ITIS S. Cannizzaro Catania, 13 Maggio 2004 La morte annunciata del centralismo scolastico Norberto Bottani, Direttore SRED, Dipartimento della Pubblica Istruzione del Canton Ginevra 12, Quai du Rhône, 1205 Ginevra [email protected] La fine dei miti • Il modello unitario centralizzato non è più una strategia efficace di governo della popolazione • Il modello unitario centralizzato non è più una strategia efficace di controllo delle scuole août 12 Catania 2 Il riferimento teorico di base • Gli agenti decidono nelle materie nelle quali sono potenzialmente più competenti per farlo • La qualità della scuola migliora quando le decisioni sono prese al livello di competenza dove si trovano tutti gli elementi che permettono di operare scelte informate, efficienti ed efficaci e quando il modo di decisione fruisce degli stessi vantaggi août 12 Catania 3 Criteri essenziali di giustificazione e convalida della decentralizzazione: la qualità e l’equità La combinazione di decentralizzazione e autonomia va valutata in funzione di due principi essenziali : la qualità e l’equità del sistema scolastico e d’istruzione nella sua globalità. août 12 Catania 4 Un altro mondo: il caso della Svezia e della Finlandia août 12 Catania 5 Decentralizzaztione in Finlandia • Local Government Act (1976) ; ci sono solo 446 comuni in Finlandia con la competenza di prelevare direttamente le imposte • I comuni hanno una duplice funzione: – Sono unità amministrative – Sono unità di base dell’autogoverno dei cittadini (costituzione del 1919) août 12 Catania 6 La scuola in Finlandia • La scuola dell’obbligo (durata 9 anni con inizio a 7 anni) è di competenza dei comuni, finanziamento ( parziale) compreso • I licei (triennali)sono istituzioni municipali; gli istituti tecnici e professionali (triennali) sono gestiti in partenariato da comuni, stato e organizzazioni private. Il 70% del canale professionale è però municipale ( singoli comuni o consorzi di comuni) • I servizi scolastici ( mensa, trasporti, cure sanitarie e dentarie, servizio psico-pedagogico) sono di competenza comunale août 12 Catania 7 Finlandia: l’autogoverno comunale • Le prestazioni comunali in materia scolastica (come pure in altri campi) possono essere assicurate secondo le modalità seguenti ( Local Government Act): – Con servizi gestiti in proprio – Con enti consortili che raggruppano più comuni – In partenariato con enti privati che forniscono i servizi richiesti – Acquistando i servizi da altri enti statali – Acquistando i servizi da ditte private (l’outsourcing) août 12 Catania 8 Finlandia: modalità di finanziamento della scuola • La base del finanziamento sono le imposte comunali • Lo stato centrale integra le risorse comunali con stanziamenti di fondi calcolati in base al fabbisogno comunale, alla solidità ed alla ricchezza finanziaria dei comuni août 12 Catania 9 La Svezia: lo smantellamento del centralismo scolastico La gestione della scuola -- dagli asili nido ai licei -- è totalmente comunale Il cambiamento di paradigma nel 1991: in pochi mesi il ministero dell’istruzione a Stoccolma è stato smantellato e migliaia di insegnanti hanno cambiato dall’oggi al domani il datore di lavoro: dallo stato agli enti locali. août 12 Catania 10 Il sistema scolastico svedese: i comuni al centro Sistema scolastico svedese 288 comuni 4981 scuole Agenzia Nazionale per l'educazione 300 persone Funzione di controllo e di valutazione Ispezione delle scuole Ricerca scientifica sull'istruzione E' l'agenzia che implementa gli obiettivi del ministero Monitoraggio triennale del sistema scolastico Parlamento Ministero Educazione e Scienza I comuni : •sono responsabili del conseguimento degli obiettivi stabiliti dallo Stato • devono redigere il piano scolastico concernente la struttura e lo sviluppo dell’offerta formativa che viene adottato dal consiglio comunale •devono garantire