HEPATOS
Hepatos, scritto in greco antico,
e l’uomo vitruviano di Leonardo da Vinci
rappresentante le proporzioni ideali del corpo umano,
identificano il nostro simbolo.
Un particolare ripreso dal logo del Cenacolo
per meglio esemplificare la nostra origine.
perché la fondazione
Per parlare della Fondazione non si può prescindere dal suo ispiratore ed ideatore, mio padre Lionello.
Mio padre era malato e provò sulla propria pelle
la sofferenza causata da un’epatopatia; da questa esperienza e dal confronto con il suo medico curante, il Prof. Piero Amodio, nacque l’idea
d’impegnarsi attivamente nella prevenzione e
ricerca delle malattie del fegato con una donazione che raccolse all’interno del Sodalizio di
cui era Presidente: Il Cenacolo.
Purtroppo la malattia ebbe un celere sopravvento e mio padre non ebbe modo di vedere
coronata la sua intuizione; solo dopo la sua dipartita l’idea fu ripresa e portata a compimento
dal nuovo Presidente del Cenacolo Prof. Alberto Frattina che decise con alcuni volenterosi
medici della Clinica Medica 5, diretta dal Prof.
Angelo Gatta, di dare vita alla Fondazione.
La Fondazione fu dedicata alla memoria di mio
papà e porta il suo nome.
Da quella intuizione sono passati diversi anni,
anni in cui importanti lavori sono stati portati
a compimento come il progetto “Che Piacere”
per la prevenzione dell’abuso alcolico nei confronti dei giovani adolescenti o come il giornale
“Hepatos a tutto fegato”. Anni di crescita e di
soddisfazione, ma anche anni difficili, anni di
crisi con il progressivo annullarsi delle donazioni, la nostra principale fonte di sostentamento.
Nonostante ciò tutti i nostri programmi sono
stati portati a pieno compimento ed altrettan-
to ci accingiamo a fare per il futuro, fortemente
determinati nel concretizzare il nostro progetto
di solidarietà e volontariato.
Di questi dieci anni conservo numerosi ricordi,
uno in particolare: un articolo di Angelo Gatta
sull’edizione dell’agosto 2008 del nostro giornale. L’articolo illustrava di come un malato afflitto da malattie degradanti avesse il “coraggio
di vivere” a dispetto della sua precaria condizione e di come fosse lui talvolta a testimoniare al
medico curante “i valori di una umanità compiuta, completata da una spiritualità che sembra
essere riuscita a dare una risposta ai requisiti
esistenziali di fondo: chi è l’uomo e che senso
hanno la vita e la morte”.
Troppi sarebbero i grazie per questi dieci anni
di attività; idealmente accomuno tutti nel ringraziamento all’unica persona senza la quale la
Fondazione non ci sarebbe mai stata:
grazie papà.
Il Presidente
Michele Forin
5
Lionello Forin
6
ricordi
Ho incontrato per la prima volta Lionello Forin,
nella redazione padovana del Gazzettino: lui,
agente di un’industria dolciaria, era molto amico di Gigi Montobbio e Carletto Malagoli mentre io studente ventenne raggranellavo qualche
spicciolo scrivendo un pò di sport. Anche a
Lionello piacevano il calcio e il ciclismo, e così
cominciammo a seguire assieme alcuni eventi.
Poi, diventato avvocato, Lionello fu uno dei miei
primi e affezionati clienti, ma sopratutto divenne
ben presto un fraterno amico. Ho seguito tutta
la sua crescita professionale e sociale: serietà
ed abnegazione ne sono stati i pilastri; l’amore
per la famiglia (Michele, Patrizia, la moglie Iva
sempre al suo fianco “in punta di piedi”) il tratto fondamentale; la sua casa un punto di riferimento per quanti volevano condividere il suo
mondo di valori e tradizioni: dal papà ruzantino
agli amici della corale Da Palestrina. Era un vulcano di idee, entusiasmo e iniziative sociali: lo
dimostra il Cenacolo che continua sul suo solco e lo testimonia la Fondazione, nata dalla sua
ferrea volontà proprio nel momento in cui il male
emetteva il suo inesorabile verdetto. Lionello ci
ha lasciato un grande patrimonio morale! Ce ne
vorrebbero molti altri, per ricucire i lembi deteriorati di una società sempre meno moralmente
solida.
Mario Liccardo
Ha avuto un’idea geniale: creare un club di opinione sportiva - il primo in Italia - formato dal
top delle persone nelle singole professioni, dove
per top s’intende livello elevato da un punto di
vista lavorativo e umano. Un’idea vincente, che
il sempre deciso e vulcanico Lionello Forin ha
saputo applicare al Cenacolo, e che è continuata anche dopo la sua scomparsa. Un personaggio d’indubbio spessore e personalità, convinto
dei suoi pensieri (e i fatti gli hanno dato ragione),
generoso, e incrollabile nella sua fiducia.
A livello personale, non ricordo un solo momento dedicato alla benchè minima discussione tra
di noi. Pur essendo uno spirito forte e in alcune
circostanze assolutamente drastico nell’esporre le sue idee, Lionello sapeva anche ascoltare,
magari fingendo subito di non essere d’accordo, ma sottoponendo poi alla sua visione qualsiasi pensiero di qualsiasi persona.
Il suo sostantivo più gettonato era “amicizia”
perchè ogni occasione d’incontro doveva rientrare e rientrava in questo prezioso capitale
umano che si chiama appunto amicizia. Una
connotazione che ha sempre caratterizzato la
vita e l’attività del Cenacolo. Eredità pesante da
lui lasciata, ma anche un’esaltante occasione
per ampliare ulteriormente il concetto di serena
condivisione. Grande Lionello.
Paolo Donà
7
ricordi
Sono trascorsi ormai 11 anni da quando Lionello ci ha lasciato, eppure il suo ricordo è più vivo
che mai. Non è una frase fatta, ma la semplice
realtà.
Perché la forza dell’esempio, l’impegno profuso ogni giorno nella sua attività professionale,
la mission che aveva voluto portare avanti con
il “Cenacolo” rappresentano un valore aggiunto
per tutti noi.
Che cosa mi manca di lui?
Il sorriso, quel sorriso spontaneo, gioioso, da
fratello quasi, con cui mi veniva incontro, aprendo le porte del suo ufficio o quelle di casa come
se ne facessi parte da sempre.
E poi ancora il modo in cui mi accoglieva e
parlava: sempre attento a non debordare dai
confini di un dialogo costruttivo e mai monotono, in cui anche i problemi, o le difficoltà, che
bisognava affrontare venivano analizzati con
completezza, riuscendo spesso a trovare una
soluzione.
Un uomo forte, ma di una forza interiore unica,
che ci è stato sottratto prematuramente e di cui,
personalmente, avverto tanto l’assenza. Insieme al proverbiale “ciao vecio” con cui si congedava dal sottoscritto.
Prendeva tutto maledettamente sul serio, perché a suo modo era un perfezionista.
Rammento come se fossi oggi la delusione, mista a rabbia malcelata, quando non riuscì a concludere positivamente la trattativa con Viganò
per l’acquisto del Calcio Padova da parte della
cordata di imprenditori che faceva riferimento
proprio al “Cenacolo”.
Ci teneva tanto, sarebbe stato il suo capolavoro. Ma ai galantuomini, e lui era un galantuomo
tutto d’un pezzo, il destino non sempre riserva,
come si è visto in quella occasione, le soddisfazioni che meriterebbero. Purtroppo.
Grazie Lionello per avermi concesso la tua amicizia.
Stefano Edel
8
ricordi
Ho conosciuto Lionello Forin in ospedale. Eravamo ai primi anni del 2000.
Una malattia cronica di fegato causata da infezione virale lo aveva portato in contatto con la
Clinica Medica 5 e in particolare con i medici
che si occupavano degli stati avanzati della malattia. Io l’ho conosciuto in occasione di uno dei
suoi ricoveri in Clinica. Lo ricordo accogliermi
con un sorriso e con affabilità al mio ingresso
nella stanza di degenza.
Mi colpì la sua pacatezza, la sua serenità, la
consapevolezza della malattia che però non
era rassegnazione, ma atteggiamento positivo
e collaborativo, uno di quei malati che interagiscono con il medico arricchendo il rapporto
medico-paziente aldilà degli aspetti medici e ti
arricchiscono in termini di umanità; uno di quei
pazienti che non rimane solo come malato, ma
anche come uomo
e persona.
