Spedizione
in Abbonamento postale
D.L. 353/2003
(conv. in L. 27/02/2004 n° 46)
Art. 1 Comma i DCB PERUGIA
poste italiane s.p.a.
Primo numero il 14 Settembre 1937
Bollettino della Pro Foligno - Anno 11º NUMERO 4, Aprile 2011
La Piastra Logistica
I cantieri
possono partire
PRO FOLIGNO 1905
I clubs di servizio
e l’Unità d’Italia
La Pro Foligno, nel quadro dei propri fini istituzionali, cerca di seguire e
monitorare per quanto è possibile lo
sviluppo delle più importanti iniziative in tema di interventi strutturali nella
nostra regione e ovviamente nel nostro
comprensorio e poi informare costantemente ed assiduamente l’opinione pubblica della nostra Città. Ed in tema di
piastra logistica, per la quale come è
noto, sono stati aggiudicati i lavori, con
relativo finanziamento e con inizio previsto già per quest’anno, registriamo la
soddisfazione del Sindaco Mismetti per
il fatto che il governo ha sbloccato i detti finanziamenti. Ora i lavori finalmente
potranno partire! Ricordiamo che il progetto ha lo scopo di garantire efficienti
punti di interconnessione fra le aree produttive, i sistemi urbani e le reti principali, nonché di consentire l’interscambio, ove possibile e conveniente, fra le
varie modalità di trasporto ed è motivo
di grande aspettativa da parte di tutto il
comparto produttivo ed economico del
nostro comprensorio. Trattasi in definitiva “di un’opera molto importante per
lo sviluppo di Foligno e del territorio”,
come affermato dal nostro Sindaco.
Speriamo che non si frappongano altri
ostacoli e difficoltà e di vedere al più
presto i cantieri in piena attività.
Alfredo Ottaviani
La torta tricolore
I Clubs di servizio si sono riuniti per cele- terranea e caratterizzato da piatti amati
brare insieme il 150° dell’Unità d’Italia. dai personaggi del risorgimento. La torta,
Oltre alla cena con cibi particolari notoria- tricolore, ha chiuso la serata con le sue 150
mente ‘amati’ dai pionieri della patria, una candeline. Oltre agli amici rotariani erano
conversazione sul Risorgimento con il con- presenti il Lions con il presidente Giamtributo storico del Dott. Mario Squadroni, piero Caporali, il Kiwanis rappresentato
Soprintendente Archivistico per l’Umbria dalla dott.ssa Serenella Mosconi, l’Avvoche ha ripercorso, attraverso immagini e cato Alfredo Ottaviani per la Pro Foligno,
documenti, le vicende della Regione negli il club Inner Wheel con la vice presidente
anni tra il Governo dello Stato Pontificio e Silvia Folignoli e Maria Elisabetta Clarici
il Regno d’Italia. Quasi duecento tutti insie- che ha portato i saluti del Rotaract. Per il
me per festeggiare l’Unità d’Italia. L’inno Comune di Foligno era presente l’assessonazionale solennemente ha dato inizio alla re all’Istruzione e alle Pari Opportunità la
particolare serata. Tricolore anche il menù, dott.ssa Rita Zampolini.
Giovanni Bianchini
scelto nella tradizione della cucina medi-
Auguri di
La Calamita Cosmica nella chiesa
della Santissima Trinità in Annunziata
Buona
Pasqua
a tutti i nostri soci
www.profoligno.it
Calamita Cosmica, il capolavoro
di Gino De Dominicis (1947-1998), ha
trovato la sua collocazione definitiva.
Sabato 9 aprile con un semplice taglio
del nastro è stato inaugurato il secondo
polo museale del Centro Italiano Arte
Contemporanea, nel complesso settecentesco della chiesa della Santissima
Trinità in Annunziata. La chiesa, che
aveva subito l’oltraggio del tempo e degli uomini, dopo essere stata requisita
dal Demanio a seguito delle disposizioni attuate nel 1860 nell’ambito delle
soppressioni di monasteri e ordini religiosi, è stata esemplarmente recuperata
per una azione congiunta del Comune
di Foligno, che è proprietario dell’immobile e della Fondazione Cassa di
Risparmio. Il restauro ha permesso di
riqualificare al meglio lo spazio della
chiesa e i locali ad essa afferenti detercontinua a pag. 2
Bollettino della Pro Foligno - Anno 11º NUMERO 4, Aprile 2011
La chiesa della Santissima Trinità in
Annunziata è il secondo polo museale del
Centro Italiano Arte Contemporanea
continua dalla prima pagina
minando un complesso aricolato con
ambienti di supporto alla grande aula
espositiva che accoglie la monumentale
scultura. L’opera apparve per la prima
volta, come fosse stata generata per un
misterioso prodigio - anche perché creata nel più assoluto segreto - nel 1990 al
Magazin di Grenoble, nella mostra antologica di Gino De Dominicis. Prima
di approdare alla sua attuale definitiva
collocazione è stata esposta al MAC di
Grenoble, al Museo di Capodimonte a
Napoli, alla Mole Vanvitelliana di Ancona, in Piazzetta Duomo a Milano, alla
Reggia di Versailles, al MAC,s Grand
Hornu a Mons in Belgio e al MAXXI
di Roma nel suo momento inaugurale.
L’opera si inserisce nello spazio della
navata come in uno scrigno che sa accoglierla in un abbraccio protettivo e
riesce con la sua potenza espressiva a
rendere palpitante e viva l’architettura
che autorevolmente la custodisce. Impone, come dice Vittorio Sgarbi, “contemplazione e silenzio”.
Rita Fanelli Marini
Il centenario dell’aeroporto
Le celebrazioni del centenario dell’aeroporto avranno inizio nella mattinata del 27 maggio alla presenza dei ragazzi delle scuole di Foligno; protagonista sarà l’Aeronautica Militare. Nello stesso giorno sarà presentato il
libro di Lanfranco Cesari sulla storia del nostro aeroporto. Intanto, lunedì 28
aprile alle ore 10,30, nell’hangar dell’aeroporto, presenti le massime autorità
militari e civili, verrà data lettura del messaggio del Capo di Stato maggiore in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia. Ritornando al programma
delle celebrazioni è da segnalare che dal 31 agosto all’11 settembre a Foligno si terrà il 26° World Acrobatic- Champion-ship, campionato mondiale di
acrobazia aeronautica. L’evento è stato presentato alla presenza del Sindaco
Nando Mismetti, del vice sindaco Romagnoli, dell’assessore Salvatore Stella, del Presidente dell’Aero Club Foligno Dante Taddei, del presidente della
OMA Spa Umberto Tonti, dell’ex comandante Mario Belloni, del Colonnello
dell’Aeronautica militare Marco Mammoli, della campionessa italiana di volo
acrobatico Irene Pasini e del direttore di competizione Dario Costa. Un tavolo
importante che ha illustrato le fasi organizzative di questa manifestazione agli
intervenuti, tra i quali il presidente dell’Ente Giostra della Quintana Domenico Metelli. Per quanto riguarda il Campionato del mondo, dal 16 al 30 agosto la nostra città ospiterà l’allenamento di due squadre, mentre dal 1° al 10
settembre gareggeranno i piloti di tutto il mondo. A chiudere la manifestazione, l’11 settembre, saranno i campioni mondiali, che daranno vita a numerosi
spettacoli. L’Amministrazione comunale, l’Aero Club Foligno e la OMA sono
onorati di ospitare, per la prima volta in Italia, questo grande evento e auspicano di vedere a Foligno grande partecipazione ed entusiasmo.
Mario Lai
DATE DA
RICORDARE
CELEBRAZIONI
DANTESCHE
Martedì 12 Aprile 2011
ore 17 Palazzo Trinci
Conferenza: “Dante nel Risorgimento: l’invenzione del Padre”.
Relatore: Amedeo Quondam
“Il nomadismo di Dante nella pittura di Enzo Cucchi”
Relatore: Italo Tomassoni
Palazzo Trinci
12-17 aprile 2011
Esposizione delle illustrazioni per
la Divina Commedia di E. Cucchi
Mercoledì 13 Aprile 2011
ore 21 Auditorium
Lectura Dantis
con Claudio Morganti
Giovedì 14 aprile 2011
ore 10.30 Palazzo Trinci
“Domenico B. Roncalli e Aleandra
Bartolomei educatori a Foligno”
M.R. Benvenuti, M.P. Bianchi
“Il pensiero politico
di Domenico Benedetti Roncalli”
Fabio Bettoni
Venerdì 15 Aprile 2011
ore 16 Biblioteca Jacobilli
“L’archivio Storico della Diocesi
di Foligno. Inventario”
a cura di Emma Bianchi, Elisabetta
Biagini, Patrizia Zucchetti
Venerdì 29 Aprile 2011
ore 17,30 Salone d’Onore
di Palazzo Varini
Cerimonia di consegna del Giglio
d’argento della Pro Foligno
a Lynda Rouse
20 maggio 2011
ore 16,30 Biblioteca Jacobilli
conferenza: Il Gattopardo
di Tommasi di Lampedusa
relatore Prof. Antonio Calistri
Giovedì 5 Maggio 2011
ore 16.30 Biblioteca Jacobilli
I Giovedì della Storia conferenza:
“Le scuole e l’istruzione”
relatore: Bruno Marinelli
Bollettino della Pro Foligno - Anno 11º NUMERO 4, Aprile 2011
L’Unità d’Italia nonostante guerre, rivoluzioni,
sciagure naturali nel percorso dei 150 anni
5 maggio 1860 – Garibaldi salpa da Quarto con circa Mille volontari
di tutta la Penisola. Dopo molte battaglie vittoriose contro il Regno
delle due Sicilie, marcia trionfalmente verso Napoli.
1860 – Discende attraverso la Penisola l’esercito regolare piemontese
e sconfigge le truppe mercenarie pontificie a Castelfidardo.
26 ottobre 1860 – Incontro a Teano: Garibaldi consegna a Vittorio
Emanuele II il Regno conquistato. Con un plebiscito, 21 ottobre, si
unisce all’Italia. Anche l’Umbria e le Marche votano sì all’Italia con
un plebiscito.
