Risveglio
Pentecostale
Organo ufficiale delle Chiese Cristiane Evangeliche Assemblee di Dio in Italia
Periodico Mensile - Poste Italiane spa - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L.353/2003 (conv. in L.27/02/2004 n.46) art.1 comma 2, DCB Vicenza
Numero 11 - Anno LXIII
Novembre 2009
«Il tuo popolo si offre volenteroso
quando raduni il tuo esercito.
Parata di santità, dal seno dell’alba
la tua gioventù viene a te
come rugiada”»
(Salmo 110:3)
Risveglio
Pentecostale
Organo ufficiale
delle Chiese Cristiane Evangeliche
“Assemblee di Dio in Italia”
Ente Morale di Culto
D.P.R. 5.12.1959 n.1349
Legge 22.11.1988 n.517
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non t
Se Hai Fede
“Se voi non avete fede, certo, non ti, resi figli di Dio, e abbiamo ottenuto la vita eterna. Non sono i
potrete sussistere” (Isaia 7:9).
sentimenti che lo dicono, non le
La storia che dà sfondo al testo opinioni di qualche uomo, ma la
è triste: il re di Siria fece tremare il Parola di Dio: quando essa parla,
cuore del re di Giuda, ma Dio tra- noi che siamo credenti, crediamo.
Sono certo che sono un figlio di
mite il profeta rassicura Acaz, dicendogli: “Guarda di startene cal- Dio perché la Bibbia me lo garantisce (Giov.1:12).
mo… e non ti si avvilisca il cuoCaro lettore, tutto intorno a noi
re…” (v.4). Poi conclude: “Se voi
è transitorio, anche la terra su cui
non avete fede certo non potrete
camminiamo non è sicura né fersussistere” (v.9).
ma, ma la Parola di Dio è stabiIl termine “sussistere” significa
le in eterno. Infatti, cielo e terra
continuare ad esistere, ha il senso di durare, avere un fondamen- passeranno, ma la Sua Parola non
to, essere stabili. Senza fondamen- passerà mai.
to non c’è stabilità, la fede è la
Siamo resi stabili perché crevirtù che ci fa essere fermi e stabili e non deve mancare nella vi- diamo nelle promesse di Dio
Solo due uomini, fra più di due
ta del cristiano. Ma in un mondo
di instabilità a tutti i livelli c’è chi milioni di persone, entrarono nelsi chiede se è rimasto qualcosa o la terra promessa. Forse Dio amaqualcuno in cui credere che sia ca- va Giosuè e Caleb più degli altri?
pace di dare stabilità e sicurezza. No! Egli amava tutti! Ma questi credettero nelle promesse di Dio, viSecondo noi la risposta è: “Sì!”
dero i giganti come le altre dieci spie, ma dissero:“Se il Signore è
Siamo resi stabili perché crecon noi possederemo questa terra”.
diamo nella Parola di Dio
I cristiani sono conosciuti anche Giosuè e Caleb furono trovati con
uno spirito più eccellente degli alcome “credenti”: quelli che hantri (Num.14:24). È la vera fede! Se
no fede per credere. Usiamo anabbiamo del dubbio, dubitiamo di
che la parola “fedeli”: coloro che
Dio. L’incredulità è foriera di pauhanno fede, e rimangono fedeli. Quella fede che significa segui- ra, ansietà, sollecitudine, ma la fede porta vittoria, gioia, pace.
re Cristo credendo in Lui. Per fede crediamo che Dio ha creato i
cieli e la terra. Vi sono molte per- Siamo resi stabili perché crediasone che non lo credono, ma noi mo in Cristo Gesù, il figlio di Dio
Gesù a Nazareth non poté fare
sì! Crediamo che siamo stati salva-
temere
alcun miracolo, anche se era cresciuto lì. Non perché non ci fossero malati o disagi in quella città,
ma perché gli abitanti di Nazareth
non credevano.
Nazareth ha perduto l’opportunità della storia, rigettando il
Figlio di Dio. Quegli abitanti non
hanno ricevuto nulla dal Signore
per la loro incredulità.
Tutto è possibile a chi crede quindi, se tu non hai fede in
Cristo, Dio agirà per te, ma se
avrai fede in Lui, ogni cosa è possibile!
A volte ci troviamo in situazioni nelle quali se non avessimo la
fede non riusciremmo a sopravvivere; situazioni in cui il mondo
non può far niente, tutto sembra
perduto, non c’è più speranza, ma
Cristo può fare ancora tutto!
Siamo resi stabili perché siamo la chiesa del Signore
Quando il Signore volle edificare la Sua chiesa, non cercò “i grandi”, ma chiamò semplici e disponibili uomini che ne divennero colonne. Egli oggi ha i Suoi disegni
per la Chiesa, ha il Suo scopo: per
raggiungerlo apre il mare, asciuga
i fiumi, muove le montagne.
La storia, in 2000 anni di cristianesimo, dimostra che il Signore è
potente da fare quello che ha detto: “Io... edificherò la mia Chiesa, e
le porte dell’Ades non la potranno
vincere” (Mat.16:18).
SOMMARIO
Novembre 2009
Se la Chiesa fosse opera umana
sarebbe stata distrutta già nei primi secoli, le persecuzioni dell’impero romano l’avrebbero non solo
soffocata, ma annientata. Le lotte, i problemi interni, gli scandali
avrebbero fatto sparire la Chiesa,
ma imperi e regni che l’hanno
combattuta sono crollati, e il fondamento di Dio è rimasto fermo.
Io e te siamo la prova che Cristo
continua a edificare la Chiesa.
La Chiesa non è come una nave
senza capitano o un esercito senza comandante, Cristo ne è ancora il capo e conduttore. Lo Spirito
Santo è all’opera nella Chiesa per
stabilire, sviluppare, proteggere.
Vinciamo ogni dubbio con la fede… con la fede nell’Iddio che
può tutto.
Rimanere in vita ed essere stabiliti
Cacciamo ogni dubbio e accostiamoci al Signore, chiedendoGli
aiuto con fede! Se puoi dire: “Io
credo in Cristo, nella Sua Parola e
nelle Sue promesse; sono onorato
di appartenere alla Sua chiesa e di
servirLo” sei un credente, il resto
non conta nulla: sarai reso stabile
e sarai al sicuro anche quando le
cose o le persone più care verranno a mancare. Abbiamo fede in
Lui, perché “se voi non avete fede,
certo non potrete sussistere”
Severino Nicastro
Se hai fede non temere
S. Nicastro....................... pag.2
Sviamento
A. Mancuso.....................pag.4
Comunione o comunella
F. Leveque....................... pag.6
La preghiera
M. Venditti . ....................pag.7
Sfamati per sfamare
G. Giuliani ..................pag.8
Ospitalità, valore
da riscoprire
G. Botturi.........................pag.9
Fratelli, che dobbiamo fare?
M. Stevanato .................pag.12
Promossi ALla Gloria
A. Aceto .........................pag.14
Notizie Dalle Nostre
Comunità.....................pag.16
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o
t
n
e
m
a
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Sv
“Fratelli miei, se qualcuno tra di voi si
svia dalla verità e uno lo riconduce indietro, costui sappia che chi avrà riportato indietro un peccatore dall’errore della sua via
salverà l’anima del peccatore dalla morte e
coprirà una gran quantità di peccati” (Giacomo 5:19-20)
In questi versetti della lettera di Giacomo viene presentata la triste e pericolosa eventualità dello sviamento del credente
(“se qualcuno tra di voi si svia”), la terribile
condizione dello sviato (“l’errore della sua
via… ” “l’anima del peccatore dalla morte”… “una gran quantità di peccati”), ma
anche la straordinaria possibilità di ritornare nelle vie del Signore (“uno lo riconduce
indietro”… “avrà riportato indietro”).
Che cosa significa sviarsi
Letteralmente sviarsi significa uscire dalla via, volgersi verso un’altra parte, allontanarsi dalla via consueta, deviare dalla via
maestra.
Lo sviamento è l’atto di sviarsi, un deragliamento.
Dal punto di vista spirituale e biblico sviarsi significa abbandonare il Signore, ritornare, tirarsi o guardare indietro, fare naufragio riguardo alla fede, apostatare
dalla fede, deviare dalla verità o dalla sana
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dottrina (Luca 9:62; Giovanni 6:66; Ebrei
10:39)
Triste realtà dello sviamento
Nell’Antico Testamento leggiamo chiaramente che il Signore biasimava il popolo
d’Israele per il suo sviamento (Esodo 32:8;
Numeri 14:43; Osea 11:7; Amos 2:4).
Nel Nuovo Testamento leggiamo altrettanto chiaramente che nella Chiesa non sono mai mancati i credenti che si sviarono dalla verità e si allontanano dal Signore
(1 Timoteo 5:15; 1 Timoteo 6:10; 2 Timoteo
2:18; 2 Corinzi 11:3).
Negli ultimi tempi lo sviamento di molti
credenti caratterizzerà negativamente la vita della chiesa ed assumerà proporzioni e
forme preoccupanti (Matteo 24:10-12; 1 Timoteo 4:1-2; 2 Timoteo 4:3-4).
Cause di sviamento
Fra le varie cause dello sviamento c’è la
mancanza di sottomissione alla volontà di
Dio e la ribellione nei Suoi confronti (Osea
7:13) che sono caratteristiche di una vita
spirituale superficiale (Marco 4:17; Giovanni 16:1-2).
Ai nostri giorni moltro contribuiscono la
ricerca e l’amore per il denaro e per i beni
materiali (1 Timoteo 6:10; 1 Samuele 8:3),
oltre alla compagnia dei peccatori e il sot-
Egli invita tutti quelli che si sono sviati a ritornare sui loro passi (Geremia 8:45; Osea 11:17), perché si può essere guariti
dallo sviamento (Geremia 31:19).
La Chiesa, per quanto possibile, deve prevenire lo sviamento dei suoi membri (Ebrei 12:12-13; 1 Tessalonicesi 5:1415), deve continuare ad amare gli sviati e
pregare per loro e, se dovessero ritornare,
dev’essere pronta ad accoglierli.
Ogni credente dovrebbe chiedere al Signore di essere potentemente usato da Lui
per “riportare indietro un peccatore dall’errore della sua via.”
Se questo insegnamento ti riguarda perConseguenze dello sviamento
Secondo Giacomo chi si svia dalla verità sonalmente, caro fratello, non indugiare, è
perde la certezza della salvezza e la comu- arrivato il momento di farsi forza, di alzarsi
nione con Dio, il peccato torna prepotente- e ritornare al Padre che, con amore e commente a dominare e a condizionare la vita; passione, ti sta aspettando da lungo tempo.
Egli è pronto ad abbracciarti e ordinare:
inoltre, per i più sensibili, comincia a ma“Presto, portate qui la veste più bella e rivenifestarsi un sentimento di opprimente ristitelo, mettetegli un anello al dito e dei calmorso e senso di colpa davanti a Dio e di
zari ai piedi; portate fuori il vitello ingrasdisagio davanti ai credenti.
Paradossalmente questi sentimenti spes- sato, ammazzatelo, mangiamo e facciamo
so dimostrano che lo sviamento non è de- festa, perché questo mio figlio era morto ed
finitivo (2 Pietro 2:20-22; Proverbi1:29-33; è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato” (Luca 15:22-24)
Geremia 2:17-19).
tovalutare il potere e le conseguenze del
peccato (Proverbi 1:10; Proverbi 7:25; 1 Corinzi 5:6; 1 Corinzi 15:33).
Lo sviamento avviene quando si inizia
a prestare ascolto ai falsi profeti e a seguire
le false dottrine (1 Timoteo 4:2; 2 Timoteo
2:18; 2 Pietro 2:18-19), quando si cede, senza provare a resistere, alle pressioni di Satana, alle sue tentazioni, alle sue macchinazioni, alle sue menzogne (1 Timoteo 5:15),
che spingono all’andare dietro agli idoli di
qualsiasi tipologia e natura (Amos 2:4; Ezechiele 4:10; 1 Giovanni 5:21).
Ritornare al Signore
Il Signore non vuole “che qualcuno perisca, ma che tutti giungano a ravvedimento”.
Antonino Mancuso
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Comunione
o Comunella?
Comunella significa associazione, accordo, specialmente per scopi equivoci. Alcuni suoi sinonimi sono
combriccola, combutta, cricca. Anche se nel significato ha alcune accezioni positive, di solito il vocabolo è
usato in senso negativo. Fanno comunella quei gruppi
di persone che tramano alle spalle di qualcuno o di altri. La comunella, che ha stretto legame con la comunità, è divenuta ormai da tempo motivo di preoccupazione in diversi ambienti cristiani. Il timore è che possano essere coinvolte più comunità di quanto si pensi.
