PIANO DI ZONA 2005 - 2007 PROGRAMMA ATTUATIVO 2006 Zona sociale di Piacenza – Distretto Urbano INDICE Il percorso programmatorio e i processi partecipativi……………………………… p. 4 Area Minori e famiglia Tabella 1.1………………………………………………………………………….… p. Programma finalizzato alla promozione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza 1. SPA: spazi di partecipazione e aggregazione……………………………….. 2. Azioni di sostegno alle responsabilità educative e di cura delle famiglie…. 6 p. p. 9 16 Area Giovani Tabella 1.1…………………………………………………………….……………… p. Scheda progetto Giardini Sonori……………………………………………………………………………….. p. Programma finalizzato giovani 1. L’animazione giovanile di quartiere: il centro di aggregazione e l’animazione di strada…………………………………………………………... 2. Insieme facciamo uno………………………………………………………….. 3. Centro multimediale di Riva di Ponte dell’Olio ……………………………… 22 23 p. p. p. 27 31 36 Area Povertà ed esclusione sociale Tabella 1.1……………………………………………………………………………. p. Programma finalizzato Contrasto alla povertà e all’esclusione sociale Ambito A 1. Centro diurno “Il quadrifoglio”………………………………………………….. 2. Promozione attività responsabilizzanti e borse lavoro……………………… 3. Servizio di accompagnamento all’autonomia abitativa……………………... 4. Accompagnamento educativo alla residenzialità per nuclei sinti………….. Ambito C – Detenuti 1. Sportello detenuti immigrati……………………………………………………. 2. Avviamento al lavoro detenuti internati e in misure alternative……………. 37 p. p. p. p. 41 44 46 48 p. p. 52 53 Area Immigrazione Tabella 1.1……………………………………………………………………………. p. Scheda progetto Completamento alloggi sociali…………………………………………………………….. p. Programma finalizzato Integrazione sociale dei cittadini stranieri 1. Consulenza giuridica e assistenza legale...………………………………….. p. 2. Interventi di interpretariato/traduzione, mediazione interculturale nei servizi comunali e socio-sanitari…………...………………………………….. 3. Realizzazione di interventi di assistenza e integrazione sociale a favore di cittadini stranieri vittime di violenza e/o sfruttamento lavorativo o in particolari condizioni di disagio………………………………………………... 4. Gestione del “Centro Interculturale” e sostegno ad iniziative realizzate con le Associazione aderenti………………………………………………….. 5. Tutti a Scuola 4: gruppi di accoglienza di italiano come lingua seconda per minori immigrati…………………………………………………………….. 6. Interventi di mediazione culturale a scuola…………………………………... 7. Oltre la strada…………………………………………………………………… 55 59 62 p. 69 p. 77 p. 83 p. p. p. 91 101 110 2 Area Dipendenze Tabella 1.1……………………………………………………………………………. p. Programma finalizzato Dipendenze 1. Unità di strada per tossicodipendenti..……………………………………….. p. 2. Percorsi di integrazione lavorativa…...……………………………………….. p. 3. Ser.T in quartiere………………….…...……………………………………….. p. 4. Maniglione antipanico…………….…...……………………………………….. p. 5. Centro diurno “Il Quadrifoglio”…...…...……………………………………….. p. 116 121 125 127 128 133 Area Disabili Tabella 1.1……………………………………………………………………………. p. Schede progetto 136 p. p. 139 141 p. 142 p. p. 143 144 Area Anziani Tabella 1.1……………………………………………………………………………. p. Programma finalizzato Assegno di cura…………………………………………... p. 146 149 1. Sistema dei servizi e rapporto con la città: miglioramento della qualità della vita delle persone adulte disabili e delle loro famiglie attraverso il miglioramento delle opportunità di vita e di relazione …………………………………………………... 2. Protocolli con Ausl ………………………………………………………………….. 3. Progetto sperimentale “Autismo” per tre giovani che hanno concluso il percorso scolastico ………………………………………………………………………... 4. Una città più accessibile per tutti: gruppo di lavoro per lo studio di ipotesi e proposte per il miglioramento della mobilità urbana e della fruibilità degli spazi cittadini………………………………………………………………………………………. Programma finalizzato Assegno di cura………………………………………….. Tabelle per la rilevazione della spesa sociale Tab. 3A – preventivo 2006…...…………………………………………………….. Tab. 3B – preventivo 2006...……………………………………………………….. Bilancio sanitario preventivo 2006…………………………………………………. RIsorse aggiuntive provinciali preventivo 2006…………………………………... Allegati A. Documenti di valutazione del Programma Attuativo 2005 per area di intervento B. Verbali dei Tavoli tematici di consultazione per area C. Schede descrittive dell’offerta di servizi e interventi 2005 D. Nuovo assetto dell’Ufficio di Piano. Composizione e calendario dei Gruppi di programmazione e progettazione. Profilo dei rappresentanti del Terzo Settore E. Modello Scheda di interventi e servizi di monitoraggio dei progetti inseriti nei Programmi finalizzati 2005 F. Analisi e commento Spesa Sociale (consuntivo 2005 e prev. 2006) G. Programma provinciale per la promozione di politiche di accoglienza e tutela dell’infanzia e dell’adolescenza p. p. p. p. 151 154 155 159 Adozione nazionale e internazionale Affidamenti familiari e in comunità Sostegno alle politiche di tutela e contrasto alle forme di violenza e disagio grave in danno ai bambini ed agli adolescenti H. Piano territoriale provinciale per azioni di integrazione sociale a favore dei cittadini stranieri immigrati 3 IL PERCORSO PROGRAMMATORIO E I PROCESSI PARTECIPATIVI Il processo di elaborazione del Programma attuativo 2006 si è sviluppato in linea con i principali orientamenti metodologici assunti e sperimentati in occasione della predisposizione del Piano di zona triennale 2005-2007. Si sono tuttavia ridefiniti alcuni passaggi procedurali in considerazione della natura specifica del Programma attuativo, e alla luce delle indicazioni fornite dalla Regione Emilia Romagna, racchiuse nelle Delibere di Consiglio (33/2005) e di Giunta regionale (2192/2005) e in successive Circolari che sono entrate nel merito delle modalità di redazione del documento. I cambiamenti in itinere delle scadenze per la definizione ed approvazione del Programma nonché le incertezze relative alla effettiva disponibilità di risorse finanziarie hanno peraltro condizionato in misura significativa la scansione temporale dei processi. L’assetto organizzativo - gestionale del Piano di zona Nell’elaborazione del Programma attuativo 2006, in continuità con le decisioni assunte in occasione della predisposizione del Piano di zona 2005-2007, sono stati impegnati i seguenti organismi e tavoli di lavoro: Comitato di Distretto (presiede alle diverse fasi della definizione e gestione del Piano di Zona e dell’Accordo di Programma, assumendo gli indirizzi strategici della programmazione e le scelte di priorità); Tavolo tecnico per il Piano di zona (composto da referenti di ciascun Comune, dell’Ausl, del Terzo Settore, svolge compiti di istruttoria tecnica e di supporto decisionale); Ufficio di Piano (con un ruolo di gestione operativa, a valenza tecnica e organizzativa, del percorso per l'elaborazione del Piano di zona: segreteria, supporto organizzativo ai lavori dei diversi organismi interessati, coinvolgimento e raccordo tra i diversi attori, redazione del piano); Gruppi di programmazione e progettazione (di livello zonale, formati da referenti dei Comuni, da rappresentanti dei soggetti istituzionali interessati e dai rappresentanti eletti del terzo settore) Tavoli tematici di consultazione (sedi aperte di confronto con i diversi attori privati, non profit e for profit, del territorio, strutturate per area di intervento). Lo sviluppo del percorso e la dimensione partecipativa Il Comitato di Distretto ha dato avvio al processo in data 1 febbraio 2006 indicando formalmente nel Comune di Piacenza, ai sensi dell’art. 29 della L.R. 2/’03, il Comune capofila e promotore del Piano di Zona, assegnandogli contestualmente la titolarità di tutti i Programmi finalizzati. La prima fase del lavoro è stata dedicata, nel mese di febbraio, alla valutazione partecipata del Programma Attuativo 2005: sul piano tecnico, si è svolta una sessione dei Gruppi di programmazione e progettazione, con funzione di monitoraggio e valutazione. I Gruppi hanno elaborato in 4 forma condivisa, a partire da una bozza predisposta dai funzionari responsabili di area, documenti di valutazione per le diverse aree di intervento che sono stati successivamente presentati e discussi all’interno dei Tavoli tematici di consultazione del Terzo settore, costituendo la base per la definizione dell’attuativo 2006; il Comitato di Distretto, avvertendo l’esigenza di un confronto specifico con le differenti anime del privato sociale e del Terzo Settore, ha incontrato all’interno delle Giornate della partecipazione (15-16 febbraio), in momenti e sedi distinte, i rappresentanti di Organizzazioni Sindacali, Cooperative di solidarietà sociale, Associazioni di volontariato e di Promozione sociale. La Conferenza zonale del 1 marzo ha costituito il momento di avvio ufficiale del percorso di elaborazione del nuovo Programma attuativo ed è stata anche l’occasione per rilanciare e promuovere il coinvolgimento degli attori privati nel processo di programmazione partecipata. Si è inteso promuovere un momento di presentazione pubblica degli strumenti della programmazione socio-sanitaria e un occasione di approfondimento degli obiettivi prioritari del Piano di Zona triennale 2005-2007 e del Programma delle attività territoriali (PAT) dell’Azienda Usl, mettendo a fuoco in particolare alcuni punti di particolare interesse e attualità su cui concentrare l’attenzione (fondo per la non autosufficienza, trasformazione delle IPAB). Nella prima metà del mese di marzo sono state quindi realizzate, con un unica convocazione per tutta la zona sociale, le assemblee dei Tavoli tematici di consultazione, con funzioni, come già si è detto, di integrazione del lavoro valutativo dei Gruppi, di analisi del contesto e di segnalazione di bisogni e domande sociali emergenti. In questa sede sono stati eletti i nuovi rappresentanti del Terzo Settore all’interno dei Gruppi di programmazione. Per rispondere ad un’esigenza di precisazione del ruolo e di qualificazione dell’azione dei rappresentanti all’interno dei Gruppi di programmazione, l’Ufficio di Piano ha provveduto peraltro all’elaborazione di uno specifico documento (in allegato). I Gruppi di programmazione e progettazione hanno avviato nel mese di aprile 2006 la fase di elaborazione programmatica e progettuale. Articolati in sette aree di intervento (Minori e famiglia, Giovani, Anziani, Disabili, Immigrazione, Povertà ed esclusione sociale, Dipendenze) i Gruppi sono stati impegnati sia nel monitoraggio dello stato di attuazione degli interventi sia nella rivisitazione degli obiettivi e priorità assunti con il Piano di zona 2005-2007. I Gruppi di programmazione e progettazione si sono inoltre occupati della predisposizione dei Programmi finalizzati nelle rispettive aree di intervento. Infine, nel mese di settembre, il Comitato di Distretto e il Tavolo tecnico sono stati impegnati nella revisione complessiva del documento di programmazione e dei suoi contenuti specifici; l’Accordo di Programma per l’approvazione del Piano di zona è stato sottoscritto in data 26 settembre 2006. 5 AREA MINORI E FAMIGLIA TABELLA 1 - DAGLI OBIETTIVI STRATEGICI TRIENNALI DELLE AREE AGLI INTERVENTI DEL PROGRAMMA ATTUATIVO 2006 BISOGNI EMERGENTI (CFR. PIANO DI ZONA 2005-2007) Fragilità del tessuto familiare e aumento della conflittualità tra genitori Bisogno di maggiore sostegno alle responsabilità e competenze genitoriali Necessità di una maggiore flessibilità e diversificazione negli interventi di cura per la prima infanzia Richiesta di occasioni educative e di aggregazione in orario extrascolastico diffuse sul territorio Necessità di interventi di contrasto alla crescente diffusione del disagio scolastico OBIETTIVI PRIORITARI NEL TRIENNIO (CFR. PIANO DI ZONA 2005-2007) Messa in rete di tutti i soggetti attivatori di progettualità anche attraverso l’attività della “figura di sistema”. STATO DI ATTUAZIONE DEGLI OBIETTIVI E’ stata individuata la figura di sistema e iniziato il percorso formativo promosso dalla Regione. Si è proceduto alla costituzione di un gruppo di lavoro costituito da tecnici opportunamente individuati dai diversi attori sociali. E’ in fase di avvio un percorso di formazione-ricerca relativo all’attività dei centri socioeducativi ed aggregativi per minori ed adolescenti individuato come “obiettivo sentinella” passibile di rivisitazione integrata. Progettazione e realizzazione di Tutte le azioni previste sono interventi coordinati e flessibili di state realizzate nella percentuale supporto ai compiti educativi e di del 30% cura delle famiglie RIDEFINIZIONE DEGLI OBIETTIVI PRIORITARI PREVISTI NEL PDZ 2005-07 Nessuna ridefinizione Complessivamente non è prevista ridefinizione degli obiettivi, ad eccezione di una riduzione delle attività specifiche di informazione e formazione rivolte ai genitori in ambito scolastico. 6 Promozione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza sviluppando interventi ed azioni in un’ottica territoriale su specifiche tematiche. Tutte le attività sono state realizzate con un conseguimento del 80% degli obiettivi: interventi di mediazione famigliare 60% incontri di formazione / informazione 70% Riconferma degli obiettivi socioeducativi, aggregativi, di partecipazione e di contrasto al disagio scolastico. Riduzione degli interventi a sostegno delle attività extrascolastiche INTERVENTI PREVISTI PER L'ANNO 2006: PROGETTI DI SVILUPPO/INNOVAZIONE /QUALIFICAZIONE* OPPURE DI CONTENIMENTO** INTERVENTI PREVISTI PER L'ANNO 2006: PROGRAMMI FINALIZZATI Programma finalizzato alla promozione di diritti ed opportunità per l’infanzia e l’adolescenza 7 PROGRAMMA FINALIZZATO ALLA PROMOZIONE DEI DIRITTI E OPPORTUNITA’ PER L’INFANZIA E L’ADOLESCENZA Progetto Costo Finanziamento Contributo Ente Titolare regionale Enti Locali SPA: spazi di partecipazione e aggregazione 104.632,8 73.242,96 31.389.84 Azioni di sostegno alle responsabilità educative e di cura delle famiglie 75.928,30 53.150,00 22.778,30 Comune Piacenza (Settore Formazione, Infanzia, Diritto allo studio) Comune di Piacenza (Settore Servizi Sociali e Abitativi) 8 SCHEDA DI PROGETTO relativa al Programma finalizzato alla promozione di diritti e di opportunità per l'infanzia e l'adolescenza Titolo del progetto SPA – SPAZI DI AGGREGAZIONE E PARTECIPAZIONE Responsabile della compilazione della scheda indicare il nominativo del coordinatore tecnico del progetto Nominativo: Carmen Canevari Recapito telefonico: 0523 492505 fax: 0523 492515 e-mail [email protected] Ente responsabile del progetto: indicare la denominazione dell’ente referente della gestione amministrativa del progetto Comune di Piacenza Servizio Formazione Scuola Politiche giovanili Ente esecutore del progetto: indicare la denominazione dell'ente che gestisce l'aspetto tecnico-scientifico del progetto. Comune di Piacenza Composizione gruppo tecnico di coordinamento (specificare le qualifiche professionali e l'ente di appartenenza dei componenti del gruppo tecnico) Qualifica Ente Responsabile di Servizio Comune PC Servizio Formazione Coordinatore tecnico Comune PC Servizio Formazione Funzionario responsabile Comune PC Servizi Sociali Funzionario responsabile referente Comune Gossolengo Comune Rivergaro Funzionario responsabile referente Comune Podenzano Comune Vigolzone Educatore professionale con incarico di Comune S.Giorgio referente Comune Ponte dell’Olio Rete scuole superiori Docente referente Associazione Tersicore Esperto incaricato Connessioni con gli altri interventi del Piano di zona (specificare quali sono le connessioni con gli altri progetti del Piano) Area territoriale interessata e luoghi di realizzazione: indicare il comune o il quartiere a cui il progetto si rivolge e le sedi in cui viene realizzato. Comuni del Distretto Urbano 9 Destinatari: indicare: se minori la fascia d'età: 0-2 anni; 3-5 anni; 6-10 anni; 11-13 anni; 14-17anni; se adulti la categoria considerata: genitori; insegnanti; operatori; comunità locale; altro (specificare). Indicare infine il numero di destinatari che si intendono raggiungere con il progetto Tipologia Presenza sul territorio Numero destinatari di riferimento potenziali che si intendono raggiungere con il progetto Minori 0-2 anni Minori 3-5 anni Minori 6-10 anni 65 Minori 11-13 anni 690 Minori 14-17 anni 650 Genitori 20 Insegnanti 75 Operatori Comunità locale Altro (specificare) Totale 1.500 Di cui Minori disabili 11 Minori con provvedimenti del Tribunale 13 per i minori Minori con disagio conclamato 27 Minori stranieri altro (specificare) 26 Totale soggetti in situazioni 77 particolari • • Data di avvio: gennaio 2007 Progetto: X di consolidamento di un precedente intervento (spiegare che cosa si va a consolidare.) di innovazione e/o sperimentazione (specificare in che cosa consiste l'aspetto innovativo). Il gruppo di progettazione si è trovato concorde nel consolidare servizi e interventi nell’area dell’aggregazione e del protagonismo giovanile, considerati strategici rispetto agli obiettivi generali individuati per il triennio. 10 Motivazione del progetto: descrivere sinteticamente lo scenario d'avvio, i bisogni, le necessità, le risorse sociali sulle quali poggia il progetto e indicare sulla base di quali dati tali elementi sono stati rilevati. La forte riduzione di risorse economiche ha chiesto al gruppo di progettazione di individuare alcune priorità strategiche da garantire anche nella progettazione 2006 per quanto riguarda l’area infanzia e adolescenza. Si è ribadita, a tale proposito, la necessità di consolidare alcuni degli interventi già in atto nell’anno 2005 sul tema dell’aggregazione e partecipazione giovanile, consapevoli che l’obiettivo di favorire lo sviluppo del processo di autonomia negli adolescenti aiuta i giovani nel percorso di crescita e nella costituzione della loro identità personale e sociale. Le strategie della partecipazione si propongono come un insieme di occasioni che la comunità adulta, nelle sue varie articolazioni, mette a disposizione di ragazzi e giovani affinchè possano esercitare il loro diritto alla cittadinanza. Obiettivi/risultati attesi: indicare gli obiettivi che il progetto si prefigge di conseguire, ovvero i risultati delle attività previste dal progetto stesso. Gli obiettivi devono descrivere chiaramente: • i cambiamenti attesi, Gli obiettivi che si intendono raggiungere in termini di risultati attesi sono: Aumentare la fruizione attiva e propositiva degli studenti delle scuole secondarie di secondo grado nei servizi ricreativi e culturali resi disponibili dalle scuole in rete; particolare attenzione sarà riservata ad incentivare forme di partecipazione e aggregazione al femminile; Sviluppare attività di sostegno al protagonismo giovanile presso i centri educativi e aggregativi anche informali (animazione di strada); Sostenere forme di accompagnamento ai docenti volte a progettare e realizzare azioni tese a migliorare il benessere scolastico degli studenti, considerato quale condizione indispensabile per esercitare anche in tale contesto forme di partecipazione attiva e responsabile; Sostenere e migliorare l’offerta educativa dei Consigli comunali dei ragazzi presso le scuole del distretto urbano. Indicatori: gli indicatori sono quegli elementi desumibili da ogni singolo intervento che permettono di descrivere la situazione che si prefigura in rapporto ai cambiamenti attesi e ai risultati che si intendono raggiungere. Indicare, quindi, per ogni intervento quelle caratteristiche quantificabili che permettono di misurare il grado di raggiungimento dell’obiettivo prefissato in rapporto ai risultati attesi. Esempi d'indicatori: numero dei partecipanti alle azioni; incremento della richiesta di accesso al servizio da parte dei destinatari dell’intervento; livello di gradimento emerso da test di soddisfazione compilati dai destinatari dell’intervento, numero di persone che hanno assunto un determinato comportamento, esistenza o assenza di determinati requisiti.... 11 incremento del numero di studenti, soprattutto di sesso femminile, che accedono ai servizi e agli spazi messi a disposizione delle scuole secondarie in rete; incremento di attività finalizzate ad accrescere il protagonismo giovanile presso i Centri educativi e di aggregazione anche informale; consolidamento dei centri già funzionanti e avvio di nuovi servizi; avvio di attività di accompagnamento ai docenti; Introduzione di modalità di rilevazione del livello di gradimento dell’attività dei CCR con introduzione di proposte di e modifiche. Fasi operative: Modalità di coinvolgimento dei destinatari: indicare come si intendono raggiungere e coinvolgere i destinatari Attività previste: descrivere le singole attività ed iniziative che costituiscono in concreto il progetto e indicare la sequenza in base alla quale esse vengono poste in essere. Metodologie di lavoro e strumenti previsti: indicare i percorsi e le strategie di lavoro, nonché i mezzi che si intendono effettuare per realizzare in modo efficace il progetto 12 Centri educativi e di aggregazione COMUNE DI RIVERGARO L’attività progettata prevede interventi di animazione di strada rivolti ad adolescenti dagli 11 ai 17 anni, gestiti da operatori della cooperativa Eureka. Il canale d’intervento è doppio in quanto l’impegno operativo si rivolge: - direttamente ai ragazzi prevedendo modalità di approccio e coinvolgimento fondato sull’instaurarsi di relazioni significative fondate sulla fiducia, il rispetto e che si concretizzano in attività ludiche, sportive, espressive articolate in momenti diversi se si tratta in periodo scolastico o estivo; - indirettamente a tutta la realtà territoriale (scuola, adulti significativi, associazioni ecc.) al fine di creare un ambiente accogliente e propositivo. COMUNE DI GOSSOLENGO L’attività progettata prevede interventi di ampliamento dell’offerta socio-educativa all’interno del Centro Educativo gestito dalla cooperativa Eureka. In particolare si intende: - permettere una conoscenza, basata sulla testimonianza diretta, del gruppo di volontari già operanti nelle attività estive parrocchiali, per favorire il coinvolgimento e la riflessione del gruppo di ragazzi rispetto all’esperienza del volontariato; - creare momenti di formazione partecipata alle attività di volontariato attraverso la presa di coscienza dell’importanza della condivisione e del rispetto delle regole; - messa in rete delle diverse attività di volontariato presenti sul territorio. COMUNE DI VIGOLZONE L’attività progettata prevede la realizzazione di un Centro estivo a favore di bambini e ragazzi dai 5 ai 13 anni realizzato in collaborazione con la Parrocchia di Vigolzone presso i locali parrocchiali e il Centro Sportivo del Paese. La finalità che si intende raggiungere è di offrire ai giovani adolescenti che trascorrono le vacanze estive a casa, un’alternativa maggiormente educativa e formativa alle sale giochi e ai bar. COMUNE DI SAN GIORGIO L’attività progettata e realizzata dalla cooperativa L’Arco prevede due azioni parallele e complementari: - la gestione del Centro di Aggregazione giovanile - interventi di Animazione di strada Il Centro sarà aperto 2 pomeriggi la settimana (lo spazio deve ancora essere individuato), mentre sono previste 6 ore circa settimanali per l’animazione di strada. Si intende assegnare un ruolo centrale, di autonomia e coinvolgimento dei giovani fruitori del Centro: ad esempio i ragazzi saranno coinvolti nella fase di progettazione e allestimento della sede. COMUNE DI PODENZANO L’attività progettata prevede il consolidamento del Centro socio-educativo semiresidenziale “Il Villino”. Le azioni previste vanno dallo studio guidato ai laboratori artistici ed espressivi e ai laboratori di partecipazione civica e di relazione, ma anche uscite sul territorio ed animazione di momenti pubblici. Un’ulteriore azione prevista riguarda il Supporto educativo alle famiglie come sostegno anche formativo alla pratica genitoriale. COMUNE DI PONTE DELL’OLIO L’intervento è volto a consolidare l’esperienza del Centro educativo gestito dalla cooperativa 13 Eureka. Si intende aumentare le occasioni di scambio tra il centro e il Centro Multimediale progettando attività condivise e laboratori. COMUNE DI PIACENZA – Centro di aggregazione Caprasquare Le attività progettate sono di carattere aggregativo, promozionale ed educativo e sono rivolte a preadolescenti, adolescenti e giovani (12 – 25 anni). Esse si pongono come risposta qualificata ai bisogni degli adolescenti di spazi e attività per il tempo libero, di espressione delle proprie potenzialità e risorse in un contesto partecipativo e di supporto al percorso di crescita individuale, scolastica e di orientamento lavorativo. Le attività sono gestite dalla Coop. Soc. L’ Arco. Si intende per l’anno in corso mantenere il servizio in cui la presenza giornaliera di adolescenti e giovani di età, cultura, provenienze diverse si è caratterizzato spontaneamente come laboratorio di interculturalità e di educazione alla diversità e alla partecipazione. La presenza di operatori qualificati e aperti al dialogo consente di attuare interventi volti a favorire la crescita, l’autonomia personale, lo sviluppo dell’identità sociale. Consigli Comunali dei Ragazzi L’intervento, ormai consolidato nella procedura realizzativa, prevede l’elaborazione di proposte operative che i ragazzi pongono all’amministrazione comunale, generalmente di loro specifico interesse. Verranno introdotte alcune modifiche tra i materiali didattici di supporto. Si intende predisporre e somministrare agli studenti un breve questionario volto a rilevare sia il livello di gradimento dell’attività sia eventuali proposte migliorative. Progetto Girello L’attività è rivolta a giovani studenti della secondaria di secondo grado. Alcuni istituti cittadini mettono a disposizione locali e personale per la realizzazione di attività ricreative (cinematografia, musica ecc.). Gli studenti, anche provenienti da altri istituti, potranno partecipare alle diverse iniziative e condividere gli aspetti progettuali e realizzativi mettendo in atto forme di partecipazione attiva, attraverso l’assunzione di responsabilità sia della gestione che della riuscita delle attività stesse. Saranno previste azioni che sollecitino maggiormente la componente femminile della popolazione studentesca. Azioni di contrasto al disagio scolastico L’attività è rivolta alle scuole dell’obbligo con apertura alle secondarie superiori. Si intende privilegiare le scuole i cui docenti nella passata annualità hanno partecipato ai percorsi formativi e, tra queste, le classi che garantiscono la collegialità tra i vari docenti. L’attività di accompagnamento prevederà modalità di co-progettazione di pratiche educative/formative volte a prevenire e contenere il fenomeno del disagio scolastico nonché un costante monitoraggio dei risultati con docenti dell’Università Cattolica, Facoltà di Scienze della Formazione. Costi: Costi: indicare gli importi attribuiti; Eventuali altri contributi: indicare la fonte di finanziamento e la quota attribuita. Costo complessivo: EURO 104.632,80 Contributo programma finalizzato EURO 73.242,96 Contributo E.L.: EURO 31,389,84 14 Eventuali altri contributi : - Attività di monitoraggio prevista e soggetti coinvolti: tale attività consiste nell’accertamento e nella descrizione precisa del processo di avanzamento di un intervento, nonché nella puntuale segnalazione di evidenti discrepanze rispetto a quanto era stato prestabilito, consentendo quindi di tenere sotto controllo l’andamento dell’intervento stesso. Occorre, dunque, indicare gli strumenti che si intendono utilizzare per compiere tali azioni di monitoraggio, la periodicità di utilizzo e i soggetti che se ne occupano. Il monitoraggio avverrà a due livelli: 1. A livello di soggetti gestori del progetto, che si faranno carico di monitorare in modo stretto le attività attraverso: la verifica delle presenze, la rilevazione del gradimento e quant’altro espresso come indicatori ( vedi pagina precedenti al punto “indicatori”). 2. A livello di gruppo tecnico, predisponendo schede di monitoraggio in itinere da sottoporre ai soggetti gestori, per valutare la necessità di introduzione di modifiche da apportare al progetto. Attività di valutazione e soggetti coinvolti: attraverso tale attività si devono constatare e rilevare i reali effetti prodotti dall’intervento sui destinatari, riferendosi anche alle risorse impiegate in rapporto agli obiettivi raggiunti. E' un processo di costruzione di senso, di valore, svolto attraverso attività di ricerca realizzate nell'ambito di un processo decisionale; è integrata alla progettazione ed implementazione poiché il suo fine è di fornire un input per il miglioramento e la riprogettazione di politiche ed interventi. Indicare con quali metodi e strumenti si intende effettuare la valutazione dell’attività posta in essere. Indicare i momenti e le fasi di valutazione, i soggetti preposti ad effettuare le operazioni di valutazione, se è previsto o meno il coinvolgimento dei destinatari ed in quali forme. L’attività di valutazione sarà svolta a livello di gruppo tecnico e pertanto la metodologia utilizzata sarà di tipo partecipativo e vedrà il contributo paritetico di tutti i soggetti coinvolti. La valutazione riguarderà sia gli aspetti quantitativi (numero utenti, numero proposte presentate all’amministrazione, numero di iniziative messe in campo), sia gli aspetti qualitativi che convergono nelle modalità di gestione dei processi di valorizzazione del protagonismo giovanile ( ascolto, consultazione, collaborazione, progettazione partecipata, stimolo all’assunzione di responsabilità, sostegno nel portare a termine il compito progettuale). Attività di documentazione prevista e soggetti coinvolti: tale attività consiste in una raccolta di dati e di materiale informativo sull’intervento in corso di attuazione. Indicare quali sono i mezzi che si intendono utilizzare, nonché in quale misura si intende procedere alla divulgazione del materiale informativo e quali saranno i destinatari di tali informazioni. Il gruppo tecnico avrà cura di raccogliere la documentazione che i vari soggetti gestori produrranno (schede, tabelle presenza, diario di bordo, relazioni, materiale pubblicitario). 15 SCHEDA DI PROGETTO relativa al Programma finalizzato alla promozione di diritti e di opportunità per l'infanzia e l'adolescenza Titolo del progetto PROGETTO “AZIONI DI SOSTEGNO ALLE RESPONSABILITÀ EDUCATIVE E DI CURA DELLE FAMIGLIE Responsabile della compilazione della scheda Nominativo: GIORGIO PRATI Recapito telefonico: 0523/492702 e-mail: [email protected] fax: 0523/492704 Zona: Comune di Piacenza Ente responsabile del progetto: Comune di Piacenza -Settore Servizi sociali e abitativi Ente esecutore del progetto: Comune di Piacenza -Settore Servizi Sociali e Abitativi Composizione gruppo tecnico di coordinamento Qualifica Responsabile Centro per le famiglie Responsabile Area Minori Responsabile Servizio infanzia Operatore Servizio Infanzia Comune Comune Comune Comune Ente Piacenza - Settore Servizi sociali Piacenza - Settore Servizi sociali Piacenza - Settore Formazione Piacenza - Settore Formazione Con quale periodicità si incontra: Semestrale Composizione equipe di lavoro: Operatori e referenti dell’ente pubblico ed operatori referenti degli enti gestori delle attività individuate nell’annualità precedente. Connessioni con gli altri interventi del Piano di zona 16 Area territoriale interessata: Comune di Piacenza Luoghi di realizzazione: indicare le sedi dove viene realizzato il progetto. Domicilio famiglie destinatarie dell’intervento Strutture scolastiche Nidi privati convenzionati Centro per le famiglie Destinatari: indicare: Tipologia Minori 0-2 anni Minori 3-5 anni Minori 6-10 anni Minori 11-13 anni Minori 14-17 anni Genitori Insegnanti Operatori Comunità locale Altro (specificare) Totale Di cui Minori disabili Minori con provvedimenti del Tribunale per i minori Minori con disagio conclamato Minori stranieri altro (specificare) Totale soggetti in situazioni particolari Presenza sul territorio Numero destinatari di riferimento potenziali che si intendono raggiungere con il progetto 2343 45 2154 20 13427 200 30 295 Coinvolgimento dei destinatari: Sarà garantita attraverso l’attività dello sportello “Informafamiglie & Bambini” del Centro per le Famiglie del Comune di Piacenza una puntuale attività di informazione alle famiglie affinché le diversificate azioni di sostegno proposte, i criteri e le modalità di accesso siano pienamente conosciute e quindi utilizzate in base alle esigenze del singolo nucleo familiare. Più in specifico gli operatori del Settore Servizi Sociali-Area Minori e del Settore FormazioneServizio Infanzia promuoveranno l’effettivo coinvolgimento dei destinatari accogliendo le esigenze dell’utenza e canalizzandole verso le proposte progettuali definite dal programma. 