1861 – Si riunisce a Torino il primo Parlamento nazionale. Roma e
parte del Lazio restano al Pontefice.
1862 – Garibaldi raduna a Palermo un gruppo di volontari, si porta
sulla costa calabra dichiarando di voler marciare su Roma. Gli Italiani sono con Garibaldi, ma la Francia che tiene le sue truppe a Roma
si oppone, allora il governo per evitare un conflitto con la Repubblica
transalpina invia contro Garibaldi l’esercito. L’Eroe dei due mondi
si arrende, viene fatto prigioniero (Aspromonte 29 agosto). Liberato
ritorna a Caprera.
1864 – Napoleone III si impegna a ritirare le sue truppe da Roma
l’anno successivo e la capitale d’Italia viene trasferita da Torino a
Firenze.
1866 – A giugno scoppia la guerra tra Prussia ed Austria, prende
parte anche l’Italia e la Prussia vittoriosa costringe l’Austria a ritirare
le sue truppe a ritirare le sue truppe dall’Italia. Dopo molte battaglie
alle quali partecipano anche i volontari di Garibaldi, il Veneto, ad
eccezione di Trento e Treiste, viene consegnato al Regno d’Italia.
1867 – Insurrezione di Roma guidata dai fratelli Cairoli con settanta
volontari. Garibaldi lascia Caprera ed interviene, vince a Monterotondo, poi viene battuto dai francesi accorsi in aiuto del Papa.
1870 – Fallite le trattative amichevoli con Pio IX, l’Italia approfitta
delle difficoltà della Francia per occupare Roma. I bersaglieri del Generale Cadorna entrano nella Città Eterna il 20 settembre attraverso la
breccia di Porta Pia. Con il plebiscito del 2 ottobre Roma entra a far
parte del Regno d’Italia, Pio IX si chiude nei Palazzi Vaticani. Roma
è Capitale d’Italia.
1878 – Guerra tra Russia e Turchia che provoca un nuovo assetto
nella Penisola Balcanica con l’indipendenza della Romania, Serbia
e Montenegro.
1871 – Dopo la morte di Cavour alla Camera dei Deputati si distinguono due correnti: destra e sinistra. La destra, liberali moderati,
tiene il potere fino al 1876. Succedono i governi di sinistra, che appoggiano le necessità del popolo, restano al potere fino al 1914.
1880 – Nasce il Partito socialista e si va affermando il movimento
Cristiano sociale. Si sveglia la classe operaia.
1882 – Nasce la Triplice Alleanza tra Germania, Austria e Italia.
1887 – Sotto la presidenza di Francesco Crispi il governo italiano
acquista la base di Assab, è anche per l’Italia l’inizio della colonizzazione.
1900 – Viene assassinato il Re d’Italia Umberto I. Il predecessore
Vittorio Emanuele II era morto il 9 gennaio 1878.
1901 – Morte di Giuseppe Verdi
1909 – La Triplice Alleanza provoca il sorgere della Triplice Intesa
formata da Francia, Inghilterra e Russia.
1909 – Terremoto di Messina che provoca migliaia di vittime.
1911 – Conquista della Libia nella guerra contro la Turchia
1914 - 2 agosto – Scoppio della Prima Guerra Mondiale. L’Italia
entra in conflitto qualche tempo dopo. Le perdite sono gravissime:
750.000 morti.
1918 – L’Austria accetta le condizioni dell’Italia e il conflitto è sospewww.profoligno.it
so. Trieste torna all’Italia, la flotta austriaca consegnata all’Italia e il
4 novembre a Villa Giusti viene firmato l’armistizio. Il 30 settembre
Fiume con plebiscito unanime si congiunge all’Italia.
1931 – Guerra civile in Spagna. L’Italia e la Germania sono al fianco
del generale Franco.
1935/1936 – Guerra italo – etiopica.
1939 - 3 settembre – Inizio Seconda Guerra Mondiale. L’Italia entra
in guerra a fianco della Germania che nel frattempo aveva riportato
vittorie in tutta Europa.
1943 - 8 settembre – L’Italia chiede l’armistizio che viene firmato
in Sicilia, dopo la caduta del fascismo. L’esercito si sfascia, Badoglio è Capo del Governo, il Re e la famiglia reale fuggono verso il
Sud, Mussolini è tratto in arresto; poi viene liberato dai paracadutisti
tedeschi i quali costruiscono la Linea gotica per fermare gli alleati.
Nasce la Repubblica di Salò alla quale aderiscono fascisti e giovani
reclute. Nel contempo per combattere tedeschi e fascisti, si formano
i reparti partigiani. I rappresentanti dei partiti antifascisti creano il
Comitato di Liberazione Nazionale che riunisce nel Corpo Volontari
della Libertà le bande partigiane al comando del generale Cadorna.
1945 - 2 maggio – Capitolazione delle forze tedesche. Molti i mutamenti territoriali in Europa con i trattati di pace. L’Italia perde l’Istria.
1946 – Italia, Francia, Germania, Belgio, Olanda e Lussemburgo firmano a Roma i trattati del Mercato Comune Europeo e di Cooperazione atomica.
1949 – Viene edificato dai sovietici il muro di Berlino per impedire le
fughe verso l’Ovest. Nasconi l’ONU e il Patto Atlantico. In contrapposizione nasce il Patto di Varsavia.
1963 – Il primo uomo nello spazio, il russo Gagarin compie la più
straordinaria impresa umana.
1964 – L’immane tragedia del crollo della diga del Vajont
La conferenza di Yalta o la spartizione del mondo
1976 – Dopo 455 anni viene eletto un Papa straniero. E’ Giovanni
Paolo II, Arcivescovo di Cracovia
1989 – Crolla l’impero dell’Est, demolito il Muro di Berlino.
1991 – Attacco dell’esercito USA contro l’Irak.
1992 – Assassinato il Giudice Falcone. Uccisi gli agenti della scorta.
1997 – Terremoto in Umbria e nelle Marche.
2002 – Entra in circolazione l’Euro.
2003 – Muore un grande italiano: Gianni Agnelli.
2004 – Lo Tsumani: catastrofe senza fine.
2006 – Per la quarta volta l’Italia è campione del mondo di calcio,
batte la Francia.
2009 – Eletto negli USA il primo Presidente di colore: Obama.
2010/2011 – In Egitto, Tunisia e Libia rivolta contro il potere dei
Rais. Le forze alleate scendono n campo contro Gheddafi.
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Bollettino della Pro Foligno - Anno 11º NUMERO 4, Aprile 2011
La Quintana è nata in carrozza
Per oltre mezzo secolo. 1880-1940,
la vita cittadina folignate è stata condizionata dall’intrepida attività di Mons.
Michele Faloci Pulignani, che ha lasciato un’impronta personale in molti
settori. Non si può parlare di Foligno
senza fare riferimento a quest’uomo,
sacerdote, cittadino, storico, archeologo; poliedrica e complessa è stata
la sua personalità. Il Dizionario Enciclopedico Italiano della Treccani, alla
voce Faloci Pulignani Michele, scrive
:”Prelato, storico, bibliofilo. Autore di
numerosi scritti di storia umbra e di
agiografia. Ha anche curato edizioni di
testi medievali e raccolto una cospicua
biblioteca di storia locale, che ha legato
alla Biblioteca comunale della sua città”. Ma parliamo di Mons. Faloci quintanaro. Proprio Emilio De Pasquale di
Andria, suo segretario particolare, scrive che, nel 1936, durante una delle solite passeggiate pomeridiane, in carrozza,
il prelato gli disse che un cittadino andriese, oltre tre secoli prima era a Foligno; si chiamava Ettore Tesorieri e per
averne più notizie doveva cercarle in
biblioteca. De Pasquale, dopo accurate
ricerche, riuscì ad individuare l’opuscolo Stimolo Generoso di Virtute inserito
nell’Opera Omnia di Mons. Faloci e
da questo rinvenne tutta la documentazione della Giostra della Quintana del
1613. La documentazione originale era
propria scritta di suo pugno dal patrizio
Ettore Tesorieri. Poi nel 1946 De Pasquale la propose in occasione dell’85°
anniversario della Società di Mutuo
Soccorso fra opera ed agricoltori e suggerì la riesumazione di quell’antico
torneo cavalleresco. I presenti rimasero
meravigliati a tal proposta e all’unanimità la accettarono con soddisfazione.
Ci furono anche dei mugugni, come
quello di Mons. Luigi Faveri che, sulla Gazzetta, scriveva: “Sembrerà strano
che per trovare un qualche sollievo cittadino si debba ricorrere ad una festa di
trecento anni fa. Con tutti i ritrovati moderni, con tutti gli sport di grido, e tutte
le danze, le ore del dilettante, tornare
indietro di tre secoli!”. La prima edizione del 1946 ebbe un gran successo
e da lì un gran crescendo. Noi folignati
quintanari abbiamo proprio un debito di
riconoscenza verso Mons. Faloci Pulignani; egli gettò il “quintanaro seme”
che poi altri, molti altri, hanno aiutato a
crescere. Ed oggi la Giostra della Quintana è la massima manifestazione cittadina, è il fiore all’occhiello, il biglietto
da visita di Foligno!!
Mario Lai
Grandi festeggiamenti per i 100 anni delle Grandi Officine
Il Sindaco Mismetti ha assicurato che il secolo di vita delle Officine
Grandi Riparazioni verrà festeggiato
con iniziative importanti che sono in
corso di preparazione. E’ continuo
– ha detto il Sindaco – il confronto
con i vertici di Trenitalia e le altre
istituzioni. E’ la risposta alla CISL
che sollecitava appunto un piano per
i festeggiamenti. Era l’agosto 1911
quando veniva posata la prima pietra del grande impianto ferroviario
che ha rappresentato per la nostra
città il fiore all’occhiello di azienda
leader, almeno fino agli anni ‘90. E’
stato per molti anni il punto di riferimento per lo sviluppo della città e
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del comprensorio. I più anziani ricordano la lunga fila di biciclette che
occupava tutto viale Ancona. Erano i
dipendenti che si recavano al lavoro
quando ancora la motorizzazione non
esisteva o era agli inizi. E ricordano
anche le migliaia di locomotive prima
e i locomotori poi che hanno subito riparazioni nell’impianto folignate. Per
Foligno le Grandi Officine rappresentano un pezzo di storia importante.
