Risveglio Pentecostale Organo ufficiale delle Chiese Cristiane Evangeliche Assemblee di Dio in Italia Periodico Mensile - Poste Italiane spa - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L.353/2003 (conv. in L.27/02/2004 n.46) art.1 comma 2, DCB Vicenza Numero 11 - Anno LXIII Novembre 2009 «Il tuo popolo si offre volenteroso quando raduni il tuo esercito. Parata di santità, dal seno dell’alba la tua gioventù viene a te come rugiada”» (Salmo 110:3) Risveglio Pentecostale Organo ufficiale delle Chiese Cristiane Evangeliche “Assemblee di Dio in Italia” Ente Morale di Culto D.P.R. 5.12.1959 n.1349 Legge 22.11.1988 n.517 Pubblicato dal Consiglio Generale delle Chiese Presidente: Felice A. Loria Vice Presidente: Vincenzo Specchi Segretario: Davide Di Iorio Tesoriere: Giuseppe Tilenni Consiglieri: Eliseo Cardarelli, Salvatore Cusumano, Paolo Lombardo, Gaetano Montante, Vito Nuzzo Presidente emerito: Francesco Toppi Consiglieri onorari: Germano Giuliani, Francesco Rauti Direzione, Redazione e Amministrazione: Via Altichieri da Zevio, 1 35132 Padova Tel. 049.605127 fax 049.612565 e mail: [email protected] www.assembleedidio.org Versamenti sul c/c postale n.12710323 intestato a: Risveglio Pentecostale Via Altichieri da Zevio, 1 35132 Padova Registrazione n.1688 del 1.3.2000 Trib. di Padova La pubblicazione è distribuita a membri e simpatizzanti delle Chi ese Cristiane Evangeliche A.D.I. ed è sostenuta da offerte volontarie. In conformità alla Legge 675/96 e successive modifiche sulla tutela dei dati personali, la Redazione di Risveglio Pentecostale garantisce l’assoluta riservatezza di quelli di cui è in possesso. Inoltre assicura i lettori che i loro dati personali sono custoditi in un archivio elettronico presso la sede del giornale e ver ranno utilizzati soltanto per inviare la corrispondenza relativa al mensile Risveglio Pentecostale. Gli articoli firmati impegnano esclusivamente i loro autori. I manoscritti non pub blicati non si restituiscono. Direttore Responsabile: Vincenzo Specchi Comitato di Redazione Risveglio Pentecostale - Cristiani Oggi: Vincenzo Specchi (sostituto del presidente ex officio), Salvatore Esposito, Lorenzo Framarin, Domenico Modugno, Elio Varricchione. 2 R i s v e g l i o P e n t e c o s ta l e - N o v e m b r e 2 0 0 9 non t Se Hai Fede “Se voi non avete fede, certo, non ti, resi figli di Dio, e abbiamo ottenuto la vita eterna. Non sono i potrete sussistere” (Isaia 7:9). sentimenti che lo dicono, non le La storia che dà sfondo al testo opinioni di qualche uomo, ma la è triste: il re di Siria fece tremare il Parola di Dio: quando essa parla, cuore del re di Giuda, ma Dio tra- noi che siamo credenti, crediamo. Sono certo che sono un figlio di mite il profeta rassicura Acaz, dicendogli: “Guarda di startene cal- Dio perché la Bibbia me lo garantisce (Giov.1:12). mo… e non ti si avvilisca il cuoCaro lettore, tutto intorno a noi re…” (v.4). Poi conclude: “Se voi è transitorio, anche la terra su cui non avete fede certo non potrete camminiamo non è sicura né fersussistere” (v.9). ma, ma la Parola di Dio è stabiIl termine “sussistere” significa le in eterno. Infatti, cielo e terra continuare ad esistere, ha il senso di durare, avere un fondamen- passeranno, ma la Sua Parola non to, essere stabili. Senza fondamen- passerà mai. to non c’è stabilità, la fede è la Siamo resi stabili perché crevirtù che ci fa essere fermi e stabili e non deve mancare nella vi- diamo nelle promesse di Dio Solo due uomini, fra più di due ta del cristiano. Ma in un mondo di instabilità a tutti i livelli c’è chi milioni di persone, entrarono nelsi chiede se è rimasto qualcosa o la terra promessa. Forse Dio amaqualcuno in cui credere che sia ca- va Giosuè e Caleb più degli altri? pace di dare stabilità e sicurezza. No! Egli amava tutti! Ma questi credettero nelle promesse di Dio, viSecondo noi la risposta è: “Sì!” dero i giganti come le altre dieci spie, ma dissero:“Se il Signore è Siamo resi stabili perché crecon noi possederemo questa terra”. diamo nella Parola di Dio I cristiani sono conosciuti anche Giosuè e Caleb furono trovati con uno spirito più eccellente degli alcome “credenti”: quelli che hantri (Num.14:24). È la vera fede! Se no fede per credere. Usiamo anabbiamo del dubbio, dubitiamo di che la parola “fedeli”: coloro che Dio. L’incredulità è foriera di pauhanno fede, e rimangono fedeli. Quella fede che significa segui- ra, ansietà, sollecitudine, ma la fede porta vittoria, gioia, pace. re Cristo credendo in Lui. Per fede crediamo che Dio ha creato i cieli e la terra. Vi sono molte per- Siamo resi stabili perché crediasone che non lo credono, ma noi mo in Cristo Gesù, il figlio di Dio Gesù a Nazareth non poté fare sì! Crediamo che siamo stati salva- temere alcun miracolo, anche se era cresciuto lì. Non perché non ci fossero malati o disagi in quella città, ma perché gli abitanti di Nazareth non credevano. Nazareth ha perduto l’opportunità della storia, rigettando il Figlio di Dio. Quegli abitanti non hanno ricevuto nulla dal Signore per la loro incredulità. Tutto è possibile a chi crede quindi, se tu non hai fede in Cristo, Dio agirà per te, ma se avrai fede in Lui, ogni cosa è possibile! A volte ci troviamo in situazioni nelle quali se non avessimo la fede non riusciremmo a sopravvivere; situazioni in cui il mondo non può far niente, tutto sembra perduto, non c’è più speranza, ma Cristo può fare ancora tutto! Siamo resi stabili perché siamo la chiesa del Signore Quando il Signore volle edificare la Sua chiesa, non cercò “i grandi”, ma chiamò semplici e disponibili uomini che ne divennero colonne. Egli oggi ha i Suoi disegni per la Chiesa, ha il Suo scopo: per raggiungerlo apre il mare, asciuga i fiumi, muove le montagne. La storia, in 2000 anni di cristianesimo, dimostra che il Signore è potente da fare quello che ha detto: “Io... edificherò la mia Chiesa, e le porte dell’Ades non la potranno vincere” (Mat.16:18). SOMMARIO Novembre 2009 Se la Chiesa fosse opera umana sarebbe stata distrutta già nei primi secoli, le persecuzioni dell’impero romano l’avrebbero non solo soffocata, ma annientata. Le lotte, i problemi interni, gli scandali avrebbero fatto sparire la Chiesa, ma imperi e regni che l’hanno combattuta sono crollati, e il fondamento di Dio è rimasto fermo. Io e te siamo la prova che Cristo continua a edificare la Chiesa. La Chiesa non è come una nave senza capitano o un esercito senza comandante, Cristo ne è ancora il capo e conduttore. Lo Spirito Santo è all’opera nella Chiesa per stabilire, sviluppare, proteggere. Vinciamo ogni dubbio con la fede… con la fede nell’Iddio che può tutto. Rimanere in vita ed essere stabiliti Cacciamo ogni dubbio e accostiamoci al Signore, chiedendoGli aiuto con fede! Se puoi dire: “Io credo in Cristo, nella Sua Parola e nelle Sue promesse; sono onorato di appartenere alla Sua chiesa e di servirLo” sei un credente, il resto non conta nulla: sarai reso stabile e sarai al sicuro anche quando le cose o le persone più care verranno a mancare. Abbiamo fede in Lui, perché “se voi non avete fede, certo non potrete sussistere” Severino Nicastro Se hai fede non temere S. Nicastro....................... pag.2 Sviamento A. Mancuso.....................pag.4 Comunione o comunella F. Leveque....................... pag.6 La preghiera M. Venditti . ....................pag.7 Sfamati per sfamare G. Giuliani ..................pag.8 Ospitalità, valore da riscoprire G. Botturi.........................pag.9 Fratelli, che dobbiamo fare? M. Stevanato .................pag.12 Promossi ALla Gloria A. Aceto .........................pag.14 Notizie Dalle Nostre Comunità.....................pag.16 R i s v e g l i o P e n t e c o s ta l e - N o v e m b r e 2 0 0 9 3 o t n e m a i Sv “Fratelli miei, se qualcuno tra di voi si svia dalla verità e uno lo riconduce indietro, costui sappia che chi avrà riportato indietro un peccatore dall’errore della sua via salverà l’anima del peccatore dalla morte e coprirà una gran quantità di peccati” (Giacomo 5:19-20) In questi versetti della lettera di Giacomo viene presentata la triste e pericolosa eventualità dello sviamento del credente (“se qualcuno tra di voi si svia”), la terribile condizione dello sviato (“l’errore della sua via… ” “l’anima del peccatore dalla morte”… “una gran quantità di peccati”), ma anche la straordinaria possibilità di ritornare nelle vie del Signore (“uno lo riconduce indietro”… “avrà riportato indietro”). Che cosa significa sviarsi Letteralmente sviarsi significa uscire dalla via, volgersi verso un’altra parte, allontanarsi dalla via consueta, deviare dalla via maestra. Lo sviamento è l’atto di sviarsi, un deragliamento. Dal punto di vista spirituale e biblico sviarsi significa abbandonare il Signore, ritornare, tirarsi o guardare indietro, fare naufragio riguardo alla fede, apostatare dalla fede, deviare dalla verità o dalla sana 4 R i s v e g l i o P e n t e c o s ta l e - N o v e m b r e 2 0 0 9 dottrina (Luca 9:62; Giovanni 6:66; Ebrei 10:39) Triste realtà dello sviamento Nell’Antico Testamento leggiamo chiaramente che il Signore biasimava il popolo d’Israele per il suo sviamento (Esodo 32:8; Numeri 14:43; Osea 11:7; Amos 2:4). Nel Nuovo Testamento leggiamo altrettanto chiaramente che nella Chiesa non sono mai mancati i credenti che si sviarono dalla verità e si allontanano dal Signore (1 Timoteo 5:15; 1 Timoteo 6:10; 2 Timoteo 2:18; 2 Corinzi 11:3). Negli ultimi tempi lo sviamento di molti credenti caratterizzerà negativamente la vita della chiesa ed assumerà proporzioni e forme preoccupanti (Matteo 24:10-12; 1 Timoteo 4:1-2; 2 Timoteo 4:3-4). Cause di sviamento Fra le varie cause dello sviamento c’è la mancanza di sottomissione alla volontà di Dio e la ribellione nei Suoi confronti (Osea 7:13) che sono caratteristiche di una vita spirituale superficiale (Marco 4:17; Giovanni 16:1-2). Ai nostri giorni moltro contribuiscono la ricerca e l’amore per il denaro e per i beni materiali (1 Timoteo 6:10; 1 Samuele 8:3), oltre alla compagnia dei peccatori e il sot- Egli invita tutti quelli che si sono sviati a ritornare sui loro passi (Geremia 8:45; Osea 11:17), perché si può essere guariti dallo sviamento (Geremia 31:19). La Chiesa, per quanto possibile, deve prevenire lo sviamento dei suoi membri (Ebrei 12:12-13; 1 Tessalonicesi 5:1415), deve continuare ad amare gli sviati e pregare per loro e, se dovessero ritornare, dev’essere pronta ad accoglierli. Ogni credente dovrebbe chiedere al Signore di essere potentemente usato da Lui per “riportare indietro un peccatore dall’errore della sua via.” Se questo insegnamento ti riguarda perConseguenze dello sviamento Secondo Giacomo chi si svia dalla verità sonalmente, caro fratello, non indugiare, è perde la certezza della salvezza e la comu- arrivato il momento di farsi forza, di alzarsi nione con Dio, il peccato torna prepotente- e ritornare al Padre che, con amore e commente a dominare e a condizionare la vita; passione, ti sta aspettando da lungo tempo. Egli è pronto ad abbracciarti e ordinare: inoltre, per i più sensibili, comincia a ma“Presto, portate qui la veste più bella e rivenifestarsi un sentimento di opprimente ristitelo, mettetegli un anello al dito e dei calmorso e senso di colpa davanti a Dio e di zari ai piedi; portate fuori il vitello ingrasdisagio davanti ai credenti. Paradossalmente questi sentimenti spes- sato, ammazzatelo, mangiamo e facciamo so dimostrano che lo sviamento non è de- festa, perché questo mio figlio era morto ed finitivo (2 Pietro 2:20-22; Proverbi1:29-33; è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato” (Luca 15:22-24) Geremia 2:17-19). tovalutare il potere e le conseguenze del peccato (Proverbi 1:10; Proverbi 7:25; 1 Corinzi 5:6; 1 Corinzi 15:33). Lo sviamento avviene quando si inizia a prestare ascolto ai falsi profeti e a seguire le false dottrine (1 Timoteo 4:2; 2 Timoteo 2:18; 2 Pietro 2:18-19), quando si