LICEO MARCO MINGHETTI
PIANO DELL’OFFERTA FORMATIVA A.S.2015-16
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INDICE
Presentazione
Pag. 4
A PARTE PRIMA: FINALITÀ E OBIETTIVI EDUCATIVI
A1. Descrizione dell’organigramma di funzionamento
Pag. 5
A2. Finalità e obiettivi educativi
Pag. 6
A3. Criteri generali di gestione e amministrazione
Pag. 6
A4. Obiettivi educativi
Pag. 7
A5. Azioni specifiche per il rinnovamento della didattica
Pag. 8
A6. Competenze
Pag. 9
B. PARTE SECONDA: ATTIVITA’ PER L’ATTUAZIONE DEL POF
B1. Accoglienza
Pag. 10
B2. Educazione alla salute
Pag.10
B3. Promozione della salute
Pag.10
B4. Prevenzione del disagio nella scuola
Pag. 12
B5. Educazione stradale e sicurezza nella mobilità
Pag. 12
B6. Diverse abilità, DSA e BES
Pag. 13
B7. Recupero e sostegno
Pag. 13
B8. Bisogni formativi e comunicazione alle famiglie
Pag. 14
B9. Percorso di recupero previsto per l’a.s. 2015/2016
Pag. 15
B10. Coloriture
Pag. 15
B11. Orizzontalmente nel Liceo
Pag. 15
B12. Coloriture e Orizzontalmente nel Ginnasio
Pag. 17
B13. Biblioteca
Pag. 17
B14. Laboratori
Pag. 18
B15. Viaggi d’istruzione
Pag. 18
B16. Orientamento
Pag. 19
B17. Frequenza anno scolastico all’estero
Pag. 19
B18. I consigli di classe
Pag. 20
B.19 I coordinatori di classe
Pag. 20
B20 Scelte organizzative e didattiche
Pag. 21
2
C.PARTE TERZA: CRITERI DI VERIFICA E VALUTAZIONE DEI RISULTATI
C1. Tabella docimologica generale
Pag. 22
C2. Prove di verifica e valutazione dei risultati
Pag. 23
C3. Valutazione finale
Pag. 23
C4. Autovalutazione d’Istituto
Pag. 26
C5. Prove comuni
Pag. 27
C6. Prove Invalsi
Pag. 27
C7. Gruppo di autovalutazione di Istituto
Pag. 27
3
PRESENTAZIONE
Il Piano dell’Offerta Formativa – POF - rappresenta il risultato dell’attività progettuale del Collegio dei Docenti del
Liceo Classico Statale “Marco Minghetti” di Bologna. Accanto alle scelte organizzative e didattiche già sperimentate
con successo in questi anni, sono state aggiunte attività previste dall’evoluzione normativa e dalla necessità di
rinnovare costantemente la didattica. Questa spinta all’innovazione trae origine dalle verifiche che la scuola,
autonomamente, compie sul proprio operato per migliorare la formazione degli studenti.
Adottato dal Consiglio d’Istituto, il POF si pone come strumento di orientamento per l’azione didattica dei docenti e
per la gestione organizzativa e amministrativa da parte del Dirigente Scolastico. Tutte le risorse, umane, strumentali,
finanziarie, sono chiamate a concorrere alla realizzazione del POF: infatti questo documento, nel comunicare agli
utenti le scelte strategiche fatte dalla scuola attraverso i suoi organi, si impegna anche a tradurle in azioni concrete e a
sottoporre tutte le attività della scuola – particolarmente quelle educative e didattiche – ad un continuo monitoraggio
che necessariamente coinvolge gli stessi destinatari.
Alcune scelte educative di fondo – lo stare bene a scuola, il rinnovamento della didattica, l’educazione alla
responsabilità e al rispetto dell’altro e dell’ambiente - caratterizzano da molti anni il POF del Liceo Minghetti e
restano confermate perché tratteggiano l’orizzonte complessivo entro cui si colloca l’azione professionale dei docenti.
Le attività specifiche e la struttura organizzativa che devono sostenerne la realizzazione vengono invece aggiornate
annualmente.
In questo senso, il Piano dell’Offerta Formativa si evolve di anno in anno, anche se all’interno di una dimensione
progettuale che resta orientata a favorire e promuovere la crescita di soggetti consapevoli, attraverso un approccio ed
una prospettiva del tutto peculiari: il confronto continuo tra l’universo culturale e sociale contemporaneo e la
conoscenza della tradizione classica.
Alcune informazioni riguardanti il POF del Liceo Minghetti. Il documento è diviso in tre parti:

una prima parte, che enuncia finalità e obiettivi educativi;

una seconda parte, che contiene
extracurricolari e pomeridiane;

una terza parte che sintetizza i criteri di verifica e valutazione, le attività di recupero e sostegno, i diversi
momenti del processo di monitoraggio che la scuola realizza a fini di controllo e di autovalutazione dell’azione
educativa. l
il programma di realizzazione delle attività, incluse le iniziative
Occorre infine ricordare che il POF non esaurisce la complessità dell’azione formativa ed amministrativa di
competenza delle scuola . Pertanto non è l’unico strumento di cui questa istituzione si avvale per poter funzionare
al meglio. Ci sono altri documenti ai quali si deve fare riferimento : i Regolamenti che il Consiglio d’istituto elabora e
approva, la Carta dei Servizi, il Programma Annuale che è lo strumento di pianificazione finanziaria della scuola, il
Contratto Integrativo d’Istituto che consente la valorizzazione delle risorse professionali della scuola attribuendo
incarichi specifici di coordinamento, di ricerca, di supporto e di orientamento.
Il Dirigente Scolastico
Prof. Fabio Gambetti
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A. PARTE PRIMA: FINALITA’ ED OBIETTIVI EDUCATIVI
A1. DESCRIZIONE DELL’ORGANIGRAMMA DI FUNZIONAMENTO
Le linee dell’Offerta Formativa trovano attuazione nella prassi didattica quotidiana dei docenti. Al fine di coordinare le
loro azioni esiste una serie di figure e di organi con specifici compiti e funzioni. Così il Collegio dei Docenti, il
Consiglio di Istituto e il Dirigente Scolastico, pur essendo organi equiordinati, si muovono secondo prospettive diverse,
anche se convergenti.
1.
Il Collegio dei Docenti ha la competenza esclusiva della gestione didattica della scuola. Pertanto tutto ciò
che riguarda gli aspetti tecnici dell’azione educativa, inclusi quelli organizzative e di ricerca, è soggetto all’assunzione
di decisioni da parte di tale organo.
2.
Il Consiglio di Istituto è l’organo politico della scuola e definisce gli indirizzi generali delle attività e delle
scelte di gestione e di amministrazione; è responsabile dell’adozione di tutti i documenti che regolano la vita della
scuola, nei suoi diversi aspetti.
3.
Il Dirigente Scolastico, è organo di gestione. Oltre a vigilare sulla legittimità degli atti che l’istituto elabora
in quanto pubblica amministrazione, ha poteri di coordinamento e di indirizzo finalizzati alla unitarietà di gestione e
alla qualità dell’offerta formativa. In particolare deve garantire la libertà di insegnamento, il rispetto delle scelte
educative delle famiglie, il diritto all’apprendimento degli studenti.
4.
Le Funzioni Strumentali hanno il compito di coordinare le attività afferenti a specifiche aree di intervento come accoglienza e benessere, orientamento, attività integrative e rapporti con gli studenti, innovazione della didattica –
coerenti con i principi che ispirano l’Offerta Formativa. Vengono designate dal Collegio dei Docenti e il loro lavoro si
esplica nella organizzazione delle attività approvate, al riguardo, dal Collegio e nella promozione di iniziative coerenti
con i bisogni che emergono nell’ambito dell’attività scolastica.
Nell’anno scolastico 2014/2015 sono state individuate dal Collegio dei Docenti le seguenti Funzioni strumentali per
l’attuazione del POF:
1. Funzione strumentale per l’orientamento
2. Funzione strumentale per l’educazione alla salute
3. Funzione strumentale per le coloriture e le attività integrative
4. Funzione strumentale per le nuove tecnologie
5. Funzione strumentale per la revisione del POF, l’educazione alla corresponsabilità e alla cittadinanza
5.
I Dipartimenti Disciplinari sono articolazioni del Collegio Docenti nelle quali tutti i docenti, riuniti per
materie d’insegnamento, definiscono le linee generali della programmazione nelle varie discipline, precisando gli
obiettivi e le modalità di verifica – soprattutto per quanto attiene alle prove comuni - i livelli e gli standard di
apprendimento, le griglie di valutazione. Compito dei Dipartimenti è anche quello della ricerca e della sperimentazione
finalizzata al progressivo raggiungimento degli obiettivi disciplinari, e all’ innovazione didattica.
6.
I Consigli di Classe attuano le linee educative stabilite dal POF nell’effettiva situazione delle singole classi.
Quanto viene stabilito dalle norme nazionali e recepito dagli organi della scuola dell’autonomia, diviene prassi
didattica operativa nel lavoro coordinato di un’équipe di docenti. Questi devono tenere conto di determinai livelli di
partenza e, a conclusione del percorso, valutare i livelli di conoscenze, competenze e capacità raggiunte da
studentesse e studenti. Hanno altresì il compito di rendere proficui e mantenere costanti i rapporti con le famiglie e
di promuovere la socializzazione all’interno del gruppo-classe. All’inizio dell’anno scolastico mettono a punto il Patto
formativo strutturato per finalità, obiettivi e modalità concrete.
7.
I Coordinatori di Classe organizzano il lavoro di ciascuna classe per quanto riguarda la pianificazione delle
attività curricolari (verifiche)ed extracurricolari (viaggi di istruzione e visite guidate, partecipazione delle classi a
progetti specifici.). Rappresentano il Consiglio di Classe nella comunicazione con le famiglie. Coordinano il lavoro
di tutti i docenti del Consiglio nell’osservazione della fisionomia del gruppo-classe, al fine di promuovere specifiche
azioni di intervento che si rendano necessarie.
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A2. FINALITA’ GENERALI DELLE ATTIVITÀ DEL LICEO
Il Liceo Minghetti ha confermato negli anni la sua convinzione della validità dell’indirizzo classico e, in pari tempo, ha
attuato un processo di trasformazione dei suoi percorsi formativi per adeguarli alle nuove esigenze della didattica, senza
snaturare la specificità dell’indirizzo.
Lo sbocco naturale della formazione liceale classica è rappresentato dalla formazione universitaria e dai corsi postdiploma. Questo percorso scolastico, tuttavia, si prone in primo luogo di fornire solide basi culturali e autonome
capacità di studio e di organizzazione. Pertanto, il diploma di liceo classico di per sé non preclude l’accesso a
qualunque tipo di attività formativa finalizzata anche all’inserimento nel mondo del lavoro.
L’Istituto, come luogo di cultura e di formazione
 promuove il successo formativo e il benessere scolastico di ogni studente/ssa, valorizzandone le capacità e
rispettandone la personalità;
 si propone di fornire agli/lle studenti/esse le conoscenze, competenze e abilità proprie della cultura classica,
senza trascurare quella scientifica;
 intende contribuire alla formazione dello/a studente/ssa come persona e come cittadino, facendo riferimento ai
valori e ai principi della Costituzione italiana;
 ritiene l’apprendimento un processo attivo di costruzione, in cui la relazione docente-discente diventa sinergica;
 aiuta nella ricerca e nell’acquisizione di un personale ed efficace metodo di studio, ribadendo il valore
dell’impegno scolastico quotidiano;
 pone in essere azioni tempestive per facilitare l’adempimento dell’obbligo d’istruzione, il recupero delle
carenze dell’apprendimento e l’orientamento;
 agevola l’inserimento degli/lle alunni/e diversamente abili;
 contribuisce all’integrazione interculturale;
 implementa l’acquisizione di comportamenti socialmente costruttivi e l’esercizio della cittadinanza attiva e
responsabile;
 in quanto comunità educativa, favorisce la partecipazione degli/lle studenti/sse, delle famiglie, dei docenti e di
tutto il personale ai processi decisionali.
Per le proprie attività progettuali, il Liceo è aperto al contributo delle Istituzioni, di Enti pubblici e privati e di singoli
privati.
Per quanto riguarda la realtà interna all’Istituto, tutti gli organi del Liceo considerano fondamentale il dialogo tra le
diverse componenti scolastiche.
Valorizzando al massino le proprie risorse umane ed economiche disponibili, il Liceo si propone inoltre di fornire
efficienti servizi amministrativi e un ambiente scolastico accogliente e funzionale negli spazi e nelle attrezzature.
A3. CRITERI GENERALI DI GESTIONE E AMMINISTRAZIONE
La gestione didattica, organizzativa e finanziaria nonché l’amministrazione del Liceo rispettano i seguenti criteri:
PROGETTUALITÀ: il Liceo sviluppa progetti per la realizzazione delle finalità e degli obiettivi didattici ed educativi
individuati.
FATTIBILITÀ: è svolta verifica preventiva, in itinere e consuntiva della relazione tra attività progettate e risorse
umane, materiali e finanziarie disponibili.
COMUNICAZIONE: la scuola cura e favorisce il dialogo costruttivo tra le componenti scolastiche e col territorio, al
fine di migliorare l’offerta formativa.
FLESSIBILITÀ: al centro dell’attività formativa è la persona dello/a studente/ssa con le sue esigenze, cui si cerca di
dare risposta.
EFFICACIA: l’Istituto ambisce al raggiungimento effettivo degli obiettivi educativi che si prefigge.
EFFICIENZA: il Liceo ricerca l’ottimizzazione delle risorse nel raggiungimento degli obiettivi prefissati.
RESPONSABILITÀ: si favorisce il coinvolgimento di tutte le componenti scolastiche, con l’individuazione dei compiti
e con la collaborazione dei singoli e dei gruppi.
INFORMAZIONE: si adotta, come stile di comportamento, la trasparenza nelle attività e negli atti dei singoli, delle
équipe e dell’istituzione scolastica rispetto alle componenti scolastiche e al territorio.
MONITORAGGIO: le attività poste in essere sono oggetto di monitoraggio e di rendicontazione.
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A4. OBIETTIVI EDUCATIVI
Il Liceo Minghetti, coerentemente con le esigenze di una società in rapida trasformazione e di una scuola sempre più
attenta allo studente, ha costruito, nel corso ormai di diversi anni, la propria offerta formativa attorno ai seguenti
principi ispiratori:






