(Allegato 1)
SCHEDA PROGETTO PER L’IMPIEGO DI VOLONTARI IN
SERVIZIO CIVILE IN ITALIA
ENTE
1. Ente proponente il progetto:
AZIENDA UNITA’ SANITARIA LOCALE DI RIETI
2. Codice di accreditamento:
3. Albo e classe di iscrizione:
NZ00516
REGIONE LAZIO
3
CARATTERISTICHE PROGETTO
4. Titolo del progetto:
Il Servizio Civile nei Distretti socio-sanitari e nei Presidi ospedalieri
5. Settore ed area di intervento del progetto con relativa codifica (vedi allegato 3):
ASSISTENZA: A16 – SALUTE
6. Descrizione del contesto territoriale e/o settoriale entro il quale si realizza il
progetto con riferimento a situazioni definite, rappresentate mediante indicatori
misurabili:
CONTESTO TERRITORIALE
L’Azienda USL di Rieti opera sull’intero territorio provinciale, il quale si estende
su una superficie di 2.754 Kmq, comprende 73 comuni, e la popolazione totale
all’01/01/2005 è di 153.258 abitanti.
1
Contesto geo-morfologico:
2
L’Azienda:
A) è articolata in cinque Distretti e, precisamente:
• Distretto Montepiano - Reatino n. 1; con sede in Viale Matteucci n. 9 - Rieti
• Distretto Mirtense n. 2; con sede in Via Finocchieto s.n.c. - Poggio Mirteto
• Distretto Salario n. 3; con sede in Viale Europa n. 13 – Osteria Nuova di
Poggio Moiano
• Distretto Salto - Cicolano n. 4; con sede al bivio per Petrignano –
Pescorocchiano
• Distretto Alto Velino n. 5; con sede in Largo Ragazzi del Mondo s.n.c. –
Antrodoco
Dati demografici:
3
B) attraverso i tre Presidi ospedalieri di Rieti, Magliano Sabina e Amatrice
gestisce direttamente n. 602 posti letto;
C) gestisce direttamente i seguenti Poliambulatori:
• presso il Distretto 1 Montepiano – Reatino:
- Ospedale “San Camillo de Lellis” di Rieti;
- Poliambulatorio ASL – sede;
- Poliambulatorio Contigliano;
- Poliambulatorio Leonessa;
- Consultorio Rieti;
- Consultorio Contigliano;
- Consultorio Cittaducale;
- Consultorio Leonessa;
- U.T.R. Rieti;
• presso il Distretto 2 Mirtense:
- Ospedale “Marzio Marini” di Magliano Sabina;
- Poliambulatorio Poggio Mirteto;
- Consultorio Poggio Mirteto;
- U.T.R. Poggio Mirteto;
• presso il Distretto 3 Salario:
- Poliambulatorio Osteria Nuova;
- Poliambulatorio Passo Corese;
- Consultorio Passo Corese-Osteria Nuova;
- U.T.R. Passo Corese-Osteria Nuova;
• presso il Distretto 4 Salto-Cicolano:
- Poliambulatorio Fiumata;
- Poliambulatorio S. Elpidio;
- Consultorio Salto-Cicolano (Sede di Borgorose);
- U.T.R. Salto-Cicolano (Sede di Borgorose);
• presso il Distretto 5 Alto Velino:
- Ospedale “Francesco Grifoni”di Amatrice;
- Poliambulatorio Antrodoco;
- Consultorio Antrodoco;
- U.T.R. Antrodoco;
D) comprende le seguenti strutture “provvisoriamente accreditate”:
- Laboratorio analisi “Igea” s.n.c., Largo F. Spadoni, 4 (zona Perseo) – Rieti;
- Laboratorio analisi “Salus” s.r.l. Viale Matteucci, 23 – Rieti;
4
- Laboratorio analisi “S. Anna” s.a.s. Viale della Stazione, 81/A - Antrodoco;
- Laboratorio analisi “O’ Bios” s.r.l. Via Salaria Km 53 – Poggio Moiano;
- Laboratorio analisi “Sabino” s.r.l.; Via Servilia, snc – Fara Sabina;
- Laboratorio analisi “S.Anastasia” s.r.l. Via Micangeli, 22-Borgorose;
- Laboratorio analisi “SA.FI.M.” s.a.s. Via del Fante- Fiumata di Petrella Salto
- Studio radiologico “LUTEMADUE” s.r.l. V.le Matteucci, 1/B – Rieti;
- Istituto fisioterapico “S.I.S.S”. a.r.l., Via Canali, 8 – Rieti;
- Istituto fisioterapico “S. Valentino” s.r.l., Via G. Matteotti, 83 – Poggio Mirteto;
- Centro Riabilitativo ex art. 26 L. 833/1978 “Mondo Riabilitazione” srl, Via A.
Segoni, 4 – Collevecchio.
E) comprende le seguenti strutture private “autorizzate”:
- Studio Analisi Cliniche “Bianchetti e Ferzi” s.n.c., Via G. Marconi , s.n.c. –
Casperia (RI);
- Analisi Cliniche “Forano”, Loc. Pozzolane, 5/A – Forano (RI);
- Istituto Fisioterapico “I.T.E.R. s.r.l.”, Via Servilia s.n.c. – Passo Corese di
Fara Sabina (RI);
- Istituto Fisioterapico “Programma Salute s.a.s. di Angelucci ”, Viale Morroni,
18/A – Rieti;
- Istituto Fisioterapico “Davinci” di Falconi Catia, Via Labro, 7 – Rieti;
- Centro Kinesiterapia Medica “Kimed s.r.l.”, Via Micioccoli, 2 - Rieti;
- RSA “Casa Serena”, Via B. Riposati, 38-40-42 – Rieti;
- RSA “Santa Rufina”, loc. Santa Rufina – Cittaducale;
- RSA “Residenza Cirene”, loc. S.Egidio – Torri in Sabina;
- Centro Riabilitativo “ RIA Riabilitazione”, Piazza Bachelet – Rieti;
- Centro Riabilitativo “Centro Cori” – Fara Sabina.
5
Il Distretto socio-sanitario
Funzioni del Distretto
Il Distretto sanitario costituisce la sede naturale dell’incontro fra domanda e offerta,
il luogo delle funzioni di governo a livello locale.
Svolge azioni di promozione di stili di vita sani tra la popolazione, ed è chiamato a
concorrere alla riduzione delle disuguaglianze di salute.
Nell’ambito della cosiddetta “assistenza sanitaria di base” svolge le seguenti
funzioni:
• salute sessuale, riproduttiva e materno-infantile;
• salute pediatrica, vaccinazioni e alimentazione;
• salute adolescenziale e dei giovani adulti;
• cure primarie: assistenza medica, specialistica e infermieristica di base,
compreso il pronto intervento, la guardia medica e la medicina legale;
• cure intermedie;
• sanità pubblica e del lavoro, tutela degli ambienti di vita e di lavoro;
• salute mentale e riabilitazione, compresa l’assistenza domiciliare integrata,
con particolare riferimento all’handicap fisico e mentale e alla popolazione
anziana.
Il Distretto rappresenta l’interlocutore degli Enti locali e costituisce la
struttura di riferimento per la cittadinanza per quanto attiene il proprio
territorio e sviluppa maggiore autonomia e responsabilizzazione nel fornire
una risposta integrata ai bisogni dei propri cittadini.