cede, senza provare a resistere, alle pressioni di Satana, alle sue tentazioni, alle sue macchinazioni, alle sue menzogne (1 Timoteo 5:15), che spingono all’andare dietro agli idoli di qualsiasi tipologia e natura (Amos 2:4; Ezechiele 4:10; 1 Giovanni 5:21). Ritornare al Signore Il Signore non vuole “che qualcuno perisca, ma che tutti giungano a ravvedimento”. Antonino Mancuso R i s v e g l i o P e n t e c o s ta l e - N o v e m b r e 2 0 0 9 5 Comunione o Comunella? Comunella significa associazione, accordo, specialmente per scopi equivoci. Alcuni suoi sinonimi sono combriccola, combutta, cricca. Anche se nel significato ha alcune accezioni positive, di solito il vocabolo è usato in senso negativo. Fanno comunella quei gruppi di persone che tramano alle spalle di qualcuno o di altri. La comunella, che ha stretto legame con la comunità, è divenuta ormai da tempo motivo di preoccupazione in diversi ambienti cristiani. Il timore è che possano essere coinvolte più comunità di quanto si pensi. Una comunella fra marito e moglie fu motivo di tragedia immane. Anania e Saffira si accordarono per tentare lo Spirito del Signore. Tramarono alle spalle del loro Salvatore. Convinti di farla franca? Sembra impossibile, ma fecero comunella, poiché dichiararono che il ricavato del loro possesso era lì “ai piedi degli apostoli” (Atti 5). In una comunella la falsità spesso è presente, anche se non sempre ha scopi così disonesti, seppure la rovina sarà sempre il prodotto finale. Si parte di solito con una comunità fondata su Cristo e su principi biblici. L’etica all’inizio è, senza dubbio, quella cristiana. Poi in alcuni casi si assiste, almeno in parte, a una trasformazione preoccupante: la comunione comincia a dive6 R i s v e g l i o P e n t e c o s ta l e - N o v e m b r e 2 0 0 9 nire comunella sotto gli occhi di tutti. Uno dei motivi principali per cui queste cose accadono è il serio timore di veder andar via dalla chiesa dei fedeli. Si cominciano a organizzare cene, gite, intrattenimenti vari. Si studiano metodi per trattenere nelle comunità i giovani, in particolare, e anche i fedeli in generale. Si creano comunelle familiari, dove l’importante è stare insieme, uniti e tutti d’accordo. Dove, però, l’ospite principale non sarà più Gesù Cristo, il Capo della Chiesa. Lo stare insieme è senza dubbio cosa buona. Lo vuole il Signore. L’ha voluto fino a dire: “Dovunque due o tre son raunati nel nome mio, quivi son io in mezzo a loro” (Matteo 18:20). Egli vuole stare insieme a noi, lo desidera fortemente. L’unico scopo, quando si è insieme, è innalzare Gesù Cristo. Per questa comunione, e non comunella, Egli ha donato la vita. Comunione con Cristo e la Sua chiesa è partecipazione agli stessi scopi, sentimenti, interessi. Ogni legame, ogni relazione che ci unisce deve essere solo ed esclusivamente in Cristo. La certezza di questa verità è nel fatto che Gesù ha pregato affinché questo si potesse realizzare. “Io non prego soltanto per questi, ma anche per quelli che cre- dono in me per mezzo della loro parola: che siano tutti uno; che come tu, o Padre, sei in me, ed io sono in te, anch’essi siano in noi: affinché il mondo creda che tu mi hai mandato” (Giovanni 17:20-21). Non si può parlare di comunione con chi non ha conosciuto Cristo come personale Salvatore, con chi non è in accordo con i Suoi insegnamenti e addirittura cova sentimenti di separazione e divisione. Non bisogna studiare un sistema per tenere persone del genere ben stabili nella comunità, bisogna, invece, innalzare fervide preghiere a Dio per una loro reale conversione, per un efficace ravvedimento. Non preoccupiamoci solo di riempire locali di culto, ma invochiamo Dio affinché ci doni la potenza dello Spirito Santo per predicare l’Evangelo in tutta la sua pienezza. Così facendo, vedremo anime sincere venire a Dio. Il loro desiderio, poi, sarà quello di trascorrere del tempo insieme ai riscattati dal sangue di Gesù Cristo, e non altro; questa è comunione. La chiesa degli Atti degli Apostoli era sì perseverante nella comunione fraterna, ma oggi non pochi, omettono che era altresì perseverante nell’insegnamento degli apostoli e nella preghiera (Atti 2:42). Di solito chi fa comunella è sempre disponibile a stare insieme ai fratelli nelle svariate attività della chiesa, anche in quelle, e forse di più, extra comunitarie, ma non parlategli di riunioni di preghiera o di studio della Parola. Non sono pochi i pastori che lamentano assenze, con percentuali preoccupanti, nelle riunioni cosiddette infrasettimanali. Non meraviglierà, poi, il fatto che gruppi di credenti, che hanno la loro comunella, in quei giorni e in quegli orari stabiliti per le riunioni, saranno altrove, affaccendati in chissà quali impegni. Non pochi stanno perdendo il reale senso della comunione fraterna. Comunione che aveva valore fondamentale per Giovanni: “Quello, dico, che abbiam veduto e udito, noi l’annunziamo anche a voi, affinché voi pure abbiate comunione con noi, e la nostra comunione è col Padre e col suo Figliuolo, Gesù Cristo” (1 Giovanni 1:3). Rimanga lo scopo del nostro stare insieme, l’innalzare Dio e la Sua conseguente benedizione. “Ecco, quant’è buono e quant’è piacevole che fratelli dimorino assieme! È come l’olio squisito che, sparso sul capo, scende sulla barba, sulla barba d’Aaronne, che scende fino all’orlo de’ suoi vestimenti; è come la rugiada dell’Hermon, che scende sui monti di Sion; poiché quivi l’Eterno ha ordinato che sia la benedizione, la vita in eterno” (Salmo 133). “La grazia del Signor Gesù Cristo e l’amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi” (2 Corinzi 13:13). Felice Leveque La preghiera “Molto può la preghiera del giusto fatta con efficacia” (Giacomo 5:16) La lettera dell’apostolo Giacomo termina con alcune parole su Elia, il profeta di Dio, descritto come un uomo di preghiera, un profeta che pregava “intensamente” (5:17,18). Dopo tale citazione l’apostolo Giacomo incita i credenti a condurre indietro coloro che si sono allontanati dalla verità (5:19,20). Sembrano, ad una prima e superficiale analisi, due argomenti completamente diversi, come d’altronde altro tema pare anche quello circa “l’unzione dell’olio” trattato nei versi precedenti (5:13-15). Ma se ci soffermiamo a considerare con attenzione il testo di Giacomo 5:13-20 potremo osservare che il filo conduttore è indubbiamente unico: l’importanza e l’efficacia della preghiera. Tramite “la preghiera della fede” (5:15) il credente otterrà guarigione; mediante una “preghiera intensa” (5:17) il credente vedrà meraviglie; per mezzo della preghiera costante, “pregò di nuovo” (5:18-20), il credente potrà gioire nel vedere tornare al Signore coloro che si sono allontanati. Dove le nostre parole falliscono o addirittura indispettiscono, la preghiera, invece, ottiene risultati perché elevata a Dio Padre per i meriti di Cristo Gesù il Signore. Alla fine del suo scritto, dunque, Giacomo vuole evidenziare che “la preghiera del giusto ha una grande efficacia” (Giacomo 5:16b). Michele Venditti Domenica 10 gennaio 2010 partecipa alla giornata nazionale di preghiera! R i s v e g l i o P e n t e c o s ta l e - N o v e m b r e 2 0 0 9 7 Sfamati per sfamare “In quel tempo Gesù attraversò di sabato dei campi di grano; e i suoi discepoli ebbero fame e si misero a strappare delle spighe e a mangiare” (Matteo 12:1) Questo racconto del Vangelo di Matteo prosegue poi con la critica a Gesù di alcuni farisei perché quell’operazione era stata fatta di sabato, giorno di assoluto riposo secondo la tradizione ebraica. Desideriamo considerare la fame di quei discepoli e il misero modo per soddisfarla. Il fatto sembra evidenziare la povertà delle risorse essenziali per vivere, quando ci si pone al seguito del divino Maestro. Ma le cose non stanno così! In altre occasioni il vitto per i discepoli e per qualche migliaio di persone fu miracolosamente provveduto proprio da Gesù: pane e companatico, tanto da averne d’avanzo (Matteo 14:15-21). Qualcuno può cadere in uno stato di apprensione quando si tratta di porsi appassionatamente al seguito di Gesù, per servire, collaborare nella Sua missione di salvezza del mondo. Si può temere di dover essere costretti ad accettare uno stato di penuria, esteso anche all’indispensabile per sopravvivere quotidianamente. Ma la parola di Gesù fa vibrare nelle coscienze sincere la Sua indiscutibile domanda: “Quando vi mandai [a portare il Vangelo nel mondo] senza borsa, senza sacca da viaggio e senza calzari, vi è forse mancato qualcosa?” La risposta fu ed è ancora oggi: “Niente!” (Luca 22:35). C’è dunque garanzia di assistenza e provviden8 R i s v e g l i o P e n t e c o s ta l e - N o v e m b r e 2 0 0 9 za per coloro che, da Lui chiamati e mandati, si pongono al Suo servizio. Chi si ciba del “pane della vita” non dovrà mai temere di soffrire la fame di pane naturale. A volte, per insondabili fini, Gesù si prende la libertà di far passare i Suoi discepoli attraverso un digiuno, attraverso esperienze momentaneamente dolorose, per poi glorificare la Sua opera, la Sua Parola e con essa i Suoi stessi discepoli (Marco 6:31; Atti 13:2; 9:9, ecc...). “Adoperatevi non per il cibo che perisce, ma per il cibo che dura in vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà” (Giovanni 6:48). “Non siate in ansia per la vostra vita, di che cosa mangerete o di che cosa berrete; né per il vostro corpo, di che vi vestirete…” (Matteo 6:25). “Io sono stato giovane e sono anche diventato vecchio, ma non ho mai visto il giusto abbandonato, né la sua discendenza mendicare il pane” (Salmo 37 25). Dio provvede ciò che necessita a tutti i Suoi discepoli sia di cibo materiale, sia di cibo spirituale, e anche in misura traboccante, affinché essi possano provvedere a saziare la fame del mondo con questi due elementi indispensabili per la vita. Germano Giuliani Ospitalità valore da riscoprire Nella società di oggi, rispetto ad un certo tempo fa, siamo tutti un po’ più “abbottonati”, più riservati, e le nostre case sono più difficili da penetrare: porte blindate, sistemi di allarme, sbarre alle finestre. Talvolta però questo avviene anche per l’ospitalità fraterna. Quanti hanno un po’ di anni alle spalle si ricorderanno che uno degli “eventi” più significativi che aveva luogo in famiglia era l’arrivo degli ospiti: parenti lontani, amici che si spostavano per ragioni di lavoro, di salute o per diversi altri motivi. C’era la mobilitazione generale. Per quanti sono cresciuti in famiglie di credenti, poi, l’andirivieni di pastori, fratelli o famiglie intere di fedeli, che passavano o erano invitati nella comunità locale, era occasione di grande benedizione: si godeva di particolare comunione fraterna nell’ascoltare le rispettive esperienze vissute nel Signore o nel condividere qualche testimonianza che dava gloria a Dio per i Suoi interventi in favore di qualche membro della famiglia o della comunità di provenienza. Sante conversazioni che allietavano quei momenti così importanti e benedetti. C’era una sorta di eccitazione generale per rendere il più possibile accogliente e piacevole la venuta e la permanenza degli ospiti in arrivo. Ci rimane difficile, perlomeno per chi vive nelle grandi città, non fare un riferimento a questa espressione di amore fraterno e di generosità cristiana che oggi sembra svanire, fino ad eclissarsi, a causa della frenesia e dei molteplici impegni che attanagliano tutti. Più che un onore sembra essere diventato un onere ospitare credenti o parenti. Tante, troppe cose da fare: il lavoro, gli straordinari, la moglie/mamma che non c’è, pro- R i s v e g l i o P e n t e c o s ta l e - N o v e m b r e 2 0 0 9 9 prio perché le esigenze familiari lo impongono, e innumerevoli altre necessità di casa rendono la stessa un’area off limit, una sorta di fortino inespugnabile, una riserva privatissima e impenetrabile. Io non dimenticherò mai la semplice e amorevole ospitalità ricevuta