Senz’altro si può dire che Lionello Forin ha lasciato un ricordo per il tratto signorile, la dignità
e il coraggio con cui ha sempre affrontato la sua
malattia, malattia disagevole per un imprenditore, perché comportava improvvisi malesseri che
interferivano con la sua attività lavorativa.
Tuttavia mai si è chiuso in se stesso, ma ha
affrontato i disagi della malattia, sempre proteso al futuro con ottimismo e capacità creativa, sorretto anche dalla moglie premurosa che
sempre lo accompagnava e circondato dall’affetto dei figli. Lionello Forin pian piano maturò l’idea di alleviare le sofferenze di altri malati, anche perché
si sviluppò un rapporto di fiducia e simpatia con
l’équipe dei curanti della Clinica Medica 5 con
cui si consolidò un rapporto di amicizia.
Comprese che la professionalità dei medici dipendeva ed era rafforzata dall’attività di ricerca
che caratterizza una clinica universitaria.
Nacquero così inviti ai convivi del Cenacolo, iniziative di sensibilizzazione delle istituzioni e della popolazione e di prevenzione delle malattie di
fegato a mezzo televisivo, raccolta di fondi per
la ricerca in campo epatologico fino alla costituzione, ormai alla sua scomparsa, di una Fondazione che ne ricorda il nome ed è volta a dare un
aiuto ai malati, alla ricerca ed alla prevenzione e
cura delle malattie epatiche.
Angelo Gatta
9
ricordi
Un imprenditore generoso- Lionello Forin- si ammala e presenta un disturbo che ostacola il lavoro: saltuari e fugaci momenti di confusione. Viene curato a Padova in Clinica Medica 5 dove da
una quindicina di anni, con un gruppo di giovani
entusiasti, approfondivo il nesso fegato-cervello
con metodiche innovative. Un “ciack” di simpatia
scoppiò fra l’imprenditore e i curanti. Lionello Forin capì che avrebbe potuto aiutare altre persone,
oltre a sé, se avesse convogliato risorse alla ri-
cerca. Propose il finanziamento per una borsa di
studio sull’encefalopatia epatica, ma lo convinsi
a cercare di realizzare una Fondazione per il fegato, da tempo auspicata dal Prof. Gatta. Lionello
vi contribuì attivamente, grazie al “Cenacolo”. Il
Prof. Frattina, Presidente del Cenacolo, riuscì a
fondarla, dopo la morte di Forin, col supporto di
altri generosi volontari. Di strada se ne è fatta in
10 anni e ancora molta se ne farà in futuro!
Piero Amodio
Lionello Forin con l’equipe della Clinica Medica 5 in occasione di un incontro divulgativo
10
la nascita
Correva l’anno 4 dicembre 2004 quando venne
a mancare Lionello Forin Presidente per ben 18
anni consecutivi del Club Sportivo “IL CENACOLO” Calcio Padova.
Per sua volontà in vita fù accantonata la somma
di € 20.000 destinata ad una borsa di studio
Universitaria per le epatopatie, malattia di cui
era affetto, da consegnare ad un Medico Specializzando della Clinica Medica 5 di Padova
ove più volte ricoverato.
La guida del Club passò nelle mani del Prof.
Dott. Frattina Alberto, Direttore della U.O. di
Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-Facciale
e fondatore dell’Ottoneurochirurgia 1992 Università-Azienda Ospedaliera Policlinico di Padova.
Il mio primo impegno fù quello di tramutare in
realtà quanto voluto, anzi di più, con una variante ancor più impegnativa caldeggiata dalla
Clinica Medica: non più borsa di studio una tantum ma una FONDAZIONE!
Tra Il Cenacolo e la Clinica Medica 5, Centro per
lo studio delle malattie epatiche riconosciuto
dalla Regione Veneto, nacque nel 2005 un sodalizio tuttora in atto.
Nella seduta del Consiglio Direttivo del 10 maggio 2005, presieduta da me Presidente e relativo
verbale da me firmato, Il Cenacolo all’unanimità
ha “approvato la costituzione della Fondazione
Lionello Forin Hepatos onlus - FLFHO e dato
ampio mandato al Presidente a compiere tutti
gli atti e le formalità necessarie per la costituzione della medesima”.
A seguito di questa delibera l’1 luglio 2005 con
il socio del Club Dott. Bovo Moreno Commercialista, sono comparso dal Notaio Giuseppe
Ponzi - Padova - che in presenza di testimoni
ha steso l’ATTO COSTITUTIVO DI FONDAZIONE - REPUBBLICA ITALIANA ed ha trascritto
l’elenco delle persone facentene parte tutte da
me personalmente scelte e ognuna con i propri
rispettivi ruoli, mettendo alla Presidenza della
Fondazione Michele Forin, figlio dello scomparso Lionello... e da allora la FONDAZIONE spiccò
il volo!
Il 24 novembre 2008 alla presenza dello stesso
Notaio in Via Cavalletto, 23 PD è stato steso il
primo VERBALE DI ASSEMBLEA - REPUBBLICA ITALIANA per gli aggiornamenti del caso. Il
25 marzo 2009 al N°498 è stata ascritta al Registro Regionale Veneto.
Alberto Frattina
11
il Cenacolo
L’Associazione il Cenacolo, club di cultura sportiva,
sorto a Padova nel 1988 per iniziativa di un gruppo di appassionati, con l’intento di promuovere lo
sviluppo dello sport padovano a tutti i livelli, educativo ed agonistico, stimolando relazioni virtuose
con il mondo dell’imprenditoria locale, organizzando occasioni di approfondimento, premiando atleti
e dirigenti meritevoli con il Premio Michelangelo ed
il Premio Sportività, ha contribuito alla nascita della
Fondazione Lionello Forin Hepatos onlus.
Il Cenacolo compartecipa quindi al decennale della Fondazione Lionello Forin Hepatos onlus che tra
molte difficoltà anche finanziarie ha saputo promuovere la ricerca in campo medico epatologico ed ha
sollecitato importanti iniziative nelle scuole per il
contrasto all’abuso di alcol ed altre importanti iniziative.
Il legame etico-morale tra il Cenacolo e la Fondazione è molto stretto poiché il filo conduttore che ci
unisce è Lionello Forin, ideatore della Fondazione
negli ultimi suoi anni di vita e che ha ricoperto la
carica di Presidente del Cenacolo per ben 17 anni
con grande passione ed impegno per promuovere
la conoscenza dello sport padovano, dei suoi campioni, ma anche di tecnici e di dirigenti sportivi che
operano nella nostra provincia.
Diversi Soci del Cenacolo sono impegnati da sempre nella Fondazione e svolgono una costante attività di volontariato essendo il Cenacolo fra i Soci
Promotori della Fondazione.
Il Cenacolo plaude all’attività anche del Comitato
Scientifico ed al connubuio tra Fondazione e Clinica
Medica 5 dell’Università di Padova ed ai Professori
Angelo Gatta e Piero Amodio per la fattiva e costante collaborazione.
Il Cenacolo
Il Presidente
Sergio Melai
12
IL
CENACOLO
la Clinica 5
La Clinica Medica 5 raccoglie l’eredità di una
lunga tradizione ed esperienza nel campo
delle malattie di fegato. Infatti essa opera nel
complesso clinico-ospedaliero di Padova -ora
Azienda Ospedale Università-, da circa 40 anni
e ha ottenuto riconoscimenti scientifici a livello
nazionale ed internazionale.
Nel tempo è stata dotata delle attrezzature di
indagine in campo epatologico all’avanguardia
e dal punto di vista assistenziale è in grado di
fornire le prestazioni specializzate nel settore
epatologico. Oltre alle prestazioni clinico assistenziali erogate direttamente la clinica è dotata
di laboratori di ricerca dove, oltre all’attività diagnostica epatologica avanzata, vengono svolte
attività di ricerca scientifica di livello internazionale nel settore delle malattie del fegato.
La Clinica organizza annualmente da 25 anni un
convegno internazionale sulle malattie del fegato che contribuisce a rafforzare il collegamento
e la cooperazione con i principali centri epatologici nazionali e internazionali.
La Clinica è sede del Centro Regionale Specializzato per le malattie del fegato e della Scuola
di dottorato per l’indirizzo “Epatologia clinica,
Chirurgia epato-biliare e trapiantologica”. Recentemente nell’Atto aziendale dell’Azienda
Ospedale Università di Padova la Clinica è stata
definita come “Medicina Generale ad indirizzo
epatologico”.
