CRISTIANI OGGI Quindicinale delle Chiese Cristiane Evangeliche 1-15 GENNAIO 2005 / ANNO XXIX - N. 1 OSSERVATORIO IN MARCIA! primi passi della Chiesa non furono insicuri ma decisi, molto più simili a quelli che un esercito muove per una marcia vittoriosa, piuttosto che a quelli, incerti e barcollanti, di chi inizia a camminare. Furono mossi sul terreno insidioso dell’opposizione e spesso della persecuzione. Queste condizioni si sono riproposte nel corso dei secoli ogni qual volta un nuovo movimento, suscitato dallo Spirito Santo, ha attraversato la scena di questo mondo con la predicazione dell’Evangelo. Le reazioni sono state di stupore: “E tutti stupivano ed eran perplessi dicendosi l’uno all’altro: ‘Che vuol esser questo?’” (Atti 2:12), di compunzione: “Or essi, udite queste cose, furon compunti nel cuore, e dissero a Pietro e agli altri apostoli: ‘Fratelli, che dobbiam fare?’” (Atti 2:37), di opposizione violenta: “Or mentr’essi parlavano al popolo, i sacerdoti e il capitano del tempio e i Sadducei sopraggiunsero, essendo molto crucciati perché ammaestravano il popolo e annunziavano in Gesù la risurrezione dei morti. E misero loro le mani addosso, e li posero in prigione fino al giorno seguente, perché già era sera” (Atti 4:1-3), infine di scetticismo: “Quando udiron mentovar la risurrezione de’ morti, alcuni se ne facevano beffe; ed altri dicevano: ‘Su questo noi ti sentiremo un’altra volta’” (Atti 17:32). Nel libro degli Atti il motivo principale d’incomprensione sembra essere stato la proclamazione chiara e tonda della resurrezione di Gesù dai morti: “E gli apostoli con gran potenza rendevan testimonianza della risurrezione del Signor Gesù” (Atti 4:33). I “Assemblee di Dio in Italia” UN DISASTRO APOCALITTICO Spedizione in Abbonamento Postale - Art. 2, Comma 20/c, Legge 662/96 - Filiale di Roma Mentre chiudiamo il giornale giungono le prime notizie del devastante maremoto verificatosi nel sud-est asiatico. Ritardiamo la stampa del quindicinale per fornire alcune informazioni a caldo sulla catastrofe U n disastro che è stato definito apocalittico ha devastato il sud-est asiatico. Il maremoto, che ha avuto il suo epicentro a largo della costa settentrionale dell’isola di Sumatra, ha raggiunto la Malaysia, la Thailandia, il Bangladesh, l’India meridionale, lo Sri Lanka e non ha risparmiato isole felici, come le Maldive, ritenute il paradiso delle vacanze, arrivando perfino a colpire l’Africa lungo le coste della Somalia, producendo morte, sofferenze, povertà e distruzione. Finora non si è potuto conoscere il numero esatto delle vittime, si ritiene che raggiungano, e forse superino, le centomila unità. Il terremoto di magnitudo 9, sprigionatosi nelle profondità dell’Oceano Indiano, ha spostato verso sud ovest di INCONTRI E RADUNI A.D.I. [Continua a pagina 2] EVANGELICO DOMODOSSOLA - RADUNO INTERPROVINCIALE [Continua a pag. 3] OBIETTIVO SU... Un Disastro Apocalittico [Segue da pag. 1] ..............pag. 2 PRIMA PAGINA Incontri e Raduni A.D.I. [Segue da pag. 1] ..............pag. 4 CONTROCORRENTE Le Mani Di Giuseppe ...........................................pag. 6 EVANGELIZZARE OGGI Testimonianza Personale .....................................pag. 8 LA MIA STORIA La Potenza Del “Libro” .......................................pag. 10 CRONACA ITALIANA ...........................................pag. 12 GIOVANI OGGI Giovani Credenti... o Figli Di Credenti?..............pag. 14 Certamente abbiamo già pregato e continuiamo a pregare perché Dio nella Sua immensa misericordia prenda cura di tutti Con grande gioia desideriamo comunicare ai lettori di Cristiani Oggi che, per grazia di Dio, sabato 11 settembre 2004 si è tenuto il primo Raduno fraterno delle province di Biella, Novara, Vercelli, Verbania nella bellissima cittadina di Domodossola. Le chiese che hanno partecipato sono state: Novara, Vercelli, Biella, Varallo Sesia (VC), Domodossola (VB) e Gattinara (VC). Durante la riunione, iniziata alle ore 15:00, in cui la presenza del Signore è stata tangibile e subito operante, il fratello Giuseppe Federico, pastore delle comunità di Biella e Varallo Sesia (VC), ha presentato lo studio biblico tratto da Abacuc 3:2: “… Signore dà vita all’opera tua nel corso degli anni! Nel corso degli anni falla conoscere! …”. Attraverso la meditazione della Scrittura è stata evidenziata la necessità, l’urgenza e l’indispensabilità di tale impellenza spirituale. Dopo una breve pausa e un rinfresco offerto dalla comunità di Domodossola, si è dato inizio alla seconda parte del Raduno. Prima della predicazione, il Coro di Biella e Varallo Sesia, ha eseguito due inni alla gloria del Signore. Il messaggio della Parola di Dio ci è stato trasmesso dal fratello Francesco Davide Scianna, pastore delle comunità di Novara e Vercelli. Attraverso il testo di Atti 1:1-11, siamo stati esortati a testimoniare della salvezza e ad aspettare il ritorno di Gesù con impegno e responsabilità. Giuseppe Federico [Continua a pagina 4] UN DISASTRO APOCALITTICO O BIETTIVO S U ... Il Signore ci ha dato molto ed il Suo popolo generoso, in ogni chiesa ADI, raccolga una copiosa e abbondante offerta per i nostri fratelli dell’Asia sud orientale così crudamente colpiti dal maremoto duemila chilometri ed ha prodotto lo tsunami, un’onda sterminatrice alta parecchi metri, che si è abbattuta sulle coste in un raggio di centinaia di miglia marine, colpendo e distruggendo allo stesso tempo ben sei Paesi, ritenuti tra i luoghi più belli della terra. In queste zone del sud-est asiatico, nonostante le persecuzioni e le difficoltà, essendo il cristianesimo minoritario, esistono migliaia di chiese delle Assemblee di Dio nazionali. In questi Paesi il dipartimento delle missioni estere delle Assemblies of God collabora con i pastori locali con oltre cento missionari, che svolgono, accanto all’attività spirituale, anche quella sociale perché le condizioni economiche della popolazione erano già molto precarie. Non crediamo sia necessario descrivere i particolari del disastro che, oltre ai morti ed ai feriti, ha distrutto letteralmente centinaia di villaggi. I tanto famosi luoghi di vacanza erano una stridente realtà con le condizioni di miseria della popolazione. A nome del Consiglio Generale delle Chiese ADI, abbiamo subito chiesto notizie dirette che, però, ci sono giunte soltanto il 30 dicembre u.s. e che sono ancora molto generiche. Il segretario delle Missioni dell’Assemblies of God scrive: “Ho appena ricevuto la prima e-mail da un pastore dello Sri Lanka che dice: ‘Finora il conto dei dispersi e dei morti è di cinquemila, al momento stiamo accogliendo centinaia di persone che non hanno più un luogo dove stare. Alcuni locali di culto sono completamente scomparsi. Oltre cento credenti di una chiesa sono morti e non sappiamo quanti altri, soprattutto nel sud, abbiano fatto la stessa fine’”. La stessa e-mail così continua: CRISTIANI OGGI 2 Segue da pagina 1 “Molti dei nostri fratelli hanno perduto le loro case e i membri della famiglia sono morti. Tante chiese sono nel dolore. Mentre stiamo scrivendo questa lettera, più di 44 mila persone sono morte e molte altre sono disperse”. Sappiamo dai mezzi di comunicazione di massa che il numero dei morti continua a salire. Già i membri delle Assemblee di Dio in Indonesia non colpiti dal tsunami hanno iniziato dal 28 u. s. un’opera di soccorso nella zona colpita di Sumatra inviando via aerea riso, carne in scatola, latte in polvere per bambini, utensili di cucina e medicine. Da altre zone stanno giungendo bottiglie d’acqua, materiale igienico, medicinali, proteine, unità per la purificazione dell’acqua. Dinanzi a questa immane catastrofe, che ha colpito mi- 1 - 15 GENNAIO 2005 lioni di persone e migliaia di credenti, non possiamo rimanere indifferenti. La Scrittura dice: “… piangete con quelli che piangono” (Rom. 12:15). Certamente abbiamo già pregato e continuiamo a pregare per i nostri fratelli e per quanti non hanno la forza di rivolgersi a Dio, perché Egli nella Sua immensa misericordia prenda cura di tutti. Questo, però, non basta: “Se un fratello o una sorella non hanno vestiti e mancano del cibo quotidiano, e uno di voi dice loro: ‘Andate in pace, scaldatevi e saziatevi’, ma non date loro le cose necessarie al corpo, a che cosa serve?” (Giac. 2:15, 16), non basta amare a parole. Il Consiglio Generale delle Chiese ADI si è impegnato con i fratelli delle Assemblies of God d’America, i quali hanno rapporti diretti con le O BIETTIVO S U ... l’Asia] a glorificare Dio per l’ubbidienza con cui professate il vangelo di Cristo e per la generosità della vostra comunione con loro e con tutti” (II Cor. 9:13). Tutte le offerte per questa raccolta siano indirizzate sul Conto Corrente Postale n. 317503, intestato a: ASSEMBLEE DI DIO IN ITALIA Cassa nazionale Firenze 50127 Specificando nella causale “PRO DISASTRO ASIA”. Francesco Toppi chiese del sud-est asiatico, di anticipare a nome nostro cinquantamila euro, che certamente raccoglieremo e invieremo loro. Il Signore ci ha dato molto ed il Suo popolo generoso, in ogni chiesa ADI, raccolga una copiosa e abbondante offerta per i nostri fratelli