CRISTIANI OGGI
Quindicinale delle Chiese Cristiane Evangeliche
1-15 GENNAIO 2005 / ANNO XXIX - N. 1
OSSERVATORIO
IN MARCIA!
primi passi della Chiesa non furono insicuri ma
decisi, molto più simili a quelli che un esercito
muove per una marcia vittoriosa, piuttosto che a quelli,
incerti e barcollanti, di chi inizia a camminare. Furono
mossi sul terreno insidioso dell’opposizione e spesso della
persecuzione. Queste condizioni si sono riproposte nel
corso dei secoli ogni qual volta un nuovo movimento,
suscitato dallo Spirito Santo, ha attraversato la scena di
questo mondo con la predicazione dell’Evangelo. Le
reazioni sono state di stupore: “E tutti stupivano ed eran
perplessi dicendosi l’uno all’altro: ‘Che vuol esser questo?’”
(Atti 2:12), di compunzione: “Or essi, udite queste cose,
furon compunti nel cuore, e dissero a Pietro e agli altri
apostoli: ‘Fratelli, che dobbiam fare?’” (Atti 2:37), di
opposizione violenta: “Or mentr’essi parlavano al popolo, i
sacerdoti e il capitano del tempio e i Sadducei
sopraggiunsero, essendo molto crucciati perché
ammaestravano il popolo e annunziavano in Gesù la
risurrezione dei morti. E misero loro le mani addosso, e li
posero in prigione fino al giorno seguente, perché già era
sera” (Atti 4:1-3), infine di scetticismo: “Quando udiron
mentovar la risurrezione de’ morti, alcuni se ne facevano
beffe; ed altri dicevano: ‘Su questo noi ti sentiremo
un’altra volta’” (Atti 17:32).
Nel libro degli Atti il motivo principale d’incomprensione
sembra essere stato la proclamazione chiara e tonda della
resurrezione di Gesù dai morti: “E gli apostoli con gran
potenza rendevan testimonianza della risurrezione del
Signor Gesù” (Atti 4:33).
I
“Assemblee di Dio in Italia”
UN DISASTRO APOCALITTICO
Spedizione in Abbonamento Postale - Art. 2, Comma 20/c, Legge 662/96 - Filiale di Roma
Mentre chiudiamo il
giornale giungono le
prime notizie del
devastante maremoto
verificatosi nel sud-est
asiatico. Ritardiamo la
stampa del quindicinale
per fornire alcune
informazioni a caldo
sulla catastrofe
U
n disastro che è stato definito apocalittico ha devastato il sud-est asiatico.
Il maremoto, che ha avuto il
suo epicentro a largo della
costa settentrionale dell’isola
di Sumatra, ha raggiunto la
Malaysia, la Thailandia, il
Bangladesh, l’India meridionale, lo Sri Lanka e non ha risparmiato isole felici, come le
Maldive, ritenute il paradiso
delle vacanze, arrivando perfino a colpire l’Africa lungo le
coste della Somalia, producendo morte, sofferenze, povertà e distruzione.
Finora non si è potuto conoscere il numero esatto delle vittime, si ritiene che raggiungano, e forse superino, le
centomila unità.
Il terremoto di magnitudo
9, sprigionatosi nelle profondità dell’Oceano Indiano, ha
spostato verso sud ovest di
INCONTRI E RADUNI A.D.I.
[Continua a pagina 2]
EVANGELICO DOMODOSSOLA - RADUNO
INTERPROVINCIALE
[Continua a pag. 3]
OBIETTIVO SU...
Un Disastro Apocalittico [Segue da pag. 1] ..............pag. 2
PRIMA PAGINA
Incontri e Raduni A.D.I. [Segue da pag. 1] ..............pag. 4
CONTROCORRENTE
Le Mani Di Giuseppe ...........................................pag. 6
EVANGELIZZARE OGGI
Testimonianza Personale .....................................pag. 8
LA MIA STORIA
La Potenza Del “Libro” .......................................pag. 10
CRONACA ITALIANA ...........................................pag. 12
GIOVANI OGGI
Giovani Credenti... o Figli Di Credenti?..............pag. 14
Certamente abbiamo
già pregato e
continuiamo a pregare
perché Dio nella Sua
immensa misericordia
prenda cura di tutti
Con grande gioia desideriamo comunicare ai
lettori di Cristiani Oggi che, per grazia di
Dio, sabato 11 settembre 2004 si è tenuto il
primo Raduno fraterno delle province di
Biella, Novara, Vercelli, Verbania nella
bellissima cittadina di Domodossola.
Le chiese che hanno partecipato sono state:
Novara, Vercelli, Biella, Varallo Sesia (VC),
Domodossola (VB) e Gattinara (VC).
Durante la riunione, iniziata alle ore 15:00,
in cui la presenza del Signore è stata
tangibile e subito operante, il fratello
Giuseppe Federico, pastore delle comunità di
Biella e Varallo Sesia (VC), ha presentato lo
studio biblico tratto da Abacuc 3:2: “…
Signore dà vita all’opera tua nel corso degli
anni! Nel corso degli anni falla conoscere!
…”. Attraverso la meditazione della Scrittura
è stata evidenziata la necessità, l’urgenza e
l’indispensabilità di tale impellenza
spirituale.
Dopo una breve pausa e un rinfresco offerto
dalla comunità di Domodossola, si è dato inizio
alla seconda parte del Raduno.
Prima della predicazione, il Coro di Biella e
Varallo Sesia, ha eseguito due inni alla gloria
del Signore.
Il messaggio della Parola di Dio ci è stato
trasmesso dal fratello Francesco Davide
Scianna, pastore delle comunità di Novara e
Vercelli.
Attraverso il testo di Atti 1:1-11, siamo stati
esortati a testimoniare della salvezza e ad
aspettare il ritorno di Gesù con impegno e
responsabilità.
Giuseppe Federico
[Continua a pagina 4]
UN DISASTRO
APOCALITTICO
O BIETTIVO S U ...
Il Signore ci
ha dato molto
ed il Suo
popolo
generoso, in
ogni chiesa
ADI, raccolga
una copiosa e
abbondante
offerta per i
nostri fratelli
dell’Asia sud
orientale così
crudamente
colpiti dal
maremoto
duemila chilometri ed ha
prodotto lo tsunami, un’onda
sterminatrice alta parecchi
metri, che si è abbattuta sulle
coste in un raggio di centinaia di miglia marine, colpendo e distruggendo allo
stesso tempo ben sei Paesi, ritenuti tra i luoghi più belli
della terra.
In queste zone del sud-est
asiatico, nonostante le persecuzioni e le difficoltà, essendo il cristianesimo minoritario, esistono migliaia di chiese delle Assemblee di Dio nazionali. In questi Paesi il dipartimento delle missioni
estere delle Assemblies of
God collabora con i pastori
locali con oltre cento missionari, che svolgono, accanto
all’attività spirituale, anche
quella sociale perché le condizioni economiche della popolazione erano già molto
precarie.
Non crediamo sia necessario descrivere i particolari
del disastro che, oltre ai morti ed ai feriti, ha distrutto letteralmente centinaia di villaggi. I tanto famosi luoghi di
vacanza erano una stridente
realtà con le condizioni di
miseria della popolazione.
A nome del Consiglio Generale delle Chiese ADI, abbiamo subito chiesto notizie
dirette che, però, ci sono
giunte soltanto il 30 dicembre u.s. e che sono ancora
molto generiche. Il segretario delle Missioni dell’Assemblies of God scrive: “Ho appena ricevuto la prima e-mail
da un pastore dello Sri Lanka
che dice: ‘Finora il conto dei
dispersi e dei morti è di cinquemila, al momento stiamo
accogliendo centinaia di persone che non hanno più un
luogo dove stare. Alcuni locali di culto sono completamente scomparsi. Oltre cento
credenti di una chiesa sono
morti e non sappiamo quanti
altri, soprattutto nel sud, abbiano fatto la stessa fine’”. La
stessa e-mail così continua:
CRISTIANI OGGI
2
Segue da pagina 1
“Molti dei nostri fratelli hanno perduto le loro case e i
membri della famiglia sono
morti. Tante chiese sono nel
dolore. Mentre stiamo scrivendo questa lettera, più di
44 mila persone sono morte e
molte altre sono disperse”.
Sappiamo dai mezzi di
comunicazione di massa che
il numero dei morti continua
a salire. Già i membri delle
Assemblee di Dio in Indonesia non colpiti dal tsunami
hanno iniziato dal 28 u. s.
un’opera di soccorso nella
zona colpita di Sumatra inviando via aerea riso, carne in
scatola, latte in polvere per
bambini, utensili di cucina e
medicine. Da altre zone stanno giungendo bottiglie d’acqua, materiale igienico, medicinali, proteine, unità per la
purificazione dell’acqua.
Dinanzi a questa immane
catastrofe, che ha colpito mi-
1 - 15 GENNAIO 2005
lioni di persone e migliaia di
credenti, non possiamo rimanere indifferenti. La Scrittura
dice: “… piangete con quelli
che piangono” (Rom. 12:15).
Certamente abbiamo già pregato e continuiamo a pregare
per i nostri fratelli e per
quanti non hanno la forza di
rivolgersi a Dio, perché Egli
nella Sua immensa misericordia prenda cura di tutti.
Questo, però, non basta: “Se
un fratello o una sorella non
hanno vestiti e mancano del
cibo quotidiano, e uno di voi
dice loro: ‘Andate in pace,
scaldatevi e saziatevi’, ma
non date loro le cose necessarie al corpo, a che cosa serve?” (Giac. 2:15, 16), non basta amare a parole.
Il Consiglio Generale delle Chiese ADI si è impegnato
con i fratelli delle Assemblies
of God d’America, i quali
hanno rapporti diretti con le
O BIETTIVO S U ...
l’Asia] a glorificare Dio per
l’ubbidienza con cui professate il vangelo di Cristo e per
la generosità della vostra comunione con loro e con tutti” (II Cor. 9:13).
Tutte le offerte per questa
raccolta siano indirizzate sul
Conto Corrente Postale
n. 317503,
intestato a:
ASSEMBLEE DI DIO IN
ITALIA
Cassa nazionale
Firenze 50127
Specificando nella causale
“PRO DISASTRO ASIA”.
Francesco Toppi
chiese del sud-est asiatico, di
anticipare a nome nostro cinquantamila euro, che certamente raccoglieremo e invieremo loro.
