensibilità verso la gestione dei rifiuti si sia evoluta, in senso positivo e migliorativo, nel corso degli anni: Popolazione residente Totale rifiuti prodotti Totale di rifiuti anno per persona Totale di rifiuti giorno per persona Totale rifiuti indifferenziati anno Totale di rifiuti differenziati anno Comune di Opera 12.6.2012 Periodo di riferimento 2004 13.500 ab 6.750.000 kg 500 kg 1,4 kg 4.500.000 kg 2.250.000 kg Periodo di riferimento 2009 13.745 ab (fonte ISTAT) 7.285.000 kg 530 kg 1,4 kg 3.975.000 kg 3.310.000 kg 77 77 Comune di Opera Rapporto Ambientale % di rifiuti indifferenziati anno su totale % di rifiuti differenziati anno su totale 66% 34% 55% 45% Dalla tabella sopra riportata si evince chiaramente che, nonostante il quantitativo assoluto di rifiuti nel corso degli anni, dal 2004 al 2005, non sia sostanzialmente variato, la percentuale relativa della frazione di rifiuti destinata al recupero e/o al riciclo è aumentata del 10%, a fronte di una pari diminuzione della frazione indifferenziata. Il costo totale per la gestione dei rifiuti urbani raccolti sul territorio di Opera si aggira intorno a un milione duecentomila euro l’anno; di questi, più del 60% comprende i costi di gestione degli RU (raccolta, trasporto, trattamento e smaltimento), il 30% è utilizzato per la gestione della raccolta differenziata e il restante 10% per costi amministrativi. Per quanto riguarda i ricavi, oltre ai proventi derivanti dalla tariffa per la gestione dei rifiuti, nel corso del 2004 l’Amministrazione ha ottenuto un contributo di circa 50 mila euro dal Comitato Nazionale per gli Imballaggi (Conai). PERCENTUALE RACCOLTA DIFFERENZIATA OPERA ANNI 2005-2012 53,90% 46,60% 45,70% 39,70% 30,00% 39,60% 40,00% 42,50% 50,00% 50,80% 60,00% 20,00% 2011 2010 2009 2008 2007 2006 0,00% 2005 10,00% Nel corso degli ultimi anni si sono introdotte alcune novità e si è insistito fortemente sull’informazione e sulla sensibilizzazione dei cittadini nella consapevolezza che solo attraverso la collaborazione dei diretti interessati è possibile ottenere buoni risultati. Nel corso del 2010 è stata introdotta la raccolta di plastica, alluminio, acciaio e tetrapak con il sacco giallo multi materiale che ha contribuito alla razionalizzazione delle modalità di separazione. Ciò ha permesso, inoltre, di aumentare i quantitativi di rifiuti differenziati e nel contempo di migliorare la qualità delle frazioni, in particolare degli imballaggi in vetro. Sia nel 2010, ma soprattutto nel corso dell’anno appena conclusosi, il Comune è stato particolarmente attivo sul Comune di Opera 12.6.2012 78 78 Comune di Opera Rapporto Ambientale piano dell’informazione. La campagna informativa 2011, a mezzo stampa, volantini, opuscoli e manifesti è stata molto visibile e capillare. I contenuti della stessa hanno raggiunto tutte le famiglie operesi e si concluderà nei primi mesi del 2012 con iniziative che coinvolgeranno gli studenti delle scuole. Il risvolto positivo delle iniziative menzionate è confermato dai dati statistici. La percentuale di raccolta differenziata nel Comune di Opera è oramai stabilmente sopra il 50%. La media del 2011 si è attestata, infatti, al 53.9% con una crescita del 3,1% rispetto all’anno precedente e addirittura del 14% rispetto al 2005. La proiezione della percentuale di raccolta differenziata per il 2012 varca la soglia del 55%. La percentuale media dei primi due mesi dell’anno è del 55,3%, pare quindi che il raggiungimento della percentuale del 55% su base annua sia un obiettivo alla portata del Comune di Opera. Dai dati sopra riportati, dunque, che l’obiettivo ambientale fissato nel 45% dalla pianificazione sovra locale risulta raggiunto Di seguito si riporta il destino di ciascuna tipologia di rifiuti prodotti a livello locale: DESCRIZIONE RIFIUTO Toner 80318 QUANTITATIVO DESTINO (kg) 913 Recupero Oli minerali 130208 900 Recupero Imballaggi Imballaggi vetro 150106 150107 287.760 536.040 Recupero Recupero Inerti 170904 368.020 Carta 200101 953.840 Recupero Umido 200108 732.050 Recupero Abbigliamento Tubi Fluor Frigoriferi Vernici, colle, ecc. Farmaci scaduti 200110 200121 200123 200127 200131 2.995 1.308 14.490 18.290 390 Recupero Recupero Recupero Recupero Recupero Batterie Oli vegetali 200133 200125 1.210 1.764 Recupero App. elettroniche 200135, 200136 200138 51.362 Recupero 332.720 Recupero Legno CODICE CER Comune di Opera 12.6.2012 IMPIANTO AV Ambiente, Lacchiarella Ferolmet, S. Giuliano M. Caris, Arese CEM Ambiente, Eurovetro, Origgio Eureko, Masotina, Nuova terra Masotina, Corsico Dimocart, Pieve E. Biogeco, S. Rocco al Porto Humana Relight S.E.VAL. Galli Ecodeco, Giussago Galli Ferolmet, S. Giuliano M. Relight S.E.VAL. Ecolegno Milano 79 79 Comune di Opera Metallo Vegetali Indifferenziato Terre di spazzamento Ingombranti 3.9 Rapporto Ambientale 200140 200201 200301 200303 81.900 180.220 2.654.740 238.360 Recupero Recupero Smaltimento Smaltimento Est Bonelli Rocco Ecodeco Ecodeco La Nuova Terra 200307 417.020 Smaltimento Masotina AZIENDE A RISCHIO DI INCIDENTE RILEVANTE Secondo l’Inventario nazionale degli stabilimenti suscettibili di causare incidenti rilevanti ai sensi dell’Art. 14, comma 4, del D.Lgs. n. 334/1999, nel 2010 era presente nel territorio di Opera una sola azienda avente le caratteristiche di cui all’Art 6 del citato decreto (Classe D), la COSMOV Spa con sede in via Lambro 30/32 (Zona Ind. 1). L’attività svolta dalla Cosmov Spa è quella di galvanica per il trattamento di accessori per mobili e il numero di dipendenti pari a 7. La presenza di questa azienda determina per il Comune di Opera la necessità di adempiere a quanto disposto dall’art. 4 del D.M. 9.5.01 “Requisiti minimi di sicurezza in materia di pianificazione urbanistica e territoriale per le zone interessate da stabilimenti a rischio di incidente rilevante”, di recepimento dell’art. 14 del D.Lgs. 17.8.99, n. 334. Nel dicembre del 2011 la COSMOV Spa, con nota protocollata in data 20.12 con n. 23800, comunica la modifica significativa delle quantità delle sostanze presenti in azienda che determina l’esclusione dai limiti previsti dal D.Lgs. 334/99 e la non assoggettabilità agli obblighi di cui agli art. 6 e 7 del medesimo Decreto. Con nota del marzo 2012 (6.3.2012, prot. n. 4480) la COSMOV Spa comunica, inoltre, la cessazione dell’attività presso o stabilimento di Via Lambro 30/32. Alla luce della chiusura dell’unica azienda presente nel territorio comunale soggetta agli obblighi di cui al D.Lgs. 334/99, il Comune di Opera non è più tenuto agli adempimenti conseguenti in materia di pianificazione edilizia e territoriale. Comune di Opera 12.6.2012 80 80 Comune di Opera 4 Rapporto Ambientale Il DOCUMENTO DI PIANO Il Documento di Piano si pone l’obiettivo di delineare lo scenario strategico di sviluppo del Comune caratterizzato da un doppio registro temporale: un orizzonte di validità contingente, stabilito in 5 anni dai termini di legge, ed un orizzonte di validità di medio e lungo periodo, cui riferire gli atti e l’efficacia della programmazione territoriale. Quest’ultimo orizzonte di validità può essere fatto coincidere con la definizione di valori territoriali costitutivi intesi quali riconosciuti elementi generativi della struttura territoriale a cui fare riferimento in ogni processo di trasformazione del territorio. L’individuazione delle invarianti territoriali strutturali, alla base dei suddetti valori territoriali costitutivi, appare fondamentale sia per il pubblico confronto sul senso delle scelte operate dagli strumenti urbanistici, sia per una corretta valutazione degli effetti da queste producibili sulla struttura territoriale e socio-economica in questione, sia per la definizione di ambiti di criticità e di sviluppo che si costituiscono quali elementi centrali delle politiche di governo del territorio. A valle di un processo di inurbamento continuo, della progressiva erosione del territorio non urbanizzato, della mutata natura ed intensità dei fenomeni di immigrazione e di emigrazione, della rapida evoluzione delle caratteristiche sociali ed economiche, della crescente domanda di qualità e di accessibilità a servizi e beni comuni, il Documento di Piano propone l’avvio di un processo di sviluppo urbano qualitativo, centrato sulla cura e abitabilità del territorio, sulla sostenibilità dello sviluppo, sulla contabilizzazione delle risorse e sull’opzione zero nel bilancio tra utilizzo di suolo e generazione di suolo non urbanizzato, privilegiando, nelle scelte, la valorizzazione, la riqualificazione e la trasformazione di aree e ambiti già edificati. Si individuano nelle caratteristiche e nelle criticità dello stato del paesaggio e degli elementi naturali, della qualità urbana e abitativa, dell’offerta dei servizi, del sistema produttivo, commerciale e terziario insediato, della mobilità e accessibilità, gli ambiti oggetto di intervento riqualificativo, con l’obiettivo di avviare processi in grado di rispondere al nuovo tipo di domanda di qualità che connota i contesti metropolitani più avanzati. Sviluppo dell’economia della conoscenza, accessibilità e valorizzazione del patrimonio culturale, paesaggistico ed ambientale, qualità urbana, dotazione infrastrutturale tecnologicamente avanzata e ad alta accessibilità per abitanti e attività, servizi alla persona flessibili e di qualità, tolleranza sociale, sicurezza, contenimento del consumo di risorse non rinnovabili e avvio di processi di loro riuso e rigenerazione, costituiscono gli elementi attrattori alla base del modello di sviluppo qualitativo. Comune di Opera 12.6.2012 81 81 Comune di Opera 4.1 Rapporto Ambientale OBIETTIVI PERSEGUITI DAL DOCUMENTO DI PIANO Costituiscono obiettivi prioritari dell’Amministrazione per il Piano di Governo del Territorio di Opera: – il limitare il consumo di suoli non ancora compromessi; – la riqualificazione urbanistica della città costruita; – il recupero e la riqualificazione dei nuclei di antica formazione; – la tutela e la riqualificazione dell’ambiente e del paesaggio; – la difesa delle aree agricole; – il potenziamento e miglioramento dell’accessibilità pubblica e sostenibile all’interno del territorio comunale e non; – la trasformazione qualitativa e rivitalizzazione delle zone industriali; – la promozione di un processo di riconoscimento collettivo dell’identità locale. Il Documento di Piano declina questi obiettivi in sei grandi aree tematiche, specificando per ognuna le modalità d’intervento promosse, così da costituire uno strumento utile anche per le azioni dirette di piano. In particolare il documento di Piano individua le seguenti aree tematiche: 1 Assetto insediativo: tessuto consolidato e ambiti di trasformazione 2 Sistema del verde pubblico 3 Servizi e attrezzature alla persona 4 Viabilità 5 Mobilità ciclopedonale 6 Zone produttive e commerciale Per completezza si riporta di seguito una sintesi dei contenuti della relazione del DdP che specificano meglio le caratteristiche, gli obiettivi e le azioni individuate per ciascuno di questi ambiti: 1 Assetto insediativo: tessuto consolidato e ambiti di trasformazione Il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale di Milano limita fortemente la possibilità da parte dei comuni di ampliare l’urbanizzazione attuale nelle aree agricole. Il tema della limitazione e contenimento del consumo di suolo comporta lo sviluppo del PGT lungo quattro direzioni: - la predisposizione di una disciplina urbanistica che permetta la densificazione edilizia sia dei tessuti residenziali sia di quelli a destinazione produttiva. La densificazione edilizia può essere associata a misure di bioedilizia finalizzate al contenimento dei consumi di risorse non rinnovabili. Comune di Opera 12.6.2012 82 82 Comune di Opera Rapporto Ambientale - la riconversione funzionale di alcune aree e, in particolare, delle aree destinate ad attività produttive che per localizzazione (interna al tessuto residenziale) o conformazione edilizia (edificazione con standard superati) non sono più adeguati a tale fine. - il preferire interventi di piccole dimensioni distribuiti ai margini del tessuto già urbanizzato per completarne l’assetto e la figura attuale; - la scelta di aree di trasformazione in funzione dell’attuazione di interventi di riqualificazione urbana (completamento delle aree a servizio e del sistema del verde, completamento della maglia viaria, ecc.). 2 Sistema del verde pubblico Le aree inedificate del territorio comunale di Opera sono articolate secondo diverse declinazioni d’uso e trattamento del suolo e si distinguono come: aree pubbliche a verde e attrezzate, aree complementari all’edificato e alle infrastrutture, aree di rispetto e di protezione ambientale, aree residuali, aree agricole (quasi completamente ricomprese nel Parco Agricolo Sud Milano). Per questa tipologia di arre il PGT prevede i seguenti obiettivi: − il mantenimento e integrazione delle aree a verde esistenti; − l’integrazione del verde pubblico al fine di formare uno spazio continuo (un “anello verde” interno alle aree edificate che possa svolgere funzione di connessione ciclopedonale tra i servizi pubblici); − la tutela paesaggistica delle aree a ovest del nucleo urbano, lungo il colatore Lambro Meridionale. Per il sistema delle aree verdi comprese nel Parco Agricolo Sud Milano, il comune di opera prevede di tutelare la valenza paesistica delle cascine del territorio e di evitare l’edificazione anche a fini di conduzione delle azienda agricole, in aree che non siano quelle specificatamente individuate dal piano. 3 Servizi e attrezzature alla persona Opera è un comune caratterizzato da una offerta di servizi notevole, in particolare dal punto di vista dell’offerta formativa; anche la loro distribuzione sul territorio comunale appare abbastanza omogenea anche se con una particolare concentrazione nell’area nei pressi della chiesa parrocchiale. Al fine di migliorare ulteriormente tale offerta, da un punto di vista quantitativo e qualitativo, il Documento di Piano avanza obiettivi e propone azioni al fine di: Comune di Opera 12.6.2012 83 83 Comune di Opera Rapporto Ambientale − riqualificare l’offerta dei servizi scolastici attuali, attraverso l’adeguamento degli edifici esistenti. A tal proposito si intende intervenire sulla normativa del Piano dei Servizi; − ampliare il campo sportivo vicino al cimitero al fine di creare un polo di riferimento sovracomunale ed interdisciplinare; − potenziare le condizioni di accessibilità pubblica, incrementando servizi e realizzando di spazi di connessione. 4 Viabilità Il territorio comunale è interessato per quanto concerne il sistema viabilistico dalla SS 412 Val Tidone (dir. NordOvest - SudEst)e dalla SP 28 Vigentina (dir. Nord-Sud). Tale assetto viabilistico attuale, e l’assenza di un tracciato viario verso ovest, fa si che l’asse urbano di via Berlinguer - via Diaz sia utilizzato come asse di attraversamento nord sud e come viabilità di accesso alle zone produttive. Il PGT di Opera intende di ridurre il traffico automobilistico lungo l’asse di via Berlinguer - via Diaz, trasformando così tale strada in un grande viale urbano con funzione locale e sul quale rafforzare la percorribilità pedonale e ciclabile. Per decongestionare l’asse centrale così che divenga luogo prevalentemente del passeggio è necessario programmare due interventi: − il completamento degli svincoli di via Allende-via dello Zerbo e la realizzazione dello svincolo di via dei Pioppi; per aumentare l’accesso all’area urbana di Opera dalla SS 412 Val Tidone, senza interessare la zona residenziale del centro consolidato; − la realizzazione del tracciato della “spalla ovest”, confermando e adeguando le previsioni del PRG vigente, per consentire e agevolare l’accesso all’ampia zona industriale-produttiva sviluppata a sud-ovest. 