Retipolivalenti. it - RAPPORTI QUADERNI TECNICI 2014-1 RETI ECO-SOCIALI LOCALI e nuovi strumenti informativi Una ricerca attraverso sistemi di luoghi a Pavia e dintorni AA.VV. settembre 2014 Lavoro svolto nell’ambito dell’ Associazione Analisti Ambientali per il programma RETIPOLIVALENTI.it; finanziato con : fondi per le ricerche sulle reti ecologiche polivalenti condotte presso il DSTA (Dipartimento di Scienze della Terra e dell’Ambiente dell’Università di Pavia); contributi volontari di soci, ricercatori e tecnici esterni Responsabile della ricerca : Sergio Malcevschi Partecipanti alla ricerca : Raffaella Alieri (analisi ambientale e web profiling), Monica Lazzarini (educazione ambientale) , Luca Micotti (architettura dei luoghi), Gilberto Parolo (contenuti naturalistici), Dario Pennati (supporto informatico). Ambito di sviluppo della ricerca : DSTA (Dipartimento di Scienze della Terra e dell’Ambiente dell’Università di Pavia), A.A.A. (Associazione Analisti Ambientali) Supporto tecnico esterno : NQA (Nuova Qualità Ambientale) srl URL : www.retipolivalenti.it/i-ricerca2014 Documento inserito in: Rapporti ECWPP di WebProfileProject, : (www.webprofileproject.eu/rapporti) Data Base e-Savia (www.analistiambientali.org/e-savia/) Contenuti ed icone utilizzabili con la seguente citazione della fonte RETIPOLIVALENTI.it (a cura di S.Malcevschi et al), 2014. Reti eco-sociali locali e nuovi strumenti informativi; una ricerca attraverso sistemi di luoghi a Pavia e dintorni. URL : www.retipolivalenti.it/i-ricerca2014 2 INDICE SINTESI ........................................................................................................................... 4 1. Introduzione................................................................................................................ 5 1.1 1.2 1.3 1.4 1.5 1.6 1.7 2. Natura ed obiettivi della ricerca ............................................................................................................................ 5 Reti ecologiche, reti di luoghi, reti ecosociali ....................................................................................................... 5 Soggetti e attività ................................................................................................................................................. 7 Flussi di informazioni sul Web ............................................................................................................................. 8 Strategie di riferimento ....................................................................................................................................... 10 Esigenze ed obiettivi specifici ............................................................................................................................ 12 Un modello di azione .......................................................................................................................................... 14 Quadro dei luoghi considerati ...................................................................................... 16 2.1 2.2 3. Nodi e cluster ..................................................................................................................................................... 16 Flussi informativi per i luoghi considerati ........................................................................................................... 17 Strumenti e prime applicazioni .................................................................................... 20 3.1 3.2 3.3 4. Una cassetta degli attrezzi .................................................................................................................................. 20 Webcard come cortocircuiti informativi .............................................................................................................. 21 Micro-portali per la qualificazione dei luoghi ...................................................................................................... 22 Un Focus: il cluster della Becca................................................................................... 26 4.1 4.2 4.3 4.4 5. Un sotto-progetto ............................................................................................................................................... 26 Valenze e fattori di rischio associati ai luoghi ..................................................................................................... 27 Azioni e risultati in obiettivo ............................................................................................................................... 31 I soggetti interessati ........................................................................................................................................... 31 Conclusioni e passi successivi .................................................................................... 34 5.1 5.2 Sintesi del lavoro ............................................................................................................................................... 34 Passi successivi ................................................................................................................................................ 34 Appendice: Microportali preliminari ................................................................................... 37 3 SINTESI Si presenta la prima fase di un percorso volto, anche attraverso una combinazione di strumenti della new e della old economy, alla valorizzazione di luoghi e qualità relative (ambiente, cultura, realtà economiche, prodotti locali). Come riferimenti per la messa a punto degli strumenti, sono stati considerati 10 luoghi compresi tra Pavia e le zone circostanti, inquadrabili anche come nodi di reti a diversa scala. Il lavoro ha approfondito esigenze ed opportunità connesse ai flussi di informazione relativi a luoghi di interesse. Si è partiti prendendo atto che oggi l’informazione è sempre più legata al Web, oceanica, difficile da selezionare, e che progressivamente maggiore è il ruolo di Internet Mobile. Nello specifico sono stati sviluppati i seguenti contenuti: una focalizzazione del tema delle reti-ecosociali, da intendere come reti di valenze (ambientali, culturali, economiche) e di soggetti associati a luoghi specifici, alimentate da flussi di informazione condivisa; a tal fine dal punto di vista teorico ci si è posti come obiettivo l’integrazione di alcune implicazioni di tre approcci strategici: quello delle reti ecologiche polivalenti di ultima generazione, quelli fondati sulla territorializzazione delle politiche attraverso la valorizzazione delle identità locali, quelli basati sull’ aumento delle capacità di resilienza a livello locale nei confronti dei cambiamenti critici in corso; una traduzione operativa del riconoscimento di opportunità e problemi del web come principale spazio odierno di scambio di informazioni; il modello di azione proposto non cerca di individuare in proposito un nuovo miracoloso strumento tecnologico quanto piuttosto, partendo dal riconoscimento di alcune debolezze, lo sfruttamento di nuove opportunità offerte dall’uso di dispositivi con Internet Mobile come strumento ormai ordinario nella vita quotidiana delle persone; l’identificazione e messa a punto di un concreto kit operativo di strumenti in grado nella loro combinazione di raggiungere gli obiettivi precedenti; il kit comprende la realizzazione di microportali per Internet Mobile con specifici format, l’utilizzo di webcard come supporti per favorire contatti e scambi di informazioni a livello locale, azioni pubbliche e private per l’alimentazione di cortocircuiti virtuosi tra offerta e domanda potenziale di informazione sui luoghi da valorizzare; una prima applicazione degli strumenti precedenti su un set di luoghi tra loro differenti ma complementari: il Po della Becca, Mezzanino Po, il bosco di Alberelle, il SIC di Vaccarizza a Linarolo, Varzi, San Michele e corso Garibaldi a Pavia, San Lanfranco a Pavia, Pavia Ovest, la città di Pavia; i microportali attuati, pur già utilizzabili, sono intesi come progressivamente modificabili e potenziabili sulla base delle interazioni con i soggetti locali interessati; un prima ipotesi progettuale su un cluster di nodi (sotto-insieme del set precedente : quelli attorno al ponte della Becca), e sulle implicazioni del modello di azione prefigurato ai fini di un miglioramento delle capacità di resilienza a livello locale. 4 1. Introduzione 1.1 Natura ed obiettivi della ricerca Finalità della ricerca era la messa a punto di una cornice metodologica e di strumenti operativi di tipo informativo per l’attivazione di reti eco-sociali locali. Scopo delle reti in obiettivo dovrebbe essere la generazione di maggiori consapevolezze su valenze e criticità di luoghi di interesse, multiscalari ed in relazione reciproca, da parte dei soggetti (abitanti, turisti, decisori) in grado di condizionarne direttamente o indirettamente lo stato e la qualità attuali e futuri. Il lavoro ha sviluppato, sia pure a livello preliminare, alcune implicazioni di precedenti ricerche in tema di reti ecologiche polivalenti svolte negli anni scorsi presso il Dipartimento di Ecologia del Territorio dell’Università di Pavia (oggi DSTA: Dipartimento di Scienze della Terra e dell’Ambiente). A tal fine sono stati effettuati approfondimenti ed operazioni concrete su aspetti del medesimo tema collegati alla natura ed alla qualità dei flussi informativi riguardanti i luoghi considerati. Il nucleo principale del lavoro è stato effettuato da un gruppo interdisciplinare nell’ambito dell’Associazione Analisti Ambientali, su incarico del DSTA. E’ stato affrontato il rapporto tra luoghi specifici, le reti ecologiche polivalenti che le comprendono, i flussi informativi che li riguardano (fondati oggi in modo sempre più preminente sul Web). L’attività ha utilizzato, implementandolo, il sito www.retipolivalenti.it, spin-off del programma Web Profile Project (www.webprofileproject.eu ) che negli anni scorsi aveva approfondito il tema dell’incontro tra domanda ed offerta di informazione sul Web per contenuti di interesse ambientale e culturale. In concreto si è prodotta l’attivazione di un sistema di microportali Web con contenuti legati ad un insieme di luoghi nella zona di Pavia, con caratteristiche rilevanti dal punto di vista ambientale o culturale, individuando altresì le reti di soggetti potenzialmente collegati. Le reti eco-sociali (intrecci di luoghi e soggetti) dell’insieme sono state pensate come interconnesse e multiscalari, tali da poter essere trattate con logiche di sistema. Sono previste successive verifiche dell’approccio, ai fini del reperimento di risorse locali o esterne per l’implementazione ed estensione del sistema interconnesso considerato, anche a sostegno di reti ecologiche locali ed eventualmente di sezioni di monitoraggio indicate da VAS di piani territoriali. 1.2 Reti ecologiche, reti di luoghi, reti ecosociali La ricerca trae origine dalla presa d’atto dell’esistenza di due tipi di flussi di informazione che attraversano la biosfera, quelli che alimentano la vita in sè (partendo dai codici genetici del DNA dei singoli individui ed arrivando agli ecosistemi) e quelli prodotti dalle società umane nei reciproci scambi reciproci di messaggi, cultura (memi), merci. I flussi informativi nella società umana avvengono mediante parole, tradizionalmente tradotte in inchiostro, ed ormai in modo sempre più rilevante attraverso il Web e gli strumenti di Internet. Gli intrecci di flussi informativi producono reti ecologiche e sociali (Fig.1). L’incontro dei due tipi di reti alimenta a sua volta nuovi flussi ed interscambi tra processi naturali e decisioni umane, che interferiscono in modo positivo o traumatico con l’ambiente di vita. Possiamo parlare di reti ecosociali. che riflettono i sistemi complessi che li comprendono, definibili a loro colta a seconda delle prospettive come ecosistemi, paesaggi, territori. Uno sviluppo sostenibile a livello sia globale sia locale ha bisogno di reti ecosociali efficienti ed efficaci. La frammentazione dei sistemi ecoterritoriali complessi e delle reti di relazioni che li attraversano è aumentata e sta crescendo Fig.1 – Le reti ecologiche si integrano inevitabilmente con le reti sociali 5 esponenzialmente nel corso degli ultimi anni nel mondo odierno. In Italia in particolare il problema della frammentazione è uno dei più gravi tra quelli attuali ai fini delle prospettive di sostenibilità, sia dal punto di vista ecologico che sociale. Frammentazioni critiche sono prodotte dall’esistenza di differenti tipi di barriere: barriere ecologiche; la funzionalità delle reti ecologiche e dei servizi ecosistemici è una delle premesse, attraverso la fornitura di servizi ecosistemici, anche per un miglior funzionamento del sistema territoriale e sociale; gap generazionali e tecnologici; le sapienze storiche delle generazioni passate relative ai migliori rapporti con i rischi ambientali (ad esempio di quelli idrogeologici) si stanno estinguendo proprio nel momento in cui tali rischi aumentano a causa di una sempre maggiore imprevedibilità del sistema; tali sapienze non sono quasi mai trasmesse alle nuove generazioni, almeno come consapevolezza ed atteggiamento nei confronti del rischio; per contro, nuove categorie di strumenti potenti quali quelli collegati alle ICT non sono capite ed usate in modo sufficiente dalle vecchie generazioni (gap tecnologico); come risposta occorre favorire novi strumenti di resilienza che puntino almeno all’attenuazione dei gap indicati, anche attraverso l’utilizzo di nuovi strumenti messi a disposizione dall’innovazione tecnologica; frammentazione delle conoscenze, delle informazioni, delle percezioni; nonostante l’enorme incremento dei volumi di informazione che si stanno producendo ad ogni livello (soprattutto attraverso il Web), o proprio a causa di esso, la frammentazione delle conoscenze sta aumentando, le identità locali si stanno diluendo quando non evaporando riducendo i livelli di coesione e le capacità di risposta collettiva organizzata; occorrono azioni rivolte alla cattura delle informazioni rilevanti di tipo tecnico e non tecnico, al loro ordinamento e traduzione in funzione delle diverse sensibilità e percezioni; frammentazione normative e amministrativa; nonostante i dichiarati obiettivi di sussidiarietà non sempre la multiscalarità amministrativa tra Comuni e gli Enti sovracomunali ha funzionato al suo meglio nel recente passato; per contro l’abolizione in corso delle Province impone ridisegni delle modalità di governo e di governance anche in settori delicatissimi come ad esempio quello della Protezione Civile; il ruolo di enti intermedi (ad esempio Parchi ed Autorità di Bacino) e di organizzazioni del terzo settore potrà a questo riguardo essere molto importante; . frammentazione culturale; per certi aspetti, la più preoccupante è la frammentazione culturale che si è prodotta all’interno della società moderna, dove esistono segmenti sociali diversamente orientati ai temi della sostenibilità ed al riconoscimento effettivo dei suoi fondamenti (ad esempio il valore del capitale naturale e dell’importanza della sua tutela attraverso il sistema delle aree protette); quella che potrebbe essere una biodiversità culturale positiva si traduce invece spesso nel mancato riconoscimento di valori locali che costituiscono beni comuni, ed in condizionamenti negativi dei processi decisionali in modi antagonistici e spesso casuali. La riposte al problema delle frammentazioni sta nelle parole-chiave “rete” e “coesione”. Un futuro sostenibile si baserà anche sullo sviluppo di reti ecosociali, a livello locale e di area vasta, ove un legante primario dovrà essere necessariamente quello dato dai flussi di informazioni collegati alle qualità dei luoghi ed alle attività umane che vi si svolgono. Le reti ecosociali indicate possono essere considerate una evoluzione del campo delle reti ecologiche più tradizionali. Le reti ecologiche sviluppate negli scorsi anni in Italia nella pianificazione territoriale hanno dimostrato che, accanto alle componenti più strettamente legate alla biodiversità (salvaguardia della connettività naturale, riduzione della frammentazione ecologica), occorre anche considerare contestualmente il rapporto con le attività umane e con gli impatti ambientali da esse prodotte Un problema che ha avuto il governo della biodiversità e delle reti ecologiche negli scorsi decenni, in particolare in Italia, è stato il diffuso profondo distacco tra valori dichiarati e comportamenti quotidiani delle persone. C’è stato un riconoscimento progressivo del valore della biodiversità in termini idealistici, o modaioli, o televisivi. Ma nella grande maggioranza dei casi tale valore è rimasto lontano dal vissuto quotidiano delle Fig.2 – Cerniere tra reti ecologiche e sociali sono i luoghi e le persone. E’ aumentato l’amore ed il senso di protezione attività umane, sintetizzabili attraverso specifiche parole-chiave per gli animali domestici e individualmente riconoscibili (si pensi al recente triste caso dell’orsa Danitza uccisa in Svizzera), ma sono troppo carenti nel vissuto delle persone le consapevolezze sulle qualità e necessità dei luoghi di vita e di quelli remoti. Si pensi ad esempio a Rete Natura 2000, l’insieme dei siti di massima importanza europea per la natura, sostanzialmente ignorati quando non boicottati dalle popolazioni locali che vivono a fianco. 