PIANO DI ZONA 2005 - 2007
PROGRAMMA ATTUATIVO 2006
Zona sociale di Piacenza – Distretto Urbano
INDICE
Il percorso programmatorio e i processi partecipativi………………………………
p.
4
Area Minori e famiglia
Tabella 1.1………………………………………………………………………….… p.
Programma finalizzato alla promozione dei diritti dell’infanzia e
dell’adolescenza
1. SPA: spazi di partecipazione e aggregazione………………………………..
2. Azioni di sostegno alle responsabilità educative e di cura delle famiglie….
6
p.
p.
9
16
Area Giovani
Tabella 1.1…………………………………………………………….……………… p.
Scheda progetto
Giardini Sonori……………………………………………………………………………….. p.
Programma finalizzato giovani
1. L’animazione giovanile di quartiere: il centro di aggregazione e
l’animazione di strada…………………………………………………………...
2. Insieme facciamo uno…………………………………………………………..
3. Centro multimediale di Riva di Ponte dell’Olio ………………………………
22
23
p.
p.
p.
27
31
36
Area Povertà ed esclusione sociale
Tabella 1.1……………………………………………………………………………. p.
Programma finalizzato Contrasto alla povertà e all’esclusione sociale
Ambito A
1. Centro diurno “Il quadrifoglio”…………………………………………………..
2. Promozione attività responsabilizzanti e borse lavoro………………………
3. Servizio di accompagnamento all’autonomia abitativa……………………...
4. Accompagnamento educativo alla residenzialità per nuclei sinti…………..
Ambito C – Detenuti
1. Sportello detenuti immigrati…………………………………………………….
2. Avviamento al lavoro detenuti internati e in misure alternative…………….
37
p.
p.
p.
p.
41
44
46
48
p.
p.
52
53
Area Immigrazione
Tabella 1.1……………………………………………………………………………. p.
Scheda progetto
Completamento alloggi sociali…………………………………………………………….. p.
Programma finalizzato Integrazione sociale dei cittadini stranieri
1. Consulenza giuridica e assistenza legale...………………………………….. p.
2. Interventi di interpretariato/traduzione, mediazione interculturale nei
servizi comunali e socio-sanitari…………...…………………………………..
3. Realizzazione di interventi di assistenza e integrazione sociale a favore
di cittadini stranieri vittime di violenza e/o sfruttamento lavorativo o in
particolari condizioni di disagio………………………………………………...
4. Gestione del “Centro Interculturale” e sostegno ad iniziative realizzate
con le Associazione aderenti…………………………………………………..
5. Tutti a Scuola 4: gruppi di accoglienza di italiano come lingua seconda
per minori immigrati……………………………………………………………..
6. Interventi di mediazione culturale a scuola…………………………………...
7. Oltre la strada……………………………………………………………………
55
59
62
p.
69
p.
77
p.
83
p.
p.
p.
91
101
110
2
Area Dipendenze
Tabella 1.1……………………………………………………………………………. p.
Programma finalizzato Dipendenze
1. Unità di strada per tossicodipendenti..……………………………………….. p.
2. Percorsi di integrazione lavorativa…...……………………………………….. p.
3. Ser.T in quartiere………………….…...……………………………………….. p.
4. Maniglione antipanico…………….…...……………………………………….. p.
5. Centro diurno “Il Quadrifoglio”…...…...……………………………………….. p.
116
121
125
127
128
133
Area Disabili
Tabella 1.1……………………………………………………………………………. p.
Schede progetto
136
p.
p.
139
141
p.
142
p.
p.
143
144
Area Anziani
Tabella 1.1……………………………………………………………………………. p.
Programma finalizzato Assegno di cura…………………………………………... p.
146
149
1.
Sistema dei servizi e rapporto con la città: miglioramento della qualità della
vita delle persone adulte disabili e delle loro famiglie attraverso il miglioramento
delle opportunità di vita e di relazione …………………………………………………...
2.
Protocolli con Ausl …………………………………………………………………..
3.
Progetto sperimentale “Autismo” per tre giovani che hanno concluso il
percorso scolastico ………………………………………………………………………...
4.
Una città più accessibile per tutti: gruppo di lavoro per lo studio di ipotesi e
proposte per il miglioramento della mobilità urbana e della fruibilità degli spazi
cittadini……………………………………………………………………………………….
Programma finalizzato Assegno di cura…………………………………………..
Tabelle per la rilevazione della spesa sociale
Tab. 3A – preventivo 2006…...……………………………………………………..
Tab. 3B – preventivo 2006...………………………………………………………..
Bilancio sanitario preventivo 2006………………………………………………….
RIsorse aggiuntive provinciali preventivo 2006…………………………………...
Allegati
A. Documenti di valutazione del Programma Attuativo 2005 per area di
intervento
B. Verbali dei Tavoli tematici di consultazione per area
C. Schede descrittive dell’offerta di servizi e interventi 2005
D. Nuovo assetto dell’Ufficio di Piano. Composizione e calendario dei Gruppi di
programmazione e progettazione. Profilo dei rappresentanti del Terzo
Settore
E. Modello Scheda di interventi e servizi di monitoraggio dei progetti inseriti nei
Programmi finalizzati 2005
F. Analisi e commento Spesa Sociale (consuntivo 2005 e prev. 2006)
G. Programma provinciale per la promozione di politiche di accoglienza e tutela
dell’infanzia e dell’adolescenza
p.
p.
p.
p.
151
154
155
159
Adozione nazionale e internazionale
Affidamenti familiari e in comunità
Sostegno alle politiche di tutela e contrasto alle forme di violenza e disagio grave in
danno ai bambini ed agli adolescenti
H. Piano territoriale provinciale per azioni di integrazione sociale a favore dei
cittadini stranieri immigrati
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IL PERCORSO PROGRAMMATORIO
E I PROCESSI PARTECIPATIVI
Il processo di elaborazione del Programma attuativo 2006 si è sviluppato in linea
con i principali orientamenti metodologici assunti e sperimentati in occasione della
predisposizione del Piano di zona triennale 2005-2007. Si sono tuttavia ridefiniti alcuni
passaggi procedurali in considerazione della natura specifica del Programma attuativo, e
alla luce delle indicazioni fornite dalla Regione Emilia Romagna, racchiuse nelle Delibere
di Consiglio (33/2005) e di Giunta regionale (2192/2005) e in successive Circolari che
sono entrate nel merito delle modalità di redazione del documento. I cambiamenti in itinere
delle scadenze per la definizione ed approvazione del Programma nonché le incertezze
relative alla effettiva disponibilità di risorse finanziarie hanno peraltro condizionato in
misura significativa la scansione temporale dei processi.
L’assetto organizzativo - gestionale del Piano di zona
Nell’elaborazione del Programma attuativo 2006, in continuità con le decisioni
assunte in occasione della predisposizione del Piano di zona 2005-2007, sono stati
impegnati i seguenti organismi e tavoli di lavoro:
Comitato di Distretto (presiede alle diverse fasi della definizione e gestione del Piano
di Zona e dell’Accordo di Programma, assumendo gli indirizzi strategici della
programmazione e le scelte di priorità);
Tavolo tecnico per il Piano di zona (composto da referenti di ciascun Comune,
dell’Ausl, del Terzo Settore, svolge compiti di istruttoria tecnica e di supporto decisionale);
Ufficio di Piano (con un ruolo di gestione operativa, a valenza tecnica e
organizzativa, del percorso per l'elaborazione del Piano di zona: segreteria, supporto
organizzativo ai lavori dei diversi organismi interessati, coinvolgimento e raccordo tra i
diversi attori, redazione del piano);
Gruppi di programmazione e progettazione (di livello zonale, formati da referenti dei
Comuni, da rappresentanti dei soggetti istituzionali interessati e dai rappresentanti eletti
del terzo settore)
Tavoli tematici di consultazione (sedi aperte di confronto con i diversi attori privati,
non profit e for profit, del territorio, strutturate per area di intervento).
Lo sviluppo del percorso e la dimensione partecipativa
Il Comitato di Distretto ha dato avvio al processo in data 1 febbraio 2006 indicando
formalmente nel Comune di Piacenza, ai sensi dell’art. 29 della L.R. 2/’03, il Comune
capofila e promotore del Piano di Zona, assegnandogli contestualmente la titolarità di tutti i
Programmi finalizzati.
La prima fase del lavoro è stata dedicata, nel mese di febbraio, alla valutazione
partecipata del Programma Attuativo 2005:
sul piano tecnico, si è svolta una sessione dei Gruppi di programmazione e
progettazione, con funzione di monitoraggio e valutazione. I Gruppi hanno elaborato in
4
forma condivisa, a partire da una bozza predisposta dai funzionari responsabili di area,
documenti di valutazione per le diverse aree di intervento che sono stati successivamente
presentati e discussi all’interno dei Tavoli tematici di consultazione del Terzo settore,
costituendo la base per la definizione dell’attuativo 2006;
il Comitato di Distretto, avvertendo l’esigenza di un confronto specifico con le
differenti anime del privato sociale e del Terzo Settore, ha incontrato all’interno delle
Giornate della partecipazione (15-16 febbraio), in momenti e sedi distinte, i rappresentanti
di Organizzazioni Sindacali, Cooperative di solidarietà sociale, Associazioni di volontariato
e di Promozione sociale.
La Conferenza zonale del 1 marzo ha costituito il momento di avvio ufficiale del
percorso di elaborazione del nuovo Programma attuativo ed è stata anche l’occasione per
rilanciare e promuovere il coinvolgimento degli attori privati nel processo di
programmazione partecipata.
Si è inteso promuovere un momento di presentazione pubblica degli strumenti della
programmazione socio-sanitaria e un occasione di approfondimento degli obiettivi prioritari
del Piano di Zona triennale 2005-2007 e del Programma delle attività territoriali (PAT)
dell’Azienda Usl, mettendo a fuoco in particolare alcuni punti di particolare interesse e
attualità su cui concentrare l’attenzione (fondo per la non autosufficienza, trasformazione
delle IPAB).
Nella prima metà del mese di marzo sono state quindi realizzate, con un unica
convocazione per tutta la zona sociale, le assemblee dei Tavoli tematici di consultazione,
con funzioni, come già si è detto, di integrazione del lavoro valutativo dei Gruppi, di analisi
del contesto e di segnalazione di bisogni e domande sociali emergenti. In questa sede
sono stati eletti i nuovi rappresentanti del Terzo Settore all’interno dei Gruppi di
programmazione.
Per rispondere ad un’esigenza di precisazione del ruolo e di qualificazione
dell’azione dei rappresentanti all’interno dei Gruppi di programmazione, l’Ufficio di Piano
ha provveduto peraltro all’elaborazione di uno specifico documento (in allegato).
I Gruppi di programmazione e progettazione hanno avviato nel mese di aprile 2006
la fase di elaborazione programmatica e progettuale. Articolati in sette aree di intervento
(Minori e famiglia, Giovani, Anziani, Disabili, Immigrazione, Povertà ed esclusione sociale,
Dipendenze) i Gruppi sono stati impegnati sia nel monitoraggio dello stato di attuazione
degli interventi sia nella rivisitazione degli obiettivi e priorità assunti con il Piano di zona
2005-2007. I Gruppi di programmazione e progettazione si sono inoltre occupati della
predisposizione dei Programmi finalizzati nelle rispettive aree di intervento.
Infine, nel mese di settembre, il Comitato di Distretto e il Tavolo tecnico sono stati
impegnati nella revisione complessiva del documento di programmazione e dei suoi
contenuti specifici; l’Accordo di Programma per l’approvazione del Piano di zona è stato
sottoscritto in data 26 settembre 2006.
5
AREA MINORI E FAMIGLIA
TABELLA 1 - DAGLI OBIETTIVI STRATEGICI TRIENNALI DELLE AREE
AGLI INTERVENTI DEL PROGRAMMA ATTUATIVO 2006
BISOGNI EMERGENTI (CFR. PIANO DI ZONA 2005-2007)
Fragilità del tessuto familiare e aumento della conflittualità tra genitori
Bisogno di maggiore sostegno alle responsabilità e competenze genitoriali
Necessità di una maggiore flessibilità e diversificazione negli interventi di cura per la prima infanzia
Richiesta di occasioni educative e di aggregazione in orario extrascolastico diffuse sul territorio
Necessità di interventi di contrasto alla crescente diffusione del disagio scolastico
OBIETTIVI PRIORITARI NEL
TRIENNIO (CFR. PIANO DI ZONA
2005-2007)
Messa in rete di tutti i soggetti
attivatori di progettualità anche
attraverso l’attività della “figura di
sistema”.
STATO DI ATTUAZIONE DEGLI
OBIETTIVI
E’ stata individuata la figura
di sistema e iniziato il percorso
formativo
promosso
dalla
Regione.
Si
è
proceduto
alla
costituzione di un gruppo di
lavoro costituito da tecnici
opportunamente individuati dai
diversi attori sociali.
E’ in fase di avvio un
percorso di formazione-ricerca
relativo all’attività dei centri
socioeducativi ed aggregativi per
minori ed adolescenti individuato
come
“obiettivo
sentinella”
passibile
di
rivisitazione
integrata.
Progettazione e realizzazione di Tutte le azioni previste sono
interventi coordinati e flessibili di state realizzate nella percentuale
supporto ai compiti educativi e di del 30%
cura delle famiglie
RIDEFINIZIONE DEGLI
OBIETTIVI PRIORITARI
PREVISTI NEL PDZ
2005-07
Nessuna ridefinizione
Complessivamente
non
è
prevista
ridefinizione
degli
obiettivi, ad eccezione di una
riduzione delle attività specifiche
di informazione e formazione
rivolte ai genitori in ambito
scolastico.
6
Promozione dei diritti dell’infanzia
e dell’adolescenza sviluppando
interventi ed azioni in un’ottica
territoriale su specifiche tematiche.
Tutte le attività sono state
realizzate con un conseguimento
del 80% degli obiettivi:
interventi
di
mediazione
famigliare 60%
incontri di formazione /
informazione 70%
Riconferma degli obiettivi socioeducativi,
aggregativi,
di
partecipazione e di contrasto al
disagio scolastico.
Riduzione degli interventi a
sostegno
delle
attività
extrascolastiche
INTERVENTI PREVISTI PER L'ANNO 2006:
PROGETTI DI SVILUPPO/INNOVAZIONE /QUALIFICAZIONE* OPPURE DI CONTENIMENTO**
INTERVENTI PREVISTI PER L'ANNO 2006: PROGRAMMI FINALIZZATI
Programma finalizzato alla promozione di diritti ed opportunità per l’infanzia e l’adolescenza
7
PROGRAMMA FINALIZZATO ALLA PROMOZIONE DEI DIRITTI E
OPPORTUNITA’ PER L’INFANZIA E L’ADOLESCENZA
Progetto
Costo
Finanziamento Contributo Ente Titolare
regionale
Enti Locali
SPA: spazi di
partecipazione e
aggregazione
104.632,8
73.242,96
31.389.84
Azioni di
sostegno alle
responsabilità
educative e di
cura delle
famiglie
75.928,30
53.150,00
22.778,30
Comune Piacenza
(Settore
Formazione,
Infanzia, Diritto allo
studio)
Comune
di
Piacenza (Settore
Servizi Sociali e
Abitativi)
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SCHEDA DI PROGETTO
relativa al Programma finalizzato alla promozione di diritti e di
opportunità per l'infanzia e l'adolescenza
Titolo del progetto
SPA – SPAZI DI AGGREGAZIONE E PARTECIPAZIONE
Responsabile della compilazione della scheda indicare il nominativo del
coordinatore tecnico del progetto
Nominativo: Carmen Canevari
Recapito telefonico: 0523 492505
fax: 0523 492515
e-mail [email protected]
Ente responsabile del progetto: indicare la denominazione dell’ente referente della
gestione amministrativa del progetto
Comune di Piacenza Servizio Formazione Scuola Politiche giovanili
Ente esecutore del progetto: indicare la denominazione dell'ente che gestisce
l'aspetto tecnico-scientifico del progetto.
Comune di Piacenza
Composizione gruppo tecnico di coordinamento (specificare le qualifiche
professionali e l'ente di appartenenza dei componenti del gruppo tecnico)
Qualifica
Ente
Responsabile di Servizio
Comune PC Servizio Formazione
Coordinatore tecnico
Comune PC Servizio Formazione
Funzionario responsabile
Comune PC Servizi Sociali
Funzionario responsabile referente
Comune Gossolengo
Comune Rivergaro
Funzionario responsabile referente
Comune Podenzano
Comune Vigolzone
Educatore professionale con incarico di
Comune S.Giorgio
referente
Comune Ponte dell’Olio
Rete scuole superiori
Docente referente
Associazione Tersicore
Esperto incaricato
Connessioni con gli altri interventi del Piano di zona (specificare quali sono
le connessioni con gli altri progetti del Piano)
Area territoriale interessata e luoghi di realizzazione: indicare il comune o il
quartiere a cui il progetto si rivolge e le sedi in cui viene realizzato.
Comuni del Distretto Urbano
9
Destinatari: indicare:
se minori la fascia d'età: 0-2 anni; 3-5 anni; 6-10 anni; 11-13 anni; 14-17anni;
se adulti la categoria considerata: genitori; insegnanti; operatori; comunità locale;
altro (specificare).
Indicare infine il numero di destinatari che si intendono raggiungere con il progetto
Tipologia
Presenza sul territorio Numero destinatari
di riferimento
potenziali che si
intendono
raggiungere con il
progetto
Minori 0-2 anni
Minori 3-5 anni
Minori 6-10 anni
65
Minori 11-13 anni
690
Minori 14-17 anni
650
Genitori
20
Insegnanti
75
Operatori
Comunità locale
Altro (specificare)
Totale
1.500
Di cui
Minori disabili
11
Minori con provvedimenti del Tribunale
13
per i minori
Minori con disagio conclamato
27
Minori stranieri altro (specificare)
26
Totale soggetti in situazioni
77
particolari
•
•
Data di avvio:
gennaio 2007
Progetto:
X
di consolidamento di un precedente intervento (spiegare che cosa si va
a consolidare.)
di innovazione e/o sperimentazione (specificare in che cosa consiste l'aspetto
innovativo).
Il gruppo di progettazione si è trovato concorde nel consolidare servizi e interventi nell’area
dell’aggregazione e del protagonismo giovanile, considerati strategici rispetto agli obiettivi
generali individuati per il triennio.
10
Motivazione del progetto: descrivere sinteticamente lo scenario d'avvio, i bisogni, le
necessità, le risorse sociali sulle quali poggia il progetto e indicare sulla base di quali
dati tali elementi sono stati rilevati.
La forte riduzione di risorse economiche ha chiesto al gruppo di progettazione di individuare
alcune priorità strategiche da garantire anche nella progettazione 2006 per quanto riguarda
l’area infanzia e adolescenza. Si è ribadita, a tale proposito, la necessità di consolidare alcuni
degli interventi già in atto nell’anno 2005 sul tema dell’aggregazione e partecipazione giovanile,
consapevoli che l’obiettivo di favorire lo sviluppo del processo di autonomia negli adolescenti
aiuta i giovani nel percorso di crescita e nella costituzione della loro identità personale e sociale.
Le strategie della partecipazione si propongono come un insieme di occasioni che la comunità
adulta, nelle sue varie articolazioni, mette a disposizione di ragazzi e giovani affinchè possano
esercitare il loro diritto alla cittadinanza.
Obiettivi/risultati attesi: indicare gli obiettivi che il progetto si prefigge di conseguire,
ovvero i risultati delle attività previste dal progetto stesso.
Gli obiettivi devono descrivere chiaramente:
• i cambiamenti attesi,
Gli obiettivi che si intendono raggiungere in termini di risultati attesi sono:
Aumentare la fruizione attiva e propositiva degli studenti delle scuole secondarie di secondo
grado nei servizi ricreativi e culturali resi disponibili dalle scuole in rete; particolare
attenzione sarà riservata ad incentivare forme di partecipazione e aggregazione al
femminile;
Sviluppare attività di sostegno al protagonismo giovanile presso i centri educativi e
aggregativi anche informali (animazione di strada);
Sostenere forme di accompagnamento ai docenti volte a progettare e realizzare azioni tese
a migliorare il benessere scolastico degli studenti, considerato quale condizione
indispensabile per esercitare anche in tale contesto forme di partecipazione attiva e
responsabile;
Sostenere e migliorare l’offerta educativa dei Consigli comunali dei ragazzi presso le scuole
del distretto urbano.
Indicatori: gli indicatori sono quegli elementi desumibili da ogni singolo intervento che
permettono di descrivere la situazione che si prefigura in rapporto ai cambiamenti
attesi e ai risultati che si intendono raggiungere. Indicare, quindi, per ogni intervento
quelle caratteristiche quantificabili che permettono di misurare il grado di raggiungimento
dell’obiettivo prefissato in rapporto ai risultati attesi. Esempi d'indicatori: numero dei
partecipanti alle azioni; incremento della richiesta di accesso al servizio da parte dei
destinatari dell’intervento; livello di gradimento emerso da test di soddisfazione compilati
dai destinatari dell’intervento, numero di persone che hanno assunto un determinato
comportamento, esistenza o assenza di determinati requisiti....
11
incremento del numero di studenti, soprattutto di sesso femminile, che accedono ai servizi
e agli spazi messi a disposizione delle scuole secondarie in rete;
incremento di attività finalizzate ad accrescere il protagonismo giovanile presso i Centri
educativi e di aggregazione anche informale;
consolidamento dei centri già funzionanti e avvio di nuovi servizi;
avvio di attività di accompagnamento ai docenti;
Introduzione di modalità di rilevazione del livello di gradimento dell’attività dei CCR con
introduzione di proposte di e modifiche.
Fasi operative:
Modalità di coinvolgimento dei destinatari: indicare come si intendono raggiungere e
coinvolgere i destinatari
Attività previste: descrivere le singole attività ed iniziative che costituiscono in concreto il
progetto e indicare la sequenza in base alla quale esse vengono poste in essere.
Metodologie di lavoro e strumenti previsti: indicare i percorsi e le strategie di lavoro,
nonché i mezzi che si intendono effettuare per realizzare in modo efficace il progetto
12
Centri educativi e di aggregazione
COMUNE DI RIVERGARO
L’attività progettata prevede interventi di animazione di strada rivolti ad adolescenti dagli 11 ai 17
anni, gestiti da operatori della cooperativa Eureka. Il canale d’intervento è doppio in quanto
l’impegno operativo si rivolge:
- direttamente ai ragazzi prevedendo modalità di approccio e coinvolgimento fondato
sull’instaurarsi di relazioni significative fondate sulla fiducia, il rispetto e che si concretizzano
in attività ludiche, sportive, espressive articolate in momenti diversi se si tratta in periodo
scolastico o estivo;
- indirettamente a tutta la realtà territoriale (scuola, adulti significativi, associazioni ecc.) al fine
di creare un ambiente accogliente e propositivo.
COMUNE DI GOSSOLENGO
L’attività progettata prevede interventi di ampliamento dell’offerta socio-educativa all’interno del
Centro Educativo gestito dalla cooperativa Eureka. In particolare si intende:
- permettere una conoscenza, basata sulla testimonianza diretta, del gruppo di volontari già
operanti nelle attività estive parrocchiali, per favorire il coinvolgimento e la riflessione del
gruppo di ragazzi rispetto all’esperienza del volontariato;
- creare momenti di formazione partecipata alle attività di volontariato attraverso la presa di
coscienza dell’importanza della condivisione e del rispetto delle regole;
- messa in rete delle diverse attività di volontariato presenti sul territorio.
COMUNE DI VIGOLZONE
L’attività progettata prevede la realizzazione di un Centro estivo a favore di bambini e ragazzi dai
5 ai 13 anni realizzato in collaborazione con la Parrocchia di Vigolzone presso i locali
parrocchiali e il Centro Sportivo del Paese. La finalità che si intende raggiungere è di offrire ai
giovani adolescenti che trascorrono le vacanze estive a casa, un’alternativa maggiormente
educativa e formativa alle sale giochi e ai bar.
COMUNE DI SAN GIORGIO
L’attività progettata e realizzata dalla cooperativa L’Arco prevede due azioni parallele e
complementari:
- la gestione del Centro di Aggregazione giovanile
- interventi di Animazione di strada
Il Centro sarà aperto 2 pomeriggi la settimana (lo spazio deve ancora essere individuato),
mentre sono previste 6 ore circa settimanali per l’animazione di strada.
Si intende assegnare un ruolo centrale, di autonomia e coinvolgimento dei giovani fruitori del
Centro: ad esempio i ragazzi saranno coinvolti nella fase di progettazione e allestimento della
sede.
COMUNE DI PODENZANO
L’attività progettata prevede il consolidamento del Centro socio-educativo semiresidenziale “Il
Villino”. Le azioni previste vanno dallo studio guidato ai laboratori artistici ed espressivi e ai
laboratori di partecipazione civica e di relazione, ma anche uscite sul territorio ed animazione di
momenti pubblici.
Un’ulteriore azione prevista riguarda il Supporto educativo alle famiglie come sostegno anche
formativo alla pratica genitoriale.
COMUNE DI PONTE DELL’OLIO
L’intervento è volto a consolidare l’esperienza del Centro educativo gestito dalla cooperativa
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Eureka. Si intende aumentare le occasioni di scambio tra il centro e il Centro Multimediale
progettando attività condivise e laboratori.
COMUNE DI PIACENZA – Centro di aggregazione Caprasquare
Le attività progettate sono di carattere aggregativo, promozionale ed educativo e sono rivolte a
preadolescenti, adolescenti e giovani (12 – 25 anni). Esse si pongono come risposta qualificata
ai bisogni degli adolescenti di spazi e attività per il tempo libero, di espressione delle proprie
potenzialità e risorse in un contesto partecipativo e di supporto al percorso di crescita
individuale, scolastica e di orientamento lavorativo. Le attività sono gestite dalla Coop. Soc. L’
Arco.
Si intende per l’anno in corso mantenere il servizio in cui la presenza giornaliera di adolescenti
e giovani di età, cultura, provenienze diverse si è caratterizzato spontaneamente come
laboratorio di interculturalità e di educazione alla diversità e alla partecipazione. La presenza di
operatori qualificati e aperti al dialogo consente di attuare interventi volti a favorire la crescita,
l’autonomia personale, lo sviluppo dell’identità sociale.
Consigli Comunali dei Ragazzi
L’intervento, ormai consolidato nella procedura realizzativa, prevede l’elaborazione di proposte
operative che i ragazzi pongono all’amministrazione comunale, generalmente di loro specifico
interesse.
Verranno introdotte alcune modifiche tra i materiali didattici di supporto.
Si intende predisporre e somministrare agli studenti un breve questionario volto a rilevare sia il
livello di gradimento dell’attività sia eventuali proposte migliorative.
Progetto Girello
L’attività è rivolta a giovani studenti della secondaria di secondo grado. Alcuni istituti cittadini
mettono a disposizione locali e personale per la realizzazione di attività ricreative
(cinematografia, musica ecc.). Gli studenti, anche provenienti da altri istituti, potranno
partecipare alle diverse iniziative e condividere gli aspetti progettuali e realizzativi mettendo in
atto forme di partecipazione attiva, attraverso l’assunzione di responsabilità sia della gestione
che della riuscita delle attività stesse.
Saranno previste azioni che sollecitino maggiormente la componente femminile della
popolazione studentesca.
Azioni di contrasto al disagio scolastico
L’attività è rivolta alle scuole dell’obbligo con apertura alle secondarie superiori. Si intende
privilegiare le scuole i cui docenti nella passata annualità hanno partecipato ai percorsi formativi
e, tra queste, le classi che garantiscono la collegialità tra i vari docenti.
L’attività di accompagnamento prevederà modalità di co-progettazione di pratiche
educative/formative volte a prevenire e contenere il fenomeno del disagio scolastico nonché un
costante monitoraggio dei risultati con docenti dell’Università Cattolica, Facoltà di Scienze della
Formazione.
Costi:
Costi: indicare gli importi attribuiti;
Eventuali altri contributi: indicare la fonte di finanziamento e la quota attribuita.
Costo complessivo:
EURO 104.632,80
Contributo programma finalizzato EURO 73.242,96
Contributo E.L.:
EURO 31,389,84
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Eventuali altri contributi : -
Attività di monitoraggio prevista e soggetti coinvolti: tale attività consiste
nell’accertamento e nella descrizione precisa del processo di avanzamento di un
intervento, nonché nella puntuale segnalazione di evidenti discrepanze rispetto a quanto
era stato prestabilito, consentendo quindi di tenere sotto controllo l’andamento
dell’intervento stesso. Occorre, dunque, indicare gli strumenti che si intendono utilizzare
per compiere tali azioni di monitoraggio, la periodicità di utilizzo e i soggetti che se ne
occupano.
Il monitoraggio avverrà a due livelli:
1. A livello di soggetti gestori del progetto, che si faranno carico di monitorare in modo stretto
le attività attraverso: la verifica delle presenze, la rilevazione del gradimento e quant’altro
espresso come indicatori ( vedi pagina precedenti al punto “indicatori”).
2. A livello di gruppo tecnico, predisponendo schede di monitoraggio in itinere da sottoporre
ai soggetti gestori, per valutare la necessità di introduzione di modifiche da apportare al
progetto.
Attività di valutazione e soggetti coinvolti: attraverso tale attività si devono
constatare e rilevare i reali effetti prodotti dall’intervento sui destinatari, riferendosi anche
alle risorse impiegate in rapporto agli obiettivi raggiunti. E' un processo di costruzione di
senso, di valore, svolto attraverso attività di ricerca realizzate nell'ambito di un processo
decisionale; è integrata alla progettazione ed implementazione poiché il suo fine è di
fornire un input per il miglioramento e la riprogettazione di politiche ed interventi. Indicare
con quali metodi e strumenti si intende effettuare la valutazione dell’attività posta in
essere. Indicare i momenti e le fasi di valutazione, i soggetti preposti ad effettuare le
operazioni di valutazione, se è previsto o meno il coinvolgimento dei destinatari ed in quali
forme.
L’attività di valutazione sarà svolta a livello di gruppo tecnico e pertanto la metodologia
utilizzata sarà di tipo partecipativo e vedrà il contributo paritetico di tutti i soggetti coinvolti.
La valutazione riguarderà sia gli aspetti quantitativi (numero utenti, numero proposte
presentate all’amministrazione, numero di iniziative messe in campo), sia gli aspetti qualitativi
che convergono nelle modalità di gestione dei processi di valorizzazione del protagonismo
giovanile ( ascolto, consultazione, collaborazione, progettazione partecipata, stimolo
all’assunzione di responsabilità, sostegno nel portare a termine il compito progettuale).
Attività di documentazione prevista e soggetti coinvolti: tale attività consiste
in una raccolta di dati e di materiale informativo sull’intervento in corso di attuazione.
Indicare quali sono i mezzi che si intendono utilizzare, nonché in quale misura si intende
procedere alla divulgazione del materiale informativo e quali saranno i destinatari di tali
informazioni.
Il gruppo tecnico avrà cura di raccogliere la documentazione che i vari soggetti gestori
produrranno (schede, tabelle presenza, diario di bordo, relazioni, materiale pubblicitario).
15
SCHEDA DI PROGETTO
relativa al Programma finalizzato alla promozione di diritti e di
opportunità per l'infanzia e l'adolescenza
Titolo del progetto
PROGETTO “AZIONI DI SOSTEGNO ALLE RESPONSABILITÀ EDUCATIVE E DI CURA
DELLE FAMIGLIE
Responsabile della compilazione della scheda
Nominativo: GIORGIO PRATI
Recapito telefonico: 0523/492702
e-mail: [email protected]
fax: 0523/492704
Zona:
Comune di Piacenza
Ente responsabile del progetto:
Comune di Piacenza -Settore Servizi sociali e abitativi
Ente esecutore del progetto:
Comune di Piacenza -Settore Servizi Sociali e Abitativi
Composizione gruppo tecnico di coordinamento
Qualifica
Responsabile Centro per le famiglie
Responsabile Area Minori
Responsabile Servizio infanzia
Operatore Servizio Infanzia
Comune
Comune
Comune
Comune
Ente
Piacenza - Settore Servizi sociali
Piacenza - Settore Servizi sociali
Piacenza - Settore Formazione
Piacenza - Settore Formazione
Con quale periodicità si incontra:
Semestrale
Composizione equipe di lavoro:
Operatori e referenti dell’ente pubblico ed operatori referenti degli enti gestori delle attività
individuate nell’annualità precedente.
Connessioni con gli altri interventi del Piano di zona
16
Area territoriale interessata:
Comune di Piacenza
Luoghi di realizzazione: indicare le sedi dove viene realizzato il progetto.
Domicilio famiglie destinatarie dell’intervento
Strutture scolastiche
Nidi privati convenzionati
Centro per le famiglie
Destinatari: indicare:
Tipologia
Minori 0-2 anni
Minori 3-5 anni
Minori 6-10 anni
Minori 11-13 anni
Minori 14-17 anni
Genitori
Insegnanti
Operatori
Comunità locale
Altro (specificare)
Totale
Di cui
Minori disabili
Minori con provvedimenti del Tribunale
per i minori
Minori con disagio conclamato
Minori stranieri altro (specificare)
Totale soggetti in situazioni
particolari
Presenza sul territorio Numero destinatari
di riferimento
potenziali che si
intendono
raggiungere con il
progetto
2343
45
2154
20
13427
200
30
295
Coinvolgimento dei destinatari:
Sarà garantita attraverso l’attività dello sportello “Informafamiglie & Bambini” del Centro per le
Famiglie del Comune di Piacenza una puntuale attività di informazione alle famiglie affinché le
diversificate azioni di sostegno proposte, i criteri e le modalità di accesso siano pienamente
conosciute e quindi utilizzate in base alle esigenze del singolo nucleo familiare.
Più in specifico gli operatori del Settore Servizi Sociali-Area Minori e del Settore FormazioneServizio Infanzia promuoveranno l’effettivo coinvolgimento dei destinatari accogliendo le
esigenze dell’utenza e canalizzandole verso le proposte progettuali definite dal programma.
17
Data di avvio:
Ottobre 2006
Progetto:
● di consolidamento
Il progetto comprende azioni diversificate e coordinate di supporto alle famiglie che, avviate
nella precedente annualità, si intendono consolidare nel corrente anno avendole ritenute
rispondenti ed efficaci ai bisogni emergenti rilevati.
Motivazione del progetto:
L’aumento di condizioni di fragilità, di grave disagio, di povertà, di isolamento, di crescente
conflittualità familiare anche post separativa; la difficoltà nell’affronto di nuovi bisogni in relazioni
alle differenti tipologie familiari; la carenza di una azione trasversale e globale a sostegno della
genitorialità, problematiche rilevate nei tavoli di consultazione tecnica hanno motivato la
proposta di consolidamento di alcune azioni coordinate ed integrate di sostegno ed
accompagnamento delle famiglie in situazioni di problematicità e durante i normali cicli di vita
famigliare. Questo ha consentito il rafforzamento di alcune risorse famigliari esistenti e la
prevenzione di situazioni di malessere famigliare, in un’ottica di equilibrio fra lavoro di cura,
prevenzione, tutela e promozione.
Obiettivi/risultati attesi:
1. Favorire la conciliazione dei tempi di lavoro e di cura nel primo anno di vita di un figlio; un
maggior utilizzo della legge 53/2000 a sostegno della maternità e paternità (grazie alle
minori riduzioni economiche per il periodo di astensione facoltativa ) ed un ampliamento
delle possibilità di scelta sui tempi e i modi di cura dei figli. Parallelamente si persegue
l’obiettivo di un maggiore supporto alle competenze genitoriali nei primi anni di vita dei
bambini.
2. Aumentare il numero dei minori che possono accedere alle strutture per la prima infanzia
anche in orari non tradizionali e con modalità temporanee e flessibili in risposta alle
diversificate esigenze familiari.
3. Valorizzare la dimensione del sostegno domiciliare quale strumento per l’affronto del disagio
in fase emergente all’interno del contesto che lo genera.
Sostenere i nuclei familiari con bambini neonati, nuclei in condizione di vulnerabilità sociale,
privi di reti parentali e con deboli relazioni sociali e di vicinato.
Affiancare le madri in situazioni di fragilità e monoparentalità, in particolare nella fase del
dopo parto, ritenuta la più delicata e significativa nella strutturazione del legame genitoriale, ma
anche nello sviluppo di competenze di accudimento e di cura.
4. Aumentare il livello di conoscenza e di utilizzo dei servizi di mediazione familiare quale
strumento pubblico di supporto alle famiglie per l’esercizio di una genitorialità responsabile
soprattutto nella delicata situazione della separazione coniugale.
