PERIODICO TRIMESTRALE D’INFORMAZIONE DELL’AZIENDA SANITARIA LOCALE 2 SAVONESE
Anno IV - N. 2 - Luglio 2003 - Aut. tribunale di Savona n. 919 del 28.03.2000 - Sped. in abb. postale 70%, L. 662/96 - Direz. Comm.le di Savona
Con un finanziamento complessivo di 1.327.290 Euro
Sommario
Inaugurato all’ospedale
“S. Paolo” di Savona il nuovo
Acceleratore Lineare per la cura
dei tumori e una migliore qualità
dell’intervento terapeutico
- Inaugurato il nuovo
Centro di cottura del S.
Paolo di Savona.............3
- Riunione scientifica ad
Albenga sulla calcolosi
del coledoco..................6
- Comunicare la comunicazione..............................8
- Le nuove strategie terapeutiche per curare le
neoplasie cervico-facciali
al “S.Paolo”...................9
- La chirurgia del varicocele in età pediatrica.......10
- La cura del trauma cranico minore.....................12
- Studio del tumore “in tridimensionale”..............14
- I tumori gastrointestinali
stromali........................16
- La SARS, futura pandemia o malattia mediatica
contemporanea?...........18
- Intervento chirurgico per
l’alluce valgo................20
Nella foto, da sinistra a destra: Mons. Domenico Calcagno, Vescovo di Savona-Noli, l’avv. Ubaldo Fracassi,
direttore generale dell’A.S.L. 2 Savonese, l’avv. Rosavio Bellasio, direttore gestionale degli ospedali di Savona e di Cairo Montenotte, il dott. Corrado Marziano, direttore dell’U.O. Radioterapia oncologica, durante
la cerimonia di inaugurazione.
(Articolo di Ubaldo Fracassi a pagina 2)
Teresiano De Franceschi,
direttore gestionale dell’ospedale di Albenga, e Rosavio
Bellasio, direttore gestionale
degli ospedali di Savona e
Cairo Montenotte, nei loro
articoli fanno il punto sulla
situazione degli ospedali della
città ingauna e della Val
Bormida e motivano le ragioni
per riaffermare il loro ruolo
all’interno della strategia
complessiva della nostra
A.S.L.
In particolare, per il primo,
completata la ristrutturazione
del vecchio “S. Maria di
Il ruolo degli ospedali
di Albenga e di Cairo
nella strategia dell’A.S.L.
Misericordia” che verrà dato
successivamente in permuta,
si tratta di accelerare la costruzione della nuova sede per la
quale è in corso di gara il progetto definitivo.
Per l’ospedale di Cairo,
Rosavio Bellasio riafferma la
volontà dell’A.S.L. di puntare
su questo presidio per dare le
risposte necessarie ai bisogni
ospedalieri dei valbormidesi in
una logica di integrazione
paritaria con il “S. Paolo” di
Savona.
(Articoli a pagina 4 e 5)
- Lo studio delle malattie
ereditarie nella nostra
A.S.L............................21
- Aggiornamento professionale per i medici del
Pronto Soccorso...........22
- Ecco “Arianna”, Centro
InformAttivo savonese
HIV/AIDS....................24
- Convegno su
“La relazione d’aiuto”..24
- La prevenzione degli
infortuni sul lavoro......25
- Guida ragionata per l’accesso ai prodotti per diabetici............................28
- La traumatologia
ad Albenga...................24
- Call Center:
848.78.28.67..................32
n. 2 • Luglio 2003
Rilevante investimento all’ospedale “S. Paolo” di Savona
Il potenziamento
Con un intervento
della struttura pocomplessivo
di
L’Unità Operativa è diretta da Corrado Marziano
trà avvalersi, quin1.327.290 €, pari a
di, di un ulteriore
2 miliardi e 800 milioni delle vecchie
Acceleratore Lilire, sono state ulteneare che ha sostiriormente potenziatuito la Telecobaltote le attrezzature
terapia, sfruttando il
dell’U.O. Radiotebunker costruito nel
rapia Oncologica
1997.
dell’Ospedale San
All’Acceleratore
Paolo di Savona,
Lineare è associato
rendendo la struttuun Sistema di conra una delle più
trollo digitale delavanzate in Italia
l’intero flusso di
nella cura dei tuimmagini e informori.
mazioni.
Ubaldo Fracassi
Il 16 giugno, alla
Inoltre, la TAC
Direttore generale dell’A.S.L. 2 Savonese
presenza di Ubaldo
Spirale consente a
Fracassi, Direttore
tutti i pazienti di
generale della ASL
effettuare una TAC
2 savonese, di Carlo Ruggeri, Sindadetta di Simulazione, permettendo ai
co di Savona, dell’ Avv. Rosavio Belradioterapisti di pianificare al meglio
lasio, Direttore gestionale degli
i trattamenti. Questa interagisce, colOspedali di Savona e Cairo, di S. E.
legata in rete, con il Simulatore virMons. Domenico Calcagno, Vescovo
tuale che riceve le immagini TAC, le
di Savona, del dott. Corrado Marziaelabora effettuando delle ricostruziono, Direttore U.O. Radioterapia delni tridimensionali dei vari piani corl’Ospedale S. Paolo e di altre autorità
porei (assiale, sagittale, longitudinale)
civili e militari è stato inaugurato il
e offre al radioterapista l’opportunità
2° Acceleratore lineare e strumentadi definire i volumi da irradiare e
zione avanzata per la cura dei tumori
quelli da risparmiare. Questi dati, trache darà la possibilità di trattare un
sferiti in rete, insieme ai Treatment
maggior numero di pazienti, increPlanning della Fisica sanitaria, permentando ulteriormente la qualità
metteranno al fisico di determinare la
dell’intervento terapeutico e consendose da erogare.
tendo una netta riduzione delle liste
Il Tagliasagome computerizzato,
di attesa.
donato al Servizio dal Comitato CelLa radioterapia a Savona ha una stolese “Sonia Massa” insieme ad altri
ria quarantennale. Inizia negli anni
strumenti di uso quotidiano (compu’60 quando, come servizio aggregato
ter, attrezzatura di officina etc.), conalla radiodiagnostica, fu dotata di un
sente la costruzione di blocchi in leapparecchio di Cobaltoterapia. Ed è
ga basso-fondente, utili a proteggere
nell’aprile 1991 che viene riconoi tessuti sani da risparmiare, ricevensciuta l’autonomia del Servizio di
do in rete dai Treatment Planning i
Radioterapia Oncologica.
dati per il disegno dei blocchi.
Dopo sei anni impiegati per ottenere Nella foto, il nuovo Acceleratore Lineare.
Tra gli obiettivi aziendali è previsto
il finanziamento regionale e la realizl’acquisto di un “Collimatore multizazione delle necessarie opere muralamellare dinamico” che permetterà
rie, nel 1997, viene inaugurato il tessuti sani.
di effettuare ancha a Savona la radionuovo Centro, sito in Valloria, con at- La salvaguardia dei tessuti sani è terapia conformazionale.
trezzature all’avanguardia: un Acce- strettamente legata alla tolleranza del Il prossimo obiettivo da raggiungere
leratore lineare, un Simulatore Uni- paziente: più tessuti si risparmiano, entro 10-15 anni sarà quello di otteversale, una nuova unità di minori saranno gli effetti collaterali e nere la riduzione del 50% degli attuaBrachiterapia ed un Sistema per i maggiore la dose irradiata sui tessuti li indici di mortalità: un cammino
Piani di Cura (Treatment Planning) neoplastici, ottenendo quindi un lungo, ma non impossibile attraverso
che avrebbero permesso di ampliare maggior effetto tumoricida.
l’integrazione della radioterapia con
e migliorare l’attività terapeutica, ri- Per risparmiare i tessuti sani, vengo- le altre realtà impegnate nel campo
ducendo così le fughe verso altri cen- no fabbricati nell’officina del reparto oncologico.
tri.
dei blocchi realizzati con leghe bas- La Radioterapia oncologica, con il
Gli scopi e le finalità di una radiote- so-fondenti. Dalla consolle del Simu- suo altissimo contenuto tecnologicorapia moderna sono quelle di curare e latore virtuale, il medico individua il culturale, entrando a far parte del poguarire i tumori meglio che in passa- bersaglio da irradiare e le aree da lo oncologico istituito recentemente
to, facendo sì che il paziente abbia il proteggere, i dati vengono quindi tra- dall’ASL2 savonese con Direttore
minor numero possibile di effetti col- smessi al Tagliasagome computeriz- scientifico il prof. Fulvio Brema porlaterali, con tecniche selettive mirate zato che disegnerà i blocchi di prote- terà un contributo di eccellenza per la
a colpire il tumore risparmiando i zione con precisione estrema.
cura integrata dei tumori.
Potenziate le attrezzature di
Radioterapia oncologica per
ottimizzare la cura e guarire
i tumori con tecniche selettive
2
Sanità Notizie
Sanità Notizie
Nuovo impianto di modernissima concezione al “S. Paolo” di Savona
n. 2 • Luglio 2003
di produzione, allo
Il 17 aprile è stato
stoccaggio delle derrainaugurato il nuovo
te alimentari, all’alleCentro di cottura delstimento e spedizione
l’Ospedale San Paolo
Inaugurato il nuovo Centro di cottura
dei carrelli e dei contedi Savona. All’ inaugunitori isotermici. Il prirazione erano presenti
mo piano, di circa 250
l’Assessore regionale
metri quadrati, è invealla Sanità, Roberto
ce riservato ai servizi
Levaggi, il Direttore
per il personale e ai
generale della ASL 2,
servizi tecnologici.
Ubaldo Fracassi e per
Il Centro di cottura è
la ditta appaltatrice, la
stato così impostato in
“Pedus Service P. Duspercorsi che garantismann Srl”, il consiscono la cosiddetta
gliere delegato Franco
“marcia in avanti”, ovCeppi.
vero la separazione puL’impianto, di moderlito-sporco. Celle di
nissima concezione,
stoccaggio dotate di
situato in una palazzi“porte passanti” riduna vicino al padiglione
cono il rischio di posVigiola, è stato realizsibili contaminazioni
zato dalla ASL 2 e daldovute a percorsi “a rila “Pedus Service” che
troso”; utensili (tagliesi è aggiudicata l’apri, coltelli) sono idenpalto per la fornitura
tificabili con “codice
dei pasti con un invecolore”, per evitarne
stimento di 1 milione e
l’impiego in altri setto742mila €.
ri con possibili contaProgettato e realizzato
minazioni. Inoltre, soal fine di garantire la
no presenti strumenti
produzione in legame
per la verifica diretta
fresco-caldo dei pasti
dell’igienicità della
destinati ai degenti e ai
produzione e la validipendenti dell’OspeRosavio Bellasio
dità delle operazioni di
dale San Paolo di Sapulizia (ph-metro, stuvona, il nuovo Centro
Direttore gestionale degli ospedali “S. Paolo” di Savona e
fa incubatrice).
di cottura servirà –
“S. Giuseppe” di Cairo Montenotte
“Tra le novità portate
comprendendo anche
dal Centro di cottura
pasti dietetici - in legac’è la mensa per i pame refrigerato, e per
renti dei ricoverati:
un totale di 1800 pasti
giornalieri, anche degenti, dipendenti Centro di cottura si estende per circa spenderanno 5,50 euro a pasto per
e visitatori dell’Ospedale di Albenga, 1000 metri quadrati al piano terra, ed avere un primo, un secondo, frutta e
di Cairo Montenotte, dell’Istituto me- è riservato a tutte le fasi del processo acqua”.
dico pedagogico di Toirano, delle
RSA di Alassio e Varazze e della Comunità di Francavilla.
Articolato su due livelli, il nuovo
Produce 1.800 pasti al
giorno per degenti,
dipendenti e visitatori
degli ospedali di
Savona, Albenga,
Cairo e di altre
strutture dell’A.S.L.
di Toirano, Alassio,
Varazze
Scheda
Costato 1 milione e 742 mila
euro, è stato realizzato in una
palazzina vicino al “Vigiola”.
Articolato su due livelli per
una superficie di circa 1000
metri quadrati, il Centro
garantisce la cosiddetta
“marcia in avanti”, cioè la
massima igienicità della produzione.
Per i parenti dei ricoverati un
pasto ha un costo di 5,50
euro.
Nella foto, Ubaldo Fracassi e Roberto Levaggi, inaugurano il nuovo Centro di cottura del “S. Paolo”.
3
n. 2 • Luglio 2003
4
Man mano che i ponteggi del vecchio
ospedale “S. Maria di Misericordia”,
vengono ad essere rimossi e appaiono
in tutto il loro splendore la facciata
affrescata dei primi del ‘700 e il
complesso e magnifico tetto in ardesia ripristinato come nei disegni originali dell’epoca.
Certo il colpo d’occhio dalla piazza è
assolutamente unico, la gente meravigliata passa e dice:-ma dov’era tutto
questo?A breve, terminati i lavori di ripulitura delle parti interne, le degenze torneranno nell’ala storica permettendo
così un nuovo respiro e disegnando
finalmente la configurazione definitiva dell’Ospedale vecchio, configurazione che rimarrà in atto fino al trasferimento completo dei pazienti nel
nuovo Ospedale.
Certo è stata un’impresa veramente
complessa e purtroppo anche molto
costosa, d’altronde la necessità di restaurare completamente il vecchio S.
Maria di Misericordia era legata ad un
duplice scopo: da un lato ripristinare e
valorizzare l’immobile che come è
noto verrà dato in permuta per la costruzione dell’Ospedale nuovo; dall’altro permettere finalmente un utilizzo completo ed efficace della
vecchia struttura senza dover più lottare con la carenza di spazi. Tra l’altro
questo restauro studiato in collaborazione con l’Università di Genova è
stato pubblicato su numerose autorevoli riviste del settore, come esempio
di eccellente recupero conservativo.
Quindi questa ristrutturazione è stata
quanto mai necessaria in quanto in
questi lunghi anni abbiamo lottato sui
centimetri per poter mantenere e migliorare l’efficienza e la funzionalità
dell’Ospedale.
Certo, in alcuni momenti, è stato veramente difficile e se oggi siamo riusciti ad ottenere tutto questo un grande merito va all’ U.O. Tecnica diretta
dall’ insostituibile Arch. Branchetti
che ha portato avanti e gestito in tutte
le sue fasi, anche le più delicate, il
progetto, ma soprattutto a tutti i dipendenti dell’Ospedale che hanno
con abnegazione e spirito di sacrificio
lavorato in spazi angusti e molto
spesso con grandi difficoltà logistiche
per far sì che così come è avvenuto, il
loro Ospedale potesse tornare ad essere efficiente ed efficace.
Con questi spazi riacquisiti (si tratta di
oltre 1.500 mq. ) finalmente si potranno ripristinare ed ampliare i numerosi servizi già forniti e quelli che
stanno per iniziare. E’ infatti noto che
recentemente sono stati assunti un
urologo nella persona dello stimato
Dr. Dino Geddo, e una ginecologa
nella persona della Dr.ssa Gisella Airaudi , entrambi albenganesi che potenzieranno le strutture ambulatoriali
chirurgiche specialistiche all’interno
del recentemente costituito dipartimento di chirurgia di cui è stato nominato Direttore il Dr. Filippo Falchero.
Questi specialisti, svolgeranno attività chirurgica dedicata evitando così
ai cittadini del comprensorio di recarsi in altri Ospedali per poter effettua-
Sanità Notizie
Ristrutturazione ospedaliera ad Albenga
Il vecchio “S. Maria di
Misericordia” torna
all’antico splendore
restituendo 1.500 metri
quadrati ai servizi
tradizionali e a quelli nuovi
Potenziati gli ambulatori chirurgici e costituito il
Dipartimento cardiovascolare, adottato un approccio
razionale per il funzionamento dei servizi dipartimentali
per ottimizzare personale, spazi e tempo
Teresiano De Franceschi
Direttore gestionale dell’ospedale di Albenga
La facciata restaurata del “S.Maria di Misericordia” di Albenga
re visite ed interventi riguardanti queste specialità.
Ci si avvia quindi, fin da ora, a questo
nuovo approccio della sanità ospedaliera in cui ci sono i medici specializzati e bravi che hanno in comune i letti di degenza e tutti i servizi
dipartimentali in modo da ottimizzare
gli spazi ed i tempi senza inutili doppioni e senza strutture precostituite
costosissime in tempi, di personale e
di consumo di risorse.
Oltre che in quello chirurgico proseguono comunque anche i potenziamenti sul versante medico. Infatti è
stato costituito un Dipartimento cardiovascolare, di cui è stato nominato
Direttore il Dr. Paolo Bellotti e, all’interno di questo potenziamento, è
stato acquisito un nuovo cardiologo
nella figura del Dr. Eugenio Buccini,
anch’esso albenganese, particolarmente esperto nel trattamento dei malati critici cardiologici, anche per la
sua lunga esperienza nell’Unità Coronaria di un Ospedale vicino al nostro,
esperienza che migliorerà ulteriormente l’ implementazione tra la cardiologia e la medicina nel nostro
Ospedale.
Nel frattempo le procedure per la costruzione del Nuovo Ospedale procedono spedite e nei tempi prefissati. E’
stato infatti approvato ed in corso di
gara il progetto definitivo dell’Ospedale per cui tra circa tre mesi conosceremo la ditta che costruirà il Nuovo Ospedale di Albenga.
Sanità Notizie
Integrazione ospedaliera
n. 2 • Luglio 2003
L’Ospedale di Cairo,
spital e day surgery
che insieme al San
sono stati 997.
Paolo di Savona e al
Il totale degli accessi
Santa Maria della
per specialistica sono
Misericordia
di
stati 84.104 con un
Albenga costituisce
numero di prestazioni
uno dei tre presidi
pari a 396.891.
ospedalieri dell’ASL
L’integrazione deln° 2, è al servizio di
l’Ospedale con il viun bacino di utenza di
cino Ospedale San
circa 40.000 residenti
Paolo di Savona, sia
della Valle Bormida.
di carattere gestionale
L’Ospedale
San
che funzionale, rapGiuseppe di Cairo,
presenta una occasiosoprattutto negli ultine di estremo interesmi anni completato
se perché, in una
ed arricchito di serviottica dipartimentale,
zi e strutture, è oggi
consente un arricchiun presidio sanitario
mento professionale
di ottimo livello, in
degli operatori sanitagrado di servire in
ri ed un miglior utimodo efficiente non
lizzo delle risorse,
soltanto i bisogni
evitando doppioni e
della
popolazione
creando sinergie podella Valle Bormida
sitive per ambedue gli
ma anche di parte del
stabilimenti ospedabasso Piemonte.
lieri.