Una comunella fra marito e moglie fu motivo di tragedia immane. Anania e Saffira si accordarono per
tentare lo Spirito del Signore. Tramarono alle spalle del
loro Salvatore. Convinti di farla franca? Sembra impossibile, ma fecero comunella, poiché dichiararono che il
ricavato del loro possesso era lì “ai piedi degli apostoli” (Atti 5).
In una comunella la falsità spesso è presente, anche
se non sempre ha scopi così disonesti, seppure la rovina sarà sempre il prodotto finale.
Si parte di solito con una comunità fondata su Cristo
e su principi biblici.
L’etica all’inizio è, senza dubbio, quella cristiana. Poi
in alcuni casi si assiste, almeno in parte, a una trasformazione preoccupante: la comunione comincia a dive6
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nire comunella sotto gli occhi di tutti. Uno dei motivi
principali per cui queste cose accadono è il serio timore di veder andar via dalla chiesa dei fedeli.
Si cominciano a organizzare cene, gite, intrattenimenti vari. Si studiano metodi per trattenere nelle comunità i giovani, in particolare, e anche i fedeli in generale. Si creano comunelle familiari, dove l’importante è stare insieme, uniti e tutti d’accordo. Dove, però,
l’ospite principale non sarà più Gesù Cristo, il Capo
della Chiesa.
Lo stare insieme è senza dubbio cosa buona. Lo vuole il Signore. L’ha voluto fino a dire: “Dovunque due o
tre son raunati nel nome mio, quivi son io in mezzo a
loro” (Matteo 18:20).
Egli vuole stare insieme a noi, lo desidera fortemente. L’unico scopo, quando si è insieme, è innalzare
Gesù Cristo. Per questa comunione, e non comunella,
Egli ha donato la vita. Comunione con Cristo e la Sua
chiesa è partecipazione agli stessi scopi, sentimenti, interessi.
Ogni legame, ogni relazione che ci unisce deve essere solo ed esclusivamente in Cristo.
La certezza di questa verità è nel fatto che Gesù ha
pregato affinché questo si potesse realizzare. “Io non
prego soltanto per questi, ma anche per quelli che cre-
dono in me per mezzo della loro parola: che siano
tutti uno; che come tu, o Padre, sei in me, ed io sono
in te, anch’essi siano in noi: affinché il mondo creda
che tu mi hai mandato” (Giovanni 17:20-21).
Non si può parlare di comunione con chi non ha
conosciuto Cristo come personale Salvatore, con chi
non è in accordo con i Suoi insegnamenti e addirittura cova sentimenti di separazione e divisione. Non
bisogna studiare un sistema per tenere persone del
genere ben stabili nella comunità, bisogna, invece,
innalzare fervide preghiere a Dio per una loro reale
conversione, per un efficace ravvedimento. Non preoccupiamoci solo di riempire locali di culto, ma invochiamo Dio affinché ci doni la potenza dello Spirito
Santo per predicare l’Evangelo in tutta la sua pienezza. Così facendo, vedremo anime sincere venire
a Dio. Il loro desiderio, poi, sarà quello di trascorrere del tempo insieme ai riscattati dal sangue di Gesù
Cristo, e non altro; questa è comunione.
La chiesa degli Atti degli Apostoli era sì perseverante nella comunione fraterna, ma oggi non pochi,
omettono che era altresì perseverante nell’insegnamento degli apostoli e nella preghiera (Atti 2:42). Di
solito chi fa comunella è sempre disponibile a stare insieme ai fratelli nelle svariate attività della chiesa, anche in quelle, e forse di più, extra comunitarie,
ma non parlategli di riunioni di preghiera o di studio
della Parola. Non sono pochi i pastori che lamentano
assenze, con percentuali preoccupanti, nelle riunioni
cosiddette infrasettimanali. Non meraviglierà, poi, il
fatto che gruppi di credenti, che hanno la loro comunella, in quei giorni e in quegli orari stabiliti per le riunioni, saranno altrove, affaccendati in chissà quali
impegni.
Non pochi stanno perdendo il reale senso della comunione fraterna. Comunione che aveva valore fondamentale per Giovanni: “Quello, dico, che abbiam
veduto e udito, noi l’annunziamo anche a voi, affinché voi pure abbiate comunione con noi, e la nostra comunione è col Padre e col suo Figliuolo, Gesù
Cristo” (1 Giovanni 1:3).
Rimanga lo scopo del nostro stare insieme, l’innalzare Dio e la Sua conseguente benedizione. “Ecco,
quant’è buono e quant’è piacevole che fratelli dimorino assieme! È come l’olio squisito che, sparso sul capo,
scende sulla barba, sulla barba d’Aaronne, che scende fino all’orlo de’ suoi vestimenti; è come la rugiada dell’Hermon, che scende sui monti di Sion; poiché
quivi l’Eterno ha ordinato che sia la benedizione, la
vita in eterno” (Salmo 133).
“La grazia del Signor Gesù Cristo e l’amore di Dio e
la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi”
(2 Corinzi 13:13).
Felice Leveque
La preghiera
“Molto può la preghiera del giusto fatta con efficacia” (Giacomo 5:16)
La lettera dell’apostolo Giacomo termina con alcune parole su Elia, il profeta di Dio, descritto come un uomo di preghiera, un profeta che pregava
“intensamente” (5:17,18).
Dopo tale citazione l’apostolo Giacomo incita i
credenti a condurre indietro coloro che si sono allontanati dalla verità (5:19,20).
Sembrano, ad una prima e superficiale analisi,
due argomenti completamente diversi, come d’altronde altro tema pare anche quello circa “l’unzione dell’olio” trattato nei versi precedenti (5:13-15).
Ma se ci soffermiamo a considerare con attenzione il testo di Giacomo 5:13-20 potremo osservare che il filo conduttore è indubbiamente unico:
l’importanza e l’efficacia della preghiera.
Tramite “la preghiera della fede” (5:15) il credente otterrà guarigione; mediante una “preghiera intensa” (5:17) il credente vedrà meraviglie; per
mezzo della preghiera costante, “pregò di nuovo”
(5:18-20), il credente potrà gioire nel vedere tornare al Signore coloro che si sono allontanati.
Dove le nostre parole falliscono o addirittura indispettiscono, la preghiera, invece, ottiene risultati perché elevata a Dio Padre per i meriti di Cristo
Gesù il Signore.
Alla fine del suo scritto, dunque, Giacomo vuole evidenziare che “la preghiera del giusto ha una
grande efficacia” (Giacomo 5:16b).
Michele Venditti
Domenica
10 gennaio 2010
partecipa alla
giornata nazionale
di preghiera!
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Sfamati per sfamare
“In quel tempo Gesù attraversò di sabato dei campi di grano; e i suoi discepoli
ebbero fame e si misero a strappare delle spighe e a mangiare” (Matteo 12:1)
Questo racconto del Vangelo di Matteo prosegue poi con la critica a Gesù di alcuni farisei perché quell’operazione era stata fatta di sabato, giorno di assoluto riposo secondo la tradizione ebraica.
Desideriamo considerare la fame di quei discepoli e il misero modo per soddisfarla. Il fatto sembra evidenziare la povertà delle risorse essenziali
per vivere, quando ci si pone al seguito del divino Maestro. Ma le cose non stanno così! In altre
occasioni il vitto per i discepoli e per qualche migliaio di persone fu miracolosamente provveduto proprio da Gesù: pane e companatico, tanto da
averne d’avanzo (Matteo 14:15-21).
Qualcuno può cadere in uno stato di apprensione quando si tratta di porsi appassionatamente al
seguito di Gesù, per servire, collaborare nella Sua
missione di salvezza del mondo.
Si può temere di dover essere costretti ad accettare uno stato di penuria, esteso anche all’indispensabile per sopravvivere quotidianamente.
Ma la parola di Gesù fa vibrare nelle coscienze
sincere la Sua indiscutibile domanda: “Quando vi
mandai [a portare il Vangelo nel mondo] senza
borsa, senza sacca da viaggio e senza calzari, vi
è forse mancato qualcosa?” La risposta fu ed è ancora oggi: “Niente!” (Luca 22:35).
C’è dunque garanzia di assistenza e provviden8
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za per coloro che, da Lui chiamati e mandati, si
pongono al Suo servizio.
Chi si ciba del “pane della vita” non dovrà mai
temere di soffrire la fame di pane naturale.
A volte, per insondabili fini, Gesù si prende la
libertà di far passare i Suoi discepoli attraverso un
digiuno, attraverso esperienze momentaneamente
dolorose, per poi glorificare la Sua opera, la Sua
Parola e con essa i Suoi stessi discepoli (Marco
6:31; Atti 13:2; 9:9, ecc...).
“Adoperatevi non per il cibo che perisce, ma
per il cibo che dura in vita eterna e che il Figlio
dell’uomo vi darà” (Giovanni 6:48).
“Non siate in ansia per la vostra vita, di che cosa mangerete o di che cosa berrete; né per il vostro
corpo, di che vi vestirete…” (Matteo 6:25).
“Io sono stato giovane e sono anche diventato
vecchio, ma non ho mai visto il giusto abbandonato, né la sua discendenza mendicare il pane”
(Salmo 37 25).
Dio provvede ciò che necessita a tutti i Suoi discepoli sia di cibo materiale, sia di cibo spirituale,
e anche in misura traboccante, affinché essi possano provvedere a saziare la fame del mondo con
questi due elementi indispensabili per la vita.
Germano Giuliani
Ospitalità
valore da riscoprire
Nella società di oggi, rispetto ad un certo tempo fa, siamo tutti un po’ più “abbottonati”, più riservati, e le nostre
case sono più difficili da penetrare: porte blindate, sistemi
di allarme, sbarre alle finestre.
Talvolta però questo avviene
anche per l’ospitalità fraterna.
Quanti hanno un po’ di anni alle spalle si ricorderanno
che uno degli “eventi” più significativi che aveva luogo in
famiglia era l’arrivo degli ospiti: parenti lontani, amici che si
spostavano per ragioni di lavoro, di salute o per diversi altri motivi. C’era la mobilitazione generale.
Per quanti sono cresciuti in
famiglie di credenti, poi, l’andirivieni di pastori, fratelli o
famiglie intere di fedeli, che
passavano o erano invitati nella comunità locale, era occasione di grande benedizione:
si godeva di particolare comunione fraterna nell’ascoltare le
rispettive esperienze vissute
nel Signore o nel condividere
qualche testimonianza che dava gloria a Dio per i Suoi interventi in favore di qualche
membro della famiglia o della
comunità di provenienza.
Sante conversazioni che allietavano quei momenti così
importanti e benedetti.
C’era una sorta di eccitazione generale per rendere il più
possibile accogliente e piacevole la venuta e la permanenza degli ospiti in arrivo.
Ci rimane difficile, perlomeno per chi vive nelle grandi
città, non fare un riferimento
a questa espressione di amore
fraterno e di generosità cristiana che oggi sembra svanire,
fino ad eclissarsi, a causa della frenesia e dei molteplici impegni che attanagliano tutti.
Più che un onore sembra essere diventato un onere ospitare credenti o parenti.
Tante, troppe cose da fare: il
lavoro, gli straordinari, la moglie/mamma che non c’è, pro-
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prio perché le esigenze familiari lo impongono, e innumerevoli
altre necessità di casa rendono la
stessa un’area off limit, una sorta
di fortino inespugnabile, una riserva privatissima e impenetrabile.
Io non dimenticherò mai la semplice e amorevole ospitalità ricevuta durante i primi anni di conversione, quando, lasciata la famiglia di origine per ragioni di lavoro o durante il periodo del servizio militare, fui ospitato da una
famiglia di credenti.
Lontano dalla mia città, in una
chiesa “sconosciuta”, con i problemi della caserma, fui accolto, con
discrezione, forse da pochi ma
cordiali credenti che mi si avvicinavano per mostrare interesse e
tenerezza fraterna, vicinanza affettiva, per poi invitarmi a casa e
offrirmi un piatto di spaghetti e, a
coronare la serata, non mancava
la lettura di un Salmo e una bella
preghiera!
Ed allora la famiglia c’era, era
quella dei credenti, quella di quei
genitori che mi volevano far conoscere i propri figli per raccontare
loro e sentire da loro quello che il
Signore aveva fatto e stava facendo nelle rispettive vite.
Non avevano fretta di accendere la TV o di scaricarmi perché
avevano altro da fare: quello era il
momento dell’ospitalità, dello stare insieme, del parlare delle cose
del Signore e gli argomenti erano
sani, edificanti, d’incoraggiamento.
Da studente IBI, essere ospitati, visitare le famiglie durante
“le uscite” di fine settimana, o a
pranzo la domenica, significava
fare tesoro di esperienze e testimonianze altrui che avrebbero arricchito e segnato la mia vita nel
Signore.
