(Allegato 1) SCHEDA PROGETTO PER L’IMPIEGO DI VOLONTARI IN SERVIZIO CIVILE IN ITALIA ENTE 1. Ente proponente il progetto: AZIENDA UNITA’ SANITARIA LOCALE DI RIETI 2. Codice di accreditamento: 3. Albo e classe di iscrizione: NZ00516 REGIONE LAZIO 3 CARATTERISTICHE PROGETTO 4. Titolo del progetto: Il Servizio Civile nei Distretti socio-sanitari e nei Presidi ospedalieri 5. Settore ed area di intervento del progetto con relativa codifica (vedi allegato 3): ASSISTENZA: A16 – SALUTE 6. Descrizione del contesto territoriale e/o settoriale entro il quale si realizza il progetto con riferimento a situazioni definite, rappresentate mediante indicatori misurabili: CONTESTO TERRITORIALE L’Azienda USL di Rieti opera sull’intero territorio provinciale, il quale si estende su una superficie di 2.754 Kmq, comprende 73 comuni, e la popolazione totale all’01/01/2005 è di 153.258 abitanti. 1 Contesto geo-morfologico: 2 L’Azienda: A) è articolata in cinque Distretti e, precisamente: • Distretto Montepiano - Reatino n. 1; con sede in Viale Matteucci n. 9 - Rieti • Distretto Mirtense n. 2; con sede in Via Finocchieto s.n.c. - Poggio Mirteto • Distretto Salario n. 3; con sede in Viale Europa n. 13 – Osteria Nuova di Poggio Moiano • Distretto Salto - Cicolano n. 4; con sede al bivio per Petrignano – Pescorocchiano • Distretto Alto Velino n. 5; con sede in Largo Ragazzi del Mondo s.n.c. – Antrodoco Dati demografici: 3 B) attraverso i tre Presidi ospedalieri di Rieti, Magliano Sabina e Amatrice gestisce direttamente n. 602 posti letto; C) gestisce direttamente i seguenti Poliambulatori: • presso il Distretto 1 Montepiano – Reatino: - Ospedale “San Camillo de Lellis” di Rieti; - Poliambulatorio ASL – sede; - Poliambulatorio Contigliano; - Poliambulatorio Leonessa; - Consultorio Rieti; - Consultorio Contigliano; - Consultorio Cittaducale; - Consultorio Leonessa; - U.T.R. Rieti; • presso il Distretto 2 Mirtense: - Ospedale “Marzio Marini” di Magliano Sabina; - Poliambulatorio Poggio Mirteto; - Consultorio Poggio Mirteto; - U.T.R. Poggio Mirteto; • presso il Distretto 3 Salario: - Poliambulatorio Osteria Nuova; - Poliambulatorio Passo Corese; - Consultorio Passo Corese-Osteria Nuova; - U.T.R. Passo Corese-Osteria Nuova; • presso il Distretto 4 Salto-Cicolano: - Poliambulatorio Fiumata; - Poliambulatorio S. Elpidio; - Consultorio Salto-Cicolano (Sede di Borgorose); - U.T.R. Salto-Cicolano (Sede di Borgorose); • presso il Distretto 5 Alto Velino: - Ospedale “Francesco Grifoni”di Amatrice; - Poliambulatorio Antrodoco; - Consultorio Antrodoco; - U.T.R. Antrodoco; D) comprende le seguenti strutture “provvisoriamente accreditate”: - Laboratorio analisi “Igea” s.n.c., Largo F. Spadoni, 4 (zona Perseo) – Rieti; - Laboratorio analisi “Salus” s.r.l. Viale Matteucci, 23 – Rieti; 4 - Laboratorio analisi “S. Anna” s.a.s. Viale della Stazione, 81/A - Antrodoco; - Laboratorio analisi “O’ Bios” s.r.l. Via Salaria Km 53 – Poggio Moiano; - Laboratorio analisi “Sabino” s.r.l.; Via Servilia, snc – Fara Sabina; - Laboratorio analisi “S.Anastasia” s.r.l. Via Micangeli, 22-Borgorose; - Laboratorio analisi “SA.FI.M.” s.a.s. Via del Fante- Fiumata di Petrella Salto - Studio radiologico “LUTEMADUE” s.r.l. V.le Matteucci, 1/B – Rieti; - Istituto fisioterapico “S.I.S.S”. a.r.l., Via Canali, 8 – Rieti; - Istituto fisioterapico “S. Valentino” s.r.l., Via G. Matteotti, 83 – Poggio Mirteto; - Centro Riabilitativo ex art. 26 L. 833/1978 “Mondo Riabilitazione” srl, Via A. Segoni, 4 – Collevecchio. E) comprende le seguenti strutture private “autorizzate”: - Studio Analisi Cliniche “Bianchetti e Ferzi” s.n.c., Via G. Marconi , s.n.c. – Casperia (RI); - Analisi Cliniche “Forano”, Loc. Pozzolane, 5/A – Forano (RI); - Istituto Fisioterapico “I.T.E.R. s.r.l.”, Via Servilia s.n.c. – Passo Corese di Fara Sabina (RI); - Istituto Fisioterapico “Programma Salute s.a.s. di Angelucci ”, Viale Morroni, 18/A – Rieti; - Istituto Fisioterapico “Davinci” di Falconi Catia, Via Labro, 7 – Rieti; - Centro Kinesiterapia Medica “Kimed s.r.l.”, Via Micioccoli, 2 - Rieti; - RSA “Casa Serena”, Via B. Riposati, 38-40-42 – Rieti; - RSA “Santa Rufina”, loc. Santa Rufina – Cittaducale; - RSA “Residenza Cirene”, loc. S.Egidio – Torri in Sabina; - Centro Riabilitativo “ RIA Riabilitazione”, Piazza Bachelet – Rieti; - Centro Riabilitativo “Centro Cori” – Fara Sabina. 5 Il Distretto socio-sanitario Funzioni del Distretto Il Distretto sanitario costituisce la sede naturale dell’incontro fra domanda e offerta, il luogo delle funzioni di governo a livello locale. Svolge azioni di promozione di stili di vita sani tra la popolazione, ed è chiamato a concorrere alla riduzione delle disuguaglianze di salute. Nell’ambito della cosiddetta “assistenza sanitaria di base” svolge le seguenti funzioni: • salute sessuale, riproduttiva e materno-infantile; • salute pediatrica, vaccinazioni e alimentazione; • salute adolescenziale e dei giovani adulti; • cure primarie: assistenza medica, specialistica e infermieristica di base, compreso il pronto intervento, la guardia medica e la medicina legale; • cure intermedie; • sanità pubblica e del lavoro, tutela degli ambienti di vita e di lavoro; • salute mentale e riabilitazione, compresa l’assistenza domiciliare integrata, con particolare riferimento all’handicap fisico e mentale e alla popolazione anziana. Il Distretto rappresenta l’interlocutore degli Enti locali e costituisce la struttura di riferimento per la cittadinanza per quanto attiene il proprio territorio e sviluppa maggiore autonomia e responsabilizzazione nel fornire una risposta integrata ai bisogni dei propri cittadini. Attività dei Distretti: - valutazione della domanda/bisogno dei cittadini; valutazione dell’appropriatezza della domanda e delle risposte assistenziali; programmazione delle attività territoriali sanitarie e sociosanitarie; Elaborazione con gli Enti locali, con le Aziende di un Piano di zona; presa in carico e continuità assistenziale; salute della donna e dell’età evolutiva, che garantisce la tutela della salute dell’infanzia-adolescenza e della donna; tutela, riabilitazione e presa in carico dell’utente disabile adulto; tutela della salute mentale e riabilitazione dell’età evolutiva; cure primarie, che garantiscono l’assistenza primaria e innanzitutto la continuità assistenziale; cure intermedie: tramite il coinvolgimento dei medici di Medicina Generale e con il supporto degli infermieri di Distretto; medicina specialistica territoriale ed in particolare attività di cardiologia, diabetologia, pneumologia ed oncologia; assistenza domiciliare integrata indirizzata a persone affette da malattie croniche; tossicodipendenze, alcolismo ed abusi di ogni genere; medicina legale; assistenza farmaceutica; popolazione immigrata. 