Le professionalità
La Direzione della
Rosavio Bellasio
mediche e non mediASL n° 2 Savonese
Direttore gestionale degli ospedali “S. Giuseppe” di Cairo
che sono infatti di
ha pertanto puntato
Montenotte e “S. Paolo” di Savona
ottimo livello, le apcon decisione sull’Oparecchiature sono
spedale San Giuseppe
moderne ed adeguate, la struttura dell’e- pneumologia, anestesia, neurologia e di Cairo quale punto di riferimento esdificio è stata oggetto di notevoli inter- chirurgia pediatrica.
senziale per la risposta ai bisogni ospeventi edilizi che lo rendono moderno e Il Pronto Soccorso 24 ore su 24 ed un dalieri del bacino di utenza.
dimensionato ai bisogni della popo- efficiente servizio di emergenza 118 Il futuro della sanità nella Valle si precompletano la rete dell’emergenza.
lazione.
senta quindi con ottime prospettive, inLa popolazione ha pienamente compre- I dati statistici riferiti al 2002 conferma- fatti, accanto alla realtà di un Presidio in
so l’importanza del Presidio che con- no nei fatti il giudizio positivo:
continua crescita tecnologica e in una
sidera affettivamente “suo” anche perché il personale in forza all’Ospedale, che è fase di arricchimento di professionalità
la gran parte degli operatori sanitari dotato di circa 90 posti letto, è oggi di umane e di forme organizzative avanza193 unità di cui 33 medici.
risiedono in loco.
te (vedi ad esempio l’istituzione della
I punti di forza dell’Ospedale sono rap- Gli accessi al pronto Soccorso sono stati day surgery e la prossima installazione
presentati dalle Divisioni di Medicina, 11.913; tra di essi 2.215 (pari al 19%) di una risonanza magnetica), si sta reaChirurgia e Riabilitazione ottimamente sono stati tramutati in ricovero mentre lizzando un processo di integrazione tra
integrate dal Servizio di Radiologia, solamente 242 sono stati inviati ad altri il nosocomio ed i servizi di medicina terCardiologia, Dialisi, Laboratorio di ana- ospedali.
ritoriali, assolutamente necessario per il
Nello stesso anno i ricoveri per acuti raggiungimento dei piani di salute prolisi e Sert.
Le prestazioni ambulatoriali specialisti- sono stati 3.150 mentri quelli in day ho- posti.
che sono erogate nelle discipline mediche di reumatologia, ortopedia, ginecologia, ostetricia, oncologia, urologia,
diabetologia, oculistica, allergologia,
Il rilancio dell’ospedale
“S. Giuseppe di Cairo”
da parte dell’A.S.L. n.2
Savonese per il futuro
della sanità in Val
Bormida e in un’ottica
dipartimentale con il
“S. Paolo” di Savona
IN EVIDENZA
• Bacino di utenza: 40 mila residenti;
• 90 posti letto
• 193 unità lavorative; 33 medici;
• Accessi al Pronto Soccorso:
11.913;
• Accessi alle specialità: 84.150;
• Ricoveri per acuti: 3.150;
• Day ospital e day surgery: 997.
L’ospedale “S . Giuseppe” di Cairo
Cairo Montenotte.
Montenotte
5
n. 2 • Luglio 2003
Aggiornamento professionale
perché consente di
Si è svolta, nella matticlassificare i pazienti
nata del 5 aprile un’imImportante riunione scientifica ad Albenga
sintomatici; se i dotti
portante
riunione
sono dilatati la probascientifica sulla calcosulla
calcolosi
del
coledoco
bilità di calcolosi sarà
losi del coledoco. Il
elevata.
congresso è stato organizzato dalla Divisione
L’Ecoendoscopia
di Chirurgia di Albenga
L’ecografia può essere
(Primario Dott. F.
utilizzata per via endoFalchero) congiuntascopica e di questo ha
mente alla Società
parlato il Dott. Opezzi
Ligure di Chirurgia ed
gastroenterologo al
alla Sezione Ligure di
Galliera; l’esame è di
Endoscopia Digestiva.
indubbia utilità, ma è
Ad affiancare i Presicomunque invasivo e
denti delle Società
non può essere tecni(Prof. Torre e Prof. MiFilippo Falchero
camente possibile in
chetti), erano medici di
tutti i casi; inoltre è
notevole esperienza e
Direttore dell’ U.O. Chirurgia generale
molto operatore dipenprestigio quali il Prof.
dell’ospedale di Albenga
dente.
Marenco, Primario gastroenterologo di S.
La colangioRMN
Corona, il Prof. Croce,
Presidente della Società Italiana di neato anche come l’aumento delle Il Dottor Gandolfo, radiologo a Santa
Chirurgia, il Prof. Berthou, Chirurgo transaminasi superiore al doppio dei Corona, ha esposto le indicazioni e i
laparoscopista francese, uno dei massi- valori normali sia indice di calcolosi risultati della colangiografia in
mi esperti della calcolosi della via bi- coledocica. Ha evidenziato inoltre che Risonanza Magnetica. L’accuratezza
liare, chiamato ad operare in tutto il 11 – 12 % dei pazienti sottoposti a sfin- diagnostica della colangio-risonanza
terotomia endoscopica per calcoli del nella coledocolitiasi è molto elevata
mondo.
Sede del congresso è stato il Teatro coledoco presentano sintomi dovuti a variando dall’89 al 97%; i limiti sono
Vittorio Gassman di Borgio Verezzi recidiva di calcoli dopo due o più anni. rappresentati da calcoli piccoli, dai
che si presta ottimamente a queste riu- In conclusione quindi la diagnosi di movimenti respiratori e, come tutte le
nioni sia per la funzionalità sia per calcolosi è semplice quando il paziente indagini in risonanza, dall’intolleranza
l’accoglienza.
Infine la giornata è presenta la sequenza: colica, ittero, del paziente all’esame stesso. Inoltre
stata radiosa, contrariamente ai giorni febbre, aumento transaminasi; la stessa non tutti gli ospedali sono dotati di una
precedenti in cui la pioggia era stata è più difficile se i sintomi sono sfuma- Risonanza Magnetica ed il costo è
ancora discretamente elevato.
abbondante ed addirittura la neve era ti e non presenti tutti insieme.
comparsa sulle nostre montagne.
L’ERCP
Il tema proposto, la litiasi coledocica, è L’Ecografia
stato oggetto di due tavole rotonde: la Tale indagine è stata trattata dal Prof. Il Dottor De Conca, responsabile del
prima clinica, la seconda chirurgica, Derchi che ha sottolineato innanzi tutto Servizio di Endoscopia dell’ospedale
moderate rispettivamente dal Prof. i limiti della metodica ecografica: La di Chiavari – Lavagna, ha affrontato il
via biliare principale non è sempre trattamento endoscopico della calcoloMarenco e dal Prof. Croce.
esplorabile nella sua interezza; le capa- si coledocica. La metodica di ERCP
cità tecniche dell’esaminatore influi- (endoscopic retrograd cholangio panLa diagnostica clinica
Il Dott. Menardo ha affrontato il pro- scono sul risultato dell’esame; l’obe- creatography) è indubbiamente valida
blema della diagnosi ed ha esordito sità ed il meteorismo intestinale lo con- e consente, in mani esperte, la rimocon alcuni dati significativi: Il 10 – dizionano negativamente; la sensibilità zione dei calcoli coledocici nel 94,6%
15% dei pazienti con calcolosi della per la calcolosi coledocica è di circa il dei casi, come risulta da una metanalicolecisti ha contemporaneamente cal- 55 %; sono frequenti i falsi negativi e i si di 31 studi. Può essere attuata in
modo sequenziale, precedere cioè la
coli in coledoco; la percentuale dei falsi positivi sono molto rari.
pazienti con calcolosi coledocica Perché quindi usare l’ecografia a fron- colecistectomia laparoscopica; combiaumenta con l’età. Ciò significa che il te della sua bassa sensibilità ? Perché nato, attuata cioè durante l’intervento
Clinico prima ed il Chirurgo successi- è disponibile in qualsiasi struttura e stesso; oppure può seguire l’intervento
di colecistectomia: sequenvamente dovranno fare il
ziale inversa. A favore del
massimo sforzo per diagnotrattamento sequenziale
sticare la presenza di calcostanno diversi fattori: la
li e poi rimuoverli.
facilità organizzativa, l’eIndubbiamente i calcoli
secuzione in diversi centri,
nella via biliare possono
la possibilità del drenaggio
causare ittero, colangite,
naso biliare, il tempo chipancreatite ed allora la diarurgico della colecistectognosi è discretamente semmia ridotto, il risparmio sul
plice, ma non sempre ciò si
costo chirurgico; per contro
verifica; la triade di Charcot
il paziente dovrà subire un
(dolore, febbre, ittero ) è
doppio trattamento, un
presente solo nel 70% dei
doppio stress, la degenza
casi; i calcoli in coledoco
sarà più lunga, le complisono causa di pancreatite
canze sono possibili e non
acuta in percentuale variaprive di importanza. La
bile dal 47 al 78 %; la mormorbilità si aggira sul 13%
talità da pancreatite acuta
(range 3 – 16%) ed è legata
secondaria a litiasi è più
soprattutto alla pancreatite
elevata, 10 – 13 % rispetto a
acuta, la mortalità è presenquella alcolica 3 – 5 %. Il
te nell’ 1% (range 0 – 6%).
Dott. Menardo ha sottoli-
La litiasi della via biliare
principale: strategie
diagnostico-terapeutiche
6
Sanità Notizie
Sanità Notizie
Inoltre l’esame non è attuabile nei
pazienti gastroresecati nè in litiasi
voluminose. Infine i pazienti potranno
presentare, in seguito, colangiti da
reflusso nel 12% dei casi e calcolosi
residuale nel 10 – 11% dei casi. Il
Dottor De Conca ha, quindi, dimostrato che la metodica, dopo molto entusiasmo, vede oggi ridurre le sue indicazioni.
La seconda parte della mattinata è stata
dedicata alla terapia chirurgica della
calcolosi coledocica. La tavola rotonda è stata moderata dal Professor
Enrico Croce, Presidente della Società
Italiana di Chirurgia e noto esperto del
trattamento laparoscopico della litiasi
delle vie biliari.
La colangiografia intraoperatoria
Il primo relatore è stato il dottor
Galleano, collaboratore del Dottor
Falchero che ha illustrato l’esperienza
della U.O. di chirurgia generale dell’ospedale di Albenga dove la colangiografia intraoperatoria viene eseguita in
tutti gli interventi di videolaparocolecistectomia. Questa metodica è utile non
solo per dimostrare l’eventuale presenza di calcolosi del coledoco ma anche
per conoscere in modo preciso l’anatomia delle vie biliari e per ridurre o
evidenziare intraoperatoriamente eventuali lesioni iatrogene. L’esecuzione
della colangiografia di routine prolunga il tempo operatorio ma riduce le
indagini e quindi l’attesa preoperatoria,
evita l’esecuzione di ERCP preoperatorie, permette il trattamento in un
unico tempo della calcolosi colecisto
coledocica; consente, inoltre, la diagnosi di calcolosi del coledoco clinicamente insospettata che è presente nel 5
– 6% dei pazienti operati per colelitiasi. Nella nostra Divisione, negli ultimi
cinque anni, sono state eseguite 607
videolaparocolecistectomie, la colangiografia è stata possibile nel 98% dei
Colangiografia in corso di ERCP
Aggiornamento professionale
casi. Sono state diagnosticate 68 calcolosi delle vie biliari, di cui 14 clinicamente insospettate e 12 in corso di
intervento per colecistite acuta.
ERCP intraoperatoria
La dottoressa Magnolia, endoscopista
di Santa Corona, ha parlato dell’utilità
dell’ERCP intraoperatoria. Con tale
metodica è possibile trattare la calcolosi coledocica contemporaneamente
all’intervento chirurgico di videolaparocolecistectomia. La metodica, nota
anche come tecnica del rendez vous in
quanto la papillotomia viene eseguita
dall’endoscopista sulla guida di un filo
che il chirurgo ha fatto passare attraverso il coledoco, trova indicazione
nella calcolosi della via biliare.
L’ERCP inutili sono ridotte, l’intervento è unico e ben accettato dal paziente.
Tale tecnica però è limitata dal punto di
vista organizzativo in quanto non sempre è possibile prevedere l’impegno
contemporaneo del chirurgo e dell’endoscopista; qualora però esistano le
strutture idonee affinchè questa possa
essere eseguita in modo agevole in
tempi brevi e senza rischi aggiuntivi,
l’ERCP intraoperatoria può essere considerata una buona opzione e l’esperienza di Santa Corona né è stato l’esempio.
Trattamento laparoscopico
Il trattamento laparoscopico è stato
trattato dal Dott. Moretti aiuto del Prof.
Faggioni di Genova. L’atteggiamento
di trattare per via esclusivamente laparoscopica è condiviso da un numero
sempre maggiore di centri chirurgici e
tra questi anche da quello di Albenga. I
vantaggi sono evidenti: minor ospedalizzazione, miglior comfort, minori
costi, salvaguardia della papilla, trattamento del riscontro occasionale della
calcolosi, risparmio di ERCP. Gli svantaggi: difficoltà tecnica, lo strumentario dedicato, allungamento dei tempi
operatori. Tutto ciò può essere superato dalla capacità tecnica dell’operatore
e dall’affiatamento del Team di sala
operatoria. Le vere controindicazioni
al trattamento laparoscopico sono le
gravi condizioni generali (ASA IV), le
calcolosi incuneate o massive, le
colangiti severe. La casistica del gruppo genovese si è rivelata molto importante, avendo trattato nell’arco di 12
anni 198 casi su 2203 interventi di calcolosi colecistica.
Infine i partecipanti, rimasti numerosi
ed attenti fino alla fine della mattinata,
hanno potuto assistere alla lettura
magistrale del Dott. Berthou ed alla
proiezione di un suo film di tecnica
chirurgica.
L’atteggiamento della scuola francese
è quello di limitare molto le indagini
preoperatorie riservando le ERCP ai
casi di angiocolite suppurativa; alle
pancreatiti acute gravi con angiocolite;
ai pazienti ad alto rischio (ASA IV).
Tutti gli altri pazienti vengono trattati
per via laparoscopica: colangiografia
n. 2 • Luglio 2003
intraoperatoria e se questa conferma la
calcolosi coledocica viene eseguita
nello stesso tempo la bonifica o per via
transcistica o per via coledocica con
l’ausilio della coledocoscopia.
Importanti i numeri: su 425 pazienti
trattati la litiasi della via biliare era
stata diagnosticata o sospettata nel
60% dei casi; in 158 casi (40%) i calcoli in coledoco erano stati scoperti
durante la colangiografia preoperatoria
(a conferma della validità della metodica). Il successo globale di bonifica è
stata del 95.2%.
A fine congresso è risultato evidente
che il trattamento laparoscopico combinato di principio della calcolosi della
colecisti e del coledoco rappresenta già
una realtà in alcuni centri con maggiore esperienza della tecnica mininvasiva. Se da un lato si è assistito infatti ad
un ridotto entusiasmo per l’ERCP
dovuto ai rischi connessi con la procedura, all’evenienza più o meno tardiva
di calcolosi residua e di colangiti da
reflusso, oltre alle difficoltà di ordine
organizzativo per trattamenti sequenziali o di rendez vous, dall’altro c’è
stata la diffusione della tecnica videolaparoscopica che è stata cosi utilizzata anche per il trattamento della coldecolitiasi. I risultati ottenuti si sono
mostrati del tutto sovrapponibili a
quelli del trattamento endoscopico e
con in più alcuni vantaggi quali la
mancanza di una papillosfinterotomia
soprattutto per i pazienti giovani, la
rarità della pancreatite acuta secondaria e la possibilità di trattare la patologia litiasica delle vie biliari in modo
completo anche in quei centri ove non
sia disponibile un’ERCP nelle altre
metodiche di diagnosi quali l’ecoendoscopia e la colangioRMN.
Ancora una volta quindi si è dimostrato come la chirurgia miniinvasiva non
abbia limiti e vada guadagnandosi
giorno per giorno gran parte del terreno della chirurgia tradizionale.
Colangiorisonanza. La rispondenza delle due
immagini è ottima.
7
n. 2 • Luglio 2003
La nostra rivista partecipa a
“Comunicare la comunicazione”, il
concorso giornalistico promosso
dall’Associazione Italiana della
Comunicazione
Pubblica
e
Istituzionale. I periodici partecipanti
saranno in mostra a COM-P.A. 2003,
decima edizione del Salone della
Comunicazione Pubblica e dei
Servizi al Cittadino.
L’appuntamento con COM-P.A. 2003
è per il 17, 18, 19 settembre presso il
Quartiere fieristico di Bologna. La
manifestazione è la più importante
rassegna specializzata nella comunicazione e nelle tecnologie applicate ai
servizi pubblici. Da dieci anni COMP.A. è un appuntamento importante
per gli amministratori, i cittadini, le
associazioni ed i professionisti della
comunicazione.
Il Salone, osservatorio privilegiato
per conoscere le innovazioni tecnologiche e le best practices della
Pubblica Amministrazione, si propone quale occasione per riflettere sullo
stato della comunicazione pubblica in
Italia e per conoscere nuove opportunità professionali per i giovani, gli
studenti, i cittadini in genere.
L’immagine dell’Italia nel mondo, l’identità locale e nazionale, la comunicazione del terzo settore, l’e-government, i new media e le televisioni di
strada, le Regioni e l’Europa, il rapporto tra giovani ed Istituzioni sono
soltanto alcuni dei temi che animeranno la decima edizione del Salone.
“Sanità Notizie” partecipa
alla terza edizione a
Bologna di “Comunicare
la comunicazione”
L’importante appuntamento del prossimo settembre è
organizzato dall’Associazione Italiana della
Comunicazione Pubblica e Istituzionale
Mario Lorenzo Paggi
Direttore responsabile di “Sanità notizie”
Se ne parlerà nel fitto calendario di
incontri, convegni e workshop, che si
affiancano ai tradizionali Incontri
Nazionali per gli addetti ai lavori.
La terza edizione di “Comunicare la
comunicazione” è una felice conferma dell’impegno e dell’attenzione
che COM-P.A. e l’Associazione
Italiana
della
Comunicazione
Pubblica e Istituzionale dedicano alle
esperienze di informazione e comunicazione pubblica. Il concorso giornalistico intende promuovere le iniziati-
ve editoriali delle Pubbliche
Amministrazioni e delle Local
Utilities per testimoniare il proprio
impegno nell’informare sulle attività
ed i servizi offerti alla comunità e
nella promozione ad una cittadinanza
attiva e partecipata.
Una giuria di giornalisti e professionisti della comunicazione pubblica
premierà i tre articoli più significativi. La cerimonia di premiazione avrà
luogo il 19 settembre in occasione
della giornata conclusiva del Salone.
