Settimanale d’informazione
Poste Italiane spa - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (Conv. in L. 27/02/2004 n.46) art. 1, comma 1, DCB - Jesi
ANNO LV- N. 25
Euro 1
DIREZIONE E REDAZIONE: JESI - PIAZZA FEDERICO II, 8 - TEL. E FAX. 0731.208145
Editoriale
agorà
Vivere in pienezza
D
on Costantino, sacerdote,
educatore, professore, storico,
giornalista, scrittore, direttore,
fondatore … In tanti modi
Costantino Urieli è stato chiamato,
ma soprattutto è stato definito
come un uomo che ha vissuto in
pienezza la sua vita. Ha saputo
adattarsi ai tempi nei quali si è
trovato a vivere, da quelli tristi
della guerra duranti i quali ha
saputo portare conforto e aiuto
materiale a quelli della rinascita del
dopoguerra quando ha contribuito
alla crescita sociale e culturale
della città. In tanti modi ha saputo
farsi compagno di viaggio di quanti
ha incontrato sul lungo cammino
della sua vita che ha concluso nel
pomeriggio di giovedì 28 giugno
scorso. Nato nel giorno in cui
la Diocesi celebra il patrono san
Settimio, il 22 settembre del 1921;
nello stesso giorno è stato ordinato
sacerdote e ha promesso fedeltà alla
Chiesa che ha accolto come sposa
da amare e difendere. “Il sacerdote,
con tutta la Chiesa, cammina con
il proprio tempo, e si fa ascoltatore
attento e benevolo, ma insieme
critico e vigile, di quanto matura
nella storia”: così scriveva Giovanni
Paolo II e così è vissuto don
Costantino.
Quando era facile attaccare e
accusare gli uomini di Chiesa, don
Costantino sapeva rispondere con
le parole dettate dai sentimenti
del suo cuore e dalla profonda
cultura che coltivava con impegno
e sacrificio. Anche dalle colonne
di questo settimanale che ha
diretto per 41 anni, don Costantino
è ricordato con affetto, stima,
amicizia.
Vorrei collegarmi al clima di
vivace dibattito sul ruolo dei
cattolici in politica per riportare
alcune righe del direttore Urieli
nel suo editoriale di domenica
24 giugno 1979. Sono trascorsi
ventisette anni ma è il suo scritto è
ancora attualissimo: commentava
l’interpretazione che “una agenzia
della sinistra cattolica, l’Adista, ha
dato sulle recenti elezioni politiche
italiane alle quali la Democrazia
Cristiana non aveva trionfato”
(elezioni del 3 e 4 giugno 1979).
In quel numero del settimanale
l’editoriale è a due colonne,
indirizzato “Agli amici lettori” con
il titolo “Il risveglio religioso e il
problema della scelta politica”:
propone una sua riflessione
accurata sul ritorno al sacro che
in quel momento la società civile
stava registrando e conclude,
collegandosi alla attualità politica,
sulla difficoltà per i cattolici di
essere coerenti e di vivere una
fede matura anche nel momento
del voto. Urieli ha dedicato poi
una lunga risposta ad una critica
di Massimo Papini, ancora sulla
presenza e sull’espressione del
voto dei cattolici in politica, e
scriveva: “fede e politica non sono
realtà coincidenti ma non sono
realtà estranee; la fede ha e non
può non avere una dimensione
politica e la scelta politica di un
credente non può prescindere
dalla sua fede.” Tanti scritti don
Costantino ha dedicato a questi
temi e così vorrei ricordarlo, per
quel suo saper prendere posizioni
decise cercando di avere sempre
come obiettivo la difesa della
dignità e del valore profondo
dell’uomo, con umiltà ma anche
con la certezza della sua fede.
Beatrice Testadiferro
lavoro
unitalsi
Si avvicina
l’incontro
dei giovani
Festa in piazza
a Moie
dal 6 all’8 luglio
12
9
di Giorgi Barboni
Impôt repriséTassa riscossa Ufficio di Jesi
domenica 8 luglio 2007
jesi
I ritmi e le
dimensioni
del tempo
di Gabriele Gabrielli
4
Intervista
al Presidente
dello IOM
di Paola Cocola
12
L’omaggio a don Costantino
Articoli a pagina 2, 10 e 11
G
iustamente giorni fa un
quotidiano locale definiva
mons. Costantino Urieli una figura imponente della Chiesa e
della società civile. A ripercorrere la personalità e la produzione culturale di quello che viene
unanimemente riconosciuto lo
“storico della città e del contado”,
continua a stupire la constatazione della quantità inscindibilmente abbinata alla qualità della sua
poliedrica produzione, che tanti
di noi ben conoscono e che ne
ha fatto una figura chiave della
Vallesina. La molteplicità dei talenti che caratterizzavano la sua
persona - acume e profondità
di pensiero, scavo instancabile
della storia attraverso le fonti,
nervatura di saldo rigore morale,
capacità di linguaggio incisivo,
scultoreo e spesso graffiante, - si
abbinavano ad uno spiccato senso di relazione, che lo portava ad
interagire nel mondo ecclesiastico, civile e culturale, in modo
da suscitare circolarità di idee,
dibattiti a volte accesi, vivacità
di stimoli. La sua visuale a tutto
tondo, che scrutava la radice del
particolare sapendolo innestare
nelle dinamiche della storia passata e presente della nostra regione, davano il senso della compiutezza di un pensare e di un agire,
non certo condiviso da tutti, ma
certamente punto di riferimento
imprescindibile del contesto in
cui ognuno era chiamato ad operare.
La mia conoscenza di lui è iniziata dai suoi libri, che hanno
dispiegato a chi veniva da altra
regione la ricchezza a volte nascosta di una terra la cui storia
era stata forgiata da personalità
scolpite con precisa veridicità,
ma frutto, e lo si capiva bene, del
tessuto corale di un popolo silenziosamente ma tenacemente
protagonista della sua storia; ma
ancor più coglievo dagli articoli
di fondo, che firmava su “Voce”,
la tempra tenace con la quale si
spendeva nelle battaglie più varie
a favore dell’uomo e della verità.
Il rapporto diretto con la sua
persona si è però approfondito
e consolidato attraverso il lavoro
culturale condotto nei vent’anni
della direzione della Planettiana.
E’ stato spontaneo e conseguente
coinvolgerlo nella produzione e
valorizzazione della storia e della cultura, soprattutto nei primi
anni in cui all’eredità lasciata dal
direttore Pierpaoli (di una struttura sapientemente costruita e
gelosamente custodita nella molteplice preziosità dei fondi che
via via aveva saputo incrementare) occorreva dar seguito nella
direzione di una forte apertura e
comunicazione alla città delle ulteriori potenzialità di questo servizio culturale. Sono gli anni della nascita della rivista “Biblioteca
aperta”, delle numerose iniziative
scaturite dalla sinergica elaborazione di idee e progetti generati
dal cuore della Commissione biblioteca, spazi di fucina culturale
tra appassionati e studiosi della
città, che al di là delle idee diverse e della variegata appartenenza
politica, erano accomunati dal
gratuito e appassionato amore
per una cultura a servizio della
città; all’interno di questi luoghi
il suo contributo si rendeva immediato, sostanzioso e concreto;
la sua consapevolezza culturale,
la fierezza e il suo rigore nel fare
cultura non mancavano di assoggettarsi volentieri a sottoporre i
suoi contributi alle diverse visuali degli altri studiosi, perché ne
scaturisse un prodotto culturale
condiviso. Valga per tutti l’edizione degli antichi statuti comunali,
la cui traduzione dal latino medievale non avrebbe potuto essere realizzata senza l’apporto del
suo sapere, che era conoscenza
approfondita anche degli antichi
termini dialettali locali. Sono gli
anni in cui il Comune di Jesi gli
riconosce la cittadinanza benemerita, per la passione culturale
con cui produce cultura (basti
citare la sequenza delle pubblicazioni sulla storia di Jesi e il suo
contado o i tre tomi sul dialetto
e folklore), ma anche per una disponibilità culturale all’insegna
della sinergia e della relazione,
che traspariva significativamente
anche dai frequenti articoli a sua
firma, che veicolavano il pulsare
culturale della città.
Il suo fare cultura non era limitato alla estrinsecazione dei suoi
talenti a vantaggio della città; egli
lo sentiva come una occasione
privilegiata del vivere la testimonianza della sua consacrazione;
in un editoriale apparso su questo giornale dal titolo “cultura ed
evangelizzazione”, così concludeva: “La cultura nel senso più
vasto, quella dei valori umani,
dell’arte e della storia, della pace
e del costume, dell’ecologia, sono
questi i temi su cui impostare un
discorso o solo creare un interesse o anche una simpatia, utile
perché in certi momenti, quando
il vuoto si fa d’intorno e fuori di
noi, e si cerca qualcosa o Qualcuno che ci dia se non una spiegazione, ma almeno una forza per
affrontare il dolore o il perché
della vita (e torna alla mente il
colloquio tra Mitterand con il
filosofo cristiano Guitton) arriva
il momento non per vantare conversioni perché il cammino della
grazia non va fortunatamente
secondo i nostri prefabbricati canoni, ma per inchinarsi dinanzi
al mistero della vita e di Dio, tutto affidando alla Sua pietà. Ecco
allora come la cultura, che non è
certo quella del solo ballo o della porchetta e verdicchio, può
offrire il senso di Dio, non per
riempire le Chiese, ma per sentire quello che umilmente diceva il
curato di campagna di Bernanos:
“Tutto è grazia”.
L’occasione di conoscere in profondità la sua persona nell’interezza della sua vita e del suo sentire me la offrì lui stesso quando,
in virtù di questo comune sentire
culturale, mi mise a parte di una
produzione più nascosta e riservata: con l’andare degli anni
aveva trasposto in numerosi e
poderosi volumi dattiloscritti il
diario della sua vita, descritta
con straordinaria verità e incastonata nel corale affresco della società jesina di oltre mezzo
secolo. Imparai ad apprezzarlo
allora soprattutto per la capacità
del suo saper soffrire, nella molteplicità dei suoi aspetti, e della
fedeltà e coerenza ai suoi ideali.
Quando poi con l’andare degli
anni e soprattutto nell’ultimo
decennio gli vennero progressivamente a mancare le opportunità di mettere a frutto i suoi
talenti culturali, il rapporto, anzichè affievolirsi, si intensificò in
una dimostrazione di gratitudine e stima sigillata dai pochi ma
intensi incontri di questo ultimo
anno, segnato dal calvario di una
inattività assoluta su una sedia
a rotelle. Una settimana prima
della sua partenza ho potuto ringraziarlo ancora una volta per
quanto da lui fatto per la cultura:
nell’immobilità assoluta sul letto
della piccola stanza, la mano che
indefessamente aveva scritto con
tanto vigore era ormai trasparente, ma gli occhi esprimevano
una dolcezza e una luminosità
infinita e tutto aveva il senso di
un reciproco e profondo ringraziamento. Come ho avuto modo
di esprimere recentemente al
Vescovo ed al Sindaco, mi sento
onorata di aver potuto beneficiare di un rapporto così intriso di
cultura fatta vita, che chiama a
nuove prospettive culturali.
Rosalia Bigliardi Parlapiano
2
Cultura e società
8 luglio 2007
Del più e del meno
Montecarotto - Da mercoledì 4 a domenica 8 luglio
La Voce di don Costantino
di Giuseppe Luconi
L
a notizia della scomparsa di don
Costantino è stata un dolore per tutti.
E in particolare per chi, come me, lo ha frequentato per lunghi anni, accomunati come
eravamo dalla passione per il giornalismo e
per la storia patria. È difficile esprimersi in
queste circostanze. La via per farlo l’ho trovata rileggendo le lettere che in tempi diversi
don Costantino mi aveva scritto: con la sua
calligrafia piccola e quasi stenografica. E cogliendone alcuni passaggi, forse non dei più
interessanti per il lettore ma per me estremamente significativi.
Concorrenti
e mezzo, avrò allora bisogno del tuo consiglio e contributo”. Pensava ad un lavoro “a
quattro mani”.
Tornò a chiedermelo quando stava preparando il nuovo libro ma declinai l’invito:
eravamo troppo lontani nel modo di scrivere la storia: io ero più per il racconto dei
fatti, lui per il commento critico. E’ in definitiva la differenza che si è avvertita nel
modo di “confezionare” questo settimanale
nei 35 anni in cui lo ha avuto in mano don
Costantino e nei dieci in cui mi sono trovato ad esserne io, di fatto, il responsabile.
Spirito laico
Siamo stati per lungo tempo concorrenti: lui direttore di Voce della Vallesina,
Ci sono difficoltà, incomprensioni, moio di Jesi e la sua Valle, ma mai “nemici”. menti difficili per chi ha la responsabilità
Ricordo di aver ospitato
di un giornale. Ne scrisse
più volte articoli di don
a chiare note su Voce al
Costantino sul mio giorcompimento del trentenale, così come ricordo
simo anno di direzione
di aver iniziato a scrivere
del giornale. Se da una
articoli di storia proprio
parte aveva rivendicato
su “Voce”. Anche in pre“l’impegno culturale del
cedenza si era collaborafoglio, spesso anticipatore,
to: lui corrispondente de
sempre all’avanguardia
L’Avvenire d’Italia, io del
in questo settore a Jesi e
Resto del Carlino. Fra i
nella Vallesina”, dall’altra
ricordi di allora: passai
si era lasciato andare ad
al mio giornale la notiuna amara constataziozia della venuta a Jesi del
ne: “C’è anzitutto una soCardinale Mimmi per
litudine, colpevole o meno,
l’inaugurazione del nuonel guidare un foglio che
vo seminario telefonansempre più e sempre medo a Bologna proprio da
glio avrebbe dovuto essecasa di don Costantino.
re e dovrebbe essere casa
Voce della Vallesina
di tutti, e di tutti non è
era parte della sua vita.
riuscito ad essere; c’è la
Ed era anche lui, don
realtà di un dialogo che è
Costantino,
contrario
stato ed è molto più facile,
alle lunghe pause estive del giornale. “Sono concreto e fattibile aprirlo fuori casa che
iniziate le lunghe ferie di Voce – mi scrive- entro la casa comune…”.
va nel luglio del ’92 – Io le avrei desiderate
Sul fatto che il settimanale avesse «più
meno prolungate, ma le ristrettezze finan- ascolto e riconoscimento nel mondo laico
ziarie hanno condizionato la decisione”. Ma che non in quello strettamente ecclesiaper don Costantino le ferie non esistevano: le»: “Purtroppo è una realtà che mi ferisce
“Per me è cercare di portare a termine al- – aveva precisato - non perché Voce abbia
tri impegni cui da tempo ho messo mano; più attenzione nel mondo laico. Io sono
difficile pensare ad un vero riposo, quando nel sangue e nella coscienza uno spirito
quello definitivo non appare molto lontano”. laico, ma certamente non laicista. Io mi
Lo scriveva quindici anni fa…
sono sforzato sempre di sentire il nostro
settimanale come un ponte aperto tra il
Ricerche storiche mondo laico e quello ecclesiale. A questo
mondo laico piacciono poco, tanto meno
Don Costantino mi stimolava ad utiliz- interessano, le alte discussioni professiozare meglio le mie ricerche “storiche”, ad in- nali tra preti, specie se di una pastoralità
quadrarle in un lavoro a più ampio respiro: astratta. Pastorale a mio parere significa
“Sei una fonte inesauribile di annotazioni aprirsi a tutti i problemi dell’uomo, oggi. E’
memoriali storiche e di costume di note- a questo mondo laico - la stragrande magvole interesse ed alto indice di gradimento gioranza di Jesi – che Voce vuol parlare”.
– mi scrisse un giorno – Per questo ti invito
Io gli avevo testimoniato la mia solia navigare in mare aperto… lasciare il sin- darietà. “Sei tu l’unico – mi aveva risposto
golo episodio per affrontare in una visione - ad aver espresso parole che ricordano e
ancora più ampia e coraggiosa la realtà valutano un lavoro trentennale, non semumana che tu conosci perfettamente e sai pre apportatore di grandi soddisfazioni.
cogliere nei suoi aspetti più significativi, Ci sono abituato. Giustamente tu sottoliprendendola con una verve serena, ma non nei la forza, o tigna nel restare al proprio
per questo edulcorata o falsata” . Dette da posto, anche se la stanchezza, la noia, la
don Costantino, erano parole che mi inor- indifferenza ti spingerebbero verso altre
goglivano.
decisioni. Del resto ormai il cammino è
E un giorno, quando ancora non aveva segnato. Si va verso quel traguardo al di
scritto il suo ultimo libro su “Jesi e il suo là del quale qui sulla terra non ci sono
Contado”: “Se per caso venisse a me la vo- altri. Vado tranquillo – aveva concluso
glia – anzi la voglia ce l’ho – e il tempo me – con la speranza di non poter dare troplo permettesse, nel momento in cui io met- po fastidio, dopo averne fino ad ora dato
tessi mano all’ultimo impegnativo lavoro, non poco…”.
quello della storia di Jesi, dell’ultimo secolo
Foto Candolfi
I
“Verdicchio in festa”
vini marchigiani di
nuovo in bella mostra
sulle principali piazze di
Montecarotto. Tra musica, spettacoli, verdicchio
e buona cucina la manifestazione “Verdicchio in
festa” torna puntuale a
rallegrare le
vie e le piazze del centro
storico
di
uno dei principali paesi
del
verdicchio. Giunta
q u e s t ’a n n o
alla ventesima edizione,
Verdicchio in
festa si svolgerà a partire
dalla serata
di mercoledì
4 a domenica 8 luglio,
come sempre l’obiettivo
principale della manifestazione sarà la promozione delle tipicità enogastronomiche locali, del
territorio, del turismo
e del paese. Le cinque
giornate di festa saranno
dedicate in primo luogo alla promozione dei
vini marchigiani, sempre
più noti ed apprezzati
in tutto il mondo, con
degustazioni
guidate
da sommelier, aperitivi,
abbinamenti vino cibo,
spettacoli e convegni che
paleranno di vini e prodotti tipici. La giornata di
mercoledì 4 luglio è stata
dedicata al tema del turismo con un convegno su
“Turismo e ricettività nelle zone del verdicchio dei
castelli di Jesi”. Ogni sera
piazza del Teatro ospiterà artisti di piano bar,
ci saranno concerti di
vario genere, commedie
dialettali, musica dagli
anni ’60 ai giorni nostri
ed anche uno spettacolo di cabaret. Domenica
8 luglio alle 16 presso il
teatro comunale, la terza
edizione del concorso
organizzato
dall’Associazione Italiana Sommelier in cui verrà eletto
il primo sommelier delle
Marche. Alle 18.30 nel
giardino della Liberazio-
ne “Intermezzi swing e
jazz” con il gruppo “Via
Marconi 22 Sextet”. In
piazza Latieri alle 21.30
la Fisorchestra marchigiana di Castelfidardo
offrirà al pubblico un
piacevole concerto ed
infine in
piazza del
Mercato
un party a
cura dell ’a s s o c i a zione Oltreconfine.
Durante le
cinque serate saranno allestite
mostre di
pittura e
di fotografia di artisti locali
e mostre
di mobili antichi. I visitatori che arriveranno a
Montecarotto oltre a gustare le specialità enogastronomiche, avranno
l’occasione di visitare i
monumenti storici e artistici del paese come la
chiesa di San Filippo, la
chiesa della Santissima
Annunziata e del Crocifisso, il Teatro Comunale, la cinta muraria, il
Museo della Mail Art,
Palazzo Baldoni e il Torrione dell’orologio.
Fabrizio Filippetti
Cupramontana I 25 anni della Croce Verde nel libro di Brunori
“Coraggio di ogni giorno”
L’
Associazione
Croce Verde
di Cupramontana,
sabato scorso, ha
festeggiato i suoi
primi 25 anni di
fondazione e l’ha
fatto con un ricco
programma che si
è svolto durante
l’intera giornata.
