IPASVI Gorizia
17 ottobre 2013
Riorganizzare il sistema sanitario:
umanizzazione e competenza
A cura di G. Giuricin
“ E’ essenziale sollevare gli infermieri da tutti i compiti
non infermieristici che possono essere eseguiti da
altri”
“Sembrerebbe ragionevole collocare infermieri
altamente formati dove le loro speciali competenze
sono piu’ necessarie, ed impiegare altri operatori per
i pazienti che non richiedono una costante
attenzione da parte di infermieri esperti”
“un nuovo modo di raggruppare i pazienti e’
necessario, e le Direzioni degli ospedali dovrebbero
tenere in seria considerazione questo fatto”
Progress Patient care By. Ronald Wrawen,
1963
1.
2.
3.
Responsabilita’ dell’infermiere nel processo
di assistenza, focalizzando il valore della
disciplina infermieristica che risponde a
EBN, EBM, facendosi carico della
personalizzazione e della continuita’ delle
cure
Responsabilita’dell’infermiere
nell’organizzazione del lavoro e delle
attivita’sulle 24 ore
Responsabilita’dell’infermiere nel controllo e
uso appropriato delle risorse strumentali e
umane, coordinatori, Direzione.
Pres. Coord. IPASVI reg. Toscana, dott. C. Monaci
Scenario e contesto
La medicina è oggi in grado di curare sempre di più, ma
non sempre di guarire; possiamo addirittura sostenere
che guarisce, percentualmente, meno: pensiamo a
esempio ai dializzati, trapiantati, cardiopatici, diabetici,
oncologici, ecc.
Esistono quindi moltitudini di persone che convivono,
spesso a lungo e con buona qualità di vita, con la
malattia e che hanno bisogno di cure di nuovo tipo.
I progressi ampiamente positivi socio-economici e culturali
intervenuti in Italia e nei paesi occidentali hanno reso
sempre più consapevole la popolazione dei suoi diritti:
la salute è sempre più riconosciuta come diritto primario e
si pretendono giustamente prestazioni sanitarie di livello
sia tecnico che di qualità globale del trattamento sempre
più elevati per mantenere o recuperare la salute.
.

Occorre quindi un rinnovato sistema integrato
per fornire risposte adeguate anche
aspettative attuali in termini di diagnosi,
terapia, riabilitazione, assistenza, anche ai
“sopravvissuti” non guariti dalla malattia
Medicina d’iniziativa

La cronicità viene, oggi, affrontata con la
“medicina di iniziativa”, intervenendo prima
dell’insorgere della malattia, con una
medicina quindi che si occupa di promozione
della salute con l’intervento di team
multidisciplinari coordinati dai MMG quali
responsabili clinici ed assistenziali delle cure
primarie sul territorio
Medicina d’iniziativa
Offrire agli assistiti le massime facilitazioni nell’accesso ai
servizi, utilizzando ampiamente strumenti come telefono, e-mail
e internet nelle relazioni tra pazienti e professionisti;
– Coinvolgere i pazienti nei processi assistenziali attraverso il più
ampio accesso alle informazioni, il counselling e il supporto
all’autocura;
– Allestire sistemi informativi, accessibili anche agli assistiti, in
grado di documentare i risultati e la qualità degli interventi
sanitari;
– Organizzare sistemi di follow-up e reminding che agevolino il
controllo dei processi di cura, in particolare nel campo delle
malattie croniche;
– Garantire l’attuazione di percorsi diagnostico-terapeutici e il
conseguente coordinamento tra i diversi professionisti e la
continuità dell’assistenza tra differenti livelli organizzativi come,
ad esempio, tra ospedale e territorio
Riorganizzare in sistema sanitario
I 4 pilastri sono:




i medici di medicina generale
i centri diagnostici
i centri di riabilitazione, lungo degenza e
assistenza socio sanitaria
l’Ospedale ad alta tecnologia e alta
assistenza
Ospedale di distretto ( Trentino)
L’Ospedale di Distretto (OD) rappresenta una
modalità assistenziale innovativa nella quale
il cittadino ammalato, attraverso un iter di
cure semplificato, usufruisce di un percorso
clinico coordinato dal proprio Medico di
Medicina Generale che gestisce in una sede
strutturalmente idonea, il Piano di Intervento
per il proprio paziente.