PERIODICO TRIMESTRALE D’INFORMAZIONE DELL’AZIENDA SANITARIA LOCALE N. 2 SAVONESE
PERIODICO TRIMESTRALE D’INFORMAZIONE DELL’AZIENDA SANITARIA LOCALE N. 2 SAVONESE
PERIODICO TRIMESTRALE D’INFORMAZIONE DELL’AZIENDA SANITARIA LOCALE N. 2 SAVONESE
Anno III - N. 1 - Marzo 2002 - Aut. tribunale di Savona n. 919 del 28.03.2000 - Sped. in abb. postale Art. 2 comma 20/c L. 662/96 - Fil. di Savona
Anno III - N. 2 - Giugno 2002 - Aut. tribunale di Savona n. 919 del 28.03.2000 - Sped. in abb. postale Art. 2 comma 20/c L. 662/96 - Fil. di Savona
Anno III - N. 3 - Ottobre 2002 - Aut. tribunale di Savona n. 919 del 28.03.2000 - Sped. in abb. postale Art. 2 comma 20/c L. 662/96 - Fil. di Savona
Mercoledì 17 aprile il Ministro della Salute, Prof. Girolamo Sirchia, accompagnato dal
Presidente della Giunta Regionale Sandro Biasotti e dall’Assessore alla Sanità Piero
Micossi, con la presenza delle
autorità locali ha visitato l’Ospedale S. Paolo di Savona
dove ha incontrato medici e
dipendenti in una riunione tenutasi nell’aula magna. Il Ministro ha lodato l’ottima posizione del nosocomio savonese
Analoghe iniziative erano già state realizzate a Cairo ed Albenga
e puntualizzando l’importanza della qualità nella gestione
Ubaldo Fracassi
Teresiano De Franceschi
delle Aziende sanitarie si è
Direttore generale dell’A.S.L. N. 2 Savonese
Direttore gestionale
congratulato con il Direttore
Generale Avv. Ubaldo Fracas(articolo a pagina 3)
Nel quadro dell’ottipuò certamente essere
si per la Certificazione ISO
mizzazione dell’eignorato da una ASL
9002-94 ottenuta quest’anno
mergenza sia extraoche riveste un ruolo
dall’ASL2 savonese per
l’U.O. Nefrologia e dialisi,
spedaliera sia intra
assai
importante,
l’U.O. Laboratorio Analisi e
ospedaliera, anche all’
essendo sede di DEA
l’U.O. Anatomia patologica..
Ospedale S.Paolo, dodi primo livello con
Durante l’incontro il Prof. Sirpo quello di Cairo M.
un elevato bacino d’uchia ha inoltre illustrato alcue di Albenga, è stata
tenza.
(Basic Life Support)
ni punti del Piano Sanitario
completata la conseIn quest’ottica questo
per i nostri operatori
Nazionale presentato dal Congna dei carrelli di
progetto si raccorda a
(servizio a pagina 3)
siglio dei Ministri in Parlaemergenza dotati di
quanto già l’ASL2 ha
mento
ha insistito sul tema
PERIODICO TRIMESTRALE D’INFORMAZIONE DELL’AZIENDA SANITARIA LOCALE
N. 2ed SAVONESE
tutti i presidi necessacompiuto sul territodella riduzione delle liste
Anno III - N. 4 - Dicembre 2002 - Aut. tribunale di Savona n. 919 del 28.03.2000 - Sped. in abb. postale Art. 2 comma 20/c L. 662/96 - Fil. di Savona
d’attesa esprimendo la propria
ri per contrastare un
rio attraverso il corso
soddisfazione per l’impegno
arresto cardiaco imdi istruzione all’uso
ture di profuso
ventilazione
sono state rindall’Azienda
savoneprovviso. Tutti i cardei defibrillatori
se- in un solo anno di lavoro e con una spesa di 1.311.552 euro
Ristrutturata
novate se
connell’abbattimento
strumentazioni la cui
delle lirelli sono stati posimiautomatici ( donati
tecnologia
le più
avan- poste
ste. risulta
Tra le tra
varie
attività
zionati in vari “punti
dalla fondazione Cazata al in
mondo.
essere per una risposta effiVisitate il sito della
sensibili” che sono
RiSa “De Mari” ) per
Il sistema
(TelemediA.S.L. n. 2 del Savonese
caceinformatico
ed immediata
al cittadino
stati individuati nei vari piani stenziali e Socio Assistenzia- molti volontari sia delle P.A.
cina) inoltre
acquisisce
on-line
tutper ogni tipo
in primo
piano
la soluzione
di informazione sanitaria
ti i datidell’Ambulatorio
provenienti dai sistemi
di
del Monoblocco e del Padi- li, personale tecnico ed ammi- che della Protezione Civile e
di Medicina
monitoraggio
dei per
pazienti
ed è in Priglione Astengo di Savona. Il nistrativo ecc.) a conoscere gli non ultimi dei Vigili del FuoGenerale
l’Assistenza
www.asl2.liguria.it
grado di
trasmettere
ricevere
in- di famaria,
curatoedai
medici
progetto è stato coordinato dal scopi e le metodologie di ap- co. Queste apparecchiature, di
formazioni
cliniche
di diagnostica,
miglia
ed annesso
al Pronto
Reparto di Rianimazione e proccio al BLS.
cui sono dotate 30 tra ambudi laboratorio
e didel
immagine
diretsoccorso
S. Paolo,
indicadalla Direzione del Presidio L’obiettivo finale è di portare lanze e mezzi dei Vigili del
tamentetadai
dalrispettivi
Ministroservizi
comeoltre
esempio
Sanitario del S. Paolo. Da in pochi anni, il numero dei Fuoco costituiscono, oltre alle
a poternella
esportare
dati anche
verso d’atsoluzione
dei tempi
Il finanziamento è stato assicurato
questi punti sarà possibile in- dipendenti dell’ASL a cono- automediche del 118, una
altri ospedali
esteri.
tesa alitaliani
prontoedsoccorso.
dal Servizio Sanitario Nazionale, dalla nostra A.S.L.
tervenire in ogni sezione del- scenza del BLS a oltre il “rete di sicurezza” che può
Conseguentemente
al saltodelqualiSuccessiva tappa
Prof. SirUfficio Relazioni
l’Ospedale in caso di necessi- 70% del numero complessivo. contare su presidi e personale
tativo generato
dal completo
rinchia è stata
l’inaugurazione
e dalla Cassa di Risparmio di Savona
con il Pubblico
tà da parte del personale Infatti la qualità della risposta addestrato in grado di contranovo del
sarà Psichiatrico
attivato un di
delreparto
Servizio
Via Collodi,
13
Ubaldo
Fracassi
sanitario dei vari reparti, op- all’arresto cardiaco rappre- stare il problema delle “morti
corso residenziale
di
Diagnosi e permanente
Cura del Diparti17100 SAVONA
istruzione
a livello
nazionale
sul- della
mento
di Salute
Mentale
portunamente addestrato du- senta un attendibile indicatore evitabili” in tutto il percorso
Direttore
generale dell’A.S.L. n. 2 Savonese
ASL2 delle
Savonese,
l’uso clinico
modernediretto
tec- dal
terzo piano lato
rante un corso di rianimazione della qualità del sistema di del quotidiano, sia sul territoAntoniodiMaria
nologieDott.
e metodiche
ventila-Ferro,
Uffici Amininistrativi
cardiopolmonare di base emergenza .
rio come dentro l’Ospedale.
Padiglione
“Racazione presso
aperto ila tutti
i medici
Tel. 019 840 5296
(BLS) già in fase di organiz- Nelle realtà sanitarie più Queste iniziative sono volte al
mier”
dell’Azienda
Ospedaspecialisti
in
anestesia-rianimaFax 019 840 5297
zazione, che porterà entro il avanzate il raggiungimento di miglioramento della qualità
liera Santa Corona di Pietra
zione italiani.
e-mail: [email protected]
2002 un numero oscillante tra procedure operative di emer- dei numerosi interventi che
Ligure.
Il S. Paolo
con questo straordinai 300 e i 500 operatori sanita- genza, riveste carattere di l’Azienda pone in essere a
rio interventoGiampiero
arricchisce ilStorti
DEA
orario: da lunedì a venerdì
ri (medici, infermieri, ma in essenzialità rispetto all’accre- favore della salute della popodi I° livello
della
provincia
di Sa-Notizie
Direttore
editoriale
di
Sanità
dalle ore 9,00 alle ore 13,00
seguito anche biologi, farma- ditamento delle strutture lazione della Provincia di
vona, al fine di dare le migliori ria pagina
22, colonna
1)
cisti, Operatori Tecnici Assi- ospedaliere; tale aspetto non Savona.
sposte (Segue
ai gravi
problemi
dell’e-
Nel quadro dell’ottimizzazione dell’emergenza sanitaria
L’Ospedale
L’ospedale “S. Paolo” di Savona è
stato dotato nei suoi “punti sensibili” di Albenga
recupera
dei presidi necessari per soccorrere
chi viene colpito da un arresto cardiaco il tempo
perduto
Entro il 2002
un corso di BLS
SITO
INTERNET
Inaugurata la “nuova” Rianimazione
del “S. Paolo” di Savona con attrezzature
e standard logistici all’avanguardia
non solo in Italia ma in Europa
U.Re.P.
Da sinistra l’Assessore regionale alla Sanità Roberto Levaggi, il Sindaco di Savona Carlo Ruggeri, il Direttore Generale
dell’A.S.L. 2 Ubaldo Fracassi, il Direttore DEA Massimo Vecchietti. Di spalle il Vescovo di Savona Domenico Calcagno.
8
Sanità Notizie
Concorso giornalistico
Risale all’ottobre del 2001 la data
del verbale di consegna lavori per
la ristrutturazione ed ampliamento del Servizio di Rianimazione.
E’ stato necessario un lavoro intenso di oltre un anno con un impegno economico, umano, tecnologico e professionale veramente
notevole, per trasformare la Rianimazione di Savona in uno dei reparti all’avanguardia in Europa
per quanto riguarda sia le attrezzature, sia la logistica del servizio.
L’investimento complessivo è stato pari a 1.311.552 €.
Grazie ad un finanziamento da
parte del Servizio Sanitario Nazionale ai sensi ex art. 20 L.67/88
pari a € 826.331; a fondi della
ASL2 savonese ed ancora una
volta ad un cospicuo contributo
della Cassa di Risparmio di Savona di € 206.000 si è riusciti a rinnovare oltre che la logistica anche
la strumentazione e l’arredo del
reparto.
L’intervento ha permesso di implementare di 1 posto letto la Terapia Intensiva esistente, che avrà
quindi una disponibilità di 7 posti
letto e sono stati creati ex novo 6
posti letto di Terapia Intensiva di
2° livello (post-intensiva).
Ciò è stato possibile ampliando la
disponibilità logistica che è passata da circa 300 mq di superficie
utilizzata a più di 800 mq avendo
un occhio di riguardo anche al-
l’accoglienza dei parenti dei pazienti ricoverati; è stata infatti predisposta una speciale Sala d’attesa
al fine di ridurre le condizioni di
disagio fisico e psichico come nei
più moderni ospedali dove la qualità è possibile percepirla tangibilmente.
Dal punto di vista impiantistico è
stato completamente rinnovato il
sistema di monitoraggio dei pazienti utilizzando una tecnologia
di tipo iterativo. Grazie alla donazione della CARISA sono stati
forniti nr. 13 monitor paziente per
il controllo dei vari parametri vitali del singolo. Ogni posto letto risulta infatti completamente informatizzato e tutte le apparecchia-
mergenza sanitaria così come
previsto dal nuovo Piano Sanitario Regionale ospedaliero.
La nuova struttura è stata inaugurata sabato 23 novembre alla presenza dell’Assessore regionale alla sanità Roberto Levaggi, del
Vescovo di Savona Domenico Calcagno e di numerose autorità che
ricoprono cariche nazionali, regionali, provinciali e comunali e
che hanno risposto all’invito di
partecipare a questo importante
momento per la sanità savonese.
I DATI SALIENTI:
• 800 mq. di superficie;
• 7 posti letto a terapia
intensiva di II livello;
• 6 posti letto a terapia
intensiva di I livello;
• 13 monitor - paziente
per il controllo dei
parametri vitali;
• Informatizzazione di
ogni posto letto;
• Speciale sala d’attesa
per i parenti.
Lo scorso 17 aprile, accompagnato dal Presidente della Giunta
Regionale, Sandro Biasotti e dall’Assessore alla Sanità, Piero Micossi
Approvato lo schema del regolamento di
applicazione del divieto di fumo
Il Ministro della Salute, Girolamo Sirchia,
al “S. Paolo” e al “Santa Corona”
Le iniziative dell’A.S.L. 2
per sensibilizzare utenti e
dipendenti che accedono alle
sue strutture e agli ospedali
A Savona ha espresso la sua soddisfazione per l’abbattimento delle liste
d’attesa mentre a Pietra Ligure ha inaugurato il Servizio Psichiatrico di
diagnosi e cura del Dipartimento di Salute Mentale della nostra A.S.L.
Il ruolo del Liceo artistico di Savona e la preL’ASL2 savonese ha approvato con deliberazione nr.88
venzione nelle scuole della nostra provincia
del 24/01/2002 lo schema di
regolamento di applicazione
del divieto di fumo nell’amUbaldo Fracassi
bito dell’azienda, prevedenDirettore generale dell’A.S.L. 2 Savonese
do l’attuazione di iniziative
finalizzate al coinvolgimento ed alla sensibilizzazione
dei dipendenti e degli utenti
che accedono alle strutture
della ASL2 sull’opportunità
di una puntuale osservanza
del divietoLOCALE
di fumo N. 2 SAVONESE
PERIODICO TRIMESTRALE D’INFORMAZIONE DELL’AZIENDA SANITARIA
L’impegno
dell’Azienda
si è- Fil. di Savona
Anno IV - N. 1 - Marzo 2003 - Aut. tribunale di Savona n. 919 del 28.03.2000 - Sped. in abb. postale
Art. 2 comma
20/c L. 662/96
indirizzato sia verso un
obiettivo di controllo e responsabilizzazione, come
All’U.O. Medicina 2
A Urologiana-pediatrica
Savona. Il ministro Girolamo Sirchia, l’assessore regio- Savona. Il ministro Girolamo Sirchia porge il saluto al
previsto
dalla
normativa
nale alla Sanità, Piero Micossi e il Presidente della personale dell’Ospedale del
“S. Paolo”
durante l’incontro
“S. Paolo”
a
zionale ed in assonanza alle
Giunta regionale, Sandro Biasotti, in visita all’Ospedale presso l’aula magna. A destra il direttore generale
“S. Paolo”. (Foto: Frosio).
dell’A.S.L. 2 Savonese, Ubaldo
Fracassi.
Frosio).
direttive della Regione LiSavona
una(Foto:
video
guria, sia verso un’azione
capsula da 500 euro
educativa ed informativa anper esplorare bene
che in collaborazione con
strutture tecniche e profesl’intestino tenue
sionali interne ed esterne alla ASL.
Meritevole
Il servizio deriva da un accordo fra A.S.L.
n. 2 di nota è sicuramente il progetto avviato
del Savonese e Istituto alberghiero di Celle
con il Liceo Artistico Martiche prepara anche i dolci per i bimbini di Savona, formalizzato
tramite convenzione nel
ospiti a pediatria e chirurgia pediatrica
giugno di quest’anno e finalizzato alla realizzazione di
(Articolo di Giorgio Menardo
di Giuseppe Romagnoli
sistema di(Articolo
comunicazio(Articolo di Ubaldo Fracassi a paginaun
2)sui
ne
temi della
dipendenza
a pagina 3)
e Fabio
Faranda a pagina 6)
da tabacco.
Il progetto, mirato inizialUn aiuto insperato per gli
mente alla campagna contro
esami endoscopici dell’inil fumo negli ospedali, è catestino tenue è arrivato da
ratterizzato dalla realizza- ambulatoriali dell’azienda, Dipartimento di Salute Menuna ditta di Israele che ha
zione di messaggi grafici la quale si impegna a forni- tale.
messo in commercio un sielaborati dagli studenti del re, in comodato d’uso, alcu- Nella giornata mondiale
stema
rivoluzionario
Pietra Ligure. Un brindisi augurale dopo la visita al “S. Corona”. In primo piano
da sinistra
a destra: Pietro costiMicossi,
liceo da collocare negli ni strumenti informatici uti- contro il fumo, nell’atrio
Idelfonso Cagliani, Enrico Nan, Giacomo Accame, Girolamo Sirchia, Antonio
Ferro,capsula
Ubaldo Fracassi.
tuitoMaria
da una
delle
ospedali e nelle strutture lizzando i fondi del dell’Ospedale S. Paolo, è
(Foto: Fasano).
dimensioni di cm. 2,7 x 1,1
che viene deglutita dal paziente e non è più ovviamente recuperabile.
Dotata di due sorgenti di
luce e di una videocamera,
invia ad un computer 50mila immagini della parte finora inaccessibile dell’intestino tenue: otto metri di
percorso fra il duodeno e il
colon. Il “S. Paolo” è fra i
primi 25 in Italia a dotarsi
Pazienti a pranzo
gia.
pranzo nella sala di Cardiolo
Cardiologia.
di questa tecnica.
Savona è
all’avanguardia
in Italia
Ristorante “S. Paolo”
Scegliere fra diversi
menù pensando al cuore
GLI ARTICOLI ALL’INTERNO
- Chirurgia della mano: scambi scientifici con le
Università di Genova e Pavia . . . . . . . . . . . . . . . . . . .5
- L’obbligo del consenso all’atto medico . . . . . . . . . . .8
- Come aiutare i bambini ad un corretto linguaggio .10
- Novità positive nell’accoglienza
al Pronto Soccorso del “S. Paolo” . . . . . . . . . . . . .12
- Invito allo “sballo test” rivolto ai giovani discotecari 14
- 2001: bilancio consuntivo con i fiocchi
quello della nostra A.S.L. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .16
- Le modalità per la fornitura gratuita
dei prodotti sanitari . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .19
- Lavori edilizi in corso sul territorio
dell’A.S.L. n. 2 Savonese . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .20
- Ospedale di Albenga:
valutazioni positive dopo un anno
di direzione gestionale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .22
- L’impegno della nostra A.S.L.
in difesa dei bambini brasiliani . . . . . . . . . . . . . . .24
- L’esperienza in un ospedale africano
dell’Uganda . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .26
- Note di storia del vecchio “S. Paolo” . . . . . . . . . . .27
- I Convegni:
- “Gestione del paziente con epilessia” . . . . . . . . . . .4
- “La medicina palliativa e la valorizzazione
del rapporto medico-paziente” . . . . . . . . . . . . . . .13
Oltre cinquecento
interventi
di correzione
dell’ipospadia da
parte di un’equipe
savonese
aggiornata in aiuto
dei bambini
AI LETTORI
A causa delle nuove
norme che disciplinano i
costi di spedizione postale,
“Sanità Notizie”
verrà distribuita
prevalentemente presso
le Unità Operative dei
dipendenti dell’A.S.L. n. 2
del Savonese, gli Studi
di medicina generale e dei
pediatri e le Farmacie
di tutta la provincia
di Savona.
stata organizzata una prima
manifestazione caratterizzata dalla comunicazione visiva. I ragazzi hanno illustrato, attraverso loro disegni, il
senso della giornata ed in
particolare l’obiettivo dell’ospedale “Libero dal Fumo”.
