PERIODICO TRIMESTRALE D’INFORMAZIONE DELL’AZIENDA SANITARIA LOCALE 2 SAVONESE Anno IV - N. 2 - Luglio 2003 - Aut. tribunale di Savona n. 919 del 28.03.2000 - Sped. in abb. postale 70%, L. 662/96 - Direz. Comm.le di Savona Con un finanziamento complessivo di 1.327.290 Euro Sommario Inaugurato all’ospedale “S. Paolo” di Savona il nuovo Acceleratore Lineare per la cura dei tumori e una migliore qualità dell’intervento terapeutico - Inaugurato il nuovo Centro di cottura del S. Paolo di Savona.............3 - Riunione scientifica ad Albenga sulla calcolosi del coledoco..................6 - Comunicare la comunicazione..............................8 - Le nuove strategie terapeutiche per curare le neoplasie cervico-facciali al “S.Paolo”...................9 - La chirurgia del varicocele in età pediatrica.......10 - La cura del trauma cranico minore.....................12 - Studio del tumore “in tridimensionale”..............14 - I tumori gastrointestinali stromali........................16 - La SARS, futura pandemia o malattia mediatica contemporanea?...........18 - Intervento chirurgico per l’alluce valgo................20 Nella foto, da sinistra a destra: Mons. Domenico Calcagno, Vescovo di Savona-Noli, l’avv. Ubaldo Fracassi, direttore generale dell’A.S.L. 2 Savonese, l’avv. Rosavio Bellasio, direttore gestionale degli ospedali di Savona e di Cairo Montenotte, il dott. Corrado Marziano, direttore dell’U.O. Radioterapia oncologica, durante la cerimonia di inaugurazione. (Articolo di Ubaldo Fracassi a pagina 2) Teresiano De Franceschi, direttore gestionale dell’ospedale di Albenga, e Rosavio Bellasio, direttore gestionale degli ospedali di Savona e Cairo Montenotte, nei loro articoli fanno il punto sulla situazione degli ospedali della città ingauna e della Val Bormida e motivano le ragioni per riaffermare il loro ruolo all’interno della strategia complessiva della nostra A.S.L. In particolare, per il primo, completata la ristrutturazione del vecchio “S. Maria di Il ruolo degli ospedali di Albenga e di Cairo nella strategia dell’A.S.L. Misericordia” che verrà dato successivamente in permuta, si tratta di accelerare la costruzione della nuova sede per la quale è in corso di gara il progetto definitivo. Per l’ospedale di Cairo, Rosavio Bellasio riafferma la volontà dell’A.S.L. di puntare su questo presidio per dare le risposte necessarie ai bisogni ospedalieri dei valbormidesi in una logica di integrazione paritaria con il “S. Paolo” di Savona. (Articoli a pagina 4 e 5) - Lo studio delle malattie ereditarie nella nostra A.S.L............................21 - Aggiornamento professionale per i medici del Pronto Soccorso...........22 - Ecco “Arianna”, Centro InformAttivo savonese HIV/AIDS....................24 - Convegno su “La relazione d’aiuto”..24 - La prevenzione degli infortuni sul lavoro......25 - Guida ragionata per l’accesso ai prodotti per diabetici............................28 - La traumatologia ad Albenga...................24 - Call Center: 848.78.28.67..................32 n. 2 • Luglio 2003 Rilevante investimento all’ospedale “S. Paolo” di Savona Il potenziamento Con un intervento della struttura pocomplessivo di L’Unità Operativa è diretta da Corrado Marziano trà avvalersi, quin1.327.290 €, pari a di, di un ulteriore 2 miliardi e 800 milioni delle vecchie Acceleratore Lilire, sono state ulteneare che ha sostiriormente potenziatuito la Telecobaltote le attrezzature terapia, sfruttando il dell’U.O. Radiotebunker costruito nel rapia Oncologica 1997. dell’Ospedale San All’Acceleratore Paolo di Savona, Lineare è associato rendendo la struttuun Sistema di conra una delle più trollo digitale delavanzate in Italia l’intero flusso di nella cura dei tuimmagini e informori. mazioni. Ubaldo Fracassi Il 16 giugno, alla Inoltre, la TAC Direttore generale dell’A.S.L. 2 Savonese presenza di Ubaldo Spirale consente a Fracassi, Direttore tutti i pazienti di generale della ASL effettuare una TAC 2 savonese, di Carlo Ruggeri, Sindadetta di Simulazione, permettendo ai co di Savona, dell’ Avv. Rosavio Belradioterapisti di pianificare al meglio lasio, Direttore gestionale degli i trattamenti. Questa interagisce, colOspedali di Savona e Cairo, di S. E. legata in rete, con il Simulatore virMons. Domenico Calcagno, Vescovo tuale che riceve le immagini TAC, le di Savona, del dott. Corrado Marziaelabora effettuando delle ricostruziono, Direttore U.O. Radioterapia delni tridimensionali dei vari piani corl’Ospedale S. Paolo e di altre autorità porei (assiale, sagittale, longitudinale) civili e militari è stato inaugurato il e offre al radioterapista l’opportunità 2° Acceleratore lineare e strumentadi definire i volumi da irradiare e zione avanzata per la cura dei tumori quelli da risparmiare. Questi dati, trache darà la possibilità di trattare un sferiti in rete, insieme ai Treatment maggior numero di pazienti, increPlanning della Fisica sanitaria, permentando ulteriormente la qualità metteranno al fisico di determinare la dell’intervento terapeutico e consendose da erogare. tendo una netta riduzione delle liste Il Tagliasagome computerizzato, di attesa. donato al Servizio dal Comitato CelLa radioterapia a Savona ha una stolese “Sonia Massa” insieme ad altri ria quarantennale. Inizia negli anni strumenti di uso quotidiano (compu’60 quando, come servizio aggregato ter, attrezzatura di officina etc.), conalla radiodiagnostica, fu dotata di un sente la costruzione di blocchi in leapparecchio di Cobaltoterapia. Ed è ga basso-fondente, utili a proteggere nell’aprile 1991 che viene riconoi tessuti sani da risparmiare, ricevensciuta l’autonomia del Servizio di do in rete dai Treatment Planning i Radioterapia Oncologica. dati per il disegno dei blocchi. Dopo sei anni impiegati per ottenere Nella foto, il nuovo Acceleratore Lineare. Tra gli obiettivi aziendali è previsto il finanziamento regionale e la realizl’acquisto di un “Collimatore multizazione delle necessarie opere muralamellare dinamico” che permetterà rie, nel 1997, viene inaugurato il tessuti sani. di effettuare ancha a Savona la radionuovo Centro, sito in Valloria, con at- La salvaguardia dei tessuti sani è terapia conformazionale. trezzature all’avanguardia: un Acce- strettamente legata alla tolleranza del Il prossimo obiettivo da raggiungere leratore lineare, un Simulatore Uni- paziente: più tessuti si risparmiano, entro 10-15 anni sarà quello di otteversale, una nuova unità di minori saranno gli effetti collaterali e nere la riduzione del 50% degli attuaBrachiterapia ed un Sistema per i maggiore la dose irradiata sui tessuti li indici di mortalità: un cammino Piani di Cura (Treatment Planning) neoplastici, ottenendo quindi un lungo, ma non impossibile attraverso che avrebbero permesso di ampliare maggior effetto tumoricida. l’integrazione della radioterapia con e migliorare l’attività terapeutica, ri- Per risparmiare i tessuti sani, vengo- le altre realtà impegnate nel campo ducendo così le fughe verso altri cen- no fabbricati nell’officina del reparto oncologico. tri. dei blocchi realizzati con leghe bas- La Radioterapia oncologica, con il Gli scopi e le finalità di una radiote- so-fondenti. Dalla consolle del Simu- suo altissimo contenuto tecnologicorapia moderna sono quelle di curare e latore virtuale, il medico individua il culturale, entrando a far parte del poguarire i tumori meglio che in passa- bersaglio da irradiare e le aree da lo oncologico istituito recentemente to, facendo sì che il paziente abbia il proteggere, i dati vengono quindi tra- dall’ASL2 savonese con Direttore minor numero possibile di effetti col- smessi al Tagliasagome computeriz- scientifico il prof. Fulvio Brema porlaterali, con tecniche selettive mirate zato che disegnerà i blocchi di prote- terà un contributo di eccellenza per la a colpire il tumore risparmiando i zione con precisione estrema. cura integrata dei tumori. Potenziate le attrezzature di Radioterapia oncologica per ottimizzare la cura e guarire i tumori con tecniche selettive 2 Sanità Notizie Sanità Notizie Nuovo impianto di modernissima concezione al “S. Paolo” di Savona n. 2 • Luglio 2003 di produzione, allo Il 17 aprile è stato stoccaggio delle derrainaugurato il nuovo te alimentari, all’alleCentro di cottura delstimento e spedizione l’Ospedale San Paolo Inaugurato il nuovo Centro di cottura dei carrelli e dei contedi Savona. All’ inaugunitori isotermici. Il prirazione erano presenti mo piano, di circa 250 l’Assessore regionale metri quadrati, è invealla Sanità, Roberto ce riservato ai servizi Levaggi, il Direttore per il personale e ai generale della ASL 2, servizi tecnologici. Ubaldo Fracassi e per Il Centro di cottura è la ditta appaltatrice, la stato così impostato in “Pedus Service P. Duspercorsi che garantismann Srl”, il consiscono la cosiddetta gliere delegato Franco “marcia in avanti”, ovCeppi. vero la separazione puL’impianto, di moderlito-sporco. Celle di nissima concezione, stoccaggio dotate di situato in una palazzi“porte passanti” riduna vicino al padiglione cono il rischio di posVigiola, è stato realizsibili contaminazioni zato dalla ASL 2 e daldovute a percorsi “a rila “Pedus Service” che troso”; utensili (tagliesi è aggiudicata l’apri, coltelli) sono idenpalto per la fornitura tificabili con “codice dei pasti con un invecolore”, per evitarne stimento di 1 milione e l’impiego in altri setto742mila €. ri con possibili contaProgettato e realizzato minazioni. Inoltre, soal fine di garantire la no presenti strumenti produzione in legame per la verifica diretta fresco-caldo dei pasti dell’igienicità della destinati ai degenti e ai produzione e la validipendenti dell’OspeRosavio Bellasio dità delle operazioni di dale San Paolo di Sapulizia (ph-metro, stuvona, il nuovo Centro Direttore gestionale degli ospedali “S. Paolo” di Savona e fa incubatrice). di cottura servirà – “S. Giuseppe” di Cairo Montenotte “Tra le novità portate comprendendo anche dal Centro di cottura pasti dietetici - in legac’è la mensa per i pame refrigerato, e per renti dei ricoverati: un totale di 1800 pasti giornalieri, anche degenti, dipendenti Centro di cottura si estende per circa spenderanno 5,50 euro a pasto per e visitatori dell’Ospedale di Albenga, 1000 metri quadrati al piano terra, ed avere un primo, un secondo, frutta e di Cairo Montenotte, dell’Istituto me- è riservato a tutte le fasi del processo acqua”. dico pedagogico di Toirano, delle RSA di Alassio e Varazze e della Comunità di Francavilla. Articolato su due livelli, il nuovo Produce 1.800 pasti al giorno per degenti, dipendenti e visitatori degli ospedali di Savona, Albenga, Cairo e di altre strutture dell’A.S.L. di Toirano, Alassio, Varazze Scheda Costato 1 milione e 742 mila euro, è stato realizzato in una palazzina vicino al “Vigiola”. Articolato su due livelli per una superficie di circa 1000 metri quadrati, il Centro garantisce la cosiddetta “marcia in avanti”, cioè la massima igienicità della produzione. Per i parenti dei ricoverati un pasto ha un costo di 5,50 euro. Nella foto, Ubaldo Fracassi e Roberto Levaggi, inaugurano il nuovo Centro di cottura del “S. Paolo”. 3 n. 2 • Luglio 2003 4 Man mano che i ponteggi del vecchio ospedale “S. Maria di Misericordia”, vengono ad essere rimossi e appaiono in tutto il loro splendore la facciata affrescata dei primi del ‘700 e il complesso e magnifico tetto in ardesia ripristinato come nei disegni originali dell’epoca. Certo il colpo d’occhio dalla piazza è assolutamente unico, la gente meravigliata passa e dice:-ma dov’era tutto questo?A breve, terminati i lavori di ripulitura delle parti interne, le degenze torneranno nell’ala storica permettendo così un nuovo respiro e disegnando finalmente la configurazione definitiva dell’Ospedale vecchio, configurazione che rimarrà in atto fino al trasferimento completo dei pazienti nel nuovo Ospedale. Certo è stata un’impresa veramente complessa e purtroppo anche molto costosa, d’altronde la necessità di restaurare completamente il vecchio S. Maria di Misericordia era legata ad un duplice scopo: da un lato ripristinare e valorizzare l’immobile che come è noto verrà dato in permuta per la costruzione dell’Ospedale nuovo; dall’altro permettere finalmente un utilizzo completo ed efficace della vecchia struttura senza dover più lottare con la carenza di spazi. Tra l’altro questo restauro studiato in collaborazione con l’Università di Genova è stato pubblicato su numerose autorevoli riviste del settore, come esempio di eccellente recupero conservativo. Quindi questa ristrutturazione è stata quanto mai necessaria in quanto in questi lunghi anni abbiamo lottato sui centimetri per poter mantenere e migliorare l’efficienza e la funzionalità dell’Ospedale. Certo, in alcuni momenti, è stato veramente difficile e se oggi siamo riusciti ad ottenere tutto questo un grande merito va all’ U.O. Tecnica diretta dall’ insostituibile Arch. Branchetti che ha portato avanti e gestito in tutte le sue fasi, anche le più delicate, il progetto, ma soprattutto a tutti i dipendenti dell’Ospedale che hanno con abnegazione e spirito di sacrificio lavorato in spazi angusti e molto spesso con grandi difficoltà logistiche per far sì che così come è avvenuto, il loro Ospedale potesse tornare ad essere efficiente ed efficace. Con questi spazi riacquisiti (si tratta di oltre 1.500 mq. ) finalmente si potranno ripristinare ed ampliare i numerosi servizi già forniti e quelli che stanno per iniziare. E’ infatti noto che recentemente sono stati assunti un urologo nella persona dello stimato Dr. Dino Geddo, e una ginecologa nella persona della Dr.ssa Gisella Airaudi , entrambi albenganesi che potenzieranno le strutture ambulatoriali chirurgiche specialistiche all’interno del recentemente costituito dipartimento di chirurgia di cui è stato nominato Direttore il Dr. Filippo Falchero. Questi specialisti, svolgeranno attività chirurgica dedicata evitando così ai cittadini del comprensorio di recarsi in altri Ospedali per poter effettua- Sanità Notizie Ristrutturazione ospedaliera ad Albenga Il vecchio “S. Maria di Misericordia” torna all’antico splendore restituendo 1.500 metri quadrati ai servizi tradizionali e a quelli nuovi Potenziati gli ambulatori chirurgici e costituito il Dipartimento cardiovascolare, adottato un approccio razionale per il funzionamento dei servizi dipartimentali per ottimizzare personale, spazi e tempo Teresiano De Franceschi Direttore gestionale dell’ospedale di Albenga La facciata restaurata del “S.Maria di Misericordia” di Albenga re visite ed interventi riguardanti queste specialità. Ci si avvia quindi, fin da ora, a questo nuovo approccio della sanità ospedaliera in cui ci sono i medici specializzati e bravi che hanno in comune i letti di degenza e tutti i servizi dipartimentali in modo da ottimizzare gli spazi ed i tempi senza inutili doppioni e senza strutture precostituite costosissime in tempi, di personale e di consumo di risorse. Oltre che in quello chirurgico proseguono comunque anche i potenziamenti sul versante medico. Infatti è stato costituito un Dipartimento cardiovascolare, di cui è stato nominato Direttore il Dr. Paolo Bellotti e, all’interno di questo potenziamento, è stato acquisito un nuovo cardiologo nella figura del Dr. Eugenio Buccini, anch’esso albenganese, particolarmente esperto nel trattamento dei malati critici cardiologici, anche per la sua lunga esperienza nell’Unità Coronaria di un Ospedale vicino al nostro, esperienza che migliorerà ulteriormente l’ implementazione tra la cardiologia e la medicina nel nostro Ospedale. Nel frattempo le procedure per la costruzione del Nuovo Ospedale procedono spedite e nei tempi prefissati. E’ stato infatti approvato ed in corso di gara il progetto definitivo dell’Ospedale per cui tra circa tre mesi conosceremo la ditta che costruirà il Nuovo Ospedale di Albenga. Sanità Notizie Integrazione ospedaliera n. 2 • Luglio 2003 L’Ospedale di Cairo, spital e day surgery che insieme al San sono stati 997. Paolo di Savona e al Il totale degli accessi Santa Maria della per specialistica sono Misericordia di stati 84.104 con un Albenga costituisce numero di prestazioni uno dei tre presidi pari a 396.891. ospedalieri dell’ASL L’integrazione deln° 2, è al servizio di l’Ospedale con il viun bacino di utenza di cino Ospedale San circa 40.000 residenti Paolo di Savona, sia della Valle Bormida. di carattere gestionale L’Ospedale San che funzionale, rapGiuseppe di Cairo, presenta una occasiosoprattutto negli ultine di estremo interesmi anni completato se perché, in una ed arricchito di serviottica dipartimentale, zi e strutture, è oggi consente un arricchiun presidio sanitario mento professionale di ottimo livello, in degli operatori sanitagrado di servire in ri ed un miglior utimodo efficiente non lizzo delle risorse, soltanto i bisogni evitando doppioni e della popolazione creando sinergie podella Valle Bormida sitive per ambedue gli ma anche di parte del stabilimenti ospedabasso Piemonte. lieri. Le professionalità La Direzione della Rosavio Bellasio mediche e non mediASL n° 2 Savonese Direttore gestionale degli ospedali “S. Giuseppe” di Cairo che sono infatti di ha pertanto puntato Montenotte e “S. Paolo” di