Nei primi anni ottanta, invece,
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mi capitò di fare visita - con un
altro fratello - ad una famiglia di
credenti a Craiova, in Romania.
Per loro (ed anche per noi) era un
grosso problema incontrarci, perché era vietato per legge vedere
degli occidentali, tantomeno dei
credenti, ma in modo rocambolesco e guidato dal Signore riuscimmo a raggiungere la famiglia che
ci avrebbe occultamente ospitato.
Ricevettero la notizia del nostro arrivo da un fratello ungherese, preventivamente informato da
noi. Arrivammo verso sera, di nascosto, per mangiare un boccone
e riposarci un po’ per poi partire
molto presto la mattina dopo alla
volta della Bulgaria.
Quella famiglia rischiava il carcere e la perdita del proprio, già
misero, lavoro.
Era sera tarda, ma ci aspettavano, sapevano che prima o poi saremmo arrivati e nessuno aveva
toccato nulla di quel frugale pasto
già pronto in tavola, apparecchiata con tovaglie candide, forse mai
usate… Sapemmo soltanto in seguito, da un altro fratello straniero anch’egli ospite in quella casa,
che ogni membro di quella famglia fece a turno la fila per due
giorni e una notte davanti a una
macelleria per poter acquistare il
pollo da offrire con tanto amore
ai fratelli che venivano dall’Italia.
Fu una cena indimenticabile!
E che dire del fratello Pavel di
Sofia che ha scaricato un vagone
ferroviario di sacchi di cemento
per pagarci il prezzo di un pranzo (inutile dirgli che i ricchi occidentali eravamo noi!), o delle vedove di Belgrado e di Sarajevo
che facevano dell’ospitalità la loro
punta di diamante spirituale (cfr. I
Tim.5:9,10).
A Kuwait City, invece, le scarpe fuori della porta erano un segnale convenzionale per dirci se
ARTICOLI DI FEDE
si poteva entrare o no in casa
del fratello che a turno ospitava
dei credenti per delle riunioni
di preghiera clandestina: un bugigattolo assolutamente inospitale, ma all’interno del quale si
gustava la presenza del Signore
come nel Tempio di Salomone.
In Kuwait si rischiava l’impiccagione, ma l’ospitalità era sacra.
A Leskovac, Serbia del Sud,
dopo un culto di ore e dal volume sonoro incredibilmente alto, non si poteva proseguire il
viaggio prima di essere ospitati a pranzo dal fratello pastore
zigano locale, per poi fermarsi
ancora al culto serale e quindi
dormire sul posto prima di proseguire l’indomani: non c’era
fretta, si stava insieme ai credenti ed ogni attimo era prezioso, vissuto intensamente nel
Signore.
La stessa cosa avveniva a
Spalato o a Skopje, a Tirana come a Kiev, a Peç nel Kosovo,
come a Minas Gerais in Brasile,
ma anche negli USA o al confine russo nelle case di credenti,
poveri contadini piegati e piagati dalla vita, con le mani vissute e il cuore grande come
quelle terre… per tutti costoro e
tanti, innumerevoli altri credenti, l’ospitalità non era soltanto
un ordine divino, ma la più autentica espressione di un amore
veramente cristiano.
Riscopriamo anche oggi, in
tempi di relativa prosperità, il
privilegio che Dio ci offre di
esercitare l’amore fraterno praticando l’ospitalità, in particolare verso quanti non saranno
in grado di ricambiare: “Non
dimenticate l’ospitalità” (Ebrei
13:2).
Giorgio Botturi
preghiera, l’unzione dell’olio e l’imposizione delle mani (Isa.53:4-5;
Matt.8:16-17; I Pie.2:24; Mar. 16:17-18;
Giac.5: 14-16
Crediamo e accettiamo l’intera Bib­
bia come la ispirata Parola di Dio, unica, infallibile e autorevole regola della nostra fede e della nostra condotta
(II Tim.3: 15 -17; II Pie.1:21; Ro­m.1:16; I
Tes­s.2:13).
Crediamo al battesimo nello Spi­rito
Santo, come esperienza susseguente a
quella della nuova nascita, che si manifesta, secondo le Scrit­ture, con il segno del parlare in altre lingue e, praticamente, con una vita di progressiva
santificazione, nell’ubbidienza a tutta
la verità delle Sacre Scritture, nella potenza del­l’an­nun­cio di “Tutto l’E­van­ge­
lo” al mondo (Atti 2:4; 2:42-46, 8:1217; 10:44-46; 11:14-16; 15: 7-9; 19:2-6;
Mar. 16:20; Gio­v.16: 13; Matt.28:19-20).
Crediamo nell’unico vero Dio, E­ter­no,
Onnipotente, Creatore e Signo­re di tutte le cose e che nella Sua u­nità vi sono
tre distinte Per­sone: Pa­dre, Fi­glio­lo e
Spirito San­to (Efe.4:6; Matt. 28:19; Luca
Crediamo ai carismi e alle grazie del3: 21-22, I Gio­v.5:7).
lo Spirito Santo nella vita dei cristiani
che, nell’esercizio del sacerdozio uniCrediamo che il Signore Gesù Cri­
sto fu concepito dallo Spirito Santo e versale dei credenti, si manifestano per
l’edificazione, l’esortazione e la conassunse la natura umana in seno di
Maria vergine. Vero Dio e vero uomo solazione della comunità cristiana e,
(Gio­v.1:1,2, 14; Luca 1:34,35; Matt.1:23). conseguentemente, della società umana (I Cor. 12:4-11; Gal.5:22; Ebr.13:15;
Crediamo nella Sua vita senza pecRom.12:1).
cato, nei Suoi miracoli, nella Sua morte vicaria, come “prezzo di riscatto per Crediamo ai ministeri del Signore glo­
tutti” gli uomini, nella Sua resurrezio- rificato, quali strumenti autorevoli di
ne, nella Sua ascensione alla destra del guida, d’insegnamento, di e­dificazione
Padre, quale unico mediatore, nel Suo e di servizio nella comunità cristiana,
personale e imminente ritorno per i re- rifuggendo da qualsiasi forma gerarchidenti e poi sulla terra in potenza e glo- ca (Efe.1: 22-23; 4:11-13; 5:23; Col.1:18).
ria per stabilire il Suo regno (I Pie.2:22;
Crediamo all’attualità e alla validità
II Cor.5:21; Atti 2:22; I Pie.3:18; Rom.
delle deliberazioni del Con­cilio di Ge­
1:4; 2:24; I Cor.15:4; Atti 1:9-11,
ru­
sa­lem­me, riportate in Atti 15:28-29;
Gio­v.14:1-3; I Cor. 15:25; I Tim.2:5).
16:4.
Crediamo all’esistenza degli angeCrediamo alla resurrezione dei morti,
li creati tutti puri e che una parte di
questi, caduti in una corruzione e per- alla condanna dei reprobi e alla glorificazione dei redenti, i quali hanno perdizione irreparabili, per diretta azioseverato nella fede fino alla fine (Atti
ne di Satana, angelo ribelle, saranno
con lui eternamente puniti (Mat­t.25:41; 24:15; Matt.25:46; 24:12,13).
Efe.6:11-12).
Celebriamo il battesimo in acqua per
immersione, nel nome del Pa­dre e del
Crediamo che soltanto il ravvediFigliolo e dello Spirito San­to, per colomento e la fede nel prezioso sangue
di Cristo, unico Sommo Sa­cer­do­te, sia- ro che fanno professione della propria
fede nel Si­gnore Gesù Cristo come loro
no indispensabili per la purificazione dal peccato di chiunque Lo ac­cetta personale Salvatore (Matt.28:18-19; Atti
2:38; 8:12).
come personale Sal­va­tore e Si­­gnore
(Rom.3:22-25; Atti 2:38; I Pie.1:18, 19; Celebriamo la cena del Signore o San­
Efe.2:8).
ta Cena, sotto le due specie del pa­ne e
del
vino, rammemorando così la morte
Crediamo che la rigenerazione (nuo­va
del
Signore e annunziandone il ritorno,
nascita) per opera dello Spi­rito San­­to
amministrata
a chi­un­que sia stato batè assolutamente essenziale per la sal­
tezzato
secondo
le regole dell’Evangelo
vezza (Giov.3:3; I Pie.1:23; Tito 3:5).
e vive una vita degna e santa davanti a
Crediamo alla guarigione divina, se- Dio e alla società (I Cor.11:23-29; Luca
22:19-20).
condo le Sacre Scritture mediante la
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XXXIV Incontro Nazionale Giovanile, Fiuggi 30-31 ottobre, 1-2 novembre 2009
Fratelli... che dobbiamo
L’ultimo Incontro Nazionale
Giovanile delle Chiese Cristiane
Evangeliche Assemblee di Dio in
Italia, tenutosi a Fiuggi, risale al 1998.
È innegabile che ritornare a Fiuggi,
per noi “giovani di allora”, abbia destato ricordi di grandi benedizioni ricevute attraverso la strumentalità di
indimenticabili uomini di Dio. Come
non ripensare a incontri benedetti
dove passavamo dalla gioia, al pianto, alla consacrazione, raggiunti dagli infuocati messaggi del fratello
Greenaway e dagli studi dolcemente
profondi del fratello Palmer... A parte
le nostalgie, siamo nel 2009; i fratelli
dell’accettazione accolgono con gentilezza e pazienza, fin dalla mattinata di venerdì 30 ottobre, i circa 3.300
partecipanti iscritti da tutta Italia, che
vengono ospitati in 44 strutture alberghiere della cittadina laziale. Il
programma del primo giorno acconsente anche a chi arriva con la fatica
del viaggio, di riposarsi nel pomeriggio per poter presentarsi al culto serale con l’attenzione e la disposizione necessarie per ricevere quanto
il Signore ha
preparato.
La nuova
struttura a
tenda installata in prossimità del centro cittadino,
al cui ingresso campeggia la scritta
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con il tema dell’Incontro: “Fratelli, che
dobbiamo fare?”, offre un’ottima accoglienza.
Il culto d’apertura inizia con la presidenza del fratello Gaetano Montante
e migliaia di fratelli e sorelle cantano le lodi a Dio. Riceviamo un caloroso saluto di benvenuto dal fratello
Felice Antonio Loria, presidente delle
Assemblee di Dio in Italia. Un tempo
di preghiera ci introduce poi all’ascolto della Parola di Dio, rivoltaci dal fratello Vincenzo Specchi: ogni distrazione viene accantonata, siamo nel luogo dove Dio vuole parlare alle giovani
generazioni della Sua Chiesa, oggi. Il
testo meditato si trova in Levitico 6:16, il messaggio è perentorio: “Il fuoco
dev’essere mantenuto sempre acceso
sull’altare, e non lo si lascerà spegnere”! Un fuoco che Dio stesso ha acceso, ma che ciascuno di noi ha la responsabilità di alimentare e ravvivare.
Il fratello Specchi condivide anche la
recente esperienza nelle chiese consorelle dell’Albania e il bisogno di giovani consacrati a Dio per portare il
messaggio dell’Evangelo nella potenza
dello Spirito Santo “fino all’estremità
della terra”, iniziando da popolazioni
a noi vicine.
La mattinata di sabato 31 ottobre
inizia con il culto d’adorazione nel
quale il fratello Raimondo Mennella,
pastore a Torre del Greco, condivide il messaggio della Scrittura sul testo di II Re 7: “Potrebbe mai avvenire
una cosa simile?... Ebbene, lo vedrai
con i tuoi occhi”. Di seguito, al fratello
Silvano Basile, pastore a Castellanza,
è affidata l’esposizione del primo stu-
dio biblico, sul tema dal titolo: “La
salvezza”. Nel pomeriggio, il secondo
studio biblico intitolato: “Il battesimo
nello Spirito Santo”, viene esposto dal
fratello Paolo Lombardo. Terminato lo
studio, vengono dedicati dei preziosi momenti alla preghiera, durante i
quali numerosi giovani manifestano il
desiderio di ricevere il battesimo nello
Spirito Santo.
Dopo una breve pausa, inizia, con
la presidenza del fratello Salvatore
Cusumano, il culto di apertura del LV
Anno Accademico dell’Istituto Biblico
Italiano. Il fratello Eliseo Cardarelli,
in qualità di Direttore dell’I.B.I., rivolge un saluto ai partecipanti e ricorda le immutate finalità dell’Incontro
Nazionale Giovanile, che negli anni
ha sensibilizzato molti giovani a dedicare maggiormente la loro vita al
Signore. Il coro dell’Istituto Biblico,
mirabilmente diretto dalla sorella
Anna Toppi, ha quindi cantato degli
inni alla gloria di Dio ed alcuni giovani studenti hanno dato la loro testimonianza di conversione a Cristo.
