PROVINCIA DI CAGLIARI PROVINCIA DE CASTEDDU RASSEGNA STAMPA 6 MARZO Prime pagine Taccuino avvenimenti Provincia di Cagliari Cronaca e politica regionale Province Pag. 2 Pag. 5 Pag. 6 Pag. 17 Pag. 27 La rassegna stampa è stata ultimata alle ore 7.35.. 1 2 3 4 TACCUINO AVVENIMENTI DI OGGI - Si riunisce il Consiglio comunale di Cagliari. Durante la seduta si terra' l'incontro di approfondimento "Risorse e vincoli bilancio 2012. La situazione dopo il decreto Monti, milleproroghe, legge di stabilita', manovre estive" (Cagliari - sala consiliare Comune - via Roma, 145 - ore 9) - Seconda giornata del progetto "Il Porto e la Stella", l'iniziativa dedicata a esperimenti e giochi con la partecipazione degli alunni di terza elementare promosso dalla Cdo Opere Educative in collaborazione con Sardegna Ricerche, Crs4 e Autorita' Portuale di Cagliari e Cict (Pula - parco tecnologico Polaris - edificio 2 - loc. Piscinamanna - ore 9.30) - Si riunisce il Consiglio comunale di Cagliari (Cagliari - sala consiliare Comune - via Roma, 145 - ore 9.30) - Riprende in Consiglio regionale l'esame della Finanziaria (Cagliari - aula Consiglio regionale via Roma 25 - ore 10) - "La rete regionale delle economie solidali contro gli sprechi" e' il tema del convegno di presentazione del "Progetto Alimentis". Intervengono l'assessore regionale al Lavoro Antonello Liori e il direttore dell'Agenzia regionale del Lavoro Stefano Tunis e il presidente della Fondazione San Saturnino, Marco Lai (Cagliari - Biblioteca regionale - viale Trieste - ore 10) - Conferenza stampa dei tre afghani iscritti alla scuola di dottorato di ricerca in Scienze e biotecnologie dei sistemi agrari, forestali e delle produzioni alimentari per tracciare il bilancio del primo anno di esperienza di studio all'Universita' di Sassari (Sassari - sala Milella - Universita' - ore 10.30) - Il Sindaco di Sassari e l'assessore comunale alle Culture assieme alla curatrice del catalogo presentano alla stampa la collana "Thamus arte in mostra al Palazzo della Frumentaria" con il primo catalogo dedicato all'artista Claudio Pulli (Sassari - sala giunta - Palazzo Ducale - ore 11) - Iniziano i lavori del Forum ambientale "Agenda 21 locale Sassari energicamente sostenibile" organizzato dal Comune di Sassari (Sassari - Largo Infermeria San Pietro - ore 15.30) - Primo appuntamento della terza edizione del ciclo di conferenze "Le identita' locali, citta' e paesi si raccontano" organizzato dall'associazione culturale Imago Mundi in preparazione della manifestazione Monumenti Aperti (Cagliari - centro culturale Il Ghetto - via Santa Croce 18 - ore 16) - Si riunisce il Consiglio comunale di Nuoro (Nuoro - sala consiliare Comune - ore 16.30) - Riunione del Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna convocata dal presidente della Regione Ugo Cappellacci (Cagliari - sede presidenza Regione - Villa Devoto - via Oslavia 2 ore 18) (AGI) Sol/Cog 5 TURISMO: PROVINCIA CAGLIARI, "GUIDA OSPITALITA'"... (AGI) - Cagliari, 5 mar. - Diecimila copie per iniziare, con un costo di 7.800 euro, per la Guida all'ospitalita' in Provincia di Cagliari, stampata per il sesto anno consecutivo in quattro lingue e distribuita negli infopoint, negli eventi di promozione turistica in Italia e all'estero e attraverso i circoli dei sardi. La pubblicazione, presentata stamane a Cagliari dall'assessore alle Attivita' produttive della Provincia, Piero Comandini, prevede una menzione speciale per le strutture che utilizzano i prodotti locali, segnalate con uno "smile". "Si tratta - ha spiegato Comandini - di uno strumento fondamentale di promozione dell'offerta turistica del territorio e comprende tutte le strutture ricettive che svolgono la loro attivita' in regola con la normativa vigente. Quanto prima stamperemo altre 40 mila copie, distribuite quest'anno con la collaborazione dell'Esit". Nelle 74 pagine della guida ci sono tutte le informazioni utili per il turista e la certificazione che trovera' prodotti locali. "I posti letto nella provincia di Cagliari sono cresciuti - ha sottolineato l'assessore con una distribuzione sul territorio che comporta una offerta diversificata". Gli alberghi della Provincia sono 212, i posti letto 24.679. I campeggi sono 15 per 9133 posti letto, gli affittacamere sono 57 per 470 posti letto. Ci sono poi 42 case o appartamenti vacanze, 6 case per ferie, 5 residence, 2 ostelli, per un totale di 721 posti letto. "Presto", ha concluso l'assessore, "verra' realizzata anche la guida dei bed and breakfast". (AGI) Ca3/Sol 6 TURISMO: 'SMILE' DOVE SI MANGIA SARDO IN ALBERGHI CAGLIARI PRESENTATA NUOVA GUIDA OSPITALITA' PROVINCIA CAGLIARI CAGLIARI (ANSA) - CAGLIARI, 5 MAR - Per certificare la qualità delle strutture ricettive arriva un marchio nuovo: uno 'smile' di color arancione, circondato dalla scritta "Chilometri zero". Indica che in quell'albergo o residence si mangia esclusivamente sardo. E' la novità dell'edizione 2012 della Guida all'ospitalità in Provincia di Cagliari, illustrata stamani in una conferenza stampa a Cagliari. Dalle colazioni a base di miele, yogurt e latte, fino al maialetto; oppure carciofi, zafferano, mirto o fil'e ferru e altro ancora. Sono 34 gli operatori che hanno sposato questa filosofia del mangiare locale. "Un'idea che non ha eguali in Italia e che si inserisce nel discorso legato alla filiera corta e alla politica che la nostra amministrazione porta avanti e che intende avvicinare le istituzioni agli imprenditori locali", ha sottolineato l'assessore provinciale al Turismo, Piero Comandini, nel presentare la guida. Realizzata dall'Assessorato provinciale al Turismo, stampata in 50.000 copie, tradotta in inglese, francese, tedesco e spagnolo, avrà diffusione anche internazionale, grazie all'Enit, ma anche a due iniziative di promozione turistica che la provincia intende realizzare in Polonia e Germania. Il volume presenta i suoi 212 alberghi, per un totale di 24,679 posti letto, che arrivano a 40 mila se si aggiungono le altre strutture ricettive. Con un calo del 6% rispetto all'anno precedente. Solo gli alberghi hanno perso 800 posti letto. Il volume elenca le strutture ricettive divise per tipologia, dagli alberghi fino agli ostelli della gioventù, passando per campeggi, residence, affittacamere, case e appartamenti per vacanze. Con specifiche indicazioni su prezzi, telefono, fax, stelle, posto auto, accessibilità per disabili e altro ancora. Discorso a parte meritano i 525 bed and breakfast, che hanno registrato un piccolo boom: quasi un centinaio in più rispetto al 2010. "Per questo settore in forte crescita stiamo predisponendo una guida specifica che sarà data alle stampe fra dieci giorni", conclude Comandini. (ANSA). 