6 I Presidi Ospedalieri I principi ispiratori della funzione ospedaliera sono: - organizzazione orientata per intensità di cura (ambulatoriale, day surgery, day hospital, intensiva, week hospital); - organizzazione centrata sul ruolo della professione infermieristica e tecnica nel governo dei processi assistenziali; - razionalizzazione e centralizzazione dei servizi (radiologia, laboratorio, CUP, sistema di accettazione, sistema informativo, etc.); - sviluppo del governo clinico e della qualità dei percorsi, con forte attenzione alla qualità assistenziale e all’integrazione interdipartimentale e con i servizi territoriali; - sviluppo continuo dei percorsi di umanizzazione (logistica, comfort, facilità di accesso, sicurezza); - consolidamento delle competenze direzionali per lo sviluppo di processi di riorganizzazione e di innovazione; - omogeneità e rafforzamento del modello dipartimentale anche attraverso l’attivazione di un Comitato dei Direttori di Dipartimento e di Gruppi Operativi Interdipartimentali; - valorizzazione delle attività di eccellenza interne con sviluppo di partnership con altre aziende ospedaliere e sanitarie e con strutture di offerta private; - attenzione alle potenzialità di sviluppo legate all’attività liberoprofessionale. Il Presidio Ospedaliero eroga prestazioni sanitarie specialistiche in regime di ricovero ed ambulatoriale nelle modalità previste dal Piano Sanitario Nazionale e Regionale, nel rispetto dei Livelli Essenziali di Assistenza e del principio dell’appropriatezza. Il Presidio Ospedaliero è dotato di autonomia gestionale e trova opportune rappresentazioni nel sistema amministrativo contabile dell’Azienda. 7 I Presidi Ospedalieri sono aggregati nel Polo Ospedaliero al fine di realizzare sinergie ed integrazioni, di contenere i costi di gestione e di assicurare vantaggi all’utenza. Il Polo Ospedaliero dell’Azienda USL di Rieti è articolato nel: • Presidio Ospedaliero di Magliano Sabina • Presidio Ospedaliero di Amatrice • Presidio Ospedaliero di Rieti Quanto al bacino territoriale e alla struttura dei tre Presidi: • Il Presidio Ospedaliero di Magliano Sabina “Marzio Marini” è situato nella piccola cittadina di circa 4.000 abitanti, raccoglie un bacino d’utenza relativo alla Bassa Sabina di circa 30.000 abitanti, e, vista la posizione geografica che lo colloca ai confini della Provincia di Rieti, ampia il suo bacino d’utenza a circa 40.000 abitanti, raccogliendo anche quella delle limitrofe province di Viterbo e Roma (Nord), fino ad arrivare alla vicinissima Regione dell’Umbria. 8 • Il Presidio Ospedaliero di Amatrice “Francesco Grifoni” è situato nell’estremo nord della provincia reatina, all’interno del territorio montano del paese di Amatrice, la cui popolazione non raggiunge i 3.000 abitanti; tuttavia il bacino d’utenza, che per i soli comuni della provincia di Rieti quali Accumoli e Cittareale è di circa 15.000 abitanti, abbraccia anche centri appenninici delle confinanti province abruzzesi di Teramo e L’Aquila, nonché di Ascoli Piceno (Marche). • Il Presidio Ospedaliero di Rieti “S. Camillo de Lellis” è situato nel Capoluogo di Provincia, comune di circa 47.000 abitanti, ma ha un bacino di utenza che è stimabile in circa 120.000 abitanti, dato che serve direttamente, oltre alla Città di Rieti, paesi limitrofi che risultano fra i più popolosi della Provincia, come Cittaducale, Antrodoco, Leonessa, Poggio Bustone e Contigliano, ma in generale utenza proveniente da tutti e cinque i Distretti socio-sanitari del territorio provinciale. 9 CONTESTO SETTORIALE Il bacino d’utenza che giornalmente afferisce in media ai cinque Distretti sociosanitari dell’Azienda USL (CUP – Centro Unico di Prenotazione) per prenotare prestazioni specialistiche ambulatoriali, è il seguente: Distretto 1 Montepiano Reatino (Sede: Via delle Ortensie) Utenza giornaliera Distretto 2 Mirtense Distretto 3 Salario (Sede: Via Finocchieto) (Sedi: Passo Corese e Osteria Nuova) (Sede: S. Elpidio Pescorocchiano) 200 250 35 250 Distretto 4 Salto Cicolano Distretto 5 Alto Velino (Sede: Antrodoco) 40 L’afflusso giornaliero presso il CUP dei singoli presidi ospedalieri è il seguente: Utenza giornaliera Presidio Ospedaliero di Magliano Sabina Presidio Ospedaliero di Amatrice Presidio Ospedaliero di Rieti 160 50 550 I BISOGNI RILEVATI E LA DOMANDA DEI SERVIZI Il 30% circa dell’utenza elencata in tabella, suddivisa per aree distrettuali, abbisogna delle attività dei volontari per informazione, orientamento e accompagnamento, in un’ottica di ottimizzazione dei servizi offerti, attraverso la riscoperta di un rapporto umano più accogliente. A tale riguardo è importante sottolineare che l’utenza è costituita da un alto tasso di popolazione anziana, soprattutto per i presidi di Amatrice e Magliano Sabina, la quale abbisogna maggiormente di aiuto. 7. Obiettivi del progetto: OBIETTIVO GENERALE • Offrire all’utenza dei cinque Distretti socio-sanitari e dei tre Presidi ospedalieri un servizio di ascolto e di accoglienza più diretto ed immediato che possa soddisfare non solo le richieste relative ai servizi erogati ma che riesca nel contempo a privilegiare il rapporto umano con l’utente nella fruizione dei servizi offerti. OBIETTIVI SPECIFICI • Potenziamento delle attività di informazione che rappresentano la fase strategica della valutazione della domanda e della relativa decodifica. • Servizio di accoglienza ed accompagnamento dell’utente nei diversi poliambulatori e uffici del Distretto e i reparti dei Presidi ospedalieri, con particolare riferimento ai bisogni di persone anziane, disabili e immigrati al fine di facilitarne la fruizione dei servizi offerti. • Partecipazione con gli utenti alle attività sociali previste dal piano di zona in collaborazione con gli enti locali. • Supporto alle attività previste dal CAD (Centro Assistenza Domiciliare) indirizzate verso le persone affette da malattie croniche e deficit multipli che determinano disabilità e non autosufficienza. 