A.A 2010-2011 G. Cambi - M. Piccinini - N. Semprini - S. Zucchelli I numeri di occupazione dei livelli energetici per un sistema di particelle quantistiche all’equilibrio per particelle fermioniche il calcolo procede in modo assolutamente analogo a quello fatto a suo tempo nel caso di particelle identiche distinguibili d S 0 dU 0 dN 0 fermioni bosoni entropia massima energia interna costante numero di microsistemi costante gj ! M )0 d log( j 1 n j ! ( g j n j )! (n g j 1)! d log(Nj1 j )0 n j ! ( g j 1)! M d ( n j j ) 0 j 1 M d ( n j ) 0 j 1 M M M d ( log( g )! log( n !) log( g j n j )! ) 0 j j j 1 j 1 j 1 M M M d ( log(n j g j 1)! log(n j !) log( g j 1)! ) 0 j 1 j 1 j 1 M dn 0 j j j 1 M dn j 0 j 1 M d [ g j log( g j ) g j n j log(n j ) n j ( g j n j )log( g j n j ) ( g j n j )] 0 j 1 M M M d ( ( n g 1 )log( n g 1 ) ( n g 1 ) n log( n ) n ( g j 1)log( g j 1) ( g j 1)) 0 j j j j j j j j j j 1 j 1 j 1 M dn 0 j j j 1 M trascurabile dn j 0 j 1 1 A.A 2010-2011 G. Cambi - M. Piccinini - N. Semprini - S. Zucchelli M [ dn j log(n j ) dn j log( g j n j )] 0 j 1 M [dn j log(n j g j ) dn j log(n j )] 0 j 1 M dn 0 j j j 1 M dn j 0 j 1 considerazioni assolutamente analoghe a quelle già fatte in precedenza per determinare il coefficiente β portano al risultato β=1/kT M ( gj nj ) dn j 0 log n j 1 j M (n g j ) log j dn j 0 j 1 nj M j dn j 0 j 1 M dn j 0 j 1 gj (F ) n j j kT e 1 gj (B ) n j j kT j e kT 1 g j nj ) j )dn j 0 (log( nj g j nj ) j )dn j 0 (log( nj conviene inoltre passare ad un parametro a con le dimensioni di una energia il parametro a è definito dalla condizione sulla somma degli nj M M gj (FD ) n j a j j 1 j 1 kT e 1 M M gj (B E ) n j a j j 1 j 1 kT e 1 M U n j j j 1 M N n j j 1 j a M gj (FD ) N a j j 1 kT e 1 M gj (B E ) N a j j 1 kT e 1 M U n j j j 1 gj (F ) n j j e 1 gj j (B ) n j j e 1 condizione positività nj gj ( FD ) n j j a e kT 1 gj (B E ) n j a j j a e kT 1 M U n j j j 1 M N n j FD : Fermi Dirac j 1 BE : Bose Einstein j a il parametro a è definito implicitamente da una relazione di somma per cui in generale non può essere calcolato facilmente Ma quale è il suo significato? 2 A.A 2010-2011 G. Cambi - M. Piccinini - N. Semprini - S. Zucchelli Il parametro di degenerazione: confronto delle statistiche con degenerazione fissata Per individuare il significato fisico del parametro a richiamiamo le espressioni dei numeri di occupazione gj (FD ) n j e gj j a e 1 kT j a kT gj (BE ) n j e kT 1 e j a kT gj 1 e a kT e kT 1 Immaginiamo ora che il termine exp(-a/kT) sia molto maggiore della unitàe gj (FD ) nj e a kT gj j e kT 1 e gj (BE ) n j e a kT e a kT j j 1 e a kT e gj e e j a kT e gj e kT si vede allora che nel caso in cui exp(a/kT)<<1 le formule di FD e BE conducono entrambe alla distribuzione classica di Boltzmann (BZ ) nj e a kT gj e j kT e kT gj kT a kT ni gi a kT 1 ovvero e a kT 1 confronto con D fissata Boltzmann Fermi-Dirac j Bose-Einstein kT a / kT 5 D 0.0067 a / kT 1 D 0.37 a / kT 0.5 D 0.61 a / kT 0.1 D 0.90 rispetto a BZ, nei livelli di energia più bassi, BE addensa e FD rarefà le particelle j kT il parametro a è dunque legato al grado di deviazione delle formule quantistiche dei numeri di occupazione da quella classica. si definisce parametro di degenerazione j a j D e a kT / kT NOTA: poiché 0 e (BE) richiede > a il confronto di tutte e tre le formule può essere fatto solo se a/KT<0 3 A.A 2010-2011 G. Cambi - M. Piccinini - N. Semprini - S. Zucchelli Confronto statistiche con normalizzazione fissata e’ interessante vedere come lo