L’A s s o c i a z i o n e
da anni è vicino
alla comunità cuprense con i suoi
servizi socio - sanitari e con il suo
importante volontariato: ben trentanove i
volontari, tutti soccorritori qualificati, che
quotidianamente operano in una zona
vastissima, che va da Cupra ai comuni di
Monte Roberto, Maiolati Spontini, Castelbellino, Staffolo e San Paolo. Questo
importante servizio è stato raccolto e ricordato nel libro “Coraggio di ogni giorno. Storie e racconti dei primi venticinque
anni della Croce Verde di Cupramontana”,
presentato nella mattinata presso la Sala
Consiliare e scritto dal giornalista e collaboratore di Voce, Andrea Brunori. Alla
presentazione, avvenuta con il saluto del
sindaco Fabio Fazi, che ha ringraziato i
numerosi presenti per il servizio prestato,
sono intervenuti il presidente della Croce
Verde, Giuseppe Lorenzetti, che ha ricordato i fondatori dell’Associazione, Luigi
Stefanelli e Tazio Galeassi, recentemen-
te scomparso;
il presidente
regionale dell’associazione
nazionale pubblica assistenza
(Anpas), Massimo Mezzabotta; l’autore
e il giornalista
Maurizio Verdenelli,
che
ha moderato
l’incontro. Di
seguito è stata inaugurata
una
mostra
fotografica dei bambini di tutte le scuole
di Cupramontana che hanno partecipato
al concorso “La Croce Verde vista dagli
occhi dei bimbi”. La mostra rimarrà aperta fino al 15 luglio nei giorni feriali dalle
17.30 alle 20 e nei giorni festivi dalle 10
alle 12.30 e dalle 17.30 alle 20. La festa è
proseguita con il raduno delle Consorelle nella nuova sede dell’associazione, in
via Fossatelli, dove è avvenuta l’ufficiale
inaugurazione, insieme a quella dell’ambulanza e del taxi sanitario alla presenza delle autorità. Il vescovo Gerardo ha
presieduto la celebrazione Eucaristica che
si è tenuta nel tardo pomeriggio. Questo
importante compleanno è terminato con
una bella festa in piazza allietata dal concerto dei “Kubla Khan” e delle “Bollicine”,
band cover ufficiale di Vasco Rossi.
Cristiana Simoncini
3
Cultura
8 luglio 2007
La Macina dalla Russia in Francia
SCUSATE IL BISTICCI O
(ghiribizzi lessicali)
Peter Pun (con la u)
www.peterpun.it
TIRATARDI = RITARDATI
Doppio cambio di vocale… anti-ore piccole
C’è un detto a cui mio nonno
spesso faceva cenno:
POCO DORMIR FA DANNO.
Chi si priva del sonno
ben presto esce di senno:
anche i muri lo sanno
MORFEO, INSOSTITUIBILE
RIGENERATORE DI ENERGIE
Cambio di vocale… salutista
Ogniqualvolta l’uomo si ricorica,
anche se non ci pensa, si ricarica
QUIZ CULTURALE
A un illustre intellettuale nostrano
– un autentico “luminare” – si attaglia alla
lettera il nome di una delle sette classiche
meraviglie del mondo antico.
Chi è l’intellettuale in questione ?
Qual è la meraviglia ?
***
Soluzione del gioco precedente:
compare.
In preparazione al festival folk
A
ncora successi internazionali
per “La Macina”. Infatti questo
ormai “storico” Gruppo di ricerca e
canto popolare marchigiano è stato
protagonista in questo mese di giugno, di due importanti tournèè internazionali.
Nella prima settimana di giugno in
Russia, a Lipetsk, ha partecipato con
grande successo al Settimo Festival delle Arti
creative, in rappresentanza dell’Italia e delle
Marche in particolare. Al
Festival erano presenti
più di cinquanta gruppi
folcloristici, provenienti
da tutta la Russia.
Nei vari concerti tenuti nei diversi teatri di
Lipetsk e nelle città di
Yelets, Stanovoie e Zadonsk, La Macina ha riscosso affetto e stima dal
grande pubblico che ha
assistito alle sue performance e che ha attribuito grandi ovazioni al sestetto. Molti gli scambi
ed incontri con gli artisti locali, con
il coro “Dolgorukovo” e con gli artisti del Gruppo “Rossijanka” di Lipetzk, gruppo che poi ha partecipato
a metà giugno nelle Marche, alla Settima Edizione del Festival “Giovane
Cultura Russa” in Italia, insieme all’Orchestra dei solisti “Premiera” del
marchigiano. L’ultimo concerto a
Mayenne, La Macina, l’ha tenuto,
nella Place Clèmenceau, nel pomeriggio di domenica 24 giugno. Sulla
via del ritorno, La Macina si è esibita a Le Fontanile, una cittadina
del’hinterland di Grenoble, nel sud
della Francia.
Ora il Gruppo “La Macina” è proteso
alla preparazione ed all’organizzazione del Monsano
Folk Festival, giunta alla
ventiduesima edizione, che
in sedici giorni di concerti
e di spettacoli (dal 2 al 17
agosto) toccherà ben undici comuni dell’anconetano: da Monsano a Jesi, da
Ancona a Castelfidardo, da
Montemarciano, Santa Maria Nuova, Monte Roberto,
Polverigi, Mergo, Montecarotto a Monte San Vito.
Il Festival si aprirà a Monsano il 2 agosto con una
prima assoluta: l’attesissimo ed inedito“Concerto per
voce e pianoforte” di Gastone Pietrucci, leader de La
Macina, accompagnato al pianoforte
dal giovane talento musicale, Fabio
Verdini.
Conservatorio Ciaykovsky di Mosca.
Un importante incontro questo de La
Macina, in Russia che aprirà sicuramente la strada per future e proficue collaborazioni e scambi tra le
culture musicali dei due paesi.
Dal 20 al 26 giugno, La Macina è
letteralmente “volata” in Francia:
dove ha tenuto un primo concerto a
Mayenne, giovedì 21 giugno, in occasione della Giornata europea della Musica. Nei giorni successivi, La
Macina ha tenuto un commovente
incontro ed un concerto estemporaneo nella comunità nomade, che
ha accolto con grande entusiasmo
la musica ed i canti del gruppo
Nella foto
La Macina fotografata dopo il Concerto tenuto nel Teatro “Sokol” di Lipetsk.
Una selezione di opere dedicate al nettare di Bacco
Castelferretti
Festa della Famiglia
C
Q
Spirito di…vino
uadri, sculture, batik,
ome accade ormai da 25 anni l’estate Castelfrettese sarà
collage ed altro ancoanimata dalla “Festa della Famiglia” evento significativo ra con tema unico quello
di ritrovo, aggregazione, socializzazione, animazione e ri- del nettare del dio Bacco.
flessione non solo per la comunità parrocchiale ma per tut- E’ “Spirito di…vino”, titolo
to il paese. In occasione del venticinquesimo compleanno la curioso quanto evocativo
festa verrà svolta principalmente nella piazza della Libertà, per la mostra promossa dal
antistante quello che è stato il Castello dei Conti Ferretti, Sistema Museale della Proed ha ottenuto il patrocinio del Comune di Falconara Ma- vincia di Ancona, che dal
rittima. Le manifestazioni sono completamente gratuite e 4 al 28 luglio sarà ospitata
vengono svolte grazie all’opera di volontari Venerdi 6 luglio all’interno delle sale del
alle ore 21.15 in piazza della Libertà si riderà con la comme- Museo civico e della Mail
dia “Quello che se fa… se ‘rtroa!” de “La nuova” compagnia art di Montecarotto. Il
teatrale di Belmonte Piceno. Sabato 7, alle ore 21 presso la vino, come filo conduttore,
piazza Albertelli, il pubblico potrà ammirare il tradizionale ricorre in ogni elemento di
Corteo Storico ed il “Palio dei Ronchi”, spettacolo equestre questa esposizione: l’apere sfida tra i cavalieri dei quattro quartieri nella Giostra del tura infatti coincide con la
Saraceno. La Festa della Famiglia si concluderà domenica 8 tradizionale festa cittadina,
luglio con la consueta Cena alla Corte del Conte, in piaz- “Verdicchio in festa”.
za della Libertà alle ore 20, cui seguirà lo spettacolo in stile Le opere sono frutto di
medievale “Errando per feudi e corti”.
una selezione di 58 lavori,
Per partecipare alla cena è necessario acquistare per tempo realizzati in occasione delil biglietto presso appositi esercizi commerciali del paese.
la rassegna “Cantine aper- l’arte che promuove,
te”, ad opera dei giovani attraverso canali poartisti dell’istituto d’arte stali mondiali, la cirEdgardo Mannucci, nelle cuitazione di opere
sue tre sedi di Ancona, Jesi di piccole dimene Fabriano. Infine, i lavori sioni, come diseselezionati ed esposti sa- gni, grafica, dischi,
ranno uno per ogni can- cd, piccole sculture,
tina di Montecarotto, per realizzate da artisti
celebrare ulteriormente il collegati fra loro,
vino come risorsa da am- da iniziative libemirare, apprezzare e degu- re o tematiche. Il
stare.
Museo, unico nel
Sede dell’allestimento, si suo genere in Italia,
diceva, è il Museo civico ospita anche opere
e della Mail art, costituito grafiche di Orfeo
nel 1984 grazie alle dona- Tamburi, Pericle Fazzini,
zioni di alcuni dei maestri Umberto Mastroianni e
dell’arte italiana. Si trat- Arnaldo Ciarrocchi.
ta infatti di una singolare L’ingresso alla mostra
raccolta di opere: per Mail “Spirito di…vino” è graart, infatti, si intende quel- tuito per tutti gli abitanti
della cittadina. Per gli altri,
è possibile acquistando il
normale biglietto di ingresso del museo.
Per info numero verde 800
439392.
Mercoledì 11 luglio alle ore 21 in piazza
Margherita Hack torna a Castelbellino
C’
era tantissima gente,
a novembre, all’incontro che il Comune di
Castelbellino aveva organizzato con Margherita
Hack, ma tantissime erano state anche le persone
che non erano riuscite ad
entrare nel piccolo teatro
di Castelbellino. E’ anche
per un debito di riconoscenza nei confronti di
quelle persone, che mercoledì 11 luglio, alle ore
21, la grande astrofisica
sarà di nuovo a Castelbellino, in
Piazza San Marco. Margherita
Hack proporrà la seconda parte
del suo viaggio ideale tra i pianeti: se l’altra volta il tema della
conferenza era stato “La formazione dell’universo e la nascita
della vita nei pianeti”, stavolta si
parlerà di “Pianeti extrasolari e
probabilità di vita nell’universo.
L’introduzione sarà ancora affidata alla prof. Laura Cavasassi,
direttrice di Castelbellino Filosofia. Ma l’arrivo della Hack riveste
anche un significato più profondo, perché la scienziata non viene soltanto per motivi di “lavoro”,
ma per vedersi assegnare la cittadinanza benemerita di Castelbellino. Con questo riconoscimento,
Margherita Hack lega ancora di
più il suo nome a quello del piccolo castello della Vallesina, che
dall’11 luglio annovererà tra i
suoi concittadini questa
donna formidabile. Nella
motivazione del riconoscimento si legge: “Per ben
due volte la Chiarissima
Professoressa ha accolto
il nostro invito a parlare
pubblicamente delle tematiche inerenti al Suo alto
magistero, con particolare
riguardo all’astrofisica, disciplina per la quale Ella è
famosa nel mondo”.
All’epoca del primo incontro, sorprese la grande
presenza di giovani e giovanissimi, incuriositi e affascinati dalle
parole di Margherita Hack. Alla
fine dell’incontro furono molte le
domande rivolte dall’astrofisica e
le più interessanti vennero proprio dai ragazzi. Il momento più
atteso di ogni conferenza dopo
tutto, è quello delle domande e
lo diventa ancora di più quando
a rispondere è un personaggio
della statura di Margherita Hack
4
8 luglio 2007
Attualità
nel mondo del lavoro: appunti di viaggio
di Gabriele Gabrielli*
L’Europa senza bandiere
di Riccardo Ceccarelli
S
arà una data storica quella del 23
giugno, quando il vertice di Bruxelles
ha accantonato la “Costituzione europea”,
già bocciata peraltro da alcuni stati. Al
suo posto ci sarà un “Trattato” che
modificherà quelli esistenti. Un accordo
di compromesso raggiunto all’alba
appunto del 23 giugno. Sui contenuti di
questo “compromesso al ribasso” diversi
sono stati i commenti sulla stampa,
venuti meno poi nel corso dei giorni
successivi. Si è parlato di fallimento
dell’Europa, di un’Europa che non ci
sarà più per i nostri figli, di un ritorno
dei nazionalismi. Altri invece hanno
detto che a Bruxelles forse è nata una
vera unione. Certo non sarà più l’Europa
che ci avevano fatto sognare e che dagli
anni Cinquanta ci avevano proposto
di costruire insieme e di sentirla nel
panorama politico del continente.
Un’Europa che si ritrovava in alcuni
simboli, quelli che rappresentavano
ed esprimevano l’Europa-nazione. Nel
nuovo “Trattato” questi scompariranno:
non più la bandiera blu stellata, non
più l’inno (l’inno “Alla gioia” di Ludwig
van Beethoven), non più il motto “Uniti
nella diversità”, non più la “Giornata
dell’Europa” che si celebrava il 9 maggio.
Rimarranno l’euro, gli europarlamentari,
le direttive, la sempre più complessa,
elefantiaca ed invasiva burocrazia. Dove
sarà l’Europa? Una sola espressione
geografica, certo non più politica. Non
sarà non solo quella di prima, quella
che almeno si era tentato di fare, ma
neanche quella che avevano pensato. Si
consoliderà quella che ci hanno fatto
vedere e sperimentare in questi ultimi
anni. Solo legata all’economia, senza
un’anima (incapace di individuare
le proprie radici), senza una politica
unitaria, né estera, né sociale. L’inno
rimarrà nel telefonino di qualche
nostalgico. Del resto quando ce lo hanno
fatto sentire, almeno insieme all’inno
nazionale? Il motto chi lo conosceva? Era
mai stato detto che c’era, almeno nelle
scuole, per suggerire un’idea di Europa?
La “Giornata dell’Europa” quando è stata
celebrata? Rimaneva la bandiera accanto
a quella nazionale. Un frustolo di idea
che nonostante tutto ancora proponeva
un ideale. Ora con il nuovo “Trattato”
non avremo neanche questa. L’Europa
sarà senza bandiera. La bandiera non è
l’ideale, ma lo indica, lo rappresenta, lo
esprime, richiama un’identità. I popoli
vivono anche di segni, di simboli. Dietro
ad essi si coagulano sentimenti, idee,
movimenti, azioni. Quando si aboliscono
i simboli, vuole dire che qualcosa è
venuto a mancare e non si crede più a
quanto era dietro al simbolo. E se hanno
abolito la bandiera dell’Europa, l’inno,
il motto e la giornata vuol dire che a
quell’Europa da essi significata non ci
si crede più, che siamo in una nuova
realtà che quei simboli non riescono
più a esprimere e a comunicare. Non
ci voleva poi molto a ipotizzare e a
“vedere” questa “nuova Europa” quando
l’unico segno ne era diventato l’euro,
cioè il denaro, con la recondita speranza
che l’unità monetaria trascinasse con
sé l’unità politica del continente. Non
credo che questa si stia concretizzando.
Se in futuro l’“unità” ci sarà non sarà
quella pensata dai “padri fondatori” che
forse si erano illusi e ci hanno illuso
nel tentativo di costruire un’Europa
senza divisioni che ritrovasse le ragioni
di una unità su un comune sentire.
L’unione invece è solo nel nome del
denaro e degli interessi nazionali che
si possono avvantaggiare nello stare
insieme. In definitiva uno stare insieme
per convenienza, non una vera unione.
Un fallimento di fronte agli ideali del
passato. A questo punto se hanno tolto
la bandiera, l’inno, il motto, la giornata,
hanno fatto bene. Almeno non ci si
prenderà più in giro. I simboli a volte
valgono più delle parole.
I RITMI E LE DIMENSIONI
DEL TEMPO
Sembra prendere più vigore un crescente
e convergente pensiero che vuole recuperare il valore del tempo nella sua molteplice varietà di ritmi e di dimensioni. E’
un pensiero che trova sostenitori e divulgatori tra sociologi e filosofi, economisti
e scrittori, marketing manager e intellettuali. Insomma una sorta di “plebiscito” a
favore di un recupero e di una valorizzazione del tempo anche nel suo ritmo “più
lento”, fatto di soste e riflessioni, alcune
volute altre capitate; un recupero del tempo nelle sue diverse e molteplici prospettive legittimate dalla “unicità” e “dal sentire” di ciascuno. Da più parti, quindi, ci si
ribella “al” ritmo assoluto e prevaricatore
della velocità, che diventa troppo spesso
fretta, dettato dall’economia della competizione assoluta e “turbo”; così come viene
alzato un muro contro la crescente perdita del controllo del proprio tempo causata
anche qui dai ritmi sostenuti, ma anche e
forse soprattutto dalle numerosissime “relazioni” e “multiappartenenze” che creano, insieme a tante altre cose, certamente
maggiori impegni e occupazione di tempo. La sensazione che abbiamo, dunque, è
quella di andare a una velocità non voluta
ma subita e quella di essere quotidianamente “sottratti” del nostro tempo da un
modo di vivere rapace e ingordo. E’ una
riflessione, come si diceva, di taglio generale in quanto tocca un po’ tutti gli aspetti
della nostra vita sia personale che sociale;
per questo è fatta oggetto di attenzione di
molti studi e di variegate discipline. Pensiamo allora a quanto questa tendenza,
che può essere anche considerata da taluni un pò velleitaria, possa influenzare
e incidere anche nell’organizzazione del
lavoro e nella gestione delle persone nelle
imprese. Come sempre però i segni sono
contrastanti e molte sono le contraddizioni, reali o apparenti. Certo è che il tempo,
con i suoi significati e dimensioni, è stato
sempre al centro e ha rappresentato uno
snodo fondamentale per organizzare e
gestire le relazioni di lavoro. Tra le molte
questioni che la riflessione da cui siamo
partiti propone ce ne sono almeno tre che
rivestono una particolare attualità e che
sembrano poter dar luogo ad altrettante opzioni personali e organizzative. Ne
proponiamo per ora soltanto i “titoli”, per
così dire, ripromettendoci di ritornare
successivamente su ciascuno con qualche
specifica e aggiuntiva considerazione. La
prima questione origina dal presupposto
che –nelle organizzazioni dove lavoriamoil nostro contributo sembra essere sempre
meno legato “al tempo di lavoro” e che la
nostra collaborazione trovi invece sempre più spesso, e con continuità, modalità e occasioni di prestazione anche “fuori
orario”; insomma, c’è sempre più gente
che –all’aumentare dell’autonomia e della
responsabilità- si “porta il lavoro a casa”.
E’ il tema, in altre parole, di dove finisce
o inizia il lavoro (inteso in questo senso
come sfera sociale pubblica) e il privato,
confine che le trasformazioni in atto mettono sempre più “in confusione”. La seconda questione invece prende le mosse
dalla scelta di quanti –sembrerebbero in
molti e crescere di numero giorno dopo
giorno- vogliono recuperare più tempo
per sé e quindi sono disponibili a mettere in secondo piano carriera e status. La
terza questione legata al tempo e ai suoi
significati è poi quella del tempo ritenuto
necessario per fare bene il proprio lavoro
e quindi tocca la tematica di come regolare le diverse percezioni e/o aspettative
rispetto al nostro operato. Qua dietro
ci sono, insomma, l’insieme degli atteggiamenti, tensioni e delusioni, che originano e si sviluppano nel rapporto tra
chi “chiede” il lavoro, cioè il contributo,
la prestazione, i risultati e quanti devono
rispondere a questa richiesta nei “tempi”
e nei modi indicati. Queste che abbiamo
menzionato sono soltanto alcune possibili declinazioni di un tema, quello del
tempo, davvero ricco di implicazioni per
la gestione del lavoro e delle imprese; ma
anche per il nostro ben-essere..
Docente LUISS Guido Carli
Appuntamenti con la Storia, il Teatro, la Poesia, la Filosofia, la Scienza, la Musica e le Arti visive
Ritorna “Trivio e Quadrivio. Discorso e Numero”
D
al 5 al 25 agosto Majolati Spontini ospiterà il
proprio festival della mente
“Trivio e Quadrivio. Discorso
e Numero” che nelle intenzioni dell’Amministrazione
comunale vuole intrattenere
i villeggianti e la popolazione
sulle varie discipline culturali.