stare bene a scuola
rinnovamento della didattica,
educazione alla corresponsabilità, al rispetto dell’altro e al rispetto dell’ambiente,
riconoscimento delle specifiche valenze della cultura classica,
arricchimento dell’espressività comunicativa,
affinamento della sensibilità estetica.
Stare bene a scuola
Stare bene a scuola ’ significa, prima di tutto, pensare all’esperienza scolastica in termini di una prassi di lavoro che sia
sempre attenta alla personalità dello studente e alla relazione formativa. Questa prassi richiede, da un lato, adulti
interessati a rapportarsi ai giovani e a comprenderne bisogni e potenzialità; dall’altro, giovani consapevoli che il
maturare e l’apprendere implicano anche la fatica del cambiamento. ‘Stare bene a scuola ’, quindi, non vuol dire
annullare le difficoltà ma mantenere sempre centrali comunicazione e dialogo. Nel corso di questi anni, l’attenzione a
tale principio ha dato luogo a molteplici attività intese a monitorare bisogni e possibili cause di disagio dei ragazzi nei
confronti della loro crescita e del loro stare a scuola.
L’attenzione a questi aspetti ha portato alla redazione e introduzione nella programmazione dei Consigli di Classe di un
patto formativo esplicito che, condiviso da genitori, studenti e insegnanti, costituisca un documento di riferimento nel
lavoro annuale delle classi.
Rinnovamento della didattica.
Per una scuola che intende conservarsi coerente alla specificità dell’indirizzo classico soddisfacendo, nel contempo, agli
odierni bisogni formativi dello studente, la capacità di rinnovare la didattica, ovvero l’insieme delle modalità e degli
strumenti di presentazione e insegnamento della materia, è una condizione necessaria. In questa senso, la nostra scuola
s’impegna affinché le varie discipline non si esauriscano nella sola acquisizione di contenuti ma attivino nello studente
tutte quelle capacità e competenze che rendono il percorso formativo una concreta esperienza di crescita e di educazione
al quotidiano vivere comune. Prioritaria diviene pertanto, oltre alla dimensione cognitiva, anche quella sociorelazionale, indispensabile per un pieno e armonico sviluppo della personalità dello studente.
Educazione alla corresponsabilità e al rispetto dell’altro e al rispetto dell’ambiente.
L’attenzione allo studente in quanto, prima di tutto, persona che vive, negli anni dell’adolescenza, una fondamentale
esperienza di formazione non soltanto scolastica, non può prescindere dall’educazione alla responsabilità. Il valore delle
pratiche sopra enunciate deve continuamente rapportarsi, perciò, alla dimensione comunitaria in cui lo studente compie
il suo percorso. Assume, così, importanza irrinunciabile il rispetto dell’altro e dell’ambiente, sia nel senso più alto
tramandatoci dalla civiltà classica sia come pratica di convivenza civile e salvaguardia delle cose comuni che sappia
anche tradursi, sul piano individuale, nella consapevolezza delle proprie scelte e dei propri comportamenti. Anche le
attività di educazione alla sicurezza e alla salute si inseriscono in questa prospettiva.
Riconoscimento delle specifiche valenze della cultura classica
L’ analisi e il confronto di strutture linguistiche e fonti testuali, diversificate sull’asse della diacronia, costituiscono
pratiche basilari per un itinerario di studio che induce a riconoscere differenze e analogie culturali, promuovendo
un’attitudine al confronto che comporta significative ricadute nel modo di valutare anche le questioni attuali, nel
rispetto della propria individualità e delle alterità.
Arricchimento dell’espressività comunicativa
Mediante la traduzione da una lingua ad un’altra, da un codice ad un altro, lo studente si appropria di competenze
comunicative integrate e variabili in base ai diversi contesti.
Affinamento della sensibilità estetica
Lo studente viene gradualmente orientato alla scoperta e all’arricchimento della propria sensibilità estetica, affinché sia
in grado di operare, in modo autonomo, motivate distinzioni critiche.
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Si intendono realizzare questi obiettivi senza venir meno alle tradizionali finalità dell’indirizzo classico che si
definiscono nei seguenti punti:
1.
l’accesso ad un patrimonio di civiltà e tradizioni in cui si riconoscono le radici della nostra cultura, in un
rapporto di continuità e confronto critico;
2.
l’acquisizione di strumenti di analisi e di un metodo di lavoro;
3.
la realizzazione di una sintesi tra visione critica del presente e memoria storica;
4.
la capacità di riconoscere, nell’analisi dei testi come delle altre espressioni culturali, il luogo d’incontro tra la
dimensione filologico - scientifica e quella estetica;
5.
la capacità di confrontare i metodi di analisi delle scienze umane e quelli delle scienze matematiche e fisiche.
A5. AZIONI SPECIFICHE PER IL RINNOVAMENTO DELLA DIDATTICA
GLI ASSI CULTURALI
In linea con quanto indicato dalla Riforma, i singoli Dipartimenti disciplinari hanno profondamente riflettuto per
giungere poi a rielaborare l’elenco delle competenze disciplinari.
Il Liceo Minghetti risulta attualmente capofila per quanto concerne l’attività di formazione per giungere alla completa
attuazione della Riforma.
L’estensione dell’obbligo scolastico al biennio superiore (in riferimento al Decreto 22 agosto 2007) ha comportato una
nuova valorizzazione di questo ciclo di studi come la sede privilegiata per il consolidamento delle competenze di base.
La normativa articola i contenuti del sapere di base secondo quattro Assi culturali:




Linguaggi;
Matematico;
Scientifico/tecnologico;
Storico/sociale.
L’impianto metodologico che struttura l’attività didattica viene a sua volta specificato dalle otto “competenze di
cittadinanza attiva”:








Imparare a imparare;
Progettare;
Comunicare;
Collaborare e partecipare;
Agire in modo autonomo e responsabile;
Risolvere problemi;
Individuare collegamenti e relazioni;
Acquisire e interpretare l’informazione.
L’incrocio tra queste due serie di indicatori costituisce le linee guida secondo cui si articola la programmazione
dipartimentale delle classi ginnasiali relativa alle diverse discipline, che costituisce così un punto di riferimento che
permette ai diversi consigli di classe di impostare l’attività didattica in modo integrato.
Obiettivo prioritario, soprattutto nel primo anno, risulta quindi il raggiungimento da parte degli allievi di un’adeguata
padronanza degli strumenti metodologici, concettuali ed espressivi indispensabili a qualsiasi approccio consapevole agli
specifici saperi disciplinari.
Viene dedicata particolare attenzione al potenziamento delle abilità fondamentali di comprensione e comunicazione, per
avviare gli studenti a:





Acquisire consapevolmente le regole che presiedono alla comunicazione, utilizzandole opportunamente nelle
operazioni complesse di decodifica e ricodifica (da una lingua “straniera” alla lingua madre e viceversa).
Esprimere verbalmente concetti astratti.
Riconoscere e analizzare nella struttura e nel lessico testi appartenenti a tipologie differenti.
Produrre testi, scritti o orali (anche di lingua straniera), appropriati alla situazione comunicativa, scegliendo
adeguatamente il registro linguistico.
Descrivere verbalmente un’immagine, un oggetto, una situazione, un procedimento in modo pertinente e
preciso, utilizzando correttamente e consapevolmente il lessico tecnico delle specifiche discipline.
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Lo studio della grammatica è finalizzato alla comprensione del nesso fondamentale tra linguaggio verbale e attività
cognitiva; le competenze di riflessione metalinguistica attivate sull’Italiano sono giocate strategicamente come
prerequisiti cognitivi per affrontare lo studio del Latino e del Greco.

La trattazione specificamente grammaticale viene inserita in un quadro concettuale di riferimento relativo alle
caratteristiche generali del linguaggio come sistema strutturato e coerente di segni.

Ciascun argomento viene svolto in primo luogo sulla lingua italiana, in modo da essere propedeutico allo studio
del latino e greco e da costituirne una base teorica.

Viene dato largo spazio all’analisi etimologica, per favorire l’uso consapevole della lingua madre e attivare
strategie di previsione del significato dei termini delle lingue classiche.

L’attività di lettura e comprensione dei testi è vista come il punto di arrivo di operazioni complesse
(individuazione del tema centrale e delle parole chiave, individuazione delle formule di coesione testuale,
analisi della struttura sintattica, utilizzo mirato del dizionario, valutazione della coerenza globale del testo) che
verranno sperimentate in un approccio laboratoriale, per permetterne una sicura acquisizione.

L’attività di scrittura di testi di varie tipologie è, nella fase iniziale, propedeutica alle operazioni di ricodifica,
attraverso esercizi di scrittura imitativa sulla base di un modello.
Nel quadro generale della riflessione teorica sui linguaggi si inserisce anche un approccio alla matematica intesa come
linguaggio formale che permette di:




