la memoria figurativa
COMUNE DI BRESCIA
CIVICI MUSEI D’ARTE E STORIA
PROVINCIA DI BRESCIA
ASSOCIAZIONE ARTISTI BRESCIANI
GIUSEPPE
RONCHI
(1873-1951)
mostra a cura di
Luigi Capretti e Francesco De Leonardis
175
edizioni aab
aab - vicolo delle stelle 4 - brescia
dal 4 dicembre 2010 al 5 gennaio 2011
orario feriale e festivo 16.00-19.30
lunedì chiuso
SAGGI
4
GIUSEPPE RONCHI: LA POESIA DELLA LUCE
Francesco De Leonardis
Non fu senza qualche polemica l’esordio ufficiale di Giuseppe Ronchi
nel mondo dell’arte. Quando, nel 1897, espose nel negozio dell’antiquario Cohen tre dipinti (due studi di teste e un paesaggio) le critiche
degli artisti e degli “intenditori” non dovettero essere positive, se, a
prendere le difese del giovane pittore, si levò la voce della «Sentinella
Bresciana», che scrisse: «È avvenuto che mentre il pubblico ha accolto
con sincera ammirazione le manifestazioni pittoriche del Ronchi, alcuni dei prefati artisti e intendenti non hanno nascosto quanto tepide
fossero le loro simpatie per le opere dell’artista nascituro, trovandone debole la forma, insufficiente la tecnica, artificiosa l’interpretazione
del vero. Nessuno vorrà negare che gli artisti abbiano qualche diritto
di parlare di cose d’arte, e parlandone di essere ascoltati; ma non è
detto però che, sempre, pensino e dicano giusto; anzi accade che i
meno atti a giudicare siano precisamente gli artisti; perché giudicando e misurando l’opera altrui alla stregua delle proprie idee e delle
proprie opere, e preoccupandosi troppo delle questioni tecniche, dimenticano spesso le ragioni ultime dell’opera d’arte»1. Non sappiamo
quali fossero le opere esposte da Cohen, ma si può affermare con
sicurezza che, proprio tra il 1897 e il 1898, Giuseppe Ronchi maturò
scelte stilistiche che lo resero assolutamente originale e innovativo
rispetto all’ambiente artistico bresciano, serenamente attardato nel
mantenere in vita l’eredità tardoromantica e verista di una pittura ricca d’ombre e di chiaroscuro, e, pertanto, poco propenso ad accogliere
le istanze più aggiornate di marca simbolista e divisionista, volte nella
direzione del decorativismo liberty, della bidimensionalità e dell’uso
emozionale del colore. Prima di allora Ronchi aveva partecipato, nel
novero dei dilettanti, alla mostra del Circolo Artistico a Brescia nel
18932 e, l’anno dopo, ad una carnevalesca “Indisposizione artistica”
alla Crociera di San Luca3, ma questa primissima produzione, almeno
per quanto è arrivato a noi, non si discosta dai modelli della tradizione. La svolta in chiave simbolista di Giuseppe Ronchi che, come si diceva, data intorno al 1897, non fu un fatto isolato. Negli ultimi anni del
XIX secolo alcuni artisti incominciarono infatti, anche in un ambiente
periferico come quello bresciano, ad accostarsi al nuovo linguaggio e
si possono ricordare Arturo Castelli con La Musica (1897) e, soprat(1) Un nuovo pittore, in «La Sentinella Bresciana», 20 maggio 1897.
(2) Al Circolo Artistico (II), in «La Sentinella Bresciana», 4 settembre 1893.
(3) Carnovale. Alla Crocera di S. Luca, in «La Provincia di Brescia», 1 febbraio 1894.
5
tutto, con I fiori (1900-1902), Arnaldo Zuccari con Triste è l’animo mio
fino alla morte (1900) e Gaetano Cresseri con La notte (1902). Fu però
Ronchi a seguire con maggior determinazione la nuova via, in quanto
nel simbolismo trovò la possibilità di esprimere la tensione ideale che
nasceva in lui da un profondo sentimento religioso.
Se ne ebbe la prova all’Esposizione Nazionale di Torino nel 1898, dove
fu presente nella sezione dell’Arte Sacra con la grande tela della Sacra Famiglia e nella sezione delle Belle Arti con Juventus, Senectus e
Pluribus intentus4. Juventus è un autoritratto idealizzato in cui Ronchi,
presentandosi romanticamente con una camicia bianca aperta sul petto, si rivolge allo spettatore con una forte tensione nello sguardo; il
secondo è un ritratto di anziano, nel quale sono da riconoscere le
fattezze dell’antiquario Pietro Cohen, ma trasfigurate in una sorta di
rendiconto esistenziale fatto da un uomo che, consumato il tempo, si
accinge a percorrere l’ultimo tatto della sua vita; in Pluribus intentus,
forse il più moderno dei tre ritratti, è raffigurato il fratellastro Romolo Romani, destinato anche lui, e con molto merito, a percorrere
il cammino dell’arte: ancor giovinetto, in posa davanti alla finestra di
casa, il biondo adolescente lascia per un momento la lettura del libro
che ha tra le mani e vaga con il pensiero “a più cose intento”, mentre
due bianche colombe volano oltre i vetri, foriere di speranze e di
vaghi presagi.
Giuseppe Ronchi nello studio in una fotografia dei primi del Novecento
(4) E
sposizione Nazionale del 1898. Catalogo delle Belle Arti, Ed. Roux Frassati e C., Torino,
1898, pp. 12 e 243.
6
La scelta di dare ai dipinti titoli in latino (nella Sacra Famiglia è inserita una citazione evangelica in greco) e di stendere testi esplicativi
di accompagnamento gli proveniva certo dalla volontà di creare una
sintesi tra elementi propriamente figurativi ed elementi letterari, che
riconduceva, ancora una volta, al simbolismo. Non era però il simbolismo nordico, ma quella tendenza che in Italia, tramite riviste come il
«Marzocco» e «Il Convito», intendeva l’arte come una manifestazione
dell’idea e le attribuiva il compito di produrre godimento estetico, ma
anche consolazione morale, con un recupero storicistico dei modelli
quattrocenteschi e rinascimentali. Anche il colore, in questi anni di fine
secolo, assunse per lui un valore simbolico: incominciò infatti a schiarirsi e a divenire luminoso in concomitanza di quel viaggio a Monaco
che, in genere, viene posto all’origine della svolta. «Il Ronchi – ebbe
infatti a scrivere nel 1909 il giovane critico Pietro Feroldi – è entrato
nell’arte verso i vent’anni, e vi portò il fervore del suo ingegno, la sensibilità di un temperamento mistico, facendo ben presto l’ardua prova
delle pubbliche mostre. Ai più apparve urtante, nello studio di dare alle
persone e alle cose una luminosità che sembrava attinta dalla tavolozza
dei pittori nordici, ch’egli aveva studiato ed ammirato nel soggiorno a
Monaco. Qualche opera concepita con ridondanza di sentimento, gli
conquistò la pubblica ammirazione, vinse le diffidenze, pur non potendo
tutti persuadere»5.
La decisione di partecipare con la Sacra Famiglia al concorso pontificio
indetto da papa Leone XIII nell’ambito dell’Esposizione di Arte Sacra di
Torino fu coraggiosa per un giovane appena venticinquenne, ma, grazie
alla fama che gliene derivò, risultò decisiva per la sua futura carriera. Il
concorso era stato indetto con l’intento di stimolare gli artisti italiani a
confrontarsi con l’arte sacra cercando, se possibile, di superare lo stanco
oleografismo dominante nel secondo Ottocento per conciliare il messaggio cristiano con i nuovi linguaggi dell’arte; per la Chiesa si trattava, in
definitiva, di confrontarsi con i cambiamenti del mondo moderno secondo le istanze che segnarono tutto il pontificato di Leone XIII. Le aspettative degli organizzatori del concorso andarono tuttavia in parte deluse,
perché fu scarsa la partecipazione dei maestri più noti; ma dai giovani
vennero sorprese positive.Tra queste ci fu la grande tela della Sacra Famiglia, che fu giudicata positivamente, seppur con qualche riserva, su «Arte
Sacra», rivista ufficiale dell’esposizione, da Daniel, che scrisse: «Il Ronchi
fa rivivere nel suo quadro una specie di pompa trionfale, intraveduta in un
sogno mistico; Gesù seguendo la Vergine si avanza verso destra; a lui tien
dietro il padre Giuseppe, assorto in serafica visione; le dure pietre del
(5) P
. F.[EROLDI], L’Arte a Palazzo Bargnani (II). L’aula magna, in «La Sentinella Bresciana»,
15 settembre 1909.
7
sentiero copre un tappeto, steso da due Angeli volanti innanzi al corteo,
in fondo in un mare di luce, la città eletta, Gerosolima, che s’adagia alle
falde dei colli. Il quadro è in una gamma di colori chiari, che amerebbe
la contemplazione unica, è uno di quei quadri esposti che vanno veduti
da soli, ma è di quelli puri che lasciano travedere nell’autore un pensiero
ed un’intuizione del soggetto non comune»6. Ne parlò, su «La Stampa»,
anche Guglielmo Ferrari con un giudizio positivo per l’insieme della composizione, ma, al solito, negativo per lo stile: «Pur in taluni quadri vi sono
delle particolarità pittoriche degne di nota. Fra questi vi è il quadro del
Ronchi, di Brescia, che, quantunque dipinto in modo poco persuasivo, con
una tonalità abbagliante e figure trasparenti, ha una nobilissima figura di
Gesù, e belli atteggiamenti vi hanno le altre figure»7.
L’opera, che noi conosciamo solo in riproduzioni fotografiche perché
andò distrutta in un bombardamento del 1943, era stata accolta positivamente anche a Brescia, dove era stata presentata per alcuni giorni,
prima della partenza per Torino, in una sala della Loggia concessa dalla
Giunta. Fu lodata, in particolare, su «Il Cittadino di Brescia», che scrisse:
«Da tutto il lavoro traspira un profondo sentimento religioso che rivela
nel giovane autore non solamente il forte ingegno, ma quelle convinzioni e quella fede che formano uno dei requisiti essenziali per l’arte sacra.
Tra le figure è specialmente ammirato il Gesù nel cui sguardo e nell’atteggiamento del volto si leggono il pensiero che lo anima, la visione
dell’avvenire, la coscienza della missione venuta a compiere sul mondo.
Nulla di convenzionale o di volgare o di arieggiante al profano in tutto
questo quadro, che pur essendo il primo – di grandi proporzioni –
condotto a termine dal Ronchi desterà senza dubbio molto interesse
e accenderà molte discussioni nel campo artistico, anche per la tecnica
tutta speciale, e pel tono chiarissimo delle tinte che danno alla scena un
singolare aspetto di mistica vaporosità»8. La tecnica “speciale”, a cui accenna l’articolista, non consisteva comunque nel dipingere direttamente sulla tela senza disegno, perché, al contrario, il disegno restò sempre
uno degli elementi fondanti del fare artistico di Ronchi e lo dimostrano
l’abbondanza di materiali di studio, che accompagnano tutti i suoi quadri più grandi, la citazione di grandi maestri del passato, che vediamo, ad
esempio, nello scorcio derivato da Mantegna del Cristo morto in Pietas,
e l’adozione della tecnica accademica della quadrettatura nel trasferimento del disegno sulla tela. Speciali erano la pennellata e il colore che
inondava la tela di luce, una luce piena di richiami mistici, che rendeva
trasparenti le figure e le faceva apparire incorporee e purissime.
(6) D
ANIEL, I concorrenti al premio del Papa, in «Arte Sacra 1898», n. 17, Ed. Roux Frassati
e C., Torino, 1898, p. 130.
(7) G. FERRARI, Cronaca d’arte, in «La Stampa», 15 giugno 1898.
(8) La “Sacra Famiglia” di G. Ronchi, in «Il Cittadino di Brescia», 15 giugno 1898.
8
G. Ronchi, Pietas, 1901
Il chiarismo divenne la cifra stilistica di Giuseppe Ronchi un po’ in tutta
la sua produzione dei primi anni del Novecento, una cifra che lo rendeva originale, ma, nello stesso tempo, era causa di critiche e incomprensioni. Bene lo si vede anche nella serie dei piccoli paesaggi, realizzati tra
il 1900 e il 1901 e presentati all’Esposizione dell’Arte in Famiglia a Palazzo Bargnani nel 1902, dove furono acquistati con fondi dell’Ateneo
di Scienze, Lettere e Arti per essere successivamente trasferiti ai Civici
Musei d’Arte e Storia di Brescia; anche qui è evidente l’abolizione delle
ombre e del chiaroscuro per arrivare ad un colore luminoso che, come
bene si vede negli scorci del lago di Iseo che chiudono la serie, vuol
essere più espressione di uno stato d’animo che impressione visiva9.
È tuttavia il tema sacro a caratterizzare Ronchi come artista religioso.
Alla pala che aveva avuto buon successo a Torino, seguirono infatti nuovi e numerosi impegni: nel 1901 Pietas e la paletta con il Buon Pastore
per la chiesa di Sant’Antonino (ora nell’antisagrestia di Santa Maria
della Pace), nel 1902 la tela perduta con la Visione della beata Maddalena
Martinengo, nel 1903 il trittico La carità, con cui vinse il concorso per
la pensione del Legato Brozzoni, nel 1906 il Cristo pacificatore commissionato dalla Federazione Giovanile Leone XIII, nata nel 1902 con il
compito di coordinare le attività oratoriane e catechistiche diocesane
e parrocchiali, nel 1910 la lunetta perduta della chiesa dell’Istituto Artigianelli con la scena del Sinite parvulos venire ad me. Più rilevante, a
partire dal 1911, fu l’intervento nella chiesa di San Luca. La chiesa era
allora officiata dai padri Gesuiti con i quali Ronchi aveva già un rappor(9) C
atalogo dell’Esposizione d’Arte Moderna 1902, Brescia, 1902, p. 3 ed Esposizione d’Arte
moderna, in «Il Cittadino di Brescia», 22 settembre 1902.
9
to di lavoro, in quanto aveva avuto l’incarico di insegnante di disegno
presso il Collegio Arici; per San Luca, inserendosi in un contesto che
era stato avviato nel XVIII secolo da Luigi Vernansal e portato avanti
nel XIX da Luigi Campini, realizzò la pala con la Visione di sant’Antonio,
collocata sull’altare del santo, e completò la decorazione della cupola e
della volta del presbiterio con una serie di angeli musicanti dall’aspetto androgino e un poco liberty nelle corone floreali che cingono la
testa delle alate creature. Ancora negli anni Dieci seguirono la pala
del Cantico delle creature (1913) per San Francesco (rimossa dopo la
restituzione della chiesa ai Francescani Conventuali nel 1928 ed ora
dispersa) e l’impegnativa decorazione della parrocchiale di Santa Maria
Assunta a Bione.
La pittura sacra di Giuseppe Ronchi s’inserì in un contesto bresciano
che, anche grazie ad un ciclo economico favorevole, aveva visto una
grande fioritura di pittura decorativa in chiese e luoghi di culto. Nel
nostro territorio era attiva una folta schiera di artisti che rinnovavano una scuola dotata di solide radici; accanto agli “anziani” Luigi
Campini (1816-1890), continuatore della lezione neoclassica e accademica di Gabriele Rottini, e Modesto Faustini (1839-1891), timido
innovatore nel Santuario delle Grazie con il suo prearaffaellismo un
po’ ingenuo, ma non provinciale, c’erano i “giovani” Cesare Bertolotti
(1854-1932), Francesco Domenighini (1860-1950), Arnaldo Zuccari
(1861-1934), Arturo Castelli (1870-1920) e Gaetano Cresseri (18701933). Tra costoro emergevano le figure di Bertolotti e di Cresseri,
molto attivi sul versante sia religioso sia civile. Il primo, tra il 1895
e il 1901, fu impegnato a completare alle Grazie l’opera lasciata interrotta da Faustini e si allontanò dai modi del preraffaellismo per
aderire ad una pittura più cupa nel colore e ricca di ombreggiature,
più accademica nella fattura, ma non priva di qualche richiamo liberty
e jugendstil10; Cresseri, fin dalla decorazione della volta della navata
della chiesa di San Lorenzo a Verolanuova (1896), imboccò invece
la strada di un neotiepolismo che bene si inseriva in edifici di culto
costruiti perlopiù nel corso del XVIII secolo. Sul fondo – lo si è visto
già a proposito del concorso pontificio dell’Esposizione di Torino –
c’era l’interesse che la Chiesa stava manifestando per il rinnovamento
dell’arte cristiana, un interesse che nasceva non solo dall’esigenza di
ripensare la liturgia mettendo da parte le incrostazioni pietistiche
e devozionali degli ultimi secoli, ma anche di fare i conti con il moderno e con la cultura delle avanguardie. Se la Chiesa guardava con
sospetto, arrivando in alcuni casi anche alla condanna, gli artisti che
(10) S i veda, a questo proposito, la decorazione del catino absidale della chiesa di Santa
Maria in Silva (1903).
10
intendevano esprimere temi religiosi in termini di contemporaneità,
non poteva non rivolgere attenzione ai temi dell’arte cristiana, favorendo la ricerca di un rinnovamento che si tenesse però lontano dalle
istanze non figurative. Fin dagli anni Dieci del Novecento si colsero i
segnali di questa attenzione nella promozione di mostre di arte sacra
(importante a Brescia quella del 1904 in Duomo Vecchio) e nella nascita di riviste come «Arte Cristiana», fondata nel 1911 da monsignor
Celso Costantini.
La proposta di Giuseppe Ronchi, in questo ambito, fu assai originale; pur
accettando l’idea che l’arte dovesse porsi al servizio della devozione,
scelse di esprimersi con un linguaggio moderno e superò l’eclettismo
tardottocentesco senza preoccuparsi di stabilire un rapporto stilistico
tra la pala d’altare o la decorazione pittorica e l’architettura dell’edificio destinato ad accoglierla. Da qui gli vennero le critiche che in diverse
occasioni furono rivolte alle sue opere e l’accusa di scarse conoscenze
tecniche; di qui anche la pratica disinvolta e colpevole di rimuovere le
sue pale dalla collocazione originaria e di far ridipingere i suoi affreschi
quando non incontrarono più il gusto di parroci e fabbricieri11.
La propensione per il moderno chiama in causa il rapporto che legò
Giuseppe Ronchi a Romolo Romani. La contabilità del dare e avere tra
i due fratellastri è stata infatti liquidata forse troppo in fretta dagli studiosi di Romani, che si sono limitati, il più delle volte, a ricordare la loro
parentela. Qualche cosa di più si può cogliere in quanto Giorgio Nicodemi, che aveva conosciuto Giuseppe Ronchi e attinto da lui informazioni
di prima mano, scrive nella sua monografia del 1967: «I primi successi
gli rivelarono la sua vocazione, e, perché il suo amatissimo fratellastro
Giuseppe Ronchi s’era avviato con meritata fortuna sulla via dell’arte, lo
elesse a maestro e visse due anni nello studio di lui, aiutandolo nei suoi
lavori, guardandolo dipingere, disegnando e dipingendo per conto suo».
E aggiunge: «Giuseppe Ronchi era ben lontano dal possedere le doti native del fratellastro Romolo; ma aveva studiato seriamente, credeva nella
possibilità dell’esercizio accademico, e, non potendo piegarlo a quello,
pensò, quando gli avvenne, intorno al 1902, di poter acquistare i volumi
con le tavole riproducenti i disegni conservati nell’Albertina di Vienna, di
metterlo a copiare quei disegni […]. Non molti saggi rimasero presso il
fratellastro […].Tra quei foglietti, ve n’erano altri che riprendevano, da riviste italiane e tedesche, dai libri con i quali il Ronchi si teneva al corrente
dei nuovi gusti, opere del Klimt, del Cézanne, di impressionisti francesi»12.
Negli anni della giovanile frequentazione dello studio di Giuseppe Ronchi,
ancor prima del trasferimento a Milano, Romolo apprese quel primato
(11) È capitato con il Cantico delle creature già in San Francesco e con gli affreschi di Magno di Gardone Val Trompia, Cadignano e San Zeno Naviglio.
(12) G. NICODEMI, Romolo Romani, Como, 1967, pp. 25-26.
11
del disegno, al quale sarebbe rimasto fedele per il resto della sua breve
vita, ebbe ad accostarsi al simbolismo/idealismo e condivise «la carica di
intransigenza morale, calvinista si potrebbe definire, che li ispira», come
ebbe a scrivere Bruno Passamani13. Ci fu, tuttavia, anche qualcosa di più
tra i due, in termini di confronto più che di collaborazione, se pensiamo,
ad esempio, alla vasta composizione, databile tra il 1903 e il 1905, con figure grandi quasi al vero, che Romani intitolò Ella sen va sentendosi laudare, in cui rappresentò una donna che passa per una via di Brescia tra varie
persone che si soffermano a guardarla. «Ogni figura – afferma Nicodemi – era interpretata in modo da rendere un carattere, e l’intenzionale
umorismo della scena si precisava nella esattissima cura dei particolari.
Una delle più suggestive di quelle figure, lo Scettico, fu trattata a parte,
conservandole l’acre spirito che l’animava». Ora, non solo il soggetto di
Ella sen va coincide esattamente con Dal tempio (1904) di Ronchi, dove,
tra l’altro, si riconoscono in due figure a sinistra Giuseppe Ronchi e Romolo Romani, ma, se confrontiamo il vecchio sulla destra14 e lo Scettico, ci
rendiamo conto facilmente che si tratta della stessa persona, interpretata
in chiave realistica dall’uno ed espressionistica dall’altro.
A sinistra: G. Ronchi, Dal tempio (particolare); a destra: R. Romani, Lo scettico
Non si può negare, del resto, che una traccia della vena visionaria di
Romolo Romani compaia nel ciclo di disegni delle Lecturae Dantis, a cui
Ronchi lavorò tra il 1905 e il 1909 per illustrare i canti della Commedia,
(13) B
. PASSAMANI, Gusto, stile, protagonisti delle arti figurative, in Brescia 1876-1913, catalogo della mostra a cura di E. Lucchesi Ragni, Brescia, 1985, p. 235.
(14) S i veda, in particolare, il disegno preparatore, n. 50 in catalogo.
12
in occasione delle lezioni tenute al Collegio Cesare Arici dal gesuita
padre Alfonso Maria Casoli, insigne latinista vincitore nel 1908 del famoso “Certamen poeticum Hoeufftianum” di Amsterdam. Il progetto
si limitò ai primi canti dell’Inferno e non risulta portata a termine l’idea
di raccogliere in un album l’intera serie dantesca15 che, in questa fase,
si interruppe al canto XVIII; in seguito, nei primi anni Venti, Ronchi realizzò le tavole fino al canto XXIV, allontanandosi però dallo stile iniziale
che, nel modo di far emergere le figure dal buio e di rappresentare i
dannati sottoposti alle pene infernali, non era privo di tangenze con
quanto Romolo Romani andava disegnando in quegli anni.
Per il resto, Giuseppe Ronchi fu anche impegnato a soddisfare la committenza pubblica affrontando un tema di carattere civile. La Deputazione Provinciale lo incaricò infatti nel 1916 di realizzare una grande
tavola con il Trionfo della Provincia, da collocare nella sala delle riunioni
(ora sala Giunta), nell’ala occidentale del Broletto restaurata dall’ingegner Giovanni Tagliaferri. Al centro del soffitto cassettonato, Ronchi
diede vita ad una grande scena allegorica in cui la Provincia è rappresentata da una donna che avanza su un bianco cavallo, circondata da figure simboliche che recano i prodotti delle valli e della pianura, mentre
Brescia romana, accompagnata dalla Vittoria alata, scende tra squilli di
trombe dalle scale del tempio Capitolino davanti ad una folla variopinta.
Nel clima guerresco del 1916 non poteva mancare il motivo patriottico
rappresentato dal gonfalone giallo e azzurro del Trentino, che sventola
accanto al tricolore italiano, «augurale vaticinio dell’allargamento della
nostra provincia nella terra irredenta»16. Anche in quest’opera celebrativa dell’autonomia locale e inserita in un edificio pubblico, come già era
avvenuto nella decorazione a carattere sacro, Ronchi si allontanò dalle
formule che Gaetano Cresseri con i suoi collaboratori aveva messo in
atto qualche anno prima nel Palazzo della Loggia, dove, in un revival storicistico, aveva preso a modello la pittura del Cinquecento veneziano
ed emiliano (Paolo Veronese e Correggio), e volle restare fedele al suo
stile, moderno nell’intonazione cromatica, nella intensa luminosità che
rende trasparenti i corpi delle figure sul fondo e quasi li dissolve nella
chiarità diffusa. Ancora una volta furono però questi aspetti stilistici a
non essere compresi: «Naturalmente – scrisse su «Il Cittadino» Giuseppe Serena dopo aver elogiato la ricchezza compositiva della scena
e l’armonia delle tinte – non è un’opera perfetta quella che il Ronchi
ci ha dato: in qualche dettaglio poteva essere più preciso, perché agli
occhi nostri si presentano qua e là qualche lieve sproporzione, qualche
(15) Lecturae Dantis. I nostri artisti, in «Illustrazione Bresciana», anno VIII, n. 134, 16 marzo
1909, p. 2.
(16) SER.[ENA], Opere artistiche nella sala della Deputazione. Una grande allegoria di G.