La Fondazione Lionello Forin Hepatos onlus è
stata vicina all’attività della clinica fin dalla sua
istituzione. Dopo poco tempo dall’inizio di attività, è stata stipulata una convenzione con l’Università di Padova con lo scopo di instaurare
un rapporto di collaborazione e di integrazione
in campo epatologico. Un esempio di tale collaborazione è quello del progetto “Che piacere…”
sulla prevenzione dell’abuso alcolico dei giovani
svolto in collaborazione con il Rotary Club di Padova, il Centro di tossicologia clinica e la Clinica
Medica 5. Ormai da alcuni anni la Fondazione,
per incentivare la ricerca in campo epatologico,
ha istituito un premio per la migliore comunicazione scientifica presentata in occasione degli
annuali congressi “Attualità e prospettive in
Epatologia”. Per la Clinica la collaborazione con
la Fondazione rappresenta un modo per aprirsi
alla società, svolgere congiuntamente azione di
informazione ed educazione sanitaria in campo
epatologico ed essere vicina alla sofferenza dei
malati di fegato e dei loro familiari.
Angelo Gatta
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i progetti
•2011
DONO TV nuovo reparto Clinica 5
•
2006 - 2016
progetto di COLLABORAZIONE con
Università di Padova
•2011 - 2016
progetto di COLLABORAZIONE con
International Club of Ascites
•2007 – 2016
realizzazione periodico
HEPATOS A TUTTO FEGATO
•2012 – 2016
DALLA PARTE DEL PAZIENTE:
rubrica di chiarimento su problemi etici
e medico legali
•2007 – 2016
premio alla MIGLIORE COMUNICAZIONE di un
autore giovane al Congresso di epatologia
•2013
c onvegno “CONOSCIAMO IL NOSTRO
FEGATO” (Godega TV)
conferenza spettacolo
“LO SPIRITO IN CORPO”
sponsorizzazione opuscolo
“IN CASO DI CIRROSI”
•2007 – 2016
servizio di consulenza medica gratuita
l’EPATOLOGO RISPONDE
•2009 - 2013
progetto “CHE PIACERE...”
•2009 - 2013
ORGANIZZAZIONE CONVEGNI in Fiera sull’abuso alcolico dei giovani studenti
•2010
XX Congresso Internazionale “Attualità
e prospettive in epatologia, incontro
“NOTE DI NO(T)E”
Percorso di
educazione
terapeutica
per i malati di
cirrosi epatica e
i loro familiari
•2010 - 2016
progetto di COLLABORAZIONE con Ishen International Society for Hepatic Encephalopathy and
Nitrogen Metabolism
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i progetti
PER VINCERE DOMANI
Convegno di premiazione
delle classi vincitrici del progetto“Che Piacere...” 2010-2011
per la prevenzione del consumo di alcol negli adolescenti
Sabato 21 maggio 2011 ore 9.30 - Padova Fiere - Aula Carraresi
Socio sostenitore Banca Padovana Credito Cooperativo s.c.
FONDAZIONE LIONELLO FORIN
HEPATOS ONLUS
“Che Piacere...” 2010
“Che Piacere...” 2011
NON PERDERE I TUOI SOGNI IN UN BICCHIERE
Alcuni slogan Medie Inferiori e Superiori
“Che Piacere...” 2012
Convegno Treviso 2013
Conferenza Spettacolo “Lo spirito in corpo” 2013
“Che Piacere...” 2013
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giornale Hepatos a tutto fegato
Novembre2007 Febbraio2008 Maggio2008 Agosto2008 Novembre2008 Febbraio2009 Maggio2009 Agosto2009 Novembre2009 Febbraio2010 Maggio2010 Agosto2010 Novembre2010 Febbraio2011 Maggio2011 Agosto2011 Novembre2011 Febbraio2012 Maggio2012 Agosto2012 Novembre2012 Febbraio2013 Maggio2013 Agosto2013 Novembre2013 Febbraio2014 Maggio2014 Agosto2014 Novembre2014 Febbraio2015 Maggio2015 Agosto2015 Novembre2015 16
copie stampate
2000 copie
2130 copie
2280 copie
2400 copie
2500 copie
2550 copie
2750 copie
2800 copie
3000 copie
3100 copie
3150 copie
3400 copie
3550 copie
3800 copie
4000 copie
4200 copie
4350 copie
4500 copie
4600 copie
4600 copie
4650 copie
4700 copie
4800 copie
4900 copie
5050 copie
5100 copie
5300 copie
5400 copie
5700 copie
5850 copie
5900 copie
6000 copie
6000 copie
variazioni grafiche giornale
Organigramma:
Presidente C.D.A.
MICHELE FORIN
Vicepresidente
Prof. Dott. ALBERTO FRATTINA
Presidente commissione scientifica
Prof. Dott. ANGELO GATTA
Collegio dei revisori dei conti
Dott. MORENO BOVO Presidente
Rag. CARLUCCIO SANTACROCE
Dott. PAOLO DUSO
Tesoriere
GIAMPAOLO FERRARI
HEPATOS
Presidente comitato promotori
Prof. Dott. ALBERTO FRATTINA
HEPATOS A TUTTO FEGATO
Segreteria in via Martiri Giuliani e Dalmati 2/a - 35129 Padova
Tel. 049-8070099 - Fax 049-8071034
Comitato Scientifico presso Clinica Medica 5
Via Giustiniani 2 - 35128 Padova
Tel. 049-8212285 Fax 049-8212291
HEPATOS
a TUTTO
FEGATO
ANNO 9 - N. 1 - FEBBRAIO 2015
Consiglieri
Prof. Dott. ANGELO GATTA
Dott. PIERO AMODIO
Dott. EURO CERA
Periodico della Fondazione Lionello Forin Hepatos Onlus
Periodico della Fondazione Lionello Forin Hepatos Onlus
HEPATOS
Autorizzazione del Tribunale di Padova n. 2096 del 23.07.2007 - Poste Italiane S.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/2/2004 n. 46) art. 1, comma 2 e 3, CNS PD
Autorizzazione del Tribunale di Padova n. 2096 del 23.07.2007 - Poste Italiane S.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/2/2004 n. 46) art. 1, comma 2 e 3, CNS PD
ANNO 2 - NUMERO
1 - FEBBRAIO 2008
FONDAZIONE
ANTONVENETA SEDE VIA VIII FEBBRAIO 5 PADOVA
ABI 05040 - CAB 12150 - C/C F.L.F.H.O NR. 41660Z - CIN O
www.fondazionelionelloforinhepatos.it
HEPATOS
FARE IL MEDICO OGGI
FONDAZIONE LIONELLO FORIN HEPATOS ONLUS
LIONELLO FORIN HEPATOS
ONLUS
GRAFICA DI FRANCO FERLINI - STAMPA F.LLI ZAMPIERON
di Angelo Gatta
SOMMARIO
IL GENERE IN MEDICINA FA UNA DIFFERENZA?
PAG. 2 e 3:
oggi parliamo di...
L’EPATITE VIRALE HA COMPIUTO 40 ANNI
PAG. 4:
l’esperto risponde
l’angolo del direttore
PAG. 5:
cosa c’è di nuovo
dalla parte del paziente
PAG. 6:
fegato e dintorni
PILLOLE DI RIFLESSIONE
la vignetta di Franco Ferlini
PAG. 7:
editoriale
PAG. 8:
appuntamenti
la Fondazione: chi, come, dove
L’EPATITE VIRALE HA COMPIUTO 40 ANNI
una sfida ancora aperta
Seconda
impaginazione
Virus Epatite B
©2002 James A. Perkins
Prima
impaginazione
La Medicina di Genere vuole rispondere a questa domanda: “ io medico
quando entro in una stanza o in una
casa dove vi è il Signor Luigi con una
broncopolmonite devo aspettarmi
gli stessi sintomi, devo richiedere gli
stessi esami, devo dare le stesse medicine che darò alla Signora Maria
della porta accanto con la medesima
malattia?” In questi ultimi 40 anni abbiamo riscritto la medicina in base
all’enorme quantità di ricerche e di
nuove scoperte. Ma queste ricerche
sono state condotte troppo spesso su
un sol sesso e trasferite all’altro! Gli
esempi sono tanti: la donna è stata
molto spesso poco studiata ma in alcune patologie anche l’uomo è stato
trascurato. Farò degli esempi. L’osteoporosi è stata studiata quasi esclusivamente sulla donna, mentre anche
l’uomo si ammala, anche se con 10
anni di ritardo, di questa malattia!