6 La consapevolezza dei valori ecopaesaggistici e culturali dei luoghi, e quella delle opportunità positive offerte ai territori dai servizi ecosistemici, sono premesse indispensabili al riequilibrio delle reti ecologiche e sociali frammentate. . E’ questo che fa una valida rete ecologica polivalente, che non solo consolida ed accresce la biodiversità presente, ma che riconosce e produce servizi ecosistemici sul territorio con valore anche economico. Ma una valida rete ecologica è anche quella che effettivamente ha un riconoscimento ed apprezzamento da parte delle popolazioni locali: e di chi decide le trasformazioni che si attuano sul territorio. Definite come l’espressione di relazioni strette e riconosciute tra umani ed i loro luoghi di vita, le reti ecosociali sono in realtà sempre esistite. Le piccole popolazioni della preistoria non potevano sopravvivere se non capivano l’ecosistema (le sue risorse, le sue insidie) in cui erano inserite. I piccoli borghi delle età di mezzo hanno dovuto fare altrettanto. La tracotanza umana del ventesimo secolo ha pensato di poter prescindere dal rispetto del proprio ambiente, ma gli scollamenti e le rotture prodotte stanno producendo danni e rischi sempre maggiori. Occorrono risposte attraverso un miglioramento del rapporto con i luoghi di vita e gli ecosistemi remoti che possono condizionarli, e numerose esperienze stanno in realtà già andando in questa direzione. 1.3 Soggetti e attività In una rete ecosociale sono presenti, a vario titolo luoghi, soggetti, opere ed attività dell’uomo. E’ importante cercare di capire meglio quali siano i soggetti in giuoco. Possiamo distinguere in proposito: soggetti individuali :singole persone con le proprie famiglie; soggetti economici : Aziende, Esercizi commerciali, Professionisti; istituzioni pubbliche : Amministrazioni Comunali; loro uffici settori specifici; biblioteche, altre istituzioni; soggetti sociali collettivi : Associazioni (di volontariato, sportive ecc.), Enti morali, Pro Loco ecc. Gli esseri umani concorrono localmente alla biosfera insieme agli altri esseri viventi : singoli alberi (es. un patriarca), unità vegetazionali (un bosco, un prato ecc.), gruppi o singoli animali (l’avifauna di un bosco, una mucca regina ecc.). Gli antichi erano poi convinti che anche una sorgente, un fiume, una roccia avessero un’anima, uno spirito del luogo (genius loci). Insieme all’acqua, al suolo, all’energia che attraversa il sistema ci sono i singoli esseri viventi, ma anche i mosaici di unità ecosistemiche (boschi, campi, zone umide, aree costruite, corridoi verdi, varchi liberi ecc.) le cui relazioni reciproche si traducono in reti ecologiche di differenti livelli spaziali. Oltre agli elementi naturali un luogo oggi ospita le opere dell’uomo: monumenti, singoli edifici, giardini e parchi, aree urbane, centri abitati, infrastrutture, manufatti storici o comunque notevoli. Gruppi di elementi precedenti hanno storie comuni, identità riconoscibili dalle popolazioni locali, sensi e significati che si intrecciano in paesaggi leggibili attraverso lo sguardo e la conoscenza di ciò che è stato scritto su di essi. Diversi luoghi tra loro vicini possono essere conosciuti ed apprezzati attraverso percorsi : ad esempio serie di tappe lungo direttrici scelte sulla base di criteri specifici (sentieri storici, greenways ecc.)::Il tempo entra come storia dei luoghi ma anche come eventi di attualità: iniziative singole o collettive (Convegni, Mostre, Fiere, Festival). Una popolazione riconosce gli insiemi di luoghi, gli spazi con caratteri identitari che caratterizzano la propria storia, l’ambiente di vita e delle proprie attività: il proprio territorio. In termini tecnici possiamo affermare l’esistenza di cluster di luoghi a differenti ordini di grandezza, ciascuno dei quali ha sia caratteristiche specifiche sia sistemi di relazioni con reti di altri luoghi Fig.3 – Le declinazioni dei luoghi e delle attività umane sono molteplici circostanti. 7 Ci sono attività fondamentali da prevedere entro un modello complessivo di governance sostenibile, quali i monitoraggi previsti dai processi di VAS e la costruzione di reti ecologiche comunali ed intercomunali, attualmente senza specifici meccanismi ordinari di copertura economica. Ciò anche a causa della crisi in atto che sta progressivamente riducendo le risorse pubbliche a supporto di attività non considerate obbligatorie. Si pone la questione di come procedere in concreto ad azioni di marketing territoriale condiviso, in cui ci sia beneficio sia per la collettività sia per le aziende locali. In tal senso acquista una rilevanza strategica il riconoscimento e la valorizzazione condivisi delle valenze dei luoghi sia da parte della comunità locali, sia da parte dei soggetti economici presenti sul territorio. Vanno individuati strumenti in grado di raccogliere e raccontare le valenze dei luoghi e di facilitarne la diffusione all’interno ed all’esterno della comunità locale Tra le valenze di un luogo, dovrebbero entrare anche le capacità delle aziende locali di partecipare alla green economy con propri prodotti specifici, o di aderire ai suoi principi nella realizzazione die propri prodotti di altro tipo. Tali condizioni dovrebbero essere previste anche nell’attuazione dei piani territoriali con obiettivi dichiarati di sostenibilità e nei rispettivi monitoraggi di VAS. La partecipazione alla green economy dovrebbe riuscire a tradursi anche in operazioni di marketing territoriale condiviso, creando benefici che potrebbero partecipare al finanziamento di alcune sezioni del monitoraggio di interesse comune. Nell’attuale stato di crisi non solo la green economy contribuisce da protagonista alla realizzazione di un nuovo modello di sviluppo sostenibile. Altrettanto lo sta facendo la internet economy. Di essa peraltro hanno finora beneficiato soprattutto le grandi aziende produttrici di dispositivi (ad esempio quelle di telefonia con Internet Mobile) e le grandi aziende internazionali del Web (i grandi browser con Google in testa, i principali fornitori di servizi di e-Commerce) che possono eludere le imposte sottraendo ricchezza al territorio. Occorre trovare modi per produrre ricchezze con il Web, attraverso sinergie con la valorizzazione dell’ambiente e dei luoghi e la green economy, in modo che si producano anche benefici diretti per realtà territoriali locali. Le reti ecosociali qui prefigurate possono e devono essere uno strumento di green economy nel senso migliore del termine, inquadrandosi così in effettive prospettive di sviluppo sostenibile locale. Siamo in un periodo di crisi. Gli enti territoriali e le aziende che non sono in grado di esportare (quelle più dipendenti dai consumi interni) sono oggi in Italia in grande difficoltà economica. Occorre puntare anche a nuovi modelli per lo sviluppo locale che potranno e dovranno basarsi su obiettivi quali i seguenti: il riconoscimento e valorizzazione della cultura e delle identità locali; il riconoscimento e l’apprezzamento contestuale delle valenze ambientali locali (biodiversità, servizi ecosistemici), rafforzando le basi per un loro consolidamento ed un’evoluzione in modo sostenibile; il riconoscimento contestuale degli impatti e dei rischi legati all’ambiente, compresi i fattori di maggiore incertezza legati ai cambiamenti climatici e macroeconomici in corso; la valorizzazione dei prodotti locali tradizionali, anche sfruttando gli strumenti offerti dall’innovazione tecnologica; sfruttamento ottimale in tal senso delle possibilità offerte sia dalla green economy sia dagli strumenti dell’ICT (tecnologie dell’informazione e della comunicazione); attivazione a tal fine delle sinergie che gli strumenti della Internet economy sono in grado di produrre con tutte le altre attività economiche e sociali; miglioramento progressivo della coesione sociale attraverso l’individuazione ed implementazione di specifiche azioni di intervento sui gap generazionali e tecnologici; valutazione e controllo della qualità a supporto dei processi decisionali. Il risultato di un percorso come quello indicato favorirebbe, attraverso la condivisione delle valenze locali (fattori di identità, valori culturali e servizi ecosistemici), le capacità di risposta delle comunità di rispondere a impatti e stress si origine esterna, sempre più frequenti ed imprevedibili come traduzione locale dei grandi cambiamenti in atto (climatici, socioeconomici). Favorirebbe in sintesi la resilienza dei sistemi locali. 1.4 Flussi di informazioni sul Web Le reti ecologiche e quelle sociali si intrecciano reciprocamente attraverso i luoghi e le attività umane, a loro volta descrivibili attraverso parole-chiave e ricercabili attraverso il Web. Ad un numero ormai molto elevato di luoghi, in Italia e nel mondo, sono state associate informazioni più o meno numerose sotto diversi profili (ambientale, economico, territoriale, sociale). Si sono scritti innumerevoli libri ed articoli in proposito. Ulteriori grandi quantità di informazione continuano ad essere prodotte sotto forma di rapporti tecnico-amministrativi: Studi di Impatto Ambientale, Rapporti Ambientali di VAS ecc.. Il reperimento e lo scambio di tali documenti, ma anche gli scambi di informazione non così strutturata, avvengono sempre più attraverso la ricerca di parole-chiave sul Web. 8 Il successo di un territorio o quello di un’azienda dipendono e dipenderanno sempre più da un efficace governo dei flussi di informazione che li riguardano, in cui diviene sempre più preponderante il ruolo del Web, nel bene e nel male. I flussi informativi relativi possono essere analizzati e tradotti in profili sintetici e dinamici delle attenzioni del pubblico. Diventano preziose e in prospettiva irrinunciabili le operazioni di web profiling. Costruire reti ecosociali significa anche riconoscere le parole-chiave per i luoghi ed i valori associati, da trasmettere, scambiare, condividere, collegare alle attività della vita reale delle persone, al loro lavoro ed al loro svago. “Riconoscere i luoghi” significa prendere atto dei profili, delle morfologie dei flussi di informazione e dei significati trasportati. I luoghi e le relazioni reciproche mostrano così le proprie valenze multiple e differenti, e nuove opportunità per l’ambiente e per la società. Occorre ottimizzare anche il reperimento e l’uso efficaci delle informazioni rilevanti sulla Rete globale esterne ai siti Internet proprietari, spesso non conosciute ma che determinano gli atteggiamenti del Fig.4 – Le attenzioni sul web seguono modelli di comportamento in molti casi pubblico. prevedibili La domanda di informazione sulla realtà che ci interessa (ad esempio il nostro territorio) avviene attraverso migliaia, milioni di richieste di informazione da parte di individui sconosciuti che la cercano attraverso le parole-chiave che la indicano. Prendere atto delle variazioni nelle ricerche del pubblico ci informa sui picchi e le cadute di attenzione per parole-chiave inerenti oggetti, temi, luoghi. Analisi di questo tipo possono aiutare a meglio trattare anche i flussi informativi che riguardano i temi ed i luoghi considerati. E’ interessante rilevare come emergano vere e proprie “regole di comportamento” nelle ricerche del pubblico sul Web, Vediamo ad esempio in Fig.4 gli andamenti in Italia negli ultimi anni, secondo Google Trends) delle ricerche del pubblico generico sul Web per “fiori” e “funghi” (notare le ricorrenze stagionali). L’andamento delle ricerche varia negli anni con una impressionante regolarità e ricorrenza: la gente cerca i “fiori” soprattutto in primavera ed i “funghi” in autunno. Dire che tale risultato era scontato in partenza non è corretto: per la maggior parte delle parole-chiave previsioni di questo tipo non sono fattibili: solo l’analisi rivelerà le (eventuali) leggi di comportamento relative. Consideriamo in proposito cosa è avvenuto nelle ricerche sul Web in Italia per le parole-chiave “luogo”, “paesaggio”, “sviluppo sostenibile”. Una semplice occhiata ai grafici sottostanti ci mostra come le ricerche per “luogo” abbiano prevalso rispetto a quelle per “paesaggio” ed ancor più a quelle per “sviluppo sostenibile”. In realtà ciò è stato sempre più vero negli ultimi anni, in cui l’interesse per “luogo” è progressivamente aumentato (almeno fino al 2012), mentre diminuiva moderatamente quello per “paesaggio” (almeno fino al 2011) e crollava quello per “sviluppo sostenibile”. Possiamo ritenere che nel corso degli anni calano nel pubblico complessivo le domande per i concetti più sofisticati, mentre aumentano quelle per i concetti più vicini alla vita quotidiana delle persone, ed il concetto di “luogo” risponde più a questo criterio rispetto perfino a “paesaggio”. L’ultimo grafico, che mostra le “leggi di ricorrenza” delle attenzioni nel corso dell’anno, è una conferma di questo gradiente semantico. Esso indica cosa avviene nei periodi di svago, durante le vacanze estive ed invernali, quando cerchiamo ciò che ci piace e non cosa ci serve per lavoro o dovere. In tali periodi “sviluppo sostenibile” crolla nelle attenzioni medie del pubblico, anche “paesaggio” mostra un calo seppure meno marcato, mentre il “luogo” è sempre cercato. Se vogliamo sintetizzare il senso dei paragrafi precedenti ai fini di questo lavoro, possiamo dire che quello di “luogo” è il concetto su cui puntare se vogliamo riavvicinare le persone al proprio ambiente di vita, e che dobbiamo riuscire a sfruttare in senso positivo l’attività che le persone fanno quando vogliono un’informazione: cercano su Internet. 9 Volumi complessivi di ricerche sul Web nel periodo 2004 . 2013 Andamenti delle attenzioni sul Web negli anni recenti luogo paesaggio sviluppo sostenibile 160 140 sviluppo sostenibile; 10,3% 120 100 luogo; 49,7% 80 60 40 20 paesaggio; 40,0% 0 Attenzioni medie annue negli anni recenti luogo paesaggio Profilo medio stagionale delle attenzioni luogo sviluppo sostenibile paesaggio sviluppo sostenibile 8% 100 90 6% Quota annua % anno massimo 80 70 60 50 40 4% 2% 30 20 0% 10 gen 0 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 feb mar apr mag giu lug ago Anno tipo set ott nov dic gen Fig.5 – Andamenti delle attenzioni sul Web negli ultimi anni in Italia per alcune parole-chiave strategiche ai fini della ricerca Riuscire ad usare in modo migliore i flussi di informazione sul Web è una cosa importante per le singole persone, ma dovrebbe essere ancora più importante per le organizzazioni e per le imprese che sostengono l’economia di un sistema di luoghi condivisi, ovvero un territorio. In realtà il sensibile ritardo delle organizzazioni italiane (enti territoriali e aziende) nello sfruttamento delle opportunità offerte dal Web (marketing on-line, e-Commerce, Web profiling ecc.) penalizza la competitività e la capacità di cogliere le opportunità di innovazione. Occorrerà incentivare percorsi da parte di micro, piccole e medie imprese presenti su un dato territorio per lo sfruttamento ottimale del Web per migliorare la propria comprensione del sistema, per aggiungere valore ai propri prodotti e servizi, per trovare nuovi mercati, per ridurre i rischi di dover successivamente pagare per impatti negativi prodotti . Ciò sarà tanto più positivo e raggiungibile quanto maggiori saranno le sinergie con territorio, con la sua immagine complessiva e con quella dei luoghi condivisi. Chiavi strategiche in questa direzione sono l’utilizzo dei modelli di qualità della green economy, della cultura legata al territorio di appartenenza, . della funzionalità delle infrastrutture verdi e delle reti ecologiche di supporto. Obiettivo diventa il miglioramento dei flussi di informazione relativi alle parole-chiave precedenti non solo a livello di governance, ma anche a livello della vita reale vissuta dalle persone. Lo sviluppo di reti ecosociali basate anche sui nuovi strumenti a disposizione (tecnologici e di governance) potrà svolgere un ruolo primario in tale direzione. 