Ronchi, in «Il Cittadino di Brescia», 17 agosto 1916.
13
evanescenza, qualche vaporosità che potevano essere più scolpite; ma
tutto è superato dalla genialità dell’assieme»17.
Pur non avendo direttamente partecipato al conflitto, gli anni della
guerra furono per lui segnati da momenti dolorosi: la scomparsa di
Romolo Romani e dell’amico scultore Achille Regosa (1886-1917)18,
con cui aveva condiviso la ricerca di nuove forme espressive, lasciò un
vuoto difficile da colmare.
Il dopoguerra vide una “svolta” nella pittura di Giuseppe Ronchi, favorita forse anche dal clima di ritorno all’ordine e di messa da parte delle
sperimentazioni avanguardistiche che avevano caratterizzato l’inizio del
secolo. Non che il nostro si fosse schierato con i più accesi sovvertitori
delle regole. Al suo carattere e alla sua cultura non si confacevano infatti gli atteggiamenti ribellistici, perché il suo intento era sempre stato
quello di esprimere principalmente l’autentica tensione spirituale che lo
animava. È certo però che anche nella pittura sacra finì per riproporre
soluzioni già sperimentate19 e per accostarsi a formule più tradizionali
e persino oleografiche, al punto da trovare l’apprezzamento di chi rifiutava invece le proposte più innovative. Accadde nel 1920, in occasione
dell’esposizione a Venezia della Visione di Cristo alla Mostra Nazionale
di Arte Sacra, promossa da monsignor Celso Costantini con l’intento
di chiamare gli artisti all’impegno per la ricostruzione delle seicento
chiese che nel Veneto erano state distrutte nel corso della guerra. Costantini amava l’arte moderna ed aveva premiato, in mostra, le opere di
Aldo Carpi, ma la scelta non era piaciuta al gesuita Carlo Bricarelli che,
scrivendo sulla «Civiltà Cattolica», al grido di «povera arte moderna!»
aveva voluto lodare il quadro di Ronchi contrapponendolo alle opere
degli artisti che cercavano di «schivare il pericoloso cimento del disegno e appigliarsi al vaporoso del colore solamente»20.
Dai primi anni Venti iniziò, in un contesto più intimo e personale quasi
l’artista volesse isolarsi da dibattiti e tenzoni critiche del suo tempo,
un’abbondante produzione di paesaggi. Sono montagne, laghi e soprattutto marine, in cui la fedeltà ai valori dello spirito si coglie nel confronto con l’infinito orizzontale del mare. Ronchi continuò a dipingere
marine per tutto il resto dei suoi giorni, studiando il moto incessante
delle onde, lo scorrere delle nubi nel cielo che si oscura al sopraggiungere della burrasca e si squarcia, all’improvviso, per far spiovere
(17) SER.[ENA], op. cit.
(18) R
onchi lo ricordò con un articolo pieno d’affetto e di ammirazione su «Il Cittadino
di Brescia» il 7 maggio 1917.
(19) È il caso della Sacra conversazione dipinta negli anni Trenta nella chiesa di Santa Maria
delle Consolazioni a Brescia, che ripropone la stessa scena già utilizzata nel 1916
nella parrocchiale di Santa Maria Assunta a Bione.
(20) C
. B.[RICARELLI], L’arte sacra alla mostra nazionale di Venezia, in «La Civiltà Cattolica», anno 71°, 1920, vol. IV, p. 231.
14
cascate d’argento sulla superficie dell’acqua. Studiò il variare della luce
alle diverse ore del giorno, chiese alla tavolozza foschi tramonti e albe
rosate, diede sostanza materica alle creste fatte minacciose dal possente Libeccio, dipinse bianchi vapori e iridescenze azzurre nell’acquietarsi
del temporale, celebrò il lavoro dei pescatori intenti a tirare le reti
sulle lunghe distese di sabbia. Il tema del mare tempestoso, che aveva
illustri ascendenze in Courbet e da noi era stato affrontato, tra gli altri,
da Francesco Rovetta, da Carlo Manziana e da Cesare Bertolotti nel
corso dei loro soggiorni liguri, divenne per lui una passione assoluta e
un’indagine mai compiuta.
Nel dopoguerra abbandonò progressivamente tanto il simbolismo
quanto il chiarismo della sua prima fase e incominciò ad usare una
tavolozza più accesa e contrastata nel raffigurare il lavoro nei campi,
i giardini, i fiori e le scene affollate di cerimonie religiose, di fiere e
mercati, tutti temi più quotidiani che entrarono progressivamente nel
suo orizzonte, insieme ad una curiosa produzione di bozzetti ispirati
ai melodrammi che si rappresentavano al Teatro Grande, segno questi
dei suoi interessi musicali. Ronchi si tenne lontano dalle sirene del
sarfattiano Novecento e dai monumentalismi della pittura celebrativa del regime degli anni Trenta, come si può vedere nel bozzetto
per l’affresco con l’Allegoria dell’agricoltura (1930-1934) destinato alla
sede della Regia Scuola “M. G. Pastori” e non realizzato, dove ripropose sostanzialmente, per una visione frontale e non più da sottinsù,
lo schema e i modelli figurativi già utilizzati nel Trionfo della Provincia.
Gli anni Trenta e Quaranta videro ancora una produzione religiosa,
che si fece comunque più rara in un ambiente che aveva accolto con
maggior favore la talentosa perizia e la duttilità stilistica di Vittorio
Trainini (1888-1969).
Giuseppe Ronchi, come aveva scritto nel 1924 nell’introduzione al catalogo della mostra dell’Arte in Famiglia, dove gli era stata dedicata una
personale di quaranta opere: «Ora proseguo convinto di fare opera
buona persistendo nel concetto di finalità e d’elevazione a cui deve
servire l’Arte, lieto di non cadere in goffaggini o in ciarlatanerie stilizzate da mestiere per far colpo e danaro»21, rimase fedele per tutta
la vita all’ideale di un’arte morale, buona oltre che bella, spirituale e
intimamente francescana. E lo fece fino alle ultime poetiche impressioni,
rarefatte fin quasi alla soglia dell’astrattismo, congedo sereno dal creato, dall’acqua, da fratello sole e sorella luna, dalla amatissima luce.
(21) Mostra annuale d’arte, catalogo, 30 novembre – 20 dicembre 1924, [a cura del] Circolo
Bresciano Arte in Famiglia, Brescia, 1924, p. 6.
15
BIOGRAFIA
Luigi Capretti
Giuseppe Ronchi nacque a Brescia il 10 giugno 1873 da Pietro e Giulia
Alghisi. Rimasto orfano di padre, visse con la madre, che si risposò ed
ebbe nel 1884 dal secondo matrimonio il figlio Romolo Romani, il quale
dal fratellastro apprese le basi del mestiere e divenne un famoso pittore.
Le vicende familiari furono segnate in gioventù dai difficili rapporti con
la madre e con il patrigno, nella maturità da tristi avvenimenti come la
morte per annegamento di un figlio di soli due anni nel 1914, e le morti
premature del fratellastro Romolo Romani nel 1916 e della moglie Alba
nel 1922.
Le vicende personali non offrono peraltro spunti di particolare rilievo,
quindi la biografia di Ronchi viene a coincidere sostanzialmente con la
cronologia della sua attività artistica e della sua attività professionale,
come insegnante di disegno prima al Collegio Cesare Arici dei Padri
Gesuiti, poi alla Scuola Professionale Moretto e infine all’Istituto Agrario Pastori.
Le fonti dell’epoca e le successive che parlano della sua prima formazione artistica danno per scontato che sia stata da autodidatta. In realtà la
fonte più attendibile sull’argomento, in quanto l’autrice poteva disporre
di notizie provenienti dalla famiglia del pittore, è la tesi di laurea1 della nipote Paola Braga, presentata all’Università Cattolica di Milano per l’anno
accademico 1977-1978, relatore il professor Dell’Acqua. In essa riferisce
di studi iniziati all’Accademia di Brera dopo il conseguimento della licenza tecnica, poi interrotti per difficoltà familiari, che costrinsero Ronchi a
rientrare a Brescia e a cercarsi un lavoro. Grazie all’interessamento del
pittore Francesco Rovetta, egli poté impiegarsi presso la ditta Silva (di cui
Rovetta era proprietario) come disegnatore-vetrinista.
Egli stesso ricordava2 di aver eseguito le sue prime nature morte a olio
nel 1889, a 16 anni; nel 1893 è documentato3 il suo esordio in pubblico
tra i dilettanti che esponevano al Circolo Artistico. Nel 1894 era, insieme ad Arturo Castelli, tra gli artisti che per il Carnevale alla Crociera
di San Luca inscenarono la satirica “Indisposizione artistica”, cioè una
mostra di pitture e sculture satiriche, sull’esempio di quella dello stesso
nome inventata nel 1881 dagli Scapigliati milanesi a parodia dell’Esposizione Nazionale di quell’anno4.
(1) P. BRAGA, 1978.
(2) Nell’elenco autografo delle sue opere conservato presso gli eredi.
(3) Al Circolo Artistico (II), 1893.
(4) Carnovale. Alla Crocera di S. Luca, 1894.
17
Nel 1896 eseguiva il ritratto di Cesare Cantù per il Circolo della Gioventù Cattolica5, e nel 1897 esponeva nelle vetrine dell’antiquario Cohen tre dipinti che suscitarono interesse e commenti contrastanti, sia
nella critica6 che tra il pubblico.
Cruciali per la carriera di Giuseppe Ronchi furono gli anni 1898-1905.
Nel 1898 partecipò a Torino alla Esposizione Nazionale; all’interno di
questa fu organizzata una Esposizione d’Arte Sacra a cui fu collegato
il Concorso Pontificio voluto da Leone XIII: la sua Sacra Famiglia, in
competizione con opere di importanti nomi dell’arte nazionale, ottenne la menzione onorevole e lo segnalò all’attenzione dei critici7.
Nel 1899 partecipò per la prima volta, senza successo, al concorso
per la pensione biennale del Legato Brozzoni, destinata ai giovani artisti bresciani desiderosi di perfezionarsi negli studi presso un’Accademia.
Nello stesso anno furono ammesse all’Esposizione annuale del Glaspalast di Monaco di Baviera8 le sue opere Juventus e Senectus, insieme ad
una terza non identificata con certezza (probabilmente Pluribus intentus). In occasione della mostra egli ebbe anche modo di soggiornare
per studio a Monaco, come riferito da alcune fonti, che ritengono il suo
stile influenzato all’origine dalla scuola tedesca dell’epoca. In seguito
compì viaggi di studio a Firenze, Roma e Venezia.
Fra il 1900 e il 1901 eseguì il dipinto La Pietà (Pietas), che suscitò l’entusiasmo di Arturo Reggio, al tempo giornalista della «Sentinella Bresciana9».
Nel 1903, ripresentatosi al Concorso Brozzoni, lo vinse con l’opera
La carità10. Non è stata trovata alcuna notizia relativa a studi di perfezionamento che avrebbe dovuto compiere e documentare, in seguito
al conseguimento della pensione, tranne quella della presentazione di
Vespro sereno come saggio annuale di progresso per il 1904.
In quel periodo iniziò la sua partecipazione alle esposizioni organizzate
dalla Società Arte in Famiglia, che costituivano la più importante vetrina
per gli artisti bresciani. Alla prima occasione, nel 1902, con la Sacra Famiglia ottenne un significativo riconoscimento, rientrando tra gli artisti
le cui opere vennero scelte da una commissione incaricata di destinare
i fondi stanziati dal ministro della Pubblica Istruzione Nasi, dall’Ateneo
e dall’Arte in Famiglia11.
(5) Al Circolo cattolico, 1896.
(6) Un artista che promette, 1897.
(7) DANIEL, 1898.
(8) Offizieller Katalog der Münchener jahres-ausstellung…, 1899.
(9) A. U. R.[EGGIO], La Pietà, 1900.
(10) L. CAPRETTI, F. DE LEONARDIS, 2009.
(11) Esposizione d’Arte Moderna. Gli acquisti dell’Ateneo e dell’on. Nasi, 1902.
18
Opere di Ronchi alla mostra dell’Arte in Famiglia del 1902 (foto Archivio Manziana)
Da questo acquisto (8 piccoli paesaggi ad olio) e dal concorso Brozzoni
deriva la presenza nelle collezioni dei Civici Musei di 10 dipinti di Ronchi, accompagnati da un Ritratto di Romolo Romani adolescente, donato
dagli eredi in epoca più recente.
A successive mostre organizzate dall’Arte in Famiglia, da sola o in collaborazione con altri enti, egli partecipò negli anni 190412 (con La Pietà e Vespro sereno), 190913 (con Uscita dal tempio e Cristo pacificatore),
191614 (con Sicut lilium), 1919, 1920, 1921, 1922, 192315 (con Romanità).
In occasione di queste mostre le critiche che comparvero sui giornali
furono sempre divise tra l’apprezzamento per le sue scelte (audaci per
l’ambiente bresciano) di impostazione stilistica e di soggetti impegnativi
e le riserve dovute all’incomprensione di quelli che sembravano eccessi, ingiustamente associati a presunte incertezze tecniche. Gli furono
particolarmente vicini, con scritti su vari periodici, i giornalisti Lorenzo Gigli16 e Narciso Bonfadini17 (che curò anche sue mostre); ma non
mancò nemmeno l’apprezzamento di Piero Feroldi18, critico attento
agli spunti di modernità. Ronchi riuscì comunque a mettersi sempre in
evidenza, tanto da ottenere nella mostra di Arte in Famiglia del 1924
una sua sezione personale di 41 dipinti.
(12) GALMAS, 1904.
(13) Il “vernissage” della Mostra d’arte di Palazzo Bargnani, 1909.
(14) T. BIANCHI, 1916.
(15) P. FEROLDI, 1923.
(16) L. GIGLI, 1911.
(17) N. BONFADINI, 1930.
(18) P. F.[EROLDI], 1909.
19
Oltre che nelle rassegne dell’Arte in Famiglia, egli espose in mostre
bresciane di altre organizzazioni, come quella degli Amatori dell’Arte
nel 1921 (con Visione di sant’Antonio), quella del paesaggio italiano a
Gardone Riviera del 1920-1921, la Triennale del 1928 (con Spirito e
materia) e le Sindacali del 1938, del 1940 e del 1942. Un successo personale riscosse inoltre alla mostra organizzata a Milano nel 1928 dalla
Famiglia Bresciana19.
Partecipò inoltre a numerose mostre nazionali20, come quelle di Arte
Sacra a Venezia del 1908 e del 1920 e a Padova del 1931. Particolarmente intensa fu l’attività espositiva nel primo decennio del secolo: a
Torino nel 1902 e 1903, a Milano nel 1902 e 1906, a Roma nel 1905, a
Firenze nel 1908.
Due importanti personali, dove, accanto alle opere più note, si metteva
in particolare evidenza la produzione paesaggistica, gli furono dedicate
nell’aprile 1933 dalla Galleria Campana21 e nel dicembre 1943 dalla
Galleria Schreiber22.
Nel corso degli anni affiancò all’attività più strettamente pittorica altre
iniziative di diverso genere: nel 1912, in associazione con alcuni giornalisti del «Cittadino», diede vita al periodico satirico «La Lodoiga de la
Loza»23, che ebbe peraltro esistenza molto effimera. Negli anni ’10 fece
interventi giornalistici su argomenti d’arte sullo stesso «Cittadino», ma
anche sulla «Sentinella» e su «Brixia Sacra». Nel 1913 cercò, con il
fratellastro Romolo Romani e lo scultore Achille Regosa, di creare
un’attività artigianale di decorazione e restauro di edifici24; purtroppo
anche questa iniziativa ebbe breve durata, forse a causa della malattia di
Romani; e comunque entrambi i colleghi scomparvero prematuramente, tra il 1916 e il 1917.
Più successo ebbe nella veste di illustratore di periodici, di opuscoli, di
manifesti. Soprattutto importanti le illustrazioni della Divina Commedia
in occasione delle Lecturae Dantis tenute dal gesuita padre Casoli al
Collegio Cesare Arici negli anni 1905-190925.
Grande importanza ebbero nella sua attività le molte opere eseguite su
commissione per chiese di città e provincia, tanto da farlo considerare
fondamentalmente artista religioso26. Per citare solamente le principali:
in città le chiese di San Luca, di Sant’Afra, di San Francesco, delle Ancelle
della Carità, di Santa Maria delle Consolazioni, di San Pietro in Oliveto;
(19) Mostra di opere di artisti bresciani, 11 novembre-2 dicembre 1928, 1928.
(20) R. BREDA, 2001.
(21) Mostra personale del pittore Prof. Giuseppe Ronchi, 1933.
(22) N. BONFADINI, 1943.
(23) A. FAPPANI, 2002, p. 165.
(24) P. BRAGA, 1978, p. 101.
(25) Il saggio finale al Collegio Cesare Arici, 1905 e Lectura Dantis. I nostri artisti, 1909.
(26) N. BONFADINI, 1930.
20
in provincia le chiese di Bione, Cadignano, Grignaghe, Muscoline, San
Zeno.
Ronchi fu artista sinceramente e profondamente religioso: si può forse dire che egli rappresenta per questo un caso unico nella pittura
bresciana tra ’800 e ’900; infatti l’esempio di arte religiosa da tutti
citato era l’opera di Faustini, che in realtà era assolutamente agnostico (come risulta esplicitamente nelle sue numerose lettere agli amici
pittori Rovetta27 e Manziana28), mentre un artista profondamente religioso come Rovetta non faceva uscire la sua arte religiosa dall’ambito
privato.
Per quanto riguarda gli edifici pubblici eseguì un’importante opera
(Trionfo della Provincia) nel 1916 per il salone della Provincia in Broletto,
per incarico dell’ingegner Giovanni Tagliaferri che curava il restauro del
palazzo29; non fu invece realizzato il progetto di affresco per l’Istituto
Pastori, di cui rimane un bozzetto (Allegoria dell’agricoltura).
Morì nel 1951 dopo una lunga malattia.
Dopo la sua morte gli venne dedicata nel 1976 una mostra retrospettiva presso le sale di via Gramsci dell’Associazione Artisti Bresciani, a
cura di Luciano Spiazzi30.
G. Ronchi, Trionfo della Provincia di Brescia, 1916
(27) Archivio Rovetta, presso gli eredi.
(28) Archivio Manziana, presso gli eredi.
(29) V. VOLTA², 1987.
(30) L. SPIAZZI², 1976.
21
Le opere in mostra
5 - Paesaggio (I Ronchi di Brescia)
1895
Olio su tela, 39 x 52,5 cm
Brescia, collezione privata
24
12 - Ritratto di Romolo Romani giovinetto (Pluribus intentus)
1897
Olio su tela, 66 x 50 cm
Brescia, Civici Musei d’Arte e Storia
25
13 - Ritratto di Alberto Ganna
1897
Olio su tela, 80 x 70 cm
Brescia, collezione privata
26
14 - Ritratto di Giuseppe Manziana
1897-1900
Olio su tela, 103,5 x 82,5 cm
Brescia, collezione privata
27
15 - Juventus
1897
Olio su tela, 53,5 x 40 cm
Brescia, collezione privata
28
16 - Senectus
1897
Olio su tela, 54 x 41 cm
Brescia, collezione privata
29
34 - Bosco
1900-1901
Olio su tavola, 16,7 x 28 cm
Brescia, Civici Musei d’Arte e Storia
30
36 - Paesaggio con vigna
1900-1901
Olio su tavola, 15 x 22 cm
Brescia, Civici Musei d’Arte e Storia
31
40 - Paesaggio invernale
1901
Olio su tavola, 15 x 25 cm
Brescia, Civici Musei d’Arte e Storia
32
41 - Valle con edifici
1901
Olio su tavola, 15 x 25 cm
Brescia, Civici Musei d’Arte e Storia
33
49 - Vespro sereno
1903
Olio su tela, 133 x 102 cm
Brescia, Civici Musei d’Arte e Storia
34
73 - Studio per una figura di angelo con fiori
1911
Olio su tela, 55 x 40 cm
Brescia, collezione privata
35
78 - Sicut lilium
1912
Olio su tela, 76 x 53 cm
Brescia, collezione privata
36
85 - Cantico delle creature
1911
Olio su tavola, 49 x 33,5 cm
Brescia, collezione privata
37
92 - Carpe diem
1915
Olio su tela, 94 x 84 cm
Brescia, collezione privata
38
103 - Lago d’Iseo
1917
Olio su tavoletta, 13,5 x 22 cm
Brescia, collezione privata
39
112 - Case a Grignaghe
1918
Olio su tavoletta, 43 x 33 cm
Brescia, collezione privata
40
130 - Signorina dell’Ottocento
1920
Pastello su carta, 60 x 70 cm
Brescia, collezione privata
41
141 - Il mare
1920
Olio su tavola, 49 x 33 cm
Brescia, collezione privata
42
142 - Aurora
1921
Olio su tavola, 20 x 35 cm
Brescia, collezione privata
43
143 - Pomeriggio
1921
Olio su tavola, 20 x 35 cm
Brescia, collezione privata
44
158 - Marina
1920-1930
Olio su tavoletta, 21,5 x 32,5 cm
Brescia, collezione Armando Vincoli
45
161 - Melchisedec offre pane e vino al patriarca Abramo
1922
Olio su cartone, 52 x 33 cm
Brescia, collezione privata
46
167 - Temporale d’autunno
1923
Olio su tela, 27 x 33,5 cm
Brescia, collezione privata
47
175 - La pesca a Massa
1924
Olio su tela, 62 x 79 cm
Brescia, collezione privata
48
178 - Fiera di Sant’Antonio
1924
Olio su cartone, 24,5 x 31 cm
Brescia, collezione privata
49
183 - Loreley
1924
Olio su tavoletta, 17 x 29 cm
Brescia, collezione privata
50
184 - Loreley
1924
Olio su tavoletta, 17 x 29 cm
Brescia, collezione privata
51
190 - Cavaliere nella tempesta
1924-1930
Olio su cartone, 20,5 x 31 cm
Camignone di Passirano, collezione privata
52
191 - Signora in lutto. Rimembranze
1924-1930
Olio su tela, 53 x 68 cm
Brescia, collezione privata
53
192 - Ave Maria del mattino
1925-1930
Olio su tela, 88 x 135 cm
Camignone di Passirano, collezione privata
54
195 - Mattino dopo la pesca
1926
Olio su tavoletta, 32 x 46,5 cm
Brescia, collezione privata
55
226 - Allegoria dell’agricoltura
1930-1934
Olio su tela, 35,5 x 105,5 cm
Brescia, collezione privata
56
227 - Tramonto sul lago d’Iseo. Lovere
1931
Olio su tavola, 35,5 x 50 cm
Brescia, collezione privata
57
244 - Sera alle grotte di Catullo
1933
Olio su tavola, 29 x 49,5 cm
Brescia, collezione privata
58
266 - San Francesco porta la croce
1935-1938
Olio su tela, 118 x 82 cm
Brescia, collezione privata
59
276 - Mietitura
1937-1940
Olio su tavoletta, 22 x 36 cm
Brescia, collezione privata
60
281 - Il mercato di Montichiari
1937
Olio su tavola, 50 x 70 cm
Brescia, collezione privata
61
292 - Convegno di angeli
1940
Olio su tavola, 48,5 x 72,5 cm
Brescia, collezione privata
62
294 - Motivo di fiaba
1940-1943
Pastello su carta, 38 x 40,5 cm
Monterotondo di Passirano, collezione privata
63
303 - Alba sul Castellaccio
1943
Olio su tela, 35,5 x 50 cm
Brescia, collezione privata
64
330 - Giochi di luce sul mare
1945-1950
Olio su cartone, 25 x 33 cm
Chiari, collezione privata
65
363 - Impressione
1945-1951
Olio su cartone, 16,5 x 24,5 cm
Brescia, collezione privata
66
364 - Chiaro di luna
1945-1951
Olio su tavoletta, 22 x 16,5 cm
Chiari, collezione privata
67
365 - Tramonto
1945-1950
Olio su tavoletta, 24,5 x 16 cm
Chiari, collezione privata
68
Inferno, Canto VI
1905
Carboncino su carta, 56 x 84 cm
Chiari, collezione privata
69
Inferno, Canto VIII
1906
Carboncino su carta, 64 x 96 cm
Brescia, collezione privata
70
APPARATI
CATALOGO
DELLE OPERE
Luigi Capretti
e Francesco De Leonardis
Con l’asterisco sono indicate le
opere esposte in mostra.
OPERE PITTORICHE E GRAFICHE
1 - Secchio di rame con sedano
1889
Olio su cartone, 29 x 41,5 cm
Sul retro: G. Ronchi e data illeggibile
…9
Brescia, collezione privata
4 - Ritratto di Romolo Romani seduto su una poltrona
1893-1894
Olio su tela, 64 x 79 cm
Camignone di Passirano, collezione privata
2 bis - Case di montagna
1892-1895
Olio su tavoletta, 38,5 x 27,5 cm
In basso a destra, in nero: Ronchi G.
Brescia, collezione privata
Nell’Archivio Giuseppe Ronchi, presso
gli eredi, è conservato un elenco autografo delle opere compilato dopo il
1943. In esso figura, accanto a questa,
un’altra natura morta giovanile, Verze
tagliate su tagliere e coltello, non reperita.