17 Data di avvio: Ottobre 2006 Progetto: ● di consolidamento Il progetto comprende azioni diversificate e coordinate di supporto alle famiglie che, avviate nella precedente annualità, si intendono consolidare nel corrente anno avendole ritenute rispondenti ed efficaci ai bisogni emergenti rilevati. Motivazione del progetto: L’aumento di condizioni di fragilità, di grave disagio, di povertà, di isolamento, di crescente conflittualità familiare anche post separativa; la difficoltà nell’affronto di nuovi bisogni in relazioni alle differenti tipologie familiari; la carenza di una azione trasversale e globale a sostegno della genitorialità, problematiche rilevate nei tavoli di consultazione tecnica hanno motivato la proposta di consolidamento di alcune azioni coordinate ed integrate di sostegno ed accompagnamento delle famiglie in situazioni di problematicità e durante i normali cicli di vita famigliare. Questo ha consentito il rafforzamento di alcune risorse famigliari esistenti e la prevenzione di situazioni di malessere famigliare, in un’ottica di equilibrio fra lavoro di cura, prevenzione, tutela e promozione. Obiettivi/risultati attesi: 1. Favorire la conciliazione dei tempi di lavoro e di cura nel primo anno di vita di un figlio; un maggior utilizzo della legge 53/2000 a sostegno della maternità e paternità (grazie alle minori riduzioni economiche per il periodo di astensione facoltativa ) ed un ampliamento delle possibilità di scelta sui tempi e i modi di cura dei figli. Parallelamente si persegue l’obiettivo di un maggiore supporto alle competenze genitoriali nei primi anni di vita dei bambini. 2. Aumentare il numero dei minori che possono accedere alle strutture per la prima infanzia anche in orari non tradizionali e con modalità temporanee e flessibili in risposta alle diversificate esigenze familiari. 3. Valorizzare la dimensione del sostegno domiciliare quale strumento per l’affronto del disagio in fase emergente all’interno del contesto che lo genera. Sostenere i nuclei familiari con bambini neonati, nuclei in condizione di vulnerabilità sociale, privi di reti parentali e con deboli relazioni sociali e di vicinato. Affiancare le madri in situazioni di fragilità e monoparentalità, in particolare nella fase del dopo parto, ritenuta la più delicata e significativa nella strutturazione del legame genitoriale, ma anche nello sviluppo di competenze di accudimento e di cura. 4. Aumentare il livello di conoscenza e di utilizzo dei servizi di mediazione familiare quale strumento pubblico di supporto alle famiglie per l’esercizio di una genitorialità responsabile soprattutto nella delicata situazione della separazione coniugale. 5. Aumentare il coinvolgimento attivo delle famiglie e delle figure educative in un percorso di riflessione condivisa sul divenire ed essere genitori, per accrescerne il livello di consapevolezza e responsabilità educativa. 18 Indicatori: Verranno utilizzati indicatori numerici sui fruitori degli interventi realizzati e Indicatori qualitativi attinenti a gradimento, partecipazione e processi valutativi. Ulteriori indicatori di risultato, in particolare per gli interventi di sostegno ai nuclei, potranno essere correlati alla possibilità di una più precoce individuazione e segnalazione del rischio, prevenendo casi di disagio conclamato, grazie all’attivazione di interventi socio-assistenziali che fungano da “fattori di protezione”. Fasi operative: Attività previste Metodologie di lavoro e strumenti previsti Azione 1) Prosecuzione del progetto “Primo anno in famiglia” , garantendo ad alcuni nuclei familiari, nel periodo di astensione facoltativa dal lavoro, dopo la nascita di un figlio una integrazione economica dello stipendio entro il primo anno di vita del bambino. Sequenza attività : a) approvazione e diffusione del secondo bando Primo anno in famiglia”; b) attività di publicizzazione ed informazione alle famiglie attraverso canali diversificati; c) raccolta domande ,avvio istruttorie, erogazione contributi; d) monitoraggio dati. Azione 2) Attuare nuove soluzioni di cura temporanee e flessibili per bambini nella fascia di età 0/3 anni con particolare attenzione a quei minori appartenenti a famiglie in condizioni di grave difficoltà e/o emergenza temporanea, che non risultano in posizione utile per l’ingresso al nido, o che appartengono a nuclei familiari con orari di lavoro atipici, che non consentono la frequenza al servizio nido durante gli orari standard. La precedenza all’accesso sarà accordata sulla base di apposita documentazione attestante l’effettiva necessità e/o comprovante la condizione e gli orari lavorativi del nucleo richiedente Sequenza attività: a) individuazione dei potenziali utenti in stretta collaborazione con il Settore Servizi sociali- Area minori - Centro per Famiglie. b) Invio dei minori ai Servizi per la prima infanzia ed adempimento delle relative pratiche amministrative. c) Monitoraggio dati Azione 3) La prosecuzione del progetto conferma la necessità di assicurare interventi di supporto domiciliare prevalentemente per i primi mesi di vita dei bambini per integrare e sostenere i compiti di cura ed educativi dei neo genitori, utilizzando accessi all’ambito domiciliare di figure professionali con specifiche competenze di natura educativa-pedagogico-relazionale. L’intervento costituisce anche elemento di facilitazione nella fase iniziale dei contatti tra la madre ed i servizi sanitari ed educativi del territorio, laddove sia prevedibile l’inserimento del bambino in 19 struttura della prima infanzia (asilo nido). Sequenza attività: a) individuazione di una o più soggetti del terzo settore che possano assicurare l’attuazione dell’intervento salvaguardando l’alto profilo professionale del personale impiegato e la capacità di costruzione di un lavoro sociale di rete con i servizi segnalanti e con quelli coinvolti nel processo. b) Rilevazione delle segnalazioni e presa in carico dei soggetti destinatari dell’intervento. c) Definizione delle singole progettualità, salvaguardando il più ampio grado di specificità dell’intervento per ciascun nucleo. d) Monitoraggio sia degli interventi specifici che del quadro complessivo degli interventi nell’ottica di un eventuale riorientamento della scelta progettuale. Azione 4) a) Prosecuzione dell’attività del gruppo dei mediatori famigliari precedentemente individuati e formati presso il Centro per le famiglie. b) Elaborazione di un programma di iniziative di sensibilizzazione rivolta alle famiglie ed agli operatori, di coinvolgimento degli organismi giudiziali e dei legali e di raccordo con la rete dei servizi pubblici e del privato sociale che intervengono sull’infanzia e sulla famiglia. c) Svolgimento da parte delle mediatrici incaricate di incontri di mediazione familiare con coppie in fase di separazione o separate con figli minori nonché di eventuali contatti con gli ambiti giudiziari coinvolti (legali e giudici). d) Incontri periodici con il gruppo di coordinamento regionale dei mediatori familiari. e) Compilazione schede, raccolta dati, incontri mensili di programmazione e monitoraggio. Azione 5) a) Stesura di un programma di interventi formativo/informativi per genitori ed operatori dei Nidi d’Infanzia e dei Centri Gioco. b) Individuazione dei soggetti incaricati della realizzazione. c) Elaborazione, raccolta ed analisi di questionari di gradimento e valutazione. Tempi previsti del progetto complessivo: Durata: 1 anno Data d'inizio 1 OTTOBRE 2006 Data di conclusione: 30 settembre 2007 Costi: indicare gli importi attribuiti. Eventuali altri contributi: indicare la fonte di finanziamento e la quota attribuita. Costo complessivo:75 928,30 Contributo programma finalizzato: 53 150,00 Contributo E.L.: 22 778,30 Eventuali altri contributi : 20 Attività di monitoraggio prevista e soggetti coinvolti: Il gruppo tecnico di coordinamento provvederà alla elaborazione di schede di monitoraggio specifiche per le singole azioni previste che verranno compilate a cura dei soggetti incaricati alla realizzazione delle iniziative. Sono previsti incontri trimestrali per monitorare le diverse richieste di intervento e elaborare i dati raccolti. Attività di valutazione e soggetti coinvolti: L’attività di valutazione verrà realizzata dopo i primi sei mesi di attività e alla fine dell’anno, in quanto, essendo un progetto sperimentale sarà necessario valutare l’efficacia dei singoli interventi e complessivamente rilevare se le gamma proposta è sufficientemente rispondente ai bisogni emergenti. Attività di documentazione prevista e soggetti coinvolti: Mappatura degli interventi realizzati. Relazioni tecniche sui risultati conseguiti per valutare la congruenza e l’efficacia degli interventi proposti. Documento finale di sintesi di tutte le attività realizzate a sostegno della famiglie con dati numerici e valutazioni sull’efficacia degli interventi stessi. L’attività verrà svolta con il coinvolgimento dei diversi soggetti coinvolti, pubblici e privati. 21 AREA GIOVANI TABELLA 1 - DAGLI OBIETTIVI STRATEGICI TRIENNALI DELLE AREE AGLI INTERVENTI DEL PROGRAMMA ATTUATIVO 2006 BISOGNI EMERGENTI (CFR. PIANO DI ZONA 2005-2007) Scarsa disponibilità di luoghi di aggregazione che favoriscano il bisogno di partecipazione e protagonismo giovanile – difficoltà da parte degli adulti di riferimento a ad adottare efficaci modalità di accompagnamento dei giovani nel processo di crescita e autonomia personale OBIETTIVI PRIORITARI NEL TRIENNIO (CFR. PIANO DI ZONA 2005-2007) STATO DI ATTUAZIONE DEGLI OBIETTIVI RIDEFINIZIONE DEGLI OBIETTIVI PRIORITARI PREVISTI NEL PDZ 2005-07 • Aggregazione, protagonismo, • Sono in corso di attuazione Non sono necessarie integrazioni partecipazione gli interventi a sostegno dei o modifiche luoghi e delle occasioni di • Interventi di prevenzione aggregazione giovanile previsti primaria rivolti anche agli adulti di dal Piano: Spazio 4, Giardini sonori, Pigrillo, Centro riferimento multimediale di Riva, Arcobus • Sono in corso di attuazione gli interventi di prevenzione primaria in scuole, parrocchie (Insieme facciamo uno) INTERVENTI PREVISTI PER L'ANNO 2006: PROGETTI DI SVILUPPO/INNOVAZIONE /QUALIFICAZIONE* OPPURE DI CONTENIMENTO** 1.Apertura del nuovo Centro di aggregazione e sale prova “Giardini sonori” (S) INTERVENTI PREVISTI PER L'ANNO 2006: PROGRAMMI FINALIZZATI Programma finalizzato Giovani 1. L’animazione giovanile i quartiere : il centro di aggregazione e l’animazione di strada 2. Insieme facciamo uno 3. Centro multimediale di Riva di Ponte dell’Olio 22 PROGETTO/INTERVENTO di SVILUPPO/INNOVAZIONE/QUALIFICAZIONE: Denominazione: GIARDINI SONORI Comune o forma associativa ex-art.16 L.R.2/03 capofila di progetto Responsabile del progetto/programma: nominativo e recapiti Destinatari Specificare se è in continuazione di un COMUNE DI PIACENZA e ATI “Cooperativa sociale Eureka e Associazione Airbag” Tiziana Carrara Tel: 0523/593216 Cell: 320/6192419 a-mail: [email protected] Destinatari finali dell’intervento L’intervento è rivolto a tutti i ragazzi dai 14 ai 2325 anni. No progetto dell'anno precedente Ambito territoriale di realizzazione Istituzioni/attori sociali coinvolti Il Progetto trova sede sul territorio cittadino, ma è aperto a tutta la popolazione giovanile della città e della provincia. Destinatari intermedi - Enti, gruppi, associazioni, cooperative, etc che agiscono nel mondo dei giovani; - Comune, Asl, Scuola; - Gli abitanti del quartiere nel quale è sito il luogo individuato come idoneo; - I cittadini. Obiettivi Obiettivi del progetto (anche eventuali integrazioni con altre aree d’intervento) Il Centro può diventare un polo educativo di riferimento per la comunità territoriale e per l'amministrazione pubblica: può svolgere una diretta funzione di luogo - spazio per l'aggregazione e può svolgere una funzione di promozione e supporto delle diverse esperienze di aggregazione presenti nel territorio. In questa ottica si intende superare sia l'idea di un unico centro di aggregazione catalizzatore di tutti i ragazzi e i giovani del territorio (che contrasterebbe con la volontà di far crescere radici nel proprio quartiere), sia con quella di un centro centrato solamente all'interno delle proprie attività. Avvicinare sia ragazzi "soli", che per interessi o per situazioni personali possono trovare nel centro proposte, strumentazioni, accoglienza che lo attraggono, sia gruppi già esistenti, naturali o semi-organizzati che possono chiedere supporto 23 al centro per la realizzazione di iniziative musicali, culturali, teatrali, espressive,… Promuovere forme positive di comunicazione Valorizzare le idee e le capacità gestionali ed organizzative di gruppi e di singoli offrendo loro un supporto operativo alla loro iniziativa. Migliorare la capacità di essere critici e creativi. Promuovere l’autonomia personale e la capacità di scelta. Costruire relazioni e contatti che offrono l'occasione per cogliere bisogni ed esigenze. Offrire ai giovani occasioni di ripensare al proprio modo di dare significato al tempo libero a partire dai contatti ottenuti tramite iniziative ed attività, fino a sviluppare percorsi con un animatore che aiuti a trovare nel gruppo un supporto per dare risposta alle proprie domande ed alle proprie esigenze che aiuti a costruire relazioni significative. Creare interazione tra diverse realtà al fine di accrescerne la capacità di progettare e gestire iniziative rivolte ai giovani. Promuovere le diverse realtà esistenti incentivandone la conoscenza e le possibilità per i giovani di accedervi. Creare uno spazio che possa essere percepito in modo aperto da parte di Associazioni, Enti, Gruppi che intendano mettere a disposizione le proprie conoscenze, competenze, risorse nell’ambito del mondo giovanile. Azioni - Azioni previste - Apertura spazio di libera aggregazione offerta corsi e laboratori di vario tipo: musicali, espressivi, artistici, manuali,etc, offerta di informazioni sulle problematiche più forti nei giovani Corsi o incontri su tematiche specifiche; stanza computer in rete e accesso a internet; sala prove) disponibilità degli spazi per iniziative promosse dai giovani, disponibilità degli spazi per feste, messa in rete delle esperienze presa in carico e attuazione delle proposte dei ragazzi informazione e pubblicizzazione Intervenendo sui destinatari intermedi si intende mettere in atto una rete con lo scopo di sfruttare al meglio le risorse disponibili e soprattutto rendere vive le problematiche dei ragazzi attraverso un’azione di sensibilizzazione e, si spera, accettazione da parte di più cittadini, dei giovani come risorsa. A tal fine si vuole: 24 - Piano finanziario: Costo totale previsto €108.261 • Indicatori per il monitoraggio/valutazione Sensibilizzare la popolazione attraverso l’informazione ( utilizzo di vari media) Offrire un punto di riferimento per la comunità territoriale, l’amministrazione pubblica (supporto delle diverse esperienze di aggregazione sul territorio) e vari enti e associazioni, offrendo e organizzando oltre al servizio offerto, eventi culturali (mostre, spettacoli, concerti, etc) • • • Quota Quota regionale comunale Eventuale quota di altri soggetti da specificare Modulistica specifica: elenco presenze ragazzi, questionari gradimento, schede di monitoraggio, … Incontri equipe educativa settimanali in itinere e finali Incontri equipe interprofessionali ed interistituzionali Controllo di gestione 25 PROGRAMMA FINALIZZATO GIOVANI Proposte progettuali Progetto L’animazione giovanile in quartiere : il centro di aggregazione e l’animazione di strada Insieme facciamo uno Finanziamento Contributo Ente titolare Regionale Enti Locali 20.450,00 14.250,00 6.200,00 Comune di Piacenza Settore Formazione Costo 32.818,00 22.972,00 Centro multimediale 7.143,00 di Riva di Ponte dell’Olio TOTALE 60.411,00 5.000,00 42.222,00 9.846,00 Comune di Piacenza Settore Formazione e Comuni del Distretto Urbano 2.143,00 Comune di Ponte dell’Olio 18.189,00 26 PROGRAMMA FINALIZZATO GIOVANI PROGETTO/INTERVENTO di SVILUPPO/INNOVAZIONE/QUALIFICAZIONE: Denominazione: L’animazione giovanile di quartiere: il centro di aggregazione e l’animazione di strada. Comune o forma associativa ex-art.16 Comune di Piacenza L.R.2/03 capofila di progetto o del Programma finalizzato Responsabile del progetto/programma: nominativo e recapiti per la cooperativa L’Arco: coordinatore Stefano Sandalo 320.1832164 ufficio via Torta 29 - Piacenza Tel 0523.315953 Fax 0523.319421 e.mail [email protected] Preadolescenti (11-13) e adolescenti (14-18 anni) e giovani (oltre 18 anni) residenti nel territorio comunale, in particolare nei quartieri 2 e 3 . Attraverso un lavoro di progettazione con i referenti Destinatari del territorio, sarà possibile individuare la fascia di età di destinatari prioritaria, sulla base di bisogni emersi, richieste esplicitate, presenza di servizi ed esperienze rivolte al mondo giovanile. INTERVENTO DI SVILUPPO L’intervento di animazione di strada (con l’ausilio del mezzo ARCOBUS) è stato sperimentato negli anni Specificare se è in continuazione di un precedenti sul territorio della circoscrizione cittadina n.4, dove ha posto le premesse per l’apertura di uno spazio giovani (centro di aggregazione). progetto dell'anno precedente Con il presente progetto si intendono analizzare le realtà giovanili di libera aggregazione presenti sui territori delle circoscrizioni 2 e 3 e sviluppare risposte congruenti ai bisogni individuati. Ambito territoriale di realizzazione Circoscrizioni cittadine n.2 e n.3 Amministrazione Comunale nelle diverse articolazioni e competenze interessate, Circoscrizioni Istituzioni/attori sociali coinvolti 2 e 3, Comitati di cittadini, Parrocchie, Scuole, Associazioni Nella fase invernale del lavoro si intende avviare una valutazione ex ante del progetto con l’obiettivo di aumentare la conoscenza del mondo giovanile rispetto a: Obiettivi del progetto (anche eventuali Rilevazione delle risorse disponibili, attivabili o già attivate e della rete di rapporti tra loro. integrazioni con altre aree d’intervento) Rilevazione delle rappresentazioni reciproche dei vari attori presenti sul territorio. (mappatura cognitiva) Rilevazione dei luoghi di aggregazione e 27 Azioni previste socializzazione e dati sui gruppi presenti. Al termine della raccolta degli elementi sopra descritti, si potrà avere uno spaccato delle opinioni e delle percezioni riguardo ai bisogni dei giovani, da parte di chi è a contatto con loro e ne condivide il territorio; si auspica la possibilità di costituire uno o più gruppi di lavoro (a seconda dei quartieri interessati) composti da referenti degli enti coinvolti con i quali avviare un confronto su quanto emerso ed elaborare una proposta operativa di intervento. Al gruppo, che potremmo definire di progetto, spetta il compito di individuare il target privilegiato, i bisogni a cui si vuole rispondere, i corrispondenti obiettivi, i luoghi di intervento e le aree di attività che si intendono sviluppare. Il metodo dell’animazione di strada consente di orientare il lavoro con i giovani verso differenti ambiti, avendo come punto di forza la possibilità di un contato diretto con i destinatari ed una flessibilità che permette di adeguarsi ai loro tempi ai loro luoghi. Attraverso la relazione che si va ad instaurare, è possibile stimolare e promuovere alcuni contenuti, lavorando in diverse direzioni: Area aggregativa Favorire la realizzazione di esperienze socializzanti, attraverso l’animazione di luoghi di incontro. Promuovere l’aggregazione e la creatività giovanile. Favorire il contatto e lo scambio tra gruppi presenti sullo stesso territorio. Area educativa: Instaurare relazioni significative, di ascolto e confronto con i giovani Conoscere i bisogni dei giovani e costruire con loro percorsi che ne valorizzino le qualità. Iniziative di educazione interculturale Promuovere iniziative di tutela della salute (abuso di sostanze, educazione sessuale, alimentare..) Area della partecipazione Promuovere e stimolare discussioni e confronti attorno ai temi della cittadinanza responsabile e del diritto di partecipazione dei giovani Favorire il dialogo tra giovani, il mondo adulto e le istituzioni. La scelta delle effettive aree di lavoro, come già anticipato, seguirà la fase di analisi iniziale. Nello specifico durante la fase invernale (inverno 2006-2007), durante la quale si prevede di entrare in relazione con i soggetti del territorio, potrebbero essere sperimentate proposte di lavoro differenti, a seconda della disponibilità degli interlocutori coinvolti: a. un percorso di progettazione 28 partecipata attraverso incontri di gruppo eventualmente coordinati da un facilitatore (consulente per l’equipe degli operatori, esperto del metodo Gopp o di animazione di comunità) b. un percorso meno impegnativo, di contatti individuali con i vari soggetti da parte dell’equipe, al fine di arrivare ad un confronto allargato. In entrambe i casi si vuole arrivare a predisporre un progetto di intervento per la fase estiva. Nell’ipotesi A si ipotizza di realizzare un ciclo di incontri (4/5) per ogni quartiere, con un facilitatore che affianchi l’equipe (coordinatore e due operatori), per un totale di circa 100 h di lavoro, compreso il tempo di rielaborazione dei contenuti, oltre alle consulenze esterne. Nell’ipotesi B l’equipe (sempre composta da coordinatore e due operatori) si occuperebbe dei contatti/interviste individuali e degli incontri di confronto allargato. Si stima per questo l’impiego di 70 h complessive, tempo di rielaborazione compreso. Nella fase estiva (maggio-settembre 2007) L’equipe potrebbe essere integrata da uno o più mediatori culturali sulla base di quanto emerso nel corso della prima fase. Si prevedono tre uscite settimanali di tre ore cad, con due operatori presenti e un momento di equipe settimanale (per la programmazione delle attività, il monitoraggio…) per un totale di circa 550 h. Il tipo di intervento, come già illustrato, sarà elaborato insieme al/ai gruppo/i di progetto, pertanto non è possibile al momento dettagliare le azioni della fase estiva. Si ipotizza l’utilizzo del l’unità mobile attrezzata arcobus) Costo totale previsto Piano finanziario: Quota regionale Quota comunale Quota massima a carico della cooperativa sociale L’Arco di Piacenza € 6.200 € 3.000,00 € 20.450 € 14.250 Di tipo quantitativo: Numero incontri con referenti territoriali. Indicatori per il monitoraggio/valutazione Numero di contatti con i destinatari Frequenza media alle attività proposte. 29 Di tipo qualitativo: Grado di partecipazione dei referenti al gruppo di progetto. Adeguatezza di tempi, spazi, attrezzature , materiali e risorse umane. Elementi facilitanti e ostacolanti il raggiungimento degli obiettivi Effetti del progetto sui destinatari e sui bisogni. 30 PROGRAMMA FINALIZZATO GIOVANI PROGETTO/INTERVENTO di SVILUPPO/INNOVAZIONE/QUALIFICAZIONE: Denominazione: INSIEME FACCIAMO UNO Comune o forma associativa ex-art.16 COMUNE DI PIACENZA L.R.2/03 capofila di progetto o del Programma finalizzato Responsabile del progetto/programma: nominativo e recapiti Destinatari Specificare se è in continuazione di un ANNA PAPAGNI TEL 0523/338710 a-mail: [email protected] TIZIANA CARRARA TEL 0523/593216 a-mail: [email protected] Minori adolescenti dai 11 ai 25 anni. Progetto in continuazione con l’anno 2006 progetto dell'anno precedente Ambito territoriale di realizzazione Istituzioni/attori sociali coinvolti Piacenza e Provincia Scuole, Parrocchie, Associazioni Associazione “La Ricerca” - - Obiettivi del progetto (anche eventuali integrazioni con altre aree d’intervento) - - dare un sostegno alle competenze personali dei diversi destinatari (siano essi ragazzi o adulti); svolgere azioni che siano il più possibile adeguate ai tempi di rilevazione ed espressione del disagio; coinvolgere gli adulti significativi implementando la loro attenzione educativa; educare alla competenza emotiva; integrare conoscenze, competenze e risorse; progettare interventi con carattere di continuità; mappare i bisogni degli istituti scolastici coinvolti; costruire progetti individualizzati per le specifiche esigenze. Cooperativa Eureka 1) continuazione del servizio esistente in specifico: - consolidamento del gruppo esistente - coinvolgimento di gruppi giovanili informali e formali 2) sostegno alle competenze personali in specifico: - i ragazzi risolvono i loro conflitti in maniera costruttiva - i ragazzi aderiscono alle proposte degli educatori 31 i ragazzi propongono delle iniziative i ragazzi organizzano delle iniziative i ragazzi riescono ad esprimere i loro sentimenti agli educatori 3) coinvolgimento degli adulti significativi ( genitori, insegnanti, etc….) in specifico: - iniziare a conoscersi - capire dove e come di possano attuare collaborazioni. - SOTTOPROGETTO 1 ASSOCIAZIONE “LA RICERCA” Azioni previste L’intervento si articola in diverse azioni previste per i 2 specifici ambiti interessati: AMBITO SCUOLA Il progetto consiste nell’offerta, in alcune Scuole superiori di Piacenza e in alcuni Istituti comprensivi del Distretto Urbano, di una èquipe composta da un educatore ed uno psicologo, che sia a disposizione in modo continuativo all’interno delle scuole stesse. Ogni istituto, infatti, all’inizio di ogni anno scolastico programma gli interventi di promozione del benessere da realizzare, ma spesso in itinere emergono nuovi bisogni, problemi, disagi e fatiche. Per provare a dare risposta a queste necessità, si è pensato ad un progetto che fosse una reale cocostruzione di risposte, da realizzare insieme ai diversi protagonisti (insegnanti, genitori, ragazzi, etc..) Nel dettaglio il progetto sarà così strutturato: 1° FASE (lavoro negli istituti scolastici) Si prevede la presenza dei due formatori all’interno degli Istituti scolastici interessati per un minimo di 40 ore formative. Concretamente uno psicologo e un educatore lavoreranno insieme al corpo docenti per progettare e realizzare: - interventi di formazione su specifiche tematiche da realizzare o far realizzare nelle classi (cfr. progetti “Giovani in formazione”) - colloqui di consulenza e orientamento per studenti, docenti e genitori (cfr. progetto Punto di Ascolto) - percorsi seminariali destinati ai genitori (cfr. “Un pianeta in movimento”- “Famiglie in dialogo”) - percorsi di formazione e aggiornamento per i docenti (cfr. “Impariamo insieme a crescere”“Dal confronto al dialogo”- “Vengo anch’io, sì tu sì”) 2°FASE (analisi dei dati e delle informazioni raccolte) Durante l’anno scolastico i formatori redigeranno un 32 diario dettagliato delle azioni realizzate, ma soprattutto dei bisogni che saranno stati raccolti. Ogni azione erogata sarà supportata da una valutazione quantitativa e qualitativa. L’analisi di questa documentazione sarà la base per la successiva fase. 3° FASE (restituzione alle scuole dell’emerso) Nel dettaglio, al termine dell’anno scolastico, le esperienze svolte nei diversi Istituti saranno confrontate e verranno stese relazioni di analisi (1 per ogni istituto coinvolto) che verranno consegnate e confrontate con i docenti e i diversi referenti dei progetti. AMBITO PARROCCHIE Per le parrocchie di Piacenza e del Distretto Urbano si prevede una disponibilità di un monte ore da utilizzare per progetti destinati al sostegno alla genitorialità (“Un pianeta in movimento”, “Famiglie in dialogo”) o alla formazione degli educatori (es. “Con un prima e un poi”) SOTTOPROGETTO 2 COOPERATIVA EUREKA LOCALIZZAZIONE DELL'INTERVENTO: - Piacenza: nei locali del nuovo centro polifunzionale. - Gossolengo: nei locali del Centro Educativo "Pigrillo" gestito da Eureka per il Comune di Gossolengo - Podenzano: nei locali del centro di aggregazione “ La villetta” GIORNI E ORARI IN CUI VIENE SVOLTO IL SERVIZIO: Il progetto mantiene la caratteristica fondamentale dell'informalità e del libero accesso dei minori coinvolti, tuttavia sia sul territorio cittadino , sia a Gossolengo e Podenzano verranno fissati degli orari di apertura compatibilmente con le risorse disponibili. Piano finanziario: Indicatori per il monitoraggio/valutazione Costo Quota totale regionale previsto € 32.818 € 22.972 Quota comunale € 9.846 Eventuale quota di altri soggetti da specificare Associazione la Ricerca Tutte le azioni svolte saranno monitorate in itinere e valutate attraverso la registrazione di dati quali: - registrazione delle azioni e dei progetti realizzati in ogni realtà educativa - dati finali di coinvolgimento: numero complessivo dei destinatari finali raggiunti per ogni azione erogata - analisi qualitativa e quantitativa dei questionari di 33 valutazione e gradimento* somministrati ad ogni partecipante al termine di ogni attività - analisi dei questionari committenti* somministrati ai soggetti che richiedono lo svolgimento di un’attività. * Entrambi questi questionari appartengono al processo di certificazione di qualità sistema iso9001/2000 (Associazione “La Ricerca”) - tutti i dati derivati dall’analisi dei diversi questionari e dai dati di coinvolgimento saranno comunicati tramite relazioni scritte all’organo comitato tecnico che le valuterà saranno compilate: relazioni conclusive per ogni specifico istituto relazioni tecniche delle azioni svolte relazioni di rendicontazione economica Cooperativa Eureka Il progetto prevede per ogni obiettivo valutazione di processo (risorse, organizzazione, metodi d’intervento, coerenza) e valutazione di risultato ( reazione dei destinatari, efficienza, efficacia) L’intervento verrà monitorato sulla base degli indicatori di processo e di risultato che gli operatori hanno ritenuto più idonei sulla base dell’esperienza diretta. OB. 1Valutazione di processo: 1- rapporto numero ragazzi/ operatori (1/10) ( risorse) 2- n. di volte che i ragazzi cercano gli operatori (metodi d’intervento) 3- utilizzazione di tutti gli strumenti previsti (si/no /perché) (coerenza) Valutazione di risultato: 1 -partecipazione dei giovani ( 3 volte la settimana per il gruppo già esistente. 2-Adeguatezza risorse- rapporto educatori ragazzi 1/10—realizzazione delle attività previste (efficienza) 3-Raggiungimento degli obiettivi (efficacia) OB.2 Valutazione di processo: 1. punto 1 ob 1 (risorse) 2. raggiungimento obiettivi (metodo d’intervento) 3. utilizzo di tutti gli strumenti previsti (coerenza) Valutazione di risultato: 1- numero richieste giunte dai ragazzi (reazione dei destinatari) 2- numero attività proposte dai ragazzi (reazione dei destinatari) 34 3- numero attività realizzate (reazione dei destinatari) 4- efficacia delle azioni (si, (efficacia) dai ragazzi no, perché) OB-3 Valutazione di processo: 1-rapporto fra numero di persone informate, mezzo utilizzato e persone realmente contattate ( organizzazione) 2-efficacia metodo di intervento (si/no perché) 3-utilizzo di tutti gli strumenti necessari (si/no perché) Valutazione di risultato: 5-rapporto n. persone contattate/ numero risposte affermative, negative, motivi (reazione dei destinatari) 7- le azioni hanno raggiunto i risultati (si/no perché) (efficacia) Tutti questi dati verranno raccolti in una relazione finale che comprenderà tutti i documenti previsti nella valutazione di processo e di risultato (previste trimestralmente) relative ai singoli obiettivi( nel progetto originale è acclusa una modulistica specifica). La titolarità dell’intervento a cura di Eureka riguarderà la competenza operativa, e la suddivisione del budget destinato al progetto MODALITA' DI DOCUMENTAZIONE, COMUNICAZIONE E PUBBLICIZZAZIONE: Come detto sopra il progetto vede allegata una modulistica specifica che tiene conto dei differenti indicatori scelti. Tale modulistica sarà messa a disposizione insieme alla relazione finale. 