7 Turismo: "smile" dove si mangia sardo in alberghi Cagliari (ANSA) - CAGLIARI, 5 MAR - Per certificare la qualita' delle strutture ricettive arriva un marchio nuovo: uno 'smile' di color arancione circondato dalla scritta Chilometri zero: indica che in quell'albergo o residence si mangia sardo. E' la novita' dell'edizione 2012 della Guida all'ospitalita' in Provincia di Cagliari. Dalle colazioni a base di miele, yogurt e latte, fino al maialetto; ma anche carciofi, zafferano, mirto o fil'e ferru. Sono 34 gli operatori che hanno sposato la filosofia del mangiare locale. 8 Cagliari, uno "smile" per alberghi Ecco nuovo logo del mangiare sardo Per certificare la qualità delle strutture ricettive arriva un marchio nuovo: uno 'smile' di color arancione, circondato dalla scritta "Chilometri zero". Indica che in quell'albergo o residence si mangia esclusivamente sardo. E' la novità dell'edizione 2012 della Guida all'ospitalità in Provincia di Cagliari, illustrata stamani in una conferenza stampa a Cagliari. Dalle colazioni a base di miele, yogurt e latte, fino al maialetto; oppure carciofi, zafferano, mirto o fil'e ferru e altro ancora. Sono 34 gli operatori che hanno sposato questa filosofia del mangiare locale. "Un'idea che non ha eguali in Italia e che si inserisce nel discorso legato alla filiera corta e alla politica che la nostra amministrazione porta avanti e che intende avvicinare le istituzioni agli imprenditori locali", ha sottolineato l'assessore provinciale al Turismo, Piero Comandini, nel presentare la guida. Realizzata dall'Assessorato provinciale al Turismo, stampata in 50.000 copie, tradotta in inglese, francese, tedesco e spagnolo, avrà diffusione anche internazionale, grazie all'Enit, ma anche a due iniziative di promozione turistica che la provincia intende realizzare in Polonia e Germania. Il volume presenta i suoi 212 alberghi, per un totale di 24,679 posti letto, che arrivano a 40 mila se si aggiungono le altre strutture ricettive. Con un calo del 6% rispetto all'anno precedente. Solo gli alberghi hanno perso 800 posti letto. Il volume elenca le strutture ricettive divise per tipologia, dagli alberghi fino agli ostelli della gioventù, passando per campeggi, residence, affittacamere, case e appartamenti per vacanze. Con specifiche indicazioni su prezzi, telefono, fax, stelle, posto auto, accessibilità per disabili e altro ancora. Discorso a parte meritano i 525 bed and breakfast, che hanno registrato un piccolo boom: quasi un centinaio in più rispetto al 2010. "Per questo settore in forte crescita stiamo predisponendo una guida specifica che sarà data alle stampe fra dieci giorni", conclude Comandini. Lunedì 05 marzo 2012 13.32 9 Pag. 21 L'assessore Comandini: strumento indispensabile per i turisti, presto il vademecum dei B&B Arriva la Guida dell'Ospitalità In distribuzione le 74 pagine con tutte le strutture ricettive della provincia Uno smile con la scritta “chilometri zero” - che certifica la qualità delle strutture ricettive caratterizza l'edizione 2012 della Guida all'Ospitalità varata dalla Provincia. L'opuscolo di 74 pagine, 10 mila copie stampate (altre 40 mila saranno realizzate a breve), è firmato dall'assessorato provinciale del Turismo e contiene traduzioni in inglese, francese tedesco e spagnolo. Rispetto agli anni precedenti, la Guida dell'Ospitalità della provincia di Cagliari propone l'innovazione del marchio “smile” color arancio con una sorta di slogan-consiglio (“chilometri zero”, appunto) che contraddistingue quest'anno 34 strutture che impiegano prodotti locali, facendo mangiare cibi sardi ai loro clienti. L'opuscolo, illustrato in una conferenza stampa dall'assessore provinciale del Turismo Piero Comandini, sarà distribuito negli Infopoint, capillarmente attraverso i circoli dei Sardi ma avrà anche diffusione internazionale grazie all'Enit e a due iniziative di promozione turistica in Polonia e Germania. Il volume sarà uno strumento molto utile ai turisti perché contiene l'elenco delle strutture ricettive provinciali, divise per sezioni: alberghi, campeggi, affittacamere, case e appartamenti per vacanze, residence, ostelli della gioventù, case per ferie sino al capitolo sull'agriturismo con informazioni essenziali tra i quali prezzi, periodi di apertura, numero dei posti letto. «Nella guida sono presenti 212 alberghi con 24.679 posti letto, 800 meno dell'anno scorso», ha detto Piero Comandini, «che arrivano a 40 mila comprendendo tutte le strutture. A parte pubblicheremo una guida con l'elenco degli attuali 525 B&B, che hanno registrato un piccolo boom con quasi cento unità in più rispetto al 2010». Sergio Atzeni 10 pag. 18 Diecimila copie distribuite negli infopoint e nei circoli dei sardi Guida dell’ospitalità in provincia CAGLIARI. Diecimila copie per iniziare, con un costo di 7.800 euro, per la Guida all’ospitalità in Provincia di Cagliari, stampata per il sesto anno consecutivo in quattro lingue e distribuita negli infopoint, negli eventi di promozione turistica in Italia e all’estero e attraverso i circoli dei sardi. La pubblicazione, presentata stamane a Cagliari dall’assessore alle Attività produttive della Provincia, Piero Comandini, prevede una menzione speciale per le strutture che utilizzano i prodotti locali, segnalate con uno «smile». «Si tratta - ha spiegato Comandini - di uno strumento fondamentale di promozione dell’offerta turistica del territorio e comprende tutte le strutture ricettive che svolgono la loro attività in regola con la normativa vigente. Quanto prima stamperemo altre 40 mila copie, distribuite quest’anno con la collaborazione dell’Esit». Nelle 74 pagine della guida ci sono tutte le informazioni utili per il turista e la certificazione che troverà prodotti locali. «I posti letto nella provincia di Cagliari sono cresciuti - ha sottolineato l’assessore - con una distribuzione sul territorio che comporta una offerta diversificata». Gli alberghi della Provincia sono 212, i posti letto 24.679. I campeggi sono 15 per 9133 posti letto, gli affittacamere sono 57 per 470 posti letto. Ci sono poi 42 case o appartamenti vacanze, 6 case per ferie, 5 residence, 2 ostelli, per un totale di 721 posti letto. «Presto», ha concluso l’assessore, «verrà realizzata anche la guida dei bed and breakfast». 