La collaborazione con il liceo Martini di Savona è tutt’oggi in corso e sempre legato all’ambito scolastico, è
in programmazione un’iniziativa di promozione ed
educazione alla salute sulla
prevenzione dell’abitudine
al fumo rivolta agli studenti
delle scuole medie inferiori.
Il piano, che verrà realizzato
con il coinvolgimento dell’Unità Operativa Consultoriale, su indicazione della
Regione Liguria e nell’ambito del Progetto Europeo
HPH, è centrato su un concorso che preveda la produzione, da parte dei ragazzi,
di spot cinematografici rivolti ai coetanei.
Ulteriori interventi di prevenzione sempre in ambito
scolastico verranno posti in
essere dal Dipartimento per
le dipendenze che gestirà
anche un Ambulatorio per la
cura della dipendenza da tabagismo e Gruppi di sostegno in aiuto a chi decide di
smettere di fumare.
Sono in programma, inoltre,
una serie di iniziative volte a
monitorare l’effettiva applicazione delle disposizioni
legislative nei diversi presidi aziendali e a divulgare informazioni attraverso l’elaborazione di opuscoli da
realizzarsi in collaborazione
anche con la Lega italiana
per la lotta contro i tumori.
Evidente la priorità data dall’ASL2 alla funzione educativa, nell’ambito delle proprie competenze, in merito
alla lotta contro il fumo data
l’importanza di un approccio non repressivo, ma di coinvolgimento ed aiuto nell’interesse e nella tutela
della salute di tutti.
Sanità Notizie
Convegno scientifico
n. 2 • Luglio 2003
I tumori del distretrienze delle diverse
to cervico-facciale
scuole, i protocolli
Organizzato
al
Priamàr
dall’U.O.
ORL
dell’ospedale
rappresentano il
integrati chemio“S. Paolo” di Savona
10% circa di tutti i
radio-chirurgici e i
tumori nell’uomo e
loro risultati. A
manifestano
un
questo scopo sono
lento ma continuo
intervenuti come
incremento di incirelatori proprio i
denza e di mortarappresentanti
lità.
delle diverse disciQuesti tumori pospline - chirurgia
sono essere curati
orl, radioterapia,
L’obiettivo dell’otorinolaringoiatria è quello della “pre- chemioterapia - dei
con la chirurgia, la
radioterapia e la servazione d’organo” del paziente con cure adeguate al più importanti cenchemioterapia da successo e al rispetto delle funzioni delle parti ammalate tri oncologici del
sole o diversamennord Italia. E’ stata
te combinate tra
presentata una riviAntonio Fibbi
loro. La terapia chisitazione di una
Direttore U.O. Otorinolaringoiatria
rurgica di queste
modalità
teradell’ospedale “S. Paolo” di Savona
neoplasie è spesso
peutica già tentata
mutilante ed interin passato: la cheferisce drammaticamente con alcune gere oltre al chirurgo otorinolarin- mioterapia intra-arteriosa. Questa
funzioni vitali importanti come la goiatra, il radioterapista e l’oncologo. metodica ha avuto oggi un nuovo
respirazione, la deglutizione o l’arti- Questi
specialisti,
all’interno impulso grazie ad un farmaco anticolazione della parola.
dell’Ospedale San Paolo, si riunisco- neoplastico in passato già utilizzato,
L’obiettivo dell’otorinolaringoiatra no settimanalmente per visitare i ora accoppiato ad una proteina di tranel trattamento di queste neoplasie è pazienti discuterne il percorso tera- sporto, l’albumina, capace di aumenla “preservazione d’organo”. Ciò sta a peutico e controllare i risultati a di- tare l’aggressività all’interno delle
significare l’adozione di cure che stanza.
cellule neoplastiche e quindi la sua
garantiscano la più alta percentuale di Il polo oncologico dell’Ospedale San efficacia di azione. Il trattamento chesuccesso nei confronti del tumore e al Paolo lavora in stretta collaborazione mioterapico intrarterioso è integrato
tempo stesso il rispetto delle funzioni con i più importanti centri oncologici dalla radioterapia e, in caso di persidegli organi ammalati.
del Nord Italia. Vengono infatti stenza del tumore o recidiva, deve
In questo senso si è evoluta la tecnica impiegati protocolli di terapia utiliz- essere integrato da un intervento chichirurgica: le demolizioni sempre più zati e concordati con l’Istituto rurgico. Il chirurgo si troverà quindi
estese e radicali sono ora riparate con Nazionale Tumori di Milano, con ad intervenire su una neoplasia estretecniche di ricostruzione microchirur- l’Istituto dei Tumori di Genova, con il mamente più piccola e quindi ha una
giche che trasportano tessuti da altre Centro Oncologico della Clinica ORL maggiore possibilità di eseguire con
regioni corporee per ricostruire i dell’Università di Pavia e con successo interventi che risparmino
difetti di sostanza conseguenti alla l’Istituto Europeo Oncologia diretto organo e funzione.
demolizione. Analogamente, il pro- dal Prof. Veronesi.
Tutte queste procedure possono essegresso della radioterapia e della che- Proprio in conseguenza di questa col- re eseguite anche all’Ospedale di
mioterapia permette ora una maggio- laborazione e con il desiderio di Savona dove esistono le professionare efficacia nel distruggere le cellule migliorare l’interscambio culturale si lità chirurgiche, radioterapiche, onconeoplastiche con una minore tossicità è tenuto il 24 maggio 2003 un logiche e soprattutto le strumentaziosui tessuti sani e quindi con una dimi- Convegno alla fortezza del Priamar, ni relative alla radiologia interventinuzione complessiva degli effetti col- organizzato dall’Unità Operativa stica indispensabile per eseguire corlaterali.
ORL dell’Ospedale San Paolo di rettamente questi nuovi trattamenti.
Le cure dei tumori del distretto cervi- Savona, sul tema “Chemioterapia Ciò allo scopo di essere sempre più
co-facciale si sono quindi evolute con intraarteriosa per le neoplasie del efficaci nei confronti delle neoplasie
risultati progressivamente migliori. Il distretto cervico-facciale. Stato del- di competenza ORL e soprattutto
risultato della cura è condizionato l’arte e nuove frontiere”.
conservare la possibilità di parlare,
dalla scelta della corretta strategia Il convegno ha creato lo spunto per masticare, deglutire senza importanti
terapeutica che deve sempre coinvol- confrontare ancora una volta le espe- mutilazioni.
Le nuove strategie terapeutiche
per curare le neoplasie
cervico-facciali
9
n. 2 • Luglio 2003
Si definisce varicocele l’associazione di
dilatazioni multiple venose, più o meno
visibili, a carico del funicolo spermatico.
Tale situazione è determinata da anomalie
vascolari congenite che favoriscono il reflusso veno-venoso sottostante.
Il varicocele è essenzialmente patologia
dell’adolescenza.
Solo ultimamente i Pediatri hanno rivolto
più attenzione al varicocele e pertanto la
sua incidenza e prevalenza stanno decisamente aumentando.
Accade spesso che il varicocele sia asintomatico e pertanto il pediatra di base raramente, durante i controlli ordinari, lo sospetta o lo evidenzia. Non sempre infatti
si ha il tempo necessario per posizionare il
ragazzo in ortostasi e osservare lo scroto
per qualche minuto, con o senza Valsalva
(manovra che aumenta la pressione addominale).
Su una popolazione di giovani adolescenti, la sua percentuale è di circa il 15%.
Interessa il 15% della popolazione giovanile
Il varicocele in età pediatrica
Classificazione, fisiopatologia, clinica, diagnosi strumentale.
La tecnica chirurgica adottata al “S. Paolo” è applicabile a
tutti questi tipi di malformazioni, sia quelli di reflusso renospermico che ileospermico
Giuseppe Romagnoli
Direttore U.O. Chirurgia, Urologia ed Andrologia Pediatrica,
Ospedale “San Paolo” di Savona
Vittorio Barbieri
Dirigente Medico U.O. Chirurgia, Urologia ed Andrologia Pediatrica,
Ospedale “San Paolo” di Savona
La biopsia testicolare evidenzia una riduzione di spermatogoni ma una concentrazione e motilità pressochè normale di
spermatozoi.
Le cellule di Leydig sono aumentate di
numero, in correlazione alla sofferenza
trofica testicolare.
Coolsaet propone questa classificazione:
I° tipo (80%) , dovuto al reflusso di sangue dalla vena renale sinistra alla vena
spermatica, per assenza o insufficienza
valvolare (o per compressione della vena
renale sinistra);
II° tipo (15%), dovuto alla compressione
della vena iliaca sinistra da parte della arteria iliaca sinistra, detto a “schiaccianoci”,
III° tipo (5%), derivato dalla combinazione dei due meccanismi sopra enunciati.
CLINICA
FISIOPATOLOGIA
10
Sanità Notizie
Riflessioni su una patologia dell’adolescenza
La stasi venosa è una fattore negativo per
il trofismo testicolare, un drenaggio venoso insufficiente è infatti causa di aumento
di cataboliti delle catecolamine che a loro
volta determinano vasocostrizione dell’arteria testicolare e ipoperfusione del testicolo stesso.
Se nei portatori di varicocele di I° grado
l’assetto ormonale è normale, in quelli di
II° e III° grado la risposta alla stimolazione di GnRH è anomala , in quanto persiste livello elevato di LH. Questo dato peraltro si normalizza quasi sempre dopo
l’intervento chirurgico.
La alta temperatura testicolare da stasi venosa determina inoltre difficoltà al trofismo gonadico correlato all’aumento del
tasso di prostaglandine nel sangue venoso
refluo.
VASCOLARIZZAZIONE
DEL
TESTICOLO:
a) Arteria spermatica interna
(ramo dell’aorta addominale)
b) Arteria referenziale (ramo dell’arteria vescicole inferiore)
c) Arteria spermatica esterna
(ramo dell’arteria epigastrica
inferiore)
L’esame obiettivo evidenzia tumefazione
scrotale, che diventa più evidente in ortostasi e con manovra di Valsalva. Dal punto di vista clinico avremo,sec. Steeno, varicocele di:
I° grado, quando con Valsalva si rendono
visibili ectasie venose scrotali.
II° grado, quando le ectasie venose sono
evidenti con il solo ortostatismo e aumentano con Valsalva.
III° grado, quando lo scroto è pendulo e
sono presenti ectasie che aumentano con
Valsalva.
Eventuali differenze di volume tra i due
testicoli superiori a 2 ml. sono sintomi di
ipotrofia e pertanto esiste indicazione chirurgica. Dopo l’intervento l’ipotrofia
rientra nel 90% dei casi.
DIAGNOSI
STRUMENTALE
Le indicazioni all’intervento chirurgico
possono essere riassunte così:
a) Ipotrofia del testicolo omolaterale,
Sanità Notizie
b)
c)
d)
e)
Riflessioni su una patologia dell’adolescenza
con volume inferiore del 20% rispetto
il controlaterale, misurato con l’ecotomografia;
Varicocele bilaterale;
Varicocele di II° e III° grado;
Test di stimolazione con GnRh patologico;
Termografia che evidenzia aumento
della temperatura scrotale, ossia quando è pari a quella ascellare.
Utili inoltre:
a) l’angiografia venosa percutanea, anche se invasiva,
b) l’ecodoppler, che riesce a documentare e quantificare il reflusso venoso, la
velocità di flusso, con le variabili della postura, con o senza Valsalva.
“bassa” delle vene dilatate, sfruttando i
vantaggi dei moderni strumenti di ingrandimento e tecniche di dissezione microchirurgica. L’approccio transinguinale o
sovrapubico permette una facile dissezione del funicolo con evidenziazione dell’arteria e dei tre gruppi di vene responsabili del varicocele (plesso pampiniforme,
vene cremasteriche e deferenziali) e dei
vasi linfatici. Si preservano le vene deferenziali (una o due vene dilatate) e logicamente, l’arteria.
La scintigrafia scrotale può confermare la
diagnosi in casi dubbi.
TRATTAMENTO
CHIRURGICO
La sclerotizzazione endovenosa o l’embolizzazione della vena spermatica mediante palloncino gonfiabile e staccabile, immediatamente successive all’indagine
radiografica, sono oggi tecniche che, in
mano al radiologo interventista, possono
dare buoni risultati.
L’accesso al vaso femorale, in anestesia
locale, è praticabile e consigliabile solo a
ragazzi collaboranti.
Le tecniche chirurgiche vere e proprie si
possono dividere in due grandi gruppi: il
primo prevede la legatura delle vene patologiche, il secondo consiste nel creare
una derivazione del flusso venoso patologico verso una via di scarico normalmente strutturata mediante anastomosi microvascolari.
Questa seconda soluzione, a causa del calibro decisamente piccolo delle vene in
età pediatrica non ha riscosso molto successo.
La legatura delle vene, invece, può avvenire:
a) con accesso sul funicolo (radice scroto o pube), con isolamento e conservazione dell’arteria;
b) all’altezza della spina iliaca (sec. Ivanissevich) o più in alto, in posizione
retro peritoneale, (sec. Palomo) preservando o meno l’arteria.
Ultimamente ha preso piede presso i chirurghi pediatri la legatura intrafunicolare
n. 2 • Luglio 2003
La sclerotizzazione delle vene gonadiche
per via anterograda, sec. Tauber, ha pure
buona applicazione .
Consiste nell’isolare chirurgicamente una
vena funicolare dilatata all’altezza della
radice scrotale; in essa viene iniettata una
sostanza sclerosante che, diffondendosi in
tutti i vasi venosi della zona, ottiene la loro completa e duratura occlusione.
Altri Autori propongono, durante l’esecuzione di una angiografia percutanea (per
evidenziare l’anatomia della vena spermatica interna e l’eventuale reflusso venoso) di occludere la vena stessa mediante palloncino staccabile o mediante
liquido sclerosante.
Tale tecnica viene di solito realizzata da
Radiologi interventisti.
Poiché tra le complicanze può esserci l’idrocele, alcuni Autori eseguono in contemporanea l’eversione della tunica vaginale del testicolo.
Anche la tecnica laparoscopica è recentemente stata usata con successo, realizzando la legatura del fascio vascolare in
posizione retroperitoneale. Dopo l’introduzione di tre “porte”, si identifica il tralcio vascolare. L’arteria viene salvaguardata oppure no.
Il mezzo di ingrandimento usato evita
danni e quindi complicanze e/o recidive.
I controlli clinici e strumentali vengono
eseguiti dopo 8, 30 e 180 giorni.
Le recidive, con qualsiasi tecnica, sono
pari al 10-15%.
CONCLUSIONI
DIVARICANDO
IL MUSCOLO
CREMASTERE
SI IDENTIFICANO:
a) Vene cremasteriche, da legare
b) Deferente e vene referenziali
(queste ultime da legare se di
diametro> 2mm.)
c) Vasi linfatici, da rispettare
d) Vena spermatica voluminosa,
da legare; posteriormente arteria spermatica, da rispettare
e) Altra vena spermatica voluminosa, da legare
Diverse sono le tecniche chirurgiche che
si possono adottare in età pediatrica per
correggere il varicocele. Tutte hanno però
il rischio della recidiva, perché l’inversione del flusso venoso può originare da varie situazioni. Attualmente presso la Divisione di Chirurgia e Urologia Pediatrica
dell’Ospedale S.Paolo di Savona sosteniamo che, in particolar modo negli adolescenti, la legatura intrafunicolare delle vene dilatate, eseguita con ingrandimenti
ottici, possa essere la tecnica chirurgica di
elezione. Il vantaggio di tale procedura è
che è applicabile a tutti i tipi di varicocele, sia quelli da reflusso renospermico che
ileospermico.
Le figure sono tratte da: Varicocele 2000 di
F. Gattuccio, A.F. De Rose, M.A. Latteri.
(2000).
11
n. 2 • Luglio 2003
Diagnosi di Pronto Soccorso
Per TCM si intende un
trauma cranico lieve che
La nuova strategia clinica dell’ospedale “S.Paolo” di Savona.
non determina immediata
evidenza clinica di danno
neurologico o frattura delle
ossa craniche e che, valutato secondo una scala di
punteggio clinico denominata Glasgow Coma Scale
(GCS), raggiunge livelli di
L’applicazione di recenti linee guida nazionali anche a Savona ha
sostanziale normalità (1415 punti). Nella definizione consentito una gestione dell’infortunato più rapida e sicura ed ha
determinato un sensibile risparmio all’A.S.L.
di TCM non ha importanza
se il paziente ha riportato o
meno una ferita lacero-conRoberto Lerza
tusa della cute in quanto
Direttore U.O. Pronto Soccorso dell’ospedale “S. Paolo” di Savona
questa può non dipendere
Grazia Guiddo
dalla violenza dell’impatto
Dirigente Medico Pronto Soccorso dell’ospedale “S. Paolo” di Savona
ma dalle caratteristiche delFlavio Frumento
l’oggetto contro cui è avveDirigente Medico Pronto Soccorso dell’ospedale “S. Paolo” di Savona
nuto il trauma. La possibilità che a seguito di un
TCM vi siano complicanze
gravi, del tipo ematoma intracrani- fatto che le complicanze maggiori realtà del San Paolo, almeno fino al
co, ha un’incidenza dell’1% circa. incidono soprattutto nelle prime 2000, il 100% dei pazienti veniva
Il TCM è da sempre un problema ri- ore. Questo approccio è tradizional- sottoposto a radiografia del cranio e
levante per le strutture di Pronto mente accettato da tutti ma non è visita neurologica, il 25-30% a TAC
Soccorso per due aspetti principali basato su chiare evidenze scientifi- cerebrale ed oltre il 50% veniva
di cui uno è epidemiologico, legato che e non vi è uniformità di vedute trattenuto in ospedale per un tempo
all’elevatissima incidenza di questa tra le varie Società Scientifiche variabile, ricoverato prevalenteevenienza (al San Paolo sono oltre (neurochirurgia, neurologia, radio- mente in Traumatologia, Neurolo2000 casi all’anno), e l’altro è do- logia, medicina d’urgenza). Nella gia, Astanteria del Pronto Soccorso;
vuto alla gestione clinica che deve
essere volta ad individuare sempre e
TRAUMA CRANICO MINORE (giugno 02 - gennaio 03)
comunque quella piccola percentuale di complicanze gravi, cioè gli
GRUPPO
0
1
2
ematomi intracranici, che sono potenzialmente letali. Proprio il timoN° Pazienti
1068
885(82.9%) 157(14.7%) 22(2%)
re di questa complicanza ha tradiRx cranio
104(9.7%) 91
12
1
zionalmente indotto ad un
approccio al TCM eccessivamente
V. neurologica 122(11.4%) 57
52
13
prudente e sovrabbondante di indagini, scarsamente basato su evidenTAC cranio
183(17.1%) 34
128
22
ze scientifiche e per lo più condizionato dal timore di problematiche
Ricoveri
288(27%) 163
104
21
medico-legali.