35 PROGRAMMA FINALIZZATO GIOVANI PROGETTO/INTERVENTO di SVILUPPO/INNOVAZIONE/QUALIFICAZIONE: Denominazione: CENTRO MULTIMEDIALE DI RIVA DI PONTE DELL’OLIO Comune o forma associativa ex-art.16 COMUNE DI PONTE DELL’OLIO L.R.2/03 capofila di progetto o del Programma finalizzato Responsabile del progetto/programma: nominativo e recapiti Destinatari Specificare se è in continuazione di un MONDINA LORENZA 0523/874415 – FAX 0523/874444 [email protected] Adolescenti e giovani Proseguimento progetto dell'anno precedente Ambito territoriale di realizzazione Istituzioni/attori sociali coinvolti Obiettivi del progetto (anche eventuali integrazioni con altre aree d’intervento) Azioni previste Piano finanziario: Comune di Ponte dell’Olio Comune – cooperative sociali – scuola – parrocchia e altre associazioni presenti sul territorio Potenziare le attività attualmente in corso e aumentare il numero di ragazzi coinvolti Stabilire un più stretto contatto e collaborazione con il centro educativo partito lo scorso autunno – lavorare con i ragazzi per “programmare la vita del centro” Costo Quota Quota Eventuale totale regionale comunale quota di previsto altri € 7143,00 € 5000,00 € 2143,00 soggetti da specificare Indicatori per il monitoraggio/valutazione 36 AREA POVERTÀ ED ESCLUSIONE SOCIALE TABELLA 1 - DAGLI OBIETTIVI STRATEGICI TRIENNALI DELLE AREE AGLI INTERVENTI DEL PROGRAMMA ATTUATIVO 2006 BISOGNI EMERGENTI (CFR. PIANO DI ZONA 2005-2007) Tutela e salvaguardia dei diritti dei senza dimora: il problema della mancanza della residenza anagrafica Aumentano le persone ristrette che non accedono a misure alternative alla detenzione per mancanza di alloggio e opportunità di lavoro Aumentano le famiglie che si rivolgono a Caritas e associazioni di volontariato richiedendo beni di prima necessità Difficoltà strutturale di accesso alla casa per le fasce deboli (famiglie monoreddito, anziani soli o in coppia, lavoratori poveri) e pressante bisogno di soluzioni abitative a canoni agevolati Difficoltà di inserimento nel mercato del lavoro per le fasce deboli e bisogni di mediazione e accompagnamento Non solo casa e lavoro ma anche bisogni relazionali, di socialità, di tempo libero che spesso non possono essere soddisfatti senza mediazioni (dei servizi, delle agenzie di coesione sociale) Permanere di forti difficoltà di integrazione per le famiglie Sinti e di significative carenze strutturali dei campi sosta OBIETTIVI PRIORITARI NEL TRIENNIO (CFR. PIANO DI ZONA 2005-2007) Potenziamento degli interventi di accoglienza temporanea con l’obiettivo di diversificare e modulare la risposta alloggiativi (sviluppo) STATO DI ATTUAZIONE DEGLI OBIETTIVI RIDEFINIZIONE DEGLI OBIETTIVI PRIORITARI PREVISTI NEL PDZ 2005-07 Nel 2006 si sono completati gli Sperimentazione di alcuni posti interventi di accoglienza di accoglienza a bassa soglia temporanea con la messa a femminile regime dei 13 alloggi sociali. Rimane grave la carenza di posti di primissima accoglienza per donne in grave stato di disagio. In mancanza di una struttura ad hoc, si sottolinea la necessità di reperire almeno un minimo numero di posti letto. Potenziare gli interventi volti a favorire l’accesso alla casa per le fasce deboli (sviluppo) 37 Potenziamento della capacità della zona sociale di produrre opportunità di lavoro e di inserimento lavorativo per le fasce deboli anche attraverso un maggior coinvolgimento delle aziende profit (sviluppo) E’ stato costituito il Consorzio delle cooperative di tipo B, con l’avvio di processi di collaborazione con gli enti pubblici per lo sviluppo dell’occupazione dei soggetti svantaggiati. Emerge però la necessità, da parte delle cooperative sociali, di un continuo e fattivo impegno delle amministrazioni pubbliche per offrire strumenti concreti di sviluppo della cooperazione sociale e così potenziare l’occupazione. Occorre inoltre potenziare sempre più il coordinamento con le imprese profit per offrire sbocchi occupazionali, ove e quando possibile, sul mercato ordinario del lavoro. Il progetto di attività responsabilizzanti e di borse lavoro ha offerto opportunità occupazionali a soggetti gravemente svantaggiati. Potenziamento degli interventi di Sono stati avviati progetti di accompagnamento (alla casa, al accompagnamento educativo per lavoro, ai servizi, alla socialità, alla favorire l’accesso alla casa delle riorganizzazione degli stili di vita, fasce deboli. alla tutela della salute fisica e E’ stato avviato il Centro Diurno psichica) (sviluppo) in collaborazione tra Comune, Ser.T, Caritas e L.I.L.A. Non si è avviato il progetto di Mappatura dei reali bisogni e recupero dell’invenduto presso la delle risorse esistenti al fine di grande distribuzione. attivare un coordinamento per i recupero dalla grande e piccola distribuzione di beni di prima necessità per l’utilizzo a favore dei meno abbienti. Rafforzamento dell’integrazione fra servizi sociali di base e servizi specialistici (sviluppo) 38 Potenziamento degli interventi specifici rivolti all’area detenuti (questo obiettivo ri-aggrega alcuni degli obiettivi sopra descritti in un macro-obiettivo “carcere”) Consolidamento degli interventi in essere relativamente alle attività interne e al sostegno ai percorsi di avviamento al lavoro (vedi programma finalizzato contrasto alla povertà e all’inclusione sociale” Potenziamento della definizione di percorsi integrati tra carcere e territorio, tra interventi nel carcere rivolti ai detenuti e servizi e progetti attivi nel territorio con particolare riferimento ai temi delle dimissioni e del lavoro Potenziamento delle attività lavorative all’interno del carcere Promuovere percorsi formativi comuni per gli operatori e i volontari che intervengono all’interno del carcere È stato realizzato un corso di formazione comune tra operatori e volontari del carcere, nonché un’iniziativa di sensibilizzazione alla realtà carceraria da proporre all’esterno. Tutto questo nella cornice delle ordinarie attività di sportello e di inserimento lavorativo, già consolidate da anni. La realtà carceraria richiederebbe maggiore impegno da parte della comunità locale, in considerazione dei gravi problemi esistenti, e della costituzione di una più stabile rete di interventi e di attori. INTERVENTI PREVISTI PER L'ANNO 2006: PROGETTI DI SVILUPPO/INNOVAZIONE /QUALIFICAZIONE* OPPURE DI CONTENIMENTO** INTERVENTI PREVISTI PER L'ANNO 2006: PROGRAMMI FINALIZZATI Programma finalizzato "Contrasto alla povertà e all’esclusione sociale" 39 20.000,00 19.000,00 90.775,51 28.571,43 27.485,71 150.198,65 Servizio di accompagnamento educativo all’autonomia abitativa Accompagnamento educativo alla residenzialità per nuclei Sinti TOTALE 18.200,00 13.200,00 31.400,00 26.000,00 26.400,00 52,400,00 Sportello detenuti immigrati Avviamento al lavoro detenuti internati e in misure alternative TOTALE Ambito C – Area Detenuti 20.775,51 + 2.596,00 (Program. Finalizzato Dipendenze) 31.000,00 40.421,51 Centro Diurno“Il Quadrifoglio” Accoglienza diurna a bassa soglia per persone in condizioni di marginalità e con problematiche di dipendenza Promozione attività responsabilizzanti e borse lavoro 53.720,00 Finanziament o regionale Costo Progetto Ambito A 21.000,00 13.200,00 7.800,00 50.527,14 8.485,71 8.571,43 22.720,00 6.300,00 Quota a carico Quota a Ente titolare carico altri Soggetti 10.750,00 Caritas 4.140,00 A.USL 2.160,00 Comune di Piacenza (Formazione) Comune di Piacenza (Servizi Sociali) Comune di Piacenza (Servizi Sociali) Comune di Piacenza (Servizi Sociali) Comune di Piacenza (Servizi Sociali) Comune di Piacenza (Servizi Sociali) Ente titolare Caritas Diocesana L.I.L.A. Ente gestore 40 Cooperativa sociale Futura Associazione La Ricerca Ronda della Carità e della solidarietà Da definire Associazionism Consorzio o Volontariato Sol.Co. Caritas Diocesana Ser.T L.I.L.A. Enti coinvolti PROGRAMMA FINALIZZATO CONTRASTO ALLA POVERTÀ E ALL’ESCLUSIONE SOCIALE Programma finalizzato “Contrasto alla povertà e all’esclusione sociale” PROGETTO/INTERVENTO di SVILUPPO/INNOVAZIONE/QUALIFICAZIONE: Denominazione: CENTRO DIURNO “IL QUADRIFOGLIO” - Accoglienza diurna a bassa soglia per persone in condizione di marginalità e con problematiche di dipendenze. Comune o forma associativa ex-art.16 L.R.2/03 capofila di progetto o del Comune di Piacenza – Settore Servizi Sociali e abitativi Programma finalizzato nominativo e recapiti Dott. Luigi Squeri – Comune di Piacenza Settore Servizi Sociali ed Abitativi Tel. 0523/492721- Fax 0523/492704 e-mail [email protected] Destinatari Persone in situazione di marginalità e/o con problematiche di dipendenze. Specificare se è in continuazione di Continuazione progetto anno precedente. Responsabile del progetto/programma: un progetto dell'anno precedente Ambito territoriale di realizzazione Distretto Urbano Comune di Piacenza – Settore Servizi Sociali Fondazione Autonoma “Caritas diocesana di Istituzioni/attori sociali coinvolti Piacenza-Bobbio” A.Usl di Piacenza (Sert) Associazione LILA di Piacenza facilitare l’accesso ai servizi (importante la presenza degli operatori sociali del Sert e del Comune) ed eventualmente ai trattamenti sanitari (Sert/malattie infettive/altri servizi sanitari connessi) di persone in grave stato di disagio sociale sia attraverso forme di accompagnamento e sostegno che con un’ Obiettivi del progetto (anche eventuali attivita’ di sportello sert presso il centro diurno; integrazioni con altre aree offrire ai soggetti portatori di forme di dipendenza (sostanze – alcol – altre forme di d’intervento) dipendenza) in stato di grave disagio sociale un luogo di aiuto, sostegno e ascolto; realizzare forme di coordinamento permanente tra gli operatori dei vari servizi, i volontari Caritas e LILA, attraverso momenti di formazione e di supervisione; integrare e coordinare le attivita’ dell’unita’ di 41 strada della LILA, del centro diurno e del Sert attraverso forme di accompagnamento dei soggetti fra un punto di accoglienza e l’altro (camper LILA – centro diurno – ambulatori Sert – servizi sanitari-servizi sociali) Azioni previste Il Centro diurno “Il Quadrifoglio” è un servizio a bassa soglia che cerca di rispondere ai bisogni primari (pasto, vestiario, pulizia personale, ecc.) e a richieste varie dell'utente, quali: orientamento alle risorse del territorio, informazioni, counseling, supporto psicologico non specialistico, momenti di aggregazione sociale, seminari di approfondimento (gruppi di auto-aiuto ecc.), sportello di consulenza SERT, attività ricreative e ludiche, piccole attività di laboratorio creativo. Si sottolinea l’importanza dell’obiettivo di facilitare l'invio degli utenti ai Servizi sociali e socio-sanitari del territorio anche attraverso la disponibilità di operatori della LILA, già impegnati nell’unità di strada, con funzioni di supporto ed accompagnamento sia verso i Servizi che dalla strada al Centro. Inoltre, saranno programmati momenti di aggregazione, attraverso attività di intrattenimento, culturali, animazione, lettura, musica, informatica,ecc., definite in relazione al gradimento e agli interessi dell’utenza del centro. Questo tipo di attività riveste notevole importanza perché consente di incrementare e consolidare la partecipazione e la frequenza degli utenti. Parallela al progetto rimane l’attività di formazione comune fra operatori SERT, LILA, Caritas e Comune di Piacenza con il fine di rendere il più possibile omogenei e coerenti gli interventi, anche attraverso la condivisione di esperienze e linguaggi comuni. 42 Quota Eventuale comunale: quota di altri soggetti da specificare Euro Fondazione 20.775,51 Caritas: Programma Euro Euro finalizzato Euro 10.750,00 4.140,00 ( 40.421.51 Contrasto cui di cui alla povertà (di + Euro 3.840,00 Euro 6.000,00 cash e cash e Euro 2.596,00 300,00 Programma Euro Finalizzato 4.750,00 figurativo) Dipendenze figurativo) - A.Usl – Sert: Euro 2.160,00 (figurativo) Sono stati attivati tre organi di gestione/valutazione del Servizio: equipe tecnica operatori (settimanale); comitato tecnico di gestione (mensile); comitato politico. Si propongono i seguenti indicatori di monitoraggio: numero di ore di apertura; attivazione e funzionamento dei servizi previsti dal progetto all’interno del centro; il livello di soddisfazione degli utenti; il numero di accessi settimanali/mensili al Centro divisi per tipologia; il numero di accompagnamenti ai servizi territoriali effettuati dal Centro; il numero di partecipanti ad attività interne al centro suddivise per tipologia. Gli indicatori sopra elencati verranno tolti o altri ne verranno aggiunti, secondo quanto verrà stabilito al Tavolo di monitoraggio. Costo totale previsto Piano finanziario: Indicatori per il monitoraggio/valutazione Quota regionale 43 Programma finalizzato “Contrasto alla povertà e all’esclusione sociale” PROGETTO/INTERVENTO di SVILUPPO/INNOVAZIONE/QUALIFICAZIONE: Denominazione: PROMOZIONE ATTIVITA’ RESPONSABILIZZANTI E BORSE LAVORO Comune o forma associativa ex-art.16 L.R.2/03 capofila di progetto o del Comune di Piacenza – Settore Servizi Sociali e abitativi Programma finalizzato Responsabile del progetto/programma: nominativo e recapiti Destinatari Specificare se è in continuazione di un progetto dell'anno precedente Ambito territoriale di realizzazione Istituzioni/attori sociali coinvolti Obiettivi del progetto (anche eventuali integrazioni con altre aree d’intervento) Dott. Luigi Squeri – Comune di Piacenza Settore Servizi Sociali ed Abitativi Tel. 0523/492721- Fax 0523/492704 e-mail [email protected] Soggetti in carico al Servizio Sociale del Comune di Piacenza - adulti in stato di disagio, inabili con discrete o buone capacità operative residue - detenuti ristretti nella Casa circondariale di Piacenza Il progetto è continuazione di analogo progetto presentato nei piani di zona 2004 e 2005 Distretto Urbano Comune di Piacenza Consorzio unitario di Cooperative sociali SOL.CO. Piacenza Cooperative aderenti al Consorzio Associazioni ed enti di volontariato Amministrazione Carceraria • Risignificare l’elargizione di alcuni contributi economici associandola ad interventi di carattere educativo • Promuovere l’impegno e la motivazione delle persone in stato di difficoltà alla gestione attiva delle proprie istanze di cambiamento • Avvicinare o riavvicinare soggetti svantaggiati ad ambiti di lavoro attraverso il recupero o l’acquisizione di alcune competenze di base (regolarità negli impegni, responsabilizzazione, ecc) • Promuovere percorsi diversificati di avvicinamento al lavoro, gradualmente più orientati all’inserimento sul mercato ordinario del lavoro (evoluzione di attività responsabilizzanti in borse lavoro) 44 • • Azioni previste • Piano finanziario: Ricerca di nuovi spazi di inserimento, sia per ampliare l’offerta di attività responsabilizzanti, sia per promuovere l’avvio di borse lavoro (SOL.CO); Attività di monitoraggio dei progetti individuali, in collaborazione con gli operatori comunali referenti delle persone inserite, sia in collegamento con l’ufficio comunale di coordinamento del progetto (SOL.CO); Attività di promozione e di sviluppo del progetto (Comune). Costo totale previsto Euro 53.720,0 0 Quota regionale Quota comunale Euro 31.000,00 Euro 22.720,00 (di cui 16.000,00 cash e 6.720,00 valorizzato) Eventuale quota di altri soggetti da specificare N. soggetti inseriti Indicatori per il monitoraggio/valutazione permanenza ed evoluzione dei progetti Riunioni periodiche 45 Programma finalizzato “Contrasto alla povertà e all’esclusione sociale” PROGETTO/INTERVENTO di SVILUPPO/INNOVAZIONE/QUALIFICAZIONE: Denominazione: SERVIZIO DI ACCOMPAGNAMENTO EDUCATIVO ALL’AUTONOMIA ABITATIVA Comune o forma associativa ex-art.16 L.R.2/03 capofila di progetto o del Comune di Piacenza – Settore Servizi Sociali e abitativi Programma finalizzato Responsabile del progetto/programma: nominativo e recapiti Destinatari Specificare se è in continuazione di un progetto dell'anno precedente Ambito territoriale di realizzazione Istituzioni/attori sociali coinvolti Obiettivi del progetto (anche eventuali integrazioni con altre aree d’intervento) Azioni previste Dott. Luigi Squeri – Comune di Piacenza Settore Servizi Sociali ed Abitativi Tel. 0523/492721- Fax 0523/492704 e-mail [email protected] Cittadini italiani e stranieri inseriti in programmi di reinserimento sociale. il progetto è continuazione di analoghi progetti finanziati nei piani di zona 2004 e 2005 Distretto Urbano Settore Servizi Sociali Comune di Piacenza Associazione Ronda della carità e della solidarietà Offrire spazi di accoglienza abitativa con finalità educative e preventive a persone italiane e stranieri, inserite in alloggi di accoglienza temporanea gestiti dal Comune di Piacenza Affiancare e sostenere i destinatari dell’intervento nell’acquisizione di responsabilità e autonomia nella gestione di un alloggio personale. Si prevede l’intervento di un educatore professionale che sviluppi le seguenti azioni: • accompagnamento del singolo utente nello sviluppo del proprio progetto di autonomia, in collaborazione con il servizio inviante; • accompagnamento e supervisione della vita comunitaria; monitoraggio delle modalità di gestione dell’alloggio; Saranno previsti quindi momenti di presenza nelle strutture, accompagnamento degli utenti e occasioni di incontro con i referenti del Comune e con i servizi invianti. 46 Piano finanziario: Indicatori per il monitoraggio/valutazione Costo totale previsto Euro 28.571,0 0 Quota regionale Quota comunale Eventuale quota di altri soggetti da specificare Euro 8.571,00 (di cui 5.900,00 effettivi e 2.671,00 figurativi Incontri periodici di monitoraggio dei progetti individuali Numero degli utenti inseriti e sviluppo dei progetti individuali Euro 20.000,00 47 Programma finalizzato “Contrasto alla povertà e all’esclusione sociale” PROGETTO/INTERVENTO di SVILUPPO/INNOVAZIONE/QUALIFICAZIONE: Accompagnamento educativo alla residenzialità per nuclei Sinti Comune o forma associativa ex-art.16 L.R.2/03 capofila di progetto o del Comune di Piacenza – Settore Servizi Sociali e Abitativi Programma finalizzato Responsabile del progetto/programma:nominativo e Dott.ssa Mariangela Tiramani Tel. 0523/302903 fax: 0523/492709 e-mail: [email protected] recapiti Destinatari Specificare se è in continuazione di un progetto dell'anno precedente Ambito territoriale di realizzazione Istituzioni/attori sociali coinvolti Obiettivi del progetto (anche eventuali integrazioni con altre aree d’intervento) Azioni previste Sette nuclei destinatari di alloggi ERP provenienti dal campo sosta di strada Torre della razza. Di consolidamento dell’intervento attuato nella precedente attività. Comune di Piacenza 1. 2. 3. 4. Ufficio abitazioni- comune di Piacenza Acer Caritas Diocesana di Piacenza Ausl di Piacenza- Centro Salute DonnaConsultori Familiari 5. Centri Educativi e Aggregativi del territorio Azione 1 1. Miglioramento della capacità di autoorientamento nel contesto cittadino. 2. Sostegno / accompagnamento ad un più adeguato accesso sanitario. 3. Conoscenza da parte della famiglia degli indicatori primari dell’economia domestica. 4. Mediazione rispetto ai contesti di vicinato / processo di sviluppo dei rapporti di fiducia. 5. Supporto famigliare alla frequenza scolastica dei minori. Le azioni previste in relazionealle caratteristiche del problema su cui si vuole intervenire, sono le seguenti: Azione 1: Sostegno alla residenzialità dei nuclei sinti in assegnazione di alloggi erp I nuclei sinti sono sempre stati caratterizzati da rapporti di prossimità chiusi all’interno dello 48 stretto ambito familiare. Si registra attualmente una lenta apertura verso modelli di confronto più ampi, anche se ciò genera nei nuclei una forte incertezza di conduzione in particolare relativa a comportamenti dei minori. Anche i minori all’interno dei nuclei rischiano di perdere i riferimenti attivi dei campi sosta e con essi i servizi educativi in essi presenti; di conseguenza è necessaria una lenta e capillare azione di sostegno fatta da proposte di inserimento in contesti nuovi. Ad un’iniziale difficoltà di integrazione nei contesti condominiali oggi fa seguito la preoccupazione dei nuclei rispetto all’incalzare dei “compiti genitoriali diretti” , un tempo delegati almeno in parte “alla vita del campo” ed oggi ricadenti in modo esclusivo su di loro. Anche gli indicatori di sussistenza sono più gravosi e divengono fonte di preoccupazione e di sfiducia che ovviamente va mediata e sostenuta. E’ ancora più forte la necessità di coordinare un’azione di sistema tra scuola, caritas, parrocchie, centri giovanili, servizi sociali, servizi sanitari (anche di altri territori) al fine di supportare il cambiamento epocale di uno stile di vita (dalla kampina all’appartamento) con il minor impatto disgregativo possibile sulla stabilità dei nuclei. Permane inoltre una forte difficoltà nel sostenere un accesso sanitario che non sia legato all’urgenza da Pronto Soccorso, ma teso a stabilire modelli di cura, benessere e prevenzione. Le caratteristiche dei nuclei sinti locali sono generalmente legate alle difficoltà di: 1. Autorappresentazione sociale legata da secoli a forme di isolamento e di esclusione che continua a permanere anche dopo anni di permanenza presso i campi sosta. 2. Difficoltà dei nuclei a progettare e sostenere in modo autonomo l’integrazione dei figli attraverso la scolarizzazione, la formazione professionale, l’attività ludico-sportiva, la gestione del tempo libero, l’informazione e la partecipazione alla vita della città. 3. Difficoltà di aderire in modo puntuale alle regole legate alla residenzialità/stanzialità (tra cui contratti di consumo, regole di convivenza condominiale e sviluppo di 49 modelli sociali legati alla crescita dei figli.) 4. Residua difficoltà di sostenere, in autonomia, l’accesso dei figli a scuola. 5. Difficoltà di transito da un’economia di sussistenza ad un’economia di sistema. 6. Difficoltà di accesso autonomo alla rete dei servizi pubblici e privati di assistenza/supporto. Gli interventi previsti sono i seguenti: 1. Rilevazione del bisogno/definizione dei criteri/condivisione con i destinatari degli obiettivi dell’intervento. 2. Definizione dell’offerta e dei tempi del progetto individuale 3. Individuazione di un operatore da incaricare specificatamente Piano finanziario: Costo totale previsto Euro 27.142,00 Quota regionale Quota comunale Euro Euro 19.000,00 8142,00 Eventuale quota di altri soggetti da specificare Gli strumenti di monitoraggio possono essere diretti ed indiretti: Diretti: 1 Partecipazione allo staff nomadi/incontri con il referente del progetto. 2 Lavoro in rete con operatori del servizio ed altri del territorio. 3 Costruzione di modelli di confronto con associazioni di tutela culturale dei sinti. Indiretti: 1. Aumento delle capacità di progetto di autonomia dei nuclei. 2. Diminuzione della richiesta di mediazione Indicatori per il monitoraggio/valutazione dei contesti dove sono inseriti i minori. 3. Calo delle richieste di mediazione da parte dei nuclei agli operatori. Azione 1 Il progetto potrà essere valutato in base ad indicatori oggettivi: 1. Adesione dei nuclei a protocolli di prevenzione e cura sui minori (vaccinazioni, screening oculistici, odontoiatrici, bilanci di salute.) 2. Qualità dell’integrazione sociale ed abitativa (palazzo – quartiere-città) 50 3. Accompagnamento a scuola dei figli in autonomia da parte dei genitori. 4. Partecipazione dei minori ad attività di orientamento e formazione post scolastico. 5. Stabilizzazione del reddito proveniente da lavoro subordinato. 51 Programma finalizzato “Contrasto alla povertà e all’esclusione sociale” PROGETTO/INTERVENTO di SVILUPPO/INNOVAZIONE/QUALIFICAZIONE: Denominazione: SPORTELLO DETENUTI IMMIGRATI PRESSO LA CASA CIRCONDARIALE DI PIACENZA Comune o forma associativa exart.16 L.R.2/03 capofila di progetto Comune di Piacenza –Settore Formazione Infanzia Diritto allo Studio o del Programma finalizzato Responsabile del progetto/programma: nominativo e recapiti Destinatari Specificare se è in continuazione di un progetto dell'anno Luciano Fornaroli - Settore Formazione Infanzia e diritto allo studio – Comune di Piacenza – tel 0523 492575 – fax 0523 492515 – e-mail: [email protected] Destinatari intermedi: operatori penitenziari, volontari, mediatori, operatori sociali, personale sanitario Destinatari finali: ristretti nella Casa Circondariale di Piacenza italiani e stranieri, uomini e donne. Si tratta di continuazione di un progetto dell’anno precedente precedente Ambito territoriale di realizzazione Istituzioni/attori sociali coinvolti Obiettivi del progetto (anche eventuali integrazioni con altre aree d’intervento) Azioni previste Piano finanziario: Indicatori per il monitoraggio/valutazione Distretto Urbano Comune di Piacenza Associazione La Ricerca Casa Circondariale di PC 1. migliorare l’ascolto dei bisogni dei detenuti e la adeguatezza delle risposte attraverso gli sportelli 2. attivazione di risorse interne ed esterne al carcere nella progettazione di percorsi di reinserimento sociale per italiani e stranieri 3. migliorare la collaborazione tra operatori penitenziari, sanitari, volontari, CSSA e mediatori 1. COORDINAMENTO 2. SPORTELLI 3. LABORATORI Costo totale previsto Euro € 26.000,00 Quota regionale Euro € 18.200,00 Quota comunale Euro € 7.800,00 (di cui € 1.100,00 effettivi e € 6.700,00 figurativi) Eventuale quota di altri soggetti da specificare -numero dei detenuti che accedono alle attività proposte (nei 12 mesi) - numero operatori coinvolti e numero ore 52 Programma finalizzato “Contrasto alla povertà e all’esclusione sociale” PROGETTO/INTERVENTO di SVILUPPO/INNOVAZIONE/QUALIFICAZIONE: Denominazione: AVVIAMENTO AL LAVORO DETENUTI INTERNATI E IN MISURE ALTERNATIVE Comune o forma associativa exart.16 L.R.2/03 capofila di Comune di Piacenza – Settore Servizi Sociali e abitativi progetto o del Programma nominativo e recapiti Dott. Luigi Squeri – Comune di Piacenza Settore Servizi Sociali ed Abitativi Tel. 0523/492721- Fax 0523/492704 e-mail [email protected] Destinatari Detenuti ristretti nella Casa Circondariale di Piacenza Detenuti in misure alternative al carcere Responsabile del progetto/programma: Specificare se è in continuazione Il progetto è continuazione di analoghi progetti finanziati negli anni precedenti di un progetto dell'anno precedente Ambito territoriale di realizzazione Istituzioni/attori sociali coinvolti Distretto Urbano Comune di Piacenza – Settore Servizi Sociali e abitativi Amministrazione Carceraria Assessorato Provinciale al Lavoro e alla Formazione Professionale Ufficio Esecuzione Penale Esterna Cooperativa Futura • Obiettivi del progetto (anche • eventuali integrazioni con altre aree d’intervento) Azioni previste • Favorire l’occupazione delle persone detenute e inserite in misure alternative al carcere incrementare le opportunità di lavoro disponibili per la cooperativa che opera nell’inserimento lavorativo di detenuti Favorire il collegamento tra la realtà carceraria e il territorio che la ospita, per incrementare le opportunità di sviluppo dei progetti individuali di reinserimento sociale delle persone detenute Continuazione delle attività in corso: informatizzazione certificati impianti termici collaborazione informatica al servizio di gestione mense scolastiche comune di Piacenza inscatolamento e obliterazione ricette città di Milano e 53 Piano finanziario: Indicatori per il monitoraggio/valutazione provincia attività di cantieristica. Realizzazione di una serra interna al carcere, in collaborazione con una cooperativa sociale impegnata nel settore floro vivaistico. Costo totale Quota Quota Eventuale previsto regionale comunale quota di € 26.400,00 € 13.200,00 € altri 13.200,00 soggetti da (effettivi) specificare Incontri di valutazione N. soggetti inseriti 54 AREA IMMIGRAZIONE TABELLA 1 – DAGLI OBIETTIVI STRATEGICI TRIENNALI DELLE AREE AGLI INTERVENTI DEL PROGRAMMA ATTUATIVO 2006 BISOGNI EMERGENTI accoglienza per i nuovi arrivati in particolare per: minori non accompagnati, donne sole con figli o in gravidanza, richiedenti asilo e rifugiati, donne vittime della tratta,badanti informazione sui servizi, conoscenza diritti/doveri sostegno all’accesso ai servizi ( attività di mediazione, preparazione del personale all’accesso multiculturale) ricerca di identità degli adolescenti ( bisogni di aggregazione e di relazioni significative per il contrasto al disagio e al rischio di devianza - ved. area infanzia e adolescenza) Bisogni di iniziative di riflessione sul tema dell’identità, dell’incontro - riconoscimento scambio interculturale sostegno nell’accesso all’abitazione coordinamento fra soggetti pubblici e privati attivi nelle tematiche dell’immigrazione. OBIETTIVI PRIORITARI NEL TRIENNIO Area dell’identità Sviluppo degli interventi che aiutino ad affrontare la tematica complessa dell’identità • Promuovere la nascita di un nuovo Centro Interculturale. • Realizzare percorsi partecipativi e di rappresentanza dei cittadini stranieri Area dell’inclusione Sviluppo degli interventi a sostegno dell’inclusione dei cittadini stranieri • Consolidamento degli interventi nelle scuole: mediazione interculturale, lingua 2 per i neoarrivati e informazione per gli alunni e le loro famiglie • Sviluppo del coordinamento tra i vari soggetti (Scuola, Enti Locali, Terzo Settore) - Stipula di un protocollo per l’accoglienza nelle scuole dei minori stranieri - Percorsi formativi per il personale scolastico (docenti e personale di segreteria) • Consolidamento servizi per l’informazione, l’orientamento, l’accompagnamento, la tutela legale e sviluppo del coordinamento dei diversi sportelli dedicati ai cittadini stranieri • Potenziamento degli interventi per un approccio interculturale nei servizi del territorio. • Sviluppo degli interventi di formazione e tutoring per le assistenti familiari private, elaborazione di un sistema di accreditamento e istituzione di un Albo delle assistenti private. 55 Area della prima accoglienza Potenziamento degli interventi di prima accoglienza e di tutela per situazioni di particolare vulnerabilità: minori stranieri non accompagnati, donne sole con figli, richiedenti asilo e rifugiati, vittime della tratta, ex detenuti che necessitano di percorsi di reinserimento sociale • Realizzazione di un nuovo Centro di prima accoglienza che sostituisca “Torrione Fodesta” • Consolidamento della struttura di accoglienza per minori stranieri • Avvio e consolidamento del servizio di accoglienza temporanea rivolto a cittadini stranieri e italiani (alloggi sociali) • Sperimentazione casa antiviolenza • Sperimentazione di alcuni posti di accoglienza notturna femminile a bassa soglia • Potenziamento dei posti di accoglienza notturna maschile • Consolidamento degli interventi di lotta alla tratta e dei percorsi di protezione e integrazione sociale • Sviluppo delle azioni rivolte a richiedenti asilo e rifugiati • Consolidamento sportello informativo in carcere 56 STATO DI ATTUAZIONE DEGLI OBIETTIVI Area dell’identità Avviata l’attività del Centro Interculturale Attivata la collaborazione con la Provincia nell’ambito del progetto provinciale “Laboratori di cittadinanza” (percorsi partecipativi per l’avvio di un Forum/consulta provinciale) Area dell’inclusione Sottoscritto un protocollo per l’accoglienza nelle scuole dei minori stranieri Realizzati percorsi formativi per il personale scolastico (docenti e personale di segreteria) Confermati gli interventi di mediazione interculturale (in ambito scolastico, nei servizi socio-sanitari, nel Centro per le Famiglie) Confermati gli interventi di consulenza giuridica e assistenza legale Avviato il progetto “Qualificazione del lavoro di cura a domicilio (corsi di italiano per badanti, attività di tutoring, studio di fattibilità di un “elenco badanti “ consultabile dalle famiglie) Confermato il progetto di comunicazione interculturale (interventi di informazione sui media locali da parte di una redazione multietnica) Area della prima accoglienza Consolidata e potenziata l’attività a favore di minori non accompagnati Ampliamento dell’accoglienza abitativa: attivati 9 alloggi sociali che hanno completato l’offerta di 13 alloggi per persone italiane o immigrate in carico ai servizi Confermata l’accoglienza presso il Centro “Torrione Fodesta” , nelle strutture comunali con utenza sia italiana che straniera (“Il Rifugio”, Casa di Via Buffalari, Casa di Cà Torricelle) e la collaborazione con la Caritas Diocesana per l’accoglienza abitativa di persone con particolari problemi di salute o in situazioni di emergenza. Consolidati gli interventi di lotta alla tratta e di protezione sociale per persone vittime di sfruttamento sessuale; confermati gli interventi di riduzione del danno, di tutela e prevenzione sanitaria (Unità di strada, accompagnamenti sanitari) Partecipazione progetto regionale “richiedenti asilo e rifugiati”(messa in rete Enti Locali del territorio regionale e varie organizzazioni del Terzo Settore, messa in comune di conoscenze e buone prassi, aggiornamento giuridico degli operatori) Nell’ambito del Programma Finalizzato contrasto alla povertà e all’inclusione Sociale è stato consolidato lo Sportello detenuti immigrati presso la Casa Circondariale di Piacenza. Attivate borse lavoro e attività responsabilizzanti anche per detenuti immigrati. 