L’Ospedale di Distretto ospita pazienti con
bisogni di salute a bassa intensità di cure
complesse, sotto l’aspetto specialistico tecnologico, ma che, per motivi prevalentemente
legati a problemi Sociosanitari, o un condizioni
di fragilità assistenziale, non possono essere
opportunamente trattati al loro domicilio
attraverso l’ADI, e richiedono di essere assistiti
in ambiente Sanitario Protetto
L'obiettivo dell’Ospedale di Distretto é
prevalentemente orientato a mantenere il malato
nel proprio contesto ambientale, con il concorso
di figure sanitarie note, offrendo la possibilità di
poter soggiornare, se pur in condizioni di
malattia, in ambiente protetto.
Tale situazione si ritiene possa creare le
condizioni per sostenere il mantenimento delle
autonomie dell’anziano, ritardando possibili
scompensi dovuti al ricovero in ambiente
ospedaliero, che possano favorire l’instaurarsi di
condizioni di non autosufficienza.
Ospedale di Gorizia e di Monfalcone
Ospedali ad alta tecnologia e alta assistenza
Ospedale quindi come nodo importante di una
rete (network), in un sistema
non “ospedalocentrico” ma “cittadinocentrico”:
bisogna quindi agire su ogni costituente
del sistema, nella sua globalità.
Il nuovo Ospedale deve essere luogo a
misura d’uomo, centrato sulla persona e
sulle sue esigenze (specie se malata e
quindi debole), luogo della speranza, della
guarigione, della cura (se non si può
guarire), dell’accoglienza e della serenità
dell’affidarsi.
La difficoltà sta proprio nel conciliare la
complessità e la tecnologia di una
“macchina” che può apparire totalmente
ostile e impietosa, con aspetti quali la
dimensione umana, la fiducia e non la
paura, l’accoglienza, la cura, il
rasserenamento; in altre parole,
“l’umanizzazione”.
È necessaria una revisione totale di approccio, un
cambiamento di 180 gradi nell’angolo di visuale:
tutto deve essere fatto per soddisfare le
necessità del singolo cittadino malato e quelle
della comunità che lo accoglie, e non per
soddisfare tecnicismi o desideri di medici,
infermieri, dirigenti, gestori o politici, le cui
esigenze vanno ovviamente tenute in conto ma
non devono mai prevaricare quelle delle
persone che all’Ospedale si rivolgono
Un Ospedale il cui funzionamento avvenga per processi e
non secondo funzioni,con elevato grado di
interdisciplinarietà, polispecialità e integrazione.
Un Ospedale permeabile: ovvero aperto, non più un
“recinto” per proteggere i sani dai malati, bensì un pezzo
di città in cui i luoghi della città – la strada, la piazza,i
negozi, il parco – penetrino nel cuore dell’edificio
connotandone l’aspetto e una buona parte del complesso
accolga funzioni pubbliche aperte alla città.
Un Ospedale in cui i principi di contiguità, di modularità, di
standardizzazione e di centralizzazione dei servizi trovino
pieno soddisfacimento.
Allo stesso modo ci sembra che anche l’amichevolezza e
l’accoglienza della struttura,il comfort e il calore umano
che devono rendere l’Ospedale luogo amico, siano
raggiungibili salvaguardando al contempo le necessità
complesse, multiple e peculiari della “macchina” che può
permanere efficace ed efficiente nelle sue prestazioni.
