2007-2010 2007-2010 Il Bilancio Sociale è stato redatto dal gruppo di lavoro interno del Museo coordinato da Monica Celi Si ringraziano anche tutti i partecipanti ai Focus Group. Gruppo di lavoro Museo di Storia Naturale e Archeologia di Montebelluna - Treviso Gilberta Bianchin, Mara De Bortoli, Emanuela Gilli, Alessandra Guidone, Angela Trevisin, Giorgio Vaccari Cura e coordinamento generale Monica Celi Coordinamento editoriale ed editing Alessandra Guidone Progetto grafico Gianantonio Batttistella & Arcangelo Di Donato, Montebelluna Stampa Cierre Grafica, Caselle di Somacampagna (VR) www.cierrenet.it Questo documento è disponibile anche sul sito internet: http://www.museomontebelluna.it Tutte le immagini sono di proprietà del Museo di Storia Naturale e Archeologia di Montebelluna. Tutti i diritti riservati. Vietata la riproduzione o duplicazione con qualsiasi mezzo. Si ringraziano per il supporto tecnico-metodologico Luca e Umberto Musumeci. © 2011 Museo di Storia Naturale e Archeologia di Montebelluna Via Piave 51, 31044 Montebelluna (TV) tel: 0423 300465 fax: 0423 602284 e-mail: [email protected] 5 7 Presentazione del Presidente Riflessioni del Direttore Identità 9 10 11 14 17 18 23 26 31 40 49 51 La visione, la missione, le finalità Il Museo come servizio al pubblico Il patrimonio La struttura organizzativa e la programmazione Le attività del Museo L’attività educativa Il Centro di Documentazione (CdD) L’attività divulgativa Le attività istituzionali di conservazione e ricerca Ricerca scientifica Formazione Permanente (Lifelong Learning) L’attività editoriale e le pubblicazioni La dimensione economica 7 5 58 58 La gestione delle risorse finanziarie a supporto delle attività del Museo Da un bilancio finanziario ad un bilancio economico, il Museo come istituzione Le risorse finanziarie del Museo La dimensione sociale 1 7 73 73 86 89 89 92 Il Museo e la politica della qualità I portatori di interesse Il Museo e la sua utenza Il Museo e i collaboratori Il Museo e i fornitori Il Museo e le associazioni Il Museo e il territorio 9 57 71 La dimensione ambientale 95 Strategie e Obiettivi futuri 99 Appendici A. Carta dei servizi del Museo di Montebelluna B. Carta dei diritti dell’utente del Museo di Montebelluna C. Centro di Documentazione del Museo di Montebelluna Carta delle collezioni d. Attività del Museo 2007-2010 e. Elenco collezioni naturalistiche presenti nel Museo di Montebelluna F. De Rerum Natura - Quaderni del Museo di Montebelluna Indice degli articoli G.Elenco pubblicazioni disponibili presso il Museo Civico di Montebelluna Presentazione del Presidente Perché il Museo dovrebbe redigere e sottoporre ad Enti Pubblici, Partner culturali, Partner privati, al proprio pubblico di riferimento, un Bilancio Sociale? Non basta il Bilancio economico, quello che riassume oneri e proventi ogni anno? No, non basta. Perché nel Bilancio economico non trovereste tutto ciò che trovate in questo fascicolo, frutto del lavoro dei nostri collaboratori e dell’esperienza maturata in questi anni dopo la prima edizione dello stesso. Un lavoro aggiuntivo, che essi hanno espletato con entusiasmo oltre alle loro normali mansioni, e di cui desideriamo ringraziarli vivamente. Il museo fa propria una responsabilità sociale di un’impresa culturale , un modello di governance allargata in base al quale chi “governa” ha responsabilità che si estendono all’osservanza dei doveri fiduciari nei riguardi sia dell’Ente pubblico sia nei confronti di tutti gli stakeholder che sono portatori d’interesse in relazione diretta o indiretta con il Museo, utenti ma non solo. È anche un modo per coinvolgere le Istituzioni (Regionale, Provinciale e Comunale), gli utenti, i collaboratori, i finanziatori, i fornitori, la comunità circostante, Università ed enti culturali del territorio, comunque tutti coloro che con il Museo entrano in relazione e nei suoi confronti hanno aspettative o esigenze. Rappresenta infatti la certificazione di un profilo etico, l’elemento che legittima il ruolo del Museo stesso, non solo in termini strutturali ma soprattutto morali, agli occhi della comunità di riferimento, un momento per enfatizzare il proprio legame con il territorio. La missione aziendale e la sua condivisione sono elementi importanti per ottenere il consenso della clientela, del proprio personale, dell’opinione pubblica. In questo bilancio ci sono pochi numeri, e quelli che ci sono riguardano la “qualità” del nostro lavoro, dei risultati che in maniera molto concreta possono essere valutati alla luce delle risorse e delle energie - seppur limitate - che ci abbiamo investito. Questo Bilancio Sociale viene pubblicato oggi, come bilancio dell’Istituzione Museo che, come saprete, è stata sciolta per confluire dentro a Montebelluna Cultura, un’istituzione che vede assieme, per ora, Museo e Biblioteca. Sono certo che la prassi e l’esperienza maturata troverà modo poi di contagiare positivamente anche la nuova Istituzione e che questo prezioso “capitale sociale”, fatto anche di risultati raggiunti e di nuovi ambiziosi obiettivi, verrà ancora di più esaltato e condiviso anche da altri soggetti. Buona lettura. Danilo Gasparini Presidente di Montebelluna Cultura 5 Riflessioni del Direttore Siamo giunti alla seconda edizione del Bilancio Sociale del Museo che copre in modo particolare il triennio dal 2007 al 2010. Tre anni importanti che hanno visto questo Museo crescere come una struttura sempre più in relazione con il proprio territorio, capace di incontrare i bisogni espressi e inespressi di una fetta sempre più ampia di comunità. Pubblicare il nuovo Bilancio Sociale assume oggi un importante significato. L’attuale situazione economica, e ancor più quella che si va delineando per i prossimi anni, la complessità burocratica che limita fortemente l’autonomia e flessibilità operativa, lasciano intravedere per il futuro difficoltà di non poco conto sul reperimento di risorse, siano esse umane o economiche, e sulla gestione autonoma della struttura, tali da garantire un’operatività secondo standard di qualità elevati. Ma proprio il lavoro fatto per comporre questo bilancio ha dato a questo Museo una visione consapevole delle proprie potenzialità, ha dimostrato che se si investe in cultura, la cultura restituisce alla società molto di più di qualsiasi investimento finanziario, perché contribuisce ad uno sviluppo sostenibile, civile e consapevole delle comunità. Offre opportunità di crescita ai cittadini, liberi così di scegliere e costruire un futuro migliore, fatto di rispetto sociale e verso l’ambiente, di integrazione e valorizzazione del proprio patrimonio. Il perseguire la politica, o meglio la filosofia, della qualità, che ha portato questo Museo ad ottenere riconoscimenti nazionali, si è dimostrata una scelta vincente nel mettere a punto buone prassi e nell’offrire un servizio all’utenza rendendola partecipe e consapevole nel processo di valorizzazione e conservazione attiva del patrimonio culturale che sta dentro e fuori il museo. Tra le molte e varie iniziative di cui questo bilancio rende conto emergono le varie mostre temporanee, tutte organizzate con taglio interattivo e coinvolgente, che hanno veicolato al Museo un’utenza differenziata, in particolare famiglie e studenti delle scuole di ogni ordine e grado. Ma accanto alle iniziative espositive il bilancio evidenzia l’attenzione che, quale agenzia educativa, cerchiamo di avere nei confronti della società nel suo complesso, fatta di categorie diverse, in continuo cambiamento. Di volta in volta il Museo ha consolidato l’incontro con le utenze più classiche come la scuola, per aprire poi canali di comunicazione anche ad altre componenti sociali spesso inconsapevoli rispetto alle opportunità museali, destinate invece ad una comunità nel suo insieme. Pubblici spesso definiti come speciali, quali la terza età, la popolazione migrante o ancora il mondo della disabilità, considerati in molti musei come destinatari di attività straordinarie, oggi nel Museo di Montebelluna sono invece divenuti un’utenza consolidata, con la quale sono attive sinergie e parternariati. In estrema sintesi questo bilancio ci restituisce quindi un’immagine di un Museo sempre più al servizio della comunità e del suo sviluppo, per molti aspetti sostenibile anche sotto il profilo economico se confrontato con molte altre realtà simili, autorevole e strutturato, in sintonia con il nostro tempo e con la comunità, ma con determinazione proiettato verso il futuro. Monica Celi 7 IDENTITÀ La missione, la visione, le finalità Fare in modo che al Museo gli obiettivi a lungo, medio e breve termine e le attività correlate siano parte di un disegno, di un grande progetto e siano concepiti all’interno di un visione entro la quale il Museo ha scelto di operare, dotandosi di una mission e di finalità, è segno di trasparenza e di coerenza. È inoltre segno di aver compreso il proprio ruolo in una società come la nostra, che cambia alla velocità della luce e dove è necessario porsi dei punti fissi per potersi orientare, evitando di correre il rischio di muoversi senza avere delle mete precise. Visione La memoria storica e il patrimonio culturaleambientale di un territorio costituiscono la base su cui si costruisce l’identità di un popolo. Conoscere le proprie radici è la base di ogni progettualità tanto più in un mondo globalizzato come il nostro. La conoscenza dell’ambiente e della natura contribuisce alla costruzione di una coscienza condivisa del suo valore, del suo rispetto e dell’utilizzo compatibile. I musei sono luoghi speciali per la conservazione e l’educazione al patrimonio culturale. Essi hanno un ruolo irrinunciabile nella società di oggi, che deve avere le conoscenze fondamentali per poter agire in un contesto che ponga il rispetto per la natura e la conoscenza delle proprie origini storiche come strumento per garantire la qualità della vita anche per le generazioni future. Il Museo di Montebelluna si pone in questo contesto come luogo d’incontro di culture, frutto di un dinamismo che riflette il divenire stesso della natura, dell’uomo e della sua storia. Valori Il Museo ispira tutta la propria attività a principi di eguaglianza, imparzialità, accoglienza e integrazione, diritto di scelta. Finalità • Conservare e tutelare il proprio patrimonio archeologico e naturalistico, nonché quello affidato in deposito temporaneo dal Ministero dei Beni Culturali e Ambientali, e quello presente sul territorio. • Promuovere lo studio e la ricerca in campo archeologico e naturalistico sul territorio, incrementare ed aggiornare costantemente la relativa documentazione. • Perseguire la valorizzazione e la divulgazione delle collezioni naturalistiche ed archeologiche e di tutto il complesso didattico e documentario di supporto anche attraverso l’organizzazione di varie iniziative e manifestazioni culturali. • Favorire ed incentivare l’accesso dei cittadini a tale patrimonio. • Favorire la divulgazione della cultura naturalistica e archeologica in modi e contesti diversi. • Favorire la fruizione del Museo come luogo d’incontro socio-culturale. Il Museo, in particolare, cura e promuove, anche in collegamento con altre istituzioni culturali del Comune di Montebelluna, con altri enti locali, provinciali e regionali, con organi statali e comunitari, con istituzioni o musei italiani e stranieri e con soggetti privati: • la conservazione, l’incremento e l’esposizione del patrimonio archeologico e naturalistico; • l’aggiornamento e l’informazione critica attraverso studi, pubblicazioni e manifestazioni; • l’attività didattica e l’aggiornamento professionale del personale docente della scuola; • i rapporti con eventuali forme associative pubbliche e private operanti nel settore archeologico-naturalistico o aventi, come proprio scopo, il sostegno dell’attività culturale dell’istituzione. 9 10 Il Museo come servizio al pubblico Il Ministero per i Beni e le Attività culturali ha emanato (art. 150, comma 6, D.L. n. 112/1998) un “Atto di indirizzo sui criteri tecnico-scientifici e sugli standard di funzionamento e sviluppo dei musei” individuando otto ambiti di funzionamento del museo con i relativi requisiti e standard minimi di funzionamento. Nell’Ambito VII sono definiti i rapporti del museo con il pubblico. Un passo importante nell’ottica della trasparenza nei confronti del pubblico è stato compiuto dal Museo con la redazione della Carta dei Diritti dell’Utente. La carta dei diritti dell’utente Il Museo di Montebelluna si propone come istituzione a servizio della società e persegue il fine di garantire oltre alla qualità dei servizi, anche la massima trasparenza, rispetto e impegno al miglioramento costante nei confronti dei destinatari della propria attività. Partendo da queste premesse il Consiglio d’Amministrazione del Museo ha deliberato la “Carta dei Diritti dell’Utente”. Dal punto di vista normativo la carta trae spunto da: • legge relativa al procedimento amministrativo nel campo delle autonomie (Legge 7 agosto 1990 n. 241); • decreto Ministeriale del 31 marzo 1994 relativo alle norme deontologiche e comportamentali per i dipendenti pubblici, • D.M. 10 maggio 2001 “Atto d’indirizzo sui criteri tecnico-scientifici e standard di funzionamento e sviluppo dei musei (art. 150, comma 6, D.L. n. 112/1998) “; • “Codice di Deontologia professionale” del l’ICOM-UNESCO (International Council of Museums); • l’adesione del Comune di Montebelluna ad Agenda 21. è stata redatta ispirandosi al modello proposto dalla Regione Veneto che ne definisce anche il contesto e le finalità. “La carta dei diritti ha un valore eminentemente etico e ha lo scopo principale di dare una rinnovata consapevolezza all’attenzione che l’intero staff museale normalmente rivolge alle persone che utilizzano il museo per piacere estetico, per godimento del tempo libero, per turismo, per studio, per arricchimento delle proprie conoscenze e per lavoro. Il rispetto dei principi enunciati è un obbligo morale per l’intero staff museale esclusivamente ai fini dell’erogazione del miglior servizio pubblico possibile, compatibilmente con le risorse umane, materiali ed economiche messe a sua disposizione dall’ente proprietario del Museo. La proprietà del Museo e lo staff hanno il dovere di comprendere le aspettative e i bisogni dei visitatori.” Con la stesura di questa Carta il Museo di Montebelluna vuole sottolineare il tema della qualità nella gestione della struttura e quello della soddisfazione degli utenti - categoria che si caratterizza oggi per essere ampia e presentare esigenze differenziate riconoscendo a questi ultimi diritti, oltre che doveri, nei confronti del patrimonio culturale che appartiene loro e che il Museo gestisce1. La carta dei diritti dell’utente non è un documento statico ma dinamico: nel 2009 è stato aggiornato in coerenza con l’attuale assetto culturale del Museo. Il diritto all’accesso è uno dei diritti enunciati sul quale si vuole spendere un breve commento, perché divenuto uno dei cardini dell’attività del Museo. Nell’ottica del servizio all’utente il Museo di Montebelluna ha voluto in questi anni tracciare una strada che concretizzasse la volontà di garantire l’accesso alle diverse categorie d’utenza, reale e potenziale, che possono usufruire del Museo. In più parti di questo documento si potranno cogliere strategie, progetti e modalità messe in atto a tal fine. L’accesso che il Museo ha voluto garantire non è solo un accesso fisico, ma soprattutto culturale, concettuale, sociale ed economico. Il Museo che già nel 2007 aveva iniziato un proprio percorso sul tema della multiculturalità, in relazione soprattutto alla popolazione immigrata, oggi mira a consolidare in una più ampia dimensione la sua natura di servizio pubblico, aperto a tutti i tipi di fruitori (senza distinzione d’età, cultu- 1 Si veda in Appendice B il testo completo. IDENTITÀ Il patrimonio Collezioni naturalistiche acquisite dal 2007 ra, stato sociale), caratterizzato da una sua intrinseca complessità di offerte e proposte, in un’ottica di eccellenza. Per questo sta cercando continuamente di attivare codici d’accesso, destinati all’apertura di canali di comunicazione con le più diverse categorie sociali. Il fondamento di un museo è il suo patrimonio, di qui l’importanza di accrescerlo, non casualmente, bensì in modo mirato. Ogni museo moderno ha una sua precisa vocazione e un suo progetto di sviluppo, sulla cui base guidare l’accettazione o meno di donazioni o lasciti e l’eventuale acquisto di reperti. Il Museo di Montebelluna ha come obiettivo principale la raccolta di reperti e documenti che costituiscono la memoria storica ed archeologica del nostro territorio e delle nostre comunità, per poterlo conservare e trasmettere alle generazioni future. Non meno importante è la raccol- ta, attraverso le più differenti modalità (per lo più deposito a tempo determinato, donazione ecc.) di collezioni di scuole, privati o altri enti che non sono in grado di prendersene cura per garantirne la conservazione o che semplicemente per dovere civico contribuiscono ad incrementare il patrimonio del Museo. Il territorio di riferimento, soprattutto per il patrimonio naturalistico, tende sempre più ad estendere i propri confini all’intera provincia di Treviso, per spingersi anche a livello regionale, saltuariamente extraregionale, ed extra nazionale. Collezione Nr. reperti Anno Minerali e gemme Gianfranco Capuzzo (donazione) 15 2007 Geologica Adriano Masier (donazione) 180 2009 Minerali Silvano Meani (donazione) 300 2010 Insetti Alessandro Zonta (in deposito) 6855 2010 Invertebrati del suolo Alessandro Zonta (donazione) 50 2010 Licheni del Montello Yuri Nascimbeni (ricerca su commissione) 29 2010 Lepidotteri delle Grave del Piave (ricerca su commissione) 85 2010 4000 2010 Molluschi Luigi Torcellan (donazione) Totale nuovi reperti Collezioni archeologiche acquisite dal 2007 Località 11514 Nr. reperti Anno 1232 2006-2007 Vidor-Piazza Maor-reperti osteologici 10 casse 2007 Mogliano Veneto-reperti osteologici 10 casse 2008 Montebelluna-Via Nazario Sauro 40 2008 Vedelago-sorgenti del Sile 200 2009 Capo di Monte-ricognizioni di superfice 3400 2009 10 2009 Montebelluna-Ospedale Montello-presa XVI-ricognizioni di superficie 11 12 Biadene-Prese XIX-XX-XXI-ricognizioni di superficie 40 2009 Biadene-Prese XIX-XX-prossimità terreno Sfoggiaricognizione di superficie 400 2009 Mercato Vecchio-Casteller 41 2009 Mercato vecchio-fondo Aldo Benetta 50 2009 Posmon-Lotto 14-scavo tumuli 10 2009 Ponzano Veneto 10 2009 S. Maria in Colle-fondo Amistani-scavo 60 2009 Posmon-Lotto 14-scavo struttura romana 500 2009 S. Gaetano-cava Campi Longhi 11 2009 Vidor-Piazza Maor-scavi 2003-2004 reperti restaurati 280 2009 San Zenone 4 casse 2010 Montebelluna-Ospedale Civile 12 casse 2010 Varie Prov. di Tv (Osigo, S. Lucia di Piave, Cappella Maggiore) 2 casse 2010 Montebelluna-S. Maria in Colle Fondo Amistani 6 casse 2010 Montebelluna-San Gaetano, Cava Campi Longhi 40 Nov. 2010 Montebelluna-San Gaetano, Cava Campi Longhi 6 casse Dic. 2010 Totale Patrimonio archeologico e patrimonio naturalistico, beni culturali tra proprietà statale e proprietà civica - un opportuno distinguo Non determinabile Occorre fare una distinzione tra patrimonio archeologico, che per oltre il 90% è di proprietà statale in quanto rinvenuto dopo il 1909 (comunque sempre sottoposto ai vincoli di legge imposti dallo Stato), e patrimonio naturalistico di proprietà civica. L’acquisizione delle collezioni archeologiche avviene attraverso le attività di ricerca sul territorio, le indagini svolte nel corso di cantieri di scavo edilizi o altro, a seguito di rinvenimenti fortuiti; i materiali così recuperati vengono poi depositati al museo. Tali acquisizioni rientrano comunque nell’ambito delle linee di sviluppo del Museo. Le collezioni naturalistiche vengono acquisite in seguito ad attività di ricerca, donazione da parte di privati o enti e deposito a tempo determinato; inoltre, i reperti paleontologici, per i quali vige la stessa legislazione dei reperti archeologici, possono essere acquisiti in seguito a donazioni e depositi da parte di associazioni e privati dotati di regolari permessi che Regioni e Province rilasciano per raccogliere in precise aree e giacimenti del territorio italiano. Per le collezioni naturalistiche oltre all’acquisizione da attività di ricerca, molti sono i reperti donati da privati o enti, o collezioni acquisite con deposito a tempo determinato; è anche possibile e auspicabile un’acquisizione attraverso acquisto che rientra comunque nell’ambito delle linee di sviluppo del museo. La quantità e la differenziazione delle colle- IDENTITÀ zioni consente anche di attuare degli scambi temporanei con altri musei o istituzioni. Un ricco patrimonio consente la rotazione delle esposizioni, la possibilità di fare del museo un punto di incontro per studiosi e specialisti o per studenti alle prese con tesi di laurea; consente anche di allestire mostre temporanee e di renderle itineranti favorendo la diffusione dell’immagine del museo. In particolare, in un’epoca in cui l’immagine su televisioni e computer sta sostituendo il reale, il patrimonio del museo rimane l’unico documento di una realtà che si può non solo vedere ma anche sentire, toccare e sperimentare. Tuttavia il patrimonio rischia di essere ridot- to ad una funzione solo “virtuale” al momento della sua acquisizione, finché il museo non riesce a garantirne la fruizione. E, per garantire ciò, vengono portate a termine le indispensabili preliminari fasi di studio e catalogazione che richiedono spesso tempi lunghi e importanti investimenti in risorse umane ed economiche. Accanto al patrimonio delle collezioni, importante valore ha il patrimonio documentario (libri, carte, riviste, fascicoli e materiale digitale, video e sonoro), parte del quale è di accompagnamento alle collezioni stesse. Esso è custodito all’interno del Centro di Documentazione, un servizio del Museo necessario per coloro che lavorano all’interno della struttura, ma anche aperto al pubblico. I numeri dei reperti naturalistici e archeologici del Museo reperti scienze naturali 35.000 30.000 reperti archeologia Le collezioni naturalistiche contano circa 30.000 reperti. Si tratta di un numero stimato, con un margine di tolleranza del +/- 200, dovuto a diverse motivazioni: non tutti i pezzi sono stati inventariati, sono presenti casse di reperti ancora chiuse ed è tutt’ora in corso il riscontro tra il numero dichiarato e quello reale. Per l’ambito archeologico, l’opera di riordino dei depositi svolto in occasione del Progetto Archeogeo ha permesso di ricalibrare le stime proposte per il Bilancio Sociale precedente, che sono risultate marcatamente in difetto. Siamo quindi ora in grado di quantificare le collezioni archeologiche intorno alle 35.000 unità. 13 14 La struttura organizzativa e la programmazione Il Museo Istituzione Il Museo di Storia Naturale e Archeologia di Montebelluna è stato inaugurato nel 1984, e dal 1998 è divenuto Istituzione. L’autonomia è gestita attraverso due organi: il Consiglio d’Amministrazione (CdA) e il Direttore dell’Istituzione. Il CdA è un organo a valenza prevalentemente strategica che - nel rispetto degli orientamenti espressi dal Consiglio Comunale - ha poteri di indirizzo e di controllo sull’attività del Museo, impartisce direttive di carattere generale, approva progetti e programmi dell’Istituzione, nonché il programma annuale delle attività e il relativo bilancio. Il CdA inoltre regola i rapporti con eventuali associazioni pubbliche e private di sostegno all’attività dell’Istituzione. La composizione del CdA Il Consiglio di Amministrazione è composto da cinque membri e viene nominato dal Sindaco sulla base degli indirizzi stabiliti dal Consiglio Comunale. Permane in carica sino alla caduta dell’amministrazione comunale. I membri che lo compongono esercitano le proprie funzioni fino alla nomina dei successori. Il CdA, appena decaduto, nel periodo 2007-2010 era composto da: • Danilo Gasparini, Presidente • Valentina Cremona • Renata Feltrin • Luca Marcolin • Alvise Simeoni Un ruolo importante in rappresentanza dei cittadini di Montebelluna è giocato dall’Amministrazione Comunale, e per essa, dall’Assessore alla Cultura: partecipando a tutti gli incontri del Consiglio di Amministrazione, e trovandosi nella favorevole anche se impegnativa posizione di essere in continuo contatto con il cittadino, è quindi un ottimo vettore di informazioni dal Museo alla città e dalla città al Museo; intendendo la città come caleidoscopio di situazioni (economiche, sociali, demografiche) e organizzazioni (scuole, gruppi, associazioni). I cambiamenti socio-economici e culturali del territorio possono così essere recepiti dal Museo che di conseguenza cerca di orientare la propria pianificazione in relazione ad essi. L’organizzazione interna e il personale Il Museo è organizzato in aree omogenee di attività alle quali afferisce il personale in base alla propria professionalità e competenza. • Area gestionale e di coordinamento: 1 direttore • Area tecnica: 3 operatori • Segreteria didattica: 2 operatori • Area naturalistica: 1 conservatore naturalistico • Area archeologica: 1 conservatore archeologo • Centro di Documentazione: 2 documentalisti • Segreteria amministrativa: 1 operatore Il Comitato Scientifico Il comitato scientifico è l’organo consultivo del cui contributo l’Istituzione si avvale a garanzia della sua valenza culturale e scientifica e per la definizione dei propri indirizzi e delle attività nei vari settori. Il Comitato è nominato annualmente dal Consiglio di Amministrazione ed è composto da un numero di membri definito di anno in anno, riconfermabili, scelti per le loro specifiche professionalità e competenze in base ai programmi e alle necessità del Museo. Il comitato scientifico deve obbligatoriamente comprendere membri con competenze di ambito naturalistico e archeologico e si distingue pertanto in due sezioni. Il comitato scientifico per la sezione naturalistica è attualmente composto da tre membri: • Alessandro Minelli: entomologo naturalista, si occupa di evoluzionismo ed è esperto in zoologia degli invertebrati e vertebrati ed in museologia. Docente di zoologia presso l’Università di Padova, Dipartimento di Biologia, oltre alla propria produzione scientifica ha pubblicato molti libri di divulgazione scientifica anche per bambini. • Giovanni Caniglia: botanico, naturalista, esperto in lichenologia, docente presso IDENTITÀ l’Università di Padova, Dipartimento di Biologia. Svolge da anni una importante attività scientifica in ambito nazionale ed internazionale. Da sempre collabora con istituzioni esterne all’Università: musei, orti botanici ed associazioni per favorire la divulgazione scientifica in campo botanico e naturalistico. • Fabio Pagan: giornalista scientifico, laureato in biologia, è stato per 25 anni redattore del quotidiano “Il Piccolo” di Trieste. Dal 1996 lavora al Public Information Office del Centro Internazionale di fisica teorica (ICTP) per molti anni è stato vicedirettore del Master in comunicazione della Scienza alla SISSA di Trieste. Ha curato per la RAI trasmissioni e rubriche radiofoniche di scienza, e firmato numerosi servizi televisivi, ottenendo riconoscimenti a carattere nazionale. Oggi è conduttore della trasmissione RADIO3 Scienza. Come per il comitato scientifico dell’ambito naturalistico, anche il comitato scientifico della sezione archeologica viene consultato dal Museo per la definizione dei propri indirizzi in campo archeologico, nel rispetto del suo duplice ruolo didattico-divulgativo e di centro di documentazione storico-scientifica del territorio. Il comitato scientifico deve inoltre valutare quali progetti di ricerca, proposti dall’Amministrazione o da esterni, presentino garanzie di serietà e validità scientifica tali da meritare l’inserimento nel programma annuale e quindi nel Bilancio del Museo. Esso Descrizione obiettivi 2007 deve infine verificare i risultati delle ricerche approvate. Fanno parte del comitato scientifico archeologico del Museo i funzionari di zona della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto. La programmazione Gli obiettivi del piano programma triennale Annualmente il Consiglio d’Amministrazione del Museo definisce gli obiettivi strategici con valenza triennale; di seguito si presentano quelli deliberati per il triennio 2007-2010. • realizzare una carta geoarcheologica del Comune di Montebelluna • sviluppare un’educazione al patrimonio culturale con il coinvolgimento delle diverse categorie d’utenza e salvaguardandone i diritti • promuovere la crescita del pensiero scientifico • individuare possibili spazi di espansione del Museo Gli obiettivi specifici per il 2007-2008-2009-2010 Annualmente il CdA delibera anche gli obiettivi specifici dell’anno che andranno a costituire il PEG (Piano esecutivo di gestione). Di seguito si riportano gli obiettivi del 2007, 2008, 2009 e 2010. Tutti gli obiettivi sono stati raggiunti ad esclusione della realizzazione della sala di geologia, a causa di un ritardo nei finanziamenti. Promuovere la divulgazione del pensiero scientifico naturalistico in seno al nostro territorio Progetto Archeogeo: seconda fase di ricerca archeologica dedicata alla costruzione della carta geo-archeologica del territorio di Montebelluna Predisporre il progetto esecutivo di riallestimento della sala di astronomia Predisporre il progetto preliminare per la mostra LUNATICA (2008-2009) Favorire e sperimentare nuove forme di accesso al museo e al patrimonio culturale in genere Promuovere la divulgazione della cultura archeologica a Montebelluna Rendere operativa la modalità gestionale dell’istituzione al museo 15 16 Descrizione obiettivi 2008 Dare un indirizzo che regoli la gestione (acquisizioni per acquisto e donazione, scarti) delle raccolte documentarie secondo criteri di uniformità Promuovere iniziative educative e culturali rivolte al mondo degli adulti, in particolare CTP Favorire e sperimentare nuove forme di accesso al museo da parte dei gruppi famiglia Progettare nuovi percorsi di avvicinamento al museo per la terza età Progetto Archeogeo: terza fase di ricerca archeologica dedicata alla costruzione della carta geo-archeologica del territorio di Montebelluna Realizzare un corso di formazione per schedatori di reperti archeologici su incarico della Regione veneto Allestire la nuova sala di astronomia e la mostra COSMOS (ex LUNATICA) Avviare un percorso di coedizione per la stampa di volumi del Museo Ottimizzazione della gestione dei documenti contabili attraverso l’informatizzazione delle procedure Miglioramento della comunicazione del Museo a diversi livelli attraverso l’individuazione di nuove strategie Descrizione obiettivi 2009 Redazione carta delle collezioni del Centro di Documentazione. Seconda fase anno 2009 Riordino archivio corrente Museo Elaborazione progetto preliminare nuova sala geologia Progetto Educard Promozione Anno Internazionale dell’Astronomia attraverso eventi destinati ad utenze diverse Progetto Archeogeo: completamento scavo in via Cima Mandria, completamento attività di ricerca sul territorio Predisposizione seconda edizione bilancio sociale del Museo (anni 2007-2008-2009) Ampliamento rete M.A.M. (Musei Alta Marca) con l’inserimento nel centralino didattico di altre realtà museali Contribuire alla diffusione delle teorie dell’evoluzione di C. Darwin Ampliare l’accesso alle attività dedicate ai ragazzi: child room estiva, centri estivi e notte al museo Descrizione obiettivi 2010 Elaborazione progetto preliminare nuova sala geologica Progetto “Pensa diverso” Progetto Archeogeo Mostra ALIMENTA Progetto intercultura al museo: “Museo un tappeto tra mondi” Ottimizzazione servizio di biglietteria e museumshop IDENTITÀ Le attività del Museo Il complesso delle attività Il Museo di Montebelluna ha una propria funzione culturale e sociale derivante dalle tre diverse macroaree di attività che lo identificano: la conservazione, la ricerca, la valorizzazione che si declina nelle attività di esposizione temporanea e permanente, nell’educazione e divulgazione del bene culturale. Queste attività vengono svolte in ottemperanza sia alla recente legislazione (Nuovo Codice dei Beni culturali e del paesaggio, d.L. n. 42 del 2004 e Atti di indirizzo sugli standard museali art. 150, comma 6, d.L. n. 112/1998) sia alla mission del museo stesso. L’area educativa è di particolare interesse per il nostro Museo che mostra una propria autonomia operativa in un settore che, sempre ai sensi del Nuovo Codice, rispetto al passato è oggi divenuta istituzionale al pari delle altre macroaree. Nel tempo il Museo all’interno delle macroaree ha consolidato una serie di ambiti nei quali svolge le sue attività in stretto riferimento alla mission, alle finalità e alle funzioni istituzionali che caratterizzano un ente di questo tipo e lo contraddistinguono nel panorama dei beni culturali. Di seguito un sintetico elenco delle attività principali svolte dal Museo in riferimento a diversi ambiti operativi relativi alle macroaree. • • • • • Conservazione Acquisizione di nuovi reperti e collezioni Gestione pratica delle collezioni (assicurazione, collocazione, spazi e arredi, movimentazione ai fini allestitivi temporanei e permanenti, prestiti ad altri musei, enti pubblici e privati ed associazioni) Attività di manutenzione ordinaria (pulizia, piccoli interventi, controllo dei parametri di conservazione e dello stato dei reperti, cambio contenitori, sostituzione dei liquidi conservanti, disinfestazione ecc.) Attività di restauro (coordinamento delle ditte e dei restauratori, direzione lavori, pratiche per autorizzazioni da parte degli enti competenti, progettazione come previsto dalla legge) Inventariazione e catalogazione dei reperti e delle collezioni con produzione di schede catalografiche secondo normative regionali e nazionali • Riordino e gestione della documentazione relativa alle collezioni • Studio e ricerca sui reperti • • • • • Ricerca Ricerca naturalistica sul territorio Ricerca archeologica sul territorio Produzione scientifica di testi e articoli in riviste scientifiche del settore e nella rivista scientifica del museo De Rerum Natura Partecipazione a convegni, seminari e giornate di studio per la presentazione delle ricerche e per operare confronti con altre realtà Ricerca in ambito educativo Valorizzazione • Organizzazione di mostre temporanee e permanenti Divulgazione • Organizzazione di convegni e seminari • Organizzazione di workshop e conferenze • Organizzazione di attività varie di divulgazione scientifica (tavole rotonde, teatro, escursioni, giornate a tema ecc.) • Partecipazione ad attività di divulgazione scientifica organizzate da altri enti (tavole rotonde, convegni, conferenze ecc.) promuovendo e valorizzando il patrimonio del Museo • Attività specifiche per target diversi: famiglie, adulti, specialisti • Attività ludico-educative in occasione del festeggiamento di compleanni (da giugno a ottobre) • Attività di comunicazione tramite i media: giornali, riviste, radio, TV, manifesti, striscioni. Educazione • Tirocini e stage formativi per studenti delle scuole superiori e dell’università • Attività educativa per le scuole di ogni ordine e grado (dalla scuola dell’infanzia all’università) • Attività di formazione per insegnanti 17 18 • Attività di formazione per educatori museali • Attività educativa per target specifici: adulti, gruppi di persone con disabilità, università della terza età e popolare ecc. • Attività ludico-educativa per centri estivi • Organizzazione di percorsi educativi entro mostre temporanee e permanenti Costituiscono attività trasversali a due o più macroaree le attività afferenti al Centro di Documentazione (CdD). • Attività di prestito e interprestito al pubblico dei materiali del centro (volumi, opuscoli, riviste, documenti video ecc.) • Acquisizione, inventariazione e catalogazione volumi • Acquisizione, inventariazione e catalogazione documenti non librari (foto, carte, riviste ecc.) • Ricerche bibliografiche • Gestione scambi con altri enti • Gestione indirizzari • Gestione sito internet e newsletter • Organizzazione piani di comunicazione eventi L’attività educativa Incontri con gli insegnanti Il Museo annovera tra le sue attività principali l’educazione per le scuole. Organizza attività nelle sale espositive, laboratori dedicati all’archeologia e alle scienze naturali, escursioni nel territorio, progetti speciali per le scuole superiori, nonché un programma mirato di animazioni per i bambini che frequentano la scuola dell’infanzia e le prime classi elementari. • Ufficio stampa • Attività editoriale (cataloghi, volumi e riviste) Le attività di segreteria amministrativa e gestionale sono di coordinamento e supporto a tutte le altre attività. Le attività del Museo si rivolgono ad un’utenza piuttosto ampia, con tipi di approccio differenti; permane tuttavia la specializzazione nei confronti di un’utenza in età scolare, anche in considerazione del fatto che Montebelluna è al di fuori dei più importanti circuiti turistici del Veneto. Il Museo nel 2009 ha potuto contare su un’utenza record di circa 35.000 visitatori, di cui il 70% è costituito da scolaresche. Rivolgere particolare attenzione all’attività didattica per la scuola consente di offrire a coloro che saranno gli adulti di domani una formazione nell’ambito dei beni culturali e permette inoltre di raggiungere indirettamente un pubblico più vasto (quello degli insegnanti e delle famiglie), svolgendo in questo modo un’adeguata opera di sensibilizzazione e di avvicinamento alla struttura nei confronti di altre fasce di cittadini. Un’attività educativa moderna, interattiva e coinvolgente Interattività, sperimentazione e confronto critico sono le linee guida fondamentali della maggior parte delle proposte educative del Museo. L’esperienza acquisita in anni d’attività, i costanti rapporti con realtà museali italiane ed estere leader nell’educazione al pa- All’inizio di ogni anno scolastico, il Museo incontra le scuole di Montebelluna per presentare il nuovo programma ed illustrare eventuali novità. Durante l’occasione, viene loro consegnata una carta speciale, la Didatticard che offre diverse agevolazioni tra cui la possibilità di partecipare a tutte le attività didattiche usufruendo di uno sconto del 20% per favorire ulteriormente la partecipazione delle scuole della nostra città, e ancora la possibilità di acquistare volumi prodotti dal museo sempre con il 20% di sconto. Inoltre, a partire da settembre 2007, sono stati organizzati degli incontri con gli insegnanti direttamente all’interno dei collegi docenti in modo da raggiungere un livello di comunicazione più mirato ed efficiente. IDENTITÀ trimonio culturale, la formazione e il continuo aggiornamento degli educatori, il contatto e la co-progettazione con i docenti, hanno permesso di mettere a punto un’offerta didattica di qualità, il più possibile vicina ai bisogni della scuola di oggi. Gli utenti, studenti o insegnanti di qualsiasi ordine e grado, diventano protagonisti attivi nella conoscenza e nella scoperta del nostro patrimonio storico e naturalistico, in un’ottica di confronto e apertura, stimolante sul piano creativo. Spazi e strumenti: i laboratori e i supporti didattici Il Museo è dotato di 4 laboratori didattici, uno dei quali di recente assegnazione. All’interno i laboratori sono allestiti a seconda della loro destinazione con cassoni e materiali per lo scavo archeologico, antropologico e paleontologico, strumentazione scientifica (microscopi, vetreria e reagenti da laboratorio) e attrezzatura multimediale (videoproiettore, computer, lavagna luminosa, dispositivi audio/video, collegamento internet, sistema di collegamento tra telecamera e microscopio per visione ingrandita su schermo). Inoltre il Centro di Documentazione fornisce bibliografie speciali, schede e materiale documentario. Le proposte didattiche • Animazione naturalistica e archeoanimazione per la scuola dell’infanzia e le prime classi della scuola primaria. • Sperimentare al Museo. Laboratori su temi relativi a: ° Biologia ° Zoologia ° Antropologia ° Botanica ° Ecologia e ambiente ° Mineralogia ° Geologia ° Geografia ° Paleontologia ° Paesaggio ° Storia della Scienza • La storia del territorio. Laboratori su temi relativi a: ° ° ° ° ° ° Metodi di indagine Preistoria Protostoria Epoca romana Medioevo Storia del Montello Ogni anno il Museo pubblica una guida alle attività proposte fornendo così indicazioni su contenuti, età dei destinatari, tempi e prezzi. Inoltre, elabora e propone percorsi didattici specifici legati ai temi della mostra temporanea in corso durante l’anno, generalmente in programma da settembre a giugno. Negli anni scolastici 2006-2007 e 2007-2008, nell’ambito della mostra Il Fuoco di Vulcano, i temi dei metalli e della metallurgia antica sono stati approfonditi progettando, accanto alle visite guidate, dei laboratori caratterizzati da un forte grado di interattività destinati a scuole di ogni ordine e grado a partire dalla scuola dell’infanzia. Si trattava dei seguenti laboratori: • Laboratori rivolti alla Scuola dell’infanzia e Scuola primaria (classi I e II): Gioca con i metalli; Esplorando: cinque sensi per conoscere il mitico mondo dei metalli; • Laboratori rivolti alla Scuola primaria (III-V) e secondaria di I grado: Dalla miniera all’oggetto; Dalla materia prima al simbolo; Vulcani in attività. • Laboratori rivolti alla Scuola secondaria di II grado: Il fuoco di Vulcano; Segreti rivelati: dal restauro al museo; Leghe ieri ed oggi. Negli anni scolastici 2008-2009 e 20092010, nell’ambito della mostra Cosmos. Viaggio alla scoperta dell’Universo è stato dato ampio risalto al tema dell’astronomia e dell’astrofisica, proponendo alle scuole di ogni ordine e grado visite guidate alla mostra e laboratori di approfondimento dedicati a tematiche quali la fisica, l’astronautica, la robotica e l’archeoastronomia. Di seguito, vengono riportati il target scolastico e i titoli dei laboratori: • Laboratori rivolti alla Scuola dell’infanzia e Scuola primaria (classi I e II): I 5 sensi dell’astronomia; A cavallo di Pegaso. 