5. Aumentare il coinvolgimento attivo delle famiglie e delle figure educative in un percorso di
riflessione condivisa sul divenire ed essere genitori, per accrescerne il livello di
consapevolezza e responsabilità educativa.
18
Indicatori:
Verranno utilizzati indicatori numerici sui fruitori degli interventi realizzati e Indicatori qualitativi
attinenti a gradimento, partecipazione e processi valutativi.
Ulteriori indicatori di risultato, in particolare per gli interventi di sostegno ai nuclei, potranno
essere correlati alla possibilità di una più precoce individuazione e segnalazione del rischio,
prevenendo casi di disagio conclamato, grazie all’attivazione di interventi socio-assistenziali
che fungano da “fattori di protezione”.
Fasi operative:
Attività previste
Metodologie di lavoro e strumenti previsti
Azione 1)
Prosecuzione del progetto “Primo anno in famiglia” , garantendo ad alcuni nuclei familiari, nel
periodo di astensione facoltativa dal lavoro, dopo la nascita di un figlio una integrazione
economica dello stipendio entro il primo anno di vita del bambino.
Sequenza attività :
a) approvazione e diffusione del secondo bando Primo anno in famiglia”;
b) attività di publicizzazione ed informazione alle famiglie attraverso canali diversificati;
c) raccolta domande ,avvio istruttorie, erogazione contributi;
d) monitoraggio dati.
Azione 2)
Attuare nuove soluzioni di cura temporanee e flessibili per bambini nella fascia di età 0/3 anni
con particolare attenzione a quei minori appartenenti a famiglie in condizioni di grave difficoltà
e/o emergenza temporanea, che non risultano in posizione utile per l’ingresso al nido, o che
appartengono a nuclei familiari con orari di lavoro atipici, che non consentono la frequenza al
servizio nido durante gli orari standard.
La precedenza all’accesso sarà accordata sulla base di apposita documentazione attestante
l’effettiva necessità e/o comprovante la condizione e gli orari lavorativi del nucleo richiedente
Sequenza attività:
a) individuazione dei potenziali utenti in stretta collaborazione con il Settore Servizi sociali- Area
minori - Centro per Famiglie.
b) Invio dei minori ai Servizi per la prima infanzia ed adempimento delle relative pratiche
amministrative.
c) Monitoraggio dati
Azione 3)
La prosecuzione del progetto conferma la necessità di assicurare interventi di supporto
domiciliare prevalentemente per i primi mesi di vita dei bambini per integrare e sostenere i
compiti di cura ed educativi dei neo genitori, utilizzando accessi all’ambito domiciliare di figure
professionali con specifiche competenze di natura educativa-pedagogico-relazionale.
L’intervento costituisce anche elemento di facilitazione nella fase iniziale dei contatti tra la madre
ed i servizi sanitari ed educativi del territorio, laddove sia prevedibile l’inserimento del bambino in
19
struttura della prima infanzia (asilo nido).
Sequenza attività:
a) individuazione di una o più soggetti del terzo settore che possano assicurare l’attuazione
dell’intervento salvaguardando l’alto profilo professionale del personale impiegato e la
capacità di costruzione di un lavoro sociale di rete con i servizi segnalanti e con quelli
coinvolti nel processo.
b) Rilevazione delle segnalazioni e presa in carico dei soggetti destinatari dell’intervento.
c) Definizione delle singole progettualità, salvaguardando il più ampio grado di specificità
dell’intervento per ciascun nucleo.
d) Monitoraggio sia degli interventi specifici che del quadro complessivo degli interventi
nell’ottica di un eventuale riorientamento della scelta progettuale.
Azione 4)
a) Prosecuzione dell’attività del gruppo dei mediatori famigliari precedentemente
individuati e formati presso il Centro per le famiglie.
b) Elaborazione di un programma di iniziative di sensibilizzazione rivolta alle famiglie ed
agli operatori, di coinvolgimento degli organismi giudiziali e dei legali e di raccordo con
la rete dei servizi pubblici e del privato sociale che intervengono sull’infanzia e sulla
famiglia.
c) Svolgimento da parte delle mediatrici incaricate di incontri di mediazione familiare con
coppie in fase di separazione o separate con figli minori nonché di eventuali contatti
con gli ambiti giudiziari coinvolti (legali e giudici).
d) Incontri periodici con il gruppo di coordinamento regionale dei mediatori familiari.
e) Compilazione schede, raccolta dati, incontri mensili di programmazione e
monitoraggio.
Azione 5)
a) Stesura di un programma di interventi formativo/informativi per genitori ed operatori dei
Nidi d’Infanzia e dei Centri Gioco.
b) Individuazione dei soggetti incaricati della realizzazione.
c) Elaborazione, raccolta ed analisi di questionari di gradimento e valutazione.
Tempi previsti del progetto complessivo:
Durata: 1 anno
Data d'inizio 1 OTTOBRE 2006
Data di conclusione: 30 settembre 2007
Costi:
indicare gli importi attribuiti.
Eventuali altri contributi: indicare la fonte di finanziamento e la quota attribuita.
Costo complessivo:75 928,30
Contributo programma finalizzato: 53 150,00
Contributo E.L.: 22 778,30
Eventuali altri contributi :
20
Attività di monitoraggio prevista e soggetti coinvolti:
Il gruppo tecnico di coordinamento provvederà alla elaborazione di schede di monitoraggio
specifiche per le singole azioni previste che verranno compilate a cura dei soggetti incaricati
alla realizzazione delle iniziative.
Sono previsti incontri trimestrali per monitorare le diverse richieste di intervento e elaborare i
dati raccolti.
Attività di valutazione e soggetti coinvolti:
L’attività di valutazione verrà realizzata dopo i primi sei mesi di attività e alla fine dell’anno, in
quanto, essendo un progetto sperimentale sarà necessario valutare l’efficacia dei singoli
interventi e complessivamente rilevare se le gamma proposta è sufficientemente rispondente
ai bisogni emergenti.
Attività di documentazione prevista e soggetti coinvolti:
Mappatura degli interventi realizzati.
Relazioni tecniche sui risultati conseguiti per valutare la congruenza e l’efficacia degli
interventi proposti.
Documento finale di sintesi di tutte le attività realizzate a sostegno della famiglie con dati
numerici e valutazioni sull’efficacia degli interventi stessi.
L’attività verrà svolta con il coinvolgimento dei diversi soggetti coinvolti, pubblici e privati.
21
AREA GIOVANI
TABELLA 1 - DAGLI OBIETTIVI STRATEGICI TRIENNALI DELLE AREE
AGLI INTERVENTI DEL PROGRAMMA ATTUATIVO 2006
BISOGNI EMERGENTI (CFR. PIANO DI ZONA 2005-2007)
Scarsa disponibilità di luoghi di aggregazione che favoriscano il bisogno di partecipazione e
protagonismo giovanile – difficoltà da parte degli adulti di riferimento a ad adottare efficaci modalità di
accompagnamento dei giovani nel processo di crescita e autonomia personale
OBIETTIVI PRIORITARI NEL
TRIENNIO (CFR. PIANO DI ZONA
2005-2007)
STATO DI ATTUAZIONE DEGLI
OBIETTIVI
RIDEFINIZIONE DEGLI
OBIETTIVI PRIORITARI
PREVISTI NEL PDZ
2005-07
• Aggregazione, protagonismo, • Sono in corso di attuazione Non sono necessarie integrazioni
partecipazione
gli interventi a sostegno dei o modifiche
luoghi e delle occasioni di
• Interventi
di
prevenzione aggregazione giovanile previsti
primaria rivolti anche agli adulti di dal Piano: Spazio 4, Giardini
sonori,
Pigrillo,
Centro
riferimento
multimediale di Riva, Arcobus
• Sono in corso di attuazione
gli interventi di prevenzione
primaria in scuole, parrocchie
(Insieme facciamo uno)
INTERVENTI PREVISTI PER L'ANNO 2006:
PROGETTI DI SVILUPPO/INNOVAZIONE /QUALIFICAZIONE* OPPURE DI CONTENIMENTO**
1.Apertura del nuovo Centro di aggregazione e sale prova “Giardini sonori” (S)
INTERVENTI PREVISTI PER L'ANNO 2006: PROGRAMMI FINALIZZATI
Programma finalizzato Giovani
1. L’animazione giovanile i quartiere : il centro di aggregazione e l’animazione di strada
2. Insieme facciamo uno
3. Centro multimediale di Riva di Ponte dell’Olio
22
PROGETTO/INTERVENTO di SVILUPPO/INNOVAZIONE/QUALIFICAZIONE:
Denominazione: GIARDINI SONORI
Comune o forma associativa ex-art.16
L.R.2/03 capofila di progetto
Responsabile del progetto/programma:
nominativo e recapiti
Destinatari
Specificare se è in continuazione di un
COMUNE DI PIACENZA e
ATI “Cooperativa sociale Eureka e Associazione
Airbag”
Tiziana Carrara
Tel: 0523/593216 Cell: 320/6192419
a-mail: [email protected]
Destinatari finali dell’intervento
L’intervento è rivolto a tutti i ragazzi dai 14 ai 2325 anni.
No
progetto dell'anno precedente
Ambito territoriale di realizzazione
Istituzioni/attori sociali coinvolti
Il Progetto trova sede sul territorio cittadino, ma
è aperto a tutta la popolazione giovanile della
città e della provincia.
Destinatari intermedi
- Enti, gruppi, associazioni, cooperative,
etc che agiscono nel mondo dei giovani;
- Comune, Asl, Scuola;
- Gli abitanti del quartiere nel quale è sito il
luogo individuato come idoneo;
- I cittadini.
Obiettivi
Obiettivi del progetto (anche eventuali
integrazioni con altre aree d’intervento)
Il Centro può diventare un polo educativo di
riferimento per la comunità territoriale e per
l'amministrazione pubblica: può svolgere una
diretta funzione di luogo - spazio per
l'aggregazione e può svolgere una funzione di
promozione e supporto delle diverse esperienze
di aggregazione presenti nel territorio.
In questa ottica si intende superare sia l'idea di
un unico centro di aggregazione catalizzatore di
tutti i ragazzi e i giovani del territorio (che
contrasterebbe con la volontà di far crescere
radici nel proprio quartiere), sia con quella di un
centro centrato solamente all'interno delle proprie
attività.
Avvicinare sia ragazzi "soli", che per interessi o
per situazioni personali possono trovare nel
centro proposte, strumentazioni, accoglienza che
lo attraggono, sia gruppi già esistenti, naturali o
semi-organizzati che possono chiedere supporto
23
al centro per la realizzazione di iniziative
musicali, culturali, teatrali, espressive,…
Promuovere forme positive di comunicazione
Valorizzare le idee e le capacità gestionali ed
organizzative di gruppi e di singoli offrendo loro
un supporto operativo alla loro iniziativa.
Migliorare la capacità di essere critici e creativi.
Promuovere l’autonomia personale e la capacità
di scelta.
Costruire relazioni e contatti che offrono
l'occasione per cogliere bisogni ed esigenze.
Offrire ai giovani occasioni di ripensare al proprio
modo di dare significato al tempo libero a partire
dai contatti ottenuti tramite iniziative ed attività,
fino a sviluppare percorsi con un animatore che
aiuti a trovare nel gruppo un supporto per dare
risposta alle proprie domande ed alle proprie
esigenze che aiuti a costruire relazioni
significative.
Creare interazione tra diverse realtà al fine di
accrescerne la capacità di progettare e gestire
iniziative rivolte ai giovani.
Promuovere
le
diverse
realtà
esistenti
incentivandone la conoscenza e le possibilità per
i giovani di accedervi.
Creare uno spazio che possa essere percepito in
modo aperto da parte di Associazioni, Enti,
Gruppi che intendano mettere a disposizione le
proprie conoscenze, competenze, risorse
nell’ambito del mondo giovanile.
Azioni
-
Azioni previste
-
Apertura spazio di libera aggregazione
offerta corsi e laboratori di vario tipo:
musicali, espressivi, artistici, manuali,etc,
offerta di informazioni sulle problematiche più
forti nei giovani
Corsi o incontri su tematiche specifiche;
stanza computer in rete e accesso a internet;
sala prove)
disponibilità degli spazi per iniziative
promosse dai giovani,
disponibilità degli spazi per feste,
messa in rete delle esperienze
presa in carico e attuazione delle proposte
dei ragazzi
informazione e pubblicizzazione
Intervenendo sui destinatari intermedi si intende
mettere in atto una rete con lo scopo di sfruttare al
meglio le risorse disponibili e soprattutto rendere
vive le problematiche dei ragazzi attraverso
un’azione di sensibilizzazione e, si spera,
accettazione da parte di più cittadini, dei giovani
come risorsa. A tal fine si vuole:
24
-
Piano finanziario:
Costo
totale
previsto
€108.261
•
Indicatori per il monitoraggio/valutazione
Sensibilizzare la popolazione attraverso
l’informazione ( utilizzo di vari media)
Offrire un punto di riferimento per la comunità
territoriale,
l’amministrazione
pubblica
(supporto delle diverse esperienze di
aggregazione sul territorio) e vari enti e
associazioni, offrendo e organizzando oltre al
servizio offerto, eventi culturali (mostre,
spettacoli, concerti, etc)
•
•
•
Quota
Quota
regionale comunale
Eventuale
quota
di
altri
soggetti da
specificare
Modulistica specifica: elenco presenze
ragazzi, questionari gradimento, schede
di monitoraggio, …
Incontri equipe educativa settimanali in
itinere e finali
Incontri equipe interprofessionali ed
interistituzionali
Controllo di gestione
25
PROGRAMMA FINALIZZATO GIOVANI
Proposte progettuali
Progetto
L’animazione
giovanile
in quartiere : il
centro di
aggregazione e
l’animazione
di strada
Insieme facciamo
uno
Finanziamento Contributo Ente titolare
Regionale
Enti
Locali
20.450,00
14.250,00
6.200,00 Comune di
Piacenza Settore
Formazione
Costo
32.818,00
22.972,00
Centro multimediale 7.143,00
di Riva di Ponte
dell’Olio
TOTALE
60.411,00
5.000,00
42.222,00
9.846,00 Comune di Piacenza
Settore Formazione e
Comuni del Distretto
Urbano
2.143,00 Comune di Ponte
dell’Olio
18.189,00
26
PROGRAMMA FINALIZZATO GIOVANI
PROGETTO/INTERVENTO di SVILUPPO/INNOVAZIONE/QUALIFICAZIONE:
Denominazione: L’animazione giovanile di quartiere: il centro di aggregazione e
l’animazione di strada.
Comune o forma associativa ex-art.16 Comune di Piacenza
L.R.2/03 capofila di progetto o del
Programma finalizzato
Responsabile del progetto/programma:
nominativo e recapiti
per la cooperativa L’Arco:
coordinatore Stefano Sandalo
320.1832164
ufficio via Torta 29 - Piacenza
Tel 0523.315953
Fax 0523.319421
e.mail [email protected]
Preadolescenti (11-13) e adolescenti (14-18 anni) e
giovani (oltre 18 anni) residenti nel territorio
comunale, in particolare nei quartieri 2 e 3 .
Attraverso un lavoro di progettazione con i referenti
Destinatari
del territorio, sarà possibile individuare la fascia di
età di destinatari prioritaria, sulla base di bisogni
emersi, richieste esplicitate, presenza di servizi ed
esperienze rivolte al mondo giovanile.
INTERVENTO DI SVILUPPO
L’intervento di animazione di strada (con l’ausilio del
mezzo ARCOBUS) è stato sperimentato negli anni
Specificare se è in continuazione di un precedenti sul territorio della circoscrizione cittadina
n.4, dove ha posto le premesse per l’apertura di uno
spazio giovani (centro di aggregazione).
progetto dell'anno precedente
Con il presente progetto si intendono analizzare le
realtà giovanili di libera aggregazione presenti sui
territori delle circoscrizioni 2 e 3 e sviluppare risposte
congruenti ai bisogni individuati.
Ambito territoriale di realizzazione
Circoscrizioni cittadine n.2 e n.3
Amministrazione
Comunale
nelle
diverse
articolazioni
e
competenze
interessate,
Circoscrizioni
Istituzioni/attori sociali coinvolti
2 e 3, Comitati di cittadini, Parrocchie, Scuole,
Associazioni
Nella fase invernale del lavoro si intende avviare una
valutazione ex ante del progetto con l’obiettivo di
aumentare la conoscenza del mondo giovanile
rispetto
a:
Obiettivi del progetto (anche eventuali
Rilevazione delle risorse disponibili, attivabili o
già attivate e della rete di rapporti tra loro.
integrazioni con altre aree d’intervento)
Rilevazione delle rappresentazioni reciproche
dei vari attori presenti sul territorio. (mappatura
cognitiva)
Rilevazione dei luoghi di aggregazione e
27
Azioni previste
socializzazione e dati sui gruppi presenti.
Al termine della raccolta degli elementi sopra
descritti, si potrà avere uno spaccato delle opinioni e
delle percezioni riguardo ai bisogni dei giovani, da
parte di chi è a contatto con loro e ne condivide il
territorio; si auspica la possibilità di costituire uno o
più gruppi di lavoro (a seconda dei quartieri
interessati) composti da referenti degli enti coinvolti
con i quali avviare un confronto su quanto emerso
ed elaborare una proposta operativa di intervento.
Al gruppo, che potremmo definire di progetto, spetta
il compito di individuare il target privilegiato, i bisogni
a cui si vuole rispondere, i corrispondenti obiettivi, i
luoghi di intervento e le aree di attività che si
intendono sviluppare.
Il metodo dell’animazione di strada consente di
orientare il lavoro con i giovani verso differenti
ambiti, avendo come punto di forza la possibilità di
un contato diretto con i destinatari ed una flessibilità
che permette di adeguarsi ai loro tempi ai loro luoghi.
Attraverso la relazione che si va ad instaurare, è
possibile stimolare e promuovere alcuni
contenuti, lavorando in diverse direzioni:
Area aggregativa
Favorire
la realizzazione di esperienze
socializzanti, attraverso l’animazione di luoghi di
incontro.
Promuovere l’aggregazione e la creatività
giovanile.
Favorire il contatto e lo scambio tra gruppi
presenti sullo stesso territorio.
Area educativa:
Instaurare relazioni significative, di ascolto e
confronto con i giovani
Conoscere i bisogni dei giovani e costruire
con loro percorsi che ne valorizzino le qualità.
Iniziative di educazione interculturale
Promuovere iniziative di tutela della salute
(abuso di sostanze, educazione sessuale,
alimentare..)
Area della partecipazione
Promuovere
e stimolare discussioni e
confronti attorno ai temi della cittadinanza
responsabile e del diritto di partecipazione dei
giovani
Favorire il dialogo tra giovani, il mondo adulto
e le istituzioni.
La scelta delle effettive aree di lavoro, come già
anticipato, seguirà la fase di analisi iniziale.
Nello specifico durante la fase invernale (inverno
2006-2007), durante la quale si prevede di entrare in
relazione con i soggetti del territorio, potrebbero
essere sperimentate proposte di lavoro differenti, a
seconda della disponibilità degli interlocutori
coinvolti:
a. un
percorso
di
progettazione
28
partecipata attraverso incontri di
gruppo eventualmente coordinati da
un facilitatore (consulente per l’equipe
degli operatori, esperto del metodo
Gopp o di animazione di comunità)
b. un percorso meno impegnativo, di
contatti individuali con i vari soggetti
da parte dell’equipe, al fine di arrivare
ad un confronto allargato.
In entrambe i casi si vuole arrivare a predisporre un
progetto di intervento per la fase estiva.
Nell’ipotesi A si ipotizza di realizzare un ciclo di
incontri (4/5) per ogni quartiere, con un facilitatore
che affianchi l’equipe (coordinatore e due operatori),
per un totale di circa 100 h di lavoro, compreso il
tempo di rielaborazione dei contenuti, oltre alle
consulenze esterne.
Nell’ipotesi B l’equipe (sempre composta da
coordinatore e due operatori) si occuperebbe dei
contatti/interviste individuali e degli incontri di
confronto allargato. Si stima per questo l’impiego di
70 h complessive, tempo di rielaborazione
compreso.
Nella fase estiva (maggio-settembre 2007)
L’equipe potrebbe essere integrata da uno o più
mediatori culturali sulla base di quanto emerso nel
corso della prima fase.
Si prevedono tre uscite settimanali di tre ore cad,
con due operatori presenti e un momento di equipe
settimanale (per la programmazione delle attività, il
monitoraggio…) per un totale di circa 550 h.
Il tipo di intervento, come già illustrato, sarà
elaborato insieme al/ai gruppo/i di progetto, pertanto
non è possibile al momento dettagliare le azioni della
fase estiva.
Si ipotizza l’utilizzo del l’unità mobile attrezzata
arcobus)
Costo
totale
previsto
Piano finanziario:
Quota
regionale
Quota
comunale
Quota
massima a
carico della
cooperativa
sociale
L’Arco
di
Piacenza
€ 6.200
€ 3.000,00
€ 20.450 € 14.250
Di tipo quantitativo:
Numero incontri con referenti territoriali.
Indicatori per il monitoraggio/valutazione
Numero di contatti con i destinatari
Frequenza media alle attività proposte.
29
Di tipo qualitativo:
Grado di partecipazione dei referenti al gruppo
di progetto.
Adeguatezza di tempi, spazi, attrezzature ,
materiali e risorse umane.
Elementi
facilitanti
e
ostacolanti
il
raggiungimento degli obiettivi
Effetti del progetto sui destinatari e sui
bisogni.
30
PROGRAMMA FINALIZZATO GIOVANI
PROGETTO/INTERVENTO di SVILUPPO/INNOVAZIONE/QUALIFICAZIONE:
Denominazione: INSIEME FACCIAMO UNO
Comune o forma associativa ex-art.16
COMUNE DI PIACENZA
L.R.2/03 capofila di progetto o del
Programma finalizzato
Responsabile del progetto/programma:
nominativo e recapiti
Destinatari
Specificare se è in continuazione di un
ANNA PAPAGNI TEL 0523/338710 a-mail:
[email protected]
TIZIANA CARRARA TEL 0523/593216
a-mail: [email protected]
Minori adolescenti dai 11 ai 25 anni.
Progetto in continuazione con l’anno 2006
progetto dell'anno precedente
Ambito territoriale di realizzazione
Istituzioni/attori sociali coinvolti
Piacenza e Provincia
Scuole, Parrocchie, Associazioni
Associazione “La Ricerca”
-
-
Obiettivi del progetto (anche eventuali
integrazioni con altre aree d’intervento)
-
-
dare un sostegno alle competenze personali dei
diversi destinatari (siano essi ragazzi o adulti);
svolgere azioni che siano il più possibile
adeguate ai tempi di rilevazione ed espressione
del disagio;
coinvolgere gli adulti significativi implementando
la loro attenzione educativa;
educare alla competenza emotiva;
integrare conoscenze, competenze e risorse;
progettare interventi con carattere di continuità;
mappare i bisogni degli istituti scolastici coinvolti;
costruire progetti individualizzati per le specifiche
esigenze.
Cooperativa Eureka
1) continuazione del servizio esistente
in specifico:
- consolidamento del gruppo esistente
- coinvolgimento di gruppi giovanili informali e
formali
2) sostegno alle competenze personali
in specifico:
- i ragazzi risolvono i loro conflitti in maniera
costruttiva
- i ragazzi aderiscono alle proposte degli
educatori
31
i ragazzi propongono delle iniziative
i ragazzi organizzano delle iniziative
i ragazzi riescono ad esprimere i loro
sentimenti agli educatori
3) coinvolgimento degli adulti significativi (
genitori, insegnanti, etc….)
in specifico:
- iniziare a conoscersi
- capire dove e come di possano attuare
collaborazioni.
-
SOTTOPROGETTO 1 ASSOCIAZIONE “LA
RICERCA”
Azioni previste
L’intervento si articola in diverse azioni previste per i
2 specifici ambiti interessati:
AMBITO SCUOLA
Il progetto consiste nell’offerta, in alcune Scuole
superiori di Piacenza e in alcuni Istituti
comprensivi del Distretto Urbano, di una èquipe
composta da un educatore ed uno psicologo,
che sia a disposizione in modo continuativo
all’interno delle scuole stesse.
Ogni istituto, infatti, all’inizio di ogni anno scolastico
programma gli interventi di promozione del
benessere da realizzare, ma spesso in itinere
emergono nuovi bisogni, problemi, disagi e fatiche.
Per provare a dare risposta a queste necessità, si è
pensato ad un progetto che fosse una reale cocostruzione di risposte, da realizzare insieme ai
diversi protagonisti (insegnanti, genitori, ragazzi,
etc..)
Nel dettaglio il progetto sarà così strutturato:
1° FASE (lavoro negli istituti scolastici)
Si prevede la presenza dei due formatori
all’interno degli Istituti scolastici interessati per
un minimo di 40 ore formative.
Concretamente uno psicologo e un educatore
lavoreranno insieme al corpo docenti per progettare
e realizzare:
- interventi di formazione su specifiche tematiche
da realizzare o far realizzare nelle classi (cfr.
progetti “Giovani in formazione”)
- colloqui di consulenza e orientamento per
studenti, docenti e genitori (cfr. progetto Punto di
Ascolto)
- percorsi seminariali destinati ai genitori (cfr. “Un
pianeta in movimento”- “Famiglie in dialogo”)
- percorsi di formazione e aggiornamento per i
docenti (cfr. “Impariamo insieme a crescere”“Dal confronto al dialogo”- “Vengo anch’io, sì tu
sì”)
2°FASE (analisi dei dati e delle informazioni
raccolte)
Durante l’anno scolastico i formatori redigeranno un
32
diario dettagliato delle azioni realizzate, ma
soprattutto dei bisogni che saranno stati raccolti.
Ogni azione erogata sarà supportata da una
valutazione quantitativa e qualitativa. L’analisi di
questa documentazione sarà la base per la
successiva fase.
3° FASE (restituzione alle scuole dell’emerso)
Nel dettaglio, al termine dell’anno scolastico, le
esperienze svolte nei diversi Istituti saranno
confrontate e verranno stese relazioni di analisi (1
per ogni istituto coinvolto) che verranno consegnate
e confrontate con i docenti e i diversi referenti dei
progetti.
AMBITO PARROCCHIE
Per le parrocchie di Piacenza e del Distretto Urbano
si prevede una disponibilità di un monte ore da
utilizzare per progetti destinati al sostegno alla
genitorialità (“Un pianeta in movimento”, “Famiglie in
dialogo”) o alla formazione degli educatori (es. “Con
un prima e un poi”)
SOTTOPROGETTO 2 COOPERATIVA EUREKA
LOCALIZZAZIONE DELL'INTERVENTO:
- Piacenza: nei locali del
nuovo centro
polifunzionale.
- Gossolengo: nei locali del Centro Educativo
"Pigrillo" gestito da Eureka per il Comune di
Gossolengo
- Podenzano: nei locali del centro di aggregazione
“ La villetta”
GIORNI E ORARI IN CUI VIENE SVOLTO IL
SERVIZIO:
Il progetto mantiene la caratteristica fondamentale
dell'informalità e del libero accesso dei minori
coinvolti, tuttavia sia sul territorio cittadino , sia a
Gossolengo e Podenzano verranno fissati degli orari
di apertura
compatibilmente con le risorse
disponibili.
Piano finanziario:
Indicatori per il monitoraggio/valutazione
Costo
Quota
totale
regionale
previsto
€ 32.818 € 22.972
Quota
comunale
€ 9.846
Eventuale
quota
di
altri
soggetti da
specificare
Associazione la Ricerca
Tutte le azioni svolte saranno monitorate in itinere
e valutate attraverso la registrazione di dati quali:
- registrazione delle azioni e dei progetti realizzati
in ogni realtà educativa
- dati finali di coinvolgimento: numero complessivo
dei destinatari finali raggiunti per ogni azione
erogata
- analisi qualitativa e quantitativa dei questionari di
33
valutazione e gradimento* somministrati ad
ogni partecipante al termine di ogni attività
- analisi dei questionari committenti* somministrati
ai soggetti che richiedono lo svolgimento di
un’attività.
* Entrambi questi questionari appartengono al
processo di certificazione di qualità sistema iso9001/2000 (Associazione “La Ricerca”)
- tutti i dati derivati dall’analisi dei diversi
questionari e dai dati di coinvolgimento saranno
comunicati tramite relazioni scritte all’organo
comitato tecnico che le valuterà
saranno compilate:
relazioni conclusive per ogni specifico
istituto
relazioni tecniche delle azioni svolte
relazioni di rendicontazione economica
Cooperativa Eureka
Il progetto prevede per ogni obiettivo valutazione di
processo
(risorse,
organizzazione,
metodi
d’intervento, coerenza) e valutazione di risultato (
reazione dei destinatari, efficienza, efficacia)
L’intervento verrà monitorato sulla base degli
indicatori di processo e di risultato che gli operatori
hanno ritenuto più idonei sulla base dell’esperienza
diretta.
OB. 1Valutazione di processo:
1- rapporto numero ragazzi/ operatori (1/10) (
risorse)
2- n. di volte che i ragazzi cercano gli operatori
(metodi d’intervento)
3- utilizzazione di tutti gli strumenti previsti (si/no
/perché) (coerenza)
Valutazione di risultato:
1 -partecipazione dei giovani ( 3 volte la
settimana per il gruppo già esistente.
2-Adeguatezza risorse- rapporto educatori
ragazzi 1/10—realizzazione delle attività previste
(efficienza)
3-Raggiungimento degli obiettivi (efficacia)
OB.2
Valutazione di processo:
1. punto 1 ob 1 (risorse)
2. raggiungimento obiettivi (metodo d’intervento)
3. utilizzo di tutti gli strumenti previsti (coerenza)
Valutazione di risultato:
1- numero richieste giunte dai ragazzi (reazione
dei destinatari)
2- numero attività proposte dai ragazzi
(reazione dei destinatari)
34
3- numero attività realizzate
(reazione dei destinatari)
4- efficacia delle azioni (si,
(efficacia)
dai
ragazzi
no,
perché)
OB-3
Valutazione di processo:
1-rapporto fra numero di persone informate,
mezzo utilizzato e persone realmente contattate (
organizzazione)
2-efficacia metodo di intervento (si/no perché)
3-utilizzo di tutti gli strumenti necessari (si/no
perché)
Valutazione di risultato:
5-rapporto n. persone contattate/ numero risposte
affermative,
negative,
motivi
(reazione
dei
destinatari)
7- le azioni hanno raggiunto i risultati (si/no
perché) (efficacia)
Tutti questi dati verranno raccolti in una relazione
finale che comprenderà tutti i documenti previsti
nella valutazione di processo e di risultato (previste
trimestralmente) relative ai singoli obiettivi( nel
progetto originale è acclusa una modulistica
specifica). La titolarità dell’intervento a cura di
Eureka riguarderà la competenza operativa, e la
suddivisione del budget destinato al progetto
MODALITA' DI DOCUMENTAZIONE,
COMUNICAZIONE E PUBBLICIZZAZIONE:
Come detto sopra il progetto vede allegata una
modulistica specifica che tiene conto dei differenti
indicatori scelti. Tale modulistica sarà messa a
disposizione insieme alla relazione finale.
35
PROGRAMMA FINALIZZATO GIOVANI
PROGETTO/INTERVENTO di SVILUPPO/INNOVAZIONE/QUALIFICAZIONE:
Denominazione: CENTRO MULTIMEDIALE DI RIVA DI PONTE DELL’OLIO
Comune o forma associativa ex-art.16
COMUNE DI PONTE DELL’OLIO
L.R.2/03 capofila di progetto o del
Programma finalizzato
Responsabile del progetto/programma:
nominativo e recapiti
Destinatari
Specificare se è in continuazione di un
MONDINA LORENZA
0523/874415 – FAX 0523/874444
[email protected]
Adolescenti e giovani
Proseguimento
progetto dell'anno precedente
Ambito territoriale di realizzazione
Istituzioni/attori sociali coinvolti
Obiettivi del progetto (anche eventuali
integrazioni con altre aree d’intervento)
Azioni previste
Piano finanziario:
Comune di Ponte dell’Olio
Comune – cooperative sociali – scuola –
parrocchia e altre associazioni presenti sul
territorio
Potenziare le attività attualmente in corso e
aumentare il numero di ragazzi coinvolti
Stabilire un più stretto contatto e collaborazione
con il centro educativo partito lo scorso autunno
– lavorare con i ragazzi per “programmare la
vita del centro”
Costo
Quota
Quota
Eventuale
totale
regionale comunale quota
di
previsto
altri
€ 7143,00 € 5000,00 € 2143,00 soggetti da
specificare
Indicatori per il monitoraggio/valutazione
36
AREA POVERTÀ ED ESCLUSIONE SOCIALE
TABELLA 1 - DAGLI OBIETTIVI STRATEGICI TRIENNALI DELLE AREE
AGLI INTERVENTI DEL PROGRAMMA ATTUATIVO 2006
BISOGNI EMERGENTI (CFR. PIANO DI ZONA 2005-2007)
Tutela e salvaguardia dei diritti dei senza dimora: il problema della mancanza della residenza anagrafica
Aumentano le persone ristrette che non accedono a misure alternative alla detenzione per mancanza di
alloggio e opportunità di lavoro
Aumentano le famiglie che si rivolgono a Caritas e associazioni di volontariato richiedendo beni di prima
necessità
Difficoltà strutturale di accesso alla casa per le fasce deboli (famiglie monoreddito, anziani soli o in
coppia, lavoratori poveri) e pressante bisogno di soluzioni abitative a canoni agevolati
Difficoltà di inserimento nel mercato del lavoro per le fasce deboli e bisogni di mediazione e
accompagnamento
Non solo casa e lavoro ma anche bisogni relazionali, di socialità, di tempo libero che spesso non
possono essere soddisfatti senza mediazioni (dei servizi, delle agenzie di coesione sociale)
Permanere di forti difficoltà di integrazione per le famiglie Sinti e di significative carenze strutturali dei
campi sosta
OBIETTIVI PRIORITARI NEL
TRIENNIO (CFR. PIANO DI ZONA
2005-2007)
Potenziamento degli interventi di
accoglienza temporanea con
l’obiettivo di diversificare e
modulare la risposta alloggiativi
(sviluppo)
STATO DI ATTUAZIONE DEGLI
OBIETTIVI
RIDEFINIZIONE DEGLI
OBIETTIVI PRIORITARI
PREVISTI NEL PDZ
2005-07
Nel 2006 si sono completati gli Sperimentazione di alcuni posti
interventi
di
accoglienza di accoglienza a bassa soglia
temporanea con la messa a femminile
regime dei 13 alloggi sociali.
Rimane grave la carenza di posti
di primissima accoglienza per
donne in grave stato di disagio.
In mancanza di una struttura ad
hoc, si sottolinea la necessità di
reperire almeno un minimo
numero di posti letto.
Potenziare gli interventi volti a
favorire l’accesso alla casa per le
fasce deboli (sviluppo)
37
Potenziamento della capacità della
zona sociale di produrre
opportunità di lavoro e di
inserimento lavorativo per le fasce
deboli anche attraverso un
maggior coinvolgimento delle
aziende profit (sviluppo)
E’ stato costituito il Consorzio
delle cooperative di tipo B, con
l’avvio
di
processi
di
collaborazione con gli enti
pubblici
per
lo
sviluppo
dell’occupazione dei soggetti
svantaggiati.
Emerge però la necessità, da
parte delle cooperative sociali, di
un continuo e fattivo impegno
delle amministrazioni pubbliche
per offrire strumenti concreti di
sviluppo
della
cooperazione
sociale
e
così
potenziare
l’occupazione.
Occorre
inoltre
potenziare
sempre più il coordinamento con
le imprese profit per offrire
sbocchi occupazionali, ove e
quando possibile, sul mercato
ordinario del lavoro.
Il
progetto
di
attività
responsabilizzanti e di borse
lavoro ha offerto opportunità
occupazionali
a
soggetti
gravemente svantaggiati.
Potenziamento degli interventi di
Sono stati avviati progetti di
accompagnamento (alla casa, al
accompagnamento educativo per
lavoro, ai servizi, alla socialità, alla favorire l’accesso alla casa delle
riorganizzazione degli stili di vita,
fasce deboli.
alla tutela della salute fisica e
E’ stato avviato il Centro Diurno
psichica) (sviluppo)
in collaborazione tra Comune,
Ser.T, Caritas e L.I.L.A.
Non si è avviato il progetto di Mappatura dei reali bisogni e
recupero dell’invenduto presso la delle risorse esistenti al fine di
grande distribuzione.
attivare un coordinamento per i
recupero dalla grande e piccola
distribuzione di beni di prima
necessità per l’utilizzo a favore
dei meno abbienti.
