la memoria figurativa COMUNE DI BRESCIA CIVICI MUSEI D’ARTE E STORIA PROVINCIA DI BRESCIA ASSOCIAZIONE ARTISTI BRESCIANI GIUSEPPE RONCHI (1873-1951) mostra a cura di Luigi Capretti e Francesco De Leonardis 175 edizioni aab aab - vicolo delle stelle 4 - brescia dal 4 dicembre 2010 al 5 gennaio 2011 orario feriale e festivo 16.00-19.30 lunedì chiuso SAGGI 4 GIUSEPPE RONCHI: LA POESIA DELLA LUCE Francesco De Leonardis Non fu senza qualche polemica l’esordio ufficiale di Giuseppe Ronchi nel mondo dell’arte. Quando, nel 1897, espose nel negozio dell’antiquario Cohen tre dipinti (due studi di teste e un paesaggio) le critiche degli artisti e degli “intenditori” non dovettero essere positive, se, a prendere le difese del giovane pittore, si levò la voce della «Sentinella Bresciana», che scrisse: «È avvenuto che mentre il pubblico ha accolto con sincera ammirazione le manifestazioni pittoriche del Ronchi, alcuni dei prefati artisti e intendenti non hanno nascosto quanto tepide fossero le loro simpatie per le opere dell’artista nascituro, trovandone debole la forma, insufficiente la tecnica, artificiosa l’interpretazione del vero. Nessuno vorrà negare che gli artisti abbiano qualche diritto di parlare di cose d’arte, e parlandone di essere ascoltati; ma non è detto però che, sempre, pensino e dicano giusto; anzi accade che i meno atti a giudicare siano precisamente gli artisti; perché giudicando e misurando l’opera altrui alla stregua delle proprie idee e delle proprie opere, e preoccupandosi troppo delle questioni tecniche, dimenticano spesso le ragioni ultime dell’opera d’arte»1. Non sappiamo quali fossero le opere esposte da Cohen, ma si può affermare con sicurezza che, proprio tra il 1897 e il 1898, Giuseppe Ronchi maturò scelte stilistiche che lo resero assolutamente originale e innovativo rispetto all’ambiente artistico bresciano, serenamente attardato nel mantenere in vita l’eredità tardoromantica e verista di una pittura ricca d’ombre e di chiaroscuro, e, pertanto, poco propenso ad accogliere le istanze più aggiornate di marca simbolista e divisionista, volte nella direzione del decorativismo liberty, della bidimensionalità e dell’uso emozionale del colore. Prima di allora Ronchi aveva partecipato, nel novero dei dilettanti, alla mostra del Circolo Artistico a Brescia nel 18932 e, l’anno dopo, ad una carnevalesca “Indisposizione artistica” alla Crociera di San Luca3, ma questa primissima produzione, almeno per quanto è arrivato a noi, non si discosta dai modelli della tradizione. La svolta in chiave simbolista di Giuseppe Ronchi che, come si diceva, data intorno al 1897, non fu un fatto isolato. Negli ultimi anni del XIX secolo alcuni artisti incominciarono infatti, anche in un ambiente periferico come quello bresciano, ad accostarsi al nuovo linguaggio e si possono ricordare Arturo Castelli con La Musica (1897) e, soprat(1) Un nuovo pittore, in «La Sentinella Bresciana», 20 maggio 1897. (2) Al Circolo Artistico (II), in «La Sentinella Bresciana», 4 settembre 1893. (3) Carnovale. Alla Crocera di S. Luca, in «La Provincia di Brescia», 1 febbraio 1894. 5 tutto, con I fiori (1900-1902), Arnaldo Zuccari con Triste è l’animo mio fino alla morte (1900) e Gaetano Cresseri con La notte (1902). Fu però Ronchi a seguire con maggior determinazione la nuova via, in quanto nel simbolismo trovò la possibilità di esprimere la tensione ideale che nasceva in lui da un profondo sentimento religioso. Se ne ebbe la prova all’Esposizione Nazionale di Torino nel 1898, dove fu presente nella sezione dell’Arte Sacra con la grande tela della Sacra Famiglia e nella sezione delle Belle Arti con Juventus, Senectus e Pluribus intentus4. Juventus è un autoritratto idealizzato in cui Ronchi, presentandosi romanticamente con una camicia bianca aperta sul petto, si rivolge allo spettatore con una forte tensione nello sguardo; il secondo è un ritratto di anziano, nel quale sono da riconoscere le fattezze dell’antiquario Pietro Cohen, ma trasfigurate in una sorta di rendiconto esistenziale fatto da un uomo che, consumato il tempo, si accinge a percorrere l’ultimo tatto della sua vita; in Pluribus intentus, forse il più moderno dei tre ritratti, è raffigurato il fratellastro Romolo Romani, destinato anche lui, e con molto merito, a percorrere il cammino dell’arte: ancor giovinetto, in posa davanti alla finestra di casa, il biondo adolescente lascia per un momento la lettura del libro che ha tra le mani e vaga con il pensiero “a più cose intento”, mentre due bianche colombe volano oltre i vetri, foriere di speranze e di vaghi presagi. Giuseppe Ronchi nello studio in una fotografia dei primi del Novecento (4) E sposizione Nazionale del 1898. Catalogo delle Belle Arti, Ed. Roux Frassati e C., Torino, 1898, pp. 12 e 243. 6 La scelta di dare ai dipinti titoli in latino (nella Sacra Famiglia è inserita una citazione evangelica in greco) e di stendere testi esplicativi di accompagnamento gli proveniva certo dalla volontà di creare una sintesi tra elementi propriamente figurativi ed elementi letterari, che riconduceva, ancora una volta, al simbolismo. Non era però il simbolismo nordico, ma quella tendenza che in Italia, tramite riviste come il «Marzocco» e «Il Convito», intendeva l’arte come una manifestazione dell’idea e le attribuiva il compito di produrre godimento estetico, ma anche consolazione morale, con un recupero storicistico dei modelli quattrocenteschi e rinascimentali. Anche il colore, in questi anni di fine secolo, assunse per lui un valore simbolico: incominciò infatti a schiarirsi e a divenire luminoso in concomitanza di quel viaggio a Monaco che, in genere, viene posto all’origine della svolta. «Il Ronchi – ebbe infatti a scrivere nel 1909 il giovane critico Pietro Feroldi – è entrato nell’arte verso i vent’anni, e vi portò il fervore del suo ingegno, la sensibilità di un temperamento mistico, facendo ben presto l’ardua prova delle pubbliche mostre. Ai più apparve urtante, nello studio di dare alle persone e alle cose una luminosità che sembrava attinta dalla tavolozza dei pittori nordici, ch’egli aveva studiato ed ammirato nel soggiorno a Monaco. Qualche opera concepita con ridondanza di sentimento, gli conquistò la pubblica ammirazione, vinse le diffidenze, pur non potendo tutti persuadere»5. La decisione di partecipare con la Sacra Famiglia al concorso pontificio indetto da papa Leone XIII nell’ambito dell’Esposizione di Arte Sacra di Torino fu coraggiosa per un giovane appena venticinquenne, ma, grazie alla fama che gliene derivò, risultò decisiva per la sua futura carriera. Il concorso era stato indetto con l’intento di stimolare gli artisti italiani a confrontarsi con l’arte sacra cercando, se possibile, di superare lo stanco oleografismo dominante nel secondo Ottocento per conciliare il messaggio cristiano con i nuovi linguaggi dell’arte; per la Chiesa si trattava, in definitiva, di confrontarsi con i cambiamenti del mondo moderno secondo le istanze che segnarono tutto il pontificato di Leone XIII. Le aspettative degli organizzatori del concorso andarono tuttavia in parte deluse, perché fu scarsa la partecipazione dei maestri più noti; ma dai giovani vennero sorprese positive.Tra queste ci fu la grande tela della Sacra Famiglia, che fu giudicata positivamente, seppur con qualche riserva, su «Arte Sacra», rivista ufficiale dell’esposizione, da Daniel, che scrisse: «Il Ronchi fa rivivere nel suo quadro una specie di pompa trionfale, intraveduta in un sogno mistico; Gesù seguendo la Vergine si avanza verso destra; a lui tien dietro il padre Giuseppe, assorto in serafica visione; le dure pietre del (5) P . F.[EROLDI], L’Arte a Palazzo Bargnani (II). L’aula magna, in «La Sentinella Bresciana», 15 settembre 1909. 7 sentiero copre un tappeto, steso da due Angeli volanti innanzi al corteo, in fondo in un mare di luce, la città eletta, Gerosolima, che s’adagia alle falde dei colli. Il quadro è in una gamma di colori chiari, che amerebbe la contemplazione unica, è uno di quei quadri esposti che vanno veduti da soli, ma è di quelli puri che lasciano travedere nell’autore un pensiero ed un’intuizione del soggetto non comune»6. Ne parlò, su «La Stampa», anche Guglielmo Ferrari con un giudizio positivo per l’insieme della composizione, ma, al solito, negativo per lo stile: «Pur in taluni quadri vi sono delle particolarità pittoriche degne di nota. Fra questi vi è il quadro del Ronchi, di Brescia, che, quantunque dipinto in modo poco persuasivo, con una tonalità abbagliante e figure trasparenti, ha una nobilissima figura di Gesù, e belli atteggiamenti vi hanno le altre figure»7. L’opera, che noi conosciamo solo in riproduzioni fotografiche perché andò distrutta in un bombardamento del 1943, era stata accolta positivamente anche a Brescia, dove era stata presentata per alcuni giorni, prima della partenza per Torino, in una sala della Loggia concessa dalla Giunta. Fu lodata, in particolare, su «Il Cittadino di Brescia», che scrisse: «Da tutto il lavoro traspira un profondo sentimento religioso che rivela nel giovane autore non solamente il forte ingegno, ma quelle convinzioni e quella fede che formano uno dei requisiti essenziali per l’arte sacra. Tra le figure è specialmente ammirato il Gesù nel cui sguardo e nell’atteggiamento del volto si leggono il pensiero che lo anima, la visione dell’avvenire, la coscienza della missione venuta a compiere sul mondo. Nulla di convenzionale o di volgare o di arieggiante al profano in tutto questo quadro, che pur essendo il primo – di grandi proporzioni – condotto a termine dal Ronchi desterà senza dubbio molto interesse e accenderà molte discussioni nel campo artistico, anche per la tecnica tutta speciale, e pel tono chiarissimo delle tinte che danno alla scena un singolare aspetto di mistica vaporosità»8. La tecnica “speciale”, a cui accenna l’articolista, non consisteva comunque nel dipingere direttamente sulla tela senza disegno, perché, al contrario, il disegno restò sempre uno degli elementi fondanti del fare artistico di Ronchi e lo dimostrano l’abbondanza di materiali di studio, che accompagnano tutti i suoi quadri più grandi, la citazione di grandi maestri del passato, che vediamo, ad esempio, nello scorcio derivato da Mantegna del Cristo morto in Pietas, e l’adozione della tecnica accademica della quadrettatura nel trasferimento del disegno sulla tela. Speciali erano la pennellata e il colore che inondava la tela di luce, una luce piena di richiami mistici, che rendeva trasparenti le figure e le faceva apparire incorporee e purissime. (6) D ANIEL, I concorrenti al premio del Papa, in «Arte Sacra 1898», n. 17, Ed. Roux Frassati e C., Torino, 1898, p. 130. (7) G. FERRARI, Cronaca d’arte, in «La Stampa», 15 giugno 1898. (8) La “Sacra Famiglia” di G. Ronchi, in «Il Cittadino di Brescia», 15 giugno 1898. 8 G. Ronchi, Pietas, 1901 Il chiarismo divenne la cifra stilistica di Giuseppe Ronchi un po’ in tutta la sua produzione dei primi anni del Novecento, una cifra che lo rendeva originale, ma, nello stesso tempo, era causa di critiche e incomprensioni. Bene lo si vede anche nella serie dei piccoli paesaggi, realizzati tra il 1900 e il 1901 e presentati all’Esposizione dell’Arte in Famiglia a Palazzo Bargnani nel 1902, dove furono acquistati con fondi dell’Ateneo di Scienze, Lettere e Arti per essere successivamente trasferiti ai Civici Musei d’Arte e Storia di Brescia; anche qui è evidente l’abolizione delle ombre e del chiaroscuro per arrivare ad un colore luminoso che, come bene si vede negli scorci del lago di Iseo che chiudono la serie, vuol essere più espressione di uno stato d’animo che impressione visiva9. È tuttavia il tema sacro a caratterizzare Ronchi come artista religioso. Alla pala che aveva avuto buon successo a Torino, seguirono infatti nuovi e numerosi impegni: nel 1901 Pietas e la paletta con il Buon Pastore per la chiesa di Sant’Antonino (ora nell’antisagrestia di Santa Maria della Pace), nel 1902 la tela perduta con la Visione della beata Maddalena Martinengo, nel 1903 il trittico La carità, con cui vinse il concorso per la pensione del Legato Brozzoni, nel 1906 il Cristo pacificatore commissionato dalla Federazione Giovanile Leone XIII, nata nel 1902 con il compito di coordinare le attività oratoriane e catechistiche diocesane e parrocchiali, nel 1910 la lunetta perduta della chiesa dell’Istituto Artigianelli con la scena del Sinite parvulos venire ad me. Più rilevante, a partire dal 1911, fu l’intervento nella chiesa di San Luca. La chiesa era allora officiata dai padri Gesuiti con i quali Ronchi aveva già un rappor(9) C atalogo dell’Esposizione d’Arte Moderna 1902, Brescia, 1902, p. 3 ed Esposizione d’Arte moderna, in «Il Cittadino di Brescia», 22 settembre 1902. 9 to di lavoro, in quanto aveva avuto l’incarico di insegnante di disegno presso il Collegio Arici; per San Luca, inserendosi in un contesto che era stato avviato nel XVIII secolo da Luigi Vernansal e portato avanti nel XIX da Luigi Campini, realizzò la pala con la Visione di sant’Antonio, collocata sull’altare del santo, e completò la decorazione della cupola e della volta del presbiterio con una serie di angeli musicanti dall’aspetto androgino e un poco liberty nelle corone floreali che cingono la testa delle alate creature. Ancora negli anni Dieci seguirono la pala del Cantico delle creature (1913) per San Francesco (rimossa dopo la restituzione della chiesa ai Francescani Conventuali nel 1928 ed ora dispersa) e l’impegnativa decorazione della parrocchiale di Santa Maria Assunta a Bione. La pittura sacra di Giuseppe Ronchi s’inserì in un contesto bresciano che, anche grazie ad un ciclo economico favorevole, aveva visto una grande fioritura di pittura decorativa in chiese e luoghi di culto. Nel nostro territorio era attiva una folta schiera di artisti che rinnovavano una scuola dotata di solide radici; accanto agli “anziani” Luigi Campini (1816-1890), continuatore della lezione neoclassica e accademica di Gabriele Rottini, e Modesto Faustini (1839-1891), timido innovatore nel Santuario delle Grazie con il suo prearaffaellismo un po’ ingenuo, ma non provinciale, c’erano i “giovani” Cesare Bertolotti (1854-1932), Francesco Domenighini (1860-1950), Arnaldo Zuccari (1861-1934), Arturo Castelli (1870-1920) e Gaetano Cresseri (18701933). Tra costoro emergevano le figure di Bertolotti e di Cresseri, molto attivi sul versante sia religioso sia civile. Il primo, tra il 1895 e il 1901, fu impegnato a completare alle Grazie l’opera lasciata interrotta da Faustini e si allontanò dai modi del preraffaellismo per aderire ad una pittura più cupa nel colore e ricca di ombreggiature, più accademica nella fattura, ma non priva di qualche richiamo liberty e jugendstil10; Cresseri, fin dalla decorazione della volta della navata della chiesa di San Lorenzo a Verolanuova (1896), imboccò invece la strada di un neotiepolismo che bene si inseriva in edifici di culto costruiti perlopiù nel corso del XVIII secolo. Sul fondo – lo si è visto già a proposito del concorso pontificio dell’Esposizione di Torino – c’era l’interesse che la Chiesa stava manifestando per il rinnovamento dell’arte cristiana, un interesse che nasceva non solo dall’esigenza di ripensare la liturgia mettendo da parte le incrostazioni pietistiche e devozionali degli ultimi secoli, ma anche di fare i conti con il moderno e con la cultura delle avanguardie. Se la Chiesa guardava con sospetto, arrivando in alcuni casi anche alla condanna, gli artisti che (10) S i veda, a questo proposito, la decorazione del catino absidale della chiesa di Santa Maria in Silva (1903). 10 intendevano esprimere temi religiosi in termini di contemporaneità, non poteva non rivolgere attenzione ai temi dell’arte cristiana, favorendo la ricerca di un rinnovamento che si tenesse però lontano dalle istanze non figurative. Fin dagli anni Dieci del Novecento si colsero i segnali di questa attenzione nella promozione di mostre di arte sacra (importante a Brescia quella del 1904 in Duomo Vecchio) e nella nascita di riviste come «Arte Cristiana», fondata nel 1911 da monsignor Celso Costantini. La proposta di Giuseppe Ronchi, in questo ambito, fu assai originale; pur accettando l’idea che l’arte dovesse porsi al servizio della devozione, scelse di esprimersi con un linguaggio moderno e superò l’eclettismo tardottocentesco senza preoccuparsi di stabilire un rapporto stilistico tra la pala d’altare o la decorazione pittorica e l’architettura dell’edificio destinato ad accoglierla. Da qui gli vennero le critiche che in diverse occasioni furono rivolte alle sue opere e l’accusa di scarse conoscenze tecniche; di qui anche la pratica disinvolta e colpevole di rimuovere le sue pale dalla collocazione originaria e di far ridipingere i suoi affreschi quando non incontrarono più il gusto di parroci e fabbricieri11. La propensione per il moderno chiama in causa il rapporto che legò Giuseppe Ronchi a Romolo Romani. La contabilità del dare e avere tra i due fratellastri è stata infatti liquidata forse troppo in fretta dagli studiosi di Romani, che si sono limitati, il più delle volte, a ricordare la loro parentela. Qualche cosa di più si può cogliere in quanto Giorgio Nicodemi, che aveva conosciuto Giuseppe Ronchi e attinto da lui informazioni di prima mano, scrive nella sua monografia del 1967: «I primi successi gli rivelarono la sua vocazione, e, perché il suo amatissimo fratellastro Giuseppe Ronchi s’era avviato con meritata fortuna sulla via dell’arte, lo elesse a maestro e visse due anni nello studio di lui, aiutandolo nei suoi lavori, guardandolo dipingere, disegnando e dipingendo per conto suo». E aggiunge: «Giuseppe Ronchi era ben lontano dal possedere le doti native del fratellastro Romolo; ma aveva studiato seriamente, credeva nella possibilità dell’esercizio accademico, e, non potendo piegarlo a quello, pensò, quando gli avvenne, intorno al 1902, di poter acquistare i volumi con le tavole riproducenti i disegni conservati nell’Albertina di Vienna, di metterlo a copiare quei disegni […]. Non molti saggi rimasero presso il fratellastro […].Tra quei foglietti, ve n’erano altri che riprendevano, da riviste italiane e tedesche, dai libri con i quali il Ronchi si teneva al corrente dei nuovi gusti, opere del Klimt, del Cézanne, di impressionisti francesi»12. Negli anni della giovanile frequentazione dello studio di Giuseppe Ronchi, ancor prima del trasferimento a Milano, Romolo apprese quel primato (11) È capitato con il Cantico delle creature già in San Francesco e con gli affreschi di Magno di Gardone Val Trompia, Cadignano e San Zeno Naviglio. (12) G. NICODEMI, Romolo Romani, Como, 1967, pp. 25-26. 11 del disegno, al quale sarebbe rimasto fedele per il resto della sua breve vita, ebbe ad accostarsi al simbolismo/idealismo e condivise «la carica di intransigenza morale, calvinista si potrebbe definire, che li ispira», come ebbe a scrivere Bruno Passamani13. Ci fu, tuttavia, anche qualcosa di più tra i due, in termini di confronto più che di collaborazione, se pensiamo, ad esempio, alla vasta composizione, databile tra il 1903 e il 1905, con figure grandi quasi al vero, che Romani intitolò Ella sen va sentendosi laudare, in cui rappresentò una donna che passa per una via di Brescia tra varie persone che si soffermano a guardarla. «Ogni figura – afferma Nicodemi – era interpretata in modo da rendere un carattere, e l’intenzionale umorismo della scena si precisava nella esattissima cura dei particolari. Una delle più suggestive di quelle figure, lo Scettico, fu trattata a parte, conservandole l’acre spirito che l’animava». Ora, non solo il soggetto di Ella sen va coincide esattamente con Dal tempio (1904) di Ronchi, dove, tra l’altro, si riconoscono in due figure a sinistra Giuseppe Ronchi e Romolo Romani, ma, se confrontiamo il vecchio sulla destra14 e lo Scettico, ci rendiamo conto facilmente che si tratta della stessa persona, interpretata in chiave realistica dall’uno ed espressionistica dall’altro. A sinistra: G. Ronchi, Dal tempio (particolare); a destra: R. Romani, Lo scettico Non si può negare, del resto, che una traccia della vena visionaria di Romolo Romani compaia nel ciclo di disegni delle Lecturae Dantis, a cui Ronchi lavorò tra il 1905 e il 1909 per illustrare i canti della Commedia, (13) B . PASSAMANI, Gusto, stile, protagonisti delle arti figurative, in Brescia 1876-1913, catalogo della mostra a cura di E. Lucchesi Ragni, Brescia, 1985, p. 235. (14) S i veda, in particolare, il disegno preparatore, n. 50 in catalogo. 