19 20 • Laboratori rivolti alla Scuola Primaria (III-V classe) e Scuola Secondaria di I grado: La mela di Newton: la fisica nell’astronomia; Esplorare il cosmo: uomini, robot e astronavi; Il sole e la luna degli antichi. • Laboratori rivolti alla Scuola secondaria di II grado: Non solo astronomia: la fisica e la chimica dello spazio; Viaggio su Marte: astronautica e astrobiologia; Lunatica: antiche e moderne suggestioni dal cielo. Le proposte per il mondo degli anziani Il Museo ha attivato a partire da settembre 2008 una serie di proposte dedicate in modo specifico al mondo degli anziani. Questa scelta si è imposta per far fronte alla crescente domanda da parte di Università della Terza Età e di gruppi di anziani che a vario titolo frequentano il museo. Le attività sono state progettate e sperimentate durante il workshop ANMS 2008 dedicato, appunto, al mondo degli anziani. Tali attività non godono ancora di una comunicazione specifica ad esse dedicata, ma sono state ulteriormente sperimentate e messe a punto nel 2009 grazie ad una collaborazione con l’Auser Università Popolare di Treviso e il Centro Diurno socio-assistenziale ricreativo “Casa Roncato“. • Visita guidata e attività pratica: alla sez. archeologica “Oggetti e Storie”, utilizzo di riproduzioni di reperti, attività di sbalzo e utilizzo di argilla per riproduzione reperti. • Visita guidata alla sezione naturalistica attraverso l’utilizzo di esemplari. • Visita guidata alla mostra Cosmos. • Attività pratica di archeologia: “Dallo scavo al museo”: simulazione di scavo in aula e visita della sezione archeologica del museo. • Laboratorio di microscopia in aula e visita alle collezioni naturalistiche del museo. Le proposte per i disabili adulti Le proposte rivolte ai disabili adulti sono state sistematizzate a partire dall’anno 2007 e sono il risultato di una riflessione e sperimentazione condotta nell’ambito dell’annuale workshop ANMS dedicato all’analisi delle attività rivolte a questa utenza. Il Museo ha deciso di individuare una rosa di proposte in base al grado di disabilità. Viene data comunicazione di queste attraverso l’invio cartaceo IDENTITÀ ai diversi centri diurni presenti nella provincia di Treviso. Ogni mostra temporanea prevede un percorso appositamente studiato per questo tipo di utenza, così è stato per l’esposizione “Il Fuoco di Vulcano. Le Età dei metalli” e per “Cosmos. Viaggio alla scoperta dell’Universo”. Mostra temporanea “Il Fuoco di Vulcano. Le Età dei metalli”, Visita speciale: Esplorando. Viaggio alla scoperta del mitico mondo dei metalli Mostra temporanea “Cosmos. Viaggio alla scoperta dell’Universo”, Visita speciale: Esplorando lo spazio, viaggio nel cosmo Laboratorio archeologico: C’era una volta, un villaggio neolitico Il Museo nel territorio: la sezione naturalistica di Schievenin, una valle da scoprire Laboratorio naturalistico: Il mondo delle rocce e dei minerali Laboratorio naturalistico: Per prati e per boschi con Fox la volpe Il servizio di tutoring È un servizio su richiesta offerto a insegnanti e scuole e prevede la consulenza di professionisti in campo archeologico o naturalistico, con la possibilità di visionare collezioni normalmente non esposte al fine di sviluppare tematiche e contenuti specifici in occasione di lezioni e laboratori ad hoc. Museo di schievenin Il museo propone percorsi di educazione ambientale che, partendo dalla rinnovata sezione naturalistica di Schievenin, si svolgono in sentieri significativi per gli aspetti geologici, naturalistici e storici del territorio. Il versante meridionale del Massiccio del Grappa accoglie la Valle di Schievenin, una stretta e selvaggia gola di rilevanza naturalistica e storica. Ricca di sorgenti e ruscelli, suggestive pareti di roccia calcarea e grotte carsiche, la Valle presenta sentieri dalla vegetazione incontaminata, in cui frequenti sono gli incontri con la fauna selvatica, percorsi con tracce della I° Guerra Mondiale e significative testimonianze per la lettura della storia del territorio. In questa cornice, don Vittorino Vedova, sacerdote a Schievenin, fonda nel 1975 il museo naturalistico di Schievenin che espone reperti e donazioni dei tanti emigranti della zona sparsi in tutto il mondo. Nel 1984 il museo diventa una sezione staccata del Museo di Storia Naturale e Archeologia di Montebelluna e si arricchisce di nuovi esemplari di fauna locale. Temporanemente chiusa dal 2003 per lavori di ristrutturazione, la sezione naturalistica riapre nel 2007 completamente rinnovata negli allestimenti e nei contenuti con l’obiettivo di far conoscere gli aspetti geologici ed ecologici della Valle e valorizzare attraverso l’esposizione di significative donazioni, l’amore degli abitanti di Schievenin per la loro terra. Secondo i più moderni concetti di “museo diffuso” ed “ecomuseo”, le collezioni della sezione naturalistica sono il punto di partenza per percorsi di educazione ambientale che si realizzano sia sul territorio, lungo itinerari naturalistici e storici, che nei locali del Centro Parrocchiale, attrezzati con strumentazione scientifica per l’approfondimento delle tematiche di Scienze della Vita e della Terra. 21 22 Educazione al paesaggio Il Museo va in pediatria A partire dal 2004 quando il museo ha dato corso al progetto europeo 3KCL (Kartsic cultural landscape: architecture of a unique relationship people-territory, sito www.3kcl. net) nell’ambito del programma Cultura 2000, i temi dell’educazione al paesaggio sono divenuti uno dei percorsi di ricerca nell’ambito dell’area dell’educazione allo sviluppo sostenibile in una prospettiva trasversale alle discipline scolastiche. In particolare dall’anno scolastico 2009-2010, il museo propone un percorso educativo nella valle di Schievenin che per la morfologia degli ambienti, strette gole che si sviluppano in verticale in spazi limitati, ben si presta ad una “lettura del paesaggio” in tempi contenuti. L’escursione, che si effettua a piedi nell’arco temporale di mezza giornata, stimola i ragazzi a cogliere le relazioni e collegamenti tra uomo e ambiente, in modo da evidenziare i processi naturali ed antropici che hanno portato alla situazione attuale. L’attenzione visiva e sonora, l’uso di carte geografiche, schede di osservazione e fotocamere digitali sono gli strumenti per analizzare il paesaggio in tempo reale e in una dimensione storica, offrendo contemporaneamente una chiave di lettura per immaginarne le trasformazioni future. Con questa attività vengono offerti ai bambini, durante l’esperienza di ospedalizzazione, percorsi didattici piacevoli, nei quali essi possano esprimersi attraverso i cinque sensi, la manualità e il disegno. Le modalità di fruizione del servizio sono diverse, a garanzia di una flessibilità organizzativa e in modo da far interagire soggetti differenti: bambini in cura, insegnanti, operatori sanitari, genitori. Le attività si svolgono principalmente in una piccola e accogliente aula, situata al centro del reparto di Pediatria. Gli incontri, a cadenza mensile, vengono tenuti da un educatore del Museo insieme all’insegnante elementare della scuola. I contenuti degli interventi sono scelti tenendo conto della territorialità dei ricoverati senza dimenticare la presenza di bambini provenienti da paesi extracomunitari. IDENTITÀ Il Centro di Documentazione (CdD) Nuove acquisizioni del CdD dal 2007 al 2010 Un nucleo fondamentale per le attività svolte dal Museo è il servizio di Centro di Documentazione. Si tratta di un servizio aperto al pubblico che consente la consultazione gratuita, il prestito esterno e la consulenza alla ricerca e che comprende: • monografie di argomento specialistico suddivisi per materie di scienze naturali e archeologia, museologia e didattica museale, con una sezione rivolta ai ragazzi; • miscellanea di opuscoli e letteratura grigia suddivisi per materie di scienze naturali e archeologia, museologia e didattica museale; • una sezione periodici con riviste specializzate; • materiale audiovisivo e multimediale; • fototeca; • cartografia e mappe di scavo. Questo servizio gestisce inoltre tutte le produzioni editoriali del museo, che vanno dai semplici materiali divulgativi, quali folder e pieghevoli, a pubblicazioni più impegnative, come cataloghi, testi scientifici, riviste scientifiche e quaderni didattici per il mondo della scuola. I nuovi volumi acquisiti dal CdD nel periodo 2007-2010 ammontano a 1764 nuovi documenti, di cui 1453 entrati a titolo gratuito, e 311 a titolo oneroso. L’acquisizione di nuovi volumi in genere può avvenire per acquisto o per scambio/omaggio. Il museo intrattiene rapporti di scambio prevalentemente con altri enti ed istituti culturali, quali musei, biblioteche, associazioni, centri di ricerca, amministrazioni pubbliche e università che producono periodicamente pubblicazioni. Il grafico pone in evidenza, da una parte, la riduzione nel corso del 2009-2010 del numero di documenti entrati per acquisto, dovuta a tagli imputabili ad una contrazione del bilancio comunale, dall’altra il forte incremento dei volumi che il C.d.D. ottiene in scambio con altre istituzioni collocate peraltro in tutto il territorio regionale, ma anche nazionale. Si tratta di un dato molto importante che evidenzia la complessa rete di relazioni che il museo intrattiene con altri enti di cultura e ricerca, una rete che porta benefici anche in termini economici (si acquisisce un patrimonio documentario senza investimenti diretti ma semplicemente scambiando pubblicazioni proprie). Tutto ciò in un’ottica di confronto costruttivo, attraverso la formazione e lo sviluppo di un patrimonio civico diversificato, di qualità e specialistico sui temi dell’archeologia, della museologia e delle scienze naturali a disposizione dell’utente. I prestiti effettuati a favore dell’utenza registrano un picco significativo nel 2007, che coincide con l’acquisizione di numerosi titoli di recente uscita su argomenti di interesse dif- 700 600 500 400 per acquisto 300 per scambio/ omaggio 200 totale nuovi volumi 100 0 2007 2008 2009 2010 23 24 fuso, quali l’evoluzione, la genetica, il paesaggio. Il dato poi si assesta su livelli normali nell’arco del 2008; nel 2009 si registra un miglioramento rispetto al 2008, che coincide con l’ingresso del CdD nel sistema della Rete delle Biblioteche Trevigiane, azione che ha garantito maggior visibilità del servizio su scala provinciale. Ne è riprova il grande incremento del numero degli interprestiti con un passaggio da n. 4 interprestiti nel 2008 a 35 nel 2009. Nel 2010 la situazione si mantiene quasi inalterata, con una leggera flessione. Per le operazioni di catalogazione possiamo fare riferimento solo agli anni 2009-2010, in quanto il dato è ricavabile informaticamente attraverso il nuovo software SOL, attivato solo a fine 2008. Significativo evidenziare come ormai la catalogazione derivata o partecipata (tramite “cattura” della scheda catalografica) sia decisamente prevalente rispetto alle catalogazioni ex novo (314 contro 66); tuttavia la percentuale delle nuove catalogazioni (che nelle biblioteche di pubblica lettura è un dato ormai irrisorio) non è affatto esigua e costituisce il 21% rispetto al totale, segno che il CdD possiede materiali con connotazioni di specificità e unicità tali da non rintracciare notizie analoghe nella pur ampia rete delle bibloteche venete. Va sottolineato che il CdD punta a soddisfare le esigenze informative proprie di una 150 Prestiti a favore dell’utenza nel quadriennio 2007-2010 500 450 434 400 424 340 350 317 300 278 250 274 305 295 Numero prestiti Numero interprestiti 200 prestiti totali 150 100 50 0 35 10 2007 4 2008 22 2009 2010 IDENTITÀ biblioteca altamente specialistica, con un scelta di titoli paragonabile a quanto disponibile presso un dipartimento universitario, e che di norma non sono reperibili in una biblioteca civica di pubblica lettura. Gli utenti spesso Progetto SOL. Sebina Open Library La Carta delle Collezioni si rivolgono al museo per consultazione di materiali speciali (cartografia, tesi di laurea, letteratura grigia) e anche per consulenza, rimanendo a studiare in loco anche senza procedere al prestito. Il Centro di Documentazione del Museo civico di Montebelluna ha aderito alla fine del 2008 al progetto provinciale “SOL - Sebina Open Library”, che prevedeva l’adozione di un unico software di gestione per l’intera rete Bibliotechetrevigiane, previa sottoscrizione di una convenzione con la Provincia di Treviso. Questo primo step ha reso visibili e consultabili on line – in un unico catalogo – oltre 1 milione di libri e l’attivazione di un’unica tessera per accedere ai servizi di oltre 105 biblioteche della Marca. Nel corso di un anno la rete Bibliotechetrevigiane è entrata a stretto giro nel Polo regionale del Veneto, partecipando al Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN) con l’implementazione di un unico catalogo regionale. Il progetto si è rivelato molto impegnativo, a livello tecnico ed economico, in quanto tutte le biblioteche del territorio sono passate a condividere un’unica piattaforma informatica e gestionale. Ciò ha comportato il passaggio di tutti i dati al nuovo software, da quelli bibliografici del catalogo all’anagrafica, alla circolazione, ecc. con tutte le operazioni di travaso dei dati, la loro verifica e la formazione del personale sul nuovo programma. In contesto IFLA (Il servizio bibliotecario pubblico: linee guida IFLA/UNESCO per lo sviluppo, Roma, AIB, 2002) si afferma che “ogni sistema di biblioteche pubbliche richiede una politica di gestione delle raccolte, in forma scritta, approvata dall’organo di gestione del servizio bibliotecario. Questa politica dovrebbe essere finalizzata ad assicurare un metodo coerente nel mantenimento e nello sviluppo delle raccolte e nella messa a disposizione delle risorse”. Sulla base di questa affermazione il CdD ha intrapreso un percorso di analisi e studio durato più di un anno al fine di redigere la propria Carta delle Collezioni. In particolare la Carta risponde alle seguenti finalità: 1. indica le coordinate di sviluppo e revisione delle raccolte della biblioteca: definisce gli strumenti attraverso i quali è garantito l’incremento del patrimonio bibliografico; fissa i livelli di copertura in rapporto alla produzione editoriale nazionale per i vari ambiti disciplinari; stabilisce come colmare lacune e introdurre miglioramenti. 2. rende espliciti agli utenti i criteri di selezione adottati nel processo di acquisizione dei documenti; consente loro una maggiore interazione con la biblioteca in termini di suggerimenti e proposte di acquisizione di materiale. La Carta delle collezioni costituisce uno strumento di lavoro e di orientamento nelle scelte relative alla politica futura delle raccolte del CdD per la direzione del museo e per i responsabili del servizio; per gli utenti è una guida ad una più consapevole utilizzazione delle risorse della biblioteca. (Per il testo completo, vedi appendice C) 25 26 L’attività divulgativa Il Museo tra il 2007-2010 ha organizzato diversi incontri con finalità divulgativa, in particolare conferenze, seminari e presentazioni. A titolo esemplificativo, il numero complessivo dei partecipanti a tali incontri ammonta per l’anno 2010 a 2200 e la ripartizione a seconda della partecipazione alle diverse tipologie di incontri è evidenziata nel grafico seguente. L’elenco dettagliato delle attività svolte negli ultimi anni è presente in appendice D. Per altre attività sono da intendersi iniziative a carattere più ricreativo e di intrattenimento, come cineforum, rappresentazioni teatrali, animazioni, notti al museo, notte internazionale dei musei, laboratori per adulti e piccoli, giornate a tema (es. Darwin day). Partecipanti agli incontri divulgativi 2010 partecipanti conferenze 1.150 950 partecipanti convegni partecipanti altre attività 100 Notte al Museo Dal 2007 il Museo organizza una speciale iniziativa dedicata ai ragazzi delle classi quinta elementare e prima media “Una notte al Museo”. Affrontando ogni volta una tematica particolare (archologica o naturalistica) i ragazzi sono invitati a passare una notte al museo tra giochi didattici, visione di film, attività laboratoriali, letture animate, per poi dormire con il proprio sacco a pelo in una delle sale del museo. Un’avventura speciale che ha però un profondo obiettivo culturale quello di far conoscere il Museo come luogo di cultura e luogo sociale, dove in un clima divertente e stimolante si possono conoscere molte cose che riguardano la nostra comunità, il nostro territorio e non solo. Dal 2007 al 2009 si sono svolte 12 attività per un totale complessivo di 233 partecipanti, così suddivise: Anno Anno Anno Anno 2007 2008 2009 2010 3 notti 2 notti 7 notti 3 notti 55 bambini 40 bambini 138 bambini 59 bambini IDENTITÀ La Notte internazionale dei Musei Il Museo ha deciso di aderire, a partire dal 2008, all’iniziativa europea a cadenza annuale “La Nuit des Musées-La Notte dei Musei”, promossa dal Ministero della Cultura e della Comunicazione e dalla Direzione dei Musei di Francia. Si tratta di un evento speciale che prevede l’apertura e la fruizione dell’intero spazio museale in un orario insolito e in un clima di festa e divertimento. I temi prescelti erano ispirati in modo coerente ai contenuti della mostra in corso al museo, archeologico nel 2008 (mostra Il fuoco di Vulcano) e astronomico l’anno successivo (mostra Cosmos), mentre per il 2010 si è scelto di aderire al tema previsto nel macrocartello provinciale Reteventi. ARCHEONIGHT. Sabato 17 maggio 2008 dalle 19,00 alle 24,00 L’Età Romana è stata protagonista della serata attraverso performance e postazioni a carattere archeologico. Musica, alimentazione, teatro, cinema, abbigliamento, trucco... tutto per un tuffo nel mondo antico, di sera. La compagnia teatrale TEATROCONTINUO ha eseguito la performance Beviamo con le stelle, tra il giardino e le sale del museo. Nel corso della serata era possibile visitare liberamente le sale del museo, con visite gratuite alla mostra “Il Fuoco di Vulcano”. Inoltre sono stati allestiti una sezione cinema per vedere le scene più celebri dei kolossal dedicati all’età romana, da Cleopatra al Gladiatore, e un angolo giochi riservato ai bambini. La collaborazione con Ascom Confcommercio e Associazione Ristoratori del Montello ha permsso ai partecipanti di gustare cibi realizzati secondo antiche ricette romane. 27 28 La Notte internazionale dei Musei LUNATICA. Sabato 16 maggio 2009 dalle 19,00 alle 24,00 In occasione dell’Anno Internazionale dell’Astronomia, il Museo ha celebrato in questa serata la Luna e tutti i suoi aspetti. Musica, teatro, cinema, abbigliamento, giochi, archeoastronomia: tutto per un tuffo nello spazio celeste, di sera. “La notte racconta”, lo spettacolo teatrale per la regia di Livio Vianello ha animato il giardino del museo, sono state proiettate le scene più celebri dei kolossal dedicati allo spazio, e organizzati giochi spaziali per i bambini. L’apertura eccezionale della specola osservatorio ha permesso a tutti di scoprire da vicino stelle e pianeti. Il tutto sulle note musicali a tema lunare con un gruppo rock. METAMORFISMI. Viaggio al centro della Terra. Sabato 15 maggio 2010 dalle 19,00 alle 24,00 Per la Notte dei Musei il tema del metamorfismo viene declinato nelle sue diverse accezioni, in senso geologico e figurato. Tante le attività proposte, i Laboratori di geologia e archeologia, per adulti e bambini, le Conferenze sulla geologia del Montello e del Grappa, il Cinema: video speleo, film, cartoon e documentari, la Musica dal vivo: (Rock Stoner), l’Atelier fotografico con foto speleo dentro la grotta, i Giochi e lo Spettacolo “Mostri, Miracoli e Misteri”, con Vasco Mirandola e la Piccola Bottega Baltazar. 2009 Darwin Year Nel 2009 si è celebrato un importante anniversario per la storia della scienza: nel 1809 nasceva Charles Robert Darwin, il quale 50 anni dopo, nel 1859, dava alle stampe “L’origine delle specie”. Queste celebrazioni coinvolgono tutto il mondo scientifico ed interessano l’intero panorama culturale ed educativo, stimolando riflessioni e ragionamenti legati ai recenti sviluppi del sapere. A distanza di secoli, l’eredità di Charles Darwin è ancora viva e al centro di fertili dibattiti, che sollecitano il mondo scientifico ad interrogarsi sulle proprie origini e sul proprio futuro. La teoria dell’evoluzione per selezione naturale ha modificato la nostra concezione del mondo vivente, come le idee di Galileo, di Newton e di Einstein hanno rivoluzionato la nostra comprensione dell’universo fisico. Nell’ambito delle attività previste nel Darwin Year, il museo, in collaborazione con il Dipartimento di Zoologia dell’Università di Padova, ha organizzato un corso di aggiornamento per tutti gli operatori dell’area scientifica e storico-archeologica, incentrato su tematiche evolutive, da aspetti di storia della scienza alle più moderne frontiere della biologia evoluzionistica e dello sviluppo. Ha inoltre programmato un’iniziativa rivolta a tutti, che all’aspetto educativo-divulgativo univa la piacevolezza dell’intrattenimento. Si trattava di tre appuntamenti dedicati a Darwin, accorpati nel macrotitolo Darwin a più voci: il BiblioDarwin, legato all’annuale Biblioday del Centro di Documentazione, un’apertura straordinaria con letture di brani originali del grande naturalista e testi di autori contemporanei; lo spettacolo teatrale “Storie e dialoghi di casa Darwin” (vedi box successivo), e una intera giornata in museo, Sabato con Darwin, ricca di attività legate al tema dell’evoluzione: conferenze, filmati e letture che hanno coinvolto il visitatore con rigore scientifico e un approccio divertente. IDENTITÀ L’Intervista impossibile: “Un tè per due” e “Storie e dialoghi di Casa Darwin” 2007 Un te’ per due. Linneo e Buffon 300 anni dopo nemici come prima Un’intervista impossibile che attraversa le barriere del tempo e diventa realtà in questa serata. In un’atmosfera settecentesca, degustando un buon tè e qualche biscotto in un vero teatro, il pubblico ha assistito ad uno speciale spettacolo scientifico. Il famoso divulgatore e giornalista di Radio 3, Fabio Pagan ha intervistato Linneo, grande naturalista che nel lontano ‘700 pubblicò il Systema Naturae rivoluzionando il mondo scientifico di allora ed elaborando un metodo per “battezzare” ogni essere vivente. Con lui attraverso le barriere del tempo il francese conte di Buffon, anch’egli grande naturalista ma con idee talvolta diverse da quelle di Linneo. Partecipanti: Alessandro Minelli, Università di Padova Giuseppe Muscio, Museo Friulano di Storia Naturale, Udine Conduttore: Fabio Pagan, giornalista scientifico di Radio 3 2009 Storie e dialoghi di Casa Darwin Una singolare pièce teatrale scientifico-divulgativa per incontrare i personaggi che condivisero il percorso del grande naturalista. La figura e la personalità di Charles Darwin sono state tratteggiate attraverso il racconto delle persone a lui più vicine, sotto il profilo scientifico e umano, mostrando come curiosità, onestà intellettuale, coerenza, rispetto delle opinioni altrui e l’instancabile ricerca di soluzioni generali e comprensive di tutti i fatti, abbiano caratterizzato i più diversi aspetti della sua vita. Emma Darwin, la protagonista, Sir Joseph Dalton Hooker, botanico e caro amico di Darwin, insieme alla figura del Vicario e alla voce narrante fuori campo, che presentava il contesto temporale e sottolinea i temi affrontati, hanno aiutano a delineare lo scenario culturale nel quale è nata la teoria dell’evoluzione. Gli attori, tutti non professionisti, erano studiosi e docenti universitari, che hanno raccolto l’eredità darwiniana, condiviso e sviluppato i contenuti della sua teoria, Maria Berica Rasotto, Alessandro Minelli, Giorgio Vaccari, Fabio Pagan. 29 30 Pensa diverso! “Pensa Diverso!” è la rassegna di parole, azioni ed eventi che hanno animato il museo di Storia naturale e Archeologia di Montebelluna nella primavera 2010. Un nuovo modo di intendere la divulgazione scientifica, con una ricca offerta di attività raccolte in un unico contenitore e legate da un comune denominatore, il Metamorfismo, in senso scientifico e figurato, un intreccio di storie e voci in grado di cambiare contesti e relazioni. Le proposte della rassegna avevano lo scopo di coinvolgere tutte le fasce di pubblico. Così si sono pensati laboratori per bambini e ragazzi articolati secondo diverse fasce di età da svolgersi il sabato pomeriggio, mentre un’altra serie di proposte ha visto protagonisti i giovani e gli adulti, aprendo il museo di sera. I temi selezionati erano legati alle collezioni museali e al territorio, ma anche ad argomenti di stretta attualità scientifica e interesse comune. Occasioni per confrontarsi con la scienza, l’archeologia e la storia, mettendosi in gioco in modo attivo e divertente. Per dare spazio alle parole si è rinnovata l’iniziativa Letture ad alta voce per bambini (a cura di Livio Vianello) nelle sale del museo, riscuotendo un notevole successo. Si è deciso di estendere l’iniziativa anche agli adulti e si è scelto un nome di richiamo quale Vasco Mirandola, protagonista della lettura de “La metamorfosi” di Kafka, nella suggestiva cornice della sezione archeologica del museo. Vero e proprio evento a sé, la mostra “Viaggi Sotterranei. Naica, la grotta dei cristalli giganti e altre meraviglie del mondo ipogeo”, che racconta le esplorazioni geografiche e speleologiche realizzate dall’Associazione La Venta in vent’anni di ricerche e scoperte tra ghiacciai, foreste, grotte e siti archeologici. IDENTITÀ Le attività istituzionali di conservazione e ricerca Interventi sui reperti archeologici del Museo tra 2007 e 2010 Conservazione Sezione archeologica La consistenza reale del patrimonio – come già osservato in precedenza- non è quantificabile con precisione per diversi fattori legati allo stato giuridico dei reperti di proprietà statale, che non sono di diretta competenza del Museo, e alla quantità di alcune raccolte che richiedono tempi lunghi per un conteggio preciso: alcuni conteggi sono infatti tuttora in corso. Si può comunque stimare che siano attualmente presenti circa 35.000 reperti. REPERTI ARCHEOLOGICI Totale stimato 35.000 Inventariati 5281 Restaurati 1315 Schedati 1453 Esposti 1.175 Il patrimonio del Museo non proviene solo da Montebelluna; la provenienza delle collezioni che lo costituiscono è abbastanza variegata. I reperti archeologici conservati presso il Museo civico provengono in gran parte dal territorio di Montebelluna a seguito o di ritrovamenti fortuiti (sin dall’Ottocento) oppure di scavi archeologici regolari (a partire dagli anni ’60). Sono reperti che attestano la frequentazione dell’area compresa tra il Montello e la pianura dal Paleolitico medio (da 150.000 anni fa circa) fino all’età romana (II secolo d.C.). Nell’allestimento del museo si distinguono due importanti lotti di materiali provenienti da altri territori: i reperti di età tardo-antica (IV secolo d.C.) rinvenuti a Vidor-Piazza Maor nel corso di scavi condotti negli ultimi anni ’80 e ripresi poi nel 2000 per proseguire fino ad oggi; i reperti neolitici provenienti dall’importante sito della Risorse economiche per attività di catalogazione dal 2007 al 2010 Valle San Lorenzo presso Cornuda, recuperati dal gruppo archeologico locale sotto la supervisione della competente Soprintendenza. Nei magazzini sono presenti altri modesti lotti di materiali di età preromana e romana provenienti da località varie della provincia di Treviso: diverse zone del Montello, Cornuda, Casale sul Sile, San Zenone degli Ezzelini, Maser, Onigo, Oné di Fonte, località varie presso Valdobbiadene e Vidor; a queste, tra il 2007 e il 2010, si sono aggiunte le seguenti località: Mogliano Veneto, Vedelago, Ponzano Veneto, Osigo, S. Lucia di Piave, Cappella Maggiore. Quest’ultimo dato merita di essere sottolineato: considerando la frequenza delle consegne per anno e la provenienza dei reperti, si nota, a partire dal 2000, la tendenza da parte della Soprintendenza a far confluire a Montebelluna i reperti provenienti da tutto il territorio provinciale. Ciò rappresenta un chiaro indicatore delle garanzie offerte dal Museo civico per quanto riguarda la conservazione dei reperti agli occhi dell’organo statale preposto alla tutela dei beni. Dalla donazione si distingue la consegna a cui è tenuto chiunque rinvenga reperti archeologici. A seguito di una consegna, il museo deve comunicare l’elenco dei reperti ricevuti alla Soprintendenza per i Beni Archeologici. In realtà è ben raro poter fare una donazione. Ciò può avvenire solo nel caso in cui si erediti o si acquisti un reperto in modo regolare, altrimenti si rientra nel caso della consegna. Per quanto riguarda l’attività di inventariazione, il settore è in fase di riorganizzazione e potenziamento, compatibilmente con le risor- 2007 - - - 2008 Montebelluna-Posmon 01-02 554 (L.R. 17/86 p.r. 07) 7 18.516,00 2009 Montebelluna-Posmon 01-02 219 (L.R. 17/86 p.r. 08) 7 7.950,00 2010 Montebelluna-Posmon 01-02 271 (L.R. 17/86 p.r. 08) 7 8.832,00 2010 Montebelluna-Posmon 01-02 409 (L.R. 17/86 p.r. 09) 7 14.638,00 1453 - 7 49.936,00 31 32 GLOSSARIO Catalogazione: documentazione dei beni secondo metodologie e strumenti univoci (standard) ai fini della costituzione del Catalogo Generale del patrimonio artistico e culturale. Collezione: raccolta sistematica di oggetti della stessa specie che abbiano un loro pregio intrinseco, un loro valore storico, scientifico, artistico o comunque un interesse particolare per chi li raccoglie. Conservazione: coordinata e programmata attività di studio, prevenzione, manutenzione e restauro del patrimonio culturale. Inventariazione: individuazione dei beni mediante l’apposizione di uno specifico numero di Inventario Generale assegnato dalla competente Soprintendenza regionale. Manutenzione: complesso delle attività e degli interventi destinati al controllo e al mantenimento delle condizioni del bene culturale. Prevenzione: complesso delle attività idonee a limitare le situazioni di rischio connesse al bene culturale nel suo contesto. Reperto archeologico: tutti i resti mobili di interesse archeologico rinvenuti in superficie o nel sottosuolo. Restauro: l’intervento diretto sul bene mediante operazioni finalizzate all’integrità materiale e al recupero del bene medesimo. Tutela del patrimonio culturale: consiste nell’esercizio delle funzioni e nella disciplina delle attività dirette, sulla base di un’adeguata attività conoscitiva, ad individuare i beni costituenti il patrimonio culturale ed a garantire la protezione e la conservazione per fini di pubblica fruizione. Valorizzazione del patrimonio culturale: consiste nell’esercizio delle funzioni e nella disciplina delle attività dirette a promuovere la conoscenza del patrimonio culturale e ad assicurare le migliori condizioni di utilizzazione e fruizione pubblica del patrimonio stesso. se disponibili. I grafici che seguono rappresentano l’attività svolta tra il 2007 e il 2010 (beni inventariati: 5281). Altri 1.500 reperti sono ad oggi in corso di inventariazione. Tra il 2007 e il 2010 sono stati schedati 1453 reperti archeologici provenienti dalla necropoli di Montebelluna-Posmon. La nuova campagna di schedatura (iniziata nel 2008 grazie ai contributi regionali per la schedatura chiesti a partire dal 2007) è stata possibile grazie ad un progetto cofinanziato dalla Regione del Veneto per il restauro e la conseguente schedatua dei corredi messi in luce in località Posmon negli anni 2000- 2002. Pur registrandosi una ripresa rispetto al trend in calo riscontrato a partire dagli anni ’90, il rapporto dei reperti schedati rispetto al numero complessivo dei reperti in carico al museo resta comunque molto basso; ciò deriva dal fatto che l’attività di schedatura dei reperti dipende dai fondi del Ministero per i Beni e le Attività Culturali elargiti tramite le Soprintendenze Regionali, fondi che negli ultimi anni si sono ridotti notevolmente. Relativamente al restauro dei reperti, a partire dall’anno 2000 è iniziata una grande attività di ripristino delle condizioni dei reperti rinvenuti in località Posmon nel corso degli IDENTITÀ Numero di consegne di reperti archeologici distinte tra territorio comunale e altre località della Provincia di Treviso tra 2007 e 2010 7 Comune di Montebelluna 17 Inventariazione dei reperti archeologici tra 2007 e 2010 Provincia di Treviso 2.500 2.200 2.000 1.731 1.500 1.200 1.000 500 0 Catalogazione dei reperti archeologici tra 2007 e 2010 150 2007 2008 2009 2010 800 700 680 600 554 500 400 300 219 200 100 0 0 2007 2008 2009 2010 33 34 scavi regolari del periodo 2000-2002. Grazie ai finanziamenti regionali e ad un importante investimento iniziale effettuato dal Comune di Montebelluna nel 2001 è stato possibile intraprendere un importante progetto, ancora in corso, per il restauro e la schedatura dei materiali messi in luce nell’importante necropoli preromana e romana di Posmon. Tra il 2007 e il 2010 sono stati restaurati 1315 oggetti provenienti prevalentemente da Posmon (845), ma anche da altri due siti, quali Vidor-Piazza Maor (430) e Montebelluna-Via Nazario Sauro (40). Si sottolinea come il nuRisorse economiche per attività di restauro anni dal 2007 al 2010 (divisi per finanziamento) 2007 Montebelluna-Posmon scavi ‘00-’02 590 Contributo LR. 50/84 p.r. 2005 7 9.120,00 2008 Vidor-Piazza Maor scavi ‘03, ‘04, ‘08 280 Contributo LR. 50/84 p.r. 2006 7 11.934,00 2009 Montebelluna-Posmon scavi ‘00-’02 50 Contributo LR. 50/84 p.r. 2007 7 5.000,00 2009 Montebelluna-Via Nazario Sauro 40 Contributo da privati (Fondazione Cassamarca) 7 6.000,00 2010 Montebelluna-Posmon scavi ‘00-’02 55 100% fondi Comune di Montebelluna 7 8.064,00 2010 Vidor-Piazza Maor scavi ‘03, ‘04, ‘08 2010 2010 Il restauro dei reperti: appunti di metodo mero di reperti restaurati per anno non cotituisca un parametro di riferimento significativo come nei casi dell’inventariazione o della catalogazione, dove il costo di una scheda o di un inventario sono uguali indipendentemente dalla complessità del reperto (tranne casi eccezionali); invece i costi del restauro di un reperto archeologico variano notevolmente in base ai fattori tempo e difficoltà tecnica. Pertanto si nota come a parità di finanziamento nei diversi anni non si è giunti agli stessi risultati in termini di numero di reperti restaurati. 150 LR. 50/84 p.r. 2009 7 5.000,00 Montebelluna-Posmon scavi ‘00-’02 70 LR. 50/84 p.r. 2010 7 8.060,00 Montebelluna-Posmon scavi ‘00-’02 80 100% fondi Comune di Montebelluna 1315 La pianificazione dei restauri dei numerosi e importanti reperti rinvenuti a MontebellunaPosmon, grazie alla competenza del personale tecnico-scientifico della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto, ha permesso di mettere a punto un preciso protocollo per la definizione delle specifiche metodologie d’intervento e di registrazione dei dati. Particolare importanza ha assunto 7 5.824,00 7 59.002,00 IDENTITÀ il microscavo stratigrafico dei vasi ossuario e dei piccoli contenitori, prelevati dal terreno mediante fasciatura insieme al loro riempimento. Il microscavo eseguito in laboratorio, non prima di attenti esami radiografici sui contenitori, ha portato al recupero di tutti i fragilissimi reperti contenuti, mentre l’accurata documentazione ha permesso, in alcuni casi, di capire che il vaso ossuario era stato riaperto per accogliere altri defunti. Particolare cura è stata posta nel restauro dei reperti in metallo, frequenti nei corredi trattati e, purtroppo, molto degradati. L’indagine radiografica, indispensabile per verificare situazioni di fragilità dovute a corrosione, ha permesso di scoprire decorazioni nascoste da strati di tenaci concrezioni. La pulitura dei vasi ossuari in ceramica ha consentito il recupero di iscrizioni incise con rari esempi di onomastica in grafia venetica e romana. Le attività di restauro e schedatura hanno comportato anche la ripresa fotografica di ciascun reperto. Si stima quindi che tra il 2007 e il 2010 siano stati fotografati circa 1315 reperti archeologici. Sezione naturalistica Acquisizione Una collezione naturalistica può giungere al museo tramite diverse modalità, quali il dono, il deposito temporaneo, il deposito permanente e in taluni casi l’acquisto. L’acquisizione dipende dalla messa in atto di una procedura standard che prevede diversi passaggi, dall’analisi delle esigenze del museo, alla qualità della documentazione allegata alla collezione, dal parere tecnico del Comitato Scientifico e di eventuali esperti esterni, alla possibilità di conservazione e valorizzazione. Dal 2001 il Museo ha acquisito numerose collezioni ed è in via di acquisizione di altri nuclei di significativa consistenza. Il grafico mette in luce la sproporzione tra le principali modalità di acquisizione ed evidenzia la necessità di potenziare l’entrata dei reperti sia a seguito di ricerca scientifica su commissione ma anche tramite acquisto, laddove collezioni di pregevole fattura possono potenziare il patrimonio espositivo ed educativo. Numero reperti per modalità di acquisizione 100 1.500 12.000 donazioni acquisti ricerca scientifica 35 36 I reperti naturalistici del Museo REPERTI ESPOSTI NELLA SEZIONE NATURALISTICA (Dati dicembre 2010; sono considerati sia i reperti che i modelli, la consistenza è approssimata per difetto) •Sale con allestimento originario, anno 1984 (dalla sala di Geologia Generale alla Sala Echinodermi •Saletta Riccati, anno 2000 570 70 •Mineralia, anno 2001 (Sale dedicate ai Minerali) 260 •Sale con nuovo allestimento, anno 2005 (Sala Pesci e Terre Emerse) 390 •Sala Astronomia, anno 2010 10 TOTALE 1300 In appendice E sono elencate tutte le collezioni naturalistiche presenti nel museo. Inventariazione e catalogazione Tutti gli oggetti acquisiti dal museo vengono registrati e schedati su supporto cartaceo ed informatico. I reperti in deposito permanente sono registrati secondo una procedura amministrativa di inventariazione ed entrano a far parte del patrimonio comunale. L’inventario è un elenco redatto in tempo reale che riporta i primi dati di entrata del reperto quali il numero progressivo, la data e la modalità di acquisizione, il tipo di oggetto e una breve descrizione. 16.300 Nell’inventario sono presenti tutte le collezioni di proprietà. Per i reperti in deposito temporaneo vengono redatti dei registri a parte, ognuno dei quali rappresenta l’elenco della singola collezione e ne riporta tutti i dati significativi desunti dalla documentazione e dall’analisi dei cartellini degli oggetti. REPERTI NATURALISTICI 30500 Inventariati (reperti di proprietà) 14200 Registrati in elenchi di collezioni (depositi) 16300 14.200 reperti in deposito temporaneo reperti di proprietà IDENTITÀ Tipologia di reperti in percentuale 2% 1% 17% 63% Reperti di botanica 17% Reperti di geologia (paleontologia, mineralogia e petrografia) Reperti di zoologia e anatomia Planetario e astronomia Reperti di storia della scienza La catalogazione delle collezioni La catalogazione delle collezioni naturalistiche avviene secondo un progetto promosso dalla Regione Veneto nel 2001 che ha portato alla messa a punto di una scheda informatizzata disponibile in rete. Negli anni 2004 e 2007, l’Associazione Nazionale Musei Scientifici (ANMS), su incarico della Direzione per la Cultura della Regione Veneto e in collaborazione con il Museo Civico di Storia Naturale di Verona, ha organizzato due corsi di formazione per catalogatori di beni naturaNumero totale di collezioni suddiviso per tipologia generale listici orientati alla conoscenza generale delle tematiche afferenti ai beni e ai musei naturalistici, alla conoscenza delle collezioni depositate nei maggiori musei della Regione Veneto e all’approfondimento della scheda informatizzata di inventario delle collezioni. Le collezioni del museo sono state indagate e schedate da 4 catalogatori, specializzati negli ambiti botanica, zoologia e geologia. È tuttora in corso la compilazione delle schede di collezione da parte del personale museale in collaborazione con i catalogatori. 4 16 Zoologia e anatomia Botanica 32 60 Geologia (paleontologia, mineralogia e petrografia) Storia della scienza Planetario e astronomia 21 37 38 25 Collezioni catalogate 108 La catalogazione del singolo reperto: la scheda specialistica L’inventariazione, la schedatura e la catalogazione informatizzata dei singoli oggetti avvengono nel rispetto di programmi e procedure interne. Come già visto per la scheda di collezione, l’esigenza di approfondire le schede specialistiche dei beni naturalistici ha promosso un corso di catalogazione del singolo reperto effettuato nel 2008 e aperto ai catalogatori che hanno ricevuto l’idoneità nei corsi di catalogazione precedenti. Il tracciato delle schede specialistiche è stato messo a punto dall’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (ICCD) che, in collaborazione con la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI), l’ENEA (Ente per le Nuove Tecnologie e l’Ambiente) e l’ANMS, ha Collezioni da catalogare definito una serie di norme di compilazione dei beni mineralogici, paleontologici, zoologici e botanici. Nel 2010, 3 catalogatori hanno portato a termine la sperimentazione relativa alle nuove schede specialistiche su reperti zoologici appartenenti a 2 recenti collezioni scientifiche (Micromammiferi Anna Andolfato e Molluschi del Montello Cesare Dalfreddo), scelte per la completezza dei dati di raccolta e per la significatività degli esemplari appartenenti alla fauna locale. Collezioni oggetto della sperimentazione scheda specialistica N schede Micromammiferi Anna Andolfato 154 Molluschi Montello Cesare Dalfreddo 217 IDENTITÀ Restauro dei reperti naturalistici Fase di restauro di Ciprynus carpio (carpa) e il reperto restaurato Il restauro è un’operazione fondamentale che ha un duplice obiettivo: il recupero fisico dell’oggetto e la sua valorizzazione come bene culturale. Il personale interno con la consulenza di professionisti esterni che collaborano da molti anni con il museo e ne conoscono a fondo le collezioni valutano sia le condizioni dei reperti che la significatività come bene culturale ai fini di ricerca, esposizione e didattica. Dal 2005, il museo ha approntato una serie di restauri che si sono concentrati ora su intere collezioni ora su singoli reperti, da un lato per intervenire al più presto per risanare un cattivo stato di conservazione dall’altro per arricchire il patrimonio fruibile da pubblico e studiosi. Il recupero fisico prevede diverse fasi ed operazioni: il risanamento del reperto con le prime opere di pulizia e disinfestazione, il blocco del degrado fisico e chimico, la ricostruzione di parti mancanti e il rinnovo della protezione generale del pezzo. Tali operazioni possono richiedere modalità e tempi assai diversi e di conseguenza variano anche i costi di intervento sul singolo pezzo. Per tale motivo, il numero dei reperti restaurati di anno in anno ha subito fluttuazioni anche molto forti: a titolo d’esempio l’intervento su un solo animale tassidermizzato di una collezione storica può richiedere tempi e costi equivalenti a una decina di pezzi di raccolte più recenti. 39 40 Ricerca scientifica Sezione Naturalistica A partire dal 2004, la vocazione di ricerca scientifica in ambito naturalistico ha visto la realizzazione di importanti progetti che, sulla scia delle ricerche degli anni precedenti, hanno avuto come oggetto la conoscenza e valorizzazione del territorio più vicino al museo. Gli autori sono liberi professionisti e ricercatori che afferiscono ad enti di ricerca quali l’Università di Padova, il Museo Tridentino di Scienze Naturali e lo stesso Museo di Montebelluna. Di seguito, le schede delle ricerche effettuate ed in essere. TITOLO RICERCA: PERIODO: “Le risorse idriche del colle: una retrospettiva storica sulla gestione, uno sguardo al presente tra abbandono e trasformazione” 2005 AUTORE: Marta Modesto DESCRIZIONE: Studio e indagine storica sulla gestione delle risorse idriche del Montello a partire dalla situazione idrografica naturale passando attraverso la colonizzazione dei primi del 900 fino alla situazione attuale. TITOLO RICERCA: PERIODO: “Il ruolo delle cave dismesse nella conservazione dell’erpetofauna planiziale in Provincia di Treviso” 2004-2007 AUTORE: Enrico Romanazzi e Michele Menegon DESCRIZIONE: Indagine sulle comunità erpetologiche di otto cave dismesse nella Pianura Trevigana. Rilevate 18 specie di Anfibi e Rettili tra le quali specie inserite in normative di tutela e altre specie minacciate. TITOLO RICERCA: PERIODO: “Le comunità di farfalle diurne (Papilionoidea e Hesperioidea) negli ambienti aridi riparii del Piave nel suo settore prealpino (Nord Est Italia)” 2007-2008 AUTORE: Lucio Bonato, Elena Zamprogno, Katia Bettiol, Bruno Zamprogno e Marco Uliana DESCRIZIONE: Studio delle comunità di farfalle che vivono negli ambienti golenali e ripari del fiume Piave tra Vidor e Nervesa della Battaglia in termini di ricchezza e composizione specifica. Rilevate 67 specie, 54 delle quali insediate nel territorio e 4 presenti stagionalmente. TITOLO RICERCA: PERIODO: “Indagine sui licheni del Montello” 2009-2010 AUTORE: Juri Nascimbene IDENTITÀ DESCRIZIONE: Valutazione della biodiversità e composizione dei popolamenti lichenici epifiti nei diversi tipi di bosco presenti sul Montello. Lo studio mira anche a indagare le trasformazioni dell’ambiente forestale montelliano sulla base di un confronto con dati storici. I campioni raccolti nel 2009 sono 29. TITOLO RICERCA: PERIODO: “I Lepidotteri della Valle di Schievenin – Quero (BL)” 2009-2011 AUTORE: Giovanni Timossi DESCRIZIONE: La ricerca prevede il monitoraggio dell’intero ordine dei Lepidotteri presente nell’area considerata per il periodo di 3 anni. Il monitoraggio include anche i microlepidotteri e porterà alla realizzazione di una importante collezione. I risultati preliminari per l’anno 2009 evidenziano un totale di 210 specie, 69 delle quale mai segnalate e che si aggiungono alle 141 già conosciute. TITOLO RICERCA: PERIODO: “I Miriapodi nelle biocenosi dei suoli delle Colline Trevigiane” 2009-2010 AUTORE: Lucio Bonato DESCRIZIONE: La ricerca ha per oggetto il monitoraggio di un gruppo di artropodi dei Miriapodi, relativamente al quale sono state fatte sono indagini marginali e non sistematiche. Bollettino scientifico del Museo Il Museo risponde alla sua vocazione culturale anche facendosi promotore di ricerca e divulgazione scientifica in campo naturalistico, storico-archeologico e didattico, tanto da essere divenuto un centro di riferimento per i ricercatori veneti. Anche per tali ragioni, si è sentita già da qualche anno la necessità di raccogliere in un bollettino scientifico periodico lavori scientifici inediti contenenti gli esiti delle ricerche compiute sul territorio, e concernenti argomenti che rientrino nel campo della storia dell’antico e delle scienze naturali. La rivista scientifica “Quaderni del Museo di Storia Naturale e Archeologia di Montebelluna” si configura dunque come un importante mezzo per divulgare notizie di carattere scientifico nel territorio provinciale. 