2007-2010
2007-2010
Il Bilancio Sociale è stato redatto dal gruppo di lavoro interno del Museo coordinato
da Monica Celi
Si ringraziano anche tutti i partecipanti ai Focus Group.
Gruppo di lavoro Museo di Storia Naturale e Archeologia di Montebelluna - Treviso
Gilberta Bianchin, Mara De Bortoli, Emanuela Gilli, Alessandra Guidone, Angela
Trevisin, Giorgio Vaccari
Cura e coordinamento generale
Monica Celi
Coordinamento editoriale ed editing
Alessandra Guidone
Progetto grafico
Gianantonio Batttistella & Arcangelo Di Donato, Montebelluna
Stampa
Cierre Grafica, Caselle di Somacampagna (VR)
www.cierrenet.it
Questo documento è disponibile anche sul sito internet:
http://www.museomontebelluna.it
Tutte le immagini sono di proprietà del Museo di Storia Naturale e Archeologia
di Montebelluna. Tutti i diritti riservati. Vietata la riproduzione o duplicazione con
qualsiasi mezzo.
Si ringraziano per il supporto tecnico-metodologico Luca e Umberto Musumeci.
© 2011 Museo di Storia Naturale e Archeologia di Montebelluna
Via Piave 51, 31044 Montebelluna (TV)
tel: 0423 300465
fax: 0423 602284
e-mail: [email protected]
5
7
Presentazione del Presidente
Riflessioni del Direttore
Identità
9
10
11
14
17
18
23
26
31
40
49
51
La visione, la missione, le finalità
Il Museo come servizio al pubblico
Il patrimonio
La struttura organizzativa e la programmazione
Le attività del Museo
L’attività educativa
Il Centro di Documentazione (CdD)
L’attività divulgativa
Le attività istituzionali di conservazione e ricerca
Ricerca scientifica
Formazione Permanente (Lifelong Learning)
L’attività editoriale e le pubblicazioni
La dimensione economica
7
5
58
58
La gestione delle risorse finanziarie
a supporto delle attività del Museo
Da un bilancio finanziario ad un bilancio
economico, il Museo come istituzione
Le risorse finanziarie del Museo
La dimensione sociale
1
7
73
73
86
89
89
92
Il Museo e la politica della qualità
I portatori di interesse
Il Museo e la sua utenza
Il Museo e i collaboratori
Il Museo e i fornitori
Il Museo e le associazioni
Il Museo e il territorio
9
57
71
La dimensione ambientale
95
Strategie e Obiettivi futuri
99
Appendici
A. Carta dei servizi del Museo di Montebelluna
B. Carta dei diritti dell’utente del Museo di Montebelluna
C. Centro di Documentazione del Museo di Montebelluna
Carta delle collezioni
d. Attività del Museo 2007-2010
e. Elenco collezioni naturalistiche presenti nel Museo di Montebelluna
F. De Rerum Natura - Quaderni del Museo di Montebelluna
Indice degli articoli
G.Elenco pubblicazioni disponibili presso il Museo Civico di Montebelluna
Presentazione del Presidente
Perché il Museo dovrebbe redigere e sottoporre ad Enti Pubblici, Partner culturali, Partner privati, al proprio pubblico di riferimento, un Bilancio Sociale?
Non basta il Bilancio economico, quello che riassume oneri e proventi ogni
anno? No, non basta.
Perché nel Bilancio economico non trovereste tutto ciò che trovate in questo
fascicolo, frutto del lavoro dei nostri collaboratori e dell’esperienza maturata in
questi anni dopo la prima edizione dello stesso. Un lavoro aggiuntivo, che essi
hanno espletato con entusiasmo oltre alle loro normali mansioni, e di cui desideriamo ringraziarli vivamente.
Il museo fa propria una responsabilità sociale di un’impresa culturale , un
modello di governance allargata in base al quale chi “governa” ha responsabilità che si estendono all’osservanza dei doveri fiduciari nei riguardi sia dell’Ente
pubblico sia nei confronti di tutti gli stakeholder che sono portatori d’interesse in
relazione diretta o indiretta con il Museo, utenti ma non solo.
È anche un modo per coinvolgere le Istituzioni (Regionale, Provinciale e Comunale), gli utenti, i collaboratori, i finanziatori, i fornitori, la comunità circostante,
Università ed enti culturali del territorio, comunque tutti coloro che con il Museo
entrano in relazione e nei suoi confronti hanno aspettative o esigenze.
Rappresenta infatti la certificazione di un profilo etico, l’elemento che legittima il ruolo del Museo stesso, non solo in termini strutturali ma soprattutto morali,
agli occhi della comunità di riferimento, un momento per enfatizzare il proprio
legame con il territorio.
La missione aziendale e la sua condivisione sono elementi importanti per ottenere il consenso della clientela, del proprio personale, dell’opinione pubblica.
In questo bilancio ci sono pochi numeri, e quelli che ci sono riguardano la
“qualità” del nostro lavoro, dei risultati che in maniera molto concreta possono
essere valutati alla luce delle risorse e delle energie - seppur limitate - che ci abbiamo investito.
Questo Bilancio Sociale viene pubblicato oggi, come bilancio dell’Istituzione
Museo che, come saprete, è stata sciolta per confluire dentro a Montebelluna
Cultura, un’istituzione che vede assieme, per ora, Museo e Biblioteca.
Sono certo che la prassi e l’esperienza maturata troverà modo poi di contagiare positivamente anche la nuova Istituzione e che questo prezioso “capitale
sociale”, fatto anche di risultati raggiunti e di nuovi ambiziosi obiettivi, verrà
ancora di più esaltato e condiviso anche da altri soggetti.
Buona lettura.
Danilo Gasparini
Presidente di Montebelluna Cultura
5
Riflessioni del Direttore
Siamo giunti alla seconda edizione del Bilancio Sociale del Museo che copre in
modo particolare il triennio dal 2007 al 2010. Tre anni importanti che hanno visto
questo Museo crescere come una struttura sempre più in relazione con il proprio
territorio, capace di incontrare i bisogni espressi e inespressi di una fetta sempre
più ampia di comunità. Pubblicare il nuovo Bilancio Sociale assume oggi un importante significato. L’attuale situazione economica, e ancor più quella che si va
delineando per i prossimi anni, la complessità burocratica che limita fortemente
l’autonomia e flessibilità operativa, lasciano intravedere per il futuro difficoltà di
non poco conto sul reperimento di risorse, siano esse umane o economiche, e
sulla gestione autonoma della struttura, tali da garantire un’operatività secondo
standard di qualità elevati. Ma proprio il lavoro fatto per comporre questo bilancio ha dato a questo Museo una visione consapevole delle proprie potenzialità,
ha dimostrato che se si investe in cultura, la cultura restituisce alla società molto
di più di qualsiasi investimento finanziario, perché contribuisce ad uno sviluppo
sostenibile, civile e consapevole delle comunità. Offre opportunità di crescita ai
cittadini, liberi così di scegliere e costruire un futuro migliore, fatto di rispetto sociale e verso l’ambiente, di integrazione e valorizzazione del proprio patrimonio.
Il perseguire la politica, o meglio la filosofia, della qualità, che ha portato
questo Museo ad ottenere riconoscimenti nazionali, si è dimostrata una scelta
vincente nel mettere a punto buone prassi e nell’offrire un servizio all’utenza rendendola partecipe e consapevole nel processo di valorizzazione e conservazione
attiva del patrimonio culturale che sta dentro e fuori il museo.
Tra le molte e varie iniziative di cui questo bilancio rende conto emergono le
varie mostre temporanee, tutte organizzate con taglio interattivo e coinvolgente,
che hanno veicolato al Museo un’utenza differenziata, in particolare famiglie e
studenti delle scuole di ogni ordine e grado. Ma accanto alle iniziative espositive il bilancio evidenzia l’attenzione che, quale agenzia educativa, cerchiamo di
avere nei confronti della società nel suo complesso, fatta di categorie diverse, in
continuo cambiamento. Di volta in volta il Museo ha consolidato l’incontro con
le utenze più classiche come la scuola, per aprire poi canali di comunicazione
anche ad altre componenti sociali spesso inconsapevoli rispetto alle opportunità
museali, destinate invece ad una comunità nel suo insieme. Pubblici spesso definiti come speciali, quali la terza età, la popolazione migrante o ancora il mondo
della disabilità, considerati in molti musei come destinatari di attività straordinarie, oggi nel Museo di Montebelluna sono invece divenuti un’utenza consolidata,
con la quale sono attive sinergie e parternariati.
In estrema sintesi questo bilancio ci restituisce quindi un’immagine di un Museo sempre più al servizio della comunità e del suo sviluppo, per molti aspetti
sostenibile anche sotto il profilo economico se confrontato con molte altre realtà
simili, autorevole e strutturato, in sintonia con il nostro tempo e con la comunità,
ma con determinazione proiettato verso il futuro.
Monica Celi
7
IDENTITÀ
La missione,
la visione,
le finalità
Fare in modo che al Museo gli obiettivi a
lungo, medio e breve termine e le attività correlate siano parte di un disegno, di un grande
progetto e siano concepiti all’interno di un visione entro la quale il Museo ha scelto di operare, dotandosi di una mission e di finalità, è
segno di trasparenza e di coerenza. È inoltre
segno di aver compreso il proprio ruolo in
una società come la nostra, che cambia alla
velocità della luce e dove è necessario porsi
dei punti fissi per potersi orientare, evitando
di correre il rischio di muoversi senza avere
delle mete precise.
Visione
La memoria storica e il patrimonio culturaleambientale di un territorio costituiscono la base
su cui si costruisce l’identità di un popolo.
Conoscere le proprie radici è la base di
ogni progettualità tanto più in un mondo globalizzato come il nostro.
La conoscenza dell’ambiente e della natura contribuisce alla costruzione di una coscienza condivisa del suo valore, del suo rispetto e dell’utilizzo compatibile.
I musei sono luoghi speciali per la conservazione e l’educazione al patrimonio culturale.
Essi hanno un ruolo irrinunciabile nella società di oggi, che deve avere le conoscenze
fondamentali per poter agire in un contesto
che ponga il rispetto per la natura e la conoscenza delle proprie origini storiche come
strumento per garantire la qualità della vita
anche per le generazioni future.
Il Museo di Montebelluna si pone in questo
contesto come luogo d’incontro di culture, frutto di un dinamismo che riflette il divenire stesso
della natura, dell’uomo e della sua storia.
Valori
Il Museo ispira tutta la propria attività a
principi di eguaglianza, imparzialità, accoglienza e integrazione, diritto di scelta.
Finalità
• Conservare e tutelare il proprio patrimonio
archeologico e naturalistico, nonché quello affidato in deposito temporaneo dal Ministero dei Beni Culturali e Ambientali, e
quello presente sul territorio.
• Promuovere lo studio e la ricerca in campo
archeologico e naturalistico sul territorio,
incrementare ed aggiornare costantemente la relativa documentazione.
• Perseguire la valorizzazione e la divulgazione delle collezioni naturalistiche ed archeologiche e di tutto il complesso didattico e documentario di supporto anche attraverso l’organizzazione di varie iniziative
e manifestazioni culturali.
• Favorire ed incentivare l’accesso dei cittadini a tale patrimonio.
• Favorire la divulgazione della cultura naturalistica e archeologica in modi e contesti diversi.
• Favorire la fruizione del Museo come luogo d’incontro socio-culturale.
Il Museo, in particolare, cura e promuove,
anche in collegamento con altre istituzioni culturali del Comune di Montebelluna, con altri
enti locali, provinciali e regionali, con organi
statali e comunitari, con istituzioni o musei italiani e stranieri e con soggetti privati:
• la conservazione, l’incremento e l’esposizione del patrimonio archeologico e naturalistico;
• l’aggiornamento e l’informazione critica
attraverso studi, pubblicazioni e manifestazioni;
• l’attività didattica e l’aggiornamento professionale del personale docente della
scuola;
• i rapporti con eventuali forme associative
pubbliche e private operanti nel settore
archeologico-naturalistico o aventi, come
proprio scopo, il sostegno dell’attività culturale dell’istituzione.
9
10
Il Museo
come servizio
al pubblico
Il Ministero per i Beni e le Attività culturali ha emanato (art. 150, comma 6, D.L. n.
112/1998) un “Atto di indirizzo sui criteri
tecnico-scientifici e sugli standard di funzionamento e sviluppo dei musei” individuando
otto ambiti di funzionamento del museo con
i relativi requisiti e standard minimi di funzionamento. Nell’Ambito VII sono definiti i
rapporti del museo con il pubblico. Un passo
importante nell’ottica della trasparenza nei
confronti del pubblico è stato compiuto dal
Museo con la redazione della Carta dei Diritti
dell’Utente.
La carta dei diritti dell’utente
Il Museo di Montebelluna si propone come
istituzione a servizio della società e persegue
il fine di garantire oltre alla qualità dei servizi,
anche la massima trasparenza, rispetto e impegno al miglioramento costante nei confronti
dei destinatari della propria attività. Partendo
da queste premesse il Consiglio d’Amministrazione del Museo ha deliberato la “Carta
dei Diritti dell’Utente”.
Dal punto di vista normativo la carta trae
spunto da:
• legge relativa al procedimento amministrativo nel campo delle autonomie (Legge
7 agosto 1990 n. 241);
• decreto Ministeriale del 31 marzo 1994
relativo alle norme deontologiche e comportamentali per i dipendenti pubblici,
• D.M. 10 maggio 2001 “Atto d’indirizzo sui
criteri tecnico-scientifici e standard di funzionamento e sviluppo dei musei (art. 150,
comma 6, D.L. n. 112/1998) “;
• “Codice di Deontologia professionale” del­
l’ICOM-UNESCO (International Council of
Museums);
• l’adesione del Comune di Montebelluna
ad Agenda 21.
è stata redatta ispirandosi al modello proposto dalla Regione Veneto che ne definisce
anche il contesto e le finalità. “La carta dei
diritti ha un valore eminentemente etico e ha
lo scopo principale di dare una rinnovata consapevolezza all’attenzione che l’intero staff
museale normalmente rivolge alle persone
che utilizzano il museo per piacere estetico,
per godimento del tempo libero, per turismo,
per studio, per arricchimento delle proprie conoscenze e per lavoro. Il rispetto dei principi
enunciati è un obbligo morale per l’intero staff
museale esclusivamente ai fini dell’erogazione
del miglior servizio pubblico possibile, compatibilmente con le risorse umane, materiali ed
economiche messe a sua disposizione dall’ente proprietario del Museo. La proprietà del
Museo e lo staff hanno il dovere di comprendere le aspettative e i bisogni dei visitatori.”
Con la stesura di questa Carta il Museo
di Montebelluna vuole sottolineare il tema
della qualità nella gestione della struttura e
quello della soddisfazione degli utenti - categoria che si caratterizza oggi per essere
ampia e presentare esigenze differenziate riconoscendo a questi ultimi diritti, oltre che
doveri, nei confronti del patrimonio culturale
che appartiene loro e che il Museo gestisce1.
La carta dei diritti dell’utente non è un documento statico ma dinamico: nel 2009 è stato
aggiornato in coerenza con l’attuale assetto
culturale del Museo.
Il diritto all’accesso
è uno dei diritti enunciati sul quale si vuole
spendere un breve commento, perché divenuto uno dei cardini dell’attività del Museo.
Nell’ottica del servizio all’utente il Museo di
Montebelluna ha voluto in questi anni tracciare
una strada che concretizzasse la volontà di garantire l’accesso alle diverse categorie d’utenza, reale e potenziale, che possono usufruire
del Museo. In più parti di questo documento si
potranno cogliere strategie, progetti e modalità messe in atto a tal fine. L’accesso che il Museo ha voluto garantire non è solo un accesso
fisico, ma soprattutto culturale, concettuale,
sociale ed economico. Il Museo che già nel
2007 aveva iniziato un proprio percorso sul
tema della multiculturalità, in relazione soprattutto alla popolazione immigrata, oggi mira a
consolidare in una più ampia dimensione la
sua natura di servizio pubblico, aperto a tutti
i tipi di fruitori (senza distinzione d’età, cultu-
1
Si veda in Appendice B il testo completo.
IDENTITÀ
Il patrimonio
Collezioni
naturalistiche
acquisite dal 2007
ra, stato sociale), caratterizzato da una sua
intrinseca complessità di offerte e proposte, in
un’ottica di eccellenza. Per questo sta cercando
continuamente di attivare codici d’accesso, destinati all’apertura di canali di comunicazione
con le più diverse categorie sociali.
Il fondamento di un museo è il suo patrimonio, di qui l’importanza di accrescerlo, non
casualmente, bensì in modo mirato. Ogni museo moderno ha una sua precisa vocazione
e un suo progetto di sviluppo, sulla cui base
guidare l’accettazione o meno di donazioni o
lasciti e l’eventuale acquisto di reperti. Il Museo
di Montebelluna ha come obiettivo principale
la raccolta di reperti e documenti che costituiscono la memoria storica ed archeologica del
nostro territorio e delle nostre comunità, per
poterlo conservare e trasmettere alle generazioni future. Non meno importante è la raccol-
ta, attraverso le più differenti modalità (per lo
più deposito a tempo determinato, donazione
ecc.) di collezioni di scuole, privati o altri enti
che non sono in grado di prendersene cura
per garantirne la conservazione o che semplicemente per dovere civico contribuiscono ad
incrementare il patrimonio del Museo.
Il territorio di riferimento, soprattutto per il
patrimonio naturalistico, tende sempre più ad
estendere i propri confini all’intera provincia
di Treviso, per spingersi anche a livello regionale, saltuariamente extraregionale, ed extra
nazionale.
Collezione
Nr. reperti
Anno
Minerali e gemme Gianfranco Capuzzo (donazione)
15
2007
Geologica Adriano Masier (donazione)
180
2009
Minerali Silvano Meani (donazione)
300
2010
Insetti Alessandro Zonta (in deposito)
6855
2010
Invertebrati del suolo Alessandro Zonta (donazione)
50
2010
Licheni del Montello Yuri Nascimbeni (ricerca su
commissione)
29
2010
Lepidotteri delle Grave del Piave (ricerca su commissione)
85
2010
4000
2010
Molluschi Luigi Torcellan (donazione)
Totale nuovi reperti
Collezioni
archeologiche
acquisite dal 2007
Località
11514
Nr. reperti
Anno
1232
2006-2007
Vidor-Piazza Maor-reperti osteologici
10 casse
2007
Mogliano Veneto-reperti osteologici
10 casse
2008
Montebelluna-Via Nazario Sauro
40
2008
Vedelago-sorgenti del Sile
200
2009
Capo di Monte-ricognizioni di superfice
3400
2009
10
2009
Montebelluna-Ospedale
Montello-presa XVI-ricognizioni di superficie
11
12
Biadene-Prese XIX-XX-XXI-ricognizioni di superficie
40
2009
Biadene-Prese XIX-XX-prossimità terreno Sfoggiaricognizione di superficie
400
2009
Mercato Vecchio-Casteller
41
2009
Mercato vecchio-fondo Aldo Benetta
50
2009
Posmon-Lotto 14-scavo tumuli
10
2009
Ponzano Veneto
10
2009
S. Maria in Colle-fondo Amistani-scavo
60
2009
Posmon-Lotto 14-scavo struttura romana
500
2009
S. Gaetano-cava Campi Longhi
11
2009
Vidor-Piazza Maor-scavi 2003-2004 reperti restaurati
280
2009
San Zenone
4 casse
2010
Montebelluna-Ospedale Civile
12 casse
2010
Varie Prov. di Tv (Osigo, S. Lucia di Piave,
Cappella Maggiore)
2 casse
2010
Montebelluna-S. Maria in Colle Fondo Amistani
6 casse
2010
Montebelluna-San Gaetano, Cava Campi Longhi
40
Nov. 2010
Montebelluna-San Gaetano, Cava Campi Longhi
6 casse
Dic. 2010
Totale
Patrimonio
archeologico
e patrimonio
naturalistico, beni
culturali tra proprietà
statale e proprietà
civica - un opportuno
distinguo
Non
determinabile
Occorre fare una distinzione tra patrimonio archeologico, che per oltre il 90% è di proprietà statale in quanto rinvenuto dopo il 1909 (comunque sempre sottoposto ai vincoli
di legge imposti dallo Stato), e patrimonio naturalistico di proprietà civica. L’acquisizione
delle collezioni archeologiche avviene attraverso le attività di ricerca sul territorio, le indagini svolte nel corso di cantieri di scavo edilizi o altro, a seguito di rinvenimenti fortuiti;
i materiali così recuperati vengono poi depositati al museo. Tali acquisizioni rientrano
comunque nell’ambito delle linee di sviluppo del Museo.
Le collezioni naturalistiche vengono acquisite in seguito ad attività di ricerca, donazione
da parte di privati o enti e deposito a tempo determinato; inoltre, i reperti paleontologici,
per i quali vige la stessa legislazione dei reperti archeologici, possono essere acquisiti in
seguito a donazioni e depositi da parte di associazioni e privati dotati di regolari permessi
che Regioni e Province rilasciano per raccogliere in precise aree e giacimenti del territorio
italiano.
Per le collezioni naturalistiche oltre all’acquisizione da attività di ricerca, molti sono i
reperti donati da privati o enti, o collezioni
acquisite con deposito a tempo determinato;
è anche possibile e auspicabile un’acquisizione attraverso acquisto che rientra comunque
nell’ambito delle linee di sviluppo del museo.
La quantità e la differenziazione delle colle-
IDENTITÀ
zioni consente anche di attuare degli scambi
temporanei con altri musei o istituzioni.
Un ricco patrimonio consente la rotazione delle esposizioni, la possibilità di fare del
museo un punto di incontro per studiosi e
specialisti o per studenti alle prese con tesi
di laurea; consente anche di allestire mostre
temporanee e di renderle itineranti favorendo la diffusione dell’immagine del museo. In
particolare, in un’epoca in cui l’immagine su
televisioni e computer sta sostituendo il reale, il patrimonio del museo rimane l’unico
documento di una realtà che si può non solo
vedere ma anche sentire, toccare e sperimentare.
Tuttavia il patrimonio rischia di essere ridot-
to ad una funzione solo “virtuale” al momento
della sua acquisizione, finché il museo non riesce a garantirne la fruizione. E, per garantire
ciò, vengono portate a termine le indispensabili preliminari fasi di studio e catalogazione che
richiedono spesso tempi lunghi e importanti
investimenti in risorse umane ed economiche.
Accanto al patrimonio delle collezioni,
importante valore ha il patrimonio documentario (libri, carte, riviste, fascicoli e materiale digitale, video e sonoro), parte del quale
è di accompagnamento alle collezioni stesse. Esso è custodito all’interno del Centro di
Documentazione, un servizio del Museo necessario per coloro che lavorano all’interno
della struttura, ma anche aperto al pubblico.
I numeri dei reperti
naturalistici
e archeologici
del Museo
reperti scienze naturali
35.000
30.000
reperti archeologia
Le collezioni naturalistiche contano circa
30.000 reperti. Si tratta di un numero stimato, con un margine di tolleranza del +/- 200,
dovuto a diverse motivazioni: non tutti i pezzi
sono stati inventariati, sono presenti casse di
reperti ancora chiuse ed è tutt’ora in corso il riscontro tra il numero dichiarato e quello reale.
Per l’ambito archeologico, l’opera di riordino
dei depositi svolto in occasione del Progetto
Archeogeo ha permesso di ricalibrare le stime
proposte per il Bilancio Sociale precedente, che
sono risultate marcatamente in difetto. Siamo
quindi ora in grado di quantificare le collezioni
archeologiche intorno alle 35.000 unità.
13
14
La struttura
organizzativa e la
programmazione
Il Museo Istituzione
Il Museo di Storia Naturale e Archeologia
di Montebelluna è stato inaugurato nel 1984,
e dal 1998 è divenuto Istituzione. L’autonomia
è gestita attraverso due organi: il Consiglio
d’Amministrazione (CdA) e il Direttore dell’Istituzione. Il CdA è un organo a valenza prevalentemente strategica che - nel rispetto degli
orientamenti espressi dal Consiglio Comunale
- ha poteri di indirizzo e di controllo sull’attività del Museo, impartisce direttive di carattere generale, approva progetti e programmi
dell’Istituzione, nonché il programma annuale
delle attività e il relativo bilancio. Il CdA inoltre regola i rapporti con eventuali associazioni pubbliche e private di sostegno all’attività
dell’Istituzione.
La composizione del CdA
Il Consiglio di Amministrazione è composto da cinque membri e viene nominato
dal Sindaco sulla base degli indirizzi stabiliti
dal Consiglio Comunale. Permane in carica
sino alla caduta dell’amministrazione comunale. I membri che lo compongono esercitano le proprie funzioni fino alla nomina
dei successori.
Il CdA, appena decaduto, nel periodo
2007-2010 era composto da:
• Danilo Gasparini, Presidente
• Valentina Cremona
• Renata Feltrin
• Luca Marcolin
• Alvise Simeoni
Un ruolo importante in rappresentanza dei
cittadini di Montebelluna è giocato dall’Amministrazione Comunale, e per essa, dall’Assessore alla Cultura: partecipando a tutti gli
incontri del Consiglio di Amministrazione, e
trovandosi nella favorevole anche se impegnativa posizione di essere in continuo contatto con il cittadino, è quindi un ottimo vettore di
informazioni dal Museo alla città e dalla città
al Museo; intendendo la città come caleidoscopio di situazioni (economiche, sociali, demografiche) e organizzazioni (scuole, gruppi,
associazioni). I cambiamenti socio-economici
e culturali del territorio possono così essere
recepiti dal Museo che di conseguenza cerca
di orientare la propria pianificazione in relazione ad essi.
L’organizzazione interna e il personale
Il Museo è organizzato in aree omogenee di
attività alle quali afferisce il personale in base
alla propria professionalità e competenza.
• Area gestionale e di coordinamento: 1 direttore
• Area tecnica: 3 operatori
• Segreteria didattica: 2 operatori
• Area naturalistica: 1 conservatore naturalistico
• Area archeologica: 1 conservatore archeologo
• Centro di Documentazione: 2 documentalisti
• Segreteria amministrativa: 1 operatore
Il Comitato Scientifico
Il comitato scientifico è l’organo consultivo del cui contributo l’Istituzione si avvale a
garanzia della sua valenza culturale e scientifica e per la definizione dei propri indirizzi e delle attività nei vari settori. Il Comitato
è nominato annualmente dal Consiglio di
Amministrazione ed è composto da un numero di membri definito di anno in anno,
riconfermabili, scelti per le loro specifiche
professionalità e competenze in base ai programmi e alle necessità del Museo. Il comitato scientifico deve obbligatoriamente comprendere membri con competenze di ambito
naturalistico e archeologico e si distingue
pertanto in due sezioni.
Il comitato scientifico per la sezione naturalistica è attualmente composto da tre
membri:
• Alessandro Minelli: entomologo naturalista, si occupa di evoluzionismo ed è
esperto in zoologia degli invertebrati e
vertebrati ed in museologia. Docente di
zoologia presso l’Università di Padova,
Dipartimento di Biologia, oltre alla propria
produzione scientifica ha pubblicato molti
libri di divulgazione scientifica anche per
bambini.
• Giovanni Caniglia: botanico, naturalista,
esperto in lichenologia, docente presso
IDENTITÀ
l’Università di Padova, Dipartimento di
Biologia. Svolge da anni una importante
attività scientifica in ambito nazionale ed
internazionale. Da sempre collabora con
istituzioni esterne all’Università: musei, orti
botanici ed associazioni per favorire la divulgazione scientifica in campo botanico e
naturalistico.
• Fabio Pagan: giornalista scientifico, laureato in biologia, è stato per 25 anni redattore del quotidiano “Il Piccolo” di Trieste.
Dal 1996 lavora al Public Information
Office del Centro Internazionale di fisica
teorica (ICTP) per molti anni è stato vicedirettore del Master in comunicazione della
Scienza alla SISSA di Trieste. Ha curato per
la RAI trasmissioni e rubriche radiofoniche
di scienza, e firmato numerosi servizi televisivi, ottenendo riconoscimenti a carattere
nazionale. Oggi è conduttore della trasmissione RADIO3 Scienza.
Come per il comitato scientifico dell’ambito naturalistico, anche il comitato scientifico
della sezione archeologica viene consultato
dal Museo per la definizione dei propri indirizzi in campo archeologico, nel rispetto del
suo duplice ruolo didattico-divulgativo e di
centro di documentazione storico-scientifica
del territorio. Il comitato scientifico deve inoltre valutare quali progetti di ricerca, proposti
dall’Amministrazione o da esterni, presentino
garanzie di serietà e validità scientifica tali da
meritare l’inserimento nel programma annuale e quindi nel Bilancio del Museo. Esso
Descrizione
obiettivi 2007
deve infine verificare i risultati delle ricerche
approvate.
Fanno parte del comitato scientifico archeologico del Museo i funzionari di zona della
Soprintendenza per i Beni Archeologici del
Veneto.
La programmazione
Gli obiettivi del piano programma triennale
Annualmente il Consiglio d’Amministrazione del Museo definisce gli obiettivi strategici
con valenza triennale; di seguito si presentano
quelli deliberati per il triennio 2007-2010.
• realizzare una carta geoarcheologica del
Comune di Montebelluna
• sviluppare un’educazione al patrimonio
culturale con il coinvolgimento delle diverse categorie d’utenza e salvaguardandone
i diritti
• promuovere la crescita del pensiero scientifico
• individuare possibili spazi di espansione
del Museo
Gli obiettivi specifici
per il 2007-2008-2009-2010
Annualmente il CdA delibera anche gli
obiettivi specifici dell’anno che andranno a
costituire il PEG (Piano esecutivo di gestione).
Di seguito si riportano gli obiettivi del 2007,
2008, 2009 e 2010. Tutti gli obiettivi sono
stati raggiunti ad esclusione della realizzazione della sala di geologia, a causa di un ritardo nei finanziamenti.
Promuovere la divulgazione del pensiero scientifico naturalistico in seno al nostro territorio
Progetto Archeogeo: seconda fase di ricerca archeologica dedicata alla costruzione della carta geo-archeologica del territorio di Montebelluna
Predisporre il progetto esecutivo di riallestimento della sala di astronomia
Predisporre il progetto preliminare per la mostra LUNATICA (2008-2009)
Favorire e sperimentare nuove forme di accesso al museo e al patrimonio culturale in genere
Promuovere la divulgazione della cultura archeologica a Montebelluna
Rendere operativa la modalità gestionale dell’istituzione al museo
15
16
Descrizione
obiettivi 2008
Dare un indirizzo che regoli la gestione (acquisizioni per acquisto e donazione, scarti) delle
raccolte documentarie secondo criteri di uniformità
Promuovere iniziative educative e culturali rivolte al mondo degli adulti, in particolare CTP
Favorire e sperimentare nuove forme di accesso al museo da parte dei gruppi famiglia
Progettare nuovi percorsi di avvicinamento al museo per la terza età
Progetto Archeogeo: terza fase di ricerca archeologica dedicata alla costruzione della carta
geo-archeologica del territorio di Montebelluna
Realizzare un corso di formazione per schedatori di reperti archeologici su incarico della
Regione veneto
Allestire la nuova sala di astronomia e la mostra COSMOS (ex LUNATICA)
Avviare un percorso di coedizione per la stampa di volumi del Museo
Ottimizzazione della gestione dei documenti contabili attraverso l’informatizzazione delle procedure
Miglioramento della comunicazione del Museo a diversi livelli attraverso l’individuazione di
nuove strategie
Descrizione
obiettivi 2009
Redazione carta delle collezioni del Centro di Documentazione. Seconda fase anno 2009
Riordino archivio corrente Museo
Elaborazione progetto preliminare nuova sala geologia
Progetto Educard
Promozione Anno Internazionale dell’Astronomia attraverso eventi destinati ad utenze diverse
Progetto Archeogeo: completamento scavo in via Cima Mandria, completamento attività di
ricerca sul territorio
Predisposizione seconda edizione bilancio sociale del Museo (anni 2007-2008-2009)
Ampliamento rete M.A.M. (Musei Alta Marca) con l’inserimento nel centralino didattico di altre
realtà museali
Contribuire alla diffusione delle teorie dell’evoluzione di C. Darwin
Ampliare l’accesso alle attività dedicate ai ragazzi: child room estiva, centri estivi e notte al
museo
Descrizione
obiettivi 2010
Elaborazione progetto preliminare nuova sala geologica
Progetto “Pensa diverso”
Progetto Archeogeo
Mostra ALIMENTA
Progetto intercultura al museo: “Museo un tappeto tra mondi”
Ottimizzazione servizio di biglietteria e museumshop
IDENTITÀ
Le attività
del Museo
Il complesso delle attività
Il Museo di Montebelluna ha una propria
funzione culturale e sociale derivante dalle tre
diverse macroaree di attività che lo identificano: la conservazione, la ricerca, la valorizzazione che si declina nelle attività di esposizione temporanea e permanente, nell’educazione e divulgazione del bene culturale.
Queste attività vengono svolte in ottemperanza sia alla recente legislazione (Nuovo Codice
dei Beni culturali e del paesaggio, d.L. n. 42
del 2004 e Atti di indirizzo sugli standard museali art. 150, comma 6, d.L. n. 112/1998) sia
alla mission del museo stesso.
L’area educativa è di particolare interesse
per il nostro Museo che mostra una propria
autonomia operativa in un settore che, sempre ai sensi del Nuovo Codice, rispetto al passato è oggi divenuta istituzionale al pari delle
altre macroaree.
Nel tempo il Museo all’interno delle macroaree ha consolidato una serie di ambiti nei
quali svolge le sue attività in stretto riferimento
alla mission, alle finalità e alle funzioni istituzionali che caratterizzano un ente di questo
tipo e lo contraddistinguono nel panorama
dei beni culturali.
Di seguito un sintetico elenco delle attività
principali svolte dal Museo in riferimento a diversi ambiti operativi relativi alle macroaree.
•
•
•
•
•
Conservazione
Acquisizione di nuovi reperti e collezioni
Gestione pratica delle collezioni (assicurazione, collocazione, spazi e arredi, movimentazione ai fini allestitivi temporanei
e permanenti, prestiti ad altri musei, enti
pubblici e privati ed associazioni)
Attività di manutenzione ordinaria (pulizia,
piccoli interventi, controllo dei parametri
di conservazione e dello stato dei reperti,
cambio contenitori, sostituzione dei liquidi
conservanti, disinfestazione ecc.)
Attività di restauro (coordinamento delle
ditte e dei restauratori, direzione lavori,
pratiche per autorizzazioni da parte degli
enti competenti, progettazione come previsto dalla legge)
Inventariazione e catalogazione dei reperti
e delle collezioni con produzione di schede
catalografiche secondo normative regionali e nazionali
• Riordino e gestione della documentazione
relativa alle collezioni
• Studio e ricerca sui reperti
•
•
•
•
•
Ricerca
Ricerca naturalistica sul territorio
Ricerca archeologica sul territorio
Produzione scientifica di testi e articoli in
riviste scientifiche del settore e nella rivista
scientifica del museo De Rerum Natura
Partecipazione a convegni, seminari e
giornate di studio per la presentazione
delle ricerche e per operare confronti con
altre realtà
Ricerca in ambito educativo
Valorizzazione
• Organizzazione di mostre temporanee e
permanenti
Divulgazione
• Organizzazione di convegni e seminari
• Organizzazione di workshop e conferenze
• Organizzazione di attività varie di divulgazione scientifica (tavole rotonde, teatro,
escursioni, giornate a tema ecc.)
• Partecipazione ad attività di divulgazione
scientifica organizzate da altri enti (tavole
rotonde, convegni, conferenze ecc.) promuovendo e valorizzando il patrimonio
del Museo
• Attività specifiche per target diversi: famiglie, adulti, specialisti
• Attività ludico-educative in occasione del
festeggiamento di compleanni (da giugno
a ottobre)
• Attività di comunicazione tramite i media:
giornali, riviste, radio, TV, manifesti, striscioni.
Educazione
• Tirocini e stage formativi per studenti delle
scuole superiori e dell’università
• Attività educativa per le scuole di ogni ordine e grado (dalla scuola dell’infanzia
all’università)
• Attività di formazione per insegnanti
17
18
• Attività di formazione per educatori museali
• Attività educativa per target specifici: adulti, gruppi di persone con disabilità, università della terza età e popolare ecc.
• Attività ludico-educativa per centri estivi
• Organizzazione di percorsi educativi entro
mostre temporanee e permanenti
Costituiscono attività trasversali a due o
più macroaree le attività afferenti al Centro di
Documentazione (CdD).
• Attività di prestito e interprestito al pubblico
dei materiali del centro (volumi, opuscoli,
riviste, documenti video ecc.)
• Acquisizione, inventariazione e catalogazione volumi
• Acquisizione, inventariazione e catalogazione documenti non librari (foto, carte,
riviste ecc.)
• Ricerche bibliografiche
• Gestione scambi con altri enti
• Gestione indirizzari
• Gestione sito internet e newsletter
• Organizzazione piani di comunicazione
eventi
L’attività educativa
Incontri con
gli insegnanti
Il Museo annovera tra le sue attività principali l’educazione per le scuole. Organizza
attività nelle sale espositive, laboratori dedicati
all’archeologia e alle scienze naturali, escursioni nel territorio, progetti speciali per le scuole
superiori, nonché un programma mirato di animazioni per i bambini che frequentano la scuola dell’infanzia e le prime classi elementari.
• Ufficio stampa
• Attività editoriale (cataloghi, volumi e riviste)
Le attività di segreteria amministrativa e
gestionale sono di coordinamento e supporto
a tutte le altre attività.
Le attività del Museo si rivolgono ad un’utenza piuttosto ampia, con tipi di approccio differenti; permane tuttavia la specializzazione nei
confronti di un’utenza in età scolare, anche in
considerazione del fatto che Montebelluna è al
di fuori dei più importanti circuiti turistici del
Veneto. Il Museo nel 2009 ha potuto contare
su un’utenza record di circa 35.000 visitatori,
di cui il 70% è costituito da scolaresche.
Rivolgere particolare attenzione all’attività
didattica per la scuola consente di offrire a
coloro che saranno gli adulti di domani una
formazione nell’ambito dei beni culturali e
permette inoltre di raggiungere indirettamente un pubblico più vasto (quello degli insegnanti e delle famiglie), svolgendo in questo
modo un’adeguata opera di sensibilizzazione
e di avvicinamento alla struttura nei confronti
di altre fasce di cittadini.
Un’attività educativa moderna,
interattiva e coinvolgente
Interattività, sperimentazione e confronto
critico sono le linee guida fondamentali della maggior parte delle proposte educative del
Museo. L’esperienza acquisita in anni d’attività, i costanti rapporti con realtà museali italiane ed estere leader nell’educazione al pa-
All’inizio di ogni anno scolastico, il Museo incontra le scuole di Montebelluna per presentare il nuovo programma ed illustrare eventuali novità. Durante l’occasione, viene
loro consegnata una carta speciale, la Didatticard che offre diverse agevolazioni tra cui
la possibilità di partecipare a tutte le attività didattiche usufruendo di uno sconto del 20%
per favorire ulteriormente la partecipazione delle scuole della nostra città, e ancora la
possibilità di acquistare volumi prodotti dal museo sempre con il 20% di sconto. Inoltre, a
partire da settembre 2007, sono stati organizzati degli incontri con gli insegnanti direttamente all’interno dei collegi docenti in modo da raggiungere un livello di comunicazione
più mirato ed efficiente.
IDENTITÀ
trimonio culturale, la formazione e il continuo
aggiornamento degli educatori, il contatto e
la co-progettazione con i docenti, hanno permesso di mettere a punto un’offerta didattica
di qualità, il più possibile vicina ai bisogni della scuola di oggi. Gli utenti, studenti o insegnanti di qualsiasi ordine e grado, diventano
protagonisti attivi nella conoscenza e nella
scoperta del nostro patrimonio storico e naturalistico, in un’ottica di confronto e apertura,
stimolante sul piano creativo.
Spazi e strumenti: i laboratori
e i supporti didattici
Il Museo è dotato di 4 laboratori didattici, uno dei quali di recente assegnazione.
All’interno i laboratori sono allestiti a seconda
della loro destinazione con cassoni e materiali per lo scavo archeologico, antropologico
e paleontologico, strumentazione scientifica
(microscopi, vetreria e reagenti da laboratorio) e attrezzatura multimediale (videoproiettore, computer, lavagna luminosa, dispositivi
audio/video, collegamento internet, sistema
di collegamento tra telecamera e microscopio
per visione ingrandita su schermo).
Inoltre il Centro di Documentazione fornisce bibliografie speciali, schede e materiale
documentario.
Le proposte didattiche
• Animazione naturalistica e archeoanimazione per la scuola dell’infanzia e le prime
classi della scuola primaria.
• Sperimentare al Museo. Laboratori su temi
relativi a:
° Biologia
° Zoologia
° Antropologia
° Botanica
° Ecologia e ambiente
° Mineralogia
° Geologia
° Geografia
° Paleontologia
° Paesaggio
° Storia della Scienza
• La storia del territorio. Laboratori su temi
relativi a:
°
°
°
°
°
°
Metodi di indagine
Preistoria
Protostoria
Epoca romana
Medioevo
Storia del Montello
Ogni anno il Museo pubblica una guida alle
attività proposte fornendo così indicazioni su
contenuti, età dei destinatari, tempi e prezzi.
Inoltre, elabora e propone percorsi didattici specifici legati ai temi della mostra temporanea in corso durante l’anno, generalmente
in programma da settembre a giugno. Negli
anni scolastici 2006-2007 e 2007-2008,
nell’ambito della mostra Il Fuoco di Vulcano,
i temi dei metalli e della metallurgia antica
sono stati approfonditi progettando, accanto
alle visite guidate, dei laboratori caratterizzati
da un forte grado di interattività destinati a
scuole di ogni ordine e grado a partire dalla
scuola dell’infanzia. Si trattava dei seguenti
laboratori:
• Laboratori rivolti alla Scuola dell’infanzia e
Scuola primaria (classi I e II): Gioca con i
metalli; Esplorando: cinque sensi per conoscere il mitico mondo dei metalli;
• Laboratori rivolti alla Scuola primaria
(III-V) e secondaria di I grado: Dalla miniera all’oggetto; Dalla materia prima al
simbolo; Vulcani in attività.
• Laboratori rivolti alla Scuola secondaria di
II grado: Il fuoco di Vulcano; Segreti rivelati: dal restauro al museo; Leghe ieri ed
oggi.
Negli anni scolastici 2008-2009 e 20092010, nell’ambito della mostra Cosmos.
Viaggio alla scoperta dell’Universo è stato
dato ampio risalto al tema dell’astronomia
e dell’astrofisica, proponendo alle scuole di
ogni ordine e grado visite guidate alla mostra e laboratori di approfondimento dedicati
a tematiche quali la fisica, l’astronautica, la
robotica e l’archeoastronomia. Di seguito,
vengono riportati il target scolastico e i titoli
dei laboratori:
• Laboratori rivolti alla Scuola dell’infanzia
e Scuola primaria (classi I e II): I 5 sensi
dell’astronomia; A cavallo di Pegaso.
19
20
• Laboratori rivolti alla Scuola Primaria (III-V
classe) e Scuola Secondaria di I grado: La
mela di Newton: la fisica nell’astronomia;
Esplorare il cosmo: uomini, robot e astronavi; Il sole e la luna degli antichi.
• Laboratori rivolti alla Scuola secondaria di
II grado: Non solo astronomia: la fisica e
la chimica dello spazio; Viaggio su Marte:
astronautica e astrobiologia; Lunatica: antiche e moderne suggestioni dal cielo.
Le proposte per il mondo degli anziani
Il Museo ha attivato a partire da settembre
2008 una serie di proposte dedicate in modo
specifico al mondo degli anziani. Questa scelta si è imposta per far fronte alla crescente
domanda da parte di Università della Terza
Età e di gruppi di anziani che a vario titolo
frequentano il museo.
Le attività sono state progettate e sperimentate durante il workshop ANMS 2008
dedicato, appunto, al mondo degli anziani.
Tali attività non godono ancora di una comunicazione specifica ad esse dedicata, ma sono
state ulteriormente sperimentate e messe a
punto nel 2009 grazie ad una collaborazione
con l’Auser Università Popolare di Treviso e il
Centro Diurno socio-assistenziale ricreativo
“Casa Roncato“.
• Visita guidata e attività pratica: alla sez.
archeologica “Oggetti e Storie”, utilizzo di
riproduzioni di reperti, attività di sbalzo e
utilizzo di argilla per riproduzione reperti.
• Visita guidata alla sezione naturalistica
attraverso l’utilizzo di esemplari.
• Visita guidata alla mostra Cosmos.
• Attività pratica di archeologia: “Dallo
scavo al museo”: simulazione di scavo in
aula e visita della sezione archeologica del
museo.
• Laboratorio di microscopia in aula e visita
alle collezioni naturalistiche del museo.
Le proposte per i disabili adulti
Le proposte rivolte ai disabili adulti sono
state sistematizzate a partire dall’anno 2007
e sono il risultato di una riflessione e sperimentazione condotta nell’ambito dell’annuale workshop ANMS dedicato all’analisi delle
attività rivolte a questa utenza. Il Museo ha
deciso di individuare una rosa di proposte in
base al grado di disabilità. Viene data comunicazione di queste attraverso l’invio cartaceo
IDENTITÀ
ai diversi centri diurni presenti nella provincia
di Treviso. Ogni mostra temporanea prevede
un percorso appositamente studiato per questo tipo di utenza, così è stato per l’esposizione “Il Fuoco di Vulcano. Le Età dei metalli” e
per “Cosmos. Viaggio alla scoperta dell’Universo”.
Mostra temporanea “Il Fuoco di Vulcano. Le
Età dei metalli”,
Visita speciale: Esplorando. Viaggio alla
scoperta del mitico mondo dei metalli
Mostra temporanea “Cosmos. Viaggio alla
scoperta dell’Universo”,
Visita speciale: Esplorando lo spazio, viaggio nel cosmo
Laboratorio archeologico: C’era una volta,
un villaggio neolitico
Il Museo nel territorio:
la sezione naturalistica
di Schievenin,
una valle da scoprire
Laboratorio naturalistico: Il mondo delle
rocce e dei minerali
Laboratorio naturalistico: Per prati e per boschi con Fox la volpe
Il servizio di tutoring
È un servizio su richiesta offerto a insegnanti e scuole e prevede la consulenza di
professionisti in campo archeologico o naturalistico, con la possibilità di visionare collezioni normalmente non esposte al fine di
sviluppare tematiche e contenuti specifici in
occasione di lezioni e laboratori ad hoc.