57 RIDEFINIZIONE DEGLI OBIETTIVI PRIORITARI PREVISTI NEL PdZ 2005-07 Realizzazione in tempi contenuti di un nuovo servizio che sostituisca il Centro di prima accoglienza “Torrione Fodesta” Attivazione in ambito comunale di un Gruppo di Lavoro intersettoriale di coordinamento per gli interventi a favore degli immigrati Promozione di attività di formazione per i docenti delle scuole con la proposta di cambiamenti nella didattica (l’inserimento del minore straniero non in termini di “normalizzazione”, ma come modifica interculturale dell’insegnamento) Approfondimento nel medio periodo sulla professione e sull’intervento del mediatore interculturale. L’attività presenta caratteristiche in evoluzione e può proporre nuovi contesti progettuali. Approfondimento sulle problematiche ad alto rischio di alcuni contesti cittadini (es. via Roma e zone limitrofe) interessati da una realtà migratoria di difficile convivenza. INTERVENTI PREVISTI PER L’ANNO 2006: PROGETTI DI SVILUPPO/INNOVAZIONE/QUALIFICAZIONE OPPURE DI CONTENIMENTO - COMPLETAMENTO ALLOGGI SOCIALI (S) INTERVENTI PREVISTI PER L’ANNO 2006: PROGRAMMA FINALIZZATO IMMIGRAZIONE “Consulenza giuridica e assistenza legale” “Interventi di interpretariato/traduzione, mediazione interculturale nei servizi comunali e socio-sanitari” “Realizzazione di interventi di assistenza e integrazione sociale a favore di cittadini stranieri vittime di violenza e/o sfruttamento lavorativo o in particolari condizioni di disagio” “Gestione del "Centro interculturale” e sostegno ad iniziative realizzate con le Associazioni aderenti “Tutti a scuola 4": gruppi di accoglienza di italiano come lingua seconda per minori immigrati” “Interventi di mediazione culturale a scuola” 58 PROGETTO/INTERVENTO di SVILUPPO/INNOVAZIONE/QUALIFICAZIONE: Denominazione: COMPLETAMENTO ALLOGGI SOCIALI Comune o forma associativa ex-art.16 Comune di Piacenza L.R.2/03 capofila di progetto o del Programma finalizzato Responsabile del progetto/programma: nominativo e recapiti dott. Luigi Squeri – 0523/492721 [email protected] – Destinatari Cittadini italiani e stranieri inseriti in programmi di reinserimento sociale. Specificare se è in continuazione di un Progetto attivato nell’anno 2005 progetto dell'anno precedente Ambito territoriale di realizzazione Istituzioni/attori sociali coinvolti Comune di Piacenza Settore servizi sociali del Comune di Piacenza Offrire una risposta alloggiativa temporanea protetta a soggetti in carico ai servizi, nell’ambito integrazioni con altre aree d’intervento) del proprio progetto di autonomia esistenziale Segreteria della Commissione di valutazione delle proposte di inserimento, attività di gestione amministrativa e tecnica degli alloggi, collegamento con i servizi referenti per il Azioni previste monitoraggio dell’esperienza, coordinamento del servizio di accompagnamento all’autonomia abitativa (previsto nel programma finalizzato) in collaborazione con il soggetto gestore Costo Quota Quota Eventuale totale regionale comunale quota di Piano finanziario: previsto altri soggetti da specificare N. utenti inseriti Indicatori per il monitoraggio/valutazione Percentuale di passaggi ad alloggio autonomo Obiettivi del progetto (anche eventuali 59 PROGRAMMA FINALIZZATO DI ZONA "INTEGRAZIONE SOCIALE DEI CITTADINI STRANIERI" Iniziativa A - "PIANO IN AMBITO DISTRETTUALE PER AZIONI DI INTEGRAZIONE SOCIALE A FAVORE DEI CITTADINI STRANIERI IMMIGRATI" COMUNE DI PIACENZA - SETTORE SERVIZI SOCIALI E ABITATIVI PROGETTI COSTO Consulenza giuridica e assistenza legale Interventi di interpretariato/traduzione, mediazione interculturale nei servizi comunali e socio-sanitari Realizzazione di interventi di assistenza e sostegno economico a favore di cittadini stranieri in particolari condizioni di disagio Gestione del "Centro interculturale" e sostegno ad iniziative realizzate con le Associazioni aderenti 12.857,15 TOTALE 9.285,72 FINANZIAMENTO RICHIESTO ALLA REGIONE 9.000,00 6.500,00 QUOTA A CARICO DEL COMUNE 3,857,15 2.785,72 7.000,00 4.010,15 2.989,85 21.428,58 15.000,00 6.428,58 50.571,45 34.510,15 16.061,30 COMUNE DI PIACENZA – SETT. FORMAZIONE, INFANZIA, DIRITTO ALLO STUDIO PROGETTI COSTO “Tutti a scuola 4": gruppi di accoglienza di italiano come lingua seconda per minori immigrati Interventi di mediazione linguistico - culturale a scuola 30.000,00 TOTALE 49.300,00 TOTALE GENERALE 19.300,00 99.871,45 FINANZIAMENTO RICHIESTO ALLA REGIONE 21.000,00 QUOTA A CARICO DEL COMUNE 9.000,00 13.510,15 5.789,85 34.510,15 14.789,85 69.020,30 30.851,15 60 PROGRAMMA IN AMBITO DISTRETTUALE PER AZIONI DI INTEGRAZIONE SOCIALE A FAVORE DEI CITTADINI STRANIERI IMMIGRATI ai sensi della deliberazione della Assemblea n.33/2005 e della Giunta Regionale n. 2192/2005 Legislativa Paragrafo 3.5.2. Iniziativa A DISTRETTO URBANO DI PIACENZA COMUNE CAPOFILA DEL PROGRAMMA DISTRETTUALE PIACENZA NOMINATIVO TECNICO DI RIFERIMENTO DISTRETTUALEDott. Luigi Squeri QUALIFICA- Responsabile Servizio Adulti, Anziani e Disabilità Settore Servizi Sociali TELEFONO, FAX, E-MAIL Tel. 0523- 492721 Fax. 0523 - 492704 @mail [email protected] 61 Progetto N. 1 A) Dati generali del progetto Titolo del progetto Consulenza giuridica e assistenza legale COORDINATORE TECNICO: NOMINATIVO Dott. Luigi Squeri ENTE/SOGGETTO DI APPARTENENZA Comune di Piacenza QUALIFICA Responsabile Servizio Adulti, Anziani e Disabilità TELEFONO, FAX, E-MAIL te. 0523/492721 - fax 0523 402704 [email protected] IL PROGETTO E': [X] Continuazione di attività in corso partire dall’anno 2000 [X] Ha ottenuto finanziamenti a carico del Politiche Migratorie anni 1999-2000-2001-2002 Fondo Nazionale [x] Ha ottenuto finanziamenti a n.2/2003 – Programma annuale 2004 Legge Regionale carico della Durata del Progetto : 9 mesi B) Soggetti Partecipanti Proponente/Capofila COMUNE DI PIACENZA Soggetti pubblici coinvolti Comuni del Distretto Urbano Soggetti privati coinvolti MIGRANTES DIOCESANA, con esperti legali operanti anche in altre Province e Regioni per l'opportuno confronto giurisprudenziale. Soggetti attuatori Nome: Migrantes Diocesana (Diocesi di Piacenza- Bobbio) Sede Legale: Via Torta 22 - 29100 Piacenza 62 C) Descrizione del Progetto Obiettivi del progetto Tutela dei diritti degli immigrati anche in materia di azione civile contro la discriminazione. Possibilità di consolidamento futuro dell'intervento proposto: L'intervento si pone all'interno delle azioni per l'integrazione sociale degli immigrati previste dal Piano di zona del Distretto Urbano. D) Descrizione del piano di attività generale del Progetto Sintesi il tipo di attività che si intende realizzare L'attività intende assicurare i diritti della "presenza legale": interventi sia a tutela dei diritti sia configuranti un percorso assistito in materia di azione civile contro la discriminazione. Gli immigrati presenti sul territorio necessitano di un servizio di consulenza e assistenza legale sia per la tutela dei loro diritti, sia per avere un referente legale che persegua il bene della persona e non un'attività lucrativa. Tale servizio inoltre si sostituisce ad informazioni parziali o errate che portano ad imboccare percorsi alternativi a quelli legali. La casistica e le situazioni sono le più varie: dalle pratiche concernenti il soggiorno regolare, la disciplina del lavoro, la tutela dell'unità familiare (ricongiungimenti, permessi per motivi familiari), ai rapporti con le autorità competenti del territorio. L'attività si estende anche ai rapporti con le nostre rappresentanze diplomatiche e consolari all'estero. Cura inoltre anche il settore dell'integrazione nel suo aspetto prettamente giuridico (parità di trattamento dei lavoratori stranieri, carta di soggiorno…). Sono inoltre curate iniziative pubbliche di informazione sulla normativa. Soggetti coinvolti nel progetto (Network), modalità di collaborazione, competenze operative e finanziarie di ciascuno e modalità di coordinamento della rete Comune di Piacenza: progettazione, monitoraggio e verifica; segnalazione casi particolari seguiti dal servizio sociale; attività amministrativa. Finanziamento del 30% del progetto. "Migrantes": soggetto attuatore del progetto. Attività di sportello di consulenza giuridica e assistenza legale. 63 Destinatari del Progetto: Tipologie dei destinatari n. dei soggetti destinatari Luoghi/contesti per contatto con i destinatari Immigrati stranieri presenti nel territorio nonché cittadini italiani a vario titolo interessati (datori di lavoro, familiari…) Diretti: circa 50 consulenze mensili Indiretti: il 30% di questo interessa anche cittadini italiani che interagiscono con gli immigrati Sede dell'ufficio: Via Torta 22; per gli incontri generali sulla normativa sala conferenze in Via Torta 14; I destinatari possono essere incontrati anche presso la sede dell'Ufficio Stranieri del Comune. Coinvolgimento dei destinatari L'attività di consulenza si effettua in tre pomeriggi la settimana (nei giorni di martedì/mercoledì/giovedì dalle ore 15 alle ore 17) presso la sede di Via Torta 22. Il servizio in tali giorni è aperto all'utenza che può accedere autonomamente o su segnalazione del servizio sociale del Comune di Piacenza. Li incontri generali si effettuano periodicamente, generalmente nei giorni di sabato per consentire la larga partecipazione degli immigrati, presso la Sala Conferenze di Via Torta 14. Effetti attesi : definizione qualitativa I risultati perseguiti si riferiscono alla tutela dei diritti, all'integrazione nel segno della legalità, contribuendo in tal modo ai percorsi di cittadinanza. Effetti attesi : stima quantitativa Si intende proseguire l'attività già in atto quantificando una media di 50 consulenze mensili a vario titolo. E) Descrizione del piano specifico delle attività del Progetto L'attività si estrinseca principalmente nella consulenza e assistenza legale effettuata singolarmente ed esercitata nella sede dell'Ufficio di consulenza (Via Torta 22). L'attività generale di informazione sulla normativa viene realizzata ciclicamente sia con incontri- conferenze sia avvalendosi dei mezzi di comunicazione locali con la pubblicazione di sintesi degli interventi. Mensilmente il servizio sociale comunale sarà presente presso la sede dell'ufficio di consulenza negli orari di apertura per 64 favorire il necessario coordinamento e l'analisi dei casi segnalati dai vari servizi, nonché l'eventuale presa in carico congiunta degli interessati. Personale attività : necessario Qualifica 1 Funzionario sociale 1 Assistente sociale 2 Assistente sociale 1 Operatore amministrativo 1 Coordinat. Tecnico per lo svolgimento della suindicata Livello Formazione Orario/ Specifico settimana Laurea scienze politiche 20 ore in totale Diploma servizio sociale 18 ore in totale (monitoraggio) Diploma servizio sociale 140 ore in totale Maturità scientifica 10 ore in totale 1 Consulente legale Direttore Coord Giuridico Laurea in legge 1 Volontario 1 Volontario Consulente del lavoro Mediatrice culturale 1 Volontario Studente giurisprudenza 1 Volontario Studente giurisprudenza 1 Volontario Addetta alla segreteria Mart/merc/giov 15-17 Mart/merc/giov 15-17 Giovedì 15-17 Mart/merc/giov 15-17 Merc/giov. 15-17 Merc/giov. 15-17 Giovedì 15-17 F) Attività precedenti Attività già svolte negli ultimi tre anni dall'ente proponente e dai soggetti attuatori rispetto a problematiche analoghe a quelle oggetto di questo progetto Il progetto è proseguimento di analoghi progetti realizzati dal Comune di Piacenza e da Migrantes e finanziati precedentemente con i fondi inizialmente relativi ai Piani territoriali per le politiche migratorie ed in seguito previsti dal Piano di Zona. G) Informazione e diffusione dei risultati: L'informazione sulla possibilità di avvalersi della consulenza legale presso l'Ufficio della Migrantes Diocesana è data dagli immigrati stessi, dal Servizio Sociale e dai canali propri di Migrantes e della Diocesi e dai mezzi di comunicazione locali. L'illustrazione dell'attività di tutela legale degli immigrati trova spazio nei mezzi di comunicazione e nelle iniziative 65 pubbliche organizzate dalla Migrantes nelle "Settimane Migratorie" (ciclo di conferenze e varie iniziative organizzate dalla Migrantes nel mese di novembre) in cui si danno informazioni, linee di tendenza, orientamenti e risultati. H) Monitoraggio e Valutazione Un operatore del Settore Servizi Sociali sarà presente mensilmente presso la sede della Migrantes per potenziare la attività di collaborazione. La Migrantes presenterà relazioni periodiche al Comune capofila circa il numero delle persone assistite, la casistica affrontata ed i risultati ottenuti. Sulla base dell'attività di monitoraggio saranno organizzate periodiche riunioni di verifica e valutazione tra gli incaricati del Comune ed i responsabili di Migrantes. I)Preventivo Economico Voci di spesa (N.B.: Non sono ammissibili a contributo le spese relative a costruzione, acquisto e ristrutturazione di immobili. Non sono ammissibili a contributo le spese sanitarie. Ogni progetto facente parte del "programma" distrettuale deve prevedere un cofinanziamento pari almeno al 30% del totale del costo previsto per la realizzazione del progetto. Le spese generali di progettazione, di formazione e di documentazione si considereranno ammissibili fino ad un massimo del 10% del costo totale del programma). A) Spese generali di progettazione Totale ore 20 Costo orario € 25,00 Totale costo € 500,00 B) Spese di documentazione Totale € 200,00 66 C) Personale espressamente adibito al progetto Personale comunale Assistente sociale (Monitoraggio mensile) Totale ore 18 Costo orario € 20,00 Totale costo € 360,00 Assistenti sociali (Prima istruttoria e gestione casi in carico) totale ore 140 Costo orario € 17,00 Totale costo € 2.380,00 Operatore amministrativo Totale ore Costo orario Totale 10 € 17,00 € 170,00 Personale dell'ente gestore: Totale ore consulenza 680 istruzione pratiche 370 Costo orario 6,00 Totale costo € 6.300,00 D) Attrezzature, arredi e materiali (elencare): Totale costo attrezzature ___________ E) Spese di gestione Locali Totale Materiali di consumo Totale Spese di manutenzione Totale Utenze Totale Spese amministrative Totale 200,00 1.000,00 Totale gestione 1.200,00 F) Spese di trasporto e di residenzialità € 700,00 G) Spese di formazione degli operatori Operatori comunali € 400 Operatori ente gestore € 600 Totale € 1.000 H) Forme di sostegno economico diretto a soggetti immigrati 67 I) Altre spese (Spese amministrative di gestione del progetto) Totale € 47,15 COSTO COMPLESSIVO DEL PROGETTO COSTO A CARICO DEI COMPLESSIVO: COMUNE DI PIACENZA SOGGETTI € 12.857,15 PROPONENTI FINANZIAMENTO REGIONALE RICHIESTO € € PARI AL 30% DEL COSTO 3.857.15 9.000,00 68 Progetto N. 2 A) Dati generali del progetto Titolo del progetto INTERVENTI DI INTERPRETARIATO, TRADUZIONE, INTERCULTURALE NEI SERVIZI COMUNALI E SOCIOSANITARI MEDIAZIONE COORDINATORE TECNICO: NOMINATIVO ENTE DI APPARTENENZA QUALIFICA Squeri Luigi COMUNE DI PIACENZA Responsabile Servizio Adulti, Anziani e Disabilità TELEFONO 0523-492721, FAX 0523-492704, E-MAIL [email protected] IL PROGETTO E': [X] Continuazione di attività in corso a partire dall’anno 2000 [X] Ha ottenuto finanziamenti a carico del Fondo Politiche Migratorie 1999 - 2000 - 2001 – 2002 [x] Ha ottenuto finanziamenti a carico della Legge n.2/2003 – Programma annuale 2004 Nazionale Regionale Durata del Progetto : semestrale B) Soggetti Partecipanti Proponente/ Capofila COMUNE DI PIACENZA Soggetti pubblici e privati coinvolti COMUNI DEL DISTRETTO URBANO AZIENDA USL PREFETTURA - QUESTURA Soggetti privati coinvolti: ASSOCIAZIONE “SENTIERI NEL MONDO ONLUS” ASSOCIAZIONE "AMICI DELLA BIBLIOTECA ALBANESE 29 NOVEMBRE" Soggetti attuatori 69 Nome: ASSOCIAZIONI SENTIERI NEL MONDO - ONLUS Ragione Sociale: ASSOCIAZIONE SENTIERI NEL MONDO –ONLUS - C.F.91070260335 Sede Legale : VIA S.GIOVANNI, 12 - PIACENZA. ASSOCIAZIONE "AMICI DELLA BIBLIOTECA ALBANESE 29 NOVEMBRE RAGIONE SOCIALE: ASSOCIAZIONE "AMICI DELLA BIBLIOTECA ALBANESE 29 NOVEMBRE" ASSOCIAZIONE DI PROMOZIONE SOCIALE C.F. 91079170337 SEDE LEGALE VIA CAPRA 9 - PIACENZA Altri soggetti partecipanti Verranno coinvolti singoli cittadini immigrati, quali esperti esterni, per le nazionalità non rappresentate nell’Associazione “Sentieri nel mondo”. C) Descrizione del Progetto Contesto Locale L'incremento della presenza dei cittadini stranieri nel territorio è costante e congiuntamente si assiste all'aumento del numero dei nuclei familiari e del numero di minori in rapporto al totale della popolazione. Molto ampia è la varietà di paesi di provenienza con la connessa differenziazione di lingue e culture d'origine. Il Comune di Piacenza è caratterizzato da una forte presenza di immigrazione albanese (ormai la comunità straniera più numerosa). - L’attività di mediazione, come è chiaramente emerso dal confronto nel Tavolo Tematico area immigrazione, è ritenuta necessaria ed essenziale per favorire l’integrazione dei cittadini stranieri. Si ritiene peraltro che questo settore di attività sia nel nostro territorio in evoluzione e possa proporre nuovi contesti progettuali che tengano conto degli specifici corsi di formazione provinciali in atto. L’intervento delle Associazioni, storicamente coinvolte nell’attività di mediazione, potrà nel tempo essere superata da altre forme di affidamento del servizio da studiare nel medio periodo. Si intende quindi utile, al momento, dare continuità all’intervento con un progetto che copra solo sei mesi di questa attività in vista del necessario approfondimento in materia Obiettivi del progetto - favorire l’integrazione di immigrati nel tessuto sociale piacentino; sostegno alle famiglie straniere di recente immigrazione ed in particolare alle madri di minori in età scolare; favorire la comprensione delle regole che stanno alla base della convivenza sociale; 70 - - favorire la comprensione tra il cittadino immigrato e le Istituzioni del territorio (Prefettura, Questura, Comune, servizi A.USL di Piacenza); prevenire o risolvere situazioni di conflitto interculturali fornire alle persone immigrate informazioni sulle risorse e le opportunità del territorio, anche con il loro accompagnamento. Possibilità di consolidamento futuro dell'intervento proposto: L'intervento si pone all'interno delle azioni per l'integrazione sociale degli immigrati previste dal Piano di zona del Distretto Urbano. D) Descrizione del piano di attività generale del Progetto Sintesi del tipo di attività che si intende realizzare Garantire pari opportunità di accesso e tutelare le differenze. Sostegno all'interculturalizzazione dei vari servizi del territorio intesa come capacità di approccio accogliente ed erogazione di prestazioni adeguate alle necessità dei nuovi cittadini. Interventi di mediatori culturali che consolidino una specifica professionalità, tale da garantire sia la ricognizione dei bisogni degli utenti sia l’ottenimento di adeguate prestazioni da parte dei servizi. Soggetti coinvolti nel progetto (Network): modalità di collaborazione, competenze operative e finanziarie di ciascuno e modalità di coordinamento della rete Comune di Piacenza: Progettazione, attività di coordinamento riferita alle richieste dei vari soggetti del territorio, monitoraggio e verifica, attività amministrativa. Finanziamento del progetto. Sentieri nel mondo: Soggetto attuatore del progetto, attività di mediatori interculturali nei vari servizi, traduzioni (ad esclusione dell'area albanese). Associazione "Amici della Biblioteca Albanese 29 novembre": Soggetto attuatore del progetto, attività di mediatori interculturali nei vari servizi, traduzioni a favore dei cittadini albanesi. Comuni del Distretto Urbano, Azienda USL, Questura, Prefettura: Richieste di interventi di mediazione al Comune di Piacenza che coordina l’invio dei singoli mediatori. 71 Destinatari del Progetto: Tipologie dei destinatari Singoli adulti immigrati Famiglie immigrate N° dei soggetti Diretti: 800 destinatari Indiretti: 1500 Luoghi/contesti per 1) Uffici comunali di Piacenza contratto con i 2) Servizi Sociali dei Comuni del destinatari Distretto Urbano 3) Prefettura 4) Questura 5) Servizi socio-sanitari dell’Azienda USL Coinvolgimento dei destinatari: I destinatari del Progetto si intendono raggiungere e coinvolgere attraverso: - la segnalazione dei referenti delle Istituzioni Pubbliche e private; - La conoscenza diretta di famiglie immigrate, Associazioni di cittadini immigrati, Mediatori culturali. Effetti attesi : definizione qualitativa - Sostegno all' integrazione nel tessuto sociale piacentino da parte degli stranieri. - Miglioramento del dialogo interculturale tra immigrati e Istituzioni. - Conoscenza da parte degli immigrati dell’attuale normativa che regola l’immigrazione e fruizione dei servizi in modo appropriato. - Sostegno alla formazione all'accoglienza e all'assistenza con approccio interculturale da parte degli operatori dei vari servizi. Effetti attesi : stima quantitativa Rispondere alle esigenze di intervento delle istituzioni durante tutto l’arco dell’anno (coinvolgendo direttamente da 800 a 1000 nuovi cittadini). E) Descrizione del piano specifico delle attività del Progetto Descrizione delle attività - Interventi di mediazione interculturale nell’ambito dei servizi comunali e, a richiesta, nei vari servizi del territorio - Incontri individualizzati (mediatore culturale – immigrato) per analizzare i problemi e prevenire i conflitti ; 72 - Incontri a tre (mediatore, referente delle Istituzioni, immigrato) per facilitare la comunicazione e la relazione tra i soggetti al fine di raggiungere l’obiettivo; - Gruppi di mutuo e autoaiuto di madri di recente immigrazione condotti da mediatori nell’ambito del Centro per le Famiglie; - Interpretariato, accompagnamento ai servizi; - Traduzione di moduli, regolamenti, istruzioni, normativa, al fine di favorire la comprensione degli stessi. Personale attività : necessario Qualifica 1 Funzionario sociale 1 Funzionario sociale 1 Assistente sociale 1 Operatore sociale 1 Operatore amministrativo Mediatori culturali lingua araba, albanese, spagnola, serba, russa, cinese, macedone, ecc.. per lo svolgimento della suindicata Livello Formazione Orario/ Specifico settimana Laurea in scienze politiche 10 ore in totale Laurea in pedagogia 10 ore in totale Diploma servizio sociale 80 ore in totale Laurea in scienze dell'educazione Maturità scientifica 50 ore in totale 5 ore in totale preferibilmente in possesso 360 ore in totale di attestato di partecipazione ad appositi corsi di formazione (corso ENAIP, corsi universitari, corsi regionali, ecc…) F) Attività precedenti Attività già svolte negli ultimi tre anni dall'ente proponente e dai soggetti attuatori rispetto a problematiche analoghe a quelle oggetto di questo progetto Il progetto è proseguimento di analoghi interventi realizzati dal comune di Piacenza e finanziati con fondi relativi ai Piani territoriali per le politiche migratorie e dal precedente Piano di Zona 73 I mediatori che fanno parte degli enti attuatori hanno collaborato negli ultimi tre anni con il Comune e con le altre istituzioni del territorio effettuando interventri di mediazione interculturale e interpretariato. G) Informazione e diffusione dei risultati: - Pieghevole in distribuzione a uffici pubblici sulla funzione e la risorsa del mediatore culturale e sulle modalità di utilizzo di tale risorsa nell’ambito del presente progetto; - Informazione tramite mezzi di comunicazione locali; - Raccolta, documentazione e messa in rete del materiale prodotto. H) Monitoraggio - Incontri mensili di monitoraggio e verifica sull’andamento del progetto presso il Settore Servizi Sociali del Comune. - Relazioni trimestrali a cura dell’Associazione Sentieri nel mondo e dell'Associazione Amici della Biblioteca Albanese 29 Novembre sull’andamento del servizio di mediazione nei diversi servizi pubblici. i) Valutazione: Valutazione in itinere sulla base del monitoraggio da parte dei responsabili del Settore Servizi Sociali del Comune, sull’adeguatezza di funzionamento del servizio e del raggiungimento degli obiettivi previsti. Eventuale ridefinizione delle metodologie d’intervento in accordo con i soggetti gestori. L) Preventivo Economico Voci di spesa (N.B.: Non sono ammissibili a contributo le spese relative a costruzione, acquisto e ristrutturazione di immobili. Non sono ammissibili a contributo le spese sanitarie. Ogni progetto facente parte del "programma" distrettuale deve prevedere un cofinanziamento pari almeno al 30% del totale del costo previsto per la realizzazione del progetto. Le spese generali di progettazione, di formazione e di documentazione si considereranno ammissibili fino ad un massimo del 10% del costo totale del programma). A) Spese generali di progettazione, avvio e promozione Totale ore 10 74 Costo orario € 25,00 Totale costo € 250,00 B) Spese di documentazione Totale _______________________ C) Personale espressamente adibito al progetto Personale comunale Funzionario sociale Assistente sociale Totale ore Costo orario Totale costo 10 € € Totale ore 20,00 200,00 80 Costo orario € 17,00 Totale costo € 1.360,00 Operatore amministrativo Totale ore Costo orario Totale Operatore sociale 5 € 17,00 € 85,00 Totale ore 50 Costo orario € 17.00 Totale € 850,00 Personale Enti Gestori: Mediatori Interculturali Totale ore 360 Costo orario € 17,00 Totale € 6.120,00 75 D) Attrezzature, arredi e materiali (elencare): Totale costo attrezzature ___________ E) Spese di gestione Locali Totale Materiali di consumo Totale Spese di manutenzione Totale Utenze (spese telefoniche) Totale Spese amministrative Totale ________________________ ________________________ ________________________ € 380,00 ________________________ Totale gestione € 380,00 F) Spese di trasporto e di residenzialità G) Spese di formazione degli operatori H) Forme di sostegno economico diretto a soggetti immigrati I) Altre spese (spese amministrative di gestione del progetto) Totale € COSTO COMPLESSIVO DEL PROGETTO COSTO A CARICO DEI COMPLESSIVO: COMUNE DI PIACENZA SOGGETTI 40,72 € 9.285,72 PROPONENTI € PARI AL 30% DEL COSTO 2.785,72 FINANZIAMENTO REGIONALE RICHIESTO € 6.500.00 76 Progetto N. 3 A) Dati generali del progetto Titolo del progetto REALIZZAZIONE DI INTERVENTI DI ASSISTENZA E SOSTEGNO ECONOMICO A FAVORE DI CITTADINI STRANIERI IN PARTICOLARI CONDIZIONI DI DISAGIO COORDINATORE TECNICO: NOMINATIVO ENTE DI APPARTENENZA QUALIFICA Squeri Luigi COMUNE DI PIACENZA Responsabile Servizio Adulti, Anziani e Disabilità TELEFONO 0523-492721, FAX 0523-492704, E-MAIL [email protected] IL PROGETTO E': [x] Continuazione di attività in corso a partire dall’anno 2000 In tal caso: [x] Ha ottenuto finanziamenti a carico del Fondo Nazionale Politiche Migratorie anni 1999 - 2000 - 2001 - 2002 [x] Ha ottenuto finanziamenti a carico della Legge Regionale n.2/2003 – Programma annuale 2004 Durata del Progetto : ANNUALE B) Soggetti Partecipanti Proponente/Capofila COMUNE DI PIACENZA Soggetti pubblici coinvolti COMUNE DI PIACENZA QUESTURA DI PIACENZA AZIENDA U.S.L. 77 Soggetti attuatori Settore Servizi Sociali del Comune di Piacenza Motivazione della scelta del soggetto o dei soggetti attuatori: Il Comune di Piacenza, attraverso il proprio servizio sociale, attua interventi assistenziali a favore di persone straniere che possono evidenziare particolari problemi socio-sanitari e disagio socio-economico (richiedenti asilo, titolari di permesso per motivi umanitari, persone appena dimesse dall’ospedale e senza fissa dimora, persone con situazioni di salute compromessa e senza reti familiari, ecc...). Questa utenza necessita di interventi congrui e tempestivi che non trovano sufficienti risorse finanziarie all’interno degli attuali capitoli di bilancio. C) Descrizione del Progetto Contesto Locale L’aumento della popolazione straniera nel Comune di Piacenza è stato molto significativo negli ultimi anni. In particolare si è verificato un incremento del numero dei nuclei familiari come conseguenza dei ricongiungimenti familiari. L'incremento della presenza straniera ha portato anche al manifestarsi, con maggiore frequenza, di situazioni di grave disagio socio-assistenziale ed economico (a causa si improvvisi decessi, malattie o altro).Le situazioni risultano a rischio di emarginazione in quanto le persone straniere spesso non hanno alcuna rete familiare di supporto. Si registrano inoltre situazioni di nuclei, spesso anche monogenitoriali o di persone singole che giungono nel territorio e presentano bisogni di accoglienza di emergenza (richiesta asilo,titolari di permesso per motivi umanitari, separazioni improvvise ecc….). Gli interventi richiesti sono i seguenti: - Reperimento strutture e pagamento spese per ospitalità temporanea; - Erogazione contributi straordinari per spese assistenziali e sanitarie non coperte dalle disponibilità ordinarie dei bilanci assistenziali e sanitari. Obiettivi del progetto Il progetto ha l’obiettivo di offrire risposte tempestive a bisogni straordinari di tipo sanitario o assistenziale prevedendo interventi di accoglienza, assistenza e integrazione a favore di persone straniere in carico ai Servizi Sociali per particolari condizioni di disagio. 78 Possibilità di consolidamento futuro dell'intervento proposto: L'intervento si pone all'interno delle azioni per l'integrazione sociale degli immigrati previste dal Piano di zona del Distretto urbano. D) Descrizione del piano di attività generale del Progetto L’attività del progetto intende garantire pari opportunità di accesso e tutelare le differenze tramite l'attuazione di interventi di rete per l’accoglienza, l’assistenza e l’integrazione sociale di persone straniere in gravi condizioni di disagio sociale non diversamente affrontabili con gli ordinari strumenti assistenziali. Soggetti coinvolti nel progetto (Network): modalità di collaborazione, competenze operative e finanziarie di ciascuno e modalità di coordinamento della rete L’attività di assistenza è gestita dal Servizio Sociale del Comune di Piacenza, in collaborazione con i competenti Uffici della Questura, con vari servizi dell’Azienda U.S.L. e con i vari soggetti del privato sociale che, di volta in volta, potranno essere identificati e attivati. Destinatari del Progetto: Tipologie dei destinatari Cittadini stranieri (singoli e nuclei familiari) n. dei soggetti destinatari Diretti ………….. Indiretti ……….. Luoghi/contesti per contatto con i destinatari Uffici comunali, Servizi sanitari del territorio Coinvolgimento dei destinatari I servizi socio-sanitari del territorio, la locale Questura ed eventuali soggetti del privato sociale segnalano le persone per le quali è necessario attivare progetti di intervento assistenziale. Il Servizio Sociale elabora ed attiva tali progetti a favore dei soggetti segnalati. L’attività ordinaria di servizio sociale consente di raggiungere altri potenziali destinatari degli interventi. Effetti attesi : definizione qualitativa 79 Ridurre lo stato di disagio e di emarginazione ed offrire nuove opportunità di inserimento sociale a persone singole e nuclei stranieri presenti sul territorio comunale. E) Descrizione del piano specifico delle attività del Progetto Descrizione delle attività ) Interventi in collaborazione con servizi socio-sanitari del territorio, con uffici della Questura e con soggetti del privato sociale(segnalazione, presa in carico,verifiche ecc…) Colloqui di servizio sociale Visite domiciliari Compilazione cartelle Relazioni sociali Elaborazione di progetti assistenziali Monitoraggio delle situazioni. Personale necessario per lo svolgimento della suindicata attività : Qualifica Livello Formazione Specifico Orario/ settimana 1 Funzionario Laurea in scienze politiche 20 in totale sociale 3 Assistenti Diploma servizio sociale 90 in totale sociali 1 Operatore Maturità scientifica 10 in totale amministrativo Risorse strumentali e materiali necessarie alla realizzazione del progetto: Cartelle di servizio sociale Legislazione F) Attività precedenti Attività già svolte negli ultimi tre anni dall'ente proponente e dai soggetti attuatori rispetto a problematiche analoghe a quelle oggetto di questo progetto I servizi sociali del Comune (area adulti/ufficio stranieri e area minori) hanno seguito diverse situazioni di persone immigrate che presentavano situazioni di grave disagio personale e familiare ed hanno richiesto interventi economici di notevole entità, anche a causa dell'assenza di reti parentali efficaci. Negli ultimi anni gli stessi servizi hanno preso in carico persone immigrate che,giunte nel territorio, presentano bisogni di accoglienza di emergenza (richiedenti asilo, titolari di permesso per motivi umanitari, separazioni improvvise, persone appena dimesse dall’ospedale e senza fissa dimora, ecc...) 80 G) Informazione e diffusione dei risultati: Trattandosi di progetti socio-assistenziali di carattere riservato, non è prevista l'attività di informazione a terzi. La Regione riceverà le informazioni previste. H) Monitoraggio Monitoraggio sui casi da parte del Servizio sociale Supervisione interna sull'andamento del progetto. i) Valutazione: La valutazione sul progetto viene effettuata nell’ambito del Settore Servizi Sociali e Abitativi del Comune. M) Preventivo Economico Voci di spesa (N.B.: Non sono ammissibili a contributo le spese relative a costruzione, acquisto e ristrutturazione di immobili. Non sono ammissibili a contributo le spese sanitarie. Ogni progetto facente parte del "programma" distrettuale deve prevedere un cofinanziamento pari almeno al 30% del totale del costo previsto per la realizzazione del progetto. Le spese generali di progettazione, di formazione e di documentazione si considereranno ammissibili fino ad un massimo del 10% del costo totale del programma). A) Spese generali di progettazione, avvio e promozione B) Spese di documentazione Totale _______________________ C) Personale espressamente adibito al progetto Assistenti sociali Totale ore 25 Costo orario € 17,00 Totale costo € 425,00 81 D) Attrezzature, arredi e materiali (elencare): Totale costo attrezzature ___________ E) Spese di gestione Locali Totale Materiali di consumo Totale Spese di manutenzione Totale Utenze Totale Spese amministrative Totale ________________________ ________________________ ________________________ ________________________ ________________________ Totale gestione _______________ F) Spese di trasporto e di residenzialità G) Spese di formazione degli operatori H) Forme di sostegno economico diretto a soggetti immigrati € 6.500,00 I) Altre spese (spese amministrative di gestione del progetto) Totale € 75,00 COSTO COMPLESSIVO DEL PROGETTO € 7.000,00 COSTO A CARICO DEI SOGGETTI PROPONENTI PARI AL 42,71% DEL COSTO COMPLESSIVO: COMUNE DI PIACENZA € 2.989,85 FINANZIAMENTO REGIONALE RICHIESTO € 4.010,15 82 Progetto N. 4 A) Dati generali del progetto Titolo del progetto GESTIONE DEL CENTRO INTERCULTURALE E SOSTEGNO AD INIZIATIVE REALIZZATE CON LE ASSOCIAZIONI ADERENTI COORDINATORE TECNICO: NOMINATIVO ENTE DI APPARTENENZA QUALIFICA Squeri Luigi COMUNE DI PIACENZA Responsabile Servizio Adulti, Anziani e Disabilità TELEFONO 0523-492721, FAX 0523-492704, E-MAIL [email protected] IL PROGETTO E': [x] Continuazione di attività in corso a partire dall’anno 2003 come sostegno economico alle associazioni di cittadini stranieri In tal caso: [x] Ha ottenuto finanziamenti a carico del Fondo Nazionale Politiche Migratorie anno 2002 e 2003; [x] Ha ottenuto finanziamenti a carico della Legge Regionale n.2/2003 – Programma annuale 2004 Durata del Progetto : semestrale B) Soggetti Partecipanti Proponente/Capofila Comune di Piacenza Soggetti pubblici coinvolti Provincia di Piacenza Soggetti privati coinvolti - Caritas Diocesana - Associazione Koinè – redazione multietnica (informazione) - Associazione “Sentieri nel Mondo” (mediazione interculturale) - Associazione “Mondo Aperto” (formazione e informazione, centro Documentazione) - Cooperativa Sociale “L’Ippogrifo” (mediazione interculturale) 83 - Cooperativa Sociale “Goccia di Terra” (mediazione e animazione Interculturale) - Svep (servizi per le associazioni del territorio) - Associazioni di cittadini stranieri presenti sul territorio Soggetti attuatori SOL.CO Piacenza - Consorzio Cooperative Sociali Società Cooperativa Sociale a.r.l. Via Colombo,35 – Piacenza. C) Descrizione del Progetto Contesto Locale Negli ultimi anni l’incremento della popolazione immigrata e la maggiore stabilità delle presenze sul territorio è stata seguita dal nascere a Piacenza di numerose Associazioni di cittadini stranieri con necessità di una sede e di un coordinamento. Si è evidenziata la richiesta di valorizzazione delle culture d’origine degli immigrati e la necessità di fornire strumenti per il dialogo interculturale. I diversi progetti in questa materia formulati negli ultimi tempi dalle singole associazioni avevano evidenziato una certa frammentarietà se non situazioni di contrapposizione. Nel confronto attuato con i vari soggetti attivi in materia di immigrazione e con le associazioni di cittadini stranieri nell’ambito del Tavolo Tematico Area Immigrazione del P.d.Z è stata evidenziata la necessità di promuovere l’avvio di un Centro Interculturale comunale che fosse luogo di riferimento e di condivisione riconosciuto da tutte le associazioni. Nel Centro doveva essere garantita l'attività di gestione (eventualmente in convenzione con un soggetto del terzo settore)tramite personale che fosse responsabile del concreto funzionamento della struttura, coordinasse le varie attività e fosse punto di riferimento anche dal punto di vista amministrativo. Nel mese di maggio 2005 è' stato attivato un gruppo di lavoro composto da Comune, Caritas, Sindacato, rappresentanti dei cittadini stranieri (il Coordinatore della Consulta Comunale Immigrazione e mondialità e un rappresentante indicato da dieci associazioni di stranieri) che ha definito un impianto di ricercaazione sul mondo associativo degli stranieri con l’obiettivo di censire le realtà presenti, formalmente costituite e non, sondare l’interesse e la disponibilità a partecipare alle attività del Centro, esplorare bisogni e aspettative che le associazioni e i gruppi informali nutrono rispetto al Centro. E' stata definita una collaborazione con la Provincia nel quadro del progetto “Laboratori di Cittadinanza” previsto dal Piano territoriale provinciale per azioni di integrazione sociale a favore dei cittadini stranieri immigrati 2005 (punto 3.5.1 D.C.R. 615/04). 