Abitualmente nella maggior parte
Astanteria
180
106
65
9
delle strutture di Pronto Soccorso
sede di DEA, tra cui il San Paolo, il
Neurologia
16
6
5
5
paziente con TCM veniva sottopoTraumatol.
58
40
16
2
sto ad Rx del cranio in due proiezioni ed a visita neurologica a cui
Neurochir.
12
9
3
talvolta seguiva indagine TAC sull’encefalo. A tutti i pazienti veniva
Altre U.O.
20
9
9
2
proposto il ricovero motivato dal
Trauma cranico
minore (TMC)
12
Sanità Notizie
Sanità Notizie
Diagnosi di Pronto Soccorso
n. 2 • Luglio 2003
sistema di gestione del TCM. I vantaggi registrati sono ben evidenti:
• il numero delle radiografie del cranio si è ridotto di oltre il 90%:
questo determina una minore
esposizione dei pazienti ai raggi
ed un risparmio aziendale che in
proiezione annuale è di circa
40.000 euro
• anche il numero delle TAC craniche, richieste ora solo secondo
precise indicazioni del protocollo,
si è ridotto del 7% circa
• la consulenza neurologica si è resa
necessaria solo nell’11.4% dei pazienti contro il 100% precedente
• sono state sempre individuate le
complicanze maggiori (1.1% del
totale)
• sono nettamente diminuiti i ricoveri per TCM sia per numero
(27% del totale) che per durata
della degenza.
Inoltre la maggior parte dei ricoveri è stata effettuata in Astanteria consentendo così ai reparti di
gestire patologie più complesse.
Immagine TAC di emorragia subaracnoidea post trauma cranico.
il restante 50% di pazienti rifiutava
il ricovero.
A partire dal 2001, l’atteggiamento
nei confronti dei pazienti con TCM
è stato radicalmente modificato dai
medici del Pronto Soccorso del San
Paolo dopo un complesso percorso
compiuto attraverso un’analisi della
letteratura più recente, una collaborazione con la U.O. di Neurologia e
discussioni in sede di DEA. Un contributo fondamentale è stato dato
dalla pubblicazione nel giugno
2000, delle linee guida stilate dalla
Società Italiana di Medicina di
Emergenza-Urgenza. Senza voler
entrare eccessivamente nel dettaglio
clinico, si possono riassumere brevemente le innovazioni portate da
queste linee guida:
1) Il medico del Pronto Soccorso
svolge un ruolo centrale nella
valutazione clinico-anamnestica
del paziente indagando le modalità del trauma, individuando se
vi siano fattori di rischio e sinto-
mi ben specifici. L’intervento del
neurologo è richiesto solo in casi particolari
2) i pazienti vengono così classificati in tre gruppi (0 , 1 , 2) con
caratteristiche crescenti di rischio e preciso percorso diagnostico
3) Sono così individuati i pazienti
che dovranno essere sottoposti a
TAC e diventa inutile l’esecuzione della radiografia del cranio
4) Anche la necessità di ricovero è
limitata ad un ristretto numero di
pazienti, mentre ai dimessi viene
consegnato un foglio di informazioni e raccomandazioni da seguire nelle 48 ore successive al
trauma.
La verifica della validità di un simile percorso diagnostico-terapeutico
è stata effettuata fra il giugno 2002
e il gennaio 2003 su oltre 1000 pazienti consecutivi (vedi tabella). I
dati sono veramente sorprendenti
specie se paragonati al precedente
I dati appaiono quindi molto
confortanti. Per quanto il protocollo
sia applicato relativamente da poco
tempo, è già notevole l’aderenza ad
esso degli operatori. Infatti, anche
se sul piano organizzativo e dello
studio si è trattato di fare un notevolissimo sforzo, ci si è resi conto di
avere ottenuto un sensibile ritorno,
non solo in termini generali di economicità ma soprattutto perché si è
creata una procedura snella nella
gestione del paziente traumatizzato,
che comunque avviene nelle migliori condizioni di sicurezza.
U.Re.P.
Ufficio Relazioni con il Pubblico
Via Collodi, 13 - 17100 SAVONA
terzo piano lato Uffici Amininistrativi
Tel. 019 840 5296 • Fax 019 840 5297
e-mail: [email protected]
orario:
da lunedì a venerdì
dalle ore 9,00 alle ore 13,00
13
n. 2 • Luglio 2003
14
La radioterapia rappresenta uno dei
mezzi più efficaci nella cura dei
tumori. L’associazione alla chirurgia e alla chemioterapia ha permesso di ottenere risultati sempre
migliori in questa grande sfida che
è la lotta al cancro. Mentre la ricerca scientifica studia i diversi aspetti del cancro, mettendoci a disposizione nuove molecole e nuovi farmaci, i clinici cercano di ottimizzare l’esistente. Da qui le associazioni chemio-radioterapiche concomitanti, alternanti, sequenziali, somministrate pre e post-operatoriamente. Ed in effetti i risultati sono
arrivati con lento ma costante
abbassamento dei tassi di mortalità.
Sul versante radioterapico si è cercato di perfezionare le tecniche con
il grosso obiettivo di guarire e nel
contempo di ridurre al minimo gli
effetti collaterali che nel passato
gravavano pesantemente sulla qualità di vita dei pazienti radiotrattati.
C’è un’equazione molto semplice
in Radioterapia: effetti collaterali
versus tolleranza al trattamento. La
riduzione di tali effetti migliora la
tolleranza e di conseguenza si è in
grado di somministrare una dose
totale di radiazioni più alta con
maggiori possibilità di guarigione.
Il progresso tecnologico in campo
radioterapico è stato enorme negli
ultimi anni e grazie alla tecnologia
si riescono ad ottenere gli odierni
risultati in termini di guarigione.
L’utilizzo della TAC e della RM e
recentemente la PET nella diagnosi
dei tumori ha dato un grosso contributo nel consentire di effettuare
delle diagnosi sempre più certe e
per lesioni sempre più piccole; il
passo successivo è stato quello di
sfruttare le immagini elaborate da
tali macchine nel programmare i
trattamenti radianti e un ulteriore
progresso si è ottenuto quando è
stato possibile lo studio tridimensionale del tumore e degli organi
contigui.
La
Radioterapia
oncologica
dell’ASL 2, già dotata di un moderno Acceleratore Lineare, di un’altrettanto sofisticata unità di
Progresso tecnologico
Sanità Notizie
La radioterapia associata alla chirurgia e alla
chemioterapia sta ottenendo risultati sempre migliori
nella lotta quotidiana contro il cancro
I modernissimi strumenti
acquistati dall’A.S.L. n. 2
Savonese per il “S. Paolo” di
Savona permettono di
studiare il tumore in
tridimensionale proteggendo
al massimo gli organi critici
adiacenti ad esso
Corrado Marziano
Direttore dell’U.O. Radioterapia oncologica
dell’ospedale “S. Paolo” di Savona
Nella foto, in primo piano, il dott. Corrado Marziano, il sig. Carlo Ruggeri, Sindaco di Savona, mons.
Domenico Calcagno, vescovo di Savona-Noli.
Sanità Notizie
Brachiterapia e di un Simulatore
Universale ha ottenuto un ulteriore
potenziamento con l’acquisizione
delle nuove macchine: una TAC, un
Acceleratore Lineare, un Simulatore
Virtuale ed un Tagliasagome computerizzato.
La TAC, dedicata ai piani di cura
collegata in rete con il Simulatore
Virtuale e con i Treatments planning della Fisica Sanitaria, ci permette di studiare il tumore in tridimensionale e di proteggere al massimo gli organi critici adiacenti al
tumore. Il nuovo Acceleratore
Lineare
sostituisce l’unità di
Telecobaltoterapia, che per molti
anni ha rappresentato l’unica grossa
macchina di terapia a disposizione;
essa ci permetterà, con tecniche più
sofisticate, di trattare giornalmente
un maggior numero di pazienti.
Il Tagliasagome computerizzato,
donato dal Comitato Cellese “Sonia
Massa”, darà la possibilità di realizzare quelle protezioni degli organi
critici, ottenute con la fusione di
leghe metalliche particolari.
Un grazie va al Direttore Generale
Avv. Ubaldo Fracassi che già nel
Progresso tecnologico
1996 permise di acquisire, integrando con fondi ASL quelli regionali, il 1° Acceleratore Lineare, la
Brachiterapia ed il Simulatore
Universale e ha permesso l’acquisto
del 2° Acceleratore Lineare, della
TAC e del Simulatore Virtuale con
un impegno economico da parte
dell’Azienda di circa 3 miliardi
delle vecchie lire.
L’acquisizione di queste nuove
macchine è dettata da una duplice
esigenza: da un lato far fronte a
richieste sempre maggiori di prestazioni e dall’altro di innalzare enormemente il livello qualitativo delle
prestazioni stesse.
E che a Savona si effettui una radioterapia di qualità lo si evince analizzando i dati della produzione del
servizio che presenta un buon attivo, dato anche dai numerosi pazienti che si rivolgono a noi da altre
ASL della Regione e da Regioni
confinanti.
L’ulteriore salto qualitativo si chiama “Collimatore multilamellare
dinamico”, una sofisticata strumentazione che permette un tipo particolare di terapia: la Radioterapia
n. 2 • Luglio 2003
conformazionale. Per questa ulteriore acquisizione c’è già un impegno della nostra Amministrazione.
Il mio grazie va oltre che
all’Amministrazione anche al personale tutto del Servizio, ai colleghi
medici coi quali si è creato un gruppo affiatato e ai tecnici che svolgono con abnegazione questo lavoro e
che, nel corso del 2002, in occasione dell’apertura del cantiere per
smantellare la cobalto, per adeguare
il bunker ed installare il nuovo
acceleratore, da marzo a settembre,
si sono sottoposti volontariamente e
senza chiedere nulla in cambio a
turni fino alle 21 di sera, pur di trattare il maggior numero di pazienti e
non far allungare a dismisura la
lista di attesa.
Ma, nonostante i nostri sforzi e
l’aumento dei pazienti trattati, permangono le attese per iniziare i trattamenti che purtroppo superano il
mese. Per un maggior sfruttamento
dei macchinari occorrerebbe altro
personale, ma una tale richiesta si
scontra con gli attuali vincoli della
Finanziaria, per cui si spera di risolvere tali problemi nel 2004.
15
n. 2 • Luglio 2003
16
I tumori stromali gastrointestinali
(GIST) sono neoplasie mesenchimali del tratto gastroenterico che
precedentemente erano etichettate
come tumori derivati dal tessuto
muscolare liscio o dal tessuto nervoso. Attualmente si distinguono
dai veri tumori leiomuscolari e neurali per la positività immunoistochimica con anticorpi anti CD117.
Sono neoplasie rare, costituiscono,
infatti, solo lo 0,1-3% di tutti i
tumori del tratto digerente, circa il
70% sono di pertinenza gastrica, il
20-30% del piccolo intestino, e il
restante 10% coinvolgono il segmento colo-rettale. Questi tumori,
quando sintomatici, si presentano
con dolore, sintomatologia ostruttiva, sanguinamento o vomito: altre
volte possono essere riscontrati
casualmente in corso di chirurgia
laparotomica per altra patologia.
La terapia d’elezione è l’asportazione chirurgica.
All’esame macroscopico tali lesioni sono nodulari, a contorni ben
definiti e coinvolgono la parete del
viscere estrinsecandosi sulla superficie mucosa a volte ulcerandola.
Istologicamente sono simili alle
neoplasie di derivazione muscolare
liscia (leiomiomi, leiomiosarcomi)
o neurale (schwannomi).
Su base puramente morfologica,
pertanto è ardua la diagnosi differenziale fra GIST ed altre neoplasie
mesenchimali.
Vi è oramai consenso che tutti i
GIST devono essere considerati
potenzialmente maligni poiché
studi retrospettivi hanno riportato
ricorrenza della malattia nel 50%
circa dei casi a cinque anni dalla
resezione chirurgica completa.
Fattori predittivi sono le dimensioni
del tumore e l’indice mitotico. Da
alcuni autori la sede della lesione è
considerata fattore prognostico
indipendente.
Un valido aiuto è dato dalla determinazione immunofenotipica delle
lineari cellulari.
Sanità Notizie
Diagnosi e terapia di frontiera
All’ospedale “S. Paolo” di Savona i medici sono allertati
per tutti i GIST, considerati potenzialmente maligni
I tumori stromali
gastrointestinali
Un nuovo ruolo per l’anatomo patologo
Ezio Venturino
Direttore f.f. U.O. Anatomia ed istologia patologica e citodiagnostica
Luigi Caliendo
Dirigente medico U.O. Anatomia ed istologia patologica e citodiagnostica
Pastorino Alessandra
Dirigente medico U.O. Anatomia ed istologia patologica e citodiagnostica
Negli ultimi anni si è dimostrato
che le cellule dei GIST esprimono
un enzima implicato nell’attivazione delle vie di trasmissione del
segnale alle cellule: “c-kit tirosinchinasi” e la cui anomala attività
(conseguenza della mutazione del
gene c-kit) è responsabile della
neoplasia.
Recentemente si è riuscito ad evidenziare la proteina antigenica
CD117 che è c-kit specifica ed è
osservabile in preparati istologici
ricorrendo ad anticorpi monoclonali anti CD117. Tale espressione è
l’unico “marker” riconosciuto d’identificazione dei GIST.
Attualmente è disponibile un farmaco: STI-571 (Imetinib) che riconosce e blocca il sito d’attivazione
del c-kit tirosinchinasi anomala
(mutata) arrestando la disordinata
risposta cellulare ed inducendo l’apoptosi delle cellule. Già nelle
prime otto ore di trattamento con
tale farmaco l’esame a scansione
PET permette di individuare modificazioni nella neoplasia che suggeriscono rapidi cambiamenti meta-
bolici delle cellule tumorali.
Tale farmaco ha indotto, in un campione di pazienti con GIST inoperabili e/o metastatici diminuzione
di almeno il 50% della massa neoplastica in più della metà degli stessi.
La correlazione tra espressione
immunofenotipica di CD117 e possibilità di terapia tramite un agente
non tossico (STI-571; Imetinib) che
agisce contro uno specifico target
molecolare, rende centrale e nuovo
il ruolo dell’anatomo patologo. La
caratterizzazione immunofenotipica dei GIST consente, infatti, oltre
che la conferma diagnostica un’indicazione alla terapia medica nelle
forme avanzate (inoperabili, metastatiche).
Bibliografia
Fletcher C. et al. Human
pathol. 2002; 33 :466-477
Miettinen M. et al. Virchows
Arch. 2001; 438 :1-12
Savage D. et al. NEJM 2002;
346 :683-693
Sanità Notizie
n. 2 • Luglio 2003
Diagnosi e terapia di frontiera
Fattori predittivi del potenziale maligno dei GIST
GIST
QUALSIASI LOCALIZZAZIONE
Molto basso rischio
Basso rischio
Rischio intermedio
Alto rischio
DIMENSIONI
NUMERO DI MITOSI
Diametro massimo < 2cm.
Diametro massimo fra 2 e 5 cm.
Diametro massimo <5 cm
Diametro massimo fra 5 e 10 cm.
Diametro massimo > 5 cm.
Diametro massimo > 10 cm.
Qualsiasi diametro
Mitosi < 5 X50 HPF
Mitosi < 5 x 50 HPF
Mitosi fra 6 e 10 x 50HPF
Mitosi > 5 X 50 HPF
Mitosi > 5 x 50 HPF
Qualunque numero di mitosi
Mitosi > 10 x 50 HPF
Fletcher c. et al. Hum. Pathol.
Profilo immunoistochimico di tumori mesenchimali gastrointestinali
Neoplasie
Antigeni
GIST
CD117+
(100%)
CD34+
(60 / 70%)
SMA +
(30 / 40 %)
Desmina -
S100 -
Leiomiomi
Leiomiosarcomi
CD117-
CD34+
(15%)
SMA +
(100%)
Desmina -
S100 -
Schwannomi
CD117-
CD34+
SMA -
Desmina -
S100 -
17
n. 2 • Luglio 2003
La SARS (Severe Acute Respiratory
Syndrome) è un’infezione polmonare
di recente segnalazione con discreta
contagiosità ed una significativa morbilità e mortalità.
Alla data del 01/05/2003 l’OMS ha ricevuto complessivamente 6234 di casi
sospetti o probabili di SARS con 435
decessi per un tasso di letalità del
6,9%.
I dati in questione comprendono, ma
soltanto in parte, alcuni casi di polmonite atipica che si sono verificati in Cina nelle province di GUANGDONG a
partire dal Novembre 2002. Inizialmente questi casi erano stati classificati come infezioni da Chlamydia pneumoniae ma successivamente riclassificati
come SARS - Coronavirus associati
sulla base dei riscontri di laboratorio
effettuati in alcuni di questi casi.
I dati preliminari, scaturiti da osservazioni su pazienti affetti da SARS indicano che la maggior parte dei casi si
sono verificati in adulti, prevalentemente sani, di età compresa tra 25 e 70
anni. La bassa specificità della definizione di caso, proposta dall’OMS ai fini della sorveglianza globale della
SARS impone prudenza nella valutazione delle segnalazioni di casi sospetti.
Il periodo di incubazione della SARS è
in media 2 – 7 giorni. La malattia esordisce generalmente con febbre >38°
costantemente elevata, talvolta associata a brividi e/o accompagnata da altri sintomi: cefalea, malessere generale, mialgie. Quando compaiono questi
sintomi alcuni pazienti possono già
presentare lieve sintomatologia respiratoria. Non sono segnalati invece rash
cutaneo, sintomi neurologici e gastrointestinali (sebbene alcuni pazienti
abbiano riferito diarrea nel periodo
prodromico). Nei giorni successivi rapidamente la sintomatologia respiratoria si accentua.
La radiografia del torace può essere
normale nel periodo prodromico febbrile e anche durante tutto il decorso
della malattia, tuttavia sono stati osservati anche alterazioni del quadro radiografico quali infiltrati focali precoci
che progrediscono rapidamente verso
infiltrati intestinali più generalizzati.
In pazienti con SARS in stato avanzato
si sono evidenziate anche aree di consolidamento.
Nelle fasi iniziali della malattia si osserva una conta dei globuli bianchi
normale con linfocitopenia relativa
mentre durante l’acme della manifestazione respiratoria metà dei pazienti
mostra leucopenia e trombocitopenia
(PLT 50.000 ><150.000).