un anno di scuola dell’infanzia ai bambini di sei anni (l’obbligo scolastico può iniziare infatti a sei o sette anni a scelta dei genitori) •sono tenuti a pagare la scuola scelta dai genitori residenti se non è quella del comune (c’è infatti libertà di scelta) août 12 Catania 11 L’ autonomia presa sul serio funziona. Un esempio concreto: la scuola di Bredængen* • • • • Scuola di periferia operaia ad ovest di Stoccolma, in mattoni rossi del 1967, con 620 alunni dalla scuola materna alla scuola dell’obbligo, Budget annuo della scuola di 6 milioni di euro gestito dal preside Non ci sono bidelli o portinai: la scuola è sempre aperta. Chiude di solito alle 21. Autonomia curricolare piena: non esiste più nessun programma nazionale. Le direttive del ministero sono raccolte in un opuscolo di 19 pagine Esempio delle istruzioni per la lingua materna per la scuola dell’obbligo: Padroneggiare la lingua svedese e potere ascoltare e leggere con attenzione, come pure esprimere idee e pensieri oralmente e per scritto – Per la matematica: • Padroneggiare le basi di un pensiero matematico e potersene servire nella vita quotidiana *Informazioni segnalate da Magnus Falkehed: Le modèle suédois. Santé, services publics, environnement: ce qui attend les Français. Ed. Payot, Paris 2003 août 12 Catania 12 Un sistema scolastico che abbina autonomia e decentralizzazione • • • • • • • • 6665 ore d’insegnamento all’anno di cui 600 gestite liberamente dalla scuola Le materie opzionali sono scelte liberamente dalla scuola Professori obbligati al servizio di mensa con gli studenti Il preside recluta e licenzia gli insegnanti. Precarietà della professione. Nel 1991, al momento della riforma, gli insegnanti sono stati” comperati”: 20% di stipendio in più per chi restava; 10% di licenziati, coloro che non accettavano la decentralizzazione 35 ore settimanali di cui 20 obbligatorie nella scuola ( d’insegnamento e non) Non si valutano gli studenti ( nessun voto fino alla quarta elementare) , una scala ridotta di voti dopo ma si valutano gli insegnanti ( su una scala di 320 punti) Per reperire i fondi i presidi affittano i locali della scuola per serate ed incontri Il trionfo dei notabili locali août 12 Catania 13 LA SPAGNA – Costituzione spagnola ( emanata nel 1978 dopo le prime elezioni democratiche del 1977): “Stato delle Autonomie” (17 Comunità autonome, equivalenti a Regioni) – Tre Caratteristiche del processo di decentralizzazione (anni ’80 e ’90): • Complessità:17 Comunità autonome con storie e aspirazioni diverse, alcune da sempre autonome, con situazioni incomparabili rispetto ad altre (es. Catalogna,lingua con mille anni di storia e parlamento autonomo da secoli) • Omogeneizzazione:dare gli stessi poteri a tutte le Comunità a prescindere dalla loro storia • Gradualità attuativa: per alcune Comunità si è realizzta agli inizi degli anni ’80, per altre alla fine degli anni ‘90 – Centralismo = dittatura / Autonomia = democrazia: in Spagna la decentralizzazione ha segnato la fine della dittatura août 12 Catania 14 Per sintetizzare il processo di decentralizzazione dell’istruzione in Spagna • Come nella Costituzione italiana, ciò che non è di competenza dello Stato è di competenza delle Regioni • Una questione tecnica o politica? In Spagna questione politica con risvolti tecnici • E la decentralizzazione a livello comunale? Oggi è praticamente nulla août 12 Catania 15 La decentralizzazione dell'istruzione e i programmi in Spagna (I) • La decentralizzazione dei programmi: – I programmi:allo Stato il 65% o 55% (insegnamenti fondamentali), alle Comunità autonome il 35% o il 45% in quelle con propria lingua (es. Catalogna) – L’ autonomia curriculare (il 35% o 45% del curricolo) è ripartita tra tre livelli di : le Comunità Autonome, gli istituti scolastici e le classi. – le Comunità autonome tendono a centralizzare il loro 35% o 