11 12 Nuove povertà e mondo degli anziani, se ne discute a Cagliari Paolo Salvatore Orrù Le nuove povertà e il mondo degli anziani, sono questi i temi che verranno trattati a Cagliari in due differenti convegni. Nella biblioteca regionale (sala K) di viale Trieste, alle ore 10.30 di martedì 6 marzo, organizzato dalla Rete regionale delle economie solidali contro gli sprechi, si terrà un seminario pianificato dal progetto Alimentis. Alla tavola rotonda parteciperanno Antonello Liori, assessore regionale alla cooperazione e sicurezza sociale, Matteo Guidi, del Last Minute Market s.r.l, Alessandro Ruzzu, dell’agenzia regionale del lavoro, Giuseppe Fara, esperto di politiche sociali, monsignor Marco Lai, presidente della Onlus San Saturnino, Bruno Farina, assessore alle politiche sociali della provincia di Sassari e Paolo Moretto, direttore Ipermercato Carrefour. Mercoledì 7, ore 9.30, presso la sala convegni della Cdl di Cagliari si terrà il convegno “Fragilità dell’anziano tra residenzialità e territorio”, “Gli anziani come risorsa”. Coordina i lavori Lina Cugini, segretaria Spi Cgil provinciale. La presentazione e l’analisi dei dati Report sarà a cura di Giuseppe Fara, responsabile dell’Osservatorio Politiche Sociali Provincia di Cagliari. Dottor Fara, le nuove povertà sono un problema di tutti, qual è il vostro obiettivo? “Vogliamo capire chi sono i nuovi indigenti, desideriamo comprendere in quali categorie stanno emergendo le nuove povertà. Analizzare questi dati è fondamentale, solo così si possono sviluppare politiche mirate tese alla risoluzione del problema. Nel corso dei nostri studi, abbiamo individuato, fra gli altri, due temi particolarmente importanti. Prima di tutto, parlare di povertà oggi significa disquisire di un fenomeno del tutto inatteso. Siamo - in buona sostanza - di fronte a uno scenario nuovo, a un cambiamento epocale. Inoltre, fino a qualche tempo fa, la povertà era un fenomeno molto ben definito, quasi blindato, isolato all’interno di una sorta di ghetto. Il resto della società ne restava in qualche modo fuori”. Lei sta dicendo che nella nostra regione sempre più famiglie sono indigenti? “Lentamente, inesorabilmente, la maggior parte delle famiglie che vivono in Sardegna (ma il fenomeno si ripete anche nel Mezzogiorno d’Italia) sono già dentro la soglia della povertà: nella provincia di Cagliari, secondo l’Istat, ventidue famiglie su cento sono in difficoltà. Queste valutazioni sono state effettuate tenendo conto delle soglie di reddito registrate nell’anagrafe fiscale. La soglia di povertà relativa al periodo 2011 era stata fissata in 992 euro per una famiglia di due persone, questa somma sale di circa 300 euro via via che aumentano i figli: una famiglia di quattro persone è povera, secondo la definizione adottata dagli istituti di rilevazione, quando il reddito è al di sotto dei millequattrocento euro”. Millequattrocento euro sono pochi a Cagliari, nei paesi una cifra così ha un valore diverso ... ”Le soglie di reddito più basse sono tipiche dell’interno della Sardegna, nella nostra ricerca è emerso che, al contrario di quanto avviene nel Cagliaritano, la povertà estrema in quei territori è quasi nulla. Perché lì continua a funzionare la solidarietà familiare: è molto improbabile che una persona venga lasciata morire di fame. Siamo, quindi, di fronte a un’altra economia, un’economia di sussistenza estremamente vitale che gli economisti non sono in grado valutare quando calcolano il prodotto interno lordo (Pil) del nostro Paese. Nei paesi del centro i più giovani assistono i parenti più anziani non tanto con somme di danaro, ma con l’assistenza continua, con gli ortaggi prodotti nei loro poderi e con la condivisione di piccoli allevamenti. Nelle città abbiamo invece constatato che è il lavoro precario a produrre i danni maggiori: sta diventando l’anticamera di una povertà permanente che assomiglia alle povertà estreme di un tempo”. 13 C’è un legame tra la povertà e le rapine e gli scippi che subissano i tavoli dei cronisti? “Scippi e rapine erano fenomeni circoscritti, generati da sacche di piccola delinquenza non legate a grosse organizzazioni. Ora la povertà si sta diffondendo a macchia d’olio anche tra ceti sociali un tempo preservati da questa piaga, per questo incapaci di affrontarla. Ci sono famiglie che da un giorno all’altro sono diventate nullatenenti, un dramma che non sanno affrontare, perché non hanno gli anticorpi che i poveri “storici” hanno maturato con il tempo”. Le analisi restano solo sterili esercitazioni di logica se non si individuano le soluzioni … ”Non esistono soluzioni precostituite, ma è necessario reagire. Occorre costruire reti di solidarietà diffusa che in qualche modo siano in grado di coinvolgere le istituzioni locali e i sistemi di impresa. Bisogna, inoltre, ripensare il sistema dei rapporti sociali. Soprattutto, dobbiamo renderci conto che quel mondo che prima guardavamo distrattamente sta entrando nelle famiglie di tutti: quel ventidue per cento rapprenda quasi un quarto delle nostre famiglie. Sono i fuochi più numerosi a subire di più le ristrettezze economiche. Non possiamo aspettarci nulla dal governo, nessuno può risolvere il problema dall’alto, occorre quindi re inventare un sistema di relazioni sociali meno egoista, più vicino alla gente, in grado di riproporre il concetto di comunità. E’ l’unica soluzione: non è questo il tempo dei miracoli”. Il convegno di Spi Cgil sta lì a dimostrare che esiste anche un problema anziani … ”Oggi gli ottantacinquenni residenti in Sardegna sono circa quarantamila. Nel 2031 saranno più che raddoppiati e nel 2051, secondo i demografi dell’Istat, saranno 146 mila. La nostra regione ha un tasso di fecondità di 1.18, la più bassa in Europa. Questi numeri aiutano a fare un ragionamento: un tempo nelle regioni del Sud nascevano più bambini che nel resto dell’Italia, oggi questo record appartiene al Veneto e alla Lombardia. Ci sono due componenti che hanno fatto lievitare questi dati: i soldi e gli immigrati. Analizzando questi due valori, si capisce che la Sardegna, le nostre città, i nostri paesi, saranno abitati over da settanta in ottima salute. Ci sarà, insomma, una società di abili in pensione. Occorre dunque capire come si può trasformare un problema in risorsa. I giapponesi, per esempio, hanno costruito un modello di società diverso dal nostro: l’anziano esce dalla catena della produzione ma continua ad avere ruoli, funzioni, che gli permettono di riutilizzare quanto ha imparato nel corso della sua vita. Può essere la via giusta". 