Alimenti
alimentazione
fame nel mondo
ALIMENTAZIONE
L’alimentazione è il processo di assunzione degli alimenti, che rientra in
quello più generale della nutrizione. Gli organismi viventi, in relazione
all’apporto di alimentazione e al meccanismo della loro utilizzazione, si
dividono in due categorie comprendenti l’una gli organismi autotrofi e
l’altra quelli eterotrofi. I primi sono organismi vegetali che sono in grado di
sintetizzare da soli i composti organici di cui hanno bisogno; gli eterotrofi
rappresentano tutti gli organismi come animali e uomini che possono
mantenersi in vita, crescere e riprodursi, solo se riforniti con materiali
organici, ricchi di energia, designati con la generale espressione di alimenti.
Inoltre possono utilizzare l’energia chimica degli alimenti solo dopo averli
degradati in molecole più semplici, capaci di permeare attraverso le
membrane cellulari; è giusto precisare che gli eterotrofi necessitano di
alimenti, da cui liberano energia trasformabile, nei diversi apparati e tessuti,
in lavoro meccanico, in nuove sintesi chimiche e in calore, utilizzabile per
altri numerosi processi che richiedono energia.
alimenti
Per alimenti dobbiamo intendere le materie commestibili e digeribili, capaci di fornire
sostanze destinate a essere utilizzate dagli organismi viventi. È importante dire che,
aumentando il lavoro o le sottrazioni di calore dal corpo, come accade nei climi freddi e
umidi, è necessario aumentare in proporzione l’introduzione di alimenti e la razione
alimentare e giornaliera. La lista dei principi nutritivi necessari alla vita dell’uomo è
costituita da: acqua, sali minerali, zuccheri, grassi e proteine; bisogna inoltre aggiungere
le vitamine che pur non avendo una funzione alimentare diretta, sono comunque
indispensabili alla vita poiché regolano numerosi processi fisiologici. Interessano
l’alimentazione anche particolari sostanze non nutritizie che rendono gradite alcune
bevande mentre altre vengono utilizzate per dare sapore ai cibi o per stimolare
l’appetito. Gli alimenti base vengono suddivisi, in base alla loro natura chimica, in tre
grandi classi: i carboidrati, i lipidi e i protidi. I carboidrati sono costituiti da carbonio,
ossigeno e idrogeno, quest’ultimi nelle stesse proporzioni con cui entrano nella molecola
dell’acqua; essi sono presenti nei cereali, nella frutta e nel latte. I lipidi comprendono i
grassi che sono gli alimenti più calorici poiché in poco volume forniscono una notevole
quantità di energia; gli alimenti più ricchi di grassi sono il burro, l’olio e il lardo. I
protidi, chiamati anche proteine sono il costituente essenziale del protoplasma di tutti gli
organismi viventi; differiscono dai grassi e dai carboidrati, per la loro costituzione
chimica. Le proteine forniscono il materiale necessario per lo sviluppo, la conservazione
e il ripristino dei tessuti, entrano nella formazione degli anticorpi, nella molecola degli
enzimi. Le vitamine, infine, sono composti organici essenziali per l’utilizzo degli alimenti
e devono quindi entrare nella composizione di qualsiasi dieta. Gli alimenti devono
soddisfare alcune esigenze tra le quali l’appetibilità. Utilissimo è che gli alimenti siano in
primo luogo appetibili, per rispondere ai sensi specialmente quello della vista dell’olfatto
e del gusto. Inoltre è necessario dire che i cibi devono soddisfare il senso della sazietà e
devono essere digeribili e assorbibili. Infine ha importanza sociale grandissima il costo
della razione alimentare atta a soddisfare esigenze nutritive; sviluppata una spiccata
tendenza all’acquisto della carne e in genere degli alimenti animali piuttosto quelli di
origine vegetale.
Razione alimentare
La quantità degli alimenti che un organismo deve assumere giornalmente è detta razione alimentare.
Un modo per valutare la quantità di cibo di cui ha bisogno il nostro corpo è quella che fa riferimento
al fabbisogno calorico. Possiamo paragonare il nostro corpo ad un’automobile che ha bisogno di