Il Signore ci ha dato molto ed il Suo popolo generoso,
in ogni chiesa ADI, raccolga
una copiosa e abbondante offerta per i nostri fratelli del-
l’Asia sud orientale così crudamente colpiti dal maremoto: “Perché la prova pratica
fornita da questa sovvenzione
li porta [i nostri fratelli del-
Nei prossimi numeri del
giornale continueremo a
fornire notizie e
informazioni su questo
disastro
Dinanzi a
questa immane
catastrofe, che
ha colpito
milioni di
persone e
migliaia di
credenti, non
possiamo
rimanere
indifferenti.
La Scrittura
dice: “…
piangete
con quelli che
piangono”
(Romani 12:15)
OSSERVATORIO
Segue da pag. 1
Gli ebrei non accettavano tale affermazione, perché costituiva un chiaro segno della divinità di Cristo, i pagani la reputavano pura follia. Nella stessa misura, spesso
con argomenti simili, la resurrezione di Cristo, e con essa tutte le opere sovrannaturali divine, oggi vengono rigettate. I teologi cristiani adducono motivi d’ordine
filologico e filosofico, per i quali sarebbe insostenibile ed infantile credere letteralmente alla Bibbia, mentre la cultura dominante semplicemente sorride a tale
idea, compiaciuta della sua tolleranza nei confronti di ogni religione: “Quello ch’è stato è quel che sarà; quel che s’è fatto è quel che si farà; non v’è nulla di nuovo
sotto il sole” (Eccl. 1:9).
La fede cristiana non è un’illusione, un inganno per il quale una falsa impressione viene creduta realtà. Vide lontano Gamaliele, quando in pieno Sinedrio sostenne
che “non vi occupate di questi uomini, e lasciateli stare; perché, se questo disegno o quest’opera è dagli uomini, sarà distrutta; ma se è da Dio, voi non li potrete
distruggere, se non volete trovarvi a combattere anche contro Dio” (Atti 5:38, 39). La fede cristiana non è neppure l’attribuzione di consistenza ai propri sogni ma è
provata realtà: “Poiché io v’ho prima di tutto trasmesso, come l’ho ricevuto anch’io, che Cristo è morto per i nostri peccati, secondo le Scritture; che fu seppellito;
che risuscitò il terzo giorno, secondo le Scritture; che apparve a Cefa, poi ai Dodici. Poi apparve a più di cinquecento fratelli in una volta, dei quali la maggior parte
rimane ancora in vita e alcuni sono morti” (I Cor. 15:3-6).
Quanto questa convinzione di fede pervada l’essere stesso di un cristiano è facile capire dalla fedeltà e dalla passione profuse da tutti i veri credenti nella
testimonianza dell’Evangelo. Ritornando all’immagine dell’esercito in marcia, si può aggiungere che il passo vigoroso dei primi cristiani era sostenuto da cuori
fortificati in Cristo, altrimenti la lotta non sarebbe stata sostenibile. Uno storico affermava che “i sentimenti contano, nelle grandi lotte e nei moti popolari, più dei
progetti ben definiti”. Nel caso della predicazione dell’Evangelo la fede comporta forti convinzioni, che determinano veri sentimenti, e tutto questo è di gran lunga
più importante di ogni pianificazione o strategia ecclesiastica: “Poiché l’amore di Cristo ci costringe; perché siamo giunti a questa conclusione: che uno solo morì
per tutti, quindi tutti morirono” (II Cor. 5:14).
Il nostro tempo è dionisiaco, è caratterizzato cioè da sfrenatezza; i limiti imposti dal rigore mentale sono inesistenti, tutto è permesso, lecito e tollerato. I culti
pentecostali, in molti casi, si sono ridotti alla manifestazione eclatante di emotività con poca sostanza spirituale: scomparsa l’eccitazione si dissolve con essa anche
l’immagine di Cristo nel cuore.
I sentimenti nuovi, che lo Spirito Santo ha posto nel credente, sono ben altra cosa, essi sono d’amore sincero verso Dio, gli uomini ed i fratelli in Cristo. Sono una
calda carica di devozione e consacrazione alla causa dell’Evangelo, per essi ogni fatica risulta sopportabile ed ogni dolore superabile pur di glorificare Cristo.
L’anno nuovo si distende dinanzi a noi come un nuovo campo di battaglia; marceremo per esso, lo attraverseremo silenziosamente in punta di piedi o barcolleremo
per tutta la sua lunghezza in preda ad ebbrezza?
“Sono stato crocifisso con Cristo, e non son più io che vivo, ma è Cristo che vive in me; e la vita che vivo ora nella carne, la vivo nella fede nel Figliuol di Dio il quale
m’ha amato, e ha dato se stesso per me” (Gal. 2:20).
Salvatore Cusumano
EVANGELICO
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CRISTIANI OGGI
INCONTRI E RADUNI ADI
P RIMA PAGINA
BOLOGNA - CONVEGNO PASTORI E MONITORI
ITALIA NORD EST
Ringraziamo Dio per la chiesa di Bologna che ha messo a
disposizione il proprio locale di culto, ospitando tale benedetto
incontro, organizzato anche per sovvenire a quanti non hanno
potuto partecipare al IX Convegno Nazionale delle Scuole
Domenicali, tenutosi a Chianciano Terme (SI) nel mese di
settembre.
Siamo stati tutti incoraggiati dalla presenza del Signore e per
l’ampia partecipazione di tanti, fratelli e sorelle, che
manifestano affetto ed impegno verso l’Opera Sua.
Sabato 16 Ottobre 2004, per i pastori e per quanti sono
impegnati nel servizio della Scuola Domenicale nella zona
Italia Nord Est, è stata una giornata di profonda edificazione
spirituale.
Per l’occasione abbiamo goduto del ministerio del fratello
Vincenzo Martucci, pastore delle comunità di Asti e Genova.
Durante la riunione di culto, la meditazione della Parola di Dio,
tratta dall’episodio della resurrezione del figlio della Sunamita
(cfr. II Re 4:8-37), ha abbondantemente benedetto i nostri cuori
portandoci a svariate considerazioni sulla potenza di Dio e sulla
nostra consacrazione. In modo particolare è stato rimarcato
che quando il profeta Eliseo “… si coricò sul bambino …” (v.
34), dovette adeguarsi al suo piccolo corpo.
Eliseo, poi, dopo che “… il corpo del bambino si riscaldò” (v.
34), ritornò a stendersi su di esso finché non diede chiari segni
di vita, quando “… starnutì sette volte, e aprì gli occhi” (v. 35).
È stato ribadito che occorre portare i nostri figli dinanzi al
Signore, ma parlando in modo adeguato alla loro età,
immedesimandosi nelle difficoltà che essi vivono. Inoltre, non
dobbiamo sentirci appagati nel portare bambini o giovani a
sperimentare soltanto “un po’ di calore”, ma bisogna
perseverare per vederli salvati, rigenerati.
Lo studio biblico, basato sull’affermazione dell’apostolo Paolo:
“Bada a te stesso e all’insegnamento …” (I Tim. 4:16), ha
ricordato che l’insegnante cristiano e l’insegnamento sono
intimamente legati. Monitori e monitrici della Scuola
Domenicale non impartiscono generici insegnamenti, bensì le
Verità rivelate da Dio fissate nella dottrina biblica, con lo scopo
primario che le anime vengano alla salvezza in Cristo.
Alessandro Cravana
XXX INCONTRO GIOVANILE DI ZONA ITALIA
NORD-OVEST
Siamo grati al Signore per come nel pomeriggio di sabato 27
novembre 2004 nel comune di Borgaro Torinese (TO), in una
splendida giornata di sole, Dio ha concesso alle chiese del
Piemonte, della Valle d’Aosta e della Liguria di lodare il Suo
nome, di ringraziarLo e di ascoltare la Sua Parola. La sala
congressi, presa in affitto per l’occasione, si è presto riempita di
credenti e di giovani, al punto che non tutti hanno potuto
usufruire dei posti a sedere ma, nonostante ciò, Dio ci ha
particolarmente benedetti. Il fratello Giovanni Curci, pastore
della chiesa del comune ospitante l’incontro, ha presieduto le
due sessioni.
Per l’occasione è stato invitato il fratello Antonino Manuguerra,
pastore a Roma nel quartiere Romanina e collaboratore presso
l’Istituto Biblico Italiano, il quale è stato lo strumento di cui
Dio si è servito per lo studio e per la predicazione della Parola.
Lo studio è stato tratto dal Vangelo di Giovanni al capitolo
8:30-32 e ci ha ricordato che i “veri discepoli di Cristo”
possiedono determinate caratteristiche frutto della Verità, come
la rigenerazione, la santificazione, la guida, la fedeltà e i relativi
benefici che ne scaturiscono. Dopo una breve pausa, si è
concluso l’incontro offrendo un culto al Signore. La
predicazione della Parola è stata di grande benedizione,
ricordando, a tutti i presenti, che Essa è stata scolpita nei
nostri cuori. Il Signore aveva dato al Suo popolo le Tavole della
Legge, e queste ultime erano state opera Sua, in quanto scritte
con “il dito di Dio” (Esodo 31:18). Oggi, per la Sua grazia siamo
divenuti noi stessi l’opera Sua, essendo“… una lettera di Cristo
… scritta non con inchiostro, ma con lo Spirito dell’Iddio
vivente; non su tavole di pietra, ma su tavole che son cuori di
carne” (II Cor. 3:3).
Ringraziando Dio di tutto ciò che ha fatto per noi in questa
giornata, chiediamo alla fratellanza di continuare a pregare
anche per la nostra zona, affinché Egli ci aiuti, in questi ultimi
tempi, a continuare ad essere saldamente attaccati “… alla
fedel Parola …” (Tito 1:9), l’unica che può recare salvezza e
benedizione all’uomo.
AVVISO
La Redazione di Cristiani Oggi auspica a tutti i
lettori un 2005 ricolmo delle benedizioni del Signore.
Preghiamo ancora perché il quindicinale continui a svolgere la funzione per cui è sorto, vale a
dire quella di un mezzo efficace di evangelizzazione, di informazione e di edificazione. Ricordiamo che la pubblicazione si sostiene esclusivamente con le generose offerte dei lettori.
Marco Maccarrone
CRISTIANI OGGI
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P RIMA PAGINA
FERRARA - RADUNO REGIONALE EMILIA
ROMAGNA
avrebbero potuto mollare, ma che invece
Lo Spirito Santo ha
furono vittoriosi sulla solitudine, sulla
superficialità e sulla difficoltà.
evidenziato ancora
Nel pomeriggio, la Parola predicata è stata
particolarmente toccante ed edificante, e
una volta la
tangibile è stata la presenza dello Spirito
presenza e l’opera
Santo.