Quanti uomini fanno una densitometria ossea? Quali farmaci dare agli
uomini? Invece le malattie di cuore
sono state studiate prevalentemente nell’uomo ed oggi ci accorgiamo
che ci sono delle differenze davvero
importanti: la donna quando ha un
infarto ha dei dolori atipici, ha una
mortalità più elevata, la donna vie- umano, la Medicina di Genere è una
ne meno trattata sia con farmaci che grave lacuna del sapere scientifico in
con coronarografie, trombolisi, stent, particolare medico a livello mondiale.
bypasses. L’infarto è la prima causa di Le donne vivono più a lungo, ma tutto
morte della donna. Ancora i tumori e quello che guadagnano sull’uomo è
la loro terapia sono stati studiati qua- malattia e disabilità. E’ necessario un
si esclusivamente sull’uomo (anche gli lavoro inter e multidisciplinare, sono
animali da esperimento sono maschi) necessarie nuove risorse e ricerche
e le differenze sia istologiche, che te- oltre alla sensibilizzazione del mondo
rapeutiche sono molto importanti. Per medico e della popolazione.
non parlare poi dei farmaci per tutte
Prof. Giovannella Baggio
le malattie che sono stati studiati preCattedra di Medicina di Genere,
valentemente nel sesso maschile e la Dip. di Medicina Molecolare, Università di Padova
Direttore UOC di Medicina Generale
donna presenta effetti collaterali moldell’Azienda Ospedaliera di Padova;
to più frequenti e importanti. Nell’ePresidente del Centro Studi Nazionale
ra della conoscenza del genoma
su Salute e Medicina di Genere
Organigramma:
Dalla storia afPresidente C.D.A.
fascinante delMICHELE FORIN
la scoperta del
Vicepresidente
Prof. Dott. ALBERTO FRATTINA
virus B agli
Consiglieri
ultimi farmaci
Prof. Dott. ANGELO GATTA
Dott. PIERO AMODIO
antivirali oltre
Dott. EURO CERA
Presidente commissione scientifica
40 anni di riProf. Dott. ANGELO GATTA
cerca in ambito
Collegio dei revisori dei conti
Dott. MORENO BOVO Presidente
internazionale
Rag. CARLUCCIO SANTACROCE
hanno messo in
Dott. PAOLO DUSO
Tesoriere
evidenza il ruoGIAMPAOLO FERRARI
Periodico della Fondazione Lionello Forin Hepatos Onlus
lo fondamentale
Presidente comitato promotori
PAGINA 2, 3 E 7:
Prof.
Dott.
ALBERTO
oggi parliamo di...
Autorizzazione
del
Tribunale
di Padova
n. 2096FRATTINA
del 23.07.2007 - Poste Italiane S.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/2/2004 n. 46) art. 1, comma 2 e 3, CNS PD
dei virus epatiLe nuove terapie per
tici come cau- Segreteria in via Martiri Giuliani e Dalmati 2/a - 35129 Padova
l’epatite da virus C:
Tel. 049-8070099 - Fax 049-8071034
sa di malattia
un difficile equilibrio
Comitato Scientifico presso Clinica Medica 5
tra efficacia e sostenibilità
potenzialmente
Via Giustiniani 2 - 35128 Padova
Periodico della Fondazione Lionello Forin Hepatos Onlus
Tel. 049-8212285 Fax 049-8212291
evolutiva.
HEPATOS
a TUTTO
FEGATO
ANNO 6 - N. 2 - MAGGIO 2012
La professione medica è profondamente mutata negli ultimi tempi
a causa dell’emergere di nuovi elementi di carattere scientifico, culturale e sociale che hanno determinato
una nuova dimensione sociale e culturale dell’assistenza sanitaria , ma
che rischiano di condizionare individualmente l’attività del medico.
Nell’attualità dello svolgimento
della professione, oggi, alla verifica
dei fatti, quanto è veramente libero e quindi responsabile il medico
nell’espletamento della sua professione? Quali sono o quali dovrebbero essere i punti di riferimento per
riaffermare la sua libertà-responsabilità? In realtà può succedere che
nella sua professione il medico possa
nutrire dubbi e perplessità.
I grandi progressi della ricerca scientifica e dell’innovazione tecnologica
hanno portato allo sviluppo di un clima culturale e sociale di supremazia
della scienza e della tecnologia che
pretende di spiegare l’intera realtà e
di controllare tutti gli aspetti dell’esistenza umana attraverso la conquista
tecnologica. In questo contesto la
medicina tende modernamente ad
occuparsi esclusivamente del valore
biologico della malattia, della vita e
della morte, non del loro valore esistenziale. La soggettività del paziente scompare dietro l’oggettività del
quadro clinico che lo fa catalogare
come entità morbosa: “cirrosi epatica”, “epatite virale”, ecc., che ha una
sua patogenesi, un suo decorso, un
esito, un suo riconoscimento economico ma mai un “senso”.
...segue a pagina 7
HEPATOS
SOMMARIO
PAGINA 4:
l’esperto risponde
l’angolo del direttore
HEPATOS A TUTTO FEGATO
PAGINA 5:
cosa c’è di nuovo
dalla parte del paziente
ADOLESCENTI
GENITORI
TRA
PASSATO
FUTURO
Autorizzazione delETribunale
di Padova n. 2096 del
23.07.2007
- Poste Italiane S.p.a. E
- Spedizione
in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/2/2004 n. 46) art. 1, comma 2 e 3, CNS PD
ANTONVENETA SEDE VIA VIII FEBBRAIO 5 PADOVA del
ABI 05040 - CAB 12150 - C/C F.L.F.H.O NR. 41660Z - CIN O
Prof. Pier Antonio Battistella*
Anno 4 - numero
2 - mAGGIo 2010
FONDAZIONE
LIONELLO FORIN HEPATOS
L’adolescente “non è più un
HEPATOS
www.fondazionelionelloforinhepatos.it
ONLUS
FONDAZIONE LIONELLO FORIN HEPATOS ONLUS
bambino e non è ancora un
adulto” (E. Kestemberg, 1962),
dati i cambiamenti relativi al
corpo (maturazione biologica),
alla mente (sviluppo cognitivo)
e ai comportamenti (rapporti e
valori sociali), attraverso i quali
si realizzano le scelte definitive
concernenti l’identità personale
di Gilberto Muraro
e sessuale, la rappresentazioDa sempre,
ne di sé, la progettualità
e le la sanità rappresenta
terreno
relazioni con gliil altri.
L’adole- privilegiato della
scenza costituisce,
quindi, una sociale. La recente
solidarietà
fase critica, caratterizzata da
riforma
Obama è giustamente
incertezza, fragilità
e da uno
sviluppo ancoravista
incompleto
dei un ulteriore passo
come
processi preposti al controllo
a
v
a
n
t
i
in tale direzione. E
pulsionale, con un conflitto tra
tuttavia si nota,
bisogno di autonomia-indipenri. Poteteproprio
ospitare i nelle
loro corpi
SOMMARIO
denza e paura dell’
abbandono.
ma nonche
le loroper
anime,
perché le
PAGINA 2 E 3:
società
europee
prime
oggi parliamo di...
Oltre all’adolescente, tale cri- loro anime dimorano nella casa
as sdi
icdomani,
uratochelavoitotale
EPATITE B E PREVENZIONE
si, specialmentehanno
oggi, investe
non potete
PAGINA 4:
copertura
all’intera
anche la famiglia,
con genitori sanitaria
visitare, nemmeno
nel sogno.
l’esperto risponde
l’angolo del direttore
in bilico tra unapopolazione,
tiepida autori- Potete
di esserepiù
come
untentare
sempre
PAGINA 5:
tà e un distratto permissivismo. loro, ma non cercate di renderli
cosa c’è di nuovo
diffuso
di ostilità
Come rapportarci
dunque atteggiamento
con eguali a voi, perché
dalla parte del paziente
la vita non
PAGINA 6:
gli adolescenti di
Affidia- torna
indugia nel
aloggi?
principio
delleindietro,
cure négratuite
fegato e dintorni
mo la risposta alle sagge paro- passato. Voi siete gli archi da
PILLOLA OSTINATA
per tutti.
le di K Gibran (1923) che così cui i vostri figli sfrecciano come
la vignetta di Franco Ferlini
Due
i
principali
fattori
di
questo
si rivolge ai genitori dei figli di dardi viventi.”