84 Questa collaborazione ha consentito di inserire il percorso proposto dal gruppo di lavoro guida attivato dal Comune di Piacenza all’interno del progetto stesso. E’ stata quindi realizzata un’indagine conoscitiva sull’associazionismo dei cittadini stranieri in provincia di Piacenza. Il Centro interculturale comunale è stato avviato nell’anno in corso e nell’ambito del progetto provinciale sopracitato si sta realizzando un percorso formativo per un gruppo di referenti delle Associazioni che hanno aderito al progetto di alfabetizzazione istituzionale. Gli incontri di formazione vengono tenuti presso la sede del Centro interculturale. Obiettivi del progetto • • • • Sostegno allo sviluppo delle attività del Centro interculturale quale luogo di incontro, mediazione e confronto fra culture Costruzione di relazioni positive fra soggetti di diverse provenienze e culture Sostegno alle attività ed ai progetti delle associazioni di cittadini stranieri volti al dialogo interculturale Valorizzazione delle culture d'origine Possibilità di consolidamento futuro dell'intervento proposto: L'intervento si pone all'interno delle azioni per l'integrazione sociale degli immigrati previste dal Piano di zona del Distretto Urbano. D) Descrizione del piano di attività generale del Progetto Sintesi del tipo di attività che si intende realizzare Sostegno alla costruzione di relazioni positive. - Interventi finalizzati a consolidare le relazioni tra cittadini, associazioni straniere e istituzioni locali; - Sostegno e coordinamento di iniziative culturali,ricreative, sportive finalizzate a promuovere e facilitare l’incontro e lo scambio tra culture diverse; - Attività di gestione del Centro (coordinamento, anche di tipo amministrativo delle attività,segreteria, informazioni e orientamento, realizzazione di un centro di documentazione. Soggetti coinvolti nel progetto (Network): modalità di collaborazione, competenze operative e finanziarie di ciascuno e modalità di coordinamento della rete Comune di Piacenza: Progettazione, monitoraggio e verifica, attività amministrativa, finanziamento del progetto, pagamento canone di locazione della sede e delle utenze del Centro, 85 Provincia di Piacenza: collaborazione nell’ambito del progetto“Laboratori di Cittadinanza”, attività di formazione a favore di referenti di associazioni straniere, Consorzio SOL.CO: interventi di gestione del Centro interculturale. Associazioni di cittadini stranieri: realizzazione singole attività che promuovano l’integrazione, la conoscenza e la valorizzazione delle diverse culture. Modalità di coordinamento Riunioni, condivisione dell’attività di monitoraggio e verifica. Destinatari del Progetto: Tipologie dei destinatari Cittadini stranieri e italiani della provincia di Piacenza Associazioni di cittadini stranieri Istituzioni locali n. dei soggetti destinatari Diretti Indiretti Luoghi/contesti per contatto con i destinatari Sede del Centro Interculturale (Via XXI Aprile 21) Sede delle varie associazioni Varie sedi in cui vengono realizzati i singoli progetti Coinvolgimento dei destinatari - Coinvolgimento delle Associazioni di cittadini stranieri attraverso il metodo animativo di comunità, innescando in prima battuta dinamiche di conoscenza/coinvolgimento/confronto e successivamente di partecipazione per arrivare alla definizione, il più condivisa possibile, delle varie attività; - Informazioni sulle varie iniziative tramite mezzi di informazione locale, volantini Effetti attesi: definizione qualitativa - Collaborazione fra le Associazioni di cittadini stranieri; Scambio interculturale; Valorizzazione delle diverse culture. sostegno a percorsi di rappresentanza Effetti attesi: stima quantitativa - Progressivo coinvolgimento nelle attività del Centro 86 - - interculturale delle associazioni di cittadini stranieri del territorio, Realizzazione dei progetti delle singole associazioni indicati in un programma di attività condiviso all'interno del Centro e sostenuto economicamente Realizzazione di un centro di documentazione quale servizio all’interno del Centro interculturale. E) Descrizione del piano specifico delle attività del Progetto Descrizione delle attività - - - - Attività di gestione del Centro con la messa a disposizione dei cittadini stranieri e dei loro gruppi di una segreteria in grado di: fornire strumenti e attrezzature (spazi per le riunioni, postazione internet, materiale informativo, ecc...), fornire informazioni e orientamento, coordinare la realizzazione di iniziative culturali, ricreative e sportive proposte dai diversi gruppi, realizzare una pubblicazione periodica che dia informazione sulle attività realizzate e previste dal Centro, promuovere e coordinare gli incontri tra le rappresentanze dei diversi gruppi di stranieri con l’obiettivo di organizzare una adeguata fruizione del Centro e progettare iniziative comuni. Realizzazione di un centro di documentazione (per cittadini italiani e stranieri e per operatori pubblici e privati) che metta a disposizione: testi,riviste,materiale audio e video in lingua madre che possano essere consultati o presi in prestito gratuito, contributi e materiali che presentino tradizioni e storia delle diverse realtà straniere, materiale relativo alla letteratura della migrazione, sito internet del Centro. Organizzazione di eventi interculturali per facilitare l’incontro tra cittadini italiani e stranieri e tra stranieri di diverse culture, sensibilizzare sulle tematiche dell’intercultura,far conoscere e valorizzare le diverse culture Affiancamento dei cittadini stranieri e delle loro associazioni nel rapporto con le Istituzioni Pubbliche per migliorare la conoscenza delle Istituzioni, delle normative in vigore e per sostenere la presenza attiva in organismi che favoriscono la partecipazione democratica (consulte, coordinamenti, ecc...). Personale attività : necessario Qualifica per lo svolgimento Livello Formazione della suindicata Orario/ 87 1 Funzionario sociale Assistente sociale Operatore amministrativo Coordinatore/ operatore Operatore/consu lente Volontari in servizio civile 1 1 1 1 2 Specifico settimana Laurea in scienze politiche 40 0re in totale Diploma servizio sociale 25 ore totali Maturità scientifica 10 ore totali Diploma Scuola media superiore Laurea in psicologia 200 ore totali 320 ore totali 168 ore totali F) Attività precedenti Attività già svolte negli ultimi tre anni dall'ente proponente e dai soggetti attuatori rispetto a problematiche analoghe a quelle oggetto di questo progetto Comune di Piacenza (Ente proponente): attività varie di coinvolgimento/confronto con le associazioni di cittadini stranieri (Conferenza per l’Immigrazione, Tavolo Tematico ecc...),sostegno economico alle Associazioni di cittadini stranieri e realizzazione del Centro interculturale Consorzio (Soggetto attuatore): esperienza maturata SOL.CO nell’ambito di progetti di animazione di gruppo e di comunità, attività di supporto all’integrazione dei cittadini stranieri (mediazione presso Centro per l’impiego, supporto all’imprenditoria dei cittadini stranieri. Nel Consorzio sono presenti due Cooperative sociali attive nella mediazione interculturale e una cooperativa attiva nell’ambito dell’animazione. G) Informazione e diffusione dei risultati: − Stampa e televisione locale − Coinvolgimento delle Associazioni che operano nel settore −Relazione al Tavolo Tematico per l’immigrazione del Piano di Zona H) Monitoraggio − Riunioni periodiche del Tavolo Tematico per l’immigrazione − Riunioni mensili di programmazione e verifica fra operatori del Comune e del Centro Interculturale − Riunioni periodiche fra gli responsabili delle associazioni operatori del Centro e i 88 −Stesura di relazioni trimestrali da parte del soggetto gestore sullo stato di avanzamento del progetto I) Valutazione: Forme di valutazione previste e metodi di valutazione utilizzati Verifica bimestrale sull’adeguatezza dei metodi dell’organizzazione da parte del Comune. e N) Preventivo Economico Voci di spesa (N.B.: Non sono ammissibili a contributo le spese relative a costruzione, acquisto e ristrutturazione di immobili. Non sono ammissibili a contributo le spese sanitarie. Ogni progetto facente parte del "programma" distrettuale deve prevedere un cofinanziamento pari almeno al 30% del totale del costo previsto per la realizzazione del progetto. Le spese generali di progettazione, di formazione e di documentazione si considereranno ammissibili fino ad un massimo del 10% del costo totale del programma). A) Spese generali di progettazione, avvio e promozione Totale ore 10 Costo orario € 25,00 Totale costo € 250,00 B) Spese di documentazione C) Personale espressamente adibito al progetto Personale Comunale: Assistente sociale Totale ore 15 Costo orario € 17,00 Totale costo € 255,00 Operatore amministrativo Totale ore Costo orario Totale € € 5 17,00 85,00 Personale Ente Gestore: cooordinatore/ Operatore Totale ore Costo orario Totale 200 € 18,00 € 3.600,00 89 Operatore Totale ore Costo orario Totale 320 € 17,00 € 5.440,00 D) Attrezzature, arredi e materiali (elencare): E) Spese di gestione Locali Totale € 4.784,84 Materiali di consumo Totale ________________________ Spese di manutenzione Totale ________________________ Utenze Totale € 1.000,00 Spese amministrative Totale ________________________ Totale gestione € 5.784,84 F) Spese di trasporto e di residenzialità € 200,00 G) Spese di formazione degli operatori H) Forme di sostegno economico diretto a soggetti immigrati (per attività organizzate da Associazioni di cittadini stranieri) € 5.000,00 I) Altre spese: Acquisto libri e pubblicazioni varie Spese amministrative di gestione del progetto € 760,00 € 53,74 Totale € 813,74 COSTO COMPLESSIVO DEL PROGETTO € 21.428,58 COSTO A CARICO DEI SOGGETTI PROPONENTI PARI COMPLESSIVO: AL 30% DEL COSTO COMUNE DI PIACENZA € 6.428,58 FINANZIAMENTO REGIONALE RICHIESTO € 15.000,00 90 Progetto N. 5 A) Dati generali del progetto Titolo del progetto “TUTTI A SCUOLA 4” : GRUPPI DI ACCOGLIENZA DI ITALIANO COME LINGUA SECONDA PER MINORI IMMIGRATI” COORDINATORE TECNICO: LUCIANO FORNAROLI ENTE/SOGGETTO DI APPARTENENZA: Comune di Piacenza QUALIFICA : Responsabile Servizio Formazione, Scuola, Politiche giovanili TELEFONO: 0523.492575 FAX: 0523.492515 E-MAIL: [email protected] IL PROGETTO E': [] Nuovo [X] Continuazione di attività in corso In tal caso: [X] Ha ottenuto finanziamenti a carico del Fondo Nazionale Politiche Migratorie anni 1998 – 1999 – 2000 – 2001 – 2002 - 2003 [] Ha ottenuto finanziamenti a carico di altre leggi nazionali e/o regionali (specificare ___________________________________ ______________________ ) [] Non ha ottenuto finanziamenti precedenti Durata del Progetto : settembre 2006 – dicembre 2007 B) Soggetti Partecipanti Proponente/Capofila Comune di Piacenza Soggetti pubblici coinvolti (indicare le amministrazioni pubbliche partecipanti al progetto) - Scuole del primo ciclo dei Comuni di Piacenza e Rivergaro Soggetti privati coinvolti (volontariato, associazionismo, cooperazione sociale, altro) - Mondo Aperto – Associazione di Promozione Sociale Soggetti attuatori 91 Nome: “Mondo Aperto”, Piacenza Ragione sociale: Associazione di Promozione Sociale iscritta all’Albo Provinciale, C.F. 91072640336 Sede Legale: Piacenza, Via Buozzi 87/B C) Descrizione del Progetto Contesto Locale Piacenza città: i dati più recenti (CSA di Piacenza1) evidenziano che: - la percentuale della presenza degli alunni stranieri è pari al 12,1%, con punte del 28,08 (Scuola “Faustini-Frank”); - In valori assoluti la presenza maggiore di alunni non italiani si conferma nella scuola primaria, seguita dalla scuola secondaria di 1° grado; - la costanza di incremento evidenzia come il fenomeno non sia un fatto contingente e transitorio, da attribuire ad esempio all’accadimento di particolari eventi storici in particolari zone del pianeta, ma strutturale; - Nell’arco dell’ultimo triennio gli alunni nella Provincia di Piacenza sono complessivamente aumentati di 1447 unità, di cui i 1193 alunni non italiani che in tale periodo si sono inseriti nelle scuole piacentine rappresentano l’82%; - - - Nell’anno scolastico in corso (2005/06) gli alunni stranieri neo-arrivati seguiti dal precedente progetto “Tutti a scuola 3” sono stati 188, ovvero il 60% in più rispetto all’a.s. precedente2. Distretto urbano: rilevante è la presenza di Assistenti familiari private immigrate, provenienti principalmente dall’Ecuador, con figli minori che si ricongiungono alle madri in età scolare, mentre i comuni più vicini alla città assistono a un incremento costante della popolazione straniera, prevalentemente impegnata in attività agricole. In particolare, tra i nuovi iscritti nel corrente anno scolastico figurano bambini e ragazzi provenienti da Marocco, Egitto, Albania, Macedonia, Bosnia-Erzegovina, Romania, Ucraina, Cina, India, Argentina, Nigeria e Senegal. La varietà delle provenienze, tuttavia, è sempre più marcata, e arriva a coprire 82 diverse nazionalità. Obiettivi del progetto 1 In questa sede ci riferiamo ai dati raccolti e sistematizzati dal CSA (dicembre 2005) nel “Report sugli alunni con cittadinanza non italiana nelle scuole statali e paritarie di Piacenza e Provincia” 2 Si veda elenco dettagliato allegato, nel quale compaiono gli alunni seguiti, la loro provenienza, le sedi e i plessi ove si è realizzato il precedente progetto “Tutti a scuola 3”. 92 Indicare gli obiettivi del progetto 1. Favorire l’apprendimento contestualizzato della Lingua Italiana (per comunicare) e decontestualizzato (per studiare: apprendimento dei concetti-chiave delle varie discipline) in gruppi di minori immigrati neo-arrivati non italofoni (che non capiscono e non parlano l’Italiano); 2. Favorire l’integrazione di tali minori nel gruppo-classe (con supporto ai docenti curricolari rispetto alla metodologia dell’insegnamento della L2 e ai sussidi didattici, e con specifici percorsi interculturali che coinvolgeranno tutta la classe); 3. Formare – aggiornare - sostenere gli insegnanti curricolari con precisi interventi di formazione e aggiornamento (“accogliere chi accoglie”); 4. Documentare, sostenere, supportare le figure di sistema preposte all’accoglienza degli alunni non italiani (Funzioni Strumentali) e le Commissioni Accoglienza che si sono costituite all’interno degli Istituti Scolastici; favorire il loro sorgere dove ancora mancano. Possibilità di consolidamento futuro dell'intervento proposto: (indicare quali sono le prospettive concrete di mantenere attivo l'intervento con risorse proprie) E’ difficile prevedere sviluppi nel senso di una completa autonomia delle scuole rispetto ai servizi indicati dal progetto, a motivo dei tagli alla spesa dei singoli Istituti e alla riduzione degli organici da parte del Ministero. Per tale motivo si ritiene importante fornire alle scuole supporto e indicazioni verso la documentazione delle esperienze formative e il sostegno delle Commissioni Accoglienza, nonché lo sviluppo e il supporto a figure di sistema (Funzioni Strumentali) appositamente dedicate all’accoglienza e all’integrazione degli alunni non italiani. Questa prospettiva costituisce una vera e propria “sfida” del Progetto stesso: svolgere azione di supporto alle scuole ma anche di forte coinvolgimento delle scuole stesse, e di formazione – informazione di insegnanti e mediatori linguistico-culturali che costituiscano una risorsa per il territorio. D) Descrizione del piano di attività generale del Progetto Indicare in sintesi il tipo di attività che si intende realizzare (vedi elenco di azioni previste tra gli obiettivi nella Iniziativa A paragrafo 3.5.2. della delib. di G.R.2192/05) 93 1. Interventi di sostegno all’apprendimento della Lingua italiana da parte dei minori stranieri immigrati; 2. Interventi volti a fornire strumenti interculturali tali da garantire la partecipazione degli alunni e delle famiglie al percorso scolastico; 3. Interventi volti a formare, sostenere, accompagnare gli insegnanti nel difficile compito dell’accoglienza e dell’insegnamento della lingua italiana. Indicare in quale modo i vari soggetti coinvolti nel progetto (Network) collaborano tra di loro, specificando le competenze operative e finanziarie di ciascuno e le modalità di coordinamento della rete Il Coordinatore del Progetto contatta le scuole, è aggiornato circa l’arrivo di minori immigrati, coinvolge i Consigli di Circolo e di Istituto attraverso il docente Funzione Strumentale, stende un orario di intervento degli insegnanti, coordina gli incontri mensili di verifica. Inoltre, fornisce alle scuole informazioni e documentazioni riguardanti l’accoglienza dei minori e, per una migliore accoglienza, coinvolge il servizio di mediazione linguistico-culturale dell’Amministrazione Comunale. Infine, predispone una serie di interventi volti alla formazione dei docenti impiegati nel progetto e aperti all’intero territorio. Destinatari del Progetto: Diretti (con un coinvolgimento diretto nelle azioni dell'intervento) Indiretti (sui quali l'intervento potrà avere una ricaduta positiva pur senza diretto coinvolgimento) Tipologie dei destinatari n. dei soggetti destinatari Luoghi/contesti per contatto con i destinatari - minori immigrati, minori italiani, famiglie immigrate, insegnanti curricolari; Diretti 300 Indiretti 3500 (intere classi e scuole) - scuole primarie, secondarie di 1° grado; Centri Territoriali Permanenti; famiglie dei minori; servizi sociali Coinvolgimento dei destinatari Indicare come si intendono raggiungere e coinvolgere i destinatari dell'intervento I destinatari del Progetto si intendono raggiungere e coinvolgere attraverso: 94 - una collaborazione congiunta delle scuole interessate che segnalano i nominativi e le classi d’appartenenza; la conoscenza diretta di famiglie immigrate, Associazioni di cittadini immigrati, Mediatori linguistico-culturali; la segnalazione delle Assistenti Sociali del Comune e dell’A.Usl del territorio: Franca Pagani, Marinella Tansini, Daniela Sartori; il collegamento con il Comune di Rivergaro (ass. soc. locali). Effetti attesi : definizione qualitativa Descrivere qualitativamente i risultati che si intende ottenere con l’intervento proposto - Migliore padronanza della Lingua Italiana per comunicare e per studiare; - Coinvolgimento delle classi di appartenenza degli alunni neoarrivati e degli insegnanti nelle singole scuole; - Buon inserimento dei minori nelle classi e nell’extra-scuola verificabile attraverso la motivazione positiva alla partecipazione alle iniziative proposte sul territorio; - Maggiore acquisizione della competenza a insegnare italiano come lingua seconda da parte dei docenti curricolari di tutte le materie e abitudine alla documentazione delle esperienze in atto; - Accoglienza nei confronti delle culture diverse, intese come arricchimento e non come ostacolo al miglioramento della qualità della vita nel nostro territorio. Effetti attesi : stima quantitativa Definire quantitativamente i risultati che si intende ottenere con l’intervento proposto - Rispondere alle esigenze di intervento di n. 16 plessi, durante tutto l’arco dell’anno scolastico (coinvolgendo direttamente da 120 a 200 minori neo-arrivati); - Coinvolgere almeno n. 1 insegnante per ogni scuola (tot. N. 16 insegnanti) nella documentazione e preparazione del materiale didattico e n. 2 insegnanti (tot. N. 32) nella formazione e aggiornamento. E) Descrizione del piano specifico delle attività del Progetto Descrizione delle attività (singole azioni) - Gruppi di insegnamento della Lingua Italiana come Lingua seconda; - Coordinamento; - Attività di Formazione e Aggiornamento. Personale attività : necessario per lo svolgimento della suindicata 95 PER LE SCUOLE PRIMARIE Qualifica 1 Insegnante it. L2 1 Insegnante it. L2 1 Insegnante it. L2 1 Insegnante it. L2 Livello Formazione Specifico Laurea Mat. Letterarie + Formazione Laurea Mat. Letterarie + Formazione Laurea Mat. Letterarie + Formazione Laurea Mat. Letterarie + Formazione Orario/settimana Da 6 a 10 ore 2° Circolo, ciascun plesso Da 4 a 6 ore 3° Circolo, ciascun plesso Da 4 a 8 ore 4°, 5°, 7°, 8° Circolo 6 ore IC “Rivergaro” PER LE SCUOLE SECONDARIE DI PRIMO GRADO 1 1 Insegnante Laurea Mat. it. L2 Letterarie + Formazione Insegnante Laurea Mat. it. L2 Letterarie + Formazione 1 Insegnante Laurea Mat. it. L2 Letterarie + Formazione 1 Insegnante Laurea Mat. it. L2 Letterarie + Formazione 8 ore scuola “Dante - Carducci”, entrambe le sedi 8 ore scuola “Calvino, sedi di V. Boscarelli e V. Stradella 8 ore scuola “Faustini-Frank” per ciascuna sede (“Mazzini”, “Alberoni”, “Anna Frank”) 4 ore IC “Rivergaro” PER IL COORDINAMENTO ORGANIZZATIVO 1 Insegnante Esperienza Da 6 a 8 ore Coordinato insegnamento it. L2 e re coordinam. insegnanti PER IL COORD. TO ISTITUZIONALE 1 1 E ATTI AMMINISTRATIVI ENTE LOCALE Addetto amministrativ o Operatore tecnico 60 Laurea pedagogia 390 96 formativo PER LA FORMAZIONE 8 Docenti ricercator i Università di Perugina, Istituti di Modena e Bologna, Hopkins University di Bologna, Centro Frantz Fanon di Torino - Ore totali (non Italiano come settimanali) L2; La lingua per lo n. 24 studio; Mediazione culturale; Legislazione scolastica sull’accoglienza e l’inserimento dei minori immigrati F) Attività precedenti Riepilogo sintetico delle attività già svolte negli ultimi tre anni dall'ente proponente e dai soggetti attuatori rispetto a problematiche analoghe a quelle oggetto di questo progetto - Coordinamento dei Docenti referenti per l’accoglienza nelle Scuole del I° Ciclo, nella predisposizione di un Protocollo di Accoglienza comune; - Sportello “Bussola” per l’Accoglienza dei minori immigrati neoarrivati; - Meeting Interetnico: anni 97 – 98 – 99 – 2000 – 2004; - Corsi di formazione e seminari di studio: settembre 2000 (ore 18: partecipanti n. 150 insegnanti); dicembre 2000 (ore 3); marzo 2001 (ore 3); settembre 2002 (ore 12: partecipanti n. 80); settembre 2003 (ore 15: partecipanti n. 136); settembre 2004 (ore 18, partecipanti n. 120); settembre 2005 (ore 15: partecipanti n. 130); - Interventi di valorizzazione della Lingua d’origine: scuola “De Amicis” (Progetto “Fiabe multicolore”, anno scol. 2000/2001); progetto “A scuola di intercultura”: insegnamento delle lingue arabo, albanese, cinese, macedone, spagnolo in varie scuole della città (a.s. 2004/05). 97 G) Informazione e diffusione dei risultati: (indicare come verrà attuata l'informazione nei confronti degli interessati e della popolazione in generale sul progetto e come si pensa di diffondere la conoscenza sui risultati del progetto) - Partecipazione di un responsabile al Collegio Docenti di ciascun Istituto Scolastico e informazione sulle modalità di svolgimento del progetto e sul tipo di collaborazione richiesta; - Articoli e recensioni sul quotidiano locale; - Interviste e pubblicizzazione delle esperienze in atto; - Raccolta e documentazione materiale prodotto; - Duplicazione su cd-rom del materiale utile alle scuole; - Pubblicazione dei materiali maggiormente significativi sul sito del CDE di Piacenza, all’indirizzo: http://www.cde-pc.it . H) Monitoraggio e Valutazione: Indicare quali forme di monitoraggio e valutazione sono previste Il Coordinamento avrà il compito di monitorare gli interventi del Progetto attraverso: - incontri mensili di verifica, valutazione, riprogettazione adattata alle esigenze in itinere (con gli insegnanti di L2 e i referenti per l’accoglienza nelle scuole); - incontri mensili con i Consigli di Classe; - contatti telefonici e colloqui personali con gli insegnanti curricolari e le famiglie immigrate, ogniqualvolta necessario. Rispetto alla valutazione: - i docenti valuteranno mensilmente gli apprendimenti degli alunni attraverso prove soggettive e oggettive; - il coordinamento valuterà mensilmente i nuovi inserimenti attraverso la relazione dei docenti facilitatori; - i docenti che prenderanno parte alla formazione valuteranno gli incontri e il lavoro svolto nei gruppi attraverso un test di gradimento che sarà proposto a fine corso. O) Preventivo Economico Voci di spesa (N.B.: Non sono ammissibili a contributo le spese relative a costruzione, acquisto e ristrutturazione di immobili. Non sono ammissibili a contributo le spese sanitarie. Ogni progetto facente parte del "piano" distrettuale deve prevedere un cofinanziamento pari almeno al 30% del totale del costo previsto per la realizzazione del progetto. Le spese generali di progettazione, di formazione e di 98 documentazione si considereranno ammissibili fino ad un massimo del 10% del costo totale). A) Spese generali di progettazione, avvio e promozione Totale ore 50 Costo orario €. 10,00 Totale costo €. 500,00 B) Spese di documentazione Acquisto libri di testo per famiglie con basso reddito €. 1.020,00 Acquisto materiale didattico €. 1.750,00 Totale ________€. 2.770,00 C) Personale espressamente adibito al progetto Totale ore 1.110 Costo orario €. 18,00 Totale costo €. 19.980,00 D) Attrezzature, arredi e materiali (elencare): Totale costo attrezzature ___________ E) Spese di gestione Locali Totale Materiali di consumo Totale Spese di manutenzione Totale Utenze Totale Spese amministrative Totale ___€. 2.000,00____________ ___€. 2.000,00____________ ________________________ ________________________ ____€. 750,00___________ Totale gestione _€. 4.750,00_______ 99 F) Spese di trasporto e di residenzialità G) Spese di formazione degli operatori Totale €. 2.000,00 H) Forme di sostegno economico diretto a soggetti immigrati I) Altre spese (specificare) Organizzazione, coordinamento istituzionale, rapporti con le scuole e CSA, cura degli atti amministrativi da parte dell’Ente Locale Totale ___€ 5550,00 COSTO COMPLESSIVO DEL COSTO A CARICO DEI COMPLESSIVO: (RIPARTITO TRA I VARI _Comune di Piacenza € PROGETTO €. 30.000,00 SOGGETTI PROPONENTI PARI AL 30% DEL COSTO ENTI) 9000,00 FINANZIAMENTO REGIONALE RICHIESTO €. 21.000 100 Progetto N. 6 A) Dati generali del progetto Titolo del progetto INTERVENTI DI MEDIAZIONE LINGUISTICO-CULTURALE A SCUOLA COORDINATORE TECNICO: indicare il referente per l'esecuzione dell'intervento proposto, a cui ci si potrà rivolgere per eventuali chiarimenti e per la fase di monitoraggio. NOMINATIVO: Luciano Fornaroli ENTE/SOGGETTO DI APPARTENENZA: Comune di Piacenza QUALIFICA: Responsabile Servizio Formazione, Scuola, Giovanili TELEFONO: 0523.492575, FAX: 0523.492515, [email protected] Politiche E-MAIL: IL PROGETTO E': [] Nuovo [X] Continuazione di attività in corso a partire dall'anno ( specificare): 2002-2003 In tal caso: [] Ha ottenuto finanziamenti a carico del Fondo Nazionale Politiche Migratorie: SI [X] Ha ottenuto finanziamenti a carico di altre leggi nazionali e/o regionali (specificare) Legge 328/00 [] Non ha ottenuto finanziamenti precedenti Durata del Progetto: 1 ottobre 2006 – 30 settembre 2007 B) Soggetti Partecipanti Proponente/Capofila Comune di Piacenza Soggetti pubblici coinvolti (indicare le amministrazioni pubbliche partecipanti al progetto) Scuole del primo ciclo del comune di Piacenza 101 Soggetti privati coinvolti (volontariato, associazionismo, cooperazione sociale, altro) Soggetti attuatori Nome: Comune di Piacenza: Settore Formazione, Infanzia, Diritto allo Studio, Teatri, Politiche Giovanili Ragione sociale: _______________________________________________ ________________________________________________________________ Sede Legale: __________________________________________________ ________________________________________________________________ (da ripetersi per ciascun Ente gestore) Altri soggetti partecipanti (elencare): _____________________________________________ ________________________________________________________ _______________________________________________________________ C) Descrizione del Progetto Contesto Locale ( da compilare solo se si intende evidenziare particolari situazioni locali su cui si intende intervenire) Nell’a.s. 2003-2004 si è registrata la presenza, nelle scuole del primo ciclo di circa 700 alunni stranieri; nell’a.s. 2004-2005 circa 850; nell’a.s. 2005-2006 circa 950, pari al 12,1% del totale degli alunni. Questi dati e l’andamento progressivo degli ultimi anni fanno supporre un ulteriore aumento di presenze e di nuovi arrivi anche per il prossimo anno scolastico. La razionalizzazione del personale docente e la riduzione dei mezzi finanziari delle scuole, il conseguente incremento di classi molto numerose, ha accentuato il bisogno di sostegno nei momenti di particolare criticità quale quello che si crea con il nuovo ingresso, specie in corso d’anno, di alunni stranieri. La presenza del mediatore culturale nella fase di accoglienza oltre a favorire l’inserimento del minore nella nuova realtà, crea la possibilità di comunicare con la famiglia, di avviare un rapporto con la stessa e di integrarla maggiormente nel contesto sociale. Le scuole del primo ciclo tramite la condivisione di un protocollo di accoglienza generale, sono orientate ad intervenire secondo procedure e azioni analoghe tra loro, rese confrontabili dalla presenza in ciascuna scuola di un insegnante referente per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri. La varietà delle provenienze induce un progressivo aumento delle aree linguistiche disponibili per la mediazione. 102 Obiettivi del progetto Indicare gli obiettivi - - del progetto Garantire il sostegno alle scuole nella fase di orientamento dell’alunno neoarrivato Dare continuità alle precedenti esperienze per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri Uniformare le procedure di intervento per rendere maggiormente confrontabili i risultati Rendere più attendibili gli strumenti di verifica Facilitare il rapporto e la comunicazione tra la famiglia dell’alunno straniero e le istituzioni Promuovere la cultura dell’accoglienza fondata sulla comprensione di altre culture e di altri percorsi di vita. Sostenere la dimensione interculturale della scuola intesa come necessaria prospettiva da praticare sia a livello culturale che esistenziale. Sviluppare rapporti di collaborazione tra le scuole e attività di gruppi di lavoro anche attraverso il coinvolgimento degli insegnanti funzioni strumentali Possibilità di consolidamento futuro dell'intervento proposto: (indicare quali sono le prospettive concrete di mantenere attivo l'intervento con risorse proprie) L’Amministrazione dispone di proprie risorse in ragione di quanto già impegna nelle iniziative rivolte agli alunni stranieri. Le scuole con le loro proprie risorse coprono una minima parte degli interventi necessari, per quanto l’integrazione degli alunni stranieri rimanga un bisogno primario delle stesse a motivo del crescente afflusso di nuclei familiari e dei numerosi ingressi nell’istituzione scolastica anche in corso d’anno. D) Descrizione del piano di attività generale del Progetto Indicare in sintesi il tipo di attività che si intende realizzare (vedi elenco di azioni previste tra gli obiettivi nella Iniziativa A paragrafo 3.5.2. della delib. di G.R.2192/05) - Utilizzo di mediatori interculturali per facilitare la ricognizione dei bisogni degli alunni stranieri e garantire un’adeguata risposta da parte della scuola - Interventi volti a fornire strumenti interculturali tali da garantire la partecipazione degli alunni e delle famiglie al percorso scolastico 103 Indicare in quale modo i vari soggetti coinvolti nel progetto (Network) collaborano tra di loro, specificando le competenze operative e finanziarie di ciascuno e le modalità di coordinamento della rete Il coordinatore degli interventi di mediazione opera in stretto contatto con l’operatore referente del Comune.Insieme informano le scuole circa la disponibilità dei mediatori e delle rispettive aree linguistiche. Questa comunicazione avviene attraverso la conferenza dei dirigenti scolastici, seguita da comunicazione scritta. Il coordinatore tiene inoltre rapporti con gli insegnanti referenti di ciascuna scuola, anche per concordare momenti di verifica comuni. Tali momenti, che includono sempre la presenza dell’associazione che si occupa dell’insegnamento dell’italiano come lingua seconda, sono previsti anche per i mediatori e per insegnanti e mediatori insieme. Un pedagogista esperto di processi interculturali segue i momenti di verifica e affianca lo svolgimento del progetto interfacciandolo con l’impianto teorico. Destinatari del Progetto: Diretti (con un coinvolgimento diretto nelle azioni dell'intervento) Indiretti (sui quali l'intervento potrà avere una ricaduta positiva pur senza diretto coinvolgimento) Tipologie dei destinatari n. dei soggetti destinatari Luoghi/contesti per contatto con i destinatari Diretti 50-60 Indiretti 400 Scuole Coinvolgimento dei destinatari Indicare come si intendono raggiungere e coinvolgere i destinatari dell'intervento Tramite le scuole e in particolare tramite il coinvolgimento degli insegnanti referenti, che già da alcuni anni operano in ciascuna scuola e con i quali l’Amministrazione tiene costanti rapporti di lavoro per quanto attiene la programmazione e la verifica degli interventi. 