HEPATOS Hepatos, scritto in greco antico, e l’uomo vitruviano di Leonardo da Vinci rappresentante le proporzioni ideali del corpo umano, identificano il nostro simbolo. Un particolare ripreso dal logo del Cenacolo per meglio esemplificare la nostra origine. perché la fondazione Per parlare della Fondazione non si può prescindere dal suo ispiratore ed ideatore, mio padre Lionello. Mio padre era malato e provò sulla propria pelle la sofferenza causata da un’epatopatia; da questa esperienza e dal confronto con il suo medico curante, il Prof. Piero Amodio, nacque l’idea d’impegnarsi attivamente nella prevenzione e ricerca delle malattie del fegato con una donazione che raccolse all’interno del Sodalizio di cui era Presidente: Il Cenacolo. Purtroppo la malattia ebbe un celere sopravvento e mio padre non ebbe modo di vedere coronata la sua intuizione; solo dopo la sua dipartita l’idea fu ripresa e portata a compimento dal nuovo Presidente del Cenacolo Prof. Alberto Frattina che decise con alcuni volenterosi medici della Clinica Medica 5, diretta dal Prof. Angelo Gatta, di dare vita alla Fondazione. La Fondazione fu dedicata alla memoria di mio papà e porta il suo nome. Da quella intuizione sono passati diversi anni, anni in cui importanti lavori sono stati portati a compimento come il progetto “Che Piacere” per la prevenzione dell’abuso alcolico nei confronti dei giovani adolescenti o come il giornale “Hepatos a tutto fegato”. Anni di crescita e di soddisfazione, ma anche anni difficili, anni di crisi con il progressivo annullarsi delle donazioni, la nostra principale fonte di sostentamento. Nonostante ciò tutti i nostri programmi sono stati portati a pieno compimento ed altrettan- to ci accingiamo a fare per il futuro, fortemente determinati nel concretizzare il nostro progetto di solidarietà e volontariato. Di questi dieci anni conservo numerosi ricordi, uno in particolare: un articolo di Angelo Gatta sull’edizione dell’agosto 2008 del nostro giornale. L’articolo illustrava di come un malato afflitto da malattie degradanti avesse il “coraggio di vivere” a dispetto della sua precaria condizione e di come fosse lui talvolta a testimoniare al medico curante “i valori di una umanità compiuta, completata da una spiritualità che sembra essere riuscita a dare una risposta ai requisiti esistenziali di fondo: chi è l’uomo e che senso hanno la vita e la morte”. Troppi sarebbero i grazie per questi dieci anni di attività; idealmente accomuno tutti nel ringraziamento all’unica persona senza la quale la Fondazione non ci sarebbe mai stata: grazie papà. Il Presidente Michele Forin 5 Lionello Forin 6 ricordi Ho incontrato per la prima volta Lionello Forin, nella redazione padovana del Gazzettino: lui, agente di un’industria dolciaria, era molto amico di Gigi Montobbio e Carletto Malagoli mentre io studente ventenne raggranellavo qualche spicciolo scrivendo un pò di sport. Anche a Lionello piacevano il calcio e il ciclismo, e così cominciammo a seguire assieme alcuni eventi. Poi, diventato avvocato, Lionello fu uno dei miei primi e affezionati clienti, ma sopratutto divenne ben presto un fraterno amico. Ho seguito tutta la sua crescita professionale e sociale: serietà ed abnegazione ne sono stati i pilastri; l’amore per la famiglia (Michele, Patrizia, la moglie Iva sempre al suo fianco “in punta di piedi”) il tratto fondamentale; la sua casa un punto di riferimento per quanti volevano condividere il suo mondo di valori e tradizioni: dal papà ruzantino agli amici della corale Da Palestrina. Era un vulcano di idee, entusiasmo e iniziative sociali: lo dimostra il Cenacolo che continua sul suo solco e lo testimonia la Fondazione, nata dalla sua ferrea volontà proprio nel momento in cui il male emetteva il suo inesorabile verdetto. Lionello ci ha lasciato un grande patrimonio morale! Ce ne vorrebbero molti altri, per ricucire i lembi deteriorati di una società sempre meno moralmente solida. Mario Liccardo Ha avuto un’idea geniale: creare un club di opinione sportiva - il primo in Italia - formato dal top delle persone nelle singole professioni, dove per top s’intende livello elevato da un punto di vista lavorativo e umano. Un’idea vincente, che il sempre deciso e vulcanico Lionello Forin ha saputo applicare al Cenacolo, e che è continuata anche dopo la sua scomparsa. Un personaggio d’indubbio spessore e personalità, convinto dei suoi pensieri (e i fatti gli hanno dato ragione), generoso, e incrollabile nella sua fiducia. A livello personale, non ricordo un solo momento dedicato alla benchè minima discussione tra di noi. Pur essendo uno spirito forte e in alcune circostanze assolutamente drastico nell’esporre le sue idee, Lionello sapeva anche ascoltare, magari fingendo subito di non essere d’accordo, ma sottoponendo poi alla sua visione qualsiasi pensiero di qualsiasi persona. Il suo sostantivo più gettonato era “amicizia” perchè ogni occasione d’incontro doveva rientrare e rientrava in questo prezioso capitale umano che si chiama appunto amicizia. Una connotazione che ha sempre caratterizzato la vita e l’attività del Cenacolo. Eredità pesante da lui lasciata, ma anche un’esaltante occasione per ampliare ulteriormente il concetto di serena condivisione. Grande Lionello. Paolo Donà 7 ricordi Sono trascorsi ormai 11 anni da quando Lionello ci ha lasciato, eppure il suo ricordo è più vivo che mai. Non è una frase fatta, ma la semplice realtà. Perché la forza dell’esempio, l’impegno profuso ogni giorno nella sua attività professionale, la mission che aveva voluto portare avanti con il “Cenacolo” rappresentano un valore aggiunto per tutti noi. Che cosa mi manca di lui? Il sorriso, quel sorriso spontaneo, gioioso, da fratello quasi, con cui mi veniva incontro, aprendo le porte del suo ufficio o quelle di casa come se ne facessi parte da sempre. E poi ancora il modo in cui mi accoglieva e parlava: sempre attento a non debordare dai confini di un dialogo costruttivo e mai monotono, in cui anche i problemi, o le difficoltà, che bisognava affrontare venivano analizzati con completezza, riuscendo spesso a trovare una soluzione. Un uomo forte, ma di una forza interiore unica, che ci è stato sottratto prematuramente e di cui, personalmente, avverto tanto l’assenza. Insieme al proverbiale “ciao vecio” con cui si congedava dal sottoscritto. Prendeva tutto maledettamente sul serio, perché a suo modo era un perfezionista. Rammento come se fossi oggi la delusione, mista a rabbia malcelata, quando non riuscì a concludere positivamente la trattativa con Viganò per l’acquisto del Calcio Padova da parte della cordata di imprenditori che faceva riferimento proprio al “Cenacolo”. Ci teneva tanto, sarebbe stato il suo capolavoro. Ma ai galantuomini, e lui era un galantuomo tutto d’un pezzo, il destino non sempre riserva, come si è visto in quella occasione, le soddisfazioni che meriterebbero. Purtroppo. Grazie Lionello per avermi concesso la tua amicizia. Stefano Edel 8 ricordi Ho conosciuto Lionello Forin in ospedale. Eravamo ai primi anni del 2000. Una malattia cronica di fegato causata da infezione virale lo aveva portato in contatto con la Clinica Medica 5 e in particolare con i medici che si occupavano degli stati avanzati della malattia. Io l’ho conosciuto in occasione di uno dei suoi ricoveri in Clinica. Lo ricordo accogliermi con un sorriso e con affabilità al mio ingresso nella stanza di degenza. Mi colpì la sua pacatezza, la sua serenità, la consapevolezza della malattia che però non era rassegnazione, ma