Poche le famiglie che al loro interno
non avevano un componente occupato. Poi c’è stato il lento declino che
tutti speriamo possa cessare. Uno spiraglio si è avuto con l’Alta Velocità e
i due prototipi del Freccia Rossa che
nelle Grandi Officine si sono rifatti il
trucco in occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia.
I due locomotori sono stati sottoposti
a Foligno ad un recupero estetico con
l’apposizione degli stemmi tricolori. Un lavoro meticoloso in quanto i
due colossi saranno esposti a Torino
e a Roma, a Valle Giulia, nell’area
antistante il Museo di Arte Moderna.
L’importante lavoro è un riconoscimento alla professionalità dei dipendenti. Per l’arrivo di questi due colossi che toccano i 300 Km all’ora, si è
avuta una breve cerimonia alla quale
ha partecipato il Sindaco insieme alle
maestranze addette.
www.profoligno.it
Bollettino della Pro Foligno - Anno 11º NUMERO 4, Aprile 2011
L’archivio restauri digitalizzato dell’Umbria
di Sandra Remoli
Il 22 febbraio 2011 a Perugia Palazzo Graziani – è stato presentato
il “ Progetto sperimentale dell’Archivio Restauri Digitalizzato dell’Umbria
1863-2012” (ARD = Archivio Restauri
Digitalizzato), a cura della Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed
Etnoantropologici dell’Umbria. Il progetto, ideato e coordinato da Vittoria
Garibaldi , ha ricevuto il sostanziale cofinanziamento della Fondazione Cassa
di Risparmio di Perugia. Consiste nella
creazione del primo archivio sistematizzato degli interventi di restauro realizzati sui beni storico artistici dall’Unità d’Italia ai nostri giorni, che interessa
l’intera regione dell’ Umbria.
Ciò significa che il materiale fotografico, cartaceo, storico e tecnico,
oggi conservato presso sedi diverse,
verrà progressivamente riunito grazie
soprattutto alle nuove tecnologie multimediali: sarà così possibile consultare on-line la “carta d’identità storica”
di ogni opera d’arte. Alla conclusione
del progetto (in conferenza non è stato comunicato per quando è prevista),
l’archivio risulterà accessibile come
straordinario strumento per studiosi, ricercatori, restauratori, studenti e
per chiunque desideri approfondire la
conoscenza del patrimonio artistico
dell’Umbria. La Dott.ssa Garibaldi ha
spiegato come le Soprintendenze siano
incaricate dal Ministero dei Beni Culturali di conservare il nostro ricchissimo
patrimonio storico – artistico attraverso
un controllo quasi quotidiano e quindi
tramite lo strumento della manutenzione. Si sente parlare molto più comunemente di restauri, che sono però il passo
successivo e più invasivo rispetto alla
manutenzione, la quale dovrebbe proprio prevenire problemi e danneggiamenti futuri. Sia a proposito dell’una
che dell’altro, è però imprescindibile la
conoscenza dell’opera e della sua storia
che, se carente e trascurata, rende ogni
intervento materiale potenzialmente
“pericoloso” . L’enorme quantità di documenti prodotti nel tempo riguardo ad
ogni manufatto artistico (foto, perizie,
relazioni di restauri, analisi diagnostiche etc.) ha subito nei secoli, come è
ovvio, dispersioni e smembramenti, che
hanno richiesto successive impegnative
ricerche. Alla luce di tutto ciò risulta
www.profoligno.it
evidente che poter riunire il cartaceo e
digitalizzarlo, sarà una straordinaria facilitazione che porterà ad un’accessibilità mai resa possibile in passato. Come
è stato evidenziato in conclusione della
conferenza, dal 1901 al 2000 è stata prodotta una quantità di documentazione
cartacea pari a quella generata dal Medioevo al 1800!!! Tale proliferazione è
ovviamente dovuta all’introduzione di
macchine da scrivere,carta carbone, fo-
tocopiatrici, stampanti che, con grande
dispersione economica, hanno oltretutto replicato materiale inutile nell’85%
dei casi. Oggi l’eccezionale opportunità della digitalizzazione , oltre agli
già citati vantaggi, porterà anche alla
creazione di nuove figure professionali,
e quindi nuove opportunità di lavoro:
operazioni del genere richiedono infatti
attività di ricerca e competenze specifiche molto complesse.
Un riconoscimento che
rende orgogliosi anche noi
Il nostro Direttore Giuseppe Tardocchi da cinquant’anni
racconta le vicende di Foligno e dell’Umbria
Con immenso piacere comunichiamo ai soci ed agli amici della Pro Foligno
che lo scorso 20 marzo il Direttore del nostro Bollettino è stato premiato
con un degno riconoscimento. Tenutosi nella Sala della Provincia di Perugia. Alla presenza di autorità e di dirigenti della stampa umbra, il Presidente
dell’Ordine ha ricordato che dalla costituzione del Consiglio Regionale sono
passati trenta anni, ma ci sono giornalisti che già in precedenza erano iscritti
all’Albo Nazionale. Tra questi il collega Giuseppe Tardocchi la cui iscrizione
è datata 1962. E’ seguita quindi la consegna di una bella targa commemorativa in vetro su appoggio metallico per il lavoro svolto ininterrottamente in
seno nell’attività giornalistica. La redazione del Bollettino della Pro Foligno
deve tutto al lavoro certosino di Giuseppe. Complimenti e felicitazioni da
tutti noi!
La Redazione
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Bollettino della Pro Foligno - Anno 11º NUMERO 4, Aprile 2011
Maguntini calligraphi a Foligno
Il sacco di Magonza dell’ottobre
1462 provoca il fenomeno dei “tipografi erranti” di tutti coloro che, formati
nell’officina di Johann Gutemberg, avevano fatto esperienza di stampa e che
quindi sono in grado di portare questa
grande novità oltre la loro terra. Vengono comunemente definiti “MAGUNTINI CALLIGRAPHI”. Già nel 1463 ne
viene segnalata la presenza a Foligno.
Potrebbe trattarsi proprio di Johann
Numeister che in società con Emiliano
Orfini ed Evangelista Angelini di Trevi
stampa nel 1470 il primo dei tre volumi
che verranno prodotti a Foligno, il De
Bello Gallico adversus Gothos di Leonardo Bruni (un esemplare è custodito
nella Biblioteca Comunale di Foligno,
concesso dal 1991 in comodato dalla
Regione Umbria che ne è proprietaria).
Nel 1471 quasi sicuramente viene
stampata la tiratura delle Epistolae di
Cicerone che in Italia aveva già avuto
quattro edizioni precedenti – due romane e due veneziane - e che nel colophon specifica il luogo della tipografia,
laribus Emiliani, il numero di copie,
duecento come nella edizione romana,
nonché la partecipazione di Emiliano
Orfini e dei fratelli all’impresa.
L’officina Orfini Numeister è ormai pronta per la più grande impresa:
l’editio princeps della Divina Commedia. L’opera di Dante aveva avuto nel
Trecento una straordinaria diffusione
attraverso la riproduzione manoscritta.
L’edizione a stampa dell’11 aprile 1472
segna una svolta fondamentale nella
storia della cultura occidentale e nella
definizione della lingua e della identità
italiana. Foligno sta operando da anni
per far conoscere al mondo questo suo
grande patrimonio culturale ed ha predisposto una sede documentaria con il
nuovo museo della carta e della stampa
collocato nel palazzo del Podestà, che
presto verrà aperto al pubblico.
Ma per onorare e dar vita compiutamente a quanto prodotto dapprima
dalla Officina Orfini Numeister e poi
dalle numerose e pregevoli tipografie
storiche folignati sarà opportuno ricreare , come del resto hanno fatto in
modo esemplare a Magonza, un laboratorio tipografico per la stampa a caratteri mobili, in grado di riprodurre
anche alcune particolari pagine della
Commedia e con la possibilità di stampare lastre realizzate nel presente da
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artisti (xilografie, calcografie, litografie ecc.) . Un luogo vivo dove nel fare si
apprendono i segreti dello stampatore,
si acquisisce la cultura della tradizione
folignate della stampa, si ha la gratificazione di poter realizzare una propria
creazione.
Le “giornate dantesche” e la mostra mercato del libro antico, la “Scrittura e l’immagine” hanno ormai un
posto cardine nella vita culturale della
città e della regione. Quest’anno sono
collocate all’interno della “settimana della cultura” voluta dal Ministero
dei Beni culturali e vedono momenti di
straordinario interesse.
Sono infatti presenti nomi di fama
internazionale sia nella parte celebrativa della prima edizione a stampa,
sia nella sezione dedicata al libro con
la Commedia di Foligno illustrata da
Enzo Cucchi, notissimo artista contemporaneo, e con la presenza di famose
librerie antiquarie nella mostra La
scrittura e l’immagine. Una sezione
dedicata al “libro d’artista” completa
la celebrazione del 539º annuale della
Prima Edizione a Stampa della Divina
Commedia.
Rita Fanelli Marini
L’educazione alla libertà
Tema impegnativo e di grande attualità
quello affrontato venerdì 1 aprile dal MEIC,
dal Convegno Maria Cristina di Savoia e
dalla Gazzetta di Foligno con la conferenza
“L’educazione alla Libertà”. Il presidente
del MEIC, professor Paolo Tini Brunozzi, a
nome delle tre associazioni cittadine ha ringraziato il Vescovo per il suo intervento ed
ha illustrato le attività e le finalità del sodalizio che presiede. Ambizione del MEIC –ha
detto – è fare cultura, leggere nella realtà e,
attraverso l’impegno, costruire e rispondere
alle esigenze dell’uomo. Il nostro operare ci
viene dal Magistero ed ora ci accingiamo
a far tesoro dell’insegnamento del Vescovo.