5 Mobilità ciclopedonale Il PGT propone la realizzazione di una rete di piste ciclabili con la seguente finalità: − realizzazione di “percorsi sicuri” casa – scuola in modo da diminuire il traffico automobilistico nelle aree urbane; − realizzazione di percorsi di collegamento e connessione tra le principali aree per servizi; − connessioni tra le aree urbane e le aree del parco agricolo sud. Questi sistemi si integrano con l’obiettivo di realizzare un asse centrale in cui si potenzino gli spazi destinati alla mobilità pedonale e ciclabile. Il Comune inoltre propone di realizzare un anello verde in grado di connettere le grandi aree verdi ed i servizi più importanti della città, sia interni che esterni al contesto urbano. Comune di Opera 12.6.2012 84 84 Comune di Opera 6 Rapporto Ambientale Zone produttive e commerciale Opera si caratterizza per essere uno dei comuni dell’hinterland milanese con una delle più estese zone produttive, sorte negli anni sessanta gran parte di queste aree sono oggi degradate e necessitano di opere di ristrutturazione urbanistica, in considerazione anche di prevedere una normativa più flessibile sulle destinazioni d’uso, che, nello specifico, non ostacoli il naturale insediamento di funzioni commerciali lungo l’asse della via Diaz – SP 28. Relativamente alle zone produttive e commerciali le proposte sono le seguenti: − riconversione delle zone produttive di più antico insediamento (e che mostrano caratteristiche sempre più inadeguate agli standard produttivi attuali) o di quelle localizzate all’interno del tessuti residenziali e, più in particolare, di quelle localizzate all’interno dell’anello viario programmato costituito dalla SS 412, dalla SP 28 e dal nuovo tracciato viario della “spalla ovest”. − revisione della normativa per le aree produttive lungo l’asse di via Diaz, a sud dell’attuale centro commerciale, in modo da incentivare l’insediamento di funzioni commerciali; − revisione della normativa delle zone produttive per incentivare la loro densificazione eventualmente associata a interventi di riduzione dell’impatto paesaggistico e ambientale (“tetti verdi”, mascherature con alberature, bioedilizia, ecc.). 4.2 INDIVIDUAZIONE AMBITI DI TRASFORMAZIONE Gli Ambiti di Trasformazione urbanistica sono aree del territorio comunale che per stato, localizzazione, estensione e relazione con le invarianti territoriali, risultano determinanti nella definizione di un assetto urbano conforme allo scenario strategico di piano e, a tal fine, oggetto di interventi di ristrutturazione urbanistica. Nello specifico del DdP del Comune di opera gli Ambiti di Trasformazione urbanistica sono finalizzati ad edificazioni di nuova formazione o di riconversione o di riqualificazione, a carattere residenziale o a carattere terziario/commerciale. Gli interventi previsti sono rivolti più a sostituire l’esistente tessuto urbanistico-edilizio industriale con altro diverso, ed in particolare residenziale, mediante un insieme sistematico e localizzato di interventi edilizi (cfr Tav. 02 del Documento di Piano “Carta degli Ambiti di Trasformazione”). Il fine della di questi Ambiti è la riqualificazione e la ricucitura dei tessuti urbani esistenti; la localizzazione di insediamenti abitativi e di servizi in grado di valorizzare l’identità locale, e contribuire a migliorare la qualità urbana, da un punto di vista socio-economico ed ambientale. Comune di Opera 12.6.2012 85 85 Comune di Opera Rapporto Ambientale Il DdP propone 16 ambiti di trasformazione: AT 1 NOVERASCO NAF AT 2 MIRASOLE AT 3 CUNEO NORD/ Via Marcora AT 4 CUNEO NORD/ Via IV Novembre AT 5 VAL TIDONE AT 6 CUNEO EST AT 7 CUNEO OVEST AT 8 VIA PIEMONTE AT 9 CUNEO SUD AT10 VIA PELLICO AT11 TORRI NOVERASCO AT12 VIA CAMICE ROSSE AT13 CUNEO NORD/Cavedini AT14 CUNEO NORD/Lisone AT15 VIA PIOPPI AT16 VIA GRAMSCI Comune di Opera 12.6.2012 86 86 Comune di Opera 5 Rapporto Ambientale VALUTAZIONE DELLA COERENZA DELLE SCELTE DI PIANO La Valutazione Ambientale Strategica è un processo continuo atto a garantire l’integrazione di considerazioni ambientali in tutte le fasi (impostazione e orientamento, elaborazione e redazione, adozione e approvazione, attuazione e gestione) di un piano/programma, al fine di valutarne i potenziali effetti significativi e perseguire uno sviluppo sostenibile. Lo sviluppo sostenibile costituisce un obiettivo non solo da raggiungere, ma anche da mantenere nel tempo in condizioni che tendono a variare in modo più o meno rilevante. Per questo è necessario gestire in modo sistematico e continuo le attività e i processi di carattere antropico attraverso degli strumenti, tra cui quelli della pianificazione territoriale, che abbiano un carattere strategico-processuale, in modo che le azioni, le strategie e gli obiettivi siano costantemente verificati ed eventualmente modificati rispetto alla capacità di conseguire gli obiettivi di sostenibilità e di rendere coerenti le strategie e le azioni agli obiettivi di un piano. Tutto questo da ottenere attraverso un continuo monitoraggio dello stato dell’ambiente e del territorio. L’iter di VAS e la predisposizione del Rapporto Ambientale prevedono innanzitutto l’individuazione di tutti quegli obiettivi che posti dai documenti internazionali, europei e nazionali che affrontano il tema dello sviluppo sostenibile, e che possono fungere da guida per le analisi e le valutazioni. Dopo che il Trattato di Amsterdam ha evidenziato tra i principali obiettivi dell’Unione Europea la “promozione di uno sviluppo armonioso, equilibrato e sostenibile delle attività economiche, e l’elevato livello di protezione dell’ambiente e il miglioramento di quest’ultimo”, la tematica ambientale ha assunto un valore primario e un carattere di trasversalità nei diversi settori di investimento oggetto dei piani di sviluppo attuativi delle politiche comunitarie. Ad oggi gli strumenti che si sono presi quali riferimenti per l’individuazione e la definizione degli obiettivi specifici e generali a livello europeo sono: - Schema di Sviluppo dello Spazio Europeo (Consiglio d’Europa, 2006); - Aalborg Commitments (IV Conferenza Europea delle Città Sostenibili, 2004). Tali documenti costituiscono i capisaldi per individuare e perseguire obiettivi di sostenibilità che devono essere perseguiti e declinati sia a livello sovracomunale che locale e su cui devono convergere le azioni di una molteplicità di soggetti, pubblici e privati, che intervengono attivamente nell’utilizzo e nella trasformazione del territorio. All’interno del presente capitolo si sono riportati i risultati di un prima, ma significativa, fase di valutazione - l’analisi della coerenza – quale verifica della congruenza tra gli obiettivi perseguiti dal PGT sia con i principi di sostenibilità ambientale, sia con gli obiettivi e gli indirizzi specifici desunti da piani e programmi sovraordinati (coerenza esterna). Affinchè l’analisi sia concreta e contestualizzata è necessario considerare anche le diverse azioni di Piano correlate ai singoli obiettivi di Piano (coerenza interna). Comune di Opera 12.6.2012 87 87 Comune di Opera 5.1 Rapporto Ambientale ANALISI DELLA COERENZA ESTERNA Seguendo una prassi consolidata, non solo nel nostro Paese, per l’analisi di coerenza si utilizzano matrici a doppia entrata, in cui i gradi di congruità sono espressi qualitativamente. E’ da evidenziare, però, che l’elenco degli obiettivi presi a riferimento sono indirizzati alla generalità dei casi e comprendono situazioni molto differenziate in termini di contenuti dei piani, dai piani nazionali ai piani territoriali, ai piani di settore, ai piani per contenute trasformazioni locali. Premesso ciò si sono elaborate le seguenti matrici in cui: sulle ordinate sono individuati gli obiettivi assunti dai documenti europei precedentemente citati (Schema di Sviluppo dello Spazio Europeo e Aalborg Commitments), dal PTR della Regione Lombardia e dal PTCP della Provincia di Milano; mentre sulle ascisse sono riportate gli obiettivi che il PGT (o meglio il Documento di Piano) avanza all’interno delle scelte di comunali di sviluppo e tutela territoriale. Questo costituisce uno schema coerente e integrato al proprio interno e capace di rappresentare l’insieme degli aspetti affrontati dal Piano. Infatti la matrice di corrispondenza consente di verificare la consistenza e completezza del PGT rispetto alle indicazioni strategiche di livello sovraordinato. In particolare in considerazione del fatto che gli obiettivi contenuti all’interno dei documenti europei e territoriali (PTR e PTCP) spesso risultano di ampia trattazione, le relative matrici, anche ai fini di una maggior comunicabilità e comprensione, riportano nelle righe gli obiettivi di sostenibilità e di sviluppo territoriale, che risultano indicativi/significativi anche per la realtà comunale di Opera e per i contenuti pianificatori/programmatici del Documento di Piano. Prima di predisporre le matrici si elencano di seguito, con numero progressivo attribuito con l’unico scopo di semplificare in seguito la redazione delle tabelle, gli obiettivi perseguiti dal Comune di Opera: – OB.1 limitare il consumo di suoli non ancora compromessi; – OB.2 riqualificare urbanisticamente la città consolidata; – OB.3 recuperare e riqualificare i nuclei di antica formazione; – OB.4 tutelare e riqualificare l’ambiente e il paesaggio (aree verdi esistenti naturali e urbane); – OB.5 difendere le aree agricole; – OB.6 ridurre il traffico automobilistico nelle zone centrali; – OB.7 potenziare e migliorare l’accessibilità pubblica e sostenibile all’interno del territorio comunale e non; – OB.8 trasformare qualitativamente e rivitalizzare le zone industriali; – OB.9 promuovere un processo di riconoscimento collettivo dell’identità locale; – OB.10 incentivare la diffusione del mix funzionale; – OB.11 riqualificare e adeguare i servizi esistenti. Comune di Opera 12.6.2012 88 88 Matrice di verfica corrispondenza tra Obiettivi di Sostenibilità comunitari e gli Obiettivi del PGT OBIETTIVI PGT OB.1 OB.2 OB.3 OBIETTIVI SPECIFICI Strategia per lo Sviluppo Sostenibile Europea (2006) Migliorare l'efficienza energetica e ridurre i consumi complessivi di energia Passaggio equilibrato a modi di trasporto ecocompatibili Diminuire, migliorando l'efficacia dell'utilizzo, il consumo di risorse non rinnovabili. Consumare le risorse rinnovabili ad un ritmo compatibile con la loro capacità di rigenerazione Evitare il sovrasfruttamento delle risorse naturali Arrestare la perdita di biodiversità OBIETTIVI SPECIFICI Aalborg Commitments (2004) Ridurre il consumo di energia primaria e incrementare la quota delle energie rinnovabili e pulite Migliorare la qualità dell’acqua e utilizzarla in modo più efficiente Promuovere e incrementare la biodiversità, mantenendo al meglio ed estendendo riserve naturali e spazi verdi Rivitalizzare e riqualificare aree abbandonate o svantaggiate Prevenire una espansione urbana incontrollata, ottenendo densità urbane appropriate e dando precedenza alla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente Assicurare una miscela di destinazioni d’uso, con OB.4 OB.5 OB.6 OB.7 OB.8 OB.9 OB.10 OB.11 Comune di Opera Rapporto Ambientale un buon equilibrio di uffici, abitazioni e servizi, dando priorità all’uso residenziale nei centri città Garantire una adeguata tutela, restauro e uso/riuso del nostro patrimonio culturale urbano Applicare i principi per una progettazione e una costruzione sostenibili, promuovendo progetti architettonici e tecnologie edilizie di alta qualità Ridurre la necessità del trasporto motorizzato privato e promuovere alternative valide e accessibili Incrementare la quota di spostamenti effettuati tramite i mezzi pubblici, a piedi o in bicicletta Matrice di verfica corrispondenza tra Obiettivi del PTR e gli Obiettivi del PGT OBIETTIVI PTR OB.1 OB.2 OB.3 OB.4 OB.5 OB.6 OB.7 OB.8 OB.9 OB.10 OB.11 contenere il consumo di suolo difendere il suolo e la tutela dal rischio idrogeologico e sismico perseguire la riqualificazione e lo sviluppo urbano tutelare e promuovere l’uso razionale delle risorse idriche, con priorità per quelle potabili, per assicurare l’utilizzo della “risorsa acqua” di qualità, in condizioni ottimali (in termini di quantità e di costi sostenibili per l’utenza) e durevoli migliorare la qualità dell’aria e ridurre le emissioni climalteranti ed inquinanti prevenire, contenere e abbattere l’inquinamento acustico migliorare i servizi di gestione e di recupero dei rifiuti, senza pregiudicare la qualità dell’ambiente Comune di Opera 12.6.2012 90 Comune di Opera Rapporto Ambientale Tutelare e aumentare la biodiversità, con particolare attenzione per la flora e la fauna minacciate conservare e valorizzare gli ecosistemi e la rete ecologica regionale Sensibilizzare rispetto ai temi ambientali e del patrimonio culturale, anche nella loro fruizione turistica, e avviare procedure di partecipazione del pubblico e degli amministratori pubblici alla definizione delle politiche paesaggistiche al fine di meglio interpretare il rapporto identitario fra i cittadini e il loro patrimonio paesaggistico culturale Promuovere la fruizione sostenibile ai fini turisticoricreativi dei corsi d’acqua Coordinare le politiche ambientali e di sviluppo rurale Sostenere le pratiche agricole a maggiore compatibilità ambientale e territoriale, riducendo l’impatto ambientale dell’attività agricola, in particolare di carattere intensivo promuovere una rete distributiva sostenibile, che possa contribuire al miglioramento della competitività del territorio Mettere in atto politiche di innovazione a lungo termine nel campo nella mobilità Realizzare un servizio di trasporto pubblico d’eccellenza e sviluppare forme di mobilità sostenibile Riorganizzare il sistema delle merci per uno sviluppo del settore più sostenibile Comune di Opera 12.6.2012 91 Comune di Opera Rapporto Ambientale Matrice di verfica corrispondenza tra Obiettivi del PTCP e gli Obiettivi del PGT OBIETTIVI PGT OB.1 OB.2 OB.3 OB.4 OB.5 OB.6 OB.7 OB.8 OB.9 OB.10 OB.11 OBIETTIVI PTCP Compatibilità ecologica e paesistico – ambientale delle trasformazioni Integrazione tra sistemi insediativi e della mobilità Ricostruzione della rete ecologica provinciale Compattazione della forma urbana Innalzamento della qualità insediativa Il confronto fra obiettivi presenta un livello di coerenza ampio e diffuso a testimonianza del fatto che quanto sostenuto dal Documento di Piano del PGT trova riscontro con quanto avanzato e promosso dalle politiche e strategie di sostenibilità ai diversi livelli territoriali e strumentali di riferimento: europeo, nazionale, regionale e provinciale. Comune di Opera 12.6.2012 92 Azioni Piano Densificazione edilizia residenziale e/o produttiva Riconversione funzionale di strutture non più adeguate in termini o localizzativi, o prestazionali Riqualificazione delle aree centrali Ridefinizione dei margini urbani Mantenimento ed integrazione aree verdi esistenti Creazione di un anello urbano verde di collegamento ciclopedonale Implementare la valenza dei sistemi paesistico ambientali lungo la valle del OB.7 OB.8 OB.9 OB.10 OB.11 trasformare qualitativamente e rivitalizzare le zone industriali promuovere un processo di riconoscimento collettivo dell’identità locale incentivare la diffusione del mix funzionale riqualificare e adeguare i servizi esistenti OB.1 OB.2 OB.3 OB.4 OB.5 OB.6 potenziare e migliorare l’accessibilità pubblica e sostenibile all’interno del territorio comunale e non ridurre il traffico automobilistico nelle zone centrali difendere delle aree agricole tutelare e riqualificare l’ambiente e il paesaggio recuperare e riqualificare i nuclei di antica formazione riqualificare urbanisticamente la città consolidata limitare il consumo di suoli non ancora compromessi 5.2 ANALISI DELLA COERENZA INTERNA La coerenza interna analizza la relazione fra obiettivi di Piano e le azioni Obiettivi Pgt Comune di Opera Rapporto Ambientale Lambro Meridionale Tutelare la valenza paesistica delle cascine del territorio Rinnovamento sedi attuali PosteItaliane e ASL Riqualificazione e adeguamento degli edifici e servizi scolastici Diffusione di servizi all’interno del tessuto edilizio, in considerazione del sistema verde/agricolo costituito dal Parco Agricolo Sud Milano Ampliamento campo sportivo e creazione di un polo di riferimento sovracomunale ed interdisciplinare Creazione di un asse urbano ciclopedonabile lungo via Diaz e via Bellinguer Aumentare accessi da SS 412 Realizzazione di percorsi sicuri casa scuola Realizzazione di percorsi di collegamento e connessione tra le principali aree a servizio Comune di Opera 12.06.2012 94 Comune di Opera Rapporto Ambientale Realizzazione connessioni tra aree urbane e aree del Parco Agricolo Sud Milano Incentivazione all’insediamento di esercizi commerciali al dettaglio di prima necessità nelle zone residenziali Migliorare la qualità degli ambiti produttivi Il confronto effettuato tra l’insieme degli Obiettivi perseguiti dal Documento di Piano e le relative Azioni associate non rileva incongruenze da un punto di vista ambientale. Le azioni previste presentano un livello di coerenza ampio; le maggiori incertezze derivano dai requisiti di qualità formale ed ambientale che le azioni potranno avere in fase di realizzazione e