comunicare in modo sobrio e preciso;
riconoscere le regole della logica e del corretto ragionare;
tradurre dal linguaggio naturale allo schema mentale e quindi formale;
saper leggere e spiegare i modelli, matematizzare insomma la realtà esterna.
Nella scelta dei contenuti, si punta inoltre all’attivazione di percorsi interdisciplinari.
A6. COMPETENZE
L’obiettivo del rinnovamento della didattica ha comportato la necessità di rivedere le impostazioni tradizionali e di
sperimentare gradualmente processi innovativi. Negli ultimi anni la ricerca sulla didattica per competenze è stato
l’indirizzo prevalente che sì è affermato nei vari gruppi di lavoro (Collegio Docenti, Dipartimenti disciplinari,
Consigli di Classe, Commissioni per l’innovazione).
All’interno di questi gruppi si è partiti da una considerazione fondamentale: i repentini cambiamenti culturali hanno
modificato anche i bisogni formativi dei giovani. Per orientarsi, per poter scegliere, per poter valorizzare le proprie
attitudini, essi hanno bisogno non solo di imparare, ma di imparare a imparare, non solo di sapere, ma di sapersi
aggiornare, ovvero selezionare e reperire nuove informazioni e inserirle all’interno dei propri quadri di conoscenza. Per
far questo devono conoscere le strutture portanti dei saperi, sapersi orientare nelle discipline e, attraverso le discipline,
nella società.
Lo sviluppo delle competenze non è dunque un obiettivo che possa essere conseguito in una unità di apprendimento e
nemmeno in un anno scolastico: le competenze implicano la logica dell’apprendimento a spirale, ovvero sono obiettivi
ricorsivi che si sviluppano per tutto l’arco della formazione ad un livello crescente di padronanza.
Una didattica per competenze supera la divisione tra didattiche centrate sull’alunno e didattiche centrate sulle
discipline, in quanto una didattica attiva, laboratoriale, mette continuamente in gioco entrambi. Il “fare”, come
dimensione operativa dell'apprendimento, può essere a volte lo strumento di acquisizione del sapere, a volte lo
strumento di applicazione del sapere . La didattica attiva finalizzata ad un sapere operativo, in cui anche il concetto più
astratto è reso significativo all'allievo e diventa per lui risorsa permanente.
Per la progressiva realizzazione di questo importante traguardo la ricerca all’interno dell’Istituto ha portato alla
definizione di una Tabella Docimologica Generale (vedi pag. 22) in cui la valutazione finale degli apprendimenti non si
basa principalmente sulla quantificazione delle conoscenze, ma privilegia il metodo di studio acquisito, la capacità di
individuare collegamenti e relazioni e le capacità di elaborazione ed esposizione.
9
B. PARTE SECONDA - ATTIVITA’ PER L’ATTUAZIONE DEL POF
B1. ACCOGLIENZA NELLE CLASSI INIZIALI (IVE GINNASIO)
Attività d’accoglienza. Sono svolte, secondo i programmi approvati di anno in anno dal Collegio dei Docenti, durante
tutta la prima settimana delle lezioni, con il coinvolgimento di tutti gli insegnanti. Più specificamente, per le quarte
ginnasiali:
 il primo giorno di scuola, le classi incontrano il docente coordinatore e il tutor che presentano il piano delle
attività di accoglienza e informano sugli spazi e le dotazioni della scuola. Nei giorni successivi le attività
proseguono secondo il programma definito dal gruppo dei tutor;
 nel prosieguo della prima settimana, per queste classi, si procederà all’illustrazione delle normative
fondamentali che regolano la vita scolastica (Organi Collegiali, Statuto delle Studentesse e degli Studenti,
Regolamento di Istituto, regolamento delle assemblee studentesche e dell’uso dello Students’ office, attività di
recupero e sportello didattico);
Per le tutte le altre classi, i primi giorni di scuola vengono dedicati alla presentazione delle programmazioni disciplinari
e delle attività previste per l’anno scolastico. Al docente coordinatore, in particolare, spetta il compito di ricordare il
sistema di norme che regolano i diversi aspetti della vita scolastica: Statuto degli studenti e delle studentesse,
Regolamento di Istituto, Regolamento di Disciplina e Organo di Garanzia, normativa sull’attribuzione del voto
di condotta e del credito scolastico.
Nelle classi quarte ginnasiali, nei primi giorni di scuola, per quanto riguarda l’attività didattica, si somministrano test di
accertamento delle abilità e competenze per tutte le materie; i test, senza voto finale, hanno la finalità di monitorare i
livelli di partenza degli alunni e i livelli medi delle varie classi, per progettare attività didattiche mirate. I due insegnanti
di materie letterarie, ove se ne riscontri la necessità, svolgeranno attività di consolidamento e rinforzo delle competenze
grammaticali della lingua italiana, posticipando l’inizio dello svolgimento dei rispettivi programmi disciplinari.
B2. EDUCAZIONE ALLA SALUTE
Nell’ambito di questa funzione strumentale l’insegnante indicato dal Collegio si occupa della promozione della salute e
del coordinamento delle attività di prevenzione del disagio.
Operare in quest’area significa assumere come cornice di riferimento la definizione di salute dell’OMS: uno stato di
benessere psicofisico e sociale nel quale il singolo è consapevole delle proprie capacità, sa affrontare le normali
difficoltà della vita, lavora in modo utile e produttivo ed è in grado di apportare un contributo alla propria comunità.
Nel contesto scolastico, la prevenzione del disagio si attua mediante la promozione della salute, dei diritti e del senso di
appartenenza e di comunità; essa implica adoperarsi per fronteggiare situazioni di disagio a scuola, contribuendo a
migliorare le condizioni organizzative, relazionali ed educative che interessano le diverse componenti della scuola.
Nello specifico, le finalità della funzione strumentale sono:
Promuovere un ambiente sociale positivo, abilità e stili di relazione basati sul rispetto e sulla fiducia e
finalizzati a favorire benessere emotivo e a prevenire i disturbi
Potenziare le sinergie fra le componenti scolastiche (docenti, studenti, famiglie); diffondere una cultura
dell’ascolto e dell’attenzione; contribuire a sviluppare il senso di appartenenza alla comunità scolastica
Contribuire a sviluppare una cultura di prevenzione delle malattie e del disturbo psichico
Le attività previste includono:
Progettazione, attuazione e monitoraggio dei progetti di promozione della salute indicati nel POF
Coordinamento degli sportelli di ascolto tenuti da psicologi e collaborazione con i diversi soggetti che nella
scuola si occupano di prevenzione del disagio
Sportello di ascolto rivolto ai rappresentanti d’Istituto, di sezione, di classe e ai ragazzi del CIC su
problematiche legate alla promozione della salute e alla prevenzione del disagio, finalizzato a trattare situazioni
problematiche delle singole classi o relative all’Istituto.
B3. PROMOZIONE DELLA SALUTE
Classi IV ginnasio
Prevenzione dell’uso di sostanze psicoattive
Obiettivi: sensibilizzare le classi sull’abuso di sostanze, di bevande alcoliche e sul fumo di sigaretta; stimolare una
riflessione sulle dipendenze legate all'uso di internet e dei telefoni cellulari e sulla ludopatia; potenziare la capacità di
resistere alla pressione del gruppo
Modalità di realizzazione: due incontri in orario curricolare con lo psicologo esterno che collabora con la scuola e/o con
personale AUSL o operatori del Comune di Bologna (progetto Freezone)
Educazione alimentare
Obiettivi: fornire linee guida per una sana alimentazione, prevenire disturbi del comportamento alimentare
Modalità di realizzazione: due incontri in orario curricolare; il primo è condotto dall’insegnante di scienze della classe,
che fornisce nozioni su anatomia e fisiologia del corpo umano e sui principi nutritivi degli alimenti; il secondo da una
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dietologa dell’AUSL, che presenta e discute linee guida per una sana alimentazione e stili di vita salutari, o da un
medico del policlinico S. Orsola/Malpighi
Classi V ginnasio
Uno spazio per i giovani. Educazione all’affettività e alla sessualità
Obiettivi: far conoscere i servizi dell’AUSL rivolti ai giovani; prevenire condotte a rischio; coinvolgere i ragazzi sui
temi della crescita, dell’affettività e della sessualità.
Modalità di realizzazione: due incontri di due ore ciascuno in orario curricolare; il primo consiste nella visita allo
“Spazio giovani” (via S. Isaia 94/A) e nella spiegazione dei servizi offerti dal consultorio giovanile, il secondo si
svolge in classe ed è condotto dallo psicologo che collabora con la scuola.
So stare in gruppo
Si tratta di incontri, finalizzati all'instaurazione di positive dinamiche relazionali e alla prevenzione di varie modalità di
bullismo, che possono essere richiesti durante l'anno scolastico da classi dove si verificano tensioni nei rapporti fra gli
studenti. Gli incontri si svolgono con lo psicologo esterno o con la psicologa interna.
Classi I liceo
Riconoscimento delle emozioni e gestione dell’ansia
Obiettivi: rendere i ragazzi più consapevoli del loro corpo e dell’attivazione delle emozioni;
fornire strumenti di lettura dell’esperienza affettiva per integrarla armonicamente nella propria esperienza esistenziale;
sviluppare capacità di far fronte all'ansia (strategie di coping)
Modalità di realizzazione: tre incontri di un’ora ciascuno, in orario curricolare, condotti dallo psicologo che collabora
con la scuola.
Progetto Martina
Le classi prime possono aderire al progetto del Ministero dell'Istruzione, dell' Università e della Ricerca, realizzato in
collaborazione con i medici del Multidistretto Italy Lions Club, denominato Progetto Martina: parliamo ai giovani di
tumori.
Obiettivi: dare informazioni sulle neoplasie più diffuse, con particolare riguardo a quelle che possono insorgere in età
giovanile, e sulle modalità di prevenzione (dagli stili di vita alla diagnosi tempestiva e alla tutela dell'ambiente);
diffondere una cultura di prevenzione e promozione della salute.
Modalità di realizzazione
Lezioni e incontri tenuti da medici dei Lions Club con modalità interattiva. I medici parlano ai giovani di queste
tematiche delicate in modo attento a non suscitare angosce, con l'obiettivo di motivare i giovani alle azioni di
prevenzione. Gli apprendimenti degli alunni vengono monitorati mediante questionari.
Classi II liceo
Le classi seconde possono aderire ai seguenti progetti:
1. a) Educazione fra pari sulla prevenzione all'uso di sostanze psicoattive, denominato Modulo sostanze: tra
consumo e dipendenze. La metodologia prevede: l’identificazione di un insegnante referente, l’adesione della
classe e scelta di due leader fra gli alunni, la formazione dei leader in tre mattine di 4 ore ciascuna Dopo il
corso di formazione, i leader organizzano delle attività nella propria classe sui temi degli effetti e dei rischi
delle sostanze psicoattive e sui comportamenti preventivi
b) Happy Hour Alcohol Free. Incontro con medici e psicologi del policlinico S. Orsola Malpighi finalizzato a
fornire informazioni sui rischi legati all'assunzione di alcolici e a stimolare una riflessione su come divertirsi in
gruppo in modo responsabile
c) Dipendenze da alcol e gioco d’azzardo. Incontri con operatori AUSL e membri degli Alcolisti anonimi sul
tema dell'abuso di alcol e della dipendenza da gioco d’azzardo
2. Progetto Martina: parliamo ai giovani di tumori, illustrato nella sezione riguardante le prime liceo
3. Jogging nel parco
- Obiettivi: conoscenza della corsa di lunga durata (4-6 km di corsa continua a 8 km/h); mobilizzazione delle
risorse energetiche di tipo aerobico e conoscenza di sé.
- Modalità di realizzazione: uscite in un parco cittadino in orario curriculare (4/5 lezioni) e/o pomeridiano;
svolgimento di argomenti teorici sugli apparati cardiaco e respiratorio (da parte degli insegnanti di scienze) e
sui processi del metabolismo e del consumo energetico (da parte degli insegnanti di ed. fisica).
- Il progetto è predisposto nelle classi V ginnasio e I liceo attraverso la proposta della corsa a varie velocità ad
andatura costante e su un percorso di 2 km e si compie in III Liceo attraverso lo svolgimento dei suddetti
argomenti teorici.
Classi III liceo
Donazione volontaria del sangue e donazione organi e midollo osseo
Obiettivi: approfondire tematiche di educazione alla salute e alla solidarietà nell’ambito della donazione volontaria del
sangue e della donazione di organi e midollo osseo.
Modalità di realizzazione: un incontro di due ore presso il Liceo Minghetti con personale medico dell'AUSL e volontari
delle varie associazioni coinvolte nell'informativa. Durante l’incontro verranno proiettate diapositive e videocassette
sull’argomento della donazione di organi, tessuti e cellule e verranno distribuiti agli alunni fascicoli illustrativi.
Visita alla casa dei donatori di sangue dell'AVIS
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Obiettivi: approfondire tematiche di educazione alla salute e alla solidarietà nell’ambito della donazione volontaria del
sangue
Modalità di realizzazione: la visita, preceduta da lezioni dell'insegnante di scienze in classe, dura un'intera mattina; i
giovani sono accompagnati da personale medico che trasmette conoscenze sul sangue e informazioni sulla donazione.
PREVENZIONE DEL DISAGIO NELLA SCUOLA
Iniziative rivolte ai genitori
Promozione della salute e prevenzione del disagio giovanile nella scuola
Obiettivi:
 informare i genitori sui servizi che il Liceo Minghetti offre in questo ambito, presentare gli sportelli di ascolto
tenuti dalle psicologhe e dagli insegnanti all’interno del CIC
 affrontare tematiche relative alla relazione genitori – figli e al rapporto famiglie – scuola
 informarsi e confrontarsi sui temi delle dipendenze
Destinatari: genitori dei ragazzi del ginnasio e del liceo
Iniziative rivolte agli insegnanti
Su richiesta, e in base alle necessità che si presentano, attivazione di incontri condotti dalle psicologhe che operano
nella scuola su argomenti indicati dai docenti
Iniziative rivolte al personale ATA
Su richiesta del personale ATA vengono organizzati incontri sulle problematiche legate allo stress lavoro correlato,
finalizzati allo sviluppo di capacità di instaurare dinamiche di collaborazione e al potenziamento delle strategie per far
fronte alle situazioni stressanti
Sportelli di ascolto tenuti dalla dott.ssa Rosanna Presti, insegnante e psicologa
Lo spazio di ascolto ha le seguenti finalità
Per gli alunni
 promuovere le competenze cognitive, emotive e relazionali che aiutano a far fronte alle richieste quotidiane del
lavoro scolastico e all’ansia ad esso associata
 offrire supporto nelle difficoltà di apprendimento e di relazione con insegnanti e genitori
 prevenire l’abbandono scolastico

facilitare la progettualità rispetto alle scelte
Per i genitori
 favorire la comprensione delle difficoltà dei figli
 migliorare la comunicazione e il rapporto con gli insegnanti
 costruire un’alleanza educativa scuola-famiglia che possa favorire il successo formativo
Per gli insegnanti
 fornire opportunità di confronto in caso di criticità nell’ interazione con alunni e genitori
 collaborare nella mediazione con famiglie e studenti
Per il personale ATA
 prevenire i rischi legati allo stress lavoro correlato
Per fissare un appuntamento si può scrivere al seguente indirizzo di posta elettronica: [email protected]
Sportelli di ascolto tenuti dallo psicologo/a esterno/a
Lo spazio d’ascolto si rivolge a:
- studenti per affrontare difficoltà che possono riguardare il rapporto con se stessi, i rapporti con gli altri, difficoltà
scolastiche o altre situazioni che creano disagio psicologico;
- insegnanti per confrontarsi su situazioni di disagio emotivo-relazionale dell’alunno, sulla gestione di
comportamenti problematici, sulla gestione del gruppo classe, sulla relazione con i genitori, sulla segnalazione di
gruppi classe su cui attivare dei percorsi specifici;
- genitori per un supporto nella relazione con i propri figli, rispetto alle difficoltà scolastiche, il disagio emotivo o
relazionale o per un confronto sui metodi educativi;
- personale ATA per prevenire i rischi legati allo stress lavoro correlato
Le modalità per fissare gli appuntamenti vengono rese note mediante circolare all'inizio dell'anno scolastico
B5. EDUCAZIONE STRADALE E SICUREZZA NELLA MOBILITÀ
Per promuovere la sicurezza stradale e la sicurezza nella mobilità il Liceo aderisce alle tre proposte di seguito elencate.
1.Progetto di educazione stradale delle AUSL di Bologna
Giornata di educazione stradale presso la AUSL: senso civico e norma di legge in caso di guida pericolosa e incidente
stradale. Gli incontri si tengono presso la sede dell’AUSL via Gramsci 12
2. Prevenzione e Sicurezza nella mobilità e nello sport
Partecipazione all’incontro “Prevenzione e Sicurezza nella mobilità e nello sport” e allo Spettacolo teatrale della
Compagnia “Gli amici di Luca” presso il Teatro Dehon, Via Libia, 52. Attività di educazione al rispetto delle regole
nella mobilità e nello sport, a cura dell’associazione “La casa dei risvegli” .
3.Incontri con personale della Polizia Municipale di Bologna, presso l’Auditorium della scuola.
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B6. DIVERSE ABILITA’, DSA E BES
Diverse abilità
L’accoglienza di studenti con diverse abilità si attua seguendo alcune linee guida fondamentali:
1. centralità del Consiglio di Classe nella definizione e attuazione degli interventi;
2. utilizzo di metodologie innovative come il cooperaive learnig;
3. interazione costante tra gli insegnanti delle discipline curriculari e gli insegnanti di sostegno, che rivolgono la loro
attività a tutta la classe e non solo al singolo studente diversamente abile
4. Dalla stretta collaborazione tra Consiglio di Classe, famiglia ed enti esterni (ASL, Istituzioni con finalità specifiche
nel settore delle diverse abilità) viene individuato, nel corso dell’anno scolastico, un progetto educativo, specifico
per ciascuna studentessa o studente, che ha la finalità di sviluppare e potenziare le sue abilità e competenze.
DSA
In ottemperanza agli interventi normativi dedicati ai DSA, (Legge 170 dell’8 ottobre 2010 “Nuove norme in materia di
disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico” e “Linee guida per il diritto allo studio degli studenti con
difficoltà specifiche di apprendimento” del 12 luglio 2011) il liceo rivolge la propria attenzione ai disturbi specifici di
apprendimento. Per gli studenti con diagnosi di DSA sono attuati interventi dispensativi (prove più brevi o
diversamente strutturate) e compensativi nel quadro di una costante collaborazione tra scuola e famiglia.
BES
Secondo quanto previsto da normative recenti sui BES – Bisogni Educativi Speciali (direttiva ministeriale. 27/12/2012)
e la Circolare Ministeriale 6 marzo 2013 n.8) qualora si rilevi la presenza di studenti che presentano situazioni
particolari che limitano di fatto le possibilità di un adeguato inserimento nel percorso scolastico, si attivano particolari
forme di personalizzazione dell’insegnamento, di tutela delle condizioni di fragilità e di riduzione delle condizioni di
rischio.
In alcuni casi la presentazione di apposita certificazione medica consente l’attivazione dell’istruzione domiciliare. In
altre situazioni dove è necessario un intervento immediato, è previsto il ricorso al Centro Informazione e Consulenza
(CIC) o alla psicologo della scuola. In altri casi ancora l’istituto ricorre alla collaborazione con i servizi sociali o altri
enti territoriali.
La finalità generale di queste linee di azione è quella di tenere alta la sensibilità in tutte le componenti scolastiche nei
confronti di soggetti che necessitano di percorsi mirati a preparare il loro pieno inserimento nella società.
PROTOCOLLO PER SITUAZIONI DI DIVERSE ABILITA’ DSA E BES
a) Le segnalazioni di difficoltà saranno prese in carico dalla scuola solo se accompagnate da una certificazione
medica approvata dall’ASL di competenza, compilata in maniera adeguata e dettagliata in riferimento al
problema descritto.
b) La scuola si riserva di iniziare la procedura della stesura del PDP 30 giorni dopo la ricezione della relativa
certificazione. Il PDP andrà condiviso con la famiglia prima dell’approvazione definitiva.
c) La certificazione medica andrà soggetta a rivalutazione nel passaggio dal biennio al triennio e comunque prima
degli Esami di Stato.
d) La scuola, nella figura dei docenti di riferimento, si impegna ad attuare un’osservazione attenta e costante dei
ragazzi che dovessero risultare in difficoltà. Le famiglie si impegnano altresì a segnalare tempestivamente alla
scuola ogni cambiamento o modifica che dovesse verificarsi nei loro ragazzi, in modo da poter attivare
strumenti dispensativi e attuare misure compensative sempre adeguati alle reali necessità dell’alunno.
e) Affinché il PDP abbia successo pratico e duraturo si prevede la massima collaborazione da parte di tutte le
componenti coinvolte: scuola, famiglia, ASL e specialisti di riferimento.
f) per gli alunni con disabilità e DSA è necessario avviare l’ orientamento in uscita fin dal quarto anno, con un
duplice scopo: - dare la possibilità ai ragazzi in difficoltà e alle loro famiglie di riflettere e operare questa
scelta, evidentemente impegnativa, nel rispetto di tempi più dilatati, lontani dallo stress che l'ultimo anno di
scuola comporta;- ottemperare alle richieste dell’università che chiede di essere informata con largo anticipo
(appunto fin dal IV anno di liceo) sulla eventuale iscrizione di alunni certificati, in modo da poter predisporre
gli strumenti compensativi necessari ed approntare altri sussidi utili per l’integrazione.
B7. RECUPERO E SOSTEGNO
Allo scopo di prevenire l’insuccesso scolastico, le attività di sostegno/supporto, sono programmate all’interno del
consiglio di classe e possono consistere essenzialmente in:
 innovazioni metodologico-didattiche;
 innovazioni relative all’organizzazione della didattica di classe (tutoraggio da parte di studenti eccellenti,
modalità di lavoro a classi aperte, tecniche di cooperative learning);
 interventi didattici individualizzati;
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