È una tipologia di Ospedale che può conciliare la
dimensione umana e la buona funzionalità e cercare
quindi di rendere possibili simultaneamente ed
efficacemente gradevolezza e funzionalità, alta
tecnologia e soddisfazione degli operatori, dei singoli
cittadini e della collettività
PRINCIPI ISPIRATORI: IL DECALOGO
1. UMANIZZAZIONE centralità della persona
2. URBANITÀ integrazione con il territorio e la città
3. SOCIALITÀ appartenenza e solidarietà
4. ORGANIZZAZIONE efficacia, efficienza e benessere percepito
5. INTERATTIVITÀ completezza e continuità assistenziale
6. APPROPRIATEZZA correttezza delle cure e dell’uso delle risorse
7. AFFIDABILITÀ sicurezza e tranquillità
8. INNOVAZIONE rinnovamento diagnostico, terapeutico,
tecnologico, informatico
9. RICERCA impulso all’approfondimento intellettuale e clinicoscientifico
10. FORMAZIONE aggiornamento professionale e culturale
Assistenza ospedaliera per intensità di cura: la centralità del
paziente è l’elemento guida


Un ospedale non più strutturato come da tradizione
in Reparti o Unità operative in base alla patologia e
alla disciplina medica per la sua cura, ma
organizzato in aree, chiamate “piattaforme logistiche
di ricovero”, che aggregano i pazienti in base alla
maggiore o minore gravità del caso e al
conseguente minore o maggiore livello di
complessità assistenziale.
E’ questo il “nuovo” ospedale che si sperimenta
anche in Emilia-Romagna per coniugare meglio
sicurezza, efficienza, efficacia ed economicità
dell’assistenza mettendo ancora di più al centro il
paziente e il livello del suo bisogno di assistenza.
L’ospedale “per intensità di cura”
supera il concetto di Reparto o di Unità operativa per
garantire la più completa integrazione delle diverse
competenze professionali necessarie per trattare le
diverse patologie di pazienti riuniti in una piattaforma
logistica di ricovero e dunque con uguale livello di
bisogno assistenziale. Al medico maggiormente
correlato alla patologia chiave del paziente resta in
capo la responsabilità di tutto il percorso diagnostico
e terapeutico (ad esempio cardiologo per il
cardiopatico); all’infermiere è affidata la gestione
assistenziale per tutto il tempo del ricovero.
L’assistenza per intensità di cura prevede tre livelli:
un livello di intensità alta che comprende le degenze
intensive e sub-intensive (ad esempio rianimazione,
unità di terapia intensiva cardiologica (UTIC), Stroke
Unit per ictus...);
Un livello di intensità media che comprende le
degenze suddivisi per aree funzionali (Area medica,
chirurgica, materno-infantile ...);
un livello di intensità bassa dedicato ai pazienti postacuti.
Le opportunità offerte
Questa nuova organizzazione consente al
medico di concentrarsi sulle proprie
competenze distintive e di esercitarle nelle
diverse piattaforme logistiche di ricovero,
ovunque siano i pazienti di cui ha la
responsabilità clinica o alla cui cura concorre;
al tempo stesso consente all’infermiere di
valorizzare appieno le proprie competenze
professionali e il proprio ruolo.
Un altro aspetto di grande rilevanza è
l’ottimizzazione dell’utilizzo delle risorse
tecnologiche e strutturali (gli ambienti di
degenza, le sale operatorie, gli ambulatori,
i servizi di diagnosi, in una parola tutte le
strutture assistenziali sono utilizzabili da
più professionisti, senza divisioni e senza
dispersioni) e delle risorse umane (i diversi
professionisti sono chiamati a un confronto
quotidiano e questo rende più difficile
l’affermarsi di stili di lavoro particolaristici).
Permette inoltre di diminuire i posti letto non
utilizzati (superando il non pieno utilizzo dei
posti letto dei diversi Reparti) e di impiegare
meglio le risorse infermieristiche (da mettere a
disposizione non più in base al numero di posti
letto di un reparto, ma in base alla intensità dei
bisogni assistenziali dei pazienti di quella
piattaforma logistica di ricovero).
La nuova assistenza ospedaliera per intensità di cura
deve poi, necessariamente, essere modellata
secondo la specificità dell’ospedale in cui si
sperimenta, e quindi del contesto in cui lo stesso
ospedale si trova, dei servizi di cui dispone. E’ un
“modello” flessibile che, per funzionare bene, deve
in ogni caso avere una gestione molto forte, capace
di organizzare procedure e processi e di continuare
a garantire continuità delle cure e dunque
integrazione con il territorio, a partire dai medici di
famiglia e dalle strutture di riabilitazione.