Il programma del festival vuole in qualche modo far riferimento alle sette arti liberali,
ripartite, nel medioevo, in trivium e quadrivium.
L’apertura sarà domenica 5
agosto, alle ore 17,30, alla
Chiesa della Cancellata, con
l’inaugurazione di una mostra
fotografica con immagini della dott.ssa Stefania Secondini
dal titolo “Natura narcisa”.
Seguirà il prof. Gianfranco
Paci, Preside della Facoltà di
Lettere e Filosofia dell’università di Macerata che tratterà un argomento di storia:
“Aspetti di religiosità romana:
il culto di Silvano nelle Marche e di Saturno in Africa”,
prendendo spunto da due importanti iscrizioni da Suasa e
da Fabriano. Sempre dome-
nica 5 agosto, alle ore 21,30, co Rustichelli presenterà una
la giornata si concluderà con lezione-spettacolo dal titolo
un concerto per pianoforte e “La vita e la scienza moderna.
sassofono con il prof. Adrian (Fino a che punto la degeneraVasilache e il prof. Gabriele zione fisica è ancora ineludibiGiampaoletti.
le?)”. La prima parte dell’interMercoledì 8 agosto, alle ore vento sarà dedicata a conside21,30, presso il Teatro Gaspare razioni sui fenomeni collegati
Spontini, sarà proiettato il do- alla vita, alla sua nascita, alla
cumentario: “Gaspare Sponti- sua evoluzione fino alla comni (1774 – 1851) Nel 1° Cente- parsa dell’uomo con la sua
nario della morte”. Realizzato intelligenza e alle capacità di
intorno al 1950 da Gian Maria quest’ultima di influire sulla
Cominetti per la Sursum Film vita stessa grazie alle conquiRoma. Tra gli attori Elio Pan- ste della scienza moderna. La
dolfi che ha accettato, insieme seconda parte dell’intervento,
al noto attore jeside cisamente
no Corrado Olmi
più oggettiva,
e al pianista M.
sarà
dedicaMarco Scolastra,
ta ad alcuni
sia di ricordare le
aspetti della
riprese effettuate
ricerca sciena Roma, ma poi
tifica
interdi intrattenere il
disciplinare
pubblico con uno
nel contesto
spettacolo origiin
oggetto,
nale.
con
particoSabato 18 agolare riguardo
sto, alle ore 18,30,
ai
contribupresso la Chiesa
ti della fisica
della
Cancellae ai risultati
ta, il prof. Fransorprendenti
ottenuti recentemente mediante l’utilizzo delle cellule
staminali.
Alle ore 21,30 concluderà la
serata il Concerto per pianoforte e clarino con i musicisti
Georgia Amadio e Michele
Quagliani.
Domenica 19 agosto, alle ore
18,30, presso la Chiesa della
Cancellata, la prof.ssa Laura Cavasassi, presenterà un
argomento di Filosofia: “La
epistemologia del confine”.
Con questa definizione si
intende proporre alla riflessione la nuova frontiera della
Filosofia della Scienza. Nella
stessa giornata, alle ore 21,30,
la prof. Liuba Staricenko presenterà un originale concerto
pianistico dal titolo: “La bellezza salverà il mondo”.
Il festival della mente si concluderà sabato 25 agosto,
alle ore 21,30, presso il Teatro Gaspare Spontini con il
Maestro Federico Mondelci
che presenterà un concerto
per sassofono ed archi.
Marco Palmolella
Nella foto, il prof. Paci
block notes
Previdenza
I contributi figurativi
Quando una persona svolge attività lavorativa (dipendente, autonoma ecc.) ha l’obbligo di provvedere al versamento dei contributi ai vari
enti previdenziali (Inps- Inpdap ecc.).
Tale contribuzione poi verrà utilizzata
per concedere varie prestazioni tra cui
la pensione. E’ quindi molto importante verificare periodicamente che gli
enti abbiamo regolarmente registrato
tali periodi nel proprio conto personale assicurativo. Quando poi in diversi
periodi della vita il lavoratore non può
svolgere la normale attività per cause
diverse (malattia- maternità- disoccupazione- cassa integrazione- mobilitàservizio militare- ecc.) è utile che provveda a richiedere all’ente di riferimento
di registrare anche detti periodi.
Elenchiamo ora quali sono i contributi
figurativi che danno diritto all’accredito gratuito:
aspettativa per mandato
elettorale e sindacale; assistenza sanitaria per tubercolosi; assistenza a persone con handicap grave; attività svolta in progetti di
lavoro socialmente utili (LSU); attività
svolta da lavoratori invalidi; calamità
naturali; cassa integrazione guadagni;
chiusura dell’attività per i commercianti; congedi di maternità e paternità;
contratti di solidarietà; disoccupazione;
donazione del sangue; infortunio; malattia; mobilità; persecuzione politica e
razziale; servizio militare.
Ricordiamo che per verificare la propria posizione assicurativa è sufficiente
richiedere all’Inps per i lavoratori del
settore privato; all’Inpdap per i lavoratori del settore pubblico, il rilascio di un
estratto contributivo o di una dichiarazione. Inoltre non sempre è necessario
presentare apposita domanda per farsi
riconoscere i suddetti periodi. Hanno
necessità di domanda: aspettativa non
retribuita per mandato elettorale e sindacale; donazione di sangue; servizio
militare; malattia e infortunio sul lavoro; persecuzione politica e razziale;
congedo di maternità e congedo parentale; maggiorazioni per invalidità al 74%
e per non vedenti; assistenza a familiari
con handicap grave.
Non serve invece alcuna domanda perché provvede automaticamente l’ente
pensionistico nei casi di: cassa integrazione guadagni; mobilità; contratti di
solidarietà; attività svolta in progetti di
lavoro socialmente utili; calamità naturali; assistenza per tubercolosi; chiusura
attività per i commercianti.
Gianfranco Pigliapoco
5
Attualità
Pensioni: irrisolto il tormentone dello scalone nonostante le trattative notturne
8 luglio 2007
A proposito della pubblicità telefonica
L’abitudine di rinviare i nodi alla fine può soffocare
Bisogno di avere
l Dpef, il documento
Insomma, è leg- tanti pensionati quanti sono i lavoraIdovrebbe
programmatico che
ge espressione tori. Come si può reggere una naziopreludere a
di
un’esigenza ne? Come si può garantire la pensioI
disegnare la Finanziasocio-finanziaria ne ai nostri figli e nipoti?
ria del 2008, non comprende la soluzione
del cosiddetto scalone,
connesso con la riforma
pensionistica.
E’ noto che la legge vigente sulle pensioni
prevede che con il primo gennaio si potrà
andare in pensione a
60 anni, mentre oggi si
può andare a 57: un salto…troppo alto, troppo
ingiusto, troppo antisociale, protestano in tanti. E’ uno
scalone da eliminare o, magari, da
addolcire. Come? E qui i pareri si
sprecano. Una cosa è certa: i sindacati non vogliono essere scavalcati a
sinistra da Rifondazione comunista
che minaccia ferro e fuoco se l’improvviso “allungo” di tre anni non
viene eliminato.
La legge sullo scalone risale al governo Berlusconi e punta a prolungare
gli anni di lavoro prima che si maturi il diritto alla pensione. Lo ottiene
con uno scatto che determina ingiustizie per i direttamente interessati.
irrinviabile, ma
che determina
molti problemi
sul piano pratico.
E allora?
Allora bisogna
avere il coraggio di guardare
in faccia la realtà, magari quella
vicino casa nostra. Germania,
Francia, Spagna
e Gran Bretagna hanno già deliberato il pensionamento intorno ai 65 anni. Anzi la
Gran Bretagna ha già previsto che
entro il 2048 tutti dovranno andare
in pensione a 68 anni. E perché? Perché, come è noto a tutti, la speranza di vita si sta allungando in modo
imprevedibile fino a pochi decenni
fa, grazie al benessere e al progresso della medicina. In Italia si vive,
mediamente 80-82 anni contro i 60
di mezzo secolo fa. E ancora si pretendere dai sindacati di andare in
pensione a 57 anni. Una pazzia. Così
facendo, tra pochi decenni avremo
Esiste una soluzione elementare per
riformare le pensioni, in linea con
le speranze di vita e le esigenze finanziarie addolcendo nel contempo
lo scalone. Ecco: è sufficiente disincentivare, con opportune detrazioni
sulla pensione, chi andrà in riposo
prima dei 60 anni e incentivare chi
vi andrà dopo i 60 anni. Il quantum
delle disincentivazioni e delle incentivazioni deve equilibrarsi, in modo
che quanto viene sottratto a chi anticipa la pensione diventi premio per
chi continua a lavorare oltre il previsto. Mi sembra l’uovo di Colombo.
Ma andatelo a dire ai sindacati italiani: mirano a difendere solo l’oggi.
E intanto la Telecom tedesca – ma
vedi anche Volkswagen – aumenta
di quattro ore il lavoro settimanale e
diminuisce nel contempo gli stipendi, naturalmente d’intesa con i sindacati. C’è chi sa fare sacrifici perché
guarda avanti.
In Italia si ristagna sul passato: io l’ho
conquistato, guai a chi me lo tocca. E
il nostro declino accelera.
Vittorio Massaccesi
Un problema pubblico e privato
Fate largo, per favore!
C
he siano grandi o piccole in tutte le case il
problema è lo stesso: trovare spazio per mettere in
salvo e in ordine le cose
che quotidianamente si
ammucchiano alla rinfusa: libri e riviste, scarpe e
vestiti, borse e valigie, bottiglie, barattoli, provviste
alimentari. Per non parlare degli oggetti che hanno
valore affettivo, come fotografie e souvenir; o dei
bollettini, delle fatture e
delle ricevute che la legge
richiede siano conservati
per anni e anni, ad evitare eventuali, pesantissime
e dolorosissime sanzioni.
Solamente per riporre documenti di questo genere occorrerebbe tenere in
ogni casa l’archivio di uno
studio notarile. Dispiace
in ogni modo gettare via
tanto di quello che ci è stato utile e non è spesso uno
sfrenato consumismo che
costringe a farlo, ma una
necessità: “Altrimenti - dice
il saggio - se non buttiamo
via le cose, saranno le cose
a buttare fuori di casa noi”.
C’è da aggiungere poi che
anche scartando drasticamente cumuli di masserizie non sarà mai possibile
trovare una collocazione
definitiva per tutto, perché
altro di sicuro si aggiungerà con il tempo. Come dire,
è una storia infinita.
Non è solo un problema
di carattere privato. Anche associazioni, istituti ed
enti pubblici, club e circoli
culturali soffrono di asfissia e cercano di farsi largo
a gomitate e spintoni. Sono
in tanti a denunciare una
mancanza di spazio vitale e
a chiederne di più, se pure
i moderni sistemi tecnologici di archiviazione permettono oggi di catalogare
e conservare memorie in
modo sorprendentemente
rapido e sintetico, impen-
sabile fino a pochi decenni
fa: anche se effettivamente
è vero che ci pensa sempre
lui, il computer, a mettere
in ordine tutto nel suo cervellone.
Accade anche a Jesi. Molti,
a sentire in giro, chiedono
un supplemento di ossigeno. Denuncia ad esempio
una mancanza di spazio la
Libera Università per Adulti che ha a disposizione
solo una stanza con doppia
funzione di Aula Magnabiblioteca e una segreteria-ripostiglio di dimensioni minime dove sono
ammucchiati documenti
e attrezzature didattiche
(un computer è relegato in
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un armadio a muro dove
l’operatore, quando lo usa,
è costretto a nascondersi).
Sembra invece aver trovato una sede più idonea la
Fondazione Federico II°, da
anni in costante espansione. Non si può dimenticare
poi che chiedono una nuova e più adeguata collocazione il Museo Archeologico e i preziosi teatrini
settecenteschi che hanno
lasciato spazio al Centro
Studi e Attività Teatrali ‘V.
Moriconi’. Sarebbe un vero
peccato che questi ultimi
venissero relegati in un
ripostiglio. Avevamo sognato persino che potessero essere utilizzati come
maquettes per realizzare
fantastici scenari per il Pergolesi. Cornici d’epoca per
spettacoli d’epoca, adatte
cioè specialmente a spettacoli lirici: una meraviglia.
Passiamo oltre. Altre richieste di spazio, che sarebbe eccessivo elencare,
vengono da uffici pubblici
ormai sovraccarichi di incartamenti, da biblioteche,
archivi scolastici, fondi,
depositi. E sarebbe anche
da pensare a trovare una
degna collocazione alla
mole di documenti relativa
all’attività del teatro accumulati per secoli. Queste
e altre ancora sono le più
pressanti esigenze. Chissà
a quante si riuscirà a dare
risposta. Siamo ottimisti;
ma è certo che adeguarsi
all’antico adagio ‘un posto
per ogni cosa, ogni cosa a
suo posto’ continuerà ad
essere per tutti un bel rompicapo.
Augusta Franco Cardinali
n questa era di consumismo sfrenato e
spasmodico l’avere coincide con l’essere. Se non
hai non sei. Per avere e
quindi essere ogni compromesso è lecito. Lecito è rubare, sequestrare,
uccidere. Il bisogno primario è apparire, spesso
calpestando ogni etica,
ogni valore, che sia o no
di carattere religioso. I
modelli inculcati dai
mass-media, e non solo
quelli purtroppo, portano l’individuo a scindere
l’essere fisico dall’essere
spirituale, per divenire
unicamente un “essere
materiale”. Il corpo diviene merce di scambio, diviene arma di distruzione.
Dinnanzi al bisogno spasmodico dell’avere, nulla
viene rispettato, nè l’innocenza dell’infanzia, nè
il dolore, nè il lutto, nè la
dignità umana. Se a questi aspetti si unisce l’ignoranza di certi individui,
la superstizione che le
anima, ecco come si alimenta il fenomeno delle
vendite per telefono. Perchè il problema di questi “veicoli di truffe” non
risiede esclusivamente
nel disagio che procura a di chi le riceve, ma
sul perché, ancora oggi
tanti individui ci rimangano invischiati. Penso
che questo fenomeno sia
profondamente radicato
perché tante persone ancora oggi vivono in uno
stato socio-culturale di
profonda ignoranza che
porta a vedere ovunque, e quindi anche nelle
truffe meno mascherate
un guadagno pressoché
inesistente. Pubblicità di
prodotti inutili, di pozioni miracolose per perdere peso, per la crescita di
capelli, per accentuare la
virilità, per rendere piacevoli i lavori domestici…
tutto si limita a questo…il
fulcro della vita è il denaro, il facile guadagno. Con
questi presupposti dilagano certi fenomeni, fino
a divenire inarrestabili. A
questo punto penso che
se si sostituisse l’essere
materiale all’essere individuo e la superstizione alla
fede tutto questo svanirebbe come una bolla di
sapone…e mentre penso
mi risuona in mente una
canzone di un gruppo
italiano che canta musica
rap: gli Artico 31 (che in
molti considerano feccia,
drogati,
politicamente
scorretti, volgari depravati come chiunque li ascolti) che dice così: “Voglio
un motivo per essere qui,
oltre l’essere “in”, definito
per il vestito all’ultimo
grido, per le cene con i
vip, per le tessere screem,
c’ero e vi assicuro non è
come la si racconta. Ho
fatto ogni tipo d’acquisto
come un povero cristo in
crisi d’astinenza, stamattina mi sono alzato con
un vuoto nel petto, ho
visto celerini mossi dai
quattrini e avevo scarpe macchiate dal sangue
di bambini, ho visto figli
ammazzare i genitori e
spiegare disinvolti di farlo
per andare in televisione
per i soldi…spara e prendi i soldi, sesso per i soldi,
ma a me non basta, la mia
ragione non è questa, ma
tu mi guardi e vedi solo
soldi”… soldi, soldi, …
Rachele Mancinelli
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Vita Ecclesiale
8 luglio 2007
Parola di Dio
8 luglio 2007 - 14^ domenica del tempo ordinario
Liberi per andare
Commento
dal vangelo secondo luca (10, 1-12. 17-20)
In quel tempo, il Signore designò altri settantadue discepoli e li
inviò a due a due avanti a sé in ogni città e luogo dove stava per
recarsi. Diceva loro: “La messe è molta, ma gli operai sono pochi.
Pregate dunque il padrone della messe perché mandi operai per
la sua messe. Andate: ecco io vi mando come agnelli in mezzo
a lupi; non portate borsa, né bisaccia, né sandali e non salutate
nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite:
Pace a questa casa. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace
scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella
casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché l’operaio
è degno della sua mercede. Non passate di casa in casa. Quando
entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi
sarà messo dinanzi, curate i malati che vi si trovano, e dite loro:
Si è avvicinato a voi il regno di Dio. Ma quando entrerete in una
città e non vi accoglieranno, uscite sulle piazze e dite: Anche la
polvere della vostra città che si è attaccata ai nostri piedi, noi
la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è
vicino. Io vi dico che in quel giorno Sòdoma sarà trattata meno
duramente di quella città.
I settantadue tornarono pieni di gioia dicendo: “Signore, anche
i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome”. Egli disse: “Io
vedevo satana cadere dal cielo come la folgore. Ecco, io vi
ho dato il potere di camminare sopra i serpenti e gli scorpioni
e sopra ogni potenza del nemico; nulla vi potrà danneggiare.
Non rallegratevi però perché i demòni si sottomettono a voi;
rallegratevi piuttosto che i vostri nomi sono scritti nei cieli”.
Parola del Signore
Agenda
Pastorale
del Vescovo
Venerdì 6 luglio
Tutta la giornata al Campo scuola delle parrocchie
di S. Maria Nuova e Collina
Sabato 7 luglio
ore 8.30: Cupramontana: S. Messa e Cresima
ore 16.30: Moie. Convegno su: “UNITALSI e difesa
della vita”
Domenica 8 luglio
ore 19.00: Festa dell’UNITALSI a Moie: S. Messa
10 luglio
ore 15-18: Il Vescovo, senza appuntamento, riceve
in Cattedrale, nella cappella di San Floriano
Mercoledì 11 luglio
ore 18.30: Festa di San Benedetto: S. Messa al
Monastero di S. Sperandia a Cingoli
Giovedì 12 luglio
ore 21: S. Messa in suffragio dei giovani defunti
Domenica 15 luglio
ore 11: Macine: S. Messa in occasione della Festa
della Croce Rossa
ore 17.30: Piagge di Castelplanio: Festa della
Madonna del Carmine
Oggi sposi
5 luglio: Daniele Santoni e Emanuela Smargiassi al
Santuario delle Grazie; 7 luglio: Federico Copparoni e
di don Mariano Piccotti
[email protected]
Oggi la liturgia è fatta
apposta per i discepoli di Cristo che accettano l’invito alla missione; non solo per
i preti e le persone
“incaricate”. Ne viene
fuori un decalogo del
missionario-pastore
che è utile a noi preti
e a quanti sono “impegnati” nella missione di Cristo, nella
Chiesa, tra le genti.
Ecco un decalogo di
comportamento missionario:
1.
E’ Lui, il signore della “messe” che ti ha scelto e mandato. A Lui, con gioia racconta
la tua avventura. Pregalo che
altri ci siano con te e dopo di
te.
2.
Fai parte della comunità del
nuovo esodo: cammini con
Lui verso il Regno nel cuore
del mondo.
3.
Vai sulla piazza della vita,
nelle case degli uomini perché è là il terreno della tua
Preghiera
del Catechista
Don Tonino Bello
4.
5.
6.
Jesi - Monastero delle Carmelitane
Chiamato ad
annunciare la tua
Parola, aiutami,
Signore, a vivere di Te,
e a essere strumento
della tua pace.
Assistimi con la tua
luce, perché i ragazzi
che la comunità mi ha
affidato
trovino in me un
testimone credibile del
semina; chiunque tu incontri Vangelo.
aspetta la tua testimonianza. Toccami il cuore e
Fai tutto senza secondi fini; rendimi trasparente la
non cercare né il tuo van- vita, perché le parole,
taggio, né la protezione dei quando veicolano la
potenti; cerca solo il Suo Re- tua,
non suonino false sulle
gno che è lì.