10 • • Supporto alle attività del CUP (Centro Unico di Prenotazione). Accompagnamento dell’utente non deambulante, o comunque con ridotte capacità deambulatorie, presso il servizio di FKT e i reparti dei Presidi ospedalieri. Indicatori • Aumentare di almeno 80 unità le persone che ogni giorno saranno accompagnate nei servizi nelle strutture dei Distretti e dei Presidi ospedalieri • Implementare la qualità del servizio del CAD - Assistenza domiciliare attraverso il sostegno e l’attività di compagnia, aiuto nelle attività quotidiane, sostegno morale e materiale. 8. Descrizione del progetto e tipologia dell’intervento che definisca dal punto di vista sia qualitativo che quantitativo le modalità di impiego delle risorse umane con particolare riferimento al ruolo dei volontari in servizio civile: 8.1 Piani di attuazione previsti per il raggiungimento degli obiettivi PIANI PREPARATORI (prima dell’arrivo dei volontari) -Piano per la definizione degli ambiti e della tipologia dell’intervento • Incontri con rappresentanti dei Distretti socio-sanitari della ASL e dei Presidi ospedalieri (OLP); • Incontri con i coordinatori dei diversi servizi dei Distretti e dei Presidi ospedalieri. -Piano per la definizione delle risorse umane necessarie • Analisi dell’attuale pianta organica dei Distretti e dei Presidi ospedalieri per individuare le figure professionali in grado di offrire supporti e risposte idonee al progetto. -Piano per la definizione degli aspetti logistici • Incontri con i tecnici per individuare attrezzature e materiale necessario per le attività da svolgere; • Incontri per individuare gli spazi fisici e l’idoneità degli spazi stessi su cui avviare le attività proposte. PIANI OPERATIVI (dopo l’arrivo dei volontari) -Piano delle attività • Incontri con i Responsabili dei Distretti e dei Presidi Ospedalieri (OLP) per la scelta delle attività idonee al progetto e coerenti con gli obiettivi di una maggiore funzionalità dei servizi proposti e il supporto sempre più adeguato alle fasce deboli (anziani, disabili e immigrati); • Incontri con gli operatori e le figure che opereranno nei diversi ambiti per la individuazione dei luoghi e i servizi dove sono maggiormente presenti le persone che necessitano di un supporto; • Incontri con gli operatori dei CAD e dei CUP per individuare le aree più problematiche e le concrete a attività da svolgere. 11 -Piano della comunicazione • Interna: elaborazione di uno schema di report trimestrali che ogni équipe del progetto invierà al Responsabile del Servizio Civile della ASL, e che conterrà gli elementi più significativi delle attività da intraprendere; • Esterna: elaborazione di una strategia complessiva per comunicare le attività svolte dai volontari presso le diverse strutture aziendali, pubblicate sul sito internet della Azienda USL di Rieti: www.asl.rieti.it Diagramma di Gantt Mesi Azioni Formazione generale Formazione specifica Promozione e pubblicizzazione Attività di informazione Supporto e accompagnamento degli utenti appartenenti alle fasce deboli della popolazione Supporto delle attività dei CAD Monitoraggio interno Valutazione finale 1° 2° 3° 4° 5° 6° 7° 8° 9° 10° 11° 12° 8.2 Complesso delle attività previste per la realizzazione dei piani di attuazione. PIANI PREPARATORI (prima dell’arrivo dei volontari) -Piano per la definizione degli ambiti e della tipologia dell’intervento Attività • Predisposizione ed organizzazione di uno sportello informativo che tenga i contatti con le strutture dei Distretti, dei Presidi ospedalieri e l’ASL di Rieti; • Incontri con gli operatori del Presidio ospedaliero o del Distretto di assegnazione, finalizzati alla mappatura dei bisogni e delle risorse e delle priorità da perseguire. -Piano per la definizione delle risorse umane necessarie Attività • Riunione con il Direttore di Distretto e del Presidio ospedaliero con le differenti équipes della struttura per una analisi approfondita delle competenze da mettere in campo per l’attuazione del progetto; • Individuazione di operatori in grado di essere riferimento per le attività esterne alla struttura. -Piano per la definizione degli aspetti logistici Attività • Definizione degli acquisti del materiale necessario per le attività svolte dai volontari su indicazione del direttore del Distretto e del Presidio Ospedaliero. 12 PIANI OPERATIVI (dopo l’arrivo dei volontari) -Attività • • • Incontri con i Direttori dei Distretti e dei Presidi ospedalieri per la scelta delle attività idonee al progetto e coerenti con gli obiettivi da perseguire, mediante un maggiore supporto alle fasce più deboli (anziani, disabili e immigrati); Incontri con i Direttori dei Dipartimenti e con gli operatori ospedalieri per l’individuazione dei luoghi e dei servizi dove sono maggiormente presenti utenti che necessitano di un supporto mirato; Incontri con gli operatori del CUP per individuare le aree più problematiche e le concrete attività da svolgere. Attività informativa: Verrà svolta prioritariamente a livello verbale (front-office), con la stampa e la distribuzione di opuscoli informativi finalizzati all’informazione sui servizi del Distretto e dei Presidi Ospedalieri allo screening per la previsione dei tumori, all’educazione sanitaria, alla sensibilizzazione sul ricorso alle vaccinazioni, ecc. Attività di accompagnamento: Potenziare il lavoro relazionale con l’utenza, accordando al colloquio, mediante l’impiego dei volontari, spazi più ampi e tranquilli, che il dipendente, data la continua affluenza della stessa, non può concedere. Condurre fisicamente l’utente verso il servizio richiesto. Attività di monitoraggio qualitativo: Distribuzione del questionario di gradimento agli utenti che verranno accolti agli sportelli; elaborazione dei dati relativi con cadenza semestrale. Attività di supporto burocratico: Aiuto all’utente nella compilazione di stampati per richiesta di prestazioni sanitarie. Attività di socializzazione e di apertura all’esterno: Visite domiciliari ai pazienti in Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) in affiancamento agli operatori socio-sanitari. Il servizio di assistenza domiciliare del Distretto si configura come un’attività ambulatoriale domiciliare a quei pazienti che per gravi patologie, o non deambulanti, necessitano di un servizio medicoinfermieristico e sociale domiciliare. L’attività del Volontario in questo caso è finalizzata a stabilire con il paziente privo di nucleo familiare un rapporto di dialogo e comprensione. -Piano della comunicazione • Interna: elaborazione di uno schema di report trimestrali che ogni équipe del progetto invierà al Responsabile del Servizio Civile della ASL, e che conterrà gli elementi più significativi delle attività da intraprendere; 13 • Esterna: elaborazione di una