funzionamento, e che in questa sede non sono note. Questi punti di incertezza segnalano condizioni di attuazione e gestione delle azioni che dovranno essere attentamente valutate e previste nelle fasi attuative del piano e per le quali l’Amministrazione dovrà porre attenzione particolare e favorire la qualità dei progetti. Comune di Opera 12.06.2012 95 Comune di Opera Rapporto Ambientale 6 VALUTAZIONE DEGLI EFFETTI ATTESI DALLE AZIONI DEL DOCUMENTO DI PIANO Nel presente capitolo si illustra per ogni Ambito di Trasformazione (AT) individuato dal Documento di Piano (DdP), a scala dapprima di dettaglio, e in seguito a scala comunale gli effetti attesi a seguito dell’attuazione delle trasformazioni programmate. Di seguito si riporta l’individuazione degli effetti attesi sull’ambiente in seguito alla attuazione degli AT previsti dal DdP. Per ogni AT sono definiti i seguenti fattori: localizzazione territoriale; potenzialità attese; criticità attese; indicazioni attuative. Per una visione complessiva e di dettaglio localizzativo e definizione degli interventi previsti, si rimanda alla carta e alla documentazione del PGT. Comune di Opera 12.06.2012 96 Comune di Opera Rapporto Ambientale AT 1 - NOVERASCO Localizzazione territoriale L’area si colloca a nord del centro storico di Opera, nella frazione di Noverasco all’interno dell’ambito urbano residenziale, adiacente all’asse principale SS 412 Val Tidone. Nell’immediato intorno non si registrano vincoli o particolari limitazioni ambientali e/o amministrative Proposta di trasformazione Trasformazione di un area oggi destinata ad attività produttive e a deposito auto in area residenziale, in cui risultano compatibili attività commerciali e terziarie, come edifici di vicinato. Consumo di suolo Non previsto Potenzialità progettuali • • • Riqualificazione di un area oggi degradata e morfologicamente/tipo logicamente incompatibile con il contesto dell’insediamento storico urbano della frazione di Noverasco Incentivazione e creazione di un mix funzionale a misura d’uomo (residenza – commercio - servizi) Riduzione della pressione sull’ambiente in termini di rumore, permeabilità suolo ed inserimento paesaggistico Criticità progettuali • • Collocazione dell’intervento in un ambito soggetto a potenziale inquinamento, atmosferico e acustico, indotto dalle viabilità principale esistente SS142 – Val Tidone In fase di cantiere per la riorganizzazione delle funzioni in atto, aumento delle fonti di inquinamento atmosferico ed emissioni acustiche per gli abitanti attualmente insediati nelle aree limitrofe Indicazioni attuative • Le previsioni progettuali dovranno prevedere il massimo di dotazioni di verde e di aree permeabili • Per ridurre l’impatto negativo legato alla presenza di aree già impermeabilizzate, si propone l’impiego di materiali permeabili (ove compatibile) per le pavimentazioni e la previsione di sistemi di reinfiltrazione in loco delle acque meteoriche potenzialmente non inquinate. Andranno definiti specifici progetti per il riutilizzo delle acque meteoriche (non inquinate) per l’irrigazione del verde pertinenziale • Si dovranno effettuare indagini preliminari per comprendere la necessità di eventuali bonifiche • Le trasformazioni dovranno prevedere, per quanto possibile, una presenza di vegetazione arboreo arbustiva funzionale alla riqualificazione urbanistica dell’area, con fasce vegetazionali lungo i fronti perimetrali. In particolare sul lato di confine con il Parco Agricolo e sul lato orientale che separa l’area dall’importante infrastruttura viaria, si dovranno formare fasce con adeguata densità di alberi ed arbusti autoctoni. L’entrata in funzione dell’ambito di trasformazione dovrà essere vincolata alla previa realizzazione delle aree a verde pertinenziale e non • Si dovranno prevedere tutti i provvedimenti tecnici necessari al massimo contenimento dei consumi di risorse ambientali (acqua, fonti energetiche non rinnovabili ecc.) • Si dovrà prevedere l’utilizzo di nuovi impianti di illuminazione esterna, pubblici e privati, in conformità ai criteri antinquinamento luminoso ed a ridotto consumo energetico, secondo LR 17/2000 e LR 38/2004 • Gli allacciamenti alla rete stradale degli impianti gas, energia elettrica, acqua e fognatura (come previsto) dovranno rispettare tutte le norme e prescrizioni previste dai soggetti gestori. Dovrà pertanto essere verificata la capacità delle reti di smaltimento delle acque meteoriche in relazione alle superfici impermeabilizzate previste • Gli edifici dovranno essere realizzati con requisiti energetici almeno in classe B • Gli edifici dovranno essere realizzati con gli eventuali provvedimenti necessari a rendere compatibile la destinazione d’uso rispetto al clima acustico. Comune di Opera 12.06.2012 97 Comune di Opera Rapporto Ambientale AT 2 – CASCINA MIRASOLE Localizzazione territoriale L’area si colloca a nord del centro storico di Opera, in prossimità dell’abbazia Mirasole, all’interno del perimetro del Parco Agricolo Sud, in un contesto che presenta rilevanti interessi paesaggistici. Proposta di trasformazione Trasformazione di un area oggi in stato di abbandono e degrado, da riqualificare per usi ricettivi. Consumo di suolo Non previsto Potenzialità progettuali • Riqualificazione di un area oggi degradata dalle importanti connotazioni storico-paesaggistiche ed • attrattive Incentivazione e creazione di un mix funzionale e di un’importante offerta territoriale Criticità progettuali • In fase di cantiere per la riorganizzazione delle funzioni in atto, aumento delle fonti di inquinamento atmosferico ed emissioni acustiche per gli abitanti attualmente insediati nelle aree limitrofe Indicazioni attuative • Il recupero dovrà avvenire compatibilmente con il rispetto delle caratteristiche attuali dell’immobile • Si dovrà prevedere l’utilizzo di nuovi impianti di illuminazione esterna, pubblici e privati, in conformità ai criteri antinquinamento luminoso ed a ridotto consumo energetico, secondo LR 17/2000 e LR 38/2004 • Gli allacciamenti alla rete stradale degli impianti gas, energia elettrica, acqua e fognatura (come previsto) dovranno rispettare tutte le norme e prescrizioni previste dai soggetti gestori. Dovrà pertanto essere verificata la capacità delle reti di smaltimento delle acque meteoriche in relazione alle superfici impermeabilizzate previste • Gli edifici dovranno essere realizzati con requisiti energetici almeno in classe B AT 3 – CUNEO NORD Localizzazione territoriale L’area si colloca a margini dell’urbanizzato esistente, e più specificatamente a nord del centro storico di Opera ed in prossimità del campo sportivo e del cimitero. L’area è attraversata da un elettrodotto ed è interessata da un’antenna per la telefonia mobile. Nell’immediato intorno si registrano vincoli ambientali e amministrativi dovuti a: - il Parco Sud; - l’area boscata (ai sensi del D.lgs 42/2004 e smi) e della roggia Guardia lungo via Marcora (a nord dell’area di studio); - la linea elettrica aerea che interessa direttamente l’area; - il cimitero (a sud- ovest dell’area di studio). Proposta di trasformazione Trasformazione di un area oggi agricola in area residenziale Consumo di suolo 17.587 mq Potenzialità progettuali • • • • • • Concentrazione dei volumi Ridefinizione strategica della frangia urbana settentrionale, soprattutto in considerazione degli altri 3 AT che interessano tale realtà urbana (AT 4, AT 13 e AT 14) Implementazione del “Green Circle” Riorganizzazione funzionale del bordo sud – orientale, verso centro storico di Opera Valorizzazione di Via Marcora (a nord dell’area di studio) Soddisfacimento, tramite realizzazione di un parcheggio pubblico, delle esigenze avanzate dal campo sportivo e dal plesso scolastico esistenti Criticità progettuali • Consumo di suolo, con conseguente impermeabilizzazione Comune di Opera 12.06.2012 98 Comune di Opera • • Rapporto Ambientale Aumento di traffico veicolare dovuto alla realizzazione/concentrazioni di nuove attività residenziali In fase di cantiere per la realizzazione delle funzioni previste, aumento delle fonti di inquinamento atmosferico ed emissioni acustiche per le funzioni attualmente esistenti nelle aree limitrofe Indicazioni attuative • Le previsioni progettuali dovranno prevedere il massimo di dotazioni di verde e di aree permeabili • Per ridurre l’impatto negativo legato alla presenza di aree già impermeabilizzate, si propone l’impiego di materiali permeabili (ove compatibile) per le pavimentazioni e la previsione di sistemi di reinfiltrazione in loco delle acque meteoriche potenzialmente non inquinate. Andranno definiti specifici progetti per il riutilizzo delle acque meteoriche (non inquinate) per l’irrigazione del verde pertinenziale • Le trasformazioni dovranno prevedere, per quanto possibile, una presenza di vegetazione arboreo arbustiva funzionale alla riqualificazione urbanistica dell’area, con fasce vegetazionali lungo i fronti perimetrali. In particolare sul lato di confine con il Parco Agricolo (sul lato nord e ovest) e sul lato sud che separa l’area delle funzioni pubbliche come cimitero e campo sportivo, si dovranno formare fasce con adeguata densità di alberi ed arbusti autoctoni. L’entrata in funzione dell’ambito di trasformazione dovrà essere vincolata alla previa realizzazione delle aree a verde pertinenziale e non • Le soluzioni plani-volumetrice, che in sede attuativa verranno avanzate e proposte, dovranno tener conto dell’attraversamento di tale ambito da parte di un elettrodotto e pertanto prevedere fasce di rispetto compatibili con quanto previsto dalla normativa di settore vigente (DPCM 8 luglio 2003, DM 29 maggio 2008) • Le soluzioni plani-volumetrice, che in sede attuativa verranno avanzate e proposte, dovranno presentare una valutazione previsionale di clima acustico che consideri la presenza del campo sportivo quale sorgente sonora esistente • Si dovranno prevedere tutti i provvedimenti tecnici necessari al massimo contenimento dei consumi di risorse ambientali (acqua, fonti energetiche non rinnovabili ecc.) • Si dovrà prevedere l’utilizzo di nuovi impianti di illuminazione esterna, pubblici e privati, in conformità ai criteri antinquinamento luminoso ed a ridotto consumo energetico, secondo LR 17/2000 e LR 38/2004 • Gli allacciamenti alla rete stradale degli impianti gas, energia elettrica, acqua e fognatura (come previsto) dovranno rispettare tutte le norme e prescrizioni previste dai soggetti gestori. Dovrà pertanto essere verificata la capacità delle reti di smaltimento delle acque meteoriche in relazione alle superfici impermeabilizzate previste • Gli edifici dovranno essere realizzati con requisiti energetici almeno in classe B AT 4 – CUNEO NORD – IV NOVEMBRE Localizzazione territoriale L’area si colloca a margini dell’urbanizzato esistente, e più specificatamente a nord del centro storico di Opera e ad sud-ovest del cimitero. Nell’immediato intorno si registrano vincoli ambientali e amministrativi dovuti a: - il Parco Sud, che interessa direttamente l’area nord dell’ambito di studio; - il cimitero (a est dell’area di studio). Proposta di trasformazione Trasformazione di un area oggi agricola in area residenziale Consumo di suolo Non previsto Potenzialità progettuali • • • Concentrazione dei volumi (a sud dell’area, non interessata da vincolo paesaggistico, in quanto non ricadente all’interno del Parco Sud) Ridefinizione strategica della frangia urbana settentrionale, soprattutto in considerazione degli altri 3 AT che interessano tale realtà urbana (AT 3, AT 13 e AT 14) Implementazione del “Green Circle” Criticità progettuali • Consumo di suolo, con conseguente impermeabilizzazione • Aumento di traffico veicolare dovuto alla realizzazione/concentrazioni di nuove attività residenziali Comune di Opera 12.06.2012 99 Comune di Opera Rapporto Ambientale • In fase di cantiere per la realizzazione delle funzioni previste, aumento delle fonti di inquinamento atmosferico ed emissioni acustiche per le funzioni attualmente esistenti nelle aree limitrofe Indicazioni attuative • Le previsioni progettuali dovranno prevedere il massimo di dotazioni di verde e di aree permeabili • Per ridurre l’impatto negativo legato alla presenza di aree già impermeabilizzate, si propone l’impiego di materiali permeabili (ove compatibile) per le pavimentazioni e la previsione di sistemi di reinfiltrazione in loco delle acque meteoriche potenzialmente non inquinate. Andranno definiti specifici progetti per il riutilizzo delle acque meteoriche (non inquinate) per l’irrigazione del verde pertinenziale • Le trasformazioni dovranno prevedere, per quanto possibile, una presenza di vegetazione arboreo arbustiva funzionale alla riqualificazione urbanistica dell’area, con fasce vegetazionali lungo i fronti perimetrali. In particolare nelle aree ricadenti all’interno del Parco Agricolo e sul lato di confine col Parco a ovest), si dovranno formare fasce con adeguata densità di alberi ed arbusti autoctoni. L’entrata in funzione dell’ambito di trasformazione dovrà essere vincolata alla previa realizzazione delle aree a verde pertinenziale e non • Si dovranno prevedere tutti i provvedimenti tecnici necessari al massimo contenimento dei consumi di risorse ambientali (acqua, fonti energetiche non rinnovabili ecc.) • Si dovrà prevedere l’utilizzo di nuovi impianti di illuminazione esterna, pubblici e privati, in conformità ai criteri antinquinamento luminoso ed a ridotto consumo energetico, secondo LR 17/2000 e LR 38/2004 • Gli allacciamenti alla rete stradale degli impianti gas, energia elettrica, acqua e fognatura (come previsto) dovranno rispettare tutte le norme e prescrizioni previste dai soggetti gestori. Dovrà pertanto essere verificata la capacità delle reti di smaltimento delle acque meteoriche in relazione alle superfici impermeabilizzate previste • Gli edifici dovranno essere realizzati con requisiti energetici almeno in classe B AT 5 – VALTIDONE Localizzazione territoriale L’area si colloca a margini dell’urbanizzato esistente, e più precisamente a nord – est del centro storico di Opera, in prossimità della SS 412 – Val Tidone all’incrocio con Via Zerbo. Area libera compresa fra due realtà distinte, una prevalentemente residenziale ad ovest dell’ambito e una esclusivamente produttiva a sud-est. Nell’immediato intorno si registrano vincoli ambientali e amministrativi dovuti a: - il Parco Sud; - l’area boscata (ai sensi del D.lgs 42/2004 e smi) interna all’area di studio); - la viabilità principale (area di rispetto stradale) Proposta di trasformazione Trasformazione di un area inutilizzata in area commerciale per una media struttura Consumo di suolo 9.500 mq Potenzialità progettuali • • Ridefinizione strategica di frangia urbana, soprattutto in considerazione della realizzazione programmata dello svincolo di via Zerbo, sulla SS 412 Val Tidone Implementazione del “Green Circle” Criticità progettuali • Consumo di suolo, con conseguente impermeabilizzazione • Aumento di traffico veicolare dovuto alla concentrazione di attività terziarie, pur nell’ottica di un miglioramento dell’asse viabilistico primario costituito dallo svincolo di raccordo tra la viabilità urbana (via Tidone) e la viabilità principale (SS 412) • In fase di cantiere per la realizzazione delle funzioni previste, aumento delle fonti di inquinamento atmosferico ed emissioni acustiche per le funzioni attualmente esistenti nelle aree limitrofe, in particolar modo per quelle residenziali a ovest. Indicazioni attuative • Le previsioni progettuali dovranno prevedere il massimo di dotazioni di verde e di aree permeabili • La proposta plani-volumetrica dovrà salvaguardare l’area boscata esistente attualmente sull’area al Comune di Opera 12.06.2012 100 Comune di Opera Rapporto Ambientale fine di garantire continuità ecologica con le aree verdi circostanti • Per ridurre l’impatto negativo legato alla presenza di aree già impermeabilizzate, si propone l’impiego di materiali permeabili (ove compatibile) per le pavimentazioni e la previsione di sistemi di reinfiltrazione in loco delle acque meteoriche potenzialmente non inquinate. Andranno definiti specifici progetti per il riutilizzo delle acque meteoriche (non inquinate) per l’irrigazione del verde pertinenziale • Le trasformazioni dovranno prevedere, per quanto possibile, una presenza di vegetazione arboreo arbustiva funzionale alla riqualificazione urbanistica dell’area, con fasce vegetazionali lungo i fronti perimetrali, con adeguata densità di alberi ed arbusti autoctoni. L’entrata in funzione