Rafforzamento dell’integrazione
fra servizi sociali di base e servizi
specialistici (sviluppo)
38
Potenziamento degli interventi
specifici rivolti all’area detenuti
(questo obiettivo ri-aggrega alcuni
degli obiettivi sopra descritti in un
macro-obiettivo “carcere”)
Consolidamento
degli
interventi
in
essere
relativamente
alle
attività
interne e al sostegno ai
percorsi di avviamento al lavoro
(vedi programma finalizzato
contrasto
alla
povertà
e
all’inclusione sociale”
Potenziamento
della
definizione di percorsi integrati
tra carcere e territorio, tra
interventi nel carcere rivolti ai
detenuti e servizi e progetti
attivi
nel
territorio
con
particolare riferimento ai temi
delle dimissioni e del lavoro
Potenziamento delle attività
lavorative all’interno del carcere
Promuovere
percorsi
formativi
comuni
per
gli
operatori e i volontari che
intervengono all’interno del
carcere
È stato realizzato un corso di
formazione comune tra operatori
e volontari del carcere, nonché
un’iniziativa di sensibilizzazione
alla realtà carceraria da proporre
all’esterno. Tutto questo nella
cornice delle ordinarie attività di
sportello
e di inserimento
lavorativo, già consolidate da
anni.
La
realtà
carceraria
richiederebbe maggiore impegno
da parte della comunità locale, in
considerazione
dei
gravi
problemi esistenti, e della
costituzione di una più stabile
rete di interventi e di attori.
INTERVENTI PREVISTI PER L'ANNO 2006:
PROGETTI DI SVILUPPO/INNOVAZIONE /QUALIFICAZIONE* OPPURE DI CONTENIMENTO**
INTERVENTI PREVISTI PER L'ANNO 2006: PROGRAMMI FINALIZZATI
Programma finalizzato "Contrasto alla povertà e all’esclusione sociale"
39
20.000,00
19.000,00
90.775,51
28.571,43
27.485,71
150.198,65
Servizio di accompagnamento
educativo all’autonomia abitativa
Accompagnamento educativo alla
residenzialità per nuclei Sinti
TOTALE
18.200,00
13.200,00
31.400,00
26.000,00
26.400,00
52,400,00
Sportello detenuti immigrati
Avviamento al lavoro detenuti
internati e in misure alternative
TOTALE
Ambito C – Area Detenuti
20.775,51
+ 2.596,00
(Program.
Finalizzato
Dipendenze)
31.000,00
40.421,51
Centro Diurno“Il Quadrifoglio”
Accoglienza diurna a bassa soglia
per persone in condizioni di
marginalità e con problematiche di
dipendenza
Promozione attività
responsabilizzanti e borse lavoro
53.720,00
Finanziament
o regionale
Costo
Progetto
Ambito A
21.000,00
13.200,00
7.800,00
50.527,14
8.485,71
8.571,43
22.720,00
6.300,00
Quota a carico
Quota a
Ente titolare
carico altri
Soggetti
10.750,00
Caritas
4.140,00
A.USL
2.160,00
Comune di
Piacenza
(Formazione)
Comune di
Piacenza
(Servizi Sociali)
Comune di
Piacenza (Servizi
Sociali)
Comune di
Piacenza (Servizi
Sociali)
Comune di
Piacenza
(Servizi Sociali)
Comune di
Piacenza (Servizi
Sociali)
Ente titolare
Caritas
Diocesana
L.I.L.A.
Ente gestore
40
Cooperativa
sociale Futura
Associazione
La Ricerca
Ronda della
Carità e della
solidarietà
Da definire
Associazionism Consorzio
o Volontariato
Sol.Co.
Caritas
Diocesana
Ser.T
L.I.L.A.
Enti coinvolti
PROGRAMMA FINALIZZATO CONTRASTO ALLA POVERTÀ E ALL’ESCLUSIONE SOCIALE
Programma finalizzato “Contrasto alla povertà e all’esclusione sociale”
PROGETTO/INTERVENTO di SVILUPPO/INNOVAZIONE/QUALIFICAZIONE:
Denominazione: CENTRO DIURNO “IL QUADRIFOGLIO” - Accoglienza diurna a
bassa soglia per persone in condizione di marginalità e con problematiche di
dipendenze.
Comune o forma associativa ex-art.16
L.R.2/03 capofila di progetto o del
Comune di Piacenza – Settore Servizi Sociali e
abitativi
Programma finalizzato
nominativo e recapiti
Dott. Luigi Squeri – Comune di Piacenza
Settore Servizi Sociali ed Abitativi
Tel. 0523/492721- Fax 0523/492704
e-mail [email protected]
Destinatari
Persone in situazione di marginalità e/o con
problematiche di dipendenze.
Specificare se è in continuazione di
Continuazione progetto anno precedente.
Responsabile del
progetto/programma:
un progetto dell'anno precedente
Ambito territoriale di realizzazione
Distretto Urbano
Comune di Piacenza – Settore Servizi Sociali
Fondazione Autonoma “Caritas diocesana di
Istituzioni/attori sociali coinvolti
Piacenza-Bobbio”
A.Usl di Piacenza (Sert)
Associazione LILA di Piacenza
facilitare l’accesso ai servizi (importante la
presenza degli operatori sociali del Sert e del
Comune) ed eventualmente ai trattamenti
sanitari (Sert/malattie infettive/altri servizi
sanitari connessi) di persone in grave stato di
disagio sociale sia attraverso forme di
accompagnamento e sostegno che con un’
Obiettivi del progetto (anche eventuali
attivita’ di sportello sert presso il centro diurno;
integrazioni con altre aree
offrire ai soggetti portatori di forme di
dipendenza (sostanze – alcol – altre forme di
d’intervento)
dipendenza) in stato di grave disagio sociale un
luogo di aiuto, sostegno e ascolto;
realizzare
forme
di
coordinamento
permanente tra gli operatori dei vari servizi, i
volontari Caritas e LILA, attraverso momenti di
formazione e di supervisione;
integrare e coordinare le attivita’ dell’unita’ di
41
strada della LILA, del centro diurno e del Sert
attraverso forme di accompagnamento dei
soggetti fra un punto di accoglienza e l’altro
(camper LILA – centro diurno – ambulatori Sert
– servizi sanitari-servizi sociali)
Azioni previste
Il Centro diurno “Il Quadrifoglio” è un servizio a
bassa soglia che cerca di rispondere ai bisogni
primari (pasto, vestiario, pulizia personale, ecc.) e
a richieste varie dell'utente, quali: orientamento
alle risorse del territorio, informazioni, counseling,
supporto psicologico non specialistico, momenti di
aggregazione
sociale,
seminari
di
approfondimento (gruppi di auto-aiuto ecc.),
sportello di consulenza SERT, attività ricreative e
ludiche, piccole attività di laboratorio creativo.
Si sottolinea l’importanza dell’obiettivo di facilitare
l'invio degli utenti ai Servizi sociali e socio-sanitari
del territorio anche attraverso la disponibilità di
operatori della LILA, già impegnati nell’unità di
strada,
con
funzioni
di
supporto
ed
accompagnamento sia verso i Servizi che dalla
strada al Centro.
Inoltre, saranno programmati momenti di
aggregazione, attraverso attività di intrattenimento,
culturali,
animazione,
lettura,
musica,
informatica,ecc., definite in relazione al gradimento
e agli interessi dell’utenza del centro. Questo tipo
di attività riveste notevole importanza perché
consente di incrementare e consolidare la
partecipazione e la frequenza degli utenti.
Parallela al progetto rimane l’attività di formazione
comune fra operatori SERT, LILA, Caritas e
Comune di Piacenza con il fine di rendere il più
possibile omogenei e coerenti gli interventi, anche
attraverso la condivisione di esperienze e
linguaggi comuni.
42
Quota
Eventuale
comunale: quota
di
altri
soggetti da
specificare
Euro
Fondazione
20.775,51
Caritas:
Programma
Euro
Euro
finalizzato
Euro
10.750,00 4.140,00 (
40.421.51 Contrasto
cui di
cui
alla povertà (di
+
Euro
3.840,00
Euro
6.000,00 cash
e
cash
e Euro
2.596,00
300,00
Programma Euro
Finalizzato
4.750,00 figurativo)
Dipendenze figurativo) - A.Usl –
Sert: Euro
2.160,00
(figurativo)
Sono stati attivati tre organi di gestione/valutazione
del Servizio:
equipe tecnica operatori (settimanale);
comitato tecnico di gestione (mensile);
comitato politico.
Si
propongono
i
seguenti
indicatori
di
monitoraggio:
numero di ore di apertura;
attivazione e funzionamento dei servizi
previsti dal progetto all’interno del centro;
il livello di soddisfazione degli utenti;
il numero di accessi settimanali/mensili al
Centro divisi per tipologia;
il numero di accompagnamenti ai servizi
territoriali effettuati dal Centro;
il numero di partecipanti ad attività interne al
centro suddivise per tipologia.
Gli indicatori sopra elencati verranno tolti o altri ne
verranno aggiunti, secondo quanto verrà stabilito
al Tavolo di monitoraggio.
Costo
totale
previsto
Piano finanziario:
Indicatori per il
monitoraggio/valutazione
Quota
regionale
43
Programma finalizzato “Contrasto alla povertà e all’esclusione sociale”
PROGETTO/INTERVENTO di SVILUPPO/INNOVAZIONE/QUALIFICAZIONE:
Denominazione:
PROMOZIONE
ATTIVITA’
RESPONSABILIZZANTI
E
BORSE
LAVORO
Comune o forma associativa ex-art.16
L.R.2/03 capofila di progetto o del
Comune di Piacenza – Settore Servizi Sociali e
abitativi
Programma finalizzato
Responsabile del progetto/programma:
nominativo e recapiti
Destinatari
Specificare se è in continuazione di un
progetto dell'anno precedente
Ambito territoriale di realizzazione
Istituzioni/attori sociali coinvolti
Obiettivi del progetto (anche eventuali
integrazioni con altre aree d’intervento)
Dott. Luigi Squeri – Comune di Piacenza
Settore Servizi Sociali ed Abitativi
Tel. 0523/492721- Fax 0523/492704
e-mail [email protected]
Soggetti in carico al Servizio Sociale del
Comune di Piacenza - adulti in stato di disagio,
inabili con discrete o buone capacità operative
residue - detenuti ristretti nella Casa
circondariale di Piacenza
Il progetto è continuazione di analogo progetto
presentato nei piani di zona 2004 e 2005
Distretto Urbano
Comune di Piacenza
Consorzio unitario di Cooperative sociali
SOL.CO. Piacenza
Cooperative aderenti al Consorzio
Associazioni ed enti di volontariato
Amministrazione Carceraria
• Risignificare l’elargizione di alcuni
contributi economici associandola ad
interventi di carattere educativo
• Promuovere l’impegno e la motivazione
delle persone in stato di difficoltà alla
gestione attiva delle proprie istanze di
cambiamento
• Avvicinare
o
riavvicinare
soggetti
svantaggiati ad ambiti di lavoro attraverso
il recupero o l’acquisizione di alcune
competenze di base (regolarità negli
impegni, responsabilizzazione, ecc)
• Promuovere percorsi diversificati di
avvicinamento al lavoro, gradualmente
più orientati all’inserimento sul mercato
ordinario del lavoro (evoluzione di attività
responsabilizzanti in borse lavoro)
44
•
•
Azioni previste
•
Piano finanziario:
Ricerca di nuovi spazi di inserimento, sia
per
ampliare
l’offerta
di
attività
responsabilizzanti, sia per promuovere
l’avvio di borse lavoro (SOL.CO);
Attività di monitoraggio dei progetti
individuali, in collaborazione con gli
operatori comunali referenti delle persone
inserite, sia in collegamento con l’ufficio
comunale di coordinamento del progetto
(SOL.CO);
Attività di promozione e di sviluppo del
progetto (Comune).
Costo
totale
previsto
Euro
53.720,0
0
Quota
regionale
Quota
comunale
Euro
31.000,00
Euro
22.720,00
(di
cui
16.000,00
cash
e
6.720,00
valorizzato)
Eventuale
quota
di
altri
soggetti da
specificare
N. soggetti inseriti
Indicatori per il monitoraggio/valutazione permanenza ed evoluzione dei progetti
Riunioni periodiche
45
Programma finalizzato “Contrasto alla povertà e all’esclusione sociale”
PROGETTO/INTERVENTO di SVILUPPO/INNOVAZIONE/QUALIFICAZIONE:
Denominazione: SERVIZIO DI ACCOMPAGNAMENTO EDUCATIVO ALL’AUTONOMIA
ABITATIVA
Comune o forma associativa ex-art.16
L.R.2/03 capofila di progetto o del
Comune di Piacenza – Settore Servizi Sociali e
abitativi
Programma finalizzato
Responsabile del progetto/programma:
nominativo e recapiti
Destinatari
Specificare se è in continuazione di un
progetto dell'anno precedente
Ambito territoriale di realizzazione
Istituzioni/attori sociali coinvolti
Obiettivi del progetto (anche eventuali
integrazioni con altre aree d’intervento)
Azioni previste
Dott. Luigi Squeri – Comune di Piacenza
Settore Servizi Sociali ed Abitativi
Tel. 0523/492721- Fax 0523/492704
e-mail [email protected]
Cittadini italiani e stranieri inseriti in programmi
di reinserimento sociale.
il progetto è continuazione di analoghi progetti
finanziati nei piani di zona 2004 e 2005
Distretto Urbano
Settore Servizi Sociali Comune di Piacenza
Associazione Ronda della carità e della
solidarietà
Offrire spazi di accoglienza abitativa con
finalità educative e preventive a persone
italiane e stranieri, inserite in alloggi di
accoglienza temporanea gestiti dal Comune
di Piacenza
Affiancare e sostenere i destinatari
dell’intervento
nell’acquisizione
di
responsabilità e autonomia nella gestione di
un alloggio personale.
Si prevede l’intervento di un educatore
professionale che sviluppi le seguenti azioni:
• accompagnamento del singolo utente
nello sviluppo del proprio progetto di
autonomia, in collaborazione con il
servizio inviante;
• accompagnamento e supervisione della
vita comunitaria; monitoraggio
delle
modalità di gestione dell’alloggio;
Saranno previsti quindi momenti di presenza
nelle strutture, accompagnamento degli
utenti e occasioni di incontro con i referenti
del Comune e con i servizi invianti.
46
Piano finanziario:
Indicatori per il monitoraggio/valutazione
Costo
totale
previsto
Euro
28.571,0
0
Quota
regionale
Quota
comunale
Eventuale
quota
di
altri
soggetti da
specificare
Euro
8.571,00
(di
cui
5.900,00
effettivi e
2.671,00
figurativi
Incontri periodici di monitoraggio dei
progetti individuali
Numero degli utenti inseriti e sviluppo dei
progetti individuali
Euro
20.000,00
47
Programma finalizzato “Contrasto alla povertà e all’esclusione sociale”
PROGETTO/INTERVENTO di SVILUPPO/INNOVAZIONE/QUALIFICAZIONE:
Accompagnamento educativo alla residenzialità per nuclei Sinti
Comune o forma associativa ex-art.16
L.R.2/03 capofila di progetto o del
Comune di Piacenza – Settore Servizi Sociali e
Abitativi
Programma finalizzato
Responsabile del
progetto/programma:nominativo e
Dott.ssa Mariangela Tiramani
Tel. 0523/302903 fax: 0523/492709
e-mail: [email protected]
recapiti
Destinatari
Specificare se è in continuazione di un
progetto dell'anno precedente
Ambito territoriale di realizzazione
Istituzioni/attori sociali coinvolti
Obiettivi del progetto (anche eventuali
integrazioni con altre aree d’intervento)
Azioni previste
Sette nuclei destinatari di alloggi ERP
provenienti dal campo sosta di strada Torre
della razza.
Di consolidamento dell’intervento attuato nella
precedente attività.
Comune di Piacenza
1.
2.
3.
4.
Ufficio abitazioni- comune di Piacenza
Acer
Caritas Diocesana di Piacenza
Ausl di Piacenza- Centro Salute DonnaConsultori Familiari
5. Centri Educativi e Aggregativi del territorio
Azione 1
1. Miglioramento della capacità di autoorientamento nel contesto cittadino.
2. Sostegno / accompagnamento ad un più
adeguato accesso sanitario.
3. Conoscenza da parte della famiglia degli
indicatori primari dell’economia domestica.
4. Mediazione rispetto ai contesti di vicinato /
processo di sviluppo dei rapporti di fiducia.
5. Supporto famigliare alla frequenza
scolastica dei minori.
Le azioni previste in relazionealle caratteristiche
del problema su cui si vuole intervenire, sono le
seguenti:
Azione 1: Sostegno alla residenzialità dei nuclei
sinti in assegnazione di alloggi erp
I nuclei sinti sono sempre stati caratterizzati da
rapporti di prossimità chiusi all’interno dello
48
stretto ambito familiare. Si registra attualmente
una lenta apertura verso modelli di confronto più
ampi, anche se ciò genera nei nuclei una forte
incertezza di conduzione in particolare relativa a
comportamenti dei minori. Anche i minori
all’interno dei nuclei rischiano di perdere i
riferimenti attivi dei campi sosta e con essi i
servizi
educativi
in
essi
presenti;
di
conseguenza è necessaria una lenta e capillare
azione di sostegno fatta da proposte di
inserimento in contesti nuovi. Ad un’iniziale
difficoltà
di
integrazione
nei
contesti
condominiali oggi fa seguito la preoccupazione
dei nuclei rispetto all’incalzare dei “compiti
genitoriali diretti” , un tempo delegati almeno in
parte “alla vita del campo” ed oggi ricadenti in
modo esclusivo su di loro. Anche gli indicatori di
sussistenza sono più gravosi e divengono fonte
di preoccupazione e di sfiducia che ovviamente
va mediata e sostenuta.
E’ ancora più forte la necessità di coordinare
un’azione di sistema tra scuola, caritas,
parrocchie, centri giovanili, servizi sociali, servizi
sanitari (anche di altri territori) al fine di
supportare il cambiamento epocale di uno stile
di vita (dalla kampina all’appartamento) con il
minor impatto disgregativo possibile sulla
stabilità dei nuclei.
Permane inoltre una forte difficoltà nel sostenere
un accesso sanitario che non sia legato
all’urgenza da Pronto Soccorso, ma teso a
stabilire modelli di cura, benessere e
prevenzione.
Le caratteristiche dei nuclei sinti locali sono
generalmente legate alle difficoltà di:
1. Autorappresentazione sociale legata da
secoli a forme di isolamento e di
esclusione che continua a permanere
anche dopo anni di permanenza presso i
campi sosta.
2. Difficoltà dei nuclei a progettare e
sostenere
in
modo
autonomo
l’integrazione dei figli attraverso la
scolarizzazione,
la
formazione
professionale, l’attività ludico-sportiva, la
gestione del tempo libero, l’informazione
e la partecipazione alla vita della città.
3. Difficoltà di aderire in modo puntuale alle
regole legate alla residenzialità/stanzialità
(tra cui contratti di consumo, regole di
convivenza condominiale e sviluppo di
49
modelli sociali legati alla crescita dei figli.)
4. Residua difficoltà di sostenere, in
autonomia, l’accesso dei figli a scuola.
5. Difficoltà di transito da un’economia di
sussistenza ad un’economia di sistema.
6. Difficoltà di accesso autonomo alla rete
dei servizi pubblici e privati di
assistenza/supporto.
Gli interventi previsti sono i seguenti:
1. Rilevazione del bisogno/definizione dei
criteri/condivisione con i destinatari degli
obiettivi dell’intervento.
2. Definizione dell’offerta e dei tempi del
progetto individuale
3. Individuazione di un operatore da
incaricare specificatamente
Piano finanziario:
Costo
totale
previsto
Euro
27.142,00
Quota
regionale
Quota
comunale
Euro
Euro
19.000,00 8142,00
Eventuale
quota
di
altri
soggetti da
specificare
Gli strumenti di monitoraggio possono essere
diretti ed indiretti:
Diretti:
1 Partecipazione allo staff nomadi/incontri
con il referente del progetto.
2 Lavoro in rete con operatori del servizio
ed altri del territorio.
3 Costruzione di modelli di confronto con
associazioni di tutela culturale dei sinti.
Indiretti:
1. Aumento delle capacità di progetto di
autonomia dei nuclei.
2. Diminuzione della richiesta di mediazione
Indicatori per il monitoraggio/valutazione
dei contesti dove sono inseriti i minori.
3. Calo delle richieste di mediazione da
parte dei nuclei agli operatori.
Azione 1
Il progetto potrà essere valutato in base ad
indicatori oggettivi:
1. Adesione dei nuclei a protocolli di
prevenzione
e
cura
sui
minori
(vaccinazioni,
screening
oculistici,
odontoiatrici, bilanci di salute.)
2. Qualità dell’integrazione sociale ed
abitativa (palazzo – quartiere-città)
50
3. Accompagnamento a scuola dei figli in
autonomia da parte dei genitori.
4. Partecipazione dei minori ad attività di
orientamento
e
formazione
post
scolastico.
5. Stabilizzazione del reddito proveniente da
lavoro subordinato.
51
Programma finalizzato “Contrasto alla povertà e all’esclusione sociale”
PROGETTO/INTERVENTO di SVILUPPO/INNOVAZIONE/QUALIFICAZIONE:
Denominazione:
SPORTELLO
DETENUTI
IMMIGRATI
PRESSO
LA
CASA
CIRCONDARIALE DI PIACENZA
Comune o forma associativa exart.16 L.R.2/03 capofila di progetto
Comune di Piacenza –Settore Formazione Infanzia
Diritto allo Studio
o del Programma finalizzato
Responsabile del
progetto/programma:
nominativo e recapiti
Destinatari
Specificare se è in continuazione
di un progetto dell'anno
Luciano Fornaroli - Settore Formazione Infanzia e
diritto allo studio – Comune di Piacenza – tel 0523
492575 – fax 0523 492515 –
e-mail: [email protected]
Destinatari intermedi: operatori penitenziari, volontari,
mediatori, operatori sociali, personale sanitario
Destinatari finali: ristretti nella Casa Circondariale di
Piacenza italiani e stranieri, uomini e donne.
Si tratta di continuazione di un progetto dell’anno
precedente
precedente
Ambito territoriale di realizzazione
Istituzioni/attori sociali coinvolti
Obiettivi del progetto (anche
eventuali integrazioni con altre
aree d’intervento)
Azioni previste
Piano finanziario:
Indicatori per il
monitoraggio/valutazione
Distretto Urbano
Comune di Piacenza
Associazione La Ricerca
Casa Circondariale di PC
1. migliorare l’ascolto dei bisogni dei detenuti e la
adeguatezza delle risposte attraverso gli sportelli
2. attivazione di risorse interne ed esterne al carcere
nella progettazione di percorsi di reinserimento
sociale per italiani e stranieri
3. migliorare la collaborazione tra operatori
penitenziari, sanitari, volontari, CSSA e mediatori
1. COORDINAMENTO
2. SPORTELLI
3. LABORATORI
Costo totale
previsto
Euro
€ 26.000,00
Quota
regionale
Euro
€ 18.200,00
Quota comunale
Euro
€ 7.800,00 (di
cui € 1.100,00
effettivi
e
€
6.700,00
figurativi)
Eventuale
quota di altri
soggetti
da
specificare
-numero dei detenuti che accedono alle attività
proposte (nei 12 mesi)
- numero operatori coinvolti e numero ore
52
Programma finalizzato “Contrasto alla povertà e all’esclusione sociale”
PROGETTO/INTERVENTO di SVILUPPO/INNOVAZIONE/QUALIFICAZIONE:
Denominazione: AVVIAMENTO AL LAVORO DETENUTI INTERNATI E IN MISURE
ALTERNATIVE
Comune o forma associativa exart.16 L.R.2/03 capofila di
Comune di Piacenza – Settore Servizi Sociali e
abitativi
progetto o del Programma
nominativo e recapiti
Dott. Luigi Squeri – Comune di Piacenza
Settore Servizi Sociali ed Abitativi
Tel. 0523/492721- Fax 0523/492704
e-mail [email protected]
Destinatari
Detenuti ristretti nella Casa Circondariale di Piacenza
Detenuti in misure alternative al carcere
Responsabile del
progetto/programma:
Specificare se è in continuazione Il progetto è continuazione di analoghi progetti
finanziati negli anni precedenti
di un progetto dell'anno
precedente
Ambito territoriale di realizzazione
Istituzioni/attori sociali coinvolti
Distretto Urbano
Comune di Piacenza – Settore Servizi Sociali e
abitativi
Amministrazione Carceraria
Assessorato Provinciale al Lavoro e alla Formazione
Professionale
Ufficio Esecuzione Penale Esterna
Cooperativa Futura
•
Obiettivi del progetto (anche
•
eventuali integrazioni con altre
aree d’intervento)
Azioni previste
•
Favorire l’occupazione delle persone detenute e
inserite in misure alternative al carcere
incrementare le opportunità di lavoro disponibili
per la cooperativa che opera nell’inserimento
lavorativo di detenuti
Favorire il collegamento tra la realtà carceraria e
il territorio che la ospita, per incrementare le
opportunità di sviluppo dei progetti individuali di
reinserimento sociale delle persone detenute
Continuazione delle attività in corso:
informatizzazione certificati impianti termici
collaborazione informatica al servizio di gestione
mense scolastiche comune di Piacenza
inscatolamento e obliterazione ricette città di Milano e
53
Piano finanziario:
Indicatori per il
monitoraggio/valutazione
provincia
attività di cantieristica.
Realizzazione di una serra interna al carcere, in
collaborazione con una cooperativa sociale impegnata
nel settore floro vivaistico.
Costo totale Quota
Quota
Eventuale
previsto
regionale
comunale quota
di
€ 26.400,00 € 13.200,00
€
altri
13.200,00 soggetti da
(effettivi)
specificare
Incontri di valutazione
N. soggetti inseriti
54
AREA IMMIGRAZIONE
TABELLA 1 – DAGLI OBIETTIVI STRATEGICI TRIENNALI DELLE AREE
AGLI INTERVENTI DEL PROGRAMMA ATTUATIVO 2006
BISOGNI EMERGENTI
accoglienza per i nuovi arrivati in particolare per: minori non accompagnati, donne sole
con figli o in gravidanza, richiedenti asilo e rifugiati, donne vittime della tratta,badanti
informazione sui servizi, conoscenza diritti/doveri
sostegno all’accesso ai servizi ( attività di mediazione, preparazione del personale
all’accesso multiculturale)
ricerca di identità degli adolescenti ( bisogni di aggregazione e di relazioni significative
per il contrasto al disagio e al rischio di devianza - ved. area infanzia e adolescenza)
Bisogni di iniziative di riflessione sul tema dell’identità, dell’incontro - riconoscimento scambio interculturale
sostegno nell’accesso all’abitazione
coordinamento fra soggetti pubblici e privati attivi nelle tematiche dell’immigrazione.
OBIETTIVI PRIORITARI NEL TRIENNIO
Area dell’identità
Sviluppo degli interventi che aiutino ad affrontare la tematica complessa dell’identità
• Promuovere la nascita di un nuovo Centro Interculturale.
• Realizzare percorsi partecipativi e di rappresentanza dei cittadini stranieri
Area dell’inclusione
Sviluppo degli interventi a sostegno dell’inclusione dei cittadini stranieri
• Consolidamento degli interventi nelle scuole: mediazione interculturale, lingua 2 per
i neoarrivati e informazione per gli alunni e le loro famiglie
• Sviluppo del coordinamento tra i vari soggetti (Scuola, Enti Locali, Terzo Settore)
- Stipula di un protocollo per l’accoglienza nelle scuole dei minori stranieri
- Percorsi formativi per il personale scolastico (docenti e personale di
segreteria)
• Consolidamento servizi per l’informazione, l’orientamento, l’accompagnamento, la
tutela legale e sviluppo del coordinamento dei diversi sportelli dedicati ai cittadini
stranieri
• Potenziamento degli interventi per un approccio interculturale nei servizi del
territorio.
• Sviluppo degli interventi di formazione e tutoring per le assistenti familiari private,
elaborazione di un sistema di accreditamento e istituzione di un Albo delle
assistenti private.
55
Area della prima accoglienza
Potenziamento degli interventi di prima accoglienza e di tutela per situazioni di
particolare vulnerabilità: minori stranieri non accompagnati, donne sole con figli,
richiedenti asilo e rifugiati, vittime della tratta, ex detenuti che necessitano di percorsi di
reinserimento sociale
• Realizzazione di un nuovo Centro di prima accoglienza che sostituisca “Torrione
Fodesta”
• Consolidamento della struttura di accoglienza per minori stranieri
• Avvio e consolidamento del servizio di accoglienza temporanea rivolto a cittadini
stranieri e italiani (alloggi sociali)
• Sperimentazione casa antiviolenza
• Sperimentazione di alcuni posti di accoglienza notturna femminile a bassa soglia
• Potenziamento dei posti di accoglienza notturna maschile
• Consolidamento degli interventi di lotta alla tratta e dei percorsi di protezione e
integrazione sociale
• Sviluppo delle azioni rivolte a richiedenti asilo e rifugiati
• Consolidamento sportello informativo in carcere
56
STATO DI ATTUAZIONE DEGLI OBIETTIVI
Area dell’identità
Avviata l’attività del Centro Interculturale
Attivata la collaborazione con la Provincia nell’ambito del progetto provinciale
“Laboratori di cittadinanza” (percorsi partecipativi per l’avvio di un Forum/consulta
provinciale)
Area dell’inclusione
Sottoscritto un protocollo per l’accoglienza nelle scuole dei minori stranieri
Realizzati percorsi formativi per il personale scolastico (docenti e personale di
segreteria)
Confermati gli interventi di mediazione interculturale (in ambito scolastico, nei servizi
socio-sanitari, nel Centro per le Famiglie)
Confermati gli interventi di consulenza giuridica e assistenza legale
Avviato il progetto “Qualificazione del lavoro di cura a domicilio (corsi di italiano per
badanti, attività di tutoring, studio di fattibilità di un “elenco badanti “ consultabile dalle
famiglie)
Confermato il progetto di comunicazione interculturale (interventi di informazione sui
media locali da parte di una redazione multietnica)
Area della prima accoglienza
Consolidata e potenziata l’attività a favore di minori non accompagnati
Ampliamento dell’accoglienza abitativa: attivati 9 alloggi sociali che hanno completato
l’offerta di 13 alloggi per persone italiane o immigrate in carico ai servizi
Confermata l’accoglienza presso il Centro “Torrione Fodesta” , nelle strutture comunali
con utenza sia italiana che straniera (“Il Rifugio”, Casa di Via Buffalari, Casa di Cà
Torricelle) e la collaborazione con la Caritas Diocesana per l’accoglienza abitativa di
persone con particolari problemi di salute o in situazioni di emergenza.
Consolidati gli interventi di lotta alla tratta e di protezione sociale per persone vittime di
sfruttamento sessuale; confermati gli interventi di riduzione del danno, di tutela e
prevenzione sanitaria (Unità di strada, accompagnamenti sanitari)
Partecipazione progetto regionale “richiedenti asilo e rifugiati”(messa in rete Enti
Locali del territorio regionale e varie organizzazioni del Terzo Settore, messa in
comune di conoscenze e buone prassi, aggiornamento giuridico degli operatori)
Nell’ambito del Programma Finalizzato contrasto alla povertà e all’inclusione Sociale è
stato consolidato lo Sportello detenuti immigrati presso la Casa Circondariale di
Piacenza. Attivate borse lavoro e attività responsabilizzanti anche per detenuti
immigrati.
57
RIDEFINIZIONE DEGLI OBIETTIVI PRIORITARI PREVISTI NEL PdZ 2005-07
Realizzazione in tempi contenuti di un nuovo servizio che sostituisca il Centro di prima
accoglienza “Torrione Fodesta”
Attivazione in ambito comunale di un Gruppo di Lavoro intersettoriale di
coordinamento per gli interventi a favore degli immigrati
Promozione di attività di formazione per i docenti delle scuole con la proposta di
cambiamenti nella didattica (l’inserimento del minore straniero non in termini di
“normalizzazione”, ma come modifica interculturale dell’insegnamento)
Approfondimento nel medio periodo sulla professione e sull’intervento del mediatore
interculturale. L’attività presenta caratteristiche in evoluzione e può proporre nuovi
contesti progettuali.
Approfondimento sulle problematiche ad alto rischio di alcuni contesti cittadini (es. via
Roma e zone limitrofe) interessati da una realtà migratoria di difficile convivenza.
INTERVENTI PREVISTI PER L’ANNO 2006:
PROGETTI DI SVILUPPO/INNOVAZIONE/QUALIFICAZIONE OPPURE DI
CONTENIMENTO
- COMPLETAMENTO ALLOGGI SOCIALI
(S)
INTERVENTI PREVISTI PER L’ANNO 2006:
PROGRAMMA FINALIZZATO IMMIGRAZIONE
“Consulenza giuridica e assistenza legale”
“Interventi di interpretariato/traduzione, mediazione interculturale nei servizi comunali e
socio-sanitari”
“Realizzazione di interventi di assistenza e integrazione sociale a favore di cittadini
stranieri vittime di violenza e/o sfruttamento lavorativo o in particolari condizioni di
disagio”
“Gestione del "Centro interculturale” e sostegno ad iniziative realizzate con le
Associazioni aderenti
“Tutti a scuola 4": gruppi di accoglienza di italiano come lingua seconda per minori
immigrati”
“Interventi di mediazione culturale a scuola”
58
PROGETTO/INTERVENTO di SVILUPPO/INNOVAZIONE/QUALIFICAZIONE:
Denominazione: COMPLETAMENTO ALLOGGI SOCIALI
Comune o forma associativa ex-art.16
Comune di Piacenza
L.R.2/03 capofila di progetto o del
Programma finalizzato
Responsabile del progetto/programma:
nominativo e recapiti
dott.
Luigi
Squeri
–
0523/492721
[email protected]
–
Destinatari
Cittadini italiani e stranieri inseriti in programmi
di reinserimento sociale.
