DELLA CONTIENE INSERTO ANNO XXXIV 19 DICEMBRE 2009 E 1,00 47 DIOCESI DI COMO PERIODICO SETTIMANALE - POSTE ITALIANE S.P.A. SPED. IN ABBONAMENTO POSTALE - D.L. 353/2003 (CONV. IN L. 27/02/2004 N° 46) ART. 1, COMMA 1, DCB COMO Volle nascere in condizione umana perché noi nascessimo in Lui… GLI AUGURI DEL VESCOVO Buon Natale! (S. Agostino) disegno di LETIZIA TRUPO « V olle nascere in condizione umana perché noi nascessimo in Lui… e, nati in Dio da Dio, spezzassimo i vincoli dell’antica morte, ricevendo lo Spirito Santo come pegno di salvezza». È una frase impegnativa. Complessa. Sono parole che vanno soppesate - punteggiatura compresa - , lette e rilette… A scriverle è Sant’Agostino, nelle sue “Omelie sul Natale”. E l’argomento della riflessione è un “Fatto” scandaloso, incomprensibile per la nostra mente e la nostra logica umana: ma non potrebbe essere altrimenti, perché non possiamo costringere la grandezza di Dio nell’orizzonte piccolo del nostro essere creature. È il mistero del Natale. È il mistero di Dio che ha deciso di diventare uno di noi. Perché lo ha fatto? Come facciamo, noi, a dare una spiegazione al mistero dell’Incarnazione? Come possiamo, noi, che con il peccato abbiamo la presunzione di elevarci e sostituirci a Dio, a comprendere la scelta di Dio che «volle» (afferrate la forza di questo verbo?) «nascere in condizione umana», per donarci, con la forza del suo Spirito, la Salvezza? Ciò che si realizza nell’In- carnazione, nella nascita di Dio Bambino è infinitamente più grande di ogni più alta e più bella attesa del cuore umano. Egli è divenuto uno di noi affinché noi, ricevendo in pienezza il dono dello Spirito, diventassimo figli suoi e membri della sua famiglia. E tutto questo «gratis». Solo per amore. Un amore talmente puro da non aspettarsi nulla in cambio. Perché Dio, Gesù e lo Spirito Santo continuano ad amarci anche quando noi facciamo di tutto per rifiutarlo e non ricompensarlo tale Amore. Ho scelto il pensiero di Sant’Agostino che avete letto all’inizio di questo mio scritto, come frase di accompagnamento degli auguri di Natale, perché riscoprire questa dimensione del “dono” è indispensabile per riappropriarci del significato di amore gratuito di cui la Santa Natività è espressione. È una realtà che stili di vita sempre più rutilanti e consumistici hanno contribuito a inquinare e addormentare. Vivere nel profondo il Natale è un continuo “andare a Betlemme”, per vedere l’Avvenimento della nascita di Gesù, per conoscere la verità del suo Annuncio: una Buona Novella che dovrebbe aver cambiato la nostra vita. La crisi economica degli ultimi mesi ci ha messo a confronto con la sofferenza di chi, magari all’improvviso e il più delle volte incolpevolmente, si è ritrovato senza un lavoro, senza risorse, senza futuro. Da un giorno con l’altro. Senza certezze per il domani. Senza prospettive. Quanti appelli a cambiare la nostra vita! Per tornare ad essere persone, per aprirci, educarci all’accoglienza e all’ascolto dei fratelli e delle sorelle che sono accanto a noi. Siamo riusciti, almeno un po’, a cambiarle le nostre vite? Pensiamo anche all’invito che ci rivolge Benedetto XVI nel messaggio appena pubblicato per la Giornata Mondiale della Pace 2010. Concetti già espressi nell’enciclica «Caritas in Veritate»: Se vuoi coltivare la pace, custodisci il Creato. «Lo sviluppo umano integrale - questa è l’esortazione del Santo Padre - è strettamente collegato ai doveri derivanti dal rapporto dell’uomo con l’ambiente naturale, considerato come un dono di Dio a tutti, il cui uso comporta una comune responsabilità verso l’umanità intera, in special modo verso i poveri e le generazioni future». Tali osservazioni sono rivolte a tutti: non solo ai governanti, ma anche a noi, nel nostro piccolo, perché i grandi cambiamenti avvengono solo a partire dalle scelte e dagli atteggiamenti consapevoli di ciascuno. Non sprechiamo, dunque, l’occasione preziosa che ci offre il Natale di vivere i doni sovrabbondanti e liberanti della sobrietà, dell’umiltà e della fraternità. Dio, per salvarci, non si è incarnato in un re potente. Ma ha scelto quanto di più fragile ci possa essere: un Bambino. Un Bambino venuto al mondo nella più fragile delle condizioni: in solitudine e in uno stato di emarginazione. È un Dio che si è fatto piccolo per renderci suoi figli: questo il tema su cui hanno riflettuto i nostri ragazzi nei giorni della Novena di Natale. E noi adulti? Ci siamo fermati a pensare alla grandezza del dono che ci viene fatto? È solo cogliendo tale aspetto che tutti i giorni di festa che stiamo vivendo - e di conseguenza tutti i giorni della nostra vita potranno assumere una diversa prospettiva e un peso differente: i regali, lo stare insieme, il ritrovarsi in famiglia… Tutto bellissimo. Ma lo sarà ancora di più se sarà manifestazione non di un’abitudine, ma di un amore gratuito e reciproco. Non è mai troppo tardi per imporre alla nostra vita un cambio di rotta: la Luce del Natale illumini la mente e spalanchi gli orizzonti dei cuori. Vi invito, infine, a vivere questi ultimi scampoli di 2009 animati, anche nelle difficoltà e nelle fatiche, da un profondo atteggiamento di riconoscenza, perché la gratitudine è l’atmosfera della libertà. Vi auguro un Santo Natale, un buon 2010 e una luminosa Epifania e di cuore vi benedico. Ricordiamo che il prossimo numero de “Il settimanale della diocesi di Como” numero 48 del 26 dicembre 2009 - potrà essere ritirato solo martedì 22 dicembre nel pomeriggio e mercoledì 23 dicembre fino alle ore 19.00, poiché il Centro Cardinal Ferrari sarà chiuso dal 24 dicembre 2009 al 6 gennaio 2010 P A G I N A 2 RIFLESSIONI IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO -19 DICEMBRE 2009 LE PAROLE DEL PAPA NEL GIORNO DELL’IMMACOLATA DONNA DELLA BELLA NOTIZIA! Nella solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, Benedetto XVI ha tenuto un discorso in Piazza di Spagna a Roma per il tradizionale atto di venerazione all’Immacolata. Riportiamo il testo integrale del discorso, che merita davvero un’attenta meditazione e un ascolto sapiente C ari fratelli e sorelle! Nel cuore delle città cristiane, Maria costituisce una presenza dolce e rassicurante. Con il suo stile discreto dona a tutti pace e speranza nei momenti lieti e tristi dell’esistenza. Nelle chiese, nelle cappelle, sulle pareti dei palazzi: un dipinto, un mosaico, una statua ricorda la presenza della Madre che veglia costantemente sui suoi figli. Anche qui, in Piazza di Spagna, Maria è posta in alto, quasi a vegliare su Roma. Cosa dice Maria alla città? Cosa ricorda a tutti con la sua presenza? Ricorda che “dove abbondò il peccato, sovrabbondò la grazia” (Rm 5,20) – come scrive l’apostolo Paolo. Ella è la Madre Immacolata che ripete anche agli uomini del nostro tempo: non abbiate paura, Gesù ha vinto il male; l’ha vinto alla radice, liberandoci dal suo dominio. Quanto abbiamo bisogno di questa bella notizia! Ogni giorno, infatti, attraverso i giornali, la televisione, la radio, il male viene raccontato, ripetuto, amplificato, abituandoci alle cose più orribili, facendoci diventare insensibili e, in qualche maniera, intossicandoci, perché il negativo non viene pienamente smaltito e giorno per giorno si accumula. Il cuore si indurisce e i pensieri si incupiscono. Per questo la città ha bisogno di Maria, che con la sua presenza ci parla di Dio, ci ricorda la vittoria della grazia sul peccato, e ci induce a sperare anche nelle situazioni umanamente più difficili. Nella città vivono - o sopravvivono - persone invisibili, che ogni tanto balzano in prima pagina o sui teleschermi, e vengono sfruttate fino all’ultimo, finché la notizia e l’immagine attirano l’attenzione. E’ un meccanismo perverso, al quale purtroppo si stenta a resistere. La città prima nasconde e poi espone al pubblico. Senza pietà, o con una falsa pietà. C’è invece in ogni uomo il desiderio di essere accolto come persona e considerato una realtà sacra, perché ogni storia umana è una storia sacra, e richiede il più grande rispetto. La città, cari fratelli e sorelle, siamo tutti noi! Ciascuno contribuisce alla sua vita e al suo clima morale, in bene o in male. Nel cuore di ognuno di noi passa il confine tra il bene e il male e nessuno di noi deve sentirsi in diritto di giudicare gli altri, ma piuttosto ciascuno deve sentire il dovere di migliorare se stesso! I mass media tendono a farci sentire sempre “spettatori”, come se il male riguardasse solamente gli altri, e certe cose a noi non potessero mai accadere. Invece siamo tutti “attori” e, nel male come nel bene, il nostro comportamento ha un influsso sugli altri. Spesso ci lamentiamo dell’inquinamento dell’aria, che in certi luoghi della città è irrespirabile. E’ vero: ci vuole l’impegno di tutti per rendere più pulita la città. E tuttavia c’è un altro inquinamento, meno percepibile ai sensi, ma altrettanto pericoloso. E’ l’inquinamento dello spirito; è quello che rende i nostri volti meno sorridenti, più cupi, che ci porta a non salutarci tra di noi, a non guardarci in faccia… La città è fatta di volti, ma purtroppo le dinamiche collettive possono farci smarrire la percezione della loro profondità. Vediamo tutto in superficie. Le persone diventa- no dei corpi, e questi corpi perdono l’anima, diventano cose, oggetti senza volto, scambiabili e consumabili. Maria Immacolata ci aiuta a riscoprire e difendere la profondità delle persone, perché in lei vi è perfetta trasparenza dell’anima nel corpo. E’ la purezza in persona, nel senso che spirito, anima e corpo sono in lei pienamente coerenti tra di loro e con la volontà di Dio. La Madonna ci insegna ad aprirci all’azione di Dio, per guardare gli altri come li guarda Lui: a partire dal cuore. E a guardarli con misericordia, con amore, con tenerezza infinita, specialmente quelli più soli, disprezzati, sfruttati. “Dove abbondò il peccato, sovrabbondò la grazia”. Voglio rendere omaggio pubblicamente a tutti coloro che in silenzio, non a parole ma con i fatti, si sforzano di praticare questa legge evangelica dell’amore, che manda avanti il mondo. Sono tanti, anche qui a Roma, e raramente fanno notizia. Uomini e donne di ogni età, che hanno capito che non serve condannare, lamentarsi, recriminare, ma vale di più rispondere al male con il bene. Questo cambia le cose; o meglio, cambia le persone e, di conseguenza, migliora la società. Cari amici romani, e voi tutti che vivete in questa città! Mentre siamo affaccendati nelle attività quotidiane, prestiamo orecchio alla voce di Maria. Ascoltiamo il suo appello silenzioso ma pressante. Ella dice ad ognuno di noi: dove ha abbondato il peccato, possa sovrabbondare la grazia, a partire proprio dal tuo cuore e dalla tua vita! E la città sarà più bella, più cristiana, più umana. Grazie, Madre Santa, di questo tuo messaggio di speranza. Grazie della tua silenziosa ma eloquente presenza nel cuore della nostra città. Vergine Immacolata, Salus Populi Romani, prega per noi! QUARTA DOMENICA DI AVVENTO - ANNO C Parola FRA noi MI 5,1-4A SAL 79 EB 10,5-10 LC 1,39-45 Giovanni e Gesù s’incontrano prima di nascere di ANGELO SCEPPACERCA PROPRIO della Novena di Natale LA VITA SI CERCA, SI VISITA, S’INCONTRA... L a vita si cerca, si visita, s’incontra. Dopo l’inaudito annuncio, Maria va a servire la cugina incinta. Elisabetta la riconosce e la chiama “Madre del mio Signore”. Maria risponde con il canto del Magnificat che lascia intravedere il suo cuore. Anche la Chiesa di tutti i secoli, immedesimandosi in Maria, canta il grazie al dono di Dio. Nel Magnificat, cantato da Maria in casa di Elisabetta, risuona il messaggio dell’angelo. Tutta la vita ha il centro in quell’annuncio perché conferma “oggi” il “sì” di Maria che ha ospitato il “sì” di Dio all’uomo. Maria è figura di ogni credente perché quello che è accaduto in lei deve capitare a ciascuno di noi. La visita di Maria ad Elisabetta è la contentezza dell’incontro, mille volte ostacolato e a lungo invocato, tra lo sposo e la sposa: Elisabetta è incinta di un’attesa da secoli, Maria porta in sé l’Atteso da sempre. Nel loro incontro si abbracciano la promessa e il compimento. Maria va da Elisabetta “in fretta” (chi ama non indugia, non rimanda), spinta dalla gioia e dalla premura e accade l’impossibile di cui l’uomo ha bisogno per sopravvivere alla morte; come Elisabetta e Maria sono cugine, lo sono anche i bambini che portano in grembo: uomo e Dio sono della stessa carne. Noi siamo parenti di Dio! Trent’anni dopo, Giovanni il precursore rincontrerà sulle rive del Giordano “l’Agnello che toglie il peccato del mondo” e lo additerà a salvezza. Oggi, grazie alla visita di Maria a sua madre, l’incontro col Salvatore è anticipato. Giovanni e Gesù, il profeta e il Messia, entrambi concepiti con la grazia dello Spirito – il primo da due genitori anziani e sterili, il secondo da una vergine-madre – s’incontrano prima ancora di nascere. Le lodi di Elisabetta e il canto di Maria sono la risonanza di questo in- contro. A due donne è riservato il privilegio di interpretarlo e di confermarlo. Maria canta: l’anima mia dice che grande è il Signore! Adamo, al contrario, fece Dio piccolo, come la sua meschinità. Maria, al contrario, confessa che Dio è grande perché lo vede come amoroso sposo capace di dare la vita. Lei riconosce Dio come Dio e vede in sé l’immagine autentica di Lui. Il primo dono di Dio – e il primo canto a lui – è riconoscerlo grande e per-noi. Di questo sono state testimoni soprattutto le donne: Maria dice “sì” e in lei s’incarna il Figlio di Dio; Elisabetta riconosce il mistero nel grembo della cugina; la Maddalena è la prima che adora il Risorto. Non ci si avvicina al Natale se non con cuore di donna, così umile da credere che Dio s’è fatto uomo. Mistero irresistibile e fascinoso, il Natale. C’è da inginocchiarsi di fronte ad ogni vita che nasce, riverbero dell’amore di Dio, anch’esso infante in culla a Betlemme, il paese del pane. CHIESA P A G I N A 3 PRIMOPIANO IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 19 DICEMBRE 2009 NATALE 2009 VIA DEL SILENZIO FESTA SULLA PER DIRE IL SIGNIFICATO DI UNA GRANDE U na “occasione per tornare all’essenzialità della fede” ed “uscire dal fracasso che troppo spesso ci circonda”, riscoprendo il valore del silenzio e della meditazione. E’ a questi spunti che mons. Bruno Maggioni, biblista e docente di “Sacra Scrittura” invita a guardare in vista del Natale. Il Sir lo ha intervistato. Come sempre nel tempo di Natale si intensificano gli inviti, soprattutto mediatici, al maggior consumo e alla festa spettacolo. Come sempre tornano anche le critiche a questa cultura conformista ma al cristiano non è chiesto “qualcosa di più” della critica? E’ giusto che si faccia la critica ad un certo consumismo, ma prima di tutto è importante capire la necessità di tornare al fondamento del Natale, a quel Dio che si fa bambino e viene ad abitare in mezzo a noi. Il Natale è una gioia ed è per questo che si fa festa, ma il rischio è che presi dalla festa ci si dimentichi del motivo per cui si festeggia. Un Natale che diventa semplicemente mondano non ha più senso, per questo dovremmo essere più coraggiosi nei confronti di una certa cultura per cui il Natale viene spogliato dal suo significato profondo. Un percorso di riscoperta che deve maturare all’interno di tutto il cammino di Avvento? Certamente, ma non solo. Deve accompagnare il cammino quotidiano di ogni comunità perché questo non vale solo per il Natale. Spesso per il Natale si fanno bellissime liturgie, ma rischiamo di dimenticare il Gesù che è nato. Siamo in un confronto molto acceso attorno ai crocifissi e ai minareti: quale indicazione può offrire il Natale per leggere queste Un’intervista a mons. Bruno Maggioni sul significato profondo del Natale a cura di MICHELE LUPPI “provocazioni” senza il rischio della strumentalizzazione oppure della indifferenza? Siamo in un periodo di gran confusione dove le cose in discussione sono tante e le si affronta spesso in modo superficiale. Bisogna stare attenti a non cadere in equivoci, perché non possiamo solo difendere un crocifisso senza spiegare cosa significhi. E non ridurlo a un semplice simbolo culturale da mettere sulle bandiere. Se il crocifisso non ti ricorda chi è Gesù Cristo è un segno un po’ sprecato. Dall’altra parte mi meraviglio di chi non lo vuole in nome della libertà religiosa. Togliere il crocifisso non è un segno di libertà religiosa, ma la libertà religiosa significa permettere ad altre religioni di esprimersi. Come si potrebbe uscire da questa confusione e fare un po’ di chiarezza? Basterebbe che tutti i cristiani sentissero il bisogno di tornare all’essenzialità della fede. Il Natale è un evento che ci rivela un Dio diverso da come lo immaginiamo, che non ha quella gloria e magnificenza “umana” che noi vorremmo. Se Gesù è nato bambino senza il fracasso che noi facciamo vuol dire che il fracasso non ci vuole, se ne può fare a meno. Non è lì che si mostra la forza del cristianesimo. Il Papa ha ricordato nell’Angelus domenicale che il Vangelo non è una leggenda. Lei che ha dedicato e dedica la vita allo studio della Sacra Scrittura come invita a leggere queste parole? Non dobbiamo mai dimenti- care che il Vangelo è una storia, un evento accaduto che è raccontato non per evidenziare certi particolari come farebbe uno storico, ma per svelarne la verità profonda, per comprendere chi è Dio e chi è l’uomo. La forma più alta di comunicazione del Natale è il silenzio: ma non è una comunicazione fuori dal tempo? E’ possibile intendere l’educazione al silenzio come via per giungere alla soglia del mistero? Il silenzio è fuori dai tempi perché sempre più spesso crediamo che conta solo ciò che si fa vedere con splendore. Il Vangelo di Luca ci parla dei pastori che hanno ricevuto l’annuncio degli angeli e fanno festa ma, dall’altra parte, l’evangelista dice che la Madonna custodiva e meditava. Gli altri festeggiano, saltano, agitano le mani, mentre la Madonna è in silenzio, stupita. Quando una cosa è veramente bella siamo indotti al silenzio. Un silenzio di meditazione e contemplazione. Quella dell’evangelista sembra una contraddizione, ma questa è la verità bella che comunica il Vangelo. L’immagine di un Dio vero uomo e vero Dio. La nostra tentazione è quella di sminuire il vero uomo o il vero Dio perché questa visione di Dio ci da fastidio. Ma questo vuol dire togliere la bellezza al messaggio evangelico. Secondo lei ci può essere la necessità di un’educazione al silenzio come via per raggiungere il mistero del Natale? Il mistero del Natale è il mistero dell’uomo e della bellezza, di fronte a cui bisogna far silenzio, pensarci su. Chiaramente quando si vede una cosa bella si sente l’esigenza di raccontarla e condividerla. Ma è diverso il parlare in silenzio come ha fatto Gesù rispetto al parlare con fracasso, guardando solo alla forma esterna, come spesso facciamo noi. LE PAROLE DI BENEDETTO XVI NELLA DOMENICA DELLA GIOIA... I l Natale “ci aiuta a riscoprire il senso e il gusto della gioia cristiana, così diversa da quella del mondo”. A ricordarlo è papa Benedetto alla recita dell’Angelus domenica 13 dicembre. In piazza San Pietro sono i bambini con le statuette del bambinello del presepio tra le mani a ricordare che il festeggiato è lui, il bambino nato in una mangiatoia, il Signore che si è fatto povero e piccolo incarnandosi nella storia dell’umanità. È motivo di gioia, dice il Papa ai bambini, sapere che “nelle vostre famiglie si conserva l’usanza di fare il presepe. Però non basta ripetere un gesto tradizionale, per quanto importante. Bisogna cercare di vivere nella realtà di tutti i giorni quello che il presepe rappresenta, cioè l’amore di Cristo, la sua umiltà, la sua povertà”. Nel presepio torna quell’invito alla gioia manifestato nelle letture e nella liturgia domenicale, perché è scuola di vita il presepio, “dove possiamo imparare il segreto della vera gioia. Questa non consiste nell’avere tante cose, ma nel sentirsi amati dal Signore, nel farsi dono per gli altri e nel volersi bene”. E lo spiega il Papa guardando a Maria e a Giuseppe, a questa famiglia “non molto fortunata”, almeno al primo sguardo. “Hanno avuto il loro primo figlio in mezzo a grandi disagi; eppure sono pieni di intima gioia, perché si amano, si aiutano, e soprattutto sono certi che nella loro storia è all’opera Dio, il Quale si è fatto presente nel piccolo Gesù. E i pastori? Che motivo avrebbero di rallegrarsi? Quel Neonato non cambierà certo la loro condizione di povertà e di emarginazione. Ma la fede li aiuta a riconoscere nel bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia, il ‘segno’ del compiersi delle promesse di Dio per tutti gli uomini che egli ama, anche per loro”. Un’altra immagine della terza domenica di Avvento è Giovanni il Battista, uomo austero e senza compromessi, dalla parola dura e infuocata. Eppure la gioia è stata, come dire, la cifra della sua esistenza, il tono della sua vita. Non invita a fuggire nel deserto, a ricoprirsi di pelli di animali, ma il luogo della conversione, ricorda il Papa, è la vita in cui deve prendere forma la Parola di Dio, che dona salvezza. Un Dio che viene e che è più forte di lui, ricorda, al quale non è degno di slegale i lacci dei sandali. La vera gioia, afferma papa Benedetto, “è il sentire che la nostra esistenza personale e comunitaria viene visitata e riempita da un mistero grande, il mistero dell’amore di Dio. Per gioire abbiamo bisogno non solo di cose, ma di amore e di verità: abbia- mo bisogno di un Dio vicino, che riscalda il nostro cuore, e risponde alle nostre attese profonde”. Il bambinello del presepio “è il centro di tutto, è il cuore del mondo”, “fonte della vera gioia”. La domenica di Benedetto XVI ha inizio in una struttura sanitaria, l’“Hospice Sacro Cuore”, nata undici anni fa per assistere i malati in fase terminale, affetti da Alzheimer e da Sclerosi laterale amiotrofica (Sla). Incontra i malati, 33 persone nei 3 piani dell’edificio, poi i medici, il personale, i volontari e i dirigenti della Fondazione Roma e del Circolo San Pietro. “Alla luce della fede - dice il Papa - possiamo leggere nella malattia e nella sofferenza una particolare esperienza dell’Avvento, una visita di Dio che in modo misterioso viene incontro per liberare dalla solitudine e dal non-senso e trasformare il dolore in tempo di incontro con lui, di speranza e di salvezza”. Nella certezza cristiana della sua venuta, ecco che il bambino che nasce diventa il “Dio vicino che libera e salva”, afferma ancora il Papa. È prova “dolorosa e singolare” la malattia, ma “davanti al mistero di Dio” acquista “il suo senso e diventa dono e occasione di santificazione. Quando la sofferenza e lo sconforto si fanno più forti, pensate che Cristo vi sta associando alla sua croce perché vuole dire attraverso voi una parola di amore a quanti hanno smarrito la strada della vita e, chiusi nel proprio vuoto egoismo, vivono nel peccato e nella lontananza da Dio”. Infine ancora una parola che trova forza nella gioia dell’Avvento: “Le vostre condizioni di salute testimoniano che la vita vera non è qui, ma presso Dio, dove ognuno di noi troverà la sua gioia”. FABIO ZAVATTARO P A G I N A 4 R esta altissima la tensione politico-istituzionale dovuta al conflitto politica-magistratura, dopo che la persona del Presidente del Consiglio è stata coinvolta in dichiarazioni rese da un pentito di mafia, che si sono subito sgonfiate per mancanza di riscontri, ma che sono state sufficienti a far temere il cataclisma; e dopo che lo stesso Presidente ha dichiarato, partecipando al congresso del Ppe (il partito europeo di riferimento del Pdl), che in Italia la sovranità sta passando dal Parlamento al cosiddetto partito dei giudici, con l’appoggio della Corte costituzionale e del Capo dello Stato. Pare si sia entrati in uno di quei labirinti fatti a cerchio ed i cui sentieri si avviluppano verso l’interno, e portano sempre più lontani dall’uscita. Più la componente politica si trova sotto smacco, impedita a governare al di fuori del corretto bilanciamento dei poteri, più pare reagire in modo scostante, con ciò creando ulteriore tensione. Resta il fatto, però, che il Presidente del Consiglio ha il diritto-dovere di governare e di cercare di realizzare il programma politico per il quale è stato eletto dai cittadini: la sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei modi previsti dalla costituzione (art. 1 Cost.). Nessun condizionamento dall’esterno può essere tale da alterare il delicato meccanismo dei rapporti tra i poteri dello stato previsto dalla carta costituzionale, che non pre- SOCIETÀ INTERNIESTERI IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 19 DICEMBRE 2009 POLITICA E MAGISTRATURA Come uscire dal labirinto? vede affatto una sfiducia del governo per mano giudiziale. Eppure, è quanto successo in questi giorni. I nostri padri costituenti non avrebbero probabilmente mai immaginato che le sorti dell’Italia e del suo governo liberamente e consapevolmente scelto dal popolo sarebbero state appese, per giorni, alle dichiarazioni di un cosiddetto pentito, rese ad orologeria dopo anni ed anni dal cosiddetto pentimento, de relato, ossia riguardanti fatti non appresi di persona, ma raccontati da altri. Il paese è rimasto col fiato sospeso in attesa di sapere “se Gaviano avesse confermato Spatuzza”. E, come da copione, è andata in scena la pièce teatrale che ha minato la sovranità popolare ed ha screditato l’Italia a livello internazionale. Si pensi a ciò che sarebbe successo in caso di riscontro positivo. Non è solo un problema di gestione dei processi (bisognerà pur chiedersi per quale motivo e come sia stato possibile inscenare il tutto). Vi è un altro principio costituzionale continuamente disatteso, ogni persona accusata di un reato è presunta innocente fino a quando la sua colpevolezza non sia stata legalmente accertata. Troppo spesso i tempi ed anche i contenuti della politica paiono invece essere dettati dai soli av- visi di garanzia o dalle dichiarazioni di qualcuno. “Il mistero del processo”. È un piccolo ma interessante libello di Salvatore Satta, da cui cito: “Ma il processo? Ha il processo uno scopo? Non si dica, per carità, che lo scopo è l’attuazione della legge, o la difesa del diritto soggettivo, o la punizione del reo, e nemmeno la giustizia o la ricerca della verità: se ciò fosse vero sarebbe assolutamente incomprensibile la sentenza ingiusta, e la stessa forza del giudicato, che copre, assai più che la terra, gli errori dei giudici”. Dietro queste considerazioni apparentemente sconfortanti sta un fatto abbastanza constatabile quotidianamente tra i cosiddetti operatori della giustizia. Ossia che la giustizia umana (di cui è capace l’uomo) è la giustizia processuale, quella risultante dal processo e dalle forme e regole in cui esso si sostanzia. Ora, se già è difficile rendere (e ricevere) una giustizia, la più giusta possibile, con gli strumenti umani che abbiamo, si immagini quale abisso di ingiustizia celi il fatto di prescindere addirittura dalle regole del processo e di sentenziare senza e prima di esso. Se questo arbitrio è dannoso per ciascuna singola questione privata, lo è a maggior ragione, in rapporto alla sfera politica. Un utilizzo del potere giudiziale al di fuori dei canoni previsti determina un conflitto fra i poteri dello stato che altera la balance de pouvoir dell’ordinamento statale e richiede una soluzione. Vanno in tal senso le proposte che il mondo politico è impegnato a trovare per salvaguardare sé stesso (lodo costituzionale, reintroduzione del- l’immunità parlamentare, legittimo impedimento assoluto). Mentre scrivo queste note il Presidente del Consiglio è stato oggetto di una aggressione fisica (ritornano alla mente le immagini di Craxi insultato con il lancio di oggetti all’uscita dall’hotel). Il processo mediatico non è tanto quello che si svolge nei salotti di Vespa, ma è la condanna preventiva, a prescindere. In fondo, per alcuni, una sentenza inappellabile nei confronti del presidente del consiglio e del governo è già stata pronunciata, al di là dei riscontri dei pentiti o delle sentenze processuali dei giudici. In fondo, una parte del paese non riconosce la sovranità del popolo, avendo già condannato il presidente scelto come indegno a governare. E’ probabilmente a questa deriva che occorre opporsi con tutte le forze recuperando il chiaro monito del capo dello stato di pochi giorni fa “va ribadito che nulla può abbattere un governo che abbia la fiducia della maggioranza del Parlamento, in quanto poggi sulla coesione della coalizione che ha ottenuto dai cittadini-elettori il consenso necessario per governare”. La responsabilità è comune a tutti, istituzioni, politici, giudici, mass media, e cittadini. STEFANO SPINELLI DA COPENAGHEN RISULTATI PARZIALI MA NON NEGATIVI Vertice sul clima: non scoraggiamoci! S iamo alle ultime battute a Copenaghen. I delegati non hanno trovato un’intesa e dal lavoro di queste ore potrebbero arrivare due bozze di documento finale. La prima ispirata al trattato di Kyoto, che chiede prevalentemente impegni ai Paesi industrializzati, la seconda completamente nuova, con impegni sostanzialmente uguali per tutti. Già arrivare a due bozze è considerato dai Paesi del Sud del mondo una sorta di vittoria. I Paesi ricchi infatti hanno in questi mesi proposto più o meno unanimemente un approccio nuovo alle responsabilità, che coinvolgesse India e Cina. Non sappiamo come andrà a finire. I leader presenti in prima persona a Copenaghen dovranno trovare una mediazione finale credibile tutt’altro che scontata. Come già per altri incontri mondiali è possibile seguire tutte le sessioni ufficiali e le conferenze stampa di Copenaghen comodamente seduti nel proprio ufficio o seduti nel salotto di casa. E grazie alla facilità di comunicazione, dai tavoli dei delegati è uscito praticamente di tutto. Come abbiamo già fatto notare si ha l’impressione che i delegati stessi, o almeno alcuni di essi, vogliano far partecipare alla discussione anche chi è fuori del palazzo: organizzazioni della società civile, università ed esperti, parti politiche. È una dinamica che potrebbe anticipare lo stile di futuri vertici del genere. In effetti in questi giorni a Copenaghen le po- sizioni sono cambiate e maturate in tempi più veloci rispetto al passato. E a poche ore dalla conclusione le dichiarazioni si sono rarefatte. Novità anche fra gli attori che stanno “dentro”. Ora siamo ben oltre i preliminari e si identificano tre serie di “giocatori”. Da un lato, i Paesi industrializzati, restii ad assumere impegni, perché costosi. In realtà, questi impegni più che davvero costosi per i Paesi, sembrano costosi per le lobby industriali che finanziano i loro governi. Impiantare impianti non inquinanti costa, farlo significa far aumentare il fatturato delle imprese che lavorano nel settore ambientale. Dunque più la- voro. Certo cambia l’identità di chi ha più lavoro, ma da un punto di vista sociale il risultato può essere tranquillamente positivo in termini di ambiente e di occupazione. Da questo punto di vista Obama è il leader più libero, non dipendendo, come il suo predecessore, dalla lobby dell’industria pesante e del petrolio. Vedremo se riuscirà a spostare gli equilibri interni Usa e dei Paesi ricchi. L’altro gruppo di giocatori è quello del quartetto Brasile, Sudafrica, India e Cina, con un protagonismo cinese del tutto evidente. Lo avevamo già intuito nei negoziati al Wto (Organizzazione mondiale del commercio), la Cina non partecipa più da spettatore come aveva fatto fino a poco tempo fa. È un interlocutore di peso. Chiede ai Paesi ricchi maggiori impegni presentandosi con un piano nazionale di tutela ambientale che molti ritengono però non adeguato. Se non ci fosse il terzo gruppo di attori, il ruolo cinese forse sarebbe ridimensionato. A sostegno della richiesta di impegno ai Paesi ricchi vi è infatti li terzo gruppo di giocatori, il G77, la numerosissima rete dei Paesi a basso e medio reddito che chiede una via privilegiata per poter avviare uno sviluppo industriale senza troppi ostacoli e non subire così ulteriori freni nella competizione economica internazionale. Sono rappresentati in questo momento dal delegato sudanese e hanno avuto, forse per la prima volta, tanto rilievo a un vertice mondiale. Inascoltati i primi giorni hanno semplicemente fatto sapere che avrebbero lasciato il vertice se fossero continuati incontri riservati fra i primi due gruppi, escludendo i più poveri. E sono stati ascoltati. Lavoro e tensioni non si esauriranno con la conclusione del vertice. Forse la dinamica fra questi tre gruppi è una prima forma ancora abbozzata di nuovo dialogo internazionale per costruire e tutelare la pace. Benedetto XVI proprio nei giorni del vertice pubblica il messaggio per la Giornata mondiale della pace, intitolato “Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato”. Che la terra diventi strumento di razzia per i più spregiudicati impoverendo i più deboli è attentato alla pace (il terreno sottratto ai contadini per le coltivazioni industriali; la deforestazione; inondazioni e siccità frequenti, frutto del cambio climatico favorito dalle industrie più inquinanti…). È attentato alla pace anche privare le generazioni future delle stesse risorse di cui abbiamo goduto noi. Dobbiamo costruire una pace con tutti, chi vive oggi e chi verrà