Settimanale d’informazione Poste Italiane spa - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (Conv. in L. 27/02/2004 n.46) art. 1, comma 1, DCB - Jesi ANNO LV- N. 25 Euro 1 DIREZIONE E REDAZIONE: JESI - PIAZZA FEDERICO II, 8 - TEL. E FAX. 0731.208145 Editoriale agorà Vivere in pienezza D on Costantino, sacerdote, educatore, professore, storico, giornalista, scrittore, direttore, fondatore … In tanti modi Costantino Urieli è stato chiamato, ma soprattutto è stato definito come un uomo che ha vissuto in pienezza la sua vita. Ha saputo adattarsi ai tempi nei quali si è trovato a vivere, da quelli tristi della guerra duranti i quali ha saputo portare conforto e aiuto materiale a quelli della rinascita del dopoguerra quando ha contribuito alla crescita sociale e culturale della città. In tanti modi ha saputo farsi compagno di viaggio di quanti ha incontrato sul lungo cammino della sua vita che ha concluso nel pomeriggio di giovedì 28 giugno scorso. Nato nel giorno in cui la Diocesi celebra il patrono san Settimio, il 22 settembre del 1921; nello stesso giorno è stato ordinato sacerdote e ha promesso fedeltà alla Chiesa che ha accolto come sposa da amare e difendere. “Il sacerdote, con tutta la Chiesa, cammina con il proprio tempo, e si fa ascoltatore attento e benevolo, ma insieme critico e vigile, di quanto matura nella storia”: così scriveva Giovanni Paolo II e così è vissuto don Costantino. Quando era facile attaccare e accusare gli uomini di Chiesa, don Costantino sapeva rispondere con le parole dettate dai sentimenti del suo cuore e dalla profonda cultura che coltivava con impegno e sacrificio. Anche dalle colonne di questo settimanale che ha diretto per 41 anni, don Costantino è ricordato con affetto, stima, amicizia. Vorrei collegarmi al clima di vivace dibattito sul ruolo dei cattolici in politica per riportare alcune righe del direttore Urieli nel suo editoriale di domenica 24 giugno 1979. Sono trascorsi ventisette anni ma è il suo scritto è ancora attualissimo: commentava l’interpretazione che “una agenzia della sinistra cattolica, l’Adista, ha dato sulle recenti elezioni politiche italiane alle quali la Democrazia Cristiana non aveva trionfato” (elezioni del 3 e 4 giugno 1979). In quel numero del settimanale l’editoriale è a due colonne, indirizzato “Agli amici lettori” con il titolo “Il risveglio religioso e il problema della scelta politica”: propone una sua riflessione accurata sul ritorno al sacro che in quel momento la società civile stava registrando e conclude, collegandosi alla attualità politica, sulla difficoltà per i cattolici di essere coerenti e di vivere una fede matura anche nel momento del voto. Urieli ha dedicato poi una lunga risposta ad una critica di Massimo Papini, ancora sulla presenza e sull’espressione del voto dei cattolici in politica, e scriveva: “fede e politica non sono realtà coincidenti ma non sono realtà estranee; la fede ha e non può non avere una dimensione politica e la scelta politica di un credente non può prescindere dalla sua fede.” Tanti scritti don Costantino ha dedicato a questi temi e così vorrei ricordarlo, per quel suo saper prendere posizioni decise cercando di avere sempre come obiettivo la difesa della dignità e del valore profondo dell’uomo, con umiltà ma anche con la certezza della sua fede. Beatrice Testadiferro lavoro unitalsi Si avvicina l’incontro dei giovani Festa in piazza a Moie dal 6 all’8 luglio 12 9 di Giorgi Barboni Impôt repriséTassa riscossa Ufficio di Jesi domenica 8 luglio 2007 jesi I ritmi e le dimensioni del tempo di Gabriele Gabrielli 4 Intervista al Presidente dello IOM di Paola Cocola 12 L’omaggio a don Costantino Articoli a pagina 2, 10 e 11 G iustamente giorni fa un quotidiano locale definiva mons. Costantino Urieli una figura imponente della Chiesa e della società civile. A ripercorrere la personalità e la produzione culturale di quello che viene unanimemente riconosciuto lo “storico della città e del contado”, continua a stupire la constatazione della quantità inscindibilmente abbinata alla qualità della sua poliedrica produzione, che tanti di noi ben conoscono e che ne ha fatto una figura chiave della Vallesina. La molteplicità dei talenti che caratterizzavano la sua persona - acume e profondità di pensiero, scavo instancabile della storia attraverso le fonti, nervatura di saldo rigore morale, capacità di linguaggio incisivo, scultoreo e spesso graffiante, - si abbinavano ad uno spiccato senso di relazione, che lo portava ad interagire nel mondo ecclesiastico, civile e culturale, in modo da suscitare circolarità di idee, dibattiti a volte accesi, vivacità di stimoli. La sua visuale a tutto tondo, che scrutava la radice del particolare sapendolo innestare nelle dinamiche della storia passata e presente della nostra regione, davano il senso della compiutezza di un pensare e di un agire, non certo condiviso da tutti, ma certamente punto di riferimento imprescindibile del contesto in cui ognuno era chiamato ad operare. La mia conoscenza di lui è iniziata dai suoi libri, che hanno dispiegato a chi veniva da altra regione la ricchezza a volte nascosta di una terra la cui storia era stata forgiata da personalità scolpite con precisa veridicità, ma frutto, e lo si capiva bene, del tessuto corale di un popolo silenziosamente ma tenacemente protagonista della sua storia; ma ancor più coglievo dagli articoli di fondo, che firmava su “Voce”, la tempra tenace con la quale si spendeva nelle battaglie più varie a favore dell’uomo e della verità. Il rapporto diretto con la sua persona si è però approfondito e consolidato attraverso il lavoro culturale condotto nei vent’anni della direzione della Planettiana. E’ stato spontaneo e conseguente coinvolgerlo nella produzione e valorizzazione della storia e della cultura, soprattutto nei primi anni in cui all’eredità lasciata dal direttore Pierpaoli (di una struttura sapientemente costruita e gelosamente custodita nella molteplice preziosità dei fondi che via via aveva saputo incrementare) occorreva dar seguito nella direzione di una forte apertura e comunicazione alla città delle ulteriori potenzialità di questo servizio culturale. Sono gli anni della nascita della rivista “Biblioteca aperta”, delle numerose iniziative scaturite dalla sinergica elaborazione di idee e progetti generati dal cuore della Commissione biblioteca, spazi di fucina culturale tra appassionati e studiosi della città, che al di là delle idee diverse e della variegata appartenenza politica, erano accomunati dal gratuito e appassionato amore per una cultura a servizio della città; all’interno di questi luoghi il suo contributo si rendeva immediato, sostanzioso e concreto; la sua consapevolezza culturale, la fierezza e il suo rigore nel fare cultura non mancavano di assoggettarsi volentieri a sottoporre i suoi contributi alle diverse visuali degli altri studiosi, perché ne scaturisse un prodotto culturale condiviso. Valga per tutti l’edizione degli antichi statuti comunali, la cui traduzione dal latino medievale non avrebbe potuto essere realizzata senza l’apporto del suo sapere, che era conoscenza approfondita anche degli antichi termini dialettali locali. Sono gli anni in cui il Comune di Jesi gli riconosce la cittadinanza benemerita, per la passione culturale con cui produce cultura (basti citare la sequenza delle pubblicazioni sulla storia di Jesi e il suo contado o i tre tomi sul dialetto e folklore), ma anche per una disponibilità culturale all’insegna della sinergia e della relazione, che traspariva significativamente anche dai frequenti articoli a sua firma, che veicolavano il pulsare culturale della città. Il suo fare cultura non era limitato alla estrinsecazione dei suoi talenti a vantaggio della città; egli lo sentiva come una occasione privilegiata del vivere la testimonianza della sua consacrazione; in un editoriale apparso su questo giornale dal titolo “cultura ed evangelizzazione”, così concludeva: “La cultura nel senso più vasto, quella dei valori umani, dell’arte e della storia, della pace e del costume, dell’ecologia, sono questi i temi su cui impostare un discorso o solo creare un interesse o anche una simpatia, utile perché in certi momenti, quando il vuoto si fa d’intorno e fuori di noi, e si cerca qualcosa o Qualcuno che ci dia se non una spiegazione, ma almeno una forza per affrontare il dolore o il perché della vita (e torna alla mente il colloquio tra Mitterand con il filosofo cristiano Guitton) arriva il momento non per vantare conversioni perché il cammino della grazia non va fortunatamente secondo i nostri prefabbricati canoni, ma per inchinarsi dinanzi al mistero della vita e di Dio, tutto affidando alla Sua pietà. Ecco allora come la cultura, che non è certo quella del solo ballo o della porchetta e verdicchio, può offrire il senso di Dio, non per riempire le Chiese, ma per sentire quello che umilmente diceva il curato di campagna di Bernanos: “Tutto è grazia”. L’occasione di conoscere in profondità la sua persona nell’interezza della sua vita e del suo sentire me la offrì lui stesso quando, in virtù di questo comune sentire culturale, mi mise a parte di una produzione più nascosta e riservata: con l’andare degli anni aveva trasposto in numerosi e poderosi volumi dattiloscritti il diario della sua vita, descritta con straordinaria verità e incastonata nel corale affresco della società jesina di oltre mezzo secolo. Imparai ad apprezzarlo allora soprattutto per la capacità del suo saper soffrire, nella molteplicità dei suoi aspetti, e della fedeltà e coerenza ai suoi ideali. Quando poi con l’andare degli anni e soprattutto nell’ultimo decennio gli vennero progressivamente a mancare le opportunità di mettere a frutto i suoi talenti culturali, il rapporto, anzichè affievolirsi, si intensificò in una dimostrazione di gratitudine e stima sigillata dai pochi ma intensi incontri di questo ultimo anno, segnato dal calvario di una inattività assoluta su una sedia a rotelle. Una settimana prima della sua partenza ho potuto ringraziarlo ancora una volta per quanto da lui fatto per la cultura: nell’immobilità assoluta sul letto della piccola stanza, la mano che indefessamente aveva scritto con tanto vigore era ormai trasparente, ma gli occhi esprimevano una dolcezza e una luminosità infinita e tutto aveva il senso di un reciproco e profondo ringraziamento. Come ho avuto modo di esprimere recentemente al Vescovo ed al Sindaco, mi sento onorata di aver potuto beneficiare di un rapporto così intriso di cultura fatta vita, che chiama a nuove prospettive culturali. Rosalia Bigliardi Parlapiano 2 Cultura e società 8 luglio 2007 Del più e del meno Montecarotto - Da mercoledì 4 a domenica 8 luglio La Voce di don Costantino di Giuseppe Luconi L a notizia della scomparsa di don Costantino è stata un dolore per tutti. E in particolare per chi, come me, lo ha frequentato per lunghi anni, accomunati come eravamo dalla passione per il giornalismo e per la storia patria. È difficile esprimersi in queste circostanze. La via per farlo l’ho trovata rileggendo le lettere che in tempi diversi don Costantino mi aveva scritto: con la sua calligrafia piccola e quasi stenografica. E cogliendone alcuni passaggi, forse non dei più interessanti per il lettore ma per me estremamente significativi. Concorrenti e mezzo, avrò allora bisogno del tuo consiglio e contributo”. Pensava ad un lavoro “a quattro mani”. Tornò a chiedermelo quando stava preparando il nuovo libro ma declinai l’invito: eravamo troppo lontani nel modo di scrivere la storia: io ero più per il racconto dei fatti, lui per il commento critico. E’ in definitiva la differenza che si è avvertita nel modo di “confezionare” questo settimanale nei 35 anni in cui lo ha avuto in mano don Costantino e nei dieci in cui mi sono trovato ad esserne io, di fatto, il responsabile. Spirito laico Siamo stati per lungo tempo concorrenti: lui direttore di Voce della Vallesina, Ci sono difficoltà, incomprensioni, moio di Jesi e la sua Valle, ma mai “nemici”. menti difficili per chi ha la responsabilità Ricordo di aver ospitato di un giornale. Ne scrisse più volte articoli di don a chiare note su Voce al Costantino sul mio giorcompimento del trentenale, così come ricordo simo anno di direzione di aver iniziato a scrivere del giornale. Se da una articoli di storia proprio parte aveva rivendicato su “Voce”. Anche in pre“l’impegno culturale del cedenza si era collaborafoglio, spesso anticipatore, to: lui corrispondente de sempre all’avanguardia L’Avvenire d’Italia, io del in questo settore a Jesi e Resto del Carlino. Fra i nella Vallesina”, dall’altra ricordi di allora: passai si era lasciato andare ad al mio giornale la notiuna amara constataziozia della venuta a Jesi del ne: “C’è anzitutto una soCardinale Mimmi per litudine, colpevole o meno, l’inaugurazione del nuonel guidare un foglio che vo seminario telefonansempre più e sempre medo a Bologna proprio da glio avrebbe dovuto essecasa di don Costantino. re e dovrebbe essere casa Voce della Vallesina di tutti, e di tutti non è era parte della sua vita. riuscito ad essere; c’è la Ed era anche lui, don realtà di un dialogo che è Costantino, contrario stato ed è molto più facile, alle lunghe pause estive del giornale. “Sono concreto e fattibile aprirlo fuori casa che iniziate le lunghe ferie di Voce – mi scrive- entro la casa comune…”. va nel luglio del ’92 – Io le avrei desiderate Sul fatto che il settimanale avesse «più meno prolungate, ma le ristrettezze finan- ascolto e riconoscimento nel mondo laico ziarie hanno condizionato la decisione”. Ma che non in quello strettamente ecclesiaper don Costantino le ferie non esistevano: le»: “Purtroppo è una realtà che mi ferisce “Per me è cercare di portare a termine al- – aveva precisato - non perché Voce abbia tri impegni cui da tempo ho messo mano; più attenzione nel mondo laico. Io sono difficile pensare ad un vero riposo, quando nel sangue e nella coscienza uno spirito quello definitivo non appare molto lontano”. laico, ma certamente non laicista. Io mi Lo scriveva quindici anni fa… sono sforzato sempre di sentire il nostro settimanale come un ponte aperto tra il Ricerche storiche mondo laico e quello ecclesiale. A questo mondo laico piacciono poco, tanto meno Don Costantino mi stimolava ad utiliz- interessano, le alte discussioni professiozare meglio le mie ricerche “storiche”, ad in- nali tra preti, specie se di una pastoralità quadrarle in un lavoro a più ampio respiro: astratta. Pastorale a mio parere significa “Sei una fonte inesauribile di annotazioni aprirsi a tutti i problemi dell’uomo, oggi. E’ memoriali storiche e di costume di note- a questo mondo laico - la stragrande magvole interesse ed alto indice di gradimento gioranza di Jesi – che Voce vuol parlare”. – mi scrisse un giorno – Per questo ti invito Io gli avevo testimoniato la mia solia navigare in mare aperto… lasciare il sin- darietà. “Sei tu l’unico – mi aveva risposto golo episodio per affrontare in una visione - ad aver espresso parole che ricordano e ancora più ampia e coraggiosa la realtà valutano un lavoro trentennale, non semumana che tu conosci perfettamente e sai pre apportatore di grandi soddisfazioni. cogliere nei suoi aspetti più significativi, Ci sono abituato. Giustamente tu sottoliprendendola con una verve serena, ma non nei la forza, o tigna nel restare al proprio per questo edulcorata o falsata” . Dette da posto, anche se la stanchezza, la noia, la don Costantino, erano parole che mi inor- indifferenza ti spingerebbero verso altre goglivano. decisioni. Del resto ormai il cammino è E un giorno, quando ancora non aveva segnato. Si va verso quel traguardo al di scritto il suo ultimo libro su “Jesi e il suo là del quale qui sulla terra non ci sono Contado”: “Se per caso venisse a me la vo- altri. Vado tranquillo – aveva concluso glia – anzi la voglia ce l’ho – e il tempo me – con la speranza di non poter dare troplo permettesse, nel momento in cui io met- po fastidio, dopo averne fino ad ora dato tessi mano all’ultimo impegnativo lavoro, non poco…”. quello della storia di Jesi, dell’ultimo secolo Foto Candolfi I “Verdicchio in festa” vini marchigiani di nuovo in bella mostra sulle principali piazze di Montecarotto. Tra musica, spettacoli, verdicchio e buona cucina la manifestazione “Verdicchio in festa” torna puntuale a rallegrare le vie e le piazze del centro storico di uno dei principali paesi del verdicchio. Giunta q u e s t ’a n n o alla ventesima edizione, Verdicchio in festa si svolgerà a partire dalla serata di mercoledì 4 a domenica 8 luglio, come sempre l’obiettivo principale della manifestazione sarà la promozione delle tipicità enogastronomiche locali, del territorio, del turismo e del paese. Le cinque giornate di festa saranno dedicate in primo luogo alla promozione dei vini marchigiani, sempre più noti ed apprezzati in tutto il mondo, con degustazioni guidate da sommelier, aperitivi, abbinamenti vino cibo, spettacoli e convegni che paleranno di vini e prodotti tipici. La giornata di mercoledì 4 luglio è stata dedicata al tema del turismo con un convegno su “Turismo e ricettività nelle zone del verdicchio dei castelli di Jesi”. Ogni sera piazza del Teatro ospiterà artisti di piano bar, ci saranno concerti di vario genere, commedie dialettali, musica dagli anni ’60 ai giorni nostri ed anche uno spettacolo di cabaret. Domenica 8 luglio alle 16 presso il teatro comunale, la terza edizione del concorso organizzato dall’Associazione Italiana Sommelier in cui verrà eletto il primo sommelier delle Marche. Alle 18.30 nel giardino della Liberazio- ne “Intermezzi swing e jazz” con il gruppo “Via Marconi 22 Sextet”. In piazza Latieri alle 21.30 la Fisorchestra marchigiana di Castelfidardo offrirà al pubblico un piacevole concerto ed infine in piazza del Mercato un party a cura dell ’a s s o c i a zione Oltreconfine. Durante le cinque serate saranno allestite mostre di pittura e di fotografia di artisti locali e mostre di mobili antichi. I visitatori che arriveranno a Montecarotto oltre a gustare le specialità enogastronomiche, avranno l’occasione di visitare i monumenti storici e artistici del paese come la chiesa di San Filippo, la chiesa della Santissima Annunziata e del Crocifisso, il Teatro Comunale, la cinta muraria, il Museo della Mail Art, Palazzo Baldoni e il Torrione dell’orologio. Fabrizio Filippetti Cupramontana I 25 anni della Croce Verde nel libro di Brunori “Coraggio di ogni giorno” L’ Associazione Croce Verde di