stesso numero di particelle venga distribuito all’equilibrio tra i diversi livelli energetici nel caso delle diverse distribuzioni gj nj e M j 1 nj g j a kT g j g d j ni gi Boltzmann confronto con N/g kT fissato Fermi-Dirac 1 j 1 e j a kT DFD 0.1 1 DFD 0.35 N 0.1 g kT N d ( / kT ) a g kT 0 e kT 1 a N f( ) kT g kT DBE 0.26 DBE 0.1 d M a D e kT f '( N 0.3 g kT DBE 0.63 DFD 1.72 N 1 g kT DBE 0.993 Bose-Einstein DFD 147 N 5 g kT N ) g kT • rispetto a BZ, BE e FD tendono a distribuire le particelle in livelli energetici più bassi e più alti rispettivamente ni gi • FD, a causa del principio di esclusione di Pauli ha un limite a n/g=1 per cui popola i livelli fino ad una energia detta energia di Fermi, il limite s’innalza con il numero di particelle / kT DBE 0.999 DBE 1 DFD 22025 DFD 4.85 108 N 10 g kT N 20 g kT condensazione Bose-Einstein / kT 4 A.A 2010-2011 G. Cambi - M. Piccinini - N. Semprini - S. Zucchelli Distribuzione di Fermi-Dirac Spin ½: calcolo della densità energetica degli stati quantistici Vogliamo ora calcolare la espressione differenziale di g nel caso di particelle di spin ½ che tornerà utile più volte nel seguito. Ricordiamo che l’espressione differenziale del numero gj degli stati compresi tra ed +d è data dalla formula dg dx dy dz dv x dv y dvz 4v 2 dv dV dove δ è il volume associato ad uno stato quantico determinato come vedremo subito dal principio di indeterminazione il quale afferma x px h h x y z v x v y v z m 4 m 3 2 dg 3 v dv dV h x v x sostituendo otteniamo h ( )3 m Dobbiamo ora sottolineare che fissato un generico stato quantico di volume δ nello spazio delle posizioni e delle velocità, una particella di spin ½ può avere due diverse orientazioni dello stesso per cui il numero di stati deve essere moltiplicato per due 8 m 3 dg h3 v 2 dv dV Nel caso di un elettrone libero l’energia non può che essere cinetica per cui possiamo riesprimere la formula in funzione della energia attraverso le sostuzioni m 2 v 2 v2 2 m v 2 m dv d 2m effettuate le quali, ed eseguita l’integrazione ad energia fissata sul volume, si ottiene dg 8V 2m 3 h3 d densità energetica degli stati quantistici per particelle di spin 1/2 5 A.A 2010-2011 G. Cambi - M. Piccinini - N. Semprini - S. Zucchelli Distribuzione di Fermi-Dirac Spin ½: espressione differenziale della popolazione dei livelli energetici all’equilibrio Partiamo dalla espressione generale dei numeri di occupazione dei livelli energetici all’equilibrio nel caso di un gas di particelle di spin semintero gj nj e j a kT 1 e richiamiamo l’espressione differenziale della densità energetica degli stati quantistici per spin 1/2 8 m 3 2 dg 3 v dv dV h passando al continuo ricaviamo facilmente l’espressione differenziale del numero di particelle in un determinato intervallo di energia dn dg a e kT 1 8 m 3 h3 1 v 2 dv dV a e kT 1 eseguita l’integrazione sul volume V e passati alla variabile energia attraverso le sostituzioni si ottiene m 2 v 2 v2 dn 2 m 8V 2m 3 h3 2 m v a dv d 2m d e kT 1 dove il parametro a è determinato dal numero totale di particelle del sistema attraverso la relazione 6 A.A 2010-2011 G. Cambi - M. Piccinini - N. Semprini - S. Zucchelli N 8V 2m 3 h 3 0 e a kT d 1 8V 2m 3 h 3 (kT ) 3/ 2 x 0 e a x kT dx 1 Tale relazione non può essere invertita rispetto ad a per cui l’espressione della popolazione dei livelli deve sempre essere completata da questa condizione implicita. Perveniamo allora alle seguente espressione differenziale della popolazione dei livelli energetici per un gas di