41 42 Al 2009 sono stati realizzati 5 numeri in ambito naturalistico (De Rerum Natura) – con un numero speciale dedicato al Progetto 3KCL – Montello, e un numero monografico di argomento archeologico (Archaiologia), sui risultati degli scavi compiuti in area Santa Maria in Colle e Posmon. In appendice F è possibile trovare l’indice di ognuno dei volumi. Sezione archeologica Compito istituzionale del Museo Civico per quanto riguarda le collezioni archeologiche è garantire la raccolta, la custodia, la conservazione e l’inventariazione dei reperti di proprietà civica e statale (in questo caso secondo le direttive della competente Soprintendenza); a queste si aggiungono tutte le azioni finalizza- te alla valorizzazione dei beni e del territorio, quali le attività di ricerca, divulgazione e comunicazione didattica. In un’ottica territoriale - che “esce” quindi all’esterno andando ben oltre le mura del museo - si sviluppano attività finalizzate a costruire conoscenza e consapevolezza nei confronti del proprio territorio, con risvolti di educazione e tutela al patrimonio. Il Progetto Archeogeo Tra il 2006 e il 2010 la Fondazione Cassamarca, il Comune di Montebelluna, il Museo di Storia Naturale e Archeologia, in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto e l’Università degli Studi di Padova, hanno condotto un ambizioso progetto di ricerca geoarcheologica sul territorio di Montebelluna - il progetto Archeogeo - con l’obbiettivo di realizzare una carta geoarcheologica del territorio comunale ad illustrare il quadro archeologico del sito dall’età pre-protostorica a quella romana e tardoantica. La carta geoarcheologica, al momento in corso di stampa (e che sarà fruibile sia su supporto cartaceo, sia in via informatica), sarà uno strumento di alto valore scientifico che contribuirà a valorizzare e divulgare il sempre più consistente patrimonio archeologico di questo territorio. Essa sarà di fatto uno strumento costantemente aggiornabile, utile alla comprensione dello sviluppo insediativo del territorio per le epoche sopra indicate. Fasi di lavoro e metodologie dell’indagine Il progetto si articola in quattro fasi: 1) raccolta e revisione di tutti i dati pregressi riguardanti la realtà storico-archeologica del territorio; 2) indagini geoarcheologiche e geomorfologiche nel centro urbano e su tutto il territorio comunale; 3) informatizzazione dei dati (progettazione e realizzazione di uno specifico database e di un Sistema Informativo Territoriale - SIT); 4) realizzazione della carta geoarcheologica del territorio comunale di Montebelluna. Attività 2007-2010 Con la fine del 2010 si sono concluse tutte le indagini previste nel programma del Progetto Archeogeo per la redazione della carta geoarcheologica del territorio. Nell’estate del 2010 si è effettuata l’ultima campagna di scavo sull’edificio romano nell’area denominata Lotto 14 in Via Cima Mandria di Posmon. Nello stesso lotto nell’autunno 2009 sono stati indagati anche due tumuli preromani. Nel marzo 2009 sono state effettuate attività IDENTITÀ di survey (ricognizione di superficie) archeologico in località Capo di Monte che hanno portato alla raccolta di numerosi manufatti litici preistorici databili dal Paleolitico medio all’età del Bronzo. Nel 2008 e 2009 sono state effettuate ulteriori raccolte di superficie nei settori collinari del colle di Montebelluna e nella porzione sud-occidentale del Montello in relazione al popolamento del territorio nel periodo preistorico. Nel mese di giugno 2009 è iniziata un’indagine archeologica conoscitiva sul terreno di proprietà Amistani situato a S. Maria in Colle in prossimità del vecchio cimitero. Sul fronte delle indagini geomorfologiche, nel 2009 si è conclusa la campagna di rilievi e di carotaggi su tutto il territorio comunale; inoltre è stato realizzato e reso disponibile al pubblico SIT (Sistema Informativo Territoriale). Per garantire l’immediata divulgazione alla cittadinanza dei risultati degli scavi, in concomitanza con le campagne archeologiche sul Lotto 14 di Posmon, le scuole di Montebelluna e tutti gli abitanti interessati hanno potuto seguire il cantiere di scavo nel corso delle diverse attività organizzate dal Museo. Enti promotori: Fondazione Cassamarca, Comune di Montebelluna Il Museo lavora sul progetto in collaborazione con: Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto e Università degli Studi di Padova Finanziamento: 520.000 euro, stanziati dalla Fondazione Cassamarca Durata: 5 anni, da giugno 2006 a maggio 2011 circa Consuntivo Spese del periodo 2007- 2010: 302.169,45 euro. Si riportano qui di seguito i bilanci consuntivi degli anni 2007, 2008, 2009 e 2010, annate a cui si riferiscono le attività sopra descritte. 2007: 7 143.974,10 2008: 7 63.929,35 2009: 7 88.266,00 2010: 7 6.000,00 Articoli pubblicati dai dipendenti del museo dal 2007 Tutti gli articoli sono depositati presso il Centro di Documentazione del Museo Celi M, 2010 – “Geomorphological and Geo-environmental impact of bombs (First World War) in the Monte Grappa Massif”, Acta of National Meetings Geoitaly, Rimini 2009. Trevisin A. 2010 - “Né qui, né altrove: al museo”, in Archeologia e Intercultura. Integrazione culturale attraverso l’educazione al patrimonio archeologico, a cura di F. Morandini, M. Volonté, M. Baioni. - Gussago: Vannini Editrice, pp. 49-63. Trevisin A. 2010 - “Il cibo è cultura”, in Alimenta. Il cibo tra scienza e cultura, a cura di D. Gasparini e S. Rodato. - Montebelluna: Museo di Storia Naturale e Archeologia, pp. 152163. Trevisin A. 2010 - “Strane voci al museo”, in Agorà. Paesaggi dell’intercultura, a cura di L. Luatti - Magazine on line. http://www.vanninieditrice.it/agora_home.asp Gilli E., Drusini A. 2010 – “Il crudo e il cotto. Alle origini dell’alimentazione umana”, in Alimenta. Il cibo tra scienza e cultura, a cura di D. Gasparini e S. Rodato. - Montebelluna: Museo di Storia Naturale e Archeologia, pp. 166-175. Celi M., Vaccari G. 2010 – “L’uomo: un organismo tra gli organismi viventi”, in in Alimenta. Il cibo tra scienza e cultura, a cura di D. Gasparini e S. Rodato. - Montebelluna: Museo di Storia Naturale e Archeologia, pp. 10-23. 43 44 Celi. M. e Sauro U. 2009 - “Le sorgenti carsiche di Oliero e Subiolo”, in Altopiano dei Sette Comuni, a c. di P. Rigoni e M. Varotto, Verona. Celi. M. 2009 - Tra scuola e museo: percorsi di educazione al paesaggio. Sviluppo sostenibile e risorse del territorio, a cura di M. C. Zerbi e F. Fiore, Torino Celi. M. 2009 - “Le sorgenti carsiche del Canal del Brenta”, Atti e Memorie dell’ateneo di Treviso, anno 2009. In stampa Ceselin F., Gilli E. (a cura di) 2009 - “I restauri dei reperti della necropoli di MontebellunaPosmon (scavi 2000-2002): Un esempio di buona prassi”, Quaderni di Archeologia del Veneto. Gilli E. 2009 - “Sistema scuola-museo per l’educazione all’antico. Montebelluna un caso veneto”, in Baioni M. (a cura di) Educando insieme. Didattica e Sistemi museali, Atti del convegno Idro 6 dicembre 2007, Idro, pp. 85-99. Trevisin A. E Vaccari G. 2009 - “Dal bufalo alla farfalla: attività educative del Museo di Montebelluna con gruppi di disabili”, De Rerum Natura, Quaderni del Museo di Storia Naturale e Archeologia di Montebelluna, n. 5, pp. 81-86 Trevisin A. 2009 - “Le persone di una persona sono numerose in ogni persona”, in Educare nella città cosmopolita: culture senza quartieri per una didattica museale del dialogo: atti della 12. Giornata regionale di studio sulla didattica museale, Vicenza-Palazzo Chiericati 22 settembre 2008. - Venezia: Regione del Veneto, pp. 86-90. Trevisin A. E Di Mauro A. 2009 - “Progetto Educard “Un patrimonio di culture”: un punto di partenza”, in Un patrimonio di culture (a cura di A. Di Mauro e A. Trevisin), Regione del Veneto e Museo di Storia Naturale e Archeologia, Venezia-Montebelluna. Trevisin A. 2009 - Contributo per gli atti del seminario di studio “ Musei e ALTRE abilità. Percorsi e incontri tra il Patrimonio Culturale e i Diversamente Abili” svoltosi a Saluzzo il 28-29 settembre 2007, sul sito del museo: www.casacavassa.it Trevisin A. 2009, “Ma gli anziani vanno al museo? “In www.fizz.it/argomenti/pubblico/2009/trevisin.htm (marzo) Vaccari G. 2009 - “Collezioni, percorsi educativi e inclusione sociale: il Museo di Montebelluna”, in “Un Patrimonio di culture” a cura di A. Di Mauro e A. Trevisin, pag. 135145, Regione Veneto-Museo di Storia Naturale e Archeologia di Montebelluna (TV) Borsato A., Celi M., Meneghel M. et Sauro U. 2008 - “Aspetti dell’idrologia carsica delle Prealpi Venete”. In L’acqua nelle aree carsiche in Italia. Memorie dell’Istituto Italiano di Speleologia s. II, vol. XIX. pp. 41-48. Brugnoli A., Celi M. 2008 - Dalla promozione dei talenti al supporto alla ricerca scientifica: i volontari dei musei naturalistici. Atti convegno nazionale ICOM 2007 Celi M., Gilli E. 2008 - “Educare all’antico: l’applicazione degli stili di Kolb nelle esposizioni museali. Il caso della mostra “Il Fuoco di Vulcano. Le età dei metalli”, Atti del Convegno Educare all’antico, Pavia-Casteggio 4-5 aprile 2008. Gilli E., Orlandini G. 2008 - “Archeologia e scuola dell’infanzia: un’interazione possibile. Il caso della mostra temporanea “Il Fuoco di Vulcano. Le età dei metalli”, in Atti XI giornata regionale sulla didattica museale, Este 24 settembre 2007. Gilli E., Trevisin A. 2008 - “Scuola dell’infanzia ed educazione all’antico: esperienze del Museo Civico di Montebelluna”, Atti del Convegno Educare all’antico, Pavia-Casteggio 4-5 aprile 2008. Guidone A. 2008 - “Incontro con la storia del carattere e della stampa: la Tipoteca italiana fondazione (TIF) a Cornuda”, AIB notizie 20, n. 4. Paoletti M.G., Celi M. et alii 2008 - “Cave dwelling invertebrates: possible bioindicators IDENTITÀ of pollution. First italian data on heavy metal pollution in caves”, in Konrad Thaler memorial volume, pp. 1029-1050. Trevisin A. 2008 - “Museo come risorsa per l’educazione all’antico nei Ctp, Atti del Convegno Educare all’antico, Pavia-Casteggio 4-5 aprile 2008. Trevisin A. E Di Mauro A. 2008 - “Un patrimonio di culture”: per una rete territoriale di promozione del museo come luogo di incontro e di relazioni. www.ismu.org/patrimonioeintercultura Celi M. 2007 - “La collezione storico naturalistica del museo “L. Bailo” di Treviso”, Atti e Memorie dell’ateneo di Treviso anno 2007. Celi M. 2007 - “Avere o Essere? La funzione sociale del museo tra i due millenni”. Contributo alla tavola rotonda in Atti della X Conferenza Regionale dei Musei del Veneto, Venezia. Celi M. 2007 - “Divulgare il museo: un incontro tra I professionisti dei servizi educative e I professionisti del turismo”. Contributo alla tavola rotonda in Atti della X Conferenza Regionale dei Musei del Veneto, Venezia. Celi M. 2007 - “Musei con le finestre aperte: il ruolo dei musei nello studio ed educazione al paesaggio”, in Atti del convegno Il paesaggio vicino a noi, Educazione, Consapevolezza, Responsabilità, 2006, a cura di B. Castiglioni, M. Celi, E. Gamberoni. Gilli E., Orlandini G. 2007 - “Al museo con il drago Squagliaferro”, Scuola Materna, Anno 95, Brescia, pp. 23-30. Gilli E. (a cura di) 2007 - “Il Fuoco di Vulcano. Le età dei metalli”, Catalogo della Mostra, Museo di Storia Naturale e Archeologia di Montebelluna, Caselle di Sommacampgna (VR). Gilli E., (a cura di) 2007 - “Montebelluna: un territorio fra Veneti e Romani”, Archeologia Viva, Anno XXVI, N. 125, pp. 60-67. Gilli E., (a cura di), “Il Fuoco di Vulcano”, ARCHEO, Anno XXIII, n. 6, 2007, pp. 46-51. Ferroni D., Gilli E., Trevisin A. 2007 - Ideazione e testi+coordinamento (Gilli e Trevisin) per la redazione di 4 quaderni didattici per il Parco Archeologico Didattico del Livelet, editi dalla Provincia di Treviso, maggio Modolo S., Boscardin M., Guidone A. 2007 - “Studio delle collezioni mineralogiche del Museo di Storia Naturale e Archeologia di Montebelluna”, De Rerum Natura. Quaderni del Museo di Storia Naturale e Archeologia di Montebelluna, n. 4, pp. 25-37. Trevisin A. 2007 - “Ripensare il museo. Uno sguardo verso gli adulti”, De Rerum Natura Quaderni del Museo di Storia Naturale e Archeologia di Montebelluna, n. 4, pp. 77-85. Partecipazione dei dipendenti a conferenze e seminari in veste di relatori MONICA CELI •III Conferenza Nazionale dei musei d’Italia ICOM, relazione G. Giacobini, A. Brugnoli, M. Celi Dalla promozione dei talenti alla collaborazione scientifica: i volontari nei musei scientifici Verona 6 Novembre 2007 •Convegno Sviluppo sostenibile e risorse del territorio Università degli Stdi di Mialano Relazione Celi. M. - Tra scuola e museo: percorsi di educazione al paesaggio. Milano 24 febbraio 2007 •Fondazione Querini Stampaglia, seminario di aggiornamento tre relazioni di M. Celi Il museo come complesso di attività per il pubblico: la redazione della carta dei diritti dell’utente. Il museo come complesso di attività per il pubblico: la redazione della carta dei servizi. La politica della qualità trova casa al museo. Mestre 28 febbraio 2007 45 46 •Convegno A.I.B. Musei, biblioteche e archivi: una convergenza possibile Gli istituti culturali del Veneto dopo il Codice dei Beni Culturali e del paesaggio Relazione M. Celi L’esperienza della rete “Musei Alta Marca MAM” 18 gennaio 2007 Padova •Università Ca’ Foscari Venezia due relazioni M. Celi L’attività educativa al Museo di Storia Naturale ed Archeologia di Montebelluna. Musei e Codice. Venezia 14 marzo 2007 •Seminario di aggiornamento Provincia di Modena, Assessorato alla Cultura, Modena, “Scuole e Musei che collaborano: una rete possibile”, Relazione M. Celi e A. Trevisin Storie di Intrecci tra Scuola e Museo. Modena 25 novembre 2008 •Università Ca’ Foscari Venezia relazione M. Celi La deontologia professionale nei musei: una consapevolezza necessaria. Venezia 20 aprile 2008 •Università Ca’ Foscari Venezia relazione M. Celi La mediazione didattica nei musei Venezia 20 aprile 2008 •Workshop European Museum Forum Museum and local resources: a european perspective. Relazione M. Celi The quality in museum. Bertinoro 1-5 ottobre 2008 •Convegno SIMDEA Patrimonio società civile, comunità. I musei tra missione e gestione. Relazione M. Celi Dalla società al museo, dal museo alla società Siena 3-4 aprile 2008 •Convegno “Educare all’antico”, Relazione: Celi M., Gilli E., Educare all’antico: l’applicazione degli stili di Kolb nelle esposizioni museali. Il caso della mostra “Il Fuoco di Vulcano. Le età dei metalli”, Pavia-Casteggio, 4-5 aprile 2008 •Convegno nazionale Geoitaly, poster M. Celi, Geomorphological and Geo-environmental impact of bombs (First World War) in the Monte Grappa Massif. Acta of National Meetings Geoitaly, Rimini 9 settembre 2009. •Seminario Il culto dell’acqua. Relazione M. Celi La risorsa acqua nel trevigiano tra sorgenti e risorgive. 4 settembre 2009 •Programma dell’Ateneo di Treviso 2009 Celi. M. 2009 - “Le sorgenti carsiche del Canal del Brenta” Treviso, 13 marzo 2009. •Convegno relazione M. Celi e A. Trevisin Esperienze di intercultura al museo: storia di un percorso nato in Europa e approdato nelle comunità locali. Università degli Studi di Padova, “Paesaggio e popolazione immigrata. Esperienze e prospettive”, Padova, 26 ottobre 2009 •Tavola rotonda Scienza e Tecnica: un tabù per le ragazze M. Celi, C. Puppinato, A. De giusti, M. Battan, M. Maset, coordinata da M. Zorzi presso Istituto Plank di Treviso 21 gennaio 2009 •Giornata regionale della didattica museale, Relazione M. Celi e I. Da Deppo, Progetto Iterreg transmuseum: progettare, formare, educare, nei musei dell’Alto Bellunese. Venezia 3 dicembre 2010 •Giornata regionale della didattica museale, M. Celi preside la sessione Comunità di professionisti e pratiche in condivisione: il fare Venezia 3 dicembre 2010 •Convegno La professionalità scientifica nelle amministrazioni di ente locale Relazione M. Celi I musei scientifici di enti locali e professioni museali, un a sfida per il futuro Milano 10 ottobre 2010 •Tavola rotonda Scienza e Tecnica: un tabù per le ragazze M. Celi, C. Puppinato, A. De giusti, M. Battan, M. Maset, coordinata da M. Zorzi presso Istituto Plank di Treviso 20 gennaio 2010 •Teleconferenze Scuola e paesaggio dall’Associazione Eco-Filosofica. Relazione M. Celi Costruire conoscenza al museo. Treviso 13 aprile 2010 •Convegno MIBAC Musei sotto i 50000 visitatori. Relazione M. Celi Museo di Montebelluna, un museo con meno di 50.000 visitatori! Firenze 14 dicembre 2010 EMANUELA GILLI •XI giornata regionale sulla didattica museale, Relazione: Gilli E., Orlandini G. Archeologia e scuola dell’infanzia: un’interazione possibile. Il caso della mostra temporanea “Il Fuoco di Vulcano. Le età dei metalli”, Este 24 settembre 2007 •Convegno “Educando insieme. Didattica e sistemi museali “, Relazione: Gilli E.Sistema scuolamuseo per l’educazione all’antico. Montebelluna un caso veneto, Idro, 6 dicembre 2007 •Convegno “Educare all’antico”, Relazione: Celi M., Gilli E., Educare all’antico: l’applicazione degli stili di Kolb nelle esposizioni museali. Il caso della mostra “Il Fuoco di Vulcano. Le età dei metalli”, Pavia-Casteggio, 4-5 aprile 2008 •Convegno “Educare all’antico”, Poster: Gilli E., Trevisin A., Scuola dell’infanzia ed educazione IDENTITÀ all’antico: esperienze del Museo Civico di Montebelluna, Pavia-Casteggio, 4-5 aprile 2008 •Convegno “Vasi a Bocca Quadrata”, Poster: Gilli E., Schiavo A.: Nuove evidenze della Cultura vbq dal sito di Capo di Monte, Montebelluna (Treviso)”, Riva del Garda, maggio 2009 •Giornata di studio sulla Carta Archeologica del Veneto, Relazione: Elodia Bianchin Citton, Claudia Casagrande, Emanuela Gilli, Annamaria Larese, Alessio Schiavo, Elga Tomaello, Progetto Archeogeo: carta geoarcheologica del Comune di Montebelluna (TV) (Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto, Museo di Storia Naturale e Archeologia di Montebelluna, Land Technology and Services-Treviso), Verona, 12 novembre 2009 •Giornata della didattica museale, Relazione: Gilli E., Trevisin A., Un Museo nel suo contemporaneo, Brescia, 19 novembre 2009 ANGELA TREVISIN •Seminario di studio Musei e ALTRE abilità. Percorsi e incontri tra il Patrimonio Culturale e i Diversamente Abili, Saluzzo, 28-29 settembre 2007 •Giornata di studi sul Montello, Dal Bufalo alla farfalla: attività educative del museo con gruppi di disabili, Montebelluna, 1 dicembre 2007 •Progetto “Didarcheo. La didattica archeologica tra Scuola e Museo”, Comunicazione didattica dei beni culturali e strumenti per la mediazione archeologica, Corso di formazione per l’insegnamento della storia antica, Montebelluna, 11 marzo 2008 •Convegno “Educare all’antico”, Museo come risorsa per l’educazione all’antico nei CTP, Università degli studi di Pavia. Pavia, 4-5 aprile 2008 •Convegno “Educare all’antico”, Poster: Gilli E., Trevisin Scuola dell’infanzia ed educazione all’antico: esperienze del Museo Civico di Montebelluna, Pavia-Casteggio 4-5 aprile 2008 •Seminario di Studi I materiali del tempo. Gli oggetti e i loro musei per insegnare storia e geografia e per educare al patrimonio, Scorzè, 5 settembre 2008 •XII giornata regionale didattica museale “Educare nella città cosmopolita”, Presidente di sessione Le persone di una persona sono numerose in ogni persona, Vicenza, 22 settembre 2008 •Educare ai musei, educare nei musei, Auser Università Popolare, Fondazione Benetton Studi e Ricerche, Treviso, 30 ottobre 2008 •Seminario di aggiornamento “Scuole e Musei che collaborano: una rete possibile”, Provincia di Modena, Assessorato alla Cultura, Modena, 25 novembre 2008. •Un patrimonio di culture, Università degli Studi, Facoltà di Scienze Statistiche, Padova, 5 dicembre 2008 •“Il progetto Educard”, Il patrimonio risorsa per l’educazione interculturale. La scuola, il museo, il territorio, Fondazione ISMU, Provincia di Milano, Settore Cultura, Ufficio Scolastico per la Lombardia, Milano, 4 marzo 2009 •“Il progetto Educard”, Dirigere le scuole in contesti multiculturali, Seminario nazionale di formazione per dirigenti scolastici, Abano Terme (PD), 11-13 maggio 2009. •“Il patrimonio nel museo: una storia vera?” “Storia e Didattica della Storia. Tracce e indicazioni per il curricolo”. Convegno regionale, Cittadella (PD), 11 settembre 2009 •Esperienze di intercultura al museo: storia di un percorso nato in Europa e approdato nelle comunità locali. Università degli Studi di Padova, “Paesaggio e popolazione immigrata. Esperienze e prospettive”, Padova, 26 ottobre 2009 •Il museo e l’azione educativa nel contemporaneo, Provincia di Brescia: “La didattica museale. Orientamenti, attività, obiettivi”, Brescia, 19 novembre 2009 •Non qui e non altrove… al Museo. Corso “Archeologia e Intercultura. Integrazione culturale attraverso l’integrazione al patrimonio archeologico”. Rete dei Musei archeologici delle province di Brescia, Cremona e Mantova, Brescia, 1 dicembre 2009 •Museo un tappeto tra mondi. Musei e dialogo interculturale. Esperienze e buone pratiche. Abcd, Fiera dell’educazione, Genova, 19 novembre 2010. •Al museo: storie vicine, storie lontane, V Convegno Annuale, “Scuola e ricerca: nel museo, a partire dal museo, intorno al museo”. Dipartimento di economia società e territorio-Università degli Studi di Udine. Museo della Vita contadina “Cjase Cocèl”, Fagagna (Ud), 9 ottobre 2010. •Museo: un tappeto tra mondi. Congresso della Società Italiana per la museologia e i beni demo- 47 48 etnoantropologici, “Essere Contemporanei. Musei, patrimonio, antropologia.” Matera, 1 ottobre 2010. •Esperienze di anziani al museo, Museo delle Palafitte del lago di Ledro, Officina Ledro “Museo e anziani nel dialogo interculturale-intergenerazionale”, Ledro (Tn) 24 agosto 2010. •Disabilità e patrimonio culturale. Esperienze del Museo di Storia naturale e Archeologia di Montebelluna-Treviso, (testimonianza a distanza). ARCHEOLOGIA SENZA BARRIERE- Giornata di studio e riflessione sul tema “Disabilità e Beni culturali”, Cividate Camuno (Bs), 15 maggio 2010 GIORGIO VACCARI •Educare ai musei, educare nei musei, Auser Università Popolare, Fondazione Benetton Studi e Ricerche, Treviso, 30 ottobre 2008 •Progetto Educard 2008/2009 “Un patrimonio di culture”, Regione Veneto, Museo di Storia Naturale e Archeologia di Montebelluna e in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale “Le collezioni quali strumenti per la costruzione di percorsi educativi dedicati all’inclusione sociale: una buona prassi in un museo di Storia Naturale” 23 gennaio 2009. Corso per catalogatori schede RA Il corso formativo per catalogatori di reperti archeologici ex L.R. 2/1986 p.r. 2007, svoltosi nell’autunno 2008, è stato organizzato dal Museo di Storia Naturale e Archeologia di Montebelluna dietro incarico della Regione del Veneto; altri enti istituzionali coinvolti, sia in fase di progettazione che in fase di conduzione, sono stati l’Istituto per il Catalogo e la Documentazione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto. Il corso è stato finalizzato alla formazione di personale specializzato nella catalogazione di reperti afferenti al patrimonio storico-archeologico del Veneto con l’applicazione della scheda informatica RA in base agli standard e alle direttive emanati dall’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (ICCD). Sono state effettuate lezioni frontali di inquadramento da parte di esperti della materia e di rappresentanti delle Istituzioni coinvolte. con momenti di discussione e confronto. Considerata l’importanza delle competenze sui reperti nel quadro dell’intervento di catalogazione, è stato previsto un momento di esercitazione su collezioni museali. Largo spazio è stato dato all’esercitazione pratica di inserimento dati sulla scheda informatizzata secondo il modello ministeriale SIGEC (scheda RA). Inoltre, grazie alla collaborazione con l’ICCD, per tutta la durata del corso i corsisti sono stati abilitati per l’accesso alla Piattaforma Learning Management System ENEA Campus; è stato così possibile utilizzare la modalità e-learning (e-SIGEC) per la catalogazione informatizzata con lezioni on-line di autoapprendimento, test di autovalutazione e attività collaborative sul Forum on-line. L’intero percorso si è articolato in 11 incontri, di cui 4 ospitati in diverse realtà museali venete (Museo Civico di Storia Naturale di Verona, Museo Diocesano di Vicenza, Museo Civico di Santa Corona di Vicenza, Museo Archeologico Nazionale di Altino, Museo di Storia Naturale e Archeologia di Montebelluna); mentre gli incontri rimanenti a Montebelluna presso l’auditorium della Biblioteca Comunale e presso l’Istituto Einaudi. Sono stati coinvolti 18 relatori. Il corso, a numero chiuso, è stato riservato inizialmente a 29 laureati in discipline attinenti alle specificità dei beni da catalogare. Su 57 contatti sono stati ammessi 29 corsisti provenienti da tutto il Veneto. 28 corsisti hanno superato la prova finale di verifica. IDENTITÀ Formazione Permanente (Lifelong Learning) Il tema del Lifelong Learning è stato fortemente incentivato dalla Regione Veneto e ciò ha permesso di guardare sotto una nuova prospettiva l’attività educativa del Museo con riferimento al mondo degli adulti. Parallelamente all’attività educativa, rivolta prevalentemente all’utenza scolastica, si è andata così concretizzando una richiesta specifica di accesso al Museo da parte di gruppi di adulti e di singoli individui: università popolari e della terza età, amici del Museo, associazioni varie, cooperative, volontariato, etc. Il Museo ha colto questa occasione per confrontarsi con queste categorie di stakeholder caratterizzate da interessi diversi. Alcune delle attività che vedono coinvolti adulti singoli in modo diretto e partecipato sono elencate qui di seguito: - volontariato post lauream per formazione al lavoro: oltre agli stage in convenzione con gli istituti universitari e di formazione professionale, viene offerta la possibilità ai singoli laureati che ne facciano richiesta di effettuare un periodo di tirocinio volontario; - inserimenti speciali: attraverso accordi di convenzione con la ASL viene svolta un’attività formativa per l’inserimento nel mondo del lavoro di soggetti che presentano un disagio psichico di entità variabile, i quali trovano un ambiente protetto e al tempo stesso stimolante, sia dal punto di vista umano che culturale e intellettuale; - consulenza scientifica: l’educazione al patrimonio culturale del territorio è uno dei compiti fondamentali delle istituzioni museali, per questo il Museo fornisce un servizio di consulenza scientifica per l’analisi e l’interpretazione di qualsiasi reperto archeologico e naturalistico rinvenuto sul territorio, congiuntamente ai ragguagli sugli aspetti burocratici e legislativi inerenti il ritrovamento dei reperti stessi; - organizzazione di corsi tematici: oltre ai tradizionali corsi di aggiornamento per insegnanti, sono stati proposti dei corsi dedicati a particolari tematiche legate alle mostre temporanee allestite; - volontariato di soggetti adulti disoccupati e di soggetti della terza età: viene offerta la possibilità a persone prive di occupazione e a pensionati che ne facciano richiesta di pre- stare opera come volontari secondo la loro disponibilità di tempo e competenze; - progetti speciali per utenti speciali: da circa cinque anni il Museo è impegnato con un centro educativo riabilitativo diurno per disabili adulti gravissimi nel portare avanti due delicati ed importanti percorsi didattici: essi si svolgono nei laboratori della struttura museale, con l’ausilio dei reperti di collezione e sono basati sulla percezione multisensoriale (toccare gli animali, manipolare l’argilla, assaggiare tisane e udire versi e suoni della natura). Intercultura e Museo A seguito del percorso formativo intrapreso in ambito interculturale, il museo ha avviato per l’a.s. 2009-2010 una serie di nuove proposte didattiche dal titolo “Incontri 2009. Intercultura e Museo”. Obiettivo delle nuove proposte è stato esplicitare le possibilità di un uso del patrimonio del museo, sia naturalistico sia archeologico, mettendo in evidenza le diverse provenienze dei reperti, ma anche gli intrecci di storie che accomunano i visitatori davanti ai reperti. Accanto a queste proposte specifiche rivolte al mondo della scuola, nell’anno 2009 ha preso avvio un percorso più articolato rivolto ai cittadini stranieri presenti nel territorio di Montebelluna allo scopo di diffondere la conoscenza del museo presso questa utenza. Nella fase progettuale e di attuazione il Museo ha coinvolto la Cooperativa Sociale Una Casa per l’Uomo e la Rete per l’integrazione degli alunni stranieri del Comune di Montebelluna. Il progetto, che si è concluso a giugno 2010, ha previsto la formazione di 5 mediatrici culturali e una serie di attività da sperimentare con gruppi di adulti stranieri. Più di 150 i cittadini di diverse nazionalità coinvolti nella sperimentazione. Gruppi donne e classi del Ctp di Asolo hanno potuto conoscere per la prima volta la realtà museale di Montebelluna. Tutti differenti, ma…tutti parenti! Le trame nella storia: tessitura e filatura attraverso i millenni Il Museo siamo noi!!! In viaggio con l’archeologo alla scoperta delle diversità culturali 49 50 Il progetto Educard. Un patrimonio di culture Il progetto “Educard”, è un’ iniziativa ideata e promossa, sette anni fa, dalla Regione del Veneto per favorire il rapporto tra scuola-museo facendo interagire le rispettive comunità professionali. La proposta avanzata dal Museo di Storia Naturale e Archeologia di Montebelluna (Treviso), al quale la Regione, ai sensi dell’art.44 della L.R. n. 50 del 1984, ha affidato l’organizzazione, in partenariato, dell’edizione del progetto Educard- per l’a.s. 20082009 “Un patrimonio di culture”, ha focalizzato l’attenzione sul rapporto tra scuola e museo, proponendo un percorso di lettura del patrimonio culturale secondo una prospettiva che facesse propri metodi e contenuti di una pedagogia interculturale. Alla fase iniziale del corso hanno preso parte circa venticinque unità (su 67 iscritti alla prima giornata), mentre sono scesi a 18 il numero di coloro che hanno seguito l’intero corso: di questi, 6 sono gli operatori museali e 12 gli insegnanti. Il corso ha preso avvio il giorno 5 dicembre 2008 presso l’Università degli Studi di Padova, Facoltà di Scienze Statistiche e si è concluso il giorno 5 giugno 2009 presso l’Auditorium della Biblioteca Comunale di Montebelluna. L’intero percorso si è articolato secondo n. 10 incontri, di cui n.6 ospitati nelle diverse realtà museali venete (Museo Nazionale Atestino, Fondazione Querini Stampalia di Venezia, Museo di Storia Naturale di Venezia, Museo Civico Archeologico di Oderzo (Tv), Museo Africano di Verona, Museo Etnografico Provinciale-Cesiomaggiore (Bl)); n. 2 incontri sono invece stati ospitati in un’istituto scolastico di Vicenza, n. 2 incontri sono stati ospitati in un istituto scolastico di Padova: di questi incontri, 3 sono stati dedicati alla progettazione. Sono stati coinvolti n.19 relatori. Sono stati individuati quattro gruppi di progettazione che hanno prodotto quattro progetti educativi. IDENTITÀ L’attività editoriale e le pubblicazioni L’accordo di coedizione con Cierre L’attività editoriale viene svolta da alcuni anni, in quanto, in accordo con i propri fini istituzionali, il Museo produce e commercializza opere stampate a carattere scientifico e divulgativo, assumendosi in proprio il rischio della realizzazione e commercializzazione dei prodotti. A questo scopo si avvale di competenze interne, ma anche di esperti in grado di garantire qualità al prodotto sia in termini di contenuto scientifico sia di fruibilità a un vasto pubblico dei temi pubblicati. Il grado di approfondimento varia in base alla tipologia di pubblicazione, alla finalità e al target di destinazione: si passa così da un piano divulgativo semplice e accessibile a un livello più impegnativo, con l’elaborazione di strumenti scientifici a contenuto specialistico per operatori e addetti ai lavori. A seguire, sono schematizzate le tipologie di pubblicazioni del Museo e i titoli di alcuni testi. Area tecnico-scientifica (target: ricercatori, addetti ai lavori, altre istituzioni, livello di complessità elevato) • Bollettino istituzionale (De Rerum Natura, dal numero 1 al 5) - periodico • Monografie tematiche (Archaiologia) • Atti di convegni o workshop organizzati dal Museo (atti ANMS, Montello 3kcl) Area informativo-divulgativa (target: pubblico in generale; il livello di complessità della pubblicazione varia in base all’argomento e alla trattazione) • Cataloghi di mostre (Abracadabra, Ventimila leghe, AKEO, IL FUOCO DI VULCANO, COSMOS: viaggio alla scoperta dell’Universo) • Volumi di carattere naturalistico-divulgativo generale (collana NATURALIBRI) • Guida del Museo o di singole sezioni (Pusilai, Guida del Museo di Montebelluna) Area didattica (target: insegnanti, scuole) • Bibliografie legate ad esposizioni temporanee (Leggi la mostra con Anacleto) • Quaderni didattici (Viaggio tra le antiche scritture, Scavo, Neolitico) • Periodico “Scricciolo” • Testi sul’educazione a contenuto teoricopratico (Paesaggio ed educazione, Linee guida sull’educazione al paesaggio). Il Museo da parecchi anni ha assunto veste di editore, investendo nella realizzazione di pubblicazioni destinate alla divulgazione. Tuttavia, pur contando su autori, relazioni e contributi di alto livello sul piano scientifico, non riesce sempre a realizzare prodotti editoriali adatti alla vendita e raggiungere il grande pubblico attraverso canali distributivi adeguati. Si è stabilito di coinvolgere Case editrici affermate, che negli ultimi anni si sono distinte per affidabilità, qualità e cura dell’offerta editoriale, visibilità e rappresentabilità sul territorio, per tentare la strada della coedizione. La scelta è caduta su Cierre Edizioni, che è anche provvista di efficaci strumenti di distribuzione in territorio Triveneto. L’obiettivo è creare una collana, dal titolo Naturalibri che nel tempo divenga consistente e riconoscibile, con contenuti scientifici garantiti, scelta degli autori più autorevoli nello specifico argomento, ma che raggiunga il grande pubblico con uno stile divulgativo, accat- 51 52 tivante, non accademico, semplice e chiaro, pur curato nella veste grafica e rigoroso nei contenuti. Titoli usciti Orchidee spontanee del Veneto, di Corrado Lazzari Farfalle dell’Italia Nordorientale, di Paolo Paolucci Titoli in programma I Tesori delle nostre montagne Dalle Dolomiti ai Colli Euganei. Percorsi tra i minerali del Veneto a cura di M. Boscardin, F. Zorzi L’attività editoriale costituisce una voce di entrata non trascurabile nell’ambito del Museumshop (si veda dimensione economica) ed è fondamentale per la rete di scambi avviata con altri enti a livello non solo regionale ma nazionale. Il grafico mette in evidenza come nei due quadrienni dal 2003 al 2006 e dal 2007 al 2010, il numero di titoli a stampa dal museo (14) sia quasi pari a quello relativo ai 15 anni precedenti, dal 1988 al 2002. L’attività editoriale del Museo 14 16 14 In appendice G si può trovare l’elenco delle pubblicazioni del museo dal 1988 ad oggi 1988-2002 2003-2006 2007-2010 IDENTITÀ Strumentazione per l’attività di ricerca Strumentazione per l’attività educativa Strumentazione per conferenze, congressi e incontri con il pubblico Strumentazione per esposizioni temporanee e permanenti Il Fuoco di Vulcano. Le età dei metalli La strumentazione a disposizione dell’attività di ricerca nella sezione naturalistica consiste in due laboratori attrezzati con strumentazione specifica (aghi da dissezione, calibro, dinamometri, etc.) e vetreria di consumo; microscopi e stereomicroscopi con collegamento foto-video per l’acquisizione analogica e digitale di immagini e filmati; reagenti chimici e sostanze per la conservazione e il fissaggio dei reperti naturalistici; strumentazione per la preparazione di invertebrati (spilli entomologici, stenditoi, etc.); computer portatili; armadi per stoccaggio sostanze chimiche e una cappa aspirante per il trattamento di sostanze tossiche. Sono a disposizione n. 3 laboratori ognuno dotato della seguente strumentazione fissa: un computer portatile e un videoproiettore, un sintolettore cd e audiocassette compatto per presentazioni multimediali; possibilità di utilizzo di lettore dvd e videoregistratore. Due dei laboratori inoltre presentano strumentazione varia (aghi da dissezione, forbici, kit analisi acque, calibro, dinamometri, etc.), nonché vetreria di consumo; microscopi e stereomicroscopi con collegamento video. Sono disponibili un impianto audio professionale munito di mixer, casse amplificate, supporti, etc., con cinque microfoni e piastra per registrazione audio; videoproiettore, videocamera digitale, fotocamera digitale professionale, registratori mp3 e audiocassette per documentazione degli eventi. La strumentazione a disposizione è molto ricca e comprende monitor lcd e a tubo catodico, videoproiettore, computer portatili, lettori dvd, tre videocamere analogiche, due sintolettori cd e audiocassette, due sistemi audio semiprofessionali (lettore cd/MP3, cupole sonore e amplificatori stereo) e quattro lettori cd portatili. I metalli e le antiche arti metallurgiche, dalle origini fino all’Età romana, sono stati al centro di una speciale mostra interattiva allestita presso il Museo civico di Montebelluna (TV) nel biennio 2007-2008, nata da un progetto dello stesso Museo sviluppato in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto. Muovendo proprio dalle figure di Vulcano-Efesto e Prometeo, la mostra ha raccontato la più antica storia dell’uso del metallo. Il tema della metallurgia antica è stato suggerito da una specificità archeologica del territorio in periodo protostorico e, anche se in misura minore, in età romana, fortemente caratterizzato dalla preminenza quantitativa e qualitativa dei reperti in metallo (soprattutto in bronzo e in ferro). Le stesse collezioni archeologiche del Museo Civico di Montebelluna si distinguono, specificatamente per l’età del Ferro, per la consistente presenza di reperti metallici. In realtà la mostra è stata una rivisitazione, di impronta fortemente divulgativa e didattica, della metallurgia antica, tematica dalle numerose valenze: tecnologica, economica, sociale e culturale. 