Specificare se è in continuazione di un
Progetto attivato nell’anno 2005
progetto dell'anno precedente
Ambito territoriale di realizzazione
Istituzioni/attori sociali coinvolti
Comune di Piacenza
Settore servizi sociali del Comune di Piacenza
Offrire una risposta alloggiativa temporanea
protetta a soggetti in carico ai servizi, nell’ambito
integrazioni con altre aree d’intervento)
del proprio progetto di autonomia esistenziale
Segreteria della Commissione di valutazione
delle proposte di inserimento, attività di gestione
amministrativa
e
tecnica
degli
alloggi,
collegamento con i servizi referenti per il
Azioni previste
monitoraggio dell’esperienza, coordinamento del
servizio di accompagnamento all’autonomia
abitativa (previsto nel programma finalizzato) in
collaborazione con il soggetto gestore
Costo
Quota
Quota
Eventuale
totale
regionale
comunale quota
di
Piano finanziario:
previsto
altri
soggetti da
specificare
N. utenti inseriti
Indicatori per il monitoraggio/valutazione
Percentuale di passaggi ad alloggio autonomo
Obiettivi del progetto (anche eventuali
59
PROGRAMMA FINALIZZATO DI ZONA
"INTEGRAZIONE SOCIALE DEI CITTADINI STRANIERI"
Iniziativa A - "PIANO IN AMBITO DISTRETTUALE
PER AZIONI DI INTEGRAZIONE SOCIALE A FAVORE DEI
CITTADINI STRANIERI IMMIGRATI"
COMUNE DI PIACENZA - SETTORE SERVIZI SOCIALI E ABITATIVI
PROGETTI
COSTO
Consulenza giuridica e
assistenza legale
Interventi di
interpretariato/traduzione,
mediazione interculturale nei
servizi comunali e socio-sanitari
Realizzazione di interventi di
assistenza e sostegno
economico a favore di cittadini
stranieri in particolari condizioni
di disagio
Gestione del "Centro
interculturale" e sostegno ad
iniziative realizzate con le
Associazioni aderenti
12.857,15
TOTALE
9.285,72
FINANZIAMENTO
RICHIESTO ALLA
REGIONE
9.000,00
6.500,00
QUOTA A CARICO
DEL COMUNE
3,857,15
2.785,72
7.000,00
4.010,15
2.989,85
21.428,58
15.000,00
6.428,58
50.571,45
34.510,15
16.061,30
COMUNE DI PIACENZA – SETT. FORMAZIONE, INFANZIA, DIRITTO ALLO STUDIO
PROGETTI
COSTO
“Tutti a scuola 4": gruppi di
accoglienza di italiano come
lingua seconda per minori
immigrati
Interventi di mediazione
linguistico - culturale a scuola
30.000,00
TOTALE
49.300,00
TOTALE GENERALE
19.300,00
99.871,45
FINANZIAMENTO
RICHIESTO ALLA
REGIONE
21.000,00
QUOTA A CARICO
DEL COMUNE
9.000,00
13.510,15
5.789,85
34.510,15
14.789,85
69.020,30
30.851,15
60
PROGRAMMA IN AMBITO DISTRETTUALE
PER AZIONI DI INTEGRAZIONE SOCIALE A FAVORE DEI
CITTADINI STRANIERI IMMIGRATI
ai
sensi
della
deliberazione
della
Assemblea
n.33/2005 e della Giunta Regionale n. 2192/2005
Legislativa
Paragrafo 3.5.2. Iniziativa A
DISTRETTO
URBANO DI PIACENZA
COMUNE CAPOFILA DEL PROGRAMMA DISTRETTUALE PIACENZA
NOMINATIVO TECNICO DI RIFERIMENTO DISTRETTUALEDott. Luigi Squeri
QUALIFICA- Responsabile Servizio Adulti, Anziani e Disabilità
Settore Servizi Sociali
TELEFONO, FAX, E-MAIL Tel. 0523- 492721
Fax. 0523 - 492704
@mail [email protected]
61
Progetto N. 1
A) Dati generali del progetto
Titolo del progetto
Consulenza giuridica e assistenza legale
COORDINATORE TECNICO:
NOMINATIVO Dott. Luigi Squeri
ENTE/SOGGETTO DI APPARTENENZA Comune di Piacenza
QUALIFICA Responsabile Servizio Adulti, Anziani e Disabilità
TELEFONO, FAX, E-MAIL te. 0523/492721 - fax 0523 402704 [email protected]
IL PROGETTO E':
[X]
Continuazione di attività in corso partire dall’anno 2000
[X] Ha ottenuto finanziamenti a carico del
Politiche Migratorie anni 1999-2000-2001-2002
Fondo
Nazionale
[x] Ha ottenuto finanziamenti a
n.2/2003 – Programma annuale 2004
Legge
Regionale
carico
della
Durata del Progetto : 9 mesi
B) Soggetti Partecipanti
Proponente/Capofila
COMUNE DI PIACENZA
Soggetti pubblici coinvolti
Comuni del Distretto Urbano
Soggetti privati coinvolti
MIGRANTES DIOCESANA, con esperti legali operanti anche in altre
Province e Regioni per l'opportuno confronto giurisprudenziale.
Soggetti attuatori
Nome: Migrantes Diocesana (Diocesi di Piacenza- Bobbio)
Sede Legale: Via Torta 22 - 29100 Piacenza
62
C) Descrizione del Progetto
Obiettivi del progetto
Tutela dei diritti degli immigrati anche in materia di azione
civile contro la discriminazione.
Possibilità di consolidamento futuro dell'intervento proposto:
L'intervento si pone all'interno delle azioni per l'integrazione
sociale degli immigrati previste dal Piano di zona del Distretto
Urbano.
D) Descrizione del piano di attività generale del
Progetto
Sintesi il tipo di attività che si intende realizzare
L'attività intende assicurare i diritti della "presenza legale":
interventi sia a tutela dei diritti sia configuranti un percorso
assistito in materia di azione civile contro la discriminazione.
Gli immigrati presenti sul territorio necessitano di un servizio
di consulenza e assistenza legale sia per la tutela dei loro
diritti, sia per avere un referente legale che persegua il bene
della persona e non un'attività lucrativa. Tale servizio inoltre
si sostituisce ad informazioni parziali o errate che portano ad
imboccare percorsi alternativi a quelli legali.
La casistica e le situazioni sono le più varie: dalle pratiche
concernenti il soggiorno regolare, la disciplina del lavoro, la
tutela dell'unità familiare (ricongiungimenti, permessi per motivi
familiari), ai rapporti con le autorità competenti del territorio.
L'attività si estende anche ai rapporti con le nostre
rappresentanze diplomatiche e consolari all'estero. Cura inoltre
anche il settore dell'integrazione nel suo aspetto prettamente
giuridico (parità di trattamento dei lavoratori stranieri, carta
di soggiorno…).
Sono inoltre curate iniziative pubbliche di informazione sulla
normativa.
Soggetti coinvolti nel progetto (Network), modalità di
collaborazione, competenze operative e finanziarie di ciascuno e
modalità di coordinamento della rete
Comune di Piacenza: progettazione, monitoraggio e verifica;
segnalazione casi particolari seguiti dal servizio sociale;
attività amministrativa. Finanziamento del 30% del progetto.
"Migrantes": soggetto attuatore del progetto. Attività di
sportello di consulenza giuridica e assistenza legale.
63
Destinatari del Progetto:
Tipologie dei
destinatari
n. dei soggetti
destinatari
Luoghi/contesti per
contatto con i
destinatari
Immigrati stranieri presenti nel
territorio nonché cittadini italiani a
vario titolo interessati (datori di
lavoro, familiari…)
Diretti: circa 50 consulenze mensili
Indiretti: il 30% di questo interessa
anche cittadini italiani che
interagiscono con gli immigrati
Sede dell'ufficio: Via Torta 22;
per gli incontri generali sulla normativa
sala conferenze in Via Torta 14;
I destinatari possono essere incontrati
anche presso la sede dell'Ufficio
Stranieri del Comune.
Coinvolgimento dei destinatari
L'attività di consulenza si effettua in tre pomeriggi la settimana
(nei giorni di martedì/mercoledì/giovedì dalle ore 15 alle ore 17)
presso la sede di Via Torta 22. Il servizio in tali giorni è
aperto all'utenza che può accedere autonomamente o su segnalazione
del servizio sociale del Comune di Piacenza.
Li incontri generali si effettuano periodicamente, generalmente
nei giorni di sabato per consentire la larga partecipazione degli
immigrati, presso la Sala Conferenze di Via Torta 14.
Effetti attesi : definizione qualitativa
I risultati perseguiti si riferiscono alla tutela dei diritti,
all'integrazione nel segno della legalità, contribuendo in tal
modo ai percorsi di cittadinanza.
Effetti attesi : stima quantitativa
Si intende proseguire l'attività già in atto quantificando una
media di 50 consulenze mensili a vario titolo.
E) Descrizione del piano specifico delle attività del Progetto
L'attività si estrinseca principalmente nella consulenza e
assistenza legale effettuata singolarmente ed esercitata nella
sede dell'Ufficio di consulenza (Via Torta 22).
L'attività generale di informazione sulla normativa viene
realizzata ciclicamente sia con incontri- conferenze sia
avvalendosi dei mezzi di comunicazione locali con la pubblicazione
di sintesi degli interventi.
Mensilmente il servizio sociale comunale sarà presente presso la
sede dell'ufficio di consulenza negli orari di apertura per
64
favorire il necessario coordinamento e l'analisi dei casi
segnalati dai vari servizi, nonché l'eventuale presa in carico
congiunta degli interessati.
Personale
attività :
necessario
Qualifica
1 Funzionario sociale
1 Assistente sociale
2 Assistente sociale
1 Operatore
amministrativo
1 Coordinat. Tecnico
per
lo
svolgimento
della
suindicata
Livello Formazione
Orario/
Specifico
settimana
Laurea scienze politiche 20 ore in totale
Diploma servizio sociale 18 ore in totale
(monitoraggio)
Diploma servizio sociale 140 ore in
totale
Maturità scientifica
10 ore in totale
1 Consulente legale
Direttore Coord
Giuridico
Laurea in legge
1 Volontario
1 Volontario
Consulente del lavoro
Mediatrice culturale
1 Volontario
Studente giurisprudenza
1 Volontario
Studente giurisprudenza
1 Volontario
Addetta alla segreteria
Mart/merc/giov
15-17
Mart/merc/giov
15-17
Giovedì 15-17
Mart/merc/giov
15-17
Merc/giov.
15-17
Merc/giov.
15-17
Giovedì 15-17
F) Attività precedenti
Attività già svolte negli ultimi tre anni dall'ente proponente e
dai soggetti attuatori rispetto a problematiche analoghe a quelle
oggetto di questo progetto
Il progetto è proseguimento di analoghi progetti realizzati dal
Comune di Piacenza e da Migrantes e finanziati precedentemente con
i fondi inizialmente relativi ai Piani territoriali per le
politiche migratorie ed in seguito previsti dal Piano di Zona.
G) Informazione e diffusione dei risultati:
L'informazione sulla possibilità di avvalersi della consulenza
legale presso l'Ufficio della Migrantes Diocesana è data dagli
immigrati stessi, dal Servizio Sociale e dai canali propri di
Migrantes e della Diocesi e dai mezzi di comunicazione locali.
L'illustrazione dell'attività di tutela legale degli immigrati
trova spazio nei mezzi di comunicazione e nelle iniziative
65
pubbliche organizzate dalla Migrantes nelle "Settimane Migratorie"
(ciclo di conferenze e varie iniziative organizzate dalla
Migrantes nel mese di novembre) in cui si danno informazioni,
linee di tendenza, orientamenti e risultati.
H) Monitoraggio e Valutazione
Un operatore del Settore Servizi Sociali sarà presente mensilmente
presso la sede della Migrantes per potenziare la attività di
collaborazione.
La Migrantes presenterà relazioni periodiche al Comune capofila
circa il numero delle persone assistite, la casistica affrontata
ed i risultati ottenuti.
Sulla base dell'attività di monitoraggio saranno organizzate
periodiche riunioni di verifica e valutazione tra gli incaricati
del Comune ed i responsabili di Migrantes.
I)Preventivo Economico
Voci di spesa
(N.B.: Non sono ammissibili a contributo le spese relative a
costruzione, acquisto e ristrutturazione di immobili.
Non sono ammissibili a contributo le spese sanitarie.
Ogni progetto facente parte del "programma" distrettuale deve
prevedere un cofinanziamento pari almeno al 30% del totale del
costo previsto per la realizzazione del progetto.
Le
spese
generali
di
progettazione,
di
formazione
e
di
documentazione si considereranno ammissibili fino ad un massimo
del 10% del costo totale del programma).
A) Spese generali di progettazione
Totale ore
20
Costo orario
€
25,00
Totale costo
€ 500,00
B) Spese di documentazione
Totale € 200,00
66
C)
Personale espressamente adibito al progetto
Personale comunale
Assistente sociale
(Monitoraggio mensile)
Totale ore 18
Costo orario € 20,00
Totale costo € 360,00
Assistenti sociali
(Prima istruttoria
e gestione casi in
carico)
totale ore
140
Costo orario € 17,00
Totale costo € 2.380,00
Operatore amministrativo
Totale ore
Costo orario
Totale
10
€ 17,00
€ 170,00
Personale dell'ente gestore:
Totale ore consulenza 680
istruzione pratiche 370
Costo orario
6,00
Totale costo
€ 6.300,00
D) Attrezzature, arredi e materiali (elencare):
Totale costo attrezzature ___________
E) Spese di gestione
Locali
Totale
Materiali di consumo
Totale
Spese di manutenzione
Totale
Utenze
Totale
Spese amministrative
Totale
200,00
1.000,00
Totale gestione
1.200,00
F) Spese di trasporto e di residenzialità
€ 700,00
G) Spese di formazione degli operatori
Operatori comunali
€
400
Operatori ente gestore €
600
Totale € 1.000
H) Forme di sostegno economico diretto a soggetti immigrati
67
I) Altre spese (Spese amministrative di gestione del progetto)
Totale € 47,15
COSTO COMPLESSIVO DEL PROGETTO
COSTO A CARICO DEI
COMPLESSIVO:
COMUNE DI PIACENZA
SOGGETTI
€
12.857,15
PROPONENTI
FINANZIAMENTO REGIONALE RICHIESTO
€
€
PARI
AL
30%
DEL
COSTO
3.857.15
9.000,00
68
Progetto N. 2
A) Dati generali del progetto
Titolo del progetto
INTERVENTI
DI
INTERPRETARIATO,
TRADUZIONE,
INTERCULTURALE NEI SERVIZI COMUNALI E SOCIOSANITARI
MEDIAZIONE
COORDINATORE TECNICO:
NOMINATIVO
ENTE DI APPARTENENZA
QUALIFICA
Squeri Luigi
COMUNE DI PIACENZA
Responsabile Servizio Adulti, Anziani e
Disabilità
TELEFONO 0523-492721, FAX 0523-492704,
E-MAIL [email protected]
IL PROGETTO E':
[X] Continuazione di attività in corso a partire dall’anno 2000
[X] Ha ottenuto finanziamenti a carico del Fondo
Politiche Migratorie 1999 - 2000 - 2001 – 2002
[x] Ha ottenuto finanziamenti a carico della Legge
n.2/2003 – Programma annuale 2004
Nazionale
Regionale
Durata del Progetto : semestrale
B) Soggetti Partecipanti
Proponente/ Capofila
COMUNE DI PIACENZA
Soggetti pubblici e privati coinvolti
COMUNI DEL DISTRETTO URBANO
AZIENDA USL
PREFETTURA
- QUESTURA
Soggetti privati coinvolti:
ASSOCIAZIONE “SENTIERI NEL MONDO ONLUS”
ASSOCIAZIONE "AMICI DELLA BIBLIOTECA ALBANESE 29
NOVEMBRE"
Soggetti attuatori
69
Nome: ASSOCIAZIONI SENTIERI NEL MONDO - ONLUS
Ragione Sociale: ASSOCIAZIONE SENTIERI NEL MONDO –ONLUS - C.F.91070260335
Sede Legale : VIA S.GIOVANNI, 12 - PIACENZA.
ASSOCIAZIONE "AMICI DELLA BIBLIOTECA ALBANESE 29 NOVEMBRE
RAGIONE SOCIALE: ASSOCIAZIONE "AMICI DELLA BIBLIOTECA ALBANESE 29 NOVEMBRE"
ASSOCIAZIONE DI PROMOZIONE SOCIALE C.F. 91079170337
SEDE LEGALE VIA CAPRA 9 - PIACENZA
Altri soggetti partecipanti
Verranno coinvolti singoli cittadini immigrati, quali esperti
esterni, per le nazionalità non rappresentate nell’Associazione
“Sentieri nel mondo”.
C) Descrizione del Progetto
Contesto Locale
L'incremento della presenza dei cittadini stranieri nel territorio
è costante e congiuntamente si assiste all'aumento del numero dei
nuclei familiari e del numero di minori in rapporto al totale
della popolazione. Molto ampia è la varietà di paesi di
provenienza con la connessa differenziazione di lingue e culture
d'origine.
Il Comune di Piacenza è caratterizzato da una forte presenza di
immigrazione albanese (ormai la comunità straniera più numerosa).
- L’attività di mediazione, come è chiaramente emerso dal
confronto nel Tavolo Tematico area immigrazione, è ritenuta
necessaria ed essenziale per favorire l’integrazione dei
cittadini stranieri. Si ritiene peraltro che questo settore
di attività sia nel nostro territorio in evoluzione e possa
proporre nuovi contesti progettuali che tengano conto degli
specifici
corsi
di
formazione
provinciali
in
atto.
L’intervento
delle
Associazioni,
storicamente
coinvolte
nell’attività di mediazione, potrà nel tempo essere superata
da altre forme di affidamento del servizio da studiare nel
medio periodo. Si intende quindi utile, al momento, dare
continuità all’intervento con un progetto che copra solo sei
mesi
di
questa
attività
in
vista
del
necessario
approfondimento in materia
Obiettivi del progetto
-
favorire l’integrazione di immigrati nel tessuto sociale
piacentino;
sostegno alle famiglie straniere di recente immigrazione ed in
particolare alle madri di minori in età scolare;
favorire la comprensione delle regole che stanno alla base della
convivenza sociale;
70
-
-
favorire la comprensione tra il cittadino immigrato e le
Istituzioni del territorio (Prefettura, Questura, Comune,
servizi A.USL di Piacenza);
prevenire o risolvere situazioni di conflitto interculturali
fornire alle persone immigrate informazioni sulle risorse e le
opportunità del territorio, anche con il loro accompagnamento.
Possibilità di consolidamento futuro dell'intervento proposto:
L'intervento si pone all'interno delle azioni per l'integrazione
sociale degli immigrati previste dal Piano di zona del Distretto
Urbano.
D) Descrizione del piano di attività generale del
Progetto
Sintesi del tipo di attività che si intende realizzare
Garantire pari opportunità di accesso e tutelare le differenze.
Sostegno all'interculturalizzazione dei vari servizi del
territorio intesa come capacità di approccio accogliente ed
erogazione di prestazioni adeguate alle necessità dei nuovi
cittadini.
Interventi di mediatori culturali che consolidino una specifica
professionalità, tale da garantire sia la ricognizione dei bisogni
degli utenti sia l’ottenimento di adeguate prestazioni da parte
dei servizi.
Soggetti
coinvolti
nel
progetto
(Network):
modalità
di
collaborazione, competenze operative e finanziarie di ciascuno e
modalità di coordinamento della rete
Comune di Piacenza: Progettazione, attività di coordinamento
riferita alle richieste dei vari soggetti del territorio,
monitoraggio e verifica, attività amministrativa. Finanziamento
del progetto.
Sentieri nel mondo: Soggetto attuatore del progetto, attività di
mediatori interculturali nei vari servizi, traduzioni (ad
esclusione dell'area albanese).
Associazione "Amici della Biblioteca Albanese 29 novembre":
Soggetto attuatore del progetto, attività di mediatori
interculturali nei vari servizi, traduzioni a favore dei cittadini
albanesi.
Comuni del Distretto Urbano, Azienda USL, Questura, Prefettura:
Richieste di interventi di mediazione al Comune di Piacenza che
coordina l’invio dei singoli mediatori.
71
Destinatari del Progetto:
Tipologie dei
destinatari
Singoli adulti immigrati
Famiglie immigrate
N° dei soggetti
Diretti: 800
destinatari
Indiretti: 1500
Luoghi/contesti per 1)
Uffici comunali di Piacenza
contratto con i
2)
Servizi Sociali dei Comuni del
destinatari
Distretto Urbano
3)
Prefettura
4)
Questura
5)
Servizi socio-sanitari dell’Azienda USL
Coinvolgimento dei destinatari:
I destinatari del Progetto si intendono raggiungere e
coinvolgere attraverso:
- la segnalazione dei referenti delle Istituzioni Pubbliche e
private;
- La conoscenza diretta di famiglie immigrate, Associazioni di
cittadini immigrati, Mediatori culturali.
Effetti attesi : definizione qualitativa
- Sostegno all' integrazione nel tessuto sociale piacentino da
parte degli stranieri.
- Miglioramento del dialogo interculturale tra immigrati e
Istituzioni.
- Conoscenza da parte degli immigrati dell’attuale normativa che
regola l’immigrazione e fruizione dei servizi in modo
appropriato.
- Sostegno alla formazione all'accoglienza e all'assistenza con
approccio interculturale da parte degli operatori dei vari
servizi.
Effetti attesi : stima quantitativa
Rispondere alle esigenze di intervento delle istituzioni durante
tutto l’arco dell’anno (coinvolgendo direttamente da 800 a 1000
nuovi cittadini).
E) Descrizione del piano specifico delle attività del Progetto
Descrizione delle attività
- Interventi
di
mediazione
interculturale
nell’ambito
dei
servizi comunali e, a richiesta, nei vari servizi del
territorio
- Incontri individualizzati (mediatore culturale – immigrato)
per analizzare i problemi e prevenire i conflitti ;
72
- Incontri a tre (mediatore, referente delle Istituzioni,
immigrato) per facilitare la comunicazione e la relazione tra
i soggetti al fine di raggiungere l’obiettivo;
- Gruppi di mutuo e autoaiuto di madri di recente immigrazione
condotti da mediatori nell’ambito del Centro per le Famiglie;
- Interpretariato, accompagnamento ai servizi;
- Traduzione di moduli, regolamenti, istruzioni, normativa, al
fine di favorire la comprensione degli stessi.
Personale
attività :
necessario
Qualifica
1 Funzionario
sociale
1 Funzionario
sociale
1 Assistente
sociale
1 Operatore
sociale
1 Operatore
amministrativo
Mediatori
culturali
lingua araba,
albanese,
spagnola,
serba, russa,
cinese,
macedone,
ecc..
per
lo
svolgimento
della
suindicata
Livello Formazione
Orario/
Specifico
settimana
Laurea in scienze politiche 10 ore in totale
Laurea in pedagogia
10 ore in totale
Diploma servizio sociale
80 ore in totale
Laurea in scienze
dell'educazione
Maturità scientifica
50 ore in totale
5 ore in totale
preferibilmente in possesso 360 ore in totale
di attestato di
partecipazione ad appositi
corsi di formazione (corso
ENAIP, corsi universitari,
corsi regionali, ecc…)
F) Attività precedenti
Attività già svolte negli ultimi tre anni dall'ente proponente e
dai soggetti attuatori rispetto a problematiche analoghe a quelle
oggetto di questo progetto
Il progetto è proseguimento di analoghi interventi realizzati dal
comune di Piacenza e finanziati con fondi relativi ai Piani
territoriali per le politiche migratorie e dal precedente Piano di
Zona
73
I mediatori che fanno parte degli enti attuatori hanno collaborato
negli ultimi tre anni con il Comune e con le altre istituzioni del
territorio effettuando interventri di mediazione interculturale e
interpretariato.
G) Informazione e diffusione dei risultati:
- Pieghevole in distribuzione a uffici pubblici sulla funzione e
la risorsa del mediatore culturale e sulle modalità di
utilizzo di tale risorsa nell’ambito del presente progetto;
- Informazione tramite mezzi di comunicazione locali;
- Raccolta, documentazione e messa in rete del materiale prodotto.
H) Monitoraggio
- Incontri mensili di monitoraggio e verifica sull’andamento del
progetto presso il Settore Servizi Sociali del Comune.
- Relazioni trimestrali a cura dell’Associazione Sentieri nel
mondo e dell'Associazione Amici della Biblioteca Albanese 29
Novembre sull’andamento del servizio di mediazione nei diversi
servizi pubblici.
i) Valutazione:
Valutazione in itinere sulla base del monitoraggio da parte dei
responsabili del Settore Servizi Sociali del Comune,
sull’adeguatezza di funzionamento del servizio e del
raggiungimento degli obiettivi previsti. Eventuale ridefinizione
delle metodologie d’intervento in accordo con i soggetti
gestori.
L) Preventivo Economico
Voci di spesa
(N.B.: Non sono ammissibili a contributo le spese relative a
costruzione, acquisto e ristrutturazione di immobili.
Non sono ammissibili a contributo le spese sanitarie.
Ogni progetto facente parte del "programma" distrettuale deve
prevedere un cofinanziamento pari almeno al 30% del totale del
costo previsto per la realizzazione del progetto.
Le
spese
generali
di
progettazione,
di
formazione
e
di
documentazione si considereranno ammissibili fino ad un massimo
del 10% del costo totale del programma).
A) Spese generali di progettazione, avvio e promozione
Totale ore
10
74
Costo orario
€
25,00
Totale costo
€
250,00
B) Spese di documentazione
Totale _______________________
C)
Personale espressamente adibito al progetto
Personale comunale
Funzionario sociale
Assistente sociale
Totale ore
Costo orario
Totale costo
10
€
€
Totale ore
20,00
200,00
80
Costo orario €
17,00
Totale costo € 1.360,00
Operatore amministrativo Totale ore
Costo orario
Totale
Operatore sociale
5
€
17,00
€
85,00
Totale ore
50
Costo orario
€
17.00
Totale
€
850,00
Personale Enti Gestori:
Mediatori
Interculturali
Totale ore
360
Costo orario
€
17,00
Totale
€ 6.120,00
75
D) Attrezzature, arredi e materiali (elencare):
Totale costo attrezzature ___________
E) Spese di gestione
Locali
Totale
Materiali di consumo
Totale
Spese di manutenzione
Totale
Utenze
(spese telefoniche)
Totale
Spese amministrative
Totale
________________________
________________________
________________________
€ 380,00
________________________
Totale gestione
€ 380,00
F) Spese di trasporto e di residenzialità
G) Spese di formazione degli operatori
H) Forme di sostegno economico diretto a soggetti immigrati
I) Altre spese (spese amministrative di gestione del progetto)
Totale
€
COSTO COMPLESSIVO DEL PROGETTO
COSTO A CARICO DEI
COMPLESSIVO:
COMUNE DI PIACENZA
SOGGETTI
40,72
€ 9.285,72
PROPONENTI
€
PARI
AL
30%
DEL
COSTO
2.785,72
FINANZIAMENTO REGIONALE RICHIESTO € 6.500.00
76
Progetto N. 3
A) Dati generali del progetto
Titolo del progetto
REALIZZAZIONE DI INTERVENTI DI ASSISTENZA E SOSTEGNO ECONOMICO A FAVORE
DI CITTADINI STRANIERI IN PARTICOLARI CONDIZIONI DI DISAGIO
COORDINATORE TECNICO:
NOMINATIVO
ENTE DI APPARTENENZA
QUALIFICA
Squeri Luigi
COMUNE DI PIACENZA
Responsabile Servizio Adulti, Anziani e
Disabilità
TELEFONO 0523-492721, FAX 0523-492704,
E-MAIL [email protected]
IL PROGETTO E':
[x] Continuazione di attività in corso a partire dall’anno 2000
In tal caso:
[x] Ha ottenuto finanziamenti a carico del Fondo Nazionale
Politiche Migratorie anni 1999 - 2000 - 2001 - 2002
[x] Ha ottenuto finanziamenti a carico della Legge Regionale
n.2/2003 – Programma annuale 2004
Durata del Progetto : ANNUALE
B) Soggetti Partecipanti
Proponente/Capofila
COMUNE DI PIACENZA
Soggetti pubblici coinvolti
COMUNE DI PIACENZA
QUESTURA DI PIACENZA
AZIENDA U.S.L.
77
Soggetti attuatori
Settore Servizi Sociali del Comune di Piacenza
Motivazione della scelta del soggetto o dei soggetti attuatori:
Il Comune di Piacenza, attraverso il proprio servizio sociale,
attua interventi assistenziali a favore di persone straniere che
possono evidenziare particolari problemi socio-sanitari e disagio
socio-economico (richiedenti asilo, titolari di permesso per
motivi umanitari, persone appena dimesse dall’ospedale e senza
fissa dimora, persone con situazioni di salute compromessa e senza
reti familiari, ecc...). Questa utenza necessita di interventi
congrui
e
tempestivi
che
non
trovano
sufficienti
risorse
finanziarie all’interno degli attuali capitoli di bilancio.
C) Descrizione del Progetto
Contesto Locale
L’aumento della popolazione straniera nel Comune di Piacenza è
stato molto significativo negli ultimi anni. In particolare si è
verificato un incremento del numero dei nuclei familiari come
conseguenza dei ricongiungimenti familiari.
L'incremento della presenza straniera ha portato anche
al
manifestarsi, con maggiore frequenza, di situazioni di grave
disagio socio-assistenziale ed economico (a causa si improvvisi
decessi, malattie o altro).Le situazioni risultano a rischio di
emarginazione in quanto le persone straniere
spesso non hanno
alcuna
rete
familiare
di
supporto.
Si
registrano
inoltre
situazioni di nuclei, spesso anche monogenitoriali o di persone
singole che giungono nel territorio e presentano bisogni di
accoglienza di emergenza (richiesta asilo,titolari di permesso per
motivi umanitari, separazioni improvvise ecc….).
Gli interventi richiesti sono i seguenti:
- Reperimento
strutture
e
pagamento
spese
per
ospitalità
temporanea;
- Erogazione contributi straordinari per spese assistenziali e
sanitarie non coperte dalle disponibilità ordinarie dei bilanci
assistenziali e sanitari.
Obiettivi del progetto
Il progetto ha l’obiettivo di offrire risposte tempestive a
bisogni straordinari di tipo sanitario o assistenziale prevedendo
interventi di accoglienza, assistenza e integrazione a favore di
persone straniere in carico ai Servizi Sociali per particolari
condizioni di disagio.
78
Possibilità di consolidamento futuro dell'intervento proposto:
L'intervento si pone all'interno delle azioni per l'integrazione
sociale degli immigrati previste dal Piano di zona del Distretto
urbano.
D) Descrizione del piano di attività generale del
Progetto
L’attività del progetto intende garantire pari opportunità di
accesso
e
tutelare
le
differenze
tramite
l'attuazione
di
interventi
di
rete
per
l’accoglienza,
l’assistenza
e
l’integrazione sociale di persone straniere in gravi condizioni di
disagio sociale non diversamente affrontabili con gli ordinari
strumenti assistenziali.
Soggetti
coinvolti
nel
progetto
(Network):
modalità
di
collaborazione, competenze operative e finanziarie di ciascuno e
modalità di coordinamento della rete
L’attività di assistenza è gestita dal Servizio Sociale del Comune
di Piacenza, in collaborazione con i competenti Uffici della
Questura, con vari servizi dell’Azienda U.S.L. e con i vari
soggetti del privato sociale che, di volta in volta, potranno
essere identificati e attivati.
Destinatari del Progetto:
Tipologie dei
destinatari
Cittadini stranieri (singoli e nuclei
familiari)
n. dei soggetti
destinatari
Diretti …………..
Indiretti ………..
Luoghi/contesti per
contatto con i
destinatari
Uffici comunali, Servizi sanitari del
territorio
Coinvolgimento dei destinatari
I servizi socio-sanitari del territorio, la locale Questura ed
eventuali soggetti del privato sociale
segnalano le persone per
le
quali
è
necessario
attivare
progetti
di
intervento
assistenziale.
Il Servizio Sociale elabora ed attiva tali progetti a favore dei
soggetti segnalati.
L’attività ordinaria di servizio sociale consente di raggiungere
altri potenziali destinatari degli interventi.
Effetti attesi : definizione qualitativa
79
Ridurre lo stato di disagio e di emarginazione ed offrire nuove
opportunità di inserimento sociale a persone singole e nuclei
stranieri presenti sul territorio comunale.
E) Descrizione del piano specifico delle attività del Progetto
Descrizione delle attività )
Interventi in collaborazione con servizi socio-sanitari del
territorio, con uffici della Questura e con soggetti del privato
sociale(segnalazione, presa in carico,verifiche ecc…)
Colloqui di servizio sociale
Visite domiciliari
Compilazione cartelle
Relazioni sociali
Elaborazione di progetti assistenziali
Monitoraggio delle situazioni.
Personale
necessario
per
lo
svolgimento
della
suindicata
attività :
Qualifica
Livello Formazione Specifico
Orario/
settimana
1 Funzionario
Laurea in scienze politiche
20 in totale
sociale
3 Assistenti
Diploma servizio sociale
90 in totale
sociali
1 Operatore
Maturità scientifica
10 in totale
amministrativo
Risorse strumentali e materiali necessarie alla realizzazione del
progetto:
Cartelle di servizio sociale
Legislazione
F) Attività precedenti
Attività già svolte negli ultimi tre anni dall'ente proponente e
dai soggetti attuatori rispetto a problematiche analoghe a quelle
oggetto di questo progetto
I servizi sociali del Comune (area adulti/ufficio stranieri e area
minori) hanno seguito diverse situazioni di persone immigrate che
presentavano situazioni di grave disagio personale e familiare ed
hanno richiesto interventi economici di notevole entità, anche a
causa dell'assenza di reti parentali efficaci. Negli ultimi anni
gli stessi servizi hanno preso in carico persone immigrate
che,giunte nel territorio, presentano bisogni di accoglienza di
emergenza (richiedenti asilo, titolari di permesso per motivi
umanitari,
separazioni
improvvise,
persone
appena
dimesse
dall’ospedale e senza fissa dimora, ecc...)
80
G) Informazione e diffusione dei risultati:
Trattandosi di progetti socio-assistenziali di carattere riservato, non è
prevista l'attività di informazione a terzi.
La Regione riceverà le informazioni previste.
H) Monitoraggio
Monitoraggio sui casi da parte del Servizio sociale
Supervisione interna sull'andamento del progetto.
i) Valutazione:
La
valutazione
sul
progetto
viene
effettuata
nell’ambito
del
Settore Servizi Sociali e Abitativi del Comune.
M) Preventivo Economico
Voci di spesa
(N.B.: Non sono ammissibili a contributo le spese relative a
costruzione, acquisto e ristrutturazione di immobili.
Non sono ammissibili a contributo le spese sanitarie.
Ogni progetto facente parte del "programma" distrettuale deve
prevedere un cofinanziamento pari almeno al 30% del totale del
costo previsto per la realizzazione del progetto.
Le
spese
generali
di
progettazione,
di
formazione
e
di
documentazione si considereranno ammissibili fino ad un massimo
del 10% del costo totale del programma).
A) Spese generali di progettazione, avvio e promozione
B) Spese di documentazione
Totale _______________________
C)
Personale espressamente adibito al progetto
Assistenti sociali
Totale ore
25
Costo orario €
17,00
Totale costo € 425,00
81
D) Attrezzature, arredi e materiali (elencare):
Totale costo attrezzature ___________
E) Spese di gestione
Locali
Totale
Materiali di consumo
Totale
Spese di manutenzione
Totale
Utenze
Totale
Spese amministrative
Totale
________________________
________________________
________________________
________________________
________________________
Totale gestione _______________
F) Spese di trasporto e di residenzialità
G) Spese di formazione degli operatori
H) Forme di sostegno economico diretto a soggetti immigrati
€ 6.500,00
I) Altre spese (spese amministrative di gestione del progetto)
Totale
€ 75,00
COSTO COMPLESSIVO DEL PROGETTO
€ 7.000,00
COSTO A CARICO DEI SOGGETTI PROPONENTI PARI AL 42,71% DEL COSTO
COMPLESSIVO:
COMUNE DI PIACENZA
€ 2.989,85
FINANZIAMENTO REGIONALE RICHIESTO
€ 4.010,15
82
Progetto N. 4
A) Dati generali del progetto
Titolo del progetto
GESTIONE DEL CENTRO INTERCULTURALE E SOSTEGNO AD INIZIATIVE
REALIZZATE CON LE ASSOCIAZIONI ADERENTI
COORDINATORE TECNICO:
NOMINATIVO
ENTE DI APPARTENENZA
QUALIFICA
Squeri Luigi
COMUNE DI PIACENZA
Responsabile Servizio Adulti, Anziani e
Disabilità
TELEFONO 0523-492721, FAX 0523-492704,
E-MAIL [email protected]
IL PROGETTO E':
[x] Continuazione di attività in corso a partire dall’anno 2003
come sostegno economico alle associazioni di cittadini stranieri
In tal caso:
[x] Ha ottenuto finanziamenti a carico del Fondo Nazionale
Politiche Migratorie anno 2002 e 2003;
[x] Ha ottenuto finanziamenti a carico della Legge Regionale
n.2/2003 – Programma annuale 2004
Durata del Progetto : semestrale
B) Soggetti Partecipanti
Proponente/Capofila
Comune di Piacenza
Soggetti pubblici coinvolti
Provincia di Piacenza
Soggetti privati coinvolti
- Caritas Diocesana
- Associazione Koinè – redazione multietnica (informazione)
- Associazione “Sentieri nel Mondo” (mediazione interculturale)
- Associazione “Mondo Aperto” (formazione e informazione, centro
Documentazione)
- Cooperativa Sociale “L’Ippogrifo” (mediazione interculturale)
83
- Cooperativa Sociale “Goccia di Terra” (mediazione e animazione
Interculturale)
- Svep (servizi per le associazioni del territorio)
- Associazioni di cittadini stranieri presenti sul territorio
Soggetti attuatori
SOL.CO Piacenza - Consorzio Cooperative Sociali
Società Cooperativa Sociale a.r.l.
Via Colombo,35 – Piacenza.
C) Descrizione del Progetto
Contesto Locale
Negli ultimi anni l’incremento della popolazione immigrata e la maggiore
stabilità delle presenze sul territorio è stata seguita dal nascere a
Piacenza di numerose Associazioni di cittadini stranieri con necessità di
una sede e di un coordinamento. Si è evidenziata la richiesta di
valorizzazione delle culture d’origine degli immigrati e la necessità di
fornire strumenti per il dialogo interculturale.
I diversi progetti in questa materia formulati negli ultimi tempi
dalle
singole
associazioni
avevano
evidenziato
una
certa
frammentarietà se non situazioni di contrapposizione.
