Seconde D-F News Cronaca di un anno vissuto intensamente NUMERO UNICO GIUGNO 2009 Le attività Tutti santi a Natale 2 Il razzismo e l’antirazzismo 4 La legalità 6 Salute e tabagismo 8 Settimana ecologica 10 Viaggio d’istruzione 12 Recensioni e interventi 14 Tutti Santi a Natale In questo secondo anno di scuola media lo studio dell’Europa, sia in geografia che in storia, ha una notevole rilevanza. Spesso, in classe, si discute su cosa significhi essere “cittadini d’Europa” e ciò che noi ragazzi di 12 anni abbiamo sicuramente capito è che, per divenire tali, bisogna imparare a conoscere e rispettare le tradizioni dei vari paesi del vecchio continente. Abbiamo quindi deciso di “fare la nostra parte” informandoci ed informando su due festività, molto sentite, della religione cristiana: la festività di Ognissanti e il Natale. Durante il mese di no- vembre ci siamo chiesti : “Chi sono i santi? Come si diventa santo? Così abbiamo conosciuto i percorsi di vita di alcuni personaggi storici che sono diventati Santi e Patroni di intere nazioni grazie alle loro scelte di vita. In particolare abbiamo approfondito la figura di san Francesco, la vita, l’opera letteraria e il suo messaggio e abbiamo scoperto che dobbiamo a lui tradizione del presepe. Una curiosità tira l’altra e così, accanto ai santi patroni delle più importanti nazioni europee, abbiamo ricercato e approfondito le relative tradizioni natalizie. Barbara Landriscina Margherita di Biase Dietro il sipario Il 22 dicembre alle ore 14.30, siamo rientrati a scuola e siamo andati subito in aula magna. Lì c'erano già le professoresse Scardigno, Zazzara che aspettavano le classi e il professor Putignano che aveva preparato la tastiera, il computer e la musica. Siamo saliti sul palco e le luci si sono spenPage 2 te, abbiamo iniziato a gridare e il Putignano ci ha rimproverato, così spaventati, siamo stati zitti. Dopo un po', ma sembrava un'etenità, si sono accese le luci, si è aperto il sipario e Valentina e Morena e una delle gemelline hanno salutato la preside, la vicepreside e i genitori e hanno presenta- to l'attività. Subito dopo, Angela ha parlato della festa di Ognissanti e dopo di lei, tutti abbiamo dato il nostro contributo. E’ stato molto emozionante perché anch’io avevo una bella parte da leggere! Marisa Marzucco Seconde D-F News Santi...si diventa! Il 22 dicembre, eravamo tutti in maglietta rossa, per celebrare il Natale, ma anche per dare una delle immagini migliori di noi e delle nostre capacità. Dopo una piccola introduzione sulla Festa di Ognissanti e sulla Santità, abbiamo presentato alcuni vite di santi che ci hanno colpito per il loro modello di vita. C'era san Francesco con il Cantico delle Creature e il presepe di Greccio, San Benedetto, il patrono d'Europa con la sua Regola, Giovanna D'Arco, patrona di Francia e san Giorgio, patrono d’Inghilterra. Il nostro percorso si è concluso con le tradizioni natalizie in Inghilterra e in Francia in inglese e francese e con alcuni canti melodiosi che hanno avvolto tutti in un'atmosfera di calore e felicità. Al termine della rappresentazione abbiamo regalato alla nostra Preside un piatto, realizzato con la tecnica del decoupage da una nostra compagna della IID, che è stata invitata sul palco a spiegare come lo aveva realizzato. Come sempre, ci siamo divertiti molto e abbiamo imparato che tutti noi possiamo diventare santi e non solo a Natale, basta solo un po' di buona volontà. Francesca Campagna Il Natale a Trinitapoli: sacra tradizione Il Natale è vicino e tutti in città sono indaffarati per i preparativi. Passeggiando per i viali si può notare il vistoso cambiamento che assume la città foggiana nel periodo natalizio: alberi addobbati con luci colorate, negozi che traboccano di gente per i regali come sempre all’ultimo minuto. Ma non c’è spazio e tempo solo per il profano: il sindaco, infatti, riserva alcune zone della città alla rappresentazione del presepe vivente che si svolge il 24 dicembre. Per GIUGNO 2009 l’occasione il corso principale viene abbellito con luminarie maestose e con un bellissimo tappeto rosso. Altro appuntamento tradizionale è la Santa Messa di Natale che si celebra nelle chiese alle ore 22,00. Al termine della celebrazione religiosa segue quella pagana in tutte le abitazioni della città come del resto in tutta Italia. Ci si ritrova per celebrare la nascita di Gesù Bambino davanti al presepe allestito in ogni casa e poi si cena secondo tradizione. Generalmente si pre- parano piatti a base di legumi, carne, pesce e dolci come cartellate con vincotto, marzapani, torroncini, mandorle caramellate con zucchero o ricoperte di cioccolato. Allo scoccare della mezzanotte il cielo stellato si colora di luci meravigliosamente variopinte: i fuochi d’artificio. Maria Antonietta Di Francesca Page 3 Il Paese dell’Arcobaleno Martedì 20 gennaio 2009 la scuola, nell'ambito del progetto sul razzismo e antisemitismo, ha organizzato un incontro con un rappresentante della comunità di Sant'Egidio. Tutte le classi seconde si sono riunite nell'Aula Magna per assistere alla proiezione di un filmato sulla povertà che c'è in alcuni paesi del mondo. Il filmato mostrava scene di bambini che sono costretti ad usare le armi e ad andare in guerra e bambini co- Il movimento del Paese dell'Arcobaleno nasce dalla Comunità di Sant'Egidio e ne raccoglie l'esperienza trentennale con i bambini, i ragazzi e i giovani. Il Paese dell'Arcobaleno rappresenta il mondo di domani, così come lo vorremmo. È la proposta di costruire insieme un mondo più giusto e più umano, più solidale e più rispettoso della natura. Un mondo per tutti e dove tutti possano vivere nel rispetto di ciascuno e della natura. Page 4 stretti a lavorare portando grossi carichi di pietre e altri poveri, a tal punto, da andare tra l'immondizia per ricavare qualcosa di utile da vendere o da mangiare. Inoltre, ci è stato mostrato in che modo interviene l'associazione, che cerca di aiutare questi bambini dandogli dei vestiti, da mangiare e una scuola in cui studiare, ma soprattutto iscrivendo all'anagrafe i cosiddetti bambini fantasma che sono stati abbandonati dai genitori ed ufficialmente non esistono. Per me questo filmato è stato molto educativo perché mi ha fatto conoscere la realtà dei bambini fantasma e le iniziative di quest'associazione che io non conoscevo. Sono molto contento di aver visto questo filmato perché mi ha insegnato a non giudicare le persone diverse da noi. 1. Perché si chiama "il Paese dell'Arcobaleno"? dell'altro e della salvaguardia dell'ambiente. La storia di Noè, comune ad ebrei, cristiani e musulmani, narra di un'alleanza nuova fra Dio e gli uomini. Ma questa alleanza coinvolge anche gli animali, la terra e tutti gli esseri viventi. Il segno di questa alleanza è l'arcobaleno. Finisce un mondo fatto di lotte, di guerre e di violenza e ne inizia uno nuovo, caratterizzato dal rispetto e dalla fratellanza. E' una proposta nata fra i bambini e i ragazzi in condizione disagiata, ma è rivolta a tutti. E' una proposta educativa e umana di integrazione, tra bambini adolescenti e giovani, tra bambini del Nord del mondo e del Sud povero, fra italiani e stranieri. Ma l'arcobaleno, composto da tanti colori differenti, gli uni accanto agli altri, è anche un simbolo. Esso mostra come la bellezza e l'armonia nascano dal rispetto delle diversità di ognuno. 2. A chi si rivolge il movimento del Paese dell'Arcobaleno? Si rivolge ai bambini, agli adolescenti e ai giovani con una proposta caratterizzata dai temi della solidarietà, della pace, della convivenza tra diversi, del rispetto Luigi Caputo E' così che bambini e ragazzi zingari, immigrati, delle periferie, e coetanei con positive esperienze familiari, sociali e di vita, costruiscono insieme attività e modi di vivere che rappresentano un'alternativa concreta ai normali percorsi di esclusione e di discriminazione. Contemporaneamente il movimento si presenta come una risposta alla difficoltà a crescere che sempre più è diffusa nelle diverse società dell'Occidente ricco o del Sud in via di sviluppo. Seconde D-F News 3. Dove è diffuso il movimento? In Europa, in Africa, in Asia, in America Latina. In ogni paese il movimento, con il suo messaggio di fratellanza nel rispetto delle diversità, si caratterizza per la capacità di mostrare che è possibile superare ogni divisione su base etnica (in Africa), religiosa (ad esempio in Indonesia), o sociale (come in Europa). 4. Quali gli scopi del movimento del Paese dell'Arcobaleno? 5. Quanti sono gli aderenti al movimento? Il movimento si prefigge di educare al rispetto e alla solidarietà verso tutti, alla conoscenza dei problemi dei popoli, della terra e dell'ecologia. Intende inoltre favorire attraverso la conoscenza e la collaborazione, la formazione di ambiti di amicizia fra coetanei. Il movimento conta oggi circa 10.000 aderenti tra bambini, adolescenti e giovani di tutto il mondo, in rapida crescita. Fonte: sito internet www.santegidio.org a cura di Cristina d’Alessandro e Francesca Campagna Contro il razzismo... Anche quest’anno in occasione della Giornata della Memoria, tutte le classi hanno affrontato in maniera diversa degli approfondimenti sull’argomento. Noi abbiamo assistito alla visione di due film, Train de Vie, ambientato in un villaggio ebraico dell’Europa dell’Est nel ‘41 e Concorrenza Sleale, ambientato a Roma nel 1938 che ci hanno fatto riflettere sui diversi modi di essere razzisti e poi abbiamo celebrato il 60o anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, leggendo e commentando tutti i suoi articoli. A conclusione di questo percorso abbiamo elaborato un opuscolo, sulla copertina del quale abbiamo riassunto il messaggio che vorremmo fosse condiviso da tutti, perchè solo così si potranno evitare altre tragedie. Riccardina Petruzzelli Una sola razza Alla luce delle ricerche effettuate e delle testimonianze raccolte, posso affermare che il tema del razzismo mi ha colpito molto. Mi spaventa il solo pensare a quali drammatiche condizioni e trattamenti sono stati sottoGIUGNO 2009 posti delle vite umane. E' evidente che i diritti umani sono stati calpestati molto spesso da altri umani che hanno commesso delle cattiverie indescrivibili. Non ci sono scuse che reggono a questo scempio. Io non credo che esista la razza nera, la bianca, quella ariana o ebraica, ma una sola che è la razza umana. Margherita di Biase Page 5 La sconfitta della Mafia: se i sogni diventassero realtà… Mini killer: dalle scatole alle sbarre! Palermo. Ieri, 9 marzo, alle ore 20,00, la polizia scientifica ha sequestrato presso l’abitazione di una insospettabile famiglia benestante del centro della città un enorme quantitativo di flaconi contenenti capsule di colore verdastro. La squadra di Palermo è giunta a tale scoperta grazie alle segnalazioni di alcuni vicini infastiditi dal continuo viavai di persone nella palazzina. Le pillole sono state create dal chimico Genius, già noto alla comunità scientifica per altre stravaganti invenzioni che Geni della mafia Scoperta, in un laboratorio segreto degli Stati Uniti, l’origine della mafia. Tutti avevano sempre pensato che si diventasse mafiosi a causa della situazione culturale e sociale in cui si nasceva, ed invece lo scienziato Gianni Sveis, con le sue dichiarazioni, ha sconvolto l’opinione pubblica e tutti gli esperti che da secoli discutevano e proPage 6 gli sono costate la radiazione dall’albo internazionale degli scienziati. Il laboratorio “Pasteur” di Palermo ha analizzato il contenuto delle capsule: si tratta di farmaci capaci di trasformare innocui cittadini in violenti mafiosi. Essi, infatti, agiscono sul cromosoma 921, quello che agisce sul sistema nervoso, alterandolo e provocando in tal modo comportamenti violenti verso i propri simili. I mafiosi, è ben noto, si servono di omicidi, rapine, usura, sequestri di persona, tangenti, ricettazioni per sopraffare la gente onesta ed ottenere guadagni illeciti e potere. Il chimico, i corrieri e gli spacciatori sono stati rinchiusi nel carcere “Ucciardone” di Palermo dove finiranno il resto dei loro giorni, mentre il deposito clandestino è stato posto sotto sequestro. Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha insignito le forze dell’ordine con una medaglia d’oro al valor civile per il lavoro svolto e per i benefici che tutta la popolazione italiana e non solo otterrà con la sconfitta definitiva della mafia, decretando il 9 marzo “Mafia day death”. Damiana e Loreta Dambra alla sua teoria. Dallo scorso anno è in sperimentazione una terapia genica che promette miracoli. Dieci ponevano soluzioni. mafiosi sono già stati opeQuesto illustre scienziato rati e tutto è andato per il ha dichiarato di aver meglio. Ora vivono felicescoperto i geni della mafia già dieci anni fa, ma prima mente con la propria di rendere pubblica questa famiglia e lavorano nel notizia ha dovuto effettuare campo dei servizi sociali. numerose verifiche. Ha Angela Lafranceschina analizzato il dna di 500 maMarisa Marzucco fiosi di tutte le nazionalità trovando sempre conferma Seconde D-F News I carabinieri a scuola Oggi, matedì 17 marzo, le classi seconde sono state convocate in Aula Magna per incontrare il maresciallo dei Carabinieri Sabino di Natale. Eravamo tutti un po’ preoccupati. Di solito se ci sono carabinieri vuol dire che qualcuno ha commesso un reato. Quando il maresciallo si è presentato e ci ha mostrato un filmato sull’Arma dei Carabinieri, abbiamo tirato tutti un sospiro di sollievo. Dopo questo video molto interessante sulla storia dei Carabinieri e sul loro ruolo all’interno delle forze armate italiane e straniere, abbiamo fatto alcune domande ed io gli ho chiesto come possono fermare gli atti di bullismo nelle scuole. Lui ha risposto che ci possono aiutare, ma solo se abbiamo il coraggio di denunciare questi episodi, prima ai genitori, poi agli insegnanti e alla Preside e poi direttamente nella loro caserma, non importa se siamo minorenni. É stato molto interessante dialogare con il maresciallo, mi ha fatto sentire protetta. Riccardina Petruzzelli Progetto Ben...essere Il 3 giugno, le nostre classi hanno aperto la settimana di Scuola in Festa, la manifestazione che da 15 anni allieta i cuori e le menti