12 in occasione delle lezioni tenute al Collegio Cesare Arici dal gesuita padre Alfonso Maria Casoli, insigne latinista vincitore nel 1908 del famoso “Certamen poeticum Hoeufftianum” di Amsterdam. Il progetto si limitò ai primi canti dell’Inferno e non risulta portata a termine l’idea di raccogliere in un album l’intera serie dantesca15 che, in questa fase, si interruppe al canto XVIII; in seguito, nei primi anni Venti, Ronchi realizzò le tavole fino al canto XXIV, allontanandosi però dallo stile iniziale che, nel modo di far emergere le figure dal buio e di rappresentare i dannati sottoposti alle pene infernali, non era privo di tangenze con quanto Romolo Romani andava disegnando in quegli anni. Per il resto, Giuseppe Ronchi fu anche impegnato a soddisfare la committenza pubblica affrontando un tema di carattere civile. La Deputazione Provinciale lo incaricò infatti nel 1916 di realizzare una grande tavola con il Trionfo della Provincia, da collocare nella sala delle riunioni (ora sala Giunta), nell’ala occidentale del Broletto restaurata dall’ingegner Giovanni Tagliaferri. Al centro del soffitto cassettonato, Ronchi diede vita ad una grande scena allegorica in cui la Provincia è rappresentata da una donna che avanza su un bianco cavallo, circondata da figure simboliche che recano i prodotti delle valli e della pianura, mentre Brescia romana, accompagnata dalla Vittoria alata, scende tra squilli di trombe dalle scale del tempio Capitolino davanti ad una folla variopinta. Nel clima guerresco del 1916 non poteva mancare il motivo patriottico rappresentato dal gonfalone giallo e azzurro del Trentino, che sventola accanto al tricolore italiano, «augurale vaticinio dell’allargamento della nostra provincia nella terra irredenta»16. Anche in quest’opera celebrativa dell’autonomia locale e inserita in un edificio pubblico, come già era avvenuto nella decorazione a carattere sacro, Ronchi si allontanò dalle formule che Gaetano Cresseri con i suoi collaboratori aveva messo in atto qualche anno prima nel Palazzo della Loggia, dove, in un revival storicistico, aveva preso a modello la pittura del Cinquecento veneziano ed emiliano (Paolo Veronese e Correggio), e volle restare fedele al suo stile, moderno nell’intonazione cromatica, nella intensa luminosità che rende trasparenti i corpi delle figure sul fondo e quasi li dissolve nella chiarità diffusa. Ancora una volta furono però questi aspetti stilistici a non essere compresi: «Naturalmente – scrisse su «Il Cittadino» Giuseppe Serena dopo aver elogiato la ricchezza compositiva della scena e l’armonia delle tinte – non è un’opera perfetta quella che il Ronchi ci ha dato: in qualche dettaglio poteva essere più preciso, perché agli occhi nostri si presentano qua e là qualche lieve sproporzione, qualche (15) Lecturae Dantis. I nostri artisti, in «Illustrazione Bresciana», anno VIII, n. 134, 16 marzo 1909, p. 2. (16) SER.[ENA], Opere artistiche nella sala della Deputazione. Una grande allegoria di G. Ronchi, in «Il Cittadino di Brescia», 17 agosto 1916. 13 evanescenza, qualche vaporosità che potevano essere più scolpite; ma tutto è superato dalla genialità dell’assieme»17. Pur non avendo direttamente partecipato al conflitto, gli anni della guerra furono per lui segnati da momenti dolorosi: la scomparsa di Romolo Romani e dell’amico scultore Achille Regosa (1886-1917)18, con cui aveva condiviso la ricerca di nuove forme espressive, lasciò un vuoto difficile da colmare. Il dopoguerra vide una “svolta” nella pittura di Giuseppe Ronchi, favorita forse anche dal clima di ritorno all’ordine e di messa da parte delle sperimentazioni avanguardistiche che avevano caratterizzato l’inizio del secolo. Non che il nostro si fosse schierato con i più accesi sovvertitori delle regole. Al suo carattere e alla sua cultura non si confacevano infatti gli atteggiamenti ribellistici, perché il suo intento era sempre stato quello di esprimere principalmente l’autentica tensione spirituale che lo animava. È certo però che anche nella pittura sacra finì per riproporre soluzioni già sperimentate19 e per accostarsi a formule più tradizionali e persino oleografiche, al punto da trovare l’apprezzamento di chi rifiutava invece le proposte più innovative. Accadde nel 1920, in occasione dell’esposizione a Venezia della Visione di Cristo alla Mostra Nazionale di Arte Sacra, promossa da monsignor Celso Costantini con l’intento di chiamare gli artisti all’impegno per la ricostruzione delle seicento chiese che nel Veneto erano state distrutte nel corso della guerra. Costantini amava l’arte moderna ed aveva premiato, in mostra, le opere di Aldo Carpi, ma la scelta non era piaciuta al gesuita Carlo Bricarelli che, scrivendo sulla «Civiltà Cattolica», al grido di «povera arte moderna!» aveva voluto lodare il quadro di Ronchi contrapponendolo alle opere degli artisti che cercavano di «schivare il pericoloso cimento del disegno e appigliarsi al vaporoso del colore solamente»20. Dai primi anni Venti iniziò, in un contesto più intimo e personale quasi l’artista volesse isolarsi da dibattiti e tenzoni critiche del suo tempo, un’abbondante produzione di paesaggi. Sono montagne, laghi e soprattutto marine, in cui la fedeltà ai valori dello spirito si coglie nel confronto con l’infinito orizzontale del mare. Ronchi continuò a dipingere marine per tutto il resto dei suoi giorni, studiando il moto incessante delle onde, lo scorrere delle nubi nel cielo che si oscura al sopraggiungere della burrasca e si squarcia, all’improvviso, per far spiovere (17) SER.[ENA], op. cit. (18) R onchi lo ricordò con un articolo pieno d’affetto e di ammirazione su «Il Cittadino di Brescia» il 7 maggio 1917. (19) È il caso della Sacra conversazione dipinta negli anni Trenta nella chiesa di Santa Maria delle Consolazioni a Brescia, che ripropone la stessa scena già utilizzata nel 1916 nella parrocchiale di Santa Maria Assunta a Bione. (20) C . B.[RICARELLI], L’arte sacra alla mostra nazionale di Venezia, in «La Civiltà Cattolica», anno 71°, 1920, vol. IV, p. 231. 14 cascate d’argento sulla superficie dell’acqua. Studiò il variare della luce alle diverse ore del giorno, chiese alla tavolozza foschi tramonti e albe rosate, diede sostanza materica alle creste fatte minacciose dal possente Libeccio, dipinse bianchi vapori e iridescenze azzurre nell’acquietarsi del temporale, celebrò il lavoro dei pescatori intenti a tirare le reti sulle lunghe distese di sabbia. Il tema del mare tempestoso, che aveva illustri ascendenze in Courbet e da noi era stato affrontato, tra gli altri, da Francesco Rovetta, da Carlo Manziana e da Cesare Bertolotti nel corso dei loro soggiorni liguri, divenne per lui una passione assoluta e un’indagine mai compiuta. Nel dopoguerra abbandonò progressivamente tanto il simbolismo quanto il chiarismo della sua prima fase e incominciò ad usare una tavolozza più accesa e contrastata nel raffigurare il lavoro nei campi, i giardini, i fiori e le scene affollate di cerimonie religiose, di fiere e mercati, tutti temi più quotidiani che entrarono progressivamente nel suo orizzonte, insieme ad una curiosa produzione di bozzetti ispirati ai melodrammi che si rappresentavano al Teatro Grande, segno questi dei suoi interessi musicali. Ronchi si tenne lontano dalle sirene del sarfattiano Novecento e dai monumentalismi della pittura celebrativa del regime degli anni Trenta, come si può vedere nel bozzetto per l’affresco con l’Allegoria dell’agricoltura (1930-1934) destinato alla sede della Regia Scuola “M. G. Pastori” e non realizzato, dove ripropose sostanzialmente, per una visione frontale e non più da sottinsù, lo schema e i modelli figurativi già utilizzati nel Trionfo della Provincia. Gli anni Trenta e Quaranta videro ancora una produzione religiosa, che si fece comunque più rara in un ambiente che aveva accolto con maggior favore la talentosa perizia e la duttilità stilistica di Vittorio Trainini (1888-1969). Giuseppe Ronchi, come aveva scritto nel 1924 nell’introduzione al catalogo della mostra dell’Arte in Famiglia, dove gli era stata dedicata una personale di quaranta opere: «Ora proseguo convinto di fare opera buona persistendo nel concetto di finalità e d’elevazione a cui deve servire l’Arte, lieto di non cadere in goffaggini o in ciarlatanerie stilizzate da mestiere per far colpo e danaro»21, rimase fedele per tutta la vita all’ideale di un’arte morale, buona oltre che bella, spirituale e intimamente francescana. E lo fece fino alle ultime poetiche impressioni, rarefatte fin quasi alla soglia dell’astrattismo, congedo sereno dal creato, dall’acqua, da fratello sole e sorella luna, dalla amatissima luce. (21) Mostra annuale d’arte, catalogo, 30 novembre – 20 dicembre 1924, [a cura del] Circolo Bresciano Arte in Famiglia, Brescia, 1924, p. 6. 15 BIOGRAFIA Luigi Capretti Giuseppe Ronchi nacque a Brescia il 10 giugno 1873 da Pietro e Giulia Alghisi. Rimasto orfano di padre, visse con la madre, che si risposò ed ebbe nel 1884 dal secondo matrimonio il figlio Romolo Romani, il quale dal fratellastro apprese le basi del mestiere e divenne un famoso pittore. Le vicende familiari furono segnate in gioventù dai difficili rapporti con la madre e con il patrigno, nella maturità da tristi avvenimenti come la morte per annegamento di un figlio di soli due anni nel 1914, e le morti premature del fratellastro Romolo Romani nel 1916 e della moglie Alba nel 1922. Le vicende personali non offrono peraltro spunti di particolare rilievo, quindi la biografia di Ronchi viene a coincidere sostanzialmente con la cronologia della sua attività artistica e della sua attività professionale, come insegnante di disegno prima al Collegio Cesare Arici dei Padri Gesuiti, poi alla Scuola Professionale Moretto e infine all’Istituto Agrario Pastori. Le fonti dell’epoca e le successive che parlano della sua prima formazione artistica danno per scontato che sia stata da autodidatta. In realtà la fonte più attendibile sull’argomento, in quanto l’autrice poteva disporre di notizie provenienti dalla famiglia del pittore, è la tesi di laurea1 della nipote Paola Braga, presentata all’Università Cattolica di Milano per l’anno accademico 1977-1978, relatore il professor Dell’Acqua. In essa riferisce di studi iniziati all’Accademia di Brera dopo il conseguimento della licenza tecnica, poi interrotti per difficoltà familiari, che costrinsero Ronchi a rientrare a Brescia e a cercarsi un lavoro. Grazie all’interessamento del pittore Francesco Rovetta, egli poté impiegarsi presso la ditta Silva (di cui Rovetta era proprietario) come disegnatore-vetrinista. Egli stesso ricordava2 di aver eseguito le sue prime nature morte a olio nel 1889, a 16 anni; nel 1893 è documentato3 il suo esordio in pubblico tra i dilettanti che esponevano al Circolo Artistico. Nel 1894 era, insieme ad Arturo Castelli, tra gli artisti che per il Carnevale alla Crociera di San Luca inscenarono la satirica “Indisposizione artistica”, cioè una mostra di pitture e sculture satiriche, sull’esempio di quella dello stesso nome inventata nel 1881 dagli Scapigliati milanesi a parodia dell’Esposizione Nazionale di quell’anno4. (1) P. BRAGA, 1978. (2) Nell’elenco autografo delle sue opere conservato presso gli eredi. (3) Al Circolo Artistico (II), 1893. (4) Carnovale. Alla Crocera di S. Luca, 1894. 17 Nel 1896 eseguiva il ritratto di Cesare Cantù per il Circolo della Gioventù Cattolica5, e nel 1897 esponeva nelle vetrine dell’antiquario Cohen tre dipinti che suscitarono interesse e commenti contrastanti, sia nella critica6 che tra il pubblico. Cruciali per la carriera di Giuseppe Ronchi furono gli anni 1898-1905. Nel 1898 partecipò a Torino alla Esposizione Nazionale; all’interno di questa fu organizzata una Esposizione d’Arte Sacra a cui fu collegato il Concorso Pontificio voluto da Leone XIII: la sua Sacra Famiglia, in competizione con opere di importanti nomi dell’arte nazionale, ottenne la menzione onorevole e lo segnalò all’attenzione dei critici7. Nel 1899 partecipò per la prima volta, senza successo, al concorso per la pensione biennale del Legato Brozzoni, destinata ai giovani artisti bresciani desiderosi di perfezionarsi negli studi presso un’Accademia. Nello stesso anno furono ammesse all’Esposizione annuale del Glaspalast di Monaco di Baviera8 le sue opere Juventus e Senectus, insieme ad una terza non identificata con certezza (probabilmente Pluribus intentus). In occasione della mostra egli ebbe anche modo di soggiornare per studio a Monaco, come riferito da alcune fonti, che ritengono il suo stile influenzato all’origine dalla scuola tedesca dell’epoca. In seguito compì viaggi di studio a Firenze, Roma e Venezia. Fra il 1900 e il 1901 eseguì il dipinto La Pietà (Pietas), che suscitò l’entusiasmo di Arturo Reggio, al tempo giornalista della «Sentinella Bresciana9». Nel 1903, ripresentatosi al Concorso Brozzoni, lo vinse con l’opera La carità10. Non è stata trovata alcuna notizia relativa a studi di perfezionamento che avrebbe dovuto compiere e documentare, in seguito al conseguimento della pensione, tranne quella della presentazione di Vespro sereno come saggio annuale di progresso per il 1904. In quel periodo iniziò la sua partecipazione alle esposizioni organizzate dalla Società Arte in Famiglia, che costituivano la più importante vetrina per gli artisti bresciani. Alla prima occasione, nel 1902, con la Sacra Famiglia ottenne un significativo riconoscimento, rientrando tra gli artisti le cui opere vennero scelte da una commissione incaricata di destinare i fondi stanziati dal ministro della Pubblica Istruzione Nasi, dall’Ateneo e dall’Arte in Famiglia11. (5) Al Circolo cattolico, 1896. (6) Un artista che promette, 1897. (7) DANIEL, 1898. (8) Offizieller Katalog der Münchener jahres-ausstellung…, 1899. (9) A. U. R.[EGGIO], La Pietà, 1900. (10) L. CAPRETTI, F. DE LEONARDIS, 2009. (11) Esposizione d’Arte Moderna. Gli acquisti dell’Ateneo e dell’on. Nasi, 1902. 18 Opere di Ronchi alla mostra dell’Arte in Famiglia del 1902 (foto Archivio Manziana) Da questo acquisto (8 piccoli paesaggi ad olio) e dal concorso Brozzoni deriva la presenza nelle collezioni dei Civici Musei di 10 dipinti di Ronchi, accompagnati da un Ritratto di Romolo Romani adolescente, donato dagli eredi in epoca più recente. A successive mostre organizzate dall’Arte in Famiglia, da sola o in collaborazione con altri enti, egli partecipò negli anni 190412 (con La Pietà e Vespro sereno), 190913 (con Uscita dal tempio e Cristo pacificatore), 191614 (con Sicut lilium), 1919, 1920, 1921, 1922, 192315 (con Romanità). In occasione di queste mostre le critiche che comparvero sui giornali furono sempre divise tra l’apprezzamento per le sue scelte (audaci per l’ambiente bresciano) di impostazione stilistica e di soggetti impegnativi e le riserve dovute all’incomprensione di quelli che sembravano eccessi, ingiustamente associati a presunte incertezze tecniche. Gli furono particolarmente vicini, con scritti su vari periodici, i giornalisti Lorenzo Gigli16 e Narciso Bonfadini17 (che curò anche sue mostre); ma non mancò nemmeno l’apprezzamento di Piero Feroldi18, critico attento agli spunti di modernità. Ronchi riuscì comunque a mettersi sempre in evidenza, tanto da ottenere nella mostra di Arte in Famiglia del 1924 una sua sezione personale di 41 dipinti. (12) GALMAS, 1904. (13) Il “vernissage” della Mostra d’arte di Palazzo Bargnani, 1909. (14) T. BIANCHI, 1916. (15) P. FEROLDI, 1923. (16) L. GIGLI, 1911. (17) N. BONFADINI, 1930. (18) P. F.[EROLDI], 1909. 19 Oltre che nelle rassegne dell’Arte in Famiglia, egli espose in mostre bresciane di altre organizzazioni, come quella degli Amatori dell’Arte nel 1921 (con Visione di sant’Antonio), quella del paesaggio italiano a Gardone Riviera del 1920-1921, la Triennale del 1928 (con Spirito e materia) e le Sindacali del 1938, del 1940 e del 1942. Un successo personale riscosse inoltre alla mostra organizzata a Milano nel 1928 dalla Famiglia Bresciana19. Partecipò inoltre a numerose mostre nazionali20, come quelle di Arte Sacra a Venezia del 1908 e del 1920 e a Padova del 1931. Particolarmente intensa fu l’attività espositiva nel primo decennio del secolo: a Torino nel 1902 e 1903, a Milano nel 1902 e 1906, a Roma nel 1905, a Firenze nel 1908. Due importanti personali, dove, accanto alle opere più note, si metteva in particolare evidenza la produzione paesaggistica, gli furono dedicate nell’aprile 1933 dalla Galleria Campana21 e nel dicembre 1943 dalla Galleria Schreiber22. Nel corso degli anni affiancò all’attività più strettamente pittorica altre iniziative di diverso genere: nel 1912, in associazione con alcuni giornalisti del «Cittadino», diede vita al periodico satirico «La Lodoiga de la Loza»23, che ebbe peraltro esistenza molto effimera. Negli anni ’10 fece interventi giornalistici su argomenti d’arte sullo stesso «Cittadino», ma anche sulla «Sentinella» e su «Brixia Sacra». Nel 1913 cercò, con il fratellastro Romolo Romani e lo scultore Achille Regosa, di creare un’attività artigianale di decorazione e restauro di edifici24; purtroppo anche questa iniziativa ebbe breve durata, forse a causa della malattia di Romani; e comunque entrambi i colleghi scomparvero prematuramente, tra il 1916 e il 1917. Più successo ebbe nella veste di illustratore di periodici, di opuscoli, di manifesti. Soprattutto importanti le illustrazioni della Divina Commedia in occasione delle Lecturae Dantis tenute dal gesuita padre Casoli al Collegio Cesare Arici negli anni 1905-190925. Grande importanza ebbero nella sua attività le molte opere eseguite su commissione per chiese di città e provincia, tanto da farlo considerare fondamentalmente artista religioso26. Per citare solamente le principali: in città le chiese di San Luca, di Sant’Afra, di San Francesco, delle Ancelle della Carità, di Santa Maria delle Consolazioni, di San Pietro in Oliveto; (19) Mostra di opere di artisti bresciani, 11 novembre-2 dicembre 1928, 1928. (20) R. BREDA, 2001. (21) Mostra personale del pittore Prof. Giuseppe Ronchi, 1933. (22) N. BONFADINI, 1943. (23) A. FAPPANI, 2002, p. 165. (24) P. BRAGA, 1978, p. 101. (25) Il saggio finale al Collegio Cesare Arici, 1905 e Lectura Dantis. I nostri artisti, 1909. (26) N. BONFADINI, 1930. 20 in provincia le chiese di Bione, Cadignano, Grignaghe, Muscoline, San Zeno. Ronchi fu artista sinceramente e profondamente religioso: si può forse dire che egli rappresenta per questo un caso unico nella pittura bresciana tra ’800 e ’900; infatti l’esempio di arte religiosa da tutti citato era l’opera di Faustini, che in realtà era assolutamente agnostico (come risulta esplicitamente nelle sue numerose lettere agli amici pittori Rovetta27 e Manziana28), mentre un artista profondamente religioso come Rovetta non faceva uscire la sua arte religiosa dall’ambito privato. Per quanto riguarda gli edifici pubblici eseguì un’importante opera (Trionfo della Provincia) nel 1916 per il salone della Provincia in Broletto, per incarico dell’ingegner Giovanni Tagliaferri che curava il restauro del palazzo29; non fu invece realizzato il progetto di affresco per l’Istituto Pastori, di cui rimane un bozzetto (Allegoria dell’agricoltura). Morì nel 1951 dopo una lunga malattia. Dopo la sua morte gli venne dedicata nel 1976 una mostra retrospettiva presso le sale di via Gramsci dell’Associazione Artisti Bresciani, a cura di Luciano Spiazzi30. G. Ronchi, Trionfo della Provincia di Brescia, 1916 (27) Archivio Rovetta, presso gli eredi. (28) Archivio Manziana, presso gli eredi. (29) V. VOLTA², 1987. (30) L. SPIAZZI², 1976. 21 Le opere in mostra 5 - Paesaggio (I Ronchi di Brescia) 1895 Olio su tela, 39 x 52,5 cm Brescia, collezione privata 24 12 - Ritratto di Romolo Romani giovinetto (Pluribus intentus) 1897 Olio su tela, 66 x 50 cm Brescia, Civici Musei d’Arte e Storia 25 13 - Ritratto di Alberto Ganna 1897 Olio su tela, 80 x 70 cm Brescia, collezione privata 26 14 - Ritratto di Giuseppe Manziana 1897-1900 Olio su tela, 103,5 x 82,5 cm Brescia, collezione privata 27 15 - Juventus 1897 Olio su tela, 53,5 x 40 cm Brescia, collezione privata 28 16 - Senectus 1897 Olio su tela, 54 x 41 cm Brescia, collezione privata 29 34 - Bosco 1900-1901 Olio su tavola, 16,7 x 28 cm Brescia, Civici Musei d’Arte e Storia 30 36 - Paesaggio con vigna 1900-1901 Olio su tavola, 15 x 22 cm Brescia, Civici Musei d’Arte e Storia 31 40 - Paesaggio invernale 1901 Olio su tavola, 15 x 25 cm Brescia, Civici Musei d’Arte e Storia 32 41 - Valle con edifici 1901 Olio su tavola, 15 x 25 cm Brescia, Civici Musei d’Arte e Storia 33 49 - Vespro sereno 1903 Olio su tela, 133 x 102 cm Brescia, Civici Musei d’Arte e Storia 34 73 - Studio per una figura di angelo con fiori 1911 Olio su tela, 55 x 40 cm Brescia, collezione privata 35 78 - Sicut lilium 1912 Olio su tela, 76 x 53 cm Brescia, collezione privata 36 85 - Cantico delle creature 1911 Olio su tavola, 49 x 33,5 cm Brescia, collezione privata 37 92 - Carpe diem 1915 Olio su tela, 94 x 84 cm Brescia, collezione privata 38 103 - Lago d’Iseo 1917 Olio su tavoletta, 13,5 x 22 cm Brescia, collezione privata 39 112 - Case a Grignaghe 1918 Olio su tavoletta, 43 x 33 cm Brescia, collezione privata 40 130 - Signorina dell’Ottocento 1920 Pastello su carta, 60 x 70 cm Brescia, collezione privata 41 141 - Il mare 1920 Olio su tavola, 49 x 33 cm Brescia, collezione privata 42 142 - Aurora 1921 Olio su tavola, 20 x 35 cm Brescia, collezione privata 43 143 - Pomeriggio 1921 Olio su tavola, 20 x 35 cm Brescia, collezione privata 44 158 - Marina 1920-1930 Olio su tavoletta, 21,5 x 32,5 cm Brescia, collezione Armando Vincoli 45 161 - Melchisedec offre pane e vino al patriarca Abramo 1922 Olio su cartone, 52 x 33 cm Brescia, collezione privata 46 167 - Temporale d’autunno 1923 Olio su tela, 27 x 33,5 cm Brescia, collezione privata 47 175 - La pesca a Massa 1924 Olio su tela, 62 x 79 cm Brescia, collezione privata 48 178 - Fiera di Sant’Antonio 1924 Olio su cartone, 24,5 x 31 cm Brescia, collezione privata 49 183 - Loreley 1924 Olio su tavoletta, 17 x 29 cm Brescia, collezione privata 50 184 - Loreley 1924 Olio su tavoletta, 17 x 29 cm Brescia, collezione privata 51 190 - Cavaliere nella tempesta 1924-1930 Olio su cartone, 20,5 x 31 cm Camignone di Passirano, collezione privata 52 191 - Signora in lutto. Rimembranze 1924-1930 Olio su tela, 53 x 68 cm Brescia, collezione privata 53 192 - Ave Maria del mattino 1925-1930 Olio su tela, 88 x 135 cm Camignone di Passirano, collezione privata 54 195 - Mattino dopo la pesca 1926 Olio su tavoletta, 32 x 46,5 cm Brescia, collezione privata 55 226 - Allegoria dell’agricoltura 1930-1934 Olio su tela, 35,5 x 105,5 cm Brescia, collezione privata 56 227 - Tramonto sul lago d’Iseo. Lovere 1931 Olio su tavola, 35,5 x 50 cm Brescia, collezione privata 57 244 - Sera alle grotte di Catullo 1933 Olio su tavola, 29 x 49,5 cm Brescia, collezione privata 58 266 - San Francesco porta la croce 1935-1938 Olio su tela, 118 x 82 cm Brescia, collezione privata 59 276 - Mietitura 1937-1940 Olio su tavoletta, 22 x 36 cm Brescia, collezione privata 60 281 - Il mercato di Montichiari 1937 Olio su tavola, 50 x 70 cm Brescia, collezione privata 61 292 - Convegno di angeli 1940 Olio su tavola, 48,5 x 72,5 cm Brescia, collezione privata 62 294 - Motivo di fiaba 1940-1943 Pastello su carta, 38 x 40,5 cm Monterotondo di Passirano, collezione privata 63 303 - Alba sul Castellaccio 1943 Olio su tela, 35,5 x 50 cm Brescia, collezione privata 64 330 - Giochi di luce sul mare 1945-1950 Olio su cartone, 25 x 33 cm Chiari, collezione privata 65 363 - Impressione 1945-1951 Olio su cartone, 16,5 x 24,5 cm Brescia, collezione privata 66 364 - Chiaro di luna 1945-1951 Olio su tavoletta, 22 x 16,5 cm Chiari, collezione privata 67 365 - Tramonto 1945-1950 Olio su tavoletta, 24,5 x 16 cm Chiari, collezione privata 68 Inferno, Canto VI 1905 Carboncino su carta, 56 x 84 cm Chiari, collezione privata 69 Inferno, Canto VIII 1906 Carboncino su carta, 64 x 96 cm Brescia, collezione privata 70 APPARATI CATALOGO DELLE OPERE Luigi Capretti e Francesco De Leonardis Con l’asterisco sono indicate le opere esposte in mostra. OPERE PITTORICHE E GRAFICHE 1 - Secchio di rame con sedano 1889 Olio su cartone, 29 x 41,5 cm Sul retro: G. Ronchi e data illeggibile …9 Brescia, collezione privata 4 - Ritratto di Romolo Romani seduto su una poltrona 1893-1894 Olio su tela, 64 x 79 cm Camignone di Passirano, collezione privata 2 bis - Case di montagna 1892-1895 Olio su tavoletta, 38,5 x 27,5 cm In basso a destra, in nero: Ronchi G. Brescia, collezione privata Nell’Archivio Giuseppe Ronchi, presso gli eredi, è conservato un elenco autografo delle opere compilato dopo il 1943. In esso figura, accanto a questa, un’altra natura morta giovanile, Verze tagliate su tagliere e coltello, non reperita. 