Museo di schievenin
Il museo propone percorsi di educazione
ambientale che, partendo dalla rinnovata sezione naturalistica di Schievenin, si svolgono
in sentieri significativi per gli aspetti geologici,
naturalistici e storici del territorio.
Il versante meridionale del Massiccio del Grappa accoglie la Valle di Schievenin, una
stretta e selvaggia gola di rilevanza naturalistica e storica. Ricca di sorgenti e ruscelli,
suggestive pareti di roccia calcarea e grotte carsiche, la Valle presenta sentieri dalla vegetazione incontaminata, in cui frequenti sono gli incontri con la fauna selvatica, percorsi
con tracce della I° Guerra Mondiale e significative testimonianze per la lettura della storia
del territorio.
In questa cornice, don Vittorino Vedova, sacerdote a Schievenin, fonda nel 1975 il museo
naturalistico di Schievenin che espone reperti e donazioni dei tanti emigranti della zona
sparsi in tutto il mondo. Nel 1984 il museo diventa una sezione staccata del Museo di
Storia Naturale e Archeologia di Montebelluna e si arricchisce di nuovi esemplari di fauna
locale.
Temporanemente chiusa dal 2003 per lavori di ristrutturazione, la sezione naturalistica
riapre nel 2007 completamente rinnovata negli allestimenti e nei contenuti con l’obiettivo di far conoscere gli aspetti geologici ed ecologici della Valle e valorizzare attraverso
l’esposizione di significative donazioni, l’amore degli abitanti di Schievenin per la loro
terra.
Secondo i più moderni concetti di “museo diffuso” ed “ecomuseo”, le collezioni della sezione naturalistica sono il punto di partenza per percorsi di educazione ambientale che si
realizzano sia sul territorio, lungo itinerari naturalistici e storici, che nei locali del Centro
Parrocchiale, attrezzati con strumentazione scientifica per l’approfondimento delle tematiche di Scienze della Vita e della Terra.
21
22
Educazione
al paesaggio
Il Museo va
in pediatria
A partire dal 2004 quando il museo ha dato corso al progetto europeo 3KCL (Kartsic
cultural landscape: architecture of a unique relationship people-territory, sito www.3kcl.
net) nell’ambito del programma Cultura 2000, i temi dell’educazione al paesaggio sono
divenuti uno dei percorsi di ricerca nell’ambito dell’area dell’educazione allo sviluppo sostenibile in una prospettiva trasversale alle discipline scolastiche. In particolare dall’anno
scolastico 2009-2010, il museo propone un percorso educativo nella valle di Schievenin
che per la morfologia degli ambienti, strette gole che si sviluppano in verticale in spazi
limitati, ben si presta ad una “lettura del paesaggio” in tempi contenuti. L’escursione, che
si effettua a piedi nell’arco temporale di mezza giornata, stimola i ragazzi a cogliere le
relazioni e collegamenti tra uomo e ambiente, in modo da evidenziare i processi naturali
ed antropici che hanno portato alla situazione attuale. L’attenzione visiva e sonora, l’uso
di carte geografiche, schede di osservazione e fotocamere digitali sono gli strumenti per
analizzare il paesaggio in tempo reale e in una dimensione storica, offrendo contemporaneamente una chiave di lettura per immaginarne le trasformazioni future.
Con questa attività vengono offerti ai bambini, durante l’esperienza di ospedalizzazione,
percorsi didattici piacevoli, nei quali essi possano esprimersi attraverso i cinque sensi, la
manualità e il disegno. Le modalità di fruizione del servizio sono diverse, a garanzia di
una flessibilità organizzativa e in modo da far interagire soggetti differenti: bambini in
cura, insegnanti, operatori sanitari, genitori. Le attività si svolgono principalmente in una
piccola e accogliente aula, situata al centro del reparto di Pediatria. Gli incontri, a cadenza mensile, vengono tenuti da un educatore del Museo insieme all’insegnante elementare
della scuola.
I contenuti degli interventi sono scelti tenendo conto della territorialità dei ricoverati senza
dimenticare la presenza di bambini provenienti da paesi extracomunitari.
IDENTITÀ
Il Centro di
Documentazione
(CdD)
Nuove acquisizioni
del CdD dal 2007
al 2010
Un nucleo fondamentale per le attività svolte dal Museo è il servizio di Centro di
Documentazione. Si tratta di un servizio aperto al pubblico che consente la consultazione
gratuita, il prestito esterno e la consulenza alla ricerca e che comprende:
• monografie di argomento specialistico
suddivisi per materie di scienze naturali e
archeologia, museologia e didattica museale, con una sezione rivolta ai ragazzi;
• miscellanea di opuscoli e letteratura grigia
suddivisi per materie di scienze naturali e
archeologia, museologia e didattica museale;
• una sezione periodici con riviste specializzate;
• materiale audiovisivo e multimediale;
• fototeca;
• cartografia e mappe di scavo.
Questo servizio gestisce inoltre tutte le produzioni editoriali del museo, che vanno dai
semplici materiali divulgativi, quali folder e
pieghevoli, a pubblicazioni più impegnative,
come cataloghi, testi scientifici, riviste scientifiche e quaderni didattici per il mondo della
scuola.
I nuovi volumi acquisiti dal CdD nel periodo 2007-2010 ammontano a 1764 nuovi documenti, di cui 1453 entrati a titolo gratuito,
e 311 a titolo oneroso. L’acquisizione di nuovi
volumi in genere può avvenire per acquisto
o per scambio/omaggio. Il museo intrattiene
rapporti di scambio prevalentemente con altri
enti ed istituti culturali, quali musei, biblioteche, associazioni, centri di ricerca, amministrazioni pubbliche e università che producono periodicamente pubblicazioni.
Il grafico pone in evidenza, da una parte, la riduzione nel corso del 2009-2010 del
numero di documenti entrati per acquisto,
dovuta a tagli imputabili ad una contrazione
del bilancio comunale, dall’altra il forte incremento dei volumi che il C.d.D. ottiene in
scambio con altre istituzioni collocate peraltro
in tutto il territorio regionale, ma anche nazionale. Si tratta di un dato molto importante
che evidenzia la complessa rete di relazioni
che il museo intrattiene con altri enti di cultura
e ricerca, una rete che porta benefici anche
in termini economici (si acquisisce un patrimonio documentario senza investimenti diretti
ma semplicemente scambiando pubblicazioni proprie). Tutto ciò in un’ottica di confronto
costruttivo, attraverso la formazione e lo sviluppo di un patrimonio civico diversificato, di
qualità e specialistico sui temi dell’archeologia, della museologia e delle scienze naturali
a disposizione dell’utente.
I prestiti effettuati a favore dell’utenza registrano un picco significativo nel 2007, che
coincide con l’acquisizione di numerosi titoli
di recente uscita su argomenti di interesse dif-
700
600
500
400
per acquisto
300
per scambio/
omaggio
200
totale nuovi
volumi
100
0
2007
2008
2009
2010
23
24
fuso, quali l’evoluzione, la genetica, il paesaggio.
Il dato poi si assesta su livelli normali
nell’arco del 2008; nel 2009 si registra un miglioramento rispetto al 2008, che coincide con
l’ingresso del CdD nel sistema della Rete delle
Biblioteche Trevigiane, azione che ha garantito
maggior visibilità del servizio su scala provinciale. Ne è riprova il grande incremento del
numero degli interprestiti con un passaggio da
n. 4 interprestiti nel 2008 a 35 nel 2009. Nel
2010 la situazione si mantiene quasi inalterata, con una leggera flessione. Per le operazioni di catalogazione possiamo fare riferimento
solo agli anni 2009-2010, in quanto il dato è
ricavabile informaticamente attraverso il nuovo software SOL, attivato solo a fine 2008.
Significativo evidenziare come ormai la catalogazione derivata o partecipata (tramite “cattura” della scheda catalografica) sia decisamente
prevalente rispetto alle catalogazioni ex novo
(314 contro 66); tuttavia la percentuale delle
nuove catalogazioni (che nelle biblioteche di
pubblica lettura è un dato ormai irrisorio) non
è affatto esigua e costituisce il 21% rispetto al
totale, segno che il CdD possiede materiali con
connotazioni di specificità e unicità tali da non
rintracciare notizie analoghe nella pur ampia
rete delle bibloteche venete.
Va sottolineato che il CdD punta a soddisfare le esigenze informative proprie di una
150
Prestiti a favore
dell’utenza
nel quadriennio
2007-2010
500
450
434
400
424
340
350
317
300
278
250
274
305
295
Numero prestiti
Numero
interprestiti
200
prestiti totali
150
100
50
0
35
10
2007
4
2008
22
2009
2010
IDENTITÀ
biblioteca altamente specialistica, con un scelta di titoli paragonabile a quanto disponibile
presso un dipartimento universitario, e che di
norma non sono reperibili in una biblioteca
civica di pubblica lettura. Gli utenti spesso
Progetto SOL.
Sebina Open Library
La Carta
delle Collezioni
si rivolgono al museo per consultazione di
materiali speciali (cartografia, tesi di laurea,
letteratura grigia) e anche per consulenza, rimanendo a studiare in loco anche senza procedere al prestito.
Il Centro di Documentazione del Museo civico di Montebelluna ha aderito alla fine del
2008 al progetto provinciale “SOL - Sebina Open Library”, che prevedeva l’adozione di
un unico software di gestione per l’intera rete Bibliotechetrevigiane, previa sottoscrizione
di una convenzione con la Provincia di Treviso.
Questo primo step ha reso visibili e consultabili on line – in un unico catalogo – oltre 1
milione di libri e l’attivazione di un’unica tessera per accedere ai servizi di oltre 105 biblioteche della Marca.
Nel corso di un anno la rete Bibliotechetrevigiane è entrata a stretto giro nel Polo regionale del Veneto, partecipando al Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN) con l’implementazione di un unico catalogo regionale.
Il progetto si è rivelato molto impegnativo, a livello tecnico ed economico, in quanto tutte
le biblioteche del territorio sono passate a condividere un’unica piattaforma informatica
e gestionale. Ciò ha comportato il passaggio di tutti i dati al nuovo software, da quelli
bibliografici del catalogo all’anagrafica, alla circolazione, ecc. con tutte le operazioni di
travaso dei dati, la loro verifica e la formazione del personale sul nuovo programma.
In contesto IFLA (Il servizio bibliotecario pubblico: linee guida IFLA/UNESCO per lo sviluppo, Roma, AIB, 2002) si afferma che “ogni sistema di biblioteche pubbliche richiede una
politica di gestione delle raccolte, in forma scritta, approvata dall’organo di gestione del
servizio bibliotecario. Questa politica dovrebbe essere finalizzata ad assicurare un metodo coerente nel mantenimento e nello sviluppo delle raccolte e nella messa a disposizione
delle risorse”. Sulla base di questa affermazione il CdD ha intrapreso un percorso di
analisi e studio durato più di un anno al fine di redigere la propria Carta delle Collezioni.
In particolare la Carta risponde alle seguenti finalità:
1. indica le coordinate di sviluppo e revisione delle raccolte della biblioteca: definisce gli
strumenti attraverso i quali è garantito l’incremento del patrimonio bibliografico; fissa i
livelli di copertura in rapporto alla produzione editoriale nazionale per i vari ambiti disciplinari; stabilisce come colmare lacune e introdurre miglioramenti.
2. rende espliciti agli utenti i criteri di selezione adottati nel processo di acquisizione dei
documenti; consente loro una maggiore interazione con la biblioteca in termini di suggerimenti e proposte di acquisizione di materiale. La Carta delle collezioni costituisce uno
strumento di lavoro e di orientamento nelle scelte relative alla politica futura delle raccolte
del CdD per la direzione del museo e per i responsabili del servizio; per gli utenti è una
guida ad una più consapevole utilizzazione delle risorse della biblioteca.
(Per il testo completo, vedi appendice C)
25
26
L’attività
divulgativa
Il Museo tra il 2007-2010 ha organizzato
diversi incontri con finalità divulgativa, in particolare conferenze, seminari e presentazioni.
A titolo esemplificativo, il numero complessivo
dei partecipanti a tali incontri ammonta per
l’anno 2010 a 2200 e la ripartizione a seconda della partecipazione alle diverse tipologie
di incontri è evidenziata nel grafico seguente.
L’elenco dettagliato delle attività svolte negli
ultimi anni è presente in appendice D.
Per altre attività sono da intendersi iniziative a carattere più ricreativo e di intrattenimento, come cineforum, rappresentazioni teatrali,
animazioni, notti al museo, notte internazionale dei musei, laboratori per adulti e piccoli,
giornate a tema (es. Darwin day).
Partecipanti
agli incontri
divulgativi 2010
partecipanti conferenze
1.150
950
partecipanti convegni
partecipanti altre attività
100
Notte al Museo
Dal 2007 il Museo organizza una speciale iniziativa dedicata ai ragazzi delle
classi quinta elementare e prima media
“Una notte al Museo”. Affrontando ogni
volta una tematica particolare (archologica o naturalistica) i ragazzi sono invitati a
passare una notte al museo tra giochi didattici, visione di film, attività laboratoriali, letture animate, per poi dormire con il
proprio sacco a pelo in una delle sale del
museo. Un’avventura speciale che ha però
un profondo obiettivo culturale quello di far conoscere il Museo come luogo di cultura e
luogo sociale, dove in un clima divertente e stimolante si possono conoscere molte cose
che riguardano la nostra comunità, il nostro territorio e non solo.
Dal 2007 al 2009 si sono svolte 12 attività per un totale complessivo di 233 partecipanti,
così suddivise:
Anno
Anno
Anno
Anno
2007
2008
2009
2010
3 notti
2 notti
7 notti
3 notti
55 bambini
40 bambini
138 bambini
59 bambini
IDENTITÀ
La Notte
internazionale
dei Musei
Il Museo ha deciso di aderire, a partire
dal 2008, all’iniziativa europea a cadenza
annuale “La Nuit des Musées-La Notte
dei Musei”, promossa dal Ministero della Cultura e della Comunicazione e dalla
Direzione dei Musei di Francia. Si tratta di
un evento speciale che prevede l’apertura
e la fruizione dell’intero spazio museale in
un orario insolito e in un clima di festa e
divertimento. I temi prescelti erano ispirati
in modo coerente ai contenuti della mostra
in corso al museo, archeologico nel 2008
(mostra Il fuoco di Vulcano) e astronomico l’anno successivo (mostra Cosmos), mentre per
il 2010 si è scelto di aderire al tema previsto nel macrocartello provinciale Reteventi.
ARCHEONIGHT. Sabato 17 maggio 2008 dalle 19,00 alle 24,00
L’Età Romana è stata protagonista della serata attraverso performance e postazioni a
carattere archeologico. Musica, alimentazione, teatro, cinema, abbigliamento, trucco...
tutto per un tuffo nel mondo antico, di sera. La compagnia teatrale TEATROCONTINUO
ha eseguito la performance Beviamo con le stelle, tra il giardino e le sale del museo.
Nel corso della serata era possibile visitare liberamente le sale del museo, con visite
gratuite alla mostra “Il Fuoco di Vulcano”. Inoltre sono stati allestiti una sezione cinema per vedere le scene più celebri dei kolossal dedicati all’età romana, da Cleopatra
al Gladiatore, e un angolo giochi riservato ai bambini. La collaborazione con Ascom
Confcommercio e Associazione Ristoratori del Montello ha permsso ai partecipanti di
gustare cibi realizzati secondo antiche ricette romane.
27
28
La Notte
internazionale
dei Musei
LUNATICA. Sabato 16 maggio 2009 dalle 19,00 alle 24,00
In occasione dell’Anno Internazionale dell’Astronomia, il Museo ha celebrato in questa
serata la Luna e tutti i suoi aspetti. Musica, teatro, cinema, abbigliamento, giochi, archeoastronomia: tutto per un tuffo nello spazio celeste, di sera.
“La notte racconta”, lo spettacolo teatrale per la regia di Livio Vianello ha animato il
giardino del museo, sono state proiettate le scene più celebri dei kolossal dedicati allo
spazio, e organizzati giochi spaziali per i bambini. L’apertura eccezionale della specola
osservatorio ha permesso a tutti di scoprire da vicino stelle e pianeti. Il tutto sulle note
musicali a tema lunare con un gruppo rock.
METAMORFISMI. Viaggio al centro della Terra.
Sabato 15 maggio 2010 dalle 19,00 alle 24,00
Per la Notte dei Musei il tema del metamorfismo viene declinato nelle sue diverse accezioni, in senso geologico e figurato. Tante le attività proposte, i Laboratori di geologia e archeologia, per adulti e bambini, le Conferenze sulla geologia del Montello e del Grappa,
il Cinema: video speleo, film, cartoon e documentari, la
Musica dal vivo: (Rock Stoner),
l’Atelier fotografico con foto speleo dentro la grotta, i Giochi e lo Spettacolo “Mostri,
Miracoli e Misteri”, con Vasco Mirandola e la Piccola Bottega Baltazar.
2009
Darwin Year
Nel 2009 si è celebrato un importante anniversario per la storia della scienza: nel 1809
nasceva Charles Robert Darwin, il quale 50 anni dopo, nel 1859, dava alle stampe
“L’origine delle specie”. Queste celebrazioni coinvolgono tutto il mondo scientifico ed interessano l’intero panorama culturale ed educativo, stimolando riflessioni e ragionamenti
legati ai recenti sviluppi del sapere.
A distanza di secoli, l’eredità di Charles Darwin è ancora viva e al centro di fertili dibattiti, che sollecitano il mondo scientifico ad interrogarsi sulle proprie origini e sul proprio
futuro.
La teoria dell’evoluzione per selezione naturale ha modificato la nostra concezione del
mondo vivente, come le idee di Galileo, di Newton e di Einstein hanno rivoluzionato la
nostra comprensione dell’universo fisico.
Nell’ambito delle attività previste nel Darwin Year, il museo, in collaborazione con
il Dipartimento di Zoologia dell’Università di Padova, ha organizzato un corso di aggiornamento per tutti gli operatori dell’area scientifica e storico-archeologica, incentrato su tematiche evolutive, da aspetti di storia della scienza alle più moderne frontiere della biologia evoluzionistica e dello sviluppo. Ha inoltre programmato
un’iniziativa rivolta a tutti, che all’aspetto educativo-divulgativo univa la piacevolezza dell’intrattenimento. Si trattava di tre appuntamenti dedicati a Darwin, accorpati nel macrotitolo Darwin a più voci: il BiblioDarwin, legato all’annuale Biblioday del
Centro di Documentazione, un’apertura straordinaria con letture di brani originali del
grande naturalista e testi di autori contemporanei; lo spettacolo teatrale “Storie e dialoghi di casa Darwin” (vedi box successivo), e una intera giornata in museo, Sabato
con Darwin, ricca di attività legate al tema dell’evoluzione: conferenze, filmati e letture che hanno coinvolto il visitatore con rigore scientifico e un approccio divertente.
IDENTITÀ
L’Intervista
impossibile:
“Un tè per due”
e “Storie e dialoghi
di Casa Darwin”
2007 Un te’ per due. Linneo e Buffon 300 anni dopo nemici come prima
Un’intervista impossibile che attraversa le barriere del tempo e diventa realtà in questa serata. In un’atmosfera settecentesca, degustando un buon tè e qualche biscotto in un vero
teatro, il pubblico ha assistito ad uno speciale spettacolo scientifico. Il famoso divulgatore
e giornalista di Radio 3, Fabio Pagan ha intervistato Linneo, grande naturalista che nel
lontano ‘700 pubblicò il Systema Naturae rivoluzionando il mondo scientifico di allora ed
elaborando un metodo per “battezzare” ogni essere vivente. Con lui attraverso le barriere
del tempo il francese conte di Buffon, anch’egli grande naturalista ma con idee talvolta
diverse da quelle di Linneo.
Partecipanti:
Alessandro Minelli, Università di Padova
Giuseppe Muscio, Museo Friulano di Storia Naturale, Udine
Conduttore:
Fabio Pagan, giornalista scientifico di Radio 3
2009 Storie e dialoghi di Casa Darwin
Una singolare pièce teatrale scientifico-divulgativa per incontrare i personaggi che condivisero il percorso del grande naturalista.
La figura e la personalità di Charles Darwin sono state tratteggiate attraverso il racconto
delle persone a lui più vicine, sotto il profilo scientifico e umano, mostrando come curiosità, onestà intellettuale, coerenza, rispetto delle opinioni altrui e l’instancabile ricerca di
soluzioni generali e comprensive di tutti i fatti, abbiano caratterizzato i più diversi aspetti della sua vita. Emma Darwin, la protagonista, Sir Joseph Dalton Hooker, botanico e caro amico di
Darwin, insieme alla figura del Vicario e alla voce narrante fuori campo, che presentava
il contesto temporale e sottolinea i temi affrontati, hanno aiutano a delineare lo scenario
culturale nel quale è nata la teoria dell’evoluzione.
Gli attori, tutti non professionisti, erano studiosi e docenti universitari, che hanno raccolto l’eredità darwiniana, condiviso e sviluppato i contenuti della sua teoria, Maria Berica
Rasotto, Alessandro Minelli, Giorgio Vaccari, Fabio Pagan.
29
30
Pensa diverso!
“Pensa Diverso!” è la rassegna di parole, azioni ed eventi che hanno animato il museo
di Storia naturale e Archeologia di Montebelluna nella primavera 2010. Un nuovo modo
di intendere la divulgazione scientifica, con una ricca offerta di attività raccolte in un unico
contenitore e legate da un comune denominatore, il Metamorfismo, in senso scientifico e
figurato, un intreccio di storie e voci in grado di cambiare contesti e relazioni.
Le proposte della rassegna avevano lo scopo di coinvolgere tutte le fasce di pubblico. Così si sono pensati laboratori per bambini e ragazzi articolati secondo diverse fasce di età
da svolgersi il sabato pomeriggio, mentre un’altra serie di proposte ha visto protagonisti i
giovani e gli adulti, aprendo il museo di sera. I temi selezionati erano legati alle collezioni
museali e al territorio, ma anche ad argomenti di stretta attualità scientifica e interesse
comune. Occasioni per confrontarsi con la scienza, l’archeologia e la storia, mettendosi
in gioco in modo attivo e divertente.
Per dare spazio alle parole si è rinnovata l’iniziativa Letture ad alta voce per bambini (a
cura di Livio Vianello) nelle sale del museo, riscuotendo un notevole successo. Si è deciso
di estendere l’iniziativa anche agli adulti e si è scelto un nome di richiamo quale Vasco
Mirandola, protagonista della lettura de “La metamorfosi” di Kafka, nella suggestiva cornice della sezione archeologica del museo.
Vero e proprio evento a sé, la mostra “Viaggi Sotterranei. Naica, la grotta dei cristalli
giganti e altre meraviglie del mondo ipogeo”, che racconta le esplorazioni geografiche e
speleologiche realizzate dall’Associazione La Venta in vent’anni di ricerche e scoperte tra
ghiacciai, foreste, grotte e siti archeologici.
IDENTITÀ
Le attività
istituzionali
di conservazione
e ricerca
Interventi sui reperti
archeologici del Museo
tra 2007 e 2010
Conservazione
Sezione archeologica
La consistenza reale del patrimonio – come già osservato in precedenza- non è quantificabile con precisione per diversi fattori legati allo stato giuridico dei reperti di proprietà
statale, che non sono di diretta competenza
del Museo, e alla quantità di alcune raccolte
che richiedono tempi lunghi per un conteggio
preciso: alcuni conteggi sono infatti tuttora in
corso. Si può comunque stimare che siano attualmente presenti circa 35.000 reperti.
REPERTI ARCHEOLOGICI
Totale stimato
35.000
Inventariati
5281
Restaurati
1315
Schedati
1453
Esposti
1.175
Il patrimonio del Museo non proviene solo
da Montebelluna; la provenienza delle collezioni che lo costituiscono è abbastanza variegata. I reperti archeologici conservati presso
il Museo civico provengono in gran parte dal
territorio di Montebelluna a seguito o di ritrovamenti fortuiti (sin dall’Ottocento) oppure di
scavi archeologici regolari (a partire dagli anni
’60). Sono reperti che attestano la frequentazione dell’area compresa tra il Montello e la
pianura dal Paleolitico medio (da 150.000 anni fa circa) fino all’età romana (II secolo d.C.).
Nell’allestimento del museo si distinguono due
importanti lotti di materiali provenienti da altri
territori: i reperti di età tardo-antica (IV secolo
d.C.) rinvenuti a Vidor-Piazza Maor nel corso di
scavi condotti negli ultimi anni ’80 e ripresi poi
nel 2000 per proseguire fino ad oggi; i reperti
neolitici provenienti dall’importante sito della
Risorse economiche
per attività
di catalogazione
dal 2007 al 2010
Valle San Lorenzo presso Cornuda, recuperati
dal gruppo archeologico locale sotto la supervisione della competente Soprintendenza.
Nei magazzini sono presenti altri modesti
lotti di materiali di età preromana e romana
provenienti da località varie della provincia di
Treviso: diverse zone del Montello, Cornuda,
Casale sul Sile, San Zenone degli Ezzelini,
Maser, Onigo, Oné di Fonte, località varie
presso Valdobbiadene e Vidor; a queste, tra
il 2007 e il 2010, si sono aggiunte le seguenti
località: Mogliano Veneto, Vedelago, Ponzano
Veneto, Osigo, S. Lucia di Piave, Cappella
Maggiore. Quest’ultimo dato merita di essere
sottolineato: considerando la frequenza delle
consegne per anno e la provenienza dei reperti, si nota, a partire dal 2000, la tendenza
da parte della Soprintendenza a far confluire
a Montebelluna i reperti provenienti da tutto
il territorio provinciale. Ciò rappresenta un
chiaro indicatore delle garanzie offerte dal
Museo civico per quanto riguarda la conservazione dei reperti agli occhi dell’organo statale preposto alla tutela dei beni.
Dalla donazione si distingue la consegna
a cui è tenuto chiunque rinvenga reperti
archeologici. A seguito di una consegna,
il museo deve comunicare l’elenco dei
reperti ricevuti alla Soprintendenza per i
Beni Archeologici. In realtà è ben raro poter fare una donazione. Ciò può avvenire
solo nel caso in cui si erediti o si acquisti
un reperto in modo regolare, altrimenti si
rientra nel caso della consegna.
Per quanto riguarda l’attività di inventariazione, il settore è in fase di riorganizzazione e
potenziamento, compatibilmente con le risor-
2007
-
-
-
2008
Montebelluna-Posmon 01-02
554
(L.R. 17/86 p.r. 07)
7 18.516,00
2009
Montebelluna-Posmon 01-02
219
(L.R. 17/86 p.r. 08)
7 7.950,00
2010
Montebelluna-Posmon 01-02
271
(L.R. 17/86 p.r. 08)
7 8.832,00
2010
Montebelluna-Posmon 01-02
409
(L.R. 17/86 p.r. 09)
7 14.638,00
1453
-
7 49.936,00
31
32
GLOSSARIO
Catalogazione: documentazione dei beni secondo metodologie e strumenti univoci (standard) ai fini della costituzione del Catalogo Generale del patrimonio artistico e culturale.
Collezione: raccolta sistematica di oggetti della stessa specie che abbiano un loro pregio
intrinseco, un loro valore storico, scientifico, artistico o comunque un interesse particolare
per chi li raccoglie.
Conservazione: coordinata e programmata attività di studio, prevenzione, manutenzione
e restauro del patrimonio culturale.
Inventariazione: individuazione dei beni mediante l’apposizione di uno specifico numero
di Inventario Generale assegnato dalla competente Soprintendenza regionale.
Manutenzione: complesso delle attività e degli interventi destinati al controllo e al mantenimento delle condizioni del bene culturale.
Prevenzione: complesso delle attività idonee a limitare le situazioni di rischio connesse al
bene culturale nel suo contesto.
Reperto archeologico: tutti i resti mobili di interesse archeologico rinvenuti in superficie o
nel sottosuolo.
Restauro: l’intervento diretto sul bene mediante operazioni finalizzate all’integrità materiale e al recupero del bene medesimo.
Tutela del patrimonio culturale: consiste nell’esercizio delle funzioni e nella disciplina
delle attività dirette, sulla base di un’adeguata attività conoscitiva, ad individuare i beni
costituenti il patrimonio culturale ed a garantire la protezione e la conservazione per fini
di pubblica fruizione.
Valorizzazione del patrimonio culturale: consiste nell’esercizio delle funzioni e nella disciplina delle attività dirette a promuovere la conoscenza del patrimonio culturale e ad assicurare le migliori condizioni di utilizzazione e fruizione pubblica del patrimonio stesso.
se disponibili. I grafici che seguono rappresentano l’attività svolta tra il 2007 e il 2010
(beni inventariati: 5281). Altri 1.500 reperti
sono ad oggi in corso di inventariazione.
Tra il 2007 e il 2010 sono stati schedati
1453 reperti archeologici provenienti dalla
necropoli di Montebelluna-Posmon. La nuova
campagna di schedatura (iniziata nel 2008
grazie ai contributi regionali per la schedatura chiesti a partire dal 2007) è stata possibile grazie ad un progetto cofinanziato
dalla Regione del Veneto per il restauro e
la conseguente schedatua dei corredi messi
in luce in località Posmon negli anni 2000-
2002. Pur registrandosi una ripresa rispetto
al trend in calo riscontrato a partire dagli anni
’90, il rapporto dei reperti schedati rispetto al
numero complessivo dei reperti in carico al
museo resta comunque molto basso; ciò deriva dal fatto che l’attività di schedatura dei
reperti dipende dai fondi del Ministero per i
Beni e le Attività Culturali elargiti tramite le
Soprintendenze Regionali, fondi che negli ultimi anni si sono ridotti notevolmente.
Relativamente al restauro dei reperti, a
partire dall’anno 2000 è iniziata una grande
attività di ripristino delle condizioni dei reperti rinvenuti in località Posmon nel corso degli
IDENTITÀ
Numero di consegne
di reperti archeologici
distinte tra territorio
comunale e altre
località della Provincia
di Treviso tra 2007
e 2010
7
Comune di Montebelluna
17
Inventariazione
dei reperti archeologici
tra 2007 e 2010
Provincia di Treviso
2.500
2.200
2.000
1.731
1.500
1.200
1.000
500
0
Catalogazione dei
reperti archeologici tra
2007 e 2010
150
2007
2008
2009
2010
800
700
680
600
554
500
400
300
219
200
100
0
0
2007
2008
2009
2010
33
34
scavi regolari del periodo 2000-2002. Grazie
ai finanziamenti regionali e ad un importante
investimento iniziale effettuato dal Comune di
Montebelluna nel 2001 è stato possibile intraprendere un importante progetto, ancora in
corso, per il restauro e la schedatura dei materiali messi in luce nell’importante necropoli
preromana e romana di Posmon.
Tra il 2007 e il 2010 sono stati restaurati
1315 oggetti provenienti prevalentemente da
Posmon (845), ma anche da altri due siti, quali
Vidor-Piazza Maor (430) e Montebelluna-Via
Nazario Sauro (40). Si sottolinea come il nuRisorse economiche
per attività di restauro
anni dal 2007
al 2010 (divisi per
finanziamento)
2007
Montebelluna-Posmon
scavi ‘00-’02
590 Contributo LR. 50/84 p.r. 2005
7 9.120,00
2008
Vidor-Piazza Maor
scavi ‘03, ‘04, ‘08
280 Contributo LR. 50/84 p.r. 2006
7 11.934,00
2009
Montebelluna-Posmon
scavi ‘00-’02
50 Contributo LR. 50/84 p.r. 2007
7 5.000,00
2009
Montebelluna-Via
Nazario Sauro
40
Contributo da privati
(Fondazione Cassamarca)
7 6.000,00
2010
Montebelluna-Posmon
scavi ‘00-’02
55
100% fondi Comune
di Montebelluna
7 8.064,00
2010
Vidor-Piazza Maor
scavi ‘03, ‘04, ‘08
2010
2010
Il restauro dei reperti:
appunti di metodo
mero di reperti restaurati per anno non cotituisca un parametro di riferimento significativo come nei casi dell’inventariazione o della
catalogazione, dove il costo di una scheda o
di un inventario sono uguali indipendentemente dalla complessità del reperto (tranne
casi eccezionali); invece i costi del restauro di
un reperto archeologico variano notevolmente in base ai fattori tempo e difficoltà tecnica. Pertanto si nota come a parità di finanziamento nei diversi anni non si è giunti agli
stessi risultati in termini di numero di reperti
restaurati.
150 LR. 50/84 p.r. 2009
7 5.000,00
Montebelluna-Posmon
scavi ‘00-’02
70 LR. 50/84 p.r. 2010
7 8.060,00
Montebelluna-Posmon
scavi ‘00-’02
80
100% fondi Comune
di Montebelluna
1315 La pianificazione dei restauri
dei numerosi e importanti reperti rinvenuti a MontebellunaPosmon, grazie alla competenza
del personale tecnico-scientifico
della Soprintendenza per i Beni
Archeologici del Veneto, ha permesso di mettere a punto un preciso protocollo per la definizione
delle specifiche metodologie d’intervento e di registrazione dei dati.
Particolare importanza ha assunto
7 5.824,00
7 59.002,00
IDENTITÀ
il microscavo stratigrafico dei vasi ossuario e dei piccoli contenitori, prelevati dal terreno
mediante fasciatura insieme al loro riempimento. Il microscavo eseguito in laboratorio,
non prima di attenti esami radiografici sui contenitori, ha portato al recupero di tutti i fragilissimi reperti contenuti, mentre l’accurata documentazione ha permesso, in alcuni casi,
di capire che il vaso ossuario era stato riaperto per accogliere altri defunti. Particolare
cura è stata posta nel restauro dei reperti in metallo, frequenti nei corredi trattati e, purtroppo, molto degradati. L’indagine radiografica, indispensabile per verificare situazioni
di fragilità dovute a corrosione, ha permesso di scoprire decorazioni nascoste da strati
di tenaci concrezioni. La pulitura dei vasi ossuari in ceramica ha consentito il recupero di
iscrizioni incise con rari esempi di onomastica in grafia venetica e romana.
Le attività di restauro e schedatura hanno comportato anche la ripresa fotografica di
ciascun reperto. Si stima quindi che tra il 2007 e il 2010 siano stati fotografati circa 1315
reperti archeologici.
Sezione naturalistica
Acquisizione
Una collezione naturalistica può giungere al museo tramite diverse modalità, quali il dono, il deposito temporaneo, il deposito permanente e in taluni casi l’acquisto.
L’acquisizione dipende dalla messa in atto
di una procedura standard che prevede diversi passaggi, dall’analisi delle esigenze del
museo, alla qualità della documentazione
allegata alla collezione, dal parere tecnico
del Comitato Scientifico e di eventuali esperti
esterni, alla possibilità di conservazione e valorizzazione.
Dal 2001 il Museo ha acquisito numerose
collezioni ed è in via di acquisizione di altri
nuclei di significativa consistenza.
Il grafico mette in luce la sproporzione tra le
principali modalità di acquisizione ed evidenzia
la necessità di potenziare l’entrata dei reperti
sia a seguito di ricerca scientifica su commissione ma anche tramite acquisto, laddove collezioni di pregevole fattura possono potenziare
il patrimonio espositivo ed educativo.
Numero reperti
per modalità
di acquisizione
100
1.500
12.000
donazioni
acquisti
ricerca scientifica
35
36
I reperti naturalistici
del Museo
REPERTI ESPOSTI NELLA SEZIONE NATURALISTICA
(Dati dicembre 2010; sono considerati sia i reperti che i modelli, la consistenza è approssimata
per difetto)
•Sale con allestimento originario, anno 1984 (dalla sala di Geologia
Generale alla Sala Echinodermi
•Saletta Riccati, anno 2000
570
70
•Mineralia, anno 2001 (Sale dedicate ai Minerali)
260
•Sale con nuovo allestimento, anno 2005 (Sala Pesci e Terre Emerse)
390
•Sala Astronomia, anno 2010
10
TOTALE
1300
In appendice E sono elencate tutte le collezioni naturalistiche presenti nel museo.
Inventariazione e catalogazione
Tutti gli oggetti acquisiti dal museo vengono registrati e schedati su supporto cartaceo
ed informatico.
I reperti in deposito permanente sono registrati secondo una procedura amministrativa
di inventariazione ed entrano a far parte del
patrimonio comunale. L’inventario è un elenco redatto in tempo reale che riporta i primi
dati di entrata del reperto quali il numero progressivo, la data e la modalità di acquisizione, il tipo di oggetto e una breve descrizione.
16.300
Nell’inventario sono presenti tutte le collezioni
di proprietà.
Per i reperti in deposito temporaneo vengono redatti dei registri a parte, ognuno dei
quali rappresenta l’elenco della singola collezione e ne riporta tutti i dati significativi desunti dalla documentazione e dall’analisi dei
cartellini degli oggetti.
REPERTI NATURALISTICI
30500
Inventariati (reperti di proprietà)
14200
Registrati in elenchi di collezioni
(depositi)
16300
14.200
reperti in deposito
temporaneo
reperti di proprietà
IDENTITÀ
Tipologia di reperti
in percentuale
2%
1%
17%
63%
Reperti di botanica
17%
Reperti di geologia
(paleontologia, mineralogia e
petrografia)
Reperti di zoologia e anatomia
Planetario e astronomia
Reperti di storia della scienza
La catalogazione delle collezioni
La catalogazione delle collezioni naturalistiche avviene secondo un progetto promosso
dalla Regione Veneto nel 2001 che ha portato
alla messa a punto di una scheda informatizzata disponibile in rete. Negli anni 2004
e 2007, l’Associazione Nazionale Musei
Scientifici (ANMS), su incarico della Direzione
per la Cultura della Regione Veneto e in collaborazione con il Museo Civico di Storia
Naturale di Verona, ha organizzato due corsi
di formazione per catalogatori di beni naturaNumero totale
di collezioni suddiviso
per tipologia generale
listici orientati alla conoscenza generale delle
tematiche afferenti ai beni e ai musei naturalistici, alla conoscenza delle collezioni depositate nei maggiori musei della Regione Veneto
e all’approfondimento della scheda informatizzata di inventario delle collezioni.
Le collezioni del museo sono state indagate e schedate da 4 catalogatori, specializzati
negli ambiti botanica, zoologia e geologia. È
tuttora in corso la compilazione delle schede
di collezione da parte del personale museale
in collaborazione con i catalogatori.
4
16
Zoologia e anatomia
Botanica
32
60
Geologia (paleontologia,
mineralogia e petrografia)
Storia della scienza
Planetario e astronomia
21
37
38
25
Collezioni catalogate
108
La catalogazione del singolo reperto:
la scheda specialistica
L’inventariazione, la schedatura e la catalogazione informatizzata dei singoli oggetti
avvengono nel rispetto di programmi e procedure interne. Come già visto per la scheda di collezione, l’esigenza di approfondire
le schede specialistiche dei beni naturalistici
ha promosso un corso di catalogazione del
singolo reperto effettuato nel 2008 e aperto
ai catalogatori che hanno ricevuto l’idoneità
nei corsi di catalogazione precedenti. Il tracciato delle schede specialistiche è stato messo
a punto dall’Istituto Centrale per il Catalogo
e la Documentazione (ICCD) che, in collaborazione con la Conferenza dei Rettori delle
Università Italiane (CRUI), l’ENEA (Ente per le
Nuove Tecnologie e l’Ambiente) e l’ANMS, ha
Collezioni da catalogare
definito una serie di norme di compilazione
dei beni mineralogici, paleontologici, zoologici e botanici.
Nel 2010, 3 catalogatori hanno portato a
termine la sperimentazione relativa alle nuove schede specialistiche su reperti zoologici
appartenenti a 2 recenti collezioni scientifiche
(Micromammiferi Anna Andolfato e Molluschi
del Montello Cesare Dalfreddo), scelte per la
completezza dei dati di raccolta e per la significatività degli esemplari appartenenti alla
fauna locale.
Collezioni oggetto della
sperimentazione scheda
specialistica
N
schede
Micromammiferi Anna Andolfato
154
Molluschi Montello Cesare Dalfreddo
217
IDENTITÀ
Restauro dei reperti
naturalistici
Fase di restauro di
Ciprynus carpio
(carpa) e il reperto
restaurato
Il restauro è un’operazione fondamentale che ha un duplice obiettivo: il recupero fisico
dell’oggetto e la sua valorizzazione come bene culturale. Il personale interno con la consulenza di professionisti esterni che collaborano da molti anni con il museo e ne conoscono a fondo le collezioni valutano sia le condizioni dei reperti che la significatività come
bene culturale ai fini di ricerca, esposizione e didattica.
Dal 2005, il museo ha approntato una serie di restauri che si sono concentrati ora su
intere collezioni ora su singoli reperti, da un lato per intervenire al più presto per risanare
un cattivo stato di conservazione dall’altro per arricchire il patrimonio fruibile da pubblico
e studiosi. Il recupero fisico prevede diverse fasi ed operazioni: il risanamento del reperto
con le prime opere di pulizia e disinfestazione, il blocco del degrado fisico e chimico, la
ricostruzione di parti mancanti e il rinnovo della protezione generale del pezzo. Tali operazioni possono richiedere modalità e tempi assai diversi e di conseguenza variano anche
i costi di intervento sul singolo pezzo. Per tale motivo, il numero dei reperti restaurati di
anno in anno ha subito fluttuazioni anche molto forti: a titolo d’esempio l’intervento su
un solo animale tassidermizzato di una collezione storica può richiedere tempi e costi
equivalenti a una decina di pezzi di raccolte più recenti.
39
40
Ricerca scientifica
Sezione Naturalistica
A partire dal 2004, la vocazione di ricerca
scientifica in ambito naturalistico ha visto la realizzazione di importanti progetti che, sulla scia
delle ricerche degli anni precedenti, hanno avuto come oggetto la conoscenza e valorizzazione
del territorio più vicino al museo. Gli autori sono
liberi professionisti e ricercatori che afferiscono
ad enti di ricerca quali l’Università di Padova, il
Museo Tridentino di Scienze Naturali e lo stesso
Museo di Montebelluna. Di seguito, le schede
delle ricerche effettuate ed in essere.
TITOLO RICERCA:
PERIODO:
“Le risorse idriche del colle: una retrospettiva storica sulla gestione, uno
sguardo al presente tra abbandono e trasformazione”
2005
AUTORE:
Marta Modesto
DESCRIZIONE:
Studio e indagine storica sulla gestione delle risorse idriche del Montello a partire dalla
situazione idrografica naturale passando attraverso la colonizzazione dei primi del 900 fino
alla situazione attuale.
TITOLO RICERCA:
PERIODO:
“Il ruolo delle cave dismesse nella conservazione dell’erpetofauna planiziale in
Provincia di Treviso”
2004-2007
AUTORE:
Enrico Romanazzi e Michele Menegon
DESCRIZIONE:
Indagine sulle comunità erpetologiche di otto cave dismesse nella Pianura Trevigana. Rilevate
18 specie di Anfibi e Rettili tra le quali specie inserite in normative di tutela e altre specie
minacciate.
TITOLO RICERCA:
PERIODO:
“Le comunità di farfalle diurne (Papilionoidea e Hesperioidea) negli ambienti
aridi riparii del Piave nel suo settore prealpino (Nord Est Italia)”
2007-2008
AUTORE:
Lucio Bonato, Elena Zamprogno, Katia Bettiol, Bruno Zamprogno e Marco
Uliana
DESCRIZIONE:
Studio delle comunità di farfalle che vivono negli ambienti golenali e ripari del fiume Piave tra
Vidor e Nervesa della Battaglia in termini di ricchezza e composizione specifica. Rilevate 67
specie, 54 delle quali insediate nel territorio e 4 presenti stagionalmente.
TITOLO RICERCA:
PERIODO:
“Indagine sui licheni del Montello”
2009-2010
AUTORE:
Juri Nascimbene
IDENTITÀ
DESCRIZIONE:
Valutazione della biodiversità e composizione dei popolamenti lichenici epifiti nei diversi tipi di
bosco presenti sul Montello. Lo studio mira anche a indagare le trasformazioni dell’ambiente
forestale montelliano sulla base di un confronto con dati storici. I campioni raccolti nel 2009
sono 29.
TITOLO RICERCA:
PERIODO:
“I Lepidotteri della Valle di Schievenin – Quero (BL)”
2009-2011
AUTORE:
Giovanni Timossi
DESCRIZIONE:
La ricerca prevede il monitoraggio dell’intero ordine dei Lepidotteri presente nell’area
considerata per il periodo di 3 anni. Il monitoraggio include anche i microlepidotteri e
porterà alla realizzazione di una importante collezione. I risultati preliminari per l’anno 2009
evidenziano un totale di 210 specie, 69 delle quale mai segnalate e che si aggiungono alle
141 già conosciute.
TITOLO RICERCA:
PERIODO:
“I Miriapodi nelle biocenosi dei suoli delle Colline Trevigiane”
2009-2010
AUTORE:
Lucio Bonato
DESCRIZIONE:
La ricerca ha per oggetto il monitoraggio di un gruppo di artropodi dei Miriapodi, relativamente
al quale sono state fatte sono indagini marginali e non sistematiche.
Bollettino scientifico
del Museo
Il Museo risponde alla sua vocazione culturale anche facendosi promotore di ricerca e
divulgazione scientifica in campo naturalistico, storico-archeologico e didattico, tanto da
essere divenuto un centro di riferimento per
i ricercatori veneti. Anche per tali ragioni, si
è sentita già da qualche anno la necessità di
raccogliere in un bollettino scientifico periodico lavori scientifici inediti contenenti gli esiti
delle ricerche compiute sul territorio, e concernenti argomenti che rientrino nel campo della
storia dell’antico e delle scienze naturali. La rivista scientifica “Quaderni del Museo di Storia
Naturale e Archeologia di Montebelluna” si
configura dunque come un importante mezzo
per divulgare notizie di carattere scientifico nel
territorio provinciale.
41
42
Al 2009 sono stati realizzati 5 numeri in ambito naturalistico (De Rerum Natura) – con
un numero speciale dedicato al Progetto 3KCL – Montello, e un numero monografico di
argomento archeologico (Archaiologia), sui risultati degli scavi compiuti in area Santa
Maria in Colle e Posmon.
In appendice F è possibile trovare l’indice di ognuno dei volumi.
Sezione archeologica
Compito istituzionale del Museo Civico per
quanto riguarda le collezioni archeologiche è
garantire la raccolta, la custodia, la conservazione e l’inventariazione dei reperti di proprietà civica e statale (in questo caso secondo
le direttive della competente Soprintendenza);
a queste si aggiungono tutte le azioni finalizza-
te alla valorizzazione dei beni e del territorio,
quali le attività di ricerca, divulgazione e comunicazione didattica. In un’ottica territoriale
- che “esce” quindi all’esterno andando ben
oltre le mura del museo - si sviluppano attività
finalizzate a costruire conoscenza e consapevolezza nei confronti del proprio territorio, con
risvolti di educazione e tutela al patrimonio.