Nel confronto attuato con i vari soggetti attivi in materia di
immigrazione e con le associazioni di cittadini stranieri
nell’ambito del Tavolo Tematico Area Immigrazione del P.d.Z è
stata evidenziata la necessità di promuovere l’avvio di un Centro
Interculturale comunale
che fosse luogo di riferimento e di
condivisione riconosciuto da tutte le associazioni. Nel Centro
doveva essere garantita l'attività di gestione (eventualmente in
convenzione con un soggetto del terzo settore)tramite personale
che fosse responsabile del concreto funzionamento della struttura,
coordinasse le varie attività e fosse punto di riferimento anche
dal punto di vista amministrativo.
Nel mese di maggio 2005 è' stato attivato un gruppo di lavoro
composto
da
Comune, Caritas, Sindacato, rappresentanti dei
cittadini stranieri (il Coordinatore della Consulta Comunale
Immigrazione e mondialità e un rappresentante indicato da dieci
associazioni di stranieri) che ha definito un impianto di ricercaazione sul mondo associativo degli stranieri con l’obiettivo di
censire le realtà presenti, formalmente costituite e non, sondare
l’interesse e la disponibilità a partecipare alle attività del
Centro, esplorare bisogni e aspettative che le associazioni e i
gruppi informali nutrono rispetto al Centro.
E' stata definita una collaborazione con la Provincia nel quadro
del progetto “Laboratori di Cittadinanza” previsto dal Piano
territoriale provinciale per azioni di integrazione sociale a
favore dei cittadini stranieri immigrati 2005 (punto 3.5.1 D.C.R.
615/04).
84
Questa collaborazione ha consentito
di inserire il percorso
proposto dal gruppo di lavoro guida attivato dal Comune di
Piacenza all’interno del progetto stesso. E’ stata quindi
realizzata
un’indagine
conoscitiva
sull’associazionismo
dei
cittadini stranieri in provincia di Piacenza.
Il Centro interculturale comunale è stato avviato nell’anno in
corso e nell’ambito del progetto provinciale sopracitato si sta
realizzando un percorso formativo per un gruppo di referenti delle
Associazioni che hanno
aderito al progetto di alfabetizzazione
istituzionale. Gli incontri di formazione vengono tenuti presso la
sede del Centro interculturale.
Obiettivi del progetto
•
•
•
•
Sostegno allo sviluppo delle attività del Centro interculturale
quale luogo di incontro, mediazione e confronto fra culture
Costruzione di relazioni positive fra soggetti di diverse
provenienze e culture
Sostegno alle attività ed ai progetti
delle associazioni di
cittadini stranieri volti al dialogo interculturale
Valorizzazione delle culture d'origine
Possibilità di consolidamento futuro dell'intervento proposto:
L'intervento si pone all'interno delle azioni per l'integrazione
sociale degli immigrati previste dal Piano di zona del Distretto
Urbano.
D) Descrizione del piano di attività generale del
Progetto
Sintesi del tipo di attività che si intende realizzare
Sostegno alla costruzione di relazioni positive.
- Interventi finalizzati a consolidare le relazioni tra cittadini,
associazioni straniere e istituzioni locali;
- Sostegno e coordinamento di iniziative culturali,ricreative,
sportive finalizzate a promuovere e facilitare l’incontro e lo
scambio tra culture diverse;
- Attività di gestione del Centro (coordinamento, anche di tipo
amministrativo delle attività,segreteria, informazioni e
orientamento, realizzazione di un centro di documentazione.
Soggetti
coinvolti
nel
progetto
(Network):
modalità
di
collaborazione, competenze operative e finanziarie di ciascuno e
modalità di coordinamento della rete
Comune di Piacenza: Progettazione, monitoraggio e verifica,
attività amministrativa, finanziamento del progetto,
pagamento canone di locazione della sede e delle
utenze del Centro,
85
Provincia di Piacenza: collaborazione nell’ambito del
progetto“Laboratori di Cittadinanza”, attività di
formazione a favore di referenti di associazioni
straniere,
Consorzio SOL.CO: interventi di gestione del Centro
interculturale.
Associazioni di cittadini stranieri: realizzazione singole
attività che promuovano l’integrazione, la
conoscenza e la valorizzazione delle diverse
culture.
Modalità di coordinamento
Riunioni, condivisione dell’attività di monitoraggio e verifica.
Destinatari del Progetto:
Tipologie dei
destinatari
Cittadini stranieri e italiani della
provincia di Piacenza
Associazioni di cittadini stranieri
Istituzioni locali
n. dei soggetti
destinatari
Diretti
Indiretti
Luoghi/contesti per
contatto con i
destinatari
Sede del Centro Interculturale (Via XXI
Aprile 21)
Sede delle varie associazioni
Varie sedi in cui vengono realizzati i
singoli progetti
Coinvolgimento dei destinatari
- Coinvolgimento delle Associazioni di cittadini stranieri
attraverso il metodo animativo di comunità, innescando in prima
battuta dinamiche di conoscenza/coinvolgimento/confronto e
successivamente di partecipazione per arrivare alla definizione,
il più condivisa possibile, delle varie attività;
- Informazioni
sulle
varie
iniziative
tramite
mezzi
di
informazione locale, volantini
Effetti attesi: definizione qualitativa
-
Collaborazione fra le Associazioni di cittadini stranieri;
Scambio interculturale;
Valorizzazione delle diverse culture.
sostegno a percorsi di rappresentanza
Effetti attesi: stima quantitativa
- Progressivo coinvolgimento nelle attività del Centro
86
-
-
interculturale delle associazioni di cittadini stranieri del
territorio,
Realizzazione dei progetti delle singole associazioni indicati
in un programma di attività condiviso all'interno del Centro e
sostenuto economicamente
Realizzazione di un centro di documentazione quale servizio
all’interno del Centro interculturale.
E) Descrizione del piano specifico delle attività del Progetto
Descrizione delle attività
-
-
-
-
Attività di gestione del Centro con la messa a disposizione dei
cittadini stranieri e dei loro gruppi di una segreteria in grado
di:
fornire strumenti e attrezzature (spazi per le riunioni,
postazione internet, materiale informativo, ecc...),
fornire informazioni e orientamento,
coordinare
la
realizzazione
di
iniziative
culturali,
ricreative e sportive proposte dai diversi gruppi,
realizzare una pubblicazione periodica che dia informazione
sulle attività realizzate e previste dal Centro,
promuovere e coordinare gli incontri tra le rappresentanze
dei
diversi
gruppi
di
stranieri
con
l’obiettivo
di
organizzare una adeguata fruizione del Centro e progettare
iniziative comuni.
Realizzazione di un centro di documentazione (per cittadini
italiani e stranieri e per operatori pubblici e privati) che
metta a disposizione:
testi,riviste,materiale audio e video in lingua madre che
possano essere consultati o presi in prestito gratuito,
contributi e materiali che presentino tradizioni e storia
delle diverse realtà straniere,
materiale relativo alla letteratura della migrazione,
sito internet del Centro.
Organizzazione
di
eventi
interculturali
per
facilitare
l’incontro tra cittadini italiani e stranieri e tra stranieri di
diverse
culture,
sensibilizzare
sulle
tematiche
dell’intercultura,far conoscere e valorizzare le diverse culture
Affiancamento dei cittadini stranieri e delle loro associazioni
nel rapporto con le Istituzioni Pubbliche per migliorare la
conoscenza delle Istituzioni, delle normative in vigore e per
sostenere la presenza attiva in organismi che favoriscono la
partecipazione democratica (consulte, coordinamenti, ecc...).
Personale
attività :
necessario
Qualifica
per
lo
svolgimento
Livello Formazione
della
suindicata
Orario/
87
1
Funzionario
sociale
Assistente
sociale
Operatore
amministrativo
Coordinatore/
operatore
Operatore/consu
lente
Volontari in
servizio civile
1
1
1
1
2
Specifico
settimana
Laurea in scienze politiche 40 0re in totale
Diploma servizio sociale
25 ore totali
Maturità scientifica
10 ore totali
Diploma Scuola media
superiore
Laurea in psicologia
200 ore totali
320 ore totali
168 ore totali
F) Attività precedenti
Attività già svolte negli ultimi tre anni dall'ente proponente e
dai soggetti attuatori rispetto a problematiche analoghe a quelle
oggetto di questo progetto
Comune
di
Piacenza
(Ente
proponente):
attività
varie
di
coinvolgimento/confronto
con
le
associazioni
di
cittadini
stranieri
(Conferenza
per
l’Immigrazione,
Tavolo
Tematico
ecc...),sostegno
economico
alle
Associazioni
di
cittadini
stranieri e realizzazione del Centro interculturale
Consorzio
(Soggetto
attuatore):
esperienza
maturata
SOL.CO
nell’ambito di progetti di animazione di gruppo e di
comunità, attività di supporto all’integrazione dei
cittadini stranieri (mediazione presso Centro per
l’impiego, supporto all’imprenditoria dei cittadini
stranieri. Nel Consorzio sono presenti due Cooperative
sociali attive nella mediazione interculturale e una
cooperativa attiva nell’ambito dell’animazione.
G)
Informazione e diffusione dei risultati:
− Stampa e televisione locale
− Coinvolgimento delle Associazioni che operano nel settore
−Relazione al Tavolo Tematico per l’immigrazione del Piano di
Zona
H)
Monitoraggio
− Riunioni periodiche del Tavolo Tematico per l’immigrazione
− Riunioni mensili di programmazione e verifica fra operatori
del Comune e del Centro Interculturale
− Riunioni periodiche
fra gli
responsabili delle associazioni
operatori
del
Centro
e
i
88
−Stesura di relazioni trimestrali da parte del soggetto gestore
sullo stato di avanzamento del progetto
I) Valutazione:
Forme di valutazione previste e metodi di valutazione utilizzati
Verifica
bimestrale
sull’adeguatezza
dei
metodi
dell’organizzazione da parte del Comune.
e
N) Preventivo Economico
Voci di spesa
(N.B.: Non sono ammissibili a contributo le spese relative a
costruzione, acquisto e ristrutturazione di immobili.
Non sono ammissibili a contributo le spese sanitarie.
Ogni progetto facente parte del "programma" distrettuale deve
prevedere un cofinanziamento pari almeno al 30% del totale del
costo previsto per la realizzazione del progetto.
Le
spese
generali
di
progettazione,
di
formazione
e
di
documentazione si considereranno ammissibili fino ad un massimo
del 10% del costo totale del programma).
A) Spese generali di progettazione, avvio e promozione
Totale ore
10
Costo orario
€ 25,00
Totale costo
€ 250,00
B) Spese di documentazione
C)
Personale espressamente adibito al progetto
Personale Comunale:
Assistente sociale
Totale ore
15
Costo orario € 17,00
Totale costo € 255,00
Operatore amministrativo Totale ore
Costo orario
Totale
€
€
5
17,00
85,00
Personale Ente Gestore:
cooordinatore/
Operatore
Totale ore
Costo orario
Totale
200
€
18,00
€ 3.600,00
89
Operatore
Totale ore
Costo orario
Totale
320
€
17,00
€ 5.440,00
D) Attrezzature, arredi e materiali (elencare):
E) Spese di gestione
Locali
Totale
€ 4.784,84
Materiali di consumo
Totale ________________________
Spese di manutenzione
Totale ________________________
Utenze
Totale
€ 1.000,00
Spese amministrative
Totale ________________________
Totale gestione € 5.784,84
F) Spese di trasporto e di residenzialità
€ 200,00
G) Spese di formazione degli operatori
H) Forme di sostegno economico diretto a soggetti immigrati (per
attività organizzate da Associazioni di cittadini stranieri)
€ 5.000,00
I) Altre spese:
Acquisto libri e pubblicazioni varie
Spese amministrative di gestione del progetto
€ 760,00
€ 53,74
Totale € 813,74
COSTO COMPLESSIVO DEL PROGETTO € 21.428,58
COSTO A CARICO DEI SOGGETTI PROPONENTI PARI
COMPLESSIVO:
AL
30%
DEL
COSTO
COMUNE DI PIACENZA € 6.428,58
FINANZIAMENTO REGIONALE RICHIESTO € 15.000,00
90
Progetto N. 5
A) Dati generali del progetto
Titolo del progetto
“TUTTI A SCUOLA 4” : GRUPPI DI ACCOGLIENZA DI ITALIANO COME LINGUA
SECONDA PER MINORI IMMIGRATI”
COORDINATORE TECNICO:
LUCIANO FORNAROLI
ENTE/SOGGETTO DI APPARTENENZA: Comune di Piacenza
QUALIFICA : Responsabile Servizio Formazione, Scuola, Politiche
giovanili
TELEFONO: 0523.492575
FAX: 0523.492515
E-MAIL: [email protected]
IL PROGETTO E':
[]
Nuovo
[X] Continuazione di attività in corso
In tal caso:
[X] Ha ottenuto finanziamenti a carico del Fondo Nazionale
Politiche Migratorie anni 1998 – 1999 – 2000 – 2001 – 2002 - 2003
[] Ha ottenuto finanziamenti a
carico di altre leggi nazionali e/o
regionali (specificare
___________________________________
______________________ )
[]
Non ha ottenuto finanziamenti precedenti
Durata del Progetto :
settembre 2006 – dicembre 2007
B) Soggetti Partecipanti
Proponente/Capofila
Comune di Piacenza
Soggetti pubblici coinvolti (indicare le amministrazioni pubbliche
partecipanti al progetto)
- Scuole del primo ciclo dei Comuni di Piacenza e Rivergaro
Soggetti privati coinvolti (volontariato, associazionismo,
cooperazione sociale, altro)
- Mondo Aperto – Associazione di Promozione Sociale
Soggetti attuatori
91
Nome: “Mondo Aperto”, Piacenza
Ragione sociale:
Associazione di Promozione Sociale iscritta all’Albo Provinciale,
C.F. 91072640336
Sede Legale: Piacenza, Via Buozzi 87/B
C) Descrizione del Progetto
Contesto Locale
Piacenza città: i dati più recenti (CSA di Piacenza1)
evidenziano che:
- la percentuale della presenza degli alunni stranieri è pari
al 12,1%, con punte del 28,08 (Scuola “Faustini-Frank”);
- In valori assoluti la presenza maggiore di alunni non
italiani si conferma nella scuola primaria, seguita dalla
scuola secondaria di 1° grado;
- la costanza di incremento evidenzia come il fenomeno non sia
un fatto contingente e transitorio, da attribuire ad esempio
all’accadimento di particolari eventi storici in particolari
zone del pianeta, ma strutturale;
- Nell’arco dell’ultimo triennio gli alunni nella Provincia di
Piacenza sono complessivamente aumentati di 1447 unità, di
cui i 1193 alunni non italiani che in tale periodo si sono
inseriti nelle scuole piacentine rappresentano l’82%;
-
-
-
Nell’anno scolastico in corso (2005/06) gli alunni stranieri
neo-arrivati seguiti dal precedente progetto “Tutti a scuola
3” sono stati 188, ovvero il 60% in più rispetto all’a.s.
precedente2.
Distretto urbano: rilevante è la presenza di Assistenti
familiari private immigrate, provenienti principalmente
dall’Ecuador, con figli minori che si ricongiungono alle
madri in età scolare, mentre i comuni più vicini alla città
assistono a un incremento costante della popolazione
straniera, prevalentemente impegnata in attività agricole.
In particolare, tra i nuovi iscritti nel corrente anno
scolastico figurano bambini e ragazzi provenienti da
Marocco, Egitto, Albania, Macedonia, Bosnia-Erzegovina,
Romania, Ucraina, Cina, India, Argentina, Nigeria e Senegal.
La varietà delle provenienze, tuttavia, è sempre più marcata,
e arriva a coprire 82 diverse nazionalità.
Obiettivi del progetto
1
In questa sede ci riferiamo ai dati raccolti e sistematizzati dal CSA (dicembre 2005) nel “Report sugli alunni con
cittadinanza non italiana nelle scuole statali e paritarie di Piacenza e Provincia”
2
Si veda elenco dettagliato allegato, nel quale compaiono gli alunni seguiti, la loro provenienza, le sedi e i plessi ove si
è realizzato il precedente progetto “Tutti a scuola 3”.
92
Indicare gli obiettivi
del progetto
1. Favorire l’apprendimento contestualizzato della Lingua
Italiana (per comunicare) e decontestualizzato (per studiare:
apprendimento dei concetti-chiave delle varie discipline) in
gruppi di minori immigrati neo-arrivati non italofoni (che non
capiscono e non parlano l’Italiano);
2. Favorire l’integrazione di tali minori nel gruppo-classe (con
supporto ai docenti curricolari rispetto alla metodologia
dell’insegnamento della L2 e ai sussidi didattici, e con
specifici percorsi interculturali che coinvolgeranno tutta la
classe);
3. Formare – aggiornare - sostenere gli insegnanti curricolari
con precisi interventi di formazione e aggiornamento (“accogliere
chi accoglie”);
4. Documentare, sostenere, supportare le figure di sistema
preposte all’accoglienza degli alunni non italiani (Funzioni
Strumentali) e le Commissioni Accoglienza che si sono costituite
all’interno degli Istituti Scolastici; favorire il loro sorgere
dove ancora mancano.
Possibilità di consolidamento futuro dell'intervento proposto:
(indicare quali sono le prospettive concrete di mantenere attivo
l'intervento con risorse proprie)
E’ difficile prevedere sviluppi nel senso di una completa
autonomia delle scuole rispetto ai servizi indicati dal progetto,
a motivo dei tagli alla spesa dei singoli Istituti e alla
riduzione degli organici da parte del Ministero.
Per tale motivo si ritiene importante fornire alle scuole supporto
e indicazioni verso la documentazione delle esperienze formative e
il sostegno delle Commissioni Accoglienza, nonché lo sviluppo e il
supporto a figure di sistema (Funzioni Strumentali) appositamente
dedicate all’accoglienza e all’integrazione degli alunni non
italiani.
Questa prospettiva costituisce una vera e propria “sfida” del
Progetto stesso: svolgere azione di supporto alle scuole ma anche
di forte coinvolgimento delle scuole stesse, e di formazione –
informazione di insegnanti e mediatori linguistico-culturali che
costituiscano una risorsa per il territorio.
D) Descrizione del piano di attività generale del
Progetto
Indicare in sintesi il tipo di attività che si intende realizzare
(vedi elenco di azioni previste tra gli obiettivi nella Iniziativa
A paragrafo 3.5.2. della delib. di G.R.2192/05)
93
1. Interventi di sostegno all’apprendimento della Lingua italiana
da parte dei minori stranieri immigrati;
2. Interventi volti a fornire strumenti interculturali tali da
garantire la partecipazione degli alunni e delle famiglie al
percorso scolastico;
3. Interventi volti a formare, sostenere, accompagnare gli
insegnanti nel difficile compito dell’accoglienza e
dell’insegnamento della lingua italiana.
Indicare in quale modo i vari soggetti coinvolti nel progetto
(Network) collaborano tra di loro, specificando le competenze
operative e finanziarie di ciascuno e le modalità di coordinamento
della rete
Il Coordinatore del Progetto contatta le scuole, è aggiornato
circa l’arrivo di minori immigrati, coinvolge i Consigli di
Circolo e di Istituto attraverso il docente Funzione Strumentale,
stende un orario di intervento degli insegnanti, coordina gli
incontri mensili di verifica. Inoltre, fornisce alle scuole
informazioni e documentazioni riguardanti l’accoglienza dei minori
e, per una migliore accoglienza, coinvolge il servizio di
mediazione linguistico-culturale dell’Amministrazione Comunale.
Infine, predispone una serie di interventi volti alla formazione
dei docenti impiegati nel progetto e aperti all’intero territorio.
Destinatari del Progetto:
Diretti (con un coinvolgimento diretto nelle azioni
dell'intervento)
Indiretti (sui quali l'intervento potrà avere una ricaduta
positiva pur senza diretto coinvolgimento)
Tipologie dei
destinatari
n. dei soggetti
destinatari
Luoghi/contesti per
contatto con i
destinatari
-
minori immigrati, minori italiani,
famiglie immigrate, insegnanti
curricolari;
Diretti 300
Indiretti 3500 (intere classi e scuole)
-
scuole primarie, secondarie di 1°
grado; Centri Territoriali
Permanenti; famiglie dei minori;
servizi sociali
Coinvolgimento dei destinatari
Indicare come si intendono raggiungere e coinvolgere i destinatari
dell'intervento
I destinatari del Progetto si intendono raggiungere e coinvolgere
attraverso:
94
-
una collaborazione congiunta delle scuole interessate che
segnalano i nominativi e le classi d’appartenenza;
la conoscenza diretta di famiglie immigrate, Associazioni di
cittadini immigrati, Mediatori linguistico-culturali;
la segnalazione delle Assistenti Sociali del Comune e
dell’A.Usl del territorio: Franca Pagani, Marinella Tansini,
Daniela Sartori; il collegamento con il Comune di Rivergaro
(ass. soc. locali).
Effetti attesi : definizione qualitativa
Descrivere qualitativamente i risultati che si intende ottenere
con l’intervento proposto
- Migliore padronanza della Lingua Italiana per comunicare e per
studiare;
- Coinvolgimento delle classi di appartenenza degli alunni
neoarrivati e degli insegnanti nelle singole scuole;
- Buon inserimento dei minori nelle classi e nell’extra-scuola
verificabile attraverso la motivazione positiva alla
partecipazione alle iniziative proposte sul territorio;
- Maggiore acquisizione della competenza a insegnare italiano
come lingua seconda da parte dei docenti curricolari di tutte le
materie e abitudine alla documentazione delle esperienze in atto;
- Accoglienza nei confronti delle culture diverse, intese come
arricchimento e non come ostacolo al miglioramento della qualità
della vita nel nostro territorio.
Effetti attesi : stima quantitativa
Definire quantitativamente i risultati che si intende ottenere con
l’intervento proposto
- Rispondere alle esigenze di intervento di n. 16 plessi, durante
tutto l’arco dell’anno scolastico (coinvolgendo direttamente da
120 a 200 minori neo-arrivati);
- Coinvolgere almeno n. 1 insegnante per ogni scuola (tot. N. 16
insegnanti) nella documentazione e preparazione del materiale
didattico e n. 2 insegnanti (tot. N. 32) nella formazione e
aggiornamento.
E) Descrizione del piano specifico delle attività del Progetto
Descrizione delle attività (singole azioni)
- Gruppi di insegnamento della Lingua Italiana come Lingua
seconda;
- Coordinamento;
- Attività di Formazione e Aggiornamento.
Personale
attività :
necessario
per
lo
svolgimento
della
suindicata
95
PER LE SCUOLE PRIMARIE
Qualifica
1
Insegnante
it. L2
1
Insegnante
it. L2
1
Insegnante
it. L2
1
Insegnante
it. L2
Livello Formazione
Specifico
Laurea Mat.
Letterarie +
Formazione
Laurea Mat.
Letterarie
+ Formazione
Laurea Mat.
Letterarie +
Formazione
Laurea Mat.
Letterarie +
Formazione
Orario/settimana
Da 6 a 10 ore
2° Circolo, ciascun plesso
Da 4 a 6 ore
3° Circolo, ciascun plesso
Da 4 a 8 ore
4°, 5°, 7°, 8° Circolo
6 ore
IC “Rivergaro”
PER LE SCUOLE SECONDARIE DI PRIMO GRADO
1
1
Insegnante Laurea Mat.
it. L2
Letterarie +
Formazione
Insegnante Laurea Mat.
it. L2
Letterarie +
Formazione
1
Insegnante Laurea Mat.
it. L2
Letterarie +
Formazione
1
Insegnante Laurea Mat.
it. L2
Letterarie +
Formazione
8 ore
scuola “Dante - Carducci”,
entrambe le sedi
8 ore
scuola “Calvino, sedi di
V. Boscarelli e V.
Stradella
8 ore
scuola “Faustini-Frank”
per ciascuna sede
(“Mazzini”, “Alberoni”,
“Anna Frank”)
4 ore
IC “Rivergaro”
PER IL COORDINAMENTO ORGANIZZATIVO
1
Insegnante Esperienza
Da 6 a 8 ore
Coordinato insegnamento it. L2 e
re
coordinam. insegnanti
PER IL COORD. TO ISTITUZIONALE
1
1
E ATTI AMMINISTRATIVI ENTE LOCALE
Addetto
amministrativ
o
Operatore
tecnico
60
Laurea pedagogia
390
96
formativo
PER LA FORMAZIONE
8
Docenti
ricercator
i
Università
di
Perugina,
Istituti
di Modena
e Bologna,
Hopkins
University
di
Bologna,
Centro
Frantz
Fanon di
Torino
-
Ore totali (non
Italiano come
settimanali)
L2;
La lingua per lo n. 24
studio;
Mediazione
culturale;
Legislazione
scolastica
sull’accoglienza
e l’inserimento
dei minori
immigrati
F) Attività precedenti
Riepilogo sintetico delle attività già svolte negli ultimi tre
anni dall'ente proponente e dai soggetti attuatori rispetto a
problematiche analoghe a quelle oggetto di questo progetto
- Coordinamento dei Docenti referenti per l’accoglienza nelle
Scuole del I° Ciclo, nella predisposizione di un Protocollo di
Accoglienza comune;
- Sportello “Bussola” per l’Accoglienza dei minori immigrati neoarrivati;
- Meeting Interetnico: anni 97 – 98 – 99 – 2000 – 2004;
- Corsi di formazione e seminari di studio: settembre 2000 (ore
18: partecipanti n. 150 insegnanti); dicembre 2000 (ore 3); marzo
2001 (ore 3); settembre 2002 (ore 12: partecipanti n. 80);
settembre 2003 (ore 15: partecipanti n. 136); settembre 2004 (ore
18, partecipanti n. 120); settembre 2005 (ore 15: partecipanti n.
130);
- Interventi di valorizzazione della Lingua d’origine: scuola “De
Amicis” (Progetto “Fiabe multicolore”, anno scol. 2000/2001);
progetto “A scuola di intercultura”: insegnamento delle lingue
arabo, albanese, cinese, macedone, spagnolo in varie scuole della
città (a.s. 2004/05).
97
G) Informazione e diffusione dei risultati:
(indicare come verrà attuata l'informazione nei confronti degli
interessati e della popolazione in generale sul progetto e come si
pensa di diffondere la conoscenza sui risultati del progetto)
- Partecipazione di un responsabile al Collegio Docenti di ciascun
Istituto Scolastico e informazione sulle modalità di svolgimento
del progetto e sul tipo di collaborazione richiesta;
- Articoli e recensioni sul quotidiano locale;
- Interviste e pubblicizzazione delle esperienze in atto;
- Raccolta e documentazione materiale prodotto;
- Duplicazione su cd-rom del materiale utile alle scuole;
- Pubblicazione dei materiali maggiormente significativi sul sito
del CDE di Piacenza, all’indirizzo: http://www.cde-pc.it
.
H) Monitoraggio e Valutazione:
Indicare quali forme di monitoraggio e valutazione sono previste
Il Coordinamento avrà il compito di monitorare gli interventi del
Progetto attraverso:
- incontri mensili di verifica, valutazione, riprogettazione
adattata alle esigenze in itinere (con gli insegnanti di L2 e i
referenti per l’accoglienza nelle scuole);
- incontri mensili con i Consigli di Classe;
- contatti telefonici e colloqui personali con gli insegnanti
curricolari e le famiglie immigrate, ogniqualvolta necessario.
Rispetto alla valutazione:
- i docenti valuteranno mensilmente gli apprendimenti degli alunni
attraverso prove soggettive e oggettive;
- il coordinamento valuterà mensilmente i nuovi inserimenti
attraverso la relazione dei docenti facilitatori;
- i docenti che prenderanno parte alla formazione valuteranno gli
incontri e il lavoro svolto nei gruppi attraverso un test di
gradimento che sarà proposto a fine corso.
O) Preventivo Economico
Voci di spesa
(N.B.: Non sono ammissibili a contributo le spese relative a
costruzione, acquisto e ristrutturazione di immobili.
Non sono ammissibili a contributo le spese sanitarie.
Ogni progetto facente parte del "piano" distrettuale deve
prevedere un cofinanziamento pari almeno al 30% del totale del
costo previsto per la realizzazione del progetto.
Le
spese
generali
di
progettazione,
di
formazione
e
di
98
documentazione si considereranno ammissibili fino ad un massimo
del 10% del costo totale).
A) Spese generali di progettazione, avvio e promozione
Totale ore 50
Costo orario
€. 10,00
Totale costo
€. 500,00
B) Spese di documentazione
Acquisto libri di testo per famiglie con basso reddito
€. 1.020,00
Acquisto materiale didattico
€. 1.750,00
Totale ________€. 2.770,00
C)
Personale espressamente adibito al progetto
Totale ore
1.110
Costo orario
€. 18,00
Totale costo
€. 19.980,00
D) Attrezzature, arredi e materiali (elencare):
Totale costo attrezzature ___________
E) Spese di gestione
Locali
Totale
Materiali di consumo
Totale
Spese di manutenzione
Totale
Utenze
Totale
Spese amministrative
Totale
___€. 2.000,00____________
___€. 2.000,00____________
________________________
________________________
____€. 750,00___________
Totale gestione _€.
4.750,00_______
99
F) Spese di trasporto e di residenzialità
G) Spese di formazione degli operatori
Totale
€. 2.000,00
H) Forme di sostegno economico diretto a soggetti immigrati
I) Altre spese (specificare)
Organizzazione, coordinamento istituzionale, rapporti con le scuole e
CSA, cura degli atti amministrativi da parte dell’Ente Locale
Totale ___€ 5550,00
COSTO COMPLESSIVO DEL
COSTO A CARICO DEI
COMPLESSIVO:
(RIPARTITO TRA I VARI
_Comune di Piacenza €
PROGETTO €. 30.000,00
SOGGETTI PROPONENTI PARI
AL
30%
DEL
COSTO
ENTI)
9000,00
FINANZIAMENTO REGIONALE RICHIESTO €. 21.000
100
Progetto N. 6
A) Dati generali del progetto
Titolo del progetto
INTERVENTI DI MEDIAZIONE LINGUISTICO-CULTURALE A SCUOLA
COORDINATORE TECNICO: indicare il referente per l'esecuzione
dell'intervento proposto, a cui ci si potrà rivolgere per
eventuali chiarimenti e per la fase di monitoraggio.
NOMINATIVO: Luciano Fornaroli
ENTE/SOGGETTO DI APPARTENENZA: Comune di Piacenza
QUALIFICA: Responsabile Servizio Formazione, Scuola,
Giovanili
TELEFONO:
0523.492575,
FAX:
0523.492515,
[email protected]
Politiche
E-MAIL:
IL PROGETTO E':
[]
Nuovo
[X] Continuazione di attività in corso a partire dall'anno (
specificare): 2002-2003
In tal caso:
[]
Ha ottenuto finanziamenti a carico del Fondo Nazionale
Politiche Migratorie: SI
[X] Ha ottenuto finanziamenti a carico di altre leggi
nazionali e/o regionali (specificare) Legge 328/00
[]
Non ha ottenuto finanziamenti precedenti
Durata del Progetto: 1 ottobre 2006 – 30 settembre 2007
B) Soggetti Partecipanti
Proponente/Capofila Comune di Piacenza
Soggetti pubblici coinvolti (indicare le amministrazioni pubbliche
partecipanti al progetto)
Scuole del primo ciclo del comune di Piacenza
101
Soggetti privati coinvolti (volontariato, associazionismo,
cooperazione sociale, altro)
Soggetti attuatori
Nome: Comune di Piacenza: Settore Formazione, Infanzia,
Diritto allo Studio, Teatri, Politiche Giovanili
Ragione sociale: _______________________________________________
________________________________________________________________
Sede Legale: __________________________________________________
________________________________________________________________
(da ripetersi per ciascun Ente gestore)
Altri soggetti partecipanti (elencare):
_____________________________________________
________________________________________________________
_______________________________________________________________
C) Descrizione del Progetto
Contesto Locale ( da compilare solo se si intende evidenziare
particolari situazioni locali su cui si intende intervenire)
Nell’a.s. 2003-2004 si è registrata la presenza, nelle scuole del
primo ciclo di circa 700 alunni stranieri; nell’a.s. 2004-2005
circa 850; nell’a.s. 2005-2006 circa 950, pari al 12,1% del totale
degli alunni. Questi dati e l’andamento progressivo degli ultimi
anni fanno supporre un ulteriore aumento di presenze e di nuovi
arrivi anche per il prossimo anno scolastico.
La razionalizzazione del personale docente e la riduzione dei
mezzi finanziari delle scuole, il conseguente incremento di classi
molto numerose, ha accentuato il bisogno di sostegno nei momenti
di particolare criticità quale quello che si crea con il nuovo
ingresso, specie in corso d’anno, di alunni stranieri. La presenza
del mediatore culturale nella fase di accoglienza oltre a favorire
l’inserimento del minore nella nuova realtà, crea la possibilità
di comunicare con la famiglia, di avviare un rapporto con la
stessa e di integrarla maggiormente nel contesto sociale.
Le scuole del primo ciclo tramite la condivisione di un protocollo
di accoglienza generale, sono orientate ad intervenire secondo
procedure e azioni analoghe tra loro, rese confrontabili dalla
presenza in ciascuna scuola di un insegnante referente per
l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri. La varietà
delle provenienze induce un progressivo aumento delle aree
linguistiche disponibili per la mediazione.
102
Obiettivi del progetto
Indicare gli obiettivi
-
-
del progetto
Garantire il sostegno alle scuole nella fase di orientamento
dell’alunno neoarrivato
Dare continuità alle precedenti esperienze per l’accoglienza e
l’integrazione degli alunni stranieri
Uniformare le procedure di intervento per rendere maggiormente
confrontabili i risultati
Rendere più attendibili gli strumenti di verifica
Facilitare il rapporto e la comunicazione tra la famiglia
dell’alunno straniero e le istituzioni
Promuovere la cultura dell’accoglienza fondata sulla
comprensione di altre culture e di altri percorsi di vita.
Sostenere la dimensione interculturale della scuola intesa come
necessaria prospettiva da praticare sia a livello culturale che
esistenziale.
Sviluppare rapporti di collaborazione tra le scuole e attività
di gruppi di lavoro anche attraverso il coinvolgimento degli
insegnanti funzioni strumentali
Possibilità di consolidamento futuro dell'intervento proposto:
(indicare quali sono le prospettive concrete di mantenere attivo
l'intervento con risorse proprie)
L’Amministrazione dispone di proprie risorse in ragione di quanto
già impegna nelle iniziative rivolte agli alunni stranieri. Le
scuole con le loro proprie risorse coprono una minima parte degli
interventi necessari, per quanto l’integrazione degli alunni
stranieri rimanga un bisogno primario delle stesse a motivo del
crescente afflusso di nuclei familiari e dei numerosi ingressi
nell’istituzione scolastica anche in corso d’anno.
D) Descrizione del piano di attività generale del
Progetto
Indicare in sintesi il tipo di attività che si intende realizzare
(vedi elenco di azioni previste tra gli obiettivi nella Iniziativa
A paragrafo 3.5.2. della delib. di G.R.2192/05)
- Utilizzo di mediatori interculturali per facilitare la
ricognizione dei bisogni degli alunni stranieri e garantire
un’adeguata risposta da parte della scuola
- Interventi volti a fornire strumenti interculturali tali da
garantire la partecipazione degli alunni e delle famiglie al
percorso scolastico
103
Indicare in quale modo i vari soggetti coinvolti nel progetto
(Network) collaborano tra di loro, specificando le competenze
operative e finanziarie di ciascuno e le modalità di coordinamento
della rete
Il coordinatore degli interventi di mediazione opera in stretto
contatto con l’operatore referente del Comune.Insieme informano le
scuole circa la disponibilità dei mediatori e delle rispettive
aree linguistiche. Questa comunicazione avviene attraverso la
conferenza dei dirigenti scolastici, seguita da comunicazione
scritta.
Il coordinatore tiene inoltre rapporti con gli insegnanti
referenti di ciascuna scuola, anche per concordare momenti di
verifica comuni. Tali momenti, che includono sempre la presenza
dell’associazione che si occupa dell’insegnamento dell’italiano
come lingua seconda, sono previsti anche per i mediatori e per
insegnanti e mediatori insieme. Un pedagogista esperto di processi
interculturali segue i momenti di verifica e affianca lo
svolgimento del progetto interfacciandolo con l’impianto teorico.
Destinatari del Progetto:
Diretti (con un coinvolgimento diretto nelle azioni
dell'intervento)
Indiretti (sui quali l'intervento potrà avere una ricaduta
positiva pur senza diretto coinvolgimento)
Tipologie dei
destinatari
n. dei soggetti
destinatari
Luoghi/contesti per
contatto con i
destinatari
Diretti 50-60
Indiretti 400
Scuole
Coinvolgimento dei destinatari
Indicare come si intendono raggiungere e coinvolgere i destinatari
dell'intervento
Tramite le scuole e in particolare tramite il coinvolgimento degli
insegnanti referenti, che già da alcuni anni operano in ciascuna
scuola e con i quali l’Amministrazione tiene costanti rapporti di
lavoro per quanto attiene la programmazione e la verifica degli
interventi.