Savona ottimo livello, le apcon decisione sull’Oparecchiature sono spedale San Giuseppe moderne ed adeguate, la struttura dell’e- pneumologia, anestesia, neurologia e di Cairo quale punto di riferimento esdificio è stata oggetto di notevoli inter- chirurgia pediatrica. senziale per la risposta ai bisogni ospeventi edilizi che lo rendono moderno e Il Pronto Soccorso 24 ore su 24 ed un dalieri del bacino di utenza. dimensionato ai bisogni della popo- efficiente servizio di emergenza 118 Il futuro della sanità nella Valle si precompletano la rete dell’emergenza. lazione. senta quindi con ottime prospettive, inLa popolazione ha pienamente compre- I dati statistici riferiti al 2002 conferma- fatti, accanto alla realtà di un Presidio in so l’importanza del Presidio che con- no nei fatti il giudizio positivo: continua crescita tecnologica e in una sidera affettivamente “suo” anche perché il personale in forza all’Ospedale, che è fase di arricchimento di professionalità la gran parte degli operatori sanitari dotato di circa 90 posti letto, è oggi di umane e di forme organizzative avanza193 unità di cui 33 medici. risiedono in loco. te (vedi ad esempio l’istituzione della I punti di forza dell’Ospedale sono rap- Gli accessi al pronto Soccorso sono stati day surgery e la prossima installazione presentati dalle Divisioni di Medicina, 11.913; tra di essi 2.215 (pari al 19%) di una risonanza magnetica), si sta reaChirurgia e Riabilitazione ottimamente sono stati tramutati in ricovero mentre lizzando un processo di integrazione tra integrate dal Servizio di Radiologia, solamente 242 sono stati inviati ad altri il nosocomio ed i servizi di medicina terCardiologia, Dialisi, Laboratorio di ana- ospedali. ritoriali, assolutamente necessario per il Nello stesso anno i ricoveri per acuti raggiungimento dei piani di salute prolisi e Sert. Le prestazioni ambulatoriali specialisti- sono stati 3.150 mentri quelli in day ho- posti. che sono erogate nelle discipline mediche di reumatologia, ortopedia, ginecologia, ostetricia, oncologia, urologia, diabetologia, oculistica, allergologia, Il rilancio dell’ospedale “S. Giuseppe di Cairo” da parte dell’A.S.L. n.2 Savonese per il futuro della sanità in Val Bormida e in un’ottica dipartimentale con il “S. Paolo” di Savona IN EVIDENZA • Bacino di utenza: 40 mila residenti; • 90 posti letto • 193 unità lavorative; 33 medici; • Accessi al Pronto Soccorso: 11.913; • Accessi alle specialità: 84.150; • Ricoveri per acuti: 3.150; • Day ospital e day surgery: 997. L’ospedale “S . Giuseppe” di Cairo Cairo Montenotte. Montenotte 5 n. 2 • Luglio 2003 Aggiornamento professionale perché consente di Si è svolta, nella matticlassificare i pazienti nata del 5 aprile un’imImportante riunione scientifica ad Albenga sintomatici; se i dotti portante riunione sono dilatati la probascientifica sulla calcosulla calcolosi del coledoco bilità di calcolosi sarà losi del coledoco. Il elevata. congresso è stato organizzato dalla Divisione L’Ecoendoscopia di Chirurgia di Albenga L’ecografia può essere (Primario Dott. F. utilizzata per via endoFalchero) congiuntascopica e di questo ha mente alla Società parlato il Dott. Opezzi Ligure di Chirurgia ed gastroenterologo al alla Sezione Ligure di Galliera; l’esame è di Endoscopia Digestiva. indubbia utilità, ma è Ad affiancare i Presicomunque invasivo e denti delle Società non può essere tecni(Prof. Torre e Prof. MiFilippo Falchero camente possibile in chetti), erano medici di tutti i casi; inoltre è notevole esperienza e Direttore dell’ U.O. Chirurgia generale molto operatore dipenprestigio quali il Prof. dell’ospedale di Albenga dente. Marenco, Primario gastroenterologo di S. La colangioRMN Corona, il Prof. Croce, Presidente della Società Italiana di neato anche come l’aumento delle Il Dottor Gandolfo, radiologo a Santa Chirurgia, il Prof. Berthou, Chirurgo transaminasi superiore al doppio dei Corona, ha esposto le indicazioni e i laparoscopista francese, uno dei massi- valori normali sia indice di calcolosi risultati della colangiografia in mi esperti della calcolosi della via bi- coledocica. Ha evidenziato inoltre che Risonanza Magnetica. L’accuratezza liare, chiamato ad operare in tutto il 11 – 12 % dei pazienti sottoposti a sfin- diagnostica della colangio-risonanza terotomia endoscopica per calcoli del nella coledocolitiasi è molto elevata mondo. Sede del congresso è stato il Teatro coledoco presentano sintomi dovuti a variando dall’89 al 97%; i limiti sono Vittorio Gassman di Borgio Verezzi recidiva di calcoli dopo due o più anni. rappresentati da calcoli piccoli, dai che si presta ottimamente a queste riu- In conclusione quindi la diagnosi di movimenti respiratori e, come tutte le nioni sia per la funzionalità sia per calcolosi è semplice quando il paziente indagini in risonanza, dall’intolleranza l’accoglienza. Infine la giornata è presenta la sequenza: colica, ittero, del paziente all’esame stesso. Inoltre stata radiosa, contrariamente ai giorni febbre, aumento transaminasi; la stessa non tutti gli ospedali sono dotati di una precedenti in cui la pioggia era stata è più difficile se i sintomi sono sfuma- Risonanza Magnetica ed il costo è ancora discretamente elevato. abbondante ed addirittura la neve era ti e non presenti tutti insieme. comparsa sulle nostre montagne. L’ERCP Il tema proposto, la litiasi coledocica, è L’Ecografia stato oggetto di due tavole rotonde: la Tale indagine è stata trattata dal Prof. Il Dottor De Conca, responsabile del prima clinica, la seconda chirurgica, Derchi che ha sottolineato innanzi tutto Servizio di Endoscopia dell’ospedale moderate rispettivamente dal Prof. i limiti della metodica ecografica: La di Chiavari – Lavagna, ha affrontato il via biliare principale non è sempre trattamento endoscopico della calcoloMarenco e dal Prof. Croce. esplorabile nella sua interezza; le capa- si coledocica. La metodica di ERCP cità tecniche dell’esaminatore influi- (endoscopic retrograd cholangio panLa diagnostica clinica Il Dott. Menardo ha affrontato il pro- scono sul risultato dell’esame; l’obe- creatography) è indubbiamente valida blema della diagnosi ed ha esordito sità ed il meteorismo intestinale lo con- e consente, in mani esperte, la rimocon alcuni dati significativi: Il 10 – dizionano negativamente; la sensibilità zione dei calcoli coledocici nel 94,6% 15% dei pazienti con calcolosi della per la calcolosi coledocica è di circa il dei casi, come risulta da una metanalicolecisti ha contemporaneamente cal- 55 %; sono frequenti i falsi negativi e i si di 31 studi. Può essere attuata in modo sequenziale, precedere cioè la coli in coledoco; la percentuale dei falsi positivi sono molto rari. pazienti con calcolosi coledocica Perché quindi usare l’ecografia a fron- colecistectomia laparoscopica; combiaumenta con l’età. Ciò significa che il te della sua bassa sensibilità ? Perché nato, attuata cioè durante l’intervento Clinico prima ed il Chirurgo successi- è disponibile in qualsiasi struttura e stesso; oppure può seguire l’intervento di colecistectomia: sequenvamente dovranno fare il ziale inversa. A favore del massimo sforzo per diagnotrattamento sequenziale sticare la presenza di calcostanno diversi fattori: la li e poi rimuoverli. facilità organizzativa, l’eIndubbiamente i calcoli secuzione in diversi centri, nella via biliare possono la possibilità del drenaggio causare ittero, colangite, naso biliare, il tempo chipancreatite ed allora la diarurgico della colecistectognosi è discretamente semmia ridotto, il risparmio sul plice, ma non sempre ciò si costo chirurgico; per contro verifica; la triade di Charcot il paziente dovrà subire un (dolore, febbre, ittero ) è doppio trattamento, un presente solo nel 70% dei doppio stress, la degenza casi; i calcoli in coledoco sarà più lunga, le complisono causa di pancreatite canze sono possibili e non acuta in percentuale variaprive di importanza. La bile dal 47 al 78 %; la mormorbilità si aggira sul 13% talità da pancreatite acuta (range 3 – 16%) ed è legata secondaria a litiasi è più soprattutto alla pancreatite elevata, 10 – 13 % rispetto a acuta, la mortalità è presenquella alcolica 3 – 5 %. Il te nell’ 1% (range 0 – 6%). Dott. Menardo ha sottoli- La litiasi della via biliare principale: strategie diagnostico-terapeutiche 6 Sanità Notizie Sanità Notizie Inoltre l’esame non è attuabile nei pazienti gastroresecati nè in litiasi voluminose. Infine i pazienti potranno presentare, in seguito, colangiti da reflusso nel 12% dei casi e calcolosi residuale nel 10 – 11% dei casi. Il Dottor De Conca ha, quindi, dimostrato che la metodica, dopo molto entusiasmo, vede oggi ridurre le sue indicazioni. La seconda parte della mattinata è stata dedicata alla terapia chirurgica della calcolosi coledocica. La tavola rotonda è stata moderata dal Professor Enrico Croce, Presidente della Società Italiana di Chirurgia e noto esperto del trattamento laparoscopico della litiasi delle vie biliari. La colangiografia intraoperatoria Il primo relatore è stato il dottor Galleano, collaboratore del Dottor Falchero che ha illustrato l’esperienza della U.O. di chirurgia generale dell’ospedale di Albenga dove la colangiografia intraoperatoria viene eseguita in tutti gli interventi di videolaparocolecistectomia. Questa metodica è utile non solo per dimostrare l’eventuale presenza di calcolosi del coledoco ma anche per conoscere in modo preciso l’anatomia delle vie biliari e per ridurre o evidenziare intraoperatoriamente eventuali lesioni iatrogene. L’esecuzione della colangiografia di routine prolunga il tempo operatorio ma riduce le indagini e quindi l’attesa preoperatoria, evita l’esecuzione di ERCP preoperatorie, permette il trattamento in un unico tempo della calcolosi colecisto coledocica; consente, inoltre, la diagnosi di calcolosi del coledoco clinicamente insospettata che è presente nel 5 – 6% dei pazienti operati per colelitiasi. Nella nostra Divisione, negli ultimi cinque anni, sono state eseguite 607 videolaparocolecistectomie, la colangiografia è stata possibile nel 98% dei Colangiografia in corso di ERCP Aggiornamento professionale casi. Sono state diagnosticate 68 calcolosi delle vie biliari, di cui 14 clinicamente insospettate e 12 in corso di intervento per colecistite acuta. ERCP intraoperatoria La dottoressa Magnolia, endoscopista di Santa Corona, ha parlato dell’utilità dell’ERCP intraoperatoria. Con tale metodica è possibile trattare la calcolosi coledocica contemporaneamente all’intervento chirurgico di videolaparocolecistectomia. La metodica, nota anche come tecnica del rendez vous in quanto la papillotomia viene eseguita dall’endoscopista sulla guida di un filo che il chirurgo ha fatto passare attraverso il coledoco, trova indicazione nella calcolosi della via biliare. L’ERCP inutili sono ridotte, l’intervento è unico e ben accettato dal paziente. Tale tecnica però è limitata dal punto di vista organizzativo in quanto non sempre è possibile prevedere l’impegno contemporaneo del chirurgo e dell’endoscopista; qualora però esistano le strutture idonee affinchè questa possa essere eseguita in modo agevole in tempi brevi e senza rischi aggiuntivi, l’ERCP intraoperatoria può essere considerata una buona opzione e l’esperienza di Santa Corona né è stato l’esempio. Trattamento laparoscopico Il trattamento laparoscopico è stato trattato dal Dott. Moretti aiuto del Prof. Faggioni di Genova. L’atteggiamento di trattare per via esclusivamente laparoscopica è condiviso da un numero sempre maggiore di centri chirurgici e tra questi anche da quello di Albenga. I vantaggi sono evidenti: minor ospedalizzazione, miglior comfort, minori costi, salvaguardia della papilla, trattamento del riscontro occasionale della calcolosi, risparmio di ERCP. Gli svantaggi: difficoltà tecnica, lo strumentario dedicato, allungamento dei tempi operatori. Tutto ciò può essere superato dalla capacità tecnica dell’operatore e dall’affiatamento del Team di sala operatoria. Le vere controindicazioni al trattamento laparoscopico sono le gravi condizioni generali (ASA IV), le calcolosi incuneate o massive, le colangiti severe. La casistica del gruppo genovese si è rivelata molto importante, avendo trattato nell’arco di 12 anni 198 casi su 2203 interventi di calcolosi colecistica. Infine i partecipanti, rimasti numerosi ed attenti fino alla fine della mattinata, hanno potuto assistere alla lettura magistrale del Dott. Berthou ed alla proiezione di un suo film di tecnica chirurgica. L’atteggiamento della scuola francese è quello di limitare molto le indagini preoperatorie riservando le ERCP ai casi di angiocolite suppurativa; alle pancreatiti acute gravi con angiocolite; ai pazienti ad alto rischio (ASA IV). Tutti gli altri pazienti vengono trattati per via laparoscopica: colangiografia n. 2 • Luglio 2003 intraoperatoria e se questa conferma la calcolosi coledocica viene eseguita nello stesso tempo la bonifica o per via transcistica o per via coledocica con l’ausilio della coledocoscopia. Importanti i numeri: su 425 pazienti trattati la litiasi della via biliare era stata diagnosticata o sospettata nel 60% dei casi; in 158 casi (40%) i calcoli in coledoco erano stati scoperti durante la colangiografia preoperatoria (a conferma della validità della metodica). Il successo globale di bonifica è stata del 95.2%. A fine congresso è risultato evidente che il trattamento laparoscopico combinato di principio della calcolosi della colecisti e del coledoco rappresenta già una realtà in alcuni centri con maggiore esperienza della tecnica mininvasiva. Se da un lato si è assistito infatti ad un ridotto entusiasmo per l’ERCP dovuto ai rischi connessi con la procedura, all’evenienza più o meno tardiva di calcolosi residua e di colangiti da reflusso, oltre alle difficoltà di ordine organizzativo per trattamenti sequenziali o di rendez vous, dall’altro c’è stata la diffusione della tecnica videolaparoscopica che è stata cosi utilizzata anche per il trattamento della coldecolitiasi. I risultati ottenuti si sono mostrati del tutto sovrapponibili a quelli del trattamento endoscopico e con in più alcuni vantaggi quali la mancanza di una papillosfinterotomia soprattutto per i pazienti giovani, la rarità della pancreatite acuta secondaria e la possibilità di trattare la patologia litiasica delle vie biliari in modo completo anche in quei centri ove non sia disponibile un’ERCP nelle altre metodiche di diagnosi quali l’ecoendoscopia e la colangioRMN. Ancora una volta quindi si è dimostrato come la chirurgia miniinvasiva non abbia limiti e vada guadagnandosi giorno per giorno gran parte del terreno della chirurgia tradizionale. Colangiorisonanza. La rispondenza delle due immagini è ottima. 