Il Progetto Archeogeo
Tra il 2006 e il 2010 la Fondazione Cassamarca, il Comune di Montebelluna, il Museo
di Storia Naturale e Archeologia, in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni
Archeologici del Veneto e l’Università degli Studi di Padova, hanno condotto un ambizioso
progetto di ricerca geoarcheologica sul territorio di Montebelluna - il progetto Archeogeo
- con l’obbiettivo di realizzare una carta geoarcheologica del territorio comunale ad illustrare il quadro archeologico del sito dall’età pre-protostorica a quella romana e tardoantica. La carta geoarcheologica, al momento in corso di stampa (e che sarà fruibile sia su
supporto cartaceo, sia in via informatica), sarà uno strumento di alto valore scientifico che
contribuirà a valorizzare e divulgare il sempre più consistente patrimonio archeologico di
questo territorio. Essa sarà di fatto uno strumento costantemente aggiornabile, utile alla
comprensione dello sviluppo insediativo del territorio per le epoche sopra indicate.
Fasi di lavoro e metodologie dell’indagine
Il progetto si articola in quattro fasi:
1) raccolta e revisione di tutti i dati pregressi riguardanti la realtà storico-archeologica
del territorio;
2) indagini geoarcheologiche e geomorfologiche nel centro urbano e su tutto il territorio
comunale;
3) informatizzazione dei dati (progettazione e realizzazione di uno specifico database e
di un Sistema Informativo Territoriale - SIT);
4) realizzazione della carta geoarcheologica del territorio comunale di Montebelluna.
Attività 2007-2010
Con la fine del 2010 si sono concluse tutte le indagini previste nel programma del Progetto
Archeogeo per la redazione della carta geoarcheologica del territorio. Nell’estate del
2010 si è effettuata l’ultima campagna di scavo sull’edificio romano nell’area denominata Lotto 14 in Via Cima Mandria di Posmon. Nello stesso lotto nell’autunno 2009 sono
stati indagati anche due tumuli preromani. Nel marzo 2009 sono state effettuate attività
IDENTITÀ
di survey (ricognizione di superficie) archeologico in località Capo di Monte che hanno
portato alla raccolta di numerosi manufatti litici preistorici databili dal Paleolitico medio
all’età del Bronzo. Nel 2008 e 2009 sono state effettuate ulteriori raccolte di superficie nei
settori collinari del colle di Montebelluna e nella porzione sud-occidentale del Montello in
relazione al popolamento del territorio nel periodo preistorico. Nel mese di giugno 2009
è iniziata un’indagine archeologica conoscitiva sul terreno di proprietà Amistani situato a
S. Maria in Colle in prossimità del vecchio cimitero. Sul fronte delle indagini geomorfologiche, nel 2009 si è conclusa la campagna di rilievi e di carotaggi su tutto il territorio
comunale; inoltre è stato realizzato e reso disponibile al pubblico SIT (Sistema Informativo
Territoriale).
Per garantire l’immediata divulgazione alla cittadinanza dei risultati degli scavi, in concomitanza con le campagne archeologiche sul Lotto 14 di Posmon, le scuole di Montebelluna
e tutti gli abitanti interessati hanno potuto seguire il cantiere di scavo nel corso delle diverse attività organizzate dal Museo.
Enti promotori: Fondazione Cassamarca, Comune di Montebelluna
Il Museo lavora sul progetto in collaborazione con: Soprintendenza per i Beni Archeologici
del Veneto e Università degli Studi di Padova
Finanziamento: 520.000 euro, stanziati dalla Fondazione Cassamarca
Durata: 5 anni, da giugno 2006 a maggio 2011 circa
Consuntivo Spese del periodo 2007- 2010: 302.169,45 euro.
Si riportano qui di seguito i bilanci consuntivi degli anni 2007, 2008, 2009 e 2010, annate a cui si riferiscono le attività sopra descritte.
2007: 7 143.974,10
2008: 7 63.929,35
2009: 7 88.266,00
2010: 7 6.000,00
Articoli pubblicati dai
dipendenti del museo
dal 2007
Tutti gli articoli sono
depositati presso il Centro
di Documentazione
del Museo
Celi M, 2010 – “Geomorphological and Geo-environmental impact of bombs (First World
War) in the Monte Grappa Massif”, Acta of National Meetings Geoitaly, Rimini 2009.
Trevisin A. 2010 - “Né qui, né altrove: al museo”, in Archeologia e Intercultura. Integrazione culturale attraverso l’educazione al patrimonio archeologico, a cura di F. Morandini,
M. Volonté, M. Baioni. - Gussago: Vannini Editrice, pp. 49-63.
Trevisin A. 2010 - “Il cibo è cultura”, in Alimenta. Il cibo tra scienza e cultura, a cura di D.
Gasparini e S. Rodato. - Montebelluna: Museo di Storia Naturale e Archeologia, pp. 152163.
Trevisin A. 2010 - “Strane voci al museo”, in Agorà. Paesaggi dell’intercultura, a cura di L.
Luatti - Magazine on line. http://www.vanninieditrice.it/agora_home.asp
Gilli E., Drusini A. 2010 – “Il crudo e il cotto. Alle origini dell’alimentazione umana”, in
Alimenta. Il cibo tra scienza e cultura, a cura di D. Gasparini e S. Rodato. - Montebelluna: Museo di Storia Naturale e Archeologia, pp. 166-175.
Celi M., Vaccari G. 2010 – “L’uomo: un organismo tra gli organismi viventi”, in in Alimenta. Il cibo tra scienza e cultura, a cura di D. Gasparini e S. Rodato. - Montebelluna:
Museo di Storia Naturale e Archeologia, pp. 10-23.
43
44
Celi. M. e Sauro U. 2009 - “Le sorgenti carsiche di Oliero e Subiolo”, in Altopiano dei Sette
Comuni, a c. di P. Rigoni e M. Varotto, Verona.
Celi. M. 2009 - Tra scuola e museo: percorsi di educazione al paesaggio. Sviluppo sostenibile e risorse del territorio, a cura di M. C. Zerbi e F. Fiore, Torino
Celi. M. 2009 - “Le sorgenti carsiche del Canal del Brenta”, Atti e Memorie dell’ateneo di
Treviso, anno 2009. In stampa
Ceselin F., Gilli E. (a cura di) 2009 - “I restauri dei reperti della necropoli di MontebellunaPosmon (scavi 2000-2002): Un esempio di buona prassi”, Quaderni di Archeologia
del Veneto.
Gilli E. 2009 - “Sistema scuola-museo per l’educazione all’antico. Montebelluna un caso
veneto”, in Baioni M. (a cura di) Educando insieme. Didattica e Sistemi museali, Atti del
convegno Idro 6 dicembre 2007, Idro, pp. 85-99.
Trevisin A. E Vaccari G. 2009 - “Dal bufalo alla farfalla: attività educative del Museo di
Montebelluna con gruppi di disabili”, De Rerum Natura, Quaderni del Museo di Storia
Naturale e Archeologia di Montebelluna, n. 5, pp. 81-86
Trevisin A. 2009 - “Le persone di una persona sono numerose in ogni persona”, in Educare nella città cosmopolita: culture senza quartieri per una didattica museale del dialogo: atti della 12. Giornata regionale di studio sulla didattica museale, Vicenza-Palazzo
Chiericati 22 settembre 2008. - Venezia: Regione del Veneto, pp. 86-90.
Trevisin A. E Di Mauro A. 2009 - “Progetto Educard “Un patrimonio di culture”: un punto
di partenza”, in Un patrimonio di culture (a cura di A. Di Mauro e A. Trevisin), Regione
del Veneto e Museo di Storia Naturale e Archeologia, Venezia-Montebelluna.
Trevisin A. 2009 - Contributo per gli atti del seminario di studio “ Musei e ALTRE abilità.
Percorsi e incontri tra il Patrimonio Culturale e i Diversamente Abili” svoltosi a Saluzzo
il 28-29 settembre 2007, sul sito del museo: www.casacavassa.it
Trevisin A. 2009, “Ma gli anziani vanno al museo? “In www.fizz.it/argomenti/pubblico/2009/trevisin.htm (marzo)
Vaccari G. 2009 - “Collezioni, percorsi educativi e inclusione sociale: il Museo di Montebelluna”, in “Un Patrimonio di culture” a cura di A. Di Mauro e A. Trevisin, pag. 135145, Regione Veneto-Museo di Storia Naturale e Archeologia di Montebelluna (TV)
Borsato A., Celi M., Meneghel M. et Sauro U. 2008 - “Aspetti dell’idrologia carsica delle
Prealpi Venete”. In L’acqua nelle aree carsiche in Italia. Memorie dell’Istituto Italiano di
Speleologia s. II, vol. XIX. pp. 41-48.
Brugnoli A., Celi M. 2008 - Dalla promozione dei talenti al supporto alla ricerca scientifica: i volontari dei musei naturalistici. Atti convegno nazionale ICOM 2007
Celi M., Gilli E. 2008 - “Educare all’antico: l’applicazione degli stili di Kolb nelle esposizioni museali. Il caso della mostra “Il Fuoco di Vulcano. Le età dei metalli”, Atti del
Convegno Educare all’antico, Pavia-Casteggio 4-5 aprile 2008.
Gilli E., Orlandini G. 2008 - “Archeologia e scuola dell’infanzia: un’interazione possibile.
Il caso della mostra temporanea “Il Fuoco di Vulcano. Le età dei metalli”, in Atti XI
giornata regionale sulla didattica museale, Este 24 settembre 2007.
Gilli E., Trevisin A. 2008 - “Scuola dell’infanzia ed educazione all’antico: esperienze del
Museo Civico di Montebelluna”, Atti del Convegno Educare all’antico, Pavia-Casteggio 4-5 aprile 2008.
Guidone A. 2008 - “Incontro con la storia del carattere e della stampa: la Tipoteca italiana fondazione (TIF) a Cornuda”, AIB notizie 20, n. 4.
Paoletti M.G., Celi M. et alii 2008 - “Cave dwelling invertebrates: possible bioindicators
IDENTITÀ
of pollution. First italian data on heavy metal pollution in caves”, in Konrad Thaler
memorial volume, pp. 1029-1050.
Trevisin A. 2008 - “Museo come risorsa per l’educazione all’antico nei Ctp, Atti del Convegno Educare all’antico, Pavia-Casteggio 4-5 aprile 2008.
Trevisin A. E Di Mauro A. 2008 - “Un patrimonio di culture”: per una rete territoriale di
promozione del museo come luogo di incontro e di relazioni. www.ismu.org/patrimonioeintercultura
Celi M. 2007 - “La collezione storico naturalistica del museo “L. Bailo” di Treviso”, Atti e
Memorie dell’ateneo di Treviso anno 2007.
Celi M. 2007 - “Avere o Essere? La funzione sociale del museo tra i due millenni”. Contributo alla tavola rotonda in Atti della X Conferenza Regionale dei Musei del Veneto,
Venezia.
Celi M. 2007 - “Divulgare il museo: un incontro tra I professionisti dei servizi educative e
I professionisti del turismo”. Contributo alla tavola rotonda in Atti della X Conferenza
Regionale dei Musei del Veneto, Venezia.
Celi M. 2007 - “Musei con le finestre aperte: il ruolo dei musei nello studio ed educazione
al paesaggio”, in Atti del convegno Il paesaggio vicino a noi, Educazione, Consapevolezza, Responsabilità, 2006, a cura di B. Castiglioni, M. Celi, E. Gamberoni.
Gilli E., Orlandini G. 2007 - “Al museo con il drago Squagliaferro”, Scuola Materna, Anno
95, Brescia, pp. 23-30.
Gilli E. (a cura di) 2007 - “Il Fuoco di Vulcano. Le età dei metalli”, Catalogo della Mostra,
Museo di Storia Naturale e Archeologia di Montebelluna, Caselle di Sommacampgna
(VR).
Gilli E., (a cura di) 2007 - “Montebelluna: un territorio fra Veneti e Romani”, Archeologia
Viva, Anno XXVI, N. 125, pp. 60-67.
Gilli E., (a cura di), “Il Fuoco di Vulcano”, ARCHEO, Anno XXIII, n. 6, 2007, pp. 46-51.
Ferroni D., Gilli E., Trevisin A. 2007 - Ideazione e testi+coordinamento (Gilli e Trevisin) per
la redazione di 4 quaderni didattici per il Parco Archeologico Didattico del Livelet, editi
dalla Provincia di Treviso, maggio
Modolo S., Boscardin M., Guidone A. 2007 - “Studio delle collezioni mineralogiche del
Museo di Storia Naturale e Archeologia di Montebelluna”, De Rerum Natura. Quaderni del Museo di Storia Naturale e Archeologia di Montebelluna, n. 4, pp. 25-37.
Trevisin A. 2007 - “Ripensare il museo. Uno sguardo verso gli adulti”, De Rerum Natura Quaderni del Museo di Storia Naturale e Archeologia di Montebelluna, n. 4, pp. 77-85.
Partecipazione
dei dipendenti a
conferenze e seminari
in veste di relatori
MONICA CELI
•III Conferenza Nazionale dei musei d’Italia ICOM, relazione G. Giacobini, A. Brugnoli, M. Celi
Dalla promozione dei talenti alla collaborazione scientifica: i volontari nei musei scientifici Verona 6
Novembre 2007
•Convegno Sviluppo sostenibile e risorse del territorio Università degli Stdi di Mialano Relazione Celi.
M. - Tra scuola e museo: percorsi di educazione al paesaggio. Milano 24 febbraio 2007
•Fondazione Querini Stampaglia, seminario di aggiornamento tre relazioni di M. Celi Il museo come
complesso di attività per il pubblico: la redazione della carta dei diritti dell’utente. Il museo come
complesso di attività per il pubblico: la redazione della carta dei servizi. La politica della qualità trova
casa al museo. Mestre 28 febbraio 2007
45
46
•Convegno A.I.B. Musei, biblioteche e archivi: una convergenza possibile
Gli istituti culturali del
Veneto dopo il Codice dei Beni Culturali e del paesaggio Relazione M. Celi L’esperienza della rete
“Musei Alta Marca MAM” 18 gennaio 2007
Padova
•Università Ca’ Foscari Venezia due relazioni M. Celi L’attività educativa al Museo di Storia Naturale
ed Archeologia di Montebelluna. Musei e Codice. Venezia 14 marzo 2007
•Seminario di aggiornamento Provincia di Modena, Assessorato alla Cultura, Modena, “Scuole e
Musei che collaborano: una rete possibile”, Relazione M. Celi e A. Trevisin Storie di Intrecci tra
Scuola e Museo. Modena 25 novembre 2008
•Università Ca’ Foscari Venezia relazione M. Celi La deontologia professionale nei musei: una consapevolezza necessaria. Venezia 20 aprile 2008
•Università Ca’ Foscari Venezia relazione M. Celi La mediazione didattica nei musei Venezia 20 aprile 2008
•Workshop European Museum Forum Museum and local resources: a european perspective.
Relazione M. Celi The quality in museum. Bertinoro 1-5 ottobre 2008
•Convegno SIMDEA Patrimonio società civile, comunità. I musei tra missione e gestione. Relazione
M. Celi Dalla società al museo, dal museo alla società Siena 3-4 aprile 2008
•Convegno “Educare all’antico”, Relazione: Celi M., Gilli E., Educare all’antico: l’applicazione degli
stili di Kolb nelle esposizioni museali. Il caso della mostra “Il Fuoco di Vulcano. Le età dei metalli”,
Pavia-Casteggio, 4-5 aprile 2008
•Convegno nazionale Geoitaly, poster M. Celi, Geomorphological and Geo-environmental impact of
bombs (First World War) in the Monte Grappa Massif. Acta of National Meetings Geoitaly, Rimini 9
settembre 2009.
•Seminario Il culto dell’acqua. Relazione M. Celi La risorsa acqua nel trevigiano tra sorgenti e risorgive. 4 settembre 2009
•Programma dell’Ateneo di Treviso 2009 Celi. M. 2009 - “Le sorgenti carsiche del Canal del Brenta”
Treviso, 13 marzo 2009.
•Convegno relazione M. Celi e A. Trevisin Esperienze di intercultura al museo: storia di un percorso
nato in Europa e approdato nelle comunità locali. Università degli Studi di Padova, “Paesaggio e
popolazione immigrata. Esperienze e prospettive”, Padova, 26 ottobre 2009
•Tavola rotonda Scienza e Tecnica: un tabù per le ragazze M. Celi, C. Puppinato, A. De giusti, M.
Battan, M. Maset, coordinata da M. Zorzi presso Istituto Plank di Treviso 21 gennaio 2009
•Giornata regionale della didattica museale, Relazione M. Celi e I. Da Deppo, Progetto Iterreg transmuseum: progettare, formare, educare, nei musei dell’Alto Bellunese. Venezia 3 dicembre 2010
•Giornata regionale della didattica museale, M. Celi preside la sessione Comunità di professionisti e
pratiche in condivisione: il fare Venezia 3 dicembre 2010
•Convegno La professionalità scientifica nelle amministrazioni di ente locale Relazione M. Celi I
musei scientifici di enti locali e professioni museali, un a sfida per il futuro Milano 10 ottobre 2010
•Tavola rotonda Scienza e Tecnica: un tabù per le ragazze M. Celi, C. Puppinato, A. De giusti, M.
Battan, M. Maset, coordinata da M. Zorzi presso Istituto Plank di Treviso 20 gennaio 2010
•Teleconferenze Scuola e paesaggio dall’Associazione Eco-Filosofica. Relazione M. Celi Costruire
conoscenza al museo. Treviso 13 aprile 2010
•Convegno MIBAC Musei sotto i 50000 visitatori. Relazione M. Celi Museo di Montebelluna, un museo con meno di 50.000 visitatori! Firenze 14 dicembre 2010
EMANUELA GILLI
•XI giornata regionale sulla didattica museale, Relazione: Gilli E., Orlandini G. Archeologia e scuola
dell’infanzia: un’interazione possibile. Il caso della mostra temporanea “Il Fuoco di Vulcano. Le età
dei metalli”, Este 24 settembre 2007
•Convegno “Educando insieme. Didattica e sistemi museali “, Relazione: Gilli E.Sistema scuolamuseo per l’educazione all’antico. Montebelluna un caso veneto, Idro, 6 dicembre 2007
•Convegno “Educare all’antico”, Relazione: Celi M., Gilli E., Educare all’antico: l’applicazione degli
stili di Kolb nelle esposizioni museali. Il caso della mostra “Il Fuoco di Vulcano. Le età dei metalli”,
Pavia-Casteggio, 4-5 aprile 2008
•Convegno “Educare all’antico”, Poster: Gilli E., Trevisin A., Scuola dell’infanzia ed educazione
IDENTITÀ
all’antico: esperienze del Museo Civico di Montebelluna, Pavia-Casteggio, 4-5 aprile 2008
•Convegno “Vasi a Bocca Quadrata”, Poster: Gilli E., Schiavo A.: Nuove evidenze della Cultura vbq
dal sito di Capo di Monte, Montebelluna (Treviso)”, Riva del Garda, maggio 2009
•Giornata di studio sulla Carta Archeologica del Veneto, Relazione: Elodia Bianchin Citton, Claudia
Casagrande, Emanuela Gilli, Annamaria Larese, Alessio Schiavo, Elga Tomaello, Progetto
Archeogeo: carta geoarcheologica del Comune di Montebelluna (TV) (Soprintendenza per i Beni
Archeologici del Veneto, Museo di Storia Naturale e Archeologia di Montebelluna, Land Technology
and Services-Treviso), Verona, 12 novembre 2009
•Giornata della didattica museale, Relazione: Gilli E., Trevisin A., Un Museo nel suo contemporaneo,
Brescia, 19 novembre 2009
ANGELA TREVISIN
•Seminario di studio Musei e ALTRE abilità. Percorsi e incontri tra il Patrimonio Culturale e i Diversamente
Abili, Saluzzo, 28-29 settembre 2007
•Giornata di studi sul Montello, Dal Bufalo alla farfalla: attività educative del museo con gruppi di
disabili, Montebelluna, 1 dicembre 2007
•Progetto “Didarcheo. La didattica archeologica tra Scuola e Museo”, Comunicazione didattica dei
beni culturali e strumenti per la mediazione archeologica, Corso di formazione per l’insegnamento
della storia antica, Montebelluna, 11 marzo 2008
•Convegno “Educare all’antico”, Museo come risorsa per l’educazione all’antico nei CTP, Università
degli studi di Pavia. Pavia, 4-5 aprile 2008
•Convegno “Educare all’antico”, Poster: Gilli E., Trevisin Scuola dell’infanzia ed educazione all’antico: esperienze del Museo Civico di Montebelluna, Pavia-Casteggio 4-5 aprile 2008
•Seminario di Studi I materiali del tempo. Gli oggetti e i loro musei per insegnare storia e geografia
e per educare al patrimonio, Scorzè, 5 settembre 2008
•XII giornata regionale didattica museale “Educare nella città cosmopolita”, Presidente di sessione Le
persone di una persona sono numerose in ogni persona, Vicenza, 22 settembre 2008
•Educare ai musei, educare nei musei, Auser Università Popolare, Fondazione Benetton Studi e
Ricerche, Treviso, 30 ottobre 2008
•Seminario di aggiornamento “Scuole e Musei che collaborano: una rete possibile”, Provincia di
Modena, Assessorato alla Cultura, Modena, 25 novembre 2008.
•Un patrimonio di culture, Università degli Studi, Facoltà di Scienze Statistiche, Padova, 5 dicembre
2008
•“Il progetto Educard”, Il patrimonio risorsa per l’educazione interculturale. La scuola, il museo, il territorio, Fondazione ISMU, Provincia di Milano, Settore Cultura, Ufficio Scolastico per la Lombardia,
Milano, 4 marzo 2009
•“Il progetto Educard”, Dirigere le scuole in contesti multiculturali, Seminario nazionale di formazione
per dirigenti scolastici, Abano Terme (PD), 11-13 maggio 2009.
•“Il patrimonio nel museo: una storia vera?” “Storia e Didattica della Storia. Tracce e indicazioni per
il curricolo”. Convegno regionale, Cittadella (PD), 11 settembre 2009
•Esperienze di intercultura al museo: storia di un percorso nato in Europa e approdato nelle comunità
locali. Università degli Studi di Padova, “Paesaggio e popolazione immigrata. Esperienze e prospettive”, Padova, 26 ottobre 2009
•Il museo e l’azione educativa nel contemporaneo, Provincia di Brescia: “La didattica museale.
Orientamenti, attività, obiettivi”, Brescia, 19 novembre 2009
•Non qui e non altrove… al Museo. Corso “Archeologia e Intercultura. Integrazione culturale attraverso l’integrazione al patrimonio archeologico”. Rete dei Musei archeologici delle province di
Brescia, Cremona e Mantova, Brescia, 1 dicembre 2009
•Museo un tappeto tra mondi. Musei e dialogo interculturale. Esperienze e buone pratiche. Abcd,
Fiera dell’educazione, Genova, 19 novembre 2010.
•Al museo: storie vicine, storie lontane, V Convegno Annuale, “Scuola e ricerca: nel museo, a partire
dal museo, intorno al museo”. Dipartimento di economia società e territorio-Università degli Studi
di Udine. Museo della Vita contadina “Cjase Cocèl”, Fagagna (Ud), 9 ottobre 2010.
•Museo: un tappeto tra mondi. Congresso della Società Italiana per la museologia e i beni demo-
47
48
etnoantropologici, “Essere Contemporanei. Musei, patrimonio, antropologia.” Matera, 1 ottobre
2010.
•Esperienze di anziani al museo, Museo delle Palafitte del lago di Ledro, Officina Ledro “Museo e
anziani nel dialogo interculturale-intergenerazionale”, Ledro (Tn) 24 agosto 2010.
•Disabilità e patrimonio culturale. Esperienze del Museo di Storia naturale e Archeologia di
Montebelluna-Treviso, (testimonianza a distanza). ARCHEOLOGIA SENZA BARRIERE- Giornata di
studio e riflessione sul tema “Disabilità e Beni culturali”, Cividate Camuno (Bs), 15 maggio 2010
GIORGIO VACCARI
•Educare ai musei, educare nei musei, Auser Università Popolare, Fondazione Benetton Studi e
Ricerche, Treviso, 30 ottobre 2008
•Progetto Educard 2008/2009 “Un patrimonio di culture”, Regione Veneto, Museo di Storia Naturale
e Archeologia di Montebelluna e in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale “Le collezioni
quali strumenti per la costruzione di percorsi educativi dedicati all’inclusione sociale: una buona
prassi in un museo di Storia Naturale” 23 gennaio 2009.
Corso per catalogatori
schede RA
Il corso formativo per catalogatori di reperti archeologici ex L.R. 2/1986 p.r. 2007, svoltosi nell’autunno 2008, è stato organizzato dal Museo di Storia Naturale e Archeologia di
Montebelluna dietro incarico della Regione del Veneto; altri enti istituzionali coinvolti, sia
in fase di progettazione che in fase di conduzione, sono stati l’Istituto per il Catalogo e la
Documentazione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e la Soprintendenza per i
Beni Archeologici del Veneto.
Il corso è stato finalizzato alla formazione di personale specializzato nella catalogazione
di reperti afferenti al patrimonio storico-archeologico del Veneto con l’applicazione della
scheda informatica RA in base agli standard e alle direttive emanati dall’Istituto Centrale
per il Catalogo e la Documentazione (ICCD).
Sono state effettuate lezioni frontali di inquadramento da parte di esperti della materia
e di rappresentanti delle Istituzioni coinvolte. con momenti di discussione e confronto.
Considerata l’importanza delle competenze sui reperti nel quadro dell’intervento di catalogazione, è stato previsto un momento di esercitazione su collezioni museali. Largo
spazio è stato dato all’esercitazione pratica di inserimento dati sulla scheda informatizzata secondo il modello ministeriale SIGEC (scheda RA). Inoltre, grazie alla collaborazione
con l’ICCD, per tutta la durata del corso i corsisti sono stati abilitati per l’accesso alla
Piattaforma Learning Management System ENEA Campus; è stato così possibile utilizzare
la modalità e-learning (e-SIGEC) per la catalogazione informatizzata con lezioni on-line
di autoapprendimento, test di autovalutazione e attività collaborative sul Forum on-line.
L’intero percorso si è articolato in 11 incontri, di cui 4 ospitati in diverse realtà museali venete (Museo Civico di Storia Naturale di Verona, Museo Diocesano di Vicenza,
Museo Civico di Santa Corona di Vicenza, Museo Archeologico Nazionale di Altino,
Museo di Storia Naturale e Archeologia di Montebelluna); mentre gli incontri rimanenti
a Montebelluna presso l’auditorium della Biblioteca Comunale e presso l’Istituto Einaudi.
Sono stati coinvolti 18 relatori.
Il corso, a numero chiuso, è stato riservato inizialmente a 29 laureati in discipline attinenti
alle specificità dei beni da catalogare. Su 57 contatti sono stati ammessi 29 corsisti provenienti da tutto il Veneto. 28 corsisti hanno superato la prova finale di verifica.
IDENTITÀ
Formazione
Permanente
(Lifelong
Learning)
Il tema del Lifelong Learning è stato fortemente incentivato dalla Regione Veneto e
ciò ha permesso di guardare sotto una nuova
prospettiva l’attività educativa del Museo con
riferimento al mondo degli adulti.
Parallelamente all’attività educativa, rivolta prevalentemente all’utenza scolastica, si è
andata così concretizzando una richiesta specifica di accesso al Museo da parte di gruppi di adulti e di singoli individui: università
popolari e della terza età, amici del Museo,
associazioni varie, cooperative, volontariato,
etc. Il Museo ha colto questa occasione per
confrontarsi con queste categorie di stakeholder caratterizzate da interessi diversi.
Alcune delle attività che vedono coinvolti
adulti singoli in modo diretto e partecipato sono elencate qui di seguito:
- volontariato post lauream per formazione
al lavoro: oltre agli stage in convenzione con
gli istituti universitari e di formazione professionale, viene offerta la possibilità ai singoli
laureati che ne facciano richiesta di effettuare
un periodo di tirocinio volontario;
- inserimenti speciali: attraverso accordi di
convenzione con la ASL viene svolta un’attività
formativa per l’inserimento nel mondo del lavoro
di soggetti che presentano un disagio psichico di
entità variabile, i quali trovano un ambiente protetto e al tempo stesso stimolante, sia dal punto
di vista umano che culturale e intellettuale;
- consulenza scientifica: l’educazione al patrimonio culturale del territorio è uno dei compiti fondamentali delle istituzioni museali, per
questo il Museo fornisce un servizio di consulenza scientifica per l’analisi e l’interpretazione
di qualsiasi reperto archeologico e naturalistico rinvenuto sul territorio, congiuntamente ai
ragguagli sugli aspetti burocratici e legislativi
inerenti il ritrovamento dei reperti stessi;
- organizzazione di corsi tematici: oltre ai
tradizionali corsi di aggiornamento per insegnanti, sono stati proposti dei corsi dedicati a
particolari tematiche legate alle mostre temporanee allestite;
- volontariato di soggetti adulti disoccupati
e di soggetti della terza età: viene offerta la
possibilità a persone prive di occupazione e
a pensionati che ne facciano richiesta di pre-
stare opera come volontari secondo la loro
disponibilità di tempo e competenze;
- progetti speciali per utenti speciali: da
circa cinque anni il Museo è impegnato con
un centro educativo riabilitativo diurno per disabili adulti gravissimi nel portare avanti due
delicati ed importanti percorsi didattici: essi si
svolgono nei laboratori della struttura museale, con l’ausilio dei reperti di collezione e sono
basati sulla percezione multisensoriale (toccare gli animali, manipolare l’argilla, assaggiare tisane e udire versi e suoni della natura).
Intercultura e Museo
A seguito del percorso formativo intrapreso
in ambito interculturale, il museo ha avviato per
l’a.s. 2009-2010 una serie di nuove proposte
didattiche dal titolo “Incontri 2009. Intercultura
e Museo”. Obiettivo delle nuove proposte è
stato esplicitare le possibilità di un uso del patrimonio del museo, sia naturalistico sia archeologico, mettendo in evidenza le diverse provenienze dei reperti, ma anche gli intrecci di storie
che accomunano i visitatori davanti ai reperti.
Accanto a queste proposte specifiche rivolte al mondo della scuola, nell’anno 2009
ha preso avvio un percorso più articolato rivolto ai cittadini stranieri presenti nel territorio
di Montebelluna allo scopo di diffondere la
conoscenza del museo presso questa utenza.
Nella fase progettuale e di attuazione il Museo
ha coinvolto la Cooperativa Sociale Una Casa
per l’Uomo e la Rete per l’integrazione degli
alunni stranieri del Comune di Montebelluna.
Il progetto, che si è concluso a giugno 2010,
ha previsto la formazione di 5 mediatrici culturali e una serie di attività da sperimentare
con gruppi di adulti stranieri.
Più di 150 i cittadini di diverse nazionalità
coinvolti nella sperimentazione. Gruppi donne e classi del Ctp di Asolo hanno potuto conoscere per la prima volta la realtà museale
di Montebelluna.
Tutti differenti, ma…tutti parenti!
Le trame nella storia: tessitura e filatura attraverso i millenni
Il Museo siamo noi!!!
In viaggio con l’archeologo alla scoperta
delle diversità culturali
49
50
Il progetto Educard.
Un patrimonio
di culture
Il progetto “Educard”, è un’ iniziativa ideata e promossa, sette anni fa, dalla Regione del
Veneto per favorire il rapporto tra scuola-museo facendo interagire le rispettive comunità
professionali.
La proposta avanzata dal Museo di Storia Naturale e Archeologia di Montebelluna
(Treviso), al quale la Regione, ai sensi dell’art.44 della L.R. n. 50 del 1984, ha affidato
l’organizzazione, in partenariato, dell’edizione del progetto Educard- per l’a.s. 20082009 “Un patrimonio di culture”, ha focalizzato l’attenzione sul rapporto tra scuola e museo, proponendo un percorso di lettura del patrimonio culturale secondo una prospettiva
che facesse propri metodi e contenuti di una pedagogia interculturale.
Alla fase iniziale del corso hanno preso parte circa venticinque unità (su 67 iscritti alla
prima giornata), mentre sono scesi a 18 il numero di coloro che hanno seguito l’intero
corso: di questi, 6 sono gli operatori museali e 12 gli insegnanti.
Il corso ha preso avvio il giorno 5 dicembre 2008 presso l’Università degli Studi di Padova,
Facoltà di Scienze Statistiche e si è concluso il giorno 5 giugno 2009 presso l’Auditorium
della Biblioteca Comunale di Montebelluna.
L’intero percorso si è articolato secondo n. 10 incontri, di cui n.6 ospitati nelle diverse realtà museali venete (Museo Nazionale Atestino, Fondazione Querini Stampalia di
Venezia, Museo di Storia Naturale di Venezia, Museo Civico Archeologico di Oderzo
(Tv), Museo Africano di Verona, Museo Etnografico Provinciale-Cesiomaggiore (Bl)); n.
2 incontri sono invece stati ospitati in un’istituto scolastico di Vicenza, n. 2 incontri sono
stati ospitati in un istituto scolastico di Padova: di questi incontri, 3 sono stati dedicati alla
progettazione. Sono stati coinvolti n.19 relatori.
Sono stati individuati quattro gruppi di progettazione che hanno prodotto quattro progetti
educativi.
IDENTITÀ
L’attività editoriale
e le pubblicazioni
L’accordo di coedizione
con Cierre
L’attività editoriale viene svolta da alcuni
anni, in quanto, in accordo con i propri fini
istituzionali, il Museo produce e commercializza opere stampate a carattere scientifico e
divulgativo, assumendosi in proprio il rischio
della realizzazione e commercializzazione dei
prodotti. A questo scopo si avvale di competenze interne, ma anche di esperti in grado di
garantire qualità al prodotto sia in termini di
contenuto scientifico sia di fruibilità a un vasto
pubblico dei temi pubblicati.
Il grado di approfondimento varia in base
alla tipologia di pubblicazione, alla finalità e
al target di destinazione: si passa così da un
piano divulgativo semplice e accessibile a un
livello più impegnativo, con l’elaborazione di
strumenti scientifici a contenuto specialistico
per operatori e addetti ai lavori.
A seguire, sono schematizzate le tipologie di
pubblicazioni del Museo e i titoli di alcuni testi.
Area tecnico-scientifica (target: ricercatori, addetti ai lavori, altre istituzioni, livello di
complessità elevato)
• Bollettino istituzionale (De Rerum Natura,
dal numero 1 al 5) - periodico
• Monografie tematiche (Archaiologia)
• Atti di convegni o workshop organizzati
dal Museo (atti ANMS, Montello 3kcl)
Area informativo-divulgativa (target: pubblico in generale; il livello di complessità della
pubblicazione varia in base all’argomento e
alla trattazione)
• Cataloghi di mostre (Abracadabra, Ventimila
leghe, AKEO, IL FUOCO DI VULCANO,
COSMOS: viaggio alla scoperta dell’Universo)
• Volumi di carattere naturalistico-divulgativo generale (collana NATURALIBRI)
• Guida del Museo o di singole sezioni
(Pusilai, Guida del Museo di Montebelluna)
Area didattica (target: insegnanti, scuole)
• Bibliografie legate ad esposizioni temporanee (Leggi la mostra con Anacleto)
• Quaderni didattici (Viaggio tra le antiche
scritture, Scavo, Neolitico)
• Periodico “Scricciolo”
• Testi sul’educazione a contenuto teoricopratico (Paesaggio ed educazione, Linee guida sull’educazione al paesaggio).
Il Museo da parecchi anni ha assunto veste
di editore, investendo nella realizzazione di
pubblicazioni destinate alla divulgazione.
Tuttavia, pur contando su autori, relazioni
e contributi di alto livello sul piano scientifico, non riesce sempre a realizzare prodotti
editoriali adatti alla vendita e raggiungere il
grande pubblico attraverso canali distributivi
adeguati.
Si è stabilito di coinvolgere Case editrici affermate, che negli ultimi anni si sono distinte per affidabilità, qualità e cura dell’offerta
editoriale, visibilità e rappresentabilità sul
territorio, per tentare la strada della coedizione. La scelta è caduta su Cierre Edizioni,
che è anche provvista di efficaci strumenti di
distribuzione in territorio Triveneto.
L’obiettivo è creare una collana, dal titolo
Naturalibri che nel tempo divenga consistente e riconoscibile, con contenuti scientifici garantiti, scelta degli autori più autorevoli nello
specifico argomento, ma che raggiunga il grande pubblico con uno stile divulgativo, accat-
51
52
tivante, non accademico, semplice e chiaro, pur curato nella veste grafica e rigoroso nei
contenuti.
Titoli usciti
Orchidee spontanee del Veneto, di Corrado Lazzari
Farfalle dell’Italia Nordorientale, di Paolo Paolucci
Titoli in programma
I Tesori delle nostre montagne
Dalle Dolomiti ai Colli Euganei. Percorsi tra i minerali del Veneto
a cura di M. Boscardin, F. Zorzi
L’attività editoriale costituisce una voce
di entrata non trascurabile nell’ambito del
Museumshop (si veda dimensione economica) ed è fondamentale per la rete di scambi
avviata con altri enti a livello non solo regionale ma nazionale.
Il grafico mette in evidenza come nei due
quadrienni dal 2003 al 2006 e dal 2007 al
2010, il numero di titoli a stampa dal museo
(14) sia quasi pari a quello relativo ai 15 anni
precedenti, dal 1988 al 2002.
L’attività editoriale
del Museo
14
16
14
In appendice G si può trovare l’elenco delle pubblicazioni del museo dal 1988 ad oggi
1988-2002
2003-2006
2007-2010
IDENTITÀ
Strumentazione
per l’attività di ricerca
Strumentazione
per l’attività educativa
Strumentazione per
conferenze, congressi e
incontri con il pubblico
Strumentazione
per esposizioni
temporanee e
permanenti
Il Fuoco di Vulcano.
Le età dei metalli
La strumentazione a disposizione dell’attività di ricerca nella sezione naturalistica consiste in
due laboratori attrezzati con strumentazione specifica (aghi da dissezione, calibro, dinamometri, etc.) e vetreria di consumo; microscopi e stereomicroscopi con collegamento foto-video
per l’acquisizione analogica e digitale di immagini e filmati; reagenti chimici e sostanze per
la conservazione e il fissaggio dei reperti naturalistici; strumentazione per la preparazione
di invertebrati (spilli entomologici, stenditoi, etc.); computer portatili; armadi per stoccaggio
sostanze chimiche e una cappa aspirante per il trattamento di sostanze tossiche.
Sono a disposizione n. 3 laboratori ognuno dotato della seguente strumentazione fissa:
un computer portatile e un videoproiettore, un sintolettore cd e audiocassette compatto
per presentazioni multimediali; possibilità di utilizzo di lettore dvd e videoregistratore.
Due dei laboratori inoltre presentano strumentazione varia (aghi da dissezione, forbici,
kit analisi acque, calibro, dinamometri, etc.), nonché vetreria di consumo; microscopi e
stereomicroscopi con collegamento video.
Sono disponibili un impianto audio professionale munito di mixer, casse amplificate, supporti, etc., con cinque microfoni e piastra per registrazione audio; videoproiettore, videocamera digitale, fotocamera digitale professionale, registratori mp3 e audiocassette per
documentazione degli eventi.
La strumentazione a disposizione è molto ricca e comprende monitor lcd e a tubo catodico, videoproiettore, computer portatili, lettori dvd, tre videocamere analogiche, due sintolettori cd e audiocassette, due sistemi audio semiprofessionali (lettore cd/MP3, cupole
sonore e amplificatori stereo) e quattro lettori cd portatili.
I metalli e le antiche arti metallurgiche, dalle origini fino all’Età romana, sono stati al
centro di una speciale mostra interattiva allestita presso il Museo civico di Montebelluna
(TV) nel biennio 2007-2008, nata da un progetto dello stesso Museo sviluppato in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto. Muovendo proprio
dalle figure di Vulcano-Efesto e Prometeo, la mostra ha raccontato la più antica storia
dell’uso del metallo. Il tema della metallurgia antica è stato suggerito da una specificità
archeologica del territorio in periodo protostorico e, anche se in misura minore, in età
romana, fortemente caratterizzato dalla preminenza quantitativa e qualitativa dei reperti
in metallo (soprattutto in bronzo e in ferro). Le stesse collezioni archeologiche del Museo
Civico di Montebelluna si distinguono, specificatamente per l’età del Ferro, per la consistente presenza di reperti metallici. In realtà la mostra è stata una rivisitazione, di impronta fortemente divulgativa e didattica, della metallurgia antica, tematica dalle numerose
valenze: tecnologica, economica, sociale e culturale.
53
54
Cosmos.
Viaggio alla scoperta
dell’Universo
Il Cielo è stato sempre un punto di riferimento nella vita degli esseri umani.
Il 2009, a quattrocento anni dal primo utilizzo del cannocchiale nell’osservazione del cielo, dovuto a Galileo Galilei, e a quarant’anni dallo sbarco sulla Luna, è stato proclamato
anno internazionale dell’astronomia. L’astronomia, forse la più antica delle scienze (le
sue origini risalgono alla preistoria) oggi è una scienza complessa e il cielo viene studiato
ed esplorato con i moderni mezzi della Fisica, della Matematica, della Chimica, della
Geologia, della Biologia e dell’Ingegneria. La mostra sviluppa un percorso che parte dal
nostro pianeta Terra, esplora il Sistema Solare e si spinge poi all’esterno per incontrare le
stelle, le galassie, gli ammassi di galassie e conoscere le teorie sulle origini dell’Universo,
e in chiusura presenta una sezione dedicata all’Astrobiologia. In parallelo, in alcune sale
dell’allestimento museale permanente, due appendici alla mostra dedicate all’archeoastronomia e all’astronautica completano il percorso.
La mostra, fortemente didattica, interattiva, ricca di esperimenti, suggestioni e apparati
multimediali è stata progettata per essere davvero alla portata di tutti: dalle famiglie, che
hanno la possibilità di effettuare in tutta serenità la visita anche con i bambini più piccoli
(per loro un percorso-gioco guidato da Roger “l’astrorana”), all’esperto che può trovare
interessanti spunti di approfondimento.
LE SEZIONI
La storia dell’astronomia
Gli strumenti
Il Sistema Solare
Lunatica
Le stelle
Galassie e ammassi di galassie
Dal Big Bang a …
Le costellazioni
Astrobiologia
Archeoastronomia
Astronautica
IDENTITÀ
Mostra Alimenta.
Il cibo tra scienza
e cultura
Dal novembre 2010 il Museo di Storia Naturale ed Archeologia di Montebelluna propone
una mostra temporanea dedicata ad un tema molto attuale e discusso ma allo stesso
tempo spesso misconosciuto: l’alimentazione. Nel mondo della natura la vita si perpetua
soltanto ed attraverso complessi processi di nutrizione: piante e animali hanno elaborato
nel corso dei millenni strategie, modi, pratiche alimentari diverse e multiformi. Tra gli
esseri viventi di certo l’uomo è l’unico che attorno al proprio sistema alimentare ha organizzato l’economia, la società, la cultura stessa. La mostra presenta attraverso una serie
di sezioni le tappe della produzione, trasformazione e consumo degli alimenti evidenziandone gli aspetti scientifici e quelli culturali legali all’uomo. L’obiettivo è di offrire ai visitatori gli strumenti per decodificare quanto oggi i media ci propongono intorno al tema
dell’alimentazione, spiegando meccanismi biologici, confrontando l’uomo con gli altri
organismi viventi, affrontando temi scottanti quali l’introduzione degli OGM o la cucina
molecolare, parlando di tabù alimentari etc. Tutto questo attraverso il coinvolgimento diretto dei visitatori in esperimenti, con l’uso di postazioni interattive, creando un’esperienza multisensoriale e stimolante che potrà soddisfare ogni tipo di utenza. Un’esposizione
attuale, un’occasione unica per conoscere i meccanismi biologici della nutrizione e per
riflettere su questo affascinate tema che ha accompagnato la storia dell’umanità.
La mostra se da un lato si propone di divulgare la cultura collegata al tema dell’alimentazione dall’altro coinvolgerà tutte le categorie produttive e commerciali del nostro
territorio, attraverso la promozione di prodotti, di filiere produttive e soprattutto attraverso
un’azione educativa rivolta ad un vasto pubblico che si spinge anche oltre i confini regionali che darà l’opportunità ad ognuno di conoscere tutti gli aspetti collegati all’alimentazione e di poter operare scelte consapevoli. Il progetto è stato insignito della Medaglia
della Presidenza della Repubblica, un premio speciale riservato ad iniziative nel campo
della cultura giudicate meritevoli a livello nazionale.
LE SEZIONI
All’interno degli alimenti:
Cosa mangiamo:
Catene e piramidi:
Scienze e tecnologie alimentari:
La digestione:
Il cibo è cultura
Biodiversità e produzione:
Cotto e crudo:
55
la dimensione economica
La gestione
delle risorse
finanziarie a
supporto delle
attività del
Museo
Il Museo da sempre si impegna a gestire
in maniera efficiente le risorse finanziarie a
sua disposizione, ponendo attenzione ai modi
in cui le risorse stesse vengono utilizzate ed
alla loro destinazione, con particolare riguardo alla scelta delle attività da finanziare ed
all’acquisto dei materiali strettamente necessari alla loro realizzazione.
Di ogni piano operativo del Museo, da cui
discendono poi le attività del Museo stesso
e che quindi risulti di una certa importanza,
vengono analizzati i costi di realizzazione.
Vengono così individuate le spese da sostenere per l’acquisto di servizi e beni di consumo e
gli investimenti patrimoniali necessari.
L’individuazione di questi fattori viene effettuata dal direttore del Museo insieme ai suoi
collaboratori, tenendo conto sia di dati storici e dell’esperienza acquisita dal Museo, sia
di preventivi formali. Viene anche fatta una
previsione delle entrate possibili. In genere, le
entrate dirette del Museo (erogazioni da parte
di Comune, Regione e incassi) non risultano
sufficienti a coprire le spese totali, si verifica
quindi la necessità di ricorrere a contributi da
parte di enti privati.
Il piano di spesa che deriva da questa analisi viene sottoposto all’attenzione del Consiglio di Amministrazione (CdA). Quest’ultimo
valuta se gli investimenti sono adeguati agli
obiettivi che si intendono raggiungere, elabora strategie di fund raising, propone modifiche per le quali richiede verifiche di fattibilità
e ipotesi di risultato.