104
Effetti attesi : definizione qualitativa
Descrivere qualitativamente i risultati che si intende ottenere
con l’intervento proposto
Ci si aspetta che
- per i ragazzi stranieri e per le loro famiglie l’impatto con il
nuovo ambiente sia meno traumatico
- la scuola abbia la possibilità di affrontare l’arrivo degli
alunni stranieri con strumenti adeguati sia nella fase di
emergenza che in quella ordinaria
- nella scuole si sviluppi una dimensione interculturale che
contempli la presenza di bambini stranieri come occasione di
cambiamento e non come problema;
- le scuole siano sempre più preparate a lavorare in rete, a
confrontarsi
e
a
trovare
soluzioni
fondate
sulla
professionalità degli insegnanti e sull’innovazione didattica
- migliorare la collaborazione e la capacità di confronto con
altre agenzie che si occupano dello medesima funzione di
mediazione presso le scuole
- migliorare il coordinamento tra le varie attività a sfondo
interculturale
presenti
sul
territorio
e
promosse
sia
dall’Amministrazione Comunale che da altri soggetti.
Effetti attesi : stima quantitativa
Definire quantitativamente i risultati che si intende ottenere con
l’intervento proposto
Interventi presso le dieci sedi scolastiche del primo ciclo rivolti a
circa cinquanta alunni stranieri (con il coinvolgimento di almeno dieci
insegnanti referenti)
Disponibilità di dieci aree linguistiche
E) Descrizione del piano specifico delle attività del
Progetto
Descrizione delle attività (singole azioni)
-
-
Riunione con i referenti delle scuole per illustrare tempi e
modalità del progetto. Occorre che il piano di lavoro sia
trattato in stretta relazione e in sintonia con il protocollo
di accoglienza sottoscritto dalle scuole, in modo che ci sia
piena aderenza alle esigenze della realtà scolastica.
Riunione di servizio con il gruppo dei mediatori culturali
105
-
Intervento dei mediatori a scuola sulla base delle richieste
pervenute al coordinatore degli interventi
Incontri periodici di verifica tenuti dal coordinatore con i
mediatori e gli insegnanti referenti
Personale
necessario
per
lo
svolgimento
della
attività :
N°
Qualifica
Livello Formazione
Orario
Specifico
1 Addetto
90
amministrati
vo
1 coordinatore Operatore tecnico
180
formativo
mediatore
Area Albanese
250
mediatore
Area Serbo Croata
240
mediatore
Area America Latina
220
mediatore
Maghreb
120
mediatore
Cinese
120
suindicata
(aggiungere tante righe quanti sono gli operatori previsti)
F) Attività precedenti
Riepilogo sintetico delle attività già svolte negli ultimi tre
anni dall'ente proponente e dai soggetti attuatori rispetto a
problematiche analoghe a quelle oggetto di questo progetto
-
Insegnamento della lingua italiana come L2
Sportello informativo
Formazione degli insegnanti referenti e stesura del protocollo
di accoglienza
Interventi di mediazione
G) Informazione e diffusione dei risultati:
(indicare come verrà attuata l'informazione nei confronti degli
interessati e della popolazione in generale sul progetto e come si
pensa di diffondere la conoscenza sui risultati del progetto)
- Conferenza di servizio con i dirigenti scolastici
- Comunicato stampa
106
H) Monitoraggio e Valutazione:
Indicare quali forme di monitoraggio e valutazione sono previste
Incontri periodici tenuti dal coordinatore con gli insegnanti
referenti per verificare l’andamento dell’attività anche in
relazione all’applicazione del protocollo di accoglienza e al
progetto di insegnamento della lingua italiana come lingua seconda
(attività sempre sostenuta dal Comune).
Il
report
relativo
alle
prestazioni
dei
mediatori
viene
sottoscritto
dall’insegnante
referente
che
ne
verifica
il
contenuto.
Negli incontri periodici con i dirigenti scolastici si apre il
dibattito non solo sugli interventi di mediazione in senso
stretto, ma anche sulle azioni che complessivamente vengono messe
in campo dalla scuola e da altri soggetti per l’integrazione degli
alunni stranieri.
P) Preventivo Economico
Voci di spesa
(N.B.: Non sono ammissibili a contributo le spese relative a
costruzione, acquisto e ristrutturazione di immobili.
Non sono ammissibili a contributo le spese sanitarie.
Ogni progetto facente parte del "piano" distrettuale deve
prevedere un cofinanziamento pari almeno al 30% del totale del
costo previsto per la realizzazione del progetto.
Le
spese
generali
di
progettazione,
di
formazione
e
di
documentazione si considereranno ammissibili fino ad un massimo
del 10% del costo totale).
A) Spese generali di progettazione, avvio e promozione (materiali
e personale)
Totale costo € 1900
B) Spese di documentazione
Totale _______________________
C)
Personale espressamente adibito al progetto
Totale ore
______963_____
107
Costo orario
______€15______
Totale costo
___€14450___
D) Attrezzature, arredi e materiali (elencare):
Totale costo attrezzature ___________
E) Spese di gestione
Locali
Totale
Materiali di consumo
Totale
Spese di manutenzione
Totale
Utenze
Totale
Spese amministrative
Totale
________________________
__________________
________________________
_____________________
________________________
Totale gestione ______________
F) Spese di trasporto e di residenzialità
G) Spese di formazione degli operatori
H) Forme di sostegno economico diretto a soggetti immigrati
I)
Altre spese (specificare)
- COORDINAMENTO ISTITUZIONALE, CURA DEGLI ATTI AMMINISTRATIVI DA PARTE
DELL’ENTE LOCALE (PERSONALE COMUNALE), RAPPORTI CON LE
SCUOLE E CSA
Totale ore
______236_____
Costo orario
______€11,64______
Totale costo
€ 2.949,85___
108
COSTO COMPLESSIVO DEL PROGETTO €19300,00_______
COSTO A CARICO DEI SOGGETTI
COMPLESSIVO:
(RIPARTITO TRA I VARI ENTI)
COMUNE PIACENZA: € 5.789,85
PROPONENTI
PARI
AL
30%
DEL
COSTO
FINANZIAMENTO REGIONALE RICHIESTO: €13.510,15
109
PROGRAMMA FINALIZZATO DI ZONA
“INTEGRAZIONE SOCIALE DEI CITTADINI STRANIERI”
Iniziativa B
”INTERVENTI A SOSTEGNO DEI PROGRAMMI DI ASSISTENZA ED INTEGRAZIONE
SOCIALE A FAVORE DELLE VITTIME DI SFRUTTAMENTO SESSUALE – ART. 18,
DLGS 286/98”
Modulo per la presentazione del progetto
SOGGETTO CAPOFILA: PIACENZA
A) Dati generali del progetto
Titolo del progetto
“Oltre la Strada”
Durata del Progetto :
3 Giugno 2006 – 2 Giugno 2007
COORDINATORE TECNICO:
FOLETTI ELENA OPERATRICE SOCIALE
COMUNE DI PIACENZA SETTORE SERVIZI SOCIALI E ABITATIVI
Tel. 0523/492712 - fax 0523/492704
IL PROGETTO E':
[]
Nuovo
[x]
Continuazione di attività in corso
In tal caso:
Anno di avvio: ____________
[X]
[x]
[]
HA OTTENUTO FINANZIAMENTI A CARICO DEL FONDO NAZIONALE LOTTA ALLA
TRATTA
Ha ottenuto finanziamenti a carico di altre leggi nazionali e/o regionali (fondi
Regionali Progetto Riduzione del Danno)
Non ha ottenuto finanziamenti precedenti
Attività già svolte dall’Ente attuatore nel settore specifico della prostituzione e della lotta alla tratta
Dal 1996 come Progetto Prostituzione, e dal 1998 come Progetto Regionale "Oltre la Strada", il
Comune di Piacenza è impegnato in azioni di contrasto alla tratta di esseri umani a scopo
sessuale.
E' inoltre attivo sul territorio il Progetto "Riduzione del Danno", sempre in collaborazione con la
Regione Emilia Romagna, che prevede l'intervento di un'Associazione dotata di un Unità di Strada
che raggiunge le zone cittadine toccate dalla prostituzione creando un importante osservatorio del
fenomeno nella sua complessità. L'associazione svolge attività di strada con la distribuzione di
materiale informativo e d'uso per la profilassi sanitaria, accompagnamenti delle persone ai presidi
sanitari territoriali, informazioni circa le opportunità del Progetto "Oltre la Strada" con il supporto di
110
mediatori culturali. E’ garantito l'accesso in sede per attività di consulenze varie (personali,
sanitarie e giuridiche) in collaborazione con gli operatori comunali.
Negli ultimi anni sono stati predisposti interventi di sostegno e protezione sociale anche per vittime
di sfruttamento in ambito lavorativo e in contesti di illegalità.
B) Soggetti Partecipanti/reti territoriali
SOGGETTI GESTORI
Soggetti pubblici
coinvolti (indicare le
amministrazioni
pubbliche partecipanti
al progetto)
Settore
Servizi
Abitativi
-
Sociali
Comune
RETE DI SOSTEGNO
e
di
Piacenza
•
•
•
•
•
•
Soggetti privati
coinvolti (volontariato,
associazionismo,
cooperazione sociale,
altro)
•
•
•
Questura
Carabinieri
Azienda Usl:
U.O. Igiene Pubblica
U.O. Malattie Infettive
Centro Salute Donna
Comune:
Area Minori
Polizia Municipale
Ufficio "Città Sicura”
Commissione delle
Elette
Provincia di Piacenza:
Centro per l'Impiego
CSSA: Centri
Territoriali Permanenti
per l'Educazione degli
Adulti
Associazione Lila
Caritas Diocesana
Congregazione di Gesù
Buon Pastore
Soggetti gestori
COMUNE DI PIACENZA, Settore Servizi Sociali e Abitativi
Via Taverna, 39 - 29100 Piacenza
Motivazione della scelta del soggetto o dei soggetti gestori:
L’amministrazione comunale ha appoggiato, fin dalle prime fasi del Progetto “Oltre la Strada”,
interventi a sostegno delle donne coinvolte nel circuito dello sfruttamento quali possibili azioni per
contrastare le organizzazioni criminali che gestiscono il traffico di esseri umani.
Si ritiene fondamentale diffondere nella comunità e nelle istituzioni informazioni circa il fenomeno
al fine di sensibilizzare il territorio alla collaborazione nella predisposizione di percorsi di uscita
delle persone che vi siano coinvolte, grazie alle possibilità offerte dall’art. 18, DLgs 286/98.
Indicare in quale modo i vari soggetti coinvolti nel progetto (rete locale) collaborano tra di loro,
specificando le competenze operative di ciascuno e le modalità di coordinamento della rete
111
Gli uffici comunali ed in particolare la figura dell'operatrice di collegamento fungono da regia del
progetto, creando contatti tra i vari attori delle rete e facendo funzione di sintesi di tutti gli interventi
in corso sulle singole persone. Inoltre si sono ormai consolidate procedure per quanto riguarda
interventi specialistici: ad esempio gli operatori dell'Uds (Progetto Riduzione del Danno) che si
occupano di accompagnamenti sanitari, hanno accessi riservati presso alcuni ambulatori e sono in
contattato con i medici in modo costante.
Periodicamente presso gli uffici comunali si riunisce il "Tavolo della Tratta" che coinvolge tutti gli
attori della rete territoriale e che permette un confronto sul fenomeno al fine di realizzare interventi
più efficaci. Vengono inoltre convocati sottogruppi di lavoro più specialistici e orientati all'operatività
ad esempio per le tematiche sanitarie, per quelle più riferite alla sicurezza o alla formazione
congiunta degli operatori della rete.
C) Descrizione del Progetto
Contesto Locale
(evidenziare particolari situazioni locali su cui si intende intervenire)
Il Progetto si rivolge a donne straniere avviate alla prostituzione e, dal 2006 in modo più strutturato,
a persone italiane e straniere, vittime di sfruttamento e riduzione in schiavitù nei diversi ambiti
previsti dalla legge 228/03 art.13.
Gli interventi realizzati intendono porsi a contrasto del fenomeno nei suoi vari aspetti: sul territorio
piacentino la prostituzione di strada risulta essere ancora il settore più presente e frequentato ma,
negli ultimi anni, sono emerse numerose situazioni di sfruttamento al chiuso, soprattutto in
appartamenti nel centro storico e in locali notturni. Tra le ragazze presenti in strada, più della metà
arrivano dalla Nigeria, molte dall'Europa dell'Est e dall'area Balcanica mentre, negli appartamenti,
sono state segnalate soprattutto ragazze provenienti dal Sud America.
Per quanto riguarda le altre forme di riduzione in schiavitù sono state segnalate soprattutto
situazioni di sfruttamento in ambito lavorativo, costrizioni in situazioni di illegalità quali spaccio di
sostanze stupefacenti, vendita di documenti falsi, accattonaggio. Le vittime di tali abusi sono sia
uomini che donne e provengono per la maggior parte dai paesi dell’Est Europa e dell’Africa
settentrionale.
Il Progetto cerca di mantenersi costantemente flessibile nell'adeguare i propri strumenti di
intervento ai cambiamenti del fenomeno, anche grazie alle segnalazioni delle Forze dell'Ordine e
della Polizia Municipale.
Obiettivi del progetto (elenco sintetico)
Predisposizione di azione di presa in carico e di attivazione di programmi di protezione
sociale;
Diversificazione degli interventi educativi e di accoglienza a seconda delle necessità
presentate dalle persone in programma;
Consolidamento sul territorio della rete di agenzie operanti a favore delle persone coinvolte
nel fenomeno della prostituzione e dello sfruttamento;
Inserimento delle persone in carico nella formazione scolastica e professionale;
Predisposizione di interventi di facilitazione al reperimento di risorse occupazionali;
Collaborazione con le Forze dell'Ordine;
Incremento delle collaborazioni con la rete regionale e nazionale
Azioni di sensibilizzazione della cittadinanza sul tema della tratta e della riduzione in
schiavitù.
Possibilità di consolidamento futuro dell'intervento proposto:
(indicare quali sono le prospettive concrete di mantenere attivo l'intervento con risorse proprie)
L'Ente promuove interventi ed iniziative a favore delle vittime di sfruttamento sessuale e a
contrasto del fenomeno prostituzione. Tali attività sono ritenute di importanza fondamentale e si
intende continuare a finanziarle con fondi destinati che ovviamente, in assenza di altre fonti di cofinanziamento (Fondo Nazionale Lotta alla Tratta e Fondi Regionali), non basterebbero a garantire
112
l'intervento attualmente realizzato che verrebbe proporzionalmente dimezzato, con gravi ricadute
sull'efficacia complessiva delle iniziative contro lo sfruttamento ed il traffico di essere umani.
Descrizione delle attività (elencare le singole azioni)
Attività di informazione e counselling rivolte alle persone coinvolte nel fenomeno della
prostituzione;
Presa in carico, accoglienza ed interventi educativi volte all'inserimento sociale di persone
vittime di tratta a scopo sessuale fino al raggiungimento dell'autonomia;
Attività di mediazione sociale e di comunità;
Azioni di collegamento e consolidamento della rete locale di sostegno al progetto;
Collegamento con altri progetti regionali e nazionali.
Destinatari tipologia e numero
diretti:
Donne straniere in condizione di sfruttamento
sessuale e persone ridotte in schiavitù che
intendano interrompere tale condizione e
sottoscrivere un programma di protezione ed
integrazione sociale.
Nelle precedenti annualità sono state seguite
circa 30 ragazze vittime di sfruttamento
sessuale e circa 10 persone ridotte in
schiavitù. Si stima un’affluenza analoga.
indiretti
Vengono svolte attività di sensibilizzazione del
territorio rivolte alla rete di sostegno del
Progetto e agli altri soggetti pubblici e privati
coinvolgibili in azioni a favore delle vittime di
tratta, attraverso la convocazione periodica del
"Tavolo della Tratta". Inoltre si organizzano
eventi pubblici rivolti alla cittadinanza e
momenti di confronto sul fenomeno.
Luoghi/contesti per contatto destinatari diretti
Le ragazze vengono contattate direttamente sulla strada dagli operatori dell'unità mobile della Lila
che organizzano uscite serali e pomeridiane nelle zone periferiche della città. Un altro canale di
invio e di contatto delle persone presenti in strada è la Squadra Mobile della Questura che segnala
agli operatori del progetto situazioni di sfruttamento e tratta. Alcune ragazze si rivolgono alla sede
dell’Associazione Lila e agli uffici comunali autonomamente o accompagnate da amiche o clienti.
Effetti attesi del progetto:
definizione qualitativa
Gestione di percorsi individualizzati e
diversificati di presa in carico di persone vittime
di tratta di esseri umani a scopo di
sfruttamento
sessuale,
lavorativo,
accattonaggio o altro, volti a favorire il
raggiungimento di una piena autonomia
personale, sociale e lavorativa.
Sensibilizzazione del territorio sul fenomeno
della tratta di esseri umani. Contrasto della
criminalità organizzata e delle reti che
gestiscono il traffico di esseri umani.
stima quantitativa
Il Progetto si propone di raggiungere il maggior
numero di persone possibile e di proporre a
tutti percorsi individualizzati ed efficaci. Si
stima di assestarsi intorno alla media degli
ultimi anni.
Metodologia e gli strumenti per l’attuazione del progetto (elenco sintetico)
Le azioni messe in campo nelle varie fasi dei percorsi di protezione sono differenti e individualizzati
in base ai bisogni presentate dalle persone che si rivolgono al Progetto. Comprendono l’attivazione
di interventi in emergenza e in pronta accoglienza, l’allontanamento dal territorio in situazioni di
pericolo, la predisposizione di azioni di rimpatrio onorevole, la definizione di percorsi di
113
integrazione sociale. Tali percorsi prevedono colloqui individualizzati di valutazione del caso,
analisi della domanda, orientamento e supporto personale, procedure amministrative di richiesta
alla Questura di permessi di protezione sociale (art. 18-D.L. 286/98), tutela sanitaria,
predisposizione e monitoraggio delle accoglienze, dalla casa di fuga, alle varie fasi della comunità,
all'appartamento di autonomia (un appartamento gestito direttamente dal Comune), percorsi di
formazione scolastica e professionale, inserimenti lavorativi protetti, supporto nella ricerca di
un'occupazione lavorativa. Gli operatori del Progetto restano un punto di riferimento anche dopo la
conclusione dei percorsi, fino all'integrazione sociale nel nostro territorio.
Monitoraggio e valutazione (indicarne quali strumenti e procedure)
- riunioni settimanali dell’equipe comunale;
- riunioni quindicinali tra operatori del progetto”Oltre la Strada” e degli operatori occupati nelle
attività di Riduzione del Danno;
- aggiornamento del database regionale;
- partecipazione ai Comitati Tecnici di Coordinamento della Regione con cadenza mensile;
- rendicontazioni periodiche alla Regione Emilia-Romagna e al Ministero delle Pari Opportunità;
- partecipazione ad incontri di formazione e aggiornamento organizzati dalla Regione Emilia
Romagna,
-partecipazione a convegni nazionali sul tema della tratta e dello sfruttamento,
-confronti costanti con progetti della rete regionale e nazionale.
D) Informazione e diffusione dei risultati:
(indicare come verrà attuata l’informazione nei confronti degli interessati e come si pensa di
diffondere la conoscenza sulle azioni del progetto alla cittadinanza in generale)
Le persone target del progetto vengono raggiunte con l’ausilio di materiali informativi multilingue
prodotti col coordinamento della Regione Emilia-Romagna. Tali materiali riguardano i progetti di
protezione sociale, sensibilizzano rispetto alle malattie sessualmente trasmissibili e illustrano
l’organizzazione dei servizi sanitari del territorio. Adesivi e locandine prodotti dal Numero Verde
contro la Tratta sono stati affissi presso i presidi medici, nella stazione ferroviaria, sugli autobus
urbani e presso le pensiline di attesa, luoghi in cui transitano le ragazze che si prostituiscono.
Inoltre l’equipe del Progetto collabora frequentemente con giornalisti per la pubblicazione su
quotidiani locali di articoli che trattano il fenomeno prostituzione.
Sono stati organizzati momenti di informazione e sensibilizzazione rivolti alla cittadinanza e incontri
più tecnici di formazione congiunta tra i vari soggetti della rete che lavorano a favore delle vittime
di sfruttamento.
L’obiettivo condiviso è di raggiungere e contattare in questo modo le ragazze coinvolte nei vari
settori del mercato della prostituzione e del traffico di esseri umani e attenuare l'allarme sociale
che accompagna il fenomeno sensibilizzando i cittadini al problema
E) Risorse
Personale necessario per lo svolgimento del progetto:
N
1
Qualifica
Livello Formazione
Specifico
Livello
Formazione
Interventi sulla
tratta
Orario/
settimana
Tipologia
Contratto
Funzionario
Sociale
Laurea in Scienze
Politiche
Iniziative formative e
materiali organizzati
dalla Regione E.R. e
Altre organizzazioni
impegnate sul tema
2 ore
settimanali
Dipendente
Comune di Pc
P.O.
114
1
Operatore
Sociale
Laurea in Pedagogia
1
Operatore di
collegamento
Laurea in Psicologia
1
Assistente
Sociale
Diploma Servizio
Sociale
1
Assistente
Sociale
Diploma Servizio
Sociale
1
Operatore
Amministrativ
o
Diploma Maturità
Scientifica
Iniziative formative e
materiali organizzati
dalla Regione E.R. e
Altre organizzazioni
impegnate sul tema
Iniziative formative e
materiali organizzati
dalla Regione E.R. e
Altre organizzazioni
impegnate sul tema
Iniziative formative e
materiali organizzati
dalla Regione E.R. e
Altre organizzazioni
impegnate sul tema
Iniziative formative e
materiali organizzati
dalla Regione E.R. e
Altre organizzazioni
impegnate sul tema
Iniziative formative e
materiali organizzati
dalla Regione E.R. e
Altre organizzazioni
impegnate sul tema
8 ore
settimanali
Dipendente
Comune di Pc
D3
30 ore
settimanali
Incarico libero
professionale
10 ore
settimanali
Dipendente
Comune di Pc
D3
10 ore
settimanali
Dipendente
Comune di Pc
D3
2 ore
settimanali
Dipendente
Comune di Pc
D3
Preventivo economico complessivo (*)
MACROVOCE DI SPESA
PERSONALE
GESTIONE
VITTO, ALLOGGIO,
TRASPORTO
ATTREZZATURE
PRODUZIONE E
DIVULGAZIONE DI
MATERIALE
TOTALE
importo
coordinamento
Operatori
Amministrazione/segretria
Altri
Locali
materiali di consumo
Utenze
Manutenzioni
Altro
Euro 17.803,1
Euro 22.196,9
Euro 40.000,00
(*) Ogni soggetto deve prevedere un co-finanziamento pari almeno al 50% del totale del
costo previsto per la realizzazione del progetto. Il preventivo deve quindi includere anche
questi importi.
N.B. Non sono ammissibili a contributo le spese relative a costruzione, acquisto e
ristrutturazione di immobili.
115
AREA DIPENDENZE
E UTENZA MULTIPROBLEMATICA
TABELLA 1 - DAGLI OBIETTIVI STRATEGICI TRIENNALI DELLE AREE
AGLI INTERVENTI DEL PROGRAMMA ATTUATIVO 2006
BISOGNI EMERGENTI (CFR. PIANO DI ZONA 2005-2007)
Accoglienza abitativa d’emergenza e reinserimento sociale di donne con problemi di dipendenza da
sostanze
.Accompagnamento ai servizi specialistici di persone in strada: potenziamento ed integrazione degli
interventi a bassa soglia.
Necessità di individuare strumenti di integrazione del reddito e difficoltà nel reperimento di attività
lavorative adatte alle condizioni di salute e personali
Reperimento di sistemazioni abitative economicamente sostenibili.
Sostegno educativo per il raggiungimento dell’autonomia abitativa ed economica, per i recupero di
attività di socializzazione e della capacità di gestire il tempo libero
Prevenzione rivolta alla popolazione giovanile
Carcere: attività all’interno del carcere, preparazione dimissioni e reinserimento sociale.
Richieste di aiuto da parte di popolazione Immigrata non in regola con i documenti di soggiorno e
con problemi di dipendenze da sostanze
Utenza multiproblematica: protocolli di intervento.
116
OBIETTIVI PRIORITARI NEL
TRIENNIO (CFR. PIANO DI
ZONA 2005-2007)
- consolidamento e
potenziamento interventi a
bassa soglia (riduzione del
danno);
- potenziamento accoglienze
nelle varie fasi del percorso con
attenzione particolare a quelle
femminili;
- potenziamento delle proposte di
inserimento in laboratori protetti
e in attività occupazionali;
- potenziamento degli interventi
di accompagnamento
educativo, socializzazione ed
animazione del tempo libero;
- facilitazione dell’accesso delle
fasce deboli al mercato del
lavoro;
- potenziamento delle attività di
prevenzione dell’uso delle
sostanze e promozione della
salute in popolazioni giovanili
a rischio;
STATO DI ATTUAZIONE
DEGLI OBIETTIVI
RIDEFINIZIONE DEGLI
OBIETTIVI PRIORITARI
PREVISTI NEL PDZ
2005-07
Per
quanto
riguarda
il
potenziamento delle azioni
rivolte alla bassa soglia è da
segnalare come estremamente
rilevante l’apertura del centro
diurno per tossicodipendenti e
per persone in condizioni di
marginalità. Ciò oltre a fornire
una preziosa risorsa per
l’accoglienza
diurna
ha
permesso la sperimentazione di
un modello di intervento che
vede una forte sinergia fra
istituzioni diverse: comune di
piacenza (servizio adulti), a.usl
(sert), caritas e associazione
lila che gestisce il progetto unità
di strada. La formazione
comune ed il percorso di
supervisione attivato nei primi
mesi di attività ha permesso
uno scambio di prassi ed una
conoscenza reciproca che si
sta
rivelando
di
grande
importanza per l’impostazione
di percorsi efficaci di aiuto alle
persone
in
strada
con
ripercussioni positive su tutti gli
altri progetti in corso di
esecuzione.
117
- potenziamento delle attività
all’interno del carcere rivolte a
persone
con
problemi
di
dipendenza e preparatorie alle
dimissioni;
- dotarsi di un sistema integrato
di rilevazione dei dati relativi ai
bisogni del territorio;
attivare
azioni
di
sensibilizzazione del territorio
sulle problematiche inerenti la
dipendenza da sostanze;
- attivare e sostenere percorsi di
integrazione e concertazione
fra le diverse risorse territoriali
pubbliche e private.
Il potenziamento del progetto
“Percorsi
di
integrazione
lavorativa e socializzante” ha
permesso di aumentare il
numero di persone che hanno
potuto usufruire del laboratorio
protetto dell’Associazione “La
Ricerca” e di diversificare
l’offerta di opportunità relative
ad attività di gestione del tempo
libero. Oltre alle attività svolte
da
un’educatore
dell’associazione La Ricerca
con le persone frequentanti il
laboratorio sono, infatti stati
proposti
dal
Sert
in
collaborazione
con
l’Associazione “La Ricerca”, un
atelier di teatro ed uno di
scrittura creativa rivolti anche a
persone attive nell’uso delle
sostanze e
frequentanti gli
ambulatori. Entrambi gli atelier
si sono conclusi con una
restituzione alla cittadinanza
che ha costituito un importante
momento
di
riflessione
pubblica.
La rete delle accoglienze
prosegue un proficuo lavoro di
confronto; sono stati aggiunti
alle risorse già presenti sul
territorio gli alloggi sociali
comunali che rappresentano
un’ulteriore
tassello
nel
percorso degli utenti verso
l’autonomia abitativa.
Importante il progetto di
accompagnamento educativo
che affianca gli alloggi sociali,
presentato nel programma
finalizzato al contrasto alla
povertà.
Per
quanto
riguarda
le
problematiche
relative
alla
difficoltà nel reperire un’attività
lavorativa stanno procedendo i
lavori
del
gruppo
appositamente creato grazie al
programma finalizzato specifico
con i quali si
mantengono
costanti rapporti.
118
INTERVENTI PREVISTI PER L'ANNO 2006:
PROGETTI DI SVILUPPO/INNOVAZIONE /QUALIFICAZIONE* OPPURE DI CONTENIMENTO**
INTERVENTI PREVISTI PER L'ANNO 2006: PROGRAMMI FINALIZZATI
Programma finalizzato “Dipendenza e utenzamultiproblematica”:
1) Unità di strada per tossicodipendenti cfr. scheda allegata
2) Percorsi di integrazione lavorativa cfr. scheda allegata
3) Sert in quartiere cfr scheda allegata
4) Maniglione antipanico cfr scheda allegata
5) Accoglienza diurna a bassa soglia per persone in condizione di marginalità e con
problematiche di dipendenze cfr scheda allegata
119
PROGRAMMA FINALIZZATO DIPENDENZE
E UTENZA MULTIPROBLEMATICA
Progetto
Costo
Finanz.
Regionale
5.500,00
Quota a
carico
Ente
titolare
6.820,00
Quota a
carico
Azienda
U.S.L.
2.300,00
Unità di strada
29.620,00
progr.
Finalizzato +
(15.000
integrazione
fondi
regionali*)
Ente titolare
Enti
Ente
coinvolt gestore
i
Comune di
Piacenza
(Servizi
Sociali)
LILA
Ser.T.
LILA
Percorsi di
integrazione
lavorativa
38.557,00
26.500,00
8.105,00
3.952,00
Comune di
Piacenza
(Servizi
Sociali)
Assoc.
La
Ricerca
Ser.T.
Assoc.
La
Ricerca
Centro diurno
“Il
quadrifoglio”
Accoglienza
diurna a bassa
soglia per
persone in
condizioni di
marginalità e
con
problematiche
di dipendenza
40.421,51
2.596,00
10.750,00
2.160,00
Comune di
Piacenza
(Servizi
Sociali)
Caritas
Ser.T
L.I.L.A
Caritas
4140,00
34.596,00 25.675,00
8.412,00
Ente
titolare
Enti
coinvolti
TOTALE
+
(20.775,51
programma
finalizzato
contrasto alla
povertà)
108.598,51
*FONDI INTEGRATIVI REGIONE EMILIA-ROMAGNA
in 72.720,00
41.000,00
Quota a
carico
Ente
titolare
5.720,00
32.800,00
25.000,00
5.720,00
Unità di strada 29.620,00
15.000,00
+
5.500,00
progr.
Finalizzato
dipenden.
TOTALE
81.000,00 18.260,00 30.380,00
Progetto
Sert
Quartiere
Maniglione
antipanico
Costo
135.140,00
Finanz.
Regionale
6.820,00
Quota a
carico
Azienda
U.S.L.
26.000,00
2.080,00
2.300,00
Comune
Piacenza
(Servizi
Sociali)
Comune
Piacenza
(Politiche
giovanili)
Comune
Piacenza
(Servizi
Sociali)
Ente
gestore
Ser.T
Coop.
Coop. Soc. Soc.
UNICOOP UNICOO
P
LILA
LILA
Ser.T
LILA
Ser.T.
LILA
120
PROGRAMMA FINALIZZATO DIPENDENZE E UTENZA MULTIPROBLEMATICA
PROGETTO/INTERVENTO di SVILUPPO/INNOVAZIONE/QUALIFICAZIONE:
Denominazione: UNITA’ DI STRADA PER TOSSICODIPENDENTI
Comune o forma associativa ex-art.16
L.R.2/03 capofila di progetto o del
Comune di Piacenza
Programma finalizzato
Responsabile del progetto/programma:
nominativo e recapiti
Destinatari
Specificare se è in continuazione di un
progetto dell'anno precedente
Dott. Luigi Squeri – Comune di Piacenza
Settore Servizi Sociali ed Abitativi
Tel. 0523/492721- Fax 0523/492704
e-mail [email protected]
I destinatari finali dell’intervento sono: persone
tossicodipendenti attive, minori a rischio di
tossicodipendenza. I luoghi/contesti per il contatto
con i destinatari finali sono le zone limitrofe alla
stazione ferroviaria.
I destinatari intermedi sono: i nuovi opinion leader
tra i gruppi di ragazzi più giovani che iniziano a
frequentare la zona della stazione ferroviaria,
opinion leader individuati tra le persone che
utilizzano sostanze da diversi anni e che hanno un
ruolo riconosciuto all’interno della popolazione
tossicodipendente, persone che non hanno più la
dipendenza da sostanze e che si sono inserite
socialmente e lavorativamente nel territorio, ma che
continuano
a
rivestire
nella
popolazione
tossicodipendente un ruolo di leader.
Continuazione
Ambito territoriale di realizzazione
Distretto urbano
Istituzioni/attori sociali coinvolti
Comune di Piacenza - Settore Servizi Sociali ed
abitativi;
Associazione L.I.L.A
A.Usl - Sert.
Obiettivi del progetto (anche eventuali
integrazioni con altre aree d’intervento)
Gli obiettivi di progetto sono i seguenti:
- prendere contatto con il maggior numero possibile
di tossicodipendenti di strada, favorendo un
approccio il più diretto possibile e riducendo il
cosiddetto fenomeno del sommerso, con particolare
attenzione a problematiche e comportamenti a
rischio dei minori.
- Agganciare, all’interno dei gruppi di
tossicodipendenti, persone che svolgono un ruolo di
“opinion leader” e che possono diventare a loro volta
121
promotori di informazione e prevenzione
- Fornire informazioni mirate alla riduzione dei danni
che l’assunzione può provocare
- Ridurre a catena di contagio tra popolazione
specifica e popolazione generale
- Facilitare e favorire il contatto con i servizi pubblici
per le tossicodipendenze e i servizi Sanitari, in
particolare i presidi preposti per l’accertamento dello
stato sierologico, il counselling e la cura
dell’infezione da HIV
- Favorire e sviluppare comportamenti responsabili
fra le persone tossicodipendenti e che si
prostituiscono, anche attraverso la stimolazione alla
partecipazione a gruppi di auto-aiuto, iniziative di
“peer-education” e dinamiche aggregative
- Favorire e sviluppare la riacquisizione da parte
delle persone tossicodipendenti di consapevolezza e
di un atteggiamento costruttivo nei confronti della
propria persona e del proprio futuro
- Sviluppare una cultura sul problema, riducendo
pregiudizi di varia natura, mirata a creare
atteggiamenti di tolleranza, responsabilizzazione e
solidarietà
- Fornire elementi informativi sulle vie di trasmissione
al fine di ridurre comportamenti a rischio
- Formazione ed aggiornamento dell’èquipe
Per i soggetti intermedi
Obiettivi :
- Maggior efficacia degli obiettivi dell’intervento
- Coinvolgimento dei soggetti più giovani
- Facilitazione del contatto con le persone più
diffidenti verso i Servizi
- Miglioramento della qualità del lavoro, e dei saperi
dell’équipe
- Coinvolgimento graduale nelle attività dell’UdS,
colloqui informativi e sostegno individuale.
Azioni previste
Le azioni previste per la realizzazione dell'intervento
sono:
- Utilizzo di un mezzo attrezzato ad unità mobile di
servizio
- Soste in orari e giorni stabiliti in un luogo
concordato con i Servizi referenti del progetto e con
presenza degli operatori
- Colloqui informativi individuali e di gruppo
- Colloqui di aiuto e di informazione sui servizi socio
– sanitari, invio accompagnamento agli stessi
- Distribuzione di profilattici, siringhe e salviettine,
acqua distillata, Kit salvavita, generi di conforto
- Distribuzione di materiale informativo e igienico –
sanitario con particolare attenzione allo scambio
delle siringhe usate. Lo scambio di siringhe in
particolare è ritenuto significativo in quanto: rende
concreto il messaggio di prevenzione del progetto,
favorendo il consolidamento della relazione,
riproponendo
il
contatto
fra
operatori
e
122
tossicodipendenti, favorisce il superamento del
comportamento a rischio
- Distribuzione di materiale informativo riguardante
prevenzione/trasmissione
dell’HIV
e
malattie
sessualmente trasmissibili
L’Unità di Strada appositamente attrezzata sarà
operativa nella zona adiacente alla stazione
ferroviaria (Giardini Margherita ) dove è già attiva da
anni.
Sono previste 3 uscite settimanali dell’ Unità
Mobile, della durata di 3 ore ciascuna.