7 n. 2 • Luglio 2003 La nostra rivista partecipa a “Comunicare la comunicazione”, il concorso giornalistico promosso dall’Associazione Italiana della Comunicazione Pubblica e Istituzionale. I periodici partecipanti saranno in mostra a COM-P.A. 2003, decima edizione del Salone della Comunicazione Pubblica e dei Servizi al Cittadino. L’appuntamento con COM-P.A. 2003 è per il 17, 18, 19 settembre presso il Quartiere fieristico di Bologna. La manifestazione è la più importante rassegna specializzata nella comunicazione e nelle tecnologie applicate ai servizi pubblici. Da dieci anni COMP.A. è un appuntamento importante per gli amministratori, i cittadini, le associazioni ed i professionisti della comunicazione. Il Salone, osservatorio privilegiato per conoscere le innovazioni tecnologiche e le best practices della Pubblica Amministrazione, si propone quale occasione per riflettere sullo stato della comunicazione pubblica in Italia e per conoscere nuove opportunità professionali per i giovani, gli studenti, i cittadini in genere. L’immagine dell’Italia nel mondo, l’identità locale e nazionale, la comunicazione del terzo settore, l’e-government, i new media e le televisioni di strada, le Regioni e l’Europa, il rapporto tra giovani ed Istituzioni sono soltanto alcuni dei temi che animeranno la decima edizione del Salone. “Sanità Notizie” partecipa alla terza edizione a Bologna di “Comunicare la comunicazione” L’importante appuntamento del prossimo settembre è organizzato dall’Associazione Italiana della Comunicazione Pubblica e Istituzionale Mario Lorenzo Paggi Direttore responsabile di “Sanità notizie” Se ne parlerà nel fitto calendario di incontri, convegni e workshop, che si affiancano ai tradizionali Incontri Nazionali per gli addetti ai lavori. La terza edizione di “Comunicare la comunicazione” è una felice conferma dell’impegno e dell’attenzione che COM-P.A. e l’Associazione Italiana della Comunicazione Pubblica e Istituzionale dedicano alle esperienze di informazione e comunicazione pubblica. Il concorso giornalistico intende promuovere le iniziati- ve editoriali delle Pubbliche Amministrazioni e delle Local Utilities per testimoniare il proprio impegno nell’informare sulle attività ed i servizi offerti alla comunità e nella promozione ad una cittadinanza attiva e partecipata. Una giuria di giornalisti e professionisti della comunicazione pubblica premierà i tre articoli più significativi. La cerimonia di premiazione avrà luogo il 19 settembre in occasione della giornata conclusiva del Salone. PERIODICO TRIMESTRALE D’INFORMAZIONE DELL’AZIENDA SANITARIA LOCALE N. 2 SAVONESE PERIODICO TRIMESTRALE D’INFORMAZIONE DELL’AZIENDA SANITARIA LOCALE N. 2 SAVONESE PERIODICO TRIMESTRALE D’INFORMAZIONE DELL’AZIENDA SANITARIA LOCALE N. 2 SAVONESE Anno III - N. 1 - Marzo 2002 - Aut. tribunale di Savona n. 919 del 28.03.2000 - Sped. in abb. postale Art. 2 comma 20/c L. 662/96 - Fil. di Savona Anno III - N. 2 - Giugno 2002 - Aut. tribunale di Savona n. 919 del 28.03.2000 - Sped. in abb. postale Art. 2 comma 20/c L. 662/96 - Fil. di Savona Anno III - N. 3 - Ottobre 2002 - Aut. tribunale di Savona n. 919 del 28.03.2000 - Sped. in abb. postale Art. 2 comma 20/c L. 662/96 - Fil. di Savona Mercoledì 17 aprile il Ministro della Salute, Prof. Girolamo Sirchia, accompagnato dal Presidente della Giunta Regionale Sandro Biasotti e dall’Assessore alla Sanità Piero Micossi, con la presenza delle autorità locali ha visitato l’Ospedale S. Paolo di Savona dove ha incontrato medici e dipendenti in una riunione tenutasi nell’aula magna. Il Ministro ha lodato l’ottima posizione del nosocomio savonese Analoghe iniziative erano già state realizzate a Cairo ed Albenga e puntualizzando l’importanza della qualità nella gestione Ubaldo Fracassi Teresiano De Franceschi delle Aziende sanitarie si è Direttore generale dell’A.S.L. N. 2 Savonese Direttore gestionale congratulato con il Direttore Generale Avv. Ubaldo Fracas(articolo a pagina 3) Nel quadro dell’ottipuò certamente essere si per la Certificazione ISO mizzazione dell’eignorato da una ASL 9002-94 ottenuta quest’anno mergenza sia extraoche riveste un ruolo dall’ASL2 savonese per l’U.O. Nefrologia e dialisi, spedaliera sia intra assai importante, l’U.O. Laboratorio Analisi e ospedaliera, anche all’ essendo sede di DEA l’U.O. Anatomia patologica.. Ospedale S.Paolo, dodi primo livello con Durante l’incontro il Prof. Sirpo quello di Cairo M. un elevato bacino d’uchia ha inoltre illustrato alcue di Albenga, è stata tenza. (Basic Life Support) ni punti del Piano Sanitario completata la conseIn quest’ottica questo per i nostri operatori Nazionale presentato dal Congna dei carrelli di progetto si raccorda a (servizio a pagina 3) siglio dei Ministri in Parlaemergenza dotati di quanto già l’ASL2 ha mento ha insistito sul tema PERIODICO TRIMESTRALE D’INFORMAZIONE DELL’AZIENDA SANITARIA LOCALE N. 2ed SAVONESE tutti i presidi necessacompiuto sul territodella riduzione delle liste Anno III - N. 4 - Dicembre 2002 - Aut. tribunale di Savona n. 919 del 28.03.2000 - Sped. in abb. postale Art. 2 comma 20/c L. 662/96 - Fil. di Savona d’attesa esprimendo la propria ri per contrastare un rio attraverso il corso soddisfazione per l’impegno arresto cardiaco imdi istruzione all’uso ture di profuso ventilazione sono state rindall’Azienda savoneprovviso. Tutti i cardei defibrillatori se- in un solo anno di lavoro e con una spesa di 1.311.552 euro Ristrutturata novate se connell’abbattimento strumentazioni la cui delle lirelli sono stati posimiautomatici ( donati tecnologia le più avan- poste ste. risulta Tra le tra varie attività zionati in vari “punti dalla fondazione Cazata al in mondo. essere per una risposta effiVisitate il sito della sensibili” che sono RiSa “De Mari” ) per Il sistema (TelemediA.S.L. n. 2 del Savonese caceinformatico ed immediata al cittadino stati individuati nei vari piani stenziali e Socio Assistenzia- molti volontari sia delle P.A. cina) inoltre acquisisce on-line tutper ogni tipo in primo piano la soluzione di informazione sanitaria ti i datidell’Ambulatorio provenienti dai sistemi di del Monoblocco e del Padi- li, personale tecnico ed ammi- che della Protezione Civile e di Medicina monitoraggio dei per pazienti ed è in Priglione Astengo di Savona. Il nistrativo ecc.) a conoscere gli non ultimi dei Vigili del FuoGenerale l’Assistenza www.asl2.liguria.it grado di trasmettere ricevere in- di famaria, curatoedai medici progetto è stato coordinato dal scopi e le metodologie di ap- co. Queste apparecchiature, di formazioni cliniche di diagnostica, miglia ed annesso al Pronto Reparto di Rianimazione e proccio al BLS. cui sono dotate 30 tra ambudi laboratorio e didel immagine diretsoccorso S. Paolo, indicadalla Direzione del Presidio L’obiettivo finale è di portare lanze e mezzi dei Vigili del tamentetadai dalrispettivi Ministroservizi comeoltre esempio Sanitario del S. Paolo. Da in pochi anni, il numero dei Fuoco costituiscono, oltre alle a poternella esportare dati anche verso d’atsoluzione dei tempi Il finanziamento è stato assicurato questi punti sarà possibile in- dipendenti dell’ASL a cono- automediche del 118, una altri ospedali esteri. tesa alitaliani prontoedsoccorso. dal Servizio Sanitario Nazionale, dalla nostra A.S.L. tervenire in ogni sezione del- scenza del BLS a oltre il “rete di sicurezza” che può Conseguentemente al saltodelqualiSuccessiva tappa Prof. SirUfficio Relazioni l’Ospedale in caso di necessi- 70% del numero complessivo. contare su presidi e personale tativo generato dal completo rinchia è stata l’inaugurazione e dalla Cassa di Risparmio di Savona con il Pubblico tà da parte del personale Infatti la qualità della risposta addestrato in grado di contranovo del sarà Psichiatrico attivato un di delreparto Servizio Via Collodi, 13 Ubaldo Fracassi sanitario dei vari reparti, op- all’arresto cardiaco rappre- stare il problema delle “morti corso residenziale di Diagnosi e permanente Cura del Diparti17100 SAVONA istruzione a livello nazionale sul- della mento di Salute Mentale portunamente addestrato du- senta un attendibile indicatore evitabili” in tutto il percorso Direttore generale dell’A.S.L. n. 2 Savonese ASL2 delle Savonese, l’uso clinico modernediretto tec- dal terzo piano lato rante un corso di rianimazione della qualità del sistema di del quotidiano, sia sul territoAntoniodiMaria nologieDott. e metodiche ventila-Ferro, Uffici Amininistrativi cardiopolmonare di base emergenza . rio come dentro l’Ospedale. Padiglione “Racazione presso aperto ila tutti i medici Tel. 019 840 5296 (BLS) già in fase di organiz- Nelle realtà sanitarie più Queste iniziative sono volte al mier” dell’Azienda Ospedaspecialisti in anestesia-rianimaFax 019 840 5297 zazione, che porterà entro il avanzate il raggiungimento di miglioramento della qualità liera Santa Corona di Pietra zione italiani. e-mail: [email protected] 2002 un numero oscillante tra procedure operative di emer- dei numerosi interventi che Ligure. Il S. Paolo con questo straordinai 300 e i 500 operatori sanita- genza, riveste carattere di l’Azienda pone in essere a rio interventoGiampiero arricchisce ilStorti DEA orario: da lunedì a venerdì ri (medici, infermieri, ma in essenzialità rispetto all’accre- favore della salute della popodi I° livello della provincia di Sa-Notizie Direttore editoriale di Sanità dalle ore 9,00 alle ore 13,00 seguito anche biologi, farma- ditamento delle strutture lazione della Provincia di vona, al fine di dare le migliori ria pagina 22, colonna 1) cisti, Operatori Tecnici Assi- ospedaliere; tale aspetto non Savona. sposte (Segue ai gravi problemi dell’e- Nel quadro dell’ottimizzazione dell’emergenza sanitaria L’Ospedale L’ospedale “S. Paolo” di Savona è stato dotato nei suoi “punti sensibili” di Albenga recupera dei presidi necessari per soccorrere chi viene colpito da un arresto cardiaco il tempo perduto Entro il 2002 un corso di BLS SITO INTERNET Inaugurata la “nuova” Rianimazione del “S. Paolo” di Savona con attrezzature e standard logistici all’avanguardia non solo in Italia ma in Europa U.Re.P. Da sinistra l’Assessore regionale alla Sanità Roberto Levaggi, il Sindaco di Savona Carlo Ruggeri, il Direttore Generale dell’A.S.L. 2 Ubaldo Fracassi, il Direttore DEA Massimo Vecchietti. Di spalle il Vescovo di Savona Domenico Calcagno. 8 Sanità Notizie Concorso giornalistico Risale all’ottobre del 2001 la data del verbale di consegna lavori per la ristrutturazione ed ampliamento del Servizio di Rianimazione. E’ stato necessario un lavoro intenso di oltre un anno con un impegno economico, umano, tecnologico e professionale veramente notevole, per trasformare la Rianimazione di Savona in uno dei reparti all’avanguardia in Europa per quanto riguarda sia le attrezzature, sia la logistica del servizio. L’investimento complessivo è stato pari a 1.311.552 €. Grazie ad un finanziamento da parte del Servizio Sanitario Nazionale ai sensi ex art. 20 L.67/88 pari a € 826.331; a fondi della ASL2 savonese ed ancora una volta ad un cospicuo contributo della Cassa di Risparmio di Savona di € 206.000 si è riusciti a rinnovare oltre che la logistica anche la strumentazione e l’arredo del reparto. L’intervento ha permesso di implementare di 1 posto letto la Terapia Intensiva esistente, che avrà quindi una disponibilità di 7 posti letto e sono stati creati ex novo 6 posti letto di Terapia Intensiva di 2° livello (post-intensiva). Ciò è stato possibile ampliando la disponibilità logistica che è passata da circa 300 mq di superficie utilizzata a più di 800 mq avendo un occhio di riguardo anche al- l’accoglienza dei parenti dei pazienti ricoverati; è stata infatti predisposta una speciale Sala d’attesa al fine di ridurre le condizioni di disagio fisico e psichico come nei più moderni ospedali dove la qualità è possibile percepirla tangibilmente. Dal punto di vista impiantistico è stato completamente rinnovato il sistema di monitoraggio dei pazienti utilizzando una tecnologia di tipo iterativo. Grazie alla donazione della CARISA sono stati forniti nr. 13 monitor paziente per il controllo dei vari parametri vitali del singolo. Ogni posto letto risulta infatti completamente informatizzato e tutte le apparecchia- mergenza sanitaria così come previsto dal nuovo Piano Sanitario Regionale ospedaliero. La nuova struttura è stata inaugurata sabato 23 novembre alla presenza dell’Assessore regionale alla sanità Roberto Levaggi, del Vescovo di Savona Domenico Calcagno e di numerose autorità che ricoprono cariche nazionali, regionali, provinciali e comunali e che hanno risposto all’invito di partecipare a questo importante momento per la sanità savonese. I DATI SALIENTI: • 800 mq. di superficie; • 7 posti letto a terapia intensiva di II livello; • 6 posti letto a terapia intensiva di I livello; • 13 monitor - paziente per il controllo dei parametri vitali; • Informatizzazione di ogni posto letto; • Speciale sala d’attesa per i parenti. Lo scorso 17 aprile, accompagnato dal Presidente della Giunta Regionale, Sandro Biasotti e dall’Assessore alla Sanità, Piero Micossi Approvato lo schema del regolamento di applicazione del divieto di fumo Il Ministro della Salute, Girolamo Sirchia, al “S. Paolo” e al “Santa Corona” Le iniziative dell’A.S.L. 2 per sensibilizzare utenti e dipendenti che accedono alle sue strutture e agli ospedali A Savona ha espresso la sua soddisfazione per l’abbattimento delle liste d’attesa mentre a Pietra Ligure ha inaugurato il Servizio Psichiatrico di diagnosi e cura del Dipartimento di Salute Mentale della nostra A.S.L. Il ruolo del Liceo artistico di Savona e la preL’ASL2 savonese ha approvato con deliberazione nr.88 venzione nelle scuole della nostra provincia del 24/01/2002 lo schema di regolamento di applicazione del divieto di fumo nell’amUbaldo Fracassi bito dell’azienda, prevedenDirettore generale dell’A.S.L. 2 Savonese do l’attuazione di iniziative finalizzate al coinvolgimento ed alla sensibilizzazione dei dipendenti e degli utenti che accedono alle strutture della ASL2 sull’opportunità di una puntuale osservanza del divietoLOCALE di fumo N. 2 SAVONESE PERIODICO TRIMESTRALE D’INFORMAZIONE DELL’AZIENDA SANITARIA L’impegno dell’Azienda si è- Fil. di Savona Anno IV - N. 1 - Marzo 2003 - Aut. tribunale di Savona n. 919 del 28.03.2000 - Sped. in abb. postale Art. 2 comma 20/c L. 662/96 indirizzato sia verso un obiettivo di controllo e responsabilizzazione, come All’U.O. Medicina 2 A Urologiana-pediatrica Savona. Il ministro Girolamo Sirchia, l’assessore regio- Savona. Il ministro Girolamo Sirchia porge il saluto al previsto dalla normativa nale alla Sanità, Piero Micossi e il Presidente della personale dell’Ospedale del “S. Paolo” durante l’incontro “S. Paolo” a zionale ed in assonanza alle Giunta regionale, Sandro Biasotti, in visita all’Ospedale presso l’aula magna. A destra il direttore generale “S. Paolo”. (Foto: Frosio). dell’A.S.L. 2 Savonese, Ubaldo Fracassi. Frosio). direttive della Regione LiSavona una(Foto: video guria, sia verso un’azione capsula da 500 euro educativa ed informativa anper esplorare bene che in collaborazione con strutture tecniche e profesl’intestino tenue sionali interne ed esterne alla ASL. Meritevole Il servizio deriva da un accordo fra A.S.L. n. 2 di nota è sicuramente il progetto avviato del Savonese e Istituto alberghiero di Celle con il Liceo Artistico Martiche prepara anche i dolci per i bimbini di Savona, formalizzato tramite convenzione nel ospiti a pediatria e chirurgia pediatrica giugno di quest’anno e finalizzato alla realizzazione di (Articolo di Giorgio Menardo di Giuseppe Romagnoli sistema di(Articolo comunicazio(Articolo di Ubaldo Fracassi a paginaun 2)sui ne temi della dipendenza a pagina 3) e Fabio Faranda a pagina 6) da tabacco. Il progetto, mirato inizialUn aiuto insperato per gli mente alla campagna contro esami endoscopici dell’inil fumo negli ospedali, è catestino tenue è arrivato da ratterizzato dalla realizza- ambulatoriali dell’azienda, Dipartimento di Salute Menuna ditta di Israele che ha zione di messaggi grafici la quale si impegna a forni- tale. messo in commercio un sielaborati dagli studenti del re, in comodato d’uso, alcu- Nella giornata mondiale stema rivoluzionario Pietra Ligure. Un brindisi augurale dopo la visita al “S. Corona”. In primo piano da sinistra a destra: Pietro costiMicossi, liceo da collocare negli ni strumenti informatici uti- contro il fumo, nell’atrio Idelfonso Cagliani, Enrico Nan, Giacomo Accame, Girolamo Sirchia, Antonio Ferro,capsula Ubaldo Fracassi. tuitoMaria da una delle ospedali e nelle strutture lizzando i fondi del dell’Ospedale S. Paolo, è (Foto: Fasano). dimensioni di cm. 2,7 x 1,1 che viene deglutita dal paziente e non è più ovviamente recuperabile. Dotata di due sorgenti di luce e di una videocamera, invia ad un computer 50mila immagini della parte finora inaccessibile dell’intestino tenue: otto metri di percorso fra il duodeno e il colon. Il “S. Paolo” è fra i primi 25 in Italia a dotarsi Pazienti a pranzo gia. pranzo nella sala di Cardiolo Cardiologia. di questa tecnica. Savona è all’avanguardia in Italia Ristorante “S. Paolo” Scegliere fra diversi menù pensando al cuore GLI ARTICOLI ALL’INTERNO - Chirurgia della mano: scambi scientifici con le Università di Genova e Pavia . . . . . . . . . . . . . . . . . . .5 - L’obbligo del consenso all’atto medico . . . . . . . . . . .8 - Come aiutare i bambini ad un corretto linguaggio .10 - Novità positive nell’accoglienza al Pronto Soccorso del “S. Paolo” . . . . . . . . . . . . .12 - Invito allo “sballo test” rivolto ai giovani discotecari 14 - 2001: bilancio consuntivo con i fiocchi quello della nostra A.S.L. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .16 - Le modalità per la fornitura gratuita dei prodotti sanitari . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .19 - Lavori edilizi in corso sul territorio dell’A.S.L. n. 2 Savonese . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .20 - Ospedale di Albenga: valutazioni positive dopo un anno di direzione gestionale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .22 - L’impegno della nostra A.S.L. in difesa dei bambini brasiliani . . . . . . . . . . . . . . .24 - L’esperienza in un ospedale africano dell’Uganda . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .26 - Note di storia del vecchio “S. Paolo” . . . . . . . . . . .27 - I Convegni: - “Gestione del paziente con epilessia” . . . . . . . . . . .4 - “La medicina palliativa e la valorizzazione del rapporto medico-paziente” . . . . . . . . . . . . . . .13 Oltre cinquecento interventi di correzione dell’ipospadia da parte di un’equipe savonese aggiornata in aiuto dei bambini AI LETTORI A causa delle nuove norme che disciplinano i costi di spedizione postale, “Sanità Notizie” verrà distribuita prevalentemente presso le Unità Operative dei dipendenti dell’A.S.L. n. 2 del Savonese, gli Studi di medicina generale e dei pediatri e le Farmacie di tutta la provincia di Savona. stata organizzata una prima manifestazione caratterizzata dalla comunicazione visiva. I ragazzi hanno illustrato, attraverso loro disegni, il senso della giornata ed in particolare l’obiettivo dell’ospedale “Libero dal Fumo”. La collaborazione con il liceo Martini di Savona è tutt’oggi in corso e sempre legato all’ambito scolastico, è in programmazione un’iniziativa di promozione ed educazione alla salute sulla prevenzione dell’abitudine al fumo rivolta agli studenti delle scuole medie inferiori. Il piano, che verrà realizzato con il coinvolgimento dell’Unità Operativa Consultoriale, su indicazione della Regione Liguria e nell’ambito del Progetto Europeo HPH, è centrato su un concorso che preveda la produzione, da parte dei ragazzi, di spot cinematografici rivolti ai coetanei. Ulteriori interventi di prevenzione sempre in ambito scolastico verranno posti in essere dal Dipartimento per le dipendenze che gestirà anche un Ambulatorio per la cura della dipendenza da tabagismo e Gruppi di sostegno in aiuto a chi decide di smettere di fumare. Sono in programma, inoltre, una serie di iniziative volte a monitorare l’effettiva applicazione delle disposizioni legislative nei diversi presidi aziendali e a divulgare informazioni attraverso l’elaborazione di opuscoli da realizzarsi in collaborazione anche con la Lega italiana per la lotta contro i tumori. Evidente la priorità data dall’ASL2 alla funzione educativa, nell’ambito delle proprie competenze, in merito alla lotta contro il fumo data l’importanza di un approccio non repressivo, ma di coinvolgimento ed aiuto nell’interesse e nella tutela della salute di tutti. Sanità Notizie Convegno scientifico n. 2 • Luglio 2003 I tumori del distretrienze delle diverse to cervico-facciale scuole, i protocolli Organizzato al Priamàr dall’U.O. ORL dell’ospedale rappresentano il integrati chemio“S. Paolo” di Savona 10% circa di tutti i radio-chirurgici e i tumori nell’uomo e loro risultati. A manifestano un questo scopo sono lento ma continuo intervenuti come incremento di incirelatori proprio i denza e di mortarappresentanti lità. delle diverse disciQuesti tumori pospline - chirurgia sono essere curati orl, radioterapia, L’obiettivo dell’otorinolaringoiatria è quello della “pre- chemioterapia - dei con la chirurgia, la radioterapia e la servazione d’organo” del paziente con cure adeguate al più importanti cenchemioterapia da successo e al rispetto delle funzioni delle parti ammalate tri oncologici del sole o diversamennord Italia. E’ stata te combinate tra presentata una riviAntonio Fibbi loro. La terapia chisitazione di una Direttore U.O. Otorinolaringoiatria rurgica di queste modalità teradell’ospedale “S. Paolo” di Savona neoplasie è spesso peutica già tentata mutilante ed interin passato: la cheferisce drammaticamente con alcune gere oltre al chirurgo otorinolarin- mioterapia intra-arteriosa. Questa funzioni vitali importanti come la goiatra, il radioterapista e l’oncologo. metodica ha avuto oggi un nuovo respirazione, la deglutizione o l’arti- Questi specialisti, all’interno impulso grazie ad un farmaco anticolazione della parola. dell’Ospedale San Paolo, si riunisco- neoplastico in passato già utilizzato, L’obiettivo dell’otorinolaringoiatra no settimanalmente per visitare i ora accoppiato ad una proteina di tranel trattamento di queste neoplasie è pazienti discuterne il percorso tera- sporto, l’albumina, capace di aumenla “preservazione d’organo”. Ciò sta a peutico e controllare i risultati a di- tare l’aggressività all’interno delle significare l’adozione di cure che stanza. cellule neoplastiche e quindi la sua garantiscano la più alta percentuale di Il polo oncologico dell’Ospedale San efficacia di azione. Il trattamento chesuccesso nei confronti del tumore e al Paolo lavora in stretta collaborazione mioterapico intrarterioso è integrato tempo stesso il rispetto delle funzioni con i più importanti centri oncologici dalla radioterapia e, in caso di persidegli organi ammalati. del Nord Italia. Vengono infatti stenza del tumore o recidiva, deve In questo senso si è evoluta la tecnica impiegati protocolli di terapia utiliz- essere integrato da un intervento chichirurgica: le demolizioni sempre più zati e concordati con l’Istituto rurgico. Il chirurgo si troverà quindi estese e radicali sono ora riparate con Nazionale Tumori di Milano, con ad intervenire su una neoplasia estretecniche di ricostruzione microchirur- l’Istituto dei Tumori di Genova, con il mamente più piccola e quindi ha una giche che trasportano tessuti da altre Centro Oncologico della Clinica ORL maggiore possibilità di eseguire con regioni corporee per ricostruire i dell’Università di Pavia e con successo interventi che risparmino difetti di sostanza conseguenti alla l’Istituto Europeo Oncologia diretto organo e funzione. demolizione. Analogamente, il pro- dal Prof. Veronesi. Tutte queste procedure possono essegresso della radioterapia e della che- Proprio in conseguenza di questa col- re eseguite anche all’Ospedale di mioterapia permette ora una maggio- laborazione e con il desiderio di Savona dove esistono le professionare efficacia nel distruggere le cellule migliorare l’interscambio culturale si lità chirurgiche, radioterapiche, onconeoplastiche con una minore tossicità è tenuto il 24 maggio 2003 un logiche e soprattutto le strumentaziosui tessuti sani e quindi con una dimi- Convegno alla fortezza del Priamar, ni relative alla radiologia interventinuzione complessiva degli effetti col- organizzato dall’Unità Operativa stica indispensabile per eseguire corlaterali. ORL dell’Ospedale San Paolo di rettamente questi nuovi trattamenti. Le cure dei tumori del distretto cervi- Savona, sul tema “Chemioterapia Ciò allo scopo di essere sempre più co-facciale si sono quindi evolute con intraarteriosa per le neoplasie del efficaci nei confronti delle neoplasie risultati progressivamente migliori. Il distretto cervico-facciale. Stato del- di competenza ORL e soprattutto risultato della cura è condizionato l’arte e nuove frontiere”. conservare la possibilità di parlare, dalla scelta della corretta strategia Il convegno ha creato lo spunto per masticare, deglutire senza importanti terapeutica che deve sempre coinvol- confrontare ancora una volta le espe- mutilazioni. Le nuove strategie terapeutiche per curare le neoplasie cervico-facciali 9 n. 2 • Luglio 2003 Si definisce varicocele l’associazione di dilatazioni multiple venose, più o meno visibili, a carico del funicolo spermatico. Tale situazione è determinata da anomalie vascolari congenite che favoriscono il reflusso veno-venoso sottostante. Il varicocele è essenzialmente patologia dell’adolescenza. Solo ultimamente i Pediatri hanno rivolto più attenzione al varicocele e pertanto la sua incidenza e prevalenza stanno decisamente aumentando. Accade spesso che il varicocele sia asintomatico e pertanto il pediatra di base raramente, durante i controlli ordinari, lo sospetta o lo evidenzia. Non sempre infatti si ha il tempo necessario per posizionare il ragazzo in ortostasi e osservare lo scroto per qualche minuto, con o senza Valsalva (manovra che aumenta la pressione addominale). Su una popolazione di giovani adolescenti, la sua percentuale è di circa il 15%. Interessa il 15% della popolazione giovanile Il varicocele in età pediatrica Classificazione, fisiopatologia, clinica, diagnosi strumentale. La tecnica chirurgica adottata al “S. Paolo” è applicabile a tutti questi tipi di malformazioni, sia quelli di reflusso renospermico che ileospermico Giuseppe Romagnoli Direttore U.O. Chirurgia, Urologia ed Andrologia Pediatrica, Ospedale “San Paolo” di Savona Vittorio Barbieri Dirigente Medico U.O. Chirurgia, Urologia ed Andrologia Pediatrica, Ospedale “San Paolo” di Savona La biopsia testicolare evidenzia una riduzione di spermatogoni ma una concentrazione e motilità pressochè normale di spermatozoi. Le cellule di Leydig sono aumentate di numero, in correlazione alla sofferenza trofica testicolare. Coolsaet propone questa classificazione: I° tipo (80%) , dovuto al reflusso di sangue dalla vena renale sinistra alla vena spermatica, per assenza o insufficienza valvolare (o per compressione della vena renale sinistra); II° tipo (15%), dovuto alla compressione della vena iliaca sinistra da parte della arteria iliaca sinistra, detto a “schiaccianoci”, III° tipo (5%), derivato dalla combinazione dei due meccanismi sopra enunciati. CLINICA FISIOPATOLOGIA 10 Sanità Notizie Riflessioni su una patologia dell’adolescenza La stasi venosa è una fattore negativo per il trofismo testicolare, un drenaggio venoso insufficiente è infatti causa di aumento di cataboliti delle catecolamine che a loro volta determinano vasocostrizione dell’arteria testicolare e ipoperfusione del testicolo stesso. Se nei portatori di varicocele di I° grado l’assetto ormonale è normale, in quelli di II° e III° grado la risposta alla stimolazione di GnRH è anomala , in quanto persiste livello elevato di LH. Questo dato peraltro si normalizza quasi sempre dopo l’intervento chirurgico. La alta temperatura testicolare da stasi venosa determina inoltre difficoltà al trofismo gonadico correlato all’aumento del tasso di prostaglandine nel sangue venoso refluo. VASCOLARIZZAZIONE DEL TESTICOLO: a) Arteria spermatica interna (ramo dell’aorta addominale) b) Arteria referenziale (ramo dell’arteria vescicole inferiore) c) Arteria spermatica esterna (ramo dell’arteria epigastrica inferiore) L’esame obiettivo evidenzia tumefazione scrotale, che diventa più evidente in ortostasi e con manovra di Valsalva. Dal punto di vista clinico avremo,sec. Steeno, varicocele di: I° grado, quando con Valsalva si rendono visibili ectasie venose scrotali. II° grado, quando le ectasie venose sono evidenti con il solo ortostatismo e aumentano con Valsalva. III° grado, quando lo scroto è pendulo e sono presenti ectasie che aumentano con Valsalva. Eventuali differenze di volume tra i due testicoli superiori a 2 ml. sono sintomi di ipotrofia e pertanto esiste indicazione chirurgica. Dopo l’intervento l’ipotrofia rientra nel 90% dei casi. DIAGNOSI STRUMENTALE Le indicazioni all’intervento chirurgico possono essere riassunte così: a) Ipotrofia del testicolo omolaterale, Sanità Notizie b) c) d) e) Riflessioni su una patologia dell’adolescenza con volume inferiore del 20% rispetto il controlaterale, misurato con l’ecotomografia; Varicocele bilaterale; Varicocele di II° e III° grado; Test di stimolazione con GnRh patologico; Termografia che evidenzia aumento della temperatura scrotale, ossia quando è pari a quella ascellare. Utili inoltre: a) l’angiografia venosa percutanea, anche se invasiva, b) l’ecodoppler, che riesce a documentare e quantificare il reflusso venoso, la velocità di flusso, con le variabili della postura, con o senza Valsalva. “bassa” delle vene dilatate, sfruttando i vantaggi dei moderni strumenti di ingrandimento e tecniche di dissezione microchirurgica. L’approccio transinguinale o sovrapubico permette una facile dissezione del funicolo con evidenziazione dell’arteria e dei tre gruppi di vene responsabili del varicocele (plesso pampiniforme, vene cremasteriche e deferenziali) e dei vasi linfatici. Si preservano le vene deferenziali (una o due vene dilatate) e logicamente, l’arteria. La scintigrafia scrotale può confermare la diagnosi in casi dubbi. TRATTAMENTO CHIRURGICO La sclerotizzazione endovenosa o l’embolizzazione della vena spermatica mediante palloncino gonfiabile e staccabile, immediatamente successive all’indagine radiografica, sono oggi tecniche che, in mano al radiologo interventista, possono dare buoni risultati. L’accesso al vaso femorale, in anestesia locale, è praticabile e consigliabile solo a ragazzi collaboranti. Le tecniche chirurgiche vere e proprie si possono dividere in due grandi gruppi: il primo prevede la legatura delle vene patologiche, il secondo consiste nel creare una derivazione del flusso venoso patologico verso una via di scarico normalmente strutturata mediante anastomosi microvascolari. Questa seconda soluzione, a causa del calibro decisamente piccolo delle vene in età pediatrica non ha riscosso molto successo. La legatura delle vene, invece, può avvenire: a) con accesso sul funicolo (radice scroto o pube), con isolamento e conservazione dell’arteria; b) all’altezza della spina iliaca (sec. Ivanissevich) o più in alto, in posizione retro peritoneale, (sec. Palomo) preservando o meno l’arteria. Ultimamente ha preso piede presso i chirurghi pediatri la legatura intrafunicolare n. 2 • Luglio 2003 La sclerotizzazione delle vene gonadiche per via anterograda, sec. Tauber, ha pure buona applicazione . Consiste nell’isolare chirurgicamente una vena funicolare dilatata all’altezza della radice scrotale; in essa viene iniettata una sostanza sclerosante che, diffondendosi in tutti i vasi venosi della zona, ottiene la loro completa e duratura occlusione. Altri Autori propongono, durante l’esecuzione di una angiografia percutanea (per evidenziare l’anatomia della vena spermatica interna e l’eventuale reflusso venoso) di occludere la vena stessa mediante palloncino staccabile o mediante liquido sclerosante. Tale tecnica viene di solito realizzata da Radiologi interventisti. Poiché tra le complicanze può esserci l’idrocele, alcuni Autori eseguono in contemporanea l’eversione della tunica vaginale del testicolo. Anche la tecnica laparoscopica è recentemente stata usata con successo, realizzando la legatura del fascio vascolare in posizione retroperitoneale. Dopo l’introduzione di tre “porte”, si identifica il tralcio vascolare. L’arteria viene salvaguardata oppure no. Il mezzo di ingrandimento usato evita danni e quindi complicanze e/o recidive. I controlli clinici e strumentali vengono eseguiti dopo 8, 30 e 180 giorni. Le recidive, con qualsiasi tecnica, sono pari al 10-15%. CONCLUSIONI DIVARICANDO IL MUSCOLO CREMASTERE SI IDENTIFICANO: a) Vene cremasteriche, da legare b) Deferente e vene referenziali (queste ultime da legare se di diametro> 2mm.) c) Vasi linfatici, da rispettare d) Vena spermatica voluminosa, da legare; posteriormente arteria spermatica, da rispettare e) Altra vena spermatica voluminosa, da legare Diverse sono le tecniche chirurgiche che si possono adottare in età pediatrica per correggere il varicocele. Tutte hanno però il rischio della recidiva, perché l’inversione del flusso venoso può originare da varie situazioni. Attualmente presso la Divisione di Chirurgia e Urologia Pediatrica dell’Ospedale S.Paolo di Savona sosteniamo che, in particolar modo negli adolescenti, la legatura intrafunicolare delle vene dilatate, eseguita con ingrandimenti ottici, possa essere la tecnica chirurgica di elezione. Il vantaggio di tale procedura è che è applicabile a tutti i tipi di varicocele, sia quelli da reflusso renospermico che ileospermico. Le figure sono tratte da: Varicocele 2000 di F. Gattuccio, A.F. De Rose, M.A. Latteri. (2000). 11 n. 2 • Luglio 2003 Diagnosi di Pronto Soccorso Per TCM si intende un trauma cranico lieve che La nuova strategia clinica dell’ospedale “S.Paolo” di Savona. non determina immediata evidenza clinica di danno neurologico o frattura delle ossa craniche e che, valutato secondo una scala di punteggio clinico denominata Glasgow Coma Scale (GCS), raggiunge livelli di L’applicazione di recenti linee guida nazionali anche a Savona ha sostanziale normalità (1415 punti). Nella definizione consentito una gestione dell’infortunato più rapida e sicura ed ha determinato un sensibile risparmio all’A.S.L. di TCM non ha importanza se il paziente ha riportato o meno una ferita lacero-conRoberto Lerza tusa della cute in quanto Direttore U.O. Pronto Soccorso dell’ospedale “S. Paolo” di Savona questa può non dipendere Grazia Guiddo dalla violenza dell’impatto Dirigente Medico Pronto Soccorso dell’ospedale “S. Paolo” di Savona ma dalle caratteristiche delFlavio Frumento l’oggetto contro cui è avveDirigente Medico Pronto Soccorso dell’ospedale “S. Paolo” di Savona nuto il trauma. La possibilità che a seguito di un TCM vi siano complicanze gravi, del tipo ematoma intracrani- fatto che le complicanze maggiori realtà del San Paolo, almeno fino al co, ha un’incidenza dell’1% circa. incidono soprattutto nelle prime 2000, il 100% dei pazienti veniva Il TCM è da sempre un problema ri- ore. Questo approccio è tradizional- sottoposto a radiografia del cranio e levante per le strutture di Pronto mente accettato da tutti ma non è visita neurologica, il 25-30% a TAC Soccorso per due aspetti principali basato su chiare evidenze scientifi- cerebrale ed oltre il 50% veniva di cui uno è epidemiologico, legato che e non vi è uniformità di vedute trattenuto in ospedale per un tempo all’elevatissima incidenza di questa tra le varie Società Scientifiche variabile, ricoverato prevalenteevenienza (al San Paolo sono oltre (neurochirurgia, neurologia, radio- mente in Traumatologia, Neurolo2000 casi all’anno), e l’altro è do- logia, medicina d’urgenza). Nella gia, Astanteria del Pronto Soccorso; vuto alla gestione clinica che deve essere volta ad individuare sempre e TRAUMA CRANICO MINORE (giugno 02 - gennaio 03) comunque quella piccola percentuale di complicanze gravi, cioè gli GRUPPO 0 1 2 ematomi intracranici, che sono potenzialmente letali. Proprio il timoN° Pazienti 1068 885(82.9%) 157(14.7%) 22(2%) re di questa complicanza ha tradiRx cranio 104(9.7%) 91 12 1 zionalmente indotto ad un approccio al TCM eccessivamente V. neurologica 122(11.4%) 57 52 13 prudente e sovrabbondante di indagini, scarsamente basato su evidenTAC cranio 183(17.1%) 34 128 22 ze scientifiche e per lo più condizionato dal timore di problematiche Ricoveri 288(27%) 163 104 21 medico-legali. Abitualmente nella maggior parte Astanteria 180 106 65 9 delle strutture di Pronto Soccorso sede di DEA, tra cui il San Paolo, il Neurologia 16 6 5 5 paziente con TCM veniva sottopoTraumatol. 