Attività dei Distretti:
-
valutazione della domanda/bisogno dei cittadini;
valutazione dell’appropriatezza della domanda e delle risposte assistenziali;
programmazione delle attività territoriali sanitarie e sociosanitarie;
Elaborazione con gli Enti locali, con le Aziende di un Piano di zona;
presa in carico e continuità assistenziale;
salute della donna e dell’età evolutiva, che garantisce la tutela della salute
dell’infanzia-adolescenza e della donna;
tutela, riabilitazione e presa in carico dell’utente disabile adulto;
tutela della salute mentale e riabilitazione dell’età evolutiva;
cure primarie, che garantiscono l’assistenza primaria e innanzitutto la
continuità assistenziale;
cure intermedie: tramite il coinvolgimento dei medici di Medicina Generale
e con il supporto degli infermieri di Distretto;
medicina specialistica territoriale ed in particolare attività di cardiologia,
diabetologia, pneumologia ed oncologia;
assistenza domiciliare integrata indirizzata a persone affette da malattie
croniche;
tossicodipendenze, alcolismo ed abusi di ogni genere;
medicina legale;
assistenza farmaceutica;
popolazione immigrata.
6
I Presidi Ospedalieri
I principi ispiratori della funzione ospedaliera sono:
- organizzazione orientata per intensità di cura (ambulatoriale, day surgery, day
hospital, intensiva, week hospital);
- organizzazione centrata sul ruolo della professione infermieristica e tecnica nel
governo dei processi assistenziali;
- razionalizzazione e centralizzazione dei servizi (radiologia, laboratorio, CUP,
sistema di accettazione, sistema informativo, etc.);
- sviluppo del governo clinico e della qualità dei percorsi, con forte attenzione alla
qualità assistenziale e all’integrazione interdipartimentale e con i servizi territoriali;
- sviluppo continuo dei percorsi di umanizzazione (logistica, comfort, facilità di
accesso, sicurezza);
- consolidamento delle competenze direzionali per lo sviluppo di processi di
riorganizzazione e di innovazione;
- omogeneità e rafforzamento del modello dipartimentale anche attraverso
l’attivazione di un Comitato dei Direttori di Dipartimento e di Gruppi Operativi
Interdipartimentali;
- valorizzazione delle attività di eccellenza interne con sviluppo di partnership con
altre aziende ospedaliere e sanitarie e con strutture di offerta private;
- attenzione alle potenzialità di sviluppo legate all’attività liberoprofessionale.
Il Presidio Ospedaliero eroga prestazioni sanitarie specialistiche in regime di
ricovero ed ambulatoriale nelle modalità previste dal Piano Sanitario Nazionale e
Regionale, nel rispetto dei Livelli Essenziali di Assistenza e del principio
dell’appropriatezza.
Il Presidio Ospedaliero è dotato di autonomia gestionale e trova opportune
rappresentazioni nel sistema amministrativo contabile dell’Azienda.
7
I Presidi Ospedalieri sono aggregati nel Polo Ospedaliero al fine di realizzare
sinergie ed integrazioni, di contenere i costi di gestione e di assicurare vantaggi
all’utenza.
Il Polo Ospedaliero dell’Azienda USL di Rieti è articolato nel:
• Presidio Ospedaliero di Magliano Sabina
• Presidio Ospedaliero di Amatrice
• Presidio Ospedaliero di Rieti
Quanto al bacino territoriale e alla struttura dei tre Presidi:
•
Il Presidio Ospedaliero di Magliano
Sabina “Marzio Marini” è situato nella
piccola cittadina di circa 4.000 abitanti,
raccoglie un bacino d’utenza relativo alla
Bassa Sabina di circa 30.000 abitanti, e,
vista la posizione geografica che lo
colloca ai confini della Provincia di Rieti,
ampia il suo bacino d’utenza a circa
40.000 abitanti, raccogliendo anche quella
delle limitrofe province di Viterbo e Roma (Nord), fino ad arrivare alla
vicinissima Regione dell’Umbria.
8
•
Il Presidio Ospedaliero di Amatrice
“Francesco
Grifoni”
è
situato
nell’estremo nord della provincia reatina,
all’interno del territorio montano del
paese di Amatrice, la cui popolazione non
raggiunge i 3.000 abitanti; tuttavia il
bacino d’utenza, che per i soli comuni
della provincia di Rieti quali Accumoli e
Cittareale è di circa 15.000 abitanti,
abbraccia anche centri appenninici delle confinanti province abruzzesi di
Teramo e L’Aquila, nonché di Ascoli Piceno (Marche).
•
Il Presidio Ospedaliero di Rieti “S.
Camillo de Lellis” è situato nel
Capoluogo di Provincia, comune di circa
47.000 abitanti, ma ha un bacino di utenza
che è stimabile in circa 120.000 abitanti,
dato che serve direttamente, oltre alla
Città di Rieti, paesi limitrofi che risultano
fra i più popolosi della Provincia, come
Cittaducale, Antrodoco, Leonessa, Poggio
Bustone e Contigliano, ma in generale utenza proveniente da tutti e cinque i
Distretti socio-sanitari del territorio provinciale.
9
CONTESTO SETTORIALE
Il bacino d’utenza che giornalmente afferisce in media ai cinque Distretti sociosanitari dell’Azienda USL (CUP – Centro Unico di Prenotazione) per prenotare
prestazioni specialistiche ambulatoriali, è il seguente:
Distretto 1
Montepiano
Reatino
(Sede: Via delle
Ortensie)
Utenza
giornaliera
Distretto 2
Mirtense
Distretto 3
Salario
(Sede: Via
Finocchieto)
(Sedi: Passo
Corese e Osteria
Nuova)
(Sede: S. Elpidio
Pescorocchiano)
200
250
35
250
Distretto 4
Salto
Cicolano
Distretto 5
Alto Velino
(Sede:
Antrodoco)
40
L’afflusso giornaliero presso il CUP dei singoli presidi ospedalieri è il seguente:
Utenza
giornaliera
Presidio Ospedaliero
di Magliano Sabina
Presidio Ospedaliero
di Amatrice
Presidio Ospedaliero
di Rieti
160
50
550
I BISOGNI RILEVATI E LA DOMANDA DEI SERVIZI
Il 30% circa dell’utenza elencata in tabella, suddivisa per aree distrettuali,
abbisogna delle attività dei volontari per informazione, orientamento e
accompagnamento, in un’ottica di ottimizzazione dei servizi offerti, attraverso
la riscoperta di un rapporto umano più accogliente.
A tale riguardo è importante sottolineare che l’utenza è costituita da un alto
tasso di popolazione anziana, soprattutto per i presidi di Amatrice e Magliano
Sabina, la quale abbisogna maggiormente di aiuto.
7. Obiettivi del progetto:
OBIETTIVO GENERALE
• Offrire all’utenza dei cinque Distretti socio-sanitari e dei tre Presidi
ospedalieri un servizio di ascolto e di accoglienza più diretto ed immediato
che possa soddisfare non solo le richieste relative ai servizi erogati ma che
riesca nel contempo a privilegiare il rapporto umano con l’utente nella
fruizione dei servizi offerti.