dei ragazzi della scuola. Il titolo già parla da sé, quest’anno ci siamo cimentati in un Tg Speciale sul bullismo. La rappresentazione iniziava con i giornalisti e gli inviati che mostravano alcune scene di bullismo quotidiano, dal furto della merenda alle minacce per copiare i compiti, poi gli inviati intervistavano alcuni genitori all’uscita della scuola, e questi non facevano altro che confermare che è un fenomeno che esiste da sempre, ma ora è più violento. Dopo uno spazio GIUGNO 2009 pubblicitario a tema, dalle scarpe svelte al cerotto che elimina il cazzotto, la ROSI (responsabile ossessiva sicurezza imposta) per la legge 626, proponeva il suo kit per l’emergenza (cartelli contro i bulli, stecche per le dita, ghiaccio e il manuale per le prove di evacuazione antibullo). Infine in un immaginario studio televisivo, sei esperti si sono confrontati su questo tema. Erano presenti il professor Bullone, la dottoressa Bulletta, l’avvocato de Bullas, il professor Bullino con l’insegnante maestra signorina Bullettina e il signor Bullaccio. Dal dibattito è emerso che per limitare o eliminare il fenomeno del bullismo “il trucco c’è e sai qual è, che più siamo è meglio è” e sulle note di L’amico è , di Dario Baldan Bembo, tutti si sono abbracciati, la Preside ha fatto i complimenti e tutti sono tornati a casa felici e contenti. Speriamo che i bulli abbiano seguito questo programma e la smettano di bullare. Luigi Caputo Francesco Ricco Page 7 Salute Il fumo: causa dei nostri mali Il fumo provoca seri danni all’organismo umano. Le sostanze generate dalla combustione delle sigarette provocano malattie all’apparato respiratorio, alla cavità orale, alla laringe, al pancreas, alla placenta e al feto per le donne in stato di gravidanza. Ogni sigaretta è composta non solo di nicotina ma di oltre 2000 sostanze tra cui catrame che trasforma le cellule sane in tumorali, nicotina che causa dipendenza, benzopirene, monossido di carbonio che causa minore nutrimento per i tessuti cellulari e numerose sostanze irritanti, che provocano accumulo di muco nei bronchi, bronchi- ti croniche ed enfisemi polmonari. Fumando venti sigarette al giorno in un anno si introducono nell’organismo oltre 70.000 carichi di nicotina. Una volta inalata, questa sostanza raggiunge il cervello in sette secondi, provocandone molteplici modificazioni. Al mondo si contano oltre un miliardo di persone che fumano circa seimila miliardi di sigarette l’anno. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) le sigarette rappresentano la causa del 20% dei decessi nei Paesi sviluppati. Oltre al fumo attivo occorre considerare anche il fu- mo cosiddetto “passivo” che viene generalmente associato solo a disturbi secondari quali irritazione degli occhi, bruciore alla gola, catarro, vertigini e nausea ma che in realtà può provocare le medesime patologie che riguardano i fumatori attivi. Smettere di fumare è un lungo percorso fatto di progressi ma anche di battute d’arresto. Ma di sicuro è l’unico modo per salvaguardare la salute. Maria Teresa Argento Vanessa Giannino Opera di Basanisi, Simone e Valerio Page 8 Seconde D-F News 23/30 MAGGIO 2009 GIORNATA NAZIONALE DEL RESPIRO ln Puglia la Giornata Nazionale del Respiro rappresenta il punto di arrivo del "Programma di Educazione alla Salule Respiratoria e Prevenzione del Tabagismo" promosso dall'Agenzìa Regionale Sanitaria (AReS) in collaborazione con l'AIPO Puglia e I'Ufficio Scolastico Regionale. Nella ASL BAT questo progetto si integra con il pro- gramma del ministero della Salute" Guadagnare Salute" e prevede il coinvolgimento di tutte le scuole primarie e secondarie di primo grado della BAT in un percorso di educazione alla salute respiratoria attraverso incontri nelle scuole per 4 mesi e la elaborazione da parte degli alunni di manifesti a tema che verranno esposti per una settimana nella Galleria del Teatro Curci di Barletta. ll poster selezionato diventerà un vero e proprio manifesto che verrà affisso su tutto il territorio a nome dell'alunno vincitore. Ecco i nostri capolavori In alto a destra opera di Campagna, Dell’Osso, di Biase In basso a destra, opera di Dambra D.e L., Labianca G., Labianca G., Zecchillo, Signoriello. In basso a sinistra, opera di Brandi, di Fidio, De Nittis, Di Francesca, Massafra, Goffredo, Argento. GIUGNO 2009 Page 9 Settimana ecologica 11-16 maggio ECOQUIZ: Il gioco che salva l’ambiente Oggi 12 maggio 2009, tutte le classi seconde della nostra scuola hanno partecipato ad un ECOQUIZ, per la Settimana Ecologica. La nostra classe è stata definita "squadra Jolly", perchè dovevamo sfidare la squadra meglio classificata tra quelle escluse nella prima fase di qualificazione. Arrivate le 11.30, dovevamo scendere in palestra per