del- l’Asia sud orientale così crudamente colpiti dal maremoto: “Perché la prova pratica fornita da questa sovvenzione li porta [i nostri fratelli del- Nei prossimi numeri del giornale continueremo a fornire notizie e informazioni su questo disastro Dinanzi a questa immane catastrofe, che ha colpito milioni di persone e migliaia di credenti, non possiamo rimanere indifferenti. La Scrittura dice: “… piangete con quelli che piangono” (Romani 12:15) OSSERVATORIO Segue da pag. 1 Gli ebrei non accettavano tale affermazione, perché costituiva un chiaro segno della divinità di Cristo, i pagani la reputavano pura follia. Nella stessa misura, spesso con argomenti simili, la resurrezione di Cristo, e con essa tutte le opere sovrannaturali divine, oggi vengono rigettate. I teologi cristiani adducono motivi d’ordine filologico e filosofico, per i quali sarebbe insostenibile ed infantile credere letteralmente alla Bibbia, mentre la cultura dominante semplicemente sorride a tale idea, compiaciuta della sua tolleranza nei confronti di ogni religione: “Quello ch’è stato è quel che sarà; quel che s’è fatto è quel che si farà; non v’è nulla di nuovo sotto il sole” (Eccl. 1:9). La fede cristiana non è un’illusione, un inganno per il quale una falsa impressione viene creduta realtà. Vide lontano Gamaliele, quando in pieno Sinedrio sostenne che “non vi occupate di questi uomini, e lasciateli stare; perché, se questo disegno o quest’opera è dagli uomini, sarà distrutta; ma se è da Dio, voi non li potrete distruggere, se non volete trovarvi a combattere anche contro Dio” (Atti 5:38, 39). La fede cristiana non è neppure l’attribuzione di consistenza ai propri sogni ma è provata realtà: “Poiché io v’ho prima di tutto trasmesso, come l’ho ricevuto anch’io, che Cristo è morto per i nostri peccati, secondo le Scritture; che fu seppellito; che risuscitò il terzo giorno, secondo le Scritture; che apparve a Cefa, poi ai Dodici. Poi apparve a più di cinquecento fratelli in una volta, dei quali la maggior parte rimane ancora in vita e alcuni sono morti” (I Cor. 15:3-6). Quanto questa convinzione di fede pervada l’essere stesso di un cristiano è facile capire dalla fedeltà e dalla passione profuse da tutti i veri credenti nella testimonianza dell’Evangelo. Ritornando all’immagine dell’esercito in marcia, si può aggiungere che il passo vigoroso dei primi cristiani era sostenuto da cuori fortificati in Cristo, altrimenti la lotta non sarebbe stata sostenibile. Uno storico affermava che “i sentimenti contano, nelle grandi lotte e nei moti popolari, più dei progetti ben definiti”. Nel caso della predicazione dell’Evangelo la fede comporta forti convinzioni, che determinano veri sentimenti, e tutto questo è di gran lunga più importante di ogni pianificazione o strategia ecclesiastica: “Poiché l’amore di Cristo ci costringe; perché siamo giunti a questa conclusione: che uno solo morì per tutti, quindi tutti morirono” (II Cor. 5:14). Il nostro tempo è dionisiaco, è caratterizzato cioè da sfrenatezza; i limiti imposti dal rigore mentale sono inesistenti, tutto è permesso, lecito e tollerato. I culti pentecostali, in molti casi, si sono ridotti alla manifestazione eclatante di emotività con poca sostanza spirituale: scomparsa l’eccitazione si dissolve con essa anche l’immagine di Cristo nel cuore. I sentimenti nuovi, che lo Spirito Santo ha posto nel credente, sono ben altra cosa, essi sono d’amore sincero verso Dio, gli uomini ed i fratelli in Cristo. Sono una calda carica di devozione e consacrazione alla causa dell’Evangelo, per essi ogni fatica risulta sopportabile ed ogni dolore superabile pur di glorificare Cristo. L’anno nuovo si distende dinanzi a noi come un nuovo campo di battaglia; marceremo per esso, lo attraverseremo silenziosamente in punta di piedi o barcolleremo per tutta la sua lunghezza in preda ad ebbrezza? “Sono stato crocifisso con Cristo, e non son più io che vivo, ma è Cristo che vive in me; e la vita che vivo ora nella carne, la vivo nella fede nel Figliuol di Dio il quale m’ha amato, e ha dato se stesso per me” (Gal. 2:20). Salvatore Cusumano EVANGELICO 1 - 15 GENNAIO 2005 3 CRISTIANI OGGI INCONTRI E RADUNI ADI P RIMA PAGINA BOLOGNA - CONVEGNO PASTORI E MONITORI ITALIA NORD EST Ringraziamo Dio per la chiesa di Bologna che ha messo a disposizione il proprio locale di culto, ospitando tale benedetto incontro, organizzato anche per sovvenire a quanti non hanno potuto partecipare al IX Convegno Nazionale delle Scuole Domenicali, tenutosi a Chianciano Terme (SI) nel mese di settembre. Siamo stati tutti incoraggiati dalla presenza del Signore e per l’ampia partecipazione di tanti, fratelli e sorelle, che manifestano affetto ed impegno verso l’Opera Sua. Sabato 16 Ottobre 2004, per i pastori e per quanti sono impegnati nel servizio della Scuola Domenicale nella zona Italia Nord Est, è stata una giornata di profonda edificazione spirituale. Per l’occasione abbiamo goduto del ministerio del fratello Vincenzo Martucci, pastore delle comunità di Asti e Genova. Durante la riunione di culto, la meditazione della Parola di Dio, tratta dall’episodio della resurrezione del figlio della Sunamita (cfr. II Re 4:8-37), ha abbondantemente benedetto i nostri cuori portandoci a svariate considerazioni sulla potenza di Dio e sulla nostra consacrazione. In modo particolare è stato rimarcato che quando il profeta Eliseo “… si coricò sul bambino …” (v. 34), dovette adeguarsi al suo piccolo corpo. Eliseo, poi, dopo che “… il corpo del bambino si riscaldò” (v. 34), ritornò a stendersi su di esso finché non diede chiari segni di vita, quando “… starnutì sette volte, e aprì gli occhi” (v. 35). È stato ribadito che occorre portare i nostri figli dinanzi al Signore, ma parlando in modo adeguato alla loro età, immedesimandosi nelle difficoltà che essi vivono. Inoltre, non dobbiamo sentirci appagati nel portare bambini o giovani a sperimentare soltanto “un po’ di calore”, ma bisogna perseverare per vederli salvati, rigenerati. Lo studio biblico, basato sull’affermazione dell’apostolo Paolo: “Bada a te stesso e all’insegnamento …” (I Tim. 4:16), ha ricordato che l’insegnante cristiano e l’insegnamento sono intimamente legati. Monitori e monitrici della Scuola Domenicale non impartiscono generici insegnamenti, bensì le Verità rivelate da Dio fissate nella dottrina biblica, con lo scopo primario che le anime vengano alla salvezza in Cristo. Alessandro Cravana XXX INCONTRO GIOVANILE DI ZONA ITALIA NORD-OVEST Siamo grati al Signore per come nel pomeriggio di sabato 27 novembre 2004 nel comune di Borgaro Torinese (TO), in una splendida giornata di sole, Dio ha concesso alle chiese del Piemonte, della Valle d’Aosta e della Liguria di lodare il Suo nome, di ringraziarLo e di ascoltare la Sua Parola. La sala congressi, presa in affitto per l’occasione, si è presto riempita di credenti e di giovani, al punto che non tutti hanno potuto usufruire dei posti a sedere ma, nonostante ciò, Dio ci ha particolarmente benedetti. Il fratello Giovanni Curci, pastore della chiesa del comune ospitante l’incontro, ha presieduto le due sessioni. Per l’occasione è stato invitato il fratello Antonino Manuguerra, pastore a Roma nel quartiere Romanina e collaboratore presso l’Istituto Biblico Italiano, il quale è stato lo strumento di cui Dio si è servito per lo studio e per la predicazione della Parola. Lo studio è stato tratto dal Vangelo di Giovanni al capitolo 8:30-32 e ci ha ricordato che i “veri discepoli di Cristo” possiedono determinate caratteristiche frutto della Verità, come la rigenerazione, la santificazione, la guida, la fedeltà e i relativi benefici che ne scaturiscono. Dopo una breve pausa, si è concluso l’incontro offrendo un culto al Signore. La predicazione della Parola è stata di grande benedizione, ricordando, a tutti i presenti, che Essa è stata scolpita nei nostri cuori. Il Signore aveva dato al Suo popolo le Tavole della Legge, e queste ultime erano state opera Sua, in quanto scritte con “il dito di Dio” (Esodo 31:18). Oggi, per la Sua grazia siamo divenuti noi stessi l’opera Sua, essendo“… una lettera di Cristo … scritta non con inchiostro, ma con lo Spirito dell’Iddio vivente; non su tavole di pietra, ma su tavole che son cuori di carne” (II Cor. 3:3). Ringraziando Dio di tutto ciò che ha fatto per noi in questa giornata, chiediamo alla fratellanza di continuare a pregare anche per la nostra zona, affinché Egli ci aiuti, in questi ultimi tempi, a continuare ad essere saldamente attaccati “… alla fedel Parola …” (Tito 1:9), l’unica che può recare salvezza e benedizione all’uomo. AVVISO La Redazione di Cristiani Oggi auspica a tutti i lettori un 2005 ricolmo delle benedizioni del Signore. Preghiamo ancora perché il quindicinale continui a svolgere la funzione per cui è sorto, vale a dire quella di un mezzo efficace di evangelizzazione, di informazione e di edificazione. Ricordiamo che la pubblicazione si sostiene esclusivamente con le generose offerte dei lettori. Marco Maccarrone CRISTIANI OGGI 4 1 - 15 GENNAIO 2005 P RIMA PAGINA FERRARA - RADUNO REGIONALE EMILIA ROMAGNA avrebbero potuto mollare, ma che invece Lo Spirito Santo ha furono vittoriosi sulla solitudine, sulla superficialità e sulla difficoltà. evidenziato ancora Nel pomeriggio, la Parola predicata è stata particolarmente toccante ed edificante, e una volta la tangibile è stata la presenza dello Spirito presenza e l’opera Santo. Il testo dal quale il fratello Esposito ha di Cristo Gesù, il predicato si trova in Isaia capitolo 42. Lo Spirito Santo ha evidenziato ancora una Servo dell’Eterno, volta la presenza e l’opera di Cristo Gesù, il Servo dell’Eterno, ciò che Egli non fa e ciò che Egli non fa ciò che, invece, Egli compie: 1. Egli non fa violenza a nessuno, “… non e ciò che, invece, griderà, non alzerà la voce, non la farà udire per le strade” (v. 2), ma con amore Egli compie “bussa alla porta del cuore” per fare del bene a coloro che Glielo permettono. 