Comune di Treviglio Consiglio Comunale del 17 dicembre 2013 RESOCONTO DELLA SEDUTA Adunanza ordinaria di 1^ Convocazione – seduta pubblica con inizio alle ore 18:00 Presiede la seduta il Presidente Avv. Gianluca PIGNATELLI Partecipa il Segretario Generale Dr. Antonio Sebastiano PURCARO All’appello risultano: PEZZONI Giuseppe – Sindaco COLOGNO Andrea – Consigliere FUMAGALLI Giancarlo – Consigliere MELLI Paolo – Consigliere PIGNATELLI Gianluca – Consigliere RISI Oreste - Consigliere SGHIRLANZONI Giuseppe – Consigliere CIOCCA Alessandro – Consigliere FERRI Giulio – Consigliere GIUSSANI Francesco – Consigliere PREMOLI Maurizio . Consigliere BORGHI Ariella – Consigliere BUSSINI Simona – Consigliere LINGIARDI Francesco – Consigliere CIOCCA Daniela – Consigliere MERISI Federico – Consigliere MINUTI Luigi – Consigliere Presente Presente Presente Presente Presente Presente Presente Presente Presente Presente Presente Presente Presente Presente Presente Presente Presente e con la partecipazione degli Assessori: IMERI Juri Fabio – ViceSindaco VAILATI Sabrina – Assessore MANGANO Basilio Antonino - Assessore ZOCCOLI in PRANDINA Giuseppina – Assessore NISOLI Alessandro – Assessore Presente Presente Presente Presente Presente Constatata la presenza del numero legale, il Presidente dichiara aperta la seduta per la trattazione dell’ordine del giorno. PRESIDENTE PIGNATELLI: Buonasera. Iniziamo i lavori del Consiglio comunale di oggi, 17 dicembre 2013. Procediamo all’appello nominale, come da Regolamento, a cura del Segretario generale. Prego, signor Segretario. SEGRETARIO COMUNALE: Il Sindaco è assente, per la partecipazione all’assemblea di SAB che è concomitante, quindi assente; Cologno; Sghirlanzoni; Melli; Pignatelli, presente; Risi, non c’è; Fumagalli; Ciocca Alessandro; Giussani; Ferri; Premoli; Borghi; Ciocca Daniela; Lingiardi; Bussini, assente; Minuti; Merisi. Tredici presenti, quattro assenti, la seduta è legale. Per gli Assessori: il Vicesindaco, presente; Nisoli; Mangano; Vailati, non c’è; Zoccoli in Prandina. PRESIDENTE PIGNATELLI: Ringrazio il Segretario generale. La sedute è legalmente valida alle ore 18:13. Prima di procedere con il punto numero all’ordine del giorno, cedo la parola al Consigliere Minuti per la prevista commemorazione del centenario del Senatore Adolfo Engel. Consigliere, prego ha cinque minuti. CONSIGLIERE MINUTI: Signor Presidente, grazie per questa concessione. Signori Assessori, signori Consiglieri. Mi sembrava opportuno scorrendo il centenario della morte del consigliere comunale, Onorevole Senatore Adolfo Engel, che quest’Aula ne rammentasse la presenza tra l’altro molto lunga nel tempo e assidua nelle attività che è andato estrinsecando nel corso del suo mandato il Consigliere, Assessore, Deputato e Senatore Adolfo Engel, personaggio del quale si è in parte persa la memoria perché, a un certo punto, la storia ha avuto un corso di novità, di innovazione, e alla vecchia classe politica liberale e radicale si è sostituita la classe politica cattolica, dal 1904 in avanti, e i personaggi appartenuti alla classe politica precedente sono caduti nell’oblio, è la storia che si ripete. Credevo che a distanza del secolo fosse giusto riproporre l’attualità di questo personaggio, e l’attualità dei tempi che gli ha percorso. Per esempio, è vissuto in mezzo alla più grande crisi economica che abbia avuto il sistema industriale mondiale. Noi adesso ci preoccupiamo della crisi che è molto lunga, non sappiamo quanto durerà, allora ci fu una crisi agricola industriale che durò venticinque anni. Ci fu un periodo nel quale quel periodo molto simile al nostro, nel quale il sistema politico elettorale era quello bipolare, la destra contro la sinistra, i liberali contro i progressisti, e però connotata anche, voi sapete, dal fenomeno del trasformismo e quel bipolarismo non dette a quell’epoca la stabilità, come non la dà ancora oggi, quindi un periodo che si presta a molte considerazioni di carattere storico. Devo limitarmi, però, al personaggio, e stanti i tempi limitati che mi ha concesso il Presidente rinvio al testo che vi è stato consegnato, che contiene un curriculum dettagliato, e tuttavia vi ricordo il fatto che questo grande personaggio era un trevigliese immigrato dalla Svizzera, da Vicosoprano, è un immigrato che, come tanti altri scesi dalla Svizzera o dalla Germania in Italia, ha intrapreso attività economiche che diedero impulso alla nostra economia. Voi sapete che dopo le espropriazioni dei beni degli Enti religiosi, i cattolici non si azzardavano a esercitare attività economiche in quei luoghi che erano posti all’asta, e dovettero venire i protestanti, tra questi anche Adolfo Engel, industriale e agricoltore nello stesso tempo, si impegnò moltissimo nel campo dell’agricoltura per bonificare il territorio, intraprese la prima fabbrica del ghiaccio del territorio, per esempio, tra gli altri, era il proprietario delle cascine Pezzoli, aveva beni anche a Caravaggio e Mozzanica. La cosa singolare di questo personaggio è che è veramente trasversale, per certi aspetti, è l’uomo emblematico di tutto il territorio, è che fu non contemporaneamente ma in sequenza Consigliere comunale e Assessore a Caravaggio, Consigliere comunale e Assessore per vent’anni a Treviglio, è stato Presidente dell’ospedale di Caravaggio, che ha ricollocato nella nuova sede del monastero cistercense di San Giovanni, traslocandola dal Santuario, è stato il Presidente dell’ospedale di Treviglio che ha risanato dal punto di vista economico; era particolarmente esperto nell’amministrazione, come sarà particolarmente esperto nell’Amministrazione pubblica il suo consuocero, che voi sapete, Ernesto Nathan, Sindaco di Roma, il quale come si è insediato come Sindaco ha detto “fatemi vedere i bilanci”, dopodiché guardando i bilanci ha visto che c’era una voce “trippa per gatti”, e allora interroga il ragioniere e dice “ma come mai c’è questa voce”, “per salvaguardare i nostri archivi, se no i topi ci mangiano tutto”, “e no, i topi devono essere mangiati dai gatti”, quindi sospese la trippa per i gatti dal bilancio comunale, e da allora i romani e in tutta Italia quando c’è qualche cosa che non si può più farla franca si dice “non c’è più trippa per gatti”. Esempi di uomini integerrimi, uomini che dopo aver avuto successo nella gestione delle proprie amministrazioni private e personali, fondò una banca italiana a New York nel 1893, si applicarono alla cosa pubblica e la gestiranno con estrema competenza e saggezza; questa competenza, ha portato il consigliere Engel a diventare Consigliere provinciale, prima, poi a diventare deputato, rieletto continuativamente per cinque legislature, alla sconfitta del 1904 in favore di, voi sapete, Agostino Cameroni, dei “Demoni cristiani”, succede la nomina a Senatore a vita che mantiene fino al venire meno dalla vita nel 1913. Vengono indicate le attività che ha svolto, in particolare quelle filantropiche. Se il nostro bilancio contiene alcune entrate per alienazioni importanti, si tratta di beni dovuti alla munificenza diretta o indiretta, perché si tratta dei lasciti della figlia del Senatore Engel, in favore del Comune di Treviglio, Colonia di Oltre il Colle, un’area in via Calvenzano, insomma era un grande donatore. La moglie di Engel, Carolina Stampa, ha un bellissimo ritratto all’Accademia Carrara perché effigiata come una delle principali donatrici dell’ospedale e della casa di riposo. Anche nella casa di riposo di Treviglio è stato molto attivo, insieme al Camillo Terni, insieme al Camillo Terni partecipò alla cura degli ammalati di colera a Palermo, dopo aver fatto un’analoga esperienza a Caravaggio, meritandosi la terza medaglia d’oro al valore civile, un’altra, appunto, per l’assistenza ai colerosi nostrani, e infine perché salvò una donna dall’annegamento; era anche dal punto di vista civico, oltre che dal punto di vista amministrativo, veramente un singolare personaggio. Dulcis in fundo, apparteneva al partito dei massoni, al partito dei massoni che allora in assenza di regole e di tutte le repressioni che sono succedute nel tempo era un vero e proprio partito politico trasversale. Prima il Presidente ha fatto scostare da qui per rispetto al Consiglio, però mi sarebbe piaciuto che fosse rimasto qui un cero acceso posto dagli scout, Engel è il fondatore degli Scout, insieme a Giosuè Carducci è insieme a Nathan, Sindaco di Roma, ci son tante istituzioni che sono state fondate da questo personaggio, e da personaggi come lui che nel movimento massonico avevano come fine quello di educare la gioventù. Propugnatore delle scuole, le scuole di via del Partigiano sono dovute a Adolfo Engel, come il monumento a Garibaldi di piazza omonima, le scuole di Caravaggio di piazza Castello sono dovute ad Adolfo Engel. Questo, non per sindacare su cose più vecchie di noi e più grande di noi, però anche Antonio Gramsci ebbe a dire, è citato qui in un posto, che nei vuoti della politica di quei tempi lì un partito autentico e popolare può essere considerato la Massoneria. La nostra commemorazione, però, era per il Consigliere, Onorevole, Senatore Engel, al quale va, io credo, l’omaggio postumo dei Consiglieri e degli amministratori della sua città. Grazie, Presidente. PRESIDENTE PIGNATELLI: Grazie, consigliere Minuti. La ringrazio io personalmente, e sicuramente esprimo in questo modo anche i sentimenti di tutto il Consiglio comunale. La sua relazione sarà pubblicata sul sito, affinché tutti possano prenderne visione. L’esempio e il ricordo che lei ha giustamente e correttamente tratteggiato, possono, certo, essere una guida per l’azione amministrativa di tutti. Possiamo procedere con il punto all’ordine del giorno n. 1, a meno che la consigliera Ciocca aveva chiesto la parola per una comunicazione. CONSIGLIERE CIOCCA: Non era una comunicazione, era una duplice richiesta informativa diretta al Sindaco, magari mi risponderà, se non può farlo il Vicesindaco, quando il Sindaco rientrerà. Riguardava, la prima, una richiesta che ho fatto già la volta scorsa, e cioè quella di conoscere l’attuale collocazione politica dei colleghi Consiglieri che non l’hanno ancora dichiarato e dei membri della Giunta, viste le note vicende di variazione del quadro politico dei partiti a livello nazionale; la seconda era una informativa, visto che avevo sollevato io stessa il problema delle case di via Galilei, so che c’è stata una riunione con gli inquilini di via Galilei, giusto, credo, un paio di ore fa, se era possibile averne una sintesi visto che non ci è stato consesso di essere lì come muti spettatori. Grazie. PRESIDENTE PIGNATELLI: La parola al Vicesindaco, prego. VICESINDACO: Buonasera. Per quanto riguarda il primo punto, è libertà di ognuno, se lo ritiene opportuno, esprimere la propria posizione in merito alla richiesta del consigliere Ciocca. In merito al secondo punto, nessuno ha partecipato all’incontro, c’era solo il Sindaco, e quindi nel momento in cui interverrà chiederemo o solleciterete la risposta, ma nessuno della Giunta era presente, quindi non posso dare informazioni in merito. PRESIDENTE PIGNATELLI: Consigliera. CONSIGLIERE CIOCCA: No, non voglio farla lunga, però volevo precisare al Vicesindaco che conoscere la collocazione politica degli attuali membri di questa Amministrazione è una cosa fondamentale, cioè non è una curiosità, e quindi non è che uno se ha voglia lo dice, se non volete dirlo qua ditelo… PRESIDENTE PIGNATELLI: Ha già espresso il concetto, Consigliere. CONSIGLIERE CIOCCA: Sì, ma io mi aspetto una risposta. PRESIDENTE PIGNATELLI: Era una comunicazione. (Intervento fuori microfono) Se vuole. INTERVENTO: Signora Borghi, lo so io, non si preoccupi. Visto che anche la Lega fa parte di questa maggioranza, se l’ex PdL si divide in due correnti dovremmo essere noi i primi a chiedere, e sicuramente abbiamo, e avremo, un ruolo importante. Per quanto ci riguarda, non ce ne frega proprio un bel niente di cosa farà il Pinco o il pallino, o il Caio Sempronio, noi andiamo avanti come Lega sul programma fatto in campagna elettorale in condivisione e in appoggio al Sindaco. Tutto il resto, cari signori, è pura strumentalizzazione. Grazie. PRESIDENTE PIGNATELLI: Bene. Passiamo al punto n. 1 all’ordine del giorno, avente oggetto “Interpellanza presentata dai Consiglieri comunali Ciocca Daniela, Borghi, Merisi e Minuti, riguardante la Flydeco, azienda smaltimento rifiuti industriali, via Ugo La Malfa Treviglio - Verifica emissioni 3 luglio 2013 - Segnalazione Procura della Repubblica”. Gli interpellanti, con atto ispettivo acclarato al protocollo del Comune in data 19.11.13, hanno chiesto: considerato che in data 4 gennaio 2013 una mail dell’ufficio ambiente ha informato che non era ancora pervenuto allo scrivente servizio l’esito dell’analisi delle emissioni in atmosfera come previsto dalla convenzione anno 2012; che in data 8.11.2013 un’altra mail della ripartizione Ambiente ha segnalato quanto segue: “con riferimento alla richiesta del consigliere Ariella Borghi dell’11.12.12, e alla successiva nota della scrivente, del 04.01.13 allegata in copia, si comunica che la documentazione relativa all’esito dell’analisi ARPA, di cui alla convenzione con il Comune di Treviglio anno 2012, sarà consegnata al consigliere Ariella Borghi durante l’incontro della seconda Commissione consiliare del 13 novembre presso il sito Flydeco”; rilevato che in data 13 novembre è stata consegnata alla consigliera Borghi relazione tecnica inerente controllo delle missioni recante data 30 luglio 2013 e relativa verifica effettuata il 3 luglio 2013; che tale relazione tecnica risulta protocollata circa tre mesi dopo le verifiche compiute protocollo 46350 del 20 ottobre 2013; che la stessa rileva la non conformità dei dati analitici, e informa il Comune delle conseguente segnalazione alla Procura della Repubblica per le violazioni previste e punite ai sensi dell’articolo 29 e 14 quattuordecies, comma 2, del decreto legislativo 152/2006 e successive modifiche e integrazioni; che per le verifiche delle unità olfattometriche previste dall’AIA, l’ARPA si è riservata di presentare nel mese di settembre 2013 i prelievi da effettuarsi da parte del laboratorio privato per conto dell’azienda; analizzata la controdeduzione di Flydeco che in data 18.07.13 dichiara che si tratta di un evento del tutto eccezionale impegnandosi a riparare al superamento significativo dei limiti e a inviare ad ARPA relazione tecnica che testimonia, dati alla mano, che il problema è rientrato; si interpella il Sindaco per sapere se ritiene che un solo controllo con la convenzione sia sufficiente, se è vero che solo a fine settembre il Comune è venuto a conoscenza della relazione dell’ARPA e della segnalazione alla Procura della Repubblica, se sì se non pensa che l’Amministrazione debba ricevere in tempi quasi reali informazioni circa i risultati che a ogni livello, secondo quanto previsto dall’AIA, si compiono sulla Flydeco per la necessaria tutela ambientale della salute pubblica, e per poter intervenire tempestivamente rispetto eventuali esiti preoccupati, se sì se ha intenzione di sollecitare rapporti più frequenti e stringenti fra Amministrazione e Enti preposti al controllo di una ditta della produzione delicata e complessa come Flydeco, perché si è consegnata alla consigliera Borghi la relazione dell’ARPA in argomento solo il 13 novembre 2013, comunque più di un mese e mezzo dopo la ricezione della stessa in Comune, quali sono stati gli interventi del Comune dopo la segnalazione dell’ARPA alla Procura della Repubblica, quali sono le prove presentate da Flydeco a dimostrazione che la problematica è stata risolta, relazione tecnica con supporto di risultati di analisi strumentali, e se si tratta di prove validate dai nostri tecnici e dall’ARPA, qual è l’esito della verifica dell’unità olfattometrica cui l’ARPA avrebbe dovuto presenziare nel settembre ultimo scorso. Risponde l’Assessore Imeri, prego. ASSESSORE IMERI: Buonasera. L’interpellanza era stata presentata prima dello scorso Consiglio comunale, l’abbiamo rivista oggi in modo da dare una situazione aggiornata, tenendo presente che nel frattempo ci sono state anche due Commissioni consiliari, una direttamente presso l’impianto e una convocata presso il Palazzo comunale. Cerco di seguire i punti oggetto dell’interpellanza, in modo da tenere la traccia in merito alle richieste dei Consiglieri. Per quanto riguarda il primo punto, la convenzione che è stata stipulata dal Comune riprende una convenzione che è attiva dal 2007 tra Comune ed Arpa, Flydeco è un’azienda soggetta ad AIA, ha ottenuto l’autorizzazione integrata ambientale nel 2009, e i controlli che deve fare l’ARPA, che è l’Ente preposto per un’azienda che è in questo regime, sono nell’ordine di una-due verifiche nell’arco dei cinque anni. Lo scorso anno c’è stata una verifica, per la quale è pervenuta una copiosa relazione. Quello che fa il Comune di Treviglio è, invece, una convenzione volontaria con l’ARPA che prevede una serie di controlli sulle matrici ambientali, tra cui le emissioni in atmosfera, e nell’elenco delle aziende che vengono verificate con una cadenza annuale, quindi almeno un controllo all’anno, c’è anche Flydeco; quindi la periodicità, tenuto conto anche delle difficoltà che abbiamo incontrato con APPA nel al rinnovo della convenzione in quanto APPA è stato oggetto, uno, di una rivisitazione generale delle competenze dei laboratori, due, difficoltà di personale e di intervenire su tutte le situazioni, e pertanto riteniamo che sia una periodicità adeguata anche in relazione al fatto che è la stessa che è in vigore dal 2007. Per quanto riguarda il secondo punto, onestamente, c’è un errore nelle premesse dell’interpellanza, perché la relazione non è pervenuta il 20 ottobre ma è pervenuta il 20 di settembre, e onestamente è vero che solo a fine settembre, è verissimo anche perché il protocollo è accessibile a tutti i Consiglieri, pertanto è assolutamente vero che è pervenuta a fine settembre, esattamente il 20 settembre, e ARPA rilevava in relazione a una serie di controlli che aveva fatto un superamento dei limiti per le emissioni per quanto riguarda il camino E1; i campionamenti erano stati fatti il 3 luglio, e pertanto la tempistica effettivamente è quella di due mesi di tempo, tenuto conto delle vacanze estive e dei tempi tecnici che intercorrono tra un campionamento e le analisi di laboratorio, purtroppo questi sono i tempi che ci sono stati. Devo dire anche che oltre alle tempistiche tecniche, e l’abbiamo visto anche recentemente con la questione di TEAM, quindi sono tempi che con i lavoratori sono sostanzialmente da mettere in conto, i rapporti tra Comune di Treviglio e gli Enti, soprattutto l’ARPA per quanto riguarda Flydeco, e in generale le questioni ambientali, sono rapporti di collaborazione. In merito a questo, c’è stato il 6 dicembre anche un incontro tecnico al quale hanno partecipato tutti, al quale hanno dato ampia disponibilità. Tornando alla traccia dell’interpellanza, cosa abbiamo fatto… anzi, il primo punto è quello che riguarda la consegna della documentazione al consigliere Borghi. Il consigliere Borghi aveva fatto un accesso agli atti all’inizio dall’anno 2013, forse fine 2012, i campionamenti di ARPA sono avvenuti a luglio, io mi permetto di dire che la dottoressa Finardi dell’ufficio ambiente è stata fin troppo premurosa, nel senso che ha tenuto nota di quella indicazione, perché al momento dell’accesso agli atti non era pervenuto niente, non era ancora stato fatto nessun campionamento, nel momento in cui abbiamo ricevuto la comunicazione di ARPA, e successivamente la dottoressa Finardi ha fatto presente che la consigliera Borghi aveva fatto questa prima richiesta di accesso agli atti, c’è sembrato opportuno, giustamente, trasmettere la relazione, era il periodo in cui stavamo organizzando la verifica ispettiva presso Flydeco che è stata posticipato due volte, per vari problemi, prima dalla Commissione, poi dall’azienda, eccetera, eccetera, e siamo arrivati a consegnarla in data 13 novembre, non per qualche motivo strano ma semplicemente perché per quanto ci riguarda la richiesta di accesso agli atti era chiusa, nel senso che non era arrivata la documentazione, e poi abbiamo provveduto alla consegna. Cosa abbiamo fatto dopo che ARPA ci ha segnalato questo supero? Premesso che ARPA ha informato l’autorità competente, quindi l’avvio del procedimento ai sensi del decreto 152 l’ha fatto la stessa ARPA, anche perché i valori erano significativamente superiori rispetto i limiti previsti dall’AIA, abbiamo richiesto contestualmente all’ARPA di provvedere con una contro campionamento, quindi un nuovo campionamento, e ARPA ci ha informato già dai tempi prima che l’avrebbe fatta a fine 2013, e poi in seguito alle ultime evoluzioni ha posticipato questo nuovo campionamento a febbraio-marzo. La richiesta al Comune di Treviglio era duplice, una è quella della verifica delle emissioni di Flydeco, la seconda è quella di poter applicare eventualmente le sanzioni previste dalla convenzione volontaria che c’è tra il Comune e l’azienda. Inoltre, rispetto alla problematica evidenziata da ARPA con una nota dove, appunto, evidenziava questi superi significativi dei limiti di emissione, l’azienda ha risposto l’8 novembre con una nota molto copiosa che è oggetto di valutazione dall’ARPA, ma soprattutto il Comune di Treviglio applicando il dispositivo di una DGR della Regione Lombardia del 2012 ha convocato un tavolo tecnico presso il Comune di Treviglio, quindi convocato dal Comune di Treviglio, al quale hanno partecipato la Provincia, Flydeco, l’ARPA, l’ASL, e ovviamente il Comune di Treviglio, e il verbale dell’incontro tecnico è stato inoltrato ai Consiglieri il 12 dicembre con una mail, a tutti i Consiglieri. Qual è il sunto? Il sunto è che Flydeco si è impegnata a presentare un progetto di adeguamento impiantistico che vada di fatto a riprendere quella che è l’attuale configurazione figlia dell’ampliamento del 2009, e che tenga conto, uno, del fatto che ci sono queste segnalazioni che il Comune di Treviglio continua a monitorare dai cittadini, due, che ci sono anche nei rilievi delle unità olfattometriche che sono stati effettuati dall’azienda e dal Comune di Treviglio, Polizia locale, ufficio ambiente, con lo strumento del canister, ci sono effettivamente delle problematiche che devono essere gestite; quindi, preso atto di questo, il dottor Costa, che era presente all’incontro, si è impegnato a proporre un progetto di ulteriore adeguamento, che ovviamente è stato condiviso, o comunque è stato indirizzato nei massimi termini da un confronto con la Provincia, con l’ARPA e con l’ASL che erano presenti a questo incontro. In riferimento alle unita olfattometriche, il 30 settembre Flydeco con la presenza di ARPA, che ha verificato, non ha effettuato campioni in contraddittorio ma ha verificato che venissero effettuati con la metodologia corretta prevista dalla normativa, e l’ingegner Zambotti dell’ufficio ambiente ha provveduto con propri oneri a una rilevazione olfattometrica presso l’impianto; questi dati sono arrivati il 4 dicembre, che era fortunatamente due giorni prima dell’incontro tecnico di cui parlavo prima, e quindi abbiamo potuto valutare anche quelli nel tavolo tecnico, e anche sulla base di questa relazione, effettivamente, ci sono dei valori significativi che, appunto, hanno spinto l’azienda a prendere atto delle necessità di rimodulare la propria situazione impiantistica. Il 9 ottobre, nel frattempo, come accennavo prima, il Comune attraverso la Polizia locale, l’ufficio ambiente, ha provveduto a un proprio campionamento nell’area dell’azienda, quindi non direttamente sull’azienda ma comunque nell’aria riconducibile all’azienda, in presenza di una molestia che è stata rilevata in seguito a dei sopralluoghi, e abbiamo chiesto all’ARPA di analizzare queste analisi, le analisi sono pervenute il 5 novembre ed evidenziano la presenza di alcune sostanze, di cui alcune particolarmente odorigene; sono in concentrazione di tracce, ma hanno una bassa soglia olfattiva, così ci confermava anche l’ARPA, e quindi effettivamente può essere che anche questo possa creare quelle che sono le segnalazioni e le problematiche che tutti stiamo cercando di risolvere. ARPA ha concluso questa relazione dicendo che, fondamentalmente, da parte dell’ARPA non ci sono evidenze particolari di segnalazioni o di superi, anche perché non sono definiti limiti per queste sostanze in relazione alle unità olfattometriche, ma ha trasmesso la richiesta all’ASL di formulare un parere in merito al fatto che in queste concentrazioni e di queste sostanze possa esserci effettivamente qualche riscontro; l’ASL non ha ancora risposto, e il Comune di Treviglio si è aggregato alla nota dell’APPA che aveva, appunto, richiesto un parere, chiedendo a sua volta e sollecitando un parere in merito, che però a oggi, l’interpellanza l’abbiamo aspettata a protocollare perché pensavo potesse arrivare, a oggi non è ancora arrivato. Quindi in merito alle questioni sollevate, penso che da parte nostra ci sia sempre massima trasparenza, e soprattutto abbiamo sempre messo in circolo tutta la documentazione. Penso che il sopralluogo della Commissione fatto in loco sia stata una anche novità, ma significativa, in modo che abbiamo fatto capire anche all’azienda che effettivamente il Consiglio comunale, l’Amministrazione, e tutti, siamo attenti a questo aspetto. Il tavolo tecnico, anche questa è una novità perché non era mai stato convocato ai sensi di quella DGR, e essersi trovati tutti allo stesso tavolo a parlare di un problema ha portato anche le aziende in modo molto costruttivo a formulare questa proposta che entro gennaio presenterà questa modifica impiantistica, con adeguamenti che poi Provincia, ARPA, ASL e tutti gli Enti che erano partecipi al tavolo valuteranno in relazione al fatto che possa essere modifica sostanziale, non sostanziale, e soprattutto efficace ed efficiente. Quindi questo è lo stato di fatto. Grazie. PRESIDENTE PIGNATELLI: Grazie, Assessore. La parola alla consigliere Borghi, prego. Può dichiararsi soddisfatta o meno. CONSIGLIERE BORGHI: Devo dire che, finalmente, c’è una sorta di risarcimento a tutti quei cittadini che in tutti questi anni hanno segnalato i problemi, finalmente vi è un riconoscimento