Riprendendo la presidenza, il fratello
Cusumano fa giungere ai partecipanti
il gradito saluto del fratello Francesco
Toppi. Il fratello Antonino Mancuso,
pastore a Milena (CL), rivolge la Parola
di Dio dal testo di Giovanni 10:1-10.
Il messaggio giunge forte e chiaro ai
cuori: “Il ladro vuole rubare, Gesù
vuole dare! Il ladro vuole distruggere,
Gesù vuole edificare! Il ladro vuole
uccidere, Gesù vuole dare vita!”
Una preghiera sale silenziosa dal
cuore di tanti genitori e pastori presenti: “Signore, fa’ che i nostri giovani
fare?
si affidino tutti al Buon Pastore!”.
Domenica 1 novembre si apre con
il culto d’adorazione nel quale il fratello Luca Marino, pastore a Perugia,
espone la meditazione sul testo di
Romani 7:14-8:11, riassumendo i travagli interiori di molti giovani credenti con le parole dell’apostolo Paolo “...
Ciò che faccio, io non lo capisco”.
Di seguito, al fratello Giuseppe
Tilenni è affidata l’esposizione del
terzo studio biblico, dal titolo: “La
santificazione”. Viene rivolta un’accorata esortazione ai giovani credenti, a non vergognarsi di essere diversi
dai modelli di vita che questa società propone ed impone. Nel pomeriggio, il quarto ed ultimo studio biblico
intitolato: “Il ritorno di Cristo”, viene
esposto dal fratello Eliseo Cardarelli,
esortando i giovani a guardare al traguardo della nostra fede, l’incontro
con Gesù.
Il culto serale si apre con la presidenza del fratello Vito Nuzzo. Il
fratello Francesco De Luca, pastore a Scaletta Zanclea, relaziona sulla
drammatica alluvione che ha colpito quel paese ed altri nel messinese.
Tutti ascoltano con commozione e vicinanza alla popolazione e alla nostra fratellanza coinvolta duramente,
con la morte di due giovani fratelli e la rovina di diverse abitazioni.
Nonostante tutto questo la fratellanza del messinese eleva a Dio il
ringraziamento per l’aiuto e il sostegno in questi tragici momenti.
Di seguito il fratello Nuzzo presenta il coro “Osanna” delle chiese di Casalnuovo (Na) e diaspora,
che coinvolge tutti i presenti con dei
meravigliosi inni elevati alla gloria di
Dio. Quindi segue il centro del nostro culto al Signore, la predicazione
della Parola di Dio, affidata al fratello
Angelo Gargano, pastore a Torino, il
quale legge il testo tanto conosciuto e
caro di Atti 2:1-21. Ogni piccolo dubbio è rimosso: Dio vuole spandere
il Suo Santo Spirito sui Suoi giovani!
L’appello finale è quasi inutile, centinaia di giovani si alzano all’unisono
e si avvicinano alla platea per cercare
con fervore in preghiera la benedizione pentecostale.
Lunedì 2 novembre, siamo giunti all’ultimo culto di questo incontro così benedetto. Il fratello Davide
Di Iorio apre il culto ringraziando il
Signore per i diversi giovani battezzati nello Spirito Santo domenica sera, alcuni anche dopo il culto quando singolarmente o in piccoli gruppi hanno continuato a pregare nei rispettivi alberghi.
Il messaggio conclusivo della Parola, esposto dal fratello Felice
Antonio Loria sul testo di Luca 7:368:3, si sofferma particolarmente sulle parole del verso 8:1: “Egli (Gesù)
se ne andava per città e villaggi, pre-
dicando e annunziando la buona
notizia del regno di Dio”. In questi
giorni abbiamo sentito più volte (e in
dialetti diversi) ripetere la domanda:
“Fratelli, che dobbiamo fare?” Ma soprattutto abbiamo sentito forte la risposta giungere ai nostri cuori: “Non
dobbiamo lasciare spegnere il fuoco!
Dobbiamo vivere una vita piena in
Gesù! Dobbiamo ricercare il battesimo nello Spirito Santo! Dobbiamo andare! Predicando e annunciando la
Buona Notizia del Regno di Dio, andando per le strade, le piazze, le città,
i paesini, andando incontro a coloro
che vivono nel peccato per condurli
a Gesù!”
Iniziamo il viaggio di ritorno con
una rinnovata certezza: i tempi e le
generazioni cambiano, i luoghi, i bisogni, le circostanze cambiano, anche
i servi di Dio cambiano… ma Dio è
lo stesso, la Sua Parola non cambia,
i Suoi propositi per le nuove generazioni della Sua Chiesa non
cambiano!
Mauro Stevanato
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t
e
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A
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t
s
Ago
Promossi alla gloria
1921 - 2009
Agostino Aceto nacque a Catania il 30 aprile del
1921, primo di una famiglia di sette figli. I genitori, Giacomo e Michelina, si convertirono al Signore
nel 1930, quando egli era ancora un bambino di 9
anni. Quando suo padre apprese che il Dio vivente e vero va adorato in spirito e verità e si accingeva a togliere tutti gli idoli appesi alle pareti di casa,
Agostino, aizzato dalla nonna materna, si opponeva veementemente a quel gesto. Il fratello Giacomo,
ovviamente, non cedette. Agostino tuttavia, condotto con fedeltà dai genitori al culto, così come tutti gli altri suoi fratelli, benché molto reticente, presto fu toccato dal Signore nel cuore e si convertì a
soli 16 anni, nel 1937. Da ragazzo, conobbe anche
Serafino Arena fondatore della Chiesa di Catania
e ne parlava con stima e ammirazione. Non narrò mai i particolari della sua conversione, ma soleva dire “Il Signore mi ha spaventato” e rimane sintomatico che egli amasse ricordare Dio anche come
“il terrore di Giacobbe”.
Sin da giovanissimo, perciò, testimoniava del
suo Signore e già a circa 19 anni cominciava a portare delle brevi meditazioni sulla Parola di Dio.
Incombeva, però, la seconda guerra mondiale e
il fratello Agostino dovette partire militare. Svolse
le mansioni di marconista, ricevendo anche gli encomi per il suo servizio sempre efficiente anche in
mezzo ai bombardamenti più serrati. Rimase ben
presto prigioniero in Yugoslavia.
Nel frattempo il Signore provvedeva miracolosamente per i suoi famigliari, non facendo loro mancare mai un pezzo di pane. Almeno due volte li liberò da morte certa sotto le bombe, in quanto la
casa dove abitavano fu bombardata nottetempo e
semidistrutta. I detriti crollarono sui piedi del letto
della sorella Paola, che si ritrovò seduta, però, davvero per miracolo di Dio, vicino al cuscino.
Il padre Giacomo era già a quell’epoca pastore dell’allora unica chiesa di Catania - Via De Felice
e i vicini di casa, che li conoscevano, gli dicevano:
“Signor Aceto, è il vostro Dio che vi ha guardato,
perché voi Lo servite con tutto il cuore” e durante i
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bombardamenti successivi molti amavano rifugiarsi
dentro casa loro.
Il fratello Agostino ritornò a Catania con mezzi
di fortuna, sfuggendo così alla prigionia, ma vendendosi persino le scarpe per pagare la traversata
dello stretto di Messina. Ricominciò a predicare la
Parola di Dio nei locali di Via De Felice. Sposò la
sorella Angelina Arcidiacono. Ebbero due figli e vissero insieme per ben 62 anni, malgrado le traversie,
talvolta notevoli, della vita.
Giacomo Aceto, il padre, rappresentante di commercio, era molto spesso in contatto con le famiglie Anastasio e Melluso, protagoniste di primo piano della testimonianza evangelica pentecostale a
Napoli. La mamma Michelina era una donna dalla
saggezza eccezionale e persona dolcissima.
Per vivere, il fratello Agostino s’associò all’attività
del suocero, facendo per la Sicilia il venditore di abbigliamento per neonati e bambini e diffondendo,
nel frattempo, l’evangelo a moltissime persone, in
treno, in auto e negli alberghi. Negli anni 70, rilevò la traballante attività del suocero, ottenendo dilazioni insperabili nei pagamenti e risanandone miracolosamente il bilancio. In questo periodo, sognò
il maligno che, mostrandogli un vassoio pieno di
preziosissimi gioielli e di denaro, gli diceva: “Passa
dalla mia parte. Io posso aiutarti ora e subito, non
come il tuo Dio che ti tira per le lunghe”. La risposta di Agostino, ovviamente, fu: “Vai in perdizione,
Satana, tu e il tuo denaro”.
Per tanti anni protagonista di primo piano
nell’Opera di Dio a Catania, la sua predicazione
spesso era caratteristicamente tipologica, ereditata
in buona parte dall’estroso padre Giacomo. Il suo
ministerio è stato, comunque, di tipo dottorale, perché esponeva il testo, cercandone le implicazioni,
deducendone le conseguenze e dunque portando
l’uditorio davanti a conclusioni logiche. Agostino
continuò a predicare nel contempo nelle chiesette
della periferia di Catania, e nella prima metà degli
anni ’70 divenne per due anni pastore della comunità centrale di Catania, trasferitasi in Via Juvara.
CALENDARIO APPUNTAMENTI
INCONTRO GIOVANILE
ZONA ITALIA NORD
OVEST
Sabato 28 novembre 2009 si terrà l’Incontro Giovanile della zona Italia Nord
Ovest.
INCONTRO INTERPROVINCIALE BRINDISILECCE
Era un autodidatta. Aveva soltanto la quinta elementare. Acquisì, però, una buona cultura e fu anche
provetto ed apprezzato poeta, con composizioni pubblicate in periodici locali e che comunque testimoniava della sua robusta fede cristiana. La sua personalità
era a volte controversa, perché a un’estrema sensibilità abbinava spesso modi bruschi e spartani. Chiuso
da un elastico nella tasca interna della giacca, teneva sempre il suo piccolo Nuovo Testamento, che egli
spessissimo tirava fuori per cominciare a leggere e
parlare.
Dal 1977, quando l’opera di Dio in Catania ebbe
uno sviluppo più consistente, egli divenne ininterrottamente pastore prima della comunità di Via Mirko,
nel quartiere Picanello, e, dal 1991 a quest’anno, della
comunità di Via Barcellona, nella parte opposta della città. Quando, in età già avanzata, spesso non riusciva a dormire, si alzava a qualunque ora della notte,
leggeva, meditava e scriveva meditazioni per l’edificazione di molti credenti, lasciando in questo un’eredità
spirituale a molti che hanno usufruito del suo ministerio cristiano. Il Signore lo ha chiamato a Sé all’età di
88 anni (dopo breve ma intensa malattia) la sera del
18 Settembre 2009 per promuoverlo alla Gloria.
Nei giorni della sua malattia il figlio gli domandò:
“Per la Chiesa, che fai? Hai intenzione di lasciare?” ed
egli rispose: “Anche se seduto, continuerò a fare il pastore”, tanto era attaccato all’Opera di Dio.
Per quanto rigoroso, apparentemente burbero e sicuramente forte di carattere, il fratello Agostino Aceto
è stato tuttavia un uomo semplice e un cristiano sensibile. Lo testimoniano, per esempio, le parole che
egli ebbe modo di dire ad un suo nipote con un filo di voce, circa 15 giorni prima d’andarsene: “Ricordi
quando sono stato chiamato a pregare al culto finale dell’Assemblea Generale dei pastori ad Acireale,
nell’Aprile di quest’anno? Bene, non so come il fratello
presidente abbia visto proprio me che ero stato assente nei giorni precedenti. So solo che io non meritavo
tanto onore”.
Dagli appunti del figlio e dei nipoti
Paolo Lombardo
Sabato 28 novembre 2009, presso il locale di culto di Brindisi,
Via Germanico 26, si terrà un Incontro Interprovinciale delle
chiese delle province di Brindisi e Lecce.
CONVEGNO PASTORALE REGIONE SICILIA
Martedì 8 dicembre 2009, presso la Chiesa ADI di Raffadali
(AG), si terrà il Convegno Pastorale della Sicilia. Ospiti i pastori
Antonio F. Loria e Davide di Iorio.
INCONTRO OVER 40 CAMPANIA E MOLISE
Da sabato 5 a martedì 8 dicembre 2009, a Paestum (SA),si terrà
l’Incontro Over 40 delle chiese della Zona Campania e Molise.
Ospite il pastore Elio Marrocco, presidente delle Assemblee di
Dio Canadesi.
INCONTRO FRATERNO ITALIA CENTRALE E
SARDEGNA
Martedì 8 dicembre 2009, a Roma, presso il locale di culto di
Via Repetti, si terrà l’Incontro Fraterno delle chiese della zona
Italia Centrale e Sardegna.