strategia complessiva per comunicare le attività svolte dai volontari presso le diverse strutture aziendali, pubblicate sul sito internet della Azienda USL di Rieti: www.asl.rieti.it OBIETTIVO ATTIVITA’ PREVISTA TEMPI DI ATTUAZIONE Potenziamento delle attività di informazione che rappresentano la fase strategica della valutazione della domanda e della relativa decodifica. Attività di Front Office: - Ascolto - Decodifica - Informazione Al termine della Formazione Generale e Specifica, fino a fine Servizio. Servizio di accoglienza ed accompagnamento dell’utente nei diversi poliambulatori e uffici del Distretto, al fine di facilitarne la fruizione dei servizi offerti. Intensificazione del lavoro relazionale quotidianamente svolto con l’utenza. Potenziamento dell’ascolto a livello qualitativo. Conduzione fisica dell’utente verso il servizio richiesto. Integrazione delle attività dei volontari in Servizio Civile con quelle delle associazioni di volontariato già operanti all’interno delle Strutture ospedaliere. Al termine della Formazione Generale e Specifica, fino a fine Servizio. Partecipazione alle attività previste dal CAD (Centro Assistenza Domiciliare) indirizzate verso le persone affette da malattie croniche e deficit multipli che determinano disabilità e non autosufficienza. Visite domiciliari ai pazienti in Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) in affincamento agli operatori socio-sanitari. Al termine della Formazione Generale e Specifica, fino a fine Servizio. 14 8.3 Risorse umane complessive necessarie per l’espletamento delle attività previste, specificando se volontari o dipendenti a qualunque titolo dell’ente. Per il raggiungimento degli obiettivi prefissati sarà coinvolto il personale ASL dipendente del Distretto socio-sanitario e del Presidio ospedaliero, che dedicherà parte del proprio tempo e le proprie competenze in base alle necessità richieste dal progetto. L’Azienda USL di Rieti comprende un personale dipendente che, alla data del 20 maggio 2007, è pari a 1796 unità ed è distinto come segue: 8.4 Ruolo ed attività previste per i volontari nell’ambito del progetto. RUOLO: Promuovere un aiuto personalizzato più efficace ed efficiente ad integrazione di quello già svolto dal personale dipendente AUSL, umanizzare il rapporto cittadino-istituzione, sostenere un processo di integrazione delle persone disabili, anziane e immigrate al fine di stabilire relazioni interpersonali significative. ATTIVITA’: - Supporto alle attività di informazione relativa ai servizi offerti dell’AUSL in generale e dal Distretto o dal Presidio di riferimento in particolare; - Supporto nel fornire gli orari degli ambulatori specialistici e degli operatori al fine di evitare all’utente lunghi tempi di attesa; - Supportare gli utenti fornendo, se il caso lo richiede, una guida dei servizi del Distretto socio-sanitario o del Presidio ospedaliero; - Supporto e aiuto concreto e diretto alle persone disabili, anziane e immigrati nel disbrigo di pratiche amministrative, compilazione stampati, pagamento ticket, ecc., da realizzarsi nell’ambito dei servizi interessati; 15 - - - - - Supporto durante le visite domiciliari ai pazienti in Assistenza Domiciliare Integrata (ADI); Affiancamento agli operatori socio-sanitari nelle attività con persone affette da malattie croniche e deficit multipli che determinano disabilità e non autosufficienza; accompagnamento dell’utente all’interno della struttura distrettuale o ospedaliera, in particolar modo dell’anziano e del disabile per la fruizione di prestazioni medico-specialistiche, sociali, burocraticoamministrative, protesica, invalidità civile, CUP, CAD, FKT; Accompagnamento fisico dell’utente, in caso di necessità (anziani, disabili, immigrati), presso i reparti ospedalieri e i vari presidi poliambulatoriali; Collaborazione e integrazione delle attività del Volontario con quelle delle associazioni di volontariato già operanti all’interno della struttura ospedaliera (in particolare A.R.VO. e A.I.P.A.) Distribuzione del questionario di gradimento dei servizi offerti ed elaborazione informatica dei relativi dati. 9. Numero dei volontari da impiegare nel progetto: 22 10. Numero posti con vitto e alloggio: 0 11. Numero posti senza vitto e alloggio: 22 12. Numero posti con solo vitto: 0 13. Numero ore di servizio settimanali dei volontari, ovvero monte ore annuo: 14. Giorni di servizio a settimana dei volontari (minimo 5, massimo 6) : 30 5 15. Eventuali particolari obblighi dei volontari durante il periodo di servizio: • • • • • Obbligo di riservatezza sui documenti e i dati visionati; in particolare è necessario osservare gli obblighi previsti dalla D.Lgs 196/03 sulla Privacy in merito al trattamento dei dati personali e dei dati sensibili. Obbligo di seguire le indicazioni dell’operatore locale di progetto e dei responsabili o referenti dei servizi. Rispetto degli obblighi di riservatezza circa le notizie relative all’Azienda USL di cui si venga a conoscenza sia durante che dopo lo svolgimento del Servizio. Rispetto dei regolamenti aziendali e delle norme in materia di igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro. Disponibilità ad essere impiegato in turni antimeridiani (in fascia oraria compresa dalle 8,00 alle 14,00) o pomeridiani (in fascia oraria compresa tra le ore 14,00 e le ore 20,00). 16 CARATTERISTICHE ORGANIZZATIVE 16. Sede/i di attuazione del progetto ed Operatori Locali di Progetto: N. Sede di attuazione del progetto DS/1 1 Montepiano Reatino 3 DS/2 Mirtense DS/3 Salario 4 DS/4 Salto Cicolano 2 5 6 7 8 DS/5 Alto Velino Presidio Ospedaliero di Rieti “S.Camillo de Lellis” Presidio Ospedaliero di Magliano Sabina “Marzio Marini” Presidio Ospedaliero di Amatrice “Francesco Grifoni” Comune Rieti Poggio Mirteto Poggio Moiano S. Elpidio di Pescorocchia no Antrodoco Cod. ident. sede N. vol. per sede V.le Matteucci, 9 16178 Via Finocchieto, 23 Indirizzo Nominativi degli Operatori Locali di Progetto Cognome e nome Data di nascita C.F. 4 Dott. Giovanni Cecchetelli Dott.ssa Albertina Ciferri 13/07/1948 06/06/1955 CCCGNN48L13B636K CFRLRT55H46H282F 16181 4 Dott. Alessandro Anasetti 09/01/1949 NSTLSN49A09I959B Osteria Nuova - V.le Europa, scn 16177 4 Dott.ssa Loretta Floridi 04/08/1951 FLRLTT51M44H282Q Via Petrignano, snc 3976 1 Dott. Gioacchino Paganelli 27/01/1950 PGNGCH50A27F871H L.go Ragazzi del mondo, 1 10821 1 Dott. Luciano Di Cola 01/01/1948 DCLLCN48A01A315D Rieti Viale Kennedy, snc 63473 4 Dott.ssa Antonella S. Morgante 21/05/1960 18/09/1961 MNZPTR60E21H501Q MRGNNL61P58A515I Magliano Sabina Via Filoni, 1 63478 2 Dott. Pasquale Carducci 16/01/1955 CRDPQL55A16B008N Amatrice Viale Francesco Grifoni, 30 74995 2 Dott. Pietro Manzi 21/05/1960 MNZPTR60E21H501Q 17 17. Altre figure impiegate nel Progetto: NESSUNA TUTOR N. Sede di attuazione del progetto Comune Indirizzo Cod. ident. sede N. vol. per sede Cognome e nome Data di nascita RESP. LOCALI ENTE ACC. C.F. Cognome e nome Data di nascita C.F. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 18 18. Eventuali attività di promozione e sensibilizzazione del servizio civile nazionale: Il sistema e le modalità dell’impianto comunicativo del progetto riveste una peculiarità centrale per il successo dell’intervento stesso. Pertanto va curato con attenzione e con grande professionalità utilizzando specifiche competenze (a livello produttivo) e strategie implementative (a livello comunicativo). Un’azione trasversale di informazione accompagnerà tutte le fasi dell’intervento attraverso: banca dati, sito, pubblicazioni, brochure ecc... Più nello specifico: • Costruzione/Aggiornamento sito web della ASL e dei partner, dedicato all’intervento. Totale : 10 ore Incontri - eventi • Incontri (e affissione di manifesti) nelle parrocchie, presso associazioni e luoghi di aggregazione giovanile; 10 ore • Campagne presso i luoghi di ritrovo dei giovani ovvero nei luoghi maggiormente frequentati dalle utenti e da potenziali clienti, quali: Consultorio Pronto soccorso Medici di base e Farmacie Scuole Mezzi di trasporto (autobus, metropolitana, treni) Autogrill Centri commerciali, Supermercati e Mercati Discoteche Benzinai Bar e tabaccherie Sportelli, URP, Uffici informazioni Sportelli sindacali Sportelli assicurativi Totale: 10 ore Totale per le attività di promozione e sensibilizzazione del Servizio Civile e del progetto specifico: 30 ore 19. Eventuali autonomi criteri e modalità di selezione dei volontari: Determinazione del Direttore Generale USNC del 30/5/2002. 20. Ricorso a sistemi di selezione verificati in sede di accreditamento (eventuale indicazione dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio): NO 19 21. Piano di monitoraggio interno per la valutazione dei risultati del progetto: I principi di valorizzazione delle risorse e di empowerment del sistema, dei contesti e dei soggetti sembrano essere elementi cardine delle buone pratiche di progettazioni attuali. La valutazione del progetto in questione, dunque, non deve soltanto monitorare la quantità del bene prodotto dai singoli volontari, ma deve rilevare in che modo l’intero sistema si è sviluppato grazie anche al supporto di queste persone e come loro stesse si siano arricchite in termini di professionalità, di sviluppo di competenze specifiche e relazionali, di orientamento rispetto alla propria vita futura e di motivazione all’alterità. L’azione di monitoraggio deve avere da una parte una sua valenza locale e di sistema rete, e dall’altra deve fornire agli attori un accompagnamento in itinere, consapevole che la logica del progetto è quella dell’integrazione tra misure ed interventi diversi poggiati e orientati su settori differenti (assistenza; cultura e attività sportiva) con una metodologia partecipata. Il monitoraggio non si limiterà pertanto solo a verificare se le azioni stabilite vengono effettuate, ma vuole anche indagare su quelle azioni, per capire se gli effetti di queste sono coerenti con gli obiettivi del progetto o se richiedono una ridefinizione. Il monitoraggio dovrà dunque dare risposte alle seguenti dimensioni: • Alla centralità degli effetti delle azioni • Alla conformità delle azioni progettate con il progetto specifico, nonché con i vincoli di contesto • Alle occasioni reali di sviluppo complessivo dei volontari in servizio civile nelle singole fasi di implementazione del progetto Per realizzare dunque il sistema di valutazione e monitoraggio si definiscono indicatori di processo , il loro modo di rilevazione ed i soggetti coinvolti. Per gli indicatori di processo si osserverà: 1.1 come la messa in campo dei processi (fasi e azioni) risulti congruente: a) con le finalità del progetto stesso (risultato strategico) b) con gli obiettivi fissati (risultato tattico): o la valorizzazione delle risorse locali e dei volontari coinvolti. o Intervento sul sistema ed il contesto locale o Aumento della capacità di autopromozione degli attori locali 1.2 come tali azioni prevedano la cooperazione tra i Soggetti • Volontari • istituzioni locali • famiglie, • imprenditori, • insegnanti … 1.3 come questo processo favorisca una Procedura di Partecipazione che tenga conto • delle caratteristiche dei destinatari dei settori coinvolti • delle metodologie previste: - secondo una logica di apprendimento del contesto - per rispondere ad una esigenza di conoscenza e di collaborazione degli attori in gioco - miranti alla territorialità degli interventi 2. Intendere il monitoraggio come capacità di osservazione dei risultati del progetto. Si tratta di monitorare: 20 2.1 come il progetto abbia: sensibilizzato il territorio rispetto ai settori individuati Coinvolto tutti gli attori locali in una logica di collaborazione e non di competizione Aumentato le relazione e lo scambio di informazioni tra soggetti e realtà limitrofe Realizzato percorsi individualizzati di formazione e di tutorship per i giovani volontari 2.2 come le azioni messe in atto abbiano tenuto conto : • della corrispondenza delle azioni realizzate con le reali e soggettive esigenze del territorio • della compatibilità della metodologia con la cultura economica e sociale del contesto • della riproducibilità e delle continuità delle stesse azioni - Il sistema di valutazione e monitoraggio sarà realizzato attraverso una tempistica che, in relazione alle singole azioni progettuali e alla durata dell’intervento, avrà un intervento in fase iniziale (ex ante) in itinere ed ex post. I risultati della valutazione andranno di volta in volta ad influenzare e correggere la progettazione successiva. 22. Ricorso a sistemi di monitoraggio verificati in sede di accreditamento (eventuale indicazione dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio): Si CESC-Project – Coordinamento Enti Servizio Civile 23. Eventuali requisiti richiesti ai canditati per la partecipazione al progetto oltre quelli richiesti dalla legge 6 marzo 2001, n. 64: Titolo richiesto: Diploma di scuola media superiore. Considerata la peculiarità dell’area e del settore, a cui si riferisce il Progetto, saranno inoltre valutati, quali titoli preferenziali, diplomi di Laurea Triennale e/o Specialistica in: • • • • • • Psicologia Scienze Infermieristiche Scienze dell’Educazione Scienze dalla Formazione Servizio Sociale Educatore professionale. Saranno valutati inoltre documentate esperienze nei settori dell’Assistenza e della Disabilità, e attestati di corsi di Informatica. 