DELLA
CONTIENE INSERTO
ANNO XXXIV
19 DICEMBRE 2009
E 1,00
47
DIOCESI
DI
COMO
PERIODICO SETTIMANALE - POSTE ITALIANE S.P.A.
SPED. IN ABBONAMENTO POSTALE - D.L. 353/2003 (CONV.
IN L. 27/02/2004 N° 46) ART. 1, COMMA 1, DCB COMO
Volle nascere
in condizione
umana
perché
noi
nascessimo
in Lui…
GLI AUGURI
DEL VESCOVO
Buon
Natale!
(S. Agostino)
disegno di LETIZIA TRUPO
«
V
olle nascere in
condizione umana
perché noi nascessimo in Lui… e,
nati in Dio da Dio,
spezzassimo i vincoli dell’antica morte, ricevendo lo Spirito
Santo come pegno di salvezza».
È una frase impegnativa. Complessa. Sono parole che vanno
soppesate - punteggiatura compresa - , lette e rilette… A scriverle è Sant’Agostino, nelle sue
“Omelie sul Natale”. E l’argomento della riflessione è un
“Fatto” scandaloso, incomprensibile per la nostra mente e la
nostra logica umana: ma non
potrebbe essere altrimenti, perché non possiamo costringere la
grandezza di Dio nell’orizzonte
piccolo del nostro essere creature.
È il mistero del Natale. È il
mistero di Dio che ha deciso di
diventare uno di noi. Perché lo
ha fatto? Come facciamo, noi, a
dare una spiegazione al mistero dell’Incarnazione? Come possiamo, noi, che con il peccato
abbiamo la presunzione di elevarci e sostituirci a Dio, a comprendere la scelta di Dio che
«volle» (afferrate la forza di questo verbo?) «nascere in condizione umana», per donarci, con la
forza del suo Spirito, la Salvezza? Ciò che si realizza nell’In-
carnazione, nella nascita di Dio
Bambino è infinitamente più
grande di ogni più alta e più
bella attesa del cuore umano.
Egli è divenuto uno di noi affinché noi, ricevendo in pienezza il dono dello Spirito, diventassimo figli suoi e membri
della sua famiglia.
E tutto questo «gratis». Solo
per amore. Un amore talmente
puro da non aspettarsi nulla in
cambio. Perché Dio, Gesù e lo
Spirito Santo continuano ad
amarci anche quando noi facciamo di tutto per rifiutarlo e
non ricompensarlo tale Amore.
Ho scelto il pensiero di
Sant’Agostino che avete letto
all’inizio di questo mio scritto,
come frase di accompagnamento degli auguri di Natale, perché riscoprire questa dimensione del “dono” è indispensabile
per riappropriarci del significato di amore gratuito di cui la
Santa Natività è espressione. È
una realtà che stili di vita sempre più rutilanti e consumistici
hanno contribuito a inquinare
e addormentare.
Vivere nel profondo il Natale
è un continuo “andare a
Betlemme”, per vedere l’Avvenimento della nascita di Gesù,
per conoscere la verità del suo
Annuncio: una Buona Novella
che dovrebbe aver cambiato la
nostra vita.
La crisi economica degli ultimi mesi ci ha messo a confronto con la sofferenza di chi, magari all’improvviso e il più delle volte incolpevolmente, si è
ritrovato senza un lavoro, senza risorse, senza futuro. Da un
giorno con l’altro. Senza certezze per il domani. Senza prospettive. Quanti appelli a cambiare
la nostra vita! Per tornare ad
essere persone, per aprirci, educarci all’accoglienza e all’ascolto dei fratelli e delle sorelle che
sono accanto a noi. Siamo riusciti, almeno un po’, a cambiarle le nostre vite?
Pensiamo anche all’invito che
ci rivolge Benedetto XVI nel
messaggio appena pubblicato
per la Giornata Mondiale della
Pace 2010. Concetti già espressi nell’enciclica «Caritas in
Veritate»: Se vuoi coltivare la
pace, custodisci il Creato. «Lo
sviluppo umano integrale - questa è l’esortazione del Santo
Padre - è strettamente collegato ai doveri derivanti dal rapporto dell’uomo con l’ambiente
naturale, considerato come un
dono di Dio a tutti, il cui uso
comporta una comune responsabilità verso l’umanità intera,
in special modo verso i poveri e
le generazioni future». Tali osservazioni sono rivolte a tutti:
non solo ai governanti, ma anche a noi, nel nostro piccolo,
perché i grandi cambiamenti
avvengono solo a partire dalle
scelte e dagli atteggiamenti
consapevoli di ciascuno.
Non sprechiamo, dunque, l’occasione preziosa che ci offre il
Natale di vivere i doni sovrabbondanti e liberanti della sobrietà, dell’umiltà e della fraternità. Dio, per salvarci, non si
è incarnato in un re potente. Ma
ha scelto quanto di più fragile
ci possa essere: un Bambino.
Un Bambino venuto al mondo
nella più fragile delle condizioni: in solitudine e in uno stato
di emarginazione. È un Dio che
si è fatto piccolo per renderci
suoi figli: questo il tema su cui
hanno riflettuto i nostri ragazzi nei giorni della Novena di
Natale. E noi adulti? Ci siamo
fermati a pensare alla grandezza del dono che ci viene fatto?
È solo cogliendo tale aspetto che
tutti i giorni di festa che stiamo vivendo - e di conseguenza
tutti i giorni della nostra vita potranno assumere una diversa prospettiva e un peso differente: i regali, lo stare insieme,
il ritrovarsi in famiglia… Tutto bellissimo. Ma lo sarà ancora di più se sarà manifestazione non di un’abitudine, ma di
un amore gratuito e reciproco.
Non è mai troppo tardi per imporre alla nostra vita un cambio di rotta: la Luce del Natale
illumini la mente e spalanchi
gli orizzonti dei cuori.
Vi invito, infine, a vivere questi ultimi scampoli di 2009 animati, anche nelle difficoltà e
nelle fatiche, da un profondo
atteggiamento di riconoscenza,
perché la gratitudine è l’atmosfera della libertà.
Vi auguro un Santo Natale,
un buon 2010 e una luminosa
Epifania e di cuore vi benedico.
Ricordiamo che il
prossimo numero de
“Il settimanale della
diocesi di Como” numero 48 del 26
dicembre 2009 - potrà
essere ritirato solo
martedì 22 dicembre
nel pomeriggio e
mercoledì 23 dicembre fino alle ore
19.00, poiché il Centro
Cardinal Ferrari sarà
chiuso dal 24 dicembre
2009 al 6 gennaio 2010
P A G I N A
2
RIFLESSIONI
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO -19 DICEMBRE 2009
LE PAROLE DEL PAPA NEL GIORNO DELL’IMMACOLATA
DONNA DELLA BELLA NOTIZIA!
Nella solennità
dell’Immacolata
Concezione della Beata
Vergine Maria,
Benedetto XVI ha
tenuto un discorso in
Piazza di Spagna a
Roma per il
tradizionale atto di
venerazione
all’Immacolata.
Riportiamo il testo
integrale del discorso,
che merita davvero
un’attenta meditazione
e un ascolto sapiente
C
ari fratelli e sorelle! Nel
cuore delle città cristiane, Maria costituisce
una presenza dolce e
rassicurante. Con il suo
stile discreto dona a tutti pace e
speranza nei momenti lieti e
tristi dell’esistenza. Nelle chiese, nelle cappelle, sulle pareti
dei palazzi: un dipinto, un mosaico, una statua ricorda la presenza della Madre che veglia costantemente sui suoi figli. Anche qui, in Piazza di Spagna,
Maria è posta in alto, quasi a
vegliare su Roma.
Cosa dice Maria alla città?
Cosa ricorda a tutti con la sua
presenza? Ricorda che “dove
abbondò il peccato, sovrabbondò la grazia” (Rm 5,20) – come
scrive l’apostolo Paolo. Ella è la
Madre Immacolata che ripete
anche agli uomini del nostro
tempo: non abbiate paura, Gesù
ha vinto il male; l’ha vinto alla
radice, liberandoci dal suo dominio.
Quanto abbiamo bisogno di
questa bella notizia! Ogni giorno, infatti, attraverso i giornali, la televisione, la radio, il male
viene raccontato, ripetuto, amplificato, abituandoci alle cose
più orribili, facendoci diventare
insensibili e, in qualche maniera, intossicandoci, perché il negativo non viene pienamente
smaltito e giorno per giorno si
accumula. Il cuore si indurisce
e i pensieri si incupiscono. Per
questo la città ha bisogno di
Maria, che con la sua presenza
ci parla di Dio, ci ricorda la vittoria della grazia sul peccato, e
ci induce a sperare anche nelle
situazioni umanamente più difficili.
Nella città vivono - o sopravvivono - persone invisibili, che
ogni tanto balzano in prima pagina o sui teleschermi, e vengono sfruttate fino all’ultimo, finché la notizia e l’immagine attirano l’attenzione. E’ un meccanismo perverso, al quale purtroppo si stenta a resistere. La
città prima nasconde e poi espone al pubblico. Senza pietà, o con
una falsa pietà. C’è invece in ogni
uomo il desiderio di essere accolto come persona e considerato
una realtà sacra, perché ogni storia umana è una storia sacra, e
richiede il più grande rispetto.
La città, cari fratelli e sorelle,
siamo tutti noi! Ciascuno contribuisce alla sua vita e al suo clima morale, in bene o in male.
Nel cuore di ognuno di noi passa il confine tra il bene e il male
e nessuno di noi deve sentirsi in
diritto di giudicare gli altri, ma
piuttosto ciascuno deve sentire
il dovere di migliorare se stesso! I mass media tendono a farci sentire sempre “spettatori”,
come se il male riguardasse solamente gli altri, e certe cose a
noi non potessero mai accadere. Invece siamo tutti “attori” e,
nel male come nel bene, il nostro comportamento ha un influsso sugli altri.
Spesso ci lamentiamo dell’inquinamento dell’aria, che in
certi luoghi della città è irrespirabile. E’ vero: ci vuole l’impegno di tutti per rendere più
pulita la città. E tuttavia c’è un
altro inquinamento, meno percepibile ai sensi, ma altrettanto pericoloso. E’ l’inquinamento dello spirito; è quello che rende i nostri volti meno sorridenti, più cupi, che ci porta a non
salutarci tra di noi, a non guardarci in faccia… La città è fatta
di volti, ma purtroppo le dinamiche collettive possono farci
smarrire la percezione della loro
profondità. Vediamo tutto in
superficie. Le persone diventa-
no dei corpi, e questi corpi perdono l’anima, diventano cose,
oggetti senza volto, scambiabili
e consumabili.
Maria Immacolata ci aiuta a
riscoprire e difendere la profondità delle persone, perché in lei
vi è perfetta trasparenza dell’anima nel corpo. E’ la purezza
in persona, nel senso che spirito, anima e corpo sono in lei pienamente coerenti tra di loro e
con la volontà di Dio. La Madonna ci insegna ad aprirci all’azione di Dio, per guardare gli altri
come li guarda Lui: a partire dal
cuore. E a guardarli con misericordia, con amore, con tenerezza infinita, specialmente
quelli più soli, disprezzati, sfruttati. “Dove abbondò il peccato,
sovrabbondò la grazia”.
Voglio rendere omaggio pubblicamente a tutti coloro che in
silenzio, non a parole ma con i
fatti, si sforzano di praticare
questa legge evangelica dell’amore, che manda avanti il
mondo. Sono tanti, anche qui a
Roma, e raramente fanno notizia. Uomini e donne di ogni età,
che hanno capito che non serve
condannare, lamentarsi, recriminare, ma vale di più rispondere al male con il bene. Questo
cambia le cose; o meglio, cambia le persone e, di conseguenza, migliora la società.
Cari amici romani, e voi tutti
che vivete in questa città! Mentre siamo affaccendati nelle attività quotidiane, prestiamo
orecchio alla voce di Maria.
Ascoltiamo il suo appello silenzioso ma pressante. Ella dice ad
ognuno di noi: dove ha abbondato il peccato, possa sovrabbondare la grazia, a partire proprio
dal tuo cuore e dalla tua vita! E
la città sarà più bella, più cristiana, più umana.
Grazie, Madre Santa, di questo tuo messaggio di speranza.
Grazie della tua silenziosa ma
eloquente presenza nel cuore
della nostra città. Vergine Immacolata, Salus Populi Romani, prega per noi!
QUARTA DOMENICA DI AVVENTO - ANNO C
Parola
FRA
noi
MI 5,1-4A
SAL 79
EB 10,5-10
LC 1,39-45
Giovanni e Gesù
s’incontrano
prima di nascere
di ANGELO SCEPPACERCA
PROPRIO
della Novena di Natale
LA VITA SI CERCA, SI VISITA, S’INCONTRA...
L
a vita si cerca, si visita,
s’incontra. Dopo l’inaudito annuncio, Maria va a
servire la cugina incinta.
Elisabetta la riconosce e
la chiama “Madre del mio Signore”. Maria risponde con il
canto del Magnificat che lascia
intravedere il suo cuore. Anche
la Chiesa di tutti i secoli, immedesimandosi in Maria, canta il
grazie al dono di Dio. Nel Magnificat, cantato da Maria in
casa di Elisabetta, risuona il
messaggio dell’angelo. Tutta la
vita ha il centro in quell’annuncio perché conferma “oggi” il “sì”
di Maria che ha ospitato il “sì” di
Dio all’uomo. Maria è figura di
ogni credente perché quello che
è accaduto in lei deve capitare a
ciascuno di noi.
La visita di Maria ad Elisabetta è la contentezza dell’incontro, mille volte ostacolato e a
lungo invocato, tra lo sposo e la
sposa: Elisabetta è incinta di
un’attesa da secoli, Maria porta in sé l’Atteso da sempre. Nel
loro incontro si abbracciano la
promessa e il compimento.
Maria va da Elisabetta “in fretta” (chi ama non indugia, non
rimanda), spinta dalla gioia e
dalla premura e accade l’impossibile di cui l’uomo ha bisogno
per sopravvivere alla morte;
come Elisabetta e Maria sono
cugine, lo sono anche i bambini
che portano in grembo: uomo e
Dio sono della stessa carne. Noi
siamo parenti di Dio!
Trent’anni dopo, Giovanni il
precursore rincontrerà sulle
rive del Giordano “l’Agnello che
toglie il peccato del mondo” e lo
additerà a salvezza. Oggi, grazie
alla visita di Maria a sua madre,
l’incontro col Salvatore è anticipato. Giovanni e Gesù, il profeta e il Messia, entrambi concepiti con la grazia dello Spirito
– il primo da due genitori anziani e sterili, il secondo da una
vergine-madre – s’incontrano
prima ancora di nascere. Le lodi
di Elisabetta e il canto di Maria
sono la risonanza di questo in-
contro. A due donne è riservato
il privilegio di interpretarlo e di
confermarlo.
Maria canta: l’anima mia dice
che grande è il Signore! Adamo,
al contrario, fece Dio piccolo,
come la sua meschinità. Maria,
al contrario, confessa che Dio è
grande perché lo vede come
amoroso sposo capace di dare la
vita. Lei riconosce Dio come Dio
e vede in sé l’immagine autentica di Lui. Il primo dono di Dio
– e il primo canto a lui – è riconoscerlo grande e per-noi. Di
questo sono state testimoni soprattutto le donne: Maria dice
“sì” e in lei s’incarna il Figlio di
Dio; Elisabetta riconosce il mistero nel grembo della cugina;
la Maddalena è la prima che
adora il Risorto. Non ci si avvicina al Natale se non con cuore
di donna, così umile da credere
che Dio s’è fatto uomo.
Mistero irresistibile e fascinoso, il Natale. C’è da inginocchiarsi di fronte ad ogni vita che
nasce, riverbero dell’amore di
Dio, anch’esso infante in culla a
Betlemme, il paese del pane.
CHIESA
P A G I N A
3
PRIMOPIANO
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 19 DICEMBRE 2009
NATALE 2009
VIA DEL SILENZIO
FESTA
SULLA
PER DIRE IL SIGNIFICATO
DI UNA GRANDE
U
na “occasione per tornare all’essenzialità
della fede” ed “uscire
dal fracasso che troppo spesso ci circonda”,
riscoprendo il valore del silenzio e della meditazione. E’ a
questi spunti che mons. Bruno
Maggioni, biblista e docente di
“Sacra Scrittura” invita a guardare in vista del Natale. Il Sir
lo ha intervistato.
Come sempre nel tempo di
Natale si intensificano gli
inviti, soprattutto mediatici, al maggior consumo e
alla festa spettacolo. Come
sempre tornano anche le
critiche a questa cultura
conformista ma al cristiano
non è chiesto “qualcosa di
più” della critica?
E’ giusto che si faccia la critica ad un certo consumismo, ma
prima di tutto è importante capire la necessità di tornare al
fondamento del Natale, a quel
Dio che si fa bambino e viene
ad abitare in mezzo a noi. Il
Natale è una gioia ed è per questo che si fa festa, ma il rischio è
che presi dalla festa ci si dimentichi del motivo per cui si festeggia. Un Natale che diventa semplicemente mondano non ha più
senso, per questo dovremmo essere più coraggiosi nei confronti
di una certa cultura per cui il
Natale viene spogliato dal suo
significato profondo.
Un percorso di riscoperta
che deve maturare all’interno di tutto il cammino di
Avvento?
Certamente, ma non solo.
Deve accompagnare il cammino quotidiano di ogni comunità
perché questo non vale solo per
il Natale. Spesso per il Natale
si fanno bellissime liturgie, ma
rischiamo di dimenticare il
Gesù che è nato.
Siamo in un confronto
molto acceso attorno ai crocifissi e ai minareti: quale
indicazione può offrire il
Natale per leggere queste
Un’intervista a mons.
Bruno Maggioni sul
significato profondo
del Natale
a cura di MICHELE LUPPI
“provocazioni” senza il rischio della strumentalizzazione oppure della indifferenza?
Siamo in un periodo di gran
confusione dove le cose in discussione sono tante e le si affronta spesso in modo superficiale. Bisogna stare attenti a
non cadere in equivoci, perché
non possiamo solo difendere un
crocifisso senza spiegare cosa
significhi. E non ridurlo a un
semplice simbolo culturale da
mettere sulle bandiere. Se il
crocifisso non ti ricorda chi è
Gesù Cristo è un segno un po’
sprecato. Dall’altra parte mi
meraviglio di chi non lo vuole
in nome della libertà religiosa.
Togliere il crocifisso non è un
segno di libertà religiosa, ma la
libertà religiosa significa permettere ad altre religioni di
esprimersi.
Come si potrebbe uscire
da questa confusione e fare
un po’ di chiarezza?
Basterebbe che tutti i cristiani sentissero il bisogno di tornare all’essenzialità della fede.
Il Natale è un evento che ci rivela un Dio diverso da come lo
immaginiamo, che non ha quella gloria e magnificenza “umana” che noi vorremmo. Se Gesù
è nato bambino senza il fracasso che noi facciamo vuol dire
che il fracasso non ci vuole, se
ne può fare a meno. Non è lì che
si mostra la forza del cristianesimo.
Il Papa ha ricordato nell’Angelus domenicale che il
Vangelo non è una leggenda.
Lei che ha dedicato e dedica
la vita allo studio della Sacra Scrittura come invita a
leggere queste parole?
Non dobbiamo mai dimenti-
care che il Vangelo è una storia, un evento accaduto che è
raccontato non per evidenziare
certi particolari come farebbe
uno storico, ma per svelarne la
verità profonda, per comprendere chi è Dio e chi è l’uomo.
La forma più alta di comunicazione del Natale è il silenzio: ma non è una comunicazione fuori dal tempo?
E’ possibile intendere l’educazione al silenzio come via
per giungere alla soglia del
mistero?
Il silenzio è fuori dai tempi
perché sempre più spesso crediamo che conta solo ciò che si fa
vedere con splendore. Il Vangelo
di Luca ci parla dei pastori che
hanno ricevuto l’annuncio degli
angeli e fanno festa ma, dall’altra parte, l’evangelista dice che
la Madonna custodiva e meditava. Gli altri festeggiano, saltano, agitano le mani, mentre la
Madonna è in silenzio, stupita.
Quando una cosa è veramente
bella siamo indotti al silenzio.
Un silenzio di meditazione e contemplazione. Quella dell’evangelista sembra una contraddizione, ma questa è la verità bella
che comunica il Vangelo. L’immagine di un Dio vero uomo e vero
Dio. La nostra tentazione è quella di sminuire il vero uomo o il
vero Dio perché questa visione
di Dio ci da fastidio. Ma questo
vuol dire togliere la bellezza al
messaggio evangelico.
Secondo lei ci può essere
la necessità di un’educazione al silenzio come via per
raggiungere il mistero del
Natale?
Il mistero del Natale è il mistero dell’uomo e della bellezza, di fronte a cui bisogna far
silenzio, pensarci su. Chiaramente quando si vede una cosa
bella si sente l’esigenza di raccontarla e condividerla. Ma è diverso il parlare in silenzio come
ha fatto Gesù rispetto al parlare con fracasso, guardando solo
alla forma esterna, come spesso facciamo noi.
LE PAROLE DI BENEDETTO XVI NELLA DOMENICA DELLA GIOIA...
I
l Natale “ci aiuta a riscoprire il senso e il gusto della gioia
cristiana, così diversa da quella del mondo”. A ricordarlo è
papa Benedetto alla recita dell’Angelus domenica 13 dicembre. In piazza San Pietro sono i bambini con le statuette del
bambinello del presepio tra le mani a ricordare che il festeggiato è lui, il bambino nato in una mangiatoia, il Signore che si
è fatto povero e piccolo incarnandosi nella storia dell’umanità. È
motivo di gioia, dice il Papa ai bambini, sapere che “nelle vostre
famiglie si conserva l’usanza di fare il presepe. Però non basta
ripetere un gesto tradizionale, per quanto importante. Bisogna
cercare di vivere nella realtà di tutti i giorni quello che il presepe rappresenta, cioè l’amore di Cristo, la sua umiltà, la sua povertà”.
Nel presepio torna quell’invito alla gioia manifestato nelle letture e nella liturgia domenicale, perché è scuola di vita il presepio, “dove possiamo imparare il segreto della vera gioia. Questa
non consiste nell’avere tante cose, ma nel sentirsi amati dal Signore, nel farsi dono per gli altri e nel volersi bene”. E lo spiega
il Papa guardando a Maria e a Giuseppe, a questa famiglia “non
molto fortunata”, almeno al primo sguardo. “Hanno avuto il loro
primo figlio in mezzo a grandi disagi; eppure sono pieni di intima gioia, perché si amano, si aiutano, e soprattutto sono certi
che nella loro storia è all’opera Dio, il Quale si è fatto presente
nel piccolo Gesù. E i pastori? Che motivo avrebbero di rallegrarsi? Quel Neonato non cambierà certo la loro condizione di povertà e di emarginazione. Ma la fede li aiuta a riconoscere nel bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia, il ‘segno’ del
compiersi delle promesse di Dio
per tutti gli uomini che egli ama,
anche per loro”. Un’altra immagine della terza domenica di Avvento è Giovanni il Battista,
uomo austero e senza compromessi, dalla parola dura e
infuocata. Eppure la gioia è stata, come dire, la cifra della sua
esistenza, il tono della sua vita.
Non invita a fuggire nel deserto, a ricoprirsi di pelli di animali, ma il luogo della conversione,
ricorda il Papa, è la vita in cui
deve prendere forma la Parola di
Dio, che dona salvezza. Un Dio
che viene e che è più forte di lui,
ricorda, al quale non è degno di
slegale i lacci dei sandali. La
vera gioia, afferma papa Benedetto, “è il sentire che la nostra
esistenza personale e comunitaria viene visitata e riempita da
un mistero grande, il mistero
dell’amore di Dio. Per gioire abbiamo bisogno non solo di cose,
ma di amore e di verità: abbia-
mo bisogno di un Dio vicino, che riscalda il nostro cuore, e risponde alle nostre attese profonde”. Il bambinello del presepio
“è il centro di tutto, è il cuore del mondo”, “fonte della vera gioia”.
La domenica di Benedetto XVI ha inizio in una struttura sanitaria, l’“Hospice Sacro Cuore”, nata undici anni fa per assistere i
malati in fase terminale, affetti da Alzheimer e da Sclerosi laterale amiotrofica (Sla). Incontra i malati, 33 persone nei 3 piani
dell’edificio, poi i medici, il personale, i volontari e i dirigenti
della Fondazione Roma e del Circolo San Pietro.
“Alla luce della fede - dice il Papa - possiamo leggere nella malattia e nella sofferenza una particolare esperienza dell’Avvento, una visita di Dio che in modo misterioso viene incontro per
liberare dalla solitudine e dal non-senso e trasformare il dolore
in tempo di incontro con lui, di speranza e di salvezza”. Nella
certezza cristiana della sua venuta, ecco che il bambino che nasce diventa il “Dio vicino che libera e salva”, afferma ancora il
Papa. È prova “dolorosa e singolare” la malattia, ma “davanti al
mistero di Dio” acquista “il suo senso e diventa dono e occasione
di santificazione. Quando la sofferenza e lo sconforto si fanno
più forti, pensate che Cristo vi sta associando alla sua croce perché vuole dire attraverso voi una parola di amore a quanti hanno smarrito la strada della vita e, chiusi nel proprio vuoto egoismo, vivono nel peccato e nella lontananza da Dio”. Infine ancora una parola che trova forza nella gioia dell’Avvento: “Le vostre
condizioni di salute testimoniano che la vita vera non è qui, ma
presso Dio, dove ognuno di noi troverà la sua gioia”.
FABIO ZAVATTARO
P A G I N A
4
R
esta altissima la tensione politico-istituzionale dovuta al conflitto politica-magistratura, dopo che la
persona del Presidente del Consiglio è stata coinvolta in dichiarazioni rese da un pentito
di mafia, che si sono subito
sgonfiate per mancanza di riscontri, ma che sono state sufficienti a far temere il cataclisma; e dopo che lo stesso Presidente ha dichiarato, partecipando al congresso del Ppe (il
partito europeo di riferimento
del Pdl), che in Italia la sovranità sta passando dal Parlamento al cosiddetto partito dei
giudici, con l’appoggio della
Corte costituzionale e del Capo
dello Stato.
Pare si sia entrati in uno di
quei labirinti fatti a cerchio ed
i cui sentieri si avviluppano
verso l’interno, e portano sempre più lontani dall’uscita. Più
la componente politica si trova
sotto smacco, impedita a governare al di fuori del corretto
bilanciamento dei poteri, più
pare reagire in modo scostante, con ciò creando ulteriore tensione.
Resta il fatto, però, che il Presidente del Consiglio ha il diritto-dovere di governare e di
cercare di realizzare il programma politico per il quale è stato
eletto dai cittadini: la sovranità appartiene al popolo che la
esercita nelle forme e nei modi
previsti dalla costituzione (art.
1 Cost.). Nessun condizionamento dall’esterno può essere
tale da alterare il delicato meccanismo dei rapporti tra i poteri dello stato previsto dalla carta costituzionale, che non pre-
SOCIETÀ
INTERNIESTERI
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 19 DICEMBRE 2009
POLITICA E MAGISTRATURA
Come uscire dal labirinto?
vede affatto una sfiducia del
governo per mano giudiziale.
Eppure, è quanto successo in
questi giorni.
I nostri padri costituenti non
avrebbero probabilmente mai
immaginato che le sorti dell’Italia e del suo governo liberamente e consapevolmente scelto dal
popolo sarebbero state appese,
per giorni, alle dichiarazioni di
un cosiddetto pentito, rese ad
orologeria dopo anni ed anni dal
cosiddetto pentimento, de
relato, ossia riguardanti fatti
non appresi di persona, ma raccontati da altri. Il paese è rimasto col fiato sospeso in attesa
di sapere “se Gaviano avesse
confermato Spatuzza”. E, come
da copione, è andata in scena
la pièce teatrale che ha minato
la sovranità popolare ed ha
screditato l’Italia a livello internazionale. Si pensi a ciò che
sarebbe successo in caso di riscontro positivo.
Non è solo un problema di
gestione dei processi (bisognerà pur chiedersi per quale motivo e come sia stato possibile
inscenare il tutto). Vi è un altro principio costituzionale continuamente disatteso, ogni persona accusata di un reato è presunta innocente fino a quando
la sua colpevolezza non sia stata legalmente accertata. Troppo spesso i tempi ed anche i contenuti della politica paiono invece essere dettati dai soli av-
visi di garanzia o dalle dichiarazioni di qualcuno.
“Il mistero del processo”. È
un piccolo ma interessante libello di Salvatore Satta, da cui
cito: “Ma il processo? Ha il processo uno scopo? Non si dica,
per carità, che lo scopo è l’attuazione della legge, o la difesa
del diritto soggettivo, o la punizione del reo, e nemmeno la giustizia o la ricerca della verità:
se ciò fosse vero sarebbe assolutamente incomprensibile la
sentenza ingiusta, e la stessa
forza del giudicato, che copre,
assai più che la terra, gli errori
dei giudici”.
Dietro queste considerazioni
apparentemente sconfortanti
sta un fatto abbastanza
constatabile quotidianamente
tra i cosiddetti operatori della
giustizia. Ossia che la giustizia umana (di cui è capace l’uomo) è la giustizia processuale,
quella risultante dal processo e
dalle forme e regole in cui esso
si sostanzia. Ora, se già è difficile rendere (e ricevere) una
giustizia, la più giusta possibile, con gli strumenti umani che
abbiamo, si immagini quale
abisso di ingiustizia celi il fatto di prescindere addirittura
dalle regole del processo e di
sentenziare senza e prima di
esso.
Se questo arbitrio è dannoso
per ciascuna singola questione
privata, lo è a maggior ragione,
in rapporto alla sfera politica.
Un utilizzo del potere giudiziale
al di fuori dei canoni previsti
determina un conflitto fra i poteri dello stato che altera la
balance de pouvoir dell’ordinamento statale e richiede una
soluzione. Vanno in tal senso le
proposte che il mondo politico è
impegnato a trovare per salvaguardare sé stesso (lodo costituzionale, reintroduzione del-
l’immunità parlamentare, legittimo impedimento assoluto).
Mentre scrivo queste note il
Presidente del Consiglio è stato oggetto di una aggressione
fisica (ritornano alla mente le
immagini di Craxi insultato con
il lancio di oggetti all’uscita
dall’hotel). Il processo mediatico non è tanto quello che si
svolge nei salotti di Vespa, ma
è la condanna preventiva, a prescindere. In fondo, per alcuni,
una sentenza inappellabile nei
confronti del presidente del consiglio e del governo è già stata
pronunciata, al di là dei riscontri dei pentiti o delle sentenze
processuali dei giudici. In fondo, una parte del paese non riconosce la sovranità del popolo, avendo già condannato il
presidente scelto come indegno
a governare.
E’ probabilmente a questa
deriva che occorre opporsi con
tutte le forze recuperando il
chiaro monito del capo dello stato di pochi giorni fa “va ribadito che nulla può abbattere un
governo che abbia la fiducia
della maggioranza del Parlamento, in quanto poggi sulla
coesione della coalizione che ha
ottenuto dai cittadini-elettori il
consenso necessario per governare”. La responsabilità è comune a tutti, istituzioni, politici, giudici, mass media, e cittadini.
STEFANO SPINELLI
DA COPENAGHEN RISULTATI PARZIALI MA NON NEGATIVI
Vertice sul clima: non scoraggiamoci!
S
iamo alle ultime battute a Copenaghen. I delegati non hanno trovato un’intesa e dal lavoro di queste ore potrebbero arrivare due bozze di documento finale. La prima ispirata al trattato di Kyoto, che
chiede prevalentemente impegni ai Paesi industrializzati, la
seconda completamente nuova,
con impegni sostanzialmente
uguali per tutti. Già arrivare a
due bozze è considerato dai Paesi del Sud del mondo una sorta di vittoria. I Paesi ricchi infatti hanno in questi mesi proposto più o meno unanimemente un approccio nuovo alle
responsabilità, che coinvolgesse India e Cina. Non sappiamo
come andrà a finire. I leader
presenti in prima persona a
Copenaghen dovranno trovare
una mediazione finale credibile tutt’altro che scontata.
Come già per altri incontri
mondiali è possibile seguire tutte le sessioni ufficiali e le conferenze stampa di Copenaghen
comodamente seduti nel proprio ufficio o seduti nel salotto
di casa. E grazie alla facilità di
comunicazione, dai tavoli dei
delegati è uscito praticamente
di tutto. Come abbiamo già fatto notare si ha l’impressione che
i delegati stessi, o almeno alcuni di essi, vogliano far partecipare alla discussione anche chi
è fuori del palazzo: organizzazioni della società civile, università ed esperti, parti politiche.
È una dinamica che potrebbe
anticipare lo stile di futuri vertici del genere. In effetti in questi giorni a Copenaghen le po-
sizioni sono cambiate e maturate in tempi più veloci rispetto al passato. E a poche ore dalla conclusione le dichiarazioni
si sono rarefatte.
Novità anche fra gli attori che
stanno “dentro”. Ora siamo ben
oltre i preliminari e si identificano tre serie di “giocatori”. Da
un lato, i Paesi industrializzati, restii ad assumere impegni,
perché costosi. In realtà, questi impegni più che davvero costosi per i Paesi, sembrano costosi per le lobby industriali che
finanziano i loro governi. Impiantare impianti non inquinanti costa, farlo significa far
aumentare il fatturato delle
imprese che lavorano nel settore ambientale. Dunque più la-
voro. Certo cambia l’identità di
chi ha più lavoro, ma da un punto di vista sociale il risultato
può essere tranquillamente positivo in termini di ambiente e
di occupazione. Da questo punto di vista Obama è il leader più
libero, non dipendendo, come il
suo predecessore, dalla lobby
dell’industria pesante e del petrolio. Vedremo se riuscirà a
spostare gli equilibri interni
Usa e dei Paesi ricchi.
L’altro gruppo di giocatori è
quello del quartetto Brasile,
Sudafrica, India e Cina, con un
protagonismo cinese del tutto
evidente. Lo avevamo già intuito nei negoziati al Wto (Organizzazione mondiale del commercio), la Cina non partecipa
più da spettatore come aveva
fatto fino a poco tempo fa. È un
interlocutore di peso. Chiede ai
Paesi ricchi maggiori impegni
presentandosi con un piano
nazionale di tutela ambientale
che molti ritengono però non
adeguato. Se non ci fosse il terzo gruppo di attori, il ruolo cinese forse sarebbe ridimensionato. A sostegno della richiesta
di impegno ai Paesi ricchi vi è
infatti li terzo gruppo di giocatori, il G77, la numerosissima
rete dei Paesi a basso e medio
reddito che chiede una via privilegiata per poter avviare uno
sviluppo industriale senza troppi ostacoli e non subire così ulteriori freni nella competizione
economica internazionale. Sono
rappresentati in questo momento dal delegato sudanese e
hanno avuto, forse per la prima volta, tanto rilievo a un vertice mondiale. Inascoltati i primi giorni hanno semplicemente fatto sapere che avrebbero
lasciato il vertice se fossero continuati incontri riservati fra i
primi due gruppi, escludendo i
più poveri. E sono stati ascoltati.
Lavoro e tensioni non si esauriranno con la conclusione del
vertice. Forse la dinamica fra
questi tre gruppi è una prima
forma ancora abbozzata di nuovo dialogo internazionale per
costruire e tutelare la pace.
Benedetto XVI proprio nei giorni del vertice pubblica il messaggio per la Giornata mondiale della pace, intitolato “Se vuoi
coltivare la pace, custodisci il
creato”. Che la terra diventi
strumento di razzia per i più
spregiudicati impoverendo i più
deboli è attentato alla pace (il
terreno sottratto ai contadini
per le coltivazioni industriali; la
deforestazione; inondazioni e
siccità frequenti, frutto del cambio climatico favorito dalle industrie più inquinanti…). È attentato alla pace anche privare
le generazioni future delle stesse risorse di cui abbiamo goduto noi. Dobbiamo costruire una
pace con tutti, chi vive oggi e
chi verrà domani. A Copenaghen, pur con tutti i limiti, abbiamo cominciato a fare questo.
Parlando, magari gridando. Ma
senza sparare. Non scoraggiamoci se i risultati sono ancora
iniziali.
RICCARDO MORO
SOCIETÀ
P A G I N A
5
FATTIePROBLEMI
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 19 DICEMBRE 2009
LA CUSTODIA DEL CREATO COMPITO DI OGNI UOMO
La Genesi e Copenhagen
L
U
La stanchezza delle parole,
la freschezza dell’ascolto
n testo bello ed importante il Messaggio
per la Giornata Mondiale della Pace 2010
(il testo integrale
con il prossimo numero del
Settimanale): una ripresa ed un
rilancio di parecchi spunti già
presenti nella Dottrina Sociale
della Chiesa – specie nella
Caritas in Veritate - ma con una
forza ed un’incisività tutte nuove. Un testo che medita il rapporto tra l’uomo e l’ambiente naturale alla luce “dell’opera creatrice del Padre e redentrice di Cristo” (n.14), per indicare un punto nodale per gli operatori di
pace. Un testo per dire di una
Chiesa che si sa responsabile per
il creato e che alza la voce “per
difendere la terra, l’aria e l’acqua”, come “per proteggere l’uomo contro la distruzione di se
stesso” (n.12).
Papa Benedetto XVI indica nella vocazione umana a coltivare e
custodire la terra (Gen. 2, 15) un
elemento critico per la costruzione di una convivenza giusta e
pacifica – secondo un’intuizione
che la Dottrina Sociale della
Chiesa (Dsc) condivide con l’intero movimento ecumenico. In
essa si radica l’invito a rinnovare e rafforzare l’alleanza tra l’uomo e la terra, ritrovando in essa
il primo grande, fondante dono
del Creatore all’umanità: rispetto ad essa l’uomo ha certo un’autorità conferitagli da Dio, ma profondamente intrecciata con la
responsabilità che gli è affidata.
È dalla mancata corrispondenza
al mandato di Dio di un uomo che
si è lasciato dominare dall’egoismo che nascono quei comportamento sfruttatori che hanno determinato la crisi ecologica. Oggi
c’è invece bisogno di una forte
solidarietà – all’interno della generazione presente, come nei confronti di coloro che dopo di noi
abiteranno questo pianeta: dobbiamo apprendere ad usare le
risorse naturali evitando conseguenze negative per i viventi,
“umani e non umani, presenti e
a venire” (n. 8).
Un testo teologicamente denso,
dunque, che diviene anche appello forte al nostro tempo; mi pare,
ad esempio, che esso interpelli
con forza i responsabili delle nazioni presenti al vertice di Copenhagen (non nominato nel testo,
ma più volte nominato in questi
giorni da Benedetto XVI), che in
questi giorni stanno cercando
accordi incisivi, per far fronte al
mutamento climatico. Proprio
quest’ultimo, infatti, viene indicato al primo posto, al n.4, tra le
manifestazioni della grave crisi
che viviamo; assieme vengono
segnalate la desertificazione, il
degrado della aree agricole, l’inquinamento idrico, la perdita di
biodiversità, l’aumento di eventi
naturali estremi ed il disboscamento – tutti fenomeni strettamente collegati con le dinamiche del clima. In questo contesto
acquista una concretezza tutta
particolare l’insistito richiamo
alla solidarietà - intergenerazionale ed intragenerazionale che attraversa il Messaggio. Esso
si articola in una particolare responsabilità dei Paesi industrializzati, che non esonera però dall’impegno comune anche i meno
sviluppati, specie gli emergenti.
Sono proprio i temi su cui si dibatte in questi giorni a Copenhagen, nella pressante ricerca
di un accordo che permetta di
allontanare la minaccia che incombe sull’umanità, di un patto
tra popoli e nazioni che aiuti a
far pace con la terra.
Ma la prospettiva del Messaggio è ampia: la crisi presente deve
diventare occasione di discernimento e di nuova progettualità,
di revisione profonda e lungimirante del modello di sviluppo, di
profondo rinnovamento culturale. Occorre superare una cultura
dell’esonero, negligente nell’”esercitare un governo responsabile sull’ambiente” (n.7). La
coscienza ecologica che emerge
nell’umanità non va mortificata,
ma al contrario, favorita, accompagnata, stimolata in vista di
una maturazione più alta, radicata anche nella contemplazione
della bellezza della natura, per
riscoprire il Dio che, “tramite il
creato, si prende cura di noi”
(n.13). Essa deve giungere ad articolarsi in nuove modalità d’uso
delle risorse e dell’energia che
valorizzino i buoni frutti della ricerca scientifica, in politiche ambientali ambiziose, in un impegno
internazionale di alto livello
(nn.9-10). Essa esige anche nuovi
stili di vita – “aldilà dei modelli di
consumo e di produzione attualmente dominanti, spesso
insostenibili dal punto di vista
sociale, ambientale e financo economico” (n.11): occorre imparare
a costruire una pace con la terra
che si esprima in scelte personali,
comunitarie, familiari e politiche,
poiché “tutti siamo responsabili
della protezione e della cura del
creato” (n.11).
Molti insomma i soggetti interpellati, in un appello alla responsabilità che viene ad intrecciarsi
con la sussidiarietà, perché a tutti i livelli, secondo ciò che compete ad ognuno, la custodia del
creato divenga obiettivo etico e
politico condiviso.
SIMONE MORANDINI
CORSIVO
di AGOSTINO CLERICI
LE PIETRE
DEL FOLLE E
DEI CODARDI
Di Pietro era stato facile
profeta: si sarebbe passati
dalle parole ai fatti, dagli
scontri verbali all’aggressione. È accaduto che dietro
il Duomo di Milano, domenica scorsa, un folle traesse
le conseguenze del clima di
odio per colpire, non più solo
verbalmente, il presidente
del Consiglio Silvio Berlusconi. Un atto gravissimo,
da condannare senza “se” e
senza “ma”. E dispiace di
trovare dei distinguo sulla
bocca di una cattolica adulta come la Bindi o di un onorevole che si ammanta dell’Italia dei valori come Di
Pietro. Lasciamo a loro la
responsabilità - grave - di
trovare qualche appiglio di
giustificazione ad un simile gesto o di inscenare qualche «ben gli sta» o «se l’è cercata», riconducendo la politica alla stregua di una baruffa da cortile, così come,
purtroppo, appare alla gente attraverso l’opaca “trasparenza” dei mezzi di comunicazione.
Il clima nel Paese è pe-
sante e ognuno - sia chiaro
- ha le sue responsabilità, le
sue intemperanze e le sue
legittime esasperazioni. Il
folle sa trovare una pietra
da gettare addosso a colui
che continuano a presentargli come nemico, ma dietro
a lui stanno moltissimi codardi che si nascondono all’ombra dell’anonimato di
una community che ha ancora il coraggio di chiamarci facebook (libro delle facce) e, invece, è il paravento
virtuale che nasconde delinquenti in erba, parolai violenti che le pietre le gettano senza andare in piazza.
Quello che è accaduto su
internet, dopo l’aggressione
a Berlusconi in piazza, è
stata una sofferenza prolungata, una barbarie della malintesa libertà. Odio
senza volti, fondato sull’invidia e sulla calunnia, messo in rete con il pretesto del
libero pensiero. Bisognerà
fare qualcosa per porre un
freno a questo anonimato
del web, che è l’esatto contrario della democrazia e ne
è il peggiore tra i virus che
la possono indebolire.
Del resto, il popolo dei violenti che si nascondono nel
«libro della facce» ha una
sua emanazione nel popolo
dei girotondini che ama
scendere in piazza a gridare frasi infantili (“Berlusconi, vai a casa” oppure “Chi
non salta, Berlusconi è”),
cose ridicole se non fossero
anche, primariamente, antidemocratiche. In una democrazia parlamentare, infatti, il Parlamento è eletto dal
popolo in libere elezioni, il
premier ha la fiducia del
Parlamento, e, finché gode
della maggioranza nelle
Camere, non deve andare a
casa. Lascia davvero allibiti, allora, che in manifestazioni di piazza come quella
del “No B day” di due settimane fa, si trovi, insieme
alla gente, anche qualche
parlamentare (sic: i due
nomi fatti sopra c’erano entrambi!) che evidentemente
ha smarrito il significato
della democrazia parlamentare e si lascia irretire da
un vago populismo.
L’aggressione di domenica
scorsa è stata brutale e le
conseguenze alla persona del
presidente del Consiglio Silvio Berlusconi avrebbero potuto essere anche più gravi.
