RAVENNA A l n a n o c 2 u N l u t m u e r a r o v 4 o m a l L u g l t a g a z i n e i o 2 0 1 3 p a g i n a Il cielo Dentro una casa Acmar www.acmarimmobiliare.it in una stanza è sempre Primavera. T e l. 0 5 4 4 2 1 5 1 8 2 RAVENNA m a g a z i n Proprietà Editoriale: Capit - Via Gradenigo, 6 - 48122 Ravenna Tel. 0544/591715 [email protected] Direttore Responsabile: Federico Spadoni Direttore Editoriale: Pericle Stoppa www.natalearavenna.it Copertina: foto - Alex Pubblicità illustrazione - Irene Penazzi Direttore Creativo: Gianvito Piegari Fotografia: Archivio Comune di Ravenna Archivio Capit Archivio Associazione di idee Matteo Sauli Capo Redattore: Massimiliano Garavini Redazione: Diego Angeloni Cristina Flamini Franco Gabici Massimiliano Garavini Francesco Garoia Allegra Masciarelli Alessandro Montanarii Aldo Savini Federico Spadoni Attilia Tartagni Graphic Design: Associazione di idee Via Valitutti, 12 - 48124 Ravenna Tel. 0544/408429 [email protected] Pubblicità: “Ravenna Capitale magazine” numero 4 (già denominata “Capit notizie”) Rivista trimestrale gratuita Luglio 2013 Iscritta al Registro stampa al nr. 856 con decreto del Presidente del tribunale di Ravenna del 27/01/’88 Stampa: Press Up s.r.l. Ladispoli (RM) 4 Nei migliori locali e negozi, nelle sale d’attesa e nelle edicole di Ravenna. Versione pdf scaricabile su: www.capitra.it e ������������������������� ����������� ����������������������������������� BAMBINI s.r.l. ������������������������������������������������������������ ������������������������������������������� �������������������������������������� Serate Musicali Lunedì Upside Down - Cover Band Mercoledì Lato B - La Marina Che Non Ti Aspetti Venerdì Tintarella Di Luna - Anni 60/70 Funky Disco Serate Culinarie (13€ A Persona escl. Bevande) Lunedì Degustazione Dei Nostri Migliori Primi Mercoledì Gran Fritto Misto Venerdì Paella De Marisco Sabato Lato B - La Marina Che Non Ti Aspetti Domenica Italian Graffiati - Anni 60/70 Disco Stabilimento Balneare 10/12 - Ristorante - Bar - Discoteca - Impianti Sportivi - Angolo Relax con vasca idromassaggio Tel. 0544 531780 - [email protected] - www.marinabay.it - Viale delle Nazioni 182/a - Marina di Ravenna SOMMARIO 08 CAPIT RAVENNA la casa delle associazioni 10 FARE ARTE premio marina di ravenna 2013 12 SOTTO LE STELLE arene urbane contro... 14 DIREZIONE 2019 i bambini crescono 18 RAVENNATI FUORI LE MURA yuri ancarani 20 FACE TO FACE carmine abate 21 FACE TO FACE eraldo baldini 22 CAPITALE EUROPEA cantiere aperto 23 PRIMATI RAVENNATI città digitale 24 ROMAGNA VIVA bella di sera, viva sempre 26 RAVENNA FESTIVAL balli dell’anima www.natalearavenna.it 28 NOTE ALTERNATIVE spiagge soul festival 31 BACINO PESCATORI un canto e un poeta... 32 LUOGHI MAGICI le 9 tessere 34 SENZA PAROLE gente di mare 38 MOSAICO AL QUADRATO sergio cicognani 42 RAVENNA IN PERSONA primo gironi 44 L’UOMO QUALUNQUE braccia rubate... 7 CAPIT Ravenna La casa delle associazioni L’associazione delle associazioni: questa, in sintesi, è la missione di Capit Ravenna, una realtà presente sul territorio da quasi quarant’anni per favorire l’associazionismo e la promozione di attività culturali. Negli anni la famiglia Capit è cresciuta in dimensioni e struttura fino a raggiungere l’ambizioso traguardo dei 27 associati tra circoli, club e sodalizi e il numero è destinato ad aumentare. Le attività che seguiamo direttamente spaziano dai corsi di teatro per bambini e giovanissimi, al centro didattico “10 e Lode” per il recupero dei crediti formativi, ai laboratori di musica, pittura e fotografia per adulti, fino ad arrivare alla promozione del teatro dialettale come forma di cultura del territorio. Questi sono solo alcuni esempi di una serie di iniziative che Capit Ravenna ha inserito all’interno di un progetto etico nel rispetto dei valori di statuto. L’attenzione rivolta al mondo dei sodalizi e dei gruppi organizzati ha permesso di ottenere lusinghieri risultati che si possono riassumere nel numero di eventi gestiti, organizzati e promossi. Rassegne culturali, un Premio internazionale di pittura, laboratori teatrali, concerti di musica e molto altro fanno parte della ricca proposta di Capit Ravenna. L’entusiasmo nell’affrontare la sfida di un territorio ricco di storia e tradizioni che ha solo bisogno di farsi conoscere, permette alle associazioni che desiderano entrare nel mondo Capit di poter approfittare della competenza nel seguire ogni singolo gruppo in tutte le fasi organizzative, dalla consulenza normativa fino al supporto nella gestione logistica e promozionale. I progetti editoriali, l’ufficio stampa, i rapporti con le istituzioni garantiscono la massima visibilità alle iniziative dei partner, che possono contare sulla lunga esperienza nello sviluppo di iniziative. Il calendario degli eventi 2013 prevede un nutrito gruppo di rassegne patrocinate o organizzate direttamente che è possibile consultare sul sito internet. Il grande successo degli eventi partecipati, come la Sagra di Primavera a Pieve Corleto (Faenza) organizzata dalla consociata “P.G Frassati”, o le rassegne di arte e cultura che quest’anno si arricchiranno anche della produzione del musical “Se il tempo fosse un gambero”, fanno di Capit Ravenna la vera Casa delle Associazioni. Pericle Stoppa (Presidente Capit Ravenna) 8 ADERIRE ALLA CAPIT È IL NODO DELLA QUESTIONE Capit Ravenna valorizza le associazioni culturali, sportive e solidaristiche con le quali organizza spettacoli teatrali, mostre d’arte, convegni letterari, concerti musicali, pubblicazioni editoriali, viaggi e visite guidate. WWW.CAPITRA.IT ARTE CULTURA TEMPO LIBERO RAVENNA via Gradenigo, 6 Ravenna - tel. 0544.591715 - [email protected] dal lunedì al venerdì dalle 9,00 alle 12,30 L’ASSOCIAZIONE FA LA FORZA FARE ARTE Premio Marina, il ritorno del mecenatismo La kermesse raggiunge la 57esima edizione e propone un ritorno alle origini: la residenza d’artista Si sono presentati in 83. Un altro numero in confronto ai 260 dell’anno scorso. Questione, forse, di opportunità. Quella in più, data dalla 57esima edizione del Premio Marina, atteso per fine agosto: essere ospitati per un mese a Marina di Ravenna e lavorare in vista dell’esposizione di dicembre al Mar, che si riconferma come ghiotto privilegio riservato ai cinque vincitori. Una ‘residenza d’artista’ in vecchio stile, liaison culturale con le origini della kermesse di pittura organizzata da 10 Capit, quando il tema affidato ai concorrenti manteneva un fervido attaccamento alla realtà della località rivierasca. Un premio in più, ma anche un impegno maggiore: carico di tempistiche, scadenze e, certamente, aspettative. Forse non tutti se la sono sentita. O almeno non tutti i 260 dell’edizione 2012. Era stata l’edizione dei grandi numeri, della qualità alta delle opere (tanto che la giuria aveva ritenuto di aumentare il numero dei finalisti), delle partecipazioni da Paesi lontani. Il Premio Marina 2013, riporta l’attenzione su uno dei topoi peculiari: il mare. Dipingerlo sarà la missione dei partecipanti, che hanno abbracciato il tema,“Dipingere il mare” appunto, scelto dalla commissione composta da Paola Babini, Rosetta Berardi e Roberto Pagnani. Hanno selezionalto i 28 finalisti: Laura Aldofredi, Luis Alberto Alvarez Solis, Federico Aprile, Carlos Atoche, Enrico Azzolini, Esmeraldo Baha, Elisa Bertaglia, Alessandra Carloni, Dario Carratta, Giulio Catelli, Valentina Colella, Davide Corona, Rudy Cremonini, Giulia Dall’Olio, Pasquale De Sensi, Ilaria Del Monte, Sara Faccin, Jessica Ferro, Gabriele Grones, Giovanna Guerrisi, Alessandro Saturno Martinelli, Ignazio Mazzeo, Riccardo Negri, Nunzio Paci, Mrgit Pittschieler, Elisa Rossi, Michele Santini (Lemeh 42) e Monia Strada. Tutti artisti con meno di 35 anni (l’anno scorso la soglia era di 40), che saranno valutati dalla giuria composta da Claudio Spadoni, Vittoria Biasi, Sandro Parmeggiani e Marco Tonelli. I cinque artisti scelti saranno ospitati a Marina e potranno utilizzare la galleria FaroArte del nuovo centro civico come atelier, con la possibilità da parte del pubblico di vederli al lavoro. Se quella dell’anno scorso era stata l’edizione dei grandi numeri e della qualità, quest’anno potrebbe essere la volta del ritorno al mecenatismo. Sperando di tenere altrettanto elevato lo standard. (Le foto delle opere si riferiscono all’edizione 2012) Il “Concorso Nazionale di Pittura Estemporanea Marina di Ravenna” nasce nel 1955 come occasione di incontro per artisti (pittori) nazionali e internazionali e fin dagli esordi assume connotazioni di rilievo per l’elevata qualità artistica dei partecipanti e le spiccate finalità culturali che gli vengono attribuite, che lo collocano negli anni successivi come un’ eccellenza tra le manifestazioni specifiche. Giunto ormai alla 57.ma edizione, la formula del concorso sembra non conoscere crisi e l’elevata adesione alla edizione dello scorso anno di pittori nazionali e internazionali conferma la validità delle scelte fatte. L’edizione 