domani. A Copenaghen, pur con tutti i limiti, abbiamo cominciato a fare questo. Parlando, magari gridando. Ma senza sparare. Non scoraggiamoci se i risultati sono ancora iniziali. RICCARDO MORO SOCIETÀ P A G I N A 5 FATTIePROBLEMI IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 19 DICEMBRE 2009 LA CUSTODIA DEL CREATO COMPITO DI OGNI UOMO La Genesi e Copenhagen L U La stanchezza delle parole, la freschezza dell’ascolto n testo bello ed importante il Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 2010 (il testo integrale con il prossimo numero del Settimanale): una ripresa ed un rilancio di parecchi spunti già presenti nella Dottrina Sociale della Chiesa – specie nella Caritas in Veritate - ma con una forza ed un’incisività tutte nuove. Un testo che medita il rapporto tra l’uomo e l’ambiente naturale alla luce “dell’opera creatrice del Padre e redentrice di Cristo” (n.14), per indicare un punto nodale per gli operatori di pace. Un testo per dire di una Chiesa che si sa responsabile per il creato e che alza la voce “per difendere la terra, l’aria e l’acqua”, come “per proteggere l’uomo contro la distruzione di se stesso” (n.12). Papa Benedetto XVI indica nella vocazione umana a coltivare e custodire la terra (Gen. 2, 15) un elemento critico per la costruzione di una convivenza giusta e pacifica – secondo un’intuizione che la Dottrina Sociale della Chiesa (Dsc) condivide con l’intero movimento ecumenico. In essa si radica l’invito a rinnovare e rafforzare l’alleanza tra l’uomo e la terra, ritrovando in essa il primo grande, fondante dono del Creatore all’umanità: rispetto ad essa l’uomo ha certo un’autorità conferitagli da Dio, ma profondamente intrecciata con la responsabilità che gli è affidata. È dalla mancata corrispondenza al mandato di Dio di un uomo che si è lasciato dominare dall’egoismo che nascono quei comportamento sfruttatori che hanno determinato la crisi ecologica. Oggi c’è invece bisogno di una forte solidarietà – all’interno della generazione presente, come nei confronti di coloro che dopo di noi abiteranno questo pianeta: dobbiamo apprendere ad usare le risorse naturali evitando conseguenze negative per i viventi, “umani e non umani, presenti e a venire” (n. 8). Un testo teologicamente denso, dunque, che diviene anche appello forte al nostro tempo; mi pare, ad esempio, che esso interpelli con forza i responsabili delle nazioni presenti al vertice di Copenhagen (non nominato nel testo, ma più volte nominato in questi giorni da Benedetto XVI), che in questi giorni stanno cercando accordi incisivi, per far fronte al mutamento climatico. Proprio quest’ultimo, infatti, viene indicato al primo posto, al n.4, tra le manifestazioni della grave crisi che viviamo; assieme vengono segnalate la desertificazione, il degrado della aree agricole, l’inquinamento idrico, la perdita di biodiversità, l’aumento di eventi naturali estremi ed il disboscamento – tutti fenomeni strettamente collegati con le dinamiche del clima. In questo contesto acquista una concretezza tutta particolare l’insistito richiamo alla solidarietà - intergenerazionale ed intragenerazionale che attraversa il Messaggio. Esso si articola in una particolare responsabilità dei Paesi industrializzati, che non esonera però dall’impegno comune anche i meno sviluppati, specie gli emergenti. Sono proprio i temi su cui si dibatte in questi giorni a Copenhagen, nella pressante ricerca di un accordo che permetta di allontanare la minaccia che incombe sull’umanità, di un patto tra popoli e nazioni che aiuti a far pace con la terra. Ma la prospettiva del Messaggio è ampia: la crisi presente deve diventare occasione di discernimento e di nuova progettualità, di revisione profonda e lungimirante del modello di sviluppo, di profondo rinnovamento culturale. Occorre superare una cultura dell’esonero, negligente nell’”esercitare un governo responsabile sull’ambiente” (n.7). La coscienza ecologica che emerge nell’umanità non va mortificata, ma al contrario, favorita, accompagnata, stimolata in vista di una maturazione più alta, radicata anche nella contemplazione della bellezza della natura, per riscoprire il Dio che, “tramite il creato, si prende cura di noi” (n.13). Essa deve giungere ad articolarsi in nuove modalità d’uso delle risorse e dell’energia che valorizzino i buoni frutti della ricerca scientifica, in politiche ambientali ambiziose, in un impegno internazionale di alto livello (nn.9-10). Essa esige anche nuovi stili di vita – “aldilà dei modelli di consumo e di produzione attualmente dominanti, spesso insostenibili dal punto di vista sociale, ambientale e financo economico” (n.11): occorre imparare a costruire una pace con la terra che si esprima in scelte personali, comunitarie, familiari e politiche, poiché “tutti siamo responsabili della protezione e della cura del creato” (n.11). Molti insomma i soggetti interpellati, in un appello alla responsabilità che viene ad intrecciarsi con la sussidiarietà, perché a tutti i livelli, secondo ciò che compete ad ognuno, la custodia del creato divenga obiettivo etico e politico condiviso. SIMONE MORANDINI CORSIVO di AGOSTINO CLERICI LE PIETRE DEL FOLLE E DEI CODARDI Di Pietro era stato facile profeta: si sarebbe passati dalle parole ai fatti, dagli scontri verbali all’aggressione. È accaduto che dietro il Duomo di Milano, domenica scorsa, un folle traesse le conseguenze del clima di odio per colpire, non più solo verbalmente, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Un atto gravissimo, da condannare senza “se” e senza “ma”. E dispiace di trovare dei distinguo sulla bocca di una cattolica adulta come la Bindi o di un onorevole che si ammanta dell’Italia dei valori come Di Pietro. Lasciamo a loro la responsabilità - grave - di trovare qualche appiglio di giustificazione ad un simile gesto o di inscenare qualche «ben gli sta» o «se l’è cercata», riconducendo la politica alla stregua di una baruffa da cortile, così come, purtroppo, appare alla gente attraverso l’opaca “trasparenza” dei mezzi di comunicazione. Il clima nel Paese è pe- sante e ognuno - sia chiaro - ha le sue responsabilità, le sue intemperanze e le sue legittime esasperazioni. Il folle sa trovare una pietra da gettare addosso a colui che continuano a presentargli come nemico, ma dietro a lui stanno moltissimi codardi che si nascondono all’ombra dell’anonimato di una community che ha ancora il coraggio di chiamarci facebook (libro delle facce) e, invece, è il paravento virtuale che nasconde delinquenti in erba, parolai violenti che le pietre le gettano senza andare in piazza. Quello che è accaduto su internet, dopo l’aggressione a Berlusconi in piazza, è stata una sofferenza prolungata, una barbarie della malintesa libertà. Odio senza volti, fondato sull’invidia e sulla calunnia, messo in rete con il pretesto del libero pensiero. Bisognerà fare qualcosa per porre un freno a questo anonimato del web, che è l’esatto contrario della democrazia e ne è il peggiore tra i virus che la possono indebolire. Del resto, il popolo dei violenti che si nascondono nel «libro della facce» ha una sua emanazione nel popolo dei girotondini che ama scendere in piazza a gridare frasi infantili (“Berlusconi, vai a casa” oppure “Chi non salta, Berlusconi è”), cose ridicole se non fossero anche, primariamente, antidemocratiche. In una democrazia parlamentare, infatti, il Parlamento è eletto dal popolo in libere elezioni, il premier ha la fiducia del Parlamento, e, finché gode della maggioranza nelle Camere, non deve andare a casa. Lascia davvero allibiti, allora, che in manifestazioni di piazza come quella del “No B day” di due settimane fa, si trovi, insieme alla gente, anche qualche parlamentare (sic: i due nomi fatti sopra c’erano entrambi!) che evidentemente ha smarrito il significato della democrazia parlamentare e si lascia irretire da un vago populismo. L’aggressione di domenica scorsa è stata brutale e le conseguenze alla persona del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi avrebbero potuto essere anche più gravi. Speriamo che tutti avvertano il dovere di un «disarmo» delle parole e dei cuori. e parole stanno stancando e sembrano togliere la voglia di reagire o di agire. Si vorrebbe uscire dal quotidiano e quieto vivere per cercare di prestare attenzione ad altro e ad altri, ma qualcosa impedisce di fare il primo passo: la voglia di fare qualcosa di significativo, la paura di non riuscire, il rimpianto di avere perduto ancora un’occasione... Prima ancora di cercare che cosa fare o quali impegni mettere in atto, occorre riscoprire la passione dell’ascolto. L’uomo religioso è colui che è sempre in ascolto: l’uomo irreligioso è colui che non ascolta o che, avendo una volta ascoltato qualcuno, non intende ascoltare nessun altro più. La scelta perenne è tra la chiusura e l’apertura: e chi veramente si apre ad altri, non ha paura di deserti, né di lunghi tempi in cui le risposte non paiono venire. In qualunque luogo e qualunque tempo, egli attende parole altrui, sapendo che ha sempre il dovere di intenderle, e sempre la libertà di attenderne altre. Ciò che caratterizza l’uomo biblico è proprio l’ascolto. Dio incontra l’uomo, gli si manifesta nella parola: il Dio del Primo Testamento è certamente il Dio invisibile ma non è il Dio inudibile. Il Dio di Israele si rivela al suo popolo non facendogli vedere il suo volto, ma facendogli udire la sua voce. L’ “INVISIBILE” È “UDIBILE” L’uomo biblico è l’uomo che è in ascolto e la sua colpa più grande è proprio quella di non voler ascoltare la parola che gli viene rivolta. Anche Gesù si rivolge ai suoi ascoltatori dicendo: “Chi ha orecchi per ascoltare, ascolti”. Nell’esperienza della trasfigurazione, ai discepoli è rivolto un comando preciso: “Questi è il Figlio mio prediletto: ascoltatelo!”. C’è dunque una parola da ascoltare e una vita - quella di Gesù - che occorre prima di tutto e innanzitutto ascoltare. Ascoltare significa decentrarsi, mettere non se stessi al centro delle scelte e delle valutazioni, ma l’altro la persona o l’avvenimentoche interpella. Ascoltare è uscire da se stessi per riscoprire se stessi avendo ascoltato l’Altro. Per questo c’è ascolto e ascolto. C’è un ascolto pieno ed uno vuoto, un ascolto luminoso ed uno opaco, un ascolto attento ed uno che porta i segni della distrazione. Nel trattato dei Pirqué Aboth - che raccoglie le massime dei Padri della tradizione ebraica - ci vengono presentati quattro tipi diversi di ascoltatori: “Vi sono quattro tipi di persone che stanno davanti ai maestri: vi è la spugna, l’imbuto, il colatoio, lo staccio. La spugna assorbe tutto, l’imbuto da una parte si riempie e dall’altra tutto si svuota, il colatoio fa passare il vino trattenendo la feccia, lo staccio fa passare la farina trattenendo la semola”. FUORI dal CORO ASCOLTARE PER AGIRE Ascolto e azione sono strettamente uniti nella riflessione biblica. “Faremo e ascolteremo tutto quello che il Signore ha detto”. In questa prospettiva sembra che il fare preceda l’ascolto. Ma la prospettiva va compresa: essa vuole affermare che la verifica dell’autentico ascolto è data dalla pratica. Allora, se da una parte l’ascolto determina l’uomo nella sua struttura profonda, dall’altra è pur vero che l’agire caratterizza l’uomo che ha “ascoltato correttamente” la parola di Dio. La pratica della Parola è l’attuazione piena dell’ascolto. L’agire non elimina la necessità dell’ascolto e l’ascolto si fa necessariamente pratica, azione. Così Gesù ci delinea il credente: “Chi ascolta queste mie parole e le mette in pratica, può essere paragonato a un uomo saggio che costruì la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, inondarono i fiumi e soffiarono i venti: si abbatterono quella casa ma essa non cadde. Era fondata, infatti, sulla roccia. E chi ascolta queste mie parole, ma non le mette in pratica, può essere paragonato a un uomo stolto che costruì la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, inondarono i fiumi e soffiarono i venti: si abbatterono su quella casa; e cadde, e la sua rovina fu grande” . Da un corretto ascolto che genera una corretta pratica dipendono lo stare ritti o l’essere travolti. Abbiamo bisogno di uomini che sappiano stare ritti e capaci di dire parole nuove perché nate dall’ascolto. E disposti ad andare oltre l’ovvietà del già detto. Parole nuove, non parole gridate! ARCANGELO BAGNI PARLAMENTO EUROPEO: PROPOSTA DI RISOLUZIONE SU LIBERTÀ RELIGIOSA “La libertà di religione, come ogni altra libertà civile e sociale, è un valore fondamentale che è alla base di ogni società moderna e democratica e non può essere in nessun modo censurato”. Nella proposta di risoluzione sulla difesa del principio di sussidiarietà, presentata al Parlamento Ue dagli eurodeputati Mario Mauro e Simone Busuttil (Ppe), è contenuto questo passaggio che sottolinea il principio della libertà religiosa. Il testo è stato depositato in vista del dibattito in emiciclo attorno alla sentenza della Corte dei diritti dell’uomo di Strasburgo sulla esposizione del crocifisso nelle scuole; la votazione di una risoluzione è prevista in aula nella giornata di giovedì 17 dicembre. Anche gli altri gruppi politici presenti in Assemblea stanno lavorando sull’argomento e si cerca un compromesso teso a sottolineare, oltre alla libertà di religione, il principio di sussidiarietà. Nella proposta Ppe si chiede infatti il rispetto di tale principio e se ne invoca il riconoscimento “da parte di tutte le istituzioni europee e le organizzazioni internazionali”, “ivi compresa la libertà degli Stati membri di esporre simboli religiosi in luoghi pubblici, allorquando questi simboli rappresentano la tradizione e l’identità del loro popolo”. P A G I N A 6 SOCIETÀ ECONOMIA IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 19 DICEMBRE 2009 E DALL’OPPOSIZIONE NESSUN PROGETTO ALTERNATIVO FINANZIARIA DA RAGIONIERE... N el contesto italiano tutto avviene in modo capovolto, rovesciato, girato sottosopra. Si pensi al “No B-day”, svoltosi sabato 5 dicembre, a Roma in piazza S. Giovanni, con la partecipazione di circa 300.000 persone. Evito ironie e battute sarcastiche sugli organizzatori “occulti”. Mi soffermerò invece sull’obiettivo della manifestazione: la cacciata di Berlusconi, la caduta del governo, ossia subito nuove elezioni. Quanti si sono recati alla manifestazione hanno dimenticato l’esistenza della Carta Costituzionale, la quale, fra l’altro, stabilisce che è il Parlamento a nominare e sfiduciare i governi e non la piazza con comportamenti violenti, antidemocratici e liberticidi e che esistono procedure per indire nuove elezioni. La piazza si è infantilmente e anticostituzionalmente arrogata il ruolo, che compete al Parlamento, al Presidente della Repubblica ed agli elettori. L’on. Di Pietro, come altri suoi seguaci, hanno dimenticato di appartenere al Parlamento italiano e l’imperatività delle norme costituzionali. Di Pietro, certo in buona fede e con le migliori intenzioni, ha di fatto tentato di portare in scena la figura e le gesta di Masaniello, dimenticando, come hanno fatto tutti gli altri partecipanti alla manifestazione, che l’Italia è una Repubblica democratica, che il governo gode di una solida maggioranza e che l’esercizio della I cattolici paiono non rendersi conto della gravità della situazione, cosicché non avvertono l’esigenza di operare nella società in maniera adulta, responsabile e risolutiva pagina a cura di GIANNI MUNARINI libertà è ampio. I neonati girotondini, contestatori sterili, da sempre manovrati dai partitini dell’estrema sinistra e ora anche dall’Italia dei valori, hanno documentato immaturità e inadeguatezza. Non sono stati in grado di formulare proposte e progetti compatibili con l’impegno richiesto per far uscire l’economia del Paese dall’emergenza, cosicché si sono ripiegati sulle piazzate. Questi signori pensano che una manifestazione, ove si urla e si grida, “chi non salta Berlusconi è”, possa affrontare e risolvere i problemi dell’economia e dell’occupazione. È un errore. Siamo impantanati in una recessione, dalla quale è impossibile prevedere quando e come si uscirà: disoccupazione in crescita costante, in ottobre è stata superata la soglia dei 2milioni; riforme strutturali sbandierate, ma mai realizzate; conti pubblici fuori controllo. Situazione pesante, alla quale i manifestanti, gridando “Berlusconi vai a casa”, pensano di dare una risposta all’arretratezza strutturale del Sistema/Italia: infantilismo o senilità? Il Centrosinistra richiede sempre nuove spese, ma è incapace di dire come produr- re risparmi di spesa e ricchezza, salvo ripetere la richiesta ormai frusta di intensificare la lotta all’evasione. Il Centrodestra vede tutto rosa, ma contraddicendosi propone una finanziaria per niente preoccupata di favorire e anticipare la ripresa. Insomma, non accetta, con sano realismo, che l’Italia è nel mezzo della crisi e per conseguenza ha predisposto una Finanziaria, nella quale le misure di contrasto alla crisi sono inadeguate e insufficienti. Il richiamato documento sembra avere il taglio di una simulazione scolastica, tesa a dimostrare come il ministro del Tesoro, di conserva con la Ragioneria generale dello stato, ha saputo predisporre, in modo formalmente corretto, una Finanziaria attenta alle politiche di bilancio e al necessario coordinamento della spesa pubblica. Non contiene indicazioni e supporti tesi alla ripresa economica e alla modernizzazione del welfare state, ma solo una fredda correttezza ragionieristica. Ora, la Finanziaria può essere assoggettata a critiche e a modificazioni sostanziali, ma nonostante ciò non le si può negare il pregio di avere una sua logica capace anche di futuro. Personalmente non la condivido, ma ciò non vieta di dire che dalle opposizioni sono giunte critiche, richieste e proposte, che non hanno logica alcuna. I cattolici paiono non rendersi conto della gravità della situazione, cosicché non avvertono l’esigenza di far ricorso al “discernimento”, al fine di operare nella società in maniera adulta, responsabile e risolutiva. Questo non attingere “dalla propria fede e dall’insegnamento della Chiesa i principi e i criteri opportuni per evitare di lasciarsi sedurre e poi rinchiudere in un sistema, i cui limiti e il cui totalitarismo, rischiano di apparire troppo tardi” (Octogesima adveniens) ha fatto si che i cattolici divenissero trascurabili, nelle decisioni politiche, economiche, sociali e nell’elaborazione culturale. I cattolici si sono lasciati sedurre da modelli liberisti e da varie forme di socialismo e materialismo, più o meno velato, dopo di che si sono “liquefatti”. Sono andati ad accasarsi nei vari partiti e movimenti, hanno rinunciato all’analisi, alla critica, al controllo ed alla proposta sul piano politico, economico e della società civile, ossia sono diventati irrilevanti, sempre meno rappresentativi. A rendere ancora più precaria la loro posizione ha contribuito il fatto che la “liquefazione” si è estesa a tutti gli ambiti della loro presenza organizzata nella società. Ho inteso dire che i cattolici percepiscono sempre meno di essere portatori di un carisma educativo, teso a sostenere la cultura della vita e il rinnovamento delle strutture politiche, sociali ed economiche. La gravità e la complessità della crisi chiede ai cattolici un impegno forte, specifico e competente. Debbono, a mio giudizio, iniziare a riflettere sulle “esigenze del bene comune sul piano nazionale - che significa - : dare occupazione al maggior numero di lavoratori; evitare che si costituiscano categorie privilegiate; mantenere un’equa proporzione tra salari e prezzi e rendere accessibili beni e servizi al maggior numero di cittadini; realizzare l’equilibrio tra espansione economica e sviluppo dei servizi pubblici essenziali (e delle infrastrutture); ...contemperare i miglioramenti nel tenore di vita della generazione presente con l’obiettivo di preparare un avvenire migliore alle generazioni future” (Mater et magistra 79). DUE SVOLTE - NEL 2010 E NEL 2015 - INFLUENZERANNO IL FUTURO DEI LAVORATORI PENSIONI: OCCHIO AL FUTURO, OLTRE I PRIVILEGI questo punto ritengo dover affermare che è necessario conoscere quali sono gli obiettivi da perseguire, all’interno di una visione strategica, globale e lungimirante, di sviluppo e progresso, della società. E’ necessario conoscere, per partire col piede giusto, quale è la realtà in cui si vive, ecco perché tento di tracciare il quadro della situazione. Prendo inizio da una risposta data da Mario Draghi al Wall Street Journal: “È l’enorme debito globale che arriverà a scadenza nei prossimi cinque anni, il rischio maggiore per il futuro”. La preoccupazione è il “livello impressionante” del debito complessivo delle società, dei gruppi creditizi, dei governi, nonché l’ampiezza del debito pubblico. In Italia, il governo, l’opposizione, i sindacati, le associazioni imprenditoriali e l’opinione pubblica, paiono insensibili al problema. Dicevo che l’Italia è il paese dell’insensatezza e delle contraddizioni: studenti che in nome del dirit- A to allo studio, sprecano il loro tempo in manifestazioni violente, occupazioni e autogestioni, demenziali; governi e istituzioni che ripetono all’infinito che non si può più derogare alla messa in sicurezza del Paese, ma poi non fanno nulla. Per mettere in sicurezza il Paese occorrerebbero oltre 20/30miliardi di euro. L’Italia è uno Stato a scarsa vocazione democratica ed è anche uno Stato con scarse risorse, quindi continuerà nella politica dei rattoppi e a confidare in san Gennaro. Sul primo punto, dianzi richiamato, aggiungo una chicca. Sovente i giovani più violenti nella protesta alle istituzioni, al potere, al sistema capitalista, sono quelli che dopo il furore giovanile buttano alle ortiche gli ideali e si impegnano a far carriera e a raggiungere gratificanti posizioni sociali ed economiche, sfruttando le “medaglie” conquistate nelle lotte ottuse e brutali. Tutte le cose non fatte, fatte male , o fatte al contrario, sono uno spreco di danaro pubblico ovvero una sottra- zione di risorse allo sviluppo e alla modernizzazione del Paese. Ciò che maggiormente preoccupa è che dal fronte della sinistra, dal quale provengono inviti al rispetto della Costituzione e del principio di libertà e giustizia, giungono continui echi atti di violenza e di prevaricazione. Si parla frequentemente di difesa del potere d’acquisto delle pensioni e dei salari, ma si ignora che, di fatto, lo si fa con spirito di conservazione e di difesa di privilegi oggi esistenti. Si ignora colpevolmente che, nel prossimo decennio, prenderanno inizio due svolte tese al contenimento della spesa previdenziale pubblica, le quali sono destinate a influenzare negativamente nel prossimo futuro la vita di milioni di lavoratori. Nel 2010 entrerà in vigore il meccanismo triennale di revisione dei coefficienti di calcolo delle pensioni, per quanti rientrano, in tutto o in parte, nel regime contributivo. Mentre nel 2015 diventerà operativo il meccanismo che aggancia l’età dell’an- data in pensione alle speranze di vita. Evito lunghi discorsi e sintetizzo: le pensioni che verranno calcolate colle nuove regole saranno pensioni da fame. Al riguardo si possono ringraziare quanti nel sindacato, nei partiti della sinistra e nelle forze del populismo cattolico, circa vent’anni fa, ebbero il coraggio di sostenere l’abolizione della pensione di anzianità e la richiesta di elevare gradualmente l’età della pensione di vecchiaia, da 60 a 65 anni e ciò doveva valere anche per statali e parastatali. Nella Finanziaria si pone attenzione, in modo zoppicante, agli ammortizzatori sociali, mentre alla ripresa e all’occupazione si dà poco, quanto confuso, spazio. La Cig ordinaria e straordinaria favorisce e favorirà la lievitazione del debito pubblico e sarà una modesta boccata d’aria per chi perde il lavoro. La Cassintegrazione non risolverà né il problema della crescita, né quello dell’occupazione, perché è uno strumento valido per affrontare le emergenze dei tempi bre- vi. La Cig, non lo si dimentichi, è costata ai lavoratori 2,4miliardi di euro: a tanto somma la decurtazione dei salari dei lavoratori coinvolti nei processi Cig, degli ultimi 11 mesi. In un anno la Cig è cresciuta del 288% ed ha, di fatto, nascosto una fetta non indifferente di disoccupati, falsando per conseguenza la percentuale della perdita reale di posti di lavoro. Nel Paese dei papocchi e delle contraddizioni, non è possibile operare con lucidità alla ripresa, ovvero alla creazione della ricchezza, dei posti di lavoro, della modernizzazione e del potenziamento delle infrastrutture. Ci si nasconde dietro gli ammortizzatori sociali che se utilizzati per tempi medio/ lunghi, producono povertà e rallentano lo sviluppo. È urgente raddrizzare la barra e portare il Paese sulla via dell’ordine e dello sviluppo. Gli avvenimenti di questi giorni sono folli, perché tesi a bloccare lo sviluppo economico e il consolidamento della democrazia. CHIESA P A G I N A 7 CHIESA LOCALE ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 19 DICEMBRE 2009 LE SCHEDE A CURA DELL’UFFICIO CATECHISTICO Annunciare la fede in famiglia del VESCOVO AGENDA MERCOLEDÌ 16 A Como, in Cattedrale, alle ore 17.00, inizio della Novena di Natale. GIOVEDÌ 17 A Como, in Vescovado, al mattino, Consiglio episcopale; a Como, nel pomeriggio, udienze e colloqui personali. VENERDÌ 18 Tutto il giorno, udienze e colloqui personali. SABATO 19 A Como, udienze e colloqui personali. DOMENICA 20 A Como, tutto il giorno, in Seminario, incontro con i diaconi permanenti. LUNEDÌ 21 A Como, al mattino, udienze e colloqui personali; a Como, alle ore 18.30, Santa Messa presso la sede dell’associazione Cometa. MARTEDÌ 22 Tutto il giorno, udienze e colloqui personali. MERCOLEDÌ 23 A Como, al mattino, udienze e colloqui personali; a Como, alle ore 16.30, S. Messa presso l’hospice San Martino. GIOVEDÌ 24 A Como, alle ore 10.00, S. Messa presso il carcere del Bassone; a Como, in Cattedrale, alle ore 24.00 Santa Messa nella Notte di Natale. VENERDÌ 25 A Como, alle ore 10.30, pontificale del Santo Natale; a Como, alle ore 12.30, pranzo presso la mensa dell’opera don Guanella. DALLA Curia In occasione delle festività natalizie la Curia resterà chiusa nei giorni dal 24 dicembre 2009 al 3 gennaio 2010. COOPERATORI SALESIANI I Cooperatori Salesiani augurano buone feste a tutti e invitano all’incontro presso il Salesianum di Tavernola, il 19 gennaio alle ore 15.30 per un momento di formazione e informazione. In quell’occasione sarà distribuito il programma annuale e l’avviso per la festa di san Giovanni Bosco, il 31 gennaio. Il 6 febbraio, poi, a Milano, in via Copernico, si terrà un pomeriggio di formazione. S. MESSA UCID Martedì 22 dicembre, alle ore 19.45, presso la chiesa di sant’Eusebio in Como, Santa Messa in occasione del Santo Natale. S ono disponibili sul sito diocesano (Uffici di Curia/Catechesi/Primo annuncio e nuova evangelizzazione) le schede preannunciate per il primo annuncio della fede in famiglia nel periodo da 0 a 6 anni. Si tratta di due blocchi di schede. Un blocco di dieci (10) hanno come obiettivo l’evangelizzazione dei genitori. E vanno ben oltre la preparazione del Battesimo, anche se iniziano da quella esperienza come “occasione” per un cammino di riscoperta della fede. Un altro blocco di cinque (5) sono molto più concentrate sul rito del Battesimo, per aiutare a viverlo in pienezza e per “evangelizzarlo”; ma anche queste vorrebbero soprattutto aiutare i genitori a riscoprire la loro esperienza di fede, specialmente quella contenuta nella celebrazione del sacramento del matrimonio. Queste ultime sono la ripubblicazione di un testo di monsignor Gaetano Gatti, pubblicato nel 1995 solo ad uso diocesano. Dunque entrambe hanno come interlocutori i genitori che chiedono un percorso di iniziazione cristiana per i loro figli. È scritto nell’introduzione circa la presenza dei genitori nel cammino di iniziazione cristiana dei ragazzi: «Una presenza che non può essere solo “coinvolta” perché loro, i genitori, sono i principali interessati trattandosi dei loro figli, ma soprat- tutto perché devono essere a loro volta “evangelizzati”: senza una mentalità evangelica di sequela e di testimonianza, infatti, non è possibile alcuna iniziazione alla vita cristiana». Per evangelizzare i genitori, e non limitarsi a coinvolgerli nel cammino dei figli, è necessario un tempo in cui dedicarsi a loro. Questo tempo opportuno ci sembra quello che va dalla richiesta del Battesimo fino all’inizio dell’itinerario per il completamento dell’iniziazione che avverrà, secondo la tradi- zione, in età scolare. È il tempo in cui è più facile per la comunità cristiana ‘entrare’ nella casa ed accompagnare i genitori nella riscoperta della fede, durante il percorso pieno di trepidazione e di speranza con cui sono accanto alla crescita dei loro figli nei primi anni di vita. È il tempo in cui la relazione umana autentica e sincera, stabilita con questa famiglia, così come si trova, in una “nuova fase”, diventa il punto di forza di un’autentica evangelizzazione. www.diocesidicomo.it DAL NOSTRO SITO DIOCESANO a cura dell’Ufficio Diocesano Comunicazioni Sociali In questa breve rubrica presenteremo a cadenza fissa le caratteristiche, le novità, le pagine scelte del nostro sito diocesano. Proposte formative Sul sito internet Diocesano è possibile essere aggiornati con regolarità sulle diverse proposte formative che la Diocesi sta mettendo in atto per l’Anno pastorale 2009 – 2010. Entrando nella sezione blu “Vita cristiana”, cliccando su “Scuole di Formazione” nella categoria “Itinerari dello Spirito” (sulla banda in alto alla pagina), si può avere un elenco di queste opportunità di formazione. In particolare, entrando in “Formazione socio-politica” (in basso a sinistra della pagina), si possono scaricare tutti gli interventi in formato PDF degli incontri che si sono tenuti al Centro Pastorale “Cardinal Ferrari” di Como nell’ottobre-dicembre di quest’anno e che saranno replicati a Morbegno, presso l’oratorio parrocchiale nei mesi di marzo-maggio 2010, con interventi del prof. Stefano Zamagni, di mons. Angelo Riva, di mons. Bruno Maggioni, del dott. Giuseppe Anzani e del prof. Giorgio Campanini. Questi “Percorsi di formazione socio-politica” rappresentano una novità per la Diocesi. Si tratta infatti di una proposta di un percorso biennale, frutto del lavoro della Consulta delle Aggregazioni laicali, che intende colmare una lacuna della coscienza cristiana sui temi della società civile e politica e si propone di attivare una conoscenza approfondita della Dottrina sociale della Chiesa, nel confronto con le odierne questioni sociali. Sempre restando in “Scuole di Formazione” ed entrando in “Corso multidisciplinare” è possibile scaricare l’audio delle lezioni, in formato MP3, del Corso monografico 2009, “Possiamo fidarci dei Vangeli? Il Gesù di Nazareth e il Cristo della Chiesa. Un viaggio nell’autenticità dei Vangeli dai Sinottici a Dan Brown”, sulla scia dell’analogo corso su San Paolo proposto per l’anno pastorale scorso. In queste lezioni, tenute presso il Seminario nei mesi di ottobre e novembre scorsi è stato affrontato il tema dell’autenticità dei Vangeli alla luce di alcune riletture critiche provenienti dalla cultura laica in campo narrativo e cinematografico, diviso in 3 sezioni: la Sezione Biblica (con contributi di don Marco Cairoli e di don Agostino Clerici), la Sezione Teologica (con interventi di don Michele Gianola e don Ivan Salvadori) e la Sezione artisticonarrativa (con lezioni di Massimo Introvigne e don Andrea Straffi). Entrando invece nella sezione gialla “Comunicazione”, cliccando su “Documenti” nella categoria “Materiale da condividere” (sulla banda in alto alla pagina), si può accedere alle Schede per la catechesi agli adulti (Lettura di Genesi 1 – 11) proposte dall’Ufficio Catechistico Diocesano, scaricandole in formato Word e PDF. Le dieci schede che portano il titolo Per il primo annuncio della fede in famiglia partono proprio dall’esperienza della celebrazione del Battesimo. Oltre ai significati religiosi e di fede questa esperienza è anche un modo per affrontare il cammino della vita cercando di valorizzarlo in tutti i suoi aspetti umani più autentici: una nuova vita all’insegna della speranza e della precarietà, un progetto per questa creatura su cui si investe tutto se stessi, il bisogno di aiuto che si fa preghiera, il bisogno di un “oltre” che dia senso a tutto… Proprio a partire da queste domande che scaturiscono dall’esperienza sorprendente del Battesimo, cerchiamo una buona notizia che possa risultare di qualche interesse. E lo facciamo servendoci dei documenti che la Conferenza Episcopale Italiana e la Conferenza dei Vescovi Lombardi ci hanno offerto, proprio per aiutarci in questo primo annuncio della fede (CEI, Lettera ai cercatori di Dio; CEL, La sfida della fede: il primo annuncio). L’ultimo passo è quello di una riflessione-preghiera a partire da alcuni testi e simboli della fede battesimale, per favorire un ripensamento e un’attualizzazione molto calibrata sulla singola coppia o famiglia. Entrambi i blocchi di schede non sono pensate per darle in mano ai genitori e poi costruire sulle stesse una conversazione: devono servire agli operatori per prepararsi e poter realizzare poi, non a gruppi, ma in un dialogo personale, questo primo annuncio che per