Per il perseguimento delle proprie finalità
istituzionali il Museo dispone di:
A) Entrate proprie, costituite dai corrispettivi
per i servizi offerti e dai proventi direttamente
derivanti dalle specifiche attività del Museo.
Tali entrate sono iscritte nel bilancio alla voce
”Introiti da proventi Museo” e costituiscono
una fonte importante di finanziamento per
l’Istituzione. Esse vengono totalmente rein-
vestite all’interno del Museo e qualora siano
superiori alle previsioni vengono utilizzate per
avviare nuove attività o progetti di miglioramento.
B) Stanziamento annuale del Comune di
Montebelluna
C) Contributi, lasciti, sponsorizzazioni e
ogni altra risorsa eventualmente messa a
disposizione da terzi - enti pubblici o privati
- per lo svolgimento del servizio. Sono compresi in questa voce i contributi concessi dalla
Regione, dalla Provincia e dallo Stato.
Queste entrate permettono al Museo di
gestire un proprio bilancio economico e patrimoniale e consentono direttamente l’acquisto
di beni di consumo e servizi, l’acquisto di arredi e attrezzature.
Tutto l’operato del Museo è sottoposto ad
attività di controllo di gestione operato dal
CdA. La relazione previsionale dell’Istituzione assimilabile ad un piano esecutivo di gestione ed il bilancio dettagliato collegato alle
singole attività rappresentano uno strumento
di lavoro di notevole importanza in quanto
supportano la gestione dell’organizzazione
museale e allo stesso tempo costituiscono uno
strumento di controllo e monitoraggio sulla
gestione stessa.
Il Presidente del CdA e per delega il direttore del Museo sono responsabili del tipo di
spese effettuate e della loro rendicontazione.
In generale oltre alle spese fisse ed istituzionali, le decisioni di investimento considerano prioritari la conservazione ed il restauro delle collezioni, l’attività educativa, le
mostre e i riallestimenti, la ricerca. Si tende
comunque a privilegiare, oltre alla conservazione, l’insieme di attività che porta il Museo
a confrontarsi con l’esterno, che gli consenta
di farsi conoscere, apprezzare e soprattutto
riconoscere dalla comunità circostante come
riferimento costante per il suo ruolo culturale,
educativo e sociale.
57
58
Da un bilancio
finanziario ad
un bilancio
economico,
il Museo come
istituzione
Fino al 2006 il Museo come tutti gli altri
uffici del comune agiva in una condizione di
bilancio finanziario. Dal 2007, l’applicazione
stretta dell’autonomia derivante dall’essere
istituzione ha permesso di operare in un regime di bilancio economico. Questo ha portato
notevoli vantaggi, anche se ha comportato
nella fase di transizione anche notevoli difficoltà in termini di riorganizzazione amministrativa che hanno coinvolto non solo il museo ma
anche gli altri uffici comunali. La nuova forma
gestionale del bilancio ha richiesto da parte
del museo di acquisire nuove competenze e la
formazione del personale dedicato ha richiesto un forte impegno, anche in particolare da
parte dei colleghi degli uffici ragioneria. Ma
a fronte di questo il Museo oggi ha un pro-
prio conto corrente all’interno della tesoreria
del comune, e, pur rispettando tutte le regole
imposte agli enti locali in merito agli acquisti,
può in piena autonomia gestire le forme di
acquisto che risultino più economiche (es. posta-pay, acquisti all’estero e tramite internet);
ciò ha fortemente snellito la burocrazia relativa alle prime fasi di acquisto velocizzando le
operazioni. Inoltre è in grado di muoversi con
più libertà all’interno del proprio bilancio. Dal
2007 per gestire tutto ciò accanto al direttore è stato necessario organizzare all’interno
del Museo una segreteria amministrativa di
responsabilità, con competenze specifiche in
gestione del bilancio capace di gestire i rapporti con la tesoreria, con il commercialista e
con il settore ragioneria del comune.
Le risorse
finanziarie
del Museo
Di seguito viene dato conto dei dati numerici relativi ad entrate ed uscite commisurate
alla spesa corrente, escluso il patrimonio e
la manutenzione straordinaria degli immobili, le utenze e il personale. Nel trattamento sono stati presi in considerazione solo gli
anni dal 2007 al 2010 in quanto il museo dal
2007 è divenuto istituzione con un bilancio
economico autonomo. I valori, ove possibile
senza modificare in modo sensibile i risultati,
sono stati arrotondati per eccesso o difetto.
I bilanci economici e patrimoniali degli anni
2007, 2008, 2009 in dettaglio con specifiche
relative a voci di ammortamento e IVA sono
disponibili su richiesta al museo. L’obiettivo
delle seguenti tabelle è evidenziare in modo
globale l’incidenza delle entrate e delle uscite
su quella che è l’attività del Museo.
Le entrate
ENTRATE proprie
2007
2008
2009
2010
110.521,26
96.802,06
131.966,93
170.018,04
entrate da altri Enti
11.500,00
69.715,00
28.000,00
44.000,00
entrate da sponsor
8.430,66
13.409,32
3.682,50
12.599,00
ricavi da vendite libri
8.314,72
4.905,34
8.868,61
7.117,10
14.744,82
11.068,11
15.562,28
13.615,07
1.602,73
4.001,79
1.641,34
1.600,00
564,00
696,00
696,00
727,20
10.275,57
21.092,87
7862,42
155.678,19
210.873,19
211.510,53
257.538,83
entrate da servizi
entrate da vendite oggettistica
proventi finanziari
entrate da rete MAM
Utile di esercizio anno precedente
TOTALE la dimensione economica
Le uscite
COSTI E SPESE
2007
2008
2009
2010
50.652,55
73.512,63
SPESE PER ATTIVITà
Acquisti per la produzione
Esercizio autovetture e automezzi
Spese pubblicità e promozione
Servizi vari
Locazioni, affitti e canoni
21.214,03 133.645,33
493,60
823,44
664,62
664,62
19.238,73
22.496,89
10.730,12
49.195,00
199.416,38 218.560,27 222.835,74 213.243,40
1.610,37
1.534,44
2.420,82
2.049,60
13.413,25
9.771,86
13.556,31
14.928,00
4.291,77
4.936,86
5.159,28
8.550,00
10.275,57
21.092,87
7862,42
Oneri vari (ordinari, iva, interessi etc.)
12.922,98
39.181,31
53.626,99
53.626,99
Utenze e servizi
25.994,71
34.245,44
41.111,26
41.111,26
Manutenzioni e riparazioni
16.885,05
56.025,84
21.515,30
8.500,00
Spese generali (pulizie)
Spese Istituzionali
Spese finanzate con utile
SPESE FISSE
Costo personale dipendente
Oneri Finanziari
Ammortamento ord. beni materiali
TOTALE
% di
autofinanziamento
287.626,11 320.279,22 337.919,42 337.919,42
11.577,34
15.697,98
14.676,45
14.676,45
1.673,26
13.961,11
4.140,40
13.000,00
616.357,58 881.435,56 800.102,13 838.839,79
2007
2008
2009
2010
Totale spese (spese finanziate con
utile escluse)
616357,58
881435,56
800102,13
838839,79
Spese per attività
259678,13
391769,09
306019,44
364689,35
Spese fisse (utenze, personale etc.)
356679,45
468573,6
472989,82
466288,02
Entrate proprie
155678,19
200597,62
190417,66
249676,41
Utile di esercizio da reinvestire
nell’anno successivo per attività
didattiche
10.275,57
21.092,87
7862,42
210.873,19 211.510,53 257538,83
% autofinanziamento sulle
attività che tiene conto delle
entrate proprie e dell’utile
60%
54%
69%
70%
% autofinanziamento sul
totale delle spese
25%
24%
27%
31%
Ogni anno, la differenza tra il fabbisogno
del Museo per lo svolgimento delle sue attività
(uscite) ed i finanziamenti reperiti (entrate) sia
all’interno del Museo (biglietti, attività didattiche, museumshop) sia all’esterno (erogazioni
regionali, sponsor, enti) viene coperta da un
finanziamento erogato dal Comune di Montebelluna ovviamente nei limiti delle poste di
bilancio della amministrazione comunale che
riguardano il museo. Nel termine servizi vari
trovano spazio tutte quelle spese che costituiscono forniture di servizi al museo: igienizzazione bagni, realizzazione sito internet, realizzazione riproduzioni di oggetti, catalogazione
reperti, incarichi di restauro non finanziati dalla Regione, materiali a stampa, pubblicazione di libri, attività di ricerca, convegni, parte
dell’attività educativa, grafica, noleggio fotocopiatore, interventi di manutenzione ordinaria e talvolta straordinaria sugli allestimenti e
59
60
sull’immobile, attività di custodia della sezione
staccata del Museo di Schievenin, etc. Alcune
di queste attività come la produzione di libri
consentono poi le vendite al museumshop o
sono funzionali allo svolgimento dell’attività
educativa del museo.La voce personale comprende anche le collaborazioni esterne incarichi a personale esterno a seguito di non sostituzione di personale che lavorava nel museo
stabilmente e incarichi per personale dedicato
all’attività educativa.
Nel corso degli anni il Museo ha cercaPercentuale di
autofinanziamento
rispetto alle spese
per attività dal
2003 al 2010
to di ridurre sempre più la dipendenza dai
fondi erogati dal Comune, migliorando gradualmente la sua capacità di reperire fondi
all’esterno e di aumentare le entrate proprie
per ridurre l’onere a carico del Comune. La
capacità di autofinanziamento che nel 2009
e 2010 si è avvicinata per le spese di attività al 70% risulta essere molto buona se confrontata con quella della media nazionale che
escludendo i pochi grandi musei di città d’arte
come Venezia, Roma, Firenze etc. raramente
si assesta al di sopra del 30/40 %.
100%
90%
80%
69%
70%
60%
60%
50%
40%
70%
54%
46%
40%
50%
54%
30%
20%
10%
0%
2003
2004
2005
2006
Come si evince dal grafico precedente,
escludendo i due valori limite del 2003 (il
più basso) e il 2010 (il più alto) in media è
possibile sostenere che il Museo è in grado
di reperire autonomamente il 55% del suo
fabbisogno, per tutte le attività proprie (conservazione, ricerca, didattica e divulgazione)
e per gli investimenti patrimoniali, attraverso
l’ottenimento di finanziamenti esterni provenienti dalla Regione e dagli sponsor e attraverso le entrate proprie, derivanti dalla gestione del museumshop, delle attività didattiche,
della biglietteria e delle mostre temporanee.
Rimangono fuori da questo calcolo le spese
di personale e di gestione del patrimonio, così
2007
2008
2009
2010
pure gli oneri, gli ammortamenti e le utenze,
che costituiscono delle spese fisse che il comune dovrebbe comunque sopportare anche
in assenza di produttività specifica del museo. Va rilevato comunque che il dato 2009
e 2010 risente di una nuova attività avviata
dal museo nel 2009 di fornire ad altri musei
ed enti di divulgazione scientifica un servizio
di allestimento mostre, sia duplicando exhibit già realizzati o progettandone di nuovi in
base alle richieste del cliente. Rientrano in
questa attività la vendita di materiali per l’allestimento del Museo di Scienze Planetarie di
Prato e di installazioni multimediali all’INAF
di Bologna.
la dimensione economica
Percentuale
di autofinanziamento
sul totale delle spese
35%
31%
30%
30%
26%
25%
27%
25%
23%
24%
20%
18%
15%
10%
5%
0%
2003
2004
2005
2006
Anche in questo caso togliendo i due estremi che rappresentano il minimo e il massimo
della capacità di autofinanziamento l’aumento graduale delle entrate derivanti dalla vendita dei biglietti e servizi, dall’attività didattica
e dalla gestione del museumshop ha permesso al Museo di coprire in media il 26% del
Le entrate da attività
didattica e biglietti
(escluso museumshop)
negli ultimi quattro anni
2007
2008
2009
2010
totale del suo fabbisogno anche in relazione
alla presenza di mostre.
In particolare è interessante osservare nel
2010 il valore di autofinanziamento rispetto
alle attività derivante esclusivamente dalla
vendita biglietti, servizi e materiale al museumshop che raggiunge il il 51%.
60%
50%
48%
48%
51%
40%
28%
30%
20%
10%
0%
2007
2008
Il dato 2008 è significativo del fatto che in
quell’anno il museo aveva in corso la seconda
edizione della mostra “Il Fuoco di Vulcano”
2009
2010
solo fino a maggio, per poi riprendere con
l’attività di mostra temporanea solo in novembre con la mostra “Cosmos”.
61
62
Introiti derivanti
dall’attività educativa
(base e mostre) negli
anni dal 2007 al 2010
Andamento mensile
18000
16000
14000
12000
2007
2008
2009
2010
10000
8000
6000
4000
2000
Introiti derivanti
dall’attività educativa
(base e mostre) negli
anni dal 2007 al 2010
br
e
ve
m
br
e
di
ce
m
br
e
to
no
ot
m
br
e
se
tte
os
to
io
ag
gl
lu
o
no
ug
gi
gi
ril
e
m
ag
ap
o
m
ar
zo
br
ai
fe
b
ge
nn
ai
o
0
80.000
78.127,9
75.000
72.464,5
69.980,8
70.000
66.848,8
65.000
60.000
2007
2008
In quest’ultimo grafico si osservi la flessione 2008 e 2010, anni in cui sono state chiuse
a fine maggio le mostre “Il Fuoco di Vulcano”
(2008) e “Cosmos” (2010), mentre le nuove mostre “Cosmos” e “Alimenta” sono state
aperte solo a novembre dello stesso anno. I
mesi di chiusura sono stati comunque importanti nel determinare la flessione dell’8% nel
2008 rispetto al 2007, e del 10% nel 2010
rispetto al 2009.
2009
2010
In generale l’analisi dati relativi agli introiti
maggiori derivano dall’attività didattica che
accompagna le visite al Museo e le sue collezioni permanenti, rivolta principalmente alle
scuole; seguono poi gli introiti derivanti dalla
vendita dei biglietti per le mostre temporanee;
di importo più modesto risultano essere gli introiti provenienti dall’attività didattica che affianca le mostre temporanee e gli introiti legati
alla sola visita del museo escluse le mostre.
la dimensione economica
Introiti derivanti dalla
biglietteria di mostre
temporanee negli anni
dal 2007 al 2010
50.000
44.433,5
40.000
32.771,9
30.000
26.674,5
19.785,5
20.000
10.000
0
Introiti derivanti dalla
biglietteria di mostre
temporanee negli anni
dal 2007 al 2010
Andamento mensile
2007
2008
2009
2010
8000
7000
6000
5000
2007
2008
2009
2010
4000
3000
2000
1000
Introiti derivanti
biglietteria relativa
solo alle esposizioni
permanenti negli anni
dal 2007 al 2010
e
br
m
e
di
ce
no
ve
m
br
re
to
b
ot
m
br
e
to
tte
os
se
ag
lu
gl
io
o
o
gi
ag
m
gi
ug
n
e
ril
ap
zo
m
ar
io
ra
bb
fe
ge
nn
ai
o
0
5.000
4.169,5
4.117,5
4.000
3.003,6
3.000
1.895
2.000
1.000
0
2007
2008
2009
2010
63
64
1000
900
800
700
600
2007
2008
2009
2010
500
400
300
200
100
o
se
tte
m
br
e
ot
to
br
e
no
ve
m
br
e
di
ce
m
br
e
io
Un altro tipo di entrate realizzate dal Museo deriva dalle vendite effettuate presso il
museumshop. Esso viene gestito direttamente
ed è situato al suo interno in due punti vendita posti nelle due biglietterie: ingresso museo
e ingresso mostre temporanee. Vengono qui
ag
os
t
lu
gl
no
ug
io
ag
g
gi
e
m
ap
ril
m
ar
z
o
0
ge
nn
ai
o
fe
bb
ra
io
Introiti derivanti dalla
biglietteria delle sole
esposizioni permanenti
negli anni dal 2007
al 2010. Andamento
mensile
venduti libri, editi dal museo e non, e gadget, talvolta realizzati ad hoc in occasione
dell’apertura di nuove mostre. Anche questa
fonte di autofinanziamento ha fatto registrare
un’elevata crescita nel corso degli ultimi quattro anni.
la dimensione economica
Entrate da sole
vendite di gadget
al museumshop
(andamento mensile)
6000
5000
4000
2007
2008
2009
2010
3000
2000
1000
Entrate da sole vendite
di libri al museumshop
(andamento mensile)
br
e
em
br
e
di
c
no
ve
m
ot
to
br
e
o
se
tte
m
br
e
ag
os
t
io
lu
gl
no
ug
gi
ag
g
io
e
m
ap
ril
o
ar
z
m
ge
nn
ai
o
fe
bb
ra
io
0
1600
1400
1200
1000
2007
2008
2009
2010
800
600
400
200
Introiti derivanti dalle
vendite al museumshop
(gadget e libri) negli
anni dal 2007 al 2010
e
br
m
e
br
di
ce
no
ve
m
br
to
ot
m
br
e
e
to
se
tte
os
ag
io
lu
gl
o
ug
n
gi
m
ag
gi
o
ril
e
ap
zo
ar
m
ra
bb
fe
ge
nn
ai
io
o
0
60.000
50.346,5
50.000
40.000
39.789,5
34.864
27.919
30.000
20.000
10.000
0
2007
2008
2009
2010
65
66
60.000
50.000
56.259,5
46.807,1
43.053,5
40.000
36.052,5
30.000
20.000
10.000
0
2007
2008
Le maggiori entrate sia in termini di gadget che di libri si hanno nel periodo primaverile in corrispondenza del maggior afflusso di
scolaresche e di pubblico alle mostre.
Come dimostrano i grafici successivi le vendite di gadget e libri seguono un andamento
oscillante legato alla presenza delle mostre.
I finanziamenti da privati
Per quanto riguarda i finanziamenti da
parte di sponsor si osservano andamenti altalenanti legati in particolare ancora una
Le entrate da sponsor
dal 2003 al 2006
2009
2010
volta all’organizzazione di mostre. Gli importi più alti si hanno infatti nel 2008 (in occasione dell’allestimento della mostra Cosmos)
e 2010 (in occasione dell’allestimento della
mostra Alimenta). In generale rispetto al quinquennio precedente si regista comunque un
calo degli importi (in particolare il 2006 aveva registrato un picco oltre i 40.000, conseguente alla mostra Il Fuoco di Vulcano, mostra archeologica che aveva però richiesto un
budget d’investimento circa il 20% superiore a
quelle naturalistiche).
50.000
42.172
40.000
30.000
20.607
20.000
24.717
19.000
10.000
0
2003
2004
2005
2006
la dimensione economica
Le entrate da sponsor
dal 2007 al 2010
16.000
13.409,32
14.000
12.599,00
12.000
10.000
8.430,66
8.000
6.000
3.682,50
4.000
2.000
0
Un mecenate
d’eccezione.
La Fondazione
Cassamarca
2003
2004
2005
2006
La Fondazione Cassamarca, dimostrando un grande mecenatismo ma soprattutto una
grande consapevolezza del valore culturale storico di Montebelluna, è stata di fondamentale importanza dal 2005 nel sostenere le attività del museo legate al settore archeologico. Il progetto “Archeogeo” ampiamente presentato nel capitolo della ricerca,
nella dimensione dell’identità, è stato infatti volano per tutta una serie di attività connesse
all’archeologia che il museo non avrebbe potuto sostenere. La Fondazione Cassamarca
ha sostenuto direttamente le spese per la ricerca che quindi non figurano nel bilancio
dell’istituzione Museo.
I finanziamenti pubblici
È prassi del Museo ogni anno svolgere una
efficace attività di raccolta fondi; in questo
ambito ricade anche la richiesta alla Regione
Veneto di essere sostenuto finanziariamente
nello svolgimento della propria attività.
I finanziamenti regionali vengono erogati fondamentalmente in base a due leggi che disciplinano la materia: la legge n.
50/1984 e la legge n. 17/1986. La legge
n. 50/1984 stabilisce norme in materia di
musei, biblioteche, archivi di enti locali o di
interesse locale; la legge n. 17/1986 disciplina gli interventi regionali nel settore archeologico. Negli ultimi quattro anni il museo ha potuto ottere finanziamenti regionali
anche per progetti specifici, già presentati
nei contenuti nella dimensione identità, si
tratta del Progetto Natura 2000 (finanziato
totalmente con 40000,00 euro), Educard incontro tra culture (finanziato totalmente con
20.000,00 euro) e il corso per catalogazione
beni archeologici (finanziato totalmente con
8.000,00 euro).
67
68
Finanziamenti regionali
(legge n. 50)
Finanziamenti regionali
(legge n. 17)
Erogati
Richiesti
% erogazione/richiesta
2003
29.000
89.068
33%
2004
33.500
70.003
48%
2005
28.000
186.068
15%
2006
31.000
138.965
22%
2007
24.715
159.154
15%
2008
29.497
245.402
10%
2009
15.501
112.199
14%
2010
12.117
138.055
9%
Erogati
Richiesti
% erogazione/richiesta
2003
43.000
100.000
43%
2004
49.000
100.000
49%
2005
25.000
100.000
25%
2006
25.000
50.000
50%
2007
12.500
25.000
50%
2008
7.500
25.000
30%
2009
12.500
25.000
50%
2010
In particolare in relazione alla legge 50 risulta evidente come negli ultimi cinque anni il
contributo si sia via via ridotto raggiungendo
Non richiesto
nel 2010 una percentuale del 9%, circa quattro volte inferiore alla media di finanziamento
degli anni 2003 e 2004.
la dimensione economica
69
LA DIMENSIONE SOCIALE
Il Museo
e la politica
della qualità
Il Museo vince il
Premio Qualità
della Pubblica
Amministrazione
nel 2008
Il Museo ha intrapreso un deciso percorso di miglioramento nell’ottica della qualità
a partire dall’anno 2000. Attraverso una formazione continua, la partecipazione a livello nazionale a premi di qualità indetti dalla
Pubblica Amministrazione (il Museo è rientrato nel gruppo dei finalisti a livello nazionale
classificandosi tra i primi venti dell’edizione
2005-06 del Premio Nazionale Qualità delle
Pubbliche Amministrazioni) e un continuo processo di autovalutazione, ha portato avanti il
proprio percorso di miglioramento gestionale
e dei servizi erogati.
Durante questo periodo è stata ampliata
l’utenza in termini quantitativi ma anche in termini di diversificazione, ponendo particolare
attenzione al diritto d’accesso da parte di tutte
le categorie indipendentemente dall’età, dallo
status sociale (famiglie, persone con disabilità, adulti e anziani, persone con disagio, immigrati etc.), dallo status economico (biglietti
speciali in favore della famiglia, dei nuclei
nonno-nipote, etc.), dallo status culturale.
Tutto il processo di miglioramento ha
portato un importantissimo risultato, che nel
2008 ha meritato al Museo la partecipazione
al Premio Nazionale Qualità delle Pubbliche
Amministrazioni, risultando fra le amministrazioni vincitrici. Nel 2009 il direttore è stato
poi invitato dal Presidente della Repubblica a
prendere parte alla consegna dei premi per
l’innovazione presso il Quirinale, un segnale
importante che dimostra come il premio ricevuto nel 2008 abbia posto il Museo fra le
eccellenze nazionali sul tema della gestione di
qualità.
Nel 2008 il Museo ha partecipato al Premio Qualità nella Pubblica Amministrazione rientrando fra le amministrazioni vincitrici individuate nella rosa delle 45 finaliste, su un totale
di 293 amministrazioni candidate.
Ecco la motivazione per l’assegnazione del premio.
La qualità dell’amministrazione
Abbandonando la classica impostazione di museo civico, autoreferenziale e chiuso nella
propria realtà e struttura burocratica, il Museo Civico di Montebelluna ha sperimentato negli anni percorsi più vicini all’ambito imprenditoriale cercando di sviluppare ove possibile
modelli gestionali dinamici, ed una programmazione di obiettivi che, superando i confini
del PEG, sono divenuti le linee guida dell’operatività della struttura. La Direzione ha introdotto i principi della qualità totale e il modello EFQM a partire da un corso di formazione
tenuto da valutatori AICQ per la Regione Emilia Romagna.
In quell’occasione, anno 2002, è stato sviluppato un modello EFQM che fosse applicabile
alla complessa e particolare realtà dei musei.
Il modello è stato utilizzato per l’autovalutazione nel 2003 mentre dal 2005 il museo si è
orientato verso il modello CAF.
I leader del museo civico ispirano tutta la propria attività a principi di eguaglianza, imparzialità, accoglienza e integrazione, diritto di scelta. Nell’ottica della trasparenza e chiarezza di intenti sono state elaborate una visione, una missione e delle finalità alle quali il
museo con tutta l’attività si ispira e a cui fa riferimento.
L’Ente identifica come portatore di interesse ogni persona, sia essa parte della comunità,
sia lo straniero che immigra in quella comunità, sia il turista che interagisce con quella
comunità, sia il nuovo nato o colui che nascerà tra 100 anni, sia colui che ha realizzato o
raccolto il reperto, sia colui che lo espone, colui che lo studia, colui che ne gode per diletto.
Tutto ciò comporta una programmazione che tiene conto dei bisogni e delle aspettative del
cliente e dei miglioramenti che nascono dall’analisi della sua soddisfazione.
Significativa è la gestione economico-finanziaria che appare improntata a efficienza, rispetto del budget e ricerca di fonti di autofinanziamento così come la gestione delle tecno-
71
72
logie (molto differenziate in relazione alle diverse attività del museo) e delle infrastrutture
che appaiono oculate e coerenti con le finalità dell’ente.
Fondamentale, per l’organizzazione delle attività del Museo, è la gestione per processi in
base alla quale sono stati distinti i processi che producono servizi museali essenziali (finalizzati alla tutela, conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale) e i processi che
producono servizi museali allargati o aggiunti (complementari agli altri e finalizzati alla
identificazione del Museo come polo culturale e sociale).
Dal 2007 la direzione ha coordinato e curato la prima edizione del bilancio sociale oltre a
mettere a punto una serie di prodotti e servizi sviluppati negli anni con metodo, spesso con
un forte contenuto di innovazione, basandosi molto su prassi di ascolto attivo delle esigenze dei portatori di interesse e su prassi di benchmarking e ricerca delle best practices.
Il periodo trascorso dal 1998, anno della
costituzione in Istituzione, sino ad oggi, ha visto gli organi del Museo, l’intero personale e
la stessa amministrazione comunale impegnati in un intenso lavoro di sperimentazione concentrato prevalentemente sui seguenti aspetti:
• ottimizzazione dell’organizzazione dell’intera struttura gestionale con particolare attenzione al bilancio,
• aumento dell’efficienza nella gestione,
• promozione del Museo al fine di un aumento della sua visibilità, con particolare attenzione ad un rapporto con la società ed il mercato
culturale.
Nell’ambito di questa sperimentazione è
nato il progetto Museo, cultura e qualità, un
percorso possibile: dalla Carta dei Servizi alla
Carta dei Diritti dell’Utente, il percorso di crescita e miglioramento di una istituzione culturale al servizio della società e del suo pubblico.
Il progetto è stato articolato in due fasi
che non sono determinabili temporalmente in
modo preciso se non nel momento dell’avvio.
Si tratta infatti di un progetto in progress: la
prima fase è stata avviata nel 2000 e per alcuni aspetti non si è ancora conclusa; la seconda
fase ha avuto inizio nel 2004 e anch’essa è
tuttora in atto. Entrambe le fasi, con i propri
obiettivi e le proprie azioni conseguenti, sono
fortemente collegate l’una all’altra in una continua tensione verso la qualità, con un’ottica di
costante miglioramento.
Il percorso è stato così strutturato:
Prima fase: Il Museo di Montebelluna, analisi delle potenzialità e ottimizzazione delle risorse.
Seconda fase: Il Museo al servizio della società e del suo sviluppo culturale.
Anche se il percorso verso la qualità è ancora molto lungo, il Museo ha messo in atto
alcune metodologie per il miglioramento:
• formazione del personale (interna ed esterna);
• riunioni d’equipe per valutare strategie di
miglioramento;
• definizione di processi e prassi operative
migliorate;
• ascolto dell’utente (a tale riguardo si veda il paragrafo successivo “Il Museo e la sua utenza”).
la dimensione sociale
I portatori
di interesse
Il Museo di Storia Naturale e Archeologia
di Montebelluna nello svolgere la sua attività
interagisce con una molteplicità di categorie di interlocutori che hanno un interesse
nell’attività stessa del Museo. Si tratta degli
stakeholder del Museo, ovvero tutti coloro
che sono in relazione diretta o indiretta con
il Museo e, in quanto tali, sono portatori di
interesse.
Istituzioni
• Università
• Università della terza età e popolari
• Scuole di ogni ordine e grado
• Centri di ricerca
• Regione Veneto
• Provincia di Treviso
• Comune di Montebelluna
• Altri comuni del territorio
• Biblioteca comunale
• A.R.P.A.V.
• Soprintendenza per i Beni archeologici del
Veneto
• Direzione Scolastica Regionale per il
Veneto
Il Museo
e la sua utenza
La carta dei servizi
La Carta dei servizi è un documento che
ogni Ufficio della Pubblica Amministrazione
è tenuto a fornire ai propri utenti. In essa
sono descritti con trasparenza e chiarezza da
un lato finalità, metodi, criteri e strutture attraverso cui il servizio museale viene attuato,
dall’altro diritti e doveri, modalità e tempi di
partecipazione, procedure di controllo che
l’utente ha a sua disposizione.
La Carta è lo strumento fondamentale con il
quale si attua il principio di trasparenza, attraverso l’esplicita dichiarazione dei diritti e dei doveri
sia del personale, sia degli utenti. Essa si ispira
agli articoli 3, 30, 33 e 34 della Costituzione
Italiana, che sanciscono e tutelano il rispetto dei
principi di uguaglianza, imparzialità, tutela della dignità della persona e che vietano ogni forma di discriminazione basata sul sesso, sull’appartenenza etnica, sulle convinzioni religiose. La
Partner Economici
• Finanziatori pubblici
• Finanziatori privati
• Fondazione Cassamarca
• Banche
• Fornitori
• ASCOM
Risorse Umane
• Lavoratori dipendenti
• Collaboratori esterni
• Stagisti e tirocinanti
• Volontari
• Dipendenti degli uffici comunali
Collettività
• Visitatori/Utenti
• Associazioni museali, culturali e sociali
• Associazioni di popolazioni migrate
• Generazioni future (in stretta relazione con
la conservazione e il rispetto e la protezione
dell’ambiente)
• Comunità locali
• Rete dei musei
• M.A.M. (centralino didattico Musei Alta
Marca)
Carta impegna tutti gli operatori e la struttura
museale nel rispetto di tali principi.
La Carta dei servizi è uno degli strumenti
più efficaci nel riconoscimento dell’utente quale
soggetto attivo, sia in termini di partecipazione
democratica che di controllo della qualità complessiva del servizio. Essa è disponibile presso
il Museo su richiesta dell’utente sia in versione
estesa che in versione sintetica, in questo report la si può trovare in Appendice A.
L’ascolto dell’utente
Per individuare le esigenze e i bisogni
dell’utente, sono state realizzate iniziative a
carattere conoscitivo e di indagine, tra le quali ricordiamo:
• questionari di valutazione distribuiti agli insegnanti delle classi che vengono al Museo;
• questionari di costumer satisfaction distribuiti in occasione di mostre;
73
74
• questionari di valutazione delle performance per le attività con disabili e terza età;
• organizzazione di incontri di presidi e insegnanti del territorio con il direttore e i conservatori del Museo. Durante questi incontri
avviene uno scambio reciproco tra Museo e
scuola sulle esigenze di quest’ultima e sulle
proposte del Museo, nonché sugli adeguamenti delle attività proposte. Si tratta del momento più significativo in cui si raccolgono
le esigenze dell’utenza scolastica del territorio anche perché questo incontro si ripete di
anno in anno.
Allo scopo di integrare le informazioni
provenienti dai questionari, volti ad individuare le esigenze degli utenti, si è sempre
cercato di attivare un rapporto individuale e
specifico con l’utente attraverso l’ascolto diretto da parte del personale che incontra il
L’ascolto dell’utente.
Focus Group e
questionari
pubblico nei vari momenti della vita culturale del Museo. Particolarmente interessante
è l’intervista non strutturata dei visitatori, in
considerazione del fatto che non tutti compilano il questionario.
Presso la biglietteria del Museo è inoltre a
disposizione un libro/registro dei commenti
lasciati dai visitatori. In occasione della mostra “Cosmos” è stato inserito all’interno del
percorso espositivo, nella sezione dedicata
alla Luna e l’uomo in cui erano raccolti testi di
letteratura italiana e straniera dedicati a questo satellite, un quaderno dove i visitatori potevano proporre al museo idee, suggerimenti
etc. a integrazione di quanto già esposto.
Nella mostra “Alimenta”, invece, tutti possono lasciare un proverbio, una massima, un
detto concernente il cibo nella tradizione popolare di appartenenza.
Il Museo già da alcuni anni si impegna nell’ascolto delle varie categorie di stakeholders.
Durante le mostre, ai visitatori e agli insegnanti che svolgono attività didattiche vengono
somministrati questionari ove esprimere un giudizio sui servizi offerti dal museo e poter
manifestare le proprie esigenze ed idee.
In particolare, nell’anno 2009 sono stati organizzati alcuni focus group a cui erano invitati rappresentanti di alcuni gruppi di stakeholdes per un’intervista aperta dedicata a:
•All’individuazione delle esigenze informative e di servizio degli utenti del Centro di
Documentazione, finalizzate alla realizzazione della carta delle collezioni (un focus group
composto da 6 tra studenti e giovani utenti).
•All’ascolto di ciò che l’utenza ritiene prioritario tra le attività del museo e operare così
delle scelte adeguate a seguito dei tagli al bilancio del 2010 (tre focus group: 7 persone
che non conoscevano il museo, 5 persone impiegate presso il museo nel front-office, 10
educatori del settore scientifico).
Durante questi incontri sono stati distribuiti dei questionari anonimi dove ognuno ha potuto esprimere un parere.
Focus group attività prioritarie per il museo
Tutti ritengono importante e prioritaria la
conservazione, ma è condivisa l’idea che la
realizzazione di mostre temporanee sia molto importante, tale da sacrificare almeno per
un anno altre attività come la ricerca scientifica o la pubblicazione di riviste, cataloghi
etc. In generale alla richiesta di riflettere sulle
attuali tariffe del museo molti hanno evidenziato che si tratta di tariffe basse rispetto al
resto del mercato e che un ritocco contenuto
è senz’altro un intervento sostenibile.
la dimensione sociale
Un importante parametro: la fidelizzazione
Il principale indicatore per verificare la
soddisfazione dell’utente nel tempo resta comunque la fidelizzazione. Lo dimostrano alcuni elementi importanti - le classi che tornano di
anno in anno, gli insegnanti che continuano a
portare le classi anche se si spostano in scuole
situate in località più lontane, gli stessi utenNumero complessivo
degli utenti del Museo
ti sempre presenti ad inaugurazioni o eventi
culturali, quali convegni e conferenze. Un altro indicatore significativo è rappresentato dal
numero di utenti che dal 1998 (circa 15.000
visitatori) ad oggi è aumentato enormemente.
Tale incremento deriva, a nostro avviso, sia dal
moltiplicarsi delle attività proposte, sia dal miglioramento della qualità delle attività stesse.
2005
2006
2007
2008
2009
2010
utenti paganti
7250
7366
6959
5540
10748
7252
12358
13419
14015
14286
12159
11712
4638
5584
5125
4189
8293
6077
520
1120
1900
3300
4100
3370
24766
27489
27999
27315
35300
28411
utenza scolastica
utenza scolastica mostre
altre attività*
totale
*Entro questa voce sono comprese le utenze omaggio (inferiori ai sei anni e accompagnatori disabili), le
utenze gratuite (utenti Centro di Documentazione, conferenze, cineforum, presentazione volumi, eventi
speciali al museo, es. Notte internazionale dei Musei, Darwin day, etc.), le utenze paganti per attività speciali (workshop, corsi, notti al museo, laboratori per famiglie, child room estiva etc.).
Le flessioni registrate nel 2006, nel 2008
e nel 2010 sono legate al fatto che durante il
periodo autunnale non era presente al museo
alcuna mostra. La mostra “Il Fuoco di Vulcano”
è stata inaugurata nel gennaio 2007, mentre la mostra “Ventimila Leghe sotto i mari”
si era conclusa a maggio 2006. “Il Fuoco di
Vulcano” si è poi conclusa nel maggio 2008
e “Cosmos” ha aperto nel novembre 2008;
Questa si è conclusa a maggio 2010 e l’ulti-
ma mostra, “Alimenta”, è stata aperta a fine
Novembre 2010.
Risulta interessante confrontare il numero
in media di utenti degli ultimi tre anni, pari
a circa 30.300, con quello della popolazione
di Montebelluna (dato al 1 gennaio 2010), di
30.948: i due valori quasi coincidono. Questo
è un dato che pochi musei in Italia collocati
al di fuori dei grandi circuiti turistici possono
vantare.
75
76
La provenienza dell’utenza scolastica del museo
Provenienza delle
classi che visitano
il Museo escluse le
mostre
Affluenza delle classi
della Provincia di
Treviso che svolgono
attività didattica al
museo escluse le
mostre
Province
TV
VE
BL
PD
VI
altre
totale
350
2007/08
342
74
21
116
55
23
631
2008/09
294
74
37
52
40
34
531
2009/10
316
77
23
51
67
21
555
342
340
330
320
316
310
300
294
290
280
270
Affluenza delle classi
provenienti da altre
Province che svolgono
attività didattica al
museo escluse le
mostre
2007/08
2008/09
2009/10
140
120
100
80
2007/08
2008/09
60
2009/10
40
20
0
PD
VE
VI
BL
VR
PN
altro
la dimensione sociale
Confronto anni
2007/08, 2008/09 e
2009/10 in relazione
alle province di
provenienza delle classi
per l’attività educativa
escluse le mostre
2007/2008
4%
9%
18%
54%
3%
TV
VE
BL
PD
VI
altre
12%
2008/2009
6%
8%
10%
55%
7%
14%
TV
VE
BL
PD
VI
altre
2009/2010
4%
12%
9%
4%
14%
57%
TV
VE
BL
PD
VI
altre
77
78
Confronto provenienze
delle scolaresche
alle mostre “Fuoco di
Vulcano” (2007-2008)
e “Cosmos”
(2008-2009)
Cosmos
14%
TV
VE
BL
PD
VI
altre
10%
48%
10%
7%
11%
Fuoco
8%
9%
TV
VE
BL
PD
VI
altre
9%
56%
8%
10%
180
160
140
120
2007
100
2008
80
2009
60
2010
40
20
br
e
e
em
br
D
ic
em
ov
N
O
tto
br
e
br
e
m
tte
Se
iu
gn
o
o
G
e
ag
gi
M
ril
Ap
o
ar
z
M
io
br
a
Fe
b
en
na
io
0
G
Affluenza delle classi
durante gli anni
scolastici dal 2007 al
2010 in relazione ai
mesi, che svolgono
attività didattica al
museo escluse le
mostre
la dimensione sociale
Affluenza delle classi
suddivise per ciclo di
studio che svolgono
attività didattica al
museo escluse le
mostre
400
350
300
250
2007
200
2008
2009
150
2010
100
50
0
infanzia
1° ciclo
2° ciclo
Dai grafici a pag. precedente emerge come
la percentuale di classi provenienti dalla provincia di Treviso si sia assestata su un valore
di poco superiore al 50%. Le provincie extra
regione hanno avuto un’impennata nell’anno
scolastico 2008/2009 passando dal 3,5% al
6,5%. Questo può essere dovuto all’effetto
“traino” attuato dalla mostra “Cosmos”, che,
come dimostra il grafico successivo, ha visto un
aumento di classi extra-regione di addirittura
6 punti percentuali ripetto alla mostra precedente. Dato indicativo del fatto che quello specifico evento ha consentito al Museo di estendere i suoi confini oltre la provincia di Treviso
superiori
diventanto, così, un punto di riferimento per la
didattica scientifica a livello extra-regionale.
Dal grafico sopra si evince chiaramente che
nel corso di questi ultimi 4 anni l’utenza si è
stabilizzata per tutti i cicli scolastici, eccezion
fatta per il 2° ciclo della scuola primaria, cioè
3a, 4a e 5°. Può essere dovuto alla nuova riforma scolastica che prevede un accompagnatore
ogni 15 alunni e l’assenza delle compresenze
scolastiche. Una classe media di 20 bambini
deve avere 2 accompagnatori ma, non essendoci più le compresenze non ci sono insegnanti a disposizione, conseguentemente le uscite
vengono ridotte allo stretto necessario.
20
18
16
14
12
2007
10
2008
8
2009
6
2010
4
2
di
ce
m
br
e
br
e
m
ve
br
e
no
to
ot
br
e
tte
m
no
se
ug
gi
o
ag
gi
e
m
ap
ril
m
ar
zo
io
bb
ra
fe
nn
a
io
0
ge
Affluenza delle classi
della scuola materna
Medie
79
80
Affluenza delle classi di
1a e 2a elementare
30
25
20
2007
15
2008
10
2010
2009
5
Affluenza delle classi di
3a, 4a e 5a elementare
e
e
di
ce
m
br
br
no
ve
m
ot
to
br
e
e
se
tte
m
br
gn
o
gi
u
m
ag
gi
o
ile
ap
r
o
ar
z
m
fe
bb
ge
nn
ai
o
ra
io
0
120
100
80
2007
2008
60
2009
2010
40
20
br
e
e
no
di
ce
m
m
ve
ot
se
t
br
e
br
to
br
e
te
m
gi
ug
no
o
m
ag
gi
ril
e
ap
zo
ar
m
ra
bb
40
35
30
25
2007
20
2008
2009
15
2010
10
5
e
e
di
ce
m
br
br
m
ve
no
ot
to
br
e
e
se
t
te
m
br
o
ug
n
gi
gi
o
m
ag
ril
e
ap
zo
ar
m
ra
bb
fe
nn
ai
o
io
0
ge
Affluenza delle classi
della scuola secondaria
di 1° grado
fe
ge
nn
ai
o
io
0
la dimensione sociale
40
35
30
25
2007
20
2008
2009
15
2010
10
5
Un ricco indirizzario
Il Museo, grazie ai numerosi eventi ed iniziative proposte, ha raccolto nel corso degli
anni un grande numero di contatti ed indirizzi
che compongono l’indirizzario. Con l’avvento di internet e il moltiplicarsi delle caselle di
e
e
di
ce
m
br
br
e
no
ve
m
ot
to
br
e
br
se
tte
m
gn
o
gi
u
ag
gi
o
m
ile
ap
r
o
ar
z
m
ra
io
fe
bb
ai
o
0
ge
nn
Affluenza delle classi
della scuola secondaria
di 2° grado
posta elettronica, si è costituita una mailing
list elettronica parallela a quella cartacea,
che sta assumendo un peso sempre più rilevante nelle azioni di comunicazione del
Museo (attualmente - 2011 - figurano circa
3500 contatti).
81
82
Il grafico evidenzia
il passaggio dai 645
contatti del 2007, ai
989 del 2008 fino ai
1860 del 2009 e ai
3472 del 2010
645
989
2007
2008
2009
2010
3472
1860
Come si implementa l’indirizzario? La
maggior parte dei contatti è stata recuperata
in tutte le occasioni in cui il Museo entra in
contatto diretto con il pubblico (fiere, mostre
temporanee, Centro di Documentazione, visitatori), mettendo a disposizione un apposito
modulo di richiesta per poter essere inserito
tra i contatti ed essere aggiornati periodicamente sulle iniziative proposte. Nell’ottica
di ridimensionare progressivamente l’invio
cartaceo si invitano gli utenti ad indicare,
qualora ne siano in possesso, l’indirizzo
mail e solo nel caso ne siano sprovvisti di
compilare il modulo cartaceo con l’indirizzo
Dal grafico si evince
il progressivo utilizzo
dello strumento
della Newsletter per
la comunicazione,
con un esperimento
di comunicazioni
congiunte nel 2008 e
un picco deciso di invii
tra 2009 e 2010
25
postale. Anche il sito web del Museo contribuisce all’incremento dell’indirizzario, attraverso l’iscrizione on line dei visitatori alla
Newsletter.
Negli ultimi 3 anni la prassi dell’invio della
Newsletter via mail con il programma delle
iniziative si è prima affiancata per poi sostitui-​
re la comunicazione tradizionale, puntando
piuttosto su azioni alternative di volantinaggio
cittadino e di distribuzione capillare dei materiali promozionali in tutti i punti chiave del
territorio. Si è scelto di riservare alle spedizioni
cartacee la comunicazione dei grandi eventi,
come l’inaugurazione di mostre.
Newsletter
22
20
20
15
14
10
7
5
0
2007
2008
2009
2010
la dimensione sociale
L’indirizzario cartaceo è suddiviso in diverse categorie relative a gruppi di destinatari
specifici (es. biblioteche del Veneto, musei,
università, gruppi archeologici, guide, iscritti al CdD, visitatori di mostre etc..). In alcuni
casi è il Museo direttamente, che per essere
sempre aggiornato o rispondere a specifiche
necessità, compone e aggiorna gruppi di indirizzi, in particolare in relazione agli enti pubblici e privati.
Il totale di tutte le categorie supera la soglia degli 11.000 contatti.
Un gruppo a parte è l’indirizzario relativo
alle scuole (n. tot. 4300), che comprende gli
indirizzi di tutti gli istituti di ogni ordine e grado di: Triveneto, prov. di Brescia, Bergamo,
Ferrara, Reggio Emilia e Bologna.
Che tipo di comunicazione viene pianificata? Tutte le iniziative, gli eventi e qualsiasi tipo
di attività che il Museo organizza nel corso
dell’anno viene comunicata in toto alla cittadinanza locale fidelizzata e poi in base all’interesse del target specifico, ad esempio nel caso
di una conferenza di carattere archeologico il
Museo comunica la notizia ai gruppi di utenza più vicini all’argomento, dove prevede una
maggiore affluenza (es. gruppi archeologici,
le università ecc...).
Caso a parte è quello delle scuole, a questa categoria viene destinata una spedizione
specifica e dedicata che non comporta il coinvolgimento di tutti gli altri destinatari.
Il sito web del Museo
Il Museo per realizzare le proprie finalità
istituzionali e statutarie e soddisfare le esigenze dell’utenza sempre più deve avvalersi dello
strumento del Web, grazie al quale:
1. rappresenta efficacemente l’identità e l’attività della struttura;
2. fornisce informazione e divulgazione culturale e scientifica;
3. è strumento per la formazione, l’educazione e la ricerca scientifica.