Si segnalano malati in fase iniziale un
aumento di CPK e delle transaminasi.
18
In data 1 maggio 2003 l’OMS ha ulteriormente rivisto la definizione di caso
Sanità Notizie
La globalizzazione della prevenzione
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha ricevuto la segnalazione
di 6.234 casi sospetti con 435 decessi per un tasso di letalità del 6,9%
La SARS (Severe Acute
Respiratory Syndrome),
futura pandemia o malattia
mediatica contemporanea?
In Occidente (ad esclusione del Canada) il tasso di letalità è dello 0%
e per il futuro si può ipotizzare che questa epidemia di origine orientale
resti confinata in un bacino geografico limitato
Anselmo Marco
Dirigente Medico Responsabile Modulo di Malattie Infettive
dell’ospedale “S. Paolo” di Savona
di SARS differenziandolo secondo il
seguente schema.
CASO SOSPETTO
1) Persona che dopo il 1° novembre
2002 presenti una storia di febbre
alta >38° e tosse o difficoltà respiratoria e una o più delle seguenti
condizioni:
- contatto ravvicinato nei 10 giorni
precedenti l’inizio dei sintomi con
- un caso sospetto o probabile
SARS;
- storia di viaggio, nei 10 giorni precedenti in aree affette da epidemia.
- Residenza in area con recenti segnalazioni di trasmissione SARS
2) Una persona con una malattia respiratoria acuta non spiegata, con conseguente decesso, dopo il 1° novembre 2002 , in cui non sia stata
eseguita l’autopsia e una o più delle
seguenti condizioni:
- contatto ravvicinato con un caso
sospetto o probabile di SARS
- storia di viaggio in area con recenti segnalazioni di trasmissione
SARS
- residenza in area con recenti segnalazioni di trasmissione SARS
CASO PROBABILE
1) Un caso sospetto con dimostrazione
radiologica di infiltrati compatibili
con polmonite o sindrome da distress respiratorio (ARDS).
2) Un caso sospetto di SARS risultato
positivo a uno o più tests per il
SARS Coronavirus,
3) Un caso sospetto con riscontro autoptico compatibile con sindrome
da distress respiratorio senza altre
cause identificabili.
CRITERI DI ESCLUSIONE
Un caso dovrebbe essere escluso se una
diagnosi alternativa può spiegare completamente la malattia.
GESTIONE DEI CASI DI SARS
Gli operatori sanitari incaricati della 1^
valutazione (TRIAGE) dovrebbero immediatamente smistare le persone che
si presentano con sintomi di tipo similinfluenzale verso un’area separata di
valutazione al fine di minimizzare il rischio di trasmissione ad altri pazienti in
attesa.
Le persone con sintomi sospetti dovrebbero indossare mascherine N95
fintanto che la SARS non venga esclusa.
Allo stesso modo il personale incaricato del triage dovrebbe indossare mascherine N95 e lavare le mani con acqua e sapone prima e dopo ogni
contatto con qualsiasi paziente dopo attività che possono esporre a contaminazione e dopo avere rimosso i guanti.
La circostanza del ricovero di un caso
Sanità Notizie
sospetto di SARS deve essere comunicato tempestivamente al Comitato di
Controllo delle Infezioni ospedaliere
dell’Ospedale.
GESTIONE DEI CASI SOSPETTI
• esaminare immediatamente i casi sospetti, tenendoli possibilmente separati
dagli altri pazienti in attesa;
• munire i casi sospetti di mascherina
N95,
• ottenere o registrare una dettagliata
storia clinica o la storia recente di viaggi e contatti personali compreso il verificarsi di malattia respiratoria acuta in
persone con cui siano stati a contatto
nei 10 gg precedenti,
• eseguire radiografia del torace ed un
emocromo completo
Se la radiografia del torace è normale:
• trattare il caso secondo la prassi corrente e la severità clinica
• se il paziente viene dimesso, deve essere avvertito della necessità di ritornare immediatamente presso la struttura
sanitaria qualora la sintomatologia respiratoria dovesse peggiorare,
• fornire consiglio su misure di igiene
personale e di esclusione di possibili
contatti potenziale veicolo di contagio,
• notificare il caso sospetto
Se la radiografia del torace dimostra infiltrati unilaterali o bilaterali con o senza infiltrato interstiziale, il caso va
classificato come probabile.
GESTIONE DI CASI PROBABILI
• ricoverare in ospedale in condizioni di
isolamento, in stanze singole, oppure
nelle stanze in cui siano ricoverati altri malati di SARS,
• prelevare campioni clinici per escludere altri casi di polmonite(incluse
quelle atipiche),
• prelevare campioni per indagini di laboratorio su SARS, che comprendono : esame emocromocitometrico,
creatinfosfochinasi, transaminasi ed
altri test di funzionalità epatica, azotemia, elettroliti , Proteina C reattiva.
• I campioni da prelevare dovrebbero essere almeno i seguenti :
1) tamponi faringei o nasofaringei per
esami batteriologici e virologici
2) sangue per emocolture e sierologia,
3) urine per ricerca di antigeni batterici
4) escreato
5) raccolta feci per esami virologici
6) lavaggio broncoalveolare
7) siero per stoccaggio
• monitorare l’emocromo completo
almeno a giorni alterni per la valutazione della formula leucocitaria e
del numero di piastrine,
• eseguire altre radiografie del torace,
o altri accertamenti strumentali sulla base delle indicazioni cliniche,
La globalizzazione della prevenzione
• trattare sulla base delle indicazioni
cliniche,
• raccogliere dati utili ad identificare i
contatti ravvicinati del caso dal momento dell’insorgenza dei sintomi
• portare particolare attenzione alle
pratiche terapeutiche ed agli interventi che possano causare aerosolizzazione quali l’uso dei nebulizzatori per la somministrazione di
broncodilatatori, fisioterapia toracica, broncoscopia, gastroscopia ed
ogni intervento che possa avere ripercussioni sulla continuità delle
mucose del tratto respiratorio,
• notificare il caso probabile
CONTROLLO DELLE INFEZIONI
IN AMBITO OSPEDALIERO
Nell’assistenza sanitaria di pazienti con
sospetta o probabile SARS si raccomanda la stretta adesione alle precauzioni
standard per la prevenzione della trasmissione di agenti infettivi ad opera di contatti con fluidi corporei, goccioline di saliva ed aerosol.
I casi sospetti e probabili SARS dovrebbero essere posti in isolamento e sistemati, in ordine di preferenza come segue :
1) in stanze con pressione negativa e
porta chiusa
2) in stanze singole con bagno separato
3) con pazienti con la stessa patologia, in
stanze a più letti o in corsia con sistema di aerazione indipendente
Se non è disponibile una fonte indipendente di aria, si raccomanda di spegnere il
sistema di condizionamento dell’aria, se
centralizzato, assicurando una adeguata
ventilazione aprendo le finestre.
I pazienti in cui la valutazione per SARS
è ancora in corso dovrebbero, per quanto
possibile, essere separati da quelli in cui
la sindrome è già stata diagnosticata a livello di caso probabile. Tutto il personale,
incluso quello ausiliario, va istruito sulle
misure per il controllo delle infezioni richieste per la cura di tali pazienti.
Se possibile, va identificata una unità di
personale, e di fornire ritorno di informazione sul controllo delle infezioni. Nel
trattamento e nell’assistenza di pazienti
SARS, dovrebbero essere usati, come di
prassi, materiali monouso.
Il personale che accede al reparto di isolamento deve essere dotato dei seguenti dispositivi di protezione individuale (DPI)
- maschere N95
- guanti(un solo paio)
- occhiali o visiera protettiva
- camice monouso
- grembiule
- calzature che possano essere decontaminate o soprattutto monouso
TEST DI LABORATORIO
Sono in questo momento in fase di spe-
n. 2 • Luglio 2003
rimentazione alcuni test di laboratorio
per evidenziare un agente eziologico
preciso SARS-correlato; attualmente
in uso possiamo considerare :
- PCR (protein chain reaction) da effettuare su liquidi biologici in particolare tampone nasofaringeo e feci,
- Test anticorpale ELISA o IFA
- Isolamento virale
TRATTAMENTO
Poiché l’eziologia di questa sindrome
non è ancora chiarita non esistono raccomandazioni specifiche per il trattamento clinico dei casi, una diagnosi
precoce può essere decisiva per una
prognosi favorevole in modo da poter
instaurare in caso di aggravamento delle condizioni generali sia una terapia di
supporto respiratoria sia una copertura
antibiotica per microrganismi associati
a polmoniti di eziologia non chiara acquisite in comunità.
GLI SCENARI FUTURI
In sede di commento, ai dati scientifici finora presentati, che al momento
della stampa di questo articolo potranno essere ulteriormente e magari estremamente modificati, si possono ipotizzare alcune ipotetiche previsioni
epidemiologiche.
Sicuramente uno dei punti fermi nella
lotta alla SARS sarà la certezza del dato eziologico, il sicuro collegamento tra
quadro clinico e Coronavirus oppure
altri microrganismi; quello che sostanzialmente , in questo momento, non ha
ancora una caratterizzazione precisa.
Come emerge dai dati attuali inoltre va
ben differenziata la situazione epidemiologica fra l’Oriente ed i casi di importazione acquisiti in Occidente dove
il tasso di letalità(ad esclusione del Canada ) è dello 0%.
Successivamente si può ipotizzare che
l’epidemia orientale resti sostanzialmente confinata in un bacino geografico discretamente limitato e che il virus
in questione riduca la propria virulenza
con una netta diminuzione della letalità
(esempio di Ebola virus). L’ipotesi di
una pandemia “globale” che in verità
non si può scartare a priori potrebbe
sempre considerare un ceppo di virus
estremamente blando e “addomesticato” sul modello delle attuali epidemie
influenzali provenienti dall’Oriente.
Ci rendiamo conto che queste valutazioni sono ancora del tutto sommarie
ed incomplete ed i prossimi mesi saranno certamente decisivi nella miglior definizione di una malattia che per ora ha
sicuramente precorso i tempi scientifici
con una rapidità determinata quasi
esclusivamente dai media.
19
n. 2 • Luglio 2003
CONCETTI INTRODUTTIVI
L’alluce valgo è sicuramente una
delle patologie più frequenti dell’avampiede (sino al 33% degli individui adulti secondo uno studio di
Lam Sim-Fook e Hodgson del 1958,
che divideva la popolazione con calzature da quella scalza!), forse la più
frequente in assoluto, se la circoscriviamo alla nostra civiltà. Compare infatti quasi esclusivamente in
persone che indossano scarpe, solo
occasionalmente in individui scalzi.
Sembra certo che sia la scarpa moderna il principale elemento favorente la comparsa dell’alluce valgo,
e in particolar modo la calzatura
femminile: nei diversi studi statistici la preponderanza del sesso femminile riguardo a questa deformità
varia da una proporzione di 2:1 fino
a un rapporto di 15:1. Certamente le
scarpe femminili sono meno fisiologiche di quelle maschili, comunque
scarpe di qualsiasi tipo possono favorire l’insorgenza di alluce valgo
in persone suscettibili: entrano così
in gioco altri fattori, che vanno dall’ereditarietà, alla presenza di primo
metatarso varo, ad un’abnorme lunghezza del primo metatarso, alla
ipermobilità dell’articolazione metatarso-cuneiforme.
Molto spesso, peraltro, non si ritrovano elementi patogenetici particolari, e si parla pertanto di alluce valgo idiopatico, insorto quindi per
momenti locali, non altrimenti riferibili.
20
CLINICA
Il quadro clinico classico è caratterizzato da deviazioni assiali e rotatorie che si realizzano a livello dell’articolazione metatarso-falangea:
a) il varismo metatarsale
b) il valgismo dell’alluce
c) la pronazione dell’alluce.
Caratteristica è la cosiddetta “cipolla” (dal greco “bunion” = cipolla),
cioè la sporgenza della testa metatarsale (esostosi) e la borsite, molto
Sanità Notizie
Patologie dell’avampiede
L’alluce valgo (a cipolla) compare in persone che indossano scarpe ed è
più frequente nei piedi delle donne per le caratteristiche delle calzature
femminili
L’unica vera chance terapeutica
è quella chirurgica
Al “S. Paolo” di Savona, un moderno tipo di intervento detto “PDO”
in anestesia locale o spinale della durata di 10 minuti, consente
una ottima e duratura correzione della malformazione
Stefano Bosio
Direttore f.f. U.O. Ortopedia e Traumatologia Ospedale “S. Paolo” Savona
Graziano Piccardo
Dirigente medico U.O. Ortopedia e Traumatologia Ospedale “S. Paolo” Savona
Flavio Polliano
Dirigente medico U.O. Ortopedia e Traumatologia Ospedale “S. Paolo” Savona
dolorosa, che spesso la accompagna.
Una volta instauratasi la deformità,
essa tenderà automaticamente a peggiorare, a causa del braccio di leva
che si viene a creare con i tendini
flessori ed estensori, i quali, deviati
dalla normale posizione, agiscono
come valgizzanti.
Frequente è l’associazione di deformità alle dita esterne, segnatamente
al secondo dito, che vanno incontro
alla “griffe”, cioè alla iperestensione della metatarso-falangea e alla
iperflessione delle interfalangee.
flitto con la calzatura.
TRATTAMENTO
Poco efficaci si sono rivelate tutte le
misure volte a prevenire il peggioramento nel tempo della deformità; altrettanto per il trattamento medico,
ortesico o fisioterapico.
L’unica vera chance terapeutica è
quella chirurgica.
Molto doloroso il callo che si forma
nel tempo dorsalmente alla interfalangea prossimale a causa del con-
QUANDO OPERARE?
L’intervento va programmato per dare una risposta al dolore, innanzitutto, e alla impossibilità o difficoltà
nel trovare una calzatura soddisfacente.
MAI operare per meri fini estetici.
Altra indicazione all’intervento chi-
Sanità Notizie
rurgico è la comparsa di griffe del
secondo dito, quando riteniamo che
la correzione del valgismo dell’alluce possa rallentare se non evitare
l’evoluzione peggiorativa della griffe.
COME OPERARE?
Numerosissimi, nel tempo, gli interventi studiati e proposti per l’alluce
valgo. Alcuni hanno ormai un valore esclusivamente storico (es. Keller), altri conservano tutt’oggi una
notevole importanza.
In linea generale bisogna considerare ogni piede come un caso a sé, che
va indagato (indispensabile una radiografia recente dei piedi sotto carico) e studiato nell’ambito di una
valutazione globale del paziente
(patologie sovrasegmentarie, correlazioni con altri organi e apparati).
Molte soddisfazioni attualmente ci
sta offrendo un moderno tipo di intervento, che da ormai 4 anni eseguiamo nella nostra Divisione.
Si tratta della “osteotomia distale
secondo Bosch”, altrimenti detta
“PDO” (osteotomia distale per cutanea), un tipo di intervento dalle particolari caratteristiche, che a fronte
di modesto impegno chirurgico, e di
sofferenze e limitazioni per il paziente decisamente accettabili, ci
consente un’ottima e duratura correzione.
L’intervento, in anestesia locale o
spinale, dura circa 10 minuti, in regime di ricovero “Day-surgery”; il
paziente viene dimesso il giorno
stesso o quello successivo all’intervento, e cammina caricando sui due
piedi (quello operato con scarpa
aperta postoperatoria). Dopo 40
giorni circa può usare una scarpa
normale.
La nostra esperienza con questo intervento consta di oltre duecento casi, in quattro anni, ed è del tutto soddisfacente: ottime correzioni, con
rare e lievi complicanze (qualche infezione superficiale, rarissime recidive).
n. 2 • Luglio 2003
Genetica clinica al “S. Paolo” di Savona
E’ stato il prof. Renzo Mantero a iniziare dieci anni fa una
collaborazione finalizzata alla consulenza genetica e dismorfologica
L’A.S.L. n. 2 Savonese attiva
una convenzione per lo studio
delle malattie ereditarie con il
dott. Gianni Camera, pediatra
dell’Università di Ferrara
Giampiero Storti
Direttore editoriale di “Sanità Notizie”
Il Prof. Renzo Mantero, oltre 10 anni
fa, quando dirigeva
il Centro Regionale
di Chirurgia della
Mano dell’Ospedale
S Paolo (oggi diretto
dal dott. M. I. Rossello) ha iniziato
una collaborazione
con il dott. Gianni
Camera finalizzata
alla consulenza genetica e dismorfologica, rivolta ai numerosi
bambini
affetti da malformazione congenita della mano che afferiscono da tutte le
regioni italiane presso il Centro di Chirugia della Mano di
Savona. Il dott. Camera, pediatra, professore a contratto nella scuola di Specializzazione in Genetica Medica della
Università di Ferrara, è co-autore di libri e di circa 130 lavori scientifici pubblicati su riviste nazionali e straniere.
In seguito, questa attività di consulenza
si è estesa anche presso il Dipartimento di Pediatria e Neonatologia (Direttore: dott. A. Cohen) e alla Divisione di
Chirurgia Pediatrica (Direttore: dott.
G. Romagnoli) del S Paolo.
La genetica clinica è quella branca
della genetica medica che attende alla
salute dell’individuo e dei suoi familiari. La genetica clinica può essere
definita perciò come scienza delle metodiche di diagnosi, prevenzione e trattamento delle malattie genetiche.
Le malattie genetiche sono essenzial-
mente riconducibili a
4 tipi di disordini:
- cromosomici (alterazioni di numero e
struttura)
- di un singolo gene
(mutazione in uno o
ambedue gli alleli di
un gene su un cromosoma autosomico o
del sesso, o in un gene
mitocondriale)
multifattoriali (interazione di uno o più geni con uno o più fattori ambientali)
- in cellule somatiche
(effetti additivi di diverse mutazioni di
differenti geni).
E’ stato calcolato che,
prima dei 25 anni, almeno 53 individui
su 1000 nati vivi possono presentare
una malattia con una importante componente genetica. Attualmente si conoscono più di 2000 malattie genetiche che, con il progredire delle nostre
conoscenze, saranno destinate fatalmente ad aumentare.
L’ASL2 savonese nell’attivare questa
convenzione ha inteso arricchire il
ventaglio delle sue specialità, inserendo una fondamentale disciplina che è
alla radice della vita e dell’umanità.
Le diverse unità operative ospedaliere
e territoriali possono avvalersi della
profonda competenza del dott. Gianni
Camera maturata a fianco dei grandi
maestri della Scuola genetica italiana
con una vita dedicata a studi clinici alcuni dei quali talmente originali da
portare il suo nome.
21
n. 2 • Luglio 2003
22
Il 13 maggio si è svolta l’ultima giornata del Corso di Formazione Residenziale per Medici di Pronto Soccorso dell’ASL2 che, a partire dall’ottobre 2002,
ha visto impegnati per un totale di 106
ore suddivise in 15 giornate, 20 medici
appartenenti alle strutture di Pronto
Soccorso e Sistema 118 dell’ASL 2 (Savona, Albenga, Cairo Montenotte) e 5
medici di altre Aziende Ospedaliere. Per
consentire lo svolgimento della normale
attività lavorativa, il corso è stato articolato in due moduli (uno per anno) e
quello appena concluso è il primo modulo frequentato da una metà dei medici, mentre i rimanenti saranno iscritti per
il 2004.
