Europa per le imprese
Newsletter n.71 – Luglio - Agosto 2009
LE NEWS
Confindustria al fianco del Parlamento europeo, pronto a ripartire
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E’ passato circa un mese dalle elezioni europee. Questo periodo é stato utilizzato dai
neo deputati per formare i gruppi politici, per eleggere le varie cariche necessarie al
funzionamento del Parlamento, in primis il Presidente e i Vice-presidenti, e per
formare le commissioni parlamentari. Al rientro dalla pausa estiva, il nuovo
Parlamento sarà quindi pienamente operativo.
I temi affrontati al Vertice
G8 a L'Aquila
Commissioni
parlamentari : nomine
agro-dolci per i deputati
italiani
Il Parlamento europeo é ormai un’istituzione “adulta” che ha saputo conquistarsi un
potere che va ben oltre il ruolo attribuitogli dal Trattato di Nizza, attualmente in vigore.
Ne dà testimonianza la brusca frenata subita dalla nomina per un secondo mandato
da Presidente della Commissione europea di José Manuel Durao Barroso, proprio a
causa del Parlamento europeo, che ha chiesto a Barroso di presentarsi formalmente
in aula, rispondendo alle domande dei deputati. La “fiducia” a Barroso é stata cosi’
posticipata alla plenaria di settembre, ma potrebbe subire ulteriori ritardi.
La Corte Costituzionale
tedesca si pronuncia sulla
ratifica del Trattato di
Lisbona
Al via il semestre di
Presidenza svedese
dell’Unione europea
Il Parlamento europeo é destinato quindi a giocare un ruolo di primo piano nel
prossimo quinquennio, tanto più se, come auspichiamo da tempo, il Trattato di
Lisbona entrerà finalmente in vigore, dopo il referendum irlandese che si terrà nel
prossimo ottobre.
Nabucco: overview
sull’accordo
intergovernativo
Confindustria ha sempre riconosciuto e sostenuto questa importanza: ne da
testimonianza il nostro “Manifesto per le elezioni europee” attraverso il quale
Confindustria ha cercato di indirizzare la recente campagna elettorale verso i temi di
maggiore interesse per l’industria italiana, analizzando proposte e prospettive nei
principali settori dell’economia.
E
Evveennttii
Visita a Bruxelles del Vicepresidente di
Confindustria Andrea
Moltrasio
Subito dopo le elezioni, Confindustria ha promosso un documento, condiviso con il
proprio sistema, nel quale ha analizzato la presenza italiana nelle commissioni
parlamentari di maggiore importanza per l’industria. In occasione della prima seduta
plenaria del Parlamento, é stato consegnato ai deputati un secondo documento,
dedicato ai dossier che occuperanno la ripresa dei lavori parlamentari, e sui quali
Confindustria intende essere, fin dal primo giorno di lavoro, di supporto e stimolo per i
deputati.
Riunione sulle azioni di
risarcimento per
violazione antitrust e dei
mezzi di ricorso collettivi
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Il ruolo del Parlamento europeo non deve essere sottovalutato. Molti Paesi europei lo
hanno capito da tempo, e inviano a Strasburgo deputati con grande esperienza, che
garantiscono una presenza stabile e, quindi, sempre più influente. La delegazione
italiana, invece, é stata quella con il più alto tasso di ricambio in corso di legislatura
(circa il 50%): ci auguriamo che questo dato non si ripeta. Da parte nostra,
Confindustria è consapevole dell’importanza del Parlamento, e intende continuare ad
investire per fornire ai deputati, italiani e non, tutto il supporto e lo stimolo necessario,
affinché lo sviluppo dell’Ue proceda di pari passo con lo sviluppo del benessere
economico e sociale.
AMBIENTE ED ENERGIA
AFFARI SOCIALI
MERCATO INTERNO
ECONOMIA E FINANZA
CONCORRENZA
COMMERCIO E
RELAZIONI ESTERNE
Andrea Moltrasio
Vicepresidente per l’Europa
TRASPORTI E
TELECOMUNICAZIONI
MEDITERRANEO
FOCUS SULLE PRIORITA’ DELLA DELEGAZIONE
RICERCA E
INNOVAZIONE


CALENDARIO
ISTITUZIONALE UE
PROCEDURE
D’INFRAZIONE UE ITALIA



GAZZETTA UFFICIALE

SOMMARIO
Direttiva sulle emissioni industriali: raggiunto l’accordo politico al Consiglio
Follow up della Comunicazione della Commissione europea un "impegno comune per
l'occupazione"
Trasporti: la Commissione europea lancia la comunicazione sul futuro dei trasporti
La Commissione presenta un progetto di compromesso per l’accordo di libero scambio
con la Corea del Sud. Diversi Stati membri chiedono chiarimenti
Basilea II: Confindustria a favore di misure urgenti per facilitare l’accesso al credito
delle imprese
cura della
Brevetto: adottato ilAquesito
alla Corte di Giustizia
Delegazione di Confindustria a Bruxelles
Tel. 0032.2.2861211 Fax 0032.2.2302720
E-mail : [email protected]
SOMMARIO
Europa per le imprese
Newsletter n.71 – Luglio - Agosto 2009
AMBIENTE ED ENERGIA
Emissions Trading: ampliata la lista dei settori esposti al carbon leakage
Direttiva RoHS : possibile estensione del campo di applicazione
Prima valutazione dei Piani nazionali per l’efficienza energetica
Accordo Stati Uniti - Ue: nuove specifiche per l’efficienza energetiche delle apparecchiature da
ufficio
Il Consiglio adotta definitivamente il “Terzo pacchetto” sul mercato interno dell’energia
Il Consiglio adotta la direttiva sulla sicurezza nucleare
Mercato dell’energia: la Commissione apre procedimenti d’infrazione contro 25 Stati membri
Rinnovabili: pubblicati i modelli per i Piani d’azione nazionali
AFFARI SOCIALI
Revisione dell’accordo quadro sui congedi parentali: firma delle parti sociali
Revisione del regolamento sul Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione: adozione
formale del Consiglio
La Commissione europea pubblica un libro verde sulla mobilità dei giovani
Direttiva sull’orario di lavoro: aggiornamento sullo state dell’arte
Il rapporto di luglio della Commissione europea sui mercati del lavoro rileva un lieve miglioramento
del livello di fiducia
La Commissione propone l’istituzione di uno strumento di micro-credito per sostenere l’occupazione
MERCATO INTERNO
Raccomandazione della Commissione europea per un miglior funzionamento del mercato interno
Servizi elettronici transfrontalieri: nuovo progetto pilota della Commissione europea
Protezione dei consumatori: nuovo pacchetto sull’applicazione del diritto comunitario
ECONOMIA E FINANZA
Consultazione sull’adozione di standard internazionali di audit
Prestito di 400 milioni della BEI per il Gruppo Fiat
Crisi economica e impatto sulle finanze pubbliche: rapporti della Commissione europea
Rapporto Eurostat sulla pressione fiscale in Europa ed Italia
Polonia e Lituania nominano due nuovi Commissari
CONCORRENZA
Adottato il rapporto sul funzionamento del regolamento comunitario sulle concentrazioni
Approvata la proroga del regime italiano di garanzia a favore delle banche
Presentato il rapporto della Commissione sulla concorrenza nel settore farmaceutico
La Commissione sanziona E.ON and GDF Suez per essersi spartite il mercato del gas naturale
franco-tedesco
L’Italia deferita alla Corte di giustizia per non aver eseguito una sentenza di recupero di aiuti illegali
ed incompatibili (contratti formazione lavoro)
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COMMERCIO E RELAZIONI ESTERNE
Europa per le imprese
Newsletter n.71 – Luglio - Agosto 2009
L'Ue avvia consultazioni in seno all’OMC per chiedere alla Cina di eliminare le restrizioni all'export
di materie prime
In dirittura d’arrivo l’Accordo di Partenariato Economico (EPA) regionale fra Ue e Africa occidentale
La Commissione europea lancia la nuova versione informatica per gli esportatori dei paesi in via di
sviluppo
Unione europea e Australia verso una semplificazione del commercio bilaterale. Richiesta di
conclusione di Doha
TRASPORTI E TELECOMUNICAZIONI
Aiuti di Stato: nuove norme sul finanziamento statale delle emittenti di servizio pubblico
Settore marittimo: aiuti per superare la crisi
Completamento delle procedure amministrative online: la Commissione europea promuove i servizi
transfrontalieri mediante nuove tecnologie
Banda larga: la Commissione lancia una consultazione per la regolamentazione delle reti di
nuova generazione
Galileo: la Commissione preoccupata per ulteriori ritardi
Gestione dello spettro: la Commissione favorevole alla liberalizzazione e all’armonizzazione
Maxi-tranche di 80 milioni all’Italia per alta velocità e reti
Presidenza svedese: il programma per il settore telecomunicazioni
Presidenza svedese: il programma per il settore trasporti
Reti TEN-T: rafforzare la cooperazione fra l’Europa e l’Africa
Trasporti: la Commissione europea convoca una conferenza sulla sicurezza dei trasporti ferroviari
Verso la European Maritime Day 2010
MEDITERRANEO
Nuova pubblicazione della BEI sugli investimenti nel Mediterraneo
RICERCA E INNOVAZIONE
Iniziativa “Clean Sky”: invito a presentare proposte nel settore aeronautico
Partenariati pubblico-privati: inviti a presentare proposte per progetti di ricerca nei settori
dell’automobile, delle costruzioni e del manifatturiero
Innovazione: la Commissione europea prepara un nuovo piano d’azione
CALENDARIO ISTITUZIONALE UE - LUGLIO 2009
PROCEDURE D’INFRAZIONE UE ITALIA
GAZZETTA UFFICIALE
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IN PRIMO PIANO
Europa per le imprese
Newsletter n.71 – Luglio - Agosto 2009
I temi affrontati al Vertice G8 a L'Aquila
Dall’8 al 10 luglio u.s. si è svolto a L’Aquila il Vertice G8 2009, i cui membri sono l’Italia (che detiene
la Presidenza di turno del G8), il Canada, la Federazione Russa, la Francia, la Germania, il
Giappone, il Regno Unito, gli Stati Uniti, a cui si aggiunge la presenza del Presidente di turno del
Consiglio dell’Unione europea e del Presidente della Commissione europea. In tale occasione, la
Presidenza italiana ha voluto dare un’impronta nuova al G8, coinvolgendo anche i Paesi emergenti,
i Paesi dell’Africa e le principali Organizzazioni internazionali, ed arrivando a coprire, nelle sessioni
più ampie, quasi il 90% dell’economia mondiale.
I temi principali definiti dalla Presidenza italiana nel Vertice annuale dei Grandi hanno riguardato la
risposta alla crisi economico-finanziaria globale, il ristabilimento della fiducia dei cittadini e il rilancio
della crescita su basi più solide e bilanciate, l’attenzione alla dimensione sociale e del lavoro, la
lotta al protezionismo e la liberalizzazione del commercio internazionale, la risoluzione delle crisi
regionali, la sicurezza alimentare e la lotta ai cambiamenti climatici.
Sulla crisi economica è stato osservato che stanno emergendo segnali positivi di miglioramento
dell’economia. Tuttavia, sono ancora molti gli elementi di debolezza che continuano a caratterizzare
la crisi e si rende pertanto necessaria la creazione di un codice di regole condivise per il mondo
economico e finanziario, con l’obiettivo di delineare una strategia finalizzata al raggiungimento di
una maggiore correttezza e trasparenza per la finanza e per il business internazionale.
Altro fattore fondamentale per contrastare la crisi economica e rilanciare la crescita è il commercio
mondiale; in tal senso, la dichiarazione congiunta del G8 mette in primo piano l’impegno dei
partecipanti ad evitare ogni forma di protezionismo ed aumentare gli sforzi per promuovere e
favorire il commercio internazionale e gli investimenti. Il Vertice de l’Aquila ha inoltre dato nuovo
impulso al negoziato di Doha sul commercio mondiale, elaborando un’agenda per la conclusione
nel 2010 e riaffermando la necessità di pervenire al più presto ad una conclusione equilibrata,
ambiziosa e completa dei negoziati multilaterali.
Per quanto riguarda la lotta al cambiamento climatico, altro dossier prioritario all’ordine del giorno, i
leader del G8 hanno ricordato che essa va accompagnata da una risposta globale guidata dai Paesi
industrializzati, la quale deve nondimeno essere sostenuta anche dai Paesi emergenti. L’incontro
ha rappresentato anche una tappa importante verso la Conferenza delle Nazioni Unite di
Copenaghen del prossimo dicembre.
Il Vertice non ha poi dimenticato le emergenze che gravano sui paesi poveri e dell’Africa, quali la
sicurezza alimentare e l’accesso all’acqua, evidenziando che oggigiorno sono oltre un miliardo le
persone che soffrono la fame e la malnutrizione.
Infine, altri temi affrontati hanno riguardato il concetto di “people first” - ovvero l’importanza che la
dimensione sociale riveste soprattutto in tempi di crisi economica - la salute e questioni politiche
internazionali, quali la non proliferazione nucleare, la situazione in Iran e Medio Oriente, la lotta al
terrorismo, la stabilizzazione della regione Afghanistan-Pakistan e la situazione in Corea del Nord.
Per il documento contenente il riepilogo della Presidenza si veda:
http://www.g8italia2009.it/static/G8_Allegato/Riepilogo_della_Presidenza_--_italiano.pdf
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Commissioni parlamentari : nomine agro-dolci per i deputati italiani
Nei giorni tra il 14 e il 16 luglio scorsi, il Parlamento europeo si é riunito a Strasburgo, per la prima
volta dopo le elezioni, per eleggere il proprio presidente e una serie di altre cariche, necessarie al
proprio funzionamento interno.
Europa per le imprese
Newsletter n.71 – Luglio - Agosto 2009
Il nuovo presidente del Parlamento europeo é l’ex primo ministro polacco Jerzy Buzek, la cui
nomina era scontata dopo il ritiro dell’altro possibile candidato popolare, l’italiano Mario Mauro. L’on.
Buzek rimarrà in carica fino alla fine del 2011.
Una piacevole sorpresa per gli Italiani é arrivata dall’elezione dei 14 vice-presidenti, quando Gianni
Pittella (PD) é stato eletto primo vice-presidente, al primo scrutinio, con 360 voti. L’on. Pittella sarà
quindi un “primus inter pares” tra gli altri Vice-presidenti, tra i quali figura anche l’on. Roberta
Angelilli, eletta al III scrutinio.
La seduta di Strasburgo é stata anche l’occasione per chiudere i negoziati tra i gruppi politici (e
all’interno di ogni gruppo) per definire le presidenze e le composizioni delle commissioni
parlamentari. Per quanto riguarda le presidenze, particolarmente significativo il risultato nella
commissione agricoltura, di primaria importanza per l’industria alimentare italiana (come evidenziato
nel documento che Confindustria aveva fatto circolare all’indomani delle elezioni europee) che sarà
guidata dal deputato italiano Paolo De Castro (PD).
Per il resto, italiane saranno anche le presidenze della commissione per gli affari esteri (con l’on.
Gabriele Albertini, PdL), quella per gli affari costituzionali (on. Carlo Casini, UDC) petizioni (on.
Mazzoni, PdL) e controllo dei bilanci (on. De Magistris, IdV). E’ importante segnalare anche che
l’on. Patrizia Toia (PD) é stata eletta prima Vice-presidente della commissione per l’industria, la
ricerca e l’energia.
Inoltre, una presenza italiana é assicurata in tutte le commissioni con una rappresentanza
particolarmente numerosa nella commissione per l’ambiente e in quella per le libertà, la giustizia e
gli affari interni.
Durante il mese di agosto i lavori al Parlamento saranno sospesi, per riprendere a pieno ritmo il
primo di settembre.
La Corte Costituzionale tedesca si pronuncia sulla ratifica del Trattato di Lisbona
Lo scorso 30 giugno, la Corte Costituzionale tedesca si è pronunciata sulla compatibilità del Trattato
di Lisbona con la costituzione tedesca, pre-requisito essenziale per la sua ratifica.