dell’ambito di trasformazione dovrà essere vincolata alla previa realizzazione delle aree a verde pertinenziale e non • Le soluzioni plani-volumetrice, che in sede attuativa verranno avanzate e proposte, dovranno rispettare la fascia di rispetto del pozzo idropotabile comunale, ai sensi della DGR n.7/12693 del 2003 • Si dovranno prevedere tutti i provvedimenti tecnici necessari al massimo contenimento dei consumi di risorse ambientali (acqua, fonti energetiche non rinnovabili ecc.) • Si dovrà prevedere l’utilizzo di nuovi impianti di illuminazione esterna, pubblici e privati, in conformità ai criteri antinquinamento luminoso ed a ridotto consumo energetico, secondo LR 17/2000 e LR 38/2004 • Gli allacciamenti alla rete stradale degli impianti gas, energia elettrica, acqua e fognatura (come previsto) dovranno rispettare tutte le norme e prescrizioni previste dai soggetti gestori. Dovrà pertanto essere verificata la capacità delle reti di smaltimento delle acque meteoriche in relazione alle superfici impermeabilizzate previste • Gli edifici dovranno essere realizzati con gli eventuali provvedimenti necessari a rendere compatibile la destinazione d’uso rispetto al clima acustico AT 6 - CUNEO EST Localizzazione territoriale L’area si colloca all’interno dell’urbanizzato esistente, e più precisamente a sud – est del centro storico di Opera, tra un tessuto prevalentemente residenziale, in cui si sviluppa anche un‘importante sistema di servizi comunali e un’area esclusivamente produttiva. Nell’immediato intorno non si registrano né vincoli ambientali, né amministrativi. Proposta di trasformazione Trasformazione di un area oggi agricola in area residenziale Consumo di suolo 16.968 mq Potenzialità progettuali • • • Concentrazione dei volumi (a sud dell’area, al fine di potenziare un sistema di servizi comunali esistente, creando l’occasione per integrarlo e connetterlo) Valorizzazione del sistema dei servizi oggi esistente Ridefinizione strategica della frangia urbana, soprattutto in considerazione dell’altro AT che interessa tale realtà comunale (AT 8) Implementazione del “Green Circle” • Criticità progettuali • Consumo di suolo, con conseguente impermeabilizzazione • Aumento di traffico veicolare dovuto alla realizzazione/concentrazioni di nuove attività residenziali • Collocazione dell’intervento in un ambito soggetto a potenziale inquinamento (atmosferico e acustico) indotto dalle attività produttive limitrofe • In fase di cantiere per la realizzazione delle funzioni previste, aumento delle fonti di inquinamento atmosferico ed emissioni acustiche per le funzioni attualmente esistenti nelle aree limitrofe indicazioni attuative • Le previsioni progettuali dovranno prevedere il massimo di dotazioni di verde e di aree permeabili • Per ridurre l’impatto negativo legato alla presenza di aree già impermeabilizzate, si propone l’impiego di materiali permeabili (ove compatibile) per le pavimentazioni e la previsione di sistemi di reinfiltrazione in loco delle acque meteoriche potenzialmente non inquinate. Andranno definiti Comune di Opera 12.06.2012 101 Comune di Opera • • • • • • • Rapporto Ambientale specifici progetti per il riutilizzo delle acque meteoriche (non inquinate) per l’irrigazione del verde pertinenziale Le trasformazioni dovranno prevedere, per quanto possibile, una presenza di vegetazione arboreo arbustiva funzionale alla riqualificazione urbanistica dell’area, con fasce vegetazionali lungo i fronti perimetrali. In particolare sul lato sud di confine con l’area industriale produttiva. L’entrata in funzione dell’ambito di trasformazione dovrà essere vincolata alla previa realizzazione delle aree a verde pertinenziale e non Le soluzioni plani-volumetrice, che in sede attuativa verranno avanzate e proposte, dovranno presentare una valutazione previsionale di clima acustico che consideri la presenza dell’area produttiva quale sorgente sonora esistente Si dovranno prevedere tutti i provvedimenti tecnici necessari al massimo contenimento dei consumi di risorse ambientali (acqua, fonti energetiche non rinnovabili ecc.) Si dovrà prevedere l’utilizzo di nuovi impianti di illuminazione esterna, pubblici e privati, in conformità ai criteri antinquinamento luminoso ed a ridotto consumo energetico, secondo LR 17/2000 e LR 38/2004 Gli allacciamenti alla rete stradale degli impianti gas, energia elettrica, acqua e fognatura (come previsto) dovranno rispettare tutte le norme e prescrizioni previste dai soggetti gestori. Dovrà pertanto essere verificata la capacità delle reti di smaltimento delle acque meteoriche in relazione alle superfici impermeabilizzate previste Prima della trasformazione effettiva dell’area, al fine di evitare possibili problemi di congestionamento del traffico, generato dal costituendo mix funzionale, il sistema della viabilità dovrà essere opportunamente verificato nelle dimensioni e negli utilizzi diversi in relazione alla tipologia di traffico indotto Gli edifici dovranno essere realizzati con requisiti energetici almeno in classe B AT 7 – CUNEO OVEST Localizzazione territoriale L’area si colloca a sud del centro storico di Opera, all’interno dell’ambito urbano di recente formazione, tra tre realtà funzionali distinte: residenza a nord, Parco Agricolo a ovest e industria a sud. Nell’immediato intorno si registrano vincoli ambientali e amministrativi dovuti a: - il Parco Sud; - la linea elettrica aerea che interessa direttamente l’area; - lo stabilimento a rischio d’incidente rilevante. Proposta di trasformazione Trasformazione di un area oggi agricola in area residenziale e agricola urbana Consumo di suolo Non previsto Potenzialità progettuali • • • • Concentrazione dei volumi (a ovest dell’area, al fine di lasciare inalterata l’area prossima al Parco Agricolo) Valorizzazione paesaggistico-fruitiva del sistema agricola oggi esistente Ridefinizione strategica della frangia urbana, soprattutto in considerazione dell’altri 3 AT che interessano tale realtà urbana (AT 10, AT 11 e AT 12) Implementazione del “Green Circle” Criticità progettuali • Consumo di suolo, con conseguente impermeabilizzazione • Aumento di traffico veicolare dovuto alla realizzazione/concentrazioni di nuove attività residenziali • Collocazione dell’intervento in un ambito soggetto a potenziale inquinamento (atmosferico e acustico) indotto dalle attività produttive limitrofe • In fase di cantiere per la realizzazione delle funzioni previste, aumento delle fonti di inquinamento atmosferico ed emissioni acustiche per le funzioni attualmente esistenti nelle aree limitrofe Indicazioni attuative • Le previsioni progettuali dovranno prevedere il massimo di dotazioni di verde e di aree permeabili • Per ridurre l’impatto negativo legato alla presenza di aree già impermeabilizzate, si propone l’impiego di materiali permeabili (ove compatibile) per le pavimentazioni e la previsione di sistemi di Comune di Opera 12.06.2012 102 Comune di Opera • • • • • • • Rapporto Ambientale reinfiltrazione in loco delle acque meteoriche potenzialmente non inquinate. Andranno definiti specifici progetti per il riutilizzo delle acque meteoriche (non inquinate) per l’irrigazione del verde pertinenziale Le trasformazioni dovranno prevedere, per quanto possibile, una presenza di vegetazione arboreo arbustiva funzionale alla riqualificazione urbanistica dell’area, con fasce vegetazionali lungo i fronti perimetrali. In particolare sul lato sud di confine con l’area industriale produttiva. L’entrata in funzione dell’ambito di trasformazione dovrà essere vincolata alla previa realizzazione delle aree a verde pertinenziale e non Le soluzioni plani-volumetrice, che in sede attuativa verranno avanzate e proposte, dovranno rispettare la fascia di rispetto del pozzo idropotabile comunale, ai sensi della DGR n.7/12693 del 2003 Si dovranno prevedere tutti i provvedimenti tecnici necessari al massimo contenimento dei consumi di risorse ambientali (acqua, fonti energetiche non rinnovabili ecc.) Si dovrà prevedere l’utilizzo di nuovi impianti di illuminazione esterna, pubblici e privati, in conformità ai criteri antinquinamento luminoso ed a ridotto consumo energetico, secondo LR 17/2000 e LR 38/2004 Gli allacciamenti alla rete stradale degli impianti gas, energia elettrica, acqua e fognatura (come previsto) dovranno rispettare tutte le norme e prescrizioni previste dai soggetti gestori. Dovrà pertanto essere verificata la capacità delle reti di smaltimento delle acque meteoriche in relazione alle superfici impermeabilizzate previste Prima della trasformazione effettiva dell’area, al fine di evitare possibili problemi di congestionamento del traffico, generato dal costituendo mix funzionale, il sistema della viabilità dovrà essere opportunamente verificato nelle dimensioni e negli utilizzi diversi in relazione alla tipologia di traffico indotto Gli edifici dovranno essere realizzati con requisiti energetici almeno in classe B AT 8 – VIA PIEMONTE Localizzazione territoriale L’area si colloca all’interno dell’urbanizzato esistente, e più precisamente a sud – est del centro storico di Opera, tra un tessuto prevalentemente residenziale, in cui si sviluppa anche un‘importante sistema di servizi comunali e un’area esclusivamente produttiva. Nell’immediato intorno non si registrano né vincoli ambientali, né amministrativi. Proposta di trasformazione Trasformazione di un area oggi industriale/produttiva in area residenziale Consumo di suolo Non previsto Potenzialità progettuali • • • Riqualificazione di un area oggi morfologicamente/tipologicamente incompatibile con il contesto residenziale Riduzione della pressione sull’ambiente in termini di rumore, permeabilità suolo ed inserimento paesaggistico Ridefinizione strategica della frangia urbana, soprattutto in considerazione dell’altro AT che interessa tale realtà comunale (AT 6) Implementazione del “Green Circle” • Criticità progettuali • • • Aumento di traffico veicolare dovuto alla realizzazione/concentrazioni di nuove attività residenziali Collocazione dell’intervento in un ambito soggetto a potenziale inquinamento (atmosferico e acustico) indotto dalle attività produttive limitrofe In fase di cantiere per la realizzazione delle funzioni previste, aumento delle fonti di inquinamento atmosferico ed emissioni acustiche per le funzioni attualmente esistenti nelle aree limitrofe Indicazioni attuative • Le previsioni progettuali dovranno prevedere il massimo di dotazioni di verde e di aree permeabili • Per ridurre l’impatto negativo legato alla presenza di aree già impermeabilizzate, si propone l’impiego di materiali permeabili (ove compatibile) per le pavimentazioni e la previsione di sistemi di reinfiltrazione in loco delle acque meteoriche potenzialmente non inquinate. Andranno definiti Comune di Opera 12.06.2012 103 Comune di Opera • • • • • • • • Rapporto Ambientale specifici progetti per il riutilizzo delle acque meteoriche (non inquinate) per l’irrigazione del verde pertinenziale Si dovranno effettuare indagini preliminari per comprendere la necessità di eventuali bonifiche Le trasformazioni dovranno prevedere, per quanto possibile, una presenza di vegetazione arboreo arbustiva funzionale alla riqualificazione urbanistica dell’area, con fasce vegetazionali lungo i fronti perimetrali. In particolare sul lato sud di confine con l’area industriale produttiva. L’entrata in funzione dell’ambito di trasformazione dovrà essere vincolata alla previa realizzazione delle aree a verde pertinenziale e non Le soluzioni plani-volumetrice, che in sede attuativa verranno avanzate e proposte, dovranno presentare una valutazione previsionale di clima acustico che consideri la presenza dell’area produttiva quale sorgente sonora esistente Si dovranno prevedere tutti i provvedimenti tecnici necessari al massimo contenimento dei consumi di risorse ambientali (acqua, fonti energetiche non rinnovabili ecc.) Si dovrà prevedere l’utilizzo di nuovi impianti di illuminazione esterna, pubblici e privati, in conformità ai criteri antinquinamento luminoso ed a ridotto consumo energetico, secondo LR 17/2000 e LR 38/2004 Gli allacciamenti alla rete stradale degli impianti gas, energia elettrica, acqua e fognatura (come previsto) dovranno rispettare tutte le norme e prescrizioni previste dai soggetti gestori. Dovrà pertanto essere verificata la capacità delle reti di smaltimento delle acque meteoriche in relazione alle superfici impermeabilizzate previste Prima della trasformazione effettiva dell’area, al fine di evitare possibili problemi di congestionamento del traffico, generato dal costituendo mix funzionale, il sistema della viabilità dovrà essere opportunamente verificato nelle dimensioni e negli utilizzi diversi in relazione alla tipologia di traffico indotto Gli edifici dovranno essere realizzati con requisiti energetici almeno in classe B AT 9 – CUNEO SUD Localizzazione territoriale L’area si colloca a sud del centro storico di Opera, ai margini della zona industriale del comune che si sviluppa lungo viabilità provinciale, via Vigentina. Nell’immediato intorno si registrano vincoli o particolari limitazioni ambientali e/o amministrative dovuti a: - la linea elettrica che attraversa direttamente l’area di studio Proposta di trasformazione Trasformazione di un area oggi agricola in area prevalentemente ricettiva,con l’inserimento di funzioni commerciale e/o produttive Consumo di suolo 18.541 mq Potenzialità progettuali • • • Riqualificazione di un area oggi degradata e morfologicamente/tipologicamente incompatibile con il contesto dell’insediamento industriale di Opera Incentivazione e creazione di un mix funzionale a misura d’uomo (ricettività – commercio - servizi), in un ottica di riqualificazione dell’asse di via Vigentina Valorizzazione ecologico – fruitiva del sistema agricolo esistente sull’area - cavo Roggione e senti eristica esistente Criticità progettuali • Consumo di suolo, con conseguente impermeabilizzazione • Aumento di traffico veicolare dovuto alla realizzazione/concentrazioni di nuove attività residenziali • Collocazione dell’intervento in un ambito soggetto a potenziale inquinamento (atmosferico e acustico) indotto dalle attività produttive limitrofe • In fase di cantiere per la realizzazione delle funzioni previste, aumento delle fonti di inquinamento atmosferico ed emissioni acustiche per le funzioni attualmente esistenti nelle aree limitrofe Indicazioni attuative • Le previsioni progettuali dovranno prevedere il massimo di dotazioni di verde e di aree permeabili • Per ridurre l’impatto negativo legato alla presenza di aree già impermeabilizzate, si propone l’impiego di materiali permeabili (ove compatibile) per le pavimentazioni e la previsione di sistemi di Comune di Opera 12.06.2012 104 Comune di Opera • • • • • Rapporto Ambientale reinfiltrazione in loco delle acque meteoriche potenzialmente non inquinate. Andranno definiti specifici progetti per il riutilizzo delle acque meteoriche (non inquinate) per l’irrigazione del verde pertinenziale Le trasformazioni dovranno prevedere, per quanto possibile, una presenza di vegetazione arboreo arbustiva funzionale alla riqualificazione urbanistica dell’area, con fasce vegetazionali lungo i fronti perimetrali. In particolare sul lato nord di confine con l’area industriale produttiva e il lato sud lungo il cavo Roggione. L’entrata in funzione dell’ambito di trasformazione dovrà essere vincolata alla previa realizzazione delle aree a verde pertinenziale e non Si dovranno prevedere tutti i provvedimenti tecnici necessari al massimo contenimento dei consumi di risorse ambientali (acqua, fonti energetiche non rinnovabili ecc.) Si dovrà prevedere l’utilizzo di nuovi impianti di illuminazione esterna, pubblici e privati, in conformità ai criteri antinquinamento luminoso ed a ridotto consumo energetico, secondo LR 17/2000 e LR 38/2004 Gli allacciamenti alla rete stradale degli impianti gas, energia elettrica, acqua e fognatura (come previsto) dovranno rispettare tutte le norme e prescrizioni previste dai soggetti gestori. Dovrà pertanto essere verificata la capacità delle reti di smaltimento delle acque meteoriche in relazione alle superfici impermeabilizzate previste Gli edifici dovranno essere realizzati con requisiti energetici almeno in classe B AT 10 – VIA SILVIO PELLICO Localizzazione territoriale L’area si colloca a sud del centro storico di Opera, a nord della più ampia zona industriale comunale. Nell’immediato intorno non si registrano né vincoli ambientali nè amministrativi. Proposta di