Il testo dal quale il fratello Esposito ha
di Cristo Gesù, il
predicato si trova in Isaia capitolo 42. Lo
Spirito Santo ha evidenziato ancora una
Servo dell’Eterno,
volta la presenza e l’opera di Cristo Gesù,
il Servo dell’Eterno, ciò che Egli non fa e
ciò che Egli non fa
ciò che, invece, Egli compie:
1. Egli non fa violenza a nessuno, “… non
e ciò che, invece,
griderà, non alzerà la voce, non la farà
udire per le strade” (v. 2), ma con amore
Egli compie
“bussa alla porta del cuore” per fare del
bene a coloro che Glielo permettono.
2. Egli non ci tratta per ciò che meritiamo: “Non spezzerà la
canna rotta e non spegnerà il lucignolo fumante …” (v. 3), ma
per la Sua infinita grazia ha pietà del peccatore.
3. Egli non si stanca di cercarci: “Egli non verrà meno e non si
abbatterà finché …” (v. 4), desidera ancora salvare, battezzare
nello Spirito Santo e chiamare altri al Suo servizio.
Grazie a Dio per tutto ciò che ci ha concesso! Dopo un caloroso
saluto i fratelli convenuti sono partiti per le rispettive città e
comunità, portando ciascuno con sé il ricordo di una giornata
passata alla presenza del Signore, arricchiti ancora una volta
della Sua immutabile Parola.
Desideriamo rendere noto a tutta la fratellanza che mercoledì 8
dicembre 2004 si è tenuto il consueto Raduno Regionale
dell’Emilia Romagna a Fe
ùrrara, in un Palazzetto dello Sport usato per il nostro scopo.
Di tutto questo siamo immensamente grati a Dio e desideriamo
ringraziarLo per le Sue benedizioni che ha versate copiose su
di noi. Egli ha guidato ogni cosa e, alla fine, tutto è tornato per
la Sua gloria e per la nostra edificazione.
Ogni chiesa dell’Emilia Romagna ha partecipato ed eravamo
circa 450 tra credenti e visitatori, che per i raduni della nostra
regione è un numero considerevole.
Siano rese grazie a Dio anche per la presenza di molte persone
nuove, di cui alcune frequentano da qualche tempo la chiesa di
Ferrara.
Abbiamo, inoltre, gioito e siamo stati edificati dal coro di
Ravenna al mattino e di Carpi (MO) nel pomeriggio, che hanno
maestrevolmente cantato alla gloria di Dio.
Particolare fonte di benedizione è stata, naturalmente, la Parola
di Dio che, per l’occasione, ci è stata rivolta dal fratello Aniello
Esposito, pastore della comunità di Lioni (AV) e diaspora.
Il mattino si è tenuto lo studio biblico sul tema: “Tre motivi
per mollare”.
Ci è stata presentata la figura di tre valorosi guerrieri al
servizio di Davide: Eleazar, Shamma e Benaia, tre uomini che
Spigolature Bibliche
Samuele Faia
di Carlo H. Spurgeon
PROVVIDENZA DIVINA
“Or se Iddio riveste in questa maniera l’erba de’ campi che oggi è e domani è gettata nel forno,
non vestirà Egli molto più voi, o gente di poca fede?”
(Matteo 6:30)
Gli abiti sono costosi e i credenti che dispongono di scarsi mezzi finanziari possono cadere nell’ansietà pensando a
come faranno per comprare il prossimo vestito. Le suole sono consumate, come riusciranno ad acquistare le scarpe
nuove? Possiamo vedere come il nostro saggio Signore ha provveduto anche per queste necessità! Il nostro Padre
celeste riveste l’erba dei campi con tale splendore, superiore anche a quello di Salomone: non troverà anche il modo
di rivestire i Suoi figliuoli? Possiamo essere certi che lo farà! Potranno anche esservi rappezzi e rammendi, ma un
vestito lo avremo sempre.
Un ministro dell’Evangelo forse scoprirà che i suoi vestiti sono quasi completamente consumati al punto che
difficilmente potrà indossarli ancora; ma come servitore del Signore attende che il suo Maestro gli procuri un
vestito. Accadde in una occasione che chi scrive ebbe l’opportunità di predicare dal pulpito di un suo caro amico
presso il quale era in visita; a quel ministro dell’Evangelo venne in mente di raccogliere un’offerta, ed ecco così
procurato il mio vestito.
Di molti altri casi siamo stati spettatori quando coloro che hanno servito fedelmente il Signore hanno scoperto che
Egli si è preoccupato perfino del loro guardaroba. Colui che ha creato l’uomo in modo tale che quando questi peccò
ebbe bisogno di coprirsi, nella Sua misericordia sarà in grado di provvedere anche ai nostri abiti. Quelli che il Signore
diede ai nostri progenitori erano di gran lunga migliori di quelli che riuscirono a procurarsi da sé stessi.
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5
CRISTIANI OGGI
LE MANI
DI GIUSEPPE
C ONTROCORRENTE
Rinunziamo
ad esercitare
il controllo e
la sovranità
sulle nostre
misere cose
in favore di
Colui che le
benedirà,
moltiplicherà
e farà
prosperare
G
iuseppe è, senza dubbio,
una meravigliosa figura di
Gesù Cristo, il nostro
amato Signore e Salvatore.
L’ingresso del patriarca nella
casa e nella vita di Potifar è
una parabola, semplice e allo
stesso tempo più che efficace,
del rapporto che Cristo Gesù
desidera instaurare con noi:
portare benedizione e prosperità a chiunque Lo accoglie e si fida di Lui. Che Dio
voglia concedere a tutti noi di
considerare “le mani” di Cristo almeno quanto Potifar
considerò quelle di uno
schiavo straniero acquistato
per una manciata d’argento.
della storia di tutta l’umanità. Gli inutili consulti al capezzale delle chiese in cerca
di vere e profonde benedizioni potrebbero essere risparmiati ammettendo una semplice verità: l’insegnamento
della sana dottrina biblica,
della “fede, che è stata una
volta per sempre tramandata
ai santi” è spesso considerato
un ostacolo al risveglio o comunque un fastidioso freno
alla libertà dello Spirito. Nessuno di noi, forse, ha mai
pensato di rinunciare intenzionalmente alle meravigliose, semplici e profonde dottrine che hanno “soffiato” sul
fuoco di questo movimento
pentecostale. Quante volte,
Una grande
verità
“E il suo signore vide che
l’Eterno gli faceva prosperare nelle mani tutto quello
che intraprendeva” (v. 3)
Prima di realizzare la benedizione divina il nobile egiziano dovette “vedere” che
l’Eterno era con Giuseppe.
Fu a partire da quella “intuizione” che egli prese delle decisioni che cambiarono la vita sua e della nazione innescando un procedimento che
finì per influenzare il corso
CRISTIANI OGGI
Genesi 39:1-6 - Vers. Riveduta
però, siamo tentati di riporle
nei cassetti più bassi delle
scrivanie per timore di essere
antiprogressisti o pensando
(intento generoso ma non innocente) di non renderci
ostili le nuove generazioni?
Quante eccezioni, distinguo,
adeguamenti vengono proposti riguardo a norme bibliche
sulle quali i nostri padri, ma
anche i nostri fratelli maggiori nella fede non si sarebbero nemmeno sognati di
mettersi a discutere. Oh se la
nostra generazione ricordasse che, agli albori del secolo
scorso, i primi a essere battezzati nello Spirito Santo,
seppur apparentemente anticonformisti e stravaganti, si
trovavano in una scuola biblica e non altrove! Il modo in
cui la benedizione giunse in
casa di Potifar c’insegna che
non v’è nessuna grazia divina
che non sia preceduta da e
fondata su di un presupposto
Possa lo
Spirito Santo
illuminarci e
farci nitidamente
vedere quelle
mani un giorno
affisse sulla
croce per la
nostra
redenzione e
che oggi tengono
saldamente le
sette stelle che
sono gli angeli
delle sette chiese,
segno della Sua
sovranità
sull’Opera Sua
Vance Havner
LA PAROLA
OGNI GIORNO
Lo stile delle riflessioni di questo
nuovo libro di meditazioni
quotidiane, che accompagnano la
lettura dei brani biblici di ogni
giorno, è diretto, incisivo, spesse
volte pungente e, per certi versi,
provocatorio. Lo scrittore, con
la sua tipica abilità espositiva,
sfida pastori e membri di
chiesa ad una rinnovata
consacrazione a Dio e alla Sua opera,
denunciando ogni forma di professionismo e di ipocrisia.
Condanna ogni rilassatezza spirituale ed invita il lettore a
“gettare la maschera” e a vivere una vita cristiana dedita
all’evangelizzazione e al servizio.
Potete richiederlo a:
ADI-MEDIA - Via della Formica, 23 - 00155 ROMA
Tel. 06/225.18.25 - 228.49.70 - Telefax 06/225.14.32 - c.c.p. 77604007
Email: [email protected]
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C ONTROCORRENTE
dottrinale, una verità rivelata
irrinunciabile e imprescindibile. Quella che ci manda
avanti senza dubbi né tentennamenti è questa: “Ogni cosa
m’è stata data in mano dal
Padre mio” (Luca 10:22).
Tutto il potere è nelle Sue
mani possenti, da quelle mani scaturisce tutto ciò di cui
gli individui e le famiglie, le
chiese ed i movimenti hanno
bisogno e di cui non si possono privare se non a costo della propria vita.
Una semplice
fiducia
“Potifar… gli mise nelle
mani tutto quello che possedeva” (v. 4)
Una volta intuita la verità,
e dopo averne avuta la conferma, l’influente Potifar non
esitò a mettere nelle mani di
Giuseppe tutto quello che
possedeva. Egli non si fermò
alla teoria, non disse “come
sarebbe bello se…”, ma – non
temendo di mettersi contro i
capi della sua servitù – consegnò ogni cosa nelle mani di
quel giovane schiavo facendolo sovrintendente e governatore d’ogni suo bene. A
partire da quel momento, il
Lasciamo ogni
cosa nelle mani
del Signore Gesù
Cristo, Colui che
ha detto: “Ogni
potere mi è stato
dato in cielo e
sulla terra”,
rinunziamo ad
esercitare il
controllo e la
sovranità sulle
nostre misere
cose in favore di
Colui che le
benedirà,
moltiplicherà e
farà prosperare
Signore benedisse la casa dell’Egiziano per causa di Giuseppe e la benedizione del Signore fu su tutto ciò che aveva, in casa e in campagna.