dei problemi, delle molestie che hanno segnalato. Solo il 25 giugno l’Assessore Imeri diceva “si tratta di sporadiche segnalazioni, e non bisogna mettere alla gogna un’attività produttiva come Flydeco”. Mi dico che in questo momento l’atteggiamento dell’Amministrazione è un pochino più reattivo rispetto a questi problemi. L’ispezione dell’ARPA, e i risultati di questa ispezione che noi abbiamo in mano, e che denunciano gravi problemi anche a livello olfattometrico, anche se l’ARPA conclude con un “si può continuare”, quell’altra analisi che ha portato alla denuncia alla Procura della Repubblica ha condizionato, credo, un po’ questa Amministrazione, e l’ha convinta che i problemi di questa ditta vanno presi più seriamente. E dico questo proprio riferendomi alla mail che ci ha mandato l’assessore Imeri con il verbale del tavolo tecnico, questo verbale riconoscere tutti i gravi problemi, i significativi odori, e quindi il malessere che può creare nelle persone, parla di valori odorimetrici estremamente elevati. Ovviamente la Flydeco dice “ma no, si è trattato di un incidente di percorso”, ma in questo caso sia il Comune di Treviglio, che l’ARPA, che la Provincia, dicono “no, devi portare il tuo impianto in una situazione stabile, devi stabilizzarlo anche da un punto di vista non solo dei COV ma anche degli odori”. Allora Flydeco propone di fare nuove indagini, e sia il Comune, che la Provincia, che l’ARPA, danno i criteri e gli indirizzi per queste nuove indagini. Dopodiché, se ancora queste indagini non daranno gli esiti che ci si aspetta, la Flydeco deve essere disposta a fare nuovi interventi e nuovi controlli. Diciamo che se arriviamo alla conclusione di questo documento, di questo verbale, se da un lato prendiamo atto che finalmente il problema viene considerato per quello che è, dall’altra Flydeco ha quattro possibilità di riprogrammare la propria attività, di controllare se i tempi tecnici sono quelli che dice lei, che abbiamo sperimentato tutti, si figuri, Assessore, per cui la Flydeco ha quattro possibilità di rinnovare interventi e controlli. Quindi, ripeto, noi da un certo punto di vista riteniamo che finalmente c’è convinzione nel perseguire questo tipo di obiettivo, che è quello di ridurre, se non eliminare, questo tipo di molestie; dall’altro canto, vediamo che, insomma, il cammino è lungo, e riteniamo che l’Assessore e l’ufficio tecnico competente debba seguire molto da vicino tutte le segnalazioni. Del resto, se manca in campo nazionale una legislazione su questo tema, la legislazione regionale, e in particolare il DGR numero nono 3.018 del 15 febbraio 21012, dice che il Sindaco ha il dovere di raccogliere tutte le segnalazioni di emissioni olfattive fastidiose, deve intervenire, eccetera, eccetera, ma deve assolutamente accertare che non ci sia presenza di tracce di sostanze chimiche nocive alla salute, e questo è la cosa che io raccomando ancora una volta, che ultimamente con questo nostro incalzare, con l’incalzare dall’ARPA, finalmente, l’Amministrazione ha preso in considerazione, ma che occorre monitorare in continuazione. Ecco, io continuo a ritenere che non si tratti di tempi tecnici solo, cioè che i ritardi che ci siano stati sulla comunicazione da me richiesta nel gennaio 2013 e avuta nel novembre 2013, ma ci sta se ARPA non è intervenuta, però mi chiedo, cioè, secondo me, bisognerebbe che ARPA intervenisse più frequentemente; so che in Regione è stato fatto in questi giorni un ordine del giorno simile a quello che si è fatto durante la nostra Amministrazione, di chiedere al Presidente e alla Giunta regionale di dotare l’ARPA di un pochino più di risorse finanziarie, perché non è che l’ARPA non faccia interventi perché non intende verificare, ma perché non ha risorse umane e finanziarie sufficienti. Quindi io ritengo che non si tratti solo di tempi tecnici, ma anche di, fino all’altro giorno, fino al 6, giorno del tavolo, ma anche di una procedura lenta perché lentamente è seguita da questa Amministrazione, così come ritengo che la ditta non si sia dimostrata collaborativa, perché invitando la Commissione presso l’impianto l’ha tenuta al freddo e al gelo per due ore, senza consentire di entrare, e comincio a capire adesso perché vedo le date, perché il 5.11 c’erano anche i dati del prelievo con canister, e noi ci dovevamo trovare il 13.11, comincio a capire, un’inferenza che io faccio, per cui siamo stati costretti a chiedere una seconda Commissione e a chiedere la presenza dei tecnici per capire, noi Consiglieri, cosa stesse succedendo. PRESIDENTE PIGNATELLI: Grazie, Consigliere. Si dichiara soddisfatta della risposta? Non soddisfatta. Passiamo al punto n. 2. Replica? L’Assessore per replica, prego. ASSESSORE IMERI: No, io tendenzialmente non amo né fare polemiche, né ho uno stile particolarmente aggressivo, però mi fa un po’ sorridere qualche affermazione della Consigliera, uno, affrontare più seriamente, penso che se la premessa è “ci fa piacere questo attivismo dell’Amministrazione, poi, più seriamente”, gennaio 2013 novembre 2013, se la mettiamo su questo piano, ripeto, a gennaio 2013 lei ha fatto una richiesta di accesso agli atti su atti che non c’erano, e quindi era finita lì; sono stati consegnati, come l’ho spiegato prima, per una gentilezza dall’ufficio ambiente che ha tenuto conto della sua richiesta perché uno non può fare al primo giorno della nuova Amministrazione una richiesta di accesso agli atti dicendo “va beh, questa vale per tutti i cinque anni, qualsiasi cosa arrivi in merito perviene”. Io penso che se l’obiettivo che abbiamo, che è quello che penso sia, e che viene detto soprattutto nelle Commissioni quando magari non c’è gente o non c’è nessuno che ci sente, è quello di arrivare all’obiettivo, vada dato atto non che questa Amministrazione, l’Assessorato e l’ufficio ambiente si sono mossi su spinta, che serve comunque, perché nessuno nasconde che anche la pressione della minoranza in certi casi è positiva e utile perché porta ad affrontare certi argomenti, ma non direi né più seriamente, né tanto meno che fino a prima di questi rilievi l’Amministrazione era silente su questo argomento. In questo caso, abbiamo affrontato il problema, perché come abbiamo sempre detto noi purtroppo siamo abituati a guardare le cose concrete. Prima le analisi dicevano che non c’erano criticità, adesso le analisi dicono che ci sono criticità, la DGR che ha citato lei è quella che abbiamo preso noi per affrontare il tema, convocando al tavolo tutti gli Enti preposti; non si è arrivati a dire “bisogna fare un’ordinanza di chiusura di Flydeco” o “c’è qualcosa di assolutamente strano”, ci sono delle situazioni che vanno gestite su un procedimento lungo, su un’autorizzazione che è stata rilasciata con parere positivo del Comune di Treviglio 2009, e non mi sembra che ci fosse questa Amministrazione. E’ durato molto l’iter di adeguamento degli impianti, l’obiettivo è di evitare le molestie, io sono il primo che ascolta, e riceveva molte segnalazioni, ultimamente sono ridotte ma non vuol dire che abbiamo abbassato la guardia, il prelievo con il canister del 9 ottobre è un’attività che questa Amministrazione ha messo in atto, e la dotazione di questo strumento è stata fatta dopo che il personale dell’ufficio ambiente e della Polizia locale ha partecipato a un corso specifico anche con l’ARPA. Quindi penso che se, come mi sembra abbiamo sempre cercato di fare, sulle questioni ambientali cerchiamo di arrivare a risolvere il problema, e magari evitiamo i cavilli, o le prese di posizione un po’ così, forse è meglio. Quindi, ripeto, non è un intervento polemico, né tanto meno… però, ci tengo a precisare che “più seriamente” forse non è il caso di dirlo. Grazie. PRESIDENTE PIGNATELLI: Grazie, Assessore. Passiamo al punto n. 2 all’ordine del giorno, avente oggetto “Interpellanza presentata dal consigliere Merisi, in merito al problema smaltimento cemento amianto in questione ex cava Vailata”. Il Consigliere, ha presentato la seguente interpellanza: “Premesso che il problema dello smaltimento dell’amianto è sempre più di attualità, la questione ex cava Vailata può concludersi a breve; appurato che sono stati resi pubblici i dati riferiti alle variazioni della falda in loco, la stampa ha pubblicato la sintesi del comunicato TEAM, ARPA ha inoltrato all’Amministrazione comunale gli esiti delle analisi parziali dei carotaggi; interpella Sindaco e Giunta a) al fine di conoscere gli sviluppi della situazione, b) al fine di avere copia degli atti di cui ai punti A, B e C, c) al fine di acquisire le future informazioni in stretti tempi tecnici”. Risponde l’assessore Imeri. Prego, Assessore. ASSESSORE IMERI: In merito a questa interpellanza, anche qui è una prassi abbastanza consolidata quella di inoltrare la documentazione via mail, so che il Consigliere con la mail istituzionale ha qualche problema, quindi ho chiesto anche all’ufficio d’ora in avanti quando facciamo la comunicazione a tutti i Consiglieri di inserire la mail privata, o comunque di stampare anche il cartaceo. Gli sviluppi della situazione: nell’ultimo Consiglio comunale e nell’ultima Commissione c’era stato un piccolo aggiornamento, fondamentalmente la questione è che la Regione ha dato un preavviso di diniego a TEAM in relazione al supero del franco di due metri tra il livello di massima della falda e il fondo della cava, TEAM aveva dieci giorni per rispondere, e ha trasmesso la controdeduzione, una controdeduzione che il Comune di Treviglio ha analizzato assieme ai tecnici e assieme ai legali, e tra oggi e domani partirà una lettera alla Regione nella quale controdedurremo la risposta di ITEAM chiedendo l’archiviazione del procedimento di VIA, perché riteniamo che in merito al decreto 6831 di luglio del 2012 le prescrizioni sull’acqua era molto chiara, quindi il monitoraggio di un anno per verificare che fosse presente questo franco, il franco si è verificato che non è esistente, anzi nei giorni di massima risalita dalla falda il piezometro A non ha potuto essere analizzato e campionato in quanto i trasduttori non funzionavano, e proprio in quei giorni c’era la massima risalita della falda. Quindi noi obietteremo anche questo, e chiederemo che non si accolga la proposta di TEAM che di fatto, in estrema sintesi, prevede una rimodulazione dei volumi della cava tenendo lo stesso volume complessivo, ma alzando e abbassando le altezze del fondo in base a valutazioni sull’altezza della falda, quindi all’interno del sedime della cava loro proporrebbero una serie di dislivelli, noi chiediamo che in merito a questo punto si archivi il procedimento, e quindi che il VIA fondamentalmente riparta dal via (scusate il gioco di parole), ma che ripartano da zero. Stiamo, inoltre, analizzando anche la relazione di ARPA in merito ai terreni, quindi anche su quello, sui dati che sono emersi per quanto riguarda i superi della colonna A, della colonna B, i test di cessione perché lì è stata fatta la doppia valutazione, sia come rifiuto, sia come terreno, quindi stiamo facendo le valutazioni, e anche quelle entro la fine dell’anno vedremo di formulare alla Regione le nostre osservazioni. Di fatto, però, la nostra posizione è molto chiara. C’erano delle prescrizioni, situazione già paradossale perché è stata data un’autorizzazione con prescrizioni su elementi che andavano valutati prima, quello l’abbiamo detto nei ricorsi, nel frattempo, lo accennava anche l’altra volta, è stata fatta l’istanza di prelievo da parte di tutti i soggetti che avevano fatto ricorso al TAR, quindi il Comune di Treviglio, il Comune di Casirate e Calvenzano, Legambiente, il Comitato tutela ambiente, e speriamo che effettivamente si possa anche su quella strada arrivare presto a una conclusione. Per quanto riguarda, poi, tutte le eventuali comunicazioni, ripeto, l’abbiamo messe in circolo attraverso lo strumento della mail che è quello più immediato, e per quanto riguarda il consigliere Merisi o utilizzeremo la mail privata, oppure faremo una comunicazione tramite la Segreteria, protocolleremo, e porteremo a casa quella che è la documentazione. Altri sviluppi non ce n’è. Indirettamente ci sono quelli legati a SAB, e quindi alla stima, alla perizia dall’area, per il quale il Sindaco è in questo momento all’assemblea, quindi non so se già dopo ci dà degli sviluppi, o comunque su quel fronte lo sviluppo è che è arrivata nei tempi previsti quindi entro fine novembre la perizia, senza la discarica, quindi quella che avevamo prima prevedeva la discarica, questo non la prevede, e effettivamente i valori sono molto diversi, in questo momento è a oggetto dell’assemblea dei soci di SABB. PRESIDENTE PIGNATELLI: Grazie, Assessore. Consigliere Merisi, prego. CONSIGLIERE MERISI: Grazie, Presidente. Grazie, Assessore. Mi dichiaro soddisfatto della risposta. L’interpellanza è volta, appunto, a avere rispetto al passato dei documenti, piuttosto che delle informazioni in tempi precedenti rispetto ai giornali, tanto per essere chiari, oppure rispetto a… Scusate, devo firmare. Dicevo, la tempistica, gli stati di tempi tecnici, era riferito a quello. La completezza delle informazioni questa sera l’abbiamo avuta, nel senso che il Vicesindaco ci ha detto a che punto stiamo, mi manca però la copia degli atti di cui ai punti A, B e C, credo che sia solo ed esclusivamente una questione di tipo pratico, burocratico amministrativo. Ripeto, mi ritengo soddisfatto, grazie, tenendo conto che la minoranza, come lei ha accennato prima, sarà sempre sul pezzo. PRESIDENTE PIGNATELLI: Procediamo col punto n. 3 all’ordine del giorno, avente oggetto “Interpellanza presentata dai consiglieri comunali Borghi, Ciocca Daniela, Minuti e Merisi, sui costi complessivi per la riqualificazione dell’edificio ex Upim”. Gli interpellanti hanno depositato il seguente atto ispettivo: “Con la presente, si interpellano il Sindaco e la Giunta per conoscere: uno, quali sono i costi complessivi analitici previsti per la riqualificazione dell’edificio ex Upim, cioè qual è ad opera ultimata il totale delle risorse pubbliche che verosimilmente saranno impegnate, e quali sono i costi ipotizzati suddivisi fra incarichi interni, consulenze esterne, lavori e interventi da realizzare, qual è il costo dell’arredamento dell’Auditorium suddiviso fra incarichi interni e esterni a fornitori vari, attrezzature tecnologiche e non, ed arredi, qual è il costo previsto per la progettazione e la realizzazione della piazza Garibaldi, suddiviso fra incarichi interni e esterni, lavori a fornitori vari, attrezzature e arredi, se l’ottemperanza alle prescrizioni richieste dalla Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici, protocollo 10362 del 3 ottobre ultimo scorso, ha prodotto un aumento di spese, e se sì qual è l’ammontare di tale aumento, i progetti definitivi dell’edificio interno e esterno dell’Auditorium della piazza Garibaldi”. Risponde l’assessore ai lavori pubblici. Prego. ASSESSORE MANGANO: Grazie, Presidente. Quindi, mi appresto a fornire delucidazioni in merito alle domande poste dagli interpellanti. In merito al punto uno, i costi complessivi presunti ad oggi ammontano ad euro 6 milioni, e risultano comprensivi di incarichi esterni, interni, lavori e forniture varie, come riportate analiticamente. Quadro economico totale: appalto riqualificazione edificio ex Upim, somme finanziate con mutuo flessibile 4.350.000 euro, altre fonti proprie dell’Amministrazione… Posso? Allora, somme finanziate con mutuo flessibile 4.350.000, altre fonti proprie dall’Amministrazione comunale 1.650.000 euro, per un totale di 6 milioni. Quadro economico per macrovoci: opere in appalto 4.700.000 euro, progetti e direzione lavori che riguardano i progetti architettonici, sicurezza, calcoli strutturali, impianti elettrici e di condizionamento, 500.000 euro, spese tecniche e personale interno lavori pubblici 47.000 euro, altre somme a disposizione Amministrazione comunale 753.000 euro, Iva, allacci impianti, spese diversi, il totale è 6 milioni. Relativamente al presente punto, si resta a disposizione dei signori Consiglieri comunali per approfondimenti, compatibilmente con le attività ordinarie e straordinarie degli uffici. In merito al punto due, gli allestimenti e gli arredi dell’Auditorium comportano una spesa complessiva presunta di 750.000 euro, come risulta dal seguente quadro economico, opere complementari allestimenti, somme finanziate con mutuo flessibile 750.000 euro. Quadro economico per macrovoci: fornitura poltroncine sala 70.000 euro, allestimenti impiantistici scenotecnici, palco, audio, luci, 440.000 euro, arredi ed attrezzature, foyer, camerini, reception, guardaroba, 115.000 euro, spese tecniche professionisti esterni e architetti Gritti 54.000 euro, spese tecniche personale interno lavori pubblici 1.000 euro, altre somme a disposizione 70.000 euro, totale 750.000 euro. I professionisti esterni sono stati incaricati previa selezione con gara ad evidenza pubblica, tra professionisti e architetti in possesso di elevata qualificazione professionale in ambito della progettazione di sale per auditorium e teatri. In merito al punto tre, il progetto di rifacimento completo di piazza Garibaldi comporta una spesa presunta complessiva di 500.000 euro, come risulta dal seguente quadro: somme finanziate con mutuo flessibile 500.000 euro. Quadro economico per macrovoci: opere in appalto 378.000 euro, spese tecniche personale interno 7.760 euro, altre somme a disposizione Amministrazione comunale 114.240, per un importo complessivo di 500.000 euro. In merito al punto quattro, con la Sovrintendenza sono stati tenuti incontri per la definizione dei colori e dei materiali di finitura, intonaci, vetri, pavimenti, eccetera, come richiesto in sede di espressione di parere obbligatorio. Dalle verifiche dei vari incontri è emersa la conformità sostanziale del progetto approvato, e quindi non si sono resi necessari interventi aggiuntivi, comportanti costi in aumento, dovuti ad ulteriori richieste da parte del Sovrintendente. Il Sovrintendente ha accolto verbalmente la richiesta formulata in sede di sopralluogo circa la realizzazione di una grande finestra al secondo piano, lato ovest della torretta, con veduta sulla cupola del santuario. In merito al punto cinque, sono stati interpellati i progettisti (e li ringrazio per la loro presenza) delle opere, e gli stessi hanno accolto con favore l’invito per l’illustrazione dei progetti ai signori Consiglieri comunali. Pertanto, l’architetto Gritti Giampaolo illustrerà il progetto di allestimento dell’Auditorium, del suo inserimento nell’ambito della riqualificazione dell’edificio, l’architetto Rondelli illustrerà sia il progetto definitivo degli spazi interni e dei prospetti delle facciate, che il progetto di riqualificazione della piazza Garibaldi. Quindi, per completezza, invito l’architetto Gritti ad illustrare quanto di sua competenza. ARCHITETTO GRITTI: Buonasera. Grazie per avermi invitato per illustrare il progetto dell’Auditorium. Dov’è l’Auditorium penso che non ci sia bisogno di dirlo, perché penso che lo sapete bene più voi di me, il com’è stato organizzato il progetto è l’argomento della serata. Innanzitutto, il tema dell’accessibilità. L’accessibilità all’Auditorium avviene tramite una rampa da piazza Garibaldi fino ad arrivare allo spazio meno uno, com’era nel progetto originario, il patio centrale del progetto originario, l’ingresso avviene nella zona porticata e darà poi l’accesso l’Auditorium. L’auditorium si sviluppa dal piano meno uno usando il piano meno due, che erano i vecchi depositi dell’ex Upim. Organizzativamente abbiamo una sequenza che va dallo spazio dalla piazza, quindi la zona del patio dove c’è comunque la possibilità di ricevere luce naturale dall’alto, uno spazio interno che è il primo spazio di accoglienza del visitatore, di chi verrà a vedere la manifestazione in oggetto, uno spazio invece di regia, quindi di gestione della sala, una sala principale che comporta un 306, più quattro posti handicap, 310 posti, e una zona retrostante il palcoscenico con una piccola torre scenica. Quindi questa è l’organizzazione generale dell’Auditorium, che possiamo vedere anche sviluppata in pianta in questo modo: questo è lo spazio piazza ben identificato rispetto anche al progetto iniziale del complesso, è stato modificato il sistema di rampe in quanto per problemi di accessibilità, vigili del fuoco e cambio funzione all’interno dell’edificio avevamo necessità di riposizionare, al posto delle sette rampe che erano previste nel progetto originale si sono ridotte a quattro rampe, queste due rampe permettono un accesso nella zona porticata, e di conseguenza allo spazio del foyer che è un foyer di circa novanta-cento metri quadrati. Lo spazio regia fa da spazio di intermezzo all’accesso della sala, la sala principale poi si sviluppa sulla gradinata, come abbiamo visto nella sequenza precedente, a una gradinata che scende fino ad arrivare alla zona del palcoscenico; complessivamente sono, più o meno, 500 metri quadrati di spazi dedicati ai visitatori, cioè a chi verrà a vedere gli spettacoli. Abbiamo degli spazi accessori che, invece, conterranno guardaroba, camerini, spazi di servizio, bagni, ascensore per disabili, uscite di sicurezza, che sono un 100 metri quadrati per piano, 150 metri quadrati per piano, che sfruttano il piano meno uno, che è quello appunto della zona d’ingresso, più il piano meno due che è quello sottostante. Cosa abbiamo pensato quando abbiamo visto questo spazio? Che, come in molte situazioni in cui ci siamo confrontati, fondamentale era il discorso di dare alla cittadinanza uno spazio flessibile, uno spazio dove ci fosse la flessibilità d’uso primaria, e quindi l’utilizzo, sì, di una sala grande ma al tempo stesso la possibilità di usare lo spazio del teatro, dell’Auditorium in più di una sala. Allora l’idea che si è perseguita è quella di organizzare uno spazio teatrale come l’abbiamo descritto, come l’ho descritto poc’anzi, di una gradinata che scende, e che quindi forma già una zona conica dal punto di vista acustico quindi migliore, più performante rispetto a una sala piana, e quindi contenere un 300 posti, avere uno spazio palco abbastanza abbondante perché come abbiamo visto prima siamo intorno ai 100 metri quadrati di palco, che non ha un palco piccolo, è un palco abbastanza importante, nonostante essere questa una ristrutturazione perché non è un teatro nuovo, quindi riuscire a far star tutto in questi spazi non è proprio… è stato abbastanza un lavoro di cesello, diciamo, con la possibilità che il palco stesso e comunque la sala possa diventare da una sala a 310 posti con unica gradinata a una sala a doppia gradinata con uno spazio centrale di rappresentazione, quindi parliamo di attività tipo piano solo, piuttosto che violini, piuttosto che manifestazioni particolari che ovviamente non hanno bisogno di grandi palcoscenici, ma danno l’opportunità allo spettatore di essere in posizione differente, quindi di avere un coinvolgimento diverso rispetto a quello che è la sala tradizionale. Quindi la sala passa dai 310 posti di partenza a una sessantina di posti aggiuntivi, che porta la sala a 370 posti. Non solo, l’idea è quella anche di fare in modo che la sala, quella da 60 posti posta dietro al sipario, possa funzionare in maniera indipendente, in modo da poter garantire tramite un accesso diretto dalla piazza, quindi l’accesso in fondo alla zona dell’ex Upim, si scende, si arriva direttamente a questa sala, e questa sala potrà essere utilizzata per le letture, piuttosto che piccole conferenze, piuttosto che altre situazioni che portano ovviamente un flusso di persone a 60 partecipanti. Ultimo spazio, e perché non utilizzarlo, lo spazio del foyer che avete visto all’inizio che sono circa 90 metri quadrati che anche lì abbiamo previsto la possibilità di organizzare tramite comunque elementi a scomparsa, e quindi possibilità di retroproiettare su questi elementi, far diventare questo foyer anche lì una piccola sala di conferenze, da 40 posti, che può garantire quelle attività che i Comuni oggi possono dare anche in affitto per associazioni, piuttosto che altre situazioni, e quindi dare un’opportunità di far funzionare il teatro anche solo in una porzione dell’edificio; quindi potrebbe funzionare la porzione del foyer, ma potrebbe funzionare la porzione retrostante, ma anche in teoria in parallelo, quindi le due sale potrebbero funzionare anche nello stesso momento, o ovviamente la sala nel suo complesso. Queste sono le configurazioni, perché con l’esperienza abbiam visto che più possibilità ha un Comune di utilizzare sale a diversa dimensione, più queste sale possono essere usate per più manifestazioni. Per far questo, ovviamente, abbiamo dovuto anche pensare a un palco che non fosse un palco tradizionale, quindi un palco fisso, ma fosse un palco che alla fine diventasse tanti palchi, questi sono i sistemi, uno dei possibili sistemi di sollevamento che abbiamo previsto, che adesso non sarà questo che vedete nella fotografia, però è per darvi l’idea che ci saranno delle sorti di ascensori che tramite pulsantiere si alzeranno e faranno movimentare il palco, per far cosa? Per fare in modo che si formi la gradinata che abbiamo visto prima, ma che anche dal punto di vista scenotecnico questo spazio qui possa essere movimentato a scelta della compagnia teatrale che verrà a utilizzare il palcoscenico. Oggi come oggi un palcoscenico motorizzato nella nostra Provincia non ce ne sono praticamente, io non ne ho conoscenza, magari ci sarà qualche teatro che ha, ma fondamentalmente diventa un plus importante anche per poter fidelizzare le compagnie teatrali, quindi avere compagnie teatrali che possono venire e dire “usiamo quel teatro, perché quel teatro è fatto in un modo particolare”, mi dà delle opportunità scenografiche assolutamente particolari. Quello che stiamo facendo adesso è attrezzare tutto quello che si vedrà poco, o non si vedrà, che è la parte diciamo di scenotecnica. Qui, vedete, un sipario in un vecchio disegno di un sipario austriaco, sarà il sipario che avremo all’interno al teatro, è un sipario che non si apre in maniera scorrevole a destra e a sinistra, ma un sipario che si apre verso l’alto, può essere movimentato, può aprirsi tutto, può aprirsi a metà, può fare delle configurazioni particolari, ma l’idea è