2013 del concorso introduce la novità della Residenza d’Artista: garantire ospitalità e spazi di laboratorio agli artisti, perchè possano liberare l’estro e il talento e mostrare ai visitatori, ai giornalisti, agli addetti ai lavori o semplicemente ai numerosi curiosi, come in una casa di vetro, la passione dell’atto creativo che fa nascere un’opera d’arte. 11 SOTTO LE STELLE Arene urbane contro la crisi di Francesco Garoia (locandina “Cinquetracce”) Come antipasto abbiamo il cielo stellato, il fresco, magari una leggera brezza estiva, e location magnifiche, tra il verde degli alberi o mura storiche. Il piatto forte sono ovviamente i film: cinema d’essai soprattutto, ma anche blockbuster che qualcuno si è perso nelle sale cinematografiche. A volte c’è il miracolo: film che quando escono in inverno sono di nicchia, e quando arrivano alle arene estive fanno il pienone perché nel frattempo si sono rinforzati con premi ed grandi elogi (vedi The Artist). Poi abbiamo il secondo, composto da incontri con registi, attori, critici. Il dessert non serve, è già stato tutto fin troppo dolce. Le arene estive continuano fortunatamente a resistere alle cannonate della crisi, e a rappresentare un’opportunità magica ed impareggiabile per andarsi a vedere film usciti mesi prima che magari non si ha avuto il tempo o l’occasione di vedere. Cinema d’autore, dicevamo, da Wes Anderson (Moonrise Kingdom) a Ken Loach (La parte degli angeli) passando per il nostro Garrone (Reality), ma anche pellicole che hanno avuto poco spazio nella distribuzione (Hitchcock di Sacha Gervasi) e film per tutti (Una notte da leoni 3, Il grande Gatsby). Film per tutti i gusti, come lo sono le location sparse per la provincia: dalla storica arena della Rocca Brancaleone, all’arieggiante Cineparco delle Cappuccine di Bagnacavallo immerso nel verde, passando per le intime piccole Mare e Italia di Cervia e Milano Marittima. Più “classica”, se pensiamo alle arene che caratterizzavano le estati cittadine della seconda metà del 900, in mezzo a quartieri abitati, l’arena Spada nell’omonima via di Brisighella, dove i cittadini più fortunati possono gustarsi La grande bellezza di Sorrentino affacciati alla finestra. Ma il cinema d’estate non è solo in arena. In piazza del Popolo a Ravenna è stata infatti riproposta la rassegna delle “Cinquetracce”, iniziativa proposta di 12 Ravenna2019 sui temi della candidatura a Capitale Europea della Cultura. Una settimana (da lunedì 15 a venerdì 19 luglio) caratterizzata da una sorta di doppio programma: ogni lungometraggio, scelto fra i titoli che hanno fatto la storia del cinema, era preceduto da tre video di autori romagnoli, tre “corti” realizzati ad hoc che offriranno il loro sguardo e la loro visione sulla candidatura di Ravenna a Capitale Europea della Cultura. Per i 15 lavori sono stati coinvolti i videomaker Dario Procopio, Maria Chiara Zenzani, Maria Martinelli, David Loom, Daniele Pezzi, Alessandro e Francesco Tedde, Alessandro Renda, Edo Tagliavini, Miriam Dessì, Daniele Quadrelli, Andrea Bernabini, Samantha Casella, Matteo Bevilacqua, Matteo Sangiorgi, Fabrizio e Nicola Varesco, e Gerardo Lamattina, che a loro volta si son serviti di artisti locali per interpretare e musicare le opere. (P.zza del Popolo, Ravenna)) welcome on planet art Il mondo dell’arte ti aspetta per farti scoprire i giovani artisti internazionali in concorso. PREMIO RAVENNA MARINA DI 57° Concorso internazionale di pittura Galleria FaroArte, Marina di Ravenna 23.8 – 22.9 / 2 0 1 3 Ideato e realizzato da: RAVENNA Partner principali: www.capitra.it Partner: www.premiomarina.com DIREZIONE 2019 I Bambini crescono di Massimiliano Garavini La crisi morde forte, non c’è dubbio. La mancanza di spinta propulsiva blocca le aziende, ferma gli investimenti, pietrifica l’occupazione. La delocalizzazione costringe a smobilitare quelli che un tempo erano considerati poli di eccellenza tecnologica e professionale per trasferire risorse in angoli del mondo che garantiscono maggior profitti spesso a scapito di scarsa qualità e minori controlli. Entrare nella sede del gruppo Bambini a Marina di Ravenna ti aiuta a vedere il futuro in maniera più positiva, quasi come se fosse una gara di velocità da vincere con ambizione, competenza e determinazione. (Gianluigi Bambini, Amministratore Delegato Bambini Srl) 14 L’azienda di servizi offshore è saldamente ancorata alle proprie radici e alla propria tradizione, mantiene un forte legame con Marina di Ravenna che l’ha vista crescere e ricambia l’affetto della piccola comunità partecipando a numerose iniziative per la promozione del territorio. Per questo motivo forse mi colpiscono così tanto la reception con rimandi all’Africa equatoriale o la scalinata in verde smeraldino che ricorda la malachite, evocazioni esotiche che ti fanno ben capire come l’impresa abbia il proprio quartier generale nel ravennate ma presenti una connotazione internazionale. Tutto nella sede ti parla del mare, dai modellini in scala della flotta, agli affreschi della mensa, alle carte nautiche sparse ovunque. Un ragazzo in maniche di camicia e sorriso timido mi introduce attraverso la boiserie in ciliegio americano che fa tanto Melville direttamente nella sala riunioni dove mi riceve, puntuale, Gianluigi Bambini Amministratore Delegato della Bambini Srl (il fratello Rosolino è il presidente); alle pareti è presente una tappezzeria di carte delle linee di costa segnate da punti multicolori: ogni segnale rappresenta una nave, una postazione di estrazione o una piattaforma petrolifera per una visualizzazione immediata del mondo in cui opera l’azienda. Prima sorpresa: ti aspetti un capitano d’impresa tutto grafici e profitti, e invece ti trovi davanti un signore pacato, tranquillo, che parla a bassa voce con tono curioso. Gli vedi brillare lo sguardo quando ricorda quanta strada è stata fatta dal primo peschereccio acquistato dal padre Mario negli anni ‘50, pioniere nella meccanizzazione navale in un tempo di bragozzi a vela: parla con rispetto, l’amministratore delegato, del primo vascello veloce acquistato alla fine degli anni ‘80, subito ribattezzato “Mare Blu” dalle iniziali di quel padre pioniere e si capisce che molto prima dei conti e dei 15 problemi amministrativi ha respirato la nafta dei motori e vissuto i problemi del comando delle imbarcazioni. “Gianni” racconta con passione una realtà che conosce bene, quella del mare e delle esigenze di una azienda che vuole fare crescere puntando su qualità ed efficienza. Investimenti precisi, mirati, valutando con attenzione i fattori di rischio potenziali a scapito di facili profitti rappresentano le linee guida nella gestione ordinaria, ma il vero segreto che l’amministratore delegato ci rivela è l’importanza che la Bambini Srl riserva alle risorse umane. Seconda sorpresa: il gruppo, che gestisce commesse in Italia, Croazia, Congo, Angola, Tunisia e attenta ad altri mercati come il Mozambico, è sensibile alle esigenze del personale e cerca di investire nelle competenze delle proprie maestranze attraverso assunzioni di giovani motivati e preparati, formazione del personale locale (soprattutto in Congo), forte spirito di squadra e decisioni al vertice condivise per garantire il massimo risultato operativo. L’obiettivo è quello di valorizzare il lavoro italiano, un patrimonio che non va disperso ma incentivato per garantire la sopravvivenza di un settore che può ancora confrontarsi con la migliore concorrenza francese o americana. Gianni ci svela come in un ambiente così competitivo dove i principali protagonisti parlano straniero, sia necessaria la disciplina normativa coniugata con un’attenzione quasi maniacale per tutti i dettagli del sistema qualità. Terza sorpresa: le regole, per la Bambini Srl, non sono solo utili, ma addirittura indispensabili, soprattutto quelle che riguardano le procedure di sicurezza e le certificazioni richieste per lavorare col massimo standard di efficienza. Un buon lavoro passa attraverso il rispetto delle indicazioni dei disciplinari, senza voler aggirare o utilizzare comode scorciatoie ma approfittando delle segnalazioni degli audit esterni o degli organismi certificatori per migliorare il rendimento globale. La sfida non consiste nell’abbassare le soglie per migliorare i profitti ma nell’aumentare motivazioni e competitività per vincere la corsa alla qualità. 