particelle di spin ½ all’equilibrio dn 8V 2m 3 h3 a e kT 1 d N 8V 2m 3 h3 (kT ) 3/ 2 x 0 e x a kT dx 1 Queste formule sostituiscono la distribuzione di Maxwell-Boltzmann quando la descrizione newtoniana dei moto delle particelle non è più giustificata e si ha che fare con particelle di spin ½ governate dalla meccanica quantistica. Come sottolineato in precedenza il grado di deviazione tra le due distribuzioni è regolato dal parametro a oppure dalla degenerazione D=exp(a/kT). Un confronto è visibile nella trasparenza seguente. 7 A.A 2010-2011 dn 8V 2m 3 h3 G. Cambi - M. Piccinini - N. Semprini - S. Zucchelli e F kT d 8V 2m 3 1 h3 (kT )3/ 2D 8V 2m 3 ( / kT ) dn (kT )3/ 2 D /kT 3 d ( / kT ) h e D ( / kT ) e /kT D D e d ( / kT ) F /kT 1 2N e kT d 3/ 2 (KT ) dn 2N ( / kT ) e /kT d ( / kT ) dn 2N ( / kT ) e /kT d ( / kT ) V 106 m 3 T 300K m me dn d ( / kT ) T 300 K D 0.1 D 1 D 10 D 100 / kT dn d ( / kT ) D 1000 D 108 D 10000 D 1011 / kT 8 A.A 2010-2011 G. Cambi - M. Piccinini - N. Semprini - S. Zucchelli Distribuzione di Fermi-Dirac Spin=1/2 : calcolo approssimato della degenerazione Integ Il grado di deviazione delle distribuzioni quantistiche da quella classica di Boltzmann è quantificato dal parametro a oppure dalla degenerazione D=exp(a/kT) definita implicitamente attraverso la relazione N 8V 2m 3 h 3 d 0 a 8V 2m 3 h e kT 1 (kT ) 3 3/ 2 x dx 0 e x a kT 1 L’integrale marcato in blu non può essere calcolato analiticamente per cui non possiamo ottenere una formula esplicita esatta per la degenerazione Possiamo accontentarci allora di una formula approssimata valida nel caso di valori piccoli della degenerazione. In questo caso infatti, corrispondente al limite della distribuzione di Boltzmann, l’integrale può essere risolto facilmente M N gj 8V 2m 3 d 8V 2m 3 (kT ) 3/ 2 x dx 8V 2m 3 a / kT d 8V 2m 3 (kT )3/ 2 e a /kT 2 h h h h 0 0 0 e kT e e kT e kT Da questa formula otteniamo una espressione della degenerazione fortemente approssimata ma sufficiente per segnalare una deviazione dal comportamento classico della distribuzione quantistica di Fermi Dirac per particelle di spin 1/2 j 1 j a 3 a D e 3 a kT h3 4 2m 3 3 a x kT N /V (kT )3/ 2 3 a 3 NOTA : per avere degenerazioni apprezzabili sono necessari valori elevati della densità di particelle N/V o valori bassi della temperatura 9 A.A 2010-2011 G. Cambi - M. Piccinini - N. Semprini - S. Zucchelli Degenerazione del gas di elettroni in un conduttore Gli elettroni di conduzione (circa uno per atomo) all’interno di un metallo, a causa dello schermo operato dagli atomi che hanno mediamente una carica +e, perdono la loro carica elettrica per cui le reciproche interazioni sono regolate dagli urti piuttosto che dalla interazione coulombiana. Per questo possiamo pensare gli elettroni all’interno di un conduttore come un gas di elettroni debolmente interagenti cui può essere applicata la meccanica statistica fino ad ora sviluppata. E’ interessante calcolare per un tale sistema la degenerazione D con la formula appena trovata. Si ha h 6.63 1034 D e a kT h3 4 2m 3 3 N /V (kT )3/ 2 m 9.1 1031 k 1.38 1023 T 300K D 400 4000 N /V 1028 1029 m 3 il gas di elettroni interni ad un conduttore a temperatura ambiente è fortemente degenere. Il valore calcolato è fortemente approssimato tuttavia ci informa che l’uso della distribuzione di Boltzmann non è giustificato. 