53 54 Cosmos. Viaggio alla scoperta dell’Universo Il Cielo è stato sempre un punto di riferimento nella vita degli esseri umani. Il 2009, a quattrocento anni dal primo utilizzo del cannocchiale nell’osservazione del cielo, dovuto a Galileo Galilei, e a quarant’anni dallo sbarco sulla Luna, è stato proclamato anno internazionale dell’astronomia. L’astronomia, forse la più antica delle scienze (le sue origini risalgono alla preistoria) oggi è una scienza complessa e il cielo viene studiato ed esplorato con i moderni mezzi della Fisica, della Matematica, della Chimica, della Geologia, della Biologia e dell’Ingegneria. La mostra sviluppa un percorso che parte dal nostro pianeta Terra, esplora il Sistema Solare e si spinge poi all’esterno per incontrare le stelle, le galassie, gli ammassi di galassie e conoscere le teorie sulle origini dell’Universo, e in chiusura presenta una sezione dedicata all’Astrobiologia. In parallelo, in alcune sale dell’allestimento museale permanente, due appendici alla mostra dedicate all’archeoastronomia e all’astronautica completano il percorso. La mostra, fortemente didattica, interattiva, ricca di esperimenti, suggestioni e apparati multimediali è stata progettata per essere davvero alla portata di tutti: dalle famiglie, che hanno la possibilità di effettuare in tutta serenità la visita anche con i bambini più piccoli (per loro un percorso-gioco guidato da Roger “l’astrorana”), all’esperto che può trovare interessanti spunti di approfondimento. LE SEZIONI La storia dell’astronomia Gli strumenti Il Sistema Solare Lunatica Le stelle Galassie e ammassi di galassie Dal Big Bang a … Le costellazioni Astrobiologia Archeoastronomia Astronautica IDENTITÀ Mostra Alimenta. Il cibo tra scienza e cultura Dal novembre 2010 il Museo di Storia Naturale ed Archeologia di Montebelluna propone una mostra temporanea dedicata ad un tema molto attuale e discusso ma allo stesso tempo spesso misconosciuto: l’alimentazione. Nel mondo della natura la vita si perpetua soltanto ed attraverso complessi processi di nutrizione: piante e animali hanno elaborato nel corso dei millenni strategie, modi, pratiche alimentari diverse e multiformi. Tra gli esseri viventi di certo l’uomo è l’unico che attorno al proprio sistema alimentare ha organizzato l’economia, la società, la cultura stessa. La mostra presenta attraverso una serie di sezioni le tappe della produzione, trasformazione e consumo degli alimenti evidenziandone gli aspetti scientifici e quelli culturali legali all’uomo. L’obiettivo è di offrire ai visitatori gli strumenti per decodificare quanto oggi i media ci propongono intorno al tema dell’alimentazione, spiegando meccanismi biologici, confrontando l’uomo con gli altri organismi viventi, affrontando temi scottanti quali l’introduzione degli OGM o la cucina molecolare, parlando di tabù alimentari etc. Tutto questo attraverso il coinvolgimento diretto dei visitatori in esperimenti, con l’uso di postazioni interattive, creando un’esperienza multisensoriale e stimolante che potrà soddisfare ogni tipo di utenza. Un’esposizione attuale, un’occasione unica per conoscere i meccanismi biologici della nutrizione e per riflettere su questo affascinate tema che ha accompagnato la storia dell’umanità. La mostra se da un lato si propone di divulgare la cultura collegata al tema dell’alimentazione dall’altro coinvolgerà tutte le categorie produttive e commerciali del nostro territorio, attraverso la promozione di prodotti, di filiere produttive e soprattutto attraverso un’azione educativa rivolta ad un vasto pubblico che si spinge anche oltre i confini regionali che darà l’opportunità ad ognuno di conoscere tutti gli aspetti collegati all’alimentazione e di poter operare scelte consapevoli. Il progetto è stato insignito della Medaglia della Presidenza della Repubblica, un premio speciale riservato ad iniziative nel campo della cultura giudicate meritevoli a livello nazionale. LE SEZIONI All’interno degli alimenti: Cosa mangiamo: Catene e piramidi: Scienze e tecnologie alimentari: La digestione: Il cibo è cultura Biodiversità e produzione: Cotto e crudo: 55 la dimensione economica La gestione delle risorse finanziarie a supporto delle attività del Museo Il Museo da sempre si impegna a gestire in maniera efficiente le risorse finanziarie a sua disposizione, ponendo attenzione ai modi in cui le risorse stesse vengono utilizzate ed alla loro destinazione, con particolare riguardo alla scelta delle attività da finanziare ed all’acquisto dei materiali strettamente necessari alla loro realizzazione. Di ogni piano operativo del Museo, da cui discendono poi le attività del Museo stesso e che quindi risulti di una certa importanza, vengono analizzati i costi di realizzazione. Vengono così individuate le spese da sostenere per l’acquisto di servizi e beni di consumo e gli investimenti patrimoniali necessari. L’individuazione di questi fattori viene effettuata dal direttore del Museo insieme ai suoi collaboratori, tenendo conto sia di dati storici e dell’esperienza acquisita dal Museo, sia di preventivi formali. Viene anche fatta una previsione delle entrate possibili. In genere, le entrate dirette del Museo (erogazioni da parte di Comune, Regione e incassi) non risultano sufficienti a coprire le spese totali, si verifica quindi la necessità di ricorrere a contributi da parte di enti privati. Il piano di spesa che deriva da questa analisi viene sottoposto all’attenzione del Consiglio di Amministrazione (CdA). Quest’ultimo valuta se gli investimenti sono adeguati agli obiettivi che si intendono raggiungere, elabora strategie di fund raising, propone modifiche per le quali richiede verifiche di fattibilità e ipotesi di risultato. Per il perseguimento delle proprie finalità istituzionali il Museo dispone di: A) Entrate proprie, costituite dai corrispettivi per i servizi offerti e dai proventi direttamente derivanti dalle specifiche attività del Museo. Tali entrate sono iscritte nel bilancio alla voce ”Introiti da proventi Museo” e costituiscono una fonte importante di finanziamento per l’Istituzione. Esse vengono totalmente rein- vestite all’interno del Museo e qualora siano superiori alle previsioni vengono utilizzate per avviare nuove attività o progetti di miglioramento. B) Stanziamento annuale del Comune di Montebelluna C) Contributi, lasciti, sponsorizzazioni e ogni altra risorsa eventualmente messa a disposizione da terzi - enti pubblici o privati - per lo svolgimento del servizio. Sono compresi in questa voce i contributi concessi dalla Regione, dalla Provincia e dallo Stato. Queste entrate permettono al Museo di gestire un proprio bilancio economico e patrimoniale e consentono direttamente l’acquisto di beni di consumo e servizi, l’acquisto di arredi e attrezzature. Tutto l’operato del Museo è sottoposto ad attività di controllo di gestione operato dal CdA. La relazione previsionale dell’Istituzione assimilabile ad un piano esecutivo di gestione ed il bilancio dettagliato collegato alle singole attività rappresentano uno strumento di lavoro di notevole importanza in quanto supportano la gestione dell’organizzazione museale e allo stesso tempo costituiscono uno strumento di controllo e monitoraggio sulla gestione stessa. Il Presidente del CdA e per delega il direttore del Museo sono responsabili del tipo di spese effettuate e della loro rendicontazione. In generale oltre alle spese fisse ed istituzionali, le decisioni di investimento considerano prioritari la conservazione ed il restauro delle collezioni, l’attività educativa, le mostre e i riallestimenti, la ricerca. Si tende comunque a privilegiare, oltre alla conservazione, l’insieme di attività che porta il Museo a confrontarsi con l’esterno, che gli consenta di farsi conoscere, apprezzare e soprattutto riconoscere dalla comunità circostante come riferimento costante per il suo ruolo culturale, educativo e sociale. 57 58 Da un bilancio finanziario ad un bilancio economico, il Museo come istituzione Fino al 2006 il Museo come tutti gli altri uffici del comune agiva in una condizione di bilancio finanziario. Dal 2007, l’applicazione stretta dell’autonomia derivante dall’essere istituzione ha permesso di operare in un regime di bilancio economico. Questo ha portato notevoli vantaggi, anche se ha comportato nella fase di transizione anche notevoli difficoltà in termini di riorganizzazione amministrativa che hanno coinvolto non solo il museo ma anche gli altri uffici comunali. La nuova forma gestionale del bilancio ha richiesto da parte del museo di acquisire nuove competenze e la formazione del personale dedicato ha richiesto un forte impegno, anche in particolare da parte dei colleghi degli uffici ragioneria. Ma a fronte di questo il Museo oggi ha un pro- prio conto corrente all’interno della tesoreria del comune, e, pur rispettando tutte le regole imposte agli enti locali in merito agli acquisti, può in piena autonomia gestire le forme di acquisto che risultino più economiche (es. posta-pay, acquisti all’estero e tramite internet); ciò ha fortemente snellito la burocrazia relativa alle prime fasi di acquisto velocizzando le operazioni. Inoltre è in grado di muoversi con più libertà all’interno del proprio bilancio. Dal 2007 per gestire tutto ciò accanto al direttore è stato necessario organizzare all’interno del Museo una segreteria amministrativa di responsabilità, con competenze specifiche in gestione del bilancio capace di gestire i rapporti con la tesoreria, con il commercialista e con il settore ragioneria del comune. Le risorse finanziarie del Museo Di seguito viene dato conto dei dati numerici relativi ad entrate ed uscite commisurate alla spesa corrente, escluso il patrimonio e la manutenzione straordinaria degli immobili, le utenze e il personale. Nel trattamento sono stati presi in considerazione solo gli anni dal 2007 al 2010 in quanto il museo dal 2007 è divenuto istituzione con un bilancio economico autonomo. I valori, ove possibile senza modificare in modo sensibile i risultati, sono stati arrotondati per eccesso o difetto. I bilanci economici e patrimoniali degli anni 2007, 2008, 2009 in dettaglio con specifiche relative a voci di ammortamento e IVA sono disponibili su richiesta al museo. L’obiettivo delle seguenti tabelle è evidenziare in modo globale l’incidenza delle entrate e delle uscite su quella che è l’attività del Museo. Le entrate ENTRATE proprie 2007 2008 2009 2010 110.521,26 96.802,06 131.966,93 170.018,04 entrate da altri Enti 11.500,00 69.715,00 28.000,00 44.000,00 entrate da sponsor 8.430,66 13.409,32 3.682,50 12.599,00 ricavi da vendite libri 8.314,72 4.905,34 8.868,61 7.117,10 14.744,82 11.068,11 15.562,28 13.615,07 1.602,73 4.001,79 1.641,34 1.600,00 564,00 696,00 696,00 727,20 10.275,57 21.092,87 7862,42 155.678,19 210.873,19 211.510,53 257.538,83 entrate da servizi entrate da vendite oggettistica proventi finanziari entrate da rete MAM Utile di esercizio anno precedente TOTALE la dimensione economica Le uscite COSTI E SPESE 2007 2008 2009 2010 50.652,55 73.512,63 SPESE PER ATTIVITà Acquisti per la produzione Esercizio autovetture e automezzi Spese pubblicità e promozione Servizi vari Locazioni, affitti e canoni 21.214,03 133.645,33 493,60 823,44 664,62 664,62 19.238,73 22.496,89 10.730,12 49.195,00 199.416,38 218.560,27 222.835,74 213.243,40 1.610,37 1.534,44 2.420,82 2.049,60 13.413,25 9.771,86 13.556,31 14.928,00 4.291,77 4.936,86 5.159,28 8.550,00 10.275,57 21.092,87 7862,42 Oneri vari (ordinari, iva, interessi etc.) 12.922,98 39.181,31 53.626,99 53.626,99 Utenze e servizi 25.994,71 34.245,44 41.111,26 41.111,26 Manutenzioni e riparazioni 16.885,05 56.025,84 21.515,30 8.500,00 Spese generali (pulizie) Spese Istituzionali Spese finanzate con utile SPESE FISSE Costo personale dipendente Oneri Finanziari Ammortamento ord. beni materiali TOTALE % di autofinanziamento 287.626,11 320.279,22 337.919,42 337.919,42 11.577,34 15.697,98 14.676,45 14.676,45 1.673,26 13.961,11 4.140,40 13.000,00 616.357,58 881.435,56 800.102,13 838.839,79 2007 2008 2009 2010 Totale spese (spese finanziate con utile escluse) 616357,58 881435,56 800102,13 838839,79 Spese per attività 259678,13 391769,09 306019,44 364689,35 Spese fisse (utenze, personale etc.) 356679,45 468573,6 472989,82 466288,02 Entrate proprie 155678,19 200597,62 190417,66 249676,41 Utile di esercizio da reinvestire nell’anno successivo per attività didattiche 10.275,57 21.092,87 7862,42 210.873,19 211.510,53 257538,83 % autofinanziamento sulle attività che tiene conto delle entrate proprie e dell’utile 60% 54% 69% 70% % autofinanziamento sul totale delle spese 25% 24% 27% 31% Ogni anno, la differenza tra il fabbisogno del Museo per lo svolgimento delle sue attività (uscite) ed i finanziamenti reperiti (entrate) sia all’interno del Museo (biglietti, attività didattiche, museumshop) sia all’esterno (erogazioni regionali, sponsor, enti) viene coperta da un finanziamento erogato dal Comune di Montebelluna ovviamente nei limiti delle poste di bilancio della amministrazione comunale che riguardano il museo. Nel termine servizi vari trovano spazio tutte quelle spese che costituiscono forniture di servizi al museo: igienizzazione bagni, realizzazione sito internet, realizzazione riproduzioni di oggetti, catalogazione reperti, incarichi di restauro non finanziati dalla Regione, materiali a stampa, pubblicazione di libri, attività di ricerca, convegni, parte dell’attività educativa, grafica, noleggio fotocopiatore, interventi di manutenzione ordinaria e talvolta straordinaria sugli allestimenti e 59 60 sull’immobile, attività di custodia della sezione staccata del Museo di Schievenin, etc. Alcune di queste attività come la produzione di libri consentono poi le vendite al museumshop o sono funzionali allo svolgimento dell’attività educativa del museo.La voce personale comprende anche le collaborazioni esterne incarichi a personale esterno a seguito di non sostituzione di personale che lavorava nel museo stabilmente e incarichi per personale dedicato all’attività educativa. Nel corso degli anni il Museo ha cercaPercentuale di autofinanziamento rispetto alle spese per attività dal 2003 al 2010 to di ridurre sempre più la dipendenza dai fondi erogati dal Comune, migliorando gradualmente la sua capacità di reperire fondi all’esterno e di aumentare le entrate proprie per ridurre l’onere a carico del Comune. La capacità di autofinanziamento che nel 2009 e 2010 si è avvicinata per le spese di attività al 70% risulta essere molto buona se confrontata con quella della media nazionale che escludendo i pochi grandi musei di città d’arte come Venezia, Roma, Firenze etc. raramente si assesta al di sopra del 30/40 %. 100% 90% 80% 69% 70% 60% 60% 50% 40% 70% 54% 46% 40% 50% 54% 30% 20% 10% 0% 2003 2004 2005 2006 Come si evince dal grafico precedente, escludendo i due valori limite del 2003 (il più basso) e il 2010 (il più alto) in media è possibile sostenere che il Museo è in grado di reperire autonomamente il 55% del suo fabbisogno, per tutte le attività proprie (conservazione, ricerca, didattica e divulgazione) e per gli investimenti patrimoniali, attraverso l’ottenimento di finanziamenti esterni provenienti dalla Regione e dagli sponsor e attraverso le entrate proprie, derivanti dalla gestione del museumshop, delle attività didattiche, della biglietteria e delle mostre temporanee. Rimangono fuori da questo calcolo le spese di personale e di gestione del patrimonio, così 2007 2008 2009 2010 pure gli oneri, gli ammortamenti e le utenze, che costituiscono delle spese fisse che il comune dovrebbe comunque sopportare anche in assenza di produttività specifica del museo. Va rilevato comunque che il dato 2009 e 2010 risente di una nuova attività avviata dal museo nel 2009 di fornire ad altri musei ed enti di divulgazione scientifica un servizio di allestimento mostre, sia duplicando exhibit già realizzati o progettandone di nuovi in base alle richieste del cliente. Rientrano in questa attività la vendita di materiali per l’allestimento del Museo di Scienze Planetarie di Prato e di installazioni multimediali all’INAF di Bologna. la dimensione economica Percentuale di autofinanziamento sul totale delle spese 35% 31% 30% 30% 26% 25% 27% 25% 23% 24% 20% 18% 15% 10% 5% 0% 2003 2004 2005 2006 Anche in questo caso togliendo i due estremi che rappresentano il minimo e il massimo della capacità di autofinanziamento l’aumento graduale delle entrate derivanti dalla vendita dei biglietti e servizi, dall’attività didattica e dalla gestione del museumshop ha permesso al Museo di coprire in media il 26% del Le entrate da attività didattica e biglietti (escluso museumshop) negli ultimi quattro anni 2007 2008 2009 2010 totale del suo fabbisogno anche in relazione alla presenza di mostre. In particolare è interessante osservare nel 2010 il valore di autofinanziamento rispetto alle attività derivante esclusivamente dalla vendita biglietti, servizi e materiale al museumshop che raggiunge il il 51%. 60% 50% 48% 48% 51% 40% 28% 30% 20% 10% 0% 2007 2008 Il dato 2008 è significativo del fatto che in quell’anno il museo aveva in corso la seconda edizione della mostra “Il Fuoco di Vulcano” 2009 2010 solo fino a maggio, per poi riprendere con l’attività di mostra temporanea solo in novembre con la mostra “Cosmos”. 61 62 Introiti derivanti dall’attività educativa (base e mostre) negli anni dal 2007 al 2010 Andamento mensile 18000 16000 14000 12000 2007 2008 2009 2010 10000 8000 6000 4000 2000 Introiti derivanti dall’attività educativa (base e mostre) negli anni dal 2007 al 2010 br e ve m br e di ce m br e to no ot m br e se tte os to io ag gl lu o no ug gi gi ril e m ag ap o m ar zo br ai fe b ge nn ai o 0 80.000 78.127,9 75.000 72.464,5 69.980,8 70.000 66.848,8 65.000 60.000 2007 2008 In quest’ultimo grafico si osservi la flessione 2008 e 2010, anni in cui sono state chiuse a fine maggio le mostre “Il Fuoco di Vulcano” (2008) e “Cosmos” (2010), mentre le nuove mostre “Cosmos” e “Alimenta” sono state aperte solo a novembre dello stesso anno. I mesi di chiusura sono stati comunque importanti nel determinare la flessione dell’8% nel 2008 rispetto al 2007, e del 10% nel 2010 rispetto al 2009. 2009 2010 In generale l’analisi dati relativi agli introiti maggiori derivano dall’attività didattica che accompagna le visite al Museo e le sue collezioni permanenti, rivolta principalmente alle scuole; seguono poi gli introiti derivanti dalla vendita dei biglietti per le mostre temporanee; di importo più modesto risultano essere gli introiti provenienti dall’attività didattica che affianca le mostre temporanee e gli introiti legati alla sola visita del museo escluse le mostre. la dimensione economica Introiti derivanti dalla biglietteria di mostre temporanee negli anni dal 2007 al 2010 50.000 44.433,5 40.000 32.771,9 30.000 26.674,5 19.785,5 20.000 10.000 0 Introiti derivanti dalla biglietteria di mostre temporanee negli anni dal 2007 al 2010 Andamento mensile 2007 2008 2009 2010 8000 7000 6000 5000 2007 2008 2009 2010 4000 3000 2000 1000 Introiti derivanti biglietteria relativa solo alle esposizioni permanenti negli anni dal 2007 al 2010 e br m e di ce no ve m br re to b ot m br e to tte os se ag lu gl io o o gi ag m gi ug n e ril ap zo m ar io ra bb fe ge nn ai o 0 5.000 4.169,5 4.117,5 4.000 3.003,6 3.000 1.895 2.000 1.000 0 2007 2008 2009 2010 63 64 1000 900 800 700 600 2007 2008 2009 2010 500 400 300 200 100 o se tte m br e ot to br e no ve m br e di ce m br e io Un altro tipo di entrate realizzate dal Museo deriva dalle vendite effettuate presso il museumshop. Esso viene gestito direttamente ed è situato al suo interno in due punti vendita posti nelle due biglietterie: ingresso museo e ingresso mostre temporanee. Vengono qui ag os t lu gl no ug io ag g gi e m ap ril m ar z o 0 ge nn ai o fe bb ra io Introiti derivanti dalla biglietteria delle sole esposizioni permanenti negli anni dal 2007 al 2010. Andamento mensile venduti libri, editi dal museo e non, e gadget, talvolta realizzati ad hoc in occasione dell’apertura di nuove mostre. Anche questa fonte di autofinanziamento ha fatto registrare un’elevata crescita nel corso degli ultimi quattro anni. la dimensione economica Entrate da sole vendite di gadget al museumshop (andamento mensile) 6000 5000 4000 2007 2008 2009 2010 3000 2000 1000 Entrate da sole vendite di libri al museumshop (andamento mensile) br e em br e di c no ve m ot to br e o se tte m br e ag os t io lu gl no ug gi ag g io e m ap ril o ar z m ge nn ai o fe bb ra io 0 1600 1400 1200 1000 2007 2008 2009 2010 800 600 400 200 Introiti derivanti dalle vendite al museumshop (gadget e libri) negli anni dal 2007 al 2010 e br m e br di ce no ve m br to ot m br e e to se tte os ag io lu gl o ug n gi m ag gi o ril e ap zo ar m ra bb fe ge nn ai io o 0 60.000 50.346,5 50.000 40.000 39.789,5 34.864 27.919 30.000 20.000 10.000 0 2007 2008 2009 2010 65 66 60.000 50.000 56.259,5 46.807,1 43.053,5 40.000 36.052,5 30.000 20.000 10.000 0 2007 2008 Le maggiori entrate sia in termini di gadget che di libri si hanno nel periodo primaverile in corrispondenza del maggior afflusso di scolaresche e di pubblico alle mostre. Come dimostrano i grafici successivi le vendite di gadget e libri seguono un andamento oscillante legato alla presenza delle mostre. I finanziamenti da privati Per quanto riguarda i finanziamenti da parte di sponsor si osservano andamenti altalenanti legati in particolare ancora una Le entrate da sponsor dal 2003 al 2006 2009 2010 volta all’organizzazione di mostre. Gli importi più alti si hanno infatti nel 2008 (in occasione dell’allestimento della mostra Cosmos) e 2010 (in occasione dell’allestimento della mostra Alimenta). In generale rispetto al quinquennio precedente si regista comunque un calo degli importi (in particolare il 2006 aveva registrato un picco oltre i 40.000, conseguente alla mostra Il Fuoco di Vulcano, mostra archeologica che aveva però richiesto un budget d’investimento circa il 20% superiore a quelle naturalistiche). 50.000 42.172 40.000 30.000 20.607 20.000 24.717 19.000 10.000 0 2003 2004 2005 2006 la dimensione economica Le entrate da sponsor dal 2007 al 2010 16.000 13.409,32 14.000 12.599,00 12.000 10.000 8.430,66 8.000 6.000 3.682,50 4.000 2.000 0 Un mecenate d’eccezione. La Fondazione Cassamarca 2003 2004 2005 2006 La Fondazione Cassamarca, dimostrando un grande mecenatismo ma soprattutto una grande consapevolezza del valore culturale storico di Montebelluna, è stata di fondamentale importanza dal 2005 nel sostenere le attività del museo legate al settore archeologico. Il progetto “Archeogeo” ampiamente presentato nel capitolo della ricerca, nella dimensione dell’identità, è stato infatti volano per tutta una serie di attività connesse all’archeologia che il museo non avrebbe potuto sostenere. La Fondazione Cassamarca ha sostenuto direttamente le spese per la ricerca che quindi non figurano nel bilancio dell’istituzione Museo. I finanziamenti pubblici È prassi del Museo ogni anno svolgere una efficace attività di raccolta fondi; in questo ambito ricade anche la richiesta alla Regione Veneto di essere sostenuto finanziariamente nello svolgimento della propria attività. I finanziamenti regionali vengono erogati fondamentalmente in base a due leggi che disciplinano la materia: la legge n. 50/1984 e la legge n. 17/1986. La legge n. 50/1984 stabilisce norme in materia di musei, biblioteche, archivi di enti locali o di interesse locale; la legge n. 17/1986 disciplina gli interventi regionali nel settore archeologico. Negli ultimi quattro anni il museo ha potuto ottere finanziamenti regionali anche per progetti specifici, già presentati nei contenuti nella dimensione identità, si tratta del Progetto Natura 2000 (finanziato totalmente con 40000,00 euro), Educard incontro tra culture (finanziato totalmente con 20.000,00 euro) e il corso per catalogazione beni archeologici (finanziato totalmente con 8.000,00 euro). 67 68 Finanziamenti regionali (legge n. 50) Finanziamenti regionali (legge n. 17) Erogati Richiesti % erogazione/richiesta 2003 29.000 89.068 33% 2004 33.500 70.003 48% 2005 28.000 186.068 15% 2006 31.000 138.965 22% 2007 24.715 159.154 15% 2008 29.497 245.402 10% 2009 15.501 112.199 14% 2010 12.117 138.055 9% Erogati Richiesti % erogazione/richiesta 2003 43.000 100.000 43% 2004 49.000 100.000 49% 2005 25.000 100.000 25% 2006 25.000 50.000 50% 2007 12.500 25.000 50% 2008 7.500 25.000 30% 2009 12.500 25.000 50% 2010 In particolare in relazione alla legge 50 risulta evidente come negli ultimi cinque anni il contributo si sia via via ridotto raggiungendo Non richiesto nel 2010 una percentuale del 9%, circa quattro volte inferiore alla media di finanziamento degli anni 2003 e 2004. la dimensione economica 69 LA DIMENSIONE SOCIALE Il Museo e la politica della qualità Il Museo vince il Premio Qualità della Pubblica Amministrazione nel 2008 Il Museo ha intrapreso un deciso percorso di miglioramento nell’ottica della qualità a partire dall’anno 2000. Attraverso una formazione continua, la partecipazione a livello nazionale a premi di qualità indetti dalla Pubblica Amministrazione (il Museo è rientrato nel gruppo dei finalisti a livello nazionale classificandosi tra i primi venti dell’edizione 2005-06 del Premio Nazionale Qualità delle Pubbliche Amministrazioni) e un continuo processo di autovalutazione, ha portato avanti il proprio percorso di miglioramento gestionale e dei servizi erogati. Durante questo periodo è stata ampliata l’utenza in termini quantitativi ma anche in termini di diversificazione, ponendo particolare attenzione al diritto d’accesso da parte di tutte le categorie indipendentemente dall’età, dallo status sociale (famiglie, persone con disabilità, adulti e anziani, persone con disagio, immigrati etc.), dallo status economico (biglietti speciali in favore della famiglia, dei nuclei nonno-nipote, etc.), dallo status culturale. Tutto il processo di miglioramento ha portato un importantissimo risultato, che nel 2008 ha meritato al Museo la partecipazione al Premio Nazionale Qualità delle Pubbliche Amministrazioni, risultando fra le amministrazioni vincitrici. Nel 2009 il direttore è stato poi invitato dal Presidente della Repubblica a prendere parte alla consegna dei premi per l’innovazione presso il Quirinale, un segnale importante che dimostra come il premio ricevuto nel 2008 abbia posto il Museo fra le eccellenze nazionali sul tema della gestione di qualità. Nel 2008 il Museo ha partecipato al Premio Qualità nella Pubblica Amministrazione rientrando fra le amministrazioni vincitrici individuate nella rosa delle 45 finaliste, su un totale di 293 amministrazioni candidate. Ecco la motivazione per l’assegnazione del premio. La qualità dell’amministrazione Abbandonando la classica impostazione di museo civico, autoreferenziale e chiuso nella propria realtà e struttura burocratica, il Museo Civico di Montebelluna ha sperimentato negli anni percorsi più vicini all’ambito imprenditoriale cercando di sviluppare ove possibile modelli gestionali dinamici, ed una programmazione di obiettivi che, superando i confini del PEG, sono divenuti le linee guida dell’operatività della struttura. La Direzione ha introdotto i principi della qualità totale e il modello EFQM a partire da un corso di formazione tenuto da valutatori AICQ per la Regione Emilia Romagna. In quell’occasione, anno 2002, è stato sviluppato un modello EFQM che fosse applicabile alla complessa e particolare realtà dei musei. Il modello è stato utilizzato per l’autovalutazione nel 2003 mentre dal 2005 il museo si è orientato verso il modello CAF. I leader del museo civico ispirano tutta la propria attività a principi di eguaglianza, imparzialità, accoglienza e integrazione, diritto di scelta. Nell’ottica della trasparenza e chiarezza di intenti sono state elaborate una visione, una missione e delle finalità alle quali il museo con tutta l’attività si ispira e a cui fa riferimento. L’Ente identifica come portatore di interesse ogni persona, sia essa parte della comunità, sia lo straniero che immigra in quella comunità, sia il turista che interagisce con quella comunità, sia il nuovo nato o colui che nascerà tra 100 anni, sia colui che ha realizzato o raccolto il reperto, sia colui che lo espone, colui che lo studia, colui che ne gode per diletto. Tutto ciò comporta una programmazione che tiene conto dei bisogni e delle aspettative del cliente e dei miglioramenti che nascono dall’analisi della sua soddisfazione. Significativa è la gestione economico-finanziaria che appare improntata a efficienza, rispetto del budget e ricerca di fonti di autofinanziamento così come la gestione delle tecno- 71 72 logie (molto differenziate in relazione alle diverse attività del museo) e delle infrastrutture che appaiono oculate e coerenti con le finalità dell’ente. Fondamentale, per l’organizzazione delle attività del Museo, è la gestione per processi in base alla quale sono stati distinti i processi che producono servizi museali essenziali (finalizzati alla tutela, conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale) e i processi che producono servizi museali allargati o aggiunti (complementari agli altri e finalizzati alla identificazione del Museo come polo culturale e sociale). Dal 2007 la direzione ha coordinato e curato la prima edizione del bilancio sociale oltre a mettere a punto una serie di prodotti e servizi sviluppati negli anni con metodo, spesso con un forte contenuto di innovazione, basandosi molto su prassi di ascolto attivo delle esigenze dei portatori di interesse e su prassi di benchmarking e ricerca delle best practices. Il periodo trascorso dal 1998, anno della costituzione in Istituzione, sino ad oggi, ha visto gli organi del Museo, l’intero personale e la stessa amministrazione comunale impegnati in un intenso lavoro di sperimentazione concentrato prevalentemente sui seguenti aspetti: • ottimizzazione dell’organizzazione dell’intera struttura gestionale con particolare attenzione al bilancio, • aumento dell’efficienza nella gestione, • promozione del Museo al fine di un aumento della sua visibilità, con particolare attenzione ad un rapporto con la società ed il mercato culturale. Nell’ambito di questa sperimentazione è nato il progetto Museo, cultura e qualità, un percorso possibile: dalla Carta dei Servizi alla Carta dei Diritti dell’Utente, il percorso di crescita e miglioramento di una istituzione culturale al servizio della società e del suo pubblico. Il progetto è stato articolato in due fasi che non sono determinabili temporalmente in modo preciso se non nel momento dell’avvio. Si tratta infatti di un progetto in progress: la prima fase è stata avviata nel 2000 e per alcuni aspetti non si è ancora conclusa; la seconda fase ha avuto inizio nel 2004 e anch’essa è tuttora in atto. Entrambe le fasi, con i propri obiettivi e le proprie azioni conseguenti, sono fortemente collegate l’una all’altra in una continua tensione verso la qualità, con un’ottica di costante miglioramento. Il percorso è stato così strutturato: Prima fase: Il Museo di Montebelluna, analisi delle potenzialità e ottimizzazione delle risorse. Seconda fase: Il Museo al servizio della società e del suo sviluppo culturale. Anche se il percorso verso la qualità è ancora molto lungo, il Museo ha messo in atto alcune metodologie per il miglioramento: • formazione del personale (interna ed esterna); • riunioni d’equipe per valutare strategie di miglioramento; • definizione di processi e prassi operative migliorate; • ascolto dell’utente (a tale riguardo si veda il paragrafo successivo “Il Museo e la sua utenza”). la dimensione sociale I portatori di interesse Il Museo di Storia Naturale e Archeologia di Montebelluna nello svolgere la sua attività interagisce con una molteplicità di categorie di interlocutori che hanno un interesse nell’attività stessa del Museo. Si tratta degli stakeholder del Museo, ovvero tutti coloro che sono in relazione diretta o indiretta con il Museo e, in quanto tali, sono portatori di interesse. Istituzioni • Università • Università della terza età e popolari • Scuole di ogni ordine e grado • Centri di ricerca • Regione Veneto • Provincia di Treviso • Comune di Montebelluna • Altri comuni del territorio • Biblioteca comunale • A.R.P.A.V. • Soprintendenza per i Beni archeologici del Veneto • Direzione Scolastica Regionale per il Veneto Il Museo e la sua utenza La carta dei servizi La Carta dei servizi è un documento che ogni Ufficio della Pubblica Amministrazione è tenuto a fornire ai propri utenti. In essa sono descritti con trasparenza e chiarezza da un lato finalità, metodi, criteri e strutture attraverso cui il servizio museale viene attuato, dall’altro diritti e doveri, modalità e tempi di partecipazione, procedure di controllo che l’utente ha a sua disposizione. La Carta è lo strumento fondamentale con il quale si attua il principio di trasparenza, attraverso l’esplicita dichiarazione dei diritti e dei doveri sia del personale, sia degli utenti. Essa si ispira agli articoli 3, 30, 33 e 34 della Costituzione Italiana, che sanciscono e tutelano il rispetto dei principi di uguaglianza, imparzialità, tutela della dignità della persona e che vietano ogni forma di discriminazione basata sul sesso, sull’appartenenza etnica, sulle convinzioni religiose. La Partner Economici • Finanziatori pubblici • Finanziatori privati • Fondazione Cassamarca • Banche • Fornitori • ASCOM Risorse Umane • Lavoratori dipendenti • Collaboratori esterni • Stagisti e tirocinanti • Volontari • Dipendenti degli uffici comunali Collettività • Visitatori/Utenti • Associazioni museali, culturali e sociali • Associazioni di popolazioni migrate • Generazioni future (in stretta relazione con la conservazione e il rispetto e la protezione dell’ambiente) • Comunità locali • Rete dei musei • M.A.M. (centralino didattico Musei Alta Marca) Carta impegna tutti gli operatori e la struttura museale nel rispetto di tali principi. La Carta dei servizi è uno degli strumenti più efficaci nel riconoscimento dell’utente quale soggetto attivo, sia in termini di partecipazione democratica che di controllo della qualità complessiva del servizio. Essa è disponibile presso il Museo su richiesta dell’utente sia in versione estesa che in versione sintetica, in questo report la si può trovare in Appendice A. L’ascolto dell’utente Per individuare le esigenze e i bisogni dell’utente, sono state realizzate iniziative a carattere conoscitivo e di indagine, tra le quali ricordiamo: • questionari di valutazione distribuiti agli insegnanti delle classi che vengono al Museo; • questionari di costumer satisfaction distribuiti in occasione di mostre; 73 74 • questionari di valutazione delle performance per le attività con disabili e terza età; • organizzazione di incontri di presidi e insegnanti del territorio con il direttore e i conservatori del Museo. Durante questi incontri avviene uno scambio reciproco tra Museo e scuola sulle esigenze di quest’ultima e sulle proposte del Museo, nonché sugli adeguamenti delle attività proposte. Si tratta del momento più significativo in cui si raccolgono le esigenze dell’utenza scolastica del territorio anche perché questo incontro si ripete di anno in anno. Allo scopo di integrare le informazioni provenienti dai questionari, volti ad individuare le esigenze degli utenti, si è sempre cercato di attivare un rapporto individuale e specifico con l’utente attraverso l’ascolto diretto da parte del personale che incontra il L’ascolto dell’utente. Focus Group e questionari pubblico nei vari momenti della vita culturale del Museo. Particolarmente interessante è l’intervista non strutturata dei visitatori, in considerazione del fatto che non tutti compilano il questionario. Presso la biglietteria del Museo è inoltre a disposizione un libro/registro dei commenti lasciati dai visitatori. In occasione della mostra “Cosmos” è stato inserito all’interno del percorso espositivo, nella sezione dedicata alla Luna e l’uomo in cui erano raccolti testi di letteratura italiana e straniera dedicati a questo satellite, un quaderno dove i visitatori potevano proporre al museo idee, suggerimenti etc. a integrazione di quanto già esposto. Nella mostra “Alimenta”, invece, tutti possono lasciare un proverbio, una massima, un detto concernente il cibo nella tradizione popolare di appartenenza. Il Museo già da alcuni anni si impegna nell’ascolto delle varie categorie di stakeholders. Durante le mostre, ai visitatori e agli insegnanti che svolgono attività didattiche vengono somministrati questionari ove esprimere un giudizio sui servizi offerti dal museo e poter manifestare le proprie esigenze ed idee. In particolare, nell’anno 2009 sono stati organizzati alcuni focus group a cui erano invitati rappresentanti di alcuni gruppi di stakeholdes per un’intervista aperta dedicata a: •All’individuazione delle esigenze informative e di servizio degli utenti del Centro di Documentazione, finalizzate alla realizzazione della carta delle collezioni (un focus group composto da 6 tra studenti e giovani utenti). •All’ascolto di ciò che l’utenza ritiene prioritario tra le attività del museo e operare così delle scelte adeguate a seguito dei tagli al bilancio del 2010 (tre focus group: 7 persone che non conoscevano il museo, 5 persone impiegate presso il museo nel front-office, 10 educatori del settore scientifico). Durante questi incontri sono stati distribuiti dei questionari anonimi dove ognuno ha potuto esprimere un parere. Focus group attività prioritarie per il museo Tutti ritengono importante e prioritaria la conservazione, ma è condivisa l’idea che la realizzazione di mostre temporanee sia molto importante, tale da sacrificare almeno per un anno altre attività come la ricerca scientifica o la pubblicazione di riviste, cataloghi etc. In generale alla richiesta di riflettere sulle attuali tariffe del museo molti hanno evidenziato che si tratta di tariffe basse rispetto al resto del mercato e che un ritocco contenuto è senz’altro un intervento sostenibile. la dimensione sociale Un importante parametro: la fidelizzazione Il principale indicatore per verificare la soddisfazione dell’utente nel tempo resta comunque la fidelizzazione. Lo dimostrano alcuni elementi importanti - le classi che tornano di anno in anno, gli insegnanti che continuano a portare le classi anche se si spostano in scuole situate in località più lontane, gli stessi utenNumero complessivo degli utenti del Museo ti sempre presenti ad inaugurazioni o eventi culturali, quali convegni e conferenze. Un altro indicatore significativo è rappresentato dal numero di utenti che dal 1998 (circa 15.000 visitatori) ad oggi è aumentato enormemente. Tale incremento deriva, a nostro avviso, sia dal moltiplicarsi delle attività proposte, sia dal miglioramento della qualità delle attività stesse. 2005 2006 2007 2008 2009 2010 utenti paganti 7250 7366 6959 5540 10748 7252 12358 13419 14015 14286 12159 11712 4638 5584 5125 4189 8293 6077 520 1120 1900 3300 4100 3370 24766 27489 27999 27315 35300 28411 utenza scolastica utenza scolastica mostre altre attività* totale *Entro questa voce sono comprese le utenze omaggio (inferiori ai sei anni e accompagnatori disabili), le utenze gratuite (utenti Centro di Documentazione, conferenze, cineforum, presentazione volumi, eventi speciali al museo, es. Notte internazionale dei Musei, Darwin day, etc.), le utenze paganti per attività speciali (workshop, corsi, notti al museo, laboratori per famiglie, child room estiva etc.). Le flessioni registrate nel 2006, nel 2008 e nel 2010 sono legate al fatto che durante il periodo autunnale non era presente al museo alcuna mostra. La mostra “Il Fuoco di Vulcano” è stata inaugurata nel gennaio 2007, mentre la mostra “Ventimila Leghe sotto i mari” si era conclusa a maggio 2006. “Il Fuoco di Vulcano” si è poi conclusa nel maggio 2008 e “Cosmos” ha aperto nel novembre 2008; Questa si è conclusa a maggio 2010 e l’ulti- ma mostra, “Alimenta”, è stata aperta a fine Novembre 2010. Risulta interessante confrontare il numero in media di utenti degli ultimi tre anni, pari a circa 30.300, con quello della popolazione di Montebelluna (dato al 1 gennaio 2010), di 30.948: i due valori quasi coincidono. Questo è un dato che pochi musei in Italia collocati al di fuori dei grandi circuiti turistici possono vantare. 75 76 La provenienza dell’utenza scolastica del museo Provenienza delle classi che visitano il Museo escluse le mostre Affluenza delle classi della Provincia di Treviso che svolgono attività didattica al museo escluse le mostre Province TV VE BL PD VI altre totale 350 2007/08 342 74 21 116 55 23 631 2008/09 294 74 37 52 40 34 531 2009/10 316 77 23 51 67 21 555 342 340 330 320 316 310 300 294 290 280 270 Affluenza delle classi provenienti da altre Province che svolgono attività didattica al museo escluse le mostre 2007/08 2008/09 2009/10 140 120 100 80 2007/08 2008/09 60 2009/10 40 20 0 PD VE VI BL VR PN altro la dimensione sociale Confronto anni 2007/08, 2008/09 e 2009/10 in relazione alle province di provenienza delle classi per l’attività educativa escluse le mostre 2007/2008 4% 9% 18% 54% 3% TV VE BL PD VI altre 12% 2008/2009 6% 8% 10% 55% 7% 14% TV VE BL PD VI altre 2009/2010 4% 12% 9% 4% 14% 57% TV VE BL PD VI altre 77 78 Confronto provenienze delle scolaresche alle mostre “Fuoco di Vulcano” (2007-2008) e “Cosmos” (2008-2009) Cosmos 14% TV VE BL PD VI altre 10% 48% 10% 7% 11% Fuoco 8% 9% TV VE BL PD VI altre 9% 56% 8% 10% 180 160 140 120 2007 100 2008 80 2009 60 2010 40 20 br e e em br D ic em ov N O tto br e br e m tte Se iu gn o o G e ag gi M ril Ap o ar z M io br a Fe b en na io 0 G Affluenza delle classi durante gli anni scolastici dal 2007 al 2010 in relazione ai mesi, che svolgono attività didattica al museo escluse le mostre la dimensione sociale Affluenza delle classi suddivise per ciclo di studio che svolgono attività didattica al museo escluse le mostre 400 350 300 250 2007 200 2008 2009 150 2010 100 50 0 infanzia 1° ciclo 2° ciclo Dai grafici a pag. precedente emerge come la percentuale di classi provenienti dalla provincia di Treviso si sia assestata su un valore di poco superiore al 50%. Le provincie extra regione hanno avuto un’impennata nell’anno scolastico 2008/2009 passando dal 3,5% al 6,5%. Questo può essere dovuto all’effetto “traino” attuato dalla mostra “Cosmos”, che, come dimostra il grafico successivo, ha visto un aumento di classi extra-regione di addirittura 6 punti percentuali ripetto alla mostra precedente. Dato indicativo del fatto che quello specifico evento ha consentito al Museo di estendere i suoi confini oltre la provincia di Treviso superiori diventanto, così, un punto di riferimento per la didattica scientifica a livello extra-regionale. Dal grafico sopra si evince chiaramente che nel corso di questi ultimi 4 anni l’utenza si è stabilizzata per tutti i cicli scolastici, eccezion fatta per il 2° ciclo della scuola primaria, cioè 3a, 4a e 5°. Può essere dovuto alla nuova riforma scolastica che prevede un accompagnatore ogni 15 alunni e l’assenza delle compresenze scolastiche. Una classe media di 20 bambini deve avere 2 accompagnatori ma, non essendoci più le compresenze non ci sono insegnanti a disposizione, conseguentemente le uscite vengono ridotte allo stretto necessario. 20 18 16 14 12 2007 10 2008 8 2009 6 2010 4 2 di ce m br e br e m ve br e no to ot br e tte m no se ug gi o ag gi e m ap ril m ar zo io bb ra fe nn a io 0 ge Affluenza delle classi della scuola materna Medie 79 80 Affluenza delle classi di 1a e 2a elementare 30 25 20 2007 15 2008 10 2010 2009 5 Affluenza delle classi di 3a, 4a e 5a elementare e e di ce m br br no ve m ot to br e e se tte m br gn o gi u m ag gi o ile ap r o ar z m fe bb ge nn ai o ra io 0 120 100 80 2007 2008 60 2009 2010 40 20 br e e no di ce m m ve ot se t br e br to br e te m gi ug no o m ag gi ril e ap zo ar m ra bb 40 35 30 25 2007 20 2008 2009 15 2010 10 5 e e di ce m br br m ve no ot to br e e se t te m br o ug n gi gi o m ag ril e ap zo ar m ra bb fe nn ai o io 0 ge Affluenza delle classi della scuola secondaria di 1° grado fe ge nn ai o io 0 la dimensione sociale 40 35 30 25 2007 20 2008 2009 15 2010 10 5 Un ricco indirizzario Il Museo, grazie ai numerosi eventi ed iniziative proposte, ha raccolto nel corso degli anni un grande numero di contatti ed indirizzi che compongono l’indirizzario. Con l’avvento di internet e il moltiplicarsi delle caselle di e e di ce m br br e no ve m ot to br e br se tte m gn o gi u ag gi o m ile ap r o ar z m ra io fe bb ai o 0 ge nn Affluenza delle classi della scuola secondaria di 2° grado posta elettronica, si è costituita una mailing list elettronica parallela a quella cartacea, che sta assumendo un peso sempre più rilevante nelle azioni di comunicazione del Museo (attualmente - 2011 - figurano circa 3500 contatti). 81 82 Il grafico evidenzia il passaggio dai 645 contatti del 2007, ai 989 del 2008 fino ai 1860 del 2009 e ai 3472 del 2010 645 989 2007 2008 2009 2010 3472 1860 Come si implementa l’indirizzario? La maggior parte dei contatti è stata recuperata in tutte le occasioni in cui il Museo entra in contatto diretto con il pubblico (fiere, mostre temporanee, Centro di Documentazione, visitatori), mettendo a disposizione un apposito modulo di richiesta per poter essere inserito tra i contatti ed essere aggiornati periodicamente sulle iniziative proposte. Nell’ottica di ridimensionare progressivamente l’invio cartaceo si invitano gli utenti ad indicare, qualora ne siano in possesso, l’indirizzo mail e solo nel caso ne siano sprovvisti di compilare il modulo cartaceo con l’indirizzo Dal grafico si evince il progressivo utilizzo dello strumento della Newsletter per la comunicazione, con un esperimento di comunicazioni congiunte nel 2008 e un picco deciso di invii tra 2009 e 2010 25 postale. Anche il sito web del Museo contribuisce all’incremento dell’indirizzario, attraverso l’iscrizione on line dei visitatori alla Newsletter. Negli ultimi 3 anni la prassi dell’invio della Newsletter via mail con il programma delle iniziative si è prima affiancata per poi sostitui- re la comunicazione tradizionale, puntando piuttosto su azioni alternative di volantinaggio cittadino e di distribuzione capillare dei materiali promozionali in tutti i punti chiave del territorio. Si è scelto di riservare alle spedizioni cartacee la comunicazione dei grandi eventi, come l’inaugurazione di mostre. Newsletter 22 20 20 15 14 10 7 5 0 2007 2008 2009 2010 la dimensione sociale L’indirizzario cartaceo è suddiviso in diverse categorie relative a gruppi di destinatari specifici (es. biblioteche del Veneto, musei, università, gruppi archeologici, guide, iscritti al CdD, visitatori di mostre etc..). In alcuni casi è il Museo direttamente, che per essere sempre aggiornato o rispondere a specifiche necessità, compone e aggiorna gruppi di indirizzi, in particolare in relazione agli enti pubblici e privati. Il totale di tutte le categorie supera la soglia degli 11.000 contatti. Un gruppo a parte è l’indirizzario relativo alle scuole (n. tot. 4300), che comprende gli indirizzi di tutti gli istituti di ogni ordine e grado di: Triveneto, prov. di Brescia, Bergamo, Ferrara, Reggio Emilia e Bologna. Che tipo di comunicazione viene pianificata? Tutte le iniziative, gli eventi e qualsiasi tipo di attività che il Museo organizza nel corso dell’anno viene comunicata in toto alla cittadinanza locale fidelizzata e poi in base all’interesse del target specifico, ad esempio nel caso di una conferenza di carattere archeologico il Museo comunica la notizia ai gruppi di utenza più vicini all’argomento, dove prevede una maggiore affluenza (es. gruppi archeologici, le università ecc...). Caso a parte è quello delle scuole, a questa categoria viene destinata una spedizione specifica e dedicata che non comporta il coinvolgimento di tutti gli altri destinatari. Il sito web del Museo Il Museo per realizzare le proprie finalità istituzionali e statutarie e soddisfare le esigenze dell’utenza sempre più deve avvalersi dello strumento del Web, grazie al quale: 1. rappresenta efficacemente l’identità e l’attività della struttura; 2. fornisce informazione e divulgazione culturale e scientifica; 3. è strumento per la formazione, l’educazione e la ricerca scientifica. Un buon sito web è ormai da considerarsi uno tra gli strumenti più efficaci di cui si può disporre per raggiungere i propri obiettivi e soddisfare i bisogni del maggior numero di utenti. Da una parte deve riflettere l’identità del museo, affiancandosi alle attività tradizionali per rafforzarle e nello stesso tempo garantire l’osservanza delle norme sulle applicazioni tecnologiche che ne innalzino la qualità. A tale scopo, nel corso del 2008-2009 il Museo ha intrapreso un percorso di totale rinnovamento del proprio sito, durato circa un anno, che ha portato alla creazione di un prodotto completamente nuovo, concepito alla luce dei più moderni sistemi tecnologici e nel rispetto delle normative legate sia alla qualità che all’accessibilità (Legge numero 4 del 9 gennaio 2004 e dal DPR 1 marzo 2005, n.75). Il prodotto realizzato permette di gestire i contenuti, aggiornare le notizie e organizzare un cospicuo data base di informazioni. È possibile navigare nelle varie sezioni del sito, e attraverso il sistema di gestione contenuti aggiungere nuove pagine e collegamenti, utilizzando i template e i layout predisposti. Oltre all’architettura strutturale, al sito sono stati applicati gli European Minerva Project standards, norme di progettazione di un sito di qualità per i siti web pubblici culturali, che risponde ai requisiti di trasparenza, accessibilità, efficacia, aggiornamento, attenzione sull’utente, reattività, multilinguismo e interoperabilità, rispetto delle norme legali. La pubblicazione in forma totalmente rinnovata è avvenuta il 1 agosto 2009. Si è scelto di mantenere una grafica semplice e pulita con menu e stringhe di ricerca chiari e immediati, evitando l’affollamento delle notizie in Home Page, con pagine e sezioni che riflettono le sezioni e i servizi del Museo. 