la nostra sfida, però la nostra prof.ssa Scardigno ci ha comunicato che era appena scesa la nostra classe gemella II D. Dopo circa mezz'ora li abbiamo sentiti cantare vittoria per il corridoio! Arrivati in palestra il prof. Putignano ci ha comunicato di dover rientrare in clas- se perchè bisognava aspettare la Preside. Siamo scesi di nuovo verso le 12.30 e abbiamo visto subito la nostra squadra avversaria, II G, tutta sorridente. Iniziato il gioco, la preside ci ha riempito di domande, come ad esempio che cosa vuol dire biodegradabile. Il gioco consisteva nel suonare tempestivamente il triangolo, subito dopo la domanda del prof.Putignano, per prenotare la risposta. Se la prenotazione era valida si poteva rispondere. All'inizio stava andando tutto male perchè la squadra avversaria era più veloce nella prenotazione, ma poi, dopo aver affi- dato la nostra sorte a Scarola, Capurso, Campagna e Dell'Osso inutilmente, finalmente il triangolo è passato nelle mani di Caggia che è stata bravissima. Ad un certo punto abbiamo avuto l'impressione che la squadra avversaria sapesse già le risposte...Purtroppo abbiamo perso per 12 a 8, ma nonostante la sconfitta, siamo risaliti in classe facendo baldoria perchè abbiamo dimostrato di essere prerarati. E poi, per noi, l'importante è partecipare e divertirsi. Angela Lafranceschina, Cristina D’Alessandro FACCIAMO... LA DIFFERENZA Page 10 Seconde D-F News Ecoquiz: la 2^ D playmaker della gara! Trinitapoli. Il 12 maggio le tarsi per la risposta battendo Maria Trufini, la vicaria, la classi seconde della nostra scuola, “G. Garibaldi”, si sono sfidate in un gioco didattico a squadre nell’ambito del progetto “Educazione Ambientale”. L’ecoquiz, questo il nome del gioco, consisteva nel rispondere ad alcune domande riguardanti tema del riciclaggio dei rifiuti. L’obiettivo era ambizioso: scoprire come gli adolescenti fanno proprie le regole e i comportamenti sulla raccolta differenziata. Per rispondere alle domande il referente di ogni squadra doveva preno- con un bastoncino un trian- Prof.ssa Teresa Strignano, il candidato alle elezioni provinciali per la BAT, Francesco di Feo e il vicesindaco Nicola di Feo. La 2^ D è stata la più veloce nel rispondere correttamente alle domande. Ha vinto con orgoglio, riuscendo a controllare emozione e tensione, e ha ricevuto i meritati comgolo di metallo. La 2^D si è plimenti dal vicesindaco e sfidata dapprima con la 2^ L dalla Preside. vincendo 12-5 e poi è stata la trionfatrice della finalissima Anna Maria De Nittis, Rafcontro la 2^ H. Alla gara han- faella Goffredo no partecipato la Preside della scuola, la Prof.ssa Anna Allarme rosso: rifiuti a volontà In Italia si producono ogni anno 26 milioni di tonnellate di rifiuti. La maggior parte di essi vengono gettati nelle discariche. Un sistema alternativo per lo smaltimento dei rifiuti sarebbe l’inceneritore ma anche questo non costituisce la soluzione meno inquinante. Il riciclaggio rappresenta invece l’unico metodo “pulito” attualmente disponibile per riutilizzare le sostanze di scarto. Le varie fasi del riciclaggio sono spesso complesse e costose ma se non esistesse questo sistema le nostre città sarebbero sommerse da una GIUGNO 2009 montagna di rifiuti. La raccolta differenziata prevede due fasi “a valle” e a “monte”. La prima è quella che viene fatta da ogni singolo cittadino quando riversa i rifiuti in apposite buste o nei contenitori predisposti, mentre la seconda riguarda le aziende specializzate del settore incaricate di raccogliere i rifiuti dai cassonetti e di trasportarli nei centri di lavorazione e di trasformazione per ottenere nuovi oggetti. A Trinitapoli, la raccolta differenziata si può purtroppo effettuare solo in alcune zone della città perché non tutte sono provviste degli appositi contenitori. Proprio per questo i cittadini delle aree periferiche hanno fatto richiesta all’assessore competente in materia di fornire di raccoglitori specializzati tutte le strade del centro foggiano. Se con il riciclaggio si può fare molto il resto dipende dal grado di civiltà e di rispetto dell’ambiente. Ci si augura che in questo aspetto la città possa crescere. Luigi Zecchillo Grazia Sisto Page 11 Fare scienza Un viaggio per essere protagonisti E’ stata proprio una bella esperienza la visita guidata alla “Città della Scienza” di Napoli. C’è voluto molto tempo prima di partire ma alla fine ne è valsa la pena. Non immaginavamo che la “Città della Scienza” fosse così: un museo davvero speciale, nel quale si possono scattare foto, azionare macchinari e fare più volte esperimenti. Già, perché stiamo parlando non di un museo tradizionale ma “interattivo” nel quale il vero protagonista è il visitatore. Con la guida di un esperto che ci spiegava