Sua Eccellenza Monsignor Sigismondi ha
iniziato il suo intervento ponendo l’accento
su alcuni aspetti della “Lettera dei Vescovi”. Il documento parla di “arte dell’educazione” e riconosce che l’opera educativa è
difficile; il clima culturale rende ancora più
arduo il compito di chi è chiamato ad educare. In questo ambito i giovani, i genitori,
la scuola, il mondo dello sport, i media, la
Parola, tutti, facciano “alleanza”. La famiglia è la prima responsabile nell’educare, il
baricentro, il suo ruolo non può essere delegato. In famiglia matura l’esperienza della figliolanza, là si apprende il valore della
fratellanza, dell’amicizia. Oggi si sta perdendo il carattere asimmetrico del rapporto
tra genitori e figli; una generazione divide
i padri dai figli e questo esige di adottare comportamenti precisi; rinunciare al
ruolo di padre significa compromettere un
esito positivo, significa abdicare al proprio
compito, diventa impossibile educare. Occorre non essere compiacenti, vigilare (non
controllare) per non perdere il consenso dei
propri figli. Anche la parrocchia occupa un
posto importante, è il luogo ideale per la
formazione del credente dove si dialoga, ci
si confronta. Espressione della parrocchia
per l’educazione dei giovani è l’oratorio;
nel frequentarlo il giovane scopre l’accoglienza ed incontra il volto della passione
educativa della Chiesa. Ma per aiutare i ragazzi nella ricerca della fede, l’oratorio non
deve essere un contenitore, deve proporre
ed insegnare a discernere tra ambizione ed
aspirazione.
E’ difficoltoso per gli educatori aprire
un dialogo con i giovani, accompagnarli
e proiettarli verso grandi orizzonti. Unica
possibilità è la testimonianza, il “camminare insieme”, coerenza tra proposta e
pratica. Scopo dell’educazione è coniugare
libertà e disciplina, solitudine e comunione.
Fare un corretto uso della libertà significa
illuminare la verità per slanciarsi verso la
carità. L’educatore è un testimone della Verità e del Bene. L’educare esige pazienza,
gradualità, progettualità, impegno duraturo.
Educando un adulto si allena anche per sé.
Mettiamoci alla scuola di Gesù: l’Educatore per eccellenza. Difficile poter esprimere
in una povera, breve pagina il messaggio
illuminante del Vescovo: messaggio giunto al nostro cuore perché dal suo stesso
cuore scaturito. Credo che a richiesta, per
approfondire il tema, potremmo avere dalle
associazioni che hanno organizzato l’incontro, il testo integrale della conferenza, farne
tesoro ed “iscriverci” anche noi alla Scuola
dell’”Educatore per eccellenza”.
Isella Remoli
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Bollettino della Pro Foligno - Anno 11º NUMERO 4, Aprile 2011
I giovedì della storia - 17 marzo conferenza di monsignor Mario Sensi
Le istituzioni religiose
Dopo il saluto del nostro Presidente ed
una introduzione esplicativa del Professor
Bettoni, ideatore insieme alla Professoressa Elena Laureti, del ciclo di conferenze “I
giovedì della Storia”, don Mario ha introdotto il suo argomento con le parole colme
di speranza e di benevolenza che Paolo VI
pronunciò molti anni fa sul tema dell’Italia unita. Altri tempi: nel 1860, quando
l’Unità d’Italia fu proclamata, Pio IX vietò
ai cattolici di prendere parte alla vita dello Stato. Oggi la Chiesa celebra l’Unità
d’Italia sulla scia di Paolo VI. Il dominio
della Chiesa inizia a Foligno nel 1198 con
Innocenzo III e termina appunto nel 1860;
in quel frangente i vescovi umbri inviano
una lettera con la quale difendono il potere
del Papa. Il 6 maggio 1860 il Governatore
pontificio lascia Foligno e a settembre i Piemontesi mandano in città il Commissario
straordinario Napoleone Gioacchino Pepoli
che mette subito in pratica la legislazione
del Piemonte di tendenza separatista. Le
comunità religiose vengono falcidiate. A
Foligno ne sono subito soppresse tredici ,
sette maschili e sei femminili; restano aperti
tre conventi perché parrocchie: San Francesco, San Giacomo, San Nicolò. Le mona-
Lettera ad Andrea
“Mi manca la fede, di cui il miracolo è figlio prediletto” (dal Faust di Goethe).
Questo passo poetico, che mi ha affascinato negli anni della mia giovinezza,
ora, a non molte ore dalla tua dipartita, mi sgomenta. Mi sento confuso ed
impotente dinanzi all’abisso della morte, per me assolutamente impenetrabile.
Non mi conforta l’espressione poetica del “muor giovane colui che al cielo è
caro” (da Menandro e Leopardi). Dalla tradizione religiosa, entro la quale
sono nato e ho vissuto per molti anni, attingo il fascino dell’amore di Gesù,
predicato e testimoniato fino al supremo sacrificio della sua esistenza. In questo
momento doloroso del mio itinerario esistenziale mi rimane il conforto del ricordo. Rivivo intensamente le tappe luminose della tua carriera scolastica, che
hanno allietato i tuoi genitori, i tuoi nonni, i tuoi amici, che hanno confermato il
prestigio del Liceo Classico di Foligno e delle Università di Roma e di Perugia.
Mi ricordo soprattutto il tuo stile di vita, caratterizzato da grande affetto verso
le persone più care, da autentica disponibilità al dialogo, da estrema generosità verso persone indigenti. Quante volte ti ho accompagnato alla sede della
Caritas, dove periodicamente svolgevi il tuo servizio! Ricordo la tua autentica
signorilità. Quante volte ti ho definito “Principe” nelle varie conversazioni! Ti
saluto con le parole, rivolte dall’amico Orazio ad Amleto: “Buona notte, mio
dolce principe”.
Tuo nonno Antonio
Quanto costano le guerre
L’F. 15 USA caduto in Tripolitania costa 75 milioni di dollari. Ogni ora di volo
degli F. 15 ammonta a 10.000 dollari. Ogni missile costa un milione/un milione e
mezzo di dollari. Nei primi quattro giorni di operazioni in Libia, secondo le stime
delle agenzie USA, gli aerei invisibili B 2 ne avrebbero lanciati almeno duemila.
Gli analisti stimano che gli USA nei primi sei giorni di operazioni avrebbero speso
circa un milione di dollari, aereo caduto a parte. Il conto della Francia si attesta tra
i 150 e i 200 milioni di dollari. La Gran Bretagna stima che nei primi tre giorni di
operazioni le spese hanno raggiunto 20 milioni di euro. L’Italia deve fare ancora i
conti per i voli dei suoi Tornado e per la concessione delle basi aeree.
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che sono cacciate, i monasteri spogliati. Il
sacerdote Bartoloni Bocci lamenta insulti
e danni alle immagini della Madonna. Le
suore ricevono ospitalità in luoghi religiosi ancora aperti; le chiese sono adibite
a luoghi pubblici, gli arredi confiscati; gli
archivi, le biblioteche vengono inventariati,
stimati, sigillati. Insieme con gli istituti religiosi e le chiese sono soppresse le confraternite e tutti gli enti dediti alla beneficenza.
Quale fu la reazione del clero? La comunità
ecclesiastica rifiutò legami e riconoscimenti al nuovo regime, pretese ampia autonomia in campo di fede e divisione netta tra
religione e politica. I vescovi biasimarono
la soppressione dei conventi e l’istituzione
del matrimonio civile. Sopprimere e requisire i beni della Chiesa aveva lo scopo di
sollevare economicamente lo Stato. Per il
Papato fu un pessimo momento storico ma,
passato il peggio, pensò subito a riorganizzarsi. Nacquero altri ordini religiosi ed
altri opere caritative. Le suore, libere dalla
clausura, si dedicarono alla vita religiosa
attiva, operarono all’esterno del monastero.
Fu una nuova primavera. Lo stesso Crispi
ammise che lo Stato non aveva ottenuto
benefici né economici, né culturali combattendo gli ordini religiosi: la Storia dell’Arte italiana aveva subìto un grande danno.
Oggi 17 marzo 2011 la Chiesa festeggia
con gli Italiani l’Unità e riflette sulle parole
illuminanti di Paolo VI che recitano pressappoco così: “La Provvidenza ha tolto alla
Chiesa il potere temporale affinchè possa
dedicarsi alla cura e alla crescita spirituale
degli uomini”. Al termine della relazione
Monsignor Sensi ha sollecitato il parere
del Professor Bettoni sull’argomento: ne è
scaturito un tanto discordante quanto garbato scambio di opinione (e sull’aggettivo
“garbato” pongo l’accento volentieri, perché ritengo che molti politici e opinionisti
TV avrebbero tanto da imparare) , che ha
coinvolto i presenti e reso l’incontro vivace, costruttivo, stimolante.
Isella Remoli
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Bollettino della Pro Foligno - Anno 11º NUMERO 4, Aprile 2011
Brevi notizie d
Montegiove fondatrice del Monastero
dove visse anche Sant’Agnese, è elemento luminoso del ramo dell’Osservanza Francescana.
I NETTURBINI
PROMOSSI SONO PRONTI
A PRENDERE SERVIZIO
Il Consiglio di Amministrazione della
VUS, presieduto dal Dottor Villa, ha
ratificato i risultati del concorso per
netturbini. Sono stati promossi in 35 e
i primi 16 entreranno subito in servizio. La graduatoria resterà aperta per tre
anni.
SI RIQUALIFICA
IL PLATEATICO
Inizieranno tra breve i lavori per dare
un nuovo volto al Plateatico realizzato negli anni ’80. L’area si riqualifica
con una serie di lavori con un impegno
economico di 800.000 Euro. L’appalto
è stato già aggiudicato per ridisegnare
i parcheggi e i vari servizi che vi troveranno posto. Verrà realizzato un nuovo
terminal per i bus, un ponte ciclo-pedonale per lo stadio e verranno posti a dimora alberi per qualificare l’area.
RESTI UMANI
TROVATI NELLA
CHIESA DELL’ANNUNZIATA
Durante i lavori per la riqualificazione
dell’ex Chiesa dell’Annunziata, come
secondo Polo Museale del Centro Italiano Arte Contemporanea, sono venute
alla luce due casse di legno contenenti ossa umane, risultate attribuibili a
Sant’Agnese e a Sant’Angelina in base
alle iscrizioni riportate sulle casse stesse. Secondo gli studiosi le due sante
sono vissute tra il ‘400 e il ‘500.