PAGINA 7:
attività
domani: “Potetecambiamento:
dar loro amore,
*Pier Antonio Battistella
l’estensione
delle
PAGINA 8:
Professore Straordinario
ma non i vostri pensieri, perché
appuntamenti
Infantile
bisogni nondi Neuropsichiatria
più
“sacri”
la Fondazione: chi, come, dove
essi hanno i lorocure
propri a
pensieUniversità di Padova
Terza
PAGINA 6:
fegato e dintorni
Pillola inopinata
la vignetta di Franco Ferlini
PAGINA 8:
appuntamenti
la Fondazione: chi, come, dove
Stili di Vita e Solidarietà
impaginazione
Sociale in Sanità
GRAFICA DI FRANCO FERLINI - STAMPA F.LLI ZAMPIERON
e il crescente peso dei
comportamenti individuali. Circa
il primo fattore, vale da tempo
la bella definizione dettata
dall’Organizzazione Mondiale
della Sanità, che sottolinea
come la salute vada intesa non
solo come liberazione dalla
malattia, dal dolore e dalla morte
17
5 X mille
Una Scelta
Per Stare Bene
Sommario
Pagina 2 e 3:
oggi parliamo di...
Pagina 4:
l’esperto risponde
l’angolo del direttore
Pagina 5:
cosa c’è di nuovo
Hepatos a tutto fegato
HEPATOS
a TUTTO
FEGATO
ANNO 9 - N. 3 - AGOSTO 2015
Due anni dopo l’istituzione della Fondazione
Hepatos Lionello Forin, nel 2007, il Consiglio
di Amministrazione della Fondazione si chiese
in che modo potesse dare attuazione concreta
agli obbiettivi della Fondazione. Si ritenne che
poter disporre di un giornale potesse rappresentare uno strumento utile.
Esso poteva permettere di sensibilizzare la
popolazione e le istituzioni sul problema delle
malattie epatiche, poteva rappresentare uno
strumento di divulgazione e di educazione per i
malati e le loro famiglie fornendo anche indicazioni pratiche, quali per esempio le terapie più
attuali, i centri medici di riferimento, i diritti dei
pazienti ecc.
Si poteva aprire una finestra aperta alla società,
che insieme ad un sito web costituisse una specie di forum che mettesse in contatto la popolazione con esperti nel campo delle malattie di
fegato.
Naturalmente fare un giornale richiedeva un
grande sforzo sia organizzativo che economico.
Fu con grande entusiasmo, con grande impegno e grande dedizione che la Fondazione realizzò il giornale che rappresenta uno degli strumenti operativi della Fondazione.
A testimonianza del grande sforzo richiesto
spiegammo nel primo numero che Hepatos a
tutto fegato, il nome dato al giornale, voleva anche significare tra l’altro che ci voleva un grande
coraggio nell’intraprendere questa iniziativa.
Furono costituiti gratuitamente un comitato re
Periodico della Fondazione Lionello Forin Hepatos Onlus
HEPATOS
Autorizzazione del Tribunale di Padova n. 2096 del 23.07.2007 - Poste Italiane S.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/2/2004 n. 46) art. 1, comma 2 e 3, CNS PD
IL RUOLO DELL’UNIONE EUROPEA
NEL CONTRASTO ALL’ABUSO DI ALCOL
Se la produzione e il consumo di
bevande alcoliche hanno origini antichissime nella storia dell’uomo, altrettanto risalente nei secoli è anche
la loro regolamentazione tramite il
ricorso alla legge e al diritto. L’alcol
infatti coinvolge in vario modo diversi aspetti della società umana: medici, scientifici, economici, culturali,
perfino religiosi. Il diritto a sua volta,
essendo creato, come usavano dire
i giuristi dell’antica Roma, hominum
causa - cioè per l’uomo e in funzione
delle sue esigenze – è utilizzato per
disciplinare il consumo e la produzione di alcol al fine, evidentemente, di regolare e controllare gli effetti che esso è in grado di determinare sull’uomo e
sulla società in cui egli vive.
Lungo tutto l’arco delle epoche storiche sovrani, governi
e autorità di vario genere si
sono occupati della regolamentazione dell’alcol. Così,
ad esempio, circa 3800 anni
fa, nel Codice di Hammurabi,
una delle più antiche raccolte
di leggi nella storia dell’umanità, già erano presenti regole
sul consumo di bevande alcoliche. Per un esempio più recente invece, si pensi al periodo del proibizionismo negli
Stati Uniti della prima metà
del 900, quando la messa al
PAGINA 2 E 3:
oggi parliamo di...
Fegato ed osso: la patologia
scheletrica nei pazienti epatopatici
PAGINA 4:
l’esperto risponde
l’angolo del direttore
bando degli alcolici diede impulso,
tra le varie conseguenze, ad attività
di contrabbando gestite dalla criminalità organizzata e da gangster
senza scrupoli.
Quello tra alcol e diritto è insomma un
rapporto antico e costante che continua ancora e soprattutto al giorno
d’oggi, visto che il consumo di alcolici è in notevole aumento e spinge, di
conseguenza, le autorità di governo
ad adottare misure di prevenzione e
controllo dei suoi effetti negativi sulla
società. Intervenire in questo senso,
tuttavia, non è affatto semplice: se è
vero, come dimostrano le statistiche,
che si beve di più, è vero anche che
non si beve tutti allo stesso modo.
Il consumo di alcol, infatti, si pone
quale fenomeno estremamente complesso, influenzato da una moltitudine di fattori di natura diversa che
fanno sì che non si possa predisporre una risposta unica e uguale
per tutti i Paesi. In altri termini, le
differenze nei modelli di consumo di
alcol riflettono le differenze nell’approccio politico-giuridico seguito dalle autorità nazionali. Il caso
dell’Unione europea è emblematico
in questo senso.
L’alcol in Europa ha un peso
considerevole: da un punto di
vista economico, si pensi che,
in tutto il mondo, un quarto
delle bevande alcoliche e oltre la metà del vino sono prodotti nel nostro continente.
Altrettanto impressionanti i
numeri quanto al commercio:
circa il 70% delle esportazioni e poco meno della metà
delle importazioni mondiali
di bevande alcoliche coinvolgono l’Unione europea.
Quanto alla consumazione
di alcolici poi, gli europei
detengono il primato con il
più alto consumo di alcol al
mondo.
segue a pagina 7
SOMMARIO
PAGINA 5:
cosa c’è di nuovo
dalla parte del paziente
PAGINA 6:
fegato e dintorni
PAGINA 7:
editoriale
PAGINA 8:
premio miglior comunicazione
la Fondazione: chi, come, dove
Pillola brontolona
la vignetta di Franco Ferlini
5 X MILLE CF 04034580284
N. 3 - Agosto 2015
dazionale e un comitato scientifico del giornale, come gratuito è stato in tutti questi anni il
contributo dei testi e delle vignette. L’uscita del
giornale fu prevista in 4 numeri all’anno. Si iniziò
18
con un numero limitato di copie, considerate le
ristrettezze finanziarie, successivamente la diffusione aumentò, incoraggiati dal gradimento e
dagli apprezzamenti dei lettori.
Attualmente la tiratura è di circa seimila copie,
inviate gratuitamente. Lo schema del giornale
venne discusso ed approvato dalla Fondazione
e si è mantenuto sostanzialmente invariato negli
anni.
Per alleggerirne la lettura sono state inserite,
oltre agli argomenti riguardanti le malattie del
fegato e le informazioni per i malati, comprese
quelle di tipo medico-legale, anche tematiche
di attualità riguardanti la società e una pagina
simpaticamente espressa di attualità corredata
da una vignetta.
Questa è l’occasione per ringraziare sentitamente tutti quelli che con grande dedizione
hanno dato il loro contributo, pervenuto anche
da illustri personalità non solo del mondo sanitario, ma anche economico e sociale.
È inoltre l’occasione per migliorarlo ulteriormente; chiediamo ai lettori di suggerirci argomenti,
avanzare critiche e suggerimenti, che terremo in
gran conto.
Auguri di lunga vita a “Hepatos a tutto fegato” e
un grazie di cuore a chi ha così generosamente
contribuito a realizzarlo e a tutti i lettori, in particolare a quelli che ci vorranno sostenere.
Angelo Gatta
L’ESPERTO RISPONDE
Ho l’iperferritinemia cosa posso fare?
La ferritina alta nel sangue o più precisamente
iperferritinemia è un’alterazione bioumorale che
sta a indicare un incremento dei depositi di ferro
nei tessuti. La ferritina, infatti, è la proteina deputata
all’immagazzinamento del ferro necessario al nostro
organismo, ed è contenuta prevalentemente nelle cellule e in piccole quantità anche nel sangue. Un’iperferritinemia non è necessariamente espressione di un
sovraccarico di ferro essendo spesso associata a stati
infiammatori acuti e cronici o a stati dismetabolici.