trasformazione Trasformazione di un area oggi industriale in area residenziale Consumo di suolo Non previsto Potenzialità progettuali • • • Riduzione della pressione sull’ambiente in termini di rumore, permeabilità suolo ed inserimento paesaggistico Ridefinizione strategica della frangia urbana, soprattutto in considerazione dell’altri 3 AT che interessano tale realtà urbana (AT 7, AT 11 e AT 12) Implementazione del “Green Circle” Criticità progettuali • • • Aumento di traffico veicolare dovuto alla realizzazione/concentrazioni di nuove attività residenziali Collocazione dell’intervento in un ambito soggetto a potenziale inquinamento (atmosferico e acustico) indotto dalle attività produttive limitrofe In fase di cantiere per la realizzazione delle funzioni previste, aumento delle fonti di inquinamento atmosferico ed emissioni acustiche per le funzioni attualmente esistenti nelle aree limitrofe Indicazioni attuative • Le previsioni progettuali dovranno prevedere il massimo di dotazioni di verde e di aree permeabili • Per ridurre l’impatto negativo legato alla presenza di aree già impermeabilizzate, si propone l’impiego di materiali permeabili (ove compatibile) per le pavimentazioni e la previsione di sistemi di reinfiltrazione in loco delle acque meteoriche potenzialmente non inquinate. Andranno definiti specifici progetti per il riutilizzo delle acque meteoriche (non inquinate) per l’irrigazione del verde pertinenziale • Si dovranno effettuare indagini preliminari per comprendere la necessità di eventuali bonifiche • Le trasformazioni dovranno prevedere, per quanto possibile, una presenza di vegetazione arboreo arbustiva funzionale alla riqualificazione urbanistica dell’area, con fasce vegetazionali lungo i fronti perimetrali. In particolare sul lato sud ed est di confine con l’area industriale produttiva. L’entrata in funzione dell’ambito di trasformazione dovrà essere vincolata alla previa realizzazione delle aree a verde pertinenziale e non • Le soluzioni plani-volumetrice, che in sede attuativa verranno avanzate e proposte, dovranno presentare una valutazione previsionale di clima acustico che consideri la presenza dell’area produttiva quale sorgente sonora esistente Comune di Opera 12.06.2012 105 Comune di Opera Rapporto Ambientale • Le soluzioni plani-volumetrice, che in sede attuativa verranno avanzate e proposte, dovranno rispettare la fascia di rispetto del pozzo idropotabile comunale, ai sensi della DGR n.7/12693 del 2003 • Si dovranno prevedere tutti i provvedimenti tecnici necessari al massimo contenimento dei consumi di risorse ambientali (acqua, fonti energetiche non rinnovabili ecc.) • Si dovrà prevedere l’utilizzo di nuovi impianti di illuminazione esterna, pubblici e privati, in conformità ai criteri antinquinamento luminoso ed a ridotto consumo energetico, secondo LR 17/2000 e LR 38/2004 • Gli allacciamenti alla rete stradale degli impianti gas, energia elettrica, acqua e fognatura (come previsto) dovranno rispettare tutte le norme e prescrizioni previste dai soggetti gestori. Dovrà pertanto essere verificata la capacità delle reti di smaltimento delle acque meteoriche in relazione alle superfici impermeabilizzate previste • Prima della trasformazione effettiva dell’area, al fine di evitare possibili problemi di congestionamento del traffico, generato dal costituendo mix funzionale, il sistema della viabilità dovrà essere opportunamente verificato nelle dimensioni e negli utilizzi diversi in relazione alla tipologia di traffico indotto • Gli edifici dovranno essere realizzati con requisiti energetici almeno in classe B AT 11 – TORRI NOVERASCO Localizzazione territoriale L’area si colloca a nord del centro storico di Opera, nella frazione di Noverasco all’interno dell’ambito urbano residenziale, adiacente all’asse principale SS 412 Val Tidone. Nell’immediato intorno non si registrano vincoli o particolari limitazioni ambientali e/o amministrative Proposta di trasformazione Trasformazione di un area oggi destinata ad terziario in area residenziale Potenzialità progettuali • Riqualificazione di un area oggi degradata Consumo di suolo Non previsto Criticità progettuali • • Collocazione dell’intervento in un ambito soggetto a potenziale inquinamento, atmosferico e acustico, indotto dalle viabilità principale esistente SS142 – Val Tidone In fase di cantiere per la riorganizzazione delle funzioni in atto, aumento delle fonti di inquinamento atmosferico ed emissioni acustiche per gli abitanti attualmente insediati nelle aree limitrofe Indicazioni attuative • Le previsioni progettuali dovranno prevedere il massimo di dotazioni di verde e di aree permeabili • Per ridurre l’impatto negativo legato alla presenza di aree già impermeabilizzate, si propone l’impiego di materiali permeabili (ove compatibile) per le pavimentazioni e la previsione di sistemi di reinfiltrazione in loco delle acque meteoriche potenzialmente non inquinate. Andranno definiti specifici progetti per il riutilizzo delle acque meteoriche (non inquinate) per l’irrigazione del verde pertinenziale • Le trasformazioni dovranno prevedere, per quanto possibile, una presenza di vegetazione arboreo arbustiva funzionale alla riqualificazione urbanistica dell’area, con fasce vegetazionali lungo i fronti perimetrali. In particolare sul lato di confine a nord e a ovest al fine di tutelare l’area dall’attività produttiva esistente e dall’importante infrastruttura viaria, si dovranno formare fasce con adeguata densità di alberi ed arbusti autoctoni. L’entrata in funzione dell’ambito di trasformazione dovrà essere vincolata alla previa realizzazione delle aree a verde pertinenziale e non • Gli edifici dovranno essere realizzati con gli eventuali provvedimenti necessari a rendere compatibile la destinazione d’uso rispetto al clima acustico • Si dovranno prevedere tutti i provvedimenti tecnici necessari al massimo contenimento dei consumi di risorse ambientali (acqua, fonti energetiche non rinnovabili ecc.) • Si dovrà prevedere l’utilizzo di nuovi impianti di illuminazione esterna, pubblici e privati, in conformità ai criteri antinquinamento luminoso ed a ridotto consumo energetico, secondo LR 17/2000 e LR 38/2004 • Gli allacciamenti alla rete stradale degli impianti gas, energia elettrica, acqua e fognatura (come Comune di Opera 12.06.2012 106 Comune di Opera Rapporto Ambientale previsto) dovranno rispettare tutte le norme e prescrizioni previste dai soggetti gestori. Dovrà pertanto essere verificata la capacità delle reti di smaltimento delle acque meteoriche in relazione alle superfici impermeabilizzate previste • Gli edifici dovranno essere realizzati con requisiti energetici almeno in classe B AT 12 – VIA CAMICIE ROSSE Localizzazione territoriale L’area si colloca a sud del centro storico di Opera, a sud del tessuto edilizio residenziale. Nell’immediato intorno non si registrano né vincoli ambientali nè amministrativi. Proposta di trasformazione Trasformazione di un area oggi industriale in area residenziale Consumo di suolo Non previsto Potenzialità progettuali • • • Riduzione della pressione sull’ambiente in termini di rumore, permeabilità suolo ed inserimento paesaggistico Ridefinizione strategica della frangia urbana, soprattutto in considerazione dell’altri 3 AT che interessano tale realtà urbana (AT 7, AT 10 e AT 11) Implementazione del “Green Circle” Criticità progettuali • • Aumento di traffico veicolare dovuto alla realizzazione/concentrazioni di nuove attività residenziali In fase di cantiere per la realizzazione delle funzioni previste, aumento delle fonti di inquinamento atmosferico ed emissioni acustiche per le funzioni attualmente esistenti nelle aree limitrofe Indicazioni attuative • Le previsioni progettuali dovranno prevedere il massimo di dotazioni di verde e di aree permeabili • Per ridurre l’impatto negativo legato alla presenza di aree già impermeabilizzate, si propone l’impiego di materiali permeabili (ove compatibile) per le pavimentazioni e la previsione di sistemi di reinfiltrazione in loco delle acque meteoriche potenzialmente non inquinate. Andranno definiti specifici progetti per il riutilizzo delle acque meteoriche (non inquinate) per l’irrigazione del verde pertinenziale • Si dovranno effettuare indagini preliminari per comprendere la necessità di eventuali bonifiche • Le trasformazioni dovranno prevedere, per quanto possibile, una presenza di vegetazione arboreo arbustiva funzionale alla riqualificazione urbanistica dell’area, con fasce vegetazionali lungo i fronti perimetrali. L’entrata in funzione dell’ambito di trasformazione dovrà essere vincolata alla previa realizzazione delle aree a verde pertinenziale e non • Le soluzioni plani-volumetrice, che in sede attuativa verranno avanzate e proposte, dovranno rispettare la fascia di rispetto del pozzo idropotabile comunale, ai sensi della DGR n.7/12693 del 2003 • Si dovranno prevedere tutti i provvedimenti tecnici necessari al massimo contenimento dei consumi di risorse ambientali (acqua, fonti energetiche non rinnovabili ecc.) • Si dovrà prevedere l’utilizzo di nuovi impianti di illuminazione esterna, pubblici e privati, in conformità ai criteri antinquinamento luminoso ed a ridotto consumo energetico, secondo LR 17/2000 e LR 38/2004 • Gli allacciamenti alla rete stradale degli impianti gas, energia elettrica, acqua e fognatura (come previsto) dovranno rispettare tutte le norme e prescrizioni previste dai soggetti gestori. Dovrà pertanto essere verificata la capacità delle reti di smaltimento delle acque meteoriche in relazione alle superfici impermeabilizzate previste • Gli edifici dovranno essere realizzati con requisiti energetici almeno in classe B AT 13 – CUNEO NORD – VIA CAVEDINI Localizzazione territoriale L’area si colloca a margini dell’urbanizzato esistente, e più specificatamente a ovest del centro storico di Opera. Nell’immediato intorno si registrano vincoli ambientali e amministrativi dovuti a: Comune di Opera 12.06.2012 107 Comune di Opera Rapporto Ambientale - il Parco Sud. Proposta di trasformazione Trasformazione di un area oggi industriale/produttiva in area residenziale Consumo di suolo Non previsto Potenzialità progettuali • • Riqualificazione di un area oggi degradata e morfologicamente/tipo logicamente incompatibile con il contesto Ridefinizione strategica della frangia urbana settentrionale, soprattutto in considerazione degli altri 3 AT che interessano tale realtà urbana (AT 3, AT 4 e AT 14) Criticità progettuali • Aumento di traffico veicolare dovuto alla realizzazione/concentrazioni di nuove attività residenziali • In fase di cantiere per la realizzazione delle funzioni previste, aumento delle fonti di inquinamento atmosferico ed emissioni acustiche per le funzioni attualmente esistenti nelle aree limitrofe Indicazioni attuative • Le previsioni progettuali dovranno prevedere il massimo di dotazioni di verde e di aree permeabili • Per ridurre l’impatto negativo legato alla presenza di aree già impermeabilizzate, si propone l’impiego di materiali permeabili (ove compatibile) per le pavimentazioni e la previsione di sistemi di reinfiltrazione in loco delle acque meteoriche potenzialmente non inquinate. Andranno definiti specifici progetti per il riutilizzo delle acque meteoriche (non inquinate) per l’irrigazione del verde pertinenziale • Si dovranno effettuare indagini preliminari per comprendere la necessità di eventuali bonifiche • Le trasformazioni dovranno prevedere, per quanto possibile, una presenza di vegetazione arboreo arbustiva funzionale alla riqualificazione urbanistica dell’area, con fasce vegetazionali lungo i fronti perimetrali. In particolare sul lato di confine col Parco a ovest, si dovranno formare fasce con adeguata densità di alberi ed arbusti autoctoni. L’entrata in funzione dell’ambito di trasformazione dovrà essere vincolata alla previa realizzazione delle aree a verde pertinenziale e non • Le soluzioni plani-volumetrice, che in sede attuativa verranno avanzate e proposte, dovranno rispettare la fascia di rispetto del pozzo idropotabile comunale, ai sensi della DGR n.7/12693 del 2003 • Si dovranno prevedere tutti i provvedimenti tecnici necessari al massimo contenimento dei consumi di risorse ambientali (acqua, fonti energetiche non rinnovabili ecc.) • Si dovrà prevedere l’utilizzo di nuovi impianti di illuminazione esterna, pubblici e privati, in conformità ai criteri antinquinamento luminoso ed a ridotto consumo energetico, secondo LR 17/2000 e LR 38/2004 • Gli allacciamenti alla rete stradale degli impianti gas, energia elettrica, acqua e fognatura (come previsto) dovranno rispettare tutte le norme e prescrizioni previste dai soggetti gestori. Dovrà pertanto essere verificata la capacità delle reti di smaltimento delle acque meteoriche in relazione alle superfici impermeabilizzate previste • Gli edifici dovranno essere realizzati con requisiti energetici almeno in classe B AT 14 – VIA DON LUIGI STURZO Localizzazione territoriale L’area si colloca a margini dell’urbanizzato esistente, e più specificatamente a ovest del centro storico di Opera. Nell’immediato intorno si registrano vincoli ambientali e amministrativi dovuti a: - il Parco Sud; - la linea elettrica che attraversa direttamente l’area di studio Proposta di trasformazione Trasformazione di un area oggi industriale/produttiva in area residenziale Consumo di suolo 6.519 mq Potenzialità progettuali • Riduzione della pressione sull’ambiente in termini di rumore, permeabilità suolo ed inserimento paesaggistico Comune di Opera 12.06.2012 108 Comune di Opera • • • Rapporto Ambientale Ridefinizione strategica della frangia urbana settentrionale, soprattutto in considerazione degli altri 3 AT che interessano tale realtà urbana (AT 3, AT 4 e AT 13) Implementazione del “Green Circle” Valorizzazione ecologico – fruitiva del sistema agricolo esistente sull’area - cavo Lisone Criticità progettuali • Aumento di traffico veicolare dovuto alla realizzazione/concentrazioni di nuove attività residenziali • In fase di cantiere per la realizzazione delle funzioni previste, aumento delle fonti di inquinamento atmosferico ed emissioni acustiche per le funzioni attualmente esistenti nelle aree limitrofe Indicazioni attuative • Le previsioni progettuali dovranno prevedere il massimo di dotazioni di verde e di aree permeabili • Per ridurre l’impatto negativo legato alla presenza di aree già impermeabilizzate, si propone l’impiego di materiali permeabili (ove compatibile) per le pavimentazioni e la previsione di sistemi di reinfiltrazione in loco delle acque meteoriche potenzialmente non inquinate. Andranno definiti specifici progetti per il riutilizzo delle acque meteoriche (non inquinate) per l’irrigazione del verde pertinenziale • Si dovranno effettuare indagini preliminari per comprendere la necessità di eventuali bonifiche • Le trasformazioni dovranno prevedere, per quanto possibile, una presenza di vegetazione arboreo arbustiva funzionale alla riqualificazione urbanistica dell’area, con fasce vegetazionali lungo i fronti perimetrali. In particolare sul lato di confine col Parco a ovest, si dovranno formare fasce con adeguata densità di alberi ed arbusti autoctoni. L’entrata in funzione dell’ambito di trasformazione dovrà essere vincolata alla previa realizzazione delle aree a verde pertinenziale e non • Si dovranno prevedere tutti i provvedimenti tecnici necessari al massimo contenimento dei consumi di risorse ambientali (acqua, fonti energetiche non rinnovabili ecc.) • Si dovrà prevedere l’utilizzo di nuovi impianti di illuminazione esterna, pubblici e privati, in conformità ai criteri antinquinamento luminoso ed a ridotto consumo energetico, secondo LR 17/2000 e LR 38/2004 • Gli allacciamenti alla rete stradale degli impianti gas, energia elettrica, acqua e fognatura (come previsto) dovranno rispettare tutte le norme e prescrizioni previste dai soggetti gestori. Dovrà pertanto essere verificata la capacità delle reti di smaltimento delle acque meteoriche in relazione alle superfici impermeabilizzate previste • Gli edifici dovranno essere realizzati con requisiti energetici almeno in classe B AT 15 – VIA DEI PIOPPI Localizzazione territoriale L’area si colloca ad est del centro storico di Opera, in prossimità della SS 412 – Val Tidone e del parco urbano di via Ungaretti. Area compresa fra due realtà distinte, una prevalentemente residenziale ad ovest ed una esclusivamente produttiva a sud-est. Nell’immediato intorno non si registrano vincoli ambientali e amministrativi Proposta di