FOLIGNO CAPITALE
DELL’OSSERVANZA
FRANCESCANA
Monsignor Mario Sensi, grande studioso , ha spiegato come Foligno rappresenti la capitale dell’Osservanza Francescana. L’esempio per eccellenza sono
Paoluccio Trinci e Sant’Agnese i cui
resti sono stati ritrovati nella ex Chiesa dell’Annunziata. Anche Angelina di
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IN ESTATE
LA PRIMA PIETRA
DEL NUOVO CONSORZIO
Il nuovo Consorzio Agrario sarà edificato nell’area della Paciana e la prima
pietra sarà posta la prossima estate. Il
costo dell’opera si aggira intorno ai 6
milioni di Euro. Lo ha reso noto il Commissario avvocato Maurizio Salari, con
la realizzazione della nuova struttura si
avrà un incremento dei livelli occupazionali.
LA NOTTE ROSA
SARA’ DEDICATA ALL’ITALIA
La Presidente di “Innamorati del Centro” Francesca Cascelli ha comunicato
che la “notte rosa” di quest’anno sarà
una grande manifestazione legata ai
150 anni dell’Unità d’Italia.
Si prevede un grande afflusso di visitatori da tutta la regione. Verrà distribuita
una tessera speciale che darà diritto a
sconti nei negozi e per il parcheggio.
La manifestazione si svolgerà il 21
maggio.
RINASCITA DEL QUARTIERE
DE “LE PUELLAE”
Il popoloso quartiere del Centro storico,
fin dai tempi antichi chiamato “Le Puellae”, si prepara a risorgere dallo stato di
abbandono attuale.
MODIFICHE
AL SERVIZIO URBANO
Come stabilito dall’Amministrazione
Comunale, il servizio urbano cittadino
ha subito tagli e modifiche con un nuovo assetto dei capolinea.
A GUALDO CATTANEO
LA PROLUSIONE
DI RENZO MARCONI
Il 14 aprile a Gualdo Cattaneo ad iniziativa della Pro Loco di Gualdo Cattaneo
si è tenuta, con la prolusione di Renzo
Marconi, la conferenza di Enrica Neri
Lusanna, docente di Storia Medioevale
dell’Università degli Studi di Perugia,
sul tema “Le frequentazioni illustri di
Paolo da Gualdo Cattaneo a Roma e nel
Patrimonio di San Pietro”. All’evento,
patrocinato dalla nostra Associazione,
ha presenziato il Presidente Alfredo
Ottaviani, con una delegazione di consiglieri e soci. E’ stata una ulteriore occasione che ha rinsaldato i rapporti di
amicizia, con la Pro Loco di Gualdo
Cattaneo guidata dall’attivissimo Presidente Augusto Rinalducci.
EDIZIONE A STAMPA
DELLA DIVINA COMMEDIA
Il 12 aprile nel quadro delle manifestazioni in occasione della prima Edizione
a Stampa della Divina Commedia, cui
partecipa anche la nostra Associazione,
nel corso della conferenza a Palazzo
Trinci il Presidente della Pro Foligno
Avv. Alfredo Ottaviani ha consegnato
al Presidente del Comitato di Coordinamento Prof. Antonio Pieretti il prezioso
volume “La Divina Commedia dipinta da Achille Incerti”. Il volume andrà
ad arricchire il fondo presso il Centro
di Documentazione Edizione a Stampa
della Divina Commedia.
CONVEGNO SU
FALOCI PULIGNANI
A SETTANT’ANNI
DALLA MORTE
Venerdì e sabato 8-9 aprile su iniziativa
della Gazzetta di Foligno e della Diocesi di Foligno si è tenuto presso la Sala
Conferenze di Palazzo Trinci un convegno di studi sulla figura di Mons Michele Faloci Pulignani a settant’anni dalla
morte. Il Convegno di notevole interesse, stante l’importanza ed incidenza della figura di Faloci Pulignani nella vita e
nella storia della nostra Città, ha avuto
l’intervento di numerosi relatori che
hanno illustrato compiutamente sotto
diverse sfaccettature la vita, l’impegno
e l’opera di Faloci Pulignani. E’ stata
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i vita cittadina
brillante protagonista del Convegno la
nostra socia Prof.ssa Ambra Giardini
Cenci con la propria relazione, ampiamente documentata, sul “Faloci Vicario Capitolare”. Alla manifestazione ha
presenziato per la nostra Associazione
il Presidente Avv. Alfredo Ottaviani.
NOTIZIE E PROPOSTE
INTERESSANTI
Una proposta per le pizze pasquali
Marcello Mariani, comandante della
Polizia postale in pensione, propone di
riprendere un rito che era in uso negli
anni andati.
Le donne facevano lievitare in casa le
pizze di Pasqua poi le portavano a cuocere nei forni della città. Il rito è andato
lentamente sfumando poi è scomparso
del tutto. Riprendere la tradizione nei
giorni antecedenti la Pasqua sarebbe
una vera e propria “kermesse” che potrebbe avere importanza anche dal punto di vista turistico.
RINVIATO IL CONCORSO
PER RINFORZARE
IL PRONTO SOCCORSO
Si è fatto un gran parlare in questi giorni della deficienza di organico al Pronto
Soccorso, un concorso avrebbe dovuto
evitare le lunghe attese nel reparto. Invece sembra che il tutto sia rinviato. Speriamo che non ci siano altre soste e che
la gente non debba continuare ad attendere ore per essere visitata.
PROTESTANO
GLI ABITANTI DI
VIALE FIRENZE
Sono infuriati gli abitanti di viale Firenze e delle strade adiacenti per il degrado
e la sporcizia che sono sotto gli occhi
di tutti. Anche la raccolta differenziata
sembra non funzionare.
MOLTE LE NOVITÀ
NELLA CONFCOMMERCIO
Il presidente della Confcommercio
Aldo Amoni ha lanciato diverse novità
importanti.
Tra l’altro l’Associazione si trova su
Faceboock ed ha un nuovo sito. Il presidente si ripromette inoltre di dare voce
a tutte le città comprese nel territorio di
competenza.
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PROTEZIONE CIVILE
Il Capo di Dipartimento della Protezione Civile, Franco Gabrielli, accompagnato dalla Presidente della Regione
Umbria Katiuscia Marini e dal Sindaco
Nando Mismetti, ha visitato il Centro
Regionale che ha sede in Foligno. I
graditi ospiti hanno ammirato le strutture del Centro e in particolare la Sala
Operativa, unica in Umbria, e il Centro
Funzionale. E’ seguita una dimostrazione operativa delle attrezzature robotiche in dotazione per le indagini sui Beni
Culturali danneggiati per calamità naturali. Con l’occasione ricordiamo che
il Centro di Foligno è unico in Italia per
le qualità costruttive e le dotazioni che
gli consentono di gestire l’emergenza
in tutte le regioni. Il Centro – ha detto
Gabrielli – sarà un punto strategico della rete nazionale che, oltre a svolgere il
suo ruolo nel territorio umbro, gestirà le
fasi dell’emergenza nelle varie regioni
essendo specializzato nel recupero dei
Beni Culturali. A tale proposito proprio pochi giorni fa si è concluso un
master al quale hanno partecipato giovani laureati che hanno poi svolto una
esercitazione sul tema del recupero dei
Beni Culturali. Il Capo Dipartimento ha quindi sottolineato l’importanza
del Corso di Laurea attivato a Foligno
dall’Università di Perugia e la necessità
che alla Protezione Civile siano destinati altri fondi per i compiti che svolge.
Il Sindaco Mismetti ha fatto presente a
Gabrielli l’esigenza del completamento
del Centro con la realizzazione dell’autoparco e della sede della Croce Rossa
e di mantenere la presenza del Corso di
Laurea attivo da anni a Foligno.
CONFERENZA
DEL PROF. CALISTRI
Il professor Antonio Calistri ha generosamente offerto di intrattenere soci ed
amici della Pro Foligno con un argomento molto attinente all’attuale momento celebrativo: l’Unità d’Italia. Tutti conosciamo l’alto livello culturale e
la passione con cui il Professore affronta i temi della letteratura, ognuno di noi
ha potuto ascoltarlo e goderlo in varie
occasioni. Qualcuno ha anche avuto la
fortuna di seguire le sue illuminanti lezioni a scuola. Questa volta il Profes-
sor Calistri ci intratterrà sull’opera di
Tommasi di Lampedusa “Il Gattopardo”. L’appuntamento è per il 20 maggio
prossimo presso la Biblioteca Jacobilli
alle 16.30. Accorreremo naturalmente
numerosi, sia per non perdere questa
preziosa occasione di apprendimento,
sia per onorare un nostro concittadino
che tanto ha offerto e sta offrendo alla
cultura. Al termine della conferenza
verrà proiettata la sequenza del famoso
ballo del film di Luchino Visconti.
26 TUNISINI A FOLIGNO
Dei 320 profughi destinati all’Umbria
soltanto 26 rimarranno a Foligno perché
i 50 che dovevano alloggiare al Centro
Trattoristi “F. Mancini” verranno presi
in consegna dalla Caritas Regionale.
SANTARELLI CAMPIONE
DEL MONDO A SQUADRE
AD AMMAN
Dopo gli Europei, Andrea Santarelli ha
vinto pure i Mondiali. Lo schermitore
folignate si è messo al collo la medaglia d’oro ai Campionati del Mondo in
Giordania, vincendo insieme a Bino,
Fichera e Vallosio la prova a squadre di
Spada. Nella gara individuale del “Jordan - Dead Sea Junior & Cadet World
Championship 2011” il tesserato del
Club Scherma Foligno ha dovuto lasciare campo libero all’ungherese Matyas per 15 a 12, finendo 36º, ma con la
pattuglia azzurra si è preso una rivincita
proprio contro i magiari, schiantati in
finale 45 a 29. Bino, Fichera e Santarelli (a Lobnya c’era Bruttini, ad Amman
è stato schierato Vallosio) hanno così
bissato il successo ottenuto in Russia,
facendo filotto, battendo gli ungheresi
in una finale sensa storia.