58 40 16 2 sto ad Rx del cranio in due proiezioni ed a visita neurologica a cui Neurochir. 12 9 3 talvolta seguiva indagine TAC sull’encefalo. A tutti i pazienti veniva Altre U.O. 20 9 9 2 proposto il ricovero motivato dal Trauma cranico minore (TMC) 12 Sanità Notizie Sanità Notizie Diagnosi di Pronto Soccorso n. 2 • Luglio 2003 sistema di gestione del TCM. I vantaggi registrati sono ben evidenti: • il numero delle radiografie del cranio si è ridotto di oltre il 90%: questo determina una minore esposizione dei pazienti ai raggi ed un risparmio aziendale che in proiezione annuale è di circa 40.000 euro • anche il numero delle TAC craniche, richieste ora solo secondo precise indicazioni del protocollo, si è ridotto del 7% circa • la consulenza neurologica si è resa necessaria solo nell’11.4% dei pazienti contro il 100% precedente • sono state sempre individuate le complicanze maggiori (1.1% del totale) • sono nettamente diminuiti i ricoveri per TCM sia per numero (27% del totale) che per durata della degenza. Inoltre la maggior parte dei ricoveri è stata effettuata in Astanteria consentendo così ai reparti di gestire patologie più complesse. Immagine TAC di emorragia subaracnoidea post trauma cranico. il restante 50% di pazienti rifiutava il ricovero. A partire dal 2001, l’atteggiamento nei confronti dei pazienti con TCM è stato radicalmente modificato dai medici del Pronto Soccorso del San Paolo dopo un complesso percorso compiuto attraverso un’analisi della letteratura più recente, una collaborazione con la U.O. di Neurologia e discussioni in sede di DEA. Un contributo fondamentale è stato dato dalla pubblicazione nel giugno 2000, delle linee guida stilate dalla Società Italiana di Medicina di Emergenza-Urgenza. Senza voler entrare eccessivamente nel dettaglio clinico, si possono riassumere brevemente le innovazioni portate da queste linee guida: 1) Il medico del Pronto Soccorso svolge un ruolo centrale nella valutazione clinico-anamnestica del paziente indagando le modalità del trauma, individuando se vi siano fattori di rischio e sinto- mi ben specifici. L’intervento del neurologo è richiesto solo in casi particolari 2) i pazienti vengono così classificati in tre gruppi (0 , 1 , 2) con caratteristiche crescenti di rischio e preciso percorso diagnostico 3) Sono così individuati i pazienti che dovranno essere sottoposti a TAC e diventa inutile l’esecuzione della radiografia del cranio 4) Anche la necessità di ricovero è limitata ad un ristretto numero di pazienti, mentre ai dimessi viene consegnato un foglio di informazioni e raccomandazioni da seguire nelle 48 ore successive al trauma. La verifica della validità di un simile percorso diagnostico-terapeutico è stata effettuata fra il giugno 2002 e il gennaio 2003 su oltre 1000 pazienti consecutivi (vedi tabella). I dati sono veramente sorprendenti specie se paragonati al precedente I dati appaiono quindi molto confortanti. Per quanto il protocollo sia applicato relativamente da poco tempo, è già notevole l’aderenza ad esso degli operatori. Infatti, anche se sul piano organizzativo e dello studio si è trattato di fare un notevolissimo sforzo, ci si è resi conto di avere ottenuto un sensibile ritorno, non solo in termini generali di economicità ma soprattutto perché si è creata una procedura snella nella gestione del paziente traumatizzato, che comunque avviene nelle migliori condizioni di sicurezza. U.Re.P. Ufficio Relazioni con il Pubblico Via Collodi, 13 - 17100 SAVONA terzo piano lato Uffici Amininistrativi Tel. 019 840 5296 • Fax 019 840 5297 e-mail: [email protected] orario: da lunedì a venerdì dalle ore 9,00 alle ore 13,00 13 n. 2 • Luglio 2003 14 La radioterapia rappresenta uno dei mezzi più efficaci nella cura dei tumori. L’associazione alla chirurgia e alla chemioterapia ha permesso di ottenere risultati sempre migliori in questa grande sfida che è la lotta al cancro. Mentre la ricerca scientifica studia i diversi aspetti del cancro, mettendoci a disposizione nuove molecole e nuovi farmaci, i clinici cercano di ottimizzare l’esistente. Da qui le associazioni chemio-radioterapiche concomitanti, alternanti, sequenziali, somministrate pre e post-operatoriamente. Ed in effetti i risultati sono arrivati con lento ma costante abbassamento dei tassi di mortalità. Sul versante radioterapico si è cercato di perfezionare le tecniche con il grosso obiettivo di guarire e nel contempo di ridurre al minimo gli effetti collaterali che nel passato gravavano pesantemente sulla qualità di vita dei pazienti radiotrattati. C’è un’equazione molto semplice in Radioterapia: effetti collaterali versus tolleranza al trattamento. La riduzione di tali effetti migliora la tolleranza e di conseguenza si è in grado di somministrare una dose totale di radiazioni più alta con maggiori possibilità di guarigione. Il progresso tecnologico in campo radioterapico è stato enorme negli ultimi anni e grazie alla tecnologia si riescono ad ottenere gli odierni risultati in termini di guarigione. L’utilizzo della TAC e della RM e recentemente la PET nella diagnosi dei tumori ha dato un grosso contributo nel consentire di effettuare delle diagnosi sempre più certe e per lesioni sempre più piccole; il passo successivo è stato quello di sfruttare le immagini elaborate da tali macchine nel programmare i trattamenti radianti e un ulteriore progresso si è ottenuto quando è stato possibile lo studio tridimensionale del tumore e degli organi contigui. La Radioterapia oncologica dell’ASL 2, già dotata di un moderno Acceleratore Lineare, di un’altrettanto sofisticata unità di Progresso tecnologico Sanità Notizie La radioterapia associata alla chirurgia e alla chemioterapia sta ottenendo risultati sempre migliori nella lotta quotidiana contro il cancro I modernissimi strumenti acquistati dall’A.S.L. n. 2 Savonese per il “S. Paolo” di Savona permettono di studiare il tumore in tridimensionale proteggendo al massimo gli organi critici adiacenti ad esso Corrado Marziano Direttore dell’U.O. Radioterapia oncologica dell’ospedale “S. Paolo” di Savona Nella foto, in primo piano, il dott. Corrado Marziano, il sig. Carlo Ruggeri, Sindaco di Savona, mons. Domenico Calcagno, vescovo di Savona-Noli. Sanità Notizie Brachiterapia e di un Simulatore Universale ha ottenuto un ulteriore potenziamento con l’acquisizione delle nuove macchine: una TAC, un Acceleratore Lineare, un Simulatore Virtuale ed un Tagliasagome computerizzato. La TAC, dedicata ai piani di cura collegata in rete con il Simulatore Virtuale e con i Treatments planning della Fisica Sanitaria, ci permette di studiare il tumore in tridimensionale e di proteggere al massimo gli organi critici adiacenti al tumore. Il nuovo Acceleratore Lineare sostituisce l’unità di Telecobaltoterapia, che per molti anni ha rappresentato l’unica grossa macchina di terapia a disposizione; essa ci permetterà, con tecniche più sofisticate, di trattare giornalmente un maggior numero di pazienti. Il Tagliasagome computerizzato, donato dal Comitato Cellese “Sonia Massa”, darà la possibilità di realizzare quelle protezioni degli organi critici, ottenute con la fusione di leghe metalliche particolari. Un grazie va al Direttore Generale Avv. Ubaldo Fracassi che già nel Progresso tecnologico 1996 permise di acquisire, integrando con fondi ASL quelli regionali, il 1° Acceleratore Lineare, la Brachiterapia ed il Simulatore Universale e ha permesso l’acquisto del 2° Acceleratore Lineare, della TAC e del Simulatore Virtuale con un impegno economico da parte dell’Azienda di circa 3 miliardi delle vecchie lire. L’acquisizione di queste nuove macchine è dettata da una duplice esigenza: da un lato far fronte a richieste sempre maggiori di prestazioni e dall’altro di innalzare enormemente il livello qualitativo delle prestazioni stesse. E che a Savona si effettui una radioterapia di qualità lo si evince analizzando i dati della produzione del servizio che presenta un buon attivo, dato anche dai numerosi pazienti che si rivolgono a noi da altre ASL della Regione e da Regioni confinanti. L’ulteriore salto qualitativo si chiama “Collimatore multilamellare dinamico”, una sofisticata strumentazione che permette un tipo particolare di terapia: la Radioterapia n. 2 • Luglio 2003 conformazionale. Per questa ulteriore acquisizione c’è già un impegno della nostra Amministrazione. Il mio grazie va oltre che all’Amministrazione anche al personale tutto del Servizio, ai colleghi medici coi quali si è creato un gruppo affiatato e ai tecnici che svolgono con abnegazione questo lavoro e che, nel corso del 2002, in occasione dell’apertura del cantiere per smantellare la cobalto, per adeguare il bunker ed installare il nuovo acceleratore, da marzo a settembre, si sono sottoposti volontariamente e senza chiedere nulla in cambio a turni fino alle 21 di sera, pur di trattare il maggior numero di pazienti e non far allungare a dismisura la lista di attesa. Ma, nonostante i nostri sforzi e l’aumento dei pazienti trattati, permangono le attese per iniziare i trattamenti che purtroppo superano il mese. Per un maggior sfruttamento dei macchinari occorrerebbe altro personale, ma una tale richiesta si scontra con gli attuali vincoli della Finanziaria, per cui si spera di risolvere tali problemi nel 2004. 15 n. 2 • Luglio 2003 16 I tumori stromali gastrointestinali (GIST) sono neoplasie mesenchimali del tratto gastroenterico che precedentemente erano etichettate come tumori derivati dal tessuto muscolare liscio o dal tessuto nervoso. Attualmente si distinguono dai veri tumori leiomuscolari e neurali per la positività immunoistochimica con anticorpi anti CD117. Sono neoplasie rare, costituiscono, infatti, solo lo 0,1-3% di tutti i tumori del tratto digerente, circa il 70% sono di pertinenza gastrica, il 20-30% del piccolo intestino, e il restante 10% coinvolgono il segmento colo-rettale. Questi tumori, quando sintomatici, si presentano con dolore, sintomatologia ostruttiva, sanguinamento o vomito: altre volte possono essere riscontrati casualmente in corso di chirurgia laparotomica per altra patologia. La terapia d’elezione è l’asportazione chirurgica. All’esame macroscopico tali lesioni sono nodulari, a contorni ben definiti e coinvolgono la parete del viscere estrinsecandosi sulla superficie mucosa a volte ulcerandola. Istologicamente sono simili alle neoplasie di derivazione muscolare liscia (leiomiomi, leiomiosarcomi) o neurale (schwannomi). Su base puramente morfologica, pertanto è ardua la diagnosi differenziale fra GIST ed altre neoplasie mesenchimali. Vi è oramai consenso che tutti i GIST devono essere considerati potenzialmente maligni poiché studi retrospettivi hanno riportato ricorrenza della malattia nel 50% circa dei casi a cinque anni dalla resezione chirurgica completa. Fattori predittivi sono le dimensioni del tumore e l’indice mitotico. Da alcuni autori la sede della lesione è considerata fattore prognostico indipendente. Un valido aiuto è dato dalla determinazione immunofenotipica delle lineari cellulari. Sanità Notizie Diagnosi e terapia di frontiera All’ospedale “S. Paolo” di Savona i medici sono allertati per tutti i GIST, considerati potenzialmente maligni I tumori stromali gastrointestinali Un nuovo ruolo per l’anatomo patologo Ezio Venturino Direttore f.f. U.O. Anatomia ed istologia patologica e citodiagnostica Luigi Caliendo Dirigente medico U.O. Anatomia ed istologia patologica e citodiagnostica Pastorino Alessandra Dirigente medico U.O. Anatomia ed istologia patologica e citodiagnostica Negli ultimi anni si è dimostrato che le cellule dei GIST esprimono un enzima implicato nell’attivazione delle vie di trasmissione del segnale alle cellule: “c-kit tirosinchinasi” e la cui anomala attività (conseguenza della mutazione del gene c-kit) è responsabile della neoplasia. Recentemente si è riuscito ad evidenziare la proteina antigenica CD117 che è c-kit specifica ed è osservabile in preparati istologici ricorrendo ad anticorpi monoclonali anti CD117. Tale espressione è l’unico “marker” riconosciuto d’identificazione dei GIST. Attualmente è disponibile un farmaco: STI-571 (Imetinib) che riconosce e blocca il sito d’attivazione del c-kit tirosinchinasi anomala (mutata) arrestando la disordinata risposta cellulare ed inducendo l’apoptosi delle cellule. Già nelle prime otto ore di trattamento con tale farmaco l’esame a scansione PET permette di individuare modificazioni nella neoplasia che suggeriscono rapidi cambiamenti meta- bolici delle cellule tumorali. Tale farmaco ha indotto, in un campione di pazienti con GIST inoperabili e/o metastatici diminuzione di almeno il 50% della massa neoplastica in più della metà degli stessi. La correlazione tra espressione immunofenotipica di CD117 e possibilità di terapia tramite un agente non tossico (STI-571; Imetinib) che agisce contro uno specifico target molecolare, rende centrale e nuovo il ruolo dell’anatomo patologo. La caratterizzazione immunofenotipica dei GIST consente, infatti, oltre che la conferma diagnostica un’indicazione alla terapia medica nelle forme avanzate (inoperabili, metastatiche). Bibliografia Fletcher C. et al. Human pathol. 2002; 33 :466-477 Miettinen M. et al. Virchows Arch. 2001; 438 :1-12 Savage D. et al. NEJM 2002; 346 :683-693 Sanità Notizie n. 2 • Luglio 2003 Diagnosi e terapia di frontiera Fattori predittivi del potenziale maligno dei GIST GIST QUALSIASI LOCALIZZAZIONE Molto basso rischio Basso rischio Rischio intermedio Alto rischio DIMENSIONI NUMERO DI MITOSI Diametro massimo < 2cm. Diametro massimo fra 2 e 5 cm. Diametro massimo <5 cm Diametro massimo fra 5 e 10 cm. Diametro massimo > 5 cm. Diametro massimo > 10 cm. Qualsiasi diametro Mitosi < 5 X50 HPF Mitosi < 5 x 50 HPF Mitosi fra 6 e 10 x 50HPF Mitosi > 5 X 50 HPF Mitosi > 5 x 50 HPF Qualunque numero di mitosi Mitosi > 10 x 50 HPF Fletcher c. et al. Hum. Pathol. Profilo immunoistochimico di tumori mesenchimali gastrointestinali Neoplasie Antigeni GIST CD117+ (100%) CD34+ (60 / 70%) SMA + (30 / 40 %) Desmina - S100 - Leiomiomi Leiomiosarcomi CD117- CD34+ (15%) SMA + (100%) Desmina - S100 - Schwannomi CD117- CD34+ SMA - Desmina - S100 - 17 n. 2 • Luglio 2003 La SARS (Severe Acute Respiratory Syndrome) è un’infezione polmonare di recente segnalazione con discreta contagiosità ed una significativa morbilità e mortalità. Alla data del 01/05/2003 l’OMS ha ricevuto complessivamente 6234 di casi sospetti o probabili di SARS con 435 decessi per un tasso di letalità del 6,9%. I dati in questione comprendono, ma soltanto in parte, alcuni casi di polmonite atipica che si sono verificati in Cina nelle province di GUANGDONG a partire dal Novembre 2002. Inizialmente questi casi erano stati classificati come infezioni da Chlamydia pneumoniae ma successivamente riclassificati come SARS - Coronavirus associati sulla base dei riscontri di laboratorio effettuati in alcuni di questi casi. I dati preliminari, scaturiti da osservazioni su pazienti affetti da SARS indicano che la maggior parte dei casi si sono verificati in adulti, prevalentemente sani, di età compresa tra 25 e 70 anni. La bassa specificità della definizione di caso, proposta dall’OMS ai fini della sorveglianza globale della SARS impone prudenza nella valutazione delle segnalazioni di casi sospetti. Il periodo di incubazione della SARS è in media 2 – 7 giorni. La malattia esordisce generalmente con febbre >38° costantemente elevata, talvolta associata a brividi e/o accompagnata da altri sintomi: cefalea, malessere generale, mialgie. Quando compaiono questi sintomi alcuni pazienti possono già presentare lieve sintomatologia respiratoria. Non sono segnalati invece rash cutaneo, sintomi neurologici e gastrointestinali (sebbene alcuni pazienti abbiano riferito diarrea nel periodo prodromico). Nei giorni successivi rapidamente la sintomatologia respiratoria si accentua. La radiografia del torace può essere normale nel periodo prodromico febbrile e anche durante tutto il decorso della malattia, tuttavia sono stati osservati anche alterazioni del quadro radiografico quali infiltrati focali precoci che progrediscono rapidamente verso infiltrati intestinali più generalizzati. In pazienti con SARS in stato avanzato si sono evidenziate anche aree di consolidamento. Nelle fasi iniziali della malattia si osserva una conta dei globuli bianchi normale con linfocitopenia relativa mentre durante l’acme della manifestazione respiratoria metà dei pazienti mostra leucopenia e trombocitopenia (PLT 50.000 ><150.000). Si segnalano malati in fase iniziale un aumento di CPK e delle transaminasi. 