In sostanza la corte ha detto sì al Trattato di Lisbona ad una condizione: che prima della sua ratifica
venga promulgata una legge che rafforzi i poteri del Parlamento in relazione ai temi
dell’integrazione europea. I giudici costituzionali hanno quindi ritenuto necessario assicurare un
maggior potere di controllo per il Bundenstag, il Parlamento nazionale, esprimendo una riserva che
rappresenta un inconveniente significativo in vista delle elezioni politiche previste per il 27
settembre. Nel dettaglio la Corte, enfatizzando il “deficit democratico strutturale” dell’Ue, ha
richiesto (ma la richiesta è vincolante) che le prerogative del Parlamento nazionale in relazione ai
poteri comunitari siano messe nero su bianco in una legge che dovrà, a questo punto, essere
varata in tutta fretta (al più tardi all’inizio di Settembre, ma con in mezzo la pausa estiva) dalla
stessa assemblea nazionale tedesca.
L’entrata in vigore del Trattato di Lisbona incontra dunque un ulteriore ostacolo, dopo le resistenze,
non ancora superate, manifestate dall’Irlanda (dove un secondo referendum è stato fissato per il 2
ottobre), dalla Repubblica Ceca e dalla Polonia che, assieme alla Germania, non hanno ancora
completato il processo di ratifica.
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Per ulteriori informazioni sul testo del Trattato e sullo stato del processo di ratifica si rinvia al
seguente link:
http://europa.eu/lisbon_treaty/index_en.htm
Europa per le imprese
Newsletter n.71 – Luglio - Agosto 2009
Al via il semestre di Presidenza svedese dell’Unione europea
Il primo luglio scorso la Svezia ha assunto la Presidenza dell’Unione europea, responsabilità che
manterrà fino al 31 dicembre 2009.
Le priorità principali della Presidenza svedese riguardano l’economia, l’occupazione e il
cambiamento climatico. La maggior parte delle energie saranno infatti dedicate a trasformare la crisi
in un’opportunità per rafforzare la competitività europea e creare nuovi posti di lavoro contribuendo
allo stesso tempo a salvaguardare l’ambiente, il che richiederà un grande sforzo di rinnovamento
del sistema industriale europeo.
Nello specifico, l’agenda europea per il secondo semestre del 2009 contiene diversi appuntamenti
cruciali, rispetto ai quali il programma svedese delinea delle mete ambiziose: ad esempio, in
materia di ambiente, raggiungere un accordo sulla lotta al cambiamento climatico al vertice che si
terrà a dicembre a Copenhagen; in materia economica, raggiungere un accordo sulle proposte della
Commissione in materia di vigilanza finanziaria e avviare un dibattito in vista dell’adozione di una
nuova “Strategia per la crescita sostenibile e l’occupazione” nella primavera 2010; in tema di
giustizia, adottare il “programma di Stoccolma” sulla collaborazione in materia di giustizia e affari
interni; in materia di politica commerciale, concludere l’accordo di libero scambio con la Corea del
Sud. Di estremo rilievo saranno inoltre le questioni istituzionali, come la necessità di preparare il
terreno all’entrata in vigore del Trattato di Lisbona e gestire la transizione verso una nuova
legislatura e una nuova composizione della Commissione.
Un programma stimolante e impegnativo dunque, la cui progressiva attuazione sarà possibile
seguire sul sito creato appositamente per l’occasione:
http://www.se2009.eu/
Nabucco: overview sull’accordo intergovernativo
Il 13 luglio u.s. si è celebrato ad Ankara il battesimo politico del gasdotto Nabucco, che abbraccia
Turchia, Ungheria, Austria, Romania e Bulgaria.
Sono in gioco produzione, vendita, prezzo, transiti e prelievi collegati, ma soprattutto gli equilibri
geopolitici ed economici di una vasta area, che comprende Europa, Russia, Paesi asiatici e Iran.
Nabucco nasce, con il placet della Commissione europea e degli Stati Uniti, per svincolarsi dal
quasi monopolio del gas russo.
L'accordo raggiunto tra i quattro Stati comunitari di transito (Austria, Bulgaria, Ungheria e Romania)
e la Turchia, sostenuto dalla Germania, il cui operatore di energia RWE è, assieme all'austriaco
ÖMV, l'ungherese MOL, il bulgaro Bulgargaz, il rumeno Transgaz e il turco Botas, il sesto membro
del consorzio incaricato di costruire il progetto, ha richiesto sei mesi di negoziati difficili.
Presente ad Ankara il 13 luglio, il Presidente della Commissione europea José Manuel Barroso ha
sottolineato come l’accordo intergovernativo su Nabucco rappresenti un precedente nel genere,
perfettamente conforme al diritto internazionale, al diritto europeo e al diritto turco. L’accordo
prevede, infatti, l'applicazione del diritto comunitario fino alle frontiere dell'UE, quindi un regime
specifico in Turchia.
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Newsletter n.71 – Luglio - Agosto 2009
Nel caso una società terza intenda utilizzare il gasdotto, l’interlocutore sarà esclusivamente il
consorzio Nabucco International Company, istituito per trasportare gas dall'est della Turchia fino al
centro dell'UE, e viceversa. Si tratta quindi del principio dello sportello unico, che semplifica il
trasporto di gas attraverso molte giurisdizioni.
L'accordo intergovernativo concluso garantisce la coerenza regolamentare del progetto Nabucco e
la sua conformità con le esigenze giuridiche applicabili al mercato interno del gas.
La prossima fase del progetto, che comincerà nel secondo semestre 2009, consiste nello stipulare
contratti di capacità.
Nabucco sarà un gasdotto accessibile ai terzi. Almeno il 50% della sua capacità sarà venduto sul
mercato. Il restante 50% sarà oggetto di un diritto di prelazione a favore dei proprietari del gasdotto
e delle loro filiali. Se tali società non dovessero esercitare la prelazione, la capacità sarebbe offerta
sul mercato.
Il gasdotto suscita un grande interesse in Azerbaigian e in Iraq, dove alcune società sono già pronte
ad assumere impegni. Sarà così possibile trasportare gas di altri Paesi centro-asiatici e del Mar
Caspio, regione che ospita le più grandi riserve di gas al mondo.
A medio termine, l'UE e la Turchia esamineranno insieme le modalità che mirano a costituire una
società di sviluppo del Caspio per fornire al Turkmenistan e ad altri fornitori potenziali la garanzia
che società europee e turche siano in grado di assumere impegni di acquisizione e di pagamento.
Per ulteriori informazioni:
http://europa.eu/rapid/pressReleasesAction.do?reference=SPEECH/09/339
http://europa.eu/rapid/pressReleasesAction.do?reference=IP/09/1114&format=HTML&aged=0&lang
uage=EN&guiLanguage=en
FOCUS SULLE PRIORITA’ DELLA DELEGAZIONE
Direttiva sulle emissioni industriali: raggiunto l’accordo politico al Consiglio
Il 25 giugno u.s., il Consiglio dei Ministri dell’Ambiente ha raggiunto un accordo politico in prima
lettura sulla proposta di direttiva sulle emissioni industriali.
Grazie all’intensa attività negoziale svolta dell’Italia, il testo adottato dal Consiglio presenta
importanti miglioramenti rispetto alla proposta originaria presentata alla fine del 2007 dalla
Commissione europea, fortemente sostenuti da Confindustria. Tra questi si segnala, in particolare,
che la data limite per il rispetto dei nuovi e più stringenti limiti di emissione per i grandi impianti di
combustione è stata estesa dal 2016 al 31 dicembre 2020, sulla base di un periodo transitorio di
riduzione delle emissioni nello stesso periodo. Conformemente alle richieste di Confindustria,
questa possibilità è stata estesa a tutti gli impianti autorizzati entro il novembre del 2002. Sono stati
poi bloccati i tentativi di alcuni Stati membri di limitare ulteriormente il principio di flessibilità che, ad
oggi, consente alle autorità competenti di autorizzare deviazioni dai livelli limite di emissione
associati alle migliori tecniche disponibili se giustificate per ragioni geografiche, economiche ed
ambientali. Considerando che i limiti di emissione saranno più stringenti poiché dovranno
corrispondere ai limiti di emissione associati alle migliori tecniche disponibili, si tratta di un risultato
importante per permettere che siano prese in considerazione le condizioni specifiche in cui operano
gli impianti.
L’accordo del Consiglio ha inoltre riportato la soglia di inclusione per gli impianti di combustione a
50 megawatt, respingendo la proposta della Commissione di abbassarla a 20 megawatt.
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Europa per le imprese
Newsletter n.71 – Luglio - Agosto 2009
Il testo passa ora in seconda lettura, che si preannuncia ostica, vista la distanza di posizione su
molti punti chiave tra il Parlamento europeo ed il Consiglio.
I Ministri dell’Ambiente hanno, inoltre, adottato delle conclusioni sul tema delle misure di
adattamento al cambiamento climatico, sottolineando la necessità di renderle parte integrante di
altre politiche rilevanti, quali ad esempio la politica regionale e sociale e ribadendo l’importanza di
mettere in campo strumenti di finanziamento adeguati. C’è stato anche un primo dibattito sui
negoziati internazionali sul clima che dovrebbero condurre, alla Conferenza di Copenaghen di
dicembre, ad un nuovo accordo globale sul clima. Il tema sarà affrontato nuovamente al prossimo
Consiglio informale dei Ministri dell’Ambiente (24-25 luglio).
Come preannunciato, il Consiglio ambiente non ha invece dibattuto la proposta di direttiva sui suoli,
visto che continua lo stallo dovuto alla minoranza di blocco di Austria, Francia, Germania, Olanda e
Regno Unito, che contestano la competenza comunitaria nel disciplinare la tutela dei suoli.
Per ulteriori informazioni
http://www.consilium.europa.eu/uedocs/cms_data/docs/pressdata/en/envir/108792.pdf
Follow up della Comunicazione della Commissione europea un "impegno comune per
l'occupazione"
Il 3 giugno la Commissione europea ha adottato una comunicazione dal titolo “Un impegno comune
per l'occupazione", volta a delineare una nuova strategia per fronteggiare gli effetti sociali della crisi
economica in atto. In particolare, la Commissione identifica le seguenti tre priorità chiave: 1)
sostenere l'occupazione, creare posti di lavoro e promuovere la mobilità; 2) migliorare le qualifiche e
rispondere ai bisogni del mercato del lavoro; 3) migliorare l'accesso all'occupazione.
In linea con i commenti positivi espressi da BUSINESSEUROPE, Confindustria ritiene condivisibili i
contenuti della comunicazione. Sono senz’altro da accogliere con favore la scelta di un approccio
ampio e non incentrato strettamente sui problemi del mercato del lavoro, nonché l’enfasi data alla
flexicurity attraverso il richiamo nel testo della comunicazione all’esigenza di promuovere politiche
attive del mercato del lavoro, improntate ai principi della “flexicurity”, in contrapposizione ad
approcci basati su tutele passive e su misure protezionistiche del mercato del lavoro.
Facendo seguito a quanto annunciato nella comunicazione, il 2 luglio la Commissione europea ha
presentato una proposta diretta ad istituire un nuovo strumento finanziario che fornirà microcrediti
alle piccole imprese e alle persone che hanno perso il lavoro e intendono avviare in proprio una
piccola impresa. Con l’obiettivo di attenuare le serie ripercussioni che la crisi economica sta avendo
e continuerà ad avere sull’occupazione – nel 2009 si prevede la perdita di 3,5 milioni di posti di
lavoro nell'UE – l’iniziativa della Commissione è volta a fronteggiare l’attuale situazione di
contrazione del credito ed i relativi problemi di liquidità ed a facilitare l’accesso ai finanziamenti.
Con riferimento alle misure riguardanti il Fondo Sociale Europeo (FSE), ugualmente annunciate
nella comunicazione, la Commissione intende presentare dopo la pausa estiva una proposta di
modifica del Regolamento disciplinante il FSE con l’obiettivo di accelerare lo stanziamento, nel
quadro del Fondo Sociale Europeo, di 19 miliardi di euro eliminando in via temporanea il requisito
del co-finanziamento nazionale. La proposta avrebbe dovuto trovare un sostegno all’interno delle
conclusioni del Consiglio Europeo del 18-19 giugno ma il paragrafo relativo all’accelerazione della
spesa dei Fondi Strutturali non è stato incluso nella versione definitiva, principalmente per la ferma
opposizione da parte tedesca. Su questa proposta permangono, infatti, forti resistenze da parte di
alcuni paesi (Germania in testa seguita da Regno Unito ed alcuni paesi scandinavi) contrari
all’eliminazione del co-finanziamento nazionale; oltre a ritenere che l’eliminazione, seppur
temporanea, del requisito del co-finanziamento comporti un rischio di cattiva gestione e cattiva
qualità dei progetti da finanziare, tali paesi – contributori netti al bilancio UE – temono che il ricorso
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Europa per le imprese
Newsletter n.71 – Luglio - Agosto 2009
all’opzione di non fornire il co-finanziamento possa tradursi in conseguenze negative per i propri
saldi nazionali (e che essi finiscano per pagare per altri paesi). In seno a BUSINESSEUROPE, i
rappresentanti delle federazioni tedesca a britannica si sono espressi nettamente contro la proposta
di eliminare il requisito del cofinanziamento; le altre federazioni sono invece in linea di massima
favorevoli. A condizione che la modifica non si traduca in una perdita di risorse a vantaggio di altri
paesi, Confindustria è favorevole all’opzione di eliminare in via temporanea il co-finanziamento
nazionale.
Per ulteriori informazioni sulla proposta di strumento europeo di microfinanziamento:
http://ec.europa.eu/social/main.jsp?langId=en&catId=89&newsId=547&furtherNews=yes
Per maggiori informazioni sulla comunicazione (+ relativo allegato):
http://ec.europa.eu/social/main.jsp?langId=en&catId=89&newsId=514&furtherNews=yes
Trasporti: la Commissione europea lancia la comunicazione sul futuro dei trasporti
Quali sono le principali tendenze e sfide che influenzeranno lo sviluppo futuro della politica dei
trasporti? Invecchiamento della popolazione, migrazione e mobilità interna, la sfida ambientale ed
energetica, urbanizzazione e globalizzazione.
La soluzione, proposta dalla Commissione europea nella comunicazione sul futuro dei trasporti
presentata il 17 giugno scorso dal Commissario competente Antonio Tajani, è lo sviluppo di un
sistema di trasporto integrato tra le varie modalità (strada, ferrovia, cielo e mare), basato sulla
tecnologia e di facile utilizzo per l'utente.
La politica europea dei trasporti ha contribuito a fornire un sistema di mobilità efficiente per le
persone e per le imprese dell'UE. Ora si deve assicurare che questa mobilità possa essere
sostenuta in futuro. Inoltre, la sostenibilità ambientale, l'invecchiamento della popolazione, la
migrazione, la penuria di combustibile fossile, l'urbanizzazione e la globalizzazione sono tendenze
chiave nella nostra società e costituiranno delle sfide al nostro sistema di mobilità.
L'accelerazione dell'introduzione di tecnologie innovative e dell'integrazione completa dei diversi
mezzi di trasporto è determinante per il superamento di queste sfide. Infine, è importante progredire
nella collaborazione di settore anche con le regioni extraeuropee, come l'Africa, ad esempio, per
assicurare integrazione, sviluppo e anche e la promozione di interessi economici ed ambientali
dell'Europa.
Su tutte queste tematiche, la Commissione ha anche avviato una consultazione il 19 giugno, che si
concluderà il 30 settembre. Le parti interessate sono state invitate a contribuire a quest'esercizio
presentando, nei tempi previsti (30 settembre), le proprie osservazioni.
In una nota di commento alla comunicazione, Businesseurope ha segnalato un’insufficiente accento
sul tema della competitività e sull’importanza strategica dei trasporti per la crescita di altri settori.
Inoltre, per le imprese di settore europee è imprescindibile l’esigenza di compiere ulteriori sforzi per
completare l'attuazione del mercato interno per il trasporto; promuovere il principio della co-modalità
in modo più coerente; considerare l’integrazione europea anche dal punto di vista dei trasporti,
puntando sui futuri partner commerciali dell’UE e sull’accesso ai mercati a forte crescita; e liberare
maggiori investimenti per le infrastrutture, sia a livello europeo che nazionale, coinvolgendo
maggiormente il settore privato.