OBIETTIVI SPECIFICI
• Potenziamento delle attività di informazione che rappresentano la fase
strategica della valutazione della domanda e della relativa decodifica.
• Servizio di accoglienza ed accompagnamento dell’utente nei diversi
poliambulatori e uffici del Distretto e i reparti dei Presidi ospedalieri, con
particolare riferimento ai bisogni di persone anziane, disabili e
immigrati al fine di facilitarne la fruizione dei servizi offerti.
• Partecipazione con gli utenti alle attività sociali previste dal piano di zona
in collaborazione con gli enti locali.
• Supporto alle attività previste dal CAD (Centro Assistenza Domiciliare)
indirizzate verso le persone affette da malattie croniche e deficit multipli
che determinano disabilità e non autosufficienza.
10
•
•
Supporto alle attività del CUP (Centro Unico di Prenotazione).
Accompagnamento dell’utente non deambulante, o comunque con ridotte
capacità deambulatorie, presso il servizio di FKT e i reparti dei Presidi
ospedalieri.
Indicatori
• Aumentare di almeno 80 unità le persone che ogni giorno saranno
accompagnate nei servizi nelle strutture dei Distretti e dei Presidi ospedalieri
• Implementare la qualità del servizio del CAD - Assistenza domiciliare
attraverso il sostegno e l’attività di compagnia, aiuto nelle attività quotidiane,
sostegno morale e materiale.
8. Descrizione del progetto e tipologia dell’intervento che definisca dal punto di vista sia
qualitativo che quantitativo le modalità di impiego delle risorse umane con
particolare riferimento al ruolo dei volontari in servizio civile:
8.1 Piani di attuazione previsti per il raggiungimento degli obiettivi
PIANI PREPARATORI (prima dell’arrivo dei volontari)
-Piano per la definizione degli ambiti e della tipologia dell’intervento
• Incontri con rappresentanti dei Distretti socio-sanitari della ASL e dei
Presidi ospedalieri (OLP);
• Incontri con i coordinatori dei diversi servizi dei Distretti e dei Presidi
ospedalieri.
-Piano per la definizione delle risorse umane necessarie
• Analisi dell’attuale pianta organica dei Distretti e dei Presidi
ospedalieri per individuare le figure professionali in grado di offrire
supporti e risposte idonee al progetto.
-Piano per la definizione degli aspetti logistici
• Incontri con i tecnici per individuare attrezzature e materiale necessario
per le attività da svolgere;
• Incontri per individuare gli spazi fisici e l’idoneità degli spazi stessi su
cui avviare le attività proposte.
PIANI OPERATIVI (dopo l’arrivo dei volontari)
-Piano delle attività
• Incontri con i Responsabili dei Distretti e dei Presidi Ospedalieri (OLP)
per la scelta delle attività idonee al progetto e coerenti con gli obiettivi
di una maggiore funzionalità dei servizi proposti e il supporto sempre
più adeguato alle fasce deboli (anziani, disabili e immigrati);
• Incontri con gli operatori e le figure che opereranno nei diversi ambiti
per la individuazione dei luoghi e i servizi dove sono maggiormente
presenti le persone che necessitano di un supporto;
• Incontri con gli operatori dei CAD e dei CUP per individuare le aree
più problematiche e le concrete a attività da svolgere.
11
-Piano della comunicazione
• Interna: elaborazione di uno schema di report trimestrali che ogni
équipe del progetto invierà al Responsabile del Servizio Civile della
ASL, e che conterrà gli elementi più significativi delle attività da
intraprendere;
• Esterna: elaborazione di una strategia complessiva per comunicare le
attività svolte dai volontari presso le diverse strutture aziendali,
pubblicate sul sito internet della Azienda USL di Rieti: www.asl.rieti.it
Diagramma di Gantt
Mesi
Azioni
Formazione generale
Formazione specifica
Promozione e
pubblicizzazione
Attività di informazione
Supporto e accompagnamento
degli utenti appartenenti alle
fasce deboli della popolazione
Supporto delle attività dei
CAD
Monitoraggio interno
Valutazione finale
1°
2°
3°
4°
5°
6°
7°
8°
9°
10°
11°
12°
8.2 Complesso delle attività previste per la realizzazione dei piani di attuazione.
PIANI PREPARATORI (prima dell’arrivo dei volontari)
-Piano per la definizione degli ambiti e della tipologia dell’intervento
Attività
• Predisposizione ed organizzazione di uno sportello informativo che
tenga i contatti con le strutture dei Distretti, dei Presidi ospedalieri e
l’ASL di Rieti;
• Incontri con gli operatori del Presidio ospedaliero o del Distretto di
assegnazione, finalizzati alla mappatura dei bisogni e delle risorse e
delle priorità da perseguire.
-Piano per la definizione delle risorse umane necessarie
Attività
• Riunione con il Direttore di Distretto e del Presidio ospedaliero con le
differenti équipes della struttura per una analisi approfondita delle
competenze da mettere in campo per l’attuazione del progetto;
• Individuazione di operatori in grado di essere riferimento per le attività
esterne alla struttura.
-Piano per la definizione degli aspetti logistici
Attività
• Definizione degli acquisti del materiale necessario per le attività svolte
dai volontari su indicazione del direttore del Distretto e del Presidio
Ospedaliero.
12
PIANI OPERATIVI (dopo l’arrivo dei volontari)
-Attività
•
•
•
Incontri con i Direttori dei Distretti e dei Presidi ospedalieri per la scelta
delle attività idonee al progetto e coerenti con gli obiettivi da
perseguire, mediante un maggiore supporto alle fasce più deboli
(anziani, disabili e immigrati);
Incontri con i Direttori dei Dipartimenti e con gli operatori ospedalieri
per l’individuazione dei luoghi e dei servizi dove sono maggiormente
presenti utenti che necessitano di un supporto mirato;
Incontri con gli operatori del CUP per individuare le aree più
problematiche e le concrete attività da svolgere.
Attività informativa:
Verrà svolta prioritariamente a livello verbale (front-office), con la stampa e la
distribuzione di opuscoli informativi finalizzati all’informazione sui servizi del
Distretto e dei Presidi Ospedalieri allo screening per la previsione dei tumori,
all’educazione sanitaria, alla sensibilizzazione sul ricorso alle vaccinazioni, ecc.
Attività di accompagnamento:
Potenziare il lavoro relazionale con l’utenza, accordando al colloquio, mediante
l’impiego dei volontari, spazi più ampi e tranquilli, che il dipendente, data la
continua affluenza della stessa, non può concedere. Condurre fisicamente l’utente
verso il servizio richiesto.
Attività di monitoraggio qualitativo:
Distribuzione del questionario di gradimento agli utenti che verranno accolti agli
sportelli; elaborazione dei dati relativi con cadenza semestrale.
Attività di supporto burocratico:
Aiuto all’utente nella compilazione di stampati per richiesta di prestazioni sanitarie.
Attività di socializzazione e di apertura all’esterno:
Visite domiciliari ai pazienti in Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) in
affiancamento agli operatori socio-sanitari. Il servizio di assistenza domiciliare del
Distretto si configura come un’attività ambulatoriale domiciliare a quei pazienti che
per gravi patologie, o non deambulanti, necessitano di un servizio medicoinfermieristico e sociale domiciliare. L’attività del Volontario in questo caso è
finalizzata a stabilire con il paziente privo di nucleo familiare un rapporto di dialogo
e comprensione.