18 In data 1 maggio 2003 l’OMS ha ulteriormente rivisto la definizione di caso Sanità Notizie La globalizzazione della prevenzione L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha ricevuto la segnalazione di 6.234 casi sospetti con 435 decessi per un tasso di letalità del 6,9% La SARS (Severe Acute Respiratory Syndrome), futura pandemia o malattia mediatica contemporanea? In Occidente (ad esclusione del Canada) il tasso di letalità è dello 0% e per il futuro si può ipotizzare che questa epidemia di origine orientale resti confinata in un bacino geografico limitato Anselmo Marco Dirigente Medico Responsabile Modulo di Malattie Infettive dell’ospedale “S. Paolo” di Savona di SARS differenziandolo secondo il seguente schema. CASO SOSPETTO 1) Persona che dopo il 1° novembre 2002 presenti una storia di febbre alta >38° e tosse o difficoltà respiratoria e una o più delle seguenti condizioni: - contatto ravvicinato nei 10 giorni precedenti l’inizio dei sintomi con - un caso sospetto o probabile SARS; - storia di viaggio, nei 10 giorni precedenti in aree affette da epidemia. - Residenza in area con recenti segnalazioni di trasmissione SARS 2) Una persona con una malattia respiratoria acuta non spiegata, con conseguente decesso, dopo il 1° novembre 2002 , in cui non sia stata eseguita l’autopsia e una o più delle seguenti condizioni: - contatto ravvicinato con un caso sospetto o probabile di SARS - storia di viaggio in area con recenti segnalazioni di trasmissione SARS - residenza in area con recenti segnalazioni di trasmissione SARS CASO PROBABILE 1) Un caso sospetto con dimostrazione radiologica di infiltrati compatibili con polmonite o sindrome da distress respiratorio (ARDS). 2) Un caso sospetto di SARS risultato positivo a uno o più tests per il SARS Coronavirus, 3) Un caso sospetto con riscontro autoptico compatibile con sindrome da distress respiratorio senza altre cause identificabili. CRITERI DI ESCLUSIONE Un caso dovrebbe essere escluso se una diagnosi alternativa può spiegare completamente la malattia. GESTIONE DEI CASI DI SARS Gli operatori sanitari incaricati della 1^ valutazione (TRIAGE) dovrebbero immediatamente smistare le persone che si presentano con sintomi di tipo similinfluenzale verso un’area separata di valutazione al fine di minimizzare il rischio di trasmissione ad altri pazienti in attesa. Le persone con sintomi sospetti dovrebbero indossare mascherine N95 fintanto che la SARS non venga esclusa. Allo stesso modo il personale incaricato del triage dovrebbe indossare mascherine N95 e lavare le mani con acqua e sapone prima e dopo ogni contatto con qualsiasi paziente dopo attività che possono esporre a contaminazione e dopo avere rimosso i guanti. La circostanza del ricovero di un caso Sanità Notizie sospetto di SARS deve essere comunicato tempestivamente al Comitato di Controllo delle Infezioni ospedaliere dell’Ospedale. GESTIONE DEI CASI SOSPETTI • esaminare immediatamente i casi sospetti, tenendoli possibilmente separati dagli altri pazienti in attesa; • munire i casi sospetti di mascherina N95, • ottenere o registrare una dettagliata storia clinica o la storia recente di viaggi e contatti personali compreso il verificarsi di malattia respiratoria acuta in persone con cui siano stati a contatto nei 10 gg precedenti, • eseguire radiografia del torace ed un emocromo completo Se la radiografia del torace è normale: • trattare il caso secondo la prassi corrente e la severità clinica • se il paziente viene dimesso, deve essere avvertito della necessità di ritornare immediatamente presso la struttura sanitaria qualora la sintomatologia respiratoria dovesse peggiorare, • fornire consiglio su misure di igiene personale e di esclusione di possibili contatti potenziale veicolo di contagio, • notificare il caso sospetto Se la radiografia del torace dimostra infiltrati unilaterali o bilaterali con o senza infiltrato interstiziale, il caso va classificato come probabile. GESTIONE DI CASI PROBABILI • ricoverare in ospedale in condizioni di isolamento, in stanze singole, oppure nelle stanze in cui siano ricoverati altri malati di SARS, • prelevare campioni clinici per escludere altri casi di polmonite(incluse quelle atipiche), • prelevare campioni per indagini di laboratorio su SARS, che comprendono : esame emocromocitometrico, creatinfosfochinasi, transaminasi ed altri test di funzionalità epatica, azotemia, elettroliti , Proteina C reattiva. • I campioni da prelevare dovrebbero essere almeno i seguenti : 1) tamponi faringei o nasofaringei per esami batteriologici e virologici 2) sangue per emocolture e sierologia, 3) urine per ricerca di antigeni batterici 4) escreato 5) raccolta feci per esami virologici 6) lavaggio broncoalveolare 7) siero per stoccaggio • monitorare l’emocromo completo almeno a giorni alterni per la valutazione della formula leucocitaria e del numero di piastrine, • eseguire altre radiografie del torace, o altri accertamenti strumentali sulla base delle indicazioni cliniche, La globalizzazione della prevenzione • trattare sulla base delle indicazioni cliniche, • raccogliere dati utili ad identificare i contatti ravvicinati del caso dal momento dell’insorgenza dei sintomi • portare particolare attenzione alle pratiche terapeutiche ed agli interventi che possano causare aerosolizzazione quali l’uso dei nebulizzatori per la somministrazione di broncodilatatori, fisioterapia toracica, broncoscopia, gastroscopia ed ogni intervento che possa avere ripercussioni sulla continuità delle mucose del tratto respiratorio, • notificare il caso probabile CONTROLLO DELLE INFEZIONI IN AMBITO OSPEDALIERO Nell’assistenza sanitaria di pazienti con sospetta o probabile SARS si raccomanda la stretta adesione alle precauzioni standard per la prevenzione della trasmissione di agenti infettivi ad opera di contatti con fluidi corporei, goccioline di saliva ed aerosol. I casi sospetti e probabili SARS dovrebbero essere posti in isolamento e sistemati, in ordine di preferenza come segue : 1) in stanze con pressione negativa e porta chiusa 2) in stanze singole con bagno separato 3) con pazienti con la stessa patologia, in stanze a più letti o in corsia con sistema di aerazione indipendente Se non è disponibile una fonte indipendente di aria, si raccomanda di spegnere il sistema di condizionamento dell’aria, se centralizzato, assicurando una adeguata ventilazione aprendo le finestre. I pazienti in cui la valutazione per SARS è ancora in corso dovrebbero, per quanto possibile, essere separati da quelli in cui la sindrome è già stata diagnosticata a livello di caso probabile. Tutto il personale, incluso quello ausiliario, va istruito sulle misure per il controllo delle infezioni richieste per la cura di tali pazienti. Se possibile, va identificata una unità di personale, e di fornire ritorno di informazione sul controllo delle infezioni. Nel trattamento e nell’assistenza di pazienti SARS, dovrebbero essere usati, come di prassi, materiali monouso. Il personale che accede al reparto di isolamento deve essere dotato dei seguenti dispositivi di protezione individuale (DPI) - maschere N95 - guanti(un solo paio) - occhiali o visiera protettiva - camice monouso - grembiule - calzature che possano essere decontaminate o soprattutto monouso TEST DI LABORATORIO Sono in questo momento in fase di spe- n. 2 • Luglio 2003 rimentazione alcuni test di laboratorio per evidenziare un agente eziologico preciso SARS-correlato; attualmente in uso possiamo considerare : - PCR (protein chain reaction) da effettuare su liquidi biologici in particolare tampone nasofaringeo e feci, - Test anticorpale ELISA o IFA - Isolamento virale TRATTAMENTO Poiché l’eziologia di questa sindrome non è ancora chiarita non esistono raccomandazioni specifiche per il trattamento clinico dei casi, una diagnosi precoce può essere decisiva per una prognosi favorevole in modo da poter instaurare in caso di aggravamento delle condizioni generali sia una terapia di supporto respiratoria sia una copertura antibiotica per microrganismi associati a polmoniti di eziologia non chiara acquisite in comunità. GLI SCENARI FUTURI In sede di commento, ai dati scientifici finora presentati, che al momento della stampa di questo articolo potranno essere ulteriormente e magari estremamente modificati, si possono ipotizzare alcune ipotetiche previsioni epidemiologiche. Sicuramente uno dei punti fermi nella lotta alla SARS sarà la certezza del dato eziologico, il sicuro collegamento tra quadro clinico e Coronavirus oppure altri microrganismi; quello che sostanzialmente , in questo momento, non ha ancora una caratterizzazione precisa. Come emerge dai dati attuali inoltre va ben differenziata la situazione epidemiologica fra l’Oriente ed i casi di importazione acquisiti in Occidente dove il tasso di letalità(ad esclusione del Canada ) è dello 0%. Successivamente si può ipotizzare che l’epidemia orientale resti sostanzialmente confinata in un bacino geografico discretamente limitato e che il virus in questione riduca la propria virulenza con una netta diminuzione della letalità (esempio di Ebola virus). L’ipotesi di una pandemia “globale” che in verità non si può scartare a priori potrebbe sempre considerare un ceppo di virus estremamente blando e “addomesticato” sul modello delle attuali epidemie influenzali provenienti dall’Oriente. Ci rendiamo conto che queste valutazioni sono ancora del tutto sommarie ed incomplete ed i prossimi mesi saranno certamente decisivi nella miglior definizione di una malattia che per ora ha sicuramente precorso i tempi scientifici con una rapidità determinata quasi esclusivamente dai media. 19 n. 2 • Luglio 2003 CONCETTI INTRODUTTIVI L’alluce valgo è sicuramente una delle patologie più frequenti dell’avampiede (sino al 33% degli individui adulti secondo uno studio di Lam Sim-Fook e Hodgson del 1958, che divideva la popolazione con calzature da quella scalza!), forse la più frequente in assoluto, se la circoscriviamo alla nostra civiltà. Compare infatti quasi esclusivamente in persone che indossano scarpe, solo occasionalmente in individui scalzi. Sembra certo che sia la scarpa moderna il principale elemento favorente la comparsa dell’alluce valgo, e in particolar modo la calzatura femminile: nei diversi studi statistici la preponderanza del sesso femminile riguardo a questa deformità varia da una proporzione di 2:1 fino a un rapporto di 15:1. Certamente le scarpe femminili sono meno fisiologiche di quelle maschili, comunque scarpe di qualsiasi tipo possono favorire l’insorgenza di alluce valgo in persone suscettibili: entrano così in gioco altri fattori, che vanno dall’ereditarietà, alla presenza di primo metatarso varo, ad un’abnorme lunghezza del primo metatarso, alla ipermobilità dell’articolazione metatarso-cuneiforme. Molto spesso, peraltro, non si ritrovano elementi patogenetici particolari, e si parla pertanto di alluce valgo idiopatico, insorto quindi per momenti locali, non altrimenti riferibili. 20 CLINICA Il quadro clinico classico è caratterizzato da deviazioni assiali e rotatorie che si realizzano a livello dell’articolazione metatarso-falangea: a) il varismo metatarsale b) il valgismo dell’alluce c) la pronazione dell’alluce. Caratteristica è la cosiddetta “cipolla” (dal greco “bunion” = cipolla), cioè la sporgenza della testa metatarsale (esostosi) e la borsite, molto Sanità Notizie Patologie dell’avampiede L’alluce valgo (a cipolla) compare in persone che indossano scarpe ed è più frequente nei piedi delle donne per le caratteristiche delle calzature femminili L’unica vera chance terapeutica è quella chirurgica Al “S. Paolo” di Savona, un moderno tipo di intervento detto “PDO” in anestesia locale o spinale della durata di 10 minuti, consente una ottima e duratura correzione della malformazione Stefano Bosio Direttore f.f. U.O. Ortopedia e Traumatologia Ospedale “S. Paolo” Savona Graziano Piccardo Dirigente medico U.O. Ortopedia e Traumatologia Ospedale “S. Paolo” Savona Flavio Polliano Dirigente medico U.O. Ortopedia e Traumatologia Ospedale “S. Paolo” Savona dolorosa, che spesso la accompagna. Una volta instauratasi la deformità, essa tenderà automaticamente a peggiorare, a causa del braccio di leva che si viene a creare con i tendini flessori ed estensori, i quali, deviati dalla normale posizione, agiscono come valgizzanti. Frequente è l’associazione di deformità alle dita esterne, segnatamente al secondo dito, che vanno incontro alla “griffe”, cioè alla iperestensione della metatarso-falangea e alla iperflessione delle interfalangee. flitto con la calzatura. TRATTAMENTO Poco efficaci si sono rivelate tutte le misure volte a prevenire il peggioramento nel tempo della deformità; altrettanto per il trattamento medico, ortesico o fisioterapico. L’unica vera chance terapeutica è quella chirurgica. Molto doloroso il callo che si forma nel tempo dorsalmente alla interfalangea prossimale a causa del con- QUANDO OPERARE? L’intervento va programmato per dare una risposta al dolore, innanzitutto, e alla impossibilità o difficoltà nel trovare una calzatura soddisfacente. MAI operare per meri fini estetici. Altra indicazione all’intervento chi- Sanità Notizie rurgico è la comparsa di griffe del secondo dito, quando riteniamo che la correzione del valgismo dell’alluce possa rallentare se non evitare l’evoluzione peggiorativa della griffe. COME OPERARE? Numerosissimi, nel tempo, gli interventi studiati e proposti per l’alluce valgo. Alcuni hanno ormai un valore esclusivamente storico (es. Keller), altri conservano tutt’oggi una notevole importanza. In linea generale bisogna considerare ogni piede come un caso a sé, che va indagato (indispensabile una radiografia recente dei piedi sotto carico) e studiato nell’ambito di una valutazione globale del paziente (patologie sovrasegmentarie, correlazioni con altri organi e apparati). Molte soddisfazioni attualmente ci sta offrendo un moderno tipo di intervento, che da ormai 4 anni eseguiamo nella nostra Divisione. Si tratta della “osteotomia distale secondo Bosch”, altrimenti detta “PDO” (osteotomia distale per cutanea), un tipo di intervento dalle particolari caratteristiche, che a fronte di modesto impegno chirurgico, e di sofferenze e limitazioni per il paziente decisamente accettabili, ci consente un’ottima e duratura correzione. L’intervento, in anestesia locale o spinale, dura circa 10 minuti, in regime di ricovero “Day-surgery”; il paziente viene dimesso il giorno stesso o quello successivo all’intervento, e cammina caricando sui due piedi (quello operato con scarpa aperta postoperatoria). Dopo 40 giorni circa può usare una scarpa normale. La nostra esperienza con questo intervento consta di oltre duecento casi, in quattro anni, ed è del tutto soddisfacente: ottime correzioni, con rare e lievi complicanze (qualche infezione superficiale, rarissime recidive). n. 2 • Luglio 2003 Genetica clinica al “S. Paolo” di Savona E’ stato il prof. Renzo Mantero a iniziare dieci anni fa una collaborazione finalizzata alla consulenza genetica e dismorfologica L’A.S.L. n. 2 Savonese attiva una convenzione per lo studio delle malattie ereditarie con il dott. Gianni Camera, pediatra dell’Università di Ferrara Giampiero Storti Direttore editoriale di “Sanità Notizie” Il Prof. Renzo Mantero, oltre 10 anni fa, quando dirigeva il Centro Regionale di Chirurgia della Mano dell’Ospedale S Paolo (oggi diretto dal dott. M. I. Rossello) ha iniziato una collaborazione con il dott. Gianni Camera finalizzata alla consulenza genetica e dismorfologica, rivolta ai numerosi bambini affetti da malformazione congenita della mano che afferiscono da tutte le regioni italiane presso il Centro di Chirugia della Mano di Savona. Il dott. Camera, pediatra, professore a contratto nella scuola di Specializzazione in Genetica Medica della Università di Ferrara, è co-autore di libri e di circa 130 lavori scientifici pubblicati su riviste nazionali e straniere. In seguito, questa attività di consulenza si è estesa anche presso il Dipartimento di Pediatria e Neonatologia (Direttore: dott. A. Cohen) e alla Divisione di Chirurgia Pediatrica (Direttore: dott. G. Romagnoli) del S Paolo. La genetica clinica è quella branca della genetica medica che attende alla salute dell’individuo e dei suoi familiari. La genetica clinica può essere definita perciò come scienza delle metodiche di diagnosi, prevenzione e trattamento delle malattie genetiche. Le malattie genetiche sono essenzial- mente riconducibili a 4 tipi di disordini: - cromosomici (alterazioni di numero e struttura) - di un singolo gene (mutazione in uno o ambedue gli alleli di un gene su un cromosoma autosomico o del sesso, o in un gene mitocondriale) multifattoriali (interazione di uno o più geni con uno o più fattori ambientali) - in cellule somatiche (effetti additivi di diverse mutazioni di differenti geni). E’ stato calcolato che, prima dei 25 anni, almeno 53 individui su 1000 nati vivi possono presentare una malattia con una importante componente genetica. Attualmente si conoscono più di 2000 malattie genetiche che, con il progredire delle nostre conoscenze, saranno destinate fatalmente ad aumentare. L’ASL2 savonese nell’attivare questa convenzione ha inteso arricchire il ventaglio delle sue specialità, inserendo una fondamentale disciplina che è alla radice della vita e dell’umanità. Le diverse unità operative ospedaliere e territoriali possono avvalersi della profonda competenza del dott. Gianni Camera maturata a fianco dei grandi maestri della Scuola genetica italiana con una vita dedicata a studi clinici alcuni dei quali talmente originali da portare il suo nome. 21 n. 2 • Luglio 2003 22 Il 13 maggio si è svolta l’ultima giornata del Corso di Formazione