2. Egli non ci tratta per ciò che meritiamo: “Non spezzerà la canna rotta e non spegnerà il lucignolo fumante …” (v. 3), ma per la Sua infinita grazia ha pietà del peccatore. 3. Egli non si stanca di cercarci: “Egli non verrà meno e non si abbatterà finché …” (v. 4), desidera ancora salvare, battezzare nello Spirito Santo e chiamare altri al Suo servizio. Grazie a Dio per tutto ciò che ci ha concesso! Dopo un caloroso saluto i fratelli convenuti sono partiti per le rispettive città e comunità, portando ciascuno con sé il ricordo di una giornata passata alla presenza del Signore, arricchiti ancora una volta della Sua immutabile Parola. Desideriamo rendere noto a tutta la fratellanza che mercoledì 8 dicembre 2004 si è tenuto il consueto Raduno Regionale dell’Emilia Romagna a Fe ùrrara, in un Palazzetto dello Sport usato per il nostro scopo. Di tutto questo siamo immensamente grati a Dio e desideriamo ringraziarLo per le Sue benedizioni che ha versate copiose su di noi. Egli ha guidato ogni cosa e, alla fine, tutto è tornato per la Sua gloria e per la nostra edificazione. Ogni chiesa dell’Emilia Romagna ha partecipato ed eravamo circa 450 tra credenti e visitatori, che per i raduni della nostra regione è un numero considerevole. Siano rese grazie a Dio anche per la presenza di molte persone nuove, di cui alcune frequentano da qualche tempo la chiesa di Ferrara. Abbiamo, inoltre, gioito e siamo stati edificati dal coro di Ravenna al mattino e di Carpi (MO) nel pomeriggio, che hanno maestrevolmente cantato alla gloria di Dio. Particolare fonte di benedizione è stata, naturalmente, la Parola di Dio che, per l’occasione, ci è stata rivolta dal fratello Aniello Esposito, pastore della comunità di Lioni (AV) e diaspora. Il mattino si è tenuto lo studio biblico sul tema: “Tre motivi per mollare”. Ci è stata presentata la figura di tre valorosi guerrieri al servizio di Davide: Eleazar, Shamma e Benaia, tre uomini che Spigolature Bibliche Samuele Faia di Carlo H. Spurgeon PROVVIDENZA DIVINA “Or se Iddio riveste in questa maniera l’erba de’ campi che oggi è e domani è gettata nel forno, non vestirà Egli molto più voi, o gente di poca fede?” (Matteo 6:30) Gli abiti sono costosi e i credenti che dispongono di scarsi mezzi finanziari possono cadere nell’ansietà pensando a come faranno per comprare il prossimo vestito. Le suole sono consumate, come riusciranno ad acquistare le scarpe nuove? Possiamo vedere come il nostro saggio Signore ha provveduto anche per queste necessità! Il nostro Padre celeste riveste l’erba dei campi con tale splendore, superiore anche a quello di Salomone: non troverà anche il modo di rivestire i Suoi figliuoli? Possiamo essere certi che lo farà! Potranno anche esservi rappezzi e rammendi, ma un vestito lo avremo sempre. Un ministro dell’Evangelo forse scoprirà che i suoi vestiti sono quasi completamente consumati al punto che difficilmente potrà indossarli ancora; ma come servitore del Signore attende che il suo Maestro gli procuri un vestito. Accadde in una occasione che chi scrive ebbe l’opportunità di predicare dal pulpito di un suo caro amico presso il quale era in visita; a quel ministro dell’Evangelo venne in mente di raccogliere un’offerta, ed ecco così procurato il mio vestito. Di molti altri casi siamo stati spettatori quando coloro che hanno servito fedelmente il Signore hanno scoperto che Egli si è preoccupato perfino del loro guardaroba. Colui che ha creato l’uomo in modo tale che quando questi peccò ebbe bisogno di coprirsi, nella Sua misericordia sarà in grado di provvedere anche ai nostri abiti. Quelli che il Signore diede ai nostri progenitori erano di gran lunga migliori di quelli che riuscirono a procurarsi da sé stessi. 1 - 15 GENNAIO 2005 5 CRISTIANI OGGI LE MANI DI GIUSEPPE C ONTROCORRENTE Rinunziamo ad esercitare il controllo e la sovranità sulle nostre misere cose in favore di Colui che le benedirà, moltiplicherà e farà prosperare G iuseppe è, senza dubbio, una meravigliosa figura di Gesù Cristo, il nostro amato Signore e Salvatore. L’ingresso del patriarca nella casa e nella vita di Potifar è una parabola, semplice e allo stesso tempo più che efficace, del rapporto che Cristo Gesù desidera instaurare con noi: portare benedizione e prosperità a chiunque Lo accoglie e si fida di Lui. Che Dio voglia concedere a tutti noi di considerare “le mani” di Cristo almeno quanto Potifar considerò quelle di uno schiavo straniero acquistato per una manciata d’argento. della storia di tutta l’umanità. Gli inutili consulti al capezzale delle chiese in cerca di vere e profonde benedizioni potrebbero essere risparmiati ammettendo una semplice verità: l’insegnamento della sana dottrina biblica, della “fede, che è stata una volta per sempre tramandata ai santi” è spesso considerato un ostacolo al risveglio o comunque un fastidioso freno alla libertà dello Spirito. Nessuno di noi, forse, ha mai pensato di rinunciare intenzionalmente alle meravigliose, semplici e profonde dottrine che hanno “soffiato” sul fuoco di questo movimento pentecostale. Quante volte, Una grande verità “E il suo signore vide che l’Eterno gli faceva prosperare nelle mani tutto quello che intraprendeva” (v. 3) Prima di realizzare la benedizione divina il nobile egiziano dovette “vedere” che l’Eterno era con Giuseppe. Fu a partire da quella “intuizione” che egli prese delle decisioni che cambiarono la vita sua e della nazione innescando un procedimento che finì per influenzare il corso CRISTIANI OGGI Genesi 39:1-6 - Vers. Riveduta però, siamo tentati di riporle nei cassetti più bassi delle scrivanie per timore di essere antiprogressisti o pensando (intento generoso ma non innocente) di non renderci ostili le nuove generazioni? Quante eccezioni, distinguo, adeguamenti vengono proposti riguardo a norme bibliche sulle quali i nostri padri, ma anche i nostri fratelli maggiori nella fede non si sarebbero nemmeno sognati di mettersi a discutere. Oh se la nostra generazione ricordasse che, agli albori del secolo scorso, i primi a essere battezzati nello Spirito Santo, seppur apparentemente anticonformisti e stravaganti, si trovavano in una scuola biblica e non altrove! Il modo in cui la benedizione giunse in casa di Potifar c’insegna che non v’è nessuna grazia divina che non sia preceduta da e fondata su di un presupposto Possa lo Spirito Santo illuminarci e farci nitidamente vedere quelle mani un giorno affisse sulla croce per la nostra redenzione e che oggi tengono saldamente le sette stelle che sono gli angeli delle sette chiese, segno della Sua sovranità sull’Opera Sua Vance Havner LA PAROLA OGNI GIORNO Lo stile delle riflessioni di questo nuovo libro di meditazioni quotidiane, che accompagnano la lettura dei brani biblici di ogni giorno, è diretto, incisivo, spesse volte pungente e, per certi versi, provocatorio. Lo scrittore, con la sua tipica abilità espositiva, sfida pastori e membri di chiesa ad una rinnovata consacrazione a Dio e alla Sua opera, denunciando ogni forma di professionismo e di ipocrisia. Condanna ogni rilassatezza spirituale ed invita il lettore a “gettare la maschera” e a vivere una vita cristiana dedita all’evangelizzazione e al servizio. Potete richiederlo a: ADI-MEDIA - Via della Formica, 23 - 00155 ROMA Tel. 06/225.18.25 - 228.49.70 - Telefax 06/225.14.32 - c.c.p. 77604007 Email: [email protected] 6 1 - 15 GENNAIO 2005 C ONTROCORRENTE dottrinale, una verità rivelata irrinunciabile e imprescindibile. Quella che ci manda avanti senza dubbi né tentennamenti è questa: “Ogni cosa m’è stata data in mano dal Padre mio” (Luca 10:22). Tutto il potere è nelle Sue mani possenti, da quelle mani scaturisce tutto ciò di cui gli individui e le famiglie, le chiese ed i movimenti hanno bisogno e di cui non si possono privare se non a costo della propria vita. Una semplice fiducia “Potifar… gli mise nelle mani tutto quello che possedeva” (v. 4) Una volta intuita la verità, e dopo averne avuta la conferma, l’influente Potifar non esitò a mettere nelle mani di Giuseppe tutto quello che possedeva. Egli non si fermò alla teoria, non disse “come sarebbe bello se…”, ma – non temendo di mettersi contro i capi della sua servitù – consegnò ogni cosa nelle mani di quel giovane schiavo facendolo sovrintendente e governatore d’ogni suo bene. A partire da quel momento, il Lasciamo