comunque di avere un’apertura verticale, e quindi anche un effetto scenico completamente differente da un teatro tradizionale. La scenotecnica che è stata prevista, è una scenotecnica che prevede, praticamente, due americani di scena motorizzate, spazi per mettere le scenografie nella zona della torre scenica, nonché la possibilità, appunto, di avere questo sipario all’austriaca, o alla romana, alla veneziano, dopo ci sono varie dizioni, non stiamo qui a disquisire su come, il palcoscenico movimentabile, quindi movimentabile sia nella parte posteriore, che, stiamo vedendo, anche nella parte anteriore, la sala regia che ovviamente piloterà tutto quanto riguarda le luci, l’audio e il video, e la sala retrostante il foyer che anche lei avrà una sua dotazione di audio e video. Qui abbiamo la planimetria di quello che è, praticamente, la dotazione della scatola del palcoscenico, in contemporanea, oltre al palcoscenico e alla sua scatola, alla sua macchina per poter funzionare, c’è una parte importante, che ovviamente ha una parte dei costi che vi ha illustrato l’Assessore, che è la parte degli arredi, che sono arredi fissi e arredi mobili; arredi fissi, ovviamente, sono le zone delle poltroncine che sono state appaltate pochi giorni fa, mi sembra, ha avuto già la ditta, ci stiamo già lavorando, stiamo creando una poltroncina che sarà una poltroncina disegnata per questo spazio, a una zona a guardaroba, e a una serie di, invece, allestimenti mobili che sono le sedute per le conferenze nel foyer, le sedute per lo spazio retrostante al palcoscenico, e le attrezzature per quanto riguarda camerini e zona guardaroba. Le finiture, io vi ho portato, se volete poi guardare, un materiale, così lo vediamo, lo vedete, lo potete toccare, potete vedere che tipo di materiale sarà la finitura del teatro. Il teatro, la sala del teatro, cioè quella che vede, invece, lo spettatore, a differenza di quello che abbiamo appena detto che è la parte, invece, tecnologica che usa invece l’artista, avrà due materiali principali che è questo legno, che è un legno di bambù, e praticamente tessuti, che sono tessuti tecnici, che adesso qui ce ne sono due campioni, che sono praticamente due colorazioni scure, perché fondamentalmente l’intento è di avere una sala che dia questa immagine, un’immagine che essendo un teatro praticamente interrato l’idea è che questa parte interrata sia anche la parte più preziosa anche dell’intero ex Upim, quindi si configura una sala che vede il bambù sia nella parte de calpestio, che nella parte a parete con un pannello diverso che stiamo campionando in questo momento. All’interno di questa scatola, che diventa una scatola avvolgente perché, come vedete, è una scatola che è come se fosse un grande scrigno in legno che praticamente tiene quello che è invece la parte della platea, all’interno di questa sala abbiamo praticamente la gradinata con le proprie poltroncine. Altro tema importante per quanto riguarda un teatro, è il tema dell’illuminazione, cosa è stato previsto qua? E’ stato previsto per tutto quello che, sappiamo benissimo che un teatro consuma molto perché la torre scenica e il palcoscenico sono degli elementi che hanno un grosso consumo energetico, le macchine per riscaldare idem, però tutto quello che invece è la dotazione anche in termini sia di consumo, ma anche manutentivo per quanto riguarda la sala, è stata pensata tutta con apparecchi led, quindi la sala ha praticamente una cinquantina di apparecchi questo tipo da 22 watt, con ovviamente tempi di manutenzione molto lunghi, consumi bassissimi, ha elementi a parete segna passi sempre a led, luci emergenza sempre a led, comunque è una scelta che vede una disposizione molto semplice e razionale affinché la luce sia uniformare all’interno di tutta la sala, ma al tempo stesso possa creare degli scenari, cioè questi fari a led sono anche pilotabili tramite un sistema particolare che ne permette poi l’accensione in modo differente per creare anche scene d’uso per quanto riguarda lo spettacolo che sarà in atto. La zona praticamente del teatro è questa zona interiore, praticamente la parte, diciamo, più interna dell’Upim, e si sviluppa per la parte dal meno due al meno uno, con la torre scenica che è l’unico elemento che sale insieme alla zona delle uscite sicurezza sulla piazza. Grazie. Poi, se ci saranno domande o altre richieste, sono a disposizione. ASSESSORE MANGANO: Grazie per la sua esposizione, abbastanza esaustiva. Invito, adesso, l’architetto Rondelli per quanto riguarda l’illustrazione degli altri progetti. PRESIDENTE PIGNATELLI: Stiamo un po’ derogando rispetto ai tempi previsti per l’interpellanza, però visto l’importanza dell’argomento penso che potremo proseguire. ARCHITETTO RONDELLI: Inizio con la presentazione delle destinazioni d’uso dell’edificio ex Upim. Abbiamo visto, qui siamo al meno uno dove troviamo la piazza bassa dell’edificio, sulla sinistra, sulla vostra sinistra, trovate l’Auditorium, sulla destra sono stati ricavati due spazi commerciali dotati entrambi i lotti di bagni, uno di 161 metro quadro e l’altro di 113; trovano poi posto sempre al primo interrato la cabina ENEL, che era esistente già da prima, e un magazzino a disposizione dell’Auditorium. Al piano terra, anche qui, troviamo… scusate, sono talmente grandi… troviamo sulla sinistra, sopra l’Auditorium, un locale commerciale di 495 metri quadrati, sempre la piazza di collegamento di vicolo Teatro con la piazza Garibaldi, e altri tre esercizi, tre zone commerciali, uno di 150 metri, uno di 146 e l’altro più piccolo di 57. Successivamente, andiamo al piano primo. Qui è stata mantenuta la piazza superiore rispetto al progetto precedente che prevedeva dei blocchi, questi blocchi sono stati raggruppati con uno sviluppo di superficie di 226 metri quadri. Quello che vedete con la campitura a rettangoli è la piazza superiore, e sulla parte destra c’è uno spazio commerciale di 324 metri quadrati. Queste sono le destinazioni che poi sono state pubblicate sul bando per l’affitto. Questo è, praticamente, dopo vari incontri con la Soprintendenza, il progetto approvato dalla Soprintendenza. (Intervento fuori microfono) No, questo è un progetto approvato con un parere favorevole che è pervenuto il mese di agosto, credo. Come diceva l’Assessore, il Soprintendente ha già fatto un sopralluogo, e quindi stiamo campionando quello che ha richiesto a livello di vetrate e di colori. Passo la piazza. Faccio una premessa: la piazza Garibaldi si può chiamare la continuazione dalla piazza Manara, prima della realizzazione dalla piazza Manara c’erano stati incontri con la Soprintendenza sui vari materiali, e la Sovrintendenza aveva dato delle indicazioni di riferimento che sono state accolte anche nella progettazione di piazza Garibaldi sulla tessitura della pavimentazione e sui materiali; anche questo progetto ha ottenuto il parere favorevole il 3 ottobre del 2013. Sostanzialmente, la piazza ripropone l’attuale pavimentazione in porfido e le fasce laterali che contornano il perimetro della piazza realizzate in granito che è un po’ la caratteristica di tutto il centro storico di Treviglio; la piazza, poi, troverà estensione nella pavimentazione per il tratto di via 25 aprile, fino all’incrocio poi con la piazzetta di via Matteotti. A livello di pavimentazione, si utilizzerà il sistema resinato come finiture superiore che è quello presente nella piazza Manara. Per quanto riguarda quello che succede sotto la pavimentazione, verranno rifatti tutti gli impianti esistenti di acquedotto, tutti gli impianti sotterranei esistenti verranno completamente sostituiti, e verrà realizzato una canalizzazione per trasmissione di dati e energia elettrica che collegherà l’edificio Upim con il Municipio, è una predisposizione… (Intervento fuori microfono) Collegherà l’edificio municipale con l’edificio dell’Upim a livello telematico, comunque di collegamento telematico. Noi non abbiamo ancora definito l’aspetto dall’arredo, perché siamo per adesso vincolati un po’ all’arredo esistente, l’abbiamo previsto nelle somme a disposizione, però sarà una fase successiva di valutazione di progetto. Abbiamo, comunque, confermato, visto che questo è una piazza importante a livello di dimensione e anche di forma, la presenza di torrette sotterranee a scomparsa diciamo dotate di acqua e energia elettrica per eventualmente i vari spettacoli che si andranno a fare, che siano spettacoli di tipo… manifestazioni o esposizioni, mi viene in mente il mercatino, o altre. Il progetto prevede una spesa di 500.000 euro, in appalto sono 378.000. Se guardate la sezione, rispetto all’attuale la sezione perderà i due marciapiedi esistenti, e sarà un’unica pavimentazione che compenetrerà nel portico dell’Upim, per cui il collegamento con la piazza al piano terra dell’Upim e vicolo del teatro sarà complanare. Questa è la sezione. (Intervento fuori microfono) PRESIDENTE PIGNATELLI: Direi di sì, perché in effetti trattandosi di interrogazione l’interpellanza non prevede un dibattito. Tuttavia, io credo che vista l’eccezionalità della situazione che si è creata, dove è stata più che una risposta a un’interpellanza, insomma, è stata l’illustrazione di un progetto, cogliendo l’occasione della presenza dei tecnici se ci fosse qualche domanda potremmo anche dare corso, brevemente, ai chiarimenti. Consigliere Ciocca. CONSIGLIERE CIOCCA: Ecco, la situazione è molto confusa per il fatto che, come giustamente è stato rilevato, ha fatto rilevare anche l’Assessore, essendo questa un’interpellanza che noi abbiamo presentato, appunto, per avere quelle informazioni che non è diciamo usuale che i Consiglieri comunali abbiano in sintesi, compresa sintesi interpretativa dai giornali. Però, adesso che situazione si è creata? Che sul progetto più importante che va a realizzare un’Amministrazione, il famoso cuore della città, qui c’è un Consigliere che può parlare e basta di fronte a una, come si chiama, presentazione che meriterebbe un approfondimento. Ora è chiaro che questa è una situazione abbastanza assurda perché, ripeto, nei fatti noi siamo stati costretti a chiedere non un supplemento informativo, un approfondimento come tipico delle interpellanze, ma una informativa di base che non ci è mai arrivata, neanche nelle sedi istituzionali delle Commissioni. Ora, a questo punto, cosa dire? Di cose ce ne sarebbero da dire, faccio solo alcuni rilievi, ricordando un po’ la storia di questa opera. Primo rilievo, per fortuna che c’è almeno un intervento di tipo culturale in quello che avrebbe dovuto essere nell’ipotesi originaria una struttura deputata principalmente a questo scopo; le riserve, non tanto sull’organizzazione interna dell’auditorio, quanto sul fatto della sua collocazione che presenta comunque dei problemi essendo, come lo sappiamo, una parte di un centro storico che non ha certo le possibilità di accesso, anche i parcheggi che dovrebbe avere una struttura di questo genere, comunque meno male che almeno questo c’è. Devo dire che l’opera, così com’è stata descritta, a me, ma credo anche gli altri colleghi, ha suscitato interesse, i problemi sono invece il resto dell’Upim e soprattutto il progetto complessivo, cioè come viene fuori, l’abbiam visto adesso per la prima volta, questo palazzo cuore della città in versione definitiva; cioè se volessi usare una frase che usava mia madre quando doveva dire una cosa che lasciava molto perplesso dal punto di vista della bellezza esteriore lo sappiamo che l’etica, scusate, che l’estetica ha un certo grado di soggettività, però mentre i progetti precedenti, tutti, quelli presentati al primo concorso, come quelli presentati al concorso che abbiamo ottenuto noi, avevano una loro identità, mi pare che questo sia il risultato di accomodamenti diversi che, ripeto, usando una definizione di mia madre quando c’era qualcosa che non le piaceva lo chiamava palazzo brutilde, dal nome, soprannome, anzi, di un’amica di famiglia che non era certo una bellezza, ecco. Va beh, io personalmente sono rimasto abbastanza sconcertata da questa vicenda, al di là della funzionalità interna di una struttura come l’Auditorium, su cui non c’è mica niente da dire, il complesso, cioè come vengono usati gli altri spazi, lo sappiamo, l’idea originaria non era questa, questa Amministrazione ha fatto la scelta di destinare gran parte al commercio in nome del recupero delle spese di gestione, eccetera, eccetera, però, insomma, era un po’ snaturato; diritto di questa Amministrazione fare le sue scelte, diciamo che il risultato estetico complessivo lascia abbastanza perplessi. La seconda cosa, o forse la terza, che volevo dire è che come mi suggeriva il collega e cofirmatario pare che di questi progetti questa sia una delle versioni, ma non quella definitiva, essendo passato al vaglio dei vigili del fuoco un progetto che non comprendeva delle strutture dichiarate in questo. Quindi c’è qualche cosa ancora che non torna. Ultima cosa: volevo avere informazioni, se è possibile, sul fine lavori di quest’opera essendo anche qui comparse indicazioni temporale molto diversificate dal 2012 al 2013 in diverse date, poi primavera 2014, adesso mi pare che ci siamo spostati più in là. Grazie. Vorrei invitare l’Amministrazione dovesse capitare un altro progetto di questo genere a farne edotti i Consiglieri comunali, tutti, compresi quelli di maggioranza, che si vede che l’hanno visto adesso avendo applaudito in questo momento, opere che sono importanti per la città. Abbiamo le Commissioni, facciamole diventare una sede di approfondimento, e almeno di conoscenza. Grazie. PRESIDENTE PIGNATELLI: Grazie, Consigliere. Si dichiara soddisfatto dall’interrogazione, o no, per il verbale? CONSIGLIERE CIOCCA: Ha parlato un Consigliere, mi è sfuggito. PRESIDENTE PIGNATELLI: Si dichiara soddisfatta, o no? CONSIGLIERE CIOCCA: Dell’illustrazione sì, i contenuti ci differenziano. Possiamo avere le slide? Possiamo averle? PRESIDENTE PIGNATELLI: Immagino di sì. Assessore Mangano, per replica, e poi chiudiamo il punto. ASSESSORE MANGANO: La Consigliera dice “finalmente l’abbiamo visto per la prima volta, perché era qualcosa di particolare, di nascosto”, se non ricordo male abbiamo fatto due sopralluoghi, e l’abbiamo visto mentre stava crescendo questa struttura, pertanto non mi pare che… abbiamo fatto mi pare due visite, mi pare, e quindi non abbiamo tenuto nascosto nulla. Quando avete chiesto abbiamo dato le risposte necessarie. Le Commissioni, voi ne fate, richiedete e vi sarà dato. Quindi non vedo dove sta il problema sulla conoscenza di questa struttura. Poi, la struttura bella, brutta, l’ha detto prima lei, una cosa per lei è bella, per l’altro è brutta, per l’altro è meravigliosa. Certo, posso dire che il progetto di Grassi mi piaceva, non l’avete voluto realizzare, avete avuto cinque anni di tempo. E vengo al tempo adesso. Su una struttura del genere, che è la più importante, penso che sia… per quanto riguarda l’Amministrazione l’obiettivo è quello di dare alla città una struttura fatta bene, e noi abbiamo fatto in modo per dare una struttura alla città fatta bene, se poi stiamo qualche mese in più, penso che sia ampiamente giustificato dall’attenzione, dal senso di responsabilità che questa Amministrazione sta ponendo in una struttura del genere. Voi avete impiegato cinque anni, quindi di tempo ne avete avuto, avete soltanto dato in appalto un certo tipo di progetto, quindi avrebbe avuto cinque anni e noi cerchiamo di consegnare questa struttura in tre anni, due anni e mezzo, tre anni, saranno mese più, mese meno, anziché dal 31 dicembre quando scade la proposta, vedo che tutti i giorni state a vedere quanto manca al 31 di dicembre, aggiornatelo al 31 di marzo. Tre mesi in più penso che siano ampiamente giustificati per un’opera di questa importanza, e siamo in anticipo di due anni rispetto al vostro mandato. Avevate già un progetto, quello bello, non vi è piaciuto, noi l’abbiamo ereditato, abbiamo esercitato, come giustamente, il nostro diritto di fare le nostre considerazioni, l’abbiamo modificato nelle funzioni, abbiamo lavorato su una ristrutturazione, ahimè, andava buttata giù tutta quella struttura, tutta, tutta, poi vedremo alla fine col resoconto tra quattro mesi, porterò io il resoconto dei conti, quanto costa, cosa diamo alla città, e cosa avreste dato voi, e quanto sarebbe costato; lo vedremo, lo vedremo quanto sarebbe costato visto il vostro intervento con le vostre ristrutturazioni. Noi abbiamo speso e abbiamo visto nella torretta cosa c’era, e quale intervento abbiamo dovuto fare per tamponare un edificio degradato in tutte le sue parti. Sì, abbiamo abbattuto la seconda parte, è vero, almeno abbiamo ricavato un Auditorium degno di una città come Treviglio. La cultura, si può fare cultura anche là. 500 metri quadri di proprietà pubblica e 350 saranno della torretta, 850 metri quadri, il resto lo diamo ad attività commerciali. “Mancano i parcheggi”. Volevamo fare i parcheggi? Portavamo di nuovo le auto in centro come volevate voi? Volevate i bei parcheggi? Volevate i parcheggi sotto l’Upim? Dovete essere… no, adesso ha parlato lei, adesso parlo io, adesso parlo io. Bisogna essere coerenti, bisogna essere coerenti. Il parcheggio ce l’abbiamo a 300 metri, a 250 metri dall’Upim, si possono fare anche due passi, quindi non è un problema quello del parcheggio, assolutamente. Per quanto riguarda, ripeto, la struttura, ci stiamo mettendo tutto il nostro impegno, e se staremo qualche mese in più è ampiamente giustificato. Grazie. PRESIDENTE PIGNATELLI: Grazie, Assessore. Abbiamo chiuso il contenuto… (Intervento fuori microfono) No, c’è stata la risposta all’interrogazione, la replica dell’interrogante, la controreplica dell’Assessore. (Intervento fuori microfono) Il Consigliere ha tutti gli strumenti per portare in discussione un punto all’ordine del giorno, questo è il Regolamento. Possiamo contingentare i tecnici che hanno partecipato. Li ringraziamo per il lavoro svolto. Proseguiamo con i lavori del Consiglio comunale. Vi comunico che le slide delle immagini che sono state proiettate vi verranno recapitate su cd. Passiamo al punto n. 4 all’ordine del giorno, avente oggetto “Nomina Collegio dei Revisori dei conti per il triennio 2014-2016 e determinazione del relativo compenso (articoli 16, comma 25 d.l. 13 agosto 2011 n. 138 e 241 d.lgs. 18 agosto 2000 n. 267)”. Illustra il provvedimento l’assessore al bilancio. Prego, Assessore. ASSESSORE VAILATI: Questa delibera propone la nomina del Collegio dei Revisori dei conti, in quanto in data 31.12 scadrà il mandato degli attuali Revisori. Secondo le nuove disposizioni legislative, il sorteggio avviene presso la Prefettura scegliendo i candidati da un elenco, che è l’elenco dei Revisori degli Enti pubblici, un elenco appositamente predisposto. Il sorteggio, come vi dicevo, è effettuato presso la Prefettura, in seduta pubblica, alla quale partecipa anche un dirigente, in questo caso per il Comune di Treviglio ha partecipato il dirigente dottor Cervadoro. Sono stati, quindi, scelti casualmente in questo elenco tre professionisti che sono il dottor Gozzi Roberto, la dottoressa Ziboni Asmara e il dottor Preti Cesare. Per quanto riguarda, poi, il compenso, viene stabilito nella delibera l’importo che spetta a ciascun Revisore, e viene scelto tra questi tre il Presidente. Una nota per quanto riguarda il compenso. Allora secondo il compenso attualmente erogato ai Revisori, viene ridotto di un 10% in virtù, appunto, della spending review, peraltro un’ulteriore abbattimento era stato fatto l’anno precedente, pertanto il compenso adesso risulta essere di 8.927 per i due Revisori non Presidenti, e per quanto riguarda, invece, il Presidente 13.391. Viene anche previsto dalla legge, per quanto riguarda i trasferimenti, un rimborso spese, un rimborso spese chilometrico, ed eventualmente rimborsi spese a piè di lista, considerando che il dottor Gozzi Roberto è di Viadana, la dottoressa Ziboni Asmara di Solto Collina, il dottor Preti Cesare di Sarnico. (Intervento fuori microfono) Sì, il Presidente eletto è la dottoressa Ziboni Asmara, che è stata scelta in quanto ha più incarichi attualmente, comunque ha avuto anche più incarichi, e quindi più esperienza rispetto agli altri negli Enti locali. Tutti e tre i Revisori hanno presentato lettera di accettazione dell’incarico. Grazie. PRESIDENTE PIGNATELLI: Grazie, Assessore. Dichiaro aperta la discussione. Invito i Consiglieri a iscriversi. E’ iscritto a parlare il consigliere Minuti, ne ha facoltà. CONSIGLIERE MINUTI: E’ vero, Presidente, signori colleghi, che si tratta per noi di una presa d’atto di una procedura che il legislatore ha voluto, che sopra la nostra testa svolgesse qualcun altro, quindi è il recepimento di un atto dovuto, insomma. Però, mi consenta di esprimere il forte disappunto per questa perdita di sovranità, di autonomia, da parte dell’Ente locale, e quindi del Consiglio, nella scelta di un organo di controllo che è uno degli elementi fondamentali ai fini della verifica del raggiungimento o meno degli obiettivi, della correttezza della gestione, e così via. Certo, l’esercizio clientelare di questa funzione consiliare è stata alla base della scelta del legislatore di espropriare la funzione e di affidarla alle Prefetture, senza contemperamenti rispetto all’opposto estremismo, dalla clientela alla imposizione, contemperamento che poteva essere rappresentato dal fatto che gli Albi dai quali scegliere i Revisori potevano essere provinciali, regionali, anziché così diffusi; avremmo potuto avere dei costi inferiori, non c’erano le trasferte, avremmo potuto avere magari anche una maggiore efficienza perché conosciamo direttamente i soggetti, oppure il soggetto stesso operando in loco ci tiene a fare bella figura, perché noi prendendo atto di questi nominativi nulla deliberiamo riguardo ai loro doveri, e nemmeno nel corso del mandato possiamo pronunciarci sulla buona esecuzione del mandato. Quante ispezioni, quante attività propedeutiche? Scarsissime. Se uno deve venire, fare 100 chilometri per venire qui, non credo, andrà a vedere se i Vigili urbani riscuotono le multe, insomma tutte quelle cose, se lo sviluppo delle entrate è coerente oppure entra nell’orbita del pericolo del non rispetto del Patto di stabilità, o se i ruoli delle entrate vengono emessi regolarmente, non soltanto le cose formali, ma le cose sostanziali. Insomma, prendiamo atto, esprimiamo disappunto. Seconda questione: abbiamo visto che nell’azienda speciale che ormai è diventata un ramo dell’attività comunale com’era a suo tempo, l’azienda farmaceutica, per questioni di risparmio è stato scelto un amministratore unico però non è stato scelto un Revisore unico, sono stati mantenuti tre Revisori e sono stati designati dal Sindaco, la mia domanda è se ragioni di economia hanno portato a ridurre il Consiglio ad un amministratore unico, ragioni di economia non avrebbero dovuto portare il Collegio sindacale a un Sindaco unico. Aprile? Troppo tardi. Quindi per ora c’è un costo maggiore. E la nomina passa sempre, poi, attraverso il Consiglio, oppure il Sindaco cosa fa daccapo, però riceve prima l’input dal Consiglio prima di andare in assemblea... (Intervento fuori microfono) Anche lui è sorteggiato. Quindi siamo cornuti e mazziati due volte. Detto questo, ogni altra parola è superflua, votiamo a favore obtorto collo. Grazie. PRESIDENTE PIGNATELLI: Grazie, Consigliere. La parola al Segretario. SEGRETARIO COMUNALE: Una precisazione: è vero che il Consiglio espropriato del potere di nomina, o meglio è chiamato a fare una verifica e poi a disporre la nomina però il potere di revoca il Consiglio lo mantiene, quindi per giusta causa il Consiglio può revocare il Collegio, e poi la Prefettura disegnerà i nuovi nomi, andiamo avanti così. Con riferimento alle società partecipate, il decreto legge di fine ottobre, in questo momento che però è ancora in fase di conversione prevede che anche nelle società a partecipazione pubblica, a totale partecipazione pubblica, siano estratti con il medesimo sistema; e quindi se il decreto verrà confermato così, il Revisore unico tale sarà della società controllata, alla scadenza, quindi nel prossimo mese di aprile, il nuovo sarà frutto del sorteggio, e quindi funziona allo stesso modo. (Intervento fuori microfono) Forse, dipende dalla conversione del decreto legge. PRESIDENTE PIGNATELLI: Grazie, signor Segretario. Vi sono altri interventi da parte dei Consiglieri? Nessuno chiede la parola? Possiamo procedere con la replica. Assessore Vailati, prego. ASSESSORE VAILATI Volevo cogliere l’occasione per ringraziare i Revisori uscenti per il lavoro svolto, con puntualità e precisione, sino ad oggi. I Revisori uscenti sono il dottor Gabriele Colombo, il dottor Riccardo Caputo e il dottor Alessandro Bialetti. Un grazie, quindi, a tutti loro. PRESIDENTE PIGNATELLI: Grazie, Assessore. Il Consiglio si associa al giusto ringraziamento. Nessun altro chiede di parlare? Dichiaro chiusa la discussione. Invito i Consiglieri a iscriversi per dichiarazione di voto. Nessuno per dichiarazione di voto. Pongo, quindi, in votazione il punto n. 4 all’ordine del giorno, avente oggetto “Nomina Collegio dei Revisori dei conti per il triennio 2014-2016, determinazione del relativo compenso articoli 16, comma 25 d.l 13 agosto 2011 3 n. 138 e 241 d.lgs. 18 agosto 2000, n. 267”. Procediamo con votazione, in forma palese e con l’ausilio del sistema informatico. Dichiaro aperta la votazione. Dichiaro chiusa la votazione. Quattordici voti a favore. Nessun contrario. Nessun astenuto. Il Consiglio approva all’unanimità. Passiamo al punto n. 5 all’ordine del giorno, “Aggiornamento degli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria, ai sensi dell’articolo 44, legge regionale 11 marzo 2005 n. 12”. L’assessore Nisoli illustra il provvedimento. Prego. ASSESSORE NISOLI: Grazie, Presidente. Questa delibera riguarda l’aggiornamento degli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria, ai sensi dell’articolo 44 della legge regionale 12 del 2005. Questo articolo, appunto, l’articolo 44, prevede che gli oneri sono determinati dai Comuni con l’obbligo di aggiornamento ogni tre anni, in relazione alle previsioni del Piano dei servizi e a quelle del programma triennale delle opere pubbliche, tenuto conto dei costi delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria incrementati da quelli riguardanti le spese generali. Gli attuali importi degli oneri di urbanizzazione sono stati deliberati dal Consiglio comunale a febbraio del 2008, e quindi sono trascorsi i tre anni. Non sono stati aggiornati prima in quanto il Comune di Treviglio è dotato del Piano dei servizi soltanto dal 30 maggio dell’anno scorso, giorno in cui è stato pubblicato sul BURL il Piano di governo del territorio. Abbiamo, appunto, deciso di mettere mano quest’anno agli oneri, non si sono toccati neanche lo scorso anno in quanto il settore dell’edilizia è un settore che riversa in una situazione molto grave, di crisi, e quindi non si voleva andare a penalizzare ulteriormente; infatti, la scelta che ha spinto la nostra decisione è stata quella di ridurre quelli che sono gli oneri di urbanizzazione per quanto riguarda le ristrutturazioni specialmente all’interno del centro storico, e ridurre anche quelli che sono gli interventi di demolizione e successiva ricostruzione di edifici esistenti, questo, appunto, sia per recuperare il centro storico, per dare un incentivo e un input alla ristrutturazione degli edifici fatiscenti del centro storico, e comunque per evitare di consumare ulteriore suolo, ma andando appunto a demolire quelli che sono gli edifici non più interessanti, non più utilizzati, e ricostruirli sullo stesso sedime. Per quanto riguarda la demolizione con ricostruzione, abbiamo previsto di abbattere del 30% quelli che sono gli oneri per la nuova costruzione, mentre per quanto riguarda la ristrutturazione senza demolizione abbiamo abbassato del 20% gli oneri nella zona del centro storico rispetto ai valori del 2008, e per tutte le altre zone invece abbiamo applicato il 50% del costo della nuova costruzione. Inoltre, abbiamo previsto anche la possibilità di ridurre del 50% gli oneri negli interventi di edilizia residenziale pubblica agevolata e convenzionata. Altri abbattimenti riguardano una riduzione fino al 30% per gli interventi che hanno una riduzione del fabbisogno energetico superiore al 10% rispetto ai valori stabiliti dalla DGR 8745, e questo deve essere dimostrato, questo abbattimento del fabbisogno energetico, attraverso relazione che dovrà essere presentata in sede di domanda di permesso di costruire. Questo è tutto. Grazie. PRESIDENTE PIGNATELLI: Grazie, Assessore. Dichiaro aperta la discussione. Invito i Consiglieri a iscriversi. Nessuno chiede la parola? E’ iscritto a parlare il consigliere Minuti, ne ha facoltà. CONSIGLIERE MINUTI: Signor Presidente, credo che sia la prima volta che venga deliberata una riduzione così consistente di una tariffa, quella relativa alla costruzione, agli oneri urbanizzativi, e tout-court, senza una sua considerazione più ampia rispetto alle osservazioni, pur condivisibili, che ha fatto l’Assessore riguardo la premianza che ci deve essere, la preferenza per gli interventi di ristrutturazione rispetto a quelli di nuova costruzione sulle aree esterne, atteso il beneficio del risparmio del territorio e del risparmio nei costi di urbanizzazione, però sulla base di un presupposto non facilmente accettato, e cioè che la costruzione nel centro storico non comporta interventi di urbanizzazione. Abbiamo visto al precedente punto all’ordine del giorno che la sistemazione della piazza Garibaldi e dell’edificio dell’Upim, dal rifacimento delle reti di sotto, alla piazza, all’edificio che diventa uno standard, almeno per quanto riguarda il teatro, urbanistico, per quanto riguarda i negozi patrimonio dell’Ente, non standard ma insomma si tratta di 6 milioni, mi pare di aver capito, 7 milioni, quindi anche nel centro storico rifacimento delle reti, instaurazioni delle reti per la sicurezza, videosorveglianza hanno un costo, e poi le reti ancorché esistono richiedono a un certo punto la sostituzione, perché non sono eterne le reti, hanno una loro durata tecnica. Io avrei immaginato un provvedimento magari analogo, però contemperato da una durata particolare, allora questa riduzione suonava come incentivo a intervenire, cioè si riduce del 30% l’onere urbanizzativo del centro storico per ventiquattro mesi, anzi nel primo anno, nei dodici mesi, si riduce del 30%, e poi magari si riduce… no, del 40 no. Nel primo mese, nel primo anno, la riduzione è del 40%, nel secondo anno del 20%, e nel terzo anno l’onere urbanizzativo torna a regime, e cioè come prima, perché scommettiamo sull’uscita dalla crisi ma soprattutto dalla crisi si esce se qualcuno, in virtù anche dell’agevolazione fiscale e amministrativa, locale, accelera un intervento edilizio che oggi come oggi è difficile scientemente programmare, atteso che costruisci per chi? Solo se hai del danaro da spostare da qui a lì, ma rimarrai proprietario del bene ristrutturato perché non esiste a Treviglio la prospettiva di domanda che possa assolvere nemmeno l’offerta attuale di 1.000 appartamenti invenduti. Insomma, avrei architettato il provvedimento non solo in termini di sostegno al mercato, ma anche di recupero, poi, nel bilancio comunale in una fase immediatamente successiva del gettito perché, da un lato, gli interventi si incentivano a fronte della loro scadenza, temporalità, perché poi in futuro l’onere si ripristina e il bilancio comunale soffre di meno, soffre di meno; così avrei preferito il provvedimento, voi l’avete congegnato diversamente, non posso essere d’accordo, e quindi il mio gruppo voterà contro. PRESIDENTE PIGNATELLI: Nessun altro è iscritto a parlare? Nessun altro. Vi sono da parte dell’Assessore repliche? Prego, Assessore. ASSESSORE NISOLI: La riduzione anche nel nostro caso avrà la durata di tre anni, in quanto l’articolo 44 della legge 12 prevede che ogni tre anni venga messa mano agli oneri di urbanizzazione, per cui questa riduzione al massimo durerà tre anni, poi il Consiglio comunale provvederà a rimetterci mano, comunque a ritoccarli. La motivazione, come aveva già anche lei, Consigliere Minuti, per quanto riguarda il centro storico è che effettivamente le urbanizzazioni esistono già tutte, si dovrà fare una manutenzione però non costa mai come andare ad urbanizzare una zona nuova che deve essere totalmente servita da quelle che sono tutte le urbanizzazioni primarie, e anche secondarie. Per cui, l’abbattimento del 20% rispetto a quelle che sono le tariffe attuali l’abbiamo verificato anche nel rispetto di quelli che sono gli impegni e i progetti del Piano triennale, e sono sostenibili come costi. PRESIDENTE PIGNATELLI: Grazie, Assessore. Non vi sono altri interventi. Dichiaro chiusa la discussione. Invito i Consiglieri a iscriversi per dichiarazione di voto. Nessuno per dichiarazione di voto? Pongo, quindi, in votazione il punto n. 5 all’ordine del giorno, avente oggetto “Aggiornamento degli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria, ai sensi dell’articolo 44, legge regionale 11 marzo 2005, n. 12”. Procediamo con votazione, in forma palese con sistema elettronico di votazione. Dichiaro chiusa la votazione. Dieci voti a favore. Sei contrari. Nessun astenuto. Il Consiglio approva. Hanno votato contro i consiglieri Borghi, Lingiardi, Bussini, Ciocca Daniela, Minuti e Merisi; a favore gli altri Consiglieri presenti in Aula. Passiamo al punto n. 6 all’ordine del giorno, avente oggetto “Adozione della nuova classificazione acustica comunale”. Illustra il provvedimento l’assessore Imeri, prego. ASSESSORE IMERI: Grazie. Lascio, poi, la parola al dottor Caldarelli che ringrazio anche per l’attesa, per illustrare quello che è già stato illustrato in seconda Commissione. Di fatto la premessa è che questa adozione della nuova classificazione acustica ha origine dal fatto che si era reso necessario fare un adeguamento di quello esistenti, in quanto non erano considerate le nuove infrastrutture, alcuni quartieri importanti come Bergamo est, quindi il Bollone e Bergamo est, e soprattutto nel corso dell’incarico che è stato dato alla ditta Eurogeo rappresentata stasera dal dottor Caldarelli, si è reso necessario provvedete sulla base anche di quella che era l’indicazione dell’Amministrazione comunale a fare delle valutazioni puntuali per rendere questo piano di zonizzazione acustica più coerente con quella che è la realtà della nostra città, ed è un piano di zonizzazione acustica che si associa alla Revisione del Regolamento che abbiamo già deliberato, che di fatto dà uno spunto, una mano maggiore a quelle che sono soprattutto le attività del centro storico, ma di fatto di tutta la città perché alcune criticità le abbiamo avute anche, ad esempio, nella zona nord per quanto riguarda anche il semplice bar, quindi dove non ci fosse presenza di diffusione sonora, eccetera, eccetera, e soprattutto che si basa sulla convinzione che si possa arrivare a quel rapporto corretto tra i cittadini che hanno giustamente il diritto di essere tutelati in relazione alle fonti di rumore, e quella che è un’esigenza più volte ribadita da tutte le componenti politiche, amministrative, sociali, commerciali, eccetera, eccetera, che è quella di dare maggior vivacità alla nostra città evitando quelli che sono magari a volte più paletti burocratici. Quindi lascio la parola al dottor Cardarelli che ci illustra in sintesi quello che è il percorso che è stato fatto, e soprattutto le novità principali riguardo la zonizzazione acustica. C’è anche Eugenio Cherubini dell’ufficio ambiente, eventualmente se ci dovessero essere domande. Grazie. DOTT. CARDARELLI: Grazie. Buonasera a tutti. Allora siamo arrivati alla fine di un percorso che ci porta questa sera all’adozione del vostro Piano acustico, peraltro non particolarmente datato perché avete un Piano acustico che risale all’anno 2010, sono state fatte alcune modifiche che questa sera vi illustro con l’utilizzo delle slide che vado di seguito a farvi vedere. Sostanzialmente, la normativa parte dal 1991, si articola in diverse leggi, sia statali, che regionali, che compongono l’inquadramento, proprio l’architettura legislativa che ha portato pochi anni fa nel 2004 anche a quello che viene definito il decreto delle strade che vedremo per le vostre infrastrutture ha un’importanza strategica. Dopo l’adozione di questa sera, sostanzialmente, viene messo a disposizione il Piano per le osservazioni per trenta giorni, nei successivi trenta giorni, e il non accoglimento oppure l’accoglimento senza modifiche ci porta diritti all’approvazione definitiva, se dovessero essere, invece, fatte delle modifiche la normativa, questo è un po’ un vulnus diciamo della normativa regionale, prevede che si riapra l’iter e si riadotti il Piano se dovessero venire cambiate delle partizioni dell’azzonamento acustico. Come vi dicevo, il vostro Piano del 2010, questo di stasera è basato sul Piano di governo del territorio che avete approvato, e quindi sostanzialmente riflette nelle partizione delle sei classi acustiche la pianificazione urbanistica del territorio comunale di Treviglio; è un po’ il Piano regolatore generale, o Piano del governo (P.G.T.) del rumore, è un atto di pianificazione ambientale, e consiste sostanzialmente da parte della Giunta, del Consiglio comunale, dell’ufficio ecologia, di porsi degli obiettivi di qualità ambientale che vanno rispettati per la miglior convivenza possibile tra le sorgenti di rumore e i recettori che sono le aree più protette, quindi le scuole, le case di cura, gli ospedali, piuttosto che la classe II degli edifici residenziali, man mano le classi scalano a quelle più alte, classe III, IV, V, VI, dove è intuitivo che possiamo vedere una maggiore immissione di rumore nell’ambiente. Non si possono avere salti di classe, questo lo prevede la normativa, sostanzialmente, non possono essere accostate classi tra loro che non abbiano la continuità, quindi devono essere la III a contatto con la IV, la II, non posso passare da una III a una V, e, viceversa, a classi più basse, sostanzialmente. Per il discorso delle fasce ferroviarie, sostanzialmente, è legato alla velocità dei convogli. Vedete che, praticamente, all’interno della fascia ferroviaria abbiamo limiti diurni di 70 decibel, 60 decibel notturno, diurno dalle 6 alle 22, notturno dalle 22 alle 6, questo corrisponde di fatto a una classe V, cioè classe prevalentemente industriale, mentre nella fascia B, più lontana, a 600 metri, il limite si abbassa perché ci allontaniamo ovviamente dalla sorgente. I recettori sensibili, invece, devono avere una protezione maggiore perché hanno 50 e 40 decibel, rispettivamente nel diurno e nel notturno. Anche qui, sempre per velocità di progetto differenti, maggiore di 200 chilometri orari, a seconda della velocità del convoglio ovviamente abbiamo delle fasce, e le fasce ferroviarie sono in pratica queste che vedete delineate, qui non c’è l’azzonamento acustico ma ci sono solo disegnate, per farvele comprendere meglio, le fasce ferroviarie di progetto ed esistenti. Idem, lo stesso discorso viene fatto per le fasce stradali, anche all’interno delle fasce stradali dove abbiamo residenze, aree da proteggere, i limiti sono differenti da quelli attribuiti dal Piano di azzonamento acustico. Quindi queste sono tabelle che scorro velocemente, per non tediarvi. Ovviamente, abbia fatto insieme all’ufficio ecologia il censimento di tutta la viabilità, i carichi veicolari, i flussi, è stata fatta insieme anche alla Provincia una classificazione della viabilità che vedete qui riprodotta in questa diapositiva, sostanzialmente, viabilità di attraversamento, raggiungimento da Bergamo, e tutti gli attraversamenti futuri dalle infrastrutture che sono in progetto con le loro fasce. Questi sono i limiti delle classi, i limiti di emissione e di immissione, emissione si misura la sorgente di rumore, l’immissione viene misurata al recettore, e vedete che ovviamente salgono ma mano che ci portiamo verso le classi più alte. Quindi poi, velocemente, perché le diapositive sono un po’ tante, per tutte le classi abbiamo attribuito, ovviamente, per esempio frazione di Castel Cerreto classe II, tipicamente residenziale, classe III il centro storico di Treviglio perché ha oltre 350 attività commerciali, quindi abbiamo fatto una lunga e non facilissima riflessione con l’ufficio ecologia e urbanistica nelle Commissioni, per arrivare a dare una classe che fosse lo specchio più realistico, diciamo, della realtà, pur essendo una parte di quel centro azzonato da P.G.T. come residenziale, però la presenza di questa attività ci ha portato ad alzare realisticamente la classe, la classe V dedicata a molte delle strade, ovviamente, tutte le aree industriali, e le classi VI invece, V e VI, scusate, sono quelle dove abbiamo le attività a ciclo continuo. La classe VI prevede 70 decibel di giorno e 70 di notte, quindi sono quegli impianti che hanno la stessa emissioni di rumore sia di giorno che di notte. Questi sono gli edifici scolastici da proteggere all’interno delle classi. Questa è la vostra vecchia zonizzazione del 2010, è una riproduzione. Sostanzialmente, anche qui si intuiscono le viabilità, la ferrovia, le viabilità che vengono da Bergamo, la 42, tutta la circonvallazione e l’asse ferroviario a sud. Il Piano di Governo del Territorio, Documento di Piano, con le sue previsioni, il Piano delle Regole, e successivamente quella che è l’area di trasformazione prevista dal PGT, quindi a nord dell’abitato, verso la strada che porta poi verso Bergamo. Pian piano vi faccio vedere come sono state materializzate, disegnate le classi. La classe V e la classe VI, quindi destinata alle attività estrattive, la classe VI di Farchemia e degli altri stabilimenti che hanno un ciclo continuo, e tutte le attività prevalentemente industriali che sono localizzate sul territorio. Successivamente la classe IV, attribuita alla viabilità di ingresso, di attraversamento, la circolazione, ovviamente scala anche automaticamente dalla classe V. La classe II, Castel Cerreto, tutto quello che è il residenziale che circonda la cintura più centrale della circonvallazione, alla quale invece abbiamo dato, insieme al tessuto agricolo, tipico della classe III mista, nella parte centrale abbiamo dato l’attribuzione della classe III: 60 decibel di giorno e 50 di notte, per intenderci. Queste sono, nella legenda, poi delle tavole che abbiamo riprodotto, le fasce stradali, le fasce ferroviarie e le classi dalla I alla VI. Qui c’è un particolare, ovviamente, un ingrandimento. I Comuni confinanti sono stati presi in considerazione perché, sostanzialmente, va riprodotta anche questa tavola, vedete, viene virtualmente svuotato l’azzonamento di Treviglio e si tengono in considerazione gli azzonamenti dei Comuni confinanti e le loro previsioni, sempre con quella regola che non dobbiamo avere il salto di classe. Quindi, poi, la riproduzione del vostro azzonamento va in raccordo, ci può essere il salto di una classe, ma solo di una classe, cioè una III che passa ad una VI, una V che passa ad una IV o ad una VI, ma senza il salto delle classificazioni. Questa è l’area di viale Merisio, che è stata scelta, insieme a delle altre, qui c’è un esempio di delimitazione, per gli spettacoli temporanei. Queste sono aree nelle quali si può andare in deroga ai limiti di immissione per orari e valori in decibel. Sono state effettuate quaranta misure, che qui sono riprodotte nella tabella, con i decibel rilevati in campo dal fonometro, la durata delle misure; qui sono i grafici tipici delle misure, con i picchi, che sono di solito caratterizzati dal passaggio di autoveicoli sulle strade, rispetto al clima acustico diciamo standard misurato. E queste sono tutte le eccedenze rispetto al limite di classe assegnato; ho misurato, per esempio, non so, su un limite di 60 abbiamo misurato 72 decibel di livello equivalente su tutta la misura, abbiamo un +12, quindi man mano state evidenziate, in queste quaranta misure, le eccedenze. Qui sono localizzati tutti i punti di misura, con i valori più alti rilevati, questi pallini aranciati o rossi, anche, purtroppo, all’interno del tessuto edificato, perché il riverbero degli edifici molto vicini tra di loro, nelle vie strette, di rotolamento dei pneumatici, la riflessione del segnale sonoro sulle superfici vetrate dei negozi, provoca sostanzialmente un innalzamento dei livelli in decibel, e quindi abbiamo anche fatto una comparazione tra quello che è stato misurato, più rassicurante, il pallino verde e verde chiaro, in alcuni punti, come vedete, e invece delle misure un pochino più critiche, che sono emerse anche all’interno, inevitabilmente, del centro abitato, perché è quasi tutto legato al traffico veicolare. Le criticità vengono analizzate in una matrice, sostanzialmente, che gli dà delle classi da altissime, alta, media, bassa, sostanzialmente di altissima ce n’è solo una, che supera di più di 15 decibel il limite della classe; sostanzialmente è un recettore sensibile in classe stradale, 50 decibel è il limite, ne abbiamo misurati 66,5, quindi +16,5; a scalare, tutte le altre misure. Qui c’è un particolare, sempre. Ecco, per concludere, diciamo nell’illustrazione, è chiaro che la normativa nazionale ha degli strumenti previsionali dell’impatto acustico e del clima acustico e la verifica dei requisiti acustici passivi. Prima parlavate di quella opera pubblica al posto della ex Upim, sostanzialmente, con la esistenza, l’edificazione di un teatro, di un luogo di spettacolo. L’edificio, l’involucro edilizio deve fornire delle prestazioni di fono-isolamento tali da non disturbare all’esterno i recettori o i confinanti, anche, dell’edificio. Quindi la prestazione acustica dell’edificio è molto importante e va fatto in termini di previsione di impatto acustico per tutte le sorgenti (aeroporti, strade, discoteche, luoghi di intrattenimento, ferrovie e quant’altro, centri commerciali) la previsione di impatto acustico; mentre la previsione del clima acustico va fatta ante operam per tutti i luoghi che vogliamo proteggere dal rumore (gli ospedali, i parchi, i nuovi insediamenti residenziali, gli edifici scolastici, gli asili, le RSA e quant’altro). Quindi questi sono strumenti che l’Ufficio Ecologia e l’Ufficio Tecnico ha per avviare il progetto di edificazione a dei risultati accettabili a inserire quello che è o una sorgente o un recettore nel tessuto urbanizzato, senza che questo ci crei dei problemi, sostanzialmente. Ecco, gli edifici, la normativa per i requisiti acustici passivi, cosiddetta, risale al 5 dicembre 1997, quindi anche lei ha i suoi annetti, e se fatta rispettare, sostanzialmente il concetto è un po’ quello della legge 10 per l’isolamento termico, cioè l’edificio deve valutare delle prestazioni, soddisfare delle prestazioni di isolamento verso l’esterno. La documentazione prodotta si articola in diverse tavole, è stata fatta una relazione tecnica a commento delle misure effettuate; abbiamo collaborato con i Consiglieri, con il gruppo che si è occupato della redazione del Regolamento di qualche mese fa, Regolamento delle attività, diciamo, rumorose, quindi all’interno, con il capo dei vigili, ci sono stati diversi incontri di confronto che hanno portato all’adozione di quel Regolamento. E, per finire, questo acronimo, MIRCA, che sostanzialmente è il mosaico informatizzato regionale della classificazione acustica. Cosa succede? Che Regione Lombardia prende gli shapefile, cioè i file del GIS, col quale è stata composta questa cartografia, come per lo studio geologico e il Piano di Governo del Territorio, assembra questi mosaici della pianificazione urbanistica in diversi Comuni per avere una rappresentazione, poi, Provincia per Provincia e a scala regionale più ampia. Ho finito. PRESIDENTE PIGNATELLI: Grazie, dottore. Dichiaro aperta la discussione e invito i Consiglieri a iscriversi. È iscritto a parlare il consigliere Merisi; ne ha facoltà. CONSIGLIERE MERISI: Grazie, Presidente. Un primo intervento per una serie di richieste semplici semplici, a cui o gli Uffici o l’Assessore o il dottor Cardarelli, che ringrazio della sua esposizione, come ringrazio l’Ufficio Ambiente e l’Assessore per l’impegno che ci hanno messo. Allora, io avevo chiesto in Commissione - e son passati più di dieci giorni - di avere la cartina completa, in modo da poterla studiare prima, giusto perché obiettivamente, era stato riconosciuto anche in Commissione, è un po’ difficile andare nel dettaglio, nel particolare su una piantina che, per carità, esaustiva finché vogliamo, però lascia comunque qualche dubbio interpretativo logico, ottico direi. Avevo chiesto anche una verifica sulla ICB, se per caso fosse a ciclo continuo oppure no, perché da qua, nella piantina, quella piccola che abbiamo in mano, non risulterebbe, fatto salvo poi che magari non è a ciclo continuo. Avevo sollevato qualche dubbio anche sull’appartenenza dell’ospedale alla classe III, e il dottor Cardarelli mi aveva detto, mi aveva fatto notare che, essendo a ridosso della classe IV della statale 11, non si poteva fare il salto di classe, mi corregga se… mi ricordo bene? Ecco, però dalla piantina piccola io vedo che l’area, la classe IV, l’area arancio, tanto per essere chiari, è solo dalla parte di là e non è dalla parte di qua, per cui dalla parte di qua si poteva fare un pezzo – chiedo, eh -, un pezzo in III e poi l’ospedale metterlo in II. A proposito poi, è sempre una domanda, a proposito dell’impatto acustico del futuro Auditorium, io credo che, d’accordo il discorso della passività, mi passi il termine, anche se non è proprio corretto e preciso, per poi ci sono 370-400 persone che escono, probabilmente ci sarà – l’abbiamo affrontato stamattina in altra sede -, ci sarà comunque da portarsi a casa qualche parere o comunque da fare qualche altro passo. Grazie. No, ma non era questa, quella più grande, comunque va beh, siamo… Avevo chiesto quella grande, quella che era stata… (Intervento fuori microfono) No, non è questa, Eugenio, scusa, avevo chiesto quella grande, quella che su cui avevamo poi discusso. È un problema mio, sto invecchiando, non ci vedo, però la richiesta è verbalizzata, abbiate pazienza. In una logica di questo tipo, evidentemente, anche i bar potrebbero avere comunque qualche problema. Di fatto è che si è elevato di una classe un po’ tutto il territorio. Chiedevo poi, probabilmente ho capito male io, dottor Cardarelli, diceva prima che aveva… grazie. Aveva coinvolto anche i Consiglieri nello studio? Ho capito male io? Probabile. No, dopo, dopo, dopo, dopo, dopo, grazie. Perché mi sarebbe piaciuto partecipare, tutto qua. Poi altre due richieste, invece, di tipo tecnico. La classe III, area di tipo misto per tutte le zone agricole, leggendo le slide, era stata fatta in funzione dalle macchine operatrici. Domanda di tipo tecnico: ma le macchine operatrici magari funzionano un’ora al giorno per tre mesi dell’anno; traduco meglio: per la classificazione di questo tipo si deve tener conto, si può tener conto anche dell’impegno, perché ad esempio…, dell’impegno della macchina operatrice in un’ottica di coltivazione, mi passi il termine, perché se faccio l’esempio, il paragone, che magari può anche non essere ritenuto logico, dell’esposizione al rumore in ambito lavorativo, io lo devo fare sulle 40 ore settimanali, 8 ore, 40 ore settimanali, con un impegno costante, quindi stessa mansione, per tutto l’anno. Poi, l’ultima cosa. Quando ho fatto passare le slide, Castel Rozzone, la striscetta che entra, in pratica che è via Mozzi e Compagnoni, se non ricordo male, correggetemi se sbaglio, l’ingresso subito dopo la trattoria era classe VI, classe V, scusate. Allora vado a vedere di fianco, c’è classe IV sul territorio di Treviglio, classe IV, però andando in su sulla statale vedo che il contorno della classe IV entra ed esce, cioè è un pochettino più largo e un pochettino più stretto, ripeto, guardandola sulla cartina piccola. Volevo capire il motivo per cui non c’è una metratura fissa, una fascia di rispetto fissa. Questo è, grazie, per il momento, poi… PRESIDENTE PIGNATELLI: Vi sono altri interventi, altre domande, prima di procedere alle repliche? Nessuno chiede la parola? Dottore, prego. ASSESSORE IMERI: Prima di lasciare la parola al dottor Cardarelli, che entra nel merito, le indicazioni che erano uscite dalla Commissione in merito alle aziende ICB e Flydeco sono state recepite ed è il motivo per cui la planimetria è stata revisionata, anche fisicamente, ieri, e quindi effettivamente è stata