Le motivazioni che ci hanno spinto ad
organizzare un corso così lungo ed impegnativo si possono riassumere in alcuni punti :
1) Le tre strutture di Pronto Soccorso
dell’ASL2 non sono mai state coordinate specie per quanto riguarda i
percorsi diagnostici ed i profili assistenziali delle varie patologie che vi
afferiscono
2) Negli ultimi anni il turn-over del personale medico attribuito alle strutture
di Pronto Soccorso è stato elevatissimo: trattandosi di personale con
estrazione eterogenea, si è reso necessario il raggiungimento di standard adeguati ed uniformi nei vari
campi della medicina d’urgenza
3) La tendenza alla formazione di organici medici dedicati al Pronto Soccorso in sostituzione della turnazione dai reparti, ha reso ancor più
pressante la necessità di aggiornamento continuo oltre che per gli
aspetti clinici, anche per quelli organizzativi della medicina d’urgenza
4) Recenti direttive della Regione Liguria in materia di emergenza-urgenza rimandano alle aziende ospedaliere la definizione di un percorso
di formazione omogeneo all’interno
di ogni categoria di operatore. Questo, considerata la quantità e la varietà dei corsi di formazione sull’urgenza presenti a livello nazionale, si
tradurrebbe in un peso economico
insostenibile per l’ASL. Perciò un
corso di formazione interno esteso ai
molteplici aspetti della medicina
d’urgenza, rappresenta certamente
un significativo risparmio per l’ASL
5) Il fatto che il corso sia aperto anche
a medici di Pronto Soccorso esterni
all’ASL 2 costituisce un importante
Sanità Notizie
Formazione permanente
Primo bilancio sul corso residenziale per medici di Pronto
Soccorso dell’A.S.L. 2 Savonese
Ai partecipanti sono state
garantite le nozioni teoriche e
pratiche per affrontare sul
piano diagnostico e
terapeutico le differenti
situazioni mediche,
chirurgiche e traumatologiche
Roberto Lerza
Direttore U.O. Pronto Soccorso dell’ospedale “S. Paolo” di Savona
Fiorella Robba
Dirigente medico U.O. Pronto Soccorso dell’ospedale “S. Paolo” di Savona
Luca Corti
Dirigente medico U.O. Pronto Soccorso dell’ospedale “S. Paolo” di Savona
momento di confronto con le altre
realtà e contribuisce quindi al miglioramento ed all’aggiornamento
continuo
La finalità principale del nostro Corso
di Formazione è stata quella di garantire ai partecipanti, quelle nozioni teoriche e pratiche necessarie alla formazione di una figura professionale in grado
di affrontare da un punto di vista diagnostico e terapeutico le differenti situazioni mediche, chirurgiche e traumatologiche che si presentano al Pronto
Soccorso, utilizzando correttamente le
risorse dell’ospedale e coinvolgendo in
maniera appropriata i medici specialisti.
Da un punto di vista didattico il corso
ha presentato degli elementi di novità:
oltre alle lezioni teoriche specificamente orientate alle moderne linee guida, i
discenti sono stati coinvolti nella presentazione e discussione di casistica clinica. Uno spazio significativo è stato
dedicato ad attività pratico-addestrative
comprensive di esercitazioni di diagnostica elettrocardiografica, procedure
Sanità Notizie
chirurgiche, esercitazioni su manichino,
visione di filmati.
Con il patrocinio dell’Ordine dei Medici della Provincia di Savona e della
Scuola Medica Ospedaliera Ligure, il
corso si è avvalso del contributo di un
piccolo numero di docenti esterni particolarmente qualificato, ma soprattutto è
stato reso possibile dalla disponibilità
dei direttori delle varie Unità Operative
dell’ASL i quali o in prima persona o
tramite loro collaboratori, si sono fatti
carico delle lezioni teoriche, ciascuno
nel proprio campo di competenza.
Esprimiamo qui a tutti loro la nostra
gratitudine così come un sincero ringraziamento è d’obbligo per tutto lo staff
dell’Unità Operativa Formazione ed
Aggiornamento del Personale che ci ha
assistito in questi mesi.
Alla fine del corso tutti i partecipanti
hanno superato l’esame finale conseguendo il relativo diploma ed i 50 crediti attribuiti dal sistema di accreditamento. A tutti è stato consegnato un CD-rom
riassuntivo degli argomenti trattati che
può essere sicuramente utile per consultazione ed archivio delle procedure di
Pronto Soccorso. Come previsto dal sistema ECM, i discenti hanno espresso il
loro giudizio sulla qualità, rilevanza ed
efficacia del corso; tutti i giudizi sono risultati positivi con alcuni commenti costruttivi che consentiranno di apportare
miglioramenti nella prossima edizione.
La giornata conclusiva del corso ha visto
inoltre la discussione delle problematiche medico-legali in particolare, ma non
solo, collegate alla Medicina d’Urgenza
(l’obbligo di referto, il consenso, il trattamento sanitario obbligatorio etc), con
il qualificato intervento di un magistrato
della Procura della Repubblica di Torino,
il Dr. Paolo Toso, esperto nella materia
specifica e protagonista in recenti casi
giudiziali di grande rilevanza nazionale
negli ultimi tempi. L’invito alla discussione è stato esteso a tutti i rappresentanti della Dirigenza medica aziendale; ne è
risultato un momento importante e costruttivo di confronto e di condivisione,
quale auspicabile spunto di riflessione e
di crescita per l’intera comunità medica
ospedaliera.
Si coglie l’occasione per ringraziare tutti i Dirigenti medici del Pronto Soccorso di Savona che hanno largamente contribuito all’organizzazione sia pratica
che scientifica del corso, rinunciando a
turni di riposo e assicurando la continuità dei turni di guardia.
Formazione permanente
n. 2 • Luglio 2003
Dipartimento per le Dipendenze
ATTIVATO AMBULATORIO MEDICO
CONTRO IL FUMO
Il Dipartimento per le Dipendenze nel
quadro delle iniziative dell’A.S.L. 2
Savonese finalizzate alla lotta contro il
fumo ha attivato un ambulatorio medico
gratuito per i pazienti che desiderano
impegnarsi a smettere di fumare, sito a
Savona presso il poliambulatorio di via
Collodi 13.
All’ambulatorio possono accedere tutti
gli interessati telefonando al numero
019.84.89.170
All’ambulatorio, per ovvie ragioni, si
accede solo previo appuntamento concordato telefonicamente con il medico.
Per garantire la privacy e facilitare l’accesso è stata attivata una linea telefonica esclusivamente dedicata.
Referente medico:
Dott. Roberto Carrozzino
23
n. 2 • Luglio 2003
Il Coordinamento Ligure Persone Sieropositive è un associazione di volontariato
nata nel 1990 da un gruppo di persone
sieropositive e malate con sede a Genova.
Le sue attività riguardano l’informazione,
la prevenzione ed il sostegno alle persone
direttamente colpite dal virus HIV.
In questi anni le attività sono state molteplici: gruppi di auto aiuto, incontri nelle
scuole con studenti ed insegnati, convegni pubblici, corso di formazione per insegnati, produzione di materiale informativo e di prevenzione (cd-rom, opuscoli),
campagne di prevenzione presso i medici
di base, realizzazione della mostra itinerante “AIDS 100 manifesti contro la paura”.
Nel 2001 l’associazione viene contattata
dal Gruppo Arianna di Savona. Tale gruppo prende vita nel1994 quando alcune
persone iniziano un’attività di assistenza
ospedaliera presso il reparto di malattie
infettive dell’Ospedale S. Paolo. In quel
periodo conoscono Arianna, una ragazza
un po’ speciale, ricoverata presso il reparto. Lei purtroppo non è riuscita a vincere
la battaglia contro l’Aids, ma ha lasciato
un segno indelebile in quelle persone che
per ricordarla hanno dato il suo nome al
loro gruppo di volontariato.
In questi anni oltre all’attività di assistenza ospedaliera, il Gruppo Arianna ha organizzato alcune manifestazioni in occasione del 1 Dicembre “Giornata
Mondiale per la lotta all’AIDS”.
Da tempo il gruppo ha difficoltà nella
realizzazione di un progetto inerente ad
una possibile apertura di un centro di
ascolto interno all’ambulatorio di Malattie Infettive dell’Ospedale S. Paolo, ed è
per questo che chiede aiuto al CLPS, il
quale propone al Gruppo Arianna di aderire all’associazione e poter così elaborare un progetto finale.
Il gruppo Arianna accetta la proposta e da
qui inizia una serie di incontri organizzativi, a cui partecipano inoltre i referenti
Sanità Notizie
Volontariato socio-sanitario
Il sieropositivo oggi non è più un malato terminale ma una
persona che ha bisogno di un supporto e di un sostegno per
poter vivere e lavorare
“ARIANNA”
Centro InformAttivo HIV/AIDS per l’accoglienza, l’ascolto,
l’informazione su cura e prevenzione, l’offerta di un aiuto
concreto per il disbrigo di complesse pratiche burocratiche
Francesca Romani
Direttore Dipartimento per le Dipendenze
dell’A.S.L. 2 Savonese
Marco Anselmo
Responsabile Modulo Malattie Infettive
dell’ospedale “S. Paolo” di Savona
Anna Maria Rebagliati e Gaetano Merrone.
per il Gruppo CLPS-ARIANNA
del Ser.T. e del Modulo di Malattie Infettive dell’Ospedale S.Paolo. Il frutto di
questo lavoro sfocia dunque nel progetto
“Centro di Prima Accoglienza” che viene
presentato al Direttore Generale della
ASL 2 e quindi approvato.
Siamo dunque nella fase operativa che
prevede un corso di formazione per volontari/operatori strutturato in sei incontri
dove vengono affrontati vari argomenti:
epidemiologia-clinica; aspetti lavorativi,
sociali, legali, psicologici e assistenziali;
problematiche legate alle dipendenze;
counselling.
Finalmente, il 25 marzo, prende il via il
Centro InformAttivo “Arianna”. L’obiettivo è quello di creare una rete locale tra
Ospedale, Ser.T., Servizi sociali e società
civile che permetta di superare pregiudizi
e dia un aiuto concreto alla persona.
La persona sieropositiva oggi non è più il
malato terminale che l’opinione pubblica
ha conosciuto grazie alle campagne
informative dei primi anni Novanta ma
una persona che ha bisogno di supporto e
sostegno per poter vivere e lavorare.
Il Centro, gestito da operatori e volontari
del CLPS-ARIANNA, sarà un punto di
accoglienza, di ascolto, di informazione
su cura e prevenzione ma anche, e qui sta
la novità, un luogo dove poter avere un
aiuto concreto per il disbrigo di pratiche
burocratiche quali: richiesta di invalidità
civile, stesura curriculum vitae, borse lavoro, richieste per edilizia popolare, ecc.
Il Centro sarà aperto il MARTEDI’ e il
GIOVEDI’ dalle 9 alle 12 presso l’Ambulatorio del Reparto Infettivi dell’Ospedale S. Paolo di Savona. Telefono 0198404812. Referenti: Dott. Marco
Anselmo tel 019 8404330 - Anna Maria
Rebagliati 348 2259438
Comunicazione preliminare
Convegno
“La Relazione d’aiuto: una speranza per il vivere quotidiano”
2, 3, 4 ottobre 2003
Fortezza del Priamàr, “Sala della Sibilla”, Savona
24
Il dipartimento di salute mentale organizza in collaborazione con il dipartimento per le dipendenze e il dipartimento sociosanitario e riabilitativo, con il patrocinio della Regione Liguria, del Comune di Savona e la Fondazione “A. De Mari”, un grande evento a carattere nazionale che avrà la partecipazione di autorevoli specialisti, psichiatri, psicanalisti,
umanisti che approfondiranno nei tre giorni di studio e dibattito la condizione psichica e umana del vivere moderno e
i supporti che la scienza può ad essa offrire. Il coordinatore dell’evento sarà il dott. Antonio Maria Ferro.
Sanità Notizie
n. 2 • Luglio 2003
Problematiche socio-sanitarie
La fonte informativa principale del fenomeno è l’INAIL
Gli infortuni sul lavoro
Sono un milione a livello nazionale di cui circa 1.300 mortali,
32 mila in Liguria e 6 mila in provincia di Savona. Per la
prevenzione è necessario intervenire sia sui datori di lavoro
che sui dipendenti anche per ridurre oltre che i costi umani
quelli sociali ed economici
Paola Oreste
Direttore U.O. Prevenzione Sicurezza Ambienti di Lavoro
dell’A.S.L. 2 Savonese
La fonte informativa principale per
conoscere il fenomeno è l’INAIL: è
la struttura deputata a fornire tutte le
prestazioni in occasione di infortuni
sul lavoro. Tutti gli infortuni con prognosi superiore a 4 giorni devono
essere denunciati all’INAIL che provvede alle tutele nei confronti del lavoratore (prime cure, indennità temporanea, valutazione postumi permanenti, rendite), anche qualora il datore di lavoro non fosse in regola con i
pagamenti dei premi assicurativi. Si
ricorda invece che tutti gli infortuni,
anche con un giorno di assenza, debbono essere registrati sull’apposito
Registro, vidimato dall’ASL, che
tutte le aziende pubbliche e private
sono tenute ad avere.
L’Inail è quindi una banca dati formidabile: raccoglie le informazioni
sui singoli eventi, li classifica e li
registra in modo standardizzato, produce periodicamente rapporti contenenti dati relativi al fenomeno organizzati in vario modo (settore produttivo, zona geografica, età, sesso,
modalità di accadimento, tipo di
lesione, ecc), consente quindi una lettura su grandi numeri.
Occorre però conoscere bene questi
archivi e sapere usare questi dati per
evitare valutazioni affrettate, talora
anche errate, o comunque poco utili.
E’ importante sapere ad esempio che
non è possibile fare un analisi del
problema solo sui valori assoluti:
questi dipendono talora da modifiche
di tipo amministrativo (come ad es.
l’estensione della tutela previdenziale
a nuove categorie di lavoratori o il
riconoscimento degli infortuni in itinere). Un altro elemento da considerare è rappresentato dalla differenza
tra infortuni denunciati e infortuni
riconosciuti: i confronti ovviamente
devono essere fatti tra le stesse categorie. Dal complesso dei dati emerge comunque il fatto che le dimensioni del fenomeno negli ultimi anni
rimangono sostanzialmente invariate, dopo una significativa diminuzione rispetto agli elevatissimi livelli
dei primi anni della ripresa economica post bellica. Il numero degli infortuni cioè si è da qualche anno stabilizzato, sia per quanto riguarda il totale degli eventi, sia per quanto si riferisce a quelli con esito mortale: questi
numeri rendono gli infortuni sul
lavoro e le patologie correlate un problema rilevante sotto il profilo sani-
tario, sociale ed economico. Infatti a
livello nazionale l’ordine di grandezza è rappresentato da circa un milione di infortuni all’anno di cui circa
1300 con esito mortale; in Liguria
sono circa 32.000 gli infortuni denunciati all’anno, di cui mortali circa 30.
A Savona nel 2000 sono stati denunciati 5.850 infortuni, di cui riconosciuti e indennizzati 3.490, di questi 6
hanno avuto esito mortale. Il relativo
costo sociale è certamente inaccettabile, ma anche il loro costo economico è elevato, sia in forma diretta
sia indiretta: in Italia oggi tale costo
complessivo è stimato in circa 55
mila miliardi (di vecchie lire) all’anno, pari al 3% del PIL.
Sempre in termini generali dai dati
emergono i settori produttivi con incidenza più elevata (costruzioni,
metalmeccanica, trasporti) e le
dimensioni aziendali dimostrano
avere particolare rilevanza (le aziende
piccole sono più a rischio delle grandi). Ricordiamo inoltre che il 50%
degli infortuni oggi avviene “su strada” o comunque con il coinvolgimento di mezzi di trasporto, all’interno o all’esterno dell’area di lavoro.
Infine per valutare il problema in
modo più corretto e trarne anche
delle indicazioni di intervento questi
numeri devono essere correlati ad
altri elementi quali la tipologia del
25
n. 2 • Luglio 2003
26
mercato del lavoro, i dati sull’occupazione, quelli sul turn-over nelle aziende e delle aziende, lo sviluppo economico, ecc.
Il fenomeno è certamente complesso e
di tipo multifattoriale: ciò significa
che l’evento infortunistico è la risultante di molti fattori che influiscono tutti,
in modo maggiore o minore, sul verificarsi dell’evento stesso. La caduta dall’alto di un ponteggio o il ribaltamento
di una ruspa sono l’ultimo momento di
una serie di eventi e condizioni precedenti: per evitare l’evento finale occorre quindi intervenire su tutti gli aspetti
e le condizioni che lo determinano
(vedi figura n. 1).
Su alcuni fattori c’è ancora molto da
fare, mentre su altri si è più avanti. Le
normative e i livelli di tecnologia
disponibili potrebbero essere punti di
forza. Apparteniamo infatti al gruppo di paesi che più e da più tempo ha
legiferato in materia di salute e sicurezza sul lavoro: tuttavia esiste ancora diffusamente una adesione sostanziale alle norme ancora insoddisfacente. Analogamente pur essendo
l’Italia tra i paesi maggiormente industrializzati, tuttavia non tutte le
imprese hanno adeguato attrezzature
e impianti: non sono stati utilizzati
neppure tutti i finanziamenti ad hoc
messi a disposizione ad esempio
dall’Inail. E’ certamente insufficiente il livello di formazione e informazione sia dei datori di lavoro sia dei
lavoratori. Nel nostro paese purtroppo manca sia nel corso di studi dell’obbligo, sia in quelli superiori attenzione ai temi del rischio, pericolo,
prevenzione in generale: ciò vale per
gli incidenti domestici come per quelli stradali. Altro fattore è dato dalla
molteplicità dei soggetti coinvolti
nella gestione delle attività produttive
e nella organizzazione del sistema
prevenzione: principale scopo delle
nuove norme (DLgs 626/94, ecc.) è
integrare la prevenzione nel sistema produttivo complessivo trasformando le misure di prevenzione da
“serie di adempimenti aggiuntivi” a
parte integrante delle modalità pro-
Problematiche socio-sanitarie
duttive: siamo ancora lontani dal raggiungimento di tale obiettivo.