qualcuno sarà una scoperta, per altri una riscoperta, per altri ancora la continuazione di un percorso. Con queste schede è possibile costruire un itinerario abbastanza prolungato. Non devono servire solo per un preparazione “immediata” alla celebrazione del sacramento, con cui si inizia il percorso di iniziazione, ma, come si diceva, possono e devono accompagnare nei passi dei primi anni di vita (0-6). Qualora non bastasse possono essere utilizzate anche nella fase del ‘primo annuncio’ ai genitori quando inizierà il percorso di completamento di iniziazione cristiana per i figli. Appena sarà possibile verranno pubblicate anche alcune schede di educazione del “senso religioso” del bambino, così come illustrato dal primo volume dei catechismi CEI Lasciate che i bambini vengano a me. L’altro blocco, dal titolo Evangelizzare il Battesimo, sono molto più schematiche, apparentemente più semplici. Offrono comunque molti spunti di domande e risposte che favoriscono un uso più immediato nella preparazione del rito e della celebrazione del Battesimo, ma che possono essere opportunamente utilizzate anche nel percorso dei fidanzati, qualora ormai prossimi al matrimonio. Tutti questi sussidi verranno quanto prima arricchiti da una lunga nota dell’Ufficio Liturgico con indicazioni precise per la liturgia del Battesimo, secondo le prescrizioni e norme dei praenotanda del rituale. Tutto il materiale offerto sul sito diocesano può essere illustrato dai responsabili degli Uffici competenti nelle diverse zone pastorali o parrocchie, qualora ce ne venga fatta richiesta. BATTISTA RINALDI P A G I N A 8 CHIESA CHIESALOCALE IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 19 DICEMBRE 2009 CONVEGNO DIOCESANO DELLA VITA CONSACRATA IL RUOLO DEI RELIGIOSI NELLA CHIESA LOCALE « B ello insieme, belle diversi». È una delle frasi significative che il vescovo Diego Coletti, lunedì 30 novembre, ha detto al Convegno della Vita Consacrata diocesana tenuto a Nuova Olonio nella Casa Don Guanella, per una iniziativa particolare. Si è trattato, infatti, di una “tappa intermedia”, riguardo quelle piste di riflessione emerse dalla Cei in preparazione al Convegno nazionale che, nel prossimo marzo, tratterrà a Roma il tema “La Vita Consacrata nella Chiesa locale”. Tappa che, a livello di base, ha impegnato anche in diocesi, religiosi, religiose e Istituti secolari in uno studio sistematico da far sfociare in una possibile sintesi per la Commissione mista centrale. Al di là della inevitabile burocrazia, il prezioso appello all’unità fra le tre realtà, è riuscito. «Perché – ha detto il Vescovo – si può scorgere in tante diversità la fantasia dello Spirito». E ha aggiunto soddisfatto: «Questa è la mia gioia; la diversità dei vostri carismi, doni dello Spirito, che si incontrano anche in modo visibile e si fondono per fare ricchezza». È toccato, poi, a don Attilio Mazzola, vicario episcopale per la Vita Consacrata, presentare la sintesi delle numerose relazioni a lui recapitate, per condurre un lavoro davvero arduo, non certo cesellato, però colmo di riflessioni sincere, utili per dare qualità all’essere Chiesa tutti insieme. Le domande erano tante, anche complesse; spaziavano dalla revisione dei carismi, alla loro presenza concreta nelle diverse forme di missione in diocesi, alla responsabilità di un serio annuncio della Vita Consacrata, con tutti i problemi connessi, e – irrinunciabili – curiosi interrogativi riguardo la conoscenza, la collaborazione, i rapporti tra la Vita Consacrata e la Chiesa locale, e anche con gli altri soggetti della realtà ecclesiale. Le risposte, pure tante, e azzeccate, capaci di trasmettere situazioni reali, esperienze, fatiche, speranze, con le inevitabili differenze; perché se la “vocazione secolare” non è la “vocazione religiosa”, è però sempre la stessa sequela di Cristo che impegna. Qualche risposta ha rivelato la difficoltà di dialogo, la pesantezza di strutture da gestire, la sensazione di indifferenza o di strumentalizzazione nei riguardi della vocazione religiosa, però, nonostante qualche “sfilacciamento di rapporti”, con prudenza registrato, si è percepito che il senso di appartenenza alla Chiesa locale è ritenuto un valore. Specialmente nella replica è emersa la necessità di maggior conoscenza fra i vari Istituti, sia maschili che femminili, che operano in diocesi per un corretto superamento della autoreferenzialità. Diventa, poi, più facile proporsi con le proprie specificità. Buono il suggerimento di imparare a “dire la Chiesa” più che “dire se stessi”; sportivo, pur serio, il paragone delle cabine delle funivie che corrono sullo stesso filo, ma ciascuna per conto proprio. È stato, poi, il Vescovo a raccogliere tante provocatorie istanze, per scioglierle, con la sua capacità dialettica, con la sua autorevolezza di pastore, in punti fondamentali da ricordare. Il metodo sinodale, che unisce, fonde, lega in comunione, deve diventare in diocesi sempre più punto di riferimento per insegnare a pensare meglio. I cambiamenti devono essere considerati come stimoli positivi per un continuo aggiornamento a fronte di tante nuove esigenze incalzanti; i “nativi digitali” bussano anche alle porte della Vita consacrata. La componente femminile deve sentire il suo compito rinnovato, in piena fedeltà alla radicalità, in peculiare capacità di accompagnamento. La “speciale consacrazione” vuole evitare l’autoreferenzialità per il bene di tutti; far rivivere i voti come maniera splendida di testimonianza, come beatitudine; fa sentire le strutture fondamentali della Chiesa, non come sistema, ma come relazione fra persone; può incarnare meravigliosamente la pastorale della santità. Nuove forme di consacrazione che, in que- sti anni recenti, si sono affacciate anche nella Chiesa locale comense, sono da conoscere nella loro autentica identità; occorre magari correggerne, da una parte, “l’arroganza neofita”, e, dall’altra, “la diffidenza ecclesiale”. Sempre a giudizio del Vescovo, «questa presenza così numerosa è un chiaro segnale di ripresa… è l’inizio di un gioioso mattino, che fa ben sperare». E come non ricordare quel simpatico “pranzo in piedi” fatto a mo’ di pellegrini, imparato dai fratelli maggiori ebrei, pronti per la partenza, preparato con cura da sagge donne della parrocchia? Adesso “tanto lavoro” diventa patrimonio comune, dialogo aperto, nuovo pensare; con quello delle altre diocesi italiane diventa ricchezza sempre più consistente, per animare il Convegno nazionale della prossima primavera; soprattutto per dare nuove prospettive alla Vita Consacrata, nuove speranze alla Chiesa. Tornando a casa, dopo una giornata così intensa, frati, padri, suore, secolari, perfino l’eremita della Valtellina, si devono esser sentiti più motivati. Ma anche fondatori e fondatrici dei loro Istituti possono essere soddisfatti perché è nella comunione che si costruisce la Chiesa. Questo Convegno vuole esserne una prova. CIA MARAZZI CONGREGAZIONE DI GESÙ SACERDOTE (PADRI VENTURINI) UNA GIORNATA PER TE Giornate bimestrali di spiritualità per sacerdoti, presso Villa Iride, Via Mapelli, 57 – loc. Selasca - Intra, Verbania. Giornate per “stare”con se stessi in unità di mente e cuore per facilitare l’ascolto di quanto lo Spirito, la vita, il ministero… ci stanno dicendo per sperimentare/rafforzare la qualità umana ed evangelica delle relazioni. Un’equipe di sacerdoti e fratelli della comunità animerà le varie parti dell’incontro secondo le specifiche competenze. A chi partecipa è chiesta la disponibilità a mettersi in gioco e la propensione alla continuità sugli appuntamenti successivi (concordati insieme al resto del gruppo, max 15 partecipanti). Quota di partecipazione: 50,00 euro per i due giorni. Primo incontro: 18-19 gennaio 2010. CONGREGAZIONE DI GESÙ SACERDOTE DIOCESI DI PADOVA – ISTITUTO SAN LUCA NELL’ANNO SACERDOTALE UN DONO PER I PRESBITERI ROVERÈ UN TEMPO PER TE ITINERARIO SABBATICO PER SACERDOTI VERSO L’UNITÀ DI VITA • • 24 gennaio – 13 febbraio 2010, Sporthotel Olimpo, Garda (Vr) 18 luglio – 7 agosto 2010, Casa incontri diocesana, Roverè (VR) «Venite in disparte». Gesù rinnova anche a te l’invito rivolto agli apostoli che ritornavano affaticati. Potrai trovarti insieme ad altri preti nel nome del Signore e sarà riposo, salute, unificazione di vita: una sosta che ti consentirà di riprendere con nuova lena la Sua missione. Potrebbe essere questo il dono che ti concedi nell’anno sacerdotale. Per ulteriori informazioni e per l’iscrizione ci si può rivolgere a padre Gian Luigi Pastò (Congregazione di Gesù Sacerdote - via Giardini, 36 38100 Trento - cell. 349 3295580) o a don Giuseppe Toffanello (Istituto San Luca - Seminario Vescovile, via Seminario, 29 - 35122 Padova – cell. 333 7280888). L’iscrizione comporta un colloquio di chiarimento delle attese della persona e degli obiettivi della proposta, in data e luogo da concordarsi. La quota richiesta, comprensiva di vitto, alloggio, sussidi e spese di gestione è di 1.300 euro . Qualora ci fossero situazioni di difficoltà economica, lo si faccia presente e si troverà l’aiuto necessario. Informazioni più dettagliate si possono trovare sui siti: Congregazione di Gesù sacerdote, http://www.padriventurini.it Diocesi di Padova - Istituto san Luca, http://www.istitutosluca.it P A G I N A 9 CHIESA VISIT AP ASTORALE VISITAP APASTORALE IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 19 DICEMBRE 2009 Dal 4 all’8 dicembre il vescovo Diego Coletti ha visitato le parrocchie della Valdidentro in Valtellina Superiore. Riviviamo quei giorni partendo dalle comunità di Isolaccia e Pedenosso IL VESCOVO A BORMIO 27-28-29 NOVEMBRE L a visita pastorale del Vescovo si è svolta nelle parrocchie del Comune di Valdidentro partendo da venerdì 4 dicembre fino a domenica 6 dicembre accompagnata da un grande entusiasmo da parte di tutte le comunità parrocchiali. Mons. Coletti ha mostrato grande vitalità durante tutti i suoi incontri con le diverse realtà parrocchiali evidenziando in ogni occasione grande umanità, affabilità e disponibilità. Le sue parole e le sue riflessioni hanno profondamente toccato il cuore di tutti coloro che hanno avuto il piacere di ascoltarlo creando sicuramente validi spunti di riflessione e di aperto e sincero confronto. Dopo l’incontro formale con le autorità della Valdidentro, il Vescovo, è stato accolto dai bambini della Scuola dell’Infanzia che hanno voluto donare un artigianale “Pastorale”. Nell’ incontro con la comunità apostolica di Isolaccia, mons. Diego Coletti ha posto l’accento sull’amore del prossimo che deve animare ogni cristiano nel suo cammino di fede poiché è l’unico mezzo per diventare autentica comunità viva. Fondamentale inoltre è la lettura e meditazione della Parola di Dio unico vincolo per diventare veri operatori di pace. Di grande significato la VALDIDENTRO... raffigurazione posta sulla porta di ingresso della chiesa parrocchiale di Isolaccia mediante la quale la comunità ha voluto, mettendo tante orme di piedi e di mani, far capire al vescovo che “…passo dopo passo cammineremo con te mano nella mano”. Momento sicuramente più celebrativo è stata la Cresima di 21 ragazzi svoltasi in parrocchia domenica pomeriggio. Grandi momenti di condivisione soprattutto durante l’omelia quando il vescovo ha ricordato ai ragazzi l’importanza del momento della Cresima che, se affrontato con giusta serietà e sotto la luce della Parola, può essere utile a dare la giusta direzione alla propria esistenza. Poi rivolgendosi all’intera comunità ha rinnovato l’invito ad una vita di comunità più partecipata, viva e attiva. L’ultimo momento di incontro è stato tenuto con i giovani sposi di tutta la Valdidentro a cui mons. Coletti ha ricordato la necessità di donarsi all’altro, vera medicina per la costruizone di una coppia cristiana. LA COMUNITÀ DI ISOLACCIA IL “CELLULARE” DI GESÙ’ Una bambina ha dato il benvenuto consegnando al Vescovo un cartellone sul quale era disegnato un grande cuore con la firma di tutti i ragazzi e il Vescovo ha sottolineato l’importanza dell’essere chiamati per nome. Due bambini hanno portato una croce fatta con le mollette di legno. Il Vescovo ha accolto con gratitudine il dono, ringraziato tutti i bambini del catechismo e ha sottolineato che ognuno deve imparare ad affidare alla croce le proprie sofferenze, gli impegni, i successi, e gli insuccessi. Con il canto “Mattone su mattone viene su una grande casa” ci ha aiutato a capire che senza la fatica non si costruisce niente. Mons. Coletti ha chiesto ai bambini: “Chi è e cosa fa un Vescovo?” Nel raccogliere le spontanee risposte dei bambini il Vescovo ha evidenziato che lui è l’amico di Gesù, il successore di Pietro, il Servo di tutti, quello che “lava i piedi” come ha fatto Gesù. Dopo il canto “Dio ha bisogno di me…, di te…, di noi… io ho bisogno di Dio”, il Vescovo, con grande semplicità ed esempi, ha risposto ad alcune domande poste dai ragazzi. Un’ultima domanda è stata posta dal Vescovo ai bambini: “Qual è il cellulare di Gesù?” La risposta esatta è: il Vangelo! Il Vangelo va letto, meditato e messo in pratica. L’incontro è terminato con una foto ricordo. Un grande grazie riconoscente per tutto quello che il Vescovo ci ha detto e per il bene che ci vuole. LE CATECHISTE S. Martino e Urbano di Pedenosso La comunità parrocchiale e il parroco don Andrea Cusini hanno accolto il Vescovo al suo arrivo in piazza S. Martino. Presenti numerosi membri del gruppo Alpini e della Gioventù con cui il Vescovo si è intrattenuto per un momento di saluto. Quindi la folla si è incamminata verso la chiesa parrocchiale dei SS. Martino e Urbano dove è stata letta una lettera di benvenuto. A concelebrare era presente anche don Bruno, pastore della vicina comunità di Premadio e parroco in solido nonché responsabile della catechesi a Pedenosso fino all’arrivo di don Andrea. Durante la messa il Vescovo ha amministrato il sacramento della confermazione a sette ragazzi spiegando che il motivo della visita è “esprimere l’amore di Dio per noi, manifestarlo”. Il nostro pastore si fa portavoce del profeta Baruk: noi, come Gerusalemme, la città vista come una donna vestita a lutto, dobbiamo rialzarci, indossare il diadema, rivestirci di gloria, volgerci verso Oriente, Dio spianerà per noi la strada. Il Vescovo ci ha rivolto un suo interrogativo: “Se l’amore del Vescovo, che è un peccatore, per noi è grande, come sarà l’amore di Dio (che è morto per noi) nei nostri confronti?” All’amore gratuito di Dio dobbiamo rispondere gratuitamente. Ed è questo che facciamo ogni volta che partecipiamo con animo sincero alla messa. Siamo come la sposa (Gerusalemme) che si veste bene per incontrare il suo sposo (Dio). Perché la veste viola? Perché siamo in Avvento, tempo di attesa e anche di sofferenza, c’è trepidazione. Ogni volta che partecipiamo alla messa dovremmo vivere questa trepidazione, questa voglia di arrivare al Signore. La gioia vera sta nella Comunione con il Signore che è amore. I cristiani hanno un modo nuovo di vivere la fede: essi riconoscono, ascoltano, imitano Gesù perché da Oriente spunti la luce e tutti la possano vedere. I 7 ragazzi che ricevono la confermazione sono il sale e ci aspettiamo di essere illuminati e insaporiti dall’amore di Dio. Conclusa la celebrazione eucaristica il Vescovo ha incontrato la Comunità Apostolica nel “Salone dell’Immacolata”. “Perché chiamarlo incontro con la Comunità Apostolica? Perché c’è l’interesse del Vescovo ad incontrarla?” Queste le domande con le quali il Vescovo ha esordito, proseguendo spiegando che “il Vescovo ha paura che nella parrocchia si creino dei gruppi che prevalgano sugli altri”. “Comunità mandata” questo vuol dire Comu- nità Apostolica. L’apostolo è colui che è stato mandato. Chi dà una mano alla parrocchia non deve pensare di essere un cristiano “di serie A”, quindi migliore, privilegiato. “Chi è chiamato a fare il primo deve farsi ultimo! Se Dio ci ha dato un privilegio dobbiamo considerarlo e viverlo come una responsabilità”. È necessario, ha spiegato mons. Coletti, intraprendere iniziative missionarie anzitutto nel nostro paese: mostrare sensibilità e uno stile di vita cristiano a Pedenosso, prima che nel resto del mondo. Una delle problematiche che affliggono la nostra parrocchia è l’assenteismo dei giovani alla messa domenicale. Mons. Coletti ha detto che di ciò dobbiamo ritenerci responsabili, perché dovremmo essere più umili e condividere la gioia di essere cristiani con tutti i nostri fratelli. Noi dovremmo essere luce e sale della terra e richiamare tutti coloro che ci vedono. Mostrare quanto è bello essere cristiani, tanto da renderlo contagioso. “Da questo sapranno che siete miei discepoli: se vi amate gli uni gli altri come io ho amato voi”. Solo così, inoltre, abbandonando la nostra veste di cristiani inconsistenti, sarà possibile vincere la paura che abbiamo nei confronti di coloro che non la pensano come noi o professando altre religioni. Da qui la provocazione: “Può il Vescovo permettere che si celebri l’Eucarestia in un paese in cui lo sport principale è il litigio? Dio ha creato l’uomo e la donna per seminare amore nel mondo!!!” Chiunque si avvicina ad una comunità cristiana dovrebbe sentire che ci sono delle persone che si sono disposte a donarsi per i più bisognosi. Si tratta di una missione non facile da compiere ed è per questo che abbiamo costantemente bisogno di incontrare Dio, perché da soli non siamo capaci di provare un tale amore. Amare per un cristiano non vuol dire sentirsi bene con il prossimo, ma essere disposto a fare qualsiasi cosa per l’altro donandosi completamente. Terminato l’incontro ci si è spostati alle Pradelle per la cena che ha chiuso la visita nella parrocchia dei SS. Martino e Urbano di Pedenosso. Si è trattato del momento più conviviale e festoso della visita, reso possibile dalla disponibilità di alcuni parrocchiani. Ora ci si auspica che si apra per noi un percorso all’insegna dell’innovazione, del rinnovamento prendendo spunto dalle parole del nostro Vescovo durante questa intensa giornata. P A G I N A 10 La visita pastorale non lascia dietro di sé solo il ricordo di un incontro, ma anche spunti, riflessioni e talvolta provocazioni per le singole parrocchie e le zone. Ecco come prova a raccoglierle la comunità di Semogo M i sembra giusto battere il ferro mentre è caldo e raccogliere qualche provocazione lanciata dal Vescovo. Sottolineo quindi alcune idee, che ritengo importanti per tutti, come un invito a portare avanti il discorso iniziato. Al Consiglio Pastorale il Vescovo ha fatto notare che non sempre tra i membri di una comunità si ha la stessa idea di Chiesa. Quindi più saremo concordi nell’avere un’idea di Chiesa, più saremo capaci di “consigliare”. In modo esplici- CHIESA VISIT AP ASTORALE VISITAP APASTORALE IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 19 DICEMBRE 2009 IL VESCOV0 A SEMOGO I FRUTTI DI UN INCONTRO to ha chiesto: “Siamo tutti d’accordo su ciò che c’è a fare la Chiesa? La Chiesa esiste per salvare le anime oppure per rendere visibile il Vangelo di Gesù?” Altro accenno è stato fatto a riguardo del C.P.P. in quanto organo solo consultivo e non deliberativo, una storia che si sente dire e che va chiarita. Il Consiglio Pastorale Parrocchiale ha lo scopo di costruire consenso. Bisogna che ciascuno abbia il coraggio di dire il suo parere arricchendolo di tutte le motivazioni possibili. Quando questo non succede è meglio rinviare la discussione. Un’altra idea interessante è quella del C.P.P. più come un “pensatoio” che un organismo di attuazione pratica. Il suo compito è quello di elaborare proposte, mentre è la Comunità apostolica che dovrebbe attuare praticamente le linee elaborate dal C.P.P. Da questi brevi cenni mi sembra che i primi ad essere coinvolti siano proprio i membri del C.P.P. chiamati appunto a prendere coscienza del servizio a cui sono stati designati. Parlando alla Comunità apostolica il Vescovo spiegava che oggi stiamo passando da un cristianesimo per tradizione, per caso, a un cristianesimo per scelta. A questo proposito il Vescovo affermava che la nostra comunità ha una grande responsabilità, in quanto dalla relazione presentata affiora che è una realtà ricca. Ma il passaggio ad una fede adulta e matura non avviene senza fatica. Anche a riguardo del dialogo (e per fortuna siamo diversi!!) ha fatto notare che noi cristiani siamo chiamati alla comunione tra diversi e non per esclusione. Perché l’unità per esclusione e “per frullato” è facile e son capaci tutti. La realtà decisiva nel cristianesimo è la Trinità: comunione nella diversità. Nella comunità ecclesiale bisogna cercane di diventa- re “casa e scuola di comunione”. Qualità cristiana della fede della nostra gente. Girando per la diocesi il Vescovo si chiede se tutti quelli che vanno in chiesa e frequentano sono “buoni cristiani”. Non basta credere in Dio, perché se ci chiediamo “Chi è?” allora non siamo più d’accordo. Altro test per una qualità cristiana della fede è chiedersi qual è il contenuto preciso della volontà di Dio. Per il cristiano Dio non vuole solo il bene e tanto meno ciò che succede…, ma vuole che ci amiamo come Gesù ci ha amati, vuole che entriamo tutti in Gesù. Da qui deriva che la comunità cristiana non è semplicemente un insieme di persone, ma le persone unite dallo Spirito santo che ripresentano la possibilità di amarsi con lo stesso amore d Gesù. ch’io che sono piccolo ho capito, tante persone grandi parlano difficile”. ce così tutti i bambini ti capiscono. Buon Natale e ti aspettiamo ancora a Semogo perché è stato bello incontrarti e ascoltarti. Preghiamo Gesù perché ti aiuti nel tuo girare nelle parrocchie a conoscere tutti i tuoi amici. Passa tanti bei momenti anche nelle altre parrocchie. Ciao da tutti i bambini e ragazzi dell’A.C.R di Semogo insieme alle educatrici. DON GIANFRANCO CIAPONI UN’INTERVISTA SPECIALE AI RAGAZZI DELL’ ACR “PARLANDO CON IL SORRISO” Qual’ è la prima impressione che hai avuto incontrando il vescovo Diego? “È un grande simpaticone; era contento di incontrarci; ci ha imitato quando sventolavamo i foulard, lui però con il suo fazzoletto bianco; anche se è una persona importante stava con noi con semplicità; vedere il Vescovo Diego così contento e gioioso mi ha riempito il cuore di gioia ed ero contenta anch’io”. Cosa ricordi dell’incontro fatto in chiesa? “Dopo averlo accolto, con il canto composto da noi, siamo andati in chiesa e gli abbiamo fatto delle domande. Il Vescovo ci ha risposto con parole semplici, con battute che ci hanno fatto ridere e con profondità. Ci ha parlato della sua vita dai sentimenti che ha vissuto quando ha fatto la prima confessione, la prima comunione, quando ha comunicato ai genitori il desiderio di di- ventare sacerdote. La mamma gli ha detto: “Mi rassegnerò”. Poi , dopo aver pregato tutta la notte, ha scritto un foglietto: “Mi sono espressa male ieri sera, non mi rassegnerò ma ti aiuterò e ti accompagnerò”. Il papà invece non era convinto che rimanesse in seminario perché quando mangiava scartava il grasso della carne. Ci ha detto della chiamata a Vescovo da parte del Nunzio apostolico e di papa Giovanni Paolo II che ha accolto il suo sì. Il Vescovo ha detto che per prepararci a ricevere la Cresima dobbiamo pregare, leggere il Vangelo, partecipare ai sacramenti. Che bello pensare che anche il Vescovo da piccolo si annoiava a messa, anche a me a volte succede. Qual è la parola, il messaggio che ti è entrato nel profondo del cuore? “Non devo avere paura quando vado a confessarmi. Dio è un papà non devo avere paura di Lui. Sono contento che il vescovo Diego vuole bene a noi ragazzi e bambini. A messa il Vescovo è andato a fare la pace agli ammalati in carrozzella, ho sentito tanta tenerezza nel mio cuore e mi ha fatto capire che devo fare qualcosa anch’io per loro. Non ho mai pensato che il Vangelo è il cellulare di Gesù; il vescovo Diego ha detto che lo dobbiamo leggere tutti i giorni così è come se telefoniamo a Gesù, ci sintonizziamo e siamo in onda con Lui come il nostro slogan di A.C.R. Se invece non apriamo il Vangelo e non lo leggiamo è come se Gesù ci chiama ma trova sempre occupato perché noi facciamo altro. Dio è un papà che ci perdona e ci ama sempre, non dobbiamo dubitare o aver paura di Lui. Il Vescovo è innamorato di Gesù, l’ho capito perché parla con il sorriso, con tanto amore e è sempre contento. Parla semplice che an- C’è un augurio che vuoi donare al vescovo Diego? Caro vescovo Diego, adesso che sei nostro amico ti auguriamo di continuare ad essere allegro e felice, di non stancarti mai di essere Vescovo della nostra diocesi; continua il tuo lavoro parlando sempli- “Gesù è nato da Maria, una ragazza che abitava in un paese sperduto, una donna ne ricca ne famosa, ma solo piena di fede. Quando l’Angelo le ha chiesto di diventare madre di Gesù anche lei ha avuto paura ma aiutata dalla fede ha accettato. Per Adamo ed Eva non era stato così, non si sono fidati di Dio ma si sono fidati del serpente. Gesù ci insegna che fidarsi, avere fede è l’unica strada che ci porta a Dio Padre e Lui ce lo ha insegnato aprendo le sue braccia sulla croce perché ci ama. Questa visita pastorale mi ha dato grande gioia perché ho capito che seguire Gesù è impegnativo ma ci rende felici come ho visto gioioso il nostro Vescovo Diego perché si capisce che ama tanto Gesù”. (Riccardo Sosio, riflessioni sull’omelia del vescovo Diego nel giorno dell’Immacolata). “L’incontro con il Vescovo è stato stupendo. Quando il Vescovo è uscito dal balcone di don Gianfranco, vedendo noi sventolare il foulard del grest anche lui ha preso il fazzoletto e lo sventolava come noi. Ci ha colpito quando ha raccontato la storia come ha fatto a diventare Vescovo e che cosa hanno detto i suoi genitori. Dobbiamo dire che ci siamo un po’ commossi!! Comunque è stato una gioia vederlo così felice e sorridente in mezzo a noi!” (Martina, Michela, Mauro, Silvia, Giulia, Alex, Aurora, Romina, Vanessa, Alessia). Venerdì 4 dicembre, la scuola dell’infanzia di Isolaccia è stata allietata dalla visita pastorale. Il Vescovo è riuscito immediatamente a catturare l’attenzione dei bambini fingendo di nascondersi sotto il suo ampio mantello. Il Vescovo è rimasto colpito dalla spontaneità dei bimbi e ha commentato “Questi bambini respirano un’aria serena e gioiosa!”. I bambini hanno donato al Vescovo un semplice bastone ma con un grande significato per dire a lui che è e sarà sempre il nostro pastore. CHIESA VISIT AP ASTORALE VISITAP APASTORALE IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 19 DICEMBRE 2009 Il Vescovo ha visitato anche la parrocchia di Premadio. Ecco come la comunità ha vissuto questi giorni e a seguire, alcune riflessioni a “caldo” dalla Valdidentro dopo la partenza di mons. Coletti « C hi viene a trovarvi oggi all’Asilo?”, chiede la mamma alla sua bambina, “L’amico di don Bruno”, risponde la piccola. Questo è successo venerdì 4 dicembre al mattino. Alla sera la mamma ritorna alla carica: “Allora racconta, chi è venuto?” gli risponde gioiosa la bambina: “Un nuovo amico!”. La mamma sapeva chi fosse questo nuovo amico, non un bambino nuovo, stabilitosi a Premadio o a Pedenosso di recente, ma il Vescovo in visita pastorale che ha passato una mezz’ora con i bambini della Scuola dell’Infanzia di Premadio. Ed è stata subito amicizia senza ipocrisia ma con semplicità e tenerezza. Più tardi il Vescovo ha incontrato i confratelli del S. Sacramento, gli alpini ed i volontari che danno un po’ del loro tempo alla parrocchia. Tutto sta qui, un po’ di storia, le ILPREMADIO VESCOVO A BORMIO 27-28-29 NOVEMBRE varie attività, ma soprattutto l’accorgersi che è bello servire il Signore nei fratelli, tanto più se è il Vescovo che fa riscoprire in loro questa disponibilità e quindi alla fine li ringrazia. Ma fuori c’era uno sciame di ragazzi scatenati che giocavano nella neve, a malapena tenuti a freno da catechisti e animatori: fremevano per l’incontro atteso. E hanno dimostrato il loro fresco entusiasmo nello stare con il nostro Vescovo con la semplicità dei ragazzi ma anche con la curiosità profonda espressa con domande sottili e coinvolgenti. Alla fine un bel dono “perché al Vescovo, che non ha famiglia, chi porta i regali a Natale?”, ma è chiaro: i ragazzi di Premadio! Questa gioia dell’incontro è stata portata anche nella messa partecipata e seguita da piccoli e grandi, coscienti che era VALDIDENTRO... P A G I N A 11 I NEO-CRESIMATI Essere cresimati dal Vescovo è stata per noi una grande gioia: lunedì alle ore 15 abbiamo accolto il Vescovo sul sagrato della chiesa e, da subito, siamo stati coinvolti in un momento speciale, che segnerà la nostra vita. Poi mons. Coletti ci ha parlato personalmente, rendendoci più consapevoli del passo che stavamo per compiere. Ci ha consegnato una piccola lettera da conservare per il dopo-cresima. Contiene alcuni consigli che senza dubbio ci verranno utili per rinfrescare il nostro cuore, tenendo vivo ciò che, nel sacramento della Confermazione, promettiamo. Durante la celebrazione Eucaristica eravamo un po’ agitati, ma l’omelia del Vescovo ci ha calmati. Infatti ci ha detto di non avere paura come era successo ad Adamo ed Eva. Dobbiamo credere che Gesù è sempre con noi. Lo Spirito Santo ci illuminerà la strada per trovarlo e ci aiuterà ad assumere lo stile di Gesù nel nostro modo di pensare, di parlare di agire, di stare insieme. I RAGAZZI DI SEMOGO il Pastore che li aiutava a scoprire il centro e lo scopo del vivere: la conoscenza e il seguire l’esempio dell’amore di Gesù. Una verità che è stata ancora sviluppata dal Vescovo nella serata con la Comunità Apostolica. Li ha stimolati a dare senza limiti al Signore ed ai fratelli interessandosi a loro. Domenica 6 dicembre, “Dall’aurora ti cerco...” o quasi... Eh sì, perché nonostante la neve e il fatto che in altre circostanze a quell’ora molti di noi sarebbero stati volentieri sotto le coperte, il clima gioioso che si respirava in parrocchia in questi giorni e la voglia di vivere un momento tutto nostro con il vescovo hanno avuto la meglio. Liberato il piazzale dalla neve per permettergli di parcheggiare le sue renne, eccoci pronti per le lodi...e se state pensando a qualche salmo recitato un po’ così, tra uno sbadiglio e l’altro, vi sbagliate. Perché il vescovo ha saputo coinvolgerci, contestualizzando i vari salmi e offrendo diversi spunti di riflessione. Rispondendo ad alcune nostre domande ci ha parlato del rapporto tra fede e ragione che non si escludono ma permettono di avere una visione più completa rispetto ad alcune questioni (il come ed anche il perché). Di fronte ad alcuni nostri dubbi sul come vivere la fede nella nostra realtà e in questo periodo di transizione, ci ha spronati ad essere cristiani attivi, che seguendo la stella polare e lasciandosi guidare, non stanno alla finestra a guardare ma “se la cacciano”, non per interesse personale, ma perché hanno a cuore le persone vicine. Grazie di cuore, caro vescovo, per la tua presenza in mezzo a noi. La semplicità, la concretezza, l’entusiasmo con cui hai saputo darci una vera testimonianza della gioia dell’essere cristiani, hanno lasciato il segno. Vogliamo credere che il seme che tu hai gettato porti frutto e ci aiuti davvero a “rendere ragione della speranza che è in noi!!!”