i diversi esperimenti abbiamo potuto dapprima osservare i meccanismi e le leggi della scienza e poi metterli in pratica. Il primo esperimento è stato quello delle “Bolle in fuga”: consisteva nello spingere una manovella e, facendo pressione, si formavano delle bolle all’interno di tre con- Page 12 tenitori diversi; si poteva osservare l’andamento delle bolle: nel primo tubo le bolle procedevano lentamente; nel secondo erano più veloci e nel terzo ancora più veloci. La differenza era data dal differente grado di viscosità dell’acqua mescolata a una diversa quantità di silicone. Altro esperimento sorprendente è stato quello del “Barometro”: l’acqua, ricevendo pressione, percorreva un condotto mentre nel momento in cui non aveva più pressione scendeva. Tutti gli alunni sono rima- sti colpiti in particolare da un apparecchio il “Drizzacapelli” che attraverso delle scosse elettriche faceva rizzare letteralmente i capelli. Tanti sono stati gli esperimenti fatti e di certo ciò che ha colpito noi ragazzi è stato un modo diverso di fare scienza. Non sono mancati però anche i momenti di socializzazione per fare nuove amicizie e conoscere sotto altri punti di vista i compagni delle nostre classi e anche, diciamolo pure, quelli delle altre. Francesca di Fidio, Feliciana Basanisi Seconde D-F News La Città della Scienza non ha più segreti Tra gli aspetti più belli della scuola c’è la visita d’istruzione. Quest’anno i prof. ci hanno comunicato che la nostra meta sarebbe stata la Città della Scienza di Napoli. Qualcuno ha gioito, ma una buona parte della classe ha iniziato a brotolare: chi ci era già stato, chi non voleva venire, chi preferiva andare all’Iper. Insomma, le adesioni sono state scarse, sin dal primo momento. Comunque, la nostra prof. di Lettere ha iniziato a raccogliere le autorizzazioni e i soldi per il pullman e la visita al museo. Il numero totale dei pertecipanti era 12 su 18. Iniziava, così, un periodo di incertezza durato quasi quindici giorni. Un giorno sembrava certa la partenza, il giono dopo tutto veniva smentito e il viaggio sembrava cancellato. Un vero tormento! Due gioni prima della data GIUGNO 2009 prevista ci hanno comunicato che si partiva...e vai! Urla di gioia e felicità per tutto il giorno. Il 4 maggio siamo quasi tutti presenti nel luogo dell’appuntamento, piazza Don Milani. Purtroppo Annapaola non c’è per un problema in famiglia. Partiamo verso le 7.30 e dopo una sosta all’autogrill, arriviamo a Napoli alle 11. Ci dirigiamo subito alla Città della Scienza. Appena scesi dal pullman dei venditori ambulanti ci vengono incontro, compriamo dei bracciali ma soprattutto degli occhiali molto appariscenti per sembrare più belli. Entriamo e una guida ci spiega gli esperimenti più interessanti e ci aiuta ad effettuarli. É stato bellissimo, sembrava di essere su un altro pianeta… e poi c’erano tante scolaresche che giravano per il museo e molti prof confusi da tanto interesse e allegria. La guida ci ha lasciato dopo quasi mezz’ora e da quel momento in poi il museo è diventato nostro! Lo abbiamo girato in lungo e in largo per tre ore. Niente ci è sfuggito. Abbiamo sperimentato tutto, rischiando di rompere quasi tutto. Per fortuna gli esperimenti sono stati progettati per resistere alle scolaresche più vivaci e distruttive. Dopo aver visitato il piano terra siamo saliti al piano superiore e lì abbiamo scoperto chi c’era dietro bit bit (un pupazzo virtuale). Abbiamo fatto degli scherzi alla II B, poi abbiamo visto la mostra degli squali e qualcuno è finito dentro la sua bocca! Siamo ripartiti verso le 16, abbiamo attraversato il lungomare di Napoli e siamo tornati a casa verso le 20, felici e pieni di scienza! Francesca Campagna Cristina d’Alessandro Barbara Landriscina Page 13 Recensioni Don Chisciotte della Mancia Il libro di narrativa che abbiamo letto quest’anno è Don Chisciotte della Mancia, un capolavoro della letteratura spagnola del XVII secolo, che costituisce l’anello di congiunzione tra i romanzi cavallereschi del Dopo aver letto il libro di Don Chisciotte della Mancia, abbiamo avuto la fortuna di poter vedere nella nostra classe Donkey Xote, un film d’animazione in 3D del 2007, che torna a raccontare le avventure del cavaliere errante di Page 14 Medioevo e del Rinascimento e i romanzi moderni. Cervantes racconta la storia di un cavaliere errante, Don Chisciotte, un uomo di mezz’età che si illude di poter vivere delle avventure come quelle dei libri che legge, ma finisce per combinare molti disastri, mettendo a repentaglio inutilmente la propria vita. Questo libro mi è piaciuto moltissimo per le bizarre avventure e per il divertente carattere di Don Chisciotte. Cervantes. Dopo avere condiviso avventura e amicizia, dopo aver