Cupramontana, sabato scorso, ha festeggiato i suoi primi 25 anni di fondazione e l’ha fatto con un ricco programma che si è svolto durante l’intera giornata. L’A s s o c i a z i o n e da anni è vicino alla comunità cuprense con i suoi servizi socio - sanitari e con il suo importante volontariato: ben trentanove i volontari, tutti soccorritori qualificati, che quotidianamente operano in una zona vastissima, che va da Cupra ai comuni di Monte Roberto, Maiolati Spontini, Castelbellino, Staffolo e San Paolo. Questo importante servizio è stato raccolto e ricordato nel libro “Coraggio di ogni giorno. Storie e racconti dei primi venticinque anni della Croce Verde di Cupramontana”, presentato nella mattinata presso la Sala Consiliare e scritto dal giornalista e collaboratore di Voce, Andrea Brunori. Alla presentazione, avvenuta con il saluto del sindaco Fabio Fazi, che ha ringraziato i numerosi presenti per il servizio prestato, sono intervenuti il presidente della Croce Verde, Giuseppe Lorenzetti, che ha ricordato i fondatori dell’Associazione, Luigi Stefanelli e Tazio Galeassi, recentemen- te scomparso; il presidente regionale dell’associazione nazionale pubblica assistenza (Anpas), Massimo Mezzabotta; l’autore e il giornalista Maurizio Verdenelli, che ha moderato l’incontro. Di seguito è stata inaugurata una mostra fotografica dei bambini di tutte le scuole di Cupramontana che hanno partecipato al concorso “La Croce Verde vista dagli occhi dei bimbi”. La mostra rimarrà aperta fino al 15 luglio nei giorni feriali dalle 17.30 alle 20 e nei giorni festivi dalle 10 alle 12.30 e dalle 17.30 alle 20. La festa è proseguita con il raduno delle Consorelle nella nuova sede dell’associazione, in via Fossatelli, dove è avvenuta l’ufficiale inaugurazione, insieme a quella dell’ambulanza e del taxi sanitario alla presenza delle autorità. Il vescovo Gerardo ha presieduto la celebrazione Eucaristica che si è tenuta nel tardo pomeriggio. Questo importante compleanno è terminato con una bella festa in piazza allietata dal concerto dei “Kubla Khan” e delle “Bollicine”, band cover ufficiale di Vasco Rossi. Cristiana Simoncini 3 Cultura 8 luglio 2007 La Macina dalla Russia in Francia SCUSATE IL BISTICCI O (ghiribizzi lessicali) Peter Pun (con la u) www.peterpun.it TIRATARDI = RITARDATI Doppio cambio di vocale… anti-ore piccole C’è un detto a cui mio nonno spesso faceva cenno: POCO DORMIR FA DANNO. Chi si priva del sonno ben presto esce di senno: anche i muri lo sanno MORFEO, INSOSTITUIBILE RIGENERATORE DI ENERGIE Cambio di vocale… salutista Ogniqualvolta l’uomo si ricorica, anche se non ci pensa, si ricarica QUIZ CULTURALE A un illustre intellettuale nostrano – un autentico “luminare” – si attaglia alla lettera il nome di una delle sette classiche meraviglie del mondo antico. Chi è l’intellettuale in questione ? Qual è la meraviglia ? *** Soluzione del gioco precedente: compare. In preparazione al festival folk A ncora successi internazionali per “La Macina”. Infatti questo ormai “storico” Gruppo di ricerca e canto popolare marchigiano è stato protagonista in questo mese di giugno, di due importanti tournèè internazionali. Nella prima settimana di giugno in Russia, a Lipetsk, ha partecipato con grande successo al Settimo Festival delle Arti creative, in rappresentanza dell’Italia e delle Marche in particolare. Al Festival erano presenti più di cinquanta gruppi folcloristici, provenienti da tutta la Russia. Nei vari concerti tenuti nei diversi teatri di Lipetsk e nelle città di Yelets, Stanovoie e Zadonsk, La Macina ha riscosso affetto e stima dal grande pubblico che ha assistito alle sue performance e che ha attribuito grandi ovazioni al sestetto. Molti gli scambi ed incontri con gli artisti locali, con il coro “Dolgorukovo” e con gli artisti del Gruppo “Rossijanka” di Lipetzk, gruppo che poi ha partecipato a metà giugno nelle Marche, alla Settima Edizione del Festival “Giovane Cultura Russa” in Italia, insieme all’Orchestra dei solisti “Premiera” del marchigiano. L’ultimo concerto a Mayenne, La Macina, l’ha tenuto, nella Place Clèmenceau, nel pomeriggio di domenica 24 giugno. Sulla via del ritorno, La Macina si è esibita a Le Fontanile, una cittadina del’hinterland di Grenoble, nel sud della Francia. Ora il Gruppo “La Macina” è proteso alla preparazione ed all’organizzazione del Monsano Folk Festival, giunta alla ventiduesima edizione, che in sedici giorni di concerti e di spettacoli (dal 2 al 17 agosto) toccherà ben undici comuni dell’anconetano: da Monsano a Jesi, da Ancona a Castelfidardo, da Montemarciano, Santa Maria Nuova, Monte Roberto, Polverigi, Mergo, Montecarotto a Monte San Vito. Il Festival si aprirà a Monsano il 2 agosto con una prima assoluta: l’attesissimo ed inedito“Concerto per voce e pianoforte” di Gastone Pietrucci, leader de La Macina, accompagnato al pianoforte dal giovane talento musicale, Fabio Verdini. Conservatorio Ciaykovsky di Mosca. Un importante incontro questo de La Macina, in Russia che aprirà sicuramente la strada per future e proficue collaborazioni e scambi tra le culture musicali dei due paesi. Dal 20 al 26 giugno, La Macina è letteralmente “volata” in Francia: dove ha tenuto un primo concerto a Mayenne, giovedì 21 giugno, in occasione della Giornata europea della Musica. Nei giorni successivi, La Macina ha tenuto un commovente incontro ed un concerto estemporaneo nella comunità nomade, che ha accolto con grande entusiasmo la musica ed i canti del gruppo Nella foto La Macina fotografata dopo il Concerto tenuto nel Teatro “Sokol” di Lipetsk. Una selezione di opere dedicate al nettare di Bacco Castelferretti Festa della Famiglia C Q Spirito di…vino uadri, sculture, batik, ome accade ormai da 25 anni l’estate Castelfrettese sarà collage ed altro ancoanimata dalla “Festa della Famiglia” evento significativo ra con tema unico quello di ritrovo, aggregazione, socializzazione, animazione e ri- del nettare del dio Bacco. flessione non solo per la comunità parrocchiale ma per tut- E’ “Spirito di…vino”, titolo to il paese. In occasione del venticinquesimo compleanno la curioso quanto evocativo festa verrà svolta principalmente nella piazza della Libertà, per la mostra promossa dal antistante quello che è stato il Castello dei Conti Ferretti, Sistema Museale della Proed ha ottenuto il patrocinio del Comune di Falconara Ma- vincia di Ancona, che dal rittima. Le manifestazioni sono completamente gratuite e 4 al 28 luglio sarà ospitata vengono svolte grazie all’opera di volontari Venerdi 6 luglio all’interno delle sale del alle ore 21.15 in piazza della Libertà si riderà con la comme- Museo civico e della Mail dia “Quello che se fa… se ‘rtroa!” de “La nuova” compagnia art di Montecarotto. Il teatrale di Belmonte Piceno. Sabato 7, alle ore 21 presso la vino, come filo conduttore, piazza Albertelli, il pubblico potrà ammirare il tradizionale ricorre in ogni elemento di Corteo Storico ed il “Palio dei Ronchi”, spettacolo equestre questa esposizione: l’apere sfida tra i cavalieri dei quattro quartieri nella Giostra del tura infatti coincide con la Saraceno. La Festa della Famiglia si concluderà domenica 8 tradizionale festa cittadina, luglio con la consueta Cena alla Corte del Conte, in piaz- “Verdicchio in festa”. za della Libertà alle ore 20, cui seguirà lo spettacolo in stile Le opere sono frutto di medievale “Errando per feudi e corti”. una selezione di 58 lavori, Per partecipare alla cena è necessario acquistare per tempo realizzati in occasione delil biglietto presso appositi esercizi commerciali del paese. la rassegna “Cantine aper- l’arte che promuove, te”, ad opera dei giovani attraverso canali poartisti dell’istituto d’arte stali mondiali, la cirEdgardo Mannucci, nelle cuitazione di opere sue tre sedi di Ancona, Jesi di piccole dimene Fabriano. Infine, i lavori sioni, come diseselezionati ed esposti sa- gni, grafica, dischi, ranno uno per ogni can- cd, piccole sculture, tina di Montecarotto, per realizzate da artisti celebrare ulteriormente il collegati fra loro, vino come risorsa da am- da iniziative libemirare, apprezzare e degu- re o tematiche. Il stare. Museo, unico nel Sede dell’allestimento, si suo genere in Italia, diceva, è il Museo civico ospita anche opere e della Mail art, costituito grafiche di Orfeo nel 1984 grazie alle dona- Tamburi, Pericle Fazzini, zioni di alcuni dei maestri Umberto Mastroianni e dell’arte italiana. Si trat- Arnaldo Ciarrocchi. ta infatti di una singolare L’ingresso alla mostra raccolta di opere: per Mail “Spirito di…vino” è graart, infatti, si intende quel- tuito per tutti gli abitanti della cittadina. Per gli altri, è possibile acquistando il normale biglietto di ingresso del museo. Per info numero verde 800 439392. Mercoledì 11 luglio alle ore 21 in piazza Margherita Hack torna a Castelbellino C’ era tantissima gente, a novembre, all’incontro che il Comune di Castelbellino aveva organizzato con Margherita Hack, ma tantissime erano state anche le persone che non erano riuscite ad entrare nel piccolo teatro di Castelbellino. E’ anche per un debito di riconoscenza nei confronti di quelle persone, che mercoledì 11 luglio, alle ore 21, la grande astrofisica sarà di nuovo a Castelbellino, in Piazza San Marco. Margherita Hack proporrà la seconda parte del suo viaggio ideale tra i pianeti: se l’altra volta il tema della conferenza era stato “La formazione dell’universo e la nascita della vita nei pianeti”, stavolta si parlerà di “Pianeti extrasolari e probabilità di vita nell’universo. L’introduzione sarà ancora affidata alla prof. Laura Cavasassi, direttrice di Castelbellino Filosofia. Ma l’arrivo della Hack riveste anche un significato più profondo, perché la scienziata non viene soltanto per motivi di “lavoro”, ma per vedersi assegnare la cittadinanza benemerita di Castelbellino. Con questo riconoscimento, Margherita Hack lega ancora di più il suo nome a quello del piccolo castello della Vallesina, che dall’11 luglio annovererà tra i suoi concittadini questa donna formidabile. Nella motivazione del riconoscimento si legge: “Per ben due volte la Chiarissima Professoressa ha accolto il nostro invito a parlare pubblicamente delle tematiche inerenti al Suo alto magistero, con particolare riguardo all’astrofisica, disciplina per la quale Ella è famosa nel mondo”. All’epoca del primo incontro, sorprese la grande presenza di giovani e giovanissimi, incuriositi e affascinati dalle parole di Margherita Hack. Alla fine dell’incontro furono molte le domande rivolte dall’astrofisica e le più interessanti vennero proprio dai ragazzi. Il momento più atteso di ogni conferenza dopo tutto, è quello delle domande e lo diventa ancora di più quando a rispondere è un personaggio della statura di Margherita Hack 4 8 luglio 2007 Attualità nel mondo del lavoro: appunti di viaggio di Gabriele Gabrielli* L’Europa senza bandiere di Riccardo Ceccarelli S arà una data storica quella del 23 giugno, quando il vertice di Bruxelles ha accantonato la “Costituzione europea”, già bocciata peraltro da alcuni stati. Al suo posto ci sarà un “Trattato” che modificherà quelli esistenti. Un accordo di compromesso raggiunto all’alba appunto del 23 giugno. Sui contenuti di questo “compromesso al ribasso” diversi sono stati i commenti sulla stampa, venuti meno poi nel corso dei giorni successivi. Si è parlato di fallimento dell’Europa, di un’Europa che non ci sarà più per i nostri figli, di un ritorno dei nazionalismi. Altri invece hanno detto che a Bruxelles forse è nata una vera unione. Certo non sarà più l’Europa che ci avevano fatto sognare e che dagli anni Cinquanta ci avevano proposto di costruire insieme e di sentirla nel panorama politico del continente. Un’Europa che si ritrovava in alcuni simboli, quelli che rappresentavano ed esprimevano l’Europa-nazione. Nel nuovo “Trattato” questi scompariranno: non più la bandiera blu stellata, non più l’inno (l’inno “Alla gioia” di Ludwig van Beethoven), non più il motto “Uniti nella diversità”, non più la “Giornata dell’Europa” che si celebrava il 9 maggio. Rimarranno l’euro, gli europarlamentari, le direttive, la sempre più complessa, elefantiaca ed invasiva burocrazia. Dove sarà l’Europa? Una sola espressione geografica, certo non più politica. Non sarà non solo quella di prima, quella che almeno si era tentato di fare, ma neanche quella che avevano pensato. Si consoliderà quella che ci hanno fatto vedere e sperimentare in questi ultimi anni. Solo legata all’economia, senza un’anima (incapace di individuare le proprie radici), senza una politica unitaria, né estera, né sociale. L’inno rimarrà nel telefonino di qualche nostalgico. Del resto quando ce lo hanno fatto sentire, almeno insieme all’inno nazionale? Il motto chi lo conosceva? Era mai stato detto che c’era, almeno nelle scuole, per suggerire un’idea di Europa? La “Giornata dell’Europa” quando è stata celebrata? Rimaneva la bandiera accanto a quella nazionale. Un frustolo di idea che nonostante tutto ancora proponeva un ideale. Ora con il nuovo “Trattato” non avremo neanche questa. L’Europa sarà senza bandiera. La bandiera non è l’ideale, ma lo indica, lo rappresenta, lo esprime, richiama un’identità. I popoli vivono anche di segni, di simboli. Dietro ad essi si coagulano sentimenti, idee, movimenti, azioni. Quando si aboliscono i simboli, vuole dire che qualcosa è venuto a mancare e non si crede più a quanto era dietro al simbolo. E se hanno abolito la bandiera dell’Europa, l’inno, il motto e la giornata vuol dire che a quell’Europa da essi significata non ci si crede più, che siamo in una nuova realtà che quei simboli non riescono più a esprimere e a comunicare. Non ci voleva poi molto a ipotizzare e a “vedere” questa “nuova Europa” quando l’unico segno ne era diventato l’euro, cioè il denaro, con la recondita speranza che l’unità monetaria trascinasse con sé l’unità politica del continente. Non credo che questa si stia concretizzando. Se in futuro l’“unità” ci sarà non sarà quella pensata dai “padri fondatori” che forse si erano illusi e ci hanno illuso nel tentativo di costruire un’Europa senza divisioni che ritrovasse le ragioni di una unità su un comune sentire. L’unione invece è solo nel nome del denaro e degli interessi nazionali che si possono avvantaggiare nello stare insieme. In definitiva uno stare insieme per convenienza, non una vera unione. Un fallimento di fronte agli ideali del passato. A questo punto se hanno tolto la bandiera, l’inno, il motto, la giornata, hanno fatto bene. Almeno non ci si prenderà più in giro. I simboli a volte valgono più delle parole. I RITMI E LE DIMENSIONI DEL TEMPO Sembra prendere più vigore un crescente e convergente pensiero che vuole recuperare il valore del tempo nella sua molteplice varietà di ritmi e di dimensioni. E’ un pensiero che trova sostenitori e divulgatori tra sociologi e filosofi, economisti e scrittori, marketing manager e intellettuali. Insomma una sorta di “plebiscito” a favore di un recupero e di una valorizzazione del tempo anche nel suo ritmo “più lento”, fatto di soste e riflessioni, alcune volute altre capitate; un recupero del tempo nelle sue diverse e molteplici prospettive legittimate dalla “unicità” e “dal sentire” di ciascuno. Da più parti, quindi, ci si ribella “al” ritmo assoluto e prevaricatore della velocità, che diventa troppo spesso fretta, dettato dall’economia della competizione assoluta e “turbo”; così come viene alzato un muro contro la crescente perdita del controllo del proprio tempo causata anche qui dai ritmi sostenuti, ma anche e forse soprattutto dalle numerosissime “relazioni” e “multiappartenenze” che creano, insieme a tante altre cose, certamente maggiori impegni e occupazione di tempo. La sensazione che abbiamo, dunque, è quella di andare a una velocità non voluta ma subita e quella di essere quotidianamente “sottratti” del nostro tempo da un modo di vivere rapace e ingordo. E’ una riflessione, come si diceva, di taglio generale in quanto tocca un po’ tutti gli aspetti della nostra vita sia personale che sociale; per questo è fatta oggetto di attenzione di molti studi e di variegate discipline. Pensiamo allora a quanto questa tendenza, che può essere anche considerata da taluni un pò velleitaria, possa influenzare e incidere anche nell’organizzazione del lavoro e nella gestione delle persone nelle imprese. Come sempre però i segni sono contrastanti e molte sono le contraddizioni, reali o apparenti. Certo è che il tempo, con i suoi significati e dimensioni, è stato sempre al centro e ha rappresentato uno snodo fondamentale per organizzare e gestire le relazioni di lavoro. Tra le molte questioni che la riflessione da cui siamo partiti propone ce ne sono almeno tre che rivestono una particolare attualità e che sembrano poter dar luogo ad altrettante opzioni personali e organizzative. Ne proponiamo per ora soltanto i “titoli”, per così dire, ripromettendoci di ritornare successivamente su ciascuno con qualche specifica e aggiuntiva considerazione. La prima questione origina dal presupposto che –nelle organizzazioni dove lavoriamoil nostro contributo sembra essere sempre meno legato “al tempo di lavoro” e che la nostra collaborazione trovi invece sempre più spesso, e con continuità, modalità e occasioni di prestazione anche “fuori orario”; insomma, c’è sempre più gente che –all’aumentare dell’autonomia e della responsabilità- si “porta il lavoro a casa”. E’ il tema, in altre parole, di dove finisce o inizia il lavoro (inteso in questo senso come sfera sociale pubblica) e il privato, confine che le trasformazioni in atto mettono sempre più “in confusione”. La seconda questione invece prende le mosse dalla scelta di quanti –sembrerebbero in molti e crescere di numero giorno dopo giorno- vogliono recuperare più tempo per sé e quindi sono disponibili a mettere in secondo piano carriera e status. La terza questione legata al tempo e ai suoi significati è poi quella del tempo ritenuto necessario per fare bene il proprio lavoro e quindi tocca la tematica di come regolare le diverse percezioni e/o aspettative rispetto al nostro operato. Qua dietro ci sono, insomma, l’insieme degli atteggiamenti, tensioni e delusioni, che originano e si sviluppano nel rapporto tra chi “chiede” il lavoro, cioè il contributo, la prestazione, i risultati e quanti devono rispondere a questa richiesta nei “tempi” e nei modi indicati. Queste che abbiamo menzionato sono soltanto alcune possibili declinazioni di un tema, quello del tempo, davvero ricco di implicazioni per la gestione del lavoro e delle imprese; ma anche per il nostro ben-essere.. Docente LUISS Guido Carli Appuntamenti con la Storia, il Teatro, la Poesia, la Filosofia, la Scienza, la Musica e le Arti visive Ritorna “Trivio e Quadrivio. Discorso e Numero” D al 5 al 25 agosto Majolati Spontini ospiterà il proprio festival della mente “Trivio e Quadrivio. Discorso e Numero” che nelle intenzioni dell’Amministrazione comunale vuole intrattenere i villeggianti e la popolazione sulle varie discipline culturali. Il programma del festival vuole in qualche modo far riferimento alle sette arti liberali, ripartite, nel medioevo, in trivium e quadrivium. L’apertura sarà domenica 5 agosto, alle ore 17,30, alla Chiesa della Cancellata, con l’inaugurazione di una mostra fotografica con immagini della dott.ssa Stefania Secondini dal titolo “Natura narcisa”. Seguirà il prof. Gianfranco Paci, Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’università di Macerata che tratterà un argomento di storia: “Aspetti di religiosità romana: il culto di Silvano nelle Marche e di Saturno in Africa”, prendendo spunto da due importanti iscrizioni da Suasa e da Fabriano. Sempre dome- nica 5 agosto, alle ore 21,30, co Rustichelli presenterà una la giornata si concluderà con lezione-spettacolo dal titolo un concerto per pianoforte e “La vita e la scienza moderna. sassofono con il prof. Adrian (Fino a che punto la degeneraVasilache e il prof. Gabriele zione fisica è ancora ineludibiGiampaoletti. le?)”