. E se non fosse così, se avessimo ancora bisogno di una “ricarica”... ti aspettiamo qui, nella tua seconda casa!!! I GIOVANI alle 11, mons. Diego Coletti, scortato dai confratelli e accompagnato dal parroco, è sceso nella nostra bella chiesa per celebrare l’Eucaristia amministrando il Sacramento della Confermazione a 12 ragazzi. Ha ribadito il concetto principale della sua venuta per cui lo ringraziamo di vero cuore: “Non lasciatevi sedurre dalla tentazione del comodo, della moda del momento, o dal voler realizzare la vostra vita per una bella e redditizia posizione, state sbagliando tutto! Sforzatevi di seguire l’esempio di Gesù che ci spinge a metterci sempre e gratis al servizio degli altri, vicini e lontani. Lo Spirito Santo vi aiuterà in questo sforzo, in questo impegno che rende bella la nostra vita. LA COMUNITÀ DI PREMADIO “Nella vostra vita di coppia si applica ciò che è fondamentale nell’esperienza evangelica, in maniera chiara, visibile, mostrabile, cioè la lucida, libera, consapevole e ragionata decisione, che vi lega l’una all’altro, di considerare l’altro radicalmente più importante di te”. Con queste parole il Vescovo ha aperto l’incontro con noi giovani coppie, rispondendo a chi chiedeva qual è il valore aggiunto dell’essere coppia cristiana. Questo è quindi l’aspetto fondante della nostra vocazione al matrimonio, ma anche di ogni vocazione cristiana: mettere da parte se stessi, per poter amare l’altro con vera dedizione, pronti se serve a dare persino la vita. Ecco il significato delle parole prometto di onorarti che abbiamo pronunciato nel giorno del matrimonio! Questo non rimane però una bella teoria per innamorati, ma nell’Amore si traduce in scelte concrete di ogni giorno, nella vita quotidiana della famiglia. Bisogna essere disposti ad “andare in perdita” in denaro, affetti, tempo, talenti… certi che questa è la strada verso l’autentica felicità! Anche noi, pur sposi da poco, ci rendiamo conto dell’importanza di questo stile evangelico, ma anche delle tante difficoltà che si incontrano nel cammino… proprio per questo incontrare il Vescovo ci ha confermato nel “sì” che ci siamo detti e ci ha dato la carica per proseguire sulla nostra strada verso la pienezza della vita. Il Vescovo ha anche sollecitato le trenta coppie presenti a superare le fatiche legate alla quotidianità imparando a comunicare, passando da una comunicazione ridotta ai minimi termini ad un dialogo rispettoso dell’altro ma che sappia dire con forza la verità e correggere. Richiama alla forza dell’essere in due nell’affrontare il cammino di vita cristiana e a sostenersi e confrontarsi con altre coppie e famiglie che nella comunità ogni giorno vivono il dono dell’amore affidatogli da Dio. E’ stato certamente un incontro molto bello e ricco di stimoli; a noi ora il compito di tradurre le parole del vescovo in gesti, atteggiamenti ed esperienze che arricchiscano il cammino delle nostre famiglie e delle nostre comunità. LE GIOVANI COPPIE “Ho incontrato il Vescovo, pieno di gioia nel trovarci nonostante, credo, siano stati giorni di fatica e sacrifici per lui. Vedendo tutto questo è nata in me un grande desiderio di questa gioia. Pensando alle parole del Vescovo, credo mi sono lasciata interrogare dalle domanda: che tipo di fede è la mia? La mia è una “religione” di facciata fatta di leggi, prescrizioni, obblighi perché “se no vado all’inferno” o invece ciò che guida i miei gesti è l’Amore. Mi continuo a chiedere se mi lascio riempire dall’Amore di Gesù per essere un innaffiatoio d’amore nella mia famiglia e con ogni persona che incontro. Mi chiedo se l’Amore esageratamente traboccante di Gesù, che abbraccia l’universo sulla croce, riesca a far breccia in questo mio cuore perché, solo se lo lascio entrare, sarò gioiosa come il Vescovo Diego e le fatiche, i sacrifici, le preoccupazioni non mi spaventeranno. Questo è il “segno” che mi interroga e che mi ha lasciato questa visita. Lo Spirito Santo, sceso sui nostri ragazzi, interroga anche me e, come ha detto il Vescovo, manterrò fede all’impegno di tenere sempre acceso e vibrante il “cellulare Vangelo”. Grazie Vescovo Diego per l’umiltà, la vicinanza e l’ affetto che ci ha dimostrato. La Madonna Bella e immacolata la guidi e la protegga”. (Gilda) “Tanti sono gli aspetti particolari che hanno caratterizzato la presenza del nostro vescovo. È stata notata anche dai cristiani più tiepidi l’immediatezza del rapporto spontaneo con tutti. Ma ciò che più ci serve è il suo esempio nello sforzo di attuare ciò che fa crescere la comunione tra noi. Ancora una volta ripartire rendendoci conto della ricchezza della comunione ecclesiale nella varietà dei nostri doni, messi al servizio degli altri senza giudizi e pregiudizi, affrontando le inevitabili difficoltà a imitazione di Gesù”. (Ambrosina) “Quest’anno in Avvento, insieme a Gesù, abbiamo aspettato il nostro Vescovo. Un pastore che ha a cuore il suo gregge. Doveva contare le sue pecore, vedere se stavano bene, accertarsi che nessuna cadesse nel baratro del buio, accarezzarne qualcuna tra le più fragili, consigliare a tutte il sentiero più giusto per arrivare all’ovile. Le sue parole sono entrate nelle nostre menti, ci hanno fatto riflettere e ci hanno preparato per l’altro arrivo: quello del vero Natale, del piccolo Gesù nato per tutto il mondo; di quel Gesù che ha obbedito al Padre per solo Amore verso di noi. Anche da lei è fuoriuscito un sentimento identico, fatto di amicizia, confidenza e bontà. Le parole che ci ha detto avevano un unico scopo: farci capire che prima di tutti i valori, le etiche e i comandamenti stessi, ci deve essere amore, quello vero, gratuito e sincero, che ti annulla per l’altro. Essere cristiani vuol dire amare così”. (Armida) CHIESA P A G I N A 12 Il tradizionale messaggio d’inizio anno propone alla Chiesa una riflessione sullo stretto legame che esiste nel nostro mondo globalizzato tra l’assenza di conflitti e la salvaguardia di quanto ci circonda pagina a cura del’Ufficio Diocesano Pastorale Sociale e del Lavoro Salvaguardia del Creato e Stili di vita Salvaguardia Creato SalvaguardiaCreato del IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 19 DICEMBRE 2009 SPUNTI INTERESSANTI DALLA GIORNATA MONDIALE «SE VUOI COLTIVARE LA PACE CUSTODISCI IL CREATO» “ S e vuoi coltivare la pace, custodisci il creato” sarà il titolo del prossimo messaggio per la Giornata Mondiale della Pace, che si celebrerà il 1° gennaio 2010. Con questo tema Benedetto XVI propone alla Chiesa una riflessione sullo stretto legame che esiste nel nostro mondo globalizzato tra pace e salvaguardia del creato. Già il Papa nella sua ultima Enciclica “Caritas in Veritate” aveva dedicato diverse pagine al tema della salvaguardia del creato, sottolineando alcuni importanti passaggi che precorrono il Messaggio: «Ogni lesione della solidarietà e dell’amicizia civica provoca danni ambientali, così come il degrado ambientale, a sua volta, provoca insoddisfazione nelle relazioni sociali. La natura, specialmente nella nostra epoca, è talmente integrata nelle dinamiche sociali e culturali da non costituire quasi più una variabile indipendente. ... Inoltre, quante risorse naturali sono devastate dalle guerre! La pace dei popoli e tra i popoli permetterebbe anche una maggiore salvaguardia della natura. L’accaparramento delle risorse, specialmente dell’acqua, può provocare gravi conflitti tra le popolazioni coinvolte. Un pacifico accordo sull’uso delle risorse può salvaguardare la natura e, contemporaneamente, il benessere delle società interessate». Con il suo messaggio Benedetto XVI sottolinea con forza all’inizio di un nuovo anno la necessità che la tutela dell’ambiente costituisca una sfida per l’umanità intera: il dovere, comune e universale, di rispettare un bene collettivo, destinato a tutti. È una responsabilità che deve maturare in base alla vastità della attuale crisi ecologica e alla conseguente neces- alizzato in forma organizzata. Per informazioni: www.bilan cidigiustizia.it. Il Natale porta con sé la magia del dono. Fedeli alla tradizione anche noi ci prepariamo a questo appuntamento. Prestiamo attenzione alle parole non dette, ai desideri sfumati e scrutiamo tra i caloghi e le vetrine alla ricerca di un presente originale. Quale occasione migliore, allora, delle festività natalizie per non immaginare un regalo “sostenibile”? Molte sono le idee che vanno in questa direzione. E non necessariamente si tratta di qualcosa di tangibile. Una di queste può essere quella di regalare una donazione. Scegliere cioè di investire una somma in un progetto di solidarietà, nell’acquisto di libri per bambini indigenti o per una porzione di foresta da salvare. Inviando, quindi, un biglietto al destinatario del nostro regalo illustrandogli quanto si ha in animo di realizzare con questa donazione. Ma è possibile far dono anche di qualcosa di meno ideale e ugualmente sostenibile. Immaginiamo i biglietti per un concerto, per una partita di calcio, per uno spettacolo teatrale, o per un centro benessere! O ancora: si può pensare a qualcosa di utile, attingendo a prodotti rispettosi dell’ambiente: asciugamani in fibra ecologica, oggetti di cancelleria (di carta riciclata) salse o marmellate (biologiche e da mercati locali). Si sa, però, che il Natale è soprattutto per i bambini. Per loro il regalo è un’occasione di festa. La domanda d’obbligo, allora, è: esistono giocattoli a basso impatto ambientale? La risposta è affermativa. Se non vogliamo fare del nostro bambino un consumatore prima del tempo bastano un po’ d’ingegno e fantasia per costruire divertimenti con quanto si trova in casa (un po’ come facevano i nostri nonni): pasta di sale, pasta per modellare (con ingredienti come farina, sale, lievito). C’è anche la possibilità di divertirsi preparando a casa l’ormai noto Didò (due tazze di farina, 1 tazza di sale fino, 1/2 tazza di maizena, 2 cucchiai di olio, 1 cucchiaio abbondante di cremor tartaro reperibile in farmacia, 2 tazze di acqua). Non sempre, però, è possibile destreggiarsi con quanto di meglio si trova in casa e, sotto la pressione dei più piccoli, toccherà anche uscire a far compere. Occorrerà allora sapere che gli oggetti di plastica sono prodotti con petrolio e altri agenti chimici, mentre in commercio vi sono giochi atossici ed ecocompatibili realizzati in legno, cartone o happy mais (quei cilindretti di mais colorati che a contatto con l’acqua acquistano malleabilità). Non mancano peluche ecologici e realizzati in fibre naturali, lavabili e atossici. In generale la sicureza dei giocattoli è garantita dall’Unione europea che ha creato il marchio CE. Verificatene la presenza. Non dimentichiamoci, inoltre, che alcune bambole di plastica e alcuni giochi d’azione sono realizzati in PVC, tra i tipi di plastica potenzialmente più novici, contenente cloro e ammorbidenti per renderli più duttili... ANTONELLA ROSSINI MARCO GATTI sità di affrontarla globalmente, in quanto tutti gli esseri dipendono gli uni dagli altri. La questione ecologica non deve però essere affrontata solo per le agghiaccianti prospettive che il degrado ambientale profila: essa deve tradursi, soprattutto, in una forte motivazione per coltivare la pace. Se la famiglia umana non saprà far fronte alle nuove sfide che riguardano l’ambiente con un rinnovato senso della giustizia, di equità sociale e della solidarietà internazionale, si corre il rischio di seminare violenza tra i popoli e tra le generazioni presenti e quelle future. Se si intende coltivare il bene della pace, si deve favorire infatti una rinnovata consapevolezza dell’interdipendenza che lega tra loro tutti gli abitanti della terra. Sulla scia di questo Messaggio, la Caritas diocesana, l’Ufficio di Pastorale Sociale e del Lavoro, l’Ufficio Migranti e l’Ufficio Missionario dedicheranno al tema la tradizionale veglia per la Pace in programma giovedì 31 dicembre. Essa prenderà avvio alle ore 21.00 dalla chiesa di S. Provino, sita in piazza Roma e percorrendo le vie del centro città arriverà, dopo 4 tappe nel corso delle quali ci saranno riflessioni avendo quale riferimento il messaggio papale per la pace, nella chiesa di S. Fedele per un momento di preghiera. Al termine sarà possibile il brindisi per l’anno nuovo BILANCI DI GIUSTIZIA FAMIGLIE IN RETE PER CONSUMI LEGGERI ’ L esperienza di Bilanci di Giustizia nasce da persone che hanno l’obiettivo di diventare “consumatori leggeri” libere nei confronti del mercato e dei vari condizionamenti consumistici a cui vengono sottoposte. L’obiettivo delle famiglie che aderiscono alla rete di Bilanci di Giustizia è quello di modificare, secondo giustizia, la struttura dei propri consumi e l’utilizzo dei propri risparmi, cioè l’economia quotidiana. Parlare di “giustizia” è impegnativo, perché suppone un orizzonte etico condiviso in buona parte ancora da costruire, ma la sfida è proprio quella di combattere l’approccio consumistico nella nostra quotidianità, diventando parte attiva nel meccanismo economico attraverso le nostre scelte di consumo e di servizi. Ciò che però contraddistingue Bilanci di Giustizia è l’idea di un consumo critico che si possa realizzare efficacemente solo insieme, in modo organizzato, mediante una comunicazione costante e un’azione comune fra le famiglie. Lo strumento ideato per “auto-misurare” il proprio impegno e per socializzarlo nel movimento e all’esterno è quello del bilancio familiare; lì si rendono visibili e si quantificano i cambiamenti effettuati nelle scelte economiche. Una scheda permette di controllare le voci di spesa mensile con una particolarità: per ogni voce di spesa ci sono due colonne, una riservata ai “consumi usuali” ed una a quelli “spostati” (cioè seguendo criteri di giustizia, eticità e sostenibilità). Con la campagna Bilanci di Giustizia si vuole sperimentare, con un consistente numero di nuclei familiari, le possibilità di “spostamento” da consumi dannosi per la salute, per l’ambiente e per le popolazioni del Sud del mondo, a prodotti più sani, che non incidono in modo irreparabile sulle risorse naturali e che riducono i meccanismi di sfruttamento nelle regioni sottosviluppate. Non resta che moltiplicare il numero delle famiglie che ritengono essenziale esercitare il “potere del consumatore” a loro disposizione e contribuire ad affrontare i gravi problemi dell’umanità attraverso un impegno quotidiano e duraturo, re- STILI DI VITA PER UN NATALE SOSTENIBILE CHIESA CHIESAMONDO IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 19 DICEMBRE 2009 P A G I N A 13 LETTERA DI MONS. ALDO GERNA LASCIATE CHE IL PRESEPE VI PARLI D io ci ama e si é preoccupato di venire a dircelo e provarlo personalmente. A famiglie e comunità faccio arrivare questo caloroso saluto: Gesú si manifesti a voi. Un pensiero forte mi accompagna con insistenza. E’ questo: comportarmi da “emérito’” cioè starmene zitto nelle condizioni a cui sono stato condotto dagli eventi. Tuttavia non posso dimenticare quanti mi hanno accompagnato in questa lunga giornata di servizio missionario, oltre 50 anni. Un saluto natalizio a tutti voi si impone come gradito e piacevole impegno La rumorosa notizia della proibizione del Crocifisso in una scuola italiana (o in tutte? ) mi perturba in continuità. Accompagno con curiosa avidità le notizie riguardanti le diverse reazioni scatenate dalla insolente e “miope” sentenza. Parallelamente leggo annunci di feste natalizie già inaugurate in ambienti ideologicamente ben distanti dall’Evento divino da noi celebrato. A che Natale vorranno riferirsi i signori che buttano il Crocifisso come un oggetto scartabile già usato? Una certezza mi consola: i signori del tribunale e i pochi o molti che concordano con loro, non rappresentano le comunità e le famiglie in cui siamo nati e cre- Il Vescovo emerito di Sao Matesu in Brasile, orginario di Ponte in Valtellina ci scrive in occasione delle festività natalizie sciuti. Là, si vive e si celebra ancora, sia pure in semplicità, la più preziosa notizia della vita. Dio ci ama e si è preoccupato di venire a dircelo e provarlo personalmente. A loro, famiglie e comunità, faccio arrivare questo caloroso saluto: Gesù si manifesti a voi. Noi celebriamo la nascita di Gesù, il Nazzareno, nato a Betlemme e sempre nascente fra noi, quando ci disponiamo a riceverlo, voi “al freddo e al gelo”, noi nel pieno calore estivo dell’emisfero Sud. Voi e noi con occhi di fede e cuore di carne capace di amare, sintonizzati nella stessa lunghezza di onda, nella lingua della Fede. Penso a voi con tutta la memoria, capace di unire i molti motivi dell’affetto, della amicizia, da lunghi tempi coltivati fra noi. Arrivato alla sera del pellegrinaggio nel mondo, non nascondo una certa nostalgia delle origini geografiche e più specialmente umane. Tale sentimento non soffoca quello più forte di voler chiudere gli occhi in questa realtà differente, in cui vivo da 52 anni. Penso alla molta Misericordia, alla paziente Bontà, con cui sono stato trattato in questo lembo enorme di mondo, dove mi sono adattato senza passare per tribolazioni superiori alle forze piuttosto ridotte e con tutta la possibilità di usare, nello specifico servizio missionario, i doni e qualità positivi ricevuti in dotazione dalla natura e benevolenza divina. Temo che in missioni più difficili e complicate, come nella maggior parte delle missioni dove lavorano i comboniani. non avrei resistito tanto. E mi pongo la domanda se sono stato o no un buon erede delle straordinarie capacità del Comboni. Lo faccio senza angoscia e senza invidia. Concretamente, a S. Mateus ci ha guidato la preoccupazione continua per la crescita della Chiesa locale e per la promozione umana della gente. Perché non dovremmo riconoscere che siamo stati benedetti, al punto che DAL BANGLADESH GLI AUGURI DI PADRE QUIRICO MARTINELLI Carissimi, tanti saluti dai nostri bambini insieme ai nuovi arrivati: due caprette,tre pecorelle e otto cagnolini: tutti nati in una settimana. (vedi foto sotto) La nostra famiglia e’ sempre in crescita: 375 sono i bambini delle elementari che vivono qui con noi nell’ostello della Missione tutto l’anno insieme alle 45 ragazze del Centro di Cucito, alle 12 ragazze del corso di maglieria e alle 12 ragazze del corso di computer. Per non parlare della fattoria con le mucche, le capre, i maiali, le pecore, i conigli, le galline, le anatre reali e quelle normali… Siamo una grande famiglia dove tutti si danno da fare… Infatti i nostri ragazzi oltre alla scuola, allo studio e al gioco, nel pomeriggio hanno anche un tempo di lavoro nei campi dove si coltiva la verdura e la frutta e nella fattoria dove accudiscono agli animali. E’ un lavoro fatto a gruppi, utile, educativo e anche divertente: dovevate vedere la loro gioia quando sono nati i nuovi cuccioli ! Sono le gioie semplici della vita che aiutano ad essere anche piu’ buoni gli uni con gli altri. Che bello ! Del resto il messaggio del Natale con la capanna, i pastori e i greggi nella campagna di Betlemme, parte dalle cose piu’ semplici e belle della terra per farci guardare al cielo, alla stella, a Gesu’ che viene a portarci la sua gioia e la sua pace. Chiediamo al Signore la grazia di conservare questo stupore per le cose semplici e belle che ci vengono donate e la capacita’ di guardare in alto, alle cose che contano di piu’, ma che tante volte sembrano lontane. IL CENTRO MISSIONARIO DIOCESANO AUGURA UN SANTO NATALE E UN ANNO NUOVO RICCO DI PACE E DI GIOIA leggi le lettere di auguri dei missionari sul sito www.centromissionariocomo.it stiamo battendo in decisa ritirata, con la convinzione di aver fatto quanto ci toccava fare. Perciò all’inizio dell’anno 2010, solo due parrocchie su 18 rimarranno affidate ai comboniani. E fino a quando? Nella nostra verifica significa che nei 50 anni di presenza comboniana, la Chiesa locale é passata dalla nascita ad una ragionevole autonomia, dentro della realtà brasiliana, e con la speranza (speriamo non illusionistica) che la Chiesa di S. Mateus passi dal ricevere al dare, sia pure della sua povertà, intendo di personale . Come vedete in questa lettera mi son dato al lusso di cenni autobiografici. Non era il più interessante. In tutti i casi, non posso chiudere senza pensare alla profetica Chiesa del Brasile. L’ho sempre amata, come madre e maestra di fede impegnata per la causa del Regno di Dio. Oso dire di non essermi mai lasciato sedurre da avventure pastorali di ordine personale, ma sempre in totale comunione con la Chiesa locale, nella voce autorevole del suo episcopato. Non posso dimenticare il Brasile che mi è stato seconda patria. Ho accompagnato la sua evoluzione in questi 50 anni. Da Nazione del terzo mondo si é molto avvicinata al primo mondo con tutte le ambiguità del caso: molta ricchezza in mano di pochi e molta povertà in diversi gradi sulle spalle di molti. Una sola nazione, molti mondi ben differenti di cittadini in situazioni di estrema diversità. Le notizie dell’Italia sono migliori ? Ritorno al Natale. Domando: da voi è stato proibito anche il presepe? Non mi consta. Allora, preparate il vostro presèpio. Lasciate che vi parli al cuore. Con fiducia. Nessuno riuscirà a mandare in esilio su un altro pianeta, Gesù, l’Amico dell’anima, il Salvatore del mondo. A DUBINO DAL 28 AL 30 DICEMBRE GIOVANI, SI RIPARTE T re giorni, una parentesi nelle vacanze di Natale per approfondire la dimensione missionaria della Chiesa e vivere un’esperienza di comunione e amicizia con altri giovani della diocesi. E’ questo il senso della tre giorni che il Centro Missionario Diocesano propone ai giovani dalla diocesi a Dubino, in Bassa Valtellina, dal 28 al 30 dicembre. Non un semplice ritiro, ma l’occasione per tornare a parlare di missione, ascoltando testimonianze e confrontandosi con alcune realtà sociali della zona. “Questo percorso – racconta Gabriella Roncoroni, direttore del CMD – rientra nel progetto Strade per Scegliere avviato lo scorso anno”. Lo scorso anno, dopo la due giorni giovani e il convegno missionario, il primo appuntamento era stato proprio una tre giorni di ritiro a Como, nella parrocchia di S.Rocco. Quest’anno, invece, la scelta è ricaduta su Dubino per facilitare i giovani della Valtellina. “Al ritiro – continua il direttore del CMD - parteciperanno alcuni dei giovani, una quindicina, che già hanno iniziato questo cammino ritrovandosi mensilmente a Cavallasca ma la nostra speranza è che possano partecipare anche nuove persone”. Il ritiro rappresenterà, infatti, la prima tappa del nuovo anno del cammino missionario di “Strade per Scegliere” che culminerà quest’estate Riprende dal ritiro natalizio il cammino missionario di Strade per Scegliere. Un appuntamento centrale per chi vorrà vivere l’esperienza estiva proposta dalla diocesi nella missione diocesana in Camerun con la visita alla missione diocesana in Camerun. “A questo viaggio – ricorda il direttore – potranno partecipare soltanto i giovani che avranno compiuto l’intero cammino di preparazione. Questo significa che la tre giorni di Dubino così come i prossimi incontri mensili rappresenteranno una tappa fondamentale per chi ha il desiderio di vivere l’esperienza in terra di missione della prossima estate”. Una decisione presa all’interno della commissione missionaria per sottolineare la necessità di arrivare preparati, motivati e, soprattutto consapevoli, ad un’esperienza che non è una semplice vacanza o un viaggio avventuroso in un luogo esotico, ma un’occasione per vivere la comunione con la chiesa sorella di MarouaMokolo lasciandosi provocare dalla missione. Per iscriversi è necessario contattare il CMD: 031242193 [email protected] P A G I N A Como CRONACA DI E P R O V I N C I A 15 ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 19 DICEMBRE 2009 UN ANNO DEL CENTRO DIURNO CARITAS La “casa” dei senza fissa dimora Spenta da poco la prima candelina, è già tempo di bilanci per questo spazio, che dall’ottobre 2008 alleggerisce i senza tetto di una parte del fardello di disagi che quotidianamente sono costretti a sobbarcarsi di SALVATORE COUCHOUD U n anno d’incontri con chi nessuno desidera incontrare. Spenta da poco la prima candelina, è già tempo di bilanci per il Centro Diurno della Caritas Diocesana, che dall’ottobre 2008 alleggerisce i senza fissa dimora di Como di una parte del fardello di disagi che quotidianamente sono costretti a sobbarcarsi, tra l’indifferenza generalizzata dei passanti, l’ostilità più o meno palese dei benpensanti e l’esperienza logorante di una condizione innaturale, fatta di continue e umilianti sollecitazioni di aiuto, di sistematici controlli delle forze dell’ordine, di anonime giornate trascorse nel rimpianto di quello che non si ha più o nella speranza di quello che non si avrà mai. L’idea di allestire uno spazio che offrisse ai senzatetto, che deambulano tra un servizio e l’altro della città, la possibilità di riposare al caldo nelle rigide giornate invernali, nasceva nell’estate 2008 presso il gruppo dirigente di Porta Aperta, la struttura della Caritas che mette a disposizione degli emarginati i servizi essenziali, vale a dire mensa, vestiario, docce, assistenza sa- nitaria e legale, e che esattamente un mese fa, dal canto suo, ha festeggiato il decennale d’attività. L’abnorme incremento dei bisognosi cronici, non solo extracomunitari, registrato in quel periodo, aveva infatti dato da pensare. Si era così deciso di creare un luogo che garantisse, accanto all’effimero comfort di un miniristoro a base di tè, caffè, latte e biscotti reperiti mediante la cortese collaborazione di solerti volontari e negozianti sensibili, l’opportunità di dialogare, di stringere o cementare amicizie, di essere accolti con dignità in locali - forniti per dovere di cronaca da don Calori, il parroco delle chiese della Città Murata - attrezzati per il gioco delle carte, la lettura di un libro, un film su Dvd, la compilazione di un curriculum vitae per cercare un’occupazione, e soprattutto la condivisione di momenti di crescita e qualità. “Le difficoltà principali”, spiega Cecilia Gossetti, responsabile del Centro di via Giovio, “le abbiamo incontrate nella fase iniziale, a causa della freddezza - che in qualche caso è sfociata in malumore e ostentato rifiuto - con cui il vicinato ha risposto al- Nella Foto William l’interno del Centro Diurno. Accanto uno dei venditori “comaschi” della rivista “Scarp de’ tenis” l’iniziativa, che è stata letta come un molesto tentativo di turbare la quiete degli altolocati residenti della zona con un viavai di “straccioni” nul- latenenti e, ancor peggio, nullafacenti. Poi però questa riluttanza si è lentamente evoluta in curiosità e attenzione, per infine aprirsi in vera e pro- pria solidarietà. Se nell’arco di un intero anno solare al Centro non sono mai venuti a mancare generi alimentari, capi d’abbigliamento e prodotti per l’igiene personale, lo si deve appunto alle persone che vivono e lavorano in quest’area. Ciò ha permesso di costruire quella reale atmosfera di amicizia e collaborazione che costituiva l’obiettivo di partenza, attraverso la sperimentazione di esperienze comuni e l’avvio di percorsi di recupero individuale che hanno dato i frutti attesi, dalla partecipazione ai corsi regionali per il reinserimento lavorativo alla sinergia con la rivista milanese “Scarp de tenis”, che dal luglio 2009 viene venduta domenicalmente nelle parrocchie della diocesi. Innumerevoli sono le altre cose realizzate (la doccia, la squadra di football, le gite nel territorio, etc.), così come molteplici sarebbero i traguardi, per ora ancora in cantiere, che vorremmo centrare, come i laboratori di formazione, i contatti con le aziende per la ricollocazione nel mondo del lavoro, e altro ancora. Ma forse la meta primaria da perseguire è mantenere la qualità che c’è già. Non perderla, ma rinvigorirla e consolidarla sarebbe già una vittoria”. Cosa aggiungere alle parole della responsabile, se non il più scontato e banale degli “in bocca al lupo”? Se quel famoso bilancio è già in attivo alla prima sostituzione di calendario, ancor meglio andrà il prossimo anno. Se si continuerà a far interagire la dialettica dei bisogni e della solidarietà, evidentemente. UNIONE ITALIANA CIECHI E IPOVEDENTI DI COMO. L’ULTIMA DA PRESIDENTE S. Lucia saluta Mario Mazzoleni rande festa, domenica scorsa, presso l’Hotel Continental per l’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti di Como. Grande festa come da tradizione, per celebrare, insieme, Uici e Mac (Movimento apostolico ciechi), la Giornata del cieco. Ad accompagnare l’edizione di quest’anno, però, una novità importante: l’ultima da presidente di Mario Mazzoleni, storica guida dell’Uici negli ulti- G mi tre lustri. «Questa è la mia ultima S. Lucia», così ha esordito Mazzoleni, sorprendendo chi, tra i convenuti, ancora non era al corrente delle sue intenzioni. «Vorrei che la giornata di oggi fosse la festa di tutti: dei consiglieri, dei soci, di quanti mi sono stati vicino in questo cammino. Sono stati quindici anni di grande intensità e deciso impegno. Il mio augurio è che il nuovo Consiglio sappia intessere rapporti straordinari e duraturi con chi ci amministra, sia a livello cittadino che provinciale, perché sarà dal consolidarsi di questi legami che la nostra associazione potrà trovare nuova linfa per crescere e rafforzarsi ancora di più». «In questi 15 anni - ha proseguito Mazzoleni -, ma anche prima del mio arrivo, l’Uici ha saputo impegnarsi su numerosi fronti per garantire istruzione, assistenza e l’opportunità di muoversi all’interno del lavoro ai no- stri soci e non. Abbiamo promosso corsi di informatica, di orientamento e mobilità, di scrittura Braille. Abbiamo sostenuto uno sportello per l’autonomia, oltre che attività di carattere artistico, culturale e sportivo. Tutte attività che dovranno proseguire ed essere migliorate in futuro, così da rispondere al meglio alle necessità dei nostri soci. In questi anni abbiamo inoltre organizzato con Iubilantes e il Lions delle mostre in S. Francesco e a Cantù per offrire ai non vedenti l’opportunità di poter godere, pur in certa parte, del fascino dell’arte. Anche in questo caso si tratta di iniziative che dovranno avere continuità. Il mondo dell’arte e della cultura deve aprirsi anche alle nostre esigenze, perché anche i minorati della vista abbiano diritto di goderne». «Mi faccio da parte - ha concluso Mazzoleni - per lasciare spazio ai più giovani, a nuove forze ed energie, che certamente apporteranno grande ricchezza all’Unione. Appuntamento dunque al prossimo 17 aprile, quando l’assemblea dei soci eleggerà il nuovo Consiglio». Grandi gli attestati di stima e affetto da parte delle personalità presenti. La festa è proseguita con la premiazione degli iscritti da 50 anni al sodalizio e degli amici dell’Uici, e con un momento di animazione curato dalla Famiglia Comasca. Quindi il pranzo sociale tutti insieme. CRONACA P A G I N A 16 Como IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 19 DICEMBRE 2009 TEMPO FINO AL 12 GENNAIO PER LA GARA D’APPALTO Rifiuti: le novità per il capoluogo Molte le novità previste, tra cui: l’introduzione o il rafforzamento di undici nuovi servizi, l’incremento delle frazioni differenti complessivamente raccolte, l’avvio della raccolta differenziata porta a porta, compreso l’umido, il potenziamento della pulizia delle strade di LUIGI CLERICI Le caratteristiche della raccolta E ntro il prossimo 12 gennaio dovranno pervenire a Palazzo Cernezzi le offerte per aggiudicarsi il nuovo servizio di raccolta dei rifiuti e pulizia della città i cui contenuti sono stati illustrati la scorsa settimana dall’assessore all’Ambiente del Comune di Como, Diego Peverelli. Per la città è una vera rivoluzione. DA PRIMAVERA Per la primavera inoltrata, maggio/giugno, inizieranno le novità che prevedono anche la raccolta differenziata porta a porta, oltre ai contenitori per l’umido da lasciare in strada, così come avviene nella maggior parte dei centri della provincia. Si tratta di modifiche abbastanza radicali per le abitudini dei comaschi che, giocoforza, dovranno adeguarsi ai nuovi standard su questo ambito. Un’operazione, certo, non impossibile. Basta un po’ di buona volontà e la consapevolezza che così si dà una mano a migliorare la situazione dell’ambiente che ci circonda. Ma entriamo un po’ nel dettaglio dando uno sguardo alle caratteristiche del nuovo servizio di raccolta rifiuti messo in gara, che prevede il ritiro di ben 21 frazioni differenti, (tra quelle a domicilio e quelle che devono essere conferite alla piattaforma ecologica), undici delle quali nuove o il cui servizio è stato potenziato rispetto al passato. IL PORTA A PORTA Si procederà alla raccolta porta a porta, in forma differenziata, della frazione secca (rifiuti indifferenziati), cosiddetto “sac- co nero”, carta e cartone, contenitori ed imballaggi in plastica, lattine e barattoli in alluminio, bottiglie di vetro e la “frazione organica”, cioè il cosiddetto umido: scarti di cucina, frutta, verdura, uova, pesce, carne, ossa, avanzi di cibo, fondi di caffè, filtri di tè e camomilla, ecc. Dovranno invece essere conferiti presso la piattaforma ecologica, eccetto il caso delle persone appartenenti alle categorie protette, pile e batterie esauste, prodotti farmaceutici scaduti o non utilizzati, solventi, coloranti, vernici, prodotti etichettati come tossici o infiammabili, cartucce di toner, tv e monitor, piccoli elettrodomestici, apparecchi illuminanti, escluse le lampadine ad incandescenza, ed infine le siringhe. Fondamentale sarà, dunque, il servizio di raccolta attuato con il sistema “porta a porta”, che avverrà due volte la settimana. Gli incaricati della ditta che si aggiudicherà l’appalto passeranno casa per casa provvedendo allo svuotamento e alla raccolta dei contenitori e/ o dei sacchetti. Gli operatori segnaleranno al responsabile del coordinamento situazioni particolari, quali la presenza di sacchi rotti dai quali siano fuorusciti rifiuti, per la più rapida rimozione degli stessi e la pulizia dell’area. Per i sacchi neri, invece, non cambia nulla. Dovranno essere posizionati dal cittadino a bordo della strada. Da segnalare il fatto che se il personale impiegato nella raccolta riscontri irregolarità nel conferimento dei rifiuti (presenza nel sacco di rifiuti oggetto di raccolta differenziata non ri- Plastica Carta e cartone Per soli cittadini residenti in Città Murata, via Cadorna, via Milano bassa, via Mugiasca e Piazza Vittoria, nonché per le utenze commerciali ubicate nelle medesime vie, avverrà il martedì in orario serale (dalle ore 18,30) Scuole Avverrà ogni 15 giorni in contenitori posizionati all’interno della struttura Utenze domestiche Vetro Frazione umida spettata, rifiuti di natura pericolosa non consentita, ecc.) dovrà darne tempestiva comunicazione, tramite il responsabile del coordinamento, al Settore competente del Comune, nonché all’utenza, affiggendo sul sacco un adesivo indicante la difformità riscontrata. Caratteristiche particolari, invece, riguarderanno la raccolta di plastica, vetro, nonché di carta e cartone. Ai cittadini verranno forniti gratuitamente 10mila pattumierine monofamiliare da 30 lt., 8mila cassonetti carrellati da 120 lt. e 4mila cassonetti carrellati da 240 litri. Il ritiro della frazione umida avverrà invece due volte la settimana in sacchi di materiale biodegradabile da 10 lt., forniti dalla ditta che si aggiudicherà l’appalto e dovranno essere posizionati a bordo strada negli appositi bidoncini monofamiliari o in cassonetti dagli utenti. Esclusivamente per gli appartenenti alle categorie protette