16 Questo approccio metodologico si riflette nella ambizione dei collaboratori a superare costantemente i risultati ottenuti: Ugo Farinelli, il giovane ingegnere responsabile dello sviluppo commerciale, parla delle navi veloci d’appoggio come se raccontasse di un gran premio di formula uno, dove la velocità, la sicurezza e la precisione diventano le variabili che garantiscono la vittoria. I numeri della Bambini srl sono impressionanti per una società che compete in una nicchia di mercato legata all’offshore e alla perforazione: 20 navi Crew Boat e FSIV, 4 Utility Boat e Multi Purpose Supply Vessel, 3 rimorchiatori e un progetto rivoluzionario per un catamarano d’appoggio di nuova concezione. La compagnia ha 250 dipendenti, distribuiti tra amministrativi, personale imbarcato, servizi a terra, manutenzioni e muove un indotto considerevole soprattutto nella cantieristica. La quarta sorpresa, durante la visita al gruppo Bambini, è il segreto del loro successo: tutti ti guardano negli occhi, ti stringono la mano, ognuno sparecchia la tavola della mensa e aiuta il ragazzo congolese in cucina, nell’idea che se tutti rispettano il lavoro dell’altro, la crisi fa meno paura. A tutti. Comunicare la professionalità è una necessità irrinunciabile ino Polo Sanitario imPreSa Sociale S.r.l. G eS ù oPera Sa B B am nt eS a d e l er t a unipersonale Settori: Ago aspirato ecoguidato Agopuntura-Psicologia clinica Agopuntura-Riflessologia-Neurologia Angiologia Cardiologia Dermatologia Ecografia Educazione alimentare Fisiatria Geriatria Ginecologia - Ostetricia Logopedia Medicina del lavoro Medicina Interna Neurologia Oculistica Odontoiatria infantile Odontoiatria Omeopatia Omeomesoterapia-Omotossicologia Ortopedia Otorinolaringoiatria Pneumologia - Allergologia Podologia Psichiatria Psicoterapia Reumatologia - Endocrinologia Diabetologia - Immunologia Senologia - Eco mammaria Urologia Inoltre da noi puoi trovare: Ambulatorio Infermieristico Laboratorio Analisi Centro Riabilitativo e Fisioterapico sieroimmunologia, chimica clinica, citologia, ematologia e coagulazione, allergologia, indagini di fertilità, microbiologia clinica, intolleranze alimentari, tossicologia Via don Angelo Lolli, 20 - 48121 Ravenna Tel. 0544.38513 - e-mail: [email protected] RAVENNATI FUORI LE MURA Il corpo, l’ossessione, il robot: Yuri Ancarani alla Biennale di Federico Spadoni Vibra tutto. Tra i cunicoli in penombra che paiono fatti di silicone c’è un rumore di fondo, ovattato. Sembra quasi che la telecamera si sia infilata sotto le lenzuola o in chissà quale pianeta fantascientifico. Finché una delle membrane che prendono tutto lo schermo si squarcia. E dalla voragine esce una pinza meccanica; che inizia a muovere, afferrare, tagliare, aspirare. Realizzi solo allora di essere dentro un corpo umano. Si chiama ‘Da Vinci’ ed è l’ultimo lavoro del video artista ravennate Yuri Ancarani. Lo trovate verso la fine della Biennale di Venezia, tra le ultime sale 18 della chilometrica sezione dell’Arsenale. E’ l’unica opera di un artista bizantino ad essere stata selezionata da Massimiliano Gioni, curatore della 55esima edizione della kermesse, per il suo ‘Palazzo enciclopedico’. Le telecamere di Ancarani sono a Cinisello, all’ospedale di Pisa. Quella in corso è un’operazione di microchirurgia robotica all’addome. Non c’è nessun contatto con il paziente, completamente coperto; il medico utilizza un joystick, muove i polsi, apre e chiude indice e pollice. Dall’altra parte della stanza le braccia del robot (il cui marchio dà nome al video) si muovono come in un balletto di automi, mentre inseriscono le sonde dentro al paziente. E all’interno, in quel mondo surreale, le pinze si muovono come serpenti. Per Ancarani è l’ultimo atto di una trilogia che lo ha attirato in luoghi sconosciuti ai più, per indagare su lavori e ambienti insoliti. A partire dal 2010 con ‘Il Capo’, in cui i gesti minimali del caposquadra di una cava di marmo a Carrara dirigono i macchinari utilizzati per gli imponenti tagli dei blocchi di pietra bianca. Oppure con ‘Piattaforma Luna’, dell’anno successivo, dove l’artista ha passato tre giorni in una camera iperbarica per seguire la routine di un gruppo di palombari al lavoro in una piattaforma petrolifera dell’Adriatico. L’idea di ‘Da Vinci’ era già in cantiere quella stessa estate, quando Ancarani si era messo alla ricerca di un centro specialistico disposto ad accoglierlo in sala operatoria. Il risultato, prodotto come già accaduto nei precedenti casi da Maurizio Cattelan, è entrato a far parte della rosa scelta da Gioni per l’ambizioso ‘disegno’ della 55esima Esposizione lagunare. Un progetto che buona fetta della critica ha lodato come uno dei più arguti degli ultimi 20 anni nella storia della Biennale. A partire dal leitmotiv scelto dal curatore, che anziché limitarsi a documentare ciò che il presente offre nel mondo dell’arte, ha deciso di basarsi su un’idea tramite la quale interpretare oltre alla contemporaneità, anche la storia dell’arte dell’ultimo secolo. E non solo quella, ma l’artistico e l’estetico, come ha fatto notare Achille Bonitoliva: la scienza e la filosofia, l’oggettistica, le ossessioni personali, la religione e il paganesimo. Ecco allora il titolo dell’esposizione, ‘Il palazzo enciclope- dico’, ripreso dall’utopistico progetto architettonico di Marino Aurenti, l’artista autodidatta italo-americano che nel 1955 depositò il brevetto per un babelico museo che avrebbe dovuto contenere tutto lo scibile umano. La Biennale diventa da un lato una parte di questo museo impossibile; dall’altro diventa la proiezione concettuale di quell’infinita architettura che è la mente umana (non a caso il padiglione centrale dei Giardini si apre con il Libro Rosso di Gustav Jung, il manoscritto illustrato al quale il celebre psicologo lavorò per 16 anni). Così, partendo dai primi del ‘900 per giungere ad oggi, artisti affermati vengono accostati a dilettanti e outsider semisconosciuti. Di questo gioco tra arte e mente c’è molto nell’opera di Ancarani. C’è l’ossessione per il corpo, che esaudisce il desiderio latente della condizione stessa dell’essere umano: vedere dentro. Ma c’è anche qualcosa di antropologico: il rituale, già evidente nei precedenti lavori, nei gesti titanici e coreografici de ‘Il Capo’ oppure nella claustrofobica quotidianità di ‘Piattaforma Luna’. Violando l’intimità professionale della sala operatoria, ‘Da Vinci’ ripropone il tema nella ripetitività certosina dei gesti del chirurgo che comanda il joystick, contrapponendola al movimento meccanico delle braccia robotiche. E come ogni rito, non mancano i testimoni: l’équipe in religioso silenzio, attenta al monitor e non al paziente che giace inerte su un fianco; ma anche il pubblico stesso, in equilibrio tra curiosità e impressione. Un rituale proiettato nel futuro, quello reale del progresso tecnologico, e quello fittizio e interiore. Quello del corpo umano ancora inviolato dalla macchina, che tanto sembra un mondo ancora inesplorato. 19 FACE TO FACE Carmine Abate di Massimiliano Garavini Carmine ha gli occhi saggi. Colpisce, prima ancora di sentirlo parlare, quel suo sguardo mite, quasi di riserbo, che lo aiuta a mantenere tra sè e gli altri una distanza disciplinata. Un uomo affabile, semplice e franco nei modi, garbato, che riuscirebbe davvero a farti credere che il successo letterario gli sia piovuto addosso per caso. curioso del mondo: parla correttamente l’Arbëreshë, l’antico linguaggio degli esuli albanesi in Italia del XV secolo e mentre ricorda le essenze del piccolo paese di Carfizzi in provincia di Crotone riesce a pubblicare saggi sugli emigrati calabresi in Germania. Una realtà che conosce bene, visto che dopo la laurea si è trasferito ad Amburgo per insegnare. Ho avuto l’occasione di incontrare l’autore de “La collina del vento” (Ed. Mondadori, pag. 264, € 17,50), il romanzo vincitore del Premio Campiello 2012, durante la serata che Capit Ravenna ha organizzato per la presentazione del libro a Lido Adriano e l’impressione che ne ho ricavato è stata quella di un intellettuale intelligente e curioso: merce rara. Carmine Abate non si limita a far parlare i personaggi del romanzo, lui è la storia che racconta. Gli occhi, sempre loro, lampeggiano mentre legge le pagine che ha scritto, come se non fosse una semplice lettura, ma un’evocazione. La retorica è del giornalista in questo caso, non dell’autore, che durante il nostro incontro ha sottolineato come la sua cifra stilistica sia votata alle “parole limpide”. Proprio così mi ha detto, come a voler giustificare un tempo sovresposto alle parole che costringe ad apprezzare il silenzio, a pensare prima di parlare. Il vento soffia, spariglia, si perde, senza per questo pretendere di essere ascoltato. Figlio di emigranti e di una realtà dove la vita te la guadagni sul campo, con fatica e sacrifici, è divenuto scrittore seguendo un percorso che lo ha portato a prestare ascolto non solo a genti diverse, ma soprattutto ad istanze culturali profondamente in antitesi che richiedono un profondo lavoro di mediazione e conoscenza per poter essere integrate; ha sviluppato una sensibilità particolare per gli emarginati e le loro lotte di riscatto sociale, riuscendo a farsi apprezzare per correttezza e serietà, facendosene in qualche modo portavoce. Carmine ha la tendenza a non accettare compromessi, con la sua scrittura precisa, con se stesso, con chi non gli va a genio, e dimostra l’ostinazione tipica di chi sa che per arrivare dove è arrivato ci è voluta una dose di coraggio non comune. Felicemente sposato da quasi quarant’anni