carburante per andare avanti. Anche noi abbiamo bisogno di carburante per svolgere le attività vitali,
però il nostro carburante non è rappresentato dalla benzina o dal gasolio, ma dagli alimenti. Il potere
nutritivo degli alimenti può essere misurato calcolando il numero di kilocalorie (kcal) sviluppate
durante la combustione. La kilocaloria, come si sa, è la quantità di calore necessaria per innalzare di
un grado centigrado la temperatura di un litro di acqua. Bruciando un grammo di grasso si
sviluppano circa 9 kcal, mentre bruciando un grammo di zucchero o di proteine si sviluppano circa 4
kcal. Possiamo dire che un uomo adulto di corporatura media che conduca vita sedentaria oggi ha
bisogno per mantenersi in buona salute di 2000/2200 kcal al giorno, non di più. E’ interessante
notare che fino ad una cinquantina di anni fa, per la stessa persona, il fabbisogno calorico
giornaliero era molto superiore, perché a quel tempo i consumi energetici del singolo individuo
erano maggiori. Fino all’immediato dopo guerra in molti ambienti il riscaldamento era limitato o
mancava del tutto, gli spostamenti, comprese le scale di casa, venivano fatti, prevalentemente, a
piedi e tante comodità che oggi ci fanno risparmiare energie non erano conosciute. Paradossalmente
quando c’era bisogno di una alimentazione più abbondante il cibo disponibile era scarso, oggi che la
sua offerta è copiosa e seduttiva, non ne serve più tanto per vivere. Il fabbisogno calorico varia molto
con l’età. I bambini e gli adolescenti, ad esempio, necessitano di meno cibo degli adulti, ma non in
proporzione al loro peso. Il fabbisogno energetico di una persona aumenta fino ai vent’anni quando
sono necessarie circa 3800/4000 kcal al giorno, per poi diminuire ed arrivare ad un minimo di 2000
kcal per adulti che svolgono esclusivamente un tipo di lavoro intellettuale e sedentario. Il consumo
minimo di energia necessario per mantenere in vita l’organismo si chiama metabolismo basale e si
aggira sulle 1700 kilocalorie al giorno per un uomo di 70/75 kg in giovane età. Se il cibo introdotto
contiene un numero di calorie in eccesso rispetto all’effettivo fabbisogno questo viene accumulato
nell’organismo come riserva e a lungo andare forma dei depositi di grasso che fanno aumentare il
peso corporeo. Se invece la quantità di cibo ingerita è inferiore al necessario l’organismo per vivere
brucia parte di sé stesso e il suo peso tende a diminuire. Nei paesi caldi (e anche da noi d’estate) si
mangiano meno grassi che nei paesi freddi. Nei nostri climi, una corretta alimentazione dovrebbe
contenere glucidi, lipidi e protidi grosso modo nelle proporzioni di 1/2, 1/3 e 1/6 del totale. Nel
mondo industrializzato il pericolo di non introdurre sali minerali e vitamine a sufficienza esiste solo
se la dieta non è corretta: carni, frutta e verdure fresche ne forniscono infatti quanto basta. L’acqua,
invece, è molto importante nella dieta soprattutto delle persone anziane che tendono a berne poca.
D
I
E
T
A
Come è possibile prevenire alcune malattie osservando con rigore le norme igieniche così è possibile
mantenere lo stato di salute seguendo una dieta corretta. Una dieta squilibrata, ad esempio eccedendo in
dolci o nel consumo di grassi va incontro inevitabilmente, a determinate malattie come l’arteriosclerosi e il
diabete, che poi non potranno essere guarite correggendo, anche drasticamente, la dieta stessa.
Naturalmente bisogna evitare anche gli eccessi opposti come quello di ridurre troppo bruscamente la
razione alimentare per tentare di dimagrire senza il necessario controllo medico. E’ sbagliato pensare che,
come negli animali, si debba mangiare quando si ha fame e si debba smettere quando si è sazi. Nell'uomo il
senso di sazietà e di fame è importante ma non fondamentale perché un ruolo rilevante lo svolge la nostra
volontà che ci induce ad esempio a mangiare anche quando non ci sarebbe più la necessità o a smettere