ogni cosa nelle mani del Signore Gesù Cristo, Colui che ha detto: “Ogni potere mi è stato dato in cielo e sulla terra”, rinunziamo ad esercitare il controllo e la sovranità sulle nostre misere cose in favore di Colui che le benedirà, moltiplicherà e farà prosperare Signore benedisse la casa dell’Egiziano per causa di Giuseppe e la benedizione del Signore fu su tutto ciò che aveva, in casa e in campagna. Un solo Signore per la casa e la campagna. Come dire che Potifar si fidava della capacità e della competenza di Giuseppe in tutti i suoi affari. Quanti cristiani contemporanei sono convinti che al Signore è meglio affidare soltanto una parte delle proprie incombenze mentre per le altre “ce ne possiamo occupare agevolmente noi”? Chi l’avrebbe mai detto che tanti eredi dei perseguitati dal fascismo avrebbero, per esempio, rinunciato, senza scomporsi, alla possibilità di esonerare i loro figli dall’insegnamento della religione cattolica per semplice pigrizia se non per timore di subire discriminazioni? Quante strategie, sotterfugi e compromessi vengono praticati per “aiutare Dio” a darci una mano nel lavoro, negli affari, nella vita personale e perfino nel nostro rapporto con Lui? Forse che il Dio di Daniele ha perso la ricetta per turar la bocca dei leoni? No! L’Iddio che provvede agli uccelli del cielo e riveste i gigli delle valli è ancora capace di far prosperare la casa e la campagna di quelli che Lo temono! Affidiamo nelle Sue preziose mani la nostra vita e il nostro futuro e non dubitiamo che Egli sia capace e competente per benedirci e farci prosperare. che “non s’occupava più di nulla”. Vale a dire che Potifar non gli domandava più conto di alcunché, tutto ciò che Giuseppe faceva andava bene. Poteva assumere e licenziare servitù, vendere e acquistare beni; stabilire, a suo giudizio, il prezzo di acquisto e di vendita per ogni prodotto e senza dare spiegazioni. Era diventato il “Governatore” di tutti i suoi beni. Alla fine, dimostrazione di estrema fiducia, Potifar “non esercitava più la sua sovranità” sulla propria casa né sui suoi averi. Si tratta, allo stesso tempo, di un esempio e di un rimprovero per tanti cristiani restii a lasciare ogni cosa nelle mani di Cristo, Colui che ha dato la sua vita per loro sulla croce. Quanti fallimenti, spirituali e materiali, hanno alla loro origine la pretesa di mantenere il controllo della situazione da parte dell’uomo? Quante volte, se non con le parole, con le nostre azioni abbiamo dimostrato di non fidarci di Dio fino al punto da lasciargli tutto nelle mani senza domandargli più conto di nulla? Vi è un tipo di truffa molto popolare che si basa su un princi- pio alquanto semplice: insinuare nella mente di un avaro il dubbio sulla solidità di una banca, indurlo a prelevare ingenti somme e poi derubarlo. Come ha potuto l’astuto tentatore spingere tanti cristiani a ritirare i loro beni, il loro futuro e quello dei loro figli, i loro affetti e tante altre cose dalla dorata banca del cielo per nasconderli nell’ammuffito materasso della vana fiducia umana finendo per essere derubati, ammazzati e distrutti? Sia sventato questo atroce inganno! Possa lo Spirito Santo illuminarci e farci nitidamente vedere quelle mani un giorno affisse sulla croce per la nostra redenzione e che oggi tengono saldamente le sette stelle che sono gli angeli delle sette chiese, segno della Sua sovranità sull’Opera Sua. Non solo le vogliamo vedere ma decidiamo di fidarci di Colui che ha fondato la Chiesa e la edifica a dispetto di qualunque nemico e strategia, umane e diaboliche. Se siamo in grado di vedere quelle possenti mani e scegliamo di fidarci di Lui potremo, infine, affidarci totalmente a Lui sapendo che Un totale arrendimento “Potifar lasciò tutto quello che aveva nelle mani di Giuseppe; e non s’occupava più di cosa alcuna, tranne del suo proprio cibo” (v. 6) L’esperienza di fede di Potifar non si fermò a questo. Lo Spirito Santo ha voluto concludere aggiungendo una nota, affatto superflua, per chiarire come il nobile egiziano “lasciò tutto” (non solo mise) nelle mani di Giuseppe e – perché il concetto fosse più chiaro – aggiunge 1 - 15 GENNAIO 2005 7 CRISTIANI OGGI Affidiamo nelle preziose mani di Gesù la nostra vita e il nostro futuro e non dubitiamo che Egli sia capace e competente per benedirci e farci prosperare “Colui che ha cominciato in noi un’opera buona, la condurrà a compimento”. Diversamente da Potifar, oggi noi abbiamo uno che è più che Giuseppe. Lasciamo ogni cosa nelle mani del Signore Gesù Cristo, Colui che ha detto: “Ogni potere mi è stato dato in cielo e sulla terra”, rinunziamo ad esercitare il controllo e la sovranità sulle nostre misere cose in favore di Colui che le benedirà, moltiplicherà e farà prosperare. Aniello Angelo S. Esposito TESTIMONIANZA PERSONALE E VANGELIZZARE O GGI mo che passa sempre da noi, è un santo uomo di Dio’” (II Re 4:8, 9). Il Signore ci ha dato nuove attitudini da quando ci ha salvati. 1. Un’attitudine di franchezza La gente che ci circonda deve vedere la luce della nostra testimonianza cristiana che brilla costantemente non ad intermittenza, perché soltanto allora, nel bisogno, saprà a chi rivolgersi! “Poiché Iddio ci ha dato uno spirito non di timidità, ma di forza e d’amore e di correzione. Non aver dunque vergogna della testimonianza del Signor nostro… non me ne vergogno, perché so in chi ho creduto” (II Timoteo 1:7, 8, 12) L Lo “spirito” di timidità consiste nel non avere la forza, il coraggio di osare parlando di Gesù a chi ci circonda. Infatti, si può vivere un cristianesimo “in segreto”, come Nicodemo e Giuseppe d’Arimatea (cfr. Giov. 3:2; 19:38). Si frequentano le riunioni, ma non si ha l’audacia, la forza di parlare agli altri di a nostra testimonianza personale è di fondamentale importanza per l’evangelizzazione: è la prima missione che il Signore ci ha affidato. Il mondo, i vicini di casa, i nostri amici, la famiglia di cui facciamo parte, tutti ci osservano. Se rendiamo loro una buona testimonianza, si porranno delle domande sulla nostra fede: questo vuol dire essere “sale della terra” (cfr. Matt. 5:13). Il sale fa venire sete e questo è l’effetto che deve produrre la nostra testimonianza personale, come per esempio quella del profeta Eliseo: “Or avvenne che un giorno Eliseo passava per Shunem, e c’era quivi una donna ricca che lo trattenne con premura perché prendesse cibo da lei; e tutte le volte che passava di là, si recava da lei a mangiare. Ed ella disse a suo marito: ‘Ecco, io son convinta che quest’uo- CRISTIANI OGGI Gesù. Lo “spirito di timidità” non ha alcuna giustificazione perché in Gesù non v’è nulla di cui vergognarsi, anzi semmai è Lui che dovrebbe scandalizzarsi di noi e invece “egli non si vergogna di chiamar(ci) fratelli” (Ebrei 2:11). Agendo così non si fornisce a chi ci circonda la possibilità di conoscere la salvezza in Cristo e di sperimentare la vita eterna: è una responsabilità: “Perché se uno si sarà vergognato di me e delle mie parole in questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figliuol dell’uomo si vergognerà di lui quando sarà venuto nella gloria del Padre suo coi santi angeli” (Marco 8:38). Vogliamo chiedere al Signore che ci aiuti a parlare di Lui senza alcun imbarazzo, anzi con franchezza: siamo missionari in questo mondo per i quali il Signore ha previsto un aiuto costante: “E dopo ch’ebbero pregato, il luogo dov’erano raunati tremò; e furon tutti ripieni dello Spirito Santo, e annunziavano la parola di Dio con franchezza (Atti 4:31). 2. Un’attitudine di forza (Matteo 10:16-20) Lo “spirito” di forza è l’opposto dello “spirito” di timidezza. Per una testimonianza efficace è necessario parlare ed agire, insomma vivere una vita conforme alla volontà di Dio: “Chi dunque avrà violato uno di questi minimi comandamenti ed avrà così insegnato agli uomini, sarà chiamato minimo nel regno de’ cieli; ma chi li avrà messi in pratica ed insegnati, esso sarà chiamato grande nel regno dei cieli” (Matt. 5:19) e bisogna essere perseveranti: “Bada a te stesso e all’insegnamento; persevera C. H. Spurgeon LE SETTE PAROLE DALLA CROCE Il Signore Gesù, nella Sua agonia ha dimostrato, una volta di più, la perfezione che Lo ha sempre caratterizzato. In ogni frase che ebbe a pronunciare possiamo riscontrare una incomparabile profondità di significato, e quando le singole espressioni vengono unite insieme, nessun ragionamento umano può sfiorare la loro altezza. Chiunque mediti su queste parole sarà in grado, tramite la guida dello Spirito Santo, di farne risaltare vari aspetti estremamente significativi. Potete richiederlo a: ADI-MEDIA - Via della Formica, 23 - 00155 ROMA Tel. 06/225.18.25 - 228.49.70 - Telefax 06/225.14.32 - c.c.p. 77604007 Email: [email protected] 8 1 - 15 GENNAIO 2005 E VANGELIZZARE O GGI in queste cose, perché, facendo così, salverai te stesso e quelli che ti ascoltano” (I Tim. 4:16). Insomma la gente che ci circonda deve vedere la luce della nostra testimonianza cristiana che brilla costantemente non ad intermittenza, perché soltanto allora, nel bisogno, saprà a chi rivolgersi! In questa missione sappiamo di non essere soli, perché “la luce del mondo” è con noi: “Voi siete la luce del mondo; una città posta sopra un monte non può rimaner nascosta” (Matt. 5:14); “Or Gesù parlò loro di nuovo, dicendo: ‘Io son la luce del mondo; chi mi seguita non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita’” (Giov. 8:12); “Andate dunque, ammaestrate tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figliuolo e dello Spirito Santo, insegnando loro d’osservar tutte quante le cose che v’ho comandate. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell’età presente (Matt. 28:19, 20). Se agiamo da soli, siamo impotenti, ma se il Signore è con noi vedremo dei risultati benefici: la nostra testimonianza sarà efficace e produrrà frutto. A volte è sufficiente soltanto un gesto, non servono chissà quante parole perché Cristo Gesù sia visibile in noi. In altre occasioni, invece, può sembrarci che la persona con cui siamo entrati in contatto sia totalmente indifferente. Se veramente è così, non ci rimane che pregare per lei. Spesso invece è proprio l’indifferenza un segno che le persone sono interessate, soltanto che non vogliono ammetterlo: la Parola di Dio sta operando nei loro cuori per lo Spirito Santo! In questa missione il Signore ci darà la forza: “L’Eterno darà forza al suo popolo; l’Eterno benedirà il suo popolo dandogli pace” (Salmo 29:11). 3. Un’attitudine di saggezza (Giacomo 1:2-8) A volte possiamo anche stupire e perdere le persone cercando un contatto nel modo sbagliato, avvicinandoci a loro con l’atteggiamento meno opportuno, dicendo delle cose che non dovremmo dire. Da qui la necessità di essere ripieni di uno “spirito” di saggezza. Vi possono essere delle situazioni che non sappiamo come prendere, quando per esempio dobbiamo dire delle parole d’edificazione e non le abbiamo. Allora abbiamo bisogno dello “spirito” di saggezza. Quando viene una persona nuova in chiesa è saggio non mitragliarla con parole e versetti biblici, ma mostrarci innanzi tutto aperti, gentili e cortesi, salutandola con rispetto ma con affetto. Si può essere animati dallo “spirito” di franchezza e di forza, ma se manca la saggezza la nostra testimonianza sarà inefficace: “Il frutto del giusto è un albero di vita, e il savio fa conquista d’anime” (Prov. 11:30); “Il cuore del savio gli rende assennata la bocca, e aumenta il sapere sulle sue labbra” (16:23). Nell’ambito familiare, per esempio, la nostra testimonianza cristiana deve manifestarsi più in atti che in parole: “Non si accende una lampada per metterla sotto il moggio; anzi la si mette sul candeliere ed ella fa lume a tutti quelli che sono in casa. Così risplenda la vostra luce nel cospetto degli uomini, affinché veggano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è ne’ cieli” (Matt. 5:15, 16). Potremo fare del bene ai nostri famigliari, ai figli senza dire molte parole, innanzi tutto con le azioni, con l’esempio. Possiamo insegnare ai nostri figli i buoni precetti morali della Scrittura, ma ciò sarà maggiormente efficace quando accompagneremo l’insegnamento con le azioni, con la vita pratica, con il nostro esempio. I figli osservano i genitori e viceversa. Nella nostra testimonianza personale preoccupiamoci saggiamente di fare in modo che nei nostri affari, sul posto di lavoro, nelle nostre reazioni emotive, nel modo di affrontare le difficoltà, la gloria di Dio risplenda in noi. “Quello che facciamo parla più forte di quello che diciamo”. Nella famiglia qualcuno può accettare il Signore sulla base della nostra testimonianza perso- nale. È questo il banco di prova più duro: Signore dacci saggezza! Non è sufficiente che insegniamo qualcosa, ma è necessario che lo viviamo! 4. Un’attitudine d’amore (Levitico 19:17, 18) È l’attitudine che ci permette d’amare tutti quelli che si perdono lontano da Dio. Non corrisponde all’apertura del carattere, alla facilità nell’iniziare rapporti d’amicizia, anche se tutto questo è positivo, ma è quell’attitudine che ci porta a sacrificare noi stessi, se necessario, per il bene supremo delle anime. Viene da Dio e non è una qualità naturale del carattere: “Or la speranza non rende confusi, perché l’amor di Dio è stato sparso nei nostri cuori per lo Spirito Santo che ci è stato dato” (Rom. 5:5); “Il frutto dello Spirito… è amore” (Galati 5:22). Gesù ci ha mostrato questo tipo d’amore, che non è fatto di parole, ma di un sentimento che conduce ad 1 - 15 GENNAIO 2005 9 atti concreti: “E come Gesù fu sbarcato, vide una gran moltitudine e n’ebbe compassione, perché erano come pecore che non hanno pastore; e si mise ad insegnar loro molte cose. Ed essendo già tardi, i discepoli gli s’accostarono e gli dissero: ‘Questo luogo è deserto ed è già tardi; licenziali, affinché vadano per le campagne e per i villaggi d’intorno a comprarsi qualcosa da mangiare’. Ma egli rispose loro: ‘Date lor voi da mangiare’. Ed essi a lui: ‘Andremo noi a comprare per dugento danari di pane e daremo loro da mangiare?’” (Marco 6:34-37). Non è una dote naturale tanto che i discepoli ai quali Gesù disse: “Date lor voi da mangiare” (v. 37/a) pensarono più alla loro stanchezza che alla fame della moltitudine (cfr. v. 37/b). Non v’è vera raccolta senza amore, senza passione per le anime! “Quelli che seminano con lagrime, mieteranno con canti di gioia” (Salmo 126:5). Infatti, non è soltanto un dovere né tanto meno una professione: è una missione. Abbiamo bisogno di essere rivestiti di uno “spirito” di franchezza, di forza, di sag- CRISTIANI OGGI gezza e d’amore: “Ed ecco, io mando su voi quello che il Padre mio ha promesso; quant’è a voi, rimanete in questa città, finché dall’alto siate rivestiti di potenza” (Luca 24:49)! Eliseo Cardarelli Abbiamo bisogno di essere rivestiti di uno “spirito” di franchezza, di forza, di saggezza e d’amore: “Ed ecco, io mando su voi quello che il Padre mio ha promesso; quant’è a voi, rimanete in questa città, finché dall’alto siate rivestiti di potenza” (Luca 24:49)! LA POTENZA DEL “LIBRO” L A M IA S TORIA Tutte quelle parole le serbavo nel mio cuore, c’era in me il desiderio di conoscere di più, di capire perché quel Libro fosse così speciale R ingrazio il Signore per l’opportunità che mi dà di raccontare la mia testimonianza. Sono il fratello Giuseppe Caruso e sono nato il 28 Febbraio 1922 a Filadelfia, in provincia di Vibo Valentia. Non provengo da una famiglia cristiana evangelica, eravamo otto figli e conoscevamo il Signore secondo la tradizione: un Dio che veniva portato a spalla quando c’erano le feste in paese. Ringrazio, però, Gesù perché ha voluto che un giorno fossi separato dalla mia famiglia terrena per entrare nella famiglia cristiana e fare la Sua volontà. All’età di quattordici anni, infatti, mi sono trasferito per lavorare a Roma insieme a mio padre e a mio zio, fratello di mia madre. Avevo quello che volevo, i soldi, i divertimenti, ma non ero soddisfatto, avevo bisogno della gioia, ma non sapevo che esisteva un Dio così grande che poteva entrare nel mio cuore e consolarmi. Un giorno mio zio comprò in Piazza Vittorio un libro e la sera lo leggevamo insieme, il titolo del libro era “La Bibbia”. Ogni sera mio zio ci leggeva quei passi della Genesi dove si racconta di come Dio creò l’uomo e la donna e li portò nel Giardino del- l’Eden, dove realizzavano la presenza e la gioia del Signore, di come l’uomo poi peccò e fu allontanato dal cospetto di Dio. Tutte quelle parole le serbavo nel mio cuore, c’era in me il desiderio di conoscere di più, di capire perché quel Libro fosse così speciale, ma nessuno sapeva rispondere alle mie domande; sentivo dentro qualcosa che mi diceva che quella era “La Via”. Nel 1940 sono partito per il servizio militare, ho lasciato Roma e successivamente mi sono ritirato nel mio paese d’origine. Durante il giorno spesso mi recavo a Filadelfia, ma nel mio cuore mi sen- CRISTIANI OGGI tivo profondamente turbato, non ero felice. Poi, conobbi una ragazza con la quale mi fidanzai. La prima sera in cui sono stato ospite in casa sua, il padre prese due libri che usavano leggere la sera davanti al fuoco, uno era un romanzo, mentre l’altro era la Bibbia. In quella sera risuonava nel cuore quella stessa Voce che mi parlava quando ero a Roma, dicendomi: “Prendi il Libro e vedrai che quello che stai cercando lo troverai lì”. Prendemmo la Bibbia e iniziammo a leggerla ad alta voce. Con mia grandissima gioia scoprii che si trattava dello stesso libro che mio zio ci leggeva e che aveva toccato il mio cuore. Chiesi allora come mai avessero quel libro e quale fosse il suo significato. Mio suocero mi rispose che era giunto loro in dono da parte di un parente dall’America e che ne era stata proibita la lettura da parte degli esponenti della religione ufficiale, nessuno dei quali era in grado di spiegarlo appieno. Intanto mi sono sposato e nel 1947 accadde una cosa bellissima. Il cognato di mio suocero, colui che aveva inviato dall’America quella copia della Bibbia, scrisse alla nostra famiglia una lettera per chiederci se leggevamo il libro che ci aveva inviato e se ne avevamo avuto beneficio. Mio suocero gli rispose scrivendo che leggevamo sempre la Bibbia e che ora anche il genero, cioè io, e la