3 - Ritratto di Romolo Romani bambino 1892 Olio su tela, 45 x 40 cm Brescia, collezione privata Nell’elenco autografo figura al n. 18 un ritratto di Romolo a 8 anni in poltrona con costume quasi goldoniano, di cui questo potrebbe essere uno studio preparatore, pertanto databile al 1893-1894. *5 - Paesaggio (I Ronchi di Brescia) 1895 Olio su tela, 39 x 52,5 cm In basso a sinistra, in marrone: Ronchi /95 Brescia, collezione privata Bibliografia: Anelli, 1985², p. 78 Romolo Romani (Brescia, 1885 - 1916), fratellastro materno di Giuseppe Ronchi, compare in alcuni ritratti da fanciullo e da adolescente. 2 - Paesaggio con case su un torrente 1892 Matita su carta, 37 x 28 cm In basso a destra: Ronchi G. ’92 Brescia, collezione privata 72 6 - Paesaggio con lago 1895-1898 Olio su tavola, 26 x 37 cm In basso a destra, in rosso: G Ronchi Brescia, collezione privata Cantù, morto a Milano nel 1895, ebbe saldi rapporti con Brescia e fu, tra l’altro, presidente onorario del Circolo della Gioventù Cattolica, committente del dipinto. 7 - Ritratto di vecchio 1895 Ubicazione ignota Il ritratto è documentato dalla fotografia, conservata in un album nell’Archivio Giuseppe Ronchi presso gli eredi, con la didascalia Ritratto di vecchio 1895; compare inoltre, in una fotografia d’epoca, nello studio di Giuseppe Ronchi accanto all’artista. 9 - Ritratto di Egidio Dabbeni 1896 Olio su tela, 60 x 48 cm In basso a destra, in rosso: Primavera / G. Ronchi / MCIIIIM Brescia, collezione privata Bibliografia: Rapaggi, 2008, p. 21 (ill.) Nell’elenco autografo il ritratto dell’ingegner Egidio Dabbeni (Brescia, 1874 - 1964) figura al n. 3 insieme ai «ritratti di amici»: Costantino Franchi, Alberto Ganna, signora Ganna, Giuseppe Manziana e avvocato Sandrinelli. Il ritratto compare inoltre, in una fotografia d’epoca, nello studio di Giuseppe Ronchi accanto all’artista. 8 - Ritratto di Cesare Cantù 1896 Olio su tela, 125 x 94 cm In basso a sinistra: G. Ronchi 96 Ubicazione ignota Bibliografia: Al Circolo cattolico, 1896; Anelli, 1985², p. 78; Lonati, 1975¹, p. 41; Lonati, 1982, p. 296; Lonati, 1985², p. 132; Fappani, 1999, p. 244 Il ritratto è documentato nell’album dell’Archivio Ronchi, con la didascalia Ritratto a olio di Cesare Cantù 1896. Cesare 10 - Quattro medaglie decorative per il catafalco degli Uffici solenni da morto 1896 Già Ghedi, chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta Ubicazione ignota Bibliografia: Bonini, 2008, pp. 194 e 195 (ill.) Il catafalco fu realizzato da Cesare Passadori su progetto del decoratore Carlo Chimeri; Giuseppe Ronchi dipinse i quattro riquadri posti alla base. 11 - Facciata della chiesa di San Giovanni 1896 Olio su tavoletta, 34,5 x 69,5 cm In basso a destra, in nero: G. Ronchi / 96 Brescia, sagrestia della chiesa parrocchiale di San Giovanni Evangelista Il dipinto è inserito in una grande cornice di legno da cui sporge, in alto sinistra, una piccola edicola entro la quale vi è una riproduzione (fotografia ridipinta) della Madonna del Tabarrino del Moretto. *12 - Ritratto di Romolo Romani giovinetto (Pluribus intentus) 1897 Olio su tela, 66 x 50 cm In alto a destra: G. Ronchi 1897 Sul retro: G. Ronchi 99 Brescia Brescia, Civici Musei d’Arte e Storia Inv. 1238. Dono di Mario Ronchi (1965) 73 Esposizioni:Torino, 1898, n. 579; Monaco, 1899; Brescia, 1902, n. 5; Brescia, 1976; Brescia, 1989 Bibliografia: Esposizione Nazionale…, 1898, p. 12; Arte in Famiglia…, 1902; Catalogo…, 1902, p. 3; L’Esposizione d’Arte Moderna, 1902; Nicodemi, 1967, p. 24 (ill.); Spiazzi, 19762, p.n.n.; Anelli, 1985², pp. 78-79; Lonati, 1985², p. 132; Passamani, 1985², p. 235; Stradiotti, Lucchesi Ragni, 1985, p. 271;Terraroli, 1989, p. 124; Caramel, 1998, p. 12 (ill.); Fappani, 1999, pp. 244-245 (ma scrive erroneamente: mostra 1908 anzichè 1902) Nella fotografia, conservata nell’album dell’Archivio Ronchi, compare la didascalia: «Pluribus intentus – dip. Ad olio 1897 – Ritratto di Romolo Romani / dodicenne Esposto nel 1899 al Glaspalast Monaco (Baviera) propr. Privata». Nel catalogo dell’esposizione bavarese, in effetti, il ritratto non compare e risulta solo Juventus al n. 904; nella numerazione si passa poi subito al n. 908 ed è probabile che i numeri mancanti fossero destinati ad almeno altre due opere di Ronchi, Senectus e Pluribus intentus, che erano già state esposte insieme a Torino nel 1898. In una fotografia di Carlo Manziana di una sala dell’esposizione del 1902 si nota il ritratto, racchiuso in una bella cornice lavorata, di gusto liberty, probabilmente disegnata dallo stesso Giuseppe Ronchi, che, in quegli anni, amava arricchire i suoi dipinti con cornici elaborate che erano realizzate dall’intagliatore Cesare Passadori. *13 - Ritratto di Alberto Ganna 1897 Olio su tela, 80 x 70 cm In alto a sinistra: G. Ronchi / giugno 1897 Brescia, collezione privata 74 L’industriale Alberto Ganna (Brescia, 1880 - Milano, 1929) fu noto alpinista e sportivo; dal 1919 sostenne la squadra di calcio “Brescia”, di cui fu tra i principali dirigenti. *14 - Ritratto di Giuseppe Manziana 1897-1900 Olio su tela, 103,5 x 82,5 cm Brescia, collezione privata Esposizioni: Torino, 1898, n. 22; Monaco, 1899, n. 904; Brescia, 1904; Brescia, 1985; Firenze, 1908 Bibliografia: Un nuovo pittore, 1897; Un artista che promette, 1897; Esposizione Nazionale…, 1898, p. 12; Cose d’arte, 1899; Offizieller Katalog…, 1899, p. 74; Canossi, 1903, p. 3; Galmas, 1904, pp. 2-3; G. Z., 1904; Nemo, 1904; P. F.[eroldi], 1909; Gigli, 1911², p. 8; Bonfadini, 1930, p. 32; Lonati, 1975¹, p. 41; Trent’anni fa..., 1981; Lonati, 1982, p. 297; Anelli, 1985², p. 78; Lonati, 1985¹, p. 274; Lonati, 1985², p. 132; Lucchesi Ragni, Stradiotti, 1985, p. 220; Stradiotti, Lucchesi Ragni, 1985, p. 271; Basta, 1990, p. 147; Fappani, 1999, pp. 244-245 Nella fotografia, conservata nell’album dell’Archivio Ronchi, compaiono le didascalie: «Prop.tà Senatore Angelo Passerini» e « Iuventus – Testa ad olio – Esp. Glaspalast 1899 Monaco (Baviera) / propr. Signor Angelo Passerini». È un autoritratto di Giuseppe Ronchi. L’avvocato Giuseppe Manziana (Brescia, 1876 - 1952) era figlio del pittore Carlo, segretario della Società Arte in Famiglia. Fu tra i protagonisti dell’attività sociale dei cattolici bresciani e tra i sostenitori delle attività culturali in città. Fu amico e mecenate di diversi pittori, tra cui Landi e Ronchi stesso. *15 - Juventus 1897 Olio su tela, 53,5 x 40 cm In alto a destra: G. Ronchi Sul retro: G. Ronchi Brescia 98 Lungo il lato sinistro: JUVENTUS Brescia, collezione privata *16 - Senectus 1897 Olio su tela, 54 x 41 cm In alto a destra: G. Ronchi Lungo il lato sinistro: SENECTUS Brescia, collezione privata Esposizioni: Torino, 1898, n. 25; Monaco, 1899; Brescia, 1985; Firenze, 1908 Bibliografia: Un nuovo pittore, 1897; Un artista che promette, 1897; Esposizione Nazionale…, 1898, p. 12; P. F.[eroldi], 1909; Gigli, 1911², p. 8; Bonfadini, 1930, p. 32; Lonati, 1975¹, p. 41; Lonati, 1980, p. 132; Trent’anni fa..., 1981; Lonati, 1982, p. 297; Lonati, 1985¹, p. 274; Anelli, 1985², p. 78; Lucchesi Ragni, Stradiotti, 1985, p. 220; Stradiotti, Lucchesi Ragni, 1985, p. 271; Basta, 1990, p. 147; Fappani, 1999, pp. 244-245 Nella fotografia, conservata nell’album dell’Archivio Ronchi, compaiono le didascalie: «Prop.tà Senatore Angelo Passerini» e « Senectus – Testa ad olio – Esp. Glaspalast 1899 Monaco (Baviera) / propr. Signor Angelo Passerini». Il dipinto costituisce un dittico con Juventus; entrambe le tele sono racchiuse in una bella cornice, disegnata dallo stesso artista e ornata con fregi di gusto liberty in lastra di rame a sbalzo. Il personaggio del ritratto è lo stesso che compare anche in Vespro sereno e non può essere l’«anziano professore della Scuola Agraria “G. Pastori”, al quale il Ronchi era evidentemente molto legato», come è scritto nella scheda del catalogo della mostra Brescia postromantica e liberty 18801915, perché nel 1897 Ronchi non aveva alcun rapporto con la Scuola Agraria “G. Pastori”. Una traccia per l’identificazione viene fornita da un’annotazione autografa dell’artista che compare sotto l’illustrazione pubblicata nel 1912 sulla rivista «La Cronaca d’Oro», conservata presso gli eredi, dove si legge «Pietro Cohen»; si tratterebbe pertanto di un membro della famiglia di antiquari bresciani nella cui bottega, nel maggio 1897, Giuseppe Ronchi aveva esposto un paesaggio e due studi di teste, da identificare, questi ultimi, probabilmente con Senectus e Juventus. Ulteriore indizio sono gli oggetti d’arte che si vedono alle spalle del personaggio. 17 - Autoritratto 1898-1902 Olio su tela, 34 x 19 cm (ritagliato in maniera irregolare) Brescia, collezione privata È il frammento di un dipinto, di cui non si conosce il soggetto, nel quale compariva un autoritratto dell’artista. 18 - Autoritratto 1898-1902 Olio su tela, 60 x 38 cm Brescia, collezione privata 19 - Studio per gli angeli della “Sacra Famiglia” 1898 Carboncino su carta, 155 x 84 cm Nelle aureole si leggono le scritte: ADORAMUS TE DOMINE e LAUS TIBI DOMINE Camignone di Passirano, collezione privata 20 - Studio per la testa della Madonna della “Sacra Famiglia” 1898 Carboncino su carta, 32 x 25 cm Brescia, collezione privata 21 - Sacra Famiglia 1898 Olio su tela, approssimativamente 200 x 300 cm In basso a sinistra: G. Ronchi /1898 In basso la scritta in greco: NAZΩPAIO KHHETAI Opera distrutta nel 1945 Esposizioni: Torino, 1898; Brescia, 1902, n. 4 Bibliografia: Il concorso pontificio…, 1898; I nostri artisti, 1898; Il pittore Ronchi, 1898; La «Sacra Famiglia»…, 1898; Barbieri, 1898; Daniel, 1898; Ferrari, 1898; Arte in Famiglia…, 1902; Catalogo…, 1902, p. 3; Esposizione artistica, 1902; L’Esposizione d’Arte Moderna, 1902; Canossi, 1903, p. 3; Gnaga, 1905, p. 182; Sartori Treves, 1907, p. 1; P. F.[eroldi], 1909; Gigli, 1911¹, p. 5; Gigli, 1911², pp. 7 e 9 (ill.); Bonfa- 75 dini, 1930, p. 31; Mostra personale…, 1933, p.n.n.; Bonfadini, 1937; Bonfadini, 1943, p.n.n.;V. L.[onati], 1943;V. L.[onati], 1951; Comanducci, 1973, p. 2779; Lonati, 1975¹, p. 41; Spiazzi, 1976², p.n.n.; Trent’anni fa..., 1981; Lonati, 1982, p. 297; Anelli, 1985², p. 78; Lonati, 1985¹, p. 274; Lonati, 1985², p. 132; Passamani, 1985², p. 235; Basta, 1990, p. 146; Fappani, 1999, p. 244; Orlandi, 2006, p. X Nella fotografia, conservata nell’album dell’Archivio Ronchi, compaiono le didascalie: «Proprietà Comm. Giacinto Mazzola» e «La Sacra Famiglia – dipinto ad olio premiato al Concorso Pontificio Torino 1898 / Propr. Banca S. Paolo di Brescia distrutto dall’incursione aerea 2 Marzo 1945». Il dipinto fu presentato al Concorso pontificio indetto da papa Leone XIII nell’ambito dell’Esposizione di Arte Sacra, che era una sezione dell’Esposizione Italiana 1898 a Torino. I termini del concorso prescrivevano il tema in generale e, pur senza stabilire una misura precisa, richiedevano una pala ad olio a figure intere, grandi al vero. Giuseppe Ronchi affrontò il tema con una scelta iconografica non tradizionale, ispirandosi all’episodio del ritorno a Nazareth dall’Egitto della Sacra Famiglia secondo il racconto del Vangelo di Matteo (2-23), come si ricava anche dall’iscrizione in greco «NAZΩPAIO KHHETAI», posta alla base del dipinto, che significa «sarà chiamato Nazareno». L’opera fu giudicata positivamente, anche se con qualche riserva, su «Arte Sacra», la rivista ufficiale dell’esposizione, da Daniel, che scrisse: «Il Ronchi fa rivivere nel suo quadro una specie di pompa trionfale, intraveduta in un sogno mistico; Gesù seguendo la Vergine si avanza verso destra; a lui tien dietro il padre Giuseppe, assorto in serafica visione; le dure pietre del sentiero copre un tappeto, steso da due Angeli volanti innanzi al corteo, in fondo in un mare di luce, la città eletta, Gerosolima, che s’adagia alle falde dei colli. Il quadro è in una gamma di colori chiari, che amerebbe la contemplazione unica, è uno di quei quadri esposti che vanno veduti da soli, ma è di quelli puri che lasciano travedere nell’autore un pensiero ed un’intuizione del soggetto non comune». Le riserve riguardavano una presunta «fretta dell’esecuzione» con cui fu probabilmente interpretata la pennellata moderna di Ronchi. Gigli (1911¹) attesta l’acquisto dell’opera da parte della Banca Mazzola Perlasca, da 76 cui pervenne in seguito alla Banca San Paolo. reno / pel quadro “La Sacra famiglia” / premiato a Torino 1898 (Concorso Pontificio)» Brescia, collezione privata Bibliografia: Gigli, 1911², p. 10 (ill.) 24 - Cappella Tirandi al cimitero Vantiniano 1900 (?) Ubicazione ignota Bibliografia: Lonati, 1975², p. 32; Trent’anni fa..., 1981; Lonati, 1982, p. 298; Lonati, 1985¹, p. 274; Lonati, 1985², p. 133; Fappani, 1999, p. 245 22 - Studio della testa di san Giuseppe 1898 In alto a sinistra: S. Joseph Ubicazione ignota Il pastello è documentato nell’album dell’Archivio Ronchi, con la didascalia: «Studio di testa di S. Giuseppe della Sacra Famiglia / pastello 1898 propr. Privata». 23 - Testa del Nazareno 1898 Pastello su carta, 60 x 42 cm In basso al centro, in nero: G. Ronchi 1898 A lato in alto a sinistra: NAZΩPAIO KHHETAI Sul retro: «Studio della testa del naza- Riccardo Lonati cita in più occasioni, datandola al 1900, la decorazione della cappella Tirandi al Vantiniano, nella quale attualmente non c’è però traccia alcuna di opere di Giuseppe Ronchi. La cupola della cappella è affrescata da Gaetano Cresseri con figure di Angeli oranti; sull’altare, privo oggi di pala, era collocata almeno fino al 1990, quando la vide Valerio Terraroli, una tela «raffigurante la Deposizione con la figura ignuda del Cristo che viene mostrata al fedele da tre figure angeliche velate». La datazione al 1900 è comunque incongrua perché la cappella fu edificata nel 1912. 25 - Bozzetto per la Pietà 1900 Olio su tela, 31 x 22 cm Sul retro: autentica della figlia Anna Monterotondo di Passirano, collezione privata 26 - Pietas 1901 Olio su tela, 170 x 300 cm In basso a destra: G. Ronchi / 1901; sulla cornice la scritta PIETAS Brescia, collezione privata Esposizioni: Brescia, 1904;Venezia, 1908 Bibliografia: A. U. R.[eggio], 1900; La Pietà, 1902, p. 9; Canossi, 1903, p. 3; Galmas, 1904, pp. 2-3; G. Z., 1904; Nemo, 1904; Sartori Treves, 1907, p. 1; P. F.[eroldi], 1909; Gigli, 1911¹, p. 5; Gigli, 1911², p. 9; Mostra annuale..., 1924; Bonfadini, 1930, p. 31; Mostra personale…, 1933, p.n.n.; Bonfadini, 1937; Bonfadini, 1943, p.n.n.; Comanducci, 1973, p. 2779; Lonati, 1975¹, p. 41; Trent’anni fa..., 1981; Lonati, 1982, p. 297; Anelli, 1985², p. 78; Lonati, 1985¹, p. 274; Lonati, 1985², p. 132; Fappani, 1999, p. 244; Faroni, 2003, p. 161 L’opera, che Arturo Reggio dice completata da pochi giorni nell’aprile 1900, fu esposta a Brescia nel 1904 e alla Mostra d’Arte Sacra di Venezia nel 1908; venne acquistata da monsignor Domenico Menna, futuro vescovo di Mantova dal 1929 al 1954, che la portò nella chiesa di San Bernardo nell’ex eremo dei Camaldoli, da lui ristrutturato per farne sede di villeggiatura dei giovani seminaristi mantovani. La tela è documentata anche da una fotografia nell’album dell’Archivio Ronchi, con le didascalie: «”Pietas”dipinto a olio 1904. Esposto a Venezia 1908 / Propr. S.E. Monsignor Menna Vescovo di Mantova». Il dipinto è conservato nell’elaborata cornice originale, probabile opera di Cesare Passadori. 29 - Studio di una testa 1900 Carboncino e pastello su carta, 40 x 26,5 cm Chiari, collezione privata 27 - Studio per la testa di san Giovanni di “Pietas” 1900 Pastello su cartoncino, 70 x 60 cm Brescia, collezione privata 28 - Studio per la testa di un angelo di “Pietas” 1900 Carboncino e pastello su carta, 40 x 26,5 cm Chiari, collezione privata 30 - Testa di Cristo fanciullo da “Sacra Famiglia” 1901 Olio su tela, 65,5 x 46,5 cm In basso a sinistra, in rosso: G. Ronchi / p.c. a. / 14-5 1901 Il dipinto è inserito in un’elaborata cornice liberty di Costantino Zatti Brescia, mercato antiquario 77 te dell’ex convento in cui i Padri della Pace tenevano esercizi spirituali; venne poi trasferita a Villa San Filippo ed è ora conservata nel convento di via Pace. Per lo sfondo di paesaggio Giuseppe Ronchi riprese uno scorcio del lago d’Iseo da Costa Volpino che compare in Valle con edifici (n. 41). 31 - Studio per la testa del “Buon Pastore” 1901 Carboncino e pastello su carta, 43 x 34 cm Chiari, collezione privata 33 - Giardino con serra e stagno 1900-1902 Olio su tela incollata, 43,5 x 65,5 cm In basso a sinistra, in rosso: G. Ronchi Brescia, collezione privata *34 - Bosco 1900-1901 Olio su tavola, 16,7 x 28 cm Brescia, Civici Musei d’Arte e Storia Inv. 593 Esposizioni: Brescia, 1902, n. 1 bis Bibliografia: Catalogo…, 1902, p. 3; Esposizione d’Arte Moderna. Gli acquisti…, 1902; L’Esposizione d’Arte Moderna, 1902; Esposizione artistica, 1902; Fappani, 1999, p. 244 32 - Il Buon Pastore 1901 Olio su tela, 280 x 150 cm In basso a destra: G. L. Ronchi / 901 Brescia, sagrestia della chiesa di Santa Maria della Pace Bibliografia: Arte sacra, 1901; Lonati, 1975², p. 32; Lonati, 1982, p. 298; Lonati, 1985², p. 132; Ruggeri, Pagliari, 2009, pp. 25-26 e 81 La paletta fu eseguita per un altare della chiesa di Sant’Antonino, che faceva par- 78 La serie di otto tavolette fu acquistata nel settembre 1902, in occasione dell’Esposizione d’Arte Moderna di Palazzo Bargnani, con fondi dell’Ateneo di Scienze, Lettere e Arti (ASBs, Fondo Ateneo, Busta 88 bis), su indicazione di una commissione, composta da Francesco Rovetta, Antonio Tagliaferri e Vincenzo Lonati, che aveva il compito di gestire anche fondi messi a disposizione dal Ministero della Pubblica Istruzione e dalla Società Arte in Famiglia; nel 1914, in base ad un accordo intercorso tra l’Ateneo e il Comune, la serie fu trasferita ai Civici Musei d’Arte e Storia insieme ad alcune altre opere, anch’esse acquistate nel 1902. È probabile che alcune tavolette fossero già comparse, nel marzo1902, nella vetrina di Angelo Canossi come risulta da un trafiletto pubblicato da «La Sentinella Bresciana» il 7 marzo 1902: «La vetrina di Angelo Canossi da qualche giorno accoglie alcune nuove pitture di Giuseppe Ronchi. Sono impressioni dal vero che l’artista genialissimo ha eseguito l’anno scorso nell’alpestre villaggio di Volpino: più che impressioni si potrebbero veramente chiamare dei quadretti finiti, è in essi quella nota mistica e soave che al Ronchi è propria e che anima di vita dolcissima i prati e gli alberi verdi, le rame nude e le azzurre evanescenze del lago lontano. Giuseppe Ronchi, che a più forti opere intende la nobile anima e il robusto ingegno, può andar lieto anche di questi piccoli lavori che serban pure così forte l’impronta del suo temperamento artistico. E noi vivamente ci congratuliamo con lui che all’arte ha consacrata intera la nobile vita». 