3 - Ritratto di Romolo Romani bambino
1892
Olio su tela, 45 x 40 cm
Brescia, collezione privata
Nell’elenco autografo figura al n. 18 un
ritratto di Romolo a 8 anni in poltrona con
costume quasi goldoniano, di cui questo
potrebbe essere uno studio preparatore, pertanto databile al 1893-1894.
*5 - Paesaggio (I Ronchi di Brescia)
1895
Olio su tela, 39 x 52,5 cm
In basso a sinistra, in marrone: Ronchi /95
Brescia, collezione privata
Bibliografia: Anelli, 1985², p. 78
Romolo Romani (Brescia, 1885 - 1916),
fratellastro materno di Giuseppe Ronchi, compare in alcuni ritratti da fanciullo e da adolescente.
2 - Paesaggio con case su un torrente
1892
Matita su carta, 37 x 28 cm
In basso a destra: Ronchi G. ’92
Brescia, collezione privata
72
6 - Paesaggio con lago
1895-1898
Olio su tavola, 26 x 37 cm
In basso a destra, in rosso: G Ronchi
Brescia, collezione privata
Cantù, morto a Milano nel 1895, ebbe
saldi rapporti con Brescia e fu, tra l’altro,
presidente onorario del Circolo della Gioventù Cattolica, committente del dipinto.
7 - Ritratto di vecchio
1895
Ubicazione ignota
Il ritratto è documentato dalla fotografia, conservata in un album nell’Archivio
Giuseppe Ronchi presso gli eredi, con la
didascalia Ritratto di vecchio 1895; compare inoltre, in una fotografia d’epoca,
nello studio di Giuseppe Ronchi accanto
all’artista.
9 - Ritratto di Egidio Dabbeni
1896
Olio su tela, 60 x 48 cm
In basso a destra, in rosso: Primavera /
G. Ronchi / MCIIIIM
Brescia, collezione privata
Bibliografia: Rapaggi, 2008, p. 21 (ill.)
Nell’elenco autografo il ritratto dell’ingegner Egidio Dabbeni (Brescia, 1874 - 1964)
figura al n. 3 insieme ai «ritratti di amici»:
Costantino Franchi, Alberto Ganna, signora Ganna, Giuseppe Manziana e avvocato
Sandrinelli. Il ritratto compare inoltre, in
una fotografia d’epoca, nello studio di Giuseppe Ronchi accanto all’artista.
8 - Ritratto di Cesare Cantù
1896
Olio su tela, 125 x 94 cm
In basso a sinistra: G. Ronchi 96
Ubicazione ignota
Bibliografia: Al Circolo cattolico, 1896;
Anelli, 1985², p. 78; Lonati, 1975¹, p. 41;
Lonati, 1982, p. 296; Lonati, 1985², p. 132;
Fappani, 1999, p. 244
Il ritratto è documentato nell’album
dell’Archivio Ronchi, con la didascalia Ritratto a olio di Cesare Cantù 1896. Cesare
10 - Quattro medaglie decorative
per il catafalco degli Uffici solenni
da morto
1896
Già Ghedi, chiesa parrocchiale di Santa
Maria Assunta
Ubicazione ignota
Bibliografia: Bonini, 2008, pp. 194 e 195
(ill.)
Il catafalco fu realizzato da Cesare Passadori su progetto del decoratore Carlo Chimeri; Giuseppe Ronchi dipinse i
quattro riquadri posti alla base.
11 - Facciata della chiesa di San Giovanni
1896
Olio su tavoletta, 34,5 x 69,5 cm
In basso a destra, in nero: G. Ronchi / 96
Brescia, sagrestia della chiesa parrocchiale di San Giovanni Evangelista
Il dipinto è inserito in una grande cornice di legno da cui sporge, in alto sinistra,
una piccola edicola entro la quale vi è
una riproduzione (fotografia ridipinta)
della Madonna del Tabarrino del Moretto.
*12 - Ritratto di Romolo Romani giovinetto (Pluribus intentus)
1897
Olio su tela, 66 x 50 cm
In alto a destra: G. Ronchi 1897
Sul retro: G. Ronchi 99 Brescia
Brescia, Civici Musei d’Arte e Storia
Inv. 1238. Dono di Mario Ronchi (1965)
73
Esposizioni:Torino, 1898, n. 579; Monaco,
1899; Brescia, 1902, n. 5; Brescia, 1976;
Brescia, 1989
Bibliografia: Esposizione Nazionale…,
1898, p. 12; Arte in Famiglia…, 1902; Catalogo…, 1902, p. 3; L’Esposizione d’Arte
Moderna, 1902; Nicodemi, 1967, p. 24
(ill.); Spiazzi, 19762, p.n.n.; Anelli, 1985²,
pp. 78-79; Lonati, 1985², p. 132; Passamani, 1985², p. 235; Stradiotti, Lucchesi
Ragni, 1985, p. 271;Terraroli, 1989, p. 124;
Caramel, 1998, p. 12 (ill.); Fappani, 1999,
pp. 244-245 (ma scrive erroneamente:
mostra 1908 anzichè 1902)
Nella fotografia, conservata nell’album
dell’Archivio Ronchi, compare la didascalia: «Pluribus intentus – dip. Ad olio
1897 – Ritratto di Romolo Romani /
dodicenne Esposto nel 1899 al Glaspalast Monaco (Baviera) propr. Privata».
Nel catalogo dell’esposizione bavarese,
in effetti, il ritratto non compare e risulta solo Juventus al n. 904; nella numerazione si passa poi subito al n. 908
ed è probabile che i numeri mancanti
fossero destinati ad almeno altre due
opere di Ronchi, Senectus e Pluribus
intentus, che erano già state esposte
insieme a Torino nel 1898. In una fotografia di Carlo Manziana di una sala
dell’esposizione del 1902 si nota il ritratto, racchiuso in una bella cornice
lavorata, di gusto liberty, probabilmente
disegnata dallo stesso Giuseppe Ronchi, che, in quegli anni, amava arricchire
i suoi dipinti con cornici elaborate che
erano realizzate dall’intagliatore Cesare Passadori.
*13 - Ritratto di Alberto Ganna
1897
Olio su tela, 80 x 70 cm
In alto a sinistra: G. Ronchi / giugno
1897
Brescia, collezione privata
74
L’industriale Alberto Ganna (Brescia,
1880 - Milano, 1929) fu noto alpinista e
sportivo; dal 1919 sostenne la squadra
di calcio “Brescia”, di cui fu tra i principali dirigenti.
*14 - Ritratto di Giuseppe Manziana
1897-1900
Olio su tela, 103,5 x 82,5 cm
Brescia, collezione privata
Esposizioni: Torino, 1898, n. 22; Monaco,
1899, n. 904; Brescia, 1904; Brescia, 1985;
Firenze, 1908
Bibliografia: Un nuovo pittore, 1897; Un
artista che promette, 1897; Esposizione
Nazionale…, 1898, p. 12; Cose d’arte,
1899; Offizieller Katalog…, 1899, p. 74;
Canossi, 1903, p. 3; Galmas, 1904, pp.
2-3; G. Z., 1904; Nemo, 1904; P. F.[eroldi],
1909; Gigli, 1911², p. 8; Bonfadini, 1930,
p. 32; Lonati, 1975¹, p. 41; Trent’anni fa...,
1981; Lonati, 1982, p. 297; Anelli, 1985²,
p. 78; Lonati, 1985¹, p. 274; Lonati, 1985²,
p. 132; Lucchesi Ragni, Stradiotti, 1985,
p. 220; Stradiotti, Lucchesi Ragni, 1985,
p. 271; Basta, 1990, p. 147; Fappani, 1999,
pp. 244-245
Nella fotografia, conservata nell’album
dell’Archivio Ronchi, compaiono le
didascalie: «Prop.tà Senatore Angelo
Passerini» e « Iuventus – Testa ad olio
– Esp. Glaspalast 1899 Monaco (Baviera)
/ propr. Signor Angelo Passerini». È un
autoritratto di Giuseppe Ronchi.
L’avvocato Giuseppe Manziana (Brescia,
1876 - 1952) era figlio del pittore Carlo,
segretario della Società Arte in Famiglia.
Fu tra i protagonisti dell’attività sociale
dei cattolici bresciani e tra i sostenitori
delle attività culturali in città. Fu amico e
mecenate di diversi pittori, tra cui Landi
e Ronchi stesso.
*15 - Juventus
1897
Olio su tela, 53,5 x 40 cm
In alto a destra: G. Ronchi
Sul retro: G. Ronchi Brescia 98
Lungo il lato sinistro: JUVENTUS
Brescia, collezione privata
*16 - Senectus
1897
Olio su tela, 54 x 41 cm
In alto a destra: G. Ronchi
Lungo il lato sinistro: SENECTUS
Brescia, collezione privata
Esposizioni: Torino, 1898, n. 25; Monaco,
1899; Brescia, 1985; Firenze, 1908
Bibliografia: Un nuovo pittore, 1897; Un
artista che promette, 1897; Esposizione
Nazionale…, 1898, p. 12; P. F.[eroldi],
1909; Gigli, 1911², p. 8; Bonfadini, 1930,
p. 32; Lonati, 1975¹, p. 41; Lonati, 1980,
p. 132; Trent’anni fa..., 1981; Lonati, 1982,
p. 297; Lonati, 1985¹, p. 274; Anelli, 1985²,
p. 78; Lucchesi Ragni, Stradiotti, 1985, p.
220; Stradiotti, Lucchesi Ragni, 1985, p.
271; Basta, 1990, p. 147; Fappani, 1999,
pp. 244-245
Nella fotografia, conservata nell’album
dell’Archivio Ronchi, compaiono le didascalie: «Prop.tà Senatore Angelo Passerini»
e « Senectus – Testa ad olio – Esp. Glaspalast 1899 Monaco (Baviera) / propr. Signor
Angelo Passerini». Il dipinto costituisce un
dittico con Juventus; entrambe le tele sono
racchiuse in una bella cornice, disegnata
dallo stesso artista e ornata con fregi di
gusto liberty in lastra di rame a sbalzo. Il
personaggio del ritratto è lo stesso che
compare anche in Vespro sereno e non può
essere l’«anziano professore della Scuola
Agraria “G. Pastori”, al quale il Ronchi era
evidentemente molto legato», come è
scritto nella scheda del catalogo della mostra Brescia postromantica e liberty 18801915, perché nel 1897 Ronchi non aveva
alcun rapporto con la Scuola Agraria “G.
Pastori”. Una traccia per l’identificazione
viene fornita da un’annotazione autografa
dell’artista che compare sotto l’illustrazione pubblicata nel 1912 sulla rivista
«La Cronaca d’Oro», conservata presso
gli eredi, dove si legge «Pietro Cohen»;
si tratterebbe pertanto di un membro
della famiglia di antiquari bresciani nella
cui bottega, nel maggio 1897, Giuseppe
Ronchi aveva esposto un paesaggio e due
studi di teste, da identificare, questi ultimi,
probabilmente con Senectus e Juventus.
Ulteriore indizio sono gli oggetti d’arte
che si vedono alle spalle del personaggio.
17 - Autoritratto
1898-1902
Olio su tela, 34 x 19 cm (ritagliato in
maniera irregolare)
Brescia, collezione privata
È il frammento di un dipinto, di cui non
si conosce il soggetto, nel quale compariva un autoritratto dell’artista.
18 - Autoritratto
1898-1902
Olio su tela, 60 x 38 cm
Brescia, collezione privata
19 - Studio per gli angeli della “Sacra
Famiglia”
1898
Carboncino su carta, 155 x 84 cm
Nelle aureole si leggono le scritte:
ADORAMUS TE DOMINE e LAUS TIBI
DOMINE
Camignone di Passirano, collezione privata
20 - Studio per la testa della Madonna della “Sacra Famiglia”
1898
Carboncino su carta, 32 x 25 cm
Brescia, collezione privata
21 - Sacra Famiglia
1898
Olio su tela, approssimativamente 200
x 300 cm
In basso a sinistra: G. Ronchi /1898
In basso la scritta in greco:
NAZΩPAIO KHHETAI
Opera distrutta nel 1945
Esposizioni: Torino, 1898; Brescia, 1902,
n. 4
Bibliografia: Il concorso pontificio…, 1898;
I nostri artisti, 1898; Il pittore Ronchi, 1898;
La «Sacra Famiglia»…, 1898; Barbieri,
1898; Daniel, 1898; Ferrari, 1898; Arte
in Famiglia…, 1902; Catalogo…, 1902, p.
3; Esposizione artistica, 1902; L’Esposizione d’Arte Moderna, 1902; Canossi, 1903,
p. 3; Gnaga, 1905, p. 182; Sartori Treves,
1907, p. 1; P. F.[eroldi], 1909; Gigli, 1911¹,
p. 5; Gigli, 1911², pp. 7 e 9 (ill.); Bonfa-
75
dini, 1930, p. 31; Mostra personale…,
1933, p.n.n.; Bonfadini, 1937; Bonfadini,
1943, p.n.n.;V. L.[onati], 1943;V. L.[onati],
1951; Comanducci, 1973, p. 2779; Lonati, 1975¹, p. 41; Spiazzi, 1976², p.n.n.;
Trent’anni fa..., 1981; Lonati, 1982, p. 297;
Anelli, 1985², p. 78; Lonati, 1985¹, p. 274;
Lonati, 1985², p. 132; Passamani, 1985², p.
235; Basta, 1990, p. 146; Fappani, 1999, p.
244; Orlandi, 2006, p. X
Nella fotografia, conservata nell’album dell’Archivio Ronchi, compaiono
le didascalie: «Proprietà Comm. Giacinto Mazzola» e «La Sacra Famiglia
– dipinto ad olio premiato al Concorso Pontificio Torino 1898 / Propr.
Banca S. Paolo di Brescia distrutto
dall’incursione aerea 2 Marzo 1945».
Il dipinto fu presentato al Concorso
pontificio indetto da papa Leone XIII
nell’ambito dell’Esposizione di Arte
Sacra, che era una sezione dell’Esposizione Italiana 1898 a Torino. I termini
del concorso prescrivevano il tema
in generale e, pur senza stabilire una
misura precisa, richiedevano una pala
ad olio a figure intere, grandi al vero.
Giuseppe Ronchi affrontò il tema con
una scelta iconografica non tradizionale, ispirandosi all’episodio del ritorno
a Nazareth dall’Egitto della Sacra Famiglia secondo il racconto del Vangelo
di Matteo (2-23), come si ricava anche
dall’iscrizione in greco «NAZΩPAIO
KHHETAI», posta alla base del
dipinto, che significa «sarà chiamato
Nazareno». L’opera fu giudicata positivamente, anche se con qualche riserva, su «Arte Sacra», la rivista ufficiale
dell’esposizione, da Daniel, che scrisse:
«Il Ronchi fa rivivere nel suo quadro
una specie di pompa trionfale, intraveduta in un sogno mistico; Gesù seguendo la Vergine si avanza verso destra; a
lui tien dietro il padre Giuseppe, assorto in serafica visione; le dure pietre
del sentiero copre un tappeto, steso da
due Angeli volanti innanzi al corteo, in
fondo in un mare di luce, la città eletta,
Gerosolima, che s’adagia alle falde dei
colli. Il quadro è in una gamma di colori
chiari, che amerebbe la contemplazione
unica, è uno di quei quadri esposti che
vanno veduti da soli, ma è di quelli puri
che lasciano travedere nell’autore un
pensiero ed un’intuizione del soggetto
non comune». Le riserve riguardavano
una presunta «fretta dell’esecuzione»
con cui fu probabilmente interpretata
la pennellata moderna di Ronchi. Gigli
(1911¹) attesta l’acquisto dell’opera da
parte della Banca Mazzola Perlasca, da
76
cui pervenne in seguito alla Banca San
Paolo.
reno / pel quadro “La Sacra famiglia”
/ premiato a Torino 1898 (Concorso
Pontificio)»
Brescia, collezione privata
Bibliografia: Gigli, 1911², p. 10 (ill.)
24 - Cappella Tirandi al cimitero Vantiniano
1900 (?)
Ubicazione ignota
Bibliografia: Lonati, 1975², p. 32; Trent’anni fa..., 1981; Lonati, 1982, p. 298; Lonati,
1985¹, p. 274; Lonati, 1985², p. 133; Fappani, 1999, p. 245
22 - Studio della testa di san Giuseppe
1898
In alto a sinistra: S. Joseph
Ubicazione ignota
Il pastello è documentato nell’album
dell’Archivio Ronchi, con la didascalia:
«Studio di testa di S. Giuseppe della
Sacra Famiglia / pastello 1898 propr.
Privata».
23 - Testa del Nazareno
1898
Pastello su carta, 60 x 42 cm
In basso al centro, in nero: G. Ronchi
1898
A lato in alto a sinistra:
NAZΩPAIO KHHETAI
Sul retro: «Studio della testa del naza-
Riccardo Lonati cita in più occasioni,
datandola al 1900, la decorazione della cappella Tirandi al Vantiniano, nella
quale attualmente non c’è però traccia
alcuna di opere di Giuseppe Ronchi.
La cupola della cappella è affrescata da
Gaetano Cresseri con figure di Angeli
oranti; sull’altare, privo oggi di pala, era
collocata almeno fino al 1990, quando
la vide Valerio Terraroli, una tela «raffigurante la Deposizione con la figura
ignuda del Cristo che viene mostrata
al fedele da tre figure angeliche velate».
La datazione al 1900 è comunque incongrua perché la cappella fu edificata
nel 1912.
25 - Bozzetto per la Pietà
1900
Olio su tela, 31 x 22 cm
Sul retro: autentica della figlia Anna
Monterotondo di Passirano, collezione
privata
26 - Pietas
1901
Olio su tela, 170 x 300 cm
In basso a destra: G. Ronchi / 1901; sulla
cornice la scritta PIETAS
Brescia, collezione privata
Esposizioni: Brescia, 1904;Venezia, 1908
Bibliografia: A. U. R.[eggio], 1900;
La Pietà, 1902, p. 9; Canossi, 1903, p.
3; Galmas, 1904, pp. 2-3; G. Z., 1904;
Nemo, 1904; Sartori Treves, 1907, p. 1;
P. F.[eroldi], 1909; Gigli, 1911¹, p. 5; Gigli, 1911², p. 9; Mostra annuale..., 1924;
Bonfadini, 1930, p. 31; Mostra personale…, 1933, p.n.n.; Bonfadini, 1937; Bonfadini, 1943, p.n.n.; Comanducci, 1973,
p. 2779; Lonati, 1975¹, p. 41; Trent’anni
fa..., 1981; Lonati, 1982, p. 297; Anelli,
1985², p. 78; Lonati, 1985¹, p. 274; Lonati, 1985², p. 132; Fappani, 1999, p. 244;
Faroni, 2003, p. 161
L’opera, che Arturo Reggio dice completata da pochi giorni nell’aprile
1900, fu esposta a Brescia nel 1904 e
alla Mostra d’Arte Sacra di Venezia nel
1908; venne acquistata da monsignor
Domenico Menna, futuro vescovo di
Mantova dal 1929 al 1954, che la portò nella chiesa di San Bernardo nell’ex
eremo dei Camaldoli, da lui ristrutturato per farne sede di villeggiatura
dei giovani seminaristi mantovani. La
tela è documentata anche da una fotografia nell’album dell’Archivio Ronchi, con le didascalie: «”Pietas”dipinto
a olio 1904. Esposto a Venezia 1908 /
Propr. S.E. Monsignor Menna Vescovo
di Mantova». Il dipinto è conservato
nell’elaborata cornice originale, probabile opera di Cesare Passadori.
29 - Studio di una testa
1900
Carboncino e pastello su carta, 40 x
26,5 cm
Chiari, collezione privata
27 - Studio per la testa di san Giovanni di “Pietas”
1900
Pastello su cartoncino, 70 x 60 cm
Brescia, collezione privata
28 - Studio per la testa di un angelo
di “Pietas”
1900
Carboncino e pastello su carta, 40 x 26,5 cm
Chiari, collezione privata
30 - Testa di Cristo fanciullo da “Sacra Famiglia”
1901
Olio su tela, 65,5 x 46,5 cm
In basso a sinistra, in rosso: G. Ronchi /
p.c. a. / 14-5 1901
Il dipinto è inserito in un’elaborata cornice liberty di Costantino Zatti
Brescia, mercato antiquario
77
te dell’ex convento in cui i Padri della
Pace tenevano esercizi spirituali; venne
poi trasferita a Villa San Filippo ed è ora
conservata nel convento di via Pace. Per
lo sfondo di paesaggio Giuseppe Ronchi
riprese uno scorcio del lago d’Iseo da
Costa Volpino che compare in Valle con
edifici (n. 41).
31 - Studio per la testa del “Buon
Pastore”
1901
Carboncino e pastello su carta, 43 x 34
cm
Chiari, collezione privata
33 - Giardino con serra e stagno
1900-1902
Olio su tela incollata, 43,5 x 65,5 cm
In basso a sinistra, in rosso: G. Ronchi
Brescia, collezione privata
*34 - Bosco
1900-1901
Olio su tavola, 16,7 x 28 cm
Brescia, Civici Musei d’Arte e Storia
Inv. 593
Esposizioni: Brescia, 1902, n. 1 bis
Bibliografia: Catalogo…, 1902, p. 3; Esposizione d’Arte Moderna. Gli acquisti…,
1902; L’Esposizione d’Arte Moderna, 1902;
Esposizione artistica, 1902; Fappani, 1999,
p. 244
32 - Il Buon Pastore
1901
Olio su tela, 280 x 150 cm
In basso a destra: G. L. Ronchi / 901
Brescia, sagrestia della chiesa di Santa
Maria della Pace
Bibliografia: Arte sacra, 1901; Lonati,
1975², p. 32; Lonati, 1982, p. 298; Lonati,
1985², p. 132; Ruggeri, Pagliari, 2009, pp.
25-26 e 81
La paletta fu eseguita per un altare della
chiesa di Sant’Antonino, che faceva par-
78
La serie di otto tavolette fu acquistata nel
settembre 1902, in occasione dell’Esposizione d’Arte Moderna di Palazzo Bargnani, con fondi dell’Ateneo di Scienze,
Lettere e Arti (ASBs, Fondo Ateneo,
Busta 88 bis), su indicazione di una commissione, composta da Francesco Rovetta, Antonio Tagliaferri e Vincenzo Lonati,
che aveva il compito di gestire anche
fondi messi a disposizione dal Ministero
della Pubblica Istruzione e dalla Società
Arte in Famiglia; nel 1914, in base ad un
accordo intercorso tra l’Ateneo e il Comune, la serie fu trasferita ai Civici Musei
d’Arte e Storia insieme ad alcune altre
opere, anch’esse acquistate nel 1902. È
probabile che alcune tavolette fossero
già comparse, nel marzo1902, nella vetrina di Angelo Canossi come risulta da
un trafiletto pubblicato da «La Sentinella
Bresciana» il 7 marzo 1902: «La vetrina
di Angelo Canossi da qualche giorno accoglie alcune nuove pitture di Giuseppe
Ronchi. Sono impressioni dal vero che
l’artista genialissimo ha eseguito l’anno
scorso nell’alpestre villaggio di Volpino:
più che impressioni si potrebbero veramente chiamare dei quadretti finiti, è
in essi quella nota mistica e soave che
al Ronchi è propria e che anima di vita
dolcissima i prati e gli alberi verdi, le
rame nude e le azzurre evanescenze del
lago lontano. Giuseppe Ronchi, che a più
forti opere intende la nobile anima e il
robusto ingegno, può andar lieto anche di
questi piccoli lavori che serban pure così
forte l’impronta del suo temperamento
artistico. E noi vivamente ci congratuliamo con lui che all’arte ha consacrata
intera la nobile vita».
35 - Paesaggio con fiume
1900-1901
Olio su tavola, 15 x 25 cm
Brescia, Civici Musei d’Arte e Storia
Inv. 2004
Esposizioni: Brescia, 1902, n. 1 bis
Bibliografia: Catalogo…, 1902, p. 3; Esposizione artistica, 1902; L’Esposizione d’Arte
Moderna, 1902; Esposizione d’Arte Moderna. Gli acquisti…, 1902
*36 - Paesaggio con vigna
1900-1901
Olio su tavola, 15 x 22 cm
Brescia, Civici Musei d’Arte e Storia
Inv. 2005
Esposizioni: Brescia, 1902, n. 1 bis
Bibliografia: Catalogo…, 1902, p. 3; Esposizione artistica, 1902; Esposizione d’arte
moderna, 1902; L’Esposizione d’Arte Moderna, 1902; Esposizione d’Arte Moderna.
Gli acquisti…, 1902
37 - Paesaggio con alberi
1900-1901
Olio su tavola, 15 x 25 cm
Brescia, Civici Musei d’Arte e Storia
Inv. 2006
Esposizioni: Brescia, 1902, n. 1 bis
Bibliografia: Catalogo…, 1902, p. 3; Esposizione artistica, 1902; Esposizione d’arte
moderna, 1902; L’Esposizione d’Arte Moderna, 1902; Esposizione d’Arte Moderna.