INCONTRO PASTORALE PUGLIA E
BASILICATA
Martedì 8 dicembre 2009, a San Vito dei Normanni (BR), si terrà
l’Incontro Pastorale della zona Puglia e Basilicata. Ospite il pastore Vincenzo Specchi.
RADUNO FRATERNO TOSCANA
Martedì 8 dicembre 2009, a Empoli, presso il Palazzo delle Esposizioni, si terrà un Raduno Fraterno delle chiese della Toscana. Inizio alle ore 10.00. Ospite il pastore Antonino
Mortelliti.
RADUNO FRATERNO EMILIA ROMAGNA
Martedì 8 dicembre 2009, a Forlì, presso il Centro Congressi
Fiera, si terrà un Raduno Fraterno delle chiese dell’Emilia
Romagna. Inizio alle ore 10.00. Ospite il pastore Luca Marino.
RIUNIONE PASTORI E CONSIGLIERI DI
CHIESA NORD-OVEST
Sabato 12 dicembre 2009, a Torino, presso il locale di culto di
Via Spalato 9/b, alle ore 15, si terrà una Riunione per pastori e
consiglieri di chiesa della zona Italia Nord-Ovest.
INCONTRO CHIESE PROVINCIA DI
TARANTO
Sabato 19 dicembre 2009, a Massafra (TA), alle ore 18, si terrà
un Incontro delle chiese della provincia di Taranto.
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Notizie dalle nostre Comunità
110 ANNI DI TESTIMONIANZA
EVANGELICA A FERRUZZANO (RC)
Descrivere la giornata trascorsa a
Ferruzzano (RC) il 19 settembre 2009 non
è cosa semplice. Le intense emozioni, la
calda accoglienza e il clima di festa si respirano nell’aria del piccolo centro reggino. L’occasione è importante e le aspettative molte: 110 anni di presenza evangelica sul
territorio di Ferruzzano non possono certo
essere narrate in poche semplici parole. Gli
occhi dei credenti di Ferruzzano brillano di
gioia e lasciano trasparire tutta l’emozione di
un evento così importante.
Qualche giorno prima è installata la tenda nella piazzetta antistante il grazioso locale di culto di Ferruzzano, che già di per sé
ha una storia unica nel suo genere, in quanto la sua costruzione, a causa di vessazioni e
difficoltà locali, venne autorizzata addirittura dal Presidente della Repubblica. Questa è
solo una delle tante emozionanti pagine di
storia di questa piccola ma fervente comunità. Il mercoledì nonostante che le condizioni del tempo non siano delle migliori, i lavori
sono ultimati e la sera stessa si dà inizio alla prima campagna evangelistica con la tenda. Sabato, fin dalle prime ore, i credenti locali preparano ogni cosa e accolgono i credenti provenienti da diverse comunità delle province di Reggio Calabria, Vibo Valentia
e Catanzaro. Alle ore 10,00 il fratello Andrea
Palamara, pastore della Comunità, dà inizio
alla riunione. Descrivere l’emozione, la loNOTIZIE DA
CASALPUSTERLENGO (LO)
Con cuore grato al Signore desideriamo comunicare a tutta la fratellanza come
Dio sta continuando a spargere la Sua grazia e le Sue benedizioni sull’opera nella città di Casalpusterlengo. Dal 22 al 30 maggio il Signore ci ha dato la grazia di istallare la tenda evangelistica, dove ogni sera Dio
ha manifestato la Sua presenza, e ci ha dato
la gioia di vedere anime partecipare ai culti.
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de e il ringraziamento che si elevano dai credenti, è praticamente impossibile. Viene data
una relazione storica della presenza evangelica a Ferruzzano, ampiamente documentata con una mostra fotografica dei vari luoghi
e locali di culto nel corso degli anni, e da un
DVD esplicativo. Cariche di significato sono
le parole del Sindaco di Ferruzzano Marisa
Romeo, la quale sottolinea in veste istituzionale il fatto che crediamo in uno stesso Dio
e siamo accomunati da stessi ideali, pace,
amicizia e fratellanza, per abbattere le frontiere e le divisioni, senza fare riferimento a
nessuna azione politica o di altro, ma basandosi invece solo sul rispetto e la diversità
delle religioni per raggiungere un nuovo orizzonte
di partecipazione e dialogo, promuovere forti sentimenti di solidarietà e favorire una grande conquista
di valori. Il fratello Davide
Di Iorio, pastore a Reggio
Calabria e Pellaro, e segretario delle Assemblee
di Dio in Italia, porta lo
studio della Parola di Dio. Tema principale è l’importanza del battesimo nello Spirito
Santo, vera potenza per essere testimoni. Si
prosegue con il pranzo, offerto a i partecipanti dalla comunità ospitante.
Nel pomeriggio è organizzata la visita a
Ferruzzano Vecchio, piccolo centro ormai
quasi completamente disabitato perché dichiarato inagibile dopo l’alluvione del 1951,
a bordo di automobili e di uno scuolabus offerto per l’occasione dall’Amministrazione
Comunale. Si giunge all’antico borgo, fra i festanti cantici intonati da vari credenti durante il tragitto. Inizia qui un percorso a dir poco emozionante e commovente fra i ruderi dei vecchi luoghi di culto dove i credenti
per anni hanno servito il Signore nonostante
tante persecuzioni. Il fratello Pezzimenti con
le lacrime agli occhi descrive le varie vicissitudini del tempo, quando il numero dei cre-
denti aveva raggiunto circa il 24%
della popolazione.
I culti venivano svolti nelle campagne per paura delle
forze dell’ordine, usando come locale di culto una grotta e come banchi su cui sedersi
delle pietre, dopo dure giornate di lavoro nei
campi. So erea attivato un sistema di controllo attraverso delle lanterne per segnalare l’arrivo dei militari, con purtroppo immancabili falsi allarmi che gettavano i credenti nello
scompiglio del fuggi fuggi generale.
Il primo locale di culto fu preso in affitto e
aperto al pubblico nel 1929; il prezzo da pagare era l’impegno di zappare la vigna del
proprietario del locale; così nei giorni convenuti, i fratelli insieme si recavano presso
quel podere e lavoravano la terra; tra questi c’era anche un fratello zoppo che distribuiva l’acqua e allietava il duro lavoro con
il suono di una chitarra, tanto era il desiderio di esserci e onorare Dio in ogni modo.
Finalmente, dopo i diversi locali, giungiamo
al locale di proprietà. Anche questo era stato
dichiarato inagibile, ma è rimasto inalterato
nel tempo… Entrare in quella modesta saletta è stato emozionante soprattutto per il fratello Palamara; le lacrime di gioia e gratitudine per il progresso che Dio ci ha dato solcano i visi, le parole non possono descrivere
ciò che il cuore vorrebbe dire. Rientriamo alla tenda, gremita di credenti giunti per il culto conclusivo. Con il cuore carico di gratitudine si eleva a Dio la lode per ogni cosa. I
volti brillano di gioia, i cuori palpitano di riconoscenza. La Parola di Dio è predicata ancora dal fratello Di Iorio, da Atti 7:1-8 trattando delle tre generazioni del risveglio, quella
di Abramo, di Isacco e di Giacobbe. Anche
noi possiamo realizzare e mantenere questa
bella eredità.
Andrea Palamara
Insieme al gruppo evangelistico della Chiesa
di Lodi, abbiamo evangelizzato tutta la città di Casalpusterlengo. Dopo la campagna
evengelistica il Signore ci ha dato grazia di
vedere dei frutti: alcune famiglie stanno frequentando la chiesa e il Signore ha già battezzato con il Suo Santo Spirito alcuni fratelli. Nel mese di agosto, dopo una settimana
di preghiere, abbiamo gioito nel vedere dei
fratelli battezzati nello Spirito Santo, e anime
nuove toccate dal Signore. Nel mese di settembre abbiamo avuto un culto di battesi-
mi, durante il quale due anime della Chiesa
di Casalpusterlengo e tre della Chiesa di Lodi
hanno testimoniato della loro fede in Cristo.
La domenica successiva abbiamo offerto a
Dio un culto di Santa cena, con la gradita visita del fratello Bruno Frattarello, pastore a
Roma, che ci ha amministrato la Parola del
Signore ponendo enfasi sull’importanza della
Cena Santa istituita da Gesù. Chiediamo alla
fratellanza di pregare per noi.
Antonio Imbimbo
CORIGLIANO (CS)
Il 2 giugno le comunità calabresi si sono
ritrovate a Corigliano Calabro (CS) in occasione del 40° Incontro Giovanile regionale.
La provincia cosentina ha organizzato questo appuntamento fin da 25 anni fa quando nel 1984 fu ospitato dalla nascente comunità di Castrovillari. Successivamente fu a
Cosenza e, nel 2002, a Rossano.
La capiente e comoda struttura del Cinema
Teatro Metropol, unitamente ad un gradevole parco attiguo, hanno accolto gli oltre 1000 partecipanti, fra i quali il pastore
François Mattina delle Assemblées de Dieu e
Antonino Mancuso pastore delle chiese ADI
di Milena e Campofranco (CL).
Le riunioni sono state particolarmente benedette. Lo studio biblico ha avuto come argomento l’opera dello Spirito Santo, il cui
soffio continua a dare vita alla sua chiesa.
Durante il culto serale questa potente verità
è stata vissuta e sperimentata da tutti i presenti con indimenticabili momenti di adorazione e consacrazione a Dio.
Sono stati di grande edificazione il coro di Crotone, il coro di Isola di Capo
Rizzuto (KR) e un’orchestra di giovani
che hanno dato gloria al Signore Gesù
Cristo attraverso la musica e il canto.
I credenti locali, coordinati dai pastori
Guglielmo Di Dio e Salvatore Esposito,
sono stati onorati di aver avuto una possibilità di servire il caro popolo di Dio; tuttavia ancora più gradita è stata la testimonianza diretta dei molti non credenti, tra cui alcuni responsabili della struttura e del service
che, avvezzi ad ogni sorta di manifestazioni,
non avevano mai visto “una cosa così” (cfr.
Marco 2:12).
Antonino Mortelliti
TENDA, BATTESIMI
A PINEROLO (TO)
ni credenti delle Chiese limitrofe di Luserna
San Giovanni, Piossasco e Torre Pellice nonché i credenti di San Mauro Torinese accompagnati dai rispettivi pastori. In questa circostanza in un locale gremito in ogni ordine di
posto, la predicazione della Parola di Dio è
stata affidata al fratello Bartolo Crapanzano.
Il Signore, in questo giorno di festa, ci ha
colmato di ogni benedizione, rinnovando
in ciascuno dei presenti la convinzione che
“la nostra fatica non è vana nel Signore” (1
Cor.15:58) e che ogni sforzo condurrà, per fede, altre anime ad aggiungersi al popolo di
Dio.
Giuseppe Crapanzano
BATTESIMI AL POGGIALE
la Parola predicata dal fratello Di Bello che
si è soffermato sul testo di 1 Re 19:7 “Alzati
e mangia, poiché il cammino è troppo lungo
per te”. Siamo stati esortati a non trascurare
il nutrimento della Sua Parola e a non sottovalutare il significato dell’espressione “ troppo lungo”. Il cammino del credente è impegnativo e difficile, ma se continuamo ad allimentarci avremo la forza di affrontarlo fino alla fine. In conclusione il fratello Nicola
Mancini ha concluso invocando la benedizione sui nuovi battezzati e sull’intera fratellanza. A Dio vada tutta la gloria!
Alessio Festa
le nel periodo estivo, che oltre alla tenda ha
visto lo svolgimento di diversi culti all’aperto, evangelizzazioni, tavolini e gazebo sia nei
Siamo grati al Signore per l’opportunità che mercati rionali sia nei mercati dei comuni lici ha dato di installare, anche quest’anno, la mitrofi del pinerolese, ha avuto la sua ricompensa domenica 11 ottobre. Al culto mattutitenda evangelistica. Tra la fine di maggio e
l’inizio di giugno, il messaggio di salvezza è no abbiamo avuto la gioia, infatti, di svolgere
stato annunciato nella città di Pinerolo da al- un culto di battesimi che ha visto la testimocuni fratelli della Zona invitati per l’occasione nianza pubblica di fede in Cristo di due nementre negli ultimi tre culti abbiamo avuto il ofiti, un fratello ed una sorella. Gradito ospite per l’occasione è stato il fratello Francesco
piacere di ospitare il fratello Ottavio Drogo,
pastore in Lombardia. Quest’anno la tenda è Maceli, pastore in provincia di Imperia. Nel
coincisa con la fiera cittadina e le nostre ini- pomeriggio dello stesso giorno si è offerto a
ziali perplessità di tipo organizzativo si sono Dio il culto con la celebrazione della Cena
tramutate in occasioni di testimonianza evan- del Signore, al quale hanno partecipato alcugelica. I numerosi visitatori della fiera hanno potuto visionare materiale cristiano esposto su un tavolino posizionato davanti la nostra tenda. Abbiamo notato un grande interesse per la Parola di Dio, sono state donate numerosissime copie della Bibbia e del
Nuovo Testamento. Per noi è stata una gioia
dare la nostra testimonianza di fede con il fine ultimo di poter vedere altre persone, come noi, realizzare la salvezza in Cristo Gesù.