. La prima parte dell’interMercoledì 8 agosto, alle ore vento sarà dedicata a conside21,30, presso il Teatro Gaspare razioni sui fenomeni collegati Spontini, sarà proiettato il do- alla vita, alla sua nascita, alla cumentario: “Gaspare Sponti- sua evoluzione fino alla comni (1774 – 1851) Nel 1° Cente- parsa dell’uomo con la sua nario della morte”. Realizzato intelligenza e alle capacità di intorno al 1950 da Gian Maria quest’ultima di influire sulla Cominetti per la Sursum Film vita stessa grazie alle conquiRoma. Tra gli attori Elio Pan- ste della scienza moderna. La dolfi che ha accettato, insieme seconda parte dell’intervento, al noto attore jeside cisamente no Corrado Olmi più oggettiva, e al pianista M. sarà dedicaMarco Scolastra, ta ad alcuni sia di ricordare le aspetti della riprese effettuate ricerca sciena Roma, ma poi tifica interdi intrattenere il disciplinare pubblico con uno nel contesto spettacolo origiin oggetto, nale. con particoSabato 18 agolare riguardo sto, alle ore 18,30, ai contribupresso la Chiesa ti della fisica della Cancellae ai risultati ta, il prof. Fransorprendenti ottenuti recentemente mediante l’utilizzo delle cellule staminali. Alle ore 21,30 concluderà la serata il Concerto per pianoforte e clarino con i musicisti Georgia Amadio e Michele Quagliani. Domenica 19 agosto, alle ore 18,30, presso la Chiesa della Cancellata, la prof.ssa Laura Cavasassi, presenterà un argomento di Filosofia: “La epistemologia del confine”. Con questa definizione si intende proporre alla riflessione la nuova frontiera della Filosofia della Scienza. Nella stessa giornata, alle ore 21,30, la prof. Liuba Staricenko presenterà un originale concerto pianistico dal titolo: “La bellezza salverà il mondo”. Il festival della mente si concluderà sabato 25 agosto, alle ore 21,30, presso il Teatro Gaspare Spontini con il Maestro Federico Mondelci che presenterà un concerto per sassofono ed archi. Marco Palmolella Nella foto, il prof. Paci block notes Previdenza I contributi figurativi Quando una persona svolge attività lavorativa (dipendente, autonoma ecc.) ha l’obbligo di provvedere al versamento dei contributi ai vari enti previdenziali (Inps- Inpdap ecc.). Tale contribuzione poi verrà utilizzata per concedere varie prestazioni tra cui la pensione. E’ quindi molto importante verificare periodicamente che gli enti abbiamo regolarmente registrato tali periodi nel proprio conto personale assicurativo. Quando poi in diversi periodi della vita il lavoratore non può svolgere la normale attività per cause diverse (malattia- maternità- disoccupazione- cassa integrazione- mobilitàservizio militare- ecc.) è utile che provveda a richiedere all’ente di riferimento di registrare anche detti periodi. Elenchiamo ora quali sono i contributi figurativi che danno diritto all’accredito gratuito: aspettativa per mandato elettorale e sindacale; assistenza sanitaria per tubercolosi; assistenza a persone con handicap grave; attività svolta in progetti di lavoro socialmente utili (LSU); attività svolta da lavoratori invalidi; calamità naturali; cassa integrazione guadagni; chiusura dell’attività per i commercianti; congedi di maternità e paternità; contratti di solidarietà; disoccupazione; donazione del sangue; infortunio; malattia; mobilità; persecuzione politica e razziale; servizio militare. Ricordiamo che per verificare la propria posizione assicurativa è sufficiente richiedere all’Inps per i lavoratori del settore privato; all’Inpdap per i lavoratori del settore pubblico, il rilascio di un estratto contributivo o di una dichiarazione. Inoltre non sempre è necessario presentare apposita domanda per farsi riconoscere i suddetti periodi. Hanno necessità di domanda: aspettativa non retribuita per mandato elettorale e sindacale; donazione di sangue; servizio militare; malattia e infortunio sul lavoro; persecuzione politica e razziale; congedo di maternità e congedo parentale; maggiorazioni per invalidità al 74% e per non vedenti; assistenza a familiari con handicap grave. Non serve invece alcuna domanda perché provvede automaticamente l’ente pensionistico nei casi di: cassa integrazione guadagni; mobilità; contratti di solidarietà; attività svolta in progetti di lavoro socialmente utili; calamità naturali; assistenza per tubercolosi; chiusura attività per i commercianti. Gianfranco Pigliapoco 5 Attualità Pensioni: irrisolto il tormentone dello scalone nonostante le trattative notturne 8 luglio 2007 A proposito della pubblicità telefonica L’abitudine di rinviare i nodi alla fine può soffocare Bisogno di avere l Dpef, il documento Insomma, è leg- tanti pensionati quanti sono i lavoraIdovrebbe programmatico che ge espressione tori. Come si può reggere una naziopreludere a di un’esigenza ne? Come si può garantire la pensioI disegnare la Finanziasocio-finanziaria ne ai nostri figli e nipoti? ria del 2008, non comprende la soluzione del cosiddetto scalone, connesso con la riforma pensionistica. E’ noto che la legge vigente sulle pensioni prevede che con il primo gennaio si potrà andare in pensione a 60 anni, mentre oggi si può andare a 57: un salto…troppo alto, troppo ingiusto, troppo antisociale, protestano in tanti. E’ uno scalone da eliminare o, magari, da addolcire. Come? E qui i pareri si sprecano. Una cosa è certa: i sindacati non vogliono essere scavalcati a sinistra da Rifondazione comunista che minaccia ferro e fuoco se l’improvviso “allungo” di tre anni non viene eliminato. La legge sullo scalone risale al governo Berlusconi e punta a prolungare gli anni di lavoro prima che si maturi il diritto alla pensione. Lo ottiene con uno scatto che determina ingiustizie per i direttamente interessati. irrinviabile, ma che determina molti problemi sul piano pratico. E allora? Allora bisogna avere il coraggio di guardare in faccia la realtà, magari quella vicino casa nostra. Germania, Francia, Spagna e Gran Bretagna hanno già deliberato il pensionamento intorno ai 65 anni. Anzi la Gran Bretagna ha già previsto che entro il 2048 tutti dovranno andare in pensione a 68 anni. E perché? Perché, come è noto a tutti, la speranza di vita si sta allungando in modo imprevedibile fino a pochi decenni fa, grazie al benessere e al progresso della medicina. In Italia si vive, mediamente 80-82 anni contro i 60 di mezzo secolo fa. E ancora si pretendere dai sindacati di andare in pensione a 57 anni. Una pazzia. Così facendo, tra pochi decenni avremo Esiste una soluzione elementare per riformare le pensioni, in linea con le speranze di vita e le esigenze finanziarie addolcendo nel contempo lo scalone. Ecco: è sufficiente disincentivare, con opportune detrazioni sulla pensione, chi andrà in riposo prima dei 60 anni e incentivare chi vi andrà dopo i 60 anni. Il quantum delle disincentivazioni e delle incentivazioni deve equilibrarsi, in modo che quanto viene sottratto a chi anticipa la pensione diventi premio per chi continua a lavorare oltre il previsto. Mi sembra l’uovo di Colombo. Ma andatelo a dire ai sindacati italiani: mirano a difendere solo l’oggi. E intanto la Telecom tedesca – ma vedi anche Volkswagen – aumenta di quattro ore il lavoro settimanale e diminuisce nel contempo gli stipendi, naturalmente d’intesa con i sindacati. C’è chi sa fare sacrifici perché guarda avanti. In Italia si ristagna sul passato: io l’ho conquistato, guai a chi me lo tocca. E il nostro declino accelera. Vittorio Massaccesi Un problema pubblico e privato Fate largo, per favore! C he siano grandi o piccole in tutte le case il problema è lo stesso: trovare spazio per mettere in salvo e in ordine le cose che quotidianamente si ammucchiano alla rinfusa: libri e riviste, scarpe e vestiti, borse e valigie, bottiglie, barattoli, provviste alimentari. Per non parlare degli oggetti che hanno valore affettivo, come fotografie e souvenir; o dei bollettini, delle fatture e delle ricevute che la legge richiede siano conservati per anni e anni, ad evitare eventuali, pesantissime e dolorosissime sanzioni. Solamente per riporre documenti di questo genere occorrerebbe tenere in ogni casa l’archivio di uno studio notarile. Dispiace in ogni modo gettare via tanto di quello che ci è stato utile e non è spesso uno sfrenato consumismo che costringe a farlo, ma una necessità: “Altrimenti - dice il saggio - se non buttiamo via le cose, saranno le cose a buttare fuori di casa noi”. C’è da aggiungere poi che anche scartando drasticamente cumuli di masserizie non sarà mai possibile trovare una collocazione definitiva per tutto, perché altro di sicuro si aggiungerà con il tempo. Come dire, è una storia infinita. Non è solo un problema di carattere privato. Anche associazioni, istituti ed enti pubblici, club e circoli culturali soffrono di asfissia e cercano di farsi largo a gomitate e spintoni. Sono in tanti a denunciare una mancanza di spazio vitale e a chiederne di più, se pure i moderni sistemi tecnologici di archiviazione permettono oggi di catalogare e conservare memorie in modo sorprendentemente rapido e sintetico, impen- sabile fino a pochi decenni fa: anche se effettivamente è vero che ci pensa sempre lui, il computer, a mettere in ordine tutto nel suo cervellone. Accade anche a Jesi. Molti, a sentire in giro, chiedono un supplemento di ossigeno. Denuncia ad esempio una mancanza di spazio la Libera Università per Adulti che ha a disposizione solo una stanza con doppia funzione di Aula Magnabiblioteca e una segreteria-ripostiglio di dimensioni minime dove sono ammucchiati documenti e attrezzature didattiche (un computer è relegato in Castelplanio - 60032 (An) - Via Roma, 117 - Tel. 0731.813444 r.a. - Fax 814149 www.fazibattaglia.com un armadio a muro dove l’operatore, quando lo usa, è costretto a nascondersi). Sembra invece aver trovato una sede più idonea la Fondazione Federico II°, da anni in costante espansione. Non si può dimenticare poi che chiedono una nuova e più adeguata collocazione il Museo Archeologico e i preziosi teatrini settecenteschi che hanno lasciato spazio al Centro Studi e Attività Teatrali ‘V. Moriconi’. Sarebbe un vero peccato che questi ultimi venissero relegati in un ripostiglio. Avevamo sognato persino che potessero essere utilizzati come maquettes per realizzare fantastici scenari per il Pergolesi. Cornici d’epoca per spettacoli d’epoca, adatte cioè specialmente a spettacoli lirici: una meraviglia. Passiamo oltre. Altre richieste di spazio, che sarebbe eccessivo elencare, vengono da uffici pubblici ormai sovraccarichi di incartamenti, da biblioteche, archivi scolastici, fondi, depositi. E sarebbe anche da pensare a trovare una degna collocazione alla mole di documenti relativa all’attività del teatro accumulati per secoli. Queste e altre ancora sono le più pressanti esigenze. Chissà a quante si riuscirà a dare risposta. Siamo ottimisti; ma è certo che adeguarsi all’antico adagio ‘un posto per ogni cosa, ogni cosa a suo posto’ continuerà ad essere per tutti un bel rompicapo. Augusta Franco Cardinali n questa era di consumismo sfrenato e spasmodico l’avere coincide con l’essere. Se non hai non sei. Per avere e quindi essere ogni compromesso è lecito. Lecito è rubare, sequestrare, uccidere. Il bisogno primario è apparire, spesso calpestando ogni etica, ogni valore, che sia o no di carattere religioso. I modelli inculcati dai mass-media, e non solo quelli purtroppo, portano l’individuo a scindere l’essere fisico dall’essere spirituale, per divenire unicamente un “essere materiale”. Il corpo diviene merce di scambio, diviene arma di distruzione. Dinnanzi al bisogno spasmodico dell’avere, nulla viene rispettato, nè l’innocenza dell’infanzia, nè il dolore, nè il lutto, nè la dignità umana. Se a questi aspetti si unisce l’ignoranza di certi individui, la superstizione che le anima, ecco come si alimenta il fenomeno delle vendite per telefono. Perchè il problema di questi “veicoli di truffe” non risiede esclusivamente nel disagio che procura a di chi le riceve, ma sul perché, ancora oggi tanti individui ci rimangano invischiati. Penso che questo fenomeno sia profondamente radicato perché tante persone ancora oggi vivono in uno stato socio-culturale di profonda ignoranza che porta a vedere ovunque, e quindi anche nelle truffe meno mascherate un guadagno pressoché inesistente. Pubblicità di prodotti inutili, di pozioni miracolose per perdere peso, per la crescita di capelli, per accentuare la virilità, per rendere piacevoli i lavori domestici… tutto si limita a questo…il fulcro della vita è il denaro, il facile guadagno. Con questi presupposti dilagano certi fenomeni, fino a divenire inarrestabili. A questo punto penso che se si sostituisse l’essere materiale all’essere individuo e la superstizione alla fede tutto questo svanirebbe come una bolla di sapone…e mentre penso mi risuona in mente una canzone di un gruppo italiano che canta musica rap: gli Artico 31 (che in molti considerano feccia, drogati, politicamente scorretti, volgari depravati come chiunque li ascolti) che dice così: “Voglio un motivo per essere qui, oltre l’essere “in”, definito per il vestito all’ultimo grido, per le cene con i vip, per le tessere screem, c’ero e vi assicuro non è come la si racconta. Ho fatto ogni tipo d’acquisto come un povero cristo in crisi d’astinenza, stamattina mi sono alzato con un vuoto nel petto, ho visto celerini mossi dai quattrini e avevo scarpe macchiate dal sangue di bambini, ho visto figli ammazzare i genitori e spiegare disinvolti di farlo per andare in televisione per i soldi…spara e prendi i soldi, sesso per i soldi, ma a me non basta, la mia ragione non è questa, ma tu mi guardi e vedi solo soldi”… soldi, soldi, … Rachele Mancinelli IMPIANTI IDRAULICI ASSISTENZA TECNICA MATERIALI E ACCESSORI PER BAGNI TERMOIDRO di GIANFRANCO MUZI Via Giuseppe Guerri, 17 JESI Tel. 0731 200337 - 335.247108 6 Vita Ecclesiale 8 luglio 2007 Parola di Dio 8 luglio 2007 - 14^ domenica del tempo ordinario Liberi per andare Commento dal vangelo secondo luca (10, 1-12. 17-20) In quel tempo, il Signore designò altri settantadue discepoli e li inviò a due a due avanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: “La messe è molta, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il padrone della messe perché mandi operai per la sua messe. Andate: ecco io vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né bisaccia, né sandali e non salutate nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: Pace a questa casa. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché l’operaio è degno della sua mercede. Non passate di casa in casa. Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà messo dinanzi, curate i malati che vi si trovano, e dite loro: Si è avvicinato a voi il regno di Dio. Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle piazze e dite: Anche la polvere della vostra città che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino. Io vi dico che in quel giorno Sòdoma sarà trattata meno duramente di quella città. I settantadue tornarono pieni di gioia dicendo: “Signore, anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome”. Egli disse: “Io vedevo satana cadere dal cielo come la folgore. Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra i serpenti e gli scorpioni e sopra ogni potenza del nemico; nulla vi potrà danneggiare. Non rallegratevi però perché i demòni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto che i vostri nomi sono scritti nei cieli”. Parola del Signore Agenda Pastorale del Vescovo Venerdì 6 luglio Tutta la giornata al Campo scuola delle parrocchie di S. Maria Nuova e Collina Sabato 7 luglio ore 8.30: Cupramontana: S. Messa e Cresima ore 16.30: Moie. Convegno su: “UNITALSI e difesa della vita” Domenica 8 luglio ore 19.00: Festa dell’UNITALSI a Moie: S. Messa 10 luglio ore 15-18: Il Vescovo, senza appuntamento, riceve in Cattedrale, nella cappella di San Floriano Mercoledì 11 luglio ore 18.30: Festa di San Benedetto: S. Messa al Monastero di S. Sperandia a Cingoli Giovedì 12 luglio ore 21: S. Messa in suffragio dei giovani defunti Domenica 15 luglio ore 11: Macine: S. Messa in occasione della Festa della Croce Rossa ore 17.30: Piagge di Castelplanio: Festa della Madonna del Carmine Oggi sposi 5 luglio: Daniele Santoni e Emanuela Smargiassi al Santuario delle Grazie; 7 luglio: Federico Copparoni e di don Mariano Piccotti [email protected] Oggi la liturgia è fatta apposta per i discepoli di Cristo che accettano l’invito alla missione; non solo per i preti e le persone “incaricate”. Ne viene fuori un decalogo del missionario-pastore che è utile a noi preti e a quanti sono “impegnati” nella missione di Cristo, nella Chiesa, tra le genti. Ecco un decalogo di comportamento missionario: 1. E’ Lui, il signore della “messe” che ti ha scelto e mandato. A Lui, con gioia racconta la tua avventura. Pregalo che altri ci siano con te e dopo di te. 2. Fai parte della comunità del nuovo esodo: cammini con Lui verso il Regno nel cuore del mondo. 