83 84 Le statistiche relative agli anni 2009-2010 Visite Contatti Totali Visitatori Spider Hits Media visite per giorno Media contatti per Visitatore Cached Requests Failed Requests Pagine viste Totale Pagine Media pagine visitate per giorno Media pagine visitate per Visitatore Visitatori Totale Media Visitatori per giorno Total Unique IPs 2009 490.923 454.316 36.607 1.139 49,74 42.125 24.602 2010 1.031.195 940.175 91.020 2.825 42,46 90.318 52.079 150.201 348 16,44 281.800 772 12,73 9.134 21 7,158 22.141 60 14,360 Attività 2009 per mese Mese Jan 2009 Feb 2009 Mar 2009 Apr 2009 May 2009 Jun 2009 Jul 2009 Aug 2009 Sep 2009 Oct 2009 Nov 2009 Dec 2009 Totale Contatti 4.029 7.648 8.857 5.777 50.139 81.432 96.762 105.022 74.294 433.960 2.501 4.272 5.547 3.323 16.928 25.186 26.514 28.781 21.434 134.486 Visitatori 51 70 61 54 929 1.620 1.852 1.944 1.444 8.025 Attività 2010 per mese Mese Jan 2010 Feb 2010 Mar 2010 Apr 2010 May 2010 Jun 2010 Jul 2010 Aug 2010 Sep 2010 Oct 2010 Nov 2010 Dec 2010 Totale Contatti 119.212 106.742 120.004 106.479 101.926 56.015 46.850 47.380 83.627 78.778 84.516 79.608 1.031.195 Pagine 30.930 26.762 31.285 27.028 26.134 17.103 15.949 15.394 21.772 22.616 23.859 22.968 281.800 Visitatori 1.977 2.055 2.185 1.878 1.929 1.054 1.026 939 1.447 2.115 2.774 2.761 22.141 Pagine la dimensione sociale L’attenzione alle persone diversamente abili Da alcuni anni il Museo rivolge una significativa attenzione nel garantire l’accesso intellettuale, economico e fisico al suo patrimonio da parte di tutte le categorie di utenza. In quest’ottica sono state avviate numerose iniziative realizzate a partire dal 2005. In particolare, l’accesso fisico al Museo per persone con disabilità motoria è garantito attraverso corsie speciali, servoscala, servizi di assistenza Gruppi aderenti a percorsi e attività per portatori di handicap, disagio sociale e psichico Attività estive: la Child-Room e i compleanni Anno Gruppi aderenti 2001 3 2002 5 2003 8 2004 9 2005 19 2006 35 2007 21 2008 25 2009 10 2010 18 e accoglienza adeguati. Resta tuttavia ancora molto da fare per attrezzare a questo scopo gli edifici, che rimangono accessibili solo per i servizi posti al pianterreno (mostre e aula didattica) nel caso della Villa, mentre risulta completamente accessibile la Barchessa, sede delle esposizioni permanenti. Un’importante azione in tale ottica è stata condotta nei confronti dei gruppi organizzati di persone diversamente abili che accedono ogni anno al Museo. Nel 2004 è stato avviato il progetto “L’isola che non c’è”, nell’ambito del quale sono state elaborate diverse proposte educative e sono stati approntati strumenti finalizzati a favorire l’approccio al bene culturale da parte di queste categorie d’utenza. Il 2006, come evidenzia la tabella ha registrato un notevole afflusso da parte di questi gruppi, in forte crescita rispetto agli anni precedenti, grazie anche alla presenza di una mostra “Ventimila leghe sotto i mari”, particolarmente efficace nell’incontrare i bisogni educativi di questa categoria d’utenza, grazie alla presenza di molte stazioni interattive e di acquari. Ogni anno, per quattro settimane dal termine della scuola, viene organizzata la cosiddetta “Child Room”. Si tratta di una serie di laboratori, attività e animazioni in cui i bambini della scuola elementare possono cimentarsi per imparare, divertendosi e seguiti dagli operatori didattici. A partire dall’anno 2009 nelle prime due settimane l’attività è stata raddoppiata, accogliendo così 50 bambini a settimana anziché 25, questo per andare incontro alle molte richieste che negli anni precedenti erano rimaste inevase. Inoltre, nei periodi in cui non è allestita alcuna mostra temporanea, il Museo offre la possibilità di organizzare il compleanno al museo il sabato pomeriggio. Durante queste giornate i bambini vengono accompagnati dagli educatori del Museo nello svolgimento di giochi e attività didattiche a carattere scientifico o archeologico e al termine possono usufruire di un’aula riservata all’occasione per assaggiare la torta del festeggiato. Nel corso degli anni sono stati organizzati in media 18 compleanni all’anno. 85 86 L’attenzione per la famiglia Il Museo di Montebelluna pone ormai da molti anni un’attenzione particolare all’utente famiglia. Montebelluna si trova al di fuori dei grandi circuiti turistici e questo le pemette di potersi orientare verso le famiglie offrendo tutta una serie di iniziative rivolte ai ragazzi e ai nuclei famigliari. Biglietti speciali nonno-nipote e famiglia Il Museo e i collaboratori In primis sono previste facilitazioni economiche, a queste poi si aggiungono iniziative come il servizio di baby-sitting durante le conferenze e le inaugurazioni delle mostre, giornate speciali dedicate ad argomenti specifici (es. i sabati al Museo), e ancora attività particolari come i compleanni al museo o le notti al museo. Facilitazioni sono state previste nelle tariffe d’accesso rivolte ai nuclei familiari, in particolare nonni e nipoti possono accedere al Museo con un biglietto speciale ridotto (solo 4 euro per un nonno e un nipote, e un euro per ogni nipote in più) se visitano il Museo insieme dal martedì al venerdì. Anche le famiglie possono usufruire di una tariffa speciale che consente loro di vedere il museo e la mostra in due adulti e tre ragazzi al di sotto dei 18 anni con soli 12 euro totali. I bimbi al disotto dei 6 anni hanno possono entrare gratuitamente. Il personale in pianta stabile e i collaboratori Il Museo svolge la sua attività di base grazie al lavoro di 9 persone facenti parte dell’organico in pianta stabile, e di due persone che collabo- rano con diversa formula contrattuale. Attorno ad esse ruotano numerosi altri collaboratori che prestano la loro opera per specifiche iniziative del Museo spesso aventi durata limitata. L’organico è così composto: Presenti in pianta stabile: Diego Bandiera, tecnico (36 h) Gilberta Bianchin, segreteria didattica (26 h) Giancarlo Cagnin, tecnico (36 h) Monica Celi, direttore e conservatore naturalistico (36 h) Giuseppe Favero, tecnico (36 h) Emanuela Gilli, conservatore archeologo (36 h) Alessandra Guidone, documentalista al Centro di Documentazione (30 h) Roberta Stradiotto, segreteria amministrativa (30 h) Angela Trevisin, documentalista al Centro di Documentazione (32 h) Giorgio Vaccari, conservatore naturalistico (36 h) Collaboratori stabili: Mara De Bortoli, collaboratore segreteria didattica (32 h) Accanto ai dipendenti in pianta stabile molte sono le persone che collaborano con il Museo a diverso titolo: educatori, ricercatori, stagisti, tirocinanti e volontari. Il Museo, con il complesso di attività che nel tempo ha progressivamente organizzato, rappresenta per molti giovani un luogo di formazione, un volano che consente a molti di loro di lavorare durante gli studi e dopo il conseguimento della laurea; anche se si tratta di contratti a chiamata e di breve periodo, essi possono rappresentare comunque un’opportunità per incontrare il mondo dei beni culturali e fare utili esperienze formative. la dimensione sociale Collaboratori del Museo suddivisi per tipologia contrattuale Volontari 11 18 6 10 Co.Co.Co. 23 28 10 10 Ruolo Pur restando immutato il numero dei dipendenti, cresce nel 2010 il numero di stagisti, volontari e collaboratori occasionali. Ciò indica un aumento del fabbisogno di risorse umane del Museo, direttamente proporzionale all’aumento delle attività svolte, e rivela anche la Composizione dell’organico del Museo nel corso degli anni anno 2010 7 5 Stagisti Coll Autonomi anno 2009 18 17 Occasionali grande disponibilità di persone disposte ad una collaborazione a titolo gratuito, che assume così una fondamentale importanza quando le finanze non permettono l’assunzione di altri collaboratori. Anno Organico Funzione 1995 3 1 direttore, 1 tecnico, 1 custode 1996 3 1 direttore, 1 conservatore naturalista, 1 custode 1997 4 come 1996 + 1amministrativo e segretaria didattica 1998 5 come 1997 + 1 custode tecnico. Il conservatore naturalista diviene direttore e il ruolo viene assunto da un collaboratore esterno 1999 6 come 1998 + 1 segretaria amministrativa 2000 6 come 1999 2001 7 come 1999 + 1 custode-tecnico 2002 8 come 2001 + 2 documentalisti 2003-2008 9 come 2002 2009 10 come 2002 + conservatore naturalista di ruolo 2010 10 come 2009 Purtroppo a causa delle difficoltà finanziarie in cui versano le amministrazioni pubbliche negli ultimi anni, non è stato possibile incrementare il personale in pianta stabile che risulta quasi invariato dal 2002, salvo l’assunzione del conservatore naturalista nel 2009, nonostante il forte incremento di attività e di utenza. In questo frangente, solo la disponibilità del personale a svolgere ore di lavoro stra- ordinario e il ricorso a personale esterno ha permesso al Museo di far fronte alle urgenze. La formazione del personale Una particolare attenzione viene da sempre dedicata alla formazione e all’aggiornamento del personale a garanzia di un continuo miglioramento delle prestazioni e di una continua tensione del Museo alla qualità. In 87 88 I volontari al Museo Da alcuni anni, viste le molteplici attività culturali programmate ed in itinere ed il carico di lavoro che ne deriva - non sempre fronteggiabile dal solo personale di ruolo – il Museo collabora con persone che si offrono come volontari che prestano la loro opera a titolo gratuito. Il Museo considera preziosa questa opportunità, perchè permette di arricchire sempre più il contributo scientifico e di divulgazione culturale che il Museo civico intende offrire alla propria utenza, limitando nel contempo notevolmente l’incidenza su costi. I volontari sono distinguibili in tre categorie principali: - laureati che si avvicinano al Museo per formazione professionale (sarà la loro futura professione); - pensionati che svolgono attività di collaborazione in ambito sociale e culturale; - appartenenti all’associazione Amici del Museo; - studenti di istituti superiori con particolare interesse negli ambiti delle scienze naturali e dell’archeologia. La prima categoria, composta da giovani laureati, svolge in genere attività di supporto alla gestione del Museo ed intraprende nuovi progetti che aiutano a formare le persone nell’ottica di un futuro impiego nell’ambito dei beni culturali. La seconda categoria, costituita da persone in pensione, svolge attività di collaborazione e di supporto alle attività interne di gestione del Museo, quali ad esempio sorveglianza e vigilanza degli spazi, aiuto per attività di imbustamento e spedizione di materiale informativo, attività di biglietteria e di museumshop. La terza categoria è rappresentata da membri dell’Associazione Amici del Museo che interpretando lo spirito dell’associazione stessa che intende promuovere e sostenere le attività del Museo, offre il proprio tempo a sostegno del Museo, consapevole delle difficoltà relative alle risorse umane a disposizione. La quarta categoria, rappresentata da studenti di scuola superiore, contribuiscono all’una o all’altra delle suddette mansioni, in accordo con le esigenze gestionali del momento. Qualora la preparazione dei volontari in ambito museale non fosse adeguata alle mansioni che essi si trovano a svolgere, il Museo è comunque organizzato per aggiornare e formare i volontari stessi. Il numero dei volontari è passato da 7 nel 2009, a 5 nel 2010, mantenendosi quindi più o meno in linea con gli anni precedenti. generale viene privilegiata una formazione specifica inerente il mondo dei musei e modulata a seconda della professionalità del dipendente. Ove possibile vengono selezionate le attività di formazione che non richiedono spese di iscrizione. Ogni anno il direttore e alcuni collaboratori del museo partecipano ad un viaggio di formazione in alcune città e zone d’Europa (Londra, Parigi, Svizzera, Provenza, Baviera, Lisbona) organizzato dall’Associazione Nazionale dei Musei Scientifici, durante il quale si possono vedere conoscere le realtà museali, confrontarsi con le persone che vi lavorano, acquisire nuovi metodi e filosofie che sottendono ad una visione del museo integrata con la società contemporanea e ne rispondono ai bisogni culturali e sociali. Inserimenti sociali e volontari In conformità alla politica perseguita dal Museo fin dal 2000, con l’obiettivo di costituire una struttura aperta e ben inserita nel proprio contesto sociale, sono entrati a far parte della struttura anche lavoratori socialmente utili e sono stati fatti inserimenti attraverso convenzioni con l’U.L.S.S. n. 8 di Asolo (servizio per l’handicap dell’età adulta) di persone appartenenti a categorie protette. Questo la dimensione sociale evidenzia un ruolo sociale che il Museo ha volutamente sviluppato, consapevole del fatto che, essendo una struttura pubblica, deve svolgere anche questo ruolo al fine di promuovere l’integrazione. Il Museo è per sua stessa definizione e caratterizzazione luogo di tutti, è il luogo dell’identità, in esso vengono conservate la memoria storica e naturalistica, è un luogo speciale dove ognuno può trovare una dimensione comunicativa, unica e irripetibile, con il patrimonio culturale della propria città, del proprio territorio. Il Museo e i fornitori Il museo opera in un contesto di pubblica amministrazione e rispetta quindi la legislazione vigente e i regolamenti comunali che sono alla base per l’acquisizione di beni e servizi, svolgendo sempre gara formale o informale, appalti o rifererendosi alle convenzioni CONSIP per ogni tipo di acquisto. Nel pieno rispetto di queste regole il museo è riuscito comunque a creare legami particolari con alcuni fornitori. Si tratta spesso di ditte che da anni se- guono e conoscono il museo, applicano prezzi assolutamente concorrenziali con CONSIP e soprattutto sostengono il museo nelle proprie attività. Si tratta di ditte sia di Montebelluna che esterne che riconoscono il valore delle iniziative e delle attività del museo e offrono il loro aiuto nel corso di mostre o di altre iniziative speciali mettendo a disposizione del museo gratuitamente parte dei materiali o dei servizi che le caratterizzano come aziende. Il Museo e le associazioni Collaborare con le associazioni Nell’ambito della collaborazione tra il Museo e le diverse associazioni, queste ultime giocano un ruolo fondamentale. Esse possono offrire al Museo: - nuove proposte e condivisione di progetti; - supporto per progettazione e organizzazione di eventi, mostre, convegni, etc.; - supporto volontario per la gestione delle attività interne al Museo (ad esempio biglietteria, spedizione, etc.); - condivisione di spazi e mezzi; - divulgazione scientifica; - pubblicità e comunicazione delle iniziative del Museo attraverso i loro canali; - supporto e partenariato in progetti vari. Le principali associazioni che hanno collaborato con il Museo negli ultimi anni sono le seguenti: • ACCADEMIA TREVIGIANA DEL TERRITORIO • AIB - Associazione Italiana Biblioteche • AIIG - Associazione Italiana Insegnanti di Geografia • APAT - Associazione produttori apistici di Belluno, Treviso e Venezia • APATMIELE • ARCHIATRI (Quartetto d’archi formato da medici) • AMICI DEL CAVALLO DELLA MARCA TRIVIGIANA, Maserada sul Piave (Tv) • AMICI DEL MUSEO • ASCOM – CONFCOMMERCIO, Montebel luna-Treviso • ASSOCIAZIONE MONTELLO A TAVOLA • ASSOCIAZIONE DI VOLONTARIATO “VIVE RE LA VITA”, Segusino (TV) • ASSOCIAZIONE COMUNITÀ GIOVANILE ONLUS, Conegliano (TV) • ASSOCIAZIONE DIDATTICA MUSEALE, Milano • ASSOCIAZIONE RICREATIVO CULTURALE, “Gioca e Crea”, Onigo di Pederobba (TV) • ATTAWASOL - ONLUS, Montebelluna • CIRCOLO PERSONALE VENETO BANCA, Montebelluna (TV) • COLDIRETTI GIOVANI IMPRESA, TREVISO • COMITATO STORICO RIEVOCATIVO DI PRIMIERO, FIERA DI PRIMIERO (TN) • CONFARTIGIANATO ASOLO (TV) • COOPERATIVA SOCIALE “L’ECO PAPA GIOVANNI XXIII, Dueville (VI) • COOPERATIVA SOCIALE MANO AMICA, Schio (VI) 89 90 • COOPERATIVA SOCIALE SOLIDARIETÀ, Onlus Treviso • COOPERATIVA SOCIALE VITA E LAVORO, Montebelluna (TV) • IL DELFINO ASSOCIAZIONE SPORTIVA DILETTANTISTICA, Montebelluna (TV) • GRUPPO ARCHEOLOGICO AGORDINO ARCA, Agordo • GRUPPO ARCHEOLOGICO CADORINO, Calalzo di Cadore (BL) • GRUPPO NATURALISTICO BELLONA, Montebelluna • GRUPPO GROTTE TREVISO GRUPPO LA VENTA, Treviso • GRUPPO NATURALISTICO SPERCIGLANUS • ISTITUTO ITALIANO DI PREISTORIA E PROTOSTORIA (IIPP), Firenze • LIBRO PARLATO di Feltre • RISTORATORI DEL MONTELLO • SLOW FOOD VENETO • SOCIETÀ VENEZIANA DI SCIENZE NATURALI, Venezia • UNA CASA PER L’UOMO, Montebelluna • UNIVERSITÀ DEL TEMPO LIBERO, Noale (VE) • UNIVERSITÀ DELLA TERZA ETÀ, Monte belluna • UNINDUSTRIA TREVISO • WWF I rapporti più importanti e duraturi di collaborazione tra Museo e associazioni sono stati instaurati con l’ANMS - Associazione Nazionale Musei Scientifici. Si tratta di un’organizzazione nazionale che comprende i musei di Storia naturale, gli orti botanici, i giardini zoologici, gli acquari, i musei della scienza e della tecnica, i musei di Storia della scienza; tutte istituzioni permanenti che raccolgono le testimonianze ed i materiali relativi alle scienze e alla loro storia, li conservano e li rendono disponibili per la ricerca e la fruizione pubblica. L’associazione è impegnata a promuovere l’azione dei musei scientifici italiani. Dal 2001 il Museo di Storia Naturale e Archeologia di Montebelluna ha intrapreso un percorso, in collaborazione con l’ANMS, che si concretizza in un appuntamento annuale mirato alla formazione didattica degli operatori che operano nel settore museale. I workshop di Montebelluna costituiscono un appuntamento ormai consolidato per gli operatori che provengono da musei sparsi su tutto il territorio nazionale. Principale obiettivo di questi appuntamenti è quello di fornire agli operatori un’occasione di formazione di carattere pedagogico, considerando che spesso pur essendo esperti nel la dimensione sociale loro settore di riferimento (archeologico o naturalistico), non possiedono un supporto teorico di tipo pedagogico. Questo percorso è iniziato con un primo ciclo di workshop (dal 2001 fino al 2005) dedicati alla didattica per il settore scolastico - l’utenza più rilevante per il Museo – ed in particolare si è cercato, in queste occasioni, di affrontare le diverse tematiche e metodologie, destinate a studenti di ogni ordine e gra- do, da utilizzare per sviluppare una relazione educativa tra Museo e scuola. Con il 2006 si è aperto un nuovo ciclo, questa volta mirato all’educazione degli adulti nel Museo, proseguito anche nel 2007 toccando il mondo della disabilità, e che è continuato nel 2008 coinvolgendo il pubblico della terza età, nel 2009 affrontando i temi della progettazione culturale, per concludersi nel 2010 con la valutazione dei processi educativi. Amici del Museo Nel 1999 si costituisce l’associazione “Amici del Museo di Storia Naturale e Archeologia di Montebelluna”. L’Associazione non ha scopo di lucro ed agisce con finalità di volontariato civile, culturale e sociale avvalendosi delle prestazioni personali, spontanee e gratuite dei propri aderenti. Gli scopi principali dell’Associazione sono: - collaborare con la direzione del Museo e con le competenti soprintendenze nell’azione di tutela, promozione e custodia del Museo, dei monumenti e dei siti archeologici e paesaggistici di Montebelluna; - organizzare visite ai musei, monumenti mostre e collezioni pubbliche e private; - organizzare conferenze e dibattiti e curare pubblicazioni su temi artistici, storici e naturalistico-scientifici; - promuovere donazioni, lasciti ed acquisizione di opere e di denaro diretti ad arricchire le raccolte del Museo; - promuovere campagne di finanziamenti destinati al restauro del patrimonio civico, naturalistico, archeologico e monumentale del territorio, curandone l’attuazione. Gruppo Naturalistico Bellona Il “Gruppo Naturalistico Bellona” è un’associazione fondata a Montebelluna nel 1964. Essa ha tra i suoi obiettivi la diffusione e la divulgazione delle Scienze Naturali. Nel 1986 il Gruppo contribuì, grazie alle collezioni raccolte nel corso degli anni, alla fondazione del Museo di Storia Naturale ed Archeologia di Montebelluna. Nonostante il Museo sia diventato nel tempo un’istituzione comunale, il rapporto di collaborazione con il Gruppo prosegue tuttora attraverso la condivisione degli spazi e dei materiali (come a d esempio l’utilizzo della specola per le attività di astronomia promosse dal gruppo), nonché la condivisione di progetti. Partenariati e collaborazioni L’Istituzione Museo è inserita in un preciso contesto territoriale e sociale con il quale essa deve continuamente rapportarsi, sia per quanto riguarda la finalità di “espansione” della propria utenza, dunque attraverso iniziative di interesse specifico per la popolazione, sia per attingere a tutte le risorse necessarie per aumentare e migliorare i propri servizi. A questo scopo sono stati coinvolti l’ASCOM ed altre associazioni, quali ad esempio l’Associazione dei Ristoratori del Montello ed altri promotori di percorsi enogastronomici che utilizzano gli esercizi associati distribuiti sul territorio montelliano. L’ASCOM si è infatti rivelato il partner ideale per offrire attraverso un’apposita convenzione a tutti coloro che visitano le mostre temporanee del Museo una 91 92 Il Museo e il territorio ristorazione a prezzi contenuti e significativi pacchetti turistici a sfondo culturale. Anche le pizzerie del territorio, in particolare le più vicine geograficamente alla struttura museale, sono state coinvolte per offrire il kinder menù a base di pizza e bibita acqui- stabile con uno sconto del 10% e rivolto a tutti i ragazzi e a tutte le famiglie che presentano il biglietto di entrata alle iniziative del Museo. Questa possibilità si è rivelata molto utile per scolaresche provenienti da lontano e che trascorrono in gita l’intera giornata. Il museo e l’amministrazione comunale di continuando ad esercitare un controllo totale sugli stessi per il tramite delle competenti Soprintendenze regionali. Le collezioni archeologiche di proprietà statale (circa il 90% dell’intera raccolta) giacenti presso il Museo Civico di Montebelluna rientrano nella sfera di competenza della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto. Dal momento che essa rappresenta l’Ente preposto alla tutela, il Museo, pur obbligato a garantire la conservazione di tali beni, può intervenire su di essi solo previa autorizzazione da parte della Soprintendenza. Per quanto riguarda le nuove acquisizioni (generalmente consegne di reperti da parte di privati), il Museo deve segnalare alla Soprintendenza l’ingresso nella propria struttura di qualsiasi reperto e seguire le direttive indicate dalla stessa per la tutela dei beni in questione. montebelluna Il Museo di Storia Naturale e Archeologia di Montebelluna è un’Istituzione costituita con delibera del Consiglio Comunale n. 130 del 30/09/1997. Esso rappresenta uno strumento gestionale del Comune di Montebelluna senza personalità giuridica. I rapporti operativi tra il Comune e l’Istituzione affidataria del servizio pubblico relativo alla gestione del Museo Civico di Montebelluna e della sua sede distaccata presso il Comune di Quero, frazione di Schievenin (BL), sono stabiliti tramite un contratto di servizio. Tale contratto, in sintesi, prevede che l’Istituzione goda di una limitata autonomia finanziaria e che possa gestire, sotto il controllo di un consiglio d’amministrazione nominato dal Comune, un budget finanziario trasferito dal Comune all’Istituzione stessa e soprattutto che utilizzi le proprie entrate, derivanti da servizi, da contributi di altri enti e da sponsorizzazioni, per svolgere le proprie attività. Pur nell’ambito di questa autonomia che progressivamente va facendosi più ampia, esiste uno stretto rapporto con gli uffici del Comune (ragioneria, lavori pubblici, ufficio sistemi informativi, scuole, protocollo, etc.) con i quali il Museo si confronta e collabora. Il museo e la soprintendenza per i beni Il museo e il m.a.m. (musei alta marca) Musei Alta Marca (M.A.M.) è una rete di musei dell’alta marca trevigiana che ha accorpato alcuni servizi comuni al fine di ottenere agevolazioni e risparmi. A titolo di esempio si può citare la segreteria didattica che organizza le prenotazioni da parte delle scuole sia per il Museo sia per la Tipoteca Italiana Fondazione*1∗. Ciò consente un notevole risparmio sui costi: le spese di archeologici del veneto Ai sensi della normativa vigente (D. Lgs 42/2004 “Codice dei Beni Culturali”), le funzioni di tutela sul patrimonio archeologico di proprietà statale è esercitata dal Ministero per i beni e le attività culturali, che può comunque autorizzare i musei civici a conservare reperti statali secondo la formula del deposito temporaneo della durata di cinquant’anni, pur 1 ∗ TIF, Tipoteca Italiana Fondazione è un museo del Carattere. In esso sono conservate le più importanti macchine che hanno segnato la storia della stampa dal ‘5OO ad oggi e una enorme quantità di varietà di caratteri sia in termini di stile che di materiale. Si tratta di una realtà museale di grande valore scientifico e didattico che costituisce un importante valore aggiunto all’offerta culturale del nostro territorio. la dimensione sociale spedizione di inizio anno scolastico per tutte le comunicazioni indirizzate alle scuole del Triveneto vengono divise a metà, mentre i costi di segreteria vengono sostenuti dal Museo, che riceve dalla Tipoteca Italiana un importo prestabilito per ogni prenotazione andata a buon fine. Nell’anno scolastico 2009-2010 alla Tipoteca si sono aggiunte Villa Emo di Fanzolo di Vedelago e il Museo dello scarpone e della calzatura sportiva di Montebelluna. Il museo e l’università Un rapporto particolare che si è costruito nel tempo è quello tra Museo e Università, in particolare di Padova. Esso si svolge su più piani: formazione attraverso stage, attività di collaborazione nella ricerca, scambio di documentazione, attività di docenza del personale del Museo in occasione di seminari organizzati in alcuni corsi di laurea, collaborazione nell’organizzazione di eventi (mostre, conferenze, convegni). Per alcuni aspetti il Museo è divenuto, rispetto all’Università, un presidio sul territorio, un avamposto, e spesso si trova a svolgere il ruolo di mediatore culturale tra il sapere esperto, che l’Università e il Museo stesso producono attraverso la ricerca scientifica, e il territorio nei suoi attori: popolazione, enti, scuole. 93 LA DIMENSIONE ambientale Il Museo svolge la sua attività non solo per i cittadini di oggi ma anche per le generazioni future, e per questo motivo è da sempre impegnato nel rispetto e nella salvaguardia dell’ambiente circostante. L’impegno del Museo a tal proposito non consiste solo nel mettere in atto una serie di attenzioni, come il trattamento delle sostanze tossiche e la gestione dei rifiuti, ma anche nel fungere da esempio ed educare attraverso proposte didattiche, seminari e conferenze. Conservazione di sostanze tossiche e radioattive Durante lo svolgimento della sua attività, il Museo si trova quotidianamente ad operare con reagenti chimici, sostanze liquide e solide per la conservazione dei reperti, sostanze infiammabili. Per evitare ogni utilizzo improprio e pericoloso di tali sostanze, esse vengono stoccate in locali non accessibili al pubblico (deposito naturalistico e magazzini), all’interno di armadi e contenitori chiusi a chiave. Il Museo ha inoltre provveduto all’acquisto di armadi a norma per il contenimento delle sostanze infiammabili. Nel caso di minerali radioattivi e amianto, la conservazione avviene in contenitori a tenuta stagna. Viene anche utilizzato un recipiente appositamente studiato per il contenimento delle radiazioni, con pareti piombate di spessore adeguato all’emissione radioattiva, situato in locali non accessibili al pubblico. Inoltre, il Museo si avvale della consulenza dell’ARPAV per il monitoraggio, il controllo, le procedure e i materiali idonei al contenimento delle sostanze radioattive e dell’amianto. La gestione dei rifiuti Relativamente allo smaltimento di carcasse di animali e resti di preparazioni tassidermiche, è in via di definizione una convenzione tra Museo, Servizio Veterinario della U.S.L. 8 e Corpo Forestale dello Stato (CFS) per la certificazione da parte del settore veterinario e l’eventuale denuncia congiunta con il CFS di materiali sequestrati. La società individuata per lo smaltimento verrà decisa in accordo con l’Ufficio Ecologia del Comune. I materiali tossici e infiammabili di natura liquida e solida, come ad esempio liquidi residui e ricambi per la conservazione dei reperti naturalistici (alcool etilico e formaldeide), reagenti e polveri residui dell’attività didattica (esperimenti di chimica e fisica), vengono versati in contenitori sigillati e successivamente smaltiti dalla società incaricata a tale scopo. Anche per i rifiuti definiti urbani si opera in un contesto di raccolta differenziata: plastica, vetro e lattine, secco, umido e carta. Ogni ufficio esegue la prima differenziazione avendo a disposizione due cestini: uno per la carta e uno per gli altri rifiuti e gli utenti hanno a disposizione vari contenitori: carta, vetro e lattine, plastica e altri rifiuti; tuttavia poiché non esiste ancora una sensibilità diffusa, spesso tocca al Museo accollarsi l’onere della selezione dei rifiuti. I materiali riciclabili derivano dall’operato degli uffici del Museo: carta, toner esauriti e altro materiale d’ufficio riciclabile vengono accuratamente raccolti. Molta attenzione viene prestata al riciclo di metalli, cartoni, contenitori in plastica utilizzati nell’attività del Museo. In particolare, si sottolinea la promozione di attività didattiche permanenti e collegate a mostre temporanee (da citare il laboratorio “Giochiamo con i metalli ” legato alla mostra “Il Fuoco di Vulcano”) che prevedono l’uso di materiali da riciclo quali lattine di alluminio, pagliette di ferro, scatole di cartone, etc. utilizzati per la costruzione di oggetti. Inoltre nel 2009, in collaborazione con il Museo dello scarpone e della calzatura sportiva, è stato progettato un nuovo laboratorio, che verrà proposto nell’anno scolastico 2010-2011 dedicato ai materiali, al loro utilizzo e alle varie caratteristiche in riferimento alla riciclabilità e biodegradabilità. La carta: un bene prezioso La carta è uno dei materiali di consumo più importanti all’interno del Museo. All’utilizzo negli uffici per la normale attività amministrativa si aggiunge quello per le attività didattiche (fotocopie di schede, bibliografie per insegnanti, etc.) e quello promozionale (volantini). L’attenzione a questo bene è quindi particolarmente elevata. Sono state poste in essere varie strategie: 95 96 - acquisto di carta riciclata per il 90% del fabbisogno del Museo; - riutilizzo dei fogli scartati, stampati solo da un lato, per fare blocchi notes e per stampare Percentuale d’uso di carta riciclata e carta bianca normale negli uffici in un anno (prassi in vigore dal 2001). bozze o “brutte copie”; - utilizzo della carta usata come materiale da imballaggio, ove questo si rende necessario. 30% carta riciclata carta normale 70% La stessa carta igienica e la salviette asciugamani, il cui consumo è particolarmente elevato visto il grande afflusso di pubblico, vengono acquistate solo se provengono da carta riciclata e non trattata (la cd. “ecocarta”). Educazione ambientale L’educazione ambientale trova ampio spazio all’interno del Museo, dove oltre alle specifiche attività didattiche, alle conferenze e agli incontri tematici, vengono proposti: - il tutoraggio e la collaborazione alla progettazione di percorsi speciali di educazione al paesaggio ed educazione ambientale per le scuole di ogni ordine e grado; - la consulenza per il riconoscimento e la determinazione di specie a rischio, in collaborazione con la U.S.L. 8 (Ufficio Igiene e Servizi Veterinari). la dimensione AMBIENTALE L’attività educativa del Museo su Ecologia e Ambiente Al museo I principali ecosistemi del Veneto: fauna e flora del nostro territorio Il laboratorio, dopo aver introdotto le caratteristiche geografiche e climatiche dei diversi ecosistemi del nostro territorio (dal litorale Adriatico alla catena Alpina), illustra le caratteristiche delle comunità animali e vegetali che li caratterizzano, fornendo una chiave di lettura delle relazioni tra biocenosi e biotopo. Pacchetto speciale dal museo al territorio e... viceversa! Per integrare la comprensione del paesaggio e della ricca biodiversità che vi insiste, il Museo propone due pacchetti in cui alle uscite nel territorio vengono abbinate delle attività didattiche da svolgersi nella Sezione Naturalistica o nei laboratori scientifici. Il docente può scegliere le combinazioni tra le proposte sotto riportate, (per le descrizioni delle attività si rimanda ai singoli paragrafi) e l’ordine di svolgimento. Nei tempi indicati sono comprese le durate degli spostamenti. Pacchetto mezza giornata: laboratorio al Museo (1 h) + uscita nel territorio (3 h) - Al Museo (1 h): visita Sala Pesci e Terre Emerse e osservazione di reperti di collezioni zoologiche e botaniche. - Nel Territorio (3 h): abbinare a scelta una delle seguenti uscite: •Alla scoperta del bosco •Alla scoperta del fiume •Dentro la Natura: sentieri e acque di Bigolino Pacchetto giornata intera: laboratorio al Museo (2 h) + pausa pranzo + uscita nel territorio (3,5 h) - Al Museo (2 h): laboratori consigliati: •Sperimentare con l’acqua •Il mondo segreto di una goccia d’acqua •Invertebrati + vertebrati •I principali ecosistemi del Veneto - Nel Territorio (3,5 h): abbinare a scelta una delle seguenti uscite: •Alla scoperta del fiume •Dentro la Natura: sentieri e acque di Bigolino •Alla scoperta del bosco Da 3a a 5a Sc. Primaria, Scuole Medie e Superiori Nel territorio Il Museo propone alcune esperienze di lavoro sul campo versatili e differenziate, utili a far acquisire i concetti relativi ai fenomeni naturali, le conoscenze riguardanti il territorio in cui viviamo e a far maturare comportamenti positivi nei confronti dell’ambiente. Le attività si articolano utilizzando metodologie scientifiche comuni: osservazioni, attività pratiche (esperienze scientifiche di campo e giochi didattici), raccolta dati su schede appositamente strutturate, conclusioni sull’attività svolta con eventuali valutazioni personali. 97 strategie e obiettivi futuri Uno sguardo al futuro Al Museo di Montebelluna, come ad altre strutture educative, spetta il ruolo fondamentale di essere e luogo di mediazione culturale e apprendimento permanente da una posizione privilegiata rispetto ad altri. Il Museo è infatti custode di una civiltà, un luogo speciale dove il patrimonio culturale costituito da beni materiali e immateriali può essere conosciuto e condiviso, ma soprattutto osservato con lo sguardo unico portato da ogni visitatore. Sarà quindi importante continuare nel percorso della formazione per essere all’altezza del ruolo che al Museo viene richiesto e del quale oggi tutta l’organizzazione è più consapevole. Il Museo, quindi, in considerazione del suo ruolo sociale, si troverà a progettare ogni attività con la consapevolezza del contributo che esso può dare per il miglioramento delle condizioni culturali e sociali delle più diverse fasce di utenza potenziale, e con la coscienza di essere una risorsa unica nel creare e animare ambienti di apprendimento stimolanti, nell’aiutare gli individui a costruire le proprie molteplici identità, nel contribuire ad eliminare le disuguaglianze culturali, nel permettere un dialogo interculturale fra le comunità locali e nell’offrire esperienze significative di apprendimento per tutti. Prospettive future Nell’ottica di perseguire un continuo miglioramento e soprattutto nella prospettiva dinamica di essere una struttura costantemente integrata con la propria comunità e società, il Museo dovrà essere sempre attento ai cambiamenti, dovrà adeguarsi, in termini di contenuti e di proposte, al continuo divenire che caratterizza ormai la nostra epoca. Nel prossimo futuro l’obiettivo sarà proprio quello di creare un’organizzazione in sintonia con il tempo che sta vivendo, abbandonando le vecchie strutture concettuali e strumentali che ancora, per mancanza di risorse, il Museo non è riuscito a rinnovare. Le esposizioni archeologiche e alcune di quelle naturalistiche, risalenti a più di 25 anni fa, dovranno essere rinnovate sia per quanto riguarda i contenuti (la ricerca nel frattempo ha portato nuove conoscenze) sia per le tecniche espositive (strumentazione multimediale e di comunicazione), in ordine alle più moderne filosofie espositive applicate ormai in tutta Europa. Sperimentazioni in tal senso sono state effettuate all’interno del Museo nel rinnovare le sezioni permanenti dei minerali (Mineralia un mondo di cristalli) e dei vertebrati (Terre Emerse), nonché nelle mostre temporanee realizzate negli ultimi anni (Abracadabra: magie della natura, Ventimila Leghe Sotto i Mari, Il Fuoco di Vulcano: le età dei metalli, Cosmos: viaggio alla scoperta dell’Universo, Alimenta: il cibo tra scienza e cultura). Tutte queste nuove esposizioni rappresentano il nuovo modo di costruire il museo, con oggetti a diretto contatto con il pubblico, pronti per farsi accarezzare, a trasmettere sensazioni attraverso le forme, il peso e il calore, a farsi conoscere attraverso esperimenti. La natura, la scienza sono patrimonio di tutti e tutti vi possono accedere ai più diversi livelli scegliendo autonomamente cosa approfondire e cosa tralasciare. Il museo diventa così decisamente un luogo dove tornare, magari per giocare, per studiare, per soddisfare il 2010-11 “Geologica” Nel 2011 ci sarà il riallestimento delle sale di geologia. Previsto per il 2009-2010, a causa di ritardi nell’erogazione dei finanziamenti, è stato programmato per l’anno successivo. La nuova sezione prevede, oltre ad una introduzione generale dei temi geologici (rocce, vulcanesimo, tettonica) anche una presentazione delle caratteristiche geologichegeomorfologiche del nostro territorio: Monte Grappa e Cesen, Colli Asolani e Montello e infine la pianura. Strumenti multimediali consentiranno di viaggiare dentro il nostro pianeta sotto le crosta terrestre e camminare sull’alveo del Piave per riconoscere le rocce che provengono dal suo bacino di alimentazione e scorrimento. 