con una donna tedesca, vive in Trentino dove ha trovato un felice compromesso tra la Germania e i boschi della sua Calabria. Il cuore però, si capisce da come parla, da come ricorda episodi e volti del suo paese d’origine, è ancora in quella terra ospitale che aspetta il ritorno di tutti i suoi figli migliori. Abate, che non dimentica mai le proprie radici, rimane un 20 FACE TO FACE Eraldo Baldini di Alessandro Montanari Eraldo Baldini e Carlo Lucarelli chiuderanno il prossimo 7 agosto la rassegna “Capit Incontra” in piazza dei Marinai d’Italia a Marina di Ravenna. Il duo di giallisti, grandi amici, ha tra le proprie peculiarità quella di ambientare la maggior parte dei romanzi in Emilia-Romagna. Lucarelli ha fatto di Bologna quasi un personaggio delle sue storie noir (nell’ultima, Il Sogno di Volare stampato per Einaudi, torna il personaggio dell’ispettrice Grazia Nigro) mentre Baldini ha scelto di far avvenire alcuni dei suoi thriller più famosi in Romagna. Del resto, una delle caratteristiche degli scrittori contemporanei della regione è proprio quella: le storie sono ambientate in provincia, segno che queste terre sono una fucina di personaggi che, a loro volta, danno vita ad una galassia solo da mettere in pagina. In una recente presentazione in spiaggia lo spiegava bene Cristiano Cavina, scrittore casolano: “Ho viaggiato molto, ma se devo dire qual è il posto in cui sognavo di nascere, beh, sono stato fortunato: è Casola Valsenio”. Una caratteristica che unisce davvero Emilia e Romagna: Paolo Nori, parmense, scrive libri ambientati tra la sua città e Bologna. Gianluca Morozzi, prolifico scrittore bolognese, difficilmente allontana i suoi personaggi dalle Due Torri e ha scritto pagine memorabili sugli happy hour di Marina di Ravenna, da lui molto frequentati. Andando un po’ più indietro nel tempo lo scrittore di Correggio Vittorio Tondelli omaggio Rimini del suo libro maggiormente dedicato al grande pubblico. E’ come se la Romagna non avesse mai smesso di regalare sfondi ai romanzi. Uno degli sfondi più suggestivi lo regala proprio Baldini in “l’uomo nero e la bicicletta blu”, ambientato nella campagna romagnola negli anni Sessanta, con un bimbo di dieci anni come protagonista, Gigi, che si muove in un mondo a metà tra fiabe e leggenda, alimentate nella sua immaginazione anche dal retroterra culturale romagnolo. Un retroterra che nessuno come Baldini, antropologo di formazione, conosce bene. E’ un mondo che viene definito nel suo libro “crudo e pieno di magie” e che ha forgiato il carattere ravennate e romagnolo. Piccoli fazzoletti di terra a cui basta poco per cambiare gli equilibri. Lo scorso anno, per Laterza, Baldini ha dato alle stampe “Tenebroso Natale”, in cui racconta il “lato oscuro della Grande Festa” e che ricalca un po’ un libro scritto nel 2006, “Halloween”. E’ la parte “saggistica” dello scrittore ravennate, vero e proprio pozzo di aneddoti e curiosità. Insomma, il sette agosto in piazza non ci sarà da annoiarsi con Lucarelli, Baldini e, lasciatecelo dire, la Romagna e le sue tradizioni. 21 CAPITALE DELLA CULTURA Un cantiere aperto che guarda al futuro di Alessandro Montanari Come sarà Ravenna nel 2019? O, meglio, come si presenterà alla sfida del 2014, anno in cui si sceglierà la Capitale Europea della Cultura? Almeno in teoria, un cantiere aperto. Complice la crisi economica che ha ridotto i trasferimenti statali e le capacità di spesa delle amministrazioni, i lavori pubblici procedono con cautela. Nel 2014 dovrebbe comunque essere iniziata la riqualificazione del mercato coperto, dopo il braccio di ferro con i commercianti che ha fatto slittare di almeno un paio d’anni l’apertura, rispetto al piano iniziale del Comune. Il contenitore di piazza Costa vedrà aprire una libreria e un ristorante e offrirà, nel minimarket, prodotti biologici e di qualità. Si dovrebbe trasformare in una sorta di ‘agorà’ al coperto con orari di apertura nettamente più lunghi rispetto alla mezza giornata attuale. Accanto ci saranno il rinnovato cinema Mariani aperto dopo anni, oltre a un ristorante e a un locale. La zona nel quadrilatero compreso tra via Salara, via Paolo Costa e via Girolamo Rossi è senza dubbio quella che si è sviluppata di più negli ultimi anni, spinta da giovani imprenditori locali. Nel frattempo a giugno in piazza del Popolo ha apertoil bar Nazionale accanto al passaggio che collegherà il cuore di Ravenna con la piazzetta delle Antiche Carceri, ancora tutta da riqualificare. Il “cantiere 2019” vede anche la nuova piazza Kennedy, chiusa alle auto non senza polemiche, e che vedrà una nuova veste architettonica. Non si sa 22 invece il destino del Centro congressi che dovrebbe anch’esso diventare una sala cinematografica. Partita del tutto aperta quella della Darsena di città: con l’iter progettuale in pieno svolgimento e l’incognita degli investimenti privati il futuro del quartiere d’acqua resta difficile da decifrare, almeno nel breve periodo. Di certo il piano operativo comunale disegna una zona con molto verde e tanta archeologia industriale. Nell’immediato le ipotesi più suggestive sono quelle del riuso temporaneo di aree industriali dismesse, nelle quali associazioni, società e anche privati possono insediarsi con un progetto preciso e un contratto di affitto in attesa che la riqualificazione sia completata. Ci potrebbero essere novità, in questo senso, riguardo l’area delle banchine: l’abbattimento delle vecchie recinzioni doganali e l’arredo urbano dovrebbe cominciare a restituire linfa vitale - leggi “gente che passeggia” - al canale Candiano. Sarebbe il primo volano verso una scommessa: convincere i privati ad investire. Al momento il progetto principale è quello della Cmc che ha una delle proprietà più grandi e centrali del comparto. Accanto c’è il progetto del recupero dell’ex Sir che negli ultimi anni ha monopolizzato il dibattito tra sostenitori e detrattori. Il tutto si realizzerà solo con il necessario contributo dei privati, non facile in tempo di crisi. In caso di vittoria di Ravenna a Capitale europea della cultura, però, questi sforzi potrebbero essere premiati. PRIMATI RAVENNATI Città digitale di Cristina Flamini Prima in Italia, seconda solo a New York, Ravenna vanta un nuovo primato. A partire da aprile di quest’anno, si può definire finalmente una “città digitale”. Dislocate in 7 punti strategici del centro storico, le vetrine interattive dotate di tecnologia touch screen, del circuito Città Digitale, sono a disposizione di cittadini e turisti per avere informazioni sulla città e per viverla al meglio. Dove mangiare, dove dormire, dove divertirsi e tante altre info utili, solo pochi anni fa, si cercavano consultando le Pagine Gialle o il Tuttocittà per localizzarne il punto e raggiungerlo. Oggi basta un touch sulla vetrina per accedere in modo diretto, facile e intuitivo a 64 categorie commerciali che consentono di individuare la risposta a qualsiasi esigenza, tracciare il percorso migliore per raggiungere una meta, ricevere le informazioni di contatto o inviare una richiesta o una prenotazione. Il tutto gratuitamente. Le informazioni, in modalità multilingue, sono sia di carattere istituzionale sia di carattere commerciale e direttamente aggiornabili dagli inserzionisti attraverso una piattaforma in rete, in modo da comunicare tempestivamente proposte e promozioni. I contenuti sono disponibili, oltre che sulle vetrine interattive, anche in rete, già ottimizzati per smartphone e tablet. Da ogni Info-Point si possono inviare mail di richiesta o prenotazione e trovare le attività nei dintorni, grazie al sistema di geo-localizzazione. Nasce un nuovo media, pensato e realizzato per avvicinare e far incontrare le attività commerciali e i privati: un nuovo modo di informare ed informarsi in tempo reale. Innovazione, immediatezza e presenza capillare sono certamente tra i plus più importanti del circuito Città Digitale. Dove puoi trovare gli Info-Point Città Digitale: - Ravenna Via Giuseppe Mazzini, 2 Via Corrado Ricci, 39 Piazza del Popolo 9/10 Piazza Andrea Costa, 5 Via Camillo Benso Cavour, 126 Via Armando Diaz, 5 - Milano Marittima Rotonda 1° Maggio 23 ROMAGNA VIVA Bella di sera, viva sempre di Alessandro Montanari (Gruppo delle ocarine di Budrio) Ravenna è Bella di Sera ma è soprattutto viva. Per tre giorni piazza San Francesco diventa “Romagna Viva”, custode del teatro e della cultura popolare romagnola. La particolarità della rassegna organizzata da Capit Ravenna, che si terrà dal 26 al 28 luglio è la valorizzazione della cultura vibrante e intensa del territorio. Tre serate per fondere storia e folclore, per raccontare la generosa tradizione della Romagna. Chi passeggerà tra i negozi aperti del venerdì sera o tra i locali del sabato, potrà così avere l’occasione di passare un po’ di tempo in modo diverso, con le commedie dialettali che parlano della speranza di una generazione di giovani trapiantati dalla Romagna nell’Agro Pontino, o di un mondo buono racchiuso