-Piano della comunicazione
• Interna: elaborazione di uno schema di report trimestrali che ogni
équipe del progetto invierà al Responsabile del Servizio Civile della
ASL, e che conterrà gli elementi più significativi delle attività da
intraprendere;
13
•
Esterna: elaborazione di una strategia complessiva per comunicare le
attività svolte dai volontari presso le diverse strutture aziendali,
pubblicate sul sito internet della Azienda USL di Rieti: www.asl.rieti.it
OBIETTIVO
ATTIVITA’ PREVISTA
TEMPI DI ATTUAZIONE
Potenziamento delle
attività di informazione
che rappresentano la fase
strategica della
valutazione della domanda
e della relativa decodifica.
Attività di Front Office:
- Ascolto
- Decodifica
- Informazione
Al termine della
Formazione Generale e
Specifica, fino a fine
Servizio.
Servizio di accoglienza ed
accompagnamento
dell’utente nei diversi
poliambulatori e uffici del
Distretto, al fine di
facilitarne la fruizione dei
servizi offerti.
Intensificazione del lavoro
relazionale quotidianamente svolto
con l’utenza. Potenziamento
dell’ascolto a livello qualitativo.
Conduzione fisica dell’utente verso il
servizio richiesto.
Integrazione delle attività dei
volontari in Servizio Civile con
quelle delle associazioni di
volontariato già operanti all’interno
delle Strutture ospedaliere.
Al termine della
Formazione Generale e
Specifica, fino a fine
Servizio.
Partecipazione alle attività
previste dal CAD (Centro
Assistenza Domiciliare)
indirizzate verso le persone
affette da malattie
croniche e deficit multipli
che determinano disabilità
e non autosufficienza.
Visite domiciliari ai pazienti in
Assistenza Domiciliare Integrata
(ADI) in affincamento agli operatori
socio-sanitari.
Al termine della
Formazione Generale e
Specifica, fino a fine
Servizio.
14
8.3 Risorse umane complessive necessarie per l’espletamento delle attività previste,
specificando se volontari o dipendenti a qualunque titolo dell’ente.
Per il raggiungimento degli obiettivi prefissati sarà coinvolto il personale ASL
dipendente del Distretto socio-sanitario e del Presidio ospedaliero, che dedicherà
parte del proprio tempo e le proprie competenze in base alle necessità richieste dal
progetto. L’Azienda USL di Rieti comprende un personale dipendente che, alla data
del 20 maggio 2007, è pari a 1796 unità ed è distinto come segue:
8.4 Ruolo ed attività previste per i volontari nell’ambito del progetto.
RUOLO:
Promuovere un aiuto personalizzato più efficace ed efficiente ad integrazione di
quello già svolto dal personale dipendente AUSL, umanizzare il rapporto
cittadino-istituzione, sostenere un processo di integrazione delle persone disabili,
anziane e immigrate al fine di stabilire relazioni interpersonali significative.
ATTIVITA’:
- Supporto alle attività di informazione relativa ai servizi offerti
dell’AUSL in generale e dal Distretto o dal Presidio di riferimento in
particolare;
- Supporto nel fornire gli orari degli ambulatori specialistici e degli
operatori al fine di evitare all’utente lunghi tempi di attesa;
- Supportare gli utenti fornendo, se il caso lo richiede, una guida dei
servizi del Distretto socio-sanitario o del Presidio ospedaliero;
- Supporto e aiuto concreto e diretto alle persone disabili, anziane e
immigrati nel disbrigo di pratiche amministrative, compilazione
stampati, pagamento ticket, ecc., da realizzarsi nell’ambito dei servizi
interessati;
15
-
-
-
-
-
Supporto durante le visite domiciliari ai pazienti in Assistenza
Domiciliare Integrata (ADI);
Affiancamento agli operatori socio-sanitari nelle attività con persone
affette da malattie croniche e deficit multipli che determinano disabilità e
non autosufficienza;
accompagnamento dell’utente all’interno della struttura distrettuale o
ospedaliera, in particolar modo dell’anziano e del disabile per la
fruizione di prestazioni medico-specialistiche, sociali, burocraticoamministrative, protesica, invalidità civile, CUP, CAD, FKT;
Accompagnamento fisico dell’utente, in caso di necessità (anziani,
disabili, immigrati), presso i reparti ospedalieri e i vari presidi
poliambulatoriali;
Collaborazione e integrazione delle attività del Volontario con quelle
delle associazioni di volontariato già operanti all’interno della struttura
ospedaliera (in particolare A.R.VO. e A.I.P.A.)
Distribuzione del questionario di gradimento dei servizi offerti ed
elaborazione informatica dei relativi dati.
9. Numero dei volontari da impiegare nel progetto:
22
10. Numero posti con vitto e alloggio:
0
11. Numero posti senza vitto e alloggio:
22
12. Numero posti con solo vitto:
0
13. Numero ore di servizio settimanali dei volontari, ovvero monte ore annuo:
14. Giorni di servizio a settimana dei volontari (minimo 5, massimo 6) :
30
5
15. Eventuali particolari obblighi dei volontari durante il periodo di servizio:
•
•
•
•
•
Obbligo di riservatezza sui documenti e i dati visionati; in particolare è
necessario osservare gli obblighi previsti dalla D.Lgs 196/03 sulla Privacy in
merito al trattamento dei dati personali e dei dati sensibili.
Obbligo di seguire le indicazioni dell’operatore locale di progetto e dei
responsabili o referenti dei servizi.
Rispetto degli obblighi di riservatezza circa le notizie relative all’Azienda
USL di cui si venga a conoscenza sia durante che dopo lo svolgimento del
Servizio.
Rispetto dei regolamenti aziendali e delle norme in materia di igiene e
sicurezza nei luoghi di lavoro.
Disponibilità ad essere impiegato in turni antimeridiani (in fascia oraria
compresa dalle 8,00 alle 14,00) o pomeridiani (in fascia oraria compresa tra
le ore 14,00 e le ore 20,00).
16
CARATTERISTICHE ORGANIZZATIVE
16. Sede/i di attuazione del progetto ed Operatori Locali di Progetto:
N.
Sede di attuazione
del progetto
DS/1
1 Montepiano Reatino
3
DS/2
Mirtense
DS/3
Salario
4
DS/4
Salto Cicolano
2
5
6
7
8
DS/5
Alto Velino
Presidio
Ospedaliero di Rieti
“S.Camillo de
Lellis”
Presidio
Ospedaliero di
Magliano Sabina
“Marzio Marini”
Presidio
Ospedaliero di
Amatrice
“Francesco Grifoni”
Comune
Rieti
Poggio
Mirteto
Poggio
Moiano
S. Elpidio di
Pescorocchia
no
Antrodoco
Cod.
ident.
sede
N. vol.
per
sede
V.le Matteucci, 9
16178
Via Finocchieto, 23
Indirizzo
Nominativi degli Operatori Locali di Progetto
Cognome e nome
Data di nascita
C.F.