99 100 proprio gusto estetico o semplicemente per stare insieme con altre persone e condividere emozioni e sensazioni. Accanto a questo, il Museo intende divenire sempre più un riferimento nel territorio per la promozione e lo sviluppo del pensiero scientifico all’interno della nostra società, attraverso attività proposte a diversi target di utenza, dai bambini agli adulti. Il Museo intende inoltre essere sempre più presente come mediatore culturale per garantire la diffusione delle conoscenze derivate dalla ricerca scientifica alle comunità del territorio. Per questo intende promuovere tavole rotonde sui temi più importanti e scottanti del momento (La genetica, L’energia, Il clima ecc.) che consentano alle persone di confrontarsi direttamente con scienziati, interrogandoli per avere la possibilità di risolvere i propri dubbi senza subire acriticamente l’informazione come accade di fronte alla TV. Per la conservazione naturalistica oggi l’imbalsamazione o la conservazione in pelle e in liquido non sono sufficienti per garantire alle generazioni future di utenti, visitatori e studiosi tutte le informazioni possibili. Oggi le tecniche di estrazione del DNA richiedono al museo una maggiore competenza per garantire una conservazione che consenta in futuro il recupero del DNA e quant’altro le tecnologie di oggi e di domani potranno acquisire in termini di informazione scientifica. Al momento il museo intende dotarsi di un congelatore per conservare l’informazione genetica dei reperti acquisiti. Infine, sarà necessario adeguare le strutture e le infrastrutture ai nuovi numeri di utenza del Museo e alle nuove acquisizioni di collezioni naturalistiche ed archeologiche (si veda il paragrafo successivo). Problemi ancora irrisolti Il perseguimento degli obiettivi futuri e la qualità delle attività proposte dal Museo si scontrano purtroppo con alcuni problemi materiali. Spazi Attualmente il Museo vive una situazione di disagio per i ridotti spazi a disposizione a strategie e obiettivi futuri diversi livelli. I depositi e i magazzini, oramai stracolmi, sono dislocati in due stabili situati a notevole distanza dal Museo. Questo crea disagio per il controllo, la custodia e il recupero dei materiali, nonché per i tempi e i costi degli spostamenti. Nei depositi giacciono moltissimi importanti reperti naturalistici e archeologici che meriterebbero di essere esposti al pubblico, ma che per i limiti dello spazio espositivo restano nei depositi. Gli uffici e il Centro di Documentazione del Museo sono compressi in un piano della Villa, dislocati in corridoi; qui i dipendenti condividono lo spazio di lavoro con i reperti che non sono stati collocati né nei depositi, né in esposizione, con il magazzino di cancelleria, con l’archivio amministrativo, etc. Tutto ciò comporta difficoltà nella pratica lavorativa quotidiana e spesso crea disagi nel caso in cui si debba garantire riservatezza all’utente che richiede appuntamento al personale. L’attività educativa - in trend positivo di crescita - da anni ha ormai saturato tutti gli spazi e le aule didattiche del Museo. Succede sovente che il Museo sia costretto a rifiutare le richieste delle scuole per aver esaurito gli spazi disponibili allo svolgimento delle sue attività. Servizi igienici Il Museo ha attualmente solo quattro servizi igienici per il pubblico: assolutamente insufficienti per l’attuale utenza di oltre 30.000 visitatori annui. Esigenze Per poter dar seguito alle prospettive future e risolvere i problemi è necessario pensare ad investimenti a medio e lungo termine che prevedano l’intervento finanziario non solo comunale, vista la ricaduta sovracomunale (ambito triveneto), delle attività e dei servizi proposti dal Museo. Sarebbe quindi necessario trovare nuovi finanziamenti in contesti provinciali, regionali, nazionali ed europei. Rispetto a questo, Museo e Amministrazione comunale si stanno interrogando e soprattutto stanno lavorando su una progettazione speci- fica che possa essere funzionale alla ricerca di nuove fonti di finanziamento. Un’altra esigenza specifica è relativa al personale che attualmente è sottodimensionato rispetto alle attività del museo e che richiederebbe quantomeno l’inserimento in pianta organica di una unità (attualmente le mansioni sono coperte da contratti di collaborazione o cooperativa), dedicata alla segreteria didattica, visto anche l’ampliamento della rete MAM con il Museo dello Scarpone e Villa Emo. Spunti di miglioramento Nell’ottica di un miglioramento continuo e della qualità, filosofia sposata dal Museo già da alcuni anni, sono stati individuati per l’anno 2010 alcuni obiettivi specifici rispetto ai quali l’istituzione, con le risorse economiche e umane adeguate, potrebbe dare risultati: Miglioramenti espositivi – garantire all’utente un miglioramento della comunicazione dei temi astronomici e geologici attraverso il rinnovo dell’area permanente dedicata; Miglioramenti rispetto all’accesso – favorire e offrire opportunità d’accesso al Museo dell’utenza adulta (progetti di collaborazione con i C.T.P.) e dell’utenza di persone disabili (progetti di collaborazione con i centri diurni) puntando quindi anche ad un incremento in termini numerici; Miglioramenti rispetto all’offerta famiglie – offrire alle famiglie un’opportunità culturale di qualità per il tempo libero attraverso l’avvio di laboratori ludico-educativi nei weekend per le famiglie; Miglioramenti rispetto alla qualità dell’offerta culturale legata alle mostre – realizzare la nuova mostra dedicata all’alimentazione rispondendo ai diversi stili di apprendimento; Miglioramenti tecnologici – sostenere l’innovazione nell’ambito della conservazione, ricerca, esposizione e comunicazione attraverso l’acquisizione di informazioni e ove possibile di strumenti tecnologici dedicati; Miglioramenti ambientali – sistemazione e recupero del giardino nell’ottica di un recupero storico e funzionale (costituzione di una siepe didattica); 101 102 Miglioramenti gestionali – procedere nel processo di autonomia avviato nel 2007 a seguito dell’applicazione stretta del modello gestionale dell’Istituzione. Accanto agli obiettivi specifici principali, in Uno sguardo al futuro, un obiettivo dell’amministrazione: l’ampliamento del museo con nuovi spazi tutti gli ambiti d’azione, conservazione, didattica, ricerca, divulgazione ed esposizione, il Museo prevede iniziative atte sia a migliorare la qualità dei servizi offerti che ad aumentare i contenuti specifici. La strada percorsa dal Museo di Storia Naturale e Archeologia di Montebelluna negli ultimi 8 anni ha fornito una prova concreta delle capacità di una struttura che fonde in modo mirabile tre aspetti: la conservazione e divulgazione storico scientifica, la relazione con il tessuto antropologico e sociale del territorio, e infine la gestione e organizzazione degli spazi. Le oltre 30.000 presenze registrate nel corso del 2009, per le sezioni d’esposizione permanente e per la mostra Cosmos, danno una misura della capacità attrattiva e della qualità propositiva della struttura, peraltro confermata in più occasioni dai riconoscimenti e dalle ripetute collaborazioni con Enti e Università. L’Istituzione rappresenta uno dei motori di sviluppo della cultura cittadina, mescolando abilmente competenze ed intuizioni che rendono l’offerta al visitatore fortemente dinamica ed interattiva. Ecco perché, dopo aver accolto con soddisfazione i dati 2009, in concomitanza con una fervente attività di scavo sul territorio comunale, l’Amministrazione intende valutare l’opportunità di ampliare le aree dedicate al Museo, rendendo maggiormente fruibili gli spazi esistenti e progettando la costruzione di una nuova sede. In un periodo in cui i tagli ai fondi destinati al pubblico sono all’ordine del giorno si tratta certo di una scelta contro corrente, ma sostenuta dalla convinzione che è necessario rovesciare il paradigma secondo cui il sostegno alla cultura è residuale e “a perdere”. Considerato il ritorno in termini di visitatori, di collaborazioni attivate, di conoscenze contenute e scambiate, l’investimento in un nuovo museo appare sempre più una grande opportunità di crescita per la Città e per tutti coloro che hanno apprezzato o potranno apprezzare la qualità dell’offerta contenuta in questa straordinaria struttura. Guardiamo perciò al futuro con speranza e determinazione, certi che il compito dell’amministrare, non si limita sempre e solo a scelte immediate e di tamponamento come ormai spesso accade, ma richiede la capacità di pensare il futuro di una Città anche nel medio lungo termine. E la tensione al miglioramento delle qualità della vita in un Città come la nostra, non può prescindere da scelte coraggiose e lungimiranti che riconoscono la valenza di una proposta culturale seria per lo sviluppo ulteriore del suo tessuto sociale. Nel 2010 è stata fatta richiesta di contributo alla Regione Veneto tramite il Bando POR (Programma Operativo Regionale, parte FESR 2007-2013 obiettivo “Competitività regionale e occupazione” - Bando per la concessione di contributi per interventi su Musei Pubblici Riconosciuti) per l’ampliamento dell’attuale sede espositiva con la realizzazione del nuovo Museo delle Scienze. Francesco Da Riva, Assessore alla cultura Comune di Montebelluna strategie e obiettivi futuri 103 Appendice A CARTA DEI SERVIZI MUSEO DI STORIA NATURALE E ARCHEOLOGIA DI MONTEBELLUNA (TREVISO) QUADRO NORMATIVO Questa carta dei servizi e dei diritti dell’utente del museo ha origine dalla definizione di Museo data nel Nuo vo Codice dei Beni Culturali, D.Lgs. n. 41 del 22 gennaio 2004 art.101, comma 2, a: “museo” una struttura permanente che acquisisce, conserva, ordina ed espone beni culturali per finalità di educazione e di studio”, e comma 3, “gli istituti e i luoghi della cultura che appartengono a soggetti pubblici sono destinati alla pubblica fruizione ed espletano un servizio pubblico” ed inoltre art. 102, comma 1 “Lo Stato, le regioni, gli altri enti pubblici territoriali…, assicurano la fruizione dei beni presenti negli istituti e nei luoghi indicati all’art.101…” ed inoltre da tutti le circolari e regolamenti ministeriali che regolano i rapporti col pubblico nei musei statali. Il Ministero per i Beni le Attività culturali ha emanato un “Atto di indirizzo sui criteri tecnico–scientifici e sugli standard di funzionamento e sviluppo dei musei” (D.Lgs 112/98 all’art. 3 c.g; D.M. 10 maggio 2001) individuando VIII ambiti di funzionamento del Museo con i relativi requisiti e standars minimi di funzionamento. Nell’Ambito VII sono definiti i rapporti del Museo con il pubblico. Il dovere del Museo di garantire adeguati servizi al pubblico, stabiliti dagli standards si traduce in diritti del visitatore che fruisce dei beni culturali conservati nel Museo. Questa carta dei servizi e dei diritti del visitatore è strumento di comunicazione tra il Museo ed il suo pubblico. Qui sono dichiarati i servizi che un visitatore può aspettarsi visitando il Museo ed accedendo agli uffici, servizi su cui il Museo si impegna con i propri utenti, a norma della legge in materia INTRODUZIONE Che cos’è la carta dei servizi La Carta dei servizi è un documento che ogni Ufficio della Pubblica Amministrazione è tenuto a fornire ai propri utenti. In esso sono descritti finalità, modi, criteri e strutture attraverso cui il servizio viene attuato, diritti e doveri, modalità e tempi di partecipazione, procedure di controllo che l’utente ha a sua disposizione. La Carta è lo strumento fondamentale con il quale si attua il principio di trasparenza, attraverso la esplicita dichiarazione dei diritti e dei doveri sia del personale, sia degli utenti. Si ispira agli articoli 3, 30, 33, 34 della Costituzione Italiana, che sanciscono e tutelano il rispetto dei principi di uguaglianza, imparzialità, tutela della dignità della persona, e che vietano ogni forma di discriminazione basata sul sesso, sull’appartenenza etnica, sulle convinzioni religiose, e impegna tutti gli operatori e la struttura nel rispetto di tali principi. SOMMARIO: PREMESSA La MISSION Le FINALITÀ: 1 - LE SEDI E GLI SPAZI 1a - La sede principale 1b - L’osservatorio astronomico 1c - La sezione staccata 1d - I depositi 2 - IL PERSONALE 3 - ACCESSO 3a - Dove 3b - Apertura al pubblico 3c - Orari 3d - Biglietto per la sede di Montebelluna 3e - Biglietto per la sede di Schievenin 3f - Informazioni, comunicazioni e prenotazioni 3g - Accessibilità 3h - Accessibilità esterna 3i - Parcheggio per la sede di Montebelluna 3l - Parcheggio per la sede di Schievenin 3m - Segnaletica esterna 3n - Accessibilità ai depositi 3o - Accoglienza e punto informativo 3p - Affitto spazi 4 - SICUREZZA 5 - I SERVIZI 5a - Restauro e conservazione beni naturalistici, archeologici e storico- scientifici. 5b - Esposizione permanente 5c - Esposizioni temporanee: mostre 5d - Servizio educativo- didattico Il centralino didattico del M.A.M. – Musei Alta Marca Il servizio educativo-didattico per la scuola - Studenti Il servizio educativo-didattico per la scuola - Insegnanti La didatticard per le scuole di Montebelluna Il servizio educativo ludico-didattico Ragazzi Il servizio educativo-didattico – Diversamente abili e drop-out Il servizio educativo-didattico per tutti gli adulti in genere 5e - Divulgazione scientifica 5f - Consulenza in ambito ambientale e storico-archeologico 5g - Centro di documentazione Norme generali Principi fondamentali Accesso Orario di apertura al pubblico Servizi Prestito Assistenza e informazioni bibliografiche Fornitura articoli di riviste Fotocopie Proposte di acquisizione di documenti (desiderata) Informazione e partecipazione Iniziative culturali e formative 5h - Inventariazione e catalogazione informatizzata di beni naturalistici, archeologici e storico-scientifici. 5i - Ricerca scientifica Collaborazioni scientifiche 5l - Prestito Prestito per finalità espositive Prestito per finalità di ricerca 5m - Consultazione collezioni scientifiche 5n - Servizio di assistenza e formazione 5o - Volontariato al museo 5p - Attività di stampa 6 - COMUNICAZIONE 6a - Servizi di informazione e comunicazione 6b - Sito Internet 7 - SERVIZI ACCESSORI 7a - Museumshop 7b - Guardaroba 7c - Servizio ristoro 7d - Servizi igienici 8 - NORME GENERALI DI COMPORTAMENTO 8a - Norme relative a foto/riprese 8b - Disposizioni per il rispetto della privacy 8c - Impegni del visitatore 9 - I PROVENTI DEL MUSEO 10 - RECLAMI 11 - LA CARTA DEI SERVIZI E LA POLITICA DELLA QUALITA 11a – Il piano economico gestionale del museo e gli indicatori di qualità 11b - Questionari di valutazione 12 - AGGIORNAMENTI DELLA CARTA DEI SERVIZI PREMESSA Il Museo di Storia Naturale e Archeologia di Montebelluna è stato inaugurato nel 1984, e dal 1998 è istituzione ai sensi dell’art. 22 comma 3, lettera d) della legge 142/1990. L’autonomia è gestita attraverso organi quali il Direttore dell’Istituzione e il Consiglio d’Amministrazione, un organo prettamente tecnico che nel rispetto degli orientamenti espressi dal 105 106 Consiglio Comunale ha poteri di indirizzo e di controllo sull’attività del Museo, impartisce direttive di carattere generale, approva progetti e programmi dell’Istituzione, il programma annuale delle attività e il relativo bilancio. Il museo civico ispira tutta la propria attività a principi di eguaglianza, imparzialità, accoglienza e integrazione, diritto di scelta. Nell’ottica della trasparenza e chiarezza di intenti è stata elaborata una mission delle finalità alle quali il museo con tutta l’attività si ispira e a cui fa riferimento. La MISSION Il Museo di Storia Naturale e Archeologia di Montebelluna raccoglie, conserva, studia e divulga la “memoria” naturalistica e storico-archeologica del nostro territorio, con particolare attenzione a tutta l’area trevigiana. Opera inoltre in una più ampia dimensione spazio-temporale per contribuire a creare in grandi e piccoli la cultura del museo nella nostra Regione, in Italia, in Europa e nel mondo. Le FINALITÀ: - Conservare e tutelare il proprio patrimonio archeologico e naturalistico, - nonché quello affidato in deposito temporaneo dal Ministero dei Beni Culturali e Ambientali – e quello presente nel territorio. - Promuovere lo studio e la ricerca in campo archeologico e naturalistico sul territorio ed incrementare ed aggiornare costantemente la relativa documentazione. - Perseguire la valorizzazione e la divulgazione delle collezioni naturalistiche ed archeologiche e di tutto il complesso didattico e documentario di supporto anche attraverso l’organizzazione di varie iniziative e manifestazioni culturali. - Favorire e incentivare l’accesso dei cittadini a tale patrimonio. - Favorire la divulgazione della cultura naturalistica e archeologica in modi e contesti diversi. - Favorire la fruizione del museo come luogo d’incontro socio-culturale. Il Museo, in particolare, cura e promuove, anche in collegamento con altre istituzioni culturali del Comune di Montebelluna, con altri enti locali, provinciali e regionali, organi statali e comunitari, istituzioni o musei italiani e stranieri e con soggetti privati: - la conservazione, l’incremento e l’esposizione del patrimonio archeologico e naturalistico; - l’aggiornamento e l’informazione critica attraverso studi, pubblicazioni e manifestazioni; - l’attività didattica e l’aggiornamento professionale del personale docente della scuola; - I rapporti con eventuali forme associative pubbliche e private operanti nel settore archeologico-naturalistico o aventi,come proprio scopo, il sostegno dell’attività culturale dell’istituzione. 1 - LE SEDI E GLI SPAZI 1a - La sede principale Il Museo di Storia Naturale e Archeologia di Montebelluna ha sede presso l’ex villa Barbarigo, un complesso architettonico del XVII secolo costituito da Villa e Barchessa, oggi Villa Biagi, con annesso oratorio e giardino. La sua inaugurazione risale all’ottobre del 1984. Nella Villa sono collocati gli uffici, un laboratorio, due depositi naturalistici, il magazzino, una piccola officina e una sala multifunzionale alternativamente utilizzata per ospitare mostre temporanee, piccole esposizioni, conferenze o seminari. Qui trovano spazio anche aule didattiche-laboratorio, completamente attrezzate, per attività educative di tema naturalistico e archeologico dedicate a scolaresche e adulti e al centro di documentazione del museo. Quest’ultimo servizio comprende la biblioteca specializzata, l’archivio cartografico e l’inventario dei reperti conservati in museo, ed è a disposizione di chiunque sia interessato alle tematiche trattate dal museo ed in particolare studenti, insegnanti e ricercatori. Nella barchessa sono esposte al pubblico le ricche collezioni naturalistiche ed archeologiche del museo. La visita inizia al primo piano occupato dalla parte naturalistica, e prosegue al piano terra, dove trova collocazione il materiale archeologico. Qui trovano spazio anche un piccolo museum shop e un’aula didattica. 1b - L’osservatorio astronomico Nel giardino del museo trova spazio l’osservatorio astronomico, a corredo dell’esposizione dedicata all’astronomia. Dotato di un potente telescopio, permette l’osservazione della volta celeste guidata ogni venerdì sera (previa prenotazione) da esperti astrofili del Gruppo Naturalistico “Bellona”. 1c - La sezione staccata Il museo ha una piccola sezione staccata inserita in quello stupendo parco naturale che è la vallata di Schievenin di Quero (BL). È il frutto di una donazione nel 1984 dell’allora parroco del luogo, che ha voluto lasciare queste sue collezioni al Museo di Montebelluna a condizione che la sede venisse mantenuta a Schievenin: ciò allo scopo di valorizzare appieno il patrimonio naturalistico, pressoché incontaminato della vallata. 1d - I depositi Tutti i reperti naturalistici e archeologici non esposti sono conservati nei depositi del museo. Il museo ha: - due depositi archeologici: uno di fruizione corrente che trova sede nel museo, uno generale collocato in altra sede a Montebelluna, in via Damiano Chiesa; - due depositi naturalistici: uno di fruizione corrente che trova sede nel museo, uno generale collocato in altra sede a Montebelluna, in via Damiano Chiesa. 2 - IL PERSONALE La dotazione organica stabile del museo prevede: un direttore con funzione di conservatore naturalista un conservatore archeologo una segreteria amministrativa due documentalisti una segreteria didattica tre tecnici custodi 3 - ACCESSO 3a - Dove Museo di Storia Naturale ed Archeologia di Montebelluna Via Piave 51 31044 Montebelluna Treviso Italia Museo di Storia Naturale di Schievenin, Schivenin di Quero Belluno Italia. 3b - Apertura al pubblico Il Museo garantisce l’apertura al pubblico della sede principale di Montebelluna per un minimo di sei giorni a settimana (dal martedì alla domenica), per tutto l’anno, tranne nei giorni di Natale, primo dell’anno, primo maggio, due giugno e 15 agosto. La sede staccata di Schievenin è aperta solo su richiesta. 3c - Orari Il museo è aperto nella sua sede principale e Montebelluna da martedì a domenica: 9.00-12.00 / 14.30-18.00 La biglietteria chiude mezz’ora prima della chiusura del museo. Su richiesta specifica dell’utenza ed in particolare per il pubblico scolastico il museo offre una flessibilità di orario che consente l’accesso con orario continuato dalle 8.45 alle 18.00 nei giorni dal Appendice A lunedì al venerdì. Per il sabato e domenica il servizio non è assicurato e dipende dalla disponibilità del personale di custodia. 3d - Biglietto per la sede di Montebelluna Intero: 6,50 Ridotto: 4,00 ragazzi al di sotto dei 18 anni di età, diversamente abili, adulti al di sopra dei 65 anni, gruppi con più di 10 persone. Ridotto scolaresche e gruppi per attività educativa: 3,00 Hanno diritto all’ingresso gratuito: bambini al di sotto dei sei anni, accompagnatori di diversamente abili. Quando il museo organizza mostre temporanee il costo del biglietto d’ingresso al museo può essere diverso, il prezzo viene stabilito dal Consiglio d’Amministrazione del Museo e consente di visitare il museo e la mostra temporanea. 3e - Biglietto per la sede di Schievenin È previsto l’ingresso gratuito. 3f - Informazioni, comunicazioni e prenotazioni Tel. 0423-300465 Fax. 0423-602284 Centralino didattico M.A.M. 0423-602271 e-mail generale e centro di documentazione: [email protected] direttore: [email protected] conservatore: [email protected] segreteria amministrativa: [email protected] segreteria didattica: [email protected] 3g - Accessibilità La Barchessa e il piano terra della Villa Biagi, sede principale di Montebelluna, quindi le esposizioni permanenti e temporanee, sono accessibili ai visitatori con problemi di deambulazione, con bagni dedicati. Non sono accessibili gli uffici, il centro di documentazione e la sede staccata di Schievenin. Il museo non ha sviluppato un percorso specifico per ipovedenti o non vedenti, ma alcune esposizioni open-air possono essere oggetto di manipolazione diretta. L’esposizione non prevede pannelli in doppia lingua, ma è possibile richiedere una traduzione generali dei contenuti sia delle mostre permanenti che temporanee in lingua inglese. 3h - Accessibilità esterna Il Museo di Montebelluna è accessibile: col treno; è nelle vicinanze della stazione ferroviaria (circa trecento metri in direzione Treviso) · con mezzi pubblici che hanno fermata davanti al Museo stesso · con mezzi privati salvo nei giorni di fermo del traffico. La sede staccata di Schievenin è accessibile: con la corriera di linea che collega Quero a Schievenin e con mezzi privati. 3i - Parcheggio per la sede di Montebelluna Il museo è dotato di tre parcheggi gratuiti posizionati in corrispondenza delle tre entrate. 3l - Parcheggio per la sede di Schievenin Si può usufruire del parcheggio della Chiesa. 3m - Segnaletica esterna È previsto il rinnovo di tutta la segnaletica esterna ed interna (attualmente provvisoria) del Museo per l’orientamento dell’utente. Sono previste all’ingresso piante di orientamento dei piani e delle sale, con indicazione dei percorsi espositivi e segnalazione dei servizi igienici. Attualmente per l’identificare i reperti sono presenti didascalie e pannelli. 3n - Accessibilità ai depositi Hanno accesso ai depositi il personale del museo autorizzato dalla direzione e studiosi ricercatori che siano stati autorizzati dalla direzione e nel caso del materiale archeologico dalla Soprintendenza per il Beni Archeologici del Veneto. Con frequenza biennale il museo apre i propri depositi alla popolazione in occasione della settimana della cultura. La popolazione può quindi accedere gratuitamente in piccoli gruppi organizzati sotto stretta sorveglianza del personale di custodia e dei conservatori. 3o - Accoglienza e punto informativo È possibile ottenere informazioni sul Museo e sulle attività all’interno di ciascuna sede alla biglietteria posta all’ingresso della sede espositiva permanente, oppure consultando le pagine web del Museo all’indirizzo www.museomontebelluna.it. 3p - Affitto spazi Ogni spesa nascente dall’allestimento degli spazi, l’eventuale polizza assicurativa e tutte le operazioni di pulizia dei locali a fine manifestazione saranno a carico del richiedente, così come qua- lunque danneggiamento apportato ai locali o agli oggetti, o alle collezioni. Sarà necessario in ogni caso presentare richiesta e adeguarsi al regolamento per la concessione degli spazi. Le caratteristiche dettagliate degli spazi (pianta locali, misure varie, attrezzature informatiche, videoregistratori, capienza dei locali, ecc.) saranno fornite al momento della richiesta. In ogni caso sarà cura del Museo consentire un preventivo sopralluogo nella sede prescelta. Il tariffario prevede: Gli spazi possono essere affittati anche con attrezzatura, costituita da computer, videoproiettore, proiettore diapositive, dvd ecc. secondo il seguente tariffario: Giornaliero Settimanale Sala Conferenza 100,00 300,00 Sala Barchessa 50,00 150,00 Altri spazi villa 50,00 150,00 Spazio esterno 55,00 165,00 - 100,00 euro (ivati): noleggio giornaliero di uno o più strumenti; - 300,00 euro (ivati): noleggio settimanale di uno strumento; - 360,00 euro (ivati): noleggio settimanale di due o più strumenti. L’attrezzatura e gli spazi possono essere noleggiati anche indipendentemente l’uno dall’altro. L’importo andrà preventivamente versato presso la tesoreria del Comune di Montebelluna con la dicitura affitto locali museo. 4 - SICUREZZA Sono individuati e chiaramente indicati i percorsi sicuri d’uscita · Sono presenti sistemi di sicurezza per le cose e per le persone. È stato redatto un documento denominato “Facilieties Report” in relazione agli aspetti di sicurezza della sede di Montebelluna riportato in allegato 1 a far parte integrante della presenta carta dei servizi. Tutto il patrimonio del museo risulta assicurato e sono assicurati anche i visitatori e volontari in caso di danni o lesioni accadute all’interno del museo per le quali si riconosca che non esiste volontà di dolo. Tutti i materiali esposti durante le mostre temporanee sono assicurati con speciale formula da chiodo a chiodo anche contro atti vandalici. 107 108 5 - I SERVIZI 5a - Restauro e conservazione beni naturalistici, archeologici e storico- scientifici. Il museo è in grado di curare il restauro e garantire la conservazione di beni naturalistici e archeologici donati o dati in affidamento temporaneo da enti pubblici o da privati sulla base di convenzioni e accordi che si stilano di volta in volta. Non tutti materiali donati al museo vengono destinati all’esposizione. Le proposte di donazione e di deposito vengono valutate dal Comitato Scientifico e dal Consiglio d’Amministrazione, che ne valutano la coerenza, oneri e possibilità di collocazione. Tutti i beni acquisiti dal museo sono inventariati e conservati in modo conforme alle esigenze del reperto. Un deposito di archeologia è attrezzato con impianto di climatizzazione per la conservazione dei materiali più sensibili alle variazioni climatiche. Entrambi i depositi naturalistici sono attrezzati con lampade cattura insetti per il controllo dei parassiti. I materiali naturalistici possono essere conservati anche in freezer. I materiali più preziosi vengono conservati in cassaforte. Sono responsabili di queste operazioni i conservatori di area archeologica o naturalistica. 5b - Esposizione permanente Il Museo dispone di: a) una sezione naturalistica suddivisa in due sottosezioni: scienze della terra (5 sale) e scienze della vita (6 sale). b) una sezione archeologica suddivisa in due sottosezioni: preistoria-protostoria (Veneti Antichi) ed epoca romana. Le esposizioni sono state allestite in periodi temporali diversi e quindi presentano stili espositivi diversi. Dal 1999 in poi è iniziata una fase riorganizzativi delle sezioni e sono state rinnovate per la sezione naturalistica le sale dedicate ai minerali, ai pesci e ai vertebrati. Questi rinnovi sono stati eseguiti nell’ottica di creare esposizioni coerenti con le filosofie museologiche più moderne, con contestualizzazioni, consentendo la piena fruizione da parte dei visitatori coinvolgendoli attraverso tutti i sensi, la sperimentazione diretta e destando emozioni. La comunicazione scritta è stata organizzata secondo tre livelli di lettura che corrispondono a tre diversi livelli di approfondimento. 5c - Esposizioni temporanee: mostre Il Museo dispone anche di sale per mostre o esposizioni temporanee, che vengono allestite una o due volte all’anno. Tali mostre sono in genere interattive, coinvolgenti e rispettano i diversi stili di apprendimento di ogni utente. Tale spazio può essere affittato alle associazioni o ai privati che ne facciano domanda per finalità non in contrasto con quelle del Museo e del Comune. Qualora la mostra sia organizzata in collaborazione con il museo nulla è dovuto, e l’impegno del museo viene definito di volta in volta e valutato dalla direzione e dal consiglio d’amministrazione. La possibilità di organizzare una mostra in collaborazione con altri enti, associazioni o privati viene valutata dal Comitato Scientifico e dal Consiglio d’Amministrazione del museo in accordo con la direzione. Per l’utilizzo della sala quando non vi è il diretto coinvolgimento del museo nell’organizzazione è necessario versare la quota di affitto prevista (si veda affitto locali museo). 5d - Servizio educativo-didattico È rivolto a scolaresche di ogni ordine e grado, insegnanti, educatori, operatori museali, adulti in genere. Il centralino didattico del M.A.M. – Musei Alta Marca Presso il Museo di Montebelluna ha sede il centralino didattico del M.A.M., Musei Alta Marca. Esso è frutto di un protocollo d’intesa che vede coinvolti oltre al museo di Montebelluna e di Schievenin, anche il Museo dello Scarpone di Montebelluna e la Tipoteca – Museo del carattere di Cornuda. Il centralino raccoglie le prenotazioni didattica per tutte le sedi museali, ha lo scopo di promuovere le risorse culturali del territorio dell’Alta Marca Trevigiana e di coordinarne la fruizione. Il centrali risponde al numero 0423-602271. Il servizio educativo-didattico per la scuola - Studenti Le attività proposte si rivolgono, generalmente, a un target fra i 3 e i 19 anni d’età. L’offerta è sempre differenziata, con attività specifiche per la fascia d’età dai 3 ai 6 anni (bambini in età prescolare. Per le scuole viene predisposto ogni anno un programma dettagliato di animazione didattica, lezioni speciali, laboratori, attività educative nel territorio. Questo programma viene inviato a tutte le scuole del Veneto, di ogni ordine e grado comprese le paritarie e non paritarie, per plesso scolastico ed in esso si possono trovare dettagliate indicazioni sui contenuti, il targhet e i costi. Per ogni attività è necessaria la prenotazione da fare alla segreteria didattica del museo (M.A.M.) con le modalità suggerite o indicate nell’opuscolo informativo. In allegato 2 è possibile consultare le schede di prenotazione e il regolamento d’accesso che sono contenuti nell’opuscolo. Copie dell’opuscolo sono disponibili presso la segreteria didattica dle museo e possono essere richieste anche via email a [email protected] o un fax al numero 0423-602284. L’attività didattica viene svolta da educatori museali incaricati direttamente dal museo stesso, selezionati in base ai curriculum ricevuti ed ad un colloquio iniziale. Essi vengono opportunamente formati con un corso di 60 ore con verifica finale direttamente durante un’attività didattica, l’esito viene così stabilito anche in base alle osservazioni degli insegnanti e alunni che hanno partecipato all’attività didattica. Gli insegnanti/capigruppo o gli accompagnatori sono invitati ad essere presenti per tutta la durata degli incontri e a controllare l’andamento dell’attività. Il materiale utilizzato nei laboratori è messo a disposizione dal Museo. Il servizio educativo-didattico per la scuola - Insegnanti Il museo organizza corsi d’aggiornamento per insegnanti anche in collaborazione con il Ministero della Pubblica Istruzione e nell’ambito di reti locali di storia o scienze. Di volta in volta in base alle tematiche approfondite viene individuato il targhet, il bacino d’utenza e il numero max di partecipanti. Viene poi inviata comunicazione a tutte le scuole del bacino individuato. Al termine corso viene rilasciato un attestato. È possibile chiedere di venire informati in merito a questa iniziativa inviando un e-mail a [email protected] o un fax al numero 0423-602284. Alla stessa è possibile chieder informazioni anche in riferimento ad un altro servizio per gli insegnanti: il servizio di tutoring. Il museo mette a disposizione degli insegnanti il proprio personale specialistico per fornire un supporto scientifico e didattico nella progettazione di percorsi didattici scolastici. Il servizio ha un costo orario (si veda opuscolo informativo per l’attività didattica) e permette ad ogni insegnante di chiedere un’attività formativa e di consulenza da hoc in base alle proprie esigenze, il servizio può essere rivolto all’insegnante singolo, ad un gruppo organizzato o ad una classe. Appendice A La didatticard per le scuole di Montebelluna Il museo offre alle scuole di Montebelluna la possibilità di ritirare annualmente e gratuitamente una didatticard che consente di avere uno sconto del 10% sulle attività didattiche e vari altri servizi, quali la compilazione gratuita di bibliografie, alcune ore di tutoraggio gratuito, lo sconto sulle pubblicazioni prodotte dal museo. Il servizio educativo ludico-didattico Ragazzi Tra i servizi educativi rivolti a tutti ragazzi il museo organizza compleanni, child-room estive e attività per i centri estivi, iniziative specifiche correlate ad eventi speciali. Per poter usufruire del servizio compleanni è necessario prenotare con congruo anticipo presso la segreteria didattica del museo. Il costo stabilito è di 80 euro e da la possibilità di usufruire di una attività ludico-educativa di circa un’ora guidata da un operatore del museo e di una stanza adeguatamente preparata per mangiare la torta e stare insieme. È onere a carico dell’utente la preparazione nel dettaglio della stanza, il riordino e una pulizia sommaria alla fine dell’attività. I compleanni si possono svolgere a discrezione della direzione dal lunedì al sabato compatibilmente con lo svolgimento delle altre attività didattiche del museo che hanno su questi la priorità e con la disponibilità del personale. Si svolgono sempre ed unicamente entro gli orari ufficiali di apertura del museo di Montebelluna e solo nella sede principale di Montebelluna. Dalla metà di giugno sino alla metà di luglio il museo organizza la child room estiva. Si tratta di un’attività rivolta a ragazzi della scuola primaria, si svolge dal lunedì al venerdì dalle 09.00 alle 12.00. Prevede una serie di attività educative nell’ambito dell’archeologia e delle scienze dedicate ogni anno ad una tematica specifica. Il costo è di 35,00 euro a settimana per bambino. Le attività vengono svolte da un operatore didattico incarica dal museo. Iniziative speciali dedicate ai ragazzi vengono normate di volta in volta in base alle modalità organizzative e di fruizione. Il servizio educativo-didattico – Diversamente abili e drop-out Il museo offre un programma didattico speciale di laboratori e visite guidate alle esposizioni temporanee e permanenti destinato ai gruppi di diversamente abili. Queste attività rientrano nell’ambito di un più ampio progetto dedicato all’integrazione culturale chiamato “L’isola che non c’è”. La fruizione di queste attività didattiche viene normata come per le attività didattico educative rivolte alla scuola con il modulo di prenotazione allegato 2 e relativo regolamento. È stata stabilita una tariffazione speciale diversa da quella destinata alle scuole in considerazione della partecipazione numerica ridotta per ogli intervento educativo ed è stata fissata in 5,00 per utente accompagnatori gratuiti per un’attività di circa 1 ora e mezza. Il servizio educativo-didattico per tutti gli adulti in genere Il museo ha sviluppato negli ultimi anni una particolare attenzione ai temi del Life Long Learnig, ciò dell’apprendimento durante tutto il tempo della vita conscio del ruolo particolare che i musei possono svolgere nell’ambito dell’educazione informale dell’adulto. Il museo organizza quindi corsi, seminari, workshop e attività didattiche destinate a tutti gli adulti singoli o in gruppi organizzati. Una particolare attenzione viene destinata alle Università della Terza età e ai Centri Territoriali Permanenti per l’educazione dell’adulto con i quali è disponibile a sviluppare progetti didattici specifici. Per questo tipo di percorsi il museo ha messo a punto un team di persone costituito da conservatori e documentalisti che lavorano in coordinamento con la direzione e la segreteria didattica. Per informazioni il primo riferimento è rappresentato sempre e comunque dalla segreteria didattica. 5e - Divulgazione scientifica Il museo organizza cicli di conferenze, cineforum, proiezioni, tavole rotonde, rappresentazioni teatrali, attività diverse (cene culturali, presentazione volumi ecc.) su argomenti naturalistici o archeologici rivolti a tutti i cittadini. Con l’Associazione “Amici del museo di Montebelluna” organizza annualmente le presentazioni di tesi di laurea. Tutte queste attività sono gratuite, aperte a tutti i cittadini e per lo più non a numero chiuso. Per essere informati su queste iniziative è possibile chiedere di essere inseriti nell’indirizzario postale o nella mailing list del museo previa compilazione del modulo allegato 3. 5f - Consulenza in ambito ambientale e storico-archeologico Il Museo è in grado di offrire, a cittadini o istituzioni, servizi di consulenza relativamente agli aspetti ambientali e storico - archeologici del nostro territorio. Tali servizi offerti dalla Istituzione attraverso i suoi operatori o i suoi consulenti, possono essere gratuiti o a pagamento, su decisione del Consiglio di Amministrazione. 5g - Centro di Documentazione Norme generali La carta dei servizi definisce tutti i servizi che il Centro di Documentazione (di seguito denominato CdD) si impegna ad erogare, le loro modalità d’uso e le forme di controllo, garantendo un livello di alta qualità. Principi fondamentali - Eguaglianza di diritti. L’accesso al CdD è garantito a tutti, senza alcuna discriminazione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche. - Deontologia professionale, diritti e doveri di personale ed utenti. Il personale del CdD opera nel rispetto dei principi di deontologia professionale e degli standard di qualità definiti e s’impegna ad assistere l’utente nelle sue necessità informative con cortesia, correttezza, disponibilità, imparzialità, riservatezza. Gli utenti da parte loro sono tenuti al rispetto delle regole fondamentali quali: tenere comportamenti corretti e in particolare non danneggiare il patrimonio né disturbare l’attività di studio e lavoro. Accesso Per usufruire dei servizi del CdD, gli utenti dovranno essere in possesso della tessera personale, che verrà rilasciata a titolo gratuito sia dai responsabili del CdD che dalla Biblioteca civica di Montebelluna, previa richiesta e presentazione di un documento. La tessera dà diritto ad accedere ai servizi di entrambe le strutture. Nei locali della biblioteca si deve mantenere un comportamento che non rechi disturbo agli altri. I telefoni cellulari devono essere tenuti spenti o con la suoneria abbassata. Orario di apertura al pubblico ILCdD svolge il seguente orario di apertura all’utenza: Lunedì 9.00 - 12.30 Martedì 9.00 - 12.30 / 14.00 - 17.30 Mercoledì 9.00 - 12.30 / 14.00 - 17.30 Giovedì 9.00 - 12.30 / 14.00 - 17.30 Venerdì 9.00 - 12.30 / 14.00 - 17.30 109 110 Il calendario delle festività è fissato ufficialmente dal Museo. Eventuali modifiche saranno comunicate agli utenti. Il CdD si impegna a rispettare la regolarità e la continuità del servizio compatibilmente con la presenza del personale addetto; i cambiamenti oppure le interruzioni dei servizi saranno annunciati e motivati preventivamente. Il CdD chiude per una/due settimane due volte l’anno per il riordino del materiale librario, indicativamente durante il mese di agosto e a Natale. Tale periodo è comunicato agli utenti. Servizi Catalogo on line È disponibile sul sito web www.museomontebelluna.it il nuovo Opac condiviso con la Rete Regionale delle Biblioteche - Polo VIA, che presenta interessanti opportunità di consultazione e ricerca. Il catalogo presenta monografie, periodici, opuscoli, estratti e video posseduti dalle due Istituzioni. Consultazione La dotazione bibliografica e informativa del CdD è costituita da documenti multimediali di varia tipologia: libri, periodici, opuscoli, carte, manifesti, disegni, fotografie, diapositive, audio e videocassette, Cd-ROM, DVD, documenti digitali, afferenti ad ambiti disciplinari specifici, quali scienze naturali, archeologia, museologia, didattica, storia e cultura locale. Gli utenti possono consultare tutti i materiali del CdD esposti in sede e richiedere agli operatori i materiali meno recenti conservati in archivio. Tutto il patrimonio è consultabile e viene incrementato costantemente in conformità alle linee di politica delle acquisizioni. Nella sede della biblioteca i documenti possono essere visionati liberamente, mentre quelli che escono momentaneamente dalla sala devono essere registrati nell’apposito modulo, posto sul banco di consegna, e riconsegnati entro la giornata. Al termine della consultazione i materiali non devono essere ricollocati dagli utenti negli scaffali ma lasciati sui tavoli o nell’apposito spazio predisposto nel banco di consegna. Saranno i responsabili del Centro di Documentazione a provvedere alla loro sistemazione a scaffale. Gli utenti che imbrattano, strappano o danneggiano in qualsiasi modo un’opera in consultazione possono essere sospesi dall’accesso alla biblioteca e sono tenuti a riacquistare l’opera danneggiata o a ripristinarne lo stato esistente nelle forme stabilite dalla Direzione del Museo. Le tesi cartacee non possono essere fotocopiate integralmente o scannerizzate. Prestito Sono ammessi al servizio tutti i possessori di regolare tessera. Il titolare della tessera ha la responsabilità dell’uso della stessa e dei documenti ottenuti in prestito. Sono concessi in prestito i seguenti materiali: - Volumi - Opuscoli - Videocassette - CD-DVD I documenti sopra descritti sono ammessi al prestito solo se già catalogati ed etichettati. Sono previste eccezioni soltanto previa autorizzazione dei responsabili del Centro di Documentazione. Il periodo stabilito per il prestito è di 28 giorni, rinnovabili anche per via telefonica, e il numero massimo di documenti da richiedere in una sola volta è quattro. Decorsi i termini del prestito senza che i documenti siano stati restituiti e senza aver ricevuto alcun avviso da parte dell’utente, scatterà automaticamente una penale di Euro 0.52 su videocassette e CD-DVD, che aumenterà ad ogni giorno di ritardo. L’utente è responsabile dei documenti che ha in consegna; in caso di smarrimento o danneggiamento, è tenuto al risarcimento del valore dell’opera. Non sono ammessi al prestito, i seguenti materiali: - Dizionari ed enciclopedie - Periodici - Tesi di laurea - Cartografia - Letteratura grigia, materiali didattici Richieste specifiche di prestito per materiali non ammessi saranno valutate caso per caso solo se debitamente motivate. È tassativamente vietato prendere libri dalla biblioteca senza autorizzazione dei responsabili del centro di documentazione o della direzione del museo. Gli inadempienti saranno esclusi dal prestito per un periodo da definire. Interprestito Presso il CdD sono attivi i seguenti Servizi di prestito interbibliotecario forniti agli utenti regolarmente iscritti: 1. Prestito Interbibliotecario Provinciale, mediante posta. I volumi richiesti o prestati alle altre biblioteche, in base ad un criterio di reciprocità, circolano sul- la base di un progetto interamente sostenuto dall’Ente provinciale di Treviso, attraverso il Centro Servizi Biblioteche. Il CdD si impegna ad evadere le richieste in arrivo e in uscita, premurandosi altresì di seguire e presidiare le pratiche aperte, nel corso del loro iter, fino alla loro conclusione. 