05 marzo 2012 14 Pag. 30 Provincia Giudice di pace, preoccupazione per la Trexenta Arriva tra i banchi del consiglio provinciale di Cagliari la battaglia della Trexenta, del Sarrabus Gerrei e del Sarcidano contro la chiusura delle sedi dei Giudici di pace. A denunciare il pericolo chiusura di questi uffici è stato il consigliere di Sel, Sandro Serreli, il quale ha sottolineato che «questa azione di smantellamento potrebbe avere riflessi sul già precario sistema economico di quei territori». Con Sandro Serreli si è schierata anche la presidente dell'assemblea Angela Quaquero. (ant.ser.) 15 Pag. 15 LETTERE E SMS Grazie all'assessore F. Mele che, accogliendo il nostro invito, ci ha parlato con chiarezza, senza nascondere le difficoltà, del lavoro che la Provincia di Cagliari sta facendo per la scuola, per la sicurezza dei caseggiati, per il rispetto delle esigenze dei disabili. Il suo intervento in classe è stato un modo per avvicinare i ragazzi alle istituzioni. per far loro conoscere gli enti locali e sviluppare una capacità critica che li aiuti a crescere. La 2^ I della media Foscolo 16 pag. 8 Congressi e primarie, i travagli di Pdl e Pd I democratici: l’unica vittoria della segreteria regionale è arrivata in extremis a Oristano CAGLIARI. I congressi provinciali del Pdl, che si sono chiusi senza una linea politica e quasi tutti senza una conta, le primarie del centrosinistra con la segreteria del Pd che solo in extramis, domenica a Oristano, ha evitato la batosta totale. In linea con le incertezze di Berlusconi e Bersani, i due principali partiti isolani non sono usciti bene dalle ultime prove. E i problemi interni si sono aggravati. Nel Pdl sardo guidato in Sardegna dal deputato Settimo Nizzi, fedelissimo di Berlusconi, non dovrebbero registrarsi novità sino a quando non ci sarà un preciso orientamento nazionale: rilancio o svolta? I congressi provinciali - di cui si parla in questa pagina - sono stati soprattutto un posizionamento in attesa degli eventi. E’ più o meno - in particolare dopo la bufera su Bersani per il caso Palermo - quello che sta accadendo nel Pd sardo. L’incertezza sul futuro dello stesso partito provoca paralisi e condiziona le alleanze interne, che infatti sono state ridisegnate più volte. L’assenza di un dibattito franco e accettato fa vivere le primarie come l’unico appuntamento in cui battersi: e così sono state trasformate in una permanente resa dei conti tra le diverse correnti. E oggi c’è chi ne chiede la riforma per evitare questa deriva. Ma il problema è politico. Il tema è posto da uno dei big, Antonello Cabras, che l’anno scorso a Cagliari era rimasto penalizzato proprio alle primarie. «Il Pd è un partito che discute - spiega - ma che non riesce a trovare una posizione, a fare sintesi. Io sono per l’istanza unitaria, ma un partito che non riesce a far collaborare maggioranza e minoranza non può durare a lungo. Ormai il Pd ha quasi cinque anni, questo obiettivo di far convivere più anime non l’abbiamo centrato, anche se oggi le posizioni sono meno radicalizzate». Secondo indiscrezioni, Cabras avrebbe preso le distanze dal segretario regionale Silvio Lai. Così almeno sono state interpretate alcune sue frasi nell’ultima direzione. Lui nega. «Nella relazione di Lai - dice Cabras - c’erano alcuni riferimenti alle contraddizioni nel gruppo dirigente. Io ho detto che le contraddizioni non vanno contemplate ma discusse e sciolte». Una delle divergenze è sul congresso. Secondo Cabras va chiusa ora la fase programmatica e poi pensare al resto perché «per fare un congresso ci vogliono sei mesi e bisogna stare attenti a non finire dritti sotto le elezioni politiche. In ogni caso, bisogna essere capaci di arrivare a una data che vada bene a tutti». Chi chiede inutilmente il congresso da un anno è la minoranza guidata da Paolo Fadda, ex sponsor ed ex sostenitore di Lai. «Ciò che mi meraviglia - dice - è che quelli che prima di me chiedevano il congresso ora non lo vogliono fare più». Perché? «Talvolta capita, come è capitato alle primarie, che - dice Fadda - chi è minoranza nel partito risulti maggioranza tra i cittadini». Il riferimento è alla vittoria dei suoi candidati a Selargius, Caspoterra, Monserrato, Sinnai e Sestu contro quelli sostenuti dalla dirigenza, Lai compreso. «E’ un errore che il vertice si schieri alle primarie - spiega Fadda - perché se perdi delegittimi il partito. Ho apprezzato il segretario provinciale di Oristano quando si è ritirato dalle primarie. Ora è più libero di aprire un confronto politico col terzo polo, se fosse stato dentro la competizione non avrebbe potuto farlo». Francesca Barracciu, prima avversaria di Lai e ora vice segretario regionale con lui, è soddisfatta. «Le primarie sono un patrimonio del Pd - dice - e non si torna indietro. Nel programma originale di Lai non c’erano, ora ci sono. E’ un passo in avanti». E le sconfitte dei candidati cosiddetti ufficiali? «Le scelte sono fatte sempre a livello locale - risponde - e se il segretario ha appoggiato uno dei candidati del Pd ha sbagliato. Non so se lo ha fatto, io non lo farei». Comunque «il partito oggi sta meglio di ieri». 17 Ne è convinto anche Mario Bruno, che ha vinto le primarie ad Alghero sostenendo un indipendente, Stefano Lubrano. «E’ vero che ci sono state molte divisioni tra i candidati del partito afferma il vice presidente del Consiglio regionale - ma almeno nell’isola il partito ha vinto lo stesso». Un dato di fatto, in generale, è che «gli elettori non accettano più la mediazione dei partitio - aggiunge Bruno - e ora vogliono giustamente scegliere non solo i candidati ma anche le soluzioni ai problemi specifici». In questo senso «queste primarie hanno detto che il Pd deve continuare a cambiare se stesso». E la classe dirigente? «Dalle primarie - risponde Bruno - non ne esce bene perché le ha perse quasi tutte. Il partito deve attrarre di più e selezionare i candidati migliori, non farseli imporre». Il congresso? «Per me - conclude Bruno - andrebbe bene dopo l’estate». © RIPRODUZIONE RISERVATA «Tra gli azzurri ci sono più tessere che idee» L’incompatibilità di Campus, il primato di voti della Lombardo CAGLIARI. I primi congressi provinciali di un partito berlusconiano saranno ricordati soltanto per essere stati, appunto, i primi. Per il resto, soprattutto per l’assenza di dibattito, sono un’occasione persa. Forse non poteva essere altrimenti, vistoche non si sa se il Pdl esisterà ancora. In tale clima di incertezza, però, ci sono posizioni molto diversificate e si va dalla «grande soddisfazione» di Claudia Lombardo all’«incompatibilità ormai totale» del ribelle Nanni Campus. La presidente del Consiglio regionale ha confermato di essere la leader