quando in realtà servirebbe introdurre nello stomaco altro cibo. Negli ultimi cinquant’anni, soprattutto nei
paesi industrializzati, la dieta umana è mutata radicalmente divenendo ricca di grassi, zucchero raffinato e
sale, mentre si è impoverita di fibre. Attualmente le esigenze alimentari si sono adeguate ad un ritmo di vita
molto frenetico che non consente un’ alimentazione fatta con calma e che rispetti i criteri fondamentali
raccomandati dalle tante società per la nutrizione umana presenti in tutti i paesi civili. La nostra si chiama
Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU) ed opera in collaborazione con l’Istituto Nazionale della
Nutrizione. I cibi precotti e in scatola, che contengono un notevole quantitativo di zuccheri raffinati
indispensabili per la loro conservazione, e i grassi, stanno sostituendo i cibi più nutrienti ad alto contenuto
di vitamine e minerali. Una dieta fondata su questi tipi di alimenti porta a tutta una serie di disturbi e di
disfunzioni a cominciare dall’obesità. Una dieta ricca di fibre riduce anche il rischio di contrarre molte
malattie come il cancro del colon e l’arteriosclerosi. In Italia, nella prima metà del nostro secolo, i consumi
alimentari risultavano pressoché costanti mentre sono progressivamente aumentati negli ultimi
cinquant’anni. Insieme con l’aumento dei consumi si è andato differenziando il tipo di alimentazione fra il
Nord e il Sud del Paese. Al Nord si è riscontrata una tendenza verso consumi alimentari tipici del Nord
Europa e degli Stati Uniti, mentre il Sud ha conservato le vecchie tradizioni fondate sulla cosiddetta dieta
mediterranea, che viene considerata da molti un’alimentazione ideale per la prevenzione di molte malattie,
soprattutto quelle cardiovascolari. Una dieta sana ed equilibrata dovrebbe possedere alcune caratteristiche
generali e cioè dovrebbe essere completa nel senso di contenere tutti i principi nutritivi e nelle giuste
proporzioni, mista ossia comprendente cibi assunti sia dal mondo animale sia da quello vegetale, sufficiente
per sopperire a tutte le perdite sia energetiche che materiali e soprattutto varia per evitare il fenomeno della
nausea che interviene quando si mangiano sempre gli stessi cibi. Una buona regola alimentare è quindi
quella di variare il più possibile il menù giornaliero. Anche nei paesi in cui vi è cibo in abbondanza e in cui
metà della popolazione è sovrappeso o obesa, risultano molto diffuse alcune forme di malnutrizione occulta
quali l’anemia per carenza vitaminica in soggetti che seguono diete vegetariane senza le necessarie
integrazioni o l’osteoporosi nelle persone che escludono latte e formaggi dalla dieta o ancora deficit
funzionale tiroideo in chi bandisce dalla mensa i prodotti della pesca o infine la gotta in chi esagera nel
consumo di carne trascurando gli altri alimenti. In altre parole, un’alimentazione poco variata e incompleta
può essere all’origine di disordini organici e malattie, mentre l’abuso di alcuni cibi favorisce l’insorgere di
disturbi fisici di vario genere. Per potersi correttamente orientare verso un’alimentazione razionale ed
equilibrata i dietisti suggeriscono una gamma di possibili alternative all’interno di sette gruppi di alimenti
da cui attingere quotidianamente avendo cura di non escluderne alcuno. Si tratta di alimenti che
Piramide alimentare
La piramide alimentare rappresenta
in modo schematico la dieta
mediterranea tradizionale e ci guida
verso un'alimentazione sana ed
equilibrata.
Come si interpreta:
gli alimenti alla base della piramide
sono quelli fondamentali per nostra
dieta ed il cui apporto giornaliero
non deve mai mancare; man mano
che saliamo la piramide è
necessario limitare gradualmente gli
alimenti in questione fino al vertice
dove abbiamo grassi, condimenti e
dolci il cui utilizzo dovrebbe essere
davvero ristretto, specialmente nelle
quantità.
È importante ricordare che
nessun alimento, preso
singolarmente, è in grado di
soddisfare tutte le esigenze del
nostro organismo.
I 7 gruppi nutrizionali