4
Dott. Giovanni Cecchetelli
Dott.ssa Albertina Ciferri
13/07/1948
06/06/1955
CCCGNN48L13B636K
CFRLRT55H46H282F
16181
4
Dott. Alessandro Anasetti
09/01/1949
NSTLSN49A09I959B
Osteria Nuova - V.le
Europa, scn
16177
4
Dott.ssa Loretta Floridi
04/08/1951
FLRLTT51M44H282Q
Via Petrignano, snc
3976
1
Dott. Gioacchino Paganelli
27/01/1950
PGNGCH50A27F871H
L.go Ragazzi del mondo, 1 10821
1
Dott. Luciano Di Cola
01/01/1948
DCLLCN48A01A315D
Rieti
Viale Kennedy, snc
63473
4
Dott.ssa Antonella S. Morgante
21/05/1960
18/09/1961
MNZPTR60E21H501Q
MRGNNL61P58A515I
Magliano
Sabina
Via Filoni, 1
63478
2
Dott. Pasquale Carducci
16/01/1955
CRDPQL55A16B008N
Amatrice
Viale Francesco Grifoni,
30
74995
2
Dott. Pietro Manzi
21/05/1960
MNZPTR60E21H501Q
17
17. Altre figure impiegate nel Progetto: NESSUNA
TUTOR
N.
Sede di
attuazione del
progetto
Comune
Indirizzo
Cod.
ident.
sede
N. vol.
per
sede Cognome e
nome
Data
di
nascita
RESP. LOCALI ENTE ACC.
C.F.
Cognome e
nome
Data
di
nascita
C.F.
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
18
18. Eventuali attività di promozione e sensibilizzazione del servizio civile nazionale:
Il sistema e le modalità dell’impianto comunicativo del progetto riveste una
peculiarità centrale per il successo dell’intervento stesso.
Pertanto va curato con attenzione e con grande professionalità utilizzando specifiche
competenze (a livello produttivo) e strategie implementative (a livello
comunicativo).
Un’azione trasversale di informazione accompagnerà tutte le fasi dell’intervento
attraverso: banca dati, sito, pubblicazioni, brochure ecc...
Più nello specifico:
• Costruzione/Aggiornamento sito web della ASL e dei partner, dedicato
all’intervento.
Totale : 10 ore
Incontri - eventi
•
Incontri (e affissione di manifesti) nelle parrocchie, presso associazioni e
luoghi di aggregazione giovanile; 10 ore
•
Campagne presso i luoghi di ritrovo dei giovani ovvero nei luoghi
maggiormente frequentati dalle utenti e da potenziali clienti, quali:
Consultorio
Pronto soccorso
Medici di base e Farmacie
Scuole
Mezzi di trasporto (autobus, metropolitana, treni)
Autogrill
Centri commerciali, Supermercati e Mercati
Discoteche
Benzinai
Bar e tabaccherie
Sportelli, URP, Uffici informazioni
Sportelli sindacali
Sportelli assicurativi
Totale: 10 ore
Totale per le attività di promozione e sensibilizzazione del Servizio Civile e del
progetto specifico: 30 ore
19. Eventuali autonomi criteri e modalità di selezione dei volontari:
Determinazione del Direttore Generale USNC del 30/5/2002.
20. Ricorso a sistemi di selezione verificati in sede di accreditamento (eventuale
indicazione dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio):
NO
19
21. Piano di monitoraggio interno per la valutazione dei risultati del progetto:
I principi di valorizzazione delle risorse e di empowerment del sistema, dei contesti
e dei soggetti sembrano essere elementi cardine delle buone pratiche di progettazioni
attuali.
La valutazione del progetto in questione, dunque, non deve soltanto monitorare la
quantità del bene prodotto dai singoli volontari, ma deve rilevare in che modo
l’intero sistema si è sviluppato grazie anche al supporto di queste persone e come
loro stesse si siano arricchite in termini di professionalità, di sviluppo di competenze
specifiche e relazionali, di orientamento rispetto alla propria vita futura e di
motivazione all’alterità.
L’azione di monitoraggio deve avere da una parte una sua valenza locale e di
sistema rete, e dall’altra deve fornire agli attori un accompagnamento in itinere,
consapevole che la logica del progetto è quella dell’integrazione tra misure ed
interventi diversi poggiati e orientati su settori differenti (assistenza; cultura e
attività sportiva) con una metodologia partecipata. Il monitoraggio non si limiterà
pertanto solo a verificare se le azioni stabilite vengono effettuate, ma vuole anche
indagare su quelle azioni, per capire se gli effetti di queste sono coerenti con gli
obiettivi del progetto o se richiedono una ridefinizione.
Il monitoraggio dovrà dunque dare risposte alle seguenti dimensioni:
• Alla centralità degli effetti delle azioni
• Alla conformità delle azioni progettate con il progetto specifico, nonché con
i vincoli di contesto
• Alle occasioni reali di sviluppo complessivo dei volontari in servizio civile
nelle singole fasi di implementazione del progetto
Per realizzare dunque il sistema di valutazione e monitoraggio si definiscono
indicatori di processo , il loro modo di rilevazione ed i soggetti coinvolti.
Per gli indicatori di processo si osserverà:
1.1 come la messa in campo dei processi (fasi e azioni) risulti congruente:
a) con le finalità del progetto stesso (risultato strategico)
b) con gli obiettivi fissati (risultato tattico):
o la valorizzazione delle risorse locali e dei volontari coinvolti.
o Intervento sul sistema ed il contesto locale
o Aumento della capacità di autopromozione degli attori locali
1.2 come tali azioni prevedano la cooperazione tra i Soggetti
• Volontari
• istituzioni locali
• famiglie,
• imprenditori,
• insegnanti …
1.3 come questo processo favorisca una Procedura di Partecipazione che tenga
conto
• delle caratteristiche dei destinatari dei settori coinvolti
• delle metodologie previste:
- secondo una logica di apprendimento del contesto
- per rispondere ad una esigenza di conoscenza e di collaborazione degli
attori in gioco
- miranti alla territorialità degli interventi
2. Intendere il monitoraggio come capacità di osservazione dei risultati del
progetto. Si tratta di monitorare:
20
2.1 come il progetto abbia:
sensibilizzato il territorio rispetto ai settori individuati
Coinvolto tutti gli attori locali in una logica di collaborazione e non di
competizione
Aumentato le relazione e lo scambio di informazioni tra soggetti e realtà
limitrofe
Realizzato percorsi individualizzati di formazione e di tutorship per i
giovani volontari
2.2 come le azioni messe in atto abbiano tenuto conto :
• della corrispondenza delle azioni realizzate con le reali e soggettive esigenze
del territorio
• della compatibilità della metodologia con la cultura economica e sociale del
contesto
• della riproducibilità e delle continuità delle stesse azioni
-
Il sistema di valutazione e monitoraggio sarà realizzato attraverso una
tempistica che, in relazione alle singole azioni progettuali e alla durata
dell’intervento, avrà un intervento in fase iniziale (ex ante) in itinere ed ex
post. I risultati della valutazione andranno di volta in volta ad influenzare e
correggere la progettazione successiva.