è previsto il ritiro dei rifiuti ingombranti che sarà effettuato a seguito di richiesta scritta presentata dal cittadino al Settore compe- Sarà settimanale e avverrà tramite sacchi forniti e poi posizionati dagli utenti a bordo strada Sarà settimanale ed effettuato su appositi contenitori posizionati dagli utenti a bordo strada. Il servizio non inizierà prima delle ore 8 e terminerà non oltre le ore 14. Due ritiri settimanali in sacchi di materiale biodegradabile posizionati a bordo strada negli appositi bidoncini monofamiliari o in cassonetti dagli utenti. tente del Comune, il quale verificherà l’appartenenza del richiedente alla categoria (ovvero invalidi o persone con età superiore a 70 anni). Il ritiro avverrà tramite appuntamento telefonico col cittadino richiedente. Tutti gli altri cittadini dovranno autonomamente conferire i rifiuti ingombranti, con mezzi propri, presso la Piattaforma Ecologica che l’accoglierà in forma gratuita. L’appalto riguarderà anche la pulizia del lago che sarà effettuata con il “battello-spazzino” messo a disposizione dal Comune e concesso in comodato dalla Provincia, e anche da un catamarano; sarà effettuata con una frequenza giornaliera, da lunedì a venerdì, su due turni (mattina e pomeriggio), sabato mattina e domenica mattina. Verrà assicurata anche la pulizia delle spiagge, ed in caso di allagamenti o esondazioni verranno effettuati interventi straordinari. PULIZIA DELLE STRADE Con il nuovo appalto l’Amministrazione comunale intende dare partico- 500.000 EURO PER IL RESTAURO DEL “PATRIA” Sarà di 500.000 euro, su un costo totale di 4 milioni, il contributo che Regione Lombardia destinerà al restauro del piroscafo “Patria”, uno dei pochissimi esemplari di piroscafi a ruota ancora esistenti in Europa. Il suo recupero rappresenta un passo significativo per la riscoperta e la valorizzazione della vocazione nautica del territorio lariano. Il completamento del recupero del “Patria” è uno dei 72 progetti previsti dall’Accordo Quadro di Sviluppo Territoriale della Provincia di Como, firmato il 31 luglio scorso tra Regione, Provincia, Comune e Camera di Commercio di Como. Ora, un’apposita convenzione sottoscritta fra Regione e Amministrazione provinciale definirà le fasi per il definitivo recupero del piroscafo. La prima parte dell’intervento ha permesso di sottrarlo al degrado strutturale in cui versava. Con l’avvio della seconda fase dei lavori si renderà il piroscafo di nuovo in grado di navigare. Il varo è previsto fra almeno due anni. lare rilevanza al servizio di pulizia delle strade pubbliche cittadine. La pulizia meccanizzata sarà effettuata mediante l’utilizzo di autospazzatrici aspiranti, idonee anche all’uso notturno e predisposte anche per l’attività di lavaggio delle strade. È prevista la possibilità di interventi di lavaggio notturno (servizio opzionale a richiesta). Il servizio dovrà prevedere a regime (dal 2011) l’utilizzo minimo di 6 spazzatrici aspiranti (rispetto alle attuali 4) e, ancora una volta, sarà ripresentato il divieto di sosta nei giorni dell’intervento in modo da consentirne l’effettuazione. Il servizio di pulizia manuale delle strade sarà eseguito lungo le vie, i viali, le piazze, le aree destinate a parcheggio e le aree verdi. Particolare cura dovrà essere dedicata alle zone ad elevata fruizione turistica e di interesse pubblico, ovvero la Città Murata, i giardini a lago, viale Varese, il lungolago, viale Geno, la passeggiata di Villa Olmo ed il parco di Villa Olmo. Gli addetti a tale servizio dovranno anche provvedere allo svuotamento dei cestini porta-rifiuti ed a segnalare al responsabile del coordinamento situazioni particolari, quali ad esempio - necessità di ricollocare cestini abbattuti o caduti. Gli addetti provvederanno anche alla rimozione dei rifiuti abbandonati, anche nei tondelli delle piante e delle fioriere. Servizi integrativi di pulizia saranno la raccolta e smaltimento delle foglie; la pulizia, il lavaggio e la disinfezione di fontanelle e dei servizi igienici pubblici; la pulizia dei sottopassaggi stradali; la manutenzione delle aree riservate ai cani; la raccolta delle siringhe; la pulizia e lo spurgo di griglie, bocche di lupo e pozzetti stradali, nonché delle rogge. Le modalità del servizio, con l’indicazione dei giorni in cui sarà effettuata la raccolta dei rifiuti e la tipologia dei rifiuti, saranno oggetto di un’adeguata campagna di sensibilizzazione dei cittadini. La campagna, così come previsto dal bando di gara, prevederà la predisposizione e la distribuzione di materiale informativo, l’affissione di manifesti, la distribuzione di locandine, l’organizzazione di incontri con le scuole e la promozione di iniziative sul ruolo fondamentale dei cittadini nel corretto sviluppo della raccolta differenziata e della gestione dei rifiuti, l’esposizione di materiale informativo presso tutti i punti di raccolta delle frazioni differenziate, pubblicità sulla stampa locale e/o spot televisivi. “Tempi di gara e burocrazia permettendo ha spiegato l’assessore Diego Peverelli -, l’avvio della raccolta porta a porta potrebbe essere ipotizzabile per i primi di giugno, però al momento si tratta ancora di un’ipotesi”. “Il nuovo bando per il servizio di raccolta rifiuti - ha spiegato il sindaco Stefano Bruni - rappresenta un passo importante per la città. Il piano, che ha recepito gli indirizzi politici del Consiglio comunale, agli effetti pratici si tramuterà in una bella rivoluzione culturale che porterà i cittadini a dover cambiare le proprie abitudini”. LA TARSU Per quanto riguarda la Tarsu, ossia la tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, la giunta delibererà le nuove aliquote la prossima settimana. “Una famiglia che abita in un appartamento di 110 metri quadri ha proseguito il sindaco l’anno prossimo dovrà pagare 2 euro e 40 in più al mese (aumento pari al 15%) ai quali, se sarà necessaria un’ulteriore copertura, potrebbe doversi aggiungere nel 2011 un altro euro e 60 (aumento pari al 9%), per un totale quindi di 4 euro. Si tratta di cifre importanti, è vero, ma che sono sostenibili. Questa, oltretutto, è l’ipotesi peggiore e, probabilmente, con l’entrata a regime del nuovo servizio, non arriveremo ad un aumento del 24%. Per ragioni tecniche, tuttavia, è necessario garantire al bilancio e alla gara la copertura finanziaria (la legge, infatti, impone la copertura del costo totale del servizio attraverso la Tarsu), da qui la necessità di adeguare la tariffa, con una previsione pessimistica, appunto, pari al 24%”. Il testo del bando è scaricabile dal sito del Comune, www.comune.como.it alla voce Bandi per la fornitura di beni e servizi. CRONACA P A G I N A Como 17 IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 19 DICEMBRE 2009 IL CONVEGNO DI SABATO SCORSO A PALAZZO TERRAGNI Frontalieri, risorsa d’Europa rontalieri risorsa d’Europa” è stato il tema di un incontro promosso dall’associazione in occasione dei 50 anni di attività con i lavoratori operanti in Svizzera. Il pomeriggio del 12 dicembre le Acli di Como sono quindi tornate alle origini. Hanno rivissuto una parte importante della loro storia; si sono date il compito di adeguarsi alle nuove sfide che il mondo del lavoro proporrà per i prossimi anni, in Italia, in Svizzera, in Europa. Un convegno celebrato proprio a Palazzo Terragni, ora sede della Guardia di Finanza, dove l’organizzazione, insieme ad altre nate dalla Liberazione, si è insediata nel primo dopoguerra, voleva essere evocativo di una F “ L’evento è stato promosso per celebrare il 50° dell' Interprovinciale frontalieri Acli fedeltà ad una importante tradizione. La tutela del lavoro oltre confine ha avuto tanti momenti significativi come quelli legati, nel tempo, a problematiche quali l’indennità di disoccupazione, la tassazione alla fonte delle rendite svizzere, l’imposta previdenziale sul secondo pilastro. Questi passaggi sono stati messi in ordine, con una relazione puntuale ed appassionata, dal segretario del Coordina- mento regionale dei Frontalieri Acli, Giancarlo Pedroncelli, che poi è entrato nel merito delle questioni di attualità. E’ infatti di questi giorni la svolta del Governo, sollecitata dalle organizzazioni dei frontalieri, per definire la posizione di questi lavoratori in rapporto alla legge sullo scudo fiscale, distinguendola nettamente da quella di chi ha illecitamente costituito fondi, a volte di dubbia provenienza, all’estero. L’Agenzia delle Entrate ha alla fine sancito che “i frontalieri nulla hanno a che fare con l’evasione internazionale”, ma anche che la scadenza troppo ristretta del 29 dicembre 2009 per la presentazione della dichiarazione reddituale, sarà prorogata a quella più ragionevole del 30 aprile 2009. La sapiente regia di Renzo Salvi, che ha seguito da aclista le vicende del frontalierato documentandole per RaiTre per trent’anni, ha alternato interventi dal vivo con immagini di repertorio, che hanno attualizzato e fatto partecipi dell’evento personaggi storici della storia aclista comasca, come il presidente dell’Interprovinciale Frontalieri, Angelo Leoni, il vescovo “aclista”, Teresio Ferraroni, il direttore del Patronato, Giovanni Villa. Persone che ci hanno lasciato negli ultimi anni, ma che erano idealmente presenti a Palazzo Terragni. Gli interventi più politici, dopo un altro significativo intervento di contestualizzazione proposto dal direttore di Varese News, Marco Giovannelli, NUMERI POSITIVI PER LA WEEK SURGERY DEL S. ANNA Week Surgery, è positivo il bilancio dei primi due anni di attività dell’unità dedicata ai ricoveri brevi dell’Ospedale S. Anna di Como, che celebra i primi due anni di attività con numeri importanti e un progressivo consolidamento dell’attività. La week surgery del S. Anna si presenta come una unità operativa multidisciplinare. È dotata di 16 posti letto, distribuiti in camere doppie e triple e offre un pacchetto che può andare da una semplice degenza in Day Hospital al massimo di cinque giorni e quattro notti per gli interventi che richiedono una degenza più lunga. L’attività è regolata dalla caposala Rosanna Trecchi, che ha in forza otto infermieri, sei operatori sociosanitari, due ausiliari. I ricoveri ordinari erano stati 438 nel 2008, quest’anno a fine ottobre erano già arrivati a 457.1721 i casi trattati in due anni, mentre sono stati assicurati poco meno di 2mila interventi per cataratta. IL COMO VINCE A LECCO E CHIUDE IL GIRONE DI ANDATA A 18 PUNTI Il Como ha chiuso il girone di andata violando a sorpresa il campo del Lecco imponendosi con il punteggio di 1-0. Una vittoria che consente agli azzurri di chiudere la prima parte di campionato, anche se la pausa vera e propria inizierà domenica sera dopo il match casalingo con il Monza, primo incontro del girone di ritorno, a quota 18 punti, uno in meno dei cugini, ma con ben quattro squadre alle spalle (Pro Patria 17 punti; Viareggio e Pergocrema 16; Paganese 11) ed a pari merito con il Figline. Un bel regalo di Natale, dunque, ai tifosi ed alla società sulla quale sono sempre più frequenti sui quotidiani cittadini indiscrezioni riguardo presunte difficoltà economiche. In ogni caso gli azzurri sono riusciti a violare il terreno del Lecco ed è quello che più interessa ai tifosi. Il gol vittoria è arrivato a 11 minuti dal fischio finale grazie a Giuseppe Cozzolino autore di un imparabile tiro al volo dal limite dell’area. Una rete che vale tre punti importantissimi per la squadra allenata dalla coppia Oscar Brevi-Ottavio Strano e che riscatta la sconfitta casalinga rimediata nel turno precedente con la Cremonese , giunta sul fine della gara; un po’ la fotocopia del successo colto al Rigamonti-Ceppi. Il derby tra Lecco e Como, che vedeva favoriti i blucelesti, non è certo stata una bella partita, anche se combattuta fin dalle prime azioni. Il Como, da parte sua, è riuscito comunque a giocare con calma ed a gestire l’evolversi dell’incontro. Purtroppo nessuno ha potuto commentare questo successo ed ancora una volta dobbiamo accontentarci dei nostri brevi commenti in quanto prosegue il silenzio stampa in casa azzurra. Una segnalazione, comunque, meritano Franco e soprattutto Cozzolino che, con il suo gol, ha dato entusiasmo ai 500 supporter lariani che hanno raggiunto l’altro ramo del lago. Da segnalare che il Como, dopo il vantaggio, ha sfiorato anche il raddoppio con Salvi eppure, nel finale, ha invece ringraziato Gonnella, abile a salvare sulla linea di porta un pallone destinato a finire in rete. Domenica prima giornata di ritorno con il Monza, che è reduce da un 2-2 casalingo con il Figline, a far visita al Sinigaglia prima della sosta natalizia. La compagine brianzola è altalenante e vanta solo due punti in più degli azzurri. La possibilità, quindi, di ripetere il doppio successo di qualche settimana fa è più che lecita. L.Cl. sono stati quelli del vice presidente nazionale delle Acli, Michele Consiglio, nonché responsabile del Dipartimento Rete Mondiale Aclisti, e del presidente regionale delle Acli, Giambattista Armelloni. In particolare si è sottolineato che l’impegno del movimento aclista per i lavoratori frontalieri è stato conseguenza naturale dell’accompagnamento ai lavoratori migranti all’estero che ha contraddistinto le Acli negli anni ’50 e ’60 e che ancora oggi rimane importante. Come importante è stata e rimane l’iniziativa del Patronato Acli, e ora anche del CAF, atta a sostenere e tutelare i diritti dei migranti e dei frontalieri. L’impegno assunto in questa occasione, dalle Acli regionali e nazionali, è stato quello di sostenere e rafforzare l’esperienza comasca in chiave più complessiva, comprendendo quel respiro europeo che sappia raccogliere le nuove sfide che il lavoro oggi comporta. La presidente delle Acli di Como, Luisa Seveso, coinvolta anche nel suo ruolo di responsabile na- zionale del Patronato Acli per i frontalieri, ha preparato e coordinato questo evento e portato il contributo degli aclisti comaschi, sottolineando nello stesso tempo la gratitudine del movimento per questo settore che ha consolidato negli anni il suo radicamento nel mondo del lavoro e impegnando l’organizzazione a un’attenzione agli sviluppi della presenza di lavoratori transfrontalieri in chiave europea. Le Acli di Como continueranno pertanto ad indicare nuove strategie, individuare nuovi obiettivi, con la consapevolezza, oggi come ieri, che collaborare e interagire con Istituzioni e Associazioni è la via, unica e certa, per tutelare e difendere i diritti dei lavoratori. La folta platea di lavoratori frontalieri, dei rappresentanti delle Acli comasche, delle province lombarde e del Ticino, ha tributato un sentito omaggio a Giancarlo Pedroncelli, che si è prodigato in questi anni per l’accompagnamento e la tutela dei lavoratori e dei pensionati frontalieri. TELERISCALDAMENTO TRA UN ANNO SI RAGGIUNGERÀ ALBATE Si rafforza la rete di riscaldamento della città di Como. Con un investimento di circa 3 milioni e mezzo di euro, di cui uno e mezzo forniti, a mondo perduto, dalla Regione Lombardia, e il rimanente dalla stessa Comocalor, che gestisce l’impianto di teleriscaldamento comasco, si provvederà ad ampliare la rete di utenti che beneficeranno di questa forma di energia pulita. Con il teleriscaldamento, infatti, si sfrutta l’elevata temperatura della fiamma che brucia i rifiuti del forno gestito da Acsm/Agam, per produrre energia elettrica ed utilizzare il calore residuo per il riscaldamento urbano. Si realizza pertanto un impiego intelligente dei combustibili e delle risorse. Grazie a questo investimento Acsm/Agam provvederà ad estendere l’attuale rete di teleriscaldamento fino ad Albate. Rete che, ad oggi, attraverso via Scalabrini rifornisce Camerlata e da via Belvedere e Sportivi Comaschi, arriva a Muggiò, fornendo calore a circa 150 condomini, oltre a tutte le utenze comunali, come scuole, la piscina, il palazzetto dello sport nonché l’Ospedale S. Anna). L’aumento di utenti previsto è di circa il 20% rispetto ai numeri attuali, ovvero circa 30/40 condomini e con la possibilità di allacciamenti anche per i privati in caso ne facciano opportuna richiesta. Le previsioni di Comocalor prevedono che il sistema di recupero fumi sia pronto per il mese di ottobre dell’anno prossimo. Per ciò che riguarda, invece, gli allacciamenti l’auspicio è quello di effettuare le prime erogazioni con il prossimo autunno. Comocalor, infatti, sta già effettuando sondaggi presso la fascia di popolazione interessata. CRONACA P A G I N A 18 Como IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 19 DICEMBRE 2009 I DATI DEL SETTORE METALMECCANICO La crisi soffoca le “tute blu” S ono anni difficili per il settore metalmeccanico comasco, il più pesantemente colpito dalla crisi in atto. A confermarlo l’ultimo report predisposto dalla Fim Cisl di Como che fotografa la situazione dell’ultimo anno. «È stato un anno complicato - spiega Alberto Zappa, segretario generale Fim Cisl Como -. Un anno in cui siamo stati impegnati a gestire gli effetti di una crisi mai vista e mai conosciuta prima. Grave per le conseguenze strutturali per le aziende del settore metalmeccanico comasco e quindi per le migliaia di lavoratori e lavoratrici in esse occupati». Preoccupanti, e c’era da aspettarselo, i dati contenuti nel 26° rapporto curato dall’Osservatorio Sindacale Fim. Tre milioni di ore di cassa integrazione dall’inizio dell’anno, una cifra importante, paragonabile all’assenza dal lavoro di 4 mila occupati. Qualche numero per fotografare la situazione prima della crisi: in base ai dati Inps 2003 le imprese operanti a Como in quel periodo risultavano 3.076 (di cui il 70% artigianali), che complessivamente davano lavoro a Anni difficili per il settore. Tra il 2009 e 2010 prevista l’uscita di 3700 addetti 27.532 addetti. Entrando più nel dettaglio di questi numeri scopriamo che, sempre in riferimento al 2003, il profilo dimensionale del settore metalmeccanico a Como è caratterizzato da una base molto ampia di piccolissime imprese (fino a 15 dipendenti, per la precisione: 2.760 aziende per un totale di 10.625 occupati); da un nucleo di imprese industriali di dimensione medio-piccola (da 16 a 200 dipendenti, dunque 304 imprese e 12.072 lavoratori) e da un esiguo numero di grandi imprese (sopra i 200 dipendenti, 12 le aziende di questo tipo e 4.835 i lavoratori impiegati). Complessivamente, dunque, sotto i 15 dipendenti si concentra quasi il 40% di tutta l’occupazione del settore: più di un lavoratore metalmeccanico su tre è occupato in una micro impresa. Gli effetti della crisi hanno provocato una perdita occupazionale stimabile, ad oggi, in alcune migliaia di lavoratori. Ma i conteggi non sono finiti. Il rapporto dettagliato sarà disponibile soltanto dalla primavera. Secondo il report le aziende che, nei primi dieci mesi del 2009, sono state oggetto di crisi sono state 302, con circa 8400 lavoratori coinvolti. «Il dato complessivo è sicuramente superiore - commenta Zappa -, almeno il doppio, se si considera che i dati riferiti alle Casse integrazioni guadagni ordinaria e in deroga non rilevano le procedure concluse in aziende non gestite dalla Fim Cisl. Di fatto la crisi coinvolge almeno il 70% degli addetti del settore metalmeccanico. Vale a dire circa 600 aziende in difficoltà e 12 mila addetti coinvolti dalla crisi». Ad accompagnare il pesante crollo dei fatturati anche: il mancato ricorso al lavoro straordinario (consuetudine solitamente applicata soprattutto nelle piccole realtà; il mancato rinnovo di contratti a termine e lavoro somministrato (che ha coinvolto circa 1700 lavoratori); la generale assenza di liquidità (dunque niente soldi per anticipa- re la cassa integrazione, pagare gli arretrati sugli stipendi, versare le quote di previdenza complementare); 700 lavoratori licenziati senza preavviso in realtà sotto i 15 dipendenti; e altri 300 lavoratori coinvolti dalla messa in liquidazione e conseguente cessazione di attività entro fine anno. Ma non è tutto: sulle aziende di media e grossa distribuzione grava anche la scure della fine dei periodi di Cassa integrazione guadagni straordinaria. «Allo stato - spiega Zappa - verifichiamo un taglio sull’occupazione tra il 2009 e il 2010 di circa 110 lavoratori in sole dieci aziende che occupano 100 addetti». Ed ecco che i conti sono presto fatti: circa 3800 lavoratori del settore che hanno perso, o perderan- UN CONVEGNO AL DON GUANELLA LA SCORSA SETTIMANA Non autosufficienza: la necessità di un fondo I l Progetto di Legge regionale per “L’istituzione e la regolamentazione del Fondo regionale integrativo per la non autosufficienza e le modalità di accesso alle prestazioni” sono state al centro di un convegno che si è tenuto la scorsa settimana al Don Guanella di via Tommaso Grossi. Appuntamento al quale sono intervenuti non solo i rappresentanti di tutte le principali associazioni che si occupano di disabili e pensionati dell’area comasca, ma anche i segretari regionali di Fnp-Cisl, Attilio Rimoldi, Uil, Santo Bolognesi, e Spi-Cgil, Anna Bonanomi insieme ai consiglieri regionali Luca Gaffuri (componente della Commissione Sanità al Pirellone) e Ardemia Oriani, relatrice del Progetto di Legge. Il perché si sia discusso della necessità del- Al centro del dibattito il progetto di legge che ufficializza l’istituzione di questa preziosa risorsa l’istituzione di un Fondo regionale integrativo destinato alle persone non autosufficienti è giustificato dai numeri: secondo il Censis, infatti, in Lombardia gli anziani non autosufficienti nel 2005 erano 373.845 e le proiezioni per il 2025 stimano la loro quota in 596.721 persone. Bastano questi due dati per evidenziare come la nostra regione sia tra quelle che sta subendo uno strutturale processo di invecchiamento. Secondo i dati forniti dagli stessi uffici regionali, infatti, i cittadini lombardi presentano una speranza di vita alla nascita in continua crescita (77,7 anni per i maschi e 84 anni per le donne), con un tasso di incremento che risulta superiore a quello di gran parte delle altre regioni italiane. In poco più di un decennio, inoltre, la popolazione lombarda si è accresciuta di quasi mezzo milione di ultrasessantenni (di cui più di un quinto, pari a 102mila unità, ultraottantenni) a fronte di un calo nel nu- mero di giovani (0-19 anni di età) di circa 250mila unità. Se già la situazione che emerge da questi dati fa riflettere, bisogna inoltre ricordare che non esistono stime puntuali sui disabili, anche se l’Istat ha quantificato il loro numero al 4% della popolazione regionale, ovvero circa 355.000 persone. L’Inps, invece, ente erogatore di pensioni ed assegni di invalidità, presenta invece una stima di no l’impiego, tra il 2009 e il 2010. «Gravissima - spiega Zappa - è la situazione per le piccole e medie imprese, che fanno certo meno notizia delle più grosse, ma vivono un equivalente regime di sofferenza. La mancanza di liquidità (le banche non fanno più credito) non permette a piccoli e medi imprenditori di pagare gli stipendi, e i fatturati vanno a picco. A pagare lo scotto è chi è meno specializzato». Come uscire da questa impasse? «Entro febbraio - continua Zappa - faremo una manifestazione sotto una bandiera della solidarietà per richiamare l’attenzione, in maniera corale, senza schieramenti e divisioni politiche, sulle difficoltà del settore. Tra le proposte concrete che avanziamo: impiegare il tempo lontano dal lavoro per riqualificarsi, ma anche puntare sull’innovazione, cercando nuove nicchie in cui muoversi. La nostra idea è quella di creare consorzi tra aziende modello disposte a proporsi come incubatori di idee e a innovare. A Como, per esempio, vi sono tutte le condizioni per dare vita ad un distretto ecologico, che entri in uno spazio di mercato in cui vi è molta domanda ma poca offerta. Un distretto che faccia leva e operi sul filo della sostenibilità». In questo quadro di fatica e sangue due voci controcorrente, due aziende che tengono senza perdere addetti e senza usare Cassa integrazione: la Polti (280 dipendenti) e la Prima Comunicazione di Turate (320 dipendenti). 450.000 individui. In ogni caso, come per gli anziani, anche per i disabili la speranza di vita si è allungata e nel corso degli ultimi anni è aumentato il numero di richieste di intervento sociale o sociosanitario, di persone con gravi disabilità acquisite in età adulta in seguito a traumi o gravi patologie degenerative. Ecco dunque spiegato il perché la Lombardia avrebbe bisogno di questa legge, che sarà discussa dal Consiglio Regionale entro la fine di gennaio pur essendo stata predisposta dalle forze di minoranza (è questa una nuova peculiarità prevista dal neonato Statuto regionale lombardo): le politiche per le persone non autosufficienti saranno il perno riformatore del sistema di welfare, ancor più delle riforme nazionali. Gli stessi promotori non nascondono come sarà difficile che il testo proposto possa diventare Legge regionale. Più realisticamente hanno invece maggiori possibilità di concretizzarsi parti della Legge quali tasselli migliorativi della Legge 3/2008, ovvero la Legge quadro di assistenza della Regione Lombardia. «Questa Legge - ha sottolineato la pro- ponente Oriani - prevede già l’istituzione di un Fondo che però trae la sua giustificazione, non dai bisogni delle persone, bensì dalle risorse disponibili. Noi proponiamo invece un tetto di spesa, pari a 500 milioni di euro, grazie al quale si possa eseguire una seria razionalizzazione della spesa sanitaria in Lombardia con maggiori interventi a sostegno delle famiglie che decidono di proseguire in casa la cura dei propri anziani non autosufficienti ed un maggiore impegno regionale, pari al 65% della spesa e non del 50% come accade tuttora, verso le famiglie di coloro che necessiteranno di un ricovero presso una Rsa». «Parlare di sostegno alle persone non autosufficienti è un tema di difficile comunicazione ai cittadini - ha rilevato Luca Gaffuri -. Si tratta di questioni che diventano attuali solo quando una famiglia ci si imbatte. Questo Progetto di Legge, pur presentato da forze di minoranza, affronta temi sempre più prioritari per la popolazione lombarda ed è inoltre frutto di una opera di sensibilizzazione notevole formulata dal mondo associazionistico e sindacale». L.Cl. M. Ga. CRONACA Como&territorio IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 19 DICEMBRE 2009 P A G I N A 19 SORGERÀ A VILLA GUARDIA 118: trecento giorni per la base operativa L a nuova base operativa dell’elisoccorso e della centrale operativa del servizio di emergenza 118 di Como sarà presto una realtà. Da qui a trecento giorni. Su un terreno agricolo, espropriato in località Villa Guardia. Questa la tempistica indicata la scorsa settimana dai vertici dell’Azienda Ospedaliera S. Anna e dell’Azienda regionale per l’emergenza e urgenza. Dieci mesi per realizzare un complesso all’avanguardia, anche dal punto di vista tecnologico, su un’area di 30mila metri quadrati, con circa 7 milioni e mezzo di euro di spesa. A supporto del nuovo complesso anche una nuova rete viabilistica per renderne più agevole l’accesso. Due gli edifici coperti che si andranno a realizzare, per un volume totale di 19.500 metri cubi. Il primo ospiterà la centrale operativa vera e propria, la foresteria e gli uffici; il secondo sarà invece un hangar che accoglierà, oltre all’elicottero, anche altri mezzi di soccorso e attrezzature. Ampia anche la pista d’atterraggio, con un piazzale di stallo in grado di ospitare due elicotteri contemporaneamente. «Questo territorio - la dichiarazione di Laura Chiappa, direttore sanitario dell’Azienda Ospedaliera S. Anna - vedrà sorgere una centrale innovativa, utile per rispondere al meglio al bisogno della popolazione della provincia di Como, ma anche, in caso di necessità, di Lecco e delle province limitrofe». «Si tratta di un complesso - spiega Mario Landriscina, responsabile del servizio di emergenza e urgenza di Como - che è stato studiato per minimizzare al massimo Dieci mesi per realizzare un complesso all’avanguardia, anche dal punto di vista tecnologico, su un’area di 30 mila metri quadrati, con circa 7 milioni e mezzo di euro di spesa il suo impatto sul territorio circostante, sia in termini di visibilità che di rumorosità. La nuova centrale rappresenterà un traguardo importante per la città e la provincia di Como, che verrà così a dotarsi, finalmente, di uno spazio idoneo al servizio del territorio circostante. Vent’anni fa, quando iniziammo ad usare l’elicottero per il servizio di emergenza, bastava una piccola piazzola, come quella che per anni ha avuto sede all’interno del complesso del S. Anna. Oggi le esigenze operative sono mutate, e con esse le necessità di spazi. Trecento giorni… Si tratta di una bella sfida. Si andranno a terminare i lavori in coincidenza con la messa a regime del nuovo S. Anna. Un traguardo storico per il comasco». La base rappresenterà cuore e cervello del servizio di emergenza e urgenza del territorio lariano. Ma sarà anche un luogo di studio, formazione, esercitazione. Una vera e propria “palestra” per apprendere l’arte e le dinamiche del pronto intervento. «Con la realizzazione della centrale operativa comasca - ha spiegato Marco Salmoiraghi, direttore sanitario dell’Azienda regionale per l’ emergenza e urgenza, azienda che dirige le dodici centrali operative della regione (una per pro- vincia) - Como andrà a collocarsi in una posizione d’avanguardia sul fronte del servizio di emergenza, affiancandosi alle altre quattro elibasi attualmente esistenti o in fase di sistemazione in Lombardia: Bergamo, Milano, Brescia e Sondrio. E, una volta tagliato il nastro, toccherà a noi rendere questo servizio ancora migliore. Da qualche giorno abbiamo sottoscritto un accordo di programma per la realizzazione di un’elisuperficie, attrezzata per volo notturno, a Bellagio. Spazio che andrà così ad aggiungersi alle altre già presenti sul territorio della provincia, rafforzando così la rete di appoggio e assistenza all’emergenza del territorio comasco». Nelle foto William l’area dove verrà realizzata la base dell’elisoccorso e la piantina che la rappresenta M. Ga. A BELLAGIO PRESTO UNA PIATTAFORMA La notizia è ufficiale. Bellagio avrà la piazzola per l’elisoccorso notturno entro la fine del 2010. L’accordo di programma è stato sottoscritto la scorsa settimana a Villa Saporiti. Accordo che prevede la costruzione dell’eliporto in località Cagnanica con costi e tempi di realizzazione già definiti. Soddisfatto, ovviamente, l’assessore provinciale alla Protezione Civile, Ivano Polledrotti. “Mettendo nero su bianco per un’area strategica come Bellagio abbiamo quasi completato la rete di piazzole abilitate al volo notturno sul nostro territorio. In questo modo anche le zone più impervie potranno essere raggiunte in tempi rapidi, sia per questioni di emergenza sanitaria che in funzione di antincendio boschivo: una questione di minuti che può essere fondamentale per salvare vite umane o evitare un disastro ecologico”. Il progetto, partito nel 2002, prevedeva, infatti, l’edificazione di 7 aree (Cantù, Civenna, Gravedona, Lanzo Intelvi, Menaggio, San Bartolomeo Val Cavargna e Zelbio) da aggiungersi alle piazzole di Erba e Porlezza. L’unica che manca all’appello ora è Gravedona (“Stiamo lavorando per trovare una soluzione al più presto” assicura Poledrotti). Complessivamente per la rete di eliporti abilitati al volo notturno, la Provincia di Como ha messo a disposizione un contributo di 1.100.000 euro, quasi il 50% del costo totale. Se Villa Saporiti ha avuto un ruolo primario, soprattutto nel coordinamento del progetto, non meno importante è stata la funzione della Comunità Mon- tana del Triangolo Lariano che, oltre a concorrere corposamente al finanziamento dell’opera, curerà anche le procedure di progettazione e realizzazione della piazzola. “Dopo Civenna e Zelbio - spiega il presidente Vittorio Molteni - siamo finalmente riusciti ad assicurare la realizzazione dell’elisuperficie di Bellagio, una testimonianza in più della validità per il territorio di un ente come la Comunità Montana che può essere tacciato di inutilità solo da chi non ne conosce l’operatività”. 560mila euro il costo totale dell’opera, così ripartito: 90mila euro dalla Provincia di Como, 150mila dalla Comunità Montana del Triangolo Lariano e 320 mila dal Comune di Bellagio. Da notare che la quota del Comune di Bellagio è stata integrata con 200mila dollari donati da parte della Fondazione Rockfeller attraverso l’Associazione Volontari del Soccorso di Bellagio. “Ancora una volta - il commento Angelo Barindelli, sindaco di Bellagio - la Fondazione Rockfeller ha dimostrato concretamente la sua attenzione alle necessità del nostro comune e della sua gente. Allo stesso modo debbo ringraziare Molteni e Polledrotti che si sono davvero prodigati per risolvere una situazione che si era fatta ingarbugliata. L’elisuperficie, oltre a svolgere il suo compito primario in funzione del 118 e della Protezione Civile, potrà rendersi disponibile anche per i voli turistici e commerciali, un’opzione in più per lo sviluppo di Bellagio”. REPERTI DEL MUSEO ARCHEOLOGICO DI COMO A PARIGI PER UNA MOSTRA SULLA CIVILTÀ DI GOLASECCA In Francia, presso il Musée d’Archéologie Nationale, Château de Saint Germainen-Laye, a pochi km da Parigi, è in corso la mostra “Golasecca - Du commerce et des hommes à l’âge du Fer (VIIe-Ve siècle av. J.-C.)”