Speriamo che tutti avvertano il dovere di un «disarmo»
delle parole e dei cuori.
e parole stanno stancando e sembrano togliere la
voglia di reagire o di agire. Si vorrebbe uscire dal
quotidiano e quieto vivere per cercare di prestare attenzione ad altro e ad altri, ma
qualcosa impedisce di fare il
primo passo: la voglia di fare
qualcosa di significativo, la
paura di non riuscire, il rimpianto di avere perduto ancora un’occasione... Prima ancora di cercare che cosa fare o
quali impegni mettere in atto,
occorre riscoprire la passione
dell’ascolto.
L’uomo religioso è colui che è
sempre in ascolto: l’uomo
irreligioso è colui che non
ascolta o che, avendo una volta ascoltato qualcuno, non intende ascoltare nessun altro
più. La scelta perenne è tra la
chiusura e l’apertura: e chi
veramente si apre ad altri, non
ha paura di deserti, né di lunghi tempi in cui le risposte non
paiono venire. In qualunque
luogo e qualunque tempo, egli
attende parole altrui, sapendo che ha sempre il dovere di
intenderle, e sempre la libertà di attenderne altre.
Ciò che caratterizza l’uomo
biblico è proprio l’ascolto. Dio
incontra l’uomo, gli si manifesta nella parola: il Dio del Primo Testamento è certamente
il Dio invisibile ma non è il Dio
inudibile. Il Dio di Israele si
rivela al suo popolo non facendogli vedere il suo volto, ma
facendogli udire la sua voce.
L’ “INVISIBILE”
È “UDIBILE”
L’uomo biblico è l’uomo che è
in ascolto e la sua colpa più
grande è proprio quella di non
voler ascoltare la parola che
gli viene rivolta. Anche Gesù
si rivolge ai suoi ascoltatori
dicendo: “Chi ha orecchi per
ascoltare, ascolti”. Nell’esperienza della trasfigurazione,
ai discepoli è rivolto un comando preciso: “Questi è il
Figlio mio prediletto: ascoltatelo!”. C’è dunque una parola
da ascoltare e una vita - quella di Gesù - che occorre prima
di tutto e innanzitutto ascoltare. Ascoltare significa
decentrarsi, mettere non se
stessi al centro delle scelte e
delle valutazioni, ma l’altro la persona o l’avvenimentoche interpella. Ascoltare è
uscire da se stessi per riscoprire se stessi avendo ascoltato l’Altro. Per questo c’è ascolto e ascolto. C’è un ascolto pieno ed uno vuoto, un ascolto
luminoso ed uno opaco, un
ascolto attento ed uno che porta i segni della distrazione.
Nel trattato dei Pirqué Aboth
- che raccoglie le massime dei
Padri della
tradizione
ebraica - ci
vengono
presentati
quattro tipi
diversi di
ascoltatori:
“Vi
sono
quattro tipi
di persone
che stanno
davanti ai
maestri: vi è
la spugna,
l’imbuto, il
colatoio, lo
staccio. La
spugna assorbe tutto, l’imbuto da una
parte si riempie e dall’altra
tutto si svuota, il colatoio fa
passare il vino trattenendo la
feccia, lo staccio fa passare la
farina trattenendo la semola”.
FUORI
dal
CORO
ASCOLTARE
PER AGIRE
Ascolto e azione sono strettamente uniti nella riflessione
biblica. “Faremo e ascolteremo
tutto quello che il Signore ha
detto”. In questa prospettiva
sembra che il fare preceda
l’ascolto. Ma la prospettiva va
compresa: essa vuole affermare che la verifica dell’autentico
ascolto è data dalla pratica. Allora, se da una parte l’ascolto
determina l’uomo nella sua
struttura profonda, dall’altra è
pur vero che l’agire caratterizza l’uomo che ha “ascoltato correttamente” la parola di Dio. La
pratica della Parola è l’attuazione piena dell’ascolto. L’agire non elimina la necessità dell’ascolto e l’ascolto si fa necessariamente pratica, azione.
Così Gesù ci delinea il credente: “Chi ascolta queste mie parole e le mette in pratica, può
essere paragonato a un uomo
saggio che costruì la sua casa
sulla roccia. Cadde la pioggia,
inondarono i fiumi e soffiarono i venti: si abbatterono quella casa ma essa non cadde. Era
fondata, infatti, sulla roccia. E
chi ascolta queste mie parole,
ma non le mette in pratica, può
essere paragonato a un uomo
stolto che costruì la sua casa
sulla sabbia. Cadde la pioggia,
inondarono i fiumi e soffiarono i venti: si abbatterono su
quella casa; e cadde, e la sua
rovina fu grande” . Da un corretto ascolto che genera una
corretta pratica dipendono lo
stare ritti o l’essere travolti. Abbiamo bisogno di uomini che
sappiano stare ritti e capaci di
dire parole nuove perché nate
dall’ascolto. E disposti ad andare oltre l’ovvietà del già detto. Parole nuove, non parole
gridate!
ARCANGELO BAGNI
PARLAMENTO EUROPEO: PROPOSTA DI
RISOLUZIONE SU LIBERTÀ RELIGIOSA
“La libertà di religione, come ogni altra libertà civile e sociale, è un
valore fondamentale che è alla base di ogni società moderna e democratica e non può essere in nessun modo censurato”. Nella proposta di risoluzione sulla difesa del principio di sussidiarietà, presentata al Parlamento Ue dagli eurodeputati Mario Mauro e Simone Busuttil (Ppe), è contenuto questo passaggio che sottolinea
il principio della libertà religiosa. Il testo è stato depositato in vista del dibattito in emiciclo attorno alla sentenza della Corte dei
diritti dell’uomo di Strasburgo sulla esposizione del crocifisso nelle scuole; la votazione di una risoluzione è prevista in aula nella
giornata di giovedì 17 dicembre. Anche gli altri gruppi politici presenti in Assemblea stanno lavorando sull’argomento e si cerca un
compromesso teso a sottolineare, oltre alla libertà di religione, il
principio di sussidiarietà. Nella proposta Ppe si chiede infatti il
rispetto di tale principio e se ne invoca il riconoscimento “da parte
di tutte le istituzioni europee e le organizzazioni internazionali”,
“ivi compresa la libertà degli Stati membri di esporre simboli religiosi in luoghi pubblici, allorquando questi simboli rappresentano
la tradizione e l’identità del loro popolo”.
P A G I N A
6
SOCIETÀ
ECONOMIA
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 19 DICEMBRE 2009
E DALL’OPPOSIZIONE NESSUN PROGETTO ALTERNATIVO
FINANZIARIA DA
RAGIONIERE...
N
el contesto italiano
tutto avviene in modo
capovolto, rovesciato,
girato sottosopra. Si
pensi al “No B-day”,
svoltosi sabato 5 dicembre, a
Roma in piazza S. Giovanni, con
la partecipazione di circa
300.000 persone. Evito ironie e
battute sarcastiche sugli organizzatori “occulti”. Mi soffermerò invece sull’obiettivo della
manifestazione: la cacciata di
Berlusconi, la caduta del governo, ossia subito nuove elezioni.
Quanti si sono recati alla manifestazione hanno dimenticato l’esistenza della Carta Costituzionale, la quale, fra l’altro,
stabilisce che è il Parlamento a
nominare e sfiduciare i governi
e non la piazza con comportamenti violenti, antidemocratici
e liberticidi e che esistono procedure per indire nuove elezioni. La piazza si è infantilmente
e anticostituzionalmente arrogata il ruolo, che compete al
Parlamento, al Presidente della Repubblica ed agli elettori.
L’on. Di Pietro, come altri suoi
seguaci, hanno dimenticato di
appartenere al Parlamento italiano e l’imperatività delle norme costituzionali. Di Pietro, certo in buona fede e con le migliori intenzioni, ha di fatto tentato di portare in scena la figura
e le gesta di Masaniello, dimenticando, come hanno fatto tutti
gli altri partecipanti alla manifestazione, che l’Italia è una
Repubblica democratica, che il
governo gode di una solida maggioranza e che l’esercizio della
I cattolici paiono non rendersi conto della
gravità della situazione, cosicché non
avvertono l’esigenza di operare nella società
in maniera adulta, responsabile e risolutiva
pagina a cura di GIANNI MUNARINI
libertà è ampio. I neonati girotondini, contestatori sterili, da
sempre manovrati dai partitini
dell’estrema sinistra e ora anche dall’Italia dei valori, hanno
documentato immaturità e inadeguatezza. Non sono stati in
grado di formulare proposte e
progetti compatibili con l’impegno richiesto per far uscire
l’economia del Paese dall’emergenza, cosicché si sono ripiegati sulle piazzate. Questi signori pensano che una manifestazione, ove si urla e si grida, “chi
non salta Berlusconi è”, possa
affrontare e risolvere i problemi dell’economia e dell’occupazione.
È un errore. Siamo impantanati in una recessione, dalla
quale è impossibile prevedere
quando e come si uscirà: disoccupazione in crescita costante,
in ottobre è stata superata la
soglia dei 2milioni; riforme
strutturali sbandierate, ma mai
realizzate; conti pubblici fuori
controllo. Situazione pesante,
alla quale i manifestanti, gridando “Berlusconi vai a casa”,
pensano di dare una risposta all’arretratezza strutturale del
Sistema/Italia: infantilismo o
senilità? Il Centrosinistra richiede sempre nuove spese, ma
è incapace di dire come produr-
re risparmi di spesa e ricchezza, salvo ripetere la richiesta
ormai frusta di intensificare la
lotta all’evasione. Il Centrodestra vede tutto rosa, ma contraddicendosi propone una finanziaria per niente preoccupata di favorire e anticipare la ripresa. Insomma, non accetta,
con sano realismo, che l’Italia è
nel mezzo della crisi e per conseguenza ha predisposto una
Finanziaria, nella quale le misure di contrasto alla crisi sono
inadeguate e insufficienti.
Il richiamato documento sembra avere il taglio di una simulazione scolastica, tesa a dimostrare come il ministro del Tesoro, di conserva con la Ragioneria generale dello stato, ha
saputo predisporre, in modo formalmente corretto, una Finanziaria attenta alle politiche di
bilancio e al necessario coordinamento della spesa pubblica.
Non contiene indicazioni e supporti tesi alla ripresa economica e alla modernizzazione del
welfare state, ma solo una fredda correttezza ragionieristica.
Ora, la Finanziaria può essere
assoggettata a critiche e a modificazioni sostanziali, ma nonostante ciò non le si può negare il pregio di avere una sua logica capace anche di futuro.
Personalmente non la condivido, ma ciò non vieta di dire che
dalle opposizioni sono giunte
critiche, richieste e proposte,
che non hanno logica alcuna.
I cattolici paiono non rendersi conto della gravità della situazione, cosicché non avvertono l’esigenza di far ricorso al
“discernimento”, al fine di operare nella società in maniera
adulta, responsabile e risolutiva. Questo non attingere “dalla
propria fede e dall’insegnamento della Chiesa i principi e i criteri opportuni per evitare di lasciarsi sedurre e poi rinchiudere in un sistema, i cui limiti e il
cui totalitarismo, rischiano di
apparire troppo tardi” (Octogesima adveniens) ha fatto si che
i cattolici divenissero trascurabili, nelle decisioni politiche,
economiche, sociali e nell’elaborazione culturale. I cattolici si
sono lasciati sedurre da modelli liberisti e da varie forme di
socialismo e materialismo, più
o meno velato, dopo di che si
sono “liquefatti”. Sono andati
ad accasarsi nei vari partiti e
movimenti, hanno rinunciato
all’analisi, alla critica, al controllo ed alla proposta sul piano politico, economico e della
società civile, ossia sono diventati irrilevanti, sempre meno
rappresentativi.
A rendere ancora più precaria la loro posizione ha contribuito il fatto che la “liquefazione” si è estesa a tutti gli
ambiti della loro presenza organizzata nella società. Ho inteso dire che i cattolici percepiscono sempre meno di essere
portatori di un carisma educativo, teso a sostenere la cultura
della vita e il rinnovamento
delle strutture politiche, sociali
ed economiche. La gravità e la
complessità della crisi chiede ai
cattolici un impegno forte, specifico e competente. Debbono, a
mio giudizio, iniziare a riflettere sulle “esigenze del bene comune sul piano nazionale - che significa - : dare occupazione al
maggior numero di lavoratori;
evitare che si costituiscano categorie privilegiate; mantenere
un’equa proporzione tra salari e
prezzi e rendere accessibili beni
e servizi al maggior numero di
cittadini; realizzare l’equilibrio
tra espansione economica e sviluppo dei servizi pubblici essenziali (e delle infrastrutture);
...contemperare i miglioramenti
nel tenore di vita della generazione presente con l’obiettivo di
preparare un avvenire migliore
alle generazioni future” (Mater
et magistra 79).
DUE SVOLTE - NEL 2010 E NEL 2015 - INFLUENZERANNO IL FUTURO DEI LAVORATORI
PENSIONI: OCCHIO AL FUTURO, OLTRE I PRIVILEGI
questo punto ritengo
dover affermare che
è necessario conoscere quali sono gli
obiettivi da perseguire, all’interno di una visione strategica, globale e lungimirante, di sviluppo e progresso, della società. E’ necessario
conoscere, per partire col piede
giusto, quale è la realtà in cui
si vive, ecco perché tento di
tracciare il quadro della situazione. Prendo inizio da una risposta data da Mario Draghi al
Wall Street Journal: “È l’enorme debito globale che arriverà
a scadenza nei prossimi cinque
anni, il rischio maggiore per il
futuro”. La preoccupazione è il
“livello impressionante” del debito complessivo delle società,
dei gruppi creditizi, dei governi, nonché l’ampiezza del debito pubblico. In Italia, il governo, l’opposizione, i sindacati, le
associazioni imprenditoriali e
l’opinione pubblica, paiono insensibili al problema. Dicevo
che l’Italia è il paese dell’insensatezza e delle contraddizioni:
studenti che in nome del dirit-
A
to allo studio, sprecano il loro
tempo in manifestazioni violente, occupazioni e autogestioni,
demenziali; governi e istituzioni che ripetono all’infinito che
non si può più derogare alla
messa in sicurezza del Paese,
ma poi non fanno nulla. Per
mettere in sicurezza il Paese
occorrerebbero oltre 20/30miliardi di euro. L’Italia è uno
Stato a scarsa vocazione democratica ed è anche uno Stato con
scarse risorse, quindi continuerà nella politica dei rattoppi e
a confidare in san Gennaro.
Sul primo punto, dianzi richiamato, aggiungo una chicca.
Sovente i giovani più violenti
nella protesta alle istituzioni, al
potere, al sistema capitalista,
sono quelli che dopo il furore
giovanile buttano alle ortiche
gli ideali e si impegnano a far
carriera e a raggiungere gratificanti posizioni sociali ed economiche, sfruttando le “medaglie” conquistate nelle lotte ottuse e brutali. Tutte le cose non
fatte, fatte male , o fatte al contrario, sono uno spreco di danaro pubblico ovvero una sottra-
zione di risorse allo sviluppo e
alla modernizzazione del Paese. Ciò che maggiormente preoccupa è che dal fronte della
sinistra, dal quale provengono
inviti al rispetto della Costituzione e del principio di libertà
e giustizia, giungono continui
echi atti di violenza e di prevaricazione. Si parla frequentemente di difesa del potere d’acquisto delle pensioni e dei salari, ma si ignora che, di fatto,
lo si fa con spirito di conservazione e di difesa di privilegi oggi
esistenti. Si ignora colpevolmente che, nel prossimo decennio, prenderanno inizio due
svolte tese al contenimento della spesa previdenziale pubblica, le quali sono destinate a influenzare negativamente nel
prossimo futuro la vita di milioni di lavoratori. Nel 2010
entrerà in vigore il meccanismo
triennale di revisione dei
coefficienti di calcolo delle pensioni, per quanti rientrano, in
tutto o in parte, nel regime contributivo. Mentre nel 2015 diventerà operativo il meccanismo che aggancia l’età dell’an-
data in pensione alle speranze
di vita. Evito lunghi discorsi e
sintetizzo: le pensioni che verranno calcolate colle nuove regole saranno pensioni da fame.
Al riguardo si possono ringraziare quanti nel sindacato, nei
partiti della sinistra e nelle forze del populismo cattolico, circa vent’anni fa, ebbero il coraggio di sostenere l’abolizione della pensione di anzianità e la richiesta di elevare gradualmente l’età della pensione di vecchiaia, da 60 a 65 anni e ciò
doveva valere anche per statali e parastatali. Nella Finanziaria si pone attenzione, in modo
zoppicante, agli ammortizzatori sociali, mentre alla ripresa e
all’occupazione si dà poco,
quanto confuso, spazio. La Cig
ordinaria e straordinaria favorisce e favorirà la lievitazione
del debito pubblico e sarà una
modesta boccata d’aria per chi
perde il lavoro. La Cassintegrazione non risolverà né il problema della crescita, né quello dell’occupazione, perché è uno
strumento valido per affrontare le emergenze dei tempi bre-
vi. La Cig, non lo si dimentichi,
è costata ai lavoratori 2,4miliardi di euro: a tanto somma
la decurtazione dei salari dei
lavoratori coinvolti nei processi Cig, degli ultimi 11 mesi. In
un anno la Cig è cresciuta del
288% ed ha, di fatto, nascosto
una fetta non indifferente di
disoccupati, falsando per conseguenza la percentuale della perdita reale di posti di lavoro.
Nel Paese dei papocchi e delle contraddizioni, non è possibile operare con lucidità alla
ripresa, ovvero alla creazione
della ricchezza, dei posti di lavoro, della modernizzazione e
del potenziamento delle infrastrutture. Ci si nasconde dietro
gli ammortizzatori sociali che
se utilizzati per tempi medio/
lunghi, producono povertà e rallentano lo sviluppo.
È urgente raddrizzare la barra e portare il Paese sulla via
dell’ordine e dello sviluppo. Gli
avvenimenti di questi giorni
sono folli, perché tesi a bloccare lo sviluppo economico e il
consolidamento della democrazia.
CHIESA
P A G I N A
7
CHIESA LOCALE
○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 19 DICEMBRE 2009
LE SCHEDE A CURA DELL’UFFICIO CATECHISTICO
Annunciare
la
fede
in
famiglia
del
VESCOVO
AGENDA
MERCOLEDÌ 16
A Como, in Cattedrale,
alle ore 17.00, inizio della
Novena di Natale.
GIOVEDÌ 17
A Como, in Vescovado, al
mattino, Consiglio episcopale; a Como, nel pomeriggio, udienze e colloqui personali.
VENERDÌ 18
Tutto il giorno, udienze e
colloqui personali.
SABATO 19
A Como, udienze e colloqui
personali.
DOMENICA 20
A Como, tutto il giorno, in
Seminario, incontro con i
diaconi permanenti.
LUNEDÌ 21
A Como, al mattino, udienze e colloqui personali; a
Como, alle ore 18.30, Santa Messa presso la sede dell’associazione Cometa.
MARTEDÌ 22
Tutto il giorno, udienze e
colloqui personali.
MERCOLEDÌ 23
A Como, al mattino, udienze e colloqui personali; a
Como, alle ore 16.30, S.
Messa presso l’hospice San
Martino.
GIOVEDÌ 24
A Como, alle ore 10.00, S.
Messa presso il carcere del
Bassone; a Como, in Cattedrale, alle ore 24.00 Santa Messa nella Notte di Natale.
VENERDÌ 25
A Como, alle ore 10.30,
pontificale del Santo Natale; a Como, alle ore 12.30,
pranzo presso la mensa dell’opera don Guanella.
DALLA
Curia
In occasione delle festività
natalizie la Curia resterà
chiusa nei giorni dal 24
dicembre 2009 al 3 gennaio 2010.
COOPERATORI
SALESIANI
I Cooperatori Salesiani augurano buone feste a tutti e invitano all’incontro presso il
Salesianum di Tavernola, il
19 gennaio alle ore 15.30
per un momento di formazione e informazione. In quell’occasione sarà distribuito il programma annuale e l’avviso
per la festa di san Giovanni
Bosco, il 31 gennaio. Il 6 febbraio, poi, a Milano, in via Copernico, si terrà un pomeriggio di formazione.
S. MESSA UCID
Martedì 22 dicembre, alle
ore 19.45, presso la chiesa
di sant’Eusebio in Como,
Santa Messa in occasione del
Santo Natale.
S
ono disponibili sul sito
diocesano (Uffici di
Curia/Catechesi/Primo annuncio e nuova evangelizzazione)
le schede preannunciate per il
primo annuncio della fede in famiglia nel periodo da 0 a 6 anni.
Si tratta di due blocchi di
schede. Un blocco di dieci (10)
hanno come obiettivo l’evangelizzazione dei genitori. E vanno ben oltre la preparazione del
Battesimo, anche se iniziano da
quella esperienza come “occasione” per un cammino di riscoperta della fede. Un altro blocco di cinque (5) sono molto più
concentrate sul rito del Battesimo, per aiutare a viverlo in
pienezza e per “evangelizzarlo”;
ma anche queste vorrebbero
soprattutto aiutare i genitori a
riscoprire la loro esperienza di
fede, specialmente quella contenuta nella celebrazione del
sacramento del matrimonio.
Queste ultime sono la ripubblicazione di un testo di monsignor Gaetano Gatti, pubblicato nel 1995 solo ad uso diocesano. Dunque entrambe hanno
come interlocutori i genitori che
chiedono un percorso di iniziazione cristiana per i loro figli.
È scritto nell’introduzione circa la presenza dei genitori nel
cammino di iniziazione cristiana dei ragazzi: «Una presenza
che non può essere solo “coinvolta” perché loro, i genitori, sono i principali interessati trattandosi dei loro figli, ma soprat-
tutto perché devono essere a
loro volta “evangelizzati”: senza una mentalità evangelica di
sequela e di testimonianza, infatti, non è possibile alcuna
iniziazione alla vita cristiana».
Per evangelizzare i genitori,
e non limitarsi a coinvolgerli
nel cammino dei figli, è necessario un tempo in cui dedicarsi
a loro. Questo tempo opportuno ci sembra quello che va dalla richiesta del Battesimo fino
all’inizio dell’itinerario per il
completamento dell’iniziazione
che avverrà, secondo la tradi-
zione, in età scolare. È il tempo
in cui è più facile per la comunità cristiana ‘entrare’ nella
casa ed accompagnare i genitori nella riscoperta della fede,
durante il percorso pieno di trepidazione e di speranza con cui
sono accanto alla crescita dei
loro figli nei primi anni di vita.
È il tempo in cui la relazione
umana autentica e sincera, stabilita con questa famiglia, così
come si trova, in una “nuova
fase”, diventa il punto di forza
di un’autentica evangelizzazione.
www.diocesidicomo.it
DAL NOSTRO SITO
DIOCESANO
a cura dell’Ufficio Diocesano
Comunicazioni Sociali
In questa breve rubrica presenteremo a cadenza fissa le caratteristiche, le novità,
le pagine scelte del nostro sito diocesano.
Proposte formative
Sul sito internet Diocesano è possibile essere aggiornati con regolarità sulle diverse proposte formative che la Diocesi sta mettendo in atto per l’Anno pastorale 2009 – 2010.
Entrando nella sezione blu “Vita cristiana”, cliccando su “Scuole di Formazione” nella categoria “Itinerari dello Spirito” (sulla banda in alto alla pagina), si può avere un elenco di queste
opportunità di formazione. In particolare, entrando in “Formazione socio-politica” (in basso a
sinistra della pagina), si possono scaricare tutti gli interventi in formato PDF degli incontri
che si sono tenuti al Centro Pastorale “Cardinal Ferrari” di Como nell’ottobre-dicembre di
quest’anno e che saranno replicati a Morbegno, presso l’oratorio parrocchiale nei mesi di marzo-maggio 2010, con interventi del prof. Stefano Zamagni, di mons. Angelo Riva, di mons.
Bruno Maggioni, del dott. Giuseppe Anzani e del prof. Giorgio Campanini. Questi “Percorsi
di formazione socio-politica” rappresentano una novità per la Diocesi. Si tratta infatti di
una proposta di un percorso biennale, frutto del lavoro della Consulta delle Aggregazioni laicali,
che intende colmare una lacuna della coscienza cristiana sui temi della società civile e politica
e si propone di attivare una conoscenza approfondita della Dottrina sociale della Chiesa, nel
confronto con le odierne questioni sociali.
Sempre restando in “Scuole di Formazione” ed entrando in “Corso multidisciplinare” è
possibile scaricare l’audio delle lezioni, in formato MP3, del Corso monografico 2009, “Possiamo fidarci dei Vangeli? Il Gesù di Nazareth e il Cristo della Chiesa. Un viaggio nell’autenticità
dei Vangeli dai Sinottici a Dan Brown”, sulla scia dell’analogo corso su San Paolo proposto per
l’anno pastorale scorso. In queste lezioni, tenute presso il Seminario nei mesi di ottobre e
novembre scorsi è stato affrontato il tema dell’autenticità dei Vangeli alla luce di alcune riletture
critiche provenienti dalla cultura laica in campo narrativo e cinematografico, diviso in 3 sezioni: la Sezione Biblica (con contributi di don Marco Cairoli e di don Agostino Clerici), la Sezione
Teologica (con interventi di don Michele Gianola e don Ivan Salvadori) e la Sezione artisticonarrativa (con lezioni di Massimo Introvigne e don Andrea Straffi).
Entrando invece nella sezione gialla “Comunicazione”, cliccando su “Documenti” nella categoria “Materiale da condividere” (sulla banda in alto alla pagina), si può accedere alle Schede
per la catechesi agli adulti (Lettura di Genesi 1 – 11) proposte dall’Ufficio Catechistico Diocesano,
scaricandole in formato Word e PDF.
Le dieci schede che portano
il titolo Per il primo annuncio della fede in famiglia
partono proprio dall’esperienza
della celebrazione del Battesimo. Oltre ai significati religiosi
e di fede questa esperienza è
anche un modo per affrontare
il cammino della vita cercando
di valorizzarlo in tutti i suoi
aspetti umani più autentici:
una nuova vita all’insegna della speranza e della precarietà,
un progetto per questa creatura su cui si investe tutto se stessi, il bisogno di aiuto che si fa
preghiera, il bisogno di un “oltre” che dia senso a tutto… Proprio a partire da queste domande che scaturiscono dall’esperienza sorprendente del Battesimo, cerchiamo una buona
notizia che possa risultare di
qualche interesse. E lo facciamo servendoci dei documenti
che la Conferenza Episcopale
Italiana e la Conferenza dei
Vescovi Lombardi ci hanno offerto, proprio per aiutarci in
questo primo annuncio della
fede (CEI, Lettera ai cercatori
di Dio; CEL, La sfida della fede:
il primo annuncio). L’ultimo
passo è quello di una riflessione-preghiera a partire da alcuni testi e simboli della fede
battesimale, per favorire un
ripensamento e un’attualizzazione molto calibrata sulla singola coppia o famiglia.
Entrambi i blocchi di schede
non sono pensate per darle in
mano ai genitori e poi costruire
sulle stesse una conversazione:
devono servire agli operatori
per prepararsi e poter realizzare poi, non a gruppi, ma in un
dialogo personale, questo primo
annuncio che per qualcuno sarà
una scoperta, per altri una riscoperta, per altri ancora la
continuazione di un percorso.
Con queste schede è possibile costruire un itinerario abbastanza prolungato. Non devono
servire solo per un preparazione “immediata” alla celebrazione del sacramento, con cui si
inizia il percorso di iniziazione,
ma, come si diceva, possono e
devono accompagnare nei passi dei primi anni di vita (0-6).
Qualora non bastasse possono
essere utilizzate anche nella
fase del ‘primo annuncio’ ai genitori quando inizierà il percorso di completamento di iniziazione cristiana per i figli.
Appena sarà possibile verranno pubblicate anche alcune
schede di educazione del “senso religioso” del bambino, così
come illustrato dal primo volume dei catechismi CEI Lasciate che i bambini vengano a me.
L’altro blocco, dal titolo Evangelizzare il Battesimo, sono molto più schematiche, apparentemente più semplici. Offrono comunque molti spunti di domande e risposte che favoriscono un
uso più immediato nella preparazione del rito e della celebrazione del Battesimo, ma che
possono essere opportunamente utilizzate anche nel percorso dei fidanzati, qualora ormai
prossimi al matrimonio.
Tutti questi sussidi verranno
quanto prima arricchiti da una
lunga nota dell’Ufficio Liturgico con indicazioni precise per la
liturgia del Battesimo, secondo
le prescrizioni e norme dei
praenotanda del rituale.
Tutto il materiale offerto sul
sito diocesano può essere illustrato dai responsabili degli
Uffici competenti nelle diverse
zone pastorali o parrocchie,
qualora ce ne venga fatta richiesta.
BATTISTA RINALDI
P A G I N A
8
CHIESA
CHIESALOCALE
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 19 DICEMBRE 2009
CONVEGNO DIOCESANO DELLA VITA CONSACRATA
IL RUOLO DEI RELIGIOSI
NELLA CHIESA LOCALE
«
B
ello insieme,
belle diversi». È una
delle frasi significative
che il vescovo Diego
Coletti, lunedì 30 novembre, ha detto al Convegno della Vita Consacrata diocesana tenuto a Nuova Olonio nella
Casa Don Guanella, per
una iniziativa particolare. Si è trattato, infatti,
di una “tappa intermedia”, riguardo quelle piste di riflessione emerse dalla Cei in preparazione al Convegno nazionale che, nel prossimo
marzo, tratterrà a Roma
il tema “La Vita Consacrata nella Chiesa locale”. Tappa che, a livello
di base, ha impegnato
anche in diocesi, religiosi, religiose e Istituti secolari in uno studio sistematico da far sfociare in
una possibile sintesi per
la Commissione mista
centrale. Al di là della
inevitabile burocrazia, il
prezioso appello all’unità fra le tre realtà, è riuscito.
«Perché – ha detto il
Vescovo – si può scorgere in tante diversità la
fantasia dello Spirito». E
ha aggiunto soddisfatto:
«Questa è la mia gioia;
la diversità dei vostri
carismi, doni dello Spirito, che si incontrano
anche in modo visibile e
si fondono per fare ricchezza». È toccato, poi,
a don Attilio Mazzola,
vicario episcopale per la
Vita Consacrata, presentare la sintesi delle numerose relazioni a lui
recapitate, per condurre
un lavoro davvero arduo, non certo cesellato,
però colmo di riflessioni
sincere, utili per dare
qualità all’essere Chiesa
tutti insieme. Le domande erano tante, anche complesse; spaziavano dalla revisione dei
carismi, alla loro presenza concreta nelle diverse forme di missione in
diocesi, alla responsabilità di un serio annuncio
della Vita Consacrata,
con tutti i problemi connessi, e – irrinunciabili
– curiosi interrogativi
riguardo la conoscenza,
la collaborazione, i rapporti tra la Vita Consacrata e la Chiesa locale,
e anche con gli altri soggetti della realtà ecclesiale. Le risposte, pure
tante, e azzeccate, capaci di trasmettere situazioni reali, esperienze,
fatiche, speranze, con le
inevitabili differenze;
perché se la “vocazione
secolare” non è la “vocazione religiosa”, è però
sempre la stessa sequela di Cristo che impegna. Qualche risposta ha
rivelato la difficoltà di
dialogo, la pesantezza di
strutture da gestire, la
sensazione di indifferenza o di strumentalizzazione nei riguardi della
vocazione
religiosa,
però, nonostante qualche “sfilacciamento di
rapporti”, con prudenza
registrato, si è percepito che il senso di appartenenza alla Chiesa locale è ritenuto un valore. Specialmente nella
replica è emersa la necessità di maggior conoscenza fra i vari Istituti,
sia maschili che femminili, che operano in diocesi per un corretto superamento della autoreferenzialità. Diventa,
poi, più facile proporsi
con le proprie specificità. Buono il suggerimento di imparare a “dire la
Chiesa” più che “dire se
stessi”; sportivo, pur serio, il paragone delle cabine delle funivie che
corrono sullo stesso filo,
ma ciascuna per conto
proprio. È stato, poi, il
Vescovo a raccogliere
tante provocatorie istanze, per scioglierle, con la
sua capacità dialettica,
con la sua autorevolezza di pastore, in punti
fondamentali da ricordare. Il metodo sinodale,
che unisce, fonde, lega in
comunione, deve diventare in diocesi sempre
più punto di riferimento
per insegnare a pensare
meglio. I cambiamenti
devono essere considerati come stimoli positivi
per un continuo aggiornamento a fronte di tante nuove esigenze incalzanti; i “nativi digitali”
bussano anche alle porte della Vita consacrata.
La componente femminile deve sentire il suo
compito rinnovato, in
piena
fedeltà
alla
radicalità, in peculiare
capacità di accompagnamento. La “speciale consacrazione” vuole evitare l’autoreferenzialità
per il bene di tutti; far
rivivere i voti come maniera splendida di testimonianza, come beatitudine; fa sentire le strutture fondamentali della
Chiesa, non come sistema, ma come relazione
fra persone; può incarnare meravigliosamente
la pastorale della santità. Nuove forme di consacrazione che, in que-
sti anni recenti, si sono
affacciate anche nella
Chiesa locale comense,
sono da conoscere nella
loro autentica identità;
occorre magari correggerne, da una parte,
“l’arroganza neofita”, e,
dall’altra, “la diffidenza
ecclesiale”. Sempre a
giudizio del Vescovo,
«questa presenza così
numerosa è un chiaro
segnale di ripresa… è
l’inizio di un gioioso mattino, che fa ben sperare». E come non ricordare quel simpatico “pranzo in piedi” fatto a mo’
di pellegrini, imparato
dai fratelli maggiori
ebrei, pronti per la partenza, preparato con
cura da sagge donne della parrocchia?
Adesso “tanto lavoro”
diventa patrimonio comune, dialogo aperto,
nuovo pensare; con quello delle altre diocesi italiane diventa ricchezza
sempre più consistente,
per animare il Convegno
nazionale della prossima
primavera; soprattutto
per dare nuove prospettive alla Vita Consacrata, nuove speranze alla
Chiesa. Tornando a casa,
dopo una giornata così
intensa, frati, padri, suore, secolari, perfino l’eremita della Valtellina, si
devono esser sentiti più
motivati. Ma anche
fondatori e fondatrici dei
loro Istituti possono essere soddisfatti perché è
nella comunione che si
costruisce la Chiesa.
Questo Convegno vuole
esserne una prova.
CIA MARAZZI
CONGREGAZIONE DI GESÙ SACERDOTE (PADRI VENTURINI)
UNA GIORNATA PER TE
Giornate bimestrali di spiritualità per sacerdoti, presso Villa Iride, Via
Mapelli, 57 – loc. Selasca - Intra, Verbania. Giornate per “stare”con se
stessi in unità di mente e cuore per facilitare l’ascolto di quanto lo Spirito,
la vita, il ministero… ci stanno dicendo per sperimentare/rafforzare la
qualità umana ed evangelica delle relazioni.
Un’equipe di sacerdoti e fratelli della comunità animerà le varie parti
dell’incontro secondo le specifiche competenze. A chi partecipa è chiesta
la disponibilità a mettersi in gioco e la propensione alla continuità sugli
appuntamenti successivi (concordati insieme al resto del gruppo, max 15
partecipanti).
Quota di partecipazione: 50,00 euro per i due giorni.
Primo incontro: 18-19 gennaio 2010.
CONGREGAZIONE DI GESÙ SACERDOTE
DIOCESI DI PADOVA – ISTITUTO SAN LUCA
NELL’ANNO SACERDOTALE UN DONO PER I PRESBITERI
ROVERÈ UN TEMPO PER TE
ITINERARIO SABBATICO PER SACERDOTI
VERSO L’UNITÀ DI VITA
•
•
24 gennaio – 13 febbraio 2010, Sporthotel Olimpo, Garda (Vr)
18 luglio – 7 agosto 2010, Casa incontri diocesana, Roverè (VR)
«Venite in disparte». Gesù rinnova anche a te l’invito rivolto agli apostoli che ritornavano affaticati. Potrai trovarti insieme ad altri preti nel nome
del Signore e sarà riposo, salute, unificazione di vita: una sosta che ti
consentirà di riprendere con nuova lena la Sua missione. Potrebbe essere
questo il dono che ti concedi nell’anno sacerdotale.
Per ulteriori informazioni e per l’iscrizione ci si può rivolgere a padre
Gian Luigi Pastò (Congregazione di Gesù Sacerdote - via Giardini, 36 38100 Trento - cell. 349 3295580) o a don Giuseppe Toffanello (Istituto San
Luca - Seminario Vescovile, via Seminario, 29 - 35122 Padova – cell. 333
7280888). L’iscrizione comporta un colloquio di chiarimento delle attese
della persona e degli obiettivi della proposta, in data e luogo da concordarsi.
La quota richiesta, comprensiva di vitto, alloggio, sussidi e spese di gestione è di 1.300 euro . Qualora ci fossero situazioni di difficoltà economica, lo si faccia presente e si troverà l’aiuto necessario.
Informazioni più dettagliate si possono trovare sui siti:
Congregazione di Gesù sacerdote, http://www.padriventurini.it
Diocesi di Padova - Istituto san Luca, http://www.istitutosluca.it
P A G I N A
9
CHIESA
VISIT
AP
ASTORALE
VISITAP
APASTORALE
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 19 DICEMBRE 2009
Dal 4 all’8
dicembre il
vescovo
Diego Coletti
ha visitato le
parrocchie
della
Valdidentro
in Valtellina
Superiore.
Riviviamo
quei giorni
partendo
dalle
comunità di
Isolaccia e
Pedenosso
IL VESCOVO A BORMIO
27-28-29 NOVEMBRE
L
a visita pastorale del
Vescovo si è svolta
nelle parrocchie del
Comune di Valdidentro partendo da venerdì 4 dicembre fino a domenica 6 dicembre accompagnata da un grande entusiasmo
da parte di tutte le comunità
parrocchiali. Mons. Coletti ha
mostrato grande vitalità durante tutti i suoi incontri con
le diverse realtà parrocchiali
evidenziando in ogni occasione grande umanità, affabilità
e disponibilità. Le sue parole
e le sue riflessioni hanno profondamente toccato il cuore di
tutti coloro che hanno avuto
il piacere di ascoltarlo creando sicuramente validi spunti
di riflessione e di aperto e sincero confronto. Dopo l’incontro formale con le autorità
della Valdidentro, il Vescovo,
è stato accolto dai bambini
della Scuola dell’Infanzia che
hanno voluto donare un artigianale “Pastorale”. Nell’ incontro con la comunità apostolica di Isolaccia, mons. Diego Coletti ha posto l’accento
sull’amore del prossimo che
deve animare ogni cristiano
nel suo cammino di fede poiché è l’unico mezzo per diventare autentica comunità viva.
Fondamentale inoltre è la lettura e meditazione della Parola di Dio unico vincolo per
diventare veri operatori di
pace. Di grande significato la
VALDIDENTRO...
raffigurazione posta sulla porta di ingresso della chiesa parrocchiale di Isolaccia mediante la quale la comunità ha voluto, mettendo tante orme di
piedi e di mani, far capire al
vescovo che “…passo dopo passo cammineremo con te mano
nella mano”. Momento sicuramente più celebrativo è stata
la Cresima di 21 ragazzi svoltasi in parrocchia domenica
pomeriggio. Grandi momenti
di condivisione soprattutto
durante l’omelia quando il vescovo ha ricordato ai ragazzi
l’importanza del momento
della Cresima che, se affrontato con giusta serietà e sotto
la luce della Parola, può essere utile a dare la giusta direzione alla propria esistenza.
Poi rivolgendosi all’intera comunità ha rinnovato l’invito
ad una vita di comunità più
partecipata, viva e attiva.
L’ultimo momento di incontro
è stato tenuto con i giovani
sposi di tutta la Valdidentro a
cui mons. Coletti ha ricordato la necessità di donarsi all’altro, vera medicina per la
costruizone di una coppia cristiana.
LA COMUNITÀ DI ISOLACCIA
IL “CELLULARE”
DI GESÙ’
Una bambina ha dato il benvenuto consegnando al Vescovo un cartellone sul quale era
disegnato un grande cuore con
la firma di tutti i ragazzi e il
Vescovo ha sottolineato l’importanza dell’essere chiamati
per nome. Due bambini hanno
portato una croce fatta con le
mollette di legno. Il Vescovo ha
accolto con gratitudine il dono,
ringraziato tutti i bambini del
catechismo e ha sottolineato
che ognuno deve imparare ad
affidare alla croce le proprie
sofferenze, gli impegni, i successi, e gli insuccessi. Con il
canto “Mattone su mattone
viene su una grande casa” ci
ha aiutato a capire che senza
la fatica non si costruisce niente. Mons. Coletti ha chiesto ai
bambini: “Chi è e cosa fa un
Vescovo?” Nel raccogliere le
spontanee risposte dei bambini il Vescovo ha evidenziato che
lui è l’amico di Gesù, il successore di Pietro, il Servo di tutti,
quello che “lava i piedi” come
ha fatto Gesù. Dopo il canto
“Dio ha bisogno di me…, di
te…, di noi… io ho bisogno di
Dio”, il Vescovo, con grande
semplicità ed esempi, ha risposto ad alcune domande poste
dai ragazzi. Un’ultima domanda è stata posta dal Vescovo ai bambini: “Qual è il
cellulare di Gesù?” La risposta
esatta è: il Vangelo! Il Vangelo
va letto, meditato e messo in
pratica. L’incontro è terminato con una foto ricordo. Un grande grazie riconoscente per tutto quello che il Vescovo ci ha
detto e per il bene che ci vuole.
LE CATECHISTE
S. Martino e Urbano di Pedenosso
La comunità parrocchiale e il parroco don Andrea
Cusini hanno accolto il Vescovo al suo arrivo in
piazza S. Martino. Presenti numerosi membri del
gruppo Alpini e della Gioventù con cui il Vescovo si
è intrattenuto per un momento di saluto. Quindi
la folla si è incamminata verso la chiesa parrocchiale dei SS. Martino e Urbano dove è stata letta
una lettera di benvenuto. A concelebrare era presente anche don Bruno, pastore della vicina comunità di Premadio e parroco in solido nonché responsabile della catechesi a Pedenosso fino all’arrivo di don Andrea. Durante la messa il Vescovo
ha amministrato il sacramento della confermazione a sette ragazzi spiegando che il motivo della
visita è “esprimere l’amore di Dio per noi, manifestarlo”. Il nostro pastore si fa portavoce del profeta Baruk: noi, come Gerusalemme, la città vista
come una donna vestita a lutto, dobbiamo rialzarci, indossare il diadema, rivestirci di gloria, volgerci verso Oriente, Dio spianerà per noi la strada.
Il Vescovo ci ha rivolto un suo interrogativo: “Se
l’amore del Vescovo, che è un peccatore, per noi è
grande, come sarà l’amore di Dio (che è morto per
noi) nei nostri confronti?” All’amore gratuito di Dio
dobbiamo rispondere gratuitamente. Ed è questo
che facciamo ogni volta che partecipiamo con animo sincero alla messa. Siamo come la sposa
(Gerusalemme) che si veste bene per incontrare il
suo sposo (Dio). Perché la veste viola? Perché siamo in Avvento, tempo di attesa e anche di sofferenza, c’è trepidazione. Ogni volta che partecipiamo alla messa dovremmo vivere questa trepidazione, questa voglia di arrivare al Signore. La gioia vera sta nella Comunione con il Signore che è
amore. I cristiani hanno un modo nuovo di vivere
la fede: essi riconoscono, ascoltano, imitano Gesù
perché da Oriente spunti la luce e tutti la possano
vedere. I 7 ragazzi che ricevono la confermazione
sono il sale e ci aspettiamo di essere illuminati e
insaporiti dall’amore di Dio.
Conclusa la celebrazione eucaristica il Vescovo ha
incontrato la Comunità Apostolica nel “Salone dell’Immacolata”. “Perché chiamarlo incontro con la
Comunità Apostolica? Perché c’è l’interesse del
Vescovo ad incontrarla?” Queste le domande con
le quali il Vescovo ha esordito, proseguendo spiegando che “il Vescovo ha paura che nella parrocchia si creino dei gruppi che prevalgano sugli altri”. “Comunità mandata” questo vuol dire Comu-
nità Apostolica. L’apostolo è colui che è stato mandato. Chi dà una mano alla parrocchia non deve
pensare di essere un cristiano “di serie A”, quindi
migliore, privilegiato. “Chi è chiamato a fare il
primo deve farsi ultimo! Se Dio ci ha dato un privilegio dobbiamo considerarlo e viverlo come una
responsabilità”. È necessario, ha spiegato mons.