atteggiamento positivo e collaborativo, uno di quei malati che interagiscono con il medico arricchendo il rapporto medico-paziente aldilà degli aspetti medici e ti arricchiscono in termini di umanità; uno di quei pazienti che non rimane solo come malato, ma anche come uomo e persona. Senz’altro si può dire che Lionello Forin ha lasciato un ricordo per il tratto signorile, la dignità e il coraggio con cui ha sempre affrontato la sua malattia, malattia disagevole per un imprenditore, perché comportava improvvisi malesseri che interferivano con la sua attività lavorativa. Tuttavia mai si è chiuso in se stesso, ma ha affrontato i disagi della malattia, sempre proteso al futuro con ottimismo e capacità creativa, sorretto anche dalla moglie premurosa che sempre lo accompagnava e circondato dall’affetto dei figli. Lionello Forin pian piano maturò l’idea di alleviare le sofferenze di altri malati, anche perché si sviluppò un rapporto di fiducia e simpatia con l’équipe dei curanti della Clinica Medica 5 con cui si consolidò un rapporto di amicizia. Comprese che la professionalità dei medici dipendeva ed era rafforzata dall’attività di ricerca che caratterizza una clinica universitaria. Nacquero così inviti ai convivi del Cenacolo, iniziative di sensibilizzazione delle istituzioni e della popolazione e di prevenzione delle malattie di fegato a mezzo televisivo, raccolta di fondi per la ricerca in campo epatologico fino alla costituzione, ormai alla sua scomparsa, di una Fondazione che ne ricorda il nome ed è volta a dare un aiuto ai malati, alla ricerca ed alla prevenzione e cura delle malattie epatiche. Angelo Gatta 9 ricordi Un imprenditore generoso- Lionello Forin- si ammala e presenta un disturbo che ostacola il lavoro: saltuari e fugaci momenti di confusione. Viene curato a Padova in Clinica Medica 5 dove da una quindicina di anni, con un gruppo di giovani entusiasti, approfondivo il nesso fegato-cervello con metodiche innovative. Un “ciack” di simpatia scoppiò fra l’imprenditore e i curanti. Lionello Forin capì che avrebbe potuto aiutare altre persone, oltre a sé, se avesse convogliato risorse alla ri- cerca. Propose il finanziamento per una borsa di studio sull’encefalopatia epatica, ma lo convinsi a cercare di realizzare una Fondazione per il fegato, da tempo auspicata dal Prof. Gatta. Lionello vi contribuì attivamente, grazie al “Cenacolo”. Il Prof. Frattina, Presidente del Cenacolo, riuscì a fondarla, dopo la morte di Forin, col supporto di altri generosi volontari. Di strada se ne è fatta in 10 anni e ancora molta se ne farà in futuro! Piero Amodio Lionello Forin con l’equipe della Clinica Medica 5 in occasione di un incontro divulgativo 10 la nascita Correva l’anno 4 dicembre 2004 quando venne a mancare Lionello Forin Presidente per ben 18 anni consecutivi del Club Sportivo “IL CENACOLO” Calcio Padova. Per sua volontà in vita fù accantonata la somma di € 20.000 destinata ad una borsa di studio Universitaria per le epatopatie, malattia di cui era affetto, da consegnare ad un Medico Specializzando della Clinica Medica 5 di Padova ove più volte ricoverato. La guida del Club passò nelle mani del Prof. Dott. Frattina Alberto, Direttore della U.O. di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-Facciale e fondatore dell’Ottoneurochirurgia 1992 Università-Azienda Ospedaliera Policlinico di Padova. Il mio primo impegno fù quello di tramutare in realtà quanto voluto, anzi di più, con una variante ancor più impegnativa caldeggiata dalla Clinica Medica: non più borsa di studio una tantum ma una FONDAZIONE! Tra Il Cenacolo e la Clinica Medica 5, Centro per lo studio delle malattie epatiche riconosciuto dalla Regione Veneto, nacque nel 2005 un sodalizio tuttora in atto. Nella seduta del Consiglio Direttivo del 10 maggio 2005, presieduta da me Presidente e relativo verbale da me firmato, Il Cenacolo all’unanimità ha “approvato la costituzione della Fondazione Lionello Forin Hepatos onlus - FLFHO e dato ampio mandato al Presidente a compiere tutti gli atti e le formalità necessarie per la costituzione della medesima”. A seguito di questa delibera l’1 luglio 2005 con il socio del Club Dott. Bovo Moreno Commercialista, sono comparso dal Notaio Giuseppe Ponzi - Padova - che in presenza di testimoni ha steso l’ATTO COSTITUTIVO DI FONDAZIONE - REPUBBLICA ITALIANA ed ha trascritto l’elenco delle persone facentene parte tutte da me personalmente scelte e ognuna con i propri rispettivi ruoli, mettendo alla Presidenza della Fondazione Michele Forin, figlio dello scomparso Lionello... e da allora la FONDAZIONE spiccò il volo! Il 24 novembre 2008 alla presenza dello stesso Notaio in Via Cavalletto, 23 PD è stato steso il primo VERBALE DI ASSEMBLEA - REPUBBLICA ITALIANA per gli aggiornamenti del caso. Il 25 marzo 2009 al N°498 è stata ascritta al Registro Regionale Veneto. Alberto Frattina 11 il Cenacolo L’Associazione il Cenacolo, club di cultura sportiva, sorto a Padova nel 1988 per iniziativa di un gruppo di appassionati, con l’intento di promuovere lo sviluppo dello sport padovano a tutti i livelli, educativo ed agonistico, stimolando relazioni virtuose con il mondo dell’imprenditoria locale, organizzando occasioni di approfondimento, premiando atleti e dirigenti meritevoli con il Premio Michelangelo ed il Premio Sportività, ha contribuito alla nascita della Fondazione Lionello Forin Hepatos onlus. Il Cenacolo compartecipa quindi al decennale della Fondazione Lionello Forin Hepatos onlus che tra molte difficoltà anche finanziarie ha saputo promuovere la ricerca in campo medico epatologico ed ha sollecitato importanti iniziative nelle scuole per il contrasto all’abuso di alcol ed altre importanti iniziative. Il legame etico-morale tra il Cenacolo e la Fondazione è molto stretto poiché il filo conduttore che ci unisce è Lionello Forin, ideatore della Fondazione negli ultimi suoi anni di vita e che ha ricoperto la carica di Presidente del Cenacolo per ben 17 anni con grande passione ed impegno per promuovere la conoscenza dello sport padovano, dei suoi campioni, ma anche di tecnici e di dirigenti sportivi che operano nella nostra provincia. Diversi Soci del Cenacolo sono impegnati da sempre nella Fondazione e svolgono una costante attività di volontariato essendo il Cenacolo fra i Soci Promotori della Fondazione. Il Cenacolo plaude all’attività anche del Comitato Scientifico ed al connubuio tra Fondazione e Clinica Medica 5 dell’Università di Padova ed ai Professori Angelo Gatta e Piero Amodio per la fattiva e costante collaborazione. Il Cenacolo Il Presidente Sergio Melai 12 IL CENACOLO la Clinica 5 La Clinica Medica 5 raccoglie l’eredità di una lunga tradizione ed esperienza nel campo delle malattie di fegato. Infatti essa opera nel complesso clinico-ospedaliero di Padova -ora Azienda Ospedale Università-, da circa 40 anni e ha ottenuto riconoscimenti scientifici a livello nazionale ed internazionale. Nel tempo è stata dotata delle attrezzature di indagine in campo epatologico all’avanguardia e dal punto di vista assistenziale è in grado di fornire le prestazioni specializzate nel settore epatologico. Oltre alle prestazioni clinico assistenziali erogate direttamente la clinica è dotata di laboratori di ricerca dove, oltre all’attività diagnostica epatologica avanzata, vengono svolte attività di ricerca scientifica di livello internazionale nel settore delle malattie del fegato. La Clinica organizza annualmente da 25 anni un convegno internazionale sulle malattie del