verificata la lavorazione a ciclo continuo. Per quanto riguarda il riferimento che faceva all’Upim, non riguarda il Piano di zonizzazione acustica, nel senso che chiaramente quello definisce i limiti e poi… quella è un’altra questione che è emersa stamattina. Ma questo è, come diceva il dottor Cardarelli, un indirizzo che l’Amministrazione si dà e al quale poi ci si deve attenere, ovviamente anche l’Upim, anche se è un edificio comunale, deve avere i suoi requisiti acustici per quanto riguarda quello che produce di rumore al suo interno e poi l’eventuale presenza di persone, che è il problema che ad esempio si è evidenziato in merito ad alcune attività anche del centro storico, quindi non tanto l’attività che viene svolta, ma quanto la presenza del cosiddetto “rumore antropico”. Quello però rimane, purtroppo, un problema più ampio, che esula forse un po’ dal Comune di Treviglio e riguarda un po’ tutti, con la normativa. Poi, per tutti gli altri dettagli un po’ più tecnici, lascio al dottor Cardarelli. PRESIDENTE PIGNATELLI: Consigliera Borghi, era sempre per…? Sì, se è una domanda la faccia, così risponderà insieme. Prego. CONSIGLEIRE BORGHI: È una curiosità. Allora, io ricevo parecchie lamentele di cittadini per il rumore tra le 5.30 e le 6 che fa la raccolta rifiuti, soprattutto del vetro, e comunque anche dei macchinari. Non credo che si possa parlare di deroga perché avviene tutte le volte in cui in un determinato quartiere c’è la raccolta rifiuti, però di fatto è disturbo della quiete pubblica. Ecco, la domanda è: come si può rimediare? Perché, insomma, bisognerebbe avere degli orari almeno dalle 7 in poi, soprattutto d’estate, con le finestre aperte. Io fortunatamente questo problema non ce l’ho, però tante persone me lo segnalano. Era un problema che il centro storico aveva sollevato e che è stato risolto con la raccolta serale. PRESIDENTE PIGNATELLI: Grazie. Dottore, prego. DOTT. CARDARELLI: Su questa l’osservazione della consigliere Borghi, effettivamente è un problema che esiste ma, essendo limitato nel tempo, è normato e regolamentato dal Regolamento che abbiamo approvato, che prevede due fasce diverse, mi sembra, tra l’estate e l’inverno, oltre al fatto, appunto, che nel centro storico viene mantenuto il serale. Adesso mi sembra che solo per il vetro ci sia una differenziazione, le 7. Adesso a memoria non ricordo, però nel Regolamento che avevamo approvato, negli argomenti specifici, quindi sulle deroghe, cantieri edili eccetera, ci sono. Per il vetro sicuramente c’è una differenziazione, poi lo verifichiamo, però, ecco, lo strumento è quello del Regolamento, non è questo. PRESIDENTE PIGNATELLI: Grazie, Assessore. Dottor Cardarelli, prego. DOTT. CARDARELLI: Agganciandomi all’argomento della consigliera Borghi, anche a Bergamo abbiamo lo stesso problema con le soffianti della bassa, adesso A2A, che la mattina, come da Regolamento, devono iniziare a essere utilizzate, sia d’estate che d’inverno, dopo le 7 del mattino, perché sennò sono veramente molto rumorose. L’operatore ha le cuffie, come quelli della raccolta del vetro, però…, e quindi il discorso del decreto 81 del 2008, piuttosto che ex 626, protettore diciamo auricolare, ma la residenza viene sicuramente disturbata da queste sorgenti, più impulsiva quella del vetro, le soffianti sono più continue e anche più intense. Per venire alle osservazioni del consigliere Merisi. Allora, le fasce che vengono attribuite, di buonsenso, classe IV alla viabilità, molte volte in luogo del costruito si cerca di dare poi una continuità fisica alla protezione, diciamo, del rumore. Mi spiego. È chiaro che, in corrispondenza della viabilità, i primi edifici, quelli più attaccati, già vanno in fascia stradale e sono in deroga, hanno il limite anche più alto, di classe V o comunque di classe IV. Il nastro arancione della classe IV molte volte non segue una geometria, come vedete qui, per l’asse ferroviario, molto delineata e precisa, ma va magari dietro un po’ il costruito, si restringe e si allarga, effettivamente la geometria è un po’ variabile, quindi non è proprio tassativo. È chiaro che su un disegno di progetto come questo, dove l’infrastruttura deve ancora arrivare, come qui, posso, tra virgolette, permettermi di delineare una geometria molto più precisa. Poi, quando arriverà il costruito, anche lì vedremo, perché molte volte vicino a queste infrastrutture, purtroppo, si creano degli agglomerati, quindi cambia proprio il fenomeno fisico della diffusione del rumore. Relativamente, invece, al discorso della classe III, allora, classe mista, classe III, viene data al piccolo commercio di prossimità, alla viabilità di attraversamento del centro storico, quello che è, e alle aree agricole. È chiaro che l’operatore che sta otto ore, fa la settimana lavorativa sui mezzi, certi mezzi d’opera, è esposto a delle sorgenti assolutamente più impattanti, anche i trattori che prendono l’acqua per l’irrigazione, cioè, non sono comparabili. A quel punto lì è un problema, se un cittadino vuol fare un esposto, è disturbato in modo particolare, è un problema di limite differenziale, cioè tra il rumore ambientale dell’attrezzatura agricola in funzione, meno il rumore residuo di domenica, che non contempla l’attività agricola, quindi non c’è quel rumore, io non devo superare i 5 decibel di giorno; di notte sappiamo che non lavorano, sarebbero 3 decibel. Però è lì che può innescare un contenzioso, un controllo di ARPA, che ti sanziona, perché se tu hai un motore che non è ben coibentato, inscatolato, del trattore o quant’altro, oppure la manutenzione, i cuscinetti, i fischi e quant’altro, vai subito fuori dai limiti, cioè 60 decibel è il rumore di una Punto a benzina in centro urbano, con una calma piatta, al pomeriggio, non c’è in giro nessuno, passa una Punto a benzina sull’asfalto, vedi il fonometro che passa da 45, 48, va su a 60 e poi torna giù, cioè una Punto a benzina con la marmitta, a norma, non smarmittata. Quindi, cioè il limite della classe III è anche abbastanza basso, cioè medio, 60 decibel di giorno, viene sicuramente superato. Molte volte nelle aree agricole, mi rendo conto, cioè, se ci sono delle lavorazioni particolari, crea dei problemi. Per l’Upim, allora, se a me chiedessero di fare la valutazione previsionale dell’Upim, del teatro, ecco, allora, l’edificio deve garantire, facciamo i requisiti acustici passivi: è coibentato, ha delle prestazioni fonoassorbenti, guarderei alle sorgenti all’interno, di nuovo vedo che rumore esce all’esterno. È chiaro che è difficile, è molto difficile modellizzare l’uscita di 300 persone a fine spettacolo, perché di sicuro supera i limiti: se uno fa il differenziale, va lì a fare il pignolo, quello che abita sopra o in parte dice: supera i limiti, faccio un esposto. Cosa facciano? Bisogna anche cercare di convivere. Molte volte però, a Bergamo quest’estate è capitato, hanno fatto chiudere quattro gelaterie da asporto. La gelateria da asporto comincia a lavorare alle 9.30-10 d’estate; limite notturno, differenziale 3 decibel, è uscita ARPAL e ha fatto chiudere. Se uno non è elastico, va a finire che danneggia, dal mio punto di vista, anche le attività veramente stagionali, perché la geriatria da asporto, voglio dire, cioè, lavora tre mesi e poi non lavora più, forse. Quindi bisogna anche un po’ convivere. I limiti sono molto restrittivi, e se uno vuole attaccarsi col tecnico acustico, con l’avvocato, litiga tutti i giorni: con il calpestio dell’appartamento di sopra, l’appartamento confinante, si litiga continuamente, con l’impresa che ha costruito, col vicino. Chiaramente bisogna cercare… Questo è un attimo di pianificazione fissa delle regole; se tu hai una sorgente che supera i 55 decibel nella classe III, emissione 55, non immissione, tu sei già, ti fai un’autoanalisi che sei fuori. Metti a posto il motore, lo chiudi dentro, ti poni il problema, perché se qualcuno va a misurare… Capito? PRESIDENTE PIGNATELLI: Prego. Facciamo finire. Consigliere Merisi, finisca la domanda. CONSIGLIERE MERISI: Mi scusi, dottore, probabilmente mi sono espresso male. La domanda era rivolta a capire come si è arrivati a definire la zona agricola classe III, cioè se è una definizione a prescindere oppure se una serie di considerazioni ci porta a dire: lì ci deve essere, ci deve stare la classe III. Cioè non si va, non si arriva alla definizione tramite una misurazione, ecco, quindi a prescindere è comunque classe III? (Intervento fuori microfono: …cioè tipicamente la classe mista va data proprio alle zone agricole.) DOTT. CARDARELLI: Sì, sì, assolutamente. (Intervento fuori microfono: Non c’entrano le macchine?) No, no, no, no. È discutibile, eh, però è così. PRESIDENTE PIGNATELLI: Prego. Aspetti che le attivino il microfono. CHERUBINI: Allora, se mi è possibile volevo rispondere alla… Innanzitutto mi scuso con Federico, ma siccome mi è arrivata ieri quella tavola aggiornata, altrimenti avrei dovuto darle ancora quella vecchia, e quindi l’ho stampata ieri, però quella ridotta è la stessa tavola che tu hai in mano adesso, che però per questioni di praticità l’abbiamo ridotta, me è la stessa tavola. Poi, per la consigliera Borghi, allora, la raccolta dei rifiuti è regolamentata, proprio è una delle cose in deroga che è disciplinata del Regolamento che è stato approvato a maggio-giugno. L’ultima cosa, mi ricollego all’esempio del teatro, del centro congressi, insomma, edificando; è anche vero che il nostro Regolamento disciplina questo tipo di attività, se vogliamo, nel senso che tutte le manifestazioni che verranno effettuate in questo nostro Auditorium, se patrocinate o organizzate dal Comune, automaticamente godono della deroga in via generale, per cui automaticamente la deroga copre anche l’uscita, naturalmente, anche delle persone. Se invece effettuate da associazioni o da privati, naturalmente anche loro possono usufruite della deroga, però in questo caso su domanda, su espressa domanda, su espressa richiesta. Pertanto sicuramente, ammesso e non concesso che, ma sicuramente sarà così, che i requisiti passivi costruttivi dell’Auditorium garantiscono…, il problema è sempre legato all’entrata e all’uscita comunque, dei partecipanti, ma questo è, diciamo, coperto dalla deroga, che comunque, ripeto, è in via generale se organizzata dal Comune e, se invece da privato, su domanda. Quindi siamo, dovremmo essere coperti da quel punto di vista. PRESIDENTE PIGNATELLI: Grazie. Nessun altro chiede la parola? Dichiaro chiusa la discussione. Ringrazio… Consigliera Ciocca, non la vedo prenotata; mi ha chiesto la parola? (Intervento fuori microfono) Dichiaro chiusa la discussione. Invito i Consiglieri a iscriversi per dichiarazione di voto. Nessuno per dichiarazione di voto? Per dichiarazione di voto è iscritto il consigliere Merisi. Prego. CONSIGLIERE MERISI: Consigliere Melli, ha detto? (Intervento fuori microfono: Merisi.) Ho capito Melli. Sono cieco e sordo, okay, accecato e sordo. Non vorrei disquisire, come prima, sui tre progetti che ho visto, che sono completamente diversi, però io ho in mano una tavola 0 e una tavola 1, e la chiudiamo qua, okay? La chiudiamo qua, non voglio sapere, va bene così. (Intervento fuori microfono) No, allora qual è quella aggiornata, quella piccola o questa? (Intervento fuori microfono) Quindi ECB, io dalla piccola ECB non la vedo. Allora, dovrebbe essere che su quella grande ECB è in classe 6. (Intervento fuori microfono: Non è aggiornata quella grande) Ma se è protocollata il 16 dicembre? PRESIDENTE PIGNATELLI: Siamo in sede di dichiarazione di voto, consigliere Merisi. CONSIGLIERE MERISI: E difatti io l’ho chiusa lì. Io ho detto: la chiudo qua, sono due, tavola 0 e tavola 1, non voglio ritornare sul discorso di prima. E va bene, chiederò poi al dottor Caldarelli e a Cherubini, al dottor Cherubini, se gentilmente mi danno una spiegazione di questo tipo, soprattutto perché ECB da una parte è in una maniera e dall’altra è un altra. Okay, va bene. Allora la dichiarazione di voto è molto semplice. Io apprezzo il lavoro fatto, lo sforzo fatto, l’impegno giornaliero, consentitemi di dirlo, messo per arrivare a una definizione di questo tipo, che però non mi soddisfa, per tutti i motivi di cui ho detto prima. A mio avviso, cioè il mio concetto, la mia idea non è quella di arrivare a dire, come lei ha giustamente sottolineato, come già aveva detto l’Assessore e mi dice Cherubini, e se vado fuori c’è sempre la possibilità di andare a contenzioso. Non è questo il discorso. Il discorso è prevenire il contenzioso, per cui secondo me si poteva non dico fare meglio, ma si poteva prestare un’attenzione diversa, tra virgolette, a quello che poi è stata la stesura definitiva di questo Piano, di questa modifica rispetto al precedente. Il riferimento è ad esempio la zona dall’ospedale, per i motivi di cui le dicevo prima, quindi l’area di rispetto è solo dall’altra parte e da questa parte non c’è; il riferimento è a quello che sarà, ad esempio, presumo, perché da quella piccola a quella grande ci sono dei segni grafici diversi, che sinceramente in questa sede non riesco a interpretare, se non come una generica…, sarebbero questi, se non come una generica, mi corregga se sbaglio, futura viabilità, perché è interrotta, poi è segnata tratteggiata, dovrebbe essere questa. Per cui, mettendo insieme tutte queste cose qui, ripeto, pur apprezzando, come diceva il Sindaco Zordan nella precedente Amministrazione, pur apprezzando, il mio parere, il parere del mio Gruppo e il parere del Gruppo del consigliere Minuti è contrario all’adozione di questa zonizzazione acustica. Grazie. PRESIDENTE PIGNATELLI: Nessun altro per dichiarazione di voto? Nessun altro? Pongo in votazione, quindi, il punto n. 6 all’ordine del giorno, avente ad oggetto: “Adozione della nuova classificazione acustica comunale”. Procediamo con votazione in forma palese e con l’ausilio del sistema elettronico di votazione. Dichiaro aperta la votazione. Approfitto dei tempi di votazione per ringraziare i relatori per la loro partecipazione alla seduta del Consiglio comunale e per congedarli. Consigliere Sghirlanzoni, non ha votato. Ha votato adesso. Dichiaro chiusa la votazione. 10 voti a favore, 6 contrari, nessun astenuto. Il Consiglio approva. Hanno votato no i consiglieri Borghi, Lingiardi, Bussini, Ciocca Daniela, Minuti, Merisi; a favore gli altri Consiglieri presenti in Aula. Procediamo oltre, col punto n. 7 all’ordine del giorno, avente ad oggetto: “Modifica articoli 5 e 25 del Regolamento per la tutela del verde pubblico e privato, approvato con deliberazione del Consiglio comunale n. 34 del 10 maggio 2010”. Illustra il provvedimento l’Assessore Imeri, prego. ASSESSORE IMERI: Allora, in merito alla revisione del Regolamento del verde, è un revisione che nasce da due richieste diverse: una che riguarda prevalentemente l’Ufficio Ambiente, e poi collegata anche alla Commissione delle Acque irrigue; l’altra, che prende spunto da un’indicazione anche del Sindaco, ed è una prima revisione di quello che è un regolamento molto corposo, che mette diversi paletti. Il primo punto che viene modificato riguarda l’articolo 5, punto 1, comma b), dove di fatto, in seguito a un episodio che si è verificato nel corso dell’estate e che ha evidenziato un’incongruenza tra il Regolamento del Comune di Treviglio e quella che è la normativa regionale, quindi la legge 10 del 31 marzo 2008, il Regolamento del Comune di Treviglio del 2010 prevedeva di fatto una parentesi che permetteva di diserbare anche i fondi delle rogge. In questo caso viene uniformato a quello che è il Regolamento regionale, quindi il deliberato diventa che viene vietato l’uso improprio di prodotti diserbanti e lo spargimento di sale sulle superfici ghiacciate, escluse quelle pavimentate destinate al pubblico transito, ovvero i vialetti dei parchi pubblici. L’altra modifica riguarda, invece, i pannelli pubblicitari e i cartelli stradali installati negli spazi verdi, e l’articolo attuale prevede che non possano essere rinnovate concessioni di spazi pubblicitari in aree verdi già in essere. In realtà, siccome questi spazi pubblicitari attualmente in uso non hanno creato alcun tipo di problema in relazione alla sicurezza stradale e in relazione alla parte ambientale, e soprattutto - è una richiesta che arriva dalle imprese abbiamo definito come sostegno appunto alle imprese la possibilità di rinnovare questa concessione per gli spazi pubblicitari, ovviamente previa autorizzazione. Contestualmente viene modificato anche il punto 3, che riguarda i pali su cui possono essere installati pannelli pubblicitari informativi, che prima dovevano stare a una distanza di almeno due metri, adesso la distanza viene ridotta a una distanza minima di 1,5 metri dal tronco dell’albero. Queste sono le modifiche che viene chiesto di approvare con questa delibera. PRESIDENTE PIGNATELLI: Grazie per l’illustrazione, Assessore. Dichiaro aperta la discussione e invito i Consiglieri a iscriversi, e a sedersi, sì. Nessuno chiede la parola? Consigliera Borghi, è iscritta a parlare, prego. CONSIGLIERE BORGHI: Sì, mi sono già espressa in Commissione rispetto all’articolo 25. Intanto, ho il dubbio che le Amministrazioni comunali debbano adeguarsi a quella che è la normativa provinciale; non so se sia strettamente correlato, mi ricordo che in Provincia si era fatto un Regolamento parecchio stringente su questo argomento. Ritengo che assolutamente non si possa mettere pannello pubblicitario di qualsiasi dimensione e per qualsiasi tipo di informazione sulle aree verdi perché, dal mio punto di vista, non c’è solo…, a meno che non sia una indicazione stradale che la Polizia locale dice che debba essere in quel posto e solo in quel posto, ovviamente. Ma tutto il resto, secondo me, va considerato anche da un punto di vista “paesaggistico”, perché abbiamo tutte le nostre strade tappezzate di pannelli pubblicitari, se li mettiamo anche sulla rotonda, senza alcun limite e senza alcun vincolo, come con questa delibera stiamo facendo, credo che non facciamo “cosa buona e giusta”, sempre tra virgolette. Grazie. PRESIDENTE PIGNATELLI: Nessun altro chiede la parola? Prego, signor Segretario. SEGRETARIO COMUNALE: Nella tabella che è allegata, che riporta le sanzioni, occorre poi coordinarlo, il testo, perché nella terza fattispecie la parentesi va soppressa, perché sennò non è coordinato con quello che avete testé adottato. Quindi, niente, ve lo dico che tiro su una riga. (Intervento fuori microfono) La parentesi, nelle sanzioni, la tabella a pagina 29. È chiaro? ASSESSORE IMERI: Punto 5.B. SEGRETARIO COMUNALE: La terza colonna. ASSESSORE IMERI: Solo la terza riga. SEGRETARIO COMUNALE: La terza riga. ASSESSORE IMERI: Dalla parentesi in avanti, “e ammesso l’uso di diserbanti”. SEGRETARIO COMUNALE: Quello che c’è tra parentesi va soppresso. (Intervento fuori microfono) No. ASSESSORE IMERI: No, però è l’altro punto del deliberato. SEGRETARIO COMUNALE: La prima modifica, quella che avete fatto all’articolo 5, che state facendo all’articolo 5. PRESIDENTE PIGNATELLI: Va bene. Consiglieri, vi è tutto chiaro? Vi sono repliche da parte della Giunta? Non vi sono repliche. Dichiaro chiusa la discussione e invito i Consiglieri a iscriversi per dichiarazione di voto. Nessuno per dichiarazione di voto? Consigliere minuti, è iscritto a parlare; ne ha facoltà. CONSIGLIERE MINUTI: Sì, avrei voluto che l’Assessore rispondesse al quesito posto dalla consigliera Borghi, non quello circa la vigenza del Regolamento provinciale sul territorio comunale, perché il Regolamento provinciale riguarda le strade provinciali; il Comune di Treviglio è sovrano a disciplinare la materia della pubblicità, ancorché qui incidentalmente, perché questo è un Regolamento per il verde, sul proprio territorio. Ma volevo essere garantito che sulle rotonde si colloca solo la pubblicità dei soggetti imprese, o imprese, che adottano il verde e ne curano la manutenzione, non è ammessa tout-court qualunque pubblicità sulle rotonde, perché lo troverei fuori da ogni logica, anche se capisco che, dopo avere ridotto gli oneri urbanizzativi del 30% per gli unici interventi edilizi che si possono fare ormai a Treviglio, viste le norme del Piano di Governo del Territorio, si debba recuperare la norma attraverso l’introito della tassa sulla pubblicità, consentendo la pubblicità ovunque. Se mi si dice che questo non è, il mio voto è non solo di apprezzamento, ma voto favorevole al Regolamento. Mi piace, per esempio, quella chiara indicazione, ancorché corretta, della tabella sanzionatoria, che è il presupposto per l’applicazione della sanzione, che magari finora non veniva applicata proprio per la mancanza di un riferimento. Cioè, è stato fatto un buon lavoro. Io sono pregiudizialmente contrario ai Regolamenti, però è stato fatto un buon lavoro, mi spiacerebbe che ci fosse quella questione lì. Se c’è, io voto contro; se invece non è e l’interpretazione è quella ristretta che ho dato io, voto a favore. PRESIDENTE PIGNATELLI: Consigliera Borghi, per dichiarazione di voto. CONSIGLIERE BORGHI: Aspettiamo la risposta. PRESIDENTE PIGNATELLI: Però siamo in dichiarazione di voto. Brevissimamente, facciamo una eccezione. ASSESSORE IMERI: Non ho risposto perché non mi sembrava una domanda… Questa è posta in modo diretto. Le concessioni vengono rilasciate previa una domanda; la gestione delle aiuole con sponsorizzazione prevede un convenzionamento tra il Comune e chi sponsorizza, che limita di fatto la presenza della pubblicità all’interno di quell’aiola tra chi ha stipulato una convenzione/accordo con l’Amministrazione e il Comune stesso, quindi la situazione che è presente adesso non viene modificata. A oggi non è possibile rinnovare le situazioni esistenti, con il Regolamento attuale, mente il punto 2 che viene modificato dice che possono essere rinnovate. Quindi mentre prima c’era la preclusione, quindi andavano addirittura rimosse le postazioni pubblicitarie, i pannelli pubblicitari in scadenza di concessione, adesso c’è la possibilità di rinnovare questi contratti, che ripeto, fino ad oggi, né dal punto di vista della sicurezza stradale, né mi pare dal punto di vista paesaggistico, estetico eccetera eccetera, abbiano creato particolati problemi. Quindi la possibilità di sponsorizzare, come si precisa all’articolo 23, compresa la targa in casi di sponsorizzazione, è collegata poi a un rapporto diretto tra l’Amministrazione e chi sponsorizza, e quindi ha in carico la gestione di quello spazio verde, che preclude di fatto la possibilità di installare ulteriori pubblicità. PRESIDENTE PIGNATELLI: Grazie. Proseguiamo con le dichiarazioni di voto. Consigliera Borghi. CONSIGLIERE BORGHI: Non si capisce, non è stato chiaro, Assessore, o non ho capito, per l’amor del cielo, perché si dice compresa la possibilità della targa, per cui liberi tutti, e quindi in liberi tutti è compresa la possibilità della targa. Quindi, non capendo, noi votiamo contro. Grazie. PRESIDENTE PIGNATELLI: È iscritto a parlare il Consigliere Merisi, ne ha facoltà, per dichiarazione di voto. CONSIGLIERE MERISI: No, non è una dichiarazione, mi scusi. Grazie, Presidente. Mi scuso, ma ho capito ancora meno di prima, Assessore, abbia pazienza, però lei mi sembra che abbia detto che le concessioni possono essere rinnovate. L’articolo 25.2 dice: “Le concessioni di spazi pubblicitari in aree verdi già in essere non vengono rinnovate alla loro scadenza”. Il disposto. (Intervento fuori microfono) Okay, okay. PRESIDENTE PIGNATELLI: Grazie. Per dichiarazione di voto, consigliera Ciocca. CONSIGLIERE CIOCCA: Io ribadisco quello che hanno già detto sia… cioè, chi mi ha preceduto. Non c’è la certezza da nessuna parte che le rotatorie vedano, giustamente, solo la pubblicità dello sponsor, perché fa un servizio pubblico, ci mancherebbe anche che non potesse sponsorizzare la propria azienda. Però ci sono anche delle rotonde, adesso non vorrei ricordar male, ad esempio quella di via Terni, che non ha sponsor, in questo caso questa tutela da questa invasione o da questa collocazione di insegne pubblicitarie che, secondo me, toglie decoro, alcune sono necessarie, okay, in certi punti non danno fastidio ma in altri tolgono decoro, non c’è nessuna tutela da questo punto di vista, quindi ribadisco quello che hanno detto gli altri: se le cose sono chiare, okay, se non sono chiare, anch’io voterò contro. PRESIDENTE PIGNATELLI: Nessun altro per dichiarazione di voto? Pongo in votazione, quindi, il punto n. 7 all’ordine del giorno, avente a oggetto: “Modifica articoli 5 e 25 del Regolamento per la tutela del verde pubblico e privato, approvato con deliberazione del Consiglio comunale n. 34 del 10 maggio 2010”. Procediamo con votazione in forma palese e con l’ausilio del sistema elettronico. Dichiaro aperta la votazione. Dichiaro chiusa la votazione. 