L’impegno evangelistico della comunità locahanno reso testimonianza dell’opera grande del Signore nella loro vita. I coniugi hanIl 23 agosto 2009 la Missione di Monzuno no ringraziato Dio per l’opera Sua e la sorellina ci raccontato della sua vita cambiata
ha celebrato il primo servizio battesimada Gesù e delle grandi benedizioni e liberale. La nascita della missione risale all’Aprile del 2002. I fedeli del gruppo si radunano zioni ottenute al turno Giovani 2, durante il
nei locali del Centro Comunitario Evangelico quale in un culto il Signore l’ha liberata da
una invalidante forma di timidezza che non
messi a loro disposizione dai fratelli del
Comitato, ai quali va tutto il nostro ringrazia- le permetteva di sentirsi a suo agio con gli
altri e di testimoniare dell’opera meravigliomento. I battesimi sono avvenuti durante il
sa che il Signore aveva fatto nella sua vita.
turno famiglie condotto dai fratelli Antonio
Di Bello e Luigi Borelli. Sotto la grande ten- Le loro testimonianze rese con spirito sinceda è stata allestita una vasca provvisoria. Tre ro sono state di grande benedizione per tutneofiti, una giovane coppia e una sorellina, ti i presenti. Il Signore ci ha parlato tramite
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Notizie dalle nostre Comunità
CULTI ALL’APERTO
A MONTELUPO FIORENTINO (FI)
zione sulla domanda che Gesù rivolse al cieco Bartimeo:
“Cosa vuoi che io ti
faccia?”; e Lazzurri,
che con il messaggio
ha posto l’interrogativo di Gesù ai suoi
discepoli: “Chi dice la gente che Io sia?” e “Chi sono Io per te?”
Abbiamo offerto liberamente il culto, con inni, testimonianze e preghiere; molti residenti
hanno ascoltato tutta o gran parte della serie
di culti effettuati, rimanendo affacciati ai balconi o alle finestre.
Al termine delle settimana per gli ultimi
tre giorni abbiamo avuto l’aiuto del fratello
Beppe Quinto che, con i suoi inni evangelistici, ha dato il suo utile contributo.
Desideriamo ringraziare unicamente il
Signore per come tutto ciò possa essere avvenuto, per un famiglia che ci ha contattato
e per come Egli ci ha dato un nuovo spunto,
per diffondere la sua Parola e spandere la fama della Sua grazia. “Non dite voi che ci sono
ancora quattro mesi e poi viene la mietitura?
Ebbene, vi dico: alzate gli occhi e guardate
le campagne come già biancheggiano per la
mietitura” (Giov.4:35)
Paolo Perone
ne, il buon seme dell’Evangelo continua ad
essere seminato, pregate per noi affinché
molte anime vengano salvate.
Il 14 giugno scorso, uniti alla fratellanza di
Trani e Bisceglie e a molti credenti pervenuti dalle comunità limitrofe (Andria, Corato e
Barletta), ci siamo riuniti nel locale di culto
di Trani e, di pari consentimento, abbiamo
celebrato un culto di Santa Cena commemorando l’opera redentrice che Gesù ha compiuto sulla croce per la nostra salvezza.
Per la circostanza il messaggio della Parola
del Signore ci è stato portato dal fratello
Salvatore Chiaradia, pastore della chiesa di
Andria. Il locale di culto era gremito di credenti e simpatizzanti.
Il Signore per mezzo della Sua Parola ha
ravvivato la nostra fede in Cristo, ricordandoci di aspettare con gioia il Suo ritorno.
Uniti a tutta la fratellanza vi inviamo un fraterno saluto nel Signore.
Salvatore Greco
vede” (Luca 15:10). Desideriamo rendere partecipe tutto il popolo di Dio dell’opera che fa
“Così, vi dico, v’è allegrezza dinanzi agli
nella Sua Chiesa.
angeli di Dio per un solo peccatore che si rav- L’anno 2009 è stato un anno di grande gioia per la Comunità
Evangelica A.D.I. di
Africo Nuovo (RC).
Domenica 26 luglio è
stato celebrato un secondo servizio di battesimi, l’altro era stato celebrato il 3 gennaio. Al culto hanno preso parte i fedeli locali nonché quelli provenienti dalle comunità di Ferruzzano,
Bruzzano, Bianco e
Samo.
La parola del Signore,
tratta dagli Atti degli
Apostoli cap.8:26-40, é stata ministrata dal
pastore della comunità Andrea Palamara, il
quale ha spronato i fedeli a perseverare nel
servire il Signore senza avere dubbi, anche
quando non si hanno spiegazioni umane.
L’apostolo Filippo, senza dubbi, si è trovato
nella via deserta che da Gerusalemme scende a Gaza, ove ha incontrato l’eunuco e, dopo averlo evangelizzato, lo ha battezzato.
Dopo, sono scesi nelle acque, per promettere ubbidienza al Signore, due sorelle e un
fratello.
È stata, inoltre, celebrata la Cena del
Signore e lo stesso pastore ha predicato
un altro passo tratto dall’evangelo di Luca
cap.24:13-35, rammemorando la morte del
Signore Gesù.
Vi chiediamo di pregare il Signore con noi,
affinché molte anime nuove possano aggiungersi al Suo popolo.
Giovanni Palamara
Era la prima volta che la nuova piazza
dell’Unione Europea, adibita sia per le manifestazioni culturali sia per il mercato settimanale, ospitava un culto all’aperto per una intera settimana, dal 8 al 14 giugno 2009; l’anno scorso le autorità ci avevano concesso per
un solo culto di Sabato una piazza in prossimità della Caserma dei Carabinieri; probabilmente volevano prima conoscerci bene.
Quest’anno l’amministrazione si è mostrata più aperta e serena, dandoci la possibilità di piazzarci con sedie e strumentazioni varie in questa piazza anfiteatro circondata da nuove palazzine tutte già abitate. Nel
corso della settimana si sono susseguiti due
fratelli pastori: Roversi che ha posto l’attenNOTIZIE DA TRANI (BA)
Desidero comunicare alla fratellanza che
in tutta questa zona della provincia pugliese l’opera del Signore va avanti e l’evangelizzazione continua ad espandersi malgrado
le difficoltà. Il messaggio del Vangelo viene
predicato nelle piazze, affinché le nuove generazioni sappiano che solo in Gesù possono trovare salvezza e liberazione. Moltissimi
opuscoli con il messaggio di “Tutto l’Evangelo” sono stati distribuiti per le città di Trani
e di Bisceglie, oltre ad alcune centinaie di
Nuovi Testamenti e Bibbie. Con l’aiuto e la
guida dello Spirito Santo, l’opera di evangelizzazione è continuata nelle piazze cittadiBATTESIMI A AFRICO NUOVO (RC)
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EVANGELIZZAZIONE
A PRIVERNO (LT)
Con grande gioia comunichiamo alla fratellanza che, anche quest’anno, il Signore ci ha
dato grazia di organizzare due Culti all’aperto nella cittadina di Priverno. Il primo si è tenuto sabato 4 luglio nella centralissima Via
Matteotti nel parcheggio della Scuola Media
“Fratelli Cervi”. Nei giorni precedenti abbiamo distribuito volantini e opuscoli e con immensa allegrezza abbiamo visto diversi giovani che, anche se dall’altro lato della strada e “distrattamente”, hanno ascoltato l’annuncio della Parola del Signore predicata per
l’occasione dal fratello Enrico Paoletti, pastore della comunità di Rieti.
Il sabato successivo c’è stato il secondo nella Piazzetta di Osteria dei Pignatari all’interno delle cosiddette “Case Popolari” del comune privernate. Anche per questa occasione nella settimana precedente la riunione
abbiamo distribuito diversi volantini e con
commozione abbiamo visto tantissime perBATTESIMI A FLORIDIA (SR)
Domenica 19 luglio abbiamo avuto la gioia di veder scendere nelle acque battesimali un nuovo credente che ha confessato pubblicamente la sua fede in Cristo Gesù.
Frequentava da un po’ di tempo, ma negli
ultimi giorni, lo Spirito Santo lo ha convinto
sone affacciate ai balconi seguire
con attenzione la predicazione della Parola di
Dio, chinare i loro capi
e pregare insieme a noi
nei momenti di preghiera. Lo strumento di cui
il Signore si è usato in questa benedetta riunione è stato Il fratello Eliseo Fragnito, pastore delle comunità di Latina e Cisterna di
Latina, il quale è stato accompagnato da numerosissimi fratelli delle chiese da lui curate, che hanno cantato dei cantici ed hanno
testimoniato dell’opera che il Signore ha fatto nella loro vita. Al termine del culto abbiamo distribuito decine di opuscoli, numero-
se copie del Vangelo di Giovanni e, a chi lo
richiedeva, abbiamo regalato una copia del
Nuovo Testamento.
La gioia più bella è stata nel vedere il giorno dopo in Chiesa uno dei giovani che la sera prima era presente alla riunione.
La nostra speranza è che i semi distribuiti in questi giorni possano portare Salvezza,
Lode e Gloria al nome del Signore.
Francesco Alboreto
sulla salvezza per grazia in Cristo Gesù: anche per un solo peccatore che si ravvede gli
angeli di Dio fanno festa.
Al servizio è seguita la Cena del Signore, ricordando il Suo sacrificio vicario tramite gli
elementi del pane e del vino. Il messaggio
della Parola ci è stato amministrato dal fratello Paolo Mercante, pastore della comunità
di Francofonte, quale utile strumento di edificazione dei fedeli e degli amici intervenuti
per l’occasione.
Il tutto si è concluso con un’agape fraterna, consumata in letizia e semplicità di cuore. Siamo grati al Signore, a Cui vanno tutta
la lode e la gloria.
Rocco Ruggiero
SOMMATINO (CL) - BATTESIMI
La Parola ci è stata predicata dal fratello
Giuseppe Conserva, pastore della Chiesa di
In una grande manifestazione di gioia, nella Caltanissetta e San Cataldo. Domenica 25 ci
presenza del Signore, davanti ad una Chiesa siamo accostati alla Cena del Signore, nei lefestante, due giovani sorelle sabato 24 luglio gami di Colui che è il Signore della nostra vi2009 sono scese nelle acque battesimali, te- ta. Tutta la gloria va a Dio, che ci incoraggia
stimoniando della loro fede e di quello che il a lavorare nella Sua opera.
Signore ha fatto per loro.
Salvatore Longo
S.STEFANO DI CAMASTRA (ME)
Con cuore grato a Dio scriviamo ai lettori del Risveglio
Pentecostale, ringraziandoLo
per come l’opera Sua va avanti nelle nostre zone. Il Signore
ci ha dato grazia di svolgere
dei culti evangelistici all’aperto nei mesi di giugno e luglio a
S.Stefano di Camastra e Castel
di Tusa (Me). Il 4 luglio una giovane credente ha fatto patto col
Signore scendendo nelle acque
battesimali, nel mare di Villa
Margi - Reitano (Me). È stato motivo di gioia
per tutta la comunità e di testimonianza agli
astanti, che hanno ascoltato la predicazione dell’Evangelo. Successivamente abbiamo
avuto la gradita visita del fratello Raffaele
Paglia, pastore ad Andretta e Montecalvo
Irpino (Av), che ha portato il messaggio della Parola di Dio meditando il Salmo 84 e
considerando così il valore della presenza
di Dio. Domenica 23 agosto la comunità si
è riunita per un servizio di Santa Cena, rammemorando così la morte, la risurrezione e
il ritorno del Signore Gesù. Ci aspettiamo da
Dio che continui a benedire il Suo popolo e
a far crescere la Sua Chiesa.