assoluta nel SulcisIglesiente. La sua lista ha battuto nettamente quella messa su dai sostenitori del suo rivale Ugo Cappellacci. E’ stata una partita vera e, al momento, sembra che la partecipazione al voto sia da record nazionale: il 72 per cento dei tesserati. «Altro che tessere finte - ha commentato la Lombardo - è la conferma che quando si è radicati nel territorio, come nel Sulcis, i risultati ci sono. Già l’anno scorso, alle amministrative, Carbonia e Iglesias erano state le uniche realtà in crescita nell’isola». Per il resto, quasi dappertutto i congressi provinciali sono stati una finzione: nemici giurati si sono messi insieme in lista per evitare una conta che avrebbe potuto danneggiare tutti. I regolamenti di conti sono stati così rinviati. Come quelli tra i sostenitori e i denigratori di Cappellacci. Solo dai nomi dei coordinatori eletti si può dire che il presidente della Regione, che pur da autosospeso si è occupato dei congressi, ha sicuri sostegni solo a Cagliari (provincia e città) e a Oristano e (forse) nel Medio Campidano. Da questa «palude» ha deciso di uscire Nanni Campus. che ieri ha confermato l’addio annunciato al congresso di Sassari: «Non sto in un partito di tessere e senza idee, la mia difficoltà è diventata incompatibilità. Al congresso molti hanno parlato di me come oppositore di Cappellacci, nessuno ha voluto discutere dei perché. Non c’è politica, niente proposte, solo potere. Anche Berlusconi sa bene quanto to sia pericolosa la deriva delle tessere, ma ormai non accetterei neanche il richiamo di un eventuale nuovo partito». (f. per.) © RIPRODUZIONE RISERVATA 18 19 Pag. 5 OLBIA. Mozione in Senato presentata dal parlamentare del Pd: una battaglia di civiltà Rivolta contro le servitù militari Scanu: «Chiudiamo le basi di Teulada e Capo Frasca» Paolo Carta OLBIA Tre mesi di tempo per chiudere i poligoni di Teulada e Capo Frasca. Avviare la bonifica. Concentrare tutte le attività militari a Quirra, vietando quelle che hanno causato gravi danni all'ambiente e insinuato il dubbio che possano aver provocato leucemie e tumori. Stavolta non è un pour parler o una rivendicazione estremista: è una mozione che verrà presentata in Senato dal parlamentare olbiese Gian Piero Scanu (Pd) e che ha già ottenuto il consenso (per ora solo informale) anche di diversi parlamentari del centrodestra. UNITÀ DI INTENTI Arriva dall'unico esponente sardo presente nella commissione parlamentare d'inchiesta sull'uranio impoverito, due mesi dopo i sopralluoghi in tutte le aree militari sarde e in un periodo considerato un po' da tutti perfetto per questi discorsi. Perché il Governo Monti è sorretto da una grande coalizione di fatto , impegnata nel risanare i conti dello Stato (soprattutto tagliandoli) e la riduzione delle servitù militari (l'80 per cento del demanio militare è localizzato in Sardegna) consentirebbe di eliminare sprechi. E poi perché «la geopolitica - spiega Scanu - è profondamente cambiata dal 1950 , quando nacquero i tre poligoni sardi, a oggi, tredici anni dopo la caduta del Muro di Berlino. Il ridimensionamento dell'attività militare (previsto un taglio del personale delle Forze Armate, ora composto da soli professionisti, da 190 a 150 mila effettivi) suggerisce un diverso utilizzo delle aree per l'addestramento». LA BATTAGLIA Gian Piero Scanu parla soprattutto di battaglia di civiltà , «nella quale dobbiamo coinvolgere tutti: la Regione, i sindacati, le popolazioni di Teulada, Arbus, Perdasdefogu e Villaputzu, le Forze armate stesse. La nostra non è una posizione antimilitarista, tutt'altro. Per Quirra vogliamo tornare a su connottu , alle origini, a sperimentazioni di alto livello tecnologico, che porterebbero nuovi posti di lavoro. Basta con le esplosioni di missili». LA MISSIONE Decisivo, secondo Scanu, è stato il tour della commissione uranio impoverito. «Il comandante del poligono di Teulada ha detto che una penisola è interdetta a qualsiasi attività, definitivamente perduta, impossibile da bonificare perché da 50 anni bersaglio di ogni tipo di spari da terra e mare. Inaccettabile. E del poligono di Capo Frasca, bersaglio dei lanci degli aerei in decollo da Decimo, se ne può fare a meno». L'UNIONE La discussione della mozione Scanu non dovrà essere soltanto un argomento da stanze del Senato. «Sogniamo una presa di coscienza dell'intera Sardegna», dice il parlamentare olbiese. Convinto che sia il momento politico ideale per questa battaglia, «cominciata negli anni 80 dal presidente sardista della Regione, Mario Melis, e poi accantonata». GLI ESPERTI Al fianco di Scanu, ieri a Olbia anche due esperti, Antonio Onnis e Fernando Codonesu, cooptati nella commissione parlamentare d'inchiesta dopo i l lavoro di indagine ambientale effettuato a Quirra. «La bonifica, la riconversione del poligono come centro sperimentale di alta tecnologia, radaristica, Protezione civile ed energie alternative - dice Codonesu - potrebbe far lievitare le buste paga. Sarebbe un successo, visto che oggi nel Salto di Quirra il reddito pro capite della popolazione è inferiore del 30 per cento rispetto al resto della provincia di Cagliari». Non sarà solo colpa del poligono, gradito a Perdasdefogu, paese che si regge proprio sulle buste paga garantite ai margini delle esercitazioni, ma anche a Teulada studi analoghi dimostrano che il paese si è spopolato dal 1950 a oggi, al contrario di realtà geograficamente analoghe come Villasimius. L'INCHIESTA Antonio Onnis spera che il lavoro svolto a Quirra possa essere preso come modello 20 anche per un'analisi ambientale da effettuare a Teulada e Capo Frasca: «Non ci sono più dubbi, non tutto il poligono è altamente inquinata, ma sono state definite zone altamente contromesse, come quelle che hanno ospitato i test dei razzi Vega, i brillamenti di munizioni obsolete, i test degli oleodotti. E aspettiamo senza pregiudizi, i risultati delle indagini sanitarie sulla popolazione». La gente attende anche l'esito dell'inchiesta della Procura di Lanusei: per la prima volta al mondo un poligono è sospettato di aver causato leucemie e tumori nei militari e nei pastori. Il pm Domenico Fiordalisi ha già imposto alla Difesa l'avvio di una prima bonifica e la limitazioni delle attività che adesso dovrebbero essere vietate per legge su proposta di Gian Piero Scanu. SANT'ANNA ARRESI. Con alcune migliaia di pecore si rifiutano di lasciare i pascoli del poligono Gli allevatori imprigionati nella base Asserragliati dentro il poligono militare di Capo Teulada. I pastori di Sant'Anna Arresi e Teulada scendono in guerra