Gli acquisti…, 1902
38 - Paesaggio
1900-1901
Olio su tavola, 15 x 25 cm
Brescia, Civici Musei d’Arte e Storia
Inv. 2007
Esposizioni: Brescia, 1902, n. 1 bis
Bibliografia: Catalogo…, 1902, p. 3; Esposizione artistica, 1902; Esposizione d’arte
moderna, 1902; L’Esposizione d’Arte Moderna, 1902; Esposizione d’Arte Moderna.
Gli acquisti…, 1902
39 - Paesaggio con paese
1900-1901
Olio su tavola, 15 x 25 cm
Brescia, Civici Musei d’Arte e Storia
Inv. 2008
Sul retro (pirografato): G. Ronchi 1901
Esposizioni: Brescia, 1902, n. 1 bis
Bibliografia: Catalogo…, 1902, p. 3; Esposizione artistica, 1902; Esposizione d’arte
moderna, 1902; L’Esposizione d’Arte Moderna, 1902; Esposizione d’Arte Moderna.
Gli acquisti…, 1902
*40 - Paesaggio invernale
1901
Olio su tavola, 15 x 25 cm
Sul retro (pirografato): G. Ronchi 1901
Brescia, Civici Musei d’Arte e Storia
Inv. 2009
Esposizioni: Brescia, 1902, n. 1 bis
Bibliografia: Catalogo…, 1902, p. 3; Esposizione artistica, 1902; Esposizione d’arte
moderna, 1902; L’Esposizione d’Arte Moderna, 1902; Esposizione d’Arte Moderna.
Gli acquisti…, 1902
42 - Visione della beata Maddalena
Martinengo
1902
Già Brescia, chiesa di Sant’Afra (ora
Sant’ Angela Merici)
Opera distrutta nel 1945
Bibliografia: Sartori Treves, 1907, p. 1;
Bonfadini, 1930, p. 32; Mostra personale…, 1933, p.n.n.; Bonfadini, 1943,
p.n.n.; Lonati, 1975¹, p. 132 ; Trent’anni
fa ... , 1981; Lonati, 1982, p. 297; Lonati, 1985¹, p. 274; Lonati, 1985², p. 132;
Terraroli, 1990, p. 152; Fappani, 1999,
pp. 244-245
La pala è documentata nell’album
dell’Archivio Ronchi, con le didascalie:
«La Beata Martinengo (visione) – Chiesa di S. Afra Brescia» e «La Beata Martinengo dipinto ad olio 1902 – Chiesa di
S. Afra Brescia / distrutta dall’incursione
aerea 2 marzo 1945».
*41 - Valle con edifici
1901
Olio su tavola, 15 x 25 cm
Sul retro (pirografato): G. Ronchi 1901
Brescia, Civici Musei d’Arte e Storia
Inv. 2010
Esposizioni: Brescia, 1902, n. 1 bis
Bibliografia: Catalogo…, 1902, p. 3; Esposizione artistica, 1902; Esposizione d’arte
moderna, 1902; L’Esposizione d’Arte Moderna, 1902; Esposizione d’Arte Moderna.
Gli acquisti…, 1902
43 - Sotto le foglie
1902
Ubicazione ignota
Esposizioni: Brescia, 1902, n. 3
Bibliografia: Arte in Famiglia…, 1902; Catalogo…, 1902, p. 3; L’Esposizione d’Arte
Moderna, 1902; Fappani, 1999, p. 244
79
Il dipinto era esposto alla Mostra d’Arte
Moderna organizzata dalla Società Arte
in Famiglia nel 1902 insieme alla serie
delle otto piccole Impressioni e a Paesaggio, Novembre, Sacra Famiglia, A più cose
intento; è documentato dalla fotografia
di una sala dell’esposizione, scattata da
Carlo Manziana e conservata nell’Archivio degli eredi Manziana, in cui è possibile identificare l’opera così descritta in
un articolo pubblicato da «La Provincia
di Brescia» il 28 agosto 1902: «Sotto le
foglie nel quale la testa del fanciullo scamiciato spicca vivace sullo sfondo verde
delle larghe foglie di vite».
Copertina in legno pirografato, 33 x
15,5 cm
44 - I fiori della carità
1902
Ubicazione ignota
Esposizioni: Brescia, 1902
Bibliografia: L’esposizione di crisantemi…,
1902, p. 4 (ill.)
46 - Cristo e la Maddalena (bozzetto)
1903
Olio su tavoletta, 24 x 17,5 cm
Brescia, collezione privata
Il libro contiene due pagine illustrate da
Giuseppe Ronchi con il Volto di Cristo e
Figure di angeli con fiori.
Il dipinto è documentato da una fotografia pubblicata sulla rivista «Illustrazione bresciana», n. 4, 16 novembre, dove
è così descritto: «il Ronchi dipinse un
geniale pastello rappresentante Amore
in atto di cogliere crisantemi che va deponendo in grembo alla Carità».
47 - La carità
1903
Olio su tela, 55 x 140 cm
Brescia, Civici Musei d’Arte e Storia
Inv. 987
Esposizioni: Brescia, 2009
Bibliografia: Concorso Brozzoni, 1903; Il
Concorso Brozzoni, 1903; Pel Legato Brozzoni, 1903; Panazza, 1959, p. 73; Capretti,
De Leonardis, 2009, pp. 14 e 86
45 - Libro delle messe della cappella
in località Piazza (Muslone)
1902
80
Il trittico è il saggio eseguito da
Giuseppe Ronchi durante la prova
d’esame del concorso per la pensione biennale del Legato Brozzoni.
Nella relazione del “concetto in abbozzo”, presentato in sede di esame,
Ronchi scrive: «“La carità è amore”
e la rappresento sul carro tirato dal
grifone allegorico, accompagnata dal
santo dell’Apocalisse, S. Giovanni,
l’apostolo della Carità; è preceduta
e seguita dalle virtù. S’avanza e sgomenta, mettendo in fuga gli egoisti e
i tiranni […]. Dopo tale allegoria del
centro del trittico ò pensato all’amore grande di Cristo pei peccatori, e lo
rappresento sollevante e perdonante
a Maria di Magdala. Dall’altro lato
pensando alle grandi parole che Fogazzaro fa dire a Cristo: rappresento
il poeta e la compagna nella “Visione”
che da Cristo odono quelle parole:
Mai non dite al mondo prima “credi”
dite “ama”».
Esposizioni: Brescia, 1904; Brescia, 1985
Bibliografia: Un nuovo quadro…, 1903;
Canossi, 1903, p. 3 (ill.); Galmas, 1904,
pp. 2-3; G. Z., 1904; Nemo, 1904; Conferenza artistica…, 1906; Gigli, 1911¹, p. 5;
Gigli, 1911², p. 8; Bonfadini, 1930, p. 32;
Mostra personale, 1933, p.n.n.; Ricordo
di Ronchi..., 1961; Comanducci, 1973, p.
2779; Lonati, 1975¹, p. 41; Spiazzi, 1976¹
(ill.); Spiazzi, 1976², p.n.n.; Trent’anni fa...,
1981; Lonati, 1982, p. 297; Anelli, 1985²,
p. 78; Lonati, 1985¹, p. 274; Lonati, 19852,
p. 132; Lucchesi Ragni, Stradiotti, 1985,
p. 220; Stradiotti, Lucchesi Ragni, 1985,
p. 271; Basta, 1990, p. 146; Fappani, 1999,
p. 244;Valotti, 2007, pp. 62 e 88; Capretti,
De Leonardis, 2009, p. 86
48 - Vespro sereno
1903
Carboncino su carta, 2 fogli uniti, rispettivamente 65,5 x 48,5 e 81 x 53 cm
Brescia, collezione privata
È uno studio preparatorio del dipinto ad
olio (n. 49).
*49 - Vespro sereno
1903
Olio su tela, 133 x 102 cm
Sul retro: Ronchi 1903
Brescia, Civici Musei d’Arte e Storia
Inv. 544
L’opera, dopo essere stata esposta alla
Mostra dell’Arte Moderna del 1904, fu
destinata da Giuseppe Ronchi al Municipio quale «saggio di progresso» per
la pensione del Legato Brozzoni, da lui
vinta nel 1903. Circa l’identificazione
del personaggio si veda quanto scritto
nella scheda del dipinto n. 16 (Senectus).
Michela Valotti nel suo saggio sullo scultore Angelo Zanelli (2007) ricorda che
nel Fondo Zanelli, conservato presso
l’Archivio dell’Accademia di San Luca a
Roma, si trova una fotografia del dipinto
con dedica di Giuseppe Ronchi «all’amico Angelo Zanelli con grande affetto»;
Valotti suggerisce un rimando, nella
postura, tra il soggetto di Ronchi e lo
Zanardelli del monumento di Zanelli sul
lungolago di Salò (1904-1906).
50 - Studio per “L’uscita dal tempio”
1904
Carboncino su carta, 84,5 x 65 cm
Brescia, collezione privata
È uno studio preparatore del dipinto ad
olio (n. 51).
51 - Dal tempio (L’uscita dal tempio)
1904
Olio su tela
Ubicazione ignota
Esposizioni: Brescia, 1904; Brescia, 1909
Bibliografia: Galmas, 1904, pp. 2-3; G. Z.,
1904; L’Arte in Famiglia…, 1909; La mostra
dell’«Arte in Famiglia» si aprirà oggi, 1909;
La mostra dell’«Arte in Famiglia» nell’ex
Palazzo Bettoni, 1909; Per l’Esposizione…,
1909; Gigli, 1911¹, p. 5; Lonati, 1975¹, p.
41; Lonati, 1982, p. 297; Lonati, 1985¹, p.
274; Lonati, 19852, p. 132; Basta, 1990, p.
146; Fappani, 1999, p. 244
Il dipinto è documentato dalla fotografia conservata nell’album dell’Archivio
Ronchi, con le didascalie: «Dal tempio
– Propr. Cav. G. ??? Brescia» e «L’uscita dal Tempio – dipinto ad olio / propr.
Villa Dabbeni Sala Brescia». Fu presentato in una forma incompleta alla
Mostra dell’Arte Moderna del 1904 e,
successivamente, nel 1909 fu donato da
Giuseppe Ronchi per la mostra di beneficenza, organizzata dall’Associazione
Arte in Famiglia a favore dei danneggiati nel terremoto di Messina. Non può
pertanto essere stato presentato alla
mostra di Monaco nel 1899, come ripetuto da alcuni biografi. Nel gruppo di
persone che escono dalla chiesa dopo
le funzioni è possibile individuare, in
una delle figure a destra, il “vecchio”
di Vespro sereno e, in una a sinistra, lo
stesso autore; nel giovinetto alle sue
spalle si riconosce il fratellastro Romolo Romani.
81
52 - Due studi di paesaggio
1904
Ubicazione ignota
Esposizioni: Brescia, 1904
Bibliografia: G.Z., 1904
G.Z.: «Come paesista poi il Ronchi presenta due studi di paesaggio riuscitissimi:
ha saputo con grande senso prospettico
ritrarre dall’alto ed ambedue i quadri
sono ricchi di colore, eseguiti con arte e
mi sembrano dire quanto e quanto bene
anche in questo campo il loro autore
saprebbe fare».
trafiletto a stampa, privo di riferimenti,
in cui viene illustrata dallo stesso autore l’allegoria dell’opera: «La società
degli umani è retta e governata da una
potenza grande: lo Stato che, nelle sue
varie forme e nei suoi vari atteggiamenti, aspira ad assicurare ai popoli
condizioni più elevate di benessere
sociale. Senonché esso, inceppato da
vincoli burocratici, da meschine ambizioni, da interessi egoistici, dimentica
troppo spesso, tra lo scetticismo che
l’attornia e l’avvicendarsi d’ire di parte,
quelle leggi sante d’amore che dovrebbero ispirarlo e prevalere per meglio
conseguire la pace ed il bene dei popoli. Nessuna meraviglia quindi che i
Governi sieno impotenti ad alleviare i
mali sociali e spesso ne ignorino perfino l’esistenza. Perciò ho immaginato il
Cristo in un campo di sventure umane,
portante all’uomo di stato, confuso e
attonito, la parola augurale dell’amore
che suscita, della pace che edifica, della
giustizia che sublima».
55 - Frammento da “Cristo pacificatore” (testa di Cristo)
1906
Olio su tela incollata su tavoletta, 60 x
45,5 cm
Brescia, collezione Armando Vincoli
Bibliografia: Orlandi, 2006, p. XI
53 - Cristo pacificatore
1906
Olio su tela
In basso a destra: G. Ronchi / Brescia
Già Brescia, Federazione Leone XIII
Opera distrutta di cui si conservano alcuni frammenti
Esposizioni:Venezia, 1908; Brescia, 1909
Bibliografia: P. F.[eroldi], 1909; Il «vernissage alla Mostra»..., 1909; Il ”vernissage”
della Mostra..., 1909; Gigli, 1911¹, p. 5;
Gigli, 1911², pp. 10-11; Mostra annuale...,
1924; Bonfadini, 1930, p. 32; Comanducci,
1973, p. 2779; Lonati, 1975², p. 32; Lonati,
1982, p. 298; Lonati, 1985¹, p. 274; Lonati,
1985², p. 132; Fappani, 1999, p. 244; Orlandi, 2006, p. XI
Il dipinto è documentato dalla fotografia conservata nell’album dell’Archivio
Ronchi, con le didascalie: «Cristo pacificatore – dipinto ad olio 1917 (? 1909)
/ Propr. del Sodalizio – Leone XIII Brescia Via S. Chiara 5» e «Distrutto dal
bombardamento». Le didascalie sono
però inattendibili sia per la datazione
che Gigli colloca al 1906, sia per la
distruzione bellica, non essendo stata colpita via Santa Chiara nel corso
dei bombardamenti della città. Sono
conservati però in collezioni diverse alcuni frammenti della grande tela,
che riguardano solo i volti delle figure,
passati tempo fa sul mercato antiquario. Nell’album è contenuto anche un
82
54 - Frammento da “Cristo pacificatore” (testa della figura allegorica
dello Stato)
1906
Olio su tela incollata su tavola, 50 x 35
cm
Brescia, collezione privata
È il frammento con il volto della figura
allegorica dello Stato.
56 - Frammento da “Cristo pacificatore” (due volti femminili)
1906
Olio su tela incollata su tavola, 44 x 37
cm
Brescia, collezione privata
61 - Idillio di novembre
1907
Disegno a penna
Ubicazione ignota
Bibliografia: Sartori Treves, 1907, p. 3
(ill.)
57 - Frammento da “Cristo pacificatore” (donna con bimbo )
1906
Olio su tela incollata su tavola, 44 x 37
cm
Brescia, collezione privata
59 - Ritratto di Carlo Tagliaferri
1906
Pastello su cartone, 72 x 53 cm
In basso al centro, in rosso: Alla gentile
signora / Niny Manziana Tagliaferri / G.
Ronchi / D. 1906
Brescia, collezione privata
Carlo Tagliaferri era figlio dell’ingegnere
Giovanni Tagliaferri e di Niny Manziana,
figlia a sua volta del pittore Carlo Manziana, segretario della Società Arte in
Famiglia.
58 - San Tomaso d’Aquino
1906-1910
Ubicazione ignota
Il dipinto è documentato dalla fotografia conservata nell’album dell’Archivio
Ronchi, con la didascalia: «Propr. Fed.
Giov. Leone XIII»; per la Federazione
Giovanile Leone XIII Giuseppe Ronchi
aveva eseguito anche il più impegnativo
Cristo pacificatore.
62 - Testa di Cristo (Ecce homo)
1908
Carboncino su carta
In alto a sinistra: G. Ronchi / - 908 Ubicazione ignota
Bibliografia: Gigli, 1911², pp. 9-10 (ill.);
Trent’anni fa..., 1981; Lonati, 1985², p. 133
60 - Raccoglitrici di olivi sul Garda
(Raccoglitrice di olive in Valle Camonica)
1907
Disegno a penna
Ubicazione ignota
Bibliografia: Sartori Treves, 1907, p. 2 (ill.);
Raccoglitrici di olivi sul Garda, 1911; Lonati,
1975³, p. 36; Lonati, 1982, p. 300; Lonati,
1985², p. 133; Fappani, 1999, p. 245
Fu probabilmente esposto con Idillio di
novembre alla mostra dell’Arte in Famiglia del 1924, in cui al n. 40 figurano
Paesaggi (disegni a penna).
Il disegno è documentato dalla fotografia conservata nell’album dell’Archivio
Ronchi, con le didascalie: «Studio per il
Gesù 1920» e «Testa di Cristo / propr.
S.E. Mons. Gaggia». Riccardo Lonati lo
dice esposto in Palazzo Vescovile accanto al ritratto di monsignor Giacomo
Corna Pellegrini. Il disegno fu replicato
nel 1938 (cat. n. 286).
63 - Rose d’autunno
1908
Ubicazione ignota
Bibliografia: Lam, 1908
Risulta esposto nell’ex negozio Canossi
e Lam così lo descrive: «è un leggiadro
sogno autunnale. Una piccola casa che
s’incupisce nell’androne aperto e vuoto
83
mentre d’intorno il sole occiduo trae
dalle cose circostanti una suprema ed
ultima bellezza di foglie e di fiori […];
nel piano anteriore, due fanciulline raccolgono in mazzo le rose».
In basso a destra: G. RONCHI
Brescia, Casa dei Padri della Pace
Bibliografia: Lonati, 1975³, p. 36; Trent’anni fa..., 1981; Lonati, 1989, p. 665; Prestini,
1995, p. 257, nota 142
Antonio Cottinelli (Brescia, 1843 1910) entrò nel 1863 nella Congregazione dell’Oratorio di San Filippo Neri
(Padri della Pace) e fu ordinato sacerdote nel 1865. Diede vita a corsi di esercizi
spirituali per laici e istituì il Patronato
della Pace per l’istruzione religiosa degli
studenti; nel 1904 fu eletto preposito
della Congregazione.
Ubicazione ignota
Bibliografia: Gigli, 1911¹, p. 6 (ill.)
Il pastello è documentato dalla fotografia conservata nell’album dell’Archivio
Ronchi, con le didascalie: «Testa di Cristo pr. Aribaldo Valerio».
66 - Ritratto di Luigi Tovini
Ubicazione ignota
Bibliografia: Lonati, 1975³, p. 36; Trent’anni fa..., 1981
Potrebbe essere un ritratto di Livio Tovini, figlio di Giuseppe ed esponente del
movimento cattolico bresciano.
64 - Ritratto del dottor Giuseppe
Borghetti
1909
Olio su tela, 147 x 109 cm
In basso a sinistra: G. Ronchi
Brescia, collezione privata
Bibliografia: Fappani, 1999, p. 244
Giuseppe Borghetti (Brescia, 1851 1909), esponente politico dei moderati,
fu direttore della «Sentinella Bresciana»
dal 1894 al 1902; fu membro del Consiglio Provinciale scolastico, della Commissione Provinciale di Beneficenza e
della Deputazione del Teatro Grande.
65 - Ritratto di padre Antonio Cottinelli
1910
Olio su tela, 100 x 80 cm
84
67 - Sinite parvulos venire ad me
1910
Già chiesa dell’Istituto Artigianelli
Ubicazione ignota
Bibliografia: Un nuovo a fresco…, 1910;
Volta, 1987¹, p. 257; Fappani, 1999, p. 245
L’affresco era collocato nella lunetta sopra
il portale della chiesa nuova dell’Istituto
Artigianelli, progettata dall’architetto Luigi Arcioni; rappresentava «sette figure di
donne e di bimbi che portano un omaggio
gentile di fiori e di adorazione al Cristo
che in atto di squisita dolcezza benedice
le piccole vite». Fu sostituito, in seguito,
con un mosaico dello stesso soggetto.
68 - Testa di Cristo
1910-1911
In basso a destra: G. Ronchi
69 - Studio per la testa di sant’Antonio
1910
In alto a destra: G. Ronchi / 1910
Ubicazione ignota
Bibliografia: Gigli, 1911¹, p. 5 (ill.); Gigli,
1911², p. 10 (ill.)
70 - Visione di sant’Antonio (bozzetto)
1911
Olio su tavola, 35,5 x 26 cm
Sul retro: autentica del figlio Mario
Brescia, collezione privata
da dieci anni in San Luca, mentre è probabile che fosse un bozzetto o un disegno preparatore.
Brescia, collezione privata
Esposizioni: Brescia, 1976, n. 21
Bibliografia: Gigli, 1911¹, p. 6 (ill.); Gigli,
1911², p. 10 (ill.)
È uno studio da porre in relazione con
la decorazione della chiesa di San Luca;
la figura d’angelo compare infatti in uno
dei quattro medaglioni a lato dell’Angelo
che sparge fiori nel catino della volta sul
presbiterio.
71 - Visione di sant’Antonio
1911
Olio su tela, 325 x 195 cm
In basso a sinistra: Ronchi / MCMXI
Pala dell’altare della cappella di Sant’Antonio
Brescia, chiesa di San Luca
Esposizioni: Brescia, 1921
Bibliografia: Le nuove pitture…, 1911; Un
quadro sacro…, 1911; Gigli, 1911¹, p. 5;
Gigli, 1911², p. 9; La IIª Mostra…, 1921;
Facchinetti, 1925, p. 377 (ill.); Bonfadini,
1930, p. 31; Mostra personale…, 1933,
p.n.n.; Bonfadini, 1937; P. F.[eroldi], 1951;
Ricordo di Ronchi..., 1961; Comanducci,
1973, p. 2779; Lonati, 1975², p. 32; Lonati,
1982; Lonati, 1985¹, p. 274; Lonati, 1985²,
p. 132 ; Lonati, 1989, pp. 517-518; Basta,
1990, p. 146; Fappani, 1999, pp. 244-245;
Le quadre…, 2006, p. 90
Lonati (1989) sostiene, senza indicare
la fonte della notizia, che Ronchi «nella figura del Santo fissa i lineamenti del
conte Antonio Arrighi, a lato quelli della
propria figlia». Nell’elenco autografo
delle opere, conservato presso l’Archivio Ronchi, sono registrati ai numeri 89
e 90 uno Studio di ritratto (sanguigna) e
Uno studio di ritratto della contessina Arrighi di proprietà del conte Antonio Arrighi; va ricordato inoltre che nell’elenco,
al n. 134, compare un Ritratto della contessa Arrighi. Alla mostra degli Amatori
dell’Arte (1921) era esposto un dipinto
intitolato Visione di Sant’Antonio; è però
difficile pensare che si trattasse della
pala di grandi dimensioni, collocata già
72 - Studio di angelo
1912
Pastello su cartone, 56 x 42 cm
In basso a destra: G. Ronchi
Sul retro: Giuseppe Ronchi / MCM12 /
Studio per affreschi
Brescia, collezione Armando Vincoli
È una ripresa, con una diversa posizione
delle mani, dell’angelo che compare alla
destra di sant’Antonio nella pala della
chiesa di San Luca.
*73 - Studio per una figura di angelo
con fiori
1911
Olio su tela, 55 x 40 cm
In alto a destra, in blu: G. Ronchi; un’altra firma “RONCHI” è sul polso destro
dell’angelo
74 - Decorazione della chiesa di San
Luca
1911-1912
Brescia
Bibliografia: Gigli, 1911², p. 9; Bonfadini,
1937; Bonfadini, 1943, p.n.n.; Trent’anni
fa..., 1981; Begni Redona, 1985¹, pp. 192
e 198; Begni Redona, 1985², p. 256; Lonati, 1989, pp. 517-518; Terraroli, 1990, p.
153; Fappani, 1999, p. 245; Le quadre…,
2006, pp. 89- 90
La decorazione della chiesa di San Luca
fu commissionata dai Padri Gesuiti, cui
era affidata l’officiatura della chiesa, a
Giuseppe Ronchi, insegnante presso il
Collegio Arici in quegli anni. L’artista
eseguì nel 1911 gli otto medaglioni della cupola con Angeli che recano cartigli
con i versetti dell’ Ave Maria (Ave Maria
cantata) e gli otto riquadri tra le lesene del tamburo con Angeli cantanti e
suonatori (Ave Maria suonata); nel 1912,
come risulta da una fotografia d’epoca
con didascalia dell’autore, affrontò il
presbiterio, dove dipinse la medaglia
sul catino del presbiterio con Angelo
che sparge fiori e i quattro pennacchi
con Angeli.
85
Carboncino e matita su carta, 49,5 x
43 cm
Brescia, collezione privata
È uno studio per Sicut lilium (cat. n. 78).
79 - Giaggioli in fiore (Ireos)
1912-1916
Olio su tela, 19,5 x 34 cm
In basso a sinistra, in nero: G. Ronchi
Sul retro: Giuseppe Ronchi Brescia
Sul retro: etichetta Collezione Ronchi
(via Dante 17 – proprietaria sig. Letizia
Bozzi)
Brescia, collezione privata
Esposizioni: Brescia, 1912; Brescia, 1916 (risulta acquistato dalla signora Letizia Bozzi)
Bibliografia: Ser.[ena], 1912; Lotteria Artistica di Beneficenza…, 1916
75 - Signora con frutta e cappello
con fiori
1912-1915
Pastello su cartone, 58,5 x 78 cm
In alto a sinistra, in nero: G. Ronchi
Camignone di Passirano, collezione privata
76 - Figura di santa con angeli musicanti
1912
Pastello su carta, 89 x 96,5 cm
Brescia, collezione privata
Nel pastello, solo abbozzato, si può vedere una prima idea di Sicut lilium (cat.
n. 78).