2. Prestito Interbibliotecario con le Biblioteche Italiane. I volumi vengono reperiti tramite banche dati e attraverso Internet, con spedizione postale dei libri. Questa modalità di prestito è subordinata al pagamento di un eventuale rimborso spese alla biblioteca prestante che può essere diverso da quello richiesto dal CdD. 3. Fornitura di documenti via posta, via fax, o digitali. Il CdD può fornire o richiedere ad altre biblioteche, l’inoltro di fotocopie di testi o pubblicazioni periodiche. Anche in questo caso l’utente è chiamato a risarcire, secondo le modalità previste da ciascuna biblioteca, l’importo richiesto. Il servizio di prestito interbibliotecario viene garantito negli orari indicati nella presente Carta. Assistenza e informazioni bibliografiche Il personale del CdD si occupa dell’accoglienza e del primo orientamento dell’utente in biblioteca. Inoltre, effettua per gli utenti la ricerca nel catalogo a disposizione, che è on-line e consultabile attraverso la rete, e li assiste nell’utilizzo delle risorse interne della biblioteca ed in tutte le fasi di recupero dei documenti cercati. Per servizi di reference più approfonditi e percorsi di ricerca complessi, la cui richiesta può avvenire per vie telefoniche o e-mail, si garantisce la risposta entro un termine massimo di due giorni. Fornitura articoli di riviste Il CdD effettua il servizio di ricerca articoli rivolto agli operatori del Museo e agli utenti esterni. La richiesta può essere effettuata anche via posta elettronica. Il servizio è gratuito, salvo il rimborso delle eventuali spese di spedizione. Fotocopie Il CdD istituisce un servizio di fotoriproduzione e ne stabilisce le condizioni. In osservanza alla tutela del diritto d’autore non effettua fotoriproduzioni di interi documenti o di parti rilevanti di essi ed invita gli utenti, che usufruiscono del prestito, allo stesso rispetto. Per esclusivo uso interno, sempre nel rispetto della Legge, il CdD può fornire fotocopie di Appendice A articoli scientifici destinati allo studio, nell’ambito dei servizi di cooperazione interbibliotecaria. È consentita esclusivamente la riproduzione del materiale non deteriorabile posseduto o reso disponibile dal CdD. Proposte di acquisizione di documenti (desiderata) Gli utenti possono fornire i loro suggerimenti sui titoli di loro interesse (volumi, riviste, CD-ROM, materiale audiovisivo) che desiderano siano acquistati dal Centro di Documentazione se in linea con le specializzazioni disciplinari della biblioteca e nei limiti delle risorse disponibili. Le proposte verranno vagliate dalla Direzione del Museo. Informazione e partecipazione Gli utenti possono presentare proposte e suggerimenti in ordine alla organizzazione del servizio ed hanno il diritto di reclamare per l’inosservanza degli impegni assunti dal CdD nella Carta dei servizi. ll reclamo, indirizzato alla Direzione del Museo, deve contenere generalità, indirizzo e reperibilità. Può essere presentato verbalmente o per iscritto, spedito per fax o posta elettronica (presso [email protected]. Oggetto: Centro di Documentazione). Reclami verbali o telefonici dovranno essere comunque confermati per iscritto. Non saranno presi in considerazione reclami anonimi. Al reclamo sarà data motivata risposta entro 30 giorni dal ricevimento, e verranno avviate le procedure per eliminare le cause accertate degli eventuali disservizi. Iniziative culturali e formative Il CdD organizza periodicamente, anche su richiesta e fuori dalla propria sede, manifestazioni culturali, presentazioni di libri, dibattiti e tavole rotonde, in collaborazione con altri enti e istituzioni, in particolare Università e Centri di ricerca scientifica, collabora ad iniziative che coinvolgono le scuole e compila bibliografie su temi specifici legati alle esposizioni del museo e alla didattica. Approvazione e modifiche della carta dei servizi La presente Carta dei Servizi viene deliberata dal CdA del Museo su proposta della Direzione. Le modifiche alla Carta dei Servizi vengono discusse e votate, a maggioranza, dal CdA su proposta della Direzione. 5h - Inventariazione e catalogazione informatizzata di beni naturalistici, archeologici e storico-scientifici. Il museo di Montebelluna nell’ambito di un progetto regionale di catalogazione delle collezioni naturalistiche offre un servizio di catalogazione informatizzata di beni che riguardano la propria sfera di interesse secondo modalità concordate a livello nazionale e regionale. Tale servizio si configura come servizio a pagamento e il costo viene definito di volta in volta in base alla tipologia di lavoro. Qualora esistano finanaziamenti regionali o altro a sostegno di tale attività il servizio sarà fornito tenendo conto di questo. 5i - Ricerca scientifica Il museo risponde alla sua vocazione culturale anche con la ricerca e la sperimentazione scientifica in campo naturalistico, storico-archeologico e didattico che viene documentata nella produzione di un bollettino annuale o nella collaborazione con riviste esterne. Il museo, previo accordo preliminare, mette a disposizione di studiosi e ricercatori i dati relativi a materiale catalogato ed inventariato al fine di produrre lavori di elevato livello scientifico che possano in seguito essere pubblicati nella rivista scientifica del museo. Collaborazioni scientifiche Le collaborazioni scientifiche sono relative a tutti quei progetti o ricerche che vedono coinvolto il Museo come soggetto proponente e/o soggetto partecipante. Queste collaborazioni, che normalmente non prevedono alcun pagamento da parte dei partner di ricerca, saranno comunque subordinate alla copertura economica prevista in un determinato progetto. Nel caso di forme semplici di collaborazione potranno essere seguite le procedure e modalità informali già consolidate nel mondo della ricerca. Sarà necessaria invece la stipula di precisi accordi qualora la collaborazione preveda un carico di lavoro superiore, quale progetti europei, o grossi progetti nazionali e regionali. In tutti i casi in cui si renda necessaria la formalizzazione del rapporto di collaborazione - anche attraverso convenzioni di ricerca - con altri enti e/o istituzioni di ricerca, o si tratti di collaborazioni informali, la proposta di collaborazione scientifica dovrà essere preventivamente autorizzata dal Direttore che provvederà ad informarne il Comitato Scientifico. 5l - Prestito Prestito per finalità espositive I campioni delle collezioni del Museo possono essere concessi in prestito per mostre temporanee. In particolare il museo ha facoltà di decidere direttamente sui materiali della sezione naturalistica, per quanto attinge ai materiali archeologici è necessario rivolgersi direttamente alla Soprintendenza per i beni Archeologici del Veneto. La richiesta del prestito deve essere indirizzata al Direttore del Museo che entro cinque giorni dal ricevimento, sentito il conservatore naturalista, valutata la validità del progetto scientifico della mostra, l’affidabilità dell’organizzatore e gli effetti della sua assenza temporanea sull’equilibrio del museo formula un giudizio Il prestito, se concesso, sarà effettuato nei termini di tempo previsti dagli accordi con il richiedente. È prevista la compilazione di una scheda di prestito allegato 5. Tra le condizioni di prestito vi sono la verifica dei requisiti della sede espositiva, la scelta della ditta specializzata nell’imballaggio e trasporto e la stipula di una polizza assicurativa del tipo più estensivo e “da chiodo a chiodo”. Tutte le spese nascenti dalle operazioni di imballaggio e spedizione, così come quelle relative alla copertura assicurativa, sono a carico del richiedente. Il richiedente si impegna, in ogni caso, ad esplicitare (sul cartellino e/o sul catalogo della mostra) che il campione è stato concesso in prestito dal Museo di Storia Naturale e Archeologia di Montebelluna. Prestito per finalità di ricerca Campioni delle collezioni naturalistiche del Museo possono essere concessi in prestito, per finalità di ricerca, a istituzioni scientifiche, nonché a singoli ricercatori e specialisti di comprovata competenza scientifica. Ogni richiesta di prestito, deve essere inviata al Conservatore naturalista e al direttore i quali sentito il parere del comitato scientifico esprimeranno una valutazione in base alla affidabilità e alla serietà scientifica del richiedente e, in assenza di condizioni ostative, provvederanno ad evadere la richiesta. Eventuali pareri negativi saranno adeguatamente motivati. Il prestito può essere concesso anche nel caso di ricerche che prevedono l’impiego di metodologie analitiche di tipo distruttivo, purché preventivamente autorizzate. 111 112 In ogni caso, la circolazione dei campioni prestati in ambito nazionale o internazionale dovrà necessariamente seguire le regole indicate dal “Codice dei Beni Culturali e del paesaggio” (D. lgs. n. 42 del 22 gennaio 2004 e succ. modifiche) ed nei casi specifici la normativa Cites. Il richiedente di un prestito si impegna ad esplicitare, su ogni eventuale pubblicazione scientifica o altra forma editoriale, che il campione è stato concesso in studio dal Museo di Storia Naturale e Archeologia di Montebelluna; il richiedente è tenuto anche a citare nella pubblicazione il numero di catalogo stesso, ove presente, e a far avere copia del lavoro al momento della pubblicazione. I campioni vengono inviati in prestito per un periodo non superiore ai 6 mesi, prorogabili su motivata richiesta del destinatario del prestito. 5m - Consultazione collezioni scientifiche La consultazione delle collezioni scientifiche conservate nel Museo è garantita a tutti gli studiosi, fatta salva la prassi di riservatezza su materiali di nuova acquisizione o scoperta. Le modalità di accesso per la consultazione delle collezioni prevedono una richiesta motivata da parte dell’interessato al conservatore delle collezioni e il conseguente impegno a citare le collezioni esaminate e la loro appartenenza al Museo. Tutti coloro che, a vario titolo, frequentano il Museo sono tenuti a rispettare le disposizioni previste dal responsabile per la sicurezza, pena l’immediato allontanamento dal Museo stesso. 5n - Servizio di assistenza e formazione Il museo offre attraverso i propri operatori la possibilità a studenti, laureandi, neolaureati e tirocinanti in materie attinenti a quelle del museo di migliorare la loro preparazione mediante periodi di stages da concordare con la direzione. Il museo ha attivato con le Università di Padova e Venezia convenzioni ad hoc per i tirocini pre-laurea ed è disponibile ad avviare nuove convenzioni con altre università. Nell’ambito della formazione lavoro il museo lavora inoltre in collaborazione con i centri provinciali per l’impiego e con le USL per tirocini destinati ad inserimenti speciali. Tempi, modalità e progetti formativi vengono stabiliti di volta in volta in accordo con il tirocinante o stagista, con il tutor o con l’assistente sociale a seconda dei casi. Ogni anno il museo è disponibile, coerentemente con l’attuale legislazione vigente ad ospitare studenti di scuola superiore per tirocini brevi previa convenzione con la scuola di partenza e accordi specifici con il professore tutor. La partecipazione è totalmente gratuita e il museo, attraverso l’amministrazione comunale, garantisce un buono pasto giornaliero qualora il tirocinante o stagista svolga un orario articolato in mattina e pomeriggio. 5o - Volontariato al museo È possibile svolgere presso il museo attività di volontariato. La procedura prevede una richiesta da parte del volontario con specifica dei tempi d’accesso e delle mansioni. La richiesta viene recepita con delibera dal consiglio d’amministrazione del museo che consente al volontario di acquisire una copertura assicurativa. Il volontario potrà accedere al museo nei termini stabiliti in accordo con la direzione e sempre negli orari d’accesso al museo. Potrà accedere qualora vi sia sempre del personale di ruolo presente contemporaneamente nella struttura. 5p - Attività di stampa Il museo estende il proprio servizio di catalogazione e divulgazione scientifica attraverso la pubblicazione di Cataloghi di Mostre, Testi scientifici e divulgativi, la Rivista Scricciolo destinata al mondo delle scuole, Riviste scientifiche, Materiale didattico, Video, CD-Rom, e attraverso la promozione della documentazione inerente a tutte le sue attività. Tutto questo materiale a stampa è disponibile in vendita presso il museumshop del museo. Con altri enti il museo ha avviato un’attività di scambio, per avviare questa procedura basta inoltrare richiesta al museo proponendo una lista di documentazione in scambio. 6 - COMUNICAZIONE 6a - Servizi di informazione e comunicazione Il Museo e le attività prodotte e organizzate sono supportate da un servizio di informazione e comunicazione rivolto sia al mondo della stampa che al pubblico. Tutte le attività che si svolgono nel Museo vengono comunicate utilizzando un protocollo per l’immagine coordinata che le rende identificabili e coerenti tra loro. 6b - Sito Internet Il sito internet ufficiale del Museo è visitabile all’indirizzo: www.museomontebelluna.it. All’interno del sito si possono trovare notizie relative agli orari di apertura, costo dei biglietti e modalità di accesso, carta dei servizi, nonché approfondimenti ri- guardo all’attività del Museo ed alla sue caratteristiche. 7 - SERVIZI ACCESSORI 7a - Museumshop All’interno dei locali del museo di Montebelluna è aperto un museumshop gestito direttamente dal museo dove è possibile acquistare materiale didattico, stampa, fossili e minerali ed altri gadgets e oggetti correlati alle collezioni presenti nel museo o alle esposizioni temporanee. Il museumshop è aperto negli orari di apertura del Museo salvo eventi particolari nel corso dei quali verrà prolungato o ridotto l’orario. 7b - Guardaroba All’ingresso del museo di Montebelluna è allestito un piccolo spazio guardaroba che l’utente può autogestirsi gratuitamente 7c - Servizio ristoro All’ingresso del museo di Montebelluna è allestito un piccolo spazio ristoro con distributore di bevande calde, fredde e snacks. 7d – Servizi igienici Nella sede di Montebelluna sono disponibili servizi igienici sia nella Barchessa che nella Villa. Sono tutti igienizzati automaticamente ad ogni utenza ed è possibile usufruire autonomamente di un servizio igienizzante per il W.C. Nella Barchessa di trovano i servizi per gli utenti con problemi di deambulazione. Nella sede di Schievenin sono disponibili servizi igienici nello stabile vicino all’edificio destinato all’esposizione permanente. 8 - NORME GENERALI DI COMPORTAMENTO 8a - Norme relative a foto/riprese Non è consentito fotografare le opere e gli spazi espositivi. È possibile per motivi di studio o altro chiedere di poter effettuare riprese con fotocamera o videocamera. La richiesta va inoltrata alla direzione in forma scritta evidenziando in modo dettagliato la motivazione e la destinazione della documentazione che viene richiesta. La direzione si riserva di dare approvazione per quanto attende materiale naturalistico e la sede espositiva. Per i reperti archeologici è necessario rivolgersi direttamente alla Soprintendenza peri Beni Archeologici del Veneto. Al museo spetta sempre una copia del materiale documentario e una copia del Appendice A documento di destinazione finale (rivista, tesi di laurea, pubblicazione scientifica, cd room ecc.). È possibile fotografare i bambini durante le attività didattiche con le modalità e nelle aree indicate dall’operatore. Il Museo può richiedere agli insegnanti il diritto di effettuare foto/riprese ai bambini durante le attività didattiche. Una copia della liberatoria dovrà essere portata al Museo al momento della visita stabilita. 8b - Disposizioni per il rispetto della privacy Tutti i dati personali che vengono acquisiti dal Museo sono soggetti alle disposizioni previste dalla normativa vigente in materia di rispetto della privacy e di tutela dei dati personali (D.lgs. 196/2003). Per ragioni di sicurezza il Museo è dotato di un impianto di videosorveglianza la cui presenza viene segnalata da apposita cartellonistica. 8c - Impegni del visitatore Ci si impegna a conservare e proteggere il patrimonio culturale esposto, per averlo fruibile nel tempo. Si chiede perciò ai visitatori di collaborare in questo impegno: 1. rispettando gli oggetti esposti, senza sporcarli, alterarli o danneggiarli; 2. mantenendo un comportamento durante la visita che non disturbi gli altri visitatori, parlando a bassa voce e spostandosi lentamente da un ambiente all’altro; 3. non fumando nel Museo; 4. utilizzando solo l’apposito locale per il ristoro; 5. spegnendo i cellulari in prossimità degli impianti di sicurezza; rispettando il regolamento per le riprese fotografiche. Il visitatore è tenuto quindi ad adottare un comportamento civile e rispettoso della dignità altrui. Ogni comportamento arrecante danni materiali alla struttura o danni fisici alle persone sarà perseguito in sede civile e penale, e sarà motivo di immediato allontanamento. Ogni comportamento ritenuto oltraggioso o lesivo della dignità altrui o comunque arrecante grave disturbo agli altri visitatori sarà causa di immediato allontanamento. Per ragioni di igiene pubblica non è consentito l’ingresso ad animali. 9 - I PROVENTI DEL MUSEO I proventi derivanti dai servizi a pagamento del museo, compreso il costo dei biglietti, vengono ascritti direttamente al bilancio del museo a sostegno delle attività istituzionali. Sono quindi destinati al continuo miglioramento dei servizi e ad una maggiore differenziazione del prodotto offerto. 10 - RECLAMI L’utente è incoraggiato a partecipare alle attività del Museo attraverso la collaborazione per il miglioramento dei servizi. In particolare l’utente può presentare alla Direzione reclami e istanze, formulare suggerimenti ed evidenziare carenze. Il museo si è dotato di una specifica procedura per il recepimento dei reclami disponibile presso la segreteria amministrativa del museo. In generale quando espressamente richiesto dall’utente il Museo deve garantire un riscontro scritto, entro e non oltre 30 giorni dalla data di presentazione della richiesta stessa.. 11 - LA CARTA DEI SERVIZI E LA POLITICA DELLA QUALITA Il Museo si propone di adottare gli standard di funzionamento indicati dal decreto ministeriale del 10 maggio 2001; a tal fine il Museo adotta anche gli opportuni indicatori per valutare la qualità dei servizi erogati. In particolare vengono applicati criteri di efficacia ed efficienza. Il Museo dei Montebelluna impronta la propria azione organizzativa e di erogazione delle prestazioni ai principi di efficienza ed efficacia, specificando che: • per efficienza si intende la fornitura di prestazioni e servizi al massimo livello quantitativo e qualitativo rispetto alle risorse a disposizione ed ai programmi stabiliti, in termini di maggiore semplificazione, di minori adempimenti burocratici e di riduzione dei costi; • per efficacia si intende la fornitura di prestazioni e servizi al massimo livello quantitativo e qualitativo rispetto alle esigenze degli utenti e perseguendo la loro soddisfazione; in questo sforzo si ricercano e si applicano i miglioramenti che consentano al servizio di essere: - corretto, garantendo la conformità alle regole; - favorevole all’utente, tenendo conto degli interessi generali della collettività; - tempestivo, in linea con le necessità e le urgenze rinvenibili nelle istanze pervenute; - autoregolato, adottando gli accorgimenti che consentano di prevenire i disservizi. 11a – Il piano economico gestionale del museo e gli indicatori di qualità Annualmente il museo produce quindi un piano economico gestionale ove vengono individuati obiettivi, azioni da compiere e indicatori per valutare la qualità dei servizi. Il piano è a disposizione del pubblico presso la segreteria amministrativa del museo, spesso ne viene data rilevanza sulla stampa locale. Annualmente il Direttore del Museo produce al Presidente del Consiglio d’Amministrazione un Rapporto di valutazione sullo stato di attuazione degli obiettivi previsti con indicazione: a) dei risultati dell’attività relativamente agli indicatori di qualità stabiliti ad inizio anno, con i relativi scostamenti dagli standard prestabiliti, esplicandone le cause e proponendo i relativi correttivi; b) degli esiti delle indagini di soddisfazione effettuate sugli utenti; c) dei reclami, presentati direttamente o indirettamente, dagli utenti; d) delle eventuali anomalie riscontrate. Il rapporto è esaminato dal Consiglio d’Amministrazione, dall’Assessore alla Cultura del Comune e dallo staff del museo. Per l’anno 2007 è previsto di organizzare delle adunanze pubbliche aperte al cittadino ove presentare questo report. A seguito dell’analisi del rapporto il Presidente d’accordo con il Direttore del Museo aggiorna o conferma gli standard e gli indicatori di qualità stabiliti. 11b - Questionari di valutazione Periodicamente vengono sottoposti ai visitatori questionari per valutare il gradimento dei servizi offerti e accogliere suggerimenti. 12 - AGGIORNAMENTI DELLA CARTA DEI SERVIZI Ultimo aggiornamento giugno 2010 Precedenti edizioni: Novembre 1999 Gennaio 2001 Gennaio 2003 Giugno 2004 Giugno 2005 Giugno 2006 113 Appendice B CARTA DEI DIRITTI DELL’UTENTE DEL MUSEO DI STORIA NATURALE E ARCHEOLOGIA DI MONTEBELLUNA Il fruitore di servizi del Museo ha diritto A) All’informazione Ha diritto a ricevere in modo chiaro ed efficace tutte le informazioni sul Museo, i servizi, le attività e il piano dell’offerta culturale. In particolare riguardo a: • i servizi e le proposte culturali del Museo; • la storia del Museo, della sua istituzione e delle sue collezioni; • le modalità di accesso al Museo, ai servizi e alle iniziative; • i bilanci del Museo, gli obiettivi e i risultati anche in relazione all’utilizzo del finanziamento pubblico. • il personale del Museo con i rispettivi ruoli. • la mission e le finalità del Museo. Per garantire questo il Museo si impegna a: - produrre la carta dei servizi che informa l’utente su: orari, contenuti, personale, spazi, gestione, mission, servizi, attività del Museo; - organizzare un indirizzario per garantire a chiunque richieda di esservi iscritto un’ informazione diretta e personale sulle iniziative del Museo; - organizzare al proprio interno un ufficio stampa al fine di garantire la massima diffusione delle informazioni attraverso i media; - produrre ogni anno un proprio PEG (Piano economico gestionale) che, approvato in seduta pubblica del Consiglio Comunale, viene poi esposto all’albo. B) Alla comunicazione con il Museo Ha diritto cioè a poter comunicare con il Museo per trasmettere osservazioni sulla qualità dei servizi erogati, suggerimenti e punti di vista sulle varie attività del Museo. Ha diritto: • a poter comunicare le proprie emozioni e i propri pensieri critici di fronte agli oggetti esposti purché nel rispetto degli altri utenti e degli oggetti stessi; • a vedere rispettate e considerate le proprie opinioni e le proprie riflessioni da parte dello staff museale; • ad interagire in modo dinamico e creativo con gli oggetti esposti; • a sentirsi coinvolto emotivamente e intellettualmente dalle attività didattiche e culturali. Per garantire questo il Museo si impe- gna a: - mettere a disposizione del pubblico un libro per i commenti; - elaborare costantemente questionari al servizio dell’utenza per comunicare con il Museo; - costruire un sito web con casella postale; - trasformare la biglietteria in un ufficio relazioni con il pubblico. C) Al reclamo Il diritto al reclamo si configura non solo nella possibilità di esprimere un reclamo, quanto piuttosto di ottenere un riscontro ad esso. Per garantire questo il Museo si impegna a: - elaborare una procedura specifica per i reclami scritti, che troveranno risposta individuale; - avviare una sensibilizzazione di tutto il personale nel ricevere reclami anche verbali e a fornire una immediata risposta quando possibile. D) Alla sicurezza L’utente ha diritto ad accedere al Museo e a tutte le sue iniziative in piena sicurezza e coperto da una assicurazione. Per garantire questo il Museo si impegna a: - adeguare la propria struttura alle norme di sicurezza in osservanza della legge 626; - evitare qualsiasi iniziativa che non sia conforme all’attuale normativa sulla sicurezza; - a stipulare una adeguata polizza assicurativa; - individuare nell’ambito del proprio personale, oltre a quello designato a livello comunale, un responsabile per la sicurezza a livello di controllo tecnico, cui spettano verifiche e controlli settimanali. E) All’accesso L’utente ha diritto di partecipare con la massima facilità d’accesso ai servizi del Museo e a tutte le iniziative. Ha diritto quindi ad avere e a vedere chiaramente espressi: gli orari di apertura, possibilmente differenziati per facilitare le esigenze di diverse fasce d’utenza; i servizi offerti di accoglienza e di supporto intellettuale alla visita; le attività culturali permanenti e temporanee; i servizi utili alla ricerca e le modalità di fruizione. Egli ha quindi diritto a muoversi con facilità nel Museo, nelle aree e spazi destinati al pubblico o destinati a determinate categorie d’utenza. Ha diritto di poter usufruire di orari di apertura del Museo in armonia del tempo libero dell’individuo e della famiglia e compatibilmente con l’organizzazione del lavoro. Per garantire questo il Museo si impegna a: - fornire un sistema di indicazioni e informazioni che consentano all’utente di raggiungere con facilità il Museo e a muoversi in esso (cartellonistica e segnaletica); - costruire un sito web ove siano facilmente reperibili tutte le informazioni d’accesso al Museo, ai servizi e alle iniziative; - realizzare un ufficio relazioni con il pubblico; - adottare una progettazione degli spazi tenendo conto dell’abbattimento delle barriere architettoniche; - valutare attraverso questionari e rapporti diretti con l’utente la qualità delle modalità d’accesso; - tener sempre conto in fase di progettazione di spazi, servizi ed iniziative,di modalità d’accesso differenziate per le diverse categorie di utenti con le rispettive peculiarità, necessità e aspettative. F) All’accoglienza L’utente ha diritto ad una accoglienza improntata alla massima disponibilità, professionalità e tutela della dignità individuale. Ha diritto quindi a poter pagare, se previsto da specifico atto amministrativo o norma, il biglietto d’ingresso differenziato in corrispondenza dell’appartenenza ad un particolare status sociale, della quantità e qualità dei servizi offerti dal Museo, dell’effettivo consumo di tali servizi, dello stato di accessibilità alle collezioni. Ha diritto altresì a sentirsi all’interno del Museo in un luogo accogliente sul piano fisico, umano, etico e culturale. Per garantire questo il Museo si impegna a: - organizzare un ufficio relazione con il pubblico che funzioni anche da biglietteria; - facilitare l’orientamento dell’utente sia con segnaletica dedicata che con apporti diretti del personale impiegato nel Museo, adeguatamente formato; - creare punti informativi; - creare una reception accogliente e funzionale alle esigenze dell’utente; - fornire servizi accessori quali guardaroba, punto ristoro e museumshop. G) Alla comprensione L’utente ha diritto a poter percepire chiaramente e poter valutare la quali- 115 116 tà delle esposizioni e a comprendere il messaggio/i messaggi espositivi, i criteri intellettuali dell’allestimento, il valore culturale e l’importanza degli oggetti esposti, il rigore scientifico delle presentazioni. L’utente ha diritto alla massima facilitazione delle modalità d’incontro con il sapere, l’informazione, la comunicazione, il patrimonio ed i risultati del lavoro di ricerca e documentazione del Museo. Ha quindi diritto di comprendere, a seconda delle proprie specificità, i contenuti delle iniziative del Museo e dei servizi che la struttura offre. Per garantire questo il Museo si impegna a: - realizzare un Centro di Documentazione aperto al pubblico, dotato di un regolamento d’accesso che consenta la consultazione e il prestito di tutto il materiale documentario frutto dell’attività di ricerca del Museo e di tutto ciò che risulta utile per approfondire le tematiche trattate dal Museo stesso. - a creare esposizioni temporanee e permanenti con diversi livelli di lettura in grado di andare incontro alle esigenze di un’utenza variegata, dotate quindi di adeguati apparati descrittivi; - ad organizzare eventi (convegni, conferenze, workshop, corsi ecc.) differenziati in grado di rivolgersi a fruitori diversi per interesse e background culturale. - a indicare sempre in modo chiaro quali siano i servizi e le iniziative destinate alle diverse categorie di utenti. H) Alla privacy L’utente ha diritto alla tutela sui dati personali comunicati e depositati presso il Museo. Per garantire questo il Museo si impegna a: - rispettare le norme e la legislazione vigente in materia di privacy: Legge 31 dicembre 1996 n. 675 “Tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali” e dell’immagine; - Aggiornare annualmente entro il 31 marzo il documento programmatico sulla sicurezza. I) Alla correttezza scientifica L’utente ha diritto a poter usufruire di informazioni, comunicazioni, prodotti, pubblicazioni, allestimenti (e quant’altro relativo all’iniziativa culturale del Museo e ai suoi servizi) improntati alla massima correttezza e affidabilità scientifica. Per garantire questo il Museo si impegna a: - Prevedere come obbligo nel regola- mento un comitato scientifico che vigili e garantisca le attività del Museo; - impiegare personale qualificato nella realizzazione di ogni attività del Museo. L) Al rispetto del bene culturale L’utente ha diritto a veder rispettate le collezioni per il loro valore culturale in quanto espressione di una identità collettiva e in quanto patrimonio dell’umanità; a sentirsi parte in causa in ogni tipo di tutela delle collezioni; a vedere rispettata la dignità di bene culturale degli oggetti, siano esposti o no, e la memoria di coloro che hanno devoluto alla comunità le loro collezioni; a non vedere confuso l’oggetto esposto con il prodotto commerciale. Per garantire questo il Museo si impegna a: - rispettare gli oggetti, esposti e non, garantendo ambienti adatti alla conservazione e mettendo in pratica buone prassi di manutenzione ordinaria e straordinaria; - garantire una fruizione pubblica occasione anche del non esposto. M) Ad usufruire di servizi valutati in relazione al grado di impatto ambientale L’utente ha diritto di usufruire di servizi, strumenti, offerte e partecipare ad iniziative di cui siano state valutate attentamente, da parte dei responsabili del Museo, le eventuali forme di inquinamento o di disturbo all’ambiente. Per garantire questo il Museo si impegna a: - aderire alle linee guida tracciate dall’adesione del Comune di Montebelluna ad Agenda 21; - operare la raccolta differenziata dei rifiuti; - operare, nelle proprie attività sia interne che esterne al Museo, evitando ogni azione negativa di disturbo all’ambiente. N) Al rispetto di idee, cultura, scelte e religione L’utente ha diritto a usufruire di servizi, strumenti, incontrare offerte e partecipare ad iniziative il cui contenuto non sia offensivo o lesivo alla dignità delle libere scelte di ogni cittadino espresse, e perseguite nell’ambito dei diritti e doveri sanciti dalla Costituzione Italiana. Per garantire questo il Museo si impegna a: - programmare le proprie attività tenendo in considerazione le varie sensibilità di un’utenza reale e potenziale caratterizzata da una pluralità sociale, etnica e religiosa. Appendice C CENTRO DI DOCUMENTAZIONE MUSEO DI MONTEBELLUNA CARTA DELLE COLLEZIONI INTRODUZIONE La creazione di un servizio di BibliotecaCentro di Documentazione all’interno del Museo Civico di Montebelluna risponde alla necessità di soddisfare le esigenze informative, di studio e di ricerca espresse non solo dall’utenza legata al museo (operatori, docenti, ricercatori, studenti, ecc.), ma anche dalla comunità in generale. Inoltre, la struttura si pone come centro di elaborazione e produzione culturale e come momento di auto-identità per la comunità locale, in quanto documenta e testimonia la storia e la cultura del territorio in cui opera. Nel corso della sua attività, a partire dal 1984, il Museo Civico ha raccolto una notevole quantità di documenti, contenuti in tutti i tipi di supporto (libri, periodici, opuscoli, carte topografiche, manifesti, disegni, fotografie, diapositive, videocassette, CD-ROM, documenti digitali, ecc.), che oggi possono essere, in gran parte, messi a disposizione del pubblico e sono visibili al pubblico nel catalogo on line (Opac). FINALITÀ La Carta delle collezioni del Centro di Documentazione del Museo (CdD) risponde alle seguenti finalità: 1. indica le coordinate di sviluppo e revisione delle raccolte della biblioteca: definisce gli strumenti attraverso i quali è garantito l’incremento del patrimonio bibliografico; fissa i livelli di copertura in rapporto alla produzione editoriale nazionale per i vari ambiti disciplinari; stabilisce come colmare lacune e introdurre miglioramenti. 2. rende espliciti agli utenti i criteri di selezione adottati nel processo di acquisizione dei documenti; consente loro una maggiore interazione con la biblioteca in termini di suggerimenti e proposte di acquisizione di materiale. La Carta delle collezioni costituisce uno strumento di lavoro e di orientamento nelle scelte relative alla politica futura delle raccolte del CdD per la Direzione del Museo e per i responsabili del servizio; per gli utenti è una guida ad una più consapevole utilizzazione delle risorse della biblioteca. PROFILO DI COMUNITÀ Le scelte gestionali relative alle raccolte dovranno essere ispirate ai bisogni culturali ed informativi della collettività locale. Tale collettività dovrà essere vista, ai fini della gestione delle raccolte, come realtà in costante mutamento e come soggetto da servire senza censure e senza distinzione di età, razza, sesso, religione, nazionalità, lingua o condizione sociale. Di tale comunità, sempre al fine di definire nel tempo l’offerta documentaria, si ritiene di mettere qui in evidenza le seguenti peculiarità: luna: il periodo 1946-1960 della ricostruzione post bellica, il decennio degli anni Sessanta e quello successivo, che ha coinciso con il boom del calzaturiero e ha preceduto l’adozione del Piano Regolatore Generale ancora in vigore (1983). In questi periodi, sono stati realizzati volumi complessivi superiori ai due milioni di metri cubi, con medie annuali sempre elevate, in particolare tra il 1961 e il 1981, attorno ai 280.000 metri cubi, inferiori però ai 530.000 cir- Profilo Geografico-Ambientale-Urbanistico (dato al 29/2/2008) Dato da fornire Fonte Dato Popolazione residente Montebelluna Ufficio Anagrafe 30.434 Superficie Comune Uff. Urbanistica 48,98 kmq Densità popolazione Uff. Urbanistica 620 abitanti/kmq Altitudine Uff. Urbanistica 109 m.s.l.m. Per quanto riguarda le reti di comunicazione, da un’analisi in dettaglio emerge che Montebelluna attraversata dalle principali arterie stradali e ben collegata ai principali centri della provincia anche grazie alla rete di trasporto pubblico (treno, autobus). Cenni storici sullo sviluppo urbano Le prime testimonianze archeologiche attestano la presenza nella zona collinare tra Mercato Vecchio e S. Maria in Colle di un contesto abitativo di epoca romana a carattere residenziale. La crescita di Montebelluna proseguirà in ogni modo con linearità per tutto il Settecento. La fine del secolo segnerà anche la crisi del vecchio mercato con la crisi del sito. Sarà necessaria l’opera di Giovan Battista Dall’Armi, geniale autore del cosiddetto nuovo mercato agli inizi degli anni settanta dell’Ottocento, volano della nuova città degli scambi e dei commerci, che progetterà un sistema razionale e modulare quale soluzione urbanistica del futuro. Fin dai primi del Novecento la realizzazione urbanistica di Montebelluna ha assunto una funzione non solo commerciale ma già destinata ai servizi e alla residenza. Negli ultimi sessant’anni, sono stati registrati tre periodi particolarmente significativi di sviluppo edilizio a Montebel- ca del picco del 2001. Attualmente i grandi interventi di riqualificazione avviati in centro segnano una svolta nello sviluppo urbanistico di Montebelluna: il passaggio dall’edificazione sparsa e non regolata, che è all’origine del congestionamento delle nostre zone, a quella concentrata e pianificata, che riduce lo spreco di territorio, consente il ripristino di aree degradate e recupera nuovi spazi pubblici a disposizione di tutti i cittadini. Il comune, che si estende per una sup. totale di quasi 4899 mq presenta 7 decentramenti ufficiali, che rispecchiano l’evoluzione storica dello sviluppo urbanistico della città. La popolazione è distribuita all’interno delle frazioni in modo abbastanza omogeneo. La posizione del Museo risulta piuttosto decentrata rispetto alle diverse frazioni della città. Profilo urbanistico - ambientale L’area in cui è collocato il Museo civico è divisa materialmente dal centro cittadino dal passaggio a livello di Piazza 4 Novembre e dal tracciato della ferrovia Calalzo - Padova, e si sviluppa lungo Via Piave sino ai cosiddetti “Pilastroni”, antica porta della città. È caratterizzata dalla forte presenza di zone industriali dimesse, talune anche di pregio, che si prestano ad un recupero funzionale 117 118 indirizzato alla residenza, ma soprattutto ai servizi ed al commercio. Qui trova sede anche il campo sportivo. Con l’approvazione nel 2009 del nuovo PRG, l’avvio di una serie di importanti opere pubbliche mira a riqualificare l’asse viario cittadino con interventi che andranno a risolvere nodi cruciali della viabilità, in particolare nell’area di accesso alla parte est di Mbl, zona su cui insiste il CdD. Inoltre, l’apertura del nuovo Liceo scientifico prevista per il 2011 comporterà la creazione di una vera e propria cittadella degli studenti nell’area immediatamente adiacente al Museo e al CdD, con aumento del bacino d’utenza potenziale. Profilo economico-produttivo La zona del museo è caratterizzata dalla concentrazione di esercizi commerciali lungo Via Piave e attività artigianali di servizio nella parte a sud. Vi sono anche alcune importanti attività industriali (fonderie, carpenteria pesante, scavi e ingrosso pneumatici) e dei “vuoti” non di pregio, dovuti alla dismissione di alcune attività artigianali, che costituiscono una criticità della zona. Per un’analisi approfondita si rinvia a PAT 2007 del Comune di Montebelluna, Rapporto sull’evoluzione demografica e produttiva, da cui sono tratti i dati seguenti. Il Comune di Montebelluna presenta una chiara specializzazione nel settore dell’industria, di quella tessile e dell’abbigliamento e della produzione e distribuzione di energia, acqua e gas. Nell’ambito dei servizi invece, Montebelluna risulta essere specializzata soprattutto nel settore sanitario e sociale, in quello creditizio e dei servizi alle imprese. Questi settori di specializzazione sembrano far parte della storia e dello sviluppo stesso del comune, in quanto, confrontando i dati intercensuari, la tendenza non muta. Considerando poi l’area del sistema locale del lavoro, emerge una minore specializzazione, assegna il primato al settore tessile e dell’abbigliamento, ma anche a quello agroalimentare. Nel Comune di Montebelluna la realtà risulta però piuttosto diversa, in quanto lavorano nell’industria solo poco più di un terzo degli addetti complessivi (37%), mentre, evidentemente, predomina il settore dei servizi che coinvolge il 63% degli addetti. Sebbene sia comunque un settore trainante nel contesto locale, confrontando nello specifico i dati provenienti dagli ultimi due censimenti, emerge in generale nel tempo una progressiva diminuzione dell’industria a favore del settore dei servizi sia a livello provinciale che comunale. Studenti universitari Dall’indagine degli studenti universitari iscritti per l’A.A. 2008-2009 presso le Università più vicine, cioè Padova, Venezia e Trento, emerge il seguente dato: gli studenti complessivi sono 566, di cui 320 afferenti all’area scientifica e 246 all’area umanistica. Dato il livello di specificità del patrimonio informativo del CDD gli studenti rappresentano utenze potenziali per il Centro, che può costituire una valida alternativa alle bibioteche specialistiche di dipartimento, a condizione che gli utenti possano reperire i testi di riferimento inseriti nella programmazione didattica, o materiali di approfondimento per ricerche specifiche o tesi di laurea. Servizi culturali e tempo libero Altre biblioteche Biblioteca Comunale di Montebelluna Aperta al pubblico nel 1975 in un edificio storico, progettato da G.B. Dall’Armi tra il 1879 e il 1903 per ospitare il carcere mandamentale, la biblioteca ha occupato fino al 2001 questo spazio provvisorio con l’impegno costante a sviluppare comunque servizi adeguati ad una città fortemente in crescita dal punto di vista economico, demografico e culturale. Dopo una vivace e partecipata discussione sulla migliore localizzazione per una nuova e definitiva sede, nel 1996 è stato affidato il progetto dell’attuale edificio all’arch. Toni Follina. La scelta di creare una nuova struttura ha rappresentato un’interessante opportunità per arricchire il centro storico di uno spazio pubblico che è luogo reale e simbolico di incontro tra persone, generazioni e culture diverse, oltre che luogo della comunicazione e dell’informazione, delle idee e dei saperi. La biblioteca è punto di riferimento per un bacino d’utenza molto ampio: più del 45% degli iscritti proviene da comuni vicini; Montebelluna aderisce e partecipa come polo di area al sistema bibliotecario della provincia di Treviso ed è comune capofila della rete Biblioteche Area Montebellunese. Le cifre della bibioteca Giorni di apertura 295 Patrimonio disponibile 66.597 Acquisti librari e multimediali 2.258 Iscritti alla biblioteca 24.376 Incremento annuo iscritti* 2.818 Iscritti residenti 12.014 % residenti a MB iscritti in BCM 40,20% Prestiti 104.086 Presenze 206.865 Media giornaliera 701 Consultazioni mediateca 19.212 I dati rivelano quanto la BCM sia un polo di riferimento culturale territoriale di enorme importanza anche per i comuni limitrofi, in grado di soddisfare ampiamente i bsogni informativi generici della cittandinanza. In relazione a ciò il CdD ritiene opportuno potenziare alcuni settori specifici tramite l’acquisizione di contenuti informativi ad alta specializzazione. Sportelli e servizi informativi IncontraComune Attivo da dicembre 2005 al piano terra del Municipio, lo sportello IncontraComune comprende sette postazioni polifunzionali alle quali i cittadini possono rivolgersi per pratiche di competenza dell’Anagrafe, della Pubblica Sicurezza, dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico, oltre che per ottenere le prime informazioni sul funzionamento della macchina amministrativa. Informagiovani L’Informagiovani è un servizio di informazione, ricerca e documentazione su diversi settori quali scuola, università, formazione (corsi post-laurea e postdiploma, corsi di specializzazione e riqualificazione, formazione continua), mercato del lavoro, opportunità di studio, stage e lavoro all’estero, informazioni sull’associazionismo e il volontariato, su turismo, cultura, sport e tempo libero. Il servizio si rivolge prevalentemente ai giovani dai 14 ai 29 anni ma non vi sono limiti di età dati gli ambiti di interesse e le esigenze di riqualificazione professionale, di orientamento lavorativo e formazione degli over 30. In collaborazione con il Centro per l’Impiego di Montebelluna, svolge anche attività di orientamento e supporto per la ricerca di lavoro all’estero tramite la rete Eures. Il servizio lavora in rete con scuole e altri enti del territorio per progetti di orientamento scolastico e lavorativo. Sportello di Orientamento Scolastico Da cinque anni l’informagiovani è Appendice C partner del progetto “Orizzonti”, un progetto di orientamento approvato e finanziato dalla Regione Veneto, di cui è capofila l’Enaip Veneto (Ente nazionale Acli Istruzione Professionale) ed al quale aderiscono le scuole medie e superiori dell’area montebellunese e altri enti che, a vario titolo, sono coinvolti nell’attività di orientamento. Il progetto si sviluppa in differenti azioni che, attraverso diverse modalità operative, intendono supportare i ragazzi della scuola media e le loro famiglie nel passaggio dalla classe terza alla prima superiore e gli studenti della scuola superiore fino ai 18 annni che nel loro percorso scolastico avessero dubbi sulla scelta o si trovassero in difficoltà. Nell’ambito del progetto “Orizzonti” è prevista l’attivazione da maggio a gennaio di uno sportello di orientamento scolastico gestito da un consulente esterno disponibile per incontri individuali. Sportello Immigrati Gestito dal 2004 in convenzione con la Cooperativa “Una Casa per l’Uomo” fornisce agli immigrati, ma anche ai cittadini montebellunesi, informazioni e orientamento su ogni aspetto inerente il soggiorno in Italia dei cittadini stranieri. In particolare presso lo Sportello Immigrati è possibile ottenere informazioni sui procedimenti di rilascio e rinnovo del permesso di soggiorno, della carta di soggiorno e del ricongiungimento familiare. Lo sportello, inoltre, offre servizio di consulenza legale su problematiche inerenti alla