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Bollettino della Pro Foligno - Anno 11º NUMERO 4, Aprile 2011
Il “complotto” cateriniano a casa di Bianchina Trinci
Non sappiamo bene come, tra
Caterina e le donne della casata Salimbeni: Bianchina, Isa, Benedetta, si
consolidasse una pratica di reciproca
accoglienza, perché se la vedova di
Giovanni riceveva e ospitava la Benincasa (si parla di lunghi periodi a
partire dal 1377), la Benincasa accoglieva, privilegiandole, dato che tutte
le dame dell’epoca si contendevano
la sua compagnia, spiritualmente parlando, le donne Salimbeni, Bianchina, sorella di Trincia Trinci, signore
di Foligno, le figlie Isa e Benedetta,
cugine di Ugolino (III) Trinci, un’intima e delicatissima amicizia si evince
dalle lettere scritte a Benedetta, due
volte sposa, due volte vedova. Mentre
Caterina era ospite nell’inespugnabile dimora dei Salimbeni (nella Rocca a Tentennano), impara a scrivere,
di certo sotto la guida di Bianchina,
ma l’episodio viene ricordato come
il “miracolo del cinabro”; quello che
sorprende è che i contemporanei videro tale ospitalità sotto la cattiva luce
di un complotto che la consorteria
dei Salimbeni, con a capo Agnolino,
figlio di Giovanni e di Bianchina,
avrebbe programmato contro la repubblica senese per insignorirsi della
città: a torto? a ragione? Non lo sappiamo, certo è che la potenza della famiglia era tradizionalmente malvista
dai maggiorenti senesi, i fatti legati a
Giovanni ne sono testimonianza. La
meraviglia è che nel complotto fossero annoverati pure frate Raimondo da
Capua e Caterina, colpevoli agli occhi
degli altri, e tra questi anche i “benevoli” della domenicana, di prolungare
troppo a lungo il soggiorno alla Rocca. Lettere di profondo spessore, vibranti nell’inoppugnabile difesa che
viene direttamente dall’ispirazione
divina, lasciano aperti alcuni quesiti
di carattere storico: perché Caterina,
nonostante le maldicenze, ha ritenuto
opportuno rimanere a lungo presso i
Salimbeni? Trovava un’ospitalità al
femminile per lei fertile nell’acquisizione di nuove seguaci del verbo di
Dio? Vi andò, come era nel suo spirito e nella sua prassi, per riconciliare
la famiglia con il consanguineo ramo
di Cione Salimbeni? Davvero Agnolino aveva intenzione di diventare Signore di Siena, con tutto quello che
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per la cittadinanza senese ne sarebbe
conseguito, in distruzioni e morti? Al
preoccupato avviso che l’orafo Salvi
di Pietro fa a Caterina circa le mormorazioni dei concittadini per la sua
intimità con una famiglia osteggiata
dal nuovo governo, la domenicana
rassicura il suo seguace con argomenti (lettera n. 122) che ancora oggi sono
di straordinaria attualità: “Rispondovi, carissimo figliuolo, alle lettere che
mi mandaste, le quali io viddi con
singolar allegrezza. Dove io viddi che
si conteneva una particola che Dio
manifestò ad una serva sua [ovvero a
Caterina stessa], cioè, che quelli che
si chiamano figliuoli [i suoi seguaci]
erano scandalizzati per l’illusione delle dimonia che stavano dintorno a loro
per trarne il seme che lo spirito santo aveva seminato in loro, ed eglino,
come imprudenti e non fondati sopra
la viva pietra, non facevano resistenzia; ma come sentivano lo scandalo
in loro, così il seminavano in altrui,
colorato con colore di virtù e amore
[acuto richiamo ai falsi benpensanti,
a chi semina il proprio scandalo sugli
altri, per nasconderlo o, peggio, cercandone la condivisione]. E però io
vi dichiaro, che la volontà di Dio è
ch’io stia [dai Salimbeni]. Avendo io
grandissimo desiderio, per timore di
non offendere Dio nel mio stare per
tante mormorazioni e sospetti, quanti
di me è preso, e del padre mio frate
Raimondo; fu dichiarato da quella Verità che non può mentire a quella medesima serva sua, dicendo «Persevera
di mangiare alla mensa alla quale io
v’ho posto. Io v’ho posto alla mensa della croce a prender con vostra
pena e molte mormorazioni, a gustare
l’onore di me e la salute dell’anime. E
però l’anime che in questo loco t’ho
poste nelle mani perché ell’escano
dalle mani delle dimonia e pacifichinsi meco e col prossimo loro, non le
lasciare infino a tanto che è compiuto
quello che è cominciato». Onde l’anima mia per lo detto di questa serva di
Dio rimase pacificata […]. E godo che
io seguiti le vestigie del mio Creatore,
e che per ben fare io riceva male; per
far loro onore, facciano a me vergogna; per dar loro vita vogliano a me
dare la morte. Ma la loro morte è a noi
vita, e la loro vergogna è a noi ono-
re. Perché la vergogna è di colui che
commette la colpa. Dove non è la colpa, non è vergogna né timor di pena.
[…] Io mi impegnerò di esercitare la
vita mia nell’onore di Dio e salute
dell’anime per tutto quanto è il mondo, e singolarmente per la mia città.
Gran vergogna si fanno i cittadini di
Siena di credere o immaginare che
noi stiamo per fare i trattati nelle terre
de’ Salimbeni, o in veruno altro luogo
al mondo. Temono de’ servi di Dio, e
non temono degli iniqui uomini; ma
essi profetano, e non se n’avvedono.
[…] Così e’ miei cittadini credono per
me o per la compagnia ch’io ho meco,
si facciano trattati: elli dicono la verità; ma non la cognoscono, e profetano; perocché altro non voglio fare né
voglio faccia chi è con meco, se non
che si tratti di sconfiggere il dimonio
e tollergli la signoria che egli ha presa
dell’uomo per lo peccato mortale, e
trargli l’odio dal cuore, e pacificarlo
con Cristo crocifisso e col prossimo
suo. Questi sono e’ trattati che noi andiamo facendo. […] Frate Raimondo,
poverello calunniato, ti si raccomanda
che preghi Dio per lui che sia buono
e paziente”. …e la loro vergogna è a
noi onore. Perché la vergogna è di colui che commette la colpa. Dove non
è la colpa non è vergogna né timor di
pena… Sembra scontato ragionare
in tale modo, purtroppo nella storia
abbiamo numerosi, troppi esempi, di
come le altrui colpe, come i crimini
contro l’umanità, la schiavitù, e non
solo quella delle Americhe, l’olocausto, e non solo quello degli Ebrei,
i rom continuamente ributtati dalla
strada in mezzo alla strada, e innumerevoli altri esempi, feriscono con un
senso di vergogna incancellabile chi
subisce l’ingiustizia: mi disperai al
suicidio di Primo Levi, lui che, con il
suo “Se questo è un uomo”, era stato
per me insostituibile maestro di vita
e di forza spirituale nell’affrontare
anche le prove più difficili che l’esistenza ci riserva; ma capii quando
lessi che l’affronto subìto, gli aveva
lasciato dentro una vergogna insanabile, certo non sua, ma forse, a volte
o spesso, anche a noi, incolpevoli, la
vergogna di essere uomini afferra la
nostra anima.
Elena Laureti
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Bollettino della Pro Foligno - Anno 11º NUMERO 4, Aprile 2011
La testimonianza della devozione dei
folignati per la Madonna di Sassonia
Il rumore dei treni che transitano sui binari della ferrovia e delle
auto che percorrono la strada comunale non riesce a spegnere in me le
voci di un passato che ancora parla
alla mia mente e al mio cuore quando passo accanto alla chiesina della Madonna di Sassonia, quasi invisibile oggi per chi non la conosce
perché nascosta dietro a un recinto,
senza che una targa o una indicazione qualsiasi ne ricordi l’esistenza e la devozione di cui fu oggetto
per tanto tempo nella nostra città.
E’ una delle “chiese minori” che,
in città e nelle campagne, - insieme
alle “Maestà e alle edicole sacre –
esprimevano l’affetto dei Folignati
per la Beata Vergine, come è documentato nei fascicoli esistenti presso
l’archivio storico diocesano.
La piccola Chiesa, esternamente ancora ben conservata con
la sua abside semicircolare e il suo
campanile, si trova a metà circa
della strada che porta da via Piave a Santa Maria in Campis e che
si chiama “Via dei Preti” a ricordo
di un passato nemmeno tanto lontano, quando alcuni “religiosi” con
il breviario in mano e altre anime
pie la percorrevano per liberare il
cuore dalle preoccupazioni quotidiane, consentendo ai pensieri di
indugiare senza fretta, tra la pace
dei campi, sui valori interiori della
vita e sulla grandezza di Dio. L’origine della “Madonna di Sassonia”
(chiamata al suo nascere “Madonna del Sasso” perché circondata
da sassi, pietre e fabbriche cadenti,
dove una volta sorgeva la vecchia
Foligno) risale alla presenza nella
zona di una modesta edicola che era
chiamata “Maestà del Menghino”,
dal nome di uno sconosciuto devoto.
L’immagine rappresenta la Madonna col Bambino, in mezzo a San Feliciano e a San Filippo Neri. L’edicola fu costruita alla fine del secolo
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XV e così rimase, divenendo oggetto
di culto da parte di tutti i cittadini,
fino ai primi anni dell’ ’800, quando
si trasformò in una bella e comoda
chiesina grazie alle oblazioni dei fedeli (per interessamento del parroco
del S.S. Salvatore don Girolamo Innamorati) e all’aiuto economico del
conte Benedetti Roncalli. L’inaugurazione fu celebrata solennemente
l’ultima domenica dell’anno 1807
dall’allora Vescovo monsignor Moscardini che accordò indulgenze a
chi si recava a pregare di fronte a
quell’immagine. La Vergine era venerata come protettrice della città e
invocata con il titolo di “Auxilium
Christianorum”.
Sopra la porta fu deposta una
lapide in lingua latina, con scritto:
“In agro saxonico urbano – in honorem Feliciani Martiris – patriae
tutelaris – et in memoriam Philippi
Neri conditoris -” (di quest’ultima
espressione si ignora il significato.
Forse si riferisce a qualche tradizione perduta che attribuiva a San
Filippo Neri l’erezione dell’edicola.