77 - Ritratto femminile
1912
86
*78 - Sicut lilium (Sicut lilium florens.
Vergine in preghiera. Giovinetta in
preghiera)
1912
Olio su tela, 76 x 53 cm
In basso a sinistra, in rosso: G. Ronchi
Sul retro della tela: prof. Giuseppe Ronchi, Brescia, 1912
Intagliato sulla cornice in alto: SICUT
LILIUM; in basso: RONCHI
Sul retro della cornice, a matita: Invocazione / La bellezza mia sia la tua lode o Signore / Laudata Pulchritudo mea Domino
Brescia, collezione privata
Esposizioni: Brescia, 1912; Brescia, 1916
Bibliografia: A.G., 1912; P.B., 1912; Ser.
[ena], 1912; Le vendite alla Mostra d’Arte, 1916; Esposizione d’arte moderna…,
1916
Fu esposto una prima volta nel 1912
nelle vetrine dei Magazzini Graziotti in
corso Palestro insieme a Interno della
basilica di San Clemente a Roma, Convegno
di angeli, Mandorli in fiore e Autunno (Ser.
[ena]: «Sicut lilium florens è il titolo del
quadro rappresentante una giovanetta
che congiunge le mani innalzando lo
sguardo, come giglio fiorente in adorazione. Attorno a lei vola un angelo dalle
ali spiegate recante fiori»). Nel 1916
Giuseppe Ronchi lo offrì per la Mostra
Lotteria di beneficenza pro assistenza
civile dove fu acquistato dal cavaliere G.
Togni. Alle spalle della giovinetta compare la figura dello stesso angelo che
l’artista dipinse nella decorazione della
chiesa di San Luca e in un’altra tela del
1911 (cat. n. 73).
Ser.[ena]: «Quella distesa di iris campestri sfolgoranti fra riflessi azzurri, lontana, una figura bianca, vaporosa, velata».
80 - Mandorli in fiore
1912
Ubicazione ignota
Esposizioni: Brescia, 1912; Brescia, 1916
Bibliografia: Ser.[ena], 1912; La MostraLotteria di beneficenza1, 1916; Il successo
della Mostra…, 1916;
Risulta acquistato alla mostra di beneficenza del 1916 dal professor dottor
Adolfo Ferrata.
81 - Interno della basilica di San Clemente a Roma
1912
Ubicazione ignora
Esposizioni: Brescia, 1912
Bibliografia:A.G., 1912; Ser.[ena], 1912; Lonati, 1975³, p. 36; Lonati, 1982, p. 301; Lonati, 1985², p. 133; Fappani, 1999, p. 245
82 - Veduta del Foro Romano
1912-1915
Olio su tavoletta, 10 x 16 cm
Brescia, collezione privata
pp. 10-11(ill.); Bonfadini, 1930, p. 32; Mostra personale, 1933, p.n.n.; Bonfadini,
1937; Bonfadini, 1943, p.n.n.; P. F.[eroldi],
1951; Comanducci, 1973, p. 2779; Lonati,
1975², p. 33; Lonati, 1982, p. 299; Lonati,
1985¹; Lonati, 1985², p. 274; Basta, 1990,
p. 147; Fappani, 1999, p. 245
83 - Crisantemi
1912
Olio su cartone, 41 x 57 cm
Sul retro: autentica della figlia Anna e la
data 1912
Camignone di Passirano, collezione privata
*85 - Cantico delle creature (bozzetto)
1911
Olio su tavola, 49 x 33,5 cm
Sul retro: prof. Giuseppe Ronchi “1915”
Brescia
Brescia, collezione privata
Bibliografia: Gigli, 1911¹, p. 6
La pala fu commissionata dalla fabbriceria di San Francesco negli anni in cui
custode della chiesa era un sacerdote
diocesano, don Angelo Nazzari. Dopo
la restituzione della chiesa ai Francescani Conventuali (1928), il dipinto fu
rimosso; Bonfadini (1930) scrive: «Ora
il quadro è stato trasportato nella nuova chiesa di S. Eustacchio perché l’abito
dei Minori del quale il Santo è vestito,
contrastante con l’abito nero dei conventuali, apparve una stonatura al padre
Guardiano nella chiesa dei conventuali. Strana suscettibilità!». Quanto alla
chiesa di Sant’Eustachio si può ritenere
che Bonfadini si riferisca alla chiesa di
Santa Maria Immacolata (Pavoniana) che
stava allora sorgendo nel quartiere di
Sant’Eustachio. Della pala si sono perse
però le tracce.
È un secondo bozzetto, più definito della pala (cat. n. 86), in cui la figura di frate
Leone è collocata sulla sinistra.
84 - Cantico delle creature (bozzetto)
1911
Olio su tavola, 49,5 x 32 cm
Sul retro: Bozzetto per S. Francesco dipinto a…
Brescia, collezione privata
Bibliografia: Prestini, 1994, p. 371
87 - Studio della testa di san Francesco di “Cantico delle creature”
1913-1916
In basso a destra: G. Ronchi
Milano, collezione privata
Esposizioni: Brescia, 1916
Bibliografia: Gigli, 1916, p. 11 (ill.); Vendite alla Mostra d’Arte, 1916; Facchinetti,
1921, p. 403 (ill.)
Rossana Prestini scrive che tra i bozzetti
sottoposti da Giuseppe Ronchi al giudizio di Pietro Da Ponte e Francesco Rovetta, incaricati dalla fabbriceria di San
Francesco, venne scelto quello relativo
alla Cantica del Poverello alla Natura.
86 - Cantico delle creature
1913
Olio su tela, 325 x 230 cm
Brescia, ubicazione ignota, già chiesa di
San Francesco d’Assisi
Bibliografia: Bonfadini, 1914; Gigli, 1916,
Può trattarsi di un’opera eseguita a posteriori, perché l’artista aveva l’abitudine
di realizzare pastelli con i particolari dei
volti delle sue pale d’altare; nel 1916, alla
mostra d’Arte Moderna a Brescia, fu
esposto questo San Francesco.
87
88 - Frate Leone da “Cantico delle
creature”
1913-1916
Pastello su cartone, 64 x 44 cm
In basso a destra, in rosso: G. Ronchi
Brescia, collezione privata
Bibliografia: Gigli, 1916, p. 11 (ill.)
89 - Ritratto del vescovo Giacomo
Maria Corna Pellegrini
1915
Olio su tela, 133 x 100 cm
A destra: G. Ronchi; in alto iscrizione:
JACOBUS. M. /CORNA PELLEGRINI;
in basso iscrizione: MDCCCXXXIII –
MCMXIII
Brescia, Palazzo Vescovile, salone antistante l’Episcopio
Bibliografia: Lonati, 1975³, p. 36; Trent’anni fa..., 1981; Lonati, 1982, p. 300; Lonati,
1985¹, p. 274; Lonati, 1985², p. 133; Fappani, 1999, p. 245
88
Il ritratto fu eseguito nel 1915, due anni
dopo la morte del vescovo Giacomo
Corna Pellegrini, come risulta da un
trafiletto di giornale, privo di riferimenti della fonte, conservato nella cartella
“Ronchi” presso la Fondazione Civiltà
Bresciana: «Nel grande salone del Palazzo vescovile è stato collocato al suo
posto il ritratto del compianto vescovo Mons. Giacomo Corna-Pellegrini,
opera dell’egregio pittore concittadino
prof. Giuseppe Ronchi, assai lodata dai
competenti per la impostazione artistica, la grande rassomiglianza e la vivacità
caratteristica del longevo vegliardo. Il
ritratto è stato fatto per commissione
del vescovo mons. Gaggia. All’autore vivissime congratulazioni». Nel paesaggio,
oltre la finestra, è raffigurata la chiesa
di Pisogne, paese di origine della famiglia
del presule. Nel 1924 Ronchi espose alla
mostra dell’Arte in Famiglia un disegno
a sanguigna, Studio per il ritratto di S.E. M.
Corna.
90 - Decorazione della chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta
(Pieve)
1915-1916
Bione
Bibliografia: Lonati, 1975², p. 32; Trent’anni fa..., 1981; Lonati, 1982, p. 298; Begni
Redona, 1985¹, pp. 192 e 198; Begni
Redona, 1985², p. 256; Lonati, 1985¹, p.
274; Lonati, 1985², p. 133;Volta, 1989, pp.
273-274; Terraroli, 1990, p. 153; Bione…,
1991, pp. 115 e 188-191; Fappani, 1999,
p. 245
Nel contratto stipulato in data 9
gennaio 1915 tra la fabbriceria della
parrocchiale e il professor Giuseppe
Ronchi (A.P.B.P.), pubblicato da Carlo
Sabatti, risulta che il pittore «si [ob-
blig]a a decorare con fregi e figure
come dal [proget]to presentato le
pareti, le lesene, le volte [di qu]esta
Chiesa Parrocchiale con varia tecnica di pittura a seconda della qualità
dei muri. 2° Come dal progetto […]
Ronchi procurerà […] che nelle figure si sviluppi[no or]dinamenti di stile
e figurazioni adatti alla Chiesa e alle
devozioni del paese. L’Egregio Professore garantisce che nella figura rispetterà la purezza di quel sentimento
cristiano che si addice alla vera arte
religiosa».
Ronchi eseguì la decorazione della
volta della navata, i cui si aprono, appoggiati alla trabeazione, dieci finti
finestroni entro i quali si affacciano
coppie di angeli, simili a quelli che, pochi anni prima, aveva realizzato nella
chiesa di San Luca a Brescia. Sull’arco
santo dipinse la Madonna in trono con
il Bambino tra angeli e santi ai vertici di
una scala mistica alla cui base stanno
altri angeli; tra i santi si distinguono le
figure di san Rocco e san Vigilio, legati
alla devozione del paese in quanto titolari di alcune chiesette nel territorio
parrocchiale. Nel riquadro centrale
della volta del presbiterio la Madonna
assunta in cielo dagli angeli; nelle finte
architetture laterali alcune figure di
angeli monocromi, interessanti per il
loro carattere decisamente liberty. In
due finti arazzi alle pareti del presbiterio il Buon Pastore e una Sacra conversazione con Maria, Giuseppe e Gesù
adolescente.
91 - Scena romana
1915
Olio su tavoletta, 26 x 40 cm
In basso a destra, in rosso: MIMXV
Brescia, collezione privata
*92 - Carpe diem (Romanità)
1915
Olio su tela, 94 x 84 cm
Brescia, collezione privata
Esposizioni: Brescia, 1923, n. 10; Brescia,
1943, n. 1; Brescia, 1976, n. 20
Bibliografia: Bagni, 1923; Feroldi, 1923;
La mostra d’Arte…, 1923; Mostra personale, 1933, p.n.n.; Bonfadini, 1943, p.n.n.;
V.L.[onati], 1943; Lonati, 1975¹, p. 36;
Spiazzi, 19761, (ill.); Spiazzi, 19762, p.n.n.;
Trent’anni fa..., 1981; Lonati, 1982, p. 300;
Lonati, 19851, p. 274; Lonati, 19852, p.
133; Stradiotti, Lucchesi Ragni, 1985, p.
271; Fappani, 1999, p. 245
Sotto la fotografia conservata nell’album dell’Archivio Ronchi compaiono
le seguenti didascalie: «… carpe diem,
quam minimum credula postero / Giuseppe Ronchi / Brescia» e «Carpe diem
– dipinto ad olio – propr. privata 1915».
Con il titolo Romanità fu esposto alla
mostra dell’Arte in Famiglia nel 1923;
Bagni così descrive il quadro: «In Romanità Giuseppe Ronchi costruisce tutta
un’età, quella della decadenza imperiale:
la figura del giovane incoronato di alloro, viene incontro all’osservatore adducendogli in vibrante realtà, nell’insieme
degli elementi decorativi, la lontana età
coi suoi vizi e con le sue virtù».
93 - Trionfo della Provincia di Brescia
1916
Olio su tavola
In basso a destra: G. RONCHI / 26 giugno 1916
Brescia, Palazzo del Broletto, sala della
Giunta
Bibliografia: Per gli affreschi della Loggia…, 1916; Ser.[ena], 1916; Bonfadini,
1930, p. 33; Mostra personale, 1933, p.n.n.;
Bonfadini, 1943, p.n.n.; P.F.[eroldi], 1951;
Ricordo di Ronchi..., 1961; Comanducci,
1973, p. 2779; Lonati, 1975², p. 33; Spiazzi,
19762, p.n.n.; Trent’anni fa..., 1981; Lonati, 1982, p. 299; Begni Redona, 1985¹,
pp. 192 e 198; Begni Redona, 1985², p.
256; Lonati, 1985¹, p. 274; Lonati, 19852,
p. 133; Volta, 19872, pp. 28 e 30; Basta,
1990, p. 147; Terraroli, 1990, pp. 22, 4546, 153; Fappani, 1999, p. 245; D’Attoma,
2009, pp. 35, 106-107 (ill.), 167
Fotografia gentilmente fornita dall'Amministrazione Provinciale.
L’allegoria viene così illustrata da Serena
su «Il Cittadino di Brescia»: «La “Provincia” è rappresentata da una giovane
donna dal tirso di fiori cavalcante un
candido puledro, con a lato l’alfiere portante il labaro della città. Gruppi di figure
simboliche la seguono e l’attorniano secondo i prodotti valligiani, mentre dalla
gradinata d’un tempio adagiato sul colle
– è il tempio di Vespasiano – “Brescia”
scende ad incontrarla fra una schiera di
giovani squillanti le tibie e in alto bianche
figure portano la “Vittoria”. La scena è
composta con magistrale senso estetico
ed è di una movimentazione assai suggestiva: vi scorgiamo riuscite figure di
adolescenti recanti i simboli delle industrie, delle armi e delle forze idrauliche:
soavi fanciulle recanti le biade, la donna
governante la gioventù lattifera, idilliache figure pastorali tenenti le tranquille
agnella e la capra irrequieta e le candide
tortore: poi la flora e la pesca: tutto in
una parola ciò che è la fertilità benedetta
da Dio e l’industre lavoro degli uomini: e
lontano, fra il corteo, al fianco del nostro
tricolore, irrompe, portato da un giovane, il vessillo azzurro e giallo trentino,
augurale vaticinio dell’allargamento della
nostra provincia nella terra irredenta. Il
momento storico ha così ispirato al pittore un motivo patriottico che accresce
valore al quadro».
94 - Impressione paese
1916
Ubicazione ignota
Esposizioni: Brescia, 1916
Bibliografia: Esposizione d’arte moderna…, 1916; Le vendite alla Mostra d’Arte,
1916
Il quadro risulta acquistato alla mostra
di beneficenza da [Aribaldo] Valerio,
proprietario anche di una Testa di Cristo
(cat. n. 68).
95 - Cristo
1916
Ubicazione ignota
Esposizioni: Brescia, 1916
Bibliografia: Bianchi, 1916; Mostra d’arte
e lotteria…, 1916
Potrebbe essere la Testa di Cristo (cat. n.
68) acquistata da Aribaldo Valerio.
96 - Ritratto
1916
Ubicazione ignota
Esposizioni: Brescia, 1916
Bibliografia: Bianchi, 1916
97 - Lago d’Iseo
1916
Ubicazione ignota
Esposizioni: Brescia, 1916
Bibliografia: Estrazione della Lotteria…,
1916; La Mostra-Lotteria di beneficenza,
19162
Risulta acquistato alla mostra di beneficenza dall’avvocato Antonio Rinaldi.
98 - Paesaggio
1916
Ubicazione ignota
Esposizioni: Brescia, 1916
Bibliografia: Lotteria Artistica di Beneficenza…, 1916
Risulta assegnato ad uno dei biglietti
estratti alla mostra di beneficenza.
99 - Corna di Bione
1916
Ubicazione ignota
Esposizioni: Brescia, 1916
Bibliografia: Lotteria Artistica di Beneficenza…, 1916
Risulta acquistato alla mostra di beneficenza dall’avvocato cavaliere G. Cottinelli.
100 - Quadro allegorico
1916
Ubicazione ignota
Esposizioni: Brescia, 1916
Bibliografia: Estrazione della Lotteria…,
1916
89
101 - Contadina sotto una pergola
1916
Olio su tela, 45,5 x 68 cm
In basso a destra, in marrone: G. Ronchi
MCMXVI
Brescia, collezione privata
102 - Ritratto di Carolina Sorge
1917
Ubicazione ignota
Bibliografia: Il ritratto di Donna Carolina…,
1917; Lonati, 1975³, p. 36; Trent’anni fa...,
1981
105 - Studio per la testa di san Filippo
1917
Pastello su cartone, 51,5 x 41 cm
In basso a sinistra: G. Ronchi / 917
Chiari, collezione privata
Carolina Sorge morì il 13 maggio 1917;
era la moglie di Giuseppe Sorge, prefetto di Brescia dal 1909 al 1917.
106 - San Filippo e la gioventù
1917
Acquerello su carta, 28 x 45 cm
Milano, collezione privata
108 - Cristo benedicente e i santi Pietro e Paolo
1918
Olio su tela
Siniga di Pisogne, sagrestia della chiesa
dei Santi Pietro e Paolo
Bibliografia: Bertolini, Panazza, 1994, pp.
589 e 591(ill.)
Bertolini e Panazza datano il dipinto
all’inizio del secolo e ricordano che in
un quaderno presso l’Archivio parrocchiale di Grignaghe è annotato: «14 ott.
‘918 pagati al sig. Giuseppe Ronchi L.
115 per riparazione due quadri S. Sebastiano e S. Rocco».
*103 - Lago d’Iseo
1917
Olio su tavoletta, 13,5 x 22 cm
Sul retro, in nero: G. Ronchi / Laghi
d’Iseo / MCMXVII e la scritta “dono
dell’Ingegner Egidio Dabbeni”
Brescia, collezione privata
104 - Luci di lago
1917-1920
Olio su tela, 46 x 68 cm
In basso a sinistra, in marrone: G. Ronchi
Brescia, collezione privata
90
107 - San Filippo e la gioventù
1917
Olio su tela
Cossirano, Oratorio maschile
Bibliografia: Bonfadini, 1930, p. 32; Mostra personale, 1933, p.n.n.; Comanducci, 1973, p. 2779; Lonati, 1975², p. 32;
Trent’anni fa..., 1981; Lonati, 1982, p.
298; Lonati, 1985¹, p. 274; Lonati, 1985²,
p. 132; Terraroli, 1990, p. 153; Fappani,
1999, p. 245
109 - Ritratto di vecchio (da Vespro
sereno)
1918
Olio su tela, 50 x 40 cm
In basso a destra, in rosso: G. Ronchi
Brescia, collezione privata
Giuseppe Ronchi, con lettera del 22 febbraio 1918 indirizzata alla Giunta municipale, chiese il permesso di eseguire
una copia parziale del suo dipinto Vespro
sereno (cat. n. 49) (ASCBs, Rubrica XIV,
8°/6).
115 - Burrasca (Cervia)
1919
Olio su tavola, 29 x 47 cm
Brescia, collezione privata
*112 - Case a Grignaghe
1918
Olio su tavoletta, 43 x 33 cm
In basso a sinistra, in blu: G. Ronchi
Brescia, collezione privata
116 - Per la Patria
1919
Ubicazione ignota
Esposizioni: Brescia, 1919
Bibliografia: La mostra…, 1919; Lonati,
1982, p. 299; Lonati, 1985², p. 133
All’esposizione Ronchi presentò un
gruppo di dieci opere.
110 - Ritratto della moglie Alba
1918-1922
Acquerello su carta, 47 x 37 cm
Milano, collezione privata
117 - Lago d’Iseo (Pisogne)
1919
Ubicazione ignota
Esposizioni: Brescia, 1919
Bibliografia: La mostra…, 1919
La giovane moglie di Giuseppe Ronchi
morì nel 1922.
113 - Poia di Pontedilegno
1918-1920
Olio su tela, 51 x 82 cm
In basso a destra: G Ronchi
Brescia, collezione privata
118 - Roccolo
1919
Ubicazione ignota
Esposizioni: Brescia, 1919
Bibliografia: Gli ultimi giorni…, 1919
L’opera risulta acquistata da O. P. di
Brescia.
111 - La valletta a Grignaghe
1918
Olio su tavoletta, 20,5 x 27,5 cm
In basso a destra, in matita: G. Ronchi
Sul retro: G. Ronchi, La valletta Grignaghe, ottobre 1918
Brescia, collezione privata
119 - Tramonti
1919
Ubicazione ignota
Esposizioni : Brescia, 1919
Bibliografia: Le vendite…, 1919
L’opera risulta acquistata alla mostra dal
commendatore A. Magnocavallo.
114 - Costiera di Recco
1919
Olio su cartone, 22 x 27 cm
Brescia, collezione privata
Esposizioni: Brescia, 1976, n. 53
120 - Tipo di bresciano
1919
Ubicazione ignota
Esposizioni: Brescia, 1919
Bibliografia: Le vendite…, 1919
L’opera risulta acquistata alla mostra da
N.N. di Milano.
91
1982, p. 298; Lonati, 1985¹, p. 274; Lonati,
1985², p. 132; Fappani, 1999, p. 245
121 - Sinfonia
1919
Ubicazione ignota
Esposizioni: Brescia, 1919
Bibliografia: Le vendite…, 1919
L’opera risulta acquistata alla mostra da
Pietro Franzini.
122 - Ritratto virile (studio per “Spirito e materia”)
1919-1920
Pastello su carta, 62 x 45 cm
Chiari, collezione privata
124 - Spirito e materia
1919-1920
Olio su tela, 174 x 139 cm
In basso a sinistra, in rosso: G. Ronchi
Milano, collezione privata
Esposizioni: Brescia, 1928, n. 105
Bibliografia: Vicari, 1928; Bonfadini, 1930,
p. 33; Mostra personale, 1933, p.n.n.; Bonfadini, 1943, p.n.n.; V. L.[onati], 1943; Comanducci, 1973, p. 2779; Lonati, 1975³, p.
36; Trent’anni fa..., 1981; Lonati, 1982, p.
300; Lonati, 19851, p. 274; Fappani, 1999,
p. 245
Il dipinto è documentato da una fotografia dell’album conservato nell’Archivio Ronchi: «Visione di Cristo – dipinto
ad olio / espos. Padova 1931-32 propr.
Ronchi Umberto». Bricarelli, recensendo su «La Civiltà Cattolica» la mostra
di Venezia, scrive: «Perché anche nel
genere “visionario” non sono più frequenti i lavori come il bel quadro di
Giuseppe Ronchi, Gesù coronato di
spine, mesto, dolorante, mansueto, che
si presenta, quasi richiamando il suo
passato, sullo sfondo del lago di Genezareth, tra il verde delle fronde e delle
rive fiorite?». È probabile che il dipinto
sia il Cristo, esposto a Brescia nel 1921,
di cui parla Giarro: «Il suo Cristo è
però una opera degna come concezione e come fattura».
La datazione dell’opera è ricavata dall’album fotografico presso l’Archivio Ronchi, in cui compare la didascalia: «Spirito
e materia – dipinto a olio / propr. Privata
(1919-20)».
126 - Testa di Cristo
1920
Pastello su carta
In basso a sinistra: G. Ronchi
Ubicazione ignota
123 - Materia (studio per “Spirito e
materia”)
1919-1920
Carboncino su carta, 60 x 57,5 cm
In alto a sinistra: G. Ronchi
Monterotondo di Passirano, collezione
privata
Bibliografia: Bonfadini, 1930, p. 31 (ill.)
92
125 - Visione di Cristo
1920
Olio su tela, 110 x 85 cm
In basso a sinistra: G. Ronchi Brescia
Ubicazione ignota
Esposizioni: Venezia, 1920
Bibliografia: C.B.[ricarelli], 1920, p. 231;
La mostra nazionale…, 1920; Giarro,
1921; Bonfadini, 1930, p. 32 (ill.); Mostra
personale, 1933, p.n.n.; Bonfadini, 1943,
p.n.n.; Comanducci, 1973, p. 2779; Lonati,
1975², p. 32; Trent’anni fa…, 1981; Lonati,
Il pastello, che riprende la testa della
Visione di Cristo (cat. n. 125), è documentato da una fotografia dell’album dell’Archivio Ronchi, priva di didascalia.
129 - Mammina
1920
Ubicazione ignota
Esposizioni: Brescia, 1920
Bibliografia: Visitando la mostra…, 1920
Olio su tavoletta, 25 x 16,5 cm
Sul retro: autentica del figlio Mario
Brescia, collezione privata
132 - Marina con bimbi
1920
Olio su tavoletta, 32 x 47,5 cm
Sul retro: un disegno abbozzato
Brescia, collezione privata
127 - San Francesco e Madonna Povertà
1921
In basso a destra: G. Ronchi
Ubicazione ignota
Già Milano, collezione privata
Bibliografia: Facchinetti, 1921, pp. 68-69
(ill.); Bonfadini, 1930, p. 32; Comanducci,
1973, p. 2779; Lonati, 1975², p. 33; Lonati,
1982, p. 299; Lonati, 1985², p. 133; Fappani, 1999, p. 245
Il dipinto è documentato nell’album
dell’Archivio Ronchi, con la didascalia
San Francesco e Madonna Povertà.