Coletti, intraprendere iniziative missionarie anzitutto nel nostro paese: mostrare sensibilità e
uno stile di vita cristiano a Pedenosso, prima che
nel resto del mondo. Una delle problematiche che
affliggono la nostra parrocchia è l’assenteismo dei
giovani alla messa domenicale. Mons. Coletti ha
detto che di ciò dobbiamo ritenerci responsabili,
perché dovremmo essere più umili e condividere
la gioia di essere cristiani con tutti i nostri fratelli. Noi dovremmo essere luce e sale della terra e
richiamare tutti coloro che ci vedono. Mostrare
quanto è bello essere cristiani, tanto da renderlo
contagioso. “Da questo sapranno che siete miei
discepoli: se vi amate gli uni gli altri come io ho
amato voi”. Solo così, inoltre, abbandonando la
nostra veste di cristiani inconsistenti, sarà possibile vincere la paura che abbiamo nei confronti
di coloro che non la pensano come noi o professando altre religioni. Da qui la provocazione: “Può il
Vescovo permettere che si celebri l’Eucarestia in
un paese in cui lo sport principale è il litigio? Dio
ha creato l’uomo e la donna per seminare amore
nel mondo!!!” Chiunque si avvicina ad una comunità cristiana dovrebbe sentire che ci sono delle
persone che si sono disposte a donarsi per i più
bisognosi. Si tratta di una missione non facile da
compiere ed è per questo che abbiamo costantemente bisogno di incontrare Dio, perché da soli
non siamo capaci di provare un tale amore. Amare per un cristiano non vuol dire sentirsi bene con
il prossimo, ma essere disposto a fare qualsiasi
cosa per l’altro donandosi completamente. Terminato l’incontro ci si è spostati alle Pradelle per
la cena che ha chiuso la visita nella parrocchia dei
SS. Martino e Urbano di Pedenosso. Si è trattato
del momento più conviviale e festoso della visita,
reso possibile dalla disponibilità di alcuni parrocchiani.
Ora ci si auspica che si apra per noi un percorso
all’insegna dell’innovazione, del rinnovamento
prendendo spunto dalle parole del nostro Vescovo
durante questa intensa giornata.
P A G I N A
10
La visita
pastorale
non lascia
dietro di sé
solo il
ricordo di un
incontro, ma
anche
spunti,
riflessioni e
talvolta
provocazioni
per le
singole
parrocchie
e le zone.
Ecco come
prova a
raccoglierle
la comunità
di Semogo
M
i sembra giusto
battere il ferro
mentre è caldo e
raccogliere qualche provocazione
lanciata dal Vescovo. Sottolineo quindi alcune idee, che
ritengo importanti per tutti,
come un invito a portare
avanti il discorso iniziato.
Al Consiglio Pastorale il Vescovo ha fatto notare che non
sempre tra i membri di una
comunità si ha la stessa idea
di Chiesa. Quindi più saremo
concordi nell’avere un’idea di
Chiesa, più saremo capaci di
“consigliare”. In modo esplici-
CHIESA
VISIT
AP
ASTORALE
VISITAP
APASTORALE
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 19 DICEMBRE 2009
IL VESCOV0 A SEMOGO
I FRUTTI DI UN
INCONTRO
to ha chiesto: “Siamo tutti
d’accordo su ciò che c’è a fare
la Chiesa? La Chiesa esiste
per salvare le anime oppure
per rendere visibile il Vangelo di Gesù?”
Altro accenno è stato fatto
a riguardo del C.P.P. in quanto organo solo consultivo e
non deliberativo, una storia
che si sente dire e che va chiarita. Il Consiglio Pastorale
Parrocchiale ha lo scopo di
costruire consenso. Bisogna
che ciascuno abbia il coraggio
di dire il suo parere arricchendolo di tutte le motivazioni
possibili. Quando questo non
succede è meglio rinviare la
discussione.
Un’altra idea interessante è
quella del C.P.P. più come un
“pensatoio” che un organismo
di attuazione pratica. Il suo
compito è quello di elaborare
proposte, mentre è la Comunità apostolica che dovrebbe
attuare praticamente le linee
elaborate dal C.P.P.
Da questi brevi cenni mi
sembra che i primi ad essere
coinvolti siano proprio i membri del C.P.P. chiamati appunto a prendere coscienza del
servizio a cui sono stati designati.
Parlando alla Comunità apostolica il Vescovo spiegava che
oggi stiamo passando da un
cristianesimo per tradizione,
per caso, a un cristianesimo
per scelta. A questo proposito
il Vescovo affermava che la
nostra comunità ha una grande responsabilità, in quanto
dalla relazione presentata affiora che è una realtà ricca.
Ma il passaggio ad una fede
adulta e matura non avviene
senza fatica. Anche a riguardo del dialogo (e per fortuna
siamo diversi!!) ha fatto notare che noi cristiani siamo
chiamati alla comunione tra
diversi e non per esclusione.
Perché l’unità per esclusione
e “per frullato” è facile e son
capaci tutti. La realtà decisiva nel cristianesimo è la Trinità: comunione nella diversità. Nella comunità ecclesiale bisogna cercane di diventa-
re “casa e scuola di comunione”.
Qualità cristiana della fede
della nostra gente. Girando
per la diocesi il Vescovo si chiede se tutti quelli che vanno in
chiesa e frequentano sono
“buoni cristiani”. Non basta
credere in Dio, perché se ci
chiediamo “Chi è?” allora non
siamo più d’accordo. Altro test
per una qualità cristiana della fede è chiedersi qual è il
contenuto preciso della volontà di Dio. Per il cristiano Dio
non vuole solo il bene e tanto
meno ciò che succede…, ma
vuole che ci amiamo come
Gesù ci ha amati, vuole che
entriamo tutti in Gesù. Da qui
deriva che la comunità cristiana non è semplicemente un
insieme di persone, ma le persone unite dallo Spirito santo
che ripresentano la possibilità di amarsi con lo stesso amore d Gesù.
ch’io che sono piccolo ho capito, tante persone grandi parlano difficile”.
ce così tutti i bambini ti capiscono. Buon Natale e ti aspettiamo ancora a Semogo perché è stato bello incontrarti e
ascoltarti. Preghiamo Gesù
perché ti aiuti nel tuo girare
nelle parrocchie a conoscere
tutti i tuoi amici. Passa tanti
bei momenti anche nelle altre parrocchie.
Ciao da tutti i bambini e ragazzi dell’A.C.R di Semogo insieme alle educatrici.
DON GIANFRANCO CIAPONI
UN’INTERVISTA SPECIALE AI RAGAZZI DELL’ ACR
“PARLANDO CON IL SORRISO”
Qual’ è la prima impressione che hai avuto incontrando il vescovo Diego?
“È un grande simpaticone;
era contento di incontrarci; ci
ha imitato quando sventolavamo i foulard, lui però con il
suo fazzoletto bianco; anche se
è una persona importante stava con noi con semplicità; vedere il Vescovo Diego così contento e gioioso mi ha riempito il cuore di gioia ed ero contenta anch’io”.
Cosa ricordi dell’incontro fatto in chiesa?
“Dopo averlo accolto, con il
canto composto da noi, siamo
andati in chiesa e gli abbiamo
fatto delle domande. Il Vescovo ci ha risposto con parole
semplici, con battute che ci
hanno fatto ridere e con profondità. Ci ha parlato della sua
vita dai sentimenti che ha vissuto quando ha fatto la prima
confessione, la prima comunione, quando ha comunicato
ai genitori il desiderio di di-
ventare sacerdote. La mamma gli ha detto: “Mi rassegnerò”. Poi , dopo aver pregato
tutta la notte, ha scritto un
foglietto: “Mi sono espressa
male ieri sera, non mi rassegnerò ma ti aiuterò e ti accompagnerò”. Il papà invece non
era convinto che rimanesse in
seminario perché quando
mangiava scartava il grasso
della carne. Ci ha detto della
chiamata a Vescovo da parte
del Nunzio apostolico e di papa
Giovanni Paolo II che ha accolto il suo sì. Il Vescovo ha
detto che per prepararci a ricevere la Cresima dobbiamo
pregare, leggere il Vangelo,
partecipare ai sacramenti.
Che bello pensare che anche
il Vescovo da piccolo si annoiava a messa, anche a me a
volte succede.
Qual è la parola, il messaggio che ti è entrato nel
profondo del cuore?
“Non devo avere paura
quando vado a confessarmi.
Dio è un papà non devo avere
paura di Lui. Sono contento
che il vescovo Diego vuole
bene a noi ragazzi e bambini.
A messa il Vescovo è andato a
fare la pace agli ammalati in
carrozzella, ho sentito tanta
tenerezza nel mio cuore e mi
ha fatto capire che devo fare
qualcosa anch’io per loro. Non
ho mai pensato che il Vangelo
è il cellulare di Gesù; il vescovo Diego ha detto che lo dobbiamo leggere tutti i giorni
così è come se telefoniamo a
Gesù, ci sintonizziamo e siamo in onda con Lui come il
nostro slogan di A.C.R. Se invece non apriamo il Vangelo
e non lo leggiamo è come se
Gesù ci chiama ma trova sempre occupato perché noi facciamo altro. Dio è un papà che
ci perdona e ci ama sempre,
non dobbiamo dubitare o aver
paura di Lui. Il Vescovo è innamorato di Gesù, l’ho capito
perché parla con il sorriso, con
tanto amore e è sempre contento. Parla semplice che an-
C’è un augurio che vuoi
donare al vescovo Diego?
Caro vescovo Diego, adesso
che sei nostro amico ti auguriamo di continuare ad essere allegro e felice, di non stancarti mai di essere Vescovo
della nostra diocesi; continua
il tuo lavoro parlando sempli-
“Gesù è nato da Maria, una ragazza che abitava in un paese sperduto,
una donna ne ricca ne famosa, ma solo piena di fede. Quando l’Angelo
le ha chiesto di diventare madre di Gesù anche lei ha avuto paura ma
aiutata dalla fede ha accettato. Per Adamo ed Eva non era stato così,
non si sono fidati di Dio ma si sono fidati del serpente. Gesù ci insegna
che fidarsi, avere fede è l’unica strada che ci porta a Dio Padre e Lui ce
lo ha insegnato aprendo le sue braccia sulla croce perché ci ama.
Questa visita pastorale mi ha dato grande gioia perché ho capito che
seguire Gesù è impegnativo ma ci rende felici come ho visto gioioso il
nostro Vescovo Diego perché si capisce che ama tanto Gesù”. (Riccardo
Sosio, riflessioni sull’omelia del vescovo Diego nel giorno dell’Immacolata).
“L’incontro con il Vescovo è stato stupendo. Quando il Vescovo è uscito
dal balcone di don Gianfranco, vedendo noi sventolare il foulard del
grest anche lui ha preso il fazzoletto e lo sventolava come noi.
Ci ha colpito quando ha raccontato la storia come ha fatto a diventare Vescovo e che cosa hanno detto i suoi genitori. Dobbiamo dire che ci
siamo un po’ commossi!! Comunque è stato una gioia vederlo così
felice e sorridente in mezzo a noi!” (Martina, Michela, Mauro, Silvia,
Giulia, Alex, Aurora, Romina, Vanessa, Alessia).
Venerdì 4 dicembre, la scuola dell’infanzia di Isolaccia è stata allietata dalla visita pastorale. Il Vescovo è riuscito immediatamente a catturare l’attenzione dei bambini
fingendo di nascondersi sotto il suo ampio mantello. Il Vescovo è rimasto colpito dalla spontaneità dei bimbi e ha commentato “Questi bambini respirano un’aria serena e
gioiosa!”. I bambini hanno donato al Vescovo un semplice bastone ma con un grande significato per dire a lui che è e sarà sempre il nostro pastore.
CHIESA
VISIT
AP
ASTORALE
VISITAP
APASTORALE
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 19 DICEMBRE 2009
Il Vescovo ha
visitato
anche la
parrocchia di
Premadio.
Ecco come la
comunità ha
vissuto questi
giorni e a
seguire,
alcune
riflessioni a
“caldo” dalla
Valdidentro
dopo la
partenza di
mons. Coletti
«
C
hi viene a trovarvi oggi all’Asilo?”,
chiede la mamma
alla sua bambina,
“L’amico di don
Bruno”, risponde la piccola.
Questo è successo venerdì 4
dicembre al mattino. Alla sera
la mamma ritorna alla carica: “Allora racconta, chi è venuto?” gli risponde gioiosa la
bambina: “Un nuovo amico!”.
La mamma sapeva chi fosse
questo nuovo amico, non un
bambino nuovo, stabilitosi a
Premadio o a Pedenosso di
recente, ma il Vescovo in visita pastorale che ha passato
una mezz’ora con i bambini
della Scuola dell’Infanzia di
Premadio. Ed è stata subito
amicizia senza ipocrisia ma
con semplicità e tenerezza.
Più tardi il Vescovo ha incontrato i confratelli del S. Sacramento, gli alpini ed i volontari che danno un po’ del loro
tempo alla parrocchia. Tutto
sta qui, un po’ di storia, le
ILPREMADIO
VESCOVO A BORMIO
27-28-29 NOVEMBRE
varie attività, ma soprattutto
l’accorgersi che è bello servire il Signore nei fratelli, tanto più se è il Vescovo che fa
riscoprire in loro questa disponibilità e quindi alla fine li ringrazia. Ma fuori c’era uno
sciame di ragazzi scatenati
che giocavano nella neve, a
malapena tenuti a freno da
catechisti e animatori: fremevano per l’incontro atteso. E
hanno dimostrato il loro fresco entusiasmo nello stare con
il nostro Vescovo con la semplicità dei ragazzi ma anche
con la curiosità profonda
espressa con domande sottili
e coinvolgenti. Alla fine un bel
dono “perché al Vescovo, che
non ha famiglia, chi porta i
regali a Natale?”, ma è chiaro: i ragazzi di Premadio!
Questa gioia dell’incontro è
stata portata anche nella messa partecipata e seguita da piccoli e grandi, coscienti che era
VALDIDENTRO...
P A G I N A
11
I NEO-CRESIMATI
Essere cresimati dal Vescovo
è stata per noi una grande gioia: lunedì alle ore 15 abbiamo
accolto il Vescovo sul sagrato
della chiesa e, da subito, siamo stati coinvolti in un momento speciale, che segnerà la
nostra vita. Poi mons. Coletti
ci ha parlato personalmente,
rendendoci più consapevoli del
passo che stavamo per compiere. Ci ha consegnato una piccola lettera da conservare per il
dopo-cresima. Contiene alcuni
consigli che senza dubbio ci
verranno utili per rinfrescare
il nostro cuore, tenendo vivo ciò
che, nel sacramento della
Confermazione, promettiamo.
Durante la celebrazione
Eucaristica eravamo un po’
agitati, ma l’omelia del Vescovo ci ha calmati. Infatti ci ha
detto di non avere paura come
era successo ad Adamo ed Eva.
Dobbiamo credere che Gesù è
sempre con noi. Lo Spirito Santo ci illuminerà la strada per
trovarlo e ci aiuterà ad assumere lo stile di Gesù nel nostro modo di pensare, di parlare di agire, di stare insieme.
I RAGAZZI DI SEMOGO
il Pastore che li aiutava a scoprire il centro e lo scopo del
vivere: la conoscenza e il seguire l’esempio dell’amore di
Gesù. Una verità che è stata
ancora sviluppata dal Vescovo
nella serata con la Comunità
Apostolica. Li ha stimolati a
dare senza limiti al Signore ed
ai fratelli interessandosi a
loro. Domenica 6 dicembre,
“Dall’aurora ti cerco...” o quasi...
Eh sì, perché nonostante la neve e il fatto che in altre circostanze a quell’ora molti di noi sarebbero
stati volentieri sotto le coperte, il clima gioioso che si respirava in parrocchia in questi giorni e la
voglia di vivere un momento tutto nostro con il vescovo hanno avuto la meglio. Liberato il piazzale
dalla neve per permettergli di parcheggiare le sue renne, eccoci pronti per le lodi...e se state pensando
a qualche salmo recitato un po’ così, tra uno sbadiglio e l’altro, vi sbagliate. Perché il vescovo ha
saputo coinvolgerci, contestualizzando i vari salmi e offrendo diversi spunti di riflessione. Rispondendo ad alcune nostre domande ci ha parlato del rapporto tra fede e ragione che non si escludono ma
permettono di avere una visione più completa rispetto ad alcune questioni (il come ed anche il perché).
Di fronte ad alcuni nostri dubbi sul come vivere la fede nella nostra realtà e in questo periodo di
transizione, ci ha spronati ad essere cristiani attivi, che seguendo la stella polare e lasciandosi
guidare, non stanno alla finestra a guardare ma “se la cacciano”, non per interesse personale, ma
perché hanno a cuore le persone vicine. Grazie di cuore, caro vescovo, per la tua presenza in mezzo a
noi. La semplicità, la
concretezza, l’entusiasmo con cui hai
saputo darci una vera
testimonianza della
gioia dell’essere cristiani, hanno lasciato il segno.
Vogliamo credere che
il seme che tu hai gettato porti frutto e ci
aiuti davvero a “rendere ragione della
speranza che è in
noi!!!”.
E se non fosse così, se
avessimo ancora bisogno di una “ricarica”...
ti aspettiamo qui,
nella tua seconda
casa!!!
I GIOVANI
alle 11, mons. Diego Coletti,
scortato dai confratelli e accompagnato dal parroco, è sceso nella nostra bella chiesa per
celebrare l’Eucaristia amministrando il Sacramento della
Confermazione a 12 ragazzi.
Ha ribadito il concetto principale della sua venuta per cui
lo ringraziamo di vero cuore:
“Non lasciatevi sedurre dalla
tentazione del comodo, della
moda del momento, o dal voler realizzare la vostra vita per
una bella e redditizia posizione, state sbagliando tutto!
Sforzatevi di seguire l’esempio di Gesù che ci spinge a
metterci sempre e gratis al
servizio degli altri, vicini e lontani. Lo Spirito Santo vi aiuterà in questo sforzo, in questo impegno che rende bella
la nostra vita.
LA COMUNITÀ DI PREMADIO
“Nella vostra vita di coppia si applica ciò che è fondamentale nell’esperienza evangelica, in maniera chiara, visibile,
mostrabile, cioè la lucida, libera, consapevole e ragionata
decisione, che vi lega l’una all’altro, di considerare l’altro
radicalmente più importante di te”.
Con queste parole il Vescovo ha aperto l’incontro con noi giovani
coppie, rispondendo a chi chiedeva qual è il valore aggiunto dell’essere coppia cristiana. Questo è quindi l’aspetto fondante della
nostra vocazione al matrimonio, ma anche di ogni vocazione cristiana: mettere da parte se stessi, per poter amare l’altro con vera
dedizione, pronti se serve a dare persino la vita. Ecco il significato
delle parole prometto di onorarti che abbiamo pronunciato nel
giorno del matrimonio! Questo non rimane però una bella teoria
per innamorati, ma nell’Amore si traduce in scelte concrete di
ogni giorno, nella vita quotidiana della famiglia. Bisogna essere
disposti ad “andare in perdita” in denaro, affetti, tempo, talenti… certi che questa è la strada verso l’autentica felicità! Anche
noi, pur sposi da poco, ci rendiamo conto dell’importanza di questo stile evangelico, ma anche delle tante difficoltà che si incontrano nel cammino… proprio per questo incontrare il Vescovo ci
ha confermato nel “sì” che ci siamo detti e ci ha dato la carica per
proseguire sulla nostra strada verso la pienezza della vita. Il Vescovo ha anche sollecitato le trenta coppie presenti a superare le
fatiche legate alla quotidianità imparando a comunicare, passando da una comunicazione ridotta ai minimi termini ad un dialogo rispettoso dell’altro ma che sappia dire con forza la verità e
correggere. Richiama alla forza dell’essere in due nell’affrontare il
cammino di vita cristiana e a sostenersi e confrontarsi con altre
coppie e famiglie che nella comunità ogni giorno vivono il dono
dell’amore affidatogli da Dio. E’ stato certamente un incontro molto
bello e ricco di stimoli; a noi ora il compito di tradurre le parole del
vescovo in gesti, atteggiamenti ed esperienze che arricchiscano il
cammino delle nostre famiglie e delle nostre comunità.
LE GIOVANI COPPIE
“Ho incontrato il Vescovo, pieno di gioia nel trovarci nonostante, credo, siano stati giorni di fatica e sacrifici per lui. Vedendo tutto questo è nata in me un grande desiderio di questa
gioia. Pensando alle parole del Vescovo, credo mi sono lasciata interrogare dalle domanda: che tipo di fede è la mia? La mia è una “religione” di facciata fatta di leggi, prescrizioni,
obblighi perché “se no vado all’inferno” o invece ciò che guida i miei gesti è l’Amore. Mi continuo a chiedere se mi lascio riempire dall’Amore di Gesù per essere un innaffiatoio d’amore
nella mia famiglia e con ogni persona che incontro. Mi chiedo se l’Amore esageratamente traboccante di Gesù, che abbraccia l’universo sulla croce, riesca a far breccia in questo mio
cuore perché, solo se lo lascio entrare, sarò gioiosa come il Vescovo Diego e le fatiche, i sacrifici, le preoccupazioni non mi spaventeranno. Questo è il “segno” che mi interroga e che mi
ha lasciato questa visita. Lo Spirito Santo, sceso sui nostri ragazzi, interroga anche me e, come ha detto il Vescovo, manterrò fede all’impegno di tenere sempre acceso e vibrante il
“cellulare Vangelo”. Grazie Vescovo Diego per l’umiltà, la vicinanza e l’ affetto che ci ha dimostrato. La Madonna Bella e immacolata la guidi e la protegga”. (Gilda)
“Tanti sono gli aspetti particolari che hanno caratterizzato la presenza del nostro vescovo. È stata notata anche dai cristiani più tiepidi l’immediatezza del rapporto spontaneo con
tutti. Ma ciò che più ci serve è il suo esempio nello sforzo di attuare ciò che fa crescere la comunione tra noi. Ancora una volta ripartire rendendoci conto della ricchezza della comunione
ecclesiale nella varietà dei nostri doni, messi al servizio degli altri senza giudizi e pregiudizi, affrontando le inevitabili difficoltà a imitazione di Gesù”. (Ambrosina)
“Quest’anno in Avvento, insieme a Gesù, abbiamo aspettato il nostro Vescovo. Un pastore che ha a cuore il suo gregge. Doveva contare le sue pecore, vedere se stavano bene, accertarsi
che nessuna cadesse nel baratro del buio, accarezzarne qualcuna tra le più fragili, consigliare a tutte il sentiero più giusto per arrivare all’ovile. Le sue parole sono entrate nelle nostre
menti, ci hanno fatto riflettere e ci hanno preparato per l’altro arrivo: quello del vero Natale, del piccolo Gesù nato per tutto il mondo; di quel Gesù che ha obbedito al Padre per solo
Amore verso di noi. Anche da lei è fuoriuscito un sentimento identico, fatto di amicizia, confidenza e bontà. Le parole che ci ha detto avevano un unico scopo: farci capire che prima
di tutti i valori, le etiche e i comandamenti stessi, ci deve essere amore, quello vero, gratuito e sincero, che ti annulla per l’altro. Essere cristiani vuol dire amare così”. (Armida)
CHIESA
P A G I N A
12
Il
tradizionale
messaggio
d’inizio anno
propone alla
Chiesa una
riflessione
sullo stretto
legame che
esiste nel
nostro mondo
globalizzato
tra l’assenza
di conflitti
e la
salvaguardia
di quanto
ci circonda
pagina a cura
del’Ufficio Diocesano
Pastorale Sociale
e del Lavoro Salvaguardia
del Creato e Stili di vita
Salvaguardia
Creato
SalvaguardiaCreato
del
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 19 DICEMBRE 2009
SPUNTI INTERESSANTI DALLA GIORNATA MONDIALE
«SE VUOI COLTIVARE
LA PACE CUSTODISCI
IL CREATO»
“
S
e vuoi coltivare la
pace, custodisci il
creato” sarà il titolo del prossimo messaggio per la Giornata Mondiale della Pace,
che si celebrerà il 1° gennaio
2010. Con questo tema Benedetto XVI propone alla Chiesa
una riflessione sullo stretto legame che esiste nel nostro mondo globalizzato tra pace e salvaguardia del creato. Già il
Papa nella sua ultima Enciclica “Caritas in Veritate” aveva
dedicato diverse pagine al tema
della salvaguardia del creato,
sottolineando alcuni importanti
passaggi che precorrono il Messaggio: «Ogni lesione della solidarietà e dell’amicizia civica
provoca danni ambientali, così
come il degrado ambientale, a
sua volta, provoca insoddisfazione nelle relazioni sociali. La
natura, specialmente nella nostra epoca, è talmente integrata
nelle dinamiche sociali e culturali da non costituire quasi più
una variabile indipendente. ...
Inoltre, quante risorse naturali
sono devastate dalle guerre! La
pace dei popoli e tra i popoli permetterebbe anche una maggiore salvaguardia della natura.
L’accaparramento delle risorse,
specialmente dell’acqua, può
provocare gravi conflitti tra le
popolazioni coinvolte. Un pacifico accordo sull’uso delle risorse può salvaguardare la natura e, contemporaneamente, il benessere delle società interessate». Con il suo messaggio Benedetto XVI sottolinea con forza
all’inizio di un nuovo anno la
necessità che la tutela dell’ambiente costituisca una sfida per
l’umanità intera: il dovere, comune e universale, di rispettare un bene collettivo, destinato
a tutti. È una responsabilità
che deve maturare in base alla
vastità della attuale crisi ecologica e alla conseguente neces-
alizzato in forma organizzata.
Per informazioni: www.bilan
cidigiustizia.it.
Il Natale porta con sé la
magia del dono. Fedeli alla
tradizione anche noi ci prepariamo a questo appuntamento. Prestiamo attenzione alle
parole non dette, ai desideri
sfumati e scrutiamo tra i
caloghi e le vetrine alla ricerca di un presente originale.
Quale occasione migliore,
allora, delle festività natalizie
per non immaginare un regalo “sostenibile”?
Molte sono le idee che vanno in questa direzione. E non
necessariamente si tratta di
qualcosa di tangibile. Una di
queste può essere quella di
regalare una donazione. Scegliere cioè di investire una
somma in un progetto di solidarietà, nell’acquisto di libri
per bambini indigenti o per
una porzione di foresta da
salvare. Inviando, quindi, un
biglietto al destinatario del
nostro regalo illustrandogli
quanto si ha in animo di realizzare con questa donazione.
Ma è possibile far dono anche di qualcosa di meno ideale e ugualmente sostenibile.
Immaginiamo i biglietti per
un concerto, per una partita
di calcio, per uno spettacolo
teatrale, o per un centro benessere! O ancora: si può pensare a qualcosa di utile, attingendo a prodotti rispettosi
dell’ambiente: asciugamani
in fibra ecologica, oggetti di
cancelleria (di carta riciclata)
salse o marmellate (biologiche
e da mercati locali).
Si sa, però, che il Natale è
soprattutto per i bambini. Per
loro il regalo è un’occasione di
festa. La domanda d’obbligo,
allora, è: esistono giocattoli a
basso impatto ambientale?
La risposta è affermativa.
Se non vogliamo fare del nostro bambino un consumatore prima del tempo bastano
un po’ d’ingegno e fantasia per
costruire divertimenti con
quanto si trova in casa (un po’
come facevano i nostri nonni):
pasta di sale, pasta per modellare (con ingredienti come
farina, sale, lievito). C’è anche
la possibilità di divertirsi preparando a casa l’ormai noto
Didò (due tazze di farina, 1
tazza di sale fino, 1/2 tazza
di maizena, 2 cucchiai di olio,
1 cucchiaio abbondante di
cremor tartaro reperibile in
farmacia, 2 tazze di acqua).
Non sempre, però, è possibile destreggiarsi con quanto
di meglio si trova in casa e,
sotto la pressione dei più piccoli, toccherà anche uscire a
far compere. Occorrerà allora
sapere che gli oggetti di plastica sono prodotti con petrolio e altri agenti chimici, mentre in commercio vi sono giochi atossici ed ecocompatibili
realizzati in legno, cartone o
happy mais (quei cilindretti
di mais colorati che a contatto con l’acqua acquistano
malleabilità). Non mancano
peluche ecologici e realizzati
in fibre naturali, lavabili e
atossici.
In generale la sicureza dei
giocattoli è garantita dall’Unione europea che ha creato il marchio CE. Verificatene
la presenza. Non dimentichiamoci, inoltre, che alcune bambole di plastica e alcuni giochi d’azione sono realizzati in
PVC, tra i tipi di plastica potenzialmente più novici, contenente cloro e ammorbidenti
per renderli più duttili...
ANTONELLA ROSSINI
MARCO GATTI
sità di affrontarla globalmente,
in quanto tutti gli esseri dipendono gli uni dagli altri. La questione ecologica non deve però
essere affrontata solo per le
agghiaccianti prospettive che il
degrado ambientale profila:
essa deve tradursi, soprattutto,
in una forte motivazione per
coltivare la pace. Se la famiglia
umana non saprà far fronte alle
nuove sfide che riguardano
l’ambiente con un rinnovato
senso della giustizia, di equità
sociale e della solidarietà internazionale, si corre il rischio di
seminare violenza tra i popoli
e tra le generazioni presenti e
quelle future. Se si intende coltivare il bene della pace, si deve
favorire infatti una rinnovata
consapevolezza dell’interdipendenza che lega tra loro tutti gli
abitanti della terra.
Sulla scia di questo Messaggio, la Caritas diocesana, l’Ufficio di Pastorale Sociale e del
Lavoro, l’Ufficio Migranti e l’Ufficio Missionario dedicheranno
al tema la tradizionale veglia
per la Pace in programma giovedì 31 dicembre. Essa prenderà avvio alle ore 21.00 dalla
chiesa di S. Provino, sita in
piazza Roma e percorrendo le
vie del centro città arriverà,
dopo 4 tappe nel corso delle
quali ci saranno riflessioni
avendo quale riferimento il
messaggio papale per la pace,
nella chiesa di S. Fedele per un
momento di preghiera. Al termine sarà possibile il brindisi
per l’anno nuovo
BILANCI DI GIUSTIZIA
FAMIGLIE IN RETE PER CONSUMI LEGGERI
’
L
esperienza di Bilanci
di Giustizia nasce da
persone che hanno
l’obiettivo di diventare
“consumatori leggeri”
libere nei confronti del mercato e dei vari condizionamenti
consumistici a cui vengono sottoposte.
L’obiettivo delle famiglie che
aderiscono alla rete di Bilanci
di Giustizia è quello di modificare, secondo giustizia, la struttura dei propri consumi e l’utilizzo dei propri risparmi, cioè
l’economia quotidiana. Parlare
di “giustizia” è impegnativo,
perché suppone un orizzonte
etico condiviso in buona parte
ancora da costruire, ma la sfida è proprio quella di combattere l’approccio consumistico
nella nostra quotidianità, diventando parte attiva nel meccanismo economico attraverso
le nostre scelte di consumo e di
servizi.
Ciò che però contraddistingue
Bilanci di Giustizia è l’idea di
un consumo critico che si possa
realizzare efficacemente solo
insieme, in modo organizzato,
mediante una comunicazione
costante e un’azione comune fra
le famiglie.
Lo strumento ideato per “auto-misurare” il proprio impegno
e per socializzarlo nel movimento e all’esterno è quello del bilancio familiare; lì si rendono
visibili e si quantificano i cambiamenti effettuati nelle scelte
economiche. Una scheda permette di controllare le voci di
spesa mensile con una particolarità: per ogni voce di spesa ci
sono due colonne, una riservata ai “consumi usuali” ed una a
quelli “spostati” (cioè seguendo
criteri di giustizia, eticità e
sostenibilità).
Con la campagna Bilanci di
Giustizia si vuole sperimentare, con un consistente numero
di nuclei familiari, le possibilità di “spostamento” da consumi dannosi per la salute, per
l’ambiente e per le popolazioni
del Sud del mondo, a prodotti
più sani, che non incidono in
modo irreparabile sulle risorse
naturali e che riducono i meccanismi di sfruttamento nelle
regioni sottosviluppate.
Non resta che moltiplicare il
numero delle famiglie che ritengono essenziale esercitare il
“potere del consumatore” a loro
disposizione e contribuire ad
affrontare i gravi problemi dell’umanità attraverso un impegno quotidiano e duraturo, re-
STILI DI VITA
PER UN NATALE
SOSTENIBILE
CHIESA
CHIESAMONDO
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 19 DICEMBRE 2009
P A G I N A
13
LETTERA DI MONS. ALDO GERNA
LASCIATE CHE IL
PRESEPE VI PARLI
D
io ci ama e si é preoccupato di venire a dircelo e provarlo personalmente. A famiglie
e comunità faccio arrivare questo caloroso saluto:
Gesú si manifesti a voi. Un pensiero forte mi accompagna con
insistenza. E’ questo: comportarmi da “emérito’” cioè starmene zitto nelle condizioni a cui
sono stato condotto dagli eventi. Tuttavia non posso dimenticare quanti mi hanno accompagnato in questa lunga giornata
di servizio missionario, oltre 50
anni. Un saluto natalizio a tutti voi si impone come gradito e
piacevole impegno
La rumorosa notizia della proibizione del Crocifisso in una
scuola italiana (o in tutte? ) mi
perturba in continuità. Accompagno con curiosa avidità le
notizie riguardanti le diverse
reazioni scatenate dalla insolente e “miope” sentenza. Parallelamente leggo annunci di feste natalizie già inaugurate in
ambienti ideologicamente ben
distanti dall’Evento divino da
noi celebrato. A che Natale vorranno riferirsi i signori che buttano il Crocifisso come un oggetto scartabile già usato? Una
certezza mi consola: i signori
del tribunale e i pochi o molti
che concordano con loro, non
rappresentano le comunità e le
famiglie in cui siamo nati e cre-
Il Vescovo emerito di
Sao Matesu in Brasile,
orginario di Ponte in
Valtellina ci scrive in
occasione delle
festività natalizie
sciuti. Là, si vive e si celebra
ancora, sia pure in semplicità,
la più preziosa notizia della
vita. Dio ci ama e si è preoccupato di venire a dircelo e provarlo personalmente. A loro,
famiglie e comunità, faccio arrivare questo caloroso saluto:
Gesù si manifesti a voi. Noi celebriamo la nascita di Gesù, il
Nazzareno, nato a Betlemme e
sempre nascente fra noi, quando ci disponiamo a riceverlo, voi
“al freddo e al gelo”, noi nel pieno calore estivo dell’emisfero
Sud. Voi e noi con occhi di fede
e cuore di carne capace di amare, sintonizzati nella stessa lunghezza di onda, nella lingua
della Fede.
Penso a voi con tutta la memoria, capace di unire i molti motivi dell’affetto, della amicizia,
da lunghi tempi coltivati fra
noi. Arrivato alla sera del pellegrinaggio nel mondo, non nascondo una certa nostalgia delle origini geografiche e più specialmente umane. Tale sentimento non soffoca quello più
forte di voler chiudere gli occhi
in questa realtà differente, in
cui vivo da 52 anni. Penso alla
molta Misericordia, alla paziente Bontà, con cui sono stato
trattato in questo lembo enorme di mondo, dove mi sono
adattato senza passare per tribolazioni superiori alle forze
piuttosto ridotte e con tutta la
possibilità di usare, nello specifico servizio missionario, i
doni e qualità positivi ricevuti
in dotazione dalla natura e benevolenza divina. Temo che in
missioni più difficili e complicate, come nella maggior parte
delle missioni dove lavorano i
comboniani. non avrei resistito
tanto. E mi pongo la domanda
se sono stato o no un buon erede delle straordinarie capacità
del Comboni. Lo faccio senza
angoscia e senza invidia. Concretamente, a S. Mateus ci ha
guidato la preoccupazione continua per la crescita della Chiesa locale e per la promozione
umana della gente. Perché non
dovremmo riconoscere che siamo stati benedetti, al punto che
DAL BANGLADESH GLI AUGURI DI PADRE QUIRICO MARTINELLI
Carissimi, tanti saluti dai nostri bambini
insieme ai nuovi arrivati: due caprette,tre
pecorelle e otto cagnolini: tutti nati in una
settimana. (vedi foto sotto) La nostra
famiglia e’ sempre in crescita: 375 sono i
bambini delle elementari che vivono qui con
noi nell’ostello della Missione tutto l’anno
insieme alle 45 ragazze del Centro di Cucito,
alle 12 ragazze del corso di maglieria e alle
12 ragazze del corso di computer. Per non
parlare della fattoria con le mucche, le
capre, i maiali, le pecore, i conigli, le galline,
le anatre reali e quelle normali… Siamo
una grande famiglia dove tutti si danno da
fare… Infatti i nostri ragazzi oltre alla
scuola, allo studio e al gioco, nel pomeriggio
hanno anche un tempo di lavoro nei campi
dove si coltiva la verdura e la frutta e nella
fattoria dove accudiscono agli animali. E’
un lavoro fatto a gruppi, utile, educativo e
anche divertente: dovevate vedere la loro gioia quando sono nati i nuovi cuccioli ! Sono le gioie
semplici della vita che aiutano ad essere anche piu’ buoni gli uni con gli altri. Che bello ! Del
resto il messaggio del Natale con la capanna, i pastori e i greggi nella campagna di Betlemme,
parte dalle cose piu’ semplici e belle della terra per farci guardare al cielo, alla stella, a Gesu’
che viene a portarci la sua gioia e la sua pace. Chiediamo al Signore la grazia di conservare
questo stupore per le cose semplici e belle che ci vengono donate e la capacita’ di guardare in
alto, alle cose che contano di piu’, ma che tante volte sembrano lontane.
IL CENTRO MISSIONARIO DIOCESANO AUGURA UN SANTO NATALE
E UN ANNO NUOVO RICCO DI PACE E DI GIOIA
leggi le lettere di auguri dei missionari sul sito www.centromissionariocomo.it
stiamo battendo in decisa ritirata, con la convinzione di aver
fatto quanto ci toccava fare.
Perciò all’inizio dell’anno 2010,
solo due parrocchie su 18 rimarranno affidate ai comboniani. E
fino a quando? Nella nostra verifica significa che nei 50 anni
di presenza comboniana, la
Chiesa locale é passata dalla
nascita ad una ragionevole autonomia, dentro della realtà
brasiliana, e con la speranza
(speriamo non illusionistica)
che la Chiesa di S. Mateus passi dal ricevere al dare, sia pure
della sua povertà, intendo di
personale . Come vedete in questa lettera mi son dato al lusso
di cenni autobiografici. Non era
il più interessante. In tutti i
casi, non posso chiudere senza
pensare alla profetica Chiesa
del Brasile. L’ho sempre amata, come madre e maestra di
fede impegnata per la causa del
Regno di Dio. Oso dire di non
essermi mai lasciato sedurre da
avventure pastorali di ordine
personale, ma sempre in totale
comunione con la Chiesa locale, nella voce autorevole del suo
episcopato. Non posso dimenticare il Brasile che mi è stato
seconda patria. Ho accompagnato la sua evoluzione in questi 50 anni. Da Nazione del terzo mondo si é molto avvicinata
al primo mondo con tutte le
ambiguità del caso: molta ricchezza in mano di pochi e molta povertà in diversi gradi sulle spalle di molti. Una sola nazione, molti mondi ben differenti di cittadini in situazioni di
estrema diversità.
Le notizie dell’Italia sono migliori ? Ritorno al Natale. Domando: da voi è stato proibito
anche il presepe? Non mi consta. Allora, preparate il vostro
presèpio. Lasciate che vi parli
al cuore. Con fiducia. Nessuno
riuscirà a mandare in esilio su
un altro pianeta, Gesù, l’Amico
dell’anima, il Salvatore del
mondo.
A DUBINO DAL 28 AL 30 DICEMBRE
GIOVANI, SI RIPARTE
T
re giorni, una parentesi nelle vacanze di
Natale per approfondire la dimensione
missionaria della
Chiesa e vivere un’esperienza
di comunione e amicizia con altri giovani della diocesi. E’ questo il senso della tre giorni che
il Centro Missionario Diocesano propone ai giovani dalla
diocesi a Dubino, in Bassa
Valtellina, dal 28 al 30 dicembre. Non un semplice ritiro, ma
l’occasione per tornare a parlare di missione, ascoltando testimonianze e confrontandosi con
alcune realtà sociali della zona.
“Questo percorso – racconta
Gabriella Roncoroni, direttore
del CMD – rientra nel progetto
Strade per Scegliere avviato lo
scorso anno”. Lo scorso anno,
dopo la due giorni giovani e il
convegno missionario, il primo
appuntamento era stato proprio una tre giorni di ritiro a
Como, nella parrocchia di
S.Rocco. Quest’anno, invece, la
scelta è ricaduta su Dubino per
facilitare i giovani della
Valtellina. “Al ritiro – continua
il direttore del CMD - parteciperanno alcuni dei giovani, una
quindicina, che già hanno iniziato questo cammino ritrovandosi mensilmente a Cavallasca
ma la nostra speranza è che
possano partecipare anche nuove persone”. Il ritiro rappresenterà, infatti, la prima tappa del
nuovo anno del cammino missionario di “Strade per Scegliere” che culminerà quest’estate
Riprende dal ritiro
natalizio il cammino
missionario di Strade
per Scegliere. Un
appuntamento
centrale per chi vorrà
vivere l’esperienza
estiva proposta dalla
diocesi nella missione
diocesana in Camerun
con la visita alla missione
diocesana in Camerun. “A questo viaggio – ricorda il direttore – potranno partecipare soltanto i giovani che avranno
compiuto l’intero cammino di
preparazione. Questo significa
che la tre giorni di Dubino così
come i prossimi incontri mensili rappresenteranno una tappa fondamentale per chi ha il
desiderio di vivere l’esperienza
in terra di missione della prossima estate”. Una decisione
presa all’interno della commissione missionaria per sottolineare la necessità di arrivare preparati, motivati e, soprattutto
consapevoli, ad un’esperienza
che non è una semplice vacanza o un viaggio avventuroso in
un luogo esotico, ma un’occasione per vivere la comunione con
la chiesa sorella di MarouaMokolo lasciandosi provocare
dalla missione.