I risultati della consultazione (che saranno presentati in occasione di una conferenza nel mese di
ottobre) serviranno a preparare il terreno per i futuri orientamenti programmatici, che dovrebbero
essere delineati nel nuovo Libro bianco sui trasporti, la cui pubblicazione è prevista nel 2010.
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I contributi per la consultazione possono essere inviati al seguente indirizzo:
[email protected]
Europa per le imprese
Newsletter n.71 – Luglio - Agosto 2009
Per ulteriori informazioni:
http://ec.europa.eu/transport/strategies/2009_future_of_transport_en.htm
La Commissione presenta un progetto di compromesso per l’accordo di libero scambio con
la Corea del Sud. Diversi Stati membri chiedono chiarimenti
Durante la riunione dell’ultimo Comitato 133 del 10 luglio u.s., ovvero il comitato composto dai
rappresentanti degli Stati membri, che consiglia e fornisce proposte alla Commissione europea in
materia di negoziati commerciali internazionali, la Commissione europea ha presentato il
compromesso finale, ottenuto dopo due anni di negoziati, sull’accordo commerciale di libero
scambio con la Corea del Sud. In tale pacchetto sono state incluse le due questioni che da ormai
alcuni mesi sono state al centro del dibattito tra business europeo (in sede BusinessEurope), Stati
membri e Commissione europea: regole di origine e duty drawback.
Il duty drawback rappresenta un sistema che prevede la restituzione dei dazi all'importazione alle
compagnie coreane che usano prodotti importati come componenti dei prodotti esportati verso l’Ue.
Diversi Stati europei hanno espresso preoccupazione su tale meccanismo, che consentirebbe
all’industria coreana di produrre a minor costo grazie all’importazione di prodotti esenti da dazio da
paesi limitrofi, e quindi di avere un vantaggio competitivo maggiore. La Commissione ha pertanto
proposto una clausola di salvaguardia, come strumento finalizzato a contrastare un eventuale
aumento significativo dei flussi commerciali in alcuni settori industriali derivante dall’utilizzo del
suddetto meccanismo.
A seguito dell’ultimo confronto con la Commissione, gli Stati membri, pur avendo compreso che non
si terranno ulteriori negoziati, hanno espresso la necessità di dover prendere tempo per analizzare
attentamente i dettagli del testo negoziato, prima di approvare il compromesso ottenuto tra la
Commissione europea e Seul sull’accordo di libero scambio.
Diversi Stati membri, tra cui l’Italia, hanno espresso dubbi, in particolare perché vi è stata finora
poca chiarezza da parte della Commissione europea sulla clausola di salvaguardia e sulle
tempistiche di entrata in funzione di tale sistema.
La Presidenza svedese di turno dell’Ue, appoggiata da vari Stati membri, dà forte sostegno per una
rapida finalizzazione dell’accordo, ma dovrà ancora riuscire a convincere gli Stati riluttanti; in
particolare, essa è consapevole del criticismo espresso da diversi Stati membri e da importanti
settori industriali, come quello automobilistico, che hanno chiesto maggiore chiarezza sul sistema di
salvaguardia e sulle tempistiche di entrata in funzione di tale sistema. Al contrario, la Corea del
Sud, economia basata sull’esportazione, ha da subito espresso molto entusiasmo per la chiusura
dell’accordo.
L’accordo potrebbe essere ratificato già dopo l’estate, firmato entro fine anno ed entrare in vigore
nel 2010. Tuttavia, per seguire tali tempistiche, la Commissione europea dovrà riuscire ad ottenere
il supporto finale degli Stati membri, in particolare sul funzionamento della controversa clausola di
salvaguardia.
Confindustria riconosce l’opportunità di chiudere un accordo di tale importanza, che contribuirebbe
a rafforzare il libero mercato e rappresenterebbe un segnale di fondamentale importanza per la
business community internazionale. Tuttavia, allo stato attuale, alcune preoccupanti questioni
rimangono irrisolte, ed è pertanto necessario ottenere dalla Commissione europea maggiore
chiarezza. In linea con quanto espresso dall’Italia a Bruxelles, Confindustria ritiene fondamentale
ribadire la propria posizione, anche attraverso la propria Delegazione di Bruxelles nel dialogo in
sede BusinessEurope, a favore di un accordo equilibrato e in grado di tutelare adeguatamente gli
interessi dell’industria europea.
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Basilea II: Confindustria a favore di misure urgenti per facilitare l’accesso al credito delle
imprese
Europa per le imprese
Newsletter n.71 – Luglio - Agosto 2009
La crisi economica e finanziaria prosegue e, nonostante timidi segnali di ripresa, sembra destinata a
prolungarsi nel tempo con ulteriori, pesanti, ricadute sulle imprese italiane ed europee.
Nell’UE sono stati portati avanti considerevoli interventi pubblici di sostegno al sistema bancario. Le
misure nazionali a sostegno del settore bancario nell’UE che sono state approvate hanno un valore
complessivo pari a oltre 3700 miliardi di euro. Questo sostegno straordinario era necessario per
evitare un tracollo del sistema finanziario europeo.
Tuttavia, l’accesso al credito delle imprese, e delle PMI in particolare, è diventato più difficile in
questi ultimi mesi.
Tra le cause di questo fenomeno, si possono evidenziare i requisiti patrimoniali delle banche
previsti dall’accordo Basilea II, recepite nell’UE con le direttive 2006/48 e 2006/49.
Come noto, l’accordo di Basilea II introduce nuovi criteri per il calcolo dei requisiti patrimoniali
minimi delle banche sulla base di una più sofisticata metodologia di misurazione del rischio
(creditizio, operativo e di mercato). La principale novità consiste nell’utilizzo dei rating (esterni o
definiti direttamente dalle banche) come base per il calcolo del requisito patrimoniale. Ad una
variazione in negativo del rating corrisponde quindi un aumento del capitale minimo richiesto alle
banche.
Questo meccanismo, in fase di rallentamento dell’economia, può portare le banche a ridurre l’offerta
di credito per rispettare la proporzione tra capitale e attività. In tal senso, si può considerare che
l’attuazione dei principi di Basilea II può avere l’effetto di accentuare una congiuntura e quindi
risultare prociclica.
Tali effetti prociclici della normativa sono stati ampiamente riconosciuti, sia a livello di G20 che a
livello UE. Da ultimo, il Consiglio Ecofin di giugno ha adottato conclusioni in merito.
Le soluzioni tecniche per ovviare a questo problema sono in corso di elaborazione e prevedono la
creazione di cosiddetti “cuscinetti anticiclici”, ovvero requisiti patrimoniali più vincolanti in periodi di
espansione economica che consentano maggiore flessibilità in periodi di crisi.
Ma le soluzioni che si profilano potranno sortire effetti solo nel medio e lungo termine e sono
perlopiù destinate ad evitare il ripetersi di crisi come quella in atto.
Sarebbero allora opportuni interventi immediati, come chiesto dalla Germania al recente Consiglio
Ecofin, di allentamento temporaneo delle norme in vigore per favorire un afflusso di credito alle
imprese in questo difficile frangente. La maggioranza degli Stati membri ha però espresso
maggiore cautela e la richiesta tedesca di intervento immediato non è stata accolta. Tuttavia, la
Commissione europea si è impegnata a presentare opportune proposte entro ottobre.
In questa fase, Confindustria si impegna pienamente - sia a livello nazionale che a livello europeo a favore di misure immediate e transitorie per favorire l’afflusso di credito all’economia e per la
ricapitalizzazione delle imprese. Sono in preparazione nuove iniziative in tal senso, da portare
avanti anche in collaborazione con altre associazioni imprenditoriali nazionali, in particolare quella
tedesca.
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Brevetto: adottato il quesito alla Corte di Giustizia
Newsletter n.71 – Luglio - Agosto 2009
Facendo seguito alla precedente decisione di chiedere alla Corte di Giustizia di pronunciarsi sulla
compatibilità tra un sistema unico europeo di risoluzione delle controversie brevettuali e il Trattato, il
Consiglio, allo scadere della Presidenza ceca, ha adottato il testo di tale quesito.
La formulazione, semplice e coincisa, non lascia spazio a diverse interpretazioni e costituisce il
presupposto di una risposta chiara e univoca da parte della Corte, come richiesto dall’industria. Allo
stato attuale, non è possibile prevedere quanto tempo sarà necessario per avere il responso dei
giudici, ma é ragionevole pensare che questo non potrà arrivare prima della fine dell’anno.
Nel frattempo, i lavori al Consiglio hanno permesso di arrivare a un’ulteriore formulazione del
regolamento sul brevetto comunitario. Per quanto riguarda la lingua, il testo prevede (art. 24°) che
la domanda di brevetto sia redatta in una delle tre lingue ufficiali dell’EPO (inglese, francese e
tedesco). Tuttavia, sarà possibile presentare la domanda in un’altra lingua ufficiale dell’Ue (ad
esempio in italiano): in questo caso il sistema si farà carico della traduzione. Nel testo viene quindi
rispettata la richiesta dell’industria di non fare gravare il costo di eventuali traduzioni sulle aziende.
EVENTI
Europa per le imprese
Visita a Bruxelles del Vice-presidente di Confindustria Andrea Moltrasio
Lo scorso 8 luglio il Vice Presidente per l'Europa Andrea Moltrasio, accompagnato dal Vice
Direttore Generale Daniel Kraus, si è recato a Bruxelles per una serie di incontri istituzionali.
Il Vice Presidente Moltrasio ha incontrato i capi delegazione Niccolò Rinaldi (ALDE), David Sassoli
(APSDE) e Mario Mauro (PPE-DE), per presentare il documento sulle priorità dell’industria italiana
al PE e discutere delle priorità italiane della prossima legislatura. Dopo un pranzo con il “Gruppo di
iniziativa italiana”, composto da imprenditori e altri operatori economici presenti a Bruxelles, si sono
invece tenuti gli incontri con il Vice Presidente della Commissione europea Antonio Tajani,
responsabile per i trasporti, e con il Vice Presidente Günter Verheugen, che detiene il portafoglio
imprese ed industria.
In occasione di una conferenza stampa in cui sono stati discussi i principali temi di attualità
europea, il Vice Presidente Moltrasio ha ricordato infine quali sono le priorità delle imprese italiane,
da perseguire in Italia e in Europa, quali le riforme strutturali, a partire da pensioni e liberalizzazioni,
e l'obiettivo della riduzione delle emissioni di C02, che Confindustria sposa appieno.
Riunione sulle azioni di risarcimento per violazione antitrust e dei mezzi di ricorso collettivi
Lo scorso 16 giugno la Delegazione di Confindustria ha organizzato un incontro volto a fare il punto
sulle azioni di risarcimento per violazione antitrust e dei mezzi di ricorso collettivi, alla quale hanno
partecipato rappresentanti di aziende ed associazioni settoriali presenti a Bruxelles.
La riunione di coordinamento ha avuto lo scopo di condividere informazioni ed istituire un gruppo di
lavoro che assicuri ed indirizzi future azioni di lobby nei confronti delle istituzioni comunitarie.
Nel corso dell’incontro sono state esaminate le iniziative della Direzione generale Concorrenza in
materia di azioni risarcitorie per violazioni delle norme antitrust comunitarie, nonché la
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Europa per le imprese
Newsletter n.71 – Luglio - Agosto 2009
Consultazione sui mezzi di ricorso collettivi pubblicata dalla Direzione generale Salute e
consumatori con scadenza 3 luglio 2009, ed il DDL 1195 all’esame della Camera in Italia.
Preoccupazioni maggiori sono state espresse riguardo alle caratteristiche delle possibili iniziative
della Direzione generale per la concorrenza (DG COMP), al momento ancora allo studio presso i
servizi della Commissione, le quali potrebbero comprendere, tra l’altro, un meccanismo di opt-out,
l’assenza di un filtro preventivo adeguato capace di vagliare in via preliminare le ragioni dei singoli e
l’assenza di provvedimenti che impediscano di riproporre le medesime azioni. Un’eventuale
proposta siffatta sarebbe fonte di serie preoccupazioni da parte del mondo industriale ed avrebbe
pesanti ripercussioni sulla legislazione italiana, rimettendo in questione il ben più bilanciato DDL
1195 attualmente all’esame delle Camere.
Per quanto riguarda invece la Consultazione pubblicata dalla DG Salute e Consumatori, le riserve
riguardano in particolar modo l’opportunità di procedere ad un’azione comunitaria, la quale sembra
difficilmente giustificabile in assenza di concrete implicazioni transfrontaliere. Proprio per reperire
maggiori dati, la Commissione europea ha aperto una nuova consultazione, che si chiuderà il 3
luglio p.v. Uno studio commissionato dalla Commissione europea sui metodi alternativi di
risoluzione delle controversie sarà probabilmente pubblicato prima dell’estate.
LE NEWS
AMBIENTE ED ENERGIA
Emissions Trading: ampliata la lista dei settori esposti al carbon leakage
Lo scorso 1 luglio la Commissione europea ha presentato nuovi risultati relativi all’identificazione dei
settori industriali a rischio di carbon leakage - delocalizzazione - che, in quanto tali, riceveranno i
permessi di emissione su base gratuita per limitare i costi della loro partecipazione al sistema di
Emissions Trading e le conseguenti distorsioni competitive.
La Commissione ha stilato una prima lista di settori a rischio, sulla base dei risultati di un’analisi
quantitativa (grado di intensità di carbonio e di esposizione al commercio internazionale) dalla quale
sono però risultati esclusi vari settori. Per questi ultimi, la Commissione ha così condotto una più
approfondita analisi quantitativa accompagnata anche da un’analisi qualitativa (basata su criteri
quali le caratteristiche di mercato, i margini di profitto, la possibilità di riduzione delle emissioni o dei
consumi energetici). Sono così stati identificati come esposti al rischio di carbon leakage nuovi
settori tra cui: vetro, ceramica, gas industriali, vernici, pannelli di legno e vari altri. Confindustria e le
associazioni di settore hanno lavorato in stretta collaborazione con le competenti autorità
ministeriali per estendere la lista dei settori, fornendo dati aggiuntivi e commenti alla Commissione
europea, che hanno contribuito al raggiungimento di questo risultato.
Oltre a continuare a dialogare con i Ministeri competenti e con i servizi della Commissione per
tentare di risolvere il problema dell’esclusione di alcuni rimanenti settori, Confindustria sta vigilando
sull’effettiva inclusione dei nuovi settori nella lista definitiva che dovrà essere tradotta in una
proposta di decisione della Commissione europea e che dovrà essere adottata entro fine anno con
l’assenso del Parlamento europeo e del Consiglio.
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Per maggiori informazioni:
http://ec.europa.eu/environment/climat/emission/carbon_en.htm
Europa per le imprese
Newsletter n.71 – Luglio - Agosto 2009
Direttiva RoHS : possibile estensione del campo di applicazione
Molti Stati membri hanno sollevato dubbi sull’approccio proposto dalla Commissione europea con
riferimento alla revisione della direttiva sulla limitazione dell’uso di sostanze pericolose nelle
apparecchiature elettriche ed elettroniche - RoHS (2002/95/EC). In particolare, vari governi sono
intenzionati ad estendere il campo di applicazione della direttiva a tutti i prodotti, indicando in un
allegato le categorie di prodotti eventualmente escluse. L’attuale direttiva si applica a determinate
categorie di prodotti che corrispondono a quelle oggetto della direttiva sui rifiuti di apparecchiature
elettriche ed elettroniche – RAEE (2002/96/EC), anch’essa in corso di revisione. La Commissione
invece si era limitata a proporre, lo scorso dicembre (Newsletter n.65), un’estensione del campo di
applicazione alle apparecchiature mediche e agli strumenti di controllo e di monitoraggio industriale.