104 Effetti attesi : definizione qualitativa Descrivere qualitativamente i risultati che si intende ottenere con l’intervento proposto Ci si aspetta che - per i ragazzi stranieri e per le loro famiglie l’impatto con il nuovo ambiente sia meno traumatico - la scuola abbia la possibilità di affrontare l’arrivo degli alunni stranieri con strumenti adeguati sia nella fase di emergenza che in quella ordinaria - nella scuole si sviluppi una dimensione interculturale che contempli la presenza di bambini stranieri come occasione di cambiamento e non come problema; - le scuole siano sempre più preparate a lavorare in rete, a confrontarsi e a trovare soluzioni fondate sulla professionalità degli insegnanti e sull’innovazione didattica - migliorare la collaborazione e la capacità di confronto con altre agenzie che si occupano dello medesima funzione di mediazione presso le scuole - migliorare il coordinamento tra le varie attività a sfondo interculturale presenti sul territorio e promosse sia dall’Amministrazione Comunale che da altri soggetti. Effetti attesi : stima quantitativa Definire quantitativamente i risultati che si intende ottenere con l’intervento proposto Interventi presso le dieci sedi scolastiche del primo ciclo rivolti a circa cinquanta alunni stranieri (con il coinvolgimento di almeno dieci insegnanti referenti) Disponibilità di dieci aree linguistiche E) Descrizione del piano specifico delle attività del Progetto Descrizione delle attività (singole azioni) - - Riunione con i referenti delle scuole per illustrare tempi e modalità del progetto. Occorre che il piano di lavoro sia trattato in stretta relazione e in sintonia con il protocollo di accoglienza sottoscritto dalle scuole, in modo che ci sia piena aderenza alle esigenze della realtà scolastica. Riunione di servizio con il gruppo dei mediatori culturali 105 - Intervento dei mediatori a scuola sulla base delle richieste pervenute al coordinatore degli interventi Incontri periodici di verifica tenuti dal coordinatore con i mediatori e gli insegnanti referenti Personale necessario per lo svolgimento della attività : N° Qualifica Livello Formazione Orario Specifico 1 Addetto 90 amministrati vo 1 coordinatore Operatore tecnico 180 formativo mediatore Area Albanese 250 mediatore Area Serbo Croata 240 mediatore Area America Latina 220 mediatore Maghreb 120 mediatore Cinese 120 suindicata (aggiungere tante righe quanti sono gli operatori previsti) F) Attività precedenti Riepilogo sintetico delle attività già svolte negli ultimi tre anni dall'ente proponente e dai soggetti attuatori rispetto a problematiche analoghe a quelle oggetto di questo progetto - Insegnamento della lingua italiana come L2 Sportello informativo Formazione degli insegnanti referenti e stesura del protocollo di accoglienza Interventi di mediazione G) Informazione e diffusione dei risultati: (indicare come verrà attuata l'informazione nei confronti degli interessati e della popolazione in generale sul progetto e come si pensa di diffondere la conoscenza sui risultati del progetto) - Conferenza di servizio con i dirigenti scolastici - Comunicato stampa 106 H) Monitoraggio e Valutazione: Indicare quali forme di monitoraggio e valutazione sono previste Incontri periodici tenuti dal coordinatore con gli insegnanti referenti per verificare l’andamento dell’attività anche in relazione all’applicazione del protocollo di accoglienza e al progetto di insegnamento della lingua italiana come lingua seconda (attività sempre sostenuta dal Comune). Il report relativo alle prestazioni dei mediatori viene sottoscritto dall’insegnante referente che ne verifica il contenuto. Negli incontri periodici con i dirigenti scolastici si apre il dibattito non solo sugli interventi di mediazione in senso stretto, ma anche sulle azioni che complessivamente vengono messe in campo dalla scuola e da altri soggetti per l’integrazione degli alunni stranieri. P) Preventivo Economico Voci di spesa (N.B.: Non sono ammissibili a contributo le spese relative a costruzione, acquisto e ristrutturazione di immobili. Non sono ammissibili a contributo le spese sanitarie. Ogni progetto facente parte del "piano" distrettuale deve prevedere un cofinanziamento pari almeno al 30% del totale del costo previsto per la realizzazione del progetto. Le spese generali di progettazione, di formazione e di documentazione si considereranno ammissibili fino ad un massimo del 10% del costo totale). A) Spese generali di progettazione, avvio e promozione (materiali e personale) Totale costo € 1900 B) Spese di documentazione Totale _______________________ C) Personale espressamente adibito al progetto Totale ore ______963_____ 107 Costo orario ______€15______ Totale costo ___€14450___ D) Attrezzature, arredi e materiali (elencare): Totale costo attrezzature ___________ E) Spese di gestione Locali Totale Materiali di consumo Totale Spese di manutenzione Totale Utenze Totale Spese amministrative Totale ________________________ __________________ ________________________ _____________________ ________________________ Totale gestione ______________ F) Spese di trasporto e di residenzialità G) Spese di formazione degli operatori H) Forme di sostegno economico diretto a soggetti immigrati I) Altre spese (specificare) - COORDINAMENTO ISTITUZIONALE, CURA DEGLI ATTI AMMINISTRATIVI DA PARTE DELL’ENTE LOCALE (PERSONALE COMUNALE), RAPPORTI CON LE SCUOLE E CSA Totale ore ______236_____ Costo orario ______€11,64______ Totale costo € 2.949,85___ 108 COSTO COMPLESSIVO DEL PROGETTO €19300,00_______ COSTO A CARICO DEI SOGGETTI COMPLESSIVO: (RIPARTITO TRA I VARI ENTI) COMUNE PIACENZA: € 5.789,85 PROPONENTI PARI AL 30% DEL COSTO FINANZIAMENTO REGIONALE RICHIESTO: €13.510,15 109 PROGRAMMA FINALIZZATO DI ZONA “INTEGRAZIONE SOCIALE DEI CITTADINI STRANIERI” Iniziativa B ”INTERVENTI A SOSTEGNO DEI PROGRAMMI DI ASSISTENZA ED INTEGRAZIONE SOCIALE A FAVORE DELLE VITTIME DI SFRUTTAMENTO SESSUALE – ART. 18, DLGS 286/98” Modulo per la presentazione del progetto SOGGETTO CAPOFILA: PIACENZA A) Dati generali del progetto Titolo del progetto “Oltre la Strada” Durata del Progetto : 3 Giugno 2006 – 2 Giugno 2007 COORDINATORE TECNICO: FOLETTI ELENA OPERATRICE SOCIALE COMUNE DI PIACENZA SETTORE SERVIZI SOCIALI E ABITATIVI Tel. 0523/492712 - fax 0523/492704 IL PROGETTO E': [] Nuovo [x] Continuazione di attività in corso In tal caso: Anno di avvio: ____________ [X] [x] [] HA OTTENUTO FINANZIAMENTI A CARICO DEL FONDO NAZIONALE LOTTA ALLA TRATTA Ha ottenuto finanziamenti a carico di altre leggi nazionali e/o regionali (fondi Regionali Progetto Riduzione del Danno) Non ha ottenuto finanziamenti precedenti Attività già svolte dall’Ente attuatore nel settore specifico della prostituzione e della lotta alla tratta Dal 1996 come Progetto Prostituzione, e dal 1998 come Progetto Regionale "Oltre la Strada", il Comune di Piacenza è impegnato in azioni di contrasto alla tratta di esseri umani a scopo sessuale. E' inoltre attivo sul territorio il Progetto "Riduzione del Danno", sempre in collaborazione con la Regione Emilia Romagna, che prevede l'intervento di un'Associazione dotata di un Unità di Strada che raggiunge le zone cittadine toccate dalla prostituzione creando un importante osservatorio del fenomeno nella sua complessità. L'associazione svolge attività di strada con la distribuzione di materiale informativo e d'uso per la profilassi sanitaria, accompagnamenti delle persone ai presidi sanitari territoriali, informazioni circa le opportunità del Progetto "Oltre la Strada" con il supporto di 110 mediatori culturali. E’ garantito l'accesso in sede per attività di consulenze varie (personali, sanitarie e giuridiche) in collaborazione con gli operatori comunali. Negli ultimi anni sono stati predisposti interventi di sostegno e protezione sociale anche per vittime di sfruttamento in ambito lavorativo e in contesti di illegalità. B) Soggetti Partecipanti/reti territoriali SOGGETTI GESTORI Soggetti pubblici coinvolti (indicare le amministrazioni pubbliche partecipanti al progetto) Settore Servizi Abitativi - Sociali Comune RETE DI SOSTEGNO e di Piacenza • • • • • • Soggetti privati coinvolti (volontariato, associazionismo, cooperazione sociale, altro) • • • Questura Carabinieri Azienda Usl: U.O. Igiene Pubblica U.O. Malattie Infettive Centro Salute Donna Comune: Area Minori Polizia Municipale Ufficio "Città Sicura” Commissione delle Elette Provincia di Piacenza: Centro per l'Impiego CSSA: Centri Territoriali Permanenti per l'Educazione degli Adulti Associazione Lila Caritas Diocesana Congregazione di Gesù Buon Pastore Soggetti gestori COMUNE DI PIACENZA, Settore Servizi Sociali e Abitativi Via Taverna, 39 - 29100 Piacenza Motivazione della scelta del soggetto o dei soggetti gestori: L’amministrazione comunale ha appoggiato, fin dalle prime fasi del Progetto “Oltre la Strada”, interventi a sostegno delle donne coinvolte nel circuito dello sfruttamento quali possibili azioni per contrastare le organizzazioni criminali che gestiscono il traffico di esseri umani. Si ritiene fondamentale diffondere nella comunità e nelle istituzioni informazioni circa il fenomeno al fine di sensibilizzare il territorio alla collaborazione nella predisposizione di percorsi di uscita delle persone che vi siano coinvolte, grazie alle possibilità offerte dall’art. 18, DLgs 286/98. Indicare in quale modo i vari soggetti coinvolti nel progetto (rete locale) collaborano tra di loro, specificando le competenze operative di ciascuno e le modalità di coordinamento della rete 111 Gli uffici comunali ed in particolare la figura dell'operatrice di collegamento fungono da regia del progetto, creando contatti tra i vari attori delle rete e facendo funzione di sintesi di tutti gli interventi in corso sulle singole persone. Inoltre si sono ormai consolidate procedure per quanto riguarda interventi specialistici: ad esempio gli operatori dell'Uds (Progetto Riduzione del Danno) che si occupano di accompagnamenti sanitari, hanno accessi riservati presso alcuni ambulatori e sono in contattato con i medici in modo costante. Periodicamente presso gli uffici comunali si riunisce il "Tavolo della Tratta" che coinvolge tutti gli attori della rete territoriale e che permette un confronto sul fenomeno al fine di realizzare interventi più efficaci. Vengono inoltre convocati sottogruppi di lavoro più specialistici e orientati all'operatività ad esempio per le tematiche sanitarie, per quelle più riferite alla sicurezza o alla formazione congiunta degli operatori della rete. C) Descrizione del Progetto Contesto Locale (evidenziare particolari situazioni locali su cui si intende intervenire) Il Progetto si rivolge a donne straniere avviate alla prostituzione e, dal 2006 in modo più strutturato, a persone italiane e straniere, vittime di sfruttamento e riduzione in schiavitù nei diversi ambiti previsti dalla legge 228/03 art.13. Gli interventi realizzati intendono porsi a contrasto del fenomeno nei suoi vari aspetti: sul territorio piacentino la prostituzione di strada risulta essere ancora il settore più presente e frequentato ma, negli ultimi anni, sono emerse numerose situazioni di sfruttamento al chiuso, soprattutto in appartamenti nel centro storico e in locali notturni. Tra le ragazze presenti in strada, più della metà arrivano dalla Nigeria, molte dall'Europa dell'Est e dall'area Balcanica mentre, negli appartamenti, sono state segnalate soprattutto ragazze provenienti dal Sud America. Per quanto riguarda le altre forme di riduzione in schiavitù sono state segnalate soprattutto situazioni di sfruttamento in ambito lavorativo, costrizioni in situazioni di illegalità quali spaccio di sostanze stupefacenti, vendita di documenti falsi, accattonaggio. Le vittime di tali abusi sono sia uomini che donne e provengono per la maggior parte dai paesi dell’Est Europa e dell’Africa settentrionale. Il Progetto cerca di mantenersi costantemente flessibile nell'adeguare i propri strumenti di intervento ai cambiamenti del fenomeno, anche grazie alle segnalazioni delle Forze dell'Ordine e della Polizia Municipale. Obiettivi del progetto (elenco sintetico) Predisposizione di azione di presa in carico e di attivazione di programmi di protezione sociale; Diversificazione degli interventi educativi e di accoglienza a seconda delle necessità presentate dalle persone in programma; Consolidamento sul territorio della rete di agenzie operanti a favore delle persone coinvolte nel fenomeno della prostituzione e dello sfruttamento; Inserimento delle persone in carico nella formazione scolastica e professionale; Predisposizione di interventi di facilitazione al reperimento di risorse occupazionali; Collaborazione con le Forze dell'Ordine; Incremento delle collaborazioni con la rete regionale e nazionale Azioni di sensibilizzazione della cittadinanza sul tema della tratta e della riduzione in schiavitù. Possibilità di consolidamento futuro dell'intervento proposto: (indicare quali sono le prospettive concrete di mantenere attivo l'intervento con risorse proprie) L'Ente promuove interventi ed iniziative a favore delle vittime di sfruttamento sessuale e a contrasto del fenomeno prostituzione. Tali attività sono ritenute di importanza fondamentale e si intende continuare a finanziarle con fondi destinati che ovviamente, in assenza di altre fonti di cofinanziamento (Fondo Nazionale Lotta alla Tratta e Fondi Regionali), non basterebbero a garantire 112 l'intervento attualmente realizzato che verrebbe proporzionalmente dimezzato, con gravi ricadute sull'efficacia complessiva delle iniziative contro lo sfruttamento ed il traffico di essere umani. Descrizione delle attività (elencare le singole azioni) Attività di informazione e counselling rivolte alle persone coinvolte nel fenomeno della prostituzione; Presa in carico, accoglienza ed interventi educativi volte all'inserimento sociale di persone vittime di tratta a scopo sessuale fino al raggiungimento dell'autonomia; Attività di mediazione sociale e di comunità; Azioni di collegamento e consolidamento della rete locale di sostegno al progetto; Collegamento con altri progetti regionali e nazionali. Destinatari tipologia e numero diretti: Donne straniere in condizione di sfruttamento sessuale e persone ridotte in schiavitù che intendano interrompere tale condizione e sottoscrivere un programma di protezione ed integrazione sociale. Nelle precedenti annualità sono state seguite circa 30 ragazze vittime di sfruttamento sessuale e circa 10 persone ridotte in schiavitù. Si stima un’affluenza analoga. indiretti Vengono svolte attività di sensibilizzazione del territorio rivolte alla rete di sostegno del Progetto e agli altri soggetti pubblici e privati coinvolgibili in azioni a favore delle vittime di tratta, attraverso la convocazione periodica del "Tavolo della Tratta". Inoltre si organizzano eventi pubblici rivolti alla cittadinanza e momenti di confronto sul fenomeno. Luoghi/contesti per contatto destinatari diretti Le ragazze vengono contattate direttamente sulla strada dagli operatori dell'unità mobile della Lila che organizzano uscite serali e pomeridiane nelle zone periferiche della città. Un altro canale di invio e di contatto delle persone presenti in strada è la Squadra Mobile della Questura che segnala agli operatori del progetto situazioni di sfruttamento e tratta. Alcune ragazze si rivolgono alla sede dell’Associazione Lila e agli uffici comunali autonomamente o accompagnate da amiche o clienti. Effetti attesi del progetto: definizione qualitativa Gestione di percorsi individualizzati e diversificati di presa in carico di persone vittime di tratta di esseri umani a scopo di sfruttamento sessuale, lavorativo, accattonaggio o altro, volti a favorire il raggiungimento di una piena autonomia personale, sociale e lavorativa. Sensibilizzazione del territorio sul fenomeno della tratta di esseri umani. Contrasto della criminalità organizzata e delle reti che gestiscono il traffico di esseri umani. stima quantitativa Il Progetto si propone di raggiungere il maggior numero di persone possibile e di proporre a tutti percorsi individualizzati ed efficaci. Si stima di assestarsi intorno alla media degli ultimi anni. Metodologia e gli strumenti per l’attuazione del progetto (elenco sintetico) Le azioni messe in campo nelle varie fasi dei percorsi di protezione sono differenti e individualizzati in base ai bisogni presentate dalle persone che si rivolgono al Progetto. Comprendono l’attivazione di interventi in emergenza e in pronta accoglienza, l’allontanamento dal territorio in situazioni di pericolo, la predisposizione di azioni di rimpatrio onorevole, la definizione di percorsi di 113 integrazione sociale. Tali percorsi prevedono colloqui individualizzati di valutazione del caso, analisi della domanda, orientamento e supporto personale, procedure amministrative di richiesta alla Questura di permessi di protezione sociale (art. 18-D.L. 286/98), tutela sanitaria, predisposizione e monitoraggio delle accoglienze, dalla casa di fuga, alle varie fasi della comunità, all'appartamento di autonomia (un appartamento gestito direttamente dal Comune), percorsi di formazione scolastica e professionale, inserimenti lavorativi protetti, supporto nella ricerca di un'occupazione lavorativa. Gli operatori del Progetto restano un punto di riferimento anche dopo la conclusione dei percorsi, fino all'integrazione sociale nel nostro territorio. Monitoraggio e valutazione (indicarne quali strumenti e procedure) - riunioni settimanali dell’equipe comunale; - riunioni quindicinali tra operatori del progetto”Oltre la Strada” e degli operatori occupati nelle attività di Riduzione del Danno; - aggiornamento del database regionale; - partecipazione ai Comitati Tecnici di Coordinamento della Regione con cadenza mensile; - rendicontazioni periodiche alla Regione Emilia-Romagna e al Ministero delle Pari Opportunità; - partecipazione ad incontri di formazione e aggiornamento organizzati dalla Regione Emilia Romagna, -partecipazione a convegni nazionali sul tema della tratta e dello sfruttamento, -confronti costanti con progetti della rete regionale e nazionale. D) Informazione e diffusione dei risultati: (indicare come verrà attuata l’informazione nei confronti degli interessati e come si pensa di diffondere la conoscenza sulle azioni del progetto alla cittadinanza in generale) Le persone target del progetto vengono raggiunte con l’ausilio di materiali informativi multilingue prodotti col coordinamento della Regione Emilia-Romagna. Tali materiali riguardano i progetti di protezione sociale, sensibilizzano rispetto alle malattie sessualmente trasmissibili e illustrano l’organizzazione dei servizi sanitari del territorio. Adesivi e locandine prodotti dal Numero Verde contro la Tratta sono stati affissi presso i presidi medici, nella stazione ferroviaria, sugli autobus urbani e presso le pensiline di attesa, luoghi in cui transitano le ragazze che si prostituiscono. Inoltre l’equipe del Progetto collabora frequentemente con giornalisti per la pubblicazione su quotidiani locali di articoli che trattano il fenomeno prostituzione. Sono stati organizzati momenti di informazione e sensibilizzazione rivolti alla cittadinanza e incontri più tecnici di formazione congiunta tra i vari soggetti della rete che lavorano a favore delle vittime di sfruttamento. L’obiettivo condiviso è di raggiungere e contattare in questo modo le ragazze coinvolte nei vari settori del mercato della prostituzione e del traffico di esseri umani e attenuare l'allarme sociale che accompagna il fenomeno sensibilizzando i cittadini al problema E) Risorse Personale necessario per lo svolgimento del progetto: N 1 Qualifica Livello Formazione Specifico Livello Formazione Interventi sulla tratta Orario/ settimana Tipologia Contratto Funzionario Sociale Laurea in Scienze Politiche Iniziative formative e materiali organizzati dalla Regione E.R. e Altre organizzazioni impegnate sul tema 2 ore settimanali Dipendente Comune di Pc P.O. 114 1 Operatore Sociale Laurea in Pedagogia 1 Operatore di collegamento Laurea in Psicologia 1 Assistente Sociale Diploma Servizio Sociale 1 Assistente Sociale Diploma Servizio Sociale 1 Operatore Amministrativ o Diploma Maturità Scientifica Iniziative formative e materiali organizzati dalla Regione E.R. e Altre organizzazioni impegnate sul tema Iniziative formative e materiali organizzati dalla Regione E.R. e Altre organizzazioni impegnate sul tema Iniziative formative e materiali organizzati dalla Regione E.R. e Altre organizzazioni impegnate sul tema Iniziative formative e materiali organizzati dalla Regione E.R. e Altre organizzazioni impegnate sul tema Iniziative formative e materiali organizzati dalla Regione E.R. e Altre organizzazioni impegnate sul tema 8 ore settimanali Dipendente Comune di Pc D3 30 ore settimanali Incarico libero professionale 10 ore settimanali Dipendente Comune di Pc D3 10 ore settimanali Dipendente Comune di Pc D3 2 ore settimanali Dipendente Comune di Pc D3 Preventivo economico complessivo (*) MACROVOCE DI SPESA PERSONALE GESTIONE VITTO, ALLOGGIO, TRASPORTO ATTREZZATURE PRODUZIONE E DIVULGAZIONE DI MATERIALE TOTALE importo coordinamento Operatori Amministrazione/segretria Altri Locali materiali di consumo Utenze Manutenzioni Altro Euro 17.803,1 Euro 22.196,9 Euro 40.000,00 (*) Ogni soggetto deve prevedere un co-finanziamento pari almeno al 50% del totale del costo previsto per la realizzazione del progetto. Il preventivo deve quindi includere anche questi importi. N.B. Non sono ammissibili a contributo le spese relative a costruzione, acquisto e ristrutturazione di immobili. 115 AREA DIPENDENZE E UTENZA MULTIPROBLEMATICA TABELLA 1 - DAGLI OBIETTIVI STRATEGICI TRIENNALI DELLE AREE AGLI INTERVENTI DEL PROGRAMMA ATTUATIVO 2006 BISOGNI EMERGENTI (CFR. PIANO DI ZONA 2005-2007) Accoglienza abitativa d’emergenza e reinserimento sociale di donne con problemi di dipendenza da sostanze .Accompagnamento ai servizi specialistici di persone in strada: potenziamento ed integrazione degli interventi a bassa soglia. Necessità di individuare strumenti di integrazione del reddito e difficoltà nel reperimento di attività lavorative adatte alle condizioni di salute e personali Reperimento di sistemazioni abitative economicamente sostenibili. Sostegno educativo per il raggiungimento dell’autonomia abitativa ed economica, per i recupero di attività di socializzazione e della capacità di gestire il tempo libero Prevenzione rivolta alla popolazione giovanile Carcere: attività all’interno del carcere, preparazione dimissioni e reinserimento sociale. Richieste di aiuto da parte di popolazione Immigrata non in regola con i documenti di soggiorno e con problemi di dipendenze da sostanze Utenza multiproblematica: protocolli di intervento. 116 OBIETTIVI PRIORITARI NEL TRIENNIO (CFR. PIANO DI ZONA 2005-2007) - consolidamento e potenziamento interventi a bassa soglia (riduzione del danno); - potenziamento accoglienze nelle varie fasi del percorso con attenzione particolare a quelle femminili; - potenziamento delle proposte di inserimento in laboratori protetti e in attività occupazionali; - potenziamento degli interventi di accompagnamento educativo, socializzazione ed animazione del tempo libero; - facilitazione dell’accesso delle fasce deboli al mercato del lavoro; - potenziamento delle attività di prevenzione dell’uso delle sostanze e promozione della salute in popolazioni giovanili a rischio; STATO DI ATTUAZIONE DEGLI OBIETTIVI RIDEFINIZIONE DEGLI OBIETTIVI PRIORITARI PREVISTI NEL PDZ 2005-07 Per quanto riguarda il potenziamento delle azioni rivolte alla bassa soglia è da segnalare come estremamente rilevante l’apertura del centro diurno per tossicodipendenti e per persone in condizioni di marginalità. Ciò oltre a fornire una preziosa risorsa per l’accoglienza diurna ha permesso la sperimentazione di un modello di intervento che vede una forte sinergia fra istituzioni diverse: comune di piacenza (servizio adulti), a.usl (sert), caritas e associazione lila che gestisce il progetto unità di strada. La formazione comune ed il percorso di supervisione attivato nei primi mesi di attività ha permesso uno scambio di prassi ed una conoscenza reciproca che si sta rivelando di grande importanza per l’impostazione di percorsi efficaci di aiuto alle persone in strada con ripercussioni positive su tutti gli altri progetti in corso di esecuzione. 117 - potenziamento delle attività all’interno del carcere rivolte a persone con problemi di dipendenza e preparatorie alle dimissioni; - dotarsi di un sistema integrato di rilevazione dei dati relativi ai bisogni del territorio; attivare azioni di sensibilizzazione del territorio sulle problematiche inerenti la dipendenza da sostanze; - attivare e sostenere percorsi di integrazione e concertazione fra le diverse risorse territoriali pubbliche e private. Il potenziamento del progetto “Percorsi di integrazione lavorativa e socializzante” ha permesso di aumentare il numero di persone che hanno potuto usufruire del laboratorio protetto dell’Associazione “La Ricerca” e di diversificare l’offerta di opportunità relative ad attività di gestione del tempo libero. Oltre alle attività svolte da un’educatore dell’associazione La Ricerca con le persone frequentanti il laboratorio sono, infatti stati proposti dal Sert in collaborazione con l’Associazione “La Ricerca”, un atelier di teatro ed uno di scrittura creativa rivolti anche a persone attive nell’uso delle sostanze e frequentanti gli ambulatori. Entrambi gli atelier si sono conclusi con una restituzione alla cittadinanza che ha costituito un importante momento di riflessione pubblica. La rete delle accoglienze prosegue un proficuo lavoro di confronto; sono stati aggiunti alle risorse già presenti sul territorio gli alloggi sociali comunali che rappresentano un’ulteriore tassello nel percorso degli utenti verso l’autonomia abitativa. Importante il progetto di accompagnamento educativo che affianca gli alloggi sociali, presentato nel programma finalizzato al contrasto alla povertà. Per quanto riguarda le problematiche relative alla difficoltà nel reperire un’attività lavorativa stanno procedendo i lavori del gruppo appositamente creato grazie al programma finalizzato specifico con i quali si mantengono costanti rapporti. 118 INTERVENTI PREVISTI PER L'ANNO 2006: PROGETTI DI SVILUPPO/INNOVAZIONE /QUALIFICAZIONE* OPPURE DI CONTENIMENTO** INTERVENTI PREVISTI PER L'ANNO 2006: PROGRAMMI FINALIZZATI Programma finalizzato “Dipendenza e utenzamultiproblematica”: 1) Unità di strada per tossicodipendenti cfr. scheda allegata 2) Percorsi di integrazione lavorativa cfr. scheda allegata 3) Sert in quartiere cfr scheda allegata 4) Maniglione antipanico cfr scheda allegata 5) Accoglienza diurna a bassa soglia per persone in condizione di marginalità e con problematiche di dipendenze cfr scheda allegata 119 PROGRAMMA FINALIZZATO DIPENDENZE E UTENZA MULTIPROBLEMATICA Progetto Costo Finanz. Regionale 5.500,00 Quota a carico Ente titolare 6.820,00 Quota a carico Azienda U.S.L. 2.300,00 Unità di strada 29.620,00 progr. Finalizzato + (15.000 integrazione fondi regionali*) Ente titolare Enti Ente coinvolt gestore i Comune di Piacenza (Servizi Sociali) LILA Ser.T. LILA Percorsi di integrazione lavorativa 38.557,00 26.500,00 8.105,00 3.952,00 Comune di Piacenza (Servizi Sociali) Assoc. La Ricerca Ser.T. Assoc. La Ricerca Centro diurno “Il quadrifoglio” Accoglienza diurna a bassa soglia per persone in condizioni di marginalità e con problematiche di dipendenza 40.421,51 2.596,00 10.750,00 2.160,00 Comune di Piacenza (Servizi Sociali) Caritas Ser.T L.I.L.A Caritas 4140,00 34.596,00 25.675,00 8.412,00 Ente titolare Enti coinvolti TOTALE + (20.775,51 programma finalizzato contrasto alla povertà) 108.598,51 *FONDI INTEGRATIVI REGIONE EMILIA-ROMAGNA in 72.720,00 41.000,00 Quota a carico Ente titolare 5.720,00 32.800,00 25.000,00 5.720,00 Unità di strada 29.620,00 15.000,00 + 5.500,00 progr. Finalizzato dipenden. TOTALE 81.000,00 18.260,00 30.380,00 Progetto Sert Quartiere Maniglione antipanico Costo 135.140,00 Finanz. Regionale 6.820,00 Quota a carico Azienda U.S.L. 26.000,00 2.080,00 2.300,00 Comune Piacenza (Servizi Sociali) Comune Piacenza (Politiche giovanili) Comune Piacenza (Servizi Sociali) Ente gestore Ser.T Coop. Coop. Soc. Soc. UNICOOP UNICOO P LILA LILA Ser.T LILA Ser.T. LILA 120 PROGRAMMA FINALIZZATO DIPENDENZE E UTENZA MULTIPROBLEMATICA PROGETTO/INTERVENTO di SVILUPPO/INNOVAZIONE/QUALIFICAZIONE: Denominazione: UNITA’ DI STRADA PER TOSSICODIPENDENTI Comune o forma associativa ex-art.16 L.R.2/03 capofila di progetto o del Comune di Piacenza Programma finalizzato Responsabile del progetto/programma: nominativo e recapiti Destinatari Specificare se è in continuazione di un progetto dell'anno precedente Dott. Luigi Squeri – Comune di Piacenza Settore Servizi Sociali ed Abitativi Tel. 0523/492721- Fax 0523/492704 e-mail [email protected] I destinatari finali dell’intervento sono: persone tossicodipendenti attive, minori a rischio di tossicodipendenza. I luoghi/contesti per il contatto con i destinatari finali sono le zone limitrofe alla stazione ferroviaria. I destinatari intermedi sono: i nuovi opinion leader tra i gruppi di ragazzi più giovani che iniziano a frequentare la zona della stazione ferroviaria, opinion leader individuati tra le persone che utilizzano sostanze da diversi anni e che hanno un ruolo riconosciuto all’interno della popolazione tossicodipendente, persone che non hanno più la dipendenza da sostanze e che si sono inserite socialmente e lavorativamente nel territorio, ma che continuano a rivestire nella popolazione tossicodipendente un ruolo di leader. Continuazione Ambito territoriale di realizzazione Distretto urbano Istituzioni/attori sociali coinvolti Comune di Piacenza - Settore Servizi Sociali ed abitativi; Associazione L.I.L.A A.Usl - Sert. Obiettivi del progetto (anche eventuali integrazioni con altre aree d’intervento) Gli obiettivi di progetto sono i seguenti: - prendere contatto con il maggior numero possibile di tossicodipendenti di strada, favorendo un approccio il più diretto possibile e riducendo il cosiddetto fenomeno del sommerso, con particolare attenzione a problematiche e comportamenti a rischio dei minori. - Agganciare, all’interno dei gruppi di tossicodipendenti, persone che svolgono un ruolo di “opinion leader” e che possono diventare a loro volta 121 promotori di informazione e prevenzione - Fornire informazioni mirate alla riduzione dei danni che l’assunzione può provocare - Ridurre a catena di contagio tra popolazione specifica e popolazione generale - Facilitare e favorire il contatto con i servizi pubblici per le tossicodipendenze e i servizi Sanitari, in particolare i presidi preposti per l’accertamento dello stato sierologico, il counselling e la cura dell’infezione da HIV - Favorire e sviluppare comportamenti responsabili fra le persone tossicodipendenti e che si prostituiscono, anche attraverso la stimolazione alla partecipazione a gruppi di auto-aiuto, iniziative di “peer-education” e dinamiche aggregative - Favorire e sviluppare la riacquisizione da parte delle persone tossicodipendenti di consapevolezza e di un atteggiamento costruttivo nei confronti della propria persona e del proprio futuro - Sviluppare una cultura sul problema, riducendo pregiudizi di varia natura, mirata a creare atteggiamenti di tolleranza, responsabilizzazione e solidarietà - Fornire elementi informativi sulle vie di trasmissione al fine di ridurre comportamenti a rischio - Formazione ed aggiornamento dell’èquipe Per i soggetti intermedi Obiettivi : - Maggior efficacia degli obiettivi dell’intervento - Coinvolgimento dei soggetti più giovani - Facilitazione del contatto con le persone più diffidenti verso i Servizi - Miglioramento della qualità del lavoro, e dei saperi dell’équipe - Coinvolgimento graduale nelle attività dell’UdS, colloqui informativi e sostegno individuale. Azioni previste Le azioni previste per la realizzazione dell'intervento sono: - Utilizzo di un mezzo attrezzato ad unità mobile di servizio - Soste in orari e giorni stabiliti in un luogo concordato con i