21 24. Eventuali risorse finanziarie aggiuntive destinate in modo specifico alla realizzazione del progetto: FORMAZIONE SPECIFICA Segreteria attrezzata Aula adeguatamente attrezzata con sedie, banchi, n. 1 lavagna, lucidi, n. 1 videoproiettore, supporti informatici e multimediali, diapositive Compenso dei docenti impegnati per formazione specifica (impiego di personale dipendente) Costo complessivo delle dispense e materiale di cancelleria Importo in € 900 1.200 4.500 700 PUBBLICIZZAZIONE PROGETTO Materiale pubblicitario (es. volantini, manifesti, locandine, ecc.) 800 RISORSE TECNICHE E STRUMENTALI AL PROGETTO Costo assicurazione integrativa per il volontari per eventuali attività fuori dal territorio provinciale Consulenza informatica programma Helios 3.500 Materiale per allestimento servizi di accoglienza e orientamento 3.000 800 2.500 TOTALE 17.900 Materiale per questionari di gradimento qualità 25. Eventuali copromotori e partners del progetto con la specifica del ruolo concreto rivestito dagli stessi all’interno del progetto: • A.R.VO. – Associazione Reatina di Volontariato – svolge la sua attività presso O.G.P. “San Camillo de Lellis” da 24 anni, nell’ombra delle professionalità paramediche, all’insegna del conforto pratico, dell’ascolto e dell’approccio psicologico, rivolti a chi si ritrova spesso solo con la propria malattia e la propria sofferenza. L’attività viene svolta nei vari reparti della struttura ospedaliera, principalmente: Geriatria, Medicina 1 e 2, Ortopedia, Diagnosi e cura, Malattie infettive e una volta a settimana Chirurgia 1 e 2. L’associazione collabora anche con i servizi del 118 e del Tribunale del Malato. L ’A.R.VO. si sta impegnando a sensibilizzare al volontariato i giovani studenti delle superiori, e già alcuni di questi, del Liceo Classico “Varrone”, operano nell’Ospedale, mettendo alcune ore del loro tempo libero al servizio di chi ha bisogno. E’ prevista l’integrazione dei volontari A.R.VO. con i volontari in Servizio Civile per tutte le attività previste dal Progetto, finalizzate all’accoglienza, al sostegno, all’informazione e all’accompagnamento delle fasce deboli della popolazione che si rivolgono ai servizi ospedalieri. (Convenzione: Allegato 2) • A.I.P.A. – Associazione Italiana Pazienti Anticoagulati – segue circa 1000 pazienti presso gli ambulatori dei Distretti e dei Presidi ospedalieri, occupandosi della diagnosi della trombosi e del monitoraggio delle terapie antitrombotiche. Gli specialisti medici volontari che vi appartengono si incontrano periodicamente con i pazienti per fornire chiarimenti sulle interferenze dei farmaci, sulla dieta da seguire e su altri aspetti della terapia, ma soprattutto consentono al paziente, con un proprio Centro analisi, di ridurre drasticamente i tempi di attesa in caso di analisi cliniche volte all’individuazione del rischio. Durante tutte le fasi del flusso operativo, volontari dell’A.I.P.A. collaborano con gli infermieri e i medici del Centro. E’ prevista l’integrazione dei volontari A.I.P.A. con i volontari in Servizio Civile per le tutte le attività assistenziali, di informazione, orientamento e accompagnamento per i numerosi utenti affetti da tale grave rischio 22 patologico. (Convenzione: Allegato 3) 26. Risorse tecniche e strumentali necessarie per l’attuazione del progetto: • • • • • • • • • Video-proiettori per la realizzazione delle attività formative; Lavagna a fogli mobili; Stampante laser; Materiale cartaceo (fogli, cartelloni, riviste, ecc.) e materiale vario, tra cui forbici, colla, nastro adesivo, pennarelli, penne, ecc. per i lavori e i giochi di gruppo previsti come tecniche e metodologie per la formazione generale; Autoveicoli per gli spostamenti all'interno del territorio e per la realizzazione delle attività previste nel Progetto, principalmente in relazione all'obiettivo di fornire assistenza durante le visite domiciliari ai pazienti in Assistenza Domiciliare Integrata (ADI); Riviste, pubblicazioni ed altra documentazione cartacea, relativi alle politiche sociali e alla normativa in materia di servizi socio-sanitari e ospedalieri, attraverso i quali i volontari possano calarsi nel contesto operativo del Progetto; Opuscoli di guida ai servizi distrettuali e ospedalieri da poter distribuire, in caso di bisogno, nel servizio di accoglienza ed orientamento; Materiale informatico e di cancelleria necessario per l’allestimento e l’operatività dei servizi di accoglienza e orientamento, sia distrettuali che ospedalieri; Fotocopiatrici. CARATTERISTICHE DELLE CONOSCENZE ACQUISIBILI 27. Eventuali crediti formativi riconosciuti: NESSUNO 28. Eventuali tirocini riconosciuti: UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI ROMA “SAPIENZA” – Facoltà di Medicina e Chirurgia, sede distaccata di Rieti. Riconosce i 12 mesi di attività svolte dai volontari presso codesto Ente, all’interno del progetto di Servizio Civile, quale Tirocinio formativo - fino ad un massimo di 4 CFU - previsto dal percorso di studi accademici dei corsi di laurea facenti capo alle professioni sanitarie. (Allegato 1) 29. Competenze e professionalità acquisibili dai volontari durante l’espletamento del servizio, certificabili e validi ai fini del curriculum vitae: Verranno rilasciate dall’ente AUSL certificazioni inerenti le competenze acquisite relativamente alla tipologia, alla qualità e alla quantità del servizio svolto all’interno delle strutture dipartimentali e ospedaliere, valide ai fini curriculari e spendibili in molteplici selezioni e concorsi concernenti il pubblico impiego. 23 Formazione generale dei volontari 30. Sede di realizzazione: A.USL Rieti - Direzione Generale – Viale Matteucci, 9 – Rieti 31. Modalità di attuazione: Presso l’ente con formatori propri e formatori del CESC-Project – Coordinamento Enti Servizio Civile. 