contro la nuova bozza del “contratto di couso” per l'autorizzazione a condurre le greggi nei pascoli con le stellette. E lo fanno occupando, con greggi al seguito, l'area interdetta e bloccando di fatto le esercitazioni militari. «Non ci muoveremo sino a quando non otterremo il rispetto di ciò che ci era stato promesso», spiega Andrea Cinus, responsabile territoriale del Movimento pastori sardi e assessore all'Agricoltura del Comune di Teulada. LA NOTTE NELLA BASE Trascorsa la notte nei pascoli tra Case Arrus e Montixeddu, alcune delle località all'interno della base militare di Capo Teulada, venticinque allevatori di Sant'Anna Arresi e Teulada, ieri mattina, hanno ribadito a gran voce le ragioni della protesta. «Avevamo chiesto mezz'ora in più di pascolo, un nuovo ingresso per le greggi, la possibilità di rivedere i canoni di gestione giornaliera dei cancelli dell'area militare e, soprattutto, un accordo per i pascoli con le “stellette” su base triennale e non più biennale. Oggi, a distanza di due anni, siamo al punto di partenza, anzi peggio, perché nel frattempo - sottolinea Cinus - la crisi che sta colpendo tutti i settori, compreso il nostro, sta diventando sempre più grave». IL CONTRATTO Senza un regolare contratto di affitto anche la possibilità di accedere ai contributi dell'Unione europea, linfa vitale per un comparto già in difficoltà, rischia di saltare. «Il contratto deve essere firmato entro marzo altrimenti rischiamo di perdere circa 250 mila euro di contributi europei. Sarebbe un colpo letale per le nostre aziende», aggiunge il rappresentante del Mps territoriale. Nei 3.500 ettari del poligono interforze gli allevatori conducono ogni giorno più di cinquemila capi di bestiame tra pecore, capre e buoi. Intanto, ieri, c'è stato un primo incontro interlocutorio tra i pastori e i militari che controllano la base di Capo Teulada. «Da qui non ce ne andiamo sino a quando non verranno soddisfatte le nostre richieste. La responsabilità di tutto ciò conclude Cinus - è anche della politica regionale che ha tergiversato per due anni. Ora siamo disposti a tutto: il bestiame resterà dentro il poligono e bloccheremo le esercitazioni. Per troppo tempo abbiamo rispettato gli accordi, abbiamo concesso fiducia, salvo poi ritrovarci ora con in mano un pugno di mosche». PESCATORI Oggi dovrebbero scendere in campo anche i pescatori. Hanno annunciato per questa mattina un sit-in davanti all'ingresso della base per protestare contro il ritardo con il quale vengono corrisposti gli indennizzi per il fermo pesca provocato dalle esercitazioni militari nel mate attorno al poligono. I pescatori lamentano di non vere ricevuto ancora gli indennizzi del 2010 nonostante le assicurazioni fornite dal ministero ai sindaci di Teulada e Sant'Anna Arresi non più di alcune settimane fa. Maurizio Locci 21 Pag. 21 Oggi il governo risponde all'interrogazione del deputato Pdl Mauro Pili «Ridateci le aree militari» L'idea: alla Regione anche gli spazi meno utilizzati «Non solo le aree militari dismesse dovrebbero passare alla Regione, ma anche quelle sottoutilizzate o situate all'interno dei centri urbani». Lo aveva chiesto il deputato sardo Mauro Pili (Pdl) lo scorso 11 gennaio in commissione Difesa della Camera dei Deputati: la risposta alla sua interrogazione è attesa per questo pomeriggio alle 14. Risposta dalla quale potrebbe dipendere il futuro di molte strutture militari ancora recintate col filo spinato e interdette ai cagliaritani nonostante l'inutilizzo da parte della Difesa in alcuni casi anche da decenni (a Monte Urpinu uno dei quattro edifici militari, l'ex deposito Cral, fu abbandonato più di 35 anni fa). «È ora di ripensare l'attuazione dell'articolo 14 dello Statuto (prevede il passaggio alla Regione solo delle aree militari dismesse) in modo più dinamico e intelligente. I tempi sono maturi perché le strutture militari dentro le città sarde lascino spazio a strutture di sviluppo turistico e non solo», aveva esposto Pili a Montecitorio. VIALE COLOMBO Il pensiero corse immediatamente alle aree della Marina Militare lungo viale Colombo: due su tutte, il molo Ichnusa, sede dell'Ammiragliato, e Su Siccu, sede dei magazzini generali. Circa 48 mila metri quadrati in tutto, di cui «centinaia di metri lineari sul fronte mare con immobili di pregio, occupati da pochissimi dipendenti e pochi militari, strategici per lo sviluppo del turismo». Che, nei disegni del parlamentare, potrebbero venire riqualificati e utilizzati come strutture ricettive, per rendere la città a maggiore impatto turistico come nelle intenzioni del Comune stesso. LE ALTRE AREE Ma l'area occupata dalla Marina non è che una minima parte rispetto alle complessive 58 aree attualmente in mano al ministero della Difesa che complessivamente coprono una superficie di circa 260 mila metri quadri, fra caserme, magazzini, alloggi e parchi (utilizzati a pieno regime, sottoutilizzati o completamente dismessi). «Molti degli spazi e volumi militari, recintati con filo spinato, si trovano peraltro nel cuore della nostra città - ha proseguito Pili - e sono ormai poco strategici anche dal punto di vista militare, oltreché rispetto allo sviluppo della città. Bisogna sfatare questa inviolabilità e partire dal presupposto che un'area e un volume militare non c'entrano niente con la vocazione turistica delle nostre città». Ora il verdetto del Governo sull'articolo 14 dello Statuto: «Spero non si limiti alla stretta lettura e applicazione della norma ma sappia interpretare in modo intelligente e aperto il nuovo scenario strategico militare, arrivando a un punto d'incontro con le esigenze dello sviluppo della nostra città». E se così non dovesse accadere, Mauro Pili annuncia battaglia fino a raggiungere «l'obiettivo di restituire allo sviluppo e alla crescita dell'Isola queste aree oggi irragionevolmente occupate da presidi militari». Michela Seu 22 Pag. 20 Oggi Zedda incontra il premier. Si parlerà anche della questione entrate «Caro Monti, meno vincoli» Spesa, il sindaco: si ridiscuta il Patto di sbabilità La coperta è sempre più corta. Anche il sindaco Massimo Zedda, prigioniero del Patto di stabilità e disperatamente a caccia di risorse per la città, cerca una chiave per allargare le maglie del Patto e aumentare la capacità di spesa del Comune. «Il Patto di stabilità e le manovre dei governi Berlusconi e Monti colpiscono Comuni ed enti locali in uguale misura e non vengono premiati i Comuni che spendono meglio le risorse che hanno a disposizione. Chiederemo che si sblocchi il Patto almeno sugli