in un pugno, e di un particolarissimo spettacolo in programma domenica sera. La prima serata porterà in scena la commedia in tre atti de “E gos dla cocla”, il guscio della noce, scritta dai forlivesi Giovanni Spagnoli e Paolo Maltoni: racconta di una piazza di un piccolo paese dell’Appennino dove, come spesso accade nella realtà, le persone vivono gomito a gomito. L’incontro di queste umanità genera storie divertenti, spunti comici ai limiti del surreale. La Compagnia “La Zercia” di Forlì, con la regia di Claudio Tura porta in scena un affresco ricco di spunti di riflessione e divertimento. Il 27 luglio la piazza farà da sfondo storico per “La Broja”: la commedia di Bruno Gondoni racconta la fatica e gli stenti affrontati da centinaia di romagnoli che, per sfuggire alla miseria delle nostre terre, scelsero di partecipare alla bonifica dell’Agro Pontino. Il sogno svanirà in fretta: partiti dalla Romagna pieni di speranze, si confrontano con una realtà durissima. I sacrifici di questi romagnoli portarono il movimento cooperativo, sotto la guida 24 di Nullo Baldini, a nascere e svilupparsi. La Broja è portata in scena dalla compagnia del Piccolo Teatro di Ravenna per la regia di Roberto Battistini. Nell’ultima serata Capit Ravenna presenterà il “Gruppo delle ocarine di Budrio”: uno spettacolo davvero particolare e curioso con un repertorio che spazia dalla musica popolare alla classica. L’orchestra delle ocarine di Budrio, conosciuta in tutta Italia, partecipa a numerose manifestazioni anche all’estero, in qualità di ambasciatore del folclore regionale. Chi ne rimanesse affascinato potrebbe fare una visitina a Budrio, ad aprile, dove ogni anno si tiene l’Ocarinafestival. Si tratta di un genere musicale ormai quasi dimenticato nella nostra città, che però vuole essere un sentito omaggio all’estroso maestro ravennate Elix Bellotti che si esibiva con l’ocarina in tutta la Romagna. (“La Broja”, regia di Roberto Battistini) 25 RAVENNA FESTIVAL Balli dell’anima di Attilia Tartagni (©Maurizio Montanari) Il concetto di “alchimie popolari”, tema portante del Ravenna Festival 2013, si è chiarito strada facendo. Manifestazione fra le più antiche e spontanee dell’uomo, la danza ne è specchio ed espressione. In Romagna, se esistesse una Costituzione, certamente si metterebbe la danza fra gli articoli fondanti. La Balera ai Giardini Pubblici, luogo luminescente e simbolico come la nave Rex del felliniano “Amarcord”, è stato perfetto contenitore dei balli popolari di gruppo come il Salterello, la Veneziana, il Bergamasco che furono rimpiazzati dai balli a coppia mutuati dai salotti viennesi e dai caffè concerto. In Romagna fu il violinista Carlo Brighi, detto Zaclèn, a coniugare i ritmi d’oltralpe con le atmosfere nostrane e altrettanto fecero nella Bassa emiliana i Bagnoli di Santa Vittoria, la frazione “dei cento violini” impugnati dalle mani nodose dei braccianti. In fondo la contaminazione è una costante in ogni tempo e in ogni spazio. Carlo Brighi, dopo avere girato piazze e paesi con “E’ Festival”, balera itinerante, ne creò una stabile a Bellaria. “Taca Zaclèn” gridavano i braccianti con gli abiti della festa, impazienti di stringere fra le braccia la ragazza desiderata, già sognando di metter su casa e una nidiata di figli. Il ballo a due portò una rivoluzione nei costumi fondata sulla comunicazione diretta della coppia. Se nel ballo di gruppo la dama era occasionalmente sfiorata, nel ballo a due veniva allacciata saldamente e guardata negli occhi, quasi un assaggio della futura vita di coppia. Dopo Brighi fu Secondo Casadei a scaldare i corpi e gli animi romagnoli. Dopo l’esordio come primo violino nell’orchestra di Emilio Brighi, figlio del compositore, seppe innovare la sua eredità divenendo il demiurgo della musica romagnola a cui il Festival ha dedicato lo spettacolo-celebrazione “Casadei secondo a nessuno” e una locandina-cult da conservare gelosamente. Nato nel 1906 a S.Angelo di Gatteo, Aurelio Casadei detto Secondo fu attivo nelle balere romagnole dal 1921 al 1971, nel cinquantennio che ha mutato l’Italia da agricola a industriale con vocazione turistica. In quegli anni l’Italia fu invasa dal sound americano e inglese veicolato da radio e da televisione, dai juke-box e dai dischi. Casadei fece baluardo, mantenendo inalterate la poetica musicale legata ai valori della Romagna, la terra, la famiglia, il lavoro, valori oggi un po’ appannati ma sempre vivi nel cuore, che ci hanno fatto scoprire tutti con gli occhi lucidi all’uscita dal mega-concerto al Pala De An26 dré, durante il quale i musicisti del liscio hanno reso omaggio al grande Maestro. Casadei non ha avuto un erede di pari spessore e certo la ragione è anche storica. Ma tutti i musicisti romagnoli, concomitanti o posteriori, gli devono qualcosa. “Casadei ha fatto ballare e gioire la Romagna”, dichiarò un giorno un suo fan “Gli volevo bene quanto a mia moglie”. Il pubblico amava Casadei e ne era ricambiato in un circolo virtuoso. Le balere si moltiplicarono in Romagna per accogliere valzer, mazurka, polka alla romagnola: l’uomo sanguigno, tosto, la guida sicura, la danzatrice “azdora” partecipe, le guance arrossate dalla foga, niente a che vedere con gli svenevoli damerini e con le dame imbellettate viennesi. Poi l’esterofilia ha avuto il sopravvento, dalle Alpi al tacco, declassando “Romagna mia” da inno regionale a canzone folkloristica. Ravenna Festival 2013, un tassello alla volta, ha rimesso le cose a posto, restituendo a Casadei il ruolo che merita nell’identità della Romagna. Ha composto 1078 brani, dando massimo rilievo al sax e al clarinetto in Do e, quando il nostro litorale era invaso dalle straniere, ha creato canzoni-cartolina come “San Marino good-bye” che Radiocapodistria trasmetteva ogni giorno a richiesta. Ma in repertorio aveva anche brani come “Tramonto”, virtuosismo di fisarmonica, e “Dolore” che, arrangiata dal M° Giorgio Babbini ed eseguita dall’Orchestra Giovanile Cherubini, svela la vena malinconica e la crepuscolare nostalgia dell’ultimo cantore della Romagna. La Romagna non è un luogo geografico, ma un luogo dell’anima, una cultura condivisa e il liscio è la sua alchimia, una questione di identità non soltanto musicale. (“Secondo a nessuno” - Pala De Andrè) NOTE ALTERNATIVE Spiagge Soul Festival festival di Allegra Masciarelli (Martha High) Torna per il quinto anno ad inondare la riviera romagnola, con le sue vibrazioni positive, Spiagge Soul, il festival di musica totalmente gratuito che si svolgerà a Marina di Ravenna, Lido Adriano, Porto Corsini, Marina Romea e Punta Marina da giovedì 18 a domenica 28 luglio, proprio a cavallo di Sant’Apollinare. Il 13 luglio però, alle ore 18 ci sarà una scoppiettante anteprima al Peter Pan di Marina di Ravenna con “The Banyans”, band di Tolosa che con la pubblicazione del suo primo album, “Steppin’ forward”, è diventata un punto di riferimento della scena reggae europea. L’edizione del 2012 ha avuto un enorme successo: sono state oltre 20mila le persone presenti ai circa 40 concerti, a cui hanno partecipato grandi artisti internazionali come ad es. gli statunitensi Lisa Hunt e Donavon Frankenreiter. Il festival attira sul nostro litorale ravennate molti turisti: gli organizzatori ci hanno persino fatto notare che molta gente telefona proprio per sapere le date dell’evento, in modo da poter prenotare in quel periodo la propria vacanza. Durante la conferenza stampa tenutasi in municipio, l’assessore al Turismo Andrea Corsini è intervenuto dicendo: “Abbiamo sostenuto fin dall’inizio questa rassegna perché riteniamo che le amministrazioni pubbliche debbano contribuire alla realizzazione di eventi che siano effettivamente in grado di valorizzare le nostre località con proposte di alto profilo.” Alla buona musica verrà abbinato anche del buon cibo, in quanto “Soul Food” 2013 propone menù e degustazioni a base di pesce azzurro e di altri prodotti del nostro mare Adriatico: non dimentichiamo che uno dei propositi del festival è valorizzare la nostra località con eventi di alto profilo e qualità. Aprirà ufficialmente la rassegna il cantante-bassista di Chicago Vonn Washington e il sassofonista James Thompson; venerdì 19 toccherà invece a un altro 28 (Lisa Hunt) gruppo francese, The Seven Sins. Anche quest’anno ci sarà una grande amica di Spiagge Soul, Lisa Hunt, famosa per la sua voce possente e per aver collaborato con artisti come Luciano Pavarotti, Eric Clapton, Ray Charles e Miles Davis. Il 21 luglio si esibirà un’altra grande regina del soul, originaria di Oakland, Mz Dee: anche lei ha diviso il palco con grandi personalità del calibro di B.B.King; canterà alle 18.00 al centro commerciale Esp e poi alle 21.30 al Bagno Lucciola. La prima potrebbe sembrare una location un po’ bizzarra, ma gli organizzatori hanno cercato di portare la musica ovunque: sulle spiagge, nei porti, negli stabilimenti balneari, su piazze e strade, in modo che ogni luogo venga animato da queste vibrazioni