Non tacere le verità che mie labbra.
fanno scomodo; non tenere Esercita su di me un
quelli che uccidono il corpo. fascino così potente,
Non importi; offri la tua che, prima ancora dei
proposta di pace. Non devi miei ragazzi,
andare d’accordo per forza io abbia a pensare come
Te, ad amare la gente
con tutti.
come Te
a giudicare la storia
come Te.
Concedimi il gaudio di
lavorare in comunione,
e inondami di tristezza
ogni volta che,
isolandomi dagli altri,
pretendo di fare la mia
corsa da solo.
alle 18 il vescovo, mons.
Ho paura, Signore,
Gerardo Rocconi, presiedella mia povertà.
derà la santa Messa. La
Regalami, perciò, il
giornata inizierà alle 7
conforto di veder
con le lodi; alle 12, la supcrescere i miei ragazzi
plica alla Madonna del
nella conoscenza e nel
Carmelo.
servizio di Te,
Le monache carmelitaUomo libero e
ne di Jesi invitano tutti a
irresistibile amante
partecipare.
della vita.
Infondi in me una
Agorà dei Giovani
grande passione per la
Italiani
Verità, e impediscimi
di parlare in tuo nome
Per le iscrizioni
se prima non ti ho
Si è svolta il 26 giugno alle
consultato con lo
ore 12 presso la Sala Marconi
studio e non ho
della Radio Vaticana (piazza
tribolato nella ricerca.
Pia, 3 - Roma) la conferen-
In festa per la Madonna del Carmelo
D
a sabato 7 luglio a
domenica 15 si terrà
la grande festa della Madonna del Carmelo a Jesi.
A presiedere le celebrazioni, il padre passionista
Giorgio Giambernardini.
Dopo le lodi cantate alle
7 del mattino, la santa
Messa. Nel pomeriggio,
vespri cantati alle 17, recita del rosario e, alle 18,
celebrazione eucaristica.
Domenica 15, alle ore 21,
adorazione
eucaristica
animata dai gruppi del
Rinnovamento nello Spirito della diocesi. Mentre
lunedì 16, solennità della
Madonna del Carmelo,
CHIESA dell’ADORAZIONE
luogo di adorazione e di ascolto
Dal lunedì al venerdì (eccetto i giorni festivi
infrasettimanali), dalle ore 16 alle 19,30 un Sacerdote
è a disposizione nella Chiesa dell’Adorazione per le
Confessioni e il colloquio spirituale.
Questo servizio, offerto a tutti, vuol essere in modo
particolare una opportunità data ai giovani. Viene
di seguito indicato il Sacerdote presente per ciascun
giorno:
Lunedì 9 luglio: Don Gianni Piersimoni
Martedì 10 luglio: Don Giovanni Ferracci
Mercol. 11 luglio: Don Marco Cecconi
Giovedì12 luglio:
Don Emilio Campodonico
Venerdì 13 luglio:
Don G. Franco Rossetti
Il Santo Padre in Austria
Il Santo Padre Benedetto XVI compirà un viaggio Apostolico in Austria dal 7 al 9 settembre prossimo, in occasione dell’850° Anniversario della Fondazione del
Santuario di Mariazell.
La visita al Santuario mariano di Mariazell, nelle Prealpi austriache, il più conosciuto dell’Europa centrale,
avrà luogo l’8 settembre, Festa della Natività della Beata Vergine Maria. Sarà il secondo Viaggio Apostolico
fuori d’Italia compiuto dal Santo Padre nel 2007, dopo
il viaggio in Brasile del maggio scorso, a São Paulo e
Aparecida.
za stampa di presentazione
delle nuove procedure di
iscrizione a “Loreto 2007”, il
primo grande appuntamento
dell’Agorà dei giovani italiani
che avrà luogo nella città del
Santuario mariano l’1 e il 2
settembre 2007; l’iniziativa di
solidarietà consistente nella
realizzazione di una Chiesa e
di un Centro giovanile nella
Diocesi Emdeber, in Etiopia,
il sito internet www.loreto07.
it. Alla conferenza stampa
sono intervenuti S.E. Mons.
Giuseppe Betori, Segretario
Generale della CEI; Mons.
Paolo Giulietti, Responsabile del Servizio nazionale per
la pastorale giovanile; don
Andrea Sbarbada, Segretario nazionale della Pontificia
Opera della Propagazione
della fede.
Apostolato
Intenzione generale dell’Apostolato della preghiera per il
mese di luglio: Perché la vita
e la gestione di ogni Stato
sia aperta a tutti, individui e
gruppi. Intenzione missionaria: Per un aiuto fattivo
all’impegno nell’evangelizzazione dei Popoli. Intenzione
dei vescovi: “Per un rapporto
dei giovani con Gesù Cristo
come via alla libertà e scuola
di testimonianza”. I giovani
d’oggi possono sembrarci
spesso disorientati o confusi
e perfino refrattari all’annuncio del Vangelo, proprio per
questo dovremmo sentirci
tutti responsabili di aiutarli a
stabilire un rapporto profondo e sereno con Gesù.
Antonella Brunetti a Tabano - Andrea Ciolli e Patrizia
Gualdoni a S. Massimiliano Kolbe - Luca Giaccaglia e
Francesca Scortichini a S. Giuseppe - Giordano Della
Santina e Nadia Timpano in Cattedrale - Alessandro
Squadroni e Marta Mercuri a S. Maria fuori Monsano
- Daniele Federici e Cecilia Ciuffolini a S. Maria del
Piano; 8 luglio: Emiliano Fenocchi e Marta Magnarini a
S. Francesco di Paola - Mauro Simonetti e Ilenia Mariotti
a Pianello Vallesina - Francesco Tantucci e Roberta
Girolamo a S. Antonio Abate.
Settimanale di ispirazione cattolica fondato nel 1953
Piazza Federico II, 8 - 60035 Jesi An
Telefono 0731.208145 Fax 0731.208145
email: [email protected]
Internet: www.vocedellavallesina.it
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Direttore responsabile Beatrice Testadiferro • Proprietà Diocesi di Jesi • Registrazione Tribunale di Ancona n. 143 del
10.1.1953 • Stampa Galeati Industrie Grafiche, Imola www.galeati.it • Spedizione in abbonamento postale • Abbonamento
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Associato alla Fisc (Federazione Italiana Settimanali Cattolici)
Vita ecclesiale
8 luglio 2007
7
Sacerdoti diocesani
Tempo di cambiamenti
Don Gianni Polita,
attualmente parroco
a Montecarotto.
Nella nostra Diocesi di Jesi
si stanno definendo alcuni
avvicendamenti nella guida
Don Gianni Giuliani,
attualmente
parroco a Santa Maria
di Moie.
delle parrocchie. Intanto
il Vescovo e il Consiglio
Presbiterale hanno reso noti
i nomi dei sacerdoti che,
dal nuovo anno pastorale,
Don Savino Capogrossi,
attualmente parroco
a San Pietro Apostolo
e santa Maria fuor di
Monsano a Monsano.
avranno un nuovo incarico.
Don Giuseppe Quagliani,
don Savino Capogrossi, don
Don Luigi Masè,
attualmente parroco
a Sant’Antonio
Abate di Jesi.
Giuliano Fiorentini, don
Gianni Polita, don Fabio Belelli,
don Gianni Giuliani, don Luigi
Masè lasceranno le parrocchie
che stanno seguendo per
continuare a servire la Chiesa
Don Giuliano Fiorentini, attualmente parroco a San Marco Evangelista di Castelbellino
e Nostra Signora
di Lourdes a Pantiere.
in altre parrocchie o servizi
della Diocesi.
Don Fabio Belelli,
attualmente parroco a
Santo Stefano di Maiolati
e San Rocco
di Scosciano.
Nota pastorale dell’Episcopato italiano
La ricchezza del convegno
Pubblicata la Nota pastorale dell’Episcopato
italiano dopo il 4° Convegno Ecclesiale Nazionale dal titolo “Rigenerati per una speranza
viva” (1 Pt 1,3): testimoni
del grande “si” di Dio all’Uomo. La Nota si apre
con la presentazione di
S.E. Mons. Angelo Bagnasco, Presidente della
CEI. “Con questa Nota
pastorale, approvata nel
corso della 57ª Assemblea
Generale (Roma, 21-25
maggio 2007), noi, vescovi italiani, riconsegniamo
alle diocesi la ricchezza
dell’esperienza
vissuta
nel 4° Convegno ecclesiale nazionale Testimoni di Gesù risorto,
speranza del mondo, tenutosi a
Verona dal 16 al 20 ottobre 2006”
scrive il Presidente della CEI -. Il
documento, da leggere in coerenza
e continuità con gli Orientamenti
pastorali per il decennio Comunicare il Vangelo in un mondo che
cambia, rimanda ai numerosi testi
elaborati in occasione del Convegno ecclesiale e destinati alla pubblicazione: essi comprendono la
sintesi dei contributi preparatori,
le meditazioni e i discorsi pronunciati a Verona, fra cui spiccano le
parole illuminanti del Santo Padre,
i risultati dei gruppi di studio sui
diversi ambiti della testimonianza
e le conclusioni generali del Con-
vegno. Tutti insieme, costituiscono un nutrito patrimonio di idee e di riflessioni di cui fare tesoro e da
approfondire nel prosieguo
del cammino”. Pur tenendo conto dell’intero iter del
Convegno, aggiunge l’Arcivescovo Bagnasco “questo
testo non può certo sintetizzare l’amplissima quantità delle indicazioni emerse dai diversi contributi;
ci proponiamo piuttosto
di far risaltare gli aspetti
che paiono maggiormente
fecondi e sui quali dovrà
concentrarsi l’attenzione
delle Chiese particolari, in
vista delle scelte operative
che ciascuna di esse è chiamata a
compiere. Affidiamo la Nota alle
comunità ecclesiali perché, alla
luce del cammino condiviso, rinnovino l’impegno a sostenere l’itinerario spirituale ed ecclesiale dei singoli battezzati, chiamati ad essere
in questo tempo e in questo nostro
amato Paese Testimoni di Gesù
risorto, speranza del mondo”.
Don Giuseppe
Quagliani, attualmente
vicario generale e parroco
di San Giuseppe a Jesi.
Il sacerdote
Il sacerdote, con tutta la Chiesa, cammina col proprio tempo, e
si fa ascoltatore attento e benevolo, ma insieme critico e vigile,
di quanto matura nella storia. Il Concilio ha mostrato come sia
possibile e doveroso un autentico rinnovamento, nella piena fedeltà alla Parola di Dio ed alla Tradizione. Ma al di là del dovuto
rinnovamento pastorale, sono convinto che il sacerdote non deve
avere alcun timore di essere «fuori tempo», perché l’«oggi» umano di ogni sacerdote è inserito nell’«oggi» del Cristo Redentore.
Il più grande compito per ogni sacerdote è ritrovare di giorno in
giorno questo suo «oggi» sacerdotale nell’«oggi» di Cristo. Questo «oggi» di Cristo è immerso in tutta la storia — nel passato e
nel futuro del mondo, di ogni uomo e di ogni sacerdote.
Giovanni Paolo II
8
Vallesina
8 luglio 2007
JESI - Tavoli dell’Innovazione
Confronto tra azienda e università
di
Paolo
Marcozzi
S. Pietro Martire (Via, da Via Rinaldi a Via
Gramsci) (Verona, 1205 ca. - Seveso, 1252) Noto
anche come Pietro da Verona, fu un sacerdote
cattolico, appartenente all’Ordine dei domenicani. Nato da famiglia eretica manichea, è ricordato in particolare per la sua tenace opposizione
alle eresie, soprattutto i cosiddetti patarini, un
movimento spontaneo di popolo minuto che,
prima dell’avvento degli ordini mendicanti non
riconosceva l’autorità papale. Nel 1242 venne
nominato Inquisitore Generale per la Lombardia, dove allora l’eresia aveva solide basi. Nel
1244 fu inviato a Firenze, dove nell’ambito delle
sue iniziative per controbattere l’eresia, avrebbe
tradizionalmente fondato quella che oggi è la
Venerabile Arciconfraternita della Misericordia
di Firenze. A Firenze fondò una “Sacra Milizia”
chiamata anche “La società di Santa Maria”, nata
in seguito alle sue infuocate orazioni dalla chiesa di Santa Maria Novella (dove risiedeva) e che
si opposero alle truppe spontanee dei patarini.
Lo scontro inevitabile si svolse in due giornate
del 1244 dette del Trebbio e di Santa Felicita, dal
nome dei luoghi dove si svolsero e dove oggi si
trovano due colonne celebrative erette alla fine
del Trecento, rispettivamente la Colonna della
Croce al Trebbio e la Colonna di Santa Felicita.
Il vescovo Antonino Pierozzi riportò questi avvenimenti nelle sue “Croniche”, ma oggi alcuni
storici dubitano dell’effettivo svolgimento di tali
battaglie. Nel 1252 venne accoltellato mentre si
recava a piedi da Como a Milano. Le agiografie
riportano che intinse un dito nel proprio sangue e con esso scrisse per terra la parola “Credo”.
L’arte lo raffigura trafitto da una spada o con un
coltello infilato nella testa. Uno dei suoi uccisori,
Carino, si sarebbe pentito ed in seguito entrato
nell’ordine dei domenicani. Venne canonizzato
da papa Innocenzo VI nel 1253. Il coltello usato per ucciderlo è conservato a Seveso, presso il
Seminario. È sepolto nella Basilica di Sant’Eustorgio a Milano, nella Cappella Portinari. La
commemorazione liturgica di San Pietro martire
ricorre il 29 aprile.
A Jesi, la via è conosciuta come “su pe’ i cappuccì”,
per via del convento dei frati che sorge a metà della
salita.
(continua al prossimo numero)
S
i è recentemente svolta
a Jesi, presso la sede di
Ultradesign, la prima giornata dei “Tavoli dell’Innovazione”. Il workshop,
ideato e coordinato dall’arch. Mirco Palpacelli, è
dedicato alla ricerca e all’innovazione ed è aperto
a laureandi provenienti
da quattro Atenei regionali: Ingegneria Meccanica di Ancona - Università
Politecnica delle Marche,
Architettura/ Disegno Industriale ed Ambientale di
Ascoli Piceno - Università
di Camerino, Accademia
di Belle Arti di Macerata,
Lettere e Filosofia di Macerata, accompagnati dai
relativi tutor accademici:
Ing. Maura Mengoni, prof.
Michele Germani (Ingegneria di Ancona); prof.ssa
Lucia Pietroni, prof. Federico Oppedisano (Disegno
Industriale di Ascoli); prof.
ssa Loretta Fabrizi (Accademia Belle Arti di Macerata); prof. Daniele Maggi
(Lettere e Filosofia di Macerata). Durante la giornata, Indesit Company, rappresentata dal dott. Daniele Degli Emili, ha proposto
un tema di ricerca dai contenuti innovativi intorno
al quale, nei prossimi mesi,
gli studenti presenti dovranno sviluppare le proprie tesi di Laurea. Questa
importante novità delle
giornate di workshop. La
sfida del “Fatto in Italia” è
quella di mettere insieme,
condividere,
sperimentare, e soprattutto di investire tempo-risorse nei
giovani e nell’attenzione
a tutto ciò che loro pensano, desiderano e immaginano per il nostro futuro. Con il “battesimo” dei
Tavoli
dell’Innovazione
questo percorso passa (o
ritorna a passare) anche
per il nostro territorio.
Entro l’anno 2007 è in programma un’altra giornata
di “Tavoli dell’Innovazione” che vedrà come azienda ospite Elica spa.
Banca dei Credito dei Farmacisti
Un nuovo istituto di credito
H
a preso il via ufficiale l’attività di Banca
di Credito dei Farmacisti,
con l’apertura del primo
sportello a Jesi. Lunedì 2
luglio, al termine della
prima vera giornata lavorativa della nuova banca
marchigiana, la cerimonia
del taglio del nastro alla
presenza del sindaco Fabiano Belcecchi, del vescovo Gerardo Rocconi, dell’assessore Daniele Olivi
e del vicepresidente della
Regione David Favia.
La sede jesina della banca,
in via Bellagamba 5, riflette già nel suo allestimento
i principi con cui il nuovo
istituto di credito intende operare: trasparenza,
correttezza, efficienza ed
efficacia. Concetti che si
sono voluti esprimere
nell’architettura della sede attraverso le
tinte magnolia e amaranto che accolgono i
clienti all’entrata, le linee essenziali suggerite dagli arredi in vetro
e acciaio.
Banca di Credito dei
Farmacisti, spiega il
presidente Piero Maria Calcatelli, “non
rivolgerà l’attenzione
solo al segmento economico delle farmacie
collocate nel territorio marchigiano ed
abruzzese, ma sarà
una vera e propria
banca a tutti gli effetti:
quello a cui puntiamo è
offrire un tipo di rapporto tipico delle farmacie,
Venerdì 6 luglio - Maiolati Spontini
Torna la “24 ore de le Moie”
T
orna l’appuntamento che unisce sport
e solidarietà. Parliamo de “La 24 ore
de le Moje”, la manifestazione organizzata dal Centro giovanile parrocchiale
don Bosco con il patrocinio del comune
di Maiolati Spontini e la collaborazione
degli sponsor azienda Bora di Moie e ditta Togni, titolare del marchio Acqua Frasassi. La maratona calcistica, giunta quest’anno alla sesta edizione, prenderà il via
alle ore 21 di venerdì 6 luglio e continuerà in maniera ininterrotta fino alla stessa ora di sabato 7 luglio. Sul terreno di
gioco del campo da calcio “Pierucci” di
Moie si alterneranno decine di squadre,
che si sfideranno con spirito agonistico
ma soprattutto nel nome della solidarietà. Il ricavato della manifestazione, infatti, sarà devoluto come negli anni passato
in beneficenza, a favore del progetto Mokonissa, in Etiopia. La partecipazione è
aperta a tutti, a squadre sia maschili che
femminili, senza limiti di età. La partita
inaugurale, quella di venerdì alle ore 21,
prevede un confronto insolito. A “sfidarsi” saranno una formazione dell’amministrazione comunale, guidata dal sindaco
Giancarlo Carbini, con la partecipazione
dell’intera giunta, di consiglieri di maggioranza e di opposizione, e una del Centro giovanile parrocchiale. Ma a scendere
in campo saranno anche squadre formate
da vigili urbani e da altre realtà del territorio comunale.
Insomma, sarà una festa che riserverà
motivi di curiosità e di interesse. Durante
la manifestazione sarà presente il dj McFly, mentre sabato sera è prevista un’esibizione dei gruppi musicali “Jam Break”
e “Provetta”. Le iscrizioni per partecipare
alla 24 ore calcistica sono ancora aperte
presso il bar pizzeria Party di Moie.
iniziativa, promossa da
Ultradesign (sede formativa accreditata presso la
Regione Marche), affronta
la questione dell’innovazione attraverso il confronto diretto tra azienda
e mondo accademico, sia valorizzando le potenzialità dei giovani studenti
delle facoltà marchigiane,
sia invitando le aziende
ad “immaginare” briefing
di prodotto sempre più
coraggiosi e creativi, ma
soprattutto puntando sull’approccio creativo multidisciplinare reso possibile
dalla straordinaria disponibilità di tutti i soggetti
invitati e che è la vera e più
il contatto diretto con la
clientela, e non limitarci
al settore delle farmacie.
Con il progetto di Banca
di Credito dei Farmacisti si vuole fornire
un accesso più semplificato al credito e
più efficace, con un
abbattimento dei costi reso possibile dalla
struttura agile della
banca”.
Franco Sordoni, presidente del patto di
sindacato, ha sintetizzato la filosofia
secondo cui opererà
BCF: “In un contesto caratterizzato da
grandi aggregazioni
dove la deumanizzazione dei rapporti
sembra la regola, noi
intendiamo umanizzare il
rapporto”.