Entrando più nel dettaglio, le cause d’iperferritinemia
possono essere le seguenti:
• Sovraccarico di ferro che può essere legato
a: a) precedenti terapie con ferro, b) precedenti emotrasfusioni, c) un’eccessiva distruzione dei globuli rossi (anemia emolitica) o d) fattori genetici. Quando il
sovraccarico di ferro è su base genetica, è legato a
un eccessivo assorbimento di ferro a livello intestinale e prende il nome di emocromatosi. L’emocromatosi
genetica rappresenta una condizione clinica che può
compromettere la funzione di diversi organi o ghiandole quali: il fegato (epatite cronica con possibile evoluzione verso la cirrosi), il cuore (miocardiopatia con
possibile evoluzione verso lo scompenso cardiaco), il
pancreas con possibile insorgenza di diabete mellito,
le ovaie o testicoli con possibile comparsa d’ipogonadismo con infertilità o impotenza, rispettivamente. Può
inoltre associarsi a un caratteristico colorito bronzino
della cute e a disturbi articolari.
• Presenza di uno stato infiammatorio che
può essere legato a infezioni, malattie infiammatorie
acute e croniche, neoplasie. Essendo il fegato il principale deposito di ferro dell’organismo l’incremento
della ferritinemia può essere particolarmente elevato
nelle epatiti acute.
• Disturbi metabolici. Un’iperferritinemia può
essere correlata ad alterazioni del metabolismo come
iperuricemia, ipertensione arteriosa, obesità, ipertrigliceridemia, diabete e ipercolesterolemia.
Per stabilire la causa di un’iperferritinemia e le potenziali conseguenze, nel caso fosse espressione di un
sovraccarico di ferro, può essere quindi necessario un
iter diagnostico complesso che, tuttavia, deve partire
da:
1) un’anamnesi e una visita medica accurate
2) i seguenti esami del sangue
Es. emocromocitometrico con reticolociti
La percentuale di saturazione della transferrina nel sangue. La transferrina è la principale proteina di trasporto del ferro nel sangue. La saturazione dei suoi siti di legame per il ferro, o percentuale
di saturazione della transferrina quando eccessiva
(indicativamente > 50 % nel maschio e del 45% nella
femmina), suggerisce l’esistenza di un sovraccarico di
ferro. Tuttavia, valori normali della stessa non ne escludono, in modo assoluto, la presenza.
Gli indici infiammatori (VES, proteina C reattiva). Nel caso siano elevati, è possibile che ci si trovi
di fronte ad una condizione d’iperferritinemia associata a infiammazioni acute e croniche, infezioni o
neoplasie. In questi casi bisogna procedere con altre
indagini volte a identificare le varie problematiche.
Gli indici di uno stato dismetabolico (glicemia, colesterolemia, trigliceridemia, acido urico)
Gli indici di danno epatico (AST, ALT e GGT).
Paolo Angeli
Emergenze Mediche e Trapianto di Fegato
Dipartimento di Medicina, Università di Padova
L’ANGOLO DEL DIRETTORE
“Precision medicine” la medicina personalizzata
Una paziente affetta da epatite C in terapia con i
farmaci antivirali classici, nonostante la correttezza
dei dosaggi e lo scrupolo nel seguire le prescrizioni dei medici non è riuscita ad eliminare il virus C;
viceversa una sua amica nelle sue stesse condizioni
seguendo la medesima terapia è riuscita a guarire
dall’infezione virale. Come mai? La seconda paziente, a differenza della prima, aveva nel cromosoma 19 una variazione del gene denominato interleuchina 28B, predittore di una risposta favorevole alla terapia (Nature 2009). In altre parole non
siamo tutti uguali; le nostre peculiarità genetiche
influenzano non solo la comparsa delle malattie,
ma anche la risposta alla terapia; questo scenario
illustra l’idea fondamentale sottesa alla medicina
personalizzata: mettendo insieme i dati clinici e di
laboratorio del paziente e il suo profilo genetico
possiamo attuare una prevenzione, diagnosi e
trattamento personalizzato, appunto la “precision
medicine”. D’altra parte il concetto della variabilità interindividuale non è nuovo in medicina: già
negli anni 40 William Boyd notò che era la popolazione mediterranea e non quella britannica a
sviluppare una anemia emolitica dopo l’ingestione
di fave e l’attribuì ad una differenza genetica; oggi
sappiamo che l’anemia emolitica causata dall’ingestione di fave (favismo) è dovuta a deficienza
genetica dell’enzima specifico (glucosio-6-fosfatodeidrogenasi) in alcuni soggetti, più frequente
nell’area mediterranea; anche la tipizzazione del
gruppo sanguigno (che ha basi genetiche) è usata
per le trasfusioni da più di un secolo. Esiste poi
una enorme variabilità individuale nella risposta ai
farmaci: i livelli di un farmaco nel sangue possono
variare più di mille volte anche se somministrato
allo stesso dosaggio in due individui che hanno
approssimativamente lo stesso peso (J Internal Med
2001); anche l’interazione fra più farmaci, l’interazione con il cibo, l’assorbimento del farmaco,
il suo metabolismo, la sua azione a livello dello
specifico recettore sono alla base di una differente
risposta individuale. In effetti gli avanzamenti delle
conoscenze e delle tecnologie nel campo della genomica (studio dei geni), della epigenetica (studio
dei fattori che controllano l’espressione dei geni),
della proteomica (analisi qualitativa e quantitativa
delle proteine di un campione biologico), della metabolomica (caratterizzazione dei profili metabolici), della farmacogenomica (studio di come i geni
influenzano la risposta individuale ai farmaci), del
microbioma (caratterizzazione dei microbi che vivono in simbiosi con l’organismo), permettono una
caratterizzazione genetica e molecolare specifica
dei singoli individui, che permette di applicare una
“precision medicine”. I vantaggi di un tale approccio rispetto a quella che viene definita “imprecision
medicine” sono molteplici: per esempio, è stato
dimostrato che le statine, farmaci largamente utilizzati per il trattamento dell’ipercolesterolemia,
sono realmente efficaci solo in 1 paziente su 50
4
19
trattati, così gli antiacidi inibitori della pompa protonica in 1 su 25 pazienti trattati. (Prog Cardiovasc
Dis 2002, Nature 2015). Alcuni farmaci addirittura possono essere dannosi in certi gruppi etnici
in quanto sono stati studiati e sperimentati per l’
immissione in commercio solo su soggetti di razza
bianca (Drug Saf 2006) Nella medicina personalizzata i farmaci invece sono somministrati solo ai
pazienti in cui si sa che sono efficaci, riducendo
la tossicità e la spesa del sistema sanitario. L’interesse per la medicina personalizzata è andato
crescendo sempre più, tanto che nel gennaio 2015
in America il Presidente Obama ha lanciato una
iniziativa di ricerca, la Precision medicine iniziative, cioè un nuovo approccio per la prevenzione e
il trattamento delle malattie che tenga conto della
variabilità interindividuale dei fattori genetici associati ai fattori ambientali (N Engl J Med 2015).
Questa iniziativa darà la spinta per accelerare il
progresso verso una nuova era della medicina, in
cui ogni individuo potrà ricevere la prevenzione e
la terapia al momento giusto, con il farmaco giusto, appropriato alle sue caratteristiche genetiche
e molecolari, oltre che cliniche e ambientali. É una
prospettiva visionaria, ma che ha già trovato le
prime applicazioni nella pratica clinica, specialmente nella cura dei tumori.
Angelo Gatta
Professore Ordinario di Medicina Interna
Università di Padova
i sette anni del progetto Che piacere
Premessa
I giovani bevono alcolici e sempre più precocemente. Il primo contatto dei ragazzi italiani con
l’alcol è attualmente sceso a 11 anni; in generale il decennio 2000-2010 ha visto in Italia soprattutto la crescita fra i giovani dell’abitudine
al consumo, oltre che di vino e birra, anche di
superalcolici, aperitivi ed amari che implicano
spesso consumi lontano dai pasti e con frequenza occasionale.
A livello locale (Padova e provincia) i risultati evidenziano che la prevalenza del consumo
di alcolici cresce con l’età: in II media è del
10,6%, giunge al 35.5% all’inizio della I superiore ed al 62,3% in III superiore.