Ma di questo, a quanto pare, nulla si
sa). Il luogo restò per lungo tempo
meta di un continuo pellegrinaggio,
con implorazioni di grazie, a ricordo delle quali furono appese alle
pareti centinaia di tavolette votive,
bastoni, grucce, e altro. Il sacerdote Innamorati (che fu poi sepolto in
quella chiesa), vedendo che la sacra
immagine faceva tante grazie, per
accrescerne la devozione, ottenne
da Papa Pio VII l’indulgenza plenaria a favore di coloro che si recassero a pregare in quella chiesa
il giorno della festa, l’ultima domenica di ottobre. Fu così che proseguì con crescente partecipazione il
pellegrinaggio dei fedeli, ma i frequentatori abituali del luogo, data
la vicinanza, erano gli abitanti del
rione, dove la coesione sociale favoriva le amicizie e la solidarietà.
Per questo motivo le iniziative devote nell’accogliente chiesina erano
promosse, attese e desiderate, perché offrivano l’occasione per gioiosi incontri, creando armonia tra
sacro e profano nel silenzio della
campagna dove si sentiva l’odore
degli orti coltivati e il profumo delle
siepi che costeggiavano la strada.
La presenza delle sottostanti officine della stazione ferroviaria non
riusciva a rompere l’incanto, perché
la Madonna sembrava proteggere
con la sua benedizione le fatiche degli operai. Oggi nuove forme di vita
hanno fatto perdere alla “Via dei
Preti” la sua identità. Tutto è cambiato, ma la chiesina è sempre lì,
muta e ignorata da tutti, disadorna
all’esterno e quasi nuda all’interno
(dove però è ancora conservata la
sacra effige), testimone di un passato in cui il mondo non era ancora entrato nelle case con i moderni
mezzi di comunicazione che hanno
cancellato consuetudini e memorie.
Si è disperso un patrimonio di valori
per dare spazio a paradisi artificiali
che tolgono il respiro all’anima, privandola del silenzio necessario per
favorire la crescita interiore e per
poter ascoltare la voce di Dio.
Gabriella Pagliacci Visani
pagina 11
Bollettino della Pro Foligno - Anno 11º NUMERO 4, Aprile 2011
Le Marie Cristine ricordano Rolando Buono
In ogni anno associativo le Marie
Cristine ricordano una persona che si
è distinta in un qualche ambito della
vita folignate. Giovedì 31 marzo presso la Sala Conferenze della Biblioteca
Jacobilli l’attenzione è stata riportata
su Rolando Buono. Molti amici si sono
riuniti per parlare dell’uomo, del convertito, del marito affettuoso, del padre
che accolse nella sua casa, insieme alla
sua amata consorte Lola, numerosi figli
della città che non avevano avuto natali
fortunati. Lo sguardo di Rolando si puntò poi su altri problemi che colpivano i
giovani di Foligno, a cominciare dalla
tossicodipendenza. Gli spazi fisici della
casa al centro di Foligno non erano più
sufficienti, quindi furono cercati nuovi
luoghi, in periferia, nei quali prese l’avvio la comunità La Tenda. Mentre si
apriva al recupero di tanti ragazzi svantaggiati, Rolando iniziava un percorso
interiore molto profondo che lo portò a
recuperare la fede con la quale si fece
scudo per affrontare la quotidianità ed
anche ogni iniziativa che intendeva intraprendere. Passarono solo dieci anni
dalla conversione alla sua scomparsa,
anni carichi di sofferenze fisiche, ma
anche pieni di lotte e di soddisfazioni
per i suoi ragazzi. Nel corso della conferenza Giancarlo Antonelli ha sottolineato la forza che animava i coniugi
Rolando e Lola Buono, la forza che
emergeva soprattutto nei momenti più
faticosi causati dai problemi dei ragazzi
ed anche dalle difficoltà economiche.
Racconta Lola: Non avevamo molto
tempo per parlare durante il giorno: io
mi fidavo di lui, lui si fidava di tutto
quanto facevo io”.Il prof. Luigi Stancati, ripercorrendo gli anni di frequentazione con Rolando, con commozione
lo ringrazia perché per merito suo potè
recuperare una fede da troppi anni sopita. Don Angelo Menichelli, sacerdote
a Nocera, che ha seguito passo passo la
vita di Rolando, con levità racconta la
durezza degli scontri trasformatisi poi
in una fede profonda e vissuta applicandola alla concretezza della quotidianità. Una frequentazione conclusa pochi
giorni prima del trapasso quando don
Angelo accorse al capezzale di Rolando per somministrargli il sacramento
della riconciliazione. Così ha concluso
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pagina 12
il sacerdote: “ha fatto più Rolando in
dieci anni che io in settantacinque anni
da prete”. Don Franco Valeriani, giovane sacerdote a Sant’Eraclio, prese a
frequentare Lola e Rolando, accolto
come fosse un loro figlio, e cominciò ad
aiutarli a costruire quel grande progetto che è La Tenda, strutturata in quattro settori: bambini, tossicodipendenti,
sieropositivi, ragazze madri. Un grande
progetto, che continua a crescere, nonostante la perdita di Rolando, che fa
affidamento sul grande sostegno della
Diocesi. Don Dante Cesarini, che poco
tempo fa ha chiesto di poter consultare
Il Nuovo Testamento che usava leggere
Rolando, ha tenuto a dire come il testo, molto vissuto, è stato sottolineato
soprattutto in quelle parti delle Scritture che evidenziano la fiducia in Dio, il
concetto di bontà, di carità, di misericordia, di benevolenza. A concludere il
messaggio inviato da S.E. Mons. Giovanni Benedetti, perfetta chiosa ad un
incontro condotto all’insegna dell’affetto e della riconoscenza:Non posso essere presente nella vostra riunione in cui
ricorderete il carissimo Rolando Buono,
che purtroppo ci ha lasciato troppo presto; desidero però dirvi che sarò presente spiritualmente. A lui mi legava, oltre
una profonda amicizia, anche la sua
fede. L’aveva riacquistata dopo anni di
incredulità e ora la professava e la testimoniava con tutta la sua vita e con tutti i
doni di intelligenza e di amore che possedeva in modo eccellente. Certamente
anche l’amore e le preghiere di Lola, la
sua amatissima sposa, avranno contribuito a creare quel grande capolavoro
della sua conversione che fecero di lui
una delle anime più belle della nostra
comunità ecclesiale di Foligno.
Franca Scarabattieri
www.profoligno.it
Bollettino della Pro Foligno - Anno 11º NUMERO 4, Aprile 2011
Le istituzioni civili, la conferenza di
Paola Tedeschi per i “Giovedì per la storia”
Giovedì 10 febbraio alle 16.30,
presso la Sala Convegni della Bibiloteca Jacobilli, nell’ambito del ciclo
di conferenze “Foligno nell’età del
Risorgimento 1796-1860”, promosso dalla nostra associazione in occasione delle celebrazioni dei 150 anni
dell’Unità d’Italia, Paola Tedeschi,
responsabile della sezione di Foligno
dell’Archivio di Stato, ha tenuto una
conferenza dal titolo “Le istituzioni
civili”. Il ciclo di conferenze, sottotitolato “I Giovedì per la Storia”, è inserito nell’ambito delle celebrazioni
unitarie predisposto dall’apposito Comitato istituito dall’Amministrazione
Comunale, ed è coordinato da Fabio
Bettoni. Il pomeriggio è iniziato con
i saluti e il benvenuto del nostro presidente Alfredo Ottaviani ed è proseguito con l’intervento del professor
Fabio Bettoni che ha introdotto il
contenuto della conferenza. A seguire
Paola Tedeschi ha ripercorso la storia
delle magistrature civili dal 1357 fino
alla riforma del cardinale Consalvi
del 1816. Il 1357 corrisponde, infatti,
all’anno in cui il Parlamento, convocato dal cardinale Egidio Albornoz,
legato e vicario generale dello Stato
Pontificio, promulgò a Fano le Constitutiones Aegidianae, la raccolta di
leggi che stabilì la tradizionale ripartizione territoriale dello Stato Pontificio nelle cinque province, ereditate
dal Medioevo, affidate ai rettori, e
che rimase in vigore praticamente
fino all’Italia preunitaria. Oltre 450
anni in cui le magistrature giudiziarie
(Governatore, Prefettura del Numero
dei XX, Podestà) e le magistrature
comunali (Consiglio Centumvirale, Magistrato, Prefettura dei Nove,
Conservatori delle leggi, Soprastanti
alle Fiere) dell’epoca si sono conso-
Un sito in inglese per l’Umbria e Foligno
Lynda Rouse è senz’altro una viaggiatrice di quelle con la V maiuscola. Lo
si capisce navigando nel suo sito internet www.ktucitywalks.co.uk, un portale
dedicato all’Umbria e alle sue principali
città. Come si legge dalla Home Page
l’intento è quello di raccogliere informazioni storiche e artistiche su venti centri
umbri, ma per ora le pagine completate
sono quelle su Perugia, Assisi, Foligno,
Trevi, Spoleto, Narni, Otricoli, Amelia,
Orvieto. Il principio è semplice: la signora Rouse suggerisce diversi tipi di cam-
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lidate e sviluppate acquisendo nuove
competenze e portando alla costituzione delle moderne istituzioni civili
dell’unitario stato Italiano.
Ilaria Coresi
minate (walk), cioè percorsi all’interno
di ogni città. Seguendoli si possono conoscere svariati aspetti dei centri umbri
che si andranno a visitare. Inoltre nella
home dedicata ai vari paesi umbri, la
Rouse dà una breve descrizione, indicando anche i bar e i ristoranti preferiti, e i
locali di suo gusto. Un sito che è un’importante vetrina per la nostra regione e
in particolare per la nostra città, soprattutto per i turisti stranieri che verranno
a visitarla, visto che il sito è interamente
in inglese. Della nostra città dice “Foligno è inusuale come città umbra perché
costruita in pianura. Effettivamente gli
abitanti si muovono in bicicletta. La città
è stata duramente colpita da un terremoto nel 1997, ed appare ancora ricoperta
da impalcature. Nonostante ciò c’è molto
da vedere”. Di seguito passa a descrivere gli alberghi i caffè e ristoranti che ha
particolarmente amato e la storia della
città. Per Foligno propone sei itinerari
aggiungendo informazioni storiche e artistiche assai precise dettagliando il tutto
con delle foto. Un omaggio della Rouse
alla nostra regione e alla nostra città
che speriamo venga apprezzato dagli internauti stranieri desiderosi di venire in
Umbria.