1.5 Strategie di riferimento La strategia adottata si propone di combinare i seguenti approcci, rendendoli reciprocamente complementari: il modello delle reti eco-sociali come evoluzione delle reti ecologiche polivalenti, in cui accanto ad obiettivi di deframmentazione dell’ecosistema fisico-biotico si affiancano interventi e strumenti di de-frammentazione sociale; è il modello discusso nei punti precedenti; 10 le esperienze di territorializzazione delle politiche di governo attraverso la valorizzazione delle specificità locali, tra cui quelle dell’approccio bioregionalista alla pianificazione territoriale; l’approccio e gli stimoli del programma internazionale delle Transition Towns, e di altri programmi fondati sul rafforzamento della resilienza a livello di comunità locali. Nel corso del loro sviluppo concettuale e metodologico, le reti ecologiche sono iniziate come semplici corridoi faunistici e sono diventate polivalenti, aggiungendo agli obiettivi per la biodiversità quelli dei servizi ecosistemici al territorio (Malcevschi 2010). Il ruolo delle attività umane è dunque centrale nel momento in cui ci si cala in luoghi specifici. che devono essere ecologicamente ricostruiti o rafforzati. In pratica ciò significa governo del territorio, ma anche miriadi di valutazioni e decisioni individuali da parte di operatori (agricoltori, cittadini, turisti) il cui comportamento condiziona lo stato dell’ambiente locale. Da notare che il condizionamento può essere diretto (il contadino che dissoda il terreno) ed indiretto (il cittadino che con il suo voto favorisce determinate politiche da parte della giunta comunale). BIODIVERSITA¡¯ RETI DI CORRIDOI ECOLOGICI RETI ECOSTRUTTURALI SERVIZI ECOSISTEMICI PAESAGGIO INFORMAZIONI ED EMOZIONI RETI ECOSOCIALI RETI POLIVALENTI INFRASTRUTTURE VERDI COMUNITA¡¯ LOCALI GREEN ECONOMY GOVERNANCE FAUNA MOBILE Fig.6 – Schema logico che riassume il completamento delle reti ecologiche tradizionali con la componente sociale locale reti sociali La rete ecologica in senso stretto diventa rete-ecosociale, come si è già evidenziato al punto 1.2..Al suo interno, l’efficace trattazione della “risorsa informazione” collegata a precisi spazi eco-territoriali diventa una componente importante del più generale obiettivo di uso efficiente delle risorse per uno sviluppo sostenibile. La territorializzazione delle politiche di governo attraverso la valorizzazione delle specificità locali ha ormai prodotto molteplici esperienze e proposte metodologiche. Tra esse sono di interesse primario quelle dell’approccio bioregionalista, che trova la sua attuazione in progetti di territorio che “si occupino di luoghi” (Magnaghi 2014), ridefinendo la questione della crescita come questione di esplorazione e misura delle relazioni interne alla regione fra insediamento umano ed ambiente. Il compito progettuale diventa il disegno di una organizzazione territoriale che sia in grado sia di autoriprodursi in modo equilibrato, sia di migliorare la qualità dell’abitare. Lo scopo viene raggiunto armonizzando fra loro fattori produttivi, sociali, ambientali, culturali, estetici per la produzione di ricchezza durevole. A tal fine occorre riconoscere nuove forme dell’abitare connesse ad una crescita di “coscienza di luogo” ed alla cura di beni comuni. Nella bioregione va affermato il principio di coevoluzione tra luogo, lavoro ed abitanti; vanno valorizzate le peculiarità ed unicità identitarie di ogni regione e di ogni insediamento umano; i luoghi non sono né solo natura né solo cultura, ma il frutto di una relazione dinamica tra queste componenti. Condividendo queste prospettive appare dal nostro punto di vista importante, a questo punto, capire anche come tale prospettiva possa essere favorita non solo nella sede del progetto ma anche nella vita ordinaria delle comunità, attraverso un miglior governo dei flussi informativi che attraversano il sistema. Flussi di nuovo tipo, in cui l’informazione genetica che produce gli organismi viventi e quella culturale prodotta dalla società si incrociano con modalità e velocità di mutazione profondamente differenti rispetto al passato. L’approccio delle Transition Towns si basa sul concetto centrale di resilienza, ovvero la capacità di qualsiasi sistema di mantenere il proprio funzionamento ad un livello accettabile anche in presenza di impatti subiti dall’esterno, applicato alle comunità locali (Hopkins 2009). 11 I cambiamenti epocali in corso hanno conseguenze ancora lontane nel tempo a venire, ma anche effetti critici già in atto, sia in termini di maggiori rischi di eventi catastrofici connessi ai cambiamenti climatici, sia in termini di maggiore imprevedibilità del sistema di riferimento, rendendo più difficili le decisioni da prendere a tutto i livelli (internazionale, nazionale, regionale, locale). Il movimento internazionale per la Transizione propone percorsi alternativi al modello socioeconomico ancora attuale, basato sullo sfruttamento non sostenibile di risorse non rinnovabili, propone di mettere la resilienza al centro di ogni progetto che riguardi il futuro, crea esperienze che anticipino nuove forme di sviluppo locale che potranno mantenersi quando l’attuale modello non sarà più in grado di perpetuarsi. Sul tema della resilienza si stanno generando in Italia altre esperienze, come quella di ReLab più direttamente applicata alle esigenze del territorio e della sua pianificazione. Per tutti gli approcci indicati, e soprattutto per la possibilità di una loro integrazione, sono decisive la qualità dell’informazione e la sua capacità di raggiungere le persone che compongono le comunità locali, di scambiare conoscenze (combinando il recupero dei saperi tradizionali con lo sfruttamento delle opportunità offerte dalle innovazioni della green economy), di aumentare consapevolezze condivise. In tal senso esso si sposa molto bene con gli scopi di questa ricerca. Riferimenti bibliografici HOPKINS R., 2009. Manuale pratico della transizione. Dalla dipendenza dal petrolio alla forza delle comunità locali. Arianna Ed., 283 pp. MAGNAGHI A. (a cura di ), 2014. La regola ed il progetto. Un approccio bioregionalista alla pianificazione territoriale. Firenze University Press, 284 pp. MALCEVSCHI S., 2010. Reti ecologiche polivalenti. Infrastrutture verdi e servizi ecosistemici per il governo del territorio. Ediz. Il Verde Editoriale. 392 pp. 1.6 Esigenze ed obiettivi specifici Il raggiungimento dell’obiettivo generale tracciato nei punti precedenti (uno sfruttamento efficiente ed efficace dei flussi informativi che si appoggiano sul Web a supporto di reti eco-sociali locali) deve fare i conti con l’insieme di esigenze concrete (o comunque di opportunità da non sprecare) indicate nei punti successivi: A) Strumenti su Internet Utilizzo dei siti Internet attualmente esistenti; la presa d’atto di ciò che già esiste su Internet è il punto di partenza; l’indicazione potrebbe apparire scontata, ma è bene ribadirla: il rischio è quello di fermarsi a questo livello e di non considerare le necessità successive, come quelle offerte da analisi di web profiling almeno ad un livello preliminare. Disponibilità di uno spazio Web dedicato e raggiungibile; di fatto la maggior parte dei soggetti (non solo individui, ma anche piccole aziende) e dei luoghi non ha ancora un sito dedicato, e neppure uno spazio Web su siti esistenti. Dal momento che i flussi informativi avvengono in modo sempre più totalizzante attraverso Internet, il rischio è che l’assenza di uno spazio Web specifico si traduca in un annullamento della propria esistenza negli scambi di informazione (questa può anche essere una scelta individuale e culturale precisa, ma è oggi autolesionista per chi si proponga di valorizzare un luogo o per un qualsiasi soggetto economico). Utilizzabilità efficace delle informazioni su Internet Mobile; sempre più oggi la ricerca di informazioni sul Web avviene attraverso Internet Mobile (smartphone, tablet); la maggior parte dei siti Internet attuali è di vecchia generazione, con problemi di fruizione su Internet Mobile o per la pesantezza dei contenuti informatici (e quindi i tempi troppo lunghi di caricamento), o per una grafica dei contenuti malamente visibili sui piccoli schermi degli smartphone. E’ necessario che l’informazione rilevante legata ai luoghi sia efficacemente utilizzata sui dispositivi in Mobile. Non è solo un problema di visibilità; le informazioni fornite devono essere facilmente fruibili e comprensibili, e questo richiede specifiche attenzioni nella selezione, organizzazione e composizione delle informazioni fornite 12 Inserimento nei social network; per una quota elevata di persone potenzialmente interessabili, l’uso di Internet si traduce nei contatti attraversi i social network (Facebook in primis, Twitter ecc.). Gli strumenti predisposti devono potersi inserire il non raggiungimento B) Contenuti informativi Sfruttamento adeguato delle informazioni già esistenti sul Web; l’uso del Web come fonte di informazione è ormai generalizzato, mentre non lo è il suo uso efficace; questo significa diverse cose: metodo nel reperimento delle informazioni, capacità di sfruttare in modo sufficiente le molteplici sorgenti informative esistenti sul Web, selezione delle informazioni prioritarie rispetto alle masse oceaniche relative a pressochè tutti i temi di potenziale interesse, organizzazione efficace delle informazioni comunque potenzialmente utili, conoscenza degli strumenti avanzati (es. indicatori, modelli) per raggiungere specifici obiettivi conoscitivi. Effettivo interesse e confrontabilità delle informazioni fornite ; se si offrono informazioni sui luoghi, i contenuti devono rispondere efficacemente alla domanda “cosa potrà interessare il visitatore?”, e questo significa utilizzare almeno in parte schemi ricorrenti e riconoscibili nella selezione e riproposizione delle informazioni; questo ovviamente non pregiudica la possibilità di usare format specifici, che tengano conto delle esigenze particolari dei casi. Inserimento delle nuove informazioni necessarie; l’affermazione “su Web c’è tutto, basta trovarlo” è falsa; nonostante l’enorme massa di dati ed informazioni, quando si verificano le informazioni relative a luoghi non particolarmente noti, o a piccoli soggetti economici (ditte locali, botteghe) mancano anche le informazioni minime, o le poche (prodotte in automatico da grandi motori di ricerca o organizzazioni) sono sbagliate. Occorre quindi effettuare le verifiche e le integrazioni minime necessarie. Dinamicità delle informazioni fornite; i flussi informativi sul Web sono estremamente dinamici, e tali devono essere anche le informazioni che si vogliono trasmettere, soprattutto se l’ottica è quella di reti locali. In cui possono cambiare rapidamente sia i soggetti coinvolti sia il contesto ambientale. C) Tecnologie QR Utilizzo delle tecnologie QR per consentire l’accesso ad Internet direttamente sui luoghi; i QR codes sono uno strumento ormai diffuso e relativamente conosciuto; fotografando un disegno (glifo) con un cellulare o un tablet essi offrono la possibilità di raggiungere istantaneamente specifici indirizzi di interesse sul Web; possono così essere associati a precisi luoghi fisici, e diventano un’opportunità irrinunciabile nella prospettiva delle reti ecosociali locali; tuttavia in Italia essi sono ancora abbondantemente sottutilizzati rispetto alle loro potenzialità. Ad un livello più avanzato e comunque in prospettiva, anche i dispositivi NFC (Near Field Communication) e più in generale IOT (l’Internet delle cose, di cui i codici QR possono essere considerati un primo livello) contribuiranno nella stessa direzione, ma intanto i codici QR forniscono una risposta semplice ed immediatamente utilizzabile. Mix informativo complessivo ad integrazione dei codici grafici base con altri elementi necessari; i QR codes sono ormai abbastanza diffusi, essi non sono però utilizzati dal pubblico, anche per molteplici errori troppo frequentemente fatti nella loro realizzazione; occorre la consapevolezza di tali errori e delle modalità attraverso cui possono essere ovviati; ad esempio, per facilitare i primi contatti da parte di utenti che non hanno dimestichezza con le tecnologie, è importante che accanto al codice siano presenti altri elementi informativi che possano aiutare a risolvere il problema. D) Webcard e supporti associati Utilizzo di webcard per moltiplicare le possibilità di accesso del pubblico ai siti da promuovere ; un problema intrinseco al Web è dato dalla difficoltà di consentire al pubblico potenzialmente interessato di arrivare agli indirizzi delle pagine che vogliamo far conoscere; tali difficoltà aumentano con l’aumentare delle masse informative prodotte; si può sviluppare meglio di quanto fatto finora il concetto di webcard, ovvero un supporto fisico (cartaceo o in plastica) specificamente finalizzato a far conoscere ed accedere facilmente l’indirizzo Web desiderato; una tessera digitale che consenta di sfruttare meglio processi tradizionali come quello dei biglietti da visita o del passa-parola. L’inserimento del codice QR nella webcard, se fatto in modo efficace, consente di mettere il destinatario immediatamente in condizione di accedere al Web con il suo dispositivo Mobile (smartphone o tablet). Da notare che i QR sono normalmente usati in modo statico: il codice è applicato su un substrato fisso e l’utente deve fermarsi a fotografarlo e questo è un disincentivo. La possibilità di accedere successivamente in un momento più adatto aumenta le possibilità di successo. 13 Sfruttamento delle possibilità di abbinamenti moltiplicativi; una potenzialità straordinaria delle webcard intese nel modo precedente è quella di consentire promozioni multiple. Sfruttando la doppia facciata (fronte-retro) si possono associare due indirizzi Internet da veicolare : ad esempio di auto-promozione di soggetti economici e contestuale sponsorizzazione di luoghi in ottiche di marketing territoriale condiviso. Adattamento dei supporti-vettori alle diverse esigenze; si pongono poi problemi pratici di distribuzione materiale delle webcard, che possono essere risolti in modi differenti in funzione di diverse esigenze. I supporti che consentono di veicolare più webcard potranno tradursi in contenitori di diversa natura e dimensione. Si può per inciso notare come l’insieme delle operazioni descritte, che prevedono l’uso contestuale di elementi digitali con materiali (carta, plastica) ed attività (tipografia, pubblicità) tradizionali, si configura come un esempio di combinazione di Internet economy e Old economy. E) Azioni per il superamento dei gap sociali Formazione ed educazione degli utilizzatori; occorre prevedere la messa in comune di flussi di informazione valoriali, di attualità e di scenari di rischio tra differenti soggetti sociali, amministrativi, economici sia locali che di livello sovra-locale. E’ questa la premessa per una maggiore coesione nella comunità ed una maggiore efficienza delle risposte nei momenti di crisi. Il congiungimento di sapienze locali (patrimonio delle vecchie generazioni) con le capacità di gestoine delle nuove tecnologie ICT da parte degli strati più giovani della popolazione potrà ad esempio trasformare i gap sociali in opportunità per gestire meglio quanto si renderà necessario in tema di protezione civile; Coinvolgimento e messa in rete di partner; la combinazione di strumenti di old e di net economy consentiranno una migliore transizione a nuovi modelli di sviluppo, favorendo al contempo prospettive locali di green economy. 1.7 Un modello di azione Per il perseguimento delle strategie e la risposta alle esigenze di cui ai punti precedenti, questo lavoro ha contribuito alla messa a punto di un modello di azione, operativo, che preveda un miglior governo dei flussi di informazione a livello locale, combinando nuovi strumenti, che sfruttano Internet Mobile, e strumenti tradizionali della old economy. In tal modo si intendono perseguire obiettivi di de-frammentazione ecologica, sociale, amministrativa. In sintesi il modello prevede la combinazione e messa a sistema delle seguenti categorie di elementi: microportali Web; come microportale ospite per la prima fase si utilizzerà il sito di WPP www.retipolivalenti.it uno o più glifi QR e Webcard di supporto, come strumenti complementari per la diffusione delle informazioni; azioni specifiche di sensibilizzazione, di tipo formativo o educativo; i contenuti riguarderanno sia aspetti informatici per la riduzione del digital divide tra diversi segmenti della comunità locale, sia la natura stessa delle valenze ambientali e culturali identificate e fissate sul Web. Uno sviluppo ideale successivo della rete dovrebbe comprendere in molti casi anche la crescita di social network locali. Il modello è sintetizzabile nello schema grafico seguente. 