Per iscriversi è necessario
contattare il CMD: 031242193
[email protected]
P A G I N A
Como
CRONACA DI
E
P R O V I N C I A
15
○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○
SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 19 DICEMBRE 2009
UN ANNO DEL CENTRO DIURNO CARITAS
La “casa”
dei senza
fissa dimora
Spenta da poco la prima candelina, è
già tempo di bilanci per questo spazio,
che dall’ottobre 2008 alleggerisce
i senza tetto di una parte del fardello
di disagi che quotidianamente sono
costretti a sobbarcarsi
di SALVATORE COUCHOUD
U
n anno d’incontri
con chi nessuno
desidera incontrare. Spenta da
poco la prima
candelina, è già tempo di
bilanci per il Centro Diurno della Caritas Diocesana, che dall’ottobre 2008
alleggerisce i senza fissa
dimora di Como di una
parte del fardello di disagi che quotidianamente
sono costretti a sobbarcarsi, tra l’indifferenza
generalizzata dei passanti, l’ostilità più o meno palese dei benpensanti e l’esperienza logorante di
una condizione innaturale, fatta di continue e umilianti sollecitazioni di aiuto, di sistematici controlli delle forze dell’ordine, di
anonime giornate trascorse nel rimpianto di quello che non si ha più o nella speranza di quello che
non si avrà mai. L’idea di
allestire uno spazio che
offrisse ai senzatetto, che
deambulano tra un servizio e l’altro della città, la
possibilità di riposare al
caldo nelle rigide giornate invernali, nasceva nell’estate 2008 presso il
gruppo dirigente di Porta
Aperta, la struttura della Caritas che mette a disposizione degli emarginati i servizi essenziali,
vale a dire mensa, vestiario, docce, assistenza sa-
nitaria e legale, e che esattamente un mese fa,
dal canto suo, ha festeggiato il decennale d’attività. L’abnorme incremento dei bisognosi cronici, non solo extracomunitari, registrato in quel
periodo, aveva infatti dato da pensare. Si era così
deciso di creare un luogo
che garantisse, accanto
all’effimero comfort di un
miniristoro a base di tè,
caffè, latte e biscotti reperiti mediante la cortese
collaborazione di solerti
volontari e negozianti
sensibili, l’opportunità di
dialogare, di stringere o
cementare amicizie, di essere accolti con dignità in
locali - forniti per dovere
di cronaca da don Calori,
il parroco delle chiese della Città Murata - attrezzati per il gioco delle carte, la lettura di un libro,
un film su Dvd, la compilazione di un curriculum
vitae per cercare un’occupazione, e soprattutto la
condivisione di momenti
di crescita e qualità. “Le
difficoltà principali”, spiega Cecilia Gossetti, responsabile del Centro di
via Giovio, “le abbiamo incontrate nella fase iniziale, a causa della freddezza - che in qualche caso è
sfociata in malumore e ostentato rifiuto - con cui
il vicinato ha risposto al-
Nella Foto William
l’interno del Centro
Diurno. Accanto uno
dei venditori “comaschi”
della rivista
“Scarp de’ tenis”
l’iniziativa, che è stata
letta come un molesto
tentativo di turbare la
quiete degli altolocati residenti della zona con un
viavai di “straccioni” nul-
latenenti e, ancor peggio,
nullafacenti. Poi però questa riluttanza si è lentamente evoluta in curiosità e attenzione, per infine aprirsi in vera e pro-
pria solidarietà. Se nell’arco di un intero anno
solare al Centro non sono
mai venuti a mancare generi alimentari, capi d’abbigliamento e prodotti per
l’igiene personale, lo si deve appunto alle persone
che vivono e lavorano in
quest’area. Ciò ha permesso di costruire quella
reale atmosfera di amicizia e collaborazione che
costituiva l’obiettivo di
partenza, attraverso la
sperimentazione di esperienze comuni e l’avvio di
percorsi di recupero individuale che hanno dato i
frutti attesi, dalla partecipazione ai corsi regionali per il reinserimento lavorativo alla sinergia con
la rivista milanese “Scarp
de tenis”, che dal luglio
2009 viene venduta domenicalmente nelle parrocchie della diocesi. Innumerevoli sono le altre
cose realizzate (la doccia,
la squadra di football, le
gite nel territorio, etc.),
così come molteplici sarebbero i traguardi, per
ora ancora in cantiere,
che vorremmo centrare,
come i laboratori di formazione, i contatti con le
aziende per la ricollocazione nel mondo del lavoro, e altro ancora. Ma forse la meta primaria da
perseguire è mantenere
la qualità che c’è già. Non
perderla, ma rinvigorirla
e consolidarla sarebbe già
una vittoria”. Cosa aggiungere alle parole della responsabile, se non il
più scontato e banale degli “in bocca al lupo”? Se
quel famoso bilancio è già
in attivo alla prima sostituzione di calendario, ancor meglio andrà il prossimo anno. Se si continuerà a far interagire la dialettica dei bisogni e della
solidarietà, evidentemente.
UNIONE ITALIANA CIECHI E IPOVEDENTI DI COMO. L’ULTIMA DA PRESIDENTE
S. Lucia saluta Mario Mazzoleni
rande festa,
domenica scorsa, presso l’Hotel Continental per l’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti di Como. Grande
festa come da tradizione,
per celebrare, insieme,
Uici e Mac (Movimento
apostolico ciechi), la Giornata del cieco.
Ad accompagnare l’edizione di quest’anno, però,
una novità importante:
l’ultima da presidente di
Mario Mazzoleni, storica
guida dell’Uici negli ulti-
G
mi tre lustri. «Questa è la
mia ultima S. Lucia», così
ha esordito Mazzoleni,
sorprendendo chi, tra i
convenuti, ancora non era
al corrente delle sue intenzioni.
«Vorrei che la giornata
di oggi fosse la festa di
tutti: dei consiglieri, dei
soci, di quanti mi sono
stati vicino in questo cammino. Sono stati quindici
anni di grande intensità
e deciso impegno. Il mio
augurio è che il nuovo
Consiglio sappia intessere rapporti straordinari e
duraturi con chi ci amministra, sia a livello cittadino che provinciale, perché sarà dal consolidarsi
di questi legami che la nostra associazione potrà
trovare nuova linfa per
crescere e rafforzarsi ancora di più».
«In questi 15 anni - ha
proseguito Mazzoleni -,
ma anche prima del mio
arrivo, l’Uici ha saputo
impegnarsi su numerosi
fronti per garantire istruzione, assistenza e l’opportunità di muoversi all’interno del lavoro ai no-
stri soci e non. Abbiamo
promosso corsi di informatica, di orientamento e
mobilità, di scrittura Braille. Abbiamo sostenuto
uno sportello per l’autonomia, oltre che attività
di carattere artistico, culturale e sportivo. Tutte
attività che dovranno proseguire ed essere migliorate in futuro, così da rispondere al meglio alle
necessità dei nostri soci.
In questi anni abbiamo
inoltre organizzato con
Iubilantes e il Lions delle
mostre in S. Francesco e
a Cantù per offrire ai non
vedenti l’opportunità di
poter godere, pur in certa
parte, del fascino dell’arte. Anche in questo caso
si tratta di iniziative che
dovranno avere continuità. Il mondo dell’arte e
della cultura deve aprirsi anche alle nostre esigenze, perché anche i minorati della vista abbiano diritto di goderne».
«Mi faccio da parte - ha
concluso Mazzoleni - per
lasciare spazio ai più giovani, a nuove forze ed
energie, che certamente
apporteranno grande ricchezza all’Unione. Appuntamento dunque al prossimo 17 aprile, quando
l’assemblea dei soci eleggerà il nuovo Consiglio».
Grandi gli attestati di
stima e affetto da parte
delle personalità presenti. La festa è proseguita
con la premiazione degli
iscritti da 50 anni al sodalizio e degli amici dell’Uici, e con un momento
di animazione curato dalla Famiglia Comasca.
Quindi il pranzo sociale
tutti insieme.
CRONACA
P A G I N A
16
Como
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 19 DICEMBRE 2009
TEMPO FINO AL 12 GENNAIO PER LA GARA D’APPALTO
Rifiuti: le novità
per il capoluogo
Molte le novità previste, tra cui:
l’introduzione o il rafforzamento
di undici nuovi servizi, l’incremento
delle frazioni differenti
complessivamente raccolte,
l’avvio della raccolta differenziata
porta a porta, compreso l’umido,
il potenziamento della pulizia
delle strade
di LUIGI CLERICI
Le caratteristiche della raccolta
E
ntro il prossimo 12
gennaio dovranno
pervenire a Palazzo Cernezzi le offerte per aggiudicarsi il nuovo servizio di
raccolta dei rifiuti e pulizia della città i cui contenuti sono stati illustrati
la scorsa settimana dall’assessore all’Ambiente
del Comune di Como, Diego Peverelli. Per la città è
una vera rivoluzione.
DA PRIMAVERA
Per la primavera inoltrata, maggio/giugno, inizieranno le novità che
prevedono anche la raccolta differenziata porta a
porta, oltre ai contenitori
per l’umido da lasciare in
strada, così come avviene
nella maggior parte dei
centri della provincia. Si
tratta di modifiche abbastanza radicali per le abitudini dei comaschi che,
giocoforza, dovranno adeguarsi ai nuovi standard
su questo ambito. Un’operazione, certo, non impossibile. Basta un po’ di buona volontà e la consapevolezza che così si dà una
mano a migliorare la situazione dell’ambiente che
ci circonda. Ma entriamo
un po’ nel dettaglio dando uno sguardo alle caratteristiche del nuovo
servizio di raccolta rifiuti messo in gara, che prevede il ritiro di ben 21 frazioni differenti, (tra quelle a domicilio e quelle che
devono essere conferite
alla piattaforma ecologica), undici delle quali nuove o il cui servizio è stato potenziato rispetto al
passato.
IL PORTA A PORTA
Si procederà alla raccolta porta a porta, in forma
differenziata, della frazione secca (rifiuti indifferenziati), cosiddetto “sac-
co nero”, carta e cartone,
contenitori ed imballaggi
in plastica, lattine e barattoli in alluminio, bottiglie di vetro e la “frazione organica”, cioè il cosiddetto umido: scarti di cucina, frutta, verdura, uova, pesce, carne, ossa, avanzi di cibo, fondi di caffè, filtri di tè e camomilla, ecc. Dovranno invece
essere conferiti presso la
piattaforma ecologica, eccetto il caso delle persone
appartenenti alle categorie protette, pile e batterie esauste, prodotti farmaceutici scaduti o non utilizzati, solventi, coloranti, vernici, prodotti etichettati come tossici o infiammabili, cartucce di
toner, tv e monitor, piccoli elettrodomestici, apparecchi illuminanti, escluse le lampadine ad incandescenza, ed infine le siringhe. Fondamentale sarà, dunque, il servizio di
raccolta attuato con il sistema “porta a porta”, che
avverrà due volte la settimana. Gli incaricati della ditta che si aggiudicherà l’appalto passeranno
casa per casa provvedendo allo svuotamento e alla
raccolta dei contenitori e/
o dei sacchetti. Gli operatori segnaleranno al responsabile del coordinamento situazioni particolari, quali la presenza di
sacchi rotti dai quali siano fuorusciti rifiuti, per la
più rapida rimozione degli stessi e la pulizia dell’area. Per i sacchi neri,
invece, non cambia nulla.
Dovranno essere posizionati dal cittadino a bordo
della strada. Da segnalare il fatto che se il personale impiegato nella raccolta riscontri irregolarità nel conferimento dei
rifiuti (presenza nel sacco di rifiuti oggetto di raccolta differenziata non ri-
Plastica
Carta e cartone
Per soli cittadini residenti in Città Murata, via Cadorna, via
Milano bassa, via Mugiasca e Piazza Vittoria, nonché per le
utenze commerciali ubicate nelle medesime vie, avverrà il
martedì in orario serale (dalle ore 18,30)
Scuole
Avverrà ogni 15 giorni in contenitori
posizionati all’interno della struttura
Utenze
domestiche
Vetro
Frazione umida
spettata, rifiuti di natura
pericolosa non consentita,
ecc.) dovrà darne tempestiva comunicazione, tramite il responsabile del
coordinamento, al Settore competente del Comune, nonché all’utenza, affiggendo sul sacco un adesivo indicante la difformità riscontrata. Caratteristiche particolari, invece,
riguarderanno la raccolta
di plastica, vetro, nonché
di carta e cartone. Ai cittadini verranno forniti
gratuitamente 10mila
pattumierine monofamiliare da 30 lt., 8mila cassonetti carrellati da 120
lt. e 4mila cassonetti carrellati da 240 litri. Il ritiro della frazione umida
avverrà invece due volte
la settimana in sacchi di
materiale biodegradabile
da 10 lt., forniti dalla ditta che si aggiudicherà
l’appalto e dovranno essere posizionati a bordo
strada negli appositi bidoncini monofamiliari o
in cassonetti dagli utenti. Esclusivamente per gli
appartenenti alle categorie protette è previsto il
ritiro dei rifiuti ingombranti che sarà effettuato a seguito di richiesta
scritta presentata dal cittadino al Settore compe-
Sarà settimanale e avverrà tramite
sacchi forniti e poi posizionati dagli
utenti a bordo strada
Sarà settimanale ed effettuato su appositi contenitori
posizionati dagli utenti a bordo strada. Il servizio non inizierà
prima delle ore 8 e terminerà non oltre le ore 14.
Due ritiri settimanali in sacchi di materiale biodegradabile
posizionati a bordo strada negli appositi bidoncini monofamiliari o in cassonetti dagli utenti.
tente del Comune, il quale verificherà l’appartenenza del richiedente alla
categoria (ovvero invalidi
o persone con età superiore a 70 anni). Il ritiro avverrà tramite appuntamento telefonico col cittadino richiedente. Tutti gli
altri cittadini dovranno
autonomamente conferire
i rifiuti ingombranti, con
mezzi propri, presso la
Piattaforma Ecologica
che l’accoglierà in forma
gratuita. L’appalto riguarderà anche la pulizia
del lago che sarà effettuata con il “battello-spazzino” messo a disposizione
dal Comune e concesso in
comodato dalla Provincia,
e anche da un catamarano; sarà effettuata con
una frequenza giornaliera, da lunedì a venerdì, su
due turni (mattina e pomeriggio), sabato mattina
e domenica mattina. Verrà assicurata anche la pulizia delle spiagge, ed in
caso di allagamenti o esondazioni verranno effettuati interventi straordinari.
PULIZIA
DELLE STRADE
Con il nuovo appalto
l’Amministrazione comunale intende dare partico-
500.000 EURO PER IL RESTAURO DEL “PATRIA”
Sarà di 500.000 euro, su un costo totale di 4 milioni, il contributo che Regione Lombardia destinerà al
restauro del piroscafo “Patria”, uno dei pochissimi esemplari di piroscafi a ruota ancora esistenti in Europa. Il suo recupero rappresenta un passo significativo per la riscoperta e la valorizzazione della vocazione
nautica del territorio lariano. Il completamento del recupero del “Patria” è uno dei 72 progetti previsti dall’Accordo Quadro di Sviluppo Territoriale della Provincia di Como, firmato il 31 luglio scorso tra Regione,
Provincia, Comune e Camera di Commercio di Como. Ora, un’apposita convenzione sottoscritta fra Regione e Amministrazione provinciale definirà le fasi per il definitivo recupero del piroscafo. La prima parte
dell’intervento ha permesso di sottrarlo al degrado strutturale in cui versava. Con l’avvio della seconda
fase dei lavori si renderà il piroscafo di nuovo in grado di navigare. Il varo è previsto fra almeno due anni.
lare rilevanza al servizio
di pulizia delle strade
pubbliche cittadine. La
pulizia meccanizzata sarà effettuata mediante
l’utilizzo di autospazzatrici aspiranti, idonee anche all’uso notturno e predisposte anche per l’attività di lavaggio delle strade. È prevista la possibilità di interventi di lavaggio notturno (servizio opzionale a richiesta). Il servizio dovrà prevedere a
regime (dal 2011) l’utilizzo minimo di 6 spazzatrici
aspiranti (rispetto alle
attuali 4) e, ancora una
volta, sarà ripresentato il
divieto di sosta nei giorni
dell’intervento in modo da
consentirne l’effettuazione. Il servizio di pulizia
manuale delle strade sarà eseguito lungo le vie, i
viali, le piazze, le aree destinate a parcheggio e le
aree verdi. Particolare cura dovrà essere dedicata
alle zone ad elevata fruizione turistica e di interesse pubblico, ovvero la
Città Murata, i giardini a
lago, viale Varese, il lungolago, viale Geno, la passeggiata di Villa Olmo ed
il parco di Villa Olmo. Gli
addetti a tale servizio dovranno anche provvedere
allo svuotamento dei cestini porta-rifiuti ed a segnalare al responsabile
del coordinamento situazioni particolari, quali ad esempio - necessità di
ricollocare cestini abbattuti o caduti. Gli addetti
provvederanno anche alla
rimozione dei rifiuti abbandonati, anche nei tondelli delle piante e delle
fioriere. Servizi integrativi di pulizia saranno la
raccolta e smaltimento
delle foglie; la pulizia, il
lavaggio e la disinfezione
di fontanelle e dei servizi
igienici pubblici; la pulizia dei sottopassaggi stradali; la manutenzione delle aree riservate ai cani;
la raccolta delle siringhe;
la pulizia e lo spurgo di
griglie, bocche di lupo e
pozzetti stradali, nonché
delle rogge. Le modalità
del servizio, con l’indicazione dei giorni in cui sarà effettuata la raccolta
dei rifiuti e la tipologia
dei rifiuti, saranno oggetto di un’adeguata campagna di sensibilizzazione
dei cittadini. La campagna, così come previsto
dal bando di gara, prevederà la predisposizione e
la distribuzione di materiale informativo, l’affissione di manifesti, la distribuzione di locandine,
l’organizzazione di incontri con le scuole e la promozione di iniziative sul
ruolo fondamentale dei
cittadini nel corretto sviluppo della raccolta differenziata e della gestione
dei rifiuti, l’esposizione di
materiale informativo
presso tutti i punti di raccolta delle frazioni differenziate, pubblicità sulla
stampa locale e/o spot televisivi. “Tempi di gara e
burocrazia permettendo ha spiegato l’assessore
Diego Peverelli -, l’avvio
della raccolta porta a porta potrebbe essere ipotizzabile per i primi di giugno, però al momento si
tratta ancora di un’ipotesi”. “Il nuovo bando per il
servizio di raccolta rifiuti
- ha spiegato il sindaco
Stefano Bruni - rappresenta un passo importante per la città. Il piano,
che ha recepito gli indirizzi politici del Consiglio comunale, agli effetti pratici si tramuterà in una
bella rivoluzione culturale che porterà i cittadini
a dover cambiare le proprie abitudini”.
LA TARSU
Per quanto riguarda la
Tarsu, ossia la tassa per
lo smaltimento dei rifiuti
solidi urbani, la giunta
delibererà le nuove aliquote la prossima settimana. “Una famiglia che
abita in un appartamento di 110 metri quadri ha proseguito il sindaco l’anno prossimo dovrà pagare 2 euro e 40 in più al
mese (aumento pari al
15%) ai quali, se sarà necessaria un’ulteriore copertura, potrebbe doversi
aggiungere nel 2011 un
altro euro e 60 (aumento
pari al 9%), per un totale
quindi di 4 euro. Si tratta
di cifre importanti, è vero,
ma che sono sostenibili.
Questa, oltretutto, è l’ipotesi peggiore e, probabilmente, con l’entrata a regime del nuovo servizio,
non arriveremo ad un aumento del 24%. Per ragioni tecniche, tuttavia, è necessario garantire al bilancio e alla gara la copertura finanziaria (la legge,
infatti, impone la copertura del costo totale del servizio attraverso la Tarsu),
da qui la necessità di adeguare la tariffa, con una
previsione pessimistica,
appunto, pari al 24%”. Il
testo del bando è scaricabile dal sito del Comune, www.comune.como.it
alla voce Bandi per la fornitura di beni e servizi.
CRONACA
P A G I N A
Como
17
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 19 DICEMBRE 2009
IL CONVEGNO DI SABATO SCORSO A PALAZZO TERRAGNI
Frontalieri,
risorsa
d’Europa
rontalieri risorsa d’Europa” è stato il
tema di un incontro promosso dall’associazione
in occasione dei 50 anni
di attività con i lavoratori operanti in Svizzera.
Il pomeriggio del 12 dicembre le Acli di Como sono quindi tornate alle origini. Hanno rivissuto una
parte importante della loro storia; si sono date il
compito di adeguarsi alle
nuove sfide che il mondo
del lavoro proporrà per i
prossimi anni, in Italia, in
Svizzera, in Europa.
Un convegno celebrato
proprio a Palazzo Terragni, ora sede della Guardia di Finanza, dove l’organizzazione, insieme
ad altre nate dalla Liberazione, si è insediata nel
primo dopoguerra, voleva
essere evocativo di una
F
“
L’evento è stato
promosso
per celebrare
il 50° dell'
Interprovinciale
frontalieri Acli
fedeltà ad una importante tradizione.
La tutela del lavoro oltre confine ha avuto tanti momenti significativi
come quelli legati, nel
tempo, a problematiche
quali l’indennità di disoccupazione, la tassazione
alla fonte delle rendite
svizzere, l’imposta previdenziale sul secondo pilastro. Questi passaggi sono
stati messi in ordine, con
una relazione puntuale
ed appassionata, dal segretario del Coordina-
mento regionale dei Frontalieri Acli, Giancarlo
Pedroncelli, che poi è entrato nel merito delle questioni di attualità.
E’ infatti di questi giorni la svolta del Governo,
sollecitata dalle organizzazioni dei frontalieri, per
definire la posizione di
questi lavoratori in rapporto alla legge sullo scudo fiscale, distinguendola
nettamente da quella di
chi ha illecitamente costituito fondi, a volte di dubbia provenienza, all’estero. L’Agenzia delle Entrate ha alla fine sancito che
“i frontalieri nulla hanno
a che fare con l’evasione
internazionale”, ma anche che la scadenza troppo ristretta del 29 dicembre 2009 per la presentazione della dichiarazione
reddituale, sarà prorogata a quella più ragionevole del 30 aprile 2009.
La sapiente regia di
Renzo Salvi, che ha seguito da aclista le vicende del
frontalierato documentandole per RaiTre per
trent’anni, ha alternato
interventi dal vivo con immagini di repertorio, che
hanno attualizzato e fatto partecipi dell’evento
personaggi storici della
storia aclista comasca, come il presidente dell’Interprovinciale Frontalieri, Angelo Leoni, il vescovo “aclista”, Teresio Ferraroni, il direttore del Patronato, Giovanni Villa.
Persone che ci hanno lasciato negli ultimi anni,
ma che erano idealmente
presenti a Palazzo Terragni.
Gli interventi più politici, dopo un altro significativo intervento di contestualizzazione proposto
dal direttore di Varese
News, Marco Giovannelli,
NUMERI POSITIVI PER LA WEEK SURGERY DEL S. ANNA
Week Surgery, è positivo il bilancio dei primi due anni di attività dell’unità dedicata ai ricoveri brevi
dell’Ospedale S. Anna di Como, che celebra i primi due anni di attività con numeri importanti e un
progressivo consolidamento dell’attività. La week surgery del S. Anna si presenta come una unità operativa multidisciplinare. È dotata di 16 posti letto, distribuiti in camere doppie e triple e offre un pacchetto
che può andare da una semplice degenza in Day Hospital al massimo di cinque giorni e quattro notti per
gli interventi che richiedono una degenza più lunga.
L’attività è regolata dalla caposala Rosanna Trecchi, che ha in forza otto infermieri, sei operatori sociosanitari, due ausiliari.
I ricoveri ordinari erano stati 438 nel 2008, quest’anno a fine ottobre erano già arrivati a 457.1721 i casi
trattati in due anni, mentre sono stati assicurati poco meno di 2mila interventi per cataratta.
IL COMO VINCE A LECCO E CHIUDE IL GIRONE DI ANDATA A 18 PUNTI
Il Como ha chiuso il girone di andata violando a sorpresa il campo del Lecco imponendosi con il punteggio
di 1-0. Una vittoria che consente agli azzurri di chiudere la prima parte di campionato, anche se la pausa
vera e propria inizierà domenica sera dopo il match casalingo con il Monza, primo incontro del girone di
ritorno, a quota 18 punti, uno in meno dei cugini, ma con ben quattro squadre alle spalle (Pro Patria 17
punti; Viareggio e Pergocrema 16; Paganese 11) ed a pari merito con il Figline. Un bel regalo di Natale,
dunque, ai tifosi ed alla società sulla quale sono sempre più frequenti sui quotidiani cittadini indiscrezioni
riguardo presunte difficoltà economiche. In ogni caso gli azzurri sono riusciti a violare il terreno del Lecco ed
è quello che più interessa ai tifosi. Il gol vittoria è arrivato a 11 minuti dal fischio finale grazie a Giuseppe
Cozzolino autore di un imparabile tiro al volo dal limite dell’area. Una rete che vale tre punti importantissimi per la squadra allenata dalla coppia Oscar Brevi-Ottavio Strano e che riscatta la sconfitta casalinga
rimediata nel turno precedente con la Cremonese , giunta sul fine della gara; un po’ la fotocopia del successo
colto al Rigamonti-Ceppi. Il derby tra Lecco e Como, che vedeva favoriti i blucelesti, non è certo stata una
bella partita, anche se combattuta fin dalle prime azioni. Il Como, da parte sua, è riuscito comunque a giocare con calma ed a gestire l’evolversi dell’incontro. Purtroppo nessuno ha potuto commentare questo successo
ed ancora una volta dobbiamo accontentarci dei nostri brevi commenti in quanto prosegue il silenzio stampa in casa azzurra. Una segnalazione, comunque, meritano Franco e soprattutto Cozzolino che, con il suo
gol, ha dato entusiasmo ai 500 supporter lariani che hanno raggiunto l’altro ramo del lago. Da segnalare che
il Como, dopo il vantaggio, ha sfiorato anche il raddoppio con Salvi eppure, nel finale, ha invece ringraziato
Gonnella, abile a salvare sulla linea di porta un pallone destinato a finire in rete. Domenica prima giornata
di ritorno con il Monza, che è reduce da un 2-2 casalingo con il Figline, a far visita al Sinigaglia prima della
sosta natalizia. La compagine brianzola è altalenante e vanta solo due punti in più degli azzurri. La possibilità, quindi, di ripetere il doppio successo di qualche settimana fa è più che lecita.
L.Cl.
sono stati quelli del vice
presidente nazionale delle Acli, Michele Consiglio,
nonché responsabile del
Dipartimento Rete Mondiale Aclisti, e del presidente regionale delle Acli,
Giambattista Armelloni.
In particolare si è sottolineato che l’impegno del
movimento aclista per i
lavoratori frontalieri è
stato conseguenza naturale dell’accompagnamento ai lavoratori migranti all’estero che ha
contraddistinto le Acli negli anni ’50 e ’60 e che ancora oggi rimane importante. Come importante è
stata e rimane l’iniziativa del Patronato Acli, e
ora anche del CAF, atta a
sostenere e tutelare i diritti dei migranti e dei
frontalieri. L’impegno assunto in questa occasione,
dalle Acli regionali e nazionali, è stato quello di
sostenere e rafforzare l’esperienza comasca in chiave più complessiva, comprendendo quel respiro
europeo che sappia raccogliere le nuove sfide che
il lavoro oggi comporta.
La presidente delle Acli
di Como, Luisa Seveso,
coinvolta anche nel suo
ruolo di responsabile na-
zionale del Patronato Acli
per i frontalieri, ha preparato e coordinato questo evento e portato il contributo degli aclisti comaschi, sottolineando
nello stesso tempo la gratitudine del movimento
per questo settore che ha
consolidato negli anni il
suo radicamento nel mondo del lavoro e impegnando l’organizzazione a
un’attenzione agli sviluppi della presenza di lavoratori transfrontalieri in
chiave europea. Le Acli di
Como continueranno pertanto ad indicare nuove
strategie, individuare nuovi obiettivi, con la consapevolezza, oggi come ieri,
che collaborare e interagire con Istituzioni e Associazioni è la via, unica e
certa, per tutelare e difendere i diritti dei lavoratori.
La folta platea di lavoratori frontalieri, dei rappresentanti delle Acli comasche, delle province
lombarde e del Ticino, ha
tributato un sentito omaggio a Giancarlo Pedroncelli, che si è prodigato in questi anni per
l’accompagnamento e la
tutela dei lavoratori e dei
pensionati frontalieri.
TELERISCALDAMENTO
TRA UN ANNO
SI RAGGIUNGERÀ ALBATE
Si rafforza la rete di riscaldamento della città
di Como. Con un investimento di circa 3 milioni e
mezzo di euro, di cui uno e mezzo forniti, a mondo perduto, dalla Regione Lombardia, e il rimanente dalla stessa Comocalor, che gestisce l’impianto di teleriscaldamento comasco, si provvederà ad ampliare la rete di utenti che beneficeranno di questa forma di energia pulita. Con il
teleriscaldamento, infatti, si sfrutta l’elevata temperatura della fiamma che brucia i rifiuti del forno gestito da Acsm/Agam, per produrre energia
elettrica ed utilizzare il calore residuo per il riscaldamento urbano. Si realizza pertanto un impiego intelligente dei combustibili e delle risorse.
Grazie a questo investimento Acsm/Agam provvederà ad estendere l’attuale rete di teleriscaldamento fino ad Albate. Rete che, ad oggi, attraverso via Scalabrini rifornisce Camerlata e da via
Belvedere e Sportivi Comaschi, arriva a Muggiò,
fornendo calore a circa 150 condomini, oltre a tutte le utenze comunali, come scuole, la piscina, il
palazzetto dello sport nonché l’Ospedale S. Anna).
L’aumento di utenti previsto è di circa il 20% rispetto ai numeri attuali, ovvero circa 30/40 condomini e con la possibilità di allacciamenti anche per i privati in caso ne facciano opportuna
richiesta.
Le previsioni di Comocalor prevedono che il sistema di recupero fumi sia pronto per il mese di
ottobre dell’anno prossimo. Per ciò che riguarda,
invece, gli allacciamenti l’auspicio è quello di effettuare le prime erogazioni con il prossimo autunno. Comocalor, infatti, sta già effettuando sondaggi presso la fascia di popolazione interessata.
CRONACA
P A G I N A
18
Como
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 19 DICEMBRE 2009
I DATI DEL SETTORE METALMECCANICO
La crisi soffoca
le “tute blu”
S
ono anni difficili
per il settore metalmeccanico comasco, il più pesantemente colpito dalla crisi in atto. A
confermarlo l’ultimo report predisposto dalla
Fim Cisl di Como che fotografa la situazione dell’ultimo anno.
«È stato un anno complicato - spiega Alberto
Zappa, segretario generale Fim Cisl Como -. Un
anno in cui siamo stati
impegnati a gestire gli
effetti di una crisi mai vista e mai conosciuta prima. Grave per le conseguenze strutturali per le aziende del settore metalmeccanico comasco e
quindi per le migliaia di
lavoratori e lavoratrici in
esse occupati».
Preoccupanti, e c’era da
aspettarselo, i dati contenuti nel 26° rapporto curato dall’Osservatorio
Sindacale Fim.
Tre milioni di ore di cassa integrazione dall’inizio
dell’anno, una cifra importante, paragonabile all’assenza dal lavoro di 4
mila occupati.
Qualche numero per fotografare la situazione
prima della crisi: in base
ai dati Inps 2003 le imprese operanti a Como in
quel periodo risultavano
3.076 (di cui il 70% artigianali), che complessivamente davano lavoro a
Anni difficili per il settore.
Tra il 2009 e 2010 prevista l’uscita
di 3700 addetti
27.532 addetti. Entrando
più nel dettaglio di questi numeri scopriamo che,
sempre in riferimento al
2003, il profilo dimensionale del settore metalmeccanico a Como è caratterizzato da una base
molto ampia di piccolissime imprese (fino a 15 dipendenti, per la precisione: 2.760 aziende per un
totale di 10.625 occupati);
da un nucleo di imprese
industriali di dimensione
medio-piccola (da 16 a
200 dipendenti, dunque
304 imprese e 12.072 lavoratori) e da un esiguo
numero di grandi imprese (sopra i 200 dipendenti, 12 le aziende di questo
tipo e 4.835 i lavoratori
impiegati).
Complessivamente,
dunque, sotto i 15 dipendenti si concentra quasi il
40% di tutta l’occupazione del settore: più di un
lavoratore metalmeccanico su tre è occupato in
una micro impresa.
Gli effetti della crisi
hanno provocato una perdita occupazionale stimabile, ad oggi, in alcune migliaia di lavoratori. Ma i
conteggi non sono finiti. Il
rapporto dettagliato sarà
disponibile soltanto dalla
primavera.
Secondo il report le aziende che, nei primi dieci mesi del 2009, sono state oggetto di crisi sono
state 302, con circa 8400
lavoratori coinvolti. «Il
dato complessivo è sicuramente superiore - commenta Zappa -, almeno il
doppio, se si considera che
i dati riferiti alle Casse
integrazioni guadagni ordinaria e in deroga non rilevano le procedure concluse in aziende non gestite dalla Fim Cisl. Di
fatto la crisi coinvolge almeno il 70% degli addetti
del settore metalmeccanico. Vale a dire circa 600
aziende in difficoltà e 12
mila addetti coinvolti dalla crisi».
Ad accompagnare il pesante crollo dei fatturati
anche: il mancato ricorso
al lavoro straordinario
(consuetudine solitamente applicata soprattutto
nelle piccole realtà; il
mancato rinnovo di contratti a termine e lavoro
somministrato (che ha
coinvolto circa 1700 lavoratori); la generale assenza di liquidità (dunque
niente soldi per anticipa-
re la cassa integrazione,
pagare gli arretrati sugli
stipendi, versare le quote
di previdenza complementare); 700 lavoratori
licenziati senza preavviso in realtà sotto i 15 dipendenti; e altri 300 lavoratori coinvolti dalla messa in liquidazione e conseguente cessazione di
attività entro fine anno.
Ma non è tutto: sulle aziende di media e grossa
distribuzione grava anche la scure della fine dei
periodi di Cassa integrazione guadagni straordinaria. «Allo stato - spiega
Zappa - verifichiamo un
taglio sull’occupazione
tra il 2009 e il 2010 di circa 110 lavoratori in sole
dieci aziende che occupano 100 addetti».
Ed ecco che i conti sono
presto fatti: circa 3800
lavoratori del settore che
hanno perso, o perderan-
UN CONVEGNO AL DON GUANELLA LA SCORSA SETTIMANA
Non autosufficienza:
la necessità
di un fondo
I
l Progetto di Legge regionale per “L’istituzione e la regolamentazione del Fondo regionale integrativo
per la non autosufficienza
e le modalità di accesso
alle prestazioni” sono state al centro di un convegno che si è tenuto la scorsa settimana al Don Guanella di via Tommaso
Grossi. Appuntamento al
quale sono intervenuti
non solo i rappresentanti
di tutte le principali associazioni che si occupano di disabili e pensionati dell’area comasca, ma
anche i segretari regionali di Fnp-Cisl, Attilio Rimoldi, Uil, Santo Bolognesi, e Spi-Cgil, Anna Bonanomi insieme ai consiglieri regionali Luca Gaffuri
(componente della Commissione Sanità al Pirellone) e Ardemia Oriani,
relatrice del Progetto di
Legge. Il perché si sia discusso della necessità del-
Al centro
del dibattito
il progetto
di legge che
ufficializza
l’istituzione
di questa
preziosa risorsa
l’istituzione di un Fondo
regionale integrativo destinato alle persone non
autosufficienti è giustificato dai numeri: secondo
il Censis, infatti, in Lombardia gli anziani non autosufficienti nel 2005 erano 373.845 e le proiezioni
per il 2025 stimano la loro
quota in 596.721 persone.
Bastano questi due dati
per evidenziare come la
nostra regione sia tra
quelle che sta subendo uno strutturale processo di
invecchiamento. Secondo
i dati forniti dagli stessi
uffici regionali, infatti, i
cittadini lombardi presentano una speranza di
vita alla nascita in continua crescita (77,7 anni
per i maschi e 84 anni per
le donne), con un tasso di
incremento che risulta
superiore a quello di gran
parte delle altre regioni
italiane. In poco più di un
decennio, inoltre, la popolazione lombarda si è accresciuta di quasi mezzo
milione di ultrasessantenni (di cui più di un quinto, pari a 102mila unità, ultraottantenni) a
fronte di un calo nel nu-
mero di giovani (0-19 anni
di età) di circa 250mila
unità. Se già la situazione che emerge da questi
dati fa riflettere, bisogna
inoltre ricordare che non
esistono stime puntuali
sui disabili, anche se l’Istat ha quantificato il loro
numero al 4% della popolazione regionale, ovvero
circa 355.000 persone.
L’Inps, invece, ente erogatore di pensioni ed assegni di invalidità, presenta invece una stima di
no l’impiego, tra il 2009 e
il 2010.
«Gravissima - spiega
Zappa - è la situazione
per le piccole e medie imprese, che fanno certo meno notizia delle più grosse, ma vivono un equivalente regime di sofferenza. La mancanza di liquidità (le banche non fanno
più credito) non permette a piccoli e medi imprenditori di pagare gli stipendi, e i fatturati vanno a
picco. A pagare lo scotto è
chi è meno specializzato».
Come uscire da questa
impasse? «Entro febbraio
- continua Zappa - faremo
una manifestazione sotto
una bandiera della solidarietà per richiamare l’attenzione, in maniera corale, senza schieramenti e
divisioni politiche, sulle
difficoltà del settore. Tra
le proposte concrete che
avanziamo: impiegare il
tempo lontano dal lavoro
per riqualificarsi, ma anche puntare sull’innovazione, cercando nuove nicchie in cui muoversi. La
nostra idea è quella di
creare consorzi tra aziende modello disposte a proporsi come incubatori di
idee e a innovare. A Como,
per esempio, vi sono tutte le condizioni per dare
vita ad un distretto ecologico, che entri in uno
spazio di mercato in cui
vi è molta domanda ma
poca offerta. Un distretto
che faccia leva e operi sul
filo della sostenibilità».
In questo quadro di fatica e sangue due voci
controcorrente, due aziende che tengono senza perdere addetti e senza usare Cassa integrazione: la
Polti (280 dipendenti) e la
Prima Comunicazione di
Turate (320 dipendenti).
450.000 individui. In ogni
caso, come per gli anziani, anche per i disabili la
speranza di vita si è allungata e nel corso degli
ultimi anni è aumentato
il numero di richieste di
intervento sociale o sociosanitario, di persone con
gravi disabilità acquisite
in età adulta in seguito a
traumi o gravi patologie
degenerative. Ecco dunque spiegato il perché la
Lombardia avrebbe bisogno di questa legge, che
sarà discussa dal Consiglio Regionale entro la fine di gennaio pur essendo stata predisposta dalle forze di minoranza (è
questa una nuova peculiarità prevista dal neonato Statuto regionale
lombardo): le politiche per
le persone non autosufficienti saranno il perno riformatore del sistema di
welfare, ancor più delle riforme nazionali. Gli stessi promotori non nascondono come sarà difficile
che il testo proposto possa diventare Legge regionale. Più realisticamente
hanno invece maggiori
possibilità di concretizzarsi parti della Legge
quali tasselli migliorativi
della Legge 3/2008, ovvero la Legge quadro di assistenza della Regione
Lombardia. «Questa Legge - ha sottolineato la pro-
ponente Oriani - prevede
già l’istituzione di un Fondo che però trae la sua
giustificazione, non dai
bisogni delle persone,
bensì dalle risorse disponibili. Noi proponiamo
invece un tetto di spesa,
pari a 500 milioni di euro,
grazie al quale si possa eseguire una seria razionalizzazione della spesa
sanitaria in Lombardia
con maggiori interventi a
sostegno delle famiglie
che decidono di proseguire in casa la cura dei propri anziani non autosufficienti ed un maggiore impegno regionale, pari al
65% della spesa e non del
50% come accade tuttora,
verso le famiglie di coloro
che necessiteranno di un
ricovero presso una Rsa».
«Parlare di sostegno alle
persone non autosufficienti è un tema di difficile
comunicazione ai cittadini - ha rilevato Luca Gaffuri -. Si tratta di questioni che diventano attuali
solo quando una famiglia
ci si imbatte. Questo Progetto di Legge, pur presentato da forze di minoranza, affronta temi
sempre più prioritari per
la popolazione lombarda
ed è inoltre frutto di una
opera di sensibilizzazione
notevole formulata dal
mondo associazionistico e
sindacale».
L.Cl.
M. Ga.
CRONACA
Como&territorio
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 19 DICEMBRE 2009
P A G I N A
19
SORGERÀ A VILLA GUARDIA
118: trecento
giorni per la
base operativa
L
a nuova base operativa dell’elisoccorso e della centrale operativa del
servizio di emergenza 118 di Como sarà
presto una realtà. Da qui
a trecento giorni. Su un
terreno agricolo, espropriato in località Villa Guardia. Questa la tempistica indicata la scorsa settimana dai vertici dell’Azienda Ospedaliera S. Anna e dell’Azienda regionale per l’emergenza e urgenza. Dieci mesi per realizzare un complesso all’avanguardia, anche dal
punto di vista tecnologico, su un’area di 30mila
metri quadrati, con circa
7 milioni e mezzo di euro
di spesa.
A supporto del nuovo
complesso anche una nuova rete viabilistica per
renderne più agevole l’accesso.
Due gli edifici coperti
che si andranno a realizzare, per un volume totale di 19.500 metri cubi. Il
primo ospiterà la centrale operativa vera e propria, la foresteria e gli uffici; il secondo sarà invece un hangar che accoglierà, oltre all’elicottero, anche altri mezzi di soccorso e attrezzature. Ampia
anche la pista d’atterraggio, con un piazzale di
stallo in grado di ospitare due elicotteri contemporaneamente.
«Questo territorio - la
dichiarazione di Laura
Chiappa, direttore sanitario dell’Azienda Ospedaliera S. Anna - vedrà
sorgere una centrale innovativa, utile per rispondere al meglio al bisogno
della popolazione della
provincia di Como, ma
anche, in caso di necessità, di Lecco e delle province limitrofe».
«Si tratta di un complesso - spiega Mario
Landriscina, responsabile del servizio di emergenza e urgenza di Como
- che è stato studiato per
minimizzare al massimo
Dieci mesi per
realizzare un
complesso
all’avanguardia,
anche dal punto di
vista tecnologico,
su un’area di 30
mila metri
quadrati, con circa
7 milioni e mezzo
di euro di spesa
il suo impatto sul territorio circostante, sia in termini di visibilità che di
rumorosità. La nuova
centrale rappresenterà
un traguardo importante
per la città e la provincia
di Como, che verrà così a
dotarsi, finalmente, di
uno spazio idoneo al servizio del territorio circostante. Vent’anni fa,
quando iniziammo ad
usare l’elicottero per il
servizio di emergenza,
bastava una piccola piazzola, come quella che per
anni ha avuto sede all’interno del complesso del S.
Anna. Oggi le esigenze
operative sono mutate, e
con esse le necessità di
spazi. Trecento giorni…
Si tratta di una bella sfida. Si andranno a terminare i lavori in coincidenza con la messa a regime
del nuovo S. Anna. Un
traguardo storico per il
comasco».
La base rappresenterà
cuore e cervello del servizio di emergenza e urgenza del territorio lariano.
Ma sarà anche un luogo
di studio, formazione, esercitazione. Una vera e
propria “palestra” per apprendere l’arte e le dinamiche del pronto intervento.
«Con la realizzazione
della centrale operativa
comasca - ha spiegato
Marco Salmoiraghi, direttore sanitario dell’Azienda regionale per l’
emergenza e urgenza,
azienda che dirige le dodici centrali operative della regione (una per pro-
vincia) - Como andrà a
collocarsi in una posizione d’avanguardia sul
fronte del servizio di
emergenza, affiancandosi
alle altre quattro elibasi
attualmente esistenti o in
fase di sistemazione in
Lombardia: Bergamo, Milano, Brescia e Sondrio. E,
una volta tagliato il nastro, toccherà a noi rendere questo servizio ancora
migliore. Da qualche giorno abbiamo sottoscritto
un accordo di programma
per la realizzazione di
un’elisuperficie, attrezzata per volo notturno, a
Bellagio. Spazio che andrà così ad aggiungersi
alle altre già presenti sul
territorio della provincia,
rafforzando così la rete di
appoggio e assistenza all’emergenza del territorio
comasco».
Nelle foto William l’area dove verrà
realizzata la base dell’elisoccorso
e la piantina che la rappresenta
M. Ga.
A BELLAGIO PRESTO UNA PIATTAFORMA
La notizia è ufficiale. Bellagio avrà la piazzola per
l’elisoccorso notturno entro la fine del 2010.
L’accordo di programma è stato sottoscritto la scorsa settimana a Villa Saporiti. Accordo che prevede
la costruzione dell’eliporto in località Cagnanica con
costi e tempi di realizzazione già definiti.
Soddisfatto, ovviamente, l’assessore provinciale alla Protezione Civile, Ivano Polledrotti. “Mettendo
nero su bianco per un’area strategica come Bellagio
abbiamo quasi completato la rete di piazzole abilitate al volo notturno sul nostro territorio. In questo
modo anche le zone più impervie potranno essere raggiunte in tempi rapidi, sia per questioni di emergenza sanitaria che in funzione di antincendio boschivo:
una questione di minuti che può essere fondamentale per salvare vite umane o evitare un disastro ecologico”. Il progetto, partito nel 2002, prevedeva, infatti, l’edificazione di 7 aree (Cantù, Civenna, Gravedona, Lanzo Intelvi, Menaggio, San Bartolomeo Val Cavargna e Zelbio) da aggiungersi alle piazzole di Erba
e Porlezza. L’unica che manca all’appello ora è Gravedona (“Stiamo lavorando per trovare una soluzione al più presto” assicura Poledrotti).
Complessivamente per la rete di eliporti abilitati
al volo notturno, la Provincia di Como ha messo a
disposizione un contributo di 1.100.000 euro, quasi
il 50% del costo totale.
Se Villa Saporiti ha avuto un ruolo primario, soprattutto nel coordinamento del progetto, non meno
importante è stata la funzione della Comunità Mon-
tana del Triangolo Lariano che, oltre a concorrere
corposamente al finanziamento dell’opera, curerà anche le procedure di progettazione e realizzazione della piazzola. “Dopo Civenna e Zelbio - spiega il presidente Vittorio Molteni - siamo finalmente riusciti
ad assicurare la realizzazione dell’elisuperficie di Bellagio, una testimonianza in più della validità per il
territorio di un ente come la Comunità Montana che
può essere tacciato di inutilità solo da chi non ne conosce l’operatività”.