Servizi referenti del progetto e con presenza degli operatori - Colloqui informativi individuali e di gruppo - Colloqui di aiuto e di informazione sui servizi socio – sanitari, invio accompagnamento agli stessi - Distribuzione di profilattici, siringhe e salviettine, acqua distillata, Kit salvavita, generi di conforto - Distribuzione di materiale informativo e igienico – sanitario con particolare attenzione allo scambio delle siringhe usate. Lo scambio di siringhe in particolare è ritenuto significativo in quanto: rende concreto il messaggio di prevenzione del progetto, favorendo il consolidamento della relazione, riproponendo il contatto fra operatori e 122 tossicodipendenti, favorisce il superamento del comportamento a rischio - Distribuzione di materiale informativo riguardante prevenzione/trasmissione dell’HIV e malattie sessualmente trasmissibili L’Unità di Strada appositamente attrezzata sarà operativa nella zona adiacente alla stazione ferroviaria (Giardini Margherita ) dove è già attiva da anni. Sono previste 3 uscite settimanali dell’ Unità Mobile, della durata di 3 ore ciascuna. Sono previsti incontri periodici con il SerT ed il Comune Sono previste attività di formazione da parte dell’équipe dell’Unità di Strada, ed anche incontri d’èquipe bisettimanali e della durata di 2 ore ciascuno. Il Progetto ha durata annuale. L’èquipe è composta da: N° 1 operatrice/ore con funzioni di coordinamento N° 2 operatori/ici di strada N°1 infermiera/e professionale Durante l’attività di strada sarà garantita la compresenza di almeno 2 operatori/ici Gli/le operatori/ici saranno appositamente formate dall’Associazione L.I.L.A. Le attrezzature a disposizione del progetto sono : un automezzo appositamente attrezzato di proprietà del Comune, già in uso alla LILA per svolgere interventi di strada; opuscoli informativi prodotti dal Ministero della sanità, dalla Regione, e da altre organizzazioni nazionali ed internazionali o dalla LILA stessa; cassetta del pronto soccorso e materiale sanitario: siringhe monouso, profilattici, fiale d’acqua distillata, kit salvavita, disinfettante. Generi di conforto ( tè caffè, biscotti ). Si ravvisa la necessità di dotarsi di lacci emostatici, test di gravidanza. Costo totale previsto Euro 29.620.00 Piano finanziario: Indicatori per il monitoraggio/valutazione Quota regionale Euro 5.500,00 Progr. Finaliz. Dipenden. + Euro 15.000 Fondi integrativi Quota comunale Euro 6.820,00 ( di cui E. 3.500,00 cash e E. 3.320,00 valorizzato) Eventuale quota di altri soggetti da spec. A.Usl Sert Euro 2.300,00 (valorizzat o) Di seguito riportiamo gli indicatori : • N° tossicodipendenti contattati • N°nuovi utenti 123 • • • • • • • • • • • • • • Età media delle persone tossicodipendenti contattate N° di contatti per tipo di sostanze assunte N° di siringhe distribuite N° di siringhe rese N° di profilattici distribuiti N° di kit salvavita distribuiti N° di medicazioni N° di counselling N° distribuzione materiale informativo N° segnalazione di minori al competente Servizio Sociale N° di persone che hanno già sperimentato uno o più programmi terapeutici Numero incontri con opinion leader Collaborazioni avviate Nuovi rapporti 124 PROGRAMMA FINALIZZATO DIPENDENZE E UTENZA MULTIPROBLEMATICA PROGETTO/INTERVENTO di SVILUPPO/INNOVAZIONE/QUALIFICAZIONE: Denominazione: PERCORSI DI INTEGRAZIONE LAVORATIVA Comune o forma associativa ex-art.16 Comune di Piacenza L.R.2/03 capofila di progetto o del Programma finalizzato Responsabile del progetto/programma: nominativo e recapiti Dott. Luigi Squeri – Comune di Piacenza Settore Servizi Sociali ed Abitativi Tel. 0523/492721- Fax 0523/492704 e-mail [email protected] Gli interventi di orientamento e inserimento nel laboratorio protetto sono rispettivamente rivolti a 2 gruppi di persone : • Persone dipendenti da sostanze e da etilisti in uscita da percorsi residenziali che potenzialmente possono inserirsi nel mondo del lavoro • Persone dipendenti, multiproblematiche inserite in percorsi territoriali e ambulatoriali d’inclusione sociale e lavorativa protetti. Destinatari I servizi di mediazione al lavoro attuati dai tre soggetti: Associazione, SerT e Comune si coordinano all’interno del Piano finalizzato per la creazione di un coordinamento di interventi d’inserimento lavorativo e con il Piano finalizzato contrasto alla povertà ed esclusione sociale. I target individuati da questo progetto sono gli stessi dei citati piani finalizzati. I laboratori creativi sono rivolti a persone in differenti posizioni rispetto al proprio percorso nella dipendenza: • in trattamento ambulatoriale; • ospiti del C.O.D. ; • ospiti del Centro Diurno. Specificare se è in continuazione di un progetto dell'anno precedente Ambito territoriale di realizzazione Istituzioni/attori sociali coinvolti Continuazione precedente. di un progetto dell’anno Distretto Urbano di Piacenza Comune di Piacenza Azienda Sanitaria Locale (SerT di PC) Associazione La Ricerca 125 Obiettivi del progetto (anche eventuali integrazioni con altre aree d’intervento) Azioni previste Piano finanziario: 1. Attuazione di percorsi d’inserimento socio – lavorativo di persone dipendenti da sostanze ed etilisti e/o multiproblematiche (doppia diagnosi, malati di AIDS, epatite cronica, donne tossicomani sole con figli minori a carico) utilizzando in modo integrato diversi strumenti e risorse del territorio 2. Consolidamento del grado di ricettività del laboratorio di Via Zoni; 3. Miglioramento di competenze sociali , ampliamento della rete sociale di utenti multiproblematici inseriti in percorsi individualizzati e di gruppo. 4. Offrire occasioni in cui gli utenti possano imparare ad esprimersi in maniera creativa, valorizzando la loro parte fisica, cognitiva ed emotiva. 5. Qualificare il tempo libero degli utenti. 1. Coordinamento delle attività d’inserimento lavorativo, integrazione tra i servizi e partecipazione al coordinamento distrettuale (vedi Piano finalizzato coordinamento inserimenti lavorativi) 2. Orientamento e accompagnamento all’inserimento lavorativo 3. Tutoraggio attività lavorativa in laboratorio con utenza multiproblematica. 4. Laboratori creativi di teatro e danza. 5. Rappresentazione finale dei laboratori in teatro. Quota Costo totale Quota regionale comunale previsto € 8.105,00 € 31.665,00 € 19.608,00 (di cui € 3.500 cash e € 4.605) Quota A.Usl Sert € 3.952,00 (valorizza to) Numero percorsi attivati (in laboratorio, in stage, in borsa lavoro, in corsi di formazione professionale) rispetto alle richieste di orientamento e inserimento in laboratorio pervenute nel corso del progetto (12 mesi). Per i laboratori creativi: • Grado di soddisfacimento degli utenti ; Indicatori per il monitoraggio/valutazione • Coinvolgimento dei formatori; • Partecipazione alla rappresentazione; • Partecipazione numerica ai laboratori. Strumenti di valutazione: • Questionari prima, durante, e alla fine dei laboratori; • Attività collaterali proposte dai formatori stessi; • Registro presenze. 126 PROGRAMMA DIPENDENZE E UTENZA MULTIPROBLEMATICA – Fondi integrativi Regione Emilia Romagna PROGETTO/INTERVENTO di SVILUPPO/INNOVAZIONE/QUALIFICAZIONE: Denominazione: SERTINQUARTIERE Comune o forma associativa ex-art.16 L.R.2/03 capofila di progetto o del Comune di Piacenza – Settore Servizi Sociali e Abitativi Programma finalizzato Responsabile del progetto/programma: nominativo e recapiti Destinatari Specificare se è in continuazione di un Dott. Luigi Squeri – Comune di Piacenza Settore Servizi Sociali ed Abitativi Tel. 0523/492721- Fax 0523/492704 e-mail [email protected] Giovani dai 15 ai 25 anni Continuazione anni precedenti progetto dell'anno precedente Ambito territoriale di realizzazione Istituzioni/attori sociali coinvolti Obiettivi del progetto (anche eventuali integrazioni con altre aree d’intervento) Azioni previste Piano finanziario: Indicatori per il monitoraggio/valutazione Comune di Piacenza AUSL di PIACENZA Coop. Sociale UNICOOP Raggiungere la popolazione target con attività di prevenzione primaria sui problemi connessi all’uso di sostanze psicoattive e di prevenzione secondaria su quanti già utilizzano sostanze senza aver sviluppato una patologia da dipendenza. Integrare le azioni dei differenti progetti rivolti ai giovani previsti sul territorio comunale. Incontri programmati con gruppi formali ed informali (scuole, associazioni, gruppi parrocchiali e sportivi , gruppi di pari ecc.) ed attività di counselling individuale. Gruppi formativi e di confronto fra operatori del territorio. Costo Quota Quota Eventuale totale regionale comunale quota di altri previsto soggetti da 72.720,0 41.000,00 5.720,00 specificare: 0 Fondi AUSL di integrativi Piacenza €.26.000.00 N° incontri programmati/n° incontri effettuati N° colloqui di counselling richiesti/effettuati 127 PROGRAMMA FINALIZZATO DIPENDENZE E UTENZA MULTIPROBLEMATICA – Fondi integrativi Regione Emilia Romagna PROGETTO/INTERVENTO di SVILUPPO/INNOVAZIONE/QUALIFICAZIONE: Denominazione: “MANIGLIONE ANTIPANICO”. Unità Mobile per la promozione dell’agio, sostegno e mantenimento delle condizioni psicofisiche della popolazione giovanile di Piacenza dedita all’uso di droghe e sostanze sintetiche “dette nuove droghe “. Comune o forma associativa exart.16 L.R.2/03 capofila di progetto Comune di Piacenza Settore Servizi Sociali ed abitativi o del Programma finalizzato Responsabile del progetto/programma: nominativo e recapiti Dott. Luigi Squeri – Comune di Piacenza Settore Servizi Sociali ed Abitativi Tel. 0523/492721- Fax 0523/492704 e-mail [email protected] Destinatari Finali Destinatari Si è scelto di indicare la popolazione giovanile come destinatario finale dell’intervento, in quanto le ricerche e gli interventi realizzate e agiti in precedenza, hanno evidenziato che proprio in questa fascia di età esiste il maggior problema dell’assunzione di sostanze, con modalità di consumo differenti: saltuaria/occasionale, a scopo ricreazionale, di consumo non problematico, abuso con forti rischi per la salute, dipendenza; la prevenzione della trasmissione dell’HIV/AIDS e delle MTS, gli incidenti stradali correlati all’uso di sostanze. Tale uso/abuso è conseguente anche alla scarsa consapevolezza della pericolosità di tali comportamenti. Tra le caratteristiche principali dei destinatari dell’intervento emergono la difficoltà di raggiungerli con campagne di prevenzione “classiche” (spot sui mezzi di comunicazione, interventi nelle scuole, ecc..), le modalità di consumo e le sostanze assunte assai differenti dal target standard che accede ai Servizi. Come possibili destinatari/ie si possono calcolare 16.000 persone circa ( giovani residenti sul territorio di Piacenza e provincia compresi nella fascia di età 14 – 30 anni), in particolare coloro che frequentano discoteche, pub, disco-pub, eventi musicali, feste, rave e goa party. La scelta di intervenire è motivata dall’ aumento di comportamenti a rischio tra i soggetti individuati tra i destinatari finali, come rilevato dalle ricerche sopraccitate e documentata dalle relazioni sulle attività del progetto presentate dal responsabile della realizzazione all’Ente proponente. Il numero di soggetti che sono stati contattati e raggiunti nel primo anno di attività sono 4.000 c.ca. Si pensa di mantenere lo stesso numero di contatti nel secondo anno di attività. I destinatari finali vengono contattati secondo le modalità dell’”aggancio informale”.La motivazione dei destinatari al rapporto col Servizio verrà rinforzata attraverso attività di counselling, 128 informazione e di ascolto in funzione di un orientamento orientamento ai servizi socio – sanitari, realizzazione di spazi chillout interni e/o esterni ai luoghi/locali, per effettuare momenti di decompressione e raffreddamento al fine di intervallare le numerose e lunghe ore di ballo e di “sballo”, e tra questi momenti e il momento della guida di auto/moto veicoli, ed anche per gli interventi di primo soccorso in caso di malore, bad trip, overdose ecc..; punti informativi interni ai luoghi/locali dell’intervento, utilizzo dell’Unità di Strada come spazio chill-out. Il reclutamento dei destinatari avverrà attraverso la formula dell’accoglienza, praticata attraverso la proposta di informazioni ( bacheche, opuscoli, sito Internet), allestimento di spazi chill-out, test alcolimetrico con l’etilometro, generi di conforto ed attività ludiche ( animazione di strada, bodypainting, musica chill-out, ecc..). Destinatari Intermedi I destinatari intermedi del progetto sono: I/Le gestori/proprietari di locali (discoteche, disco-pub, pub,circoli,ecc.. ), gli organizzatori di eventi musicali e feste, gli organizzatori di eventi rave e goa-party Il personale della sicurezza dei locali/luoghi Il personale addetto alla somministrazione di bevande dei locali/luoghi Animatori dei locali/luoghi (ballerini/e, vocalist, PR,ecc..) Educatori,insegnanti Operatori di strada , volontari, operatori dei servizi sociali e sanitari Genitori con figli adolescenti Operatori delle FF.OO Rappresentanze delle organizzazioni dei gestori dei locali Nei destinatari intermedi le caratteristiche principali sono l’estrema eterogeneità, difatti si va dal proprietario-gestore di locali estremamente formali, ai proprietari –gestori di pub, agli organizzatori di rave e goa party molto informali. L’esperienza di lavoro di MAP ha permesso di evidenziare come sia fondamentale il ruolo di queste figure per la gestione del locale/luogo, per il tipo di musica, l’abbigliamento degli avventori, e di conseguenza per la somministrazione di alcolici e superalcolici, e più in generale, per il tipo di sostanze assunte dalle/dai frequentatrici/ori e dalle modalità di consumo. Queste figure sono essenziali per la buona realizzazione dell’intervento di MAP, in quanto è proprio con loro che ci si relaziona per poter svolgere l’intervento all’interno e/o all’esterno del locale, per decidere insieme la posizione della postazione dell’infopoint e dello spazio chill-out, quali generi di conforto e quando poterli distribuire, quando poter effettuare l’etilometro, e per dare visibilità e rendere gradevole l’intervento ai fruitori dei locali/luoghi. Il personale della sicurezza, quello addetto alla somministrazione delle bevande e le/gli animatori, hanno un ruolo altrettanto importante soprattutto nell’intervento di riduzione del danno: gli operatori della sicurezza sono quelli che intervengono per evitare scontri fisici e risse tra frequentatori particolarmente esuberanti e/o alterati da sostanze, ed intervengono per primi in caso di malore 129 dovuto all’assunzione di sostanze nei frequentatori. Sensibilizzarli al fine di evitare che le risse degenerino in violenze gravi, o nel caso di malori che lascino la persona colpita all’esterno dei locali/luoghi sono tra le prerogative dell’intervento rivolto a loro; il personale addetto alla somministrazione può essere sensibilizzato a non somministrare ulteriori bevande alcoliche e/o super alcoliche a persone in evidente stato di ebbrezza o di alterazione dovuta all’assunzione di sostanze, PR e animatori sono fonti di informazioni importante sulla clientela, possono dare agganci con i gestori di altri locali difficilmente raggiungibili, dare visibilità all’intervento e renderlo ben accetto ai/alle fruitici del locale/luogo. Il numero di possibili destinatari intermedi è di 1.000 c.ca, quelli che si prevede di raggiungere 200 Su questi soggetti intermedi la RER in collaborazione con l’ISS e il SILB nel 2004, ha organizzato un corso di formazione a cui hanno partecipato anche le/gli operatrici/ori dell’équipe di MAP della LILA Piacenza. Le modalità di contatto e coinvolgimento e motivazione dei destinatari intermedi sono Incontri istituzionali di programmazione e condivisione degli obiettivi Momenti di verifica e valutazione in itinere sull’andamento del servizio Comunicazioni formali (lettere dell’Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune ai gestori/proprietari dei locali ) e informali frequenti con i gestori/proprietari dei locali/ luoghi e gli organizzatori di eventi e feste La presenza costante del MAP nei locali/luoghi eventi e feste Incontri di presentazione delle finalità e delle modalità del servizio di “aggancio” sui luoghi di attività di MAP Inclusione di MAP nell’organizzazione di alcuni eventi/feste Momenti di formazione comune Momenti di comunicazione alla cittadinanza sui risultati e le finalità del progetto Specificare se è in continuazione di un progetto dell'anno precedente Continuazione Ambito territoriale di realizzazione Piacenza e provincia Istituzioni/attori sociali coinvolti Comune di Piacenza, A.Usl/SerT, Ass. L.I.L.A. Finalità generali: Lo scenario all’ interno del quale l’unità mobile si muove nelle sue attività rivolte ai giovani, è quello della tutela della salute in Obiettivi del progetto (anche un’ottica di riduzione del danno e della promozione del benessere eventuali integrazioni con altre aree e della sicurezza per sé e gli altri. d’intervento) Obiettivi generali: Prevenire e ridurre i rischi collegati all’uso di sostanze, Prevenire e ridurre i rischi collegati agli incidenti stradali, 130 Prevenire e ridurre i rischi collegati a comportamenti sessuali a rischio con particolare riferimento all’HIV/AIDS; Orientare alle risorse del territorio le richieste delle persone attraverso i contatti con le attività e/o le/gli operatrici/ori del progetto Obiettivi specifici: Mappatura dei luoghi, conoscenza del fenomeno e verifica delle esigenze; Informazione sulle sostanze con particolare attenzione ai mix; Ridurre i rischi sull’uso di sostanze; Ridurre i rischi sugli incidenti stradali, Ridurre i rischi sui comportamenti sessuali a rischio; Creazione di piste di aggancio con i giovani al fine dell’orientamento (unità mobile come centro di ascolto ) Strutturazione di spazi esterni ed interni ai locali come : centro di ascolto, spazio chill-out, info-point. Azioni previste Le strategie e i metodi scelti per la realizzazione dell'intervento sono: 1-INFO POINT Solitamente chiamato “banchetto”, è formato da un tavolo abbastanza grande per ospitare tutto il materiale informativo, i profilattici, etilometro, e le animazioni della serata quali il computer con cd informativo sulle droghe, il guest book ( un quaderno nel quale ognuno può scrivere, disegnare e/o pitturare liberamente ), macchina fotografica digitale, telecamera e videoproiettore e in alcuni casi, dove lo spazio è sufficiente, anche il treppiede con la carta ed i colori per dipingere. 2- UNITA’ DI STRADA E’ l’Unità mobile della LILA che viene usata solitamente in affiancamento allo SPAZIO CHILL-OUT. Serve per ospitare e far rilassare chi si trova in condizioni particolarmente alterate e/o richiede un aiuto lontano da sguardi indiscreti: può essere uno spazio in cui poter proporre l’ascolto ed il counselling sull’abuso di sostanze, l’HIV/AIDS e le MTS e altre richieste. Nell’Unità di Strada vengono distribuiti anche i materiali sterili per l’uso delle sostanze per via iniettiva; si raccolgono anche le siringhe usate, per la prevenzione della diffusione dell’HIV e delle Epatiti. E’ stata utilizzata soprattutto in occasione della Street Rave Parade di Bologna, nei goa-party, e in locali/eventi dove non è risultato possibile allestire uno spazio chill-out interno od esterno al locale/evento. 3- CHILL-OUT Chill-out: letteralmente raffreddamento, sta ad indicare uno spazio ben preciso in cui i frequentatori delle discoteche possono rilassarsi prima del ritorno a casa, oppure in un qualsiasi momento della serata in cui se ne senta il bisogno. Questi spazi devono presentarsi accoglienti, con la possibilità di sedersi e addirittura di sdraiarsi, “cullati” da una musica non assordante né ossessiva e si devono poter distribuire beni di conforto assolutamente analcolici e gratuiti. Il Chill-Out è un importantissimo spazio che permette alle persone di imparare l’importanza dell’autoregolazione, inoltre è un luogo adatto per creare relazioni significative e continuative tra gli operatori e i frequentatori dello spazio. 131 Come la zona chill-out in molti paesi Europei è entrata nella cultura della notte, partendo dalla solida base della riduzione dei rischi, è auspicabile un aumento anche nel nostro Paese, poiché non influirebbe che positivamente nella formazione di una cultura più critica sull’approccio al divertimento. Sono inoltre previsti incontri d’équipe, di supervisione, e di formazione continua con l’équipe di UP del Comune di Reggio Emilia, incontri cadenzati con il committente, incontri con il Coordinamento Regionale delle Unità Mobili, incontri con i destinatari intermedi, organizzazione di momenti pubblici sul fenomeno Piano finanziario: Costo previsto 33.020,00 totale Quota regionale 25.000,00 Quota comunale 5.720,00 Eventuale quota di altri soggetti da specificare A.Usl/Sert 2.300,00 La valutazione viene realizzata in itinere sul progetto I mezzi utilizzati sono: schede apposite per la raccolta dei dati durante ogni uscita dell’Unità Mobile con indicatori che rilevano qualitativamente e quantitativamente l’attività svolta, schede riassuntive di ciascun uscita, schede per il monitoraggio e la mappatura dei locali/luoghi dove si intende realizzare l’intervento, un diario dove si registrano gli incontri istituzionali, di rete, con i gestori e tutti i destinatari intermedi coinvolti nel progetto. Di seguito riportiamo la tabella con gli indicatori Indicatori Destinatari finali Numero distribuzioni di: Indicatori per il monitoraggio/valutazione - bottigliette d’acqua - integratori salini - preservativi - materiali informativi ( differenziare richieste somministrazioni) Numero interventi di primo soccorso Numero soccorsi prestati Numero accessi allo spazio chill-out Numero persone che utilizzano l’etilometro Numero contatti Numero ritorni Numero contatti attività ludiche Numero contatti attività formative Numero materiale informativo distribuito Numero orientamenti Destinatari intermedi Numero incontri Progetti avviati Nuovi rapporti 132 PROGRAMMA FINALIZZATO DIPENDENZE E UTENZA MULTIPROBLEMATICA PROGETTO/INTERVENTO di SVILUPPO/INNOVAZIONE/QUALIFICAZIONE: Denominazione: CENTRO DIURNO “IL QUADRIFOGLIO” - Accoglienza diurna a bassa soglia per persone in condizione di marginalità e con problematiche di dipendenze. di cui al Programma finalizzato “Contrasto alla povertà e all’esclusione sociale” Comune o forma associativa ex-art.16 L.R.2/03 capofila di progetto o del Comune di Piacenza – Settore Servizi Sociali e abitativi Programma finalizzato nominativo e recapiti Dott. Luigi Squeri – Comune di Piacenza Settore Servizi Sociali ed Abitativi Tel. 0523/492721- Fax 0523/492704 e-mail [email protected] Destinatari Persone in situazione di marginalità e/o con problematiche di dipendenze. Specificare se è in continuazione di Continuazione progetto anno precedente. Responsabile del progetto/programma: un progetto dell'anno precedente Ambito territoriale di realizzazione Istituzioni/attori sociali coinvolti Distretto Urbano Comune di Piacenza – Settore Servizi Sociali Fondazione Autonoma “Caritas diocesana Piacenza-Bobbio” A.Usl di Piacenza (Sert) Associazione LILA di Piacenza di facilitare l’accesso ai servizi (importante la presenza degli operatori sociali del Sert e del Comune) ed eventualmente ai trattamenti sanitari (Sert/malattie infettive/altri servizi sanitari connessi) di persone in grave stato di disagio sociale sia attraverso forme di accompagnamento e sostegno che con un’ attivita’ di sportello sert presso il centro diurno; offrire ai soggetti portatori di forme di dipendenza (sostanze – alcol – altre forme di dipendenza) in stato di grave disagio sociale un luogo di aiuto, sostegno e ascolto; realizzare forme di coordinamento permanente tra gli operatori dei vari servizi, i volontari Caritas e LILA, attraverso momenti di formazione e di supervisione; integrare e coordinare le attivita’ dell’unita’ di strada della LILA, del centro diurno e del Sert attraverso forme di accompagnamento dei soggetti fra un punto di accoglienza e l’altro (camper LILA – centro diurno – ambulatori Sert – servizi sanitariservizi sociali) Obiettivi del progetto (anche eventuali integrazioni con altre aree d’intervento) 133 Azioni previste Piano finanziario: Indicatori per il monitoraggio/valutazione Il Centro diurno “Il Quadrifoglio” è un servizio a bassa soglia che cerca di rispondere ai bisogni primari (pasto, vestiario, pulizia personale, ecc.) e a richieste varie dell'utente, quali: orientamento alle risorse del territorio, informazioni, counseling, supporto psicologico non specialistico, momenti di aggregazione sociale, seminari di approfondimento (gruppi di auto-aiuto ecc.)), sportello di consulenza SERT, attività ricreative e ludiche, piccole attività di laboratorio creativo. Si sottolinea l’importanza dell’obiettivo di facilitare l'invio degli utenti ai Servizi sociali e socio-sanitari del territorio anche attraverso la disponibilità di operatori della LILA, già impegnati nell’unità di strada, con funzioni di supporto ed accompagnamento sia verso i Servizi che dalla strada al Centro. Inoltre, saranno programmati momenti di aggregazione, attraverso attività di intrattenimento, culturali, animazione, lettura, musica, informatica,ecc., definite in relazione al gradimento e agli interessi dell’utenza del centro. Questo tipo di attività riveste notevole importanza perché consente di incrementare e consolidare la partecipazione e la frequenza degli utenti. Parallela al progetto rimane l’attività di formazione comune fra operatori SERT, LILA, Caritas e Comune di Piacenza con il fine di rendere il più possibile omogenei e coerenti gli interventi, anche attraverso la condivisione di esperienze e linguaggi comuni. Costo totale Quota Quota Eventuale quota di altri previsto regionale comunale: soggetti da € 10.750,00 specificare € 40.421,51 € 20.775,51 Programma (di cui finalizzato € 6.000,00 Fondazione € Contrasto alla cash e € Caritas: povertà 4.750,00 4.140,00 ( di figurativo) cui 3.840,00 + € 2.596,00 cash e € 300,00 Programma finalizzato figurativo) - A.Usl – Dipendenze Sert: € 2.160,00 (figurativo) Sono stati attivati tre organi di gestione/valutazione del Servizio: - equipe tecnica operatori (settimanale); - comitato tecnico di gestione (mensile); - comitato politico. Si propongono i seguenti il monitoraggio: - numero di ore di apertura - attivazione e funzionamento dei servizi previsti dal progetto all’interno del centro; - il livello di soddisfazione degli utenti - il numero di accessi settimanali/mensili al Centro divisi per tipologia - il numero di accompagnamenti ai servizi territoriali 134 effettuati dal Centro - il numero di partecipanti ad attività interne al centro suddivise per tipologia Gli indicatori sopra elencati verranno tolti o altri ne verranno aggiunti, secondo quanto verrà stabilito al Tavolo di monitoraggio. 135 AREA DISABILITÀ TABELLA 1 - DAGLI OBIETTIVI STRATEGICI TRIENNALI DELLE AREE AGLI INTERVENTI DEL PROGRAMMA ATTUATIVO 2006 BISOGNI EMERGENTI (CFR. PIANO DI ZONA 2005-2007) disabilità acquisite Giovani con autismo che terminano il percorso scolastico “dopo di noi” a partire dal “durante noi” “vita indipendente” Progressivo invecchiamento di una fascia di utenti dei centri socio-riabilitativi 136 OBIETTIVI PRIORITARI NEL TRIENNIO (CFR. PIANO DI ZONA 2005-2007) 1. Rilettura e rimodulazione rete dei servizi 2. Domiciliarità 3. Miglioramento del processo di presa in carico da parte dei servizi 4. Miglioramento del percorso di transizione tra i servizi nel passaggio all’età adulta 5. Risposte innovative per il “dopo di noi” e la “vita indipendente” 6. Promuovere mobilità e accessibilità della città STATO DI ATTUAZIONE DEGLI OBIETTIVI RIDEFINIZIONE DEGLI OBIETTIVI PRIORITARI PREVISTI NEL PDZ 2005-07 . 1. avviato il confronto tra zona 1. Accanto all’esigenza di sociale e Ausl sulla rileggere e rimodulare la rete rimodulazione; in discussione dei servizi soprattutto al fine in Conferenza sociale e di accrescere la capacità di sanitaria alcune ipotesi per risposta di fronte ai nuovi un piano provinciale relativo bisogni (disabilità acquisite, alle strutture residenziali autismo…) è maturata la 2. Incremento degli assegni di consapevolezza che tale cura di 1^ e 2^ livello (61 percorso essenzialmente assegni nel 2005 rispetto ai istituzionale debba 12 del 2004). Avvio degli accompagnarsi e intrecciarsi assegni di cura di 3^ livello con un obiettivo strategico di (gravissime disabilità particolare rilievo e trasversale:Miglioramento acquisite) con 14 assegni della qualità della vita delle erogati. Rispetto persone disabili utenti del all’accessibilità e fruibilità sistema dei servizi delle informazioni, si è attraverso la crescita dei consolidato il polo informativo legami e delle relazioni e consulenziale sull’handicap interne al sistema dei (SAP, CAAD, CDI) servizi e il rilancio del 3. E’ stato ridefinito il percorso rapporto con la città per di accesso alla rete dei migliorare le opportunità di servizi , nell’ambito del quale è attiva l’UVM vita e di relazione 4. E’ in corso di definizione un progetto sperimentale 2. L’applicazione dell’istituto autismo riferito a tre giovani dell’Amministratore di che hanno terminato il sostegno appare ancora percorso scolastico parziale e a macchia di 5. Non sono state avviate leopardo e permane il ricorso sperimentazioni a interdizione e inabilitazione. 