Alcuni Stati membri vogliono, inoltre, che siano chiarite le procedure per l’identificazione di eventuali
nuove sostanze da aggiungere alla lista delle sei sostanze già vietate nella fabbricazione di
apparecchiature elettriche. La Commissione ha indicato che la possibile inclusione di nuove
sostanze dovrà essere valutata alla luce della lista di sostanze autorizzate in base al nuovo
regolamento REACH sulle sostanze chimiche, e dovrà essere definita attraverso la procedura di
comitatologia. Un piccolo gruppo di Stati membri, guidati dalla Danimarca, vorrebbe invece bandire
da subito l’utilizzo di quattro nuove sostanze: l’HBCDD e tre tipologie di ftalati (DEHP, BBP, DBP).
La presidenza svedese ha indicato di voler raggiungere un accordo con il Parlamento per adottare
la nuova direttiva in prima lettura entro fine anno.
Prima valutazione dei Piani nazionali per l’efficienza energetica
La Commissione europea ha pubblicato una prima valutazione dei Piani nazionali per l’efficienza
energetica, che gli Stati membri hanno elaborato in base alla direttiva sull’efficienza energetica e i
servizi energetici (2006/32/EC).
La valutazione di carattere generale della Commissione consiste in una critica all’utilizzo, da parte
degli Stati membri, di misure spesso frammentate e nella conseguente mancanza di una strategia
coerente e ben coordinata da parte dei governi nazionali.
L’Italia è uno dei quattro Stati membri che si sono spinti oltre l’obiettivo indicativo del 9% definito a
livello comunitario per il periodo 2007-2016 (9,6% per l’Italia). La Commissione ha riconosciuto
all’Italia la definizione di una strategia realistica per il perseguimento di tale obiettivo, che poggia in
maniera prioritaria sul settore dell’edilizia residenziale. Ha valutato, inoltre, molto positivo ed in linea
con lo spirito della direttiva l’utilizzo, da parte dell’Italia, di strumenti economici quali incentivi fiscali
e certificati bianchi. La Commissione chiede di definire però misure anche per gli edifici residenziali
di nuova costruzione e per edifici di tipo commerciale e di chiarire la portata delle misure relative al
settore dei trasporti.
Per maggiori informazioni:
http://register.consilium.europa.eu/pdf/en/09/st11/st11392.en09.pdf
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Newsletter n.71 – Luglio - Agosto 2009
Accordo Stati Uniti - Ue: nuove specifiche per l’efficienza energetiche delle apparecchiature
da ufficio
Lo scorso 17 giugno la Commissione europea e l’Agenzia statunitense per la protezione
dell’ambiente (EPA) hanno firmato un accordo per la definizione di nuove specifiche in merito ai
consumi delle apparecchiature d’ufficio, quali computer, stampanti e fotocopiatrici. L’accordo rientra
nel programma Energy Star della Commissione europea, volto a creare un sistema volontario
internazionale di etichettatura per l'efficienza energetica, al fine migliorare la gestione della
domanda energetica, contribuire alla sicurezza dell'approvvigionamento energetico ed incoraggiare
la riduzione delle emissioni CO2.
I nuovi criteri, che sono entrati in vigore il 1° luglio u.s., rispondono a standard più elevati di
efficienza energetica e serviranno a risparmiare, soltanto all’interno dell’Unione europea, 22 TWh
nel corso dei prossimi 4-6 anni. Le specifiche tecniche sono state elaborate di comune accordo
dagli Stati membri, dall’Agenzia USA per la protezione dell’ambiente e dai principali stakeholders.
Per maggiori informazioni:
http://www.eu-energystar.org/it/index.html
Il Consiglio adotta definitivamente il “Terzo pacchetto” sul mercato interno dell’energia
Europa per le imprese
In data 25 giugno 2009 il Consiglio ha formalmente adottato il “Terzo pacchetto” di misure
legislative volto a completare il mercato interno dell’energia. Il Parlamento europeo si era già
pronunciato in favore delle nuove misure lo scorso aprile.
Il pacchetto si compone di due direttive (rifusione) che stabiliscono regole comuni per la produzione,
trasmissione e distribuzione di elettricità e gas, due regolamenti (rifusione) concernenti il mercato
del gas e dell’elettricità con lo scopo di garantire condizioni non discriminatorie di accesso ai
mercati dell’energia, e di un regolamento che istituisce un’Agenzia europea di cooperazione dei
regolatori nazionali dell’energia, con il compito di coordinare ed assistere le azioni delle autorità
nazionali di regolamentazione. La nuova legislazione europea si pone come obiettivo quello di
garantire la sicurezza e la sostenibilità dell’approvvigionamento energetico dell’Ue, di assicurare la
protezione dei consumatori che beneficeranno di prezzi più competitivi e di promuovere l’efficienza
energetica, sostenendo gli investimenti nel settore delle energie rinnovabili.
Le direttive ed i regolamenti entreranno in vigore al più tardi venti giorni dopo la loro pubblicazione
sulla Gazzetta ufficiale (prevista per il prossimo agosto) e gli Stati membri disporranno di 18 mesi
per il recepimento nelle legislazioni nazionali.
Per maggiori informazioni:
http://europa.eu/rapid/pressReleasesAction.do?reference=PRES/09/191&format=HTML&aged=0&l
anguage=EN&guiLanguage=en
Il Consiglio adotta la direttiva sulla sicurezza nucleare
Il 25 giugno scorso il Consiglio ha adottato la direttiva sulla sicurezza nucleare, volta ad istituire un
quadro giuridico comune e vincolante per i 27 Stati membri. Regole comuni sono particolarmente
necessarie in Europa, dal momento che l’Ue ospita il più alto numero di centrali nucleari al mondo e
diversi Stati membri sono in procinto di intensificare la produzione di energia nucleare per ovviare ai
problemi di approvvigionamento energetico e rispondere alla crescente domanda di elettricità. La
direttiva obbliga pertanto gli Stati membri ad elaborare e monitorare quadri nazionali per la
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sicurezza degli impianti nucleari attraverso regolari ispezioni, rafforzando allo stesso tempo il ruolo
e l’indipendenza delle autorità nazionali di regolamentazione.
L’Ue diviene così il primo grande attore regionale a dotarsi di un quadro regolamentare vincolante in
applicazione delle principali norme internazionali in materia di sicurezza nucleare stabilite
dall’Agenzia internazionale dell’energia atomica.
Europa per le imprese
Newsletter n.71 – Luglio - Agosto 2009
Per maggiori informazioni:
http://register.consilium.europa.eu/pdf/it/09/st10/st10667.it09.pdf
Mercato dell’energia: la Commissione apre procedimenti d’infrazione contro 25 Stati membri
Lo scorso 25 giugno la Commissione europea ha inviato lettere di costituzione in mora per mancato
rispetto della normativa applicabile in materia di mercati dell’energia elettrica e del gas a 25 Stati
membri, tra cui l’Italia. L’intervento della Commissione europea si è rivolto soprattutto contro quelle
violazioni delle disposizioni della legislazione comunitaria che impediscono una concorrenza equa,
quali la mancanza di informazioni adeguate e di cooperazione transfrontaliera tra gli operatori dei
sistemi di trasmissione, la persistenza di prezzi regolamentati e l’assenza di adeguate procedure di
composizione delle controversie per i consumatori a livello nazionale.
Per l’Italia, le infrazioni indicate dalla Commissione riguardano l’inadempienza dei gestori dei
sistemi di trasmissione a pubblicare informazioni sulle capacità di rete, l’inefficace coordinazione
nella gestione delle congestioni e nella distribuzione equilibrata delle capacità di rete nelle
interconnessioni transfrontaliere di elettricità ed il rispetto della regolamentazione comunitaria
relativa alle esenzioni concesse ai nuovi interconnettori elettrici.
Per maggiori informazioni:
http://eurinfra.politichecomunitarie.it/ElencoAreaLibera.aspx
Rinnovabili: pubblicati i modelli per i Piani d’azione nazionali
La Commissione europea ha pubblicato i modelli che gli Stati membri dovranno utilizzare come
base per l’elaborazione dei rispettivi Piani d’azione nazionale per il raggiungimento degli obiettivi
fissati dalla direttiva sulle fonti energetiche rinnovabili (2009/28/EC). Per l’Italia l’obiettivo è del 17%
dei consumi finali di energia entro il 2020.
Nei Piani d’azione nazionali, che dovranno essere inviati alla Commissione europea entro il 30
giugno del 2010, gli Stati membri dovranno indicare come intendono raggiungere i rispettivi obiettivi
nazionali, inclusa la ripartizione dell’obiettivo tra le tre diverse componenti del trasporto, della
produzione di elettricità e del raffreddamento e riscaldamento.
Per maggiori informazioni:
http://ec.europa.eu/energy/renewables/doc/nreap_en.pdf
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AFFARI SOCIALI
Europa per le imprese
Newsletter n.71 – Luglio - Agosto 2009
Revisione dell’accordo quadro sui congedi parentali: firma delle parti sociali
Il 18 giugno u.s. le parti sociali europee (BUSINESSEUROPE, UEAPME e CEEP per la parte
datoriale e CES per quella sindacale) hanno firmato la revisione dell’accordo quadro sui congedi
parentali – concluso nel 1995 e poi tradotto nella direttiva 96/34 CE – in presenza del Commissario
responsabile per l’occupazione, gli affari sociali e le pari opportunità Vladimir Spidla. La firma, a
conclusione di un negoziato avviato nel settembre 2008, riveste un significato particolarmente
importante in quanto, per la prima volta dal 1995, le parti sociali procedono alla revisione di un
accordo quadro pre-esistente.
Tra le novità introdotte dal nuovo accordo segnaliamo: l’innalzamento della durata del congedo
parentale dai 3 ai 4 mesi per ciascun genitore; l’estensione dell’applicazione dell’accordo a tutti i
lavoratori, indipendentemente dalla forma del loro contratto; la possibilità per i genitori che ritornano
al lavoro dopo il congedo parentale di chiedere un adattamento delle condizioni di lavoro; ed, infine,
una maggiore protezione contro ogni trattamento sfavorevole legato all’esercizio del diritto
parentale.
Perché l’accordo entri in vigore, occorrerà attendere l’adozione di una nuova Direttiva del Consiglio.
La Commissione intende presentare una proposta entro la fine dell’estate.
L’accordo quadro revisionato può essere consultato attraverso il seguente link:
http://ec.europa.eu/social/main.jsp?langId=it&catId=89&newsId=526&furtherNews=yes
Revisione del regolamento sul Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione:
adozione formale del Consiglio
In conformità con l’accordo in prima lettura raggiunto con il Parlamento europeo, il Consiglio ha
adottato lo scorso 11 giugno una versione revisionata del regolamento del Fondo europeo di
adeguamento alla globalizzazione. L’obiettivo della revisione è quello di permettere un utilizzo più
flessibile del Fondo come strumento di sostegno per i lavoratori in esubero a causa della
globalizzazione e della crisi economica in corso.
A tal fine il nuovo regolamento prevede una riduzione del numero di esuberi minimo per poter
chiedere il sostegno del Fondo (da 1000 a 500 esuberi) ed il raddoppio della durata del contributo
finanziario accordato (da 12 a 24 mesi). Viene inoltre temporaneamente esteso il campo di
applicazione del Fondo, al fine di prestare aiuto ai lavoratori colpiti dalla crisi economica, con un
tasso di cofinanziamento che sale dal 50 al 65%.
Le nuove regole sono applicabili retroattivamente a tutte le richieste di assistenza pervenute a
partire dal 1° maggio 2009.
La versione revisionata del regolamento, frutto dell’accordo tra Parlamento e Consiglio, è
consultabile attraverso il seguente link:
http://register.consilium.europa.eu/pdf/en/09/st03/st03654.en09.pdf
Per maggiori informazioni sul Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione si rimanda
invece a:
http://europa.eu/legislation_summaries/employment_and_social_policy/social_agenda/c10155_it.ht
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Europa per le imprese
Newsletter n.71 – Luglio - Agosto 2009
La Commissione europea pubblica un libro verde sulla mobilità dei giovani
Lo scorso 8 luglio la Commissione europea ha pubblicato un libro verde sulla mobilità dei giovani
nel campo dell’apprendimento. Nonostante l’Unione europea promuova la mobilità dei giovani nel
quadro di diverse iniziative, quali il programma “Educazione e formazione lungo tutto l’arco della
vita 2007-2013”, la Commissione stima che un numero troppo basso di persone completi la sua
formazione all’estero. Con il libro verde, la Commissione intende pertanto dare seguito all’invito del
Consiglio dello scorso novembre di dare nuovo impulso alla mobilità dei giovani ed al Comunicato
firmato dai Ministri europei a Louvain-la-Neuve in aprile, il quale si propone di far sì che entro il
2020 almeno il 20% dei diplomati beneficino di un periodo di studio all’estero.
Il questionario sottoposto all’attenzione del pubblico nel libro verde sarà in linea fino al 15 dicembre
2009 ed affronta in particolare tre questioni principali: come incoraggiare la mobilità; quali sono gli
ostacoli da sormontare; e come creare nuovi partenariati pubblico-privati.
Il questionario è consultabile attraverso il seguente link:
http://ec.europa.eu/dgs/education_culture/consult/index_en.html
Direttiva sull’orario di lavoro: aggiornamento sullo state dell’arte
Dopo il fallimento della procedura di conciliazione, permane la situazione di incertezza derivata
dalle sentenze della Corte di Giustizia, soprattutto con riferimento alla questione del servizio di
guardia. Alcuni Stati membri stanno ora esercitando una forte pressione sulla Commissione affinché
proceda alla presentazione di una nuova proposta in modo da evitare di subire le procedure di
infrazione.
La presidenza svedese ritiene che una soluzione quindi debba essere trovata in tempi brevi. In
occasione del Consiglio informale Occupazione, svoltosi a Jönköping in Svezia lo scorso 9 luglio, il
ministro del lavoro svedese Sven Otto Littorin ha sottolineato l’urgenza di un’azione visto che sono
ben 15 gli Stati membri che attualmente fanno ricorso all’opt out (derogando cosi alla regola delle
48 ore di lavoro settimanali) dopo che le sentenze della Corte di Giustizia hanno assimilato il tempo
di guardia all’orario di lavoro; il ministro ha annunciato che discuterà della questione con Pervenche
Bérès, socialista francese, che presiederà la commissione occupazione e affari sociali del nuovo
Parlamento europeo.
La Commissione europea potrebbe procedere alla presentazione di una nuova proposta prima della
scadenza del proprio mandato il 31 ottobre; questo passaggio dovrà in ogni caso essere preceduto
dalla consultazione in due fasi delle parti sociali, prevista dal trattato. La prima fase di
consultazione, che presumibilmente sarà lanciata dopo la pausa estiva, coprirà presumibilmente
tutti i diversi aspetti della disciplina (on call time, opt-out, riconciliazione vita familiare/professionale),
mentre la seconda fase di consultazione sarà probabilmente concentrata unicamente sulla
questione più urgente dell’on call time.
L’iter legislativo della proposta caduta in conciliazione è consultabile attraverso il link:
http://www.europarl.europa.eu/oeil/file.jsp?id=5202562&noticeType=null&language=en
Il rapporto di luglio della Commissione europea sui mercati del lavoro rileva un lieve
miglioramento del livello di fiducia
Il rapporto mensile di luglio sulla situazione dei mercati del lavoro pubblicato dalla Commissione
europea (“EU employment situation and social outlook”) rileva l’esistenza di segni chiari di un lieve
miglioramento del livello di fiducia sui mercati del lavoro in Europa. Tale miglioramento è pur
sempre relativo, dato il clima pessimistico globale e la recessione che ha ormai toccato la maggior
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parte degli Stati membri durante il primo trimestre di quest’anno. Secondo i dati pubblicati dalla
Commissione, la disoccupazione resta in aumento ma ad un passo più moderato. Rispetto al
maggio 2008 l’Unione europea ha visto infatti un aumento di 5,1 milioni disoccupati e la situazione
sui mercati del lavoro è peggiorata in tutti gli Stati membri, con in testa i Paesi Baltici, Irlanda e
Spagna. Benché le previsioni per i mesi a venire restino altamente incerte, la crisi potrebbe tuttavia
aver raggiunto il suo punto più basso.