Un buon sito web è ormai da considerarsi
uno tra gli strumenti più efficaci di cui si può
disporre per raggiungere i propri obiettivi e
soddisfare i bisogni del maggior numero di
utenti. Da una parte deve riflettere l’identità
del museo, affiancandosi alle attività tradizionali per rafforzarle e nello stesso tempo garantire l’osservanza delle norme sulle applicazioni tecnologiche che ne innalzino la qualità.
A tale scopo, nel corso del 2008-2009 il
Museo ha intrapreso un percorso di totale
rinnovamento del proprio sito, durato circa
un anno, che ha portato alla creazione di un
prodotto completamente nuovo, concepito alla
luce dei più moderni sistemi tecnologici e nel
rispetto delle normative legate sia alla qualità
che all’accessibilità (Legge numero 4 del 9 gennaio 2004 e dal DPR 1 marzo 2005, n.75).
Il prodotto realizzato permette di gestire i
contenuti, aggiornare le notizie e organizzare
un cospicuo data base di informazioni.
È possibile navigare nelle varie sezioni del
sito, e attraverso il sistema di gestione contenuti aggiungere nuove pagine e collegamenti,
utilizzando i template e i layout predisposti.
Oltre all’architettura strutturale, al sito sono
stati applicati gli European Minerva Project
standards, norme di progettazione di un sito
di qualità per i siti web pubblici culturali, che
risponde ai requisiti di trasparenza, accessibilità, efficacia, aggiornamento, attenzione
sull’utente, reattività, multilinguismo e interoperabilità, rispetto delle norme legali.
La pubblicazione in forma totalmente rinnovata è avvenuta il 1 agosto 2009.
Si è scelto di mantenere una grafica semplice e pulita con menu e stringhe di ricerca
chiari e immediati, evitando l’affollamento delle notizie in Home Page, con pagine e
sezioni che riflettono le sezioni e i servizi del
Museo.
83
84
Le statistiche relative
agli anni 2009-2010
Visite
Contatti Totali
Visitatori
Spider Hits
Media visite per giorno
Media contatti per Visitatore
Cached Requests
Failed Requests
Pagine viste
Totale Pagine
Media pagine visitate per giorno
Media pagine visitate per Visitatore
Visitatori
Totale
Media Visitatori per giorno
Total Unique IPs
2009
490.923
454.316
36.607
1.139
49,74
42.125
24.602
2010
1.031.195
940.175
91.020
2.825
42,46
90.318
52.079
150.201
348
16,44
281.800
772
12,73
9.134
21
7,158
22.141
60
14,360
Attività 2009 per mese
Mese
Jan 2009
Feb 2009
Mar 2009
Apr 2009
May 2009
Jun 2009
Jul 2009
Aug 2009
Sep 2009
Oct 2009
Nov 2009
Dec 2009
Totale
Contatti
4.029
7.648
8.857
5.777
50.139
81.432
96.762
105.022
74.294
433.960
2.501
4.272
5.547
3.323
16.928
25.186
26.514
28.781
21.434
134.486
Visitatori
51
70
61
54
929
1.620
1.852
1.944
1.444
8.025
Attività 2010 per mese
Mese
Jan 2010
Feb 2010
Mar 2010
Apr 2010
May 2010
Jun 2010
Jul 2010
Aug 2010
Sep 2010
Oct 2010
Nov 2010
Dec 2010
Totale
Contatti
119.212
106.742
120.004
106.479
101.926
56.015
46.850
47.380
83.627
78.778
84.516
79.608
1.031.195
Pagine
30.930
26.762
31.285
27.028
26.134
17.103
15.949
15.394
21.772
22.616
23.859
22.968
281.800
Visitatori
1.977
2.055
2.185
1.878
1.929
1.054
1.026
939
1.447
2.115
2.774
2.761
22.141
Pagine
la dimensione sociale
L’attenzione alle persone diversamente abili
Da alcuni anni il Museo rivolge una significativa attenzione nel garantire l’accesso
intellettuale, economico e fisico al suo patrimonio da parte di tutte le categorie di utenza.
In quest’ottica sono state avviate numerose
iniziative realizzate a partire dal 2005. In particolare, l’accesso fisico al Museo per persone
con disabilità motoria è garantito attraverso
corsie speciali, servoscala, servizi di assistenza
Gruppi aderenti a
percorsi e attività per
portatori di handicap,
disagio sociale e
psichico
Attività estive:
la Child-Room
e i compleanni
Anno
Gruppi aderenti
2001
3
2002
5
2003
8
2004
9
2005
19
2006
35
2007
21
2008
25
2009
10
2010
18
e accoglienza adeguati. Resta tuttavia ancora
molto da fare per attrezzare a questo scopo
gli edifici, che rimangono accessibili solo per
i servizi posti al pianterreno (mostre e aula
didattica) nel caso della Villa, mentre risulta
completamente accessibile la Barchessa, sede
delle esposizioni permanenti.
Un’importante azione in tale ottica è stata
condotta nei confronti dei gruppi organizzati
di persone diversamente abili che accedono
ogni anno al Museo. Nel 2004 è stato avviato
il progetto “L’isola che non c’è”, nell’ambito
del quale sono state elaborate diverse proposte educative e sono stati approntati strumenti
finalizzati a favorire l’approccio al bene culturale da parte di queste categorie d’utenza. Il
2006, come evidenzia la tabella ha registrato
un notevole afflusso da parte di questi gruppi,
in forte crescita rispetto agli anni precedenti, grazie anche alla presenza di una mostra
“Ventimila leghe sotto i mari”, particolarmente efficace nell’incontrare i bisogni educativi di
questa categoria d’utenza, grazie alla presenza di molte stazioni interattive e di acquari.
Ogni anno, per quattro settimane dal termine della scuola, viene organizzata la cosiddetta “Child Room”. Si tratta di una serie di laboratori, attività e animazioni in cui i bambini
della scuola elementare possono cimentarsi per imparare, divertendosi e seguiti dagli
operatori didattici.
A partire dall’anno 2009 nelle prime due settimane l’attività è stata raddoppiata, accogliendo così 50 bambini a settimana anziché 25, questo per andare incontro alle molte
richieste che negli anni precedenti erano rimaste inevase.
Inoltre, nei periodi in cui non è allestita
alcuna mostra temporanea, il Museo
offre la possibilità di organizzare il
compleanno al museo il sabato pomeriggio. Durante queste giornate i
bambini vengono accompagnati dagli
educatori del Museo nello svolgimento di giochi e attività didattiche a carattere scientifico o archeologico e al
termine possono usufruire di un’aula
riservata all’occasione per assaggiare
la torta del festeggiato.
Nel corso degli anni sono stati organizzati in media 18 compleanni all’anno.
85
86
L’attenzione per la famiglia
Il Museo di Montebelluna pone ormai da
molti anni un’attenzione particolare all’utente famiglia. Montebelluna si trova al di fuori
dei grandi circuiti turistici e questo le pemette
di potersi orientare verso le famiglie offrendo
tutta una serie di iniziative rivolte ai ragazzi e
ai nuclei famigliari.
Biglietti speciali
nonno-nipote
e famiglia
Il Museo
e i collaboratori
In primis sono previste facilitazioni economiche, a queste poi si aggiungono iniziative
come il servizio di baby-sitting durante le conferenze e le inaugurazioni delle mostre, giornate speciali dedicate ad argomenti specifici
(es. i sabati al Museo), e ancora attività particolari come i compleanni al museo o le notti
al museo.
Facilitazioni sono state previste nelle tariffe d’accesso rivolte ai nuclei familiari, in particolare nonni e nipoti possono accedere al Museo con un biglietto speciale ridotto (solo
4 euro per un nonno e un nipote, e un euro per ogni nipote in più) se visitano il Museo
insieme dal martedì al venerdì. Anche le famiglie possono usufruire di una tariffa speciale
che consente loro di vedere il museo e la mostra in due adulti e tre ragazzi al di sotto
dei 18 anni con soli 12 euro totali. I bimbi al disotto dei 6 anni hanno possono entrare
gratuitamente.
Il personale in pianta stabile e i collaboratori
Il Museo svolge la sua attività di base grazie
al lavoro di 9 persone facenti parte dell’organico
in pianta stabile, e di due persone che collabo-
rano con diversa formula contrattuale. Attorno
ad esse ruotano numerosi altri collaboratori che
prestano la loro opera per specifiche iniziative
del Museo spesso aventi durata limitata.
L’organico è così composto:
Presenti in pianta stabile:
Diego Bandiera, tecnico (36 h)
Gilberta Bianchin, segreteria didattica (26 h)
Giancarlo Cagnin, tecnico (36 h)
Monica Celi, direttore e conservatore naturalistico (36 h)
Giuseppe Favero, tecnico (36 h)
Emanuela Gilli, conservatore archeologo (36 h)
Alessandra Guidone, documentalista al Centro di Documentazione (30 h)
Roberta Stradiotto, segreteria amministrativa (30 h)
Angela Trevisin, documentalista al Centro di Documentazione (32 h)
Giorgio Vaccari, conservatore naturalistico (36 h)
Collaboratori stabili:
Mara De Bortoli, collaboratore segreteria didattica (32 h)
Accanto ai dipendenti in pianta stabile molte
sono le persone che collaborano con il Museo
a diverso titolo: educatori, ricercatori, stagisti,
tirocinanti e volontari. Il Museo, con il complesso di attività che nel tempo ha progressivamente organizzato, rappresenta per molti
giovani un luogo di formazione, un volano
che consente a molti di loro di lavorare durante gli studi e dopo il conseguimento della
laurea; anche se si tratta di contratti a chiamata e di breve periodo, essi possono rappresentare comunque un’opportunità per incontrare il mondo dei beni culturali e fare utili
esperienze formative.
la dimensione sociale
Collaboratori del
Museo suddivisi per
tipologia contrattuale
Volontari
11
18
6
10
Co.Co.Co.
23
28
10
10
Ruolo
Pur restando immutato il numero dei dipendenti, cresce nel 2010 il numero di stagisti, volontari e collaboratori occasionali. Ciò indica
un aumento del fabbisogno di risorse umane
del Museo, direttamente proporzionale all’aumento delle attività svolte, e rivela anche la
Composizione
dell’organico del
Museo nel corso
degli anni
anno 2010
7
5
Stagisti
Coll Autonomi
anno 2009
18
17
Occasionali
grande disponibilità di persone disposte ad
una collaborazione a titolo gratuito, che assume così una fondamentale importanza quando le finanze non permettono l’assunzione di
altri collaboratori.
Anno
Organico
Funzione
1995
3
1 direttore, 1 tecnico, 1 custode
1996
3
1 direttore, 1 conservatore naturalista, 1 custode
1997
4
come 1996 + 1amministrativo e segretaria didattica
1998
5
come 1997 + 1 custode tecnico. Il conservatore naturalista diviene
direttore e il ruolo viene assunto da un collaboratore esterno
1999
6
come 1998 + 1 segretaria amministrativa
2000
6
come 1999
2001
7
come 1999 + 1 custode-tecnico
2002
8
come 2001 + 2 documentalisti
2003-2008
9
come 2002
2009
10
come 2002 + conservatore naturalista di ruolo
2010
10
come 2009
Purtroppo a causa delle difficoltà finanziarie in cui versano le amministrazioni pubbliche negli ultimi anni, non è stato possibile
incrementare il personale in pianta stabile che
risulta quasi invariato dal 2002, salvo l’assunzione del conservatore naturalista nel 2009,
nonostante il forte incremento di attività e di
utenza. In questo frangente, solo la disponibilità del personale a svolgere ore di lavoro stra-
ordinario e il ricorso a personale esterno ha
permesso al Museo di far fronte alle urgenze.
La formazione del personale
Una particolare attenzione viene da sempre dedicata alla formazione e all’aggiornamento del personale a garanzia di un continuo miglioramento delle prestazioni e di una
continua tensione del Museo alla qualità. In
87
88
I volontari al Museo
Da alcuni anni, viste le molteplici attività culturali programmate ed in itinere ed il carico di
lavoro che ne deriva - non sempre fronteggiabile dal solo personale di ruolo – il Museo
collabora con persone che si offrono come volontari che prestano la loro opera a titolo
gratuito.
Il Museo considera preziosa questa opportunità, perchè permette di arricchire sempre più
il contributo scientifico e di divulgazione culturale che il Museo civico intende offrire alla
propria utenza, limitando nel contempo notevolmente l’incidenza su costi.
I volontari sono distinguibili in tre categorie principali:
- laureati che si avvicinano al Museo per formazione professionale (sarà la loro futura
professione);
- pensionati che svolgono attività di collaborazione in ambito sociale e culturale;
- appartenenti all’associazione Amici del Museo;
- studenti di istituti superiori con particolare interesse negli ambiti delle scienze naturali e
dell’archeologia.
La prima categoria, composta da giovani laureati, svolge in genere attività di supporto
alla gestione del Museo ed intraprende nuovi progetti che aiutano a formare le persone
nell’ottica di un futuro impiego nell’ambito dei beni culturali.
La seconda categoria, costituita da persone in pensione, svolge attività di collaborazione
e di supporto alle attività interne di gestione del Museo, quali ad esempio sorveglianza e
vigilanza degli spazi, aiuto per attività di imbustamento e spedizione di materiale informativo, attività di biglietteria e di museumshop.
La terza categoria è rappresentata da membri dell’Associazione Amici del Museo che
interpretando lo spirito dell’associazione stessa che intende promuovere e sostenere le attività del Museo, offre il proprio tempo a sostegno del Museo, consapevole delle difficoltà
relative alle risorse umane a disposizione.
La quarta categoria, rappresentata da studenti di scuola superiore, contribuiscono all’una
o all’altra delle suddette mansioni, in accordo con le esigenze gestionali del momento.
Qualora la preparazione dei volontari in ambito museale non fosse adeguata alle mansioni che essi si trovano a svolgere, il Museo è comunque organizzato per aggiornare e
formare i volontari stessi.
Il numero dei volontari è passato da 7 nel 2009, a 5 nel 2010, mantenendosi quindi più
o meno in linea con gli anni precedenti.
generale viene privilegiata una formazione
specifica inerente il mondo dei musei e modulata a seconda della professionalità del dipendente. Ove possibile vengono selezionate
le attività di formazione che non richiedono
spese di iscrizione. Ogni anno il direttore e alcuni collaboratori del museo partecipano ad
un viaggio di formazione in alcune città e zone
d’Europa (Londra, Parigi, Svizzera, Provenza,
Baviera, Lisbona) organizzato dall’Associazione Nazionale dei Musei Scientifici, durante il
quale si possono vedere conoscere le realtà
museali, confrontarsi con le persone che vi lavorano, acquisire nuovi metodi e filosofie che
sottendono ad una visione del museo integrata con la società contemporanea e ne rispondono ai bisogni culturali e sociali.
Inserimenti sociali e volontari
In conformità alla politica perseguita dal
Museo fin dal 2000, con l’obiettivo di costituire una struttura aperta e ben inserita nel proprio contesto sociale, sono entrati a far parte
della struttura anche lavoratori socialmente
utili e sono stati fatti inserimenti attraverso
convenzioni con l’U.L.S.S. n. 8 di Asolo (servizio per l’handicap dell’età adulta) di persone appartenenti a categorie protette. Questo
la dimensione sociale
evidenzia un ruolo sociale che il Museo ha
volutamente sviluppato, consapevole del fatto che, essendo una struttura pubblica, deve
svolgere anche questo ruolo al fine di promuovere l’integrazione. Il Museo è per sua
stessa definizione e caratterizzazione luogo di
tutti, è il luogo dell’identità, in esso vengono
conservate la memoria storica e naturalistica,
è un luogo speciale dove ognuno può trovare
una dimensione comunicativa, unica e irripetibile, con il patrimonio culturale della propria
città, del proprio territorio.
Il Museo
e i fornitori
Il museo opera in un contesto di pubblica
amministrazione e rispetta quindi la legislazione vigente e i regolamenti comunali che sono
alla base per l’acquisizione di beni e servizi,
svolgendo sempre gara formale o informale, appalti o rifererendosi alle convenzioni
CONSIP per ogni tipo di acquisto. Nel pieno
rispetto di queste regole il museo è riuscito comunque a creare legami particolari con alcuni
fornitori. Si tratta spesso di ditte che da anni se-
guono e conoscono il museo, applicano prezzi
assolutamente concorrenziali con CONSIP e
soprattutto sostengono il museo nelle proprie
attività. Si tratta di ditte sia di Montebelluna
che esterne che riconoscono il valore delle iniziative e delle attività del museo e offrono il
loro aiuto nel corso di mostre o di altre iniziative speciali mettendo a disposizione del museo
gratuitamente parte dei materiali o dei servizi
che le caratterizzano come aziende.
Il Museo
e le associazioni
Collaborare con le associazioni
Nell’ambito della collaborazione tra il
Museo e le diverse associazioni, queste ultime
giocano un ruolo fondamentale. Esse possono offrire al Museo:
- nuove proposte e condivisione di progetti;
- supporto per progettazione e organizzazione di eventi, mostre, convegni, etc.;
- supporto volontario per la gestione delle attività interne al Museo (ad esempio biglietteria, spedizione, etc.);
- condivisione di spazi e mezzi;
- divulgazione scientifica;
- pubblicità e comunicazione delle iniziative
del Museo attraverso i loro canali;
- supporto e partenariato in progetti vari.
Le principali associazioni che hanno collaborato con il Museo negli ultimi anni sono le
seguenti:
• ACCADEMIA TREVIGIANA DEL TERRITORIO
• AIB - Associazione Italiana Biblioteche
• AIIG - Associazione Italiana Insegnanti di
Geografia
• APAT - Associazione produttori apistici di
Belluno, Treviso e Venezia
• APATMIELE
• ARCHIATRI (Quartetto d’archi formato da
medici)
• AMICI DEL CAVALLO DELLA MARCA
TRIVIGIANA, Maserada sul Piave (Tv)
• AMICI DEL MUSEO
• ASCOM – CONFCOMMERCIO, Monte­bel­
lu­na-Treviso
• ASSOCIAZIONE MONTELLO A TAVOLA
• ASSOCIAZIONE DI VOLONTARIATO “VIVE­
RE LA VITA”, Segusino (TV)
• ASSOCIAZIONE COMUNITÀ GIOVANILE
ONLUS, Conegliano (TV)
• ASSOCIAZIONE DIDATTICA MUSEALE, Milano
• ASSOCIAZIONE RICREATIVO CULTURALE,
“Gioca e Crea”, Onigo di Pederobba (TV)
• ATTAWASOL - ONLUS, Montebelluna
• CIRCOLO PERSONALE VENETO BANCA,
Montebelluna (TV)
• COLDIRETTI GIOVANI IMPRESA, TREVISO
• COMITATO STORICO RIEVOCATIVO DI
PRIMIERO, FIERA DI PRIMIERO (TN)
• CONFARTIGIANATO ASOLO (TV)
• COOPERATIVA SOCIALE “L’ECO PAPA
GIOVANNI XXIII, Dueville (VI)
• COOPERATIVA SOCIALE MANO AMICA,
Schio (VI)
89
90
• COOPERATIVA SOCIALE SOLIDARIETÀ,
Onlus Treviso
• COOPERATIVA SOCIALE VITA E LAVORO,
Montebelluna (TV)
• IL DELFINO ASSOCIAZIONE SPORTIVA
DILETTANTISTICA, Montebelluna (TV)
• GRUPPO ARCHEOLOGICO AGORDINO
ARCA, Agordo
• GRUPPO ARCHEOLOGICO CADORINO,
Calalzo di Cadore (BL)
• GRUPPO NATURALISTICO BELLONA,
Montebelluna
• GRUPPO GROTTE TREVISO GRUPPO LA
VENTA, Treviso
• GRUPPO NATURALISTICO SPERCIGLANUS
• ISTITUTO ITALIANO DI PREISTORIA E
PROTOSTORIA (IIPP), Firenze
• LIBRO PARLATO di Feltre
• RISTORATORI DEL MONTELLO
• SLOW FOOD VENETO
• SOCIETÀ VENEZIANA DI SCIENZE
NATURALI, Venezia
• UNA CASA PER L’UOMO, Montebelluna
• UNIVERSITÀ DEL TEMPO LIBERO, Noale
(VE)
• UNIVERSITÀ DELLA TERZA ETÀ, Monte­
bel­luna
• UNINDUSTRIA TREVISO
• WWF
I rapporti più importanti e duraturi di collaborazione tra Museo e associazioni sono
stati instaurati con l’ANMS - Associazione
Nazionale Musei Scientifici. Si tratta di un’organizzazione nazionale che comprende i musei di Storia naturale, gli orti botanici, i giardini zoologici, gli acquari, i musei della scienza
e della tecnica, i musei di Storia della scienza;
tutte istituzioni permanenti che raccolgono le
testimonianze ed i materiali relativi alle scienze e alla loro storia, li conservano e li rendono disponibili per la ricerca e la fruizione
pubblica.
L’associazione è impegnata a promuovere
l’azione dei musei scientifici italiani.
Dal 2001 il Museo di Storia Naturale
e Archeologia di Montebelluna ha intrapreso un percorso, in collaborazione con
l’ANMS, che si concretizza in un appuntamento annuale mirato alla formazione
didattica degli operatori che operano nel
settore museale.
I workshop di Montebelluna costituiscono
un appuntamento ormai consolidato per gli
operatori che provengono da musei sparsi su
tutto il territorio nazionale.
Principale obiettivo di questi appuntamenti
è quello di fornire agli operatori un’occasione
di formazione di carattere pedagogico, considerando che spesso pur essendo esperti nel
la dimensione sociale
loro settore di riferimento (archeologico o naturalistico), non possiedono un supporto teorico di tipo pedagogico.
Questo percorso è iniziato con un primo
ciclo di workshop (dal 2001 fino al 2005)
dedicati alla didattica per il settore scolastico
- l’utenza più rilevante per il Museo – ed in
particolare si è cercato, in queste occasioni,
di affrontare le diverse tematiche e metodologie, destinate a studenti di ogni ordine e gra-
do, da utilizzare per sviluppare una relazione
educativa tra Museo e scuola.
Con il 2006 si è aperto un nuovo ciclo, questa volta mirato all’educazione degli adulti nel
Museo, proseguito anche nel 2007 toccando
il mondo della disabilità, e che è continuato
nel 2008 coinvolgendo il pubblico della terza
età, nel 2009 affrontando i temi della progettazione culturale, per concludersi nel 2010
con la valutazione dei processi educativi.
Amici del Museo
Nel 1999 si costituisce l’associazione “Amici del Museo di Storia Naturale e Archeologia
di Montebelluna”.
L’Associazione non ha scopo di lucro ed agisce con finalità di volontariato civile, culturale e
sociale avvalendosi delle prestazioni personali, spontanee e gratuite dei propri aderenti.
Gli scopi principali dell’Associazione sono:
- collaborare con la direzione del Museo e con le competenti soprintendenze nell’azione
di tutela, promozione e custodia del Museo, dei monumenti e dei siti archeologici e paesaggistici di Montebelluna;
- organizzare visite ai musei, monumenti mostre e collezioni pubbliche e private;
- organizzare conferenze e dibattiti e curare pubblicazioni su temi artistici, storici e naturalistico-scientifici;
- promuovere donazioni, lasciti ed acquisizione di opere e di denaro diretti ad arricchire
le raccolte del Museo;
- promuovere campagne di finanziamenti destinati al restauro del patrimonio civico, naturalistico, archeologico e monumentale del territorio, curandone l’attuazione.
Gruppo
Naturalistico
Bellona
Il “Gruppo Naturalistico Bellona” è un’associazione fondata a Montebelluna nel 1964.
Essa ha tra i suoi obiettivi la diffusione e la divulgazione delle Scienze Naturali.
Nel 1986 il Gruppo contribuì, grazie alle collezioni raccolte nel corso degli anni, alla
fondazione del Museo di Storia Naturale ed Archeologia di Montebelluna.
Nonostante il Museo sia diventato nel tempo un’istituzione comunale, il rapporto di
collaborazione con il Gruppo prosegue tuttora attraverso la condivisione degli spazi e dei
materiali (come a d esempio l’utilizzo della specola per le attività di astronomia promosse
dal gruppo), nonché la condivisione di progetti.
Partenariati e collaborazioni
L’Istituzione Museo è inserita in un preciso
contesto territoriale e sociale con il quale essa
deve continuamente rapportarsi, sia per quanto riguarda la finalità di “espansione” della
propria utenza, dunque attraverso iniziative di
interesse specifico per la popolazione, sia per
attingere a tutte le risorse necessarie per aumentare e migliorare i propri servizi.
A questo scopo sono stati coinvolti l’ASCOM
ed altre associazioni, quali ad esempio l’Associazione dei Ristoratori del Montello ed altri
promotori di percorsi enogastronomici che
utilizzano gli esercizi associati distribuiti sul
territorio montelliano. L’ASCOM si è infatti
rivelato il partner ideale per offrire attraverso un’apposita convenzione a tutti coloro che
visitano le mostre temporanee del Museo una
91
92
Il Museo
e il territorio
ristorazione a prezzi contenuti e significativi
pacchetti turistici a sfondo culturale.
Anche le pizzerie del territorio, in particolare le più vicine geograficamente alla struttura museale, sono state coinvolte per offrire
il kinder menù a base di pizza e bibita acqui-
stabile con uno sconto del 10% e rivolto a tutti
i ragazzi e a tutte le famiglie che presentano
il biglietto di entrata alle iniziative del Museo.
Questa possibilità si è rivelata molto utile per
scolaresche provenienti da lontano e che trascorrono in gita l’intera giornata.
Il museo e l’amministrazione comunale di
continuando ad esercitare un controllo totale sugli stessi per il tramite delle competenti
Soprintendenze regionali.
Le collezioni archeologiche di proprietà
statale (circa il 90% dell’intera raccolta) giacenti presso il Museo Civico di Montebelluna
rientrano nella sfera di competenza della
Soprintendenza per i Beni Archeologici del
Veneto. Dal momento che essa rappresenta
l’Ente preposto alla tutela, il Museo, pur obbligato a garantire la conservazione di tali
beni, può intervenire su di essi solo previa autorizzazione da parte della Soprintendenza.
Per quanto riguarda le nuove acquisizioni
(generalmente consegne di reperti da parte di privati), il Museo deve segnalare alla
Soprintendenza l’ingresso nella propria struttura di qualsiasi reperto e seguire le direttive
indicate dalla stessa per la tutela dei beni in
questione.
montebelluna
Il Museo di Storia Naturale e Archeologia
di Montebelluna è un’Istituzione costituita con
delibera del Consiglio Comunale n. 130 del
30/09/1997. Esso rappresenta uno strumento gestionale del Comune di Montebelluna
senza personalità giuridica.
I rapporti operativi tra il Comune e l’Istituzione affidataria del servizio pubblico relativo
alla gestione del Museo Civico di Montebelluna
e della sua sede distaccata presso il Comune
di Quero, frazione di Schievenin (BL), sono
stabiliti tramite un contratto di servizio. Tale
contratto, in sintesi, prevede che l’Istituzione
goda di una limitata autonomia finanziaria
e che possa gestire, sotto il controllo di un
consiglio d’amministrazione nominato dal
Comune, un budget finanziario trasferito dal
Comune all’Istituzione stessa e soprattutto che
utilizzi le proprie entrate, derivanti da servizi,
da contributi di altri enti e da sponsorizzazioni, per svolgere le proprie attività.
Pur nell’ambito di questa autonomia che
progressivamente va facendosi più ampia,
esiste uno stretto rapporto con gli uffici del
Comune (ragioneria, lavori pubblici, ufficio
sistemi informativi, scuole, protocollo, etc.)
con i quali il Museo si confronta e collabora.
Il museo e la soprintendenza per i beni
Il museo e il m.a.m. (musei alta marca)
Musei Alta Marca (M.A.M.) è una rete di
musei dell’alta marca trevigiana che ha accorpato alcuni servizi comuni al fine di ottenere agevolazioni e risparmi.
A titolo di esempio si può citare la segreteria didattica che organizza le prenotazioni da
parte delle scuole sia per il Museo sia per la
Tipoteca Italiana Fondazione*1∗. Ciò consente un notevole risparmio sui costi: le spese di
archeologici del veneto
Ai sensi della normativa vigente (D. Lgs
42/2004 “Codice dei Beni Culturali”), le funzioni di tutela sul patrimonio archeologico di
proprietà statale è esercitata dal Ministero per
i beni e le attività culturali, che può comunque
autorizzare i musei civici a conservare reperti
statali secondo la formula del deposito temporaneo della durata di cinquant’anni, pur
1 ∗ TIF, Tipoteca Italiana Fondazione è un museo
del Carattere. In esso sono conservate le più importanti macchine che hanno segnato la storia
della stampa dal ‘5OO ad oggi e una enorme
quantità di varietà di caratteri sia in termini di stile
che di materiale. Si tratta di una realtà museale di
grande valore scientifico e didattico che costituisce
un importante valore aggiunto all’offerta culturale
del nostro territorio.
la dimensione sociale
spedizione di inizio anno scolastico per tutte
le comunicazioni indirizzate alle scuole del
Triveneto vengono divise a metà, mentre i costi di segreteria vengono sostenuti dal Museo,
che riceve dalla Tipoteca Italiana un importo
prestabilito per ogni prenotazione andata a
buon fine.
Nell’anno scolastico 2009-2010 alla
Tipoteca si sono aggiunte Villa Emo di Fanzolo
di Vedelago e il Museo dello scarpone e della
calzatura sportiva di Montebelluna.
Il museo e l’università
Un rapporto particolare che si è costruito
nel tempo è quello tra Museo e Università, in
particolare di Padova. Esso si svolge su più
piani: formazione attraverso stage, attività di
collaborazione nella ricerca, scambio di documentazione, attività di docenza del personale
del Museo in occasione di seminari organizzati in alcuni corsi di laurea, collaborazione
nell’organizzazione di eventi (mostre, conferenze, convegni). Per alcuni aspetti il Museo
è divenuto, rispetto all’Università, un presidio
sul territorio, un avamposto, e spesso si trova
a svolgere il ruolo di mediatore culturale tra
il sapere esperto, che l’Università e il Museo
stesso producono attraverso la ricerca scientifica, e il territorio nei suoi attori: popolazione,
enti, scuole.
93
LA DIMENSIONE ambientale
Il Museo svolge la sua attività non solo per
i cittadini di oggi ma anche per le generazioni future, e per questo motivo è da sempre
impegnato nel rispetto e nella salvaguardia
dell’ambiente circostante. L’impegno del Museo a tal proposito non consiste solo nel mettere in atto una serie di attenzioni, come il trattamento delle sostanze tossiche e la gestione
dei rifiuti, ma anche nel fungere da esempio
ed educare attraverso proposte didattiche, seminari e conferenze.
Conservazione di sostanze tossiche e radioattive
Durante lo svolgimento della sua attività,
il Museo si trova quotidianamente ad operare
con reagenti chimici, sostanze liquide e solide
per la conservazione dei reperti, sostanze infiammabili. Per evitare ogni utilizzo improprio
e pericoloso di tali sostanze, esse vengono
stoccate in locali non accessibili al pubblico
(deposito naturalistico e magazzini), all’interno di armadi e contenitori chiusi a chiave. Il
Museo ha inoltre provveduto all’acquisto di
armadi a norma per il contenimento delle sostanze infiammabili.
Nel caso di minerali radioattivi e amianto, la conservazione avviene in contenitori a
tenuta stagna. Viene anche utilizzato un recipiente appositamente studiato per il contenimento delle radiazioni, con pareti piombate
di spessore adeguato all’emissione radioattiva, situato in locali non accessibili al pubblico. Inoltre, il Museo si avvale della consulenza
dell’ARPAV per il monitoraggio, il controllo, le
procedure e i materiali idonei al contenimento delle sostanze radioattive e dell’amianto.
La gestione dei rifiuti
Relativamente allo smaltimento di carcasse di animali e resti di preparazioni tassidermiche, è in via di definizione una convenzione tra Museo, Servizio Veterinario della U.S.L.
8 e Corpo Forestale dello Stato (CFS) per la
certificazione da parte del settore veterinario
e l’eventuale denuncia congiunta con il CFS
di materiali sequestrati. La società individuata per lo smaltimento verrà decisa in accordo
con l’Ufficio Ecologia del Comune.
I materiali tossici e infiammabili di natura
liquida e solida, come ad esempio liquidi residui e ricambi per la conservazione dei reperti
naturalistici (alcool etilico e formaldeide), reagenti e polveri residui dell’attività didattica
(esperimenti di chimica e fisica), vengono versati in contenitori sigillati e successivamente
smaltiti dalla società incaricata a tale scopo.
Anche per i rifiuti definiti urbani si opera in
un contesto di raccolta differenziata: plastica,
vetro e lattine, secco, umido e carta. Ogni ufficio esegue la prima differenziazione avendo a
disposizione due cestini: uno per la carta e uno
per gli altri rifiuti e gli utenti hanno a disposizione vari contenitori: carta, vetro e lattine, plastica
e altri rifiuti; tuttavia poiché non esiste ancora
una sensibilità diffusa, spesso tocca al Museo
accollarsi l’onere della selezione dei rifiuti.
I materiali riciclabili derivano dall’operato degli uffici del Museo: carta, toner esauriti
e altro materiale d’ufficio riciclabile vengono
accuratamente raccolti. Molta attenzione viene prestata al riciclo di metalli, cartoni, contenitori in plastica utilizzati nell’attività del Museo. In particolare, si sottolinea la promozione di attività didattiche permanenti e collegate
a mostre temporanee (da citare il laboratorio
“Giochiamo con i metalli ” legato alla mostra
“Il Fuoco di Vulcano”) che prevedono l’uso di
materiali da riciclo quali lattine di alluminio,
pagliette di ferro, scatole di cartone, etc. utilizzati per la costruzione di oggetti. Inoltre nel
2009, in collaborazione con il Museo dello
scarpone e della calzatura sportiva, è stato
progettato un nuovo laboratorio, che verrà
proposto nell’anno scolastico 2010-2011 dedicato ai materiali, al loro utilizzo e alle varie
caratteristiche in riferimento alla riciclabilità e
biodegradabilità.
La carta: un bene prezioso
La carta è uno dei materiali di consumo
più importanti all’interno del Museo. All’utilizzo negli uffici per la normale attività amministrativa si aggiunge quello per le attività
didattiche (fotocopie di schede, bibliografie
per insegnanti, etc.) e quello promozionale
(volantini). L’attenzione a questo bene è quindi particolarmente elevata. Sono state poste
in essere varie strategie:
95
96
- acquisto di carta riciclata per il 90% del fabbisogno del Museo;
- riutilizzo dei fogli scartati, stampati solo da
un lato, per fare blocchi notes e per stampare
Percentuale d’uso di
carta riciclata e carta
bianca normale negli
uffici in un anno (prassi
in vigore dal 2001).
bozze o “brutte copie”;
- utilizzo della carta usata come materiale
da imballaggio, ove questo si rende necessario.
30%
carta riciclata
carta normale
70%
La stessa carta igienica e la salviette
asciugamani, il cui consumo è particolarmente elevato visto il grande afflusso di
pubblico, vengono acquistate solo se provengono da carta riciclata e non trattata (la
cd. “ecocarta”).
Educazione ambientale
L’educazione ambientale trova ampio
spazio all’interno del Museo, dove oltre alle
specifiche attività didattiche, alle conferenze e
agli incontri tematici, vengono proposti:
- il tutoraggio e la collaborazione alla progettazione di percorsi speciali di educazione
al paesaggio ed educazione ambientale per
le scuole di ogni ordine e grado;
- la consulenza per il riconoscimento e la
determinazione di specie a rischio, in collaborazione con la U.S.L. 8 (Ufficio Igiene e Servizi
Veterinari).
la dimensione AMBIENTALE
L’attività educativa del
Museo su Ecologia e
Ambiente
Al museo
I principali ecosistemi del Veneto: fauna e flora del nostro territorio
Il laboratorio, dopo aver introdotto le caratteristiche geografiche e climatiche dei diversi
ecosistemi del nostro territorio (dal litorale Adriatico alla catena Alpina), illustra le caratteristiche delle comunità animali e vegetali che li caratterizzano, fornendo una chiave di
lettura delle relazioni tra biocenosi e biotopo.
Pacchetto speciale dal museo al territorio e... viceversa!
Per integrare la comprensione del paesaggio e della ricca biodiversità che vi insiste, il Museo propone due pacchetti in cui alle uscite nel territorio vengono abbinate delle attività
didattiche da svolgersi nella Sezione Naturalistica o nei laboratori scientifici. Il docente
può scegliere le combinazioni tra le proposte sotto riportate, (per le descrizioni delle attività si rimanda ai singoli paragrafi) e l’ordine di svolgimento. Nei tempi indicati sono
comprese le durate degli spostamenti.
Pacchetto mezza giornata: laboratorio al Museo (1 h) + uscita nel territorio (3 h)
- Al Museo (1 h): visita Sala Pesci e Terre Emerse e osservazione di reperti di collezioni
zoologiche e botaniche.
- Nel Territorio (3 h): abbinare a scelta una delle seguenti uscite:
•Alla scoperta del bosco
•Alla scoperta del fiume
•Dentro la Natura: sentieri e acque di Bigolino
Pacchetto giornata intera: laboratorio al Museo (2 h) + pausa pranzo + uscita nel territorio (3,5 h)
- Al Museo (2 h): laboratori consigliati:
•Sperimentare con l’acqua
•Il mondo segreto di una goccia d’acqua
•Invertebrati + vertebrati
•I principali ecosistemi del Veneto
- Nel Territorio (3,5 h): abbinare a scelta una delle seguenti uscite:
•Alla scoperta del fiume
•Dentro la Natura: sentieri e acque di Bigolino
•Alla scoperta del bosco
Da 3a a 5a Sc. Primaria, Scuole Medie e Superiori
Nel territorio
Il Museo propone alcune esperienze di lavoro sul campo versatili e differenziate, utili a
far acquisire i concetti relativi ai fenomeni naturali, le conoscenze riguardanti il territorio
in cui viviamo e a far maturare comportamenti positivi nei confronti dell’ambiente.
Le attività si articolano utilizzando metodologie scientifiche comuni: osservazioni, attività pratiche (esperienze
scientifiche di campo e giochi didattici),
raccolta dati su schede appositamente
strutturate, conclusioni sull’attività svolta
con eventuali valutazioni personali.
97
strategie e obiettivi futuri
Uno sguardo al futuro
Al Museo di Montebelluna, come ad altre
strutture educative, spetta il ruolo fondamentale di essere e luogo di mediazione culturale
e apprendimento permanente da una posizione privilegiata rispetto ad altri. Il Museo è
infatti custode di una civiltà, un luogo speciale
dove il patrimonio culturale costituito da beni
materiali e immateriali può essere conosciuto
e condiviso, ma soprattutto osservato con lo
sguardo unico portato da ogni visitatore. Sarà
quindi importante continuare nel percorso della formazione per essere all’altezza del ruolo
che al Museo viene richiesto e del quale oggi
tutta l’organizzazione è più consapevole.
Il Museo, quindi, in considerazione del suo
ruolo sociale, si troverà a progettare ogni attività con la consapevolezza del contributo che
esso può dare per il miglioramento delle condizioni culturali e sociali delle più diverse fasce di
utenza potenziale, e con la coscienza di essere
una risorsa unica nel creare e animare ambienti
di apprendimento stimolanti, nell’aiutare gli individui a costruire le proprie molteplici identità,
nel contribuire ad eliminare le disuguaglianze
culturali, nel permettere un dialogo interculturale fra le comunità locali e nell’offrire esperienze significative di apprendimento per tutti.
Prospettive future
Nell’ottica di perseguire un continuo miglioramento e soprattutto nella prospettiva dinamica di essere una struttura costantemente
integrata con la propria comunità e società, il Museo dovrà essere sempre attento ai
cambiamenti, dovrà adeguarsi, in termini di
contenuti e di proposte, al continuo divenire
che caratterizza ormai la nostra epoca. Nel
prossimo futuro l’obiettivo sarà proprio quello di creare un’organizzazione in sintonia con
il tempo che sta vivendo, abbandonando le
vecchie strutture concettuali e strumentali che
ancora, per mancanza di risorse, il Museo
non è riuscito a rinnovare.
Le esposizioni archeologiche e alcune di
quelle naturalistiche, risalenti a più di 25 anni
fa, dovranno essere rinnovate sia per quanto
riguarda i contenuti (la ricerca nel frattempo
ha portato nuove conoscenze) sia per le tecniche espositive (strumentazione multimediale e
di comunicazione), in ordine alle più moderne
filosofie espositive applicate ormai in tutta Europa. Sperimentazioni in tal senso sono state
effettuate all’interno del Museo nel rinnovare
le sezioni permanenti dei minerali (Mineralia
un mondo di cristalli) e dei vertebrati (Terre
Emerse), nonché nelle mostre temporanee realizzate negli ultimi anni (Abracadabra: magie della natura, Ventimila Leghe Sotto i Mari,
Il Fuoco di Vulcano: le età dei metalli, Cosmos:
viaggio alla scoperta dell’Universo, Alimenta:
il cibo tra scienza e cultura).
Tutte queste nuove esposizioni rappresentano il nuovo modo di costruire il museo,
con oggetti a diretto contatto con il pubblico, pronti per farsi accarezzare, a trasmettere
sensazioni attraverso le forme, il peso e il calore, a farsi conoscere attraverso esperimenti.
La natura, la scienza sono patrimonio di tutti
e tutti vi possono accedere ai più diversi livelli
scegliendo autonomamente cosa approfondire e cosa tralasciare. Il museo diventa così
decisamente un luogo dove tornare, magari per giocare, per studiare, per soddisfare il
2010-11 “Geologica”
Nel 2011 ci sarà il riallestimento delle sale di geologia. Previsto per il 2009-2010, a
causa di ritardi nell’erogazione dei finanziamenti, è stato programmato per l’anno successivo. La nuova sezione prevede, oltre ad una introduzione generale dei temi geologici
(rocce, vulcanesimo, tettonica) anche una presentazione delle caratteristiche geologichegeomorfologiche del nostro territorio: Monte Grappa e Cesen, Colli Asolani e Montello
e infine la pianura. Strumenti multimediali consentiranno di viaggiare dentro il nostro
pianeta sotto le crosta terrestre e camminare sull’alveo del Piave per riconoscere le rocce
che provengono dal suo bacino di alimentazione e scorrimento.
99
100
proprio gusto estetico o semplicemente per
stare insieme con altre persone e condividere
emozioni e sensazioni.
Accanto a questo, il Museo intende divenire sempre più un riferimento nel territorio
per la promozione e lo sviluppo del pensiero scientifico all’interno della nostra società,
attraverso attività proposte a diversi target di
utenza, dai bambini agli adulti. Il Museo intende inoltre essere sempre più presente come
mediatore culturale per garantire la diffusione
delle conoscenze derivate dalla ricerca scientifica alle comunità del territorio. Per questo
intende promuovere tavole rotonde sui temi
più importanti e scottanti del momento (La genetica, L’energia, Il clima ecc.) che consentano
alle persone di confrontarsi direttamente con
scienziati, interrogandoli per avere la possibilità di risolvere i propri dubbi senza subire
acriticamente l’informazione come accade di
fronte alla TV.
Per la conservazione naturalistica oggi
l’imbalsamazione o la conservazione in pelle
e in liquido non sono sufficienti per garantire alle generazioni future di utenti, visitatori e
studiosi tutte le informazioni possibili. Oggi le
tecniche di estrazione del DNA richiedono al
museo una maggiore competenza per garantire una conservazione che consenta in futuro
il recupero del DNA e quant’altro le tecnologie di oggi e di domani potranno acquisire in
termini di informazione scientifica. Al momento il museo intende dotarsi di un congelatore
per conservare l’informazione genetica dei
reperti acquisiti.
Infine, sarà necessario adeguare le strutture e le infrastrutture ai nuovi numeri di utenza
del Museo e alle nuove acquisizioni di collezioni naturalistiche ed archeologiche (si veda
il paragrafo successivo).
Problemi ancora irrisolti
Il perseguimento degli obiettivi futuri e la
qualità delle attività proposte dal Museo si
scontrano purtroppo con alcuni problemi materiali.
Spazi
Attualmente il Museo vive una situazione
di disagio per i ridotti spazi a disposizione a
strategie e obiettivi futuri
diversi livelli. I depositi e i magazzini, oramai
stracolmi, sono dislocati in due stabili situati a
notevole distanza dal Museo. Questo crea disagio per il controllo, la custodia e il recupero
dei materiali, nonché per i tempi e i costi degli
spostamenti.
Nei depositi giacciono moltissimi importanti reperti naturalistici e archeologici che
meriterebbero di essere esposti al pubblico,
ma che per i limiti dello spazio espositivo restano nei depositi.
Gli uffici e il Centro di Documentazione
del Museo sono compressi in un piano della Villa, dislocati in corridoi; qui i dipendenti
condividono lo spazio di lavoro con i reperti
che non sono stati collocati né nei depositi,
né in esposizione, con il magazzino di cancelleria, con l’archivio amministrativo, etc. Tutto
ciò comporta difficoltà nella pratica lavorativa
quotidiana e spesso crea disagi nel caso in cui
si debba garantire riservatezza all’utente che
richiede appuntamento al personale.
L’attività educativa - in trend positivo di
crescita - da anni ha ormai saturato tutti gli
spazi e le aule didattiche del Museo. Succede
sovente che il Museo sia costretto a rifiutare
le richieste delle scuole per aver esaurito gli
spazi disponibili allo svolgimento delle sue
attività.
Servizi igienici
Il Museo ha attualmente solo quattro servizi igienici per il pubblico: assolutamente insufficienti per l’attuale utenza di oltre 30.000
visitatori annui.
Esigenze
Per poter dar seguito alle prospettive future e risolvere i problemi è necessario pensare
ad investimenti a medio e lungo termine che
prevedano l’intervento finanziario non solo
comunale, vista la ricaduta sovracomunale
(ambito triveneto), delle attività e dei servizi
proposti dal Museo. Sarebbe quindi necessario trovare nuovi finanziamenti in contesti
provinciali, regionali, nazionali ed europei.
Rispetto a questo, Museo e Amministrazione
comunale si stanno interrogando e soprattutto
stanno lavorando su una progettazione speci-
fica che possa essere funzionale alla ricerca di
nuove fonti di finanziamento.
Un’altra esigenza specifica è relativa al
personale che attualmente è sottodimensionato rispetto alle attività del museo e che
richiederebbe quantomeno l’inserimento in
pianta organica di una unità (attualmente le
mansioni sono coperte da contratti di collaborazione o cooperativa), dedicata alla segreteria didattica, visto anche l’ampliamento della
rete MAM con il Museo dello Scarpone e Villa
Emo.