22. Ricorso a sistemi di monitoraggio verificati in sede di accreditamento (eventuale
indicazione dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio):
Si
CESC-Project – Coordinamento Enti Servizio Civile
23. Eventuali requisiti richiesti ai canditati per la partecipazione al progetto oltre quelli
richiesti dalla legge 6 marzo 2001, n. 64:
Titolo richiesto: Diploma di scuola media superiore.
Considerata la peculiarità dell’area e del settore, a cui si riferisce il Progetto, saranno
inoltre valutati, quali titoli preferenziali, diplomi di Laurea Triennale e/o
Specialistica in:
•
•
•
•
•
•
Psicologia
Scienze Infermieristiche
Scienze dell’Educazione
Scienze dalla Formazione
Servizio Sociale
Educatore professionale.
Saranno valutati inoltre documentate esperienze nei settori dell’Assistenza e della
Disabilità, e attestati di corsi di Informatica.
21
24. Eventuali risorse finanziarie aggiuntive destinate in modo specifico alla realizzazione
del progetto:
FORMAZIONE SPECIFICA
Segreteria attrezzata
Aula adeguatamente attrezzata con sedie, banchi, n. 1 lavagna, lucidi, n.
1 videoproiettore, supporti informatici e multimediali, diapositive
Compenso dei docenti impegnati per formazione specifica (impiego di
personale dipendente)
Costo complessivo delle dispense e materiale di cancelleria
Importo in €
900
1.200
4.500
700
PUBBLICIZZAZIONE PROGETTO
Materiale pubblicitario (es. volantini, manifesti, locandine, ecc.)
800
RISORSE TECNICHE E STRUMENTALI AL PROGETTO
Costo assicurazione integrativa per il volontari per eventuali attività fuori
dal territorio provinciale
Consulenza informatica programma Helios
3.500
Materiale per allestimento servizi di accoglienza e orientamento
3.000
800
2.500
TOTALE
17.900
Materiale per questionari di gradimento qualità
25. Eventuali copromotori e partners del progetto con la specifica del ruolo concreto
rivestito dagli stessi all’interno del progetto:
•
A.R.VO. – Associazione Reatina di Volontariato – svolge la sua attività
presso O.G.P. “San Camillo de Lellis” da 24 anni, nell’ombra delle
professionalità paramediche, all’insegna del conforto pratico, dell’ascolto e
dell’approccio psicologico, rivolti a chi si ritrova spesso solo con la propria
malattia e la propria sofferenza. L’attività viene svolta nei vari reparti della
struttura ospedaliera, principalmente: Geriatria, Medicina 1 e 2, Ortopedia,
Diagnosi e cura, Malattie infettive e una volta a settimana Chirurgia 1 e 2.
L’associazione collabora anche con i servizi del 118 e del Tribunale del
Malato. L ’A.R.VO. si sta impegnando a sensibilizzare al volontariato i
giovani studenti delle superiori, e già alcuni di questi, del Liceo Classico
“Varrone”, operano nell’Ospedale, mettendo alcune ore del loro tempo libero
al servizio di chi ha bisogno. E’ prevista l’integrazione dei volontari
A.R.VO. con i volontari in Servizio Civile per tutte le attività previste dal
Progetto, finalizzate all’accoglienza, al sostegno, all’informazione e
all’accompagnamento delle fasce deboli della popolazione che si rivolgono
ai servizi ospedalieri. (Convenzione: Allegato 2)
•
A.I.P.A. – Associazione Italiana Pazienti Anticoagulati – segue circa 1000
pazienti presso gli ambulatori dei Distretti e dei Presidi ospedalieri,
occupandosi della diagnosi della trombosi e del monitoraggio delle terapie
antitrombotiche. Gli specialisti medici volontari che vi appartengono si
incontrano periodicamente con i pazienti per fornire chiarimenti sulle
interferenze dei farmaci, sulla dieta da seguire e su altri aspetti della terapia,
ma soprattutto consentono al paziente, con un proprio Centro analisi, di
ridurre drasticamente i tempi di attesa in caso di analisi cliniche volte
all’individuazione del rischio. Durante tutte le fasi del flusso operativo,
volontari dell’A.I.P.A. collaborano con gli infermieri e i medici del Centro.
E’ prevista l’integrazione dei volontari A.I.P.A. con i volontari in Servizio
Civile per le tutte le attività assistenziali, di informazione, orientamento e
accompagnamento per i numerosi utenti affetti da tale grave rischio
22
patologico. (Convenzione: Allegato 3)
26. Risorse tecniche e strumentali necessarie per l’attuazione del progetto:
•
•
•
•
•
•
•
•
•
Video-proiettori per la realizzazione delle attività formative;
Lavagna a fogli mobili;
Stampante laser;
Materiale cartaceo (fogli, cartelloni, riviste, ecc.) e materiale vario, tra cui
forbici, colla, nastro adesivo, pennarelli, penne, ecc. per i lavori e i giochi di
gruppo previsti come tecniche e metodologie per la formazione generale;
Autoveicoli per gli spostamenti all'interno del territorio e per la realizzazione
delle attività previste nel Progetto, principalmente in relazione all'obiettivo di
fornire assistenza durante le visite domiciliari ai pazienti in Assistenza
Domiciliare Integrata (ADI);
Riviste, pubblicazioni ed altra documentazione cartacea, relativi alle politiche
sociali e alla normativa in materia di servizi socio-sanitari e ospedalieri,
attraverso i quali i volontari possano calarsi nel contesto operativo del Progetto;
Opuscoli di guida ai servizi distrettuali e ospedalieri da poter distribuire, in
caso di bisogno, nel servizio di accoglienza ed orientamento;
Materiale informatico e di cancelleria necessario per l’allestimento e
l’operatività dei servizi di accoglienza e orientamento, sia distrettuali che
ospedalieri;
Fotocopiatrici.
CARATTERISTICHE DELLE CONOSCENZE ACQUISIBILI
27. Eventuali crediti formativi riconosciuti:
NESSUNO
28. Eventuali tirocini riconosciuti:
UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI ROMA “SAPIENZA” – Facoltà di
Medicina e Chirurgia, sede distaccata di Rieti.
Riconosce i 12 mesi di attività svolte dai volontari presso codesto Ente, all’interno
del progetto di Servizio Civile, quale Tirocinio formativo - fino ad un massimo di 4
CFU - previsto dal percorso di studi accademici dei corsi di laurea facenti capo alle
professioni sanitarie. (Allegato 1)
29. Competenze e professionalità acquisibili dai volontari durante l’espletamento del
servizio, certificabili e validi ai fini del curriculum vitae:
Verranno rilasciate dall’ente AUSL certificazioni inerenti le competenze acquisite
relativamente alla tipologia, alla qualità e alla quantità del servizio svolto all’interno
delle strutture dipartimentali e ospedaliere, valide ai fini curriculari e spendibili in
molteplici selezioni e concorsi concernenti il pubblico impiego.
23
Formazione generale dei volontari
30. Sede di realizzazione:
A.USL Rieti - Direzione Generale – Viale Matteucci, 9 – Rieti
31. Modalità di attuazione:
Presso l’ente con formatori propri e formatori del CESC-Project – Coordinamento
Enti Servizio Civile.