Europa per le imprese
Newsletter n.71 – Luglio - Agosto 2009
Per maggiori informazioni:
http://ec.europa.eu/social/main.jsp?langId=en&catId=89&newsId=552&furtherNews=yes
La Commissione propone l’istituzione di uno strumento di micro-credito per sostenere
l’occupazione
Facendo seguito a quanto annunciato nella comunicazione “Un impegno comune per
l'occupazione", adottata il 3 giugno u.s. con l’obiettivo di suggerire una nuova strategia per
fronteggiare gli effetti sociali della crisi economica in atto, il 2 luglio la Commissione europea ha
presentato una proposta diretta ad istituire un nuovo strumento finanziario che fornirà microcrediti
alle piccole imprese e alle persone che hanno perso il lavoro e intendono avviare in proprio una
piccola impresa. Finalizzata ad attenuare le serie ripercussioni che la crisi economica sta avendo e
continuerà ad avere sull’occupazione – nel 2009 si prevede la perdita di 3,5 milioni di posti di lavoro
nell'UE – l’iniziativa della Commissione è volta a fronteggiare l’attuale situazione di contrazione del
credito ed i relativi problemi di liquidità ed a facilitare l’accesso ai finanziamenti.
I lavoratori che hanno perso il posto di lavoro o quelli che sono a rischio di disoccupazione e
intendono creare una propria impresa troveranno, infatti, un accesso agevolato ai finanziamenti e
beneficeranno di misure di sostegno addizionali quali orientamento, formazione e preparazione. Le
persone in situazione svantaggiata, compresi i giovani, che intendono avviare o sviluppare
ulteriormente la propria impresa fruiranno di garanzie e di assistenza nella preparazione di un piano
di attività.
Lo strumento avrà una dotazione iniziale di 100 milioni di euro che potrebbero lievitare a più di 500
milioni di euro nell'ambito di un'iniziativa congiunta con istituzioni finanziarie internazionali, in
particolare il gruppo Banca europea per gli investimenti (BEI). Per microcredito si intendono prestiti
di valore inferiore a 25 000 euro; il sostegno sarà indirizzato verso le microimprese con meno di 10
persone e le persone disoccupate o inattive che intendono diventare lavoratori autonomi ma che
non hanno accesso ai tradizionali servizi bancari.
La proposta della Commissione sarà discussa nell'ambito della procedura di codecisione dal
Consiglio (con votazione a maggioranza qualificata) e dal Parlamento europeo. La Commissione
auspica che il nuovo strumento sia operativo nel 2010.
Per ulteriori informazioni sulla proposta di strumento europeo di microfinanziamento:
http://ec.europa.eu/social/main.jsp?langId=en&catId=89&newsId=547&furtherNews=yes
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MERCATO INTERNO
Newsletter n.71 – Luglio - Agosto 2009
Raccomandazione della Commissione europea per un miglior funzionamento del mercato
interno
Lo scorso 29 giugno la Commissione europea ha pubblicato una raccomandazione che propone
misure volte a migliorare il funzionamento del mercato interno a livello nazionale, regionale e locale.
L’iniziativa della Commissione si inserisce nel quadro del riesame del mercato interno, che
sottolinea l’esigenza di rafforzare la cooperazione tra Stati membri e Commissione europea.
Nella raccomandazione, la Commissione invita pertanto gli Stati membri a mettere a punto nuove
linee guida in settori chiave, quali l’accesso ad informazioni pratiche sulle possibilità offerte dai
mercati di altri Stati membri, la migliore cooperazione tra le autorità nazionali ed un’attenzione
rafforzata alla trasposizione ed all’applicazione a livello nazionale delle regole comunitarie. La
Commissione e le autorità nazionali si impegnano a verificare periodicamente lo stato di
avanzamento dell’introduzione delle misure proposte ed i progressi compiuti.
Per maggiori informazioni:
http://ec.europa.eu/internal_market/strategy/index_en.htm
Europa per le imprese
Servizi elettronici transfrontalieri: nuovo progetto pilota della Commissione europea
Lo scorso 19 giugno la Commissione europea, in cooperazione con Austria, Francia, Germania,
Grecia, Italia, Paesi Bassi e Polonia, ha lanciato un progetto pilota al fine di sviluppare nuove
soluzioni tecniche per rafforzare la qualità dei servizi elettronici transfrontalieri offerti dalle
amministrazioni pubbliche. Il progetto SPOCS (Simple Procedures Online for Cross-border
Services) avrà una durata di 3 anni e richiederà un investimento pari a 14 milioni di euro, metà dei
quali proverranno dal Programma europeo per la competitività e l’innovazione.
L’obiettivo del progetto pilota è quello di promuovere la collaborazione tra le amministrazioni
pubbliche ed agevolare l’accesso delle imprese ai mercati degli altri Stati membri nel settore dei
servizi, il quale rappresenta ad oggi un grande potenziale non ancora utilizzato per il mercato
interno dell’Ue. Entro la fine dell’anno ogni Stato membro disporrà di sportelli unici che
consentiranno alle imprese di espletare formalità amministrative online. Attraverso l’elaborazione di
norme comuni per la sicurezza delle operazioni tra gli Stati membri e la definizione di buone
pratiche e soluzioni conviviali, il progetto contribuirà pertanto a rendere possibile l’interoperabilità tra
i diversi sistemi nazionali, così da permettere alle imprese di usufruire a pieno dei vantaggi del
mercato unico.
Per maggiori informazioni:
http://ec.europa.eu/information_society/activities/egovernment/index_en.htm
Protezione dei consumatori: nuovo pacchetto sull’applicazione del diritto comunitario
Il 2 luglio scorso la Commissione europea ha pubblicato una Comunicazione sull’applicazione del
diritto comunitario in materia di protezione dei consumatori. Il documento si propone di consolidare
la messa in opera del diritto comunitario in cinque settori prioritari di azione: i sistemi di sorveglianza
e allerta rapida per i prodotti pericolosi; la trasparenza relativa al controllo dei mercati; la
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comprensione comune del diritto comunitario; l’informazione e l’utilizzo corretto dei sistemi
informatici sicuri; la cooperazione internazionale.
Europa per le imprese
Newsletter n.71 – Luglio - Agosto 2009
La comunicazione dà seguito ad un rapporto sull’applicazione del regolamento relativo alla
cooperazione nel settore della protezione dei consumatori, il quale rileva che le principali infrazioni
al diritto comunitario nel periodo 2007-2008 hanno riguardato la pubblicità ingannevole e le pratiche
commerciali in linea.
Per maggiori informazioni:
http://ec.europa.eu/consumers/docs/consumer_enforcement_package_COM_en.pdf
ECONOMIA E FINANZA
Consultazione sull’adozione di standard internazionali di audit
Lo scorso 22 giugno la Commissione europea ha pubblicato una consultazione sull’adozione di
standard internazionali di audit, al fine di sondare il terreno in vista dell’eventuale adozione di una
serie di standard comuni di audit e verificarne l’utilità a livello europeo. Imprese, cittadini,
organizzazioni, autorità pubbliche e di regolamentazione sono invitati a prendere parte alla
consultazione che si concluderà il prossimo 15 settembre.
Per maggiori informazioni e per partecipare alla consultazione:
http://ec.europa.eu/internal_market/consultations/2009/isa_en.htm
Prestito di 400 milioni della BEI per il Gruppo Fiat
La Banca europea per gli Investimenti (BEI) ed il Gruppo Fiat hanno firmato lo scorso 16 giugno un
contratto di finanziamento di 400 milioni di euro, volto a sostenere i progetti in Ricerca e Sviluppo
del gruppo automobilistico italiano.
Il finanziamento si inserisce nell’ambito della European Clean Transport Facility (ECTF), il piano
della BEI che mira a promuovere gli investimenti dei produttori europei rivolti alla riduzione di
emissioni di anidride carbonica e alla maggiore efficienza energetica. Il prestito servirà infatti a
finanziare la progettazione e realizzazione di nuove tecnologie a ridotto impatto ambientale per il
settore dei trasporti nonché la ricerca di soluzioni tecnologiche ecocompatibili.
Per maggiori informazioni:
http://www.eib.org/projects/loans/2008/20080772.htm?lang=-en
Crisi economica e impatto sulle finanze pubbliche: rapporti della Commissione europea
Come mostra il rapporto trimestrale sull’area euro, recentemente pubblicato dalla Commissione
europea, l’economia europea è ancora in profonda recessione, sebbene sia i mercati finanziari che
alcuni indicatori economici inizino a mostrare i primi timidi segnali di miglioramento grazie anche
all’azione congiunta di istituzioni comunitarie e Stati membri e alla connessa implementazione degli
stimoli fiscali contenuti nello European Recovery Plan.
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Europa per le imprese
Newsletter n.71 – Luglio - Agosto 2009
Le ultime stime rivelano che, tenendo in considerazione gli effetti degli stabilizzatori automatici (ma
senza considerare le misure a sostegno del settore bancario), le misure fiscali implementate per far
fronte alla crisi si attesteranno attorno al 5% del PIL nel biennio 2009-2010, per una cifra che
corrisponde a oltre 600 miliardi di euro.
Nel Rapporto sulla finanza pubblica 2009, anch’esso presentato di recente, si esprime
preoccupazione per lo stato di salute delle finanze pubbliche dei Paesi europei e si sottolinea la
necessità di una credibile “exit strategy”, che dovrebbe prevedere – sempre secondo il Rapporto –
un rafforzamento delle norme fiscali nazionali, riforme della spesa pensionistica e una chiara
definizione delle misure da attuare al termine della crisi, senza la quale l’efficacia degli stimoli fiscali
rischia di essere notevolmente affievolita.
Sia il rapporto trimestrale sull’area euro che il Rapporto sulla finanza pubblica 2009 sono
consultabili su internet, rispettivamente ai seguenti link:
http://ec.europa.eu/economy_finance/publications/publication15487_en.pdf
http://ec.europa.eu/economy_finance/publications/publication15390_en.pdf
Rapporto Eurostat sulla pressione fiscale in Europa ed Italia
Secondo i dati Eurostat per il 2007, pubblicati lo scorso 22 giugno, la pressione fiscale media nei 27
Stati membri è stata del 39,8% del PIL, aumentando dunque leggermente rispetto al 39,7% del
2006. Con una pressione fiscale al 43,3% del PIL l’Italia fa segnare un aumento di più di un punto
percentuale rispetto ai dati del 2006 (42,1%) e si colloca al di sopra anche della media dei Paesi
della zona euro, la quale è stimata da Eurostat al 40,4%.
Dati al rialzo per l’Italia anche per quanto riguarda il carico fiscale sul lavoro: il nostro paese si pone
infatti al primo posto della classifica europea, con il 44% di tassazione effettiva, contro una media
del 34,3% nella zona euro. E’ invece diminuita quasi ovunque in Europa la tassazione sui redditi
delle persone fisiche e delle imprese, diminuendo rispettivamente in media di circa 7 e 8,5 punti
percentuali. In Italia l’aliquota massima applicata ai redditi delle persone fisiche è passata dal 45,9%
al 44,9% tra il 2000 e il 2008, mentre la riduzione è stata ben più sensibile per quanto riguarda i
redditi delle imprese, arrivando a sfiorare i 10 punti percentuali (dal 41,3% nel 2000 al 31,4% nel
2009).
Per maggiori informazioni:
http://epp.eurostat.ec.europa.eu/portal/page/portal/eurostat/home/
Polonia e Lituania nominano due nuovi Commissari
Il polacco Pawel Samecki e il lituano Algirdas Semeta sono stati nominati dai rispettivi governi in
accordo con il Presidente della Commissione José Manuel Barroso come nuovi Commissari
europei, in sostituzione di Danuta Hübner, eletta al Parlamento europeo, e di Dalia Grybauskaite,
neo-eletta Presidente della Lituania. I due nuovi Commissari Samecki e Semeta raggiungeranno
pertanto la squadra di Barroso e saranno responsabili rispettivamente per il portafoglio sviluppo
regionale e per quello del bilancio e della programmazione finanziaria.
Per maggiori informazioni:
http://ec.europa.eu/commission_barroso/index_it.htm
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CONCORRENZA
Adottato il rapporto sul funzionamento del regolamento comunitario sulle concentrazioni
Europa per le imprese
Newsletter n.71 – Luglio - Agosto 2009
La Commissione europea ha adottato, lo scorso 18 giugno, un rapporto sul funzionamento del
regolamento comunitario sulle concentrazioni.
L’entrata in vigore, nel maggio 2004, del regolamento n. 139/2004 aveva introdotto un nuovo
sistema di divisione delle competenze giurisdizionali, definendo dei meccanismi più flessibili di
allocazione delle controversie fra Commissione e Stati membri. Tale sistema - in base a quanto
scritto nel rapporto - avrebbe effettivamente permesso di distinguere con più facilità le
concentrazioni di rilievo europeo da quelle di rilevanza sostanzialmente nazionale, attribuendo così
l’esame dei casi all’attenzione dell’autorità più appropriata.
Peraltro, il rapporto identifica anche aree che meriterebbero ulteriori approfondimenti, come la
necessità di andare verso un’armonizzazione delle regole nazionali in materia e di semplificare le
procedure di ricorso, aree in cui però, almeno per il momento, non sono previste ulteriori iniziative
della Commissione.
Il testo completo del rapporto può essere consultato, in inglese, al seguente link:
http://ec.europa.eu/competition/mergers/studies_reports/report_139_2004_en.pdf
Approvata la proroga del regime italiano di garanzia a favore delle banche
Lo scorso 16 giugno la Commissione europea ha autorizzato, ai sensi delle norme sugli aiuti di
Stato previste dal trattato CE, la proroga del regime italiano di garanzia a favore delle banche.
Il testo della prima decisione della Commissione sul regime, ora prorogato senza modifiche nella
sostanza, è disponibile al seguente indirizzo internet:
http://ec.europa.eu/community_law/state_aids/comp-2008/n520-a-08.pdf
Presentato il rapporto della Commissione sulla concorrenza nel settore farmaceutico
Lo scorso 8 luglio la Commissione ha adottato il rapporto finale relativo alle indagini sulla
concorrenza nel settore farmaceutico.
Le indagini, avviate nel gennaio del 2008 e avvalorate anche dagli esiti di una consultazione
pubblica terminata all’inizio di quest’anno, mostrano che l’immissione dei medicinali generici sul
mercato avviene con un rilevante ritardo (circa sette mesi dopo la scadenza dei brevetti) che si
riflette in costi aggiuntivi per i consumatori; che si registra un declino dei medicinali innovativi che
arrivano sul mercato e che vi è un vasto consenso a favore del brevetto comunitario e di un sistema
europeo di risoluzione delle controversie in materia di brevetti. La Commissione si è pertanto
impegnata a controllare attentamente il settore e, qualora appropriato, intentare azioni appropriate
nei confronti delle società coinvolte in eventuali violazioni. Le prime indagini sono peraltro già in
corso.
Il testo integrale della comunicazione è disponibile al seguente link:
http://ec.europa.eu/competition/sectors/pharmaceuticals/inquiry/communication_it.pdf
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La Commissione sanziona E.ON and GDF Suez per essersi spartite il mercato del gas
naturale franco-tedesco
Europa per le imprese
Newsletter n.71 – Luglio - Agosto 2009
Lo scorso 8 luglio la Commissione europea ha comminato una sanzione di oltre un miliardo di euro,
ripartita tra E.ON AG (Germania) e GDF Suez SA (Francia) per aver stipulato un’intesa orizzontale
in violazione delle norme comunitarie a tutela della concorrenza.
Le due società sono le principali fornitrici di gas naturale rispettivamente in Francia e Germania, e
fra le più importanti società dell’industria del gas europea. L’indagine, avviata nel 2006 ha accertato
l’esistenza di un cartello fra le due società risalente al 1975, anno in cui le società genitrici delle
attuali (rispettivamente Rurhgas AG e Gaz de France), dopo aver deciso di costruire
congiuntamente in Germania il gasdotto MEGAL per trasportare il gas russo verso i mercati tedesco
e francese, si sono accordate per non vendere il gas così trasportato nel Paese della concorrente.
L’accordo di spartizione del mercato è rimasto in vigore anche dopo la liberalizzazione dei mercati
del gas europei (avvenuta nel 2000), per essere definitivamente abbandonato nel 2005.