10 voti a favore, 6 contrari, nessun astenuto. Il Consiglio approva. Hanno votato no i consiglieri Borghi, Lingiardi, Bussini, Ciocca Daniela, Minuti, Merisi; a favore gli altri Consiglieri presenti in Aula. Procediamo con il punto n. 8 all’ordine del giorno, avente ad oggetto: “Interventi e servizi alla persona in ambito sociale: approvazione contratto di servizio 2012 con l’Azienda speciale consortile Risorsa Sociale della Gera D’Adda”. Illustra il provvedimento l’Assessore ai Servizi Sociali. Prego. ASSESSORE ZOCCOLI in PRANDINA: Grazie, Presidente. Chiedo l’approvazione del contratto di servizio 2014 con l’Azienda speciale consortile Risorsa Sociale della Gera D’Adda. L’Azienda è finalizzata alla gestione associata dei servizi alla persona mediante la gestione associata ed integrata degli interventi e dei servizi sociali in attuazione dei programmi e delle azioni definite nel Piano di zona 2012/2014 nell’ambito del distretto di Treviglio. Come sapete, la scelta di sottoscrivere il contratto di servizio annualmente, anziché triennale, come alcuni Comuni dell’ambito hanno sottoscritto, trovava la propria giustificazione, la propria motivazione nel fatto che la forma di gestione consortile dei servizi socio-assistenziali in genere avrebbe potuto essere oggetto di una profonda revisione. Per questo si è fatta la scelta di approvare il contratto di servizio anno con anno. Ma, entrando specificamente nel contratto, andiamo a… entriamo proprio nel contratto vero e proprio, che ha la durata fino al 31 di dicembre 2014. Alcuni criteri. L’accessibilità: tutti i cittadini del territorio, senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione ed opinioni politiche hanno diritto di fruire dei servizi, delle prestazioni, delle procedure e dei programmi di intervento, proporzionalmente ai bisogni. L’efficacia, l’efficienza e l’economicità: le risorse finanziarie, umane e tecnologiche, devono essere utilizzate in modo oculato e razionale; ma di questo ne abbiamo parlato in modo esaustivo in Terza Commissione. Una nota: resta comunque in capo al Comune la definizione annuale di strategie e obiettivi e la facoltà della loro revisione durante l’anno. Tali decisioni vengono discusse, per cui, da vari organi, in primis l’Assemblea dei Sindaci, e dagli organi del Comune medesimo. Andando a pagina 5, capitolo III: i rapporti economici e finanziari tra il Comune e l’Azienda. Allora, ormai da anni c’è la costituzione di un fondo di gestione pro-capite pari a 5,55 euro per la copertura di alcuni servizi aziendali, come la gestione associata, il servizio tutela minori, il servizio affidi, il NIL (il Nucleo Integrazione Lavorativa), la verifica di accreditamento di unità offerta sociale, che sono praticamente gli accreditamenti e i controlli sui nidi, e lo Sportello immigrazione. Questi stanno tutti sotto l’egida del 5,55. Vi è poi la costituzione di un fondo di solidarietà, non è il primo anno, non è nuovo, di 1 euro, per cui noi arriveremo oltre ai 29.000 euro, che saranno però indirizzati per i CDD. Sapete che c’è una sofferenza nei CDD e questo fondo di solidarietà va a coprire in parte, in parte la spesa. Troverete, sempre a pagina 5, tra parentesi, un 2 euro pro-capite, che, non avendo avuto informazioni precise il giorno 9, lunedì 9 della Commissione Terza, avevo, così, spietato che i 2 euro, cioè oltre al 5,55 e all’euro di solidarietà, anche 2 euro per abitante per ogni paese, sono 110.000 abitanti, i diciotto Comuni dell’ambito, per coprire le rette dei minori, comunità alloggio minori, comunità protette. Proprio il giorno dopo della Commissione Terza del lunedì 9 c’è stato il CdA di Risorsa Sociale e con grande, così, soddisfazione, ci hanno comunicato che Risorsa, l’Azienda speciale ha ricevuto delle risorse ulteriori sia del fondo regionale, sia dell’FNA, che è il Fondo Nazionale della non Autosufficienza, per cui dovremmo andare a zero, nel senso, Risorsa Sociale potrà coprire tutte le rette di tutti i diciotto paesi per quanto riguarda le strutture protette e le comunità, le comunità per minori. Aspetto anche una risposta. Mancherebbero, oltre queste risorse che sono arrivate in più, 132.000 euro, che sono destinate proprio al FNA, al Fondo Nazionale della non Autosufficienza. Stiamo attendendo, stanno attendendo, come Risorsa Sociale, la risposta della Regione per vedere se si può, come dire, spendere nel 2014 questo residuo di 132.000 euro, ed allora, se la risposta sarà positiva - a giorni l’attendiamo - nulla sarà dovuto dei 2 euro di compartecipazione all’Azienda. Per cui, se così fosse, il sollievo, diciamo, per i nostri capitoli sarebbe maggiore. PRESIDENTE PIGNATELLI: Grazie. Dichiaro aperta la discussione e invito i Consiglieri a iscriversi per il dibattito. È iscritto a parlare il consigliere Lingiardi; ne ha facoltà. CONSIGLIERE LINGIARDI: Grazie, Presidente. Anche quest’anno siamo a deliberare questo contratto di servizio annuale, come è stato il contratto di servizio dell’anno 2013 e dell’anno 2012. Però il Piano di Risorsa Sociale è un Piano triennale, è un Piano più lungo, che dà le strategie nei tre anni, poi a fine 2014 si farà, naturalmente, quello del 2015 e 2016. Anche la volta scorsa avevo fatto un appunto su questa questione. Io credo che proprio sui servizi sociali si debba arrivare a formulare una strategia e, come vediamo, Risorsa Sociale e l’Assemblea dei Sindaci ne fa una strategia triennale. Non capisco per quale motivo, anzi, è stato detto, perché ci sarebbe dovuta essere una profonda revisione rispetto alla questione delle società consortili, però firmiamo ancora un contratto di servizio che è uguale, praticamente, a quello degli anni precedenti. Quindi una domanda, cioè una domanda, una proposta che faccio, quella di chiedere alla Presidente, o anche al Direttore tecnico di Risorsa Sociale, di poter venire in questa Aula a relazionarci in merito a queste profonde revisioni che ci possono essere e magari anche a fine anno 2014 poterci relazionare circa la previsione del Piano triennale 2015/2016. Questa è una prima questione. Io, comunque, rimango perplesso quando appunto si fa una scelta dal contratto annuale. È necessario che una società a cui noi partecipiamo, come altri diciotto Comuni, debba avere una prospettiva sui servizi sociali a lungo termine, una prospettiva che permette anche di favorire determinati servizi, anche appunto in funzione poi delle risorse che abbiamo, che arrivando dal Fondo nazionale delle politiche sociali dal Fondo della non autosufficienza. Fare un contratto triennale potrebbe dare un respiro maggiore a Risorsa Sociale; poi è chiaro che ogni anno ci sono risorse in più, risorse in meno, e si potrebbe arrivare a un’integrazione del contratto. Ma il fatto di avere una opportunità da parte di Risorsa Sociale, avere i diciotto Comuni che gli danno, come dire, credito per tre anni, penso che possa essere un’attività di servizi sociali che diventa un’attività che può essere anche chiamata consolidata, nei tre anni futuri. È chiaro che poi le risorse possono arrivare, possono non arrivare, però ogni anno si può anche integrare il contratto oppure intervenire se le risorse non sono sufficienti. Quindi, questa è la prima questione. La questione, invece, del 1 euro pro capite per i CDD, i Centri diurni disabili; l’Assessore in Commissione aveva detto che sono circa 800 euro la retta, mi sembra, 1.000 euro, comunque una parte, mi sembra 400 euro, diciamo, lo mette il Comune, 400 euro Risorsa Sociale e 200 euro la famiglia. Ora, in questi giorni le famiglie hanno ricevuto, invece, una lettera da parte di Risorsa Sociale, giustamente l’aveva detto anche l’Assessore, in cui si parla di una applicazione dell’ISEE, ISEE rispetto alla quota di partecipazione della famiglia. Ora, i 200 euro mensili attuali, con questa nuova proposta possono raggiungere gli 840 euro per la famiglia con un reddito ISEE a 25.000 euro. Ora, è chiaro, far pagare qualcosa in più, forse ne vale anche la pena, ma io credo che ci sia un limite in alto al pagamento della retta da parte della famiglia, che è il limite dovuto all’accompagnamento più la piccola pensione che questi disabili hanno, che di solito - mi han detto, però non ho la certezza - si ferma sulle 700-750 euro. Quindi far pagare di più rispetto a quello che è l’accompagnamento e la pensione del disabile, credo che non sia opportuno ed equo. Questa è una questione, quindi, abbastanza importante. Se poi abbiamo detto, l’Assessore ha detto che 1 euro pro capite è proprio per i CDD, credo che, attuando questa politica dell’ISEE, molto probabilmente questo euro che daranno i Comuni non sarà speso, perché a queste cifre, evidentemente, la famiglia paga praticamente tutto il soggiorno al Centro diurno disabili. E che su questa questione io… su questa questione proprio non condivido la politica di Risorsa Sociale. Mi fermo qui in questo momento, poi vedremo di dire qualcos’altro, se ce ne sarà di bisogno. Grazie. PRESIDENTE PIGNATELLI: Vi sono altri interventi? Nessun altro Consigliere, prima delle repliche da parte della Giunta? Nessuno. Assessore, prego. ASSESSORE ZOCCOLI in PRANDINA: Grazie, Presidente. Volevo rincuorare il consigliere Lingiardi che, nonostante si sia scelta la forma del contratto, di rinnovare il contratto anno con anno, nulla è cambiato sulle linee di indirizzo, nulla è cambiato sui servizi, nulla è cambiato su quei tavoli che ha promosso Risorsa Sociale nel Piano di zona. Non è assolutamente cambiato nulla. I Comuni che hanno scelto questa via, di approvare il contratto di servizio anno con anno, sono tre, sono Treviglio, Caravaggio e Arcene. Nulla è cambiato per nessuno, per i diciotto Comuni. Per cui trovo… La nostra era una precauzione, ha avuto la sua ratio proprio per l’evolversi delle normative, che quello che dico oggi non è più valido domani, per cui si è scelta questa via e non si è interrotto nessun servizio e, soprattutto, nessun aiuto ai più deboli e ai più emarginati. Per quanto riguarda, invece, il CDD, io avevo detto in terza Commissione che Risorsa Sociale da gennaio non stava onorando le rette, la sua partecipazione delle rete per i CCD, vale a dire il Comune da gennaio stava pagando i suoi 400 euro dovuti di compartecipazione, la famiglia 200, Risorsa Sociale, per un mero disagio di trasferimenti, non riusciva a onorare questa spesa. Da venti giorni si sono trovate le risorse, e se volete vi dico anche le risorse che sono arrivate in più del Fondo nazionale, erano previste zero risorse, sono arrivati 465.000 euro, sul Fondo nazionale per la non autosufficienza zero risorse per il 2013, sono arrivati 267.000 euro, e per il Fondo sociale regionale era di 363.000 euro nel 2013, sono invece arrivate più risorse per circa 400.000 euro. Per cui è stato assolutamente pagato tutto l’arretrato, io ero molto preoccupata perché c’erano i genitori preoccupati perché lei strutture non ricevevano il dovuto, la quota diciamo, la retta completa. Per quanto riguarda l’innovazione della compartecipazione delle famiglie; allora, innanzitutto attendiamo l’applicazione dell’ISEE nuova, per cui queste cifre cambieranno. L’ISEE nuova tra gennaio e febbraio sarà attuata. Attendiamo, io non so se voi avete, così, io ho dato una lettura, ma aspetto un approfondimento perché grandi novità ci sono e vedremo poi le compartecipazioni a che punto arriveranno con questa norma nuova. PRESIDENTE PIGNATELLI: Assessore, ha terminato? ASSESSORE ZOCCOLI in PRANDINA: Sì, grazie. Scusi. PRESIDENTE PIGNATELLI: Nessun altro chiede la parola? Prego, Consigliera Borghi. CONSIGLIERE BORGHI: Sì, mi domando per quale ragione, visto che i Comuni sembrava che ce la facessero a versare i 3 euro pro-capite, non farlo in toto o in parte, visto che siamo in un momento di grave crisi e che a risentire di questa crisi sono proprio coloro che hanno bisogni in campo sociale. Perché io direi che va beh, se abbiamo coperto la spesa del CDD, molte altre esigenze restano scoperte, per cui io credo che ogni Comune abbia ridotto i servizi sociali; noi sappiamo che, nonostante la cifra della spesa resti tale e quale, alcune drastiche riduzioni a Treviglio sono state fatte. Per cui mi domando perché non lasciare 1 euro, 2 euro, la cifra che concordano i Comuni del distretto. PRESIDENTE PIGNATELLI: Assessore, prego. ASSESSORE ZOCCOLI in PRANDINA: Grazie. Ora, ci sono dei Comuni che fanno già fatica a dare 1 euro di solidarietà; ci sono dei Comuni che non hanno minori nelle strutture. Per noi 2 euro sono all’incirca 60.000 euro in più; noi a Risorsa Sociale diamo mediamente, perché oltre ai servizi che ho detto, ci sono dei servizi a domanda individuale, che quelli sono fuori budget, fuori i 5,50 e fuori 1 euro. È stata innanzitutto una scelta del Consiglio d’Amministrazione, e non ci sono solo io, e ben vengano risorse maggiori per non penalizzare ancora di più i Comuni. E mi creda, e mi creda Consigliera, tutti i Sindaci, tutti gli Assessori presenti erano molto contenti di questa cosa, di questa scelta. Spero che la Regione ci permette anche di trasmigrare questa cifra di 132.000 euro perché, lei la pensa così, il Consiglio d’Amministrazione, ma soprattutto l’Assemblea dei Sindaci, la pensa diversamente. PRESIDENTE PIGNATELLI: Bene, nessun altro è iscritto. Dichiaro chiusa la discussione. Invito i Consiglieri a iscriversi per dichiarazione di voto. CONSIGLIERE LINGIARDI: Ma, nulla è cambiato… PRESIDENTE PIGNATELLI: Consigliere Lingiardi per la dichiarazione di voto. Prego. CONSIGLIERE LINGIARDI: Cos’ha detto? PRESIDENTE PIGNATELLI: Prego. CONSIGLIERE LINGIARDI: L’Assessore ha detto che nulla è cambiato sui servizi, e questo mi fa piacere, ma proprio per questo motivo non capisco, ad esempio, quali sono l’evolversi delle normative che appunto si diceva, e proprio per questo, il fatto che non sia cambiato nulla sui servizi, sarebbe stato assolutamente prioritario poter dare veramente a Risorsa Sociale tre anni di contratto, tre anni per poter programmare altri servizi, quelli in più, quelli che si possono, come dire, analizzare durante questo periodo, si possono andare a trovare. Oltretutto mi si diceva di queste risorse importanti che sono arrivate, e di questo sono assolutamente contento, perché mi ricordo che nel 2011, e penso anche nel 2012, il Fondo nazionale delle politiche sociali era diventato non so se il 20-30% rispetto ai cinque, quattro-cinque anni precedenti, e il Fondo della non autosufficienza assolutamente azzerato, e questo è, naturalmente, una cosa positiva. Appunto per questo, se ci sono risorse in più, se Risorsa Sociale ha davanti tre anni, e li avrà poi nel 2015 e 2016, io non so, ma in questo momento non mi sembra che ci siano normative che vanno a stravolgere un’attività di servizi sociali come questa, io credo che non ci siano. Poi magari arriveranno, certo, le normative ci sono… cambiano tutti i giorni, ma su questo aspetto qui mi è sembrato molto consolidato, invece, in questo periodo. Forse è una delle poche cose che non ha avuto grandi stravolgimenti. Comunque io sono per una visione diversa, una visione più a lunga anche sui servizi sociali e per poter fare valore aggiunto a tutto quello che si fa, quindi io non è che non sono l’accordo si Risorsa Sociale, ci mancherebbe, è stata costituita quando anch’io ero in Consiglio di Amministrazione, ma è questa tipologia di contratto che il Comune di Treviglio sta facendo da ormai tre anni a questa parte. Quindi il mio voto sarà di astensione, e penso anche quello del mio Gruppo. Grazie. PRESIDENTE PIGNATELLI: Nessun altro chiede la parola per dichiarazione di voto? E quindi pongo in votazione il punto n. 8 all’ordine del giorno, avente ad oggetto: “Interventi e servizi alla persona in ambito sociale: approvazione del contratto di servizio 2014 con Azienda speciale consortile Risorsa Sociale della Gera D’Adda. Procediamo con votazione in forma palese e con l’ausilio del sistema elettronico. Dichiaro aperta la votazione. Dichiaro chiusa la votazione. 13 voti a favore, nessun contrario, 4 astenuti. Il Consiglio approva. Astenuti i consiglieri Borghi, Lingiardi, Bussini… Astenuti i consiglieri Ciocca Daniela, Bussini, Lingiardi, Borghi; a favore gli altri Consiglieri presenti in Aula. Passiamo al punto n. 9 all’ordine del giorno, avente ad oggetto: “Adozione Regolamento dei servizi domiciliari”. La parola all’Assessore ai Servizi Sociali per l’illustrazione del provvedimento. ASSESSORE ZOCCOLI in PRANDINA: Grazie, Presidente. La proposta deliberativa sull’adozione del Regolamento dei servizi domiciliari è già stata presentata in Terza Commissione lunedì 9. Questo Regolamento non è mai stato proposto, né approvato dall’Ente, in materia soprattutto di servizi a domanda individuale. Il Regolamento disciplina i servizi domiciliari erogati dall’Ente, come il servizio di assistenza domiciliare, il SAD, il servizio pasti a domicilio, il servizio di telesoccorso e teleassistenza. Entrando nello specifico e andando proprio nello specifico del Regolamento, all’articolo 2 troviamo il servizio di assistenza domiciliare, qui ci sono un po’ tutti i criteri. L’assistenza domiciliare, detto in acronimo SAD, è un servizio di assistenza alla persona in difficoltà, che necessita di aiuto, diciamo, nelle attività di vita quotidiana. Il servizio è prestato, ovviamente, a domicilio. I destinatari sono persone anziane parzialmente autosufficienti, portatori di handicap, nuclei familiari soggetti a rischio di emarginazioni, tutti residenti rigorosamente a Treviglio. Questo per l’assistenza domiciliare. Per quanto riguarda i pasti domiciliari, i pasti veicolati sono rivolti a persone sempre residenti a Treviglio, in difficoltà proprio nel confezionare il pranzo, oppure si alimentano non adeguatamente e sono impossibilitati ad accedere a servizi di ristorazione esterna. I destinatari sono prioritariamente persone anziane, disabili, soggetti a rischio di emarginazione o persone con gravi e particolari patologie. All’articolo 4 trovate il servizio di telesoccorso e assistenza, anche qui è rivolto prevalentemente a persone anziane che vivono sole, persone affette da parte patologie invalidanti e nuclei familiari con soggetti non autosufficienti o portatori di handicap. Nell’articolo 7 - scorro velocemente perché ne abbiamo parlato anche in Terza Commissione la responsabilità di questi procedimenti di attivazione. La responsabilità dei servizi domiciliari, di questi tre servizi, è affidata all’assistente sociale comunale dell’Area Anziani, nonché dei singoli coordinatori dei servizi. L’assistente sociale responsabile del caso effettua anche una valutazione, oltre al colloquio, anche delle visite domiciliari per avere un completo quadro dell’assistito. Il presente Regolamento, adottato in via sperimentale, è aggiornabile poi dalla Giunta sulla base di indicazioni tecniche per quanto riguarda anche l’ISEE. Infatti la disciplina ISEE assume come unità di riferimento il nucleo familiare anagrafico. Le persone anziane ultrasessantacinquenni e le persone portatrici di handicap con invalidità superiore al 75% possono riferirsi anche al cosiddetto nucleo familiare ristretto, cioè composto dal solo utente e dal coniuge convivente. Però questo, per un maggior aggiornamento, attendiamo anche noi, diciamo, l’attuazione dell’ISEE nuovo, che avverrà tra gennaio e aprile. Quando andrà in vigore poi la nuova ISEE, si decideranno le fasce e il quantum dovuto dai familiari. Se andate all’ultima pagina, numero 6, ci sono rappresentati dei criteri di lista d’attesa. Ecco, tutti questi servizi non hanno ad oggi lista d’attesa, però ci è sembrato giusto confezionare un allegato e promuovere questi criteri, che trovate nell’ultima pagina. Vorrei darvi, a completamento, qualche dato su questi servizi domiciliari. Indubbiamente è un consuntivo del 31.12.2012, perché non è stato ancora effettuato il 2013. Per quanto riguarda il SAD, l’assistenza domiciliare, è offerta a 101 utenti, famiglie o persone sole, in 111 famiglie entrano queste assistenti, per una spesa di 363.000 euro (arrotondo) e un’entrata di 22.000 euro. I pasti veicolati a domicilio sono 118, per una spesa di 213.000 euro e un’entrata di 55.000 euro. Per il telesoccorso, il telesoccorso è usato e goduto da 70 persone trevigliesi. Questi sono un po’ i dati che mi piaceva dare al Consiglio. Grazie. PRESIDENTE PIGNATELLI: Dichiaro aperta la discussione e invito i Consiglieri a iscriversi per il dibattito. È iscritto a parlare il consigliere Merisi; ne ha facoltà. CONSIGLIERE MERISI: Grazie, Presidente. Avevo tre richieste, domande che potrebbero essere risolte velocemente, che possono essere risolte velocemente. Allora, articolo 5, 5.3, Assessore, e 5.4: di regola l’anziano è colui che ha compiuto il sessantacinquesimo anno di età; e poi, 5.4: di regola il disabile è colui che è in possesso. Io credo che sull’età anagrafica e sulla disabilità, quindi su queste due definizioni, non ci sia una regola o non una regola, per cui propongo di sopprimere il “di regola”. E poi invece, l’avevo già sottolineato in Commissione Terza, articolo 9.2, si trattava di specificare forse, o comunque specificare per iscritto, o quanto meno che sia chiaro per tutti, che le persone portatrici di handicap come invalidità superiore al 75%, se il riferimento era, come si diceva, solo a INPS, invalidità civile, oppure anche INAIL, invalidità da infortunio sul lavoro, con le susseguenti… conseguenti, mi scusi, ripercussioni in ambito lavorativo. Io ho conoscenti che hanno il 100% di invalidità INAIL, che sono ancora collocati e che lavorano ancora, e questo devo dire che non può fare che piacere. Grazie. PRESIDENTE PIGNATELLI: Grazie, Consigliere. Vi sono altri interventi? Consigliere Lingiardi, prego. CONSIGLIERE LINGIARDI: Grazie, Presidente. Non so se ho capito bene, ma il consigliere Merisi parlava di togliere il “di regola”, “l’anziano è colui che ha compiuto il sessantacinquesimo anno di età”. Però, molto brevemente, è stato messo perché in alcuni casi, forse, i destinatari dei servizi domiciliari così come sono rappresentati possono essere anche forniti a persone più giovani di sessantacinque anni, quindi non so se è il caso di toglierlo, perché se si toglie si rischia di dare solo…, di escludere una parte, ci sono anche… no? Non lo so, vedete voi, però è chiaro che se c’è un… Salvo eccezioni. Okay, comunque ci siamo capiti, l’importante è capirsi anche su questa questione qua. Niente, per il resto credo che sia, è un Regolamento che va ad applicare praticamente Regolamenti interni e a, come dire, sistemarli in una forma, appunto, da Regolamento di Consiglio comunale, mi sembra assolutamente scritto bene. Lo si userà nella sua parte, ma voglio dire, non sarà un’applicazione nuova, assolutamente, è già attivato. Vorrei, spererei che non si applicasse mai nella parte delle liste d’attesa, evidentemente, perché eh vuol dire non avere le risorse. Niente, solo questo. Per il resto il Regolamento è fatto bene e non abbiamo nulla da dire su questa questione, anzi, voglio ringraziare i Servizi sociali, che sicuramente si sono impegnati, penso insieme all’Assessore, a sviluppare questo Regolamento. Grazie. PRESIDENTE PIGNATELLI: Nessun altro… Allora, l’Assessore fa proprio l’emendamento proposto dal consigliere Merisi. Vi sono altri interventi da parte dei Consiglieri nel corso del dibattito? Nessun altro? ASSESSORE ZOCCOLI in PRANDINA: Posso? PRESIDENTE PIGNATELLI: Assessore, per replica. Prego. ASSESSORE ZOCCOLI in PRANDINA: Grazie, Presidente. Beh, per il “di regola” non c’è nessun problema, accettato, anche perché l’età è inconfutabile, cioè sessantacinque anni sono sessantacinque anni, anche senza la regola. Per quanto riguarda il punto sull’inabilità o comunque un’invalidità certificata, questa che sia dell’INAIL, che sia dell’INPS, viene certificata dalla ASL con la vecchia circolare 4 e andremo poi a dettagliare, perché questa lista d’attesa, questi criteri non li abbiamo mai usati, per fortuna non c’è lista d’attesa e c’è la risposta per tutti, andremo a dettagliare quando ci sarà la necessità di applicare questi criteri per la lista d’attesa. Okay? PRESIDENTE PIGNATELLI: Grazie. ASSESSORE ZOCCOLI in PRANDINA: Vedo che non è convinto. È così, è l’ASL che… È così, i miei tecnici dicono così, e ritengo di avere dei tecnici veramente in gamba. PRESIDENTE PIGNATELLI: Consigliere Merisi, per replica, prego. CONSIGLIERE MERISI: Assessore… grazie, Presidente. Assessore, io non entro in merito sulla bravura dei suoi tecnici, io posso avere, posso essere di parere diametralmente opposto, e su questo credo che me ne può dare atto. Il mio discorso era esattamente un altro, non ho fatto la questione sulla certificazione dell’invalidità, lungi da me, perché me ne occupo anche per lavoro. Facevo solo la questione della differenziazione dell’invalidità, posto che sia certificata. Tutto qua. Non vado a sindacare chi l’ha dichiarato invalido; io chiedevo solamente se questa si applica a tutte e due le invalidità. Tutto qua. Poi, sul discorso dei suoi tecnici, non è questa la sede, evidentemente, cioè la sede nel senso che non era il mio stimolo, non era quello lo stimolo, per carità. Era solo un discorso esclusivamente tecnico di riferimento di invalidità, nient’altro. Poi è chiaro che, a questo punto, se il discorso è questo, che i suoi tecnici sono quelli bravi, allora io posso dire… Mi faccia finire, Assessore, mi scusi, allora io posso anche dire, al contrario, che sono i colleghi che non sono bravi a certificare l’invalidità, quindi non è questo, eh. Poi, per carità… No, certo, è come dice lei, abbia pazienza, cioè non vedo perché sia impedito a ragionare in modo diverso. Con tutto questo, con tutto questo anch’io devo solo dire che il Regolamento è fatto bene. E, al di là delle polemiche precedenti, un Regolamento in più o un Regolamento in meno, questo è un Regolamento che comunque ci voleva. Che mancava, e va comunque applicato. Poi non tocca a noi Consiglieri applicarlo, tocca ai tecnici. PRESIDENTE PIGNATELLI: Grazie. Nessun altro? Dichiaro chiusa la discussione e invito in Consiglieri a iscriversi per dichiarazione di voto. Nessuno per dichiarazione di voto? Pongo quindi in votazione il punto numero… Consigliere Merisi, per dichiarazione di voto si è prenotato? Sì, prego. CONSIGLIERE MERISI: Grazie, Presidente. E’ solo che mi ero dimenticato prima di aggiungere che il parere mio sarà favorevole, il mio e mi permetto di interpretare anche il consigliere Minuti, che ogni tanto mi delega, bonariamente, anche il suo sarà favorevole. Grazie. PRESIDENTE PIGNATELLI: Grazie, apprezzabile concisione. Nessun altro per dichiarazione di voto? Nessuno. Pongo quindi in votazione il punto n. 9 all’ordine del giorno, avente ad oggetto: “Adozione Regolamento dei servizi domiciliari”. Procediamo con votazione in forma palese e con l’ausilio del sistema elettronico di votazione. Dichiaro aperta la votazione. Dichiaro chiusa la votazione. 17 voti favorevoli, nessun contrario, nessun astenuto. Il Consiglio approva all’unanimità. Passiamo al punto n. 10 all’ordine del giorno, avente ad oggetto: “Mozione presentata dai Consiglieri comunali Lingiardi, Ciocca Daniela, Borghi, Minuti e Merisi, inerente il bando per l’affidamento servizi assistenziali educativi del Centro diurno integrato di Treviglio, per il periodo 01.01.2014 – 31.12.2016, presentato da Ygea S.r.l.”