560mila euro il costo totale dell’opera, così ripartito: 90mila euro dalla Provincia di Como, 150mila dalla Comunità Montana del Triangolo Lariano e 320
mila dal Comune di Bellagio. Da notare che la quota
del Comune di Bellagio è stata integrata con 200mila dollari donati da parte della Fondazione Rockfeller attraverso l’Associazione Volontari del Soccorso
di Bellagio.
“Ancora una volta - il commento Angelo Barindelli, sindaco di Bellagio - la Fondazione Rockfeller
ha dimostrato concretamente la sua attenzione alle
necessità del nostro comune e della sua gente. Allo
stesso modo debbo ringraziare Molteni e Polledrotti
che si sono davvero prodigati per risolvere una situazione che si era fatta ingarbugliata.
L’elisuperficie, oltre a svolgere il suo compito primario in funzione del 118 e della Protezione Civile,
potrà rendersi disponibile anche per i voli turistici e
commerciali, un’opzione in più per lo sviluppo di Bellagio”.
REPERTI DEL MUSEO ARCHEOLOGICO DI COMO A PARIGI PER UNA MOSTRA SULLA CIVILTÀ DI GOLASECCA
In Francia, presso il Musée d’Archéologie Nationale, Château de Saint Germainen-Laye, a pochi km da Parigi, è in corso la mostra “Golasecca - Du commerce et
des hommes à l’âge du Fer (VIIe-Ve siècle av. J.-C.)”. L’esposizione con più di 250
pezzi in mostra pone l’accento sulle specificità della cultura di Golasecca fra le comunità dell’arco alpino e sul suo ruolo nella formazione delle élites celtiche. Vi sono esposti numerosi reperti provenienti da Como e dalla necropoli della Ca’ Morta, prestati dal Museo Archeologico che ha collaborato attivamente alla realizzazione della mostra prestando in particolare la spada in bronzo da Bernate, Prato Pagano; il corredo da toilette in argento e oro della Ca’ Morta, la cui immagine
campeggia sulla locandina e sugli inviti della Mostra; il coperchio in bronzo decorato a sbalzo da Grandate; una paletta rituale in bronzo della Tomba IV/1928 della Ca’ Morta; i doppieri in terracotta della Tomba 130; e integralmente i corredi
della Tomba VIII/1926 e della della Tomba I/1930. A testimoniare l’importanza
dell’area di Como nei secoli VI e V a.C., sono stati inviati alla Mostra i cosiddetti
‘doppieri’ della Tomba CM130, grandi vasi in terracotta con due coppe posate su
sostegni, di uso ancora controverso (vasi rituali o brucia-profumi?), e i corredi di
due tombe particolarmente significative della necropoli della Ca’ Morta. Una di
queste conteneva le spoglie di un guerriero con le sue armi: un elmo in bronzo,
spade e punte di lancia spezzate secondo il tipico rito funebre golasecchiano, ornamenti e vasi in bronzo.
Di particolare pregio artistico è il ‘coperchio di Grandate’ decorato a sbalzo con
animali. Copriva una situla (vaso in lamina di bronzo a forma di secchio) in cui
erano state deposte le ceneri di un bambino. La decorazione costituita da una
serie di animali, arieti e cervi, e palmette, indica la sua provenienza dalle officine
attive nella regione veneta di Este nel VII-VI sec. a.C.
L.CL.
P A G I N A
20
SPECIALE
NA
TALE2009
NAT
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 19 DICEMBRE 2009
UN VIAGGIO TRA GLI SCAFFALI DELLE LIBRERIE - 3
PAGINE
A CURA DI
AGOSTINO
CLERICI
Ecco...
ti regalo
Ricorre quest’anno il nono centenario della morte di Anselmo di Aosta, arcivescovo di
Canterbury e figura di spicco
del monachesimo medievale,
filosofo e teologo che sta all’origine della cultura europea.
Questo libro, ripercorrendo le
tappe della vita di sant’Anselmo e rileggendole con l’aiuto
delle sue opere, conduce il lettore a entrare nel segreto dell’anima del santo e, al tempo
stesso, a ritrovarvi i punti salienti di ogni esperienza umana. Il monachesimo di Anselmo
- perché egli fu «appassionatamente monaco» - è una lente
attraverso la quale guardare la
vita in tutte le sue dimensioni:
ragione e fede, sentimento e volontà, scelta e passione, contemplazione e azione.
Testo di grande interesse nell’ambito dell’approfondimento
degli studi sul pensiero di
Anselmo d’Aosta è questo volume La verità sull’uomo. L’antropologia di Anselmo d’Aosta.
Si tratta del primo studio sistematico sulla concezione dell’uomo condotto alla luce di tutte le opere di Anselmo. Il saggio
approfondisce una delle linee
di ricerca del giovane studioso
che comprendono, oltre all’antropologia anselmiana, le interpretazioni filosofiche della
Bibbia e la filosofia cristiana
nel pensiero dell’Ottocento e
del Novecento. Il libro, opera
prima su tema rilevante del
pensiero di Anselmo fino ad ora
inesplorato, contiene una presentazione di S.E. Mons. Giuseppe Anfossi, Vescovo di Aosta.
La crisi economica ci ha fatto
percepire la fragilità del nostro
benessere materiale, ma assai
più gravi sono le nostre condizioni spirituali. La radice ultima di tutte le difficoltà è in sostanza una sola: l’assenza di
Dio dalla nostra vita, la mancanza di fede in lui. Rimettere
Dio al centro della cultura, dell’educazione, dei comportamenti pratici della nostra vita
è assolutamente necessario e
indispensabile per noi, ma è
anzitutto giusto e vero, poiché
Dio c’è ed è il fondamento, il
senso e lo scopo dell’uomo e dell’universo. Perciò solo una
laicità “sana e positiva’’, che
tenga sempre presente la figura di Dio nelle nostre azioni,
può portare alla realizzazione
del bene comune.
Una riflessione sul problema
del male attraverso l’analisi
degli scritti di Etty Hillesum e
Simone Weil. Due giovani donne di origine ebraica, l’olandese Etty Hillesum e la francese
Simone Weil, sono giunte entrambe alla fine della loro breve vita nel 1943: la prima nel
campo di concentramento di
Auschwitz, la seconda in Inghilterra, sfinita dalla malattia e dagli stenti, mentre era
impegnata nella Resistenza. I
loro scritti, tanto nutriti della
tradizione spirituale quanto
assolutamente originali, si
sono rivelati tra i contributi
più alti del pensiero contemporaneo, soprattutto su quel problema del male che – da sempre – costituisce l’oggetto principale della riflessione umana.
Un itinerario biblico-spirituale
che ruota intorno al verbo vedere. Il percorso prende avvio
dall’espressione riportata nel
brano del Vangelo di Giovanni:
“Vogliamo vedere Gesù” (12,20
-24) e si sviluppa toccando figure evangeliche accomunate dall’incontro con Cristo: i Magi,
Simeone, il cieco di Gerico, Zaccheo... Il volume si sofferma sugli aspetti, umanissimi, che caratterizzano questo incontro:
gioia, costanza, speranza ma
anche dubbio e scoraggiamento.
Accanto alla spiegazione dal sapore più propriamente biblico,
l’autore propone una riflessione di carattere personale e spirituale che aiuta il lettore a sentire attuale e concreto il messaggio. Il testo si conclude con una
riflessione sulla figura di Maria.
Elledici - euro 15,00
Città Nuova - euro 22,00
Cantagalli - euro 9,00
San Paolo - euro 14,00
Paoline - euro 12,50
Il fascino del pensiero di sant’Agostino, non conosce davvero limiti temporali. Per dirla
con le parole del famoso studioso Charles Boyer, “pochi uomini hanno esercitato nel pensiero delle generazioni successive
un’influenza così profonda”.
Un fenomeno che non accenna
minimamente a diminuire. Basti pensare che, al giorno, vengono pubblicate dalle due alle
tre opere del vescovo d’Ippona.
Questo volumetto contiene
brevi stralci presi dai testi di
Sant’Agostino, che possono essere momenti di riflessione e di
pausa dal ritmo frenetico che il
nostro tempo ci impone.
Un saggio spirituale sulla speranza cristiana che fonda le
sue radici nella virtù della felicità, che un cristiano deve coltivare con cura. André Leonard
(già professore a Lovanio e ora
vescovo di Namur, che ha pubblicato diversi testi di carattere
spirituale) ci spiega come la speranza trascendente non è slegata dalle “liberazioni” a cui l’essere umano aspira anche qui sulla
terra. Il testo affronta, con chiarezza e sicurezza, anche il tema
scottante delle difficoltà create
alla fede e alla speranza dalla filosofia, dalle scienze materialistiche e dalle nuove “religioni”
di stampo new age.
L’Anno sacerdotale indetto da
Benedetto XVI vuole favorire
la tensione dei sacerdoti verso
la perfezione spirituale dalla
quale dipende l’efficacia del
loro ministero. I nostri sacerdoti si trovano spesso di fronte
a nuove sfide, cioè alle difficoltà e insieme alle opportunità
che l’attuale situazione sociale,
culturale e religiosa ci pone.
Certo l’obiettivo e il contenuto
stesso dell’impegno pastorale è
sempre lo stesso: l’annuncio
del Vangelo, la comunicazione
della fede, l’educazione alla
fede. Ma questo giunge oggi in
una situazione assai modificata rispetto al passato.
Il libro raccoglie 181 domande
di bambini e ragazzi alle quali
don Tonino ha risposto nel corso di quattro anni nella rubrica
«Posta prioritaria» di Popotus,
l’inserto per ragazzi del quotidiano Avvenire. Sono domande
sulla fede e sulla vita in relazione alla fede, stimolanti, inaspettate, che attendono risposta. È infatti importante che i
ragazzi, quando la vita comincia a chiedere loro scelte precise, sentano che – accanto alle
proposte del Grande Fratello,
delle Fattorie, della pubblicità,
del «che male c’è?», del «fan tutti così » – c’è anche la proposta
coraggiosa di Gesù
Il libro raccoglie una serie di
utili osservazioni e di consigli,
nati dall’esperienza dell’autrice in campo educativo - Roberta Fora è madre ed educatrice
per l’infanzia -, sulle svariate
situazioni che si manifestano
con i bambini in crescita. Sono
semplici annotazioni ispirate
dall’amore gratuito che apre
mente e cuore a quelle intuizioni per agire nel quotidiano rapporto con i bimbi, perché educare è un’esperienza che si costruisce giorno per giorno, e
ogni occasione è giusta: basta
non lasciarsela scappare.
Trenta gli argomenti per altrettanti agili capitoletti.
Città Nuova - euro 6,50
San Paolo - euro 13,00
Cantagalli - euro 12,00
Paoline - euro 16,00
Elledici - euro 12,00
P A G I N A
21
SPECIALE
NA
TALE2009
NAT
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 19 DICEMBRE 2009
Maria
Bambini
Verso il Natale...
Una vita secondo la Parola
Il mistero del Natale è la storia
più bella che possiamo raccontare ai nostri bambini e non
solo. E così, tra le rime di queste pagine, molte voci diverse
fanno risuonare la Notte Santa, cercando di svelare la novità meravigliosa che solo un Dio
pazzo d’amore poteva inventare. Questo libretto dà voce ai
tanti testimoni di quell’evento:
dalla Sacra Famiglia all’asino
e al bue, dai Magi alla stella cometa, ai pastori e a molti altri.
Il CD allegato aiuta a creare
quel clima magico e spirituale
capace di far vibrare le emozioni.
Ancora - euro 13,50
DVD
Dieci meditazioni
che ripercorrono in Maria,
donna secondo la Parola,
altrettanti misteri di salvezza:
dall’Immacolata Concezione
all’Assunzione,
passando per l’Annunciazione,
la gravidanza e la nascita,
la visitazione, la croce.
Donna divenuta madre,
Maria continua ad essere
segnavia di speranza!
Da millenni gli uomini raccontano tante storie di comete, ma
anche le comete hanno tante
storie di uomini da raccontare.
Dieci magnifiche storie illustrate sul tema della Stella Cometa, che sviluppano i valori
tipici del Natale: il Grande che
si fa Piccolo, il vero valore del
dono e della tradizione, l’accoglienza degli ultimi, il rinnovamento…
San Paolo - euro 16,00
RACCOGLIE LA PREDICAZIONE AL
“Oggi Topazio si è svegliato col
cuore pieno d’emozione. È Natale.” In un freddo ma allegro
giorno di Natale, Topazio ha
un’idea per riscaldare le orecchie e il cuore dei suoi amici infreddoliti: un simpatico cappellino di lana per ciascuno. Una
storia calda, che piacerà ai
bambini piccoli. Topazio è ora
anche sulle pagine di GBaby!
SANTUARIO DELLA MADONNA DEI
MIRACOLI DI MORBIO - LUGLIO 2009
UN LIBRO PREZIOSO
DI 80 PAGINE
FORMATO 11 X 18 CM.
ADATTO PER FARE
UN REGALO
AI TUOI AMICI,
AI CATECHISTI
DELLA PARROCCHIA,
ALLE PERSONE CARE...
1 COPIA: EURO 5,00
OGNI 5 COPIE,
UNA IN OMAGGIO!
ancora disponibili altri volumi della collana...
San Paolo - euro 12,50
Uno splendido film di animazione, nato dalla grande tradizione cecoslovacca, che armonizza felicemente la precisione
dei ritmi con la poesia dei colori. È un racconto simbolico, in
otto episodi, che racconta dei
tre Magi, viaggiatori diretti
alla stessa meta. Per seguire la
stella che è apparsa nel cielo,
infatti, Melchiorre, Gaspare e
Baldassarre si mettono in
viaggio, senza sapere dove arriveranno. Davanti al neonato
Re adagiato sulla paglia di una
mangiatoia scopriranno infine
il senso del loro viaggio.
La storia gira attorno a diversi
aspetti che i testi del Nuovo Testamento e la tradizione cristiana hanno trasmesso su
questi personaggi, e lo fa in
modo fantasioso e attraente.
Il DVD contiene tre versioni: in
lingua italiana, inglese e francese.
Paoline - euro 18,50
Due donne costrette a vivere insieme: Gemma è anziana, suo figlio lontano. Angela è una giovane rumena, la sua “badante”.
Entrambe sole, inizialmente
diffidenti, giorno dopo giorno si
aprono l’una all’altra, scoprono
con umorismo ed ironia di non
essere poi così diverse e di non
essere più sole. Quando un imprevisto sembra volerle separare, Gemma riprende in mano la
sua vita e affronta con Angela
un viaggio in Romania, alla disperata ricerca del marito della
ragazza, ognuna alla ricerca
della propria verità. Dice il regista, Federico Bondi: «È una storia vera: Gemma è mia nonna,
Angela è stata la sua badante».
Ilaria Occhini (interprete insieme
a Dorotheea Petre, Maia Morgenstern e Vlad Ivanov) ha ricevuto il
premio come miglior attrice al
Festival Film Locarno 2008.
Multimedia Sanpaolo euro 19,99
CD
Il sussidio nasce dall’esperienza della “Fraternità di
Nazareth”, una comunità
sorta a Bairo, presso Torino,
attorno alla figura di don
Domenico Machetta. Da
molti anni la comunità s’incontra con molti amici all’ultimo martedì del mese per
vivere con la Vergine Maria
un’ora di preghiera e di riflessione sulla Parola di Dio in vista
di una partecipazione viva alla celebrazione dei misteri dell’Anno Liturgico. Il volume raccoglie alcune di queste esperienze, ciacuna delle quali comprende una riflessione, la proposta di un canto e una preghiera conclusiva. Al volume sono
acclusi due cd con la registrazione dei canti proposti, alcuni dei
quali inediti.
Elledici - libro e due cd - euro 14,00
In questo titolo, per certi versi
impegnativo, è sintetizzata
l’anima dell’Almanacco più antico d’Europa. Dal 1701, quindi
dai giorni del duca e poi re Vittorio Amedeo II che ne rilasciò
le lettere patenti, “Il Gran Pescatore di Chiaravalle” racconta la quotidianità delle stagioni su una strada che ha attraversato oltre tre secoli: con i
suoi proverbi, i suoi aforismi, i
gustosi aneddoti, gli elenchi di
mercati, fiere e manifestazioni.
Altieri Editore - euro 6,95
CRONACA
P A G I N A
22
Bassa&territorio
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 19 DICEMBRE 2009
LOMAZZO UNA MOSTRA E LA CONCLUSIONE DI UN PROGETTO DI SOLIDARIETÀ
Trecento presepi
per regalare...
76 sorrisi
U
na mostra di
presepi del tutto speciale. Saranno circa 300
le rappresentazioni della natività, provenienti dal mondo intero, esposte presso l’ex asilo Garibaldi, in piazza del
Municipio, a Lomazzo, dal
20 dicembre al 6 gennaio
(orari di visita: tutti i pomeriggi dalle 14 alle 18 ed
i festivi dalle 10 alle 18).
L’esposizione è il frutto di
una passione maturata
negli anni, che, nell’ultimo triennio, ha assunto le
caratteristiche di una sorta di mostra itinerante:
prima Arcore, poi Olgiate
Comasco, ed ecco, quest’anno, Lomazzo. Un continuo peregrinare non limitato, però, a finalità
unicamente espositive.
Dietro vive un progetto
importante, che va oltre il
senso e il significato del
Natale, ma che in esso si
ricolma di contenuto.
L’obiettivo è quello di
regalare un sorriso, la
possibilità di una vita serena a un gruppo di bambini attraverso la realizzazione di un nuovo orfanotrofio a Vythiri, una località remota dell’India,
collocato a 2600 sopra il
livello del mare.
L’esposizione di Lomazzo servirà così per raccogliere fondi per dare continuità a questo progetto.
Un percorso giunto a un
passo dal traguardo. Il
nuovo orfanotrofio è, infatti, ormai in fase di ultimazione.
Ma come nasce questo
viaggio? A spiegarlo,dal
sito www.76sorrisi.it, sono Patrizio e Claudia Vigorelli, anima e cuore di
questa iniziativa.
«Una passione che ci ha
sempre legati - spiegano
- è la curiosità di conoscere luoghi e gente diversa,
di viaggiare per visitare
L’ex asilo Garibaldi apre le porte
ad un’esposizione del tutto particolare.
Il ricavato andrà a finanziare
la realizzazione di un orfanotrofio
in India
luoghi lontani, spesso sognati. Rifuggendo dai viaggi organizzati di gruppo, abbiamo sempre incontrato il paese visitato a poco a poco, in punta
di piedi, con il rispetto che
deve un ospite. Dopo un
grave incidente stradale
nel ’96, abbiamo avuto la
fortuna di essere coinvolti, dal nostro carissimo
amico Claudio (purtroppo
mancato prestissimo), in
una doppia sfida con due
realtà fino ad allora a noi
sconosciute: il movimento di “Incontro Matrimoniale” e le adozioni a distanza realizzate con
A.M.I. (Amici Missioni Indiane). Con gli amici di
Incontro Matrimoniale,
abbiamo iniziato un cammino, ancora in corso, di
conoscenza e di condivisione della nostra coppia.
Questo ci ha insegnato a
conoscere meglio i nostri
bisogni ed a condividere i
nostri sentimenti profondi, senza barare (non è
proprio così scontato).
Con gli amici dell’A.M.I.
abbiamo dato uno scopo
ulteriore alla nostra unione, aiutando due piccole
vite che si affacciavano
alla vita. Nella nostra prima visita a Vythiri, sulle
montagne dei Gathi abbiamo avuto l’opportunità di trovare lo stimolo e
l’emozione di una nuova
sfida, il sogno di vedere
risplendere 76 magnifici
sorrisi in una bellissima
casa. Il Centro che abbiamo visitato a Vythiri comprendeva il convento, con
23 suore, l’orfanotrofio
con 75 bambine, orfane,
affidate o perlopiù dimen-
APPUNTAMENTO IL 18 DICEMBRE
Salute senza età
Per una salute
senza età
Claude Monet,
Garden at Sainte-Adresse
(1867),
particolare.
Il nuovo orfanotrofio in un’immagine
scattata lo scorso febbraio.
A sinistra alcuni dei presepi
esposti a Lomazzo
di MARCO GATTI
CICLO DI INCONTRI INFORMATIVI PER IL BENESSERE DEGLI ANZIANI
VILLA IMBONATI, CAVALLASCA
Comune di Cavallasca
Assessorato ai
Servizi Sociali
ticate».
La scintilla è partita da
lì. Il desiderio di restituire dignità e respiro ad un
luogo. Ed ecco l’idea di
costruire un nuovo edificio per ospitare l’orfanotrofio, così da poter dare
ai suoi giovani occupanti
un’abitazione decorosa.
Al mese di aprile 2009
erano stati raccolti fondi
pari a 56mila euro, la stima iniziale dei costi del
progetto era di circa 60
mila euro.
Nel frattempo, l’aumento dei costi di costruzione,
presenti anche in India, e
l’esigenza di realizzare
arredi, servizi ed allacciamenti, hanno fatto lievitare di altri 20 mila euro
le necessità di budget.
Oggi il più, grazie ai
contributi raccolti in questi anni, è stato fatto. Si
tratta, ormai di opere accessorie, pur indispensabili al completamento della struttura: dall’ultimazione dei piani alla sistemazione del terreno antistante lo stabile anche
con il posizionamento di
alcuni giochi per bambini.
Così da arrivare al
prossimo febbraio per celebrare il traguardo e salutare la definitiva conclusione dei lavori e il trasferimento dei piccoli orfani in una struttura più
adatta ed attrezzata.
Un obiettivo ormai raggiunto, dunque.
Ed ecco che, dal prossimo anno, il nostro “villaggio dei presepi” inizierà
un altro viaggio, per soddisfare un nuovo obiettivo di solidarietà.
Prosegue il ciclo di incontri promossi dall’Amministrazione comunale
di Cavallasca, assessorato ai Servizi Sociali, rivolti alla popolazione
anziana, sulle tematiche
della salute.
L’ultimo appuntamento
del 2009 è in programma venerdì 18 dicembre, sempre in villa Imbonati, eccezionalmente
in orario serale, alle ore
21.
Titolo dell’appuntamento: Respirazione e ansia.
Incontro teorico pratico.
Interverrà il dott. Maurizio Monti, medico di
medicina generale
PRESEPI DA TUTTO IL MONDO
E L’INTUIZIONE DELLA SOLIDARIETÀ
Massimo Scarso
e alcuni bambini
di Vythiri
Trecento presepi. Ma chi è il proprietario di questa mole di rappresentazioni della natività, provenienti da tutto il mondo? È il breccese Massimo Scarso. Una passione, la sua, iniziata una decina di anni fa.
«Ho iniziato a raccoglierli quasi per caso nel 2000 - ci spiega Massimo -,
quando un mio cugino missionario mi inviò un presepe dall’Africa. Da lì abbiamo incominciato a raccoglierne altri attraverso amici e conoscenti e il numero è, così, esponenzialmente cresciuto. Tre anni fa ci siamo imbattuti nel
progetto che stiamo sostenendo e in Patrizio e Claudia, che cercavano qualcuno che desse loro una mano per finanziare la realizzazione del nuovo orfanotrofio in India. Abbiamo così proposto i nostri presepi quale possibile modalità di sostegno all’iniziativa. Due anni fa abbiamo esposto ad Arcore, lo scorso
anno ad Olgiate Comasco, e quest’anno sarà la volta di Lomazzo. Allestiremo
la mostra tra il 18 e il 19 di dicembre, l’inaugurazione è prevista il giorno 20.
Conclusa questa iniziativa porteremo la somma raccolta a Vythiri il prossimo
5 febbraio per concludere questo progetto. Dopo di che ci adopereremo per il
sostegno di altre iniziative di solidarietà, che continueremo a finanziare attraverso l’esposizione dei presepi ma anche la vendita di marmellate, stelle di
Natale etc. Per il prossimo anno ci è già stato proposto di sostenere alcuni
progetti in Palestina tramite il Gruppo Turistico Rebbiese. E per gli anni a
venire si vedrà. L’intenzione è di accompagnare progetti non troppo grossi,
che possano concludersi nello spazio di due o tre anni».
OLGIATE COMASCO S. GERARDO
Il presepe
in cera
Gli organizzatori invitano la visita
alla nuova realizzazione del presepio allestito accanto alla chiesa di
San Gerardo, a Olgiate Comasco.
(una visita serale permetterà di
apprezzare meglio gli effetti luminosi).
Il presepio è in funzione dalle 8 alle
22.30, tutti i giorni, dal 25 dicembre al 31 gennaio,
Le offerte raccolte saranno destinate a padre Firmino, missionario
Comboniano olgiatese che svolge la
sua opera in Congo.
CRONACA
P A G I N A
23
Como
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 19 DICEMBRE 2009
È DISPONIBILE PRESSO IL SANTUARIO DEL SACRO CUORE
18 DICEMBRE
Divina
Provvidenza:
il calendario
2010
P
untuale come
ogni anno è uscito il numero natalizio del periodico “La Divina
Provvidenza”, con il calendario 2010 curato dalla Casa Divina Provvidenza di Como ed edito
dalla Congregazione dei
Servi della Carità. Quest’anno il tema principale è “Dio e l’uomo: sogno e
creazione”. Spiega don
Angelo Gottardi, direttore della Casa e responsabile della rivista: «Anche
Dio ha sognato al principio: ha sognato un mondo
bello, il più bello possibile e un mondo abitato dall’uomo, il suo sogno preferito. E ha creato tutto
con amore, con perfezione:
il sole, la luna, le montagne, l’acqua e tutti i giochi della natura. Poi ha
creato l’uomo e l’ha fatto
Il tema
di quest’anno
è “Dio e l’uomo:
sogno
e creazione”
di SILVIA FASANA
grande ed intelligente,
perché l’aiutasse a realizzare i propri sogni. E l’uomo nasce e continua a sognare: sogna l’amore, sogna la felicità, sogna di
volare alto sul mondo. La
vita finisce quando l’uomo
non sogna più. Anche il
mondo terminerà quando
Dio non sognerà più, perché avrà finito di realizzare i suoi sogni quaggiù.
Ma allora sarà la pienezza, lassù. Perciò anche noi
abbiamo pensato di realizzare questo calendario
sui sogni di Dio e i sogni
ASSEMBLEA
ANNUALE VIGILI
URBANI
IN PENSIONE
degli uomini, che si intrecciano continuamente
nelle diverse stagioni della vita, nei momenti di
gioia come in quelli di fatica». Scandiscono il volgere dei mesi belle fotografie di opere grandiose
di Dio: la sagoma netta
delle montagne scintillanti di neve, lo spumeggiante salto di una cascata alpina, la tenacia di un
croco che buca il manto di
neve, la grandezza dei
massi erratici disseminati sui pendii, i colori di un
prato fiorito, le malinconiche brume della pianura, l’oro autunnale dei larici, un caldo tramonto,
un uccellino pronto a spiccare il volo, immagini accompagnate dalle parole
di un grande sognatore e
realizzatore di opere
d’amore, don Guanella.
Nella rivista, oltre al ca-
L’Associazione Nazionale Vigili Urbani
in Pensione (Ansvup),
sezione di Como, organizza, per venerdì 18
dicembre la sua tradizionale assemblea annuale ordinaria. La
prima convocazione è
fissata per le ore 7.00,
la seconda convocazione alle ore 16, presso
il Comando di Polizia
Locale, in viale Innocenzo XI, a Como. Nel
corso dell’assemblea
sarà nominato il nuovo direttivo dell’associazione. Si concluderà
con un rinfresco e lo
scambio degli auguri
natalizi.
19 DICEMBRE
lendario, si trova anche
una presentazione della
Casa Divina Provvidenza,
con tutte le sue opere a favore delle nuove povertà
e delle necessità del territorio. Fondata dallo
stesso don Guanella nel
dicembre 1892 con lo scopo di far conoscere le sue
opere di carità e tenere i
contatti con amici e benefattori, attualmente “La
Divina Provvidenza” è distribuita in 30.000 copie
in tutto il mondo con ca-
denza trimestrale. Ricorda don Angelo: «Sostenere “La Divina Provvidenza” è, oggi come allora, un
importante modo per aiutare e contribuire concretamente alle diverse attività guanelliane».
Per ricevere “La Divina
Provvidenza”, ci si può rivolgere presso la Casa
Divina Provvidenza, via
T. Grossi 18, tel. 031.
296711; siti internet
www.guanellacomo.it e
www.guanelliani.org.
MERCOLEDÌ 19 DICEMBRE
Il compleanno guanelliano
M
ercoledì 19
dicembre la
famiglia
Guanelliana
ha ricordato
il 166° anniversario della
nascita del suo fondatore,
il beato Luigi Guanella.
Egli era infatti nato a
Fraciscio, frazione di
Campodolcino, il 19 dicembre 1842, da Lorenzo
e Maria Antonia Bianchi.
Per l’occasione, i Superiori Generali delle due Congregazioni guanelliane,
madre Giustina Valicenti
(Figlie di S. Maria della
Provvidenza) e padre Alfonso Crippa (Servi della
Carità) hanno scritto una
lettera alle consorelle, ai
confratelli, ai cooperatori,
ai laici guanelliani e a
tutti i fedeli, ricordando il
tradizionale appuntamento per la giornata del
19 dicembre, alle ore
15.00 italiane, quando in
tutte le case dell’Opera
Guanelliana sparse nel
mondo si è tenuta con-
temporaneamente la tradizionale “Concelebrazione Intercontinentale”,
a ricordo della nascita del
fondatore. Scrivono padre
Alfonso e madre Giustina:
«Siamo convinti che anche questo favorisce la
consapevolezza di essere
una grande ed unica Famiglia che ha radici nella
carità e sente urgente il
dovere di rafforzare questi vincoli all’interno, tra
noi, e aprendoli nel contempo ad un circuito più
ampio che è quello del
mondo intero. Gli ultimi
avvenimenti di questi
mesi in riferimento al
processo canonico sul miracolo operato dal fondatore in America ci invitano a intensificare ancor di
più la nostra fraternità e
la nostra preghiera perché diventa sempre più
chiaro che Dio sta portando a compimento nel Fondatore l’opera che in lui
aveva iniziato chiamandolo alla vita e alla consa-
crazione religiosa. Accogliamo con serietà e impegno l’invito di papa Benedetto XVI alla Famiglia
guanelliana di attendere
il pronunciamento ufficiale della Chiesa sulla santità del fondatore vivendo già da ora in noi stessi
quanto risplenderà domani in lui: “Incominciate voi
a farvi santi!”».
LE ORE 15.00 ITALIANE
NEL “MONDO GUANELLIANO”
Ore 8.00
Ore 9.00
Ore 11.00
Ore 12.00
Ore 14.00
Ore 15.00
Ore 16.00
Ore 19.30
Ore 22.00
U.S.A., Messico,
Guatemala
Colombia
Argentina, Cile,
Paraguay
Brasile
Ghana
Italia, Nigeria,
Congo, Polonia,
Svizzera, Spagna
Romania, Nazareth
India
Filippine
CONCERTO DI NATALE A CAPIAGO INTIMIANO
Il Corpo Musicale “Alessandro Volta” di Capiago Intimiano nell’augurare un Buon Natale ed un felice Anno Nuovo propone a
tutti un “Concerto di Natale”, che avrà luogo domenica 20 dicembre alle ore 21.00 presso l’Auditorium parrocchiale “San
Giovanni Bosco” di Capiago e diretto dal prof. Stefano Bedetti.
Ecco il programma del concerto.
Prima parte:
- G. Rossini: Una marcia per il sultano - marcia
- G. Verdi: Nabucco - ouverture
- J. De Haan: La Storia - brano originale
- E. Berntstein: The magnificent seven - colonna sonora
Seconda parte:
- L. Pusceddu: Reana - marcia
- Brilot: Metropolis - brano originale
- Arr. L. Pusceddu: Christmas medley - selezione
- L. Richie e M. Jackson: We are the world - canzone
- I. Berlin: - White christmas - canzone natalizia.
PENSANDO
AL NATALE CON
IL MEIC E L’UCIIM
Il MEIC e l’UCIIM
hanno promosso un pomeriggio di preparazione al santo Natale.
Questo ritiro d’Avvento si terrà a Como sabato 19 dicembre alle ore 15.00 presso il
Centro Pastorale “Cardinal Ferrari” in viale
cesare Battisti 8.
Le meditazioni saranno guidate da don Ivan
Salvadori.
L’invito è esteso a tutte le associazioni e a
chiunque ami una pausa per una serena riflessione.
CAMNAGO
VOLTA
C’ERA UNA
VOLTA...
A NATALE
Domenica 20 dicembre, alle ore 16.00,
presso la chiesa di S.
Cecilia a Camnago Volta la Circoscrizione 4 e
la parrocchia presentano “C’era una Volta...
a Natale”, un concerto
a cura del Coro di Voci
Bianche del Teatro Sociale di Como e dell’orchestra “I Piccoli Pomeriggi Musicali” del
Teatro Dal Verme di
Milano. Si tratta di un
concerto dedicato allo
scienziato Alessandro
Volta nel 210° anniversario dall’invenzione
della pila. Il concerto
avrà in parte come tema la storia musicale
del tempo di Volta e sarà accompagnato anche da interventi dell’attore Christian Poggioni. L’evento, cui presenzieranno gli eredi
del grande scienziato,
sarà ripreso dalle telecamere di Como TV 24.
L’ingresso è libero. Per
informazioni: Roberto
Todeschini, todeschini.
[email protected].
CRONACA
P A G I N A
25
Como&territorio
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 19 DICEMBRE 2009
ISTITUTO “M. DI CANOSSA”
Foto William
Passato,
presente...
e presepio
Una rappresentazione di grande
originalità, realizzata da alcuni
genitori. Un viaggio interessante
che collega l’ieri al domani
D
a qualche giorno
è allestito presso l’Istituto Canossiane di via
Balestra, nell’ampio locale abitualmente adibito a sala giochi per i bambini della
materna, il presepe 2009.
Come di consueto, il lavoro dei papà più volonterosi ha permesso di creare un ambiente intonato al tema dell’itinerario
didattico dell’anno in corso, che verte sui temi del
tempo e della storia, la
memoria del passato proiettata nella speranza per
il futuro attraverso l’attenzione alle realtà presenti della vita quotidiana.
L’ambientazione della
struttura, complessa e
percorribile, converge su
un antico castello, dalle
mura merlate, all’interno
del quale la Sacra Famiglia trova il luogo adatto
per manifestarsi agli uomini, davanti allo sguardo adorante di santa
Maddalena di Canossa e
della santa Bakita.
Gli sfondi laterali rappresentano, da una parte,
il succedersi delle stagioni, in una serie di quattro scene naif, dall’altra,
l’orizzonte sconfinato dei
deserti della Bibbia, due
richiami potenti che, nell’evento dell’Incarnazione
del Figlio di Dio, sintesi
della storia della salvezza, coniugano la vita della creazione, ritmata dall’avvicendamento incalzante dei tempi, con la di-
mensione dell’eternità, avulsa dalla storia nel silenzio luminoso dell’infinito.
Il popolo dei pastori è
sostituito da una variopinta folla di personaggi
del passato, taluni riconoscibili da riferimenti circostanziali chiari, altri
generici ma egualmente
rappresentativi delle generazioni dell’umanità,
altri di pura fantasia. Si
tratta del lavoro svolto
dalle singole famiglie che,
in collaborazione con i
SCUOLA DELL’INFANZIA “M. DI CANOSSA”
Il presepe a Vertemate
on passione ed
entusiasmo a Vertemate la tradizione del presepe
si rinnova con la
profonda convinzione che
è il modo migliore per meglio comprendere il significato del Natale.
Il Natale, ormai alle
porte, ha visto con impegno e competenza i papà
della scuola dell’infanzia
“Maddalena di Canossa”
di Vertemate realizzare
con successo un presepe
che riassume il cammino
didattico intrapreso per
questo anno scolastico dai
propri bambini dal titolo: “Sulle orme di un passato che ci dona un fantastico mondo”.
Come ambientazione si
è scelto lo scenario di un
castello medioevale che
coniuga il ricordo di un’epoca passata con la sede
stessa della scuola: il Castello di Vertemate.
La scenografia ricrea le
mura e le torri di un castello che racchiudono la
vita e le usanze del tempo. Analogamente a quanto avvenne nel Natale di
2009 anni fa, tutte le porte sono chiuse e Maria e
Giuseppe con il Bambino
sono costretti ad una sistemazione di fortuna…
Grazie all’impegno e all’operosità delle mamme,
il presepe sarà affiancato
da un bellissimo mercatino natalizio, in cui verranno venduti dei manufatti prodotti artigianal-
propri bambini, hanno avuto il compito di inventare ciascuna un “personaggio” da far rivivere con
il volto dei propri piccoli
e da inserire nella schiera degli adoranti.
C’è di tutto e c’è da divertirsi a riconoscere i tipi
e i tempi; ogni pupazzo
porta la propria storia e
la storia di un ambiente
temporale. Ci sono dame
e cavalieri, crociati in armatura e frati con il saio,
artisti e scienziati (tra
cui... Leonardo da Vinci e
il mago Merlino), uomini
e donne comuni, santi e
peccatori. Tutti i visitatori possono sentirsi rappresentati nelle generazioni che ci hanno preceduto e che hanno lasciato
comunque una traccia indelebile di umanità e di
civiltà.
La sosta dei bimbi davanti al loro quasi coetaneo, il Bambino Gesù, li
preparerà per le prossime
unità didattiche, attraverso le quali si apriranno a conoscere e pratica-
re i valori della fratellanza, della solidarietà, della lealtà e del coraggio nel
difendere i più deboli, parole potenti che l’impegno
del team della scuola, con
la consueta e costante dedizione ai piccoli, si impegnerà a trasmettere perché si trasformino in autentiche e solide “prese di posizione” delle generazioni che, di qui a
qualche anno, diventeranno protagoniste delle
scelte per il futuro.
UN PAPÀ
NEL SEGNO DELLA TRADIZIONE
La natività a Lenno
C
mente dalle mamme stesse; il ricavato servirà ad
acquistare materiale per
la scuola.
Per la Scuola Materna
il Natale è un momento di
grande coinvolgimento
per molte persone che, in
diversi modi, non mancano di essere vicini alla
scuola e ai bambini che la
frequentano.
A tutti loro, ai bambini
e alle famiglie, da parte
della Scuola Materna va
un grande ringraziamento e un grande augurio di
Buon Natale.
Il presepe si può visitare negli orari diurni di apertura dell’Istituto Suore Canossiane con ingresso da via Mazzini 12 a
Vertemate.
Due immagini del presepe 2008
Continua la bella tradizione di costruire nel battistero romanico di Lenno il “Grande presepe” nel
ricordo della nascita di Gesù Salvatore.
Giunti alla 35a edizione, abbiamo voluto mettere
in risalto al centro del presepe la nascita di Gesù
in una grande e bella capanna, contornata da diverse case, con pastori in movimento, ognuno
affaccendato nel proprio lavoro.
Sarà per noi motivo di soddisfazione vedere giungere tante famiglie dai paesi vicini e anche lontani, per ammirare e scoprire qualche cosa di nuovo
e sempre diverso dalle precedenti edizioni.
Il presepe sarà benedetto la notte di Natale dall’arciprete dopo la S. Messa solenne di mezzanotte
e rimarrà aperto sino al 31 gennaio 2010 col seguente orario: dal 25 dicembre al 6 gennaio, dalle ore 9.00 alle ore 19.00; dal 7 al 31 gennaio 2010
dalle ore 9.00 alle ore 17.30.
AGOSTINO CADENAZZI
CRONACA
P A G I N A
26
BassaComasca
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 19 DICEMBRE 2009
UN LIBRO DI MARINA FERRARI E ENRICO ORSENIGO
“Socho, religiosità
e vita di un borgo”
“
S
ocho, religiosità e vita di
un borgo antico” è il titolo di
una nuova
pubblicazione che racconta, nella sequenza degli
anni, il tempo della gente
di Socho e Mondello nelle
terre della Pieve di Fino.
Dalle origini antiche risalenti alla età romana,
testimoniate da ritrovamenti archeologici a pergamene del XIII secolo
che elencavano possessi
del Monastero di S. Margherita in Comum di
2.276 pertiche che confinavano con proprietà “ecclesie in Socho”, certamente un Oratorio di preghiera. In quei tempi il
“comunis locorum de Socho et Mondello”, figurava annesso agli Statuti di
Como dal 1335, tra i Comuni appartenenti alla
Pieve di Fino e confinava
con le terre di Cadoraghi,
Bulgariburgallo, Verte-
Una nuova
pubblicazione
che racconta,
nella sequenza
degli anni,
il tempo della
gente di “Socho
e Mondello” nelle
terre della
Pieve di Fino
di ENRICO ORSENIGO
mati, Andrate de Murinasio e Fines.
Alla fine del XV secolo
altri documenti testimoniano la presenza di una
“chiesuola”, dedicata a
Santa Maria immersa in
una distesa di pascoli e
selve a metà “percursus”
dai fuochi di Mondello e
Socho, aperta all’ufficio
festivo da un cappellano
della Matrice di Fines.
Ne fa fede un verbale
del 1578 relativo alla visita di mons. Giovanni
Francesco Bonomi, vescovo di Vercelli, nella sua
qualità di “nunzio di riforma”, inviato dal Papa nella diocesi.
Sarà poi Feliciano Ninguarda, ricordato per le
sue memorie, a descrivere Santa Maria distante
un miglio dalla chiesa
madre di S. Stefano.
Nel 1645 Antonio de
Laurentis, sarà il primo
cappellano residenziale e
ben 18 altri si avvicenderanno prima della erezione in parrocchia.
Nel 1751, con un prestito di 686 lire del tempo,
da parte delle monache
del Monastero di S. Margherita… per puro zelo
dell’amore di Dio, di M.V.
e delle sante fondatrici Liberata e Faustina…, si
avviano importanti opere
di restauro della fabbrica
di S. Maria che, nel 1831,
diventerà vicaria residenziale dipendente dal preposto Francesco Marche-
si della plebana di S. Stefano in Fino.
Con Bolla del vescovo
mons. Alessandro Macchi
del 5 ottobre 1931, viene
eretta la parrocchia con il
titolo di S. Maria Immacolata.
Promosso a parroco sarà il vicario don Angelo
Sassi.
La pubblicazione è frutto di una ricerca di Marina Ferrari e Enrico Orsenigo che hanno riportato
alla luce notizie, curiosità, unite a documenti ritrovati in cassetti dimenticati, per la rilettura di
un passato legato alla realtà di quei tempi... Luoghi di lavoro, il quotidiano familiare, una religiosità semplice stretta attorno ad una chiesa, luogo di fede e di speranza.
Pagine di ricordi, esperienze di vita cresciuta
con l’aiuto di Dio e dei
suoi santi a cui la gente
del tempo era molto lega-
ta.
Una pubblicazione che
non si rivolge soltanto a
lettori di una certa età,
ma anche (soprattutto) ai
più giovani, perché si convincano che la sostanza
della nostra presenza di
oggi, appartiene ancora al
tempo che fu.
A Fino Mornasco il libro
è disponibile presso il Circolino di Socco, via Don A.
Sassi; Le Rangement arredamenti, via Statale dei
Giovi 36; Baby Boutique,
via Garibaldi 81; Bar Pagani via Indipendenza.
CRONACA
P A G I N A
Como&territorio
28
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 19 DICEMBRE 2009
UN LIBRO DI FRANCO BARTOLINI
Castelli da scoprire
del Lario e del Ticino
I
l fascino dell’epoca
medioevale, la memoria di prestigiose
gesta di eroici cavalieri, epici palazzi arroccati sulle vette più anguste, ma anche maestosi castelli preziosi scrigni
di memoria.
È un regalo per gli amanti di quella fetta di
storia riconducibile all’epoca appena accennata il
libro “Castelli da scoprire del Lario e del Ticino”,
realizzato da Editoriale
Como. Un viaggio storico
e fotografico tra le principali roccaforti ancora presenti nel territorio insubrico. Un intreccio di storie, segreti e leggende dei
castelli medievali e dell’Insubria.
A curare il testo Franco Bartolini, studioso,
scrittore, fotografo, appassionato al periodo storico che va dalla caduta
dell’Impero Romano d’Occidente al medioevo e
rinascimento.
Questo volume dedicato ai castelli medioevali è
la giusta conclusione di
una trilogia avviata dallo stesso Bartolini con due
precedenti pubblicazioni:
“Como nascosta” e “Lario
nascosto”.