Un solo Signore per la casa e
la campagna. Come dire che
Potifar si fidava della capacità
e della competenza di Giuseppe in tutti i suoi affari.
Quanti cristiani contemporanei sono convinti che al Signore è meglio affidare soltanto una parte delle proprie
incombenze mentre per le altre “ce ne possiamo occupare
agevolmente noi”? Chi l’avrebbe mai detto che tanti
eredi dei perseguitati dal fascismo avrebbero, per esempio, rinunciato, senza scomporsi, alla possibilità di esonerare i loro figli dall’insegnamento della religione cattolica per semplice pigrizia se
non per timore di subire discriminazioni? Quante strategie, sotterfugi e compromessi vengono praticati per
“aiutare Dio” a darci una mano nel lavoro, negli affari,
nella vita personale e perfino
nel nostro rapporto con Lui?
Forse che il Dio di Daniele ha
perso la ricetta per turar la
bocca dei leoni? No! L’Iddio
che provvede agli uccelli del
cielo e riveste i gigli delle valli è ancora capace di far prosperare la casa e la campagna di quelli che Lo temono!
Affidiamo nelle Sue preziose
mani la nostra vita e il nostro
futuro e non dubitiamo che
Egli sia capace e competente
per benedirci e farci prosperare.
che “non s’occupava più di
nulla”. Vale a dire che Potifar
non gli domandava più conto
di alcunché, tutto ciò che
Giuseppe faceva andava bene. Poteva assumere e licenziare servitù, vendere e acquistare beni; stabilire, a suo
giudizio, il prezzo di acquisto e di vendita per ogni prodotto e senza dare spiegazioni. Era diventato il “Governatore” di tutti i suoi beni.
Alla fine, dimostrazione di
estrema fiducia, Potifar “non
esercitava più la sua sovranità” sulla propria casa né
sui suoi averi. Si tratta, allo
stesso tempo, di un esempio
e di un rimprovero per tanti
cristiani restii a lasciare ogni
cosa nelle mani di Cristo, Colui che ha dato la sua vita per
loro sulla croce. Quanti fallimenti, spirituali e materiali,
hanno alla loro origine la
pretesa di mantenere il controllo della situazione da parte dell’uomo? Quante volte,
se non con le parole, con le
nostre azioni abbiamo dimostrato di non fidarci di Dio fino al punto da lasciargli tutto nelle mani senza domandargli più conto di nulla? Vi è
un tipo di truffa molto popolare che si basa su un princi-
pio alquanto semplice: insinuare nella mente di un avaro il dubbio sulla solidità di
una banca, indurlo a prelevare ingenti somme e poi derubarlo. Come ha potuto l’astuto tentatore spingere tanti
cristiani a ritirare i loro beni,
il loro futuro e quello dei loro figli, i loro affetti e tante
altre cose dalla dorata banca
del cielo per nasconderli nell’ammuffito materasso della
vana fiducia umana finendo
per essere derubati, ammazzati e distrutti? Sia sventato
questo atroce inganno!
Possa lo Spirito Santo illuminarci e farci nitidamente
vedere quelle mani un giorno
affisse sulla croce per la nostra redenzione e che oggi
tengono saldamente le sette
stelle che sono gli angeli delle sette chiese, segno della
Sua sovranità sull’Opera Sua.
Non solo le vogliamo vedere
ma decidiamo di fidarci di
Colui che ha fondato la Chiesa e la edifica a dispetto di
qualunque nemico e strategia, umane e diaboliche. Se
siamo in grado di vedere
quelle possenti mani e scegliamo di fidarci di Lui potremo, infine, affidarci totalmente a Lui sapendo che
Un totale
arrendimento
“Potifar lasciò tutto quello che aveva nelle mani di
Giuseppe;
e non s’occupava più di
cosa alcuna, tranne del suo
proprio cibo” (v. 6)
L’esperienza di fede di
Potifar non si fermò a questo. Lo Spirito Santo ha voluto concludere aggiungendo
una nota, affatto superflua,
per chiarire come il nobile
egiziano “lasciò tutto” (non
solo mise) nelle mani di Giuseppe e – perché il concetto
fosse più chiaro – aggiunge
1 - 15 GENNAIO 2005
7
CRISTIANI OGGI
Affidiamo nelle
preziose mani di
Gesù la nostra
vita e il nostro
futuro e non
dubitiamo che
Egli sia capace e
competente per
benedirci e farci
prosperare
“Colui che ha cominciato in
noi un’opera buona, la condurrà a compimento”.
Diversamente da Potifar,
oggi noi abbiamo uno che è
più che Giuseppe. Lasciamo
ogni cosa nelle mani del Signore Gesù Cristo, Colui che
ha detto: “Ogni potere mi è
stato dato in cielo e sulla terra”, rinunziamo ad esercitare
il controllo e la sovranità sulle nostre misere cose in favore di Colui che le benedirà,
moltiplicherà e farà prosperare.
Aniello Angelo S.
Esposito
TESTIMONIANZA
PERSONALE
E VANGELIZZARE O GGI
mo che passa sempre da noi,
è un santo uomo di Dio’” (II
Re 4:8, 9). Il Signore ci ha dato nuove attitudini da quando
ci ha salvati.
1. Un’attitudine di
franchezza
La gente che ci
circonda deve
vedere la luce
della nostra
testimonianza
cristiana
che brilla
costantemente
non ad
intermittenza,
perché
soltanto allora,
nel bisogno,
saprà a chi
rivolgersi!
“Poiché Iddio ci ha dato
uno spirito non di timidità,
ma di forza e d’amore e di
correzione. Non aver
dunque vergogna della
testimonianza del Signor
nostro… non me ne
vergogno, perché so in
chi ho creduto”
(II Timoteo 1:7, 8, 12)
L
Lo “spirito” di timidità
consiste nel non avere la forza, il coraggio di osare parlando di Gesù a chi ci circonda. Infatti, si può vivere un
cristianesimo “in segreto”,
come Nicodemo e Giuseppe
d’Arimatea (cfr. Giov. 3:2;
19:38). Si frequentano le riunioni, ma non si ha l’audacia,
la forza di parlare agli altri di
a nostra testimonianza
personale è di fondamentale importanza per l’evangelizzazione: è la prima
missione che il Signore ci ha
affidato. Il mondo, i vicini di
casa, i nostri amici, la famiglia di cui facciamo parte,
tutti ci osservano. Se rendiamo loro una buona testimonianza, si porranno delle domande sulla nostra fede: questo vuol dire essere “sale della
terra” (cfr. Matt. 5:13). Il sale
fa venire sete e questo è l’effetto che deve produrre la nostra testimonianza personale,
come per esempio quella del
profeta Eliseo: “Or avvenne
che un giorno Eliseo passava
per Shunem, e c’era quivi
una donna ricca che lo trattenne con premura perché
prendesse cibo da lei; e tutte
le volte che passava di là, si
recava da lei a mangiare. Ed
ella disse a suo marito: ‘Ecco,
io son convinta che quest’uo-
CRISTIANI OGGI
Gesù. Lo “spirito di timidità”
non ha alcuna giustificazione
perché in Gesù non v’è nulla
di cui vergognarsi, anzi semmai è Lui che dovrebbe scandalizzarsi di noi e invece “egli
non si vergogna di
chiamar(ci) fratelli” (Ebrei
2:11). Agendo così non si fornisce a chi ci circonda la possibilità di conoscere la salvezza in Cristo e di sperimentare
la vita eterna: è una responsabilità: “Perché se uno si sarà
vergognato di me e delle mie
parole in questa generazione
adultera e peccatrice, anche
il Figliuol dell’uomo si vergognerà di lui quando sarà venuto nella gloria del Padre
suo coi santi angeli” (Marco
8:38). Vogliamo chiedere al
Signore che ci aiuti a parlare
di Lui senza alcun imbarazzo, anzi con franchezza: siamo missionari in questo
mondo per i quali il Signore
ha previsto un aiuto costante:
“E dopo ch’ebbero pregato, il
luogo dov’erano raunati
tremò; e furon tutti ripieni
dello Spirito Santo, e annunziavano la parola di Dio con
franchezza (Atti 4:31).
2. Un’attitudine
di forza
(Matteo 10:16-20)
Lo “spirito” di forza è l’opposto dello “spirito” di timidezza. Per una testimonianza
efficace è necessario parlare ed
agire, insomma vivere una vita
conforme alla volontà di Dio:
“Chi dunque avrà violato uno
di questi minimi comandamenti ed avrà così insegnato
agli uomini, sarà chiamato
minimo nel regno de’ cieli; ma
chi li avrà messi in pratica ed
insegnati, esso sarà chiamato
grande nel regno dei cieli”
(Matt. 5:19) e bisogna essere
perseveranti: “Bada a te stesso
e all’insegnamento; persevera
C. H. Spurgeon
LE SETTE PAROLE
DALLA CROCE
Il Signore Gesù, nella Sua agonia
ha dimostrato, una volta di più, la
perfezione che Lo ha sempre
caratterizzato. In ogni frase che
ebbe a pronunciare possiamo
riscontrare una incomparabile
profondità di significato, e
quando le singole espressioni
vengono unite insieme, nessun
ragionamento umano può sfiorare la
loro altezza. Chiunque mediti su queste parole sarà in
grado, tramite la guida dello Spirito Santo, di farne risaltare vari
aspetti estremamente significativi.
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8
1 - 15 GENNAIO 2005
E VANGELIZZARE O GGI
in queste cose, perché, facendo così, salverai te stesso e
quelli che ti ascoltano” (I Tim.
4:16). Insomma la gente che ci
circonda deve vedere la luce
della nostra testimonianza cristiana che brilla costantemente non ad intermittenza, perché soltanto allora, nel bisogno, saprà a chi rivolgersi! In
questa missione sappiamo di
non essere soli, perché “la luce
del mondo” è con noi: “Voi siete la luce del mondo; una città
posta sopra un monte non può
rimaner nascosta” (Matt.
5:14); “Or Gesù parlò loro di
nuovo, dicendo: ‘Io son la luce
del mondo; chi mi seguita non
camminerà nelle tenebre, ma
avrà la luce della vita’” (Giov.