Sono previsti incontri periodici con il SerT ed il
Comune
Sono previste attività di formazione da parte
dell’équipe dell’Unità di Strada, ed anche incontri
d’èquipe bisettimanali e della durata di 2 ore
ciascuno.
Il Progetto ha durata annuale.
L’èquipe è composta da:
N° 1 operatrice/ore con funzioni di coordinamento
N° 2 operatori/ici di strada
N°1 infermiera/e professionale
Durante l’attività di strada sarà garantita la
compresenza di almeno 2 operatori/ici
Gli/le operatori/ici saranno appositamente formate
dall’Associazione L.I.L.A.
Le attrezzature a disposizione del progetto sono : un
automezzo appositamente attrezzato di proprietà del
Comune, già in uso alla LILA per svolgere interventi
di strada; opuscoli informativi prodotti dal Ministero
della sanità, dalla Regione, e da altre organizzazioni
nazionali ed internazionali o dalla LILA stessa;
cassetta del pronto soccorso e materiale sanitario:
siringhe monouso, profilattici, fiale d’acqua distillata,
kit salvavita, disinfettante. Generi di conforto ( tè
caffè, biscotti ).
Si ravvisa la necessità di dotarsi di lacci emostatici,
test di gravidanza.
Costo totale
previsto
Euro
29.620.00
Piano finanziario:
Indicatori per il monitoraggio/valutazione
Quota
regionale
Euro
5.500,00
Progr.
Finaliz.
Dipenden.
+
Euro
15.000
Fondi
integrativi
Quota
comunale
Euro
6.820,00
( di cui E.
3.500,00
cash e E.
3.320,00
valorizzato)
Eventuale
quota
di
altri
soggetti da
spec.
A.Usl Sert
Euro
2.300,00
(valorizzat
o)
Di seguito riportiamo gli indicatori :
• N° tossicodipendenti contattati
• N°nuovi utenti
123
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
Età media delle persone tossicodipendenti
contattate
N° di contatti per tipo di sostanze assunte
N° di siringhe distribuite
N° di siringhe rese
N° di profilattici distribuiti
N° di kit salvavita distribuiti
N° di medicazioni
N° di counselling
N° distribuzione materiale informativo
N° segnalazione di minori al competente
Servizio Sociale
N° di persone che hanno già sperimentato
uno o più programmi terapeutici
Numero incontri con opinion leader
Collaborazioni avviate
Nuovi rapporti
124
PROGRAMMA FINALIZZATO DIPENDENZE E UTENZA MULTIPROBLEMATICA
PROGETTO/INTERVENTO di SVILUPPO/INNOVAZIONE/QUALIFICAZIONE:
Denominazione: PERCORSI DI INTEGRAZIONE LAVORATIVA
Comune o forma associativa ex-art.16
Comune di Piacenza
L.R.2/03 capofila di progetto o del
Programma finalizzato
Responsabile del progetto/programma:
nominativo e recapiti
Dott. Luigi Squeri – Comune di Piacenza
Settore Servizi Sociali ed Abitativi
Tel. 0523/492721- Fax 0523/492704
e-mail [email protected]
Gli interventi di orientamento e inserimento nel
laboratorio protetto sono rispettivamente rivolti a 2
gruppi di persone :
• Persone dipendenti da sostanze e da etilisti in
uscita
da
percorsi
residenziali
che
potenzialmente possono inserirsi nel mondo
del lavoro
• Persone
dipendenti,
multiproblematiche
inserite in percorsi territoriali e ambulatoriali
d’inclusione sociale e lavorativa protetti.
Destinatari
I servizi di mediazione al lavoro attuati dai tre soggetti:
Associazione, SerT e Comune si coordinano
all’interno del Piano finalizzato per la creazione di un
coordinamento di interventi d’inserimento lavorativo e
con il Piano finalizzato contrasto alla povertà ed
esclusione sociale. I target individuati da questo
progetto sono gli stessi dei citati piani finalizzati.
I laboratori creativi sono rivolti a persone in differenti
posizioni rispetto al proprio percorso nella dipendenza:
• in trattamento ambulatoriale;
• ospiti del C.O.D. ;
• ospiti del Centro Diurno.
Specificare se è in continuazione di un
progetto dell'anno precedente
Ambito territoriale di realizzazione
Istituzioni/attori sociali coinvolti
Continuazione
precedente.
di
un
progetto
dell’anno
Distretto Urbano di Piacenza
Comune di Piacenza
Azienda Sanitaria Locale (SerT di PC)
Associazione La Ricerca
125
Obiettivi del progetto (anche eventuali
integrazioni con altre aree d’intervento)
Azioni previste
Piano finanziario:
1. Attuazione di percorsi d’inserimento socio –
lavorativo di persone dipendenti da sostanze
ed etilisti e/o
multiproblematiche (doppia
diagnosi, malati di AIDS, epatite cronica,
donne tossicomani sole con figli minori a
carico) utilizzando in modo integrato diversi
strumenti e risorse del territorio
2. Consolidamento del grado di ricettività del
laboratorio di Via Zoni;
3. Miglioramento di competenze sociali ,
ampliamento della rete sociale di utenti
multiproblematici
inseriti
in
percorsi
individualizzati e di gruppo.
4. Offrire occasioni in cui gli utenti possano
imparare ad esprimersi in maniera creativa,
valorizzando la loro parte fisica, cognitiva ed
emotiva.
5. Qualificare il tempo libero degli utenti.
1. Coordinamento delle attività d’inserimento
lavorativo, integrazione tra i servizi e
partecipazione al coordinamento distrettuale
(vedi
Piano
finalizzato
coordinamento
inserimenti lavorativi)
2. Orientamento
e
accompagnamento
all’inserimento lavorativo
3. Tutoraggio attività lavorativa in laboratorio con
utenza multiproblematica.
4. Laboratori creativi di teatro e danza.
5. Rappresentazione finale dei laboratori in
teatro.
Quota
Costo totale Quota
regionale comunale
previsto
€ 8.105,00
€ 31.665,00 €
19.608,00 (di cui €
3.500 cash
e € 4.605)
Quota
A.Usl Sert
€
3.952,00
(valorizza
to)
Numero percorsi attivati (in laboratorio, in stage, in
borsa lavoro, in corsi di formazione professionale)
rispetto alle richieste di orientamento e inserimento in
laboratorio pervenute nel corso del progetto (12 mesi).
Per i laboratori creativi:
• Grado di soddisfacimento degli utenti ;
Indicatori per il monitoraggio/valutazione
• Coinvolgimento dei formatori;
• Partecipazione alla rappresentazione;
• Partecipazione numerica ai laboratori.
Strumenti di valutazione:
• Questionari prima, durante, e alla fine dei
laboratori;
• Attività collaterali proposte dai formatori stessi;
• Registro presenze.
126
PROGRAMMA DIPENDENZE E UTENZA MULTIPROBLEMATICA – Fondi integrativi
Regione Emilia Romagna
PROGETTO/INTERVENTO di SVILUPPO/INNOVAZIONE/QUALIFICAZIONE:
Denominazione: SERTINQUARTIERE
Comune o forma associativa ex-art.16
L.R.2/03 capofila di progetto o del
Comune di Piacenza – Settore Servizi Sociali e
Abitativi
Programma finalizzato
Responsabile del progetto/programma:
nominativo e recapiti
Destinatari
Specificare se è in continuazione di un
Dott. Luigi Squeri – Comune di Piacenza
Settore Servizi Sociali ed Abitativi
Tel. 0523/492721- Fax 0523/492704
e-mail [email protected]
Giovani dai 15 ai 25 anni
Continuazione anni precedenti
progetto dell'anno precedente
Ambito territoriale di realizzazione
Istituzioni/attori sociali coinvolti
Obiettivi del progetto (anche eventuali
integrazioni con altre aree d’intervento)
Azioni previste
Piano finanziario:
Indicatori per il monitoraggio/valutazione
Comune di Piacenza
AUSL di PIACENZA
Coop. Sociale UNICOOP
Raggiungere la popolazione target con attività di
prevenzione primaria sui problemi connessi all’uso
di sostanze psicoattive e di prevenzione
secondaria su quanti già utilizzano sostanze
senza aver sviluppato una patologia da
dipendenza. Integrare le azioni dei differenti
progetti rivolti ai giovani previsti sul territorio
comunale.
Incontri programmati con gruppi formali ed
informali (scuole, associazioni, gruppi parrocchiali
e sportivi , gruppi di pari ecc.) ed attività di
counselling individuale. Gruppi formativi e di
confronto fra operatori del territorio.
Costo
Quota
Quota
Eventuale
totale
regionale
comunale
quota di altri
previsto
soggetti da
72.720,0 41.000,00
5.720,00
specificare:
0
Fondi
AUSL
di
integrativi
Piacenza
€.26.000.00
N° incontri programmati/n° incontri effettuati
N° colloqui di counselling richiesti/effettuati
127
PROGRAMMA FINALIZZATO DIPENDENZE E UTENZA MULTIPROBLEMATICA – Fondi
integrativi Regione Emilia Romagna
PROGETTO/INTERVENTO di SVILUPPO/INNOVAZIONE/QUALIFICAZIONE:
Denominazione: “MANIGLIONE ANTIPANICO”. Unità Mobile per la promozione dell’agio, sostegno
e mantenimento delle condizioni psicofisiche della popolazione giovanile di Piacenza dedita all’uso
di
droghe e sostanze sintetiche “dette nuove droghe “.
Comune o forma associativa exart.16 L.R.2/03 capofila di progetto
Comune di Piacenza
Settore Servizi Sociali ed abitativi
o del Programma finalizzato
Responsabile del
progetto/programma:
nominativo e recapiti
Dott. Luigi Squeri – Comune di Piacenza
Settore Servizi Sociali ed Abitativi
Tel. 0523/492721- Fax 0523/492704
e-mail [email protected]
Destinatari Finali
Destinatari
Si è scelto di indicare la popolazione giovanile come destinatario
finale dell’intervento, in quanto le ricerche e gli interventi realizzate e
agiti in precedenza, hanno evidenziato che proprio in questa fascia
di età esiste il maggior problema dell’assunzione di sostanze, con
modalità di consumo differenti: saltuaria/occasionale, a scopo
ricreazionale, di consumo non problematico, abuso con forti rischi
per la salute, dipendenza; la prevenzione della trasmissione
dell’HIV/AIDS e delle MTS, gli incidenti stradali correlati all’uso di
sostanze. Tale uso/abuso è conseguente anche alla scarsa
consapevolezza della pericolosità di tali comportamenti.
Tra le caratteristiche principali dei destinatari dell’intervento
emergono la difficoltà di raggiungerli con campagne di prevenzione
“classiche” (spot sui mezzi di comunicazione, interventi nelle scuole,
ecc..), le modalità di consumo e le sostanze assunte assai differenti
dal target standard che accede ai Servizi.
Come possibili destinatari/ie si possono calcolare 16.000 persone
circa ( giovani residenti sul territorio di Piacenza e provincia
compresi nella fascia di età 14 – 30 anni), in particolare coloro che
frequentano discoteche, pub, disco-pub, eventi musicali, feste, rave
e goa party.
La scelta di intervenire è motivata dall’ aumento di comportamenti a
rischio tra i soggetti individuati tra i destinatari finali, come rilevato
dalle ricerche sopraccitate e documentata dalle relazioni sulle attività
del progetto presentate dal responsabile della realizzazione all’Ente
proponente.
Il numero di soggetti che sono stati contattati e raggiunti nel primo
anno di attività sono 4.000 c.ca.
Si pensa di mantenere lo stesso numero di contatti nel secondo
anno di attività.
I destinatari finali vengono contattati secondo le modalità
dell’”aggancio informale”.La motivazione dei destinatari al rapporto
col Servizio verrà rinforzata attraverso attività di counselling,
128
informazione e di ascolto in funzione di un orientamento orientamento ai servizi socio – sanitari, realizzazione di spazi chillout interni e/o esterni ai luoghi/locali, per effettuare momenti di
decompressione e raffreddamento al fine di intervallare le numerose
e lunghe ore di ballo e di “sballo”, e tra questi momenti e il momento
della guida di auto/moto veicoli, ed anche per gli interventi di primo
soccorso in caso di malore, bad trip, overdose ecc..; punti informativi
interni ai luoghi/locali dell’intervento, utilizzo dell’Unità di Strada
come spazio chill-out.
Il reclutamento dei destinatari avverrà attraverso la formula
dell’accoglienza, praticata attraverso la proposta di informazioni (
bacheche, opuscoli, sito Internet), allestimento di spazi chill-out, test
alcolimetrico con l’etilometro, generi di conforto ed attività ludiche (
animazione di strada, bodypainting, musica chill-out, ecc..).
Destinatari Intermedi
I destinatari intermedi del progetto sono:
I/Le gestori/proprietari di locali (discoteche, disco-pub,
pub,circoli,ecc.. ), gli organizzatori di eventi musicali e feste, gli
organizzatori di eventi rave e goa-party
Il personale della sicurezza dei locali/luoghi
Il personale addetto alla somministrazione di bevande dei
locali/luoghi
Animatori dei locali/luoghi (ballerini/e, vocalist, PR,ecc..)
Educatori,insegnanti
Operatori di strada , volontari, operatori dei servizi sociali e
sanitari
Genitori con figli adolescenti
Operatori delle FF.OO
Rappresentanze delle organizzazioni dei gestori dei locali
Nei destinatari intermedi le caratteristiche principali sono l’estrema
eterogeneità, difatti si va dal proprietario-gestore di locali
estremamente formali, ai proprietari –gestori di pub, agli
organizzatori di rave e goa party molto informali.
L’esperienza di lavoro di MAP ha permesso di evidenziare come sia
fondamentale il ruolo di queste figure per la gestione del
locale/luogo, per il tipo di musica, l’abbigliamento degli avventori, e
di conseguenza per la somministrazione di alcolici e superalcolici, e
più in generale, per il tipo di sostanze assunte dalle/dai
frequentatrici/ori e dalle modalità di consumo.
Queste figure sono essenziali per la buona realizzazione
dell’intervento di MAP, in quanto è proprio con loro che ci si
relaziona per poter svolgere l’intervento all’interno e/o all’esterno del
locale, per decidere insieme la posizione della postazione
dell’infopoint e dello spazio chill-out, quali generi di conforto e
quando poterli distribuire, quando poter effettuare l’etilometro, e per
dare visibilità e rendere gradevole l’intervento ai fruitori dei
locali/luoghi.
Il personale della sicurezza, quello addetto alla somministrazione
delle bevande e le/gli animatori, hanno un ruolo altrettanto
importante soprattutto nell’intervento di riduzione del danno: gli
operatori della sicurezza sono quelli che intervengono per evitare
scontri fisici e risse tra frequentatori particolarmente esuberanti e/o
alterati da sostanze, ed intervengono per primi in caso di malore
129
dovuto all’assunzione di sostanze nei frequentatori. Sensibilizzarli al
fine di evitare che le risse degenerino in violenze gravi, o nel caso di
malori che lascino la persona colpita all’esterno dei locali/luoghi
sono tra le prerogative dell’intervento rivolto a loro; il personale
addetto alla somministrazione può essere sensibilizzato a non
somministrare ulteriori bevande alcoliche e/o super alcoliche a
persone in evidente stato di ebbrezza o di alterazione dovuta
all’assunzione di sostanze, PR e animatori sono fonti di informazioni
importante sulla clientela, possono dare agganci con i gestori di altri
locali difficilmente raggiungibili, dare visibilità all’intervento e
renderlo ben accetto ai/alle fruitici del locale/luogo.
Il numero di possibili destinatari intermedi è di 1.000 c.ca, quelli che
si prevede di raggiungere 200
Su questi soggetti intermedi la RER in collaborazione con l’ISS e il
SILB nel 2004, ha organizzato un corso di formazione a cui hanno
partecipato anche le/gli operatrici/ori dell’équipe di MAP della LILA
Piacenza.
Le modalità di contatto e coinvolgimento e motivazione dei
destinatari intermedi sono
Incontri istituzionali di programmazione e condivisione
degli obiettivi
Momenti di verifica e valutazione in itinere sull’andamento
del servizio
Comunicazioni
formali (lettere dell’Assessorato alle
Politiche Giovanili del Comune ai gestori/proprietari dei locali )
e informali frequenti con i gestori/proprietari dei locali/ luoghi e
gli organizzatori di eventi e feste
La presenza costante del MAP nei locali/luoghi eventi e
feste
Incontri di presentazione delle finalità e delle modalità del
servizio di “aggancio” sui luoghi di attività di MAP
Inclusione
di MAP nell’organizzazione di alcuni
eventi/feste
Momenti di formazione comune
Momenti di comunicazione alla cittadinanza sui risultati e
le finalità del progetto
Specificare se è in continuazione di
un progetto dell'anno precedente
Continuazione
Ambito territoriale di realizzazione
Piacenza e provincia
Istituzioni/attori sociali coinvolti
Comune di Piacenza, A.Usl/SerT, Ass. L.I.L.A.
Finalità generali:
Lo scenario all’ interno del quale l’unità mobile si muove nelle sue
attività rivolte ai giovani, è quello della tutela della salute in
Obiettivi del progetto (anche
un’ottica di riduzione del danno e della promozione del benessere
eventuali integrazioni con altre aree e della sicurezza per sé e gli altri.
d’intervento)
Obiettivi generali:
Prevenire e ridurre i rischi collegati all’uso di sostanze,
Prevenire e ridurre i rischi collegati agli incidenti stradali,
130
Prevenire e ridurre i rischi collegati a comportamenti sessuali a
rischio con particolare riferimento all’HIV/AIDS;
Orientare alle risorse del territorio le richieste delle persone
attraverso i contatti con le attività e/o le/gli operatrici/ori del progetto
Obiettivi specifici:
Mappatura dei luoghi, conoscenza del fenomeno e verifica delle
esigenze;
Informazione sulle sostanze con particolare attenzione ai mix;
Ridurre i rischi sull’uso di sostanze;
Ridurre i rischi sugli incidenti stradali,
Ridurre i rischi sui comportamenti sessuali a rischio;
Creazione di piste di aggancio con i giovani al fine
dell’orientamento (unità mobile come centro di ascolto )
Strutturazione di spazi esterni ed interni ai locali come : centro di
ascolto, spazio chill-out, info-point.
Azioni previste
Le strategie e i metodi scelti per la realizzazione dell'intervento sono:
1-INFO POINT
Solitamente chiamato “banchetto”, è formato da un tavolo
abbastanza grande per ospitare tutto il materiale informativo, i
profilattici, etilometro, e le animazioni della serata quali il computer
con cd informativo sulle droghe, il guest book ( un quaderno nel
quale ognuno può scrivere, disegnare e/o pitturare liberamente ),
macchina fotografica digitale, telecamera e videoproiettore e in
alcuni casi, dove lo spazio è sufficiente, anche il treppiede con la
carta ed i colori per dipingere.
2- UNITA’ DI STRADA
E’ l’Unità mobile della LILA che viene usata solitamente in
affiancamento allo SPAZIO CHILL-OUT.
Serve per ospitare e far rilassare chi si trova in condizioni
particolarmente alterate e/o richiede un aiuto lontano da sguardi
indiscreti: può essere uno spazio in cui poter proporre l’ascolto ed il
counselling sull’abuso di sostanze, l’HIV/AIDS e le MTS e altre
richieste.
Nell’Unità di Strada vengono distribuiti anche i materiali sterili per
l’uso delle sostanze per via iniettiva; si raccolgono anche le siringhe
usate, per la prevenzione della diffusione dell’HIV e delle Epatiti.
E’ stata utilizzata soprattutto in occasione della Street Rave Parade
di Bologna, nei goa-party, e in locali/eventi dove non è risultato
possibile allestire uno spazio chill-out interno od esterno al
locale/evento.
3- CHILL-OUT
Chill-out: letteralmente raffreddamento, sta ad indicare uno spazio
ben preciso in cui i frequentatori delle discoteche possono rilassarsi
prima del ritorno a casa, oppure in un qualsiasi momento della
serata in cui se ne senta il bisogno.
Questi spazi devono presentarsi accoglienti, con la possibilità di
sedersi e addirittura di sdraiarsi, “cullati” da una musica non
assordante né ossessiva e si devono poter distribuire beni di
conforto assolutamente analcolici e gratuiti.
Il Chill-Out è un importantissimo spazio che permette alle persone di
imparare l’importanza dell’autoregolazione, inoltre è un luogo adatto
per creare relazioni significative e continuative tra gli operatori e i
frequentatori dello spazio.
131
Come la zona chill-out in molti paesi Europei è entrata nella cultura
della notte, partendo dalla solida base della riduzione dei rischi, è
auspicabile un aumento anche nel nostro Paese, poiché non
influirebbe che positivamente nella formazione di una cultura più
critica sull’approccio al divertimento.
Sono inoltre previsti incontri d’équipe, di supervisione, e di
formazione continua con l’équipe di UP del Comune di Reggio
Emilia, incontri cadenzati con il committente, incontri con il
Coordinamento Regionale delle Unità Mobili, incontri con i
destinatari intermedi, organizzazione di momenti pubblici sul
fenomeno
Piano finanziario:
Costo
previsto
33.020,00
totale Quota
regionale
25.000,00
Quota
comunale
5.720,00
Eventuale quota
di altri soggetti
da specificare
A.Usl/Sert
2.300,00
La valutazione viene realizzata in itinere sul progetto
I mezzi utilizzati sono: schede apposite per la raccolta dei dati
durante ogni uscita dell’Unità Mobile con indicatori che rilevano
qualitativamente e quantitativamente l’attività svolta, schede
riassuntive di ciascun uscita, schede per il monitoraggio e la
mappatura dei locali/luoghi dove si intende realizzare l’intervento, un
diario dove si registrano gli incontri istituzionali, di rete, con i gestori
e tutti i destinatari intermedi coinvolti nel progetto.
Di seguito riportiamo la tabella con gli indicatori
Indicatori
Destinatari finali
Numero distribuzioni di:
Indicatori per il
monitoraggio/valutazione
- bottigliette d’acqua
- integratori salini
- preservativi
- materiali informativi
( differenziare richieste somministrazioni)
Numero interventi di primo soccorso
Numero soccorsi prestati
Numero accessi allo spazio chill-out
Numero persone che utilizzano l’etilometro
Numero contatti
Numero ritorni
Numero contatti attività ludiche
Numero contatti attività formative
Numero materiale informativo distribuito
Numero orientamenti
Destinatari intermedi
Numero incontri
Progetti avviati
Nuovi rapporti
132
PROGRAMMA FINALIZZATO DIPENDENZE E UTENZA MULTIPROBLEMATICA
PROGETTO/INTERVENTO di SVILUPPO/INNOVAZIONE/QUALIFICAZIONE:
Denominazione: CENTRO DIURNO “IL QUADRIFOGLIO” - Accoglienza diurna a bassa
soglia per persone in condizione di marginalità e con problematiche di dipendenze.
di cui al Programma finalizzato “Contrasto alla povertà e all’esclusione sociale”
Comune o forma associativa ex-art.16
L.R.2/03 capofila di progetto o del
Comune di Piacenza – Settore Servizi Sociali e
abitativi
Programma finalizzato
nominativo e recapiti
Dott. Luigi Squeri – Comune di Piacenza
Settore Servizi Sociali ed Abitativi
Tel. 0523/492721- Fax 0523/492704
e-mail [email protected]
Destinatari
Persone in situazione di marginalità e/o con
problematiche di dipendenze.
Specificare se è in continuazione di
Continuazione progetto anno precedente.
Responsabile del
progetto/programma:
un progetto dell'anno precedente
Ambito territoriale di realizzazione
Istituzioni/attori sociali coinvolti
Distretto Urbano
Comune di Piacenza – Settore Servizi Sociali
Fondazione Autonoma “Caritas diocesana
Piacenza-Bobbio”
A.Usl di Piacenza (Sert)
Associazione LILA di Piacenza
di
facilitare l’accesso ai servizi (importante la
presenza degli operatori sociali del Sert e del
Comune) ed eventualmente ai trattamenti sanitari
(Sert/malattie infettive/altri servizi sanitari connessi) di
persone in grave stato di disagio sociale sia attraverso
forme di accompagnamento e sostegno che con un’
attivita’ di sportello sert presso il centro diurno;
offrire ai soggetti portatori di forme di dipendenza
(sostanze – alcol – altre forme di dipendenza) in stato
di grave disagio sociale un luogo di aiuto, sostegno e
ascolto;
realizzare forme di coordinamento permanente tra
gli operatori dei vari servizi, i volontari Caritas e LILA,
attraverso momenti di formazione e di supervisione;
integrare e coordinare le attivita’ dell’unita’ di
strada della LILA, del centro diurno e del Sert
attraverso forme di accompagnamento dei soggetti fra
un punto di accoglienza e l’altro (camper LILA –
centro diurno – ambulatori Sert – servizi sanitariservizi sociali)
Obiettivi del progetto (anche eventuali
integrazioni con altre aree
d’intervento)
133
Azioni previste
Piano finanziario:
Indicatori per il
monitoraggio/valutazione
Il Centro diurno “Il Quadrifoglio” è un servizio a bassa
soglia che cerca di rispondere ai bisogni primari (pasto,
vestiario, pulizia personale, ecc.) e a richieste varie
dell'utente, quali: orientamento alle risorse del territorio,
informazioni, counseling, supporto psicologico non
specialistico, momenti di aggregazione sociale, seminari
di approfondimento (gruppi di auto-aiuto ecc.)), sportello
di consulenza SERT, attività ricreative e ludiche, piccole
attività di laboratorio creativo.
Si sottolinea l’importanza dell’obiettivo di facilitare l'invio
degli utenti ai Servizi sociali e socio-sanitari del territorio
anche attraverso la disponibilità di operatori della LILA,
già impegnati nell’unità di strada, con funzioni di
supporto ed accompagnamento sia verso i Servizi che
dalla strada al Centro.
Inoltre, saranno programmati momenti di aggregazione,
attraverso
attività
di
intrattenimento,
culturali,
animazione, lettura, musica, informatica,ecc., definite in
relazione al gradimento e agli interessi dell’utenza del
centro. Questo tipo di attività riveste notevole importanza
perché consente di incrementare e consolidare la
partecipazione e la frequenza degli utenti.
Parallela al progetto rimane l’attività di formazione
comune fra operatori SERT, LILA, Caritas e Comune di
Piacenza con il fine di rendere il più possibile omogenei
e coerenti gli interventi, anche attraverso la condivisione
di esperienze e linguaggi comuni.
Costo totale Quota
Quota
Eventuale
quota di altri
previsto
regionale
comunale:
soggetti da
€ 10.750,00 specificare
€ 40.421,51 € 20.775,51
Programma
(di cui
finalizzato
€ 6.000,00 Fondazione
€
Contrasto alla cash e € Caritas:
povertà
4.750,00
4.140,00 ( di
figurativo)
cui 3.840,00
+
€ 2.596,00
cash e €
300,00
Programma
finalizzato
figurativo)
- A.Usl –
Dipendenze
Sert:
€ 2.160,00
(figurativo)
Sono stati attivati tre organi di gestione/valutazione del
Servizio:
- equipe tecnica operatori (settimanale);
- comitato tecnico di gestione (mensile);
- comitato politico.
Si propongono i seguenti il monitoraggio:
- numero di ore di apertura
- attivazione e funzionamento dei servizi previsti dal
progetto all’interno del centro;
- il livello di soddisfazione degli utenti
- il numero di accessi settimanali/mensili al Centro divisi
per tipologia
- il numero di accompagnamenti ai servizi territoriali
134
effettuati dal Centro
- il numero di partecipanti ad attività interne al centro
suddivise per tipologia
Gli indicatori sopra elencati verranno tolti o altri ne
verranno aggiunti, secondo quanto verrà stabilito al
Tavolo di monitoraggio.
135
AREA DISABILITÀ
TABELLA 1 - DAGLI OBIETTIVI STRATEGICI TRIENNALI DELLE AREE
AGLI INTERVENTI DEL PROGRAMMA ATTUATIVO 2006
BISOGNI EMERGENTI (CFR. PIANO DI ZONA 2005-2007)
disabilità acquisite
Giovani con autismo che terminano il percorso scolastico
“dopo di noi” a partire dal “durante noi”
“vita indipendente”
Progressivo invecchiamento di una fascia di utenti dei centri socio-riabilitativi
136
OBIETTIVI PRIORITARI NEL
TRIENNIO (CFR. PIANO DI ZONA
2005-2007)
1. Rilettura e rimodulazione rete
dei servizi
2. Domiciliarità
3. Miglioramento del processo di
presa in carico da parte dei
servizi
4. Miglioramento del percorso di
transizione tra i servizi nel
passaggio all’età adulta
5. Risposte innovative per il
“dopo di noi” e la “vita
indipendente”
6. Promuovere mobilità e
accessibilità della città
STATO DI ATTUAZIONE DEGLI
OBIETTIVI
RIDEFINIZIONE DEGLI
OBIETTIVI PRIORITARI
PREVISTI NEL PDZ
2005-07
.
1. avviato il confronto tra zona
1. Accanto all’esigenza di
sociale e Ausl sulla
rileggere e rimodulare la rete
rimodulazione; in discussione
dei servizi soprattutto al fine
in Conferenza sociale e
di accrescere la capacità di
sanitaria alcune ipotesi per
risposta di fronte ai nuovi
un piano provinciale relativo
bisogni (disabilità acquisite,
alle strutture residenziali
autismo…) è maturata la
2. Incremento degli assegni di
consapevolezza che tale
cura di 1^ e 2^ livello (61
percorso essenzialmente
assegni nel 2005 rispetto ai
istituzionale debba
12 del 2004). Avvio degli
accompagnarsi e intrecciarsi
assegni di cura di 3^ livello
con un obiettivo strategico di
(gravissime disabilità
particolare rilievo e
trasversale:Miglioramento
acquisite) con 14 assegni
della qualità della vita delle
erogati. Rispetto
persone disabili utenti del
all’accessibilità e fruibilità
sistema dei servizi
delle informazioni, si è
attraverso la crescita dei
consolidato il polo informativo
legami e delle relazioni
e consulenziale sull’handicap
interne al sistema dei
(SAP, CAAD, CDI)
servizi e il rilancio del
3. E’ stato ridefinito il percorso
rapporto con la città per
di accesso alla rete dei
migliorare le opportunità di
servizi , nell’ambito del quale
è attiva l’UVM
vita e di relazione
4. E’ in corso di definizione un
progetto sperimentale
2. L’applicazione dell’istituto
autismo riferito a tre giovani
dell’Amministratore di
che hanno terminato il
sostegno appare ancora
percorso scolastico
parziale e a macchia di
5. Non sono state avviate
leopardo e permane il ricorso
sperimentazioni
a interdizione e inabilitazione.
6. incremento attraversamenti
Si ritiene importante, di fronte
pedonali dotati di segnalatore
a tale scenario e a due anni
acustico, marciapiedi privi di
dall’approvazione della legge
6/2004, promuovere azioni
barriere, realizzazione di
volte a sostenere e favorire
alcune rampe. Lo stato di
la piena applicazione
questi lavori è verificabile
dell’Istituto
attraverso un “documento
dell’Aministratore di
intersettoriale” aggiornato
sostegno
annualmente che raccoglie
tutti gli interventi realizzati dal
Comune di Piacenza per la
piena integrazione delle
persone con disabilità
INTERVENTI PREVISTI PER L'ANNO 2006:
PROGETTI DI SVILUPPO/INNOVAZIONE /QUALIFICAZIONE* OPPURE DI CONTENIMENTO**
137
PROTOCOLLI CON AUSL (S)
QUALIFICAZIONE DEL SISTEMA DEI SERVIZI: ACCRESCERE LE RELAZIONI INTERNE E
RILANCIARE IL RAPPORTO CON LA CITTA’ (S)
PROGETTO SPERIMENTALE AUTISMO PER TRE GIOVANI CHE HANNO CONCLUSO IL
PERCORSO SCOLASTICO (S)
1. Sistema dei servizi e rapporto con la città: miglioramento della qualità della vita
delle persone adulte disabili e delle loro famiglie attraverso il miglioramento delle
opportunità di vita e di relazione (S)
2. Protocolli con Ausl (S)
3. Progetto sperimentale “Autismo” per tre giovani che hanno concluso il
percorso scolastico (S)
4. Una città più accessibile per tutti: gruppo di lavoro per lo studio di ipotesi e
proposte per il miglioramento della mobilità urbana e della fruibilità degli spazi
cittadini (S)
INTERVENTI PREVISTI PER L'ANNO 2006: PROGRAMMI FINALIZZATI
1. Programma finalizzato "Assegni di cura per anziani e disabili" cfr. scheda all.ta
138
PROGETTO/INTERVENTO di SVILUPPO/INNOVAZIONE/QUALIFICAZIONE:
Denominazione: MIGLIORAMENTO DELLA QUALITÀ DELLA VITA DELLE PERSONE
DISABILI UTENTI DEL SISTEMA DEI SERVIZI ATTRAVERSO LA CRESCITA DEI LEGAMI E
DELLE RELAZIONI INTERNE AL SISTEMA DEI SERVIZI E IL RILANCIO DEL RAPPORTO CON
LA CITTÀ PER MIGLIORARE LE OPPORTUNITÀ DI VITA E DI RELAZIONE
Comune o forma associativa ex-art.16
Comune di Piacenza
L.R.2/03 capofila di progetto o del
Programma finalizzato
Responsabile del progetto/programma:
nominativo e recapiti
Dott. Giorgio Prati, Dirigente Settore Servizi
Sociali e Abitativi, tel. 0523 492703
Destinatari
Operatori, coordinatori dei servizi, famiglie,
privato sociale
Specificare se è in continuazione di un
Il progetto è stato avviato nel corso del 2005
progetto dell'anno precedente
Ambito territoriale di realizzazione
Istituzioni/attori sociali coinvolti
Obiettivi del progetto (anche eventuali
integrazioni con altre aree d’intervento)
Zona sociale Distretto Urbano
Azienda USL, Privato sociale gestore di centri e
interventi
rivolti
alla
disabilità,
Scuole,
associazioni di volontariato, associazionismo
Obiettivo complessivo: garantire risposte
adeguate alle domande di qualità della vita delle
persone disabili
- Riformulare,
precisare
e
condividere
orientamenti di fondo, ipotesi guida, chiavi di
lettura e di accostamento metodologico in
modo da radicare riferimenti comuni al
sistema dei servizi
- Accrescere le relazioni di confronto,
scambio, progettazione condivisa all’interno
del sistema dei servizi in funzione di un
miglioramento delle capacità di offerta
- Accrescere il coinvolgimento delle famiglie e
migliorare qualità e intensità della relazione
con le famiglie in una logica di partneriato e
corresponsabilità
- Accrescere le relazioni tra i servizi e il
tessuto sociale e le diverse agenzie della
città in funzione della realizzazione di
opportunità di integrazione sociale
- Realizzare, in connessione con le presenze,
i reticoli, le potenzialità del territorio, iniziative
ed esperienze che alimentino una sensibilità
sociale e una cultura in grado di esprimere
139
attenzione alla fragilità come forma di
esistenza, prima che come condizione
segnata dal danno e dalla disabilità
- Percorso formativo rivolto agli operatori dei
servizi sia pubblici che del privato sociale
- Istituzione di un gruppo di lavoro stabile
composto dai coordinatori e responsabili dei
servizi del pubblico e del privato
- Percorso di riflessione e approfondimento
con il gruppo dei coordinatori anche
attraverso la conoscenza diretta di
esperienze significative di altri territori della
regione ed extraregionali
- Incontri periodici con le famiglie per l’avvio di
un dialogo progettuale con la componente
familiare
- Supporto alla progettazione e garanzia della
realizzazione, da parte di ogni servizio di
Azioni previste
progetti innovativi e micro-sperimentazioni da
realizzare in collaborazione con altri servizi,
agenzie e soggetti attivi del territorio
- Definizione condivisa e partecipata dai
diversi attori coinvolti delle premesse e di
uno schema di carta dei servizi per la
disabilità adulta da realizzare compiutamente
nel 2007
- Promozione e realizzazione di eventi e
iniziative culturali e di sensibilizzazione
rivolte alla città
- Realizzazione di un convegno per fare il
punto sul sistema dei servizi, presentare le
esperienze realizzate e individuare direzioni
di lavoro per il futuro
Costo
Quota
Quota
Eventuale
totale
regionale
comunale quota
di
Piano finanziario:
previsto
altri
soggetti da
specificare
- Realizzazione del percorso formativo
- Realizzazione del percorso con i coordinatori
- Messa a punto di ipotesi progettuali
innovative che coinvolgano più servizi e più
agenzie del territorio
Indicatori per il monitoraggio/valutazione - Realizzazione di una giornata seminariale di
confronto e approfondimento sulle politiche
sociali rivolte alla disabilità
- Incremento delle realtà associative del
territorio coinvolte in progetti ed esperienze
per i disabili
- Definizione di uno schema di carta dei servizi
140
PROGETTO/INTERVENTO di SVILUPPO/INNOVAZIONE/QUALIFICAZIONE:
Denominazione: PROTOCOLLI CON AUSL (S)
Comune o forma associativa ex-art.16
Comune di Piacenza
L.R.2/03 capofila di progetto o del
Programma finalizzato
Responsabile del progetto/programma:
nominativo e recapiti
Dott. Giorgio Prati, Dirigente Settore Servizi
Sociali e Abitativi, tel. 0523 492703
Destinatari
Specificare se è in continuazione di un
progetto dell'anno precedente
Ambito territoriale di realizzazione
Istituzioni/attori sociali coinvolti
Obiettivi del progetto (anche eventuali
integrazioni con altre aree d’intervento)
Azioni previste
Piano finanziario:
Indicatori per il monitoraggio/valutazione
Zona sociale Distretto Urbano
Azienda USL, Comuni della Zona sociale
Definire, a seguito del rientro delle deleghe,
ipotesi e proposte di specifici protocolli operativi
al fine di chiarire e dare certezza alle prassi di
collaborazione attive nell’ambito dei servizi per
la disabilità adulta.