fegato che contribuisce a rafforzare il collegamento e la cooperazione con i principali centri epatologici nazionali e internazionali. La Clinica è sede del Centro Regionale Specializzato per le malattie del fegato e della Scuola di dottorato per l’indirizzo “Epatologia clinica, Chirurgia epato-biliare e trapiantologica”. Recentemente nell’Atto aziendale dell’Azienda Ospedale Università di Padova la Clinica è stata definita come “Medicina Generale ad indirizzo epatologico”. La Fondazione Lionello Forin Hepatos onlus è stata vicina all’attività della clinica fin dalla sua istituzione. Dopo poco tempo dall’inizio di attività, è stata stipulata una convenzione con l’Università di Padova con lo scopo di instaurare un rapporto di collaborazione e di integrazione in campo epatologico. Un esempio di tale collaborazione è quello del progetto “Che piacere…” sulla prevenzione dell’abuso alcolico dei giovani svolto in collaborazione con il Rotary Club di Padova, il Centro di tossicologia clinica e la Clinica Medica 5. Ormai da alcuni anni la Fondazione, per incentivare la ricerca in campo epatologico, ha istituito un premio per la migliore comunicazione scientifica presentata in occasione degli annuali congressi “Attualità e prospettive in Epatologia”. Per la Clinica la collaborazione con la Fondazione rappresenta un modo per aprirsi alla società, svolgere congiuntamente azione di informazione ed educazione sanitaria in campo epatologico ed essere vicina alla sofferenza dei malati di fegato e dei loro familiari. Angelo Gatta 13 i progetti •2011 DONO TV nuovo reparto Clinica 5 • 2006 - 2016 progetto di COLLABORAZIONE con Università di Padova •2011 - 2016 progetto di COLLABORAZIONE con International Club of Ascites •2007 – 2016 realizzazione periodico HEPATOS A TUTTO FEGATO •2012 – 2016 DALLA PARTE DEL PAZIENTE: rubrica di chiarimento su problemi etici e medico legali •2007 – 2016 premio alla MIGLIORE COMUNICAZIONE di un autore giovane al Congresso di epatologia •2013 c onvegno “CONOSCIAMO IL NOSTRO FEGATO” (Godega TV) conferenza spettacolo “LO SPIRITO IN CORPO” sponsorizzazione opuscolo “IN CASO DI CIRROSI” •2007 – 2016 servizio di consulenza medica gratuita l’EPATOLOGO RISPONDE •2009 - 2013 progetto “CHE PIACERE...” •2009 - 2013 ORGANIZZAZIONE CONVEGNI in Fiera sull’abuso alcolico dei giovani studenti •2010 XX Congresso Internazionale “Attualità e prospettive in epatologia, incontro “NOTE DI NO(T)E” Percorso di educazione terapeutica per i malati di cirrosi epatica e i loro familiari •2010 - 2016 progetto di COLLABORAZIONE con Ishen International Society for Hepatic Encephalopathy and Nitrogen Metabolism 14 i progetti PER VINCERE DOMANI Convegno di premiazione delle classi vincitrici del progetto“Che Piacere...” 2010-2011 per la prevenzione del consumo di alcol negli adolescenti Sabato 21 maggio 2011 ore 9.30 - Padova Fiere - Aula Carraresi Socio sostenitore Banca Padovana Credito Cooperativo s.c. FONDAZIONE LIONELLO FORIN HEPATOS ONLUS “Che Piacere...” 2010 “Che Piacere...” 2011 NON PERDERE I TUOI SOGNI IN UN BICCHIERE Alcuni slogan Medie Inferiori e Superiori “Che Piacere...” 2012 Convegno Treviso 2013 Conferenza Spettacolo “Lo spirito in corpo” 2013 “Che Piacere...” 2013 15 giornale Hepatos a tutto fegato Novembre2007 Febbraio2008 Maggio2008 Agosto2008 Novembre2008 Febbraio2009 Maggio2009 Agosto2009 Novembre2009 Febbraio2010 Maggio2010 Agosto2010 Novembre2010 Febbraio2011 Maggio2011 Agosto2011 Novembre2011 Febbraio2012 Maggio2012 Agosto2012 Novembre2012 Febbraio2013 Maggio2013 Agosto2013 Novembre2013 Febbraio2014 Maggio2014 Agosto2014 Novembre2014 Febbraio2015 Maggio2015 Agosto2015 Novembre2015 16 copie stampate 2000 copie 2130 copie 2280 copie 2400 copie 2500 copie 2550 copie 2750 copie 2800 copie 3000 copie 3100 copie 3150 copie 3400 copie 3550 copie 3800 copie 4000 copie 4200 copie 4350 copie 4500 copie 4600 copie 4600 copie 4650 copie 4700 copie 4800 copie 4900 copie 5050 copie 5100 copie 5300 copie 5400 copie 5700 copie 5850 copie 5900 copie 6000 copie 6000 copie variazioni grafiche giornale Organigramma: Presidente C.D.A. MICHELE FORIN Vicepresidente Prof. Dott. ALBERTO FRATTINA Presidente commissione scientifica Prof. Dott. ANGELO GATTA Collegio dei revisori dei conti Dott. MORENO BOVO Presidente Rag. CARLUCCIO SANTACROCE Dott. PAOLO DUSO Tesoriere GIAMPAOLO FERRARI HEPATOS Presidente comitato promotori Prof. Dott. ALBERTO FRATTINA HEPATOS A TUTTO FEGATO Segreteria in via Martiri Giuliani e Dalmati 2/a - 35129 Padova Tel. 049-8070099 - Fax 049-8071034 Comitato Scientifico presso Clinica Medica 5 Via Giustiniani 2 - 35128 Padova Tel. 049-8212285 Fax 049-8212291 HEPATOS a TUTTO FEGATO ANNO 9 - N. 1 - FEBBRAIO 2015 Consiglieri Prof. Dott. ANGELO GATTA Dott. PIERO AMODIO Dott. EURO CERA Periodico della Fondazione Lionello Forin Hepatos Onlus Periodico della Fondazione Lionello Forin Hepatos Onlus HEPATOS Autorizzazione del Tribunale di Padova n. 2096 del 23.07.2007 - Poste Italiane S.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/2/2004 n. 46) art. 1, comma 2 e 3, CNS PD Autorizzazione del Tribunale di Padova n. 2096 del 23.07.2007 - Poste Italiane S.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/2/2004 n. 46) art. 1, comma 2 e 3, CNS PD ANNO 2 - NUMERO 1 - FEBBRAIO 2008 FONDAZIONE ANTONVENETA SEDE VIA VIII FEBBRAIO 5 PADOVA ABI 05040 - CAB 12150 - C/C F.L.F.H.O NR. 41660Z - CIN O www.fondazionelionelloforinhepatos.it HEPATOS FARE IL MEDICO OGGI FONDAZIONE LIONELLO FORIN HEPATOS ONLUS LIONELLO FORIN HEPATOS ONLUS GRAFICA DI FRANCO FERLINI - STAMPA F.LLI ZAMPIERON di Angelo Gatta SOMMARIO IL GENERE IN MEDICINA FA UNA DIFFERENZA? PAG. 2 e 3: oggi parliamo di... L’EPATITE VIRALE HA COMPIUTO 40 ANNI PAG. 4: l’esperto risponde l’angolo del direttore PAG. 5: cosa c’è di nuovo dalla parte del paziente PAG. 6: fegato e dintorni PILLOLE DI RIFLESSIONE la vignetta di Franco Ferlini PAG. 7: editoriale PAG. 8: appuntamenti la Fondazione: chi, come, dove L’EPATITE VIRALE HA COMPIUTO 40 ANNI una sfida ancora aperta Seconda impaginazione Virus Epatite B ©2002 James A. Perkins Prima impaginazione La Medicina di Genere vuole rispondere a questa domanda: “ io medico quando entro in una stanza o in una casa dove vi è il Signor Luigi con una broncopolmonite devo aspettarmi gli stessi sintomi, devo richiedere gli stessi esami, devo dare le stesse medicine che darò alla Signora Maria della porta accanto con la medesima malattia?” In questi ultimi 40 anni abbiamo riscritto la medicina in base all’enorme quantità di ricerche e di nuove scoperte. Ma queste ricerche sono state condotte troppo spesso su un sol sesso e trasferite all’altro! Gli esempi sono tanti: la donna è stata molto spesso poco studiata ma in alcune patologie anche l’uomo è stato trascurato. Farò degli esempi. L’osteoporosi è stata studiata quasi esclusivamente sulla donna, mentre anche l’uomo si ammala, anche se con 10 anni di ritardo, di questa malattia! Quanti uomini fanno una densitometria ossea? Quali farmaci dare agli uomini? Invece le malattie di cuore sono state studiate prevalentemente nell’uomo ed oggi ci accorgiamo che ci sono delle differenze davvero importanti: la donna quando ha un infarto ha dei dolori atipici, ha una mortalità più elevata, la donna vie- umano, la Medicina di Genere è una ne meno trattata sia con farmaci che grave lacuna del sapere scientifico in con coronarografie, trombolisi, stent, particolare medico a livello mondiale. bypasses. L’infarto è la prima causa di Le donne vivono