8:12); “Andate dunque, ammaestrate tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre
e del Figliuolo e dello Spirito
Santo, insegnando loro d’osservar tutte quante le cose che
v’ho comandate. Ed ecco, io
sono con voi tutti i giorni, sino
alla fine dell’età presente
(Matt. 28:19, 20). Se agiamo
da soli, siamo impotenti, ma
se il Signore è con noi vedremo dei risultati benefici: la nostra testimonianza sarà efficace e produrrà frutto. A volte è
sufficiente soltanto un gesto,
non servono chissà quante parole perché Cristo Gesù sia visibile in noi. In altre occasioni,
invece, può sembrarci che la
persona con cui siamo entrati
in contatto sia totalmente indifferente. Se veramente è così, non ci rimane che pregare
per lei. Spesso invece è proprio
l’indifferenza un segno che le
persone sono interessate, soltanto che non vogliono ammetterlo: la Parola di Dio sta
operando nei loro cuori per lo
Spirito Santo! In questa missione il Signore ci darà la forza: “L’Eterno darà forza al suo
popolo; l’Eterno benedirà il
suo popolo dandogli pace”
(Salmo 29:11).
3. Un’attitudine
di saggezza
(Giacomo 1:2-8)
A volte possiamo anche
stupire e perdere le persone
cercando un contatto nel modo sbagliato, avvicinandoci a
loro con l’atteggiamento meno opportuno, dicendo delle
cose che non dovremmo dire.
Da qui la necessità di essere
ripieni di uno “spirito” di saggezza. Vi possono essere delle
situazioni che non sappiamo
come prendere, quando per
esempio dobbiamo dire delle
parole d’edificazione e non le
abbiamo. Allora abbiamo bisogno dello “spirito” di saggezza. Quando viene una persona nuova in chiesa è saggio
non mitragliarla con parole e
versetti biblici, ma mostrarci
innanzi tutto aperti, gentili e
cortesi, salutandola con rispetto ma con affetto. Si può
essere animati dallo “spirito”
di franchezza e di forza, ma
se manca la saggezza la nostra testimonianza sarà inefficace: “Il frutto del giusto è
un albero di vita, e il savio fa
conquista d’anime” (Prov.
11:30); “Il cuore del savio gli
rende assennata la bocca, e
aumenta il sapere sulle sue
labbra” (16:23). Nell’ambito
familiare, per esempio, la nostra testimonianza cristiana
deve manifestarsi più in atti
che in parole: “Non si accende una lampada per metterla
sotto il moggio; anzi la si
mette sul candeliere ed ella fa
lume a tutti quelli che sono
in casa. Così risplenda la vostra luce nel cospetto degli
uomini, affinché veggano le
vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è
ne’ cieli” (Matt. 5:15, 16). Potremo fare del bene ai nostri
famigliari, ai figli senza dire
molte parole, innanzi tutto
con le azioni, con l’esempio.
Possiamo insegnare ai nostri
figli i buoni precetti morali
della Scrittura, ma ciò sarà
maggiormente efficace quando accompagneremo l’insegnamento con le azioni, con
la vita pratica, con il nostro
esempio. I figli osservano i
genitori e viceversa. Nella nostra testimonianza personale
preoccupiamoci saggiamente
di fare in modo che nei nostri
affari, sul posto di lavoro, nelle nostre reazioni emotive,
nel modo di affrontare le difficoltà, la gloria di Dio risplenda in noi. “Quello che
facciamo parla più forte di
quello che diciamo”. Nella famiglia qualcuno può accettare il Signore sulla base della
nostra testimonianza perso-
nale. È questo il banco di prova più duro: Signore dacci
saggezza! Non è sufficiente
che insegniamo qualcosa, ma
è necessario che lo viviamo!
4. Un’attitudine
d’amore
(Levitico 19:17, 18)
È l’attitudine che ci permette d’amare tutti quelli
che si perdono lontano da
Dio. Non corrisponde all’apertura del carattere, alla facilità nell’iniziare rapporti
d’amicizia, anche se tutto
questo è positivo, ma è quell’attitudine che ci porta a sacrificare noi stessi, se necessario, per il bene supremo
delle anime. Viene da Dio e
non è una qualità naturale
del carattere: “Or la speranza
non rende confusi, perché
l’amor di Dio è stato sparso
nei nostri cuori per lo Spirito
Santo che ci è stato dato”
(Rom. 5:5); “Il frutto dello
Spirito… è amore” (Galati
5:22). Gesù ci ha mostrato
questo tipo d’amore, che non
è fatto di parole, ma di un
sentimento che conduce ad
1 - 15 GENNAIO 2005
9
atti concreti: “E come Gesù
fu sbarcato, vide una gran
moltitudine e n’ebbe compassione, perché erano come
pecore che non hanno pastore; e si mise ad insegnar loro
molte cose. Ed essendo già
tardi, i discepoli gli s’accostarono e gli dissero: ‘Questo
luogo è deserto ed è già tardi;
licenziali, affinché vadano
per le campagne e per i villaggi d’intorno a comprarsi
qualcosa da mangiare’. Ma
egli rispose loro: ‘Date lor voi
da mangiare’. Ed essi a lui:
‘Andremo noi a comprare per
dugento danari di pane e daremo loro da mangiare?’”
(Marco 6:34-37). Non è una
dote naturale tanto che i discepoli ai quali Gesù disse:
“Date lor voi da mangiare” (v.
37/a) pensarono più alla loro
stanchezza che alla fame della moltitudine (cfr. v. 37/b).
Non v’è vera raccolta senza
amore, senza passione per le
anime! “Quelli che seminano
con lagrime, mieteranno con
canti di gioia” (Salmo 126:5).
Infatti, non è soltanto un dovere né tanto meno una professione: è una missione.
Abbiamo bisogno di essere rivestiti di uno “spirito” di
franchezza, di forza, di sag-
CRISTIANI OGGI
gezza e d’amore: “Ed ecco, io
mando su voi quello che il
Padre mio ha promesso;
quant’è a voi, rimanete in
questa città, finché dall’alto
siate rivestiti di potenza” (Luca 24:49)!
Eliseo Cardarelli
Abbiamo bisogno
di essere rivestiti
di uno “spirito”
di franchezza, di
forza, di
saggezza e
d’amore: “Ed
ecco, io mando
su voi quello che
il Padre mio ha
promesso;
quant’è a voi,
rimanete in
questa città,
finché dall’alto
siate rivestiti di
potenza”
(Luca 24:49)!
LA POTENZA
DEL “LIBRO”
L A M IA S TORIA
Tutte quelle
parole le
serbavo nel
mio cuore,
c’era in me il
desiderio di
conoscere di
più, di capire
perché quel
Libro fosse
così speciale
R
ingrazio il Signore per
l’opportunità che mi dà
di raccontare la mia testimonianza. Sono il fratello
Giuseppe Caruso e sono nato
il 28 Febbraio 1922 a Filadelfia, in provincia di Vibo Valentia. Non provengo da una
famiglia cristiana evangelica,
eravamo otto figli e conoscevamo il Signore secondo la
tradizione: un Dio che veniva
portato a spalla quando c’erano le feste in paese. Ringrazio, però, Gesù perché ha voluto che un giorno fossi separato dalla mia famiglia terrena per entrare nella famiglia
cristiana e fare la Sua volontà. All’età di quattordici
anni, infatti, mi sono trasferito per lavorare a Roma insieme a mio padre e a mio zio,
fratello di mia madre. Avevo
quello che volevo, i soldi, i divertimenti, ma non ero soddisfatto, avevo bisogno della
gioia, ma non sapevo che esisteva un Dio così grande che
poteva entrare nel mio cuore
e consolarmi.
Un giorno mio zio comprò in Piazza Vittorio un libro e la sera lo leggevamo insieme, il titolo del libro era
“La Bibbia”. Ogni sera mio
zio ci leggeva quei passi della
Genesi dove si racconta di come Dio creò l’uomo e la donna e li portò nel Giardino del-
l’Eden, dove realizzavano la
presenza e la gioia del Signore, di come l’uomo poi peccò
e fu allontanato dal cospetto
di Dio. Tutte quelle parole le
serbavo nel mio cuore, c’era
in me il desiderio di conoscere di più, di capire perché
quel Libro fosse così speciale,
ma nessuno sapeva rispondere alle mie domande; sentivo
dentro qualcosa che mi diceva che quella era “La Via”.
Nel 1940 sono partito per
il servizio militare, ho lasciato Roma e successivamente
mi sono ritirato nel mio paese d’origine. Durante il giorno spesso mi recavo a Filadelfia, ma nel mio cuore mi sen-
CRISTIANI OGGI
tivo profondamente turbato,
non ero felice. Poi, conobbi
una ragazza con la quale mi
fidanzai. La prima sera in cui
sono stato ospite in casa sua,
il padre prese due libri che
usavano leggere la sera davanti al fuoco, uno era un romanzo, mentre l’altro era la
Bibbia. In quella sera risuonava nel cuore quella stessa
Voce che mi parlava quando
ero a Roma, dicendomi:
“Prendi il Libro e vedrai che
quello che stai cercando lo
troverai lì”. Prendemmo la
Bibbia e iniziammo a leggerla
ad alta voce. Con mia grandissima gioia scoprii che si
trattava dello stesso libro che
mio zio ci leggeva e che aveva
toccato il mio cuore. Chiesi
allora come mai avessero
quel libro e quale fosse il suo
significato. Mio suocero mi
rispose che era giunto loro in
dono da parte di un parente
dall’America e che ne era stata proibita la lettura da parte
degli esponenti della religione ufficiale, nessuno dei quali
era in grado di spiegarlo appieno.
Intanto mi sono sposato e
nel 1947 accadde una cosa
bellissima. Il cognato di mio
suocero, colui che aveva inviato dall’America quella copia della Bibbia, scrisse alla
nostra famiglia una lettera
per chiederci se leggevamo il
libro che ci aveva inviato e se
ne avevamo avuto beneficio.
Mio suocero gli rispose scrivendo che leggevamo sempre
la Bibbia e che ora anche il
genero, cioè io, e la figlia,
cioè mia moglie, la leggevamo ogni giorno, ma che nessuno di noi era in grado di intenderla e spiegarla. Dopo diversi giorni ricevemmo
un’altra lettera dall’America
dove il cognato di mio suoce-
A. M. Hodgking
CRISTO IN TUTTE
LE SCRITTURE
Questo volume è un classico della
letteratura evangelica del mondo
anglosassone ed è fondato
sull’ispirazione totale e plenaria
delle Scritture, rivelando come il
ministerio e la vita di Cristo, il
divino Salvatore, siano
nascosti in ogni libro dell’Antico
Testamento con le figure, o tipi, e con le profezie che
hanno avuto il loro adempimento nel Nuovo. A quasi un secolo
dalla sua prima apparizione, quest’opera è pubblicata nella
nostra lingua e, certamente, sarà di grande ispirazione per tutti
gli “amanti” della Parola di Dio, i quali ne trarranno ispirazione
ed edificazione.