coinvolgenti, grazie anche alla partecipazione di numerosi artisti di strada. Durante la rassegna, gli stabilimenti Waimea, Peter Pan e Kuta ospiteranno delle Jam Sessions che (udite, udite!) inizieranno a mezzanotte: l’autorizzazione permetterà addirittura di suonare fino alle tre di notte! “Il nostro progetto è quello di inondare di musica suonata ogni angolo del nostro territorio, portandola ad un livello di normalità, quasi come per le strade di New Orleans” dice Francesco Plazzi, il direttore artistico dell’evento. Inoltre lunedì 22 al porto avrà luogo una raccolta fondi organizzata da Atletica Mercurio per l’associazione umanitaria Emergency, e forse sarà presente anche il fondatore Gino Strada. I soldi saranno destinati alla realizzazione di un centro pediatrico in Sierra Leone. Martedì 23 protagonista sarà la voce, ormai celebre per aver partecipato al programma televisivo “The Voice of Italy”, di Chiara Luppi, mentre mercoledì 24 luglio sarà la volta di Vince Vallicelli, assieme alla cantante Sara Zaccarelli. Altri protagonisti di rilievo di questa rassegna saranno i messicani “The Mighty Calacas”, con i loro mix di ritmi latini, i Bagamojo e il loro blues d’avanguardia, “Soul Project”, band cui danno anima e voce Marco Evans (vocal coach di X Factor) e Barbara Comi, entrambi ospiti fissi della trasmissione tv Domenica Cinque, e i Soul Men Band, che musicheranno tutto il film “The Blues Brothers”. Uno degli interpreti della celebre commedia musicale fu Ray Charles, al quale l’anno scorso Spiagge Soul dedicò un tributo; nell’edizione 2013 verrà invece ricordata la mitica Etta James, che nel gennaio 2012 ci ha lasciato, lasciando un vuoto incolmabile nella scena musicale. La grande chiusura di domenica 28 luglio sarà affidata a Martha High, una delle tre regine del soul, incoronata da James Brown, con il quale ha collaborato per molti anni. L’onda soul sommergerà dunque la riviera romagnola molto presto e noi aspettiamo con ansia di cavalcarla 29 Imola Bevande è un’azienda leader nel settore della distribuzione di birre nazionali e di importazione, vini di ogni regione d’Italia, acque minerali alpine, bibite analcoliche, succhi di frutta e, naturalmente, tutti i migliori distillati italiani ed esteri. e d n a v e b e n o i z u b i r t s o i i z i d v r a e l s l l a e i t n s i Leader I professironofessionisti dei p Servizio impareggiabile, competenza, serietà e affidabilità in ogni evenienza. Consegne rapide e sicure. Vasta scelta di impianti alla spina, installazione e manutenzione attraverso un team di professionisti specializzati. La professionalità di Imola Bevande è al servizio del Cliente. ! o i l g e m e r e b i d i l g Sce ualità di un’enoteca con La q enza di uno store. la conveni C100+M58+Y0+K21 C100+M16+Y9+K0 CMYK CMYK Vini bianchi, rossi e rosè da tutte le regioni. 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Dalla cima del molo, per tutti la “palizzata”, alla Fabbrica Vecchia: la storia di Marina è prima di tutto questa, quella di un borgo di pescatori che si affaccia sul mare, sul canale, a metà tra Adriatico, valli e pinete. Ecco perché il bacino dei pescherecci è il fulcro di questa identità, anche se oggi la flotta non è più quella che, un tempo, alimentava il maggior mercato del pesce dell’Adriatico. Non solo: il baricentro del paese si è spostato nettamente verso la spiaggia, soprattutto oggi che, con la crisi, solo gli stabilimenti balneari sembrano imprese in grado di resistere alle avversità. Eppure tanta memoria storica è racchiusa qui, sul ‘Cangié’, il Candiano. Da qui la scelta di Capit: portare accanto ai pescherecci un paio di iniziative culturali di spessore, per animare la zona. Riscoprirla, più che farla conoscere. La prima serata è un ‘classicissimo’ dell’estate: si tratta di ‘un poeta da ricordare’, rassegna curata da Walter Della Monica che - dopo aver esplorato i cantori del Novecento - è passato al XIX secolo. Il protagonista della serata, in programma il 26 luglio, sarà proprio Leopardi. Quello che naufraga nel mare dell’infinito e interroga la luna per sapere cosa ci fa in cielo. Quella sera ci sarà anche lei, saranno passati solo quattro giorni dal plenilunio, ad osservare Gianfranco Tondini leggere i testi del poeta di Recanati. Interverranno Gaetano Chiappini, Valerio Nardoni e Luigi Martellini. La rassegna, curata da Walter Della Monica, rievocherà le atmosfere leopardiane a due passi dal faro. Il giorno dopo il bacino ospiterà invece una rassegna alla prima edizione: Marina Canta. Direttrice artistica sarà Roberta Montanari, già corista di alcune popstar nazionali. Si tratta di una sorta di “talent show” in cui lo spettacolo sarà tutto in una sera, quella del 27 luglio, e in cui si sfideranno giovani musicisti e voci promettenti. Il tutto è organizzato con l’associazione culturale Byron e la pro loco di Marina di Ravenna. LUOGHI MAGICI Le 9 tessere di Cristina Flamini Ravenna dorata di tessere luccicanti, antiche, d’oriente, scrigno d’arte, di magnifici monumenti; Ravenna Capitale per ben tre volte nella sua storia, non solo preziosa città ma soprattutto terra circondata da una notevole varietà di paesaggi: le campagne, le valli, le pinete, le spiagge, il mare. Lungo i suoi 30 km di spiaggia si trovano nove località balneari che si affacciano sul litorale adriatico: rispetto alla loro disposizione rispetto al canale portuale, il Candiano, si dividono in lidi Nord e lidi Sud. Il primo da nord è Casal Borsetti, un antico borgo di pescatori che sorge al centro del parco del delta del Po, diviso in due dal porto canale e sospeso tra antica marineria di valle e moderna tradizione turistica, ospita l’area camper più grande e attrezzata della costa nord dell’Adriatico e recentemente ha diversificato la propria vocazione d’accoglienza allestendo spiagge per animali accompagnati. Marina Romea, che sboccia elegante tra la terra e il mare, circondata dalla meravigliosa piallassa Baiona e dalla foresta allagata dell’oasi di Punta Alberete, con le sue ville incastonate nel verde è la perla del turismo balneare ravennate. Porto Corsini è l’ultimo dei lidi del litorale nord: collegato a Marina di Ravenna attraverso il suggestivo ferry boat che trasporta automezzi e persone, offre la possibilità di una piacevole passeggiata sulla diga lunga 2,5 km;recentemente Porto Corsini, da meta prediletta di pescatori, podisti e ciclisti è diventato il terminal Hub delle più maestose navi da crociera che solcano il mediterraneo nord orientale. Marina di Ravenna rappresenta da sempre il “Lido dei Ra32 vennati”: frizzante, vivace, dinamica, mondana, centro della movida giovanile negli ultimi anni ha visto un crescente sviluppo del proprio territorio sia col porto turistico Marinara che con iniziative mirate a valorizzare la tradizione di antico borgo marinaro. Punta Marina è il luogo del benessere, località privilegiata per tutti quelli che “si vogliono bene”: le storiche terme in riva al mare rappresentano una meravigliosa opportunità di relax, mentre i più sportivi possono esplorare i sentieri battuti immersi nella pineta oppure praticare trekking e mountain bike. Lido Adriano vive una seconda giovinezza: camping attrezzati e completi di ogni comfort, ricca di impianti sportivi e piscine con scivoli, stabilimenti balneari che offrono ospitalità e qualità di servizio e serate di grande fascino grazie ai numerosi eventi speciali e feste a tema. Le strade che portano al mare prendono vita grazie all’appuntamento con l’estate, come se le anime fossero finalmente riuscite a superare le fitte nebbie invernali, mosse dalla irrestibile voglia di movimento: lunghi tratti di percorsi ciclabili consentono spostamenti ecologici per raggiungere la costa e mantenersi in forma. Quando il sole avvolge tutto diventa irresistibile il desiderio di dirigersi verso le rive, per respirare il mare, accarezzati dalla brezza salata che increspa le acque, a piedi scalzi sulla battigia; le lunghe camminate con passi leggeri che lasciano impronte, oppure il dolce far niente di corpi abbronzati distesi al sole, le risate dei bambini, mentre giocano a riempire i secchielli di sabbia per farne castelli o semplici buche scavate, oppure impegnati coi retini nella caccia ai granchi. Il mare dei nonni che, mattinieri, arrivano subito dopo l’alba per passeggiare a mezza gamba nell’acqua e riattivare la circolazione, con la schiena incurvata alla ricerca di cannolicchi, attrezzati di sdraio, ombrelloni e di borse frigo traboccanti di pietanze fresche. L’alba sul mare vede una colorata umanità di pescatori che anima i moli armata di lenza e in sella a vecchie biciclette equipaggiate di cassette, canne e galleggianti. Il popolo della spiaggia invece non sa stare fermo: gli sportivi si dedicano con energia a sfide di beach tennis, beach volley, basket e calcio; si organizzano tornei di ogni tipo, e appena finisce il lavoro, zaino in spalla da cui spuntano manici di racchettoni, tutti al mare a scaricare la frenesia