corsi di metodologia dello studio;
diversificazione di consegne dello studio a casa;
interventi programmati per agire sulla motivazione allo studio e sull’aumento dell’autostima;
utilizzo della quota di flessibilità del 20% riguardante il monte orario del curricolo obbligatorio;
partecipazione ad iniziative di sostegno autogestite dagli studenti (studio sociale, tutoring organizzato da
studenti degli ultimi anni di corso o da associazioni di studenti universitari);
 sportello a richiesta individuale (obbligatorio se su richiesta del docente);
 miglioramento e potenziamento della comunicazione scuola/famiglia;
 trasparenza dei criteri valutativi;
 conoscenza degli obiettivi specifici di apprendimento.
Le attività di recupero possono riguardare le singole discipline, anche riunite per aree, e le competenze trasversali. Per
gli alunni che risultano insufficienti in rapporto alle verifiche effettuate e calibrate sugli obiettivi di apprendimento
specifici per la classe di frequenza, le attività debbono essere progettate secondo i seguenti criteri, tempi e modalità:
 le attività devono essere avviate dai consigli di classe che, su indicazione dei dipartimenti disciplinari, hanno
l’obbligo di individuare le carenze manifestate dagli studenti, gli obiettivi da perseguire, la tipologia delle prove
di verifica da superare;
 le attività vanno affidate prioritariamente ai docenti interni che si dichiarano disponibili ad accogliere anche
alunni provenienti da altre classi; tutti i docenti a qualsiasi titolo nominati dovranno realizzare un programma di
intervento rapportato ai singoli studenti secondo le indicazioni dei consigli di classe; gli interventi devono
mirare anche a rendere autonomi gli studenti e a padroneggiare il proprio processo di apprendimento;
 le attività da avviare a conclusione degli scrutini del trimestre in orario extracurriculare, pur nel rispetto, di
norma, delle 15 ore di attività, possono essere modulate secondo diverse tipologie o un insieme di queste:
studio individuale con verifica in itinere; lezioni pomeridiane per gruppi di alunni con le stesse carenze e/o con
gli stessi obiettivi (secondo modalità definite dai dipartimenti disciplinari); attività on-line;
 qualora lo studente manifesti, dopo lo scrutinio del trimestre, più di due carenze, il consiglio di classe indicherà
le discipline da recuperare con corsi a frequenza obbligatoria; per le altre carenze il consiglio di classe dovrà
individuare altre modalità di recupero, fermo restando per lo studente l’obbligo della verifica finale;
 i gruppi di recupero non debbono, di norma, superare le 15 unità e le due unità orarie continuative di lezione,
da realizzarsi nelle prime ore pomeridiane;
 le verifiche finali debbono essere recepite dagli insegnanti delle discipline interessate e ratificate nei successivi
consigli di classe, anche al fine di ulteriori interventi formativi;
 le attività di recupero prevedono l’esplicitazione e il rispetto del patto formativo con gli studenti e le famiglie.
B8. BISOGNI FORMATIVI DEGLI STUDENTI E COMUNICAZIONE ALLE FAMIGLIE
Al fine di prevenire l’insuccesso scolastico e responsabilizzare gli studenti e le famiglie, la scuola si impegna a fornire
informazioni sistematiche sul processo di apprendimento degli studenti, oltre che nelle modalità già finora previste e
praticate, attraverso comunicazioni formali del Dirigente scolastico, qualora si manifestino difficoltà che richiedono
interventi specifici e tempestivi.L’efficacia e l’esito positivo delle attività di recupero dipendono anche dallo studente e
in particolare dalla deliberata volontà di migliorare le proprie prestazioni, di mettere in gioco tutte le proprie risorse
personali, di prendere consapevolmente la decisione di avviare un percorso di miglioramento.
Ai fini del perseguimento del successo formativo, nei casi di molte e gravi insufficienze, la scuola si impegna ad
attivare, insieme agli studenti e alle loro famiglie un intervento di riorientamento, anche in collaborazione con altre
scuole.
Alla luce di quanto sopra premesso, il Collegio dei Docenti si impegna, altresì:
 ad attuare attività formative per i docenti finalizzate all’innovazione metodologica e didattica;
 a monitorare le azioni predisposte al fine di pianificare gli interventi previsti dopo gli scrutini finali;
 a confermare e rafforzare tutte le azioni valutative già previste dal POF e che già recepiscono quanto previsto
dall’art. 4 dell’O.M. n. 92/07 (“assicurare omogeneità nelle procedure e nelle decisioni di competenza dei
singoli consigli di classe”): prove comuni rapportate agli obiettivi di apprendimento, condivisione delle
modalità di verifica, utilizzo di tutti i punteggi da 1 a 10 ed ogni altra modalità che garantisca trasparenza,
partecipazione, equità ed omogeneità dal processo di valutazione.
Attività di recupero estivo e prove di saldo del debito dell’anno in corso.
Procedure attuate dall’istituto:
 nel periodo giugno/luglio:12 ore di lezione tenute dai docenti nominati dalla scuola;
 nel restante periodo di luglio/agosto: assegnazione del lavoro individuale di studio;
 fine di agosto: verifica ed ulteriore approfondimento delle attività svolte dallo studente individualmente, in un
modulo di 3 ore per un totale complessivo di 15 ore, come previsto dalla normativa;
 prove di saldo e scrutini entro la prima settimana di settembre.
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B9. PERCORSO DI RECUPERO PREVISTO PER L’ANNO SCOLASTICO 2015-16

Sospensione delle lezioni e recupero in itinere entro il mese di gennaio, per un numero di ore non inferiore alla
quota oraria settimanale di ciascuna disciplina ed ampliabile anche attraverso accordi interni ai singoli consigli di
classe.

Prova di accertamento per gli studenti insufficienti svolta al termine del periodo di sospensione delle lezioni.

Eventuale organizzazione di corsi di recupero pomeridiani per gli alunni risultati insufficienti nella prova di
saldo.

I corsi si svolgeranno nell’arco temporale di due settimane. Riguarderanno le seguenti materie: Latino, Greco,
Inglese, Matematica. Ciascun corso avrà la durata di sei ore.

Al termine dei corsi di recupero si svolgerà una seconda tornata di prove di accertamento. Gli esiti saranno
comunicati ,entro la metà del mese di marzo alle famiglie degli alunni risultanti ancora insufficienti.

Si attiveranno nel corso dell’intero anno scolastico sportelli di sostegno, sia in presenza sia online per gli
alunni in situazione critica e per tutte le discipline curricolari.