Spunti di miglioramento
Nell’ottica di un miglioramento continuo e
della qualità, filosofia sposata dal Museo già
da alcuni anni, sono stati individuati per l’anno 2010 alcuni obiettivi specifici rispetto ai
quali l’istituzione, con le risorse economiche e
umane adeguate, potrebbe dare risultati:
Miglioramenti espositivi – garantire all’utente un miglioramento della comunicazione dei
temi astronomici e geologici attraverso il rinnovo dell’area permanente dedicata;
Miglioramenti rispetto all’accesso – favorire e offrire opportunità d’accesso al Museo
dell’utenza adulta (progetti di collaborazione
con i C.T.P.) e dell’utenza di persone disabili
(progetti di collaborazione con i centri diurni)
puntando quindi anche ad un incremento in
termini numerici;
Miglioramenti rispetto all’offerta famiglie –
offrire alle famiglie un’opportunità culturale di
qualità per il tempo libero attraverso l’avvio di
laboratori ludico-educativi nei weekend per le
famiglie;
Miglioramenti rispetto alla qualità dell’offerta culturale legata alle mostre – realizzare
la nuova mostra dedicata all’alimentazione
rispondendo ai diversi stili di apprendimento;
Miglioramenti tecnologici – sostenere l’innovazione nell’ambito della conservazione,
ricerca, esposizione e comunicazione attraverso l’acquisizione di informazioni e ove possibile di strumenti tecnologici dedicati;
Miglioramenti ambientali – sistemazione e
recupero del giardino nell’ottica di un recupero storico e funzionale (costituzione di una
siepe didattica);
101
102
Miglioramenti gestionali – procedere nel
processo di autonomia avviato nel 2007 a
seguito dell’applicazione stretta del modello
gestionale dell’Istituzione.
Accanto agli obiettivi specifici principali, in
Uno sguardo al
futuro, un obiettivo
dell’amministrazione:
l’ampliamento del
museo con nuovi spazi
tutti gli ambiti d’azione, conservazione, didattica, ricerca, divulgazione ed esposizione, il
Museo prevede iniziative atte sia a migliorare
la qualità dei servizi offerti che ad aumentare
i contenuti specifici.
La strada percorsa dal Museo di Storia Naturale e Archeologia di Montebelluna negli
ultimi 8 anni ha fornito una prova concreta delle capacità di una struttura che fonde in
modo mirabile tre aspetti: la conservazione e divulgazione storico scientifica, la relazione
con il tessuto antropologico e sociale del territorio, e infine la gestione e organizzazione
degli spazi.
Le oltre 30.000 presenze registrate nel corso del 2009, per le sezioni d’esposizione permanente e per la mostra Cosmos, danno una misura della capacità attrattiva e della
qualità propositiva della struttura, peraltro confermata in più occasioni dai riconoscimenti
e dalle ripetute collaborazioni con Enti e Università.
L’Istituzione rappresenta uno dei motori di sviluppo della cultura cittadina, mescolando
abilmente competenze ed intuizioni che rendono l’offerta al visitatore fortemente dinamica ed interattiva. Ecco perché, dopo aver accolto con soddisfazione i dati 2009, in
concomitanza con una fervente attività di scavo sul territorio comunale, l’Amministrazione
intende valutare l’opportunità di ampliare le aree dedicate al Museo, rendendo maggiormente fruibili gli spazi esistenti e progettando la costruzione di una nuova sede. In un
periodo in cui i tagli ai fondi destinati al pubblico sono all’ordine del giorno si tratta certo
di una scelta contro corrente, ma sostenuta dalla convinzione che è necessario rovesciare
il paradigma secondo cui il sostegno alla cultura è residuale e “a perdere”. Considerato il ritorno in termini di visitatori, di collaborazioni attivate, di conoscenze contenute e
scambiate, l’investimento in un nuovo museo appare sempre più una grande opportunità
di crescita per la Città e per tutti coloro che hanno apprezzato o potranno apprezzare la
qualità dell’offerta contenuta in questa straordinaria struttura. Guardiamo perciò al futuro con speranza e determinazione, certi che il compito dell’amministrare, non si limita
sempre e solo a scelte immediate e di tamponamento come ormai spesso accade, ma
richiede la capacità di pensare il futuro di una Città anche nel medio lungo termine. E la
tensione al miglioramento delle qualità della vita in un Città come la nostra, non può prescindere da scelte coraggiose e lungimiranti che riconoscono la valenza di una proposta
culturale seria per lo sviluppo ulteriore del suo tessuto sociale.
Nel 2010 è stata fatta richiesta di contributo alla Regione Veneto tramite il Bando POR
(Programma Operativo Regionale, parte FESR 2007-2013 obiettivo “Competitività regionale e occupazione” - Bando per la concessione di contributi per interventi su Musei
Pubblici Riconosciuti) per l’ampliamento dell’attuale sede espositiva con la realizzazione
del nuovo Museo delle Scienze.
Francesco Da Riva, Assessore alla cultura Comune di Montebelluna
strategie e obiettivi futuri
103
Appendice A
CARTA DEI SERVIZI MUSEO DI STORIA NATURALE E ARCHEOLOGIA DI
MONTEBELLUNA (TREVISO)
QUADRO NORMATIVO
Questa carta dei servizi e dei diritti
dell’utente del museo ha origine dalla
definizione di Museo data nel Nuo vo
Codice dei Beni Culturali, D.Lgs. n. 41
del 22 gennaio 2004 art.101, comma
2, a: “museo” una struttura permanente che acquisisce, conserva, ordina ed
espone beni culturali per finalità di educazione e di studio”, e comma 3, “gli
istituti e i luoghi della cultura che appartengono a soggetti pubblici sono destinati alla pubblica fruizione ed espletano
un servizio pubblico” ed inoltre art. 102,
comma 1 “Lo Stato, le regioni, gli altri
enti pubblici territoriali…, assicurano la
fruizione dei beni presenti negli istituti
e nei luoghi indicati all’art.101…” ed
inoltre da tutti le circolari e regolamenti
ministeriali che regolano i rapporti col
pubblico nei musei statali.
Il Ministero per i Beni le Attività culturali ha emanato un “Atto di indirizzo sui
criteri tecnico–scientifici e sugli standard
di funzionamento e sviluppo dei musei”
(D.Lgs 112/98 all’art. 3 c.g; D.M. 10
maggio 2001) individuando VIII ambiti
di funzionamento del Museo con i relativi requisiti e standars minimi di funzionamento. Nell’Ambito VII sono definiti i
rapporti del Museo con il pubblico.
Il dovere del Museo di garantire adeguati servizi al pubblico, stabiliti dagli
standards si traduce in diritti del visitatore che fruisce dei beni culturali conservati nel Museo.
Questa carta dei servizi e dei diritti del
visitatore è strumento di comunicazione
tra il Museo ed il suo pubblico. Qui sono
dichiarati i servizi che un visitatore può
aspettarsi visitando il Museo ed accedendo agli uffici, servizi su cui il Museo
si impegna con i propri utenti, a norma
della legge in materia
INTRODUZIONE
Che cos’è la carta dei servizi
La Carta dei servizi è un documento che
ogni Ufficio della Pubblica Amministrazione è tenuto a fornire ai propri utenti.
In esso sono descritti finalità, modi, criteri
e strutture attraverso cui il servizio viene
attuato, diritti e doveri, modalità e tempi
di partecipazione, procedure di controllo che l’utente ha a sua disposizione. La
Carta è lo strumento fondamentale con
il quale si attua il principio di trasparenza, attraverso la esplicita dichiarazione
dei diritti e dei doveri sia del personale,
sia degli utenti. Si ispira agli articoli 3,
30, 33, 34 della Costituzione Italiana,
che sanciscono e tutelano il rispetto dei
principi di uguaglianza, imparzialità, tutela della dignità della persona, e che
vietano ogni forma di discriminazione
basata sul sesso, sull’appartenenza etnica, sulle convinzioni religiose, e impegna tutti gli operatori e la struttura nel
rispetto di tali principi.
SOMMARIO:
PREMESSA
La MISSION
Le FINALITÀ:
1 - LE SEDI E GLI SPAZI
1a - La sede principale
1b - L’osservatorio astronomico
1c - La sezione staccata
1d - I depositi
2 - IL PERSONALE
3 - ACCESSO
3a - Dove
3b - Apertura al pubblico
3c - Orari
3d - Biglietto per la sede di Montebelluna
3e - Biglietto per la sede di Schievenin
3f - Informazioni, comunicazioni e prenotazioni
3g - Accessibilità
3h - Accessibilità esterna
3i - Parcheggio per la sede di Montebelluna
3l - Parcheggio per la sede di Schievenin
3m - Segnaletica esterna
3n - Accessibilità ai depositi
3o - Accoglienza e punto informativo
3p - Affitto spazi
4 - SICUREZZA
5 - I SERVIZI
5a - Restauro e conservazione beni naturalistici, archeologici e storico- scientifici.
5b - Esposizione permanente
5c - Esposizioni temporanee: mostre
5d - Servizio educativo- didattico
Il centralino didattico del M.A.M. – Musei Alta Marca
Il servizio educativo-didattico per la
scuola - Studenti
Il servizio educativo-didattico per la
scuola - Insegnanti
La didatticard per le scuole di Montebelluna
Il servizio educativo ludico-didattico Ragazzi
Il servizio educativo-didattico – Diversamente abili e drop-out
Il servizio educativo-didattico per tutti gli
adulti in genere
5e - Divulgazione scientifica
5f - Consulenza in ambito ambientale e
storico-archeologico
5g - Centro di documentazione
Norme generali
Principi fondamentali
Accesso
Orario di apertura al pubblico
Servizi
Prestito
Assistenza e informazioni bibliografiche
Fornitura articoli di riviste
Fotocopie
Proposte di acquisizione di documenti
(desiderata)
Informazione e partecipazione
Iniziative culturali e formative
5h - Inventariazione e catalogazione informatizzata di beni naturalistici, archeologici e storico-scientifici.
5i - Ricerca scientifica
Collaborazioni scientifiche
5l - Prestito
Prestito per finalità espositive
Prestito per finalità di ricerca
5m - Consultazione collezioni scientifiche
5n - Servizio di assistenza e formazione
5o - Volontariato al museo
5p - Attività di stampa
6 - COMUNICAZIONE
6a - Servizi di informazione e comunicazione
6b - Sito Internet
7 - SERVIZI ACCESSORI
7a - Museumshop
7b - Guardaroba
7c - Servizio ristoro
7d - Servizi igienici
8 - NORME GENERALI DI COMPORTAMENTO
8a - Norme relative a foto/riprese
8b - Disposizioni per il rispetto della privacy
8c - Impegni del visitatore
9 - I PROVENTI DEL MUSEO
10 - RECLAMI
11 - LA CARTA DEI SERVIZI E LA POLITICA DELLA QUALITA
11a – Il piano economico gestionale del
museo e gli indicatori di qualità
11b - Questionari di valutazione
12 - AGGIORNAMENTI DELLA CARTA
DEI SERVIZI
PREMESSA
Il Museo di Storia Naturale e Archeologia
di Montebelluna è stato inaugurato nel
1984, e dal 1998 è istituzione ai sensi
dell’art. 22 comma 3, lettera d) della legge 142/1990. L’autonomia è gestita attraverso organi quali il Direttore dell’Istituzione e il Consiglio d’Amministrazione,
un organo prettamente tecnico che nel
rispetto degli orientamenti espressi dal
105
106
Consiglio Comunale ha poteri di indirizzo e di controllo sull’attività del Museo,
impartisce direttive di carattere generale,
approva progetti e programmi dell’Istituzione, il programma annuale delle attività e il relativo bilancio.
Il museo civico ispira tutta la propria attività a principi di eguaglianza, imparzialità, accoglienza e integrazione, diritto di scelta. Nell’ottica della trasparenza
e chiarezza di intenti è stata elaborata
una mission delle finalità alle quali il
museo con tutta l’attività si ispira e a cui
fa riferimento.
La MISSION
Il Museo di Storia Naturale e Archeologia di Montebelluna raccoglie, conserva,
studia e divulga la “memoria” naturalistica e storico-archeologica del nostro
territorio, con particolare attenzione a
tutta l’area trevigiana.
Opera inoltre in una più ampia dimensione spazio-temporale per contribuire
a creare in grandi e piccoli la cultura del
museo nella nostra Regione, in Italia, in
Europa e nel mondo.
Le FINALITÀ:
- Conservare e tutelare il proprio patrimonio archeologico e naturalistico,
- nonché quello affidato in deposito
temporaneo dal Ministero dei Beni Culturali e Ambientali – e quello presente
nel territorio.
- Promuovere lo studio e la ricerca in
campo archeologico e naturalistico sul
territorio ed incrementare ed aggiornare costantemente la relativa documentazione.
- Perseguire la valorizzazione e la divulgazione delle collezioni naturalistiche ed
archeologiche e di tutto il complesso didattico e documentario di supporto anche attraverso l’organizzazione di varie
iniziative e manifestazioni culturali.
- Favorire e incentivare l’accesso dei cittadini a tale patrimonio.
- Favorire la divulgazione della cultura
naturalistica e archeologica in modi e
contesti diversi.
- Favorire la fruizione del museo come
luogo d’incontro socio-culturale.
Il Museo, in particolare, cura e promuove, anche in collegamento con altre istituzioni culturali del Comune di Montebelluna, con altri enti locali, provinciali
e regionali, organi statali e comunitari,
istituzioni o musei italiani e stranieri e
con soggetti privati:
- la conservazione, l’incremento e
l’esposizione del patrimonio archeologico e naturalistico;
- l’aggiornamento e l’informazione critica attraverso studi, pubblicazioni e manifestazioni;
- l’attività didattica e l’aggiornamento professionale del personale docente
della scuola;
- I rapporti con eventuali forme associative pubbliche e private operanti nel
settore archeologico-naturalistico o
aventi,come proprio scopo, il sostegno
dell’attività culturale dell’istituzione.
1 - LE SEDI E GLI SPAZI
1a - La sede principale
Il Museo di Storia Naturale e Archeologia di Montebelluna ha sede presso l’ex
villa Barbarigo, un complesso architettonico del XVII secolo costituito da Villa e
Barchessa, oggi Villa Biagi, con annesso
oratorio e giardino. La sua inaugurazione risale all’ottobre del 1984.
Nella Villa sono collocati gli uffici, un
laboratorio, due depositi naturalistici, il
magazzino, una piccola officina e una
sala multifunzionale alternativamente
utilizzata per ospitare mostre temporanee, piccole esposizioni, conferenze o
seminari. Qui trovano spazio anche aule
didattiche-laboratorio, completamente
attrezzate, per attività educative di tema
naturalistico e archeologico dedicate a
scolaresche e adulti e al centro di documentazione del museo. Quest’ultimo
servizio comprende la biblioteca specializzata, l’archivio cartografico e l’inventario dei reperti conservati in museo, ed
è a disposizione di chiunque sia interessato alle tematiche trattate dal museo
ed in particolare studenti, insegnanti e
ricercatori.
Nella barchessa sono esposte al pubblico le ricche collezioni naturalistiche ed
archeologiche del museo. La visita inizia al primo piano occupato dalla parte
naturalistica, e prosegue al piano terra,
dove trova collocazione il materiale archeologico. Qui trovano spazio anche
un piccolo museum shop e un’aula didattica.
1b - L’osservatorio astronomico
Nel giardino del museo trova spazio
l’osservatorio astronomico, a corredo
dell’esposizione dedicata all’astronomia. Dotato di un potente telescopio,
permette l’osservazione della volta celeste guidata ogni venerdì sera (previa
prenotazione) da esperti astrofili del
Gruppo Naturalistico “Bellona”.
1c - La sezione staccata
Il museo ha una piccola sezione staccata inserita in quello stupendo parco
naturale che è la vallata di Schievenin di
Quero (BL). È il frutto di una donazione
nel 1984 dell’allora parroco del luogo,
che ha voluto lasciare queste sue collezioni al Museo di Montebelluna a condizione che la sede venisse mantenuta
a Schievenin: ciò allo scopo di valorizzare appieno il patrimonio naturalistico,
pressoché incontaminato della vallata.
1d - I depositi
Tutti i reperti naturalistici e archeologici
non esposti sono conservati nei depositi
del museo. Il museo ha:
- due depositi archeologici: uno di fruizione corrente che trova sede nel museo,
uno generale collocato in altra sede a
Montebelluna, in via Damiano Chiesa;
- due depositi naturalistici: uno di fruizione corrente che trova sede nel museo,
uno generale collocato in altra sede a
Montebelluna, in via Damiano Chiesa.
2 - IL PERSONALE
La dotazione organica stabile del museo
prevede:
un direttore con funzione di conservatore naturalista
un conservatore archeologo
una segreteria amministrativa
due documentalisti
una segreteria didattica
tre tecnici custodi
3 - ACCESSO
3a - Dove
Museo di Storia Naturale ed Archeologia di Montebelluna Via Piave 51 31044
Montebelluna Treviso Italia
Museo di Storia Naturale di Schievenin,
Schivenin di Quero Belluno Italia.
3b - Apertura al pubblico
Il Museo garantisce l’apertura al pubblico della sede principale di Montebelluna per un minimo di sei giorni a settimana (dal martedì alla domenica), per
tutto l’anno, tranne nei giorni di Natale,
primo dell’anno, primo maggio, due
giugno e 15 agosto. La sede staccata di
Schievenin è aperta solo su richiesta.
3c - Orari
Il museo è aperto nella sua sede principale e Montebelluna da martedì a domenica: 9.00-12.00 / 14.30-18.00
La biglietteria chiude mezz’ora prima
della chiusura del museo.
Su richiesta specifica dell’utenza ed in
particolare per il pubblico scolastico il
museo offre una flessibilità di orario che
consente l’accesso con orario continuato dalle 8.45 alle 18.00 nei giorni dal
Appendice A
lunedì al venerdì. Per il sabato e domenica il servizio non è assicurato e dipende dalla disponibilità del personale di
custodia.
3d - Biglietto per la sede di Montebelluna
Intero: 6,50
Ridotto: 4,00 ragazzi al di sotto dei 18
anni di età, diversamente abili, adulti al
di sopra dei 65 anni, gruppi con più di
10 persone.
Ridotto scolaresche e gruppi per attività
educativa: 3,00
Hanno diritto all’ingresso gratuito: bambini al di sotto dei sei anni, accompagnatori di diversamente abili.
Quando il museo organizza mostre temporanee il costo del biglietto d’ingresso
al museo può essere diverso, il prezzo
viene stabilito dal Consiglio d’Amministrazione del Museo e consente di visitare il museo e la mostra temporanea.
3e - Biglietto per la sede di Schievenin
È previsto l’ingresso gratuito.
3f - Informazioni, comunicazioni e prenotazioni
Tel. 0423-300465
Fax. 0423-602284 Centralino didattico
M.A.M. 0423-602271
e-mail generale e centro di documentazione:
[email protected]
direttore:
[email protected]
conservatore:
[email protected]
segreteria amministrativa:
[email protected]
segreteria didattica:
[email protected]
3g - Accessibilità
La Barchessa e il piano terra della Villa
Biagi, sede principale di Montebelluna,
quindi le esposizioni permanenti e temporanee, sono accessibili ai visitatori
con problemi di deambulazione, con
bagni dedicati. Non sono accessibili gli
uffici, il centro di documentazione e la
sede staccata di Schievenin. Il museo
non ha sviluppato un percorso specifico
per ipovedenti o non vedenti, ma alcune
esposizioni open-air possono essere oggetto di manipolazione diretta. L’esposizione non prevede pannelli in doppia
lingua, ma è possibile richiedere una
traduzione generali dei contenuti sia
delle mostre permanenti che temporanee in lingua inglese.
3h - Accessibilità esterna
Il Museo di Montebelluna è accessibile:
col treno; è nelle vicinanze della stazione ferroviaria (circa trecento metri in
direzione Treviso) · con mezzi pubblici
che hanno fermata davanti al Museo
stesso · con mezzi privati salvo nei giorni
di fermo del traffico. La sede staccata di
Schievenin è accessibile: con la corriera
di linea che collega Quero a Schievenin
e con mezzi privati.
3i - Parcheggio per la sede di Montebelluna
Il museo è dotato di tre parcheggi gratuiti posizionati in corrispondenza delle
tre entrate.
3l - Parcheggio per la sede di Schievenin
Si può usufruire del parcheggio della
Chiesa.
3m - Segnaletica esterna
È previsto il rinnovo di tutta la segnaletica esterna ed interna (attualmente provvisoria) del Museo per l’orientamento
dell’utente. Sono previste all’ingresso
piante di orientamento dei piani e delle
sale, con indicazione dei percorsi espositivi e segnalazione dei servizi igienici.
Attualmente per l’identificare i reperti
sono presenti didascalie e pannelli.
3n - Accessibilità ai depositi
Hanno accesso ai depositi il personale
del museo autorizzato dalla direzione e
studiosi ricercatori che siano stati autorizzati dalla direzione e nel caso del materiale archeologico dalla Soprintendenza per il Beni Archeologici del Veneto.
Con frequenza biennale il museo apre
i propri depositi alla popolazione in occasione della settimana della cultura. La
popolazione può quindi accedere gratuitamente in piccoli gruppi organizzati
sotto stretta sorveglianza del personale
di custodia e dei conservatori.
3o - Accoglienza e punto informativo
È possibile ottenere informazioni sul Museo e sulle attività all’interno di ciascuna
sede alla biglietteria posta all’ingresso
della sede espositiva permanente, oppure consultando le pagine web del
Museo all’indirizzo www.museomontebelluna.it.
3p - Affitto spazi
Ogni spesa nascente dall’allestimento
degli spazi, l’eventuale polizza assicurativa e tutte le operazioni di pulizia dei
locali a fine manifestazione saranno a
carico del richiedente, così come qua-
lunque danneggiamento apportato ai
locali o agli oggetti, o alle collezioni.
Sarà necessario in ogni caso presentare richiesta e adeguarsi al regolamento
per la concessione degli spazi.
Le caratteristiche dettagliate degli spazi
(pianta locali, misure varie, attrezzature
informatiche, videoregistratori, capienza
dei locali, ecc.) saranno fornite al momento della richiesta. In ogni caso sarà
cura del Museo consentire un preventivo
sopralluogo nella sede prescelta.
Il tariffario prevede:
Gli spazi possono essere affittati anche
con attrezzatura, costituita da computer,
videoproiettore, proiettore diapositive,
dvd ecc. secondo il seguente tariffario:
Giornaliero
Settimanale
Sala Conferenza
100,00
300,00
Sala Barchessa
  50,00
150,00
Altri spazi villa
  50,00
150,00
Spazio esterno
  55,00
165,00
- 100,00 euro (ivati): noleggio giornaliero di uno o più strumenti;
- 300,00 euro (ivati): noleggio settimanale di uno strumento;
- 360,00 euro (ivati): noleggio settimanale di due o più strumenti.
L’attrezzatura e gli spazi possono essere noleggiati anche indipendentemente
l’uno dall’altro.
L’importo andrà preventivamente versato presso la tesoreria del Comune di
Montebelluna con la dicitura affitto locali museo.
4 - SICUREZZA
Sono individuati e chiaramente indicati
i percorsi sicuri d’uscita · Sono presenti
sistemi di sicurezza per le cose e per le
persone.
È stato redatto un documento denominato “Facilieties Report” in relazione
agli aspetti di sicurezza della sede di
Montebelluna riportato in allegato 1 a
far parte integrante della presenta carta
dei servizi.
Tutto il patrimonio del museo risulta assicurato e sono assicurati anche i visitatori e volontari in caso di danni o lesioni
accadute all’interno del museo per le
quali si riconosca che non esiste volontà
di dolo.
Tutti i materiali esposti durante le mostre
temporanee sono assicurati con speciale formula da chiodo a chiodo anche
contro atti vandalici.
107
108
5 - I SERVIZI
5a - Restauro e conservazione beni naturalistici, archeologici e storico- scientifici.
Il museo è in grado di curare il restauro
e garantire la conservazione di beni naturalistici e archeologici donati o dati in
affidamento temporaneo da enti pubblici o da privati sulla base di convenzioni
e accordi che si stilano di volta in volta.
Non tutti materiali donati al museo vengono destinati all’esposizione. Le proposte di donazione e di deposito vengono
valutate dal Comitato Scientifico e dal
Consiglio d’Amministrazione, che ne
valutano la coerenza, oneri e possibilità
di collocazione. Tutti i beni acquisiti dal
museo sono inventariati e conservati in
modo conforme alle esigenze del reperto. Un deposito di archeologia è attrezzato con impianto di climatizzazione per
la conservazione dei materiali più sensibili alle variazioni climatiche. Entrambi i
depositi naturalistici sono attrezzati con
lampade cattura insetti per il controllo
dei parassiti. I materiali naturalistici possono essere conservati anche in freezer.
I materiali più preziosi vengono conservati in cassaforte. Sono responsabili di
queste operazioni i conservatori di area
archeologica o naturalistica.
5b - Esposizione permanente
Il Museo dispone di:
a) una sezione naturalistica suddivisa in
due sottosezioni: scienze della terra (5
sale) e scienze della vita (6 sale).
b) una sezione archeologica suddivisa in
due sottosezioni: preistoria-protostoria
(Veneti Antichi) ed epoca romana.
Le esposizioni sono state allestite in periodi temporali diversi e quindi presentano stili espositivi diversi. Dal 1999 in
poi è iniziata una fase riorganizzativi
delle sezioni e sono state rinnovate per
la sezione naturalistica le sale dedicate ai minerali, ai pesci e ai vertebrati.
Questi rinnovi sono stati eseguiti nell’ottica di creare esposizioni coerenti con
le filosofie museologiche più moderne,
con contestualizzazioni, consentendo
la piena fruizione da parte dei visitatori coinvolgendoli attraverso tutti i sensi,
la sperimentazione diretta e destando
emozioni.
La comunicazione scritta è stata organizzata secondo tre livelli di lettura che
corrispondono a tre diversi livelli di approfondimento.
5c - Esposizioni temporanee: mostre
Il Museo dispone anche di sale per mostre o esposizioni temporanee, che vengono allestite una o due volte all’anno.
Tali mostre sono in genere interattive,
coinvolgenti e rispettano i diversi stili di
apprendimento di ogni utente.
Tale spazio può essere affittato alle associazioni o ai privati che ne facciano
domanda per finalità non in contrasto
con quelle del Museo e del Comune.
Qualora la mostra sia organizzata in
collaborazione con il museo nulla è
dovuto, e l’impegno del museo viene
definito di volta in volta e valutato dalla direzione e dal consiglio d’amministrazione. La possibilità di organizzare
una mostra in collaborazione con altri
enti, associazioni o privati viene valutata
dal Comitato Scientifico e dal Consiglio
d’Amministrazione del museo in accordo con la direzione. Per l’utilizzo della
sala quando non vi è il diretto coinvolgimento del museo nell’organizzazione
è necessario versare la quota di affitto
prevista (si veda affitto locali museo).
5d - Servizio educativo-didattico
È rivolto a scolaresche di ogni ordine e
grado, insegnanti, educatori, operatori
museali, adulti in genere.
Il centralino didattico del M.A.M. – Musei Alta Marca
Presso il Museo di Montebelluna ha sede
il centralino didattico del M.A.M., Musei
Alta Marca. Esso è frutto di un protocollo d’intesa che vede coinvolti oltre al
museo di Montebelluna e di Schievenin,
anche il Museo dello Scarpone di Montebelluna e la Tipoteca – Museo del carattere di Cornuda. Il centralino raccoglie le prenotazioni didattica per tutte le
sedi museali, ha lo scopo di promuovere
le risorse culturali del territorio dell’Alta
Marca Trevigiana e di coordinarne la
fruizione. Il centrali risponde al numero
0423-602271.
Il servizio educativo-didattico per la
scuola - Studenti
Le attività proposte si rivolgono, generalmente, a un target fra i 3 e i 19 anni
d’età. L’offerta è sempre differenziata,
con attività specifiche per la fascia d’età
dai 3 ai 6 anni (bambini in età prescolare.
Per le scuole viene predisposto ogni
anno un programma dettagliato di animazione didattica, lezioni speciali, laboratori, attività educative nel territorio.
Questo programma viene inviato a tutte
le scuole del Veneto, di ogni ordine e
grado comprese le paritarie e non paritarie, per plesso scolastico ed in esso si
possono trovare dettagliate indicazioni
sui contenuti, il targhet e i costi. Per ogni
attività è necessaria la prenotazione da
fare alla segreteria didattica del museo
(M.A.M.) con le modalità suggerite o indicate nell’opuscolo informativo. In allegato 2 è possibile consultare le schede
di prenotazione e il regolamento d’accesso che sono contenuti nell’opuscolo.
Copie dell’opuscolo sono disponibili
presso la segreteria didattica dle museo
e possono essere richieste anche via email a [email protected]
o un fax al numero 0423-602284.
L’attività didattica viene svolta da educatori museali incaricati direttamente
dal museo stesso, selezionati in base ai
curriculum ricevuti ed ad un colloquio
iniziale. Essi vengono opportunamente
formati con un corso di 60 ore con verifica finale direttamente durante un’attività didattica, l’esito viene così stabilito
anche in base alle osservazioni degli insegnanti e alunni che hanno partecipato
all’attività didattica.
Gli insegnanti/capigruppo o gli accompagnatori sono invitati ad essere presenti per tutta la durata degli incontri e
a controllare l’andamento dell’attività. Il
materiale utilizzato nei laboratori è messo a disposizione dal Museo.
Il servizio educativo-didattico per la
scuola - Insegnanti
Il museo organizza corsi d’aggiornamento per insegnanti anche in collaborazione con il Ministero della Pubblica
Istruzione e nell’ambito di reti locali di
storia o scienze. Di volta in volta in base
alle tematiche approfondite viene individuato il targhet, il bacino d’utenza e il
numero max di partecipanti. Viene poi
inviata comunicazione a tutte le scuole
del bacino individuato. Al termine corso
viene rilasciato un attestato. È possibile
chiedere di venire informati in merito a
questa iniziativa inviando un e-mail a
[email protected] o un
fax al numero 0423-602284.
Alla stessa è possibile chieder informazioni anche in riferimento ad un altro
servizio per gli insegnanti: il servizio di
tutoring. Il museo mette a disposizione degli insegnanti il proprio personale specialistico per fornire un supporto
scientifico e didattico nella progettazione di percorsi didattici scolastici. Il servizio ha un costo orario (si veda opuscolo informativo per l’attività didattica) e
permette ad ogni insegnante di chiedere un’attività formativa e di consulenza
da hoc in base alle proprie esigenze, il
servizio può essere rivolto all’insegnante
singolo, ad un gruppo organizzato o ad
una classe.
Appendice A
La didatticard per le scuole di Montebelluna
Il museo offre alle scuole di Montebelluna la possibilità di ritirare annualmente e gratuitamente una didatticard che
consente di avere uno sconto del 10%
sulle attività didattiche e vari altri servizi,
quali la compilazione gratuita di bibliografie, alcune ore di tutoraggio gratuito,
lo sconto sulle pubblicazioni prodotte dal
museo.
Il servizio educativo ludico-didattico Ragazzi
Tra i servizi educativi rivolti a tutti ragazzi il
museo organizza compleanni, child-room
estive e attività per i centri estivi, iniziative
specifiche correlate ad eventi speciali.
Per poter usufruire del servizio compleanni è necessario prenotare con congruo anticipo presso la segreteria didattica del museo. Il costo stabilito è di
80 euro e da la possibilità di usufruire
di una attività ludico-educativa di circa un’ora guidata da un operatore del
museo e di una stanza adeguatamente
preparata per mangiare la torta e stare
insieme. È onere a carico dell’utente la
preparazione nel dettaglio della stanza, il riordino e una pulizia sommaria
alla fine dell’attività. I compleanni si
possono svolgere a discrezione della
direzione dal lunedì al sabato compatibilmente con lo svolgimento delle altre
attività didattiche del museo che hanno
su questi la priorità e con la disponibilità del personale. Si svolgono sempre
ed unicamente entro gli orari ufficiali
di apertura del museo di Montebelluna
e solo nella sede principale di Montebelluna.
Dalla metà di giugno sino alla metà di
luglio il museo organizza la child room
estiva. Si tratta di un’attività rivolta a
ragazzi della scuola primaria, si svolge dal lunedì al venerdì dalle 09.00
alle 12.00. Prevede una serie di attività
educative nell’ambito dell’archeologia e
delle scienze dedicate ogni anno ad una
tematica specifica. Il costo è di 35,00
euro a settimana per bambino. Le attività vengono svolte da un operatore didattico incarica dal museo.
Iniziative speciali dedicate ai ragazzi
vengono normate di volta in volta in
base alle modalità organizzative e di
fruizione.
Il servizio educativo-didattico – Diversamente abili e drop-out
Il museo offre un programma didattico
speciale di laboratori e visite guidate alle
esposizioni temporanee e permanenti
destinato ai gruppi di diversamente abili.
Queste attività rientrano nell’ambito di
un più ampio progetto dedicato all’integrazione culturale chiamato “L’isola
che non c’è”. La fruizione di queste attività didattiche viene normata come per
le attività didattico educative rivolte alla
scuola con il modulo di prenotazione allegato 2 e relativo regolamento. È stata
stabilita una tariffazione speciale diversa
da quella destinata alle scuole in considerazione della partecipazione numerica
ridotta per ogli intervento educativo ed è
stata fissata in 5,00 per utente accompagnatori gratuiti per un’attività di circa 1
ora e mezza.
Il servizio educativo-didattico per tutti gli
adulti in genere
Il museo ha sviluppato negli ultimi anni
una particolare attenzione ai temi del
Life Long Learnig, ciò dell’apprendimento durante tutto il tempo della vita
conscio del ruolo particolare che i musei
possono svolgere nell’ambito dell’educazione informale dell’adulto.
Il museo organizza quindi corsi, seminari, workshop e attività didattiche destinate a tutti gli adulti singoli o in gruppi
organizzati. Una particolare attenzione
viene destinata alle Università della Terza età e ai Centri Territoriali Permanenti
per l’educazione dell’adulto con i quali
è disponibile a sviluppare progetti didattici specifici. Per questo tipo di percorsi
il museo ha messo a punto un team di
persone costituito da conservatori e documentalisti che lavorano in coordinamento con la direzione e la segreteria
didattica. Per informazioni il primo riferimento è rappresentato sempre e comunque dalla segreteria didattica.
5e - Divulgazione scientifica
Il museo organizza cicli di conferenze,
cineforum, proiezioni, tavole rotonde,
rappresentazioni teatrali, attività diverse (cene culturali, presentazione volumi
ecc.) su argomenti naturalistici o archeologici rivolti a tutti i cittadini. Con l’Associazione “Amici del museo di Montebelluna” organizza annualmente le presentazioni di tesi di laurea. Tutte queste
attività sono gratuite, aperte a tutti i cittadini e per lo più non a numero chiuso.
Per essere informati su queste iniziative
è possibile chiedere di essere inseriti
nell’indirizzario postale o nella mailing
list del museo previa compilazione del
modulo allegato 3.
5f - Consulenza in ambito ambientale e
storico-archeologico
Il Museo è in grado di offrire, a cittadini
o istituzioni, servizi di consulenza relativamente agli aspetti ambientali e storico
- archeologici del nostro territorio. Tali
servizi offerti dalla Istituzione attraverso
i suoi operatori o i suoi consulenti, possono essere gratuiti o a pagamento, su
decisione del Consiglio di Amministrazione.
5g - Centro di Documentazione
Norme generali
La carta dei servizi definisce tutti i servizi che il Centro di Documentazione (di
seguito denominato CdD) si impegna
ad erogare, le loro modalità d’uso e le
forme di controllo, garantendo un livello
di alta qualità.
Principi fondamentali
- Eguaglianza di diritti. L’accesso al CdD
è garantito a tutti, senza alcuna discriminazione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche.
- Deontologia professionale, diritti e doveri di personale ed utenti. Il personale
del CdD opera nel rispetto dei principi
di deontologia professionale e degli
standard di qualità definiti e s’impegna
ad assistere l’utente nelle sue necessità
informative con cortesia, correttezza,
disponibilità, imparzialità, riservatezza.
Gli utenti da parte loro sono tenuti al
rispetto delle regole fondamentali quali:
tenere comportamenti corretti e in particolare non danneggiare il patrimonio né
disturbare l’attività di studio e lavoro.
Accesso
Per usufruire dei servizi del CdD, gli
utenti dovranno essere in possesso della tessera personale, che verrà rilasciata a titolo gratuito sia dai responsabili
del CdD che dalla Biblioteca civica di
Montebelluna, previa richiesta e presentazione di un documento. La tessera dà
diritto ad accedere ai servizi di entrambe
le strutture.
Nei locali della biblioteca si deve mantenere un comportamento che non rechi
disturbo agli altri. I telefoni cellulari devono essere tenuti spenti o con la suoneria abbassata.
Orario di apertura al pubblico
ILCdD svolge il seguente orario di apertura all’utenza:
Lunedì
9.00 - 12.30
Martedì 9.00 - 12.30 / 14.00 - 17.30
Mercoledì 9.00 - 12.30 / 14.00 - 17.30
Giovedì 9.00 - 12.30 / 14.00 - 17.30
Venerdì 9.00 - 12.30 / 14.00 - 17.30
109
110
Il calendario delle festività è fissato ufficialmente dal Museo. Eventuali modifiche saranno comunicate agli utenti. Il
CdD si impegna a rispettare la regolarità e la continuità del servizio compatibilmente con la presenza del personale
addetto; i cambiamenti oppure le interruzioni dei servizi saranno annunciati e
motivati preventivamente.
Il CdD chiude per una/due settimane
due volte l’anno per il riordino del materiale librario, indicativamente durante il
mese di agosto e a Natale. Tale periodo
è comunicato agli utenti.
Servizi
Catalogo on line
È disponibile sul sito web www.museomontebelluna.it il nuovo Opac condiviso
con la Rete Regionale delle Biblioteche
- Polo VIA, che presenta interessanti
opportunità di consultazione e ricerca.
Il catalogo presenta monografie, periodici, opuscoli, estratti e video posseduti
dalle due Istituzioni. 
Consultazione
La dotazione bibliografica e informativa del CdD è costituita da documenti
multimediali di varia tipologia: libri, periodici, opuscoli, carte, manifesti, disegni, fotografie, diapositive, audio e videocassette, Cd-ROM, DVD, documenti
digitali, afferenti ad ambiti disciplinari
specifici, quali scienze naturali, archeologia, museologia, didattica, storia e
cultura locale.
Gli utenti possono consultare tutti i materiali del CdD esposti in sede e richiedere
agli operatori i materiali meno recenti
conservati in archivio. Tutto il patrimonio è consultabile e viene incrementato
costantemente in conformità alle linee di
politica delle acquisizioni.
Nella sede della biblioteca i documenti possono essere visionati liberamente,
mentre quelli che escono momentaneamente dalla sala devono essere registrati nell’apposito modulo, posto sul banco di consegna, e riconsegnati entro la
giornata. Al termine della consultazione
i materiali non devono essere ricollocati
dagli utenti negli scaffali ma lasciati sui
tavoli o nell’apposito spazio predisposto
nel banco di consegna. Saranno i responsabili del Centro di Documentazione a provvedere alla loro sistemazione
a scaffale.
Gli utenti che imbrattano, strappano o
danneggiano in qualsiasi modo un’opera in consultazione possono essere sospesi dall’accesso alla biblioteca e sono
tenuti a riacquistare l’opera danneggiata o a ripristinarne lo stato esistente
nelle forme stabilite dalla Direzione del
Museo.
Le tesi cartacee non possono essere fotocopiate integralmente o scannerizzate.
Prestito
Sono ammessi al servizio tutti i possessori di regolare tessera.
Il titolare della tessera ha la responsabilità dell’uso della stessa e dei documenti
ottenuti in prestito. Sono concessi in prestito i seguenti materiali:
- Volumi
- Opuscoli
- Videocassette
- CD-DVD
I documenti sopra descritti sono ammessi al prestito solo se già catalogati ed etichettati. Sono previste eccezioni soltanto
previa autorizzazione dei responsabili
del Centro di Documentazione.
Il periodo stabilito per il prestito è di 28
giorni, rinnovabili anche per via telefonica, e il numero massimo di documenti
da richiedere in una sola volta è quattro.
Decorsi i termini del prestito senza che
i documenti siano stati restituiti e senza aver ricevuto alcun avviso da parte
dell’utente, scatterà automaticamente
una penale di Euro 0.52 su videocassette e CD-DVD, che aumenterà ad ogni
giorno di ritardo. L’utente è responsabile
dei documenti che ha in consegna; in
caso di smarrimento o danneggiamento, è tenuto al risarcimento del valore
dell’opera.
Non sono ammessi al prestito, i seguenti
materiali:
- Dizionari ed enciclopedie
- Periodici
- Tesi di laurea
- Cartografia
- Letteratura grigia, materiali didattici
Richieste specifiche di prestito per materiali non ammessi saranno valutate caso
per caso solo se debitamente motivate.
È tassativamente vietato prendere libri
dalla biblioteca senza autorizzazione
dei responsabili del centro di documentazione o della direzione del museo. Gli
inadempienti saranno esclusi dal prestito per un periodo da definire.
Interprestito
Presso il CdD sono attivi i seguenti Servizi di prestito interbibliotecario forniti agli
utenti regolarmente iscritti:
1. Prestito Interbibliotecario Provinciale, mediante posta. I volumi richiesti o
prestati alle altre biblioteche, in base ad
un criterio di reciprocità, circolano sul-
la base di un progetto interamente sostenuto dall’Ente provinciale di Treviso,
attraverso il Centro Servizi Biblioteche. Il
CdD si impegna ad evadere le richieste
in arrivo e in uscita, premurandosi altresì di seguire e presidiare le pratiche
aperte, nel corso del loro iter, fino alla
loro conclusione.
2. Prestito Interbibliotecario con le Biblioteche Italiane. I volumi vengono
reperiti tramite banche dati e attraverso Internet, con spedizione postale dei
libri. Questa modalità di prestito è subordinata al pagamento di un eventuale
rimborso spese alla biblioteca prestante
che può essere diverso da quello richiesto dal CdD.
3. Fornitura di documenti via posta, via
fax, o digitali. Il CdD può fornire o richiedere ad altre biblioteche, l’inoltro di
fotocopie di testi o pubblicazioni periodiche. Anche in questo caso l’utente è
chiamato a risarcire, secondo le modalità previste da ciascuna biblioteca, l’importo richiesto.
Il servizio di prestito interbibliotecario
viene garantito negli orari indicati nella
presente Carta.
Assistenza e informazioni bibliografiche
Il personale del CdD si occupa dell’accoglienza e del primo orientamento
dell’utente in biblioteca. Inoltre, effettua
per gli utenti la ricerca nel catalogo a disposizione, che è on-line e consultabile
attraverso la rete, e li assiste nell’utilizzo
delle risorse interne della biblioteca ed
in tutte le fasi di recupero dei documenti
cercati.
Per servizi di reference più approfonditi
e percorsi di ricerca complessi, la cui richiesta può avvenire per vie telefoniche
o e-mail, si garantisce la risposta entro
un termine massimo di due giorni.
Fornitura articoli di riviste
Il CdD effettua il servizio di ricerca articoli rivolto agli operatori del Museo e
agli utenti esterni. La richiesta può essere
effettuata anche via posta elettronica.
Il servizio è gratuito, salvo il rimborso
delle eventuali spese di spedizione.
Fotocopie
Il CdD istituisce un servizio di fotoriproduzione e ne stabilisce le condizioni. In
osservanza alla tutela del diritto d’autore non effettua fotoriproduzioni di interi documenti o di parti rilevanti di essi
ed invita gli utenti, che usufruiscono del
prestito, allo stesso rispetto. Per esclusivo uso interno, sempre nel rispetto della
Legge, il CdD può fornire fotocopie di
Appendice A
articoli scientifici destinati allo studio,
nell’ambito dei servizi di cooperazione
interbibliotecaria.
È consentita esclusivamente la riproduzione del materiale non deteriorabile posseduto o reso disponibile dal CdD.
Proposte di acquisizione di documenti (desiderata)
Gli utenti possono fornire i loro suggerimenti sui titoli di loro interesse (volumi,
riviste, CD-ROM, materiale audiovisivo) che desiderano siano acquistati dal
Centro di Documentazione se in linea
con le specializzazioni disciplinari della
biblioteca e nei limiti delle risorse disponibili. Le proposte verranno vagliate dalla Direzione del Museo.
Informazione e partecipazione
Gli utenti possono presentare proposte
e suggerimenti in ordine alla organizzazione del servizio ed hanno il diritto di
reclamare per l’inosservanza degli impegni assunti dal CdD nella Carta dei
servizi.
ll reclamo, indirizzato alla Direzione del
Museo, deve contenere generalità, indirizzo e reperibilità. Può essere presentato verbalmente o per iscritto, spedito per
fax o posta elettronica (presso [email protected]. Oggetto: Centro di
Documentazione). Reclami verbali o telefonici dovranno essere comunque confermati per iscritto. Non saranno presi in
considerazione reclami anonimi.
Al reclamo sarà data motivata risposta
entro 30 giorni dal ricevimento, e verranno avviate le procedure per eliminare le cause accertate degli eventuali
disservizi.
Iniziative culturali e formative
Il CdD organizza periodicamente, anche
su richiesta e fuori dalla propria sede,
manifestazioni culturali, presentazioni di
libri, dibattiti e tavole rotonde, in collaborazione con altri enti e istituzioni, in
particolare Università e Centri di ricerca
scientifica, collabora ad iniziative che
coinvolgono le scuole e compila bibliografie su temi specifici legati alle esposizioni del museo e alla didattica.
Approvazione e modifiche della carta
dei servizi
La presente Carta dei Servizi viene deliberata dal CdA del Museo su proposta
della Direzione. Le modifiche alla Carta
dei Servizi vengono discusse e votate, a
maggioranza, dal CdA su proposta della Direzione.
5h - Inventariazione e catalogazione informatizzata di beni naturalistici, archeologici e storico-scientifici.
Il museo di Montebelluna nell’ambito di
un progetto regionale di catalogazione
delle collezioni naturalistiche offre un
servizio di catalogazione informatizzata
di beni che riguardano la propria sfera
di interesse secondo modalità concordate a livello nazionale e regionale. Tale
servizio si configura come servizio a pagamento e il costo viene definito di volta
in volta in base alla tipologia di lavoro.
Qualora esistano finanaziamenti regionali o altro a sostegno di tale attività il
servizio sarà fornito tenendo conto di
questo.