più a lungo, ma tutto morte della donna. Ancora i tumori e quello che guadagnano sull’uomo è la loro terapia sono stati studiati qua- malattia e disabilità. E’ necessario un si esclusivamente sull’uomo (anche gli lavoro inter e multidisciplinare, sono animali da esperimento sono maschi) necessarie nuove risorse e ricerche e le differenze sia istologiche, che te- oltre alla sensibilizzazione del mondo rapeutiche sono molto importanti. Per medico e della popolazione. non parlare poi dei farmaci per tutte Prof. Giovannella Baggio le malattie che sono stati studiati preCattedra di Medicina di Genere, valentemente nel sesso maschile e la Dip. di Medicina Molecolare, Università di Padova Direttore UOC di Medicina Generale donna presenta effetti collaterali moldell’Azienda Ospedaliera di Padova; to più frequenti e importanti. Nell’ePresidente del Centro Studi Nazionale ra della conoscenza del genoma su Salute e Medicina di Genere Organigramma: Dalla storia afPresidente C.D.A. fascinante delMICHELE FORIN la scoperta del Vicepresidente Prof. Dott. ALBERTO FRATTINA virus B agli Consiglieri ultimi farmaci Prof. Dott. ANGELO GATTA Dott. PIERO AMODIO antivirali oltre Dott. EURO CERA Presidente commissione scientifica 40 anni di riProf. Dott. ANGELO GATTA cerca in ambito Collegio dei revisori dei conti Dott. MORENO BOVO Presidente internazionale Rag. CARLUCCIO SANTACROCE hanno messo in Dott. PAOLO DUSO Tesoriere evidenza il ruoGIAMPAOLO FERRARI Periodico della Fondazione Lionello Forin Hepatos Onlus lo fondamentale Presidente comitato promotori PAGINA 2, 3 E 7: Prof. Dott. ALBERTO oggi parliamo di... Autorizzazione del Tribunale di Padova n. 2096FRATTINA del 23.07.2007 - Poste Italiane S.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/2/2004 n. 46) art. 1, comma 2 e 3, CNS PD dei virus epatiLe nuove terapie per tici come cau- Segreteria in via Martiri Giuliani e Dalmati 2/a - 35129 Padova l’epatite da virus C: Tel. 049-8070099 - Fax 049-8071034 sa di malattia un difficile equilibrio Comitato Scientifico presso Clinica Medica 5 tra efficacia e sostenibilità potenzialmente Via Giustiniani 2 - 35128 Padova Periodico della Fondazione Lionello Forin Hepatos Onlus Tel. 049-8212285 Fax 049-8212291 evolutiva. HEPATOS a TUTTO FEGATO ANNO 6 - N. 2 - MAGGIO 2012 La professione medica è profondamente mutata negli ultimi tempi a causa dell’emergere di nuovi elementi di carattere scientifico, culturale e sociale che hanno determinato una nuova dimensione sociale e culturale dell’assistenza sanitaria , ma che rischiano di condizionare individualmente l’attività del medico. Nell’attualità dello svolgimento della professione, oggi, alla verifica dei fatti, quanto è veramente libero e quindi responsabile il medico nell’espletamento della sua professione? Quali sono o quali dovrebbero essere i punti di riferimento per riaffermare la sua libertà-responsabilità? In realtà può succedere che nella sua professione il medico possa nutrire dubbi e perplessità. I grandi progressi della ricerca scientifica e dell’innovazione tecnologica hanno portato allo sviluppo di un clima culturale e sociale di supremazia della scienza e della tecnologia che pretende di spiegare l’intera realtà e di controllare tutti gli aspetti dell’esistenza umana attraverso la conquista tecnologica. In questo contesto la medicina tende modernamente ad occuparsi esclusivamente del valore biologico della malattia, della vita e della morte, non del loro valore esistenziale. La soggettività del paziente scompare dietro l’oggettività del quadro clinico che lo fa catalogare come entità morbosa: “cirrosi epatica”, “epatite virale”, ecc., che ha una sua patogenesi, un suo decorso, un esito, un suo riconoscimento economico ma mai un “senso”. ...segue a pagina 7 HEPATOS SOMMARIO PAGINA 4: l’esperto risponde l’angolo del direttore HEPATOS A TUTTO FEGATO PAGINA 5: cosa c’è di nuovo dalla parte del paziente ADOLESCENTI GENITORI TRA PASSATO FUTURO Autorizzazione delETribunale di Padova n. 2096 del 23.07.2007 - Poste Italiane S.p.a. E - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/2/2004 n. 46) art. 1, comma 2 e 3, CNS PD ANTONVENETA SEDE VIA VIII FEBBRAIO 5 PADOVA del ABI 05040 - CAB 12150 - C/C F.L.F.H.O NR. 41660Z - CIN O Prof. Pier Antonio Battistella* Anno 4 - numero 2 - mAGGIo 2010 FONDAZIONE LIONELLO FORIN HEPATOS L’adolescente “non è più un HEPATOS www.fondazionelionelloforinhepatos.it ONLUS FONDAZIONE LIONELLO FORIN HEPATOS ONLUS bambino e non è ancora un adulto” (E. Kestemberg, 1962), dati i cambiamenti relativi al corpo (maturazione biologica), alla mente (sviluppo cognitivo) e ai comportamenti (rapporti e valori sociali), attraverso i quali si realizzano le scelte definitive concernenti l’identità personale di Gilberto Muraro e sessuale, la rappresentazioDa sempre, ne di sé, la progettualità e le la sanità rappresenta terreno relazioni con gliil altri. L’adole- privilegiato della scenza costituisce, quindi, una sociale. La recente solidarietà fase critica, caratterizzata da riforma Obama è giustamente incertezza, fragilità e da uno sviluppo ancoravista incompleto dei un ulteriore passo come processi preposti al controllo a v a n t i in tale direzione. E pulsionale, con un conflitto tra tuttavia si nota, bisogno di autonomia-indipenri. Poteteproprio ospitare i nelle loro corpi SOMMARIO denza e paura dell’ abbandono. ma nonche le loroper anime, perché le PAGINA 2 E 3: società europee prime oggi parliamo di... Oltre all’adolescente, tale cri- loro anime dimorano nella casa as sdi icdomani, uratochelavoitotale EPATITE B E PREVENZIONE si, specialmentehanno oggi, investe non potete PAGINA 4: copertura all’intera anche la famiglia, con genitori sanitaria visitare, nemmeno nel sogno. l’esperto risponde l’angolo del direttore in bilico tra unapopolazione, tiepida autori- Potete di esserepiù come untentare sempre PAGINA 5: tà e un distratto permissivismo. loro, ma non cercate di renderli cosa c’è di nuovo diffuso di ostilità Come rapportarci dunque atteggiamento con eguali a voi, perché dalla parte del paziente la vita non PAGINA 6: gli adolescenti di Affidia- torna indugia nel aloggi? principio delleindietro, cure négratuite fegato e dintorni mo la risposta alle sagge paro- passato. Voi siete gli archi da PILLOLA OSTINATA per tutti. le di K Gibran (1923) che così cui i vostri figli sfrecciano come la vignetta di Franco Ferlini Due i principali fattori di questo si rivolge ai genitori dei figli di dardi viventi.” PAGINA 7: attività domani: “Potetecambiamento: dar loro amore, *Pier Antonio Battistella l’estensione delle PAGINA 8: Professore Straordinario ma non i vostri pensieri, perché appuntamenti Infantile bisogni nondi Neuropsichiatria più “sacri” la Fondazione: chi, come, dove essi hanno i lorocure propri a pensieUniversità di Padova Terza PAGINA 6: fegato e dintorni Pillola inopinata la vignetta di Franco Ferlini PAGINA 8: appuntamenti la Fondazione: chi, come, dove Stili di Vita e Solidarietà impaginazione Sociale in Sanità GRAFICA DI FRANCO FERLINI - STAMPA F.LLI ZAMPIERON e il crescente peso dei comportamenti individuali. Circa il primo fattore, vale da tempo la bella definizione dettata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che sottolinea come la salute vada intesa non solo come liberazione dalla malattia, dal dolore e dalla morte 17 5 X mille Una Scelta Per Stare Bene Sommario Pagina 2 e 3: oggi parliamo di... Pagina 4: l’esperto risponde l’angolo del direttore Pagina 5: cosa c’è di nuovo Hepatos a