. Illustra la proposta il consigliere Lingiardi, a cui do la parola. Prego. CONSIGLIERE LINGIARDI: Grazie. Questa mozione è stata presentata anche sulla scorta della discussione che è stata fatta la volta scorsa in Consiglio comunale a proposito di Ygea. In data 6.11.2013 è stata indetta questa gara pubblica da parte della società, appunto, Ygea, per l’affidamento dei servizi assistenziali educativi presso il Centro diurno integrato di Treviglio per il periodo 2014/2016, quindi tre anni, per complessivi 750.000 euro. Siamo consapevoli appunto, come dice poi il bando stesso, che il CDI di Treviglio si rivolge a quella fascia di persone anziane e di norma in età superiore - anche qui - di sessantacinque anni, non autosufficienti o ad alto rischio di perdita di autonomia, che esprimono bisogni non sufficientemente gestibili a domicilio, ma non ancora di entità tale da richiedere il ricovero a tempo pieno in casa di riposo, e che all’interno del CDI è gestito in appositi spazi, destinati per questo, uno specifico nucleo protetto per utenti affetti da Alzheimer e da altre patologie degenerative dell’invecchiamento. Verificato che nel capitolato speciale d’appalto all’articolo 3, a proposito del nucleo Alzheimer, si parla di dieci utenti; per la verità poi da un’altra parte si parla di quattro utenti su quaranta ospiti totali, quindi nucleo Alzheimer intendo dire le persone, come dicevamo prima, che hanno bisogno di determinata assistenza, mentre l’attuale Regolamento del Centro diurno integrato, entrato in vigore con delibera comunale n. 10 del 2007, riserva interno del CDI l’istituzione di un nucleo protetto con una capienza pari al 30% dell’utenza del servizio, quindi circa dodici utenti. E su questo devo dire che mi viene in aiuto una, diciamo, non so se è una deliberazione, comunque un elenco di risposte a quesiti ricevuti da Ygea alla data dell’11 dicembre 2013 e relativi chiarimenti. Molto probabilmente qui si parla di cooperative che hanno chiesto alcune delucidazioni. Proprio su questo documento ci sono delle precisazioni generali che dicono: “Si precisa che il numero di utenti indicati come appartenenti al nucleo protetto è inteso come numero minimo ipotizzabile. L’attuale gestione del CDI prevede una riserva di circa il 30% dei posti ai soggetti affetti da Alzheimer e patologie equivalenti”. Dodici, quindi il 30% di quaranta sono 12, e qui vedo che mi si dà ragione. Attualmente, però, gli utenti sono ben di più di dodici, mi dicono, sono circa una ventina, ventidue, che hanno patologie con demenza e decadimento cognitivo. Constatato, comunque, che il capitolato tuttora in corso comprende otto figure professionali operanti all’interno del CDI, a cui si aggiungono gli infermieri libero professionisti e il medico libero professionista, per un totale di 294,5 ore settimanali. Ecco, anche qui mi viene in aiuto proprio questo documento di Ygea, dove in una tabella si elencano le mansioni e le percentuali delle ore giornaliere e, se andate a riprendere le percentuali ad esempio del coordinatore educatore, 78,95% rispetto al 100%, che sono penso le 37 ore e mezza settimanali, si ricava una tabella con un totale di ore di 294,5 ore settimanali. Mentre il nuovo capitolato di appalto, se si prende ancora nel capitolato l’elenco, appunto, delle mansioni, si arriva a un totale di 236 ore settimanali, con una diminuzione del 20% delle ore settimanali degli operatori; e constatato oltretutto che negli ultimi due anni le gite si sono ridotte a una o due, nonostante il trasporto sia effettuato gratuitamente dalle associazioni di volontariato, mentre negli anni scorsi gli ospiti usufruivano durante l’anno di sette-otto uscite comunitarie, a motivo appunto della necessità di integrazione degli ospiti con la comunità territoriale, e verificato poi che negli ultimi anni sono state interrotte le sperimentazioni domiciliari e non è stata effettuata alcuna formazione per gli operatori, ad esclusione di quella sulla normativa della sicurezza, obbligatoria per legge, con questa mozione si chiede, si impegna il Sindaco e la Giunta ad attivarsi verso l’amministratore unico di Ygea per riformulare il bando proposto al fine di garantire gli attuali livelli di assistenza, quindi in termini di personale e di ore di assistenza, oltre a rivedere il numero degli utenti del nucleo protetto, e qui è già stato fatto, riportandolo a dodici, oppure proponendo, anche in questo caso molto probabilmente con una modifica che faremo, si potrà fare, non so, al Regolamento del Centro diurno integrato, che prevede un numero più alto e più congruo degli attuali utenti, e parlo del centro protetto nucleo Alzheimer. E poi: impegna la Giunta a chiedere con determinazione la collaborazione con le associazioni di volontariato presenti sul territorio e di rilanciare le sperimentazioni domiciliari e di attuare per il futuro l’oggetto sociale di Ygea, spostando ogni risorsa disponibile per l’ampliamento dell’offerta dei servizi sociali, come da Statuto. Infine: di inserire nel prossimo bilancio di previsione risorse per la sistemazione della struttura, partendo dall’adeguamento agli standard attuali, nel rispetto del protocollo firmato tra Amministrazione e Ygea del luglio del 2010. Grazie. PRESIDENTE PIGNATELLI: Grazie per l’illustrazione. La parola all’Assessore ai Servizi Sociali perché esprima la posizione della Giunta. Prego. ASSESSORE ZOCCOLI in PRANDINA: Grazie, Presidente. Il concetto intorno al quale nasce questa gara è quello di garantire attraverso il fornitore esterno, come KCS ora, l’assistenza diurna, andando però poi a integrare la stessa con interventi mirati e progetti gestiti ad integrazione di questo bando, per cui il bando non è l’attività completa, per cui ci sarà una programmazione, anche con l’Assessorato ai Servizi Sociali, che ad esempio prevedrà l’inserimento di attività, di attività come la musicoterapia, la terapia occupazionale, i progetti in genere di psicomotricità. Le ore messe nel bando sono calcolate attribuendo per ciascun profilo previsto assistenza superiore in base alle regole di accreditamento previste dalla ASL, ad un tasso di occupazione dal 100%. Ricordo che il Centro, un Centro che funziona benissimo, un centro che è veramente un fiore all’occhiello, io ne sono contenta e lo vedo tutti i giorni andando in Assessorato, però la realtà è che il tasso di occupazione medio non ha mai superato l’85%. Che cosa… È vero, sono state tolte delle ore all’educatore, proprio per quei progetti che dicevo poc’anzi, che faceva però anche attività di coordinamento. Volevo anche sottolineare che tutte le patologie vengono segnalate all’ASL sul portale PAI, così si chiama, e ogni mese vengono inserite tutte le ore erogate e le presenze. Mai si è avuto una rimostranza dell’ASL, mai, per cui si sono tenuti i parametri che le dicevo. In più, si incaricherà un professionista, un neurologo, per verificare lo stato di malattia, di patologia, soprattutto per i pazienti e gli utenti, gli ospiti Alzheimer. Io sono un po’ sorpresa, gliel’ho detto anche in Commissione, delle sue informazioni, perché vede, quei dati clinici che lei dice, addirittura fino a venti Alzheimer, non posso chiederli nemmeno io. Sono dati sensibili, sono dati… Sì, non c’è proprio da ridere, sono dati coperti da segreto professionale, che solo fra l’altro le figure professionali possono accedere con una password proprio su questo portale PAI, e mi sembra che la società non abbia avuto nessuna richiesta scritta per accedere a questi atti, ammesso, ammesso, io non lo so se queste persone avrebbero potuto risponderle dei venti Alzheimer, che non mi risulta, però, ripeto, queste sono cose che fanno male, perché non si chiede nella formalità dovuta, perché sa che la Presidente di Ygea per sapere questi dati deve fare una richiesta scritta ai responsabili del CDI, e lei invece, così, sarà andato a fare un giro nel CDI e le hanno detto tutto quello che non potevano dire. Fra l’altro penso ai venti Alzheimer perché, se fosse vero, sarebbero fuori da ogni parametro, che lei mi diceva, della ASL, dei dodici presenti. E questo è per quanto riguarda il Centro diurno e il bando da riformulare. Io invito la maggioranza a non accettare questa proposta. Dico anche, sì, parlo anche a nome della Giunta tutta. Per quanto riguarda le associazioni, allora, io mi sono insediata il 9 di giugno del 2011; ho trovato dopo pochi giorni la ricusa di un’associazione, si chiamava Caffè Alzheimer, il Presidente si è dimesso, si sono dimessi tutti e addirittura mi è arrivata una lettera con la quale si annunciava il depennamento dell’associazione a livello dell’albo provinciale. Ora, lei pensa che sia compito di Ygea o dell’Assessorato promuovere delle associazioni? Chiedo, perché libertà di tutti… no, libertà di tutti, della società civile, di costituire associazioni. Poi ho trovato una numero grande, e questo è encomiabile, di volontari che tutti i giorni si recano al Centro e fanno un’opera nobile, davvero unica; questi volontari però non erano assicurati e portavano avanti e indietro gli ospiti, portandoli anche a fare delle passeggiate. Devo dire che, attraverso il Trasporto Solidale, l’associazione che conoscete bene, e attraverso un’assicurazione cumulativa che ha prodotto il Trasporto Solidale, abbiamo coperto questi volontari con assicurazione, che mi sembrava dovuta. Per quanto riguarda, invece, altre forme di gite, di uscite, programmeremo nel 2014, proprio insieme a Ygea, che interagisce anche con l’Assessorato, delle uscite, che poi vi renderemo conto degli itinerari. Per quanto riguarda il…, per quanto riguarda i lavori di manutenzione. Allora, lei, consigliere Lingiardi, mi ha consegnato in Commissione una relazione dettagliata di un gruppo di lavoro per progetti di ristrutturazioni degli spazi del CDD. C’era un’assistente sociale dei Servizi sociali e altri tre dipendenti del CDI e della cooperativa. Le dico che di questo documento io non ne ero a conoscenza, non ne era a conoscenza la Presidente di Ygea; probabilmente ce l’aveva solo lei, non lo so. Beh, non è né protocollato, scusi, né protocollato, è datato 13 luglio 2010, io non l’ho mai avuto e Ygea non l’ha mai avuto. Niente, di queste note, la palestra del CDI, la zona di riposo, i bagni, il bagno assistito e quello che sono i termoconvettori, sono certa che i termoconvettori sono stati sistemati; sulle altre cose mi premurerò di confrontarmi con Ygea e magari anche con l’assistente sociale, che purtroppo è assente da un anno, forse è per quello che non ho questo documento, è assente per maternità, per cui giustificata pienamente. PRESIDENTE PIGNATELLI: Dichiaro aperta la discussione e invito i Consiglieri a iscriversi. Ha chiesto la parola il consigliere Lingiardi. Prego, Consigliere. CONSIGLIERE LINGIARDI: Grazie. Beh, intanto dice che l’ASL non ha mai avuto rimostranze. E ci mancherebbe! Le ore che c’erano prima, se lei mi dice che sono di più rispetto a quelle che sono il minimo sindacale dell’ASL, come poteva fare rimostranze se c’erano il 20% di ore in più? Ma evidentemente la scelta che è fatta è quella di dare lo stesso servizio che c’era in passato al prossimo futuro, appunto, rispetto a questo appalto. La questione nostra è la qualità del servizio, evidentemente, rispetto al personale del centro diurno: più persone ci sono, naturalmente non è che si possa andare a spendere il 50% in più, ma quelle che ci sono, evidentemente, se fino a adesso, come si diceva la volta scorsa, per quanto riguarda i CDI il Comune non ha mai versato, non ha versato nell’ultimo anno contributi per il Centro diurno integrato, voleva dire che quei costi erano coperti da Ygea stessa, quindi non c’era apporto monetario in più da parte del Comune, l’avete detto voi nell’ultimo Consiglio. E questo è una questione. Neurologo per gli ospiti di Alzheimer. Per la verità, io vedo che nella pagina 3 del capitolato si parla di un infermiere professionale e viene affidata alla figura dell’infermiere il compito di compilare SOSIA, schede di osservazione e di intermedia assistenza, quindi anche questo credo che sia una cosa non proprio proponibile. I dati sensibili. Mah, se scrivere un numero è un dato sensibile, guardi, io di dati sensibili ne scrivo tutti i giorni, di numeri. Ventidue è un dato sensibile? Questo lo dice lei, i dati sensibili sono altri, quelli che portano un nome e un cognome e una malattia. Io non conosco assolutamente niente, io dico… No, perché se lei va a leggere bene, io non ho parlato di Alzheimer, “con patologie con tendenza al decadimento cognitivo”. Scusi, è scritto qui, non mi interessano i giornali, è scritto qui. Okay? No, stasera no. Sì. Per quanto riguarda il Caffè Alzheimer, anche qui io non so dov’è andata a prendere questo dato qui, io parlavo di tutte quelle uscite, ma penso che possa dare una mano anche il consigliere Minuti, perché a volte è andato a fare delle attività con gli anziani del Centro diurno, e quindi non sto parlando assolutamente… Come si chiama? Caffè Alzheimer? Non ho mai parlato da nessuna parte di questa questione qua, che non lo so, non conosco. Va beh, esisteva questa, ne esistano altre, quindi non… non riesco a capire. Il discorso poi finale della manutenzione. Allora, se non è stato protocollato, scusi, io non ho mica firmato quel documento, è firmato da un’assistente sociale e da alcune persone che erano presenti nel Centro diurno, penso come dipendenti, e quindi evidentemente è un documento che qualcuno, una volta che lo firma, avrebbe dovuto protocollarlo, non so fare che cosa. Io… Io l’ho avuto, molto probabilmente, perché me l’ha consegnato l’assistente sociale. Scusi, io facevo l’Assessore in quel tempo… Va beh, ma io cosa ci devo fare, scusi? Se l’assistente sociale non l’ha protocollato, sperava… Scusi, mi porta un documento e cosa faccio? Io dico, okay, mi fa molto piacere, penso che il lavoro che si debba fare è quello di protocollarlo, portarlo a Ygea e magari, se andiamo a verificare magari tra le carte di Ygea, si può anche trovare. Comunque, va beh, allora questa mozione qui è per…, poi io capisco anche che domani mi sembra che si chiuda il bando, oltretutto, siamo in ritardo, ma evidentemente un Consiglio comunale una volta al mese non permette di raggiungere certe questioni prima. Io capisco questo, poi voi non lo voterete perché ormai è così, la questione è sempre in questo senso e quindi… Però può essere una raccomandazione quella di veramente lavorare per raggiungere la qualità dei servizi che fino adesso c’è stata? Anch’io sono convinto che il Centro diurno integrato sia veramente una cosa molto, molto importante, oltretutto è uno dei più grandi della bergamasca, ce ne sono altri due o tre con quaranta utenti. È sì una bella cosa, ma appunto per… Cioè questa mozione è per dire: riportiamo la qualità dei servizi a livello di prima, cioè anche…, sì di eccellenza dei servizi, si può fare, eccome, sul personale, non togliendolo, non togliendo il 20% del personale. Poi il discorso del documento finale sulla ristrutturazione, ma io sono sicuro che in parte le cose sono state fatte, perché certo, il decadimento strutturale bisogna seguirlo, parlo della parte interna, lei mi diceva, parlava del famoso progetto esterno, ma io non ho mai parlato del progetto esterno, perché evidentemente la vostra Amministrazione ha un’idea diversa, è un’idea diversa rispetto a quella che avevamo noi, e di questo non ve ne do atto, che è un’idea diversa. Era solo questa la questione vera: di ri-potenziare, di dare qualità al servizio, di dare pianificazione al servizio e di riportarlo all’attività precedente. Io ho paura che il 20% di personale poi vada a decadimento anche degli anziani stessi, è solo questa la questione, basta. Grazie. PRESIDENTE PIGNATELLI: Nessun altro interviene nel dibattito? Dichiaro quindi chiusa la discussione e invito i Consiglieri a iscriversi per dichiarazione di voto. Per dichiarazione di voto nessuno? Pongo in votazione il punto n. 10 all’ordine del giorno, avente ad oggetto: “Mozione presentata dai Consiglieri…”… Consigliere Giussani, per dichiarazione di voto? Prego. CONSIGLIERE GIUSSANI: Grazie, Presidente. Mah, per i motivi che ha detto l’assessore Prandina noi voteremo contro, in quanto non abbiamo nessun dubbio che l’eccellenza ci sia, venga mantenuta in questo settore. La cosa che mi lascia perplesso, invece, è stato proprio quel passaggio fatto dall’Assessore sui dati sensibili, e il consigliere Lingiardi ha asserito: mi si dice, mi si dice ventidue. Questo “mi si dice”, anch’io posso dire dodici o quarantaquattro, mi si dice, cioè per me, Consigliere, è un dato inventato, come può essere inventato quel pezzo di carta che ha fatto vedere prima la Prandina perché non è protocollato. Ma vorrei entrare, proprio prendendo spunto da questo discorso, in merito ad un argomento, secondo me, molto sensibile, ecco, diciamo anche qua molto sensibile, perché ci sono Consiglieri che vanno in Settori, in Uffici e riescono ad avere i dati; ci sono altri Consiglieri che, correttamente, i dati li chiedono protocollando la richiesta. Io lo faccio sempre: quando mi serve un dato, protocollo. Non vado a far perdere tempo all’Ufficio Tecnico, piuttosto che…, come fa qualcuno sistematicamente. Per cui, secondo me, questo andazzo, signori, andrebbe modificato, andrebbe sistemato, bisognerebbe far sì che quei signori possano lavorare per le otto, nove ore che devono fare la loro presenza per fare il lavoro che devono fare, e non perdere tempo a dare dei dati a qualcuno, per motivi che lascio a voi intendere. Grazie. PRESIDENTE PIGNATELLI: Nessun altro per dichiarazione di voto? Consigliera Ciocca, prego. CONSIGLIERE CIOCCA: Ovviamente voterò a favore della mozione, e non aggiungo altro. Volevo cogliere l’occasione, visto che il Sindaco non era presente in apertura di seduta, se, prima dei presumibili auguri di buone feste, ci poteva relazionare sugli esiti dell’incontro con gli inquilini del condominio Galilei. Grazie. PRESIDENTE PIGNATELLI: Nessun altro per dichiarazione di voto? Pongo, quindi, in votazione il punto n. 10 all’ordine del giorno, avente ad oggetto: “Mozione presentata dai consiglieri comunali Lingiardi, Ciocca Daniela, Borghi, Minuti e Merisi, inerente il bando per l’affidamento dei servizi assistenziali ed educativi del Centro diurno integrato di Treviglio, per il periodo 01.01.2014 – 31.12.2016, presentato dai Ygea S.r.l.”. Procediamo con votazione in forma palese e con l’ausilio del sistema elettronico. Dichiaro aperta la votazione. Dichiaro chiusa la votazione. 6 voti a favore, 11 contrari, nessun astenuto. Il Consiglio respinge. Hanno votato a favore i consiglieri Borghi, Lingiardi, Bussini, Ciocca Daniela, Minuti e Merisi. La parola al Sindaco per una comunicazione. Sindaco PEZZONI: Grazie, Presidente. Questo è extra Consiglio, giusto? PRESIDENTE PIGNATELLI: No, non abbiamo ancora concluso. SINDACO PEZZONI: Si è tenuto stasera alle 16.15, e abbiamo finito intorno alle 18, l’incontro con gli inquilini di via Galilei. Era stato richiesto a fronte del fatto che la situazione, soprattutto sulle spese condominiali, comincia ad essere particolarmente onerosa e in alcune circostanze si evidenzia una forte fedeltà da parte di alcuni e una forte infedeltà nella contribuzione da parte di altri. Siccome ci sono già stati anche episodi piuttosto spiacevoli all’interno del Comune e se ne profilavano anche altri in merito ad eventuali sospensioni di erogazione del servizio, soprattutto del gas, in questo periodo, i condomini, alcuni condomini hanno chiesto l’incontro, poi hanno partecipato, adesso non ho qui l’elenco perché l’ho lasciato in auto, non tutti quelli che ha chiesto l’incontro, e se ne sono invece aggiunti altri. Qual era il senso della riunione? Da una parte, avere un quadro complessivo della situazione, discutendola con loro, alla luce del fatto che la lamentela di fondo da parte dei condomini è che ci sono spese condominiali molto elevate che derivano dal fatto che ci sono dei vizi negli appartamenti che sono stati consegnati, fin dalla loro consegna, quindi dal 2009, che hanno comportato un incremento di spesa che è sempre stato scaricato su di loro, e solo, diciamo, sulla parte di loro che ha continuamente pagato, quindi aumentando molto le spese condominiali, ad esempio per rifare l’impianto citofonico, ad esempio per sistemare cancelli, ad esempio per alcune altre operazioni di questo genere, che loro dicono “non è giusto che paghiamo perché sono di competenza dell’Amministrazione comunale. E, dall’altra parte, perché in pratica ci sono alcune posizioni che sono andate aggravandosi dal punto di vista della situazione debitoria, ci sono tre persone che non hanno versato un euro da quando sono entrati, quindi dal 2009, e ce ne sono altri che, insomma, hanno cominciato ad avere forti periodi di difficoltà a partire dagli ultimi due anni: una ventina di persone circa sono in una situazioni di morosità…, una ventina di nuclei familiari, scusate, sono in situazione di morosità. Che cosa ci siamo detti? Da una parte ci si è presi l’impegno di fare una verifica, anche col nuovo amministratore, dei quadri delle spese condominiali che sono state imputate a loro in relazione alle lamentele che sono state evidenziate, tipo le caldaie che sembra che non funzionassero fin da principio, come dicevo prima, gli impianti citofonici, che su una scala o due sono saltati da subito, e cose di questo genere qui. Dall’altra parte, per quel che riguarda invece il comportamento, abbiamo detto: teniamo buone le indicazioni che erano uscite da una precedente assemblea condominiale che avevamo fatto, ancora me presente, col Comandante Nocera, ai tempi, e l’amministratrice, ancora nel settembre, se non sbaglio, del 2011. D’altro canto penso che sia necessario, da parte anche del Comune, non sospendere, come è successo precedentemente, le ingiunzioni di pagamento, che sono rimaste ferme e che non hanno mai avuto effetto, ma avviare, anche grazie all’Avvocatura comunale, il processo di recupero delle entrate, in prima battuta in relazione alle spese condominiali, perché il l’Amministrazione in alcuni casi ha supplito a mancanze dei condomini, e poi anche per quanto riguarda i canoni di locazione. Ci sono situazioni particolarmente difficoltose, nei confronti di nessuno…, non si terrà conto delle condizioni che hanno portato alla situazioni di morosità, però, d’altro canto, in alcune situazioni di difficoltà sarà possibile, penso, trovare una strada alternativa di aiuto; in alcuni casi si chiederà, invece, con decreti ingiuntivi ed altro, sia il pagamento di quanto dovuto e si può anche procedere con gli avvisi di sfratto nelle situazioni in cui sia un comportamento che non è coerente con le richieste del vivere in condominio. Questa è la linea che ho presentato all’assemblea, l’ho condivisa precedentemente con i dirigenti responsabili e da lunedì dovrebbero partire le ingiunzioni di pagamento per quanto riguarda il recupero dei crediti. Questa era la situazione del condominio. Colgo l’occasione, scusate il ritardo, perché c’è stata una lunga assemblea di SAAB che ha deciso di proporre l’alienazione delle quote di SAAB in Team, quindi arriverà in Consiglio comunale entro il mese di gennaio. Considerato che si tratta di una partecipazione indiretta, la delibera di indirizzo vale per Team in SAAB, vale per Eco Inerti e Eco Legno, le altre due società partecipate, che hanno il difetto di essere non strumentali all’attività dell’Amministrazione, da una parte, e con il socio privato non scelto per gara, come già detto più di una volta. In merito, invece, al discorso delle valutazioni, sono state presentate anche le altre perizie, diciamo il piano B, che era quella che prevedeva la non concessione dell’autorizzazione da parte di Regione Lombardia. Ovvio che c’è un po’ di mal di pancia da parte degli altri soci nel prenderne atto e usarla come base d’asta. Credo che il mandato che dovrà avere il Consiglio di Amministrazione sia di valorizzare al meglio la vendita. La posizione del Consiglio comunale di Treviglio penso e credo, spero anche, sia sempre la stessa, cioè quella di totale contrarietà nei confronti del progetto di Team per come si sta configurando. Quindi, nel mese di gennaio il Consiglio comunale delibererà sul processo, diciamo, di dismissione definitiva della quota di SAAB in Team. Colgo l’occasione, e finisco, per farvi gli auguri di buone feste, di buon Natale e felice anno nuovo 2014, e ricordo a tutti che nella sala ex Contratti, non dico il nome familiare con cui viene chiamata, ci sono i panettoni e un po’ di pane e salame per gli auguri. Grazie. PRESIDENTE PIGNATELLI: Grazie, signor Sindaco. Mi associo agli auguri. Il Consiglio comunale è terminato, essendo esaurita la trattazione dell’ordine del giorno. Verrà riconvocato a domicilio. ALLE ORE 22.15 TERMINA LA SEDUTA IL PRESIDENTE F.to Gianluca PIGNATELLI IL SEGRETARIO GENERALE F.to Antonio Sebastiano PURCARO) *** COMUNE DI TREVIGLIO – CONSIGLIO COMUNALE “COMMEMORAZIONE CENTENARIO DEL CONSIGLIERE, SENATORE ADOLFO ENGEL” - 1913/2013 (A cura del consigliere Luigi Minuti – seduta del 17 dicembre 2013) (Museo Civico ‘Teresa ed Ernesto Della Torre’ Treviglio – Busto del senatore Adolfo Engel - fotografia di Tino Belloli) Signor Presidente, Signor Sindaco, Signori Consiglieri, Signori Assessori, L’onorevole, senatore, Adolfo Engel (1851-1913), sedette in questo Consiglio per ben 27 anni, a cavallo tra XIX e XX secolo. Mentre sui banchi della Giunta sedette per 19 anni, dal 1886 al 1905 nelle amministrazioni dei sindaci Francesco Cameroni, Pietro Bornaghi e Giuseppe Grossi. In quel periodo Egli fu di certo un protagonista assoluto della vita sociale e politica non solo cittadina. Fu Deputato al Parlamento per ben cinque legislature, XVII – XVIII – XIX – XX – XXI, dal 1890 al 1904, per la Sinistra radicale) eletto nel Collegio uninominale di Treviglio ed infine nominato nel 1905, su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, Giovanni Giolitti (1842-1928), Senatore a vita (1) del Regno d’Italia. Adolfo Engel nasce a Vicosoprano, in Val Bregaglia, nel Cantone dei Grigioni il 24 maggio 1851, da Giangiacomo (1812-1869), originario di Zurigo (che a Vicosoprano svolge la professione di medico) e da Clelia Carolina Bazzigher, d’origine tedesca. Studia in Svizzera e Germania e – quando la sua famiglia si trasferisce a Caravaggio nel 1867 – al Liceo Paolo Sarpi di Bergamo (l’istituzione scolastica rivoluzionata in età napoleonica dal grande Lorenzo Mascheroni), dove si diploma brillantemente nel 1870, ottenendo un premio per la Fisica. Cinque anni dopo si laurea in ingegneria al Politecnico di Milano, ‘meritandosi poi fama, è scritto nel Dizionario Biografico degli Italiani ‘Treccani’, di valente professionista’. Il giovane Engel, uomo di grande apertura mentale e di vasti