. L’esposizione con più di 250 pezzi in mostra pone l’accento sulle specificità della cultura di Golasecca fra le comunità dell’arco alpino e sul suo ruolo nella formazione delle élites celtiche. Vi sono esposti numerosi reperti provenienti da Como e dalla necropoli della Ca’ Morta, prestati dal Museo Archeologico che ha collaborato attivamente alla realizzazione della mostra prestando in particolare la spada in bronzo da Bernate, Prato Pagano; il corredo da toilette in argento e oro della Ca’ Morta, la cui immagine campeggia sulla locandina e sugli inviti della Mostra; il coperchio in bronzo decorato a sbalzo da Grandate; una paletta rituale in bronzo della Tomba IV/1928 della Ca’ Morta; i doppieri in terracotta della Tomba 130; e integralmente i corredi della Tomba VIII/1926 e della della Tomba I/1930. A testimoniare l’importanza dell’area di Como nei secoli VI e V a.C., sono stati inviati alla Mostra i cosiddetti ‘doppieri’ della Tomba CM130, grandi vasi in terracotta con due coppe posate su sostegni, di uso ancora controverso (vasi rituali o brucia-profumi?), e i corredi di due tombe particolarmente significative della necropoli della Ca’ Morta. Una di queste conteneva le spoglie di un guerriero con le sue armi: un elmo in bronzo, spade e punte di lancia spezzate secondo il tipico rito funebre golasecchiano, ornamenti e vasi in bronzo. Di particolare pregio artistico è il ‘coperchio di Grandate’ decorato a sbalzo con animali. Copriva una situla (vaso in lamina di bronzo a forma di secchio) in cui erano state deposte le ceneri di un bambino. La decorazione costituita da una serie di animali, arieti e cervi, e palmette, indica la sua provenienza dalle officine attive nella regione veneta di Este nel VII-VI sec. a.C. L.CL. P A G I N A 20 SPECIALE NA TALE2009 NAT IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 19 DICEMBRE 2009 UN VIAGGIO TRA GLI SCAFFALI DELLE LIBRERIE - 3 PAGINE A CURA DI AGOSTINO CLERICI Ecco... ti regalo Ricorre quest’anno il nono centenario della morte di Anselmo di Aosta, arcivescovo di Canterbury e figura di spicco del monachesimo medievale, filosofo e teologo che sta all’origine della cultura europea. Questo libro, ripercorrendo le tappe della vita di sant’Anselmo e rileggendole con l’aiuto delle sue opere, conduce il lettore a entrare nel segreto dell’anima del santo e, al tempo stesso, a ritrovarvi i punti salienti di ogni esperienza umana. Il monachesimo di Anselmo - perché egli fu «appassionatamente monaco» - è una lente attraverso la quale guardare la vita in tutte le sue dimensioni: ragione e fede, sentimento e volontà, scelta e passione, contemplazione e azione. Testo di grande interesse nell’ambito dell’approfondimento degli studi sul pensiero di Anselmo d’Aosta è questo volume La verità sull’uomo. L’antropologia di Anselmo d’Aosta. Si tratta del primo studio sistematico sulla concezione dell’uomo condotto alla luce di tutte le opere di Anselmo. Il saggio approfondisce una delle linee di ricerca del giovane studioso che comprendono, oltre all’antropologia anselmiana, le interpretazioni filosofiche della Bibbia e la filosofia cristiana nel pensiero dell’Ottocento e del Novecento. Il libro, opera prima su tema rilevante del pensiero di Anselmo fino ad ora inesplorato, contiene una presentazione di S.E. Mons. Giuseppe Anfossi, Vescovo di Aosta. La crisi economica ci ha fatto percepire la fragilità del nostro benessere materiale, ma assai più gravi sono le nostre condizioni spirituali. La radice ultima di tutte le difficoltà è in sostanza una sola: l’assenza di Dio dalla nostra vita, la mancanza di fede in lui. Rimettere Dio al centro della cultura, dell’educazione, dei comportamenti pratici della nostra vita è assolutamente necessario e indispensabile per noi, ma è anzitutto giusto e vero, poiché Dio c’è ed è il fondamento, il senso e lo scopo dell’uomo e dell’universo. Perciò solo una laicità “sana e positiva’’, che tenga sempre presente la figura di Dio nelle nostre azioni, può portare alla realizzazione del bene comune. Una riflessione sul problema del male attraverso l’analisi degli scritti di Etty Hillesum e Simone Weil. Due giovani donne di origine ebraica, l’olandese Etty Hillesum e la francese Simone Weil, sono giunte entrambe alla fine della loro breve vita nel 1943: la prima nel campo di concentramento di Auschwitz, la seconda in Inghilterra, sfinita dalla malattia e dagli stenti, mentre era impegnata nella Resistenza. I loro scritti, tanto nutriti della tradizione spirituale quanto assolutamente originali, si sono rivelati tra i contributi più alti del pensiero contemporaneo, soprattutto su quel problema del male che – da sempre – costituisce l’oggetto principale della riflessione umana. Un itinerario biblico-spirituale che ruota intorno al verbo vedere. Il percorso prende avvio dall’espressione riportata nel brano del Vangelo di Giovanni: “Vogliamo vedere Gesù” (12,20 -24) e si sviluppa toccando figure evangeliche accomunate dall’incontro con Cristo: i Magi, Simeone, il cieco di Gerico, Zaccheo... Il volume si sofferma sugli aspetti, umanissimi, che caratterizzano questo incontro: gioia, costanza, speranza ma anche dubbio e scoraggiamento. Accanto alla spiegazione dal sapore più propriamente biblico, l’autore propone una riflessione di carattere personale e spirituale che aiuta il lettore a sentire attuale e concreto il messaggio. Il testo si conclude con una riflessione sulla figura di Maria. Elledici - euro 15,00 Città Nuova - euro 22,00 Cantagalli - euro 9,00 San Paolo - euro 14,00 Paoline - euro 12,50 Il fascino del pensiero di sant’Agostino, non conosce davvero limiti temporali. Per dirla con le parole del famoso studioso Charles Boyer, “pochi uomini hanno esercitato nel pensiero delle generazioni successive un’influenza così profonda”. Un fenomeno che non accenna minimamente a diminuire. Basti pensare che, al giorno, vengono pubblicate dalle due alle tre opere del vescovo d’Ippona. Questo volumetto contiene brevi stralci presi dai testi di Sant’Agostino, che possono essere momenti di riflessione e di pausa dal ritmo frenetico che il nostro tempo ci impone. Un saggio spirituale sulla speranza cristiana che fonda le sue radici nella virtù della felicità, che un cristiano deve coltivare con cura. André Leonard (già professore a Lovanio e ora vescovo di Namur, che ha pubblicato diversi testi di carattere spirituale) ci spiega come la speranza trascendente non è slegata dalle “liberazioni” a cui l’essere umano aspira anche qui sulla terra. Il testo affronta, con chiarezza e sicurezza, anche il tema scottante delle difficoltà create alla fede e alla speranza dalla filosofia, dalle scienze materialistiche e dalle nuove “religioni” di stampo new age. L’Anno sacerdotale indetto da Benedetto XVI vuole favorire la tensione dei sacerdoti verso la perfezione spirituale dalla quale dipende l’efficacia del loro ministero. I nostri sacerdoti si trovano spesso di fronte a nuove sfide, cioè alle difficoltà e insieme alle opportunità che l’attuale situazione sociale, culturale e religiosa ci pone. Certo l’obiettivo e il contenuto stesso dell’impegno pastorale è sempre lo stesso: l’annuncio del Vangelo, la comunicazione della fede, l’educazione alla fede. Ma questo giunge oggi in una situazione assai modificata rispetto al passato. Il libro raccoglie 181 domande di bambini e ragazzi alle quali don Tonino ha risposto nel corso di quattro anni nella rubrica «Posta prioritaria» di Popotus, l’inserto per ragazzi del quotidiano Avvenire. Sono domande sulla fede e sulla vita in relazione alla fede, stimolanti, inaspettate, che attendono risposta. È infatti importante che i ragazzi, quando la vita comincia a chiedere loro scelte precise, sentano che – accanto alle proposte del Grande Fratello, delle Fattorie, della pubblicità, del «che male c’è?», del «fan tutti così » – c’è anche la proposta coraggiosa di Gesù Il libro raccoglie una serie di utili osservazioni e di consigli, nati dall’esperienza dell’autrice in campo educativo - Roberta Fora è madre ed educatrice per l’infanzia -, sulle svariate situazioni che si manifestano con i bambini in crescita. Sono semplici annotazioni ispirate dall’amore gratuito che apre mente e cuore a quelle intuizioni per agire nel quotidiano rapporto con i bimbi, perché educare è un’esperienza che si costruisce giorno per giorno, e ogni occasione è giusta: basta non lasciarsela scappare. Trenta gli argomenti per altrettanti agili capitoletti. Città Nuova - euro 6,50 San Paolo - euro 13,00 Cantagalli - euro 12,00 Paoline - euro 16,00 Elledici - euro 12,00 P A G I N A 21 SPECIALE NA TALE2009 NAT IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 19 DICEMBRE 2009 Maria Bambini Verso il Natale... Una vita secondo la Parola Il mistero del Natale è la storia più bella che possiamo raccontare ai nostri bambini e non solo. E così, tra le rime di queste pagine, molte voci diverse fanno risuonare la Notte Santa, cercando di svelare la novità meravigliosa che solo un Dio pazzo d’amore poteva inventare. Questo libretto dà voce ai tanti testimoni di quell’evento: dalla Sacra Famiglia all’asino e al bue, dai Magi alla stella cometa, ai pastori e a molti altri. Il CD allegato aiuta a creare quel clima magico e spirituale capace di far vibrare le emozioni. Ancora - euro 13,50 DVD Dieci meditazioni che ripercorrono in Maria, donna secondo la Parola, altrettanti misteri di salvezza: dall’Immacolata Concezione all’Assunzione, passando per l’Annunciazione, la gravidanza e la nascita, la visitazione, la croce. Donna divenuta madre, Maria continua ad essere segnavia di speranza! Da millenni gli uomini raccontano tante storie di comete, ma anche le comete hanno tante storie di uomini da raccontare. Dieci magnifiche storie illustrate sul tema della Stella Cometa, che sviluppano i valori tipici del Natale: il Grande che si fa Piccolo, il vero valore del dono e della tradizione, l’accoglienza degli ultimi, il rinnovamento… San Paolo - euro 16,00 RACCOGLIE LA PREDICAZIONE AL “Oggi Topazio si è svegliato col cuore pieno d’emozione. È Natale.” In un freddo ma allegro giorno di Natale, Topazio ha un’idea per riscaldare le orecchie e il cuore dei suoi amici infreddoliti: un simpatico cappellino di lana per ciascuno. Una storia calda, che piacerà ai bambini piccoli. Topazio è ora anche sulle pagine di GBaby! SANTUARIO DELLA MADONNA DEI MIRACOLI DI MORBIO - LUGLIO 2009 UN LIBRO PREZIOSO DI 80 PAGINE FORMATO 11 X 18 CM. ADATTO PER FARE UN REGALO AI TUOI AMICI, AI CATECHISTI DELLA PARROCCHIA, ALLE PERSONE CARE... 1 COPIA: EURO 5,00 OGNI 5 COPIE, UNA IN OMAGGIO! ancora disponibili altri volumi della collana... San Paolo - euro 12,50 Uno splendido film di animazione, nato dalla grande tradizione cecoslovacca, che armonizza felicemente la precisione dei ritmi con la poesia dei colori. È un racconto simbolico, in otto episodi, che racconta dei tre Magi, viaggiatori diretti alla stessa meta. Per seguire la stella che è apparsa nel cielo, infatti, Melchiorre, Gaspare e Baldassarre si mettono in viaggio, senza sapere dove arriveranno. Davanti al neonato Re adagiato sulla paglia di una mangiatoia scopriranno infine il senso del loro viaggio. La storia gira attorno a diversi aspetti che i testi del Nuovo Testamento e la tradizione cristiana hanno trasmesso su questi personaggi, e lo fa in modo fantasioso e attraente. Il DVD contiene tre versioni: in lingua italiana, inglese e francese. Paoline - euro 18,50 Due donne costrette a vivere insieme: Gemma è anziana, suo figlio lontano. Angela è una giovane rumena, la sua “badante”. Entrambe sole, inizialmente diffidenti, giorno dopo giorno si aprono l’una all’altra, scoprono con umorismo ed ironia di non essere poi così diverse e di non essere più sole. Quando un imprevisto sembra volerle separare, Gemma riprende in mano la sua vita e affronta con Angela un viaggio in Romania, alla disperata ricerca del marito della ragazza, ognuna alla ricerca della propria verità. Dice il regista, Federico Bondi: «È una storia vera: Gemma è mia nonna, Angela è stata la sua badante». Ilaria Occhini (interprete insieme a Dorotheea Petre, Maia Morgenstern e Vlad Ivanov) ha ricevuto il premio come miglior attrice al Festival Film Locarno 2008. Multimedia Sanpaolo euro 19,99 CD Il sussidio nasce dall’esperienza della “Fraternità di Nazareth”, una comunità sorta a Bairo, presso Torino, attorno alla figura di don Domenico Machetta. Da molti anni la comunità s’incontra con molti amici all’ultimo martedì del mese per vivere con la Vergine Maria un’ora di preghiera e di riflessione sulla Parola di Dio in vista di una partecipazione viva alla celebrazione dei misteri dell’Anno Liturgico. Il volume raccoglie alcune di queste esperienze, ciacuna delle quali comprende una riflessione, la proposta di un canto e una preghiera conclusiva. Al volume sono acclusi due cd con la registrazione dei canti proposti, alcuni dei quali inediti. Elledici - libro e due cd - euro 14,00 In questo titolo, per certi versi impegnativo, è sintetizzata l’anima dell’Almanacco più antico d’Europa. Dal 1701, quindi dai giorni del duca e poi re Vittorio Amedeo II che ne rilasciò le lettere patenti, “Il Gran Pescatore di Chiaravalle” racconta la quotidianità delle stagioni su una strada che ha attraversato oltre tre secoli: con i suoi proverbi, i suoi aforismi, i gustosi aneddoti, gli elenchi di mercati, fiere e manifestazioni. Altieri Editore - euro 6,95 CRONACA P A G I N A 22 Bassa&territorio IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 19 DICEMBRE 2009 LOMAZZO UNA MOSTRA E LA CONCLUSIONE DI UN PROGETTO DI SOLIDARIETÀ Trecento presepi per regalare... 76 sorrisi U na mostra di presepi del tutto speciale. Saranno circa 300 le rappresentazioni della natività, provenienti dal mondo intero, esposte presso l’ex asilo Garibaldi, in piazza del Municipio, a Lomazzo, dal 20 dicembre al 6 gennaio (orari di visita: tutti i pomeriggi dalle 14 alle 18 ed i festivi dalle 10 alle 18). L’esposizione è il frutto di una passione maturata negli anni, che, nell’ultimo triennio, ha assunto le caratteristiche di una sorta di mostra itinerante: prima Arcore, poi Olgiate Comasco, ed ecco, quest’anno, Lomazzo. Un continuo peregrinare non limitato, però, a finalità unicamente espositive. Dietro vive un progetto importante, che va oltre il senso e il significato del Natale, ma che in esso si ricolma di contenuto. L’obiettivo è quello di regalare un sorriso, la possibilità di una vita serena a un gruppo di bambini attraverso la realizzazione di un nuovo orfanotrofio a Vythiri, una località remota dell’India, collocato a 2600 sopra il livello del mare. L’esposizione di Lomazzo servirà così per raccogliere fondi per dare continuità a questo progetto. Un percorso giunto a un passo dal traguardo. Il nuovo orfanotrofio è, infatti, ormai in fase di ultimazione. Ma come nasce questo viaggio? A spiegarlo,dal sito www.76sorrisi.it, sono Patrizio e Claudia Vigorelli, anima e cuore di questa iniziativa. «Una passione che ci ha sempre legati - spiegano - è la curiosità di conoscere luoghi e gente diversa, di viaggiare per visitare L’ex asilo Garibaldi apre le porte ad un’esposizione del tutto particolare. Il ricavato andrà a finanziare la realizzazione di un orfanotrofio in India luoghi lontani, spesso sognati. Rifuggendo dai viaggi organizzati di gruppo, abbiamo sempre incontrato il paese visitato a poco a poco, in punta di piedi, con il rispetto che deve un ospite. Dopo un grave incidente stradale nel ’96, abbiamo avuto la fortuna di essere coinvolti, dal nostro carissimo amico Claudio (purtroppo mancato prestissimo), in una doppia sfida con due realtà fino ad allora a noi sconosciute: il movimento di “Incontro Matrimoniale” e le adozioni a distanza realizzate con A.M.I. (Amici Missioni Indiane). Con gli amici di Incontro Matrimoniale, abbiamo iniziato un cammino, ancora in corso, di conoscenza e di condivisione della nostra coppia. Questo ci ha insegnato a conoscere meglio i nostri bisogni ed a condividere i nostri sentimenti profondi, senza barare (non è proprio così scontato). Con gli amici dell’A.M.I. abbiamo dato uno scopo ulteriore alla nostra unione, aiutando due piccole vite che si affacciavano alla vita. Nella nostra prima visita a Vythiri, sulle montagne dei Gathi abbiamo avuto l’opportunità di trovare lo stimolo e l’emozione di una nuova sfida, il sogno di vedere risplendere 76 magnifici sorrisi in una bellissima casa. Il Centro che abbiamo visitato a Vythiri comprendeva il convento, con 23 suore, l’orfanotrofio con 75 bambine, orfane, affidate o perlopiù dimen- APPUNTAMENTO IL 18 DICEMBRE Salute senza età Per una salute senza età Claude Monet, Garden at Sainte-Adresse (1867), particolare. Il nuovo orfanotrofio in un’immagine scattata lo scorso febbraio. A sinistra alcuni dei presepi esposti a Lomazzo di MARCO GATTI CICLO DI INCONTRI INFORMATIVI PER IL BENESSERE DEGLI ANZIANI VILLA IMBONATI, CAVALLASCA Comune di Cavallasca Assessorato ai Servizi Sociali ticate». La scintilla è partita da lì. Il desiderio di restituire dignità e respiro ad un luogo. Ed ecco l’idea di costruire un nuovo edificio per ospitare l’orfanotrofio, così da poter dare ai suoi giovani occupanti un’abitazione decorosa. Al mese di aprile 2009 erano stati raccolti fondi pari a 56mila euro, la stima iniziale dei costi del progetto era di circa 60 mila euro. Nel frattempo, l’aumento dei costi di costruzione, presenti anche in India, e l’esigenza di realizzare arredi, servizi ed allacciamenti, hanno fatto lievitare di altri 20 mila euro le necessità di budget. Oggi il più, grazie ai contributi raccolti in questi anni, è stato fatto. Si tratta, ormai di opere accessorie, pur indispensabili al completamento della struttura: dall’ultimazione dei piani alla sistemazione del terreno antistante lo stabile anche con il posizionamento di alcuni giochi per bambini. Così da arrivare al prossimo febbraio per celebrare il traguardo e salutare la definitiva conclusione dei lavori e il trasferimento dei piccoli orfani in una struttura più adatta ed attrezzata. Un obiettivo ormai raggiunto, dunque. Ed ecco che, dal prossimo anno, il nostro “villaggio dei presepi” inizierà un altro viaggio, per soddisfare un nuovo obiettivo di solidarietà. Prosegue il ciclo di incontri promossi dall’Amministrazione comunale di Cavallasca, assessorato ai Servizi Sociali, rivolti alla popolazione anziana, sulle tematiche della salute. L’ultimo appuntamento del 2009 è in programma venerdì 18 dicembre, sempre in villa Imbonati, eccezionalmente in orario serale, alle ore 21. Titolo dell’appuntamento: Respirazione e ansia. Incontro teorico pratico. Interverrà il dott. Maurizio Monti, medico di medicina generale PRESEPI DA TUTTO IL MONDO E L’INTUIZIONE DELLA SOLIDARIETÀ Massimo Scarso e alcuni bambini di Vythiri Trecento presepi. Ma chi è il proprietario di questa mole di rappresentazioni della natività, provenienti da tutto il mondo? È il breccese Massimo Scarso. Una passione, la sua, iniziata una decina di anni fa. «Ho iniziato a raccoglierli quasi per caso nel 2000 - ci spiega Massimo -, quando un mio cugino missionario mi inviò un presepe dall’Africa. Da lì abbiamo incominciato a raccoglierne altri attraverso amici e conoscenti e il numero è, così, esponenzialmente cresciuto. Tre anni fa ci siamo imbattuti nel progetto che stiamo sostenendo e in Patrizio e Claudia, che cercavano qualcuno che desse loro una mano per finanziare la realizzazione del nuovo orfanotrofio in India. Abbiamo così proposto i nostri presepi quale possibile modalità di sostegno all’iniziativa. Due anni fa abbiamo esposto ad Arcore, lo scorso anno ad Olgiate Comasco, e quest’anno sarà la volta di Lomazzo. Allestiremo la mostra tra il 18 e il 19 di dicembre, l’inaugurazione è prevista il giorno 20. Conclusa questa iniziativa porteremo la somma raccolta a Vythiri il prossimo 5 febbraio per concludere questo progetto. Dopo di che ci adopereremo per il sostegno di altre iniziative di solidarietà, che continueremo a finanziare attraverso l’esposizione dei presepi ma anche la vendita di marmellate, stelle di Natale etc. Per il prossimo anno ci è già stato proposto di sostenere alcuni progetti in Palestina tramite il Gruppo Turistico Rebbiese. E per gli anni a venire si vedrà. L’intenzione è di accompagnare progetti non troppo grossi, che possano concludersi nello spazio di due o tre anni». OLGIATE COMASCO S. GERARDO Il presepe in cera Gli organizzatori invitano la visita alla nuova realizzazione del presepio allestito accanto alla chiesa di San Gerardo, a Olgiate Comasco. (una visita serale permetterà di apprezzare meglio gli effetti luminosi). Il presepio è in funzione dalle 8 alle 22.30, tutti i giorni, dal 25 dicembre al 31 gennaio, Le offerte raccolte saranno destinate a padre Firmino, missionario Comboniano olgiatese che svolge la sua opera in Congo. CRONACA P A G I N A 23 Como IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 19 DICEMBRE 2009 È DISPONIBILE PRESSO IL SANTUARIO DEL SACRO CUORE 18 DICEMBRE Divina Provvidenza: il calendario 2010 P untuale come ogni anno è uscito il numero natalizio del periodico “La Divina Provvidenza”, con il calendario 2010 curato dalla Casa Divina Provvidenza di Como ed edito dalla Congregazione dei Servi della Carità. Quest’anno il tema principale è “Dio e l’uomo: sogno e creazione”. Spiega don Angelo Gottardi, direttore della Casa e responsabile della rivista: «Anche Dio ha sognato al principio: ha sognato un mondo bello, il più bello possibile e un mondo abitato dall’uomo, il suo sogno preferito. E ha creato tutto con amore, con perfezione: il sole, la luna, le montagne, l’acqua e tutti i giochi della natura. Poi ha creato l’uomo e l’ha fatto Il tema di quest’anno è “Dio e l’uomo: sogno e creazione” di SILVIA FASANA grande ed intelligente, perché l’aiutasse a realizzare i propri sogni. E l’uomo nasce e continua a sognare: sogna l’amore, sogna la felicità, sogna di volare alto sul mondo. La vita finisce quando l’uomo non sogna più. Anche il mondo terminerà quando Dio non sognerà più, perché avrà finito di realizzare i suoi sogni quaggiù. Ma allora sarà la pienezza, lassù. Perciò anche noi abbiamo pensato di realizzare questo calendario sui sogni di Dio e i sogni ASSEMBLEA ANNUALE VIGILI URBANI IN PENSIONE degli uomini, che si intrecciano continuamente nelle diverse stagioni della vita, nei momenti di gioia come in quelli di fatica». Scandiscono il volgere dei mesi belle fotografie di opere grandiose di Dio: la sagoma netta delle montagne scintillanti di neve, lo spumeggiante salto di una cascata alpina, la tenacia di un croco che buca il manto di neve, la grandezza dei massi erratici disseminati sui pendii, i colori di un prato fiorito, le malinconiche brume della pianura, l’oro autunnale dei larici, un caldo tramonto, un uccellino pronto a spiccare il volo, immagini accompagnate dalle parole di un grande sognatore e realizzatore di opere d’amore, don Guanella. Nella rivista, oltre al ca- L’Associazione Nazionale Vigili Urbani in Pensione (Ansvup), sezione di Como, organizza, per venerdì 18 dicembre la sua tradizionale assemblea annuale ordinaria. La prima convocazione è fissata per le ore 7.00, la seconda convocazione alle ore 16, presso il Comando di Polizia Locale, in viale Innocenzo XI, a Como. Nel corso dell’assemblea sarà nominato il nuovo direttivo dell’associazione. Si concluderà con un rinfresco e lo scambio degli auguri natalizi. 19 DICEMBRE lendario, si trova anche una presentazione della Casa Divina Provvidenza, con tutte le sue opere a favore delle nuove povertà e delle necessità del territorio. Fondata dallo stesso don Guanella nel dicembre 1892 con lo scopo di far conoscere le sue opere di carità e tenere i contatti con amici e benefattori, attualmente “La Divina Provvidenza” è distribuita in 30.000 copie in tutto il mondo con ca- denza trimestrale. Ricorda don Angelo: «Sostenere “La Divina Provvidenza” è, oggi come allora, un importante modo per aiutare e contribuire concretamente alle diverse attività guanelliane». Per ricevere “La Divina Provvidenza”, ci si può rivolgere presso la Casa Divina Provvidenza, via T. Grossi 18, tel. 031. 296711; siti internet www.guanellacomo.it e www.guanelliani.org. MERCOLEDÌ 19 DICEMBRE Il compleanno guanelliano M ercoledì 19 dicembre la famiglia Guanelliana ha ricordato il 166° anniversario della nascita del suo fondatore, il beato Luigi Guanella. Egli era infatti nato a Fraciscio, frazione di Campodolcino, il 19 dicembre 1842, da Lorenzo e Maria Antonia Bianchi. Per l’occasione, i Superiori Generali delle due Congregazioni guanelliane, madre Giustina Valicenti (Figlie di S. Maria della Provvidenza) e padre Alfonso Crippa (Servi della Carità) hanno scritto una lettera alle consorelle, ai confratelli, ai cooperatori, ai laici guanelliani e a tutti i fedeli, ricordando il tradizionale appuntamento per la giornata del 19 dicembre, alle ore 15.00 italiane, quando in tutte le case dell’Opera Guanelliana sparse nel mondo si è tenuta con- temporaneamente la tradizionale “Concelebrazione Intercontinentale”, a ricordo della nascita del fondatore. Scrivono padre Alfonso e madre Giustina: «Siamo convinti che anche questo favorisce la consapevolezza di essere una grande ed unica Famiglia che ha radici nella carità e sente urgente il dovere di rafforzare questi vincoli all’interno, tra noi, e aprendoli nel contempo ad un circuito più ampio che è quello del mondo intero. Gli ultimi avvenimenti di questi mesi in riferimento al processo canonico sul miracolo operato dal fondatore in America ci invitano a intensificare ancor di più la nostra fraternità e la nostra preghiera perché diventa sempre più chiaro che Dio sta portando a compimento nel Fondatore l’opera che in lui aveva iniziato chiamandolo alla vita e alla consa- crazione religiosa. Accogliamo con serietà e impegno l’invito di papa Benedetto XVI alla Famiglia guanelliana di attendere il pronunciamento ufficiale della Chiesa sulla santità del fondatore vivendo già da ora in noi stessi quanto risplenderà domani in lui: “Incominciate voi a farvi santi!”». LE ORE 15.00 ITALIANE NEL “MONDO GUANELLIANO” Ore 8.00 Ore 9.00 Ore 11.00 Ore 12.00 Ore 14.00 Ore 15.00 Ore 16.00 Ore 19.30 Ore 22.00 U.S.A., Messico, Guatemala Colombia Argentina, Cile, Paraguay Brasile Ghana Italia, Nigeria, Congo, Polonia, Svizzera, Spagna Romania, Nazareth India Filippine CONCERTO DI NATALE A CAPIAGO INTIMIANO Il Corpo Musicale “Alessandro Volta” di Capiago Intimiano nell’augurare un Buon Natale ed un felice Anno Nuovo propone a tutti un “Concerto di Natale”, che avrà luogo domenica 20 dicembre alle ore 21.00 presso l’Auditorium parrocchiale “San Giovanni Bosco” di Capiago e diretto dal prof. Stefano Bedetti. Ecco il programma del concerto. Prima parte: - G. Rossini: Una marcia per il sultano - marcia - G. Verdi: Nabucco - ouverture - J. De Haan: La Storia - brano originale - E. Berntstein: The magnificent seven - colonna sonora Seconda parte: - L. Pusceddu: Reana - marcia - Brilot: Metropolis - brano originale - Arr. L. Pusceddu: Christmas medley - selezione - L. Richie e M. Jackson: We are the world - canzone - I. Berlin: - White christmas - canzone natalizia. PENSANDO AL NATALE CON IL MEIC E L’UCIIM Il MEIC e l’UCIIM hanno promosso un pomeriggio di preparazione al santo Natale. Questo ritiro d’Avvento si terrà a Como sabato 19 dicembre alle ore 15.00 presso il Centro Pastorale “Cardinal Ferrari” in viale cesare Battisti 8. Le meditazioni saranno guidate da don Ivan Salvadori. L’invito è esteso a tutte le associazioni e a chiunque ami una pausa per una serena riflessione. CAMNAGO VOLTA C’ERA UNA VOLTA... A NATALE Domenica 20 dicembre, alle ore 16.00, presso la chiesa di S. Cecilia a Camnago Volta la Circoscrizione 4 e la parrocchia presentano “C’era una Volta... a Natale”, un concerto a cura del Coro di Voci Bianche del Teatro Sociale di Como e dell’orchestra “I Piccoli Pomeriggi Musicali” del Teatro Dal Verme di Milano. Si tratta di un concerto dedicato allo scienziato Alessandro Volta nel 210° anniversario dall’invenzione della pila. Il concerto avrà in parte come tema la storia musicale del tempo di Volta e sarà accompagnato anche da interventi dell’attore Christian Poggioni. L’evento, cui presenzieranno gli eredi del grande scienziato, sarà ripreso dalle telecamere di Como TV 24. L’ingresso è libero. Per informazioni: Roberto Todeschini, todeschini. [email protected]. CRONACA P A G I N A 25 Como&territorio IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 19 DICEMBRE 2009 ISTITUTO “M. DI CANOSSA” Foto William Passato, presente... e presepio Una rappresentazione di grande originalità, realizzata da alcuni genitori. Un viaggio interessante che collega l’ieri al domani D a qualche giorno è allestito presso l’Istituto Canossiane di via Balestra, nell’ampio locale abitualmente adibito a sala giochi per i bambini della materna, il presepe 2009. Come di consueto, il lavoro dei papà più volonterosi ha permesso di creare un ambiente intonato al tema dell’itinerario didattico dell’anno in corso, che verte sui temi del tempo e della storia, la memoria del passato proiettata nella speranza per il futuro attraverso l’attenzione alle realtà presenti della vita quotidiana. L’ambientazione della struttura, complessa e percorribile, converge su un antico castello, dalle mura merlate, all’interno del quale la Sacra Famiglia trova il luogo adatto per manifestarsi agli uomini, davanti allo sguardo adorante di santa Maddalena di Canossa e della santa Bakita. Gli sfondi laterali rappresentano, da una parte, il succedersi delle stagioni, in una serie di quattro scene naif, dall’altra, l’orizzonte sconfinato dei deserti della Bibbia, due richiami potenti che, nell’evento dell’Incarnazione del Figlio di Dio, sintesi della storia della salvezza, coniugano la vita della creazione, ritmata dall’avvicendamento incalzante dei tempi, con la di- mensione dell’eternità, avulsa dalla storia nel silenzio luminoso dell’infinito. Il popolo dei pastori è sostituito da una variopinta folla di personaggi del passato, taluni riconoscibili da riferimenti circostanziali chiari, altri generici ma egualmente rappresentativi delle generazioni dell’umanità, altri di pura fantasia. Si tratta del lavoro svolto dalle singole famiglie che, in collaborazione con i SCUOLA DELL’INFANZIA “M. DI CANOSSA” Il presepe a Vertemate on passione ed entusiasmo a Vertemate la tradizione del presepe si rinnova con la profonda convinzione che è il modo migliore per meglio comprendere il significato del Natale. Il Natale, ormai alle porte, ha visto con impegno e competenza i papà della scuola dell’infanzia “Maddalena di Canossa” di Vertemate realizzare con successo un presepe che riassume il cammino didattico intrapreso per questo anno scolastico dai propri bambini dal titolo: “Sulle orme di un passato che ci dona un fantastico mondo”. Come ambientazione si è scelto lo scenario di un castello medioevale che coniuga il ricordo di un’epoca passata con la sede stessa della scuola: il Castello di Vertemate. La scenografia ricrea le mura e le torri di un castello che racchiudono la vita e le usanze del tempo. Analogamente a quanto avvenne nel Natale di 2009 anni fa, tutte le porte sono chiuse e Maria e Giuseppe con il Bambino sono costretti ad una sistemazione di fortuna… Grazie all’impegno e all’operosità delle mamme, il presepe sarà affiancato da un bellissimo mercatino natalizio, in cui verranno venduti dei manufatti prodotti artigianal- propri bambini, hanno avuto il compito di inventare ciascuna un “personaggio” da far rivivere con il volto dei propri piccoli e da inserire nella schiera degli adoranti. C’è di tutto e c’è da divertirsi a riconoscere i tipi e i tempi; ogni pupazzo porta la propria storia e la storia di un ambiente temporale. Ci sono dame e cavalieri, crociati in armatura e frati con il saio, artisti e scienziati (tra cui... Leonardo da Vinci e il mago Merlino), uomini e donne comuni, santi e peccatori. Tutti i visitatori possono sentirsi rappresentati nelle generazioni che ci hanno preceduto e che hanno lasciato comunque una traccia indelebile di umanità e di civiltà. La sosta dei bimbi davanti al loro quasi coetaneo, il Bambino Gesù, li preparerà per le prossime unità didattiche, attraverso le quali si apriranno a conoscere e pratica- re i valori della fratellanza, della solidarietà, della lealtà e del coraggio nel difendere i più deboli, parole potenti che l’impegno del team della scuola, con la consueta e costante dedizione ai piccoli, si impegnerà a trasmettere perché si trasformino in autentiche e solide “prese di posizione” delle generazioni che, di qui a qualche anno, diventeranno protagoniste delle scelte per il futuro. UN PAPÀ NEL SEGNO DELLA TRADIZIONE La natività a Lenno C mente dalle mamme stesse; il ricavato servirà ad acquistare materiale per la scuola. Per la Scuola Materna il Natale è un momento di grande coinvolgimento per molte persone che, in diversi modi, non mancano di essere vicini alla scuola e ai bambini che la frequentano. A tutti loro, ai bambini e alle famiglie, da parte della Scuola Materna va un grande ringraziamento e un grande augurio di Buon Natale. Il presepe si può visitare negli orari diurni di apertura dell’Istituto Suore Canossiane con ingresso da via Mazzini 12 a Vertemate. Due immagini del presepe 2008 Continua la bella tradizione di costruire