L’OMS propone quindi di ritardare il più possibile il primo contatto fra adolescenti ed alcolici.
no 2011 – 2012 si è focalizzato in particolare
sul fenomeno del “binge drinking”, modalità di
bere d’importazione nordeuropea che implica
il consumo di numerose unità alcoliche in un
breve arco di tempo finalizzata all’ubriacarsi
fino allo stordimento.
Il progetto, ideato dal Rotary Club Padova da
una felice intuizione di Angelo Gatta, ha usufruito dal 2009 in poi dell’organizzazione da
parte della nostra Fondazione ed ha coinvolto
circa 20.000 giovani studenti delle Scuole medie superiori ed inferiori di Padova e provincia; le classi interessate sono state 106 delle
scuole medie inferiori e 475 delle scuole medie
superiori.
Collaborazioni
Si è avvalso della collaborazione del MIUR Ufficio Scolastico regionale per il Veneto, dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Padova, del Parco Scientifico e Tecnologico Galileo, dell’Ente
Fiera, di Canale Italia e della UOC di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza,
Azienda Ulss 16, della UOS per i Disturbi cognitivo-comportamentali in Medicina Interna,
Clinica Medica 5.
Per affrontare il problema del crescente consumo di alcolici e superalcolici nei ragazzi del
nostro territorio la Fondazione Lionello Forin
Hepatos onlus ed il Rotary Club Padova hanno promosso dal 2006 al 2013 il progetto “Che
piacere…®” rivolto agli studenti delle scuole
medie e superiori di Padova e provincia mediante l’attuazione di una strategia preventiva
in grado di modificare opinioni e consumi di
alcolici degli adolescenti (gruppi a rischio), facendo loro assumere il ruolo di promotori attivi
e sensibilizzare genitori ed insegnanti e l’intera
collettività sui pericoli dell’uso dell’alcol in età
pre-adolescenziale ed adolescenziale. Nell’an-
Obiettivi raggiunti
Negli adolescenti e preadolescenti:
oRiduzione del consumo di alcolici
o
Aumento della percezione del rischio del
consumo di bevande alcoliche
20
oRiduzione degli indici di prossimità all’alcol
le ragazze le risorse per costruire propri contro-messaggi informativi. Ha anche previsto
una verifica dell’efficacia dell’intervento con
dei test d’ingresso e d’uscita rapportati a dei
gruppi di controllo.
Negli adulti (genitori ed altre figure educative):
oSollecitazione ad una maggiore attenzione
sul consumo di alcolici degli adolescenti e
dei preadolescenti
I risultati
Il progetto ha evidenziato come ci sia stata
una riduzione dell’uso alcolico per la fascia
delle scuole medie (informazione) e per l’ultimo triennio delle scuole superiori (lavoro sulle
pubblicità).
L’intervento è stato invece di minor efficacia,
in termini di riduzione dell’uso alcolico, nella
fascia del primo biennio delle scuole superiori,
un periodo in cui normalmente assistiamo ad
un forte incremento del consumo alcolico stesso - come dimostrano i gruppi dei controllo - e
di problemi comportamentali, anche se l’efficacia dell’intervento è stata evidenziata nei
gruppi in cui è stato effettuato l’intervento dalla
riduzione di questo fisiologico incremento.
In definitiva il modello informativo si è rilevato
vincente sui ragazzi delle scuole medie mentre il lavoro sulle pubblicità è stato di maggiore
efficacia per aver indotto dei dubbi sul bere in
bevitori più consolidati, in particolare nella fascia delle III e IV superiori consolidando la loro
motivazione alla cessazione dall’alcol anche in
situazioni più problematiche.
Pecularietà
Il progetto è stato impostato su basi scientifiche avendo previsto un gruppo di classi di
controllo e con la verifica dell’efficacia dell’intervento ed ha previsto il coinvolgimento attivo
dei ragazzi ed anche dei genitori.
Ha puntato anche nel capire perché i ragazzi
bevono in età precoce con l‘analisi e lo studio
dei disturbi psicocomportamentali e del fenomeno del binge drinking.
Metodo
Il metodo definito di attuazione del progetto ha
previsto il coinvolgimento attivo degli studenti non con un’informazione sui rischi correlati all’alcol ma bensì mediante l’analisi di una
pubblicità di alcolici e con la predisposizione
di uno story-board e di uno slogan antagonisti
con la promessa di realizzarli; la prevenzione
si è basata quindi sull’aver dato ai ragazzi le
risorse per poter “smontare” i messaggi pubblicitari che si proponevano di spingerli all’uso
di alcol ed offrendo loro l’occasione di veicolare informazioni in un contesto emotivamente
coinvolgente avendo attivato nei ragazzi e nel21
tizzazioni) 1/4 del campione alle medie ed 1/3
alle superiori.
0,6
0,5
0,4
Risultati studio sul fenomeno binge drinking
Il 66% dei ragazzi hanno dichiarato di essere bevitori e, di questi, il 52% ha dichiarato di
aver bevuto il sabato precedente la rilevazione;
il 27% degli studenti che hanno dichiarato di
aver consumato alcolici, riportano una modalità di tipo binge drinking; il 59% di questo sottogruppo sono maschi e il 41% sono femmine.
I ragazzi che bevono con modalità BD tendono
a frequentare luoghi come locali/bar/pub (27%),
in centro o in giro senza una meta prestabilita
(22%) e principalmente discoteche (22%).
Questi ragazzi rientrano a casa, in percentuale
maggiore, dopo le ore 24 (75%).
0,3
0,2
0,1
pre
post
Controllo
Intervento
Scuole MEDIE: media dei bicchieri di alcolici consumati prima e dopo l’intervento di prevenzione
1,8
1,6
1,4
1,0
0,5
0
pre
post
Controllo
Il progetto nei suoi sette anni di attività ha evidenziato di come il fenomeno dell’uso ed abuso alcolico sia preminente ed in costante aumento ed in particolare anche nelle sue nuove
declinazioni come il binge drinking.
Ha anche evidenziato come i ragazzi se opportunamente stimolati e motivati diventano loro stessi artefici della loro prevenzione mentre la parte più critica riguarda i loro
genitori che invece tendono a sottovalutare il
problema dell’alcol dei loro figli demandandolo alla scuola ed alle Istituzioni ritenendo
che riguardi sempre il figlio di qualcun altro.
Michele Forin
Intervento
Scuole SUPERIORI: media dei bicchieri di alcolici
consumati prima e dopo l’intervento di prevenzione
Risultati studio disturbi psicomportamentali
Hanno dimostrato PROBLEMI ESTERNALIZZANTI (oppositività, mancato rispetto delle
regole, aggressività) il 15% del campione alle
medie ed addirittura il 40% alle superiori; si è
anche evidenziato che tali problemi aumentano con l’età e risultano associarsi al consumo
di alcol; hanno invece evidenziato PROBLEMI
INTERNALIZZANTI (ansia, depressione, soma22
il servizio l’epatologo risponde
La Fondazione garantisce un servizio di consulenza ed informazione medica gratuita usufruibile tramite il sito internet o il nostro periodico.
Le domande più interessanti vengono pubblicate in forma anonima nel nostro giornale Hepatos a tutto fegato.
L’ESPERTO RISPONDE
Mi è stato riscontrato un piccolo calcolo alla cistifellea e vorrei sapere se è possibile
intraprendere una terapia per eliminarlo
La presenza di calcoli nella cistifellea
è una situazione molto frequente, presente nel 10-15% della popolazione
adulta. La sua diffusione è maggiore
nel sesso femminile e si associa spesso
a gravidanze multiple, obesità o rapidi cali ponderali. La maggior parte dei
calcoli è rappresentata dai calcoli di colesterolo. In questo contesto, il requisito
essenziale è che il fegato del paziente
produca una bile satura in colesterolo.