È necessario superare l'approccio tradizionale, dove ad essere curata
è solo la malattia, per arrivare a “prendersi cura del paziente” nella
sua globalità
Le ulteriori novità sono rappresentate dalle figure
del Tutor medico e dal team infermieristico
dedicato. Dal momento del ricovero fino alla
dimissione il paziente verrà affidato a un unico
interlocutore, il Tutor medico, che lo seguirà in
tutto il percorso diagnostico e terapeutico. Nel
prendersi cura del paziente, il Tutor medico si
potrà avvalere di team multidisciplinari –
composti da specialisti – che verranno
consultati a seconda delle esigenze di ogni
singolo caso.
L'assistenza infermieristica sarà caratterizzata da
un team dedicato con precise figure di
riferimento per il paziente: un “infermiere di
processo” che si occuperà dell'accoglienza in
reparto, di rilevare le necessità del malato e
del progetto assistenziale personalizzato. Lo
stesso collaborerà con l‘”Infermiere di cellula”
dedicato all'assistenza diretta sul paziente
a sua volta coadiuvato dal personale di supporto.
Attivita’ dell’ infermiere di cellula
1.
2.
3.
Pianifica-eroga-valuta l’assistenza
infermieristica
Gestisce il percorso diagnostico terapeutico
Definisce il PAS ( piano assistenziale
standard)
Il cambiamento…
In pratica, la visione di piattaforme, visione
orizzontale, porta gli specialisti, medici e
infermieri ad intervenire sui pazienti, ovunque
essi siano. Questo favorisce la
collaborazione multidisciplinare e lo sviluppo
di solidi, sicuri e rapidi percorsi.
..si riuniscono le Coordinatrici e le Rid
dell’Ospedale di Gorizia
L’obiettivo
è quello di mantenere l’intensità di cure
allocando gli assistiti del PS e i ricoverati nel
posto giusto con il personale dedicato; di
permettere una fluidità organizzativa, che
eviti di compromettere le relazioni tra
operatori ovvero di raggiungere la vera presa
in carico dei pazienti con la dovuta sicurezza
Modalità operative degli ospedali della Regione
del FVG
Udine, 4 medicine, non fanno mai ricoveri notturni, salvo
casi estremi PS – Medicina d’urgenza con occupazione
completa.
Pordenone: 2 medicine su 2 piani con 49 assistiti per
piano. Al pomeriggio spostano 4 pz stabilizzati (2 per
piano) nel DCH. Durante la notte ricoverano perché la
loro Medicina d’urgenza è stata trasformata in subintensiva con monitoraggio di pazienti ancora a rischio di
instabilità. Dopo che hanno occupato i 4 posti, se non c’è
posto in PS il 5° paziente, dopo stabilizzazione in PS,
viene portato in DCH. L’infermiere di chirurgia assiste il
pz medico in tutto i suoi bisogni. L’internista, visita,
consegna ed esplicita la dimissione mentre l’infermiere
di chirurgia provvede alla dimissione ( parenti, farmaci,
ambulanza ecc..)
Monfalcone, come Pordenone, tranne che di notte
spostano lo stabilizzato, ma non ricoverano gli acuti
internistici. Da quando hanno aperto gli 8 posti letto in
Medicina gli appoggi sono diminuiti. L’internista fa la
dimissione e poi va a consegnarla al paziente
spiegandola.