Per maggiori informazioni sulla politica della concorrenza nel settore dell’energia:
http://ec.europa.eu/competition/sectors/energy/overview_en.html
L’Italia deferita alla Corte di giustizia per non aver eseguito una sentenza di recupero di aiuti
illegali ed incompatibili (contratti formazione lavoro)
La Commissione europea ha deciso di deferire l’Italia alla Corte di giustizia delle Comunità europee
per non aver dato esecuzione ad una sentenza della Corte del 2004 (causa C-99/02) relativa
all’obbligo di recupero di aiuti di Stato illegali.
La sentenza confermava una decisione del 1999 con cui la Commissione aveva accertato la
concessione, da parte dell’Italia, di aiuti illegali ed incompatibili con la normativa comunitaria per un
ammontare complessivo di circa 281 milioni di euro, di cui pertanto ordinava il recupero. La
decisione riguardava misure di aiuto per la promozione dell'occupazione (contratti di formazionelavoro). A oltre cinque anni da tale sentenza, l’Italia non ha ancora comunicato alla Commissione il
recupero completo degli aiuti (in base ai calcoli più recenti presentati dal governo, finora è stato
recuperato meno del 20% dell’importo complessivo).
In caso di seconda condanna da parte della Corte, potrebbero essere comminate sanzioni
finanziarie all’Italia.
Per ulteriori informazioni si rimanda al link seguente:
http://ec.europa.eu/community_law/infringements/infringements_en.htm
COMMERCIO E RELAZIONI ESTERNE
L'Ue avvia consultazioni in seno all’OMC per chiedere alla Cina di eliminare le restrizioni
all'export di materie prime
Lo scorso 23 giugno, l’Unione europea ha presentato la richiesta di avviare consultazioni con la
Cina in seno all’OMC sul problema delle restrizioni alle esportazioni di materie prime.
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Newsletter n.71 – Luglio - Agosto 2009
Europa per le imprese
La richiesta di consultazioni, presentata contemporaneamente anche dagli Stati Uniti, dà
ufficialmente l’avvio al sistema formale di soluzione delle controversie previsto dall’OMC, che
l’Unione europea ha deciso di adire dopo aver sollevato diverse volte, sempre senza successo, la
questione con la Cina negli anni passati. Da parecchio tempo infatti l’industria europea sottolinea il
problema delle restrizioni (quote, dazi sulle esportazioni e prezzi minimi) che il governo di Pechino
impone su esportazioni di materie prime di fondamentale importanza come fosforo, bauxite,
carbone, fluorite, magnesio, manganese e silicio, che, oltretutto, non possono essere reperite
altrove. Queste restrizioni rappresentano dunque, secondo l’Ue, una chiara violazione del diritto del
commercio internazionale, che penalizza soprattutto i settori della chimica, dell’acciaio e dei metalli
non ferrosi.
È possibile consultare la richiesta nel dettaglio e seguire l’evoluzione della procedura sul sito
dell’OMC al seguente link:
http://www.wto.org/english/tratop_e/dispu_e/cases_e/ds395_e.htm
In dirittura d’arrivo l’Accordo di Partenariato Economico (EPA) regionale fra Ue e Africa
occidentale
L’Ue e i Paesi dell’Africa occidentale hanno recentemente concordato di concludere l’accordo
regionale sul commercio di beni e la cooperazione allo sviluppo nell’ottobre 2009.
L’intesa è stata confermata nel corso di un incontro, svoltosi il 17 giugno scorso a Bruxelles, fra i
Commissari europei Ashton (commercio estero) e Michel (sviluppo e aiuti umanitari), i Presidenti
della Comunità economica degli stati dell'Africa occidentale (ECOWAS) e dell’Unione economica e
monetaria dell’Africa occidentale (UEMOA) e i ministri dei 16 Paesi africani coinvolti. L’accordo, che
verrà siglato nel prossimo ottobre e che – essendo di livello regionale – supporta il processo di
integrazione dell’area, andrà a sostituire gli accordi bilaterali firmati nel frattempo dall’Ue con Ghana
e Costa d’Avorio e coprirà il commercio di beni, alcune regole commerciali e includerà un pacchetto
di misure di aiuti allo sviluppo necessari per compensare alcuni dei costi in cui i Paesi africani
incorreranno a seguito della conclusione dell’accordo.
Per un aggiornamento sullo stato delle negoziazioni commerciali con i Paesi ACP si rimanda al
seguente link:
http://ec.europa.eu/trade/issues/bilateral/regions/acp/index_en.htm
La Commissione europea lancia la nuova versione informatica per gli esportatori dei paesi in
via di sviluppo
L’ Export Helpdesk ha riorganizzato il proprio sito internet in modo da facilitare l’accesso al mercato
da parte dei paesi in via di sviluppo. Oltre a contenere informazioni su dazi doganali, requisiti per i
prodotti importati e statistiche commerciali, il sito presenta ora informazioni dettagliate sugli accordi
preferenziali tra Ue e paesi in via di sviluppo, lista di contatti e indirizzi internet utili.
Il sito sarà di particolare interesse per il Pmi che vorranno esportare in Europa, ma non ancora
familiari con le regole commerciali europee. Il sito, disponibile in inglese, francese, spagnolo e
portoghese, è stato fin dalla sua creazione (2004) un importante strumento di riferimento in
particolare per paesi dell’America latina, Asia, Mediterraneo, Africa e paesi del Pacifico.
Il servizio Export Helpdesk è disponibile al sito:
http://exporthelp.europa.eu/index_fr.html
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Unione europea e Australia verso una semplificazione del commercio bilaterale. Richiesta di
conclusione di Doha
Newsletter n.71 – Luglio - Agosto 2009
Unione europea e Australia si sono accordate su un rinnovato Accordo di reciproco
riconoscimento (MRA), che semplificherà la certificazione per i prodotti esportati, inclusi
apparecchiature mediche, dispositivi elettrici e apparecchi di telecomunicazione. Tale accordo è
stato siglato durante il lancio del Dialogo sulla politica commerciale Ue-Austrialia 2009.
Il Dialogo sulla politica commerciale Ue-Austrialia è stato istituito nel 2004 con l’obiettivo di
rafforzare le relazioni commerciali bilaterali tra Ue e Australia. Il ruolo principale del Dialogo è
quello di esaminare il sistema commerciale globale e di coordinare azioni multilaterali e bilaterali,
in materia di commercio di beni, ma anche in materia di investimenti e serivizi, e di semplificare il
riconoscimento reciproco degli standard, delle ispezioni e delle certificazioni.
Inoltre, in tale occasione, il Commissario Ashton e il ministro australiano del commercio Simon
Crean hanno dichiarato di voler procedere verso la conclusione del Doha Round e di voler
includere nel pacchetto negoziale lo scambio di servizi e i cosiddetti accordi settoriali.
Per maggiori informazioni si veda:
http://trade.ec.europa.eu/doclib/docs/2009/june/tradoc_143718.pdf
Europa per le imprese
TRASPORTI E TELECOMUNICAZIONI
Aiuti di Stato: nuove norme sul finanziamento statale delle emittenti di servizio pubblico
Il 2 luglio scorso, la Commissione europea ha adottato una nuova comunicazione sugli aiuti di stato
per il finanziamento delle emittenti del servizio pubblico.
L'intento della comunicazione è assicurare, per la diffusione dei mezzi audiovisivi, servizi pubblici di
alta qualità su varie piattaforme, da Internet agli schermi nei luoghi pubblici.
La nuova comunicazione sostituisce la comunicazione della Commissione sulla radiodiffusione del
2001.
Le principali modifiche della nuova comunicazione riguardano:
 il controllo a priori dei nuovi servizi di rilevante portata lanciati dalle emittenti del servizio
pubblico (controbilanciando l'incidenza di questi nuovi servizi sul mercato con il loro valore
pubblico);
 chiarimenti sull'inclusione dei servizi a pagamento nel mandato di pubblico servizio;
 controllo più efficace degli eccessi di compensazione e supervisione del mandato del
servizio pubblico a livello nazionale;
 maggiore flessibilità finanziaria per le emittenti del servizio pubblico.
La comunicazione è stata adottata dopo un'ampia consultazione pubblica ed è basata sui principi
fondamentali del finanziamento della radiodiffusione del servizio pubblico del protocollo di
Amsterdam. In particolare, la comunicazione riconosce il potere discrezionale degli Stati membri di
definire il mandato delle emittenti del servizio pubblico e sottolinea il dovere della Commissione di
preservare la concorrenza leale.
La versione definitiva della comunicazione sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione
europea ed entrerà in vigore alla data della pubblicazione.
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Il testo della comunicazione è disponibile sul sito:
http://ec.europa.eu/competition/state_aid/legislation/specific_rules.html#broadcasting
Newsletter n.71 – Luglio - Agosto 2009
Contesto
Le emittenti europee di servizio pubblico ricevono ogni anno oltre 22 miliardi di euro in forma di
canoni o direttamente come sovvenzioni statali, il che le pone al terzo posto, dopo l'agricoltura e le
imprese di trasporto, tra i beneficiari di aiuti di Stato.
Il protocollo allegato al trattato di Amsterdam 1 chiarisce che i sistemi di radiodiffusione di servizio
pubblico sono in diretta correlazione con le esigenze democratiche, sociali e culturali della società e
conferisce agli Stati membri il diritto di finanziare le emittenti di servizio pubblico nella misura in cui
tale finanziamento è erogato per adempiere al mandato di servizio pubblico quale è stato affidato,
definito e organizzato da ciascuno Stato membro e purché il finanziamento non incida
indebitamente sugli scambi e sulla concorrenza nell'Unione europea.
Per chiarire la sua interpretazione del protocollo di Amsterdam, la Commissione ha adottato
dapprima, nel 2001, una comunicazione relativa all'applicazione delle norme sugli aiuti di Stato al
servizio pubblico di radiodiffusione. Dopo di allora, la Commissione ha adottato più di 20 decisioni,
che hanno apportato altri chiarimenti sull'applicazione delle norme. L'esame dei singoli casi ha
integrato, sotto molteplici aspetti, i principi enunciati nella comunicazione del 2001.
Europa per le imprese
Un quadro generale delle decisioni sui singoli casi è disponibile sul sito:
http://ec.europa.eu/competition/sectors/media/decisions_psb.pdf .
Le decisioni più recenti sugli aiuti di Stato a favore dei servizi pubblici di diffusione dei mezzi
audiovisivi in Germania, in Irlanda e in Belgio riflettono l'impostazione della Commissione, in
particolare per quanto riguarda il mandato di servizio pubblico nel nuovo ambiente mediatico, per
esempio quando le emittenti gestiscono siti web e trasmettono via i telefoni cellulari.
1:
http://europa.eu/eur-lex/en/treaties/selected/livre347.html .
Settore marittimo: aiuti per superare la crisi
Il 9 luglio scorso, la Commissione europea ha annunciato che, entro ottobre 2009, identificherà, in
collaborazione con il settore marittimo, una serie di misure a “breve termine” per aiutare il settore a
emergere più forte dalla crisi. L'annuncio è giunto al termine di un incontro di due giorni con i
rappresentanti del settore marittimo, gli Stati membri e la Banca europea per gli investimenti. Le
misure in esame sono: supporto per le navi che rispettino i criteri ambientali, garanzie sui prestiti
per l'avviamento di nuovi servizi, incoraggiamento per gli investimenti in sviluppo portuale e nei
collegamenti con l'hinterland e aiuti per i container.
Per ulteriori informazioni:
http://ec.europa.eu/transport/maritime/index_en.htm
http://ec.europa.eu/transport/maritime/motorways_sea/motorways_sea_en.htm
http://ec.europa.eu/enterprise/sectors/maritime/index_en.htm
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Europa per le imprese
Newsletter n.71 – Luglio - Agosto 2009
Completamento delle procedure amministrative online: la Commissione europea promuove i
servizi transfrontalieri mediante nuove tecnologie
Il 19 giugno scorso, la Commissione europea ha annunciato che co-finanzierà un progetto guidato
da Austria, Francia, Germania, Grecia, Italia, Paesi Bassi e Polonia per aiutare le amministrazioni
pubbliche a migliorare i servizi online per il settore dei servizi. Entro la fine del 2009, ogni Stato
membro dovrà individuare il “contact-point” di cui si potranno servire le aziende per completare
elettronicamente le procedure amministrative.
Nel progetto pilota saranno investiti più di € 14 milioni di euro in tre anni, la metà dei quali
provengono dal Programma europeo “competitività e innovazione”.
Per ulteriori informazioni:
http://ec.europa.eu/commission_barroso/reding/ataglance/policies/index_en.htm
Banda larga: la Commissione lancia una consultazione per la regolamentazione delle reti di
nuova generazione
Il 12 giugno scorso la Commissione europea ha lanciato una consultazione pubblica sulle
proposte per la regolamentazione delle reti di nuova generazione (Next Generation Access,
NGA), sotto forma di un progetto di raccomandazione.
Il progetto di raccomandazione fa parte della strategia europea per la banda larga che il Consiglio
europeo di marzo ha invitato la Commissione ad elaborare entro la fine del 2009. La
consultazione pubblica sarà aperta fino al 24 luglio 2009. La Commissione prevede di adottare la
raccomandazione, tenendo conto delle osservazioni pervenute, entro la fine del 2009.
Le reti a banda larga sono attualmente disciplinate dalla legislazione nazionale sulle reti della
comunicazione elettronica. L'obiettivo della raccomandazione della Commissione è quello di
uniformare l’accesso alle reti, garantendo la libera concorrenza per i nuovi investitori, tutelando
gli investimenti già effettuati.
Per maggiori informazioni:
http://ec.europa.eu/commission_barroso/reding/ataglance/policies/index_en.htm
Galileo: la Commissione preoccupata per ulteriori ritardi
La Commissione europea auspica che la procedura di appalto per la realizzazione dei satelliti per
Galileo, il programma europeo di radionavigazione satellitare, sia completato entro la fine del 2009.
L'obiettivo, presentato in una relazione del 26 giugno scorso, è di firmare la maggior parte dei
contratti entro la fine dell'anno.
La finalizzazione dei contratti con i partner industriali selezionati per la completa attuazione di
Galileo (30 satelliti, vettori, infrastrutture di terra), subirà quindi un ritardo di quasi un anno rispetto
alle indicazioni iniziali della Commissione.
La procedura di appalto, che si riferisce a sei pacchetti, è stata lanciata ufficialmente nel luglio
2008. I candidati sono stati pre-selezionati a settembre dello scorso anno (vedi box).
Anche quest’anno, la Commissione dovrebbe presentare un piano d'azione per promuovere lo
sviluppo di nuovi servizi e applicazioni ricorrendo a Galileo. L'obiettivo dovrebbe essere quello di
accelerare i tempi di commercializzazione e di “migliorare il tasso di penetrazione” di questi prodotti
e servizi, soprattutto al fine di aumentare la quota di mercato dell'industria europea. Dovrebbero
essere lanciati anche studi preparatori per la fase post-2013 di Galileo.
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Newsletter n.71 – Luglio - Agosto 2009
Nel 2010, infatti, la Commissione dovrà presentare proposte per il finanziamento del programma
per la fase post-2013 e diversi scenari per la valorizzazione del sistema. Ma la sfida principale,
come sempre, sarà riuscire a lavorare, entro i limiti della dotazione finanziaria prevista e nel rispetto
dei tempi.
I costi della fase di convalida in orbita, che precede la realizzazione della piena capacità operativa,
sono stati, infatti, sottostimati.
In breve, i margini di bilancio per l’attuazione della fase di sviluppo sono risicati, pertanto, come
sottolineato dalla Commissione nella sua relazione, occorrerà intensificare gli sforzi per rispettare
tali margini.
Per quanto riguarda il calendario (il programma ha già superato di cinque anni quello iniziale), la
relazione della Commissione non esclude eventuali ulteriori ritardi.
Norvegia e Islanda
Parallelamente a queste questioni, il Consiglio dei ministri dell'UE ha adottato, il 6 luglio scorso, una
decisione che consente alla Norvegia e all'Islanda di partecipare pienamente al programma, in
particolare nella gestione degli organismi, come l'Autorità di vigilanza e varie commissioni.