lottato con ostinazione contro i mulini a vento ed essere diventati gli eroi romantici del libro di Cervantes, Don Chisciotte e Sancho Panza, suo fido scudiero, ferrano cavallo e asino e cavalcano di nuovo insieme dentro i tramonti e verso Barcellona. Oltre la Mancia li attende un torneo d'armi, la promessa di un'isola da governare e di un amore da celebrare. Persuasi dal malvagio e in- vidioso Samson Carrasco a intraprendere un lungo viaggio per sfidare il misterioso Cavaliere della Luna e salvare l'amata Dulcinea, il cavaliere errante e il suo scudiero sono i protagonisti di un nuovo romanzo picaresco in groppa al pavido Ronzinante e al baldo Rucio, un asino ciarliero che sogna una criniera da agitare e zampe lunghe per galoppare. Questo film d’animazione è piaciuto molto a tutti, anche a chi non aveva letto il libro. Il suo linguaggio era semplice e le immagini in 3D, così realistiche , che ci sembrava di vivere nella Mancia. Francesco Ricco Seconde D-F News Anche libero va bene Il primo film che abbiamo visto quest’anno è stato “Anche libero va bene”. Questo film parla di un ragazzino di undici anni di nome Tommi, che vive con il padre e la sorella. Loro giocano, scherzano, e si fanno i dispetti, ma si vogliono molto bene. Il padre vive un periodo di difficoltà, prima perchè la moglie lo ha las- ciato, poi perde il lavoro e questo si ripercuote sul suo rapporto con i figli. Il ritorno a casa della madre, complica ancora di più la vita di tutti. Tommi soffre e vorrebbe fuggire, ma scopre la fragilità degli adulti e decide di rimanergli accanto. Riccardina Petruzzelli Miriam Russo Un ponte per Terabithia Un ponte per Terabithia è un film tratto dall'omonimo romanzo che Katherine Paterson ha scritto nel 1976 ed è il remake di quello del 1987.Jesse è un dodicenne molto introverso che frequenta la scuola media e abita in campagna con i genitori e le quattro sorelle. I suoi più grandi hobby sono disegnare e correre. Un giorno a scuola arriva una nuova ra- gazza, Leslie, che oltre a non passare inosservata a causa del suo stile bizzarro, si rivela presto un'ottima corritrice, così brava da battere lo stesso Jesse in una gara scolastica. Sebbene all'inizio i rapporti tra i due non siano dei miglio -ri, la vivacità e l'allegria di Leslie presto contagiano anche Jesse che si lascia trasportare dalle fantasticherie della nuova amica. In- Il cacciatore di aquiloni Sabato 21 marzo, ci siamo recati al cinema per vedere il film “Il cacciatore di aquiloni”. Il film, quando siamo arrivati, era già iniziato. Ho capito che era ambientato in Pakistan e che GIUGNO 2009 narrava la storia di due ragazzi di etnia diversa. Non sono riuscita a comprendere il finale, perchè era tardi, e hanno interrotto la proiezione del film. sieme esplorano una parte del bosco e, dopo aver rimesso in sesto una vecchia casetta sull'albero si auto eleggono re e regina di un mondo immaginario chiamato Terabithia, raggiungibile solo attraverso una corda che permette di attraversare un ruscello. Presto Jesse scoprirà che l'unico modo per fuggire dal mondo esterno, dai compagni di classe che lo insultano, da un padre che lo ignora e da una sorellina troppo appiccosa è quello di rifugiarsi a Terabithia, il luogo immaginario dove può essere sè stesso e che gli insegnerà a credere nelle sue capacità. Fonte Wikipedia a cura di Margherita di Biase Margherita di Biase Page 15 La metamorfosi della II F Il sogno di ogni insegnante è quello di avere una classe ordinata, rispettosa, interessata, curiosa, studiosa. E' bello pensare di arrivare ogni mattina ed essere accolti dai propri allievi seduti ordinatamente nel banco e con un saluto sincero, già pronti con libri e quaderni, desiderosi di imparare e di partecipare alla lezione in maniera attiva e interessata. Per molti insegnanti è solo un sogno, ma devo ammettere, di aver avuto la fortuna di vivere questo sogno per tutto lo scorso anno scolastico.E' stato bellissimo! Non vedevo l'ora di stare nella mia classe perchè era una gioia e una soddisfazione vedere questi piccoli bimbi di prima, così motivati, così volenterosi. Abbiamo lavorato tanto e bene, non tutti, ovviamente, ma i risultati sono stati eccellenti e siamo andati in vacanza soddisfatti e felici. A settembre, non sto nella pelle al pensiero di poter tornare nella mia classe, già me li vedo il 17 settembre, tutti seduti al proprio banco, con i compiti per l'estate svolti, desiderosi di correggerli e confrontarsi con i compagni e gli inPage 16 segnanti e con una gran voglia di imparare. Arrivo in classe, sorridente e felice di accogliere i miei, non più tanto piccoli, allievi per iniziare un altro anno di lavoro serio e approfondito e il sogno finisce e inizia un incubo... Entro in