trasformazione Trasformazione di un area oggi industriale/produttiva in area residenziale Consumo di suolo Non previsto Potenzialità progettuali • • Riduzione della pressione sull’ambiente in termini di rumore, permeabilità suolo ed inserimento paesaggistico Ridefinizione strategica della frangia urbana settentrionale, soprattutto in considerazione dell’altro AT che interessa tale realtà urbana (AT 15) Criticità progettuali Aumento di traffico veicolare dovuto alla realizzazione/concentrazioni di nuove attività residenziali Collocazione dell’intervento in un ambito soggetto a potenziale inquinamento (atmosferico e acustico) indotto dalle attività produttive limitrofe • In fase di cantiere per la realizzazione delle funzioni previste, aumento delle fonti di inquinamento • • Comune di Opera 12.06.2012 109 Comune di Opera Rapporto Ambientale atmosferico ed emissioni acustiche per le funzioni attualmente esistenti nelle aree limitrofe Indicazioni attuative • Le previsioni progettuali dovranno prevedere il massimo di dotazioni di verde e di aree permeabili • Per ridurre l’impatto negativo legato alla presenza di aree già impermeabilizzate, si propone l’impiego di materiali permeabili (ove compatibile) per le pavimentazioni e la previsione di sistemi di reinfiltrazione in loco delle acque meteoriche potenzialmente non inquinate. Andranno definiti specifici progetti per il riutilizzo delle acque meteoriche (non inquinate) per l’irrigazione del verde pertinenziale • Si dovranno effettuare indagini preliminari per comprendere la necessità di eventuali bonifiche • Le trasformazioni dovranno prevedere, per quanto possibile, una presenza di vegetazione arboreo arbustiva funzionale alla riqualificazione urbanistica dell’area, con fasce vegetazionali lungo i fronti perimetrali. In particolare sui lati di confine a sud ed est, si dovranno formare fasce con adeguata densità di alberi ed arbusti autoctoni, al fine di isolare la funzione residenziale, da quella produttiva. L’entrata in funzione dell’ambito di trasformazione dovrà essere vincolata alla previa realizzazione delle aree a verde pertinenziale e non • Le soluzioni plani-volumetrice, che in sede attuativa verranno avanzate e proposte, dovranno presentare una valutazione previsionale di clima acustico che consideri la presenza dell’area produttiva quale sorgente sonora esistente • Si dovranno prevedere tutti i provvedimenti tecnici necessari al massimo contenimento dei consumi di risorse ambientali (acqua, fonti energetiche non rinnovabili ecc.) • Si dovrà prevedere l’utilizzo di nuovi impianti di illuminazione esterna, pubblici e privati, in conformità ai criteri antinquinamento luminoso ed a ridotto consumo energetico, secondo LR 17/2000 e LR 38/2004 • Gli allacciamenti alla rete stradale degli impianti gas, energia elettrica, acqua e fognatura (come previsto) dovranno rispettare tutte le norme e prescrizioni previste dai soggetti gestori. Dovrà pertanto essere verificata la capacità delle reti di smaltimento delle acque meteoriche in relazione alle superfici impermeabilizzate previste • Prima della trasformazione effettiva dell’area, al fine di evitare possibili problemi di congestionamento del traffico, generato dal costituendo mix funzionale, il sistema della viabilità dovrà essere opportunamente verificato nelle dimensioni e negli utilizzi diversi in relazione alla tipologia di traffico indotto • Gli edifici dovranno essere realizzati con requisiti energetici almeno in classe B AT 16 – VIA GRAMSCI Localizzazione territoriale L’area si colloca a sud del centro storico di Opera, a nord della più ampia zona industriale comunale. Nell’immediato intorno non si registrano né vincoli ambientali nè amministrativi. Proposta di trasformazione Trasformazione di un area oggi industriale in area residenziale Consumo di suolo Non previsto Potenzialità progettuali • • Riduzione della pressione sull’ambiente in termini di rumore, permeabilità suolo ed inserimento paesaggistico Ridefinizione strategica della frangia urbana, soprattutto in considerazione dell’altri 3 AT che interessano tale realtà urbana (AT 7, AT 10 e AT 12) Criticità progettuali • • • Aumento di traffico veicolare dovuto alla realizzazione/concentrazioni di nuove attività residenziali Collocazione dell’intervento in un ambito soggetto a potenziale inquinamento (atmosferico e acustico) indotto dalle attività produttive limitrofe In fase di cantiere per la realizzazione delle funzioni previste, aumento delle fonti di inquinamento atmosferico ed emissioni acustiche per le funzioni attualmente esistenti nelle aree limitrofe Indicazioni attuative Comune di Opera 12.06.2012 110 Comune di Opera Rapporto Ambientale • Le previsioni progettuali dovranno prevedere il massimo di dotazioni di verde e di aree permeabili • Per ridurre l’impatto negativo legato alla presenza di aree già impermeabilizzate, si propone l’impiego di materiali permeabili (ove compatibile) per le pavimentazioni e la previsione di sistemi di reinfiltrazione in loco delle acque meteoriche potenzialmente non inquinate. Andranno definiti specifici progetti per il riutilizzo delle acque meteoriche (non inquinate) per l’irrigazione del verde pertinenziale • Si dovranno effettuare indagini preliminari per comprendere la necessità di eventuali bonifiche • Le trasformazioni dovranno prevedere, per quanto possibile, una presenza di vegetazione arboreo arbustiva funzionale alla riqualificazione urbanistica dell’area, con fasce vegetazionali lungo i fronti perimetrali. In particolare sul lato est di confine con l’area industriale produttiva. L’entrata in funzione dell’ambito di trasformazione dovrà essere vincolata alla previa realizzazione delle aree a verde pertinenziale e non • Le soluzioni plani-volumetrice, che in sede attuativa verranno avanzate e proposte, dovranno rispettare la fascia di rispetto del pozzo idropotabile comunale, ai sensi della DGR n.7/12693 del 2003 • Si dovranno prevedere tutti i provvedimenti tecnici necessari al massimo contenimento dei consumi di risorse ambientali (acqua, fonti energetiche non rinnovabili ecc.) • Si dovrà prevedere l’utilizzo di nuovi impianti di illuminazione esterna, pubblici e privati, in conformità ai criteri antinquinamento luminoso ed a ridotto consumo energetico, secondo LR 17/2000 e LR 38/2004 • Gli allacciamenti alla rete stradale degli impianti gas, energia elettrica, acqua e fognatura (come previsto) dovranno rispettare tutte le norme e prescrizioni previste dai soggetti gestori. Dovrà pertanto essere verificata la capacità delle reti di smaltimento delle acque meteoriche in relazione alle superfici impermeabilizzate previste • Gli edifici dovranno essere realizzati con requisiti energetici almeno in classe B Comune di Opera 12.06.2012 111 Comune di Opera Rapporto Ambientale Una volta presentati i 16 Ambiti di Trasformazione di seguito si vuole verificare la rispettiva corrispondenza con le azioni di piano promosse all’interno del PGT, valutando così il grado di coerenza fra azioni e ambiti. AT.16 AT.15 AT.14 AT.13 AT.12 AT.11 AT.10 AT.9 AT.8 AT.7 AT.6 AT.5 AT.4 AT.3 AT.2 AT.1 Ambiti di Trasformazione Azioni Piano Densificazione edilizia residenziale e/o produttiva Riconversione funzionale di strutture non più adeguate in termini o localizzativi, o prestazionali Riqualificazione delle aree centrali Ridefinizione dei margini urbani Mantenimento ed integrazione aree verdi esistenti Creazione di un anello urbano verde di collegamento ciclopedonale Implementare la valenza dei sistemi paesistico ambientali lungo la valle del Lambro Meridionale Tutelare la valenza paesistica delle cascine del territorio Rinnovamento sedi attuali PosteItaliane e ASL Riqualificazione e adeguamento degli edifici e servizi scolastici Diffusione di servizi all’interno del tessuto edilizio, in considerazione del sistema verde/agricolo costituito dal Parco Agricolo Sud Milano Ampliamento campo sportivo e creazione di un polo di riferimento sovracomunale ed Comune di Opera 12.06.2012 112 Comune di Opera Rapporto Ambientale interdisciplinare Creazione di un asse urbano ciclopedonabile lungo via Diaz e via Bellinguer Aumentare accessi da SS 412 Realizzazione di percorsi sicuri casa - scuola Realizzazione di percorsi di collegamento e connessione tra le principali aree a servizio Realizzazione connessioni tra aree urbane e aree del Parco Agricolo Sud Milano Incentivazione all’insediamento di esercizi commerciali al dettaglio di prima necessità nelle zone residenziali Migliorare la qualità degli ambiti produttivi Giudizio di Compatibilità 4 3 4 4 4 4 4 6 4 5 3 4 3 5 3 3 Nella matrice sopra riportata si esplicita a quali azioni rispondono i singoli ambiti di trasformazione, in particolare si può osservare che la maggior parte degli ambiti risponde appieno a quelle che possono essere definite come azioni urbanistiche di carattere generale e strategico, mentre risultano meno corrispondenti a quelle azioni più puntuali. Inoltre, attribuendo un valore indicativo pari a 1 ogni volta che l’ambito di trasformazione trova coerenza con una specifica azione, si è ottenuto un giudizio di compatibilità, qualitativo, che, nel caso in questione, va da un minimo di 3 ad un massimo di 6 punti. Tra i 16 ambiti analizzati in relazione alle azioni previste dal PGT l’ambito di trasformazione 8, 10 e 14 risultano i più coerenti, mentre tutti gli altri sia attestano su un medesimo livello di compatibilità. Comune di Opera 12.06.2012 113 Comune di Opera Rapporto Ambientale Dopo avere analizzato singolarmente Ambito per Ambito ed individuato sommariamente le criticità conseguenti le trasformazioni, e dopo aver proposto e avanzato delle indicazioni progettuali, affinchè gli interventi si contestualizzino meglio all’interno del tessuto urbano esistente, si sono avanzate delle considerazioni conclusive in merito a tre temi, che, in considerazione dell’oggetto di valutazione, negli ultimi tempi interessano sempre più direttamente la pianificazione urbanistica: rifiuti, consumi idrici e produzione di CO2. A tal proposito le azioni promosse dal Documento di Piano risultano, nel loro insieme, complessivamente positive sotto il profilo ambientale; infatti, il DdP, oltre a riconoscere e salvaguardare il sistema delle sensibilità ambientali e paesaggistiche che contraddistingue il territorio comunale, prefigura uno scenario anche di riqualificazione attiva dello spazio rurale, promuovendo azioni di riduzione delle pressioni attuali, di miglioramento della funzionalità eco sistemica di fruizione e rivitalizzazione fornendo il proprio contributo alla riqualificazione dei margini urbani, e della fascia territoriale in fregio al Lambro Meridionale, sistema di riconosciuto valore sopralocale. Ulteriore aspetto positivo del DdP è rappresentato dall’insieme delle azioni finalizzate alla riqualificazione della città costruita attraverso la razionalizzazione, riqualificazione e rifunzionalizzazione delle aree pubbliche; in particolare, meritano una sottolineatura le azioni dedicate alla risoluzione delle criticità attualmente in essere determinate sostanzialmente dalle aree produttive e dalla viabilità. Il DdP prevede la possibilità di insediamento di circa 2436 nuovi abitanti teorici, distribuiti su tutti i 16 AT, così come riportato nella seguente tabella: Ambiti Trasformazione Funzione Attuale Abitanti equivalenti Funzione Prevista AT 1 industriale 78 residenza AT 2 agricolo 0 ricettivo AT 3 agricolo 0 AT 4 agricolo AT 5 AT 6 Abitanti equivalenti Abitanti teorici 188 110 99 99 residenza 313 313 0 residenza 250 250 agricolo 0 commerciale 90 90 agricolo 0 residenza 429 429 AT 7 agricolo 0 residenza 375 375 AT 8 industriale 182 residenza 250 68 AT 9 agricolo ricettivo 150 150 AT 10 industriale 106 residenza 188 81 AT 11 industriale 210 residenza 338 128 AT 12 industriale 178 residenza 200 22 AT 13 industriale 237 residenza 313 76 AT 14 industriale 59 residenza 163 104 AT 15 industriale 126 residenza 188 61 AT 16 terziario 216 residenza 297 81 3828 2436 TOTALE Comune di Opera 12.06.2012 0 1392 114 Comune di Opera Rapporto Ambientale Per quantificare gli abitanti equivalenti previsti si è dapprima utilizzato l’indice volumetrico capitario (IVC) che esprime il volume di edificio necessario a una persona pari a: - 80 mc/ab per zone residenziale - 100 mc/ab per zone terziario/commerciale e dalla stima del numero di abitanti si sono sottratti quelli che ad oggi già insistono sulle aree urbanizzate, ma oggetto di trasformazione e riqualificazione. La stima degli abitanti equivalenti con l’applicazione di tali indici (secondo DM 1444/68) costituisce lo scenario peggiore, nel senso che fa computare un n° di residenti maggiore rispetto a quanto effettivamente previsto, anche se si considera il fatto che diversi ambiti di trasformazione (9 su 16) interessano ambiti già urbanizzati e già “insediati”. Rifiuti Nel presente paragrafo viene analizzata la produzione di rifiuti riconducibile alle nuove trasformazioni previsto dal PGT. Le stime sono state effettuate partendo dallo scenario stato di fatto e confrontato con lo scenario di trasformazione. Il confronto dei risultati ottenuti nei due scenari evidenzia le variazioni indotte in termini di produzione di rifiuti passando dall’attuale assetto urbanistico, al nuovo. Di seguito si riportano i dati relativi alla produzione di rifiuti urbani registrata nel Comune di Opera nell’anno 2008 ed elaborata dalla Provincia di Milano nell’ambito dell’Osservatorio Rifiuti. Comune di Opera 12.06.2012 115 Comune di Opera Rapporto Ambientale Produzione di rifiuti nel Comune di Opera (t) –Anno 2008 Dall’analisi dei dati si evidenzia che la produzione di RSU Indifferenziati è pari a 3.347 t/a, mentre i rifiuti derivanti da Raccolta Differenziata sono 3.123 t/a, per un totale, comprendente anche i rifiuti ingombranti e lo spazzamento stradale, di 7.172 t/a. La produzione pro-capite di RSU è pari a 521 kg/anno, di cui 249 kg/anno di rifiuti indifferenziati e 227 kg/a di rifiuti derivanti da RD. Sul piano organizzativo va segnalato che Opera ha attivato in tutto il territorio un sistema di raccolta differenziata “porta a porta”: tutto il rifiuto indifferenziato e la quasi totalità del rifiuto differenziato è conferito a piano strada nei giorni e negli orari stabiliti dal Comune. Sul territorio si collocano, inoltre, centri di raccolta per i farmaci scaduti, nonché la piattaforma ecologica per il conferimento da parte dei cittadini di altre tipologie di rifiuti, quali legno, materiali ferrosi ecc. A tali servizi si accompagna, infine, il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti derivanti da spazzamento strade. Comune di Opera 12.06.2012 116 Comune di Opera Rapporto Ambientale Al fine di fornire una previsione circa la produzione di rifiuti riconducibile a ciascuna attività presente nell’area di interesse, sono stati utilizzati i seguenti dati: • Per gli ambiti a destinazione prevalente residenziale si è fatto riferimento al valore di produzione pro capite relativa all’anno 2008 e fornita dall’Osservatorio rifiuti (521 kg); la stima del numero di abitanti è stata effettuata considerando, come per la stima degli abitanti equivalenti sopra descritta, l’indice volumetrico capitario (IVC) pari a 80 mc/ab per la residenza; • Per gli ambiti commerciali e terziari sono stati utilizzati i coefficienti massimi di produttività di Tabella 4/a del DPR 158/1999 area Nord Italia. Le superfici utilizzate per il calcolo (SU e SNR) sono state stimate partendo dalla superficie SLP. I risultati ottenuti sono riassunti nelle tabelle seguenti: Scenario STATO di FATTO Ambiti Trasformazione Funzione Attuale Abitanti equivalenti (SLP/IF) SU SNR SU + SNR Coeff. Kg/mq anno Kg anno AT Tonn anno AT 1 industriale 78 2.340,00 520 2.860,00 12,45 35.607,00 35,61 AT 2 agricolo AT 3 agricolo AT 4 agricolo AT 5 agricolo AT 6 agricolo AT 7 agricolo AT 8 industriale 182 5.474,70 1216,6 6.691,30 12,45 83.306,69 83,31 AT 9 agricolo AT 10 industriale 106 3.186,00 708 3.894,00 12,45 48.480,30 48,48 AT 11 industriale 210 6.300,00 1400 7.700,00 12,45 95.865,00 95,87 AT 12 industriale 178 5.337,00 1186 6.523,00 12,45 81.211,35 81,21 AT 13 industriale 237 7.110,00 1580 8.690,00 12,45 108.190,50 108,19 AT 14 industriale 59 1.755 390 2.145 12,45 26.705,25 26,71 AT 15 industriale 126 3.780,90 840,2 4.621,10 12,45 57.532,70 57,53 AT 16 terziario 216 6.480,00 1440 7.920,00 12,45 98.604,00 98,60 Totale Tonn anno 636 Comune di Opera 12.06.2012 117 Comune di Opera Rapporto Ambientale Scenario di TRASFORMAZIONE