14 Contenuti e Strumenti Identità Valevze Info, servizi, prodotti Valori Vulnerabilità e resilienza Condivisioni nella comunità Microportale Web Webcard polivalenti Strumenti Soggetti tive Inizia i hi e rz Luog a Va e tive 2013 zia ziativ i ibil e Ini e Ini rzi i hi erd e rz oghi og i imp avar Va Lu Lu a Va ion a13tro rag 20 20i13 i 10 venirci ibil ibil t con erd per erd e o tablei ne) imp vare i imp var ne I-Php tro tpho (perion ion a tro smar er rag irci a rag con 10 10 venirci QR QR Read ven glifo oid) o t con t con per per dal nte o table o table Andr ne I-Phpne) ne I-Phpne) tame (per tpho tpho i diret Droid smar er (per smar er (per Legg QR con con l’app QR QR Read QR QR Read glifo oid) o glifo oid) o dal dal nte nte Andr Andr tame (per tame (per i diret Droid i diret Droid Legg QR Legg QR l’app l’app Informazione e formazione tra le 3 età Reti di soggetti istituzionali sociali economici Fig.7 – Schema logico di un modello di combinazione efficace di contenuti informativi, strumenti ICT tradizionali e di nuova concezione, azioni di trasferimento all’interno di comunità locali Il modello può funzionare anche su singoli luoghi o singoli cluster locali, realizzando siti Internet ad hoc ed eventualmente app specifiche. Di fatto l’inserimento dei nodi in un programma complessivo come quello di RETIPOLIVALENTI.it fornisce non solo una cornice unitaria e riconoscibile di organizzazione delle informazioni, ma, in una prospettiva in cui il numero di nodi e di relazioni reciproche crescesse fosse abbinato a meccanismi di advising, il programma potrebbe funzionare come sistema reticolare in grado di fornire garanzie di qualità informativa maggiori rispetto a quelle ordinariamente fornite dagli strumenti interamente wiki. Strutture della conoscenza come associazioni tecnico-scientifiche ed Università potrebbero svolgere un ruolo importante in questa direzione.. A tale riguardo la proposta non va però intesa come alternativa o competitiva rispetto a strumenti wiki applicati ai luoghi (ad esempio Wikimedia Commons) quanto piuttosto come uno strumento ad esse complementare in grado di diffondere le informazioni sui nodi trattati. E’ interessante notare infine che il successo dei risultati raggiunti rispetto agli obiettivi prefissati potrà essere verificato attraverso indicatori specifici, quali: il numero di contatti effettivi del pubblico sui microportali prodotti, che consentirà di stimare il livello di utilizzo effettivo degli strumenti informativi messi a disposizione; il numero di soggetti che avranno ricevuto e conservato le Webcard, che consentirà di quantificare il bacino potenziale di efficientamento delle risposte agli eventi di crisi; la verifica del tasso di conoscenza dei problemi e delle soluzioni nel corso di iniziative locali. 15 2. Quadro dei luoghi considerati 2.1 Nodi e cluster Il lavoro ha considerato, come base per una prima messa a punto del modello di azione precedente, il seguente insieme di nodi multiscalari territorialmente collegati, e rappresentativi di differenti tipologie di situazioni: 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10. Un Comune medio-grande capoluogo (implicazioni della VAS) : Pavia Un Comune con vocazione turistica ed enogastronomica: Varzi (PV) Un piccolo Comune rurale : Mezzanino (PV) Un Nodo sovracomunale di rilevanza territoriale ed ambientale : la zona del Po al ponte della Becca e dintorni Un Sito di Importanza Comunitaria : i boschi di Vaccarizza presso il Ponte della Becca Un’azione locale di ricostruzione ecologica : Bosco delle Alberelle a Mezzanino (opera del Parco lombardo del Ticino) Un nodo periurbano con coesistenza di rilevanze monumentali e naturali: San Lanfranco a Pavia Un quartiere periferico con contatto città-campagna-natura: Pavia Ovest Un’emergenza monumentale in centro storico ed i luoghi associati: San Michele e zona circostante a Pavia Un albero monumentale con forti caratteristiche identitarie: Platano di Scopoli all’Orto Botanico di Pavia I luoghi indicati sono diversi ed hanno natura differente, ma hanno anche relazioni reciproche di scala e tipi diversi. Ci sono relazioni di appartenenza: alcuni nodi (San Michele, San Lanfranco, Pavia Ovest, il platano di Scopoli) sono compresi entro Pavia; Alberelle è compreso nel territorio di Mezzanino. Ci sono relazioni di vicinanza: il Sic di Vaccarizza è vicino al Po della Becca, che tocca anche Mezzanino. Ci sono relazioni date dalla condivisione di opportunità o rischi dati dal contesto ecoterritoriale condiviso, come nel caso dei nodi attorno al ponte della Becca che possono dipendere insieme dagli umori dei fiumi alla confluenza (Po e Ticino). Nella galassia dei possibili nodi di possono quindi cercare nuvole locali (cluster) rispetto a cui cercare non solo le identità dei singoli luoghi, ma anche le relazioni condivise. Nell’insieme considerato, vi sono almeno due cluster, quello che ha la città di Pavia come legante, e quello della confluenza Ticino-Po. Varzi è un nodo solo apparentemente slegato dai precedenti; lo è come luogo singolo, ma vi sono relazioni attraverso i territori più ampi di appartenenza (in questo caso l’Oltrepò pavese), non oggetto di questo lavoro. Cluster urbano e periurbano di Pavia PAVIA OVEST Cluster della confluenza Ticino-Po SAN LANFRANCO SAN MICHELE PLATANO DI SCOPOLI GARZAIA DI VACCARIZZA PONTE DELLA BECCA MEZZANINO ALBERELLE VARZI Oltrepò collinare Fig.8 – Gruppo di luoghi considerati ai fini della ricerca, organizzabili in cluster e relazioni binarie 16 2.2 Flussi informativi per i luoghi considerati L’attuale stato informativo sul Web relativo ai luoghi indicati può essere analizzato attraverso i diversi strumenti del web profiling. Ci si limita qui a fornire un quadro preliminare dell’offerta di informazione, in termini di quantità e pertinenze con i luoghi in questione indicato sulla prima schermata di Google Pertinenze delle pagine presenti sulla prima schermata di Google con le parole-chiave indicate WG: numero di pagine contenenti le parole-chiave digitate indicate dal motore di ricerca A Pagine coerenti A1 Pagine parzialmente coerenti B Pagine non coerenti C Pagine prodotte da Retipolivalenti.it o collegate NOMI Pavia San Michele San Michele a Pavia “San Michele a Pavia” Pavia Ovest “Pavia Ovest” Po della Becca “Po della Becca” San Lanfranco San Lanfranco a Pavia “San Lanfranco a Pavia” Mezzanino Mezzanino Po “Mezzanino Po” Varzi Alberelle Alberelle a Mezzanino “Alberelle a Mezzanino” Platano di Scopoli “Platano di Scopoli” SIC di Vaccarizza “SIC di Vaccarizza” n° pag (WG) 7.020.000 2.220.000 3.070.000 14.200 1.240.000 26.900 439.000 6.230 814.000 129.000 9.740 1.150.000 385.000 1.120 325.000 21.100 1.530 1 7.690 913 1.350 2 PERTINENZE A A1 B 9 1 10 11 10 10 10 10 9 8 10 5 10 7 8 0 7 C Altri significati rispetto al luogo 1 Provincia di P. 8 VV 2 2 Lanfranco Beccari (il santo) 4 Piano ammezzato di un edificio. c.s 1 2 7 4 via V. a Busto Arsizio. Prof. Achille V. Agriturismo A, a Rovato (BS), Via A. a Rozzano (MI) 3 1 VV 10 10 10 2 data di analisi : 18,9.2014. Dati bruti su Google totale Tab.1 – Offerta informativi sul Web per i termini denotanti i luoghi della ricerca, come risultante da analisi di web profiling I numeri di pagine complessive forniti da Google vanno considerati solo come ordine di grandezza (sulle distorsioni di tali dati, alcune evidenti anche dal quadro presentato, e sui loro margini di utilizzabilità si vedano i lavori di Web Profile Project). Un’analisi approfondita mediante metodi di web profiling sarebbe stata impegnativa ed andava oltre gli scopi di questa ricerca. Dal quadro preliminare presentato emergono tra l’altro i seguenti elementi: vi è una proporzionalità (attesa) tra le dimensioni della popolazione afferente al luogo e quelle dell’offerta informativa; vi sono conseguenze significative (intrinseche alle funzioni del motore di ricerca, ma di fatto non utilizzate dal pubblico ordinario) tra le modalità di ricerca (es. l’uso delle virgolette) e le capacità di selezione di informazioni pertinenti; vi sono luoghi che, pur avendo valenze riconoscibili, non hanno praticamente informazioni sul Web (es. Alberelle); alcuni termini dei luoghi considerati non hanno raggiunto le soglie minime di rappresentazione (Alberelle, Vaccarizza e altri); altri rappresentavano entità multiple (San Michele) la cui analisi non era oggetto di questo lavoro; le ambiguità intrinseche connesse ai casi di polisemia (es. Mezzanino); hanno conseguenze sulle modalità con cui denominare i luoghi; 17 la ricerca mediante parole-chiave confinate (tra virgolette) e non confinate non ha importanza solo sull’efficacia dei risultati ottenuti, ma ha anche conseguenze sulle modalità con cui denominare i luoghi (vedi ad esempio Alberelle). . I dati precedenti sono indicativi dell’offerta di informazione sulle parole-chiave collegate ai luoghi considerati, ovvero di pagine (documenti, post, news, video) che qualcuno ha composto ed immesso on-line affinchè qualcun altro le vedesse o leggesse. Gli obiettivi di questo lavoro prevedono però che venga considerata non solo l’offerta informativa, ma anche la domanda di informazione. A livello nazionale, ciò può essere fatto analizzando i dati forniti da Google Trends, come quelli riportati nelle figure seguenti relativamente alle parole-chiave Pavia e Varzi, e che rappresentano le variazioni negli ultimi anni delle ricerche sul Web in Italia di tali termini. L’asterisco su Varzi indica che i dati rappresentati sono stati depurati dalle ricerche per Caterina Varzi, figura dello spettacolo oggetto in qualche momento passato di elevati volumi di ricerca sul Web, tali da modificare l’interpretazione in questa sede. La sporadicità dei dati per Varzi prima del 2008 rappresenta solo un cambiamento nelle soglie di sensibilità di riporto da parte del motore di ricerca. Andamenti delle attenzioni sul Web negli anni recenti Andamenti delle attenzioni sul Web negli anni recenti pavia varzi (*) 180 250 160 200 140 120 150 100 80 100 60 40 50 20 0 0 Profilo medio stagionale delle attenzioni Profilo medio stagionale delle attenzioni varzi (*) pavia 8% 6% Quota annua Quota annua 6% 4% 2% 4% 2% 0% 0% gen feb mar apr mag giu lug ago Anno tipo set ott nov dic gen gen feb mar apr mag giu lug ago Anno tipo set ott nov dic gen Fig.9 – Andamenti delle attenzioni sul Web per “Pavia” e per “Varzi” Le considerazioni precedenti ed i grafici riportati, analizzati con gli schemi interpretativi già visti al precedente punto 1.4, ci consentono alcune affermazioni. Domande rilevanti di informazione sul Web (ad esempio quelle al di sopra delle soglie di rilevazione di Google Trends, per le quali quindi sono forniti i dati) riguardano solo luoghi di una certa dimensione ed importanza (Pavia, Varzi); altri luoghi (Mezzanino) sono ai limiti delle soglie di rilevamento e vanno depurati da fattori di ambiguazione. Per i luoghi analizzabili non è solo importante il riconoscimento dei trend di attenzione negli anni (ad esempio per Pavia vediamo una discesa negli anni 2004-2009 e poi un sostanziale mantenimento dei volumi di ricerca); forse ancora più importante è l’analisi delle “regole di attenzione”, quasi leggi di comportamento ricorrente, che mostrano aspetti invarianti (almeno sull’arco degli ultimi anni) dei rapporti tra tempo e modalità di fruizione degli spazi di vita o di loisir. Confrontando allora i due profili stagionali di attenzione vediamo come le ricerche maggiori per Pavia ci sono in settembre.ottobre, periodo di festival cittadini e di arrivo di studenti universitari. Per Varzi il dato più evidente è il picco estivo: Varzi è anche un centro collinare di interesse turistico; un’interpretazione più dettagliata del profilo (ad esempio una verifica delle ipotesi che il picco di 18 febbraio sia collegato al carnevale varzese e quello di aprile alla festa di San Giorgio) può essere fatta solo con confronti con le comunità locali. Si ritiene molto importante applicare analisi come le precedenti per il riconoscimento di “invarianti” dei luoghi anche sotto il profilo dei flussi di informazione ed attenzione, almeno là ove i flussi abbiano una sufficiente dimensione. Ma è nelle finalità di questo lavoro l’obiettivo di favorire ed incrementare attenzioni e domande di informazione anche per le qualità dei luoghi minori, per i quali le domande di informazione sia attualmente modeste o trascurabili. E’ anche attraverso le domande di informazione che si consolidano o si sviluppano identità locali, sensi di appartenenza, disponibilità alla protezione e valorizzazione. La ricerca di nuovi strumenti che favoriscano tali prospettive anche per luoghi solo apparentemente umili diventa sempre più importante. 19 3. Strumenti e prime applicazioni 3.1 Una cassetta degli attrezzi Il lavoro ha consentito di riconoscere un insieme di strumenti potenzialmente capaci di favorire l’incontro tra offerta e domanda di informazione collegata a luoghi, anche minori, di interesse attuale o potenziale. Nessuno degli strumenti successivamente indicati è realmente nuovo. Ciò che appare importante invece è la possibilità di un loro uso combinato, complementare, tale da produrre sinergie e risultati che il singolo strumento da solo non potrebbe conseguire. Si presenta di seguito la possibile cassetta intera degli attrezzi. Tav.2 – Una cassetta degli attrezzi da integrare per un miglioramento del governo dei flussi informativi legati ai luoghi Strumenti su Internet Analisi e definizione delle condizioni di partenza (siti esistenti, obiettivi ecc.) Spazio per Internet Mobile su sito ospite (Retipolivalenti.it o collegati) Microportali specifico su format standard o libero Portale dedicato con formato ad hoc Inserimento su Facebook ed altri social network Adeguamento sito esistente per Internet Mobile Nuovo sito Internet App dedicata (per Apple e/o Android) Contenuti Link a pagine-chiave pre-definite su siti esistenti Analisi e riorganizzazione informazioni prioritarie sul Web Inserimento informazioni fornite dal cliente Modifiche/ Aggiornamenti (*) Ricerca estesa e riorganizzazione informazioni attinenti sul Web Studio e produzione di nuovi contenuti auto-promozionali Concorrenza a microportali di luoghi o iniziative di interesse condiviso Web profiling e uso di indicatori specifici su aspetti di interesse Tecnologie QR Codici QR Glifi QR personalizzati WebCard e supporti integrativi Progetto grafico e files associati (.jpg, .pdf) Biglietti digitali Tessere digitali Schede digitali Cartoline fotografiche digitali Targhette digitali impermeabili per esterno Abbinamenti moltiplicativi (a luoghi, iniziative, altri soggetti) Brochure porta-webcard tascabile Contenitore porta-webcard adesivo da vetrina o parete Altre operazioni Istruzioni sull'uso degli strumenti precedenti Training per usi avanzati degli strumenti precedenti Verifiche di coinvolgimento con partner potenziali Incontri didattici con gruppi sociali predefiniti (es.giovani/anziani) Schema di protocollo di intesa per reti eco-sociali locali Si propongono nei punti successivi alcuni spunti su due elementi tra i precedenti, i microportali informativi associabili ai luoghi e le webcard come cortocircuiti capaci di avvicinare offerta e domanda di informazioni di qualità. Segue una prima serie di applicazioni, con motivazioni e commenti, sul set di luoghi considerati nel lavoro, a Pavia e zone circostanti. 