6. incremento attraversamenti Si ritiene importante, di fronte pedonali dotati di segnalatore a tale scenario e a due anni acustico, marciapiedi privi di dall’approvazione della legge 6/2004, promuovere azioni barriere, realizzazione di volte a sostenere e favorire alcune rampe. Lo stato di la piena applicazione questi lavori è verificabile dell’Istituto attraverso un “documento dell’Aministratore di intersettoriale” aggiornato sostegno annualmente che raccoglie tutti gli interventi realizzati dal Comune di Piacenza per la piena integrazione delle persone con disabilità INTERVENTI PREVISTI PER L'ANNO 2006: PROGETTI DI SVILUPPO/INNOVAZIONE /QUALIFICAZIONE* OPPURE DI CONTENIMENTO** 137 PROTOCOLLI CON AUSL (S) QUALIFICAZIONE DEL SISTEMA DEI SERVIZI: ACCRESCERE LE RELAZIONI INTERNE E RILANCIARE IL RAPPORTO CON LA CITTA’ (S) PROGETTO SPERIMENTALE AUTISMO PER TRE GIOVANI CHE HANNO CONCLUSO IL PERCORSO SCOLASTICO (S) 1. Sistema dei servizi e rapporto con la città: miglioramento della qualità della vita delle persone adulte disabili e delle loro famiglie attraverso il miglioramento delle opportunità di vita e di relazione (S) 2. Protocolli con Ausl (S) 3. Progetto sperimentale “Autismo” per tre giovani che hanno concluso il percorso scolastico (S) 4. Una città più accessibile per tutti: gruppo di lavoro per lo studio di ipotesi e proposte per il miglioramento della mobilità urbana e della fruibilità degli spazi cittadini (S) INTERVENTI PREVISTI PER L'ANNO 2006: PROGRAMMI FINALIZZATI 1. Programma finalizzato "Assegni di cura per anziani e disabili" cfr. scheda all.ta 138 PROGETTO/INTERVENTO di SVILUPPO/INNOVAZIONE/QUALIFICAZIONE: Denominazione: MIGLIORAMENTO DELLA QUALITÀ DELLA VITA DELLE PERSONE DISABILI UTENTI DEL SISTEMA DEI SERVIZI ATTRAVERSO LA CRESCITA DEI LEGAMI E DELLE RELAZIONI INTERNE AL SISTEMA DEI SERVIZI E IL RILANCIO DEL RAPPORTO CON LA CITTÀ PER MIGLIORARE LE OPPORTUNITÀ DI VITA E DI RELAZIONE Comune o forma associativa ex-art.16 Comune di Piacenza L.R.2/03 capofila di progetto o del Programma finalizzato Responsabile del progetto/programma: nominativo e recapiti Dott. Giorgio Prati, Dirigente Settore Servizi Sociali e Abitativi, tel. 0523 492703 Destinatari Operatori, coordinatori dei servizi, famiglie, privato sociale Specificare se è in continuazione di un Il progetto è stato avviato nel corso del 2005 progetto dell'anno precedente Ambito territoriale di realizzazione Istituzioni/attori sociali coinvolti Obiettivi del progetto (anche eventuali integrazioni con altre aree d’intervento) Zona sociale Distretto Urbano Azienda USL, Privato sociale gestore di centri e interventi rivolti alla disabilità, Scuole, associazioni di volontariato, associazionismo Obiettivo complessivo: garantire risposte adeguate alle domande di qualità della vita delle persone disabili - Riformulare, precisare e condividere orientamenti di fondo, ipotesi guida, chiavi di lettura e di accostamento metodologico in modo da radicare riferimenti comuni al sistema dei servizi - Accrescere le relazioni di confronto, scambio, progettazione condivisa all’interno del sistema dei servizi in funzione di un miglioramento delle capacità di offerta - Accrescere il coinvolgimento delle famiglie e migliorare qualità e intensità della relazione con le famiglie in una logica di partneriato e corresponsabilità - Accrescere le relazioni tra i servizi e il tessuto sociale e le diverse agenzie della città in funzione della realizzazione di opportunità di integrazione sociale - Realizzare, in connessione con le presenze, i reticoli, le potenzialità del territorio, iniziative ed esperienze che alimentino una sensibilità sociale e una cultura in grado di esprimere 139 attenzione alla fragilità come forma di esistenza, prima che come condizione segnata dal danno e dalla disabilità - Percorso formativo rivolto agli operatori dei servizi sia pubblici che del privato sociale - Istituzione di un gruppo di lavoro stabile composto dai coordinatori e responsabili dei servizi del pubblico e del privato - Percorso di riflessione e approfondimento con il gruppo dei coordinatori anche attraverso la conoscenza diretta di esperienze significative di altri territori della regione ed extraregionali - Incontri periodici con le famiglie per l’avvio di un dialogo progettuale con la componente familiare - Supporto alla progettazione e garanzia della realizzazione, da parte di ogni servizio di Azioni previste progetti innovativi e micro-sperimentazioni da realizzare in collaborazione con altri servizi, agenzie e soggetti attivi del territorio - Definizione condivisa e partecipata dai diversi attori coinvolti delle premesse e di uno schema di carta dei servizi per la disabilità adulta da realizzare compiutamente nel 2007 - Promozione e realizzazione di eventi e iniziative culturali e di sensibilizzazione rivolte alla città - Realizzazione di un convegno per fare il punto sul sistema dei servizi, presentare le esperienze realizzate e individuare direzioni di lavoro per il futuro Costo Quota Quota Eventuale totale regionale comunale quota di Piano finanziario: previsto altri soggetti da specificare - Realizzazione del percorso formativo - Realizzazione del percorso con i coordinatori - Messa a punto di ipotesi progettuali innovative che coinvolgano più servizi e più agenzie del territorio Indicatori per il monitoraggio/valutazione - Realizzazione di una giornata seminariale di confronto e approfondimento sulle politiche sociali rivolte alla disabilità - Incremento delle realtà associative del territorio coinvolte in progetti ed esperienze per i disabili - Definizione di uno schema di carta dei servizi 140 PROGETTO/INTERVENTO di SVILUPPO/INNOVAZIONE/QUALIFICAZIONE: Denominazione: PROTOCOLLI CON AUSL (S) Comune o forma associativa ex-art.16 Comune di Piacenza L.R.2/03 capofila di progetto o del Programma finalizzato Responsabile del progetto/programma: nominativo e recapiti Dott. Giorgio Prati, Dirigente Settore Servizi Sociali e Abitativi, tel. 0523 492703 Destinatari Specificare se è in continuazione di un progetto dell'anno precedente Ambito territoriale di realizzazione Istituzioni/attori sociali coinvolti Obiettivi del progetto (anche eventuali integrazioni con altre aree d’intervento) Azioni previste Piano finanziario: Indicatori per il monitoraggio/valutazione Zona sociale Distretto Urbano Azienda USL, Comuni della Zona sociale Definire, a seguito del rientro delle deleghe, ipotesi e proposte di specifici protocolli operativi al fine di chiarire e dare certezza alle prassi di collaborazione attive nell’ambito dei servizi per la disabilità adulta. Definire ipotesi e proposte di protocolli operativi relativamente ad alcuni dei seguenti ambiti: - Accesso alla rete dei servizi, modalità di funzionamento dell’UVM, contenuto, caratteristiche e modalità della presa in carico socio-sanitaria - Unificazione percorso assegni di cura “sociali” e assegni di cura disabilità gravissime acquisite (ex D.G.R. 2068) - Percorso di accompagnamento dei servizi nel passaggio all’età adulta - Percorso e tipologie di risposta nella dimissione protetta dalle strutture riabilitative - Percorsi ospedalieri preferenziali per la disabilità - Collaborazione con il DSM nella presa in carico di disabili con problematiche psichiatriche Costo Quota Quota Eventuale regionale comunale quota di altri totale previsto soggetti da specificare - Definizione, su almeno uno dei temi indicati, di proposte condivise di protocolli operativi 141 PROGETTO/INTERVENTO di SVILUPPO/INNOVAZIONE/QUALIFICAZIONE: Denominazione: PROGETTO SPERIMENTALE AUTISMO PER TRE GIOVANI CHE HANNO CONCLUSO IL PERCORSO SCOLASTICO (S) Comune o forma associativa ex-art.16 Zona sociale Distretto Urbano L.R.2/03 capofila di progetto o del Programma finalizzato Responsabile del progetto/programma: nominativo e recapiti Destinatari Specificare se è in continuazione di un Dott. Giorgio Prati, Dirigente Settore Servizi Sociali e Abitativi, tel. 0523 492703; Dott. Stefano Mistura; dott. Enzo Pisati Giovani adulti con autismo e le loro famiglie NO progetto dell'anno precedente Ambito territoriale di realizzazione Istituzioni/attori sociali coinvolti Distretto Urbano Comuni della Zona sociale, Azienda Usl con Neuropsichiatria età evolutiva, Centro di salute mentale, Cure Primarie - Definizione e realizzazione di progetti sperimentali di presa in carico per tre giovani Obiettivi del progetto (anche eventuali adulti con autismo integrazioni con altre aree d’intervento) - Individuazione di linee guida per l’elaborazione di progettualità più organiche a seguito della sperimentazione - Definizione di un gruppo di lavoro guida con specialisti DSM – Distretto Ausl e Servizi Sociali Comune di Piacenza finalizzato a curare il riassessment diagnostico nel passaggio all’età adulta, l’individuazione delle più opportune ed adeguate tecniche di riabilitazione sanitaria, a fornire la garanzia di un tempestivo monitoraggio nei casi di comorbilità - Realizazione, nella costante relazione con le Azioni previste famiglie e a seguito della necessaria fase osservativa e di conoscenza, di progetti sperimentali di presa in carico da parte del Settore Servizi Sociali del Comune di Piacenza sulla base degli indirizzi espressi dal gruppo di lavoro guida - Monitoraggio progettuale e degli interventi in essere Costo Quota Quota Eventuale totale regionale comunale quota di altri Piano finanziario: previsto soggetti da specificare - Realizzazione dei progetti sperimentali Indicatori per il monitoraggio/valutazione - Documento relativo alla individuazione di alcune linee guida per una progettualità più organica a seguito della sperimentazione 142 PROGETTO/INTERVENTO di SVILUPPO/INNOVAZIONE/QUALIFICAZIONE: Denominazione: UNA CITTA’ PIÙ ACCESSIBILE PER TUTTI: GRUPPO DI LAVORO PERMANENTE PER IL MIGLIORAMENTO DELLA MOBILITA’ URBANA E DELLA FRUIBILITA’ DEGLI SPAZI CITTADINI (S) Comune o forma associativa ex-art.16 Comune di Piacenza L.R.2/03 capofila di progetto o del Programma finalizzato Responsabile del progetto/programma: nominativo e recapiti Dott. Giorgio Prati, Dirigente Settore Servizi Sociali e Abitativi, tel. 0523 492703; Destinatari Alcuni Settori del Comune di Piacenza, cittadini con disabilità Specificare se è in continuazione di un SI progetto dell’anno precedente Ambito territoriale di realizzazione Istituzioni/attori sociali coinvolti Obiettivi del progetto (anche eventuali integrazioni con altre aree d’intervento) Azioni previste Piano finanziario: Comune di Piacenza I diversi settori comunali, associazioni attive nella promozione dei diritti delle persone con disabilità - messa a fuoco di proposte per interventi di miglioramento della mobilità urbana e della fruibilità degli spazi cittadini - costituire uno strumento operativo e modalità consolidate attraverso le quali il punto di vista delle persone disabili possa essere considerato nel processo decisionale degli interventi urbanistici e viabilistici - nell’ambito dell’attività del tavolo di coordinamento intersettoriale sull’handicap attivazione di uno specifico gruppo di lavoro che coinvolga le associazioni e i soggetti attivi nella promozione dei diritti delle persone con disabilità - elaborazione di proposte di interventi per il miglioramento della mobilità urbana e fruibilità della città Costo totale previsto Quota regionale Quota comunale Eventuale quota di altri soggetti da specificare - attivazione del gruppo di lavoro Indicatori per il monitoraggio/valutazione elaborazione di un documento contenente una o più proposte di intervento e relativo studio di fattibilità 143 PROGRAMMA FINALIZZATO ASSEGNI DI CURA PER ANZIANI E DISABILI ADULTI Comune o forma associativa ex-art.16 PIACENZA L.R.2/03 capofila di progetto o del Programma finalizzato Responsabile del progetto/programma: nominativo e recapiti Destinatari Specificare se è in continuazione di un progetto dell'anno precedente Ambito territoriale di realizzazione Istituzioni/attori sociali coinvolti Obiettivi del progetto (anche eventuali integrazioni con altre aree d’intervento) Dirigente Settore Servizi Sociali e Abitativi Dott. Giorgio Prati Via Taverna, 39 29100 Piacenza Tel. 0523/492702 Fax 0523/492704 A) Persone ultrassessantacinquenni con requisiti definiti dalla Regione (DGR 2686/04); B) Persone in condizione di handicap grave secondo i requisiti definiti dalla regione (DGR 1122/02) Il progetto prosegue e consolida attività già in corso. Zona Sociale (Distretto Urbano) Comuni della Zona Sociale Azienda USL – Distretto urbano SAA Distrettuale A) Consolidare l’intervento anche a fronte della crescente domanda delle famiglie, di molto superiore alla disponibilità finanziaria, tanto da mettere a rischio la validità dello strumento; garantire alle famiglie, come richiesto dalla Delibera Regionale, la continuità all’intervento; applicare, verificandone l’efficacia, i criteri e parametri definiti da un gruppo di lavoro zonale coordinato dal SAA ed approvati dal Comitato di Distretto al fine di pesare la gravità delle situazioni e definirne il grado di priorità. B) la continuazione e l’ampliamento della sperimentazione avviata con delibera di Giunta regionale n.1122/02 “Direttiva per la 144 promozione di progetti personalizzati finalizzati a favorire le condizioni di domiciliarità e le opportunità di vita indipendente dei cittadini in condizione di handicap grave (assegno di cura e di sostegno)”. A) Attività di valutazione di primo e secondo livello della situazione di coloro che fanno richiesta; formulazione della graduatoria di gravità della situazione aggiornata semestralmente; firma dei contratti in base alla graduatoria; verifiche periodiche da parte dell’assistente sociale responsabile del caso. B) Azioni previste Attività di informazione periodica e consulenza alle famiglie in connessione con Informahandicap e CAAD Attività di valutazione di primo e secondo livello della situazione di coloro che fanno richiesta; formulazione della graduatoria di gravità della situazione aggiornata semestralmente; firma dei contratti in base alla graduatoria; verifiche periodiche da parte dell’operatore responsabile del caso Costo totale previsto Quota regionale Quota comunale A) Anziani A) Anziani A) Anziani Piano finanziario: 92.516,96 + 62.905,60 64.761,87 + 62.905,60 (integrazione Fondo Sanitario Regionale) (integrazione Fondo Sanitario Regionale) Tot.Anziani 155.422,56 Tot. Anziani 127.666,47 Eventuale quota di altri soggetti da specificare 27.755,09 B) Disabili B) Disabili B) Disabili 90.609,76 63.426,83 27.182,93 A) e B) Indicatori per il monitoraggio/valutazione n. assegni di cura formulazione lista d’attesa 145 AREA ANZIANI TABELLA 1 - DAGLI OBIETTIVI STRATEGICI TRIENNALI DELLE AREE AGLI INTERVENTI DEL PROGRAMMA ATTUATIVO 2006 BISOGNI EMERGENTI (CFR. PIANO DI ZONA 2005-2007) Forte aumento della domanda di assistenza ad anziani non autonomi. Sempre maggiore gravità sanitaria delle persone che fanno richiesta di servizi. I limiti quantitativi del sistema di offerta, soprattutto residenziale, impongono ai servizi di concentrarsi sulle situazioni di maggiore gravità. Richiesta di aiuto da parte delle famiglie che impiegano personale privato sia di tipo economico sia per quanto riguarda l’individuazione della persona adatta e le sostituzioni in caso di sua assenza. Forte domanda di flessibilità ai servizi istituzionali e non. Crescente complessità delle situazioni che si presentano e quindi degli interventi prestati da operatori socioassistenziali e sanitari. Necessità di coordinamento tra gli attori istituzionali e sociali e organicità degli interventi. Necessità delle famiglie di avere un riferimento unitario sul piano informativo e orientativo, soprattutto in momenti delicati quali le dimissioni dall’ospedale. Richiesta delle famiglie di confrontarsi sui problemi che incontrano, di consultarsi ed essere sostenute nei momenti più critici. Consulenza legale. Crescente numero di segnalazioni relative ad anziani soli ed in situazione di difficoltà senza richiesta e talora contro il volere dell’interessato. OBIETTIVI PRIORITARI NEL TRIENNIO (CFR. PIANO DI ZONA 2005-2007) STATO DI ATTUAZIONE DEGLI OBIETTIVI RIDEFINIZIONE DEGLI OBIETTIVI PRIORITARI PREVISTI NEL PDZ 2005-07 Ottimizzare l’utilizzo degli assegni I criteri sono stati definiti, di cura anche definendo criteri di approvati dal Comitato di priorità per l’erogazione. Distretto e sono stati applicati già a partire dalla fine del 2005. Rivedere il percorso delle Si è realizzata (dalla fine di aprile L’obiettivo potrà essere dimissioni protette rendendo il alla fine di luglio) una aggiornato alla luce dei risultati percorso più adeguato alle sperimentazione sulla base del della sperimentazione. necessità delle famiglie. protocollo approvato dal Comitato di Distretto. 146 Definire strategie e procedure operative di coordinamento degli interventi domiciliari socioassistenziali e sanitari e di collaborazione tra gli operatori. Si è avviata una prassi di collegamento permanente tra SAD e ADI sul piano della comunicazione, del confronto su situazioni specifiche e della collaborazione per la formazione degli operatori. E’ stato avviato in via sperimentale il servizio di trasporto delle provette di sangue dopo i prelievi a domicilio limitatamente ad alcuni tipi di esame. Organizzare forme di sostegno psicologico e consulenza legale alle famiglie. Realizzare iniziative di supporto alle famiglie che scelgono di impiegare assistenti famigliari private. Qualificare i servizi socioassistenziali e sanitari per rispondere ai bisogni degli utenti affetti da gravi disturbi comportamentali e cognitivi. Progettare nuove forme di residenzialità protetta (servizi di “sollievo” per periodi definiti o per la notte; appartamenti protetti …). Migliorare la diffusione di informazioni sull’offerta dei servizi sociali e sanitari, anche in collaborazione con le Circoscrizioni e il terzo settore. Si ritiene di poter puntare soprattutto sulle forme di sostegno psicologico e si concorda sull’opportunità di progettare percorsi formativi per le assistenti sociali e di sviluppare accordi con il mondo dell’associazionismo per garantire forme di prossimità e accompagnamento alle famiglie, soprattutto quando composte da più membri anziani. E’ in corso un progetto avviato con finanziamento regionale che prevede azioni di formazione mirate, rivolte alle assistenti famigliari e la formulazione di una proposta operativa per facilitare l’incontro domandaofferta in particolare sostenendo le famiglie sul piano dell’informazione, orientamento e consulenza. Il programma di formazione previsto per i prossimi due anni dai soggetti gestori dei servizi a sostegno della domiciliarità (SAD e CD) nel Comune di Piacenza assume come tematica centrale quella dei disturbi cognitivi e comportamentali. Il SAA sta perseguendo una linea di utilizzo dei posti temporanei improntata alla flessibilità in relazione alla domanda e al periodo dell’anno. Nel corso del 2005 è stato aperto a Piacenza un primo sportello Informasociale. Alcune iniziative di informazione sui servizi agli anziani (Guida ai servizi con diffusione mirata) sono previste nell’ambito del Progetto di cui si dice più avanti. 147 Costituire, in collaborazione con il volontariato, un elenco di persone disponibili a svolgere il ruolo di amministratore di sostegno. L’applicazione dell’istituto dell’Amministratore di sostegno appare ancora parziale e a macchia di leopardo e permane il ricorso a interdizione e inabilitazione. Si ritiene importante, di fronte a tale scenario e a due anni dall’approvazione della legge 6/2004, promuovere azioni volte a sostenere e favorire la piena applicazione dell’Istituto dell’Aministratore di sostegno. A fronte della mancata definizione a livello nazionale dei LIVEAS si ritiene di dover riconsiderare la percorribilità di quest’obiettivo a livello locale. Definire alcuni livelli essenziali di assistenza condivisi e garantiti. Valorizzare le risorse non istituzionali del territorio anche in vista di Piani Assistenziali che prevedano il loro contributo. All’interno del progetto avviato, con finanziamento regionale, nei Comuni di Piacenza e di Gossolengo, finalizzato al monitoraggio delle condizioni di vita degli anziani soli e alla realizzazione di una rete di prossimità, si stanno costruendo connessioni organiche con gli attori del privato sociale per attività di monitoraggio e di sostegno nella vita quotidiana. INTERVENTI PREVISTI PER L'ANNO 2006: PROGETTI DI SVILUPPO/INNOVAZIONE /QUALIFICAZIONE* OPPURE DI CONTENIMENTO** INTERVENTI PREVISTI PER L'ANNO 2006: PROGRAMMI FINALIZZATI Programma finalizzato “Assegni di cura per anziani e disabili” cfr. scheda all.ta 148 PROGRAMMA FINALIZZATO ASSEGNI DI CURA PER ANZIANI E DISABILI ADULTI Comune o forma associativa ex-art.16 PIACENZA L.R.2/03 capofila di progetto o del Programma finalizzato Responsabile del progetto/programma: nominativo e recapiti Destinatari Specificare se è in continuazione di un progetto dell'anno precedente Ambito territoriale di realizzazione Istituzioni/attori sociali coinvolti Obiettivi del progetto (anche eventuali integrazioni con altre aree d’intervento) Dirigente Settore Servizi Sociali e Abitativi Dott. Giorgio Prati Via Taverna, 39 29100 Piacenza Tel. 0523/492702 Fax 0523/492704 C) Persone ultrassessantacinquenni con requisiti definiti dalla Regione (DGR 2686/04); D) Persone in condizione di handicap grave secondo i requisiti definiti dalla regione (DGR 1122/02) Il progetto prosegue e consolida attività già in corso. Zona Sociale (Distretto Urbano) Comuni della Zona Sociale Azienda USL – Distretto urbano SAA Distrettuale A) Consolidare l’intervento anche a fronte della crescente domanda delle famiglie, di molto superiore alla disponibilità finanziaria, tanto da mettere a rischio la validità dello strumento; garantire alle famiglie, come richiesto dalla Delibera Regionale, la continuità all’intervento; applicare, verificandone l’efficacia, i criteri e parametri definiti da un gruppo di lavoro zonale coordinato dal SAA ed approvati dal Comitato di Distretto al fine di pesare la gravità delle situazioni e definirne il grado di priorità. B) la continuazione e l’ampliamento della sperimentazione avviata con delibera di Giunta regionale n.1122/02 “Direttiva per la 149 promozione di progetti personalizzati finalizzati a favorire le condizioni di domiciliarità e le opportunità di vita indipendente dei cittadini in condizione di handicap grave (assegno di cura e di sostegno)”. A) Attività di valutazione di primo e secondo livello della situazione di coloro che fanno richiesta; formulazione della graduatoria di gravità della situazione aggiornata semestralmente; firma dei contratti in base alla graduatoria; verifiche periodiche da parte dell’assistente sociale responsabile del caso. B) Azioni previste Attività di informazione periodica e consulenza alle famiglie in connessione con Informahandicap e CAAD Attività di valutazione di primo e secondo livello della situazione di coloro che fanno richiesta; formulazione della graduatoria di gravità della situazione aggiornata semestralmente; firma dei contratti in base alla graduatoria; verifiche periodiche da parte dell’operatore responsabile del caso Costo totale previsto Quota regionale Quota comunale A) Anziani A) Anziani A) Anziani Piano finanziario: 92.516,96 + 62.905,60 64.761,87 + 62.905,60 (integrazione Fondo Sanitario Regionale) (integrazione Fondo Sanitario Regionale) Tot.Anziani 155.422,56 Tot. Anziani 127.666,47 Eventuale quota di altri soggetti da specificare 27.755,09 B) Disabili B) Disabili B) Disabili 90.609,76 63.426,83 27.182,93 A) e B) Indicatori per il monitoraggio/valutazione n. assegni di cura formulazione lista d’attesa 150 Anziani Anziani Anziani Anziani Anziani Anziani Anziani Anziani Dipendenze Dipendenze Dipendenze Dipendenze Dipendenze Dipendenze Dipendenze Dipendenze Dipendenze Dipendenze Disabili Disabili Disabili Disabili Disabili Disabili Disabili Disabili Disabili Disabili Area 151 Di cui Di cui Gestita in Gestita da Totale Spesa di Tipo di Intervento Sez. Descrizione delle Sezioni forma Zona Enti Associata Associativi da Comuni Interventi e servizi A Attività di servizio sociale professionale 255.964 22.000 22.000 Interventi e servizi B Integrazione sociale 438.922 0 0 Interventi e servizi D Assistenza domiciliare 1.877.566 92.517 92.517 Interventi e servizi E Servizi di supporto 27.273 0 0 Trasferimenti in denaro F Trasferimenti in denaro 1.778.904 0 0 Strutture G Strutture diurne o semi-residenziali 429.094 0 0 Strutture H Strutture comunitarie e residenziali 73.869 0 0 TOTALE AREA 4.881.592 114.517 0 Interventi e servizi A Attività di servizio sociale professionale 5.176 0 0 Interventi e servizi B Integrazione sociale 6.204 0 0 Interventi e servizi C Interventi e servizi educativo assitenziali e per l'inserimento lavorativo 30.000 0 0 Interventi e servizi D Assistenza domiciliare 0 0 0 Interventi e servizi E Servizi di supporto 0 0 0 Trasferimenti in denaro F Trasferimenti in denaro 54.000 0 0 Strutture G Strutture diurne o semi-residenziali 2.596 0 0 Strutture H Strutture comunitarie e residenziali 0 0 0 Strutture I Pronto intervento sociale 9.000 0 0 TOTALE AREA 106.976 0 0 Interventi e servizi A Attività di servizio sociale professionale 35.901 0 0 Interventi e servizi B Integrazione sociale 411.859 0 0 Interventi e servizi C Interventi e servizi educativo assitenziali e per l'inserimento lavorativo 1.428.205 0 0 Interventi e servizi D Assistenza domiciliare 149.777 0 0 Interventi e servizi E Servizi di supporto 1.049.022 0 0 Trasferimenti in denaro F Trasferimenti in denaro 364.600 0 0 Strutture G Strutture diurne o semi-residenziali 821.945 0 0 Strutture H Strutture comunitarie e residenziali 685.077 0 0 Strutture I Pronto intervento sociale 0 0 0 TOTALE AREA 4.946.386 0 0 TABELLA 3.A. PREVENTIVO 2006 – Spesa sociale della zona sociale di Piacenza Disagio adulti Disagio adulti Disagio adulti Disagio adulti Disagio adulti Disagio adulti Disagio adulti Disagio adulti Disagio adulti Disagio adulti Famiglia e minori Famiglia e minori Famiglia e minori Famiglia e minori Famiglia e minori Famiglia e minori Famiglia e minori Famiglia e minori Famiglia e minori Famiglia e minori Giovani Giovani Giovani Giovani Giovani Giovani Giovani Giovani Giovani Giovani A Attività di servizio sociale professionale B Integrazione sociale C Interventi e servizi educativo assitenziali e per l'inserimento lavorativo D Assistenza domiciliare E Servizi di supporto F Trasferimenti in denaro G Strutture diurne o semi-residenziali H Strutture comunitarie e residenziali I Pronto intervento sociale TOTALE AREA Interventi e servizi A Attività di servizio sociale professionale Interventi e servizi B Integrazione sociale Interventi e servizi C Interventi e servizi educativo assitenziali e per l'inserimento lavorativo Interventi e servizi D Assistenza domiciliare Interventi e servizi E Servizi di supporto Trasferimenti in denaro F Trasferimenti in denaro Strutture G Strutture diurne o semi-residenziali Strutture H Strutture comunitarie e residenziali Strutture I Pronto intervento sociale TOTALE AREA Interventi e servizi A Attività di servizio sociale professionale Interventi e servizi B Integrazione sociale Interventi e servizi C Interventi e servizi educativo assitenziali e per l'inserimento lavorativo Interventi e servizi D Assistenza domiciliare Interventi e servizi E Servizi di supporto Trasferimenti in denaro F Trasferimenti in denaro Strutture G Strutture diurne o semi-residenziali Strutture H Strutture comunitarie e residenziali Strutture I Pronto intervento sociale TOTALE AREA Interventi e servizi Interventi e servizi Interventi e servizi Interventi e servizi Interventi e servizi Trasferimenti in denaro Strutture Strutture Strutture 28.076 75.745 127.886 271.598 60.000 122.322 26.775 249.008 0 961.410 294.891 19.250 209.455 83.275 83.821 2.070.592 6.223.378 1.119.588 0 10.104.250 14.059 193.290 56.178 0 0 76.300 0 0 0 339.827 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 113.875 0 49.275 0 0 86.700 0 0 0 249.850 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 152 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 Interventi e servizi Interventi e servizi Interventi e servizi Multiutenza Multiutenza Multiutenza Multiutenza TOTALE COMPLESSIVO Interventi e servizi Interventi e servizi Interventi e servizi Interventi e servizi Trasferimenti in denaro Strutture Strutture Strutture Immigrati Immigrati Immigrati Immigrati Immigrati Immigrati Immigrati Immigrati Immigrati A Attività di servizio sociale professionale B Integrazione sociale C Interventi e servizi educativo assitenziali e per l'inserimento lavorativo E Servizi di supporto F Trasferimenti in denaro G Strutture diurne o semi-residenziali H Strutture comunitarie e residenziali I Pronto intervento sociale TOTALE AREA Segretariato sociale, informazione e consulenza per l'accesso alla rete L dei servizi M Prevenzione e sensibilizzazione N Azioni di sistema e spese di organizzazione TOTALE AREA 23.186.927 184.910 100.177 1.033.555 1.318.642 48.118 141.610 0 0 32.820 0 273.776 31.520 527.844 430.467 0 66.100 0 66.100 0 0 0 0 0 0 0 0 0 153 114.517 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 154 NOTA: Il totale complessivo delle entrate zonali e risorse proprie, per quanto attiene alla rilevazione sociale, è pari a € 23.207.536, a fronte di una spesa complessiva di € 23.186.927 (con una differenza di € 20.609). La differenza tra entrata e spesa è dovuta a un’incongruenza tra i trasferimenti dei singoli comuni della Val Nure all’Associazione Intercomunale (dichiarati pari a € 258.294) e quanto indicato come preventivo di entrata da parte dell’Associazione stessa (€ 237.685, con una differenza di € 20.609). Area Anziani Dipendenze Disabili Disagio Adulti Famiglia e Minori Giovani Immigrati Indistinti Multiutenza TOTALE ZONA Entrate da Comuni Fuori Zona Entrate Entrate Donazioni Risorse Entrate da dalla Entrate da Entrate da Altre Totale Proprie dei Totale Entrate da Dirette dallo Stato RER UE Provincia Utenti SSN Entrate Entrate Comuni Risorse 11.669 64.761 291.132 323.262 12.370 703.194 4.178.398 4.881.592 34.596 0 0 34.596 72.381 106.977 231.361 243.577 31.239 129.600 2.1126 656.903 4.289.483 4.946.386 15.802 122.176 43.087 0 181.065 780.345 961.410 870.391 114.493 1.186.461 333.172 100.000 2.604.518 7.520.341 10.124.858 46.222 0 0 46.222 293.605 339.827 151.099 20.000 0 171.099 356.745 527.844 777.662 0 0 777.662 -777.662 0 85.128 8.000 0 0 21.000 114.128 1.204.514 1.318.642 231.361 27.471 2.395.612 153.732 1.670.280 677.560 133.370 5.289.387 17.918.150 23.207.536 TABELLA 3.B. PREVENTIVO 2006 – Spesa sociale della zona sociale di Piacenza numero 3 numero 4 (2) Figure professionali sanitarie Tipologia Psicologo 815.389 223.000 101.930 157.286 333.173 Bilancio sanitario Costi (1) Figure Professionali sociali Tipologia Assistente sociale NOTE (*) Le spese per i minori disabili sono comprese nell'area famiglia e minori. Strutture residenziali per minori - gestione Strutture semi-residenziali per minori- gestione Altro Figure professionali sociali (assistente sociale, educatore) inserite nei consultori familiari e nei servizi rivolti a famiglia, infanzia e giovani per attività di assistenza sociale (promozione, inserimento, integrazione, ecc..) ad esclusione delle attività di educazione sanitaria e dell'assistenza consultoriale a sostegno di gravidanze e maternità a rischio sanitario (1) Figure professionali sanitarie la cui attività si integra con quella di figure professionali sociali per progetti socio-educativi, socio-terapeutici e socio-riabilitativi. (2): a) Psicologo (per le attivita' in équipe) b)neuropsichiatra :stimare quota di spesa in base alla partecipazione Altro (specificare..) TOTALI DELL'AREA FAMIGLIA E MINORI Partecipazione a progetti specifici di promozione, informazione, prevenzione integrati con i Comuni Trasferimenti in denaro Strutture residenziali per minori - rette per minori in carico alla neuropsichiatria Strutture semi-residenziali per minori- rette per minori in carico alla neuropsichiatria Strutture Interventi e servizi 1- FAMIGLIA E MINORI* BILANCIO SANITARIO – PREVENTIVO 2006 – AZ. USL 155 4.327.653 numero numero (3)Spese personale sanitario, non attribuibile ai singoli servizi Tipologia (4) Spese personale sociale, non attribuibile ai singoli servizi Tipologia 87.609 676.355 751.933 711.455 1.539.883 536.780 23.639 TOTALI DELL'AREA DISABILITA' Partecipazione a progetti specifici di promozione, informazione, prevenzione integrati con i Comuni Trasferimenti in denaro Laboratori protetti o altri servizi assimilabili (inserimento lavorativo in ambiente protetto) - rette Servizi socio riabilitativi diurni - rette Strutture residenziali - rette Assegno di cura (Del. G.R.1122/02) Strutture Laboratori protetti o altri servizi assimilabili (inserimento lavorativo in ambiente protetto) - gestione Servizi socio-riabilitativi diurni - gestione Strutture residenziali - gestione Altro Spese personale sanitario, non attribuibile ai singoli servizi, per le attività di presa in carico, accompagnamento, ecc.. (3) Spese personale sociale, non attribuibile ai singoli servizi, per le attività di presa in carico, accompagnamento, ecc.. (4) Altro (specificare…) Interventi e servizi Assistenza domiciliare con finalità socio-assistenziale Assistenza domiciliare con finalità riabilitativa/educativa Inserimento lavorativo in ambiente di lavoro normale (personale educativo e borse lavoro) 3- AREA DISABILITA' Bilancio sanitario Costi 156 10.008.622 770.692 2.306.025 502.000 116.678 5.481.322 831.906 Costi Bilancio sanitario (5) Personale sanitario, sociale, amministrativo, di coordinamento, (S.A.A., U.V.G., coordinatori sanitari strutture, ecc..) Tipologia Amministrativo Medico Assistente sociale Coord. ADI IP numero 3,5 2 0,5 1 10,5 N.B. Nella spesa per Assegni di cura (1377/99) sono ricomprese le risorse aggiuntive assegnate dalla RER nel corso del 2006 pari, per il Distretto Urbano, a 62.905,6€, sebbene non presenti nel budget 2006. * tipologie previste dalla del. G.R 1378/99 Centri diurni - gestione Personale e materiale sanitario* Centri Diurni Strutture residenziali (RSA, Casa Protetta, Casa di Riposo, Comunità alloggio) - gestione Personale e materiale sanitario* strutture residenziali (Casa Protetta, RSA) Altro Spese personale sanitario, sociale, amministrativo, di coordinamento (S.A.A., U.V.G., coordinatori sanitari strutture, ecc.. e con esclusione di progetti e servizi specialistici per demenze) (5) Altro (specificare…) TOTALI DELL'AREA ANZIANI Strutture Oneri a rilievo sanitario ADI Oneri a rilievo sanitario Centri Diurni Oneri a rilievo sanitario strutture residenziali (Casa Protetta, RSA) Assegno di cura (del. G.R. 1377/99) Trasferimenti in denaro partecipazione a progetti specifici di promozione, informazione, prevenzione integrati con i Comuni Interventi e servizi 4- AREA ANZIANI X STRUTTURA 157 TOTALI DELL'AREA DIPENDENZE Altro Contributi economici Trasferimenti in denaro Sostegno all'inserimento sociale/mediazione sociale Sostegno all'inserimento lavorativo (borse lavoro, personale) Interventi di strada a bassa soglia (prevenzione, riduzione del danno, orientamento/accompagnamento ai servizi) Partecipazione a progetti specifici di promozione sociale, interventi individuali e di gruppo per il tempo libero, ricreativi e sportivi integrati con i Comuni* (incluso il costo del personale per l'organizzazione dell'intervento) Interventi e servizi 7- AREA DIPENDENZE TOTALI DELL'AREA DISAGIO ADULTI (prostituzione, senza fissa dimora) Altro Interventi di strada rivolti a prostituzione, senza fissa dimora Partecipazione a progetti specifici di promozione, informazione, prevenzione integrati con i Comuni Interventi e servizi 6 B- AREA DISAGIO ADULTI (prostituzione, senza fissa dimora) NOTE: Non va rilevata la spesa per le rette per strutture residenziali e diurne di ogni ordine e grado, che sono oggetto di specifica rilevazione altro (specificare…) TOTALI DELL'AREA DISAGIO ADULTI: PSICHIATRIA Altro Contributi economici a favore di pazienti psichiatrici Trasferimenti in denaro Sostegno all'inserimento lavorativo (borse lavoro, personale) a favore di pazienti psichiatrici Partecipazione a progetti specifici di promozione sociale, interventi individuali e di gruppo per il tempo libero, ricreativi e sportivi integrati con i Comuni Interventi e servizi 6 A- AREA DISAGIO ADULTI: PSICHIATRIA 640.100 383.000 9.008 97.300 54.952 95.840 Costi Bilancio sanitario 374.000 374.000 Costi Bilancio sanitario 1.053.129 873.724 179.405 Costi Bilancio sanitario 158 – PREVENTIVO (per Ente spenditore) Famiglia e Minori (*) Giovani Disabili Anziani Immigrati (**) Disagio adulti Dipendenze Multiutenza Totale SPESE SPESA SOCIALE DI ENTI gestita direttamente e non traferita ai comuni 0,00 Altri ENTI (Ipab, Fondazioni ….) esclusi quelli trasferiti ai comuni) non trasferiti ai comuni) Costi sostenuti Costi sostenuti direttamente dalla direttamente da altri Provincia (spesi dalla Provincia Enti (spesi direttamente e 85.007,00 43.750,00 41.257,00 PROVINCIA 42.900 86.200 129.100 Costi 85.007,00 Totale SPESE (per Area di Intervento) 159 2006 – RISORSE AGGIUNTIVE PROVINCIALI (Piani provinciali BILANCIO PROGRAMMA ATTUATIVO. ALTRI ENTI - ANNO 2006 SPESA SOCIALE Immigrazione) Figure professionali sociali (assistenti sociali) inserite nei servizi sanitari (ospedali, ecc..) Spese per il Piano di Zona (predisposizione, gestione, valutazione, Ufficio di Piano) Spese per personale amministrativo e tecnico a supporto delle attività ad integrazione socio-sanitaria Altro:dirigente sanitario TOTALI DELL'AREA MULTIUTENZA Altro 8 - AREA MULTIUTENZA Bilancio sanitario