Antonino Vitale
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Notizie dalle nostre Comunità
NOTIZIE DA GISSI, VASTO, TERMOLI 27 settembre a Termoli, dove ogni sera è stata predicata la Parola di Dio. Il
Signore ci ha visitati in modo particoRingraziamo il Signore per la possibilità
che anche quest’anno ci ha donato di svolge- lare, toccando diversi cuori e battezre diversi culti all’aperto, tenutisi da marzo fi- zando nello Spirito Santo. Con cuore
no a settembre. Sabato dopo sabato abbiamo sincero ringrazio il Signore per l’amore
con cui ci ha uniti nello svolgere tutte
potuto annunciare il messaggio dell’Evangelo nelle varie piazze e località della zona, queste attività! I fratelli si sono prodigati sera dopo sera, giorno dopo giorno, aftrovando cuori duri e indisposti, ma grazie
a Dio anche cuori sinceri e bisognosi di co- frontando anche molti chilometri di distannoscere Gesù. Sono stati installati dei gazebi za e non pochi sacrifici per rendere possibidal 19 al 23 agosto a Vasto Marina e dal 24 al li queste campagne evangelistiche. Ci racco-
mandiamo alle preghiere della fratellanza affinché il Signore possa far prosperare l’Opera Sua in queste zone.
Pasquale Puopolo
BATTESIMI A BRUZZANO
ZEFFIRIO (RC)
Africo Nuovo (RC) e diaspora, è stata sviluppata proprio sul passo dell’eunuco e Filippo
in Atti capitolo 8. Sotto l’unzione e la guida
“E l’eunuco, continuando il suo viaggio tut- dello Spirito Santo, il Signore ha parlato ai
cuori, edificando la nostra fede. La gioia dei
to allegro...” (Atti 8:39). L’allegrezza ha caneofiti, insieme a quella di tutti noi credenratterizzato il giorno di festa che la chieti, ha regnato in questa giornata benedetta
sa di Bruzzano Zeffirio (RC) ha avuto il 2
da Dio. La sala di culto era gremita di fedeagosto quando due anime hanno fatto patli e di alcune anime che per la prima volta
to d’ubbidienza al Signore, scendendo nelpartecipavano ad una riunione evangelica:
le acque battesimali. Sono stati i primi batpreghiamo per loro affinché il seme della
tesimi dopo la costruzione del nuovo locaParola possa crescere e portare vita spirituale di culto, avvenuta di recente. La predicale in loro. Pregate per noi.
zione della Scrittura, presentata dal fratello
Mario Palamara
Andrea Palamara, pastore della comunità di
NUOVO LOCALE DI CULTO A
S. GIOVANNI LUPATOTO (VR)
la comunità di Verona. La riunione ha avuto inizio con la lettura del Salmo 84 da parte del fratello Emanuele Ruta (incaricato dalRingraziamo il Signore che, nella Sua fedel- la comunità di Verona per la missione di S.
tà, ci ha dato la gioia di vedere sorgere una Giovanni Lupatoto) e con una preghiera.
Subito dopo il pastore Gigi Borelli ha dato
nuova opera missionaria nel comune di San
un caloroso benvenuto ai numerosi presenti
Giovanni Lupatoto (VR). Domenica 27 settembre abbiamo celebrato un culto di dedi- (molti dei quali alla prima esperienza con un
cazione al Signore, ringraziandoLo per que- culto evangelico). Il fratello Borelli, pertanto,
sta nuova luce accesa in un campo di missio- ha spiegato le motivazioni di questo impene da tempo oggetto dell’attenzione, dell’im- gno missionario, ricordando l’attuale valore
del Grande Mandato affidatoci da Gesù.
pegno e della preghiera dei fratelli del-
BATTESIMI A NICHELINO (TO)
Domenica 27 settembre la comunità di
Nichelino ha gioito nel vedere una coppia
di coniugi scendere nelle acque battesimali. Questi fedeli frequentano la nostra comunità già da un paio di anni e in questo tem20
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po hanno ricevuto la grazia di Dio nella loro vita, accettando Cristo come Salvatore e
Signore. Per l’occasione è stato invitato il fratello Enzo Martucci, pastore delle comunità di Asti e Genova e membro del Comitato
di Zona, che ci ha amministrato la Parola
di Dio tratta dall’Evangelo di Giovanni.
Sono seguiti gli interventi dei conduttori delle vicine comunità di Villafranca e San
Bonifacio, ed una serie di cantici e testimonianze personali. Il messaggio della Parola
(Salmo 118:19-24) è stato esposto dal fratello Enrico Cordioli, pastore della comunità
di Mantova, il quale ha in primo luogo posto enfasi sul significato del nascere di nuove
missioni, quale testimonianza e conseguenza diretta della normale crescita di un organismo. Il nostro ringraziamento sale a Dio
per quanto fino ad oggi ci ha concesso, nella consapevolezza che quanto raggiunto non è un traguardo ma bensì un punto di partenza. Chiediamo di unirvi a noi
nel pregare per quest’opera nascente. Il
Signore ci benedica.
“Questa è opera dell’Eterno, è cosa meravigliosa agli occhi nostri. Questo è il giorno che l’Eterno ha fatto; festeggiamo e rallegriamoci in esso” (Salmo 118:23,24).
Antonio Fabio Briguglio
Attraverso l’evento di Natanaele, ci è stato ricordato che Gesù vede, cerca e si cura dell’umanità, pronto a salvare tutti coloro
che invocano il Suo nome. Siamo grati a Dio
per l’opera buona che continua a compiere
in favore dei Suoi figliuoli.
Giuseppe Federico
BATTESIMI A CONEGLIANO
VENETO (TV)
lo battezzato, che ha raccontato la sua
esperienza spirituale per la quale ha
preso la decisione di accettare Gesù nella sua vita, per servirLo con perseveranCon gioia comunichiamo alla fratellanza
za. Anche se v’è stato un solo battesimo,
che il 13 settembre abbiamo celebrato nella chiesa di Ogliano, frazione di Conegliano siamo stati tanto rallegrati: ‹‹… Quando
Veneto, un servizio di battesimi, come segno l’ha trovata, chiama le amiche e le viciche il Signore continua a salvare coloro che ne, dicendo: “Rallegratevi con me, percredono in Gesù. Per l’occasione il messag- ché ho ritrovato la dramma che avegio della Parola di Dio è stato presentato dal vo perduta”. Così, vi dico, v’è gioia dafratello Giuseppe Bortoli, pastore della chie- vanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si ravvede» (Luca 15:9-10). Si è celebrasa di Bassano del Grappa (VI) invitato per
ta nella stessa mattinata il servizio di Santa
l’occasione. La Parola ha toccato il cuore di
tutti i presenti, tra cui fedeli delle chiese dei Cena in cui il fratello Saverio Eronia, pastore della chiesa di Treviso, ha condiviso qualdintorni e anche dei simpatizzanti.
che considerazione sul valore del sacrificio
Dopo il messaggio della Parola c’è stato
di Gesù per la nostra salvezza. Vi è stata senil battesimo per immersione nel nome del
Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Ha fat- tita partecipazione e si sono vissuti momento seguito la testimonianza dell’unico fratel- ti d’intensa comunione con Dio e con i fra-
telli. Tutto il tempo trascorso è stato prezioso: la comunità ha ascoltato la Parola, adorato il Signore, Gli ha reso lodi ed ha ricevuto
da Lui nuove forze per onorare il Suo nome.
Grati al Signore per il Suo amore per noi, resta fermo il nostro impegno a vivere per Lui.
Chiediamo di pregare per questa zona del
Veneto, affinché vi siano fiorenti comunità.
Giacomo Aceto
BATTESIMI A BATTIPAGLIA (SA)
Con gioia, gratitudine e ringraziamento al
nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo, desideriamo rendere partecipi la fratellanza che
sabato 5 settembre abbiamo celebrato, dopo molti anni, un Culto battesimale nella
Comunità di Battipaglia (SA).
Due giovani hanno pubblicamente testimoniato dell’opera di redenzione che Cristo
ha fatto in loro. Hanno partecipato molti credenti e tanti visitatori hanno potuto ascoltare
il potente messaggio dell’Evangelo, predicato dal fratello Renato Mottola, leggendo nel
Cantico dei Cantici 8:5-7: “Mettimi come sigillo sul tuo cuore. Come sigillo sul tuo braccio”.
CAMPAGNA EVANGELISTICA
A BARCELLONA E S. AGATA (ME)
Domenica 6 settembre abbiamo celebrato,
in ricordo del sacrificio del Signore, la Santa
Cena. Lo strumento usato da Dio per parlare al nostro cuore è stato il fratello Aldo
Siviero e il tema trattato è stato: “La memoria del Giusto (Gesù) è in benedizione, ma
sto ci affatichiamo e ci sforziamo con tutte le
nostre forze.
Durante questi mesi, il Signore ci ha concesso la grazia e la Sua guida per portare, in
La missione principale che Cristo ha davari paesi, il lieto messaggio della Parola di
to alla Sua Chiesa, di ogni tempo, è quella di proclamare con forza, franchezza e po- Dio; tramite la visite di tanti pastori, guidatenza pentecostale l’Evangelo della grazia ad ti dallo Spirito Santo, abbiamo potuto riafferogni creatura, e per questo ringraziamo Dio mare e stabilire audacemente che Gesù salva, battezza, guarisce, ritorna.
anche per la libertà religiosa che ci ha doLa campagna evangelistica iniziata il 31
nato. Riconosciamo e comprendiamo che la
maggio si è conclusa il 15 settembre, ragvita spirituale di ogni Chiesa è caratterizzata dall’evangelizzazione e dal raggiungimen- giungendo le località di Barcellona P.G.,
Petraro, Castroreale, Spinesante, S. Lucia,
to dei perduti.
La Bibbia ci ricorda nel Vangelo di Luca al Furnari, Falcone, S. Agata, Acquedolci,
cap. 15 che “c’è grande gioia nel cielo per un Mistretta, Tortorici, Brolo, Gliaca di Piraino,
solo peccatore che si ravvede ” e noi per que- S. Angelo di Brolo, Finale e Militello
il nome degli empi marcisce.” (Prov. 10:7).
Ringraziamo il Signore per averci onorato
della Sua presenza e chiediamo alla fratellanza di pregare per noi, affinchè Dio continui a salvare anime che vivono nel peccato.
Giuliano Guarnieri
Rosmarino. Dio ha messo nel nostro cuore
il desiderio di raggiungere sempre più zone
e vi chiediamo di pregare per noi, affinché
possiamo portare la bandiera della Parola
ovunque e vedere un popolo che si converte
all’Evangelo. Inoltre due nostri gruppi evangelistici, mensilmente, escono per le strade, con un programma stabilito, e continuano a distribuire trattati, volantini e Vangeli
di Giovanni, parlando dell’amore di Gesù a
quanti lo desiderano. Per tutto questo ringraziamo il nostro Dio e a Lui solo sia “la gloria, l’onore, il regno, la forza, la potenza, la
maestà e la nostra devozione ora per tutti i
secoli, Amen”.
Davide Valentino
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Notizie dalle nostre Comunità
III CONVEGNO NAZIONALE
RADIOEVANGELO
Il Centro Comunitario Evangelico ADI
del “Poggiale” (Bo) è stato il luogo che
ha ospitato il III Convegno Nazionale
Radioevangelo, appuntamento annuale dei
responsabili e collaboratori delle emittenti radiofoniche ADI, svoltosi sabato 3 ottobre. Anche quest’anno i partecipanti si sono ritrovati per condividere idee, progetti, esperienze e soprattutto con il desiderio
di rendere sempre più efficace quest’opera
di evangelizzazione svolta tramite la radio.
Fin dalla sera di venerdì 2 ottobre, coloro
che avevano già raggiunto la sede del convegno hanno potuto gustare la comunione fraterna e la premurosa accoglienza del fratello Simone Caporaletti, organizzatore dell’incontro e pastore delle chiese di Bologna e
Modena, e dei fratelli e sorelle impegnati per
la buona riuscita dell’incontro. Con i fratelli di Radioevangelo Messina giunti per l’occasione, abbiamo condiviso le ansie e il dolore per la notizia dell’alluvione che ha colpito
i credenti di Giampilieri, Scaletta Zanclea ed
altri comuni del messinese, per
i quali sono state elevate fervide
preghiere.
Il convegno, presieduto dal
fratello Carmine Lamanna, si è
aperto con un culto introduttivo nel quale abbiamo ricevuto la Parola di Dio predicata dal
fratello Caporaletti sul testo di I
Tessalonicesi, capitolo 2. La predicazione dell’Evangelo è lo scopo della nostra chiamata: predicazione che avviene “in mez-
EVANGELIZZAZIONE A TRENTO
zo a molte lotte”, e che non deve provenire
“da finzione o motivi impuri”. Esso è esposto
in modo da piacere a Dio e non agli uomini.
Questa predicazione deve esprimersi con la
stessa mansuetudine di una nutrice che cura teneramente i suoi bambini, ed altresì con
l’autorevolezza di un padre verso i suoi figli.
Il convegno ha poi affrontato gli argomenti previsti e considerato delle interessanti iniziative. Le Radioevangelo presenti in Sicilia
realizzeranno, in via sperimentale, un collegamento in network per alcune ore giornaliere con una programmazione comune che
renderà le Radioevangelo siciliane una realtà regionale.