Trieste: 81 pl. Totali di Medicina, sono divisi in settori di 49
pl . A Trieste le Medicine hanno i pl occupati, indi hanno
appoggi sempre. In Direzione Sanitaria c’è personale
preposto che mette su intranet tutti i posti liberi e le sedi;
la medicina, sulla base di quest’informazioni, nel
pomeriggio trasferisce i malati stabilizzati. Il PS ha una
buona osservazione temporanea e quando anche la
Medicina d’urgenza non ha più posti liberi, mandano di
notte il paziente in Medicina, se è stato stabilizzato in PS
va direttamente in appoggio, se invece è ancora in fase
acuta va in Medicina si stabilizza e poi si appoggia ,
raramente, quasi mai spostano di notte un paziente della
medicina
Fermo restando che si ritenga l’apertura dei posti letto
di Osservazione ( medicina d’urgenza) presso il PS
la soluzione ottimale,(non decisiva) nel documento
si esplicitano , in accordo, alcuni
accomodamenti/proposte, ai fini di contribuire al
miglioramento e alla sicurezza degli assistiti durante
il turno notturno/festivi. Alcune cose sono già prassi
consolidata, ma era necessario annotarle per
garantirne la continuità professionale
Pronto Soccorso
Rispetto dell’identificazione dei pazienti ( braccialetto
identificativo) e notifica dell’identificazione sul verbale
di ricovero
Raccolta del consenso per il trattamento dei dati
(privacy)
Rispetto della procedura della Direzione Sanitaria, prot.
N. 2796 del 22 gennaio 2013 (valido per tutti i
Dipartimenti coinvolti).
Collaborazione con il medico di medicina interna(numero
4880) prima di effettuare il ricovero (pertinenza
medica) per evitare l’accesso del paziente in
situazione clinica acuta presso il DCH
Pronto Soccorso
L’internista di guardia (nel
pomeriggio/notte/festivi e week-end) monitora
la disponibilità del posto letto all’interno del
DM. Telefono numero 4880.
Durante la settimana dalle 8 alle 14.30 si
mantiene l’attuale contatto con le coordinatrici
infermieristiche delle degenze mediche
L’assistito , compatibilmente alla patologia si
stabilizza ( con la collaborazione dell’internista)
presso il PS (pertinenza medica)
Pronto Soccorso
Mantenimento prima dell’eventuale ricovero delle
prassi relative a: diagnostica ( prelievi, ECG,
RX) ; vene periferiche di calibro e posizione
adeguata; camice ospedaliero ; consegna
degli effetti personali ai familiari, se presenti,
con documento firmato della consegna
Il personale infermieristico della Medicina viene
informato dal PS dell’eventuale ricovero
notturno. Il personale della Medicina, sulla
base delle disponibilità dei posti letto, in
accordo con il Dirigente medico, provvede ad
interfacciarsi con i colleghi del Dipartimento
Chirurgico
Pronto Soccorso
La comunicazione con i reparti sulla disponibilità dei
posti letto viene definita all’inizio del turno. Il numero
del PS dedicato alla specifica comunicazione è il 2315
Valido per le 24 ore: cadenzare i ricoveri nelle Medicine
ogni 30 minuti, tranne le emergenze, (previa
comunicazione telefonica) per permettere la presa in
carico completa, in special modo dalle ore 14 alle ore
14.30 (consegne infermieristiche)e dalle ore 21 alle
21.20
Pianificare la programmazione dei ricoveri dalle ore 8
alle ore 20,limitando all’urgenza il ricovero notturno
Medicina Degenze
Rispettare rigorosamente la procedura della Direzione Sanitaria,
prot. N. 2796 del 22 gennaio 2013 (valido per tutti i Dipartimenti
coinvolti)
La neurologia, viene coinvolta nella gestione dei ricoveri (pertinenza
medica)
I pazienti che necessitano di CVE ( cardioversione elettrica) in
elezione, possono essere trasformati in DH e non ricovero
ordinario ( pertinenza medica)
Se possibile cercare di evitare spostamenti degli assistiti durante la
notte per far posto al ricovero, tranne casi clinici precisi definiti
dal Dirigente medico Internista
Gli interlocutori, in caso di ricoveri sono Dipartimento Medico e
Dipartimento Chirurgico, mentre il PS si interfaccia solo con il DM
per i ricoveri internistici
Medicina Degenze
L’internista di guardia (nel pomeriggio/notte/festivi e
week end) monitora la disponibilità del posto letto
all’interno del DM. Telefono numero 4880.