A giugno, dopo gli scrutini finali, verranno resi noti gli esiti e per gli studenti per i quali è stata deliberata la
sospensione del giudizio, saranno organizzati:
a) corsi di recupero della durata di 15 ore per le seguenti discipline: Latino, Greco, Inglese, Matematica
b) eventuali sportelli didattici per gruppi di studenti che sono risultati insufficienti in altre discipline e che ne facciano
esplicita richiesta.
B10. COLORITURE
Le COLORITURE sono nate per garantire un’apertura nei confronti di problematiche attuali, nell’ambito di un
curriculum tradizionale. Il progetto intende pertanto favorire l’orientamento personale inteso anche come prospettiva di
crescita culturale e di vita.
Nei corsi ginnasiali, il rinnovamento della programmazione, definito e approvato dai singoli Consigli di Classe,
consiste nel “declinare” le varie materie curricolari secondo l’indirizzo di coloritura assegnato al corso e nel progettare
e proporre attività integrative da svolgersi nell’orario curricolare obbligatorio. L’ attività di coloritura fa parte a tutti gli
effetti del curriculum formativo, nell’ambito di quanto previsto dalla legge sull’Autonomia scolastica in materia di
flessibilità dell’orario, DPR 275/99, art. 4. e concorre, a fine anno, alla valutazione complessiva dello studente.
L’organizzazione delle Coloriture nel ginnasio è presentata al par. B12.
Le Coloriture attivate per l’anno scolastico 2015-2016, come deliberato dal Collegio dei Docenti, riguarderanno le aree:
 SCIENTIFICA
 ARTISTICA
 COMUNICAZIONE
 CINEMA E TEATRO
 MUSICALE
 GIURIDICA
 SOCIO-ECONOMICA
 INTERCULTURA
 EUROPEA
Nelle classi liceali, si prevedono attività negli stessi ambiti, a cui destinare una quota di 20 ore in orario curricolare.
Le attività si svolgeranno in sede centrale nell’arco delle intere mattinate che saranno stabilite dal Collegio.
La partecipazione degli studenti delle tre classi del Liceo sarà obbligatoria. Saranno formati gruppi trasversali, senza
distinzione di sezione e anno di corso frequentato: agli studenti verrà richiesto, attraverso un apposito modulo, di
scegliere un’attività in un elenco di progetti attinenti agli indirizzi di coloritura. Una commissione apposita, sulla base
delle richieste, effettuerà la distribuzione degli studenti nei vari gruppi.
I corsi, all’ organizzazione dei quali dovranno collaborare tutti i docenti, avranno carattere prevalentemente
laboratoriale, al fine di favorire la più attiva partecipazione degli studenti. I docenti proponenti dei vari corsi
provvederanno anche al coordinamento dei laboratori. I corsi potranno avvalersi anche della collaborazione di esperti
esterni alla scuola e coinvolgere ex allievi in possesso di specifici requisiti.
B11 ORIZZONTALMENTE NELLE CLASSI LICEALI
L’educazione è il mezzo fondamentale per la formazione di ogni individuo come cittadino appartenente alla società
civile. Partendo da questa premessa, tra gli studenti del Liceo è maturata l’esigenza di riflettere e confrontarsi sulla
struttura e i contenuti del nostro sistema scolastico e, in particolare, della nostra scuola. Questa esigenza ha trovato
forma nel progetto Orizzontalmente.
Per rinnovare una parte delle attuali forme di insegnamento e apprendimento e per collegarsi ai primi tre principi
ispiratori che compaiono nel paragrafo A4 del Piano dell'Offerta Formativa (“Stare bene a scuola”; “rinnovamento della
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didattica”; “educazione alla corresponsabilità, al rispetto dell'altro e al rispetto dell'ambiente”), il progetto prevede di
dedicare parte dell'orario curricolare annuale (legge sull’Autonomia scolastica in materia di flessibilità dell’orario, DPR
275/99, art. 4.) a momenti di didattica alternativa che possano creare cambiamenti concreti nel fare scuola quotidiano e
rispondere alle esigenze di rinnovamento ed educazione alla corresponsabilità.
Di seguito riportiamo i punti fondamentali per l'organizzazione del progetto.
1. Distribuzione ore
a. Un'ora alla settimana concessa a turno da ogni insegnante della classe tra ottobre e aprile. Le ore complessive sono di
norma 12.
b. Ogni docente concede un numero di ore annuali proporzionale alle ore di lezione che svolge in ciascuna classe.
c. Il piano delle ore da dedicare al progetto sarà concordato in sede di consiglio di classe all’inizio dell’anno scolastico.
2. Tematiche
a. Ogni classe ha piena autonomia nella scelta del tema da trattare.
b. Allestimento di un portale informatico (6, d) dove saranno reperibili proposte tematiche elaborate da studenti e
professori.
c. Gli studenti di ogni classe possono scegliere se trattare temi che solitamente restano esclusi dal programma
ministeriale (quali diritti umani, legalità e giustizia, questione di genere, contemporaneità, economia e società), o
introdurre lo studio di discipline che non rientrano nel piano di studi dell'istituto, come antropologia, sociologia,
psicologia, diritto o storia e letteratura extra-europee. Si devono approfondire, attualizzare e valorizzare gli stimoli che
ci giungono dalla cultura umanistica che necessitano di essere collegati al presente o quei saperi scientifici che spesso
non trovano spazio sufficiente all'interno del curriculum del liceo classico.
d. Si consiglia di individuare percorsi tematici che possano essere approfonditi e affrontati all'interno di più ore.
3. Svolgimento
a. E’ obbligatorio un momento collegiale iniziale dell’anno scolastico per la programmazione e organizzazione di
Orizzontalmente, per rendere più partecipi i docenti e motivati gli studenti.
b. Ogni classe ha piena autonomia nella decisione delle modalità di esposizione e svolgimento dell'attività nel rispetto
del regolamento d'istituto e delle norme vigenti.
c. La classe ha la facoltà di adottare una diversa organizzazione dello spazio, sempre nel rispetto delle norme di
sicurezza, al fine di stimolare la partecipazione o il confronto alla pari.
d. A tal fine si consiglia la disposizione circolare dei banchi o delle sedie in modo da superare ogni differenza di ruolo o
posizione all'interno dell'attività e favorire una partecipazione attiva da parte di tutti.
4. Studenti
a. Sarà compito degli studenti stabilire i temi che verranno trattati organizzando un piano indicativo annuale o mensile
nelle sedi che si ritengono opportune, per esempio in sede di assemblea di classe.
b. Sarà a carico degli studenti l'organizzazione dell'attività e quindi sarà loro compito preparare e portare o distribuire
preventivamente alla classe il materiale (scritti, video, immagini).
c. Sarà interesse degli studenti comunicare in anticipo ai professori i temi che verranno trattati e si consiglia di
affrontare determinate questioni con i professori che, per competenze professionali e/o interessi personali, si ritiene
possano apportare un contributo maggiore all'attività.
d. Di volta in volta due studenti in particolare, chiamati “facilitatori”, si occuperanno di impostare e preparare l'attività a
loro affidata, raccogliere il materiale da utilizzare e prendere nota degli spunti emersi nel corso dell'ora, in modo da
lasciare una traccia tangibile di quanto uscito dall'attività e che possa essere a disposizione anche delle altre classi.
e. Ogni studente dovrà ricoprire questo ruolo almeno una volta lungo il corso dell'anno. L'organizzazione riguardo
l'assegnazione di tale incarico è a discrezione degli studenti. Si consiglia di stabilire i nomi dei due moderatori su
proposta degli stessi a seconda del tema che verrà trattato nelle specifiche ore di attività.
f. La posizione dei facilitatori non deve essere di superiorità rispetto a quella degli altri studenti, ma il loro ruolo sarà
strettamente legato all'organizzazione dell'attività.
g. E’ obbligatorio l’utilizzo di un’ora di assemblea di classe ogni due mesi per un’autovalutazione dello stato del
progetto.
5. Insegnanti
a. Il professore è tenuto a essere presente durante l'ora ed è chiamato a mettere a disposizione le proprie competenze e a
favorire una discussione attiva, costruttiva e partecipata.
b. L'attività non sarà materia di valutazione.
c. Sono invitati a partecipare anche i professori che normalmente non sarebbero presente in aula secondo l'orario
settimanale.
6. Comunicazione
a. Un’ assemblea di sezione a inizio anno avrà il compito di presentare alle singole classi il progetto, chiarire i dubbi che
emergeranno, fornire consigli e suggerimenti e raccogliere spunti.
b. Nel corso dell'anno scolastico, i rappresentanti di classe potranno fare riferimento ai rappresentanti di sezione o ai
membri del gruppo “Orizzontalmente” per eventuali dubbi, richieste o consigli.
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c. A seguito di ogni ora di attività, i moderatori, insieme agli altri studenti, compileranno un modulo prestampato da
consegnare ai rappresentanti di sezione. Il prestampato avrà lo scopo di comunicare eventuali problemi o suggerimenti
in modo che, si possano apportare miglioramenti all'attività.
d. Verrà allestito un portale informatico di accesso pubblico. All'interno del portale verranno raccolti i materiali
multimediali e gli spunti emersi e annotati dai moderatori (4, d) divisi in percorsi tematici. In questo modo resterà una
un documento accessibile a tutti riguardo i contenuti di tali attività.
e. Il portale potrà essere uno strumento per presentare il progetto all’esterno.
f. In caso di materiale fisico, questo verrà raccolto in uno spazio dedicato in Student's office.
g. Il progetto Orizzontalmente è integrato nella organizzazione delle Assemblee di Istituto, secondo modalità da
definire, dedicando eventualmente l’ultima ora a una discussione sullo stato del progetto.
B12. COLORITURE E ORIZZONTALMENTE NELLE CLASSI DEL GINNASIO
Uno degli obiettivi delle Coloriture del Ginnasio è quello di stimolare e favorire un lavoro di collaborazione fra docenti
del medesimo Consiglio di Classe. Fra gli obiettivi del Progetto Orizzontalmente ricordiamo, invece, in particolare,
quelli del rendere maggiormente protagonisti gli studenti e del poter lavorare su tematiche da questi scelte. Dopo due
anni di sperimentazione, il Collegio dei Docenti ha deliberato di far confluire le Coloriture del Ginnasio e
Orizzontalmente un progetto unico: la proposta diviene meno frammentaria e disarticolata;, gli studenti trovano un
supporto da parte degli insegnanti sia al fine della ricerca bibliografica e sitografica, e c’è una maggiore interazione
professori-studenti.
Fasi del lavoro
21 settembre -5 ottobre: per ciascuna classe, 2/3 docenti e 4/5 studenti formano una commissione più ristretta la quale
possa garantire continuità ed evidenziare, durante il lavoro, criticità e punti di forza.
novembre– aprile durante questo periodo, sono calendarizzati gli appuntamenti.
Indicazioni organizzative
Commissione
La commissione è composta da due-tre docenti disponibili e quattro-cinque studenti interessati, e ogni riunione è
verbalizzata a cura degli studenti. Il verbale è pubblicato tramite registro elettronico. La commissione può essere
interclasse e coinvolgere quindi le quarte e quinte ginnasiali della medesima sezione e coloritura (in tal caso, il numero
degli studenti potrà salire a 9/10).Tale commissione si riunisce, al pomeriggio, 5 volte (ottobre, novembre, fine gennaio,
marzo, aprile).Nella riunione di ottobre gli studenti della commissione, sentita tutta la classe, elaborano in
collaborazione con gli insegnanti, un programma di massima, individuando anche eventuali esperti che approfondiscano
alcuni aspetti di interesse o coordinino attività laboratoriali. Alla riunione di ottobre segue, in ciascuna classe,
un'assemblea in cui viene discusso e approvato il contenuto del verbale della prima riunione.
Monte ore
Da un minimo di 20 ad un massimo di 30, da distribuire, in modo ragionevole ed equilibrato, fra le varie discipline.
Tematiche
Le tematiche saranno a scelta degli studenti, ma dovranno essere coerenti con la coloritura del corso frequentato.
Conduzione delle lezioni, dei laboratori, delle discussioni
Essi saranno tenuti da docenti della scuola, interni o esterni alla classe, esperti, studenti universitari, studenti della
scuola interni o esterni alla classe. Per favorire il coinvolgimento diretto degli studenti della classe si ipotizza una
percentuale, variabile dal 30 al 50% del monte-ore totale (in relazione anche alle necessità evidenziate nel corso del
progetto), gestita dagli alunni di ogni classe.
B13. BIBLIOTECA
Informazioni generali
Denominazione: Biblioteca “Rosa Chiossi” Biblioteca del Liceo Classico Statale “Marco Minghetti” Indirizzo: Via N.
Sauro, 18 - 40121 Bologna Tel 051 2757511 Fax 051 230145
Responsabile Amministrativo: Dott. Leonardo Iannicelli
Referente della biblioteca : Prof. Pietro Rosa
Patrimonio: volumi e opuscoli: 13.000 ca.; periodici: 192; titoli audiovisivi e risorse elettroniche: vhs, dvd, cd, cdrom, dischi, audiocassette, nastri: 200 ca.
Informazioni sui servizi
Accesso
 riservato ai docenti, agli studenti e al personale dei liceo;
 accesso diversamente abili: possibilità di parcheggiare e presenza di uno scivolo in uno degli ingressi.
Orari
 invernale: lunedì, martedì, mercoledì, giovedì, venerdì, sabato ore 8-14 + pomeriggi da definire
 estivo:lunedì, martedì, mercoledì, giovedì, venerdì, sabato ore 8-14
 periodo di chiusura: un mese ca.(luglio o agosto)
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Spazi
Biblioteca ubicata nel palazzo di via N. Sauro 18: sala con soppalc e sala di lettura per complessivi 20 posti a sedere
Biblioteca ubicata nella sede di Vicolo Stradellaccio 2: in fase di allestimento
Servizi al pubblico
 Consultazione;
 Consultazione online del catalogo attraverso apposito link
collocato nella homepage del liceo
http://www.liceominghetti.it/
postazioni Internet n.1;
 prestito: è riservato a docenti, studenti e personale dei liceo;
 Condizioni del prestito: 2 libri per 15 giorni; in casi particolari il prestito può essere prorogato di altri 15
giorni;
 riproduzioni: fotocopie.
B14. LABORATORI
AULE – LABORATORIO PER LO STUDIO DI CHIMICA, BIOLOGIA, SCIENZE DELLA TERRA
Nel nostro Istituto il Laboratorio e l’Aula speciale, destinati allo studio della Chimica, della Biologia e delle Scienze
della Terra, sono situate al secondo piano della sede principale di Via Nazario Sauro 18.Nell’edificio di Vicolo
Stradellaccio è stata individuata, al piano terra, una spaziosa aula allestita con mobili ed attrezzature idonee, al fine di
ottenere, anche in questa sede, un’Aula speciale di Scienze.
Il Laboratorio di Chimica e l’Aula di Scienze di via Nazario Sauro sono comunicanti.
Il primo spazio, non particolarmente ampio e, quindi, non frequentabile contemporaneamente da molti allievi, è
provvisto di due banconi attrezzati, una cappa aspirante e armadi per la custodia delle sostanze chimiche.
L’Aula di Scienze è provvista di banconi attrezzati, sgabelli per gli allievi ed una cattedra per il docente.
In questo spazio sono presenti anche dodici microscopi binoculari, acquistati recentemente, che hanno sostituito i
microscopi di cui l’Istituto era già in possesso, i quali, ancora funzionanti e già revisionati, verranno trasferiti nella
futura Aula di Scienze della sede di Vicolo Stradellaccio.
L’Aula di Scienze è provvista di un computer e di uno schermo per proiezioni; è anche presente un microscopio,
collegato ad una videocamera, per poter osservare preparati, sia direttamente, sia sullo schermo o sul monitor del
computer. In questo locale è possibile effettuare, anche con osservazioni pratiche, lezioni di Biologia e Scienze della
Terra, nonché fare semplici esperienze di Chimica che non richiedono particolari attrezzature, quali la cappa aspirante o
fornelletti Bunsen.. Naturalmente le lezioni che sono effettuate nel laboratorio di Chimica e nell’Aula di Scienze si
svolgono nel rispetto della sicurezza per i presenti.
AULE DI STORIA DELL’ARTE
Le lezioni di Storia dell’Arte si svolgono, nella sede di via N. Sauro, nell’aula Affreschi e, nella sede di Vicolo
Stradellaccio, nell’Aula proiezioni, entrambe predisposte per l’utilizzo di risorse multimediali, il cui supporto si è
rivelato assai utile, negli ultimi anni, perché:
 consente l’impiego di materiali desunti dagli archivi fotografici di musei collegati online;
 arricchisce l’acquisizione di conoscenze disciplinari e multimediali;
 favorisce processi di apprendimento e di ricerca in vista di una graduale autonomia.
B15. VIAGGI DI ISTRUZIONE
Il Liceo Minghetti organizza viaggi di istruzione che possono essere, e spesso sono stati, momenti importanti e persino
essenziali – comunque altamente efficaci – di determinati percorsi didattici. Non si tratta di turismo scolastico, ma –
come recita il regolamento al quale si rimanda – di vere e proprie attività didattiche fuori sede. Fermo restando il valore
di socializzazione del gruppo classe, i viaggi di istruzione nascono da progetti didattici già in corso e si pongono come
continuazione o completamento degli stessi. Devono perciò essere proposti da insegnanti referenti con precisi obiettivi
di carattere formativo e culturale, quindi valutati nell’ambito del processo di apprendimento. In base alle esperienze
effettuate, si sono definite alcune linee chiare di progettazione alle quali è opportuno che gli insegnanti si attengano:
1. progetti di educazione civica o cittadinanza (per esempio, i viaggi a Palermo con AddioPizzo o quelli in Bosnia);
2. progetti di educazione ai luoghi della cultura classica (per esempio, viaggi in Grecia, Magna Grecia e Roma);
3. progetti di educazione storica e artistica (per esempio, il viaggio in Borgogna e Normandia o ai musei di Berlino);
4. progetti di educazione ecologica e sportiva (per esempio, trekking).
B16. ORIENTAMENTO
L’orientamento riguarda, sul piano curricolare, gli studenti che si avviano alla conclusione degli studi e rinvia alle scelte
che aspettano il ragazzo “finito il liceo”. Un altro ambito delle attività di orientamento, sempre più rilevante, riguarda
invece l’esigenza di costante sostegno e motivazione dello studente durante il suo percorso scolastico.Per quanto
riguarda l’orientamento curricolare, l’ambito di attenzione concerne primariamente, per una scuola come il liceo
18
classico, il momento della scelta universitaria, anche se sempre più il sistema della formazione e del lavoro prospetta
possibilità alternative ai ragazzi diplomati. Obiettivo delle attività organizzate dalla scuola è far conoscere ai ragazzi il
maggior numero di opportunità offerte dal sistema universitario e formativo. Per questo, è stata istituita una specifica
Funzione Strumentale tra i cui compiti primari vi è proprio informare e orientare gli studenti, organizzando attività
specifiche come:
Iniziative scuola-territorio
Partecipazione alle giornate di orientamento organizzate dalle varie facoltà universitarie.
Incontri con i formatori degli enti e delle agenzie che promuovono specifiche attività rivolte alle scuole.
Da alcuni anni, il Liceo pianifica, oltre ai tradizionali incontri con le istituzioni universitarie, ulteriori momenti di
confronto con esponenti del mondo universitario e professionale che consentano un orientamento più mirato agli
specifici interessi dei nostri studenti. Tali incontri, organizzati all’interno dell’Istituto, si sono rivelati un’utile
occasione per stabilire contatti più funzionali alle esigenze dei ragazzi.
Corsi di allineamento universitario per le facoltà scientifiche