figlia, cioè mia moglie, la leggevamo ogni giorno, ma che nessuno di noi era in grado di intenderla e spiegarla. Dopo diversi giorni ricevemmo un’altra lettera dall’America dove il cognato di mio suoce- A. M. Hodgking CRISTO IN TUTTE LE SCRITTURE Questo volume è un classico della letteratura evangelica del mondo anglosassone ed è fondato sull’ispirazione totale e plenaria delle Scritture, rivelando come il ministerio e la vita di Cristo, il divino Salvatore, siano nascosti in ogni libro dell’Antico Testamento con le figure, o tipi, e con le profezie che hanno avuto il loro adempimento nel Nuovo. A quasi un secolo dalla sua prima apparizione, quest’opera è pubblicata nella nostra lingua e, certamente, sarà di grande ispirazione per tutti gli “amanti” della Parola di Dio, i quali ne trarranno ispirazione ed edificazione. Potete richiederlo a: ADI-MEDIA - Via della Formica, 23 - 00155 ROMA Tel. 06/225.18.25 - 228.49.70 - Telefax 06/225.14.32 c.c.p. 77604007 - Email: [email protected] 10 1 - 15 GENNAIO 2005 L A M IA S TORIA ro ci diceva di essere molto contento del nostro interessamento per la Scrittura, e ci annunciava che presto in Calabria sarebbe giunto dall’America un credente, il fratello Provenzano, che ci avrebbe spiegato il messaggio della Parola di Dio e di come Gesù è venuto per salvare tutti quelli che Lo ricevono come loro personale Salvatore e Signore. Non appena il fratello Provenzano arrivò in Calabria, subito mio suocero lo contattò ed egli testimoniò di Cristo Gesù e la salvezza entrò in casa sua. Subito iniziarono a testimoniare di Cristo con zelo e fervore ovunque e ad organizzare culti in casa di mio suocero ed anche in casa mia. All’inizio ero combattuto dentro di me se frequentare o meno quelle riunioni, ma sentivo una voce che con- Il Signore conosce ogni cosa e vuole che il Suo popolo sia riunito per lodare il Suo Nome e ricevere i Suoi doni tinuamente mi ripeteva: “Vai e troverai quello che cerchi!”, mentre dall’altro lato sentivo come un’altra voce che mi diceva: “Non andare, perché se andrai perderai tutta la tua libertà!”. Alla fine cedetti e grazie a Dio andai con mia moglie ai culti e lì accettammo Cristo Gesù come nostro personale Salvatore e Signore. Nel mio cuore c’era una profonda gioia e sentivo la presenza del Signore che mi aveva lavato con il Suo prezioso sangue, che aveva soddisfatto il mio bisogno, appagato il vuoto che era in me e, finalmente, la ricerca del mio cuore era terminata. Avevo trovato la libertà! Nel 1951 ho fatto il battesimo in acqua nel locale della chiesa di San Vito sullo Ionio, testimoniando dell’opera che Dio aveva compiuto in me. Mentre scendevo nelle acque battesimali, c’era dentro me una forte presenza dello Spirito Santo tanto che non riuscivo a parlare. Con la salvezza ed il desiderio di servire il Signore vennero anche le persecuzioni: il nemico sapeva che aveva perso la sua battaglia con me e ha mandato delle prove nella mia vita già dal giorno stesso del mio battesimo in acqua. Al rientro a casa, infatti, ero pie- no di gioia e della presenza di Dio e sentivo il desiderio di raccontare ai miei genitori quello che Dio aveva compiuto in me ma, non appena lo feci, si scagliarono contro di me dicendomi che ero un traditore. Mio padre voleva addirittura picchiarmi e prendermi a bastonate, nonostante fossi un uomo sposato e con due figli. Per anni interi non ha più voluto avere a che fare con me, cambiava strada quando m’incontrava, e se lo andavo a trovare a casa, pren- deva il cappello e usciva. Io, però, non mi sono perso d’animo e quella sera stessa, rientrato a casa con mia moglie, tenemmo una riunione di culto che iniziò alle 20:00 e terminò alle 2:00 di notte: in tutti noi c’era una profonda gioia e il desiderio di cercare la faccia del Signore e di parlare di Lui agli altri. Presto l’opera di Dio crebbe nel paese e, nonostante le persecuzioni operate dalla religione ufficiale nei nostri confronti, Dio apriva le strade: da che eravamo sei credenti, tre fratelli e tre sorelle, molti accettarono Gesù come loro Signore e Salvatore tanto che, ben presto, fu necessario provvedere un locale di culto perché in casa non c’entravamo più. Ho avuto per anni il privilegio di servire il Signore nella chiesa di Filadelfia. Le prove e le difficoltà certamente non sono mancate, tra cui la lunga malattia di mia moglie che mi ha portato a dover abbandonare il mio paese d’origine per trasferirci a Roma dove avrebbe ricevuto cure più adeguate. Ciò ha inizialmente portato un gran dolore e scoraggiamento nella mia vita perché non volevo abbandonare i miei fratelli e sorelle in Cristo e la mia comunità, ma il Signore si è sempre mostrato fedele e ci ha aiutati nel cammino, ci ha fatto crescere nelle Sue vie e non si è dimenticato di noi, anche quando noi In quella sera risuonava nel cuore quella stessa Voce che mi parlava quando ero a Roma, dicendomi: “Prendi il Libro e vedrai che quello che stai cercando lo troverai lì” abbiamo vacillato e siamo stati deboli. Ringrazio il Signore per come durante la lunga malattia di mia moglie mi ha confortato e spesso mi ha sostenuto nello scoraggiamento: più volte ho sentito, per la Parola di Dio e la presenza dello Spirito Santo, la Sua dolce voce assicurarmi che non avrei dovuto temere perché mia moglie sarebbe vissuta. Così è stato, abbiamo avuto la gioia di vedere i nostri figli crescere e accettare Cristo come loro Salvatore, sposarsi ed avere a loro volta dei figli. Il Signore conosce ogni cosa e vuole che il Suo popolo sia riunito per lodare il Suo Nome e ricevere i Suoi doni! AVVISO IMPORTANTE Giuseppe Caruso Chiediamo la generosa collaborazione dei lettori del Giornale in quanto, a causa del notevole aumento dei costi della stampa e della spedizione, abbiamo attualmente un debito molto gravoso. Vi preghiamo di inviare il vostro contributo volontario utilizzando il Conto Corrente Postale n. 72198005, intestato a: CRISTIANI OGGI - Via dei Bruzi, 11 - 00185 Roma. Vi siamo grati fin da ora per la vostra generosa collaborazione. 1 - 15 GENNAIO 2005 11 (La Direzione) CRISTIANI OGGI C RONACA I TALIANA TORINO VIA CHALLANT - Giornata di evangelizzazione “E disse loro: Andate per tutto il mondo e predicate l’evangelo ad ogni creatura …” (Marco 16:15). Il 13 Marzo 2004, per la zona Italia Nord Ovest (Piemonte, Liguria e Valle D’Aosta), è una data da registrare nella storia delle chiese locali. Infatti, i fratelli incaricati al coordinamento, in sinergia con il Comitato di Zona, hanno organizzato una giornata d’evangelizzazione nella provincia di Torino, che ha coinvolto molte chiese. Il tutto si è svolto oltre le nostre aspettative. Dopo un appello fatto dai pastori alle rispettive comunità, circa in 200 credenti ci siamo incontrati alle ore 9 del mattino nei locali della chiesa di Via Challant di Torino, dove sono stati formati i gruppi per l’evangelizzazione delle varie zone. Dopo aver preso tutto il materiale utile (opuscoli, gazebo, tavolini e microfoni con adeguata amplificazione), armati di buona volontà, di fede, di coraggio e consapevoli della necessità della presenza del nostro Signor Gesù Cristo con noi, ci siamo diretti ognuno ai comuni designati, in tutto sette, nella provincia di Torino. Abbiamo avuto la possibilità di distribuire molti volantini ed avere contatto con diverse persone, molte delle quali hanno accettato sia l’opuscolo sia la nostra conversazione, alcune hanno chiesto di pregare per loro e altre hanno promesso di partecipare alle nostre riunioni di culto. Non sono mancati coloro che hanno mostrato indifferenza e qualcuno si è addirittura irritato, ma tutto sommato possiamo dire che il risultato è stato positivo. Quando è terminata l’evangelizzazione abbiamo fatto ritorno alla chiesa di Torino dove ci aspettavano alcuni fratelli e sorelle, che con amore avevano preparato degli squisiti cibi che abbiamo mangiato con piacere. Alle ore 16:00, in 500 credenti circa, eravamo radunati per offrire un culto al Signore presieduto dal pastore Angelo Gargano. Particolare è stato il momento delle testimonianze quando alcuni fratelli e sorelle hanno raccontato degli episodî della giornata. Mi è sembrato di vivere quei momenti quando i settanta, dopo la missione di evangelizzazione, tornando pieni di gioia, dissero a Gesù: “… ‘Signore, anche i demòni ci sono sottoposti nel tuo nome’” (Luca 10:17). Era come se dicessero: “È veramente bello evangelizzare!”