investimenti». Lo ha afferma Zedda, componente delll'Ufficio di presidenza dell'Anci, che oggi, insieme con l'Associazione dei Comuni, incontra il premier Mario Monti. «È necessario che il governo tenga conto che con questa crisi stanno salendo le richieste dei servizi sociali - prosegue Zedda - e quindi necessaria una maggiore disponibilità di risorse». A Cagliari, così come nelle altre grandi città del Centro e del Sud d'Italia, il settore dei servizi sociali è uno di quelli che soffre maggiormente dei tagli imposti dalla minore entità di risorse che arrivano dallo Stato ai Comuni. I TRASFERIMENTI «Ora lo Stato chiede ai Comuni di fare l'esattore per l'Imu - spiega il primo cittadino di Cagliari - e i Comuni ricevono meno trasferimenti di quando il governo tolse l'Ici. E paradossalmente i Comuni incassano di meno e sono quindi costretti ad alzare le aliquote comunali sulla prima e seconda casa, sugli esercizi commerciali, piccole manovre per poter sopperire ai mancati trasferimenti. La richiesta sarà anche quella - prosegue Zedda - di rivedere le percentuali Imu che i Comuni debbono trasferire allo Stato. Se non lo si dovesse fare, saremo di fronte all'impossibilità dei Comuni - spiega - di erogare sevizi essenziali ai cittadini. Oltre al danno subiremo anche la beffa». La recente “riscoperta” della tassa sull'ombra, legata soprattutto al commercio e che ha generato forti polemiche, è uno dei tentativi di questa amministrazione di far quadrare i conti. I CONTI «È giusto - ha detto Zedda- adottare provvedimenti di risparmio, di contenimento e controllo della spesa pubblica, soprattutto per quella superflua, ma in questo momento di crisi per far quadrare i conti non possono essere mortificate le famiglie, i cittadini, soprattutto quelli bisognosi, le imprese e il mondo produttivo, perché così faremo quadrare i conti ma avremo creato il deserto sociale». LE ENTRATE Per quanto riguarda la Sardegna Zedda chiederà al premier anche il rispetto «dell'accordo tra il governo Prodi e la Regione Sardegna in merito alla “vertenza entrate”. Dalla fine degli anni '90 lo Stato deve alla Sardegna una quota consistente del gettito Iva e Irpef di quella che doveva essere la percentuale che doveva restare nell'Isola. E si tratta - conclude - di diversi milioni di euro». 23 24 Pag. 26 PARCO. Già iniziati in viale Colombo i lavori per completare la Passeggiata A Molentargius in bicicletta Noleggi per le due ruote sparsi nell'area umida Piste ciclabili, parcheggi e aree per il noleggio delle biciclette. La parte del Molentargius a ridosso del Lungosaline, in viale Colombo, si prepara a cambiare aspetto. L'Ente parco ha dato il via qualche settimana fa ai lavori per la sistemazione di quella che diventerà la porta d'ingresso dell'oasi naturalistica: fa parte di una zona già frequentata ogni giorno da centinaia di persone dirette al Poetto. L'intervento si aggiunge alla passeggiata di legno, alla pista ciclabile e all'impianto di illuminazione realizzati lungo lo stagno dalla Giunta precedente. L'INTOPPO I cantieri erano stati aperti nel dicembre scorso, ma subito erano sorti alcuni problemi. I lavori sono ripresi a ritmo serrato soltanto di recente. «La sospensione», spiega il direttore del Parco, Marco Loddo, «è dipesa da un richiesta di chiarimenti sul progetto che ci è stata inviata dalla Regione. Tutto è stato comunque risolto in breve tempo: ora l'intervento procede senza intoppi». LE BICICLETTE A fianco al distributore di carburante troveranno spazio un centro servizi e una stazione di bike sharing , dove si potranno prendere a noleggio le biciclette per inoltrarsi tra i sentieri del parco. Per usufruire del servizio occorrerà registrarsi: si riceverà una chiave o una tessera, che serviranno per sbloccare le bici. La particolarità di questa formula di noleggio sta nel fatto che chi salirà in sella non dovrà necessariamente riportare la bicicletta dove gli è stata affidata: potrà restituirla nelle altre stazioni presenti all'interno dell'area umida. La pista ciclabile partirà dall'area verde in via Don Giordi, attraverserà viale Colombo e scorrerà nel Lungosaline, per poi collegarsi con il percorso ciclabile che il Comune realizzerà in via San Benedetto e in via Fiume fino a Margine Rosso. TURISMO E CARAVAN Nel centro servizi gli operatori forniranno ogni tipo di informazione sul Molentargius. Dalla parte opposta rispetto alla stazione di servizio saranno invece allestite un'area parcheggi e una per i caravan. IL SINDACO «Stiamo mettendo in piedi alcune iniziative per fare in modo che il parco diventi il motore dello sviluppo economico dell'area vasta, non solo di Quartu», sostiene il sindaco e presidente del Molentargius, Mauro Contini: «È importante che l'oasi naturalistica viva e che questa parte del Lungosaline, che è frequentatissima, sia resa più utilizzabile». I PORTARIFIUTI Dopo le richieste dei frequentatori della passeggiata a bordo stagno, recentemente il Comune ha sistemato nella zona anche i bidoni per i rifiuti, per dare un'alternativa ecologica agli incivili che gettano bottiglie e cartacce a due passi dai fenicotteri. Giorgia Daga Commento Finalmente capiamo che lo stagno si può vivere Luigi Almiento Eppur si muove. Abbiamo impiegato decenni per capire che una zona umida come il Molentargius, abitata da numerose specie protette, poteva essere utilizzata non per scaricare rifiuti e macerie di demolizioni, né per far pascolare le greggi o dare rifugio ai cani randagi. Pur con un ritardo imperdonabile, qualcosa si muove. La Passeggiata lungo le Saline in viale Colombo sta per essere ultimata, arriveranno parcheggi per caravan e auto (si spera gratuiti, ma con questa Giunta ossessionata dal blu non si sa mai), soprattutto stanno per diventare realtà le piste ciclabili, collegate a quelle cittadine. La carta vincente sarà forse il bike-sharing : ci si abbona a prezzi modici, si monta in sella alla bicicletta e la si restituisce dove la si è noleggiata. Oppure in tutt'altra zona, come si vuole. A volte basta poco. A volte, per il poco, s'impiega troppo. 