32. Ricorso a sistemi di formazione verificati in sede di accreditamento ed eventuale indicazione dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio: Si CESC-Project – Coordinamento Enti Servizio Civile 33. Tecniche e metodologie di realizzazione previste: I corsi di formazione che verranno tenuti prevedono: - lezioni frontali, letture, proiezione video e schede informative; - formazione a distanza - dinamiche non formali: incontri interattivi con coinvolgimento diretto dei partecipanti, training, giochi di ruolo, di cooperazione e di simulazione, giochi di conoscenza e di valutazione. La metodologia didattica utilizzata è sempre finalizzata al coinvolgimento attivo dei partecipanti attraverso l’utilizzazione di tecniche di simulazione comportamentale. 34. Contenuti della formazione: La formazione dei volontari ha come obiettivi il raggiungimento delle finalità di cui all’art. 1 della legge 64/2001: la formazione civica, sociale culturale e professionale dei volontari. Essa intende fornire ai partecipanti strumenti idonei all’ interpretazione dei fenomeni storici e sociali al fine di costruire percorsi di cittadinanza attiva e responsabile. Attraverso i corsi di formazione si intende altresì fornire ai volontari competenze operative di gestione di attività in ambito no-profit. I contenuti della formazione generale, in coerenza con le “Linee guida per la formazione generale dei giovani in servizio civile nazionale”, (determina Direttore UNSC del 4 aprile 2006) prevedono: • • • • • L’identità del gruppo in formazione; Dall’obiezione di coscienza al servizio civile nazionale: evoluzione storica, affinità e differenze tra le due realtà; Il dovere di difesa della patria; La difesa civile non armata e nonviolenta; La protezione civile; 24 • • • • • • • • • • • La solidarietà e le forme di cittadinanza; Servizio civile nazionale, associazionismo e volontariato; La normativa vigente e la carta di impegno etico; Diritti e doveri del volontario in servizio civile; Presentazione dell’ente; Il lavoro per progetti; La comunicazione; La gestione creativa del conflitto; L’ascolto attivo; L’autoconsapevolezza emozionale; Intercultura. 35. Durata: La durata complessiva della formazione generale è di 42 ore, questa è parte integrante dei progetti ed è conteggiata a tutti gli effetti ai fini del monte ore. Formazione specifica (relativa al singolo progetto) dei volontari 36. Sede di realizzazione: • Parte teorica: presso la Direzione Generale dell’A.USL Rieti. • Parte pratica: presso le rispettive sedi di assegnazione. 37. Modalità di attuazione: La formazione specifica sarà effettuata a cura del personale dipendente dei Distretti socio-sanitari e dei Presidi ospedalieri, e sarà suddivisa in due moduli: - Modulo 1: Parte teorica, 40 ore - Modulo 2: Parte pratica, 35 ore 38. Nominativo/i e dati anagrafici del/i formatore/i: Distretti Socio-sanitari • Dott.ssa Loretta Floridi – Rieti, 04/08/1951 • Dott.ssa Albertina Ciferri – Rieti, 06/06/1955 • Dott.ssa Maria Luisa Aguzzi – Rieti, 22/03/1947 • Dott.ssa Raffaella Pupo – Cosenza, 01/01/1954 Presidi Ospedaliero di Rieti e Amatrice • Dott. Pietro Manzi – Roma, 21/05/1960 • Dott.ssa Agnese Barsacchi – Rieti, 26/07/1966 • Dott.ssa Amelia Pedacchia – Monterotondo (Rm), 23/03/1953 • Dott.ssa Alida Falconi – Poggio Nativo (Ri), 23/07/1951 Presidio Ospedaliero di Magliano Sabina • Dott. Pasquale Carducci – Borgorose (Ri), 16/01/1955 25 • • • Dott. Mirio Camuzzi – Terni, 15/08/1961 Dott. Giuseppe Coffa – Ferla (Sr), 05/06/1944 Dott.ssa Alida Falconi – Poggio Nativo (Ri), 23/07/1951 39. Competenze specifiche del/i formatore/i: • • • • • • • • • • • Dott.ssa Loretta Floridi – Direttore del Distretto Salario – Laurea in Medicina e Chirurgia. Materia di insegnamento: “Conoscenza dell’Azienda USL e dei Distretti Socio-sanitari: le prestazioni offerte, le modalità di erogazione e la decodifica della richiesta”. Dott.ssa Albertina Ciferri – Responsabile Medicina Legale – Laurea in Medicina e Chirurgia, specializzazione in Medicina legale. Materia di insegnamento: “L’handicap e le strutture socio-sanitarie territoriali”. Dott.ssa Maria Luisa Aguzzi – Assistente Sociale URP – Laurea in Servizio Sociale; ambito di attività: Servizio sociale professionale. Materia di insegnamento: “Umanizzazione dell’offerta dei servizi attraverso la cortesia e la disponibilità al colloquio”. Dott.ssa Raffaella Pupo – Sociologo – Laurea in Sociologia; ambito di attività: Programmazione attività distrettuali. Materia di insegnamento: “Le attività del Distretto e le diverse professionalità: medica, psicologica, sociale, infermieristica e tecnica”. Dott. Pietro Manzi – Direzione Medico Ospedaliera di Rieti – Laurea in Medicina e Chirurgia. Materia di insegnamento: “I dipartimenti del Presidio ospedaliero e i servizi offerti”. Dott. Pasquale Carducci – Direzione Medico Ospedaliera di Magliano Sabina– Laurea in Medicina e Chirurgia, specializzazion in Medicina lavoro, Igiene e medicina preventiva, Direzione sanitaria. Materia di insegnamento: “Gestione del paziente nei diversi dipartimenti ospedalieri”. Dott.ssa Agnese Barsacchi – Dirigente S.I.T.A. – Laurea in Medicina, indirizzo Professioni sanitarie. Materia di insegnamento: “Introduzione alle professioni sanitarie”. Dott.ssa Amelia Pedacchia – Coll. Prof.le Sanitario Esperto – Laurea in Scienze Infermieristiche; ambito di attività: Assistenza, Dirigenza, Formazione aree sanitarie. Materia di insegnamento: “Strategie comunicative e relazionali finalizzate ad una buona accoglienza dell’utenza”. Dott. Giuseppe Coffa – Coll. Prof.le S. E. – Caposala – Laurea in Medicina e Chirurgia. Materia di insegnamento: “Guidare il cittadino, soprattutto le fasce deboli, nell’utilizzo delle risorse dei poliambulatori specialistici”. Dott.ssa Alida Falconi – Responsabile di S.C.N. – Laurea in Servizio Sociale; ambito di attività: Servizio sociale professionale, Responsabile e Progettista del Servizio Civile Nazionale dell’AUSL di Rieti. Materia di insegnamento: “Illustrazione del progetto di servizio ‘Il Servizio Civile nei Distretti socio-sanitari e nei Presidi ospedalieri’ e il ruolo del volontario”. Dott. Mirio Camuzzi – Collaboratore Prof.le Sanitario Esperto – Laurea in Scienze Infermieristiche; ambito di attività: docenza per corsi in area infermieristica Servizio sociale professionale. Materia di insegnamento: “Politiche dei servizi alla persona”. 26 40. Tecniche e metodologie di realizzazione previste: • • • • Seminari di studio con videoproiezione e discussione dei casi; Affiancamento ai volontari da parte di personale qualificato e dipendente del Distretto Socio-sanitario e delle Strutture Ospedaliere; Supervisione; Incontri periodici di raccordo e valutazione. 