Il problema va quindi affrontato
intervenendo su più fronti e da parte
di più soggetti. Il datore di lavoro
innanzitutto deve acquisire
un
modus operandi più responsabile: è
anche nel suo interesse ridurre gli
eventi sfavorevoli che rappresentano
comunque un costo per l’impresa. Si
ricorda ad esempio che le aziende che
non ottemperano alle normative sulla
sicurezza non possono accedere a
benefici economici quali la riduzione
dei premi assicurativi. Anche i lavoratori hanno un ruolo fondamentale
in azienda sia direttamente, sia tramite il Rappresentante dei Lavoratori
per la Sicurezza (RLS) con diritti di
accesso all’informazione, a tutti i luoghi di lavoro, alla documentazione
aziendale e sanitaria (quest’ultima
ovviamente in forma anonima), al
registro infortuni. Certamente occorre attivare momenti sistematici di
informazione e formazione specifici:
Savona, che su questo fronte ha
dimostrato una grande sensibilità collocandosi ai primi posti in Italia per
quantità di momenti formativi e per
numero di persone coinvolte dovrà
probabilmente migliorare l’efficacia
di tali iniziative.
Diverse sono le PP.AA. che hanno un
ruolo in materia di prevenzione. Le
Fig. 1
Sanità Notizie
attività di controllo sono assegnate
principalmente all’ASL che le svolge
tramite l’U.O. Prevenzione e
Sicurezza degli Ambienti di Lavoro
(PSAL): gli operatori di questo servizio, formato da tecnici diplomati,
laureati e medici effettuano sopralluoghi vuoi su segnalazione vuoi di
iniziativa al fine di verificare l’ottemperanza alle norme di sicurezza. Il
principale strumento operativo è rappresentato dal provvedimento di prescrizione ai sensi del DLgs 758/94: a
fronte di una situazione irregolare
penalmente sanzionata (la quasi totalità delle norme in materia di sicurezza sul lavoro è di natura penale) che
viene regolarizzata il contravventore
(datore di lavoro, coordinatore, dirigente, preposto) è ammesso al pagamento di una sanzione che diventa
amministrativa con archiviazione del
procedimento in sede penale.
Il servizio dell’ASL svolge anche
attività di informazione e assistenza nei confronti di tutti i soggetti interessati sia sulla normativa sia sugli
aspetti tecnici.
Il controllo inoltre si svolge in modo
coordinato tra i vari enti, in particolare con la Direzione Provinciale del
Lavoro e con l’Inail tramite iniziative
congiunte e scambi sistematici di
informazioni al fine di meglio mirare
l’attività di vigilanza e renderla più
Sanità Notizie
n. 2 • Luglio 2003
Problematiche socio-sanitarie
efficace utilizzando così meglio le
risorse assegnate sicuramente inadeguate rispetto alla quantità di luoghi
di lavoro da controllare. In questa
direzione di grande rilevanza è il
protocollo d’intesa tra le Regioni e
l’Inail che consente ad ogni ASL di
avere a disposizione gli archivi
dell’Istituto, sia quelli relativi all’anagrafe delle aziende sia quelli relativi
Eventi denunciati
ai singoli infortuni: a partire da quest’anno quindi il nostro servizio,
disponendo dei dati nominativi e non
più anonimi, può certamente operare
in modo più puntuale.
Industria e Servizi: tasso grezzo di frequenza x milione di ore lavorate degli infortuni 1951/2001 in Italia
Settore
non definito
Agricoltura
Pesca
Attività estrattiva
Manifatturiere
Energia
Costruzioni
Commercio
Alberghi e ristoranti
Trasporti
Servizi pubblici e privati
TOTALE
fonte: I.N.A.I.L.
n° infortuni
%
2.978
52,07
18
0,31
1
0,02
8
0,14
672
11,75
14
0,24
594
10,39
317
5,54
223
3,90
215
3,76
679
11,87
5.719
100,00
tasso
Provincia di Savona - anno 2001
anni
Numero infortuni mortali - Anni 1951/2001 in Italia
anni
fonte: I.N.A.I.L.
27
n. 2 • Luglio 2003
Nel numero di Marzo 2003 di
Sanità Notizie, sono state presentate le modalità generali per ottenere la fornitura gratuita di determinati prodotti, rivolta ai cittadini
affetti da particolari patologie, con
l’impegno che nei numeri successivi sarebbe stato dedicato uno
spazio di approfondimento per
ciascuna tipologia.
Oggi parliamo della fornitura di
presidi per diabetici.
Il Diabete Mellito è una condizione caratterizzata da un patologico
aumento della concentrazione di
glucosio nel sangue.
Si distingue in:
Diabete di tipo 1 o immunomediato o Diabete Insulino-Dipendente
(IDDM): più tipico ma non esclusivo dell’età infantile ed adolescenziale, è caratterizzato da un difetto
assoluto di insulina.
Diabete di tipo 2 o Diabete non
insulino-dipendente (NIDDM):
colpisce in prevalenza soggetti in
età adulta; è abitualmente associato
ad obesità e riconosce la sua origine in una resistenza dell’organismo
all’azione della insulina.
Diabete Gestazionale (GDM):
qualsiasi grado di intolleranza al
glucosio che compare o viene individuato per la prima volta durante
la gravidanza.
Altri specifici tipi di diabete mellito sono correlabili a:
- difetti genetici
- patologie del pancreas esocrino
- endocrinopatie
- infezioni
- uso di farmaci o sostanze chimiche
• CHI PUÒ ACCEDERE ALLA
FORNITURA GRATUITA DEL
MATERIALE
28
Hanno diritto alla fornitura gratuita del materiale, le persone affette
da:
- diabete mellito tipo1
- diabete mellito tipo 2
- diabete mellito gestazionale
Sanità Notizie
Assistenza sanitaria integrativa
Ecco una guida ragionata
per l’accesso ai prodotti
per diabetici
Ne hanno diritto i pazienti affetti da diabete mellito. Nelle tabelle i presidi concedibili, i distretti cui rivolgersi per la procedura
autorizzativa e i modelli di domanda
Gian Luigi Figini
Direttore U.O Farmaceutica Territoriale A.S.L 2 Savonese
Marco Bessero
Dirigente Farmacista U.O Farmaceutica Territoriale A.S.L 2 Savonese
Elena Farulla
Farmacista U.O. Farmaceutica Territoriale A.S.L. 2 Savonese
- diabete mellito di altro specifico tipo
• COME ACCEDERE
In caso di PRIMA FORNITURA,
la persona avente diritto dovrà presentarsi presso la U.O. Farmaceutica
Territoriale munita di:
a) tessera sanitaria con esenzione
per patologia diabetica
b) tessera ministeriale attestante
patologia diabetica ( art.4 Legge
n.15 del 16/03/1987) rilasciata
dalla U.O. Medicina di Base e
Specialistica che fornirà contestualmente la procedura informativa sulle modalità della fornitura.
c) richiesta dello specialista diabetologo dell’ASL2 Savonese, con
prescrizione qualitativa e quantitativa del materiale da erogare.
NB: Se i quantitativi non superano
quelli indicati in Tab. 1, anche la
prima richiesta può essere rilasciata dal Medico di famiglia (Medico
di Medicina Generale).
In caso di forniture successive
alla prima, saranno necessari:
a) prescrizione del proprio Medico
di famiglia con cadenza almeno
annuale se le richieste non supera-
no i quantitativi riportati in Tab.1
b) prescrizione dello specialista
diabetologo dell’ASL 2 Savonese
con prescrizione qualitativa e
quantitativa del materiale da erogare con cadenza semestrale o trimestrale se le richieste superano
rispettivamente fino al 100% o
oltre il 100% i quantitativi riportati in Tab. 1.
c) per gli assistiti pediatrici la prescrizione deve avvenire da parte
del diabetologo dell’ASL almeno
con cadenza semestrale se le
richieste superano di oltre il 100%
i quantitativi previsti (Tab 1).
• MATERIALE CONCEDIBILE
Il materiale concedibile è quello
specificato in Tabella 1
• DOVE RIVOLGERSI
Per avviare la procedura di autorizzazione ci si rivolge presso la
U.O. Medicina di Base di uno dei
4 distretti della ASL riportati in
Tabella n.2, dove verranno inoltre
illustrate le modalità ed il luogo
per il ritiro della fornitura.
Sanità Notizie
Assistenza sanitaria integrativa
n. 2 • Luglio 2003
Tabella 1. Presidi per diabetici concedibili
QUANTITA’
SETTIMANALE
Strisce reattive per la determinazione
del glucosio nel sangue
Strisce reattive per la determinazione
del glucosio e/o dei corpi che tonici nelle urine
Lancette pungidito
Siringhe da insulina monouso
o
Aghi per siringa ad impulso (penna)
TIPOLOGIA DIABETE
7
Insulino-dipendente
-------------------------------Non insulino-dipendente
10
Insulino-dipendente
-------------------- -------------------------------2
Non insulino-dipendente
10
Insulino-dipendente
-------------------- -------------------------------2
Non insulino-dipendente
Secondo
Insulino-dipendente
posologia
N.B: In casi particolari, le quantità settimanali possono essere variate e/o incrementate dallo specialista diabetologo dell’ASL 2 Savonese
Tabella n.2 I distretti della ASL 2 Savonese
DISTRETTO
CITTA’
TELEFONO
1 Albenganese
Albenga
Viale Trieste, 54
0182 546220
2 Finalese
Finale Ligure
Via Torino
019 692724
3 Valbormida
Carcare
Via del Collegio
019 5009422
4 Savonese
Savona
Via Collodi, 13
019 8405793
29
n. 2 • Luglio 2003
Sanità Notizie
Assistenza sanitaria integrativa
Richiesta materiale per autocontrollo
Io sottoscritto Dr. …………………………………………………………
………………………
dichiaro che il mio assistito Sig. …………………………………………
………………………
è affetto da diabete tipo ……………………… dal ………………………
………………………
Necessita delle seguenti quantità di materiale per autocontrollo:
TIPOLOGIA
TIPOLOGIAMATERIALE
MATERIALE
Strisce
Strisce reattive
reattiveper
perchetonuria
chetonuria
QUANTITA'
QUANTITA'
QUANTITA'
QUANTITA'
MASSIME
MASSIME
SETTIMANALI
SETTIMANALI
A A
PRESCRIVIBILI
NECESSARIE
(1) (1) PRESCRIVIBILI
NECESSARIE
CURA
DELDEL
M.M.G.
CURA
M.M.G.
Numero_____sett.
Numero_____sett.
N. 7N.settimana
7 settimana
Strisce
Strisce reattive
reattiveper
perglicemia
glicemia++aghi
aghipungidito
pungiditoNumero_____sett.
Numero_____sett.
in paziente
pazientein
intrattamento
trattamentoinsulinico
insulinico
N. 10
N. settimana
10 settimana
(consigliato
(consigliato
metodo
metodo
a a
scacchiera)
scacchiera)
Strisce
Strisce reattive
reattiveper
perglicemia
glicemia++aghi
aghipungidito
pungiditoNumero_____sett.
Numero_____sett.
in paziente
pazientenon
noninintrattamento
trattamentoinsulinico
insulinico
N. 2N.settimana
2 settimana
SIRINGHE DA INSULINA SECONDO POSOLOGIA DI ASSUNZIONE DEL FARMACO:
SOMMINISTRAZIONI GIORNALIERE N. ________
AGHI MONOUSO PER PENNA SECONDO POSOLOGIA DI ASSUNZIONE DEL
FARMACO: SOMMINISTRAZIONI GIORNALIERE N. ________
N.B. la tipologia commerciale è a cura della A.S.L. secondo le procedure di gara aggiudicataria
Tale prescrizione può essere verificata e discussa in qualunque momento con il Centro
Diabetologico che può prescrivere, se del caso, quantitativi maggiori.
Dichiaro di esercitare nei confronti del paziente il programma educazionale riguardante
alimentazione, esercizio fisico, autocontrollo.
Data_________
validità annuale
Timbro e Firma del M.M.G.
____________________________
(1) Da compilarsi per richieste con quantitativi inferiori alla prescrivibilità massima.
30
Sanità Notizie
n. 2 • Luglio 2003
Il ruolo dell’ospedale di Albenga nel Ponente
L’Ospedale Santa Maria di Misericordia di Albenga storicamente è sempre
stato dotato di un Reparto di Ortopedia e Traumatologia ed ha avuto l’onore di annoverare come Primario, negli anni ’70-’80, il Prof. Marcello De
Benedetti, che è stato uno dei primi
Chirurghi Ortopedici liguri ad introdurre le moderne tecniche della protesizzazione dell’anca.
L’innovazione tecnologica, introdotta
con passione dal Dott. Claudio Delfino, ha permesso lo sviluppo dell’ortopedia albenganese negli anni ’90.
Oggi, l’U.O. interviene sia in ambito
traumatologico, che in quello elettivo.
Pur essendo un presidio ospedaliero
di piccole dimensioni, l’Ospedale di
Albenga ha un servizio di Pronto Soccorso di recente ristrutturato logisticamente e con personale medico e infermieristico formato all’emergenza e ad
esso dedicato nell’arco delle 24 ore.
Vi è un servizio di anestesia, con medici di provata esperienza rianimatoria, presente e a disposizione nelle 24
ore; un’ottima equipe multidisciplinare specialistica sempre a disposizione
(Radiologi, Laboratoristi, Cardiologi,
Chirurghi e Internisti); un nuovo
“blocco operatorio” con il suo efficiente personale, formatosi in tanti anni di esperienza e dedizione.
Tutto ciò consente all’U.O. Ortopedia
e Traumatologia di poter intervenire
in tempo reale e di poter trattare patologia traumatica che, fino a pochi anni fa, doveva essere indirizzata ad altri
presidi ospedalieri.
Gli interventi chirurgici, eseguiti nel
corso di un anno e volti a riparare il
danno da frattura, sono circa 400,
comprendenti le fratture degli arti dell’adulto e del bambino, comprese le
Gli interventi presso l’U.O. in un anno sono mille
Indice di gradimento alto per
Ortopedia e Traumatologia
La collaborazione con il Servizio di Riabilitazione e Recupero Funzionale
Arturo De Michieli
Direttore U.O. Ortopedia e traumatologia
Ospedale “Santa Maria di Misericordia” di Albenga
fratture di bacino.
E’ con piacere che ricordiamo il servizio di un noto rotocalco nazionale che
riportava un sondaggio sugli ospedali
in zona turistica. Da tale articolo
emergeva che il nostro ospedale (e la
traumatologia in particolare) aveva un
elevatissimo indice di gradimento.
Per quanto riguarda la sezione ortopedica dell’U.O., questa si articola su diversi indirizzi:
• chirurgia protesica articolare (spalla,
anca, ginocchio, caviglia) e sua chirurgia di revisione
• chirurgia correttiva delle deformità
congenite ed acquisite degli arti
(osteotomie correttive, protesizzazione)
• chirurgia del piede (l’acquisizione in
tempi ormai brevi di un baropodometro computerizzato, che consente
uno studio approfondito dei carichi
e del passo, permetterà un progresso
sostanziale nelle scelte chirurgiche)
• chirurgia del rachide lombare (ernie
del disco lombari, instabilità vertebrali, stenosi del canale vertebrale)
• chirugia artroscopica (spalla, ginocchio, caviglia)
Gli interventi realizzati in un anno, oltre a quelli traumatologici già citati,
sono circa 600, per un totale complessivo di 1000 interventi. Di essi, il 30%
è eseguito in regime di Day Surgery
(ovvero con il ricovero della durata di
un solo giorno).
L’U.O. si avvale anche del Servizio di
Riabilitazione e Recupero Funzionale, di cui è Direttore il Dott. Vito De
Giglio, con cui è in atto un lavoro di
collaborazione stretta, nell’intento di
portare già al letto dell’operato, quanto sia per lui necessario al fine di raggiungere l’eccellenza terapeutica, secondo le linee-guida più avanzate.
Attualmente, nel quadro della generale ristrutturazione dell’Ospedale, si
stanno eseguendo lavori di ammodernamento nei locali di degenza. Per tale motivo, purtroppo, potranno verificarsi elementi di disagio per i
ricoverati. Di ciò ce ne scusiamo, certi di poter offrire ben presto un migliore confort.
Ospedale
“S. Maria di Misericordia”
di Albenga
U.O. Ortopedia e Traumatologia
Direttore
Arturo DE MICHIELI
Dirigenti medici
Franco IACOVACCI
Rocco MONTEDORO
Luigi NAPOLI
Piergiovanni TRADA
Caposala
Chiara GUALANDI
Posti letto ordinari: 24
Posti letto in D.S.: 1
Telefono: 0182/546-703
0182/546-343
E-mail: [email protected]
31
n. 2 • Luglio 2003
EDITORE
DIREZIONE
Ubaldo Fracassi
Direttore generale
Alessandro La Gumina
Direttore amministrativo
Franco Vairo
Periodico trimestrale
di informazione dell’ASL 2
del Savonese
32
I dati riferiti ai destinatari di
“Sanità Notizie”
vengono utilizzati esclusivamente per
l’invio della pubblicazione
e non vengono ceduti a terzi
per nessun motivo
Sanità Notizie
Comunicazione istituzionale
Direttore sanitario
© Copyright ASL n. 2 Savonese
Via Manzoni, 14 - 17100 Savona
Tel. 019 84041
C.F. e P. IVA 01062990096
Stampa: Coop Tipograf
C.so Viglienzoni, 78 r.
17100 Savona
Tel. 019 804947 - Fax 019 806657
e-mail: [email protected]
REDAZIONE
Direttore editoriale: Giampiero Storti
e-mail: [email protected]
Direttore responsabile: Mario Lorenzo Paggi
Hanno collaborato a questo numero:
Ubaldo Fracassi, Rosavio Bellasio, Teresiano De Franceschi, Filippo Falchero,
M.L. Paggi, Antonio Fibbi, Giuseppe Romagnoli, Vittorio Barbieri, Roberto Lerza,
Grazia Guiddo, Flavio Frumento, Corrado Marziano, Ezio Venturino, Luigi
Caliendo, Alessandra Pastorino, Anselmo Marco, Graziano Piccardo, Flavio Polliano,
Fiorella Robba, Luca Corti, Francesco Romani, Anna Maria Rebagliati, Gaetano
Merrone, Paola Oreste, Gian Luigi Figini, Marco Bessero, Elena Farulla, Morena
Scurani, Arturo De Michieli, Giampiero Storti, Simonetta Porazzo, Claudia Agosti.
Questo numero è stato stampato e distribuito gratuitamente in 9.700 copie e inviato presso le U.O. agli oltre 3.000
dipendenti dell’A.S.L. 2 Savonese, a tutti i medici iscritti all’Ordine provinciale di Savona, a tutti i medici di medicina generale e pediatri di libera scelta della Provincia di Savona e alle oltre 100 farmacie per la distribuzione
diretta ai pazienti. Viene inviato alle Istituzioni, ai Comuni e alle Parrocchie, alle Associazioni di Tutela e
Volontariato, ai Sindacati. Una parte viene distribuita gratuitamente presso i nostri ambulatori.
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luglio 2003 imp DA.4