Ambiti Trasformazione Funzione Prevista Abitanti equivalenti (SLP/IF) AT 1 residenza 188 AT 2 ricettivo AT 3 residenza 313 AT 4 residenza 250 AT 5 commerciale AT 6 residenza 429 AT 7 residenza AT 8 residenza AT 9 ricettivo AT 10 residenza 188 AT 11 residenza AT 12 Kg anno pro capite Coeff. Kg/mq anno Kg anno AT Tonn anno 97.687,50 97,69 45.193,50 45,19 521 162.812,50 162,81 521 130.250,00 130,25 74.811,00 74,81 521 223.606,69 223,61 375 521 195.375,00 195,38 250 521 130.250,00 130,25 68.475,00 68,48 521 97.687,50 97,69 338 521 175.837,50 175,84 residenza 200 521 104.200,00 104,20 AT 13 residenza 313 521 162.812,50 162,81 AT 14 residenza 163 521 84.662,50 84,66 AT 15 residenza 188 521 97.687,50 97,69 AT 16 residenza 297 521 154.737,00 154,74 Totale Tonn anno 2.006 SU SNR SU + SNR 521 2970 2700 4500 660 600 1000 3630 12,45 3300 22,67 5500 12,45 In base ai dati riportati dall’Osservatorio Rifiuti, relativi all’anno 2008, le percentuali riferite alle diverse tipologie di rifiuto sono le seguenti: Rifiuti indifferenziati: 46,7% Rifiuti differenziati: 43,5% Rifiuti ingombranti: 6,4% Rifiuti da spazzamento stradale: 3,4% Il totale dei rifiuti complessivi (tonn/anno) prodotti nello scenario “stato attuale” e scenario di “trasformazione” sono stati scorporato nelle diverse categorie sopra riportate. Nella colonna “Delta” si evidenzia la differenza tra i quantitativi ottenuti nei due scenari, anche questo valore è stato ripartito nelle 4 diverse categorie, utilizzando le relative percentuali. Comune di Opera 12.06.2012 118 Comune di Opera Rapporto Ambientale Scenario Stato Fatto tonn/anno tonn/sett 635,50 12,22 Tipologia Rifiuti Prodotti totale Scenario Trasformazione tonn/anno tonn/sett 2.006,09 38,58 Delta tonn/anno tonn/sett 1.370,59 26,36 Indifferenziato 296,78 5,71 936,84 18,02 640,06 12,31 Rifiuto Differenziato 276,44 5,32 872,65 16,78 596,21 11,46 Ingombranti 40,67 0,78 128,39 2,47 87,72 1,69 Spazzamento 21,61 0,42 68,21 1,31 40,6 0,89 Le stime effettuate hanno evidenziato che l’attuazione di tutti gli Ambiti di Trasformazione previsti dal DdP, comporta una produzione di rifiuti pari a circa 1.371 tonnellate annue. Tale quantitativo se rapportato al totale della produzione dei rifiuti stimata per l’intero comune (7.173 tonn/anno), rappresenta 19%. I quantitativi previsti potranno quindi rientrare in maniera lineare nei flussi gestiti dalla società incaricata di effettuare il servizio e potranno essere gestiti con le procedure attualmente utilizzate. Tale previsione si conferma se si valutano dati di produzione rifiuti più recenti. Nel 2011 rispetto al 2008, infatti, si osserva una decrescita dei quantitativi totali (6.876 tonn.) e anche della produzione procapite attestatasi a 498 kg/anno/ab. La riduzione dei quantitativi, e la contestuale crescita della raccolta differenziata fino a circa il 55% registrata nel 2011, confermano che l’aumento della produzione totale di rifiuti indotta dall’aumento della popolazione potrà essere gestita con le procedure attualmente utilizzate. Consumi idrici ed impatti sul sistema smaltimento Acquedotto Le esigenze idropotabili degli ambiti saranno garantiti da una rete di nuove condotte acquedottistiche che si interconnetteranno alle dorsali esistenti secondo uno sviluppo interno alle singole aree di intervento coordinato con i percorsi viabili di progetto. Di seguito si riportano i dati stimati relativi alle richieste idriche per l’area in studio valutate sulla base di una dotazione idrica di 500 l/ab*giorno per le aree residenziali e terziario/produttivo. SCENARIO STATO DI FATTO SCENARIO DI TRASFORMAZIONE DELTA Ambiti Trasformazione Funzione Attuale Q acquedotto (l/s) V anno (mc) Funzione Prevista Q acquedotto (l/s) V anno (mc) Q acquedotto (l/s) V anno (mc) AT 1 industriale 0,45 14.235.000 residenza 1,09 34.218.750 0,63 19.983.750 AT 2 agricolo 0 0 ricettivo 0,57 18.067.500 0,57 18.067.500 AT 3 agricolo 0 0 residenza 1,81 57.031.250 1,81 57.031.250 AT 4 agricolo 0 0 residenza 1,45 45.625.000 1,45 45.625.000 AT 5 agricolo 0 0 commerciale 0,52 16.425.000 0,52 16.425.000 AT 6 agricolo 0 0 residenza 2,48 78.326.718 2,48 78.326.719 Comune di Opera 12.06.2012 119 Comune di Opera Rapporto Ambientale AT 7 agricolo 0 0 residenza 2,17 68.437.500 2,17 68.437.500 AT 8 industriale 1,06 33.304.425 residenza 1,45 45.625.000 0,39 12.320.575 AT 9 agricolo 0 0 ricettivo 0,87 27.375.000 0,87 27.375.000 AT 10 industriale 0,61 19.381.500 residenza 1,09 34.218.750 0,47 14.837.250 AT 11 industriale 1,22 38.325.000 residenza 1,95 61.593.750 0,74 23.268.750 AT 12 industriale 1,03 32.466.750 residenza 1,16 36.500.000 0,13 4.033.250 AT 13 industriale 1,37 43.252.500 residenza 1,81 57.031.250 0,44 13.778.750 AT 14 industriale 0,34 10.676.250 residenza 0,94 29.656.250 0,60 18.980.000 AT 15 industriale 0,73 23.000.475 residenza 1,09 34.218.750 0,36 11.218.275 AT 16 terziario 1,25 39.420.000 residenza 1,72 54.202.500 0,47 14.782.500 254.061.900 698.552.969 444.491.069 Le tubazioni esistenti e di progetto dovranno garantire l’erogazione e la futura richiesta idropotabile. In fase di attuazione devono però essere studiate tuttavia soluzioni progettuali che consentano il risparmio/riutilizzo delle acque in modo da limitare la richiesta idropotabile dei comparti sulla rete di pubblico acquedotto (riutilizzo acqua meteorica, prelievo acqua di falda ecc). Fognatura La riqualificazione urbanistica alla base del presente DdP dovrà prevedere anche la realizzazione di nuovi impianti fognari per le diverse e specifiche zone d’intervento, affinchè siano funzionali all’efficace raccolta e smaltimento delle acque, stimate per la totalità degli Ambiti di Trasformazione, nel pieno rispetto della normativa vigente. Le aree oggetto di trasformazione si configurano caratterizzate da un uso del suolo prevalentemente di tipo produttivo o agricolo; ovvero, la prima tipologia di aree si caratterizza, dal punto di vista idrologico, per una superficie pressoché impermeabile, è quindi ipotizzabile che, in concomitanza di eventi meteorici, la risposta attesa in termini di portata generata sia non trascurabile. L’assetto di sviluppo previsto si configura invece come migliorativo anche da questo punto di vista, in quanto essendo previsto un cospicuo incremento delle superfici a verde permeabili ciò si può tradurre, a parità di sollecitazione meteorica, in un minor apporto in termini di ruscellamento superficiale e quindi il recettore finale delle portate meteoriche risulterà meno sollecitato rispetto allo stato attuale. Gli interventi prevedono la realizzazione di una fognatura a reti separate bianche e nere disposta lungo la viabilità di progetto interna al comparto. La rete bianca è specifica per la raccolta delle Comune di Opera 12.06.2012 120 Comune di Opera Rapporto Ambientale acque di origine meteorica generate dalle superfici scoperte, le portate drenate da tale rete beneficeranno comunque di una laminazione prima nello scarico nel recettore finale onde garantire il rispetto del limite massimo di scarico consentito ai sensi del PTUA, parimenti, limitatamente alle aree di sedime carrabile, viene in più prevista la separazione delle acque di prima pioggia, in coerenza con quanto stabilito dal Regolamento Regionale 4/2006 per garantire quindi anche il rispetto dei limiti qualitativi dello scarico come individuati dal D.Lgs. 152/2006; le acque di prima pioggia potranno poi essere scaricate, anch’esse previa laminazione, nella rete di fognatura nera di progetto. La rete fognaria nera di nuova progettazione sarà funzionale a garantire l’efficiente raccolta delle acque nere generate nell’ambito dell’intero comparto sulla base degli abitanti equivalenti (calcolati come sopra esplicitato) che si stima di servire, il recapito di tale rete saranno i collettori fognari esistenti; si riporta di seguito la tabella con la stima degli scarichi in termini di portata di punta nera distinti per i 16 AT. Ambiti Trasformazione Funzione Attuale Funzione Prevista DELTA Q acquedotto (l/s) Q nera (mc/s) V nera anno (mc) AT 1 industriale residenza 0,63 0,0014 44.963 AT 2 agricolo ricettivo 0,57 0,0013 40.652 AT 3 agricolo residenza 1,81 0,0041 128.320 AT 4 agricolo residenza 1,45 0,0033 102.656 AT 5 agricolo commerciale 0,52 0,0012 36.956 AT 6 agricolo residenza 2,48 0,0056 176.235 AT 7 agricolo residenza 2,17 0,0049 153.984 AT 8 industriale residenza 0,39 0,0009 27.721 AT 9 agricolo ricettivo 0,87 0,0020 61.594 AT 10 industriale residenza 0,47 0,0011 33.384 AT 11 industriale residenza 0,74 0,0017 52.355 AT 12 industriale residenza 0,13 0,0003 9.075 AT 13 industriale residenza 0,44 0,0010 31.002 AT 14 industriale residenza 0,60 0,0014 42.705 AT 15 industriale residenza 0,36 0,0008 25.241 AT 16 terziario residenza 0,47 0,0011 33.261 1.000.105 Comune di Opera 12.06.2012 Q nera (mc/giorno) Q nera (mc/ora) 2.740 114 121 Comune di Opera Rapporto Ambientale Il recapito finale dei futuri scarichi fognari è il depuratore di Locate Triulzi, tale impianto si caratterizza per una capacità depurativa attuale di 60.000 abitanti equivalenti, ampliabile a 90.000, e aventi le seguenti caratteristiche in termini di portate: Fonte TASM Spa In considerazione dell’attuale capacità depurativa dell’impianto di Locate Triulzi l’incidenza dei futuri apporti, determinati dalle aree di trasformazione del PGT di Opera, e stimabile pari ad un incremento di 2436 abitanti equivalenti, è pari al 4%. E più specificatamente al 13% dell’attuale portata oraria e al 7% dell’attuale portata giornaliera. Per comprendere se tali previsioni risultano compatibili con l’attuale capacità depurativa dell’impianto si sono considerati i tre comuni serviti – Locate Triulzi, Opera e Pieve Emanuele - e gli incrementi futuri di abitanti. In particolare, considerando una situazione di incremento demografico per tutti e tre i comuni pari al 20% (percentuale che rappresenta un aumento considerevole della popolazione, e pertanto costituisce uno scenario sicuramente peggiorativo rispetto a quello che potrebbe prospettarsi nella realtà effettiva, anche in considerazione del trend demografico degli ultimi anni che ha visto per tutti e tre comuni una sostanziale stabilità se non addirittura un decremento come nel caso di Pieve Emanuele), si è stimato che: Comuni Comune di Opera 12.06.2012 Popolazione Popolazione incrementata Attuale del 20% Popolazione per cui è dimensionato attualmente il depuratore 122 Comune di Opera Rapporto Ambientale Locate Triulzi 9.707 11.648 Opera 13.840 16.276 Pieve Emanuele Totale popolazione servita dal depuratore 14.887 17.864 38.434 45.788 60.000 Dalla tabella sopra riportata si evince che anche con un sostanziale aumento della popolazione il depuratore rimane dimensionato opportunamente. I 2.436 abitanti equivalenti stimanti in più rispetto agli attuali, secondo la metodologia precedentemente indicata e come già illustrato costituente la situazione peggiore, costituisce il 18% in più della popolazione attuale, quindi si può concludere che le esigenze depurative richieste dagli ambiti di trasformazione sono compatibili con la capacità del depuratore. Metodologia di calcolo abitanti equivalenti e portate conseguenti Come in precedenza, per la stima degli abitanti equivalenti previsti ai fini del calcolo del fabbisogno acquedottistico e fognario si è utilizzato l’indice volumetrico capitario (IVC) che esprime il volume di edificio necessario a una persona pari a: - 80 mc/ab per zone residenziale - 100 mc/ab per zone terziario/commerciale adottando un altezza di piano media di 3 m si ricava da cui Considerando poi una dotazione idrica di 500 l/(ab*giorno) la richiesta idrica media si calcola come Dal consumo idrico medio si ricava la portata di punta nera scaricata in fognatura come Ove Cp e Cg sono rispettivamente il coefficiente di punta e di punta giornaliera. Emissioni di inquinanti CO2 Partendo daI Protocollo di Kyoto quale accordo internazionale che si propone di ridurre le emissioni di gas serra responsabili del surriscaldamento globale, dei disastrosi eventi climatici sempre più frequenti (i cinque uragani in due settimane di quest'estate, ondate di calore torrido, di temperature glaciali, alluvioni). In considerazione del fatto che le emissioni di anidride carbonica Comune di Opera 12.06.2012 123 Comune di Opera Rapporto Ambientale (CO2) sono la principale causa dell'effetto serra, di seguito si è quantificato quanta CO2 gli abitanti teorici producono. Dapprima si è dunque stimata la quantità di CO2 emessa in media da un italiano; tale tipo di dato è emerso dal Rapporto Cittalia 2010 Anticipazioni, redatto da fondazione ANCI. In questa ricerca l’impatto ambientale dei cittadini, misurato in termini di CO2, immessa nell’ambiente è stato elaborato con riferimento a: - Consumi elettrici domestici; - Consumi di gas domestici; - Produzione e il trattamento di rifiuti (valutati in termini di CO2, generata dalle sole operazioni d’incenerimento); - Trasporto privato di persone (tramite autoveicoli e ciclomotori, escluso, quindi, trasporto pubblico). In particolare nel Rapporto Cittalia 2010 è stata analizzata l’impronta carbonica del cittadino, nell’arco temporale di riferimento tra il 2000 e il 2009. Premesso ciò tale documento stima che la media delle città metropolitane italiane è di 1.804 kg/anno per abitante (pari a 1,8 tonn/anno/abitante). Tale stima, utilizzata in seguito per il calcolo di quanta CO2 producono i futuri residenti previsti, risulta comunque peggiorativa rispetto ai dati realistici in considerazione del fatto che gli stessi AT adotteranno soluzioni architettoniche ed energetiche che incidono in termini migliorativi su tale valore. Una volta noti il numero degli abitanti insediabili all’interno del PRU e le emissioni di CO2 prodotte in media da un residente, occorre comprendere quanta CO2 viene emessa dai nuovi insediamenti, in particolare dal prodotto fra gli abitanti equivalenti calcolati come sopra e la CO2 media emessa dal singolo residente deducibile dai dati ANCI si ottiene 4.384 tonn/anno. L’assorbimento di tale quantità inevitabile di CO2 è compensabile attraverso opere a verde di diversa tipologia ed estensione, secondo il seguente quadro sinottico delle potenzialità d’assorbimento di CO2 in un anno, da parte di un ettaro delle diverse categorie di copertura vegetale (fonte documento redatto dal Parco del Delta del Po – Emilia Romagna ed intitolato Countdown 2010 – Il Bosco Eliceo) Comune di Opera 12.06.2012 124 Comune di Opera Comune di Opera 12.06.2012 Rapporto Ambientale 125 Comune di Opera 7 Rapporto Ambientale MONITORAGGIO Un elemento fondamentale della Valutazione Ambientale Strategica è quello relativo al controllo del Piano e quindi ai contenuti ed alle modalità attuative del monitoraggio. Le finalità del programma di monitoraggio possono essere differenti, in quanto legato sia all’attuazione del PGT sia all’aggiornamento, comunicazione e coinvolgimento nella gestione dello strumento di pianificazione. Le possibili finalità generali del piano di monitoraggio possono essere, a titolo esemplificativo: - informare sull’evoluzione dello stato del territorio; - verificare periodicamente il corretto dimensionamento rispetto all’evoluzione dei fabbisogni; - verificare lo stato di attuazione delle indicazioni del piano; - valutare il grado di efficacia degli obiettivi di piano; - attivare per tempo azioni correttive; - fornire elementi per l’avvio di un percorso di aggiornamento del piano; - definire un sistema di indicatori territoriali di riferimento per il comune. Lo sviluppo del programma di monitoraggio avviene attraverso la messa a punto di una serie di indicatori di stato e di prestazione che possano essere aggiornabili in modo semplice con le risorse e le informazioni disponibili. Gli indicatori devono essere, oltre che rappresentativi dei fenomeni, anche facilmente comunicabili, quale base di discussione per una futura eventuale attivazione di un forum di confronto e di partecipazione allargata all’attuazione e aggiornamento del PGT. Per la messa a punto della metodologia di monitoraggio, si effettua quindi una proposta nella consapevolezza della crescente complessità ed articolazione di un uso efficace ed efficiente degli indicatori, tenendo conto di una serie di set già proposti in sedi internazionali e nazionali. Dato il numero estremamente elevato dei potenziali indicatori di interesse, si è proceduto ad una selezione opportunamente motivata in modo da individuare un set effettivamente in grado di poter essere implementato nel corso del processo di