durante i primi anni di conversione, quando, lasciata la famiglia di origine per ragioni di lavoro o durante il periodo del servizio militare, fui ospitato da una famiglia di credenti. Lontano dalla mia città, in una chiesa “sconosciuta”, con i problemi della caserma, fui accolto, con discrezione, forse da pochi ma cordiali credenti che mi si avvicinavano per mostrare interesse e tenerezza fraterna, vicinanza affettiva, per poi invitarmi a casa e offrirmi un piatto di spaghetti e, a coronare la serata, non mancava la lettura di un Salmo e una bella preghiera! Ed allora la famiglia c’era, era quella dei credenti, quella di quei genitori che mi volevano far conoscere i propri figli per raccontare loro e sentire da loro quello che il Signore aveva fatto e stava facendo nelle rispettive vite. Non avevano fretta di accendere la TV o di scaricarmi perché avevano altro da fare: quello era il momento dell’ospitalità, dello stare insieme, del parlare delle cose del Signore e gli argomenti erano sani, edificanti, d’incoraggiamento. Da studente IBI, essere ospitati, visitare le famiglie durante “le uscite” di fine settimana, o a pranzo la domenica, significava fare tesoro di esperienze e testimonianze altrui che avrebbero arricchito e segnato la mia vita nel Signore. Nei primi anni ottanta, invece, 10 R i s v e g l i o P e n t e c o s ta l e - N o v e m b r e 2 0 0 9 mi capitò di fare visita - con un altro fratello - ad una famiglia di credenti a Craiova, in Romania. Per loro (ed anche per noi) era un grosso problema incontrarci, perché era vietato per legge vedere degli occidentali, tantomeno dei credenti, ma in modo rocambolesco e guidato dal Signore riuscimmo a raggiungere la famiglia che ci avrebbe occultamente ospitato. Ricevettero la notizia del nostro arrivo da un fratello ungherese, preventivamente informato da noi. Arrivammo verso sera, di nascosto, per mangiare un boccone e riposarci un po’ per poi partire molto presto la mattina dopo alla volta della Bulgaria. Quella famiglia rischiava il carcere e la perdita del proprio, già misero, lavoro. Era sera tarda, ma ci aspettavano, sapevano che prima o poi saremmo arrivati e nessuno aveva toccato nulla di quel frugale pasto già pronto in tavola, apparecchiata con tovaglie candide, forse mai usate… Sapemmo soltanto in seguito, da un altro fratello straniero anch’egli ospite in quella casa, che ogni membro di quella famglia fece a turno la fila per due giorni e una notte davanti a una macelleria per poter acquistare il pollo da offrire con tanto amore ai fratelli che venivano dall’Italia. Fu una cena indimenticabile! E che dire del fratello Pavel di Sofia che ha scaricato un vagone ferroviario di sacchi di cemento per pagarci il prezzo di un pranzo (inutile dirgli che i ricchi occidentali eravamo noi!), o delle vedove di Belgrado e di Sarajevo che facevano dell’ospitalità la loro punta di diamante spirituale (cfr. I Tim.5:9,10). A Kuwait City, invece, le scarpe fuori della porta erano un segnale convenzionale per dirci se ARTICOLI DI FEDE si poteva entrare o no in casa del fratello che a turno ospitava dei credenti per delle riunioni di preghiera clandestina: un bugigattolo assolutamente inospitale, ma all’interno del quale si gustava la presenza del Signore come nel Tempio di Salomone. In Kuwait si rischiava l’impiccagione, ma l’ospitalità era sacra. A Leskovac, Serbia del Sud, dopo un culto di ore e dal volume sonoro incredibilmente alto, non si poteva proseguire il viaggio prima di essere ospitati a pranzo dal fratello pastore zigano locale, per poi fermarsi ancora al culto serale e quindi dormire sul posto prima di proseguire l’indomani: non c’era fretta, si stava insieme ai credenti ed ogni attimo era prezioso, vissuto intensamente nel Signore. La stessa cosa avveniva a Spalato o a Skopje, a Tirana come a Kiev, a Peç nel Kosovo, come a Minas Gerais in Brasile, ma anche negli USA o al confine russo nelle case di credenti, poveri contadini piegati e piagati dalla vita, con le mani vissute e il cuore grande come quelle terre… per tutti costoro e tanti, innumerevoli altri credenti, l’ospitalità non era soltanto un ordine divino, ma la più autentica espressione di un amore veramente cristiano. Riscopriamo anche oggi, in tempi di relativa prosperità, il privilegio che Dio ci offre di esercitare l’amore fraterno praticando l’ospitalità, in particolare verso quanti non saranno in grado di ricambiare: “Non dimenticate l’ospitalità” (Ebrei 13:2). Giorgio Botturi preghiera, l’unzione dell’olio e l’imposizione delle mani (Isa.53:4-5; Matt.8:16-17; I Pie.2:24; Mar. 16:17-18; Giac.5: 14-16 Crediamo e accettiamo l’intera Bib bia come la ispirata Parola di Dio, unica, infallibile e autorevole regola della nostra fede e della nostra condotta (II Tim.3: 15 -17; II Pie.1:21; Rom.1:16; I Tess.2:13). Crediamo al battesimo nello Spirito Santo, come esperienza susseguente a quella della nuova nascita, che si manifesta, secondo le Scritture, con il segno del parlare in altre lingue e, praticamente, con una vita di progressiva santificazione, nell’ubbidienza a tutta la verità delle Sacre Scritture, nella potenza dell’annuncio di “Tutto l’Evange lo” al mondo (Atti 2:4; 2:42-46, 8:1217; 10:44-46; 11:14-16; 15: 7-9; 19:2-6; Mar. 16:20; Giov.16: 13; Matt.28:19-20). Crediamo nell’unico vero Dio, Eterno, Onnipotente, Creatore e Signore di tutte le cose e che nella Sua unità vi sono tre distinte Persone: Padre, Figliolo e Spirito Santo (Efe.4:6; Matt. 28:19; Luca Crediamo ai carismi e alle grazie del3: 21-22, I Giov.5:7). lo Spirito Santo nella vita dei cristiani che, nell’esercizio del sacerdozio uniCrediamo che il Signore Gesù Cri sto fu concepito dallo Spirito Santo e versale dei credenti, si manifestano per l’edificazione, l’esortazione e la conassunse la natura umana in seno di Maria vergine. Vero Dio e vero uomo solazione della comunità cristiana e, (Giov.1:1,2, 14; Luca 1:34,35; Matt.1:23). conseguentemente, della società umana (I Cor. 12:4-11; Gal.5:22; Ebr.13:15; Crediamo nella Sua vita senza pecRom.12:1). cato, nei Suoi miracoli, nella Sua morte vicaria, come “prezzo di riscatto per Crediamo ai ministeri del Signore glo tutti” gli uomini, nella Sua resurrezio- rificato, quali strumenti autorevoli di ne, nella Sua ascensione alla destra del guida, d’insegnamento, di edificazione Padre, quale unico mediatore, nel Suo e di servizio nella comunità cristiana, personale e imminente ritorno per i re- rifuggendo da qualsiasi forma gerarchidenti e poi sulla terra in potenza e glo- ca (Efe.1: 22-23; 4:11-13; 5:23; Col.1:18). ria per stabilire il Suo regno (I Pie.2:22; Crediamo all’attualità e alla validità II Cor.5:21; Atti 2:22; I Pie.3:18; Rom. delle deliberazioni del Concilio di Ge 1:4; 2:24; I Cor.15:4; Atti 1:9-11, ru salemme, riportate in Atti 15:28-29; Giov.14:1-3; I Cor. 15:25; I Tim.2:5). 16:4. Crediamo all’esistenza degli angeCrediamo alla resurrezione dei morti, li creati tutti puri e che una parte di questi, caduti in una corruzione e per- alla condanna dei reprobi e alla glorificazione dei redenti, i quali hanno perdizione irreparabili, per diretta azioseverato nella fede fino alla fine (Atti ne di Satana, angelo ribelle, saranno con lui eternamente puniti (Matt.25:41; 24:15; Matt.25:46; 24:12,13). Efe.6:11-12). Celebriamo il battesimo in acqua per immersione, nel nome del Padre e del Crediamo che soltanto il ravvediFigliolo e dello Spirito Santo, per colomento e la fede nel prezioso sangue di Cristo, unico Sommo Sacerdote, sia- ro che fanno professione della propria fede nel Signore Gesù Cristo come loro no indispensabili per la purificazione dal peccato di chiunque Lo accetta personale Salvatore (Matt.28:18-19; Atti 2:38; 8:12). come personale Salvatore e Signore (Rom.3:22-25; Atti 2:38; I Pie.1:18, 19; Celebriamo la cena del Signore o San Efe.2:8). ta Cena, sotto le due specie del pane e del vino, rammemorando così la morte Crediamo che la rigenerazione (nuova del Signore e annunziandone il ritorno, nascita) per opera dello Spirito Santo amministrata a chiunque sia stato batè assolutamente essenziale per la sal tezzato secondo le regole dell’Evangelo vezza (Giov.3:3; I Pie.1:23; Tito 3:5). e vive una vita degna e santa davanti a Crediamo alla guarigione divina, se- Dio e alla società (I Cor.11:23-29; Luca 22:19-20). condo le Sacre Scritture mediante la R i s v e g l i o P e n t e c o s ta l e - N o v e m b r e 2 0 0 9 11 XXXIV Incontro Nazionale Giovanile, Fiuggi 30-31 ottobre, 1-2 novembre 2009 Fratelli... che dobbiamo L’ultimo Incontro Nazionale Giovanile delle Chiese Cristiane Evangeliche Assemblee di Dio in Italia, tenutosi a Fiuggi, risale al 1998. È innegabile che ritornare a Fiuggi, per noi “giovani di allora”, abbia destato ricordi di grandi benedizioni ricevute attraverso la strumentalità di indimenticabili uomini di Dio. Come non ripensare a incontri benedetti dove passavamo dalla gioia, al pianto, alla consacrazione, raggiunti dagli infuocati messaggi del fratello Greenaway e dagli studi dolcemente profondi del fratello Palmer... A parte le nostalgie, siamo nel 2009; i fratelli dell’accettazione accolgono con gentilezza e pazienza, fin dalla mattinata di venerdì 30 ottobre, i circa 3.300 partecipanti iscritti da tutta Italia, che vengono ospitati in 44 strutture alberghiere della cittadina laziale. Il programma del primo giorno acconsente anche a chi arriva con la fatica del viaggio, di riposarsi nel pomeriggio per poter presentarsi al culto serale con l’attenzione e la disposizione necessarie per ricevere quanto il Signore ha preparato. La nuova struttura a tenda installata in prossimità del centro cittadino, al cui ingresso campeggia la scritta 12 R i s v e g l i o P e n t e c o s ta l e - N o v e m b r e 2 0 0 9 con il tema dell’Incontro: “Fratelli, che dobbiamo fare?”, offre un’ottima accoglienza. Il culto d’apertura inizia con la presidenza del fratello Gaetano Montante e migliaia di fratelli e sorelle cantano le lodi a Dio. Riceviamo un caloroso saluto di benvenuto dal fratello Felice Antonio Loria, presidente delle Assemblee di Dio in Italia. Un tempo di preghiera ci introduce poi all’ascolto della Parola di Dio, rivoltaci dal fratello Vincenzo Specchi: ogni distrazione viene accantonata, siamo nel luogo dove Dio vuole parlare alle giovani generazioni della Sua Chiesa, oggi. Il testo meditato si trova in Levitico 6:16, il messaggio è perentorio: “Il fuoco dev’essere mantenuto sempre acceso sull’altare, e non lo si lascerà spegnere”! Un fuoco che Dio stesso ha acceso, ma che ciascuno di noi ha la responsabilità di alimentare e ravvivare. Il fratello Specchi condivide anche la recente esperienza nelle chiese consorelle dell’Albania e il bisogno di giovani consacrati a Dio per portare il messaggio dell’Evangelo nella potenza dello Spirito Santo “fino all’estremità della terra”, iniziando da popolazioni a noi vicine. La mattinata di sabato 31 ottobre inizia con il culto d’adorazione nel quale il fratello Raimondo Mennella, pastore a Torre del Greco, condivide il messaggio della Scrittura sul testo di II Re 7: “Potrebbe mai avvenire una cosa simile?... Ebbene, lo vedrai con i tuoi occhi”. Di seguito, al fratello Silvano Basile, pastore a Castellanza, è affidata l’esposizione del primo stu- dio biblico, sul tema dal titolo: “La salvezza”. Nel pomeriggio, il secondo studio biblico intitolato: “Il battesimo nello Spirito Santo”, viene esposto dal fratello Paolo Lombardo. Terminato lo studio, vengono dedicati dei preziosi momenti alla preghiera, durante i quali numerosi giovani manifestano il desiderio di ricevere il battesimo nello Spirito Santo. Dopo una breve pausa, inizia, con la presidenza del fratello Salvatore Cusumano, il culto di apertura del LV Anno Accademico dell’Istituto Biblico Italiano. Il fratello Eliseo Cardarelli, in qualità di Direttore dell’I.B.I., rivolge un saluto ai partecipanti e ricorda le immutate finalità dell’Incontro Nazionale Giovanile, che negli anni ha sensibilizzato molti giovani a dedicare maggiormente la loro vita al Signore. Il coro dell’Istituto Biblico, mirabilmente diretto dalla sorella Anna Toppi, ha quindi cantato degli inni alla gloria di Dio ed alcuni giovani studenti hanno dato la loro testimonianza di conversione a Cristo. Riprendendo la presidenza, il fratello Cusumano fa giungere ai partecipanti il gradito saluto del fratello Francesco Toppi. Il fratello Antonino Mancuso, pastore a Milena (CL), rivolge la Parola di Dio dal testo di Giovanni 10:1-10. Il messaggio giunge forte e chiaro ai cuori: “Il ladro vuole rubare, Gesù vuole dare! Il ladro vuole distruggere, Gesù vuole edificare! Il ladro vuole uccidere, Gesù vuole dare vita!” Una preghiera sale silenziosa dal cuore di tanti genitori e pastori presenti: “Signore, fa’ che i nostri giovani fare? si affidino tutti al Buon Pastore!”