Questa decisione, che comporta la partecipazione finanziaria di tali paesi, si applica
retroattivamente dal 1°gennaio 2009. La crisi economica impone che, mentre la presente decisione
autorizza l'Islanda all’adesione, la sua partecipazione dovrà essere temporaneamente sospesa.
Per ulteriori informazioni:
http://ec.europa.eu/information_society/policy/ecomm/current/pan_european/index_en.htm
Partner industriali
Europa per le imprese
Nome
Settore
ThalesAleniaSpace (Italia) e Logica (Paesi Bassi)
Engineering systems support
segment
ThalesAleniaSpace (Francia) e Logica (Regno Unito)
Ground mission infrastructure
Astrium (Regno Unito) e G-Nav grouping rappresentati da
Lockheed Martin IS&S (Regno Unito)
Ground control infrastructure
Astrium (Germania) e OHB System (Germania)
Space segment
Arianespace (Francia)
Launch services
Nav-up grouping rappresentato da Inmarsat (Regno Unito), così Operations segment
come da DLR (Germania) e Telespazio (Italia)
Calendario indicativo
Periodo
Azioni
3° trimestre 2008
Invito a presentare candidature
4° trimestre 2008
Termine per la presentazione delle candidature
°
4 trimestre 2008
°
°
1 -2 trimestre 2009
°
Decisione della CE sulla ricevibilità delle candidature
Valutazione e selezione
3 -4° trimestre 2009
Autorizzazione a livello nazionale
A partire dal 2009/2010
Primo lancio di satelliti e servizi
Entro e non oltre maggio 2011
Fine della fase di sviluppo e di implementazione
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Europa per le imprese
Newsletter n.71 – Luglio - Agosto 2009
Gestione dello spettro: la Commissione favorevole alla liberalizzazione e all’armonizzazione
In occasione della quarta conferenza annuale sulla gestione dello spettro, il 16 giugno a Bruxelles,
la Commissione europea ha annunciato il proposito di voler affrontare la liberalizzazione e
l’armonizzazione del radiospettro, non appena sarà adottata la riforma delle regole delle
telecomunicazioni (c.d. “pacchetto telecom”).
Il compito è arduo perché, nell’ambito del pacchetto telecom, le proposte della Commissione
europea per la liberalizzazione e l'armonizzazione della gestione delle frequenze sono state
respinte, rimanendo così, almeno per ora, di esclusiva competenza degli Stati membri.
Nonostante tale battuta d’arresto, la Commissione intende abbattere, in particolare, il monopolio
delle emittenti su banda UHF (ultra-alta frequenza, 800 MHz). L’obiettivo resta l’apertura ad altre
tecnologie, a partire dal wireless ad alta velocità.
Secondo la Commissione, la commercializzazione di alcune parti dello spettro a livello europeo è la
chiave per colmare il divario digitale tra le aree urbane, dove i servizi ad alta velocità sono
facilmente disponibili, e le zone rurali, dove spesso non lo sono.
Per ulteriori informazioni:
http://ec.europa.eu/commission_barroso/reding/ataglance/policies/index_en.htm
Maxi-tranche di 80 milioni all’Italia per alta velocità e reti
L’8 luglio scorso, la Commissione Europea ha trasmesso l’elenco provvisorio dei progetti ammessi
al finanziamento del Programma “Recovery Plan”, che ha una dotazione complessiva di 500 milioni
di euro.
Per l’Italia sono stati finanziati sei progetti (su 263 ammissibili), per complessivi 79.943.000 di euro,
pari al 16% dello stanziamento disponibile. Nel pacchetto approvato da Bruxelles ci sono tutti gli
interventi principali avviati in questi ultimi anni:
 la linea Tav Torino-Lione: il “progetto prioritario 6 - corridoio 5” ha ricevuto uno dei
finanziamenti più consistenti: 52,4 milioni verranno finanziati dalla UE, su un costo totale di
oltre 357 milioni;
 il porto di Venezia-Marghera: 3,9 milioni;
 il tunnel della Cassia sul Grande raccordo anulare di Roma: quasi 3 milioni sono stati
destinati al nuovo tunnel della Cassia e agli interventi collegati;
 la rete fluviale della pianura padana: 9,3 milioni per il canale navigabile Venezia-Mantova;
 il progetto denominato ENAV: 4,5 milioni per l’integrazione del servizio e i sistemi di
sorveglianza del traffico aereo;
 sul “progetto 1 linea Berlino-Palermo”, 7 milioni copriranno l'intervento di Roma-Tiburtina.
Il via libera, a livello UE, dopo una lunga procedura di selezione, è giunto dal commissario europeo
ai Trasporti Antonio Tajani. Fra i progetti approvati negli altri Stati membri vi sono, tra l’altro,
l'attesissimo intervento per il tunnel di Maastricht (15 milioni) e quello sull'alta velocità ferroviaria a
Strasburgo (76 milioni, per la seconda fase di lavori).
Sul fronte italiano, la tratta Verona-Padova dell’alta velocità (parte integrante del “progetto prioritario
6 - corridoio 5”) è stata inserita nell’elenco delle opere prioritarie del programma per le infrastrutture
strategiche allegato al Dpef. Confindustria, che ha incluso la realizzazione di tale infrastruttura nella
sua lista di priorità per la legislatura 2009-2014, esprime soddisfazione per la decisione del
Governo, perfettamente in linea con gli indirizzi comunitari.
Per ulteriori informazioni:
http://ec.europa.eu/transport/infrastructure/index_en.htm
30
Presidenza svedese: il programma per il settore telecomunicazioni
Il primo luglio u.s. si è formalmente inaugurato il semestre di Presidenza svedese dell’Unione
europea. Per quanto riguarda il settore delle telecomunicazioni, gli obiettivi prioritari sono
essenzialmente quattro:
Newsletter n.71 – Luglio - Agosto 2009
1. pacchetto regolamentare per le comunicazioni elettroniche: la chiusura del negoziato,
tramite il ricorso alla procedura di conciliazione;
2. società dell'informazione europea per la crescita e l'occupazione - post “i2010”: la
Presidenza svedese ha organizzato una conferenza sul tema il 9-10 novembre a Visby per
approfondire gli orientamenti sui seguiti da dare al presente programma “i2010”;
3. "dividendo digitale": la Presidenza intende finalizzare le conclusioni del Consiglio in materia
di “dividendo digitale”, cioè quella parte di radiospettro che si renderà disponibile a seguito
del passaggio alla televisione digitale negli Stati membri. Le conclusioni si baseranno su una
nuova comunicazione della Commissione europea, prevista per il mese di ottobre, in cui
verranno descritti i risultati di alcuni studi indipendenti in materia. L'argomento è di
grandissima rilevanza per l’impatto sull'assegnazione delle frequenze riservate al settore
audiovisivo;
4. protezione delle comunicazioni critiche e infrastrutture di informazione: la Presidenza
punterà ad una risoluzione del Consiglio sulla definizione del nuovo mandato dell'Agenzia
per la Sicurezza delle reti e dell’Informazione (ENISA).
Europa per le imprese
Il prossimo Consiglio Telecomunicazioni è previsto per il 18 dicembre 2009.
Per ulteriori informazioni:
http://www.se2009.eu/en/the_presidency/about_the_eu/transport_telecommunications_and_energy
Presidenza svedese: il programma per il settore trasporti
Il primo luglio u.s. si è formalmente inaugurato il semestre di Presidenza svedese dell’Unione
europea. Per quanto riguarda il settore dei trasporti, le iniziative si ispireranno al più ampio obiettivo
della sfida al cambiamento climatico, nonché all'impegno per il rafforzamento della competitività
dell'economia europea, in linea con la Strategia di Lisbona. Gli obiettivi per il settore sono
essenzialmente quattro:
1. realizzazione di un sistema logistico efficace, concorrenziale e competitivo, col preciso
obiettivo di promuovere la concorrenzialità del settore ferroviario e marittimo;
2. diffusione dell’utilizzo dei sistemi ITS, per lo sviluppo di un sistema di trasporti ecocompatibile. La Presidenza cercherà di raggiungere un accordo politico al Consiglio del 9
ottobre. Il tema sarà al centro del Congresso Mondiale ITS, che si terrà a Stoccolma dal 2124 settembre, nonché della Riunione ad Alto Livello del 26-27 ottobre a Goteborg;
3. determinazione della strategia politica per i trasporti post-2010. Il tema sarà argomento della
colazione ministeriale del prossimo 21 settembre a Stoccolma, nonché al centro di un
progetto di Conclusioni;
4. approvazione della Proposta di modifica del Regolamento relativo all’Autorità di sorveglianza
sui sistemi satellitari europei: la Presidenza cercherà di raggiungere un’intesa nel corso del
Consiglio del 9 ottobre, in vista di un rapido accordo in prima lettura con il Parlamento
europeo. La Presidenza cercherà, inoltre, di estendere gli accordi Galileo ai Paesi Terzi.
31
Tra i dossier prioritari per l’industria italiana indicati dalla Presidenza, si segnalano in particolare:

Europa per le imprese
Newsletter n.71 – Luglio - Agosto 2009

Regolamento concernente i diritti di passeggeri: la Presidenza auspica il conseguimento di
un accordo politico al Consiglio di dicembre.
Direttiva tempi di lavoro per i lavoratori mobili: la Presidenza auspica un accordo in prima
lettura con il Parlamento. Il Consiglio ha già adottato l'orientamento generale nel marzo
scorso, mentre il Parlamento europeo, dopo aver rigettato la proposta della Commissione
nella scorsa legislatura, sarà presto impegnato a riesaminarla.
La Presidenza ha infine enumerato ulteriori possibili iniziative in merito ai seguenti argomenti:
Comunicazione sul sistema di monitoraggio del mercato ferroviario; Comunicazione
sull’interconnessione delle reti TEN con l'Africa (presentata a giugno); e Piano di Azione sulla
Mobilità Urbana (che la Commissione presenterà a fine settembre).
Per ulteriori informazioni:
http://www.se2009.eu/en/the_presidency/about_the_eu/transport_telecommunications_and_energy
Reti TEN-T: rafforzare la cooperazione fra l’Europa e l’Africa
Il 17 giugno scorso, la Commissione europea ha presentato una comunicazione sul rafforzamento
della cooperazione tra l’Unione europea e l’Africa nel settore dei trasporti.
L’obiettivo è l’interconnessione delle reti transeuropee e africane, in particolare attraverso
l’elaborazione di una carta comune delle infrastrutture di trasporto. La Commissione metterà a
disposizione dei partner africani l’esperienza acquisita nel campo della politica europea dei trasporti
per contribuire all’introduzione di sistemi di trasporto più efficienti, essenziali per uno sviluppo del
continente africano capace di dare risposta alle sfide della povertà, del degrado ambientale e degli
squilibri provocati dalle migrazioni.
La comunicazione della Commissione si pone come punto di partenza di un dialogo strategico con
l’Unione Africana, volto a individuare le misure concrete da approfondire nel settore dei trasporti
insieme ai vari partner africani ed europei. La conferenza ministeriale sulla Rete transeuropea di
trasporto, prevista per il 28 e 29 ottobre 2009 a Napoli, con la partecipazione dei partner africani e
mediterranei, sarà l’occasione per creare, nell’ambito del partenariato congiunto UE-Africa, un forum
informale dedicato ai trasporti. Tale forum dovrà coinvolgere, oltre agli attori istituzionali già
rappresentati nel partenariato, gli operatori dei trasporti e le associazioni, europei e africani, nonché i
donatori internazionali, e permetterà così di dibattere più a fondo le questioni specifiche di questo
settore chiave dello sviluppo. La fase successiva sarà l’adozione, mediante la firma di una
dichiarazione congiunta, di un piano di azioni prioritarie e l’identificazione dei finanziamenti necessari.
Il prossimo vertice UE-Africa, che si terrà a fine 2010 in Africa, permetterà di esaminare i progressi
realizzati nell’attuazione del piano di azione.
Per ulteriori informazioni
http://ec.europa.eu/transport/international/regional_cooperation/africa_en.htm
Trasporti: la Commissione europea convoca una conferenza sulla sicurezza dei trasporti
ferroviari
Il 3 luglio scorso, a seguito dell'incidente ferroviario di Viareggio, il Commissario ai trasporti Antonio
Tajani ha annunciato l'organizzazione di una conferenza sulla sicurezza dei trasporti ferroviari, da
tenersi in settembre. La conferenza dovrebbe permettere di definire, alla luce del sistema attuale
dei controlli di sicurezza ferroviari e della ripartizione delle responsabilità, le azioni concrete
necessarie per rendere il sistema più integrato a livello europeo. Il Commissario ha anche proposto
di istituire un sistema europeo di controlli di sicurezza, dotando l'Agenzia ferroviaria europea (ERA)
32
Newsletter n.71 – Luglio - Agosto 2009
Europa per le imprese
di competenze simili a quelle di cui dispongono l'Agenzia europea per la sicurezza aerea (AESA) e
l'Agenzia europea per la sicurezza marittima (EMSA).
Attualmente, nonostante l'adozione del pacchetto sull'interoperatività delle ferrovie europee, il
sistema dei controlli di sicurezza e di responsabilità nel settore ferroviario rimane frammentato. Da
un lato, la direttiva sul trasporto delle materie pericolose definisce le norme tecniche (imballaggio,
etichettatura...) per il trasporto di queste merci a livello europeo e, dall'altro, la responsabilità per la
sicurezza delle diverse componenti della rete ferroviaria (operazioni, attrezzature, infrastrutture)
rimane di competenza nazionale (le società ferroviarie sono responsabili per la sicurezza dei treni,
gli amministratori dell'infrastruttura per le infrastrutture e le autorità nazionali per l'omologazione).
L'ERA, le cui competenze sono state estese con il pacchetto sull'interoperatività, sta elaborando un
progetto di norme comuni per i certificati di sicurezza (il progetto di regolamento dovrebbe essere
inviato in settembre alla Commissione europea) e lo schema delle omologazioni per le entità di
manutenzione (presumibilmente, alla fine del 2010).
Verso la European Maritime Day 2010
L'edizione 2010 della European Maritime Day (la Giornata europea del Mare) si terrà in Spagna
nella Regione delle Asturie. A darne notizia alla Commissione europea sono stati il sottosegretario
spagnolo per gli Affari europei Diego Lopez Garrido e il presidente della Regione delle Asturie
Vicente Alvarez Areces. L'appuntamento principale della manifestazione si terrà nella cittadina di
Gijion, dove i rappresentanti del comparto marittimo potranno confrontarsi con i rappresentanti delle
istituzioni provenienti da tutta Europa sulle prospettive di sviluppo del settore. L'ultima edizione della
Giornata europea del Mare si è tenuta a Roma nel maggio scorso ed ha valorizzato il ruolo del
patrimonio marittimo europeo nell'economia comunitaria.
Per ulteriori informazioni:
http://ec.europa.eu/maritimeaffairs/maritimeday/index_en.html
http://www.la-moncloa.es/IDIOMAS/9/ActualidadHome/2009-2/03072009_AsturiasDiaMar.htm
MEDITERRANEO
Nuova pubblicazione della BEI sugli investimenti nel Mediterraneo
Il 7 luglio u.s., durante l’incontro a Bruxelles tra i ministri delle finanze europei, è stato presentato un
opuscolo contenente i casi di successo del business nell’area euro-mediterranea. Tale
pubblicazione è stata compilata dalla Banca europea per gli investimenti e si pone come obiettivo
quello di far conoscere al di fuori dei paesi in cui sono avvenuti, i casi in cui il settore privato ha
investito con successo. Inoltre, la brochure intende dimostrare come il processo d’integrazione
lanciato nel 1995 a Barcellona porti vantaggi reciproci ai paesi del Mediterraneo.