L’infermiere esperto ( turno per turno) provvede ad
interloquire con il DCH per definire gli appoggi,
descrivere la situazione clinico assistenziale e i
bisogni della persona; provvede, se necessario, a
dare i farmaci o qualsivoglia presidio biomedicale
Le dimissioni nelle degenze di Medicina vanno
pianificate almeno 24-48 ore prima, devono avvenire
entro le ore 15 ( salvo rare eccezioni) di ogni giorno.
Dipartimento di Chirurgia
Rispetto della procedura della Direzione Sanitaria, prot. N. 2796 del
22 gennaio 2013 (valido per tutti i Dipartimenti coinvolti).
Il settore Accoglimento (“bancone”) si occupa di monitorare
le disponibilità e mantenere i rapporti con le colleghe di
Medicina, dal lunedì al venerdì al numero 4509. Durante
il week-end i contatti sono presi con il settore di degenza
di accoglimento (stabilito in base ad un protocollo interno
al Dipartimento chirurgico). La disponibilità deve tener
conto delle eventuali urgenze chirurgiche e degli ingressi
dei nuovi operandi del giorno dopo come da protocollo
della Direzione Sanitaria, prot. N. 2796 del 22 gennaio
2013
Dipartimento di Chirurgia
Si osserva la presa in carico dell’assistito ,
mantenendo con i colleghi delle medicine un
rapporto collaborativo
Mediante il sistema ADT si garantiscono gli
esami di laboratorio (richieste e etichette)
Le dimissioni dell’assistito in appoggio (
ambulanza, farmaci) sono effettuate dal
personale del DCH. La consegna e le
spiegazioni relative alla dimissione sono a
carico dell’internista
Valido per entrambi gli ospedali
ICA ( infermieri di continuita’ assistenziale):
professionisti dedicati alla dimissione degli
assistiti, ai loro bisogni socio sanitari e alla
concreta integrazione sul territorio che sono
un valido e competente aiuto per le unita’
operative.
Disposizione strutturale della SOC di Cardio-Nefro
Area di Accoglimento e Degenza Breve
ADB-Nefro..premessa
Attualmente all’interno della SOC di Cardio-Nefro
l’accesso degli assistiti è simile a quello della
SOC di Medicina, portando un carico
assistenziale diverso da come è stato pianificato
all’inizio della loro programmazione. L’accesso è
principalmente di utenti con patologie
internistiche e in minor percentuale i ricoveri di
pazienti con problematiche cardiologiche.
Questo aggrava significativamente l’assistenza
infermieristica. Nell’anno 2012 si evince che i
ricoveri notturni in media sono pari a n. 3 presso
il dipartimento medico (SOC di Medicina).
Il paziente è affetto spesso da una pluripatologia, è in una condizione di instabilità
clinica ed è bisognoso di monitoraggio iniziale
e di frequenti procedure o esami (intervento
gravità-correlato). In quest’ottica risulta
importante individuare sia i pazienti ,sia
un’area dedicata alla loro cura/assistenza
ADB: obiettivi
Il progetto è finalizzato a migliorare la qualità
assistenziale e l’ approccio diagnostico-terapeutico
garantendo la migliore efficacia e efficienza dei
trattamenti; a ridurre o annullare gli spostamenti
degli utenti di medicina verso altri reparti per i
ricoveri notturni. Inoltre mira a ridurre i ricoveri
impropri e casi sociali nei reparti di medicina.
Il progetto può essere attuato con isorisorse o con un
minimo aumento del personale; sicuramente
necessita di una rivisita organizzativa. Ci può essere
la richiesta di qualche miglioramento tecnologico
all’interno dell’area ADB.
Va organizzata la gestione degli 8 posti letto al fine di
evitare il più possibile l’appoggio dei pazienti presso
altre U.O.
Eleggibili assistiti ADB
Valutazione diagnostica e trattamento di
paziente con patologia acuta a bassa criticità
(score MEWS <4), ma con elevata
complessità potenziale.