nel battistero romanico di Lenno il “Grande presepe” nel ricordo della nascita di Gesù Salvatore. Giunti alla 35a edizione, abbiamo voluto mettere in risalto al centro del presepe la nascita di Gesù in una grande e bella capanna, contornata da diverse case, con pastori in movimento, ognuno affaccendato nel proprio lavoro. Sarà per noi motivo di soddisfazione vedere giungere tante famiglie dai paesi vicini e anche lontani, per ammirare e scoprire qualche cosa di nuovo e sempre diverso dalle precedenti edizioni. Il presepe sarà benedetto la notte di Natale dall’arciprete dopo la S. Messa solenne di mezzanotte e rimarrà aperto sino al 31 gennaio 2010 col seguente orario: dal 25 dicembre al 6 gennaio, dalle ore 9.00 alle ore 19.00; dal 7 al 31 gennaio 2010 dalle ore 9.00 alle ore 17.30. AGOSTINO CADENAZZI CRONACA P A G I N A 26 BassaComasca IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 19 DICEMBRE 2009 UN LIBRO DI MARINA FERRARI E ENRICO ORSENIGO “Socho, religiosità e vita di un borgo” “ S ocho, religiosità e vita di un borgo antico” è il titolo di una nuova pubblicazione che racconta, nella sequenza degli anni, il tempo della gente di Socho e Mondello nelle terre della Pieve di Fino. Dalle origini antiche risalenti alla età romana, testimoniate da ritrovamenti archeologici a pergamene del XIII secolo che elencavano possessi del Monastero di S. Margherita in Comum di 2.276 pertiche che confinavano con proprietà “ecclesie in Socho”, certamente un Oratorio di preghiera. In quei tempi il “comunis locorum de Socho et Mondello”, figurava annesso agli Statuti di Como dal 1335, tra i Comuni appartenenti alla Pieve di Fino e confinava con le terre di Cadoraghi, Bulgariburgallo, Verte- Una nuova pubblicazione che racconta, nella sequenza degli anni, il tempo della gente di “Socho e Mondello” nelle terre della Pieve di Fino di ENRICO ORSENIGO mati, Andrate de Murinasio e Fines. Alla fine del XV secolo altri documenti testimoniano la presenza di una “chiesuola”, dedicata a Santa Maria immersa in una distesa di pascoli e selve a metà “percursus” dai fuochi di Mondello e Socho, aperta all’ufficio festivo da un cappellano della Matrice di Fines. Ne fa fede un verbale del 1578 relativo alla visita di mons. Giovanni Francesco Bonomi, vescovo di Vercelli, nella sua qualità di “nunzio di riforma”, inviato dal Papa nella diocesi. Sarà poi Feliciano Ninguarda, ricordato per le sue memorie, a descrivere Santa Maria distante un miglio dalla chiesa madre di S. Stefano. Nel 1645 Antonio de Laurentis, sarà il primo cappellano residenziale e ben 18 altri si avvicenderanno prima della erezione in parrocchia. Nel 1751, con un prestito di 686 lire del tempo, da parte delle monache del Monastero di S. Margherita… per puro zelo dell’amore di Dio, di M.V. e delle sante fondatrici Liberata e Faustina…, si avviano importanti opere di restauro della fabbrica di S. Maria che, nel 1831, diventerà vicaria residenziale dipendente dal preposto Francesco Marche- si della plebana di S. Stefano in Fino. Con Bolla del vescovo mons. Alessandro Macchi del 5 ottobre 1931, viene eretta la parrocchia con il titolo di S. Maria Immacolata. Promosso a parroco sarà il vicario don Angelo Sassi. La pubblicazione è frutto di una ricerca di Marina Ferrari e Enrico Orsenigo che hanno riportato alla luce notizie, curiosità, unite a documenti ritrovati in cassetti dimenticati, per la rilettura di un passato legato alla realtà di quei tempi... Luoghi di lavoro, il quotidiano familiare, una religiosità semplice stretta attorno ad una chiesa, luogo di fede e di speranza. Pagine di ricordi, esperienze di vita cresciuta con l’aiuto di Dio e dei suoi santi a cui la gente del tempo era molto lega- ta. Una pubblicazione che non si rivolge soltanto a lettori di una certa età, ma anche (soprattutto) ai più giovani, perché si convincano che la sostanza della nostra presenza di oggi, appartiene ancora al tempo che fu. A Fino Mornasco il libro è disponibile presso il Circolino di Socco, via Don A. Sassi; Le Rangement arredamenti, via Statale dei Giovi 36; Baby Boutique, via Garibaldi 81; Bar Pagani via Indipendenza. CRONACA P A G I N A Como&territorio 28 IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 19 DICEMBRE 2009 UN LIBRO DI FRANCO BARTOLINI Castelli da scoprire del Lario e del Ticino I l fascino dell’epoca medioevale, la memoria di prestigiose gesta di eroici cavalieri, epici palazzi arroccati sulle vette più anguste, ma anche maestosi castelli preziosi scrigni di memoria. È un regalo per gli amanti di quella fetta di storia riconducibile all’epoca appena accennata il libro “Castelli da scoprire del Lario e del Ticino”, realizzato da Editoriale Como. Un viaggio storico e fotografico tra le principali roccaforti ancora presenti nel territorio insubrico. Un intreccio di storie, segreti e leggende dei castelli medievali e dell’Insubria. A curare il testo Franco Bartolini, studioso, scrittore, fotografo, appassionato al periodo storico che va dalla caduta dell’Impero Romano d’Occidente al medioevo e rinascimento. Questo volume dedicato ai castelli medioevali è la giusta conclusione di una trilogia avviata dallo stesso Bartolini con due precedenti pubblicazioni: “Como nascosta” e “Lario nascosto”. Il nostro viaggio, aprendo le prime pagine del libro, non poteva non incominciare dai Visconti e dagli Sforza due famiglie la cui storia attraversa quasi un millennio di storia patria, con possedimenti in lungo e in largo per l’Italia, e soprattutto Il fascino dell’epoca medioevale e rinascimentale racchiuso in 318 pagine tutte da sfogliare e guardare! in territorio lombardoticinese. Ecco, quindi, scorrere la lunga linea di fortini che corre dal Lario al Ticino. Ed ecco dipanarsi, dalle città stato, il disegno di una geografia militare fatta di pietre parlanti che raccontano storie di principesse: così si va dai castelli di Carimate, Casiglio, Pomerio Villincino (Erba antica), Lierna, Vezio, Dervio e Corenno Plinio, Bellagio, San Pietro di Carlazzo, Mesocco, Serravalle, Morcote, Bellinzona, Locarno e molto altro ancora. Non poteva mancare una tappa importante su quello che resta del castello per eccellenza, simbolo della forza comasca. Luogo di battaglia, ma anche reggia d’amore. Stiamo parlando del castello Baradello, voluto da quel Federico Barbarossa che guidò i comaschi alla vittoria contro Milano. Condottiero sovente ritratto al fianco dell’amata Beatrice. Dal Baradello, di cui qualche resto appare an- cora evidente agli occhi dei comaschi, si passa al ricordo lontano, di quello che fu. Sono i ruderi del Castello della Rotonda, sulle cui rovine è sorto il Teatro Sociale e di cui qualcosa è ancora individuabile nei sotterranei dello stabile. Di personaggio in personaggio, di famiglia in famiglia Bartolini passa poi ai Della Torre, antica famiglia meglio nota come i Torriani, nata in Valsassina, a Primaluna, per secoli in lotta con i Visconti, dominò su molte città lombarde, tra cui Milano. Da Como lo sguardo si sposta poi su altre località del territorio, alla ricerca di antiche rocche scomparse o trasformate in ville, e di torri che ancora svettano sul territorio. Un libro da gustare, corredato da splendide immagini che ci regalano frammenti di storia, spunti per alimentare i nostri sogni. “Castelli da scoprire del Lario e del Ticino”, Franco Bartolini, Editoriale Como, 2009, pp 318, ill, 18 euro. ELEVAZIONE MUSICALE IN S. FEDELE A COMO IL 26 DICEMBRE ...hai l'ALCOLISMO in casa? ...VUOI saperne di più? ...hai bisogno di AIUTO? I GRUPPI FAMILIARI AL-ANON condividono le loro esperienze in modo anonimo e gratuito e possono offrirti le informazioni che cerchi. telefona al: 800087897 Questi i nuovi orari: dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 17.30 La parrocchia di S. Fedele, a Como, ospita, il 26 dicembre, alle ore 16.30, un’elevazione musicale per organo del maestro Alessandro Milesi. L’iniziativa è organizzata dalla Cappella Musicale di S. Fedele, con il patrocinio dell’Associaione Italiana Organisti di Chiesa. Il programma prevede: musiche di C. Franck (Pastorale); J. S. Bach (Preludio e fuga in re maggiore BWV 532, Fantasia e fuga in sol minore BWV 542, Toccata Adagio e Fuga in do maggiore BWV 564); L. Vierne (dalla I sinfonia per organo Andante e Finale). Alessandro Milesi ha inizialmente studiato organo e direzione di coro con Renato Belloli alla Scuola Diocesana di musica sacra di Bergamo, dove si è diplomato con il massimo dei voti. In seguito, sotto la guida di Enrico Viccardi, si è diplomato in Organo e Composizione organistica al Conservatorio G. Nicolini di Piacenza. Presso il Pontificio Istituto di Musica Sacra di Milano è stato allievo del prof. Angelo Rusconi nella classe di Trattatistica ed Estetica della Musica medievale. Ha frequentato diversi “seminari” e corsi di perfezionamento con qualificati insegnanti. Svolge attività concertistica come organista (solista e in formazione) e come direttore. Da 25 anni svolge attività di direttore di coro ed organista presso la parrocchia S. Eufemia in Olcio di Mandello del Lario (LC). Già organista del coro “G. Zelioli” di Mandello del Lario (LC), dal 2003 è nominato organista del coro “S. Cecilia” di Valmadrera (LC) e nel 2005 ne assume la direzione artistica e musicale, fondando il “Quartetto”, compagine volutamente “essenziale” dove, nel ruolo di basso, esegue il repertorio polifonico dal Rinascimento all’Ottocento. Nel 2004 insieme con Emanuela Milani ha fondato il duo Flauto - Organo “Virtuosité” con il quale esegue repertorio Barocco e Romantico. Ha composto diversi brani a carattere polifonico. Grande appassionato di Arte organaria (tiene conferenze per conto di diverse Associazioni culturali), ha eseguito personalmente il restauro del magnifico strumento costruito nell’anno 1853 da Francesco Carnisi di Luino per la parrocchia di Olcio, ottenendo le lodi delle Autorità competenti. è docente presso la Scuola di Musica S. Lorenzo di Mandello del Lario e direttore della Scuola di Musica S. Cecilia di Valmadrera. 20 DICEMBRE Il presepe vivente in piazza Duomo, a Como Fedele ad una tradizione che dura da oltre quindici anni, domenica 20 dicembre in piazza del Duomo a Como, l’Associazione “de-sidera”, propone alla cittadinanza la Sacra Rappresentazione del presepe, che si svolgerà con tre rappresentazioni nei seguenti orari 14.30, 16.00 e 17.30. L’evento sarà strutturato con canti delle tradizioni popolari di tutto il mondo e della tradizione medievale che cadenzeranno le varie scene recitate e mimate in una suggestiva scenografia che ricostruirà la tipicità del tradizionale presepe. I numeri della Sacra Rappresentazione: 40 tra coristi e musicisti del coro San Benedetto di Como; 60 tra protagonisti e comparse che si alterneranno nelle tre repliche; 30 tra sarti, tecnici del suono, tecnici dell’illuminazione, addetti alla scenografia e alla sicurezza; una quindicina gli animali accanto ai tradizionali asino e bue. Quest’anno è previsto anche un corteo per le vie del centro città a raffigurare il desiderio di coinvolgere tutte le persone nell’avvenimento fondamentale della storia dell’umanità: la nascita di Gesù. A sottolineare e ad evidenziare questo passaggio per le vie cittadine parteciperanno all’evento anche gli zampognari del gruppo “Picett del Grenta” di Valgreghentino (LC). “È un gesto di popolo ed è del tutto gratuito, dice il vice presidente dell’associazione “de-sidera” e responsabile del settore artistico della manifestazione Nicola Cappi - e nasce dalla passione per l’umano sostenuta dall’esigenza di comunicare a tutti l’essenza dell’Avvenimento del Natale. La rappresentazione ha, perciò, nei testi (Pavese, Dante, Péguy, Tournier, Giussani, S. Bernardo, Vangelo di Luca) e nella regia, i connotati di un avvenimento attuale e non di un evento semplicemente folkloristico. “E’ nato nel 1993 quando un gruppo di famiglie decisero di fare un gesto che avesse rilevanza pubblica e che dicesse a tutti cosa fosse il Natale: non una favola utile al sentimento, ma poco alla vita di tutti i giorni, ma l’Avvenimento di Dio che si fa uomo in conseguenza del quale non si è più soli al mondo e nei problemi quotidiani”. Da sempre tale gesto è abbinato all’iniziativa nazionale delle “Tende di Natale” dell’AVSI a sostegno di opere educative e sanitarie nei paesi in via di sviluppo. CRONACA Lago&territorio IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 19 DICEMBRE 2009 P A G I N A 29 LA NATURA IN VALLE INTELVI Quei monumenti d’alto fusto... I più famosi sono quattro e ognuno ha la sua particolarità. I monumenti viventi in Valle Intelvi, se così li vogliamo chiamare, sono delle vere opere d’arte della natura. Abbiamo pertanto scelto di parlarne, tralasciando, naturalmente, qualche aspetto, trattandosi di un argomento piuttosto complesso. I quattro “monumenti” ad oggi riconosciuti e catalogati sono: il faggio dell’Alpe di Ponna, verso il Galbiga; il grande castagno di Cuscia, nella selva sopra Laino, che pare risalga all’epoca di Giulio Quaglio (XVII sec), recentemente catalogato dall’Ersaf; il foo dii parool, presente nel bel mezzo della Valle, all’interno sul territorio di Pellio e, infine, la grande tuia che è radicata davanti al Palazzo comunale di S. Fedele. Ognuno di questi giganti ha delle particolarità e una vita da narrare. Il grosso faggio di Ponna potrebbe raccontarci secoli di storia, di quando gli alpeggi erano organizzati come paesi. Tra le sue radici riaffioranti hanno riposato pastori e contrabbandieri e si sono svolte anche guerre e tante gesta di solidarietà tra alpigiani, che per tanti mesi erano quasi isolati dai paesi di origine. Il castagno di Cuscia domina Laino e anch’esso avrebbe le sue storie Vere opere d’arte della natura. Si tratta di alberi monumentali, testimoni di secoli di storia di RINA CARMINATI FRANCHI antiche da raccontare. Vigeva un tempo la tradizione, che per i nostri padri era legge, che le castagne fossero proprietà del padrone del fondo fino alla festività dei morti; dopo di che tutti potevano raccoglierle liberamente. C’erano, però, naturalmente, quelli che volevano fare i furbi… e quando venivano sorpresi dal proprietario si scatenavano delle vere e proprie risse, e di diritto quest’ultimo poteva sequestrare, nel vero senso della parola, tutti i frutti che erano stati raccolti sotto la sua pianta. Il foo dii parool è, tra i quattro, l’albero più misterioso e solitario, essendo cresciuto in mezzo a boschi molto folti, poco lontano dal confine con la Svizzera. Alto e forte, munito di numerosi rami che ne fanno un nascondiglio sicuro, era “la stazione di servizio” dei contrabbandieri. Sorge proprio vicino a una delle tracce più importanti del contrabbando e tra i suoi rami si nascondevano i biglietti con gli ordini: bastava sapere dove cercarli. Così, nonostante il suo isolamento, questa grande pianta viene ancora citata sui libri che parlano della Valle. Però data la sua posizione, nessuno è mai riuscito a fotografarla. La grande tuia, invece, cresce nel bel mezzo del paese di S. Fedele e ne è divenuta il simbolo, tanto che non molti anni fa, in occasione delle elezioni comunali, la sua foto fu inclusa nel logo che rappresentava una lista civica. Scrive in proposito un tecnico specializzato della Soc. Fito-Consult alla quale l’Amministrazione comunale ha affidato il compito di salvaguardare la stato di salute del grande albero: “Ci stupisce che un calocedro, originario dell’America dei Nord, abbia potuto attecchire e vivere in un habitat dove fanno da padroni le conifere, gli abeti rossi e i larici”. Per decenni la vecchia tuia si era prestata, in questo periodo natalizio, a fare da albero di Natale per tutto il paese, ma ora ha ceduto il passo a un abete piantato in mezzo alla piazza grande. Come mi spiega gentilmente l’artigiano Giancarlo Vanini di Cerano, lui per anni si è assunto il compito di addobbare la tuia, ma ora è diventata un’impresa al limite del possibile. Per dare un’i- dea delle dimensioni dell’albero esso misura in altezza ben 25 metri (ora ridotti a 20 per ragioni di sicurezza) e per addobbarlo occorrevano una quindicina di fili di mini lampadine che, a occhio e croce, si aggiravano sulle seicento. Anche se tutti condividono le ragioni e la necessità di cercare di preser- vare il più a lungo possibile questo “monumento” vivente che abbellisce il paese, abbiamo un po’ di nostalgia per questo spettacolo che direttamente la natura ci fornisce. Accarezzando il tronco rugoso della tuia, come i capelli bianchi di un’anziana signora, ci faremo raccontare le belle storie di quelle ricche dame che, più di cento anni fa, già godevano della sua ombra gustando il gelato con accanto l’ombrellino da sole, come ci attesta una vecchia cartolina, quando, nei primi anni del Novecento, il Palazzo comunale era un albergo prestigioso: l’Albergo S. Fedele e, in quel periodo la tuia si vedeva già alta quasi sette metri. A CIVELLO IL CONCERTO DI NATALE “NATUM VIDETE 2009” A CERNOBBIO Da martedì 8 dicembre 2009 a mercoledì 6 gennaio 2010 la Comunità Pastorale Beata Vergine del Bisbino ospiterà nello splendido scenario della chiesa di S. Vincenzo in Cernobbio (visita libera tutti i giorni dalle ore 8.30 alle 18.00) “Natum videte 2009”, una mostra di presepi d’arte di Alberto Grifoni, proposti dall’associazione Iubilantes in sinergia con il Comune di Cernobbio e con la Società Ortofloricola Comense. Saranno proposti al pubblico presepi da collezione antichi e moderni, suggestivamente ambientati. Particolarmente interessante un presepio primo-novecentesco con l’insolito personaggio della “levatrice”, tratto dai Vangeli Apocrifi. La mostra si inserisce nella manifestazione “La Città dei Presepi”, curata dal Comune di Cernobbio, che vede la partecipazione di molti privati, scuole, esercizi commerciali e associazioni nell’allestimento di presepi nei diversi angoli del paese, oltre a diversi eventi. Ricordiamo venerdì 18 dicembre il Concerto di Natale “Parigi, o cara”, alle ore 21.00 presso Villa Erba (ingresso libero) a cura della Corale San Nicola e dell’Orchestra sinfonica del Lario in collaborazione con il Comune di Cernobbio; domenica 20 dicembre i Mercatini di Natale, dalle ore 10.00 alle 18.00 in via Cinque Giornate, con alle ore 14.30 Musiche natalizie e zucchero filato con la partecipazione di “Musica Spiccia”, Poilon Onlus e Sergio Guatterini; sempre domenica 20 dicembre “7 corti per 7 pagine del Vangelo di Luca”, alle ore 20.00, ovvero sette quadri viventi in sette cortili in frazione Olzavino di Piazza Santo Stefano. Domenica 10 gennaio 2010, alle ore 21.00 presso la sala consiliare, concluderà la manifestazione la proiezione delle foto dei presepi a cura del Foto Cine Club Cernobbio. Dopo il successo dello scorso anno, torna il tradizionale Concerto di Natale nella parrocchia di Civello di Villa Guardia. Il concerto si terrà sabato 19 dicembre 2009 alle ore 20.45. Protagonisti ed organizzatori della serata Mattia Calderazzo, organista della parrocchia, e Luca Largaiolli, flautista. Il programma scelto per questa serata prevede l’esecuzione di ben 15 brani di scuola diversa, e la serata sarà così divisa: 1. Una prima parte in cui i protagonisti assoluti saranno la voce e i colori dell’organo e del flauto. 2. Una seconda in cui al duo si aggiungerà un gruppo variegato di musicisti, e tutti assieme andranno a dare sostegno ed accompagnamento all’intera corale parrocchiale, diretta da Guido Ferloni e Pierangelo Bianchi. Al violino: Lavinia Vaghi, al clarinetto: Filippo Sala, al violoncello: Elena Di Giacomo, al pianoforte: Mattia Di Lorenzo La musica fa parte di tutte le culture e, potremmo dire, accompagna ogni esperienza umana, dal dolore al piacere, dall’odio all’amore, dalla tristezza alla gioia, dalla morte alla vita. La musica è sempre stata utilizzata per dare forma a ciò che non si riesce ad esprimere con le parole, poiché suscita emozioni che sarebbero altrimenti difficili da comunicare. La grande musica distende lo spirito, suscita sentimenti profondi ed invita quasi naturalmente ad elevare la mente e il cuore a Dio in ogni situazione, sia gioiosa che triste, dell’esistenza umana”. Pertanto speriamo vorrete unirvi a noi nel celebrare insieme con gioia una festa così importante come il santo Natale. La serata verrà registrata, così chi lo desiderasse potrà acquistare il CD a ricordo dell’evento. P A G I N A 30 CRONACA ValliVaresine IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 19 DICEMBRE 2009 CAVONA QUEST’ANNO UN ALLESTIMENTO MOLTO ORIGINALE Il presepe: tradizione che si rinnova sempre N GEMONIO CONCERTO IL 19 DICEMBRE Le emozioni del Natale I n principio… Itinerario emozionale e spirituale per il Natale. Questo è il titolo dell’evento natalizio in programma per sabato, 19 dicembre, alle ore 21.00, a Gemonio, nella chiesa parrocchiale di San Rocco, ingresso libero. Era il 1905 quando le prime note del monumentale organo Mascioni sono risuonate nella chiesa parrocchiale di Gemonio ed ora un’ulteriore occasione “speciale e imperdi- bile”, l’avvicinarsi del Natale, per ascoltare questo raffinato e prestigioso “Concerto per Organo a quattro mani” suonato sull’ antico organo a canne, strumento-gioiello più che centenario, che sabato 19 dicembre sarà affidato al virtuosismo ed alla sensibilità musicale del “Kammer Klavier Duo”. La serata, che è stata pensata e che si propone come suggestivo percorso ricco di emozioni, spunti di meditazione e spiritualità nell’attesa del Natale, sarà impreziosita da un “reading” di brani tratti dall’Antico Testamento e dai Vangeli scelti e portati in scena dell’ attore varesino Antonio Zanoletti. Le musiche di Mozart, Bach, Haendel e Franck saranno protagoniste di questo prestigioso ed importante evento musicale con cui l’associazione culturale Attivamente di Casalzuigno conclude il suo programma 2009. TERRA E GENTE: A CITTIGLIO LA PRESENTAZIONE Sarà presentato nella Sala Consiliare del Comune di Cittiglio venerdì 18 dicembre alle ore 21.00 il diciassettesimo volume di “Terra e Gente Appunti e storie di lago e di montagna”. Quest’anno il volume riporterà, tra gli altri, due interessanti saggi riguardanti Cittiglio, uno relativo agli scavi archeologici compiuti nella chiesa romanica di San Biagio e l’altro - opera di don Gian Battista Binda e Luca Scarafile - tratterà delle opere lignee presenti nella chiesa parrocchiale del paese valcuviano. La presentazione sarà curata dal giornalista Michele Mancino, mentre - durante la serata - Luca Violini proporrà brani musicali di chitarra classica. ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ atale, tempo di sacre rappresentazioni e presepi. Quello ritratto in queste fotografie è un presepe realizzato in un tronco trovato nei boschi di Cavona: lungo circa 6 metri, è stato trovato già completamente cavo, svuotato dal tempo e dagli animali, e con un paio di aperture. «Appena l’abbiamo visto – racconta chi lo ha costruito – l’idea è sorta spontanea: sarebbe stato perfetto per realizzarvi un presepe. Poi l’idea si è perfezionata: anziché il presepe classico, realizzare dei diorami con alcune scene relative alla Natività. Così l’abbiamo recuperato con un trattore, e con pazienza siamo intervenuti per aprire altre “finestre” che ospitassero le scene descritte dai Vangeli. Abbiamo cercato di fare in modo che tutto rimanesse il più naturale possibile, inserendo dei fondali e suppellettili (interamente realizzati a mano) solo nella scena dell’annunciazione e in quella della ricerca dell’alloggio. Abbiamo infine sistemato delle luci all’interno, che creano un effetto suggestivo nelle ore serali e notturne, ed infine, posizionato le statuine. Per concludere, l’abbiamo sistemato nella piazza di Cavona, davanti alla Santa Casa». Il lavoro ultimato è composto da 6 rappresentazioni: l’Annunciazione; la Visitazione di Maria a sant’Elisabetta; la ricerca dell’alloggio; la Natività; l’annuncio ai pastori; l’arrivo dei Magi. CONVEGNO A VARESE INCONTRO CON L’INSUBRIA SUL RADON M artedì 15 dicembre, a Villa Toeplitz di Varese, si è svolto un convegno sul radon organizzato dal Dipartimento Ambiente-Salute-Sicurezza dell’Università degli Studi dell’Insubria. Complesso il titolo del pomeriggio di approfondimento: Radon, pericoloso inquinante nelle abitazioni e negli ambienti di lavoro. Il radon è un gas radioattivo naturale generato dal decadimento di elementi radioattivi presenti nelle rocce. La sua presenza può raggiungere livelli di concentrazione pericolosi per la salute dell’uomo solo in certe zone geografiche e solo in presenza di condizioni particolari delle strutture in cui si accumula. IL PERCORSO DEL MISTERO: RIFLETTERE SUI LUOGHI DOVE FORTE È IL LEGAME CON LA NATIVITÀ Vi sono luoghi dove l’Avvento, la Natività e le vicende legate agli episodi del Cristo fanciullo e del Cristo sofferente e trionfante, vengono celebrati a tappe, come una storia meditativa che si accompagna al cammino - a volte faticoso verso la vetta. Lassù vi è un Santuario ad accoglie il pellegrino. È questo il luogo dove il mistero della Redenzione viene rievocato durante la celebrazione eucaristica. È un cammino devozionale che ci racconta anche di Maria, dall’Annunciazione alla Assunzione in cielo. Uno di questi percorsi, a tutti noi caro, è l’ampio sentiero che si snoda sino al santuario di S. Maria del Monte, sopra Varese. Da lassù il panorama spazia dai monti comaschi e sondriesi a quelli del Rosa, dalla pianura lombarda sino alle prealpi piemontesi e ancor di più quando le giornate cristalline permettono una visione nitida. Ai piedi del santuario mariano ha inizio un percorso che vuole essere anche una meditazione al Natale. Percorrendo le tappe legate a questo periodo di avvento, incontriamo la cappella dell’Annunciazione. È la prima che ci invita alla meditazione. Si trova subito dopo la chiesetta dell’Immacolata, della quale all’interno, sopra l’altare maggiore, la Vergine lignea è raccolta in una mandorla ed è circondata dai dottori della Chiesa; coloro che per primi annunciarono la sua venuta. Nella cappella dell’Annunciazione è ricostruita a grandezza naturale la casa della Madonna. Un ambiente secentesco e semplice che riprende la Santa Casa di Loreto. Ai piedi di un letto a baldacchino la Vergine ascolta con stupore le parole dell’angelo che reca in una mano un giglio mentre con l’altra addita il cielo. L’ambiente sobrio vuole rispecchiare la purezza e la semplicità di questa ragazza destinata ad un compito a lei ancora misterioso. Salendo, si raggiunge la cappella della Visitazione. Elisabetta corre ad abbracciare Maria. Sulle sue labbra vengono espresse le parole di benedizione. Attorno diverse statue dimostrano noncuranza all’episodio così intimo, continuando nelle pratiche di una giornata qualsiasi. Un mendicante cerca la carità; un garzone accompagna l’asinello nella stalla e alcune ragazze commentano l’arrivo. Accanto alla cappella della Natività vi è un grande murale. Un’opera di Guttuso che ci ricorda la Fuga in Egitto. E’ una pittura vivissima nei colori e fedele nella ricostruzione del tempo. La cappella della Natività ripropone il presepe caro alla immagine popolare. Sotto una capanna il bambinello viene scaldato dal bue e dall’asino. Maria e Giuseppe sono raccolti ai piedi della mangiatoia. Sul tettuccio della stalla altri angioletti suonano festosi e si accompagnano al suono delle cornamuse e dei pifferi dei pastori, accorsi numerosi dopo l’annuncio degli angeli. Salendo il colle verso il santuario si incontra poi la cappella della Presentazione al tempio. Simeone accoglie sull’altare il fanciullo che Maria gli porge. Il vecchio sacerdote sta pronunciando le parole di ringraziamento a Dio, mentre alcuni personaggi estranei al fatto sembrano, coi loro gesti naturali, dare vita alla rappresentazione. Raggiunto infine il santuario, ai lati dello splendido impianto barocco che conserva la statua lignea della Vergine col bambino, sorgono due altari: quasi due teatrini. Qui grandi statue ci ripropongono l’adorazione dei Magi e la presentazione al tempio. Sono due rappresentazioni suggestive che catturano per il loro realismo e che sembrano completare o riproporre quello già osservato anche pittoricamente in alcune cappelle lungo la Via Sacra.. All’esterno le numerosi luci, che si accendono attorno e ai piedi del santuario, ci ricordano che il vero Natale, quello riproposto nel percorso che abbiamo fatto, bussa alle nostre case e nei nostri cuori. SERGIO TODESCHINI Il convegno intendeva presentare il problema e fornire indicazioni pratiche per limitare il rischio per la popolazione stessa. L’appuntamento ha visto soprattutto la parte- cipazione di coloro che per professione si occupano di progettare, costruire, mantenere, amministrare e gestire strutture abitative o produttive in zone a rischio per la presenza di radon nel sottosuolo. Sondrio CRONACA DI E P R O V I N C I A P A G I N A 31 ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 19 DICEMBRE 2009 TRESIVIO UN PROGETTO PER SOSTENERE LA PARTECIPAZIONE ATTIVA DEI GIOVANI Con TUrandot: ragazzi a teatro ’ C è tutto un paese che si muove intorno alla TUrandot. Il laboratorio teatrale sull’opera pucciniana incontra a Tresivio il favore dei ragazzi partecipanti e delle loro famiglie che vedono in questa esperienza teatrale anche un’occasione in più di vita in comune. È una TUrandot un po’ sui generis, come si può notare anche dal nome, quella che si sta preparando a Tresivio. L’opera di Puccini è infatti la base di partenza per realizzare un lavoro che fonde musica anche moderna e teatro con un linguaggio più vicino ai nostri tempi (c’è pure la presenza del dialetto), anche se parti del testo e alcune arie verranno rigorosamente mantenute in originale. E sono gli stessi ragazzi, sollecitati dal regista Davide Benedetti, a collaborare direttamente alla “costruzione” del lavoro, suggerendo battute, situazioni, scene. Il “TU” evidenziato nel titolo sta proprio a significare questa partecipazione attiva di cui Benedetti, regista con diverse rivisitazioni di opere liriche all’attivo (tra cui un “Don Giovanni” e un “Flauto Magico”) ha fatto un suo marchio di fabbrica. Sono una ventina i ragazzi che ogni domenica, dalle ore 20.00 alle ore 22.00, si ritrovano a provare nella sala parrocchiale. Di età compresa tra gli 11 e i 18 anni, provengono soprattutto dall’Istituto Comprensivo di Ponte in Valtellina, ma anche da Media Ligari, Convitto Piazzi, ITIS Mattei, Istituto Professionale Besta, ITC De Simoni, Liceo Scientifico Donegani di Sondrio e Liceo Artistico di Morbegno, IL PROGETTO «LA MALAOMBRA» GUARDA AL FUTURO Lo scorso 17 settembre il Policampus di Sondrio ospitò un complesso, articolato e ricchissimo convegno dal titolo “La Malaombra: il perturbante caso dei suicidi in una vallata alpina”. Un’occasione, quella di giovedì 17 settembre, per parlare di fatiche e sofferenze troppo spesso nascoste, taciute, sottovalutate o male interpretate. Un’intensa giornata di approfondimento pensata per essere un punto di partenza, per lanciare un appello a tutte le espressioni della società civile – dalle istituzioni al mondo dell’imprenditoria, passando per parrocchie, scuola, volontariato, associazionismo –, per dare un seguito alle parole, per affrontare, coralmente, un problema serio e drammatico. Decine i relatori che si sono alternati negli interventi, centinaia le persone presenti in auditorium. Dopo anni di sofferenze e fatiche taciute, vissute in silenzio e con umanissima dignità dai familiari e dagli amici di chi decide di togliersi la vita, gli animi si sono scossi ed è maturata la convinzione che questo del male di vivere è un problema di cui si deve parlare. I numeri non lasciano vie d’uscite. La provincia di Sondrio è al quarto posto in Italia per il numero di suicidi. Dati che la pongono ben al di sopra della media nazionale – insieme ad altri territori montani ma non solo – e con percentuali vicine a quanto accade nei Paesi scandinavi e baltici, in Cina, Russia o nella vicina Svizzera. con una significativa rappresentanza delle varie scuole. Malgrado l’impegno continuo che il laboratorio richiede, partecipano con entusiasmo. Ma perché proprio Puccini? Spiegano i promotori del progetto: «Perché è il più moderno, perché la sua musica ha varcato i confini, perché i suoi personaggi sono gli ultimi, quelli che i benpensanti guardano dall’alto in basso ed infine perché ama le donne, quelle vere, e nella sua musica le esalta. Butterfly è una delicata giapponese, Turandot un’altera principessa, Minnie, la fanciulla del West, una ragazza di saloon, Tosca una passionale cantante di cabaret. Puccini ha messo in scena più di un secolo e mezzo fa il mondo globalizzato di oggi ed ha detto a tutti che solo un grande amore, una grande passione permetterà a tutti una convivenza pacifica. Il tutto inserito in una musica che fa suoi i “temi” giapponesi, cinesi, americani, francesi e italiani, una sorta di Orchestra di Piazza Vittorio ante litteram». Il progetto coordinato dalla parrocchia di Tresivio nell’ambito delle iniziative previste dal progetto “Malaombra” per la prevenzione del disagio è interamente finanziato da sponsor privati di Tresivio, dal Comune e dalle associazioni locali, che hanno creduto nell’iniziativa fin dalla prima presentazione, nella scorsa primavera. Le prove saranno ora documentate in un video che seguirà passo per passo la realizzazione di questa TUrandot