Il piano di sviluppo di BCF
avanzerà
gradualmente,
intensificando la presenza
di filiali, almeno una per
ogni capoluogo di provincia di Marche e Abruzzo
in un periodo di due-tre
anni, per poi aprirsi anche
alle aree limitrofe in funzione dell’accoglienza e
delle richieste che i potenziali clienti riserveranno al
nuovo istituto di credito.
Ad Ancona (attuale sede
legale dell’istituto di credito) sarà attivata entro ottobre la terza filiale di BCF.
Banca di Credito dei Farmacisti è il nuovo istituto
di credito nato dal progetto dei farmacisti delle
Marche e dell’Abruzzo.
Tra du’ campanili
Maladia
Assoludamente
Un giorno un caro amico m’ha chiamado,
m’ha ditto: - “Non ce sto a capì più niente,
sci so’ felice oppure so’ ‘ncajado,
so’ in crisi sia col corpo che la mente.
“Assoludamente sci”, me disse Antò
un giorno che stavamo discudenno
e se scherzava, se parlâa ridenno
de ‘n argomento futile: ‘l pallò.
Io non connetto più, so’ proprio andado,
no’ riescio più a pensà diversamente,
peggio de quanno te fa male ‘n dente.
Que dighi amico mio, sarò malado?”-
Po’ dopo qualche giorno-guarda ‘n po’m’accorgio che se stava compiacenno
de di’ con altro che veniva dicenno:
“no guarda, assoludamente no.”
- “Ma dimme ‘n po’ ‘na cosa amico mio,
stî male, c’hai la febbre vivaddio?”-“No, fila tutto liscio come l’ojo,
Sti sci e sti no co’ assoludamente
te pare c’ha più forza? non ce l’so.
Adè girà de moda ‘n antro po’
c’è solo ‘l fatto che ‘n se sa que vojo”.E quanno el giorno dopo m’ha rchiamado
j’ho ditto: “Amico mio sî ’nnamorado!”
e po’ ce stuferemo certamente.
Ridamo ale parole el proprio rôlo
che d’Assoludo ce ne sta uno solo.
Lucio Longhi
9
Regione
IVacanze intelligenti? Si, grazie
Lo scarpone
È di alcune settimane fa un
articolo di Federico Pace
su La Repubblica in cui si
parla di vacanze per così
dire “alternative”: campi di lavoro,
viaggi di volontariato, cantieri di
formazione. Un bel modo di trascorrere le proprie vacanze che,
oltre a unire il divertimento (ci
sono ragazzi da tutte le parti del
mondo) con un bel tipo di servizio, contribuiscono ad arricchire la propria esperienza di vita e,
non guasta, il proprio curriculum.
Sono veramente tante
le possibilità offerte, e
non si tratta di opportunità rivolte a ragazzi
che già operano nelle
associazioni, tutt’altro: queste
“vacanze”, chiamiamole così,
sono appunto rivolte soprattutto a chi per la prima volta
se ne va in vacanza da solo o
comunque vuole fare del volontariato ma non sa a chi rivolgersi. Dai campi di “Libera”
nel Sud Italia a quelli organizzati da Legambiente passando
per i cinquant’anni dell’ARCI
la gamma su cui scegliere è va-
sta. Un punto in comune, fondamentale,
però c’è: si tratta di una vacanza estremamente low cost (molto spesso infatti
ci si paga solo il viaggio) e che può dare
molto di più rispetto a una semplice vacanza di turismo, a partire dal fatto che
si scopre veramente le bellezze del luogo
in cui si va a soggiornare ma si va anche a
contatto con quella che è la realtà circostante. Un nuovo modo di passare la propria estate, non solo al mare o ai giardini:
non sarebbe per niente male che anche
a scuola questi tipi di progetti venissero
sponsorizzati, così da poterli inserire in
un panorama più ampio rispetto ai soli
mesi estivi.
Giorgia Barboni
Moie - Unitalsi in piazza dal 6 all’8 luglio
Per difendere la vita di tutti
L’
Unitalsi in piazza dal 4 agosto a Loreto. Due Il convegno si concluderà
6 all’8 luglio a Moie giorni, previsti in conco- con una testimonianza di
per condividere la solida- mitanza con il tradizio- Marcella Coppa. Ai parrietà. Un momento per nale Treno Bianco, per tecipanti sarà consegnata
incontrarsi tra volontari far vivere un’esperienza una copia dell’enciclica
e anziani, tra coloro che di gioco e di condivisione Evangelium vitae di Giogià conoscono l’Unital- nella Casa del Sì di Maria, vanni Paolo II.
si per aver partecipato ai del suo sì alla vita, sempre. Lo sport: weelchair hokey
tradizionali Treni Bian- Un’esperienza nuova per Uno degli strumenti fonchi di Lourdes o Loreto e la diocesi ma che si ripe- damentali alla base del
quanti non ne hanno mai te da decenni a Loreto e Wheelchair Hockey è il
sentito parlare. La festa a Lourdes, organizzata da “T-Stick”, semplicemente
che la sottosezione di Jesi altre sottosezioni d’Italia. detto, in Italia, stick. In
propone da sei anni ha il Giovani animatori segui- inglese con la parola stipatrocinio e il sostegno ranno i bambini e i ragaz- ck normalmente si indica
economico del Comune di zi che parteciperanno an- la mazza, da cui la traduMaiolati Spontini. Piazza che ad alcune celebrazioni zione è molto semplice:
Kennedy, spazio centrale nella Basilica e in piazza. “mazza a forma di T”. See ben attrezzato di Moie, Per iscrizioni e per infor- condo il regolamento lo
si presta per l’occasione. mazioni ci si può rivolgere stick deve essere di mateIl programma, prepara- alla sottosezione in cor- riale non trasparente con
to insieme al gruppo di so Matteotti, 45 (tel. 0731 una lunghezza massima di
Moie, prevede momenti 207160).
cm. 30 e un’altezza masper i bambini con l’ani- Il convegno
sima di cm. 10. A questo
mazione dei clown e un “Unitalsi sì alla vita” riper- possono essere attaccate
concorso fotografico con correndo il messaggio del- una coppia di “alette” fisinizio venerdì 6 luglio l’enciclica del Santo Padre sate, rispetto alla parte
alle ore 21. Il primo clas- Giovanni Paolo II, Evan- centrale, con un’angolasificato potrà partecipare gelium vitae, vuole offrire zione compresa tra 75 e 90
al viaggio a Loreto con il un’occasione di riflessione gradi e il punto di attacco
Treno della Gioia il 3 e 4 sul tema della vita perché, tra la parte centrale e le
agosto. Nel pomeriggio si legge nell’introduzione alette può essere ovunque.
del sabato 7, alle ore 16 del documento, “Il Van- Questo strumento ha conpresso il cinema Nuovo gelo della vita sta al cuo- sentito anche a quegli atleAriston, i volontari e la re del messaggio di Gesù. ti che non hanno la forza e
cittadinanza sono invitati Accolto dalla Chiesa ogni la capacità di stringere una
al convegno “Unitalsi: sì giorno con amore, esso va mazza di poter giocare a
alla vita - per contribuire annunciato con coraggiosa Wheelchair Hockey. Ma è
a creare sensibilità a dife- fedeltà come buona novel- molto di più di uno “strasa della vita umana”. Alle la agli uomini di ogni epo- tagemma” per poter gioore 19 in piazza, la parti- ca e cultura”. Il convegno, care, è un vero e proprio
ta di Weelchair hokey con con inizio alle ore 16 al strumento tecnico che
i Dolphins Ancona, che cinema Nuovo Ariston di consente gesti tecnici che
propongono l’hokey in Moie, in via Ceccacci, sarà con la mazza non si poscarrozzina e testimoniano introdotto dal sindaco di sono realizzare. I Dolphins
la possibilità dell’impegno Maiolati Spontini, Gian- Ancona propongono una
sportivo, anche agonistico, carlo Carbini, dal parroco gara di questo sport nel
per i diversamente abili. di Moie, don Gianni Giu- tardo pomeriggio di sabaLa domenica pomeriggio, liani, dai presidenti regio- to, alle ore 19, in piazza
alle ore 19, il Vescovo pre- nale e diocesano del’Uni- Kennedy. E’ un momento
siederà la celebrazione eu- talsi, Roberto Principi e particolare per tutti: per i
caristica in piazza durante Giancarlo Rossetti. Mons. giocatori che competono e
la quale saranno ricordati Gerardo Rocconi propor- per gli spettatori che posquanti hanno dedicato rà una conversazione su: sono ammirare la preciil loro tempo, nel corso “Maria e la difesa della sione e la serietà dei Doldegli anni, alle iniziative vita nascente”; la dott.ssa phins che, padroni delle
dell’Unitalsi. Durante i tre Elisabetta Bini, specialista loro carrozzelle e dello stigiorni, saranno aperti gli in ostetricia e ginecologia ck, ci insegnano a vivere in
stand gastronomici.
tratterà il tema della per- pienezza ogni situazione,
Il treno della gioia
sona dal suo concepimen- anche le più diverse, per
Le sottosezioni di Jesi e to; l’avvocato Francesca vincere con lo sport i modi Senigallia invitano le Pentericci presenterà il menti difficili che la vita
famiglie a partecipare al tema della difesa della vita può presentare.
treno della Gioia, il 3 e il nella legislazione italiana.
Beatrice Testadiferro
8 luglio 2007
Maiolati Spontini: due gruppi ecclesiali “sul colle”
per ossigenare lo spirito
La verità dell’amore
C
he cos’è la verità? Una domanda che è esplosa in tutta la sua
drammatica bellezza nel processo ad
un uomo ebreo, vissuto 2000 anni fa,
che osava affermare: “Io sono il Figlio
di Dio…la Via, la Verità, la Vita”. Verità crocifissa e annientata. Verità glorificata. I discepoli
dell’Uomo di Galilea,
vivendogli
accanto dopo essere stati
chiamati per nome,
coinvolti nella condivisione e distribuzione dei pani e dei pesci, ma anche affascinati dal discorso delle
beatitudini, avranno
sentito dentro come
il brivido di una vita
nuova…I due di Emmaus, che avevano
camminato con Lui
senza riconoscerlo,
mentre raccontava
loro le Scritture sentivano ardere il loro
cuore e intuivano, pur nel dubbio, la
verità: l’esperienza viva di un incontro che poco dopo si sarebbe realizzato nel riconoscimento di Gesù Risorto “allo spezzar del pane”.E’ Lui, il
Vivente!
Quando avviene l’incontro con una
Persona che ama di amore gratuito
fino al punto di dare la vita per tutti,
amici e nemici, come nessuno farebbe
mai…, allora i parametri della logica
umana, del calcolo e del buon senso,
del do ut des e del ”dovere per il dovere”…saltano, ti senti spaesato e provocato a una scelta. Può capitare a tutti…, ma potrebbe non accadere se si
perde il treno, l’occasione opportuna
per partire… Un’occasione favorevole per un check-up
spirituale si è offerta giorni fa ad una
quarantina di persone appartenenti
a due gruppi della
diocesi di Jesi, che
hanno partecipato,
sul colle di Maiolati,
al Corso annuale di
“Esercizi”. I gruppi:
“Opera della Regalità
di Gesù Cristo”, con
la presidente Beniamina, e “Apostolato
della preghiera”con
la presidente Lucina. Sede: la Casa
“PaoloVI”col suo bel
giardino, una casa di vacanze, per chi
desidera vivere giornate di silenzio,
lontano dal chiasso del mondo.
Tre giorni senza Tv e fuori dal tran
tran quotidiano: per riempire i polmoni dell’ossigeno della Parola e dell’amore di Dio, da riversare poi, rigenerati, nella famiglia e nella società.
Ascolto, dialogo, silenzio, adorazione,
celebrazione quotidiana della Messa:
questo il programma degli “Esercizi”.
Ed ecco i temi delle meditazioni, elaborate e “predicate”con sapienza e pazienza, dal Vescovo: Pieni di stupore
davanti all’Eucaristia”, La celebrazione
eucaristica, Autentica partecipazione
all’Eucaristia, Eucaristia:mistero da vivere, Eucaristia e missione.
EUCARISTIA: MISTERO DA CELEBRARE E DA VIVERE
Che ci sia un predicatore degli “Esercizi” è d’obbligo, perché “la fede viene
dall’ascolto”. Ma fa notizia il fatto che
don Gerardo Rocconi, vescovo di Jesi,
pur con un’agenda fittissima di impegni, ha trovato tre giorni da vivere a
tempo pieno con un piccolo gruppo di
adulti e anziani della Chiesa locale, in
un’oasi di pace, non per riposarsi ma
per parlare di Cristo, pregare, stimolare la riflessione e il dialogo, confessare,
celebrare l’Eucaristia…Il Vescovo ha
distribuito “il cibo della verità”, proponendo la Parola della Scrittura e l’insegnamento del Magistero con riferi-
menti alla Costituzione liturgica del
Vaticano II, “Sacrosantum Concilium”
e alla luce della Esortazione Apostolica postsinodale ”Sacramentum Caritatis” del Papa Benedetto (2007). Ed
ha testimoniato che cristiano non
è chi dice”Signore, Signore”, ma chi
vive
intensamente
il “mistero pasquale” nella concretezza
della vita sì da poter esclamare con i
martiri di Abitene
(III secolo):”Sine dominico vivere non
possumus”
(senza
l’Eucaristia non possiamo vivere).
Quando la Parola,
il culto con i suoi
riti, la dottrina della
Chiesa non diventano carne e sangue
e non alimentano la
vita interiore e la vita
sociale, rimane solo
un cristianesimo di
superficie che non è incontro di fede,
non è comunione e tanto meno missione.…
QUELLA SERA…A CENA
Qualcosa di grande era accaduto quel
giovedì sera , quando il Maestro sedette a tavola con i discepoli per l’ultima volta: c’era Giovanni con loro e
c’era anche Giuda.
Con le parole “Prendete e mangiate:
questo è il mio corpo”; “Questo è il
mio sangue offerto per tutti…” sui segni del pane e del vino, Gesù inaugurava la nuova Pasqua: non più quella
ebraica, ma la Pasqua dell’”Agnello che
toglie i peccati del mondo”. Poco dopo
si compirà il sacrificio, il dono del Fi-
glio di Dio per la salvezza del mondo.
Ma Giovanni, quella stessa sera rimase impressionato da un altro gesto e
da altre parole di Gesù, tanto che nel
suo vangelo non riporta l’ultima cena
come i sinottici, ma racconta “la lavanda dei piedi”. Il Vescovo ha evidenziato questo messaggio, essenziale per
comprendere il rapporto fra Liturgia e
vita.
Il gesto di Gesù che si cinge del grembiule è seguito dalla parola: “Capite
quello che ho fatto per voi?…Se io,
Maestro e Signore, vi ho lavato i piedi,
anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni
gli altri” (Gv13,12-14). Ne deduciamo
che amore e servizio sono le costanti della vita cristiana: è la missione del
cristiano nella famiglia, nella scuola,
nel mondo del lavoro. Tutti sono chiamati a cooperare come Chiesa, Corpo
mistico di Cristo: sacerdoti e laici, giovani e anziani, sani e malati, poveri e
ricchi. Ciascuno mettendo i propri carismi a servizio (ministero) di tutti; la
sofferenza, accettata e vissuta in Cristo,
contribuisce alla salvezza del mondo.
Ai due gruppi, OdR e AdP, il Vescovo
ha confermato esplicitamente il “ministero della preghiera”, confidando loro
il suo proposito di introdurre l’Adorazione eucaristica “perpetua”-giorno e
notte - nella chiesa dell’Adorazione, a
Jesi, nel cuore della Città.
Maria Crisafulli
Foto di Maria Pia Febo
10
In ricordo
8 luglio 2007
Il 28 giugno, all’età di 85 anni, è tornato alla Casa del Padre mons. Costantino Urieli – L’omelia del Vescovo
I
Ha concluso la sua lunga battaglia
n tanti fra ieri ed oggi hanno espresso
la loro vicinanza in occasione della partenza per la casa del Padre di don Costantino. Persone che con lui hanno collaborato, persone che lo hanno stimato, persone
che sono state aiutate nel loro cammino
spirituale. Un grazie a tutti coloro, quindi, che in qualche modo si son fatti sentire. Un ringraziamento per tutti lo voglio
rivolgere al Sindaco per il messaggio che
mi ha inviato.
D’altra parte don Costantino era una persona che apparteneva a tutti, tutti lo conoscevano. Anche se ormai si era ritirato,
tutti lo ricordavano ugualmente.
Noi Sacerdoti un grazie particolare lo
dobbiamo dire al Diacono Giancarlo per
la vicinanza che sempre gli ha manifestato, e soprattutto per l’aiuto che gli ha dato
permettendogli di esercitare il suo sacerdozio, aiutandolo a celebrare quotidianamente la S. Messa, quasi fino alla fine.
Don Costantino: nato il giorno di San
Settimio di 86 anni fa, è diventato sacerdote pure il giorno di san Settimio, il 22
settembre 1945.
Esercitò il ministero
a San Paolo e poi a
Tabano. Fu nominato canonico penitenziere a 33 anni
appena. Cosa un
po’ strana per quei
tempi, ma sicuramente ciò indicava
l’equilibrio, la preparazione, la fede e la stima di cui già godeva. E così iniziano i suoi incarichi a livello Diocesano: insegnante, Direttore di
Voce della Vallesina, membro del Consiglio presbiterale, Priore del Capitolo della
Cattedrale....
Tutti a Jesi conoscono il suo impegno di
carattere culturale. Sicuramente è stato
uno degli storici locali di maggior spessore. Ma tanti ricorderanno anche il suo
impegno appassionato di fronte ai problemi o temi da affrontare, non temendo nulla, sapendo portare avanti il suo
pensiero e soprattutto quello della Chiesa. Ha meritato la stima di tanti e magari
per il suo coraggio e la sua parola franca
si è tirato addosso anche qualche ostilità.
Ma sicuramente tante
persone hanno visto
in lui un riferimento
per la propria fede e
non solo. Ecco il motivo di tanta gente
presente. Non è stata
una persona passata
nell’anonimato: ha lasciato indubbiamente
un segno e soprattutto una testimonianza
forte.
La fase finale della vita, vissuta nella
infermità, gli è stata ancor più difficile
proprio perchè non
abituato alla solitudine e al silenzio, ma
sempre in prima fila,
battagliero, sempre
attivo. Una vita spesa intensamente, dal
nostro punto di vista
sicuramente
spesa
bene. Ora lo affidiamo
al Signore, certi che la
sua vita è stata spesa
bene anche di fronte
al Signore. Ma ormai
il giudizio non spetta più a noi. Ora noi
possiamo solo pregare per lui e possiamo
metterci in ascolto di
quanto oggi il Signore vorrà dirci.
Proprio ieri, festa dei
Santi Pietro e Paolo, leggendo le parole di San Paolo
ascoltavamo così: E’
giunto il momento di
sciogliere le vele. Ho
combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa,
ho conservato la fede.
Ora mi resta solo la corona di giustizia che
il Signore, giusto giudice, mi consegnerà.
Poche parole ma che mettono in risalto
il senso della vita: l’esistenza è indubbiamente una battaglia con le sue fatiche e
le sue difficoltà: l’importante è conservare la fede e guardare avanti, nella certezza che si cammina verso l’abbraccio
pieno del Signore. E le letture di oggi
vogliono mettere in risalto questo invito a guardare alla
meta verso cui siamo
diretti, una meta che
dà senso ad ogni fatica, ad ogni sofferenza
e soprattutto ad ogni
impegno nella ricerca di ciò che è bene
e non tanto nella ricerca di noi stessi o
dell’appagamento del
nostro egoismo. Ecco
perchè unica cosa che
conta alla fine è la fedeltà al Signore. La
certezza che la nostra
esistenza è proiettata
all’eternità, ci dà una
luce per comprendere
dove sta il valore della
nostra vita. E’ una domanda che non possiamo
dimenticare:
ciò che facciamo che valore ha per l’eternità, quanto è gradito a Dio, quanto contribuisce a rendere presente la sua Parola
di salvezza, appunto quanto esprime la
nostra fedeltà al Signore?