*130 - Signorina dell’Ottocento
1920
Pastello su carta, 60 x 70 cm
In basso a destra, in bianco: G. Ronchi
Sul retro: autentica del figlio Mario
Brescia, collezione privata
Esposizioni: Brescia 1943, n. 27; Brescia,
1976, n. 12; Brescia, 1985
Bibliografia: Lonati, 1975³, p. 36; Trent’anni fa..., 1981; Lonati, 1982, p. 300; Lonati,
1985¹, p. 274; Lonati 1985², p. 133; Lucchesi Ragni, Stradiotti, 1985, p. 220; Stradiotti, Lucchesi Ragni, 1985, p. 271; Basta,
1990, p. 147; Fappani, 1999, p. 245
La datazione è desunta dalla didascalia
della fotografia dell’album Ronchi: «Signorina dell’ottocento – dip a Pastello 1920».
128 - Morte di san Francesco d’Assisi
(Estasi di san Francesco)
1920-1930
Olio su tela, 136 x 101 cm
Ubicazione ignota
Bibliografia: Bonfadini, 1930, p. 32; Comanducci, 1973, p. 2779; Lonati, 1975², p.
32; Lonati, 1982, p. 298; Lonati, 1985¹, p.
274; Fappani, 1999, p. 245
Il dipinto è documentato nell’album
dell’Archivio Ronchi, con la didascalia:
«Morte di San Francesco d’Assisi - propr. Privata». Ronchi ha ricavato lo schema
compositivo da un dipinto di sua proprietà di Scuola veneta del XVI secolo.
131 - Due bambini al mare (bozzetto)
1920
133 - Due bimbi al mare
1920
Olio su tela, 57 x 81,5 cm
Sul retro: G. Ronchi MCMXX
Ubicazione ignota
134 - Pioggia di luce
1920
Olio su tavoletta, 25 x 16 cm
In basso a sinistra: G. Ronchi
Sul retro: G. Ronchi Brescia
Etichetta: Collezione Ronchi
Salò, collezione privata
93
135 - Luci sul mare. Meriggio
1920
Olio su tavoletta, 20 x 35 cm
In basso a sinistra, in nero: G. Ronchi
Sul retro (pirografato): meriggio ore 12 /
Giuseppe Ronchi / Brescia MCM[XX]
Brescia, collezione privata
137 - Luci sul mare. Pomeriggio
1920
Olio su tavoletta, 20 x 35 cm
In basso a destra, in rosso: G. Ronchi
Sul retro (pirografato): meriggio ore 12 /
Giuseppe Ronchi / Brescia MCM[XX]
Brescia, collezione privata
Le tre tavolette (cat. nn. 135, 136 e 137),
che costituivano in origine un trittico
nel quale l’artista aveva voluto rappresentare il tema, a lui particolarmente
caro, dei riflessi luminosi sulla superficie
del mare nelle diverse ore del giorno,
sono state successivamente divise in
cornici separate.
138 - Impressione sul Garda
1920-1930
Olio su cartone, 16,5 x 25 cm
Sul retro la scritta: Mattino / 91 nuvole e
l’autentica del figlio Mario
Brescia, collezione privata
136 - Luci sul mare. Mattino nuvoloso
1920
Olio su tavoletta, 47,5 x 31,5 cm
In basso a sinistra, in nero: G. Ronchi
Sul retro (pirografato): mattino nuvole ore 9 / Giuseppe Ronchi / Brescia
MCMXX ed etichetta: Collezione Ronchi
/ Giuseppe Ronchi / Via Veronica Gambara 25 / dipinto ad olio (trittico) / Luci
sul mare
Brescia, collezione privata
94
140 - Il mare
1920
Olio su tela, 80 x 50 cm
Sul retro: Il mare, G. Ronchi Brescia ed
etichetta della Collezione Ronchi con
data 1920
Chiari, collezione privata
Bibliografia: Bonfadini, 1930, p. 31 (ill.)
139 - Mattinale sul Garda
1920-1930
Olio su tavola, 45 x 53 cm
Brescia, collezione Albrici
*141 - Il mare (pannello centrale del
trittico)
1920
Olio su tavola, 49 x 33 cm
In basso a destra: G. Ronchi
Sul retro: 1920 (il resto della scritta è
illeggibile)
Brescia, collezione privata
*142 - Aurora (pannello laterale sinistro
del trittico)
1921
Olio su tavola, 20 x 35 cm
Sul retro: Aurora, Giuseppe Ronchi, Brescia, 1921
Brescia, collezione privata
146 - Capanno di pesca
1920-1924
Olio su tavoletta, 29 x 50 cm
Milano, collezione privata
148 - Fiori
1920-1925
Olio su tavoletta, 18,5 x 13 cm
Brescia, collezione privata
*143 - Pomeriggio (pannello laterale
destro del trittico)
1921
Olio su tavola, 20 x 35 cm
Sul retro: Pomeriggio, Giuseppe Ronchi,
Brescia, 1921
Brescia, collezione privata
144 - Luci sul mare
1920-1925
Olio su tavoletta, 23,5 x 33,5 cm
Brescia, collezione privata
147 - Giardino
1920
Olio su tavola, 46,5 x 26,5 cm
In basso a destra: G. Ronchi
Sul retro: G. Ronchi 1920
Brescia, collezione privata
Esposizioni: Brescia, 1921
Bibliografia: Bagni, 1921
Alla Mostra dell’Arte in Famiglia del
1921 risultava esposta un’opera intitolata In giardino, che potrebbe essere identificata con questa tavoletta.
149 - Pascolo in montagna
1920-1930
Olio su tavoletta, 23,5 x 13,5 cm
In basso a destra, in verde: G. Ronchi
Brescia, collezione privata
145 - Riflessi di pomeriggio sul mare
1920-1925
Olio su tavoletta, 25 x 34 cm
Brescia, collezione privata
95
Sul retro: etichetta Giuseppe Ronchi /
Brescia / Dipinto ad olio / Ondine
Brescia, collezione privata
Esposizioni: Brescia, 1921; Brescia, 1924,
n. 16
Bibliografia: La Mostra d’Arte…, 1921
*158 - Marina
1920-1930
Olio su tavoletta, 21,5 x 32,5 cm
In basso a destra: G. Ronchi
Brescia, collezione Armando Vincoli
150 - Interno di chiesa (San Vitale a
Ravenna)
1920-1925
Olio su cartone, 22,5 x 14 cm
Brescia, collezione privata
155 - Mareggiata (Recco)
1921
Olio su tavoletta, 22 x 34 cm
In basso a sinistra, in verde: G. Ronchi
Sul retro: etichetta COLLEZIONE
RONCHI con il titolo e la data
Brescia, collezione privata
159 - Riflessi del mare
1921
Ubicazione ignota
Esposizioni: Brescia, 1921
Bibliografia: Bagni, 1921
151 - Mattino in montagna
Ubicazione ignota
Esposizioni: Gardone Riviera, 1920-1921
Bibliografia: Lonati, 1975³, p. 36; Lonati,
1982, p. 301; Lonati, 1985², p. 33; Fappani,
1999, p. 245
152 - Lago di Ledro
Ubicazione ignota
Esposizioni: Gardone Riviera, 1920-1921
Bibliografia: Lonati, 1975³, p. 36; Lonati,
1982, p. 301; Lonati, 1985², p. 33; Fappani,
1999, p. 245
153 - Mandorli (in fiore?)
Ubicazione ignota
Esposizioni: Gardone Riviera, 1920-1921
Bibliografia: Lonati, 1975³, p. 36; Lonati,
1982, p. 301; Lonati, 1985², p. 33; Fappani,
1999, p. 245
154 - Ondine
1921
Olio su cartone, 23,5 x 32,5 cm
96
156 - Marina a Portovenere
1921
Olio su tavola, 22 x 31 cm
In basso a destra, in blu: G. Ronchi
Brescia, collezione privata
Esposizioni: Brescia, 1976, n. 41
La datazione è desunta da un’annotazione di Mario Ronchi sull’elenco delle
opere esposte nel 1976.
160 - Gymnasium (Brescia). Per la
patria formiamo della gioventù moralmente e fisicamente forte
1921
Collografia, stampa in marrone, scritta
in marrone, cartoncino paglierino
Nel campo in alto: Gymnasium –
MCMXXI. IV Settembre.
In basso a sinistra: G.Ronchi
Bibliografia: Immagini…, 1988, p. 178
157 - Raggio di sole a Portovenere
1920-1930
Olio su tavoletta, 27 x 41,5 cm
In basso a destra, in nero: G. Ronchi
Brescia, collezione privata
Esposizioni: Brescia, 1943, n. 45
166 - Paesaggio montanino
1923
Ubicazione ignota
Esposizioni: Brescia, 1923
Bibliografia: Bagni, 1923; Fappani, 1999,
p. 245
*161 - Melchisedek offre pane e vino
al patriarca Abramo (bozzetto)
1922
Olio su cartone, 52 x 33 cm
Brescia, collezione privata
Bozzetto per l’affresco della chiesa
parrocchiale di Magno di Gardone Val
Trompia.
163 - Decorazione della chiesa parrocchiale di San Martino
1922
Affresco
Magno di Gardone Val Trompia
Bibliografia: Lonati, 1975², p. 32; Sabatti,
Trovati, Guerrini, 1977, pp. 88, 127, 153;
Trent’anni fa..., 1981; Lonati, 1982, p.
298; Lonati, 1985¹, p. 274; Lonati, 1985²,
p. 133; Terraroli, 1990, p. 153; Fappani,
1999, p. 245; De Leonardis, 2006, pp.
369-371
Nelle sue Note storiche, conservate
nell’Archivio parrocchiale di Magno, don
Angelo Bregoli ricorda che nel 1922
«furono dipinte dal pittore prof. Giuseppe Ronchi n. 6 medaglie. Furono riparate […] e riportate nella parrocchiale le
stazioni della via Crucis». Della decorazione originaria restano oggi solo tre
affreschi, per altro malamente ridipinti
nel 1957, che raffigurano Melchisedek
che offre pane e vino al patriarca Abramo,
Cristo, la Vergine Maria e angeli con san
Martino in gloria e un Angelo con la scritta
“Sapientia”. A Magno, Giuseppe Ronchi
affrescò anche la cappella dell’Assunta
in località Rango e restaurò le stazioni della Via Crucis nel santuario di San
Bartolomeo.
*167 - Temporale d’autunno
1923
Olio su tela, 27 x 33,5 cm
Brescia, collezione privata
Esposizioni: Brescia, 1923, n. 8
168 - Sera in montagna
1923
Ubicazione ignota
Esposizioni: Brescia, 1923, n. 9
169 - Testa di fanciulla
1923
Ubicazione ignota
Esposizioni: Brescia, 1923, n. 11
Bibliografia: Fappani, 1999, p. 244 (che erroneamente lo dice esposto nel 1921)
170 - Tramonto in valle
1923
Ubicazione ignota
Esposizioni: Brescia, 1923, n. 12
164 - Il pagliaccio
1922
Ubicazione ignota
Esposizioni: Brescia, 1922
Bibliografia: Domeneghini, 1922
162 - Studio per Cristo in gloria
1922
Pastello su cartone, 60 x 46 cm
Sul retro: autentica del figlio Mario
Brescia, collezione privata
Bozzetto per l’affresco della chiesa
parrocchiale di Magno di Gardone Val
Trompia.
165 - Valle di Narcane
1923
Ubicazione ignota
Esposizioni: Brescia, 1923, n. 31
Bibliografia: Bagni, 1923; Feroldi, 1923;
Lonati, 1975³, p. 36; Lonati, 1982, p. 301;
Lonati, 1985², p. 133; Fappani, 1999, p.
245
171 - Bambina pregante (studio per
“Sant’Angela e sant’Agnese”)
1923
97
Pastello su cartone, 65 x 49 cm
In alto a sinistra: G. Ronchi / MCMXXIII
Sul retro: G. Ronchi, La mia birichina che
prega
Brescia, collezione privata
177 - San Giorgio
1924-1927
Ubicazione ignota
Già Grignaghe di Pisogne, chiesa parrocchiale
Bibliografia: Bonfadini, 1930, p. 32; Comanducci, 1973, p. 2779; Fappani, 1999,
p. 245
Bonfadini ricorda nella chiesa parrocchiale di Grignaghe un San Giorgio, di cui
non si conosce l’attuale ubicazione.
174 - Studio per il ritratto della signorina G. [ardenghi]
1924
Carboncino su carta, 54 x 42 cm
In alto a destra: G. Ronchi
Camignone di Passirano, collezione privata
172 - Sant’Angela e sant’Agnese
1924
Olio su tela, 360 x 195 cm
In basso a destra, in verde: G. Ronchi /
MCMXXIV
Muscoline, chiesa parrocchiale
Esposizioni: Brescia, 1924
Bibliografia: Bonfadini, 1930, p. 32; Mostra
personale…, 1933, p.n.n.; Lonati, 1975²,
p. 32; Trent’anni fa..., 1981; Lonati, 1982 p.
298; Lonati, 1985¹, p. 274; Lonati, 1985²,
p. 132; Fappani, 1999, p. 245
173 - Sant’ Antonio e la Vergine (Visione)
Ubicazione ignota
Esposizioni: Brescia, 1921; Brescia, 1924,
n. 2
Bibliografia: La IIª Mostra…, 1921; Bonfadini, 1930, pp. 31-32
Nell’elenco autografo delle opere presso l’Archivio Ronchi al n. 22 è registrato:
«S. Antonio e la Vergine- Parrocchiale di
Ghedi (archetto)».
Il Ritratto della signorina G., di cui non si
conosce l’attuale ubicazione, fu esposto alla mostra dell’Arte in Famiglia del
1924 (n. 5).
*175 - La pesca a Massa
1924
Olio su tela, 62 x 79 cm
In basso a sinistra: G. Ronchi / MCMXXIV
Brescia, collezione privata
Esposizioni: Brescia, 1924, n. 8
179 - Mattino dei morti a Ledro (bozzetto)
1924
Olio su tela, 33,5 x 65,5 cm
In basso a destra: G. Ronchi
Brescia, collezione privata
Esposizioni: Brescia, 1924, n. 31
176 - San Giorgio (bozzetto)
1924
Ubicazione ignota
Alla mostra dell’Arte in Famiglia (1924)
era esposto un bozzetto con San Giorgio
da collegare al dipinto che era ricordato
nella chiesa parrocchiale di Grignaghe
insieme a Madonna con il Bambino e san
Carlo.
98
*178 - Fiera di sant’Antonio
1924
Olio su cartone, 24,5 x 31 cm
Brescia, collezione privata
Esposizioni: Brescia, 1924, n. 29
180 - Paese innevato
1924-1930
Pastello su carta, 14,5 x 20,5 cm
Brescia, collezione privata
*183 - Loreley (Impressione)
1924
Olio su tavoletta, 17 x 29 cm
Sul retro, in nero: Nozze, scena 2° atto
della Lorelay
Brescia, collezione privata
Esposizioni: Brescia, 1933, n. 53
181 - Processione
1924-1930
Acquerello su carta, 23 x 13,5 cm
In basso a destra, in rosso: G. Ronchi
Brescia, collezione privata
Giuseppe Ronchi, appassionato melomane, trasse diverse impressioni dalle
opere liriche viste al Teatro Grande.
Loreley di Alfredo Catalani fu rappresentata nel febbraio del 1924 nel corso della stagione di Carnevale. Una di
queste impressioni fu presentata anche
alla mostra dell’Arte in Famiglia (n. 32),
in cui all’artista fu dedicata un’ampia
personale.
186 - Impressione teatrale
1924
Olio su cartone, 20,5 x 31 cm
Sul retro: autentica della figlia Anna
Monterotondo di Passirano, collezione
privata
Potrebbe trattarsi ancora di un’impressione da Loreley.
187 - Aida, ultimo atto
1924
Olio su cartone, 23,5 x 32 cm
Sul retro: autentica della figlia Anna
Monterotondo di Passirano, collezione
privata
*184 - Loreley (Impressione)
1924
Olio su tavoletta, 17 x 29 cm
Sul retro, in nero: Scena ultima del 2°
atto della Lorelay
Brescia, collezione privata
Esposizioni: Brescia, 1933, n. 54
Anche l’Aida di Giuseppe Verdi fu rappresentata al Teatro Grande nella stagione di Carnevale del 1924.
188 - Scena teatrale (Festa notturna
con lampade attorno ad un albero)
1924-1930
Olio su tavoletta, 8 x 12,5 cm
Camignone di Passirano, collezione privata
182 - Gesù e i fanciulli
1924-1930
Acquerello su carta, 45 x 30 cm
Milano, collezione privata
185 - Loreley
1924
Olio su tavoletta, 22 x 30 cm
Brescia, collezione privata
99
189 - Scena teatrale
1924-1930
Olio su tavoletta, 33,5 x 48,5 cm
In basso a sinistra, in blu: G. Ronchi
Monterotondo di Passirano, collezione
privata
*190 - Cavaliere nella tempesta (bozzetto)
1924-1930
Olio su cartone, 20,5 x 31 cm
Camignone di Passirano, collezione privata
*192 - Ave Maria del mattino
1925-1930
Olio su tela, 88 x 135 cm
In basso a sinistra: G. Ronchi
Camignone di Passirano, collezione privata
Esposizioni: Brescia, 1943, n. 31; Brescia,
1976, n. 17
Bibliografia: Bonfadini, 1943; V. L.[onati],
1943; Lonati, 1975³, p. 37; Lonati, 1982, p.
301; Lonati, 1985², p. 133; Fappani, 1999,
p. 245
La datazione è desunta dalla fotografia
dell’album dell’Archivio Ronchi con le
didascalie: « Ave Maria del Mattino 1925
Valcamonica G. Ronchi» e «Ave Maria
del Mattino – dipinto ad olio 1930 / propr. Signora Ronchi Anna».
193 - Nero divus imperator
1925
Ubicazione ignota
Bibliografia: Fappani, 1999, p. 245
*195 - Mattino dopo la pesca
1926
Olio su tavoletta, 32 x 46,5 cm
Sul retro: etichetta n. 67 – Mattino dopo
la pesca – 1926
Brescia, collezione privata
Esposizioni: Brescia, 1976, n. 67
196 - Pescatori
1926
Olio su carta, 28 x 50 cm
Milano, collezione privata
Fappani scrive che l’opera fu esposta
nella vetrina del negozio Minelli in corso
Zanardelli.
*191 - Signora in lutto. Rimembranze
1924-1930
Olio su tela, 53 x 68 cm
In basso a sinistra: G. Ronchi
Sul retro: etichetta Collezione Ronchi
Brescia, collezione privata
Nell’elenco autografo delle opere risulta come Signora in lutto; nell’etichetta
risulta come Rimembranze.
197 - Aurora d’autunno
1926
Olio su tavoletta, 34,5 x 49,5 cm
In basso a destra, in blu: G. Ronchi
Sul retro: prof. G. Ronchi Brescia / Aurora
Lonato, collezione privata
194 - Mattino a Sirmione (Uliveto a
Sirmione)
1925-1930
Olio su tela, 58 x 85 cm
In basso a destra: G. Ronchi
Brescia, collezione privata
Esposizioni: Brescia, 1985
Bibliografia: Anelli, 1985³, p. 261
198 - Paesaggio lacustre
1926-1930
100
Olio su cartone, 24 x 34 cm
In basso a sinistra: G. Ronchi
Camignone di Passirano, collezione privata
Olio su tavoletta, 27 x 20 cm
Brescia, collezione privata
201 - Studio per la testa di san Lorenzo
1926-1930
Acquerello su cartone, 58 x 44 cm
In alto a destra, in rosso: G. Ronchi
Brescia, collezione privata
204 - Madonna con il Bambino
1927
Carboncino su carta, 57 x 67 cm
Monterotondo di Passirano, collezione
privata
È uno studio per la pala di Grignaghe.
199 - San Giuseppe (studio per la “Sacra Famiglia” della Cappella Cittadini a
Gromo)
1926-1930
Carboncino su carta, 106 x 79 cm
Camignone di Passirano, collezione privata
202 - Gesù nella bottega di san Giuseppe (bozzetto)
1926-1930
Olio su tavoletta, 41 x 48 cm
Brescia, collezione privata
200 - Sacra Famiglia con san Lorenzo
1926-1930
Gromo (Bergamo), cappella della famiglia Cittadini
Bibliografia: Lonati, 19752, p. 32; Lonati,
1982, p. 298; Lonati, 1985¹, p. 274; Lonati,
1985², p. 133; Fappani, 1999, p. 245
205 - La Madonna con il Bambino e
san Carlo
1927
Olio su tela, 255 x 165 cm
Grignaghe di Pisogne, chiesa parrocchiale di San Michele
Bibliografia: Mostra personale…,, 1933,
p.n.n.; Bettoni, Silini, 1969, pp. 159 e
161; Comanducci, 1973, p. 2779; Lonati,
1975², p. 32; Trent’anni fa..., 1981; Lonati,
1982, p. 298; Lonati, 1985¹, p. 274; Lonati, 1985², p. 132; Bertolini, Panazza,
1994, pp. 529, 531 (ill.) e 540; Fappani,
1999, p. 245
203 - Resurrezione (bozzetto)
1926-1930
A Grignaghe Giuseppe Ronchi dipinse
anche un medaglione nella volta del battistero con il Battesimo di Gesù, oggi assai
guasto per ridipinture che lo rendono
illeggibile.
101
210 - Tramonto grigio
1928
Ubicazione ignota
Sul retro della fotografia nell’album
dell’Archivio Ronchi: «Tramonto grigio
1928 / proprietà Cav. Uff. S. Sartori /
Brescia».
206 - Bozzetto per scena religiosa
1927-1930
Olio su tavoletta, 18,5 x 9,5 cm
Sul retro: autentica del figlio Mario
Brescia, collezione privata
207 - Bozzetto con scena di folla
1927-1930
Olio su tavoletta, 11 x 16 cm
Camignone di Passirano, collezione privata
102
208 - Bozzetto per il “Miracolo di
sant’Antonio e la mula”
1927
Olio su cartone, 43 x 30 cm
Camignone di Passirano, collezione privata
211 - Libecciata
1928
Olio su tavola, 28 x 43 cm
In basso a destra, in rosso: G.Ronchi
Brescia, collezione privata
Esposizioni: Brescia, 1976, n. 74
209 - Sant’Antonio e il miracolo della
mula
1927
Olio su tela, 135 x 88 cm
In basso a sinistra: G. Ronchi
Brescia, chiesa del Santissimo Sacramento delle Ancelle della Carità
Bibliografia: Bonfadini, 1930, p. 31; Lonati,
1975², p. 32; Trent’anni fa..., 1981; Lonati,
1982, p. 298; Lonati, 1985¹, p. 274; Lonati,
1985², p. 132; Lonati, 1989, p. 10; Terraroli, 1990, p. 155; Fappani, 1999, p. 245;
De Leonardis, 2000, pp. 158-159
212 - Il bestemmiatore
1928
Carboncino su carta
Ubicazione ignota
Bibliografia: Lonati, 19753, p. 36; Trent’anni fa..., 1981; Lonati, 1982, p. 300; Lonati,
19851, p. 274; Lonati, 19852, p. 133; Fappani, 1999, p. 245
L’opera, realizzata in occasione del III
Congresso Nazionale Antiblasfemo, si
ispira all’illustrazione del canto XXIV
dell’Inferno (Vanni Fucci) delle Lecturae
Dantis che Giuseppe Ronchi aveva disegnato nel 1922.
della Confraternita di Santa Maria delle
Consolazioni, ricordandogli il preventivo per «esecuzione di un affresco dei
due dipinti della parete di sinistra della
navata di San Carlo come da bozzetti
eseguiti», il tutto per lire 3000 dell’epoca. Non si tratta di affreschi, ma di dipinti
a tempera su tela, realizzati alcuni anni
dopo i bozzetti.
na Moderna, Padova MCMXXXI-II n. 714
Brescia, collezione privata
Esposizioni: Brescia, 1976
Bibliografia: e. c. s.[Salvi], 1976
È uno studio della testa di Gesù della
Sacra conversazione della chiesa di Santa
Maria delle Consolazioni.
215 - La Vergine delle Consolazioni
1930-1933
Pastello su carta, 95 x 72 cm
In basso a destra, in blu: G. Ronchi
Monterotondo di Passirano, collezione
privata
Esposizioni: Brescia, 1933, n. 11
217 - Cristo fanciullo (studio)
1931
Olio su tavola, 47 x 37,5 cm
In basso a sinistra, in rosso: G. Ronchi
Brescia
Sul retro: Giuseppe Ronchi / Brescia, etichetta Collezione Ronchi ed etichetta
Mostra Padova 1931-1932, Esposizione
Internazionale d’Arte Sacra Cristiana
Moderna
Brescia, collezione privata
213-214 - Sacra conversazione. Gesù
adolescente che medita sulla Passione
1930-1936
Tempera su tela
Brescia, chiesa di Santa Maria delle Consolazioni
Bibliografia: Bonfadini, 1937 (“affreschi
dipintivi l’anno scorso”); Lonati, 1975², p.
32; Trent’anni fa..., 1981; Lonati, 1982, p.
298; Lonati, 1985¹, p. 274; Lonati, 1985²,
p. 132 (lo data 1936); Lonati, 1989, p.