. Tutti dovremmo evangelizzare mentre abbiamo la possibilità di farlo, perché arriverà il giorno in cui non avremo più le occasioni per lavorare e portare persone al Signore. Durante la riunione di culto sono stati significativi i momenti della lettura e della meditazione della Parola di Dio, trasmessaci dal fratello Giuseppe Crapanzano, che ha edificato i nostri cuori prendendo spunto dal testo biblico di II Samuele 5:17-25. Verso le ore 18:00 terminavano il culto e quella giornata da ricordare per le meravigliose benedizioni celesti. Non finiva, però, nei cuori di tutti coloro che hanno partecipato il desiderio di organizzare delle altre giornate simili nel prossimo futuro. Incoraggiamo noi stessi e tutti i credenti a intensificare l’opera di evangelizzazione, sia personale che comunitaria, per provare la gioia di vedere persone che accettano la salvezza in Cristo Gesù. Cogliamo l’occasione di chiedervi di pregare per la nostra vasta zona, perché il Signore ci usi per raggiungere le località dove non c’è ancora una nostra testimonianza evangelica. Per tutto ciò rendiamo grazie al Signore. Francesco Lazzaro PARMA - Incontro di zona Sabato I maggio 2004, oltre 1300 credenti delle nostre chiese della zona Italia nord-est si sono riuniti nella città di Parma in un palazzetto dello sport preso in fitto per l’occasione. È stato un giorno di grande benedizione e ringraziamo Dio per la presenza del fratello Edward Menaldino, proveniente dalla comunità di Philadelphia, U.S.A., servitore del Signore conosciuto e stimato dalla fratellanza italiana. Il raduno è iniziato alle ore 10:30 intonando le meravigliose parole del cantico che dice: “Non ci sarà mai più bella storia come quella del divin Amor …”. Il fratello Vincenzo Specchi ha presieduto il culto mattutino e, dopo una parola di benvenuto, ha dato spazio per la presentazione delle varie comunità della zona. Prima di passare alla predicazione della Parola di Dio, il coro della comunità di Vicenza ha cantato degli inni, poi il fratello Menaldino ha letto il testo di Apocalisse 3:20. Nella predicazione è stata sottolineata l’importanza di permettere al Signore di entrare e dimorare nel nostro cuore, in modo che la Sua presenza possa trasformare potentemente la nostra vita. Dopo aver consumato il pranzo al sacco e aver goduto comunione fraterna, alle ore 15:00 eravamo nuovamente tutti insieme alla presenza del Signore. Il fratello Simone Caporaletti, che presiedeva il culto pomeridiano, dopo aver incoraggiato a cantare alcuni bellissimi e, soprattutto, edificanti cantici del nostro Innario, non tanto conosciuti dalle nuove generazioni (che Dio ci aiuti a riscoprire la bellezza e l’eredità spirituale che abbiamo nell’Innario che usiamo nelle CRISTIANI OGGI nostre chiese), ha introdotto i fratelli e le sorelle delle comunità di Rimini che hanno cantato alcuni inni, portando edificazione all’assemblea. Il fratello Menaldino, è stato ancora una volta lo strumento che Dio ha usato per ministrarci la Parola di Dio. Il passo letto per la meditazione è stato quello di I Cronache 22:19 che dice: “Disponete dunque il vostro cuore e l’anima vostra a cercare l’Eterno ch’è il vostro Dio; poi levatevi, e costruite il santuario dell’Eterno Iddio, per trasferire l’arca del patto dell’Eterno e gli utensili consacrati a Dio, nella casa che dev’essere edificata al nome dell’Eterno”. La predicazione della Parola di Dio ha esortato tutti a fissare lo sguardo su Cristo Gesù, per vivere una vita consacrata completamente al Signore, in modo che Dio possa fare di ciascuno di noi un tempio santo alla gloria dell’Eterno. Dopo il messaggio della Parola di Dio, abbiamo trascorso del tempo prezioso alla presenza del Signore, permettendo allo Spirito Santo di agire nella nostra vita. Riconoscenti a Dio per la Sua Parola, per le abbondanti benedizioni e per la comunione fraterna, nel prendere la via di ritorno, resta nel cuore il vivo desiderio di servire il Signore nella comunità locale, mantenendo il legame di comunione con i fratelli della vasta zona Italia nord-est e con tutta la fratellanza nella nostra nazione e all’Opera di Dio alla quale apparteniamo per grazia del Signore. Paolo Faia 12 1 - 15 GENNAIO 2005 C RONACA I TALIANA BORGARO TORINESE (TO) SCALETTA ZANCLEA MARINA (ME) Profondamente grati al Signore per la Sua benedizione, desideriamo far partecipe la fratellanza che nel giorno di domenica 30 maggio 2004, nella comunità di Borgaro Torinese (To), si è svolto un culto di battesimi, nel corso del quale cinque nuovi credenti hanno testimoniato della salvezza in Cristo e del desiderio di servirLo. Tra questi, tutti giovani compresi tra i 17 e i 27 anni, quattro fanno parte della comunità di Borgaro, il quinto della comunità di Chivasso (To). Per l’occasione abbiamo avuto la gradita visita del fratello Aldo Siviero, pastore delle chiese di Nola, Miano e Casamarciano (Na), che ha ministrato la Parola di Dio leggendo da Genesi capitolo 19. Il Signore ci ha benedetto grandemente insieme ai numerosissimi credenti in visita ed ai molti amici, che per la prima volta hanno ascoltato il messaggio dell’Evangelo. Nel giorno di domenica 6 giugno abbiamo, invece, avuto una riunione di Cena del Signore. Strumento per la predicazione della Parola di Dio è stato, in questa circostanza, il fratello Giovanni Villari, pastore delle comunità di Siracusa e Palazzolo Acreide (Sr), che ha meditato da Giovanni 13:18-30. Abbiamo goduto dell’intima comunione con il Signore e con la fratellanza. Sicuri che Iddio sostiene e fa crescere la Sua meravigliosa opera, preghiamo perché essa possa progredire anche attraverso le nostre deboli mani. A Scaletta Zanclea, ridente paesino della riviera ionica messinese, nella comunità ADI, il 29 agosto ed il 5 settembre 2004 si sono svolti alla gloria di Dio un servizio di battesimi ed un altro di Cena del Signore. Nella prima occasione quattro neofiti sono scesi nelle acque battesimali confessando che Gesù è il Signore davanti a numerosi credenti provenienti dalle comunità circonvicine e a molti visitatori commossi dalla predicazione della Parola di Dio e dallo svolgimento del battesimo secondo le Sacre Scritture. È stato gradito ospite il fratello Michele Motolese, pastore della comunità di Mazzo di Rho (MI), il quale ha annunciato la Parola di Dio meditando in II Corinzi 5:11-21. Il predicatore ha messo in evidenza che chi ha commesso un delitto deve essere condannato e non altri possono espiare la colpa, ma grazie siano rese a Dio che ha mandato Gesù a prendere su di Sé i nostri peccati. Le religioni presentano altri intermediari ma uno solo è il Mediatore: Gesù Cristo. Il privilegio più grande dell’uomo è essere riconciliato con Dio. Nella seconda occasione abbiamo celebrato un servizio di Cena del Signore, in cui, attraverso i simboli e del pane e del vino, abbiamo ricordato la morte, la resurrezione e l’attesa del ritorno del nostro caro Gesù. Il fratello Giuseppe Melluso, pastore della chiesa di Messina, ha meditato in Giovanni 12:23-36 ed ha evidenziato che la morte di Gesù era necessaria per l’opera di salvezza, per il perdono dei nostri peccati. La crocifissione di Gesù non fu un errore politico, religioso o giudiziario, ma fu l’adempimento delle Sacre Scritture e Gesù lo ricordò ai due discepoli di Emmaus (cfr. Luca 24:25-27). Il nemico delle anime nostre vuole mettere dubbi, amarezze e timori ma “… il sangue di Gesù … ci purifica da ogni peccato” (I Giov. 1:7). Queste riunioni sono state di grande incoraggiamento per la comunità che vuole andare avanti “… per la fede che è stata una volta per sempre tramandata ai santi” (Giuda 3). Pregate per noi affinché nella nostra zona la Parola di Dio si spanda e sia onorata per la salvezza di tanti, per la nostra crescita e maturità spirituale e per la gloria di Dio. Giovanni Curci I neofiti di Borgaro ** Torinese (TO) CARLENTINI (SR) e LENTINI (SR) “Getta il tuo pane sulle acque, perché dopo molto tempo lo ritroverai” (Ecclesiaste 1:1, 2). Sia ringraziato il Signore perché anche quest’anno ci ha permesso d’avere servizi d’evangelizzazione all’aperto nei vari paesi circostanti la provincia di Foggia. Abbiamo avuto la possibilità di distribuire volantini inerenti alla Parola di Dio e copie del Vangelo di Giovanni con grande interesse da parte di chi ascoltava. Il giorno 4 settembre 2004, nella piccola comunità di Carapelle, abbiamo avuto un servizio di Cena del Signore ricordando il sacrificio di Gesù. Il messaggio della Parola di Dio è stato predicato dal fratello Lorenzo De Fano. Il giorno 11 settembre 2004 abbiamo ricevuto la visita del fratello Saverio Eronia, pastore della comunità di Rionero in Vulture (PZ). Tutti insieme abbiamo condiviso grandemente e con gioia la presenza del Signore che con la Sua Parola, ci ha incoraggiato sempre più a fare la Sua volontà. Erigere una tenda evangelistica è un fatto usuale ma sempre importante per le nostre comunità sparse in tutto il territorio nazionale. Ciò è accaduto anche per le chiese A.D.I. di Carlentini e Lentini (i due paesi sono praticamente uniti), che hanno deciso di annunciare assieme la Buona Novella, in un contesto in cui la sola cittadina di Lentini ospita ben 17 gruppi cristiani acattolici, ognuno indipendente dall’altro. Per i pastori delle suddette comunità, Gaetano Tagnese e Salvatore Ciofalo, e per la fratellanza tutta, è stata una buona opportunità di testimonianza poter installare dal 6 al 12 settembre 2004 una tenda evangelistica nel territorio di Carlentini (SR). I cittadini dei due Comuni, avvisati per mezzo di volantini e manifesti, hanno avuto l’opportunità di ascoltare la Parola di Dio durante tutta quella settimana, e parecchie persone sono intervenute. Durante quei giorni, il Signore ha benedetto ogni cosa e l’intervento dei fedeli delle due comunità è stato compatto ed armonioso, tanto da poter dimostrare che, in un