Residenziale per Medici di Pronto Soccorso dell’ASL2 che, a partire dall’ottobre 2002, ha visto impegnati per un totale di 106 ore suddivise in 15 giornate, 20 medici appartenenti alle strutture di Pronto Soccorso e Sistema 118 dell’ASL 2 (Savona, Albenga, Cairo Montenotte) e 5 medici di altre Aziende Ospedaliere. Per consentire lo svolgimento della normale attività lavorativa, il corso è stato articolato in due moduli (uno per anno) e quello appena concluso è il primo modulo frequentato da una metà dei medici, mentre i rimanenti saranno iscritti per il 2004. Le motivazioni che ci hanno spinto ad organizzare un corso così lungo ed impegnativo si possono riassumere in alcuni punti : 1) Le tre strutture di Pronto Soccorso dell’ASL2 non sono mai state coordinate specie per quanto riguarda i percorsi diagnostici ed i profili assistenziali delle varie patologie che vi afferiscono 2) Negli ultimi anni il turn-over del personale medico attribuito alle strutture di Pronto Soccorso è stato elevatissimo: trattandosi di personale con estrazione eterogenea, si è reso necessario il raggiungimento di standard adeguati ed uniformi nei vari campi della medicina d’urgenza 3) La tendenza alla formazione di organici medici dedicati al Pronto Soccorso in sostituzione della turnazione dai reparti, ha reso ancor più pressante la necessità di aggiornamento continuo oltre che per gli aspetti clinici, anche per quelli organizzativi della medicina d’urgenza 4) Recenti direttive della Regione Liguria in materia di emergenza-urgenza rimandano alle aziende ospedaliere la definizione di un percorso di formazione omogeneo all’interno di ogni categoria di operatore. Questo, considerata la quantità e la varietà dei corsi di formazione sull’urgenza presenti a livello nazionale, si tradurrebbe in un peso economico insostenibile per l’ASL. Perciò un corso di formazione interno esteso ai molteplici aspetti della medicina d’urgenza, rappresenta certamente un significativo risparmio per l’ASL 5) Il fatto che il corso sia aperto anche a medici di Pronto Soccorso esterni all’ASL 2 costituisce un importante Sanità Notizie Formazione permanente Primo bilancio sul corso residenziale per medici di Pronto Soccorso dell’A.S.L. 2 Savonese Ai partecipanti sono state garantite le nozioni teoriche e pratiche per affrontare sul piano diagnostico e terapeutico le differenti situazioni mediche, chirurgiche e traumatologiche Roberto Lerza Direttore U.O. Pronto Soccorso dell’ospedale “S. Paolo” di Savona Fiorella Robba Dirigente medico U.O. Pronto Soccorso dell’ospedale “S. Paolo” di Savona Luca Corti Dirigente medico U.O. Pronto Soccorso dell’ospedale “S. Paolo” di Savona momento di confronto con le altre realtà e contribuisce quindi al miglioramento ed all’aggiornamento continuo La finalità principale del nostro Corso di Formazione è stata quella di garantire ai partecipanti, quelle nozioni teoriche e pratiche necessarie alla formazione di una figura professionale in grado di affrontare da un punto di vista diagnostico e terapeutico le differenti situazioni mediche, chirurgiche e traumatologiche che si presentano al Pronto Soccorso, utilizzando correttamente le risorse dell’ospedale e coinvolgendo in maniera appropriata i medici specialisti. Da un punto di vista didattico il corso ha presentato degli elementi di novità: oltre alle lezioni teoriche specificamente orientate alle moderne linee guida, i discenti sono stati coinvolti nella presentazione e discussione di casistica clinica. Uno spazio significativo è stato dedicato ad attività pratico-addestrative comprensive di esercitazioni di diagnostica elettrocardiografica, procedure Sanità Notizie chirurgiche, esercitazioni su manichino, visione di filmati. Con il patrocinio dell’Ordine dei Medici della Provincia di Savona e della Scuola Medica Ospedaliera Ligure, il corso si è avvalso del contributo di un piccolo numero di docenti esterni particolarmente qualificato, ma soprattutto è stato reso possibile dalla disponibilità dei direttori delle varie Unità Operative dell’ASL i quali o in prima persona o tramite loro collaboratori, si sono fatti carico delle lezioni teoriche, ciascuno nel proprio campo di competenza. Esprimiamo qui a tutti loro la nostra gratitudine così come un sincero ringraziamento è d’obbligo per tutto lo staff dell’Unità Operativa Formazione ed Aggiornamento del Personale che ci ha assistito in questi mesi. Alla fine del corso tutti i partecipanti hanno superato l’esame finale conseguendo il relativo diploma ed i 50 crediti attribuiti dal sistema di accreditamento. A tutti è stato consegnato un CD-rom riassuntivo degli argomenti trattati che può essere sicuramente utile per consultazione ed archivio delle procedure di Pronto Soccorso. Come previsto dal sistema ECM, i discenti hanno espresso il loro giudizio sulla qualità, rilevanza ed efficacia del corso; tutti i giudizi sono risultati positivi con alcuni commenti costruttivi che consentiranno di apportare miglioramenti nella prossima edizione. La giornata conclusiva del corso ha visto inoltre la discussione delle problematiche medico-legali in particolare, ma non solo, collegate alla Medicina d’Urgenza (l’obbligo di referto, il consenso, il trattamento sanitario obbligatorio etc), con il qualificato intervento di un magistrato della Procura della Repubblica di Torino, il Dr. Paolo Toso, esperto nella materia specifica e protagonista in recenti casi giudiziali di grande rilevanza nazionale negli ultimi tempi. L’invito alla discussione è stato esteso a tutti i rappresentanti della Dirigenza medica aziendale; ne è risultato un momento importante e costruttivo di confronto e di condivisione, quale auspicabile spunto di riflessione e di crescita per l’intera comunità medica ospedaliera. Si coglie l’occasione per ringraziare tutti i Dirigenti medici del Pronto Soccorso di Savona che hanno largamente contribuito all’organizzazione sia pratica che scientifica del corso, rinunciando a turni di riposo e assicurando la continuità dei turni di guardia. Formazione permanente n. 2 • Luglio 2003 Dipartimento per le Dipendenze ATTIVATO AMBULATORIO MEDICO CONTRO IL FUMO Il Dipartimento per le Dipendenze nel quadro delle iniziative dell’A.S.L. 2 Savonese finalizzate alla lotta contro il fumo ha attivato un ambulatorio medico gratuito per i pazienti che desiderano impegnarsi a smettere di fumare, sito a Savona presso il poliambulatorio di via Collodi 13. All’ambulatorio possono accedere tutti gli interessati telefonando al numero 019.84.89.170 All’ambulatorio, per ovvie ragioni, si accede solo previo appuntamento concordato telefonicamente con il medico. Per garantire la privacy e facilitare l’accesso è stata attivata una linea telefonica esclusivamente dedicata. Referente medico: Dott. Roberto Carrozzino 23 n. 2 • Luglio 2003 Il Coordinamento Ligure Persone Sieropositive è un associazione di volontariato nata nel 1990 da un gruppo di persone sieropositive e malate con sede a Genova. Le sue attività riguardano l’informazione, la prevenzione ed il sostegno alle persone direttamente colpite dal virus HIV. In questi anni le attività sono state molteplici: gruppi di auto aiuto, incontri nelle scuole con studenti ed insegnati, convegni pubblici, corso di formazione per insegnati, produzione di materiale informativo e di prevenzione (cd-rom, opuscoli), campagne di prevenzione presso i medici di base, realizzazione della mostra itinerante “AIDS 100 manifesti contro la paura”. Nel 2001 l’associazione viene contattata dal Gruppo Arianna di Savona. Tale gruppo prende vita nel1994 quando alcune persone iniziano un’attività di assistenza ospedaliera presso il reparto di malattie infettive dell’Ospedale S. Paolo. In quel periodo conoscono Arianna, una ragazza un po’ speciale, ricoverata presso il reparto. Lei purtroppo non è riuscita a vincere la battaglia contro l’Aids, ma ha lasciato un segno indelebile in quelle persone che per ricordarla hanno dato il suo nome al loro gruppo di volontariato. In questi anni oltre all’attività di assistenza ospedaliera, il Gruppo Arianna ha organizzato alcune manifestazioni in occasione del 1 Dicembre “Giornata Mondiale per la lotta all’AIDS”. Da tempo il gruppo ha difficoltà nella realizzazione di un progetto inerente ad una possibile apertura di un centro di ascolto interno all’ambulatorio di Malattie Infettive dell’Ospedale S. Paolo, ed è per questo che chiede aiuto al CLPS, il quale propone al Gruppo Arianna di aderire all’associazione e poter così elaborare un progetto finale. Il gruppo Arianna accetta la proposta e da qui inizia una serie di incontri organizzativi, a cui partecipano inoltre i referenti Sanità Notizie Volontariato socio-sanitario Il sieropositivo oggi non è più un malato terminale ma una persona che ha bisogno di un supporto e di un sostegno per poter vivere e lavorare “ARIANNA” Centro InformAttivo HIV/AIDS per l’accoglienza, l’ascolto, l’informazione su cura e prevenzione, l’offerta di un aiuto concreto per il disbrigo di complesse pratiche burocratiche Francesca Romani Direttore Dipartimento per le Dipendenze dell’A.S.L. 2 Savonese Marco Anselmo Responsabile Modulo Malattie Infettive dell’ospedale “S. Paolo” di Savona Anna Maria Rebagliati e Gaetano Merrone. per il Gruppo CLPS-ARIANNA del Ser.T. e del Modulo di Malattie Infettive dell’Ospedale S.Paolo. Il frutto di questo lavoro sfocia dunque nel progetto “Centro di Prima Accoglienza” che viene presentato al Direttore Generale della ASL 2 e quindi approvato. Siamo dunque nella fase operativa che prevede un corso di formazione per volontari/operatori strutturato in sei incontri dove vengono affrontati vari argomenti: epidemiologia-clinica; aspetti lavorativi, sociali, legali, psicologici e assistenziali; problematiche legate alle dipendenze; counselling. Finalmente, il 25 marzo, prende il via il Centro InformAttivo “Arianna”. L’obiettivo è quello di creare una rete locale tra Ospedale, Ser.T., Servizi sociali e società civile che permetta di superare pregiudizi e dia un aiuto concreto alla persona. La persona sieropositiva oggi non è più il malato terminale che l’opinione pubblica ha conosciuto grazie alle campagne informative dei primi anni Novanta ma una persona che ha bisogno di supporto e sostegno per poter vivere e lavorare. Il Centro, gestito da operatori e volontari del CLPS-ARIANNA, sarà un punto di accoglienza, di ascolto, di informazione su cura e prevenzione ma anche, e qui sta la novità, un luogo dove poter avere un aiuto concreto per il disbrigo di pratiche burocratiche quali: richiesta di invalidità civile, stesura curriculum vitae, borse lavoro, richieste per edilizia popolare, ecc. Il Centro sarà aperto il MARTEDI’ e il GIOVEDI’ dalle 9 alle 12 presso l’Ambulatorio del Reparto Infettivi dell’Ospedale S. Paolo di Savona. Telefono 0198404812. Referenti: Dott. Marco Anselmo tel 019 8404330 - Anna Maria Rebagliati 348 2259438 Comunicazione preliminare Convegno “La Relazione d’aiuto: una speranza per il vivere quotidiano” 2, 3, 4 ottobre 2003 Fortezza del Priamàr, “Sala della Sibilla”, Savona 24 Il dipartimento di salute mentale organizza in collaborazione con il dipartimento per le dipendenze e il dipartimento sociosanitario e riabilitativo, con il patrocinio della Regione Liguria, del Comune di Savona e la Fondazione “A. De Mari”, un grande evento a carattere nazionale che avrà la partecipazione di autorevoli specialisti, psichiatri, psicanalisti, umanisti che approfondiranno nei tre giorni di studio e dibattito la condizione psichica e umana del vivere moderno e i supporti che la scienza può ad essa offrire. Il coordinatore dell’evento sarà il dott. Antonio Maria Ferro. Sanità Notizie n. 2 • Luglio 2003 Problematiche socio-sanitarie La fonte informativa principale del fenomeno è l’INAIL Gli infortuni sul lavoro Sono un milione a livello nazionale di cui circa 1.300 mortali, 32 mila in Liguria e 6 mila in provincia di Savona. Per la prevenzione è necessario intervenire sia sui datori di lavoro che sui dipendenti anche per ridurre oltre che i costi umani quelli sociali ed economici Paola Oreste Direttore U.O. Prevenzione Sicurezza Ambienti di Lavoro dell’A.S.L. 2 Savonese La fonte informativa principale per conoscere il fenomeno è l’INAIL: è la struttura deputata a fornire tutte le prestazioni in occasione di infortuni sul lavoro. Tutti gli infortuni con prognosi superiore a 4 giorni devono essere denunciati all’INAIL che provvede alle tutele nei confronti del lavoratore (prime cure, indennità temporanea, valutazione postumi permanenti, rendite), anche qualora il datore di lavoro non fosse in regola con i pagamenti dei premi assicurativi. Si ricorda invece che tutti gli infortuni, anche con un giorno di assenza, debbono essere registrati sull’apposito Registro, vidimato dall’ASL, che tutte le aziende pubbliche e private sono tenute ad avere. L’Inail è quindi una banca dati formidabile: raccoglie le informazioni sui singoli eventi, li classifica e li registra in modo standardizzato, produce periodicamente rapporti contenenti dati relativi al fenomeno organizzati in vario modo (settore produttivo, zona geografica, età, sesso, modalità di accadimento, tipo di lesione, ecc), consente quindi una lettura su grandi numeri. Occorre però conoscere bene questi archivi e sapere usare questi dati per evitare valutazioni affrettate, talora anche errate, o comunque poco utili. E’ importante sapere ad esempio che non è possibile fare un analisi del problema solo sui valori assoluti: questi dipendono talora da modifiche di tipo amministrativo (come ad es. l’estensione della tutela previdenziale a nuove categorie di lavoratori o il riconoscimento degli infortuni in itinere). Un altro elemento da considerare è rappresentato dalla differenza tra infortuni denunciati e infortuni riconosciuti: i confronti ovviamente devono essere fatti tra le stesse categorie. Dal complesso dei dati emerge comunque il fatto che le dimensioni del fenomeno negli ultimi anni rimangono sostanzialmente invariate, dopo una significativa diminuzione rispetto agli elevatissimi livelli dei primi anni della ripresa economica post bellica. Il numero degli infortuni cioè si è da qualche anno stabilizzato, sia per quanto riguarda il totale degli eventi, sia per quanto si riferisce a quelli con esito mortale: questi numeri rendono gli infortuni sul lavoro e le patologie correlate un problema rilevante sotto il profilo sani- tario, sociale ed economico. Infatti a livello nazionale l’ordine di grandezza è rappresentato da circa un milione di infortuni all’anno di cui circa 1300 con esito mortale; in Liguria sono circa 32.000 gli infortuni denunciati all’anno, di cui mortali circa 30. A Savona nel 2000 sono stati denunciati 5.850 infortuni, di cui riconosciuti e indennizzati 3.490, di questi 6 hanno avuto esito mortale. Il relativo costo sociale è certamente inaccettabile, ma anche il loro costo economico è elevato, sia in forma diretta sia indiretta: in Italia oggi tale costo complessivo è stimato in circa 55 mila miliardi (di vecchie lire) all’anno, pari al 3% del PIL. Sempre in termini generali dai dati emergono i settori produttivi con incidenza più elevata (costruzioni, metalmeccanica, trasporti) e le dimensioni aziendali dimostrano avere particolare rilevanza (le aziende piccole sono più a rischio delle grandi). Ricordiamo inoltre che il 50% degli infortuni oggi avviene “su strada” o comunque con il coinvolgimento di mezzi di trasporto, all’interno o all’esterno dell’area di lavoro. Infine per valutare il problema in modo più corretto e trarne anche delle indicazioni di intervento questi numeri devono essere correlati ad altri elementi quali la tipologia del 25 n. 2 • Luglio 2003 26 mercato del lavoro, i dati sull’occupazione, quelli sul turn-over nelle aziende e delle aziende, lo sviluppo economico, ecc. Il fenomeno è certamente complesso e di tipo multifattoriale: ciò significa che l’evento infortunistico è la risultante di molti fattori che influiscono tutti, in modo maggiore o minore, sul verificarsi dell’evento stesso. La caduta dall’alto di un ponteggio o il ribaltamento di una ruspa sono l’ultimo momento di una serie di eventi e condizioni precedenti: per evitare l’evento finale occorre quindi intervenire su tutti gli aspetti e le condizioni che lo determinano (vedi figura n. 1). Su alcuni fattori c’è ancora molto da fare, mentre su altri si è più avanti. Le normative e i livelli di tecnologia disponibili potrebbero essere punti di forza. Apparteniamo infatti al gruppo di paesi che più e da più tempo ha legiferato in materia di salute e sicurezza sul lavoro: tuttavia esiste ancora diffusamente una adesione sostanziale alle norme ancora insoddisfacente. Analogamente pur essendo l’Italia tra i paesi maggiormente industrializzati, tuttavia non tutte le imprese hanno adeguato attrezzature e impianti: non sono stati utilizzati neppure tutti i finanziamenti ad hoc messi a disposizione ad esempio dall’Inail. E’ certamente insufficiente il livello di formazione e informazione sia dei datori di lavoro sia dei lavoratori. Nel nostro paese purtroppo manca sia nel corso di studi dell’obbligo, sia in quelli superiori attenzione ai temi del