35 - Paesaggio con fiume 1900-1901 Olio su tavola, 15 x 25 cm Brescia, Civici Musei d’Arte e Storia Inv. 2004 Esposizioni: Brescia, 1902, n. 1 bis Bibliografia: Catalogo…, 1902, p. 3; Esposizione artistica, 1902; L’Esposizione d’Arte Moderna, 1902; Esposizione d’Arte Moderna. Gli acquisti…, 1902 *36 - Paesaggio con vigna 1900-1901 Olio su tavola, 15 x 22 cm Brescia, Civici Musei d’Arte e Storia Inv. 2005 Esposizioni: Brescia, 1902, n. 1 bis Bibliografia: Catalogo…, 1902, p. 3; Esposizione artistica, 1902; Esposizione d’arte moderna, 1902; L’Esposizione d’Arte Moderna, 1902; Esposizione d’Arte Moderna. Gli acquisti…, 1902 37 - Paesaggio con alberi 1900-1901 Olio su tavola, 15 x 25 cm Brescia, Civici Musei d’Arte e Storia Inv. 2006 Esposizioni: Brescia, 1902, n. 1 bis Bibliografia: Catalogo…, 1902, p. 3; Esposizione artistica, 1902; Esposizione d’arte moderna, 1902; L’Esposizione d’Arte Moderna, 1902; Esposizione d’Arte Moderna. Gli acquisti…, 1902 38 - Paesaggio 1900-1901 Olio su tavola, 15 x 25 cm Brescia, Civici Musei d’Arte e Storia Inv. 2007 Esposizioni: Brescia, 1902, n. 1 bis Bibliografia: Catalogo…, 1902, p. 3; Esposizione artistica, 1902; Esposizione d’arte moderna, 1902; L’Esposizione d’Arte Moderna, 1902; Esposizione d’Arte Moderna. Gli acquisti…, 1902 39 - Paesaggio con paese 1900-1901 Olio su tavola, 15 x 25 cm Brescia, Civici Musei d’Arte e Storia Inv. 2008 Sul retro (pirografato): G. Ronchi 1901 Esposizioni: Brescia, 1902, n. 1 bis Bibliografia: Catalogo…, 1902, p. 3; Esposizione artistica, 1902; Esposizione d’arte moderna, 1902; L’Esposizione d’Arte Moderna, 1902; Esposizione d’Arte Moderna. Gli acquisti…, 1902 *40 - Paesaggio invernale 1901 Olio su tavola, 15 x 25 cm Sul retro (pirografato): G. Ronchi 1901 Brescia, Civici Musei d’Arte e Storia Inv. 2009 Esposizioni: Brescia, 1902, n. 1 bis Bibliografia: Catalogo…, 1902, p. 3; Esposizione artistica, 1902; Esposizione d’arte moderna, 1902; L’Esposizione d’Arte Moderna, 1902; Esposizione d’Arte Moderna. Gli acquisti…, 1902 42 - Visione della beata Maddalena Martinengo 1902 Già Brescia, chiesa di Sant’Afra (ora Sant’ Angela Merici) Opera distrutta nel 1945 Bibliografia: Sartori Treves, 1907, p. 1; Bonfadini, 1930, p. 32; Mostra personale…, 1933, p.n.n.; Bonfadini, 1943, p.n.n.; Lonati, 1975¹, p. 132 ; Trent’anni fa ... , 1981; Lonati, 1982, p. 297; Lonati, 1985¹, p. 274; Lonati, 1985², p. 132; Terraroli, 1990, p. 152; Fappani, 1999, pp. 244-245 La pala è documentata nell’album dell’Archivio Ronchi, con le didascalie: «La Beata Martinengo (visione) – Chiesa di S. Afra Brescia» e «La Beata Martinengo dipinto ad olio 1902 – Chiesa di S. Afra Brescia / distrutta dall’incursione aerea 2 marzo 1945». *41 - Valle con edifici 1901 Olio su tavola, 15 x 25 cm Sul retro (pirografato): G. Ronchi 1901 Brescia, Civici Musei d’Arte e Storia Inv. 2010 Esposizioni: Brescia, 1902, n. 1 bis Bibliografia: Catalogo…, 1902, p. 3; Esposizione artistica, 1902; Esposizione d’arte moderna, 1902; L’Esposizione d’Arte Moderna, 1902; Esposizione d’Arte Moderna. Gli acquisti…, 1902 43 - Sotto le foglie 1902 Ubicazione ignota Esposizioni: Brescia, 1902, n. 3 Bibliografia: Arte in Famiglia…, 1902; Catalogo…, 1902, p. 3; L’Esposizione d’Arte Moderna, 1902; Fappani, 1999, p. 244 79 Il dipinto era esposto alla Mostra d’Arte Moderna organizzata dalla Società Arte in Famiglia nel 1902 insieme alla serie delle otto piccole Impressioni e a Paesaggio, Novembre, Sacra Famiglia, A più cose intento; è documentato dalla fotografia di una sala dell’esposizione, scattata da Carlo Manziana e conservata nell’Archivio degli eredi Manziana, in cui è possibile identificare l’opera così descritta in un articolo pubblicato da «La Provincia di Brescia» il 28 agosto 1902: «Sotto le foglie nel quale la testa del fanciullo scamiciato spicca vivace sullo sfondo verde delle larghe foglie di vite». Copertina in legno pirografato, 33 x 15,5 cm 44 - I fiori della carità 1902 Ubicazione ignota Esposizioni: Brescia, 1902 Bibliografia: L’esposizione di crisantemi…, 1902, p. 4 (ill.) 46 - Cristo e la Maddalena (bozzetto) 1903 Olio su tavoletta, 24 x 17,5 cm Brescia, collezione privata Il libro contiene due pagine illustrate da Giuseppe Ronchi con il Volto di Cristo e Figure di angeli con fiori. Il dipinto è documentato da una fotografia pubblicata sulla rivista «Illustrazione bresciana», n. 4, 16 novembre, dove è così descritto: «il Ronchi dipinse un geniale pastello rappresentante Amore in atto di cogliere crisantemi che va deponendo in grembo alla Carità». 47 - La carità 1903 Olio su tela, 55 x 140 cm Brescia, Civici Musei d’Arte e Storia Inv. 987 Esposizioni: Brescia, 2009 Bibliografia: Concorso Brozzoni, 1903; Il Concorso Brozzoni, 1903; Pel Legato Brozzoni, 1903; Panazza, 1959, p. 73; Capretti, De Leonardis, 2009, pp. 14 e 86 45 - Libro delle messe della cappella in località Piazza (Muslone) 1902 80 Il trittico è il saggio eseguito da Giuseppe Ronchi durante la prova d’esame del concorso per la pensione biennale del Legato Brozzoni. Nella relazione del “concetto in abbozzo”, presentato in sede di esame, Ronchi scrive: «“La carità è amore” e la rappresento sul carro tirato dal grifone allegorico, accompagnata dal santo dell’Apocalisse, S. Giovanni, l’apostolo della Carità; è preceduta e seguita dalle virtù. S’avanza e sgomenta, mettendo in fuga gli egoisti e i tiranni […]. Dopo tale allegoria del centro del trittico ò pensato all’amore grande di Cristo pei peccatori, e lo rappresento sollevante e perdonante a Maria di Magdala. Dall’altro lato pensando alle grandi parole che Fogazzaro fa dire a Cristo: rappresento il poeta e la compagna nella “Visione” che da Cristo odono quelle parole: Mai non dite al mondo prima “credi” dite “ama”». Esposizioni: Brescia, 1904; Brescia, 1985 Bibliografia: Un nuovo quadro…, 1903; Canossi, 1903, p. 3 (ill.); Galmas, 1904, pp. 2-3; G. Z., 1904; Nemo, 1904; Conferenza artistica…, 1906; Gigli, 1911¹, p. 5; Gigli, 1911², p. 8; Bonfadini, 1930, p. 32; Mostra personale, 1933, p.n.n.; Ricordo di Ronchi..., 1961; Comanducci, 1973, p. 2779; Lonati, 1975¹, p. 41; Spiazzi, 1976¹ (ill.); Spiazzi, 1976², p.n.n.; Trent’anni fa..., 1981; Lonati, 1982, p. 297; Anelli, 1985², p. 78; Lonati, 1985¹, p. 274; Lonati, 19852, p. 132; Lucchesi Ragni, Stradiotti, 1985, p. 220; Stradiotti, Lucchesi Ragni, 1985, p. 271; Basta, 1990, p. 146; Fappani, 1999, p. 244;Valotti, 2007, pp. 62 e 88; Capretti, De Leonardis, 2009, p. 86 48 - Vespro sereno 1903 Carboncino su carta, 2 fogli uniti, rispettivamente 65,5 x 48,5 e 81 x 53 cm Brescia, collezione privata È uno studio preparatorio del dipinto ad olio (n. 49). *49 - Vespro sereno 1903 Olio su tela, 133 x 102 cm Sul retro: Ronchi 1903 Brescia, Civici Musei d’Arte e Storia Inv. 544 L’opera, dopo essere stata esposta alla Mostra dell’Arte Moderna del 1904, fu destinata da Giuseppe Ronchi al Municipio quale «saggio di progresso» per la pensione del Legato Brozzoni, da lui vinta nel 1903. Circa l’identificazione del personaggio si veda quanto scritto nella scheda del dipinto n. 16 (Senectus). Michela Valotti nel suo saggio sullo scultore Angelo Zanelli (2007) ricorda che nel Fondo Zanelli, conservato presso l’Archivio dell’Accademia di San Luca a Roma, si trova una fotografia del dipinto con dedica di Giuseppe Ronchi «all’amico Angelo Zanelli con grande affetto»; Valotti suggerisce un rimando, nella postura, tra il soggetto di Ronchi e lo Zanardelli del monumento di Zanelli sul lungolago di Salò (1904-1906). 50 - Studio per “L’uscita dal tempio” 1904 Carboncino su carta, 84,5 x 65 cm Brescia, collezione privata È uno studio preparatore del dipinto ad olio (n. 51). 51 - Dal tempio (L’uscita dal tempio) 1904 Olio su tela Ubicazione ignota Esposizioni: Brescia, 1904; Brescia, 1909 Bibliografia: Galmas, 1904, pp. 2-3; G. Z., 1904; L’Arte in Famiglia…, 1909; La mostra dell’«Arte in Famiglia» si aprirà oggi, 1909; La mostra dell’«Arte in Famiglia» nell’ex Palazzo Bettoni, 1909; Per l’Esposizione…, 1909; Gigli, 1911¹, p. 5; Lonati, 1975¹, p. 41; Lonati, 1982, p. 297; Lonati, 1985¹, p. 274; Lonati, 19852, p. 132; Basta, 1990, p. 146; Fappani, 1999, p. 244 Il dipinto è documentato dalla fotografia conservata nell’album dell’Archivio Ronchi, con le didascalie: «Dal tempio – Propr. Cav. G. ??? Brescia» e «L’uscita dal Tempio – dipinto ad olio / propr. Villa Dabbeni Sala Brescia». Fu presentato in una forma incompleta alla Mostra dell’Arte Moderna del 1904 e, successivamente, nel 1909 fu donato da Giuseppe Ronchi per la mostra di beneficenza, organizzata dall’Associazione Arte in Famiglia a favore dei danneggiati nel terremoto di Messina. Non può pertanto essere stato presentato alla mostra di Monaco nel 1899, come ripetuto da alcuni biografi. Nel gruppo di persone che escono dalla chiesa dopo le funzioni è possibile individuare, in una delle figure a destra, il “vecchio” di Vespro sereno e, in una a sinistra, lo stesso autore; nel giovinetto alle sue spalle si riconosce il fratellastro Romolo Romani. 81 52 - Due studi di paesaggio 1904 Ubicazione ignota Esposizioni: Brescia, 1904 Bibliografia: G.Z., 1904 G.Z.: «Come paesista poi il Ronchi presenta due studi di paesaggio riuscitissimi: ha saputo con grande senso prospettico ritrarre dall’alto ed ambedue i quadri sono ricchi di colore, eseguiti con arte e mi sembrano dire quanto e quanto bene anche in questo campo il loro autore saprebbe fare». trafiletto a stampa, privo di riferimenti, in cui viene illustrata dallo stesso autore l’allegoria dell’opera: «La società degli umani è retta e governata da una potenza grande: lo Stato che, nelle sue varie forme e nei suoi vari atteggiamenti, aspira ad assicurare ai popoli condizioni più elevate di benessere sociale. Senonché esso, inceppato da vincoli burocratici, da meschine ambizioni, da interessi egoistici, dimentica troppo spesso, tra lo scetticismo che l’attornia e l’avvicendarsi d’ire di parte, quelle leggi sante d’amore che dovrebbero ispirarlo e prevalere per meglio conseguire la pace ed il bene dei popoli. Nessuna meraviglia quindi che i Governi sieno impotenti ad alleviare i mali sociali e spesso ne ignorino perfino l’esistenza. Perciò ho immaginato il Cristo in un campo di sventure umane, portante all’uomo di stato, confuso e attonito, la parola augurale dell’amore che suscita, della pace che edifica, della giustizia che sublima». 55 - Frammento da “Cristo pacificatore” (testa di Cristo) 1906 Olio su tela incollata su tavoletta, 60 x 45,5 cm Brescia, collezione Armando Vincoli Bibliografia: Orlandi, 2006, p. XI 53 - Cristo pacificatore 1906 Olio su tela In basso a destra: G. Ronchi / Brescia Già Brescia, Federazione Leone XIII Opera distrutta di cui si conservano alcuni frammenti Esposizioni:Venezia, 1908; Brescia, 1909 Bibliografia: P. F.[eroldi], 1909; Il «vernissage alla Mostra»..., 1909; Il ”vernissage” della Mostra..., 1909; Gigli, 1911¹, p. 5; Gigli, 1911², pp. 10-11; Mostra annuale..., 1924; Bonfadini, 1930, p. 32; Comanducci, 1973, p. 2779; Lonati, 1975², p. 32; Lonati, 1982, p. 298; Lonati, 1985¹, p. 274; Lonati, 1985², p. 132; Fappani, 1999, p. 244; Orlandi, 2006, p. XI Il dipinto è documentato dalla fotografia conservata nell’album dell’Archivio Ronchi, con le didascalie: «Cristo pacificatore – dipinto ad olio 1917 (? 1909) / Propr. del Sodalizio – Leone XIII Brescia Via S. Chiara 5» e «Distrutto dal bombardamento». Le didascalie sono però inattendibili sia per la datazione che Gigli colloca al 1906, sia per la distruzione bellica, non essendo stata colpita via Santa Chiara nel corso dei bombardamenti della città. Sono conservati però in collezioni diverse alcuni frammenti della grande tela, che riguardano solo i volti delle figure, passati tempo fa sul mercato antiquario. Nell’album è contenuto anche un 82 54 - Frammento da “Cristo pacificatore” (testa della figura allegorica dello Stato) 1906 Olio su tela incollata su tavola, 50 x 35 cm Brescia, collezione privata È il frammento con il volto della figura allegorica dello Stato. 56 - Frammento da “Cristo pacificatore” (due volti femminili) 1906 Olio su tela incollata su tavola, 44 x 37 cm Brescia, collezione privata 61 - Idillio di novembre 1907 Disegno a penna Ubicazione ignota Bibliografia: Sartori Treves, 1907, p. 3 (ill.) 57 - Frammento da “Cristo pacificatore” (donna con bimbo ) 1906 Olio su tela incollata su tavola, 44 x 37 cm Brescia, collezione privata 59 - Ritratto di Carlo Tagliaferri 1906 Pastello su cartone, 72 x 53 cm In basso al centro, in rosso: Alla gentile signora / Niny Manziana Tagliaferri / G. Ronchi / D. 1906 Brescia, collezione privata Carlo Tagliaferri era figlio dell’ingegnere Giovanni Tagliaferri e di Niny Manziana, figlia a sua volta del pittore Carlo Manziana, segretario della Società Arte in Famiglia. 58 - San Tomaso d’Aquino 1906-1910 Ubicazione ignota Il dipinto è documentato dalla fotografia conservata nell’album dell’Archivio Ronchi, con la didascalia: «Propr. Fed. Giov. Leone XIII»; per la Federazione Giovanile Leone XIII Giuseppe Ronchi aveva eseguito anche il più impegnativo Cristo pacificatore. 62 - Testa di Cristo (Ecce homo) 1908 Carboncino su carta In alto a sinistra: G. Ronchi / - 908 Ubicazione ignota Bibliografia: Gigli, 1911², pp. 9-10 (ill.); Trent’anni fa..., 1981; Lonati, 1985², p. 133 60 - Raccoglitrici di olivi sul Garda (Raccoglitrice di olive in Valle Camonica) 1907 Disegno a penna Ubicazione ignota Bibliografia: Sartori Treves, 1907, p. 2 (ill.); Raccoglitrici di olivi sul Garda, 1911; Lonati, 1975³, p. 36; Lonati, 1982, p. 300; Lonati, 1985², p. 133; Fappani, 1999, p. 245 Fu probabilmente esposto con Idillio di novembre alla mostra dell’Arte in Famiglia del 1924, in cui al n. 40 figurano Paesaggi (disegni a penna). Il disegno è documentato dalla fotografia conservata nell’album dell’Archivio Ronchi, con le didascalie: «Studio per il Gesù 1920» e «Testa di Cristo / propr. S.E. Mons. Gaggia». Riccardo Lonati lo dice esposto in Palazzo Vescovile accanto al ritratto di monsignor Giacomo Corna Pellegrini. Il disegno fu replicato nel 1938 (cat. n. 286). 63 - Rose d’autunno 1908 Ubicazione ignota Bibliografia: Lam, 1908 Risulta esposto nell’ex negozio Canossi e Lam così lo descrive: «è un leggiadro sogno autunnale. Una piccola casa che s’incupisce nell’androne aperto e vuoto 83 mentre d’intorno il sole occiduo trae dalle cose circostanti una suprema ed ultima bellezza di foglie e di fiori […]; nel piano anteriore, due fanciulline raccolgono in mazzo le rose». In basso a destra: G. RONCHI Brescia, Casa dei Padri della Pace Bibliografia: Lonati, 1975³, p. 36; Trent’anni fa..., 1981; Lonati, 1989, p. 665; Prestini, 1995, p. 257, nota 142 Antonio Cottinelli (Brescia, 1843 1910) entrò nel 1863 nella Congregazione dell’Oratorio di San Filippo Neri (Padri della Pace) e fu ordinato sacerdote nel 1865. Diede vita a corsi di esercizi spirituali per laici e istituì il Patronato della Pace per l’istruzione religiosa degli studenti; nel 1904 fu eletto preposito della Congregazione. Ubicazione ignota Bibliografia: Gigli, 1911¹, p. 6 (ill.) Il pastello è documentato dalla fotografia conservata nell’album dell’Archivio Ronchi, con le didascalie: «Testa di Cristo pr. Aribaldo Valerio». 66 - Ritratto di Luigi Tovini Ubicazione ignota Bibliografia: Lonati, 1975³, p. 36; Trent’anni fa..., 1981 Potrebbe essere un ritratto di Livio Tovini, figlio di Giuseppe ed esponente del movimento cattolico bresciano. 64 - Ritratto del dottor Giuseppe Borghetti 1909 Olio su tela, 147 x 109 cm In basso a sinistra: G. Ronchi Brescia, collezione privata Bibliografia: Fappani, 1999, p. 244 Giuseppe Borghetti (Brescia, 1851 1909), esponente politico dei moderati, fu direttore della «Sentinella Bresciana» dal 1894 al 1902; fu membro del Consiglio Provinciale scolastico, della Commissione Provinciale di Beneficenza e della Deputazione del Teatro Grande. 65 - Ritratto di padre Antonio Cottinelli 1910 Olio su tela, 100 x 80 cm 84 67 - Sinite parvulos venire ad me 1910 Già chiesa dell’Istituto Artigianelli Ubicazione ignota Bibliografia: Un nuovo a fresco…, 1910; Volta, 1987¹, p. 257; Fappani, 1999, p. 245 L’affresco era collocato nella lunetta sopra il portale della chiesa nuova dell’Istituto Artigianelli, progettata dall’architetto Luigi Arcioni; rappresentava «sette figure di donne e di bimbi che portano un omaggio gentile di fiori e di adorazione al Cristo che in atto di squisita dolcezza benedice le piccole vite». Fu sostituito, in seguito, con un mosaico dello stesso soggetto. 68 - Testa di Cristo 1910-1911 In basso a destra: G. Ronchi 69 - Studio per la testa di sant’Antonio 1910 In alto a destra: G. Ronchi / 1910 Ubicazione ignota Bibliografia: Gigli, 1911¹, p. 5 (ill.); Gigli, 1911², p. 10 (ill.) 70 - Visione di sant’Antonio (bozzetto) 1911 Olio su tavola, 35,5 x 26 cm Sul retro: autentica del figlio Mario Brescia, collezione privata da dieci anni in San Luca, mentre è probabile che fosse un bozzetto o un disegno preparatore. Brescia, collezione privata Esposizioni: Brescia, 1976, n. 21 Bibliografia: Gigli, 1911¹, p. 6 (ill.); Gigli, 1911², p. 10 (ill.) È uno studio da porre in relazione con la decorazione della chiesa di San Luca; la figura d’angelo compare infatti in uno dei quattro medaglioni a lato dell’Angelo che sparge fiori nel catino della volta sul presbiterio. 71 - Visione di sant’Antonio 1911 Olio su tela, 325 x 195 cm In basso a sinistra: Ronchi / MCMXI Pala dell’altare della cappella di Sant’Antonio Brescia, chiesa di San Luca Esposizioni: Brescia, 1921 Bibliografia: Le nuove pitture…, 1911; Un quadro sacro…, 1911; Gigli, 1911¹, p. 5; Gigli, 1911², p. 9; La IIª Mostra…, 1921; Facchinetti, 1925, p. 377 (ill.); Bonfadini, 1930, p. 31; Mostra personale…, 1933, p.n.n.; Bonfadini, 1937; P. F.[eroldi], 1951; Ricordo di Ronchi..., 1961; Comanducci, 1973, p. 2779; Lonati, 1975², p. 32; Lonati, 1982; Lonati, 1985¹, p. 274; Lonati, 1985², p. 132 ; Lonati, 1989, pp. 517-518; Basta, 1990, p. 146; Fappani, 1999, pp. 244-245; Le quadre…, 2006, p. 90 Lonati (1989) sostiene, senza indicare la fonte della notizia, che Ronchi «nella figura del Santo fissa i lineamenti del conte Antonio Arrighi, a lato quelli della propria figlia». Nell’elenco autografo delle opere, conservato presso l’Archivio Ronchi, sono registrati ai numeri 89 e 90 uno Studio di ritratto (sanguigna) e Uno studio di ritratto della contessina Arrighi di proprietà del conte Antonio Arrighi; va ricordato inoltre che nell’elenco, al n. 134, compare un Ritratto della contessa Arrighi. Alla mostra degli Amatori dell’Arte (1921) era esposto un dipinto intitolato Visione di Sant’Antonio; è però difficile pensare che si trattasse della pala di grandi dimensioni, collocata già 72 - Studio di angelo 1912 Pastello su cartone, 56 x 42 cm In basso a destra: G. Ronchi Sul retro: Giuseppe Ronchi / MCM12 / Studio per affreschi Brescia, collezione Armando Vincoli È una ripresa, con una diversa posizione delle mani, dell’angelo che compare alla destra di sant’Antonio nella pala della chiesa di San Luca. *73 - Studio per una figura di angelo con fiori 1911 Olio su tela, 55 x 40 cm In alto a destra, in blu: G. Ronchi; un’altra firma “RONCHI” è sul polso destro dell’angelo 74 - Decorazione della chiesa di San Luca 1911-1912 Brescia Bibliografia: Gigli, 1911², p. 9; Bonfadini, 1937; Bonfadini, 1943, p.n.n.; Trent’anni fa..., 1981; Begni Redona, 1985¹, pp. 192 e 198; Begni Redona, 1985², p. 256; Lonati, 1989, pp. 517-518; Terraroli, 1990, p. 153; Fappani, 1999, p. 245; Le quadre…, 2006, pp. 89- 90 La decorazione della chiesa di San Luca fu commissionata dai Padri Gesuiti, cui era affidata l’officiatura della chiesa, a Giuseppe Ronchi, insegnante presso il Collegio Arici in quegli anni. L’artista eseguì nel 1911 gli otto medaglioni della cupola con Angeli che recano cartigli con i versetti dell’ Ave Maria (Ave Maria cantata) e gli otto riquadri tra le lesene del tamburo con Angeli cantanti e suonatori (Ave Maria suonata); nel 1912, come risulta da una fotografia d’epoca con didascalia dell’autore, affrontò il presbiterio, dove dipinse la medaglia sul catino del presbiterio con Angelo che sparge fiori e i quattro pennacchi con Angeli. 85 Carboncino e matita su carta, 49,5 x 43 cm Brescia, collezione privata È uno studio per Sicut lilium (cat. n. 78). 79 - Giaggioli in fiore (Ireos) 1912-1916 Olio su tela, 19,5 x 34 cm In basso a sinistra, in nero: G. Ronchi Sul retro: Giuseppe Ronchi Brescia Sul retro: etichetta Collezione Ronchi (via Dante 17 – proprietaria sig. Letizia Bozzi) Brescia, collezione privata Esposizioni: Brescia, 1912; Brescia, 1916 (risulta acquistato dalla signora Letizia Bozzi) Bibliografia: Ser.[ena], 1912; Lotteria Artistica di Beneficenza…, 1916 75 - Signora con frutta e cappello con fiori 1912-1915 Pastello su cartone, 58,5 x 78 cm In alto a sinistra, in nero: G. Ronchi Camignone di Passirano, collezione privata 76 - Figura di santa con angeli musicanti 1912 Pastello su carta, 89 x 96,5 cm Brescia, collezione privata Nel pastello, solo abbozzato, si può vedere una prima idea di Sicut lilium (cat. n. 78). 77 - Ritratto femminile 1912 86 *78 - Sicut lilium (Sicut lilium florens. Vergine in preghiera. Giovinetta in preghiera) 1912 Olio su tela, 76 x 53 cm In basso a sinistra, in rosso: G. Ronchi Sul retro della tela: prof. Giuseppe Ronchi, Brescia, 1912 Intagliato sulla cornice in alto: SICUT LILIUM; in basso: RONCHI Sul retro della cornice, a matita: Invocazione / La bellezza mia sia la tua lode o Signore / Laudata Pulchritudo mea Domino Brescia, collezione privata Esposizioni: Brescia, 1912; Brescia, 1916 Bibliografia: A.G., 1912; P.B., 1912; Ser. [ena], 1912; Le vendite alla Mostra d’Arte, 1916; Esposizione d’arte moderna…, 1916 Fu esposto una prima volta nel 1912 nelle vetrine dei Magazzini Graziotti in corso Palestro insieme a Interno della basilica di San Clemente a Roma, Convegno di angeli, Mandorli in fiore e Autunno (Ser. [ena]: «Sicut lilium florens è il titolo del quadro rappresentante una giovanetta che congiunge le mani innalzando lo sguardo, come giglio fiorente in adorazione. Attorno a lei vola un angelo dalle ali spiegate recante fiori»). Nel 1916 Giuseppe Ronchi lo offrì per la Mostra Lotteria di beneficenza pro assistenza civile dove fu acquistato dal cavaliere G. Togni. Alle spalle della giovinetta compare la figura dello stesso angelo che l’artista dipinse nella decorazione della chiesa di San Luca e in un’altra tela del 1911 (cat. n. 73). Ser.