Il mantenimento del colesterolo in forma
solubile nella bile dipende dall’equilibrio con alcuni fattori, quali i sali biliari e i fosfolipidi. Se questo equilibrio
si rompe, si produce una bile satura in
colesterolo che rappresenta il fattore fa-
vorente la precipitazione del colesterolo
stesso e la formazione dei calcoli. Molti
dei pazienti con calcoli biliari rimangono senza sintomi per molti anni e possono anche non svilupparne mai. In altri
casi i calcoli possono causare sintomi,
come le coliche biliari o complicanze,
quali ad esempio la colecistite acuta o la
pancreatite acuta. Nella terapia dei calcoli biliari sono utilizzati principalmente
l’acido chenodesossicolico (CDCA), ursodesossicolico (UDCA) e più di recente il tauroursodesossicolico (TUDCA). Il
trattamento è in grado di determinare
una completa o parziale dissoluzione dei calcoli nel 50-60% dei pazienti. Questo avviene in quanto si viene a
23
L’ANGOLO DEL DIRETTORE
formare una bile insatura di colesterolo e più ricca di sali biliari, idonei alla
solubilizzazione del calcolo, favorendo
anche un regolare flusso della bile e lo
svuotamento della colecisti. Il trattamento va riservato a pazienti con calcoli di
piccole dimensioni, sotto 1-1,5 cm. I
punti critici sono rappresentati dalla necessità di proseguire la terapia molto a
lungo e dal rischio elevato di recidiva
alla sospensione, ma la maggior parte
dei pazienti rimane asintomatica e può
eventualmente effettuare un secondo ciclo di terapia.
Patrizia Pontisso
Professore Associato di Medicina Interna
Università di Padova
i premi alle migliori comunicazioni
Premiata Sara Montagnese, novembre 2007
Premiata Giuseppina De Petro, novembre 2008
Premiata Alessandra Magro, ottobre 2009
Premiata Daniela Buccione, novembre 2010
Premiata Maria Guarino, novembre 2011
Premiata Antonella Mascolo, dicembre 2012
PRE-MEETING
Liver Gymnasium
Padova,13 Marzo 2014
Palazzo Bo - Archivio Antico
Università degli Studi di Padova
XXIII CONVEGNO
Internazionale
XXIV CONVEGNO
Internazionale
Attualità e Prospettive
in Epatologia
Attualità e Prospettive
in Epatologia
Padova,14 Marzo 2014
Padova,19 Giugno 2015
Policlinico Universitario di Padova
Aula Morgagni
Policlinico Universitario di Padova
Aula Morgagni
Premiata Rosaria Maria Pipitone, marzo 2014
Premiata Vera Bettini, giugno 2015
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le iniziative & gli eventi
Serata di beneficenza, dicembre 2006
Serata di beneficenza, novembre 2007
Note di not(t)e, novembre 2010
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le iniziative & gli eventi
Spettacolo teatrale con Down Dadi “Grease” - dicembre 2010
Spettacolo teatrale con Down Dadi “Grease” - dicembre 2010
Spettacolo teatrale con Down Dadi “Cyrano” - aprile 2013
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pillole di buon umore
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Liver-Pool
Camiolo, dal Segretario Sig. Giampiero Maccioni,
dai Consiglieri Sign.ra Anna Maria Carpen, Prof.
Frattina Alberto, Sig. Giovanni Santoro, e dal Comitato Scientifico Prof. Luigi Rainero Fassati padre fondatore del trapianto, tutti di recente conferma/nuova nomina nella riunione del Direttivo al
Congresso di Lamezia Terme (CZ) 2015.
Alberto Frattina
Liver - Pool è una Federazione Nazionale onlus,
di cui facciamo parte, che nasce nel 2003, due
anni prima di noi, con il preciso intento di coagulare le varie Associazioni di Volontariato sorte
sotto l’egida dei vari quadri di epatopatie ed in
specie di quelle più gravi che portano al trapianto. La sua attività copre un vastissimo campo
d’azione. Prima di tutto l’approccio diretto con il
malato per accertarne le condizioni generali che
di solito sono direttamente proporzionali con lo
stadio clinico della malattia. In questo caso il paziente viene ricoverato in reparti di medicina generale o meglio in centri specializzati per la cura
delle malattie epatiche, vedi ad esempio da noi
Clinica Medica 5 di Padova riconosciuta Centro
di riferimento Regionale Veneto.
In secondo luogo ed in primis i contatti sociali di
cui il malato indirettamente ha bisogno. Liver Pool dialoga con le Società Scientifiche, promuove Riunioni e/o Congressi Locali e Nazionali cui
partecipano tutte le Associazioni affiliate e non,
incentiva la Donazione d’Organi in sintonia con
il Ministero della Salute e del Centro Nazionale
Trapianti, tutte Istituzioni indispensabili per raggiungere lo scopo della guarigione clinica o alla
sopravvivenza “seconda vita” con il Trapianto
d’Organo.
La Federazione Liver - Pool spazia dall’Italia del
Nord all’Italia del Sud e Italia insulare Sicilia e
Sardegna; è presieduta da più anni con intelligenza dal Presidente Dott. Salvatore Ricca Rosellini, dal Vicepresidente e tesoriere Sig. Salvatore
LIVER
FEDERAZIONE
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P
L
il nostro sito
All’indirizzo www.hepatos.org
è online il nostro sito nel quale
si possono reperire informazioni sulla nostra Fondazione,
sull’attività e sui progetti attivi
e dal quale si può o scaricare o fare richiesta per ricevere
gratuitamente al proprio domicilio il nostro giornale Hepatos a tutto fegato oppure fare
domande di carattere medico
alle quale seguirà una risposta
di un nostro epatologo.
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composizione, organi
Presidente MICHELE FORIN
Vicepresidente
Prof. Dott. ALBERTO FRATTINA
Consiglieri
Prof. Dott. ANGELO GATTA
Prof. Dott. PIERO AMODIO
Dott. MARIO GHIRALDELLI
Presidente Comitato Scientifico
Prof. Dott. ANGELO GATTA
Collegio dei Revisori dei Conti
Dott. MORENO BOVO Presidente
Rag. CARLUCCIO SANTACROCE
Dott. PAOLO DUSO
Presidente Comitato Promotori
Prof. Dott. ALBERTO FRATTINA
Sede e Segreteria
via M. Giuliani e Dalmati, 2/A - Padova
tel. 049/8070099 r.a. - fax 049/8071034
[email protected] - www.hepatos.org
Comitato Scientifico
c/o Clinica Medica 5 - Ospedale di Padova
via Giustiniani, 2 - 35128 Padova
tel. 049/8212291 - 049/8212285
Per contribuire alle nostre attività:
- Banca Popolare di Vicenza filiale
Albignasego (Pd)
IBAN IT68 K057 2862 3401 4957 0851 790
- Conto Corrente Postale
IBAN IT 38 G 07601 12100 85228369
HEPATOS
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la fondazione Lionello Forin Hepatos onlus
Or son diec’anni che prese vita questa Fondazione,
volendo i figli di Lionello dare a un desiderio del padre attuazione,
vedendo che l’Amore dello stesso padre per lo Sport e la Vita,
un “intruso” inaspettato, ha dolorosamente mortificato.
Decisero allora, con questa nuova “Istituzione”,
di affidarsi a chi, (Clinica Medica 5), l’ha curato e queste “cose”
le sa affrontare con passione, perché della Vita e le Persone,
ha gran rispetto e considerazione.
Ne è nato un connubio, (Clinica Medica 5 e Fondazione),
che persegue lo scopo di dare conoscenza, aiuto, cura e prevenzione,
agli sfortunati che si vengono a trovare in questa triste condizione,
a ritrovar fiducia e speranza in una guarigione,
che permetta di riaffrontar la Vita con gioia e convinzione.
Tutto questo è detta Fondazione, che si impegna e dedica con Amore,
perché la Vita di tanti sofferenti, possa diventar migliore!
Giampaolo Ferrari
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Non c’è nessun più bel eccesso che quello della riconoscenza.
Un sentito grazie a tutti i Promotori, Consiglieri, Medici ed a tutti
gli amici che con noi e per noi hanno collaborato in questi anni
per i migliori successi della nostra Fondazione.
Michele Forin
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indice
PERCHÈ LA FONDAZIONE RICORDI LA NASCITA IL CENACOLO LA CLINICA 5 I PROGETTI GIORNALE HEPATOS A TUTTO FEGATO VARIAZIONI GRAFICHE GIORNALE HEPATOS A TUTTO FEGATO IL PROGETTO CHE PIACERE IL SERVIZIO L’EPATOLOGO RISPONDE I PREMI ALLE MIGLIORI COMUNICAZIONI LE INIZIATIVE & GLI EVENTI PILLOLE DI BUON UMORE LIVER POOL IL NOSTRO SITO COMPOSIZIONE, ORGANI LA FONDAZIONE LIONELLO FORIN HEPATOS ONLUS 33
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Grafica e impaginazione:
Franco Ferlini
Finito di stampare
nel mese di novembre 2015
da F.lli Zampieron
Via Guido Franco, 2/G - 35010 Cadoneghe - Padova
HEPATOS
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una pubblicazione - Fondazione Lionello Forin Hepatos Onlus