tutto fegato HEPATOS a TUTTO FEGATO ANNO 9 - N. 3 - AGOSTO 2015 Due anni dopo l’istituzione della Fondazione Hepatos Lionello Forin, nel 2007, il Consiglio di Amministrazione della Fondazione si chiese in che modo potesse dare attuazione concreta agli obbiettivi della Fondazione. Si ritenne che poter disporre di un giornale potesse rappresentare uno strumento utile. Esso poteva permettere di sensibilizzare la popolazione e le istituzioni sul problema delle malattie epatiche, poteva rappresentare uno strumento di divulgazione e di educazione per i malati e le loro famiglie fornendo anche indicazioni pratiche, quali per esempio le terapie più attuali, i centri medici di riferimento, i diritti dei pazienti ecc. Si poteva aprire una finestra aperta alla società, che insieme ad un sito web costituisse una specie di forum che mettesse in contatto la popolazione con esperti nel campo delle malattie di fegato. Naturalmente fare un giornale richiedeva un grande sforzo sia organizzativo che economico. Fu con grande entusiasmo, con grande impegno e grande dedizione che la Fondazione realizzò il giornale che rappresenta uno degli strumenti operativi della Fondazione. A testimonianza del grande sforzo richiesto spiegammo nel primo numero che Hepatos a tutto fegato, il nome dato al giornale, voleva anche significare tra l’altro che ci voleva un grande coraggio nell’intraprendere questa iniziativa. Furono costituiti gratuitamente un comitato re Periodico della Fondazione Lionello Forin Hepatos Onlus HEPATOS Autorizzazione del Tribunale di Padova n. 2096 del 23.07.2007 - Poste Italiane S.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/2/2004 n. 46) art. 1, comma 2 e 3, CNS PD IL RUOLO DELL’UNIONE EUROPEA NEL CONTRASTO ALL’ABUSO DI ALCOL Se la produzione e il consumo di bevande alcoliche hanno origini antichissime nella storia dell’uomo, altrettanto risalente nei secoli è anche la loro regolamentazione tramite il ricorso alla legge e al diritto. L’alcol infatti coinvolge in vario modo diversi aspetti della società umana: medici, scientifici, economici, culturali, perfino religiosi. Il diritto a sua volta, essendo creato, come usavano dire i giuristi dell’antica Roma, hominum causa - cioè per l’uomo e in funzione delle sue esigenze – è utilizzato per disciplinare il consumo e la produzione di alcol al fine, evidentemente, di regolare e controllare gli effetti che esso è in grado di determinare sull’uomo e sulla società in cui egli vive. Lungo tutto l’arco delle epoche storiche sovrani, governi e autorità di vario genere si sono occupati della regolamentazione dell’alcol. Così, ad esempio, circa 3800 anni fa, nel Codice di Hammurabi, una delle più antiche raccolte di leggi nella storia dell’umanità, già erano presenti regole sul consumo di bevande alcoliche. Per un esempio più recente invece, si pensi al periodo del proibizionismo negli Stati Uniti della prima metà del 900, quando la messa al PAGINA 2 E 3: oggi parliamo di... Fegato ed osso: la patologia scheletrica nei pazienti epatopatici PAGINA 4: l’esperto risponde l’angolo del direttore bando degli alcolici diede impulso, tra le varie conseguenze, ad attività di contrabbando gestite dalla criminalità organizzata e da gangster senza scrupoli. Quello tra alcol e diritto è insomma un rapporto antico e costante che continua ancora e soprattutto al giorno d’oggi, visto che il consumo di alcolici è in notevole aumento e spinge, di conseguenza, le autorità di governo ad adottare misure di prevenzione e controllo dei suoi effetti negativi sulla società. Intervenire in questo senso, tuttavia, non è affatto semplice: se è vero, come dimostrano le statistiche, che si beve di più, è vero anche che non si beve tutti allo stesso modo. Il consumo di alcol, infatti, si pone quale fenomeno estremamente complesso, influenzato da una moltitudine di fattori di natura diversa che fanno sì che non si possa predisporre una risposta unica e uguale per tutti i Paesi. In altri termini, le differenze nei modelli di consumo di alcol riflettono le differenze nell’approccio politico-giuridico seguito dalle autorità nazionali. Il caso dell’Unione europea è emblematico in questo senso. L’alcol in Europa ha un peso considerevole: da un punto di vista economico, si pensi che, in tutto il mondo, un quarto delle bevande alcoliche e oltre la metà del vino sono prodotti nel nostro continente. Altrettanto impressionanti i numeri quanto al commercio: circa il 70% delle esportazioni e poco meno della metà delle importazioni mondiali di bevande alcoliche coinvolgono l’Unione europea. Quanto alla consumazione di alcolici poi, gli europei detengono il primato con il più alto consumo di alcol al mondo. segue a pagina 7 SOMMARIO PAGINA 5: cosa c’è di nuovo dalla parte del paziente PAGINA 6: fegato e dintorni PAGINA 7: editoriale PAGINA 8: premio miglior comunicazione la Fondazione: chi, come, dove Pillola brontolona la vignetta di Franco Ferlini 5 X MILLE CF 04034580284 N. 3 - Agosto 2015 dazionale e un comitato scientifico del giornale, come gratuito è stato in tutti questi anni il contributo dei testi e delle vignette. L’uscita del giornale fu prevista in 4 numeri all’anno. Si iniziò 18 con un numero limitato di copie, considerate le ristrettezze finanziarie, successivamente la diffusione aumentò, incoraggiati dal gradimento e dagli apprezzamenti dei lettori. Attualmente la tiratura è di circa seimila copie, inviate gratuitamente. Lo schema del giornale venne discusso ed approvato dalla Fondazione e si è mantenuto sostanzialmente invariato negli anni. Per alleggerirne la lettura sono state inserite, oltre agli argomenti riguardanti le malattie del fegato e le informazioni per i malati, comprese quelle di tipo medico-legale, anche tematiche di attualità riguardanti la società e una pagina simpaticamente espressa di attualità corredata da una vignetta. Questa è l’occasione per ringraziare sentitamente tutti quelli che con grande dedizione hanno dato il loro contributo, pervenuto anche da illustri personalità non solo del mondo sanitario, ma anche economico e sociale. È inoltre l’occasione per migliorarlo ulteriormente; chiediamo ai lettori di suggerirci argomenti, avanzare critiche e suggerimenti, che terremo in gran conto. Auguri di lunga vita a “Hepatos a tutto fegato” e un grazie di cuore a chi ha così generosamente contribuito a realizzarlo e a tutti i lettori, in particolare a quelli che ci vorranno sostenere. Angelo Gatta L’ESPERTO RISPONDE Ho l’iperferritinemia cosa posso fare? La ferritina alta nel sangue o più precisamente iperferritinemia è un’alterazione bioumorale che sta a indicare un incremento dei depositi di ferro nei tessuti. La ferritina, infatti, è la proteina deputata all’immagazzinamento del ferro necessario al nostro organismo, ed è contenuta prevalentemente nelle cellule e in piccole quantità anche nel sangue. Un’iperferritinemia non è necessariamente espressione di un sovraccarico di ferro essendo spesso associata a stati infiammatori acuti e cronici o a stati dismetabolici. Entrando più nel dettaglio, le cause d’iperferritinemia possono essere le seguenti: • Sovraccarico di ferro che può essere legato a: a) precedenti terapie con ferro, b) precedenti emotrasfusioni, c) un’eccessiva distruzione dei globuli rossi (anemia emolitica) o d) fattori genetici. Quando il sovraccarico di ferro è su base genetica, è legato a un eccessivo assorbimento di ferro a livello intestinale e prende il nome di emocromatosi. L’emocromatosi genetica rappresenta