Persone eleggibili all’area di accoglienza Medicina Interna





Attacco ischemico
transitorio di lunga durata a
rischio medio-basso
Colica addominale non
chirurgica
Sub occlusione intestinale
Polmonite di comunità
Bronchite cronica con lieve
riacutizzazione





Alterazioni dell’equilibrio
idroelettrolitico di media
entità
Scompenso cardiaco, non
in prima diagnosi
Sospetto di emorragia
gastrointestinale con score
di Rockall <6
Trombosi venosa profonda
e trombo-embolia
polmonare minore (
compenso di circolo,
troponina e BNP negativi
iperglicemia
Assistiti non eleggibili per la ADB




Persone con alta criticità clinica, score
MEWS > 4
Persone con alta dipendenza assistenziale,
indice di Barthel >30
Persone con malattia infettiva trasmissibile
e/o che necessitino di isolamento per
immunodeficienza
Persone con malattia in fase di terminalità
Tutti i pazienti con problematiche internistiche, non
chirurgiche, provenienti dal Pronto Soccorso
verranno ricoverati per l’area ADB.
L’assistito che viene accolto in Area ADB avrà una
degenza massima di 24-48h, in base alla situazione
clinica e socio-assistenziale, successivamente verrà
allocato presso la SOC di Medicina Interna per la
prosecuzione delle cure
Per migliorare l’assistenza si possono utilizzare scale
già consolidate in letteratura (es. il Modified Early
Warning Score (MEWS), l’indice di Barthel, ecc.),
che valutino l’indice di complessità assistenziale.
Pazienti con un altissima complessità vengono
destinati in T.I. per la prosecuzione delle cure
Progetto/ipotesi/sogno
“ Accoglienza dei nuovi ricoverati della Medicina”
P.O. Gorizia
Periodo di sperimentazione dal 15 novembre 2013 al
15 febbraio 2014
Disponibilità di 8 posti letto al 3° piano , ala
specialistica ( ex cardio- nefrologia), “Medi-nefro”
Le persone che necessitano di ricovero presso la
S.O.C. di Medicina dal Pronto Soccorso o da altra
U.O. verrà accolto al 3° piano presso il settore
“Accoglienza Medicina”
Durata ricovero presso il settore: 24-48 ore
Dopo tale periodo di stabilizzazione e inquadramento
diagnostico terapeutico l’assistito verrà assorbito
nelle degenze mediche A e B. Il trasporto sarà
effettuato, entro le ore 17 dal personale della Ditta
trasporti e da un’OSS del reparto, da lunedì a
venerdì. Il sabato, la domenica e i festivi è
importante mantenere sempre 5-6 posti liberi per i
ricoveri entranti, identicamente entro le ore 17, in
vista della notte, avere sempre 2-3 posti liberi .
Organizzare la gestione degli 8 posti letto al fine di
evitare il più possibile l’appoggio dei pazienti presso
altre U.O.
Punti di forza:





Eliminare i ricoveri notturni, diurni, festivi nelle
medicine A e B ( permangono a carico del personale
turnista le attività di routine e di sorveglianza)
Concentrare i nuovi ricoverati in un’unica sede
agevola l’Internista che non deve andare nei vari
reparti di appoggio o nelle due medicine
L’assistenza all’ingresso risulta più fluida e attenta
perché il personale di accoglienza riceve minori
interruzioni determinate dai bisogni degli altri
numerosi assistiti ( vedi degenze A e B)
Il personale del P.S. porterà i ricoverati sempre nella
stessa sede senza dispendio di telefonate e tempo
Riduzione drastica di pazienti in appoggio presso
altre U.O.
Punti di forza




Il personale infermieristico ruoterà presso l’ala di accoglienza per
mantenere le competenze nell’acuzie internistica ( 3-6 mesi a testa);
la motivazione-interesse professionale potrebbe esserne stimolata;
sara’ valutato e rispettato il personale interesse a permanere nei
due settori;
L’elaborazione di procedure condivise e la creazione dei percorsi
medico-infermieristici-assistenziali sara’ motivo di forte integrazione
e di appartenenza al gruppo (collante)
La possibilità di utilizzare i monitor presenti rendendoli collegabili al
PC nella guardiola infermieristica dell’ala e non più con la
Cardiologia
Non è una medicina d’urgenza, ma un reparto per l’accoglimento dei
malati di medicina, le regole attuali devono permanere ( 1 ricovero
ogni 30 minuti, dal PS o da altro reparto con preavviso telefonico
all’internista di guardia e al personale di Medi-Nefro, evitare il
ricovero durante le consegne infermieristiche) .