attuazione del piano e i soggetti deputati alla loro gestione. La proposta del sistema di controllo del PGT è organizzata secondo due insiemi di indicatori: il primo, di carattere più generale, è dedicato alla rappresentazione dello stato dell’ambiente ed è organizzato secondo le principali tematiche ambientali (tabella 1), il secondo è, invece, strettamente legato ad alcune azioni previste dal Piano, per le quali è stato possibile proporre degli indicatori, al fine di verificare lo stato di raggiungimento degli obiettivi (tabella 2). La definizione dei soggetti deputati delle azioni di monitoraggio e la frequenza di popolamento dei dati dovrà essere definita in accordo con i diversi soggetti in sede di Conferenza di Valutazione o in momenti successivi concordati con l’Amministrazione Comunale. Comune di Opera 12.06.2012 126 Comune di Opera Rapporto Ambientale Indicatori generali di stato dell’ambiente a livello comunale (Tabella 1) Indicatori Ente competente DEMOGRAFIA Popolazione residente (ab) Comune (Popolazione residente al 31 dicembre) Trend demografico (ab) annuale da anagrafe comunale Densità abitativa (ab/km2) Comune Comune (Rapporto tra la popolazione residente e la superficie territoriale) Densità abitativa su superficie urbanizzata (ab./km2) Comune (Rapporto tra la popolazione residente e la superficie urbanizzata) ATTIVITA’ ECONOMICHE Popolazione fluttuante (n) Comune (Popolazione temporaneamente presente (turisti, pendolari…) Unità locali (n) (numero di unità locali censimenti industriali e servizi ISTAT) Unità locali per settore di attività economica (%) (ripartizione nei settori primario, secondario e terziario) Unità locali assoggettate a procedure: VIA, AIA e RIR totale e per tipologia Camera di Commercio Camera di Commercio Provincia ARPA Aziende agricole (n) per tipologia di coltura prevalente (%) Regione Aziende zootecniche (n) per tipologia e numero di capi (%) Regione MOBILITA’ Traffico giornaliero medio (veicoli/giorno) (numero di veicoli che transitanti lungo la rete stradale principale) Auto circolanti ogni 100 abitanti (auto/100ab) Incidenza della rete di trasporto pubblico locale (km/kmq) (rapporto tra la lunghezza della rete di trasporto pubblico e superficie territoriale) Lunghezza piste ciclabili (km) Comune di Opera 12.06.2012 Ente Gestore infrastruttura Istat Ente Gestore del servizio Comune 127 Comune di Opera Rapporto Ambientale TERRITORIO Superficie urbanizzata (kmq) Incidenza superficie urbanizzata (%) Comune Comune (rapporto tra la sup. urbanizzata e la sup. territoriale) Indice di frammentazione perimetrale dell’urbanizzato (rapporto tra il perimetro dell’urbanizzato e la circonferenza di un cerchio di superficie equivalente a quella comunale) Superficie non drenante (kmq) Incidenza superficie non drenante (%) Comune Comune Comune (rapporto tra la superficie non drenante e la superficie territoriale) Superficie aree dismesse (kmq) coincidente con superficie aree a rischio di compromissione e degrado Aziende a rischio d’incidente rilevante (n) Comune ARPA Comune AMBIENTE URBANO Ripartizione degli usi del suolo nell’urbanizzato (%) (rapporto tra la superficie delle aree afferenti a ciascuna tipologia di attività/funzione e la superficie urbanizzata totale) Comune Ripartizione dei servizi nell’urbanizzato (%) (rapporto fra la superficie delle aree differenti a ciascuna tipologia di servizio e la superficie urbanizzata totale) Comune Aree verdi pro-capite e per tipologia (mq/ab e mq) (rapporto tra la superficie della dotazione a verde e il numero di abitanti residenti) Comune AGRICOLTURA Incidenza della superficie agricola utilizzata su superficie agricola totale (%) Superficie agricola utilizzata soggetta a spandimenti (kmq) (superficie agricola utilizzata in cui è autorizzato lo spandimento dei reflui zootecnici e dei fanghi) Incidenza della la superficie agricola utilizzata biologica (%) Istat Regione Regione Provincia Regione (rapporto tra la superficie agricola utilizzata biologia e la superficie Comune di Opera 12.06.2012 128 Comune di Opera agricola utilizzata totale) Rapporto Ambientale Provincia ACQUE Consumo idrico pro-capite (mc/ab*anno) Ente Gestore del servizio Consumo idrico per tipo di utenza (mc/anno e %) Ente Gestore del servizio Capacità impianto di depurazione Ente Gestore del servizio Capacità residua impianto di depurazione Ente Gestore del servizio Scarichi autorizzati in corpi idrici superficiali per tipologia Provincia ARIA Concentrazione media mensile dei principali inquinanti PM10, NO2, CO, SO2, O3 (µg/mc) ARPA Concentrazione media stagionale dei principali inquinanti PM10, NO2, CO, SO2, O3 (µg/mc) ARPA Superamento dei livelli di attenzione e allarme per i principali inquinanti - PM10, NO2, CO, SO2, O3 (n) ARPA Emissioni di gas serra, sostanze acidificanti e precursori dell’ozono per macrosettore (%) Regione RUMORE Incidenza superficie classificata in zone 4,5 e 6 (%) (rapporto fra la superficie ricadente nelle classi 4,5 e 6 della zonizzazione acustica e la superficie territoriale) Comune RIFIUTI Produzione di rifiuti urbani (t) Provincia Comune Produzione di rifiuti urbani pro/capite (kg/ab) Provincia Comune Rifiuti raccolti in modo differenziato Provincia Comune Comune di Opera 12.06.2012 129 Comune di Opera Rapporto Ambientale AMBIENTE NATURALE – BIODIVERSITA’ Superficie delle aree a bosco (kmq) Indice di boscosità (%) Provincia Provincia (rapporto tra la superficie a bosco e la superficie territoriale) Superficie aree naturali (kmq) Comune (superfici naturali non soggette a specifici regimi di tutela) ENERGIA Consumo energia per vettore (%) Ente Gestore (ripartizione del consumo di energia per i diversi vettori impiegati (energia elettrica, gas naturale, gasolio, benzina, biomasse vegetali…)) Consumo energia per settore (%) (ripartizione del consumo di energia per i diversi settori (civile, industriale, agricolo, trasporti)) del servizio Ente Gestore del servizio Produzione di energia da fonti rinnovabili (KWh) Comune (quantitativo di energia prodotta da fonti rinnovabili) Energia con certificazione energetica (%) (n di edifici pubblici o ad uso pubblico con certificazione energetica) Comune RADIAZIONI Sviluppo delle linee elettriche distinte per tensione (km) Impianti per la telecomunicazione e la radiotelevisione (n) Comune di Opera 12.06.2012 Comune ARPA 130 Comune di Opera Rapporto Ambientale Indicatori specifici per obiettivi/azioni di Piano (tabella 2) Obiettivi/Azioni Piano Indicatori Tipologia indicatore Ente competente Assetto insediativo (tessuto consolidato e ambiti di trasformazione Densificazione edilizia residenziale e/o produttiva N° di aree/edifici da recuperare prima dell’attuazione del PGT Mq di aree/edifici da recuperare prima dell’attuazione del PGT % di aree/edifici recuperati su aree/edifici esistenti Mq di aree/edifici recuperati Riconversione funzionale di strutture non più adeguate in termini o localizzativi, o prestazionali N° di edifici da adeguare prima dell’attuazione del PGT Mq di edifici da adeguare prima dell’attuazione del PGT Funzioni presenti negli edifici da adeguare prima dell’attuazione Tipologia interventi (recupero edificio o abbattimento e ricostruzione) Nuove funzioni insediate Riqualificazione delle aree centrali Ridefinizione dei margini urbani Comune di Opera 12.06.2012 N° di aree da riqualificare prima dell’attuazione del PGT Mq di aree da riqualificare prima dell’attuazione del PGT Destinazioni attuali aree da riqualificare Motivi della riqualificazione Stato/Pressione Stato/Pressione Risposta Risposta Stato/Pressione Stato/Pressione Stato/Pressione Risposta Risposta La necessità di riconversione funzionale è emersa dall’analisi della realtà di comunale Opera, in cui si registrano diversi episodi in cui è presente una forte frammistione, fra due destinazioni urbanistiche spesso incompatibili residenza ed industria. Stato/Pressione Stato/Pressione Stato/Pressione Stato/Pressione N di aree riqualificate Risposta Mq di aree riqualificate Risposta Tipologia di intervento (opere a verde, rifunzionalizzazione, recupero…) N aree di margine da riqualificare prima dell’attuazione del PGT Mq aree di margine da riqualificare prima dell’attuazione del PGT Tipologia interventi (recupero edificio o abbattimento e ricostruzione, opere a verde …) Mq costruiti ed impermeabili realizzati Mq di superficie a verde e permeabile realizzati La densificazione edilizia avviene attraverso il recupero del patrimonio in termini di aree edificate o di singoli edifici. Risposta Stato/Pressione Stato/Pressione Risposta Risposta Risposta La ridefinizione dei margini urbani costituisce un ottimo indicatore della “bontà” delle azioni che il Comune avanza, in quanto costituisce un ottimo serbatoio di aree da rivalutare al fine di ridare identità a dei luoghi altrimenti marginali; avanzando proposte innovative di dialogo tra costruito e Parco Agricolo Sud 131 Comune di Opera Rapporto Ambientale Sistema del verde pubblico Mantenimento ed integrazione aree verdi esistenti Creazione di un anello urbano verde di collegamento ciclopedonale N° di aree verdi esistenti Mq di aree verdi esistenti Tipologia aree (pubbliche o privati, parchi o giardini, attrezzate o no, urbane e non …) Tipologia d’interventi previsti Percezione ed utilizzo da parte della popolazione in merito a questi interventi Km di percorsi ciclopedonali esistenti Tipologia dei percorsi esistenti (sezione tipologica, pavimentazioni, arredi urbani…) Km di anello “Green Circle” realizzato Km di percorsi ciclopedonali esistenti compresi all’interno del “Green Circle Tipologia dei nuovi interventi (opere a verde, sezione tipologica, pavimentazioni, arredi urbani…) Percezione ed utilizzo da parte della popolazione in merito a questi interventi N° beni esistenti lungo tragitto Tipologia beni esistenti lungo il tragitto Km di percorsi esistenti Implementare la valenza dei sistemi paesistico ambientali lungo la valle del Lambro Meridionale Tutelare la valenza paesistica delle cascine del territorio Comune di Opera 12.06.2012 Km di nuovi percorsi realizzati N° di beni collegati da tali nuovi percorsi Tipologia di nuovi interventi naturalistici effettuati Tipologia dei nuovi interventi (opere a verde, sezione tipologica, pavimentazioni, arredi urbani…) Percezione ed utilizzo da parte della popolazione in merito a questi interventi N° cascine presenti sul territorio comunale N° di cascine attive N° di cascine dismesse, da riqualificare N° di cascine vincolate paesaggisticamente Stato di conservazione Tipologie dei nuovi interventi (recupero patrimonio solo edilizio, con fondo, …) Mq di edificio riqualificati Mq di fondo agricolo riqualificati N° di cascine destinate ad agriturismo N° di cascine destinate alla sola produzione agricola N° di cascine destinate ad residenza Stato Stato Stato Risposta Risposta La conservazione e il collegamento delle aree esistenti destinate a verde conferisce all’intero territorio una connotazione qualitativa per tutta la collettività Stato Stato Risposta Risposta Risposta Risposta Stato Stato Stato Risposta Risposta Risposta Risposta Risposta Stato Stato Stato Stato Stato Risposta Risposta Risposta Risposta Risposta Risposta 132 Comune di Opera Rapporto Ambientale Servizi ed attrezzature alla persona Rinnovamento sedi attuali PosteItaliane e ASL Riqualificazione e adeguamento degli edifici e servizi scolastici Diffusione di servizi all’interno del tessuto edilizio, in considerazione del sistema verde/agricolo costituito dal Parco Agricolo Sud Milano Ampliamento campo sportivo e creazione di un polo di riferimento sovracomunale ed interdisciplinare Tipologie dei nuovi interventi (recupero edificio, riqualificazione esterno, …) Tipologie dei nuovi interventi (recupero edificio, riqualificazione esterno, …) N° di servizi esistenti Mq di servizi esistenti Tipologia di servizi esistenti N° di nuovi servizi realizzati Mq di nuovi servizi realizzati Tipologia di servizi realizzati Tipologie dei nuovi interventi (recupero edificio, riqualificazione esterno, inserimento di nuove funzioni, realizzazioni parcheggi, …) Percezione ed utilizzo da parte della popolazione in merito a questi interventi Risposta Risposta Stato Stato Stato Risposta Risposta Risposta Risposta Risposta Viabilità Creazione di un asse urbano ciclopedonabile lungo via Diaz e via Bellinguer Aumentare accessi da SS 412 N° di servizi/attività esistenti lungo il tracciato Tipologia di servizi/attività esistenti lungo il tracciato Tipologia del tracciato esistenti (sezione tipologica, pavimentazioni, arredi urbani…) N° di servizi/attività nuovi localizzati lungo il tracciato Tipologia di servizi/attività nuovi lungo il tracciato Tipologia del nuovo tracciato realizzato (opere a verde, sezione tipologica, pavimentazioni, arredi urbani…) Percezione ed utilizzo da parte della popolazione in merito a questi interventi N° accessi esistenti Tipologia accessi esistenti (doppio senso, senso unico, sezione…) N° nuovi accessi realizzati Tipologia nuovi accessi realizzati (doppio senso, senso unico, sezione, opere a verde…) Stato Stato Stato Risposta Risposta Risposta La declassificazione di un asse oggi altamente traffica, in un asse urbano pedonabile, a rendere il territorio comunale più vivibile e più attrattivo Risposta Stato Stato Risposta Risposta Mobilità ciclopedonale Realizzazione di percorsi sicuri casa - scuola Comune di Opera 12.06.2012 Km di percorsi casa – scuola esistenti Tipologia dei percorsi casa - scuola esistenti (sezione tipologica, pavimentazioni, arredi urbani…) Km di nuovi percorsi casa - scuola realizzati Km di percorsi ciclopedonali esistenti connessi con tracciati di nuova realizzazione Tipologia dei nuovi interventi (opere a verde, sezione tipologica, pavimentazioni, arredi urbani…) Stato Stato Risposta Risposta Risposta 133 Comune di Opera Rapporto Ambientale Percezione ed utilizzo da parte della popolazione in merito a questi interventi Realizzazione di percorsi di collegamento e connessione tra le principali aree a servizio Km di percorsi esistenti Tipologia dei percorsi esistenti (sezione tipologica, pavimentazioni, arredi urbani…) N° di servizi attualmente collegati Tipologia di servizi attualmente collegati Km di nuovi percorsi realizzati Km di percorsi ciclopedonali esistenti riqualificati a seguito dei nuovi interventi N° di nuovi servizi collegati Tipologia di nuovi servizi collegati Tipologia dei nuovi interventi (opere a verde, sezione tipologica, pavimentazioni, arredi urbani…) Percezione ed utilizzo da parte della popolazione in merito a questi interventi Realizzazione connessioni tra aree urbane e aree del Parco Agricolo Sud Milano Km di percorsi esistenti Tipologia dei percorsi esistenti (sezione tipologica, pavimentazioni, arredi urbani…) Km di nuovi percorsi realizzati Tipologia dei nuovi interventi (opere a verde, sezione tipologica, pavimentazioni, arredi urbani…) Percezione ed utilizzo da parte della popolazione in merito a questi interventi Risposta Stato/Pressione Stato/Pressione Stato/Pressione Stato Risposta Risposta Risposta Risposta Il collegamento strategico attraverso la mobilità sostenibile si servizi al cittadino incentiva all’abbandono dell’auto e all’utilizzo di mezzi alternativi meno impattanti sull’ambiente Risposta Risposta Stato Stato Risposta Risposta Risposta Il rapporto con il Parco Sud deve essere considerato quale opportunità per la costruzione di un dialogo costruttivo ai fini di uno sviluppo sostenibile, attento alle preesistenze paesaggistiche; e non considerato sterilmente come vincolo e limitazione Zone produttive e commerciali Incentivazione all’insediamento di esercizi commerciali al dettaglio di prima necessità nelle zone residenziali Migliorare la qualità degli ambiti produttivi Comune di Opera 12.06.2012 N° di esercizi commerciali esistenti Mq di esercizi commerciali esistenti Tipologia di attività commerciale attualmente esistente N° di nuovi esercizi commerciali insediati Mq di nuovi esercizi commerciali insediati Tipologia di nuove attività commerciali insediate Percezione ed utilizzo da parte della popolazione in merito a questi nuovi interventi Mq di superficie impermeabile Stato Stato Stato Risposta Risposta Risposta Risposta L’insediamento di esercizi commerciali di vicinato all’interno del tessuto residenziale, mantiene vitale l’area durante l’intero arco della giornata, oltre che costituire l’occasione per creare quartieri a misura d’uomo Risposta Mq di superficie permeabile Risposta Mq di opere di mitigazione verdi Risposta 134