rischio, pericolo, prevenzione in generale: ciò vale per gli incidenti domestici come per quelli stradali. Altro fattore è dato dalla molteplicità dei soggetti coinvolti nella gestione delle attività produttive e nella organizzazione del sistema prevenzione: principale scopo delle nuove norme (DLgs 626/94, ecc.) è integrare la prevenzione nel sistema produttivo complessivo trasformando le misure di prevenzione da “serie di adempimenti aggiuntivi” a parte integrante delle modalità pro- Problematiche socio-sanitarie duttive: siamo ancora lontani dal raggiungimento di tale obiettivo. Il problema va quindi affrontato intervenendo su più fronti e da parte di più soggetti. Il datore di lavoro innanzitutto deve acquisire un modus operandi più responsabile: è anche nel suo interesse ridurre gli eventi sfavorevoli che rappresentano comunque un costo per l’impresa. Si ricorda ad esempio che le aziende che non ottemperano alle normative sulla sicurezza non possono accedere a benefici economici quali la riduzione dei premi assicurativi. Anche i lavoratori hanno un ruolo fondamentale in azienda sia direttamente, sia tramite il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) con diritti di accesso all’informazione, a tutti i luoghi di lavoro, alla documentazione aziendale e sanitaria (quest’ultima ovviamente in forma anonima), al registro infortuni. Certamente occorre attivare momenti sistematici di informazione e formazione specifici: Savona, che su questo fronte ha dimostrato una grande sensibilità collocandosi ai primi posti in Italia per quantità di momenti formativi e per numero di persone coinvolte dovrà probabilmente migliorare l’efficacia di tali iniziative. Diverse sono le PP.AA. che hanno un ruolo in materia di prevenzione. Le Fig. 1 Sanità Notizie attività di controllo sono assegnate principalmente all’ASL che le svolge tramite l’U.O. Prevenzione e Sicurezza degli Ambienti di Lavoro (PSAL): gli operatori di questo servizio, formato da tecnici diplomati, laureati e medici effettuano sopralluoghi vuoi su segnalazione vuoi di iniziativa al fine di verificare l’ottemperanza alle norme di sicurezza. Il principale strumento operativo è rappresentato dal provvedimento di prescrizione ai sensi del DLgs 758/94: a fronte di una situazione irregolare penalmente sanzionata (la quasi totalità delle norme in materia di sicurezza sul lavoro è di natura penale) che viene regolarizzata il contravventore (datore di lavoro, coordinatore, dirigente, preposto) è ammesso al pagamento di una sanzione che diventa amministrativa con archiviazione del procedimento in sede penale. Il servizio dell’ASL svolge anche attività di informazione e assistenza nei confronti di tutti i soggetti interessati sia sulla normativa sia sugli aspetti tecnici. Il controllo inoltre si svolge in modo coordinato tra i vari enti, in particolare con la Direzione Provinciale del Lavoro e con l’Inail tramite iniziative congiunte e scambi sistematici di informazioni al fine di meglio mirare l’attività di vigilanza e renderla più Sanità Notizie n. 2 • Luglio 2003 Problematiche socio-sanitarie efficace utilizzando così meglio le risorse assegnate sicuramente inadeguate rispetto alla quantità di luoghi di lavoro da controllare. In questa direzione di grande rilevanza è il protocollo d’intesa tra le Regioni e l’Inail che consente ad ogni ASL di avere a disposizione gli archivi dell’Istituto, sia quelli relativi all’anagrafe delle aziende sia quelli relativi Eventi denunciati ai singoli infortuni: a partire da quest’anno quindi il nostro servizio, disponendo dei dati nominativi e non più anonimi, può certamente operare in modo più puntuale. Industria e Servizi: tasso grezzo di frequenza x milione di ore lavorate degli infortuni 1951/2001 in Italia Settore non definito Agricoltura Pesca Attività estrattiva Manifatturiere Energia Costruzioni Commercio Alberghi e ristoranti Trasporti Servizi pubblici e privati TOTALE fonte: I.N.A.I.L. n° infortuni % 2.978 52,07 18 0,31 1 0,02 8 0,14 672 11,75 14 0,24 594 10,39 317 5,54 223 3,90 215 3,76 679 11,87 5.719 100,00 tasso Provincia di Savona - anno 2001 anni Numero infortuni mortali - Anni 1951/2001 in Italia anni fonte: I.N.A.I.L. 27 n. 2 • Luglio 2003 Nel numero di Marzo 2003 di Sanità Notizie, sono state presentate le modalità generali per ottenere la fornitura gratuita di determinati prodotti, rivolta ai cittadini affetti da particolari patologie, con l’impegno che nei numeri successivi sarebbe stato dedicato uno spazio di approfondimento per ciascuna tipologia. Oggi parliamo della fornitura di presidi per diabetici. Il Diabete Mellito è una condizione caratterizzata da un patologico aumento della concentrazione di glucosio nel sangue. Si distingue in: Diabete di tipo 1 o immunomediato o Diabete Insulino-Dipendente (IDDM): più tipico ma non esclusivo dell’età infantile ed adolescenziale, è caratterizzato da un difetto assoluto di insulina. Diabete di tipo 2 o Diabete non insulino-dipendente (NIDDM): colpisce in prevalenza soggetti in età adulta; è abitualmente associato ad obesità e riconosce la sua origine in una resistenza dell’organismo all’azione della insulina. Diabete Gestazionale (GDM): qualsiasi grado di intolleranza al glucosio che compare o viene individuato per la prima volta durante la gravidanza. Altri specifici tipi di diabete mellito sono correlabili a: - difetti genetici - patologie del pancreas esocrino - endocrinopatie - infezioni - uso di farmaci o sostanze chimiche • CHI PUÒ ACCEDERE ALLA FORNITURA GRATUITA DEL MATERIALE 28 Hanno diritto alla fornitura gratuita del materiale, le persone affette da: - diabete mellito tipo1 - diabete mellito tipo 2 - diabete mellito gestazionale Sanità Notizie Assistenza sanitaria integrativa Ecco una guida ragionata per l’accesso ai prodotti per diabetici Ne hanno diritto i pazienti affetti da diabete mellito. Nelle tabelle i presidi concedibili, i distretti cui rivolgersi per la procedura autorizzativa e i modelli di domanda Gian Luigi Figini Direttore U.O Farmaceutica Territoriale A.S.L 2 Savonese Marco Bessero Dirigente Farmacista U.O Farmaceutica Territoriale A.S.L 2 Savonese Elena Farulla Farmacista U.O. Farmaceutica Territoriale A.S.L. 2 Savonese - diabete mellito di altro specifico tipo • COME ACCEDERE In caso di PRIMA FORNITURA, la persona avente diritto dovrà presentarsi presso la U.O. Farmaceutica Territoriale munita di: a) tessera sanitaria con esenzione per patologia diabetica b) tessera ministeriale attestante patologia diabetica ( art.4 Legge n.15 del 16/03/1987) rilasciata dalla U.O. Medicina di Base e Specialistica che fornirà contestualmente la procedura informativa sulle modalità della fornitura. c) richiesta dello specialista diabetologo dell’ASL2 Savonese, con prescrizione qualitativa e quantitativa del materiale da erogare. NB: Se i quantitativi non superano quelli indicati in Tab. 1, anche la prima richiesta può essere rilasciata dal Medico di famiglia (Medico di Medicina Generale). In caso di forniture successive alla prima, saranno necessari: a) prescrizione del proprio Medico di famiglia con cadenza almeno annuale se le richieste non supera- no i quantitativi riportati in Tab.1 b) prescrizione dello specialista diabetologo dell’ASL 2 Savonese con prescrizione qualitativa e quantitativa del materiale da erogare con cadenza semestrale o trimestrale se le richieste superano rispettivamente fino al 100% o oltre il 100% i quantitativi riportati in Tab. 1. c) per gli assistiti pediatrici la prescrizione deve avvenire da parte del diabetologo dell’ASL almeno con cadenza semestrale se le richieste superano di oltre il 100% i quantitativi previsti (Tab 1). • MATERIALE CONCEDIBILE Il materiale concedibile è quello specificato in Tabella 1 • DOVE RIVOLGERSI Per avviare la procedura di autorizzazione ci si rivolge presso la U.O. Medicina di Base di uno dei 4 distretti della ASL riportati in Tabella n.2, dove verranno inoltre illustrate le modalità ed il luogo per il ritiro della fornitura. Sanità Notizie Assistenza sanitaria integrativa n. 2 • Luglio 2003 Tabella 1. Presidi per diabetici concedibili QUANTITA’ SETTIMANALE Strisce reattive per la determinazione del glucosio nel sangue Strisce reattive per la determinazione del glucosio e/o dei corpi che tonici nelle urine Lancette pungidito Siringhe da insulina monouso o Aghi per siringa ad impulso (penna) TIPOLOGIA DIABETE 7 Insulino-dipendente -------------------------------Non insulino-dipendente 10 Insulino-dipendente -------------------- -------------------------------2 Non insulino-dipendente 10 Insulino-dipendente -------------------- -------------------------------2 Non insulino-dipendente Secondo Insulino-dipendente posologia N.B: In casi particolari, le quantità settimanali possono essere variate e/o incrementate dallo specialista diabetologo dell’ASL 2 Savonese Tabella n.2 I distretti della ASL 2 Savonese DISTRETTO CITTA’ TELEFONO 1 Albenganese Albenga Viale Trieste, 54 0182 546220 2 Finalese Finale Ligure Via Torino 019 692724 3 Valbormida Carcare Via del Collegio 019 5009422 4 Savonese Savona Via Collodi, 13 019 8405793 29 n. 2 • Luglio 2003 Sanità Notizie Assistenza sanitaria integrativa Richiesta materiale per autocontrollo Io sottoscritto Dr. ………………………………………………………… ……………………… dichiaro che il mio assistito Sig. ………………………………………… ……………………… è affetto da diabete tipo ……………………… dal ……………………… ……………………… Necessita delle seguenti quantità di materiale per autocontrollo: TIPOLOGIA TIPOLOGIAMATERIALE MATERIALE Strisce Strisce reattive reattiveper perchetonuria chetonuria QUANTITA' QUANTITA' QUANTITA' QUANTITA' MASSIME MASSIME SETTIMANALI SETTIMANALI A A PRESCRIVIBILI NECESSARIE (1) (1) PRESCRIVIBILI NECESSARIE CURA DELDEL M.M.G. CURA M.M.G. Numero_____sett. Numero_____sett. N. 7N.settimana 7 settimana Strisce Strisce reattive reattiveper perglicemia glicemia++aghi aghipungidito pungiditoNumero_____sett. Numero_____sett. in paziente pazientein intrattamento trattamentoinsulinico insulinico N. 10 N. settimana 10 settimana (consigliato (consigliato metodo metodo a a scacchiera) scacchiera) Strisce Strisce reattive reattiveper perglicemia glicemia++aghi aghipungidito pungiditoNumero_____sett. Numero_____sett. in paziente pazientenon noninintrattamento trattamentoinsulinico insulinico N. 2N.settimana 2 settimana SIRINGHE DA INSULINA SECONDO POSOLOGIA DI ASSUNZIONE DEL FARMACO: SOMMINISTRAZIONI GIORNALIERE N. ________ AGHI MONOUSO PER PENNA SECONDO POSOLOGIA DI ASSUNZIONE DEL FARMACO: SOMMINISTRAZIONI GIORNALIERE N. ________ N.B. la tipologia commerciale è a cura della A.S.L. secondo le procedure di gara aggiudicataria Tale prescrizione può essere verificata e discussa in qualunque momento con il Centro Diabetologico che può prescrivere, se del caso, quantitativi maggiori. Dichiaro di esercitare nei confronti del paziente il programma educazionale riguardante alimentazione, esercizio fisico, autocontrollo. Data_________ validità annuale Timbro e Firma del M.M.G. ____________________________ (1) Da compilarsi per richieste con quantitativi inferiori alla prescrivibilità massima. 30 Sanità Notizie n. 2 • Luglio 2003 Il ruolo dell’ospedale di Albenga nel Ponente L’Ospedale Santa Maria di Misericordia di Albenga storicamente è sempre stato dotato di un Reparto di Ortopedia e Traumatologia ed ha avuto l’onore di annoverare come Primario, negli anni ’70-’80, il Prof. Marcello De Benedetti, che è stato uno dei primi Chirurghi Ortopedici liguri ad introdurre le moderne tecniche della protesizzazione dell’anca. L’innovazione tecnologica, introdotta con passione dal Dott. Claudio Delfino, ha permesso lo sviluppo dell’ortopedia albenganese negli anni ’90. Oggi, l’U.O. interviene sia in ambito traumatologico, che in quello elettivo. Pur essendo un presidio ospedaliero di piccole dimensioni, l’Ospedale di Albenga ha un servizio di Pronto Soccorso di recente ristrutturato logisticamente e con personale medico e infermieristico formato all’emergenza e ad esso dedicato nell’arco delle 24 ore. Vi è un servizio di anestesia, con medici di provata esperienza rianimatoria, presente e a disposizione nelle 24 ore; un’ottima equipe multidisciplinare specialistica sempre a disposizione (Radiologi, Laboratoristi, Cardiologi, Chirurghi e Internisti); un nuovo “blocco operatorio” con il suo efficiente personale, formatosi in tanti anni di esperienza e dedizione. Tutto ciò consente all’U.O. Ortopedia e Traumatologia di poter intervenire in tempo reale e di poter trattare patologia traumatica che, fino a pochi anni fa, doveva essere indirizzata ad altri presidi ospedalieri. Gli interventi chirurgici, eseguiti nel corso di un anno e volti a riparare il danno da frattura, sono circa 400, comprendenti le fratture degli arti dell’adulto e del bambino, comprese le Gli interventi presso l’U.O. in un anno sono mille Indice di gradimento alto per Ortopedia e Traumatologia La collaborazione con il Servizio di Riabilitazione e Recupero Funzionale Arturo De Michieli Direttore U.O. Ortopedia e traumatologia Ospedale “Santa Maria di Misericordia” di Albenga fratture di bacino. E’ con piacere che ricordiamo il servizio di un noto rotocalco nazionale che riportava un sondaggio sugli ospedali in zona turistica. Da tale articolo emergeva che il nostro ospedale (e la traumatologia in particolare) aveva un elevatissimo indice di gradimento. Per quanto riguarda la sezione ortopedica dell’U.O., questa si articola su diversi indirizzi: • chirurgia protesica articolare (spalla, anca, ginocchio, caviglia) e sua chirurgia di revisione • chirurgia correttiva delle deformità congenite ed acquisite degli arti (osteotomie correttive, protesizzazione) • chirurgia del piede (l’acquisizione in tempi ormai brevi di un baropodometro computerizzato, che consente uno studio approfondito dei carichi e del passo, permetterà un progresso sostanziale nelle scelte chirurgiche) • chirurgia del rachide lombare (ernie del disco lombari, instabilità vertebrali, stenosi del canale vertebrale) • chirugia artroscopica (spalla, ginocchio, caviglia) Gli interventi realizzati in un anno, oltre a quelli traumatologici già citati, sono circa 600, per un totale complessivo di 1000 interventi. Di essi, il 30% è eseguito in regime di Day Surgery (ovvero con il ricovero della durata di un solo giorno). L’U.O. si avvale anche del Servizio di Riabilitazione e Recupero Funzionale, di cui è Direttore il Dott. Vito De Giglio, con cui è in atto un lavoro di collaborazione stretta, nell’intento di portare già al letto dell’operato, quanto sia per lui necessario al fine di raggiungere l’eccellenza terapeutica, secondo le linee-guida più avanzate. Attualmente, nel quadro della generale ristrutturazione dell’Ospedale, si stanno eseguendo lavori di ammodernamento nei locali di degenza. Per tale motivo, purtroppo, potranno verificarsi elementi di disagio per i ricoverati. Di ciò ce ne scusiamo, certi di poter offrire ben presto un migliore confort. Ospedale “S. Maria di Misericordia” di Albenga U.O. Ortopedia e Traumatologia Direttore Arturo DE MICHIELI Dirigenti medici Franco IACOVACCI Rocco MONTEDORO Luigi NAPOLI Piergiovanni TRADA Caposala Chiara GUALANDI Posti letto ordinari: 24 Posti letto in D.S.: 1 Telefono: 0182/546-703 0182/546-343 E-mail: [email protected] 31 n. 2 • Luglio 2003 EDITORE DIREZIONE Ubaldo Fracassi Direttore generale Alessandro La Gumina Direttore amministrativo Franco Vairo Periodico trimestrale di informazione dell’ASL 2 del Savonese 32 I dati riferiti ai destinatari di “Sanità Notizie” vengono utilizzati esclusivamente per l’invio della pubblicazione e non vengono ceduti a terzi per nessun motivo Sanità Notizie Comunicazione istituzionale Direttore sanitario © Copyright ASL n. 2 Savonese Via Manzoni, 14 - 17100 Savona Tel. 019 84041 C.F. e P. IVA 01062990096 Stampa: Coop Tipograf C.so Viglienzoni, 78 r. 17100 Savona Tel. 019 804947 - Fax 019 806657 e-mail: [email protected] REDAZIONE Direttore editoriale: Giampiero Storti e-mail: [email protected] Direttore responsabile: Mario Lorenzo Paggi Hanno collaborato a questo numero: Ubaldo Fracassi, Rosavio Bellasio, Teresiano De Franceschi, Filippo Falchero, M.L. Paggi, Antonio Fibbi, Giuseppe Romagnoli, Vittorio Barbieri, Roberto Lerza, Grazia Guiddo, Flavio Frumento, Corrado Marziano, Ezio Venturino, Luigi Caliendo, Alessandra Pastorino, Anselmo Marco, Graziano Piccardo, Flavio Polliano, Fiorella Robba, Luca Corti, Francesco Romani, Anna Maria Rebagliati, Gaetano Merrone, Paola Oreste, Gian Luigi Figini, Marco Bessero, Elena Farulla, Morena Scurani, Arturo De Michieli, Giampiero Storti, Simonetta Porazzo, Claudia Agosti. Questo numero è stato stampato e distribuito gratuitamente in 9.700 copie e inviato presso le U.O. agli oltre 3.000 dipendenti dell’A.S.L. 2 Savonese, a tutti i medici iscritti all’Ordine provinciale di Savona, a tutti i medici di medicina generale e pediatri di libera scelta della Provincia di Savona e alle oltre 100 farmacie per la distribuzione diretta ai pazienti. Viene inviato alle Istituzioni, ai Comuni e alle Parrocchie, alle Associazioni di Tutela e Volontariato, ai Sindacati. Una parte viene distribuita gratuitamente presso i nostri ambulatori.