contesto di disgregazione ed anarchia religiosa, coloro che praticano la stessa etica e vivono gli stessi lineamenti dottrinali possono, con armonia e animati della stessa esperienza di fede fondata sulla Bibbia, realizzare il piano di Dio. Coloro che sono stati presenti durante le riunioni hanno potuto constatare, per la grazia e la gloria di Dio, l’unità della fede nella verità della Scrittura. Antonio Malamisura Salvatore Ciofalo CARAPELLE (FG) 1 - 15 GENNAIO 2005 13 CRISTIANI OGGI GIOVANI CREDENTI... O FIGLI DI CREDENTI? G IOVANI O GGI Stiamo insegnando ai nostri giovani, anzitutto con il nostro esempio, che la vera realizzazione è in Gesù Cristo? È molto bello vedere tanti bambini e ragazzi che affollano le diverse classi della Scuola Domenicale. Un giorno, non molto lontano, questi bambini e ragazzi diventeranno adolescenti e frequenteranno le riunioni giovanili. L’adolescenza è un periodo così bello… ma anche così difficile e delicato. Tanti pensano che i giovani siano la “chiesa di domani”… ma perché, invece, non possono essere la “chiesa di oggi”? Forse perché si pensa che per fare un’esperienza con il Signore bisogna raggiungere l’età adulta? O forse perché, sempre più spesso, si sente che è giusto che i giovani facciano le loro esperienze. Ma quali e che tipo di esperienze devono fare i nostri giovani? Non sarebbe meglio che prima che facciano le esperienze esterne, che spesso sono mortificanti e lasciano conseguenze dolorose con i traumi che ne conseguono, realizzino una reale e profonda esperienza salvifica con Cristo? E poi, perché pensare che le esperienze negative sono necessarie per maturare meglio? Chiediamoci se davvero è sempre così. Quanti giovani abbiamo visto non frequentare più le riunioni di culto, o frequentare la comunità soltanto per far piacere ai propri genitori, dopo un’amara e traumatica esperienza con il mondo, che ha lasciato in loro ferite indelebili? Oggi, sempre più spesso, tanti giovani si allontanano dalla propria comunità per il delirio dell’interazione con gli altri. È ovvio, non possiamo chiuderli in casa oppure ovattarli in chiesa, ma è nostra responsabilità far capire che fuori non è tutto “oro quello che luccica”. Diciamo la verità: quante famiglie di credenti ogni giorno fanno un culto familiare? Ovvero, leggere la Bibbia e pregare assieme ai propri figli? Quanti veramente si impegnano e si informano con i monitori della Scuola Domenicale se i propri figli progrediscono nella comprensione e nel desiderio delle cose spirituali? Eppure si è molto solerti, nel volergli dare un’adeguata istruzione scolastica, e altre attività parascolastiche, spesso a costo di tanti sacrifici e rinunce. Per carità, non è un male… ma è un male trascurare o mettere in secondo piano le attività spirituali. Non è una grande delusione rendersi conto che tanti giovani, spesso non hanno fatto una reale esperienza con Cristo, malgrado siano cresciuti nelle nostre comunità? Non è una grande amarezza per i pastori e genitori constatare che oggi, sempre più spesso, i nostri giovani hanno la sindrome di Dina, la figlia di Giacobbe che “… uscì per vedere le ragazze del paese …” di Sichem (Gen. 34:1), con tutte le conseguenze dolorose che questa esperienza spesso comporta? Come stiamo insegnando i nostri giovani a inserirsi nella società? Ricordiamo che essi, CRISTIANI OGGI 14 spesso, sono lo specchio dell’insegnamento che gli abbiamo dato. Dove vengono attinti i valori che diamo loro? Ricordiamo che i valori autentici li troviamo dove sempre sono stati: nella Parola di Dio. Stiamo insegnando ai nostri giovani, anzitutto con il nostro esempio, che la vera realizzazione è in Gesù Cristo? Non dimentichiamo che la vera felicità e realizzazione si raggiunge nel cercare “… prima il regno e la giustizia di Dio …” (Matt. 6:33). Il nostro obiettivo non deve essere vedere solo tanti figli di credenti che riempiono i banchi delle nostre comunità, ma dei giovani credenti 1 - 15 GENNAIO 2005 Quello che più importa è aiutare i nostri giovani a realizzare la cosa più importante della loro esistenza: la salvezza in Cristo Gesù che, fin dalla loro adolescenza, facciano una reale e genuina esperienza con il Signore. Non importa se questo comporta qualche rinuncia a qualche attività sportiva o qualche voto più basso a scuola; quello che importa è aiutare i nostri giovani a realizzare la cosa più importante della loro esistenza: la salvezza in Cristo Gesù. Salvatore Ciofalo COMUNICAZIONI CRISTIANI OGGI ABBONATEVI PER IL 2005 Quindicinale delle Chiese Cristiane Evangeliche “Assemblee di Dio in Italia” nella maturità spirituale. Pertanto, nella certezza che questa pubblicazione debba continuare a svolgere il proprio compito di evangelizzazione e di edificazione per cui è stata fondata, invitiamo tutti a rinnovare al più presto l’abbonamento a “Cristiani Oggi” per il 2005. Come ogni anno, accluso ad una copia del quindicinale, riceverete un bollettino di conto corrente pre-stampato per inviare l’offerta-abbonamento per l’anno 2005. Corre l’obbligo di ricordare a tutti i lettori che Cristiani Oggi non riceve finanziamenti da alcun’altra fonte che non siano le offerte libere e volontarie dei propri lettori e per questo non abbiamo mai indicato una quota fissa annuale per ricevere il quindicinale. Come già nel passato, a titolo puramente indicativo Vi comunichiamo che le spese vive per la stampa e la spedizione di 23 numeri del giornale per il 2004 ammontano a circa 30 euro. Vi invitiamo a rinnovare subito l’abbonamento perché anche l’offerta più modesta è comunque un grande aiuto, senza la quale quest’opera di fede non potrebbe continuare. Cari lettori, Dio volendo, nel 2005 Cristiani Oggi raggiungerà il suo ventiquattresimo anno di vita. Il quindicinale ha continuato la sua attività grazie al sostegno di migliaia di lettori fedeli, che hanno mostrato il loro interesse con la preghiera, le lettere di apprezzamento e le offerte inviate. Nonostante le difficoltà e i ritardi postali, ancora purtroppo frequenti, anche nel corso dell’anno 2004 abbiamo potuto pubblicare circa 370 pagine di articoli di edificazione spirituale, di evangelizzazione, di studio biblico, di attualità, di notizie sull’attività delle comunità e di informazione in genere sulla realtà delle Chiese Cristiane Evangeliche “Assemblee di Dio in Italia”. Abbiamo anche potuto pubblicare articoli inviatici appositamente dall’estero, nonché scritti di un nutrito numero di pastori italiani, che svolgono anche questo impegno con dedizione e costanza, come espressione di servizio volontario e gratuito. La nostra speranza è di aver corrisposto, con l’aiuto di Dio e nella consapevolezza che le opere umane sono sempre imperfette, alle Vostre aspettative e risposto, nella guida del Signore, a interrogativi pressanti, contribuendo così alla Vostra crescita nella conoscenza delle Scritture e 1 - 15 GENNAIO 2005 La Redazione 15 CRISTIANI OGGI RADIOEVANGELO Acireale (CT) 92,500+92,800 MHz Agrigento 98,500 MHz Atena Lucana (SA) 88,400 MHz (rip. Napoli) Atina (FR) 90,000 MHz (rip. Sora) Bari 91,500 MHz Benevento 88,800 MHz (rip. Napoli) Bologna 88,450 MHz 88,300 MHz Cagliari 101,750 MHz Cassino (FR) 89,200 MHz (rip. Sora) Catania 91,000 MHz Crotone - Caccuri 107,400 MHz (rip. Isola Capo Rizzuto) Frosinone 89,100 MHz (rip. Roma) Gela (CL) 104,200 MHz Giarre (CT) 93,400 MHz 93,800 MHz Ginosa (TA) 102,300 MHz Gravina (BA) 103,500 MHz Isola Capo Rizzuto (KR) 104,900 MHz Isola Liri (FR) 101,450 MHz (rip. Sora) Latina – Sonnino 101,700+93,550 MHz (rip. Roma) Matera 98,300 MHz Melito di Porto S. 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Questa raccolta non vuole essere un “trattato dogmatico” ma soltanto delle considerazioni, quanto più possibile obiettive alla luce dell’insegnamento globale della Bibbia, ritenuta legittimamente “la ispirata Parola di Dio, unica, infallibile ed autorevole regola della nostra fede e condotta”. Possa questa modesta iniziativa trovare il gradimento di tutti coloro che, fedeli a “Tutto l’Evangelo”, continuano a “… combattere strenuamente per la fede che è stata una volta per sempre tramandata ai santi” (Giuda 3). Oltre ai volumi singoli, è disponibile un cofanetto molto elegante contenente tutti e tre i testi. Potete richiederli a: ADI-MEDIA - Via della Formica, 23 - 00155 ROMA - Tel. 06/22.51.825 - 22.84.970 - Telefax 06/22.51.432 c.c.p. 77604007 - Email: [email protected] CRISTIANI OGGI Quindicinale delle Chiese Cristiane Evangeliche “Assemblee di Dio in Italia” Direzione, Redazione e Amministrazione: Via dei Bruzi, 11 - 00185 ROMA - Tel. 06/49.15.18-06/49.11.65 - Email: [email protected] Versamenti sul c/c postale n. 72198005 intestato a: Cristiani Oggi, Via dei Bruzi, 11 - 00185 ROMA - Registrazione n. 12/82 del 7/1/1982 - Tribunale di Roma La pubblicazione è distribuita a membri e simpatizzanti delle Chiese Cristiane Evangeliche A.D.I. ed è sostenuta da offerte volontarie. In conformità alla legge 675/96 sulla tutela dei dati personali, la Redazione di Cristiani Oggi garantisce l’assoluta riservatezza di quelli di cui è in possesso. 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