Il nostro viaggio, aprendo le prime pagine del libro, non poteva non incominciare dai Visconti e
dagli Sforza due famiglie
la cui storia attraversa
quasi un millennio di storia patria, con possedimenti in lungo e in largo
per l’Italia, e soprattutto
Il fascino
dell’epoca
medioevale
e rinascimentale
racchiuso in 318
pagine tutte
da sfogliare
e guardare!
in territorio lombardoticinese.
Ecco, quindi, scorrere la
lunga linea di fortini che
corre dal Lario al Ticino.
Ed ecco dipanarsi, dalle
città stato, il disegno di
una geografia militare
fatta di pietre parlanti
che raccontano storie di
principesse: così si va dai
castelli di Carimate, Casiglio, Pomerio Villincino
(Erba antica), Lierna, Vezio, Dervio e Corenno Plinio, Bellagio, San Pietro
di Carlazzo, Mesocco, Serravalle, Morcote, Bellinzona, Locarno e molto altro ancora.
Non poteva mancare
una tappa importante su
quello che resta del castello per eccellenza, simbolo della forza comasca.
Luogo di battaglia, ma
anche reggia d’amore. Stiamo parlando del castello Baradello, voluto da
quel Federico Barbarossa
che guidò i comaschi alla
vittoria contro Milano.
Condottiero sovente ritratto al fianco dell’amata Beatrice.
Dal Baradello, di cui
qualche resto appare an-
cora evidente agli occhi
dei comaschi, si passa al
ricordo lontano, di quello
che fu. Sono i ruderi del
Castello della Rotonda,
sulle cui rovine è sorto il
Teatro Sociale e di cui
qualcosa è ancora individuabile nei sotterranei
dello stabile.
Di personaggio in personaggio, di famiglia in
famiglia Bartolini passa
poi ai Della Torre, antica
famiglia meglio nota come i Torriani, nata in Valsassina, a Primaluna, per
secoli in lotta con i Visconti, dominò su molte città
lombarde, tra cui Milano.
Da Como lo sguardo si
sposta poi su altre località del territorio, alla ricerca di antiche rocche scomparse o trasformate in ville, e di torri che ancora
svettano sul territorio.
Un libro da gustare,
corredato da splendide
immagini che ci regalano
frammenti di storia,
spunti per alimentare i
nostri sogni.
“Castelli da scoprire
del Lario e del Ticino”,
Franco Bartolini, Editoriale Como, 2009, pp
318, ill, 18 euro.
ELEVAZIONE MUSICALE IN S. FEDELE A COMO IL 26 DICEMBRE
...hai
l'ALCOLISMO
in casa?
...VUOI
saperne
di più?
...hai bisogno
di AIUTO?
I GRUPPI
FAMILIARI
AL-ANON
condividono
le loro esperienze in modo
anonimo e
gratuito
e possono
offrirti le
informazioni
che cerchi.
telefona al:
800087897
Questi i
nuovi orari:
dal lunedì
al venerdì
dalle 10.00
alle 12.00
e dalle
14.00
alle 17.30
La parrocchia di S. Fedele, a Como, ospita, il 26 dicembre, alle ore 16.30, un’elevazione musicale per
organo del maestro Alessandro Milesi. L’iniziativa è
organizzata dalla Cappella Musicale di S. Fedele, con
il patrocinio dell’Associaione Italiana Organisti di
Chiesa.
Il programma prevede: musiche di C. Franck (Pastorale); J. S. Bach (Preludio e fuga in re maggiore
BWV 532, Fantasia e fuga in sol minore BWV 542,
Toccata Adagio e Fuga in do maggiore BWV 564); L.
Vierne (dalla I sinfonia per organo Andante e Finale).
Alessandro Milesi ha inizialmente studiato organo
e direzione di coro con Renato Belloli alla Scuola
Diocesana di musica sacra di Bergamo, dove si è
diplomato con il massimo dei voti. In seguito, sotto la
guida di Enrico Viccardi, si è diplomato in Organo e
Composizione organistica al Conservatorio G. Nicolini
di Piacenza. Presso il Pontificio Istituto di Musica Sacra di Milano è stato allievo del prof. Angelo Rusconi
nella classe di Trattatistica ed Estetica della Musica medievale. Ha frequentato diversi “seminari” e corsi di perfezionamento con qualificati insegnanti. Svolge attività
concertistica come organista (solista e in formazione) e come direttore. Da 25 anni
svolge attività di direttore di coro ed organista presso la parrocchia S. Eufemia in
Olcio di Mandello del Lario (LC). Già organista del coro “G. Zelioli” di Mandello del
Lario (LC), dal 2003 è nominato organista del coro “S. Cecilia” di Valmadrera (LC) e
nel 2005 ne assume la direzione artistica e musicale, fondando il “Quartetto”, compagine volutamente “essenziale” dove, nel ruolo di basso, esegue il repertorio polifonico
dal Rinascimento all’Ottocento. Nel 2004 insieme con Emanuela Milani ha fondato il
duo Flauto - Organo “Virtuosité” con il quale esegue repertorio Barocco e Romantico.
Ha composto diversi brani a carattere polifonico. Grande appassionato di Arte organaria
(tiene conferenze per conto di diverse Associazioni culturali), ha eseguito personalmente il restauro del magnifico strumento costruito nell’anno 1853 da Francesco
Carnisi di Luino per la parrocchia di Olcio, ottenendo le lodi delle Autorità competenti. è docente presso la Scuola di Musica S. Lorenzo di Mandello del Lario e direttore
della Scuola di Musica S. Cecilia di Valmadrera.
20 DICEMBRE
Il presepe
vivente
in piazza
Duomo,
a Como
Fedele ad una tradizione che dura da oltre quindici anni, domenica 20 dicembre in piazza del
Duomo a Como, l’Associazione “de-sidera”, propone alla cittadinanza la Sacra Rappresentazione del presepe, che si svolgerà con tre rappresentazioni nei seguenti orari 14.30, 16.00
e 17.30.
L’evento sarà strutturato con canti delle tradizioni popolari di tutto il mondo e della tradizione
medievale che cadenzeranno le varie scene recitate e mimate in una suggestiva scenografia che
ricostruirà la tipicità del tradizionale presepe.
I numeri della Sacra Rappresentazione: 40 tra
coristi e musicisti del coro San Benedetto di Como;
60 tra protagonisti e comparse che si alterneranno nelle tre repliche; 30 tra sarti, tecnici del suono, tecnici dell’illuminazione, addetti alla
scenografia e alla sicurezza; una quindicina gli
animali accanto ai tradizionali asino e bue.
Quest’anno è previsto anche un corteo per le vie
del centro città a raffigurare il desiderio di coinvolgere tutte le persone nell’avvenimento fondamentale della storia dell’umanità: la nascita di
Gesù. A sottolineare e ad evidenziare questo passaggio per le vie cittadine parteciperanno all’evento anche gli zampognari del gruppo “Picett del
Grenta” di Valgreghentino (LC).
“È un gesto di popolo ed è del tutto gratuito, dice il vice presidente dell’associazione “de-sidera”
e responsabile del settore artistico della manifestazione Nicola Cappi - e nasce dalla passione per
l’umano sostenuta dall’esigenza di comunicare a
tutti l’essenza dell’Avvenimento del Natale. La
rappresentazione ha, perciò, nei testi (Pavese,
Dante, Péguy, Tournier, Giussani, S. Bernardo,
Vangelo di Luca) e nella regia, i connotati di un
avvenimento attuale e non di un evento semplicemente folkloristico. “E’ nato nel 1993 quando
un gruppo di famiglie decisero di fare un gesto
che avesse rilevanza pubblica e che dicesse a tutti cosa fosse il Natale: non una favola utile al sentimento, ma poco alla vita di tutti i giorni, ma
l’Avvenimento di Dio che si fa uomo in conseguenza del quale non si è più soli al mondo e nei problemi quotidiani”.
Da sempre tale gesto è abbinato all’iniziativa
nazionale delle “Tende di Natale” dell’AVSI a sostegno di opere educative e sanitarie nei paesi in
via di sviluppo.
CRONACA
Lago&territorio
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 19 DICEMBRE 2009
P A G I N A
29
LA NATURA IN VALLE INTELVI
Quei monumenti
d’alto fusto...
I
più famosi sono quattro e ognuno ha la sua
particolarità.
I monumenti viventi
in Valle Intelvi, se così li vogliamo chiamare,
sono delle vere opere d’arte della natura. Abbiamo
pertanto scelto di parlarne, tralasciando, naturalmente, qualche aspetto,
trattandosi di un argomento piuttosto complesso. I quattro “monumenti” ad oggi riconosciuti e
catalogati sono: il faggio
dell’Alpe di Ponna, verso
il Galbiga; il grande castagno di Cuscia, nella
selva sopra Laino, che pare risalga all’epoca di Giulio Quaglio (XVII sec), recentemente catalogato
dall’Ersaf; il foo dii parool, presente nel bel mezzo della Valle, all’interno
sul territorio di Pellio e,
infine, la grande tuia che
è radicata davanti al Palazzo comunale di S. Fedele.
Ognuno di questi giganti ha delle particolarità e
una vita da narrare.
Il grosso faggio di Ponna potrebbe raccontarci
secoli di storia, di quando gli alpeggi erano organizzati come paesi. Tra le
sue radici riaffioranti
hanno riposato pastori e
contrabbandieri e si sono
svolte anche guerre e tante gesta di solidarietà tra
alpigiani, che per tanti
mesi erano quasi isolati
dai paesi di origine.
Il castagno di Cuscia
domina Laino e anch’esso avrebbe le sue storie
Vere opere d’arte
della natura.
Si tratta di alberi
monumentali,
testimoni
di secoli di storia
di RINA CARMINATI FRANCHI
antiche da raccontare. Vigeva un tempo la tradizione, che per i nostri padri
era legge, che le castagne
fossero proprietà del padrone del fondo fino alla
festività dei morti; dopo di
che tutti potevano raccoglierle liberamente. C’erano, però, naturalmente,
quelli che volevano fare i
furbi… e quando venivano sorpresi dal proprietario si scatenavano delle
vere e proprie risse, e di
diritto quest’ultimo poteva sequestrare, nel vero
senso della parola, tutti i
frutti che erano stati raccolti sotto la sua pianta.
Il foo dii parool è, tra i
quattro, l’albero più misterioso e solitario, essendo cresciuto in mezzo a
boschi molto folti, poco
lontano dal confine con la
Svizzera. Alto e forte, munito di numerosi rami che
ne fanno un nascondiglio
sicuro, era “la stazione di
servizio” dei contrabbandieri. Sorge proprio vicino a una delle tracce più
importanti del contrabbando e tra i suoi rami si
nascondevano i biglietti
con gli ordini: bastava sapere dove cercarli. Così,
nonostante il suo isolamento, questa grande pianta viene ancora citata
sui libri che parlano della Valle. Però data la sua
posizione, nessuno è mai
riuscito a fotografarla.
La grande tuia, invece,
cresce nel bel mezzo del
paese di S. Fedele e ne è
divenuta il simbolo, tanto che non molti anni fa,
in occasione delle elezioni comunali, la sua foto fu
inclusa nel logo che rappresentava una lista civica.
Scrive in proposito un
tecnico specializzato della Soc. Fito-Consult alla
quale l’Amministrazione
comunale ha affidato il
compito di salvaguardare
la stato di salute del grande albero: “Ci stupisce che
un calocedro, originario
dell’America dei Nord, abbia potuto attecchire e vivere in un habitat dove
fanno da padroni le conifere, gli abeti rossi e i larici”.
Per decenni la vecchia
tuia si era prestata, in
questo periodo natalizio,
a fare da albero di Natale
per tutto il paese, ma ora
ha ceduto il passo a un abete piantato in mezzo
alla piazza grande.
Come mi spiega gentilmente l’artigiano Giancarlo Vanini di Cerano, lui
per anni si è assunto il
compito di addobbare la
tuia, ma ora è diventata
un’impresa al limite del
possibile. Per dare un’i-
dea delle dimensioni dell’albero esso misura in
altezza ben 25 metri (ora
ridotti a 20 per ragioni di
sicurezza) e per addobbarlo occorrevano una
quindicina di fili di mini
lampadine che, a occhio e
croce, si aggiravano sulle
seicento.
Anche se tutti condividono le ragioni e la necessità di cercare di preser-
vare il più a lungo possibile questo “monumento”
vivente che abbellisce il
paese, abbiamo un po’ di
nostalgia per questo spettacolo che direttamente la
natura ci fornisce.
Accarezzando il tronco
rugoso della tuia, come i
capelli bianchi di un’anziana signora, ci faremo
raccontare le belle storie
di quelle ricche dame che,
più di cento anni fa, già
godevano della sua ombra
gustando il gelato con accanto l’ombrellino da sole,
come ci attesta una vecchia cartolina, quando,
nei primi anni del Novecento, il Palazzo comunale era un albergo prestigioso: l’Albergo S. Fedele
e, in quel periodo la tuia
si vedeva già alta quasi
sette metri.
A CIVELLO IL CONCERTO DI NATALE
“NATUM VIDETE 2009” A CERNOBBIO
Da martedì 8 dicembre 2009 a mercoledì 6 gennaio
2010 la Comunità Pastorale Beata Vergine del Bisbino
ospiterà nello splendido scenario della chiesa di S. Vincenzo in Cernobbio (visita libera tutti i giorni dalle ore
8.30 alle 18.00) “Natum videte 2009”, una mostra di
presepi d’arte di Alberto Grifoni, proposti dall’associazione Iubilantes in sinergia con il Comune di Cernobbio
e con la Società Ortofloricola Comense. Saranno proposti al pubblico presepi da collezione antichi e moderni,
suggestivamente ambientati. Particolarmente interessante un presepio primo-novecentesco con l’insolito personaggio della “levatrice”, tratto dai Vangeli Apocrifi.
La mostra si inserisce nella manifestazione “La Città
dei Presepi”, curata dal Comune di Cernobbio, che vede
la partecipazione di molti privati, scuole, esercizi commerciali e associazioni nell’allestimento di presepi nei
diversi angoli del paese, oltre a diversi eventi. Ricordiamo venerdì 18 dicembre il Concerto di Natale “Parigi, o
cara”, alle ore 21.00 presso Villa Erba (ingresso libero)
a cura della Corale San Nicola e dell’Orchestra sinfonica del Lario in collaborazione con il Comune di Cernobbio; domenica 20 dicembre i Mercatini di Natale, dalle
ore 10.00 alle 18.00 in via Cinque Giornate, con alle ore
14.30 Musiche natalizie e zucchero filato con la partecipazione di “Musica Spiccia”, Poilon Onlus e Sergio Guatterini; sempre domenica 20 dicembre “7 corti per 7 pagine del Vangelo di Luca”, alle ore 20.00, ovvero sette
quadri viventi in sette cortili in frazione Olzavino di
Piazza Santo Stefano. Domenica 10 gennaio 2010, alle
ore 21.00 presso la sala consiliare, concluderà la manifestazione la proiezione delle foto dei presepi a cura del
Foto Cine Club Cernobbio.
Dopo il successo dello scorso anno, torna il tradizionale
Concerto di Natale nella parrocchia di Civello di Villa Guardia.
Il concerto si terrà sabato 19 dicembre 2009 alle ore
20.45.
Protagonisti ed organizzatori della serata Mattia
Calderazzo, organista della parrocchia, e Luca Largaiolli,
flautista.
Il programma scelto per questa serata prevede l’esecuzione di ben 15 brani di scuola diversa, e la serata sarà così
divisa:
1. Una prima parte in cui i protagonisti assoluti saranno
la voce e i colori dell’organo e del flauto.
2. Una seconda in cui al duo si aggiungerà un gruppo variegato di musicisti, e tutti assieme andranno a dare sostegno ed accompagnamento all’intera corale parrocchiale, diretta da Guido Ferloni e Pierangelo Bianchi.
Al violino: Lavinia Vaghi, al clarinetto: Filippo Sala, al
violoncello: Elena Di Giacomo, al pianoforte: Mattia Di
Lorenzo
La musica fa parte di tutte le culture e, potremmo dire,
accompagna ogni esperienza umana, dal dolore al piacere,
dall’odio all’amore, dalla tristezza alla gioia, dalla morte
alla vita.
La musica è sempre stata utilizzata per dare forma a ciò
che non si riesce ad esprimere con le parole, poiché suscita
emozioni che sarebbero altrimenti difficili da comunicare. La grande musica distende lo spirito,
suscita sentimenti profondi ed invita quasi naturalmente ad elevare la mente e il cuore a Dio in
ogni situazione, sia gioiosa che triste, dell’esistenza umana”.
Pertanto speriamo vorrete unirvi a noi nel celebrare insieme con gioia una festa così importante
come il santo Natale.
La serata verrà registrata, così chi lo desiderasse potrà acquistare il CD a ricordo dell’evento.
P A G I N A
30
CRONACA
ValliVaresine
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 19 DICEMBRE 2009
CAVONA QUEST’ANNO UN ALLESTIMENTO MOLTO ORIGINALE
Il presepe: tradizione
che si rinnova sempre
N
GEMONIO CONCERTO IL 19 DICEMBRE
Le emozioni del Natale
I
n principio… Itinerario emozionale e
spirituale per il Natale. Questo è il titolo dell’evento natalizio in programma per sabato, 19 dicembre, alle ore
21.00, a Gemonio, nella
chiesa parrocchiale di
San Rocco, ingresso libero. Era il 1905 quando le
prime note del monumentale organo Mascioni sono
risuonate nella chiesa
parrocchiale di Gemonio
ed ora un’ulteriore occasione “speciale e imperdi-
bile”, l’avvicinarsi del Natale, per ascoltare questo
raffinato e prestigioso
“Concerto per Organo a
quattro mani” suonato
sull’ antico organo a canne, strumento-gioiello più
che centenario, che sabato 19 dicembre sarà affidato al virtuosismo ed
alla sensibilità musicale
del “Kammer Klavier
Duo”. La serata, che è stata pensata e che si propone come suggestivo percorso ricco di emozioni,
spunti di meditazione e
spiritualità nell’attesa del
Natale, sarà impreziosita da un “reading” di brani tratti dall’Antico Testamento e dai Vangeli scelti e portati in scena dell’
attore varesino Antonio
Zanoletti. Le musiche di
Mozart, Bach, Haendel e
Franck saranno protagoniste di questo prestigioso
ed importante evento
musicale con cui l’associazione culturale Attivamente di Casalzuigno
conclude il suo programma 2009.
TERRA E GENTE: A CITTIGLIO LA PRESENTAZIONE
Sarà presentato nella Sala Consiliare del Comune di Cittiglio venerdì
18 dicembre alle ore 21.00 il diciassettesimo volume di “Terra e Gente Appunti e storie di lago e di montagna”. Quest’anno il volume riporterà, tra gli
altri, due interessanti saggi riguardanti Cittiglio, uno relativo agli scavi
archeologici compiuti nella chiesa romanica di San Biagio e l’altro - opera di
don Gian Battista Binda e Luca Scarafile - tratterà delle opere lignee presenti
nella chiesa parrocchiale del paese valcuviano. La presentazione sarà curata
dal giornalista Michele Mancino, mentre - durante la serata - Luca Violini
proporrà brani musicali di chitarra classica.
○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○
atale, tempo di
sacre rappresentazioni e presepi. Quello ritratto in queste
fotografie è un presepe realizzato in un tronco trovato nei boschi di Cavona:
lungo circa 6 metri, è stato trovato già completamente cavo, svuotato dal
tempo e dagli animali, e
con un paio di aperture.
«Appena l’abbiamo visto –
racconta chi lo ha costruito – l’idea è sorta spontanea: sarebbe stato perfetto per realizzarvi un
presepe. Poi l’idea si è perfezionata: anziché il presepe classico, realizzare
dei diorami con alcune scene relative alla Natività.
Così l’abbiamo recuperato con un trattore, e con
pazienza siamo intervenuti per aprire altre “finestre” che ospitassero le
scene descritte dai Vangeli. Abbiamo cercato di fare
in modo che tutto rimanesse il più naturale possibile, inserendo dei fondali e suppellettili (interamente realizzati a mano) solo nella scena dell’annunciazione e in quella della ricerca dell’alloggio. Abbiamo infine sistemato delle luci all’interno,
che creano un effetto suggestivo nelle ore serali e
notturne, ed infine, posizionato le statuine. Per
concludere, l’abbiamo sistemato nella piazza di
Cavona, davanti alla Santa Casa». Il lavoro ultimato è composto da 6 rappresentazioni: l’Annunciazione; la Visitazione di Maria a sant’Elisabetta; la
ricerca dell’alloggio; la
Natività; l’annuncio ai
pastori; l’arrivo dei Magi.
CONVEGNO
A VARESE
INCONTRO
CON L’INSUBRIA
SUL RADON
M
artedì 15 dicembre, a
Villa Toeplitz di Varese, si è
svolto un convegno sul
radon organizzato dal Dipartimento Ambiente-Salute-Sicurezza dell’Università degli Studi dell’Insubria. Complesso il titolo del pomeriggio di approfondimento: Radon,
pericoloso inquinante
nelle abitazioni e negli
ambienti di lavoro. Il
radon è un gas radioattivo naturale generato dal
decadimento di elementi
radioattivi presenti nelle
rocce. La sua presenza
può raggiungere livelli di
concentrazione pericolosi
per la salute dell’uomo
solo in certe zone geografiche e solo in presenza di
condizioni particolari delle strutture in cui si accumula.
IL PERCORSO
DEL MISTERO:
RIFLETTERE SUI LUOGHI
DOVE FORTE
È IL LEGAME
CON LA NATIVITÀ
Vi sono luoghi dove l’Avvento, la Natività e le
vicende legate agli episodi del Cristo fanciullo e
del Cristo sofferente e trionfante, vengono celebrati a tappe, come una storia meditativa che
si accompagna al cammino - a volte faticoso verso la vetta. Lassù vi è un Santuario ad accoglie il pellegrino. È questo il luogo dove il mistero della Redenzione viene rievocato durante
la celebrazione eucaristica. È un cammino
devozionale che ci racconta anche di Maria, dall’Annunciazione alla Assunzione in cielo. Uno
di questi percorsi, a tutti noi caro, è l’ampio sentiero che si snoda sino al santuario di S. Maria
del Monte, sopra Varese. Da lassù il panorama
spazia dai monti comaschi e sondriesi a quelli
del Rosa, dalla pianura lombarda sino alle
prealpi piemontesi e ancor di più quando le giornate cristalline permettono una visione nitida.
Ai piedi del santuario mariano ha inizio un
percorso che vuole essere anche una meditazione al Natale. Percorrendo le tappe legate a questo periodo di avvento, incontriamo la cappella
dell’Annunciazione. È la prima che ci invita alla
meditazione. Si trova subito dopo la chiesetta
dell’Immacolata, della quale all’interno, sopra
l’altare maggiore, la Vergine lignea è raccolta
in una mandorla ed è circondata dai dottori della
Chiesa; coloro che per primi annunciarono la
sua venuta.
Nella cappella dell’Annunciazione è ricostruita a grandezza naturale la casa della Madonna. Un ambiente secentesco e semplice che riprende la Santa Casa di Loreto. Ai piedi di un
letto a baldacchino la Vergine ascolta con stupore le parole dell’angelo che reca in una mano
un giglio mentre con l’altra addita il cielo. L’ambiente sobrio vuole rispecchiare la purezza e la
semplicità di questa ragazza destinata ad un
compito a lei ancora misterioso.
Salendo, si raggiunge la cappella della Visitazione. Elisabetta corre ad abbracciare Maria.
Sulle sue labbra vengono espresse le parole di
benedizione. Attorno diverse statue dimostrano noncuranza all’episodio così intimo, continuando nelle pratiche di una giornata qualsiasi. Un mendicante cerca la carità; un garzone
accompagna l’asinello nella stalla e alcune ragazze commentano l’arrivo. Accanto alla cappella della Natività vi è un grande murale. Un’opera di Guttuso che ci ricorda la Fuga in Egitto.
E’ una pittura vivissima nei colori e fedele nella ricostruzione del tempo.
La cappella della Natività ripropone il presepe caro alla immagine popolare. Sotto una
capanna il bambinello viene scaldato dal bue e
dall’asino. Maria e Giuseppe sono raccolti ai
piedi della mangiatoia. Sul tettuccio della stalla altri angioletti suonano festosi e si accompagnano al suono delle cornamuse e dei pifferi dei
pastori, accorsi numerosi dopo l’annuncio degli
angeli.
Salendo il colle verso il santuario si incontra
poi la cappella della Presentazione al tempio.
Simeone accoglie sull’altare il fanciullo che
Maria gli porge. Il vecchio sacerdote sta pronunciando le parole di ringraziamento a Dio, mentre alcuni personaggi estranei al fatto sembrano, coi loro gesti naturali, dare vita alla rappresentazione.
Raggiunto infine il santuario, ai lati dello
splendido impianto barocco che conserva la statua lignea della Vergine col bambino, sorgono
due altari: quasi due teatrini. Qui grandi statue ci ripropongono l’adorazione dei Magi e la
presentazione al tempio. Sono due rappresentazioni suggestive che catturano per il loro realismo e che sembrano completare o riproporre
quello già osservato anche pittoricamente in
alcune cappelle lungo la Via Sacra.. All’esterno
le numerosi luci, che si accendono attorno e ai
piedi del santuario, ci ricordano che il vero Natale, quello riproposto nel percorso che abbiamo fatto, bussa alle nostre case e nei nostri cuori.
SERGIO TODESCHINI
Il convegno intendeva
presentare il problema e
fornire indicazioni pratiche per limitare il rischio
per la popolazione stessa.
L’appuntamento ha visto soprattutto la parte-
cipazione di coloro che per
professione si occupano di
progettare, costruire,
mantenere, amministrare
e gestire strutture abitative o produttive in zone
a rischio per la presenza
di radon nel sottosuolo.
Sondrio
CRONACA DI
E
P R O V I N C I A
P A G I N A
31
○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○
SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 19 DICEMBRE 2009
TRESIVIO UN PROGETTO PER SOSTENERE LA PARTECIPAZIONE ATTIVA DEI GIOVANI
Con TUrandot: ragazzi a teatro
’
C
è tutto un paese che si muove
intorno alla TUrandot. Il laboratorio teatrale
sull’opera pucciniana incontra a Tresivio il favore dei ragazzi partecipanti e delle loro famiglie che
vedono in questa esperienza teatrale anche
un’occasione in più di vita
in comune. È una TUrandot un po’ sui generis,
come si può notare anche
dal nome, quella che si sta
preparando a Tresivio.
L’opera di Puccini è infatti
la base di partenza per realizzare un lavoro che
fonde musica anche moderna e teatro con un linguaggio più vicino ai nostri tempi (c’è pure la presenza del dialetto), anche
se parti del testo e alcune
arie verranno rigorosamente mantenute in originale. E sono gli stessi
ragazzi, sollecitati dal regista Davide Benedetti, a
collaborare direttamente
alla “costruzione” del lavoro, suggerendo battute,
situazioni, scene.
Il “TU” evidenziato nel
titolo sta proprio a significare questa partecipazione attiva di cui Benedetti, regista con diverse
rivisitazioni di opere liriche all’attivo (tra cui un
“Don Giovanni” e un
“Flauto Magico”) ha fatto
un suo marchio di fabbrica. Sono una ventina i
ragazzi che ogni domenica, dalle ore 20.00 alle ore
22.00, si ritrovano a provare nella sala parrocchiale. Di età compresa
tra gli 11 e i 18 anni, provengono soprattutto dall’Istituto Comprensivo di
Ponte in Valtellina, ma
anche da Media Ligari,
Convitto Piazzi, ITIS
Mattei, Istituto Professionale Besta, ITC De
Simoni, Liceo Scientifico
Donegani di Sondrio e Liceo Artistico di Morbegno,
IL PROGETTO «LA MALAOMBRA» GUARDA AL FUTURO
Lo scorso 17 settembre il Policampus di Sondrio ospitò un complesso, articolato e ricchissimo convegno dal titolo “La Malaombra: il perturbante caso dei
suicidi in una vallata alpina”. Un’occasione, quella di giovedì 17 settembre,
per parlare di fatiche e sofferenze troppo spesso nascoste, taciute, sottovalutate o male interpretate. Un’intensa giornata di approfondimento pensata
per essere un punto di partenza, per lanciare un appello a tutte le espressioni della società civile – dalle istituzioni al mondo dell’imprenditoria, passando per parrocchie, scuola, volontariato, associazionismo –, per dare un seguito alle parole, per affrontare, coralmente, un problema serio e drammatico.
Decine i relatori che si sono alternati negli interventi, centinaia le persone
presenti in auditorium. Dopo anni di sofferenze e fatiche taciute, vissute in
silenzio e con umanissima dignità dai familiari e dagli amici di chi decide di
togliersi la vita, gli animi si sono scossi ed è maturata la convinzione che
questo del male di vivere è un problema di cui si deve parlare. I numeri non
lasciano vie d’uscite. La provincia di Sondrio è al quarto posto in Italia per il
numero di suicidi. Dati che la pongono ben al di sopra della media nazionale
– insieme ad altri territori montani ma non solo – e con percentuali vicine a
quanto accade nei Paesi scandinavi e baltici, in Cina, Russia o nella vicina
Svizzera.
con una significativa rappresentanza delle varie
scuole. Malgrado l’impegno continuo che il laboratorio richiede, partecipano con entusiasmo.
Ma perché proprio
Puccini? Spiegano i promotori del progetto: «Perché è il più moderno, perché la sua musica ha varcato i confini, perché i suoi
personaggi sono gli ultimi, quelli che i benpensanti guardano dall’alto
in basso ed infine perché
ama le donne, quelle
vere, e nella sua musica
le esalta. Butterfly è una
delicata giapponese,
Turandot un’altera principessa, Minnie, la fanciulla del West, una ragazza di saloon, Tosca una passionale cantante di
cabaret. Puccini ha messo in scena più di un secolo e mezzo fa il mondo
globalizzato di oggi ed ha
detto a tutti che solo un
grande amore, una grande passione permetterà a
tutti una convivenza pacifica. Il tutto inserito in
una musica che fa suoi i
“temi” giapponesi, cinesi,
americani, francesi e italiani, una sorta di Orchestra di Piazza Vittorio
ante litteram».
Il progetto coordinato
dalla parrocchia di Tresivio nell’ambito delle iniziative previste dal progetto “Malaombra” per la
prevenzione del disagio è
interamente finanziato
da sponsor privati di
Tresivio, dal Comune e
dalle associazioni locali,
che hanno creduto nell’iniziativa fin dalla prima presentazione, nella
scorsa primavera. Le prove saranno ora documentate in un video che seguirà passo per passo la realizzazione di questa TUrandot dei giovani che aspira a diventare uno spettacolo esportabile anche
in altre realtà della provincia di Sondrio. Dopo le
vacanze natalizie è previsto un incontro per illustrare dettagliatamente
alla comunità tresiviasca
le finalità del progetto, di
cui tutti in paese comunque già parlano.
ZONA PASTORALE
MEDIA VALTELLINA - SONDRIO
VENERDÌ 8 GENNAIO 2010
ORATORIO DI PONTE IN VALTELLINA – ALLE ORE 20.30
Lectio per i giovani (dai 19 ai 25 anni) organizzata dalla Commissione Giovanile Zonale; info: don Luca 339 - 1224823
SABATO 9 GENNAIO 2010
PONTE IN VALTELLINA – ALLE ORE 20.30
Veglia zonale per la pace. Ritrovo in piazza della Vittoria e conclusione nella
chiesa di San Maurizio
DOMENICA 28 FEBBRAIO 2010 A SONDRIO/SAN ROCCO
Ritiro zonale per cresimandi animato dal Centro Diocesano Vocazioni.
N.B.: I preti interessati comunichino a don Mariano (347 - 2989078) entro il
31 gennaio la loro adesione e il nome di un catechista referente, poiché sarà
necessaria una riunione con i catechisti prima del ritiro.
SABATO 6 MARZO 2010
(LUOGO DA DEFINIRSI)
DALLE ORE 17.00 ALLE ORE 21.00 CIRCA
“Bazar del porto” per i 14enni che parteciperanno al Molo 14.
N.B. Le parrocchie interessate comunichino entro il 31 gennaio alla Commissione Giovanile (don Luca 339 - 1224823) la loro adesione e il nome di un
catechista referente, poiché con tutti i catechisti ci si troverà giovedì 14 gennaio alle ore 20.45 all’oratorio del Sacro Cuore a Sondrio.
Questi sono i risultati di una ricerca condotta e coordinata dal Consorzio
Aaster di Milano, con la supervisione del sociologo valtellinese Aldo Bonomi.
Nel periodo autunno 2008-primavera 2009 una sessantina di volontari e operatori Caritas ha somministrato mille questionari quantitativi e cento questionari qualitativi in tutti i mandamenti della provincia: Chiavenna,
Morbegno, Sondrio, Tirano, Bormio. Si calcola che negli ultimi vent’anni, fra
Valtellina e Valchiavenna, si sono verificati circa cinquecento casi di suicidio,
senza contare quelli tentati o le morti sospette (ovvero decessi imputati ad
altre cause ma che potrebbero nascondere il male di vivere). I più a rischio
sono gli uomini. Per quanto riguarda l’età, sono gli antipodi a far alzare la
soglia di allarme: anziani e giovani. I primi per la nostalgia del “non più”, i
secondi per l’ansia del “non ancora”. Una dinamica, questa della sospensione,
della “via di mezzo”, riscontrabile anche nella dimensione geografica. Le comunità dove si registra un tasso maggiore di suicidi sono quelle intermedie:
non il paesino piccolo, all’antica, dove sopravvivono le reti familiari e le amicizie, né la città, dove ci sono servizi e, sebbene in misura molto minore rispetto all’orizzonte metropolitano milanese (cui, da Valtellina e Valchiavenna
si guarda come a un invidiabile miraggio) non mancano opportunità di svago
e di intrattenimento culturale. A rischio, dunque, sono i paesi e le cittadine in
bilico fra il vecchio villaggio e il nucleo urbano terziarizzato. Più del 65%
degli abitanti della provincia di Sondrio ha, nella propria cerchia di familiari, amici, conoscenti, almeno un caso di suicidio. Nel 70% dei casi chi ha scelto di togliersi la vita non aveva dato segnali apparenti di malessere, né era
mai entrato in contatto con psicologi, psichiatri o assistenti sociali. «Siamo
partiti dalla realtà – disse in quell’occasione il direttore della Caritas di
Valtellina e Valchiavenna don Augusto Bormolini –. Non si può negare il
fatto che nelle nostre valli si registrano alte percentuali di suicidi. La Caritas,
di fronte a questo problema, si è sentita chiamata in causa, perché l’essere a
servizio significa anche studiare, conoscere, vivere, approfondire le cause delle molteplici forme di povertà riscontrabili sul nostro territorio. E quella del
non voler vivere, del non riuscire più a dare un senso alla propria
vita è una povertà estrema… Il problema dei suicidi non va rimosso,
ma assunto. Ci riguarda. Non è solo una questione limitata alla sfera
dell’individuo o della sua famiglia, ma coinvolge tutta la società. Non
vogliamo abbandonarci a valutazioni morali, ma interrogarci su come la società percepisce il fenomeno, come lo interpreta, come lo affronta».
Siamo tornati a interpellare don Augusto nella sua veste non solo di responsabile della Caritas sondriese ma anche di parroco di Tresivio. «Dopo
il convegno di settembre – ci spiega – il cammino di “Malaombra” è andato
avanti, proprio come era nelle nostre intenzioni. Ci sono già stati due incontri, con una decina di associazioni, per dare vita a progetti sistematici, in cui
ogni realtà, con le proprie caratteristiche e specificità, può portare il proprio
contributo, così da coinvolgere i ragazzi, i giovani, per stare insieme in maniera diversa e contro l’isolamento. La Caritas funge da collante. Le associazioni coinvolte sono: Il gabbiano (contro le tossicodipendenze); La Navicella
(salute mentale); Lavops e Sol.co. (come enti di coordinamento del mondo del
volontariato e del terzo settore); Le baite (esperta in nuove tecnologie);
Apanthesis (disagio mentale); Asis (associazione per lo studio e l’informazione sul suicidio); e il sindacato Cisl (per gli anziani). È un piccolo comitato di
lavoro, formato da una quindicina di persone. Ci siamo trovati per scambiare
idee, iniziative, proposte di attività. Il prossimo incontro in calendario sarà il
28 dicembre: allora stileremo un programma più organico, da presentare anche
alle istituzioni, così da poter chiedere patrocinio, sostegno economico e far
partire le iniziative». E sullo specifico del progetto TUrandot? «Siamo molto
felici – ci risponde don Augusto –. Superato il problema degli orari, per conciliare le richieste di tutti, ora il percorso procede a pieno ritmo. I ragazzi partecipano, sono molto coinvolti e il desiderio di fare bene si vede. Complimenti
a Davide Benedetti perché sa lavorare davvero bene con i giovani. Saranno
impegnati fino a maggio-giugno, fino al momento della rappresentazione, insomma, e, una volta pronta, vorremmo portare quest’opera anche negli oratori vicini (Sondrio, Ponte…), per testimoniare che i ragazzi sanno incontrarsi anche per le cose “serie” e possono entusiasmarsi per molte cose, oltre il
telefonino e il computer. Ci saranno anche incontri con i genitori, per coinvolgerli nella preparazione dei costumi o con i lavori di supporto. Il progetto –
conclude don Bormolini – vuole coinvolgere tutta la comunità; immediata
anche l’adesione degli sponsor privati e tutti hanno dato un proprio contributo. Una vera partecipazione corale».
ENRICA LATTANZI
P A G I N A
32
CRONACA
Valchiavenna
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 19 DICEMBRE 2009
PUBBLICAZIONI IL VOLUME SARÀ PRESENTATO IL 23 DICEMBRE A CHIAVENNA
Tracce di storia: c’è aria di Mese
A
chiusura delle
celebrazioni
del cinquantesimo di vita, il
Centro di studi
storici valchiavennaschi
presenta il numero 94
delle sue edizioni, dedicato alla storia di Mese.
Il volume sarà presentato mercoledì 23
dicembre alle ore
17.30 nel salone al piano nobile del palazzo
Pestalozzi in via Carlo Pedretti a Chiavenna. Si intitola “Aria di
Mese. Tracce di storia
alle porte di Chiavenna”.
L’autore delle oltre 400
pa-gine corredate da numerose e preziose immagini d’epoca, è il prof.
Marino Balatti, apprezzato storico e consigliere dell’associazione da
oltre vent’anni, che interverrà alla presentazione assieme all’amico
prof. Guido Scaramellini, presidente del Centro
studi. Entrambi parteciperanno anche alla seconda presentazione del
libro, che si terrà alle
scuole di Mese la vigilia
di Natale, con inizio alle
ore 20.30. Dopo la presentazione di Guido Scaramellini, nel volume
Marino Balatti traccia in
stimolanti capitoli la storia di Mese, basandosi
non solo su quanto già è
stato scritto, ma anche
in arrivo il numero 12 del bollettino “Al lavatoi”, elegante pubblicazione annuale dell’Associazione Culturale
Biblioteca di Samolaco,
per la quale è prevista la
distribuzione ai soci già
dalla prossima settimana, con un’importante
novità: il recapito tramite il servizio postale.
Il fascicolo, stampato
interamente a colori su
carta patinata, contiene
una varietà di articoli
che spaziano dalle tradizioni, al dialetto, alla storia, senza trascurare
eventi particolari del
passato, personaggi curiosi, fatti recenti di interesse locale… e altro
ancora. Anche il numero di pagine è sensibilmente aumentato, arrivando quest’anno a ben
52: più che di un fascicolo, si dovrebbe ormai
parlare di un volumetto.
È
su notizie derivanti da
fonti inedite, frutto di
numerose ricerche d’archivio. Particolare attenzione è rivolta agli
ultimi secoli della nostra
storia e ad aspetti sociali, a cui l’autore da tempo dedica soprattutto i
suoi studi.
Menzionato la prima
volta in una pergamena
del 1016, Mese fu una
piccola località della
Valchiavenna, costituita
in comune nel Medioevo. Ma è soprattutto la
vita della comunità a
fare da filo portante della narrazione: dalla nascita dei primi cognomi
in paese alla pratica religiosa e ai lavori prevalenti. Viene delineata
l’importanza del Ponte
dei carri e dei percorsi
storici, come quello romano e quello che, attraverso il passo della Forcola, conduce in val Mesolcina. In campo amministrativo si indaga sull’amministrazione del
comune nel corso dei secoli e i relativi obblighi
verso il contado, sull’emigrazione e sull’agricoltura, rimarcando il
ruolo dei fertili terreni
della Trivulzia, il cui
nome, derivato dalla fattoria voluta da Gian Giacomo Trivulzio, maresciallo di Francia, è oggi
portato dalla strada pro-
NELL’EX CONVENTO,
UN GIARDINO TUTTO NUOVO
vinciale che percorre il
versante destro della
valle. Non mancano i
personaggi che hanno
fatto la storia di Mese,
tra cui spicca don Primo
Lucchinetti. Negli ultimi capitoli del libro,
ampio spazio è dedicato
alla centrale idroelettrica, inaugurata nel 1927
alla presenza del principe ereditario al trono
d’Italia Umberto di Savoia, che all’epoca era la
più potente d’Europa.
CRISTIAN COPES
SAMOLACO PER LA PRIMA VOLTA IL RECAPITO POSTALE
Tutti insieme... Al lavatoi
Nelle pagine iniziali si
possono leggere il resoconto delle attività svolte ed i progetti per il futuro, le indicazioni relative al versamento della
quota associativa (che
per la prima volta, dalla
fondazione del sodalizio,
vien aumentata per fron-
teggiare gli inevitabili,
maggiori costi dovuti da
un lato alla stampa a
colori, dall’altro alla confezione ed invio tramite
posta), insieme ad una
sintetica scheda di presentazione dell’associazione e delle sue attività. Si ringraziano i molti che, ancora una volta,
hanno dato il proprio
valido contributo alla
preparazione di questa
pubblicazione periodica:
il gruppo di lavoro che
regolarmente si trova in
biblioteca per portare
avanti le numerose attività in programma, i
soci, gli amici e simpatizzanti, le scuole, le associazioni ed i gruppi attivi sul territorio. L’augurio che si fa il gruppo
di redazione, insieme a
A MADESIMO GARA DI SCI ALPINO PER AIUTARE IL NEPAL
Solidarietà sulla neve a Madesimo, per i migliori atleti delle salite con gli sci e
per i semplici appassionati. Per la serata di sabato 19 dicembre lo Sci Club
Campodolcino organizza una gara di sci alpinismo individuale Vertical race, valida come prima prova del circuito Coppa Alpi Centrali Vertical race per tesserati
Fisi. Ma non ci sarà soltanto questa prova: parallelamente alla gara Fisi è previsto un raduno cronometrato non competitivo per semplici appassionati. Sarà una
competizione aperta anche a chi vuol mettere alla prova la propria abilità senza
troppe pretese, a chi vuol fare una passeggiata in compagnia e a chi vuole unirsi
ai partecipanti da spettatore. Il ricavato della manifestazione verrà devoluto a
favore dei bambini del Langtang, una regione del Nepal dove ha sede un progetto
di solidarietà legato alla Valchiavenna. Il tracciato va dal Centro di Madesimo al
Ristoro Larici, con un dislivello di 350 metri. Alle 17.30 ci sarà il ritrovo, poi si
svolgerà la gara e alle 20 ci si riunirà per la cena al Ristoro Larici. Poi ci sarà la
premiazione. Il costo dell’iscrizione è di 25 euro e dà diritto a un gadget e alla cena
al Ristoro Larici. Un momento di allegria che permetterà a tutti i presenti di
recuperare le energie spese. Per le iscrizioni della gara Fisi c’è tempo entro venerdì alle ore 17.00, mentre per il raduno cronometrato il termine sarà sabato sera
alle ore 18.30.
S.BAR.
tutte le persone impegnate in questa iniziativa, è quello di continuare a meritare la comprensione e l’attenzione
dei lettori, molti dei quali vivono anche in paesi
lontani (pensiamo ai nostri emigranti, sempre
molto attenti agli eventi del Paese di origine, e
pronti a dare il proprio
contributo per sostenere le varie iniziative).