32. Ricorso a sistemi di formazione verificati in sede di accreditamento ed eventuale
indicazione dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio:
Si
CESC-Project – Coordinamento Enti Servizio Civile
33. Tecniche e metodologie di realizzazione previste:
I corsi di formazione che verranno tenuti prevedono:
- lezioni frontali, letture, proiezione video e schede informative;
- formazione a distanza
- dinamiche non formali: incontri interattivi con coinvolgimento diretto dei
partecipanti, training, giochi di ruolo, di cooperazione e di simulazione, giochi di
conoscenza e di valutazione.
La metodologia didattica utilizzata è sempre finalizzata al coinvolgimento attivo dei
partecipanti attraverso l’utilizzazione di tecniche di simulazione comportamentale.
34. Contenuti della formazione:
La formazione dei volontari ha come obiettivi il raggiungimento delle finalità di cui
all’art. 1 della legge 64/2001: la formazione civica, sociale culturale e professionale
dei volontari. Essa intende fornire ai partecipanti strumenti idonei all’
interpretazione dei fenomeni storici e sociali al fine di costruire percorsi di
cittadinanza attiva e responsabile. Attraverso i corsi di formazione si intende altresì
fornire ai volontari competenze operative di gestione di attività in ambito no-profit.
I contenuti della formazione generale, in coerenza con le “Linee guida per la
formazione generale dei giovani in servizio civile nazionale”, (determina Direttore
UNSC del 4 aprile 2006) prevedono:
•
•
•
•
•
L’identità del gruppo in formazione;
Dall’obiezione di coscienza al servizio civile nazionale: evoluzione storica,
affinità e differenze tra le due realtà;
Il dovere di difesa della patria;
La difesa civile non armata e nonviolenta;
La protezione civile;
24
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
La solidarietà e le forme di cittadinanza;
Servizio civile nazionale, associazionismo e volontariato;
La normativa vigente e la carta di impegno etico;
Diritti e doveri del volontario in servizio civile;
Presentazione dell’ente;
Il lavoro per progetti;
La comunicazione;
La gestione creativa del conflitto;
L’ascolto attivo;
L’autoconsapevolezza emozionale;
Intercultura.
35. Durata:
La durata complessiva della formazione generale è di 42 ore, questa è parte
integrante dei progetti ed è conteggiata a tutti gli effetti ai fini del monte ore.
Formazione specifica (relativa al singolo progetto) dei volontari
36. Sede di realizzazione:
•
Parte teorica: presso la Direzione Generale dell’A.USL Rieti.
•
Parte pratica: presso le rispettive sedi di assegnazione.
37. Modalità di attuazione:
La formazione specifica sarà effettuata a cura del personale dipendente dei Distretti
socio-sanitari e dei Presidi ospedalieri, e sarà suddivisa in due moduli:
- Modulo 1: Parte teorica, 40 ore
- Modulo 2: Parte pratica, 35 ore
38. Nominativo/i e dati anagrafici del/i formatore/i:
Distretti Socio-sanitari
• Dott.ssa Loretta Floridi – Rieti, 04/08/1951
• Dott.ssa Albertina Ciferri – Rieti, 06/06/1955
• Dott.ssa Maria Luisa Aguzzi – Rieti, 22/03/1947
• Dott.ssa Raffaella Pupo – Cosenza, 01/01/1954
Presidi Ospedaliero di Rieti e Amatrice
• Dott. Pietro Manzi – Roma, 21/05/1960
• Dott.ssa Agnese Barsacchi – Rieti, 26/07/1966
• Dott.ssa Amelia Pedacchia – Monterotondo (Rm), 23/03/1953
• Dott.ssa Alida Falconi – Poggio Nativo (Ri), 23/07/1951
Presidio Ospedaliero di Magliano Sabina
• Dott. Pasquale Carducci – Borgorose (Ri), 16/01/1955
25
•
•
•
Dott. Mirio Camuzzi – Terni, 15/08/1961
Dott. Giuseppe Coffa – Ferla (Sr), 05/06/1944
Dott.ssa Alida Falconi – Poggio Nativo (Ri), 23/07/1951
39. Competenze specifiche del/i formatore/i:
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
Dott.ssa Loretta Floridi – Direttore del Distretto Salario – Laurea in
Medicina e Chirurgia. Materia di insegnamento: “Conoscenza dell’Azienda
USL e dei Distretti Socio-sanitari: le prestazioni offerte, le modalità di
erogazione e la decodifica della richiesta”.
Dott.ssa Albertina Ciferri – Responsabile Medicina Legale – Laurea in
Medicina e Chirurgia, specializzazione in Medicina legale. Materia di
insegnamento: “L’handicap e le strutture socio-sanitarie territoriali”.
Dott.ssa Maria Luisa Aguzzi – Assistente Sociale URP – Laurea in
Servizio Sociale; ambito di attività: Servizio sociale professionale. Materia
di insegnamento: “Umanizzazione dell’offerta dei servizi attraverso la
cortesia e la disponibilità al colloquio”.
Dott.ssa Raffaella Pupo – Sociologo – Laurea in Sociologia; ambito di
attività: Programmazione attività distrettuali. Materia di insegnamento: “Le
attività del Distretto e le diverse professionalità: medica, psicologica, sociale,
infermieristica e tecnica”.
Dott. Pietro Manzi – Direzione Medico Ospedaliera di Rieti – Laurea in
Medicina e Chirurgia. Materia di insegnamento: “I dipartimenti del Presidio
ospedaliero e i servizi offerti”.
Dott. Pasquale Carducci – Direzione Medico Ospedaliera di Magliano
Sabina– Laurea in Medicina e Chirurgia, specializzazion in Medicina lavoro,
Igiene e medicina preventiva, Direzione sanitaria. Materia di insegnamento:
“Gestione del paziente nei diversi dipartimenti ospedalieri”.
Dott.ssa Agnese Barsacchi – Dirigente S.I.T.A. – Laurea in Medicina,
indirizzo Professioni sanitarie. Materia di insegnamento: “Introduzione alle
professioni sanitarie”.
Dott.ssa Amelia Pedacchia – Coll. Prof.le Sanitario Esperto – Laurea in
Scienze Infermieristiche; ambito di attività: Assistenza, Dirigenza,
Formazione aree sanitarie. Materia di insegnamento: “Strategie
comunicative e relazionali finalizzate ad una buona accoglienza dell’utenza”.
Dott. Giuseppe Coffa – Coll. Prof.le S. E. – Caposala – Laurea in Medicina
e Chirurgia. Materia di insegnamento: “Guidare il cittadino, soprattutto le
fasce deboli, nell’utilizzo delle risorse dei poliambulatori specialistici”.
Dott.ssa Alida Falconi – Responsabile di S.C.N. – Laurea in Servizio
Sociale; ambito di attività: Servizio sociale professionale, Responsabile e
Progettista del Servizio Civile Nazionale dell’AUSL di Rieti. Materia di
insegnamento: “Illustrazione del progetto di servizio ‘Il Servizio Civile nei
Distretti socio-sanitari e nei Presidi ospedalieri’ e il ruolo del volontario”.
Dott. Mirio Camuzzi – Collaboratore Prof.le Sanitario Esperto – Laurea in
Scienze Infermieristiche; ambito di attività: docenza per corsi in area
infermieristica Servizio sociale professionale. Materia di insegnamento:
“Politiche dei servizi alla persona”.