Ilaria Coresi
pagina 13
Bollettino della Pro Foligno - Anno 11º NUMERO 4, Aprile 2011
Quando a Foligno le biciclette
avevano la “targa” e i ciclisti la “patente”
di Lanfranco Cesari
In una città di pianura com’è Foligno, il velocipede ha una lunga e consolidata tradizione. Il mondo cambia, ma
viaggiare in bicicletta impone sempre
(e ancor più oggi, nel caos del traffico
urbano) il rispetto di regole che garantiscano l’uso appropriato di questa due
ruote economica e popolare. La necessità di un regolamento adeguato alle esigenze del tempo fu avvertita a Foligno
oltre un secolo fa. Sul finire dell’Ottocento, infatti, era così preoccupante il
problema del traffico di veicoli quali
biciclette, tandem e triplet che le competenti autorità comunali furono indotte
ad emanare e divulgare in un apposito
opuscolo le norme che dovevano regolare la circolazione di tali velocipedi.
Chi inventò la bicicletta?
La bicicletta come la conosciamo oggi fu inventata nel
1839 da Macmillan, un fabbro inglese. La bicicletta
Macmillan aveva le ruote di legno con cerchioni di
ferro; il telaio consisteva in un’asse di legno ricurva;
il manubrio era unito al cardine della forcella, che era
inserita nell’asse del telaio, proprio come nelle biciclette odierne. Non c’era catena e i pedali erano collegati da bielle a pedivelle che facevano girare la ruota
posteriore. Macmillan stesso pedalò per molti anni su
una delle sue biciclette e anche per viaggi piuttosto
lunghi, nonostante l’evidente scomodità delle ruote di
legno cerchiate di ferro.
Anni Trenta del Novecento. Corteo nuziale in bicicletta. Davanti sono gli sposi in tandem.
dall’autorità municipale. Inoltre, perché
un velocipedista potesse usufruire del
diritto di transitare nell’interno della
città, doveva essere munito di una “lettera di libera circolazione” che era rilasciata dal sindaco dopo che un’apposita
commissione aveva certificato l’attitudine alla guida della “relativa macchina
ciclistica”. La lettera (o “tessera”) recava la firma del richiedente e il numero
progressivo di matricola. La concessione di questa tessera costava cinque
lire, da versarsi all’atto della consegna
ed era valida per un anno. Al termine
dell’anno, la tessera veniva rinnovata
mediante semplice domanda al sindaco
e dietro il versamento di due lire.
Una “lettera di libera circolazione” per transitare con il velocipede nell’interno della città
Il regolamento è del 1896 e fu approvato dalla Giunta Provinciale Amministrativa il 21 agosto di quell’anno.
Le norme in esso contenute erano piuttosto severe e, se trasgredite, comportavano anche pene pecuniarie piuttosto
elevate. Anzitutto, ogni velocipede di
qualunque forma doveva essere munito
del freno istantaneo, di un campanello o
segnale, di un fanale da accendersi nelle
ore notturne e di un numero di matricola progressivo che veniva rilasciato
pagina 14
Si chiamava “velocino” e fece la sua apparizione appena prima della guerra. Era una via di mezzo fra una
sedia a rotelle e un arnese da equilibristi del circo.
Si disse, per lanciarlo, che si risparmiava gomma, ma
non ebbe successo e pian piano sparì dalla circolazione.
La commissione per “l’esame
di guida” formata da sette provetti velocipedisti. Il ritiro della
carta di circolazione dopo tre
infrazioni. Ai Canapè le esercitazioni dei principianti
La commissione preposta a certificare l’attitudine alla guida del richiedente era composta da sette membri
scelti dalla Giunta municipale fra i più
provetti velocipedisti della città e durava in carica due anni. Qualora il velocipedista fosse incorso per tre volte nella
contravvenzione alle norme del regolamento, la commissione, su proposta
della Giunta, poteva ritirare la lettera
di licenza. Il regolamento prevedeva
altresì che all’interno della città i velocipedisti non potevano essere “spinti a
corsa veloce” e dovevano essere fermati dovunque qualora un cavallo si fosse
adombrato e quante volte, per qualunque ragione, lo avessero prescritto gli
agenti della forza pubblica. Per le esercitazioni dei principianti era “stabilito
il locale dei Canapè”. Tali esercitazioni
erano proibite in tutte le strade all’interno della città e dei villaggi del Comune,
nonché nella “periferia di cinquecento
metri” dalla città stessa. Il transito dei
velocipedi nel centro storico e fuori
Porta Romana fino agli Elci era assolutamente vietato nella ricorrenza delle
fiere principali e, nei giorni di mercato,
fino a mezzogiorno.
www.profoligno.it
Bollettino della Pro Foligno - Anno 11º NUMERO 4, Aprile 2011
La Pro Foligno dona “La Divina
Commedia illustrata da Achille Incerti”
Il Centro di documentazione delle
Edizioni a Stampa della Divina Commedia, che ha sede nell’area del Fondo Antico della Biblioteca Comunale, si arricchisce di una pregiata edizione illustrata
da Achille Incerti. Infatti la Pro Foligno,
come è ormai consuetudine, dona anche
quest’anno un volume rintracciato tra le
rarità, edito da Mazzotta nel 1988. “La
Divina Commedia illustrata da Achille
Incerti” è dotata di 103 tavole a colori
che riproducono originali dipinti ad olio.
E’ un ciclo pittorico imponente e fortemente espressivo, dotato di una originalità che lo rende assolutamente unico e
convincente. Le immagini per la forza
simbolica e la ripetuta rappresentazione del male sotto varie forme - Lucifero
arcimboldesco, bombe, missili, testate
nucleari, un digrignante mostruoso pi-
pistrello - raggiunge efficacemente lo
scopo di generare nell’osservatore un
turbamento profondo. All’Inferno sono
dedicate 38 tavole, al Purgatorio 37 e
al Paradiso 27; tutte le immagini sono
state realizzate ad olio su tela nel formato 60x80 cm. ad eccezione di due tondi,
sempre su tela, dedicati al Paradiso dal
diametro di 120 cm. Un’opera certamente molto impegnativa alla quale il pittore ha dedicato anni del suo lavoro con
l’intento di dare della Divina Commedia
una interpretazione moderna, come se un
uomo del nostro tempo intraprendesse
il viaggio di Dante. Il testo della Divina
Commedia è commentato da Giorgio Petrocchi che ha voluto proporre anche un
sua riflessione storica su Achille Incerti
(Zurigo 1907 - Reggio Emilia 1988).
Rita Fanelli Marini
I ricchi e i benestanti in Umbria
Foligno al secondo posto dopo Perugia
Chi dichiara al fisco oltre centomila Euro viene definito “ricco”. Benestanti sono quelli che denunciano tra in settanta e i centomila
Euro. Esaminando le dichiarazioni del 2010, riferite ai redditi dell’anno precedente, rese note al Ministero, troviamo per la nostra
regione circa cinquanta ricchi in più, mentre c’è un leggero calo per i benestanti (circa quaranta). I ricchi in Umbria sono aumentati
da 4.381 a 4.430, mentre il numero dei benestanti scende da 7.110 a 7.067. il numero complessivo dei ricchi e benestanti assomma
in totale a 11.497. Vediamo ora la provincia di Perugia. Al primo posto troviamo il capoluogo sia tra i ricchi che tra i benestanti,
rispettivamente con 1.501 contribuenti (in leggera crescita sia per i redditi del 2009 che del 2008) e 2.331 (in calo rispetto ai due anni
precedenti). Al secondo posto c’è Foligno con 277 ricchi (in aumento rispetto al 2009/8) e 419 benestanti (in aumento rispetto ai due
anni precedenti. Al terzo posto Città di Castello (192 e 272), al quarto Gubbio (130 e 193) poi Corciano (130 e 180). Complessivamente nella provincia di Perugia i ricchi sono 3.376 e i benestanti 5.291, ambedue in leggero aumento rispetto ai redditi del 2009/8.
Dott.
Giampiero
Albertacci
Partner Azimut
AZIMUT CONSULENZA SpA - Società di Intermediazione Mobiliare
06034 Foligno (Pg) - Via Cesare Battisti, 24 - Cell. 335.7032341
Tel./Fax 0742.342120 - e-mail: [email protected]
06127 Perugia - Zona Pian di Massiano (Strada Trasimeno Ovest)
Tel. 075.5008732 - Fax 075.5055395
All’Italia
Nata dal mare
splendido sito,
faro di luce e civiltà
semini ovunque arte e sapere,
approdo eterno
di popoli e genti,
Elleni Normanni
Etruschi ed Unni
hanno arricchito
Itali ed Umbri.
S’alternano tempi bui e sereni,
guerre e conflitti
insanguinano coste e contrade,
vite in fermento,
voglia di patria,
sacrifici infiniti,
spiriti eletti immolati per te
lottano a lungo per l’unità.
Fiera d’esserti figlia
All’ombra della tua storia
godo di te ITALIA.
Franca
17 marzo 2011
Periodico della Pro Foligno
Aut. trib. Pg n° 505 del 12/01/1989
Resp. Giovanni Bosi
Sede Redazione:
FOLIGNO - Piazza G. Piermarini
tel e fax 0742 355722
e-mail: [email protected] - www.profoligno.it
Comitato di Redazione
Giuseppe Tardocchi Coordinatore responsabile
Alfredo Ottaviani Presidente
Adua Bartolini
Rita Fanelli Marini
Gabriella Pagliacci
Mario Lai
Luca Radi
Elvira Luisa Remoli
Sandra Remoli
Franca Scarabattieri
Ilaria Coresi
Lanfranco Cesari
Segreteria di Redazione e preposti alla
composizione: Francesco Di Salvo, Elvira
Luisa Remoli, Franca Scarabattieri, Mario
Lai, Sandra Remoli e Dario Signorelli
Impaginazione e Stampa
tipolitografia Mancini e Valeri - Foligno
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pagina 15
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pagina 16
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