Con l’occasione si anticipano alcune importanti
novità e progetti dell’Associazione. In aggiunta
infatti al programma
editoriale (in preparazione monografie sulla Prima guerra mondiale,
sulle poesie dialettali e
sulle famiglie numerose
del passato), si sono predisposti dei progetti di
recupero relativi a vecchi edifici, alle cappelle
sparse lungo i sentieri di
montagna e alla cura e
valorizzazione degli antichi percorsi locali (segnaletica, pannelli illustrativi relativi ai luoghi, alla storia, alle tradizioni). Il pezzo forte,
tuttavia, è rappresentato dal Museo Fotografico “Al Culumbée”, allestito da oltre un anno
presso l’antica torre restaurata nella frazione di
san Pietro e che, finalmente, a breve, si dovrebbe aprire ai visitatori in giorni ed orari precisi, dei quali si darà adeguata informazione.
Lavori terminati. Basta aggirarsi per il giardino dell’ex convento dell’Immacolata, ora sede della Comunità Montana Valchiavenna, per accorgersi che le,
non brevi, operazioni di sistemazione dell’area sono
state completate. Durante il periodo tra la fine dell’estate e l’autunno, infatti, l’ente comprensoriale ha
completato i lavori iniziati durante il periodo estivo:
verifica delle condizioni delle piante di alto fusto,
alcune delle quali sacrificate negli anni scorsi, sistemazione dei camminamenti, interramento dell’impianto di irrigazione, realizzazione dei pozzetti e
piantumazione di essenze. Manca ormai solo la sistemazione del cancello d’entrata e la rimozione di
un piccolo trattore ancora presente all’interno del
giardino di via Lena Perpenti e poi il cantiere sarà
considerato chiuso. L’area, che ha già cambiato aspetto rispetto a qualche mese fa quando la situazione
sembrava decisamente degradata, potrà essere, quindi, messa a disposizione del pubblico come prevede
la convenzione sottoscritta da Comunità montana,
ente proprietario, e Amministrazione comunale di
Chiavenna, che andrà a gestire le aperture diurne e
la manutenzione ordinaria. Tutto, ovviamente, è rimandato all’arrivo della prossima primavera. Resta da capire che tipo di arredamento sarà scelto per
abbellire e rendere più confortevole il giardino. Le
opzioni in questo caso sono due. O puntare su panchine e tavolini oppure integrare il tutto con qualche
gioco dedicato ai più piccoli in modo da rendere
appetibile il parco ad un pubblico più vasto. Un notevolissimo polmone verde che darà sollievo dalla
calura estiva, senza bisogno di recarsi fuori dall’abitato della città o, ancora peggio, prendere l’automobile. Il giardino sarà aperto, come previsto dalla convenzione, durante le ore diurne e accessibile dal cancello, lo stesso che serve il posteggio ad uso pubblico
realizzato su due piani, presente in via Vanossi.
D.PRA.
FESTA CON I GENITORI
PER I PICCOLI DELL’IMMACOLATA
Festa di fine 2009, lunedì 7 dicembre per la
Scuola Materna Immacolata. Oltre 160 persone, insegnanti, personale della cooperativa che
gestisce la scuola, genitori, simpatizzanti si
sono ritrovati per una cena in compagnia
all’agriturismo Aqua Fracta di Borgonuovo di
Piuro per il tradizionale appuntamento conviviale di fine anno. Un’occasione per scambiarsi gli auguri per le imminenti feste, per socializzare e per fare il punto della situazione
sulla scuola nata pochi anni or sono, dopo la
fine dell’esperienza educativa delle Figlie della Croce al convento dell’Immacolata di
Chiavenna. Una grande festa che è stata il
preludio all’iniziativa pianificata per le prossime festività. Le insegnanti, infatti, hanno in
queste settimane aiutato i bambini che frequentano la scuola di piazza Bormetti a confezionare alcuni “lavoretti” natalizi che sono stati
oggetto di una mostra mercato in programma
in sede. Durante la giornata amici e genitori
hanno potuto visitare la mostra e acquistare
gli oggetti. Tutto il ricavato di questa iniziativa sarà devoluto a supporto delle attività della
Piccola Opera di Traona, con la quale la scuola chiavennasca ha da tempo stabilito una proficua collaborazione.
D.PRA.
KINO - SCI PER TUTTI
Da venerdì 11 dicembre a domenica 13 le piste di
Madesimo hanno ospitato una singolare manifestazione che ha come scopo di dimostrare come uno sport
bello come lo sci è praticabile anche dai disabili. Di
scena c’erano infatti i ragazzi della Freerider Sport
Event. La Freerider Sport Event è un’Associazione
Sportiva Dilettantistica che ha lo scopo preciso di
rendere possibile l’avvicinamento disabilità fisica sport invernali. Il concetto fondamentale che ha creato la base per gli sviluppi successivi è l’integrazione totale della persona disabile attraverso uno sport
come lo sci che, praticato con la dovuta formazione e
attrezzatura, deve portare all’annullamento della
disabilità permettendo così la completa aggregazione tra “disabili” e “normodati” facendo capire ad
entrambe le categorie che è un’esperienza possibile:
Si Può Fare! Il Freerider Promotour 2009/2010 comprende 10 eventi organizzati nelle maggiori località
sciistiche italiane ed un nuovo, stimolante ed ambizioso progetto: la spedizione in Canada per le Olimpiadi Invernali 2010. Presente anche Luca Maraffio,
di Villa di Chiavenna, grintoso atleta di punta della
Nazionale Disabili.
CRONACA
Sondrio&provincia
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 19 DICEMBRE 2009
MORBEGNO SI CERCANO VOLONTARI...
Compiti insieme
L
a Cooperativa Sociale Insieme, attiva sul territorio
della Bassa Valtellina, propone una
attività di supporto in
orario extra scolastico dal nome Compiti
Insieme, gestita in collaborazione con la Scuola Media Ezio Vanoni di
Morbegno. L’iniziativa è
realizzata nell’ambito
del progetto Cosa mettiamo in cartella, promosso dall’associazione
“Gruppo della gioia” di
Talamona e finanziato
dalla legge regionale 23/
99, in collaborazione con
tredici partner del territorio del distretto di Morbegno (istituti comprensivi di Ardenno, Traona,
Cosio Valtellino, Talamona, Istituto Romegialli Morbegno, parrocchie
di Morbegno e Talamona, Comune di Talamona, Scuola dell’infanzia
di Talamona, scuola media Ezio Vanoni di Morbegno, Cooperativa Sociale Insieme). Nello specifico Compiti Insieme
cerca volontari (inse-
BASSA VALLE
TERZA FASE
PER TOLLERANZA
ZERO...
P
rosegue l’attività
del progetto Tolleranza zero, nato su iniziativa di
un gruppo di cittadini di Cosio Valtellino
esasperati dalla scarsa
cultura civica in materia di
educazione stradale, con un
occhio di particolare riguardo per i pedoni (ma
non solo). A sostenere l’iniziativa, frutto dell’intuizione di Giulio, Gilda e
Martino, anche il prefetto
gnanti, ex insegnanti,
studenti universitari o
delle scuole superiori,
persone motivate) per il
supporto ai ragazzi nella realizzazione dei compiti e nell’organizzazione
delle attività scolastiche.
All’attività partecipano
già cinque volontari e
due educatori, ma tali risorse non bastano per
coprire i bisogni dell’attività e dei ragazzi.
L’iniziativa si svolge
il martedì e il giovedì
pomeriggio (dalle ore
14.00 alle ore 16.00)
presso gli spazi dell’oratorio di Morbegno e vi partecipano distribuiti nei due pomeriggi circa 60 ragazzi.
Chi fosse interessato a
dare un supporto volontario al progetto (in qualsiasi modalità e forma)
può contattare i responsabili ai seguenti recapiti
telefonici: Francesca
Canazza e Massimo
Bevilacqua, telefono
0342-614587,
3401778993.
CONCERTO DI NATALE A CHIAVENNA
A Chiavenna, presso la collegiata di San Lorenzo, sabato 19 dicembre, alle ore 21.00,
In dulci jubilo, concerto di Natale. All’organo Michele Montemurro, con la corale Laurenziana Giocondo D’Amato. Il concerto è
organizzato da Pro Chiavenna e dal Comune
di Chiavenna.
della provincia di Sondrio
Chiara Marolla, la Comunità Montana Bassa Valtellina, il Gruppo Sportivo
Valgerola e numerosi sponsor privati.
In un anno di vita due le
proposte già realizzate:
dapprima un opuscolo informativo; poi il vigile di
cartone; e, da alcuni giorni,
il giubbino catarifrangente, per dare maggiore
sicurezza ai pedoni e ai
molti atleti che sono soliti
frequentare le strade della Bassa Valle. Ci sarà anche una quarta fase, che
porrà l’accento su ciclisti e motociclisti.
NATALE IN MUSEO, BAMBINI ARTISTI PER UN GIORNO
Addobbi e decorazioni natalizie realizzati dai bambini valtellinesi. Nell’ambito del progetto di attività per la costituzione del sistema museale, il Servizio Cultura della Provincia di Sondrio promuove e coordina una serie di
laboratori creativi, interamente gratuiti, che si svolgeranno sabato 19
dicembre. Per l’originale iniziativa sono stati coinvolti i cinque musei che
a breve formeranno la rete museale valtellinese.
In Alta Valtellina propone il progetto “Il Natale dei Nonni” il Museo
Vallivo “Mario Testorelli” di Valfurva in collaborazione con la Biblioteca Comunale di Valfurva. Gli esperti seguiranno i giovani partecipanti
nella realizzazione di decorazioni per le finestre con i tessuti di un tempo.
È possibile prendere parte ai laboratori che si terranno presso il museo
dalle ore 14.30 alle ore 16.00, contattando il numero 0342.531345.
Tutti i manufatti saranno donati agli ospiti della Casa di Riposo “Baita
Serena” di San Nicolò.
Al Museo Civico di Bormio, invece, si inizia alle ore 15.00 e si lavora
fino alle ore 17.00. In questo caso l’iniziativa “Colora il tuo Natale” si
rivolge a bambini di età compresa fra i 5 e i 12 anni. È gradita la prenotazione telefonando al Servizio Cultura del Comune di Bormio al numero
0342.1940009.
A Grosio di scena “Natale al Parco delle Incisioni Rupestri” con la realizzazione di lavori attraverso la tecnica dell’incisione su rame. Per prendere
parte alla giornata che inizia alle ore 14.30 e prosegue fino alle ore
17.00 è necessario contattare i numeri 0342.847233 oppure 346.3331405.
Ad Albaredo festa per tutti i bambini a partire dalle ore 14.30 presso il
Centro Madonna di Montenero su iniziativa dell’Ecomuseo della Valle del
Bitto che propone l’esibizione del “Gruppo Tatanka”. Per maggiori informazioni è possibile telefonare al numero 0342.616288.
Al Museo Civico di Storia Naturale di Morbegno invece si realizzano
gli addobbi utilizzando materiali naturali. Il laboratorio è a numero chiuso,
è dunque necessario prenotare contattando il numero 0342.612451. Artisti
e bambini al lavoro dalle ore 16.00 alle ore 17.30.
P A G I N A
33
A SONDRIO, IL LIGARI D’ARGENTO 2009,
ASSEGNATO A LUCIA FUSTINONI
Il Premio Ligari D’Argento 2009 è stato assegnato a Lucia Fustinoni
in Tarabini. Lo scorso 10 dicembre la commissione, composta dal sindaco, Alcide Molteni, e dagli ex sindaci Alberto Frizziero (presidente), Flaminio
Benetti e Bianca Bianchini, dopo aver ricordato un altro ex sindaco, Primo Buzzetti, scomparso a luglio, per anni presidente della commissione
stessa in qualità di ex primo cittadino più anziano, ha assegnato il
prestigioso riconoscimento a Lucia Fustinoni in Tarabini, scelta tra le
candidature presentate dai cittadini. Ecco le motivazioni: «Donna speciale per generosità, sensibilità, per il carattere mite e determinato, Lucia Fustinoni riassume in sé l’energia, il coraggio e la passione, uniti alla capacità di ascolto e di accoglienza. Da sempre, si
dedica ai bisogni di coloro che soffrono per povertà, ingiustizia,
emarginazione, solitudine e malattia. Visita periodicamente sia le
famiglie in difficoltà portando conforto e sostegno, anche materiale,
sia i detenuti presso la Casa circondariale, ai quali dona serenità e speranza, sempre attenta ai bisogni derivanti dalla loro condizione. È, la sua,
una presenza silenziosa, che si ritrova nei luoghi della sofferenza
e del dolore. La si vede camminare per le strade con il passo veloce di
chi ha una meta ed impegni precisi; non è difficile immaginare che, al
ritorno, il suo passo sarà un po’ più lento ed affaticato, perché Lucia, nella
sua missione accanto ai più deboli e bisognosi, lascia anche una parte di
sé. La nostra città è consapevole ed orgogliosa di questa generosità e
vuole esprimere, attraverso il Ligari d’Argento, il suo grandissimo grazie». Lucia Fustinoni è nata a Bergamo il 7 febbraio 1932 e residente a
Sondrio, coniugata con Eugenio Tarabini da 50 anni, madre di tre figli,
per un quarantennio insegnante di francese presso l’Istituto Magistrale,
la scuola media Torelli e l’Istituto Professionale Besta. Attiva dal 1959 nel
Gruppo di Volontariato Vincenziano di Sondrio di cui è stata presidente
dal 1997 al 2007, Gruppo di cui ricorre quest’anno il 50° della fondazione,
è consigliera e poi presidente dell’Associazione Amici dei Ciechi. Per molti anni è stata inoltre catechista parrocchiale. La cerimonia di
premiazione si svolge giovedì 17 dicembre, alle ore 18.00, nella
Sala consiliare di Palazzo Pretorio.
A SONDRIO, PRESSO LA BIBLIOTECA CIVICA,
LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO CALZINI COLORATI
Venerdì 18 dicembre, alle ore 17.30, presso la Biblioteca Civica “Pio
Rajna” di Sondrio verrà presentato il volume “Calzini colorati”,
introdotto da un commento di Gianfranco Avella e da alcune poesie recitate da Marina Martinelli. Saranno presenti gli autori: Francesca Imperial,
Marco Trecarichi, Carlo De Campo, Mirella Gonzini, Bruna Colturi, Bruna Maganetti. Il volume pubblicato è il risultato di un lavoro di scrittura promosso dal Dipartimento di Salute Mentale con un gruppo
di persone del Centro Diurno dell’Ambulatorio psichiatrico di
Tirano e con il poeta Giacomo Gusmeroli.
A CHIESA VALMALENCO IL PRANZO DI NATALE
DELL’ASSOCIAZIONE ITALIANA CELIACHIA
Domenica 20 dicembre si terrà a Chiesa in Valmalenco il tradizionale pranzo di Natale dell’Associazione Italiana Celiachia. L’iniziativa è
rivolta a tutte le persone celiache della provincia di Sondrio, ai loro familiari, amici e simpatizzanti. È obbligatoria la prenotazione. Rivolgersi
a: Marina Bertelli – referente per la provincia Sondrio – telefono 0342215371 (ore serali); Simona Franceschini – referente per la provincia
Sondrio – telefono 0342-745062 (ore serali). Non si accettano prenotazioni
su segreteria telefonica, per fax o per email.
IL 23 DICEMBRE, IL CONCERTO DEL CORO CAI SONDRIO;
ANTEPRIMA A MONTECITORIO IL 18 DICEMBRE
Anche questo Natale il Coro CAI di Sondrio si presenta al suo pubblico
con il tradizionale “Concerto degli Auguri” patrocinato da: Comune di
Sondrio, AVIS, Gruppo Bancario Credito Valtellinese e ristorante Sassella
di Grosio. È ormai consuetudine per il Coro, in occasione delle festività
natalizie, rivolgere gli auguri e proporre all’attenzione del suo pubblico il
meglio del repertorio e i nuovi canti appresi. Il concerto sarà la degna
conclusione di un anno denso di appuntamenti e di impegni, rivolti a celebrare i 45 anni di attività del gruppo. Il concerto si terrà mercoledì 23
dicembre, alle ore 21.00, presso l’Auditorium Torelli di Sondrio.
Una serata che si svolge a coronamento di un anno intenso che ha visto il
coro esibirsi in tutta la valle e riscuotere nuovi e importanti apprezzamenti in occasione delle esibizioni e dei concerti fuori provincia. Il “Concerto degli Auguri” è anche occasione, per coristi, maestro (Michele
Franzina) e presidente (Piero Camanni) di ringraziare: associazioni, enti
pubblici e privati, amici che si sono prodigati, nel corso dell’anno, nel
sostenere il coro e le iniziative di cui il gruppo si è fatto promotore. Il
concerto si concluderà con gli auguri di buon Natale e felice anno nuovo a
tutto pubblico e alla città di Sondrio, a cui seguiranno i tradizionali brindisi conviviali per i presenti nel salone dell’Auditorium, al termine del concerto.
In anteprima, venerdì 18 dicembre, il coro Coro CAI di Sondrio, si esibirà a Montecitorio, presso la Camera dei Deputati, in occasione della
“Giornata della coralità di montagna”. Questo evento potrà essere seguito
in diretta da tutti gli appassionati sul sito Rai internet a partire dalle
ore 17.00 e verrà replicato la mattina di domenica 27 dicembre su
RAI 3 alle ore 8.40.
DOMENICA 20 DICEMBRE, A MORBEGNO,
UN CONCERTO GOSPEL DA NON PERDERE
Tutta l’energia e la spiritualità del gospel in un concerto destinato a rimanere nella storia del Quadrato Magico. Le Anointed Pace Sisters sono
una forza della natura; uniscono la potenza vocale con l’emotività tipica di
questa musica. Un equilibrio unico, una speciale armonia di gospel tradizionale e contemporaneo. The Anointed Pace sisters sono un gruppo gospel
costituito da 8 sorelle (le sorelle Pace appunto) attualmente fra i più quotati e popolari negli USA. Domenica 20 dicembre saranno in concerto a Morbegno, presso l’Auditorium Sant’Antonio, a partire dalle
ore 21.30. Biglietto, posto unico numerato a 15 euro, disponibile nelle
abituali prevendite a Morbegno presso il Consorzio Turistico Porte di
Valtellina e Vanradio, a Sondrio presso il Consorzio Turistico del Mandamento di Sondrio. Informazioni telefonando allo 0342-601140; oppure consultando il sito internet www.portedivaltellina.it; e-mail
[email protected].
P A G I N A
34
CRONACA
SondrioCultura
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 19 DICEMBRE 2009
ASSOCIAZIONE AD FONTES PER INTEGRARSI NELLA VITA DI TUTTI I GIORNI E VALORIZZARE IL PATRIMONIO LOCALE
La cultura diventa quotidianità
«
L
a cultura come qualcosa
di fortemente
integrato nella quotidianità, come strumento di
formazione ma anche di
educazione e veicolo di
valori, non un qualcosa
di libresco e riservato a
pochi, ma un qualcosa di
vitale, un modo di star
bene insieme a partire
dai contenuti culturali e
dalla condivisione di un
gusto». Con queste parole Rita Pezzola, membro del comitato scientifico, ma prima ancora
vera anima dell’associazione di promozione sociale Ad Fontes al pari
del marito e presidente
Ugo Zecca e del vicepresidente monsignor
Felice Rainoldi, ha
aperto la conferenza
stampa presso Lavops
per presentare questa
singolare proposta morbegnese di attività culturale. L’associazione è
nata nel 2005 (dal 2008
è socia di Lavops) come
gruppo di amici con in
comune l’amore per i
beni culturali locali nelle varie manifestazioni
archivistiche, artistiche,
architettoniche e storiche. «È proprio a partire da questa concezione
della cultura come forma
vitale e modo di essere ha proseguito Pezzola che abbiamo scelto di
essere un’associazione
di promozione sociale.
Per noi la cultura deve
essere uno spazio aperto che ognuno può coltivare con obiettivi e livelli
differenti, purché sia
tesa ad arricchire l’animo e le relazioni. Questo messaggio e questo
stile traspaiono in tutto
ciò che abbiamo fatto,
facciamo e faremo, sia
favorendo nelle scuole la
formazione e il benessere dei ragazzi [un esempio è il laboratorio didattico che al Liceo Pio XII
di Sondrio è confluito
nella pubblicazione del
volume Alla presenza di
un archeologico sepolcreto - Gli scavi di Clemente Valenti nella necropoli romana di Talamona (1884-1886)], sia
promuovendo visite guidate, sia collaborando
con gli enti locali per realizzare ricerche storicoartistiche sui beni del
territorio, che possono
poi divenire libri a stampa o informatici». Quindi, quali esempi di questa modalità di lavoro
sono stati presentati i
due volumi pubblicati a
stampa quest’anno, cui i
soci hanno collaborato
in cordiale amicizia:
Evangelina Laini ha
presentato il suo libro
tascabile Passeggiate a
Morbegno: una guida,
mentre monsignor Felice Rainoldi il suo volume Il santuario della
Beata Vergine della Neve
e di San Carlo in Chiuro.
Entrambi stanno già riscuotendo l’interesse
auspicato anche attraverso le consultazioni
sul sito dell’associazione.
La guida di Morbegno è
il frutto delle esperienze di Laini, che da insegnante ha sempre creduto che il territorio, in
cui una scuola si trova,
debba essere oggetto di
indagine da parte degli
studenti, e che come guida delle visite alla città
quale membro del gruppo Le Nevi di un Tempo
ha sempre cercato risposte alle domande che nascono accompagnando
studenti e visitatori. «La
didattica è forse ancora
alla base di questi percorsi - ha spiegato
Laini, anche lei membro scientifico di Ad Fontes -, esposti in modo da
renderli immediatamente accessibili al maggior
numero di persone, anche a chi si trova per la
prima volta davanti ad
affreschi e a monumenti sconosciuti. Almeno
tre sono i livelli di lettura della guida: le parole
in neretto richiamano i
punti fondamentali; i
margini dicono dove il
testo approfondisce i
concetti già espressi nel
discorso; infine, le finestre di analisi storica,
artistica, qualche volta
addirittura teologica,
poiché il contesto culturale degli itinerari cittadini attinge sempre anche alla Bibbia, proprio
perché Morbegno, col
dominio dei Grigioni riformati, si è trovata nel
mezzo di un conflitto che
non riguardava solo i
confini materiali del territorio, ma entrava nelle idee, nelle convinzioni e nel cuore. Il testo
non pretende di dare risposta a tutte le domande ma, essendo di facile
consultazione, offre una
prima conoscenza complessiva del territorio di
Morbegno e un’esauriente bibliografia a chi
desidera condurre ulteriori approfondimenti».
«Ho scritto il libro sul
Santuario della Beata
Vergine delle Neve e di
San Carlo - ha esordito
monsignor Felice Rai-
noldi - nel mio 50° di
Messa per amore alla
mia terra e per donarlo
ai compaesani. In una
collaborazione quasi quotidiana gli amici di Ad
Fontes mi hanno sollecitato ad indagare la storia e i contenuti iconografici di questo luogo
sacro a me assai caro,
creando uno strumento
di lettura, una fonte di
memoria capace di far
riscoprire la storia, l’identità, la cultura, oggigiorno sfilacciate specie
tra i giovani, se manca
chi richiama a saper vedere e a stupirsi.
Due sono i registri del li-
bro: uno accessibile a
tutti e uno di ricerca storica, archivistica, documentaria, con pagine di
note di approfondimento a completare il libro,
circa 700 note rivolte
per permettere agli studiosi di ritrovare le fonti. L’opera è divisa in due
sezioni: la prima, “Quello che videro i nostri padri”, è una specie di film
che narra le vicende del
santuario dal 1620 fino
a 30-40 anni fa e come
l’edificio e l’iconografia
si sono gradualmente
sviluppati. La seconda
parte, “Quello che vedono i nostri occhi”, è invece la visita guidata al
santuario. È una rassegna e un’analisi sistematica dei dati iconografici
e artistici per rendere
manifesta l’istanza profonda del messaggio di
ogni opera, messaggio
allora immediatamente
vivo e comprensibile ai
credenti. Oggi, i quadri
e gli affreschi sono visti
e gustati, ma senza cogliere la profondità del
simbolismo biblico, i valori della narrazione e
neppure l’intelligenza di
chi li ha commissionati
e razionalmente ispirati. Ho cercato dunque di
andare al di là di quello
che si vede per riproporre ciò che fede, intelligenza e cultura hanno
creato. Anche questo è
promozione culturale,
perché rende capaci di
andare oltre l’aspetto
estetico e di giungere al
senso intrinseco alle
opere». Nell’insieme, il
volume recupera anche
molti aspetti della storia
del paese, dall’apporto
dei prevosti, a quello
delle confraternite e della comunità, in un’esplorazione di tutti i materiali oggi disponibili. La
pubblicazione del libro
ha reso più fruibile il
santuario stesso e l’intenzione è di produrre
un analogo studio anche
sulla chiesa parrocchiale dei Santi Giacomo e
Andrea, sempre allo scopo di far rinascere a nuova vita e di rendere fruibili questi monumenti.
La conferenza stampa si
è conclusa con la presentazione del sito di Ad
Fontes (www.adfontes.
it) voluto come strumento di comunicazione immediato ed efficace, oltre che per i costi molto
inferiori rispetto al
cartaceo. Il sito, completamente rifatto la scorsa settimana, è opera del
presidente Ugo Zecca
che anche lo gestisce.
Dalla pagina iniziale,
Benvenuti!, si può accedere a tutte le altre pagine e sottopagine, da
Chi siamo alle Attività di
ricerca, alle Fonti e didattica, alla Biblioteca,
dove si trova Il nostro
scaffale. Qui, nei Libri a
stampa proprio la scorsa settimana sono stati
pubblicati online gli Indici del volume di monsignor Rainoldi su Il santuario della Beata Vergine e di San Carlo in
Chiuro, che erano stati
promessi al momento
della presentazione.
«Facciamo questo - ha
spiegato Pezzola - perché, rivolgendoci anche
ai giovani e alle scuole,
abbiamo scoperto che
l’interazione-integrazione tra strumento cartaceo a stampa e strumento informatico on-line è
una strategia comunicativa molto efficace».
L’accesso allo Scaffale,
che consente di conoscere i Libri a stampa, gli
e-book (solo online), i
Saggi e le Recensioni,
che intendono promuovere la lettura di libri e
di pubblicazioni anche di
altri, è libero e gratuito.
pagina a cura di
PIERANGELO MELGARA
MONS. RAINOLDI GUIDA LA VISITA
ALLA SACRISTIA DI SAN GIOVANNI A MORBEGNO
Domenica 20 alle 14.30, in collaborazione con la parrocchia e il Comune di Morbegno, l’Associazione Ad Fontes propone la visita guidata alla Sacristia maggiore della chiesa parrocchiale di San
Giovanni Battista. Qui, monsignor Felice Rainoldi commenterà il ciclo di affreschi commissionati
a Pietro Bianchi, detto il Bustino, anche alla luce della ricerca da lui recentemente pubblicata negli
e-book sul sito di Ad Fontes. Nella foto la scena “Calculo mundasti ignito”, dove un serafino purifica
con un carbone ardente le labbra del profeta Isaia come si legge in Isaia 6, 6-8: “Allora uno dei
serafini volò verso di me; teneva in mano un carbone ardente che aveva preso con le molle dall’altare. Egli mi toccò la bocca e disse: “Ecco, questo ha toccato le tue labbra, perciò è scomparsa la tua
colpa e il tuo peccato è espiato”. Poi io udii la voce del Signore che diceva: “Chi manderò e chi andrà
per noi?”. E io risposi: “Eccomi, manda me!”. Egli disse: “Va’ e riferisci”.
UN CONCERTO INDIMENTICABILE PER IL CID
“Spiegel im Spiegel”, Specchio nello Specchio, terzo appuntamento nel cartellone della 49a Stagione
Concertistica del Cid di Sondrio con Francesco Senese al violino e Sonia Jaconis al pianoforte a
interpretare musiche di Pärt, Mendelssohn e Strauss è stata una serata che, quanti hanno avuto la
fortuna di essere presenti, difficilmente dimenticheranno: due artisti di primissimo livello hanno
interpretato in modo a dir poco perfetto, senza sbavature la musica straordinaria di Pärt, estremamente difficile nella sua semplicità, chiarezza ed eleganza. Spiegel im Spiegel avvolge l’ascoltatore in
un’aura sognante, capace di evocare nel cuore e nell’anima immagini indefinite ma familiari, pregne
di quella sacralità che spira nei luoghi natii. L’altro brano di Pärt, Fratres, è stato composto nel 1977
per archi, fiati e percussioni e successivamente adattato a diversi organici strumentali. La versione
proposta non poteva che essere quella per violino e pianoforte, realizzata nel 1980 su commissione
del Festival di Salisburgo. Questa presenta una serie di “otto variazioni precedute da un preludio
virtuosistico per violino solo”, dove Pärt torna alla tonalità pura con suoni determinati che fungono
da perni di tutta la composizione. Altri due brani, alternati a quelli di Pärt - la Sonata in fa maggiore
caratterizzata dall’alta sensibilità romantica di un giovanissimo Felix Mendelssohn Bartholdy e la
Sonata in si bemolle maggiore op. 18, dove un ancor giovane Richard Strauss si rivela capace di
creare intrecci di spessore sinfonico tra violino e pianoforte -, hanno completato il concerto, esaltando ulteriormente il talento dei due giovani ma già maturi interpreti. Il prossimo appuntamento in
cartellone, dopo il concerto gospel Oh happy day! di lunedì con gli Harlem Messengers (se ne riferirà
sul prossimo numero), è il Trios with Guitar, che si è tenuto lunedì 14 presso il Palazzo della
Provincia. Protagonisti sono stati il violinista Manuel Guillen, il chitarrista Luca Trabucchi e il
violoncellista Pierluigi Ruggiero, che hanno presentato il CD “Trios with Guitar”, eseguendo il
Trio n.1 in Re maggiore di Antonio Ximenez, il Terzetto in Re maggiore di Nicolò Paganini, il Trio n.2
in Si minore di Isidoro De Laporta, la Cassazione in Do maggiore di Franz Joseph Haydn e musiche
dalle colonne sonore di Romeo e Giulietta e de Il Gattopardo di Nino Rota.
BUON NATALE IN MUSICA
La Civica Scuola di Musica della Provincia di Sondrio e l’Associazione Alzheimer e Demenze della
Provincia di Sondrio organizzano per sabato 19 alle 21 presso l’auditorium Torelli di Sondrio il
concerto Buon Natale in Musica con la partecipazione di numerosi gruppi musicali e di solisti.
CRONACA
P A G I N A
35
Sondrio&provincia
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 19 DICEMBRE 2009
SONDRIO INIZIATIVA DELL’ASSOCIAZIONE «QUARTO DI LUNA» PER I DETENUTI DEL CARCERE CITTADINO
Per guardare oltre quelle mura
«
H
o avuto fame e mi avete dato da
mangiare, ero
carcerato e
siete venuti a trovarmi”.
Si ispirano alle parole di
Gesù, riportate al capitolo 25 del vangelo di
Matteo, i volontari dell’associazione “Quarto di
Luna” per sensibilizzare
su un tema molto delicato: nei giorni del Santo Natale non dimenticare chi si trova in carcere. “Quarto di Luna”,
in collaborazione con la
Bottega della Solidarietà di Sondrio, suggerisce
l’acquisto di caffè, pasta e prodotti per
l’igiene personale e
caramelle da donare ai
detenuti della Casa Circondariale del capoluogo
valtellinese. Basta recarsi al punto vendita di via
Piazzi a Sondrio e chiedere alle volontarie di
aderire alla raccolta entro il 20 dicembre. I prodotti raccolti verranno
portati dai volontari in
carcere e donati ai detenuti nell’incontro del 22
dicembre. «La realtà del
carcere - spiegano i volontari dell’associazione
“Quarto di Luna” - è tanto drammatica quanto
ignorata. È, in particolare, tristissima e difficilissima la condizione dei
detenuti stranieri (circa
il 50%), spesso molto giovani: soli, lontani dalla
famiglia, con difficoltà di
lingua e di comunicazione, senza soldi: abbandonati. Ricevere un piccolo dono per Natale non
ha solo un valore pratico; ne ha uno, molto
grande, simbolico: significa non essere del tutto
dimenticati, venire, anche nella dura condizione di detenuto, considerati persone». «L’iniziativa – aggiunge uno dei
volontari,
Alberto
Giustolisi – è nata lo
LE ATTIVITÀ DELL’ASSOCIAZIONE QUARTO DI LUNA
Foto William
scorso anno ed è stata
pensata per mettere
maggiore comunicazione
la città e una realtà di
solito avulsa dal contesto locale e sociale. È un
modo, insomma, per scoprire cosa c’è oltre le
mura e avvicinarsi ai detenuti, cittadini di Sondrio anche loro». Come
detto il materiale raccolto sarà distribuito nella
Casa circondariale di via
Caimi il prossimo 22 dicembre. «Si tratta di un
incontro chiuso al pubblico – prosegue Giustolisi –, organizzato, giustamente, con regole ferree e ben precise. Vi
prenderanno parte i rappresentanti delle istituzioni, i volontari, gli
agenti di polizia, gli operatori del reparto pedagogico, gli amministratori e la direzione. Sarà
un momento importante per lo scambio degli
auguri e la consegna dei
doni». L’associazione
“Quarto di Luna” vede il
coinvolgimento di una
decina di volontari, che
lavorano a sostegno del
progetto pedagogico dell’istituto, seguono la biblioteca, propongono
corsi di informatica, laboratori di teatro, itinerari sulla legalità. Nelle
scorse settimane il carcere di Sondrio è stato
teatro di un fatto tristissimo e drammatico. Un
detenuto si è tolto la
vita. La struttura di via
Caimi, rispetto agli omologhi nazionali, è una
realtà più piccola: è possibile pensare percorsi o
attività di maggiore vicinanza ai detenuti? Può
essere, insomma, un
carcere più umano. «Le
dimensioni non importano – ci risponde essenziale Giustolisi –. È comunque una realtà difficile. È un carcere, punto e basta».
FAMIGLIE PER OTTENERE SCONTI FINO AL 15%
Il bonus gas a Sondrio
D
allo scorso 15
dicembre i residenti del Comune di Sondrio possono
presentare, presso i Centri di assistenza fiscale
(Caaf) del capoluogo, la
domanda per ottenere il
Bonus Gas. Per richiederlo è indispensabile
compilare un’apposita
modulistica, che può essere ritirata o presso
uno dei Caaf indicati di
seguito oppure presso il
Servizio politiche giovanili e sociali del Comune di Sondrio, Palazzo
Martinengo, II piano, via
Perego, 1, aperto dal lunedì al venerdì dalle ore
9.00 alle 12.00 e dalle
ore 14.30 alle ore 16.00
(martedì mattina chiuso). La modulistica è disponibile anche sui siti
internet del Comune
www.comune.sondrio.it
oppure sui siti www.au
torita.energia.it e ww
w.sviluppoeconomico.
gov.it. Il bonus consiste
nella possibilità di ottenere una riduzione del
15% sull’ammontare
al netto delle imposte
delle bollette del gas:
è riservato alle famiglie
sia a basso reddito
(che non superino, cioè,
i 7.500 euro l’anno) sia
numerose (con più di
tre figli a carico e con
reddito non superiore ai
20mila euro annui). Il
bonus è stato introdotto
dal Governo e reso operativo dalla delibera dell’Autorità per l’energia
elettrica e il gas, con la
collaborazione dei Comuni. Il bonus vale
esclusivamente per il
gas metano distribuito a
rete (e non per il gas in
bombola o per il Gpl),
per i consumi nell’abitazione di residenza. I
sondriesi che intendano
presentare domanda per
il bonus devono recarsi
presso i seguenti Caaf:
Acli - via Cesare Battisti, 30 - telefono 0342212352 - aperto dal lunedì al venerdì, dalle ore
8.30 alle ore 12.00 e dalle ore 15.00 alle ore
18.00; Cgil - via Petrini,
La vita in carcere ha tra le sue contraddizioni: è insieme isolamento e
mancanza assoluta di intimità. Si è sempre soli e non si sta mai con se
stessi: immersi in una avvilente promiscuità, avvolti da un continuo,
frastornante e lacerante rumore di fondo. E questo è un male, perché
inibisce la riflessione, ostacola quell’esame di sé e del proprio vissuto che
solo può portare al superamento dei propri errori e ad un vero e positivo
reinserimento. È per questo che è importante, anzi indispensabile, creare nel carcere momenti in cui, rompendo l’isolamento, si possa favorire
lo scavo interiore, la cui comunicazione può poi rappresentare l’inizio di
quel processo di positiva ricostruzione di socialità che dovrebbe costituire
il fine della pena, non più intesa come vendetta, ma come strumento di
ricerca e conquista di libertà. In questo l’apporto della comunità esterna,
dei giovani, del volontariato – che a loro volta possono imparare e ricevere molto dal rapporto col mondo estremo e sofferente ma proprio per
questo grondante verità del carcere – può essere prezioso, essenziale ed
insostituibile. È a questo fine che è nato Quarto di luna: affinché il mondo
esterno, la comunità cittadina entrino nel carcere e questo – le persone
che vi vivono ed i loro problemi – venga fatto uscire dalla sue mura e sia
reso visibile. Occorre – è quanto cercano di fare i volontari dell’associazione in stretta sinergia con l’istituzione ed in particolare con l’area pedagogica – portare dentro il carcere la maggior ricchezza possibile di proposte formative, affinché il tempo della reclusione non venga perduto (un
tempo per impazzire, l’ha definito il mio amico), e nel contempo coinvolgere e sensibilizzare la società perché si attrezzi e si predisponga all’accoglienza ed al reinserimento. Senza questa doppia azione la pena rischia di
configurarsi come mera afflizione senza riscatto e quasi certa risulta la
recidiva. L’associazione di volontariato Quarto di luna, inoltre, organizza, in collaborazione con l’istituzione carceraria, attività culturali,
formative e ricreative grazie all’apporto, oltre che dei propri volontari, di
persone interessate e sensibili. Una particolare attenzione è rivolta a
coinvolgere gruppi di giovani. Tra le varie proposte: laboratorio di scrittura creativa, con i cui materiali si realizza una drammatizzazione che
offre l’occasione per incontrare gruppi di studenti; presentazione e discussione di libri, quando è possibile con la partecipazione dell’autore;
incontri di cultura interreligiosa; educazione alla salute; laboratorio di
informatica; laboratori artistici; attività sportive; momenti ludici. Oltre a
ciò, l’associazione si propone di informare e sensibilizzare gli enti locali e
la cittadinanza sui problemi del carcere, anche allo scopo di promuovere
l’adozione di misure alternative (la stragrande maggioranza è condannata per piccoli reati) e di favorire l’inserimento degli ex-detenuti. Per informazioni: [email protected], oppure in Lavops allo 0342-200058.
DALLA REGIONE LA PROPOSTA
DI UN TAVOLO PERMANENTE
SULLE CRITICITÀ DELLA POLIZIA PENITENZIARIA
Istituire un tavolo periodico per affrontare e risolvere le criticità della
Polizia penitenziaria. L’idea, presentata a inizio settimana dal presidente
della Regione Lombardia Roberto Formigoni al convegno “Polizia
penitenziaria: quale identità?” è stata favorevolmente accolta. «Le leggi e
i provvedimenti migliori presi da Regione Lombardia - ha detto il presidente Formigoni - sono quelli nati e sviluppati dopo un confronto con gli
operatori del settore. Per questo per affrontare le problematiche della
polizia penitenziaria, un settore di grande professionalità e di grande
umanità, Regione Lombardia si impegna a istituire un tavolo periodico
per condividere le esperienze e trovare delle soluzioni». «La Lombardia ha ricordato la sottosegretario Antonella Maiolo - con la legge numero 8
del 2005 si è dotata di uno strumento che affronta una serie di interventi
che vanno dall’accoglienza abitativa temporanea a percorsi di formazione
e lavoro al reinserimento sociale e familiare, ma in accordo con Unioncamere, Confindustria e Confcooperative ha avviato il progetto sulla Responsabilità sociale d’impresa nell’accesso al lavoro delle persone in esecuzione penale impegnando 35.000 euro sui 68.000 complessivi». A proposito di reinserimento i carcerati lombardi saranno coinvolti in progetti
lavorativi in vista di Expo 2015. Il protocollo d’Intesa è stato firmato martedì 15 dicembre con il ministro della Giustizia, Angelino Alfano e il presidente di Expo 2015, Lucio Stanca. Importanti i numeri del mondo
carcerario nella nostra regione: in Lombardia sono presenti 8.900
detenuti il 24% dei quali in attesa di giudizio e 5.100 agenti di
Polizia penitenziaria, 650 dei quali impegnati negli uffici della
pubblica amministrazione e quindi non a disposizione degli istituti di pena.
14 - telefono 0342212200 - aperto dal lunedì al venerdì, dalle ore
8.30 alle ore 12.00 e dalle ore 14.00 alle ore
18.00; Cisl-Sicet - via
Bonfadini, 1 - telefono
0342-527824 - aperto il
lunedì dalle ore 9.00 alle
ore 11.30, e il venerdì
dalle ore 15.00 alle ore
17.00; Uil – via Giuseppe Mazzini, 65 – telefono 0342 – 210531 - aperto dal lunedì al venerdì,
dalle ore 8.30 alle ore
12.00 e dalle ore 14.00
alle ore 18.00.
Presentando la domanda entro il 30
aprile 2010, si potrà
ottenere il bonus con
effetto retroattivo
fino al 1° gennaio
2009. La quota sarà erogata da Poste Italiane in
un’unica soluzione tramite bonifico domiciliato. Dopo il 30 aprile,
si perderà il diritto al
bonus retroattivo ma
si potrà comunque, in
ogni momento, fare la
richiesta del bonus
per i dodici mesi successivi alla presentazione della domanda.
Il bonus sarà anche differenziato per tipologia
di utilizzo del gas (solo
cottura cibi e acqua calda; solo riscaldamento;
oppure cottura cibi, acqua calda e riscaldamen-
to insieme); per numero di persone residenti
nella stessa abitazione,
per zona climatica di residenza (in modo da tenere conto delle specifiche esigenze di riscaldamento delle diverse località). Chi ha sottoscritto direttamente un contratto per la fornitura di
gas naturale, avrà una
deduzione nelle bollette;
per tutti i clienti che, invece, usufruiscono di impianti centralizzati di riscaldamento e non hanno un contratto diretto
di fornitura, il bonus
sarà riconosciuto attraverso un bonifico intestato al beneficiario.
CRONACA
P A G I N A
36
AltaValle
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 19 DICEMBRE 2009
BORMIO L’ORGANIZZAZIONE DEL TRADIZIONALE APPUNTAMENTO SPORTIVO
Novità per la «discesa libera»
N
ovità importanti nell’organizzazione della discesa libera del 29 dicembre sulla pista Stelvio: la superclassica valida per il circuito di Coppa del Mondo Fis di sci
alpino. Lo scopo? Rispondere alle esigenze di
coinvolgimento del territorio e garantirne una
maggiore rappresentanza. Da quest’anno, infatti, le responsabilità dell’organizzazione della
gara (sinora garantita
dalla BEST - Bormio
Eventi Sport e Turismo)
passano nelle mani di
Bormio Servizi, una
srl a partecipazione comunale che si occupa fra
l’altro delle strutture
sportive, del palazzetto
del ghiaccio, del verde,
dei parcheggi e degli
eventi ricreativi. «La discesa del 29 dicembre è
ormai fortemente radi-
cata a Bormio e in Valtellina», dice Pier Dei Cas,
presidente di Bormio Servizi e preparatore della
pista fin dal 1993. «Noi
abbiamo cercato di rispondere alle tante richieste che ci venivano
dal territorio, che ha fortemente voluto continuare questa lunga tradizione. Bormio Servizi
è in un certo senso il
braccio operativo del comune. Noi gestiremo
l’evento. Ma al nostro
fianco c’è un comitato
allargato composto fra
l’altro dall’Associazione
albergatori di Bormio,
dalla SIB (la Società Impianti Bormio), nonché
dal sistema turistico dello Stelvio rappresentato
da Stefano Capitani e,
naturalmente, dalla
stessa BEST, rappresentata nell’esecutivo da
Lele Cola». Ma ci sono
novità anche per la sicurezza. «Abbiamo aggiun-
LA POSIZIONE DELLA PROVINCIA
DI SONDRIO RISPETTO AL DIBATTITO
SULL’OSPEDALE MORELLI
Le recenti prese di posizione rispetto al Piano per
lo Sviluppo del Morelli di Sondalo impongono una
riflessione, ma soprattutto un’accurata ricostruzione delle tappe che hanno portato la Provincia e i 18
sindaci del tiranese e dell’Alta Valle a condividere
un percorso auspicato anche dall’assessore regionale alla Sanità Luciano Bresciani. Benché la Provincia non abbia alcuna competenza in materia di
sanità non ha potuto esimersi dall’accogliere le preoccupazioni e i timori provenienti ormai da tempo
dal territorio e dai primi cittadini. Proprio sulla
scorta di quest’ansia diffusa e all’origine di tensioni a livello locale, il presidente della Provincia
Massimo Sertori ha invitato lo scorso 14 ottobre
alle ore 10.00 i 18 sindaci del tiranese e dell’alta
valle. Ascoltate le loro istanze, condivise in collegamento video con l’assessore alla Sanità Luciano
Bresciani, si è deciso di istituire una Commissione
di Lavoro che redigesse nel tempo fissato di 45 giorni un Piano di Sviluppo per il Morelli di Sondalo.