Questa sperimentazione sarà il preludio ad
un collegamento nazionale di tutte le nostre
emittenti che, per alcune ore al giorno, diverranno praticamente una unica radio con
una programmazione unica. Ovviamente
quanto detto non annullerà la natura “locale”
delle nostre radio che continueranno ad essere espressione delle chiese delle varie zone che le sostengono.
Altra iniziativa che darà impulso al lavoro evangelistico radiofonico è la realizzazio-
ne di seminari formativi per coloro che sono
impegnati in questo campo. Questi seminari
saranno svolti in due moduli: il primo riguarderà la “Formazione dei redattori dei programmi, il Format radiofonico, Fondamenti
di fonetica e dizione, Esercitazioni di fonetica e lettura”; il secondo modulo riguarderà
invece le “Modalità e tecniche di registrazione, Prove pratiche di editing e recording”.
È stato anche esposto quanto fatto con il
“fondo soccorso Radioevangelo”, che ha lo
scopo di aiutare quelle emittenti in difficoltà. Ricordiamo che questo fondo, alimentato
da offerte delle chiese (anche quelle non direttamente coinvolte nel lavoro radiofonico e
televisivo), è stato costituito per dare ulteriore aiuto a quest’attività.
Le benedizioni ricevute dall’alto insieme allo spirito fraterno realizzato dai partecipanti,
la squisita ospitalità di cui abbiamo goduto,
hanno fatto di quest’incontro una occasione
preziosa per la nostra opera radiofonica.
Un sincero ringraziamento al Comitato
Campeggio “Poggiale” ed al suo presidente,
fratello Vincenzo Specchi.
Il Comitato Audiovisivi e Radioevangelo
settembre, un nutrito gruppo di fratelli, era impegnato nel montaggio della struttura. L’evento
è stato presentato alla cittadinanza già 10 giorni
Di fronte alle difficoltà, e soprattutto dinanzi a quelle che incontriamo servendo il Signore, prima, con il coinvolgimento della stampa locadue sono le possibili reazioni: la rassegnazione le, manifesti e la distribuzione, da parte dei credenti della comunità, di 10.000 opuscoli d’invio la determinazione di volere andare avanti a
tutti i costi, avendo nel cuore la certezza di es- to. La campagna di evangelizzazione ha avuto
sere nella volontà del Signore. È questa la stra- una vasta eco, tanto che una giornalista ha effettuato un’intervista al pastore, forse con inda che la chiesa di Trento ha deciso di intratento polemico, in quanto la piazza che ci ospiprendere, nonostante le tante impreviste diffitava è nota non solo per essere la naturale secoltà già all’alba con il montaggio dei gazebo.
Per il secondo anno consecutivo, infatti, ne ab- de del famoso mercatino di fine anno, ma anbiamo potuto installare 4, gentilmente concessi che perché lì vi è la residenza del vescovo. La
dalla comunità di Verona, nella splendida cor- telefonata, infatti, iniziava così: “Pastore… come mai davanti alla casa del vescovo?” L’ovvia
nice del cuore della città di Trento, in piazza
risposta è stata che a Trento non vi sono molFiera, la porta d’accesso al centro storico; sotto lo sguardo incuriosito di molti, con una leg- te alternative in tema di piazze, e che noi non
gera pioggerellina che bagnava tutti, giovedì 3 siamo assolutamente mossi da intenti polemi22
R i s v e g l i o P e n t e c o s ta l e - N o v e m b r e 2 0 0 9
ci, ma che la nostra missione consiste semplicemente e potentemente nell’annuncio di tutto l’Evangelo. Grazie al Signore ed all’impegno dei credenti, non solo il tempo meteorologico è stato dei più adatti per l’occasione, nonostante le poco rassicuranti previsioni meteo,
ma dal 3 al 6 settembre, dalla mattina alla sera, sotto i gazebo, dalle 10,00 alle 24,00, quasi non stop, la gente poteva ascoltare musica,
canti, testimonianze, concerti, attività di laboratorio per i più piccoli, e soprattutto la predicazione della Parola di Dio, più affilata di qualunque spada; graditi ed efficaci strumenti per
presentare il consiglio della Bibbia sono stati i
fratelli pastori Glauco Rabitti, di Villafranca di
Verona, Fabio Briguglio, da Verona, Giuseppe
Bortoli, di Bassano del Grappa (VI), Domenico
Dicuzzo, di Piove di Sacco (PD), ed il pasto-
RADUNO CAMPISTICO DI ZONA
ITALIA NORD EST
“Ecco quant’è buono e quant’è piacevole che i fratelli vivano insieme! … là infatti il
Signore ha ordinato che sia la benedizione,
la vita in eterno. (Salmo 133:1,3)”. Versetti
impressi sul manifesto dietro al palco del
Palacongressi di Castel San Pietro Terme
(BO), a fargli compagnia una bella foto del
Poggiale, campeggio della zona Nord Est.
La presenza giovanile ha prevalso, al
Raduno Campistico di Zona il 12 Settembre,
il Salmo 133 si è realizzato appieno, perché
la sala ha accolto nel miglior modo possibile, gli oltre mille intervenuti. Il culto del mattino è stato aperto dal fratello Antonio Di
Bello, segretario del Comitato di Zona Italia
Nord Est, che ha ringraziato Dio per questa inaspettata e abbondante partecipazione, la presidenza del culto è stata affidata al
fratello Enzo Specchi membro del Consiglio
Generale e lo Spirito Santo ci ha guidati e
sostenuti nell’adorazione comune al Signore
Gesù Cristo. Il pastore della comunità di
Modugno in provincia di Bari, Domenico
Modugno, è stato il predicatore invitato per
l’occasione. Prima del messaggio abbiamo ricevuto consolazione dal coro costituito dai
partecipanti del turno Giovani 2, entrambi i
cantici hanno innalzato un Signore presente in ogni difficoltà. Giunto il momento solenne del messaggio, il testo meditato e stato
Matteo 20:29-34, sono stati evidenziati i vari
aspetti dei due cechi che imploravano aiuto
e che commossero il Maestro: Gesù si commosse perché simpatizzava con la loro sofferenza; si commosse per l’intensità del loro
grido; si commosse per la costanza con cui
re locale. Il velo sul capo delle sorelle, l’atmosfera festosa, un clima di spontaneità, la gioia
dell’adorazione sono stati un forte impatto per i
tanti che, di passaggio, per scelta o per esigenza improrogabile (davanti ai gazebo vi è la fermata del bus), hanno potuto vedere, ascoltare,
parlare, confrontarsi con la nostra fede. Infatti,
adiacente ai gazebo, abbiamo installato anche
uno stand con tanta letteratura cristiana, striscioni e poster dislocati nella piazza; molti si
sono avvicinati per fare delle domande, alcuni anche per contestare; sono stati donati tanti calendari, Nuovi Testamenti, CD di presentazione della nostra comunità; abbiamo ricevuto
tanti apprezzamenti, qualche critica, ma goduto nel vedere alcuni rispondere all’appello della Parola del Signore; la testimonianza pubblica non è stata benefica solo per chi la riceveva,
gridarono ed infine si commosse per la fede mostrata. L’efficacia dell’appello finale è
stata tale che era difficile stabilire se fossero
di più quelli che avevano risposto, di quelli che erano rimasti a sedere. Dopo ciò, ha
perdurato un momento di adorazione profondo dove l’orologio è stato lasciato sotto
le maniche della giacca. Il Signore ha avuto tutto il tempo e l’agio di consolare, liberare da cecità spirituali, e rimettere in piedi le vite dei suoi figli. Il culto No Stop stile
campeggio, non ha potuto proseguire giunta l’ora del pranzo a sacco, tempo in cui si è
potuto rivedere e abbracciare qualcuno conosciuto al campeggio. Alle 15.00 la sala era
piena, come lo era il cuore di tutti del desiderio di ricevere ancora la Parola. Il culto serale è stato presieduto dal fratello Giuseppe
Tilenni tesoriere dell’opera, abbiamo intercesso per i vari casi particolari, per l’opera
in Burchina Faso afflitta da alluvioni, e per il
Poggiale che necessita di nuovi e costosi lavori di ampliamento. La preghiera ha ceduto
il passo al coro di Reggio Emilia, Sassuolo e
Guastalla, abbiamo potuto ascoltare vigorosi inni di lode al Signore. Infine il messaggio
ci ha proposto la figura della sterile Sara mo-
ma anche per chi l’annunciava; si poteva osservare la luce
della speranza della fede e della convinzione accesa negli occhi dei credenti mentre cercavano di rendere comprensibili le
realtà del cielo. Mesi di preparazione, di preghiera si sono consumati in poco tempo, lasciando nei credenti un prezioso bagaglio di esperienze di fede e di
grazia. Il Signore ci ha tanto incoraggiato, benedetto, andando al di là di ogni aspettativa più
rosea. Dio è fedele! Desideriamo ringraziare anche i fratelli di Desenzano (BS), Saronno (VA),
Padova, Vicenza e Thiene (VI) per la loro partecipazione ed il loro contributo musicale, ma
anche i tanti fratelli che da Verona ci hanno in-
glie di Abrahamo, alla quale Dio promette
un figlio, Genesi 18:9-15, Vi è cosa troppo difficile per l’Eterno? L’introduzione decantava
passi dell’uomo fatti nel campo della scienza e delle scoperte, passi che hanno trovato
i loro limiti invalicabili, ma dove l’uomo non
arriva, non capisce e non può, il Signore non
usa mai l’espressione, troppo difficile. Tre
erano le reazioni alla sterilità, problema troppo difficile al quale rassegnarsi: Sara era rassegnata così tanto da ridere ascoltata la promessa; Sara era con il cuore in tempesta dato che si sentiva umiliata di fronte alla fecondità di Agar; Sara si sentiva fallita perché aveva ceduto al forte desiderio materno tanto da
spingere nelle braccia di Abrahamo, la serva
Agar. Moltissimi hanno risposto all’appello
che chiedeva semplicemente di aprirsi a Dio
per lasciarsi consolare e liberare dalla rassegnazione. Nella presidenza del culto mattutino il fratello Specchi aveva letto Nehemia
8, possiamo confermare che il v.12 si è avverato appieno: “Tutto il popolo se ne andò a
mangiare, a bere, a mandare porzioni ai poveri, e a fare gran festa, perché avevano capito le parole che erano state loro spiegate”.
Paolo Perone
coraggiato con le loro testimonianze.
La fatica è stata grande, il coinvolgimento totale. Noi abbiamo fatto la nostra parte, cioè
quel che ci era stato comandato di fare; riconosciamo di essere servi inutili e che ora spetta al
Signore far crescere il seme piantato. Noi ci attendiamo un fruttuoso raccolto!
Giuseppe Romanelli
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Risveglio
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RECENSIONE
Andate…
e
predicate
Riflessioni bibliche sul ministerio rivolte ad ogni credente
“Andate… e predicate” risulterà senz’altro utile a ogni
ministro di Dio alla ricerca di un confronto con altri
conservi e a quanti desiderino ricevere istruzione dalla
Parola per viverla spiritualmente e concretamente. Il
libro presenta un’anima coraggiosa e forte, ma allo
stesso tempo umile e generosa. Per ciascuna delle sue
parti l’insegnamento è sistematico, didascalico, diretto.
La sua “voce” è appassionata, perché presenta il suo
messaggio con il cuore. Un cuore che batte dalla
parte di chi ama il Signore e desidera vedere la “vera”
salvezza di tante anime, quale risultato di una vibrante
proclamazione del Vangelo effettuata da strumenti
“completi e ben preparati per ogni opera buona”. Ecco
che allora fa udire la sua voce per ricordare a tanti
altri servi del Signore le parole di Gesù: “Andate… e
predicate…” senza mai dimenticare, però, che “senza di me non potete fare nulla”,
spingendo così ognuno a servire Cristo e la Sua Chiesa confidando nel fatto che con
Lui ogni cosa è possibile.
ANDATE... E PREDICATE - AA.VV., Hilkia Inc., da richiedere a ADI-Media, Via della
Formica 23, 00155 Roma, Tel.06.2284970; Fax 06.2251432, e-mail: [email protected]
“Risveglio Pen­te­costale” è una pubblicazione delle As­­­
sem­blee di Dio in Ita­lia, che fin dal 1946 ha lo scopo
d’essere, con l’aiuto di Dio, strumento di edificazione
per la Chiesa del Signore, sostenendosi esclusivamente
con libere offerte.
Questo numero di Risveglio Pen­te­co­stale è consultabile
anche su internet all’indirizzo web delle Chiese Cri­stia­
ne Evangeliche A.D.I.: www.assembleedidio.org
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