20 3.2 Webcard come cortocircuiti informativi Se la selezione e l’organizzazione dell’informazione è il primo passo fondamentale, occorre poi mettere le persone in condizioni di raggiungere effettivamente l’informazione utile in modo efficace. In tal senso il ruolo di Internet Mobile (su smartphone e tablet). è strategico, dal momento che viene raggiunto in modo sempre maggiore rispetto al totale degli accessi al Web. Oggi il Web è sempre più il canale principale, ma la semplice presenza su di esso delle informazioni non è più sufficiente. Ormai la quantità di informazione presente è sempre più gigantesca, un oceano (o se si vuole una jungla) in cui diventa sempre più difficilmente districarsi. Occorre disporre di nuovi strumenti che aumentino in modo significativo la possibilità per le persone potenzialmente interessate di trovare l’informazione rilevante che vogliamo trasmettere loro. Occorre pensare e realizzare cortocircuiti tra offerta e domanda potenziale di informazione. I codici QR rispondono in teoria a tale esigenza: con un semplice click del proprio telefonino la persona interessata accede istantaneamente al sito Internet corrispondente (in realtà ci sono tutta una serie di errori tecnici che ancora vengono fatti in proposito e che limitano la diffusione dello strumento, ma per un approfondimento in merito si rimanda ad un'altra ricerca fatta in proposito). L’utilizzo prevalente dei codici QR è quello di essere posti su un substrato fisso (un manifesto, una targa accanto ad un monumento) sperando che persone interessate si fermino e fotografino il codice con il proprio telefonino. L’esperienza ci insegna che, se la presenza di codici QR è ormai abbastanza diffusa, la loro reale lettura da parte di passanti è minima, se non trascurabile. Le cause di ciò sono molte e diverse; una di esse è banalmente la fretta intrinseca del passante, anche di chi ha l’app di lettura sul proprio smartphone. Un modo per favorire l’uso dei codici QR è quello di renderli mobili, metterli si supporti che consentano una lettura differita, nel momenti più opportuno per la persona potenzialmente interessata. Una soluzione è la realizzazione di webcard contenenti i codici QR e gli oggetti rappresentati, riproducibili in numeri elevati e che possono essere diffuse con mezzi tradizionali. Le webcard possono a questo punto essere associate a tutto ciò che è raggiungibile con un indirizzo Internet: un luogo, un’iniziativa, un prodotto, un’organizzazione. A seconda del tipo (ce ne sono di diversi tipi: biglietti di rappresentanza, tessere digitali, cartoline digitali) si possono conseguire obiettivi diversi. Se opportunamente progettare e realizzate possono anche servire per promozioni multiple incrociate. Un esempio è quello della cartolina digitale riportata nella figura sottostante, realizzata per un Convegno del C.A.T.A.P. (Coordinamento delle Associazioni Tecnico-scientifiche per l’Ambiente ed il Paesaggio) in cui, riportando sia gli indirizzi Internet che i codici QR corrispondenti, venivano promossi contestualmente sia il Convegno stesso (consentendo di leggere subito il suo programma), sia un’esperienza notevole di riqualificazione di periferia urbana effettuata dal Comune di Roma. La webcard ha funzionato così per una migliore (più diretta ed estesa) conoscenza dell’esperienza e del luogo associato da parte di soggetti potenzialmente interessati. Fig.10 – Esempi di WebCard utilizzate per un migliore incontro tra domanda ed offerta informative sul Web. Questa ricerca ha suggerito la progettazione, realizzazione e distribuzione di insiemi di WebCard associate ai luoghi considerati e finalizzate alla moltiplicazione dell’informazione e dei contatti tra le persone potenzialmente interessate. Gli 21 obiettivi specifici potranno essere definiti sulla base dei contenuti dei microportali associati. Ad esempio nel caso dei microportali associati ai nodi locali alla confluenza tra Po e Ticino l’obiettivo primario potrà essere l’uso efficace di spazi Web dedicati alle informazioni necessarie durante i possibili eventi alluvionali critici. Le pagine così raggiunte saranno aggiornabili in tempo reale da parte dei soggetti incaricati, e predisposte in modo che la lettura mediante smartphone sia effettivamente efficace (la maggior parte dei siti Web attuali ancora non lo è). Come ulteriore aspetto, si ritiene importante l’uso di strumenti capaci di combinare le opportunità del Web, uno dei perni della “new economy”, con quelle intramontabili dei sistemi informativi “old economy” basati su supporti informativi fisici (carta stampata, prodotti tipografici ecc.). WebCard come quelle promosse dal programma Retipolivalenti.it hanno questa capacità, ottimizzando la combinazione di elementi che facilitano l’accesso al Web (indirizzi Web rapidamente copiabili, codici QR per l’accesso immediato con smartphone, parole-chiave specifiche). In più hanno la possibilità di proporsi in forma moltiplicativa, affiancando graficamente più riferimenti (come nell’esempio precedente) o utilizzando il fronte-retro per fornire insieme due accessi al Web complementari. Nei punti seguenti si presentano le realizzazioni (microportali ed in due casi webcard) effettuate per i luoghi-nodi della ricerca. Sono state a tal fine utilizzate differenti soluzioni, al fine di verificare vantaggi e svantaggi di differenti alternative. 3.3 Micro-portali per la qualificazione dei luoghi Si è confermata l’importanza di un approfondimento del rapporto tra luoghi ed informazione relativa sul Web, nella prospettiva di un miglioramento della percezione delle qualità e criticità dei luoghi stessi da parte delle comunità locali e dei fruitori esterni. Le informazioni significative per un luogo sono molteplici, e riguardano le sue valenze, criticità attuali e rischi potenziali, i servizi e le opportunità che offrono a chi vi risiede ed al visitatore, la sua storia, il vissuto della comunità locale. I luoghi effettivamente o potenzialmente rilevanti in Italia sono moltissimi, di differente scala (puntuale, locale, sovralocale), e di differente natura territoriale (luoghi fisici, Comuni, Parchi e Riserve ecc.). Per molti di essi le informazioni già presenti sul Web sono moltissime, spesso (ad esempio per le emergenze architettoniche o i punti di grande richiamo turistico) pletoriche e ripetitive. C’è la convinzione che sul Web ci sia già tutto, basta saperlo trovare, ma non è vero. Soprattutto per luoghi minori, spesso le informazioni sono trascurabili e non utili. Si impone il tema dell’urgenza di un riordino dell’informazione sul web relativa ai luoghi, sia per la qualificazione dei casi in cui essa è ridondante e disordinata, sia per quelli in cui essa è inesistente o insufficiente. In tale prospettiva è importante disporre di un format efficace per raccogliere le molte informazioni rilevanti per il luogo ed organizzarle sul Web in modo coerente e confrontabile. E’ anche ormai indispensabile, se si vogliono raggiungere obiettivi di effettiva diffusione, che le pagine Web associate siano efficacemente utilizzabili anche attraverso Internet Mobile (smartphone, tablet). Attraverso il programma Retipolivalenti.it ed il suo sito www.retipolivalenti.it si sta mettendo a punto e un format coerente del tipo indicato, e questa ricerca ha consentito sperimentazioni e passi avanti in questa direzione. In pratica, si utilizzano due livelli attuativi dei microportali, con possibili soluzioni intermedie e livelli successivi di approfondimento ove ritenuti necessari: Livello 1 (di avviamento), microportale molto semplificato, in cui indicare pochi riferimenti principali che consentano al fruitore di arrivare immediatamente ad informazioni utili, tipicamente: una frase introduttiva descrittiva (tendenzialmente sotto i 140 caratteri in modo da poter essere rilanciata da Twitter; il riferimento mediante pulsante standard su Google Map; i link ai principali siti che toccano il luogo: quello del Comune di appartenenza, quello su Wikipedia se presente, altri disponibili; il sistema prioritario di relazioni, comprensivo di altri nodi del sistema e/o di indicazioni descrittive. Livello 2 (informazioni articolate su aspetti standard) : Il format attualmente definito prevede 12 aspetti principali attorno a cui selezionare ed organizzare informazioni prioritarie. Gli aspetti di interesse relativi ad un luogo comprendono le novità (appuntamenti, iniziative in corso, messaggi prioritari) che lo riguardano, poche frasi distillate che ne sintetizzino l’identità specifica (l’anima, il genius loci, i significati associati al paesaggio), i servizi essenziali che possono essere cercati in qualsiasi momento (ad esempio le farmacie aperte nelle vicinanze), i percorsi collegati (per arrivare o per attraversarlo), i punti a cui far riferimento per mangiare e dormire, i valori architettonici ed artistici presenti, gli elementi 22 di interesse prioritario per quanto riguarda natura ed ambiente, i prodotti locali e le attività umane che vi si svolgono, gli aspetti importanti della storia locale, i riferimenti per quanto riguarda le istituzioni ed i soggetti collettivi che rappresentano la comunità locale, le relazioni con altri luoghi, gli elementi che impongono maggior attenzione. Il box seguente mostra il quadro complessivo di tali aspetti, abbinati a icone che ne richiamino graficamente il contenuto. Gli aspetti diventano capitoletti all’interno di un microportale sul web, che potrà diventare un sito Internet autonomo o intanto essere ospitato in un contenitore con funzione di nursery, il sito di Retipolivalenti.it. EVIDENZE & APPUNTAMENTI AMBIENTE e NATURA L’ANIMA DEL LUOGO PRODOTTI e ATTIVITA’ LOCALI SERVIZI STORIA LOCALE PERCORSI & LUOGHI COMUNITA’ & ISTITUZIONI CIBO E RISTORO RELAZIONI ARTE e CULTURA ATTENZIONI Fig.11 – Chiavi primarie per l’organizzazione delle informazioni sul Web relative ai luoghi E’ evidente che l’obiettivo non può essere l’esaustività delle informazione (il risultato sarebbe illeggibile per le sue dimensioni eccessive) quanto piuttosto la selezione di poche informazioni ma significative, in grado di rimanere uno strumento utilizzabile anche da un utente distratto e frettoloso come quello in movimento che guarda sul piccolo schermo di uno smartphone. Sarà il sistema dei link interni che consentirà gli approfondimenti necessari, ove previsti o richiesti. La ricerca ha applicato il format di ivello 2 ad alcuni microportali sperimentali di nodi del progetto (Mezzanino, Alberelle, Varzi, San Michele a Pavia). Sono stati a tal fine sperimentati diversi mix e differenti sequenze rispetto al set dei 12 aspetti. Si prevede la prosecuzione di tali sperimentazioni, con la consapevolezza che la soluzione non sarà quella di un format perfetto e identico per tutti i casi, quanto piuttosto quella di un set di aspetti ricorrenti potenziali, rispetto a cui scegliere il mix più adatto a seconda dei casi specifici.. Per gli altri nodi sono state utilizzate soluzioni di Livello 1, o intermedie (come nel caso del SIC di Vaccarizza). Riassunto delle indicazioni dai microportali messi a punto per la ricerca. Vedi Appendice per i contenuti completi Mezzanino Il microportale di Mezzanino è stato l’occasione per sperimentare, attraverso una serie di prove preliminari, il format discusso al punto 3.2. L’obiettivo di una facile leggibilità delle informazioni da smartphone è stato raggiunto con un sistema iniziale di pulsanti ben visibili che rimandano alle varie sezioni previste (evidenze e appuntamenti, l’anima del luogo, servizi ecc.); ogni sezione ha poi alla fine un pulsante di ritorno all’indice. Si sono prodotti alcuni pulsanti specifici replicabili, per alcune informazioni teoricamente presenti e di interesse in tutti i micrositi : la mappa da Google Maps, il Meteo, le Farmacie aperte. L’uso del pulsante blu con freccia è stato generalizzato per meglio evidenziare e staccare i link utilizzati. Un elemento da considerare è la quantità di immagini e la loro disposizione. Si è reputato che una soluzione adottabile possa essere quella di prevedere la visione immediata di un numero limitato di immagini, e di creare gallerie esterne collegabili. L’uso delle immagini ha un ruolo primario per accompagnare la sezione sull’anima dei luoghi, e quelle che ne rappresentano direttamente la fisicità (natura ed ambiente, arte e cultura). 23 Il caso è servito anche per sperimentare la realizzazione di una webcard di piccolo formato (vedi figura sottostante), un vero e proprio “biglietto da visita” del luogo riproducibile e diffondibile in numeri elevati a costo minimo. Fig.12 – Prime prove di WebCard collegate al microportale di Mezzanino Bosco di Alberelle Lo sviluppo del microportale di Alberelle ha consentito di affrontare il caso di un nodo compreso all’interno di un altro nodo già esistente della rete (Mezzanino). La soluzione più semplice (quella adottata) è in questo caso quello del rimando delle sezioni non caratterizzanti (es. Servizi, Comunità e istituzioni ecc.) al microportale del luogo che comprende il nodo. Si evidenzia anche il ruolo del luogo come nodo di un corridoio primario della rete ecologica regionale. E’ stata in questo caso sperimentata la realizzazione di una Webcard bifacciale formato tessera, nell’ottica di una promozione reciproca contestuale di due realtà locali (in questo caso Mezzanino e Alberelle; nella figura sotto i due lati fronte e retro della webcard). Fig.13 – Prime prove di WebCard bifacciale che combina il microportale di Mezzanino e quello di Alberelle Varzi Nel caso del microportale di Varzi ci è posti il problema della formulazione ottimale dell’indirizzo internet (URL). Pur mantenendo la struttura di base che prevede le lettere del sito ospite (retipolivalenti.it), seguito dalla combinazione tra l’iniziale costante “mp” (microportale) ed un identificativo numerico (un numero della serie 1700), in questo caso si è anche aggiunto il nome specifico del luogo (-varzi). Il non uso del suffisso nominativo negli altri casi era motivato dall’opportunità di mantenere l’URL più breve possibile, per migliorare la lettura dei codici QR. In realtà l’aggiunta del nome non ha prodotto apprezzabili modifiche dell’usabilità. Nella sezione finale Attenzioni si è provato, dimostrandone la fattibilità, ad inserire un collegamento diretto con il profilo delle ricerche del pubblico secondo Google Trends nell’ultimo anni; va ricordato peraltro che tale operazione è fattibile solo da chi possiede un account gmail. 24 San Michele e corso Garibaldi Il caso in oggetto è quello della compresenza di un’eccellenza architettonica e di una realtà rionale spazialmente vicina con proprie valenze specifiche. Tale situazione ha comportato problemi di scelta del set minimo di informazioni riconducibili alle esigenze di rappresentatività e sinteticità. Si evidenzia anche un ruolo significativo del luogo, in prospettiva, come nodo di un percorso primario (la Via Francigena) oltre che di cluster cittadini. SIC di Vaccarizza Mentre nei casi precedenti si è sperimentato il formati standard di 12 sezioni che in qualche modo vogliono rappresentare il complesso delle valenze dei luoghi, in questo e nei prossimi casi si è sviluppato un concetto di microportale più libero e semplificato. Si è provata la soluzione tradizionale che prevede una breve descrizione predisposta ad hoc, nell’ottica di un possibile visitatore già orientato nei suoi interessi in questo caso di tipo naturalistico, con un numero minimo di link a riferimenti esistenti. Nell’ottica di un sistema multiscalare integrato di luoghi ricondicibili alla rete fornita dalla cornice Retipolivaenti.it, rimane opportuno mantenere il punto del format sulle relazioni con altri nodi spazialmente collegabili per vicinanza o condivisione di caratteristiche. Po della Becca Nel caso del Po della Becca e nei seguenti la soluzione adottata è quella di un’estrazione dal web di pochi riferimenti particolarmente significativi, opportunamente diversificati sotto il profilo grafico (qui in modo del tutto preliminare). I riferimenti possono essere di diverso tipo, come nella selezione effettuata, sia classici (ad esempio quando esiste una pagina dedicata di Wilipedia), o atipici ma interessanti (come il video di YouTube). Come nel caso precedente, rimane opportuno mantenere il punto del format sulle relazioni con altri nodi di Retipolivalenti.it spazialmente collegabili per vicinanza o condivisione di caratteristiche. San Lanfranco Il caso di San Lanfranco è quello di uno specifico valore architettonico, per il quale il microportale consiste nel semplice affiancamento di riferimenti a pagine web già esistenti che descrivono il monumento stesso. Platano di Scopoli Il caso del platano di Scopoli è simile al precedente, sia pure con maggiori problemi nel reperire pagine web direttamente linkabili che lo rappresentino in modo sufficiente. Pavia Se il Platano di Scopoli (caso precedente) dimostra l’applicabilità dell’approccio di Retipolivalenti.it anche su valori locali puntiformi, il caso di Pavia è più complesso: pur non essendo una città di medio-piccole dimensioni, comprende al suo interno numeri molto elevati di luoghi notevoli e di valenze associate. Il lavoro di organizzazione e di sintesi delle informazioni diventa abbastanza complicato, tale da richiedere un vero e proprio portale specifico pensato ex novo, eventualmente associato ad una app che ne consenta la lettura anche da Internet Mobile. In casi simili, l’approccio qui usato suggerisce un microportale molto semplice di primo livello (di innesco), che funzioni come snodo verso pochi principali siti di riferimento (o verso il meta-portale e la app specifici se esistenti). Per contro, diventa importante attivare cluster di nodi interni locali favorendo soluzioni bottom-up, che partano dall’effettivo riconoscimento di valenze locali condivise da parte di soggetti (cittadini, botteghe, studi, aziende, associazioni) che vivono realmente i luoghi in questione come residenti, o come luoghi di lavoro, o come vetrine offerte ai passanti di propri prodotti. Pavia Ovest Per certi aspetti il caso più difficile tra quelli considerati è quello di Pavia Ovest, realtà territoriale senza una chiara identità collettivamente riconosciuta (siamo alla periferia di Pavia) e senza specifici efficaci riferimenti già esistenti sul web. In una realtà di questo tipo è probabilmente ancora più importante cercare e condividere elementi di identità locale, per evitare processi di straniazione dei cittadini rispetto a spazi abitati che potrebbero configurano come “non luoghi”. Operazioni di questo tipo non possono però essere fatte neppure a livello preliminare solo da tecnici esterni, e richiedono sin dall’inizio il coinvolgimento di cittadini che vivono tali spazi in modo quotidiano. 