[ena]: «Quella distesa di iris campestri sfolgoranti fra riflessi azzurri, lontana, una figura bianca, vaporosa, velata». 80 - Mandorli in fiore 1912 Ubicazione ignota Esposizioni: Brescia, 1912; Brescia, 1916 Bibliografia: Ser.[ena], 1912; La MostraLotteria di beneficenza1, 1916; Il successo della Mostra…, 1916; Risulta acquistato alla mostra di beneficenza del 1916 dal professor dottor Adolfo Ferrata. 81 - Interno della basilica di San Clemente a Roma 1912 Ubicazione ignora Esposizioni: Brescia, 1912 Bibliografia:A.G., 1912; Ser.[ena], 1912; Lonati, 1975³, p. 36; Lonati, 1982, p. 301; Lonati, 1985², p. 133; Fappani, 1999, p. 245 82 - Veduta del Foro Romano 1912-1915 Olio su tavoletta, 10 x 16 cm Brescia, collezione privata pp. 10-11(ill.); Bonfadini, 1930, p. 32; Mostra personale, 1933, p.n.n.; Bonfadini, 1937; Bonfadini, 1943, p.n.n.; P. F.[eroldi], 1951; Comanducci, 1973, p. 2779; Lonati, 1975², p. 33; Lonati, 1982, p. 299; Lonati, 1985¹; Lonati, 1985², p. 274; Basta, 1990, p. 147; Fappani, 1999, p. 245 83 - Crisantemi 1912 Olio su cartone, 41 x 57 cm Sul retro: autentica della figlia Anna e la data 1912 Camignone di Passirano, collezione privata *85 - Cantico delle creature (bozzetto) 1911 Olio su tavola, 49 x 33,5 cm Sul retro: prof. Giuseppe Ronchi “1915” Brescia Brescia, collezione privata Bibliografia: Gigli, 1911¹, p. 6 La pala fu commissionata dalla fabbriceria di San Francesco negli anni in cui custode della chiesa era un sacerdote diocesano, don Angelo Nazzari. Dopo la restituzione della chiesa ai Francescani Conventuali (1928), il dipinto fu rimosso; Bonfadini (1930) scrive: «Ora il quadro è stato trasportato nella nuova chiesa di S. Eustacchio perché l’abito dei Minori del quale il Santo è vestito, contrastante con l’abito nero dei conventuali, apparve una stonatura al padre Guardiano nella chiesa dei conventuali. Strana suscettibilità!». Quanto alla chiesa di Sant’Eustachio si può ritenere che Bonfadini si riferisca alla chiesa di Santa Maria Immacolata (Pavoniana) che stava allora sorgendo nel quartiere di Sant’Eustachio. Della pala si sono perse però le tracce. È un secondo bozzetto, più definito della pala (cat. n. 86), in cui la figura di frate Leone è collocata sulla sinistra. 84 - Cantico delle creature (bozzetto) 1911 Olio su tavola, 49,5 x 32 cm Sul retro: Bozzetto per S. Francesco dipinto a… Brescia, collezione privata Bibliografia: Prestini, 1994, p. 371 87 - Studio della testa di san Francesco di “Cantico delle creature” 1913-1916 In basso a destra: G. Ronchi Milano, collezione privata Esposizioni: Brescia, 1916 Bibliografia: Gigli, 1916, p. 11 (ill.); Vendite alla Mostra d’Arte, 1916; Facchinetti, 1921, p. 403 (ill.) Rossana Prestini scrive che tra i bozzetti sottoposti da Giuseppe Ronchi al giudizio di Pietro Da Ponte e Francesco Rovetta, incaricati dalla fabbriceria di San Francesco, venne scelto quello relativo alla Cantica del Poverello alla Natura. 86 - Cantico delle creature 1913 Olio su tela, 325 x 230 cm Brescia, ubicazione ignota, già chiesa di San Francesco d’Assisi Bibliografia: Bonfadini, 1914; Gigli, 1916, Può trattarsi di un’opera eseguita a posteriori, perché l’artista aveva l’abitudine di realizzare pastelli con i particolari dei volti delle sue pale d’altare; nel 1916, alla mostra d’Arte Moderna a Brescia, fu esposto questo San Francesco. 87 88 - Frate Leone da “Cantico delle creature” 1913-1916 Pastello su cartone, 64 x 44 cm In basso a destra, in rosso: G. Ronchi Brescia, collezione privata Bibliografia: Gigli, 1916, p. 11 (ill.) 89 - Ritratto del vescovo Giacomo Maria Corna Pellegrini 1915 Olio su tela, 133 x 100 cm A destra: G. Ronchi; in alto iscrizione: JACOBUS. M. /CORNA PELLEGRINI; in basso iscrizione: MDCCCXXXIII – MCMXIII Brescia, Palazzo Vescovile, salone antistante l’Episcopio Bibliografia: Lonati, 1975³, p. 36; Trent’anni fa..., 1981; Lonati, 1982, p. 300; Lonati, 1985¹, p. 274; Lonati, 1985², p. 133; Fappani, 1999, p. 245 88 Il ritratto fu eseguito nel 1915, due anni dopo la morte del vescovo Giacomo Corna Pellegrini, come risulta da un trafiletto di giornale, privo di riferimenti della fonte, conservato nella cartella “Ronchi” presso la Fondazione Civiltà Bresciana: «Nel grande salone del Palazzo vescovile è stato collocato al suo posto il ritratto del compianto vescovo Mons. Giacomo Corna-Pellegrini, opera dell’egregio pittore concittadino prof. Giuseppe Ronchi, assai lodata dai competenti per la impostazione artistica, la grande rassomiglianza e la vivacità caratteristica del longevo vegliardo. Il ritratto è stato fatto per commissione del vescovo mons. Gaggia. All’autore vivissime congratulazioni». Nel paesaggio, oltre la finestra, è raffigurata la chiesa di Pisogne, paese di origine della famiglia del presule. Nel 1924 Ronchi espose alla mostra dell’Arte in Famiglia un disegno a sanguigna, Studio per il ritratto di S.E. M. Corna. 90 - Decorazione della chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta (Pieve) 1915-1916 Bione Bibliografia: Lonati, 1975², p. 32; Trent’anni fa..., 1981; Lonati, 1982, p. 298; Begni Redona, 1985¹, pp. 192 e 198; Begni Redona, 1985², p. 256; Lonati, 1985¹, p. 274; Lonati, 1985², p. 133;Volta, 1989, pp. 273-274; Terraroli, 1990, p. 153; Bione…, 1991, pp. 115 e 188-191; Fappani, 1999, p. 245 Nel contratto stipulato in data 9 gennaio 1915 tra la fabbriceria della parrocchiale e il professor Giuseppe Ronchi (A.P.B.P.), pubblicato da Carlo Sabatti, risulta che il pittore «si [ob- blig]a a decorare con fregi e figure come dal [proget]to presentato le pareti, le lesene, le volte [di qu]esta Chiesa Parrocchiale con varia tecnica di pittura a seconda della qualità dei muri. 2° Come dal progetto […] Ronchi procurerà […] che nelle figure si sviluppi[no or]dinamenti di stile e figurazioni adatti alla Chiesa e alle devozioni del paese. L’Egregio Professore garantisce che nella figura rispetterà la purezza di quel sentimento cristiano che si addice alla vera arte religiosa». Ronchi eseguì la decorazione della volta della navata, i cui si aprono, appoggiati alla trabeazione, dieci finti finestroni entro i quali si affacciano coppie di angeli, simili a quelli che, pochi anni prima, aveva realizzato nella chiesa di San Luca a Brescia. Sull’arco santo dipinse la Madonna in trono con il Bambino tra angeli e santi ai vertici di una scala mistica alla cui base stanno altri angeli; tra i santi si distinguono le figure di san Rocco e san Vigilio, legati alla devozione del paese in quanto titolari di alcune chiesette nel territorio parrocchiale. Nel riquadro centrale della volta del presbiterio la Madonna assunta in cielo dagli angeli; nelle finte architetture laterali alcune figure di angeli monocromi, interessanti per il loro carattere decisamente liberty. In due finti arazzi alle pareti del presbiterio il Buon Pastore e una Sacra conversazione con Maria, Giuseppe e Gesù adolescente. 91 - Scena romana 1915 Olio su tavoletta, 26 x 40 cm In basso a destra, in rosso: MIMXV Brescia, collezione privata *92 - Carpe diem (Romanità) 1915 Olio su tela, 94 x 84 cm Brescia, collezione privata Esposizioni: Brescia, 1923, n. 10; Brescia, 1943, n. 1; Brescia, 1976, n. 20 Bibliografia: Bagni, 1923; Feroldi, 1923; La mostra d’Arte…, 1923; Mostra personale, 1933, p.n.n.; Bonfadini, 1943, p.n.n.; V.L.[onati], 1943; Lonati, 1975¹, p. 36; Spiazzi, 19761, (ill.); Spiazzi, 19762, p.n.n.; Trent’anni fa..., 1981; Lonati, 1982, p. 300; Lonati, 19851, p. 274; Lonati, 19852, p. 133; Stradiotti, Lucchesi Ragni, 1985, p. 271; Fappani, 1999, p. 245 Sotto la fotografia conservata nell’album dell’Archivio Ronchi compaiono le seguenti didascalie: «… carpe diem, quam minimum credula postero / Giuseppe Ronchi / Brescia» e «Carpe diem – dipinto ad olio – propr. privata 1915». Con il titolo Romanità fu esposto alla mostra dell’Arte in Famiglia nel 1923; Bagni così descrive il quadro: «In Romanità Giuseppe Ronchi costruisce tutta un’età, quella della decadenza imperiale: la figura del giovane incoronato di alloro, viene incontro all’osservatore adducendogli in vibrante realtà, nell’insieme degli elementi decorativi, la lontana età coi suoi vizi e con le sue virtù». 93 - Trionfo della Provincia di Brescia 1916 Olio su tavola In basso a destra: G. RONCHI / 26 giugno 1916 Brescia, Palazzo del Broletto, sala della Giunta Bibliografia: Per gli affreschi della Loggia…, 1916; Ser.[ena], 1916; Bonfadini, 1930, p. 33; Mostra personale, 1933, p.n.n.; Bonfadini, 1943, p.n.n.; P.F.[eroldi], 1951; Ricordo di Ronchi..., 1961; Comanducci, 1973, p. 2779; Lonati, 1975², p. 33; Spiazzi, 19762, p.n.n.; Trent’anni fa..., 1981; Lonati, 1982, p. 299; Begni Redona, 1985¹, pp. 192 e 198; Begni Redona, 1985², p. 256; Lonati, 1985¹, p. 274; Lonati, 19852, p. 133; Volta, 19872, pp. 28 e 30; Basta, 1990, p. 147; Terraroli, 1990, pp. 22, 4546, 153; Fappani, 1999, p. 245; D’Attoma, 2009, pp. 35, 106-107 (ill.), 167 Fotografia gentilmente fornita dall'Amministrazione Provinciale. L’allegoria viene così illustrata da Serena su «Il Cittadino di Brescia»: «La “Provincia” è rappresentata da una giovane donna dal tirso di fiori cavalcante un candido puledro, con a lato l’alfiere portante il labaro della città. Gruppi di figure simboliche la seguono e l’attorniano secondo i prodotti valligiani, mentre dalla gradinata d’un tempio adagiato sul colle – è il tempio di Vespasiano – “Brescia” scende ad incontrarla fra una schiera di giovani squillanti le tibie e in alto bianche figure portano la “Vittoria”. La scena è composta con magistrale senso estetico ed è di una movimentazione assai suggestiva: vi scorgiamo riuscite figure di adolescenti recanti i simboli delle industrie, delle armi e delle forze idrauliche: soavi fanciulle recanti le biade, la donna governante la gioventù lattifera, idilliache figure pastorali tenenti le tranquille agnella e la capra irrequieta e le candide tortore: poi la flora e la pesca: tutto in una parola ciò che è la fertilità benedetta da Dio e l’industre lavoro degli uomini: e lontano, fra il corteo, al fianco del nostro tricolore, irrompe, portato da un giovane, il vessillo azzurro e giallo trentino, augurale vaticinio dell’allargamento della nostra provincia nella terra irredenta. Il momento storico ha così ispirato al pittore un motivo patriottico che accresce valore al quadro». 94 - Impressione paese 1916 Ubicazione ignota Esposizioni: Brescia, 1916 Bibliografia: Esposizione d’arte moderna…, 1916; Le vendite alla Mostra d’Arte, 1916 Il quadro risulta acquistato alla mostra di beneficenza da [Aribaldo] Valerio, proprietario anche di una Testa di Cristo (cat. n. 68). 95 - Cristo 1916 Ubicazione ignota Esposizioni: Brescia, 1916 Bibliografia: Bianchi, 1916; Mostra d’arte e lotteria…, 1916 Potrebbe essere la Testa di Cristo (cat. n. 68) acquistata da Aribaldo Valerio. 96 - Ritratto 1916 Ubicazione ignota Esposizioni: Brescia, 1916 Bibliografia: Bianchi, 1916 97 - Lago d’Iseo 1916 Ubicazione ignota Esposizioni: Brescia, 1916 Bibliografia: Estrazione della Lotteria…, 1916; La Mostra-Lotteria di beneficenza, 19162 Risulta acquistato alla mostra di beneficenza dall’avvocato Antonio Rinaldi. 98 - Paesaggio 1916 Ubicazione ignota Esposizioni: Brescia, 1916 Bibliografia: Lotteria Artistica di Beneficenza…, 1916 Risulta assegnato ad uno dei biglietti estratti alla mostra di beneficenza. 99 - Corna di Bione 1916 Ubicazione ignota Esposizioni: Brescia, 1916 Bibliografia: Lotteria Artistica di Beneficenza…, 1916 Risulta acquistato alla mostra di beneficenza dall’avvocato cavaliere G. Cottinelli. 100 - Quadro allegorico 1916 Ubicazione ignota Esposizioni: Brescia, 1916 Bibliografia: Estrazione della Lotteria…, 1916 89 101 - Contadina sotto una pergola 1916 Olio su tela, 45,5 x 68 cm In basso a destra, in marrone: G. Ronchi MCMXVI Brescia, collezione privata 102 - Ritratto di Carolina Sorge 1917 Ubicazione ignota Bibliografia: Il ritratto di Donna Carolina…, 1917; Lonati, 1975³, p. 36; Trent’anni fa..., 1981 105 - Studio per la testa di san Filippo 1917 Pastello su cartone, 51,5 x 41 cm In basso a sinistra: G. Ronchi / 917 Chiari, collezione privata Carolina Sorge morì il 13 maggio 1917; era la moglie di Giuseppe Sorge, prefetto di Brescia dal 1909 al 1917. 106 - San Filippo e la gioventù 1917 Acquerello su carta, 28 x 45 cm Milano, collezione privata 108 - Cristo benedicente e i santi Pietro e Paolo 1918 Olio su tela Siniga di Pisogne, sagrestia della chiesa dei Santi Pietro e Paolo Bibliografia: Bertolini, Panazza, 1994, pp. 589 e 591(ill.) Bertolini e Panazza datano il dipinto all’inizio del secolo e ricordano che in un quaderno presso l’Archivio parrocchiale di Grignaghe è annotato: «14 ott. ‘918 pagati al sig. Giuseppe Ronchi L. 115 per riparazione due quadri S. Sebastiano e S. Rocco». *103 - Lago d’Iseo 1917 Olio su tavoletta, 13,5 x 22 cm Sul retro, in nero: G. Ronchi / Laghi d’Iseo / MCMXVII e la scritta “dono dell’Ingegner Egidio Dabbeni” Brescia, collezione privata 104 - Luci di lago 1917-1920 Olio su tela, 46 x 68 cm In basso a sinistra, in marrone: G. Ronchi Brescia, collezione privata 90 107 - San Filippo e la gioventù 1917 Olio su tela Cossirano, Oratorio maschile Bibliografia: Bonfadini, 1930, p. 32; Mostra personale, 1933, p.n.n.; Comanducci, 1973, p. 2779; Lonati, 1975², p. 32; Trent’anni fa..., 1981; Lonati, 1982, p. 298; Lonati, 1985¹, p. 274; Lonati, 1985², p. 132; Terraroli, 1990, p. 153; Fappani, 1999, p. 245 109 - Ritratto di vecchio (da Vespro sereno) 1918 Olio su tela, 50 x 40 cm In basso a destra, in rosso: G. Ronchi Brescia, collezione privata Giuseppe Ronchi, con lettera del 22 febbraio 1918 indirizzata alla Giunta municipale, chiese il permesso di eseguire una copia parziale del suo dipinto Vespro sereno (cat. n. 49) (ASCBs, Rubrica XIV, 8°/6). 115 - Burrasca (Cervia) 1919 Olio su tavola, 29 x 47 cm Brescia, collezione privata *112 - Case a Grignaghe 1918 Olio su tavoletta, 43 x 33 cm In basso a sinistra, in blu: G. Ronchi Brescia, collezione privata 116 - Per la Patria 1919 Ubicazione ignota Esposizioni: Brescia, 1919 Bibliografia: La mostra…, 1919; Lonati, 1982, p. 299; Lonati, 1985², p. 133 All’esposizione Ronchi presentò un gruppo di dieci opere. 110 - Ritratto della moglie Alba 1918-1922 Acquerello su carta, 47 x 37 cm Milano, collezione privata 117 - Lago d’Iseo (Pisogne) 1919 Ubicazione ignota Esposizioni: Brescia, 1919 Bibliografia: La mostra…, 1919 La giovane moglie di Giuseppe Ronchi morì nel 1922. 113 - Poia di Pontedilegno 1918-1920 Olio su tela, 51 x 82 cm In basso a destra: G Ronchi Brescia, collezione privata 118 - Roccolo 1919 Ubicazione ignota Esposizioni: Brescia, 1919 Bibliografia: Gli ultimi giorni…, 1919 L’opera risulta acquistata da O. P. di Brescia. 111 - La valletta a Grignaghe 1918 Olio su tavoletta, 20,5 x 27,5 cm In basso a destra, in matita: G. Ronchi Sul retro: G. Ronchi, La valletta Grignaghe, ottobre 1918 Brescia, collezione privata 119 - Tramonti 1919 Ubicazione ignota Esposizioni : Brescia, 1919 Bibliografia: Le vendite…, 1919 L’opera risulta acquistata alla mostra dal commendatore A. Magnocavallo. 114 - Costiera di Recco 1919 Olio su cartone, 22 x 27 cm Brescia, collezione privata Esposizioni: Brescia, 1976, n. 53 120 - Tipo di bresciano 1919 Ubicazione ignota Esposizioni: Brescia, 1919 Bibliografia: Le vendite…, 1919 L’opera risulta acquistata alla mostra da N.N. di Milano. 91 1982, p. 298; Lonati, 1985¹, p. 274; Lonati, 1985², p. 132; Fappani, 1999, p. 245 121 - Sinfonia 1919 Ubicazione ignota Esposizioni: Brescia, 1919 Bibliografia: Le vendite…, 1919 L’opera risulta acquistata alla mostra da Pietro Franzini. 122 - Ritratto virile (studio per “Spirito e materia”) 1919-1920 Pastello su carta, 62 x 45 cm Chiari, collezione privata 124 - Spirito e materia 1919-1920 Olio su tela, 174 x 139 cm In basso a sinistra, in rosso: G. Ronchi Milano, collezione privata Esposizioni: Brescia, 1928, n. 105 Bibliografia: Vicari, 1928; Bonfadini, 1930, p. 33; Mostra personale, 1933, p.n.n.; Bonfadini, 1943, p.n.n.; V. L.[onati], 1943; Comanducci, 1973, p. 2779; Lonati, 1975³, p. 36; Trent’anni fa..., 1981; Lonati, 1982, p. 300; Lonati, 19851, p. 274; Fappani, 1999, p. 245 Il dipinto è documentato da una fotografia dell’album conservato nell’Archivio Ronchi: «Visione di Cristo – dipinto ad olio / espos. Padova 1931-32 propr. Ronchi Umberto». Bricarelli, recensendo su «La Civiltà Cattolica» la mostra di Venezia, scrive: «Perché anche nel genere “visionario” non sono più frequenti i lavori come il bel quadro di Giuseppe Ronchi, Gesù coronato di spine, mesto, dolorante, mansueto, che si presenta, quasi richiamando il suo passato, sullo sfondo del lago di Genezareth, tra il verde delle fronde e delle rive fiorite?». È probabile che il dipinto sia il Cristo, esposto a Brescia nel 1921, di cui parla Giarro: «Il suo Cristo è però una opera degna come concezione e come fattura». La datazione dell’opera è ricavata dall’album fotografico presso l’Archivio Ronchi, in cui compare la didascalia: «Spirito e materia – dipinto a olio / propr. Privata (1919-20)». 126 - Testa di Cristo 1920 Pastello su carta In basso a sinistra: G. Ronchi Ubicazione ignota 123 - Materia (studio per “Spirito e materia”) 1919-1920 Carboncino su carta, 60 x 57,5 cm In alto a sinistra: G. Ronchi Monterotondo di Passirano, collezione privata Bibliografia: Bonfadini, 1930, p. 31 (ill.) 92 125 - Visione di Cristo 1920 Olio su tela, 110 x 85 cm In basso a sinistra: G. Ronchi Brescia Ubicazione ignota Esposizioni: Venezia, 1920 Bibliografia: C.B.[ricarelli], 1920, p. 231; La mostra nazionale…, 1920; Giarro, 1921; Bonfadini, 1930, p. 32 (ill.); Mostra personale, 1933, p.n.n.; Bonfadini, 1943, p.n.n.; Comanducci, 1973, p. 2779; Lonati, 1975², p. 32; Trent’anni fa…, 1981; Lonati, Il pastello, che riprende la testa della Visione di Cristo (cat. n. 125), è documentato da una fotografia dell’album dell’Archivio Ronchi, priva di didascalia. 129 - Mammina 1920 Ubicazione ignota Esposizioni: Brescia, 1920 Bibliografia: Visitando la mostra…, 1920 Olio su tavoletta, 25 x 16,5 cm Sul retro: autentica del figlio Mario Brescia, collezione privata 132 - Marina con bimbi 1920 Olio su tavoletta, 32 x 47,5 cm Sul retro: un disegno abbozzato Brescia, collezione privata 127 - San Francesco e Madonna Povertà 1921 In basso a destra: G. Ronchi Ubicazione ignota Già Milano, collezione privata Bibliografia: Facchinetti, 1921, pp. 68-69 (ill.); Bonfadini, 1930, p. 32; Comanducci, 1973, p. 2779; Lonati, 1975², p. 33; Lonati, 1982, p. 299; Lonati, 1985², p. 133; Fappani, 1999, p. 245 Il dipinto è documentato nell’album dell’Archivio Ronchi, con la didascalia San Francesco e Madonna Povertà. *130 - Signorina dell’Ottocento 1920 Pastello su carta, 60 x 70 cm In basso a destra, in bianco: G. Ronchi Sul retro: autentica del figlio Mario Brescia, collezione privata Esposizioni: Brescia 1943, n. 27; Brescia, 1976, n. 12; Brescia, 1985 Bibliografia: Lonati, 1975³, p. 36; Trent’anni fa..., 1981; Lonati, 1982, p. 300; Lonati, 1985¹, p. 274; Lonati 1985², p. 133; Lucchesi Ragni, Stradiotti, 1985, p. 220; Stradiotti, Lucchesi Ragni, 1985, p. 271; Basta, 1990, p. 147; Fappani, 1999, p. 245 La datazione è desunta dalla didascalia della fotografia dell’album Ronchi: «Signorina dell’ottocento – dip a Pastello 1920». 128 - Morte di san Francesco d’Assisi (Estasi di san Francesco) 1920-1930 Olio su tela, 136 x 101 cm Ubicazione ignota Bibliografia: Bonfadini, 1930, p. 32; Comanducci, 1973, p. 2779; Lonati, 1975², p. 32; Lonati, 1982, p. 298; Lonati, 1985¹, p. 274; Fappani, 1999, p. 245 Il dipinto è documentato nell’album dell’Archivio Ronchi, con la didascalia: «Morte di San Francesco d’Assisi - propr. Privata». Ronchi ha ricavato lo schema compositivo da un dipinto di sua proprietà di Scuola veneta del XVI secolo. 131 - Due bambini al mare (bozzetto) 1920 133 - Due bimbi al mare 1920 Olio su tela, 57 x 81,5 cm Sul retro: G. Ronchi MCMXX Ubicazione ignota 134 - Pioggia di luce 1920 Olio su tavoletta, 25 x 16 cm In basso a sinistra: G. Ronchi Sul retro: G. Ronchi Brescia Etichetta: Collezione Ronchi Salò, collezione privata 93 135 - Luci sul mare. Meriggio 1920 Olio su tavoletta, 20 x 35 cm In basso a sinistra, in nero: G. Ronchi Sul retro (pirografato): meriggio ore 12 / Giuseppe Ronchi / Brescia MCM[XX] Brescia, collezione privata 137 - Luci sul mare. Pomeriggio 1920 Olio su tavoletta, 20 x 35 cm In basso a destra, in rosso: G. Ronchi Sul retro (pirografato): meriggio ore 12 / Giuseppe Ronchi / Brescia MCM[XX] Brescia, collezione privata Le tre tavolette (cat. nn. 135, 136 e 137), che costituivano in origine un trittico nel quale l’artista aveva voluto rappresentare il tema, a lui particolarmente caro, dei riflessi luminosi sulla superficie del mare nelle diverse ore del giorno, sono state successivamente divise in cornici separate. 