3. Vai sulla piazza della vita, nelle case degli uomini perché è là il terreno della tua Preghiera del Catechista Don Tonino Bello 4. 5. 6. Jesi - Monastero delle Carmelitane Chiamato ad annunciare la tua Parola, aiutami, Signore, a vivere di Te, e a essere strumento della tua pace. Assistimi con la tua luce, perché i ragazzi che la comunità mi ha affidato trovino in me un testimone credibile del semina; chiunque tu incontri Vangelo. aspetta la tua testimonianza. Toccami il cuore e Fai tutto senza secondi fini; rendimi trasparente la non cercare né il tuo van- vita, perché le parole, taggio, né la protezione dei quando veicolano la potenti; cerca solo il Suo Re- tua, non suonino false sulle gno che è lì. Non tacere le verità che mie labbra. fanno scomodo; non tenere Esercita su di me un quelli che uccidono il corpo. fascino così potente, Non importi; offri la tua che, prima ancora dei proposta di pace. Non devi miei ragazzi, andare d’accordo per forza io abbia a pensare come Te, ad amare la gente con tutti. come Te a giudicare la storia come Te. Concedimi il gaudio di lavorare in comunione, e inondami di tristezza ogni volta che, isolandomi dagli altri, pretendo di fare la mia corsa da solo. alle 18 il vescovo, mons. Ho paura, Signore, Gerardo Rocconi, presiedella mia povertà. derà la santa Messa. La Regalami, perciò, il giornata inizierà alle 7 conforto di veder con le lodi; alle 12, la supcrescere i miei ragazzi plica alla Madonna del nella conoscenza e nel Carmelo. servizio di Te, Le monache carmelitaUomo libero e ne di Jesi invitano tutti a irresistibile amante partecipare. della vita. Infondi in me una Agorà dei Giovani grande passione per la Italiani Verità, e impediscimi di parlare in tuo nome Per le iscrizioni se prima non ti ho Si è svolta il 26 giugno alle consultato con lo ore 12 presso la Sala Marconi studio e non ho della Radio Vaticana (piazza tribolato nella ricerca. Pia, 3 - Roma) la conferen- In festa per la Madonna del Carmelo D a sabato 7 luglio a domenica 15 si terrà la grande festa della Madonna del Carmelo a Jesi. A presiedere le celebrazioni, il padre passionista Giorgio Giambernardini. Dopo le lodi cantate alle 7 del mattino, la santa Messa. Nel pomeriggio, vespri cantati alle 17, recita del rosario e, alle 18, celebrazione eucaristica. Domenica 15, alle ore 21, adorazione eucaristica animata dai gruppi del Rinnovamento nello Spirito della diocesi. Mentre lunedì 16, solennità della Madonna del Carmelo, CHIESA dell’ADORAZIONE luogo di adorazione e di ascolto Dal lunedì al venerdì (eccetto i giorni festivi infrasettimanali), dalle ore 16 alle 19,30 un Sacerdote è a disposizione nella Chiesa dell’Adorazione per le Confessioni e il colloquio spirituale. Questo servizio, offerto a tutti, vuol essere in modo particolare una opportunità data ai giovani. Viene di seguito indicato il Sacerdote presente per ciascun giorno: Lunedì 9 luglio: Don Gianni Piersimoni Martedì 10 luglio: Don Giovanni Ferracci Mercol. 11 luglio: Don Marco Cecconi Giovedì12 luglio: Don Emilio Campodonico Venerdì 13 luglio: Don G. Franco Rossetti Il Santo Padre in Austria Il Santo Padre Benedetto XVI compirà un viaggio Apostolico in Austria dal 7 al 9 settembre prossimo, in occasione dell’850° Anniversario della Fondazione del Santuario di Mariazell. La visita al Santuario mariano di Mariazell, nelle Prealpi austriache, il più conosciuto dell’Europa centrale, avrà luogo l’8 settembre, Festa della Natività della Beata Vergine Maria. Sarà il secondo Viaggio Apostolico fuori d’Italia compiuto dal Santo Padre nel 2007, dopo il viaggio in Brasile del maggio scorso, a São Paulo e Aparecida. za stampa di presentazione delle nuove procedure di iscrizione a “Loreto 2007”, il primo grande appuntamento dell’Agorà dei giovani italiani che avrà luogo nella città del Santuario mariano l’1 e il 2 settembre 2007; l’iniziativa di solidarietà consistente nella realizzazione di una Chiesa e di un Centro giovanile nella Diocesi Emdeber, in Etiopia, il sito internet www.loreto07. it. Alla conferenza stampa sono intervenuti S.E. Mons. Giuseppe Betori, Segretario Generale della CEI; Mons. Paolo Giulietti, Responsabile del Servizio nazionale per la pastorale giovanile; don Andrea Sbarbada, Segretario nazionale della Pontificia Opera della Propagazione della fede. Apostolato Intenzione generale dell’Apostolato della preghiera per il mese di luglio: Perché la vita e la gestione di ogni Stato sia aperta a tutti, individui e gruppi. Intenzione missionaria: Per un aiuto fattivo all’impegno nell’evangelizzazione dei Popoli. Intenzione dei vescovi: “Per un rapporto dei giovani con Gesù Cristo come via alla libertà e scuola di testimonianza”. I giovani d’oggi possono sembrarci spesso disorientati o confusi e perfino refrattari all’annuncio del Vangelo, proprio per questo dovremmo sentirci tutti responsabili di aiutarli a stabilire un rapporto profondo e sereno con Gesù. Antonella Brunetti a Tabano - Andrea Ciolli e Patrizia Gualdoni a S. Massimiliano Kolbe - Luca Giaccaglia e Francesca Scortichini a S. Giuseppe - Giordano Della Santina e Nadia Timpano in Cattedrale - Alessandro Squadroni e Marta Mercuri a S. Maria fuori Monsano - Daniele Federici e Cecilia Ciuffolini a S. Maria del Piano; 8 luglio: Emiliano Fenocchi e Marta Magnarini a S. Francesco di Paola - Mauro Simonetti e Ilenia Mariotti a Pianello Vallesina - Francesco Tantucci e Roberta Girolamo a S. Antonio Abate. Settimanale di ispirazione cattolica fondato nel 1953 Piazza Federico II, 8 - 60035 Jesi An Telefono 0731.208145 Fax 0731.208145 email: [email protected] Internet: www.vocedellavallesina.it c/c postale 13334602 Direttore responsabile Beatrice Testadiferro • Proprietà Diocesi di Jesi • Registrazione Tribunale di Ancona n. 143 del 10.1.1953 • Stampa Galeati Industrie Grafiche, Imola www.galeati.it • Spedizione in abbonamento postale • Abbonamento annuo 35 euro - quadrimestrale 12 euro - di amicizia 50 euro - sostenitore 100 euro • Tutti i diritti riservati • Esce ogni mercoledì • Ai sensi dell’articolo 13 del D. Lgs 196/2003 (Codice privacy) si comunica che i dati dei destinatari del giornale, forniti all’atto della sottoscrizione dell’abbonamento o diversamente acquisiti sono contenuti in un archivio informatico idoneo a garantire la sicurezza e la riservatezza. Tali dati saranno utilizzati, salvo divieto espresso per iscritto dagli interessati, oltre che per il rispetto al rapporto di abbonamento, anche per proprie attività istituzionali nonchè per conformarsi ad obblighi di legge. Associato alla Fisc (Federazione Italiana Settimanali Cattolici) Vita ecclesiale 8 luglio 2007 7 Sacerdoti diocesani Tempo di cambiamenti Don Gianni Polita, attualmente parroco a Montecarotto. Nella nostra Diocesi di Jesi si stanno definendo alcuni avvicendamenti nella guida Don Gianni Giuliani, attualmente parroco a Santa Maria di Moie. delle parrocchie. Intanto il Vescovo e il Consiglio Presbiterale hanno reso noti i nomi dei sacerdoti che, dal nuovo anno pastorale, Don Savino Capogrossi, attualmente parroco a San Pietro Apostolo e santa Maria fuor di Monsano a Monsano. avranno un nuovo incarico. Don Giuseppe Quagliani, don Savino Capogrossi, don Don Luigi Masè, attualmente parroco a Sant’Antonio Abate di Jesi. Giuliano Fiorentini, don Gianni Polita, don Fabio Belelli, don Gianni Giuliani, don Luigi Masè lasceranno le parrocchie che stanno seguendo per continuare a servire la Chiesa Don Giuliano Fiorentini, attualmente parroco a San Marco Evangelista di Castelbellino e Nostra Signora di Lourdes a Pantiere. in altre parrocchie o servizi della Diocesi. Don Fabio Belelli, attualmente parroco a Santo Stefano di Maiolati e San Rocco di Scosciano. Nota pastorale dell’Episcopato italiano La ricchezza del convegno Pubblicata la Nota pastorale dell’Episcopato italiano dopo il 4° Convegno Ecclesiale Nazionale dal titolo “Rigenerati per una speranza viva” (1 Pt 1,3): testimoni del grande “si” di Dio all’Uomo. La Nota si apre con la presentazione di S.E. Mons. Angelo Bagnasco, Presidente della CEI. “Con questa Nota pastorale, approvata nel corso della 57ª Assemblea Generale (Roma, 21-25 maggio 2007), noi, vescovi italiani, riconsegniamo alle diocesi la ricchezza dell’esperienza vissuta nel 4° Convegno ecclesiale nazionale Testimoni di Gesù risorto, speranza del mondo, tenutosi a Verona dal 16 al 20 ottobre 2006” scrive il Presidente della CEI -. Il documento, da leggere in coerenza e continuità con gli Orientamenti pastorali per il decennio Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia, rimanda ai numerosi testi elaborati in occasione del Convegno ecclesiale e destinati alla pubblicazione: essi comprendono la sintesi dei contributi preparatori, le meditazioni e i discorsi pronunciati a Verona, fra cui spiccano le parole illuminanti del Santo Padre, i risultati dei gruppi di studio sui diversi ambiti della testimonianza e le conclusioni generali del Con- vegno. Tutti insieme, costituiscono un nutrito patrimonio di idee e di riflessioni di cui fare tesoro e da approfondire nel prosieguo del cammino”. Pur tenendo conto dell’intero iter del Convegno, aggiunge l’Arcivescovo Bagnasco “questo testo non può certo sintetizzare l’amplissima quantità delle indicazioni emerse dai diversi contributi; ci proponiamo piuttosto di far risaltare gli aspetti che paiono maggiormente fecondi e sui quali dovrà concentrarsi l’attenzione delle Chiese particolari, in vista delle scelte operative che ciascuna di esse è chiamata a compiere. Affidiamo la Nota alle comunità ecclesiali perché, alla luce del cammino condiviso, rinnovino l’impegno a sostenere l’itinerario spirituale ed ecclesiale dei singoli battezzati, chiamati ad essere in questo tempo e in questo nostro amato Paese Testimoni di Gesù risorto, speranza del mondo”. Don Giuseppe Quagliani, attualmente vicario generale e parroco di San Giuseppe a Jesi. Il sacerdote Il sacerdote, con tutta la Chiesa, cammina col proprio tempo, e si fa ascoltatore attento e benevolo, ma insieme critico e vigile, di quanto matura nella storia. Il Concilio ha mostrato come sia possibile e doveroso un autentico rinnovamento, nella piena fedeltà alla Parola di Dio ed alla Tradizione. Ma al di là del dovuto rinnovamento pastorale, sono convinto che il sacerdote non deve avere alcun timore di essere «fuori tempo», perché l’«oggi» umano di ogni sacerdote è inserito nell’«oggi» del Cristo Redentore. Il più grande compito per ogni sacerdote è ritrovare di giorno in giorno questo suo «oggi» sacerdotale nell’«oggi» di Cristo. Questo «oggi» di Cristo è immerso in tutta la storia — nel passato e nel futuro del mondo, di ogni uomo e di ogni sacerdote. Giovanni Paolo II 8 Vallesina 8 luglio 2007 JESI - Tavoli dell’Innovazione Confronto tra azienda e università di Paolo Marcozzi S. Pietro Martire (Via, da Via Rinaldi a Via Gramsci) (Verona, 1205 ca. - Seveso, 1252) Noto anche come Pietro da Verona, fu un sacerdote cattolico, appartenente all’Ordine dei domenicani. Nato da famiglia eretica manichea, è ricordato in particolare per la sua tenace opposizione alle eresie, soprattutto i cosiddetti patarini, un movimento spontaneo di popolo minuto che, prima dell’avvento degli ordini mendicanti non riconosceva l’autorità papale. Nel 1242 venne nominato Inquisitore Generale per la Lombardia, dove allora l’eresia aveva solide basi. Nel 1244 fu inviato a Firenze, dove nell’ambito delle sue iniziative per controbattere l’eresia, avrebbe tradizionalmente fondato quella che oggi è la Venerabile Arciconfraternita della Misericordia di Firenze. A Firenze fondò una “Sacra Milizia” chiamata anche “La società di Santa Maria”, nata in seguito alle sue infuocate orazioni dalla chiesa di Santa Maria Novella (dove risiedeva) e che si opposero alle truppe spontanee dei patarini. Lo scontro inevitabile si svolse in due giornate del 1244 dette del Trebbio e di Santa Felicita, dal nome dei luoghi dove si svolsero e dove oggi si trovano due colonne celebrative erette alla fine del Trecento, rispettivamente la Colonna della Croce al Trebbio e la Colonna di Santa Felicita. Il vescovo Antonino Pierozzi riportò questi avvenimenti nelle sue “Croniche”, ma oggi alcuni storici dubitano dell’effettivo svolgimento di tali battaglie. Nel 1252 venne accoltellato mentre si recava a piedi da Como a Milano. Le agiografie riportano che intinse un dito nel proprio sangue e con esso scrisse per terra la parola “Credo”. L’arte lo raffigura trafitto da una spada o con un coltello infilato nella testa. Uno dei suoi uccisori, Carino, si sarebbe pentito ed in seguito entrato nell’ordine dei domenicani. Venne canonizzato da papa Innocenzo VI nel 1253. Il coltello usato per ucciderlo è conservato a Seveso, presso il Seminario. È sepolto nella Basilica di Sant’Eustorgio a Milano, nella Cappella Portinari. La commemorazione liturgica di San Pietro martire ricorre il 29 aprile. A Jesi, la via è conosciuta come “su pe’ i cappuccì”, per via del convento dei frati che sorge a metà della salita. (continua al prossimo numero) S i è recentemente svolta a Jesi, presso la sede di Ultradesign, la prima giornata dei “Tavoli dell’Innovazione”. Il workshop, ideato e coordinato dall’arch. Mirco Palpacelli, è dedicato alla ricerca e all’innovazione ed è aperto a laureandi provenienti da quattro Atenei regionali: Ingegneria Meccanica di Ancona - Università Politecnica delle Marche, Architettura/ Disegno Industriale ed Ambientale di Ascoli Piceno - Università di Camerino, Accademia di Belle Arti di Macerata, Lettere e Filosofia di Macerata, accompagnati dai relativi tutor accademici: Ing. Maura Mengoni, prof. Michele Germani (Ingegneria di Ancona); prof.ssa Lucia Pietroni, prof. Federico Oppedisano (Disegno Industriale di Ascoli); prof. ssa Loretta Fabrizi (Accademia Belle Arti di Macerata); prof. Daniele Maggi (Lettere e Filosofia di Macerata). Durante la giornata, Indesit Company, rappresentata dal dott. Daniele Degli Emili, ha proposto un tema di ricerca dai contenuti innovativi intorno al quale, nei prossimi mesi, gli studenti presenti dovranno sviluppare le proprie tesi di Laurea. Questa importante novità delle giornate di workshop. La sfida del “Fatto in Italia” è quella di mettere insieme, condividere, sperimentare, e soprattutto di investire tempo-risorse nei giovani e nell’attenzione a tutto ciò che loro pensano, desiderano e immaginano per il nostro futuro. Con il “battesimo” dei Tavoli dell’Innovazione questo percorso passa (o ritorna a passare) anche per il nostro territorio. Entro l’anno 2007 è in programma un’altra giornata di “Tavoli dell’Innovazione” che vedrà come azienda ospite Elica spa. Banca dei Credito dei Farmacisti Un nuovo istituto di credito H a preso il via ufficiale l’attività di Banca di Credito dei Farmacisti, con l’apertura del primo sportello a Jesi. Lunedì 2 luglio, al termine della prima vera giornata lavorativa della nuova banca marchigiana, la cerimonia del taglio del nastro alla presenza del sindaco Fabiano Belcecchi, del vescovo Gerardo Rocconi, dell’assessore Daniele Olivi e del vicepresidente della Regione David Favia. La sede jesina della banca, in via Bellagamba 5, riflette già nel suo allestimento i principi con cui il nuovo istituto di credito intende operare: trasparenza, correttezza, efficienza ed efficacia. Concetti che si sono voluti esprimere nell’architettura della sede attraverso le tinte magnolia e amaranto che accolgono i clienti all’entrata, le linee essenziali suggerite dagli arredi in vetro e acciaio. Banca di Credito dei Farmacisti, spiega il presidente Piero Maria Calcatelli, “non rivolgerà l’attenzione solo al segmento economico delle farmacie collocate nel territorio marchigiano ed abruzzese, ma sarà una vera e propria banca a tutti gli effetti: quello a cui puntiamo è offrire un tipo di rapporto tipico delle farmacie, Venerdì 6 luglio - Maiolati Spontini Torna la “24 ore de le Moie” T orna l’appuntamento che unisce sport e solidarietà. Parliamo de “La 24 ore de le Moje”, la manifestazione organizzata dal Centro giovanile parrocchiale don Bosco con il patrocinio del comune di Maiolati Spontini e la collaborazione degli sponsor azienda Bora di Moie e ditta Togni, titolare del marchio Acqua Frasassi. La maratona calcistica, giunta quest’anno alla sesta edizione, prenderà il via alle ore 21 di venerdì 6 luglio e continuerà in maniera ininterrotta fino alla stessa ora di sabato 7 luglio. Sul terreno di gioco del campo da calcio “Pierucci” di Moie si alterneranno decine di squadre, che si sfideranno con spirito agonistico ma soprattutto nel nome della solidarietà. Il ricavato della manifestazione, infatti, sarà devoluto come negli anni passato in beneficenza, a favore del progetto Mokonissa, in Etiopia. La partecipazione è aperta a tutti, a squadre sia maschili che femminili, senza limiti di età. La partita inaugurale, quella di venerdì alle ore 21, prevede un confronto insolito. A “sfidarsi” saranno una formazione dell’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Giancarlo Carbini, con la partecipazione dell’intera giunta, di consiglieri di maggioranza e di opposizione, e una del Centro giovanile parrocchiale. Ma a scendere in campo saranno anche squadre formate da vigili urbani e da altre realtà del territorio comunale. Insomma, sarà una festa che riserverà motivi di curiosità e di interesse. Durante la manifestazione sarà presente il dj McFly, mentre sabato sera è prevista un’esibizione dei gruppi musicali “Jam Break” e “Provetta”. Le iscrizioni per partecipare alla 24 ore calcistica sono ancora aperte presso il bar pizzeria Party di Moie. iniziativa, promossa da Ultradesign (sede formativa accreditata presso la Regione Marche), affronta la questione dell’innovazione attraverso il confronto diretto tra azienda e mondo accademico, sia valorizzando le potenzialità dei giovani studenti delle facoltà marchigiane, sia invitando le aziende ad “immaginare” briefing di prodotto sempre più coraggiosi e creativi, ma soprattutto puntando sull’approccio creativo multidisciplinare reso possibile dalla straordinaria disponibilità di tutti i soggetti invitati e che è la vera e più il contatto diretto con la clientela, e non limitarci al settore delle farmacie. Con il progetto di Banca di Credito dei Farmacisti si vuole fornire un accesso più semplificato al credito e più efficace, con un abbattimento dei costi reso possibile dalla struttura agile della banca”. Franco Sordoni, presidente del patto di sindacato, ha sintetizzato la filosofia secondo cui opererà BCF: “In un contesto caratterizzato da grandi aggregazioni dove la deumanizzazione dei rapporti sembra la regola, noi intendiamo umanizzare il rapporto”. Il piano di sviluppo di BCF avanzerà gradualmente, intensificando la presenza di filiali, almeno una per ogni capoluogo di provincia di Marche e Abruzzo in un periodo di due-tre anni, per poi aprirsi anche alle aree limitrofe in funzione dell’accoglienza e delle richieste che i potenziali clienti riserveranno al nuovo istituto di credito. Ad Ancona (attuale sede legale dell’istituto di credito) sarà attivata entro ottobre la terza filiale di BCF. Banca di Credito dei Farmacisti è il nuovo istituto di credito nato dal progetto dei farmacisti delle Marche e dell’Abruzzo. Tra du’ campanili Maladia Assoludamente Un giorno un caro amico m’ha chiamado, m’ha ditto: - “Non ce sto a capì più niente, sci so’ felice oppure so’ ‘ncajado, so’ in crisi sia col corpo che la mente. “Assoludamente sci”, me disse Antò un giorno che stavamo discudenno e se scherzava, se parlâa ridenno de ‘n argomento futile: ‘l pallò. Io non connetto più, so’ proprio andado, no’ riescio più a pensà diversamente, peggio de quanno te fa male ‘n dente. Que dighi amico mio, sarò malado?”