10 A.A 2010-2011 G. Cambi - M. Piccinini - N. Semprini - S. Zucchelli Distribuzione di Fermi-Dirac spin = 1/2 : calcolo della energia di Fermi le caratteristiche peculiari della distribuzione di Fermi Dirac emergono per valori elevati della degenerazione richiamiamo l’espressione della popolazione dei livelli energetici all’equilibrio gj nj e j a kT per cui 1 nj gj 1 e j a kT 1 1 2 se j a osserviamo che a causa dell’esponenziale a denominatore la popolazione dei livelli varia da 1 a zero in un intervallo di energia dell’ordine di qualche unità di kT centrato alla energia = a nel caso di particelle con spin semintero dunque il parametro di degenerazione tende ad assumere il significato fisico di valore di massima energia delle particelle o potenziale chimico, detto anche energia di Fermi nj gj kT a F essendo l’ampiezza dell’intervallo energetico dell’ordine di kT tale affermazione è tanto più vera quanto più bassa è la temperatura del sistema, al limite, ad energia di Fermi fissata, se considerassimo di essere allo zero assoluto, la probabilita’ di occupazione assumerebbe un andamento a gradino: varrebbe uno per < F e sarebbe nulla per > F viceversa variando l’energia di Fermi si nota che in funzione della temperatura; ovvero spostando il fronte a destra, se la temperatura diminuisce o a sinistra, se aumenta, viene comunque modificata la popolazione dei soli livelli energetici a ridosso della energia di Fermi (il livello di Fermi). a / kT a a F questo significa che nel caso venga ceduto o prelevato calore dal sistema solo le particelle prossime al livello di fermi verranno coinvolte per cui il sistema di particelle di spin ½ con forte degenerazione possiede una limitata capacità di immagazzinare calore e dunque dobbiamo attenderci valori più piccoli del calore specifico. 11 A.A 2010-2011 G. Cambi - M. Piccinini - N. Semprini - S. Zucchelli Come abbiamo sottolineato in precedenza non è possibile ottenere una espressione generale di a e dunque nemmeno della energia di Fermi F. tuttavia una espressione approssimata può essere ottenuta nel limite delle basse temperature ovvero nel limite in cui T -> 0 si ha infatti che gj nj e j a kT per T 0 tendera’ a 1 g j 0 se j a se j a M T 0 jMax N nj j 1 g j 1 j ( jMax a ) l’ultima espressione è particolarmente vantaggiosa in quanto dipende solo dalla densità energetica degli stati quantistici che per particelle di spin ½ vale dg 8V 2m 3 sostituendo otteniamo T 0 jMax N g j 1 j 8V 2m 3 h3 h3 F 0 d 8V 2m 3 2 d ( F )3/ 2 3 3 h da cui si ottiene facilmente l’espressione della energia di Fermi nel limite delle basse temperature h 2 3 N 2/ 3 F ( ) 2m 8 V Nota: dato che la massima energia posseduta dagli elettroni del gas è l’energia di fermi possiamo stimare un limite alla massima pressione sviluppata da tale gas nel modo seguente N 2 N 2 P F V 3 V 3 3 23 h 2 N 53 N 2 h 2 3N 2 / 3 ( ) ( ) ( ) 12 m V V 3 2m 8 V con N /V 1029 m 3 elettroni si ottiene se esercitasse una pressione superiore a questa il gas collasserebbe (limite di Chandrasekhar) P 8.4 1010 atm 12 A.A 2010-2011 G. Cambi - M. Piccinini - N. Semprini - S. Zucchelli Termodinamica di un gas di particelle di spin ½ all’equilibrio La termodinamica di un gas di particelle di spin ½ all’equilibrio si può costruire semplicemente sostituendo nelle espressioni generali della entropia e della energia interna le popolazioni dei livelli energetici all’equilibrio gj n j j a e kT 1 M gj N j a j 1 e kT 1 gj ! M ) S k log( j 1 n j ! ( g j n j )! M U n j j j 1 cominciamo con l’entropia, si ha M S k [ g j log( g j ) g j n j log(n j ) n j ( g j n j )log( g j n j ) g j n j ] j 1 M k [ g j log( g j ) nj log(nj ) ( g j n j )log( g j n j )] j 1 j a gj g j nj g j e dato che j a e gj M S k [ g j log( g j ) j 1 e j a kT M k [ g j log( g j ) g j j 1 e gj e j a kT j a kT log(e 1 j a kT g j (1 1 kT 1 e gj e 1 kT j a kT e log( j a 1 j a kT ) gj( e 1 ) gj e kT j a kT log(e 1 e j a kT kT j a kT j a kT 11 kT j a 1 log(e 1 1)] e e 1 j a kT j a e log( g j kT e ) gj j a 1 log( g j ) g j e e e 1 kT j a 1 ) gj j a e kT 1 j a kT j a kT )] 1 e 1) g j e j a kT j a kT log( g j ) 1 13 A.A 2010-2011 M k [ gj j 1 G. Cambi - M. Piccinini - N. Semprini - S. Zucchelli 1 e log(e j a k [ g j log(e k [ g j log( j 1 e 1) g j e j a e e 1) g j kT j 1 M kT 1 kT M j a e j a 1 ) j a e kT e kT j a kT j a kT j a kT log(e log(e j a kT kT e ) gj e j a kT j a kT M )] k [ g j log(e log(e j a kT M ] k [ g j log(1 e j 1 j a kT j a kT j a kT 1)] 1 j 1 1 1 j a 1 kT j a gj kT j a 1) g j log(e j a kT 1 ) gj e ) nj j a kT j a kT log(e j a kT )] 1 ] ricordando le espressioni della energia interna U e del numero totale di particelle otteniamo infine l’espressione della entropia di un gas di particelle di spin ½ all’equilibrio S k M gj log(1 e j a kT j 1 ) U Na T T e’ immediato ottenere la corrispondente espressione della energia interna di un gas di particelle di spin ½ all’equilibrio gj j M U j 1 e j a kT 1 come osservato in precedenza a queste espressioni si deve aggiungere la condizione sul numero di particelle gj M N j 1 e j a kT 1 14 A.A 2010-2011 G. Cambi - M. Piccinini - N. Semprini - S. Zucchelli e’ utile riscrivere le precedenti espressioni utilizzando l’espressione della densità energetica di stati quantistici. per quanto riguarda l’entropia si ha S k M gj log(1 e j a kT j 1 8V 2m 3 3/ 2 S k (kT ) h3 0 da cui otteniamo l’espressione per l’energia si ha j 1 da cui si ottiene gj j M U 8V 2m 3 U N ) a k T T h3 e j a kT 1 8V 2m 3 h3 5 8V 2m 3 U (kT ) 2 3 h 0 0 x 3/ 2 e x a kT a da cui x 1/ 2 e x a kT 1 log(1 e a kT )d 0 x a kT U N a T T U Na )dx T T d e kT 1 dx 1 gj M j 1 1 8V 2m 3 N (kT ) 2 3 h 0 x log(1 e 3/ 2 N infine per la condizione di normalizzazione si ha e j a kT 1 8V 2m 3 h3 0 1/ 2 a d e kT 1 dx 15 A.A 2010-2011 G. Cambi - M. Piccinini - N. Semprini - S. Zucchelli le espressioni precedenti possono essere ulteriormente semplificate osservando che l’integrale che compare nella entropia e quello che compare nella energia interna sono riducibili l’uno all’altro. posto x integrando per parti x 0 e 3 2 a x kT x dx 1 3 2 1 e a x kT 3 2 1 x log(1 e da cui x 1 2 log(1 e a x kT dx | 0 0 x )dx 0 a kT 3 12 x Prim( 2 1 e x 3 2 si ha f (x) )dx 1 a kT a a 1 1 x x 3 3 kT 2 ) | x log(1 e )dx x 2 log(1 e kT )dx 20 20 0 x 2 3 0 e x 3 2 a kT dx 1 x 3/ 2 dalla espressione della energia interna otteniamo 0 che sostituita nell’ultima formula fornisce 1 e x x 2 log(1 e a kT x dx 1 a kT )dx 0 U 5 8V 2m 3 (kT ) 2 h3 2 U 5 3 8V 2m 3 2 ( kT ) h3 questa espressione integrale può infine essere sostituita nella entropia S k 8V 2m 3 3/ 2 ( kT ) 0 h3 x log(1 e x a kT 8V 2m 3 U N 2 U U Na (kT )3 / 2 )dx a k 3 5 h 3 8V 2m 3 T T T T (kT ) 2 3 h 16 A.A 2010-2011 G. Cambi - M. Piccinini - N. Semprini - S. Zucchelli otteniamo quindi la seguente espressione della entropia per un gas di particelle di spin ½ all’equilibrio S 5U N a 3T T cui vanno aggiunte le espressioni 5 8V 2m 3 U (kT ) 2 3 h 0 x 3/ 2 e x a kT dx 1 1 8V 2m 3 N (kT ) 2 3 h 0 x 1/ 2 e x a kT dx 1 che assieme definiscono la termodinamica di un gas di particelle di spin ½ al’equilibrio. Es.: andamento del rapporto U/(N kT) con la degenerazione D del gas di particelle di