. Domenica 1 novembre si apre con il culto d’adorazione nel quale il fratello Luca Marino, pastore a Perugia, espone la meditazione sul testo di Romani 7:14-8:11, riassumendo i travagli interiori di molti giovani credenti con le parole dell’apostolo Paolo “... Ciò che faccio, io non lo capisco”. Di seguito, al fratello Giuseppe Tilenni è affidata l’esposizione del terzo studio biblico, dal titolo: “La santificazione”. Viene rivolta un’accorata esortazione ai giovani credenti, a non vergognarsi di essere diversi dai modelli di vita che questa società propone ed impone. Nel pomeriggio, il quarto ed ultimo studio biblico intitolato: “Il ritorno di Cristo”, viene esposto dal fratello Eliseo Cardarelli, esortando i giovani a guardare al traguardo della nostra fede, l’incontro con Gesù. Il culto serale si apre con la presidenza del fratello Vito Nuzzo. Il fratello Francesco De Luca, pastore a Scaletta Zanclea, relaziona sulla drammatica alluvione che ha colpito quel paese ed altri nel messinese. Tutti ascoltano con commozione e vicinanza alla popolazione e alla nostra fratellanza coinvolta duramente, con la morte di due giovani fratelli e la rovina di diverse abitazioni. Nonostante tutto questo la fratellanza del messinese eleva a Dio il ringraziamento per l’aiuto e il sostegno in questi tragici momenti. Di seguito il fratello Nuzzo presenta il coro “Osanna” delle chiese di Casalnuovo (Na) e diaspora, che coinvolge tutti i presenti con dei meravigliosi inni elevati alla gloria di Dio. Quindi segue il centro del nostro culto al Signore, la predicazione della Parola di Dio, affidata al fratello Angelo Gargano, pastore a Torino, il quale legge il testo tanto conosciuto e caro di Atti 2:1-21. Ogni piccolo dubbio è rimosso: Dio vuole spandere il Suo Santo Spirito sui Suoi giovani! L’appello finale è quasi inutile, centinaia di giovani si alzano all’unisono e si avvicinano alla platea per cercare con fervore in preghiera la benedizione pentecostale. Lunedì 2 novembre, siamo giunti all’ultimo culto di questo incontro così benedetto. Il fratello Davide Di Iorio apre il culto ringraziando il Signore per i diversi giovani battezzati nello Spirito Santo domenica sera, alcuni anche dopo il culto quando singolarmente o in piccoli gruppi hanno continuato a pregare nei rispettivi alberghi. Il messaggio conclusivo della Parola, esposto dal fratello Felice Antonio Loria sul testo di Luca 7:368:3, si sofferma particolarmente sulle parole del verso 8:1: “Egli (Gesù) se ne andava per città e villaggi, pre- dicando e annunziando la buona notizia del regno di Dio”. In questi giorni abbiamo sentito più volte (e in dialetti diversi) ripetere la domanda: “Fratelli, che dobbiamo fare?” Ma soprattutto abbiamo sentito forte la risposta giungere ai nostri cuori: “Non dobbiamo lasciare spegnere il fuoco! Dobbiamo vivere una vita piena in Gesù! Dobbiamo ricercare il battesimo nello Spirito Santo! Dobbiamo andare! Predicando e annunciando la Buona Notizia del Regno di Dio, andando per le strade, le piazze, le città, i paesini, andando incontro a coloro che vivono nel peccato per condurli a Gesù!” Iniziamo il viaggio di ritorno con una rinnovata certezza: i tempi e le generazioni cambiano, i luoghi, i bisogni, le circostanze cambiano, anche i servi di Dio cambiano… ma Dio è lo stesso, la Sua Parola non cambia, i Suoi propositi per le nuove generazioni della Sua Chiesa non cambiano! Mauro Stevanato R i s v e g l i o P e n t e c o s ta l e - N o v e m b r e 2 0 0 9 13 o t e c A o n i t s Ago Promossi alla gloria 1921 - 2009 Agostino Aceto nacque a Catania il 30 aprile del 1921, primo di una famiglia di sette figli. I genitori, Giacomo e Michelina, si convertirono al Signore nel 1930, quando egli era ancora un bambino di 9 anni. Quando suo padre apprese che il Dio vivente e vero va adorato in spirito e verità e si accingeva a togliere tutti gli idoli appesi alle pareti di casa, Agostino, aizzato dalla nonna materna, si opponeva veementemente a quel gesto. Il fratello Giacomo, ovviamente, non cedette. Agostino tuttavia, condotto con fedeltà dai genitori al culto, così come tutti gli altri suoi fratelli, benché molto reticente, presto fu toccato dal Signore nel cuore e si convertì a soli 16 anni, nel 1937. Da ragazzo, conobbe anche Serafino Arena fondatore della Chiesa di Catania e ne parlava con stima e ammirazione. Non narrò mai i particolari della sua conversione, ma soleva dire “Il Signore mi ha spaventato” e rimane sintomatico che egli amasse ricordare Dio anche come “il terrore di Giacobbe”. Sin da giovanissimo, perciò, testimoniava del suo Signore e già a circa 19 anni cominciava a portare delle brevi meditazioni sulla Parola di Dio. Incombeva, però, la seconda guerra mondiale e il fratello Agostino dovette partire militare. Svolse le mansioni di marconista, ricevendo anche gli encomi per il suo servizio sempre efficiente anche in mezzo ai bombardamenti più serrati. Rimase ben presto prigioniero in Yugoslavia. Nel frattempo il Signore provvedeva miracolosamente per i suoi famigliari, non facendo loro mancare mai un pezzo di pane. Almeno due volte li liberò da morte certa sotto le bombe, in quanto la casa dove abitavano fu bombardata nottetempo e semidistrutta. I detriti crollarono sui piedi del letto della sorella Paola, che si ritrovò seduta, però, davvero per miracolo di Dio, vicino al cuscino. Il padre Giacomo era già a quell’epoca pastore dell’allora unica chiesa di Catania - Via De Felice e i vicini di casa, che li conoscevano, gli dicevano: “Signor Aceto, è il vostro Dio che vi ha guardato, perché voi Lo servite con tutto il cuore” e durante i 14 R i s v e g l i o P e n t e c o s ta l e - N o v e m b r e 2 0 0 9 bombardamenti successivi molti amavano rifugiarsi dentro casa loro. Il fratello Agostino ritornò a Catania con mezzi di fortuna, sfuggendo così alla prigionia, ma vendendosi persino le scarpe per pagare la traversata dello stretto di Messina. Ricominciò a predicare la Parola di Dio nei locali di Via De Felice. Sposò la sorella Angelina Arcidiacono. Ebbero due figli e vissero insieme per ben 62 anni, malgrado le traversie, talvolta notevoli, della vita. Giacomo Aceto, il padre, rappresentante di commercio, era molto spesso in contatto con le famiglie Anastasio e Melluso, protagoniste di primo piano della testimonianza evangelica pentecostale a Napoli. La mamma Michelina era una donna dalla saggezza eccezionale e persona dolcissima. Per vivere, il fratello Agostino s’associò all’attività del suocero, facendo per la Sicilia il venditore di abbigliamento per neonati e bambini e diffondendo, nel frattempo, l’evangelo a moltissime persone, in treno, in auto e negli alberghi. Negli anni 70, rilevò la traballante attività del suocero, ottenendo dilazioni insperabili nei pagamenti e risanandone miracolosamente il bilancio. In questo periodo, sognò il maligno che, mostrandogli un vassoio pieno di preziosissimi gioielli e di denaro, gli diceva: “Passa dalla mia parte. Io posso aiutarti ora e subito, non come il tuo Dio che ti tira per le lunghe”. La risposta di Agostino, ovviamente, fu: “Vai in perdizione, Satana, tu e il tuo denaro”. Per tanti anni protagonista di primo piano nell’Opera di Dio a Catania, la sua predicazione spesso era caratteristicamente tipologica, ereditata in buona parte dall’estroso padre Giacomo. Il suo ministerio è stato, comunque, di tipo dottorale, perché esponeva il testo, cercandone le implicazioni, deducendone le conseguenze e dunque portando l’uditorio davanti a conclusioni logiche. Agostino continuò a predicare nel contempo nelle chiesette della periferia di Catania, e nella prima metà degli anni ’70 divenne per due anni pastore della comunità centrale di Catania, trasferitasi in Via Juvara. CALENDARIO APPUNTAMENTI INCONTRO GIOVANILE ZONA ITALIA NORD OVEST Sabato 28 novembre 2009 si terrà l’Incontro Giovanile della zona Italia Nord Ovest. INCONTRO INTERPROVINCIALE BRINDISILECCE Era un autodidatta. Aveva soltanto la quinta elementare. Acquisì, però, una buona cultura e fu anche provetto ed apprezzato poeta, con composizioni pubblicate in periodici locali e che comunque testimoniava della sua robusta fede cristiana. La sua personalità era a volte controversa, perché a un’estrema sensibilità abbinava spesso modi bruschi e spartani. Chiuso da un elastico nella tasca interna della giacca, teneva sempre il suo piccolo Nuovo Testamento, che egli spessissimo tirava fuori per cominciare a leggere e parlare. Dal 1977, quando l’opera di Dio in Catania ebbe uno sviluppo più consistente, egli divenne ininterrottamente pastore prima della comunità di Via Mirko, nel quartiere Picanello, e, dal 1991 a quest’anno, della comunità di Via Barcellona, nella parte opposta della città. Quando, in età già avanzata, spesso non riusciva a dormire, si alzava a qualunque ora della notte, leggeva, meditava e scriveva meditazioni per l’edificazione di molti credenti, lasciando in questo un’eredità spirituale a molti che hanno usufruito del suo ministerio cristiano. Il Signore lo ha chiamato a Sé all’età di 88 anni (dopo breve ma intensa malattia) la sera del 18 Settembre 2009 per promuoverlo alla Gloria. Nei giorni della sua malattia il figlio gli domandò: “Per la Chiesa, che fai? Hai intenzione di lasciare?” ed egli rispose: “Anche se seduto, continuerò a fare il pastore”, tanto era attaccato all’Opera di Dio. Per quanto rigoroso, apparentemente burbero e sicuramente forte di carattere, il fratello Agostino Aceto è stato tuttavia un uomo semplice e un cristiano sensibile. Lo testimoniano, per esempio, le parole che egli ebbe modo di dire ad un suo nipote con un filo di voce, circa 15 giorni prima d’andarsene: “Ricordi quando sono stato chiamato a pregare al culto finale dell’Assemblea Generale dei pastori ad Acireale, nell’Aprile di quest’anno? Bene, non so come il fratello presidente abbia visto proprio me che ero stato assente nei giorni precedenti. So solo che io non meritavo tanto onore”. Dagli appunti del figlio e dei nipoti Paolo Lombardo Sabato 28 novembre 2009, presso il locale di culto di Brindisi, Via Germanico 26, si terrà un Incontro Interprovinciale delle chiese delle province di Brindisi e Lecce. CONVEGNO PASTORALE REGIONE SICILIA Martedì 8 dicembre 2009, presso la Chiesa ADI di Raffadali (AG), si terrà il Convegno Pastorale della Sicilia. Ospiti i pastori Antonio F. Loria e Davide di Iorio. INCONTRO OVER 40 CAMPANIA E MOLISE Da sabato 5 a martedì 8 dicembre 2009, a Paestum (SA),si terrà l’Incontro Over 40 delle chiese della Zona Campania e Molise. Ospite il pastore Elio Marrocco, presidente delle Assemblee di Dio Canadesi. INCONTRO FRATERNO ITALIA CENTRALE E SARDEGNA Martedì 8 dicembre 2009, a Roma, presso il locale di culto di Via Repetti, si terrà l’Incontro Fraterno delle chiese della zona Italia Centrale e Sardegna. INCONTRO PASTORALE PUGLIA E BASILICATA Martedì 8 dicembre 2009, a San Vito dei Normanni (BR), si terrà l’Incontro Pastorale della zona Puglia e Basilicata. Ospite il pastore