25 4. Un Focus: il cluster della Becca 4.1 Un sotto-progetto Sulla base dei punti precedenti, si è iniziato a pensare a quali potrebbero essere contenuti di azioni con obiettivi specifici di miglioramento di realtà locale. Si è predisposto a tal fine, come primo focus in proposito, il progetto “Vulnerabilità e resilienza al ponte della Becca a dintorni”. Traendo origine dall’attività di una delle sue associate (AAA), esso ha potuto anche diventare una proposta della FAST (Federazione delle Associazioni Scientifiche e Tecniche) ai fini del bando Cariplo 2014 “Comunità resilienti”. Il progetto potrebbe dare un aiuto nel rendere meno gravi i rischi di eventi idrologici eccezionali aumentando la consapevolezza su di essi delle comunità locali, partendo da quella in Comune di Mezzanino (la più esposta). Potrebbero essere favoriyi comportamenti resilienti, capaci di rispondere nel modo più efficace ai momenti di impatto quando verrà il momento. Per far questo, seguendo l’approccio presentato in precedenza, si prevede l’adattamento di strumenti ICT della new economy combinandoli con azioni e strumenti più tradizionali. L’obiettivo di fondo sarà quello di favorire una rete delle reti, fisicamente multiscalare e polivalente, in cui la comunità locale riesce a interagire con la rete multiscalare delle istituzioni, con la comunità sovralocale tecnico-scientifica, con le reti ecologiche che attraversano il territorio Oggetto dell’approfondimento è stato il cluster di nodi locali della ricerca, all’interno del pool iniziale, che potessero essere considerati reciprocamente legati da caratteristiche e finalità convergenti. Il cluster ha considerato il sottoinsieme dei nodi vicini al ponte della Becca: Mezzanino Po; Alberelle di Mezzanino; Po della Becca; SIC di Vaccarizza. Come caratteristica trasversale comune caratterizzante, oltre alla vicinanza fisica dei nodi, è stata individuata quella dell’esposizione a rischi idraulici futuri collegati alle condizioni idrauliche in caso di eventi meteoclimatici futuri eccezionali. Come conseguente obiettivo comune di approfondimento è stata individuata la resilienza dell’ambito eco-territoriale e le possibilità di un suo incremento. Tale obiettivo si configura come un possibile progetto “Vulnerabilità e resilienza al ponte della Becca a dintorni” da implementare con risorse cercate ad hoc. Il progetto si propone quindi, attraverso un caso locale specifico, la messa a sistema di azioni complementari di natura sociale, digitale e materiale per migliorare la resilienza della comunità locale, ovvero la sua capacità di rispondere efficacemente i seguenti rischi ed impatti negativi: i rischi alluvionali legati ai cambiamenti macro-climatici, essendo la zona posta alla confluenza tra i due maggiori fiumi italiani per portata, il Po ed il Ticino, l’incremento dei rischi alluvionali deve poter essere conosciuto e contrastato a livello locale; l’aumento dei danni potenziali conseguenti ai rischi precedenti che si ha in presenza di fattori di frammentazione ecologica, di frammentazione sociale, degli effetti perversi dati dalla loro combinazione. Il progetto ha in definitiva come oggetto lo sviluppo di un prototipo di rete di nodi in cui si incontrano domanda ed offerta di informazioni necessarie a modelli di sviluppo sostenibile a livello locale. Si prevede l’espansione di alcuni di questi nodi territorialmente collegati sui temi della resilienza e dell’adattamento ai cambiamenti climatici. Si sviluppa nell’ambito delle operazioni di relazionamento ecosociale promosse con la rivista Valutazione Ambientale e con il sito www.retipolivalenti.it. Il progetto persegue il rafforzamento della capacità delle popolazioni locali di affrontare i futuri rischi da piene eccezionali attraverso una serie di azioni che comprendono il miglioramento dei livelli di consapevolezza, la fornitura di strumenti per migliorare i flussi di informazione nelle fasi di allarme, l'innesco di un miglioramento delle dotazioni locali di materiali di risposte, l'attivazione di azioni pilota. su un caso emblematico, il consolidamento dei risultati combinando il livello locale con quello sovralocale. 26 4.2 Valenze e fattori di rischio associati ai luoghi Il progetto investe un’area idealmente inseribile entro un raggio di 3 km dal Ponte della Becca. Sono interessati 2 Comuni di cui Mezzanino anche con il suo centro abitato principale e Linarolo con le frazioni di Vaccarizza e San Leonardo. Sono comprese anche aree rurali del Comune di Travacò Siccomario. Il Ponte della Becca si colloca alla confluenza tra Po e Ticino, i due maggiori fiumi italiani per portata. Il progetto sviluppa i seguenti nodi locali interconnessi, che fanno parte del set di quelli considerati dalla ricerca di cui al punto precedenti: Ponte della Becca; è il fuoco dell’area considerata; la sua multiterritorialità (appartiene a due Comuni) lo rende il simbolo ideale per affrontare problemi come quelli legati alle acque che non riconoscono i confini amministrativi; il ponte, posto esattamente alla confluenza tra i fiumi Po e Ticino, collega l’Oltrepò Pavese appenninico con la grande pianura padana del nord. I luoghi sono storicamente terra di passaggio, ma anche un ganglio importante delle reti ecologiche e sociali lombarde. In passato le comunità locali hanno vissuto con i fiumi e combattuto contro le loro piene. Oggi i grandi argini costruiti dopo la disastrosa alluvione del 1951 danno un’apparente sicurezza e le sapienze della gente accumulata nei secoli nella convivenza con i fiumi rischiano di scomparire con il passaggio delle generazioni. Proprio nella fase in cui i cambiamenti climatici in atto rendono i rischi da calamità naturale più gravi e subdoli, meno prevedibili. Mezzanino; i soggetti istituzionali, i Comuni a livello locale, sono peraltro parte irrinunciabile di un processo di resilienza integrato; pur riguardando l’area più Comuni, quello di Mezzanino può essere considerato quello investito in modo prioritario dai rischi considerati, pertanto il primo da affrontare da parte del progetto; Garzaia di Vaccarizza, in Comune di Llinarolo; si tratta di un SIC (“Boschi di Vaccarizza”, Sito di Importanza Comunitaria) che costituisce nodo importantissimo nella rete ecologica regionale, ancorchè poco conosciuto dalla comunità locali; il suo inserimento nel progetto si motiva anche con la necessità di fortificare le reti ecosociali in obiettivo attraverso la consapevolezza dei valori ambientali presenti sul territorio; Bosco di Alberelle, in Comune di Mezzanino; si tratta di un luogo emblematico, come illustrato più aventi, per l’intreccio tra fattori ambientali e umani, tra spetti storici e di ciò che avverrà in futuro. Box 1 – Elementi generali alla base del progetto Il territorio considerato dal progetto e la localizzazione dei 4 nodi della rete eco-sociale multiscalare 27 I fattori primari di rischio considerati derivano dalla forte dinamicità delle relazioni tra terre e acque intrinseca nella natura dei luoghi, fortemente interessati nei secolo passati da eventi alluvionali e dell’evoluzione del corso dei fiumi Po e foce Ticino. A fianco: due siti della ricerca (A:Alberelle e B: ponte della Becca in due momenti storici successivi). Il territorio alla confluenza Po-Ticino è stata nei secoli una «terra di mezzo» plastica, adattativa, che ha dovuto attrezzarsi per le continue minacce e modifiche provocate dagli umori delle acque. Le consapevolezze ed i saperi sviluppati dalle popolazioni locali si stanno perdendo, a fronte di aumenti dei rischi macro-climatici e idraulici da meglio comprendere e governare. i franchi arginali attuali. Dopo la piena del 1951 i sistemi arginali del Po hanno difeso gli abitati, ma i cambiamenti climatici in corso comporteranno prevedibilmente nei prossimi anni maggiori rischi connessi a piene eccezionali, che potrebbero superare Golene inondate nel corso di una piena. Il Po è un organismo vivo che respira con le sue piene, in passato catastrofiche ma anche generatrici di terre fertili e di valori ambientali. Lo è ancora oggi, anche dopo la costruzione degli argini. Mezzanino deve a lui la sua storia. Le popolazioni locali hanno convissuto da sempre con questo tipo di rischi e nei secoli avevano sviluppato comportamenti resilienti (di difesa e recupero), sapienze che si stanno perdendo con la progressiva scomparsa delle vecchie generazioni. In realtà le consapevolezze sulle valenze e criticità ambientali locali si riducono progressivamente. Ad esempio non sono conosciute dalle nuove generazioni, se non in modo occasionale, realtà come il Sito di Importanza Comunitaria “Boschi di Vaccarizza” o antichi nuclei abitati ormai in rovina come quello di Alberelle vicino alla confluenza dello Scuropasso nel Po, nonostante la recente e importante azione di rinaturazione effettuata in quel luogo dal Parco del Ticino. 28 La riduzione delle sapienze e delle consapevolezze sull’ambiente locale contribuisce ad una più complessiva perdita delle identità del territorio e di capacità di risposta alle minacce all'ambiente, spesso rimosse. Da ricordare anche che il ponte della Becca ha subito in anni recenti lesioni condizionando in modo permanente il traffico, a causa dell'abbassamento dell’alveo del Po. I problemi di percorribilità aumentano durante le piene del fiume. Il venir meno di un soggetto come la Provincia di coordinamento locale in tema di Protezione Civile potrà comportare problemi in caso di crisi idroclimatica; la presenza di un soggetto istituzionale sovralocale come il Parco del Ticino è un'opportunità positiva. Possono agire negativamente il gap generazionale e quello tecnologico tra i diversi settori della popolazione, su questi aspetti possono influire positivamente le nuove opportunità offerte da Internet Mobile. Il progetto ha tradotto i punti precedenti in obiettivi ed azioni Altri fattori presenti sui luoghi possono influire (positivamente o negativamente) sulla realizzazione dei cambiamenti necessari o opportuni. Il gap tecnologico e generazionale. Le modalità di scambio delle informazioni avviene ormai in modo sempre più distaccato tra le vecchie generazioni (detentrici di saperi ed esperienze non fissate e sempre meno riconosciute) e le nuove generazioni per le quali il Web diventa la forma primaria di informazione e di rapporto con il contesto esterno. L’appannamento dei fattori di identità. Essendo “terre di mezzo” tra terra ed acqua, quelle in oggetto rischiano più di altre di veder sbiadire i propri fattori di identità se non ben riconosciuti e valorizzati. Ciò rischia di portare ad un maggiore progressivo disinteressamento da parte dei territori più forti (come quelli attorno a Pavia o al polo di Broni-Stradella). Un indicatore al riguardo è quello delle abitazioni recentemente costruite e non ancora abitate, e dei cantieri iniziati e non terminati. Complice la crisi generale, si va verso una maggiore marginalizzazione del territorio rispetto alle prospettive di ripresa economica, accanto ad una perdita di valore delle abitazioni attuali. La sovraesposizione ai flussi trasportistici. Quelle considerate sono anche “terre di passaggio”, di ponte tra Pavese ed Oltrepò. Percorso gravato sino a tempi recenti da elevate percorrenze di massi pesanti che hanno portato al blocco del Ponte della Becca per lesioni ai suoi piloni derivate dal per sovraccarico e dalle modifiche del letto del fiume Po. Rimangono elevati rischi sul sistema trasportistico e rischi di un isolamento del territorio che potrà diventerà fortissimo. Purtroppo questo tipo di rischio si esalta nelle fasi di piena del fiume, aumentando le esigenze di risposte articolate ed efficaci. Per meglio comprendere possibili applicazioni dell’approccio può essere utile, sia pure all’attuale livello pre-progettuale, cercare di capire meglio possibili applicazioni legate ad un nodo specifico. Si è utilizzato allo scopo il caso di Alberelle. Il caso di Alberelle è un esempio emblematico di cosa possa significare il rapporto di una comunità locale con i cambiamenti dei luoghi, nel corso del tempo, determinati dal clima e dai fiumi. Sono qui plasticamente visibili i segni di un passato che non potrà ripetersi ma di cui è importante conservare la testimonianza (le rovine del vecchio borghetto) e quelli del futuri in corso di formazione (il bosco piantato dal Parco del Ticino). Nello stesso tempo esistono problemi di sicurezza e di incuria che vanno affrontati. Azioni promosse dal progetto su Alberelle potranno creare nuovi significati per i luoghi, capaci di veicolare anche i concetti complessi dell’adattamento e della transizione. Con i cambiamenti climatici in corso si aggiungono infatti aspetti che vanno oltre la resilienza-autodifesa con mezzi tradizionali da rischi storicamente conosciuti. Devono entrare in giuoco concetti e consapevolezze ancora più sofisticati, come quelli collegati al concetto di adattamento )il significato dell’adattamento è riferito al rapporto con dinamiche di mutamento, ovvero con il tempo). Un adattamento consapevole da parte di una comunità deve partire dalla presa d’atto dei mutamenti passati e dalla presa d’atto che nel futuro le condizioni ambientali saranno diverse. Si tratta di concetti complessi, che per poter essere ben comunicati e condivisi hanno bisogno di metafore forti e/o di esempi emblematici. Il raggiungimento di tali obiettivi deve però essere preceduto da un percorso valutativo collettivo in cui prendere atto dei differenti scenari possibili e delle differenti soluzioni adottabili. 29 Box 2 – Il nodo emblematico di Alberelle Alberelle è un vecchio nucleo abitato storicamente presente alla confluenza tra lo Scuropasso ed il Po. Ormai da alcuni decenni gli edifici sono stati abbandonati e sono ormai in rovina, consumati progressivamente dal tempo e dalle piene periodiche. Accanto ad esso, il Parco del Ticino ha piantato nel 2009 un nuovo bosco, che sta lentamente crescendo e che costituirà nel tempo un importante valore ecologico della zona. Quasi nessuno conosce l’esistenza del bosco in crescita. I luoghi vengono invece usati per gettarvi rifiuti. Nelle rovine, praticamente impossibili da restaurare, qualcuno occasionalmente entra e si creano problemi di sicurezza. Esiste quindi problemi da risolvere, oltre che elementi di pregio da valorizzare. 30 4.3 Azioni e risultati in obiettivo Il progetto, nella sua fase preliminare di messa a punto, prevede la seguente serie di azioni, 1) CLUSTER DI MICRO-PORTALI INTERNET SUI NODI DEL PROGETTO Lo sviluppo e l’approfondimento di spazi web unitari di informazioni sulla qualità dei luoghi e sulle iniziative locali in corso, con quelle di servizio in caso di allarme, consentirà di realizzare microportali effettivamente rispondenti agli obiettivi, e di farli meglio conoscere e diffondere i come strumento connettivo ordinario e straordinario della comunità. A tal fine quelli già predisposti come preliminari dovranno essere rivisti e perfezionati, anche sulla base di analisi ad hoc di web profiling. 2) PRODUZIONE E DISTRIBUZIONE DI WEBCARD BIFACCIALI Le WebCard dovranno poter essere utili in condizioni ordinarie, mentre dovranno consentire la raggiungibilità immediata delle informazioni critiche in caso di allarme. L’uso di dispositivi di uso corrente (gli smartphone) capaci di superare i gap generazionali e tecnologici consentirà a tutti di accedere all’iinformazione di base trasmessa dagli organi deputati. . L'aggiornamento in tempo reale delle informazioni sui microportali nei momenti di emergenza consentirà anche di superare problemi da intasamento delle linee telefoniche, migliorando così l'efficacia delle attività della Protezione Civile. 3) POTENZIAMENTO DELLA DOTAZIONE LOCALE DI RISPOSTA AI RISCHI INCREMENTALI Ancorchè in quantità inizialmente limitate, l'innesco di potenziamento delle dotazioni locali per la Protezione Civile attiverà processi di ricoscimento dei temi da parte della comunità locale e di miglioramento complessivo delle capacità di risposta in caso di calamità naturali. L’informazione su Web potrà riguardare i siti e le modalità di acquisizione di quanto necessario anche a livello individuale. 4) QUALIFICAZIONE E PROMOZIONE DEL NODO EMBLEMATICO DI ALBERELLE Il nodo di Alberelle assume un alto valore simbolico sul rapporto fortemente dinamico tra popolazioni locali ed ambiente. La sua riscoperta e valorizzazione, anche attraverso la raccolta delle testimonianze degli ultimi abitanti prima dell'abbandono, porterà ad un recupero di sapienze in via di scomparsa sulle forme di risposta alle alluvioni. Saranno da prevedere specifiche azioni che rispondano a queste esigenze. 5) INSERIMENTO DEL MUSEO DEL PO DI MEZZANINO COME NODO OPERATIVO DEL SISTEMA DI RESILIENZA Il Museo del Po di Mezzanino è attualmente sottoutilizzato rispetto ai ruoli che potrebbe assumere, penalizzato dalla carenza di risorse a disposizione delle istituzioni locali. Un suo potenziamento attraverso l'inserimento nel progetto potrà non solo produrre strumenti di immediata utilità. ma anche attivare nuove opportunità di risorsa da soggetti esterni 6) SEMINARIO NAZIONALE SUL TEMA E SUL PROGETTO Le comunità umane una volta erano resilienti o scomparivano, soprattutto in zone fisicamente plastiche come quella in oggetto. Oggi il recupero del tema della resilienza locale richiede anche un consolidamento sul piano tecnico.scientifico. Un Seminario nazionale potrà provare a farlo, aggiungendo al contempo autostima a livello locale e rafforzando i risultati raggiungibili. I risultati ottenutii avranno anche bisogno di poter essere fissati in articoli permanenti. La pubblicazione su più canali porterà ad un riconoscimento e consolidamento dei risultati stessi da parte della comunità tecnico-scientifica, per definizione sovralocale, ed a una più facile esportabilità di quelli migliori. 