- Po’ dopo qualche giorno-guarda ‘n po’m’accorgio che se stava compiacenno de di’ con altro che veniva dicenno: “no guarda, assoludamente no.” - “Ma dimme ‘n po’ ‘na cosa amico mio, stî male, c’hai la febbre vivaddio?”-“No, fila tutto liscio come l’ojo, Sti sci e sti no co’ assoludamente te pare c’ha più forza? non ce l’so. Adè girà de moda ‘n antro po’ c’è solo ‘l fatto che ‘n se sa que vojo”.E quanno el giorno dopo m’ha rchiamado j’ho ditto: “Amico mio sî ’nnamorado!” e po’ ce stuferemo certamente. Ridamo ale parole el proprio rôlo che d’Assoludo ce ne sta uno solo. Lucio Longhi 9 Regione IVacanze intelligenti? Si, grazie Lo scarpone È di alcune settimane fa un articolo di Federico Pace su La Repubblica in cui si parla di vacanze per così dire “alternative”: campi di lavoro, viaggi di volontariato, cantieri di formazione. Un bel modo di trascorrere le proprie vacanze che, oltre a unire il divertimento (ci sono ragazzi da tutte le parti del mondo) con un bel tipo di servizio, contribuiscono ad arricchire la propria esperienza di vita e, non guasta, il proprio curriculum. Sono veramente tante le possibilità offerte, e non si tratta di opportunità rivolte a ragazzi che già operano nelle associazioni, tutt’altro: queste “vacanze”, chiamiamole così, sono appunto rivolte soprattutto a chi per la prima volta se ne va in vacanza da solo o comunque vuole fare del volontariato ma non sa a chi rivolgersi. Dai campi di “Libera” nel Sud Italia a quelli organizzati da Legambiente passando per i cinquant’anni dell’ARCI la gamma su cui scegliere è va- sta. Un punto in comune, fondamentale, però c’è: si tratta di una vacanza estremamente low cost (molto spesso infatti ci si paga solo il viaggio) e che può dare molto di più rispetto a una semplice vacanza di turismo, a partire dal fatto che si scopre veramente le bellezze del luogo in cui si va a soggiornare ma si va anche a contatto con quella che è la realtà circostante. Un nuovo modo di passare la propria estate, non solo al mare o ai giardini: non sarebbe per niente male che anche a scuola questi tipi di progetti venissero sponsorizzati, così da poterli inserire in un panorama più ampio rispetto ai soli mesi estivi. Giorgia Barboni Moie - Unitalsi in piazza dal 6 all’8 luglio Per difendere la vita di tutti L’ Unitalsi in piazza dal 4 agosto a Loreto. Due Il convegno si concluderà 6 all’8 luglio a Moie giorni, previsti in conco- con una testimonianza di per condividere la solida- mitanza con il tradizio- Marcella Coppa. Ai parrietà. Un momento per nale Treno Bianco, per tecipanti sarà consegnata incontrarsi tra volontari far vivere un’esperienza una copia dell’enciclica e anziani, tra coloro che di gioco e di condivisione Evangelium vitae di Giogià conoscono l’Unital- nella Casa del Sì di Maria, vanni Paolo II. si per aver partecipato ai del suo sì alla vita, sempre. Lo sport: weelchair hokey tradizionali Treni Bian- Un’esperienza nuova per Uno degli strumenti fonchi di Lourdes o Loreto e la diocesi ma che si ripe- damentali alla base del quanti non ne hanno mai te da decenni a Loreto e Wheelchair Hockey è il sentito parlare. La festa a Lourdes, organizzata da “T-Stick”, semplicemente che la sottosezione di Jesi altre sottosezioni d’Italia. detto, in Italia, stick. In propone da sei anni ha il Giovani animatori segui- inglese con la parola stipatrocinio e il sostegno ranno i bambini e i ragaz- ck normalmente si indica economico del Comune di zi che parteciperanno an- la mazza, da cui la traduMaiolati Spontini. Piazza che ad alcune celebrazioni zione è molto semplice: Kennedy, spazio centrale nella Basilica e in piazza. “mazza a forma di T”. See ben attrezzato di Moie, Per iscrizioni e per infor- condo il regolamento lo si presta per l’occasione. mazioni ci si può rivolgere stick deve essere di mateIl programma, prepara- alla sottosezione in cor- riale non trasparente con to insieme al gruppo di so Matteotti, 45 (tel. 0731 una lunghezza massima di Moie, prevede momenti 207160). cm. 30 e un’altezza masper i bambini con l’ani- Il convegno sima di cm. 10. A questo mazione dei clown e un “Unitalsi sì alla vita” riper- possono essere attaccate concorso fotografico con correndo il messaggio del- una coppia di “alette” fisinizio venerdì 6 luglio l’enciclica del Santo Padre sate, rispetto alla parte alle ore 21. Il primo clas- Giovanni Paolo II, Evan- centrale, con un’angolasificato potrà partecipare gelium vitae, vuole offrire zione compresa tra 75 e 90 al viaggio a Loreto con il un’occasione di riflessione gradi e il punto di attacco Treno della Gioia il 3 e 4 sul tema della vita perché, tra la parte centrale e le agosto. Nel pomeriggio si legge nell’introduzione alette può essere ovunque. del sabato 7, alle ore 16 del documento, “Il Van- Questo strumento ha conpresso il cinema Nuovo gelo della vita sta al cuo- sentito anche a quegli atleAriston, i volontari e la re del messaggio di Gesù. ti che non hanno la forza e cittadinanza sono invitati Accolto dalla Chiesa ogni la capacità di stringere una al convegno “Unitalsi: sì giorno con amore, esso va mazza di poter giocare a alla vita - per contribuire annunciato con coraggiosa Wheelchair Hockey. Ma è a creare sensibilità a dife- fedeltà come buona novel- molto di più di uno “strasa della vita umana”. Alle la agli uomini di ogni epo- tagemma” per poter gioore 19 in piazza, la parti- ca e cultura”. Il convegno, care, è un vero e proprio ta di Weelchair hokey con con inizio alle ore 16 al strumento tecnico che i Dolphins Ancona, che cinema Nuovo Ariston di consente gesti tecnici che propongono l’hokey in Moie, in via Ceccacci, sarà con la mazza non si poscarrozzina e testimoniano introdotto dal sindaco di sono realizzare. I Dolphins la possibilità dell’impegno Maiolati Spontini, Gian- Ancona propongono una sportivo, anche agonistico, carlo Carbini, dal parroco gara di questo sport nel per i diversamente abili. di Moie, don Gianni Giu- tardo pomeriggio di sabaLa domenica pomeriggio, liani, dai presidenti regio- to, alle ore 19, in piazza alle ore 19, il Vescovo pre- nale e diocesano del’Uni- Kennedy. E’ un momento siederà la celebrazione eu- talsi, Roberto Principi e particolare per tutti: per i caristica in piazza durante Giancarlo Rossetti. Mons. giocatori che competono e la quale saranno ricordati Gerardo Rocconi propor- per gli spettatori che posquanti hanno dedicato rà una conversazione su: sono ammirare la preciil loro tempo, nel corso “Maria e la difesa della sione e la serietà dei Doldegli anni, alle iniziative vita nascente”; la dott.ssa phins che, padroni delle dell’Unitalsi. Durante i tre Elisabetta Bini, specialista loro carrozzelle e dello stigiorni, saranno aperti gli in ostetricia e ginecologia ck, ci insegnano a vivere in stand gastronomici. tratterà il tema della per- pienezza ogni situazione, Il treno della gioia sona dal suo concepimen- anche le più diverse, per Le sottosezioni di Jesi e to; l’avvocato Francesca vincere con lo sport i modi Senigallia invitano le Pentericci presenterà il menti difficili che la vita famiglie a partecipare al tema della difesa della vita può presentare. treno della Gioia, il 3 e il nella legislazione italiana. Beatrice Testadiferro 8 luglio 2007 Maiolati Spontini: due gruppi ecclesiali “sul colle” per ossigenare lo spirito La verità dell’amore C he cos’è la verità? Una domanda che è esplosa in tutta la sua drammatica bellezza nel processo ad un uomo ebreo, vissuto 2000 anni fa, che osava affermare: “Io sono il Figlio di Dio…la Via, la Verità, la Vita”. Verità crocifissa e annientata. Verità glorificata. I discepoli dell’Uomo di Galilea, vivendogli accanto dopo essere stati chiamati per nome, coinvolti nella condivisione e distribuzione dei pani e dei pesci, ma anche affascinati dal discorso delle beatitudini, avranno sentito dentro come il brivido di una vita nuova…I due di Emmaus, che avevano camminato con Lui senza riconoscerlo, mentre raccontava loro le Scritture sentivano ardere il loro cuore e intuivano, pur nel dubbio, la verità: l’esperienza viva di un incontro che poco dopo si sarebbe realizzato nel riconoscimento di Gesù Risorto “allo spezzar del pane”.E’ Lui, il Vivente! Quando avviene l’incontro con una Persona che ama di amore gratuito fino al punto di dare la vita per tutti, amici e nemici, come nessuno farebbe mai…, allora i parametri della logica umana, del calcolo e del buon senso, del do ut des e del ”dovere per il dovere”…saltano, ti senti spaesato e provocato a una scelta. Può capitare a tutti…, ma potrebbe non accadere se si perde il treno, l’occasione opportuna per partire… Un’occasione favorevole per un check-up spirituale si è offerta giorni fa ad una quarantina di persone appartenenti a due gruppi della diocesi di Jesi, che hanno partecipato, sul colle di Maiolati, al Corso annuale di “Esercizi”. I gruppi: “Opera della Regalità di Gesù Cristo”, con la presidente Beniamina, e “Apostolato della preghiera”con la presidente Lucina. Sede: la Casa “PaoloVI”col suo bel giardino, una casa di vacanze, per chi desidera vivere giornate di silenzio, lontano dal chiasso del mondo. Tre giorni senza Tv e fuori dal tran tran quotidiano: per riempire i polmoni dell’ossigeno della Parola e dell’amore di Dio, da riversare poi, rigenerati, nella famiglia e nella società. Ascolto, dialogo, silenzio, adorazione, celebrazione quotidiana della Messa: questo il programma degli “Esercizi”. Ed ecco i temi delle meditazioni, elaborate e “predicate”con sapienza e pazienza, dal Vescovo: Pieni di stupore davanti all’Eucaristia”, La celebrazione eucaristica, Autentica partecipazione all’Eucaristia, Eucaristia:mistero da vivere, Eucaristia e missione. EUCARISTIA: MISTERO DA CELEBRARE E DA VIVERE Che ci sia un predicatore degli “Esercizi” è d’obbligo, perché “la fede viene dall’ascolto”. Ma fa notizia il fatto che don Gerardo Rocconi, vescovo di Jesi, pur con un’agenda fittissima di impegni, ha trovato tre giorni da vivere a tempo pieno con un piccolo gruppo di adulti e anziani della Chiesa locale, in un’oasi di pace, non per riposarsi ma per parlare di Cristo, pregare, stimolare la riflessione e il dialogo, confessare, celebrare l’Eucaristia…Il Vescovo ha distribuito “il cibo della verità”, proponendo la Parola della Scrittura e l’insegnamento del Magistero con riferi- menti alla Costituzione liturgica del Vaticano II, “Sacrosantum Concilium” e alla luce della Esortazione Apostolica postsinodale ”Sacramentum Caritatis” del Papa Benedetto (2007). Ed ha testimoniato che cristiano non è chi dice”Signore, Signore”, ma chi vive intensamente il “mistero pasquale” nella concretezza della vita sì da poter esclamare con i martiri di Abitene (III secolo):”Sine dominico vivere non possumus” (senza l’Eucaristia non possiamo vivere). Quando la Parola, il culto con i suoi riti, la dottrina della Chiesa non diventano carne e sangue e non alimentano la vita interiore e la vita sociale, rimane solo un cristianesimo di superficie che non è incontro di fede, non è comunione e tanto meno missione.… QUELLA SERA…A CENA Qualcosa di grande era accaduto quel giovedì sera , quando il Maestro sedette a tavola con i discepoli per l’ultima volta: c’era Giovanni con loro e c’era anche Giuda. Con le parole “Prendete e mangiate: questo è il mio corpo”; “Questo è il mio sangue offerto per tutti…” sui segni del pane e del vino, Gesù inaugurava la nuova Pasqua: non più quella ebraica, ma la Pasqua dell’”Agnello che toglie i peccati del mondo”. Poco dopo si compirà il sacrificio, il dono del Fi- glio di Dio per la salvezza del mondo. Ma Giovanni, quella stessa sera rimase impressionato da un altro gesto e da altre parole di Gesù, tanto che nel suo vangelo non riporta l’ultima cena come i sinottici, ma racconta “la lavanda dei piedi”. Il Vescovo ha evidenziato questo messaggio, essenziale per comprendere il rapporto fra Liturgia e vita. Il gesto di Gesù che si cinge del grembiule è seguito dalla parola: “Capite quello che ho fatto per voi?…Se io, Maestro e Signore, vi ho lavato i piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri” (Gv13,12-14). Ne deduciamo che amore e servizio sono le costanti della vita cristiana: è la missione del cristiano nella famiglia, nella scuola, nel mondo del lavoro. Tutti sono chiamati a cooperare come Chiesa, Corpo mistico di Cristo: sacerdoti e laici, giovani e anziani, sani e malati, poveri e ricchi. Ciascuno mettendo i propri carismi a servizio (ministero) di tutti; la sofferenza, accettata e vissuta in Cristo, contribuisce alla salvezza del mondo. Ai due gruppi, OdR e AdP, il Vescovo ha confermato esplicitamente il “ministero della preghiera”, confidando loro il suo proposito di introdurre l’Adorazione eucaristica “perpetua”-giorno e notte - nella chiesa dell’Adorazione, a Jesi, nel cuore della Città. Maria Crisafulli Foto di Maria Pia Febo 10 In ricordo 8 luglio 2007 Il 28 giugno, all’età di 85 anni, è tornato alla Casa del Padre mons. Costantino Urieli – L’omelia del Vescovo I Ha concluso la sua lunga battaglia n tanti fra ieri ed oggi hanno espresso la loro vicinanza in occasione della partenza per la casa del Padre di don Costantino. Persone che con lui hanno collaborato, persone che lo hanno stimato, persone che sono state aiutate nel loro cammino spirituale. Un grazie a tutti coloro, quindi, che in qualche modo si son fatti sentire. Un ringraziamento per tutti lo voglio rivolgere al Sindaco per il messaggio che mi ha inviato. D’altra parte don Costantino era una persona che apparteneva a tutti, tutti lo conoscevano. Anche se ormai si era ritirato, tutti lo ricordavano ugualmente. Noi Sacerdoti un grazie particolare lo dobbiamo dire al Diacono Giancarlo per la vicinanza che sempre gli ha manifestato, e soprattutto per l’aiuto che gli ha dato permettendogli di esercitare il suo sacerdozio, aiutandolo a celebrare quotidianamente la S. Messa, quasi fino alla fine. Don Costantino: nato il giorno di San Settimio di 86 anni fa, è diventato sacerdote pure il giorno di san Settimio, il 22 settembre 1945. Esercitò il ministero a San Paolo e poi a Tabano. Fu nominato canonico penitenziere a 33 anni appena. Cosa un po’ strana per quei tempi, ma sicuramente ciò indicava l’equilibrio, la preparazione, la fede e la stima di cui già godeva. E così iniziano i suoi incarichi a livello Diocesano: insegnante, Direttore di Voce della Vallesina, membro del Consiglio presbiterale, Priore del Capitolo della Cattedrale.... Tutti a Jesi conoscono il suo impegno di carattere culturale. Sicuramente è stato uno degli storici locali di maggior spessore. Ma tanti ricorderanno anche il suo impegno appassionato di fronte ai problemi o temi da affrontare, non temendo nulla, sapendo portare avanti il suo pensiero e soprattutto quello della Chiesa. Ha meritato la stima di tanti e magari per il suo coraggio e la sua parola franca si è tirato addosso anche qualche ostilità. Ma sicuramente tante persone hanno visto in lui un riferimento per la propria fede e non solo. Ecco il motivo di tanta gente presente. Non è stata una persona passata nell’anonimato: ha lasciato indubbiamente un segno e soprattutto una testimonianza forte. La fase finale della vita, vissuta nella infermità, gli è stata ancor più difficile proprio perchè non abituato alla solitudine e al silenzio, ma sempre in prima fila, battagliero, sempre attivo. Una vita spesa intensamente, dal nostro punto di vista sicuramente spesa bene. Ora lo affidiamo al Signore, certi che la sua vita è stata spesa bene anche di fronte al Signore. Ma ormai il giudizio non spetta più a noi. Ora noi possiamo solo pregare per lui e possiamo metterci in ascolto di quanto oggi il Signore vorrà dirci. Proprio ieri, festa dei Santi Pietro e Paolo, leggendo le parole di San Paolo ascoltavamo così: E’ giunto il momento di sciogliere le vele. Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede. Ora mi resta solo la corona di giustizia che il Signore, giusto giudice, mi consegnerà. Poche parole ma che mettono in risalto il senso della vita: l’esistenza è indubbiamente una battaglia con le sue fatiche e le sue difficoltà: l’importante è conservare la fede e guardare avanti, nella certezza che si cammina verso l’abbraccio pieno del Signore. E le letture di oggi vogliono mettere in risalto questo invito a guardare alla meta verso cui siamo diretti, una meta che dà senso ad ogni fatica, ad ogni sofferenza e soprattutto ad ogni impegno nella ricerca di ciò che è bene e non tanto nella ricerca di noi stessi o dell’appagamento del nostro egoismo. Ecco perchè unica cosa che conta alla fine è la fedeltà al Signore. La certezza che la nostra esistenza è proiettata all’eternità, ci dà una luce per comprendere dove sta il valore della nostra vita. E’ una domanda che non possiamo dimenticare: ciò che facciamo che valore ha per l’eternità, quanto è gradito a Dio, quanto contribuisce a rendere presente la sua Parola di salvezza, appunto quanto esprime la nostra fedeltà al Signore? La prima lettura ci invita ad una speranza grande. Siamo invitati a puntare gli occhi lassù, nella dimora di Dio, dove non ci sarà più tristezza, angoscia, pianto. Siamo invitati a puntare gli occhi lassù dove Gesù nostra meta, sarà anche la nostra pace, la nostra gioia, il nostro amore pienamente vissuto. Fino al punto che si può dire con il Salmo responsoriale: Quale gioia, quando mi dissero andremo alla casa del Signore. E’ quanto il Signore ha preparato per i suoi figli, per i suoi figli fedeli, per i suoi figli ai quali può dire: Bene, servo buono e fedele, prendi parte alla gioia del tuo Signore, perchè appunto sei stato fedele. Celebrare la S. Messa esequiale, allora, è comunque una occasione per guardare la vita, per riflettere sulla nostra Un impegno appassionato e senza paura per la città e la Diocesi Foto Candolfi Mons. Costantino Urieli è tornato alla Casa del Padre, dopo aver vissuto una vita intensa a servizio della Chiesa e della comunità della Vallesina che ora lo ricordano con stima ed affetto e pregano per lui. Il rito funebre, presieduto da Mons. Vescovo, Gerardo Rocconi, si è svolto sabato mattina alle ore 10 in Cattedrale al quale erano presenti i sacerdoti della Diocesi e numerosi fedeli. La celebrazione si è conclusa, secondo il desiderio di don Costantino, con l’Ave Maria di Giuseppe Verdi, cantata da Cristina Ciarmatori accompagnata all’organo da Mons. Roberto Vigo. Il sindaco Fabiano Belcecchi ha ricordato, a nome della comunità civile, l’impegno di don Costantino, il suo stile sobrio, la mente arguta sapientemente spesa nell’insegnamento, la sua capacità di rimanere vicino alla gente. vita e per ridirci i motivi veri del vivere. Mentre affidiamo alla misericordia del Signore questo nostro confratello sacerdote, allora, impariamo ad interiorizzare, a far veramente nostre le parole che abbiamo appena ascoltato nella seconda lettura: Ma di cosa dobbiamo avere paura? Dal momento che il Padre ha consegnato per noi il suo Figlio, cosa ci potrà fare del male? Possiamo vivere nella fiducia, nella sicurezza, nella pace per virtù di colui che ci ha amati, Non ci spaventa nulla: nè la morte, nè la fatica del vivere, perchè nulla potrà separarci dall’amore di Cristo. Parole bellissime queste di San Paolo, parole per noi, parole vere che unica condizione che richiedono per realizzarsi, è ancora la fedeltà, la fedeltà alla Parola del Signore, la fedeltà a quel progetto di amore che il Signore vuole esprimere attraverso la vita di ciascuno di noi. Guardando il nostro confratello don Costantino è spontaneo ora chiedersi: Che ne è di lui, ora, così come ce lo chiediamo di tutti i defunti. Per quello che ci è dato di conoscere la sua vita è stata fedele, ha usato bene i doni ricevuti, non si è vergognato di Cristo, è stato con Gesù nell’annuncio della parola che salva, con Gesù nel Sacerdozio, con Gesù nella celebrazione dell’Eucaristia, con Gesù nella vicinanza ai fratelli che chiedevano il suo aiuto, e alla fine è stato vicino a Gesù anche sulla croce. Quale sarà la risposta al grido che don Costantino rivolge a Gesù: Signore ricordati di me quando sarai nel tuo regno. La conosciamo: In verità ti dico, oggi sarai con me nel paradiso, cioè nella pace di Dio, nella gioia di Dio, nel riposo dopo una vita spessa nella fedeltà. Ed è questo il vero, unico motivo di vita per tutti: ascoltare questa parola di Gesù: In verità ti dico: Oggi sarai con me nel paradiso. Don Gerardo, Vescovo Le letture della Messa Prima lettura dal libro dell’Apocalisse (21, 1-4); la seconda dalla lettera ai Romani (8, 28-39); il vangelo dall’evangelista Luca (23, 38-43) Le sue opere letterarie Oltre ad uno straordinario numero di articoli su Voce della Vallesina e su riviste specializzate della regione Marche - in genere tutti di carattere storico, artistico e religioso - Mons. Urieli è stato autore di una trentina di opere. Tra le principali ricordiamo “La cattedrale di Jesi” (1969), “Jesi e il suo contado” (in quattro volumi dal 1974 all’88), “Cattolici a Jesi dal 1860 al 1930” (1976), “Il card. Pier Matteo Petrucci, il vescovo quetista di Jesi” (1978), “Dialetto e folclore a Jesi e nella Vallesina” (in due volumi- (1979), “La diocesi di Jesi” (1978),”Regesto dell’archivio diocesano” ( in tre volumi 198093),”Guida al museo diocesano” (1982), “Cattolici jesini e resistenza al fascismo” (1983), “S.Marcello” (1984), “Verso la liberazione” (1984), “Il liceo-ginnasio di Jesi” (1985), “Montecarotto attraverso i secoli” 1988), “Gli statuti di Jesi” (tre volumi-1990), “La Chiesa di Jesi” (1995), “ La rerum novarum come preparata e vissuta a Jesi” (1995), “San Floriano e il suo Pallio” (1995), “Cattolici a Jesi dal 1950 al 2000” (2000), “Santa Maria Nuova tra memoria e storia” (2000),”La cattedrale di Jesi” (2000), “Il card. Carlo Luigi Morichini” (2001), “Relationes ad limina ” (2003). 11 In ricordo Il messaggio del Sindaco Caro Vescovo, desidero farLe pervenire i sensi di profondo cordoglio miei personali e della Città tutta per la scomparsa di Monsignor Costantino Urieli, una delle figure più autorevoli di Jesi. Oltre che per una intensa missione sacerdotale, l’esistenza di Mons. Urieli è stata caratterizzata da una non meno incisiva attività di studioso e di giornalista che ha consegnato al nostro territorio preziosissime fonti da cui attingere per conoscere le nostre origini, la nostra storia, il cammino percorso nel corso dei secoli dal popolo di Jesi e della Vallesina. In questo triste momento, mi preme ricordare il conferimento della cittadinanza benemerita che il Consiglio comunale ha voluto assegnare a Mons. Urieli nel 1989 “per la lunga e appassionata opera di storico della comunità jesina e delle sue complesse vicende religiose, civili, sociali e culturali, indagate e ricostruite con grande impegno e sicura scienza, attraverso una vasta attività di ricerca e di studio di Jesi e del suo territorio sostenuta da grande disinteresse e da profondo amore per la sua terra”. Nell’esprimere la vicinanza della Città di Jesi alla Diocesi, mi è gradito rinnovarLe i sensi di stima. Fabiano Belcecchi E scoppiammo a ridere… consultare i suoi libri. O magari, li chiederò in prestito a Luconi…” Un’immagine di don Costantino di qualche mese fa. Lo ritrae nella sua casa, in un pomeriggio di febbraio. Ero andata a trovarlo per chiedergli qualche informazione sulla lapide di via Garibaldi. Mi rispose subito con sicurezza e grande lucidità. In particolare, durante l’intervista – durante la quale gli chiesi anche altre cose, e di cui conservo la registrazione - mi raccomandò: “Stai attenta, Paola…è molto facile…quando non si trova, “È difficile che te li presta perché allora ci si inventa; per cui dopo…” poi è geloso…eh!” “Ho capito… – ribattei io, andan- E scoppiammo a ridere… domene – andrò in biblioteca a Paola Cocola M Il ricordo del giornalista i aveva chiamato, don Costantino, con la sua voce che gli anni avevano resa un po’ incerta, per il grande anniversario della sua “Voce”. Ci eravamo così risentiti dopo anni, che non avevano affatto scalfito la nostra amicizia, irrobustita dal rispetto e dalla stima per un grande maestro. Non a caso, alla fine degli anni settanta, l’allora Arcivescovo, Carlo Maccari, si era appoggiato a questo minuscolo prete jesino, già giornalisticamente stagionato dal suo periodico diocesano, per “risistemare” il giornale di Ancona, “Presenza”. Don Costantino aveva detto al vescovo: mi trovi qualche giovanotto, e il Vescovo aveva “obbedito”. Si era formata una bella squadra di poco più che ventenni, ci riunivamo in uno sgabuzzino in Piazza Santa Maria, dove c’era la sede dell’Azione Cattolica, la nostra esperienza ecclesiale. Don Costantino ve- niva da Jesi ogni lunedì, ci incontrava, ci ascoltava, ci dava i suoi suggerimenti. Come impostare la notizia, il “taglio” del settimanale, la linea di un periodico diocesano. Così cominciammo. Così hanno cominciato generazioni di operatori della comunicazione, ad Ancona, Osimo, come a Jesi. Anche chi non ha fatto poi il giornalista ha saputo far tesoro dei suoi insegnamenti. Per decenni chi riceveva puntualmente “Voce” altrettanto puntualmente andava a guardare il corsivo siglato u.c., pungente, sferzante, come lo era di persona quando lo chiamavamo a spiegarci i suoi argomenti. Nel suo dialetto jesino, lo vedevamo ‘riscaldarsi’, il viso diventava rosso, non ci stava, di fronte alle ingiustize, agli errori della politica e - perchè no? - a volte della stessa Chiesa. Una bella figura, don Costantino. Diceva che faceva il giornalista a tempo perso, perchè il suo vero mestiere - oltre a quello di prete - era l’insegnante e la sua grande competenza quella storica. Sapeva tutto, di Jesi, della Vallesina e oltre. Ma non aveva la flemma dello studioso, piuttosto la grinta di chi è abituato a condurre battaglie. E ci piace ricordarlo con l’immagine del direttore, che borsa in braccio, incontrava la sua piccola combriccola di redattori, alzava gli occhiali sulla fronte, leggeva quello che gli avevano scritto e dopo un’oretta di appassionata discussione, riprendeva la sua borsa, per andare in tipografia, a Jesi. A distanza di trent’anni rimpiango di non avere potuto fare con lui vita di redazione, in una vera redazione. Quante cose in più avremmo imparato. Ciao don Costantino, grazie per quanto hai fatto, per la tua splendida testimonianza. Sono molti a essertene grati. Vincenzo Varagona Per la tua pubblicità rivolgiti a Voce della Vallesina 8 luglio 2007 Fede e speranza Mi ha colpito molto, leggendo la storia di Don Urieli scoprire che è entrato in seminario a 11 anni e che ha trascorso tanta parte della sua vita, fino ad 86 anni, in quella piazza, nel duomo, nella sua piccola casa in Vicolo delle Terme, in quell’ufficio di “Voce della Vallesina” da dove ha cercato di essere per Jesi la “voce critica della città, e la “voce della diocesi”. Non è voluto mancare al suo ultimo appuntamento, anzi ritirandosi lo aspettava e in cuor suo lo desiderava. Quell’appuntamento che tutti dobbiamo affrontare, che diventa per molti e senza meno lo è stato per lui il momento del passaggio. La morte non possiamo programmarla, essa come un ladro di notte ci sorprende perché arriva senza chiedere permesso, ma definisce e finisce una vita. Non credo che per lui abbia avuto il significato della fine, consapevole che l’eternità non è per gli uomini, ma necessita di un passaggio. Pensare che ad 11 anni entra in seminario per diventare sacerdote e che poi si dedicherà ad arricchire, attraverso la ricerca, la conoscenza storica della città: in fondo si diventa eroi della propria vita vivendola sia tra le mura di una casa e sia in una diocesi inventando e lavorando per uno spazio comunicativo che molti non riescono ad avere. Essere diventato cittadino “benemerito” non è un qualcosa di dovuto, ma è il frutto di quel lavoro di ricercatore che ci ha fatto conoscere e farà conoscere la storia di una città come la nostra che indubbiamente grazie a lui si sente più ricca. Il problema non è come o quando, ma il lasciare. Invece il come e il quando ci fa dimenticare come lasciare. Credo che non avesse il dubbio del come ha lasciato. La saggezza biblica invita a “contare i giorni della vita” nel senso che quando si compie la pienezza dei giorni e la morte arriva, questa è una benedizione. Il discorso cambia completamente di fronte alla morte prematura o ingiusta- per fame, per le carestie, le guerre- perché queste morti fanno parte dell’ambiente che creiamo noi. Qui entra in gioco la responsabilità dell’uomo perché quasi tutte le morti ingiuste siamo noi a procurarle. Mi ricordo ad ogni anniversario del 25 Aprile la sua presenza ai giardini a presiedere la celebrazione eucaristica in ricordo di tutti coloro che morirono per liberare l’Italia. Nelle sue parole faceva sentire che il passato che anche lui visse diventava come un ammonimento per le nuove generazioni, ma aveva sempre fiducia della speranza dettata da una profonda fede. Remo Uncini La generosità di don Costantino Questo è la foto dell’assegno di cinque milioni di lire che don Costantino mi diede nel 1999, dopo una lunga chiacchierata sui problemi organizzativi di “Voce della Vallesina” e sulle esigenze pratiche da affrontare. Bisognava rendere il settimanale adeguato ai tempi sotto il profilo tecnico e si doveva far fronte a spese varie per meglio attrezzare la sede del settimanale, desiderio più volte espresso dall’allora vice direttore Luconi (che di fatto esercitava le funzioni di direttore). Mi diede quest’assegno, tra il generoso e il polemico, come avveniva spesso senza che l’interlocutore perdesse neppure un filo di simpatia nei suoi confronti. Ci pensai su qualche giorno prima di parlarne ad altri e, soprattutto, prima di spenderlo. Ma siccome il gesto era stato del tutto sincero, fui tentato di utilizzarlo. Poi, per cacciare ogni tentazione, ne feci due pezzi, ma li tenni allegati ad un suo scritto ( la sua autobiografia). Che don Costantino fosse generoso, è dimostrato anche dal bel contributo che ha dato al vescovo per la porta di bronzo del duomo, anche se, fino all’ultimo si oppose a quel tipo di arte e di ideazione. Intanto aveva speso sei milioni per ottenere da un artista un bozzetto che facesse concorrenza a quello ufficiale. Generosità, passione, arte, tigna. v.m. BIOGRAFIA Mons. Costantino Urieli è nato a Jesi “in una casa più squallida che povera” (via Arco Santoni, nel cuore del centro storico) il 22 settembre 1921 (il giorno di S.Settimio, patrono della città). Entrato in seminario a 11 anni, affronta presso il regionale di Fano gli esami ginnasiali per l’ammissione al liceo. Malfermo di salute, è costretto a lasciare il seminario dal maggio del 1940 al maggio del 1942 e ricoverarsi presso il sanatorio del clero di Arco, nel trentino. Quelli furono per Urieli, per sua espressa confessione, i due anni più belli e più fecondi della sua preparazione sacerdotale per i tanti motivi di carattere culturale, riflessivo e psicologico che in quel periodo si addensarono nel suo animo. “Tornai a Jesi e sembravo trasformato”. Ripresi gli studi – siamo nel colmo della seconda guerra mondiale – trascorse il periodo del passaggio del fronte a S.Maria Nuova . Poi torna al Regionale per completare gli studi di teologia. Riceve l’ordine sacerdotale il giorno di S.Settimio del 1945 dal vescovo Carlo Falcinelli. “Curato” di S.Paolo per alcuni anni, andò parroco a Tabano nel 1949. E nel ’50, pur continuando a fare il parroco, iniziò l’insegnamento di lettere presso il seminario di Jesi. E pochi anni dopo insegnerà religione in diversi istituti statali, fino al liceo classico dove permarrà per molti anni. Intanto, per volontà di Falcinelli, nasceva “Voce della Vallesina” nel 1953 della quale Urieli sarà presto collaboratore e, poi, per una quarantina di anni direttore. E se per lui, uscito fresco dal seminario, la politica era il suo tallone d’Achille, “Voce” e l’incarico di cappellano presso le Acli, lo aiuteranno a farsi le ossa nel mondo amministrativo, economico, politico, sociale, storico. Sarà il suo mondo culturale, quello che lo assorbirà per un lungo periodo, al punto che non perdeva alcuna convocazione del consiglio comunale come giornalista per riferire – e magari polemizzare - sul settimanale della diocesi. E Voce della Vallesina fu la sua grande passione, il suo tormento, lo strumento della sua formazione come giornalista e come storico. Da lì, gradualmente nacque quella straordinaria “vocazione” di scrittore che lo portò ad occupare uno dei primissimi posti nella cultura contemporanea della città, della diocesi e della regione (come componente la deputazione storica regionale) I suoi molteplici interessi sociali si aprirono all’arte, alla ricerca dei preziosi cimeli in tutta la Vallesina e presso le parrocchie fino a costituire, con la straordinaria esortazione dei vescovi Pardini e Serfilippi, il museo diocesano, di cui è stato per tanti anni direttore. Seguì da vicino l’archivio della diocesi che ricompose in forma tale da permettere a qualsiasi studioso facili orientamenti per la consultazione. 12 8 luglio 2007 Vallesina In duemila per lo Iom Intervista al suo presidente, Anna Trane Quaglieri, “Florence Nightingale” jesina di origini pugliesi Dedizione completa al paziente L a vostra associazione è risultata prima Asur - abbiamo fatto partire un’associa- la sua famiglia. Li abbiamo avuti con dei nelle Marche nella destinazione, da zione, che prima era ADO (assistenza do- progetti presentati alla Fondazione Cassa parte dei cittadini, del cinque per mille. miciliare oncologica), come ADO- IOM. di Risparmio, nostro grande sostenitore.” Quante sono le persone che vi sostengono Per cui oggi, qualsiasi paziente che abbia Con quali iniziative reperite i fondi? complessivamente? Potete quantificarle? una malattia oncologica, che può essere “Spettacoli teatrali, concerti, tombole, tor“Sono tanti gli amici e dovunque. Ci in- anche guaribile, diventa un nostro pa- nei…” viano comunque donazioni al di là del ziente: l’Asur ce lo delega completamen- Andate anche nelle scuole? tesseramento. Molte vengono anche da te. Quindi ce ne occupiamo a tutto tondo: “No, anche se riceviamo molte donazioni persone che non abbiamo seguito come dal prelievo del sangue, alla medicazione, da persone che lavorano in queste istitupazienti. Con esattezza sappiamo solo che fino alle cure palliative…con una psico- zioni.” sono stati in duemila a scegliere la nostra loga che lavora per l’ottanta per cento in Diceva prima, a proposito della famiglia associazione per il versamento del cinque oncologia dove conosce questi pazienti marchigiana, che essa è molto vicina al per mille…” che quindi la vedono e riconoscono come proprio parente ammalato. Ma ormai le Il 29 giugno si è riunita l’assemblea per figura di riferimento.” famiglie non sono più solo marchigiane la presentazione appunto del bilancio. È Basta una psicologa? perché c’è un’alta percentuale di famiglie stata anche un’occasione per parlare del- “Sì, perché la famiglia marchigiana è una straniere. Cosa comporta per voi questo? le prospettive future? famiglia, completa, eccezionale…di solito “Noi non abbiamo preclusione, seguiamo “Di questo, in realtà, come delle attività la impegniamo nei casi di malattia di papà anche loro. Abbiamo avuto un caso ad che svolgiamo, ne parliamo sempre, qua- o di mamme giovani. Il rapporto con gli esempio di un bambino marocchino con si quotidianamente… l’attività dello Iom altri pazienti riescono a gestirlo bene i no- un tumore al cervello…davanti al bisogno, è soprattutto determinata dal bisogno stri infermieri che sanno stabilire un tale non ci tiriamo mai indietro: se c’è un mieconomico dello Iom e dal bisogno della clima di fiducia e confidenza che questi nimo miglioramento da apportare nella gente. Quindi, tutto quello che facciamo, riescono ad aprirsi con loro e a