Il Liceo ha attivato, anche nel corrente anno scolastico, corsi di allineamento universitario per facoltà scientifiche e di
area medico-biologica, proseguendo in tal modo una lunga tradizione di formazione e preparazione in aree non
umanistiche. I corsi dell’anno scolastico 2012/13 si sono articolati in quattro moduli della durata di 10 ore ciascuno per
l’approfondimento delle seguenti aree: matematica, fisica, biologia, chimica. Si è venuti così incontro alle numerose
richieste di studenti orientati a proseguire gli studi in ambiti matematici, biologici e, più in generale, scientifici, mossi
dalla consapevolezza che la frequenza dei moduli di Matematica, Fisica, Biologia e Chimica, possa costituire uno
strumento per compiere una scelta maggiormente consapevole.
Progetto AlmaDiploma
Il Liceo aderisce al Progetto AlmaDiploma, associazione che raggruppa le Scuole Superiori, con lo scopo di fornire
strumenti per l’orientamento nella scelta dell’università e di fornire alle scuole informazioni per la verifica dell’efficacia
dei percorsi formativi offerti. Gli studenti delle Classi III sono invitati a compilare due questionari on line: il primo, di
AlmaOrientati, verteva sull’individuazione dei “punti di forza” dei ragazzi, sulla conoscenza del sistema universitario e
del mercato del lavoro, sulla “ ricerca” del corso di studi e sul proiettarsi, a livello di realizzazione personale e
professionale, nel futuro; il secondo, specifico di AlmaDiploma, verteva sulla compilazione del proprio curriculum
scolastico e formativo, sulle esperienze extra-scolastiche, sulle opinioni in merito all’esperienza scolastica in corso,
sulle intenzioni e prospettive di studio e di lavoro.
B17. FREQUENZA ANNO SCOLASTICO ALL’ESTERO
Normativa di riferimento
 CM 181/97 che disciplina la mobilità studentesca internazionale
 CM 236/99 che disciplina l’attribuzione dei crediti scolastici al rientro nella scuola di appartenenza
 DPR 275/99, art.14 comma 2, che attribuisce alle istituzioni scolastiche il compito di disciplinare il
riconoscimento degli studi compiuti in Italia e all’estero al fine della prosecuzione degli studi medesimi
Al fine di consentire la proficua prosecuzione del curricolo scolastico agli studenti che hanno scelto di trascorrere un
anno all’estero, e al fine di uniformare il trattamento di tutti gli alunni interessati, il Collegio dei docenti fornisce le
seguenti indicazioni, sulla base della normativa vigente:
 Prima della partenza (nel corso della classe I liceo)
Il c.d.c. dell’alunno interessato, presa visione della richiesta di frequentare un anno all’estero, dà un parere preliminare
sull’opportunità di tale frequenza, tenendo in considerazione l’andamento scolastico dello studente soprattutto riguardo
alle eventuali difficoltà di reinserimento l’anno successivo; a tal fine suggerisce di programmare un percorso
disciplinare il più possibile coerente col piano di studi del nostro Liceo.
Il c.d.c. individua un docente (il coordinatore o il docente di lingua straniera) che, eventualmente con il supporto della
Funzione Strumentale a ciò preposta, possa in questa fase occuparsi dei necessari adempimenti richiesti
dall’associazione che fa da tramite tra la scuola italiana e quella straniera (modulistica, ecc.).
Lo studente che progetti una permanenza all’estero della durata dell’intero anno scolastico o di parte di esso si iscrive
regolarmente alla classe successiva (II liceo); accanto al suo nome comparirà negli elenchi e in tutti gli atti ufficiali la
dicitura “frequentante all’estero ai sensi della CM 181/97, comma 1”.
Lo studente si impegna a recuperare, durante il soggiorno all’estero o durante le vacanze estive, gli argomenti delle
discipline non studiate all’estero che gli consentano di reinserirsi nella classe successiva, secondo le indicazioni del
c.d.c., e a sottoporsi al suo rientro alle prove di accertamento previste.
 Durante il soggiorno all’estero (nel corso della classe II liceo)
Lo studente si impegna a fornire al docente referente appena possibile, e comunque entro il mese di aprile, i programmi
di studio svolti all’estero; il c.d.c. nella riunione di maggio, presa visione del piano di studi presentato, concorda un
programma individualizzato di riallineamento che consenta allo studente di reinserirsi nella classe successiva e glielo
comunica attraverso il Dirigente Scolastico o docente da lui designato (Funzione Strumentale), unitamente alla tipologia
19
prevista per le prove di accertamento, che dovranno vertere su tale programma individualizzato. Il programma
individualizzato riguarderà le discipline( o parti di esse) non comprese nel piano di studi seguito all’estero e non dovrà
coincidere esattamente col programma svolto dalla classe italiana di appartenenza, per ovvie ragioni didattiche e
organizzative. Si segnala infatti che le prove di accertamento devono mirare ad una verifica degli obiettivi minimi che
consentano la proficua frequenza dell’anno successivo, e non ad una sanzione di ciò che manca rispetto al programma
svolto dalla classe italiana l’anno precedente (non è un esame di idoneità). Si suggerisce di prevedere prove scritte per
le materie che prevedono prova scritta, e un colloquio multidisciplinare per quelle che prevedono prove orali. Lo
studente preparerà tale programma mediante studio individuale oppure iscrivendosi ai corsi estivi organizzati dalla
scuola per il recupero del debito formativo.
Lo studente si impegna a fornire alla segreteria del nostro Liceo in tempo utile per lo scrutinio finale tutte le
certificazioni necessarie al reinserimento nel corso di studi, e in particolare quelle relative ai programmi di studio svolti
(dettagliati), alle votazioni ottenute e al sistema di valutazione seguito presso la scuola straniera. Tale documentazione
deve essere tradotta in italiano dal Consolato italiano del paese di provenienza, se redatta in una lingua non insegnata
nel nostro Liceo. Nel caso di permanenza all’estero per l’intero anno scolastico, oppure per un periodo inferiore che
coincide con la fine dell’anno scolastico italiano (ad es. febbraio-giugno), durante lo scrutinio finale di giugno il c.d.c.
recepisce formalmente il percorso svolto all’estero e rinvia allo scrutinio di settembre la delibera circa l’ammissione
dell’alunno alla classe successiva. Per tutti i contatti e per eventuali chiarimenti durante quest’anno lo studente e la sua
famiglia faranno riferimento al docente preposto a tale scopo (Funzione Strumentale).
 Reinserimento (nel corso della classe III liceo)
Le prove di accertamento sulle materie o sugli argomenti non studiati all’estero si svolgono all’inizio dell’anno
scolastico successivo, in concomitanza con le prove di saldo del debito formativo, nella forma prevista dal c.d.c.
Nello scrutinio di settembre il c.d.c., presa visione delle votazioni conseguite all’estero e dei risultati delle prove
di accertamento, assegna un credito scolastico calcolato sulla media tra la votazione riportata all’estero e l’esito
delle prove di accertamento, col riconoscimento del credito formativo
B18. I CONSIGLI DI CLASSE
Il lavoro su orientamento e benessere e quello dei Dipartimenti Disciplinari hanno, qui, il loro punto d’incontro. Il
Consiglio di Classe, infatti, recepisce nella sua programmazione quanto emerge sia sul piano della didattica che su
quello dei bisogni dei ragazzi cercando di tradurlo in pratica operativa. Nella programmazione del lavoro come nella
organizzazione del calendario degli impegni, il Consiglio tiene presente la reale condizione della classe e adegua,
coerentemente alle indicazioni del POF, i suoi obiettivi alle effettive capacità dei singoli studenti. È all’interno del
Consiglio di Classe che vengono deliberate le attività di sostegno e recupero per gli studenti in difficoltà e vengono
definiti i piani delle attività didattiche che integrano il lavoro curricolare in aula, come le uscite e le visite guidate o i
viaggi d’istruzione.A questo proposito ciascun Consiglio di classe, per sensibilizzare gli studenti al tema
dell’appartenenza cittadina, organizza per la mattinata conclusiva dell’anno scolastico una specifica iniziativa rivolta
alla scoperta di aspetti meno conosciuti della città, ma di rilevanza pubblica (musei, monumenti, spazi destinati alle
attività sociali). La programmazione di questa attività si svolge anche con la collaborazione e il coordinamento dei
docenti che hanno l’incarico di funzione strumentale per l’attuazione del POF.
Nelle classi ginnasiali, il Consiglio ha competenze nella definizione e organizzazione delle attività di Coloritura.
Sempre nell’ambito del Consiglio, su iniziativa di singoli docenti, possono attivarsi progetti didattici finalizzati
all’approfondimento di particolari aree disciplinari o temi, come previsto dalle normative sull’autonomia scolastica.
Nell’ambito della valutazione finale, è compito del Consiglio formulare il giudizio di promozione degli studenti e delle
eventuali promozioni con debito formativo, provvedendo anche a definire un piano di attività per il suo recupero (per
una più dettagliata trattazione di debito e recupero del debito, si rinvia al fascicolo degli allegati).
È nel Consiglio di Classe che vengono affrontate, altresì, le eventuali situazioni problematiche di disagio che possano
insorgere tra un insegnante e la classe. Una competenza specifica, e rilevante, del Consiglio consiste anche
nell’attribuzione del credito scolastico e formativo che viene abbinata alla valutazione finale degli studenti del triennio
nella prospettiva del punteggio d’ammissione all’Esame di Stato.
B19. I COORDINATORI DI CLASSE
Nell’ambito della riorganizzazione della didattica intrapresa dal nostro liceo, il Coordinatore di Classe costituisce il
terminale delle attività promosse nei diversi altri organi scolastici. Questa funzione si esplica su diversi piani: il
rapporto con gli studenti, il rapporto con le famiglie e i rapporti tra gli insegnanti della classe.
Il coordinatore, nei confronti degli studenti, promuove e coordina tutti gli appuntamenti didattici e amministrativi
previsti dal calendario scolastico, come l’ archiviazione e redazione dei materiali per gli scrutini; la raccolta degli
attestati per i crediti scolastici e formativi; il controllo e la verifica della regolarità della frequenza; la raccolta dei dati
per la comunicazione dell’andamento didattico-disciplinare alle famiglie; la raccolta, nelle classi terze, della
documentazione per l’Esame di Stato (Documento del 15 maggio). Il Coordinatore provvede anche a raccogliere,
conseguentemente alle indicazioni dei tutor e degli operatori dei servizi preposti alla prevenzione del disagio, le
20
informazioni sulle situazioni di malessere della classe, o di suoi singoli componenti, e si fa carico di portarle a
conoscenza del Consiglio, affinché si possano predisporre interventi adeguati. Nel rapporto con le famiglie, il
Coordinatore, oltre alle generiche informazioni sulla regolarità della frequenza e sull’andamento didattico-disciplinare,
è responsabile della più delicata comunicazione concernente l’adeguatezza della scelta scolastica, le problematiche
motivazionali e attitudinali o le eventuali situazioni di malessere dei ragazzi.Nei confronti degli altri insegnanti della
classe,, coordina il lavoro del Consiglio di Classe in vista delle riunioni e degli adempimenti del calendario scolastico,
su delega del Dirigente, può presiedere le riunioni del Consiglio di Classe e, in quella sede, informa le famiglie
sull’andamento complessivo degli studenti. Nelle classi ginnasiali, coordina lo svolgimento delle attività di Coloritura.
B20. SCELTE ORGANIZZATIVE E DIDATTICHE
Quadro orario delle materie stabilito dalla riforma del Secondo Ciclo di Istruzione
Materie
Italiano
Latino
Greco
Lingua straniera*
Storia e Geografia
Storia
Filosofia
Scienze naturali
Matematica
Fisica
Storia dell’arte
Educazione fisica
Religione o Materia alternativa*
Totale
Ginnasio
IV
V
4
4
5
5
4
4
3
3
3
3
2
3
2
3
2
1
27
2
1
27
I
4
4
3
3
Liceo
II
4
4
3
3
III
4
4
3
3
3
3
2
2
2
2
2
1
31
3
3
2
2
2
2
2
1
31
3
3
2
2
2
2
2
1
31
*Lingua straniera
Con riferimento al Quadro Europeo delle competenze linguistiche elaborato dal Consiglio d’Europa, l’insegnamento
della lingua inglese si prefigge il raggiungimento del livello B1 alla fine della I liceo e del livello B2 alla fine della III.
Infatti, ormai, le certificazioni linguistiche sono parte irrinunciabile della formazione di ogni studente; pertanto
verranno organizzati, per gli studenti che ne facciano richiesta, corsi pomeridiani tenuti da un insegnante madrelingua o
da docente specializzato, in preparazione degli esami PET (per gli studenti delle classi quinte ginnasiali e prime liceali)
e FCE (per gli i studenti delle classi seconde e terze). Per tutti gli studenti vengono inoltre organizzati corsi pomeridiani
di conversazione, con docenti madrelingua, mirati ad approfondire nuclei tematici relativi all’impiego della lingua nel
quotidiano. (per quanto riguarda una più specifica illustrazione delle attività, si rinvia al fascicolo degli allegati). Per
tutti gli studenti vengono inoltre organizzati corsi pomeridiani di conversazione, con docenti madrelingua, mirati ad
approfondire nuclei tematici relativi all’impiego della lingua nel quotidiano. (per quanto riguarda una più specifica
illustrazione delle attività, si rinvia al fascicolo degli allegati).
** Materia alternativa
Per le studentesse e gli studenti che scelgono di non avvalersi dell'insegnamento della religione cattolica ma esprimono
l'opzione per una materia alternativa, su indicazione del Collegio dei Docenti, il Liceo Minghetti prevede la lettura e
l'approfondimento di classici della letteratura di ogni epoca e di ogni paese. Questa attività contribuisce ad arricchire la
conoscenza di un ambito culturale particolarmente rilevane per chi sceglie l'indirizzo liceale classico. Ai fini valutavi
l'attività alternativa è equiparata alla religione cattolica.
Corsi di lingua francese e di lingua spagnola
La grande maggioranza delle studentesse e degli studenti che si iscrivono al Liceo Classico Minghetti proviene da
sezioni di scuola media nelle quali è stato impartito l’insegnamento di una seconda lingua straniera, con una netta
prevalenza del francese e dello spagnolo. Per dare la possibilità di proseguire lo studio del francese o dello spagnolo a
chi lo desidera, il Liceo “M. Minghetti” propone corsi di francese e spagnolo facoltativi .Le attività si articolano in
circa 30 incontri di un’ora ciascuno, svolti settimanalmente da ottobre a maggio in orario mattutino al termine
delle lezioni curricolari. I corsi sono tenuti da docenti qualificati e sono a pagamento.
Gli aspetti dettagliati delle scelte organizzative e didattiche sono illustrati nell’allegato 1A-Programmazione
disciplinare.
21
C. PARTE TERZA CRITERI DI VERIFICA E VALUTAZIONE
La valutazione ha, nell’esperienza scolastica dello studente, una importanza fondamentale. L’individuazione di criteri
comuni di verifica e di valutazione da parte dei docenti diviene pertanto momento irrinunciabile nella costruzione di
una relazione didattica trasparente.
C1. Tabella docimologica generale a.s. 2012-13
Voto
Giudizio
Metodo di studio
Conoscenze disciplinari
Capacità di individuare
collegamenti e relazioni
Elaborazione ed
esposizione delle
conoscenze
1- 4
Insufficienza grave
o molto grave
Studia in modo discontinuo
e non consapevole
Non è pertinente e puntuale
nelle consegne
Non utilizza in modo
corretto gli strumenti di
studio
E’ in possesso di
conoscenze lacunose,
frammentarie e non
consapevolmente assimilate
Non concettualizza i dati e
non li classifica e/o
seleziona in modo
conforme alle richieste
Non riesce a articolare
collegamenti neppure se
indirizzato
5
Insufficienza non
grave
Organizza lo studio in
modo complessivamente
corretto
Non è puntuale e/o
completo nelle consegne
Utilizza gli strumenti di
studio in modo nel
complesso adeguato
E’ in possesso di
conoscenze poco
consolidate, assimilate in
modo prevalentemente
mnemonico
6
Sufficiente
Organizza lo studio in
Conosce i contenuti
modo complessivamente
essenziali della disciplina
autonomo
E’ puntuale nelle consegne
anche se non sempre
preciso
Utilizza gli strumenti di
studio in modo
complessivamente adeguato
Non è autonomo nelle
operazioni di
concettualizzazione,
classificazione e selezione
pertinente dei dati acquisiti
Solo se indirizzato, articola
esclusivamente i
collegamenti più ovvi ed
espliciti
E’ in grado di compiere
operazioni di
concettualizzazione,
classificazione e selezione
pertinente dei dati acquisiti
in modo complessivamente
adeguato
Riesce ad articolare i
collegamenti fondamentali
Utilizza le conoscenze in
modo non pertinente alle
richieste.
Utilizza contenuti carenti e
frammentari
Li articola in modo
scoordinato
Espone in modo
estremamente faticoso,
formalmente scorretto e
lessicalmente improprio
Utilizza le conoscenze in
modo parzialmente
pertinente alle richieste, e/o
utilizza contenuti banali.
L’articolazione è in diversi
passaggi disorganica
L’esposizione è faticosa,
non sempre corretta e
lessicalmente impropria
Utilizza le conoscenze in
modo pertinente alle
richieste, utilizzando
contenuti essenziali.
L’articolazione è coerente
L’esposizione è nel
complesso formalmente
corretta e lessicalmente
appropriata
7
Discreto
Organizza lo studio in
modo autonomo
E’ puntuale nelle consegne
Utilizza gli strumenti di
studio in modo adeguato
Ha conoscenze corrette e le
ha adeguatamente
assimilate.
E’ in grado di compiere
correttamente operazioni di
concettualizzazione,
classificazione e selezione
pertinente dei dati acquisiti
Individua correttamente le
connessioni tra i temi
8
Buono
Organizza lo studio in
modo autonomo e organico
E’ puntuale e completo
nelle consegne
Utilizza gli strumenti di
studio in modo competente
Ha conoscenze ampie e
approfondite, puntualizzate
in modo sicuro e
competente.
E’ in grado di compiere in
modo autonomo e sicuro
operazioni di
concettualizzazione,
classificazione, selezione e
sistematizzazione dei dati
acquisiti
Individua autonomamente
le connessioni tra i temi e le
sa sviluppare
9-10
Ottimo/eccellente
Organizza lo studio in
modo autonomo e organico
E’ puntuale e completo
nelle consegne
Utilizza gli strumenti di
studio in modo competente
Ha conoscenze ampie e
approfondite, puntualizzate
in modo sicuro e
competente.
E’ in grado di compiere in
modo autonomo e sicuro
operazioni di
concettualizzazione,
classificazione, selezione e
sistematizzazione dei dati
acquisiti
Individua autonomamente
le connessioni tra i temi e
ne individua sviluppi
originali
Esprime giudizi
criticamente argomentati
Utilizza le conoscenze in
modo pertinente alle
richieste, utilizzando
contenuti diversificati.
L’articolazione è organica
L’esposizione è
formalmente corretta e
lessicalmente appropriata
Utilizza le conoscenze in
modo pertinente alle
richieste, attraverso
contenuti ampi e
coerentemente rielaborati.
L’articolazione è coerente e
organica
L’esposizione è fluida ed
efficace, formalmente
corretta e lessicalmente
appropriata
Utilizza le conoscenze in
modo pertinente alle
richieste, attraverso
contenuti ampi e rielaborati
in modo originale.
L’articolazione è coerente e
organica
L’esposizione è fluida ed
efficace, formalmente
corretta e lessicalmente
appropriata
22
C2. PROVE DI VERIFICA E VALUTAZIONE DEI RISULTATI
Per quanto riguarda le prove di verifica si applicano criteri comuni relativamente a:
a)
la tipologia degli strumenti di verifica