una condizione clinica che può compromettere la funzione di diversi organi o ghiandole quali: il fegato (epatite cronica con possibile evoluzione verso la cirrosi), il cuore (miocardiopatia con possibile evoluzione verso lo scompenso cardiaco), il pancreas con possibile insorgenza di diabete mellito, le ovaie o testicoli con possibile comparsa d’ipogonadismo con infertilità o impotenza, rispettivamente. Può inoltre associarsi a un caratteristico colorito bronzino della cute e a disturbi articolari. • Presenza di uno stato infiammatorio che può essere legato a infezioni, malattie infiammatorie acute e croniche, neoplasie. Essendo il fegato il principale deposito di ferro dell’organismo l’incremento della ferritinemia può essere particolarmente elevato nelle epatiti acute. • Disturbi metabolici. Un’iperferritinemia può essere correlata ad alterazioni del metabolismo come iperuricemia, ipertensione arteriosa, obesità, ipertrigliceridemia, diabete e ipercolesterolemia. Per stabilire la causa di un’iperferritinemia e le potenziali conseguenze, nel caso fosse espressione di un sovraccarico di ferro, può essere quindi necessario un iter diagnostico complesso che, tuttavia, deve partire da: 1) un’anamnesi e una visita medica accurate 2) i seguenti esami del sangue Es. emocromocitometrico con reticolociti La percentuale di saturazione della transferrina nel sangue. La transferrina è la principale proteina di trasporto del ferro nel sangue. La saturazione dei suoi siti di legame per il ferro, o percentuale di saturazione della transferrina quando eccessiva (indicativamente > 50 % nel maschio e del 45% nella femmina), suggerisce l’esistenza di un sovraccarico di ferro. Tuttavia, valori normali della stessa non ne escludono, in modo assoluto, la presenza. Gli indici infiammatori (VES, proteina C reattiva). Nel caso siano elevati, è possibile che ci si trovi di fronte ad una condizione d’iperferritinemia associata a infiammazioni acute e croniche, infezioni o neoplasie. In questi casi bisogna procedere con altre indagini volte a identificare le varie problematiche. Gli indici di uno stato dismetabolico (glicemia, colesterolemia, trigliceridemia, acido urico) Gli indici di danno epatico (AST, ALT e GGT). Paolo Angeli Emergenze Mediche e Trapianto di Fegato Dipartimento di Medicina, Università di Padova L’ANGOLO DEL DIRETTORE “Precision medicine” la medicina personalizzata Una paziente affetta da epatite C in terapia con i farmaci antivirali classici, nonostante la correttezza dei dosaggi e lo scrupolo nel seguire le prescrizioni dei medici non è riuscita ad eliminare il virus C; viceversa una sua amica nelle sue stesse condizioni seguendo la medesima terapia è riuscita a guarire dall’infezione virale. Come mai? La seconda paziente, a differenza della prima, aveva nel cromosoma 19 una variazione del gene denominato interleuchina 28B, predittore di una risposta favorevole alla terapia (Nature 2009). In altre parole non siamo tutti uguali; le nostre peculiarità genetiche influenzano non solo la comparsa delle malattie, ma anche la risposta alla terapia; questo scenario illustra l’idea fondamentale sottesa alla medicina personalizzata: mettendo insieme i dati clinici e di laboratorio del paziente e il suo profilo genetico possiamo attuare una prevenzione, diagnosi e trattamento personalizzato, appunto la “precision medicine”. D’altra parte il concetto della variabilità interindividuale non è nuovo in medicina: già negli anni 40 William Boyd notò che era la popolazione mediterranea e non quella britannica a sviluppare una anemia emolitica dopo l’ingestione di fave e l’attribuì ad una differenza genetica; oggi sappiamo che l’anemia emolitica causata dall’ingestione di fave (favismo) è dovuta a deficienza genetica dell’enzima specifico (glucosio-6-fosfatodeidrogenasi) in alcuni soggetti, più frequente nell’area mediterranea; anche la tipizzazione del gruppo sanguigno (che ha basi genetiche) è usata per le trasfusioni da più di un secolo. Esiste poi una enorme variabilità individuale nella risposta ai farmaci: i livelli di un farmaco nel sangue possono variare più di mille volte anche se somministrato allo stesso dosaggio in due individui che hanno approssimativamente lo stesso peso (J Internal Med 2001); anche l’interazione fra più farmaci, l’interazione con il cibo, l’assorbimento del farmaco, il suo metabolismo, la sua azione a livello dello specifico recettore sono alla base di una differente risposta individuale. In effetti gli avanzamenti delle conoscenze e delle tecnologie nel campo della genomica (studio dei geni), della epigenetica (studio dei fattori che controllano l’espressione dei geni), della proteomica (analisi qualitativa e quantitativa delle proteine di un campione biologico), della metabolomica (caratterizzazione dei profili metabolici), della farmacogenomica (studio di come i geni influenzano la risposta individuale ai farmaci), del microbioma (caratterizzazione dei microbi che vivono in simbiosi con l’organismo), permettono una caratterizzazione genetica e molecolare specifica dei singoli individui, che permette di applicare una “precision medicine”. I vantaggi di un tale approccio rispetto a quella che viene definita “imprecision medicine” sono molteplici: per esempio, è stato dimostrato che le statine, farmaci largamente utilizzati per il trattamento dell’ipercolesterolemia, sono realmente efficaci solo in 1 paziente su 50 4 19 trattati, così gli antiacidi inibitori della pompa protonica in 1 su 25 pazienti trattati. (Prog Cardiovasc Dis 2002, Nature 2015). Alcuni farmaci addirittura possono essere dannosi in certi gruppi etnici in quanto sono stati studiati e sperimentati per l’ immissione in commercio solo su soggetti di razza bianca (Drug Saf 2006) Nella medicina personalizzata i farmaci invece sono somministrati solo ai pazienti in cui si sa che sono efficaci, riducendo la tossicità e la spesa del sistema sanitario. L’interesse per la medicina personalizzata è andato crescendo sempre più, tanto che nel gennaio 2015 in America il Presidente Obama ha lanciato una iniziativa di ricerca, la Precision medicine iniziative, cioè un nuovo approccio per la prevenzione e il trattamento delle malattie che tenga conto della variabilità interindividuale dei fattori genetici associati ai fattori ambientali (N Engl J Med 2015). Questa iniziativa darà la spinta per accelerare il progresso verso una nuova era della medicina, in cui ogni individuo potrà ricevere la prevenzione e la terapia al momento giusto, con il farmaco giusto, appropriato alle sue caratteristiche genetiche e molecolari, oltre che cliniche e ambientali. É una prospettiva visionaria, ma che ha già trovato le prime applicazioni nella pratica clinica, specialmente nella cura dei tumori. Angelo Gatta Professore Ordinario di Medicina Interna Università di Padova i sette anni del progetto Che piacere Premessa I giovani bevono alcolici e sempre più precocemente. Il primo contatto dei ragazzi italiani con l’alcol è attualmente sceso a 11 anni; in generale il decennio 2000-2010 ha visto in Italia soprattutto la crescita fra i giovani dell’abitudine al consumo, oltre che di vino e birra, anche di superalcolici, aperitivi ed amari che implicano spesso consumi lontano dai pasti e con frequenza occasionale. A livello locale (Padova e provincia) i risultati evidenziano che la prevalenza del consumo di alcolici cresce con l’età: in II media è del 10,6%, giunge al 35.5% all’inizio della I superiore ed al 62,3% in III