confidare i vita dell’uomo, noi cerchiamo di realizzarviene modulato continuamente su queste timori e le incertezze più intime.” lo. I soldi poi li troviamo. La gente deve due necessità.” Amici dello Iom o Iom? sapere che nel momento del bisogno, noi Come funziona questa organizzazione “Non ci chiamiamo più così. Siamo Iom di ci siamo. Anche solo per tenere al pazienche ha ben tre punti di dislocazione? Jesi e Vallesina. La casa madre è lo Iom di te la mano, per fargli compagnia.” “Diciamo che la sede più importante è Ancona, e noi siamo tante filiali che però Nessuna difficoltà? quella operativa, presso l’Asur. È una sede hanno autonomia e gestione differenti “L’unica difficoltà è che intervenendo in sorta accanto a quella oncologica, e vie- per poter adattare ognuno la propria as- certi posti abitati in alta percentuale da ne diretta dagli oncologi che, giorno per sistenza al territorio. A differenza di An- stranieri, la notte è più difficile mandare giorno, sentendo le necessità del paziente- cona, noi ci appoggiamo molto al medico una giovane infermiera a fare la terapia che di solito è inamovibile- variano la te- di famiglia che è una spesa in meno, un perché ci si può imbattere in gruppetti di rapia d’accordo con il medico di famiglia. Dispone di quattordici infermieri che fanno capo ai medici. Il dott. Giorgio Rossi è il direttore del comitato tecnico- scientifico dello Iom, che è la metà esatta dello Iom…l’altra metà siamo noi, il Consiglio, che si interessa delle esigenze spicciole burocratico-amministrative.” Come si accede al servizio? “Il medico di famiglia formula la richiesta allo Iom che poi giornalmente va a casa del paziente e lo cura. Oggi abbiamo tolto alla famiglia anche il disagio di portare personalmente presso l’Asur i documenti necessari per l’attivazione del servizio. È una piccola cosa, ma è una grande cosa quando la famiglia è composta da due persone anziane. Per lo stesso motivo, ritiriamo per loro il materiale sanitario al distretto; abbiamo avuto deleghe per la pensione…cerchiamo di aiutare non solo in maniera infermieristica e totalmente gratuita, mandando a casa infermieri e medici specialisti ospedalieri che hanno supporto in più e può avvalersi dell’onco- persone ubriache…o altro… Allora abdato la loro adesione spontaneamente logo, del chirurgo, del cardiologo, dello biamo chiesto aiuto alla Polizia stradale, (chirurghi in particolare); ma cerchiamo pneumologo, dell’anestetista, ecc.: è un ai Carabinieri che si sono messi a dispopure di capire se possiamo aiutarli anche riferimento forte, insomma, per il pazien- sizione per accompagnare le ragazze dueconomicamente, senza offendere la su- te.” rante le uscite notturne. scettibilità di nessuno.” Acquistate voi le attrezzature? Avendo la sede operativa presso l’Asur, Quindi la sede operativa serve come pun- “Sì. Abbiamo degli aiuti finanziari, ma le mi accorgo che la mattina l’ottanta per to di coordinazione? acquistiamo noi. Dagli aspiratori, al ven- cento dell’utenza è extracomunitario.” “In tale sede prepariamo tutto per l’inter- tilatore meccanico, all’elettrocardiogra- Quante persone seguite attualmente? vento a casa: è un piccolo ospedale. fo…soprattutto, in questi ultimi quattro “In questo momento sono 64. Guardando Dopo cinque anni durante i quali abbia- anni, ci siamo dotati di preziose pompe i dati nel tempo, posso dire che i pazienti mo lavorato da soli, abbiamo fatto un per le cure palliative. Pompe di ultimissi- che si rivolgono a noi sono in aumento, accordo con l’Asur: una sorta di integra- ma generazione che durano sette giorni, non perché sia aumentata la patologia, zione tra pubblico e privato. Essendo nato tengono il paziente senza dolore e com- ma perché è aumentata la credibilità dello Iom con un forte punto di riferimento pletamente desto. Per cui gli consentono l’associazione, grazie anche alla preziosa nel medico di famiglia – che è dipendente una migliore qualità di vita all’interno del- mediazione del medico di famiglia. Pensi che siamo l’unica associazione in Italia a fare a casa le trasfusioni di sangue.” Chi si occupa della preparazione degli operatori? “Abbiamo infermieri che sono altamente specializzati e qualificati…e comunque investiamo molto in corsi, convegni…” Vi avvalete anche dei giovani del servizio civile? “Molto poco…perché bisogna prepararli soprattutto a livello psicologico…” Cosa vorrebbe dire ancora su questa bella realtà che è lo Iom? “Mi faccia un ringraziamento enorme a tutta questa gente che ha devoluto a favore dello IOM. Un ringraziamento personale anche alla Confartigianato che ci ha dato una grossa mano.” L’artefice della nascita di quest’associazione a Jesi è dunque stata lei... esattamente undici anni fa…cosa l’ha spinta a realizzarla e a seguirla così personalmente e capillarmente? “È stato un mio desiderio da sempre. Esperienze familiari mi hanno portata a chiedermi come facessero a fronteggiare i disagi provocati da tale malattia le famiglie e i pazienti che non avessero avuto adeguate possibilità economiche. Mi sono chiesta :-Chi non ha soldi, amicizie, strutture… cosa fa? Ho provato così nell’86 a lavorare con l’ANT di Bologna che è forse la più grossa delle associazioni in questo campo. Ero con Gianni Cerioni. Presto abbiamo capito che Jesi era una realtà talmente piccola che non saremmo mai decollati da soli. Poi, in un momento particolare della mia vita mi è stato offerto di aprire questa sezione a Jesi. Così, coinvolgendo un po’tutti, siamo partiti non pensando che sarebbe diventata una realtà così importante non solo per Jesi, ma per tutta la Vallesina.” Il segreto del successo dell’associazione… “L’amore totale, la dedizione completa. Il paziente si sente amato, qualunque sia il decorso della malattia.” Quali sono oggi i suoi compiti specifici nell’associazione? “Io mi impiccio un po’ di tutto. Se dovessi limitarmi a trovare con loro solo i fondi per mandare avanti l’associazione, saremmo completamente demotivati. Io tengo rapporti con tutti: medici, pazienti…chiamo tutti, rispondo personalmente, scrivendo lettere d’amore di mio pugno, a chi dona qualcosa allo Iom…organizzo qualunque cosa sia necessaria pur di sollevare le sofferenze e il disagio di queste persone. Mi divido tra la sede amministrativa e burocratica e la sede funzionale, operativa. Tengo unita l’associazione e reperisco i fondi. Ho perduto improvvisamente mio marito sette anni fa e non ne sarei venuta fuori se non avessi avuto questo dovere verso lo Iom che- tra l’altro- è stato proprio un suo regalo. Per cui, io per prima devo dire: grazie IOM.” Paola Cocola Nella foto la presidente con Aldo Coretti, membro del consiglio direttivo Loreto sempre più vicina Una delegazione dei giovani ospitati in visita a Jesi attività della segreteria organizzativa per L’ l’Agorà dei Giovani sta dando i suoi buoni frutti: 625 a tutt’oggi i ragazzi ospitati nelle famiglie della diocesi di Jesi, 770 circa i ragazzi totali da dover ospitare, adesioni in lento ma costante aumento. Sono questi e altri ancora i dati sui quali la segreteria organizzativa ha discusso lo scorso sabato prima con i delegati diocesani delle diocesi ospitate, poi con i referenti parrocchiali e alcuni parroci della Vallesina. L’accoglienza nella nostra Diocesi sta procedendo con un buon ritmo, anche se c’è molto altro ancora da fare soprattutto riguardo ai giorni effettivi dell’accoglienza – dal 29 al 31 agosto -: se per le famiglie ospitanti non c’è nessun particolare dovere (si è deciso infatti che le famiglie non dovranno in alcun modo “traspor- tare” i ragazzi ospitati), le parrocchie devono invece decidere come realizzare l’attività del 30 agosto, sia nel pomeriggio che durante la serata. Cruciale sarà il ruolo del referente parrocchiale in questa giornata, in qualità di punto di raccordo tra la realtà parrocchiale e i ragazzi che saranno ospiti presso la stessa. Nel corso del pomeriggio è stato confermato che, oltre ai giovani provenienti dalle diocesi di Trento, Parma, Oppido Palmi e Cosenza sono in arrivo alcuni gruppi neocatecumenali del Molise e Ischia. Gli stranieri invece, che non verranno ospitati in famiglie ma in apposite strutture come da accordi con i singoli comuni, proverranno dall’Ucraina, da Israele e dalla Costa d’Avorio. Giorgia Barboni 13 In dialogo Opinioni a confronto 8 luglio 2007 In questa rubrica diamo spazio a lettere, opinioni o contributi dei lettori, purchè non inviati anche ad altri giornali. Chiediamo agli scriventi di essere sintetici. Scritti troppo lunghi potrebbero non trovare spazi o essere necessariamente tagliati. La pubblicazione non significa condivisione dei contenuti. Gli scritti si possono inviare per email a [email protected] Le lettere, per essere pubblicate, devono contenere esplicitamente il nome, l’indirizzo e il numero di telefono del mittente I cattolici in politica “uomini tutti d’un pezzo” Caro v.m., nell’alleanza pre-elettorale un po’ più di cautela non era solo per continuare per guasterebbe, specialmente altri cinque anni, l’un contro quando si scrive di “politica” l’altro armati, la gestione del sul settimanale dei cattolici “potere” tout court, l’occupadella Vallesina, che sono zione di ambite poltrone, la ancora tanti, con proprie salvaguardia di interessi più idee, che spesso non colli- o meno particolari (il piano mano con le sue. regolatore c’entra qualcoUn po’ più di cautela e di sa?) e la difesa di congrui neutralità di giudizio, virtù assegni mensili. che spesso Le sono man- Oggi, del resto, la politica è cate negli articoli scritti diventata un mestiere, non durante la campagna elet- è più come ai tempi in cui, torale, ma specialmente caro v.m., persone, sì tutnell’euforia post.elettorale, te d’un pezzo, dedicavano celebrativa della vittoria le loro capacità e il loro dello schieramento che Lei tempo al bene dei cittadini ha apertamente appoggiato. per quattro miseri gettoni Infatti, come sta succe- di presenza, e in nome di dendo in questi giorni, nel ideali, ancorché diversi, ma corso delle trattative per la tutti rispettabili, di destra, nuova Giunta comunale di di centro o di sinistra, che Jesi, quando “cattolici mili- permeavano costantementanti ex democristiani tutti te la loro azione e i loro d’un pezzo” si incontrano, comportamenti, al governo anzi si scontrano con “ex o all’opposizione. marxisti altrettanto tutti Mi consenta in conclusione d’un pezzo” per la sparti- una stupidissima domanda, zione delle poltrone, l’attri- che non c’entra nulla con to può produrre “scintille” quanto detto sopra, alla e le scintille potrebbero an- quale Lei, che è vicino al che causare un incendio. Palazzo, potrebbe risponMa come! Tale schieramen- dere. to “ideale” che ha ripropo- Hanno impiegato cinque sto con forza e compattezza anni per trasformare il Corla continuazione dell’am- so di Jesi, il Viale della Vitministrazione uscente non toria e via XV Settembre in doveva essere il progetto fossi paralleli che farebbero politico nuovo, l’incontro invidia ai percorsi dello stotra “uomini tutti d’un pez- rico Camel Trophy, e per zo”, l’utopia del futuro pros- disseminare qua e là nelle simo, proiettata interamen- varie vie e piazze della città te al bene della città? Mi buche e voragini a prova di viene il dubbio che in realtà sospensioni, tanto che se l’arroccamento di questi qualcuno volesse rispolve- rare le vecchie care palline di vetro avrebbe una bella varietà di territorio, traffico permettendo, per giocare a schicchera. Sa per caso se riusciranno i nostri amici nel corso del 2007 a sistemare queste “eccellenze” cittadine? O forse, per quest’anno, hanno già finito i soldi ? La ringrazio per la cortese attenzione e sappia che La leggo sempre. Paolo Mariottini Sulla cittadinanza a Margherita Hack Il consigliere del comune di Castelbellino, Andrea Gasparrini, ci ha inviato il suo intervento esposto durante la seduta del consiglio di mercoledì 27 giugno in cui è stata deliberato il conferimento della cittadinanza onoraria alla scienziata Margherita Hack. Carissimi colleghi Sindaco e Giunta, consapevole dei meriti riconosciuti dalla comunità scientifica al personaggio Margherta Hach, ed apprezzando il lavoro svolto dalla stessa mi sento di non condividere tale scelta. Non si capisce perchè su una scelta così importante e di “carattere”, come il conferimento di un’onorificenza, non sia stata avvisata la minoranza neppure con una telefonata, diversamente da quanto accadde nella scorsa legislatura per le onorificenze date al dott. Giovanni Ca- ruso e a Sua Eccellenza Padre Oscar. Inoltre c’è stata una scarsa se non inesistente comunicazione alla cittadinanza di tale proposta. La cittadinanza onoraria è un impegno per chi la conferisce e per chi la riceve, è un riconoscimento, è un ringraziamento nei confronti di qualcuno che ha avuto particolari meriti nel paese e francamente la prof.ssa Hack, al di là della sua presenza, non ha fatto altro per Castelbellino. L’ultimo motivo riguarda il mio essere cattolico cristiano, libera scelta questa che non riesce a riconoscersi in un soggetto che, per quanto importante ed illustre, professa lo “Sbattezzo”, promuove campagne come “Scrocifiggiamo” l’Italia, si batte per il non utilizzo delle campane o ancora per le ingerenze cattoliche nell’attività scolastica, ora di religione ed importanza dei professori di religione in fase di scrutinio fino quasi a legalizzare la bestemmia…… Credo che chi come me, anzi come noi, è cresciuto impegnandosi nelle attività parrocchiali, realizzando e partecipando ad eventi che hanno come scopo la solidarietà e l’impegno cattolico non può condividere quello che la prof.ssa Hack propone e di cui si fa portavoce. Da cittadino, non condivido tale scelta e non mi sento rispettato nelle mie scelte personali e religiose Il Consigliere Gasparini Andrea Sulla Democrazia Cristiana Caro Vittorio Massaccesi, La ringrazio per la riposta alla mia lettera del numero 23 di Voce. Intendo però puntualizzare alcune mie idee. Per quanto la scritta “se sei comunista devi confessarlo” scomparsa dai confessionali, non è stata tolta perché hanno lottato o sono cambiati i marxisti ma a causa di certi “giovani di Azione Cattolica “ribelli” (mi onoro di essere stato fra questi) che hanno fatto capire l’anacronismo di certe cose. Tengo a precisare che in merito alle quattro DC, io non ho nulla a che fare, in quanto il sottoscritto, alla trasformazione della Democrazia Cristiana in Partito Popolare prima e nella Margherita. La Democrazia Cristiana di Pizza in Italia e di Zagaglia a Jesi, alla quale ho aderito con entusiasmo, è quella legittima, mai sciolta, che attende tanti (già il 6,8% a Jesi) che si riconoscono nei valori dei loro fondatori. La frase “se sarete uniti sarete forti”, non è di un ex marxista tutto d’un pezzo ma è di De Gasperi, per questo aspettiamo per essere forti. Lei sostiene che bisogna aprirsi al nuovo per ben governare, è vero che Moro, Andreotti ed altri veri ex democristiani hanno sempre cercato e trovato compromessi per ben governare, questa è la politica, ma non hanno mai creato un partito unico. Veniamo a Jesi il nuovo è il Belcecchi bis? Con gli stessi assessori di prima. Il nuovo è il giro di valzer degli incarichi di giunta? Il nuovo è l’appoggio esterno alla nuova giunta? Mi sembra un metodo “stravecchio”. Il nuovo sa qual è - le riunione e le assemblee, della Margherita, alla Casa del Popolo anziché in via Pergolesi 8. Questo si che è il nuovo che avanza. Per quanto riguarda il PD, il nuovo è Belcecchi, l’uomo “nuovo” che ha votato, a suo tempo, la mozione Mussi? Il nuovo è la Margherita che annovera tra gli eletti, (il più votato) l’assessore che osteggia la cooperazione? Questo PD ancora deve fare tanta chiarezza. La frase “non si sputa nel piatto dove si mangia” (convengo è una brutta frase ma rende bene l’idea), mi spiace che Lei l’abbia presa a livello personale, non era mia intenzione rinfacciare niente a nessuno, ma richiamare l’attenzione sul fatto che tanti di voi, come me, si sono “nutriti” nel piatto dei buoni principi; credo che quel piatto non si può appannare né rovesciare in nome della modernità. Aldesino Fioretti 14 Jesi 8 luglio 2007 Jesi - I primi passi della nuova amministrazione AGENDA Il santo del giorno Venerdì 6 luglio santa Maria Goretti; sabato 7 san Claudio; domenica 8 sant’Adriano; lunedì 9; martedì 10 san Marziale; mercoledì 11 san Benedetto; giovedì 12 san Giovanni Gualberto; venerdì 13 sant’Enrico; sabato 14 san Ciro; domenica 15 san Bonaventura. Farmacie di turno a Jesi Venerdì 6 luglio Martini, sabato 7 Calcatelli, domenica 8 delle Grazie, lunedì 9 comunale 2, martedì 10 Grammercato, mercoledì 11 Coppi, giovedì 12 Martini, venerdì 13 Calcatelli, sabato 14 comunale 2, domenica 15 Grammercato. Farmacie di turno in Vallesina Venerdì 6 luglio Moie (Angelico), sabato 7 Macine, domenica 8 Moie (Lucarelli), lunedì 9 Angeli, martedì 10 Poggio San Marcello, mercoledì 11 Castelbellino, giovedì 12 Pianello Vallesina, venerdì 13 Montecarotto, sabato 14 Moie (Angelico), domenica 15 Macine. Nati a Jesi (salvo diversa indicazione) 11 giugno Elisa Mariani e Rose Fraser Eleander; 12 giugno Alessandra Mazzarini; 14 giugno Riccardo Cesaroni, Francesco Giuliani, Elisa Sacconi; 17 giugno Edoardo, Simone Offidani (Ancona), Vincenzo Antonio Alessio Boianelli, Valentina Gaia Boianelli; 21 giugno Valentino Pieroni, Sara Paola Mardale, 22 giugno Samuel Rodolico. La nuova giunta e le deleghe. Cingolani presidente. G li assesori, durante i primi orientamenti del sindaco, sembrava dovessero essere otto, come nel passato. Poi l’orientamento fu per i sette e, infine, ne sono stati varati solo sei. Per risparmiare qualche cosa o per prudenza politica? Forse l’una e l’altra cosa. Intanto l’ambito e delicato settore della cultura, chiesto d’imperio da Rifondazione comunista proponendo un nome secco, se l’è tenuto il sindaco. Se per sempre o in via provvisoria, in attesa di chiarimenti e “schiarimenti” politici, lo dirà il tempo. Il sindaco Belcecchi gestirà anche il personale, i rapporti con le istituzioni, gli orientamenti programmatici in generale. Stefano Tonelli vice sindaco e assessore ai lavori pubblici, Simona Romagnoli all’urbanistica, Daniele Olivi allo sviluppo economico, Bruna Aguzzi ai servizi sociali, Vincenzo Sorana alle finanze, Gilberto Maio- latesi all’ambiente. Il primo consiglio comunale di sabato scorso era stato convocato per le ore 10, ma poiché nella stessa ora era prevista in duomo la cerimonia funebre per