Gruppo 1

Carni, pesce, uova

Gruppo 2

Latte e derivati

Gruppo 3

Cereali e derivati

Gruppo 4

Legumi

Gruppo 5

Grassi da condimento

Gruppo 6 e 7

Ortaggi e frutta
LA FAME NEL MONDO
I problemi dell’alimentazione mondiale
Il notevole incremento nelle disponibilità alimentari dalla fine della seconda guerra mondiale a oggi è
stato annullato da un aumento senza precedenti nella popolazione umana che cresce di oltre 70 milioni di
persone ogni anno senza accennare a rallentare sostanzialmente nel prossimo futuro. La fame non è una
cosa nuova. Il fatto nuovo è che dopo la fine dell’ultima guerra una grande parte dei popoli ha raggiunto
l’indipendenza politica, sottraendosi al dominio delle potenze coloniali, e ora esige una vita migliore,
senza fame e povertà. Un altro fatto nuovo è che le scoperte della scienza moderna e la loro
applicazione hanno fatto si che l’affrancamento dalla fame è diventato un obbiettivo realizzabile,anche se
questa realizzazione è ancora molto oltre le nostre possibilità pratiche. E difficile valutare la fame su
scala mondiale , ed è naturale che proprio là dove la povertà e la miseria sono più profonde siano anche
meno adeguati i servizi per raccogliere i dati relativi. Nel mondo si produce cibo a sufficienza per tutta la
popolazione, ma il diritto alla alimentazione non è ancora riconosciuto come inalienabile; e un diritto non
può definirsi tale se non può essere rivendicato. Al riconoscimento, in primo luogo giuridico e poi effettivo,
del diritto all’alimentazione è stata dedicata quest’anno la Giornata Mondiale dell’Alimentazione,
organizzata dalla Fao( Food and Agriculture Organization fondata nel Canada nel 1945).. «Ancora oggi
854 milioni di persone ogni giorno vanno a dormire a stomaco vuoto - ha detto Jaques Diouf, direttore
generale della Fao - e per molti Paesi il diritto all’ alimentazione resta una vera e propria sfida, un’azione
possibile solo a lungo termine, anche se questo diritto è stato formalmente riconosciuto nella
Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, adottata dalle Nazioni Unite nel 1948».«La povertà ha due
principali cause: una partecipazione insufficiente alla globalizzazione e ai mercati e la mancanza di un
buon governo - ha affermato Kohler - ma la fame non è un destino ineluttabile, può essere eliminata con
politiche sagge; malgrado il successo della rivoluzione verde degli anni Sessanta, la produttività agricola,
specialmente in Africa, è ancora al di sotto delle possibilità». Sulla necessità di intraprendere una nuova
Rivoluzione verde in Africa si è soffermato il presidente della Tanzania, secondo il quale se si riuscirà a
ristrutturare l’agricoltura africana, «non ci sarà più fame». «Quarantamila bambini muoiono ogni giorno nel
mondo - ha aggiunto Kikwete - a causa della denutrizione e delle malattie da essa provocate, la soluzione
sta nell’investire sui sistemi irrigui, l’uso delle tecnologie e dei fertilizzanti, la formazione degli agricoltori,
le sementi ad alto rendimento, l’accesso al credito e la commercializzazione dei raccolti». A undici anni
dal Vertice Mondiale dell’alimentazione del 1996, il numero delle persone sottonutrite nel mondo rimane
alto, con 820 milioni nei Paesi in via di sviluppo, 25 milioni nei Paesi in transizione e 9 milioni nei Paesi
industrializzati. A ciò, secondo la Fao, si aggiunge la pressione sempre maggiore che stanno subendo al
momento alimenti base come il grano e il latte, i cui prezzi sono saliti vertiginosamente, principalmente a
causa del cambiamento climatico indotto dalle fluttuazioni del tempo che incidono sui raccolti, dalla
crescente produzione di biocarburanti e dall’aumentata domanda proveniente da nuovi mercati emergenti.
«Questi fattori sembrano tutti lavorare contro di noi - ha detto Josette Sheeran, direttore esecutivo del
Pam - minacciando di trasformarsi in un ciclone di bisogni irrefrenabili».
La fame è un problema che
colpisce gran parte del
mondo ma in particolare la
zona africana e parti
dell’Asia dove le statistiche
parlano di cifre terribili
Il problema nel problema
La fame nel mondo è un problema che la comunità internazionale dice di star risolvendo
tramite la F.A.O. ed altre organizzazioni governative e non. Tuttavia il vero problema
non è tanto l’alimentazione mondiale ma le cause che ci sono dietro e parlo del
sottosviluppo provocato dagli interessi che dopo il colonialismo hanno portato onde di
multinazionali e società ad impiantare le loro fabbriche in territorio africano, asiatico e
sudamericano. La loro presenza soffoca la crescita di questi paesi che si trovano a vivere
di aiuti umanitari al posto di stipendi lavorativi, questo perché la presenza straniera
occupa tutti i territori propizi ad attività agricole o industriali. Per debellare il problema
della fame nel mondo bisognerebbe partire dal ritirare tutta la presenza economica
straniera in territorio sottosviluppato eliminando però giri di affari da miliardi e miliardi
di euro. La F.A.O. invia aiuti economici alla maggior parte di paesi che soffrono la fame,
la sua opera è quindi una solidarietà nei confronti di popoli decimati da questo problema.
Questa però non può essere la soluzione. Diceva un proverbio cinese: “ non dare un
pesce al tuo amico ma insegnagli a pescare”: questo è quello che dovrebbe fare ogni
associazione: fornire i mezzi per potersi sviluppare, ridare quegli strumenti che tanto
tempo fa abbiamo preso impropriamente. A peggiorare la situazione è per giunta
l’inneficienza che la F.A.O. ha dimostrato negli ultimi mesi, spendendo milioni e milioni
di euro in futili riunioni e per manutenzioni delle strutture. Insomma i fondi che i
governi di tutto il mondo inviano per aiuti alimentari(o per coprire la loro faccia dai giri
di affari che compiono nelle medesime terre), vanno a finire in ristrutturazione.
Un bambino ci guarda mentre buttiamo del cibo che per lui sarebbe il pranzo di una vita,
un bambino ci guarda ma noi non lo ricambiamo, un bimbo ci osserva ma poi il suo
piccolo sguardo si spegne mentre noi continuiamo a mangiare.
Relazione a cura di:
Salzano Salvatore
Pecchia Antonio
Romano Raffele
Natalizio Antonio
Relazione multimediale a cura di:
Salvatore Salzano
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Alimenti, alimentazione e fame nel mondo di Salvatore Salzano