classe, saluto, quasi nessuno si accorge di me , tutti sono in piedi, chiacchierano tra loro, non si accorgono neanche della mia presenza e sono costretta ad alzare la voce. Mi salutano e continuano a chiacchierare in piedi, li invito a sedersi e a pren- nessuno aveva fatto i compiti delle vacanze, ad alcuni mancava pure la penna. Ovviamente, ricordo ad ognuno i propri doveri, ma una voce si leva e mi dice :"Perché avrei dovuto fare i compiti per le vacanze, perché dovrei impegnarmi e studiare se lo scorso anno sono stati promossi tutti? Quest'anno anch'io non farò niente!" Ovviamente, ho spiegato, invano, i motivi delle nostre decisioni. Non lo sapevo ancora, ma la metamorfosi era compiuta! Qualche collega aveva cercato di preparami, dicendo che la seconda media è un anno difficile, di passaggio, ma mai avrei immaginato una tale trasformazione. All'inizio spesso la colpa è stata data ai nuovi compagni, ripetenti o trasferiti, ma quando questi allievi, per una serie di motivi sono andati via, verso la fine del primo quadrimestre, non ci sono state più scuse. Erano proprio cambiati, peggiorati, irriconoscibili, fisicamente erano gli stessi, un po' cresciuti, ma le loro menti avevano subito uno metamorfosi inspiegabile! prof.ssa Rosa Scardigno dere il diario e il quaderno delle vacanze...nessuno aveva portato il quaderno, quasi Seconde D-F News INSEGNARE NELLA II D: UNA SFIDA ENTUSIASMANTE Cronaca di un’esperienza unica e irripetibile Fare il bilancio di un’esperienza di insegnamento risulta sempre un’impresa ardua e mai conclusa: occorre una buona dose di autovalutazione e uno spirito fortemente critico verso se stessi. E i probabili risultati sono due: pensare di aver fatto e di aver dato tutto il possibile oppure chiedersi in tutta onestà se veramente si è riusciti ad ottenere il successo formativo di ogni alunno. La risposta, per un docente serio e appassionato del suo lavoro, non può che essere negativa. Già!... Perché la relazione insegnamento-apprendimento non è mai meccanica e scontata e soprattutto è sempre biunivoca. Queste sono state le mie riflessioni nel momento in cui ho varcato la soglia della porta della II D. Mi chiedevo tra l’altro quale immagine avrei trasmesso ai miei futuri alunni e che tipo di insegnante sarei stata: severa? Accomodante? E soprattutto ero ansiosa di conoscere il temperamento della famosa II D… Devo dire che sulle prime mi era sembrata una classe tranquilla e silenziosa. Ricordo, infatti, che il mio primo giorno di scuola dovevano svolgere la prova trasversale di italiano del I quadrimestre. Tutti mi chiedevano chiarimenti sulla traccia e laGIUGNO 2009 voravano con impegno e attenzione. E così è stato per alcuni giorni. Poi però all’improvviso è emersa, quasi come un fulmine a ciel sereno, la vera anima della classe, anzi le due anime: quella matura, responsabile e collaborativa delle ragazze e quella turbolenta e chiassosa dei ragazzi. Pensavo che fosse solo un’impressione del momento e così ogni giorno mi recavo a scuola con la convinzione che tutti mi avrebbero ascoltato e avrebbero partecipato alle attività con impegno e attenzione. E invece no… ogni volta tornavo a casa con la gola arrossata e con un filo di voce. Chi parlava con il proprio compagno di banco, chi lanciava palline di carta, chi rideva e prendeva in giro i compagni. Insomma, un vero disastro! Quante volte tornavo a casa avvilita perché non ero riuscita a fare lezione come avrei voluto oppure perché non tutti partecipavano ai lavori di gruppo o facevano chiasso mentre interrogavo. Così tra un urlo e un’espressione corrucciata ho trascorso amaramente i primi tempi. Poi però, superata la fase di conoscenza, la situazione è gradualmente migliorata e finalmente i miei indisciplinati alunni hanno capi- to che sono una “tosta” di quelle a cui non sfugge niente e che segue con lo sguardo ogni minimo movimento di ciascuno. Adesso sì che posso dirlo: è stata dura, e ancora oggi non mi sembra vero vederli attenti e silenziosi e non sentire più la loro voce. Non per questo ho abbassato la guardia: sono imprevedibili e meravigliosamente sorprendenti. Bilancio definitivo? Confesso di essermi affezionata così tanto alle loro voci da provare ora un senso di nostalgia per non sentirle più. Forse che era meglio quando facevano baldoria? Prof.ssa Daniela Borrelli Page 17 Scuola Secondaria di I grado “G.Garibaldi” di Trinitapoli Laboratorio linguistico-giornalistico delle classi II D e II F a.s.2008/2009 Diretto dalle professoresse Daniela Borrelli e Rosa Scardigno Redazione Argento Di Biase Petruzzelli Basanisi Di Fidio Ricco Campagna Di Francesca Russo Caputo Giannino Sisto D’Alessandro Goffredo Zecchillo Dambra D Lafranceschina Dambra L Landriscina De Nittis Marzucco