25 Pag. 29 Protesta bipartisan contro «l'immobilismo» del primo cittadino Carlo Murru Quartucciu: cade la Giunta Si dimettono undici consiglieri, il sindaco va a casa Il terremoto che fa crollare il Municipio di Quartucciu arriva di primo mattino. Undici consiglieri, cinque di maggioranza e sei di opposizione, firmano un documento al vetriolo in cui accusano il sindaco Carlo Murru di «immobilismo» e scarsa attenzione alla presenza femminile, lo presentano al segretario generale del Comune e si dimettono: «Non si poteva andare avanti così». È la fine dell'amministrazione di centrodestra, il primo cittadino va a casa dopo appena un anno e nove mesi di mandato. Ora la Regione dovrà nominare un commissario che guiderà il paese fino alle nuove elezioni, che potrebbero svolgersi in primavera. I RIBELLI La crisi era nell'aria da giorni ma è stata messa nero su bianco solo ieri da un gruppo eterogeneo di politici: i consiglieri del Pdl Michele Viola (presidente dell'assemblea), Tonio Piras e Walter Pibiri, quello di Fli Giuseppe Colucci e dei Riformatori Tonio Pisu, i rappresentanti dell'opposizione Lalla Pulga, Valeria Ledda e Valentino Pusceddu (del gruppo Bentu Nou), Walter Caredda (La Svolta), l'ex candidato sindaco a capo di una lista civica Tonino Meloni e il suo compagno di partito Franco Murru. «È stata una scelta difficile», sostiene Viola, «ma era impensabile andare avanti così. I problemi sono noti da tempo, non siamo arrivati a questo punto da un giorno all'altro. Il sindaco non è stato presente e ha fatto le sue scelte tenendo fuori i consiglieri e quindi anche la popolazione». QUOTE ROSA La goccia che ha fatto traboccare il vaso sono state le quote rosa. Nella Giunta Murru non c'era una sola donna e più volte è stato chiesto al primo cittadino di rivederne la composizione. «Purtroppo non è avvenuto», dice Walter Caredda, «come opposizione era nostro dovere procedere su questa strada e alla fine abbiamo trovato intenti comuni con alcuni consiglieri di maggioranza». Per Tonino Meloni le dimissioni dei consiglieri «sono la naturale conclusione di un percorso nato male e proseguito peggio. L'amministrazione non aveva una programmazione. In due anni non è stato fatto niente, basta guardare le delibere, pochissime. Hanno cercato solo di portare avanti, male, i progetti avviati dalla precedente Giunta». «SONO DEBOLI» Diversa l'analisi di Giuseppe Fanti, l'ormai ex vice sindaco: «La scelta di dimettersi dei tre consiglieri del Pdl è stata fatta, in maniera autonoma rispetto al partito, da una corrente minoritaria, l'Unidos, in ambito provinciale. Questo ci porta a pensare che sia stata una sorta di reazione alla loro debolezza. L'immobilismo che attribuiscono alla Giunta è legato a dinamiche che tornano indietro nel tempo di anni, noi stavamo solo tentando di risolverle». Giorgia Daga Reazione «Davo fastidio, ma io stesso pensavo di lasciare» La notizia delle dimissioni degli undici consiglieri raggiunge l'ormai ex sindaco Carlo Murru a Marsala, in Sicilia, dove si trova da qualche giorno. «Quanto accaduto», commenta, «è la dimostrazione che sono un sindaco che dà fastidio alla vecchia politica. In quasi due anni ho messo su una rivoluzione che ha riguardato tutta l'amministrazione». Murru maturava da qualche giorno l'intenzione di dimettersi. «Mi hanno solo preceduto», prosegue, «perché non accetto ricatti. Non faccio cadere assessori bravi e competenti per mettere al loro posto uomini di mezza tacca». Della faccenda si occuperà al rientro in città, domani, ma respinge l'accusa di immobilismo. «Basta guardare le cose fatte: i fondi ottenuti, il piano di formazione del personale che Quartucciu non ha mai avuto». (g. da.) 26 LIBERALIZZAZIONI: UPI, DA ORA COMMISSIONI SALATE A BANCHE ROMA (ANSA) - ROMA, 5 MAR - "Nessuno si aspetta che gli istituti bancari non lavorino per fare guadagni e un governo tecnico non può non sapere che, con la Tesoreria Unica, Regioni Province e Comuni si troveranno a pagare commissioni salate alle Banche": lo afferma il presidente dell'Upi, Giuseppe Castiglione, secondo il quale "fino a oggi, grazie agli accordi di tesoreria, gli Enti locali avevano avuto condizioni favorevoli dalle banche. E' chiaro che questi stessi istituti adesso inizieranno a farci pagare commissioni bancarie salate, per rientrare del danno avuto con la perdita del servizio di tesoreria". "Così - aggiunge il leader delle Province - oltre al danno di vederci sottratti i nostri soldi dallo Stato per fare cassa, oltre al fatto di vedere completamente annullata l'autonomia di gestione delle risorse attraverso quello che di fatto è un commissariamento, Regioni, Province e Comuni dovranno subire anche la beffa di vedere aumentare le proprie spese. Con i bilanci ridotti al lumicino dai tagli delle finanziarie e il blocco degli investimenti, queste nuove spese andranno ad aggravare ulteriormente le già disastrate condizioni delle casse delle Autonomie territoriali".(ANSA). PROVINCE: CASTIGLIONE(UPI), BENE APERTURA PATRONI GRIFFI ROMA (ANSA) - ROMA, 5 MAR - "Apprezziamo che il ministro Patroni Griffi abbia voluto sottolineare la necessità che in Italia, come in tutta Europa, lo Stato si costruisca intorno a Regioni, Province e Comuni, e soprattutto, le aperture importanti rispetto alle funzioni delle Province, che vengono descritte dal ministro come istituzioni forti, cui saranno affidate funzioni di area vasta, dalla pianificazione alla tutela dell'ambiente alla viabilità": il riconoscimento lo esprime il presidente dell'Upi Giuseppe Castiglione, che risponde così a quanto affermato in un'intervista a un quotidiano dal ministro Patroni Griffi. "Non vorremmo però - avverte il presidente dell'Unione delle Province d'Italia - che tutta la riforma si riduca solo a un incomprensibile taglio della democrazia, che non porta alcun risparmio, e che si mantengano in vita quei carrozzoni che sono gli Enti, le Agenzie e le Società che sono i luoghi degli sprechi. Siamo pienamente in linea con il ministro, quando parla della necessità di rivitalizzare l'amministrazione italiana ridefinendola intorno ai tre livelli istituzionali, Regioni, Province e Comuni, ma questa riforma - sottolinea - nei fatti ancora non c'é". "Nell'intervista il ministro accenna, timidamente, a interventi che noi chiediamo a gran voce da tempo - prosegue Castiglione - e che sono parte centrale della nostra proposta di riforma delle Province: dall'eliminazione di tutti gli enti strumentali, consorzi, società e agenzie, all'accorpamento delle Province con la conseguente riduzione e razionalizzare degli uffici dello Stato in periferia. Un processo questo che porterebbe risparmi reali e immediati alle casse dello Stato. Secondo le nostre stime - conclude - 1 miliardo si avrebbe dalla razionalizzazione e l'efficientamento delle Province. Dal riordino degli uffici periferici dello Stato, che costano circa 65 miliardo di euro l'anno, si avrebbero almeno 2,5 miliardi di euro, e la sola abolizione degli enti e delle agenzie si può risparmiare oltre 1,5 miliardi di euro".(ANSA). 27