spin ½. U N kT nel caso di particelle puntiformi classiche tale rapporto vale sempre 3/2 D e a kT 17 A.A 2010-2011 G. Cambi - M. Piccinini - N. Semprini - S. Zucchelli Termodinamica di un gas degenere a bassa temperatura e all’equilibrio di particelle di spin ½ La situazione più estrema per un gas di particelle di spin ½ è quella in cui oltre ad essere degenere è anche a bassissima temperatura, al limite per T-> 0 oltre all’interesse sul piano fisico questo caso presenta il vantaggio di essere facilmente calcolabile richiamiamo a questo proposito due delle tre espressioni fondamentali, l’espressione della energia interna e la condizione sul numero di particelle 5 8V 2m 3 U (kT ) 2 3 h 0 x 3/ 2 e x a kT dx 1 1 8V 2m 3 N (kT ) 2 3 h 0 x 1/ 2 e x a kT dx 1 che conviene riscrivere in funzione della energia 8V 2m 3 U h3 3/ 2 0 d a e kT 1 0 e kT a osserviamo che nel limite per T-> 0 si ha 8V 2m 3 N h3 1/ 2 0 d a e kT 1 a a per cui gli integrali precedenti devono essere eseguiti fino ad una energia a = F e le funzioni integrande possono essere approssimate eliminando l’esponenziale a denominatore 8V 2m 3 U h3 EF 0 d 3/ 2 8V 2m 3 N h3 EF d 1/ 2 0 18 A.A 2010-2011 G. Cambi - M. Piccinini - N. Semprini - S. Zucchelli eseguita l’integrazione richiamando l’espressione della entropia otteniamo le relazioni termodinamiche fondamentali per il gas degenere e a bassa temperatura di particelle di spin ½ 5 U N EF S 3T T 8V 2m 3 2 N (EF )3 / 2 3 h 3 8V 2m 3 2 U ( E F )5 / 2 3 h 5 da cui deriviamo facilmente le relazioni equivalenti h 2 3N 23 EF ( ) 2m 8V U 3 N EF 5 U h 2 (3N )5 / 3 10 m (8V )2/ 3 che permettono di concludere ad esempio che l’entropia del gas è nulla S N EF 5 U N EF 5 1 3 N EF 0 3T T 3T 5 T richiamando inoltre la definizione termodinamica generale della pressione e calcolando la derivata S U U )T K ( )T K V V V 2 N h 2 3N 23 U 1 h 2 (3N )5 /3 2 53 2N ( ) V EF 2/3 5 V 2m 8V V 5 2m (8 ) 3 5V otteniamo anche il valore della pressione da cui anche P (T 2N h 2 3 23 N 53 P EF ( ) ( ) 5V 5 m 8 V 2 PV U 3 19 A.A 2010-2011 G. Cambi - M. Piccinini - N. Semprini - S. Zucchelli • elettroni nei metalli, l’enorme pressione del gas degenere di elettroni è bilanciata dal reticolo cristallino : sistema stabile! 2N h 2 3 23 N 53 P EF ( ) ( ) 5V 5 m 8 V N /V 1029 m 3 elettroni P 8.4 1010 atm • lo stesso meccanismo opera nelle stelle che hanno esaurito il ciclo di fusione, la pressione del gas degenere di elettroni è bilanciata dalla pressione gravitazionale della massa stellare: sistema stabile (nana bianca)! tale bilanciamento avviene entro 1.4 masse solari (limite di Chadrasekhar). oltre tale limite si ha un collasso gravitazionale con produzione di energia in grado di trasformare elettroni in neutroni che hanno spin ½ il gas degenere di neutroni sviluppa una pressione più elevata ed è bilanciato dalla pressione gravitazionale della massa stellare: sistema stabile (stella di neutroni)! tale bilanciamento avviene entro 3 masse solari. oltre questo limite si ha un collasso gravitazionale e la formazione di un buco nero. Valgono i seguenti commenti • le proprietà di un sistema estremo quale il gas a bassa temperatura e degenere di particelle di spin ½ non potrebbero certamente essere studiate in laboratorio. •La meccanica statistica offre un apparato attraverso il quale calcolare le proprietà macroscopiche di interesse del sistema a partire dalle proprietà microscopiche delle particelle che lo compongono. Si espande enormemente il raggio di azione della fisica! 20