quotidiana, pronti a tuffarsi sulla sabbia col braccio teso per recuperare palline difficilissime e strappare applausi a spettatori attenti allo spettacolo. Quando Il sole brucia sulla sabbia, arrostisce, abbaglia e la pelle cerca l’ombra, basta oltrepassare la duna. www.matitegiovanotte.biz Eccola! La pineta, come un fitto bosco marino, di alberi protesi verso il cielo, alcuni a fusto diritto, altri incurvati a terra come un irresistibile invito all’arrampicata, si aprono in ombrelli aperti fatti di aghi e rami. I raggi di sole penetrano a fatica ad illuminare gli stradelli sabbiosi, il mormorio del mare è lontano e solo le cicale cantano il loro concerto, un inno all’estate. L’incanto è sotto ai tuoi occhi, Lido di Dante è situato tra la foce dei fiumi uniti e la pineta di Classe, porta d’accesso al regno incantato della spiaggia Bassona, con la sua linea di costa cangiante per effetto del vento e delle maree, rappresenta una splendida oasi naturale dall’aspetto selvaggio e incontaminato, un piccolo scrigno segreto da scoprire in silenzio. Lido di Classe, alle porte di Ravenna dove sorge l’antica basilica di Sant’Apollinare tra la pineta di Classe e la foce del fiume Savio, è il gioiello di arte e natura del litorale sud, perfetta per un turismo qualificato e tranquillo rinomato per l’offerta enogastronomica di qualità. Lido di Savio è il regno del divertimento, dello sport in spiaggia della scatenata vita notturna della costa adriatica, Ravenna Via Amalasunta, 6 dove i ritmi sfrenati dell’estate fanno la gioia dei turisti in Dal 1982 Setam è per te: esperienza, professionalità, fiducia. sotto ai tuoi piedi che fanno scricchiolare gli aghi caduti, nel tuo naso l’odore di resina e di muschio. Cala il sole, schiamazzano sulla riva i gabbiani, naviga nell’azzurro un catamarano e il tramonto colora di rosa e arancione la sabbia, il mare e l’orizzonte. E’ il momento degli aperitivi nei bagni, delle luci soffuse, delle candele, della magia romantica della sera prima che si aprano le danze in un’allegra sarabanda di sagre, bancarelle, mercatini, negozi, feste in spiaggia. Ciò che conta per Te, conta per Noi. tel.: 0544 454476 fax: 0544 453770 e-mail: [email protected] www.setam.it Servizi di: contabilità dichiarazioni fiscali: redditi, IVA e Mod. 730 consulenza ed assistenza ad imprese e professionisti trasmissioni telematiche servizio paghe pratiche per autorizzazioni amministrative rapporti con Istituti Previdenziali, Assicurativi e Finanziari internazionalizzazione. 33 SENZA PAROLE Gente di mare tratto da “Bagnanti” di Matteo Sauli 34 Matteo Sauli nasce a Ravenna il 15 marzo 1982. Pratica la fotografia dal 2002, fin da giovanissimo si avvicina alla fotografia seguendo il padre Roberto, fotografo naturalista, visita esposizioni fotografiche, comincia ad interessarsi alle attrezzature e strumentazioni, si documenta sulle opere e le biografie dei grandi fotografi: Lee Friedlander, Luigi Ghiri, Don MacCullin, Attiglio Gigli, Garry Winogrand, ecc. Frequenta il corso di fotografia all’Accademia di Belle Arti di Ravenna. Per alcuni anni si dedica alla “camera oscura”, sperimentando carte fotografiche di ogni tipo e dimensione, acidi per il loro trattamento e per lo sviluppo dei negativi di ogni tipo e formato. Le fotocamere che usa vanno dal formato “Leica” al 20x25cm passando anche attraverso esperienze creative con il Polaroid. Matteo perfeziona la tecnica di ripresa, sviluppo e stampa affiancando fotografi professionisti, attività che lo porterà a realizzare esposizioni e pubblicazioni a contorno di progetti come “SS309” e “Bagnanti”; un viaggio fotografico lungo la strada Romea, tra Ravenna e Venezia, il primo, e una ricerca fotografica sul turismo estivo nella riviera adriatica, il secondo. Successivamente Matteo approfondisce e si avvale delle innovazioni introdotte dalla fotografia digitale ed usufruisce dei mezzi informatici in termini di presentazione e veicolazione delle sue opere. 36 Photos: R. Schedl, H. Mitterbauer F.G. MOTO RAVENNA Via Marconi, 67 Tel. 0544.492057 ufficiale PER LE PROVINCE DI RAVENNA E FERRARA READY FOR MY NEW ADVENTURE Descrivere un’emozione è impossibile, per viverla ecco la nuova KTM 1190 Adventure. E l’avventura inizia dalla porta del tuo garage. 100% Made in Austria, componenti e tecnologia al massimo livello, un rapporto peso potenza che renderà ogni metro percorso un’esperienza unica. EQUIPAGGIAMENTO DI SERIE: LA NUOVA KTM 1190 ADVENTURE facebook.ktm.com 150 CV (110 KW) / 230 KG INCL. 23 LITRI DI BENZINA C-ABS / CONTROLLO DI TRAZIONE CON 4 MODALITÀ DISINSERIBILE SOSPENSIONI ELETTRONICHE INTERVENTI DI MANUTENZIONE OGNI 15,000 KM TECNOLOGIA E SICUREZZA TUTTO INCLUSO KTM Group Partner Non imitare le scene di guida illustrate, indossare abbigliamento con protezioni e rispettare le norme del Codice della Strada! I motocicli illustrati possono variare leggermente dai modelli di serie per alcuni dettagli ed alcuni accessori potrebbero essere soggetti a costi aggiuntivi. concessionario MOSAICO AL QUADRATO Sergio Cicognani: tradizione e innovazione di Aldo Savini Già nell’immediato dopoguerra, Sergio Cicognani aveva seguito all’Accademia di Belle Arti di Ravenna i corsi di mosaico di Renato Signorini e ne aveva appreso gli elementi basilari, ma è con l’adesione come membro fondatore al Gruppo Mosaicisti dell’Accademia che l’immersione nel mosaico diventa quasi totalizzante. Assimila le conoscenze e le pratiche esecutive dei mosaici antichi, soprattutto bizantini e romani, direttamente sul campo, sia durante le campagne di restauro delle Basiliche ravennati e del Duomo di Salerno, sia con la realizzazione delle copie dei mosaici antichi e moderni e i grandi lavori per pubbliche istituzioni nazionali e internazionali. Poi è venuto l’insegnamento all’Istituto d’Arte Severini e dopo alla Scuola del Restauro del Mosaico di Ravenna. Comunque, se durante la settimana si dedicava esclusivamente al mosaico, la domenica era completamente riservata alla pittura. Determinante per la sua concezione del mosaico l’incontro con grandi protagonisti della scena artistica internazionale per la traduzione dei cartoni preparatori in mosaico. Per Cicognani non poteva essere una semplice operazione di alto artigianato, 38 ovvero di trasposizione automatica, convinto che il mosaicista non potesse rinunciare a un certo margine di interpretazione e di autonomia per entrare nello spirito dell’opera senza tradire la poetica e il progetto dell’artista. Per dare un’interpretazione autentica ai lavori tratti dai cartoni di Kokoska si è impegnato per arrivare a un tipo di mosaico che in sé trattenesse le suggestioni e l’intensità visiva dell’espressionismo. É stata un’occasione di conoscenza e di verifica della specificità dei due linguaggi, quello musivo e quello pittorico; di conseguenza si è andata delineando l’idea, e poi la possibilità, di istituire tra di loro un’intesa e una convergenza espressiva. Questa eventualità è stata una sfida che, tra abbandono di propositi e riprese, ha accompagnato la sua carriera artistica fino ai recenti lavori nei quali coniuga mosaico e pittura a fresco. Ben s’intona per l’aspetto materico l’intonaco che assorbe il colore sottraendo brillantezza cromatica con le tessere di marmo chiaro punteggiate d’oro che fanno da base all’intervento figurativo con smalti in evidenza. Ai colori che tendono a spegnersi nelle tonalità del rosa, del blu, del viola, del verde e dell’arancio associa tessere che come nei mosaici antichi bizantini sappiano riflettere una luce esterna e al tempo stesso una luce interna, evitando bagliori splendenti, per creare un’atmosfera espressiva delicata, quasi di sospensione. Sul piano bidimensionale ma non piatto, con elementi che emergono in rilievo tali da conferire un leggero movimento, innesta le tracce della composizione figurativa. I soggetti, ripresi dalle sue esperienze artistiche e dalla vita quotidiana, evidenziati dai contorni marcati, rinviano ai generi della natura morta e del paesaggio o a forme astratte, che, presentandosi come apparizioni, anche disarticolate ma armoniche, riconfermano come il valore dell’opera risieda nella sintesi tra lo spessore materico, l’equilibrio cromatico e formale e gli effetti che la luce sa restituire. Dopo la mostra con lavori di pittura alla stazione di sosta nel delta del Po di Cà Cornera (Portoviro, RO), curata da Laura Gavioli, a Chartres, Mosaïque Magazine e l’Associazione le “3 R” (Rénover, Restaurer, Réhabiliter) gli dedicano per la prima volta in Francia negli spazi suggestivi della Chapelle Saint-Eman, nei pressi della Cattedrale, un’ampia personale. Aperta da giugno al 14 settembre, presentata in catalogo dal mosaicista ravennate Enzo Tinarelli, propone 25 opere, di cui tre copie bizantine, le altre in mosaico-affresco, realizzate in gran parte negli ultimi anni. Sergio Cicognani è nato Ravenna nel 1927. A 17 anni all’Accademia di Ravenna segue i corsi liberi di pittura di Teodoro Orselli, di scultura di Antonio Piazzoli e di mosaico di Renato Signorini. Dal 1948 fa parte come fondatore del Gruppo Mosaicisti dell’Accademia, cura il restauro di mosaici antichi ed esegue, oltre alle copie di mosaici antichi, mosaici moderni danteschi e mosaici su cartoni di artisti contemporanei, tra i quali Severini, Guttuso, Saetti, Mattioli Nahum Gutman e Kokoschka. Dal 1961 al 1984 ha insegnato Tecnica musiva all’Istituto d’Arte per il Mosaico di Ravenna e successivamente alla Scuola per il Restauro del Mosaico presso la Sovrintendenza di Ravenna. Vive e lavora a Ravenna in via Valpusteria 26. Cavicchioli Via IV Novembre, 35 Ravenna - Tel. 0544 212727 C.Comm.le ESP Ravenna - Tel. 0544 270577 C.Comm.le Le Valli Bennet Comacchio (FE) - Tel. 0533 672291 C.Comm.le La Fattoria Viale Porta Po 193 Rovigo - Tel. 0425-474028 39 partner: RAVENNA m Via Valitutti, 12 - Ravenna - TEL. 0544 408429 - CELL. 380 3019278 [email protected] - www.associazionediidee.it a g a z i n e RAVENNA IN PERSONA Primo Gironi di Franco Gabici A molti il nome di Primo Gironi dirà poco o nulla, eppure questo ravennate, morto a Milano nel giugno del 1905, ha lasciato in città una sensibile traccia. 