Vincenzo Specchi. RADUNO FRATERNO TOSCANA Martedì 8 dicembre 2009, a Empoli, presso il Palazzo delle Esposizioni, si terrà un Raduno Fraterno delle chiese della Toscana. Inizio alle ore 10.00. Ospite il pastore Antonino Mortelliti. RADUNO FRATERNO EMILIA ROMAGNA Martedì 8 dicembre 2009, a Forlì, presso il Centro Congressi Fiera, si terrà un Raduno Fraterno delle chiese dell’Emilia Romagna. Inizio alle ore 10.00. Ospite il pastore Luca Marino. RIUNIONE PASTORI E CONSIGLIERI DI CHIESA NORD-OVEST Sabato 12 dicembre 2009, a Torino, presso il locale di culto di Via Spalato 9/b, alle ore 15, si terrà una Riunione per pastori e consiglieri di chiesa della zona Italia Nord-Ovest. INCONTRO CHIESE PROVINCIA DI TARANTO Sabato 19 dicembre 2009, a Massafra (TA), alle ore 18, si terrà un Incontro delle chiese della provincia di Taranto. R i s v e g l i o P e n t e c o s ta l e - N o v e m b r e 2 0 0 9 15 Notizie dalle nostre Comunità 110 ANNI DI TESTIMONIANZA EVANGELICA A FERRUZZANO (RC) Descrivere la giornata trascorsa a Ferruzzano (RC) il 19 settembre 2009 non è cosa semplice. Le intense emozioni, la calda accoglienza e il clima di festa si respirano nell’aria del piccolo centro reggino. L’occasione è importante e le aspettative molte: 110 anni di presenza evangelica sul territorio di Ferruzzano non possono certo essere narrate in poche semplici parole. Gli occhi dei credenti di Ferruzzano brillano di gioia e lasciano trasparire tutta l’emozione di un evento così importante. Qualche giorno prima è installata la tenda nella piazzetta antistante il grazioso locale di culto di Ferruzzano, che già di per sé ha una storia unica nel suo genere, in quanto la sua costruzione, a causa di vessazioni e difficoltà locali, venne autorizzata addirittura dal Presidente della Repubblica. Questa è solo una delle tante emozionanti pagine di storia di questa piccola ma fervente comunità. Il mercoledì nonostante che le condizioni del tempo non siano delle migliori, i lavori sono ultimati e la sera stessa si dà inizio alla prima campagna evangelistica con la tenda. Sabato, fin dalle prime ore, i credenti locali preparano ogni cosa e accolgono i credenti provenienti da diverse comunità delle province di Reggio Calabria, Vibo Valentia e Catanzaro. Alle ore 10,00 il fratello Andrea Palamara, pastore della Comunità, dà inizio alla riunione. Descrivere l’emozione, la loNOTIZIE DA CASALPUSTERLENGO (LO) Con cuore grato al Signore desideriamo comunicare a tutta la fratellanza come Dio sta continuando a spargere la Sua grazia e le Sue benedizioni sull’opera nella città di Casalpusterlengo. Dal 22 al 30 maggio il Signore ci ha dato la grazia di istallare la tenda evangelistica, dove ogni sera Dio ha manifestato la Sua presenza, e ci ha dato la gioia di vedere anime partecipare ai culti. 16 R i s v e g l i o P e n t e c o s ta l e - N o v e m b r e 2 0 0 9 de e il ringraziamento che si elevano dai credenti, è praticamente impossibile. Viene data una relazione storica della presenza evangelica a Ferruzzano, ampiamente documentata con una mostra fotografica dei vari luoghi e locali di culto nel corso degli anni, e da un DVD esplicativo. Cariche di significato sono le parole del Sindaco di Ferruzzano Marisa Romeo, la quale sottolinea in veste istituzionale il fatto che crediamo in uno stesso Dio e siamo accomunati da stessi ideali, pace, amicizia e fratellanza, per abbattere le frontiere e le divisioni, senza fare riferimento a nessuna azione politica o di altro, ma basandosi invece solo sul rispetto e la diversità delle religioni per raggiungere un nuovo orizzonte di partecipazione e dialogo, promuovere forti sentimenti di solidarietà e favorire una grande conquista di valori. Il fratello Davide Di Iorio, pastore a Reggio Calabria e Pellaro, e segretario delle Assemblee di Dio in Italia, porta lo studio della Parola di Dio. Tema principale è l’importanza del battesimo nello Spirito Santo, vera potenza per essere testimoni. Si prosegue con il pranzo, offerto a i partecipanti dalla comunità ospitante. Nel pomeriggio è organizzata la visita a Ferruzzano Vecchio, piccolo centro ormai quasi completamente disabitato perché dichiarato inagibile dopo l’alluvione del 1951, a bordo di automobili e di uno scuolabus offerto per l’occasione dall’Amministrazione Comunale. Si giunge all’antico borgo, fra i festanti cantici intonati da vari credenti durante il tragitto. Inizia qui un percorso a dir poco emozionante e commovente fra i ruderi dei vecchi luoghi di culto dove i credenti per anni hanno servito il Signore nonostante tante persecuzioni. Il fratello Pezzimenti con le lacrime agli occhi descrive le varie vicissitudini del tempo, quando il numero dei cre- denti aveva raggiunto circa il 24% della popolazione. I culti venivano svolti nelle campagne per paura delle forze dell’ordine, usando come locale di culto una grotta e come banchi su cui sedersi delle pietre, dopo dure giornate di lavoro nei campi. So erea attivato un sistema di controllo attraverso delle lanterne per segnalare l’arrivo dei militari, con purtroppo immancabili falsi allarmi che gettavano i credenti nello scompiglio del fuggi fuggi generale. Il primo locale di culto fu preso in affitto e aperto al pubblico nel 1929; il prezzo da pagare era l’impegno di zappare la vigna del proprietario del locale; così nei giorni convenuti, i fratelli insieme si recavano presso quel podere e lavoravano la terra; tra questi c’era anche un fratello zoppo che distribuiva l’acqua e allietava il duro lavoro con il suono di una chitarra, tanto era il desiderio di esserci e onorare Dio in ogni modo. Finalmente, dopo i diversi locali, giungiamo al locale di proprietà. Anche questo era stato dichiarato inagibile, ma è rimasto inalterato nel tempo… Entrare in quella modesta saletta è stato emozionante soprattutto per il fratello Palamara; le lacrime di gioia e gratitudine per il progresso che Dio ci ha dato solcano i visi, le parole non possono descrivere ciò che il cuore vorrebbe dire. Rientriamo alla tenda, gremita di credenti giunti per il culto conclusivo. Con il cuore carico di gratitudine si eleva a Dio la lode per ogni cosa. I volti brillano di gioia, i cuori palpitano di riconoscenza. La Parola di Dio è predicata ancora dal fratello Di Iorio, da Atti 7:1-8 trattando delle tre generazioni del risveglio, quella di Abramo, di Isacco e di Giacobbe. Anche noi possiamo realizzare e mantenere questa bella eredità. Andrea Palamara Insieme al gruppo evangelistico della Chiesa di Lodi, abbiamo evangelizzato tutta la città di Casalpusterlengo. Dopo la campagna evengelistica il Signore ci ha dato grazia di vedere dei frutti: alcune famiglie stanno frequentando la chiesa e il Signore ha già battezzato con il Suo Santo Spirito alcuni fratelli. Nel mese di agosto, dopo una settimana di preghiere, abbiamo gioito nel vedere dei fratelli battezzati nello Spirito Santo, e anime nuove toccate dal Signore. Nel mese di settembre abbiamo avuto un culto di battesi- mi, durante il quale due anime della Chiesa di Casalpusterlengo e tre della Chiesa di Lodi hanno testimoniato della loro fede in Cristo. La domenica successiva abbiamo offerto a Dio un culto di Santa cena, con la gradita visita del fratello Bruno Frattarello, pastore a Roma, che ci ha amministrato la Parola del Signore ponendo enfasi sull’importanza della Cena Santa istituita da Gesù. Chiediamo alla fratellanza di pregare per noi. Antonio Imbimbo CORIGLIANO (CS) Il 2 giugno le comunità calabresi si sono ritrovate a Corigliano Calabro (CS) in occasione del 40° Incontro Giovanile regionale. La provincia cosentina ha organizzato questo appuntamento fin da 25 anni fa quando nel 1984 fu ospitato dalla nascente comunità di Castrovillari. Successivamente fu a Cosenza e, nel 2002, a Rossano. La capiente e comoda struttura del Cinema Teatro Metropol, unitamente ad un gradevole parco attiguo, hanno accolto gli oltre 1000 partecipanti, fra i quali il pastore François Mattina delle Assemblées de Dieu e Antonino Mancuso pastore delle chiese ADI di Milena e Campofranco (CL). Le riunioni sono state particolarmente benedette. Lo studio biblico ha avuto come argomento l’opera dello Spirito Santo, il cui soffio continua a dare vita alla sua chiesa. Durante il culto serale questa potente verità è stata vissuta e sperimentata da tutti i presenti con indimenticabili momenti di adorazione e consacrazione a Dio. Sono stati di grande edificazione il coro di Crotone, il coro di Isola di Capo Rizzuto (KR) e un’orchestra di giovani che hanno dato gloria al Signore Gesù Cristo attraverso la musica e il canto. I credenti locali, coordinati dai pastori Guglielmo Di Dio e Salvatore Esposito, sono stati onorati di aver avuto una possibilità di servire il caro popolo di Dio; tuttavia ancora più gradita è stata la testimonianza diretta dei molti non credenti, tra cui alcuni responsabili della struttura e del service che, avvezzi ad ogni sorta di manifestazioni, non avevano mai visto “una cosa così” (cfr. Marco 2:12). Antonino Mortelliti TENDA, BATTESIMI A PINEROLO (TO) ni credenti delle Chiese limitrofe di Luserna San Giovanni, Piossasco e Torre Pellice nonché i credenti di San Mauro Torinese accompagnati dai rispettivi pastori. In questa circostanza in un locale gremito in ogni ordine di posto, la predicazione della Parola di Dio è stata affidata al fratello Bartolo Crapanzano. Il Signore, in questo giorno di festa, ci ha colmato di ogni benedizione, rinnovando in ciascuno dei presenti la convinzione che “la nostra fatica non è vana nel Signore” (1 Cor.15:58) e che ogni sforzo condurrà, per fede, altre anime ad aggiungersi al popolo di Dio. Giuseppe Crapanzano BATTESIMI AL POGGIALE la Parola predicata dal fratello Di Bello che si è soffermato sul testo di 1 Re 19:7 “Alzati e mangia, poiché il cammino è troppo lungo per te”. Siamo stati esortati a non trascurare il nutrimento della Sua Parola e a non sottovalutare il significato dell’espressione “ troppo lungo”. Il cammino del credente è impegnativo e difficile, ma se continuamo ad allimentarci avremo la forza di affrontarlo fino alla fine. In conclusione il fratello Nicola Mancini ha concluso invocando la benedizione sui nuovi battezzati e sull’intera fratellanza. A Dio vada tutta la gloria! Alessio Festa le nel periodo estivo, che oltre alla tenda ha visto lo svolgimento di diversi culti all’aperto, evangelizzazioni, tavolini e gazebo sia nei Siamo grati al Signore per l’opportunità che mercati rionali sia nei mercati dei comuni lici ha dato di installare, anche quest’anno, la mitrofi del pinerolese, ha avuto la sua ricompensa domenica 11 ottobre. Al culto mattutitenda evangelistica. Tra la fine di maggio e l’inizio di giugno, il messaggio di salvezza è no abbiamo avuto la gioia, infatti, di svolgere stato annunciato nella città di Pinerolo da al- un culto di battesimi che ha visto la testimocuni fratelli della Zona invitati per l’occasione nianza pubblica di fede in Cristo di due nementre negli ultimi tre culti abbiamo avuto il ofiti, un fratello ed una sorella. Gradito ospite per l’occasione è stato il fratello Francesco piacere di ospitare il fratello Ottavio Drogo, pastore in Lombardia. Quest’anno la tenda è Maceli, pastore in provincia di Imperia. Nel coincisa con la fiera cittadina e le nostre ini- pomeriggio dello stesso giorno si è offerto a ziali perplessità di tipo organizzativo si sono Dio il culto con la celebrazione della Cena tramutate in occasioni di testimonianza evan- del Signore, al quale hanno partecipato alcugelica. I numerosi visitatori della fiera hanno potuto visionare materiale cristiano esposto su un tavolino posizionato davanti la nostra tenda. Abbiamo notato un grande interesse per la Parola di Dio, sono state donate numerosissime copie della Bibbia e del Nuovo Testamento. Per noi è stata una gioia dare la nostra testimonianza di fede con il fine ultimo di poter vedere altre persone, come noi, realizzare