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10
1 - 15 GENNAIO 2005
L A M IA S TORIA
ro ci diceva di essere molto
contento del nostro interessamento per la Scrittura, e ci
annunciava che presto in Calabria sarebbe giunto dall’America un credente, il fratello Provenzano, che ci avrebbe
spiegato il messaggio della
Parola di Dio e di come Gesù
è venuto per salvare tutti
quelli che Lo ricevono come
loro personale Salvatore e Signore. Non appena il fratello
Provenzano arrivò in Calabria, subito mio suocero lo
contattò ed egli testimoniò di
Cristo Gesù e la salvezza entrò in casa sua. Subito iniziarono a testimoniare di Cristo
con zelo e fervore ovunque e
ad organizzare culti in casa di
mio suocero ed anche in casa
mia. All’inizio ero combattuto dentro di me se frequentare o meno quelle riunioni,
ma sentivo una voce che con-
Il Signore
conosce ogni
cosa e vuole che
il Suo popolo sia
riunito per
lodare il Suo
Nome e ricevere
i Suoi doni
tinuamente mi ripeteva: “Vai
e troverai quello che cerchi!”,
mentre dall’altro lato sentivo
come un’altra voce che mi diceva: “Non andare, perché se
andrai perderai tutta la tua libertà!”. Alla fine cedetti e grazie a Dio andai con mia moglie ai culti e lì accettammo
Cristo Gesù come nostro personale Salvatore e Signore.
Nel mio cuore c’era una profonda gioia e sentivo la presenza del Signore che mi aveva lavato con il Suo prezioso
sangue, che aveva soddisfatto
il mio bisogno, appagato il
vuoto che era in me e, finalmente, la ricerca del mio
cuore era terminata. Avevo
trovato la libertà!
Nel 1951 ho fatto il battesimo in acqua nel locale della
chiesa di San Vito sullo Ionio,
testimoniando dell’opera che
Dio aveva compiuto in me.
Mentre scendevo nelle acque
battesimali, c’era dentro me
una forte presenza dello Spirito Santo tanto che non riuscivo a parlare.
Con la salvezza ed il desiderio di servire il Signore vennero anche le persecuzioni: il
nemico sapeva che aveva perso la sua battaglia con me e ha
mandato delle prove nella mia
vita già dal giorno stesso del
mio battesimo in acqua. Al
rientro a casa, infatti, ero pie-
no di gioia e della presenza di
Dio e sentivo il desiderio di
raccontare ai miei genitori
quello che Dio aveva compiuto in me ma, non appena lo
feci, si scagliarono contro di
me dicendomi che ero un traditore. Mio padre voleva addirittura picchiarmi e prendermi a bastonate, nonostante
fossi un uomo sposato e con
due figli. Per anni interi non
ha più voluto avere a che fare
con me, cambiava strada
quando m’incontrava, e se lo
andavo a trovare a casa, pren-
deva il cappello e usciva. Io,
però, non mi sono perso d’animo e quella sera stessa,
rientrato a casa con mia moglie, tenemmo una riunione
di culto che iniziò alle 20:00 e
terminò alle 2:00 di notte: in
tutti noi c’era una profonda
gioia e il desiderio di cercare
la faccia del Signore e di parlare di Lui agli altri. Presto
l’opera di Dio crebbe nel paese e, nonostante le persecuzioni operate dalla religione
ufficiale nei nostri confronti,
Dio apriva le strade: da che
eravamo sei credenti, tre fratelli e tre sorelle, molti accettarono Gesù come loro Signore e Salvatore tanto che,
ben presto, fu necessario
provvedere un locale di culto
perché in casa non c’entravamo più.
Ho avuto per anni il privilegio di servire il Signore nella chiesa di Filadelfia. Le prove e le difficoltà certamente
non sono mancate, tra cui la
lunga malattia di mia moglie
che mi ha portato a dover abbandonare il mio paese d’origine per trasferirci a Roma
dove avrebbe ricevuto cure
più adeguate.
Ciò ha inizialmente portato un gran dolore e scoraggiamento nella mia vita perché non volevo abbandonare i
miei fratelli e sorelle in Cristo e la mia comunità, ma il
Signore si è sempre mostrato
fedele e ci ha aiutati nel cammino, ci ha fatto crescere nelle Sue vie e non si è dimenticato di noi, anche quando noi
In quella sera
risuonava nel
cuore quella
stessa Voce che
mi parlava
quando ero a
Roma,
dicendomi:
“Prendi il Libro e
vedrai che quello
che stai cercando
lo troverai lì”
abbiamo vacillato e siamo
stati deboli.
Ringrazio il Signore per
come durante la lunga malattia di mia moglie mi ha
confortato e spesso mi ha sostenuto nello scoraggiamento: più volte ho sentito, per la
Parola di Dio e la presenza
dello Spirito Santo, la Sua
dolce voce assicurarmi che
non avrei dovuto temere perché mia moglie sarebbe vissuta. Così è stato, abbiamo
avuto la gioia di vedere i nostri figli crescere e accettare
Cristo come loro Salvatore,
sposarsi ed avere a loro volta
dei figli.
Il Signore conosce ogni
cosa e vuole che il Suo popolo sia riunito per lodare il
Suo Nome e ricevere i Suoi
doni!
AVVISO IMPORTANTE
Giuseppe Caruso
Chiediamo la generosa collaborazione dei lettori del Giornale in quanto, a causa del notevole aumento dei costi della stampa e della spedizione, abbiamo attualmente un debito molto gravoso.
Vi preghiamo di inviare il vostro contributo volontario utilizzando il Conto Corrente Postale n. 72198005, intestato a:
CRISTIANI OGGI - Via dei Bruzi, 11 - 00185 Roma.
Vi siamo grati fin da ora per la vostra generosa collaborazione.
1 - 15 GENNAIO 2005
11
(La Direzione)
CRISTIANI OGGI
C RONACA I TALIANA
TORINO VIA CHALLANT - Giornata di evangelizzazione
“E disse loro: Andate per tutto il mondo e predicate
l’evangelo ad ogni creatura …” (Marco 16:15).
Il 13 Marzo 2004, per la zona Italia Nord Ovest (Piemonte,
Liguria e Valle D’Aosta), è una data da registrare nella
storia delle chiese locali. Infatti, i fratelli incaricati al
coordinamento, in sinergia con il Comitato di Zona,
hanno organizzato una giornata d’evangelizzazione nella
provincia di Torino, che ha coinvolto molte chiese. Il tutto
si è svolto oltre le nostre aspettative.
Dopo un appello fatto dai pastori alle rispettive comunità,
circa in 200 credenti ci siamo incontrati alle ore 9 del
mattino nei locali della chiesa di Via Challant di Torino,
dove sono stati formati i gruppi per l’evangelizzazione
delle varie zone.
Dopo aver preso tutto il materiale utile (opuscoli, gazebo,
tavolini e microfoni con adeguata amplificazione), armati
di buona volontà, di fede, di coraggio e consapevoli della
necessità della presenza del nostro Signor Gesù Cristo con
noi, ci siamo diretti ognuno ai comuni designati, in tutto
sette, nella provincia di Torino.
Abbiamo avuto la possibilità di distribuire molti volantini
ed avere contatto con diverse persone, molte delle quali
hanno accettato sia l’opuscolo sia la nostra conversazione,
alcune hanno chiesto di pregare per loro e altre hanno
promesso di partecipare alle nostre riunioni di culto.
Non sono mancati coloro che hanno mostrato indifferenza
e qualcuno si è addirittura irritato, ma tutto sommato
possiamo dire che il risultato è stato positivo.
Quando è terminata l’evangelizzazione abbiamo fatto
ritorno alla chiesa di Torino dove ci aspettavano alcuni
fratelli e sorelle, che con amore avevano preparato degli
squisiti cibi che abbiamo mangiato con piacere.
Alle ore 16:00, in 500 credenti circa, eravamo radunati per
offrire un culto al Signore presieduto dal pastore Angelo
Gargano.
Particolare è stato il momento delle testimonianze
quando alcuni fratelli e sorelle hanno raccontato degli
episodî della giornata. Mi è sembrato di vivere quei
momenti quando i settanta, dopo la missione di
evangelizzazione, tornando pieni di gioia, dissero a Gesù:
“… ‘Signore, anche i demòni ci sono sottoposti nel tuo
nome’” (Luca 10:17). Era come se dicessero: “È veramente
bello evangelizzare!”.
Tutti dovremmo evangelizzare mentre abbiamo la
possibilità di farlo, perché arriverà il giorno in cui non
avremo più le occasioni per lavorare e portare persone al
Signore.
Durante la riunione di culto sono stati significativi i
momenti della lettura e della meditazione della Parola di
Dio, trasmessaci dal fratello Giuseppe Crapanzano, che ha
edificato i nostri cuori prendendo spunto dal testo biblico
di II Samuele 5:17-25. Verso le ore 18:00 terminavano il
culto e quella giornata da ricordare per le meravigliose
benedizioni celesti. Non finiva, però, nei cuori di tutti
coloro che hanno partecipato il desiderio di organizzare
delle altre giornate simili nel prossimo futuro.
Incoraggiamo noi stessi e tutti i credenti a intensificare
l’opera di evangelizzazione, sia personale che
comunitaria, per provare la gioia di vedere persone che
accettano la salvezza in Cristo Gesù. Cogliamo l’occasione
di chiedervi di pregare per la nostra vasta zona, perché il
Signore ci usi per raggiungere le località dove non c’è
ancora una nostra testimonianza evangelica. Per tutto ciò
rendiamo grazie al Signore.
Francesco Lazzaro
PARMA - Incontro di zona
Sabato I maggio 2004, oltre 1300 credenti delle nostre
chiese della zona Italia nord-est si sono riuniti nella città
di Parma in un palazzetto dello sport preso in fitto per
l’occasione. È stato un giorno di grande benedizione e
ringraziamo Dio per la presenza del fratello Edward
Menaldino, proveniente dalla comunità di Philadelphia,
U.S.A., servitore del Signore conosciuto e stimato dalla
fratellanza italiana.