42 Nato a Ravenna nel 1843, fu direttore dell’ufficio statistica e anagrafe del comune e la Giunta gli affidò l’incarico di realizzare una vera e propria rivoluzione toponomastica che fu attuata nel 1881. In molte strade sono ancora visibili le targhe in ceramica Richard Ginori orlate di blu turchino introdotte da Gironi (sicuramente più belle delle anonime targhe in metallo con le scritte a lettere minuscole). Per l’occasione Gironi pubblicò il Prontuario illustrato per la denominazione delle piazze, vie e vicoli e per la numerazione dei fabbricati della città di Ravenna, un’opera che dimostra come la toponomastica sia da considerare un importante veicolo per fare storia. Oltre alle targhe orlate di blu, inoltre, si nota ancora qualche targhetta in marmo di Carrara, coi numeri civici scolpiti, residuo di una precedente numerazione introdotta nel 1857. Quella numerazione, a differenza di quella attuale che distingue i lati di una strada coi numeri “pari” e “dispari”, era “consecutiva” e alcuni esempi sono ancora visibili nelle vie Da Polenta e IV Novembre. La rivoluzione di Gironi eliminò anche i nove “rioni” cittadini, reintrodotti nel 1797 dai Francesi: Classe, Duomo, Piazza dell’Aquila, Piazza Maggiore, Galla Placidia, Teodorico, Di Porto, Corso e Dante. cellini, quindi dal 1882 ne divenne proprietario e fino al 1905, anno in cui si trasferì a Milano, lo redasse puntualmente. Ma Gironi era attento anche ad altri aspetti della storia locale. Fu il primo a scrivere una storia dei “pompieri” (Pompe e pompieri in Ravenna, 1900) e quando il Teatro Alighieri festeggiò i cinquant’anni pubblicò Il Teatro comunale di Ravenna nel secolo XIX (1902), ristampato nell’Almanacco astronomico 2002 del Planetario. Nel 1896 aveva scritto un opuscolo dedicato ad Anita Garibaldi per ricordare il trentennale della Società operaia di Sant’Alberto. Ma il nome di Gironi è legato soprattutto ai “Diari Ravennati”, che il Comune affidava a fior di studiosi (Bernicoli, Muratori, Uccellini…) e che costituiscono ancora oggi una fonte preziosa di informazioni. Gli ultimi “Diari” risalgono alla fine degli anni Quaranta del secolo scorso e in sessant’anni a nessuna amministrazione è venuta l’idea di ripristinarli. Al “Diario” Gironi aveva collaborato con Primo Uc- Uomo del Risorgimento, nel 1866 seguì Garibaldi e nel 1882 organizzò la “Associazione dei reduci delle patrie battaglie”. Fu anche autore di una “Carta geografica del percorso di Garibaldi da Cesenatico a Forlì” e di alcune note illustrative alla stessa. Per le sue idee fu anche processato a Bologna (l’accusa era di “internazionalismo”) e conseguentemente rimosso dall’incarico che ricopriva in Comune. Gironi firmò anche un manifesto a favore della istituzione a Ravenna di un forno crematorio. Sotto lo pseudonino di Fre’ Balusa compose Agli acqui de Mulinett, un poemetto in dialetto sulla scoperta di una fonte d’acqua in via Mulinetto. Per molti anni, infine, fu il critico teatrale del Ravennate. Oggi Gironi è completamente dimenticato e, ironia della sorte, manca perfino una strada intitolata a chi realizzò l’ultima grande rivoluzione toponomastica cittadina. a l o u c s a l l a i Preparat 10 e lode, centro didattico Capit - via Gradenigo, 6 Ravenna Segreteria: (9-12) Tel. 0544 591715 - (9-19) Cell. 342 3560644 [email protected] - www.10lode.it 10 e lode CENTRO DIDAT TICO CAPIT L’UOMO QUALUNQUE Braccia rubate all’agricoltura di Massimiliano Garavini Tutti vorrebbero un figlio campione. Un campioncino di qualcosa perlomeno: in mancanza di un’oggettiva competenza specifica va bene anche un blasoncino qualunque, che ne so, un campionato di piastre sulla spiaggia, una vittoria alla ruzzola, un primo premio per il ballo sulle mani. I genitori sono i primi allenatori dei propri figli, i coltivatori diretti del talento, a volte sono appassionati come e più dei pargoli. L’uomo qualunque per sua fortuna non ha talento, semmai solo risorse da sprecare: così si diverte, cornuto e mazziato che non è altro, a vedere come si spendano energie e fatiche per insegnare, allenare e promuovere giovani campioni senza far apprender loro quello che apparentemente appare insignificante. 44 L’etica. Il rispetto per il gioco in sé, la fortuna pura e semplice di poter giocare, non rappresentano valori polverosi e muffi che si mettono sempre in cantina sacrificati all’agonismo più aggressivo, ma sono alla base di ogni competizione. Anche di quelle elettorali. Sembrano questioni di lana caprina ma non lo sono: dal basso verso l’alto, su su, fino al ministro dello sport (de)caduto. Ohibò! Non è mistero che le regole del gioco siano fatte per disciplinare, fare ordine, rendere omogenea la competizione: il trucco, l’omissione, la scorciatoia sono dei furbi, non dei campioni. Così all’uomo qualunque non resta che la prospettiva rabbiosa del non essere abbastanza scaltro, op- pure abbastanza ben mal consigliato per poter eludere, evitare, impedire di dover pagare il pegno. Paga tu che non pago io e via di questo passo. La ruota che gira a favore dei soliti noti, mentre il somaro tira il carretto. Se proprio proprio ti va bene puoi sempre fare la ruota di scorta. Mal che vada non arriva mai il tuo momento e tu intanto alleni il figlio oppure porti la famiglia (a pagamento) sulla ruota panoramica sognando di essere a Londra, lontano dalle gabelle di casa. Narra la leggenda che la ruota panoramica di Londra, la famosa “London Eye”, sia diventata in breve tempo la più famosa attrattiva turistica del Regno Unito. La struttura è alta 135 metri, provvista di navicelle completamente chiuse vagamente simili a capsule spaziali hi tech, illuminata a led che cambiano colore e intensità dell’emissione luminosa, pesante 1’700 tonnellate, nelle giornate di bel tempo permette un panorama mozzafiato su tutta la città. Doveva restare in sede solo cinque anni ma a furor di popolo la installazione è diventata permanente. Le navicelle possono essere affittate per eventi, manifestazioni, cene e cerimonie: una capsula “vip” vi permette di cenare o fidanzarvi a bordo e di scegliervi marca e formato dello champagne. Londra è una città che in dieci anni ha letteralmente “cambiato pelle”: l’area dei docks è stata convertita da sordido quartiere della malavita in zona superchic, una attenta riqualificazione e nuovi progetti hanno trasformato la vecchia Londra in una capitale mondiale dell’architettura. Ubi maior, minor cessat. Trasportare i sogni in riva all’Adriatico evidentemente è un’altra cosa: la nostra ruota in scala è alta 50 metri, ha navicelle simili a gondole aperte, è illuminata a led e se volete una cerimonia c’è la cabina speciale con frigobar e prosecchino. D’accordo che il confronto con la swinging London è impietoso in partenza però qualche analogia ci sia concessa: dove sul tamigi si vedono chiatte e battelli da noi si possono ammirare le vestigia delle piattaforme o, se siamo fortunati, si può assistere al brivido di una nave che va a sbattere contro il molo; dove a Londra c’è un antico quartiere con un fascino da “fronte del porto”, a Ravenna c’è l’Almagià eterna cenerentola in attesa di principe in affitto; dove nella città della regina c’è una delle skyline più moderne mai concepite, a Marina se ne sta, triste nel suo destino incerto, il “sigarone” di Marinara. Chi si contenta gode e gli altri si arrangino. Mica possiamo essere tutti ministri, no? 45 ULTIMI RIBASSI € 39 € 49 € 59 TUTTO A € 39 € 49 € 59 UN PASSO AVANTI L’eleganza diventa comoda. E conveniente. M&G, dove il benessere cammina con te. (Sconto 10% riservato ai soci Capit) Scopri i modelli uomo/donna su www.mgcalzoleria.it Ravenna - Via G. Brunelli, 48 c/o La Fontana Tel. 0544/452911 - Via Mura di Porta Serrata, 2 (ang. Via di Roma) Tel. 0544/216369 …e altre marche. www.mgcalzoleria.it Vendita e riparazione calzature