la salvezza in Cristo Gesù. L’impegno evangelistico della comunità locahanno reso testimonianza dell’opera grande del Signore nella loro vita. I coniugi hanIl 23 agosto 2009 la Missione di Monzuno no ringraziato Dio per l’opera Sua e la sorellina ci raccontato della sua vita cambiata ha celebrato il primo servizio battesimada Gesù e delle grandi benedizioni e liberale. La nascita della missione risale all’Aprile del 2002. I fedeli del gruppo si radunano zioni ottenute al turno Giovani 2, durante il nei locali del Centro Comunitario Evangelico quale in un culto il Signore l’ha liberata da una invalidante forma di timidezza che non messi a loro disposizione dai fratelli del Comitato, ai quali va tutto il nostro ringrazia- le permetteva di sentirsi a suo agio con gli altri e di testimoniare dell’opera meravigliomento. I battesimi sono avvenuti durante il sa che il Signore aveva fatto nella sua vita. turno famiglie condotto dai fratelli Antonio Di Bello e Luigi Borelli. Sotto la grande ten- Le loro testimonianze rese con spirito sinceda è stata allestita una vasca provvisoria. Tre ro sono state di grande benedizione per tutneofiti, una giovane coppia e una sorellina, ti i presenti. Il Signore ci ha parlato tramite R i s v e g l i o P e n t e c o s ta l e - N o v e m b r e 2 0 0 9 17 Notizie dalle nostre Comunità CULTI ALL’APERTO A MONTELUPO FIORENTINO (FI) zione sulla domanda che Gesù rivolse al cieco Bartimeo: “Cosa vuoi che io ti faccia?”; e Lazzurri, che con il messaggio ha posto l’interrogativo di Gesù ai suoi discepoli: “Chi dice la gente che Io sia?” e “Chi sono Io per te?” Abbiamo offerto liberamente il culto, con inni, testimonianze e preghiere; molti residenti hanno ascoltato tutta o gran parte della serie di culti effettuati, rimanendo affacciati ai balconi o alle finestre. Al termine delle settimana per gli ultimi tre giorni abbiamo avuto l’aiuto del fratello Beppe Quinto che, con i suoi inni evangelistici, ha dato il suo utile contributo. Desideriamo ringraziare unicamente il Signore per come tutto ciò possa essere avvenuto, per un famiglia che ci ha contattato e per come Egli ci ha dato un nuovo spunto, per diffondere la sua Parola e spandere la fama della Sua grazia. “Non dite voi che ci sono ancora quattro mesi e poi viene la mietitura? Ebbene, vi dico: alzate gli occhi e guardate le campagne come già biancheggiano per la mietitura” (Giov.4:35) Paolo Perone ne, il buon seme dell’Evangelo continua ad essere seminato, pregate per noi affinché molte anime vengano salvate. Il 14 giugno scorso, uniti alla fratellanza di Trani e Bisceglie e a molti credenti pervenuti dalle comunità limitrofe (Andria, Corato e Barletta), ci siamo riuniti nel locale di culto di Trani e, di pari consentimento, abbiamo celebrato un culto di Santa Cena commemorando l’opera redentrice che Gesù ha compiuto sulla croce per la nostra salvezza. Per la circostanza il messaggio della Parola del Signore ci è stato portato dal fratello Salvatore Chiaradia, pastore della chiesa di Andria. Il locale di culto era gremito di credenti e simpatizzanti. Il Signore per mezzo della Sua Parola ha ravvivato la nostra fede in Cristo, ricordandoci di aspettare con gioia il Suo ritorno. Uniti a tutta la fratellanza vi inviamo un fraterno saluto nel Signore. Salvatore Greco vede” (Luca 15:10). Desideriamo rendere partecipe tutto il popolo di Dio dell’opera che fa “Così, vi dico, v’è allegrezza dinanzi agli nella Sua Chiesa. angeli di Dio per un solo peccatore che si rav- L’anno 2009 è stato un anno di grande gioia per la Comunità Evangelica A.D.I. di Africo Nuovo (RC). Domenica 26 luglio è stato celebrato un secondo servizio di battesimi, l’altro era stato celebrato il 3 gennaio. Al culto hanno preso parte i fedeli locali nonché quelli provenienti dalle comunità di Ferruzzano, Bruzzano, Bianco e Samo. La parola del Signore, tratta dagli Atti degli Apostoli cap.8:26-40, é stata ministrata dal pastore della comunità Andrea Palamara, il quale ha spronato i fedeli a perseverare nel servire il Signore senza avere dubbi, anche quando non si hanno spiegazioni umane. L’apostolo Filippo, senza dubbi, si è trovato nella via deserta che da Gerusalemme scende a Gaza, ove ha incontrato l’eunuco e, dopo averlo evangelizzato, lo ha battezzato. Dopo, sono scesi nelle acque, per promettere ubbidienza al Signore, due sorelle e un fratello. È stata, inoltre, celebrata la Cena del Signore e lo stesso pastore ha predicato un altro passo tratto dall’evangelo di Luca cap.24:13-35, rammemorando la morte del Signore Gesù. Vi chiediamo di pregare il Signore con noi, affinché molte anime nuove possano aggiungersi al Suo popolo. Giovanni Palamara Era la prima volta che la nuova piazza dell’Unione Europea, adibita sia per le manifestazioni culturali sia per il mercato settimanale, ospitava un culto all’aperto per una intera settimana, dal 8 al 14 giugno 2009; l’anno scorso le autorità ci avevano concesso per un solo culto di Sabato una piazza in prossimità della Caserma dei Carabinieri; probabilmente volevano prima conoscerci bene. Quest’anno l’amministrazione si è mostrata più aperta e serena, dandoci la possibilità di piazzarci con sedie e strumentazioni varie in questa piazza anfiteatro circondata da nuove palazzine tutte già abitate. Nel corso della settimana si sono susseguiti due fratelli pastori: Roversi che ha posto l’attenNOTIZIE DA TRANI (BA) Desidero comunicare alla fratellanza che in tutta questa zona della provincia pugliese l’opera del Signore va avanti e l’evangelizzazione continua ad espandersi malgrado le difficoltà. Il messaggio del Vangelo viene predicato nelle piazze, affinché le nuove generazioni sappiano che solo in Gesù possono trovare salvezza e liberazione. Moltissimi opuscoli con il messaggio di “Tutto l’Evangelo” sono stati distribuiti per le città di Trani e di Bisceglie, oltre ad alcune centinaie di Nuovi Testamenti e Bibbie. Con l’aiuto e la guida dello Spirito Santo, l’opera di evangelizzazione è continuata nelle piazze cittadiBATTESIMI A AFRICO NUOVO (RC) 18 R i s v e g l i o P e n t e c o s ta l e - N o v e m b r e 2 0 0 9 EVANGELIZZAZIONE A PRIVERNO (LT) Con grande gioia comunichiamo alla fratellanza che, anche quest’anno, il Signore ci ha dato grazia di organizzare due Culti all’aperto nella cittadina di Priverno. Il primo si è tenuto sabato 4 luglio nella centralissima Via Matteotti nel parcheggio della Scuola Media “Fratelli Cervi”. Nei giorni precedenti abbiamo distribuito volantini e opuscoli e con immensa allegrezza abbiamo visto diversi giovani che, anche se dall’altro lato della strada e “distrattamente”, hanno ascoltato l’annuncio della Parola del Signore predicata per l’occasione dal fratello Enrico Paoletti, pastore della comunità di Rieti. Il sabato successivo c’è stato il secondo nella Piazzetta di Osteria dei Pignatari all’interno delle cosiddette “Case Popolari” del comune privernate. Anche per questa occasione nella settimana precedente la riunione abbiamo distribuito diversi volantini e con commozione abbiamo visto tantissime perBATTESIMI A FLORIDIA (SR) Domenica 19 luglio abbiamo avuto la gioia di veder scendere nelle acque battesimali un nuovo credente che ha confessato pubblicamente la sua fede in Cristo Gesù. Frequentava da un po’ di tempo, ma negli ultimi giorni, lo Spirito Santo lo ha convinto sone affacciate ai balconi seguire con attenzione la predicazione della Parola di Dio, chinare i loro capi e pregare insieme a noi nei momenti di preghiera. Lo strumento di cui il Signore si è usato in questa benedetta riunione è stato Il fratello Eliseo Fragnito, pastore delle comunità di Latina e Cisterna di Latina, il quale è stato accompagnato da numerosissimi fratelli delle chiese da lui curate, che hanno cantato dei cantici ed hanno testimoniato dell’opera che il Signore ha fatto nella loro vita. Al termine del culto abbiamo distribuito decine di opuscoli, numero- se copie del Vangelo di Giovanni e, a chi lo richiedeva, abbiamo regalato una copia del Nuovo Testamento. La gioia più bella è stata nel vedere il giorno dopo in Chiesa uno dei giovani che la sera prima era presente alla riunione. La nostra speranza è che i semi distribuiti in questi giorni possano portare Salvezza, Lode e Gloria al nome del Signore. Francesco Alboreto sulla salvezza per grazia in Cristo Gesù: anche per un solo peccatore che si ravvede gli angeli di Dio fanno festa. Al servizio è seguita la Cena del Signore, ricordando il Suo sacrificio vicario tramite gli elementi del pane e del vino. Il messaggio della Parola ci è stato amministrato dal fratello Paolo Mercante, pastore della comunità di Francofonte, quale utile strumento di edificazione dei fedeli e degli amici intervenuti per l’occasione. Il tutto si è concluso con un’agape fraterna, consumata in letizia e semplicità di cuore. Siamo grati al Signore, a Cui vanno tutta la lode e la gloria. Rocco Ruggiero SOMMATINO (CL) - BATTESIMI La Parola ci è stata predicata dal fratello Giuseppe Conserva, pastore della Chiesa di In una grande manifestazione di gioia, nella Caltanissetta e San Cataldo. Domenica 25 ci presenza del Signore, davanti ad una Chiesa siamo accostati alla Cena del Signore, nei lefestante, due giovani sorelle sabato 24 luglio gami di Colui che è il Signore della nostra vi2009 sono scese nelle acque battesimali, te- ta. Tutta la gloria va a Dio, che ci incoraggia stimoniando della loro fede e di quello che il a lavorare nella Sua opera. Signore ha fatto per loro. Salvatore Longo S.STEFANO DI CAMASTRA (ME) Con cuore grato a Dio scriviamo ai lettori del Risveglio Pentecostale, ringraziandoLo per come l’opera Sua va avanti nelle nostre zone. Il Signore ci ha dato grazia di svolgere dei culti evangelistici all’aperto nei mesi di giugno e luglio a S.Stefano di Camastra e Castel di Tusa (Me). Il 4 luglio una giovane credente ha fatto patto col Signore scendendo nelle acque battesimali, nel mare di Villa Margi - Reitano (Me). È stato motivo di gioia per tutta la comunità e di testimonianza agli astanti, che hanno ascoltato la predicazione dell’Evangelo. Successivamente abbiamo avuto la gradita visita del fratello Raffaele Paglia, pastore ad Andretta e Montecalvo Irpino (Av), che ha portato il messaggio della Parola di Dio meditando il Salmo 84 e considerando così il valore della presenza di Dio. Domenica 23 agosto la comunità si è riunita per un servizio di Santa Cena, rammemorando così la morte, la risurrezione e il ritorno del Signore Gesù. Ci aspettiamo da Dio che continui a benedire il Suo popolo e a far crescere la Sua Chiesa. Antonino Vitale R i s v e g l i o P e n t e c o s ta l e - N o v e m b r e 2 0 0 9 19 Notizie dalle nostre Comunità NOTIZIE DA GISSI, VASTO, TERMOLI 27 settembre a Termoli, dove ogni sera è stata predicata la Parola di Dio. Il Signore ci ha visitati in modo particoRingraziamo il Signore per la possibilità che anche quest’anno ci ha donato di svolge- lare, toccando diversi cuori e battezre diversi culti all’aperto, tenutisi da marzo fi- zando nello Spirito Santo. Con cuore no a settembre. Sabato dopo sabato abbiamo sincero ringrazio il Signore per l’amore con cui ci ha uniti nello svolgere tutte potuto annunciare il messaggio dell’Evangelo nelle varie piazze e località della zona, queste attività! I fratelli si sono prodigati sera dopo sera, giorno dopo giorno, aftrovando cuori duri e indisposti, ma grazie a Dio anche cuori sinceri e bisognosi di co- frontando anche molti chilometri di distannoscere Gesù. Sono stati installati dei gazebi za e non pochi sacrifici per rendere possibidal 19 al 23 agosto a Vasto Marina e dal 24 al li queste campagne evangelistiche. Ci racco- mandiamo alle preghiere della fratellanza affinché il Signore possa far prosperare l’Opera Sua in queste zone. Pasquale Puopolo BATTESIMI A BRUZZANO ZEFFIRIO (RC) Africo Nuovo (RC) e diaspora, è stata sviluppata proprio sul passo dell’eunuco e Filippo in Atti