5i - Ricerca scientifica
Il museo risponde alla sua vocazione
culturale anche con la ricerca e la sperimentazione scientifica in campo naturalistico, storico-archeologico e didattico
che viene documentata nella produzione di un bollettino annuale o nella
collaborazione con riviste esterne. Il museo, previo accordo preliminare, mette
a disposizione di studiosi e ricercatori i
dati relativi a materiale catalogato ed
inventariato al fine di produrre lavori
di elevato livello scientifico che possano
in seguito essere pubblicati nella rivista
scientifica del museo.
Collaborazioni scientifiche
Le collaborazioni scientifiche sono relative a tutti quei progetti o ricerche che
vedono coinvolto il Museo come soggetto proponente e/o soggetto partecipante. Queste collaborazioni, che normalmente non prevedono alcun pagamento
da parte dei partner di ricerca, saranno
comunque subordinate alla copertura
economica prevista in un determinato
progetto.
Nel caso di forme semplici di collaborazione potranno essere seguite le procedure e modalità informali già consolidate nel mondo della ricerca. Sarà necessaria invece la stipula di precisi accordi
qualora la collaborazione preveda un
carico di lavoro superiore, quale progetti europei, o grossi progetti nazionali
e regionali.
In tutti i casi in cui si renda necessaria la
formalizzazione del rapporto di collaborazione - anche attraverso convenzioni
di ricerca - con altri enti e/o istituzioni
di ricerca, o si tratti di collaborazioni
informali, la proposta di collaborazione
scientifica dovrà essere preventivamente
autorizzata dal Direttore che provvederà
ad informarne il Comitato Scientifico.
5l - Prestito
Prestito per finalità espositive
I campioni delle collezioni del Museo
possono essere concessi in prestito per
mostre temporanee. In particolare il museo ha facoltà di decidere direttamente
sui materiali della sezione naturalistica,
per quanto attinge ai materiali archeologici è necessario rivolgersi direttamente alla Soprintendenza per i beni Archeologici del Veneto.
La richiesta del prestito deve essere indirizzata al Direttore del Museo che entro cinque giorni dal ricevimento, sentito il conservatore naturalista, valutata
la validità del progetto scientifico della
mostra, l’affidabilità dell’organizzatore
e gli effetti della sua assenza temporanea sull’equilibrio del museo formula
un giudizio Il prestito, se concesso, sarà
effettuato nei termini di tempo previsti
dagli accordi con il richiedente. È prevista la compilazione di una scheda di
prestito allegato 5.
Tra le condizioni di prestito vi sono la verifica dei requisiti della sede espositiva,
la scelta della ditta specializzata nell’imballaggio e trasporto e la stipula di una
polizza assicurativa del tipo più estensivo e “da chiodo a chiodo”.
Tutte le spese nascenti dalle operazioni
di imballaggio e spedizione, così come
quelle relative alla copertura assicurativa, sono a carico del richiedente.
Il richiedente si impegna, in ogni caso,
ad esplicitare (sul cartellino e/o sul catalogo della mostra) che il campione è
stato concesso in prestito dal Museo di
Storia Naturale e Archeologia di Montebelluna.
Prestito per finalità di ricerca
Campioni delle collezioni naturalistiche
del Museo possono essere concessi in
prestito, per finalità di ricerca, a istituzioni scientifiche, nonché a singoli ricercatori e specialisti di comprovata competenza scientifica.
Ogni richiesta di prestito, deve essere
inviata al Conservatore naturalista e al
direttore i quali sentito il parere del comitato scientifico esprimeranno una valutazione in base alla affidabilità e alla
serietà scientifica del richiedente e, in
assenza di condizioni ostative, provvederanno ad evadere la richiesta. Eventuali pareri negativi saranno adeguatamente motivati.
Il prestito può essere concesso anche
nel caso di ricerche che prevedono l’impiego di metodologie analitiche di tipo
distruttivo, purché preventivamente autorizzate.
111
112
In ogni caso, la circolazione dei campioni prestati in ambito nazionale o internazionale dovrà necessariamente seguire
le regole indicate dal “Codice dei Beni
Culturali e del paesaggio” (D. lgs. n. 42
del 22 gennaio 2004 e succ. modifiche)
ed nei casi specifici la normativa Cites.
Il richiedente di un prestito si impegna
ad esplicitare, su ogni eventuale pubblicazione scientifica o altra forma editoriale, che il campione è stato concesso
in studio dal Museo di Storia Naturale e
Archeologia di Montebelluna; il richiedente è tenuto anche a citare nella pubblicazione il numero di catalogo stesso,
ove presente, e a far avere copia del lavoro al momento della pubblicazione.
I campioni vengono inviati in prestito
per un periodo non superiore ai 6 mesi,
prorogabili su motivata richiesta del destinatario del prestito.
5m - Consultazione collezioni scientifiche
La consultazione delle collezioni scientifiche conservate nel Museo è garantita
a tutti gli studiosi, fatta salva la prassi
di riservatezza su materiali di nuova
acquisizione o scoperta. Le modalità di
accesso per la consultazione delle collezioni prevedono una richiesta motivata
da parte dell’interessato al conservatore
delle collezioni e il conseguente impegno a citare le collezioni esaminate e la
loro appartenenza al Museo.
Tutti coloro che, a vario titolo, frequentano il Museo sono tenuti a rispettare le
disposizioni previste dal responsabile
per la sicurezza, pena l’immediato allontanamento dal Museo stesso.
5n - Servizio di assistenza e formazione
Il museo offre attraverso i propri operatori la possibilità a studenti, laureandi,
neolaureati e tirocinanti in materie attinenti a quelle del museo di migliorare la
loro preparazione mediante periodi di
stages da concordare con la direzione.
Il museo ha attivato con le Università di
Padova e Venezia convenzioni ad hoc
per i tirocini pre-laurea ed è disponibile
ad avviare nuove convenzioni con altre
università. Nell’ambito della formazione
lavoro il museo lavora inoltre in collaborazione con i centri provinciali per l’impiego e con le USL per tirocini destinati
ad inserimenti speciali. Tempi, modalità
e progetti formativi vengono stabiliti di
volta in volta in accordo con il tirocinante
o stagista, con il tutor o con l’assistente
sociale a seconda dei casi. Ogni anno il
museo è disponibile, coerentemente con
l’attuale legislazione vigente ad ospitare
studenti di scuola superiore per tirocini
brevi previa convenzione con la scuola di partenza e accordi specifici con il
professore tutor. La partecipazione è totalmente gratuita e il museo, attraverso
l’amministrazione comunale, garantisce
un buono pasto giornaliero qualora il
tirocinante o stagista svolga un orario
articolato in mattina e pomeriggio.
5o - Volontariato al museo
È possibile svolgere presso il museo attività di volontariato. La procedura prevede una richiesta da parte del volontario
con specifica dei tempi d’accesso e delle
mansioni. La richiesta viene recepita con
delibera dal consiglio d’amministrazione del museo che consente al volontario
di acquisire una copertura assicurativa.
Il volontario potrà accedere al museo
nei termini stabiliti in accordo con la direzione e sempre negli orari d’accesso
al museo. Potrà accedere qualora vi sia
sempre del personale di ruolo presente
contemporaneamente nella struttura.
5p - Attività di stampa
Il museo estende il proprio servizio di
catalogazione e divulgazione scientifica
attraverso la pubblicazione di Cataloghi
di Mostre, Testi scientifici e divulgativi,
la Rivista Scricciolo destinata al mondo
delle scuole, Riviste scientifiche, Materiale didattico, Video, CD-Rom, e attraverso la promozione della documentazione
inerente a tutte le sue attività. Tutto questo materiale a stampa è disponibile in
vendita presso il museumshop del museo. Con altri enti il museo ha avviato
un’attività di scambio, per avviare questa procedura basta inoltrare richiesta al
museo proponendo una lista di documentazione in scambio.
6 - COMUNICAZIONE
6a - Servizi di informazione e comunicazione
Il Museo e le attività prodotte e organizzate sono supportate da un servizio di informazione e comunicazione rivolto sia
al mondo della stampa che al pubblico.
Tutte le attività che si svolgono nel Museo
vengono comunicate utilizzando un protocollo per l’immagine coordinata che le
rende identificabili e coerenti tra loro.
6b - Sito Internet
Il sito internet ufficiale del Museo è visitabile all’indirizzo: www.museomontebelluna.it.
All’interno del sito si possono trovare notizie relative agli orari di apertura, costo
dei biglietti e modalità di accesso, carta
dei servizi, nonché approfondimenti ri-
guardo all’attività del Museo ed alla sue
caratteristiche.
7 - SERVIZI ACCESSORI
7a - Museumshop
All’interno dei locali del museo di Montebelluna è aperto un museumshop
gestito direttamente dal museo dove è
possibile acquistare materiale didattico,
stampa, fossili e minerali ed altri gadgets e oggetti correlati alle collezioni
presenti nel museo o alle esposizioni
temporanee. Il museumshop è aperto
negli orari di apertura del Museo salvo
eventi particolari nel corso dei quali verrà prolungato o ridotto l’orario.
7b - Guardaroba
All’ingresso del museo di Montebelluna
è allestito un piccolo spazio guardaroba
che l’utente può autogestirsi gratuitamente
7c - Servizio ristoro
All’ingresso del museo di Montebelluna
è allestito un piccolo spazio ristoro con
distributore di bevande calde, fredde e
snacks.
7d – Servizi igienici
Nella sede di Montebelluna sono disponibili servizi igienici sia nella Barchessa che nella Villa. Sono tutti igienizzati
automaticamente ad ogni utenza ed è
possibile usufruire autonomamente di
un servizio igienizzante per il W.C. Nella Barchessa di trovano i servizi per gli
utenti con problemi di deambulazione.
Nella sede di Schievenin sono disponibili servizi igienici nello stabile vicino
all’edificio destinato all’esposizione permanente.
8 - NORME GENERALI DI COMPORTAMENTO
8a - Norme relative a foto/riprese
Non è consentito fotografare le opere e
gli spazi espositivi. È possibile per motivi di studio o altro chiedere di poter
effettuare riprese con fotocamera o videocamera. La richiesta va inoltrata alla
direzione in forma scritta evidenziando
in modo dettagliato la motivazione e la
destinazione della documentazione che
viene richiesta. La direzione si riserva
di dare approvazione per quanto attende materiale naturalistico e la sede
espositiva. Per i reperti archeologici è
necessario rivolgersi direttamente alla
Soprintendenza peri Beni Archeologici
del Veneto.
Al museo spetta sempre una copia del
materiale documentario e una copia del
Appendice A
documento di destinazione finale (rivista, tesi di laurea, pubblicazione scientifica, cd room ecc.).
È possibile fotografare i bambini durante le attività didattiche con le modalità e
nelle aree indicate dall’operatore.
Il Museo può richiedere agli insegnanti il
diritto di effettuare foto/riprese ai bambini durante le attività didattiche. Una
copia della liberatoria dovrà essere portata al Museo al momento della visita
stabilita.
8b - Disposizioni per il rispetto della privacy
Tutti i dati personali che vengono acquisiti dal Museo sono soggetti alle disposizioni previste dalla normativa vigente in
materia di rispetto della privacy e di tutela dei dati personali (D.lgs. 196/2003).
Per ragioni di sicurezza il Museo è dotato di un impianto di videosorveglianza
la cui presenza viene segnalata da apposita cartellonistica.
8c - Impegni del visitatore
Ci si impegna a conservare e proteggere il patrimonio culturale esposto, per
averlo fruibile nel tempo. Si chiede perciò ai visitatori di collaborare in questo
impegno:
1. rispettando gli oggetti esposti, senza
sporcarli, alterarli o danneggiarli;
2. mantenendo un comportamento durante la visita che non disturbi gli altri
visitatori, parlando a bassa voce e spostandosi lentamente da un ambiente
all’altro;
3. non fumando nel Museo;
4. utilizzando solo l’apposito locale per
il ristoro;
5. spegnendo i cellulari in prossimità
degli impianti di sicurezza; rispettando il
regolamento per le riprese fotografiche.
Il visitatore è tenuto quindi ad adottare un comportamento civile e rispettoso
della dignità altrui.
Ogni comportamento arrecante danni
materiali alla struttura o danni fisici alle
persone sarà perseguito in sede civile e
penale, e sarà motivo di immediato allontanamento.
Ogni comportamento ritenuto oltraggioso o lesivo della dignità altrui o comunque arrecante grave disturbo agli
altri visitatori sarà causa di immediato
allontanamento.
Per ragioni di igiene pubblica non è consentito l’ingresso ad animali.
9 - I PROVENTI DEL MUSEO
I proventi derivanti dai servizi a pagamento del museo, compreso il costo dei
biglietti, vengono ascritti direttamente al
bilancio del museo a sostegno delle attività istituzionali. Sono quindi destinati
al continuo miglioramento dei servizi e
ad una maggiore differenziazione del
prodotto offerto.
10 - RECLAMI
L’utente è incoraggiato a partecipare
alle attività del Museo attraverso la collaborazione per il miglioramento dei
servizi. In particolare l’utente può presentare alla Direzione reclami e istanze,
formulare suggerimenti ed evidenziare
carenze. Il museo si è dotato di una
specifica procedura per il recepimento
dei reclami disponibile presso la segreteria amministrativa del museo. In generale quando espressamente richiesto
dall’utente il Museo deve garantire un
riscontro scritto, entro e non oltre 30
giorni dalla data di presentazione della
richiesta stessa..
11 - LA CARTA DEI SERVIZI E LA POLITICA DELLA QUALITA
Il Museo si propone di adottare gli
standard di funzionamento indicati dal
decreto ministeriale del 10 maggio
2001; a tal fine il Museo adotta anche
gli opportuni indicatori per valutare la
qualità dei servizi erogati. In particolare
vengono applicati criteri di efficacia ed
efficienza.
Il Museo dei Montebelluna impronta la
propria azione organizzativa e di erogazione delle prestazioni ai principi di efficienza ed efficacia, specificando che:
• per efficienza si intende la fornitura di
prestazioni e servizi al massimo livello
quantitativo e qualitativo rispetto alle
risorse a disposizione ed ai programmi
stabiliti, in termini di maggiore semplificazione, di minori adempimenti burocratici e di riduzione dei costi;
• per efficacia si intende la fornitura di
prestazioni e servizi al massimo livello
quantitativo e qualitativo rispetto alle
esigenze degli utenti e perseguendo la
loro soddisfazione; in questo sforzo si
ricercano e si applicano i miglioramenti
che consentano al servizio di essere:
- corretto, garantendo la conformità alle
regole;
- favorevole all’utente, tenendo conto
degli interessi generali della collettività;
- tempestivo, in linea con le necessità e
le urgenze rinvenibili nelle istanze pervenute;
- autoregolato, adottando gli accorgimenti che consentano di prevenire i disservizi.
11a – Il piano economico gestionale del
museo e gli indicatori di qualità
Annualmente il museo produce quindi
un piano economico gestionale ove vengono individuati obiettivi, azioni da compiere e indicatori per valutare la qualità
dei servizi. Il piano è a disposizione del
pubblico presso la segreteria amministrativa del museo, spesso ne viene data
rilevanza sulla stampa locale.
Annualmente il Direttore del Museo produce al Presidente del Consiglio d’Amministrazione un Rapporto di valutazione sullo stato di attuazione degli obiettivi
previsti con indicazione:
a) dei risultati dell’attività relativamente
agli indicatori di qualità stabiliti ad inizio
anno,
con i relativi scostamenti dagli standard
prestabiliti, esplicandone le cause e
proponendo i relativi correttivi;
b) degli esiti delle indagini di soddisfazione effettuate sugli utenti;
c) dei reclami, presentati direttamente o
indirettamente, dagli utenti;
d) delle eventuali anomalie riscontrate.
Il rapporto è esaminato dal Consiglio
d’Amministrazione, dall’Assessore alla
Cultura del Comune e dallo staff del
museo. Per l’anno 2007 è previsto di
organizzare delle adunanze pubbliche
aperte al cittadino ove presentare questo report.
A seguito dell’analisi del rapporto il Presidente d’accordo con il Direttore del
Museo aggiorna o conferma gli standard e gli indicatori di qualità stabiliti.
11b - Questionari di valutazione
Periodicamente vengono sottoposti ai
visitatori questionari per valutare il gradimento dei servizi offerti e accogliere
suggerimenti.
12 - AGGIORNAMENTI DELLA CARTA
DEI SERVIZI
Ultimo aggiornamento giugno 2010
Precedenti edizioni:
Novembre 1999
Gennaio 2001
Gennaio 2003
Giugno 2004
Giugno 2005
Giugno 2006
113
Appendice B
CARTA DEI DIRITTI DELL’UTENTE
DEL MUSEO DI STORIA NATURALE E
ARCHEOLOGIA DI MONTEBELLUNA
Il fruitore di servizi del Museo ha diritto
A) All’informazione
Ha diritto a ricevere in modo chiaro ed
efficace tutte le informazioni sul Museo,
i servizi, le attività e il piano dell’offerta
culturale.
In particolare riguardo a:
• i servizi e le proposte culturali del Museo;
• la storia del Museo, della sua istituzione e delle sue collezioni;
• le modalità di accesso al Museo, ai
servizi e alle iniziative;
• i bilanci del Museo, gli obiettivi e i risultati anche in relazione all’utilizzo del
finanziamento pubblico.
• il personale del Museo con i rispettivi
ruoli.
• la mission e le finalità del Museo.
Per garantire questo il Museo si impegna a:
- produrre la carta dei servizi che informa l’utente su: orari, contenuti, personale, spazi, gestione, mission, servizi,
attività del Museo;
- organizzare un indirizzario per garantire a chiunque richieda di esservi iscritto
un’ informazione diretta e personale sulle iniziative del Museo;
- organizzare al proprio interno un ufficio stampa al fine di garantire la massima diffusione delle informazioni attraverso i media;
- produrre ogni anno un proprio PEG
(Piano economico gestionale) che, approvato in seduta pubblica del Consiglio
Comunale, viene poi esposto all’albo.
B) Alla comunicazione con il Museo
Ha diritto cioè a poter comunicare con il
Museo per trasmettere osservazioni sulla
qualità dei servizi erogati, suggerimenti e punti di vista sulle varie attività del
Museo.
Ha diritto:
• a poter comunicare le proprie emozioni e i propri pensieri critici di fronte agli
oggetti esposti purché nel rispetto degli
altri utenti e degli oggetti stessi;
• a vedere rispettate e considerate le
proprie opinioni e le proprie riflessioni
da parte dello staff museale;
• ad interagire in modo dinamico e creativo con gli oggetti esposti;
• a sentirsi coinvolto emotivamente e intellettualmente dalle attività didattiche e
culturali.
Per garantire questo il Museo si impe-
gna a:
- mettere a disposizione del pubblico un
libro per i commenti;
- elaborare costantemente questionari
al servizio dell’utenza per comunicare
con il Museo;
- costruire un sito web con casella postale;
- trasformare la biglietteria in un ufficio
relazioni con il pubblico.
C) Al reclamo
Il diritto al reclamo si configura non solo
nella possibilità di esprimere un reclamo, quanto piuttosto di ottenere un riscontro ad esso.
Per garantire questo il Museo si impegna a:
- elaborare una procedura specifica per
i reclami scritti, che troveranno risposta
individuale;
- avviare una sensibilizzazione di tutto
il personale nel ricevere reclami anche
verbali e a fornire una immediata risposta quando possibile.
D) Alla sicurezza
L’utente ha diritto ad accedere al Museo
e a tutte le sue iniziative in piena sicurezza e coperto da una assicurazione.
Per garantire questo il Museo si impegna a:
- adeguare la propria struttura alle norme di sicurezza in osservanza della legge 626;
- evitare qualsiasi iniziativa che non sia
conforme all’attuale normativa sulla sicurezza;
- a stipulare una adeguata polizza assicurativa;
- individuare nell’ambito del proprio
personale, oltre a quello designato a livello comunale, un responsabile per la
sicurezza a livello di controllo tecnico, cui
spettano verifiche e controlli settimanali.
E) All’accesso
L’utente ha diritto di partecipare con la
massima facilità d’accesso ai servizi del
Museo e a tutte le iniziative. Ha diritto
quindi ad avere e a vedere chiaramente
espressi: gli orari di apertura, possibilmente differenziati per facilitare le esigenze di diverse fasce d’utenza; i servizi
offerti di accoglienza e di supporto intellettuale alla visita; le attività culturali
permanenti e temporanee; i servizi utili
alla ricerca e le modalità di fruizione.
Egli ha quindi diritto a muoversi con facilità nel Museo, nelle aree e spazi destinati al pubblico o destinati a determinate categorie d’utenza.
Ha diritto di poter usufruire di orari di
apertura del Museo in armonia del tempo libero dell’individuo e della famiglia
e compatibilmente con l’organizzazione
del lavoro.
Per garantire questo il Museo si impegna a:
- fornire un sistema di indicazioni e informazioni che consentano all’utente
di raggiungere con facilità il Museo e
a muoversi in esso (cartellonistica e segnaletica);
- costruire un sito web ove siano facilmente reperibili tutte le informazioni
d’accesso al Museo, ai servizi e alle iniziative;
- realizzare un ufficio relazioni con il
pubblico;
- adottare una progettazione degli spazi
tenendo conto dell’abbattimento delle
barriere architettoniche;
- valutare attraverso questionari e rapporti diretti con l’utente la qualità delle
modalità d’accesso;
- tener sempre conto in fase di progettazione di spazi, servizi ed iniziative,di
modalità d’accesso differenziate per le
diverse categorie di utenti con le rispettive peculiarità, necessità e aspettative.
F) All’accoglienza
L’utente ha diritto ad una accoglienza
improntata alla massima disponibilità,
professionalità e tutela della dignità individuale. Ha diritto quindi a poter pagare, se previsto da specifico atto amministrativo o norma, il biglietto d’ingresso
differenziato in corrispondenza dell’appartenenza ad un particolare status sociale, della quantità e qualità dei servizi
offerti dal Museo, dell’effettivo consumo
di tali servizi, dello stato di accessibilità
alle collezioni.
Ha diritto altresì a sentirsi all’interno del
Museo in un luogo accogliente sul piano
fisico, umano, etico e culturale.
Per garantire questo il Museo si impegna a:
- organizzare un ufficio relazione con il
pubblico che funzioni anche da biglietteria;
- facilitare l’orientamento dell’utente sia
con segnaletica dedicata che con apporti diretti del personale impiegato nel
Museo, adeguatamente formato;
- creare punti informativi;
- creare una reception accogliente e
funzionale alle esigenze dell’utente;
- fornire servizi accessori quali guardaroba, punto ristoro e museumshop.
G) Alla comprensione
L’utente ha diritto a poter percepire
chiaramente e poter valutare la quali-
115
116
tà delle esposizioni e a comprendere il
messaggio/i messaggi espositivi, i criteri
intellettuali dell’allestimento, il valore
culturale e l’importanza degli oggetti
esposti, il rigore scientifico delle presentazioni. L’utente ha diritto alla massima
facilitazione delle modalità d’incontro
con il sapere, l’informazione, la comunicazione, il patrimonio ed i risultati del
lavoro di ricerca e documentazione del
Museo. Ha quindi diritto di comprendere, a seconda delle proprie specificità, i
contenuti delle iniziative del Museo e dei
servizi che la struttura offre.
Per garantire questo il Museo si impegna a:
- realizzare un Centro di Documentazione aperto al pubblico, dotato di un
regolamento d’accesso che consenta la
consultazione e il prestito di tutto il materiale documentario frutto dell’attività
di ricerca del Museo e di tutto ciò che risulta utile per approfondire le tematiche
trattate dal Museo stesso.
- a creare esposizioni temporanee e
permanenti con diversi livelli di lettura in
grado di andare incontro alle esigenze
di un’utenza variegata, dotate quindi di
adeguati apparati descrittivi;
- ad organizzare eventi (convegni, conferenze, workshop, corsi ecc.) differenziati
in grado di rivolgersi a fruitori diversi
per interesse e background culturale.
- a indicare sempre in modo chiaro quali
siano i servizi e le iniziative destinate alle
diverse categorie di utenti.
H) Alla privacy
L’utente ha diritto alla tutela sui dati personali comunicati e depositati presso il
Museo.
Per garantire questo il Museo si impegna a:
- rispettare le norme e la legislazione
vigente in materia di privacy: Legge 31
dicembre 1996 n. 675 “Tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali” e dell’immagine;
- Aggiornare annualmente entro il 31
marzo il documento programmatico
sulla sicurezza.
I) Alla correttezza scientifica
L’utente ha diritto a poter usufruire di
informazioni, comunicazioni, prodotti,
pubblicazioni, allestimenti (e quant’altro
relativo all’iniziativa culturale del Museo
e ai suoi servizi) improntati alla massima
correttezza e affidabilità scientifica.
Per garantire questo il Museo si impegna a:
- Prevedere come obbligo nel regola-
mento un comitato scientifico che vigili e
garantisca le attività del Museo;
- impiegare personale qualificato nella
realizzazione di ogni attività del Museo.
L) Al rispetto del bene culturale
L’utente ha diritto a veder rispettate le
collezioni per il loro valore culturale in
quanto espressione di una identità collettiva e in quanto patrimonio dell’umanità; a sentirsi parte in causa in ogni
tipo di tutela delle collezioni; a vedere
rispettata la dignità di bene culturale
degli oggetti, siano esposti o no, e la
memoria di coloro che hanno devoluto
alla comunità le loro collezioni; a non
vedere confuso l’oggetto esposto con il
prodotto commerciale.
Per garantire questo il Museo si impegna a:
- rispettare gli oggetti, esposti e non,
garantendo ambienti adatti alla conservazione e mettendo in pratica buone
prassi di manutenzione ordinaria e straordinaria;
- garantire una fruizione pubblica occasione anche del non esposto.
M) Ad usufruire di servizi valutati in relazione al grado di impatto ambientale
L’utente ha diritto di usufruire di servizi,
strumenti, offerte e partecipare ad iniziative di cui siano state valutate attentamente, da parte dei responsabili del
Museo, le eventuali forme di inquinamento o di disturbo all’ambiente.
Per garantire questo il Museo si impegna a:
- aderire alle linee guida tracciate
dall’adesione del Comune di Montebelluna ad Agenda 21;
- operare la raccolta differenziata dei
rifiuti;
- operare, nelle proprie attività sia interne
che esterne al Museo, evitando ogni azione negativa di disturbo all’ambiente.
N) Al rispetto di idee, cultura, scelte e
religione
L’utente ha diritto a usufruire di servizi,
strumenti, incontrare offerte e partecipare ad iniziative il cui contenuto non
sia offensivo o lesivo alla dignità delle
libere scelte di ogni cittadino espresse, e
perseguite nell’ambito dei diritti e doveri
sanciti dalla Costituzione Italiana.
Per garantire questo il Museo si impegna a:
- programmare le proprie attività tenendo in considerazione le varie sensibilità
di un’utenza reale e potenziale caratterizzata da una pluralità sociale, etnica e
religiosa.
Appendice C
CENTRO DI DOCUMENTAZIONE
MUSEO DI MONTEBELLUNA
CARTA DELLE COLLEZIONI
INTRODUZIONE
La creazione di un servizio di BibliotecaCentro di Documentazione all’interno
del Museo Civico di Montebelluna risponde alla necessità di soddisfare le
esigenze informative, di studio e di ricerca espresse non solo dall’utenza legata
al museo (operatori, docenti, ricercatori,
studenti, ecc.), ma anche dalla comunità
in generale. Inoltre, la struttura si pone
come centro di elaborazione e produzione culturale e come momento di
auto-identità per la comunità locale, in
quanto documenta e testimonia la storia
e la cultura del territorio in cui opera.
Nel corso della sua attività, a partire
dal 1984, il Museo Civico ha raccolto
una notevole quantità di documenti,
contenuti in tutti i tipi di supporto (libri,
periodici, opuscoli, carte topografiche,
manifesti, disegni, fotografie, diapositive, videocassette, CD-ROM, documenti
digitali, ecc.), che oggi possono essere,
in gran parte, messi a disposizione del
pubblico e sono visibili al pubblico nel
catalogo on line (Opac).
FINALITÀ
La Carta delle collezioni del Centro di
Documentazione del Museo (CdD) risponde alle seguenti finalità: 1. indica le coordinate di sviluppo e revisione delle raccolte della biblioteca:
definisce gli strumenti attraverso i quali
è garantito l’incremento del patrimonio
bibliografico; fissa i livelli di copertura
in rapporto alla produzione editoriale
nazionale per i vari ambiti disciplinari;
stabilisce come colmare lacune e introdurre miglioramenti.
2. rende espliciti agli utenti i criteri di selezione adottati nel processo di acquisizione dei documenti; consente loro una
maggiore interazione con la biblioteca
in termini di suggerimenti e proposte di
acquisizione di materiale. La Carta delle collezioni costituisce uno strumento
di lavoro e di orientamento nelle scelte
relative alla politica futura delle raccolte del CdD per la Direzione del Museo
e per i responsabili del servizio; per gli
utenti è una guida ad una più consapevole utilizzazione delle risorse della
biblioteca.
PROFILO DI COMUNITÀ
Le scelte gestionali relative alle raccolte dovranno essere ispirate ai bisogni
culturali ed informativi della collettività
locale. Tale collettività dovrà essere vista, ai fini della gestione delle raccolte,
come realtà in costante mutamento e
come soggetto da servire senza censure
e senza distinzione di età, razza, sesso,
religione, nazionalità, lingua o condizione sociale.
Di tale comunità, sempre al fine di definire nel tempo l’offerta documentaria,
si ritiene di mettere qui in evidenza le
seguenti peculiarità:
luna: il periodo 1946-1960 della ricostruzione post bellica, il decennio degli
anni Sessanta e quello successivo, che
ha coinciso con il boom del calzaturiero e ha preceduto l’adozione del Piano
Regolatore Generale ancora in vigore
(1983). In questi periodi, sono stati realizzati volumi complessivi superiori ai
due milioni di metri cubi, con medie annuali sempre elevate, in particolare tra
il 1961 e il 1981, attorno ai 280.000
metri cubi, inferiori però ai 530.000 cir-
Profilo Geografico-Ambientale-Urbanistico (dato al 29/2/2008)
Dato da fornire
Fonte
Dato
Popolazione residente
Montebelluna
Ufficio Anagrafe
30.434
Superficie Comune
Uff. Urbanistica
48,98 kmq
Densità popolazione
Uff. Urbanistica
620 abitanti/kmq
Altitudine
Uff. Urbanistica
109 m.s.l.m.
Per quanto riguarda le reti di comunicazione, da un’analisi in dettaglio emerge che Montebelluna attraversata dalle
principali arterie stradali e ben collegata
ai principali centri della provincia anche
grazie alla rete di trasporto pubblico
(treno, autobus).
Cenni storici sullo sviluppo urbano
Le prime testimonianze archeologiche
attestano la presenza nella zona collinare tra Mercato Vecchio e S. Maria in
Colle di un contesto abitativo di epoca
romana a carattere residenziale.
La crescita di Montebelluna proseguirà
in ogni modo con linearità per tutto il
Settecento. La fine del secolo segnerà
anche la crisi del vecchio mercato con la
crisi del sito. Sarà necessaria l’opera di
Giovan Battista Dall’Armi, geniale autore del cosiddetto nuovo mercato agli
inizi degli anni settanta dell’Ottocento,
volano della nuova città degli scambi e
dei commerci, che progetterà un sistema razionale e modulare quale soluzione urbanistica del futuro.
Fin dai primi del Novecento la realizzazione urbanistica di Montebelluna ha
assunto una funzione non solo commerciale ma già destinata ai servizi e alla
residenza.
Negli ultimi sessant’anni, sono stati registrati tre periodi particolarmente significativi di sviluppo edilizio a Montebel-
ca del picco del 2001.
Attualmente i grandi interventi di riqualificazione avviati in centro segnano una
svolta nello sviluppo urbanistico di Montebelluna: il passaggio dall’edificazione
sparsa e non regolata, che è all’origine
del congestionamento delle nostre zone,
a quella concentrata e pianificata, che
riduce lo spreco di territorio, consente il
ripristino di aree degradate e recupera
nuovi spazi pubblici a disposizione di
tutti i cittadini.
Il comune, che si estende per una sup.
totale di quasi 4899 mq presenta 7
decentramenti ufficiali, che rispecchiano l’evoluzione storica dello sviluppo
urbanistico della città. La popolazione
è distribuita all’interno delle frazioni in
modo abbastanza omogeneo. La posizione del Museo risulta piuttosto decentrata rispetto alle diverse frazioni della
città.
Profilo urbanistico - ambientale
L’area in cui è collocato il Museo civico
è divisa materialmente dal centro cittadino dal passaggio a livello di Piazza 4
Novembre e dal tracciato della ferrovia
Calalzo - Padova, e si sviluppa lungo
Via Piave sino ai cosiddetti “Pilastroni”,
antica porta della città. È caratterizzata
dalla forte presenza di zone industriali dimesse, talune anche di pregio, che
si prestano ad un recupero funzionale
117
118
indirizzato alla residenza, ma soprattutto ai servizi ed al commercio. Qui trova
sede anche il campo sportivo.
Con l’approvazione nel 2009 del nuovo
PRG, l’avvio di una serie di importanti opere pubbliche mira a riqualificare l’asse viario cittadino con interventi
che andranno a risolvere nodi cruciali
della viabilità, in particolare nell’area
di accesso alla parte est di Mbl, zona
su cui insiste il CdD. Inoltre, l’apertura
del nuovo Liceo scientifico prevista per
il 2011 comporterà la creazione di una
vera e propria cittadella degli studenti
nell’area immediatamente adiacente al
Museo e al CdD, con aumento del bacino d’utenza potenziale.
Profilo economico-produttivo
La zona del museo è caratterizzata dalla
concentrazione di esercizi commerciali
lungo Via Piave e attività artigianali di
servizio nella parte a sud. Vi sono anche alcune importanti attività industriali
(fonderie, carpenteria pesante,
scavi e ingrosso pneumatici) e dei “vuoti” non di pregio, dovuti alla dismissione
di alcune attività artigianali, che costituiscono una criticità della zona.
Per un’analisi approfondita si rinvia a
PAT 2007 del Comune di Montebelluna,
Rapporto sull’evoluzione demografica e
produttiva, da cui sono tratti i dati seguenti.
Il Comune di Montebelluna presenta
una chiara specializzazione nel settore
dell’industria, di quella tessile e dell’abbigliamento e della produzione e distribuzione di energia, acqua e gas.
Nell’ambito dei servizi invece, Montebelluna risulta essere specializzata soprattutto nel settore sanitario e sociale,
in quello creditizio e dei servizi alle imprese. Questi settori di specializzazione
sembrano far parte della storia e dello
sviluppo stesso del comune, in quanto,
confrontando i dati
intercensuari, la tendenza non muta.
Considerando poi l’area del sistema
locale del lavoro, emerge una minore
specializzazione, assegna il primato al
settore tessile e dell’abbigliamento, ma
anche a quello agroalimentare.
Nel Comune di Montebelluna la realtà
risulta però piuttosto diversa, in quanto
lavorano nell’industria solo poco più di
un terzo degli addetti complessivi (37%),
mentre, evidentemente, predomina il
settore dei servizi che coinvolge il 63%
degli addetti.
Sebbene sia comunque un settore trainante nel contesto locale, confrontando
nello specifico i dati provenienti dagli
ultimi due censimenti, emerge in generale nel tempo una progressiva diminuzione dell’industria a favore del settore
dei servizi sia a livello provinciale che
comunale.
Studenti universitari
Dall’indagine degli studenti universitari
iscritti per l’A.A. 2008-2009 presso le
Università più vicine, cioè Padova, Venezia e Trento, emerge il seguente dato:
gli studenti complessivi sono 566, di
cui 320 afferenti all’area scientifica e
246 all’area umanistica. Dato il livello
di specificità del patrimonio informativo del CDD gli studenti rappresentano
utenze potenziali per il Centro, che può
costituire una valida alternativa alle bibioteche specialistiche di dipartimento,
a condizione che gli utenti possano reperire i testi di riferimento inseriti nella
programmazione didattica, o materiali
di approfondimento per ricerche specifiche o tesi di laurea.
Servizi culturali e tempo libero
Altre biblioteche
Biblioteca Comunale di Montebelluna
Aperta al pubblico nel 1975 in un edificio storico, progettato da G.B. Dall’Armi tra il 1879 e il 1903 per ospitare il
carcere mandamentale, la biblioteca
ha occupato fino al 2001 questo spazio provvisorio con l’impegno costante
a sviluppare comunque servizi adeguati
ad una città fortemente in crescita dal
punto di vista economico, demografico
e culturale.
Dopo una vivace e partecipata discussione sulla migliore localizzazione per
una nuova e definitiva sede, nel 1996
è stato affidato il progetto dell’attuale
edificio all’arch. Toni Follina.
La scelta di creare una nuova struttura
ha rappresentato un’interessante opportunità per arricchire il centro storico
di uno spazio pubblico che è luogo reale e simbolico di incontro tra persone,
generazioni e culture diverse, oltre che
luogo della comunicazione e dell’informazione, delle idee e dei saperi. La
biblioteca è punto di riferimento per un
bacino d’utenza molto ampio: più del
45% degli iscritti proviene da comuni vicini; Montebelluna aderisce e partecipa
come polo di area al sistema bibliotecario della provincia di Treviso ed è comune capofila della rete Biblioteche Area
Montebellunese.
Le cifre della bibioteca
Giorni di apertura 295
Patrimonio disponibile 66.597
Acquisti librari e multimediali 2.258
Iscritti alla biblioteca 24.376
Incremento annuo iscritti* 2.818
Iscritti residenti 12.014
% residenti a MB iscritti in BCM 40,20%
Prestiti 104.086
Presenze 206.865
Media giornaliera 701
Consultazioni mediateca 19.212
I dati rivelano quanto la BCM sia un
polo di riferimento culturale territoriale
di enorme importanza anche per i comuni limitrofi, in grado di soddisfare
ampiamente i bsogni informativi generici della cittandinanza. In relazione a
ciò il CdD ritiene opportuno potenziare
alcuni settori specifici tramite l’acquisizione di contenuti informativi ad alta
specializzazione.
Sportelli e servizi informativi
IncontraComune
Attivo da dicembre 2005 al piano terra
del Municipio, lo sportello IncontraComune comprende sette postazioni polifunzionali alle quali i cittadini possono
rivolgersi per pratiche di competenza
dell’Anagrafe, della Pubblica Sicurezza,
dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico, oltre che per ottenere le prime informazioni sul funzionamento della macchina
amministrativa.
Informagiovani
L’Informagiovani è un servizio di informazione, ricerca e documentazione su
diversi settori quali scuola, università,
formazione (corsi post-laurea e postdiploma, corsi di specializzazione e riqualificazione, formazione continua), mercato del lavoro, opportunità di studio,
stage e lavoro all’estero, informazioni
sull’associazionismo e il volontariato,
su turismo, cultura, sport e tempo libero.
Il servizio si rivolge prevalentemente
ai giovani dai 14 ai 29 anni ma non vi
sono limiti di età dati gli ambiti di interesse e le esigenze di riqualificazione
professionale, di orientamento lavorativo e formazione degli over 30.
In collaborazione con il Centro per l’Impiego
di Montebelluna, svolge anche attività di
orientamento e supporto per la ricerca
di lavoro all’estero tramite la rete Eures.
Il servizio lavora in rete con scuole
e altri enti del territorio per progetti di
orientamento scolastico e lavorativo.
Sportello di Orientamento Scolastico
Da cinque anni l’informagiovani è
Appendice C
partner del progetto “Orizzonti”, un
progetto di orientamento approvato e
finanziato dalla Regione Veneto, di cui
è capofila l’Enaip Veneto (Ente nazionale Acli Istruzione Professionale) ed
al quale aderiscono le scuole medie e
superiori dell’area montebellunese e altri enti che, a vario titolo, sono coinvolti
nell’attività di orientamento.
Il progetto
si sviluppa in differenti azioni che, attraverso diverse modalità operative, intendono supportare i ragazzi della scuola
media e le loro famiglie nel passaggio
dalla classe terza alla prima superiore
e gli studenti della scuola superiore fino
ai 18 annni che nel loro percorso scolastico avessero dubbi sulla scelta o si
trovassero in difficoltà.
Nell’ambito del
progetto “Orizzonti” è prevista l’attivazione da maggio a gennaio di uno sportello di orientamento scolastico gestito
da un consulente esterno disponibile per
incontri individuali.
Sportello Immigrati
Gestito dal 2004 in convenzione con la
Cooperativa “Una Casa per l’Uomo”
fornisce agli immigrati, ma anche ai
cittadini montebellunesi, informazioni e
orientamento su ogni aspetto inerente il
soggiorno in Italia dei cittadini stranieri.
In particolare presso lo Sportello Immigrati è possibile ottenere informazioni
sui procedimenti di rilascio e rinnovo del
permesso di soggiorno, della carta di
soggiorno e del ricongiungimento familiare. Lo sportello, inoltre, offre servizio
di consulenza legale su problematiche
inerenti alla permanenza e al soggiorno
dei cittadini immigrati in Italia. Rivolgendosi allo Sportello Immigrati è possibile
ottenere l’appuntamento per l’avvio delle
pratiche presso la Questura di Treviso.
ne da parte del Museo di materiali bibliografici e documentari, indirizzando
percorsi e strategie del CdD.
L’elenco completo delle associazioni è
consultabile nel sito del Comune.
Considerazioni conclusive
Considerato che nel territorio non sono
presenti internet point, la biblioteca comunale e il CdD rappresentano l’unica
possibilità pubblica locale di navigazione in rete. Il CdD conta a breve di installare una postazione internet a disposizione dell’utenza.
Mobilità
Popolazione residente che si sposta giornalmente - Treviso (dettaglio comunale)
- Censimento 2001.
Montebelluna
14.909
Profilo demografico
Residenti fasce età
N°
Percentuale al 31.12.2007
0-4 ANNI
1675
5,51
5-9 ANNI
1481
4,88
10-14 ANNI
1419
4,67
15-24 ANNI
2932
9,66
25-34 ANNI
4159
13,71
35-44 ANNI
5434
17,92
45-54 ANNI
4312
14,22
55-64 ANNI
3485
11,49
65-74 ANNI
2579
8,50
OLTRE 75 ANNI
2596
8,55
Residenti per sesso
Popolazione residente
Montebelluna
Ufficio
Anagrafe
Numerico
Ordinario
maschi 14.974
femmine 15.460
Residenti per titolo di studio
diploma scuola superiore
percentuale
L’offerta culturale e ricreativa è garantita nel territorio comunale da numerose
e diversificate strutture (teatri, cinema,
videonoleggi, librerie, cartolibrerie, edicole, impianti sportivi).
Vedi tabella 4 in allegato
0-19 ANNI
32,39
19-34 ANNI
54,75
35-44 ANNI
38,94
Associazioni
Nel territorio cittadino sono presenti
più di 150 associazioni, suddivise tra
Comitati civici, Associazioni Culturali
e di promozione sociale, Associazioni
d’arma, Associazioni ordini professionali, Associazioni sportive, Associazioni
di territorio, Associazioni umanitarie e
socio assistenziali. Tra queste, Il Gruppo
Naturalistico Bellona promuove attività
di carattere scientifico che orientano e
incentivano l’acquisizione e la produzio-
Famiglie residenti suddivise per numero di componenti
Non conseguimento scuola obbligo 8,78
Numero
componenti
Numero
famiglie
Totale
componenti
1
2
3
4
3284 3133 2575 2172
5
6
7
8
9 ... TOTALI
604
169
63
16
31
12047
3284 6266 7725 8688 3020 1014 441 128 403 30969
119
120
Famiglie residenti suddivise per numero di componenti e presenza figli
Numero
componenti
Nessun
figlio
1
2
3284 2387
3
4
5
6
7
8
9 ... TOTALI
176
56
18
6
5
0
7
5939
203
130
65
15
2
2
3278
122
34
19
6
11
2353
1 figlio
0
746
2115
2 figli
0
0
284
3 figli
0
0
0
36
327
25
11
3
4
406
4 figli
0
0
0
0
7
39
7
2
4
59
5 figli ed
oltre
0
0
0
0
0
0
6
3
3
12
169
63
16
31
12047
TOTALE
1877
3284 3133 2575 2172 604
Tasso di natalità perc ord 11,73
Saldo Migratorio num ord 358
Previsioni andamento demografico
Il Comune di Montebelluna ha conosciuto, a partire dal 1961, un continuo
processo di crescita
demografica che lo ha portato dai quasi 19.000 abitanti di quell’anno ai circa
27.500 del 2001: un
incremento del 45,6%, pari in valore assoluto a circa 8.500 unità. Per esplicitare più chiaramente le
dimensioni del fenomeno, si potrebbe
dire che è come se l’intera popolazione del limitrofo comune di Volpago del
Montello si fosse trasferita all’interno di
quello di Montebelluna. La crescita non è
avvenuta in maniera costante nel tempo,
ricalcando, in modo più accentuato, la
stessa dinamica che si è registrata a livello provinciale: a quella particolarmente
intensa dei decenni 19761-1971 (+18%)
e 1971-1981 (+10%), è succeduto un incremento più contenuto tra il 1981 e il
1991 seguito da una nuova accelerazione nel decennio 1991-2001 (+9,3). La
crescita prosegue tutt’oggi, dal momento
che tra il 2001 e il 2006 il tasso di variazione demografica ha fatto registrare
un +8%, ovvero un incremento in termini
assoluti di ulteriori 2.200 abitanti.
Il trend di crescita conosciuto in questi
anni dalla cittadina, colloca Montebelluna all’interno di quel vasto insieme di
comuni caratterizzati da una elevatissima densità demografica che costituiscono il cuore metropolitano del Veneto
attuale. Si tratta di una fascia ininterrotta di comuni che, ai massimi storici del
proprio popolamento, si estende da Treviso verso Padova interessando anche
parte del territorio veneziano così come
verso Bassano e Cittadella (Figura 5).
Secondo le stime ipotizzate dallo scenario tendenziale tale andamento proseguirà anche in futuro: come si può vedere dalla tabella sottostante, infatti, il
tasso di variazione della popolazione di
Montebelluna atteso per il periodo 2001
– 2021 è pari al 35,4% mentre quello
ipotizzato per la cintura complessivamente considerata è pari al 27,3%. In
termini assoluti, ciò significa che Montebelluna incrementerà di ulteriori 10.000
abitanti la sua popolazione, ovvero, aumenterà in soli 20 anni più di quanto
non sia cresciuta nei precedenti 40. Si
conferma dunque il ruolo di attrattore demografico della cittadina rispetto
ai comuni della sua cintura, anche se
non bisogna pensare ad una situazione omogenea all’interno del territorio di
questa. Tutti i comuni che ne fanno parte
infatti appaiono destinati ad incrementare la propria popolazione, tuttavia si
possono ipotizzare ritmi di crescita più
consistenti rispetto a quelli di Montebelluna per Trevignano (37%) e Vedelago
(40,6%) mentre gli altri, ad esclusioni di
quelli cui parte del territorio ricade sul
Montello, si aggirano su tassi di crescita
compresi tra il 20% e il 30%.