Criticità:






manca 1 internista ( aumentano 8 posti letti nel numero
complessivo)
mancano 2 operatori oss per la copertura del turno notturno che
diventerebbe fisso ( ad oggi di notte c’è solo 1 infermiere e l’ala
Cardio-Nefro viene aiutata dall’ oss jolly che prevalentemente
opera in Neurologia
2 infermieri a tempo pieno (sufficiente il rientro di 4 infermiere in
maternità e conferma degli attuali incarichi)
rischio di ricoveri continui, senza preavviso e senza la
stabilizzazione da parte del PS ( perché si fraintende il significato
degli 8 posti letto)
Andrebbe, dopo periodo di sperimentazione, rivalutata la reale
necessità di organico in detta sede
Rischio di protratta occupazione dei PL ADB dai casi sociali (
intervento tempestivo ed efficace degli ICA)
Turno ideale ADB
8 PL ADB + 6 PL Nefrologia
Mattino 7-14.20: 1 infermiere di cellula,
1infermiere di piano ( che a seconda del
flusso e della presenza delle persone
ricoverate collabora con la Medicina degenze
del piano), 2 oss ( di cui 1operatore socio
sanitario di piano)
Pomeriggio 14-21.20: 1 infermiere di cellula, 1
infermiere di piano ( vedi sopra), 1 oss
Notte 21-7.20: 1 infermiere di cellula, 1
infermiere di piano e 1 oss
Degenze mediche (senza ricoveri, ma solo ingressi stabilizzati
provenienti dall’ADB)



Mattino: 2 infermieri, 3 oss
Pomeriggio : 2 infermieri, 2 oss
Notte: 1 infermiere e 1 oss
* In caso di necessita’ collabora l’infermiere di
piano
* In caso di necessita’ collabora l’oss di piano
Il collega Davide Longo aggiunge:


E’ inoltre fondamentale un’analisi delle attività dell’U.O. Medicina
(A e B) e dell’Area ADB, tenendo conto della degenza breve,
tipologia dei ricoveri,complessità assistenziale, e numero rientri
dei pazienti entro 48 ore e durante l’anno solare.
Tutto questo garantirebbe l’efficacia delle cure , scongiurando un
rientro a breve distanza di tempo. Quest’ultimo obiettivo è
raggiungibile utilizzando percorsi clinico-assistenziali semplici,
ripetibili e condivisi tra tutti gli operatori sanitari. La
diagnostica‘‘leggera’’, come l’ecografia al letto del malato (‘‘bed
side echography’’), è sicuramente lo strumento più semplice e
completo. Una formazione sul campo su quest’ultimo tema
sarebbe appropriato per migliorare la qualità e l’appropriatezza in
ambito assistenziale all’interno del dipartimento e in particolar
modo nell’area ADB. Aumenterebbe anche la motivazione e la
competenza dell’infermiere, aggiungendo un plus valore
all’interno della struttura.
A proposito di impegno professionale e di
vita…
Ti confidero’ un grande segreto, amico mio.
Non aspettare il giudizio finale, ce n’e’ uno ogni
giorno.
Albert Camus
Bibliografia
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[1]Abenhaim HA, Kahn SR, Raffoul J, Becker MR. Program description: a
hospitalist-run, medical short-stay unit in a teaching hospital. CMAJ
2000;163(11):1477—1480.
[1]Chesi G, Boni F. “Hospitals and organizational models based on the
intensity of treatment:the internist’s point of view”. It J Med 2012;6(1): 63—
71.
Siti internet
Resp. Infermieristica “Assistenza infermieristica ospedaliera e territoriale”
Lucca, dott. L. Natucci
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Relazione Giuricin - IPASVI