138 - Impressione sul Garda 1920-1930 Olio su cartone, 16,5 x 25 cm Sul retro la scritta: Mattino / 91 nuvole e l’autentica del figlio Mario Brescia, collezione privata 136 - Luci sul mare. Mattino nuvoloso 1920 Olio su tavoletta, 47,5 x 31,5 cm In basso a sinistra, in nero: G. Ronchi Sul retro (pirografato): mattino nuvole ore 9 / Giuseppe Ronchi / Brescia MCMXX ed etichetta: Collezione Ronchi / Giuseppe Ronchi / Via Veronica Gambara 25 / dipinto ad olio (trittico) / Luci sul mare Brescia, collezione privata 94 140 - Il mare 1920 Olio su tela, 80 x 50 cm Sul retro: Il mare, G. Ronchi Brescia ed etichetta della Collezione Ronchi con data 1920 Chiari, collezione privata Bibliografia: Bonfadini, 1930, p. 31 (ill.) 139 - Mattinale sul Garda 1920-1930 Olio su tavola, 45 x 53 cm Brescia, collezione Albrici *141 - Il mare (pannello centrale del trittico) 1920 Olio su tavola, 49 x 33 cm In basso a destra: G. Ronchi Sul retro: 1920 (il resto della scritta è illeggibile) Brescia, collezione privata *142 - Aurora (pannello laterale sinistro del trittico) 1921 Olio su tavola, 20 x 35 cm Sul retro: Aurora, Giuseppe Ronchi, Brescia, 1921 Brescia, collezione privata 146 - Capanno di pesca 1920-1924 Olio su tavoletta, 29 x 50 cm Milano, collezione privata 148 - Fiori 1920-1925 Olio su tavoletta, 18,5 x 13 cm Brescia, collezione privata *143 - Pomeriggio (pannello laterale destro del trittico) 1921 Olio su tavola, 20 x 35 cm Sul retro: Pomeriggio, Giuseppe Ronchi, Brescia, 1921 Brescia, collezione privata 144 - Luci sul mare 1920-1925 Olio su tavoletta, 23,5 x 33,5 cm Brescia, collezione privata 147 - Giardino 1920 Olio su tavola, 46,5 x 26,5 cm In basso a destra: G. Ronchi Sul retro: G. Ronchi 1920 Brescia, collezione privata Esposizioni: Brescia, 1921 Bibliografia: Bagni, 1921 Alla Mostra dell’Arte in Famiglia del 1921 risultava esposta un’opera intitolata In giardino, che potrebbe essere identificata con questa tavoletta. 149 - Pascolo in montagna 1920-1930 Olio su tavoletta, 23,5 x 13,5 cm In basso a destra, in verde: G. Ronchi Brescia, collezione privata 145 - Riflessi di pomeriggio sul mare 1920-1925 Olio su tavoletta, 25 x 34 cm Brescia, collezione privata 95 Sul retro: etichetta Giuseppe Ronchi / Brescia / Dipinto ad olio / Ondine Brescia, collezione privata Esposizioni: Brescia, 1921; Brescia, 1924, n. 16 Bibliografia: La Mostra d’Arte…, 1921 *158 - Marina 1920-1930 Olio su tavoletta, 21,5 x 32,5 cm In basso a destra: G. Ronchi Brescia, collezione Armando Vincoli 150 - Interno di chiesa (San Vitale a Ravenna) 1920-1925 Olio su cartone, 22,5 x 14 cm Brescia, collezione privata 155 - Mareggiata (Recco) 1921 Olio su tavoletta, 22 x 34 cm In basso a sinistra, in verde: G. Ronchi Sul retro: etichetta COLLEZIONE RONCHI con il titolo e la data Brescia, collezione privata 159 - Riflessi del mare 1921 Ubicazione ignota Esposizioni: Brescia, 1921 Bibliografia: Bagni, 1921 151 - Mattino in montagna Ubicazione ignota Esposizioni: Gardone Riviera, 1920-1921 Bibliografia: Lonati, 1975³, p. 36; Lonati, 1982, p. 301; Lonati, 1985², p. 33; Fappani, 1999, p. 245 152 - Lago di Ledro Ubicazione ignota Esposizioni: Gardone Riviera, 1920-1921 Bibliografia: Lonati, 1975³, p. 36; Lonati, 1982, p. 301; Lonati, 1985², p. 33; Fappani, 1999, p. 245 153 - Mandorli (in fiore?) Ubicazione ignota Esposizioni: Gardone Riviera, 1920-1921 Bibliografia: Lonati, 1975³, p. 36; Lonati, 1982, p. 301; Lonati, 1985², p. 33; Fappani, 1999, p. 245 154 - Ondine 1921 Olio su cartone, 23,5 x 32,5 cm 96 156 - Marina a Portovenere 1921 Olio su tavola, 22 x 31 cm In basso a destra, in blu: G. Ronchi Brescia, collezione privata Esposizioni: Brescia, 1976, n. 41 La datazione è desunta da un’annotazione di Mario Ronchi sull’elenco delle opere esposte nel 1976. 160 - Gymnasium (Brescia). Per la patria formiamo della gioventù moralmente e fisicamente forte 1921 Collografia, stampa in marrone, scritta in marrone, cartoncino paglierino Nel campo in alto: Gymnasium – MCMXXI. IV Settembre. In basso a sinistra: G.Ronchi Bibliografia: Immagini…, 1988, p. 178 157 - Raggio di sole a Portovenere 1920-1930 Olio su tavoletta, 27 x 41,5 cm In basso a destra, in nero: G. Ronchi Brescia, collezione privata Esposizioni: Brescia, 1943, n. 45 166 - Paesaggio montanino 1923 Ubicazione ignota Esposizioni: Brescia, 1923 Bibliografia: Bagni, 1923; Fappani, 1999, p. 245 *161 - Melchisedek offre pane e vino al patriarca Abramo (bozzetto) 1922 Olio su cartone, 52 x 33 cm Brescia, collezione privata Bozzetto per l’affresco della chiesa parrocchiale di Magno di Gardone Val Trompia. 163 - Decorazione della chiesa parrocchiale di San Martino 1922 Affresco Magno di Gardone Val Trompia Bibliografia: Lonati, 1975², p. 32; Sabatti, Trovati, Guerrini, 1977, pp. 88, 127, 153; Trent’anni fa..., 1981; Lonati, 1982, p. 298; Lonati, 1985¹, p. 274; Lonati, 1985², p. 133; Terraroli, 1990, p. 153; Fappani, 1999, p. 245; De Leonardis, 2006, pp. 369-371 Nelle sue Note storiche, conservate nell’Archivio parrocchiale di Magno, don Angelo Bregoli ricorda che nel 1922 «furono dipinte dal pittore prof. Giuseppe Ronchi n. 6 medaglie. Furono riparate […] e riportate nella parrocchiale le stazioni della via Crucis». Della decorazione originaria restano oggi solo tre affreschi, per altro malamente ridipinti nel 1957, che raffigurano Melchisedek che offre pane e vino al patriarca Abramo, Cristo, la Vergine Maria e angeli con san Martino in gloria e un Angelo con la scritta “Sapientia”. A Magno, Giuseppe Ronchi affrescò anche la cappella dell’Assunta in località Rango e restaurò le stazioni della Via Crucis nel santuario di San Bartolomeo. *167 - Temporale d’autunno 1923 Olio su tela, 27 x 33,5 cm Brescia, collezione privata Esposizioni: Brescia, 1923, n. 8 168 - Sera in montagna 1923 Ubicazione ignota Esposizioni: Brescia, 1923, n. 9 169 - Testa di fanciulla 1923 Ubicazione ignota Esposizioni: Brescia, 1923, n. 11 Bibliografia: Fappani, 1999, p. 244 (che erroneamente lo dice esposto nel 1921) 170 - Tramonto in valle 1923 Ubicazione ignota Esposizioni: Brescia, 1923, n. 12 164 - Il pagliaccio 1922 Ubicazione ignota Esposizioni: Brescia, 1922 Bibliografia: Domeneghini, 1922 162 - Studio per Cristo in gloria 1922 Pastello su cartone, 60 x 46 cm Sul retro: autentica del figlio Mario Brescia, collezione privata Bozzetto per l’affresco della chiesa parrocchiale di Magno di Gardone Val Trompia. 165 - Valle di Narcane 1923 Ubicazione ignota Esposizioni: Brescia, 1923, n. 31 Bibliografia: Bagni, 1923; Feroldi, 1923; Lonati, 1975³, p. 36; Lonati, 1982, p. 301; Lonati, 1985², p. 133; Fappani, 1999, p. 245 171 - Bambina pregante (studio per “Sant’Angela e sant’Agnese”) 1923 97 Pastello su cartone, 65 x 49 cm In alto a sinistra: G. Ronchi / MCMXXIII Sul retro: G. Ronchi, La mia birichina che prega Brescia, collezione privata 177 - San Giorgio 1924-1927 Ubicazione ignota Già Grignaghe di Pisogne, chiesa parrocchiale Bibliografia: Bonfadini, 1930, p. 32; Comanducci, 1973, p. 2779; Fappani, 1999, p. 245 Bonfadini ricorda nella chiesa parrocchiale di Grignaghe un San Giorgio, di cui non si conosce l’attuale ubicazione. 174 - Studio per il ritratto della signorina G. [ardenghi] 1924 Carboncino su carta, 54 x 42 cm In alto a destra: G. Ronchi Camignone di Passirano, collezione privata 172 - Sant’Angela e sant’Agnese 1924 Olio su tela, 360 x 195 cm In basso a destra, in verde: G. Ronchi / MCMXXIV Muscoline, chiesa parrocchiale Esposizioni: Brescia, 1924 Bibliografia: Bonfadini, 1930, p. 32; Mostra personale…, 1933, p.n.n.; Lonati, 1975², p. 32; Trent’anni fa..., 1981; Lonati, 1982 p. 298; Lonati, 1985¹, p. 274; Lonati, 1985², p. 132; Fappani, 1999, p. 245 173 - Sant’ Antonio e la Vergine (Visione) Ubicazione ignota Esposizioni: Brescia, 1921; Brescia, 1924, n. 2 Bibliografia: La IIª Mostra…, 1921; Bonfadini, 1930, pp. 31-32 Nell’elenco autografo delle opere presso l’Archivio Ronchi al n. 22 è registrato: «S. Antonio e la Vergine- Parrocchiale di Ghedi (archetto)». Il Ritratto della signorina G., di cui non si conosce l’attuale ubicazione, fu esposto alla mostra dell’Arte in Famiglia del 1924 (n. 5). *175 - La pesca a Massa 1924 Olio su tela, 62 x 79 cm In basso a sinistra: G. Ronchi / MCMXXIV Brescia, collezione privata Esposizioni: Brescia, 1924, n. 8 179 - Mattino dei morti a Ledro (bozzetto) 1924 Olio su tela, 33,5 x 65,5 cm In basso a destra: G. Ronchi Brescia, collezione privata Esposizioni: Brescia, 1924, n. 31 176 - San Giorgio (bozzetto) 1924 Ubicazione ignota Alla mostra dell’Arte in Famiglia (1924) era esposto un bozzetto con San Giorgio da collegare al dipinto che era ricordato nella chiesa parrocchiale di Grignaghe insieme a Madonna con il Bambino e san Carlo. 98 *178 - Fiera di sant’Antonio 1924 Olio su cartone, 24,5 x 31 cm Brescia, collezione privata Esposizioni: Brescia, 1924, n. 29 180 - Paese innevato 1924-1930 Pastello su carta, 14,5 x 20,5 cm Brescia, collezione privata *183 - Loreley (Impressione) 1924 Olio su tavoletta, 17 x 29 cm Sul retro, in nero: Nozze, scena 2° atto della Lorelay Brescia, collezione privata Esposizioni: Brescia, 1933, n. 53 181 - Processione 1924-1930 Acquerello su carta, 23 x 13,5 cm In basso a destra, in rosso: G. Ronchi Brescia, collezione privata Giuseppe Ronchi, appassionato melomane, trasse diverse impressioni dalle opere liriche viste al Teatro Grande. Loreley di Alfredo Catalani fu rappresentata nel febbraio del 1924 nel corso della stagione di Carnevale. Una di queste impressioni fu presentata anche alla mostra dell’Arte in Famiglia (n. 32), in cui all’artista fu dedicata un’ampia personale. 186 - Impressione teatrale 1924 Olio su cartone, 20,5 x 31 cm Sul retro: autentica della figlia Anna Monterotondo di Passirano, collezione privata Potrebbe trattarsi ancora di un’impressione da Loreley. 187 - Aida, ultimo atto 1924 Olio su cartone, 23,5 x 32 cm Sul retro: autentica della figlia Anna Monterotondo di Passirano, collezione privata *184 - Loreley (Impressione) 1924 Olio su tavoletta, 17 x 29 cm Sul retro, in nero: Scena ultima del 2° atto della Lorelay Brescia, collezione privata Esposizioni: Brescia, 1933, n. 54 Anche l’Aida di Giuseppe Verdi fu rappresentata al Teatro Grande nella stagione di Carnevale del 1924. 188 - Scena teatrale (Festa notturna con lampade attorno ad un albero) 1924-1930 Olio su tavoletta, 8 x 12,5 cm Camignone di Passirano, collezione privata 182 - Gesù e i fanciulli 1924-1930 Acquerello su carta, 45 x 30 cm Milano, collezione privata 185 - Loreley 1924 Olio su tavoletta, 22 x 30 cm Brescia, collezione privata 99 189 - Scena teatrale 1924-1930 Olio su tavoletta, 33,5 x 48,5 cm In basso a sinistra, in blu: G. Ronchi Monterotondo di Passirano, collezione privata *190 - Cavaliere nella tempesta (bozzetto) 1924-1930 Olio su cartone, 20,5 x 31 cm Camignone di Passirano, collezione privata *192 - Ave Maria del mattino 1925-1930 Olio su tela, 88 x 135 cm In basso a sinistra: G. Ronchi Camignone di Passirano, collezione privata Esposizioni: Brescia, 1943, n. 31; Brescia, 1976, n. 17 Bibliografia: Bonfadini, 1943; V. L.[onati], 1943; Lonati, 1975³, p. 37; Lonati, 1982, p. 301; Lonati, 1985², p. 133; Fappani, 1999, p. 245 La datazione è desunta dalla fotografia dell’album dell’Archivio Ronchi con le didascalie: « Ave Maria del Mattino 1925 Valcamonica G. Ronchi» e «Ave Maria del Mattino – dipinto ad olio 1930 / propr. Signora Ronchi Anna». 193 - Nero divus imperator 1925 Ubicazione ignota Bibliografia: Fappani, 1999, p. 245 *195 - Mattino dopo la pesca 1926 Olio su tavoletta, 32 x 46,5 cm Sul retro: etichetta n. 67 – Mattino dopo la pesca – 1926 Brescia, collezione privata Esposizioni: Brescia, 1976, n. 67 196 - Pescatori 1926 Olio su carta, 28 x 50 cm Milano, collezione privata Fappani scrive che l’opera fu esposta nella vetrina del negozio Minelli in corso Zanardelli. *191 - Signora in lutto. Rimembranze 1924-1930 Olio su tela, 53 x 68 cm In basso a sinistra: G. Ronchi Sul retro: etichetta Collezione Ronchi Brescia, collezione privata Nell’elenco autografo delle opere risulta come Signora in lutto; nell’etichetta risulta come Rimembranze. 197 - Aurora d’autunno 1926 Olio su tavoletta, 34,5 x 49,5 cm In basso a destra, in blu: G. Ronchi Sul retro: prof. G. Ronchi Brescia / Aurora Lonato, collezione privata 194 - Mattino a Sirmione (Uliveto a Sirmione) 1925-1930 Olio su tela, 58 x 85 cm In basso a destra: G. Ronchi Brescia, collezione privata Esposizioni: Brescia, 1985 Bibliografia: Anelli, 1985³, p. 261 198 - Paesaggio lacustre 1926-1930 100 Olio su cartone, 24 x 34 cm In basso a sinistra: G. Ronchi Camignone di Passirano, collezione privata Olio su tavoletta, 27 x 20 cm Brescia, collezione privata 201 - Studio per la testa di san Lorenzo 1926-1930 Acquerello su cartone, 58 x 44 cm In alto a destra, in rosso: G. Ronchi Brescia, collezione privata 204 - Madonna con il Bambino 1927 Carboncino su carta, 57 x 67 cm Monterotondo di Passirano, collezione privata È uno studio per la pala di Grignaghe. 199 - San Giuseppe (studio per la “Sacra Famiglia” della Cappella Cittadini a Gromo) 1926-1930 Carboncino su carta, 106 x 79 cm Camignone di Passirano, collezione privata 202 - Gesù nella bottega di san Giuseppe (bozzetto) 1926-1930 Olio su tavoletta, 41 x 48 cm Brescia, collezione privata 200 - Sacra Famiglia con san Lorenzo 1926-1930 Gromo (Bergamo), cappella della famiglia Cittadini Bibliografia: Lonati, 19752, p. 32; Lonati, 1982, p. 298; Lonati, 1985¹, p. 274; Lonati, 1985², p. 133; Fappani, 1999, p. 245 205 - La Madonna con il Bambino e san Carlo 1927 Olio su tela, 255 x 165 cm Grignaghe di Pisogne, chiesa parrocchiale di San Michele Bibliografia: Mostra personale…,, 1933, p.n.n.; Bettoni, Silini, 1969, pp. 159 e 161; Comanducci, 1973, p. 2779; Lonati, 1975², p. 32; Trent’anni fa..., 1981; Lonati, 1982, p. 298; Lonati, 1985¹, p. 274; Lonati, 1985², p. 132; Bertolini, Panazza, 1994, pp. 529, 531 (ill.) e 540; Fappani, 1999, p. 245 203 - Resurrezione (bozzetto) 1926-1930 A Grignaghe Giuseppe Ronchi dipinse anche un medaglione nella volta del battistero con il Battesimo di Gesù, oggi assai guasto per ridipinture che lo rendono illeggibile. 101 210 - Tramonto grigio 1928 Ubicazione ignota Sul retro della fotografia nell’album dell’Archivio Ronchi: «Tramonto grigio 1928 / proprietà Cav. Uff. S. Sartori / Brescia». 206 - Bozzetto per scena religiosa 1927-1930 Olio su tavoletta, 18,5 x 9,5 cm Sul retro: autentica del figlio Mario Brescia, collezione privata 207 - Bozzetto con scena di folla 1927-1930 Olio su tavoletta, 11 x 16 cm Camignone di Passirano, collezione privata 102 208 - Bozzetto per il “Miracolo di sant’Antonio e la mula” 1927 Olio su cartone, 43 x 30 cm Camignone di Passirano, collezione privata 211 - Libecciata 1928 Olio su tavola, 28 x 43 cm In basso a destra, in rosso: G.Ronchi Brescia, collezione privata Esposizioni: Brescia, 1976, n. 74 209 - Sant’Antonio e il miracolo della mula 1927 Olio su tela, 135 x 88 cm In basso a sinistra: G. Ronchi Brescia, chiesa del Santissimo Sacramento delle Ancelle della Carità Bibliografia: Bonfadini, 1930, p. 31; Lonati, 1975², p. 32; Trent’anni fa..., 1981; Lonati, 1982, p. 298; Lonati, 1985¹, p. 274; Lonati, 1985², p. 132; Lonati, 1989, p. 10; Terraroli, 1990, p. 155; Fappani, 1999, p. 245; De Leonardis, 2000, pp. 158-159 212 - Il bestemmiatore 1928 Carboncino su carta Ubicazione ignota Bibliografia: Lonati, 19753, p. 36; Trent’anni fa..., 1981; Lonati, 1982, p. 300; Lonati, 19851, p. 274; Lonati, 19852, p. 133; Fappani, 1999, p. 245 L’opera, realizzata in occasione del III Congresso Nazionale Antiblasfemo, si ispira all’illustrazione del canto XXIV dell’Inferno (Vanni Fucci) delle Lecturae Dantis che Giuseppe Ronchi aveva disegnato nel 1922. della Confraternita di Santa Maria delle Consolazioni, ricordandogli il preventivo per «esecuzione di un affresco dei due dipinti della parete di sinistra della navata di San Carlo come da bozzetti eseguiti», il tutto per lire 3000 dell’epoca. Non si tratta di affreschi, ma di dipinti a tempera su tela, realizzati alcuni anni dopo i bozzetti. na Moderna, Padova MCMXXXI-II n. 714 Brescia, collezione privata Esposizioni: Brescia, 1976 Bibliografia: e. c. s.[Salvi], 1976 È uno studio della testa di Gesù della Sacra conversazione della chiesa di Santa Maria delle Consolazioni. 215 - La Vergine delle Consolazioni 1930-1933 Pastello su carta, 95 x 72 cm In basso a destra, in blu: G. Ronchi Monterotondo di Passirano, collezione privata Esposizioni: Brescia, 1933, n. 11 217 - Cristo fanciullo (studio) 1931 Olio su tavola, 47 x 37,5 cm In basso a sinistra, in rosso: G. Ronchi Brescia Sul retro: Giuseppe Ronchi / Brescia, etichetta Collezione Ronchi ed etichetta Mostra Padova 1931-1932, Esposizione Internazionale d’Arte Sacra Cristiana Moderna Brescia, collezione privata 213-214 - Sacra conversazione. Gesù adolescente che medita sulla Passione 1930-1936 Tempera su tela Brescia, chiesa di Santa Maria delle Consolazioni Bibliografia: Bonfadini, 1937 (“affreschi dipintivi l’anno scorso”); Lonati, 1975², p. 32; Trent’anni fa..., 1981; Lonati, 1982, p. 298; Lonati, 1985¹, p. 274; Lonati, 1985², p. 132 (lo data 1936); Lonati, 1989, p. 590;Terraroli, 1990, p. 156; Fappani, 1999, p. 245; Nichilo, 2006, pp. 115-116 Bonfadini scrive che i dipinti furono eseguiti nel 1936. Nichilo, sulla base di documenti dell’Archivio di Santa Maria delle Consolazioni, afferma che «inizialmente, dovevano essere ancora opera del Trainini, con soggetto i Bresciani alle crociate ed il giuramento di Ermengarda». Furono invece affidati a Ronchi che, il 14 settembre del 1929, scriveva in toni confidenziali a Luigi Deltratti, presidente 216 - Cristo (studio) 1931 Sanguigna su cartone, 46,5 x 38 cm In alto a sinistra: G. Ronchi / MCMXXXI Sul retro: firma prof. Giuseppe Ronchi, etichetta Collezione Ronchi ed etichetta Esposizione Internazionale di Arte Cristia- 218 - Studio per la testa della Madonna 1930-1936 Olio su tavoletta, 46 x 37,5 cm Brescia, collezione privata 103 219 - Studio per la testa di Gesù adolescente 1930-1936 Olio su tela, 39 x 50 cm Milano, collezione privata 221 - Madonna 1930-1936 Pastello su carta, 63 x 47,5 cm Monterotondo di Passirano, collezione privata 223 - Ritratto di Alessandro Ronchi 1930 Pastello su carta, 42,5 x 30 cm Monterotondo di Passirano, collezione privata 224 - Ritratto di Alessandro Ronchi 1930 Olio su tela, 50 x 35 cm Milano, collezione privata 220 - Meditazione 1930-1936 Ubicazione ignota Esposizioni: Brescia 1943, n. 32 Bibliografia:V. L.[onati], 1943 È uno studio o una derivazione a posteriore della testa di Gesù adolescente. 222 - Cristo adolescente (studio) 1930-1936 Carboncino su carta, 72 x 53,5 cm In alto a sinistra: G. Ronchi Brescia, collezione privata 225 - Cerere 1930 Pastello su cartone, 62 x 80 cm In alto a destra, in rosso: G. Ronchi Sul retro: etichetta con il n. 31 - 1930 Brescia, collezione privata Esposizioni: Brescia, 1976, n. 31 Bibliografia: Bonfadini, 1930, p. 33 Studio per l’affresco, non realizzato, Allegoria dell’agricoltura. 104 studi storici dedicandosi, in particolare, alle vicende del Risorgimento. *226 - Allegoria dell’agricoltura (Apoteosi agricola.Trionfo delle messi) 1930-1934 Olio su tela, 35,5 x 105,5 cm Brescia, collezione privata Didascalia dell’album dell’Archivio Ronchi: Allegoria bozzetto per affresco 1934 (1930) Bibliografia: Lonati, 1975³, p. 33; Lonati, 1982, p. 299; Lonati, 1985¹, p. 274; Lonati, 1985², p. 133 Il bozzetto fu pensato per un affresco destinato alla sede della Regia Scuola “M. G. Pastori”, ma mai realizzato. Nei tre gruppi che compongono la scena l’artista ha voluto rappresentare, al centro, le figure di Cerere con le messi affiancata da Primavera e Pomona, a destra un gruppo di Satiri con Bacco, adorni d’edera e pampini, a sinistra fauni e pastori che suonano i pifferi. *227 - Tramonto sul lago d’Iseo. Lovere 1931 Olio su tavola, 35,5 x 50 cm In basso a destra, in blu: GRonchi Sul retro: etichetta Collezione Ronchi con Tramonto sul Lago d’Iseo/Lovere 1931 Brescia, collezione privata Esposizioni: Brescia, 1985 Bibliografia: Anelli, 1985³, p. 261 228 - Barca sulla spiaggia 1932 Olio su cartone, 43 x 56 cm In basso a sinistra, in blu: G. Ronchi Chiari, collezione privata Esposizioni: Brescia, 1976, n. 22 229 - Ritratto dell’avvocato Luigi Rè 1932 Olio su tela, Ubicazione ignota Esposizioni: Brescia, 1933, n. 5 Bibliografia: Lonati, 1975¹, p. 40; Lonati, 1982, p. 296 Il ritratto è documentato da una fotografia dell’album dell’Archivio Ronchi con la didascalia: «Ritratto dell’avvocato Luigi Rè – dipinto a olio 1932 / proprietà avv. Luigi Rè». Luigi Re (Pavia, 1877 - Brescia, 1947) si dedicò al giornalismo collaborando a «La Sentinella Bresciana», insegnò diritto in istituti pubblici tra cui il Regio Istituto «Pastori», coltivò gli 230 - La tentazione di Cristo 1932 China su carta, 18 x 12 cm In basso a destra: G. Ronchi / 21-5-32 Fermo (Ascoli Piceno), collezione privata 231 - Studio per il ritratto della signora Paola Contrin Braga 1932 Pastello e matita su carta, 60 x 47 cm In basso a destra: G. Ronchi Brescia, collezione privata 105 237 - La pastorella 1932 Olio su tela, 35,5 x 55,5 cm In basso a sinistra, in marrone: G. Ronchi Brescia, Istituto Tecnico Agrario “Pastori” Esposizioni: Brescia, 1933, n. 26 232 - Ritratto della signora Paola Contrin Braga 1932 Olio su tavola, 64 x 50 cm In alto a destra: G. Ronchi / MCMXXXII Chiari, collezione privata 234 - Ritratto di Ferruccio Braga 1932 Olio su tavola, 64 x 50 cm Brescia, collezione privata 238 - Paese 1932-1935 Olio su tavoletta, 26 x 50 cm In basso a sinistra: G. Ronchi Brescia, collezione privata 233 - Studio per il ritratto di Ferruccio Braga 1932 Carboncino e pastello su cartone, 42 x 33 cm In alto a destra: G. Ronchi / 32 Brescia, collezione privata 235 - Ritratto di signora 1932-1935 Olio su tela, 63,5 x 60,5 cm In basso a sinistra, in rosso: G. Ronchi Gussago, collezione privata 236 - Mattinale sul Benaco 1932-1933 Olio su tela, 70 x 88 cm In basso a sinistra, in blu: G. Ronchi Brescia, IstitutoTecnico Agrario“Pastori” Esposizioni: Brescia, 1933, n. 1 106 239 - Stella mattutina 1932 Olio su tavola, 65,5 x 51 cm In alto a destra, in blu: G. Ronchi Brescia 1932 X Sul retro la scritta: prof. Giuseppe Ronchi / Stella mattutina Brescia, collezione privata Bibliografia: Bonfadini, 1943, p.n.n.; Lonati, 1975¹, p. 40; Lonati, 1982, p. 296 242 - Glicine 1933 Olio su cartone, 34 x 44 cm In basso a sinistra: G. Ronchi Brescia, collezione privata Esposizioni: Brescia, 1933, n. 7 240 - Stella mattutina 1933 Pastello su carta Ubicazione ignota Esposizioni: Brescia, 1933, n. 3; Brescia, 1943, n. 10 Bibliografia: Bonfadini, 1943, p.n.n.; Lonati, 1985², p. 133 Il pastello è documentato da una fotografia nell’album dell’Archivio Ronchi con didascalia: «Stella Mattutina / pastello». 