interessi, viaggia molto: in Russia, nell’Impero Ottomano, ed in America. A Nuova York ebbe ad inaugurare, nel 1893, la prima banca italiana della grande metropoli ai suoi albori, la Banca Rinaldo Paladini & Co. Egli conosce perfettamente oltre al tedesco ed all’italiano, le lingue inglese, francese e russa. Come privato cittadino si dedica con passione alla cura ed alla bonifica dei suoi possedimenti terrieri di Treviglio (le Cascine Pezzoli e la Cascina del ghiaccio, così denominata per avervi egli installato la prima fabbrica di ghiaccio artificiale del territorio) (2), di Caravaggio e di Mozzanica (torrente, podere e cascinale Rino), presidente del Comizio Agrario e della Cattedra ambulante di agricoltura locale, promuove le buone prassi e l’innovazione in ambito rurale e l’elevazione del tenore di vita della classe contadina, afflitta dal lunghissimo periodo di depressione (1873-1895) (3). Engel per ben 25 anni fu il sostegno determinante della Cooperativa Agricola di Calvenzano, alla quale concesse persino prestiti gratuiti, senza vincolo di rimborso; egli amava disinteressatamente tutti i contadini, soprattutto i più umili, sapendo che non potevano essere, in base alla legge elettorale del tempo, suoi elettori. E’ forse per sentita riconoscenza, che fu proprio il presidente di questa Cooperativa agricola, il maestro cav. Giuseppe Facchetti, a tenerne l’elogio funebre qui in Treviglio. L’amministratore locale - Dopo aver ben amministrato le cose sue l’ing. Engel si dedica con altrettanta passione alla cura delle cose pubbliche, prima al Comune di Caravaggio, poi, dal 1886, eletto contemporaneamente, al Comune di Treviglio e all’Amministrazione Provinciale di Bergamo. Si tramanda che l’ing. Engel si prodigò, quale consigliere provinciale, nella tutela del reticolo idrico minore del territorio della Bassa; appassionata fu la sua difesa degli interessi della Comunità di Treviglio riguardo le secolari derivazioni d’acqua dal fiume Brembo, che danno origine alle ‘rogge trevigliesi’, minacciate da continui prelievi per uso industriale, al riguardo pubblicò un opuscolo, ispirato dal suo ex professore, di Liceo, il sacerdote e geologo bergamasco, Antonio Stoppani (1824-1891) autore del celebre libro ‘il bel paese’. Ma anche a Mozzanica difese strenuamente le ragioni del Comune contro la Società del Naviglio Grande di Cremona che si era appropriata, gratis et amore Dei, delle acque della locale Roggia dei Molini. Consigliere e Assessore - L’ingegner Engel viene eletto nei Consigli comunali di Caravaggio (dal 1878 al 1886), dove ricopre anche la carica di Assessore e di Treviglio (dal 1886 al 1913) in tempi che burrascosi è dir poco, di acceso contrasto politico, tra liberali conservatori e radicali e, nel nuovo secolo, tra liberali e massoni, cui si somma da ultimo anche una cronica instabilità. Consigliere dal gennaio 1886, confermato ininterrottamente più volte, rimarrà in carica fino alla morte intervenuta il 28 aprile 1913. Al Comune di Treviglio è anche Assessore per ben sette volte (dall’8/10/1886 al 14/7/1905) al crepuscolo dei mandati dei sindaci, Francesco Cameroni (secondo mandato, 1886/1887) e Pietro Bornaghi (terzo mandato, 1888/1889), e nel lungo periodo d’amministrazione del sindaco ing. Giuseppe Grossi (1889/1905). Numerose le iniziative da lui promosse in particolare la realizzazione del nuovo grande plesso scolastico di Viale Vittorio Emanuele II (ora viale del Partigiano), inaugurato nel 1902, che consentiva di unificare le sparpagliate sedi scolastiche del territorio comunale. Analoga iniziativa promuove a distanza anche per Caravaggio dove pochi mesi prima di morire inaugura le nuove imponenti scuole elementari di piazza Castello, da lui fortemente volute. L’agricoltura, l’istruzione e l’assistenza pubblica furono i suoi autentici cavalli di battaglia, sempre in pista. Nel 1890 l’ing. Engel si reca a Roma con il sindaco di Treviglio, ingegnere Giuseppe Grossi, per sostenere le ragioni del Comune contro quelle della Giunta provinciale (che aveva negato una sovvenzione alla Scuola Normale trevigliese, perché ‘rea di avere insegnanti anticlericali’). Nel luglio dello stesso anno è rieletto consigliere provinciale per il Mandamento di Treviglio: in questo consesso, secondo la “Cronaca Trevigliese”, si distingue in occasione della discussione sul bilancio. Amministratore degli Ospedali di Caravaggio e Treviglio - L’ing. Engel per dieci anni è presidente dell’Ospedale civile di Caravaggio che vuole sia dedicato a Giuseppe Garibaldi e che trasporta dal Santuario alla nuova sede nell’ex monastero cistercense di San Giovanni. Mentre successivamente, per undici anni, presiede l’amministrazione dell’Ospedale Santa Maria di Treviglio rendendo florido il bilancio di un Ente che era in difficoltà; fonda e segue per decenni la Società di Mutuo Soccorso di Caravaggio, che emula la più antica (del 1862) di Treviglio; è amministratore della Cooperativa Agricola di Calvenzano, del Ricovero per la cura degli ammalati cronici e degli scrofolosi, di scuole di istruzione popolare. La carriera parlamentare - Nel 1882, dopo aver chiesto ed ottenuto insieme alla madre Carolina la piccola naturalità (un equipollente della cittadinanza del Regno d’Italia) con decreto reale 25 agosto, dopo aver presentato il relativo giuramento il 12 ottobre, si presenta per la prima volta alle elezioni politiche del 29 ottobre, ottenendo circa 1499 voti (si sa che allora non vigeva ancora il suffragio universale ed il numero degli aventi diritto al voto, possessori di un congruo reddito, era limitato) ma non viene eletto. Mentre nel giugno del 1900 nonostante gli viene contrapposta, nelle elezioni politiche, la candidatura del socialista caravaggino Emilio Gallavresi (1856-1931), viene eletto alla XVII Legislatura della Camera dei Deputati in entrambi i Collegi di Treviglio e Bergamo. Verrà rieletto con ampio margine sull’avversario (eravamo ai tempi del collegio uninominale) nelle elezioni del 1892 (XVIII Legislatura), 1895 (XIX), 1897 (XX) e 1900 (XXI Legislatura), sempre per il Collegio di Treviglio. Nel maggio 1895 l’on Engel svolge opera di mediazione nel corso del primo sciopero generale nella storia del Linificio Canapificio Nazionale di Fara Gera D’Adda. Nel marzo 1896 interviene a Bergamo nel corso di un importante comizi contro la politica repressiva del governo Crispi che sarebbe di lì a poco caduto per il disastro della sua politica coloniale (sconfitta ed eccidio di Adua). All’epoca del ministero Pelloux disapprova l’ostruzionismo parlamentare, considerandolo un metodo antidemocratico, e continua a presentarsi alla Camera per molti mesi. Nel settembre 1904 rifiuta di intervenire alla riunione dei deputati dell’Estrema sinistra, convocata per discutere sul primo sciopero generale nazionale ancora in corso. Nell’ottobre, la ‘Gazzetta provinciale di Bergamo’, smentita da ‘Il Giornale’, insinua che Engel non sia d’accordo con gli altri dirigenti dell’Associazione democratica radicale nel confermare la fiducia a Maironi da Ponte, ripresentatosi alle elezioni politiche anticipate volute da Giolitti dopo lo sciopero. Nella stessa tornata elettorale Engel viene inesorabilmente battuto nel suo tradizionale collegio di Treviglio-Verdello, dopo ben cinque legislature, dal cattolico Agostino Cameroni (1870-1920). Senatore a vita - Nel marzo del 1905 viene nominato dal re, Vittorio Emanuele III, su proposta di Giolitti, senatore del Regno, Nel 1907 fonda la Società Dante Alighieri di Treviglio, portando nella sua città quello stesso sodalizio (la Dante) fondato a Roma nel 1889 (riconosciuto come Ente nel 1893) dal consuocero Ernesto Nathan (1845-1921) (5) nonché dal compagno di idee Giosuè Carducci (1835/1907), anche lui già Deputato della Sinistra Radicale e dal 1890 Senatore dl Regno. Adolfo Engel muore improvvisamente di angina pectoris in Roma il 28 aprile del 1913. Cremato, le sue ceneri vengono trasferite nel suo paese natale, Vicosoprano, accanto ai resti della madre. Il filantropo - La sua attività filantropica, coadiuvata dalla moglie Carolina Stampa, primaria benefattrice degli Ospedali di Bregaglia, Bergamo, Caravaggio, Treviglio, nonché della Pia Casa di Riposo di Bergamo (un suo ritratto quale benefattrice è all’Accademia Carrara) viene proseguita dal figlio Giuseppe Emilio e dalla figlia Camilla, sposa del possidente trevigliese Giuseppe Messaggi, detto il ‘Mesagiù’ per la sua mole fisica. Ne traggono beneficio “l’Orfanotrofio G. Sangalli”, “l’Asilo Carlo Carcano”, il ricovero “Brambilla Crotta”, nonché direttamente il Comune, al quale dona diversi immobili come l’area dove sorse la Casa della Madre del Fanciullo (ex. ONMI) ora Asilo Nido di via A. Locatelli, e l’importante edificio della ‘Colonia trevigliese’ di Oltre il Colle, attuale Casa Albergo per ammalati psichici. Soprattutto però, Camilla Engel, beneficò l’Ospedale di Treviglio, sostenendone l’innovazione, in particolare con la istituzione di una sala di neurochirurgia con tecniche d’avanguardia, organizzate dal prof. Pier Luigi Della Torre (1887-1963). L’on. Adolfo Engel, da vero filantropo, ancora in vita istituisce ‘l’Opera pia Emilio Engel’ intitolata al fratello cui beni confluiranno nelle opere pie amministrate dall’Eca (Ente Comunale di Assistenza) cittadina. Uomo coraggioso, gli vengono conferite tre medaglie al valore civile: per avere salvato una donna dall’annegamento nel 1882, per aver assistito gli ammalati di colera a Caravaggio ed a Treviglio nel 1884 insieme al giovane medico Camillo Terni che sarà poi storico presidente, fino alla morte, della Pia Casa di Riposo ‘Brambilla Crotta’, ed a Palermo nel 1885. In quest’ultima occasione diviene amico del garibaldino Felice Cavallotti (1842-1898) che ospiterà spesso nella sua casa trevigliese affacciata sulla Roggia dei Mulini (ora casa Vacchini), sita in quella via che oggi porta il nome del politico e scrittore tragicamente scomparso nel 1898, la via Felice Cavallotti, appunto. Le lettere dell’on. Engel (1887-1898) a Felice Cavallotti sono conservate nel Fondo Cavallotti presso la Biblioteca G. G. Feltrinelli di Milano. La militanza massonica - Nel 1878 aderisce alla Massoneria Italiana (Loggia di Rito Scozzese all’obbedienza del Grande Oriente d’Italia) di cui sarà dal 1900 al 1906 Vice Gran Maestro e dal 1912 Gran Maestro onorario. Attivo nella ‘Loggia Pontida’ di Bergamo è Maestro Venerabile negli anni 1887 e 1888 e ne sostiene le iniziative storiche (commemorazioni anniversarie e monumenti a Mazzini ed a Garibaldi (4), il Tempio crematorio), ed assistenziali (reduci dalle guerre d’Africa, prigionieri politici, scuole civiche e musicali, associazionismo laico). Nel 1911 costituisce la ‘Loggia Mentana’ di Treviglio, il cui titolo distintivo ricorda la disfatta delle Truppe garibaldine nel 1867 nel tentativo di conquistare Roma, e della Loggia trevigliese è Primo Maestro Venerabile. Questa Loggia avrà vita breve, alla morte del senatore diviene Venerabile il fratello di questi, Emilio Antonio, ma viene formalmente disciolta il 5 settembre 1914 anche se in qualche modo sopravvive, con sede in casa Engel, fino al 1923, quando la dura mano del Fascismo ne determina nuovamente la chiusura. ‘Adoldo Engel’ è il titolo distintivo della ‘Loggia Oriente di Bergamo’ che annovera tra gli altri Osiris Bizioli, insegnante di chimica al Regio Istituto Tecnico ‘Vittorio Emanuele II’, che nel 1914 fonda il CNGEI (Corpo Nazionale Giovani Esploratori Italiani – Scout). Credo che fu anche grazie a questa particolare esperienza orobica se Antonio Gramsci (1891-1937) potè dire: “Dato il modo in cui si è costituita l’unità e la debolezza iniziale della borghesia capitalistica italiana, la massoneria è stata l’unico partito reale ed efficiente che la classe borghese ha avuto per lungo tempo”. E di certo un aspetto di questa efficienza è stato in Bergamo la fondazione e lo sviluppo degli Scout che, promossa da adulti illuminati, ha coinvolto una parte significativa della popolazione giovanile, affiancando alle tradizionali proposte educative un’alternativa basata sul pluralismo. Lo scoutismo, doveva formare il carattere, l’individuo, la persona libera. Note (1) – Di fatto la prima nomina a Senatore a vita avvenuta con Decreto reale 4 marzo 1905, su proposta del Presidente del Consiglio di Ministri, Giovanni Giolitti, non divenne esecutiva per mancata convalida da parte del Senato che ritenne esistente il vizio della mancata cittadinanza italiana. Ottenuta la cittadinanza un nuovo Decreto reale di nomina, in data 3 giugno 1908, ottenne la convalida dall’aula del Senato in data 28 giugno del medesimo anno. (Vedi Senato della Repubblica – Archivio storico – I Senatori dell’Italia liberale – Engel Adolfo) (2) – Alla Cascina che viene prima della Poldi Pezzoli, dove inizia la discesa da Treviglio verso Cassano d’Adda, Engel impiantò una fabbrica del ghiaccio, così che la cascina stessa prese il nome di ‘Cassina del giass’ mentre andò diffondendosi tra il popolo la canzoncina: “A ‘l è bèl – a ‘l è bu – a ‘l è dùr cumè ‘l curàl – evviva la fabbrica del giàs artificial” (Vedi: “Ma ga n’è amò?” Agenda 1980 di Tullio Santagiuliana) (3) – La Grande depressione di fine Ottocento (1873-1895) fu la prima crisi economica ad essere chiamata tale per la sua vastità, portata ed estensione temporale. Ebbe inizio nel 1873 dopo oltre trent’anni di incessante crescita economica determinata dalla seconda rivoluzione industriale. Tutto il mondo sviluppato conobbe una crisi agraria cui si aggiunse una parallela crisi industriale, con forti riduzioni della domanda, sovrapproduzione di beni, profitti calanti e scarsa circolazione monetaria (si era ai tempi della convertibilità della moneta in oro). Durante l’intero periodo la crisi innescò massicci licenziamenti e migrazioni di popolazione, riduzioni salariali e repressioni ai danni dei sindacati e dei lavoratori. L’emergere di nuove potenze nella produzione agricola, come Stati Uniti, Australia e Argentina e lo sviluppo dei sistemi di trasporto con l’applicazione delle macchine a vapore, provocarono anche da noi la caduta dei prezzi. L’agricoltura ne risultò fortemente trasformata, diminuirono drasticamente gli occupati ed il settore venne ristrutturato secondo principi di divisione del lavoro, l’impiego delle prime macchine e la coltivazione di prodotti più redditizi, mentre le aziende superstiti si trasformarono in senso capitalistico, con maggiori dotazioni di capitale e di terra per far fronte alla concorrenza statunitense. (4) – A Treviglio, per quanto riguarda il monumento a Garibaldi, venne fatta istanza nel 1885 al sindaco rag. Francesco Cameroni che subito l’accolse con favore. Nello stesso anno, alla presenza dell’On.le Benedetto Cairoli (1825-1889), il garibaldino deputato dalla prima legislatura, per tre volte Presidente del Consiglio dei Ministri (1878/78, 1879/79, 1879/91) il monumento veniva inaugurato. Era posto in piazza Santa Marta allora ancora chiusa sul lato ovest, davanti al porticato dell’oratorio omonimo, piazza che da allora prese il nome di Piazza Garibaldi. Il monumento era composto da una vasca circolare d’acqua che rappresentava il Mare Tirreno, e nel Tirreno un conglomerato pietroso, lo scoglio di Caprera, con sopra, in alto, lui, il Leone di Caprera, tanto di leone rampante in pietra biancastra con una zampa appoggiata sul medaglione raffigurante l’Eroe dei due Mondi, Giuseppe Garibaldi. I Trevigliesi sanno bene cosa ne sia avvenuto dopo, di questo monumento, durante il fascismo lo scoglio venne sostituito con una semi colonna, e al monumento giustapposta sul lato est l’antenna della bandiera, dedicata ai martiri fascisti, poi sparita quest’ultima, anche il monumento traslocherà prima in Piazza Mentana, poi nel parchetto tra via Marconi e via Butinoni. (5) Ernesto Nathan (1845-1921), consuocero di Adolfo Enghel, il figlio di questi, Emilio Antonio, professore all’Università di Palermo, ha sposato Annie la figlia quartogenita del Nathan, pittrice impressionista non professionista). E’stato sindaco di Roma dal novembre 1907 al dicembre 1913, il primo sindaco ebreo nella capitale del Cristianesimo ed il primo sindaco estraneo alla classe dei nobili papalini e dei proprietari terrieri che aveva governato la città fino ad allora. Repubblicano-mazziniano, aderente alla Massoneria, ricoprì la carica di Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia dal 1896 al 1904 e dal 1917 al 1919. Nathan nacque a Londra il 5 ottobre 1845 dalla pesarese Sara Levi Nathan (1819-1882) e da Moses Meyer Nathan, agente di cambio tedesco naturalizzato inglese, che morì il 4 agosto 1850, quando Ernesto non aveva ancora quattordici anni. La madre fu una fervente mazziniana e si spese in azioni di sostegno finanziario per la causa risorgimentale, oltre che in missioni diplomatiche e di raccordo tra le varie organizzazioni del movimento patriottico. In Italia fin dal 1850, visse l'adolescenza e la prima giovinezza tra Firenze, Lugano, Milano e la Sardegna. L'influenza di Giuseppe Mazzini (1805-1872) e di Aurelio Saffi (1819-1890), amici di famiglia dai tempi londinesi, incise fortemente nella sua formazione e sul suo orientamento culturale e politico. Nel 1867 il Nathan sposò Virginia Mieli e nel gennaio 1871 si trasferì con la famiglia a Roma, dove prese immediato contatto con i vari nuclei repubblicani partecipando anche ad alcune loro iniziative pubbliche. Una lettera sull’Emancipazione del 30 marzo 1872 segnò la prima uscita pubblica di Nathan. Opponendosi a una proposta della commissione direttiva delle società operaie, che intendeva lanciare una sottoscrizione per erigere a Roma un monumento in onore di Mazzini, egli sostenne l’opportunità di destinare invece i fondi alla realizzazione di scuole, biblioteche e sale di lettura, attraverso le quali diffondere il pensiero del patriota ligure e mantenerne viva la memoria. Fu questa in effetti una delle principali attività alle quali si dedicarono negli anni seguenti la madre e dopo la sua morte, avvenuta a Londra il 19 febbraio 1882, il figlio Ernesto. Con i soldi raccolti mediante la sottoscrizione popolare venne aperta a Roma la cosiddetta Sala Mazzini, dove a partire dal marzo 1872 si tennero corsi serali per ragazzi e adulti e conferenze settimanali sul pensiero mazziniano. Dall’autunno 1873 cominciò a funzionare regolarmente nel quartiere di Trastevere anche la Scuola Giuseppe Mazzini, una scuola elementare femminile privata e non confessionale, che intorno al 1880 arrivò ad avere quasi 100 alunne. Nel 1898 Nathan, con l’ausilio dei fratelli, avviò la trasformazione della scuola in istituto professionale femminile, iter che si concluse positivamente nel 1905. Egli ne presiedette ininterrottamente il consiglio direttivo fino alla morte nel 1921, allorché gli subentrò la moglie Virginia, che morì nel 1924. La figlia Liliah fu invece ispettrice della scuola, ove tenne lezioni e conferenze sulle idee mazziniane. Nathan mirava però a un obbiettivo più ambizioso, il riconoscimento da parte delle istituzioni monarchiche della grandezza del pensiero di Mazzini e del ruolo da lui avuto nel raggiungimento dell’indipendenza e dell’unità della nazione. Un primo importante passo in questa direzione venne mosso il 29 dicembre 1900, quando siglò l’atto di donazione allo Stato di tutti i manoscritti mazziniani in suo possesso, decisione che scatenò contro di lui le vivacissime proteste delle organizzazioni mazziniane intransigenti. Ma il risultato fu pienamente conseguito nel 1904, quando il re Vittorio Emanuele III, in vista del primo centenario della nascita di Mazzini che cadeva l’anno seguente, firmò il decreto istitutivo dell’edizione nazionale dei suoi scritti, affidandola a una commissione presieduta da Luigi Rava e di cui Nathan fu membro autorevole. Nel 1903, intanto, egli aveva ottenuto un altro importante successo: i Doveri dell’uomo, il volume del 1860 in cui Mazzini aveva condensato le linee fondamentali del proprio pensiero politico e sociale, vennero ripubblicati in un’apposita edizione «per uso delle pubbliche scuole» approvata dal ministero della Pubblica istruzione, che ne raccomandò l’adozione «come libro di lettura nei corsi elementari superiori e negli istituti d’istruzione secondaria» (Levi 1927, p. 95). Anche allora Nathan fu bersaglio delle dure polemiche dei gruppi mazziniani più intransigenti, che lo accusarono di aver supinamente accettato l’espunzione dai Doveri dell’uomo delle parti in cui Mazzini svolgeva le sue considerazioni sulla repubblica come «unica forma logica di governo». Ma a lui interessava ormai non tanto il Mazzini politico, quanto l’«educatore nazionale», il patriota e uomo di pensiero, che poteva essere finalmente liberato dal cono d’ombra in cui le istituzioni dinastiche lo avevano relegato fino a quel momento ed essere ecumenicamente accolto, nell’Italia d’inizio Novecento, come uno dei grandi padri della patria. Nathan fu iniziato alla Massoneria nel 1887; nel 1893 fu affiliato maestro presso la loggia Propaganda massonica di Roma e, nel 1896 divenne Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, succedendo ad Adriano Lemmi e rimanendo in carica fino al 1903. Nel 1889 fu tra i fondatori, insieme a Giosuè Carducci, della Società Dante Alighieri. Nell'aprile 1898 Nathan fu eletto consigliere al Comune di Roma e più tardi nominato assessore all'economato e ai beni bulturali, un incarico amministrativo di grande rilievo mentre la capitale subiva una tumultuosa crescita edilizia e demografica. All'arrivo dei Savoia, nel 1871, Roma contava appena 226.000 abitanti che, trent'anni dopo, nel 1900, sarebbero raddoppiati. Le frenetiche attività edificatorie, sia per la realizzazione di grandi edifici pubblici e l'apertura di nuova viabilità, sia per la creazione di nuovi quartieri residenziali tenevano troppo spesso in scarso se non alcun conto l'affiorare, ad ogni scavo di fondazioni nei nuovi edifici e delle nuove strade, dei resti dell'immenso patrimonio archeologico cittadino. Fu in questo clima che Nathan, che era a capo del "Blocco popolare", venne eletto sindaco nel 1907. Pur serbando una linea di equilibrio e di moderazione, tornò a caldeggiare il progetto di un’alleanza progressista di matrice laica che includesse tutte le forze riformatrici e isolasse il blocco clerico-conservatore. Fu questa in effetti l’alleanza che vinse le elezioni amministrative di Roma in due distinte tornate, il 30 giugno e il 10 novembre 1907, e che il 25 novembre seguente elesse Nathan sindaco della capitale. La componeva un ventaglio di forze politiche comprendente liberali di sinistra, radicali, repubblicani e socialisti. La giunta Nathan guidò l’amministrazione municipale di Roma per sei anni, fino al novembre 1913, e lasciò un’impronta indelebile nella storia della città. Potendo giovarsi anche dei provvedimenti finanziari a favore della capitale previsti dalla legge del luglio 1907, avviò un diversificato piano di interventi che toccò tutti gli ambiti della sfera amministrativa introducendo significative innovazioni. Uno dei principali settori su cui Nathan concentrò l’attenzione fu quello delle scuole pubbliche, che versavano a Roma in condizioni particolarmente precarie. Oltre ad avviare un’intensa opera di edilizia scolastica, furono istituiti biblioteche, giardini d’infanzia, scuole all’aperto, corsi estivi di ripetizione, e soprattutto fu difesa la connotazione laica dell’istruzione rifiutando di impartire nelle scuole comunali alcun insegnamento di natura confessionale. Poderoso fu poi l’intervento di municipalizzazione dei pubblici servizi, che, sotto la guida dell’assessore ai servizi tecnologici Giovanni Montemartini, portò alla nascita di aziende comunali in vari settori, fra cui quelli per la gestione delle tramvie e dell’illuminazione elettrica. Come previsto dalla legge del 1903, le delibere relative alla municipalizzazione dei servizi pubblici furono sottoposte a un referendum popolare che si tenne nel 1909, nella data simbolicamente evocativa del 20 settembre. Questa consultazione popolare sancì l’inizio di un processo di crescente coinvolgimento della cittadinanza nelle scelte dell’amministrazione che si manifestò sia attraverso altri referendum, indetti per decidere questioni specifiche anche a livello rionale, sia mediante la nascita di alcune associazioni di quartiere. Il risultato fu una sorta di inedita «democrazia partecipativa», che accrebbe il consenso intorno alla giunta Nathan. La costruzione di numerose opere pubbliche (palazzi, monumenti, ponti, piazze, strade, sistemi di fognatura), alcune delle quali inaugurate nel 1911 in occasione dei festeggiamenti per il cinquantenario dell’Unità, e l’ambizioso intervento di recupero igienico e scolastico dell’Agro romano contribuirono ulteriormente a creare un’opinione favorevole intorno all’operato dell’amministrazione bloccarda. Alcuni interventi andarono però a toccare gli interessi di certi gruppi di potere locali (famiglie aristocratiche proprietarie di terreni e immobili, società costruttrici, banche legate al Vaticano), che alla fine si coalizzarono per far cadere la giunta Nathan. Tali furono il nuovo piano regolatore, approvato nel novembre 1908, l’aumento della tassa municipale sulle aree fabbricabili e più in generale il processo di costituzione del demanio comunale, che fu uno punti più qualificanti dell’attività della giunta popolare e lo strumento di cui essa si servì per combattere le rendite e i monopoli. La fine dell’amministrazione Nathan fu però decretata soprattutto dai mutamenti sopraggiunti nel quadro politico nazionale dopo la guerra di Libia, con lo spostamento del Partito socialista su posizioni rivoluzionarie (e il conseguente abbandono della politica di alleanza con i partiti ‘affini’), le tensioni interne al Partito repubblicano e l’apertura di Giolitti ai cattolici nelle elezioni del 1913 concretizzatasi nel patto Gentiloni. Nathan vide sfaldarsi il blocco laicodemocratico che lo aveva sostenuto e tramontare l’idea, che aveva a lungo coltivato, di poter trasferire l’esperienza romana a livello politico nazionale. L’11 novembre 1913 presentò così le dimissioni da sindaco e le successive elezioni amministrative del giugno 1914, a cui si ripresentò come candidato del blocco popolare, sancirono la sua sconfitta e il successo dell’alleanza clericomoderata.