capitolo 8. Sotto l’unzione e la guida “E l’eunuco, continuando il suo viaggio tut- dello Spirito Santo, il Signore ha parlato ai cuori, edificando la nostra fede. La gioia dei to allegro...” (Atti 8:39). L’allegrezza ha caneofiti, insieme a quella di tutti noi credenratterizzato il giorno di festa che la chieti, ha regnato in questa giornata benedetta sa di Bruzzano Zeffirio (RC) ha avuto il 2 da Dio. La sala di culto era gremita di fedeagosto quando due anime hanno fatto patli e di alcune anime che per la prima volta to d’ubbidienza al Signore, scendendo nelpartecipavano ad una riunione evangelica: le acque battesimali. Sono stati i primi batpreghiamo per loro affinché il seme della tesimi dopo la costruzione del nuovo locaParola possa crescere e portare vita spirituale di culto, avvenuta di recente. La predicale in loro. Pregate per noi. zione della Scrittura, presentata dal fratello Mario Palamara Andrea Palamara, pastore della comunità di NUOVO LOCALE DI CULTO A S. GIOVANNI LUPATOTO (VR) la comunità di Verona. La riunione ha avuto inizio con la lettura del Salmo 84 da parte del fratello Emanuele Ruta (incaricato dalRingraziamo il Signore che, nella Sua fedel- la comunità di Verona per la missione di S. tà, ci ha dato la gioia di vedere sorgere una Giovanni Lupatoto) e con una preghiera. Subito dopo il pastore Gigi Borelli ha dato nuova opera missionaria nel comune di San un caloroso benvenuto ai numerosi presenti Giovanni Lupatoto (VR). Domenica 27 settembre abbiamo celebrato un culto di dedi- (molti dei quali alla prima esperienza con un cazione al Signore, ringraziandoLo per que- culto evangelico). Il fratello Borelli, pertanto, sta nuova luce accesa in un campo di missio- ha spiegato le motivazioni di questo impene da tempo oggetto dell’attenzione, dell’im- gno missionario, ricordando l’attuale valore del Grande Mandato affidatoci da Gesù. pegno e della preghiera dei fratelli del- BATTESIMI A NICHELINO (TO) Domenica 27 settembre la comunità di Nichelino ha gioito nel vedere una coppia di coniugi scendere nelle acque battesimali. Questi fedeli frequentano la nostra comunità già da un paio di anni e in questo tem20 R i s v e g l i o P e n t e c o s ta l e - N o v e m b r e 2 0 0 9 po hanno ricevuto la grazia di Dio nella loro vita, accettando Cristo come Salvatore e Signore. Per l’occasione è stato invitato il fratello Enzo Martucci, pastore delle comunità di Asti e Genova e membro del Comitato di Zona, che ci ha amministrato la Parola di Dio tratta dall’Evangelo di Giovanni. Sono seguiti gli interventi dei conduttori delle vicine comunità di Villafranca e San Bonifacio, ed una serie di cantici e testimonianze personali. Il messaggio della Parola (Salmo 118:19-24) è stato esposto dal fratello Enrico Cordioli, pastore della comunità di Mantova, il quale ha in primo luogo posto enfasi sul significato del nascere di nuove missioni, quale testimonianza e conseguenza diretta della normale crescita di un organismo. Il nostro ringraziamento sale a Dio per quanto fino ad oggi ci ha concesso, nella consapevolezza che quanto raggiunto non è un traguardo ma bensì un punto di partenza. Chiediamo di unirvi a noi nel pregare per quest’opera nascente. Il Signore ci benedica. “Questa è opera dell’Eterno, è cosa meravigliosa agli occhi nostri. Questo è il giorno che l’Eterno ha fatto; festeggiamo e rallegriamoci in esso” (Salmo 118:23,24). Antonio Fabio Briguglio Attraverso l’evento di Natanaele, ci è stato ricordato che Gesù vede, cerca e si cura dell’umanità, pronto a salvare tutti coloro che invocano il Suo nome. Siamo grati a Dio per l’opera buona che continua a compiere in favore dei Suoi figliuoli. Giuseppe Federico BATTESIMI A CONEGLIANO VENETO (TV) lo battezzato, che ha raccontato la sua esperienza spirituale per la quale ha preso la decisione di accettare Gesù nella sua vita, per servirLo con perseveranCon gioia comunichiamo alla fratellanza za. Anche se v’è stato un solo battesimo, che il 13 settembre abbiamo celebrato nella chiesa di Ogliano, frazione di Conegliano siamo stati tanto rallegrati: ‹‹… Quando Veneto, un servizio di battesimi, come segno l’ha trovata, chiama le amiche e le viciche il Signore continua a salvare coloro che ne, dicendo: “Rallegratevi con me, percredono in Gesù. Per l’occasione il messag- ché ho ritrovato la dramma che avegio della Parola di Dio è stato presentato dal vo perduta”. Così, vi dico, v’è gioia dafratello Giuseppe Bortoli, pastore della chie- vanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si ravvede» (Luca 15:9-10). Si è celebrasa di Bassano del Grappa (VI) invitato per ta nella stessa mattinata il servizio di Santa l’occasione. La Parola ha toccato il cuore di tutti i presenti, tra cui fedeli delle chiese dei Cena in cui il fratello Saverio Eronia, pastore della chiesa di Treviso, ha condiviso qualdintorni e anche dei simpatizzanti. che considerazione sul valore del sacrificio Dopo il messaggio della Parola c’è stato di Gesù per la nostra salvezza. Vi è stata senil battesimo per immersione nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Ha fat- tita partecipazione e si sono vissuti momento seguito la testimonianza dell’unico fratel- ti d’intensa comunione con Dio e con i fra- telli. Tutto il tempo trascorso è stato prezioso: la comunità ha ascoltato la Parola, adorato il Signore, Gli ha reso lodi ed ha ricevuto da Lui nuove forze per onorare il Suo nome. Grati al Signore per il Suo amore per noi, resta fermo il nostro impegno a vivere per Lui. Chiediamo di pregare per questa zona del Veneto, affinché vi siano fiorenti comunità. Giacomo Aceto BATTESIMI A BATTIPAGLIA (SA) Con gioia, gratitudine e ringraziamento al nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo, desideriamo rendere partecipi la fratellanza che sabato 5 settembre abbiamo celebrato, dopo molti anni, un Culto battesimale nella Comunità di Battipaglia (SA). Due giovani hanno pubblicamente testimoniato dell’opera di redenzione che Cristo ha fatto in loro. Hanno partecipato molti credenti e tanti visitatori hanno potuto ascoltare il potente messaggio dell’Evangelo, predicato dal fratello Renato Mottola, leggendo nel Cantico dei Cantici 8:5-7: “Mettimi come sigillo sul tuo cuore. Come sigillo sul tuo braccio”. CAMPAGNA EVANGELISTICA A BARCELLONA E S. AGATA (ME) Domenica 6 settembre abbiamo celebrato, in ricordo del sacrificio del Signore, la Santa Cena. Lo strumento usato da Dio per parlare al nostro cuore è stato il fratello Aldo Siviero e il tema trattato è stato: “La memoria del Giusto (Gesù) è in benedizione, ma sto ci affatichiamo e ci sforziamo con tutte le nostre forze. Durante questi mesi, il Signore ci ha concesso la grazia e la Sua guida per portare, in La missione principale che Cristo ha davari paesi, il lieto messaggio della Parola di to alla Sua Chiesa, di ogni tempo, è quella di proclamare con forza, franchezza e po- Dio; tramite la visite di tanti pastori, guidatenza pentecostale l’Evangelo della grazia ad ti dallo Spirito Santo, abbiamo potuto riafferogni creatura, e per questo ringraziamo Dio mare e stabilire audacemente che Gesù salva, battezza, guarisce, ritorna. anche per la libertà religiosa che ci ha doLa campagna evangelistica iniziata il 31 nato. Riconosciamo e comprendiamo che la maggio si è conclusa il 15 settembre, ragvita spirituale di ogni Chiesa è caratterizzata dall’evangelizzazione e dal raggiungimen- giungendo le località di Barcellona P.G., Petraro, Castroreale, Spinesante, S. Lucia, to dei perduti. La Bibbia ci ricorda nel Vangelo di Luca al Furnari, Falcone, S. Agata, Acquedolci, cap. 15 che “c’è grande gioia nel cielo per un Mistretta, Tortorici, Brolo, Gliaca di Piraino, solo peccatore che si ravvede ” e noi per que- S. Angelo di Brolo, Finale e Militello il nome degli empi marcisce.” (Prov. 10:7). Ringraziamo il Signore per averci onorato della Sua presenza e chiediamo alla fratellanza di pregare per noi, affinchè Dio continui a salvare anime che vivono nel peccato. Giuliano Guarnieri Rosmarino. Dio ha messo nel nostro cuore il desiderio di raggiungere sempre più zone e vi chiediamo di pregare per noi, affinché possiamo portare la bandiera della Parola ovunque e vedere un popolo che si converte all’Evangelo. Inoltre due nostri gruppi evangelistici, mensilmente, escono per le strade, con un programma stabilito, e continuano a distribuire trattati, volantini e Vangeli di Giovanni, parlando dell’amore di Gesù a quanti lo desiderano. Per tutto questo ringraziamo il nostro Dio e a Lui solo sia “la gloria, l’onore, il regno, la forza, la potenza, la maestà e la nostra devozione ora per tutti i secoli, Amen”. Davide Valentino R i s v e g l i o P e n t e c o s ta l e - N o v e m b r e 2 0 0 9 21 Notizie dalle nostre Comunità III CONVEGNO NAZIONALE RADIOEVANGELO Il Centro Comunitario Evangelico ADI del “Poggiale” (Bo) è stato il luogo che ha ospitato il III Convegno Nazionale Radioevangelo, appuntamento annuale dei responsabili e collaboratori delle emittenti radiofoniche ADI, svoltosi sabato 3 ottobre. Anche quest’anno i partecipanti si sono ritrovati per condividere idee, progetti, esperienze e soprattutto con il desiderio di rendere sempre più efficace quest’opera di evangelizzazione svolta tramite la radio. Fin dalla sera di venerdì 2 ottobre, coloro che avevano già raggiunto la sede del convegno hanno potuto gustare la comunione fraterna e la premurosa accoglienza del fratello Simone Caporaletti, organizzatore dell’incontro e pastore delle chiese di Bologna e Modena, e dei fratelli e sorelle impegnati per la buona riuscita dell’incontro. Con i fratelli di Radioevangelo Messina giunti per l’occasione, abbiamo condiviso le ansie e il dolore per la notizia dell’alluvione che ha colpito i credenti di Giampilieri, Scaletta Zanclea ed altri comuni del messinese, per i quali sono state elevate fervide preghiere. Il convegno, presieduto dal fratello Carmine Lamanna, si è aperto con un culto introduttivo nel quale abbiamo ricevuto la Parola di Dio predicata dal fratello Caporaletti sul testo di I Tessalonicesi, capitolo 2. La predicazione dell’Evangelo è lo scopo della nostra chiamata: predicazione che avviene “in mez- EVANGELIZZAZIONE A TRENTO zo a molte lotte”, e che non deve provenire “da finzione o motivi impuri”. Esso è esposto in modo da piacere a Dio e non agli uomini. Questa predicazione deve esprimersi con la stessa mansuetudine di una nutrice che cura teneramente i suoi bambini, ed altresì con l’autorevolezza di un padre verso i suoi figli. Il convegno ha poi affrontato gli argomenti previsti e considerato delle interessanti iniziative. Le Radioevangelo presenti in Sicilia realizzeranno, in via sperimentale, un collegamento in network per alcune ore giornaliere con una programmazione comune che renderà le Radioevangelo siciliane una realtà regionale. Questa sperimentazione sarà il preludio ad un collegamento nazionale di tutte le nostre emittenti che, per alcune ore al giorno, diverranno praticamente una unica radio con una programmazione unica. Ovviamente quanto detto non annullerà la natura “locale” delle nostre radio che continueranno ad essere espressione delle chiese delle varie zone che le sostengono. Altra iniziativa che darà impulso al lavoro evangelistico radiofonico è la realizzazio- ne di seminari formativi per coloro che sono impegnati in questo campo. Questi seminari saranno svolti in due moduli: il primo riguarderà la “Formazione dei redattori dei programmi, il Format radiofonico, Fondamenti di fonetica e dizione, Esercitazioni di fonetica e lettura”; il secondo modulo riguarderà invece le “Modalità e tecniche di registrazione, Prove pratiche di editing e recording”. È stato anche esposto quanto fatto con il “fondo soccorso Radioevangelo”, che ha lo scopo di aiutare quelle emittenti in difficoltà. Ricordiamo che questo fondo, alimentato da offerte delle chiese (anche quelle non direttamente coinvolte nel