243 - Viale della R. Scuola “M. G. Pastori” (Viale della Villa Pastori) 1933 Olio su tavoletta, 43 x 63 cm In basso a destra: G. Ronchi Brescia, collezione privata Esposizioni: Brescia, 1933, n. 8 245 - Sulla spiaggia 1933-1935 Olio su tavoletta, 9,5 x 14,5 cm In basso a destra, in blu: G. Ronchi Brescia, collezione privata 246 - Donna sulla spiaggia 1933-1935 Olio su tavoletta, 32,5 x 47,5 cm In basso a sinistra: G. Ronchi /MCMX […] Camignone di Passirano, collezione privata *244 - Sera alle grotte di Catullo 1933 Olio su tavola, 29 x 49,5 cm In basso a destra: G. Ronchi Brescia, collezione privata Esposizioni: Brescia, 1933, n. 17 241 - L’alpino. Ritratto del capitano Barbieri 1933 Ubicazione ignota Esposizioni: Brescia, 1933, n. 4 247 - Primavera (Fanciulla con fiori) 1933-35 Pastello su carta Ubicazione ignota Il dipinto è documentato da una fotografia nell’album dell’Archivio Ronchi con didascalia: «L’alpino – Ritratto del capitano Barbieri / propr. M. Barbieri». Il pastello è documentato da una fotografia nell’album dell’Archivio Ronchi con didascalia: «Primavera – pastello / propr. Signor M. Antonelli Brescia». 107 250 - Temporale sul Baldo 1933 Olio su cartone, 30 x 40 cm Sul retro: autentica di Laura Ronchi Brescia, collezione privata 248 - Voci d’amore 1933 Olio su tavola, 73,5 x 56 cm In basso a sinistra, in rosso: G Ronchi Sul retro: Voci d’amore – G. Ronchi pittore Brescia Castenedolo, collezione privata Esposizioni: Brescia, 1933, n. 27 251 - Temporale sul Baldo (Raggi di sole sul Baldo) 1933-1935 Olio su tavoletta, 25 x 46 cm Chiari, collezione privata 255 - Aurora d’ottobre 1933-1935 Ubicazione ignota Il dipinto è documentato da una fotografia nell’album dell’Archivio Ronchi. 252 - Tramonto a Ponte di Legno 1933 Olio su tavola, 31 x 48 cm Brescia, Istituto Tecnico Agrario “Pastori” Esposizioni: Brescia, 1933, n. 31 256 - Marina 1933-1936 Olio su tavoletta, 25 x 40 cm In basso a sinistra, in nero: G. Ronchi Brescia, collezione privata 253 - Paesaggio di Ponte di Legno 1933-1935 Olio su cartone, 20 x 28 cm In basso a sinistra: G. Ronchi Brescia, collezione privata 257 - Mareggiata sul Tirreno 1933 Olio su tavoletta, 35 x 48 cm In basso a sinistra: G. Ronchi Brescia, collezione privata Esposizioni: Brescia, 1933, n. 35 249 - Erbe e fiori (studio) 1933 Olio su tavoletta, 47 x 30,5 cm Sul retro: autentica della figlia Anna Monterotondo di Passirano, collezione privata 108 254 - Paesaggio montano 1933-1935 Olio su tavola, 19,5 x 27 cm Brescia, collezione privata Il pastello è una derivazione della pala di Muscoline, in cui sant’Angela invita una bambina a rivolgere la sua preghiera a sant’Agnese; fu esposto nel 1933 (n. 40) e nel 1935 fu donato a don Luigi Fossati, superiore delle Figlie di Sant’Angela. 258 - Crepuscolo luminoso 1933 Olio su tavoletta, 28 x 48 cm Sul retro, in nero: G. Ronchi Brescia Brescia, collezione privata Esposizioni: Brescia, 1933, n. 32 261 - Il Monte Baldo 1935 Pastello su carta, 38 x 58 cm Brescia, collezione privata 259 - La lavanda dei piedi in Duomo Vecchio (Impressione) 1933 Olio su tavoletta, 41 x 59 cm In basso a destra, in nero: G. Ronchi Sul retro, in nero: la lavanda del Giovedì Santo / in Duomo Vecchio Brescia, collezione privata Esposizioni: Brescia, 1933, n. 49 262 - Tramonto sul Baldo 1935 Olio su tela incollata su cartone, 30,5 x 45 cm Sul retro: etichetta n. 8 – Tramonto sul Baldo – 1935 Brescia, collezione privata Esposizioni: Brescia, 1976, n. 8 Olio su cartone telato, 38,5 x 28 cm Camignone di Passirano, collezione privata 264 - Arcobaleno sul Baldo 1935-1940 Olio su cartone, 24 x 34 cm Camignone di Passirano, collezione privata 265 - Paesaggio di montagna 1935-1940 Olio su tavola di compensato, 33 x 49,5 cm In basso a destra: G. Ronchi Sul retro: autentica del figlio Mario Brescia, collezione privata La data è annotata da Mario Ronchi sull’elenco delle opere esposte nel 1976. 260 - Sant’Angela Merici 1933 Pastello su carta, 60 x 48 cm In basso a sinistra: Al Rev. Prof. / Don Luigi Fossati / con reverente affetto / G. Ronchi / 8 Dic 1935 XIV° Brescia, Casa Sant’Angela Esposizioni: Brescia, 1933, n. 40 263 - Monte Baldo 1935 *266 - San Francesco porta la croce 1935-1938 Olio su tela, 118 x 82 cm Brescia, collezione privata 109 1975², p. 32; Trent’anni fa..., 1981; Lonati, 1982, p. 298; Lonati, 1985¹, p. 274; Lonati, 1985², p. 133; Terraroli, 1990, p. 156; Fappani, 1999, p. 245; Fappani, 2000, p. 299 L’affresco, documentato da una fotografia dell’Archivio Ronchi, venne cancellato nel corso dei restauri eseguiti negli anni ’70 in seguito ad un incendio. 267 - Sant’Antonio tra i poveri, gli afflitti e gli oppressi 1936 Affresco In basso a sinistra: G.Ronchi MCMXXXVI Brescia, chiesa di San Luca Lunetta della cappella di Sant’ Antonio 268 - Gli sposi 1936 Olio su tela, 56,5 x 62 cm In basso a sinistra: G. Ronchi Sul retro: etichetta Gli sposi. Dettaglio della lunetta dell’altare del Santo di S. Luca “Sant’Antonio tra i poveri, gli afflitti e gli oppressi” Brescia, collezione privata Nello sposo, Ronchi ha ripreso la figura di Carpe Diem (cat. n. 92); la donna che appoggia le mani sulle spalle del marito si trova anche in San Francesco porta la croce (cat. n. 266). 269 - San Francesco Saverio annuncia il Vangelo in Giappone 1936 Affresco In basso a destra: G. Ronchi Brescia, chiesa di San Luca Lunetta della cappella del Beato Tovini 110 270 - Sacra conversazione (bozzetto) 1936 Olio su tavola, 45 x 64 cm Brescia, collezione privata 273 - Studio di testa (Angelo) 1936-1940 Pastello su carta, 39,5 x 29,5 cm Brescia, collezione privata 271 - Studio per la testa di Cristo 1936 In basso a destra: G. Ronchi Ubicazione ignota Didascalia dell’album dell’Archivio Ronchi: Testa di Cristo (studio) È uno studio per la testa di Cristo dell’affresco perduto già nella chiesa parrocchiale di San Zeno a San Zeno Naviglio. 272 - Sacra conversazione 1936 Già San Zeno Naviglio, chiesa parrocchiale Distrutto Bibliografia: Bonfadini, 1937; Lonati, 274 - La Vergine, il Divin Putto e Santa Teresina del Bambin Gesù 1936 Olio su tela Ubicazione ignota Già Brescia, San Pietro in Oliveto Bibliografia: Bonfadini, 1937; Lonati, 1975², p. 32; Trent’anni fa..., 1981; Lonati, 1982, p. 298; Lonati, 1985¹, p. 274; Lonati, 1985², p. 133; Fappani, 1999, p. 245 In basso a destra: G. Ronchi Brescia, collezione privata Esposizioni: Brescia, 1943, n. 38 La didascalia della fotografia nell’album dell’Archivio Ronchi recita: «La Vergine, il Divin Putto e Santa Teresina del Bambin Gesù / Convento della Madonna del Carmelo». Bonfadini (1937) afferma di averlo visto nel convento di San Pietro in Oliveto. 275 - Decorazione della chiesa parrocchiale dei Santi Nazaro e Celso a Cadignano 1937 Ubicazione ignota Già Cadignano di Verolanuova, chiesa parrocchiale Bibliografia: Bonfadini, 1937; Fappani, 1999, p. 245 Bonfadini (1937) scrive: «Nella chiesa di Cadignano ho potuto osservare otto grandi medaglioni decorativi dipinti dal Ronchi in questi ultimi mesi al disopra delle finestre che danno una viva luce alla chiesa. Quelli della parete di destra rappresentano S. Luigi tra una fiorita di gigli, in un atteggiamento nuovo; S. Bosco vegliante con la sua paterna sorridente bontà su due ragazzi del popolo; S. Agnese che effonde la sua bellezza romana e spirituale tra delicate trasparenze rosee dominate dai biondi capelli inanellati; e S. Angela Merici. Quelli della parete di sinistra rappresentano Tobia, S. Giuseppe, S. Monica col figlio S. Agostino e la Madonna Addolorata. Anche questo ciclo di affreschi è notevole per le espressioni delle diverse figure disegnate con vigore e nello stesso tempo con delicatezza e per la pastosità delle tinte fra le quali palpita una luce vivida». Con diversi interventi che si sono succeduti dal 1954 al 1965, la chiesa fu nuovamente decorata da Pietro Milzani e gli otto medaglioni di Giuseppe Ronchi vennero ridipinti, cosicché devono considerarsi perduti. *276 - Mietitura 1937-1940 Olio su tavoletta, 22 x 36 cm In basso a sinistra: G. Ronchi Brescia, collezione privata 277 - Lavoro in cascina 1937-1940 Olio su cartone, 15,5 x 20,5 cm Brescia, collezione privata *281 - Il mercato di Montichiari 1937 Olio su tavola, 50 x 70 cm In alto a sinistra: G. Ronchi Brescia, collezione privata Esposizioni: Brescia, 1942, n. 112; Brescia, 1943, n. 39 Bibliografia: Feroldi, 1940; Fappani, 1999, p. 245 278 - Lavoro nei campi 1937-1940 Olio su tavoletta, 21 x 29 cm Brescia, collezione privata 279 - Porticciolo 1937-1940 Ubicazione ignota 282 - Tramonto a Cortina d’Ampezzo (Cortina d’Ampezzo a sera) 1937-1943 Olio su tavola, 31 x 47 cm Sul retro, in nero: Tramonto a Cortina d’Ampezzo / prof. G. Ronchi Brescia, collezione privata Esposizioni: Brescia, 1943, n. 40 Il dipinto è documentato da una fotografia conservata nell’album dell’Archivio Ronchi. 283 - Paesaggio: Dolomiti 1937-1943 Olio su tavoletta, 16,5 x 25 cm Sul retro: autentica del figlio Mario Brescia, collezione privata 280 - Sera a Cadignano 1937 Olio su tavola, 35 x 50 cm 111 288 - Paesaggio di lago 1938-1943 Olio su tavoletta, 29 x 34 cm Milano, collezione privata 284 - Tramonto sul mare 1937-1938 Ubicazione ignota Il dipinto è documentato da una fotografia nell’album dell’Archivio Ronchi con didascalia: «Tramonto sul mare 1937-8 / propr. Comm. Dottor Mor del Popolo d’ Italia». 286 - Testa di Cristo 1938 Carboncino su carta, 70 x 54 cm In alto a sinistra: G. Ronchi 1938 Brescia, collezione privata 289 - Marina 1938-1943 Olio su tela cartonata, 36 x 26 cm In basso a destra, in rosso: G. Ronchi Brescia, collezione privata 285 - Mareggiata 1937-1938 Ubicazione ignota Il dipinto è documentato da una fotografia nell’album dell’Archivio Ronchi con didascalie: «Mareggiata – proprietà Dott. Raul Averoldi 1938 / XVI» e «Mareggiata – 1937 a Marina di Massa / propr. Dottor Raul Averoldi». 287 – Giuda. Studio per la Cena (Il dubbioso) 1938 Carboncino su tavoletta di compensato, 63 x 48 cm In basso a destra: G. Ronchi / 1938 Brescia, collezione privata La didascalia della fotografia nell’album dell’Archivio Ronchi afferma: «Giuda – Studio di testa – dettaglio dell’affresco / Ultima Cena»; in un’altra fotografia presso l’Archivio dei Civici Musei d’Arte e Storia di Brescia compare il titolo: Il dubbioso. 290 - Luce sull’acqua 1938-1943 112 Olio su tela incollata su cartone, 35 x 25,5 cm In basso a destra, in nero: G. Ronchi Brescia, collezione privata 291 - Marina 1938-1943 Olio su carta, 25 x 37 cm In basso a destra, in blu: G. Ronchi Milano, collezione privata *292 - Convegno di angeli 1940 Olio su tavola, 48,5 x 72,5 cm In basso a sinistra, in blu: G. Ronchi Sul retro: etichetta Collezione Ronchi (via Dante 17 – lire 3500) Brescia, collezione privata Esposizioni: Brescia, 1942, n. 148; Brescia, 1976, n. 19 Bibliografia: Lonati, 1985², p. 133; Fappani, 1999, p. 245 È una ripresa di Giaggioli in fiore (cat. n. 79) databile al 1940, come suggerisce la didascalia della fotografia nell’album dell’Archivio Ronchi: «Giaggioli in fiore – Convegno di angeli / dip. ad olio 1940 / propr. Ferruccio Braga». Nel 1942 il dipinto fu esposto alla VI Mostra Sindacale insieme a Terrazza a Tremosine e a Cristo. 293 - Iris Olio su tela, 37 x 28 cm Brescia, collezione privata *294 - Motivo di fiaba 1940-1943 Pastello su carta, 38 x 40,5 cm In basso a destra: G. Ronchi Sul retro, in nero: prof. G. Ronchi Brescia Monterotondo di Passirano, collezione privata Esposizioni: Brescia, 1943, n. 35; Brescia, 1976, n. 7 Bibliografia: Bonfadini, 1943, p.n.n.; V. L.[onati], 1943; Lonati, 1985², p. 133; Fappani, 1999, p. 245 Risulta esposto per la prima volta nel 1943. La didascalia della fotografia sull’album dell’Archivio Ronchi lo indica come Visione di fiaba; nell’elenco delle opere esposte alla mostra del 1976 il figlio Mario ha annotato la data 1910, ma è probabile che si riferisca ad una prima versione del tema in un’opera di cui non si conosce l’attuale collocazione. 295 - Vele al tramonto 1940 Olio su tela, 48 x 38 cm In basso a sinistra, in blu: G. Ronchi Sul retro: etichetta con titolo Brescia, collezione privata Esposizioni: Brescia, 1976, n. 6 296 - Ulivi al tramonto.Tremosine 1940 Olio su tela, 35,5 x 50 cm In basso a destra, in blu: G. Ronchi / MCMXL Sul retro: prof. Giuseppe Ronchi Brescia MCMXL Brescia, collezione privata 297 - Tremosine (Paesaggio) 1941 Olio su cartone, 41 x 51 cm Camignone di Passirano, collezione privata 113 Olio su tavoletta di compensato, 35 x 50 cm In basso a sinistra: G. Ronchi Sul retro: prop. G. Ronchi / Tremosine 42 / XX ed etichetta con il titolo Dalla terrazza di Tremosine (Voltino) Brescia, collezione privata Esposizioni: Brescia, 1942, n. 149; Brescia 1943, n. 42 (Sole sulla terrazza a Tremosine) Bibliografia: Bonfadini, 1943, p.n.n.; Lonati, 1985², p. 133; Fappani, 1999, p. 245 298 - Il miracolo di san Biagio 1942 Olio su tela Borgosatollo, Oratorio femminile Sulle didascalie dell’album dell’Archivio Ronchi si legge: «San Biagio – dipinto ad olio / propr. Ospedale Sant’ Antonino» e «All’Ospedale Infettivi C. Golgi / Spedali Civili di Brescia / Reparto Difterite / Il miracolo di S. Biagio / Brescia 1942». L’opera fu dipinta infatti in occasione della guarigione dalla difterite del figlio Alessandro. *303 - Alba sul Castellaccio (Verso Ponte di Legno) 1943 Olio su tela, 35,5 x 50 cm In basso a sinistra: G. Ronchi Sul retro: prof. Giuseppe Ronchi, via Dante 17, Alba sul Castellaccio, 1943 Brescia, collezione privata Esposizioni: Brescia, 1943, n. 2 301 - Riflessi 1942 Olio su tavoletta, 22,5 x 47 cm Sul retro: autentica della figlia Anna con la data 1942 Monterotondo di Passirano, collezione privata Esposizioni: Brescia, 1976, n. 35 304 - Meriggio sul Castellaccio (Meriggio) 1943 Olio su tela Ubicazione ignota Esposizioni: Brescia, 1943, n. 4 Il dipinto è documentato da una fotografia nel catalogo della mostra. 299 - Dosso del Rospo. Ponte di Legno 1942 Olio su tela Ubicazione ignota Il dipinto è documentato da una fotografia nell’album dell’Archivio Ronchi con didascalia: «Proprietà Ettore Braga»; potrebbe essere Dosso del Rosso esposto a Brescia alla mostra del 1943 (n. 7). 302 - Impressione di lago 1942 Olio su tavoletta, 22 x 12,5 cm Camignone di Passirano, collezione privata 300 - Dalla terrazza di Tremosine 1942 114 305 - Luci argentee del Jonio (Luci argentee) Ante 1943 Ubicazione ignota Esposizioni: Brescia, 1943, n. 11; Brescia, 1976, n. 16 Bibliografia: Fappani, 1999, p. 245 Il dipinto è documentato da una fotografia nel catalogo della mostra. 309 - Tramonto sul Tirreno (Tramonto d’ottobre) 1943 Ubicazione ignota Esposizioni: Brescia, 1943, n. 25 306 - Mattino candido sul Tirreno 1943 Olio su tela incollata su cartone, 29,5 x 49,5 cm In basso a sinistra: G. Ronchi Castenedolo, collezione privata Esposizioni: Brescia, 1943, n. 12 307 - Libecciata Ante 1943 Ubicazione ignota Esposizioni: Brescia, 1943, n. 15 Il dipinto è documentato da una fotografia nel catalogo della mostra. 308 - Preludio di burrasca Ante 1943 Ubicazione ignota Esposizioni: Brescia, 1943, n. 16 Il dipinto è documentato da una fotografia nel catalogo della mostra. Il dipinto è documentato da una fotografia nel catalogo della mostra. 310 - Ritratto di signorina (studio) 1943 Pastello su carta, 54,5 x 44,5 cm In basso a sinistra, in giallo: G. Ronchi Castenedolo, collezione privata Esposizioni: Brescia, 1943, n. 30 311 - Mandorli in fiore 1943 Olio su tavoletta, 29 x 46 cm Sul retro: etichetta COLLEZIONE RONCHI ed etichetta Galleria dell’“Arte” direttore comm. Schreiber / Brescia. Mostra personale Fermo (Ascoli Piceno), collezione privata Esposizioni: Brescia, 1943, n. 36 312 - Rose 1943-1948 Olio su cartone, 31,5 x 26,5 cm Brescia, collezione privata 313 - Vaso con rose e gigli 1943-1948 Olio su tavola, 48,5 x 37,5 cm In basso a sinistra, in blu: G. Ronchi Brescia, collezione privata 314 - Idillio in giardino 1943 Olio su cartone, 34 x 43 cm In basso a sinistra, in rosso: G. Ronchi Castenedolo, collezione privata Esposizioni: Brescia, 1943, n. 37 115 Matita rossa su carta, 60,5 x 48,5 cm In alto a sinistra: G. Ronchi / Brescia Sul retro: etichetta Giuseppe Ronchi, Brescia, 1944 Brescia, collezione privata 315 - Terme di Boario (bozzetto per un manifesto) 1943-1945 Acquerello su carta, 66,5 x 62 cm Camignone di Passirano, collezione privata 318 - Ritratto della signora Geroldi 1944 Olio su tela, 64 x 48,5 cm In basso a sinistra, in bianco: G. Ronchi Brescia, collezione privata 320 - Ritratto di signora 1943-1945 Olio su tela, 141 x 98 cm In alto a destra, in blu: G. Ronchi Brescia, collezione privata 316 - Ritratto della signora Marina Ballardini 1943-1945 Pastello su carta, 72 x 56 cm In alto a destra: G. Ronchi Brescia, collezione privata 321 - Ritratto del nipote Alessandro 1944-45 Pastello su carta, 62 x 46 cm Chiari, collezione privata 319 - Studio per ritratto di signora 1943-1945 Carboncino su carta, 46,5 x 36,5 cm Camignone di Passirano, collezione privata 317 - Ritratto della signora Geroldi 1944 116 324 - Oleandri sul lago 1945-1950 Olio su cartone, 28 x 38 cm Chiari, collezione privata 322 - Mattino 1944 Olio su tavola, 33 x 24 cm In basso a sinistra, in nero: G. Ronchi Sul retro: Giuseppe Ronchi, Brescia, 1944, Mattino Brescia, collezione privata 325 – Aurora. Marina di Massa 1945-1950 Olio su tavola, 29 x 49,5 cm In basso a destra, in blu: G. Ronchi Sul retro, in nero: prof. Giuseppe Ronchi / Brescia Brescia, collezione privata 326 - Barca sulla riva 1945-1950 Olio su cartone, 11 x 17 cm Chiari, collezione privata 328 - Barche al tramonto a Sirmione 1945-1950 Olio su tavoletta, 25 x 35,5 cm In basso a destra, in blu: G. Ronchi Lonato, collezione privata 329 - Tramonto sul mare 1945-1950 Olio su cartone telato, 20,5 x 25 cm In basso a destra, in blu: G. Ronchi Chiari, collezione privata Esposizioni: Brescia, 1976, n. 63 *330 - Giochi di luce sul mare 1945-1950 Olio su cartone, 25 x 33 cm Chiari, collezione privata 323 - Marina 1945-1950 Olio su cartone, 36 x 25 cm In basso a destra: G. Ronchi Sul retro: autentica del figlio Mario Brescia, collezione privata 327 - Sirmione darsena 1945-1950 Olio su cartone, 19,5 x 29,5 cm In basso a destra: G. Ronchi Chiari, collezione privata 331 - Tramonto 1945-1950 117 Olio su tavoletta, 15 x 23,5 cm Brescia, collezione privata Esposizioni: Brescia, 1976, n. 45 332 - Mattino sereno 1945-1950 Olio su tavoletta, 15 x 23,5 cm Brescia, collezione privata Esposizioni: Brescia, 1976, n. 44 335 - Tramonto foriero di burrasca 1945-1950 Olio su tela incollata su cartone, 22,5 x 31 cm Sul retro: autentica di Laura Ronchi Braga Brescia, collezione privata 338 - La balera a Sirmione (Ballo a Sirmione) 1945-1950 Olio su tavoletta di compensato, 40 x 49,5 cm In basso a destra: G. Ronchi Brescia, collezione privata 339 - Ritratto della nipotina 1945-1950 Matita su carta, 27 x 38,5 cm In alto a destra: G. Ronchi Brescia, collezione privata 333 - Marina 1945-1950 Olio su carta, 16 x 24 cm Milano, collezione privata 336 - Marina con barca 1945-1950 Olio su tela incollata su cartone, 27,5 x 18 cm Brescia, collezione privata 340 - Arcobaleno 1945-1950 Olio su tavoletta, 15,5 x 22 cm Camignone di Passirano, collezione privata 334 - Marina con barca 1945-1950 Olio su carta, 24 x 16 cm Milano, collezione privata 118 337 - Scena notturna (Ballo) 1945-1950 Olio su tavoletta, 16 x 25 cm Sul retro: autentica del figlio Mario Brescia, collezione privata Olio su tavoletta, 15 x 18 cm Sul retro: autentica della figlia Anna Monterotondo di Passirano, collezione privata 344 - Marina 1945-1950 Olio su carta, 16 x 24 cm Milano, collezione privata 348 - Marina 1945-1950 Olio su carta, 16 x 24 cm Milano, collezione privata 341 - Studio di luci nel cielo 1945-1950 Pastello su carta, 32 x 16 cm, centinato Camignone Passirano, collezione privata 342 - Riflessi 1945-1950 Olio su tavoletta, 12,5 x 19 cm Sul retro: G. Ronchi Brescia 162 Brescia, collezione privata 343 - Riflessi sul mare 1945-1950 Olio su cartone, 23,5 x 33,5 cm Brescia, collezione privata 345 - Marina 1945-1950 Olio su carta, 25 x 37 cm In basso a destra, in blu: G. Ronchi Milano, collezione privata 349 - Marina 1945-1950 Olio su tavoletta, 12,5 x 21,5 cm Sul retro: ore 16 ½ e autentica del figlio Mario Brescia, collezione privata 346 - Marina 1945-1950 Olio su tavoletta, 18,5 x 28 cm In basso a destra: G. Ronchi Chiari, collezione privata 347 - Marina 1945-1950 350 - Marina 1945-1950 Olio su carta, 49 x 35 cm Milano, collezione privata 119 Olio su tavoletta, 16,5 x 22,5 cm Sul retro: autentica della figlia Laura Brescia, collezione privata Esposizioni: Brescia, 1976, n. 73 351 - Marina 1945-1950 Olio su tela, 34 x 44 cm Milano, collezione privata 352 - Marina 1945-1950 Olio su tavoletta, 10 x 16 cm Brescia, collezione privata 355 - Giardino con alberi 1945-1950 Olio su tavoletta, 16,5 x 25 cm Sul retro: autentica del figlio Mario Brescia, collezione privata 359 - Chiesetta tra i monti (Impressione) 1945-1950 Olio su tavoletta, 16,5 x 25 cm Sul retro: autentica della figlia Laura Brescia, collezione privata 356 - Giardino (Impressione) 1945-1950 Olio su tavoletta, 15,5 x 23,5 cm Monterotondo di Passirano, collezione privata 360 - Brescia con la Maddalena 1945-1950 Olio su tela, 20 x 27 cm Milano, collezione privata 353 - Giardino (Impressione) 1945-1950 Olio su tavoletta, 16,5 x 25 cm Sul retro: autentica della figlia Laura Brescia, collezione privata 357 - Fiori (Impressione) 1945-1950 Olio su cartone, 14 x 20,5 cm Monterotondo di Passirano, collezione privata 361 - Luci sul Baldo 1945-1950 Olio su cartone telato, 18 x 23,5 cm Sul retro: autentica della figlia Anna Monterotondo di Passirano, collezione privata 354 - Giardino (Impressione) 1945-1950 Olio su cartone, 16,5 x 24,5 cm Sul retro: autentica della figlia Laura Chiari, collezione privata 120 358 - Minaccia di temporale (Impressione) 1945-1950 LECTURAE DANTIS 362 - Paesaggio di Val Camonica 1945-1950 Olio su tavoletta, 15 x 22,5 cm Sul retro: autentica del figlio Mario Brescia, collezione privata *365 - Tramonto 1945-1950 Olio su tavoletta, 24,5 x 16 cm Chiari, collezione privata In occasione delle «Lecturae Dantis», promosse dal Collegio Cesare Arici e tenute dal gesuita padre Alfonso Maria Casoli, insigne latinista vincitore nel 1908 del “Certamen poeticum Hoeufftianum” di Amsterdam, Giuseppe Ronchi realizzò, tra il 1905 e il 1909, una serie di disegni a carboncino che illustravano i primi diciotto canti dell'Inferno. I disegni vennero pubblicati su cartoline che contenevano il ritratto del poeta, l'illustrazione e il testo del canto. In anni successivi, l'artista ritornò a temi danteschi, affrontando i canti XXIII e XXIV. Di questo lavoro si conservano alcuni disegni originali e cartoline. Bibliografia: Il saggio finale…, 1905; Sartori Treves, 1907, p. 1 (ill.); Lecturae Dantis…, 1909, (ill.); Begni Redona, 1985², p. 256; Passamani, 1985², p. 235; Fappani, 1999, p. 245; Orlandi, 2006, p. XI *363 - Impressione 1945-1951 Olio su cartone, 16,5 x 24,5 cm Sul retro: autentica del figlio Mario Brescia, collezione privata 366 - Processione in Piazza Duomo 1945-1950 Olio su tavoletta, 16 x 25 cm In basso a destra, in blu: G Ronchi Camperio (Confederazione elvetica), collezione privata *364 - Chiaro di luna 1945-1951 Olio su tavoletta, 22 x 16,5 cm Chiari, collezione privata Canto III 1905 Carboncino su carta Ubicazione ignota, si conosce la sola cartolina Bibliografia: Il saggio finale…, 1905 Didascalia: «Balenò una luce vermiglia / La qual mi vinse ciascun sentimento / E caddi come l'uom cui sonno piglia» Canto IV 1905 Carboncino su carta Ubicazione ignota, si conosce la sola cartolina Bibliografia: Il saggio finale…, 1905 Didascalia: «Mi fur mostrati gli spiriti magni» 121 Canto V 1905 Carboncino su carta Ubicazione ignota, si conosce la sola cartolina Bibliografia: Il saggio finale…, 1905 Didascalia: «Vedrai quando saran / Più presso a noi» *Canto VIII 1906 Carboncino su carta, 64 x 96 cm Brescia, collezione privata Didascalia: «Canto VIII / 20-5-1906 / Rispose:Vedi che son un che piange» *Canto VI 1905 Carboncino su carta, 56 x 84 cm Chiari, collezione privata Didascalia: «Canto VI / 19-11-1905 / Per la dannata colpa della gola…» Canto IX 1906 Carboncino su carta, 64,5 x 96 cm In basso a destra, in nero: G. Ronchi Brescia, collezione privata Didascalia: «Canto IX / 1-6-1906 / Ben m'accorsi ch'egli era del Ciel messo» Canto VII 1906 Carboncino su carta, 65 x 95 cm Milano, collezione privata Didascalia: «Canto VII / 2-2-1906 / Gridando: "Perché tieni?" e. "Perché burli?"» 122 Canto X 1907 Carboncino su carta, 64,5 x 96 cm In basso a destra, in bianco: G. Ronchi Brescia, collezione privata Didascalia: «Canto X / Supin ricadde, e più non parve fuora, / Ma quell’altro magnanimo…» Canto XI 1907 Carboncino su carta, 78 x 97 cm In basso a destra, in bianco: G. Ronchi Milano, collezione privata Bibliografia: Sartori Treves, 1907, p. 1 (ill.) Didascalia: «Canto XI / 6-6-907 / per l'orribile soperchio / Del puzzo […] / Ci raccostammo dietro ad un coperchio» Canto XII 1908 Carboncino su carta Ubicazione ignota, si conosce la sola cartolina Didascalia: «Canto XII / 30-1-1908 / (I centauri) / Vedendoci calar, ciascun ristette, / E della schiera tre si dipartiro / Con archi ed asticciole prima elette» Canto XIII 1908 Carboncino su carta Ubicazione ignota, si conosce la sola cartolina Didascalia: «Canto XIII / 12-2-1908 / Noi eravamo ancor al tronco attesi / Credendo… » Canto XIV 1908 Carboncino su carta, 66 x 97 cm In basso a destra, in nero: G. Ronchi Milano, collezione privata Didascalia: «Canto XIV / 5-3-908 / Qual io fui vivo, tal son morto» Canto XVI 1908 Carboncino su carta Ubicazione ignota, si conosce la sola cartolina Bibliografia: Lecturae Dantis…, 1909, (ill.) Didascalia: «Canto XVI / 13-2-1908 / rupper la ruota ed a fuggirsi / Ale, sembra le gambe loro snelle» Canto XVII 1909 Carboncino su carta Ubicazione ignota, si conosce la sola cartolina Bibliografia: Lecturae Dantis…, 1909, (ill.) Didascalia: «Canto XVII / 18-3-1909 / E discarcate le nostre persone / Si dileguò come da corda cocca» Canto XVIII 1909 Carboncino su carta Ubicazione ignota, si conosce la sola cartolina Didascalia: «Canto XVIII / 2-6-1909 / Guarda quel grande che viene / E, per dolor, non par lagrima spanda» Canto XXIII 1923 Carboncino su carta, 72 x 132 cm In basso a destra, in bianco: G. Ronchi Brescia, collezione privata Canto XXIV 1922 Carboncino su carta, 63 x 92 cm In basso a destra, in bianco: G. Ronchi Brescia, collezione privata Didascalia: «Canto XXIV / 8-4-1922 / "Ladri e serpenti" (Vanni Fucci) / Né O si tosto mai, né I si scrisse / Com'ei s'accese ed arse» 123 BIBLIOGRAFIA a cura di Luigi Capretti e Francesco De Leonardis 1893 Al Circolo Artistico (II), in «La Sentinella Bresciana», 4 settembre 1894 Carnovale. Alla Crocera di S. Luca, in «La Provincia di Brescia», 1 febbraio 1896 Al Circolo cattolico, in «Il Cittadino di Brescia», 11 aprile 1897 Un artista che promette, in «La Provincia di Brescia», 3 maggio Un nuovo pittore, in «La Sentinella Bresciana», 20 maggio 1898 C. BARBIERI, All’Esposizione di Torino, La sacra famiglia, in «Il Cittadino di Brescia», 12 luglio I bresciani all’Esposizione di Torino, in «La Provincia di Brescia», 13 marzo Il concorso pontificio alla Esposizione di Torino, in «Il Cittadino di Brescia», 13 giugno DANIEL, I concorrenti al premio del Papa, in «Arte Sacra 1898», n. 17, Ed. Roux Frassati e C., Torino, p. 130 Esposizione Nazionale del 1898. Catalogo delle Belle Arti, Ed. Roux Frassati e C., Torino, pp. 12 e 243 G. FERRARI, Cronaca d’arte, in «La Stampa», 15 giugno I nostri artisti, in «La Sentinella Bresciana», 22 luglio Per le feste del Moretto, in «Il Cittadino di Brescia», 27 luglio Per le feste del Moretto, in «La Sentinella Bresciana», 27 luglio Per le feste del Moretto, in «La Sentinella Bresciana», 5 agosto Il pittore Ronchi, in «La Sentinella Bresciana», 28 novembre La “Sacra Famiglia” di G. Ronchi, in «Il Cittadino di Brescia», 15 giugno 1899 C. CORRENTI, I dieci giorni della Insurrezione di Brescia nel 1849, Brescia Cose d’arte, in «Il Cittadino di Brescia», 5 giugno Legato Brozzoni, in «La Provincia di Brescia», 27 agosto Legato Brozzoni, in «La Provincia di Brescia», 10 settembre Offizieller Katalog der Münchener jahresausstellung 1899 im kgl. Glaspalast, 3. Ausg., München, p. 74 Serata di beneficenza per le Missioni Cattoliche, in «Il Cittadino di Brescia», 19 aprile 1900 A. U. R.[EGGIO], La Pietà, in «La Sentinella Bresciana», 14 aprile 1901 Arte sacra, in «Il Cittadino di Brescia», 2 settembre I premii della fiera di beneficenza a S. Luca, in «Il Cittadino di Brescia», 4 settembre 1902 Arte in Famiglia. L’Esposizione di Palazzo Bargnani, in «La Provincia di Brescia», 25 agosto Catalogo dell’Esposizione d’Arte Moderna 1902, Brescia, p. 3 Esposizione artistica, in «La Sentinella Bresciana», 17 agosto Esposizione d’Arte moderna, in «Il Cittadino di Brescia», 22 settembre Esposizione d’arte moderna, in «La Sentinella Bresciana», 21 settembre 125 L’Esposizione d’Arte Moderna, in «La Provincia di Brescia», 28 agosto Esposizione d’Arte Moderna. Gli acquisti dell’Ateneo e dell’on. Nasi, in «La Provincia di Brescia», 21 settembre L’esposizione di crisantemi e dalie, in «Illustrazione Bresciana», anno I, n. 4, 16 novembre, p. 4 Esposizione internazionale di Crisantemi. Il Comitato ordinatore, in «La Sentinella Bresciana», 5 novembre Nell’arte, in «La Sentinella Bresciana», 7 marzo La Pietà, in «Illustrazione Bresciana», anno I, n. 2, 1 novembre, p. 9 1903 Alla macchia, in «L’Avvenire (di Brescia)», anno I, n. 29, 5 settembre Un’artistica pergamena, in «La Provincia di Brescia», 27 settembre A. CANOSSI, Arte bresciana contemporanea. Giuseppe Ronchi, in «Illustrazione Bresciana», anno II, n. 22, 1 ottobre, p. 3 Concittadini che si fanno onore, in «La Provincia di Brescia», 11 novembre Il Concorso Brozzoni, in «La Provincia di Brescia», 20 ottobre Concorso Brozzoni, in «La Sentinella Bresciana», 3 settembre Consiglio Comunale. A porte chiuse, in «La Provincia di Brescia», 22 ottobre U. DA COMO, Relazione sul conferimento del legato Brozzoni, Adunanza straordinaria dell’Ateneo Esposizione di Brescia 1904. La Sezione d’Arte Sacra, in «La Sentinella Bresciana», 5 giugno Un nuovo quadro di G. Ronchi, in «Il Cittadino di Brescia», 11 settembre Pel Legato Brozzoni, in «La Sentinella Bresciana», 21 ottobre Per un concorso, in «L’Avvenire (di Brescia)», anno I, n. 33, 3 ottobre 126 1904 GALMAS, La Mostra dell’Arte Moderna. Gli artisti M. Bettinelli, G. Ronchi, E. Magoni, in «Il Cidneo. Giornale dell’Esposizione bresciana», n. 3, 5 giugno, pp. 2-3 G. Z., L’Esposizione di Brescia. Arte moderna (II), in «La Provincia di Brescia», 21 giugno LUCIO, Vespro sereno, in «Sicilia cattolica», 23-24 giugno NEMO, All’Arte in famiglia, in «Il Cittadino di Brescia», 14 giugno 1905 A. GNAGA, La Provincia di Brescia e la sua esposizione 1904, Brescia, p. 182 Il saggio finale al Collegio Cesare Arici, in «Il Cittadino di Brescia», 13 luglio 1906 Conferenza artistica a Lovere, in «La Sentinella Bresciana», 29 maggio 1907 P. SARTORI TREVES, Visitando lo studio di Giuseppe Ronchi, in «Illustrazione Bresciana», anno VI, n. 92, 16 giugno, pp. 1-3 1908 Arte bresciana contemporanea, in «Illustrazione Bresciana», anno VII, n. 127, 1 dicembre, p. 9 LAM, I nostri artisti. Rose d’autunno di Giuseppe Ronchi, in «Il Cittadino di Brescia», 29 agosto 1909 All’esposizione. Esposizione d’Arte, in «La Sentinella Bresciana», 30 agosto L’Arte in Famiglia per la beneficenza, in «La Provincia di Brescia», 28 gennaio L’esposizione dell’«Arte in Famiglia», in «La Sentinella Bresciana», 27 gennaio P. F.[EROLDI], L’Arte a Palazzo Bargnani (II). L’aula magna, in «La Sentinella Bresciana», 15 settembre Lecturae Dantis. I nostri artisti, in «Illustrazione Bresciana», anno VIII, n. 134, 16 marzo, p. 2 L. MEZZADRI, “Arte negletta”. L’Esposizione di pittura e scultura a Palazzo Bargnani, in «La Provincia di Brescia», 13 settembre La mostra dell’«Arte in Famiglia» si aprirà oggi, in «La Sentinella Bresciana», 28 gennaio La mostra dell’«Arte in Famiglia» nell’ex Palazzo Bettoni, in «La Sentinella Bresciana», 29 gennaio La mostra dell’Arte in Famiglia, in «La Provincia di Brescia», 29 gennaio Le opere esposte all’Arte in Famiglia, in «Il Cittadino di Brescia», 28 gennaio Per l’Esposizione dell’Arte in Famiglia, in «La Provincia di Brescia», 16 febbraio Il “vernissage” alla Mostra dell’«Arte in Famiglia», in «La Provincia di Brescia», 8 agosto Il “vernissage” della Mostra d’arte di Palazzo Bargnani, in «La Sentinella Bresciana», 8 agosto 1910 Un nuovo a fresco di Giuseppe Ronchi, in «Il Cittadino di Brescia», 15 maggio 1911 L. GIGLI¹, Il nuovo quadro di G. Ronchi, in «Illustrazione Bresciana», anno X, n. 194, 16 settembre, pp. 5-6 L. GIGLI², Ritratti di artisti Giuseppe Ronchi, in «La Cronaca d’oro», anno II, n. 23, Milano, settembre/ottobre, pp. 7-11 L. G., Le nuove pitture in San Luca, in «La Sentinella Bresciana», 19 giugno Le nuove pitture di G. Ronchi, in «La Provincia di Brescia», 21 giugno Un quadro sacro di G. Ronchi, in «Il Cittadino di Brescia», 21 giugno Raccoglitrici di olivi sul Garda, in «Illustrazione Bresciana», anno X, n. 184, 16 aprile, p. 8 (ill.) G. RONCHI, Il Legato Brozzoni e la necessità di sue riforme, in «La Sentinella Bresciana», 11 settembre 1912 A. CACCIATORE, Pitture di Giuseppe Ronchi, in «Giornale di Sicilia» A. G., Una mostra singolare, in «La Provincia di Brescia», 12 ottobre P. B., Bresciani che si fanno onore, in «La Provincia di Brescia», 29 ottobre Il riordinamento della sezione moderna della nostra Pinacoteca, in «La Provincia di Brescia», 5 agosto SER.[ENA], Un quadro e quattro “impressioni” di G. Ronchi, in «Il Cittadino di Brescia», 13 ottobre 1913 A. GIARRATANA, Il legato Brozzoni e la necessità della sua riforma, in «La Provincia di Brescia», 15 settembre 1914 N. BONFADINI, Cronache d’arte. Frate Francesco di G. Ronchi, in «La Provincia di Brescia», 19 aprile 1916 Alla mostra-lotteria del “Ridotto”, in «Il Cittadino di Brescia», 6 dicembre T. BIANCHI, La Mostra-Lotteria che oggi s’inaugura nel Ridotto del Teatro Grande, in «La Provincia di Brescia», 26 novembre L’esposizione d’arte moderna che si inaugura oggi, in «La Sentinella Bresciana», 14 maggio Esposizione d’arte moderna. Numerose vendite, in «La Sentinella Bresciana», 23 maggio L’estrazione della Lotteria Artistica al Grande, in «Il Cittadino di Brescia», 9 dicembre L’estrazione della lotteria artistica al Grande, in «Il Cittadino di Brescia», 15 dicembre Estrazione della Lotteria Artistica al Teatro 127 Grande, in «La Sentinella Bresciana», 9 dicembre L. GIGLI, Un bel quadro moderno nella chiesa di San Francesco, in «Illustrazione Bresciana», anno XV, pp. 10-11 L’inaugurazione della mostra d’arte e della lotteria nel Ridotto del Teatro Grande, in «La Sentinella Bresciana», 27 novembre Lotteria Artistica di Beneficenza. L’estrazione dei numeri, in «La Provincia di Brescia», 15 dicembre Mostra d’arte e lotteria pro assistenza civile, in «La Sentinella Bresciana», 26 novembre La mostra degli artisti bresciani nelle sale della Pinacoteca Tosio Martinengo, in «Il Cittadino di Brescia», 14 maggio La Mostra-Lotteria di beneficenza1, in «La Provincia di Brescia», 6 dicembre La Mostra-Lotteria di beneficenza2, in «La Provincia di Brescia», 11 dicembre Opere artistiche nelle sale della Deputazione, in «Il Cittadino», 17 agosto Per gli affreschi della Loggia. Scrive il pittore Bertolotti..., in «La Provincia di Brescia», 11 marzo Pesca-lotteria artistica di beneficenza, in «La Provincia di Brescia», 13 ottobre SER[ENA], Opere artistiche nella sala della Deputazione. Una grande allegoria di G. Ronchi, in «Il Cittadino di Brescia», 17 agosto Il successo della Mostra d’Arte. Le vendite. Opere donate, in «La Sentinella Bresciana», 6 dicembre Le vendite alla Mostra d’Arte, in «La Provincia di Brescia», 23 maggio Vendite alla Mostra d’Arte, in «La Provincia di Brescia», 3 giugno 1917 Il ritratto di Donna Carolina Sorge dipinto da un artista bresciano, in «Il Cittadino di Brescia», 28 agosto 128 G. R.[ONCHI], Achille Regosa, in «Il Cittadino di Brescia», 7 maggio 1918 Il pittore G. Ronchi, in «La Sentinella Bresciana», 22 luglio 1919 Alla mostra artistica, in «Il Cittadino di Brescia», 15 gennaio Alla mostra artistica.Verso la chiusura. Le vendite, in «Il Cittadino di Brescia», 25 gennaio Associazione Arte in Famiglia, in «La Provincia di Brescia», 9 aprile L’esposizione artistica al “Ridotto”, in «Il Cittadino di Brescia», 6 gennaio L’inaugurazione della Mostra d’arte al Ridotto, in «La Sentinella Bresciana», 6 gennaio LEO, All’esposizione Artistica. Impressioni di un profano, in «Il Cittadino di Brescia», 20 gennaio La mostra degli artisti bresciani al Ridotto del Teatro Grande, in «La Provincia di Brescia», 7 gennaio G. RONCHI1, Arturo Castelli, in «Brixia Sacra», X, pp. 187-188 G. RONCHI2, Arturo Castelli, in «Il Cittadino», 14 novembre Gli ultimi giorni della Mostra d’Arte, in «La Provincia di Brescia», 25 gennaio Le vendite all’esposizione degli artisti bresciani al Grande, in «La Provincia di Brescia», 11 gennaio 1920 L’apertura e l’affluenza alla Mostra dell’«Arte in Famiglia», in «La Sentinella Bresciana», 9 novembre Arte in Famiglia. Una prossima esposizione, in «La Provincia di Brescia», 20 maggio Gli artisti Bresciani all’Esposizione di Gardone Riviera, in «Il Cittadino di Brescia», 25 novembre Associazione “Arte in Famiglia”, in «La Provincia di Brescia», 7 febbraio C. B.[RICARELLI], L’arte sacra alla mostra nazionale di Venezia, in «La Civiltà Cattolica», anno 71°, vol. IV, p. 231 P. A. FACCHINETTI, Biografia francescana, Milano A. GIARRATANA, Intorno alla mostra del paesaggio italiano, in «La Sentinella Bresciana», 1 e 4 dicembre Mostra di pittura del paesaggio italiano: Gardone Riviera, 1920-1921: catalogo ufficiale, [a cura della] Società del Garda, Salò, p. 25 La mostra nazionale d’arte sacra, in «Il Cittadino di Brescia», 25 dicembre T. ROGGERO, Intenzioni e Valori alla Mostra dell’Arte in Famiglia, in «Il Cittadino di Brescia», 14 novembre La solenne inaugurazione del centenario Dantesco nel Collegio “Cesare Arici”, in «Il Cittadino di Brescia», 11 dicembre Sp., La Scuola serale professionale Moretto, in «La Provincia di Brescia», 24 dicembre Visitando la mostra annuale dell’«Arte in Famiglia», in «La Provincia di Brescia», 10 novembre 1921 G. BAGNI, La II esposizione artistica “Amatori dell’Arte”, in «La Provincia di Brescia», 17 settembre V. FACCHINETTI, San Francesco d’Assisi, Milano, pp. 68-69 (ill.), 403 (ill.), 621 (ill.) GIARRO, La mostra a palazzo Tosio, in «La Provincia di Brescia», 26 giugno E. LE CAMUS, La vita di Gesù, ed. Queriniana, Brescia (illustrazioni) La Mostra d’Arte a Palazzo S. Paolo, in «La Provincia di Brescia», 14 settembre La seconda mostra artistica degli “Amatori dell’Arte”, in «La Provincia di Brescia», 3 settembre La II Mostra degli “Amatori dell’Arte” in Palazzo S. Paolo, in «La Sentinella Bresciana», 22 settembre S. R. F., Rendiamo l’arte al popolo (Visitando la Mostra di P. Tosio), in «Il Cittadino di Brescia», 1 luglio Il successo dell’Esposizione artistica degli “Amatori dell’Arte”, in «Il Cittadino di Brescia», 18 settembre 1922 A. G. DOMENEGHINI, La III Mostra Annuale dell’«Arte in Famiglia» al Ridotto del Teatro Grande, in «La Provincia di Brescia», 9 dicembre 1923 G. BAGNI, La mostra d’Arte al Ridotto del Teatro Grande, in «La Provincia di Brescia», 25 dicembre P. FEROLDI, La Mostra dell’«Arte in Famiglia» al Ridotto del Teatro Grande, in «La Sentinella», 18 dicembre La mostra d’Arte in Famiglia. Note di un incompetente, in «Il Cittadino di Brescia», 23 dicembre 1924 Artisti bresciani all’Esposizione Regionale d’arte di Cremona, in «La Provincia di Brescia», 6 maggio Mostra annuale d’arte, catalogo, 30 novembre – 20 dicembre 1924, [a cura del] Circolo Bresciano Arte in Famiglia, Brescia, pp. 5-6 e 8-9 G. U.[GOLINI], Arte in Famiglia. 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Saggi 3 Giuseppe Ronchi: la poesia della luce p. 5 Francesco De Leonardis p. 17 Luigi Capretti p. 23 Le opere in mostra p. 71 a cura di Luigi Capretti e Francesco De Leonardis p. 72 Catalogo delle opere p. 125 Bibliografia Biografia Apparati La memoria figurativa – 25 Giuseppe Ronchi (1873-1951) Mostra promossa e organizzata dall’Associazione Artisti Bresciani Brescia, AAB, salone del Romanino 4 dicembre 2010 – 5 gennaio 2011 Comitato organizzatore Luigi Capretti, Francesco De Leonardis,Vasco Frati, Martino Gerevini, Elena Lucchesi Ragni, Chiara Malzanini, Andrea Mazzolini, Giuseppina Ragusini, Corrado Venturini Cura della mostra Luigi Capretti e Francesco De Leonardis Cura del catalogo Vasco Frati e Giuseppina Ragusini Progetto grafico del catalogo Martino Gerevini Allestimento Alessandra De Leonardis, Luigi Capretti e Francesco De Leonardis Referenze fotografiche Luigi Capretti Piera Tabaglio, Archivio fotografico dei Civici Musei Archivio fotografico dell'Amministrazione Provinciale Restauri Osservatorio d’Opera, Brescia Trasporti Gls - Corriere Executive Brescia Service s.r.l. Assicurazione Società Cattolica di Assicurazione, Agenzia generale di Brescia Presidenza dell’AAB Vasco Frati e Martino Gerevini Segreteria dell’AAB Chiara Malzanini e Corrado Venturini L’AAB e i curatori della mostra rivolgono un cordiale ringraziamento per la loro preziosa collaborazione al Comune e alla Provincia di Brescia; alla Soprintendenza per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico per le province di Brescia, Cremona e Mantova, in particolare al soprintendente Fabrizio Magani e al funzionario Rita Dugoni; alla direzione dei Civici Musei d’arte e storia, in particolare ad Elena Lucchesi Ragni, Luisa Cervati, Laura Rossi, Ugo Spini, Piera Tabaglio, Giuliana Ventura; alle famiglie degli eredi e ai collezionisti prestatori, in particolare a Francesca Braga, nipote di Giuseppe Ronchi, che ha fattivamente collaborato alla realizzazione della mostra; ad Alessandra Teso di Gruppo Impresa; alle Fondazioni CAB “Istituto di cultura Giovanni Folonari”, ASM Brescia, Banca San Paolo di Brescia; a monsignor Federico Pellegrini, direttore dell’Ufficio per l’arte sacra e i beni culturali ecclesiastici della Diocesi di Brescia; a Roberto Ferrari dell’Archivio Aref; a Giorgio Orlandi e Andrea Lancini di Osservatorio d’Opera; a Stefano Grigolato dell’Emeroteca della Biblioteca Queriniana; a Marco Gitti di GLS - Corriere Executive; agli sponsor. Fotocomposizione e stampa Arti Grafiche Apollonio – Brescia Finito di stampare nel mese di novembre 2010. Di questo catalogo sono state stampate 400 copie.