C’è di più, l’assessore Bresciani ha dato la disponibilità affinché l’Asl di Sondrio prendesse parte ai
lavori, in qualità di consulente, perché lo studio
potesse essere ancora più accurato nella sua redazione. Tre i limiti posti dalla Provincia: che il Piano
si concentrasse sui nuovi obiettivi da perseguire,
che non si entrasse minimamente nel merito dei
sistemi di gestione (autonomia o non autonomia),
ma soprattutto che la visione relativa al futuro sviluppo del Morelli fosse in sintonia con l’intero sistema sanitario provinciale. Tre punti fondamentali pienamente rispettati nei contenuti dell’elaborato finale. La commissione individuata e coordinata dall’assessore provinciale alle Politiche di
Coordinamento dei Servizi Sanitari Giuliano
Pradella, che ha per altro competenze personali
specifiche in materia derivanti dal suo curriculum
professionale, ha elaborato il documento addirittura in netto anticipo rispetto ai tempi previsti inizialmente. Presentato ai 18 sindaci del tiranese e
dell’alta valle il Piano è stato approvato all’unanimità. Da qui il passaggio successivo è stato quello
di condividere le linee guida individuate con la Conferenza dei Sindaci presieduta dal Primo Cittadino di Sondrio Alcide Molteni. Anche in questo ambito, il 26 novembre scorso, il Piano è stato condiviso nei suoi contenuti giudicati per altro coerenti e
compatibili con l’ambito sanitario provinciale. Doveroso precisare che nel Piano consegnato successivamente alla Regione, competente in materia di
sanità, vi sono tracciate le linee guida per un possibile sviluppo del Morelli che dovranno, se fatte proprie completamente o in parte dal Pirellone, dare
vita ad uno strumento programmatico operativo
comprensivo dunque anche degli aspetti finanziari. «Nell’ambito delle singole proposte si precisa
che ve ne sono alcune la cui realizzazione non costerebbe nulla. Mi aspettavo - ha dichiarato il presidente Massimo Sertori - che questo documento
avrebbe potuto innescare discussioni e confronti
nell’ottica di una dialettica proficua e costruttiva,
modalità che avrei ritenuto positiva, poiché finalizzata al raggiungimento degli obiettivi migliori».
to una rete A di protezione di un centinaio di
metri», continua Pier
Dei Cas, «che dal Pian
dell’Orso arriva fino all’ingresso della Carcenti-
na.» Non ci saranno invece cambiamenti di rilievo nello staff di gara.
L’ispezione della pista da
parte della FIS (la Federazione internazionale
di sci) è prevista, come
da tradizione, per il 19
dicembre. Ma le abbondanti nevicate di questi
giorni offrono già condizioni ottimali. «La parte
alta fino al Ciuk è già a
posto, nessun problema», conclude Dei Cas.
«Stiamo in ogni caso producendo neve artificiale
per avere un manto compatto, omogeneo, e avere maggiori garanzie
qualora ci trovassimo di
fronte a un caldo improvviso». Il programma
della gara prevede: domenica 27 dicembre,
prima prova cronometrata sulla pista Stelvio
alle ore 11.45; lunedì 28
dicembre, seconda prova cronometrata sulla
pista Stelvio alle ore
11.45; martedì 29 dicembre, gara sulla pista Stelvio alle ore
11.45. Le riunioni dei
capisquadra si terranno,
come sempre, presso la
Sala Fontana, mentre
l’estrazione dei pettorali è in programma
lunedì 28 dicembre, in
piazza Kuerc, alle ore
18.00.
BORMIO DELIBERATO L’AVVIO DELLA GARA D’APPALTO PER I LAVORI
Tangenziale: l’iter può partire
opo un anno di
lavoro la Giunta
della Provincia
di Sondrio ha deliberato l’avvio
della gara di appalto per
l’affidamento dei lavori per
la realizzazione della tangenziale di Bormio, variante di Santa Lucia. Ad annunciarlo i vertici della
giunta della Provincia di
Sondrio. Lavori al via entro giugno 2010… «Dopo
l’annullamento delle procedure a causa di un errore
tecnico – spiega l’assessore alla grande viabilità
Ugo Parolo – abbiamo lavorato con impegno per porvi rimedio affinché si potesse dare il via ai cantieri nel
più breve tempo possibile
per la costruzione di
un’opera strategica per
l’Alta Valtellina. Nell’arco
di sette mesi – prosegue
Parolo – potranno finalmente iniziare i lavori così
come previsto dal cronoprogramma amministrativo
con i tempi della proceduta di bando integrato, i
medesimi che Anas ha fissato per la realizzazione
del primo stralcio del primo lotto della nuova Statale 38. Tali modalità prevedono l’individuazione
della ditta esecutrice
previa considerazione sia
del ribasso di gara sia della qualità del progetto esecutivo». La tangenziale di
Bormio permetterà di deviare il traffico lungo la
provinciale di Oga in direzione di Livigno con evidenti benefici per la qualità
della vita dei residenti dell’alta valle e con tempi di
percorrenza più brevi. Il costo dell’intervento supera
i 40 milioni di euro. Nel
dettaglio: 29.750.289,26
euro derivano dalle disposizioni in materia di infrastrutture e trasporti previste dalla legge 166/2002,
7.230.000,00 euro dal Piano Triennale Anas 2003/
2005 e 3.394.154,74 euro
dal Comune di Livigno.
«Voglio ringraziare pubbli-
D
A TIRANO AL VIA IL PIANO ANTICODE
È entrato in funzione, a Tirano, il servizio anticode, per agevolare la circolazione in
occasione dei fine settimana di grande traffico per la stagione sciistica. Come lo
scorso anno a finanziarlo sono il comune, la comunità montana, l’ente Provincia e
gli operatori privati del bormiese. Ai cittadini di Tirano, invece, a mo’ di risarcimento per i disagi sopportati, vengono assicurati sconti e prezzi agevolati per gli
impianti di risalita e le strutture turistiche dell’Alta Valle. Il piccolo presidio,
composto dalle 6 alle 8 persone a seconda delle necessità, si mette all’opera dal
pomeriggio, ed è formato da agenti di polizia locale (sempre presenti due vigili) e
dai volontari della protezione civile. Dopo il servizio inaugurale dell’8 dicembre, la task-force anti-code entrerà di nuovo in azione nella settimana dal 2
all’8 gennaio e poi per tutti i week-end fino al 5 aprile. Tre i punti di Tirano che
vedranno la presenza delle squadre antitraffico; in alcune zone saranno anche
spostati gli attraversamenti pedonali, per consentire il passaggio in sicurezza e
rendere fluido il transito delle auto.
camente gli uffici del settore Lavori Pubblici e del
Servizio Grande Viabilità
– conclude Parolo – per la
professionalità e l’impegno
profuso». «La tangenziale
di Bormio – aggiunge il
vicepresidente Pier Paolo
Corradini – è essenziale
per lo sviluppo dell’Alta
Valle, sia sotto il profilo
infrastrutturale e dei tra-
sporti sia delle attività
produttive. Un intervento
atteso da decenni – prosegue Corradini – che si
concretizza anche grazie al
supporto della Regione».
P A G I N A
37
MASSMEDIA
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 19 DICEMBRE 2009
UNA NUOVA VERSIONE CINEMATOGRAFICA IN “3D” DEL RACCONTO DI DICKENS
“CANTO DI NATALE” TORNA NELLE SALE
l vecchio e avaro strozzino
Ebenezer Scrooge non ha
alcuna intenzione di condividere le gioie del Natale. Né con il nipote Frend
e con il suo dipendente Bob, che
riceve uno stipendio da fame e ha
una famiglia numerosa, né
tantomeno con chi gli chiede sottoscrizioni in favore dei più
diseredati. Per lui il Natale è solo
un giorno in cui deve pagare Bob
che resterà però a casa. Inaspettatamente la notte della vigilia
compare, terrorizzandolo, il fantasma del suo socio in affari
Marley, morto sette anni prima.
Marley gli annuncia l’arrivo di
tre Spiriti. Uno gli mostrerà i
suoi Natali passati, uno quello
presente e l’ultimo quello futuro
in cui lui sarà morto e nessuno
avrà un buon ricordo della sua
I
esistenza. La lezione gli servirà.
“Canto di Natale” di Charles
Dickens è uno di quei capolavori
della letteratura di cui il cinema
si è impossessato a svariate riprese, a partire già dal 1914 fino
a coinvolgervi Paperone e soci
nella bellissima versione firmata Walt Disney, Bill Murray nei
panni di un magnate televisivo e
perfino i Muppets. Segno che
l’opera di Dickens rimane sempre attuale e ugualmente adatta
nel corso degli anni. Oggi, ovviamente, non poteva mancare una
versione 3D e non poteva che essere Robert Zemeckis, sperimentatore delle potenzialità del
cinema da sempre, a tentare l’
impresa. Al suo fianco trova il
talento sempre più raffinato e
natalizio di Jim Carrey, che è
pronto a quadruplicarsi (Scrooge
e i tre spiriti) per questa storia
“morale” che resta valida oggi
così come nel 1843. Utilizzando
una tecnologia che permette di
riprendere gli attori con cineprese computerizzate che spaziano
a 360° gradi per poi trasformarli in personaggi da animazione,
Zemeckis avrebbe potuto prendersi tutte le libertà. Invece si è
attenuto con grande fedeltà al
testo facendone emergere la
grande attualità senza alcun
adattamento. Il regista vuole dirci che gli Scrooge non mancano
nel mondo odierno e avrebbero
anch’essi bisogno di uno sguardo
retrospettivo unito a un’altro
verso il futuro, per comprendere
a pieno la fragilità dell’esistenza
umana. Zemeckis coglie il profondo senso morale dell’opera di
Dickens e non ne attenua i toni.
Oratorio di Natale, BWV 248
L
re a Paul Gerhardt (1607-1676).
Il linguaggio talvolta poco comprensibile e ricco d’immagini delle arie nuove si attribuisce al
pensiero religioso. Riutilizzare
dei brani con la tecnica della parodia era abbastanza frequente
ai tempi di Bach. Dietro a questa
pratica c’era la convinzione sull’unità di tutta la musica e la relazione al “canone degli effetti”
oltre alla visione della musica
come artigianale-scolastica. Nel
periodo dello “Sturm und Drang”
e il seguente periodo romantico
dominava poi l’immagine del genio artistico originale che crea
l’opera grande e unica con ispirazione diretta. Ancora a metà del
sec. XX importanti musicisti ritenevano imbarazzante la composizione non originale dell’Oratorio di Natale, tuttavia questa opinione non poteva ignorare il fatto che questa pagina era fra le
grandi opere bachiane e oggigiorno è la più popolare ed eseguita
in pubblico. Nella prima Cantata Jauchzet, frohlocket si racconta il periodo prima della nascita
di Gesù. La cristianità loda il suo
arrivo con timpani e trombe
unitamente al coro d’inizio. Poi
narra di Maria e Giuseppe che si
recano a Betlemme per il censimento. Termina con la nascita di
Gesù. La seconda Cantata Und
es waren Hirten in derselben
Gegend tratta del messaggio della nascita di Gesù ai pastori.
Nella notte appare l’angelo ai
pastori spaventati e annuncia la
Non sempre, però, questo bagno
di sensazioni in cui ci immergono i film 3D è supportato da un
livello di fruizione della storia
più complesso, un livello che non
si fermi al piano percettivo-emotivo ma passi a quello razionale
e sia in grado di comprendere il
senso delle immagini e delle storie viste.
Il film di Zemeckis riesce in questo doppio coinvolgimento dello
spettatore, fisico e intellettivo, dimostrando che il cinema contemporaneo non è soltanto un tripudio di effetti speciali, in cui ciò
che conta è semplicemente la
sensazione e non il senso dell’immagine, bensì può essere un cinema capace di far riflettere e di
trasmettere insegnamenti.
PAOLA DALLA TORRE
Tele
IL
comando
Bach
’Oratorio di Natale,
BWV 248 (oratorium
tempore nativitatis
Christi, in tedesco
Weihnachtsoratorium)
è una delle più famose ed eseguite composizioni sacre di
Johann Sebastian Bach (16851750). In realtà non si tratta di
un oratorio chiuso, bensì di un
ciclo di sei cantate scritte per il
periodo natalizio del 1734/35,
ossia per gli allora tre giorni di
festa di Natale (25, 26 e 27 dicembre, storia della nascita
secondo S. Luca 2,1-20), il giorno di Capodanno (circoncisione
e nominazione secondo S. Luca
2,21), la domenica dopo Capodanno e l’Epifania (6 gennaio;
storia dei tre Re Magi secondo
S. Matteo 2,1-12).Johann
Sebastian Bach ha composto la
musica dell’oratorio solo in parte nuova. Ha preso vari cori e
arie di opere profane che aveva
scritto in precedenza (fra cui
cantate di compleanno per la
casa regnante sassone, BWV
213, 214 e 215). Probabilmente
aveva in mente l’utilizzo futuro già durante la loro gestazione. Il coro iniziale Jauchzet,
frohlocket (Jubilate, esultate),
ad esempio, deriva da quello
della cantata di compleanno
BWV 214 Tönet, ihr Pauken!
Erschallet Trompeten (Suonate
timpani, suonate trombe) da
cui segue l’attacco dei timpani
seguito dalle trombe. Molti testi dei corali sono da attribui-
Ne nasce, quindi, un film non
adatto ai più piccoli (le scene con
Marley e con lo Spirito dei Natali
futuri sono degne di un horror di
classe, per di più in 3D), bensì più
fruibile per un pubblico adulto.
Capace di far riflettere con efficacia non tanto su una visione
edulcorata del Natale quanto
piuttosto sul senso che la vita di
ognuno può assumere su questa
terra. Il 3D con le sue magie lo
aiuta nell’impresa offrendogli
una dimensione che si colloca costantemente sul confine tra l’immaginario e il reale con grande
effetto audiovisivo. La novità del
3D, infatti, sta nello spazio con
cui viene circondato lo spettatore: ciò permette di sperimentare
sensazioni più forti rispetto a
quelle a cui siamo abituati nella
visione tradizionale del cinema.
nascita.
Con voce da
basso Dio
ricorda la A L L ' O P E R A
profezia del
Messia nel
vecchio testamento.
Un pastore GRAMMA
invita a recarsi a vedere il fanciullo e l’angelo indica la stalla. La seconda parte
termina con canti di Maria, degli angeli e dei pastori. In questa cantata si può osservare
che Bach era interessato allo
sviluppo di strumenti nuovi.
L’oboe d’amore, grazie alla sua
bassa tonalità, produce un suono cupo e particolarmente delicato. Nell’oboe da caccia si crea,
al contrario, un suono più lucido e metallico. La terza cantata Herrscher des Himmels,
erhöre das Lallen conclude il
racconto della notte di Natale
con l’adorazione dei pastori nella stalla di Betlemme. Dopo la
sparizione degli angeli i pastori si avviano per Betlemme e
annunciano la novità. Maria
canta una seconda ninna nanna e l’evangelista racconta del
ritorno allegro dei pastori.
L’oratorio chiude con il coro iniziale.
Il tema del dialogo costituisce
una delle vocazioni più intime
dell’Oratorio di Natale BWV
a cura di
248.
GUIDA
PEN
TA
ALBERTO CIMA
A conclusione dell’annuale campagna informativa nazionale contro l’uso delle droghe, sabato 21 e domenica 22 novembre, in occasione della 13^ giornata del campionato di calcio, su tutti i campi della serie A e
B, è stato esposto questo striscione: “Fai goal nella vita dai un calcio alla droga”. L’iniziativa è stata promossa dal Dipartimento per le Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri in collaborazione con il CONI, la FIGC e la Lega Calcio.
Domenica 20 Le frontiere dello Spirito, C5, 8,50.
Ravasi commenta Michea 5,1
e la Sangiorgi ci parla del
genocidio armeno. A sua immagine,
Rai1,
10,30.
Willow, It1, 13,50. Film fantastico. Giochi di potere,
Rai4, 14,20. Film di spionaggio con H. Ford. Joyeux
Noel- una verità dimenticata dalla storia, R4, 16,45.
Film drammatico da una storia vera. Una pausa di pace
sul fronte della grande guerra. Taron e la pentola magica, Rai2, 19,00. Buon film
d’animazione Disney. Un
caso di coscienza 4, Rai1,
21,30. Fiction con S. Somma.
NCIS/Criminal
minds
Rai2, 21,00 Telefilm polizieschi. Elisir, Rai3, 21,30, Mal
di schiena,a rtrosi e
Parkinson, il menù della serata. Spirit cavallo selvaggio, It1, 20,05. Film d’animazione eccellente, da non perdere.
Che
pasticcio
Bridget Jones, C5, 21,30.
Sequel carino, meno brillante del primo. Tg1, Rai1,
23,35. Attualità.
Lunedì 21 Come d’incanto, Rai1, 21,10. Buon
film fantastico, originale nella storia con Patrick
Dempsey. L’infedele, La7,
21,10. Con Gad Lerner. Cold
casa/ Senza traccia/
Criminal minds, Rai2,
21,05. Tre telefilm di culto.
Comandante Florent, R4,
21,10. Telefilm poliziesco.
Chi l’ha visto?, Rai3, 21,10.
Attualità. Men in black 2,
It1, 21,10. Film di fantascienza. La storia siamo noi,
Rai2, 23,40.
Martedì 22 La musica
nel cuore, C5, 21,10. Film
drammatico con lieto fine.
Carino, commovente. Don
Matteo 6, Rai1,21,10.
Fiction. Ballarò, Rai3, 21.10.
Attualità. Cars, motori
ruggenti, Rai2, 21,20. Ottimo film d’animazione Pixar.
Reazioni a catena R4,
21,10. Thriller.
Mercoledì 23 Speciale
Superquark:
Nerone,
Rai1,21,10. Primo di tre speciali. Medicina generale 2,
Rai3, 21,10. Telefilm. Exit,
La7, 21,00. attualità. Il Patriota, R4, 21,10. Film storico con Mel Gibson. Hook
capitan uncino, SOS
Tata, La7, 21,10. Doc.. Correva l’anno, Rai3, 23,00.
Costume e morale negli
anni 50.
Giovedì 24 C’era una
volta,Rai1, 14,10. Film di F.
Rosi con S. Loren. Giuseppe il re dei sogni, It1,
17,10. Film d’animazione da
una storia delle Bibbia.
Impero, La7, 21,10. Roma
in oriente. Documentario.
Concerto di Natale, Rai2,
21,05. Natale in casa
Cupiello, Rai2, 23,30.
Commedia di E. De Filippo.
S. Messa celebrata dal
Papa, Rai1, 21,55. 33°
Festival del circo di
Montecarlo, Rai3, 21,10.
Una poltrona per due,
It1, 21,10. Film commedia di
J. Landis.
Venerdì 25 Polar
express, Rai2, 14,00. Animazione. Tutti assieme
appassionatamente, R4,
14,05. Un classico dei musical per famiglie. Il grande
dittatore, Rai3, 15,00.
Grande film di Chaplin. I
migliori de “ I migliori
anni”, Rai1, 21,10. Varietà
con C. Conti. Uno zoo in
fuga, 21,10. Il libro della
giungla 2, Rai3, 22,35,
Film d’animazione. Il
dottor Divago, R4, 21,10.
Filmone di David Lean. Segue alle 0,50 Gli uomini
preferiscono le bionde,
con Marilyn Monroe.
Sabato 26 Sulla via di
Damasco, Rai2, 10,15. Rubrica religiosa. A sua immagine, Rai, 17,10. Rubrica religiosa. I Goonies, It1,
ANTONIO
RITAtut16,00. Geniale
film per
ti. Red e Toby nemici e
amici, Rai2, 18,20. Conciati per le feste, Rai2, 21,05.
Film tv. Nati liberi, Rai3,
21,05. Doc. sugli animali.
L’ispettore Barnaby, La7,
21,35 Telefilm polizieschi.
The family man, C5,
21,10. Film con N. Cage. Tg2
dossier, Rai2, 23,40. Attualità.
il settimanale
il settimanale
P A G I N A
38
LETTEREeCONTRIBUTI
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 19 DICEMBRE 2009
UNA RIFLESSIONE, OLTRE I MALINTESI
C
arissimo direttore, è di
questi giorni la campagna di sensibilizzazione
contro l’omofobia lanciata dal Ministero delle
Pari Opportunità. Spot televisivi e radiofonici molto efficaci:
“omosessuale e eterosessuale: una
differenza che non conta”. Ho tra
le mani anche un opuscolo per
l’educazione dei giovani, nel quale si sostiene la necessità di “superare l’approccio naturalistico,
quel secondo natura che per molto tempo ed ancora oggi continua
ad essere l’elemento determinante di condanna di alcune istituzioni sia civili che ecclesiali nei
confronti della condizione omosessuale”. L’opuscolo prosegue
affermando che tutte le scienze
umane “sconfessano la pretesa di
ricondurre l’omosessualità ad
una patologia”.
Di seguito si afferma la necessità di alcune attenzioni educative: “Aiutare a rimuovere nel linguaggio e nei comportamenti
ogni riferimento all’omosessualità intesa come devianza; stare
vicino a chi, scoprendo di avere
un orientamento omosessuale,
deve trovare qualcuno con cui
aprirsi in momenti che possono
essere anche molto difficili”. In
tutto questo vedo diverse cose
giuste, ma francamente ne esco
anche un po’ sconcertato. E’ davvero corretto tutto questo?
STEFANO NOVATI
Risponde mons. ANGELO
RIVA, docente di teologia
morale presso il Seminario
teologico di Como.
(1) Nelle affermazioni riferite
dal nostro lettore c’è indubbiamente una parte buona: quella
pedagogica. E’ vero che la società civile deve impegnarsi a superare ogni forma più o meno
larvata di violenza - fisica o verbale - verso le persone omosessuali. La lotta all’omofobìa è sacrosanta. Purtroppo per troppo
tempo le persone omosessuali
sono state oggetto di pesanti offese alla dignità personale: dal
facile dileggio, alla discriminazione sul posto di lavoro, addirittura alla persecuzione cruenta
(come nel Terzo Reich). Giustamente una società civile deve
saper porre fine a tutto questo.
Ed è anche vero - seconda osservazione - che le persone omosessuali non vanno lasciate sole, ma
vanno accompagnate dall’azione
pastorale ed educativa della
Chiesa: anche per loro, come per
tutti, c’è un percorso di conversione e di santità possibile, e quindi doveroso. Anche nel caso in cui
la persona omosessuale dovesse,
per ipotesi, considerare definitiva e irrinunciabile la sua condizione omosessuale. In questo
caso la virtù della castità orienta a far evolvere la tendenza
omosessuale verso una tendenza
omofiliaca, ovvero verso una relazione di amicizia, di carattere
non sessuale, che può anche raggiungere vertici singolari di affetto amicale, di dedizione, di
cura reciproca.
(2) C’è poi, nelle affermazioni
riportate, una parte ambigua,
che si presta a due possibili interpretazioni. Là dove si dice che
l’omossesualità non è una devianza. Se si intende che non è
una malattia in senso fisio-psicologico, l’affermazione è del tutto
condivisibile: da tempo, infatti,
l’Organizzazione Mondiale della
Sanità ha derubricato l’omosessualità dal catalogo delle malattie (e la stessa cosa hanno fatto
gli psicologi). Ma se si intende
Per un cristiano,
eterosessualità e
omosessualità non
sono la stessa cosa.
Ci sono, quindi, delle
differenze da togliere
(l’omofobia), ma
anche differenze
da conservare
che l’omosessualità non è una
devianza in senso antropologico
ed etico, allora l’affermazione
non è corretta. Nella visione cristiana della sessualità umana,
che ritiene di essere integralmente umana e ragionevole, l’omosessualità come tendenza è un
disordine, come comportamento è
un peccato (oggettivo. Dopo si
valuteranno gli elementi della
responsabilità soggettiva). Quindi, in questo preciso senso, l’omosessualità è una “devianza”. Non
certo nel senso clinico (anzi: se
l’omosessualità fosse una devianza in senso fisio-psicologico
non sarebbe più un comportamento responsabile, e quindi non
potrebbe essere una devianza in
senso morale), bensì in senso
antropologico ed etico. L’uomo,
infatti, è essenzialmente maschio e femmina, e l’orientamento sessuale bipolare e differenziale fa parte della sua natura in
ordine alla verità e alla fecondità
della relazione sessuale-matrimoniale. La tendenza omosessuale, senza essere una malattia,
devia, evidentemente, da questo
canone. Vale qui l’analogia con la
tendenza al furto che una persona può provare, e qualche volta
magari anche assecondare: non
si tratta certo di una malattia fisica o psicologica (salvo il caso
compulsivo e maniacale della
cleptomania), eppure nessuno
dubita che si tratti di una patologia morale, cioè di un disordine,
e – se compiuto, il furto – anche
di un peccato. D’altra parte affermare che l’omosessualità non è
una patologia fisica o psicologica
è molto importante, perché proprio questa affermazione ha l’effetto di riposizionare la tendenza
omosessuale dentro la cornice
della responsabilità, quale che
sia l’eziologia (cioè la causa) della tendenza stessa – prevalentemente psicologica, come affermano la maggior parte degli studiosi, legata quindi alle fasi dell’educazione, oppure prevalentemente fisica e genetica, come sostengono una minoranza di studiosi –. Così, ad esempio, se nasco
senza una gamba, evidentemente la mia è una menomazione fisica, ma non ne ho responsabilità morale alcuna; ma se sperimento la tendenza alla collera,
questa di norma non è una malattia, ma proprio per questo
sono responsabile delle mie
eventuali esplosioni di collera.
(3) C’è infine, nelle affermazioni riportate, una parte palesemente grossolana e approssimativa, laddove si rifiuta l’argomento classico contro l’omosessualità, ossia il “secondo natura”, e lo
si bolla come “pregiudizio natura-listico”. Si tratta di un vecchio
stereotipo di una parte della
morale cattolica post-conciliare,
secondo la quale (a) la morale
cattolica tradizionale avrebbe
“canonizzato” le strutture fisiche
e biologiche (“naturalistiche”,
appunto) dell’essere umano, dimenticando che l’essere umano è
anche libertà e razionalità, ossia
capacità di interpretare e di modificare le proprie strutture cor-
punto di DOMANDA
OMOFOBIA E OMOSESSUALITÀ
poree in ragione di un “progetto”;
(b) la cosiddetta “nuova morale”
avrebbe poi finalmente superato
l’equivoco, sganciandosi una
buona volta dalla schiavitù delle strutture naturalistiche, per
approdare a una morale della
persona, della libertà, della
progettualità.
In questa ricostruzione ci sono
almeno due errori madornali.
(a) Il primo errore è non aver
colto che la dottrina morale tradizionale non è mai stata “naturalistica”, giacchè essa ha sempre proposto una interpretazione
razionale delle strutture fisicobiologiche (san Tommaso d’Aquino è in tal senso esemplare).
Se non fosse stato così, - se cioè
davvero la morale avesse sacralizzato le strutture biologiche
dell’essere uomo - la morale cattolica avrebbe dovuto coerentemente proibire anche il taglio
della barba e dei capelli, ogni intervento terapeutico...etc., dal
momento che tali atti sembrerebbero violare il “dato” naturalistico.
(b) Nella pretesa di ignorare il
dato fisico-biologico (nel nostro
caso: un corpo sessuato al maschile piuttosto che al femminile), giudicato irrilevante rispetto
alla libertà soggettiva, si cela un
errore epocale: quello di ignorare il CORPO come elemento basilare dell’identità personale e
della libertà. In realtà la persona
E’ il suo corpo, non HA un corpo,
di cui possa poi legittimamente
fare ciò che vuole, compreso ignorarne il dato corporeo-sessuale di
base. Non è quindi, a ben vedere,
la morale cattolica tradizionale
ad essere materialistica e naturalista, ma semmai è la sedicente “nuova morale cattolica” a non
accorgersi di diventare spiritualista e dualista, cedendo in questo a una ben chiara deriva della cultura contemporanea in
tema di corporeità.
Sul piano educativo, questo significa semplicemente che, per
un cristiano, eterosessualità e
omosessualità non sono la stessa
cosa. L’una è antropologicamente
vera e moralmente doverosa, l’altra no. Ci sono, quindi, delle differenze da togliere (l’omofobia),
ma anche differenze da conservare, pena la confusione nella
grammatica elementare dell’umano.
Questo principio non può non
informare l’azione educativa dei
ragazzi, degli adolescenti e dei
giovani, e, in partenza, stoppa la
strada ad ogni possibile “sdoganamento” della cultura omosessuale e transgender, così accattivante per la cultura del soggetto e della libertà. Dopo di che asserita questa convinzione di
base – c’è tutto lo spazio (e deve
esserci!) per la comprensione,
l’ascolto, la gradualità, la misericordia, l’accompagnamento della
persona omosessuale, il cercare
insieme, e a fatica, le “strade possibili”, l’evitamento di ogni forma
odiosa di “giudizio” e più ancora
di atteggiamento irrisorio o
omofobo. Cioè il punto (1) di cui
sopra, per intenderci. Nella convinzione che, alla fine, siamo tutti, eterosessuali o meno, poveracci peccatori, ma figli di Dio in
quanto amati da un Padre che sa
vedere ben al di là delle nostre
miserie e fragilità, e che un giorno
ci giudicherà (Lui solo) con amore
assoluto e assoluta verità. Ma
questo ci deve impegnare ad aiutarci nelle nostre rispettive debolezze, non a “sdoganarle” per un
malinteso senso di solidarietà.
mons. ANGELO RIVA
Il
Come vivere con gioia
anche nella sofferenza?
a cura di MONS. FRANCO FESTORAZZI,
arcivescovo emerito di Ancona-Osimo
(MT 5,11-12)
Questa domanda è molto forte e una risposta positiva esige
una grande fede nel Signore Gesù, che propone come programma della nostra vita cristiana il vangelo delle beatitudini (cfr
Mt 5,1-12; Lc 6, 2026). Citiamo il testo più significativo per il
nostro tema: “Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per
causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra
ricompensa nei cieli. Così infatti perseguitarono i profeti che
furono prima di voi” (Mt 5, 11-12). Ovviamente ci sono altre
sofferenze che fanno parte della vita, come la malattia, la solitudine, il dolore per la morte dei propri cari, e in genere le
tante esperienze del male e delle ostilità demoniache, che possono turbare la nostra esistenza. A questo punto, oltre alla presenza dello Spirito Santo fonte di amore e di salvezza, proponiamo una breve riflessione sulla Beata Vergine Maria, Madre
di Gesù e Madre nostra. Iniziamo dall’annuncio dell’angelo
Gabriele: “Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te” (Lc
1, 28). Vogliamo sottolineare la fonte della gioia, che la Madonna vivrà per tutta la vita, nonostante le sofferenze che dovrà
incontrare per la sua partecipazione (spesso silenziosa!) alla
missione di Gesù Salvatore fino alla sua crocifissione. Sottolineiamo la ricchezza dell’espressione “piena di grazia”, che significa “amata gratuitamente e perennemente da Dio”. Questo grande amore di Dio verso la Vergine Maria è la sorgente
della sua totale dedizione alla straordinaria missione che il
Signore le affida: “Ecco la serva del Signore: avvenga per me
secondo la tua parola” (Lc 1,38).
Un episodio della vita di Gesù fanciullo (12 anni) provoca il dolore della Madonna e di S. Giuseppe, quando Gesù rimane nel
tempio tra i dottori: “Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo
padre e io, angosciati, ti cercavamo” (Lc 2,48). Prima di continuare la vicenda di Maria, vogliamo sottolineare la fisionomia
di Giuseppe: egli viene chiamato “giusto” (Mt 1,19), cioè sempre sottomesso alla volontà di Dio; per lui si adatta bene
l’espressione del salmo 119 (118), 16 (nella traduzione precedente la nuova!), in cui si dice:”nella volontà di Dio è la mia gioia”. Così nella sua vita S. Giuseppe affrontò sempre con gioia
ogni sofferenza!
Ritorniamo alla testimonianza della Beata Vergine Maria, ricordando il vertice della sua sofferenza: La Madonna Addolorata sotto la croce di Gesù (cfr Gv 19, 25-27). Il Figlio crocifisso l’affida al discepolo che egli amava (Giovanni) e a lui, che
rappresenta tutta la Chiesa e l’umanità, donò Maria Santissima come nuova Madre. Crediamo, anche se il vangelo non lo
dice, che Maria partecipò con gioia alla promessa che Gesù crocifisso fa al “buon ladrone”: “In verità io ti dico: oggi con me
sarai nel paradiso” (Lc 23,43). Questa gioia nella sofferenza si
apre al momento conclusivo del Signore Risorto. Pensiamo con
fede gioiosa che la prima apparizione di Gesù Risorto sia avvenuta nell’incontro con sua Madre, la Vergine Maria Immacolata! Quale gioia immensa provò la Madonna in questa esperienza straordinaria, che la condusse per tutta la vita terrena
e la aprì al momento senza fine della sua Assunzione in cielo.
Applichiamo a noi questa realtà di comunione tra gioia e sofferenza con la testimonianza vivace dell’apostolo Paolo. Gli
apostoli e i collaboratori della diffusione del Vangelo sono “afflitti, ma sempre lieti” (2 Cor 6,10), come lo è Paolo, che si dice
“pervaso di gioia in ogni nostra tribolazione” (2 Cor 7,4). L’apostolo Paolo si propone come esempio a ogni cristiano nell’essere
“lieto nella sofferenza che sopporto per voi e do compimento a
ciò che, dei patimenti di Cristo, manca nella mia carne, a favore
del suo corpo che è la Chiesa” (Col 1,24).
Paolo cioè afferma che niente manca al sacrificio espiatorio di
Cristo, ma soltanto che l’apostolo si associa alla sofferenza del
Signore, portando a tutti i discepoli il Vangelo di Gesù, con tante tribolazione e patimenti.
Concludiamo questa riflessione sulla gioia anche nella sofferenza con un’esortazione molto pertinente dell’apostolo Pietro:
“Carissimi non meravigliatevi della persecuzione che, come un
incendio, è scoppiata in mezzo a voi per mettervi alla prova,
come se vi accadesse qualcosa di strano. Ma, nella misura in
cui partecipate alle sofferenze di Cristo, rallegratevi perché anche nella rivelazione della sua gloria possiate rallegrarvi ed
esultare. Beati voi, se venite insultati per il nome di Cristo,
perché lo Spirito della gloria, che è Spirito di Dio, riposa su di
voi” (1 P 4, 12-14;cfr anche 1, 6-9).
LETTERE
AL DIRETTORE
POSTA:
V.le Cesare Battisti 8
22100 COMO
FAX:
031.3109325
✉
E-MAIL:
[email protected]
P A G I N A
39
LETTEREeCONTRIBUTI
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 19 DICEMBRE 2009
NATALE: IL MISTERO
CHE PRODUCE GRAZIA
NATALE:
IL MESSAGGERO
DI DIO SULLA TERRA
L
C
a celebrazione del santo Natale è una delle feste più importanti per i cristiani, perché ricorda che Gesù Cristo, Dio fatto uomo, ha assunto le nostre sembianze, per vivere come noi,
in mezzo a noi. I cristiani vivono e ricordano il Natale non solo
come un fatto, ma soprattutto come Mistero. Quel Mistero
che produce Grazia, quella grazia che è amore, amore che Dio ha verso
l’uomo. L’uomo che Dio ha voluto simile a se stesso.
La nascita di un uomo è sempre un lieto evento, e il mistero della
vita rappresenta quella straordinaria emozione che la scienza, per
quanto importante, non riesce a spiegare. Il progetto e il desiderio di
una vita non può solo essere spiegato biologicamente. Dietro questo
fatto (la nascita di ogni uomo) c’è la volontà di chi ci vuole bene e ci
ama immensamente. Quel Dio che ci ama ha voluto Egli stesso farsi
uomo per aiutarci a riconoscere il peccato, e per indicarci la salvezza
per la vita eterna. Ecco perché “..il Natale non è una semplice commemorazione di un fatto, ma la celebrazione di un mistero che produce
Grazia, come nel giorno della nascita di Gesù..” .
Fu san Leone Magno, papa (morto nel 461) che approfondì e sviluppò il contenuto di tale solennità.
Dio che si fa uomo, Dio che predica ai discepoli, Dio che insegna ad
amare (anche il peccatore), Dio che muore sulla croce, Dio che
resuscita, Dio che ci manda lo Spirito Santo, Dio che sta in mezzo a
noi, Dio che ci salva dal peccato. Questo è il Mistero che produce Grazia. Quanti vivono e muoiono con questa certezza, vivono e muoiono
in Grazia di Dio.
Il Natale è giorno di Grazia perché Dio si fa uomo, uomo come noi,
in carne ed ossa per stare con noi e per testimoniare il grande amore
che ha verso di noi. E’ da questo amore che scaturisce l’accettazione
della Sua morte, e della morte in croce. Il giorno di Natale accogliamo Gesù fatto uomo per vivere sempre più intensamente l’amore che
ha per noi. I cristiani vivono la fede (fiducia in Dio) non solo nel rispetto della legge, ma con amore: amore che è perdono, accoglienza, gioia
verso gli altri, verso se stessi e verso Dio. Egli è Amore. Amore infinito. Dio, fatto uomo, non chiede solo il rispetto della “Torah” ma ci dice
che bisogna andare oltre: bisogna perdonare, e si perdona se c’è amore.
Gesù perdona i peccatori, perdona coloro che lo hanno messo in croce, perdona chi continuamente lo offende. Gesù, è il Dio vivente che
salva non solo coloro che rispettano la legge, ma anche i peccatori:
Questo è il grande Mistero di Dio fatto uomo. Dio ci vuole tutti salvi,
perché ci ama. Questa è la bellezza della fede cristiana.
Ecco perché il Natale è per noi cristiani “il Mistero che produce
Grazia”.
FRANCESCO MASCOLO
PAROLE, PAROLE, PAROLE (51)
Farmaco
Dal greco pharmakon. Il vocabolario italiano la definisce: “sostanza, naturale o prodotta in laboratorio, dotata di proprietà
curative, rimedio, medicina” (De Agostini). Molti ne sono i derivati : farmacia, farmacopea, farmacista, farmacologia, ecc.
Oggi la parola viene manipolata dalla “antilingua”, specializzata a rovesciare il significato delle parole, per ingannare “dolcemente” le masse e diffondere la cultura della morte. Ad esempio la famigerata “RU 486” viene definita un “farmaco” e la sua
introduzione nelle farmacie o negli ospedali viene autorizzata,
in Italia, dall’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco). Invece la
RU 486 non cura nessuna malattia, non è una medicina, ma è
un potente veleno che uccide la vita umana nelle prime sette
settimane di gravidanza, non un “farmaco”, secondo la buona
lingua italiana. Sarebbe come definire le mine anti-uomo come
strumenti per salvare bambini o adulti in pericolo di morte.
ATTILIO SANGIANI
aro direttore, è mia consuetudine in preparazione del Natale proporre
ai lettori de “Il Settimanale” qualche mia riflessione su tale ricorrenza del tutto
religiosa e storica.
Mai, come in questo periodo, in
mezzo ad un eccessivo frastuono
di molti strumenti di ogni tipologia culturale e di massa, l’uomo
sente il bisogno personale di ritrovare un pochino della sua
intimità per riflettere dentro la
propria coscienza attorno a dei
solidi valori che hanno dato origine alla sua personalità, sia interiore che esteriore.
Ed è questo un po’ il rischio che
corre l’uomo moderno di oggi:
quello di costruirsi una maschera psicologica, a partire da una
terribile e insignificativa concezione della qualità della vita.
Nella nostra società vi è una forte contrapposizione socioculturale, tesa a dare tutto per scontato
e perciò ad accettare qualsiasi
azione che compie l’uomo in
quanto tale, anche la più ignobile come un semplice dato di fatto; e questo rischia di costituire
un grosso allarme per il futuro
del mondo in quanto comporta
un diseducativo permissivismo,
allontanando la persona dai valori fondamentali.
Natale significa nascita della
speranza a partire dalla venuta
di Gesù Cristo sulla terra, tramite tra l’uomo e Dio stesso.
GIANNI NOLI, Fino Mornasco
IL CROCIFISSO
CI GIUDICHERÀ TUTTI
orrei anch’io dire due
parole sulla questione del crocifisso da togliere dalle aule scolastiche e dagli uffici
pubblici, secondo la sentenza
della Corte di Strasburgo.
Tutti, fautori del “sì” e del “no”,
siano essi: cattolici, cristiani,
islamici, buddisti, laici ed atei, o
di qualsiasi altra religione, compariremo, un giorno, davanti al
Crocifisso che “cadaverino”, ma
risorto e vivo, ci giudicherà con
grande giustizia e non ci sarà
nessuna Corte di Strasburgo che
Lo potrà togliere da dove Egli è.
Ricordiamoci!
V
LE OFFERTE
2010
ABBONAMENTI NUOVI
Eccezionale promozione!
40 euro invece che 50
NUOVO + RINNOVO
80 euro al posto di 90
RINNOVI
A CHI RINNOVA,
UN GENTILE OMAGGIO
DA RITIRARE PRESSO LA SEDE
DE “IL SETTIMANALE”:
IL VOLUME
RESPIRI DELL’ANIMA
IN ESCLUSIVA
PER I FEDELI LETTORI
DEL NOSTRO GIORNALE
MARIO CAIROLI,
[email protected]
DELLA DIOCESI DI COMO
il settimanale
Direttore responsabile: AGOSTINO CLERICI
Editrice de Il Settimanale della Diocesi Coop.r
.l.
Coop.r.l.
• Sede (direzione, redazione e amministrazione):
V.le Cesare Battisti,8 - 22100 Como. T ELEFONO 031-26.35.33
FAX REDAZIONE 031-30.00.33 FAX SEGRETERIA 031-31.09.325
E-MAIL: [email protected] conto corrente postale n. 20059226
intestato a
a: Il Settimanale della Diocesi di Como
• Redazione di Sondrio: Via Gianoli, 18 - 23100 Sondrio.
TELEFONO E FAX: 0342-21.00.43 E.MAIL: [email protected]
Stampa: A. G. Bellavite S.r
.l. - Missaglia (Lc)
S.r.l.
Registrazione TTribunale
ribunale di Como numero 24/76 del 23.12.1976
Pubblicità:
La Pr
ovincia Essepiemme Pubblicità Via Pasquale Paoli, 21
Provincia
22100 Como - telefono: 031-58.22.11 fax: 031-52.64.50
tariffe: euro 31 a modulo commerciale
Prezzo abbonamenti 2010: Annuale euro 50
Europeo ed extraeuropeo euro 50 più spese postali
La testata Il settimanale della diocesi di Como fruisce dei
contributi statali diretti di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 250.
Questo giornale è associato alla FISC (Federazione Italiana
USPI (Unione Stampa Periodica Italiana)
Settimanali Cattolici) e all’USPI
INFORMATIVA PER
GLI ABBONATI
La società Editrice de Il Settimanale della Diocesi di
Como, titolare del trattamento, tratta i dati, liberamente conferiti per ricevere il ns. periodico in abbonamento, in ottemperanza
al D.Lgs. 196/2003.
Per i diritti di cui all’art. 7
(aggiornamento, cancellazione, ecc.) e per l’elenco di
tutti i responsabili del trattamento, rivolgersi al Titolare del Trattamento presso la sede di viale Cesare
Battisti 8, 22100 Como, tel.
031-263533.
I dati potranno essere trattati da incaricati preposti
agli abbonamenti, al
marketing, all’amministrazione e potranno essere comunicati a società esterne
per la spedizione del periodico e per l’invio di materiale promozionale.
Abbonamento Italia
50 euro
Abbonamento estero
50 euro + spese sped.
VUOI SAPERNE DI PIÙ? TELEFONA
ALLO
031.263533
DAL LUNEDÌ AL VENERDÌ 8.30 - 18.30
Scarica

Numero Completo - Diocesi di Como