45%: alle scuole e alle classi scarsa autonomia – La centralizzazione dei programmi è una prassi comune sia del governo statale sia dei governi delle Comunità autonome août 12 Catania 16 La decentralizzazione dell'istruzione e l’autonomia delle scuole in Spagna(II) L’autonomia delle scuole –Tradizione di scarsa autonomia delle scuole –Settori di autonomia: Programmi: scarsa Organizzativa: scarsa Gestione economica: scarsa Personale: nulla août 12 Catania 17 FRANCIA: eppur si muove Un cantiere di vent’anni • La decentralizzazione è stata avviata nel 1981 dal primo governo socialista del dopoguerra ( Governo Mauroy) , dal ministro dell’interno Gaston Deferre, sotto la presidenza di Mitterrand • Nella scuola, la legge quadro determinante è la legge d’orientamento del 1989 août 12 Catania 18 Francia: il mammut scolastico e la cura dimagrante (Claude Allègre ministro socialista dell’educazione nel governo Jospin) Struttura dell’amministrazione scolastica Dipartimental Centrale Regionale Legislativo Parlamento e Senato Consiglio regionale Esecutivo Ministero Presidente Prefetto Ispezione generlae Ispettorri dell’educazi one nazionale Ispettori d’”académi e” (28 académies) Consiglio superiore dell’istr. Consiglio d’académie Consiglio dipartim. Consultivo Comunale Istituto Consiglio municipale Consiglio d’istituto Sindaco Capo d’istituto Consiglio di disciplina Consiglio nazionale dei progr. août 12 Catania 19 Francia: tradizione repubblicana centralizzatrice • Sovrapposizioni di impianti amministrativi di stampo diverso ( da un lato i dipartimenti e le“académies”; dall’altro le regioni e i comuni) • Il centro ( il ministero dell’ “Education Nationale”) tiene saldamente in mano: – Il reclutamento, le nomine, la carriera, lo statuto e le remunerazioni dei docenti – L’impianto del sistema scolastico – I programmi d’insegnamento che sono nazionali – Il monopolio dei diplomi di stato – La valutazione del sistema e le statistiche scolastiche août 12 Catania 20 Francia: una decentralizzazione moderata • La decentralizzazione trasferisce alcune competenze ai livelli inferiori ( regioni, dipartimenti, comuni) nel settore dell’edilizia scolastica e dell’offerta d’istruzione • Il decentramento delega competenze prevalentemente amministrative agli istituti scolastici ( un embrione d’autonomia) août 12 Catania 21 Francia: le competenze dei rettori (l’equivalente dei direttori regionali italiani dell’istruzione) (28 académies) • • • • • La mappa scolastica ( d’intesa con le regioni) Gli investimenti Le spese correnti non salariali Il reclutamento dei docenti delle elementari Il reclutamento del personale non docente delle scuole medie août 12 Catania 22 Francia: competenze dipartimentali (100 dipartimenti d’origine napoleonica) Competenze degli ispettori d’ “ académies” • L’organizzazione delle scuole medie – Delimitazioni dei bacini di utenza – La mappa scolastica – Gli investimenti – Le spese correnti non salariali • La gestione delle scuole elementari août 12 Catania 23 Francia: lavori in corso • • Modifica della costituzione votata il 28 marzo 2003 che amplifica il potere delle comunità locali Nuovi trasferimenti di competenze dallo Stato verso le collettività locali: – Verso le regioni: l’offerta formativa nel campo dell’ istruzione e della formazione professionale iniziale è decisa in comune da Stato e regioni nel quadro di convenzioni annue che applicano i piani regionali di formazione; – Verso i dipartimenti: i bacini d’utenza delle scuole medie; – Verso i comuni: i bacini d’utenza delle scuole elementari (competenza attribuita ai consigli comunali); – Verso le regioni e i dipartimenti: il reclutamento e la gestione del personale tecnico, degli operai e di quello dei servizi delle scuole medie e scuole superiori ( 91 000 agenti) ( il personale TOS equivalente al personale ATA in Italia). août 12 Catania 24