La prima lettura ci invita ad una speranza grande. Siamo invitati a puntare gli
occhi lassù, nella dimora di Dio, dove
non ci sarà più tristezza, angoscia, pianto. Siamo invitati a puntare gli occhi lassù dove Gesù nostra meta, sarà anche
la nostra pace, la nostra gioia, il nostro
amore pienamente vissuto. Fino al punto
che si può dire con il Salmo responsoriale: Quale gioia, quando mi dissero andremo alla casa del Signore.
E’ quanto il Signore ha preparato per i
suoi figli, per i suoi figli fedeli, per i suoi
figli ai quali può dire: Bene, servo buono
e fedele, prendi parte alla gioia del tuo Signore, perchè appunto sei stato fedele.
Celebrare la S. Messa esequiale, allora,
è comunque una occasione per guardare la vita, per riflettere sulla nostra
Un impegno
appassionato e senza
paura per la città
e la Diocesi
Foto Candolfi
Mons. Costantino Urieli è
tornato alla Casa del Padre,
dopo aver vissuto una vita
intensa a servizio della Chiesa e della comunità della
Vallesina che ora lo ricordano con stima ed affetto e pregano per lui. Il rito funebre,
presieduto da Mons. Vescovo,
Gerardo Rocconi, si è svolto
sabato mattina alle ore 10
in Cattedrale al quale erano presenti i sacerdoti della
Diocesi e numerosi fedeli. La
celebrazione si è conclusa,
secondo il desiderio di don
Costantino, con l’Ave Maria
di Giuseppe Verdi, cantata
da Cristina Ciarmatori accompagnata all’organo da
Mons. Roberto Vigo.
Il sindaco Fabiano Belcecchi
ha ricordato, a nome della
comunità civile, l’impegno
di don Costantino, il suo
stile sobrio, la mente arguta
sapientemente spesa nell’insegnamento, la sua capacità di rimanere vicino alla
gente.
vita e per ridirci i motivi veri del vivere.
Mentre affidiamo alla misericordia del
Signore questo nostro confratello sacerdote, allora, impariamo ad interiorizzare, a far veramente nostre le parole che
abbiamo appena ascoltato nella seconda
lettura: Ma di cosa dobbiamo avere paura?
Dal momento che il Padre ha consegnato
per noi il suo Figlio, cosa ci potrà fare del
male? Possiamo vivere nella fiducia, nella
sicurezza, nella pace per virtù di colui che
ci ha amati, Non ci spaventa nulla: nè la
morte, nè la fatica del vivere, perchè nulla
potrà separarci dall’amore di Cristo.
Parole bellissime queste di San Paolo, parole per noi, parole vere che unica condizione che richiedono per realizzarsi, è ancora la fedeltà, la fedeltà
alla Parola del Signore, la fedeltà a quel
progetto di amore che il Signore vuole
esprimere attraverso la
vita di ciascuno di noi.
Guardando il nostro
confratello don Costantino è spontaneo
ora chiedersi: Che ne è
di lui, ora, così come ce
lo chiediamo di tutti i
defunti. Per quello che
ci è dato di conoscere
la sua vita è stata fedele, ha usato bene i doni
ricevuti, non si è vergognato di Cristo, è stato
con Gesù nell’annuncio
della parola che salva,
con Gesù nel Sacerdozio, con Gesù nella
celebrazione dell’Eucaristia, con Gesù nella
vicinanza ai fratelli che
chiedevano il suo aiuto,
e alla fine è stato vicino a Gesù anche sulla croce. Quale sarà
la risposta al grido che don Costantino
rivolge a Gesù: Signore ricordati di me
quando sarai nel tuo regno.
La conosciamo: In verità ti dico, oggi sarai
con me nel paradiso, cioè nella pace di Dio,
nella gioia di Dio, nel riposo dopo una vita
spessa nella fedeltà.
Ed è questo il vero, unico motivo di vita
per tutti: ascoltare questa parola di Gesù:
In verità ti dico: Oggi sarai con me nel paradiso.
Don Gerardo, Vescovo
Le letture della Messa
Prima lettura dal libro dell’Apocalisse (21, 1-4); la seconda dalla lettera ai Romani (8, 28-39);
il vangelo dall’evangelista Luca
(23, 38-43)
Le sue opere letterarie
Oltre ad uno straordinario numero di articoli su Voce della
Vallesina e su riviste specializzate della regione Marche
- in genere tutti di carattere storico, artistico e religioso
- Mons. Urieli è stato autore di una trentina di opere. Tra le
principali ricordiamo “La cattedrale di Jesi” (1969), “Jesi e il
suo contado” (in quattro volumi dal 1974 all’88), “Cattolici a
Jesi dal 1860 al 1930” (1976), “Il card. Pier Matteo Petrucci,
il vescovo quetista di Jesi” (1978), “Dialetto e folclore a Jesi
e nella Vallesina” (in due volumi- (1979), “La diocesi di Jesi”
(1978),”Regesto dell’archivio diocesano” ( in tre volumi 198093),”Guida al museo diocesano” (1982), “Cattolici jesini e
resistenza al fascismo” (1983), “S.Marcello” (1984), “Verso
la liberazione” (1984), “Il liceo-ginnasio di Jesi” (1985),
“Montecarotto attraverso i secoli” 1988), “Gli statuti di Jesi”
(tre volumi-1990), “La Chiesa di Jesi” (1995), “ La rerum
novarum come preparata e vissuta a Jesi” (1995), “San
Floriano e il suo Pallio” (1995), “Cattolici a Jesi dal 1950 al
2000” (2000), “Santa Maria Nuova tra memoria e storia”
(2000),”La cattedrale di Jesi” (2000), “Il card. Carlo Luigi
Morichini” (2001), “Relationes ad limina ” (2003).
11
In ricordo
Il messaggio del Sindaco
Caro Vescovo,
desidero farLe pervenire i sensi
di profondo cordoglio miei personali e della Città tutta per la
scomparsa di Monsignor Costantino Urieli, una delle figure più
autorevoli di Jesi.
Oltre che per una intensa missione sacerdotale, l’esistenza di
Mons. Urieli è stata caratterizzata da una non meno incisiva
attività di studioso e di giornalista che ha consegnato al nostro
territorio preziosissime fonti da
cui attingere per conoscere le
nostre origini, la nostra storia, il
cammino percorso nel corso dei
secoli dal popolo di Jesi e della
Vallesina.
In questo triste momento, mi
preme ricordare il conferimento della cittadinanza benemerita
che il Consiglio comunale ha voluto assegnare a Mons. Urieli nel
1989 “per la lunga e appassionata
opera di storico della comunità
jesina e delle sue complesse vicende religiose, civili, sociali e
culturali, indagate e ricostruite con grande impegno e sicura
scienza, attraverso una vasta attività di ricerca e di studio di Jesi
e del suo territorio sostenuta da
grande disinteresse e da profondo amore per la sua terra”.
Nell’esprimere la vicinanza della Città di Jesi alla Diocesi, mi è
gradito rinnovarLe i sensi di stima.
Fabiano Belcecchi
E scoppiammo a ridere… consultare i suoi libri. O magari,
li chiederò in prestito a Luconi…”
Un’immagine di don Costantino di qualche mese
fa. Lo ritrae nella sua casa,
in un pomeriggio di febbraio.
Ero andata a trovarlo per
chiedergli qualche informazione sulla lapide di via
Garibaldi.
Mi rispose subito con sicurezza e grande lucidità.
In particolare, durante l’intervista – durante la quale
gli chiesi anche altre cose,
e di cui conservo la registrazione - mi raccomandò: “Stai attenta, Paola…è
molto facile…quando non si trova, “È difficile che te li presta perché
allora ci si inventa; per cui dopo…” poi è geloso…eh!”
“Ho capito… – ribattei io, andan- E scoppiammo a ridere…
domene – andrò in biblioteca a
Paola Cocola
M
Il ricordo del giornalista
i aveva chiamato,
don Costantino, con
la sua voce che gli anni
avevano resa un po’ incerta, per il grande anniversario della sua “Voce”.
Ci eravamo così risentiti
dopo anni, che non avevano affatto scalfito la nostra amicizia, irrobustita
dal rispetto e dalla stima
per un grande maestro.
Non a caso, alla fine degli
anni settanta, l’allora Arcivescovo, Carlo Maccari, si era appoggiato a
questo minuscolo prete
jesino, già giornalisticamente stagionato dal suo
periodico diocesano, per
“risistemare” il giornale di
Ancona, “Presenza”. Don
Costantino aveva detto al
vescovo: mi trovi qualche
giovanotto, e il Vescovo
aveva “obbedito”. Si era
formata una bella squadra
di poco più che ventenni,
ci riunivamo in uno sgabuzzino in Piazza Santa
Maria, dove c’era la sede
dell’Azione Cattolica, la
nostra esperienza ecclesiale. Don Costantino ve-
niva da Jesi ogni lunedì,
ci incontrava, ci ascoltava, ci dava i suoi suggerimenti. Come impostare
la notizia, il “taglio” del
settimanale, la linea di
un periodico diocesano. Così cominciammo.
Così hanno cominciato
generazioni di operatori
della comunicazione, ad
Ancona, Osimo, come
a Jesi. Anche chi non ha
fatto poi il giornalista ha
saputo far tesoro dei suoi
insegnamenti. Per decenni chi riceveva puntualmente “Voce” altrettanto
puntualmente andava a
guardare il corsivo siglato
u.c., pungente, sferzante,
come lo era di persona
quando lo chiamavamo a
spiegarci i suoi argomenti.
Nel suo dialetto jesino, lo
vedevamo ‘riscaldarsi’, il
viso diventava rosso, non
ci stava, di fronte alle ingiustize, agli errori della
politica e - perchè no? - a
volte della stessa Chiesa.
Una bella figura, don Costantino. Diceva che faceva il giornalista a tempo
perso, perchè il suo vero
mestiere - oltre a quello
di prete - era l’insegnante
e la sua grande competenza quella storica. Sapeva
tutto, di Jesi, della Vallesina e oltre. Ma non aveva
la flemma dello studioso,
piuttosto la grinta di chi è
abituato a condurre battaglie. E ci piace ricordarlo
con l’immagine del direttore, che borsa in braccio,
incontrava la sua piccola
combriccola di redattori,
alzava gli occhiali sulla
fronte, leggeva quello che
gli avevano scritto e dopo
un’oretta di appassionata
discussione,
riprendeva la sua borsa, per andare in tipografia, a Jesi.
A distanza di trent’anni
rimpiango di non avere
potuto fare con lui vita
di redazione, in una vera
redazione. Quante cose
in più avremmo imparato. Ciao don Costantino,
grazie per quanto hai fatto, per la tua splendida testimonianza. Sono molti a
essertene grati.
Vincenzo Varagona
Per la tua pubblicità
rivolgiti a
Voce della Vallesina
8 luglio 2007
Fede e speranza
Mi ha colpito molto, leggendo la storia di Don
Urieli scoprire che è entrato in seminario a 11
anni e che ha trascorso
tanta parte della sua vita,
fino ad 86 anni, in quella piazza, nel duomo,
nella sua piccola casa
in Vicolo delle Terme,
in quell’ufficio di “Voce
della Vallesina” da dove
ha cercato di essere per
Jesi la “voce critica della città, e la “voce della
diocesi”.
Non è voluto mancare
al suo ultimo appuntamento, anzi ritirandosi
lo aspettava e in cuor
suo lo desiderava. Quell’appuntamento che tutti dobbiamo affrontare,
che diventa per molti e
senza meno lo è stato
per lui il momento del
passaggio. La morte non
possiamo programmarla, essa come un ladro di
notte ci sorprende perché arriva senza chiedere permesso, ma definisce e finisce una vita.
Non credo che per lui
abbia avuto il significato
della fine, consapevole
che l’eternità non è per
gli uomini, ma necessita
di un passaggio. Pensare
che ad 11 anni entra in
seminario per diventare sacerdote e che poi si
dedicherà ad arricchire,
attraverso la ricerca, la
conoscenza storica della
città: in fondo si diventa eroi della propria vita
vivendola sia tra le mura
di una casa e sia in una
diocesi inventando e lavorando per uno spazio
comunicativo che molti
non riescono ad avere.
Essere diventato cittadino “benemerito” non
è un qualcosa di dovuto,
ma è il frutto di quel lavoro di ricercatore che ci
ha fatto conoscere e farà
conoscere la storia di una
città come la nostra che
indubbiamente grazie a
lui si sente più ricca.
Il problema non è come
o quando, ma il lasciare. Invece il come e il
quando ci fa dimenticare
come lasciare. Credo che
non avesse il dubbio del
come ha lasciato.
La saggezza biblica invita a “contare i giorni della vita” nel senso
che quando si compie
la pienezza dei giorni e
la morte arriva, questa
è una benedizione. Il
discorso cambia completamente di fronte alla
morte prematura o ingiusta- per fame, per le
carestie, le guerre- perché queste morti fanno
parte dell’ambiente che
creiamo noi. Qui entra
in gioco la responsabilità dell’uomo perché quasi tutte le morti ingiuste
siamo noi a procurarle.
Mi ricordo ad ogni anniversario del 25 Aprile la
sua presenza ai giardini a
presiedere la celebrazione eucaristica in ricordo
di tutti coloro che morirono per liberare l’Italia.
Nelle sue parole faceva
sentire che il passato che
anche lui visse diventava
come un ammonimento
per le nuove generazioni,
ma aveva sempre fiducia
della speranza dettata da
una profonda fede.
Remo Uncini
La generosità di don Costantino
Questo è la foto dell’assegno di cinque milioni di lire
che don Costantino mi diede nel 1999, dopo una lunga
chiacchierata sui problemi organizzativi di “Voce della
Vallesina” e sulle esigenze pratiche da affrontare. Bisognava rendere il settimanale adeguato ai tempi sotto il
profilo tecnico e si doveva far fronte a spese varie per
meglio attrezzare la sede del settimanale, desiderio più
volte espresso dall’allora vice direttore Luconi (che di
fatto esercitava le funzioni di direttore).
Mi diede quest’assegno, tra il generoso e il polemico,
come avveniva spesso senza che l’interlocutore perdesse neppure un filo di simpatia nei suoi confronti. Ci
pensai su qualche giorno prima di parlarne ad altri e,
soprattutto, prima di spenderlo. Ma siccome il gesto
era stato del tutto sincero, fui tentato di utilizzarlo. Poi,
per cacciare ogni tentazione, ne feci due pezzi, ma li
tenni allegati ad un suo scritto ( la sua autobiografia).
Che don Costantino fosse generoso, è dimostrato anche dal bel contributo che ha dato al vescovo per la
porta di bronzo del duomo, anche se, fino all’ultimo si
oppose a quel tipo di arte e di ideazione. Intanto aveva
speso sei milioni per ottenere da un artista un bozzetto che facesse concorrenza a quello ufficiale. Generosità, passione, arte, tigna.
v.m.
BIOGRAFIA
Mons. Costantino Urieli è
nato a Jesi “in una casa più
squallida che povera” (via
Arco Santoni, nel cuore del
centro storico) il 22 settembre 1921 (il giorno di
S.Settimio, patrono della
città). Entrato in seminario
a 11 anni, affronta presso il
regionale di Fano gli esami
ginnasiali per l’ammissione
al liceo. Malfermo di salute, è costretto a lasciare il
seminario dal maggio del
1940 al maggio del 1942 e
ricoverarsi presso il sanatorio del clero di Arco, nel
trentino.
Quelli furono per Urieli,
per sua espressa confessione, i due anni più belli e più
fecondi della sua preparazione sacerdotale per i tanti motivi di carattere culturale, riflessivo e psicologico
che in quel periodo si addensarono nel suo animo.
“Tornai a Jesi e sembravo
trasformato”.
Ripresi gli studi – siamo
nel colmo della seconda
guerra mondiale – trascorse il periodo del passaggio
del fronte a S.Maria Nuova . Poi torna al Regionale
per completare gli studi
di teologia. Riceve l’ordine sacerdotale il giorno di
S.Settimio del 1945 dal vescovo Carlo Falcinelli. “Curato” di S.Paolo per alcuni
anni, andò parroco a Tabano nel 1949. E nel ’50, pur
continuando a fare il parroco, iniziò l’insegnamento
di lettere presso il seminario di Jesi. E pochi anni
dopo insegnerà religione in
diversi istituti statali, fino
al liceo classico dove permarrà per molti anni.
Intanto, per volontà di
Falcinelli, nasceva “Voce
della Vallesina” nel 1953
della quale Urieli sarà presto collaboratore e, poi, per
una quarantina di anni direttore. E se per lui, uscito
fresco dal seminario, la
politica era il suo tallone
d’Achille, “Voce” e l’incarico di cappellano presso
le Acli, lo aiuteranno a farsi
le ossa nel mondo amministrativo, economico, politico, sociale, storico. Sarà
il suo mondo culturale,
quello che lo assorbirà per
un lungo periodo, al punto che non perdeva alcuna
convocazione del consiglio
comunale come giornalista
per riferire – e magari polemizzare - sul settimanale
della diocesi.
E Voce della Vallesina fu la
sua grande passione, il suo
tormento, lo strumento
della sua formazione come
giornalista e come storico.
Da lì, gradualmente nacque
quella straordinaria “vocazione” di scrittore che lo
portò ad occupare uno dei
primissimi posti nella cultura contemporanea della
città, della diocesi e della
regione (come componente la deputazione storica
regionale) I suoi molteplici
interessi sociali si aprirono
all’arte, alla ricerca dei preziosi cimeli in tutta la Vallesina e presso le parrocchie fino a costituire, con la
straordinaria esortazione
dei vescovi Pardini e Serfilippi, il museo diocesano,
di cui è stato per tanti anni
direttore. Seguì da vicino
l’archivio della diocesi che
ricompose in forma tale da
permettere a qualsiasi studioso facili orientamenti
per la consultazione.
12
8 luglio 2007
Vallesina
In duemila per lo Iom Intervista al suo presidente, Anna Trane Quaglieri, “Florence Nightingale” jesina di origini pugliesi
Dedizione completa al paziente
L
a vostra associazione è risultata prima Asur - abbiamo fatto partire un’associa- la sua famiglia. Li abbiamo avuti con dei
nelle Marche nella destinazione, da zione, che prima era ADO (assistenza do- progetti presentati alla Fondazione Cassa
parte dei cittadini, del cinque per mille. miciliare oncologica), come ADO- IOM. di Risparmio, nostro grande sostenitore.”
Quante sono le persone che vi sostengono Per cui oggi, qualsiasi paziente che abbia Con quali iniziative reperite i fondi?
complessivamente? Potete quantificarle?
una malattia oncologica, che può essere “Spettacoli teatrali, concerti, tombole, tor“Sono tanti gli amici e dovunque. Ci in- anche guaribile, diventa un nostro pa- nei…”
viano comunque donazioni al di là del ziente: l’Asur ce lo delega completamen- Andate anche nelle scuole?
tesseramento. Molte vengono anche da te. Quindi ce ne occupiamo a tutto tondo: “No, anche se riceviamo molte donazioni
persone che non abbiamo seguito come dal prelievo del sangue, alla medicazione, da persone che lavorano in queste istitupazienti. Con esattezza sappiamo solo che fino alle cure palliative…con una psico- zioni.”
sono stati in duemila a scegliere la nostra loga che lavora per l’ottanta per cento in Diceva prima, a proposito della famiglia
associazione per il versamento del cinque oncologia dove conosce questi pazienti marchigiana, che essa è molto vicina al
per mille…”
che quindi la vedono e riconoscono come proprio parente ammalato. Ma ormai le
Il 29 giugno si è riunita l’assemblea per figura di riferimento.”
famiglie non sono più solo marchigiane
la presentazione appunto del bilancio. È Basta una psicologa?
perché c’è un’alta percentuale di famiglie
stata anche un’occasione per parlare del- “Sì, perché la famiglia marchigiana è una straniere. Cosa comporta per voi questo?
le prospettive future?
famiglia, completa, eccezionale…di solito “Noi non abbiamo preclusione, seguiamo
“Di questo, in realtà, come delle attività la impegniamo nei casi di malattia di papà anche loro. Abbiamo avuto un caso ad
che svolgiamo, ne parliamo sempre, qua- o di mamme giovani. Il rapporto con gli esempio di un bambino marocchino con
si quotidianamente… l’attività dello Iom altri pazienti riescono a gestirlo bene i no- un tumore al cervello…davanti al bisogno,
è soprattutto determinata dal bisogno stri infermieri che sanno stabilire un tale non ci tiriamo mai indietro: se c’è un mieconomico dello Iom e dal bisogno della clima di fiducia e confidenza che questi nimo miglioramento da apportare nella
gente. Quindi, tutto quello che facciamo, riescono ad aprirsi con loro e a confidare i vita dell’uomo, noi cerchiamo di realizzarviene modulato continuamente su queste timori e le incertezze più intime.”
lo. I soldi poi li troviamo. La gente deve
due necessità.”