590;Terraroli, 1990, p. 156; Fappani, 1999,
p. 245; Nichilo, 2006, pp. 115-116
Bonfadini scrive che i dipinti furono
eseguiti nel 1936. Nichilo, sulla base di
documenti dell’Archivio di Santa Maria
delle Consolazioni, afferma che «inizialmente, dovevano essere ancora opera
del Trainini, con soggetto i Bresciani alle
crociate ed il giuramento di Ermengarda». Furono invece affidati a Ronchi che,
il 14 settembre del 1929, scriveva in toni
confidenziali a Luigi Deltratti, presidente
216 - Cristo (studio)
1931
Sanguigna su cartone, 46,5 x 38 cm
In alto a sinistra: G. Ronchi / MCMXXXI
Sul retro: firma prof. Giuseppe Ronchi,
etichetta Collezione Ronchi ed etichetta
Esposizione Internazionale di Arte Cristia-
218 - Studio per la testa della Madonna
1930-1936
Olio su tavoletta, 46 x 37,5 cm
Brescia, collezione privata
103
219 - Studio per la testa di Gesù adolescente
1930-1936
Olio su tela, 39 x 50 cm
Milano, collezione privata
221 - Madonna
1930-1936
Pastello su carta, 63 x 47,5 cm
Monterotondo di Passirano, collezione
privata
223 - Ritratto di Alessandro Ronchi
1930
Pastello su carta, 42,5 x 30 cm
Monterotondo di Passirano, collezione
privata
224 - Ritratto di Alessandro Ronchi
1930
Olio su tela, 50 x 35 cm
Milano, collezione privata
220 - Meditazione
1930-1936
Ubicazione ignota
Esposizioni: Brescia 1943, n. 32
Bibliografia:V. L.[onati], 1943
È uno studio o una derivazione a posteriore della testa di Gesù adolescente.
222 - Cristo adolescente (studio)
1930-1936
Carboncino su carta, 72 x 53,5 cm
In alto a sinistra: G. Ronchi
Brescia, collezione privata
225 - Cerere
1930
Pastello su cartone, 62 x 80 cm
In alto a destra, in rosso: G. Ronchi
Sul retro: etichetta con il n. 31 - 1930
Brescia, collezione privata
Esposizioni: Brescia, 1976, n. 31
Bibliografia: Bonfadini, 1930, p. 33
Studio per l’affresco, non realizzato, Allegoria dell’agricoltura.
104
studi storici dedicandosi, in particolare,
alle vicende del Risorgimento.
*226 - Allegoria dell’agricoltura (Apoteosi agricola.Trionfo delle messi)
1930-1934
Olio su tela, 35,5 x 105,5 cm
Brescia, collezione privata
Didascalia dell’album dell’Archivio Ronchi: Allegoria bozzetto per affresco 1934
(1930)
Bibliografia: Lonati, 1975³, p. 33; Lonati,
1982, p. 299; Lonati, 1985¹, p. 274; Lonati,
1985², p. 133
Il bozzetto fu pensato per un affresco
destinato alla sede della Regia Scuola
“M. G. Pastori”, ma mai realizzato. Nei
tre gruppi che compongono la scena
l’artista ha voluto rappresentare, al
centro, le figure di Cerere con le messi
affiancata da Primavera e Pomona, a destra un gruppo di Satiri con Bacco, adorni d’edera e pampini, a sinistra fauni e
pastori che suonano i pifferi.
*227 - Tramonto sul lago d’Iseo. Lovere
1931
Olio su tavola, 35,5 x 50 cm
In basso a destra, in blu: GRonchi
Sul retro: etichetta Collezione Ronchi
con Tramonto sul Lago d’Iseo/Lovere
1931
Brescia, collezione privata
Esposizioni: Brescia, 1985
Bibliografia: Anelli, 1985³, p. 261
228 - Barca sulla spiaggia
1932
Olio su cartone, 43 x 56 cm
In basso a sinistra, in blu: G. Ronchi
Chiari, collezione privata
Esposizioni: Brescia, 1976, n. 22
229 - Ritratto dell’avvocato Luigi Rè
1932
Olio su tela,
Ubicazione ignota
Esposizioni: Brescia, 1933, n. 5
Bibliografia: Lonati, 1975¹, p. 40; Lonati,
1982, p. 296
Il ritratto è documentato da una fotografia dell’album dell’Archivio Ronchi
con la didascalia: «Ritratto dell’avvocato
Luigi Rè – dipinto a olio 1932 / proprietà avv. Luigi Rè». Luigi Re (Pavia, 1877
- Brescia, 1947) si dedicò al giornalismo
collaborando a «La Sentinella Bresciana», insegnò diritto in istituti pubblici tra
cui il Regio Istituto «Pastori», coltivò gli
230 - La tentazione di Cristo
1932
China su carta, 18 x 12 cm
In basso a destra: G. Ronchi / 21-5-32
Fermo (Ascoli Piceno), collezione privata
231 - Studio per il ritratto della signora Paola Contrin Braga
1932
Pastello e matita su carta, 60 x 47 cm
In basso a destra: G. Ronchi
Brescia, collezione privata
105
237 - La pastorella
1932
Olio su tela, 35,5 x 55,5 cm
In basso a sinistra, in marrone: G. Ronchi
Brescia, Istituto Tecnico Agrario “Pastori”
Esposizioni: Brescia, 1933, n. 26
232 - Ritratto della signora Paola
Contrin Braga
1932
Olio su tavola, 64 x 50 cm
In alto a destra: G. Ronchi / MCMXXXII
Chiari, collezione privata
234 - Ritratto di Ferruccio Braga
1932
Olio su tavola, 64 x 50 cm
Brescia, collezione privata
238 - Paese
1932-1935
Olio su tavoletta, 26 x 50 cm
In basso a sinistra: G. Ronchi
Brescia, collezione privata
233 - Studio per il ritratto di Ferruccio Braga
1932
Carboncino e pastello su cartone, 42 x
33 cm
In alto a destra: G. Ronchi / 32
Brescia, collezione privata
235 - Ritratto di signora
1932-1935
Olio su tela, 63,5 x 60,5 cm
In basso a sinistra, in rosso: G. Ronchi
Gussago, collezione privata
236 - Mattinale sul Benaco
1932-1933
Olio su tela, 70 x 88 cm
In basso a sinistra, in blu: G. Ronchi
Brescia, IstitutoTecnico Agrario“Pastori”
Esposizioni: Brescia, 1933, n. 1
106
239 - Stella mattutina
1932
Olio su tavola, 65,5 x 51 cm
In alto a destra, in blu: G. Ronchi Brescia
1932 X
Sul retro la scritta: prof. Giuseppe Ronchi / Stella mattutina
Brescia, collezione privata
Bibliografia: Bonfadini, 1943, p.n.n.; Lonati, 1975¹, p. 40; Lonati, 1982, p. 296
242 - Glicine
1933
Olio su cartone, 34 x 44 cm
In basso a sinistra: G. Ronchi
Brescia, collezione privata
Esposizioni: Brescia, 1933, n. 7
240 - Stella mattutina
1933
Pastello su carta
Ubicazione ignota
Esposizioni: Brescia, 1933, n. 3; Brescia,
1943, n. 10
Bibliografia: Bonfadini, 1943, p.n.n.; Lonati, 1985², p. 133
Il pastello è documentato da una fotografia nell’album dell’Archivio Ronchi con
didascalia: «Stella Mattutina / pastello».
243 - Viale della R. Scuola “M. G. Pastori” (Viale della Villa Pastori)
1933
Olio su tavoletta, 43 x 63 cm
In basso a destra: G. Ronchi
Brescia, collezione privata
Esposizioni: Brescia, 1933, n. 8
245 - Sulla spiaggia
1933-1935
Olio su tavoletta, 9,5 x 14,5 cm
In basso a destra, in blu: G. Ronchi
Brescia, collezione privata
246 - Donna sulla spiaggia
1933-1935
Olio su tavoletta, 32,5 x 47,5 cm
In basso a sinistra: G. Ronchi /MCMX
[…]
Camignone di Passirano, collezione privata
*244 - Sera alle grotte di Catullo
1933
Olio su tavola, 29 x 49,5 cm
In basso a destra: G. Ronchi
Brescia, collezione privata
Esposizioni: Brescia, 1933, n. 17
241 - L’alpino. Ritratto del capitano
Barbieri
1933
Ubicazione ignota
Esposizioni: Brescia, 1933, n. 4
247 - Primavera (Fanciulla con fiori)
1933-35
Pastello su carta
Ubicazione ignota
Il dipinto è documentato da una fotografia nell’album dell’Archivio Ronchi
con didascalia: «L’alpino – Ritratto del
capitano Barbieri / propr. M. Barbieri».
Il pastello è documentato da una fotografia nell’album dell’Archivio Ronchi
con didascalia: «Primavera – pastello /
propr. Signor M. Antonelli Brescia».
107
250 - Temporale sul Baldo
1933
Olio su cartone, 30 x 40 cm
Sul retro: autentica di Laura Ronchi
Brescia, collezione privata
248 - Voci d’amore
1933
Olio su tavola, 73,5 x 56 cm
In basso a sinistra, in rosso: G Ronchi
Sul retro: Voci d’amore – G. Ronchi pittore Brescia
Castenedolo, collezione privata
Esposizioni: Brescia, 1933, n. 27
251 - Temporale sul Baldo (Raggi di
sole sul Baldo)
1933-1935
Olio su tavoletta, 25 x 46 cm
Chiari, collezione privata
255 - Aurora d’ottobre
1933-1935
Ubicazione ignota
Il dipinto è documentato da una fotografia nell’album dell’Archivio Ronchi.
252 - Tramonto a Ponte di Legno
1933
Olio su tavola, 31 x 48 cm
Brescia, Istituto Tecnico Agrario “Pastori”
Esposizioni: Brescia, 1933, n. 31
256 - Marina
1933-1936
Olio su tavoletta, 25 x 40 cm
In basso a sinistra, in nero: G. Ronchi
Brescia, collezione privata
253 - Paesaggio di Ponte di Legno
1933-1935
Olio su cartone, 20 x 28 cm
In basso a sinistra: G. Ronchi
Brescia, collezione privata
257 - Mareggiata sul Tirreno
1933
Olio su tavoletta, 35 x 48 cm
In basso a sinistra: G. Ronchi
Brescia, collezione privata
Esposizioni: Brescia, 1933, n. 35
249 - Erbe e fiori (studio)
1933
Olio su tavoletta, 47 x 30,5 cm
Sul retro: autentica della figlia Anna
Monterotondo di Passirano, collezione
privata
108
254 - Paesaggio montano
1933-1935
Olio su tavola, 19,5 x 27 cm
Brescia, collezione privata
Il pastello è una derivazione della pala di
Muscoline, in cui sant’Angela invita una
bambina a rivolgere la sua preghiera a
sant’Agnese; fu esposto nel 1933 (n. 40)
e nel 1935 fu donato a don Luigi Fossati,
superiore delle Figlie di Sant’Angela.
258 - Crepuscolo luminoso
1933
Olio su tavoletta, 28 x 48 cm
Sul retro, in nero: G. Ronchi Brescia
Brescia, collezione privata
Esposizioni: Brescia, 1933, n. 32
261 - Il Monte Baldo
1935
Pastello su carta, 38 x 58 cm
Brescia, collezione privata
259 - La lavanda dei piedi in Duomo
Vecchio (Impressione)
1933
Olio su tavoletta, 41 x 59 cm
In basso a destra, in nero: G. Ronchi
Sul retro, in nero: la lavanda del Giovedì
Santo / in Duomo Vecchio
Brescia, collezione privata
Esposizioni: Brescia, 1933, n. 49
262 - Tramonto sul Baldo
1935
Olio su tela incollata su cartone, 30,5 x
45 cm
Sul retro: etichetta n. 8 – Tramonto sul
Baldo – 1935
Brescia, collezione privata
Esposizioni: Brescia, 1976, n. 8
Olio su cartone telato, 38,5 x 28 cm
Camignone di Passirano, collezione privata
264 - Arcobaleno sul Baldo
1935-1940
Olio su cartone, 24 x 34 cm
Camignone di Passirano, collezione privata
265 - Paesaggio di montagna
1935-1940
Olio su tavola di compensato, 33 x 49,5
cm
In basso a destra: G. Ronchi
Sul retro: autentica del figlio Mario
Brescia, collezione privata
La data è annotata da Mario Ronchi
sull’elenco delle opere esposte nel 1976.
260 - Sant’Angela Merici
1933
Pastello su carta, 60 x 48 cm
In basso a sinistra: Al Rev. Prof. / Don
Luigi Fossati / con reverente affetto / G.
Ronchi / 8 Dic 1935 XIV°
Brescia, Casa Sant’Angela
Esposizioni: Brescia, 1933, n. 40
263 - Monte Baldo
1935
*266 - San Francesco porta la croce
1935-1938
Olio su tela, 118 x 82 cm
Brescia, collezione privata
109
1975², p. 32; Trent’anni fa..., 1981; Lonati,
1982, p. 298; Lonati, 1985¹, p. 274; Lonati,
1985², p. 133; Terraroli, 1990, p. 156; Fappani, 1999, p. 245; Fappani, 2000, p. 299
L’affresco, documentato da una fotografia dell’Archivio Ronchi, venne cancellato nel corso dei restauri eseguiti negli
anni ’70 in seguito ad un incendio.
267 - Sant’Antonio tra i poveri, gli afflitti e gli oppressi
1936
Affresco
In basso a sinistra: G.Ronchi MCMXXXVI
Brescia, chiesa di San Luca
Lunetta della cappella di Sant’ Antonio
268 - Gli sposi
1936
Olio su tela, 56,5 x 62 cm
In basso a sinistra: G. Ronchi
Sul retro: etichetta Gli sposi. Dettaglio
della lunetta dell’altare del Santo di S.
Luca “Sant’Antonio tra i poveri, gli afflitti
e gli oppressi”
Brescia, collezione privata
Nello sposo, Ronchi ha ripreso la figura
di Carpe Diem (cat. n. 92); la donna che
appoggia le mani sulle spalle del marito
si trova anche in San Francesco porta la
croce (cat. n. 266).
269 - San Francesco Saverio annuncia il Vangelo in Giappone
1936
Affresco
In basso a destra: G. Ronchi
Brescia, chiesa di San Luca
Lunetta della cappella del Beato Tovini
110
270 - Sacra conversazione (bozzetto)
1936
Olio su tavola, 45 x 64 cm
Brescia, collezione privata
273 - Studio di testa (Angelo)
1936-1940
Pastello su carta, 39,5 x 29,5 cm
Brescia, collezione privata
271 - Studio per la testa di Cristo
1936
In basso a destra: G. Ronchi
Ubicazione ignota
Didascalia dell’album dell’Archivio Ronchi: Testa di Cristo (studio)
È uno studio per la testa di Cristo
dell’affresco perduto già nella chiesa
parrocchiale di San Zeno a San Zeno
Naviglio.
272 - Sacra conversazione
1936
Già San Zeno Naviglio, chiesa parrocchiale
Distrutto
Bibliografia: Bonfadini, 1937; Lonati,
274 - La Vergine, il Divin Putto e Santa Teresina del Bambin Gesù
1936
Olio su tela
Ubicazione ignota
Già Brescia, San Pietro in Oliveto
Bibliografia: Bonfadini, 1937; Lonati,
1975², p. 32; Trent’anni fa..., 1981; Lonati,
1982, p. 298; Lonati, 1985¹, p. 274; Lonati,
1985², p. 133; Fappani, 1999, p. 245
In basso a destra: G. Ronchi
Brescia, collezione privata
Esposizioni: Brescia, 1943, n. 38
La didascalia della fotografia nell’album
dell’Archivio Ronchi recita: «La Vergine,
il Divin Putto e Santa Teresina del Bambin Gesù / Convento della Madonna del
Carmelo». Bonfadini (1937) afferma di
averlo visto nel convento di San Pietro
in Oliveto.
275 - Decorazione della chiesa parrocchiale dei Santi Nazaro e Celso a
Cadignano
1937
Ubicazione ignota
Già Cadignano di Verolanuova, chiesa
parrocchiale
Bibliografia: Bonfadini, 1937; Fappani,
1999, p. 245
Bonfadini (1937) scrive: «Nella chiesa
di Cadignano ho potuto osservare otto
grandi medaglioni decorativi dipinti dal
Ronchi in questi ultimi mesi al disopra
delle finestre che danno una viva luce
alla chiesa. Quelli della parete di destra
rappresentano S. Luigi tra una fiorita di
gigli, in un atteggiamento nuovo; S. Bosco vegliante con la sua paterna sorridente bontà su due ragazzi del popolo;
S. Agnese che effonde la sua bellezza
romana e spirituale tra delicate trasparenze rosee dominate dai biondi capelli
inanellati; e S. Angela Merici.
Quelli della parete di sinistra rappresentano Tobia, S. Giuseppe, S. Monica
col figlio S. Agostino e la Madonna Addolorata. Anche questo ciclo di affreschi
è notevole per le espressioni delle diverse figure disegnate con vigore e nello
stesso tempo con delicatezza e per la
pastosità delle tinte fra le quali palpita
una luce vivida». Con diversi interventi
che si sono succeduti dal 1954 al 1965,
la chiesa fu nuovamente decorata da
Pietro Milzani e gli otto medaglioni di
Giuseppe Ronchi vennero ridipinti, cosicché devono considerarsi perduti.
*276 - Mietitura
1937-1940
Olio su tavoletta, 22 x 36 cm
In basso a sinistra: G. Ronchi
Brescia, collezione privata
277 - Lavoro in cascina
1937-1940
Olio su cartone, 15,5 x 20,5 cm
Brescia, collezione privata
*281 - Il mercato di Montichiari
1937
Olio su tavola, 50 x 70 cm
In alto a sinistra: G. Ronchi
Brescia, collezione privata
Esposizioni: Brescia, 1942, n. 112; Brescia, 1943, n. 39
Bibliografia: Feroldi, 1940; Fappani, 1999,
p. 245
278 - Lavoro nei campi
1937-1940
Olio su tavoletta, 21 x 29 cm
Brescia, collezione privata
279 - Porticciolo
1937-1940
Ubicazione ignota
282 - Tramonto a Cortina d’Ampezzo
(Cortina d’Ampezzo a sera)
1937-1943
Olio su tavola, 31 x 47 cm
Sul retro, in nero: Tramonto a Cortina
d’Ampezzo / prof. G. Ronchi
Brescia, collezione privata
Esposizioni: Brescia, 1943, n. 40
Il dipinto è documentato da una fotografia conservata nell’album dell’Archivio Ronchi.
283 - Paesaggio: Dolomiti
1937-1943
Olio su tavoletta, 16,5 x 25 cm
Sul retro: autentica del figlio Mario
Brescia, collezione privata
280 - Sera a Cadignano
1937
Olio su tavola, 35 x 50 cm
111
288 - Paesaggio di lago
1938-1943
Olio su tavoletta, 29 x 34 cm
Milano, collezione privata
284 - Tramonto sul mare
1937-1938
Ubicazione ignota
Il dipinto è documentato da una fotografia nell’album dell’Archivio Ronchi
con didascalia: «Tramonto sul mare
1937-8 / propr. Comm. Dottor Mor del
Popolo d’ Italia».
286 - Testa di Cristo
1938
Carboncino su carta, 70 x 54 cm
In alto a sinistra: G. Ronchi 1938
Brescia, collezione privata
289 - Marina
1938-1943
Olio su tela cartonata, 36 x 26 cm
In basso a destra, in rosso: G. Ronchi
Brescia, collezione privata
285 - Mareggiata
1937-1938
Ubicazione ignota
Il dipinto è documentato da una
fotografia nell’album dell’Archivio
Ronchi con didascalie: «Mareggiata –
proprietà Dott. Raul Averoldi 1938
/ XVI» e «Mareggiata – 1937 a Marina di Massa / propr. Dottor Raul
Averoldi».
287 – Giuda. Studio per la Cena (Il
dubbioso)
1938
Carboncino su tavoletta di compensato,
63 x 48 cm
In basso a destra: G. Ronchi / 1938
Brescia, collezione privata
La didascalia della fotografia nell’album
dell’Archivio Ronchi afferma: «Giuda –
Studio di testa – dettaglio dell’affresco
/ Ultima Cena»; in un’altra fotografia
presso l’Archivio dei Civici Musei d’Arte e Storia di Brescia compare il titolo:
Il dubbioso.
290 - Luce sull’acqua
1938-1943
112
Olio su tela incollata su cartone, 35 x
25,5 cm
In basso a destra, in nero: G. Ronchi
Brescia, collezione privata
291 - Marina
1938-1943
Olio su carta, 25 x 37 cm
In basso a destra, in blu: G. Ronchi
Milano, collezione privata
*292 - Convegno di angeli
1940
Olio su tavola, 48,5 x 72,5 cm
In basso a sinistra, in blu: G. Ronchi
Sul retro: etichetta Collezione Ronchi
(via Dante 17 – lire 3500)
Brescia, collezione privata
Esposizioni: Brescia, 1942, n. 148; Brescia,
1976, n. 19
Bibliografia: Lonati, 1985², p. 133; Fappani, 1999, p. 245
È una ripresa di Giaggioli in fiore (cat. n.
79) databile al 1940, come suggerisce
la didascalia della fotografia nell’album
dell’Archivio Ronchi: «Giaggioli in fiore
– Convegno di angeli / dip. ad olio 1940
/ propr. Ferruccio Braga». Nel 1942 il
dipinto fu esposto alla VI Mostra Sindacale insieme a Terrazza a Tremosine e
a Cristo.
293 - Iris
Olio su tela, 37 x 28 cm
Brescia, collezione privata
*294 - Motivo di fiaba
1940-1943
Pastello su carta, 38 x 40,5 cm
In basso a destra: G. Ronchi
Sul retro, in nero: prof. G. Ronchi Brescia
Monterotondo di Passirano, collezione
privata
Esposizioni: Brescia, 1943, n. 35; Brescia,
1976, n. 7
Bibliografia: Bonfadini, 1943, p.n.n.; V.
L.[onati], 1943; Lonati, 1985², p. 133; Fappani, 1999, p. 245
Risulta esposto per la prima volta nel
1943. La didascalia della fotografia
sull’album dell’Archivio Ronchi lo indica
come Visione di fiaba; nell’elenco delle
opere esposte alla mostra del 1976 il figlio Mario ha annotato la data 1910, ma
è probabile che si riferisca ad una prima
versione del tema in un’opera di cui non
si conosce l’attuale collocazione.
295 - Vele al tramonto
1940
Olio su tela, 48 x 38 cm
In basso a sinistra, in blu: G. Ronchi
Sul retro: etichetta con titolo
Brescia, collezione privata
Esposizioni: Brescia, 1976, n. 6
296 - Ulivi al tramonto.Tremosine
1940
Olio su tela, 35,5 x 50 cm
In basso a destra, in blu: G. Ronchi /
MCMXL
Sul retro: prof. Giuseppe Ronchi Brescia
MCMXL
Brescia, collezione privata
297 - Tremosine (Paesaggio)
1941
Olio su cartone, 41 x 51 cm
Camignone di Passirano, collezione privata
113
Olio su tavoletta di compensato, 35 x
50 cm
In basso a sinistra: G. Ronchi
Sul retro: prop. G. Ronchi / Tremosine
42 / XX ed etichetta con il titolo Dalla
terrazza di Tremosine (Voltino)
Brescia, collezione privata
Esposizioni: Brescia, 1942, n. 149; Brescia
1943, n. 42 (Sole sulla terrazza a Tremosine)
Bibliografia: Bonfadini, 1943, p.n.n.; Lonati, 1985², p. 133; Fappani, 1999, p. 245
298 - Il miracolo di san Biagio
1942
Olio su tela
Borgosatollo, Oratorio femminile
Sulle didascalie dell’album dell’Archivio
Ronchi si legge: «San Biagio – dipinto ad
olio / propr. Ospedale Sant’ Antonino» e
«All’Ospedale Infettivi C. Golgi / Spedali
Civili di Brescia / Reparto Difterite / Il miracolo di S. Biagio / Brescia 1942». L’opera
fu dipinta infatti in occasione della guarigione dalla difterite del figlio Alessandro.
*303 - Alba sul Castellaccio (Verso
Ponte di Legno)
1943
Olio su tela, 35,5 x 50 cm
In basso a sinistra: G. Ronchi
Sul retro: prof. Giuseppe Ronchi, via
Dante 17, Alba sul Castellaccio, 1943
Brescia, collezione privata
Esposizioni: Brescia, 1943, n. 2
301 - Riflessi
1942
Olio su tavoletta, 22,5 x 47 cm
Sul retro: autentica della figlia Anna con
la data 1942
Monterotondo di Passirano, collezione
privata
Esposizioni: Brescia, 1976, n. 35
304 - Meriggio sul Castellaccio (Meriggio)
1943
Olio su tela
Ubicazione ignota
Esposizioni: Brescia, 1943, n. 4
Il dipinto è documentato da una fotografia nel catalogo della mostra.
299 - Dosso del Rospo. Ponte di Legno
1942
Olio su tela
Ubicazione ignota
Il dipinto è documentato da una fotografia nell’album dell’Archivio Ronchi
con didascalia: «Proprietà Ettore Braga»;
potrebbe essere Dosso del Rosso esposto
a Brescia alla mostra del 1943 (n. 7).