41. Contenuti della formazione: Parte teorica: Seminari di studio aventi per oggetto: • Conoscenza dell’Azienda USL e dei Distretti Socio-sanitari: le prestazioni offerte, le modalità di erogazione e la decodifica della richiesta. • I dipartimenti del Presidio ospedaliero e i servizi offerti. • Illustrazione del progetto di servizio ‘Il Servizio Civile nei Distretti socio-sanitari e nei Presidi ospedalieri’ e il ruolo del volontario. • Politiche dei servizi alla persona. • Strategie comunicative e relazionali finalizzate ad una buona accoglienza dell’utenza. • Introduzione alle professioni sanitarie. • Umanizzazione dell’offerta dei servizi attraverso la cortesia e la disponibilità al colloquio. • Le attività del Distretto e le diverse professionalità: medica, psicologica, sociale, infermieristica e tecnica. • Gestione del paziente nei diversi dipartimenti ospedalieri. • Guidare il cittadino, soprattutto le fasce deboli, nell’utilizzo delle risorse dei poliambulatori specialistici. • L’handicap e le strutture socio-sanitarie territoriali. Parte pratica: • Affiancamento al personale dipendente nell’ambito delle strutture dei Distretti socio-sanitari e dei Presidi ospedalieri. • Visita ai poliambulatori del Distretto socio-sanitario e del Presidio ospedaliero con illustrazione dei servizi erogati. • Opera di sostegno e relazione all’utente prestata direttamente sul campo. • Incontri periodici fra Volontari, OLP e Responsabile Servizio Civile Nazionale ai fini del riscontro tra le modalità di realizzazione e gli obbiettivi del progetto. 42. Durata: 75 ore 27 Altri elementi della formazione 43. Modalità di monitoraggio del piano di formazione (generale e specifica) predisposto: Sistema di monitoraggio verificato dall’UNSC in sede di accreditamento. CARATTERISTICHE PROGETTO IN RELAZIONE ALLA GRIGLIA DI VALUTAZIONE RELATIVA AI 20 PUNTI AGGIUTIVI 44. Valorizzazione dell’esperienza di volontariato I volontari in Servizio Civile opereranno in modo integrato con i volontari: • A.R.VO. (Associazione Reatina di Volontariato), per tutte le attività previste dal Progetto, finalizzate all’accoglienza, all’informazione, alla decodifica del bisogno e all’accompagnamento delle fasce deboli della popolazione (anziani, disabili, immigrati) che si rivolgono ai servizi ospedalieri. La collaborazione inizierà al termine della formazione specifica, e si protrarrà - durante gli orari di servizio volontario A.R.VO. - fino alla conclusione del Servizio Civile, secondo modalità concertate di affiancamento iniziale volte allo sviluppo di una progressiva autonomia operativa. (Convenzione: Allegato 2) • A.I.P.A. (Associazione Italiana Pazienti Anticoagulati), per le tutte le attività assistenziali, di informazione e orientamento, di colloquio di sostegno e di accompagnamento, per i numerosi utenti affetti dal rischio patologico per il quale l’associazione opera, ovvero i circa mille pazienti del territorio reatino a rischio trombosi. La collaborazione inizierà al termine della formazione specifica, e si protrarrà - durante gli orari di servizio volontario A.I.P.A. - fino alla conclusione del Servizio Civile, secondo modalità concertate di affiancamento iniziale volte allo sviluppo di una progressiva autonomia operativa. (Convenzione: Allegato 3) 28 45. Valorizzazione del percorso formativo Accordo con enti terzi sul riconoscimento del percorso formativo: Accordo con l’UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI ROMA “SAPIENZA” – La Facoltà di Medicina e Chirurgia, sede distaccata di Rieti, riconosce i 12 mesi di attività svolte dai volontari presso codesto Ente, all’interno del progetto di Servizio Civile, quale Tirocinio formativo - fino ad un massimo di 4 CFU - previsto dal percorso di studi accademici dei corsi di laurea facenti capo alle professioni sanitarie. (Allegato 1) Livello metaformativo: Dopo l’aspetto assistenziale, lo sviluppo delle metacompetenze e dell’empowerment dei volontari è il fine primario del progetto. Le ulteriori competenze che i volontari di Servizio Civile potranno maturare sono: • competenze informatiche relative alla gestione di una banca dati, inserimento, aggiornamento, consultazione. Competenze nell’uso dei principali pacchetti software come fogli elettronici, elaborazione di presentazioni, internet e intranet; • competenze relazionali di base nel contatto telefonico con gli utenti e altri interlocutori che si rivolgono ai servizi distrettuali e ospedalieri; nel contatto faccia a faccia con utenti, familiari, personale di strutture sanitarie e sociali, personale di altre associazioni; relazioni con il pubblico per l’informazione; • competenze relazionali e di sostegno nelle relazioni di aiuto, primo supporto telefonico, supporto faccia a faccia con persona in difficoltà; • competenze relazionali quali la collaborazione con figure di pari grado e con figure professionali nella progettazione e realizzazione dei diversi servizi; la capacità di lavorare in gruppo; la capacità di curare e accrescere i contatti con molteplici nodi di una rete; • competenze organizzative, relative alla capacità di pianificare il proprio lavoro, di pianificare assistenze e interventi fuori sede, di organizzare materiale documentale e di archivio; • conoscenze di carattere normativo, relative al campo dei servizi sanitari e dei servizi sociali; • competenze nel disbrigo di pratiche burocratiche quali domande e modulistica socio-sanitaria; • conoscenze in ambito sociale e sanitario specifiche del settore distrettuale e ospedaliero; • arricchimento umano, emotivo e affettivo conseguente l’esperienza vissuta a contatto con persone affette da diverse patologie e, non di rado, in situazione di grave sofferenza. Innovatività della metodologia impiegata: Sia per la Formazione generale che per quella specifica si farà ricorso a: • lezioni frontali, letture, proiezione video e schede informative; • formazione a distanza attraverso il mezzo Internet; • dinamiche non formali: incontri interattivi con coinvolgimento diretto dei partecipanti, training, giochi di ruolo, di cooperazione e di simulazione, giochi di conoscenza e di valutazione. La metodologia didattica utilizzata è sempre finalizzata al coinvolgimento attivo dei partecipanti attraverso l’utilizzazione di tecniche di simulazione comportamentale. 29 46. Eventuali collegamenti con il mondo del lavoro NO Data 29/10/2008 Il Responsabile del S.C.N. e Progettista Ass.Soc.Coordinatore Dott.ssa Falconi Alida Il Responsabile legale dell’ente DIRETTORE GENERALE DELL’AZIENDA USL DI RIETI Dott. GABRIELE BELLINI 30