4.4 I soggetti interessati Il perseguimento delle finalità e delle azioni indicate nei punti precedenti comporta il coinvolgimento ed il coordinamento di molteplici soggetti. I risultati perseguiti si rivolgeranno a più destinatari in particolare i seguenti: gli abitanti del Comune di Mezzanino; 31 gli abitanti delle frazioni di Vaccarizza e S.Leonardo del Comune di Linarolo; gli enti ed i soggetti sociali presenti sul territorio dei due Comuni; gli enti coinvolti nella protezione civile; i soggetti economici della zona: ristoranti, punti-vendita lungo la ex statale Pavia-Stradella, altri; eco-turisti in senso lato (chi utilizza le rive del Po e la darsena sotto il ponte della Becca, chi percorre in bicicletta gli argini ecc.). Nella sua fase iniziale la proposta è stata portata avanti dai seguenti soggetti: la FAST (Federazione delle Associazioni Scientifiche e Tecniche), come capofila delle attività amministrative; con compiti di organizzazione e coordinamento, di advising sui risultati, di rilancio e confronto rispetto alla comunità tecnicoscientifica nazionale; il Consorzio Parco Lombardo della Valle del Ticino come partner di livello sovralocale; l’Associazione Analisti Ambientali, come sponsor tecnico, che ha avuto un ruolo anche come promotore del progetto, con compiti di realizzazione di alcune delle azioni previste; il Comune di Mezzanino, Legambiente di Pavia come soggetti interessati aderenti al progetto; si prevede la progressiva adesione di altri sociali ed economici locali L’Associazione Analisti Ambientali metterà a disposizione esperienza e know-how in materia di valutazione ambientale e reti eco-sociali e provvederà alla direzione. Ci si avvarrà di attività professionali di tipo classico e, per le parti più innovative collegate al governo dei flussi di informazione, a soggetti professionali aderenti al network di Web Profile Studio, braccio operativo di Retipolivalenti.it. Partner del lavoro saranno cercati tra associazioni e soggetti locali tra quelli più direttamente coinvolti nella promozione del territorio e nella protezione delle fasce deboli della comunità, in particolare: i centri di aggregazione sociale nel territorio di Mezzanino: la Pro Loco, l’Auser, il Centro Sociale cav. Moro; la Parrocchia di Mezzanino e quella di Linarolo; i soggetti direttamente legati al ponte della Becca: il Centro Nautico Amici del Po, i ristoranti del luogo, i proprietari delle abitazioni che si affacciano sul fiume; soggetti economici della zona: punti-vendita lungo la ex statale Pavia-Stradella, altri ristoranti ed esercizi nel territorio dei due comuni Il progetto ha inoltre le caratteristiche per interessare e coinvolgere altri soggetti istituzionali, in particolare: il Comune di Linarolo; l’Autorità di Bacino del Po; la Regione Lombardia. Il progetto dimostra di avere caratteristiche di novità dal punto di vista metodologico e strumentale, tali da interessare i seguenti soggetti tecnico-scientifici: il Dipartimento di Scienze della Terra e dell’Ambiente dell’Università di Pavia; il CATAP (Coordinamento delle Associazioni Tecnico-scientifiche per l’Ambiente ed il Paesaggio) 32 Soggetti interessati e interessabili Università di Pavia Comune di Linarolo WebProfileProject www.webprofileproject.eu Sergio Malcevschi Comune di Mezzanino [email protected] cell. 328.5979381 GARZAIA DI VACCARIZZA Centro sociale Cav.Moro Retipolivalenti.it PONTE DELLA BECCA ALBERELLE MEZZANINO Aziende del territorio Parrocchia di Mezzanono Autorità di Bacino del Po Fig.14 – Complesso dei soggetti potenzialmente interessati Oltre ai cofinanziamenti dei partner ed ai contributi potenziali sul Bando Cariplo, ulteriori fonti di finanziamento ipotizzabili nel caso di un ampliamento del progetto sono le seguenti: Bandi di Enti pubblici e Fondazioni. Gli sviluppi del progetto potranno rientrare negli obiettivi e nei contenuti di bandi successivi di altri enti pubblici o fondazioni. Comuni interessati. Ove vi siano risorse dedicabili da parte del Comuni interessati al progetto nel suo complesso, potranno essere finanziate singole voci di spesa. Nel caso di partecipazione a bandi, potranno essere messe a disposizione ore di lavoro di personale per azioni inseribili nel progetto. Regione Lombardia. I possibili sviluppi del progetto si collegano a diversi obiettivi della Regione Lombardia. Anche in questo caso possono essere verificate specifiche linee di finanziamento. Autorità di Bacino, AIPO. Alcune delle voci di spesa sono direttamente collegate ad un miglioramento del sistema di protezione civile,e potrebbero essere finanziate dalle autorità idrauliche. Eventuali interventi sperimentali di taglio dell’erba ad Alberelle, concordati con il Parco del Ticino, potrebbero almeno in parte collegarsi anche ad obiettivi di messa a punto di nuove modalità di manutenzione delle fasce laterali a corsi d’acqua. Associazioni locali. Più che di tipo economico il contributo di associazioni locali potrà tradursi in ore di persone collegate ad iniziative, eventualmente attraverso ampliamenti di iniziative già programmate. Soggetti sociali ed economici locali che si riconoscano negli obiettivi del progetto, potranno essere interessati ad una autopromozione convergente con gli obiettivi del progetto. Il supporto potrebbe in tal caso avvenire ad esempio attraverso l’acquisto di WebCard di promozione binaria (il luogo e l’azienda, o il luogo e prodotti specifici). 33 5. Conclusioni e passi successivi 5.1 Sintesi del lavoro La ricerca presentata costituisce la prima fase di un percorso volto, attraverso la combinazione efficiente di strumenti della new e della old economy, alla valorizzazione di luoghi e di qualità ad essi associate (ambiente, cultura, realtà economiche, prodotti locali). Il lavoro ha sviluppato alcune esigenze ed opportunità collegate ai flussi di informazione sul Web relativi a luoghi di interesse. Uno dei punti di partenza è stata la presa d’atto che oggi l’informazione è sempre più oceanica e sommergente, difficile da selezionare, e sempre più utilizzante i canali di Internet Mobile sui telefonini personali. Lo sviluppo della ricerca è avvenuto utilizzando come basi 10 luoghi compresi tra Pavia e le zone circostanti, considerabili peraltro come nodi di reti a diversa scala. Nello specifico sono stati sviluppati i seguenti contenuti: una focalizzazione del tema delle reti-ecosociali, da intendere come reti di valenze (ambientali, culturali, economiche) e di soggetti associati a luoghi specifici, alimentate da flussi di informazione condivisa; a tal fine ci si è posti come obiettivo l’integrazione di tre strategie: quella delle reti ecologiche polivalenti di ultima generazione, quella dellì’approccio bioregionalista alla pianificazione territoriale, quella alla base del movimento delle Transition Towns (e di altre esperienze in corso) per un aumento delle capacità di resilienza a livello locale; una traduzione operativa del riconoscimento del web come principale spazio odierno di scambio di informazioni; il modello di azione proposto non cerca di individuare in proposito un nuovo miracoloso strumento tecnologico, quanto piuttosto lo sfruttamento di nuove opportunità offerte dall’evoluzione dei comportamenti diffusi delle persone, in cui l’uso di dispositivi con Internet Mobile (smartphone) è diventato strumento ordinario nella vita quotidiana; l’identificazione di un concreto kit operativo di strumenti in grado nella loro combinazione di raggiungere gli obiettivi precedenti; il kit comprende la realizzazione di microportali web con specifici contenuti, l’utilizzo di webcard come supporti per favorire contati e scambi di informazioni a livello locale, una serie di azioni pubbliche e private per l’alimentazione di cortocircuiti virtuosi tra offerta e domanda potenziale di informazione sui luoghi; una verifica delle condizioni ed una prima applicazione degli strumenti precedenti su un set di luoghi tra loro differenti ma complementari: il Po della Becca, Mezzanino Po, il bosco di Alberelle, il SIC di Vaccarizza a Linarolo, San Michele e corso Garibaldi a Pavia, San Lanfranco a Pavia, Pavia Ovest, Pavia; i risultati, pur immediatamente utilizzabili, devono essere per definizione intesti come modificabili e potenziabili sulla base delle interazioni con i soggetti locali interessati; un primo approfondimento su un cluster di nodi precedenti (quello attorno al ponte della Becca), sulle implicazioni del modello di azione prefigurato ai fini di un miglioramento delle capacità di resilienza a livello locale. Come obiettivi complementari, da affrontare successivamente per la riuscita di quelli primari, sono individuati anche i seguenti riduzione del gap informativo tecnologico tra vecchie e nuove generazioni per l'aumento delle possibilità di successo; nuove pratiche di incontro tra iniziative locali, produzione e consumo, potenzialmente utilizzabili anche come strumento di autofinanziamento progressivo 5.2 Passi successivi In termini generali una prosecuzione del percorso richiederà le seguenti attività: un’implementazione progressiva dei microportali Web, con miglioramento dei contenuti informatici ed approfondimento di quelli informativi; il reperimento e coinvolgimento progressivo di soggetti sociali ed economici interessati a contribuire ai microportali in rete, anche in forme di promozione congiunta; 34 la verifica di opportunità esterne di finanziamento attraverso il coinvolgimento di soggetti economici interessati e la partecipazione a bandi coerenti con gli obiettivi ed i contenuti del progetto; l’eventuale attivazione di social network locali, o potenzialmente di esistenti, seguiti da soggetti collettivi coinvolti nella rete; la pubblicazione su riviste o altre forme di stampa (opuscoli, newletter dedicate) dei lavori e dei risultati dei network. Incontri e iniziative collegate. Più specificamente si reputano opportune le seguenti azioni. 1) Un perfezionamento delle soluzioni informatiche utilizzate. . Perfezionamenti sono sicuramente necessari per quanto riguarda la qualità grafica e la capacità comunicativa dei contenuti dei microportali. In una prospettiva anche ravvicinata, potranno essere sperimentati ed adottati strumenti di IOT (Internet delle cose) sempre più sofisticati, oltre il livello di base costituito dalle Webcard (che hanno comunque il merito di poter continuare a coinvolgere soggetti della old economy). Tali perfezionamenti potranno essere fatti anche sul set di nodi della ricerca qui presentata. Sarà inoltre necessario un inquadramento rispetto ai principali social network. 2) Un proseguimento dei confronti interdisciplinari avviati. Il C.A.T.A.P. (Coordinamento delle Associazioni Tecnicoscientifiche per l’Ambiente ed il Paesaggio) è in tal senso un buon ambito di riferimento. Altri ambiti possono essere quello delle associazioni ambientaliste, associazioni di categoria, reti di soggetti che si riconoscono nella green economy. 3) Lo sviluppo del modello di azione attraverso l’applicazione su cluster cittadini. I cluster di nodi attivabili all’interno di una realtà cittadina anche di moderate dimensioni, possono essere molteplici, e riguardare insiemi di luoghi notevoli (es monumenti, punti di interesse storico) spazialmente vicini, o reti di soggetti collettivi (es. associazioni,). Saranno da ricercare disponibili a promozioni locali incrociati attraverso lo strumento delle webcard bifacciali. L’utilizzo dell’approccio potrà favorire l’innesco di processi di nuove identità locali in zone periferiche, o il supporto a reti ecologiche polivalenti con componenti di simbiosi città-campagna. La prosecuzione del lavoro sul caso di Pavia sarebbe da questo punto di vista ottimale. 4) L’attivazione di micro-reti locali su protocolli di intesa coinvolgenti enti pubblici e soggetti privati e finalizzati ad un marketing territoriale condiviso. Esperienze di questo tipo sarebbero particolarmente auspicabili in realtà territoriali che si propongono come intrinsecamente di pregio, come nel caso dei Parchi. Uno schema attuativo al riguardo può essere il seguente. CORNICE DI RACCORDO DIGITALE Retipolivalenti.it Contenuti valoriali e di servizio Microportale associato LUOGO SIGNIFICATIVO Microportale di snodo MicroportalI di snodo Sito Internet attuale da promuovere ENTE TERRITORIALE Siti Internet attuali da promuovere Protocollo di intesa semplificato 35 1-2 SOGGETTI ECONOMICI e SOCIALI LOCALI Fig.15 – Schema operativo di innesco di una rete eco-sociale locale 5) Lo sviluppo del modello di azione su casi di incremento della resilienza in realtà locali. A tal fine sarebbe importante poter attuare il programma indicato nel capitolo 4 sul cluster di nodi presso il ponte della Becca, verificando le sue capacità di aumentare effettivamente le consapevolezze locali su vulnerabilità rispetto ai nuovi fattori di rischio connessi ai cambiamenti climatici. Altre esperienze di questo tipo potrebbero essere pensate a supporto di reti ecologiche locali polivalenti. 6) Verifiche dell’applicabilità del modello di azione indicato per la valorizzazione di percorsi notevoli. Relazioni preferenziali tra luoghi possono essere espresse attraverso il riconoscimento di cluster, ma anche di collane di nodi significativi appoggiati lungo percorsi o corridoi specifici. Ad esempio valenze (architetture, vedute, punti di ristoro) lungo percorsi riconosciuti e fruibili in mobilità dolce (come la Via Francigena, o le Vie del Sale storiche). Oppure punti notevoli (gangli, stepping stones) di corridoi ecologici primari riconosciuti da reti ecologiche di area vasta. 7) Verifiche dell’applicabilità del modello di azione indicato per la valorizzazione di prodotti e di settori economici con particolari caratteristiche. In particolare ci sono premesse per ritenere che possa essere facilmente applicato a prodotti direttamente associabili a luoghi specifici, come quelli eno-gastronomici. Riuscire a veicolare in modo contestuale e particolarmente efficace (pensiamo ad esempio al vino) la compresenza di qualità dei prodotti e dei luoghi di origine potrebbe costituire un asset aggiuntivo per aziende o prodotti del territorio. Un altro ambito di possibile applicazione potrebbe essere quello di cluster della green economy, per i quali la possibilità di valorizzazioni multiple di tipologie di prodotti innovativi e di singole realtà aziendali potrebbe fornire possibilità aggiuntive e sinergiche di veicolazione di determinati messaggi, anche attraverso veicoli tradizionali. 8) Lo studio dei profili stagionali di attenzione sul web per insiemi di luoghi (paesi, città, comprensori con specifica identità storica) compresi in territori vasti, possibilmente di livello regionale. Studi di questo tipo, oltre a fornire indicazioni dirette sulle gerarchie di attenzione per i luoghi e sulle motivazioni prevalenti (es. di origine locale o turistica), consentirebbero di meglio calibrare gli strumenti del modello di azione proposto, fondato sull’ottimizzazione dell’ incontro tra offerta e domanda di informazione. 