302 - Impressione di lago
1942
Olio su tavoletta, 22 x 12,5 cm
Camignone di Passirano, collezione privata
300 - Dalla terrazza di Tremosine
1942
114
305 - Luci argentee del Jonio (Luci
argentee)
Ante 1943
Ubicazione ignota
Esposizioni: Brescia, 1943, n. 11; Brescia,
1976, n. 16
Bibliografia: Fappani, 1999, p. 245
Il dipinto è documentato da una fotografia nel catalogo della mostra.
309 - Tramonto sul Tirreno (Tramonto d’ottobre)
1943
Ubicazione ignota
Esposizioni: Brescia, 1943, n. 25
306 - Mattino candido sul Tirreno
1943
Olio su tela incollata su cartone, 29,5 x
49,5 cm
In basso a sinistra: G. Ronchi
Castenedolo, collezione privata
Esposizioni: Brescia, 1943, n. 12
307 - Libecciata
Ante 1943
Ubicazione ignota
Esposizioni: Brescia, 1943, n. 15
Il dipinto è documentato da una fotografia nel catalogo della mostra.
308 - Preludio di burrasca
Ante 1943
Ubicazione ignota
Esposizioni: Brescia, 1943, n. 16
Il dipinto è documentato da una fotografia nel catalogo della mostra.
Il dipinto è documentato da una fotografia nel catalogo della mostra.
310 - Ritratto di signorina (studio)
1943
Pastello su carta, 54,5 x 44,5 cm
In basso a sinistra, in giallo: G. Ronchi
Castenedolo, collezione privata
Esposizioni: Brescia, 1943, n. 30
311 - Mandorli in fiore
1943
Olio su tavoletta, 29 x 46 cm
Sul retro: etichetta COLLEZIONE RONCHI ed etichetta Galleria dell’“Arte”
direttore comm. Schreiber / Brescia. Mostra personale
Fermo (Ascoli Piceno), collezione privata
Esposizioni: Brescia, 1943, n. 36
312 - Rose
1943-1948
Olio su cartone, 31,5 x 26,5 cm
Brescia, collezione privata
313 - Vaso con rose e gigli
1943-1948
Olio su tavola, 48,5 x 37,5 cm
In basso a sinistra, in blu: G. Ronchi
Brescia, collezione privata
314 - Idillio in giardino
1943
Olio su cartone, 34 x 43 cm
In basso a sinistra, in rosso: G. Ronchi
Castenedolo, collezione privata
Esposizioni: Brescia, 1943, n. 37
115
Matita rossa su carta, 60,5 x 48,5 cm
In alto a sinistra: G. Ronchi / Brescia
Sul retro: etichetta Giuseppe Ronchi,
Brescia, 1944
Brescia, collezione privata
315 - Terme di Boario (bozzetto per
un manifesto)
1943-1945
Acquerello su carta, 66,5 x 62 cm
Camignone di Passirano, collezione privata
318 - Ritratto della signora Geroldi
1944
Olio su tela, 64 x 48,5 cm
In basso a sinistra, in bianco: G. Ronchi
Brescia, collezione privata
320 - Ritratto di signora
1943-1945
Olio su tela, 141 x 98 cm
In alto a destra, in blu: G. Ronchi
Brescia, collezione privata
316 - Ritratto della signora Marina
Ballardini
1943-1945
Pastello su carta, 72 x 56 cm
In alto a destra: G. Ronchi
Brescia, collezione privata
321 - Ritratto del nipote Alessandro
1944-45
Pastello su carta, 62 x 46 cm
Chiari, collezione privata
319 - Studio per ritratto di signora
1943-1945
Carboncino su carta, 46,5 x 36,5 cm
Camignone di Passirano, collezione privata
317 - Ritratto della signora Geroldi
1944
116
324 - Oleandri sul lago
1945-1950
Olio su cartone, 28 x 38 cm
Chiari, collezione privata
322 - Mattino
1944
Olio su tavola, 33 x 24 cm
In basso a sinistra, in nero: G. Ronchi
Sul retro: Giuseppe Ronchi, Brescia,
1944, Mattino
Brescia, collezione privata
325 – Aurora. Marina di Massa
1945-1950
Olio su tavola, 29 x 49,5 cm
In basso a destra, in blu: G. Ronchi
Sul retro, in nero: prof. Giuseppe Ronchi
/ Brescia
Brescia, collezione privata
326 - Barca sulla riva
1945-1950
Olio su cartone, 11 x 17 cm
Chiari, collezione privata
328 - Barche al tramonto a Sirmione
1945-1950
Olio su tavoletta, 25 x 35,5 cm
In basso a destra, in blu: G. Ronchi
Lonato, collezione privata
329 - Tramonto sul mare
1945-1950
Olio su cartone telato, 20,5 x 25 cm
In basso a destra, in blu: G. Ronchi
Chiari, collezione privata
Esposizioni: Brescia, 1976, n. 63
*330 - Giochi di luce sul mare
1945-1950
Olio su cartone, 25 x 33 cm
Chiari, collezione privata
323 - Marina
1945-1950
Olio su cartone, 36 x 25 cm
In basso a destra: G. Ronchi
Sul retro: autentica del figlio Mario
Brescia, collezione privata
327 - Sirmione darsena
1945-1950
Olio su cartone, 19,5 x 29,5 cm
In basso a destra: G. Ronchi
Chiari, collezione privata
331 - Tramonto
1945-1950
117
Olio su tavoletta, 15 x 23,5 cm
Brescia, collezione privata
Esposizioni: Brescia, 1976, n. 45
332 - Mattino sereno
1945-1950
Olio su tavoletta, 15 x 23,5 cm
Brescia, collezione privata
Esposizioni: Brescia, 1976, n. 44
335 - Tramonto foriero di burrasca
1945-1950
Olio su tela incollata su cartone, 22,5 x
31 cm
Sul retro: autentica di Laura Ronchi
Braga
Brescia, collezione privata
338 - La balera a Sirmione (Ballo a
Sirmione)
1945-1950
Olio su tavoletta di compensato, 40 x
49,5 cm
In basso a destra: G. Ronchi
Brescia, collezione privata
339 - Ritratto della nipotina
1945-1950
Matita su carta, 27 x 38,5 cm
In alto a destra: G. Ronchi
Brescia, collezione privata
333 - Marina
1945-1950
Olio su carta, 16 x 24 cm
Milano, collezione privata
336 - Marina con barca
1945-1950
Olio su tela incollata su cartone, 27,5
x 18 cm
Brescia, collezione privata
340 - Arcobaleno
1945-1950
Olio su tavoletta, 15,5 x 22 cm
Camignone di Passirano, collezione privata
334 - Marina con barca
1945-1950
Olio su carta, 24 x 16 cm
Milano, collezione privata
118
337 - Scena notturna (Ballo)
1945-1950
Olio su tavoletta, 16 x 25 cm
Sul retro: autentica del figlio Mario
Brescia, collezione privata
Olio su tavoletta, 15 x 18 cm
Sul retro: autentica della figlia Anna
Monterotondo di Passirano, collezione
privata
344 - Marina
1945-1950
Olio su carta, 16 x 24 cm
Milano, collezione privata
348 - Marina
1945-1950
Olio su carta, 16 x 24 cm
Milano, collezione privata
341 - Studio di luci nel cielo
1945-1950
Pastello su carta, 32 x 16 cm, centinato
Camignone Passirano, collezione privata
342 - Riflessi
1945-1950
Olio su tavoletta, 12,5 x 19 cm
Sul retro: G. Ronchi Brescia 162
Brescia, collezione privata
343 - Riflessi sul mare
1945-1950
Olio su cartone, 23,5 x 33,5 cm
Brescia, collezione privata
345 - Marina
1945-1950
Olio su carta, 25 x 37 cm
In basso a destra, in blu: G. Ronchi
Milano, collezione privata
349 - Marina
1945-1950
Olio su tavoletta, 12,5 x 21,5 cm
Sul retro: ore 16 ½ e autentica del figlio
Mario
Brescia, collezione privata
346 - Marina
1945-1950
Olio su tavoletta, 18,5 x 28 cm
In basso a destra: G. Ronchi
Chiari, collezione privata
347 - Marina
1945-1950
350 - Marina
1945-1950
Olio su carta, 49 x 35 cm
Milano, collezione privata
119
Olio su tavoletta, 16,5 x 22,5 cm
Sul retro: autentica della figlia Laura
Brescia, collezione privata
Esposizioni: Brescia, 1976, n. 73
351 - Marina
1945-1950
Olio su tela, 34 x 44 cm
Milano, collezione privata
352 - Marina
1945-1950
Olio su tavoletta, 10 x 16 cm
Brescia, collezione privata
355 - Giardino con alberi
1945-1950
Olio su tavoletta, 16,5 x 25 cm
Sul retro: autentica del figlio Mario
Brescia, collezione privata
359 - Chiesetta tra i monti (Impressione)
1945-1950
Olio su tavoletta, 16,5 x 25 cm
Sul retro: autentica della figlia Laura
Brescia, collezione privata
356 - Giardino (Impressione)
1945-1950
Olio su tavoletta, 15,5 x 23,5 cm
Monterotondo di Passirano, collezione
privata
360 - Brescia con la Maddalena
1945-1950
Olio su tela, 20 x 27 cm
Milano, collezione privata
353 - Giardino (Impressione)
1945-1950
Olio su tavoletta, 16,5 x 25 cm
Sul retro: autentica della figlia Laura
Brescia, collezione privata
357 - Fiori (Impressione)
1945-1950
Olio su cartone, 14 x 20,5 cm
Monterotondo di Passirano, collezione
privata
361 - Luci sul Baldo
1945-1950
Olio su cartone telato, 18 x 23,5 cm
Sul retro: autentica della figlia Anna
Monterotondo di Passirano, collezione
privata
354 - Giardino (Impressione)
1945-1950
Olio su cartone, 16,5 x 24,5 cm
Sul retro: autentica della figlia Laura
Chiari, collezione privata
120
358 - Minaccia di temporale (Impressione)
1945-1950
LECTURAE DANTIS
362 - Paesaggio di Val Camonica
1945-1950
Olio su tavoletta, 15 x 22,5 cm
Sul retro: autentica del figlio Mario
Brescia, collezione privata
*365 - Tramonto
1945-1950
Olio su tavoletta, 24,5 x 16 cm
Chiari, collezione privata
In occasione delle «Lecturae Dantis»,
promosse dal Collegio Cesare Arici e
tenute dal gesuita padre Alfonso Maria
Casoli, insigne latinista vincitore nel
1908 del “Certamen poeticum Hoeufftianum” di Amsterdam, Giuseppe Ronchi
realizzò, tra il 1905 e il 1909, una serie
di disegni a carboncino che illustravano
i primi diciotto canti dell'Inferno. I disegni vennero pubblicati su cartoline che
contenevano il ritratto del poeta, l'illustrazione e il testo del canto. In anni
successivi, l'artista ritornò a temi danteschi, affrontando i canti XXIII e XXIV.
Di questo lavoro si conservano alcuni
disegni originali e cartoline.
Bibliografia: Il saggio finale…, 1905; Sartori Treves, 1907, p. 1 (ill.); Lecturae Dantis…, 1909, (ill.); Begni Redona, 1985², p.
256; Passamani, 1985², p. 235; Fappani,
1999, p. 245; Orlandi, 2006, p. XI
*363 - Impressione
1945-1951
Olio su cartone, 16,5 x 24,5 cm
Sul retro: autentica del figlio Mario
Brescia, collezione privata
366 - Processione in Piazza Duomo
1945-1950
Olio su tavoletta, 16 x 25 cm
In basso a destra, in blu: G Ronchi
Camperio (Confederazione elvetica),
collezione privata
*364 - Chiaro di luna
1945-1951
Olio su tavoletta, 22 x 16,5 cm
Chiari, collezione privata
Canto III
1905
Carboncino su carta
Ubicazione ignota, si conosce la sola
cartolina
Bibliografia: Il saggio finale…, 1905
Didascalia: «Balenò una luce vermiglia /
La qual mi vinse ciascun sentimento / E
caddi come l'uom cui sonno piglia»
Canto IV
1905
Carboncino su carta
Ubicazione ignota, si conosce la sola
cartolina
Bibliografia: Il saggio finale…, 1905
Didascalia: «Mi fur mostrati gli spiriti
magni»
121
Canto V
1905
Carboncino su carta
Ubicazione ignota, si conosce la sola
cartolina
Bibliografia: Il saggio finale…, 1905
Didascalia: «Vedrai quando saran / Più
presso a noi»
*Canto VIII
1906
Carboncino su carta, 64 x 96 cm
Brescia, collezione privata
Didascalia: «Canto VIII / 20-5-1906 / Rispose:Vedi che son un che piange»
*Canto VI
1905
Carboncino su carta, 56 x 84 cm
Chiari, collezione privata
Didascalia: «Canto VI / 19-11-1905 / Per
la dannata colpa della gola…»
Canto IX
1906
Carboncino su carta, 64,5 x 96 cm
In basso a destra, in nero: G. Ronchi
Brescia, collezione privata
Didascalia: «Canto IX / 1-6-1906 / Ben
m'accorsi ch'egli era del Ciel messo»
Canto VII
1906
Carboncino su carta, 65 x 95 cm
Milano, collezione privata
Didascalia: «Canto VII / 2-2-1906 / Gridando: "Perché tieni?" e. "Perché burli?"»
122
Canto X
1907
Carboncino su carta, 64,5 x 96 cm
In basso a destra, in bianco: G. Ronchi
Brescia, collezione privata
Didascalia: «Canto X / Supin ricadde,
e più non parve fuora, / Ma quell’altro
magnanimo…»
Canto XI
1907
Carboncino su carta, 78 x 97 cm
In basso a destra, in bianco: G. Ronchi
Milano, collezione privata
Bibliografia: Sartori Treves, 1907, p. 1
(ill.)
Didascalia: «Canto XI / 6-6-907 / per
l'orribile soperchio / Del puzzo […] / Ci
raccostammo dietro ad un coperchio»
Canto XII
1908
Carboncino su carta
Ubicazione ignota, si conosce la sola
cartolina
Didascalia: «Canto XII / 30-1-1908 / (I
centauri) / Vedendoci calar, ciascun ristette, / E della schiera tre si dipartiro /
Con archi ed asticciole prima elette»
Canto XIII
1908
Carboncino su carta
Ubicazione ignota, si conosce la sola
cartolina
Didascalia: «Canto XIII / 12-2-1908 /
Noi eravamo ancor al tronco attesi /
Credendo… »
Canto XIV
1908
Carboncino su carta, 66 x 97 cm
In basso a destra, in nero: G. Ronchi
Milano, collezione privata
Didascalia: «Canto XIV / 5-3-908 / Qual
io fui vivo, tal son morto»
Canto XVI
1908
Carboncino su carta
Ubicazione ignota, si conosce la sola
cartolina
Bibliografia: Lecturae Dantis…, 1909, (ill.)
Didascalia: «Canto XVI / 13-2-1908 /
rupper la ruota ed a fuggirsi / Ale, sembra le gambe loro snelle»
Canto XVII
1909
Carboncino su carta
Ubicazione ignota, si conosce la sola
cartolina
Bibliografia: Lecturae Dantis…, 1909, (ill.)
Didascalia: «Canto XVII / 18-3-1909 / E
discarcate le nostre persone / Si dileguò
come da corda cocca»
Canto XVIII
1909
Carboncino su carta
Ubicazione ignota, si conosce la sola
cartolina
Didascalia: «Canto XVIII / 2-6-1909 /
Guarda quel grande che viene / E, per
dolor, non par lagrima spanda»
Canto XXIII
1923
Carboncino su carta, 72 x 132 cm
In basso a destra, in bianco: G. Ronchi
Brescia, collezione privata
Canto XXIV
1922
Carboncino su carta, 63 x 92 cm
In basso a destra, in bianco: G. Ronchi
Brescia, collezione privata
Didascalia: «Canto XXIV / 8-4-1922
/ "Ladri e serpenti" (Vanni Fucci) / Né
O si tosto mai, né I si scrisse / Com'ei
s'accese ed arse»
123
BIBLIOGRAFIA
a cura di Luigi Capretti
e Francesco De Leonardis
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Per le feste del Moretto, in «La Sentinella
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L’Esposizione d’Arte Moderna, in «La Provincia di Brescia», 28 agosto
Esposizione d’Arte Moderna. Gli acquisti
dell’Ateneo e dell’on. Nasi, in «La Provincia di
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L’esposizione di crisantemi e dalie, in «Illustrazione Bresciana», anno I, n. 4, 16 novembre, p. 4
Esposizione internazionale di Crisantemi. Il
Comitato ordinatore, in «La Sentinella Bresciana», 5 novembre
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La Pietà, in «Illustrazione Bresciana», anno
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La mostra dell’«Arte in Famiglia» si aprirà oggi,
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La mostra dell’«Arte in Famiglia» nell’ex Palazzo Bettoni, in «La Sentinella Bresciana»,
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La mostra dell’Arte in Famiglia, in «La Provincia di Brescia», 29 gennaio
Le opere esposte all’Arte in Famiglia, in «Il
Cittadino di Brescia», 28 gennaio
Per l’Esposizione dell’Arte in Famiglia, in «La
Provincia di Brescia», 16 febbraio
Il “vernissage” alla Mostra dell’«Arte in Famiglia», in «La Provincia di Brescia», 8 agosto
Il “vernissage” della Mostra d’arte di Palazzo
Bargnani, in «La Sentinella Bresciana», 8
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Alla mostra-lotteria del “Ridotto”, in «Il Cittadino di Brescia», 6 dicembre
T. BIANCHI, La Mostra-Lotteria che oggi
s’inaugura nel Ridotto del Teatro Grande, in
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L’esposizione d’arte moderna che si inaugura
oggi, in «La Sentinella Bresciana», 14 maggio
Esposizione d’arte moderna. Numerose vendite, in «La Sentinella Bresciana», 23 maggio
L’estrazione della Lotteria Artistica al Grande,
in «Il Cittadino di Brescia», 9 dicembre
L’estrazione della lotteria artistica al Grande,
in «Il Cittadino di Brescia», 15 dicembre
Estrazione della Lotteria Artistica al Teatro
127
Grande, in «La Sentinella Bresciana», 9 dicembre
L. GIGLI, Un bel quadro moderno nella chiesa
di San Francesco, in «Illustrazione Bresciana», anno XV, pp. 10-11
L’inaugurazione della mostra d’arte e della
lotteria nel Ridotto del Teatro Grande, in «La
Sentinella Bresciana», 27 novembre
Lotteria Artistica di Beneficenza. L’estrazione
dei numeri, in «La Provincia di Brescia», 15
dicembre
Mostra d’arte e lotteria pro assistenza civile,
in «La Sentinella Bresciana», 26 novembre
La mostra degli artisti bresciani nelle sale della
Pinacoteca Tosio Martinengo, in «Il Cittadino
di Brescia», 14 maggio
La Mostra-Lotteria di beneficenza1, in «La
Provincia di Brescia», 6 dicembre
La Mostra-Lotteria di beneficenza2, in «La
Provincia di Brescia», 11 dicembre
Opere artistiche nelle sale della Deputazione,
in «Il Cittadino», 17 agosto
Per gli affreschi della Loggia. Scrive il pittore
Bertolotti..., in «La Provincia di Brescia», 11
marzo
Pesca-lotteria artistica di beneficenza, in «La
Provincia di Brescia», 13 ottobre
SER[ENA], Opere artistiche nella sala della
Deputazione. Una grande allegoria di G. Ronchi, in «Il Cittadino di Brescia», 17 agosto
Il successo della Mostra d’Arte. Le vendite.
Opere donate, in «La Sentinella Bresciana»,
6 dicembre
Le vendite alla Mostra d’Arte, in «La Provincia di Brescia», 23 maggio
Vendite alla Mostra d’Arte, in «La Provincia
di Brescia», 3 giugno
1917
Il ritratto di Donna Carolina Sorge dipinto da
un artista bresciano, in «Il Cittadino di Brescia», 28
agosto
128
G. R.[ONCHI], Achille Regosa, in «Il Cittadino di Brescia», 7 maggio
1918
Il pittore G. Ronchi, in «La Sentinella Bresciana», 22 luglio
1919
Alla mostra artistica, in «Il Cittadino di Brescia», 15 gennaio
Alla mostra artistica.Verso la chiusura. Le vendite, in «Il Cittadino di Brescia», 25 gennaio
Associazione Arte in Famiglia, in «La Provincia di Brescia», 9 aprile
L’esposizione artistica al “Ridotto”, in «Il Cittadino di Brescia», 6 gennaio
L’inaugurazione della Mostra d’arte al Ridotto,
in «La Sentinella Bresciana», 6 gennaio
LEO, All’esposizione Artistica. Impressioni di
un profano, in «Il Cittadino di Brescia», 20
gennaio
La mostra degli artisti bresciani al Ridotto del
Teatro Grande, in «La Provincia di Brescia»,
7 gennaio
G. RONCHI1, Arturo Castelli, in «Brixia Sacra», X, pp. 187-188
G. RONCHI2, Arturo Castelli, in «Il Cittadino», 14 novembre
Gli ultimi giorni della Mostra d’Arte, in «La
Provincia di Brescia», 25 gennaio
Le vendite all’esposizione degli artisti bresciani al Grande, in «La Provincia di Brescia»,
11 gennaio
1920
L’apertura e l’affluenza alla Mostra dell’«Arte
in Famiglia», in «La Sentinella Bresciana», 9
novembre
Arte in Famiglia. Una prossima esposizione, in
«La Provincia di Brescia», 20 maggio
Gli artisti Bresciani all’Esposizione di Gardone Riviera, in «Il Cittadino di Brescia», 25
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Associazione “Arte in Famiglia”, in «La Provincia di Brescia», 7 febbraio
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La solenne inaugurazione del centenario Dantesco nel Collegio “Cesare Arici”, in «Il Cittadino di Brescia», 11 dicembre
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C. RUGGERI, M. PAGLIARI, Casa San Filippo e la chiesa del Buon Pastore, Brescia, pp.
25-26 e p. 81
Sommario
p.
Saggi
3
Giuseppe Ronchi: la poesia della luce
p. 5
Francesco De Leonardis
p. 17
Luigi Capretti
p. 23
Le opere in mostra
p. 71
a cura di Luigi Capretti e Francesco De Leonardis
p. 72
Catalogo delle opere
p. 125
Bibliografia
Biografia
Apparati
La memoria figurativa – 25
Giuseppe Ronchi (1873-1951)
Mostra promossa e organizzata dall’Associazione Artisti Bresciani
Brescia, AAB, salone del Romanino
4 dicembre 2010 – 5 gennaio 2011
Comitato organizzatore
Luigi Capretti, Francesco De Leonardis,Vasco Frati, Martino Gerevini,
Elena Lucchesi Ragni, Chiara Malzanini, Andrea Mazzolini,
Giuseppina Ragusini, Corrado Venturini
Cura della mostra
Luigi Capretti e Francesco De Leonardis
Cura del catalogo
Vasco Frati e Giuseppina Ragusini
Progetto grafico del catalogo
Martino Gerevini
Allestimento
Alessandra De Leonardis, Luigi Capretti e Francesco De Leonardis
Referenze fotografiche
Luigi Capretti
Piera Tabaglio, Archivio fotografico dei Civici Musei
Archivio fotografico dell'Amministrazione Provinciale
Restauri
Osservatorio d’Opera, Brescia
Trasporti
Gls - Corriere Executive Brescia Service s.r.l.
Assicurazione
Società Cattolica di Assicurazione, Agenzia generale di Brescia
Presidenza dell’AAB
Vasco Frati e Martino Gerevini
Segreteria dell’AAB
Chiara Malzanini e Corrado Venturini
L’AAB e i curatori della mostra rivolgono un cordiale ringraziamento per la loro
preziosa collaborazione al Comune e alla Provincia di Brescia; alla Soprintendenza
per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico per le province di Brescia,
Cremona e Mantova, in particolare al soprintendente Fabrizio Magani e al funzionario
Rita Dugoni; alla direzione dei Civici Musei d’arte e storia, in particolare ad Elena
Lucchesi Ragni, Luisa Cervati, Laura Rossi, Ugo Spini, Piera Tabaglio, Giuliana Ventura;
alle famiglie degli eredi e ai collezionisti prestatori, in particolare a Francesca Braga,
nipote di Giuseppe Ronchi, che ha fattivamente collaborato alla realizzazione della
mostra; ad Alessandra Teso di Gruppo Impresa; alle Fondazioni CAB “Istituto di cultura
Giovanni Folonari”, ASM Brescia, Banca San Paolo di Brescia; a monsignor Federico
Pellegrini, direttore dell’Ufficio per l’arte sacra e i beni culturali ecclesiastici della
Diocesi di Brescia; a Roberto Ferrari dell’Archivio Aref; a Giorgio Orlandi e Andrea
Lancini di Osservatorio d’Opera; a Stefano Grigolato dell’Emeroteca della Biblioteca
Queriniana; a Marco Gitti di GLS - Corriere Executive; agli sponsor.
Fotocomposizione e stampa
Arti Grafiche Apollonio – Brescia
Finito di stampare nel mese di novembre 2010.
Di questo catalogo sono state stampate 400 copie.
Scarica

Catalogo 175 GIUSEPPE RONCHI - Associazione Artisti Bresciani