Il raduno è iniziato alle ore 10:30 intonando le
meravigliose parole del cantico che dice: “Non ci sarà mai
più bella storia come quella del divin Amor …”.
Il fratello Vincenzo Specchi ha presieduto il culto
mattutino e, dopo una parola di benvenuto, ha dato spazio
per la presentazione delle varie comunità della zona.
Prima di passare alla predicazione della Parola di Dio, il
coro della comunità di Vicenza ha cantato degli inni, poi il
fratello Menaldino ha letto il testo di Apocalisse 3:20.
Nella predicazione è stata sottolineata l’importanza di
permettere al Signore di entrare e dimorare nel nostro
cuore, in modo che la Sua presenza possa trasformare
potentemente la nostra vita.
Dopo aver consumato il pranzo al sacco e aver goduto
comunione fraterna, alle ore 15:00 eravamo nuovamente
tutti insieme alla presenza del Signore.
Il fratello Simone Caporaletti, che presiedeva il culto
pomeridiano, dopo aver incoraggiato a cantare alcuni
bellissimi e, soprattutto, edificanti cantici del nostro
Innario, non tanto conosciuti dalle nuove generazioni
(che Dio ci aiuti a riscoprire la bellezza e l’eredità
spirituale che abbiamo nell’Innario che usiamo nelle
CRISTIANI OGGI
nostre chiese), ha introdotto i fratelli e le sorelle delle
comunità di Rimini che hanno cantato alcuni inni,
portando edificazione all’assemblea.
Il fratello Menaldino, è stato ancora una volta lo
strumento che Dio ha usato per ministrarci la Parola
di Dio.
Il passo letto per la meditazione è stato quello di I
Cronache 22:19 che dice: “Disponete dunque il vostro
cuore e l’anima vostra a cercare l’Eterno ch’è il vostro
Dio; poi levatevi, e costruite il santuario dell’Eterno Iddio,
per trasferire l’arca del patto dell’Eterno e gli utensili
consacrati a Dio, nella casa che dev’essere edificata al
nome dell’Eterno”.
La predicazione della Parola di Dio ha esortato tutti a
fissare lo sguardo su Cristo Gesù, per vivere una vita
consacrata completamente al Signore, in modo che Dio
possa fare di ciascuno di noi un tempio santo alla gloria
dell’Eterno.
Dopo il messaggio della Parola di Dio, abbiamo trascorso
del tempo prezioso alla presenza del Signore, permettendo
allo Spirito Santo di agire nella nostra vita.
Riconoscenti a Dio per la Sua Parola, per le abbondanti
benedizioni e per la comunione fraterna, nel prendere la
via di ritorno, resta nel cuore il vivo desiderio di servire il
Signore nella comunità locale, mantenendo il legame di
comunione con i fratelli della vasta zona Italia nord-est e
con tutta la fratellanza nella nostra nazione e all’Opera di
Dio alla quale apparteniamo per grazia del Signore.
Paolo Faia
12
1 - 15 GENNAIO 2005
C RONACA I TALIANA
BORGARO TORINESE (TO)
SCALETTA ZANCLEA MARINA (ME)
Profondamente grati al Signore per la Sua benedizione,
desideriamo far partecipe la fratellanza che nel giorno di
domenica 30 maggio 2004, nella comunità di Borgaro
Torinese (To), si è svolto un culto di battesimi, nel corso del
quale cinque nuovi credenti hanno testimoniato della
salvezza in Cristo e del desiderio di servirLo.
Tra questi, tutti giovani compresi tra i 17 e i 27 anni, quattro
fanno parte della comunità di Borgaro, il quinto della
comunità di Chivasso (To). Per l’occasione abbiamo avuto la
gradita visita del fratello Aldo Siviero, pastore delle chiese di
Nola, Miano e Casamarciano (Na), che ha ministrato la
Parola di Dio leggendo da Genesi capitolo 19.
Il Signore ci ha benedetto grandemente insieme ai
numerosissimi credenti in visita ed ai molti amici, che per la
prima volta hanno ascoltato il messaggio dell’Evangelo.
Nel giorno di domenica 6 giugno abbiamo, invece, avuto una
riunione di Cena del Signore.
Strumento per la predicazione della Parola di Dio è stato, in
questa circostanza, il fratello Giovanni Villari, pastore delle
comunità di Siracusa e Palazzolo Acreide (Sr), che ha
meditato da Giovanni 13:18-30.
Abbiamo goduto dell’intima comunione con il Signore e con
la fratellanza.
Sicuri che Iddio sostiene e fa crescere la Sua meravigliosa
opera, preghiamo perché essa possa progredire anche
attraverso le nostre deboli mani.
A Scaletta Zanclea, ridente paesino della riviera ionica
messinese, nella comunità ADI, il 29 agosto ed il 5 settembre
2004 si sono svolti alla gloria di Dio un servizio di battesimi ed
un altro di Cena del Signore. Nella prima occasione quattro
neofiti sono scesi nelle acque battesimali confessando che Gesù è
il Signore davanti a numerosi credenti provenienti dalle
comunità circonvicine e a molti visitatori commossi dalla
predicazione della Parola di Dio e dallo svolgimento del
battesimo secondo le Sacre Scritture. È stato gradito ospite il
fratello Michele Motolese, pastore della comunità di Mazzo di
Rho (MI), il quale ha annunciato la Parola di Dio meditando in II
Corinzi 5:11-21. Il predicatore ha messo in evidenza che chi ha
commesso un delitto deve essere condannato e non altri possono
espiare la colpa, ma grazie siano rese a Dio che ha mandato Gesù
a prendere su di Sé i nostri peccati. Le religioni presentano altri
intermediari ma uno solo è il Mediatore: Gesù Cristo. Il
privilegio più grande dell’uomo è essere riconciliato con Dio.
Nella seconda occasione abbiamo celebrato un servizio di Cena
del Signore, in cui, attraverso i simboli e del pane e del vino,
abbiamo ricordato la morte, la resurrezione e l’attesa del ritorno
del nostro caro Gesù. Il fratello Giuseppe Melluso, pastore della
chiesa di Messina, ha meditato in Giovanni 12:23-36 ed ha
evidenziato che la morte di Gesù era necessaria per l’opera di
salvezza, per il perdono dei nostri peccati. La crocifissione di
Gesù non fu un errore politico, religioso o giudiziario, ma fu
l’adempimento delle Sacre Scritture e Gesù lo ricordò ai due
discepoli di Emmaus (cfr. Luca 24:25-27). Il nemico delle anime
nostre vuole mettere dubbi, amarezze e timori ma “… il sangue
di Gesù … ci purifica da ogni peccato” (I Giov. 1:7).
Queste riunioni sono state di grande incoraggiamento per la
comunità che vuole andare avanti “… per la fede che è stata una
volta per sempre tramandata ai santi” (Giuda 3).
Pregate per noi affinché nella nostra zona la Parola di Dio si
spanda e sia onorata per la salvezza di tanti, per la nostra crescita
e maturità spirituale e per la gloria di Dio.
Giovanni Curci
I neofiti
di Borgaro
**
Torinese
(TO)
CARLENTINI (SR) e LENTINI (SR)
“Getta il tuo pane sulle acque, perché dopo molto tempo lo
ritroverai” (Ecclesiaste 1:1, 2).
Sia ringraziato il Signore perché anche quest’anno ci ha
permesso d’avere servizi d’evangelizzazione all’aperto nei
vari paesi circostanti la provincia di Foggia. Abbiamo avuto
la possibilità di distribuire volantini inerenti alla Parola di
Dio e copie del Vangelo di Giovanni con grande interesse da
parte di chi ascoltava.
Il giorno 4 settembre 2004, nella piccola comunità di
Carapelle, abbiamo avuto un servizio di Cena del Signore
ricordando il sacrificio di Gesù. Il messaggio della Parola di
Dio è stato predicato dal fratello Lorenzo De Fano. Il giorno
11 settembre 2004 abbiamo ricevuto la visita del fratello
Saverio Eronia, pastore della comunità di Rionero in Vulture
(PZ). Tutti insieme abbiamo condiviso grandemente e con
gioia la presenza del Signore che con la Sua Parola, ci ha
incoraggiato sempre più a fare la Sua volontà.
Erigere una tenda evangelistica è un fatto usuale ma sempre
importante per le nostre comunità sparse in tutto il territorio
nazionale. Ciò è accaduto anche per le chiese A.D.I. di
Carlentini e Lentini (i due paesi sono praticamente uniti), che
hanno deciso di annunciare assieme la Buona Novella, in un
contesto in cui la sola cittadina di Lentini ospita ben 17 gruppi
cristiani acattolici, ognuno indipendente dall’altro. Per i
pastori delle suddette comunità, Gaetano Tagnese e Salvatore
Ciofalo, e per la fratellanza tutta, è stata una buona opportunità
di testimonianza poter installare dal 6 al 12 settembre 2004
una tenda evangelistica nel territorio di Carlentini (SR).
I cittadini dei due Comuni, avvisati per mezzo di volantini e
manifesti, hanno avuto l’opportunità di ascoltare la Parola di
Dio durante tutta quella settimana, e parecchie persone sono
intervenute. Durante quei giorni, il Signore ha benedetto ogni
cosa e l’intervento dei fedeli delle due comunità è stato
compatto ed armonioso, tanto da poter dimostrare che, in un
contesto di disgregazione ed anarchia religiosa, coloro che
praticano la stessa etica e vivono gli stessi lineamenti dottrinali
possono, con armonia e animati della stessa esperienza di fede
fondata sulla Bibbia, realizzare il piano di Dio. Coloro che sono
stati presenti durante le riunioni hanno potuto constatare, per
la grazia e la gloria di Dio, l’unità della fede nella verità della
Scrittura.
Antonio Malamisura
Salvatore Ciofalo
CARAPELLE (FG)
1 - 15 GENNAIO 2005
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CRISTIANI OGGI
GIOVANI CREDENTI...
O FIGLI DI CREDENTI?
G IOVANI O GGI
Stiamo
insegnando ai
nostri giovani,
anzitutto con
il nostro
esempio,
che la vera
realizzazione
è in Gesù
Cristo?