Per la versione integrale della brochure si consulti l’indirizzo internet:
http://www.eib.org/attachments/med/medinvest_en.pdf
33
RICERCA E INNOVAZIONE
Europa per le imprese
Newsletter n.71 – Luglio - Agosto 2009
Iniziativa “Clean Sky”: invito a presentare proposte nel settore aeronautico
Lo scorso 16 giugno la Commissione europea, nell’ambito dell’iniziativa tecnologica congiunta
“Clean Sky”, ha pubblicato un invito a presentare proposte per la ricerca e l’elaborazione di
tecnologie ecologiche nel settore aeronautico. L’invito a presentare proposte è il primo lanciato
dall’iniziativa e dispone di un budget complessivo di 25 milioni di euro, da attribuire a progetti di
ricerca e sviluppo in 5 campi principali: gli aerei da trasporto regionali ecologici, gli aeromobili a
velatura girevole ecologici, i motori verdi sostenibili, gli aerei ad ali fisse SMART ed i sistemi per
operazioni ecologiche. Il termine per la presentazione delle proposte è il 31 agosto 2009.
Con un budget di 1,6 miliardi di euro, l’iniziativa “Clean Sky” è uno dei programmi europei di ricerca
più importanti ed è il frutto di un partenariato pubblico-privato tra la Commissione europea e
l’industria aeronautica europea, al fine di mettere a punto tecnologie innovative che possano
contribuire a ridurre le incidenze del trasporto aereo sull’ambiente e rafforzare la competitività del
settore.
Per maggiori informazioni:
http://www.cleansky.eu/index.php?arbo_id=83&set_language=en
Partenariati pubblico-privati: inviti a presentare proposte per progetti di ricerca nei settori
dell’automobile, delle costruzioni e del manifatturiero
Il prossimo 30 luglio la Commissione europea pubblicherà la prima serie di inviti a presentare
proposte per progetti di ricerca in tre settori chiave per la ripresa economica: automobilistico, edile e
manifatturiero. Il budget a disposizione per questa prima tornata di inviti ammonta a 268 milioni di
euro.
L’iniziativa si inserisce nel quadro del piano di ripresa economica approvato dal Consiglio europeo
lo scorso dicembre, che prevede lo stanziamento di una somma complessiva di 3,2 miliardi di euro
tra il 2010 e il 2013 per partenariati pubblico-privati, cofinanziati dalle imprese e dalla Commissione
europea tramite il Settimo Programma Quadro. I tre partenariati si prefiggono di aiutare le piccole e
medie imprese del settore manifatturiero a sostenere la pressione concorrenziale utilizzando
tecnologie innovative, di promuovere lo sviluppo di tecnologie ecologiche nel campo delle
costruzioni e di incoraggiare lo sviluppo di forme sostenibili di trasporto su strada.
Per maggiori informazioni:
http://ec.europa.eu/research/industrial_technologies/lists/list_114_en.html
Innovazione: la Commissione europea prepara un nuovo piano d’azione
Lo scorso dicembre il Consiglio europeo ha richiamato la necessità per l’UE di lanciare un piano
europeo per l’innovazione. Al fine di predisporre tale piano entro la primavera del 2010, la
Commissione sta attualmente procedendo ad una valutazione dei progressi compiuti nel campo
delle politiche comunitarie per l’innovazione a partire dal 2005, nell’ottica di identificare nuovi
possibili orientamenti politici per il futuro.
34
Europa per le imprese
Newsletter n.71 – Luglio - Agosto 2009
In questo contesto, la Commissione sta attualmente preparando un pacchetto di documenti che
costituirà un primo contributo alle riflessioni in corso sul piano d’azione. Tale pacchetto, che verrà
presumibilmente presentato nel mese di settembre, sarà composto da una comunicazione dal titolo
“Revisione della politica di innovazione in un mondo che cambia” e da cinque documenti di lavoro,
rispettivamente sulla politica d’innovazione nel quadro della strategia di Lisbona, le iniziative della
Commissione per il finanziamento all’innovazione, l’efficacia dei meccanismi pubblici di sostegno
all’innovazione, l’attuazione dell’iniziava sui mercati di punta (lead market initiative) e la strategia a
sostegno dell’innovazione nel campo dei servizi.
Nella bozza della comunicazione di cui la Delegazione ha potuto prendere visione, la Commissione
sottolinea che il futuro piano europeo per l’innovazione dovrebbe svilupparsi attorno alle seguenti
linee direttrici:
1. orientare la politica per l’innovazione verso le principali sfide che la società dovrà
fronteggiare;
2. rendere la politica per l’innovazione più inclusiva ed orientata alla domanda;
3. migliorare l’accesso ai finanziamenti mettendo in campo strumenti finanziari che permettano
di superare le attuali carenze in materia;
4. migliorare la governance dei diversi programmi di finanziamento UE e semplificare le
procedure per l’accesso ai finanziamenti disponibili.
CALENDARIO ISTITUZIONALE UE
Luglio 2009
Parlamanto europeo
14
Sessione costitutiva
14-16
Sessione plenaria
Consiglio dell’Unione europea
6
Eurogruppo
6-7
Consiglio Salute (riunione informale)
7
Consiglio ECOFIN
8-9
Consiglio Occupazione (riunione informale)
10
Consiglio ECOFIN (Budget)
13-14
Consiglio Agricoltura e Pesca
15-17
Consiglio Giustizia e Affari interni
35
Newsletter n.71 – Luglio - Agosto 2009
Europa per le imprese
23-24
Consiglio Energia (riunione informale)
24-25
Consiglio Ambiente (riunione informale)
27-28
Consiglio Affari Generali e Relazioni Esterne
Commissione europea
1
Incontro con la Presidenza svedese
Regolamento sul roaming nella telefonia mobile
Regolamento sugli ortaggi fuori norma
2
Riunione settimanale del Collegio dei Commissari
Direttiva: Libera circolazione
Adozione: Agevolazioni macrofinanziarie
Conferenza: stress sul lavoro
7-9
Esposizione agricola: “The royal show 2009”
8
Riunione settimanale del Collegio dei Commissari
Libro verde sulla mobilità nel settore dell’apprendimento
9
Relazione: sequestri doganali
Conferenza: Iniziativa Ue per la salute dei giovani
13
Ricerca: giornata di informazione
14
Riunione settimanale del Collegio dei Commissari
Revisione della direttiva: Sicurezza degli approvvigionamenti di gas
Conferenza stampa: Visa nei Balcani Occidentali
15
Relazione: Lotta contro la frode
16
Conferenze: Sistema di Allerta rapida nel settore dell’alimentazione: 30 anni
Briefing tecnico: dati sull’educazione
17
Accordo parti sociali: gravi infortuni
Occupazione: sondaggio Eurobarometro
22
Riunione settimanale del Collegio dei Commissari
Proposta e Comunicazione: Alzheimer
Proposta: Persone temporaneamente trasferite dalla società
Proposta: Lavoratori stagionali
36
PROCEDURE D’INFRAZIONE UE – ITALIA
Europa per le imprese
Newsletter n.71 – Luglio - Agosto 2009
In data 25 giugno u.s. il Collegio dei Commissari europei ha deciso l’archiviazione di 22 procedure
d’infrazione contro l’Italia, di cui 18 concernenti procedure già aperte e 4 ancora allo stadio di
reclamo, e l'apertura di 12 nuove procedure d'infrazione.
Archiviazioni relative alle procedure di infrazione:
1999/4006
Cattivo recepimento delle direttive 75/442/CEE e 91/156/CEE relative alla
disciplina dei rifiuti. Scarti alimentari originati dall’industria agroalimentare
destinati alla produzione di mangimi
2002/2213
Cattivo recepimento della direttiva 91/156/CEE sui rifiuti. Esclusione
dall'ambito di applicazione della direttiva di alcune sostanze
2003/4755
Protezione sanitaria in caso di emergenza radioattiva
2003/5253
Acquisizione elicotteri leggeri
2004/5159
Realizzazioni di centrali idroelettriche in Val Masino (Sondrio)
2006/2017
Esclusione dall'ambito di applicazione della direttiva 76/160/CEE della qualità
delle acque di balneazione
2006/2227
Estensione del condono fiscale relativo al pagamento dell'IVA per il periodo di
imposta 2002
2006/4280
Ostacoli all'importazione parallela di medicinali
2006/4808
Inquinamento atmosferico nel comprensorio del Mela (ME)
2006/4820
Mancata valutazione di impatto ambientale del Piano Regolatore del Comune
di Staranzano (Gorizia)
2007/4832
Offerte di servizi bancari per l'Università di Parma (servizio di cassa)
2008/0682
Mancato recepimento della direttiva 2008/64/CE
2008/4180
Esclusione dei notai dal riconoscimento delle qualifiche professionali
2009/0069
Mancato recepimento della direttiva 2007/74/CE
2009/0066
Mancato recepimento della direttiva 2006/87/CE
2009/0071
Mancato recepimento della direttiva 2008/87/CE
2009/0188
Mancato recepimento della direttiva 2006/118/CE relativa alla protezione delle
acque sotterranee dall'inquinamento e dal deterioramento
2009/0190
Attuazione della direttiva 2008/82/CE
37
Europa per le imprese
Newsletter n.71 – Luglio - Agosto 2009
Nuove procedure d’infrazione aperte:
2009/2034
Direttiva "Acqua" 91/271/CE: scarichi delle acque reflue in zone sensibili negli
agglomerati urbani con più di 10.000 abitanti
2009/4310
Direttiva VIA: sviluppo edilizio Is Molas
2009/2174
Gestione e trasparenza dei meccanismi di accesso alla rete per gli scambi
transfrontalieri di elettricità
2009/2189
Accesso alla rete di trasporto del gas naturale
2008/2341
Direttiva 2004/8/CE sulla promozione della cogenerazione basata su una
domanda di calore utile nel mercato interno dell’energia
2008/4952
Bando di gara per l'assegnazione del gioco del Superenalotto
2009/2149
Mancata istituzione da parte dell'Italia di una autorità nazionale indipendente
di regolamentazione del settore dei servizi postali, così come previsto dalla
direttiva 97/67
2007/4392
Limiti alle detrazioni IVA per le "società di comodo". La normativa fiscale
italiana prevedrebbe limiti alla possibilità di detrazione per le società che non
sono operative, introducendo così una deroga al regime IVA senza essere
passati per una notifica ai sensi dell'art. 395 della Direttiva IVA
2008/4715
Limiti alla possibilità di trasferire i crediti IVA ad esercizi fiscali successivi
2006/4451
"Consolidato mondiale" (modalità opzionale di tassazione concessa alle
società o enti commerciali residenti, per i redditi conseguiti dalle controllate
non residenti)
2007/4125
Restrizioni alla commercializzazione
proveniente da altri Stati membri
2007/4652
Direttiva 1998/59/CE sul riavvicinamento delle legislazioni in materia di
licenziamenti collettivi, sotto il profilo della non applicazione alla categoria dei
dirigenti delle disposizioni in materia previste dallo statuto dei lavoratori
dell'acqua
potabile
in
bottiglia
Il numero totale delle procedure d'infrazione a carico dell'Italia si attesta così a 155; in dettaglio, 130
riguardano casi di violazione del diritto comunitario e 25 attengono a mancata trasposizione di
direttive nell’ordinamento italiano.
Suddivisione delle procedure per stadio:
Messe in mora - art. 226
65
Messe in mora complementari - art. 226 (*) 5
Pareri motivati - art. 226
37
Decisioni di ricorso - art. 226
3
38
Newsletter n.71 – Luglio - Agosto 2009
Europa per le imprese
Ricorsi - art. 226
Sentenze - art. 226
Messe in mora - art. 228
Pareri motivati - art. 228
21
6
8
9
Decisioni di ricorso - art. 228
1
Totale
155
(*) La messa in mora complementare ed il parere motivato complementare sono gli atti con i quali, nell'ambito
di una stessa procedura d'infrazione, si individuano nuovi profili di violazione del diritto comunitario.
Suddivisione delle procedure per settore
Affari economici e finanziari
Affari esteri
Affari interni
Agricoltura
Ambiente
Appalti
Comunicazioni
Concorrenza e aiuti di stato
Energia
Fiscalità e dogane
Lavoro e affari sociali
Libera circolazione delle merci
Libera prestazione dei servizi e stabilimento
Pesca
Salute
Trasporti
Tutela dei consumatori
Totale
4
2
2
3
35
10
5
2
7
28
12
9
9
3
17
6
1
155
Per approfondimenti:
http://ec.europa.eu/community_law/infringements/infringements_it.htm
http://eurinfra.politichecomunitarie.it/ElencoAreaLibera.aspx
Per informazioni sull’applicazione del diritto comunitario e sulle procedure di infrazione si rimanda
alla newsletter n. 70 - giugno 2009.
GAZZETTA UFFICIALE
Serie Legislazione
L 140 del 5 giugno 2009
Regolamento (CE) n. 443/2009 del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 23 aprile 2009, che definisce i livelli di prestazione in
materia di emissioni delle autovetture nuove nell’ambito
dell’approccio comunitario integrato finalizzato a ridurre le emissioni
di CO2 dei veicoli leggeri
39
Newsletter n.71 – Luglio - Agosto 2009
Europa per le imprese
L 140 del 5 giugno 2009
Direttiva 2009/28/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 aprile 2009, sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti
rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive
2001/77/CE e 2003/30/CE .
L 140 del 5 giugno 2009
Direttiva 2009/29/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 aprile 2009, che modifica la direttiva 2003/87/CE al fine di
perfezionare ed estendere il sistema comunitario per lo scambio di
quote di emissione di gas a effetto serra
L 140 del 5 giugno 2009
Direttiva 2009/31/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 aprile 2009, relativa allo stoccaggio geologico di biossido di
carbonio e recante modifica della direttiva 85/337/CEE del Consiglio,
delle direttive del Parlamento europeo e del Consiglio 2000/60/CE,
2001/80/CE, 2004/35/CE, 2006/12/CE, 2008/1/CE e del regolamento
(CE) n. 1013/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio
L 140 del 5 giugno 2009
Decisione n. 406/2009/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,
del 23 aprile 2009, concernente gli sforzi degli Stati membri per
ridurre le emissioni dei gas a effetto serra al fine di adempiere agli
impegni della Comunità in materia di riduzione delle emissioni di gas
a effetto serra entro il 2020
L 164 del 26 giugno 2009
Regolamento (CE) n. 552/2009 della Commissione, del 22 giugno
2009, recante modifica del regolamento (CE) n. 1907/2006 del
Parlamento europeo e del Consiglio concernente la registrazione, la
valutazione, l’autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche
(REACH) per quanto riguarda l’allegato XVII
L 165 del 26 giugno 2009
Decisione del Consiglio, del 28 maggio 2009, recante pubblicazione
in forma consolidata del testo della convenzione doganale relativa al
trasporto internazionale di merci accompagnate da carnet TIR
(convenzione TIR) del 14 novembre 1975 come modificata a
decorrere da tale data
L 166 del 27 giugno 2009
Rettifica del regolamento (CE) n. 261/2008 del Consiglio, del
17 marzo 2008, che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle
importazioni di determinati compressori originari della Repubblica
popolare cinese
L 170 del 30 giugno 2009
Direttiva 2009/48/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
18 giugno 2009, sulla sicurezza dei giocattoli
Serie Comunicazioni e Informazioni
2009/C 124/02
Informazioni comunicate dagli Stati membri sugli aiuti di Stato
concessi ai sensi del regolamento (CE) n. 1857/2006 della
Commissione relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88 del
trattato agli aiuti di Stato a favore delle piccole e medie imprese
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attive nella produzione di prodotti agricoli e recante modifica del
regolamento (CE) n. 70/2001
Inviti a presentare proposte a titolo del programma di lavoro per il
2009 del programma di sostegno alla politica in materia di
tecnologie dell'informazione e della comunicazione nel quadro del
programma quadro per la competitività e l'innovazione (2007-2013)
Inviti a presentare proposte
2009/C 125/11
Inviti a presentare proposte a titolo del programma di lavoro per il
2009 del programma di sostegno alla politica in materia di
tecnologie dell'informazione e della comunicazione nel quadro del
programma quadro per la competitività e l'innovazione (2007-2013)
Europa per le imprese
Newsletter n.71 – Luglio - Agosto 2009
2009/C 125/11
Per eventuali informazioni
Tel.:
E-Mail:
rivolgersi a:
Delegazione presso UE
Daniele Olivieri 0032 2 2861211 [email protected]
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