Amici dello Iom o Iom?
sapere che nel momento del bisogno, noi
Come funziona questa organizzazione “Non ci chiamiamo più così. Siamo Iom di ci siamo. Anche solo per tenere al pazienche ha ben tre punti di dislocazione?
Jesi e Vallesina. La casa madre è lo Iom di te la mano, per fargli compagnia.”
“Diciamo che la sede più importante è Ancona, e noi siamo tante filiali che però Nessuna difficoltà?
quella operativa, presso l’Asur. È una sede hanno autonomia e gestione differenti “L’unica difficoltà è che intervenendo in
sorta accanto a quella oncologica, e vie- per poter adattare ognuno la propria as- certi posti abitati in alta percentuale da
ne diretta dagli oncologi che, giorno per sistenza al territorio. A differenza di An- stranieri, la notte è più difficile mandare
giorno, sentendo le necessità del paziente- cona, noi ci appoggiamo molto al medico una giovane infermiera a fare la terapia
che di solito è inamovibile- variano la te- di famiglia che è una spesa in meno, un perché ci si può imbattere in gruppetti di
rapia d’accordo con il medico di famiglia.
Dispone di quattordici infermieri che fanno capo ai medici. Il dott. Giorgio Rossi è
il direttore del comitato tecnico- scientifico dello Iom, che è la metà esatta dello
Iom…l’altra metà siamo noi, il Consiglio,
che si interessa delle esigenze spicciole
burocratico-amministrative.”
Come si accede al servizio?
“Il medico di famiglia formula la richiesta
allo Iom che poi giornalmente va a casa
del paziente e lo cura. Oggi abbiamo tolto alla famiglia anche il disagio di portare
personalmente presso l’Asur i documenti
necessari per l’attivazione del servizio. È
una piccola cosa, ma è una grande cosa
quando la famiglia è composta da due
persone anziane. Per lo stesso motivo, ritiriamo per loro il materiale sanitario al
distretto; abbiamo avuto deleghe per la
pensione…cerchiamo di aiutare non solo
in maniera infermieristica e totalmente
gratuita, mandando a casa infermieri e
medici specialisti ospedalieri che hanno supporto in più e può avvalersi dell’onco- persone ubriache…o altro… Allora abdato la loro adesione spontaneamente logo, del chirurgo, del cardiologo, dello biamo chiesto aiuto alla Polizia stradale,
(chirurghi in particolare); ma cerchiamo pneumologo, dell’anestetista, ecc.: è un ai Carabinieri che si sono messi a dispopure di capire se possiamo aiutarli anche riferimento forte, insomma, per il pazien- sizione per accompagnare le ragazze dueconomicamente, senza offendere la su- te.”
rante le uscite notturne.
scettibilità di nessuno.”
Acquistate voi le attrezzature?
Avendo la sede operativa presso l’Asur,
Quindi la sede operativa serve come pun- “Sì. Abbiamo degli aiuti finanziari, ma le mi accorgo che la mattina l’ottanta per
to di coordinazione?
acquistiamo noi. Dagli aspiratori, al ven- cento dell’utenza è extracomunitario.”
“In tale sede prepariamo tutto per l’inter- tilatore meccanico, all’elettrocardiogra- Quante persone seguite attualmente?
vento a casa: è un piccolo ospedale.
fo…soprattutto, in questi ultimi quattro “In questo momento sono 64. Guardando
Dopo cinque anni durante i quali abbia- anni, ci siamo dotati di preziose pompe i dati nel tempo, posso dire che i pazienti
mo lavorato da soli, abbiamo fatto un per le cure palliative. Pompe di ultimissi- che si rivolgono a noi sono in aumento,
accordo con l’Asur: una sorta di integra- ma generazione che durano sette giorni, non perché sia aumentata la patologia,
zione tra pubblico e privato. Essendo nato tengono il paziente senza dolore e com- ma perché è aumentata la credibilità dello Iom con un forte punto di riferimento pletamente desto. Per cui gli consentono l’associazione, grazie anche alla preziosa
nel medico di famiglia – che è dipendente una migliore qualità di vita all’interno del- mediazione del medico di famiglia. Pensi
che siamo l’unica associazione in Italia a
fare a casa le trasfusioni di sangue.”
Chi si occupa della preparazione degli
operatori?
“Abbiamo infermieri che sono altamente
specializzati e qualificati…e comunque
investiamo molto in corsi, convegni…”
Vi avvalete anche dei giovani del servizio
civile?
“Molto poco…perché bisogna prepararli
soprattutto a livello psicologico…”
Cosa vorrebbe dire ancora su questa bella realtà che è lo Iom?
“Mi faccia un ringraziamento enorme a
tutta questa gente che ha devoluto a favore dello IOM. Un ringraziamento personale anche alla Confartigianato che ci
ha dato una grossa mano.”
L’artefice della nascita di quest’associazione a Jesi è dunque stata lei... esattamente undici anni fa…cosa l’ha spinta
a realizzarla e a seguirla così personalmente e capillarmente?
“È stato un mio desiderio da sempre. Esperienze familiari mi hanno portata a chiedermi come facessero a fronteggiare i disagi provocati da tale malattia le famiglie e
i pazienti che non avessero avuto adeguate possibilità economiche. Mi sono chiesta
:-Chi non ha soldi, amicizie, strutture…
cosa fa?
Ho provato così nell’86 a lavorare con
l’ANT di Bologna che è forse la più grossa delle associazioni in questo campo. Ero
con Gianni Cerioni. Presto abbiamo capito che Jesi era una realtà talmente piccola che non saremmo mai decollati da soli.
Poi, in un momento particolare della mia
vita mi è stato offerto di aprire questa sezione a Jesi. Così, coinvolgendo un po’tutti, siamo partiti non pensando che sarebbe
diventata una realtà così importante non
solo per Jesi, ma per tutta la Vallesina.”
Il segreto del successo dell’associazione…
“L’amore totale, la dedizione completa. Il
paziente si sente amato, qualunque sia il
decorso della malattia.”
Quali sono oggi i suoi compiti specifici
nell’associazione?
“Io mi impiccio un po’ di tutto. Se dovessi limitarmi a trovare con loro solo i fondi
per mandare avanti l’associazione, saremmo completamente demotivati. Io tengo
rapporti con tutti: medici, pazienti…chiamo tutti, rispondo personalmente, scrivendo lettere d’amore di mio pugno, a chi
dona qualcosa allo Iom…organizzo qualunque cosa sia necessaria pur di sollevare
le sofferenze e il disagio di queste persone. Mi divido tra la sede amministrativa e
burocratica e la sede funzionale, operativa. Tengo unita l’associazione e reperisco
i fondi. Ho perduto improvvisamente mio
marito sette anni fa e non ne sarei venuta fuori se non avessi avuto questo dovere
verso lo Iom che- tra l’altro- è stato proprio un suo regalo. Per cui, io per prima
devo dire: grazie IOM.”
Paola Cocola
Nella foto la presidente con Aldo Coretti, membro del consiglio direttivo
Loreto sempre più vicina
Una delegazione dei giovani ospitati in visita a Jesi
attività della segreteria organizzativa per
L’
l’Agorà dei Giovani sta dando i suoi buoni
frutti: 625 a tutt’oggi i ragazzi ospitati nelle famiglie della diocesi di Jesi, 770 circa i ragazzi
totali da dover ospitare, adesioni in lento ma
costante aumento. Sono questi e altri ancora
i dati sui quali la segreteria organizzativa ha
discusso lo scorso sabato prima con i delegati
diocesani delle diocesi ospitate, poi con i referenti parrocchiali e alcuni parroci della Vallesina. L’accoglienza nella nostra Diocesi sta
procedendo con un buon ritmo, anche se c’è
molto altro ancora da fare soprattutto riguardo
ai giorni effettivi dell’accoglienza – dal 29 al 31
agosto -: se per le famiglie ospitanti non c’è nessun particolare dovere (si è deciso infatti che le
famiglie non dovranno in alcun modo “traspor-
tare” i ragazzi ospitati), le parrocchie devono
invece decidere come realizzare l’attività del 30
agosto, sia nel pomeriggio che durante la serata.
Cruciale sarà il ruolo del referente parrocchiale
in questa giornata, in qualità di punto di raccordo tra la realtà parrocchiale e i ragazzi che
saranno ospiti presso la stessa.
Nel corso del pomeriggio è stato confermato
che, oltre ai giovani provenienti dalle diocesi di
Trento, Parma, Oppido Palmi e Cosenza sono
in arrivo alcuni gruppi neocatecumenali del
Molise e Ischia. Gli stranieri invece, che non
verranno ospitati in famiglie ma in apposite
strutture come da accordi con i singoli comuni, proverranno dall’Ucraina, da Israele e dalla
Costa d’Avorio.
Giorgia Barboni
13
In dialogo
Opinioni
a confronto
8 luglio 2007
In questa rubrica diamo spazio a lettere, opinioni o contributi dei lettori, purchè non inviati anche ad altri giornali. Chiediamo
agli scriventi di essere sintetici. Scritti troppo lunghi potrebbero non trovare spazi o essere necessariamente tagliati. La
pubblicazione non significa condivisione dei contenuti. Gli scritti si possono inviare per email a
[email protected]
Le lettere, per essere pubblicate, devono contenere esplicitamente il nome, l’indirizzo e il numero di telefono del mittente
I cattolici in politica
“uomini tutti d’un pezzo”
Caro v.m.,
nell’alleanza pre-elettorale
un po’ più di cautela non era solo per continuare per
guasterebbe, specialmente altri cinque anni, l’un contro
quando si scrive di “politica” l’altro armati, la gestione del
sul settimanale dei cattolici “potere” tout court, l’occupadella Vallesina, che sono zione di ambite poltrone, la
ancora tanti, con proprie salvaguardia di interessi più
idee, che spesso non colli- o meno particolari (il piano
mano con le sue.
regolatore c’entra qualcoUn po’ più di cautela e di sa?) e la difesa di congrui
neutralità di giudizio, virtù assegni mensili.
che spesso Le sono man- Oggi, del resto, la politica è
cate negli articoli scritti diventata un mestiere, non
durante la campagna elet- è più come ai tempi in cui,
torale, ma specialmente caro v.m., persone, sì tutnell’euforia post.elettorale, te d’un pezzo, dedicavano
celebrativa della vittoria le loro capacità e il loro
dello schieramento che Lei tempo al bene dei cittadini
ha apertamente appoggiato. per quattro miseri gettoni
Infatti, come sta succe- di presenza, e in nome di
dendo in questi giorni, nel ideali, ancorché diversi, ma
corso delle trattative per la tutti rispettabili, di destra,
nuova Giunta comunale di di centro o di sinistra, che
Jesi, quando “cattolici mili- permeavano costantementanti ex democristiani tutti te la loro azione e i loro
d’un pezzo” si incontrano, comportamenti, al governo
anzi si scontrano con “ex o all’opposizione.
marxisti altrettanto tutti Mi consenta in conclusione
d’un pezzo” per la sparti- una stupidissima domanda,
zione delle poltrone, l’attri- che non c’entra nulla con
to può produrre “scintille” quanto detto sopra, alla
e le scintille potrebbero an- quale Lei, che è vicino al
che causare un incendio.
Palazzo, potrebbe risponMa come! Tale schieramen- dere.
to “ideale” che ha ripropo- Hanno impiegato cinque
sto con forza e compattezza anni per trasformare il Corla continuazione dell’am- so di Jesi, il Viale della Vitministrazione uscente non toria e via XV Settembre in
doveva essere il progetto fossi paralleli che farebbero
politico nuovo, l’incontro invidia ai percorsi dello stotra “uomini tutti d’un pez- rico Camel Trophy, e per
zo”, l’utopia del futuro pros- disseminare qua e là nelle
simo, proiettata interamen- varie vie e piazze della città
te al bene della città? Mi buche e voragini a prova di
viene il dubbio che in realtà sospensioni, tanto che se
l’arroccamento di questi qualcuno volesse rispolve-
rare le vecchie care palline
di vetro avrebbe una bella
varietà di territorio, traffico
permettendo, per giocare a
schicchera.
Sa per caso se riusciranno
i nostri amici nel corso del
2007 a sistemare queste “eccellenze” cittadine? O forse,
per quest’anno, hanno già
finito i soldi ?
La ringrazio per la cortese
attenzione e sappia che La
leggo sempre.
Paolo Mariottini
Sulla cittadinanza a
Margherita Hack
Il consigliere del comune di
Castelbellino, Andrea Gasparrini, ci ha inviato il suo
intervento esposto durante la
seduta del consiglio di mercoledì 27 giugno in cui è stata deliberato il conferimento
della cittadinanza onoraria
alla scienziata Margherita
Hack.
Carissimi colleghi Sindaco e Giunta, consapevole dei meriti riconosciuti
dalla comunità scientifica
al personaggio Margherta
Hach, ed apprezzando il lavoro svolto dalla stessa mi
sento di non condividere
tale scelta. Non si capisce
perchè su una scelta così
importante e di “carattere”, come il conferimento
di un’onorificenza, non sia
stata avvisata la minoranza
neppure con una telefonata, diversamente da quanto
accadde nella scorsa legislatura per le onorificenze
date al dott. Giovanni Ca-
ruso e a Sua Eccellenza Padre Oscar. Inoltre c’è stata
una scarsa se non inesistente comunicazione alla
cittadinanza di tale proposta. La cittadinanza onoraria è un impegno per chi la
conferisce e per chi la riceve, è un riconoscimento,
è un ringraziamento nei
confronti di qualcuno che
ha avuto particolari meriti
nel paese e francamente la
prof.ssa Hack, al di là della
sua presenza, non ha fatto altro per Castelbellino.
L’ultimo motivo riguarda
il mio essere cattolico cristiano, libera scelta questa
che non riesce a riconoscersi in un soggetto che,
per quanto importante ed
illustre, professa lo “Sbattezzo”, promuove campagne come “Scrocifiggiamo”
l’Italia, si batte per il non
utilizzo delle campane o
ancora per le ingerenze
cattoliche nell’attività scolastica, ora di religione ed
importanza dei professori
di religione in fase di scrutinio fino quasi a legalizzare la bestemmia…… Credo che chi come me, anzi
come noi, è cresciuto impegnandosi nelle attività
parrocchiali, realizzando
e partecipando ad eventi che hanno come scopo
la solidarietà e l’impegno
cattolico non può condividere quello che la prof.ssa
Hack propone e di cui si fa
portavoce.
Da cittadino, non condivido tale scelta e non mi
sento rispettato nelle mie
scelte personali e religiose
Il Consigliere
Gasparini Andrea
Sulla Democrazia
Cristiana
Caro Vittorio Massaccesi,
La ringrazio per la riposta
alla mia lettera del numero
23 di Voce. Intendo però
puntualizzare alcune mie
idee. Per quanto la scritta “se sei comunista devi
confessarlo” scomparsa dai
confessionali, non è stata
tolta perché hanno lottato
o sono cambiati i marxisti
ma a causa di certi “giovani
di Azione Cattolica “ribelli”
(mi onoro di essere stato fra
questi) che hanno fatto capire l’anacronismo di certe
cose. Tengo a precisare che
in merito alle quattro DC,
io non ho nulla a che fare,
in quanto il sottoscritto, alla
trasformazione della Democrazia Cristiana in Partito Popolare prima e nella
Margherita. La Democrazia
Cristiana di Pizza in Italia e
di Zagaglia a Jesi, alla quale
ho aderito con entusiasmo,
è quella legittima, mai sciolta, che attende tanti (già il
6,8% a Jesi) che si riconoscono nei valori dei loro
fondatori. La frase “se sarete uniti sarete forti”, non è
di un ex marxista tutto d’un
pezzo ma è di De Gasperi,
per questo aspettiamo per
essere forti.
Lei sostiene che bisogna
aprirsi al nuovo per ben governare, è vero che Moro,
Andreotti ed altri veri ex
democristiani hanno sempre cercato e trovato compromessi per ben governare,
questa è la politica, ma non
hanno mai creato un partito unico.
Veniamo a Jesi il nuovo è il
Belcecchi bis? Con gli stessi
assessori di prima. Il nuovo
è il giro di valzer degli incarichi di giunta? Il nuovo
è l’appoggio esterno alla
nuova giunta? Mi sembra
un metodo “stravecchio”.
Il nuovo sa qual è - le riunione e le assemblee, della
Margherita, alla Casa del
Popolo anziché in via Pergolesi 8. Questo si che è il
nuovo che avanza.
Per quanto riguarda il PD, il
nuovo è Belcecchi, l’uomo
“nuovo” che ha votato, a suo
tempo, la mozione Mussi?
Il nuovo è la Margherita che
annovera tra gli eletti, (il
più votato) l’assessore che
osteggia la cooperazione?
Questo PD ancora deve
fare tanta chiarezza. La frase “non si sputa nel piatto
dove si mangia” (convengo
è una brutta frase ma rende
bene l’idea), mi spiace che
Lei l’abbia presa a livello
personale, non era mia intenzione rinfacciare niente
a nessuno, ma richiamare
l’attenzione sul fatto che
tanti di voi, come me, si
sono “nutriti” nel piatto
dei buoni principi; credo
che quel piatto non si può
appannare né rovesciare in
nome della modernità.
Aldesino Fioretti
14
Jesi
8 luglio 2007
Jesi - I primi passi della nuova amministrazione
AGENDA
Il santo del giorno
Venerdì 6 luglio santa Maria Goretti; sabato 7
san Claudio; domenica 8 sant’Adriano; lunedì
9; martedì 10 san Marziale; mercoledì 11 san
Benedetto; giovedì 12 san Giovanni Gualberto; venerdì 13 sant’Enrico; sabato 14 san Ciro;
domenica 15 san Bonaventura.
Farmacie di turno a Jesi
Venerdì 6 luglio Martini, sabato 7 Calcatelli,
domenica 8 delle Grazie, lunedì 9 comunale 2,
martedì 10 Grammercato, mercoledì 11 Coppi, giovedì 12 Martini, venerdì 13 Calcatelli,
sabato 14 comunale 2, domenica 15 Grammercato.
Farmacie di turno in Vallesina
Venerdì 6 luglio Moie (Angelico), sabato 7
Macine, domenica 8 Moie (Lucarelli), lunedì 9 Angeli, martedì 10 Poggio San Marcello,
mercoledì 11 Castelbellino, giovedì 12 Pianello Vallesina, venerdì 13 Montecarotto, sabato
14 Moie (Angelico), domenica 15 Macine.
Nati a Jesi (salvo diversa indicazione)
11 giugno Elisa Mariani e Rose Fraser Eleander; 12 giugno Alessandra Mazzarini; 14 giugno Riccardo Cesaroni, Francesco Giuliani,
Elisa Sacconi; 17 giugno Edoardo, Simone
Offidani (Ancona), Vincenzo Antonio Alessio
Boianelli, Valentina Gaia Boianelli; 21 giugno
Valentino Pieroni, Sara Paola Mardale, 22 giugno Samuel Rodolico.
La nuova giunta e le deleghe.
Cingolani presidente.
G
li assesori, durante i
primi orientamenti
del sindaco, sembrava dovessero essere otto, come
nel passato. Poi l’orientamento fu per i sette e,
infine, ne sono stati varati solo sei. Per risparmiare qualche cosa o per
prudenza politica? Forse
l’una e l’altra cosa.
Intanto l’ambito e delicato settore della cultura, chiesto d’imperio da
Rifondazione comunista
proponendo un nome
secco, se l’è tenuto il sindaco. Se per sempre o in
via provvisoria, in attesa
di chiarimenti e “schiarimenti” politici, lo dirà
il tempo. Il sindaco Belcecchi gestirà anche il
personale, i rapporti con
le istituzioni, gli orientamenti programmatici in
generale.