analisi del testo

saggio/articolo documentato

prove strutturate

temi

esercizi di problem solving

relazioni scritte e orali
b) numero delle prove:
i singoli dipartimenti stabiliscono per le proprie discipline il numero delle prove scritte e orali da svolgere, indicando
un minimo e un massimo; successivamente i consigli di classe provvedono alla definizione delle stesse classe per
classe, con l’accortezza di proporzionare il numero delle prove al numero delle ore d’insegnamento delle singole
discipline e di equilibrare il carico di lavoro, in modo che ogni disciplina possa essere valorizzata durante l’effettiva
attività didattica;
c) coordinamento delle prove: il consiglio di classe formula un piano di verifiche che non le concentri tutte negli
stessi periodi;
d) le prove di istituto: si articolano in

prove comuni, destinate alle classi ginnasiali e ai primi anni del liceo, per verificare i livelli di competenza
acquisiti; tali prove si effettueranno in periodi determinati dai diversi Dipartimenti Disciplinari tenendo conto del
calendario scolastico; le prove comuni saranno computate nel numero delle prove quadrimestrali previste per la
disciplina di riferimento.

prove di simulazione dell’esame di Stato per le sole classi terze (due prove di italiano e due di terza prova,
indicativamente nel secondo quadrimestre);
e)
comunicazione dei risultati agli interessati:

per le prove orali, in linea di massima, entro la fine della lezione successiva;

per le prove scritte:
- dopo due settimane dall’effettuazione della prova, per le prove strutturate;
- entro tre settimane per le prove non strutturate che comportino significative parti di composizione libera.
Per quanto riguarda la valutazione dei compiti e delle varie tipologie di prova, gli insegnanti si attengono ai criteri
comunicati alle classi sulle griglie di valutazione definite nei diversi Dipartimenti disciplinari e in funzione delle
differenti tipologie di prova.
Le prove di istituto costituiscono, nel quadro dell’attività didattica del Minghetti, un momento molto importante in
ordine alla attuazione del P.O.F. al fine di monitorare e garantire il conseguimento degli obiettivi, l’unitarietà e
omogeneità degli apprendimenti e le indicazioni sull’efficacia del lavoro didattico svolto.
La valutazione per gli studenti che si avvalgono dell’insegnamento della religione cattolica si attiene alla seguente scala
di giudizi: scarso, sufficiente, discreto, buono, molto, moltissimo. Tale graduazione consente di valutare con adeguata
precisione una fascia di rendimento piuttosto diffusa, che si colloca tra il sufficiente (rendimento appena accettabile) e il
molto (rendimento ampiamente sufficiente).
C3. VALUTAZIONE FINALE
La valutazione finale, pur avvalendosi del supporto delle prove di verifica orali, scritte e pratiche, rimane comunque
un giudizio globale ed individualizzato e dovrà tenere conto del percorso di ogni singolo alunno.
Nella valutazione sono pertanto seguenti aspetti:

livello di acquisizione delle conoscenze;
23








livello di acquisizione delle competenze;
corretto uso di sottocodici, organizzazione ed espressione dei contenuti appresi;
grado di rielaborazione concettuale;
miglioramento rispetto al livello di partenza;
grado d’impegno, di organizzazione e capacità di recupero delle lacune e dei deficit di apprendimento;
qualità del lavoro scolastico, rilevabile in termini di attenzione, partecipazione e assiduità al dialogo educativo,
collaborazione, sistematicità, puntualità, rispetto delle consegne;
motivazione e atteggiamento nei confronti dello studio;
partecipazione alla vita scolastica e alle attività integrative svolte.
Salvo casi particolari, si considera positivo il rendimento di uno studente che abbia raggiunto gli obiettivi minimi fissati
per ogni disciplina e sviluppato le abilità di studio fondamentali nel biennio e accettabili capacità di rielaborazione nel
triennio.
CRITERI PER GLI SCRUTINI FINALI a.s. 2015/2016
approvati ai sensi dell’O.M. 92/2007 e del D.P.R. 122/2009 dal Collegio Docenti in data 20/12/2010
Il Collegio Docenti nella riunione del 02.12.2010, in base all’O.M. n. 65 del 20 febbraio 1998, richiamante quanto
stabilito dall’O.M. 330 del 27 maggio ’97 che, a sua volta, conferma e modifica l’ O.M. n.° 80 del 9 marzo 1995, preso
atto dell’art. 12 della suddetta O.M., precisa quanto segue:
- il voto “6” indica l’avvenuto raggiungimento degli obiettivi minimi previsti;
- il voto “5” indica il raggiungimento solo parziale degli obiettivi minimi previsti e pertanto costituisce una
insufficienza netta, seppure non grave;
- il voto “4” indica il mancato raggiungimento degli obiettivi minimi previsti: l’insufficienza deve considerarsi grave;
- il voto “3” o inferiore indica il mancato raggiungimento degli obiettivi minimi previsti, aggravato da carenze pregresse
e accentuatesi nel tempo; insufficienza gravissima.
Il Collegio prende altresì atto che ogni decisione in merito alla promozione e non promozione rientra nella
sovranità del Consiglio di Classe, che deciderà caso per caso, ai sensi dell’art. 193 del D. Lgs. n.° 297 del
16/04/1994.
Ciò premesso, ai sensi dell’art. 13 dell’O.M. 90 del 21/5/2001 e dell’art. 6 dell’O.M. 92 del 05/11//2007, tenendo conto
delle innovazioni introdotte dal D.M. n.° 80 del 03/10/2007, dal D.P.R. n.° 122 del 22/06//2009 e dal D.P.R.89 del
15/03/2010, allo scopo di assicurare omogeneità nelle procedure e nelle decisioni di competenza dei singoli Consigli di
Classe all’interno dell’Istituto, vengono individuati i seguenti criteri da seguire negli scrutini finali:1. valutazione
complessiva dell’impegno, interesse e partecipazione dimostrati nell’intero percorso formativo.2. Si terrà conto delle
valutazioni espresse in sede di scrutinio intermedio nonché dell’esito delle verifiche relative a iniziative di sostegno e
interventi di recupero scolastici eventualmente seguiti dall’alunno. Al riguardo, costituirà elemento a favore dello
studente il miglioramento del profitto rispetto alle valutazioni conseguite nello scrutinio del primo periodo (trimestre) o
in occasione della verifica intermedia del secondo periodo (cd. “pagellino” del pentamestre); viceversa, la conferma di
eventuali insufficienze o l’aggravamento delle medesime sarà considerato elemento sfavorevole.3. Regolare e proficua
frequenza delle attività di recupero poste in essere dalla scuola, salvo quanto disposto dal comma 3 dell’art. 4 dell’O.M.
92/07 e al comma 3 dell’art. 7 della medesima O.M.4. Costituirà motivo a favore dello/a studente/ssa l’eventuale
presenza di gravi motivi (documentati dal/la medesimo/a), che, a giudizio del Consiglio di Classe, possano averne
seriamente ostacolatol’apprendimento.5. Conseguimento degli obiettivi minimi (sufficienza) nella totalità delle materie,
ovvero la possibilità che l’alunno/a frequenti con profitto l’anno successivo.6. Costituirà motivo a sfavore dello/a
studente/ssa il palese abbandono dello studio di una o più materie.7. Votazione sul comportamento almeno sufficiente,
attribuita collegialmente dal Consiglio di classe.8. Frequenza di almeno il 75% dell’orario annuale personalizzato, salvo
deroghe concesse dal Consiglio di classe nel rispetto dei criteri fissati dal Collegio Docenti nella riunione del 05 ottobre
2010.Nell’ambito dei criteri sopra esposti, il Collegio Docenti, ai sensi di quanto previsto dall’art. 6 dell’O.M.92/2007,
ritiene che, in sede di scrutini finali, si procede a giudizio finale nei confronti degli studenti per i quali il Consiglio di
Classe abbia espresso una valutazione positiva, anche a seguito degli interventi di recupero seguiti. Viceversa, in via
ordinaria, qualora il profitto risulti negativo in una o più discipline, il Consiglio di Classe dispone la “sospensione del
giudizio”, qualora ricorrano le seguenti condizioni:1. valutazione negativa espressa dal Consiglio di classe in non più di
4 materie. Un numero di valutazioni negative superiore a 4 orienterà invece il Consiglio di Classe verso un giudizio
immediato di non promozione, considerata l’impossibilità da parte dello/a studente/ssa di recuperare durante l’estate ed
entro la fine dell’anno scolastico un numero maggiore di materie.2. Sarà determinante per la formulazione della
sospensione del giudizio anche la valutazione della concreta possibilità di recupero dell’alunna/o, di raggiungere gli
obiettivi formativi e di contenuto propri delle discipline con valutazione negativa, mediante lo studio personale svolto
autonomamente o attraverso la frequenza di appositi interventi di recupero durante i mesi estivi e la capacità mostrata
dall’alunna/o nella organizzazione autonoma del lavoro e nella profusione dell’impegno individuale durante l’anno.3.
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Abbia conseguito una votazione almeno sufficiente del comportamento Gli studenti per i quali il Consiglio di Classe
dispone la sospensione del giudizio sono tenuti alla partecipazione agli interventi didattici di recupero programmati
dalla scuola nel periodo di sospensione estiva delle lezioni a meno che i genitori non optino per il recupero individuale
come previsto dalla normativa vigente, dandone formale comunicazione alla scuola; resta comunque l’obbligo di
sottoporsi alle verifiche programmate dall’Istituto prima dell’inizio delle lezioni del successivo anno scolastico secondo
il calendario approvato dal Collegio Docenti, pena la mancata promozione alla classe successiva.
Il Collegio Docenti, ferme restando le competenze dei Consigli di Classe in materia di valutazione, indica i seguenti
criteri di svolgimento dello scrutinio di integrazione del giudizio di ammissione alla classe successiva di
cui all’art. 8 dell’O.M. 92/2007 e all’art. 4, comma 5, del D.P.R. 122/2009, a conclusione degli interventi didattici
estivi per il recupero delle carenze rilevate:
1. valutazione complessiva dello/a studente/ssa, che tenga conto dei risultati conseguiti non solo nell’accertamento
finale ma anche nelle varie fasi dell’attività di recupero;
2. accertamento del recupero delle carenze formative e verifica dei risultati complessivamente conseguiti dall’alunna/o,
in termini di possibilità di frequentare con profitto la classe successiva.
CRITERI PER L’ATTRIBUZIONE DEL CREDITO SCOLASTICO
1. Media dei voti conseguiti nello scrutinio finale
Nella determinazione della media dei voti concorre il voto di condotta, inteso come assiduità della frequenza scolastica,
l'interesse e l'impegno nella partecipazione al dialogo educativo.
Effettuata la media di tutti i voti riportati nello scrutinio finale, qualora lo/a studente/ssa abbia conseguito una media
con decimali ≥ 0.50, il Consiglio di classe attribuisce l’intero punto superiore previsto nella rispettiva fascia del credito
scolastico. Viceversa, per medie con frazioni decimali inferiori a 0,50, viene attribuito il punteggio minimo previsto
nella rispettiva fascia ministeriale.
2. Studenti/esse con “sospensione del giudizio”
Fatto salvo il caso di gravi motivi (da documentare a cura dello/a studente/ssa), che abbiano ostacolato il regolare
apprendimento, e/o particolari motivazioni valutate e argomentate dal Consiglio di Classe, agli/alle studenti/esse per i
quali nello scrutinio di giugno il Consiglio di Classe abbia disposto la “sospensione del giudizio”, nello scrutinio finale
viene assegnato il punteggio più basso previsto nella fascia ministeriale perla rispettiva media di profitto.
3. Partecipazione ad attività esterne e interne che danno luogo al riconoscimento del credito.
La partecipazione ad attività che, a giudizio del Consiglio di Classe, su proposta dell’apposita Commissione di
valutazione dei crediti, siano ritenute congruenti con le finalità formative del percorso di studi, darà luogo
un’integrazione del credito scolastico come di seguito specificato:
a) di ciascun corso deve essere presentato l'attestato finale entro il 15 maggio dell’a.s. in corso. Nel caso di
autocertificazioni, la scuola procederà a verifiche a campione, con conseguenti ricadute di legge nel caso di
dichiarazioni mendaci.
b) A rilasciare l'attestato dovrà essere un ente pubblico, una società sportiva o altra istituzione legalmente costituita.
c) Saranno valutati solo i corsi che prevedono un impegno effettivo da parte dello/a studente/ssa nonché le attività
lavorative e forme significative di volontariato. Non saranno valutate attività di animazione generica né il semplice
ascolto di conferenze di vario genere.
d) Le attività integrative della scuola, inserite nel P.O.F. d’Istituto, saranno valutate con gli stessi criteri delle attività
esterne.
e) Saranno valutate solo le attività frequentate dal giugno 2013 al maggio dell’anno scolastico in corso.
f) I corsi saranno valutati con punteggio differenziato a seconda della loro durata nel tempo e del numero complessivo
di ore impiegate e a seconda che siano previsti o meno una relazione finale del partecipante e/o un esame e/o un saggio
conclusivo e/o un’attività agonistica. Poiché non sempre questi dati risultano negli attestati finali, s’invitano gli/le
studenti/esse a comunicare alla Commissione al momento dell'iscrizione ad un corso la sua tipologia e quegli elementi
che ne consentiranno una più precisa valutazione.
Fatta eccezione per i corsi esterni a pagamento, tutte le attività nel loro complesso vengono valutate secondo quattro
fasce, in relazione alla maggiore o minore congruenza con gli obiettivi formativi degli studi classici e all’impegno
richiesto:
- attività irrilevanti: 0 punti
- prima fascia di valore: 0,10 punti
- seconda fascia di valore: 0,20 punti
- terza fascia di valore: 0,30 punti
- quarta fascia di valore: 0,50 punti.
Per evitare discriminazioni di tipo economico, le sole attività esterne a pagamento, qualora ritenute congruenti, saranno
tutte inserite nella prima fascia di valore, pari a 0,10 punti.
g) I punteggi conseguiti in più attività, sia esterne che interne, sono cumulabili
Si riporta la tabella ministeriale per la determinazione delle fasce e dei relativi punteggi, previsti dal D.M. 99 del 16
dicembre 2009
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TABELLA A
(sostituisce la tabella prevista dall'articolo 11, comma 2 del D.P.R. 23 luglio
1998, n. 323, cosi come modificata dal D.M. n. 42/2007)
Media dei voti
Credito scolastico (Punti)
M. = 6
I anno
3-4
II anno
3-4
III anno
4-5
6<M.7
7<M.8
8<M.9
9 < M . 10
4-5
5-6
6-7
7-8
4-5
5-6
6-7
7-8
5-6
6-7
7-8
8-9
NOTA - M rappresenta la media dei voti conseguiti in sede di scrutinio finale di ciascun anno scolastico. Al fini
dell’ammissione alla classe successiva e dell’ammissione all’esame conclusivo del secondo ciclo di istruzione, nessun
voto può essere inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline valutate con l'attribuzione di un unico
voto secondo l'ordinamento vigente. Sempre ai fini dell’ ammissione alla classe successiva e dell’ammissione all’esame
conclusivo del secondo ciclo di istruzione, il voto di comportamento non può essere inferiore a sei decimi. Il voto di
comportamento, concorre, nello stesso modo dei voti relativi a ciascuna disciplina o gruppo di discipline valutate con
l’attribuzione di un unico voto secondo l’ordinamento vigente, alla determinazione della media M dei voti conseguiti in
sede di scrutinio finale di ciascun anno scolastico. Il credito scolastico, da attribuire nell'ambito delle bande di
oscillazione indicate dalla precedente tabella, va espresso in numero intero e deve tenere in considerazione, oltre la
media M dei voti, anche l'assiduità della frequenza scolastica, l'interesse e l'impegno nella partecipazione al dialogo
educativo e alle attività complementari ed integrative ed eventuali crediti formativi. Il riconoscimento di eventuali
crediti formativi non può in alcun modo comportare il cambiamento della banda di oscillazione corrispondente alla
media M dei voti. Per la terza classe degli istituti professionali M e rappresentato dal voto conseguito agli esami di
qualifica, espresso in decimi (ad esempio al voto diesami.
NOTA - M rappresenta la media dei voti conseguiti in sede di scrutinio finale di ciascun anno scolastico. Al fini
dell’ammissione alla classe successiva e dell’ammissione all’esame conclusivo del secondo ciclo di istruzione, nessun
voto può essere inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline valutate con l'attribuzione di un unico
voto secondo l'ordinamento vigente. Sempre ai fini dell’ ammissione alla classe successiva e dell’ammissione all’esame
conclusivo del secondo ciclo di istruzione, il voto di comportamento non può essere inferiore a sei decimi. Il voto di
comportamento, concorre, nello stesso modo dei voti relativi a ciascuna disciplina o gruppo di discipline valutate con
l’attribuzione di un unico voto secondo l’ordinamento vigente, alla determinazione della media M dei voti conseguiti in
sede di scrutinio finale di ciascun anno scolastico. Il credito scolastico, da attribuire nell'ambito delle bande di
oscillazione indicate dalla precedente tabella, va espresso in numero intero e deve tenere in considerazione, oltre la
media M dei voti, anche l'assiduità della frequenza scolastica, l'interesse e l'impegno nella partecipazione al dialogo
educativo e alle attività complementari ed integrative ed eventuali crediti formativi. Il riconoscimento di eventuali
crediti formativi non può in alcun modo comportare il cambiamento della banda di oscillazione corrispondente alla
media M dei voti. Per la terza classe degli istituti professionali M e rappresentato dal voto conseguito agli esami di
qualifica, espresso in decimi (ad esempio al voto diesami.
C4. AUTOVALUTAZIONE D’ISTITUTO
Il Liceo Minghetti da anni si impegna per effettuare una frequente attività di monitoraggio, allo scopo riflettere in
maniera il più possibile documentata sulle modalità della didattica, sia di raggiungere un livello di qualità uniforme tra i
vari corsi del liceo.
Momenti fondamentali di questa attività di confronto risultano:
-le prove comuni
-le prove Invalsi
-la costituzione di un Gruppo di autovalutazione di Istituto.
-l’adesione al progetto AlmaDiploma (vedi pag. 17 alla voce Orientamento)
C5. LE PROVE COMUNI
Le prove comuni sono progettate e svolte per verificare i livelli di competenza acquisiti dagli studenti; tali prove sono
predisposte dai diversi Dipartimenti Disciplinari e si effettua in periodi determinati tenendo conto del calendario
scolastico. Queste prove sono computate nel numero delle verifiche previste per la disciplina di riferimento nei periodi
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valutativi in cui è stato suddiviso l’anno scolastico. Rientra tra le prove comuni la simulazione della prova di italiano
che le classi terze liceali svolgono come preparazione all’Esame di Stato.
Le prove comuni costituiscono, nel quadro dell’attività didattica del Liceo Minghetti un momento molto importante in
ordine alla attuazione del P.O.F. al fine di monitorare e garantire il conseguimento degli obiettivi, l’unitarietà e
omogeneità degli apprendimenti e le indicazioni sull’efficacia del lavoro didattico svolto.
C6. LE PROVE INVALSI
Il Liceo Minghetti effettua le Prove Invalsi, come previsto dalla normativa sull’Autonomia e dalle successive norme. La
finalità della rilevazione esterna degli apprendimenti è quella di fornire alle scuole uno strumento standardizzato quale
indispensabile modalità per potersi rapportare ai livelli nazionali di riferimento, ma anche per poter oggettivamente
verificare il proprio lavoro all’interno della stessa scuola e per poter progettare, sulla base di un’autovalutazione interna.
un processo di miglioramento dell’efficacia della propria azione educativa. Queste prove rappresentano quindi uno
strumento di valutazione non dei singoli studenti, ma del sistema nazionale d'istruzione, al fine di migliorare le
prestazioni generali e di armonizzare l’esito degli apprendimenti , oggi fortemente sperequato per aree geografiche e per
tipologie di scuola.
C7. GRUPPO DI AUTOVALUTAZIONE DI ISTITUTO E PIANO DELLA PERFORMANCE
Con l’autonomia, la scuola è tenuta a rendere conto delle proprie scelte e delle proprie azioni organizzative ed
educative in rapporto al contesto sociale entro cui opera ed al sistema di istruzione di cui fa parte. Da ciò deriva la
necessità di un sistema di valutazione della propria progettualità formativa, per mezzo del quale la scuola assume le
proprie responsabilità e rende conto del proprio lavoro e dei suoi esiti. L’autovalutazione d’istituto rappresenta il punto
di partenza fondamentale per intraprendere processi di qualificazione e di miglioramento del servizio. La gestione
della valutazione interna è affidata al Dirigente scolastico in collaborazione con un Gruppo di autovalutazione.
Una prima possibilità di analisi articolata sugli apprendimenti è fornita dai dati messi a disposizione dall’Invalsi, che al
momento riguardano le conoscenze e competenze di base, linguistiche e logico-matematiche, individuate proprio per la
loro valenza trasversale. Oltre ai dati forniti dall’Invalsi, con una ricca serie di analisi e approfondimenti e alle
informazioni messe a disposizione dal servizio Scuola in Chiaro, il processo di autovalutazione prende in
considerazione altri tipi di rilevazione delle pratiche educative e didattiche come la somministrazione di questionari
rivolti al monitoraggio di specifiche iniziative e attività. Il Gruppo di autovalutazione elabora un rapporto (Raporto di
Autovalutazione di Istituto o RAV ) che identifica gli elementi di forza e di debolezza della realtà scolastica e individua
pochi obiettivi strategici di miglioramento rilevanti, misurabili e valutabili che formano l’oggetto di un piano di
miglioramento che precisa alcuni risultati attesi espressi in termini misurabili e controllabili facendo riferimento ad
indicatori.
I risultati conseguiti sul piano didattico entrano a fare parte della valutazione più generale di questa Istituzione scolastica
Pertanto nel Piano della Performance, il documento –guida per la verifica dell’efficienza della scuola sul piano
amministrativo, una serie di indicatori specifici rimanda all’analisi dei dati sugli esiti dell'apprendimento,.
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