superiore. L’OMS propone quindi di ritardare il più possibile il primo contatto fra adolescenti ed alcolici. no 2011 – 2012 si è focalizzato in particolare sul fenomeno del “binge drinking”, modalità di bere d’importazione nordeuropea che implica il consumo di numerose unità alcoliche in un breve arco di tempo finalizzata all’ubriacarsi fino allo stordimento. Il progetto, ideato dal Rotary Club Padova da una felice intuizione di Angelo Gatta, ha usufruito dal 2009 in poi dell’organizzazione da parte della nostra Fondazione ed ha coinvolto circa 20.000 giovani studenti delle Scuole medie superiori ed inferiori di Padova e provincia; le classi interessate sono state 106 delle scuole medie inferiori e 475 delle scuole medie superiori. Collaborazioni Si è avvalso della collaborazione del MIUR Ufficio Scolastico regionale per il Veneto, dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Padova, del Parco Scientifico e Tecnologico Galileo, dell’Ente Fiera, di Canale Italia e della UOC di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza, Azienda Ulss 16, della UOS per i Disturbi cognitivo-comportamentali in Medicina Interna, Clinica Medica 5. Per affrontare il problema del crescente consumo di alcolici e superalcolici nei ragazzi del nostro territorio la Fondazione Lionello Forin Hepatos onlus ed il Rotary Club Padova hanno promosso dal 2006 al 2013 il progetto “Che piacere…®” rivolto agli studenti delle scuole medie e superiori di Padova e provincia mediante l’attuazione di una strategia preventiva in grado di modificare opinioni e consumi di alcolici degli adolescenti (gruppi a rischio), facendo loro assumere il ruolo di promotori attivi e sensibilizzare genitori ed insegnanti e l’intera collettività sui pericoli dell’uso dell’alcol in età pre-adolescenziale ed adolescenziale. Nell’an- Obiettivi raggiunti Negli adolescenti e preadolescenti: oRiduzione del consumo di alcolici o Aumento della percezione del rischio del consumo di bevande alcoliche 20 oRiduzione degli indici di prossimità all’alcol le ragazze le risorse per costruire propri contro-messaggi informativi. Ha anche previsto una verifica dell’efficacia dell’intervento con dei test d’ingresso e d’uscita rapportati a dei gruppi di controllo. Negli adulti (genitori ed altre figure educative): oSollecitazione ad una maggiore attenzione sul consumo di alcolici degli adolescenti e dei preadolescenti I risultati Il progetto ha evidenziato come ci sia stata una riduzione dell’uso alcolico per la fascia delle scuole medie (informazione) e per l’ultimo triennio delle scuole superiori (lavoro sulle pubblicità). L’intervento è stato invece di minor efficacia, in termini di riduzione dell’uso alcolico, nella fascia del primo biennio delle scuole superiori, un periodo in cui normalmente assistiamo ad un forte incremento del consumo alcolico stesso - come dimostrano i gruppi dei controllo - e di problemi comportamentali, anche se l’efficacia dell’intervento è stata evidenziata nei gruppi in cui è stato effettuato l’intervento dalla riduzione di questo fisiologico incremento. In definitiva il modello informativo si è rilevato vincente sui ragazzi delle scuole medie mentre il lavoro sulle pubblicità è stato di maggiore efficacia per aver indotto dei dubbi sul bere in bevitori più consolidati, in particolare nella fascia delle III e IV superiori consolidando la loro motivazione alla cessazione dall’alcol anche in situazioni più problematiche. Pecularietà Il progetto è stato impostato su basi scientifiche avendo previsto un gruppo di classi di controllo e con la verifica dell’efficacia dell’intervento ed ha previsto il coinvolgimento attivo dei ragazzi ed anche dei genitori. Ha puntato anche nel capire perché i ragazzi bevono in età precoce con l‘analisi e lo studio dei disturbi psicocomportamentali e del fenomeno del binge drinking. Metodo Il metodo definito di attuazione del progetto ha previsto il coinvolgimento attivo degli studenti non con un’informazione sui rischi correlati all’alcol ma bensì mediante l’analisi di una pubblicità di alcolici e con la predisposizione di uno story-board e di uno slogan antagonisti con la promessa di realizzarli; la prevenzione si è basata quindi sull’aver dato ai ragazzi le risorse per poter “smontare” i messaggi pubblicitari che si proponevano di spingerli all’uso di alcol ed offrendo loro l’occasione di veicolare informazioni in un contesto emotivamente coinvolgente avendo attivato nei ragazzi e nel21 tizzazioni) 1/4 del campione alle medie ed 1/3 alle superiori. 0,6 0,5 0,4 Risultati studio sul fenomeno binge drinking Il 66% dei ragazzi hanno dichiarato di essere bevitori e, di questi, il 52% ha dichiarato di aver bevuto il sabato precedente la rilevazione; il 27% degli studenti che hanno dichiarato di aver consumato alcolici, riportano una modalità di tipo binge drinking; il 59% di questo sottogruppo sono maschi e il 41% sono femmine. I ragazzi che bevono con modalità BD tendono a frequentare luoghi come locali/bar/pub (27%), in centro o in giro senza una meta prestabilita (22%) e principalmente discoteche (22%). Questi ragazzi rientrano a casa, in percentuale maggiore, dopo le ore 24 (75%). 0,3 0,2 0,1 pre post Controllo Intervento Scuole MEDIE: media dei bicchieri di alcolici consumati prima e dopo l’intervento di prevenzione 1,8 1,6 1,4 1,0 0,5 0 pre post Controllo Il progetto nei suoi sette anni di attività ha evidenziato di come il fenomeno dell’uso ed abuso alcolico sia preminente ed in costante aumento ed in particolare anche nelle sue nuove declinazioni come il binge drinking. Ha anche evidenziato come i ragazzi se opportunamente stimolati e motivati diventano loro stessi artefici della loro prevenzione mentre la parte più critica riguarda i loro genitori che invece tendono a sottovalutare il problema dell’alcol dei loro figli demandandolo alla scuola ed alle Istituzioni ritenendo che riguardi sempre il figlio di qualcun altro. Michele Forin Intervento Scuole SUPERIORI: media dei bicchieri di alcolici consumati prima e dopo l’intervento di prevenzione Risultati studio disturbi psicomportamentali Hanno dimostrato PROBLEMI ESTERNALIZZANTI (oppositività, mancato rispetto delle regole, aggressività) il 15% del campione alle medie ed addirittura il 40% alle superiori; si è anche evidenziato che tali problemi aumentano con l’età e risultano associarsi al consumo di alcol; hanno invece evidenziato PROBLEMI INTERNALIZZANTI (ansia, depressione, soma22 il servizio l’epatologo risponde La Fondazione garantisce un servizio di consulenza ed informazione medica gratuita usufruibile tramite il sito internet o il nostro periodico. Le domande più interessanti vengono pubblicate in forma anonima nel nostro giornale Hepatos a tutto fegato. L’ESPERTO RISPONDE Mi è stato riscontrato un piccolo calcolo alla cistifellea e vorrei sapere se è possibile intraprendere una terapia per eliminarlo La presenza di calcoli nella cistifellea è una situazione molto frequente, presente nel 10-15% della popolazione adulta. La sua diffusione è maggiore nel sesso femminile e si associa spesso a gravidanze multiple, obesità o rapidi cali ponderali. La maggior parte dei calcoli è rappresentata dai calcoli di colesterolo. In questo contesto, il requisito essenziale è che il fegato del paziente produca una bile satura in colesterolo. Il mantenimento del colesterolo in forma solubile nella bile dipende dall’equilibrio con alcuni fattori, quali i sali biliari e i fosfolipidi. Se questo equilibrio si rompe, si