26
40. Tecniche e metodologie di realizzazione previste:
•
•
•
•
Seminari di studio con videoproiezione e discussione dei casi;
Affiancamento ai volontari da parte di personale qualificato e dipendente del
Distretto Socio-sanitario e delle Strutture Ospedaliere;
Supervisione;
Incontri periodici di raccordo e valutazione.
41. Contenuti della formazione:
Parte teorica:
Seminari di studio aventi per oggetto:
• Conoscenza dell’Azienda USL e dei Distretti Socio-sanitari: le
prestazioni offerte, le modalità di erogazione e la decodifica della
richiesta.
• I dipartimenti del Presidio ospedaliero e i servizi offerti.
• Illustrazione del progetto di servizio ‘Il Servizio Civile nei Distretti
socio-sanitari e nei Presidi ospedalieri’ e il ruolo del volontario.
• Politiche dei servizi alla persona.
• Strategie comunicative e relazionali finalizzate ad una buona
accoglienza dell’utenza.
• Introduzione alle professioni sanitarie.
• Umanizzazione dell’offerta dei servizi attraverso la cortesia e la
disponibilità al colloquio.
• Le attività del Distretto e le diverse professionalità: medica,
psicologica, sociale, infermieristica e tecnica.
• Gestione del paziente nei diversi dipartimenti ospedalieri.
• Guidare il cittadino, soprattutto le fasce deboli, nell’utilizzo delle
risorse dei poliambulatori specialistici.
• L’handicap e le strutture socio-sanitarie territoriali.
Parte pratica:
• Affiancamento al personale dipendente nell’ambito delle strutture dei
Distretti socio-sanitari e dei Presidi ospedalieri.
• Visita ai poliambulatori del Distretto socio-sanitario e del Presidio
ospedaliero con illustrazione dei servizi erogati.
• Opera di sostegno e relazione all’utente prestata direttamente sul
campo.
• Incontri periodici fra Volontari, OLP e Responsabile Servizio Civile
Nazionale ai fini del riscontro tra le modalità di realizzazione e gli
obbiettivi del progetto.
42. Durata:
75 ore
27
Altri elementi della formazione
43. Modalità di monitoraggio del piano di formazione (generale e specifica) predisposto:
Sistema di monitoraggio verificato dall’UNSC in sede di accreditamento.
CARATTERISTICHE PROGETTO IN RELAZIONE ALLA GRIGLIA DI
VALUTAZIONE RELATIVA AI 20 PUNTI AGGIUTIVI
44. Valorizzazione dell’esperienza di volontariato
I volontari in Servizio Civile opereranno in modo integrato con i volontari:
•
A.R.VO. (Associazione Reatina di Volontariato), per tutte le attività previste dal
Progetto, finalizzate all’accoglienza, all’informazione, alla decodifica del bisogno
e all’accompagnamento delle fasce deboli della popolazione (anziani, disabili,
immigrati) che si rivolgono ai servizi ospedalieri. La collaborazione inizierà al
termine della formazione specifica, e si protrarrà - durante gli orari di
servizio volontario A.R.VO. - fino alla conclusione del Servizio Civile, secondo
modalità concertate di affiancamento iniziale volte allo sviluppo di una
progressiva autonomia operativa.
(Convenzione: Allegato 2)
•
A.I.P.A. (Associazione Italiana Pazienti Anticoagulati), per le tutte le attività
assistenziali, di informazione e orientamento, di colloquio di sostegno e di
accompagnamento, per i numerosi utenti affetti dal rischio patologico per il quale
l’associazione opera, ovvero i circa mille pazienti del territorio reatino a rischio
trombosi. La collaborazione inizierà al termine della formazione specifica, e si
protrarrà - durante gli orari di servizio volontario A.I.P.A. - fino alla
conclusione del Servizio Civile, secondo modalità concertate di affiancamento
iniziale volte allo sviluppo di una progressiva autonomia operativa.
(Convenzione: Allegato 3)
28
45. Valorizzazione del percorso formativo
Accordo con enti terzi sul riconoscimento del percorso formativo:
Accordo con l’UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI ROMA “SAPIENZA” – La Facoltà
di Medicina e Chirurgia, sede distaccata di Rieti, riconosce i 12 mesi di attività svolte
dai volontari presso codesto Ente, all’interno del progetto di Servizio Civile, quale
Tirocinio formativo - fino ad un massimo di 4 CFU - previsto dal percorso di studi
accademici dei corsi di laurea facenti capo alle professioni sanitarie. (Allegato 1)
Livello metaformativo:
Dopo l’aspetto assistenziale, lo sviluppo delle metacompetenze e dell’empowerment dei
volontari è il fine primario del progetto. Le ulteriori competenze che i volontari di
Servizio Civile potranno maturare sono:
• competenze informatiche relative alla gestione di una banca dati, inserimento,
aggiornamento, consultazione. Competenze nell’uso dei principali pacchetti
software come fogli elettronici, elaborazione di presentazioni, internet e intranet;
• competenze relazionali di base nel contatto telefonico con gli utenti e altri
interlocutori che si rivolgono ai servizi distrettuali e ospedalieri; nel contatto faccia
a faccia con utenti, familiari, personale di strutture sanitarie e sociali, personale di
altre associazioni; relazioni con il pubblico per l’informazione;
• competenze relazionali e di sostegno nelle relazioni di aiuto, primo supporto
telefonico, supporto faccia a faccia con persona in difficoltà;
• competenze relazionali quali la collaborazione con figure di pari grado e con
figure professionali nella progettazione e realizzazione dei diversi servizi; la
capacità di lavorare in gruppo; la capacità di curare e accrescere i contatti con
molteplici nodi di una rete;
• competenze organizzative, relative alla capacità di pianificare il proprio lavoro, di
pianificare assistenze e interventi fuori sede, di organizzare materiale documentale
e di archivio;
• conoscenze di carattere normativo, relative al campo dei servizi sanitari e dei
servizi sociali;
• competenze nel disbrigo di pratiche burocratiche quali domande e modulistica
socio-sanitaria;
• conoscenze in ambito sociale e sanitario specifiche del settore distrettuale e
ospedaliero;
• arricchimento umano, emotivo e affettivo conseguente l’esperienza vissuta a
contatto con persone affette da diverse patologie e, non di rado, in situazione di
grave sofferenza.
Innovatività della metodologia impiegata:
Sia per la Formazione generale che per quella specifica si farà ricorso a:
• lezioni frontali, letture, proiezione video e schede informative;
• formazione a distanza attraverso il mezzo Internet;
• dinamiche non formali: incontri interattivi con coinvolgimento diretto dei
partecipanti, training, giochi di ruolo, di cooperazione e di simulazione, giochi di
conoscenza e di valutazione.
La metodologia didattica utilizzata è sempre finalizzata al coinvolgimento attivo dei
partecipanti attraverso l’utilizzazione di tecniche di simulazione comportamentale.
29
46. Eventuali collegamenti con il mondo del lavoro
NO
Data 29/10/2008
Il Responsabile del S.C.N. e Progettista
Ass.Soc.Coordinatore
Dott.ssa Falconi Alida
Il Responsabile legale dell’ente
DIRETTORE GENERALE DELL’AZIENDA USL DI RIETI
Dott. GABRIELE BELLINI
30
Scarica

Progetto n.1