Stefano Tonelli vice sindaco e assessore ai lavori
pubblici, Simona Romagnoli all’urbanistica,
Daniele Olivi allo sviluppo economico, Bruna
Aguzzi ai servizi sociali,
Vincenzo Sorana alle finanze, Gilberto Maio-
latesi all’ambiente. Il primo consiglio comunale
di sabato scorso era stato
convocato per le ore 10,
ma poiché nella stessa ora
era prevista in duomo la
cerimonia funebre per la
morte di Mons. Costantino Urieli, il sindaco, con
gesto da tutti apprezzato,
ha rinviato alle ore 11,30
l’inizio dei lavori per permettere ai rappresentanti
della città la loro presenza
alla cerimonia religiosa di
commiato.
Seduta lunga e vivace.
Dopo la conferma di tutti
gli eletti, l’assemblea ha
proceduto alla elezione
del presidente del consiglio nella persona del dott.
Paolo Cingolati che nella
precedente amministrazione aveva occupato la
responsabilità di assessore
ai servizi sociali e quella
di vice sindaco. Successivamente, e con non poche
difficoltà e incertezze, si
è proceduto alla elezione
del vice presidente dell’assemblea nella persona
della dott.ssa Maria Celeste Pennoni.
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Unione dei Comuni della Media Vallesina
U
Il laboratorio di archivistica diventa un cd
n cd e un opuscolo per
raccontare
un’esperienza unica fra documenti e volumi conservati negli archivi storici comunali.
E’ il risultato del progetto
“Laboratorio di storia locale della Media Vallesina”
realizzato dall’Unione dei
comuni della Media Vallesina, nell’ambito del servizio Università degli adulti,
e finanziato per 5 mila
F
euro dalla Fondazione
Cassa di Risparmio di Jesi.
Nel programma dell’anno
accademico conclusosi da
poco era inserito anche un
laboratorio che ha concentrato l’attenzione sull’archivio e l’archivistica, con
lezioni tenute dal docente
Riccardo Ceccarelli e dalla tutor Cristiana Simoncini. Dalle lezioni in aula
gli iscritti sono passati alla
visita dell’archivio storico
comunale di Cupramontana e a quello di Castelplanio. Sono seguiti quattro
incontri per il laboratorio pratico di archivistica
poi, a fine maggio, è stata
fatta la visita all’archivio
dell’abbazia silvestrina di
Montefano di Fabriano.
Insomma, un lavoro durato mesi, che si è concluso
con la realizzazione di
un cd e dell’opuscolo che
raccontano
l’esperienza
fatta, riporta in allegato
documenti e tutto il materiale da supporto alle
lezioni teorico-pratiche.
Gli iscritti al corso, oltre
una ventina di persone,
potranno quindi avere uno
strumento per ripetere e
ripercorre la tappe di un
progetto che ha riscosso
molto gradimento.
Originale partecipazione politica
orse non sarà rientrato
intervenire a forum dove setra le statistiche ufficiali,
gnalare disservizi e problemi.
ma di sicuro è stato uno dei
E naturalmente c’è anche la
candidati che ha raccolto più
possibilità di scaricare il dopreferenze nelle ultime elezioni am- quali potrebbero essere alcune delle cumentario presentato durante la camministrative. Si tratta del candidato sofferenze che la città sta vivendo e a pagna elettorale. Il download è gratuito
fantasma Re Piccione. E’ stata la trova- cui bisognerebbe metter mano. I sei o ad offerta e i promotori fanno sapere
ta più originale dell’ultima campagna della “Crazy Diamond Picture” non che si accettano anche compensi non
elettorale. Decine di manifesti a tap- hanno voluto tralasciare niente: nel in denaro. “Abbiamo ipotizzato una
pezzare la città che invitavano a votare documentario si spazia dalle buche sorta di baratto medievale – si spiega
per un fantomatico Re Piccione. L’idea sulle strade fino all’abbandono degli nell’home page del sito - ad esempio vi
è venuta ad un gruppo di giovanissimi antichi edifici, dalle carenze costrut- diamo un dvd e voi potete donarci un
jesini per lanciare un documentario tive del Murri all’Interporto, fino ad pollo, una faina, uno struzzo, un nano
da loro realizzato sulle problematiche un’intervista con Vittorio Sgarbi sulla di terracotta, oppure offrire i vostri
della città e per sdrammatizzare e ri- città. Un vero e proprio fenomeno che servigi, tipo lavaggio piatti”. In palio c’è
dere sulla corsa a cinque al “Palazzo” ha colto il plauso e l’approvazione di la pubblicazione della propria foto on
jesino. Tra le schede, tutte chiaramen- molti cittadini, accorsi in massa alle line a chi donerà gli oggetti più strani.
te annullate, Re Piccione ha raccolto proiezioni del documentario di un’ora Ma c’è di più. I sei hanno annunciato di
una sessantina di voti. Molti di più di e mezza prima al teatro studio Valeria voler devolvere il modesto ricavato deltanti ben più noti concorrenti. In real- Moriconi poi in Piazza della Repubbli- la vendita del DVD al Comune, magari
tà dietro all’immagine del volatile con ca.
proprio per mettere a posto una buca
tanto di fascia tricolore si nascondono L’elezione non è arrivata, ma un primo sul manto stradale. Un primo obiettivo
sei giovani studenti jesini (Alessandro impegno Re Piccione l’ha voluto co- l’hanno comunque raggiunto: su loro
Tesei, Leonardo Paolini, Luca Vango- munque portare subito a termine per sollecitazione e segnalazione il Comuni, Paolo Barilli, Alessandro Mosconi e non deludere i suoi elettori, sbarcando ne ha provveduta a sistemare in Piazza
Zora Hauser), che hanno ben pensato da pochi giorni sul web al sito www. delle Monnighette il cadente muretto
di dire la loro sulle elezioni, cercando repiccione.com. Collegandosi al sito che si affaccia su Costa Mezzalancia.
di mostrare con semplicità e chiarezza sarà possibile leggere news sulla città e
Luca Galeazzi
Il fenomeno Re Piccione
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15
Non solo sport
8 luglio 2007
VOLLEY Quattro nuovi acquisti
Torneo Acli provinciale
Dominio U.S. Acli Filottrano
I
l 1° giugno si è concluso il 17° Torneo U.S. Acli provinciale calcio a
5 Memorial “B. Regini”, con il dominio dell’U.S. Acli Filottrano che si è
aggiudicato il trofeo sbaragliando la
concorrenza dell’U.S. Acli Villa Musone (2° classificato), dell’altra squadra, di Filottrano (3° classificato) ed
infine dell’U.S. Acli San Giuseppe
di Jesi (4° classificato). Sempre l’U.S.
Acli Filottrano si è aggiudicato anche
i trofei di miglior portiere e realizzatore. Il torneo si è svolto con la massima correttezza, merito anche degli
arbitri del Centro Sportivo Italiano,
ma soprattutto delle squadre partecipanti, che hanno voluto ricordare il
Presidente delle Acli Provinciale deceduto ormai venti anni fa.
Foto di Dino Bolletta
Monte Schiavo protagonista del mercato
L
a campagna acquisti
della Monte Schiavo è partita con il botto.
Quattro i nuovi acquisti
annunciati dalla società
jesina: prima il duo brasiliano formato da Marcelle Mendes Rodrigues
e Caroline de Oliveira
Saad Gattaz, poi i due
liberi Ramona Puerari e
Valentina Bedin.
Marcelle, nata a Lavras
il 17 ottobre ’76, alta 175
cm, sarà la nuova regista
rossoblu. “Sono molto
contenta di venire in Italia e a Jesi. Non vedo l’ora
di difendere i colori della
vostra città – sono le sue
prime parole da “prillina”
– finalmente ho questa
opportunità di giocare nel
campionato italiano e la
voglio sfruttare al meglio”.
Oltre a Marcelle, vestirà il
rossoblu jesino anche Caroline (nella foto fivb.org),
giocatrice proveniente dal
Finasa Osasco di San Paolo. Nata il 27 gennaio ’81,
Caroline è alta 192 cm e
ricopre il ruolo di centra-
le. Attualmente è in ritiro
con la nazionale brasiliana. Novità anche in seconda linea, con Puerari
e Bedin. Nata a Lecco il 7
aprile ’83, alta 170 cm, la
Puerari nelle ultime tre
stagioni ha militato nella
Scavolini Pesaro. I primi
due anni ha avuto come
allenatore proprio l’attuale coach rossoblu. Nella
sua bacheca figurano una
Coppa Cev, una Super
Coppa ed un bronzo con
la nazionale ai Giochi del
Mediterraneo 2005.
Anche Bedin, come Puerari, ricoprirà il ruolo di libero. Nata a Pordenone il 4
agosto ’85, alta 165 cm, la
giovane friulana proviene
da Vicenza, con cui ha debuttato in A1 quest’anno.
Gip
BASKET Il ds Bocchini: “E’ solo una questione economica”
Maggioli più vicino alla Fileni Bpa
I
l “caso Maggioli”, che da qualche mese tie- sue richieste”. Il mercato jesino comunque,
ne banco tra i tifosi jesini, sembra essere non è solo Maggioli. In agenda c’è anche il
arrivato ad un punto di svolta. Il centro pe- futuro di Farrington. “Su di lui la società ha
sarese, ambito anche da Ferrara e Caserta, scommesso la stagione precedente sottovorrebbe restare nelle Marche, come spiega scrivendo un contratto biennale – ci tiene
il direttore sportivo aurorino Dario Bocchi- a precisare Bocchini – Presto ci rivedremo
ni. “Stiamo parlando di un atleta di grande con il procuratore dell’atleta per parlare e
livello e di indubbia importanza nella com- vedere se ci sono i presupposti per contiposizione della squadra prossima ventura. nuare questo rapporto”.
Un po’ di tensione esiste, ma sappiamo che La Fileni è in cerca anche di un esterno da
i rapporti tra la società e il giocatore sono affiancare ad Hoover. “L’idea di fondo è di
ottimi. Ci pare di capire, insomma, che puntare su un’ala piccola fisica e potente
Maggioli gradirebbe restare a Jesi. E’ solo – confessa il diesse – Un giocatore più rouna questione economica: vedremo di fare busto di Rush in grado di essere importanil possibile e forse qualcosa in più compati- te anche difensivamente”.
bilmente con il budget per assecondare le
Giuseppe Papadia
Al via i giovedì musicali
C
astelbellino prepara un mese di luglio
ricco di eventi con i “Giovedì musicali di Castelbellino storica” organizzati da
Paola Fontana, direttrice artistica di questa
rassegna musicale che si avvale della “complicità” del gruppo “Il settimo sigillo” e che
vede la partecipazione di Franco Palombo
alle tastiere e suoni digitali, Enrico Maria
Bottegal alla viola e violino, Riccardo Bottegal al violino e Diego Mecenero alla chitarra e alle percussioni.
Giovedì 12 luglio (21,15 Piazza San Marco) “Di sole e d’azzurro” la serata dedicata
O
alla musica pop italiana e internazionale:
le canzoni di Tiziano Ferro, Giorgia, Elisa e
Cristicchi saranno interpretate dalla bellissima voce di Paola Fontana, con l’aiuto dei
ragazzi della compagnia dell’Albero Verde. L’ultimo giovedì (19 luglio, ore 21,15,
Terrazza Camerini) sarà invece dedicato
agli chansonnier francesi interpretati dai
grandi cantautori italiani: “Quasi quasi mi
faccio uno shampoo…” è un incontro tra la
scuola genovese e quella milanese, tra De
Andrè e Gaber, tra Fossati e Jannacci, sotto
l’influenza dei vari Montand e Aznavour.
Pillole di oratorio
ltre il tradizionale
“gioco da cortile”, in
oratorio, si trovano molte e diverse forme di animazione ludica, dal gioco
organizzato, al grest per
l’animazione dell’estate,
ai giochi di società e da
tavolo, aperti alla partecipazione di tutti senza
limitazioni.
Accanto al gioco, che ne
diventa azione propedeutica, si indica lo sport
come momento centrale dell’azione educativa, cardine del progetto
associativo del Centro
Sportivo Italiano. Nella
pratica sportiva il ragazzo costruisce la propria
personalità
attraverso
l’allenamento e il sacrificio, apprende a far parte
di un gruppo, aderisce a
stili di vita positivi, realizza cioè parte considerevole di quegli elementi
fondanti da sempre la
prassi educativa dell’oratorio. Attraverso lo sport,
poi, l’oratorio ha l’occasione di fare una proposta ampia che raccolga il
consenso di molti, anche
dei meno dotati, accolti
ed inseriti in un ambiente favorevole alla socializzazione e alla crescita
individuale.
In oratorio, inoltre, è
possibile aderire a proposte culturali attraverso la partecipazione alle
attività educative legate
al teatro, alla musica e
alla danza. Attraverso la
riflessione in gruppi sui
grandi temi del presente,
analizzati in un’ottica cristiana, il ragazzo si apre
al mondo e riesce a comprendere il senso di un
suo eventuale impegno.
(Fine 2 – segue)
CSI Champion a.s.d. - Castelbellino
Chi sognava non immaginava
E
d ecco un altro pezzo
di strada fatta insieme,
un anno di impegno, di divertimento, di vittorie, di
sconfitte, di progettazione,
ma soprattutto un altro
anno per dirvi grazie!
Grazie a tutti gli atleti, all’ingenuità dei più piccoli e
alla tenacia dei più grandi!
Grazie a chi tanti anni fa
sognava di creare un piccolo gruppo sportivo e che
non immaginava potesse
diventare così numeroso.
Grazie ai giovani al servizio dei giovani. Allenatori, educatori e animatori di oggi e di ieri, che
hanno creduto, sognato
e lottato per abbattere il
muro dell’emarginazione
e per donare allo sport il
vestito più bello. Il divertimento e l’aggregazione!!
Grazie a chi non è sempre riuscito a credere in
noi, poiché ci ha permesso di verificare gli errori
e di poter fare meglio!!
Grazie al calcetto, alla
ginnastica e alla pallavolo, discipline così apparentemente diverse, ma
in realtà profondamente
uguali, quando scommetti tutto su una partita con
la parola Amore e sai che
non perderai mai.
A tutti voi … grazie per
quest’anno sportivo passato insieme e … arrivederci al prossimo anno!
Il Presidente
Silvia Bonacci
Rinnovata la Società Jesina Calcio
Per la Prima Squadra
N
el pomeriggio del 28 giugno ha preso vita la nuova Società della Jesina
Calcio. Il gruppo che ha assunto su di
sé la responsabilità di garantire un futuro alla gloriosa società Leoncella, è
composto da una cordata di importanti
personaggi locali. All’ingegner Claudio
Bocchini, presidente della Clabogroup,
la cui presenza rappresenta l’elemento
di continuità rispetto al passato, si sono
uniti l’avvocato Marco Polita, già vice
Presidente della Jesina ai tempi della Serie C, che rivestirà il ruolo di Presidente,
l’avvocato Pietro Panettieri, rappresentante delegato di Gaetano Martini, farmacista, presidente della Clinica privata
Villa Serena e vice presidente di Myolab,
Aldo Cervigni, promotore finanziario,
ed altri imprenditori della zona. Caratteristica essenziale del nuovo gruppo
societario sarà la collegialità: la speranza
dei soci è quella di vedere la cordata ulteriormente allargata in futuro, per dare
seguito al progetto intrapreso tre anni fa.
La nuova società è al lavoro per costruire
una Prima Squadra composta prevalentemente da giocatori del posto ed una
formazione che affronterà il campionato
regionale Juniores.
Nei prossimi giorni, verrà reso noto l’organigramma societario e il nome dell’allenatore.
WWWBPAIT
Castelbellino
16
Esperienze
8 luglio 2007
L’Infiorata di San Marcello per il Corpus Domini
“Cristo Risorto, speranza della Chiesa”
l 10 giugno a San Marcello, a
partire dalle tre del mattino,
una cinquantina di persone hanno iniziato a riempire le strade
di petali e segatura colorata per
formare i tipici quadri, in modo
Il tema che
collegava i vari
quadri
era:
“Cristo Risorto
speranza della
Chiesa”.
I vari disegni
sono stati realizzati nei punti
più rappresentativi del paese.
Davanti
alla
Chiesa di Santa Maria viene
rappresentato il
dolcissimo volto di Maria con
in braccio il
Bambino Gesù,
il tutto racchiuso in una
cornice bianca
impreziosita
da quatto serti
di rose. Maria
non vive solo
in cielo, ma
continua a vivere nella Chiesa di cui è madre
in virtù della maternità di Colui
che l’ha fondata;
Davanti le scuole elementari, in
primo piano, un bellissimo volto di Cristo splendente come
che il paese fosse addobbato per
la processione delle ore 11 in occasione del Corpus Domini.
un sole sorgente dalle acque del
mare sottostante. Sulla sinistra
un grande occhio che irradia la
I
sua vivida luce nelle quattro direzione della rosa dei venti, e dal
quale scende un lacrima raffigurante l’amore di Dio non corrisposto dall’uomo. Sul tutto incombe un muro di mattoni che
contrasta con la
solarità del volto di
Cristo; Davanti alla
Banca, un lungo
tappeto di fiori con
un disegno centrale rappresentante
un Ostensorio con
l’Ostia
immacolata che sovrasta
un mite agnellino
poggiante su una
croce e un messale,
circondato da una
luce soffusa che
emana dell’insieme
altamente simbolico ed invitante all’adorazione. Il tutto sta a significare
l’immagine di Dio
che si china e si abbassa fino alla polvere dell’indigente
e all’immondizie del misero. In
cima al tappeto vi è un quadro in
cui viene rappresentata la faccia-
ta della Chiesa
Parrocchiale di
San
Marcello
costruita
nel
1960 dall’architetto
Cesare
Emidio Bernardi. La chiesa in
mattoni è il luogo deputato alla
condivisione del
Risorto;
Davanti
alla
Chiesa Parrocchiale,
punto
finale della processione, svetta
il Cristo Risorto
con le braccia
allargate come
a voler riunire in un unico
abbraccio tutta
l’umanità redenta per mezzo del
suo sangue prezioso. Con la
mano sinistra
indica le tavole della legge. In
primo piano la chiesa Universale rappresentata dalla cupola
di San Pietro e la chiesa locale
rappresentata dal campanile
della Parrocchia svettante sul-
del Corpus Domini si riunisce
per fare insieme l’infiorata. Credo che valga la pena di visitarlo
per questa occasione, anche per
valorizzare il lavoro e il sacrificio di coloro che si impegnano
le case degli uomini. Il paese di
San Marcello conta appena duemila abitanti, ma in occasione
per qualcosa di così bello e costruttivo.
Don Alberto Balducci
I sacerdoti aiutano tutti.
Aiuta tutti i sacerdoti.
Ogni giorno 39 mila sacerdoti diocesani annunciano il Vangelo nelle parrocchie tra la gente, offrendo a tutti carità, conforto e speranza. Per continuare la loro
missione, hanno bisogno anche del tuo aiuto concreto: di un’offerta per il sostentamento dei sacerdoti. Queste offerte arrivano all’Istituto Centrale Sostentamento
Clero e vengono distribuite tra tutti i sacerdoti, specialmente a quelli delle comunità più bisognose, che possono contare così sulla generosità di tutti.
Offerte per i nostri sacerdoti. Un sostegno a molti per il bene di tutti.
Per offrire il tuo contributo hai a disposizione 4 modalità:
L’offerta è deducibile:
• Conto corrente postale n° 57803009
Per chi vuole, le offerte versate a favore dell’Istituto Centrale Sostentamento
• Carte di credito: circuito
CartaSi chiamando il numero verde 800.82.50.00
Clero sono deducibili fino ad un massimo di 1032,91 euro annui dal proprio
• Bonifico bancario presso le principali banche italiane
reddito complessivo ai fini del calcolo dell’Irpef e delle relative addizionali.
• Direttamente presso l’Istituto Sostentamento Clero della tua diocesi.
Per maggiori informazioni consulta il sito www.offertesacerdoti.it
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