Vedi Tabella 5
Conclusione
Considerato che il territorio di Montebelluna si rivela un attrattore demografico rispetto ai comuni limitrofi è
ipotizzabile un incremento del tasso di
istruzione superiore tra i residenti e un
bacino di potenziale nuova utenza per
il Centro di Documentazione che dovrà
prevedere un costante aggiornamento
ed incremento del proprio patrimonio
con un particolare approfondimento del
grado di specializzazione dei documenti
posseduti.
La cittadina di Montebelluna si caratterizza anche per una forte attrazione
rispetto ai comuni limitrofi dovuta alla
presenza di realtà commerciali, servizi
specifici e un’ampia offerta culturale.
In questo contesto, il Centro di Documentazione, rappresentando una realtà
molto significativa rispetto all’intera provincia, costituisce un punto di riferimento per la documentazione specialistica
in alternativa ai dipartimenti universitari
per le aree di propria competenza.
L’utenza reale del CdD è cositituita in
prevalenxa da studenti laureandi, docenti, educatori museali e ricercatori. Il
pubblico che frequenta il CdD è di livello culturale medio-alto e presenta aspettative e richieste informazionali specifiche. le ricerche effettuate dagli utenti
riguardano prevalentemente le Scienze
naturali, l’Archeologia del territorio e
l’educazione museale. Esigenze di approfondimento e di sistematizzazione
orientano la ricerca verso testi a contenuto altamente specializzato (es. per la
compilazione di tesi di laurea).
Il CdD si impegna a garantire il più ampio accesso alla consultazione del suo
patrimonio anche attraverso la compilazione di bollettini delle nuove accessioni,
spogli di articoli di riviste selezionate e
segnalazioni bibliografiche sul proprio
sito web.
CONNOTATI DELLE COLLEZIONI
L’ambito di interesse del CdD è stato
individuato in un’area scientifica ampia
nella quale far rientrare le Scienze naturali, l’Archeologia, la museologia e la
didattica. Si cerca nell’ambito delle suddette discipline di far rientrare esclusivamente le opere che manifestino espresse
connessioni con i settori di competenza
del museo; ciò allo scopo di definire una
fisionomia propria della biblioteca, privilegiando la specializzazione in favore
di una maggiore completezza. Negli
ultimi venti anni, il criterio di selezione
che ha guidato il piano di sviluppo delle
raccolte del CdD è stato da una parte il
controllo più capillare sulla completezza della produzione editoriale in campo
scientifico posseduta, dall’altro la valutazione – effettuata di volta in volta direttamente sui testi – dell’opportunità di
acquisire anche opere non attinenti, ma
tali da poter corrispondere alle esigenze
dell’utenza della biblioteca, che come si
ricorda, è costituita da un pubblico di livello culturale medio–alto, con aspettative e richieste informazionali da un lato
molto specifiche, dall’altro talvolta con
Appendice C
necessità di approfondimento in aree di
studio collaterali. La qualità delle opere
ha costituito inoltre un parametro di valutazione costante nel criterio di acquisizione del materiale.
ANALISI DEL POSSEDUTO E LIVELLI
DI COPERTURA
Il piano di sviluppo delle collezioni si
basa sulla Tabella dei livelli di copertura
allegata a questa Carta. I “livelli di copertura” indicano, a titolo orientativo, il
livello di approfondimento quantitativo
e qualitativo che s’intende raggiungere
nei diversi settori delle raccolte attraverso l’assegnazione di un valore numerico
da 0 a 4. Lo schema applicato costituisce un adattamento della metodologia
Conspectus elaborata negli anni ‘70 per
la mappatura e l’analisi delle collezioni
universitarie e di ricerca americane.
Livello 0 Nessuna copertura
Argomento estraneo agli scopi e agli interessi della biblioteca.
Livello 1 Livello minimo
Raccolta minima e non organica di opere divulgative sulla materia.
Livello 2 Livello base
Raccolta essenziale di documenti introduttivi allo studio della materia.
Livello 3 Livello di approfondimento
Raccolta approfondita e aggiornata di
documenti per il sostegno all’attività
professionale, allo studio universitario e
alla ricerca autonoma sulla materia.
Livello 4 Livello esaustivo
Raccolta completa, in rapporto alla produzione editoriale italiana, di pubblicazioni monografiche e periodiche relative
alla specifica area disciplinare.
Questo modello ricalibrato sulle esigenze del CdD prevede i seguenti nuovi livelli:
Livello 1 della prima infomazione
Livello 2 della divulgazione
Livello 3 dell’approfondimento
Dall’analisi del posseduto e dei livelli di
copertura emerge che alcune classi che
dovrebbero rientrare negli ambiti disciplinari del CdD in realtà sono poco fornite (es. pedagogia generale, chimica,
fisica, orti e floricultura).
Con riferimento ai parametri sopraindicati, il CdD intende continuare ad assicurare i livelli di copertura 2 e 3 nelle classi
presenti più significative. Questa analisi
rende evidente il legame funzionale esistente tra il CdD e le diversificate attività
del Museo. Vale la pena sottolineare che
le indicazioni di acquisto sono suggerite
e seguono in modo coerente gli obiettivi
CDD
AREE TEMATICHE
069
069.094
069.15
altro di 069
333
363
370-379
altro di 300
500
508
520
530
549
550
560
574
altro di 570
581
582
altro di 580
591
595
597
598
599
635
altro di 600
737
altro di 700
914
930
937.3
altro di 937
940
945
Museologia
Museologia. Italia
Museologia. Didattica
Economia della terra
Problemi e servizi sociali
Educazione
Scienze sociali
Scienze naturali e matematica
Storia naturale
Astronomia
Fisica
Mineralogia
Scienze della Terra
Paleontologia
Ecologia
Biologia
Botanica
Spermatofite
Scienze botaniche
Zoologia
Invertebrati
Vertebrati a sangue freddo
Uccelli
Mammiferi
Orticoltura
Tecnologia e scienze applicate
Numismatica
Arti
Geografia. Europa
Storia del mondo antico
Storia della Venetia e Istria
Storia d’Italia antica
Storia d’Europa
Storia d’Italia
di attività della struttura museale.
Inoltre, un Focus Group condotto sul
patrimonio esistente ha messo in evidenza l’importanza di mantenere una
costante attenzione sui due livelli già in
essere, pur non trascurando la necessità
di introdurre per le classi più significative anche un quantitativo di documenti
appartenenti al livello uno, pari ad una
informazione di base.
CRITERI DI ACQUISIZIONE
Il CdD acquisisce materiale bibliografico per acquisto, dono e scambio.
Acquisti
I responsabili del CdD raccolgono le pro­​-
Documenti
posseduti
78
38
48
52
49
29
70
124
17
24
48
14
27
95
60
53
79
52
37
40
31
64
38
52
31
14
89
13
170
54
110
98
82
33
55
Livello
copertura
3
3
3
3
3
2-3
2-3
3
2
3
2-3
2-3
2-3
2-3
3
2-3
2-3
3
2-3
2
3
3
3
3
3
2-3
2-3
3
2-3
2-3
3
3
3
2-3
3
poste di nuove acquisizioni che provengono da parte degli utenti (desiderata),ne
valuta la natura, le qualità e l’opportunità d’acquisto tenendo conto del carattere della biblioteca e dei programmi
pluriennali di acquisto, nonché dell’indirizzo dettato dalla direzione, dai conservatori e dal Comitato scientifico, e ne
stabilisce le priorità in base al budget
disponibile. Fra i criteri utilizzabili per la
selezione ai fini dell’inclusione di un documento nelle raccolte della biblioteca i
principali sono:
• desiderata degli utenti (coerenti con
la fisionomia generale e la natura delle
raccolte della biblioteca);
• coerenza con le raccolte già presenti
in biblioteca;
121
122
• rilevanza e livello di aggiornamento
rispetto alla cultura scientifica contemporanea;
• valore permanente e durata nel tempo
dell’opera;
• recensioni e giudizi critici;
• accuratezza e affidabilità;
• autorità riconosciuta dell’editore,
dell’autore, del curatore, dell’illustratore,
ecc., nei rispettivi ambiti professionali;
• inclusione in fonti bibliografiche e letterarie autorevoli;
• presenza nel documento di contenuti
non reperibili su altri media;
• costo e disponibilità sul mercato;
• coerenza della forma di pubblicazione
con il tipo di utenti cui il documento è
destinato;
• completamento di opere e collane in
corso e già possedute dalla biblioteca,
• rinnovo degli abbonamenti in corso ai
periodici
- aggiornamento delle opere più importanti
- delocalizzazione dei documenti dal
contenuto superato ed eventuale scarto
- costi economici e rapporto costo / efficacia
Doni
Doni di singoli documenti e donazioni di
raccolte e fondi interi vengono accettati
solo se integrano collezioni preesistenti,
colmano lacune riscontrate, contribuiscono a coprire i settori disciplinari che s’intendono sviluppare secondo le indicazioni di questa Carta. La biblioteca si riserva
di selezionare e trattenere unicamente le
pubblicazioni rispondenti alle finalità sopraindicate. Le proposte saranno vagliate periodicamente dall’ufficio acquisizioni
che ne valuterà la coerenza con la fisionomia documentaria delle collezioni.
L’accettazione del materiale bibliografico offerto alla Biblioteca per tramite di
lasciti e donazioni è subordinata, oltre
che ai criteri generali di coerenza già
definiti per gli acquisti:
• alla sostenibilità degli oneri derivanti
dal trattamento catalografico del fondo
e dalla sua conservazione nel medio e
lungo periodo
• alla disponibilità di spazio
• allo stato di conservazione
Non vengono di norma accettati:
• i doppi non funzionali alle esigenze
• le opere non coerenti con il patrimonio documentario della Biblioteca o a
carattere divulgativo
• con alcune eccezioni, gli estratti di
articoli contenuti in pubblicazioni già
presenti in Biblioteca fascicoli o annate
isolate di riviste
Revisione e scarto
Il processo di revisione e scarto segue le
seguenti linee:
- rilevazioni statistiche relative all’uso
dei materiali
Scambio
Il CdD persegue fini di cooperazione. Lo
scambio di materiale bibliografico attraverso la propria produzione editoriale
costituisce un utile strumento per l’arricchimento delle proprie raccolte.
Per quanto riguarda i periodici o scambio funge da sostitutivo del pagamento di abbonamenti in cambio di riviste
pubblicate all’interno delle strutture afferenti.
PRESTITO
Documenti
posseduti
% sul
posseduto
Prestito
2008
Indice
circolazIone
Museologia
216
  3,65
26
0,12
300
Scienze sociali
272
  4,60
31
0,11
500
Scienze pure
762
12,90
79
0,10
600
Tecnologia e
scienze applicate
103
  1,75
 2
0,01
700
Arti
183
  3,10
 4
0,02
900
Geografia e storia
generale
432
7,30
53
0,12
CDD
AREE TEMATICHE
069
Indice di prestito interbibliotecario:
In uscita: 35
In entrata: 2
Considerazioni
Dall’analisi degli indici di circolazione
si evince che le classi più movimentate
sono la 069 (museologia), pur costituendo solo il 3,65 % del posseduto, e
la classe 900, con particolare incidenza
della Storia antica e Archeologia (930),
che però conta su una maggiore percentuale di documenti rispetto al patrimonio totale. Vale la pena continuare a
incrementare la classe 069, che colma
un vuoto informativo rispetto all’offerta
delle biblioteche di pubblica lettura.
Da sottolineare la scarsa circolazione
della classe 700 (che è peraltro connotata in maniera molto specialistica e
solo per alcune branche delle arti, come
il paesaggio, la numismatica e le arti figurative antiche) rispetto alle altre, il che
indica una necessità di maggior valorizzazione.
Vanno comunque incentivate le iniziative
di conoscenza e promozione dei servizi
e delle peculiarità del CdD, che dovrebbe diventare il punto di riferimento nel
territorio per l’informazione specialistica afferente agli ambiti disciplinari del
Museo.
Appendice D
ATTIVITÀ DEL MUSEO 2007-2010
ATTIVITÀ FORMATIVA-EDUCATIVA
4 marzo, 1 aprile, 6 maggio, 13 e 20
maggio, 3 e 10 giugno, 1 luglio 2007
Attività di archeologia sperimentale
IL FUOCO DI VULCANO: LA FUCINA
DEL MUSEO
3, 17, 31 ottobre 2007
Progetto formativo
DIDARCHEO. Corso di formazione per
l’insegnamento della storia antica
5- 6 ottobre 2007 - 12 e 22 febbraio,
11 marzo 2008
Seminari di studio
APPUNTI DI TECNOLOGIA ANTICA:
TRA ARCHEOMETRIA E SPERIMENTAZIONE
La lavorazione del bronzo in età preromana
16 febbraio, 1 marzo 2008
UNA NOTTE AL MUSEO. Attività ludicodidattica per bambini
8 e 16 marzo, 6 e 20 aprile, 4 maggio,
1 giugno 2008
Attività di archeologia sperimentale
IL FUOCO DI VULCANO: LA FUCINA
DEL MUSEO
8 marzo, 6 aprile 2008
LABORATORIO: !SPERIMENTANDO!
In occasione dell’esposizione “Giocando con la scienza” laboratorio per ragazzi di 8-12 anni, con giochi di chimica e fisica.
Marzo-giugno 2008
È SABATO! DIVERTIAMOCI AL MUSEO
Attività didattica per bambini
14, 15, 21, 29 ottobre 2008
CORSO FORMATIVO PER CATALOGATORI DI BENI CULTURALI
Tipologia di scheda RA Reperti Archeologici
23, 27 febbraio 2009
DARWIN E L’EVOLUZIONE
Corso di aggiornamento per educatori
museali
sabato 7, 14 marzo 2009
UNA NOTTE AL MUSEO. Attività ludicodidattica per bambini
2-3 ottobre 2009
APPUNTI DI TECNOLOGIA ANTICA 2
Corso di Archeologia sperimentale
20 marzo, 10 aprile, 8 maggio, 12 giugno 2010
PENSA DIVERSO. UN SABATO AL MUSEO
Laboratorio per famiglie
24 marzo, 7 aprile, 5 maggio, 2010
PENSA DIVERSO.
Laboratorio per giovani e adulti
1-2 ottobre 2010
APPUNTI DI TECNOLOGIA ANTICA 3
Corso di Archeologia sperimentale
Child room 2007
I GRANDI ESPLORATORI
Child room 2008
PIRATI AL MUSEO
Child room 2009
I POPOLI, LA LORO TERRA, IL LORO
CIELO
Child room 2010
LA STORIA DELL’UOMO E DELLA BIODIVERSITÀ
ATTIVITÀ ESPOSITIVA
Allestimenti permanenti
21 aprile 2007
Inaugurazione
IL MUSEO NEL TERRITORIO: LA SEZIONE NATURALISTICA DI SCHIEVENIN,
UNA VALLE DA SCOPRIRE.
settembre 2010
NUOVA SALA DI ASTRONOMIA
Mostre temporanee
20 gennaio 2007 - 1 giugno 2008
IL FUOCO DI VULCANO. LE ETÀ DEI
METALLI
La metallurgia antica protagonista di
una speciale mostra interattiva
14-15-16 dicembre 2007
DAL BUFALO, ALLA FARFALLA
Le nuove collezioni del Museo incontrano la città
9, 16, 30 marzo e 6, 13, 20 aprile 2008
GIOCANDO CON LA SCIENZA
22 novembre 2008 - 31 maggio 2010
COSMOS. VIAGGIO ALLA SCOPERTA
DELL’UNIVERSO
Mostra per celebrare l’anno internazionale dell’astronomia 2009
CONVEGNI/SEMINARI/
CONFERENZE /INCONTRI
19 aprile 2007
MINIERE E METALLURGIA NELLE ALPI VENETE IN ETÀ MEDIEVALE E MODERNA
Conferenza
16 maggio 2007
SCAVI ARCHEOLOGICI APERTI
Visita guidata al cantiere di scavo archeologico in corso a Montebelluna-Posmon
17 maggio 2007
TAVOLA ROTONDA e presentazione del
volume Il Fuoco di Vulcano, catalogo
della mostra
18-19 maggio 2007
VISITA GUIDATA alla mostra sulla metallurgia antica
20 maggio
ORCHIDEE SPONTANEE DEL VENETO
Giornata di studio
15, 22 e 29 maggio 2007
AMBIENTE, STORIA, CULTURA, LETTERATURA
Presentazione tesi di laurea
8 giugno 2007
Conferenza L’UOMO INCONTRA L’APE
9 e 10 giugno 2007
VIVA VIVA L’APE MAIA.
Piccola esposizione sull’apicoltura e per
i bambini letture animate e animazioni
naturalistiche:
27- 29 giugno 2007
WORKSHOP ANNUALE DI DIDATTICA
MUSEALE ANMS
I gruppi di disabili adulti: aspetti di educazione museale
27-28 ottobre 2007
UN CAMPER PER LA SCIENZA
La scienza in piazza e la scienza al supermercato
15 novembre 2007
TAVOLA ROTONDA
Le biotecnologie: un dibattito aperto
28 novembre -13 dicembre 2009
EMOZIONI COSMICHE. Il Cosmo tra
arte e scienza.
30 novembre 2007
UN TÈ PER DUE. LINNEO E BUFFON
300 ANNI DOPO NEMICI COME PRIMA
Piéce teatrale scientifico-divulgativa
15 maggio - 13 giugno 2010
VIAGGI SOTTERRANEI. Naica, la grotta
dei cristalli giganti e altre meraviglie del
mondo sotterraneo. In collaborazione con
l’Associazione Speleologica La Venta.
1 dicembre 2007
LE NUOVE RICERCHE SUL TERRITORIO
Giornata di studio e presentazione del
quarto numero della rivista del museo
De Rerum Natura.
28 novembre 2010. Inaugurazione
ALIMENTA. Il cibo tra scienza e cultura.
Un percorso interattivo sul tema dell’alimentazione
15 marzo 2008
UN CAMPER PER LA SCIENZA
La scienza in piazza e la scienza al supermercato
123
124
17 maggio 2008
LA NOTTE INTERNAZIONALE DEI MUSEI
ARCHEONIGHT: la suggestione di una
notte al Museo
26- 27 giugno 2008
WORKSHOP ANNUALE DI DIDATTICA
MUSEALE ANMS
Il museo e la terza età: aspetti di educazione museale
7 settembre 2008
BIBLIODAY. Apertura straordinaria biblioteche trevigiane - Centro di Documentazione
Dalla carta storica al 3D: immagini di
trasformazione del paesaggio nell’Alta
Marca Trevigiana
18 ottobre 2008
Giornata di Studi
ARCHEOGEO MONTEBELLUNA.
Progetto per una carta geo-archeologica
del territorio. Lo stato dell’arte
14 e 21 novembre, 12 dicembre 2008
LUOGHI DI LIBRI. LA CITTÀ INCONTRA
LA SCIENZA
Presentazioni dei libri Forme del divenire, Italo Calvino e la scienza, La scienza
dei Simpson 1, 15, 22, 29 aprile
COSMOS E DINTORNI.
Cineforum. AstroCinema
4 aprile 2009
Giornata di studi
LE ORCHIDEE SPONTANEE DEL VENETO
Presentazione del volume - Presentazione della rivista scientifica “De Rerum
Natura”, n. 5
19 aprile 2009
XI SETTIMANA DELLA CULTURA
Apertura dei depositi archeologico e naturalistico
16 maggio 2009
LA NOTTE INTERNAZIONALE DEI MUSEI
COSMOS E DINTORNI: LUNATICA
20 maggio, 28 maggio 2008
COSMOS E DINTORNI. SPAZIO ALLE
STORIE
Letture animate per bambini
19 maggio, 28 maggio, 9 giugno
ARCHEOGEO: LO SCAVO
Apertura alla cittadinanza dell’area di
scavo archeologico lotto 14 di Posmon,
con visita guidata
27-28-29 maggio
WORKSHOP ANNUALE DI DIDATTICA
MUSEALE ANMS
Oggi vado al Museo. Progettare l’offerta
culturale del Museo come attività sociale
20 luglio 2009
COSMOS E DINTORNI. In diretta dalla
luna: “Ha toccato....!”
Rievocazione in occasione del quarantennale dello sbarco sulla luna
4 ottobre 2009
BIBLIODAY. GIORNATA DI APERTURA
STRAORDINARIA DELLE BIBLIOTECHE
TREVIGIANE
BIBLIODARWIN. Letture ad alta voce di
e su Darwin.
Presentazione del De Rerum Natura, N. 5
10 ottobre 2009
UN SABATO CON DARWIN
Attività, laboratori, filmati, letture, conferenze dedicate a Darwin
26 novembre 2009
STORIE E DIALOGHI DI CASA DARWIN
Spettacolo teatral-scientifico
5, 31 marzo, 21 aprile 2010
COSMOS E DINTORNI. DIALOGHI DI
STELLE
Incontri sull’astronomia con personalità
del mondo scientifico: Margherita Hack,
Umberto Guidoni e Romano Serra
8 ottobre 2010
DENTRO LA BIODIVERSITÀ
Conferenza Foreste tropicali: biodiversità minacciata
9 ottobre 2010
DENTRO LA BIODIVERSITÀ. UN SABATO AL MUSEO
Dall’alimentazione sostenibile al rispetto
per l’ambiente
Attività, laboratori, filmati, giochi, conferenze dedicate alla biodiversità
9 ottobre 2010
DENTRO LA BIODIVERSITÀ.
Presentazione del volume Le farfalle
dell’Italia Nordorientale di A. Paolucci
26 novembre 2010
ALIMENTA. IL CIBO TRA SCIENZA E
CULTURA
Presentazione alla cittadinanza della
mostra
Presentazione del volume L’Identità italiana in cucina di M. Montanari
3 dicembre 2010
CIOCCOLATIERI ARTIGIANI ITALIANI
Laboratorio sul cioccolato
16, 30 marzo 2010
PENSA DIVERSO
LETTURE AD ALTA VOCE PER BAMBINI.
Chi ha paura dei dinosauri?
10-11-12 dicembre 2010
TERRA MADRE DAY.
Cinema, Degustazione e Laboratori del
Gusto 13, 15, 27, 29 aprile
UN TÈ CON L’ACCADEMIA
Conferenze, in collaborazione con Accademia Trevigiana
22 dicembre 2010
AUGURI DI NATALE AL MUSEO
Dentro la dolcezza: i segreti di Pandoro
e Panettone
Bilancio dell’attività del museo 2010 e
nuove prospettive per il 2011
15 maggio 2010
LA NOTTE INTERNAZIONALE DEI MUSEI - METAMORFISMI. VIAGGIO AL
CENTRO DELLA TERRA
19 maggio
PENSA DIVERSO
LETTURE AD ALTA VOCE PER ADULTI. La
Metamorfosi di Kafka
27 maggio
AI CONFINI DEL MONDO
Serata di video e parole a latere della
mostra Viaggi sotterranei
22-24 settembre 2010
WORKSHOP ANNUALE DI DIDATTICA
MUSEALE ANMS
La valutazione dei processi educativi nei
musei
3 ottobre 2010
BIBLIODAY. GIORNATA DI APERTURA
STRAORDINARIA DELLE BIBLIOTECHE
TREVIGIANE
Metamorfismi: lettura delle rocce. Lettura
e interpretazione delle carte geologiche
Appendice E
ELENCO COLLEZIONI NATURALISTICHE PRESENTI NEL MUSEO DI MONTEBELLUNA
nome collezione
Preparati di anatomia comparata - Fondo Riccati
Reperti osteologici umani - Fondo Riccati
Reperti osteologici umani - Museo
Preparati microscopici parassitologia umana - Fondo Riccati
Preparati microscopici anatomia comparata - Fondo Riccati
Preparati microscopici anatomia umana - Fondo Riccati
Preparati di anatomia comparata Museo
Preparati zoologici Museo (penne, parti anatomiche varie)
Droghe - Fondo Riccati
Erbario Bellona
Erbario Bordin Museo
Erbario Cazzolato-Furlanetto Museo
Erbario Daniela Serafin Museo
Erbario etnobotanico Gabriele Volpato Museo
Erbario Gabriella Orsini Museo
Erbario generale Gabriele Volpato Museo
Erbario lichenologico Juri Nascimbene Museo
Erbario Luca Musumeci Museo
Erbario Martinelli-Orsini Museo
Erbario Marzia Sandri Museo
Erbario Nicola Scarpel Museo
Frutti secchi - Fondo Riccati
Herbarium Tarvisinum di Pier Andrea Saccardo - Fondo Riccati
Herbarium Venetum di Giovan Battista Mugna - Fondo Riccati
Semi e frutti Nicolò Vettorel Museo
Botanica - Fondo Liceo Marco Polo - Venezia
Xiloteca Museo
Erbario Giuseppe Busnardo
Etnografia - Fondo Riccati
Paleontologica - Fondo Museo Bailo - Treviso
Geologica Adriano Masier
Campioni di salgemma - Fondo Riccati
Geologica Rolando Gallina
Meteoriti Museo
Micromount Museo
Minerali - Fondo Riccati
Minerali inclusi nel quarzo Museo
Minerali Matteo Boscardin
Minerali Museo
Minerali Rolando Gallina
Minerali Silvano Sovilla
Minerali utili all’industria- Fondo Riccati
Prodotti di lavorazione del rame - Fondo Riccati
Minerali Silvano Meani
Ambre Museo
Paleontologica - Fondo Riccati
Fossili Fabrizio Branduardi
Fossili Pietro Marchioni
Paleontologica invertebrati Museo
Paleontologica vertebrati Museo
Paleontologica botanica Museo
tipologia
anatomia
anatomia
anatomia
anatomia
anatomia
anatomia
anatomia
anatomia
botanica
botanica
botanica
botanica
botanica
botanica
botanica
botanica
botanica
botanica
botanica
botanica
botanica
botanica
botanica
botanica
botanica
botanica
botanica
botanica
Etnografia
geologia
geologia
mineralogia
mineralogia
mineralogia
mineralogia
mineralogia
mineralogia
mineralogia
mineralogia
mineralogia
mineralogia
mineralogia
mineralogia
mineralogia
paleontologia
paleontologia
paleontologia
paleontologia
paleontologia
paleontologia
paleontologia
modalità acquisizione
deposito temporaneo
deposito temporaneo
deposito temporaneo
deposito temporaneo
deposito temporaneo
deposito temporaneo
donazione - proprietà
donazione - proprietà
deposito temporaneo
donazione - proprietà
donazione - proprietà
donazione - proprietà
donazione - proprietà
donazione - proprietà
donazione - proprietà
donazione - proprietà
donazione - proprietà
donazione - proprietà
donazione - proprietà
donazione - proprietà
donazione - proprietà
deposito temporaneo
deposito temporaneo
deposito temporaneo
donazione - proprietà
deposito temporaneo
donazione - proprietà
ricerca su commissione
deposito temporaneo
deposito temporaneo
donazione - proprietà
deposito temporaneo
donazione - proprietà
donazione - proprietà
donazione - proprietà
deposito temporaneo
donazione - proprietà
donazione - proprietà
donazione - proprietà
donazione - proprietà
donazione - proprietà
deposito temporaneo
donazione - proprietà
donazione - proprietà
acquisto
deposito temporaneo
donazione - proprietà
donazione - proprietà
donazione - proprietà
donazione - proprietà
donazione - proprietà
125
126
Paleontologica Gruppo Bellona
Calcari fossiliferi - Fondo Riccati
Geologia G.B. Paini - Fondo Riccati
Marmi “Ing Onorati” - Fondo Riccati
Minerali e rocce di Agordo - Fondo Riccati
Minerali e rocce Guerrino Drezzadore
Prodotti piroclastici e rocce del Vesuvio - Fondo Riccati
Rocce - Fondo Riccati
Rocce Gruppo Bellona
Rocce Museo
Diapositive delle costellazioni - Gruppo Bellona
Diapositive di astronomia - Gruppo Bellona
Diapositive di astronomia – Museo
Elioplanetografo Museo
Carte geografiche - Fondo Riccati
Diorami - Fondo Riccati
Modelli di anatomia comparata - Fondo Riccati
Modelli di anatomia umana - Fondo Riccati
Modelli di apparati boccali di insetti - Fondo Riccati
Modelli di botanica - Fondo Riccati
Modelli di cristallografia - Fondo Riccati
Modelli di funghi - Fondo Riccati
Modelli di invertebrati - Fondo Riccati
Modelli di protozoi - Fondo Riccati
Modelli di storia della terra - Fondo Riccati
Strumenti di mineralogia - Fondo Riccati
Strumenti tecnici - Fondo Riccati
Tavole murali - Fondo Riccati
Tavole scientifiche in rilievo - Fondo Riccati
Modelli didattici - Fondo Liceo Marco Polo - Venezia
Anfibi - Fondo Riccati
Anfibi Museo
Aracnidi Roberto Czeppel
Chelicerati e Miriapodi Museo
Cnidari - Fondo Riccati
Cnidari Museo
Coleotteri Michele Menegon
Crostacei ed Echinodermi - Fondo Riccati
Crostacei Museo
Echinodermi Museo
Insetti e Aracnidi - Fondo Riccati
Insetti Museo
Insetti Nicolò Vettorel
Lepidotteri Ropaloceri ripari delle Grave del Piave
Molluschi del Montello Cesare Dalfreddo
Mammiferi - Fondo Riccati
Mammiferi Museo
Micromammiferi Anna Andolfato
Molluschi - Fondo Riccati
Molluschi Museo
Nidi e uova Museo
Ornitologica di Santa Lucia - Museo
Parassiti Pietro Bonsembiante
Pesci - Fondo Riccati
paleontologia
petrografia
petrografia
petrografia
petrografia
petrografia
petrografia
petrografia
petrografia
petrografia
Planetario
Planetario
Planetario
Planetario
storia della scienza
storia della scienza
storia della scienza
storia della scienza
storia della scienza
storia della scienza
storia della scienza
storia della scienza
storia della scienza
storia della scienza
storia della scienza
storia della scienza
storia della scienza
storia della scienza
storia della scienza
storia della scienza
zoologia
zoologia
zoologia
zoologia
zoologia
zoologia
zoologia
zoologia
zoologia
zoologia
zoologia
zoologia
zoologia
zoologia
zoologia
zoologia
zoologia
zoologia
zoologia
zoologia
zoologia
zoologia
zoologia
zoologia
donazione - proprietà
deposito temporaneo
deposito temporaneo
deposito temporaneo
deposito temporaneo
donazione - proprietà
deposito temporaneo
deposito temporaneo
donazione - proprietà
donazione - proprietà
donazione - proprietà
donazione - proprietà
donazione - proprietà
donazione - proprietà
deposito temporaneo
deposito temporaneo
deposito temporaneo
deposito temporaneo
deposito temporaneo
deposito temporaneo
deposito temporaneo
deposito temporaneo
deposito temporaneo
deposito temporaneo
deposito temporaneo
deposito temporaneo
deposito temporaneo
deposito temporaneo
deposito temporaneo
deposito temporaneo
deposito temporaneo
donazione - proprietà
acquisto
donazione - proprietà
deposito temporaneo
donazione - proprietà
donazione - proprietà
deposito temporaneo
donazione - proprietà
donazione - proprietà
deposito temporaneo
donazione - proprietà
donazione - proprietà
ricerca su commissione
ricerca su commissione
deposito temporaneo
donazione - proprietà
ricerca su commissione
deposito temporaneo
donazione - proprietà
donazione - proprietà
donazione - proprietà
donazione - proprietà
deposito temporaneo
Appendice E
Pesci Museo
Poriferi Museo
Preparati in liquido - Fondo Riccati
Rettili - Fondo Riccati
Rettili Museo
Tunicati Museo
Uccelli - Fondo Riccati
Uccelli e mammiferi Vincenzo Colognese
Uccelli Giuseppe Zadra ed eredi
Uccelli Iginio Bressan
Uccelli Massimo Golfetto
Uccelli Museo
Uccelli Silvio Bisol
Vertebrati africani Parrocchia di San Leopoldo Mandic’di
Mirano
Vertebrati Anna Maria Scognamiglio
Vertebrati e invertebrati Sergio Prevedello
Vertebrati ed invertebrati Francesco Mezzavilla
Vertebrati Ermenegildo Da Ronch-CFS Cansiglio
Vertebrati Scuola Media Dario Bertolini Portogruaro
Vertebrati Don Vittorino Vedova
Pesci e rettili - Fondo Liceo Marco Polo - Venezia
Reperti in liquido - Fondo Liceo Marco Polo - Venezia
Invertebrati a secco - Fondo Liceo Marco Polo Venezia
Zoologica - Fondo Museo Bailo - Treviso
Invertebrati del suolo Alessandro Zonta
Invertebrati del suolo Alessandro Zonta
Vertebrati Mico Zanchetton
Zoologica e paleontologica Luigi Torcellan
zoologia
zoologia
zoologia
zoologia
zoologia
zoologia
zoologia
zoologia
zoologia
zoologia
zoologia
zoologia
zoologia
donazione - proprietà
donazione - proprietà
deposito temporaneo
deposito temporaneo
donazione - proprietà
acquisto
deposito temporaneo
donazione - proprietà
donazione - proprietà
donazione - proprietà
donazione - proprietà
donazione - proprietà
donazione - proprietà
zoologia
donazione - proprietà
zoologia
zoologia
zoologia
zoologia
zoologia
zoologia
zoologia
zoologia
zoologia
zoologia
zoologia
zoologia
zoologia e anatomia
zoologia e paleontologia
donazione - proprietà
acquisto e donazione - proprietà
donazione - proprietà
donazione - proprietà
deposito temporaneo
donazione - proprietà
deposito temporaneo
deposito temporaneo
deposito temporaneo
deposito temporaneo
donazione - proprietà
deposito temporaneo
donazione - proprietà
donazione - proprietà
127
Appendice F
De Rerum Natura
Quaderni del Museo di Storia Naturale
e Archeologia di Montebelluna
Indice degli articoli
Numero 1 - (2000) 2001
G. BUSNARDO: Su alcuni siti di interesse floristico dell’Asolano e dei colli limitrofi (Treviso)
K. BETTIOL, F. MEZZAVILLA, L. BONATO: La comunità di uccelli del Montello
(nord-est Italia): struttura e variazioni
durante l’anno
F. MEZZAVILLA, G. MARTIGNAGO:
Check list dei vertebrati rilevati nei Colli
asolani.
M. CELI, Monitoraggio della
sorgente carsica del Muson (Colli asolani Treviso Italia)
E. FABRIS, Flora e vegetazione delle grave di Ciano e di Papadopoli
S. TORSELLO, D. SERAFIN: Censimento
degli alberi di notevoli dimensioni nel
bosco del Montello. Dati preliminari
G. VACCARI: Il ruolo della scelta sessuale femminile nelle strategie riproduttive
di Gambusia Holbrooki (Pisces, Poecilidae)
M. BOSCARDIN, S. PEGORARO: Una
nuova e prestigiosa collezione mineralogica acquisita al Museo di Storia naturale e Archeologia
News del Museo 2000
a cura di Alessandra Guidone
Numero 2 - (2003) 2004
G. BUSNARDO: Biotopi umidi relitti nei
colli Asolani (Treviso): catalogazione e
note floristiche
C. ARGENTI e S. RODATO: Note floristiche per la provincia di Treviso, con particolare riferimento al Vittoriese
G. VOLPATO: Etnobotanica delle grappe medicinali nel Veneto
K. BETTIOL e L. BONATO: La comunità riproduttiva di uccelli diurni dei Colli
Asolani in relazione ai principali fattori
ambientali
G. ZORZI e F. FERRARESE: Analisi morfologica di doline in un’area pedemontana del Monte Grappa
G.ANELLO e G. VACCARI: Studio preliminare del Fondo Riccati
M. CELI: Il museo come complesso di attività per il pubblico: la redazione della
carta dei servizi. Il caso del Museo civico
di Montebelluna
News del Museo 2002-2003
a cura di
Alessandra Guidone
Numero 3 - (2004) 2005
C. DALFREDDO: Contributo alla conoscenza della malacofauna del Montello
J. NASCIMBENE: Diversità lichenica in
alcuni habitat del M. Grappa e del Montello (N-E Italia)
A. ANDOLFATO: Indagine sui micromammiferi del Montello
A. GARLATO ET AL.: I suoli del Trevigiano
R. FRIOLO: Le basi geomorfologiche
della ‘Geografia delle frontiere’
M. CELI: La carta dei diritti dell’utente
News del Museo 2004
a cura di Alessandra Guidone
Numero 4 - (2006) 2007
E. ROMANAZZI: Il ruolo delle cave dismesse nella conservazione dell’erpetofauna planiziale in provincia di Treviso
S. REATO: Geomorfologia dei terrazzi
torrentizio-glaciali prewürmiani e würmiani generati dalla Valle del Lastego,
al confine tra Possagno, Fietta e Paderno
del Grappa
S. MODOLO, M. BOSCARDIN, A. GUIDONE: Studio delle collezioni mineralogiche del Museo di Storia Naturale e
Archeologia di Montebelluna
G. MARCUZZI: Il rapporto uomo-animali. Un approccio ecologico
A. TREVISIN: Ripensare il museo. Uno
sguardo verso gli adulti
M. MANESSO: Al Museo per apprendere: offerta didattica e territorio
News del Museo 2005-2006
a cura di
Alessandra Guidone
Numero 5 - (2008) 2009
L. BERTOLLO, G.BUSNARDO, G. CANIGLIA:
Aspetti della vegetazione di alcuni
ambienti carsici del Montello
L. BONATO et alii:
Le comunità di farfalle diurne (Papilionoidea e Hesperioidea)
negli ambienti aridi ripari del Piave nel
suo settore prealpino (Nord-Est Italia)
S. REATO:
Aggiornamenti di geotettonica: la Pedemontana tra Bassano del
Grappa e Pederobba (TV)
F. PAGAN, A. MINELLI, G. MUSCIO:
Un
tè per due. Linneo e Buffon 300 anni
dopo nemici come prima
A. TREVISIN, G. VACCARI:
Attività educative del Museo di Montebelluna con
gruppi di disabili
News 2007-2008
a cura di Alessandra
Guidone
129
Appendice G
130
Scienze Naturali
MUSEO DI STORIA NATURALE E
ARCHEOLOGIA
Centro di Documentazione
ELENCO PUBBLICAZIONI
Disponibili presso il Museo Civico
Didattica e Museologia
Il Museo per la didattica. Itinerari tra storia e natura. Programmi didattici. Pubblicazione annuale (dal 1996) Montebelluna: Museo Civico di Storia Naturale.
(riservato agli insegnanti)
Scricciolo. Un ponte tra il museo e la
scuola. Pubblicazione periodica annuale
per ragazzi (dal 1998). Montebelluna:
Museo Civico di Storia Naturale. € 1,00
AKEO: un viaggio tra antiche scritture /
[Ideazione e testi Elga Tomaello]
Canova -Bragaggia, 2001. € 5,00
AKEO: schede didattiche.
M. Celi, Guida del Museo di Storia Naturale e Archeologia di Montebelluna.,
Montebelluna: Zanetti Editore, 2004. €
5,00
Un Viaggio nel neolitico / [Ideazione e testi Claudia Casagrande e Alexia Nascimbene]. Montebelluna: Museo di Storia
Naturale e Archeologia, 2004. € 5,00
Dallo scavo archeologico al Museo / [Ideazione e testi Emanuela Gilli] Montebelluna: Museo di Storia Naturale e Archeologia, 2005. € 5,00
Workshop A.N.M.S. sulla didattica museale, 2001, 2002, 2003, 2004, a cura
di A.Trevisin e M. Celi. Montebelluna:
Museo di Storia Naturale e Archeologia,
2005. € 15,00
Bilancio Sociale, 2004-2007. Montebelluna: Museo di Storia Naturale e Archeologia, 2007.
B. Castiglioni, Educare al Paesaggio.
Trad. italiana del report “Education on
Landscape for Children”, Consiglio d’Europa, Montebelluna: Museo di Storia Naturale e Archeologia, 2010.
Un patrimonio di culture. Progetto Educard, a cura di A. Di Mauro e A.Trevisin.
Venezia; Montebelluna: Regione del Veneto; Museo di Storia Naturale e Archeologia, 2010.
Le piante del Montello. Dall’Erbario storico di Pier Andrea Saccardo (1845-1920).
Catalogo della mostra. Montebelluna:
Museo Civico di Storia Naturale, 1997.
€ 5,00
Pesci: Sala X. Guida didattica. A cura di
Nevio Anoè, Alberto Zanaboni. Montebelluna: Museo Civico di Storia Naturale,
1995. € 1,00
Atti Primo Convegno Faunisti veneti. Centro Ornitologico Veneto orientale. A cura
di Francesco Mezzavilla ed Emanuele Stival. Montebelluna: Museo Civico di Storia Naturale, 1993. € 7,00
Api, vespe & C. Catalogo della mostra.
Montebelluna, maggio 1988. € 3,00
Ambra. Scrigno del tempo, a cura di
Christian Pontin e Monica Celi, catalogo
della mostra, Sommacampagna: Cierre
edizioni, 2000.
De Rerum Natura, Quaderni del Museo
di Storia Naturale e Archeologia di Montebelluna, rivista scientifica annuale, dal
2001.( nn. 1, 2, 3, 4, 5 + numero speciale Montello 3KCL) € 15,00
Le Stanze della meraviglia: collezioni
scientifiche del XIX e del XX secolo tra storia della scienza e didattica / a cura di
Monica Celi e Giorgio Vaccari. Museo di
Storia Naturale e Archeologia; Provincia
di Treviso; I.T.C.S. Jacopo Riccati, 2002.
Abracadabra. Magie della natura. Testi di
Alessandro Minelli. Treviso: Canova Edizioni, 2003. € 10,00
Il Montello. Storia ambiente e civiltà. Itinerari a piedi e in bicicletta. Le grotte del
Montello. Guida dei musei. A. Paolillo e D.
Zanetti, Zanetti Editore, 2004. € 24,00
Montello. 3KCL Karstic Cultural Landscapes, a c. di Benedetta Castiglioni. Montebelluna, Museo di Storia Naturale e Archeologia, 2005. (gia compreso con De
Rerum Natura)
La natura dà i numeri, a cura di Silvana
Leggerini, nuova edizione, Venezia: Lunargento, 2006 € 12,00
Ventimila leghe sotto i mari, catalogo della mostra, di A. Minelli e M.B. Rasotto,
Montebelluna, Museo di Storia Naturale
e Archeologia, 2006. € 5,00
Il paesaggio vicino a noi: educazione,
consapevolezza responsabilità. Atti del
convegno, Montebelluna, Museo di Storia Naturale e Archeologia, 2007. €
15,00
Cosmos 2009. Viaggio alla scoperta
dell’Universo, di Giuseppe Galletta, catalogo della mostra, Montebelluna, Museo
di Storia Naturale e Archeologia, 2008.
€ 9,00
Orchidee spontanee del Veneto, di Corrado Lazzari, Montebelluna - Sommacampagna, Museo di Storia Naturale e
Archeologia – Cierre Edizioni, 2008. €
14,00
Guida alle farfalle dell’Italia nord orientale di Paolo Paolucci, Montebelluna - Sommacampagna, Museo di Storia Naturale
e Archeologia – Cierre Edizioni, 2010. €
14,00
Alimenta. Il cibo tra scienza e cultura, a
cura di Danilo Gasparini e Silvano Rodato, catalogo della mostra, Montebelluna,
Museo di Storia Naturale e Archeologia,
2010. € 12,00
In preparazione:
Minerali del Veneto
Storia e Archeologia
Breve guida alla sezione archeologica.
Montebelluna: Museo Civico di Storia
Naturale, 1992, 71 pp. ill.
Montebelluna. Storia di un territorio. Cartografia ed estimi tra Sei e Settecento.
(Ministero per i BB. CC. E AA., Comune di Montebelluna, Archivio di Stato di
Treviso, Museo Civico), 1992. Ristampa
1999 Cierre edizioni. 143 pp., ill, mappe. € 15,00
PUSILAI. Corredi funerari da due necropoli romane di Montebelluna, Montebelluna: Museo Civico di Storia Naturale,
2000, 72 pp., ill. € 6,00
AKEO I tempi della scrittura: Veneti antichi. Alfabeti e documenti. Montebelluna:
Museo di storia naturale e archeologia;
[Cornuda]: Tipoteca Italiana Fondazione,
stampa 2002. 301 p.: ill. Catalogo della
mostra omonima, Museo di storia naturale e archeologia.3 dicembre 2001-26
maggio 2002 € 30,00 (esaurito)
Archaiologia. Quaderni del Museo di Storia naturale e Archeologia. Montebelluna. Sepolture preromane dalle necropoli
di Santa Maria in Colle e Posmon, Montebelluna, Museo di storia naturale e archeologia., 2003, 352 pp., ill., € 20,00
Il Fuoco di Vulcano. Le età dei metalli, a c.
di Emanuela Gilli, catalogo della mostra,
Montebelluna: Museo di Storia naturale e
Archeologia., 2007, 64 pp., ill., € 5,00
Le coordinate del Museo
Museo di Storia Naturale e Archeologia
Villa Biagi, via Piave, 51 – 31044 Montebelluna (Treviso)
Tel. 0423 300465 / 609031 - Fax 0423 602284
e-mail: [email protected]
Sito web: www.museomontebelluna.it
Orari di apertura Sale Espositive
• da martedì a domenica: 9.00-12.00 / 14.30-18.00
Orari di apertura Uffici
• da lunedì a venerdì: 9.00-13.00 / 14.00-17.30
Orari di apertura Centro di Documentazione
• da lunedì a venerdì: 9.00-12.30 / 14.00-17.30 – Chiuso lunedì pomeriggio
Orari di apertura Segreteria Didattica
• da lunedì a venerdì: 9.00-13.00
Contatti
Direttore: [email protected]
Segreteria amministrativa: [email protected]
Conservatore archeologo: [email protected]
Conservatore naturalista: [email protected]
Centro di Documentazione: [email protected]
Segreteria didattica: [email protected]. - Tel. 0423 602271
Stampato nel mese di luglio 2011
da Cierre Grafica - Sommacampagna (Verona)
tel. 045 8580900 fax 045 8580907
www.cierrenet.it
Scarica

Bilancio Sociale 2007-2010