Definire ipotesi e proposte di protocolli operativi
relativamente ad alcuni dei seguenti ambiti:
- Accesso alla rete dei servizi, modalità di
funzionamento
dell’UVM,
contenuto,
caratteristiche e modalità della presa in carico
socio-sanitaria
- Unificazione percorso assegni di cura “sociali” e
assegni di cura disabilità gravissime acquisite (ex
D.G.R. 2068)
- Percorso di accompagnamento dei servizi nel
passaggio all’età adulta
- Percorso e tipologie di risposta nella dimissione
protetta dalle strutture riabilitative
- Percorsi ospedalieri preferenziali per la disabilità
- Collaborazione con il DSM nella presa in carico
di disabili con problematiche psichiatriche
Costo
Quota
Quota
Eventuale
regionale
comunale
quota di altri
totale
previsto
soggetti da
specificare
- Definizione, su almeno uno dei temi indicati, di
proposte condivise di protocolli operativi
141
PROGETTO/INTERVENTO di SVILUPPO/INNOVAZIONE/QUALIFICAZIONE:
Denominazione: PROGETTO SPERIMENTALE AUTISMO PER TRE GIOVANI CHE HANNO
CONCLUSO IL PERCORSO SCOLASTICO (S)
Comune o forma associativa ex-art.16
Zona sociale Distretto Urbano
L.R.2/03 capofila di progetto o del
Programma finalizzato
Responsabile del progetto/programma:
nominativo e recapiti
Destinatari
Specificare se è in continuazione di un
Dott. Giorgio Prati, Dirigente Settore Servizi
Sociali e Abitativi, tel. 0523 492703; Dott.
Stefano Mistura; dott. Enzo Pisati
Giovani adulti con autismo e le loro famiglie
NO
progetto dell'anno precedente
Ambito territoriale di realizzazione
Istituzioni/attori sociali coinvolti
Distretto Urbano
Comuni della Zona sociale, Azienda Usl con
Neuropsichiatria età evolutiva, Centro di salute
mentale, Cure Primarie
-
Definizione
e
realizzazione
di
progetti
sperimentali di presa in carico per tre giovani
Obiettivi del progetto (anche eventuali
adulti con autismo
integrazioni con altre aree d’intervento) - Individuazione di linee guida per l’elaborazione di
progettualità più organiche a seguito della
sperimentazione
- Definizione di un gruppo di lavoro guida con
specialisti DSM – Distretto Ausl e Servizi Sociali
Comune di Piacenza finalizzato a curare il riassessment diagnostico nel passaggio all’età
adulta, l’individuazione delle più opportune ed
adeguate tecniche di riabilitazione sanitaria, a
fornire la garanzia di un tempestivo monitoraggio
nei casi di comorbilità
- Realizazione, nella costante relazione con le
Azioni previste
famiglie e a seguito della necessaria fase
osservativa e di conoscenza, di progetti
sperimentali di presa in carico da parte del
Settore Servizi Sociali del Comune di Piacenza
sulla base degli indirizzi espressi dal gruppo di
lavoro guida
- Monitoraggio progettuale e degli interventi in
essere
Costo
Quota
Quota
Eventuale
totale
regionale
comunale
quota di altri
Piano finanziario:
previsto
soggetti da
specificare
- Realizzazione dei progetti sperimentali
Indicatori per il monitoraggio/valutazione - Documento relativo alla individuazione di alcune
linee guida per una progettualità più organica a
seguito della sperimentazione
142
PROGETTO/INTERVENTO di SVILUPPO/INNOVAZIONE/QUALIFICAZIONE:
Denominazione: UNA CITTA’ PIÙ ACCESSIBILE PER TUTTI: GRUPPO DI LAVORO
PERMANENTE PER IL MIGLIORAMENTO DELLA MOBILITA’ URBANA E DELLA FRUIBILITA’
DEGLI SPAZI CITTADINI (S)
Comune o forma associativa ex-art.16
Comune di Piacenza
L.R.2/03 capofila di progetto o del
Programma finalizzato
Responsabile del progetto/programma:
nominativo e recapiti
Dott. Giorgio Prati, Dirigente Settore Servizi
Sociali e Abitativi, tel. 0523 492703;
Destinatari
Alcuni Settori del Comune di Piacenza, cittadini
con disabilità
Specificare se è in continuazione di un
SI
progetto dell’anno precedente
Ambito territoriale di realizzazione
Istituzioni/attori sociali coinvolti
Obiettivi del progetto (anche eventuali
integrazioni con altre aree d’intervento)
Azioni previste
Piano finanziario:
Comune di Piacenza
I diversi settori comunali, associazioni attive
nella promozione dei diritti delle persone con
disabilità
- messa a fuoco di proposte per interventi di
miglioramento della mobilità urbana e della
fruibilità degli spazi cittadini
- costituire uno strumento operativo e modalità
consolidate attraverso le quali il punto di
vista delle persone disabili possa essere
considerato nel processo decisionale degli
interventi urbanistici e viabilistici
- nell’ambito dell’attività del tavolo di
coordinamento intersettoriale sull’handicap
attivazione di uno specifico gruppo di lavoro
che coinvolga le associazioni e i soggetti
attivi nella promozione dei diritti delle
persone con disabilità
- elaborazione di proposte di interventi per il
miglioramento della mobilità urbana e
fruibilità della città
Costo
totale
previsto
Quota
regionale
Quota
comunale
Eventuale
quota di altri
soggetti da
specificare
- attivazione del gruppo di lavoro
Indicatori per il monitoraggio/valutazione elaborazione di un documento contenente una o
più proposte di intervento e relativo studio di
fattibilità
143
PROGRAMMA FINALIZZATO ASSEGNI DI CURA PER ANZIANI E DISABILI ADULTI
Comune o forma associativa ex-art.16
PIACENZA
L.R.2/03 capofila di progetto o del
Programma finalizzato
Responsabile del progetto/programma:
nominativo e recapiti
Destinatari
Specificare se è in continuazione di un
progetto dell'anno precedente
Ambito territoriale di realizzazione
Istituzioni/attori sociali coinvolti
Obiettivi del progetto (anche eventuali
integrazioni con altre aree d’intervento)
Dirigente Settore Servizi Sociali e Abitativi
Dott. Giorgio Prati
Via Taverna, 39
29100 Piacenza
Tel. 0523/492702
Fax 0523/492704
A)
Persone ultrassessantacinquenni con
requisiti definiti dalla Regione (DGR
2686/04);
B)
Persone in condizione di handicap grave
secondo i requisiti definiti dalla regione
(DGR 1122/02)
Il progetto prosegue e consolida attività già in
corso.
Zona Sociale (Distretto Urbano)
Comuni della Zona Sociale
Azienda USL – Distretto urbano
SAA Distrettuale
A)
Consolidare l’intervento anche a fronte
della crescente domanda delle famiglie, di
molto superiore alla disponibilità finanziaria,
tanto da mettere a rischio la validità dello
strumento;
garantire alle famiglie, come richiesto
dalla Delibera Regionale, la continuità
all’intervento;
applicare, verificandone l’efficacia, i criteri
e parametri definiti da un gruppo di lavoro
zonale coordinato dal SAA ed approvati dal
Comitato di Distretto al fine di pesare la
gravità delle situazioni e definirne il grado di
priorità.
B)
la continuazione e l’ampliamento della
sperimentazione avviata con delibera di
Giunta regionale n.1122/02 “Direttiva per la
144
promozione
di
progetti
personalizzati
finalizzati a favorire le condizioni di
domiciliarità e le opportunità di vita
indipendente dei cittadini in condizione di
handicap grave (assegno di cura e di
sostegno)”.
A)
Attività di valutazione di primo e secondo
livello della situazione di coloro che fanno
richiesta;
formulazione della graduatoria di gravità
della situazione aggiornata semestralmente;
firma dei contratti in base alla graduatoria;
verifiche
periodiche
da
parte
dell’assistente sociale responsabile del caso.
B)
Azioni previste
Attività di informazione periodica e
consulenza alle famiglie in connessione con
Informahandicap e CAAD
Attività di valutazione di primo e secondo
livello della situazione di coloro che fanno
richiesta;
formulazione della graduatoria di gravità
della situazione aggiornata semestralmente;
firma dei contratti in base alla graduatoria;
verifiche
periodiche
da
parte
dell’operatore responsabile del caso
Costo
totale
previsto
Quota
regionale
Quota
comunale
A) Anziani A) Anziani A) Anziani
Piano finanziario:
92.516,96
+
62.905,60
64.761,87
+
62.905,60
(integrazione
Fondo
Sanitario
Regionale)
(integrazione
Fondo
Sanitario
Regionale)
Tot.Anziani
155.422,56
Tot. Anziani
127.666,47
Eventuale
quota
di
altri
soggetti da
specificare
27.755,09
B) Disabili B) Disabili B) Disabili
90.609,76
63.426,83
27.182,93
A) e B)
Indicatori per il monitoraggio/valutazione n. assegni di cura
formulazione lista d’attesa
145
AREA ANZIANI
TABELLA 1 - DAGLI OBIETTIVI STRATEGICI TRIENNALI DELLE AREE
AGLI INTERVENTI DEL PROGRAMMA ATTUATIVO 2006
BISOGNI EMERGENTI (CFR. PIANO DI ZONA 2005-2007)
Forte aumento della domanda di assistenza ad anziani non autonomi. Sempre maggiore gravità
sanitaria delle persone che fanno richiesta di servizi. I limiti quantitativi del sistema di offerta,
soprattutto residenziale, impongono ai servizi di concentrarsi sulle situazioni di maggiore gravità.
Richiesta di aiuto da parte delle famiglie che impiegano personale privato sia di tipo economico sia
per quanto riguarda l’individuazione della persona adatta e le sostituzioni in caso di sua assenza.
Forte domanda di flessibilità ai servizi istituzionali e non.
Crescente complessità delle situazioni che si presentano e quindi degli interventi prestati da
operatori socioassistenziali e sanitari. Necessità di coordinamento tra gli attori istituzionali e sociali e
organicità degli interventi.
Necessità delle famiglie di avere un riferimento unitario sul piano informativo e orientativo, soprattutto
in momenti delicati quali le dimissioni dall’ospedale.
Richiesta delle famiglie di confrontarsi sui problemi che incontrano, di consultarsi ed essere
sostenute nei momenti più critici. Consulenza legale.
Crescente numero di segnalazioni relative ad anziani soli ed in situazione di difficoltà senza richiesta
e talora contro il volere dell’interessato.
OBIETTIVI PRIORITARI NEL
TRIENNIO (CFR. PIANO DI ZONA
2005-2007)
STATO DI ATTUAZIONE DEGLI
OBIETTIVI
RIDEFINIZIONE DEGLI
OBIETTIVI PRIORITARI
PREVISTI NEL PDZ
2005-07
Ottimizzare l’utilizzo degli assegni I criteri sono stati definiti,
di cura anche definendo criteri di approvati dal Comitato di
priorità per l’erogazione.
Distretto e sono stati applicati già
a partire dalla fine del 2005.
Rivedere
il
percorso
delle Si è realizzata (dalla fine di aprile L’obiettivo potrà essere
dimissioni protette rendendo il alla fine di luglio) una
aggiornato alla luce dei risultati
percorso più adeguato alle sperimentazione sulla base del
della sperimentazione.
necessità delle famiglie.
protocollo approvato dal
Comitato di Distretto.
146
Definire strategie e procedure
operative di coordinamento degli
interventi
domiciliari
socioassistenziali e sanitari e di
collaborazione tra gli operatori.
Si è avviata una prassi di
collegamento permanente tra
SAD e ADI sul piano della
comunicazione, del confronto su
situazioni specifiche e della
collaborazione per la formazione
degli operatori. E’ stato avviato in
via sperimentale il servizio di
trasporto delle provette di
sangue dopo i prelievi a domicilio
limitatamente ad alcuni tipi di
esame.
Organizzare forme di sostegno
psicologico e consulenza legale
alle famiglie.
Realizzare iniziative di supporto
alle famiglie che scelgono di
impiegare assistenti famigliari
private.
Qualificare
i
servizi
socioassistenziali e sanitari per
rispondere ai bisogni degli utenti
affetti
da
gravi
disturbi
comportamentali e cognitivi.
Progettare
nuove
forme
di
residenzialità protetta (servizi di
“sollievo” per periodi definiti o per
la notte; appartamenti protetti …).
Migliorare
la
diffusione
di
informazioni sull’offerta dei servizi
sociali e sanitari, anche in
collaborazione
con
le
Circoscrizioni e il terzo settore.
Si ritiene di poter puntare
soprattutto sulle forme di
sostegno psicologico e si
concorda sull’opportunità di
progettare percorsi formativi per
le assistenti sociali e di
sviluppare accordi con il mondo
dell’associazionismo per
garantire forme di prossimità e
accompagnamento alle famiglie,
soprattutto quando composte da
più membri anziani.
E’ in corso un progetto avviato
con finanziamento regionale che
prevede azioni di formazione
mirate, rivolte alle assistenti
famigliari e la formulazione di
una proposta operativa per
facilitare l’incontro domandaofferta in particolare sostenendo
le famiglie sul piano
dell’informazione, orientamento e
consulenza.
Il programma di formazione
previsto per i prossimi due anni
dai soggetti gestori dei servizi a
sostegno della domiciliarità (SAD
e CD) nel Comune di Piacenza
assume come tematica centrale
quella dei disturbi cognitivi e
comportamentali.
Il SAA sta perseguendo una
linea di utilizzo dei posti
temporanei improntata alla
flessibilità in relazione alla
domanda e al periodo dell’anno.
Nel corso del 2005 è stato aperto
a Piacenza un primo sportello
Informasociale.
Alcune iniziative di informazione
sui servizi agli anziani (Guida ai
servizi con diffusione mirata)
sono previste nell’ambito del
Progetto di cui si dice più avanti.
147
Costituire, in collaborazione con il
volontariato, un elenco di persone
disponibili a svolgere il ruolo di
amministratore di sostegno.
L’applicazione dell’istituto
dell’Amministratore di sostegno
appare ancora parziale e a
macchia di leopardo e permane il
ricorso a interdizione e
inabilitazione. Si ritiene
importante, di fronte a tale
scenario e a due anni
dall’approvazione della legge
6/2004, promuovere azioni volte
a sostenere e favorire la piena
applicazione dell’Istituto
dell’Aministratore di sostegno.
A fronte della mancata
definizione a livello nazionale dei
LIVEAS si ritiene di dover
riconsiderare la percorribilità di
quest’obiettivo a livello locale.
Definire alcuni livelli essenziali di
assistenza condivisi e garantiti.
Valorizzare
le
risorse
non
istituzionali del territorio anche in
vista di Piani Assistenziali che
prevedano il loro contributo.
All’interno del progetto avviato,
con finanziamento regionale, nei
Comuni di Piacenza e di
Gossolengo, finalizzato al
monitoraggio delle condizioni di
vita degli anziani soli e alla
realizzazione di una rete di
prossimità, si stanno costruendo
connessioni organiche con gli
attori del privato sociale per
attività di monitoraggio e di
sostegno nella vita quotidiana.
INTERVENTI PREVISTI PER L'ANNO 2006:
PROGETTI DI SVILUPPO/INNOVAZIONE /QUALIFICAZIONE* OPPURE DI CONTENIMENTO**
INTERVENTI PREVISTI PER L'ANNO 2006: PROGRAMMI FINALIZZATI
Programma finalizzato “Assegni di cura per anziani e disabili” cfr. scheda all.ta
148
PROGRAMMA FINALIZZATO ASSEGNI DI CURA PER ANZIANI E DISABILI ADULTI
Comune o forma associativa ex-art.16
PIACENZA
L.R.2/03 capofila di progetto o del
Programma finalizzato
Responsabile del progetto/programma:
nominativo e recapiti
Destinatari
Specificare se è in continuazione di un
progetto dell'anno precedente
Ambito territoriale di realizzazione
Istituzioni/attori sociali coinvolti
Obiettivi del progetto (anche eventuali
integrazioni con altre aree d’intervento)
Dirigente Settore Servizi Sociali e Abitativi
Dott. Giorgio Prati
Via Taverna, 39
29100 Piacenza
Tel. 0523/492702
Fax 0523/492704
C)
Persone ultrassessantacinquenni con
requisiti definiti dalla Regione (DGR
2686/04);
D)
Persone in condizione di handicap grave
secondo i requisiti definiti dalla regione
(DGR 1122/02)
Il progetto prosegue e consolida attività già in
corso.
Zona Sociale (Distretto Urbano)
Comuni della Zona Sociale
Azienda USL – Distretto urbano
SAA Distrettuale
A)
Consolidare l’intervento anche a fronte
della crescente domanda delle famiglie, di
molto superiore alla disponibilità finanziaria,
tanto da mettere a rischio la validità dello
strumento;
garantire alle famiglie, come richiesto
dalla Delibera Regionale, la continuità
all’intervento;
applicare, verificandone l’efficacia, i criteri
e parametri definiti da un gruppo di lavoro
zonale coordinato dal SAA ed approvati dal
Comitato di Distretto al fine di pesare la
gravità delle situazioni e definirne il grado di
priorità.
B)
la continuazione e l’ampliamento della
sperimentazione avviata con delibera di
Giunta regionale n.1122/02 “Direttiva per la
149
promozione
di
progetti
personalizzati
finalizzati a favorire le condizioni di
domiciliarità e le opportunità di vita
indipendente dei cittadini in condizione di
handicap grave (assegno di cura e di
sostegno)”.
A)
Attività di valutazione di primo e secondo
livello della situazione di coloro che fanno
richiesta;
formulazione della graduatoria di gravità
della situazione aggiornata semestralmente;
firma dei contratti in base alla graduatoria;
verifiche
periodiche
da
parte
dell’assistente sociale responsabile del caso.
B)
Azioni previste
Attività di informazione periodica e
consulenza alle famiglie in connessione con
Informahandicap e CAAD
Attività di valutazione di primo e secondo
livello della situazione di coloro che fanno
richiesta;
formulazione della graduatoria di gravità
della situazione aggiornata semestralmente;
firma dei contratti in base alla graduatoria;
verifiche
periodiche
da
parte
dell’operatore responsabile del caso
Costo
totale
previsto
Quota
regionale
Quota
comunale
A) Anziani A) Anziani A) Anziani
Piano finanziario:
92.516,96
+
62.905,60
64.761,87
+
62.905,60
(integrazione
Fondo
Sanitario
Regionale)
(integrazione
Fondo
Sanitario
Regionale)
Tot.Anziani
155.422,56
Tot. Anziani
127.666,47
Eventuale
quota
di
altri
soggetti da
specificare
27.755,09
B) Disabili B) Disabili B) Disabili
90.609,76
63.426,83
27.182,93
A) e B)
Indicatori per il monitoraggio/valutazione n. assegni di cura
formulazione lista d’attesa
150
Anziani
Anziani
Anziani
Anziani
Anziani
Anziani
Anziani
Anziani
Dipendenze
Dipendenze
Dipendenze
Dipendenze
Dipendenze
Dipendenze
Dipendenze
Dipendenze
Dipendenze
Dipendenze
Disabili
Disabili
Disabili
Disabili
Disabili
Disabili
Disabili
Disabili
Disabili
Disabili
Area
151
Di cui
Di cui
Gestita in
Gestita da
Totale Spesa di
Tipo di Intervento
Sez. Descrizione delle Sezioni
forma
Zona
Enti
Associata
Associativi
da Comuni
Interventi e servizi
A
Attività di servizio sociale professionale
255.964
22.000
22.000
Interventi e servizi
B
Integrazione sociale
438.922
0
0
Interventi e servizi
D
Assistenza domiciliare
1.877.566
92.517
92.517
Interventi e servizi
E
Servizi di supporto
27.273
0
0
Trasferimenti in denaro F
Trasferimenti in denaro
1.778.904
0
0
Strutture
G
Strutture diurne o semi-residenziali
429.094
0
0
Strutture
H
Strutture comunitarie e residenziali
73.869
0
0
TOTALE AREA
4.881.592
114.517
0
Interventi e servizi
A
Attività di servizio sociale professionale
5.176
0
0
Interventi e servizi
B
Integrazione sociale
6.204
0
0
Interventi e servizi
C
Interventi e servizi educativo assitenziali e per l'inserimento lavorativo
30.000
0
0
Interventi e servizi
D
Assistenza domiciliare
0
0
0
Interventi e servizi
E
Servizi di supporto
0
0
0
Trasferimenti in denaro F
Trasferimenti in denaro
54.000
0
0
Strutture
G
Strutture diurne o semi-residenziali
2.596
0
0
Strutture
H
Strutture comunitarie e residenziali
0
0
0
Strutture
I
Pronto intervento sociale
9.000
0
0
TOTALE AREA
106.976
0
0
Interventi e servizi
A
Attività di servizio sociale professionale
35.901
0
0
Interventi e servizi
B
Integrazione sociale
411.859
0
0
Interventi e servizi
C
Interventi e servizi educativo assitenziali e per l'inserimento lavorativo
1.428.205
0
0
Interventi e servizi
D
Assistenza domiciliare
149.777
0
0
Interventi e servizi
E
Servizi di supporto
1.049.022
0
0
Trasferimenti in denaro F
Trasferimenti in denaro
364.600
0
0
Strutture
G
Strutture diurne o semi-residenziali
821.945
0
0
Strutture
H
Strutture comunitarie e residenziali
685.077
0
0
Strutture
I
Pronto intervento sociale
0
0
0
TOTALE AREA
4.946.386
0
0
TABELLA 3.A. PREVENTIVO 2006 – Spesa sociale della zona sociale di Piacenza
Disagio adulti
Disagio adulti
Disagio adulti
Disagio adulti
Disagio adulti
Disagio adulti
Disagio adulti
Disagio adulti
Disagio adulti
Disagio adulti
Famiglia e minori
Famiglia e minori
Famiglia e minori
Famiglia e minori
Famiglia e minori
Famiglia e minori
Famiglia e minori
Famiglia e minori
Famiglia e minori
Famiglia e minori
Giovani
Giovani
Giovani
Giovani
Giovani
Giovani
Giovani
Giovani
Giovani
Giovani
A
Attività di servizio sociale professionale
B
Integrazione sociale
C
Interventi e servizi educativo assitenziali e per l'inserimento lavorativo
D
Assistenza domiciliare
E
Servizi di supporto
F
Trasferimenti in denaro
G
Strutture diurne o semi-residenziali
H
Strutture comunitarie e residenziali
I
Pronto intervento sociale
TOTALE AREA
Interventi e servizi
A
Attività di servizio sociale professionale
Interventi e servizi
B
Integrazione sociale
Interventi e servizi
C
Interventi e servizi educativo assitenziali e per l'inserimento lavorativo
Interventi e servizi
D
Assistenza domiciliare
Interventi e servizi
E
Servizi di supporto
Trasferimenti in denaro F
Trasferimenti in denaro
Strutture
G
Strutture diurne o semi-residenziali
Strutture
H
Strutture comunitarie e residenziali
Strutture
I
Pronto intervento sociale
TOTALE AREA
Interventi e servizi
A
Attività di servizio sociale professionale
Interventi e servizi
B
Integrazione sociale
Interventi e servizi
C
Interventi e servizi educativo assitenziali e per l'inserimento lavorativo
Interventi e servizi
D
Assistenza domiciliare
Interventi e servizi
E
Servizi di supporto
Trasferimenti in denaro F
Trasferimenti in denaro
Strutture
G
Strutture diurne o semi-residenziali
Strutture
H
Strutture comunitarie e residenziali
Strutture
I
Pronto intervento sociale
TOTALE AREA
Interventi e servizi
Interventi e servizi
Interventi e servizi
Interventi e servizi
Interventi e servizi
Trasferimenti in denaro
Strutture
Strutture
Strutture
28.076
75.745
127.886
271.598
60.000
122.322
26.775
249.008
0
961.410
294.891
19.250
209.455
83.275
83.821
2.070.592
6.223.378
1.119.588
0
10.104.250
14.059
193.290
56.178
0
0
76.300
0
0
0
339.827
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
113.875
0
49.275
0
0
86.700
0
0
0
249.850
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
152
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
Interventi e servizi
Interventi e servizi
Interventi e servizi
Multiutenza
Multiutenza
Multiutenza
Multiutenza
TOTALE COMPLESSIVO
Interventi e servizi
Interventi e servizi
Interventi e servizi
Interventi e servizi
Trasferimenti in denaro
Strutture
Strutture
Strutture
Immigrati
Immigrati
Immigrati
Immigrati
Immigrati
Immigrati
Immigrati
Immigrati
Immigrati
A
Attività di servizio sociale professionale
B
Integrazione sociale
C
Interventi e servizi educativo assitenziali e per l'inserimento lavorativo
E
Servizi di supporto
F
Trasferimenti in denaro
G
Strutture diurne o semi-residenziali
H
Strutture comunitarie e residenziali
I
Pronto intervento sociale
TOTALE AREA
Segretariato sociale, informazione e consulenza per l'accesso alla rete
L
dei servizi
M
Prevenzione e sensibilizzazione
N
Azioni di sistema e spese di organizzazione
TOTALE AREA
23.186.927
184.910
100.177
1.033.555
1.318.642
48.118
141.610
0
0
32.820
0
273.776
31.520
527.844
430.467
0
66.100
0
66.100
0
0
0
0
0
0
0
0
0
153
114.517
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
0
154
NOTA: Il totale complessivo delle entrate zonali e risorse proprie, per quanto attiene alla rilevazione sociale, è pari a € 23.207.536, a
fronte di una spesa complessiva di € 23.186.927 (con una differenza di € 20.609). La differenza tra entrata e spesa è dovuta a
un’incongruenza tra i trasferimenti dei singoli comuni della Val Nure all’Associazione Intercomunale (dichiarati pari a € 258.294) e
quanto indicato come preventivo di entrata da parte dell’Associazione stessa (€ 237.685, con una differenza di € 20.609).
Area
Anziani
Dipendenze
Disabili
Disagio Adulti
Famiglia e Minori
Giovani
Immigrati
Indistinti
Multiutenza
TOTALE ZONA
Entrate da
Comuni Fuori
Zona
Entrate
Entrate
Donazioni
Risorse
Entrate da
dalla
Entrate da Entrate da Altre
Totale
Proprie dei Totale
Entrate da Dirette
dallo Stato RER
UE
Provincia Utenti
SSN
Entrate
Entrate
Comuni
Risorse
11.669
64.761
291.132
323.262
12.370
703.194
4.178.398
4.881.592
34.596
0
0
34.596
72.381
106.977
231.361
243.577
31.239
129.600
2.1126
656.903
4.289.483
4.946.386
15.802
122.176
43.087
0
181.065
780.345
961.410
870.391
114.493 1.186.461
333.172
100.000 2.604.518
7.520.341 10.124.858
46.222
0
0
46.222
293.605
339.827
151.099
20.000
0
171.099
356.745
527.844
777.662
0
0
777.662
-777.662
0
85.128
8.000
0
0
21.000
114.128
1.204.514
1.318.642
231.361
27.471
2.395.612
153.732 1.670.280
677.560
133.370 5.289.387 17.918.150 23.207.536
TABELLA 3.B. PREVENTIVO 2006 – Spesa sociale della zona sociale di Piacenza
numero
3
numero
4
(2) Figure professionali sanitarie
Tipologia
Psicologo
815.389
223.000
101.930
157.286
333.173
Bilancio sanitario
Costi
(1) Figure Professionali sociali
Tipologia
Assistente sociale
NOTE (*) Le spese per i minori disabili sono comprese nell'area famiglia e minori.
Strutture residenziali per minori - gestione
Strutture semi-residenziali per minori- gestione
Altro
Figure professionali sociali (assistente sociale, educatore) inserite nei consultori familiari e nei servizi rivolti a famiglia,
infanzia e giovani per attività di assistenza sociale (promozione, inserimento, integrazione, ecc..) ad esclusione delle attività
di educazione sanitaria e dell'assistenza consultoriale a sostegno di gravidanze e maternità a rischio sanitario (1)
Figure professionali sanitarie la cui attività si integra con quella di figure professionali sociali per progetti socio-educativi,
socio-terapeutici e socio-riabilitativi. (2): a) Psicologo (per le attivita' in équipe) b)neuropsichiatra :stimare quota di spesa in
base alla partecipazione
Altro (specificare..)
TOTALI DELL'AREA FAMIGLIA E MINORI
Partecipazione a progetti specifici di promozione, informazione, prevenzione integrati con i Comuni
Trasferimenti in denaro
Strutture residenziali per minori - rette per minori in carico alla neuropsichiatria
Strutture semi-residenziali per minori- rette per minori in carico alla neuropsichiatria
Strutture
Interventi e servizi
1- FAMIGLIA E MINORI*
BILANCIO SANITARIO – PREVENTIVO 2006 – AZ. USL
155
4.327.653
numero
numero
(3)Spese personale sanitario, non attribuibile ai singoli servizi
Tipologia
(4) Spese personale sociale, non attribuibile ai singoli servizi
Tipologia
87.609
676.355
751.933
711.455
1.539.883
536.780
23.639
TOTALI DELL'AREA DISABILITA'
Partecipazione a progetti specifici di promozione, informazione, prevenzione integrati con i Comuni
Trasferimenti in denaro
Laboratori protetti o altri servizi assimilabili (inserimento lavorativo in ambiente protetto) - rette
Servizi socio riabilitativi diurni - rette
Strutture residenziali - rette
Assegno di cura (Del. G.R.1122/02)
Strutture
Laboratori protetti o altri servizi assimilabili (inserimento lavorativo in ambiente protetto) - gestione
Servizi socio-riabilitativi diurni - gestione
Strutture residenziali - gestione
Altro
Spese personale sanitario, non attribuibile ai singoli servizi, per le attività di presa in carico, accompagnamento, ecc.. (3)
Spese personale sociale, non attribuibile ai singoli servizi, per le attività di presa in carico, accompagnamento, ecc.. (4)
Altro (specificare…)
Interventi e servizi
Assistenza domiciliare con finalità socio-assistenziale
Assistenza domiciliare con finalità riabilitativa/educativa
Inserimento lavorativo in ambiente di lavoro normale (personale educativo e borse lavoro)
3- AREA DISABILITA'
Bilancio sanitario
Costi
156
10.008.622
770.692
2.306.025
502.000
116.678
5.481.322
831.906
Costi
Bilancio sanitario
(5) Personale sanitario, sociale, amministrativo, di coordinamento, (S.A.A., U.V.G., coordinatori sanitari strutture, ecc..)
Tipologia
Amministrativo
Medico
Assistente sociale
Coord. ADI
IP
numero
3,5
2
0,5
1
10,5
N.B. Nella spesa per Assegni di cura (1377/99) sono ricomprese le risorse aggiuntive assegnate dalla RER nel corso del 2006 pari, per il Distretto
Urbano, a 62.905,6€, sebbene non presenti nel budget 2006.
* tipologie previste dalla del. G.R 1378/99
Centri diurni - gestione
Personale e materiale sanitario* Centri Diurni
Strutture residenziali (RSA, Casa Protetta, Casa di Riposo, Comunità alloggio) - gestione
Personale e materiale sanitario* strutture residenziali (Casa Protetta, RSA)
Altro
Spese personale sanitario, sociale, amministrativo, di coordinamento (S.A.A., U.V.G., coordinatori sanitari strutture, ecc.. e
con esclusione di progetti e servizi specialistici per demenze) (5)
Altro (specificare…)
TOTALI DELL'AREA ANZIANI
Strutture
Oneri a rilievo sanitario ADI
Oneri a rilievo sanitario Centri Diurni
Oneri a rilievo sanitario strutture residenziali (Casa Protetta, RSA)
Assegno di cura (del. G.R. 1377/99)
Trasferimenti in denaro
partecipazione a progetti specifici di promozione, informazione, prevenzione integrati con i Comuni
Interventi e servizi
4- AREA ANZIANI
X STRUTTURA
157
TOTALI DELL'AREA DIPENDENZE
Altro
Contributi economici
Trasferimenti in denaro
Sostegno all'inserimento sociale/mediazione sociale
Sostegno all'inserimento lavorativo (borse lavoro, personale)
Interventi di strada a bassa soglia (prevenzione, riduzione del danno, orientamento/accompagnamento ai servizi)
Partecipazione a progetti specifici di promozione sociale, interventi individuali e di gruppo per il tempo libero, ricreativi e
sportivi integrati con i Comuni* (incluso il costo del personale per l'organizzazione dell'intervento)
Interventi e servizi
7- AREA DIPENDENZE
TOTALI DELL'AREA DISAGIO ADULTI (prostituzione, senza fissa dimora)
Altro
Interventi di strada rivolti a prostituzione, senza fissa dimora
Partecipazione a progetti specifici di promozione, informazione, prevenzione integrati con i Comuni
Interventi e servizi
6 B- AREA DISAGIO ADULTI (prostituzione, senza fissa dimora)
NOTE: Non va rilevata la spesa per le rette per strutture residenziali e diurne di ogni ordine e grado, che sono oggetto di specifica rilevazione
altro (specificare…)
TOTALI DELL'AREA DISAGIO ADULTI: PSICHIATRIA
Altro
Contributi economici a favore di pazienti psichiatrici
Trasferimenti in denaro
Sostegno all'inserimento lavorativo (borse lavoro, personale) a favore di pazienti psichiatrici
Partecipazione a progetti specifici di promozione sociale, interventi individuali e di gruppo per il tempo libero, ricreativi e
sportivi integrati con i Comuni
Interventi e servizi
6 A- AREA DISAGIO ADULTI: PSICHIATRIA
640.100
383.000
9.008
97.300
54.952
95.840
Costi
Bilancio sanitario
374.000
374.000
Costi
Bilancio sanitario
1.053.129
873.724
179.405
Costi
Bilancio sanitario
158
– PREVENTIVO
(per Ente spenditore)
Famiglia e Minori (*)
Giovani
Disabili
Anziani
Immigrati (**)
Disagio adulti
Dipendenze
Multiutenza
Totale SPESE
SPESA SOCIALE DI
ENTI gestita direttamente
e non traferita ai comuni
0,00
Altri ENTI
(Ipab, Fondazioni ….)
esclusi quelli trasferiti ai comuni)
non trasferiti ai comuni)
Costi sostenuti
Costi sostenuti
direttamente dalla
direttamente da altri
Provincia (spesi dalla Provincia Enti (spesi direttamente e
85.007,00
43.750,00
41.257,00
PROVINCIA
42.900
86.200
129.100
Costi
85.007,00
Totale SPESE
(per Area di
Intervento)
159
2006 – RISORSE AGGIUNTIVE PROVINCIALI (Piani provinciali
BILANCIO PROGRAMMA ATTUATIVO. ALTRI ENTI - ANNO 2006
SPESA SOCIALE
Immigrazione)
Figure professionali sociali (assistenti sociali) inserite nei servizi sanitari (ospedali, ecc..)
Spese per il Piano di Zona (predisposizione, gestione, valutazione, Ufficio di Piano)
Spese per personale amministrativo e tecnico a supporto delle attività ad integrazione socio-sanitaria
Altro:dirigente sanitario
TOTALI DELL'AREA MULTIUTENZA
Altro
8 - AREA MULTIUTENZA
Bilancio sanitario
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