la morte di Mons. Costantino Urieli, il sindaco, con gesto da tutti apprezzato, ha rinviato alle ore 11,30 l’inizio dei lavori per permettere ai rappresentanti della città la loro presenza alla cerimonia religiosa di commiato. Seduta lunga e vivace. Dopo la conferma di tutti gli eletti, l’assemblea ha proceduto alla elezione del presidente del consiglio nella persona del dott. Paolo Cingolati che nella precedente amministrazione aveva occupato la responsabilità di assessore ai servizi sociali e quella di vice sindaco. Successivamente, e con non poche difficoltà e incertezze, si è proceduto alla elezione del vice presidente dell’assemblea nella persona della dott.ssa Maria Celeste Pennoni. v.m. Jesi - via Ugo La Malfa, 24 tel. e fax. : 0731.202894 - 202893 Da oltre 40 anni propone corsi permanenti, professionali e progressivi, lezioni a carattere individuale con sistema didattico esclusivo. Le iscrizioni ai corsi di hobbistica uso familiare, modellista, sarta – fashion designer sono aperte durante tutto l’anno Unione dei Comuni della Media Vallesina U Il laboratorio di archivistica diventa un cd n cd e un opuscolo per raccontare un’esperienza unica fra documenti e volumi conservati negli archivi storici comunali. E’ il risultato del progetto “Laboratorio di storia locale della Media Vallesina” realizzato dall’Unione dei comuni della Media Vallesina, nell’ambito del servizio Università degli adulti, e finanziato per 5 mila F euro dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi. Nel programma dell’anno accademico conclusosi da poco era inserito anche un laboratorio che ha concentrato l’attenzione sull’archivio e l’archivistica, con lezioni tenute dal docente Riccardo Ceccarelli e dalla tutor Cristiana Simoncini. Dalle lezioni in aula gli iscritti sono passati alla visita dell’archivio storico comunale di Cupramontana e a quello di Castelplanio. Sono seguiti quattro incontri per il laboratorio pratico di archivistica poi, a fine maggio, è stata fatta la visita all’archivio dell’abbazia silvestrina di Montefano di Fabriano. Insomma, un lavoro durato mesi, che si è concluso con la realizzazione di un cd e dell’opuscolo che raccontano l’esperienza fatta, riporta in allegato documenti e tutto il materiale da supporto alle lezioni teorico-pratiche. Gli iscritti al corso, oltre una ventina di persone, potranno quindi avere uno strumento per ripetere e ripercorre la tappe di un progetto che ha riscosso molto gradimento. Originale partecipazione politica orse non sarà rientrato intervenire a forum dove setra le statistiche ufficiali, gnalare disservizi e problemi. ma di sicuro è stato uno dei E naturalmente c’è anche la candidati che ha raccolto più possibilità di scaricare il dopreferenze nelle ultime elezioni am- quali potrebbero essere alcune delle cumentario presentato durante la camministrative. Si tratta del candidato sofferenze che la città sta vivendo e a pagna elettorale. Il download è gratuito fantasma Re Piccione. E’ stata la trova- cui bisognerebbe metter mano. I sei o ad offerta e i promotori fanno sapere ta più originale dell’ultima campagna della “Crazy Diamond Picture” non che si accettano anche compensi non elettorale. Decine di manifesti a tap- hanno voluto tralasciare niente: nel in denaro. “Abbiamo ipotizzato una pezzare la città che invitavano a votare documentario si spazia dalle buche sorta di baratto medievale – si spiega per un fantomatico Re Piccione. L’idea sulle strade fino all’abbandono degli nell’home page del sito - ad esempio vi è venuta ad un gruppo di giovanissimi antichi edifici, dalle carenze costrut- diamo un dvd e voi potete donarci un jesini per lanciare un documentario tive del Murri all’Interporto, fino ad pollo, una faina, uno struzzo, un nano da loro realizzato sulle problematiche un’intervista con Vittorio Sgarbi sulla di terracotta, oppure offrire i vostri della città e per sdrammatizzare e ri- città. Un vero e proprio fenomeno che servigi, tipo lavaggio piatti”. In palio c’è dere sulla corsa a cinque al “Palazzo” ha colto il plauso e l’approvazione di la pubblicazione della propria foto on jesino. Tra le schede, tutte chiaramen- molti cittadini, accorsi in massa alle line a chi donerà gli oggetti più strani. te annullate, Re Piccione ha raccolto proiezioni del documentario di un’ora Ma c’è di più. I sei hanno annunciato di una sessantina di voti. Molti di più di e mezza prima al teatro studio Valeria voler devolvere il modesto ricavato deltanti ben più noti concorrenti. In real- Moriconi poi in Piazza della Repubbli- la vendita del DVD al Comune, magari tà dietro all’immagine del volatile con ca. proprio per mettere a posto una buca tanto di fascia tricolore si nascondono L’elezione non è arrivata, ma un primo sul manto stradale. Un primo obiettivo sei giovani studenti jesini (Alessandro impegno Re Piccione l’ha voluto co- l’hanno comunque raggiunto: su loro Tesei, Leonardo Paolini, Luca Vango- munque portare subito a termine per sollecitazione e segnalazione il Comuni, Paolo Barilli, Alessandro Mosconi e non deludere i suoi elettori, sbarcando ne ha provveduta a sistemare in Piazza Zora Hauser), che hanno ben pensato da pochi giorni sul web al sito www. delle Monnighette il cadente muretto di dire la loro sulle elezioni, cercando repiccione.com. Collegandosi al sito che si affaccia su Costa Mezzalancia. di mostrare con semplicità e chiarezza sarà possibile leggere news sulla città e Luca Galeazzi Il fenomeno Re Piccione CESARI AGENZIA IMMOBILIARE Associata FIAIP INTEMEDIAZIONI PER VENDITA E LOCAZIONI, VALUTAZIONI, CONSULENZE, RICERCA DI FINANZIAMENTI Via Risorgimento, 23 MOIE Tel 0731 702564 - 347 5355258 www.agenziacesari.it FOCARELLI OTTICA 15 Non solo sport 8 luglio 2007 VOLLEY Quattro nuovi acquisti Torneo Acli provinciale Dominio U.S. Acli Filottrano I l 1° giugno si è concluso il 17° Torneo U.S. Acli provinciale calcio a 5 Memorial “B. Regini”, con il dominio dell’U.S. Acli Filottrano che si è aggiudicato il trofeo sbaragliando la concorrenza dell’U.S. Acli Villa Musone (2° classificato), dell’altra squadra, di Filottrano (3° classificato) ed infine dell’U.S. Acli San Giuseppe di Jesi (4° classificato). Sempre l’U.S. Acli Filottrano si è aggiudicato anche i trofei di miglior portiere e realizzatore. Il torneo si è svolto con la massima correttezza, merito anche degli arbitri del Centro Sportivo Italiano, ma soprattutto delle squadre partecipanti, che hanno voluto ricordare il Presidente delle Acli Provinciale deceduto ormai venti anni fa. Foto di Dino Bolletta Monte Schiavo protagonista del mercato L a campagna acquisti della Monte Schiavo è partita con il botto. Quattro i nuovi acquisti annunciati dalla società jesina: prima il duo brasiliano formato da Marcelle Mendes Rodrigues e Caroline de Oliveira Saad Gattaz, poi i due liberi Ramona Puerari e Valentina Bedin. Marcelle, nata a Lavras il 17 ottobre ’76, alta 175 cm, sarà la nuova regista rossoblu. “Sono molto contenta di venire in Italia e a Jesi. Non vedo l’ora di difendere i colori della vostra città – sono le sue prime parole da “prillina” – finalmente ho questa opportunità di giocare nel campionato italiano e la voglio sfruttare al meglio”. Oltre a Marcelle, vestirà il rossoblu jesino anche Caroline (nella foto fivb.org), giocatrice proveniente dal Finasa Osasco di San Paolo. Nata il 27 gennaio ’81, Caroline è alta 192 cm e ricopre il ruolo di centra- le. Attualmente è in ritiro con la nazionale brasiliana. Novità anche in seconda linea, con Puerari e Bedin. Nata a Lecco il 7 aprile ’83, alta 170 cm, la Puerari nelle ultime tre stagioni ha militato nella Scavolini Pesaro. I primi due anni ha avuto come allenatore proprio l’attuale coach rossoblu. Nella sua bacheca figurano una Coppa Cev, una Super Coppa ed un bronzo con la nazionale ai Giochi del Mediterraneo 2005. Anche Bedin, come Puerari, ricoprirà il ruolo di libero. Nata a Pordenone il 4 agosto ’85, alta 165 cm, la giovane friulana proviene da Vicenza, con cui ha debuttato in A1 quest’anno. Gip BASKET Il ds Bocchini: “E’ solo una questione economica” Maggioli più vicino alla Fileni Bpa I l “caso Maggioli”, che da qualche mese tie- sue richieste”. Il mercato jesino comunque, ne banco tra i tifosi jesini, sembra essere non è solo Maggioli. In agenda c’è anche il arrivato ad un punto di svolta. Il centro pe- futuro di Farrington. “Su di lui la società ha sarese, ambito anche da Ferrara e Caserta, scommesso la stagione precedente sottovorrebbe restare nelle Marche, come spiega scrivendo un contratto biennale – ci tiene il direttore sportivo aurorino Dario Bocchi- a precisare Bocchini – Presto ci rivedremo ni. “Stiamo parlando di un atleta di grande con il procuratore dell’atleta per parlare e livello e di indubbia importanza nella com- vedere se ci sono i presupposti per contiposizione della squadra prossima ventura. nuare questo rapporto”. Un po’ di tensione esiste, ma sappiamo che La Fileni è in cerca anche di un esterno da i rapporti tra la società e il giocatore sono affiancare ad Hoover. “L’idea di fondo è di ottimi. Ci pare di capire, insomma, che puntare su un’ala piccola fisica e potente Maggioli gradirebbe restare a Jesi. E’ solo – confessa il diesse – Un giocatore più rouna questione economica: vedremo di fare busto di Rush in grado di essere importanil possibile e forse qualcosa in più compati- te anche difensivamente”. bilmente con il budget per assecondare le Giuseppe Papadia Al via i giovedì musicali C astelbellino prepara un mese di luglio ricco di eventi con i “Giovedì musicali di Castelbellino storica” organizzati da Paola Fontana, direttrice artistica di questa rassegna musicale che si avvale della “complicità” del gruppo “Il settimo sigillo” e che vede la partecipazione di Franco Palombo alle tastiere e suoni digitali, Enrico Maria Bottegal alla viola e violino, Riccardo Bottegal al violino e Diego Mecenero alla chitarra e alle percussioni. Giovedì 12 luglio (21,15 Piazza San Marco) “Di sole e d’azzurro” la serata dedicata O alla musica pop italiana e internazionale: le canzoni di Tiziano Ferro, Giorgia, Elisa e Cristicchi saranno interpretate dalla bellissima voce di Paola Fontana, con l’aiuto dei ragazzi della compagnia dell’Albero Verde. L’ultimo giovedì (19 luglio, ore 21,15, Terrazza Camerini) sarà invece dedicato agli chansonnier francesi interpretati dai grandi cantautori italiani: “Quasi quasi mi faccio uno shampoo…” è un incontro tra la scuola genovese e quella milanese, tra De Andrè e Gaber, tra Fossati e Jannacci, sotto l’influenza dei vari Montand e Aznavour. Pillole di oratorio ltre il tradizionale “gioco da cortile”, in oratorio, si trovano molte e diverse forme di animazione ludica, dal gioco organizzato, al grest per l’animazione dell’estate, ai giochi di società e da tavolo, aperti alla partecipazione di tutti senza limitazioni. Accanto al gioco, che ne diventa azione propedeutica, si indica lo sport come momento centrale dell’azione educativa, cardine del progetto associativo del Centro Sportivo Italiano. Nella pratica sportiva il ragazzo costruisce la propria personalità attraverso l’allenamento e il sacrificio, apprende a far parte di un gruppo, aderisce a stili di vita positivi, realizza cioè parte considerevole di quegli elementi fondanti da sempre la prassi educativa dell’oratorio. Attraverso lo sport, poi, l’oratorio ha l’occasione di fare una proposta ampia che raccolga il consenso di molti, anche dei meno dotati, accolti ed inseriti in un ambiente favorevole alla socializzazione e alla crescita individuale. In oratorio, inoltre, è possibile aderire a proposte culturali attraverso la partecipazione alle attività educative legate al teatro, alla musica e alla danza. Attraverso la riflessione in gruppi sui grandi temi del presente, analizzati in un’ottica cristiana, il ragazzo si apre al mondo e riesce a comprendere il senso di un suo eventuale impegno. (Fine 2 – segue) CSI Champion a.s.d. - Castelbellino Chi sognava non immaginava E d ecco un altro pezzo di strada fatta insieme, un anno di impegno, di divertimento, di vittorie, di sconfitte, di progettazione, ma soprattutto un altro anno per dirvi grazie! Grazie a tutti gli atleti, all’ingenuità dei più piccoli e alla tenacia dei più grandi! Grazie a chi tanti anni fa sognava di creare un piccolo gruppo sportivo e che non immaginava potesse diventare così numeroso. Grazie ai giovani al servizio dei giovani. Allenatori, educatori e animatori di oggi e di ieri, che hanno creduto, sognato e lottato per abbattere il muro dell’emarginazione e per donare allo sport il vestito più bello. Il divertimento e l’aggregazione!! Grazie a chi non è sempre riuscito a credere in noi, poiché ci ha permesso di verificare gli errori e di poter fare meglio!! Grazie al calcetto, alla ginnastica e alla pallavolo, discipline così apparentemente diverse, ma in realtà profondamente uguali, quando scommetti tutto su una partita con la parola Amore e sai che non perderai mai. A tutti voi … grazie per quest’anno sportivo passato insieme e … arrivederci al prossimo anno! Il Presidente Silvia Bonacci Rinnovata la Società Jesina Calcio Per la Prima Squadra N el pomeriggio del 28 giugno ha preso vita la nuova Società della Jesina Calcio. Il gruppo che ha assunto su di sé la responsabilità di garantire un futuro alla gloriosa società Leoncella, è composto da una cordata di importanti personaggi locali. All’ingegner Claudio Bocchini, presidente della Clabogroup, la cui presenza rappresenta l’elemento di continuità rispetto al passato, si sono uniti l’avvocato Marco Polita, già vice Presidente della Jesina ai tempi della Serie C, che rivestirà il ruolo di Presidente, l’avvocato Pietro Panettieri, rappresentante delegato di Gaetano Martini, farmacista, presidente della Clinica privata Villa Serena e vice presidente di Myolab, Aldo Cervigni, promotore finanziario, ed altri imprenditori della zona. Caratteristica essenziale del nuovo gruppo societario sarà la collegialità: la speranza dei soci è quella di vedere la cordata ulteriormente allargata in futuro, per dare seguito al progetto intrapreso tre anni fa. La nuova società è al lavoro per costruire una Prima Squadra composta prevalentemente da giocatori del posto ed una formazione che affronterà il campionato regionale Juniores. Nei prossimi giorni, verrà reso noto l’organigramma societario e il nome dell’allenatore. WWWBPAIT Castelbellino 16 Esperienze 8 luglio 2007 L’Infiorata di San Marcello per il Corpus Domini “Cristo Risorto, speranza della Chiesa” l 10 giugno a San Marcello, a partire dalle tre del mattino, una cinquantina di persone hanno iniziato a riempire le strade di petali e segatura colorata per formare i tipici quadri, in modo Il tema che collegava i vari quadri era: “Cristo Risorto speranza della Chiesa”. I vari disegni sono stati realizzati nei punti più rappresentativi del paese. Davanti alla Chiesa di Santa Maria viene rappresentato il dolcissimo volto di Maria con in braccio il Bambino Gesù, il tutto racchiuso in una cornice bianca impreziosita da quatto serti di rose. Maria non vive solo in cielo, ma continua a vivere nella Chiesa di cui è madre in virtù della maternità di Colui che l’ha fondata; Davanti le scuole elementari, in primo piano, un bellissimo volto di Cristo splendente come che il paese fosse addobbato per la processione delle ore 11 in occasione del Corpus Domini. un sole sorgente dalle acque del mare sottostante. Sulla sinistra un grande occhio che irradia la I sua vivida luce nelle quattro direzione della rosa dei venti, e dal quale scende un lacrima raffigurante l’amore di Dio non corrisposto dall’uomo. Sul tutto incombe un muro di mattoni che contrasta con la solarità del volto di Cristo; Davanti alla Banca, un lungo tappeto di fiori con un disegno centrale rappresentante un Ostensorio con l’Ostia immacolata che sovrasta un mite agnellino poggiante su una croce e un messale, circondato da una luce soffusa che emana dell’insieme altamente simbolico ed invitante all’adorazione. Il tutto sta a significare l’immagine di Dio che si china e si abbassa fino alla polvere dell’indigente e all’immondizie del misero. In cima al tappeto vi è un quadro in cui viene rappresentata la faccia- ta della Chiesa Parrocchiale di San Marcello costruita nel 1960 dall’architetto Cesare Emidio Bernardi. La chiesa in mattoni è il luogo deputato alla condivisione del Risorto; Davanti alla Chiesa Parrocchiale, punto finale della processione, svetta il Cristo Risorto con le braccia allargate come a voler riunire in un unico abbraccio tutta l’umanità redenta per mezzo del suo sangue prezioso. Con la mano sinistra indica le tavole della legge. In primo piano la chiesa Universale rappresentata dalla cupola di San Pietro e la chiesa locale rappresentata dal campanile della Parrocchia svettante sul- del Corpus Domini si riunisce per fare insieme l’infiorata. Credo che valga la pena di visitarlo per questa occasione, anche per valorizzare il lavoro e il sacrificio di coloro che si impegnano le case degli uomini. Il paese di San Marcello conta appena duemila abitanti, ma in occasione per qualcosa di così bello e costruttivo. Don Alberto Balducci I sacerdoti aiutano tutti. Aiuta tutti i sacerdoti. Ogni giorno 39 mila sacerdoti diocesani annunciano il Vangelo nelle parrocchie tra la gente, offrendo a tutti carità, conforto e speranza. Per continuare la loro missione, hanno bisogno anche del tuo aiuto concreto: di un’offerta per il sostentamento dei sacerdoti. Queste offerte arrivano all’Istituto Centrale Sostentamento Clero e vengono distribuite tra tutti i sacerdoti, specialmente a quelli delle comunità più bisognose, che possono contare così sulla generosità di tutti. Offerte per i nostri sacerdoti. Un sostegno a molti per il bene di tutti. Per offrire il tuo contributo hai a disposizione 4 modalità: L’offerta è deducibile: • Conto corrente postale n° 57803009 Per chi vuole, le offerte versate a favore dell’Istituto Centrale Sostentamento • Carte di credito: circuito CartaSi chiamando il numero verde 800.82.50.00 Clero sono deducibili fino ad un massimo di 1032,91 euro annui dal proprio • Bonifico bancario presso le principali banche italiane reddito complessivo ai fini del calcolo dell’Irpef e delle relative addizionali. • Direttamente presso l’Istituto Sostentamento Clero della tua diocesi. Per maggiori informazioni consulta il sito www.offertesacerdoti.it C H I E S A C AT TO L I C A - C. E . I . C o n f e r e n z a E p i s c o p a l e I t a l i a n a