produce una bile satura in colesterolo che rappresenta il fattore fa- vorente la precipitazione del colesterolo stesso e la formazione dei calcoli. Molti dei pazienti con calcoli biliari rimangono senza sintomi per molti anni e possono anche non svilupparne mai. In altri casi i calcoli possono causare sintomi, come le coliche biliari o complicanze, quali ad esempio la colecistite acuta o la pancreatite acuta. Nella terapia dei calcoli biliari sono utilizzati principalmente l’acido chenodesossicolico (CDCA), ursodesossicolico (UDCA) e più di recente il tauroursodesossicolico (TUDCA). Il trattamento è in grado di determinare una completa o parziale dissoluzione dei calcoli nel 50-60% dei pazienti. Questo avviene in quanto si viene a 23 L’ANGOLO DEL DIRETTORE formare una bile insatura di colesterolo e più ricca di sali biliari, idonei alla solubilizzazione del calcolo, favorendo anche un regolare flusso della bile e lo svuotamento della colecisti. Il trattamento va riservato a pazienti con calcoli di piccole dimensioni, sotto 1-1,5 cm. I punti critici sono rappresentati dalla necessità di proseguire la terapia molto a lungo e dal rischio elevato di recidiva alla sospensione, ma la maggior parte dei pazienti rimane asintomatica e può eventualmente effettuare un secondo ciclo di terapia. Patrizia Pontisso Professore Associato di Medicina Interna Università di Padova i premi alle migliori comunicazioni Premiata Sara Montagnese, novembre 2007 Premiata Giuseppina De Petro, novembre 2008 Premiata Alessandra Magro, ottobre 2009 Premiata Daniela Buccione, novembre 2010 Premiata Maria Guarino, novembre 2011 Premiata Antonella Mascolo, dicembre 2012 PRE-MEETING Liver Gymnasium Padova,13 Marzo 2014 Palazzo Bo - Archivio Antico Università degli Studi di Padova XXIII CONVEGNO Internazionale XXIV CONVEGNO Internazionale Attualità e Prospettive in Epatologia Attualità e Prospettive in Epatologia Padova,14 Marzo 2014 Padova,19 Giugno 2015 Policlinico Universitario di Padova Aula Morgagni Policlinico Universitario di Padova Aula Morgagni Premiata Rosaria Maria Pipitone, marzo 2014 Premiata Vera Bettini, giugno 2015 24 le iniziative & gli eventi Serata di beneficenza, dicembre 2006 Serata di beneficenza, novembre 2007 Note di not(t)e, novembre 2010 25 le iniziative & gli eventi Spettacolo teatrale con Down Dadi “Grease” - dicembre 2010 Spettacolo teatrale con Down Dadi “Grease” - dicembre 2010 Spettacolo teatrale con Down Dadi “Cyrano” - aprile 2013 26 pillole di buon umore 27 Liver-Pool Camiolo, dal Segretario Sig. Giampiero Maccioni, dai Consiglieri Sign.ra Anna Maria Carpen, Prof. Frattina Alberto, Sig. Giovanni Santoro, e dal Comitato Scientifico Prof. Luigi Rainero Fassati padre fondatore del trapianto, tutti di recente conferma/nuova nomina nella riunione del Direttivo al Congresso di Lamezia Terme (CZ) 2015. Alberto Frattina Liver - Pool è una Federazione Nazionale onlus, di cui facciamo parte, che nasce nel 2003, due anni prima di noi, con il preciso intento di coagulare le varie Associazioni di Volontariato sorte sotto l’egida dei vari quadri di epatopatie ed in specie di quelle più gravi che portano al trapianto. La sua attività copre un vastissimo campo d’azione. Prima di tutto l’approccio diretto con il malato per accertarne le condizioni generali che di solito sono direttamente proporzionali con lo stadio clinico della malattia. In questo caso il paziente viene ricoverato in reparti di medicina generale o meglio in centri specializzati per la cura delle malattie epatiche, vedi ad esempio da noi Clinica Medica 5 di Padova riconosciuta Centro di riferimento Regionale Veneto. In secondo luogo ed in primis i contatti sociali di cui il malato indirettamente ha bisogno. Liver Pool dialoga con le Società Scientifiche, promuove Riunioni e/o Congressi Locali e Nazionali cui partecipano tutte le Associazioni affiliate e non, incentiva la Donazione d’Organi in sintonia con il Ministero della Salute e del Centro Nazionale Trapianti, tutte Istituzioni indispensabili per raggiungere lo scopo della guarigione clinica o alla sopravvivenza “seconda vita” con il Trapianto d’Organo. La Federazione Liver - Pool spazia dall’Italia del Nord all’Italia del Sud e Italia insulare Sicilia e Sardegna; è presieduta da più anni con intelligenza dal Presidente Dott. Salvatore Ricca Rosellini, dal Vicepresidente e tesoriere Sig. Salvatore LIVER FEDERAZIONE 28 P L il nostro sito All’indirizzo www.hepatos.org è online il nostro sito nel quale si possono reperire informazioni sulla nostra Fondazione, sull’attività e sui progetti attivi e dal quale si può o scaricare o fare richiesta per ricevere gratuitamente al proprio domicilio il nostro giornale Hepatos a tutto fegato oppure fare domande di carattere medico alle quale seguirà una risposta di un nostro epatologo. 29 composizione, organi Presidente MICHELE FORIN Vicepresidente Prof. Dott. ALBERTO FRATTINA Consiglieri Prof. Dott. ANGELO GATTA Prof. Dott. PIERO AMODIO Dott. MARIO GHIRALDELLI Presidente Comitato Scientifico Prof. Dott. ANGELO GATTA Collegio dei Revisori dei Conti Dott. MORENO BOVO Presidente Rag. CARLUCCIO SANTACROCE Dott. PAOLO DUSO Presidente Comitato Promotori Prof. Dott. ALBERTO FRATTINA Sede e Segreteria via M. Giuliani e Dalmati, 2/A - Padova tel. 049/8070099 r.a. - fax 049/8071034 [email protected] - www.hepatos.org Comitato Scientifico c/o Clinica Medica 5 - Ospedale di Padova via Giustiniani, 2 - 35128 Padova tel. 049/8212291 - 049/8212285 Per contribuire alle nostre attività: - Banca Popolare di Vicenza filiale Albignasego (Pd) IBAN IT68 K057 2862 3401 4957 0851 790 - Conto Corrente Postale IBAN IT 38 G 07601 12100 85228369 HEPATOS 30 la fondazione Lionello Forin Hepatos onlus Or son diec’anni che prese vita questa Fondazione, volendo i figli di Lionello dare a un desiderio del padre attuazione, vedendo che l’Amore dello stesso padre per lo Sport e la Vita, un “intruso” inaspettato, ha dolorosamente mortificato. Decisero allora, con questa nuova “Istituzione”, di affidarsi a chi, (Clinica Medica 5), l’ha curato e queste “cose” le sa affrontare con passione, perché della Vita e le Persone, ha gran rispetto e considerazione. Ne è nato un connubio, (Clinica Medica 5 e Fondazione), che persegue lo scopo di dare conoscenza, aiuto, cura e prevenzione, agli sfortunati che si vengono a trovare in questa triste condizione, a ritrovar fiducia e speranza in una guarigione, che permetta di riaffrontar la Vita con gioia e convinzione. Tutto questo è detta Fondazione, che si impegna e dedica con Amore, perché la Vita di tanti sofferenti, possa diventar migliore! Giampaolo Ferrari 31 Non c’è nessun più bel eccesso che quello della riconoscenza. Un sentito grazie a tutti i Promotori, Consiglieri, Medici ed a tutti gli amici che con noi e per noi hanno collaborato in questi anni per i migliori successi della nostra Fondazione. Michele Forin 32 indice PERCHÈ LA FONDAZIONE RICORDI LA NASCITA IL CENACOLO LA CLINICA 5 I PROGETTI GIORNALE HEPATOS A TUTTO FEGATO VARIAZIONI GRAFICHE GIORNALE HEPATOS A TUTTO FEGATO IL PROGETTO CHE PIACERE IL SERVIZIO L’EPATOLOGO RISPONDE I PREMI ALLE MIGLIORI COMUNICAZIONI LE INIZIATIVE & GLI EVENTI PILLOLE DI BUON UMORE LIVER POOL IL NOSTRO SITO COMPOSIZIONE, ORGANI LA FONDAZIONE LIONELLO FORIN HEPATOS ONLUS 33 5 7 11 12 13 14 16 17 18 20 23 24 25 27 28 29 30 31 Grafica e impaginazione: Franco Ferlini Finito di stampare nel mese di novembre 2015 da F.lli Zampieron Via Guido Franco, 2/G - 35010 Cadoneghe - Padova HEPATOS