permanenza e al soggiorno dei cittadini immigrati in Italia. Rivolgendosi allo Sportello Immigrati è possibile ottenere l’appuntamento per l’avvio delle pratiche presso la Questura di Treviso. ne da parte del Museo di materiali bibliografici e documentari, indirizzando percorsi e strategie del CdD. L’elenco completo delle associazioni è consultabile nel sito del Comune. Considerazioni conclusive Considerato che nel territorio non sono presenti internet point, la biblioteca comunale e il CdD rappresentano l’unica possibilità pubblica locale di navigazione in rete. Il CdD conta a breve di installare una postazione internet a disposizione dell’utenza. Mobilità Popolazione residente che si sposta giornalmente - Treviso (dettaglio comunale) - Censimento 2001. Montebelluna 14.909 Profilo demografico Residenti fasce età N° Percentuale al 31.12.2007 0-4 ANNI 1675 5,51 5-9 ANNI 1481 4,88 10-14 ANNI 1419 4,67 15-24 ANNI 2932 9,66 25-34 ANNI 4159 13,71 35-44 ANNI 5434 17,92 45-54 ANNI 4312 14,22 55-64 ANNI 3485 11,49 65-74 ANNI 2579 8,50 OLTRE 75 ANNI 2596 8,55 Residenti per sesso Popolazione residente Montebelluna Ufficio Anagrafe Numerico Ordinario maschi 14.974 femmine 15.460 Residenti per titolo di studio diploma scuola superiore percentuale L’offerta culturale e ricreativa è garantita nel territorio comunale da numerose e diversificate strutture (teatri, cinema, videonoleggi, librerie, cartolibrerie, edicole, impianti sportivi). Vedi tabella 4 in allegato 0-19 ANNI 32,39 19-34 ANNI 54,75 35-44 ANNI 38,94 Associazioni Nel territorio cittadino sono presenti più di 150 associazioni, suddivise tra Comitati civici, Associazioni Culturali e di promozione sociale, Associazioni d’arma, Associazioni ordini professionali, Associazioni sportive, Associazioni di territorio, Associazioni umanitarie e socio assistenziali. Tra queste, Il Gruppo Naturalistico Bellona promuove attività di carattere scientifico che orientano e incentivano l’acquisizione e la produzio- Famiglie residenti suddivise per numero di componenti Non conseguimento scuola obbligo 8,78 Numero componenti Numero famiglie Totale componenti 1 2 3 4 3284 3133 2575 2172 5 6 7 8 9 ... TOTALI 604 169 63 16 31 12047 3284 6266 7725 8688 3020 1014 441 128 403 30969 119 120 Famiglie residenti suddivise per numero di componenti e presenza figli Numero componenti Nessun figlio 1 2 3284 2387 3 4 5 6 7 8 9 ... TOTALI 176 56 18 6 5 0 7 5939 203 130 65 15 2 2 3278 122 34 19 6 11 2353 1 figlio 0 746 2115 2 figli 0 0 284 3 figli 0 0 0 36 327 25 11 3 4 406 4 figli 0 0 0 0 7 39 7 2 4 59 5 figli ed oltre 0 0 0 0 0 0 6 3 3 12 169 63 16 31 12047 TOTALE 1877 3284 3133 2575 2172 604 Tasso di natalità perc ord 11,73 Saldo Migratorio num ord 358 Previsioni andamento demografico Il Comune di Montebelluna ha conosciuto, a partire dal 1961, un continuo processo di crescita demografica che lo ha portato dai quasi 19.000 abitanti di quell’anno ai circa 27.500 del 2001: un incremento del 45,6%, pari in valore assoluto a circa 8.500 unità. Per esplicitare più chiaramente le dimensioni del fenomeno, si potrebbe dire che è come se l’intera popolazione del limitrofo comune di Volpago del Montello si fosse trasferita all’interno di quello di Montebelluna. La crescita non è avvenuta in maniera costante nel tempo, ricalcando, in modo più accentuato, la stessa dinamica che si è registrata a livello provinciale: a quella particolarmente intensa dei decenni 19761-1971 (+18%) e 1971-1981 (+10%), è succeduto un incremento più contenuto tra il 1981 e il 1991 seguito da una nuova accelerazione nel decennio 1991-2001 (+9,3). La crescita prosegue tutt’oggi, dal momento che tra il 2001 e il 2006 il tasso di variazione demografica ha fatto registrare un +8%, ovvero un incremento in termini assoluti di ulteriori 2.200 abitanti. Il trend di crescita conosciuto in questi anni dalla cittadina, colloca Montebelluna all’interno di quel vasto insieme di comuni caratterizzati da una elevatissima densità demografica che costituiscono il cuore metropolitano del Veneto attuale. Si tratta di una fascia ininterrotta di comuni che, ai massimi storici del proprio popolamento, si estende da Treviso verso Padova interessando anche parte del territorio veneziano così come verso Bassano e Cittadella (Figura 5). Secondo le stime ipotizzate dallo scenario tendenziale tale andamento proseguirà anche in futuro: come si può vedere dalla tabella sottostante, infatti, il tasso di variazione della popolazione di Montebelluna atteso per il periodo 2001 – 2021 è pari al 35,4% mentre quello ipotizzato per la cintura complessivamente considerata è pari al 27,3%. In termini assoluti, ciò significa che Montebelluna incrementerà di ulteriori 10.000 abitanti la sua popolazione, ovvero, aumenterà in soli 20 anni più di quanto non sia cresciuta nei precedenti 40. Si conferma dunque il ruolo di attrattore demografico della cittadina rispetto ai comuni della sua cintura, anche se non bisogna pensare ad una situazione omogenea all’interno del territorio di questa. Tutti i comuni che ne fanno parte infatti appaiono destinati ad incrementare la propria popolazione, tuttavia si possono ipotizzare ritmi di crescita più consistenti rispetto a quelli di Montebelluna per Trevignano (37%) e Vedelago (40,6%) mentre gli altri, ad esclusioni di quelli cui parte del territorio ricade sul Montello, si aggirano su tassi di crescita compresi tra il 20% e il 30%. Vedi Tabella 5 Conclusione Considerato che il territorio di Montebelluna si rivela un attrattore demografico rispetto ai comuni limitrofi è ipotizzabile un incremento del tasso di istruzione superiore tra i residenti e un bacino di potenziale nuova utenza per il Centro di Documentazione che dovrà prevedere un costante aggiornamento ed incremento del proprio patrimonio con un particolare approfondimento del grado di specializzazione dei documenti posseduti. La cittadina di Montebelluna si caratterizza anche per una forte attrazione rispetto ai comuni limitrofi dovuta alla presenza di realtà commerciali, servizi specifici e un’ampia offerta culturale. In questo contesto, il Centro di Documentazione, rappresentando una realtà molto significativa rispetto all’intera provincia, costituisce un punto di riferimento per la documentazione specialistica in alternativa ai dipartimenti universitari per le aree di propria competenza. L’utenza reale del CdD è cositituita in prevalenxa da studenti laureandi, docenti, educatori museali e ricercatori. Il pubblico che frequenta il CdD è di livello culturale medio-alto e presenta aspettative e richieste informazionali specifiche. le ricerche effettuate dagli utenti riguardano prevalentemente le Scienze naturali, l’Archeologia del territorio e l’educazione museale. Esigenze di approfondimento e di sistematizzazione orientano la ricerca verso testi a contenuto altamente specializzato (es. per la compilazione di tesi di laurea). Il CdD si impegna a garantire il più ampio accesso alla consultazione del suo patrimonio anche attraverso la compilazione di bollettini delle nuove accessioni, spogli di articoli di riviste selezionate e segnalazioni bibliografiche sul proprio sito web. CONNOTATI DELLE COLLEZIONI L’ambito di interesse del CdD è stato individuato in un’area scientifica ampia nella quale far rientrare le Scienze naturali, l’Archeologia, la museologia e la didattica. Si cerca nell’ambito delle suddette discipline di far rientrare esclusivamente le opere che manifestino espresse connessioni con i settori di competenza del museo; ciò allo scopo di definire una fisionomia propria della biblioteca, privilegiando la specializzazione in favore di una maggiore completezza. Negli ultimi venti anni, il criterio di selezione che ha guidato il piano di sviluppo delle raccolte del CdD è stato da una parte il controllo più capillare sulla completezza della produzione editoriale in campo scientifico posseduta, dall’altro la valutazione – effettuata di volta in volta direttamente sui testi – dell’opportunità di acquisire anche opere non attinenti, ma tali da poter corrispondere alle esigenze dell’utenza della biblioteca, che come si ricorda, è costituita da un pubblico di livello culturale medio–alto, con aspettative e richieste informazionali da un lato molto specifiche, dall’altro talvolta con Appendice C necessità di approfondimento in aree di studio collaterali. La qualità delle opere ha costituito inoltre un parametro di valutazione costante nel criterio di acquisizione del materiale. ANALISI DEL POSSEDUTO E LIVELLI DI COPERTURA Il piano di sviluppo delle collezioni si basa sulla Tabella dei livelli di copertura allegata a questa Carta. I “livelli di copertura” indicano, a titolo orientativo, il livello di approfondimento quantitativo e qualitativo che s’intende raggiungere nei diversi settori delle raccolte attraverso l’assegnazione di un valore numerico da 0 a 4. Lo schema applicato costituisce un adattamento della metodologia Conspectus elaborata negli anni ‘70 per la mappatura e l’analisi delle collezioni universitarie e di ricerca americane. Livello 0 Nessuna copertura Argomento estraneo agli scopi e agli interessi della biblioteca. Livello 1 Livello minimo Raccolta minima e non organica di opere divulgative sulla materia. Livello 2 Livello base Raccolta essenziale di documenti introduttivi allo studio della materia. Livello 3 Livello di approfondimento Raccolta approfondita e aggiornata di documenti per il sostegno all’attività professionale, allo studio universitario e alla ricerca autonoma sulla materia. Livello 4 Livello esaustivo Raccolta completa, in rapporto alla produzione editoriale italiana, di pubblicazioni monografiche e periodiche relative alla specifica area disciplinare. Questo modello ricalibrato sulle esigenze del CdD prevede i seguenti nuovi livelli: Livello 1 della prima infomazione Livello 2 della divulgazione Livello 3 dell’approfondimento Dall’analisi del posseduto e dei livelli di copertura emerge che alcune classi che dovrebbero rientrare negli ambiti disciplinari del CdD in realtà sono poco fornite (es. pedagogia generale, chimica, fisica, orti e floricultura). Con riferimento ai parametri sopraindicati, il CdD intende continuare ad assicurare i livelli di copertura 2 e 3 nelle classi presenti più significative. Questa analisi rende evidente il legame funzionale esistente tra il CdD e le diversificate attività del Museo. Vale la pena sottolineare che le indicazioni di acquisto sono suggerite e seguono in modo coerente gli obiettivi CDD AREE TEMATICHE 069 069.094 069.15 altro di 069 333 363 370-379 altro di 300 500 508 520 530 549 550 560 574 altro di 570 581 582 altro di 580 591 595 597 598 599 635 altro di 600 737 altro di 700 914 930 937.3 altro di 937 940 945 Museologia Museologia. Italia Museologia. Didattica Economia della terra Problemi e servizi sociali Educazione Scienze sociali Scienze naturali e matematica Storia naturale Astronomia Fisica Mineralogia Scienze della Terra Paleontologia Ecologia Biologia Botanica Spermatofite Scienze botaniche Zoologia Invertebrati Vertebrati a sangue freddo Uccelli Mammiferi Orticoltura Tecnologia e scienze applicate Numismatica Arti Geografia. Europa Storia del mondo antico Storia della Venetia e Istria Storia d’Italia antica Storia d’Europa Storia d’Italia di attività della struttura museale. Inoltre, un Focus Group condotto sul patrimonio esistente ha messo in evidenza l’importanza di mantenere una costante attenzione sui due livelli già in essere, pur non trascurando la necessità di introdurre per le classi più significative anche un quantitativo di documenti appartenenti al livello uno, pari ad una informazione di base. CRITERI DI ACQUISIZIONE Il CdD acquisisce materiale bibliografico per acquisto, dono e scambio. Acquisti I responsabili del CdD raccolgono le pro- Documenti posseduti 78 38 48 52 49 29 70 124 17 24 48 14 27 95 60 53 79 52 37 40 31 64 38 52 31 14 89 13 170 54 110 98 82 33 55 Livello copertura 3 3 3 3 3 2-3 2-3 3 2 3 2-3 2-3 2-3 2-3 3 2-3 2-3 3 2-3 2 3 3 3 3 3 2-3 2-3 3 2-3 2-3 3 3 3 2-3 3 poste di nuove acquisizioni che provengono da parte degli utenti (desiderata),ne valuta la natura, le qualità e l’opportunità d’acquisto tenendo conto del carattere della biblioteca e dei programmi pluriennali di acquisto, nonché dell’indirizzo dettato dalla direzione, dai conservatori e dal Comitato scientifico, e ne stabilisce le priorità in base al budget disponibile. Fra i criteri utilizzabili per la selezione ai fini dell’inclusione di un documento nelle raccolte della biblioteca i principali sono: • desiderata degli utenti (coerenti con la fisionomia generale e la natura delle raccolte della biblioteca); • coerenza con le raccolte già presenti in biblioteca; 121 122 • rilevanza e livello di aggiornamento rispetto alla cultura scientifica contemporanea; • valore permanente e durata nel tempo dell’opera; • recensioni e giudizi critici; • accuratezza e affidabilità; • autorità riconosciuta dell’editore, dell’autore, del curatore, dell’illustratore, ecc., nei rispettivi ambiti professionali; • inclusione in fonti bibliografiche e letterarie autorevoli; • presenza nel documento di contenuti non reperibili su altri media; • costo e disponibilità sul mercato; • coerenza della forma di pubblicazione con il tipo di utenti cui il documento è destinato; • completamento di opere e collane in corso e già possedute dalla biblioteca, • rinnovo degli abbonamenti in corso ai periodici - aggiornamento delle opere più importanti - delocalizzazione dei documenti dal contenuto superato ed eventuale scarto - costi economici e rapporto costo / efficacia Doni Doni di singoli documenti e donazioni di raccolte e fondi interi vengono accettati solo se integrano collezioni preesistenti, colmano lacune riscontrate, contribuiscono a coprire i settori disciplinari che s’intendono sviluppare secondo le indicazioni di questa Carta. La biblioteca si riserva di selezionare e trattenere unicamente le pubblicazioni rispondenti alle finalità sopraindicate. Le proposte saranno vagliate periodicamente dall’ufficio acquisizioni che ne valuterà la coerenza con la fisionomia documentaria delle collezioni. L’accettazione del materiale bibliografico offerto alla Biblioteca per tramite di lasciti e donazioni è subordinata, oltre che ai criteri generali di coerenza già definiti per gli acquisti: • alla sostenibilità degli oneri derivanti dal trattamento catalografico del fondo e dalla sua conservazione nel medio e lungo periodo • alla disponibilità di spazio • allo stato di conservazione Non vengono di norma accettati: • i doppi non funzionali alle esigenze • le opere non coerenti con il patrimonio documentario della Biblioteca o a carattere divulgativo • con alcune eccezioni, gli estratti di articoli contenuti in pubblicazioni già presenti in Biblioteca fascicoli o annate isolate di riviste Revisione e scarto Il processo di revisione e scarto segue le seguenti linee: - rilevazioni statistiche relative all’uso dei materiali Scambio Il CdD persegue fini di cooperazione. Lo scambio di materiale bibliografico attraverso la propria produzione editoriale costituisce un utile strumento per l’arricchimento delle proprie raccolte. Per quanto riguarda i periodici o scambio funge da sostitutivo del pagamento di abbonamenti in cambio di riviste pubblicate all’interno delle strutture afferenti. PRESTITO Documenti posseduti % sul posseduto Prestito 2008 Indice circolazIone Museologia 216 3,65 26 0,12 300 Scienze sociali 272 4,60 31 0,11 500 Scienze pure 762 12,90 79 0,10 600 Tecnologia e scienze applicate 103 1,75 2 0,01 700 Arti 183 3,10 4 0,02 900 Geografia e storia generale 432 7,30 53 0,12 CDD AREE TEMATICHE 069 Indice di prestito interbibliotecario: In uscita: 35 In entrata: 2 Considerazioni Dall’analisi degli indici di circolazione si evince che le classi più movimentate sono la 069 (museologia), pur costituendo solo il 3,65 % del posseduto, e la classe 900, con particolare incidenza della Storia antica e Archeologia (930), che però conta su una maggiore percentuale di documenti rispetto al patrimonio totale. Vale la pena continuare a incrementare la classe 069, che colma un vuoto informativo rispetto all’offerta delle biblioteche di pubblica lettura. Da sottolineare la scarsa circolazione della classe 700 (che è peraltro connotata in maniera molto specialistica e solo per alcune branche delle arti, come il paesaggio, la numismatica e le arti figurative antiche) rispetto alle altre, il che indica una necessità di maggior valorizzazione. Vanno comunque incentivate le iniziative di conoscenza e promozione dei servizi e delle peculiarità del CdD, che dovrebbe diventare il punto di riferimento nel territorio per l’informazione specialistica afferente agli ambiti disciplinari del Museo. Appendice D ATTIVITÀ DEL MUSEO 2007-2010 ATTIVITÀ FORMATIVA-EDUCATIVA 4 marzo, 1 aprile, 6 maggio, 13 e 20 maggio, 3 e 10 giugno, 1 luglio 2007 Attività di archeologia sperimentale IL FUOCO DI VULCANO: LA FUCINA DEL MUSEO 3, 17, 31 ottobre 2007 Progetto formativo DIDARCHEO. Corso di formazione per l’insegnamento della storia antica 5- 6 ottobre 2007 - 12 e 22 febbraio, 11 marzo 2008 Seminari di studio APPUNTI DI TECNOLOGIA ANTICA: TRA ARCHEOMETRIA E SPERIMENTAZIONE La lavorazione del bronzo in età preromana 16 febbraio, 1 marzo 2008 UNA NOTTE AL MUSEO. Attività ludicodidattica per bambini 8 e 16 marzo, 6 e 20 aprile, 4 maggio, 1 giugno 2008 Attività di archeologia sperimentale IL FUOCO DI VULCANO: LA FUCINA DEL MUSEO 8 marzo, 6 aprile 2008 LABORATORIO: !SPERIMENTANDO! In occasione dell’esposizione “Giocando con la scienza” laboratorio per ragazzi di 8-12 anni, con giochi di chimica e fisica. Marzo-giugno 2008 È SABATO! DIVERTIAMOCI AL MUSEO Attività didattica per bambini 14, 15, 21, 29 ottobre 2008 CORSO FORMATIVO PER CATALOGATORI DI BENI CULTURALI Tipologia di scheda RA Reperti Archeologici 23, 27 febbraio 2009 DARWIN E L’EVOLUZIONE Corso di aggiornamento per educatori museali sabato 7, 14 marzo 2009 UNA NOTTE AL MUSEO. Attività ludicodidattica per bambini 2-3 ottobre 2009 APPUNTI DI TECNOLOGIA ANTICA 2 Corso di Archeologia sperimentale 20 marzo, 10 aprile, 8 maggio, 12 giugno 2010 PENSA DIVERSO. UN SABATO AL MUSEO Laboratorio per famiglie 24 marzo, 7 aprile, 5 maggio, 2010 PENSA DIVERSO. Laboratorio per giovani e adulti 1-2 ottobre 2010 APPUNTI DI TECNOLOGIA ANTICA 3 Corso di Archeologia sperimentale Child room 2007 I GRANDI ESPLORATORI Child room 2008 PIRATI AL MUSEO Child room 2009 I POPOLI, LA LORO TERRA, IL LORO CIELO Child room 2010 LA STORIA DELL’UOMO E DELLA BIODIVERSITÀ ATTIVITÀ ESPOSITIVA Allestimenti permanenti 21 aprile 2007 Inaugurazione IL MUSEO NEL TERRITORIO: LA SEZIONE NATURALISTICA DI SCHIEVENIN, UNA VALLE DA SCOPRIRE. settembre 2010 NUOVA SALA DI ASTRONOMIA Mostre temporanee 20 gennaio 2007 - 1 giugno 2008 IL FUOCO DI VULCANO. LE ETÀ DEI METALLI La metallurgia antica protagonista di una speciale mostra interattiva 14-15-16 dicembre 2007 DAL BUFALO, ALLA FARFALLA Le nuove collezioni del Museo incontrano la città 9, 16, 30 marzo e 6, 13, 20 aprile 2008 GIOCANDO CON LA SCIENZA 22 novembre 2008 - 31 maggio 2010 COSMOS. VIAGGIO ALLA SCOPERTA DELL’UNIVERSO Mostra per celebrare l’anno internazionale dell’astronomia 2009 CONVEGNI/SEMINARI/ CONFERENZE /INCONTRI 19 aprile 2007 MINIERE E METALLURGIA NELLE ALPI VENETE IN ETÀ MEDIEVALE E MODERNA Conferenza 16 maggio 2007 SCAVI ARCHEOLOGICI APERTI Visita guidata al cantiere di scavo archeologico in corso a Montebelluna-Posmon 17 maggio 2007 TAVOLA ROTONDA e presentazione del volume Il Fuoco di Vulcano, catalogo della mostra 18-19 maggio 2007 VISITA GUIDATA alla mostra sulla metallurgia antica 20 maggio ORCHIDEE SPONTANEE DEL VENETO Giornata di studio 15, 22 e 29 maggio 2007 AMBIENTE, STORIA, CULTURA, LETTERATURA Presentazione tesi di laurea 8 giugno 2007 Conferenza L’UOMO INCONTRA L’APE 9 e 10 giugno 2007 VIVA VIVA L’APE MAIA. Piccola esposizione sull’apicoltura e per i bambini letture animate e animazioni naturalistiche: 27- 29 giugno 2007 WORKSHOP ANNUALE DI DIDATTICA MUSEALE ANMS I gruppi di disabili adulti: aspetti di educazione museale 27-28 ottobre 2007 UN CAMPER PER LA SCIENZA La scienza in piazza e la scienza al supermercato 15 novembre 2007 TAVOLA ROTONDA Le biotecnologie: un dibattito aperto 28 novembre -13 dicembre 2009 EMOZIONI COSMICHE. Il Cosmo tra arte e scienza. 30 novembre 2007 UN TÈ PER DUE. LINNEO E BUFFON 300 ANNI DOPO NEMICI COME PRIMA Piéce teatrale scientifico-divulgativa 15 maggio - 13 giugno 2010 VIAGGI SOTTERRANEI. Naica, la grotta dei cristalli giganti e altre meraviglie del mondo sotterraneo. In collaborazione con l’Associazione Speleologica La Venta. 1 dicembre 2007 LE NUOVE RICERCHE SUL TERRITORIO Giornata di studio e presentazione del quarto numero della rivista del museo De Rerum Natura. 28 novembre 2010. Inaugurazione ALIMENTA. Il cibo tra scienza e cultura. Un percorso interattivo sul tema dell’alimentazione 15 marzo 2008 UN CAMPER PER LA SCIENZA La scienza in piazza e la scienza al supermercato 123 124 17 maggio 2008 LA NOTTE INTERNAZIONALE DEI MUSEI ARCHEONIGHT: la suggestione di una notte al Museo 26- 27 giugno 2008 WORKSHOP ANNUALE DI DIDATTICA MUSEALE ANMS Il museo e la terza età: aspetti di educazione museale 7 settembre 2008 BIBLIODAY. Apertura straordinaria biblioteche trevigiane - Centro di Documentazione Dalla carta storica al 3D: immagini di trasformazione del paesaggio nell’Alta Marca Trevigiana 18 ottobre 2008 Giornata di Studi ARCHEOGEO MONTEBELLUNA. Progetto per una carta geo-archeologica del territorio. Lo stato dell’arte 14 e 21 novembre, 12 dicembre 2008 LUOGHI DI LIBRI. LA CITTÀ INCONTRA LA SCIENZA Presentazioni dei libri Forme del divenire, Italo Calvino e la scienza, La scienza dei Simpson 1, 15, 22, 29 aprile COSMOS E DINTORNI. Cineforum. AstroCinema 4 aprile 2009 Giornata di studi LE ORCHIDEE SPONTANEE DEL VENETO Presentazione del volume - Presentazione della rivista scientifica “De Rerum Natura”, n. 5 19 aprile 2009 XI SETTIMANA DELLA CULTURA Apertura dei depositi archeologico e naturalistico 16 maggio 2009 LA NOTTE INTERNAZIONALE DEI MUSEI COSMOS E DINTORNI: LUNATICA 20 maggio, 28 maggio 2008 COSMOS E DINTORNI. SPAZIO ALLE STORIE Letture animate per bambini 19 maggio, 28 maggio, 9 giugno ARCHEOGEO: LO SCAVO Apertura alla cittadinanza dell’area di scavo archeologico lotto 14 di Posmon, con visita guidata 27-28-29 maggio WORKSHOP ANNUALE DI DIDATTICA MUSEALE ANMS Oggi vado al Museo. Progettare l’offerta culturale del Museo come attività sociale 20 luglio 2009 COSMOS E DINTORNI. In diretta dalla luna: “Ha toccato....!” Rievocazione in occasione del quarantennale dello sbarco sulla luna 4 ottobre 2009 BIBLIODAY. GIORNATA DI APERTURA STRAORDINARIA DELLE BIBLIOTECHE TREVIGIANE BIBLIODARWIN. Letture ad alta voce di e su Darwin. Presentazione del De Rerum Natura, N. 5 10 ottobre 2009 UN SABATO CON DARWIN Attività, laboratori, filmati, letture, conferenze dedicate a Darwin 26 novembre 2009 STORIE E DIALOGHI DI CASA DARWIN Spettacolo teatral-scientifico 5, 31 marzo, 21 aprile 2010 COSMOS E DINTORNI. DIALOGHI DI STELLE Incontri sull’astronomia con personalità del mondo scientifico: Margherita Hack, Umberto Guidoni e Romano Serra 8 ottobre 2010 DENTRO LA BIODIVERSITÀ Conferenza Foreste tropicali: biodiversità minacciata 9 ottobre 2010 DENTRO LA BIODIVERSITÀ. UN SABATO AL MUSEO Dall’alimentazione sostenibile al rispetto per l’ambiente Attività, laboratori, filmati, giochi, conferenze dedicate alla biodiversità 9 ottobre 2010 DENTRO LA BIODIVERSITÀ. Presentazione del volume Le farfalle dell’Italia Nordorientale di A. Paolucci 26 novembre 2010 ALIMENTA. IL CIBO TRA SCIENZA E CULTURA Presentazione alla cittadinanza della mostra Presentazione del volume L’Identità italiana in cucina di M. Montanari 3 dicembre 2010 CIOCCOLATIERI ARTIGIANI ITALIANI Laboratorio sul cioccolato 16, 30 marzo 2010 PENSA DIVERSO LETTURE AD ALTA VOCE PER BAMBINI. Chi ha paura dei dinosauri? 10-11-12 dicembre 2010 TERRA MADRE DAY. Cinema, Degustazione e Laboratori del Gusto 13, 15, 27, 29 aprile UN TÈ CON L’ACCADEMIA Conferenze, in collaborazione con Accademia Trevigiana 22 dicembre 2010 AUGURI DI NATALE AL MUSEO Dentro la dolcezza: i segreti di Pandoro e Panettone Bilancio dell’attività del museo 2010 e nuove prospettive per il 2011 15 maggio 2010 LA NOTTE INTERNAZIONALE DEI MUSEI - METAMORFISMI. VIAGGIO AL CENTRO DELLA TERRA 19 maggio PENSA DIVERSO LETTURE AD ALTA VOCE PER ADULTI. La Metamorfosi di Kafka 27 maggio AI CONFINI DEL MONDO Serata di video e parole a latere della mostra Viaggi sotterranei 22-24 settembre 2010 WORKSHOP ANNUALE DI DIDATTICA MUSEALE ANMS La valutazione dei processi educativi nei musei 3 ottobre 2010 BIBLIODAY. GIORNATA DI APERTURA STRAORDINARIA DELLE BIBLIOTECHE TREVIGIANE Metamorfismi: lettura delle rocce. Lettura e interpretazione delle carte geologiche Appendice E ELENCO COLLEZIONI NATURALISTICHE PRESENTI NEL MUSEO DI MONTEBELLUNA nome collezione Preparati di anatomia comparata - Fondo Riccati Reperti osteologici umani - Fondo Riccati Reperti osteologici umani - Museo Preparati microscopici parassitologia umana - Fondo Riccati Preparati microscopici anatomia comparata - Fondo Riccati Preparati microscopici anatomia umana - Fondo Riccati Preparati di anatomia comparata Museo Preparati zoologici Museo (penne, parti anatomiche varie) Droghe - Fondo Riccati Erbario Bellona Erbario Bordin Museo Erbario Cazzolato-Furlanetto Museo Erbario Daniela Serafin Museo Erbario etnobotanico Gabriele Volpato Museo Erbario Gabriella Orsini Museo Erbario generale Gabriele Volpato Museo Erbario lichenologico Juri Nascimbene Museo Erbario Luca Musumeci Museo Erbario Martinelli-Orsini Museo Erbario Marzia Sandri Museo Erbario Nicola Scarpel Museo Frutti secchi - Fondo Riccati Herbarium Tarvisinum di Pier Andrea Saccardo - Fondo Riccati Herbarium Venetum di Giovan Battista Mugna - Fondo Riccati Semi e frutti Nicolò Vettorel Museo Botanica - Fondo Liceo Marco Polo - Venezia Xiloteca Museo Erbario Giuseppe Busnardo Etnografia - Fondo Riccati Paleontologica - Fondo Museo Bailo - Treviso Geologica Adriano Masier Campioni di salgemma - Fondo Riccati Geologica Rolando Gallina Meteoriti Museo Micromount Museo Minerali - Fondo Riccati Minerali inclusi nel quarzo Museo Minerali Matteo Boscardin Minerali Museo Minerali Rolando Gallina Minerali Silvano Sovilla Minerali utili all’industria- Fondo Riccati Prodotti di lavorazione del rame - Fondo Riccati Minerali Silvano Meani Ambre Museo Paleontologica - Fondo Riccati Fossili Fabrizio Branduardi Fossili Pietro Marchioni Paleontologica invertebrati Museo Paleontologica vertebrati Museo Paleontologica botanica Museo tipologia anatomia anatomia anatomia anatomia anatomia anatomia anatomia anatomia botanica botanica botanica botanica botanica botanica botanica botanica botanica botanica botanica botanica botanica botanica botanica botanica botanica botanica botanica botanica Etnografia geologia geologia mineralogia mineralogia mineralogia mineralogia mineralogia mineralogia mineralogia mineralogia mineralogia mineralogia mineralogia mineralogia mineralogia paleontologia paleontologia paleontologia paleontologia paleontologia paleontologia paleontologia modalità acquisizione deposito temporaneo deposito temporaneo deposito temporaneo deposito temporaneo deposito temporaneo deposito temporaneo donazione - proprietà donazione - proprietà deposito temporaneo donazione - proprietà donazione - proprietà donazione - proprietà donazione - proprietà donazione - proprietà donazione - proprietà donazione - proprietà donazione - proprietà donazione - proprietà donazione - proprietà donazione - proprietà donazione - proprietà deposito temporaneo deposito temporaneo deposito temporaneo donazione - proprietà deposito temporaneo donazione - proprietà ricerca su commissione deposito temporaneo deposito temporaneo donazione - proprietà deposito temporaneo donazione - proprietà donazione - proprietà donazione - proprietà deposito temporaneo donazione - proprietà donazione - proprietà donazione - proprietà donazione - proprietà donazione - proprietà deposito temporaneo donazione - proprietà donazione - proprietà acquisto deposito temporaneo donazione - proprietà donazione - proprietà donazione - proprietà donazione - proprietà donazione - proprietà 125 126 Paleontologica Gruppo Bellona Calcari fossiliferi - Fondo Riccati Geologia G.B. Paini - Fondo Riccati Marmi “Ing Onorati” - Fondo Riccati Minerali e rocce di Agordo - Fondo Riccati Minerali e rocce Guerrino Drezzadore Prodotti piroclastici e rocce del Vesuvio - Fondo Riccati Rocce - Fondo Riccati Rocce Gruppo Bellona Rocce Museo Diapositive delle costellazioni - Gruppo Bellona Diapositive di astronomia - Gruppo Bellona Diapositive di astronomia – Museo Elioplanetografo Museo Carte geografiche - Fondo Riccati Diorami - Fondo Riccati Modelli di anatomia comparata - Fondo Riccati Modelli di anatomia umana - Fondo Riccati Modelli di apparati boccali di insetti - Fondo Riccati Modelli di botanica - Fondo Riccati Modelli di cristallografia - Fondo Riccati Modelli di funghi - Fondo Riccati Modelli di invertebrati - Fondo Riccati Modelli di protozoi - Fondo Riccati Modelli di storia della terra - Fondo Riccati Strumenti di mineralogia - Fondo Riccati Strumenti tecnici - Fondo Riccati Tavole murali - Fondo Riccati Tavole scientifiche in rilievo - Fondo Riccati Modelli didattici - Fondo Liceo Marco Polo - Venezia Anfibi - Fondo Riccati Anfibi Museo Aracnidi Roberto Czeppel Chelicerati e Miriapodi Museo Cnidari - Fondo Riccati Cnidari Museo Coleotteri Michele Menegon Crostacei ed Echinodermi - Fondo Riccati Crostacei Museo Echinodermi Museo Insetti e Aracnidi - Fondo Riccati Insetti Museo Insetti Nicolò Vettorel Lepidotteri Ropaloceri ripari delle Grave del Piave Molluschi del Montello Cesare Dalfreddo Mammiferi - Fondo Riccati Mammiferi Museo Micromammiferi Anna Andolfato Molluschi - Fondo Riccati Molluschi Museo Nidi e uova Museo Ornitologica di Santa Lucia - Museo Parassiti Pietro Bonsembiante Pesci - Fondo Riccati paleontologia petrografia petrografia petrografia petrografia petrografia petrografia petrografia petrografia petrografia Planetario Planetario Planetario Planetario storia della scienza storia della scienza storia della scienza storia della scienza storia della scienza storia della scienza storia della scienza storia della scienza storia della scienza storia della scienza storia della scienza storia della scienza storia della scienza storia della scienza storia della scienza storia della scienza zoologia zoologia zoologia zoologia zoologia zoologia zoologia zoologia zoologia zoologia zoologia zoologia zoologia zoologia zoologia zoologia zoologia zoologia zoologia zoologia zoologia zoologia zoologia zoologia donazione - proprietà deposito temporaneo deposito temporaneo deposito temporaneo deposito temporaneo donazione - proprietà deposito temporaneo deposito temporaneo donazione - proprietà donazione - proprietà donazione - proprietà donazione - proprietà donazione - proprietà donazione - proprietà deposito temporaneo deposito temporaneo deposito temporaneo deposito temporaneo deposito temporaneo deposito temporaneo deposito temporaneo deposito temporaneo deposito temporaneo deposito temporaneo deposito temporaneo deposito temporaneo deposito temporaneo deposito temporaneo deposito temporaneo deposito temporaneo deposito temporaneo donazione - proprietà acquisto donazione - proprietà deposito temporaneo donazione - proprietà donazione - proprietà deposito temporaneo donazione - proprietà donazione - proprietà deposito temporaneo donazione - proprietà donazione - proprietà ricerca su commissione ricerca su commissione deposito temporaneo donazione - proprietà ricerca su commissione deposito temporaneo donazione - proprietà donazione - proprietà donazione - proprietà donazione - proprietà deposito temporaneo Appendice E Pesci Museo Poriferi Museo Preparati in liquido - Fondo Riccati Rettili - Fondo Riccati Rettili Museo Tunicati Museo Uccelli - Fondo Riccati Uccelli e mammiferi Vincenzo Colognese Uccelli Giuseppe Zadra ed eredi Uccelli Iginio Bressan Uccelli Massimo Golfetto Uccelli Museo Uccelli Silvio Bisol Vertebrati africani Parrocchia di San Leopoldo Mandic’di Mirano Vertebrati Anna Maria Scognamiglio Vertebrati e invertebrati Sergio Prevedello Vertebrati ed invertebrati Francesco Mezzavilla Vertebrati Ermenegildo Da Ronch-CFS Cansiglio Vertebrati Scuola Media Dario Bertolini Portogruaro Vertebrati Don Vittorino Vedova Pesci e rettili - Fondo Liceo Marco Polo - Venezia Reperti in liquido - Fondo Liceo Marco Polo - Venezia Invertebrati a secco - Fondo Liceo Marco Polo Venezia Zoologica - Fondo Museo Bailo - Treviso Invertebrati del suolo Alessandro Zonta Invertebrati del suolo Alessandro Zonta Vertebrati Mico Zanchetton Zoologica e paleontologica Luigi Torcellan zoologia zoologia zoologia zoologia zoologia zoologia zoologia zoologia zoologia zoologia zoologia zoologia zoologia donazione - proprietà donazione - proprietà deposito temporaneo deposito temporaneo donazione - proprietà acquisto deposito temporaneo donazione - proprietà donazione - proprietà donazione - proprietà donazione - proprietà donazione - proprietà donazione - proprietà zoologia donazione - proprietà zoologia zoologia zoologia zoologia zoologia zoologia zoologia zoologia zoologia zoologia zoologia zoologia zoologia e anatomia zoologia e paleontologia donazione - proprietà acquisto e donazione - proprietà donazione - proprietà donazione - proprietà deposito temporaneo donazione - proprietà deposito temporaneo deposito temporaneo deposito temporaneo deposito temporaneo donazione - proprietà deposito temporaneo donazione - proprietà donazione - proprietà 127 Appendice F De Rerum Natura Quaderni del Museo di Storia Naturale e Archeologia di Montebelluna Indice degli articoli Numero 1 - (2000) 2001 G. BUSNARDO: Su alcuni siti di interesse floristico dell’Asolano e dei colli limitrofi (Treviso) K. BETTIOL, F. MEZZAVILLA, L. BONATO: La comunità di uccelli del Montello (nord-est Italia): struttura e variazioni durante l’anno F. MEZZAVILLA, G. MARTIGNAGO: Check list dei vertebrati rilevati nei Colli asolani. M. CELI, Monitoraggio della sorgente carsica del Muson (Colli asolani Treviso Italia) E. FABRIS, Flora e vegetazione delle grave di Ciano e di Papadopoli S. TORSELLO, D. SERAFIN: Censimento degli alberi di notevoli dimensioni nel bosco del Montello. Dati preliminari G. VACCARI: Il ruolo della scelta sessuale femminile nelle strategie riproduttive di Gambusia Holbrooki (Pisces, Poecilidae) M. BOSCARDIN, S. PEGORARO: Una nuova e prestigiosa collezione mineralogica acquisita al Museo di Storia naturale e Archeologia News del Museo 2000 a cura di Alessandra Guidone Numero 2 - (2003) 2004 G. BUSNARDO: Biotopi umidi relitti nei colli Asolani (Treviso): catalogazione e note floristiche C. ARGENTI e S. RODATO: Note floristiche per la provincia di Treviso, con particolare riferimento al Vittoriese G. VOLPATO: Etnobotanica delle grappe medicinali nel Veneto K. BETTIOL e L. BONATO: La comunità riproduttiva di uccelli diurni dei Colli Asolani in relazione ai principali fattori ambientali G. ZORZI e F. FERRARESE: Analisi morfologica di doline in un’area pedemontana del Monte Grappa G.ANELLO e G. VACCARI: Studio preliminare del Fondo Riccati M. CELI: Il museo come complesso di attività per il pubblico: la redazione della carta dei servizi. Il caso del Museo civico di Montebelluna News del Museo 2002-2003 a cura di Alessandra Guidone Numero 3 - (2004) 2005 C. DALFREDDO: Contributo alla conoscenza della malacofauna del Montello J. NASCIMBENE: Diversità lichenica in alcuni habitat del M. Grappa e del Montello (N-E Italia) A. ANDOLFATO: Indagine sui micromammiferi del Montello A. GARLATO ET AL.: I suoli del Trevigiano R. FRIOLO: Le basi geomorfologiche della ‘Geografia delle frontiere’ M. CELI: La carta dei diritti dell’utente News del Museo 2004 a cura di Alessandra Guidone Numero 4 - (2006) 2007 E. ROMANAZZI: Il ruolo delle cave dismesse nella conservazione dell’erpetofauna planiziale in provincia di Treviso S. REATO: Geomorfologia dei terrazzi torrentizio-glaciali prewürmiani e würmiani generati dalla Valle del Lastego, al confine tra Possagno, Fietta e Paderno del Grappa S. MODOLO, M. BOSCARDIN, A. GUIDONE: Studio delle collezioni mineralogiche del Museo di Storia Naturale e Archeologia di Montebelluna G. MARCUZZI: Il rapporto uomo-animali. Un approccio ecologico A. TREVISIN: Ripensare il museo. Uno sguardo verso gli adulti M. MANESSO: Al Museo per apprendere: offerta didattica e territorio News del Museo 2005-2006 a cura di Alessandra Guidone Numero 5 - (2008) 2009 L. BERTOLLO, G.BUSNARDO, G. CANIGLIA: Aspetti della vegetazione di alcuni ambienti carsici del Montello L. BONATO et alii: Le comunità di farfalle diurne (Papilionoidea e Hesperioidea) negli ambienti aridi ripari del Piave nel suo settore prealpino (Nord-Est Italia) S. REATO: Aggiornamenti di geotettonica: la Pedemontana tra Bassano del Grappa e Pederobba (TV) F. PAGAN, A. MINELLI, G. MUSCIO: Un tè per due. Linneo e Buffon 300 anni dopo nemici come prima A. TREVISIN, G. VACCARI: Attività educative del Museo di Montebelluna con gruppi di disabili News 2007-2008 a cura di Alessandra Guidone 129 Appendice G 130 Scienze Naturali MUSEO DI STORIA NATURALE E ARCHEOLOGIA Centro di Documentazione ELENCO PUBBLICAZIONI Disponibili presso il Museo Civico Didattica e Museologia Il Museo per la didattica. Itinerari tra storia e natura. Programmi didattici. Pubblicazione annuale (dal 1996) Montebelluna: Museo Civico di Storia Naturale. (riservato agli insegnanti) Scricciolo. Un ponte tra il museo e la scuola. Pubblicazione periodica annuale per ragazzi (dal 1998). Montebelluna: Museo Civico di Storia Naturale. € 1,00 AKEO: un viaggio tra antiche scritture / [Ideazione e testi Elga Tomaello] Canova -Bragaggia, 2001. € 5,00 AKEO: schede didattiche. M. Celi, Guida del Museo di Storia Naturale e Archeologia di Montebelluna., Montebelluna: Zanetti Editore, 2004. € 5,00 Un Viaggio nel neolitico / [Ideazione e testi Claudia Casagrande e Alexia Nascimbene]. Montebelluna: Museo di Storia Naturale e Archeologia, 2004. € 5,00 Dallo scavo archeologico al Museo / [Ideazione e testi Emanuela Gilli] Montebelluna: Museo di Storia Naturale e Archeologia, 2005. € 5,00 Workshop A.N.M.S. sulla didattica museale, 2001, 2002, 2003, 2004, a cura di A.Trevisin e M. Celi. Montebelluna: Museo di Storia Naturale e Archeologia, 2005. € 15,00 Bilancio Sociale, 2004-2007. Montebelluna: Museo di Storia Naturale e Archeologia, 2007. B. Castiglioni, Educare al Paesaggio. Trad. italiana del report “Education on Landscape for Children”, Consiglio d’Europa, Montebelluna: Museo di Storia Naturale e Archeologia, 2010. Un patrimonio di culture. Progetto Educard, a cura di A. Di Mauro e A.Trevisin. Venezia; Montebelluna: Regione del Veneto; Museo di Storia Naturale e Archeologia, 2010. Le piante del Montello. Dall’Erbario storico di Pier Andrea Saccardo (1845-1920). Catalogo della mostra. Montebelluna: Museo Civico di Storia Naturale, 1997. € 5,00 Pesci: Sala X. Guida didattica. A cura di Nevio Anoè, Alberto Zanaboni. Montebelluna: Museo Civico di Storia Naturale, 1995. € 1,00 Atti Primo Convegno Faunisti veneti. Centro Ornitologico Veneto orientale. A cura di Francesco Mezzavilla ed Emanuele Stival. Montebelluna: Museo Civico di Storia Naturale, 1993. € 7,00 Api, vespe & C. Catalogo della mostra. Montebelluna, maggio 1988. € 3,00 Ambra. Scrigno del tempo, a cura di Christian Pontin e Monica Celi, catalogo della mostra, Sommacampagna: Cierre edizioni, 2000. De Rerum Natura, Quaderni del Museo di Storia Naturale e Archeologia di Montebelluna, rivista scientifica annuale, dal 2001.( nn. 1, 2, 3, 4, 5 + numero speciale Montello 3KCL) € 15,00 Le Stanze della meraviglia: collezioni scientifiche del XIX e del XX secolo tra storia della scienza e didattica / a cura di Monica Celi e Giorgio Vaccari. Museo di Storia Naturale e Archeologia; Provincia di Treviso; I.T.C.S. Jacopo Riccati, 2002. Abracadabra. Magie della natura. Testi di Alessandro Minelli. Treviso: Canova Edizioni, 2003. € 10,00 Il Montello. Storia ambiente e civiltà. Itinerari a piedi e in bicicletta. Le grotte del Montello. Guida dei musei. A. Paolillo e D. Zanetti, Zanetti Editore, 2004. € 24,00 Montello. 3KCL Karstic Cultural Landscapes, a c. di Benedetta Castiglioni. Montebelluna, Museo di Storia Naturale e Archeologia, 2005. (gia compreso con De Rerum Natura) La natura dà i numeri, a cura di Silvana Leggerini, nuova edizione, Venezia: Lunargento, 2006 € 12,00 Ventimila leghe sotto i mari, catalogo della mostra, di A. Minelli e M.B. Rasotto, Montebelluna, Museo di Storia Naturale e Archeologia, 2006. € 5,00 Il paesaggio vicino a noi: educazione, consapevolezza responsabilità. Atti del convegno, Montebelluna, Museo di Storia Naturale e Archeologia, 2007. € 15,00 Cosmos 2009. Viaggio alla scoperta dell’Universo, di Giuseppe Galletta, catalogo della mostra, Montebelluna, Museo di Storia Naturale e Archeologia, 2008. € 9,00 Orchidee spontanee del Veneto, di Corrado Lazzari, Montebelluna - Sommacampagna, Museo di Storia Naturale e Archeologia – Cierre Edizioni, 2008. € 14,00 Guida alle farfalle dell’Italia nord orientale di Paolo Paolucci, Montebelluna - Sommacampagna, Museo di Storia Naturale e Archeologia – Cierre Edizioni, 2010. € 14,00 Alimenta. Il cibo tra scienza e cultura, a cura di Danilo Gasparini e Silvano Rodato, catalogo della mostra, Montebelluna, Museo di Storia Naturale e Archeologia, 2010. € 12,00 In preparazione: Minerali del Veneto Storia e Archeologia Breve guida alla sezione archeologica. Montebelluna: Museo Civico di Storia Naturale, 1992, 71 pp. ill. Montebelluna. Storia di un territorio. Cartografia ed estimi tra Sei e Settecento. (Ministero per i BB. CC. E AA., Comune di Montebelluna, Archivio di Stato di Treviso, Museo Civico), 1992. Ristampa 1999 Cierre edizioni. 143 pp., ill, mappe. € 15,00 PUSILAI. Corredi funerari da due necropoli romane di Montebelluna, Montebelluna: Museo Civico di Storia Naturale, 2000, 72 pp., ill. € 6,00 AKEO I tempi della scrittura: Veneti antichi. Alfabeti e documenti. Montebelluna: Museo di storia naturale e archeologia; [Cornuda]: Tipoteca Italiana Fondazione, stampa 2002. 301 p.: ill. Catalogo della mostra omonima, Museo di storia naturale e archeologia.3 dicembre 2001-26 maggio 2002 € 30,00 (esaurito) Archaiologia. Quaderni del Museo di Storia naturale e Archeologia. Montebelluna. Sepolture preromane dalle necropoli di Santa Maria in Colle e Posmon, Montebelluna, Museo di storia naturale e archeologia., 2003, 352 pp., ill., € 20,00 Il Fuoco di Vulcano. Le età dei metalli, a c. di Emanuela Gilli, catalogo della mostra, Montebelluna: Museo di Storia naturale e Archeologia., 2007, 64 pp., ill., € 5,00 Le coordinate del Museo Museo di Storia Naturale e Archeologia Villa Biagi, via Piave, 51 – 31044 Montebelluna (Treviso) Tel. 0423 300465 / 609031 - Fax 0423 602284 e-mail: [email protected] Sito web: www.museomontebelluna.it Orari di apertura Sale Espositive • da martedì a domenica: 9.00-12.00 / 14.30-18.00 Orari di apertura Uffici • da lunedì a venerdì: 9.00-13.00 / 14.00-17.30 Orari di apertura Centro di Documentazione • da lunedì a venerdì: 9.00-12.30 / 14.00-17.30 – Chiuso lunedì pomeriggio Orari di apertura Segreteria Didattica • da lunedì a venerdì: 9.00-13.00 Contatti Direttore: [email protected] Segreteria amministrativa: [email protected] Conservatore archeologo: [email protected] Conservatore naturalista: [email protected] Centro di Documentazione: [email protected] Segreteria didattica: [email protected]. - Tel. 0423 602271 Stampato nel mese di luglio 2011 da Cierre Grafica - Sommacampagna (Verona) tel. 045 8580900 fax 045 8580907 www.cierrenet.it