È
molto bello vedere tanti
bambini e ragazzi che
affollano le diverse classi
della Scuola Domenicale. Un
giorno, non molto lontano,
questi bambini e ragazzi diventeranno adolescenti e frequenteranno le riunioni giovanili. L’adolescenza è un periodo così bello… ma anche
così difficile e delicato. Tanti
pensano che i giovani siano la
“chiesa di domani”… ma perché, invece, non possono essere la “chiesa di oggi”? Forse
perché si pensa che per fare
un’esperienza con il Signore
bisogna raggiungere l’età
adulta? O forse perché, sempre più spesso, si sente che è
giusto che i giovani facciano
le loro esperienze. Ma quali e
che tipo di esperienze devono
fare i nostri giovani? Non sarebbe meglio che prima che
facciano le esperienze esterne,
che spesso sono mortificanti e
lasciano conseguenze dolorose con i traumi che ne conseguono, realizzino una reale e
profonda esperienza salvifica
con Cristo? E poi, perché pensare che le esperienze negative sono necessarie per maturare meglio? Chiediamoci se
davvero è sempre così. Quanti
giovani abbiamo visto non frequentare più le riunioni di
culto, o frequentare la comunità soltanto per far piacere ai
propri genitori, dopo un’amara e traumatica esperienza
con il mondo, che ha lasciato
in loro ferite indelebili?
Oggi, sempre più spesso,
tanti giovani si allontanano
dalla propria comunità per il
delirio dell’interazione con
gli altri. È ovvio, non possiamo chiuderli in casa oppure
ovattarli in chiesa, ma è nostra responsabilità far capire
che fuori non è tutto “oro
quello che luccica”.
Diciamo la verità: quante
famiglie di credenti ogni giorno fanno un culto familiare?
Ovvero, leggere la Bibbia e
pregare assieme ai propri figli? Quanti veramente si impegnano e si informano con i
monitori della Scuola Domenicale se i propri figli progrediscono nella comprensione e
nel desiderio delle cose spirituali? Eppure si è molto solerti, nel volergli dare un’adeguata istruzione scolastica, e
altre attività parascolastiche,
spesso a costo di tanti sacrifici
e rinunce. Per carità, non è
un male… ma è un male trascurare o mettere in secondo
piano le attività spirituali.
Non è una grande delusione rendersi conto che tanti
giovani, spesso non hanno
fatto una reale esperienza con
Cristo, malgrado siano cresciuti nelle nostre comunità?
Non è una grande amarezza
per i pastori e genitori constatare che oggi, sempre più
spesso, i nostri giovani hanno
la sindrome di Dina, la figlia
di Giacobbe che “… uscì per
vedere le ragazze del paese
…” di Sichem (Gen. 34:1),
con tutte le conseguenze dolorose che questa esperienza
spesso comporta?
Come stiamo insegnando i
nostri giovani a inserirsi nella
società? Ricordiamo che essi,
CRISTIANI OGGI
14
spesso, sono lo specchio dell’insegnamento che gli abbiamo dato. Dove vengono attinti
i valori che diamo loro? Ricordiamo che i valori autentici li
troviamo dove sempre sono
stati: nella Parola di Dio.
Stiamo insegnando ai nostri giovani, anzitutto con il
nostro esempio, che la vera
realizzazione è in Gesù Cristo? Non dimentichiamo che
la vera felicità e realizzazione
si raggiunge nel cercare “…
prima il regno e la giustizia di
Dio …” (Matt. 6:33).
Il nostro obiettivo non deve essere vedere solo tanti figli di credenti che riempiono
i banchi delle nostre comunità, ma dei giovani credenti
1 - 15 GENNAIO 2005
Quello che più
importa è aiutare
i nostri giovani a
realizzare la cosa
più importante
della loro esistenza:
la salvezza in
Cristo Gesù
che, fin dalla loro adolescenza, facciano una reale e genuina esperienza con il Signore. Non importa se questo
comporta qualche rinuncia a
qualche attività sportiva o
qualche voto più basso a
scuola; quello che importa è
aiutare i nostri giovani a realizzare la cosa più importante
della loro esistenza: la salvezza in Cristo Gesù.
Salvatore Ciofalo
COMUNICAZIONI
CRISTIANI OGGI
ABBONATEVI PER IL 2005
Quindicinale delle Chiese Cristiane Evangeliche
“Assemblee di Dio in Italia”
nella maturità spirituale. Pertanto, nella certezza che questa
pubblicazione debba continuare a svolgere il proprio compito
di evangelizzazione e di edificazione per cui è stata fondata,
invitiamo tutti a rinnovare al più presto l’abbonamento
a “Cristiani Oggi” per il 2005.
Come ogni anno, accluso ad una copia del quindicinale,
riceverete un bollettino di conto corrente pre-stampato per
inviare l’offerta-abbonamento per l’anno 2005. Corre
l’obbligo di ricordare a tutti i lettori che Cristiani Oggi non
riceve finanziamenti da alcun’altra fonte che non siano le
offerte libere e volontarie dei propri lettori e per questo non
abbiamo mai indicato una quota fissa annuale per ricevere il
quindicinale. Come già nel passato, a titolo puramente
indicativo Vi comunichiamo che le spese vive per la stampa
e la spedizione di 23 numeri del giornale per il 2004
ammontano a circa 30 euro. Vi invitiamo a rinnovare subito
l’abbonamento perché anche l’offerta più modesta è
comunque un grande aiuto, senza la quale quest’opera di
fede non potrebbe continuare.
Cari lettori,
Dio volendo, nel 2005 Cristiani Oggi raggiungerà il suo
ventiquattresimo anno di vita. Il quindicinale ha continuato la
sua attività grazie al sostegno di migliaia di lettori fedeli, che
hanno mostrato il loro interesse con la preghiera, le lettere di
apprezzamento e le offerte inviate.
Nonostante le difficoltà e i ritardi postali, ancora purtroppo
frequenti, anche nel corso dell’anno 2004 abbiamo potuto
pubblicare circa 370 pagine di articoli di edificazione
spirituale, di evangelizzazione, di studio biblico, di attualità,
di notizie sull’attività delle comunità e di informazione in
genere sulla realtà delle Chiese Cristiane Evangeliche
“Assemblee di Dio in Italia”. Abbiamo anche potuto
pubblicare articoli inviatici appositamente dall’estero, nonché
scritti di un nutrito numero di pastori italiani, che svolgono
anche questo impegno con dedizione e costanza, come
espressione di servizio volontario e gratuito.
La nostra speranza è di aver corrisposto, con l’aiuto di Dio e
nella consapevolezza che le opere umane sono sempre
imperfette, alle Vostre aspettative e risposto, nella guida del
Signore, a interrogativi pressanti, contribuendo così alla
Vostra crescita nella conoscenza delle Scritture e
1 - 15 GENNAIO 2005
La Redazione
15
CRISTIANI OGGI
RADIOEVANGELO
Acireale (CT)
92,500+92,800 MHz
Agrigento
98,500 MHz
Atena Lucana (SA)
88,400 MHz
(rip. Napoli)
Atina (FR)
90,000 MHz (rip. Sora)
Bari
91,500 MHz
Benevento
88,800 MHz (rip. Napoli)
Bologna
88,450 MHz
88,300 MHz
Cagliari
101,750 MHz
Cassino (FR)
89,200 MHz
(rip. Sora)
Catania
91,000 MHz
Crotone - Caccuri
107,400 MHz
(rip. Isola Capo Rizzuto)
Frosinone
89,100 MHz
(rip. Roma)
Gela (CL)
104,200 MHz
Giarre (CT)
93,400 MHz
93,800 MHz
Ginosa (TA)
102,300 MHz
Gravina (BA)
103,500 MHz
Isola Capo Rizzuto (KR)
104,900 MHz
Isola Liri (FR)
101,450 MHz (rip. Sora)
Latina – Sonnino
101,700+93,550 MHz
(rip. Roma)
Matera
98,300 MHz
Melito di Porto S. (RC)
104,300 MHz
Misilmeri (PA)
99,500 MHz
Montecalvo (AV)
96,300 MHz
(rip. Napoli)
Napoli
102,800 MHz
Petilia Policastro
(KR)
92,600 MHz
(rip. Isola C.R.)
Reggio Calabria
107,700 MHz
Rieti
101,900 MHz
(rip. Roma)
Rimini (RN)
95,000 MHz
Roma
101,700 MHz
S. Agata Militello
(ME)
91,200 MHz
S. Angelo dei Lombardi
(AV)
91,200 MHz
(rip. Napoli)
Salemi (TP)
103,700 MHz
(rip. Trapani)
Segni (RM)
107,400 MHz
(rip. Roma)
S. Giov. in Carico (FR)
87,550 MHz (rip. Sora)
Sora (FR)
89,360 MHz
Terni
107,000 MHz (rip. Roma)
Trapani
103,700 MHz
A DOMANDA RISPONDE - Voll. I, II e III
Tre volumi che raccolgono tutta una serie di articoli di “A Domanda Risponde”, una rubrica che ha
suscitato tanto interesse tra i lettori di “Cristiani Oggi”.
Questi quaderni di C.O. riuniscono le riflessioni su alcuni temi dottrinali, di carattere etico e di
cristianesimo pratico, offrendo suggerimenti utili al credente desideroso di condurre una vita cristiana
secondo i dettami dell’Evangelo. Questa raccolta non vuole essere un “trattato dogmatico” ma soltanto
delle considerazioni, quanto più possibile obiettive alla luce dell’insegnamento globale della Bibbia,
ritenuta legittimamente “la ispirata Parola di Dio, unica, infallibile ed autorevole regola della nostra
fede e condotta”.
Possa questa modesta iniziativa trovare il gradimento di tutti coloro che, fedeli a “Tutto l’Evangelo”,
continuano a “… combattere strenuamente per la fede che è stata una volta per sempre tramandata ai
santi” (Giuda 3).
Oltre ai volumi singoli, è disponibile un cofanetto molto elegante contenente tutti e tre i testi.
Potete richiederli a:
ADI-MEDIA - Via della Formica, 23 - 00155 ROMA - Tel. 06/22.51.825 - 22.84.970 - Telefax 06/22.51.432
c.c.p. 77604007 - Email: [email protected]
CRISTIANI OGGI Quindicinale delle Chiese Cristiane Evangeliche “Assemblee di Dio in Italia”
Direzione, Redazione e Amministrazione: Via dei Bruzi, 11 - 00185 ROMA - Tel. 06/49.15.18-06/49.11.65 - Email: [email protected]
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La pubblicazione è distribuita a membri e simpatizzanti delle Chiese Cristiane Evangeliche A.D.I. ed è sostenuta da offerte volontarie.
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