9) Lo sviluppo di un network operativo multivalente in grado di attuare del modello di azione sui casi concreti. Il modello operativo prefigurato e le azioni precedenti prevedono l’intervento di una serie di figure diverse e complementari: analisi ambientali, analisti del territorio, informatici, ditte per la produzione dei supporti, educatori. L’insieme di tali figure è difficilmente riconducibile nel suo complesso ad un singolo soggetto attuatore, richiedendo al contempo un complesso lavoro di coordinamento. Potrà essere implementata la rete di soggetti che già hanno contibuito alla ricerca (istituti universitari, associazioni tecnico-scientifiche, società e studi professionisti, aziende) dei tipi precedenti che continuino a condividere le finalità del progetto complessivo di Retipolivalenti.it. 36 Appendice: Microportali preliminari N.B. I microportali seguenti riportano i contenuti al settembre 2014, e riflettono quindi i risultati della fase di sperimentazione., I contenuti dei microportali visibili su www.retipolivalenti.it saranno progressivamente differenti, diventando il risultato delle azioni di progressivo di perfezionamento indicati al precedente punto 5.2 del Rapporto. Potranno cambiare anche le URL, e quini i codici QR da associare. MEZZANINO - CONTENUTI DEL MICROPORTALE Titolo : Mezzanino sul Po URL e codice QR : http://www.retipolivalenti.it/mp1702/ MEZZANINO SUL PO: Comune in provincia di Pavia, alla confluenza tra i fiumi Po e Ticino presso il Ponte della Becca. Scoprilo e seguilo su: ♣ MEZZANINO in Wikipedia ♣ Il Comune di Mezzanino ♣ Auser dI Mezzanino ♣ Centro Sociale Cav.Moro ♣ PROLOCO di Mezzanino Trova e approfondisci I LUOGHI EVIDENZE & APPUNTAMENTI INIZIATIVE E MESSAGGI della PROLOCO di Mezzanino ,- dell’AUSER dI Mezzanino - del CENTRO SOCIALE CAV.MORO NOTIZIE NEWS dal.sito del COMUNE DI MEZZANINO MEZZANINO su La Provincia Pavese 37 - del BAR DANCING CORALLO L’ANIMA DEL LUOGO Un tranquillo paese dai grandi orizzonti, segnato dai .rapporti con il Po che ne ha determinato la nascita e la storia (si chiama Mezzanino perchè stava “nel mezzo”, un’isola tra grandi bracci del fiume). I villaggi ed i nuclei abitati (la Busca, il Tornello, il Palazzo, la Bovina, la Venesia) si intrecciano con gli argini e la campagna. Regna la calma, ma si guarda anche al futuro. . Il centro di Mezzanino. La chiesa sulla destra e sullo sfondo il Museo del Po, Ritorno a Mezzanino la sera, lungo l’argine. Campagne nelle golene del Po, viste dall’argine dopo una piena. Il fiume è sullo sfondo. In mezzo alle sue antiche divagazioni era nato Mezzanino PERCORSI & LUOGHI Foto aerea delle aree e principali localizzazioni il Tornello, la Busca, il Ponte della Becca, l’argine, lo Scuropasso, Alberelle) Un’iniziativa sospesa: la Ciclovia del Po SERVIZI Numeri utili (dal sito del Comune.di Mezzanino) CIBO & RISTORO Ristoranti di Mezzanino secondo Tripadvisor 38 Hotel e alloggi nei dintorni di Mezzanino secondo Trivago Un’iniziativa meritevole del Ristorante dell’Angelo di Mezzanino ARTE & CULTURA Un reperto antico al Museo del Po. NATURA & AMBIENTE Scuropasso d’estate. Un tratto del più importante corridoio ecologico che dal Lago Maggiore e attraverso il Ticino si ricongiunge all’Appennino Lo Scuropasso di inverno. In questi luoghi si vedono ancora le stagioni Il bosco delle Alberelle, con i ruderi del vecchio nucleo abitato. Una rinaturazione del Parco del Ticino Valutazione Ambientale Strategica del PGT di Mezzanino – Sintesi non tecnica (dal sito SIVAS della Regione Lombardia) PRODOTTI & ATTIVITA’ LOCALI 39 Imprese a Mezzanino (dal sito di MIsterimpresa) ; Aziende di Mezzanino (dal sito di Prontoimpresa) STORIA DEI LUOGHI La storia di Mezzanino (dal sito del Comune.di Mezzanino) Don Mino racconta la “Storia di Mezzanino” COMUNITA’ E ISTITUZIONI Il Comune di Mezzanino Mezzanino fa parte del Parco Lombardo della Valle del Ticino PARROCCHIA NATIVITA’ DI MARIA VERGINE. - Via Roma 1 ASSOCIAZIONI (dal sito del Comune.di Mezzanino) Auser dI Mezzanino – VIA MARCONI, 6 Centro Sociale Cav,Moro - VIA BOVINA ,1 Proloco di Mezzanino – VIA MARCONI, 6 RELAZIONI Il LUOGO è un nodo di RETIPOLIVALENTI Nodi interni : Alberelle Nodi esterni collegati : Il Po della Becca , Il SIC di Vaccarizza ATTENZIONI MEZZANINO, come tutti i territori del giorno d’oggi, soffre la crisi del vecchio modello socio-economico e punta a nuove forme di sviluppo sostenibile. Dal punto di vista ambientale, le maggiori attenzioni sono per il fiume Po ed i suoi possibili cambi di umore. Nella comunità si stanno valutando nuove forme di resilienza, ovvero possibili migliori risposte ai rischi ed alle opportunità prodotte dai grandi cambiamenti in corso,. BOSCO DI ALBERELLE - CONTENUTI DEL MICROPORTALE Titolo : Bosco di Alberelle URL e codice QR : http://www.retipolivalenti.it/mp1705/ BOSCO DI ALBERELLE : un grande giovane bosco naturale piantato dal Parco del Ticino sta crescendo ad Alberelle, un vecchio magazzino del sale in rovina, in Comune di Mezzanino (PV), di fianco al torrente Scuropasso prima della sua foce nel Po. . 40 GALLERIE DI IMMAGINI I Luoghi Il Vecchio Magazzino del Sale Il Bosco che cresce Mappe (Passato e Presente) Alcuni Problemi EVIDENZE & APPUNTAMENTI Vai ad EVIDENZE & APPUNTAMENTI di MEZZANINO L’ANIMA DEL LUOGO Le rovine del Magazzino del Sale in mezzo al nuovo bosco naturale che cresce hanno il loro fascino, e ci danno il segno del tempo e del continuo mutamento delle cose. Fino a 50 anni fa qui vivevano persone che lottavano contro le piene del Po. Tra 20 anni il bosco del Parco sarà cresciuto e ci saranno ombra, funghi, animali, ricordi. Alberelle d’inverno, con i ruderi del Magazzino del Sale sullo sfondo e il nuovo bosco del Parco del Ticino in primo piano La facciata del vecchio Magazzino del Sale di Alberelle, un tempo vicino alla riva del Po ed ormai distante chilometri PERCORSI & LUOGHI SERVIZI Vai ai SERVIZI di MEZZANINO 41 CIBO & RISTORO Vai a CIBO & RISTORO di MEZZANINO A 200 m da Alberelle, appena al di là dall’argine, c’è l’agriturismo della CASCINA VENESIA ARTE & CULTURA Vai ad ARTE & CULTURA di MEZZANINO NATURA & AMBIENTE Il nuovo bosco di Alberelle si trova immerso in un tipico paesaggio rurale padano, a stretto contatto con l’alveo del torrente Scuropasso affluente del vicino fiume Po. Nelle aree attorno predominano le colture specializzate a seminativi (grano, mais) e i pioppeti, ma è possibile anche osservare le tipiche cascine padane, sede operativa delle aziende agricole. Il nodo si trova all’incrocio di due importantissimi corridoi ecologici del Nord Italia: quello in direzione ovest-est che accompagna il fiume Po, e quello in direzione Nord-Sud che parte dalla Svizzera e, attraverso i boschi del Ticino, continua lungo lo Scuropasso arrivando agli Appennini. Il Torrente Scuropasso che attraverso il nuovo bosco ed affianca i ruderi del vecchio abitato di Alberelle PRODOTTI & ATTIVITA’ LOCALI Vai a PRODOTTI & ATTIVITA’ LOCALI di MEZZANINO STORIA DEI LUOGHI Vai alla STORIA LOCALE di MEZZANINO COMUNITA’ E ISTITUZIONI Vai a COMUNITA’ & ISTITUZIONI di MEZZANINO RELAZIONI Il LUOGO è un nodo di RETIPOLIVALENTI Nodi di appartenenza : Mezzanino Nodi esterni collegati : Po della Becca ATTENZIONI 42 , Ad ALBERELLE ci sono problemi che richiedono una soluzione: Quasi nessuno conosce l’esistenza del bosco in crescita. I luoghi vengono invece usati per portarvi rifiuti. Nelle rovine, praticamente impossibili da restaurare, qualcuno occasionalmente entra e si creano problemi di sicurezza. Esistono quindi problemi da risolvere, oltre che elementi di pregio da valorizzare. VARZI URL e codice QR : - CONTENUTI DEL MICROPORTALE Titolo : Varzi in Oltrepò http://www.retipolivalenti.it/mp1701-varzi/ VARZI IN OLTREPO’ (PV). Borgo al centro della valle Staffora. Conserva un bel CENTRO STORICO e si produce un OTTIMO SALAME. Scopri e segui su: ♣ Varzi in Wikipedia ♣ Il Comune ♣ Associazione VarziViva ♣ Nuova Pro Loco Trova e approfondisci GALLERIE DI IMMAGINI : dal sito di Varziviva , dal sito del Comune EVIDENZE & APPUNTAMENTI INIZIATIVE E MESSAGGI Manifestazioni (dal sito di Varziviva) Eventi (da Virgilio.it) della Proloco di Varzi- – Altre iniziative NOTIZIE News dal.sito del Comune di Varzi Varzi su La Provincia Pavese L’ANIMA DEL LUOGO Il borgo, attraversato dal torrente Staffora, sta sulla strada del Passo del Penice. Un tempo era un’importanteTAPPA DELL’ANTICA VIA DEL SALE che partiva da Genova 43 Vecchi Portici dove si ricoveravano le carovane di muli ai tempi della Via del Sale PERCORSI & LUOGHI Come arrivare a Varzi (dal sito di Varziviva) ; Come raggiungere Varzi (dal sito del Comune.di Varzi) Passeggiate ed itinerari (dal sito del Comune.di Varzi) SERVIZI Numeri utili (dal sito del Comune.di Varzi) Presidi Ospedalieri (dal sito del Comune.di Varzi) Biblioteca Comunale (dal sito del Comune.di Varzi Strutture sportive (dal sito del Comune.di Varzi) CIBO & RISTORO Ristoranti di Varzi (da Tripadvisor) Hotel e alloggi in zona e dintorni secondo Trivago ARTE & CULTURA I monumenti (dal sito di Varziviva) Varzi vista dagli artisti (dal sito di Varziviva) 44 Castello Malaspina. Secolo XIII Chiesa dei Bianchi della Confraternita del Confalone (1646) NATURA & AMBIENTE Vai a NATURA & AMBIENTE Funghi e Tartufi (dal sito del Comune.di Varzi) Il Giardino Botanico Alpino di Pietra Corva (dal sito di Varziviva) Riserva Naturale del Monte Alpe (dal sito di Varziviva) Valutazione Ambientale Strategica del PGT di Varzi – Sintesi non tecnica (dal sito SIVAS della Regione Lombardia) Il Torrente Staffora a valle del ponte PRODOTTI & ATTIVITA’ LOCALI Prodotti tipici: Il salame di Varzi. Vai al sito del Consorzio di Tutela Negozi interessanti: La Bottega del Pastaio mappa Imprese a Varzi (dal sito di MIsterimpresa) 45 ; Aziende di Varzi (dal sito del Reteimpresa) ; Varzi-Aziende (dal sito del Pagine Gialle) Il salame di Varzi, tra i rinomati d’Italia STORIA DEI LUOGHI La storia di Varzi (dal sito del Comune.di Varzi) Storia (dal sito di Varziviva) Patente (lasciapassare) dei pelligrini.. Secolo XVIII COMUNITA’ E ISTITUZIONI Vai a COMUNITA’ & ISTITUZIONI Il Comune Enti e Associazioni (dal sito del Comune.di Varzi) Associazione VarziViva Pro Loco (dal sito del Comune.di Varzi) Varzi fa parte della fascia montana della Comunità Montana Oltrepò Pavese (dal sito di Varziviva) RELAZIONI Il LUOGO è un nodo di RETIPOLIVALENTI Relazioni prioritarie di appartenenza con la Valle Staffora e con l’Oltrepò Pavese. Relazioni attraverso le eccellenze enogastronomiche : il salame di Varzi ed i vini dell’Oltrepò. Relazioni come nodo di percorsi: la Via del Sale, la greenway Milano-Varzi 46 ATTENZIONI LE ATTENZIONI PER “VARZI” SUL WEB (Ricerche in Italia nell’ultimo anno secondo Google Trends. Parole-chiave che producono distorsione: “Caterina”. Visibile solo per chi ha un account @gmail) SAN MICHELE E CORSO GARIBALDI - CONTENUTI DEL MICROPORTALE Titolo : San Michele e corso Garibaldi a Pavia URL e codice QR : http://www.retipolivalenti.it/mp1707/ SAN MICHELE E CORSO GARIBALDI A PAVIA : una eccellenza architettonica a fianco di una costellazione di botteghe diverse e ritrovi. SAN MICHELE MAGGIORE in Wikipedia . www.sanmichelepavia.it , I LUOGHI EVIDENZE & APPUNTAMENTI NOTIZIE CHIESA DI SAN MICHELE su La Provincia Pavese CORSO GARIBALDI su La Provincia Pavese L’ANIMA DEL LUOGO La vecchia Pavia longobarda trapela dai bassorilievi fantastici corrosi dal tempo della Basilica di San Michele Maggiore, a Pavia. Qui si incoronavano i re. A pochi passi corso Garibaldi è un microcosmo di negozi e botteghe in cui possiamo trovare di tutto: oggetti di pregio, abbigliamento, vecchie cornici, latterie e ristoranti etnici. 47 La facciata della Basilica di San Michele Maggiore Corso Garibaldi, a piedi nel centro storico PERCORSI & LUOGHI Visita guidata alla Basilica (dal sito SanMichelePavia.it) La via Francigena pavese SERVIZI a Pavia Numeri utili (dal sito del Comune.di Pavia) CIBO & RISTORO Ristoranti di Pavia (su Tripadvisor) Segnalabili in loco : Sangria (ristorante spagnolo, corso Garibaldi 34) Hotel a Pavia (su Trivago) , da Cesare(una storica Latteria-Gelateria, corso Garibaldi 15) – Hotel a Pavia (su Hotels.it) ARTE & CULTURA LA BASILICA DI SAN MICHELE (stralci dal sito sanmichelepavia.it) :la Facciata , i Rilievi , l’Interno , la Cripta Segni del tempo sui fregi esterni di San Michele 48 , i Capitelli , NATURA & AMBIENTE Nelle vicinanze : Il fiume Ticino e le sue passeggiate (il Lungoticino Sforza, la Pista ciclabile ), l’Orto Botanico PRODOTTI & ATTIVITA’ LOCALI Diversità e suggestioni nelle vetrine di corso Garibaldi “Corso Garibaldi ed i suoi negozi storici” (un racconto di Ambrogio Gatti Comini) STORIA DEI LUOGHI ” … una Basilica di coronazioni regali” (dal sito SanMichelePavia.it) COMUNITA’ E ISTITUZIONI Il Comune di Pavia Associazione Il Bel San Michele (piazzetta Azzani 1) Associazione Donne Contro la Violenza (corso Garibaldi 37/b) Associazione C.A.F.E. – Mercato Equo e Solidale (corso Garibaldi 22/b) RELAZIONI Il LUOGO è un nodo di RETIPOLIVALENTI Nodi di appartenenza : Pavia , Nodi esterni collegati : Il Platano di Scopoli , San Lanfranco , ECO-PELLEGRINAGGIO DI CITTA’ Da San Lanfranco a San Michele ATTENZIONI Vai ad ATTENZIONI 49 SIC DI VACCARIZZA - CONTENUTI DEL MICROPORTALE Titolo : Garzaia di Vaccarizza URL e codice QR : http://www.retipolivalenti.it/mp1709/ SIC DI VACCARIZZA : La GARZAIA DI VACCARIZZA era un importante sito di nidificazione di aironi ed altre specie della loro famiglia (gli Ardeidi). Da anni la colonia non c’è più, ma sono rimasti gli importanti boschi igrofili vicino al Po che la ospitavano, e che sono stati tutelati dalla Regione Lombardia con l’istituzione di un SIC (Sito di Importanza Comunitaria). Conoscili con il relativo Piano di Gestione del Parco del Ticino “SIC IT2080019 – Boschi di Vaccarizza”. INFORMAZIONI INTRODUTTIVE Il contesto geografico e territoriale: I boschi di Vaccarizza occupano un vecchio meandro del fiume Ticino, sito tra l’abitato di Vaccarizza e Ospedaletto. Fanno parte del territorio di competenza del Parco Lombardo della Valle del Ticino, che amministra, in qualità di ente gestore, anche l’omonima Zona di Protezione Speciale (ZPS), nonché il SIC “Boschi di Vaccarizza”. Perché visitarlo. I boschi di Vaccarizza offrono, nella stagione primaverile, un’interessante meta naturalistica a pochi passi da Pavia; la rilevanza di questo sito è elevata soprattutto per l’estensione ed il buono stato di conservazione del bosco puro di ontano nero (Alnus glutinosa), una formazione un tempo più diffusa in Pianura Padana, ma che negli ultimi secoli è stata fortemente contratta e frammentata dalle bonifiche compiute a fini agricoli, che hanno favorito la coltura di seminativi e di pioppeti razionali. Nell’ontaneta ad ontano nero è possibile osservare interessanti specie floristiche e faunistiche, di notevole interesse conservazionistico perché poco frequenti in pianura; in marzo, nel sottobosco, compaiono le precoci fioriture del Campanellino Leucojum vernum, mentre dalla metà di aprile alla metà di maggio, contemporaneamente alla fogliazione dell’ontano, il sottobosco si arricchisce delle copiose fioriture bianche del raro Campanellino estivo (Leucojum aestivum), immerse un una folta prateria umida a grandi carici. Il bosco è ospitato da numerose specie faunistiche, tra cui spiccano numerose specie di uccelli grazie anche alla vicinanza con il fiume Po (Succiacapre, Airone bianco maggiore, Tarabusino) e ben tre specie di chirotteri. Periodo consigliato. Preferibilmente da marzo a giugno; evitare i periodi più caldi dell’anno e le ore centrali delle giornate; munirsi di repellente antizanzare da maggio a settembre. Altri luoghi di interesse nelle vicinanze. :A 2,0 km, il Ponte della Becca fu costruito nel 1912 proprio sulla confluenza tra i fiumi Ticino e Po. Parzialmente distrutto a seguito di bombardamenti subiti durante la seconda guerra mondiale, fu ricostruito nel 1950; il ponte è dotato di un’armatura in ferro che lo avvolge completamente ed è lungo in totale 1,081 km. A 3,8 km, in comune di Mezzanino, il bosco delle Alberelle si trova immerso in un tipico paesaggio rurale padano, in cui predominano le colture specializzate a seminativi (grano, mais) e i pioppeti, di cui è qui visibile un progetto di rinaturalizzazione forestale realizzato dal Parco Lombardo del Ticino. Il LUOGO è un nodo di RETIPOLIVALENTI Nodi esterni collegati : Po della Becca PO DELLA BECCA - CONTENUTI DEL MICROPORTALE Titolo : Po della Becca URL e codice QR : http://www.retipolivalenti.it/mp1702/ IL PO DELLA BECCA : la confluenza tra l’azzurro Ticino ed il fiume Po, attraversata dal grande ponte in ferro Il Ponte della Becca su Wikipedia Scoprilo e seguilo su: . IL PONTE DELLA BECCA SU YOUTUBE 50 dell’inizio del ’900. Il LUOGO è un nodo di RETIPOLIVALENTI Nodi esterni collegati : Mezzanino SAN LANFRANCO , Alberelle , SIC di Vaccarizza , - CONTENUTI DEL MICROPORTALE Titolo : San Lanfranco a Pavia URL e codice QR : http://www.retipolivalenti.it/mp1703/ SAN LANFRANCO A PAVIA : Un’antica chiesa al margine ovest della città, a fianco del Ticino. Scoprila e seguila su: Chiesa di San Lanfranco (dal sito di LombardiaBeniCulturali) LA CHIESA DI SAN LANFRANCO (dal sito della parrocchia), Il LUOGO è un nodo di RETIPOLIVALENTI Nodi di appartenenza : Pavia , , Pavia Ovest ; Nodi esterni collegati : San Michele e Corso Garibaldi ECO-PELLEGRINAGGIO DI CITTA’ Da San Lanfranco a San Michele PLATANO DI SCOPOLI - CONTENUTI DEL MICROPORTALE Titolo : Il platano di Scopoli URL e codice QR : http://www.retipolivalenti.it/mp1706/ IL PLATANO DI SCOPOLI : un monumentale albero del 1778 all’Orto Botanico di Pavia. ORTO BOTANICO DI PAVIA su Wikipedia Scoprilo e seguilo su: AMICI DELL’ORTO BOTANICO Alberi monumentali adottati da Demetra Il LUOGO è un nodo di RETIPOLIVALENTI Nodi di appartenenza : Pavia , Nodi esterni collegati : San Michele e Corso Garibaldi 51 PAVIA URL e codice QR : - CONTENUTI DEL MICROPORTALE Titolo : Pavia http://www.retipolivalenti.it/mp1710/-pavia PAVIA : città di fiume e di nebbie invernali, di vita, di storia e di saperi Scoprila e seguila su: ♣ Pavia su Wikipedia ♣ PAVIA TURISMO ♣ Servizi al cittadino (dal sito del Comune di Pavia) ♣ miapavia (eventi e riferimenti) ♣ VisitPavia.com ♣ MUSEI CIVICI DI PAVIA PAVIA è un nodo di RETIPOLIVALENTI Al suo interno un arcipelago di luoghi notevoli. Il suo territorio è un nodo importante di corridoi ecologici (la valle del Ticino), di itinerari storici (la Via Francigena) e turistici, di reti economiche e sociali. Alcuni nodi interni : San Michele e corso Garialdi PAVIA OVEST URL e codice QR : , Il Platano di Scopoli , Pavia Ovest , San Lanfranco , - CONTENUTI DEL MICROPORTALE Titolo : Pavia Ovest http://www.retipolivalenti.it/mp1702/ PAVIA OVEST : il quartiere occidentale di Pavia. Con l’emergenza architettonica della chiesa di San Ticino sotto la Casa sul Fiume, i nuovi complessi universitari. Il LUOGO è un nodo di RETIPOLIVALENTI Nodi di appartenenza : Pavia Nodi interni : San Lanfranco 52 , Lanfranco, le rive sul