lavoro radiofonico e televisivo), è stato costituito per dare ulteriore aiuto a quest’attività. Le benedizioni ricevute dall’alto insieme allo spirito fraterno realizzato dai partecipanti, la squisita ospitalità di cui abbiamo goduto, hanno fatto di quest’incontro una occasione preziosa per la nostra opera radiofonica. Un sincero ringraziamento al Comitato Campeggio “Poggiale” ed al suo presidente, fratello Vincenzo Specchi. Il Comitato Audiovisivi e Radioevangelo settembre, un nutrito gruppo di fratelli, era impegnato nel montaggio della struttura. L’evento è stato presentato alla cittadinanza già 10 giorni Di fronte alle difficoltà, e soprattutto dinanzi a quelle che incontriamo servendo il Signore, prima, con il coinvolgimento della stampa locadue sono le possibili reazioni: la rassegnazione le, manifesti e la distribuzione, da parte dei credenti della comunità, di 10.000 opuscoli d’invio la determinazione di volere andare avanti a tutti i costi, avendo nel cuore la certezza di es- to. La campagna di evangelizzazione ha avuto sere nella volontà del Signore. È questa la stra- una vasta eco, tanto che una giornalista ha effettuato un’intervista al pastore, forse con inda che la chiesa di Trento ha deciso di intratento polemico, in quanto la piazza che ci ospiprendere, nonostante le tante impreviste diffitava è nota non solo per essere la naturale secoltà già all’alba con il montaggio dei gazebo. Per il secondo anno consecutivo, infatti, ne ab- de del famoso mercatino di fine anno, ma anbiamo potuto installare 4, gentilmente concessi che perché lì vi è la residenza del vescovo. La dalla comunità di Verona, nella splendida cor- telefonata, infatti, iniziava così: “Pastore… come mai davanti alla casa del vescovo?” L’ovvia nice del cuore della città di Trento, in piazza risposta è stata che a Trento non vi sono molFiera, la porta d’accesso al centro storico; sotto lo sguardo incuriosito di molti, con una leg- te alternative in tema di piazze, e che noi non gera pioggerellina che bagnava tutti, giovedì 3 siamo assolutamente mossi da intenti polemi22 R i s v e g l i o P e n t e c o s ta l e - N o v e m b r e 2 0 0 9 ci, ma che la nostra missione consiste semplicemente e potentemente nell’annuncio di tutto l’Evangelo. Grazie al Signore ed all’impegno dei credenti, non solo il tempo meteorologico è stato dei più adatti per l’occasione, nonostante le poco rassicuranti previsioni meteo, ma dal 3 al 6 settembre, dalla mattina alla sera, sotto i gazebo, dalle 10,00 alle 24,00, quasi non stop, la gente poteva ascoltare musica, canti, testimonianze, concerti, attività di laboratorio per i più piccoli, e soprattutto la predicazione della Parola di Dio, più affilata di qualunque spada; graditi ed efficaci strumenti per presentare il consiglio della Bibbia sono stati i fratelli pastori Glauco Rabitti, di Villafranca di Verona, Fabio Briguglio, da Verona, Giuseppe Bortoli, di Bassano del Grappa (VI), Domenico Dicuzzo, di Piove di Sacco (PD), ed il pasto- RADUNO CAMPISTICO DI ZONA ITALIA NORD EST “Ecco quant’è buono e quant’è piacevole che i fratelli vivano insieme! … là infatti il Signore ha ordinato che sia la benedizione, la vita in eterno. (Salmo 133:1,3)”. Versetti impressi sul manifesto dietro al palco del Palacongressi di Castel San Pietro Terme (BO), a fargli compagnia una bella foto del Poggiale, campeggio della zona Nord Est. La presenza giovanile ha prevalso, al Raduno Campistico di Zona il 12 Settembre, il Salmo 133 si è realizzato appieno, perché la sala ha accolto nel miglior modo possibile, gli oltre mille intervenuti. Il culto del mattino è stato aperto dal fratello Antonio Di Bello, segretario del Comitato di Zona Italia Nord Est, che ha ringraziato Dio per questa inaspettata e abbondante partecipazione, la presidenza del culto è stata affidata al fratello Enzo Specchi membro del Consiglio Generale e lo Spirito Santo ci ha guidati e sostenuti nell’adorazione comune al Signore Gesù Cristo. Il pastore della comunità di Modugno in provincia di Bari, Domenico Modugno, è stato il predicatore invitato per l’occasione. Prima del messaggio abbiamo ricevuto consolazione dal coro costituito dai partecipanti del turno Giovani 2, entrambi i cantici hanno innalzato un Signore presente in ogni difficoltà. Giunto il momento solenne del messaggio, il testo meditato e stato Matteo 20:29-34, sono stati evidenziati i vari aspetti dei due cechi che imploravano aiuto e che commossero il Maestro: Gesù si commosse perché simpatizzava con la loro sofferenza; si commosse per l’intensità del loro grido; si commosse per la costanza con cui re locale. Il velo sul capo delle sorelle, l’atmosfera festosa, un clima di spontaneità, la gioia dell’adorazione sono stati un forte impatto per i tanti che, di passaggio, per scelta o per esigenza improrogabile (davanti ai gazebo vi è la fermata del bus), hanno potuto vedere, ascoltare, parlare, confrontarsi con la nostra fede. Infatti, adiacente ai gazebo, abbiamo installato anche uno stand con tanta letteratura cristiana, striscioni e poster dislocati nella piazza; molti si sono avvicinati per fare delle domande, alcuni anche per contestare; sono stati donati tanti calendari, Nuovi Testamenti, CD di presentazione della nostra comunità; abbiamo ricevuto tanti apprezzamenti, qualche critica, ma goduto nel vedere alcuni rispondere all’appello della Parola del Signore; la testimonianza pubblica non è stata benefica solo per chi la riceveva, gridarono ed infine si commosse per la fede mostrata. L’efficacia dell’appello finale è stata tale che era difficile stabilire se fossero di più quelli che avevano risposto, di quelli che erano rimasti a sedere. Dopo ciò, ha perdurato un momento di adorazione profondo dove l’orologio è stato lasciato sotto le maniche della giacca. Il Signore ha avuto tutto il tempo e l’agio di consolare, liberare da cecità spirituali, e rimettere in piedi le vite dei suoi figli. Il culto No Stop stile campeggio, non ha potuto proseguire giunta l’ora del pranzo a sacco, tempo in cui si è potuto rivedere e abbracciare qualcuno conosciuto al campeggio. Alle 15.00 la sala era piena, come lo era il cuore di tutti del desiderio di ricevere ancora la Parola. Il culto serale è stato presieduto dal fratello Giuseppe Tilenni tesoriere dell’opera, abbiamo intercesso per i vari casi particolari, per l’opera in Burchina Faso afflitta da alluvioni, e per il Poggiale che necessita di nuovi e costosi lavori di ampliamento. La preghiera ha ceduto il passo al coro di Reggio Emilia, Sassuolo e Guastalla, abbiamo potuto ascoltare vigorosi inni di lode al Signore. Infine il messaggio ci ha proposto la figura della sterile Sara mo- ma anche per chi l’annunciava; si poteva osservare la luce della speranza della fede e della convinzione accesa negli occhi dei credenti mentre cercavano di rendere comprensibili le realtà del cielo. Mesi di preparazione, di preghiera si sono consumati in poco tempo, lasciando nei credenti un prezioso bagaglio di esperienze di fede e di grazia. Il Signore ci ha tanto incoraggiato, benedetto, andando al di là di ogni aspettativa più rosea. Dio è fedele! Desideriamo ringraziare anche i fratelli di Desenzano (BS), Saronno (VA), Padova, Vicenza e Thiene (VI) per la loro partecipazione ed il loro contributo musicale, ma anche i tanti fratelli che da Verona ci hanno in- glie di Abrahamo, alla quale Dio promette un figlio, Genesi 18:9-15, Vi è cosa troppo difficile per l’Eterno? L’introduzione decantava passi dell’uomo fatti nel campo della scienza e delle scoperte, passi che hanno trovato i loro limiti invalicabili, ma dove l’uomo non arriva, non capisce e non può, il Signore non usa mai l’espressione, troppo difficile. Tre erano le reazioni alla sterilità, problema troppo difficile al quale rassegnarsi: Sara era rassegnata così tanto da ridere ascoltata la promessa; Sara era con il cuore in tempesta dato che si sentiva umiliata di fronte alla fecondità di Agar; Sara si sentiva fallita perché aveva ceduto al forte desiderio materno tanto da spingere nelle braccia di Abrahamo, la serva Agar. Moltissimi hanno risposto all’appello che chiedeva semplicemente di aprirsi a Dio per lasciarsi consolare e liberare dalla rassegnazione. Nella presidenza del culto mattutino il fratello Specchi aveva letto Nehemia 8, possiamo confermare che il v.12 si è avverato appieno: “Tutto il popolo se ne andò a mangiare, a bere, a mandare porzioni ai poveri, e a fare gran festa, perché avevano capito le parole che erano state loro spiegate”. Paolo Perone coraggiato con le loro testimonianze. La fatica è stata grande, il coinvolgimento totale. Noi abbiamo fatto la nostra parte, cioè quel che ci era stato comandato di fare; riconosciamo di essere servi inutili e che ora spetta al Signore far crescere il seme piantato. Noi ci attendiamo un fruttuoso raccolto! Giuseppe Romanelli R i s v e g l i o P e n t e c o s ta l e - N o v e m b r e 2 0 0 9 23 Risveglio Pentecostale Organo ufficiale delle Chiese Cristiane Evangeliche “Assemblee di Dio in Italia” Ente Morale di Culto D.P.R.5.12.1959 n.1349 Legge 22.11.1988 n.517 Mensile a carattere religioso pubblicato dal Consiglio Generale delle Chiese Cristiane Evangeliche “Assemblee di Dio in Italia” Direzione, Redazione e Amministrazione: Via Altichieri da Zevio, 1 - 35132 Padova Tel. 049.605127 - fax 049.612565 e mail: [email protected] Versamenti c/c postale n.12710323 intestato a: Risveglio Pentecostale Via Altichieri da Zevio, 1 - 35132 Padova Spedizione in Abbonamento Postale Poste Italiane spa - D.L.353/2003 (conv. in L.27/02/2004 n.46) art.1 comma 2, DCB Vicenza Tipografia Cooperativa Tipografica Operai srl - Vicenza RECENSIONE Andate… e predicate Riflessioni bibliche sul ministerio rivolte ad ogni credente “Andate… e predicate” risulterà senz’altro utile a ogni ministro di Dio alla ricerca di un confronto con altri conservi e a quanti desiderino ricevere istruzione dalla Parola per viverla spiritualmente e concretamente. Il libro presenta un’anima coraggiosa e forte, ma allo stesso tempo umile e generosa. Per ciascuna delle sue parti l’insegnamento è sistematico, didascalico, diretto. La sua “voce” è appassionata, perché presenta il suo messaggio con il cuore. Un cuore che batte dalla parte di chi ama il Signore e desidera vedere la “vera” salvezza di tante anime, quale risultato di una vibrante proclamazione del Vangelo effettuata da strumenti “completi e ben preparati per ogni opera buona”. Ecco che allora fa udire la sua voce per ricordare a tanti altri servi del Signore le parole di Gesù: “Andate… e predicate…” senza mai dimenticare, però, che “senza di me non potete fare nulla”, spingendo così ognuno a servire Cristo e la Sua Chiesa confidando nel fatto che con Lui ogni cosa è possibile. ANDATE... E PREDICATE - AA.VV., Hilkia Inc., da richiedere a ADI-Media, Via della Formica 23, 00155 Roma, Tel.06.2284970; Fax 06.2251432, e-mail: [email protected] “Risveglio Pentecostale” è una pubblicazione delle As semblee di Dio in Italia, che fin dal 1946 ha lo scopo d’essere, con l’aiuto di Dio, strumento di edificazione per la Chiesa del Signore, sostenendosi esclusivamente con libere offerte. Questo numero di Risveglio Pentecostale è consultabile anche su internet all’indirizzo web delle Chiese Cristia ne Evangeliche A.D.I.: www.assembleedidio.org STAMPE PERIODICHE Imprimé à taxe réduite - taxe perçue Tassa pagata - Italia In caso di mancata consegna si prega di restituire al mittente (Redazione Risveglio Pentecostale, Via Altichieri da Zevio, 1 - 35132 Padova) che si impegna a corrispondere il diritto fisso specificando il motivo contrassegnando con una X il quadratino corrispondente: Destinatario sconosciuto PARTITO Trasferito IRREPERIBILE deceduto Indirizzo insufficiente inesatto Oggetto rifiutato non richiesto non AMMESSO grazie per la cortese collaborazione 24 R i s v e g l i o P e n t e c o s ta l e - N o v e m b r e 2 0 0 9