dei giovani che aspira a diventare uno spettacolo esportabile anche in altre realtà della provincia di Sondrio. Dopo le vacanze natalizie è previsto un incontro per illustrare dettagliatamente alla comunità tresiviasca le finalità del progetto, di cui tutti in paese comunque già parlano. ZONA PASTORALE MEDIA VALTELLINA - SONDRIO VENERDÌ 8 GENNAIO 2010 ORATORIO DI PONTE IN VALTELLINA – ALLE ORE 20.30 Lectio per i giovani (dai 19 ai 25 anni) organizzata dalla Commissione Giovanile Zonale; info: don Luca 339 - 1224823 SABATO 9 GENNAIO 2010 PONTE IN VALTELLINA – ALLE ORE 20.30 Veglia zonale per la pace. Ritrovo in piazza della Vittoria e conclusione nella chiesa di San Maurizio DOMENICA 28 FEBBRAIO 2010 A SONDRIO/SAN ROCCO Ritiro zonale per cresimandi animato dal Centro Diocesano Vocazioni. N.B.: I preti interessati comunichino a don Mariano (347 - 2989078) entro il 31 gennaio la loro adesione e il nome di un catechista referente, poiché sarà necessaria una riunione con i catechisti prima del ritiro. SABATO 6 MARZO 2010 (LUOGO DA DEFINIRSI) DALLE ORE 17.00 ALLE ORE 21.00 CIRCA “Bazar del porto” per i 14enni che parteciperanno al Molo 14. N.B. Le parrocchie interessate comunichino entro il 31 gennaio alla Commissione Giovanile (don Luca 339 - 1224823) la loro adesione e il nome di un catechista referente, poiché con tutti i catechisti ci si troverà giovedì 14 gennaio alle ore 20.45 all’oratorio del Sacro Cuore a Sondrio. Questi sono i risultati di una ricerca condotta e coordinata dal Consorzio Aaster di Milano, con la supervisione del sociologo valtellinese Aldo Bonomi. Nel periodo autunno 2008-primavera 2009 una sessantina di volontari e operatori Caritas ha somministrato mille questionari quantitativi e cento questionari qualitativi in tutti i mandamenti della provincia: Chiavenna, Morbegno, Sondrio, Tirano, Bormio. Si calcola che negli ultimi vent’anni, fra Valtellina e Valchiavenna, si sono verificati circa cinquecento casi di suicidio, senza contare quelli tentati o le morti sospette (ovvero decessi imputati ad altre cause ma che potrebbero nascondere il male di vivere). I più a rischio sono gli uomini. Per quanto riguarda l’età, sono gli antipodi a far alzare la soglia di allarme: anziani e giovani. I primi per la nostalgia del “non più”, i secondi per l’ansia del “non ancora”. Una dinamica, questa della sospensione, della “via di mezzo”, riscontrabile anche nella dimensione geografica. Le comunità dove si registra un tasso maggiore di suicidi sono quelle intermedie: non il paesino piccolo, all’antica, dove sopravvivono le reti familiari e le amicizie, né la città, dove ci sono servizi e, sebbene in misura molto minore rispetto all’orizzonte metropolitano milanese (cui, da Valtellina e Valchiavenna si guarda come a un invidiabile miraggio) non mancano opportunità di svago e di intrattenimento culturale. A rischio, dunque, sono i paesi e le cittadine in bilico fra il vecchio villaggio e il nucleo urbano terziarizzato. Più del 65% degli abitanti della provincia di Sondrio ha, nella propria cerchia di familiari, amici, conoscenti, almeno un caso di suicidio. Nel 70% dei casi chi ha scelto di togliersi la vita non aveva dato segnali apparenti di malessere, né era mai entrato in contatto con psicologi, psichiatri o assistenti sociali. «Siamo partiti dalla realtà – disse in quell’occasione il direttore della Caritas di Valtellina e Valchiavenna don Augusto Bormolini –. Non si può negare il fatto che nelle nostre valli si registrano alte percentuali di suicidi. La Caritas, di fronte a questo problema, si è sentita chiamata in causa, perché l’essere a servizio significa anche studiare, conoscere, vivere, approfondire le cause delle molteplici forme di povertà riscontrabili sul nostro territorio. E quella del non voler vivere, del non riuscire più a dare un senso alla propria vita è una povertà estrema… Il problema dei suicidi non va rimosso, ma assunto. Ci riguarda. Non è solo una questione limitata alla sfera dell’individuo o della sua famiglia, ma coinvolge tutta la società. Non vogliamo abbandonarci a valutazioni morali, ma interrogarci su come la società percepisce il fenomeno, come lo interpreta, come lo affronta». Siamo tornati a interpellare don Augusto nella sua veste non solo di responsabile della Caritas sondriese ma anche di parroco di Tresivio. «Dopo il convegno di settembre – ci spiega – il cammino di “Malaombra” è andato avanti, proprio come era nelle nostre intenzioni. Ci sono già stati due incontri, con una decina di associazioni, per dare vita a progetti sistematici, in cui ogni realtà, con le proprie caratteristiche e specificità, può portare il proprio contributo, così da coinvolgere i ragazzi, i giovani, per stare insieme in maniera diversa e contro l’isolamento. La Caritas funge da collante. Le associazioni coinvolte sono: Il gabbiano (contro le tossicodipendenze); La Navicella (salute mentale); Lavops e Sol.co. (come enti di coordinamento del mondo del volontariato e del terzo settore); Le baite (esperta in nuove tecnologie); Apanthesis (disagio mentale); Asis (associazione per lo studio e l’informazione sul suicidio); e il sindacato Cisl (per gli anziani). È un piccolo comitato di lavoro, formato da una quindicina di persone. Ci siamo trovati per scambiare idee, iniziative, proposte di attività. Il prossimo incontro in calendario sarà il 28 dicembre: allora stileremo un programma più organico, da presentare anche alle istituzioni, così da poter chiedere patrocinio, sostegno economico e far partire le iniziative». E sullo specifico del progetto TUrandot? «Siamo molto felici – ci risponde don Augusto –. Superato il problema degli orari, per conciliare le richieste di tutti, ora il percorso procede a pieno ritmo. I ragazzi partecipano, sono molto coinvolti e il desiderio di fare bene si vede. Complimenti a Davide Benedetti perché sa lavorare davvero bene con i giovani. Saranno impegnati fino a maggio-giugno, fino al momento della rappresentazione, insomma, e, una volta pronta, vorremmo portare quest’opera anche negli oratori vicini (Sondrio, Ponte…), per testimoniare che i ragazzi sanno incontrarsi anche per le cose “serie” e possono entusiasmarsi per molte cose, oltre il telefonino e il computer. Ci saranno anche incontri con i genitori, per coinvolgerli nella preparazione dei costumi o con i lavori di supporto. Il progetto – conclude don Bormolini – vuole coinvolgere tutta la comunità; immediata anche l’adesione degli sponsor privati e tutti hanno dato un proprio contributo. Una vera partecipazione corale». ENRICA LATTANZI P A G I N A 32 CRONACA Valchiavenna IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 19 DICEMBRE 2009 PUBBLICAZIONI IL VOLUME SARÀ PRESENTATO IL 23 DICEMBRE A CHIAVENNA Tracce di storia: c’è aria di Mese A chiusura delle celebrazioni del cinquantesimo di vita, il Centro di studi storici valchiavennaschi presenta il numero 94 delle sue edizioni, dedicato alla storia di Mese. Il volume sarà presentato mercoledì 23 dicembre alle ore 17.30 nel salone al piano nobile del palazzo Pestalozzi in via Carlo Pedretti a Chiavenna. Si intitola “Aria di Mese. Tracce di storia alle porte di Chiavenna”. L’autore delle oltre 400 pa-gine corredate da numerose e preziose immagini d’epoca, è il prof. Marino Balatti, apprezzato storico e consigliere dell’associazione da oltre vent’anni, che interverrà alla presentazione assieme all’amico prof. Guido Scaramellini, presidente del Centro studi. Entrambi parteciperanno anche alla seconda presentazione del libro, che si terrà alle scuole di Mese la vigilia di Natale, con inizio alle ore 20.30. Dopo la presentazione di Guido Scaramellini, nel volume Marino Balatti traccia in stimolanti capitoli la storia di Mese, basandosi non solo su quanto già è stato scritto, ma anche in arrivo il numero 12 del bollettino “Al lavatoi”, elegante pubblicazione annuale dell’Associazione Culturale Biblioteca di Samolaco, per la quale è prevista la distribuzione ai soci già dalla prossima settimana, con un’importante novità: il recapito tramite il servizio postale. Il fascicolo, stampato interamente a colori su carta patinata, contiene una varietà di articoli che spaziano dalle tradizioni, al dialetto, alla storia, senza trascurare eventi particolari del passato, personaggi curiosi, fatti recenti di interesse locale… e altro ancora. Anche il numero di pagine è sensibilmente aumentato, arrivando quest’anno a ben 52: più che di un fascicolo, si dovrebbe ormai parlare di un volumetto. È su notizie derivanti da fonti inedite, frutto di numerose ricerche d’archivio. Particolare attenzione è rivolta agli ultimi secoli della nostra storia e ad aspetti sociali, a cui l’autore da tempo dedica soprattutto i suoi studi. Menzionato la prima volta in una pergamena del 1016, Mese fu una piccola località della Valchiavenna, costituita in comune nel Medioevo. Ma è soprattutto la vita della comunità a fare da filo portante della narrazione: dalla nascita dei primi cognomi in paese alla pratica religiosa e ai lavori prevalenti. Viene delineata l’importanza del Ponte dei carri e dei percorsi storici, come quello romano e quello che, attraverso il passo della Forcola, conduce in val Mesolcina. In campo amministrativo si indaga sull’amministrazione del comune nel corso dei secoli e i relativi obblighi verso il contado, sull’emigrazione e sull’agricoltura, rimarcando il ruolo dei fertili terreni della Trivulzia, il cui nome, derivato dalla fattoria voluta da Gian Giacomo Trivulzio, maresciallo di Francia, è oggi portato dalla strada pro- NELL’EX CONVENTO, UN GIARDINO TUTTO NUOVO vinciale che percorre il versante destro della valle. Non mancano i personaggi che hanno fatto la storia di Mese, tra cui spicca don Primo Lucchinetti. Negli ultimi capitoli del libro, ampio spazio è dedicato alla centrale idroelettrica, inaugurata nel 1927 alla presenza del principe ereditario al trono d’Italia Umberto di Savoia, che all’epoca era la più potente d’Europa. CRISTIAN COPES SAMOLACO PER LA PRIMA VOLTA IL RECAPITO POSTALE Tutti insieme... Al lavatoi Nelle pagine iniziali si possono leggere il resoconto delle attività svolte ed i progetti per il futuro, le indicazioni relative al versamento della quota associativa (che per la prima volta, dalla fondazione del sodalizio, vien aumentata per fron- teggiare gli inevitabili, maggiori costi dovuti da un lato alla stampa a colori, dall’altro alla confezione ed invio tramite posta), insieme ad una sintetica scheda di presentazione dell’associazione e delle sue attività. Si ringraziano i molti che, ancora una volta, hanno dato il proprio valido contributo alla preparazione di questa pubblicazione periodica: il gruppo di lavoro che regolarmente si trova in biblioteca per portare avanti le numerose attività in programma, i soci, gli amici e simpatizzanti, le scuole, le associazioni ed i gruppi attivi sul territorio. L’augurio che si fa il gruppo di redazione, insieme a A MADESIMO GARA DI SCI ALPINO PER AIUTARE IL NEPAL Solidarietà sulla neve a Madesimo, per i migliori atleti delle salite con gli sci e per i semplici appassionati. Per la serata di sabato 19 dicembre lo Sci Club Campodolcino organizza una gara di sci alpinismo individuale Vertical race, valida come prima prova del circuito Coppa Alpi Centrali Vertical race per tesserati Fisi. Ma non ci sarà soltanto questa prova: parallelamente alla gara Fisi è previsto un raduno cronometrato non competitivo per semplici appassionati. Sarà una competizione aperta anche a chi vuol mettere alla prova la propria abilità senza troppe pretese, a chi vuol fare una passeggiata in compagnia e a chi vuole unirsi ai partecipanti da spettatore. Il ricavato della manifestazione verrà devoluto a favore dei bambini del Langtang, una regione del Nepal dove ha sede un progetto di solidarietà legato alla Valchiavenna. Il tracciato va dal Centro di Madesimo al Ristoro Larici, con un dislivello di 350 metri. Alle 17.30 ci sarà il ritrovo, poi si svolgerà la gara e alle 20 ci si riunirà per la cena al Ristoro Larici. Poi ci sarà la premiazione. Il costo dell’iscrizione è di 25 euro e dà diritto a un gadget e alla cena al Ristoro Larici. Un momento di allegria che permetterà a tutti i presenti di recuperare le energie spese. Per le iscrizioni della gara Fisi c’è tempo entro venerdì alle ore 17.00, mentre per il raduno cronometrato il termine sarà sabato sera alle ore 18.30. S.BAR. tutte le persone impegnate in questa iniziativa, è quello di continuare a meritare la comprensione e l’attenzione dei lettori, molti dei quali vivono anche in paesi lontani (pensiamo ai nostri emigranti, sempre molto attenti agli eventi del Paese di origine, e pronti a dare il proprio contributo per sostenere le varie iniziative). Con l’occasione si anticipano alcune importanti novità e progetti dell’Associazione. In aggiunta infatti al programma editoriale (in preparazione monografie sulla Prima guerra mondiale, sulle poesie dialettali e sulle famiglie numerose del passato), si sono predisposti dei progetti di recupero relativi a vecchi edifici, alle cappelle sparse lungo i sentieri di montagna e alla cura e valorizzazione degli antichi percorsi locali (segnaletica, pannelli illustrativi relativi ai luoghi, alla storia, alle tradizioni). Il pezzo forte, tuttavia, è rappresentato dal Museo Fotografico “Al Culumbée”, allestito da oltre un anno presso l’antica torre restaurata nella frazione di san Pietro e che, finalmente, a breve, si dovrebbe aprire ai visitatori in giorni ed orari precisi, dei quali si darà adeguata informazione. Lavori terminati. Basta aggirarsi per il giardino dell’ex convento dell’Immacolata, ora sede della Comunità Montana Valchiavenna, per accorgersi che le, non brevi, operazioni di sistemazione dell’area sono state completate. Durante il periodo tra la fine dell’estate e l’autunno, infatti, l’ente comprensoriale ha completato i lavori iniziati durante il periodo estivo: verifica delle condizioni delle piante di alto fusto, alcune delle quali sacrificate negli anni scorsi, sistemazione dei camminamenti, interramento dell’impianto di irrigazione, realizzazione dei pozzetti e piantumazione di essenze. Manca ormai solo la sistemazione del cancello d’entrata e la rimozione di un piccolo trattore ancora presente all’interno del giardino di via Lena Perpenti e poi il cantiere sarà considerato chiuso. L’area, che ha già cambiato aspetto rispetto a qualche mese fa quando la situazione sembrava decisamente degradata, potrà essere, quindi, messa a disposizione del pubblico come prevede la convenzione sottoscritta da Comunità montana, ente proprietario, e Amministrazione comunale di Chiavenna, che andrà a gestire le aperture diurne e la manutenzione ordinaria. Tutto, ovviamente, è rimandato all’arrivo della prossima primavera. Resta da capire che tipo di arredamento sarà scelto per abbellire e rendere più confortevole il giardino. Le opzioni in questo caso sono due. O puntare su panchine e tavolini oppure integrare il tutto con qualche gioco dedicato ai più piccoli in modo da rendere appetibile il parco ad un pubblico più vasto. Un notevolissimo polmone verde che darà sollievo dalla calura estiva, senza bisogno di recarsi fuori dall’abitato della città o, ancora peggio, prendere l’automobile. Il giardino sarà aperto, come previsto dalla convenzione, durante le ore diurne e accessibile dal cancello, lo stesso che serve il posteggio ad uso pubblico realizzato su due piani, presente in via Vanossi. D.PRA. FESTA CON I GENITORI PER I PICCOLI DELL’IMMACOLATA Festa di fine 2009, lunedì 7 dicembre per la Scuola Materna Immacolata. Oltre 160 persone, insegnanti, personale della cooperativa che gestisce la scuola, genitori, simpatizzanti si sono ritrovati per una cena in compagnia all’agriturismo Aqua Fracta di Borgonuovo di Piuro per il tradizionale appuntamento conviviale di fine anno. Un’occasione per scambiarsi gli auguri per le imminenti feste, per socializzare e per fare il punto della situazione sulla scuola nata pochi anni or sono, dopo la fine dell’esperienza educativa delle Figlie della Croce al convento dell’Immacolata di Chiavenna. Una grande festa che è stata il preludio all’iniziativa pianificata per le prossime festività. Le insegnanti, infatti, hanno in queste settimane aiutato i bambini che frequentano la scuola di piazza Bormetti a confezionare alcuni “lavoretti” natalizi che sono stati oggetto di una mostra mercato in programma in sede. Durante la giornata amici e genitori hanno potuto visitare la mostra e acquistare gli oggetti. Tutto il ricavato di questa iniziativa sarà devoluto a supporto delle attività della Piccola Opera di Traona, con la quale la scuola chiavennasca ha da tempo stabilito una proficua collaborazione. D.PRA. KINO - SCI PER TUTTI Da venerdì 11 dicembre a domenica 13 le piste di Madesimo hanno ospitato una singolare manifestazione che ha come scopo di dimostrare come uno sport bello come lo sci è praticabile anche dai disabili. Di scena c’erano infatti i ragazzi della Freerider Sport Event. La Freerider Sport Event è un’Associazione Sportiva Dilettantistica che ha lo scopo preciso di rendere possibile l’avvicinamento disabilità fisica sport invernali. Il concetto fondamentale che ha creato la base per gli sviluppi successivi è l’integrazione totale della persona disabile attraverso uno sport come lo sci che, praticato con la dovuta formazione e attrezzatura, deve portare all’annullamento della disabilità permettendo così la completa aggregazione tra “disabili” e “normodati” facendo capire ad entrambe le categorie che è un’esperienza possibile: Si Può Fare! Il Freerider Promotour 2009/2010 comprende 10 eventi organizzati nelle maggiori località sciistiche italiane ed un nuovo, stimolante ed ambizioso progetto: la spedizione in Canada per le Olimpiadi Invernali 2010. Presente anche Luca Maraffio, di Villa di Chiavenna, grintoso atleta di punta della Nazionale Disabili. CRONACA Sondrio&provincia IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 19 DICEMBRE 2009 MORBEGNO SI CERCANO VOLONTARI... Compiti insieme L a Cooperativa Sociale Insieme, attiva sul territorio della Bassa Valtellina, propone una attività di supporto in orario extra scolastico dal nome Compiti Insieme, gestita in collaborazione con la Scuola Media Ezio Vanoni di Morbegno. L’iniziativa è realizzata nell’ambito del progetto Cosa mettiamo in cartella, promosso dall’associazione “Gruppo della gioia” di Talamona e finanziato dalla legge regionale 23/ 99, in collaborazione con tredici partner del territorio del distretto di Morbegno (istituti comprensivi di Ardenno, Traona, Cosio Valtellino, Talamona, Istituto Romegialli Morbegno, parrocchie di Morbegno e Talamona, Comune di Talamona, Scuola dell’infanzia di Talamona, scuola media Ezio Vanoni di Morbegno, Cooperativa Sociale Insieme). Nello specifico Compiti Insieme cerca volontari (inse- BASSA VALLE TERZA FASE PER TOLLERANZA ZERO... P rosegue l’attività del progetto Tolleranza zero, nato su iniziativa di un gruppo di cittadini di Cosio Valtellino esasperati dalla scarsa cultura civica in materia di educazione stradale, con un occhio di particolare riguardo per i pedoni (ma non solo). A sostenere l’iniziativa, frutto dell’intuizione di Giulio, Gilda e Martino, anche il prefetto gnanti, ex insegnanti, studenti universitari o delle scuole superiori, persone motivate) per il supporto ai ragazzi nella realizzazione dei compiti e nell’organizzazione delle attività scolastiche. All’attività partecipano già cinque volontari e due educatori, ma tali risorse non bastano per coprire i bisogni dell’attività e dei ragazzi. L’iniziativa si svolge il martedì e il giovedì pomeriggio (dalle ore 14.00 alle ore 16.00) presso gli spazi dell’oratorio di Morbegno e vi partecipano distribuiti nei due pomeriggi circa 60 ragazzi. Chi fosse interessato a dare un supporto volontario al progetto (in qualsiasi modalità e forma) può contattare i responsabili ai seguenti recapiti telefonici: Francesca Canazza e Massimo Bevilacqua, telefono 0342-614587, 3401778993. CONCERTO DI NATALE A CHIAVENNA A Chiavenna, presso la collegiata di San Lorenzo, sabato 19 dicembre, alle ore 21.00, In dulci jubilo, concerto di Natale. All’organo Michele Montemurro, con la corale Laurenziana Giocondo D’Amato. Il concerto è organizzato da Pro Chiavenna e dal Comune di Chiavenna. della provincia di Sondrio Chiara Marolla, la Comunità Montana Bassa Valtellina, il Gruppo Sportivo Valgerola e numerosi sponsor privati. In un anno di vita due le proposte già realizzate: dapprima un opuscolo informativo; poi il vigile di cartone; e, da alcuni giorni, il giubbino catarifrangente, per dare maggiore sicurezza ai pedoni e ai molti atleti che sono soliti frequentare le strade della Bassa Valle. Ci sarà anche una quarta fase, che porrà l’accento su ciclisti e motociclisti. NATALE IN MUSEO, BAMBINI ARTISTI PER UN GIORNO Addobbi e decorazioni natalizie realizzati dai bambini valtellinesi. Nell’ambito del progetto di attività per la costituzione del sistema museale, il Servizio Cultura della Provincia di Sondrio promuove e coordina una serie di laboratori creativi, interamente gratuiti, che si svolgeranno sabato 19 dicembre. Per l’originale iniziativa sono stati coinvolti i cinque musei che a breve formeranno la rete museale valtellinese. In Alta Valtellina propone il progetto “Il Natale dei Nonni” il Museo Vallivo “Mario Testorelli” di Valfurva in collaborazione con la Biblioteca Comunale di Valfurva. Gli esperti seguiranno i giovani partecipanti nella realizzazione di decorazioni per le finestre con i tessuti di un tempo. È possibile prendere parte ai laboratori che si terranno presso il museo dalle ore 14.30 alle ore 16.00, contattando il numero 0342.531345. Tutti i manufatti saranno donati agli ospiti della Casa di Riposo “Baita Serena” di San Nicolò. Al Museo Civico di Bormio, invece, si inizia alle ore 15.00 e si lavora fino alle ore 17.00. In questo caso l’iniziativa “Colora il tuo Natale” si rivolge a bambini di età compresa fra i 5 e i 12 anni. È gradita la prenotazione telefonando al Servizio Cultura del Comune di Bormio al numero 0342.1940009. A Grosio di scena “Natale al Parco delle Incisioni Rupestri” con la realizzazione di lavori attraverso la tecnica dell’incisione su rame. Per prendere parte alla giornata che inizia alle ore 14.30 e prosegue fino alle ore 17.00 è necessario contattare i numeri 0342.847233 oppure 346.3331405. Ad Albaredo festa per tutti i bambini a partire dalle ore 14.30 presso il Centro Madonna di Montenero su iniziativa dell’Ecomuseo della Valle del Bitto che propone l’esibizione del “Gruppo Tatanka”. Per maggiori informazioni è possibile telefonare al numero 0342.616288. Al Museo Civico di Storia Naturale di Morbegno invece si realizzano gli addobbi utilizzando materiali naturali. Il laboratorio è a numero chiuso, è dunque necessario prenotare contattando il numero 0342.612451. Artisti e bambini al lavoro dalle ore 16.00 alle ore 17.30. P A G I N A 33 A SONDRIO, IL LIGARI D’ARGENTO 2009, ASSEGNATO A LUCIA FUSTINONI Il Premio Ligari D’Argento 2009 è stato assegnato a Lucia Fustinoni in Tarabini. Lo scorso 10 dicembre la commissione, composta dal sindaco, Alcide Molteni, e dagli ex sindaci Alberto Frizziero (presidente), Flaminio Benetti e Bianca Bianchini, dopo aver ricordato un altro ex sindaco, Primo Buzzetti, scomparso a luglio, per anni presidente della commissione stessa in qualità di ex primo cittadino più anziano, ha assegnato il prestigioso riconoscimento a Lucia Fustinoni in Tarabini, scelta tra le candidature presentate dai cittadini. Ecco le motivazioni: «Donna speciale per generosità, sensibilità, per il carattere mite e determinato, Lucia Fustinoni riassume in sé l’energia, il coraggio e la passione, uniti alla capacità di ascolto e di accoglienza. Da sempre, si dedica ai bisogni di coloro che soffrono per povertà, ingiustizia, emarginazione, solitudine e malattia. Visita periodicamente sia le famiglie in difficoltà portando conforto e sostegno, anche materiale, sia i detenuti presso la Casa circondariale, ai quali dona serenità e speranza, sempre attenta ai bisogni derivanti dalla loro condizione. È, la sua, una presenza silenziosa, che si ritrova nei luoghi della sofferenza e del dolore. La si vede camminare per le strade con il passo veloce di chi ha una meta ed impegni precisi; non è difficile immaginare che, al ritorno, il suo passo sarà un po’ più lento ed affaticato, perché Lucia, nella sua missione accanto ai più deboli e bisognosi, lascia anche una parte di sé. La nostra città è consapevole ed orgogliosa di questa generosità e vuole esprimere, attraverso il Ligari d’Argento, il suo grandissimo grazie». Lucia Fustinoni è nata a Bergamo il 7 febbraio 1932 e residente a Sondrio, coniugata con Eugenio Tarabini da 50 anni, madre di tre figli, per un quarantennio insegnante di francese presso l’Istituto Magistrale, la scuola media Torelli e l’Istituto Professionale Besta. Attiva dal 1959 nel Gruppo di Volontariato Vincenziano di Sondrio di cui è stata presidente dal 1997 al 2007, Gruppo di cui ricorre quest’anno il 50° della fondazione, è consigliera e poi presidente dell’Associazione Amici dei Ciechi. Per molti anni è stata inoltre catechista parrocchiale. La cerimonia di premiazione si svolge giovedì 17 dicembre, alle ore 18.00, nella Sala consiliare di Palazzo Pretorio. A SONDRIO, PRESSO LA BIBLIOTECA CIVICA, LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO CALZINI COLORATI Venerdì 18 dicembre, alle ore 17.30, presso la Biblioteca Civica “Pio Rajna” di Sondrio verrà presentato il volume “Calzini colorati”, introdotto da un commento di Gianfranco Avella e da alcune poesie recitate da Marina Martinelli. Saranno presenti gli autori: Francesca Imperial, Marco Trecarichi, Carlo De Campo, Mirella Gonzini, Bruna Colturi, Bruna Maganetti. Il volume pubblicato è il risultato di un lavoro di scrittura promosso dal Dipartimento di Salute Mentale con un gruppo di persone del Centro Diurno dell’Ambulatorio psichiatrico di Tirano e con il poeta Giacomo Gusmeroli. A CHIESA VALMALENCO IL PRANZO DI NATALE DELL’ASSOCIAZIONE ITALIANA CELIACHIA Domenica 20 dicembre si terrà a Chiesa in Valmalenco il tradizionale pranzo di Natale dell’Associazione Italiana Celiachia. L’iniziativa è rivolta a tutte le persone celiache della provincia di Sondrio, ai loro familiari, amici e simpatizzanti. È obbligatoria la prenotazione. Rivolgersi a: Marina Bertelli – referente per la provincia Sondrio – telefono 0342215371 (ore serali); Simona Franceschini – referente per la provincia Sondrio – telefono 0342-745062 (ore serali). Non si accettano prenotazioni su segreteria telefonica, per fax o per email. IL 23 DICEMBRE, IL CONCERTO DEL CORO CAI SONDRIO; ANTEPRIMA A MONTECITORIO IL 18 DICEMBRE Anche questo Natale il Coro CAI di Sondrio si presenta al suo pubblico con il tradizionale “Concerto degli Auguri” patrocinato da: Comune di Sondrio, AVIS, Gruppo Bancario Credito Valtellinese e ristorante Sassella di Grosio. È ormai consuetudine per il Coro, in occasione delle festività natalizie, rivolgere gli auguri e proporre all’attenzione del suo pubblico il meglio del repertorio e i nuovi canti appresi. Il concerto sarà la degna conclusione di un anno denso di appuntamenti e di impegni, rivolti a celebrare i 45 anni di attività del gruppo. Il concerto si terrà mercoledì 23 dicembre, alle ore 21.00, presso l’Auditorium Torelli di Sondrio. Una serata che si svolge a coronamento di un anno intenso che ha visto il coro esibirsi in tutta la valle e riscuotere nuovi e importanti apprezzamenti in occasione delle esibizioni e dei concerti fuori provincia. Il “Concerto degli Auguri” è anche occasione, per coristi, maestro (Michele Franzina) e presidente (Piero Camanni) di ringraziare: associazioni, enti pubblici e privati, amici che si sono prodigati, nel corso dell’anno, nel sostenere il coro e le iniziative di cui il gruppo si è fatto promotore. Il concerto si concluderà con gli auguri di buon Natale e felice anno nuovo a tutto pubblico e alla città di Sondrio, a cui seguiranno i tradizionali brindisi conviviali per i presenti nel salone dell’Auditorium, al termine del concerto. In anteprima, venerdì 18 dicembre, il coro Coro CAI di Sondrio, si esibirà a Montecitorio, presso la Camera dei Deputati, in occasione della “Giornata della coralità di montagna”. Questo evento potrà essere seguito in diretta da tutti gli appassionati sul sito Rai internet a partire dalle ore 17.00 e verrà replicato la mattina di domenica 27 dicembre su RAI 3 alle ore 8.40. DOMENICA 20 DICEMBRE, A MORBEGNO, UN CONCERTO GOSPEL DA NON PERDERE Tutta l’energia e la spiritualità del gospel in un concerto destinato a rimanere nella storia del Quadrato Magico. Le Anointed Pace Sisters sono una forza della natura; uniscono la potenza vocale con l’emotività tipica di questa musica. Un equilibrio unico, una speciale armonia di gospel tradizionale e contemporaneo. The Anointed Pace sisters sono un gruppo gospel costituito da 8 sorelle (le sorelle Pace appunto) attualmente fra i più quotati e popolari negli USA. Domenica 20 dicembre saranno in concerto a Morbegno, presso l’Auditorium Sant’Antonio, a partire dalle ore 21.30. Biglietto, posto unico numerato a 15 euro, disponibile nelle abituali prevendite a Morbegno presso il Consorzio Turistico Porte di Valtellina e Vanradio, a Sondrio presso il Consorzio Turistico del Mandamento di Sondrio. Informazioni telefonando allo 0342-601140; oppure consultando il sito internet www.portedivaltellina.it; e-mail [email protected]. P A G I N A 34 CRONACA SondrioCultura IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 19 DICEMBRE 2009 ASSOCIAZIONE AD FONTES PER INTEGRARSI NELLA VITA DI TUTTI I GIORNI E VALORIZZARE IL PATRIMONIO LOCALE La cultura diventa quotidianità « L a cultura come qualcosa di fortemente integrato nella quotidianità, come strumento di formazione ma anche di educazione e veicolo di valori, non un qualcosa di libresco e riservato a pochi, ma un qualcosa di vitale, un modo di star bene insieme a partire dai contenuti culturali e dalla condivisione di un gusto». Con queste parole Rita Pezzola, membro del comitato scientifico, ma prima ancora vera anima dell’associazione di promozione sociale Ad Fontes al pari del marito e presidente Ugo Zecca e del vicepresidente monsignor Felice Rainoldi, ha aperto la conferenza stampa presso Lavops per presentare questa singolare proposta morbegnese di attività culturale. L’associazione è nata nel 2005 (dal 2008 è socia di Lavops) come gruppo di amici con in comune l’amore per i beni culturali locali nelle varie manifestazioni archivistiche, artistiche, architettoniche e storiche. «È proprio a partire da questa concezione della cultura come forma vitale e modo di essere ha proseguito Pezzola che abbiamo scelto di essere un’associazione di promozione sociale. Per noi la cultura deve essere uno spazio aperto che ognuno può coltivare con obiettivi e livelli differenti, purché sia tesa ad arricchire l’animo e le relazioni. Questo messaggio e questo stile traspaiono in tutto ciò che abbiamo fatto, facciamo e faremo, sia favorendo nelle scuole la formazione e il benessere dei ragazzi [un esempio è il laboratorio didattico che al Liceo Pio XII di Sondrio è confluito nella pubblicazione del volume Alla presenza di un archeologico sepolcreto - Gli scavi di Clemente Valenti nella necropoli romana di Talamona (1884-1886)], sia promuovendo visite guidate, sia collaborando con gli enti locali per realizzare ricerche storicoartistiche sui beni del territorio, che possono poi divenire libri a stampa o informatici». Quindi, quali esempi di questa modalità di lavoro sono stati presentati i due volumi pubblicati a stampa quest’anno, cui i soci hanno collaborato in cordiale amicizia: Evangelina Laini ha presentato il suo libro tascabile Passeggiate a Morbegno: una guida, mentre monsignor Felice Rainoldi il suo volume Il santuario della Beata Vergine della Neve e di San Carlo in Chiuro. Entrambi stanno già riscuotendo l’interesse auspicato anche attraverso le consultazioni sul sito dell’associazione. La guida di Morbegno è il frutto delle esperienze di Laini, che da insegnante ha sempre creduto che il territorio, in cui una scuola si trova, debba essere oggetto di indagine da parte degli studenti, e che come guida delle visite alla città quale membro del gruppo Le Nevi di un Tempo ha sempre cercato risposte alle domande che nascono accompagnando studenti e visitatori. «La didattica è forse ancora alla base di questi percorsi - ha spiegato Laini, anche lei membro scientifico di Ad Fontes -, esposti in modo da renderli immediatamente accessibili al maggior numero di persone, anche a chi si trova per la prima volta davanti ad affreschi e a monumenti sconosciuti. Almeno tre sono i livelli di lettura della guida: le parole in neretto richiamano i punti fondamentali; i margini dicono dove il testo approfondisce i concetti già espressi nel discorso; infine, le finestre di analisi storica, artistica, qualche volta addirittura teologica, poiché il contesto culturale degli itinerari cittadini attinge sempre anche alla Bibbia, proprio perché Morbegno, col dominio dei Grigioni riformati, si è trovata nel mezzo di un conflitto che non riguardava solo i confini materiali del territorio, ma entrava nelle idee, nelle convinzioni e nel cuore. Il testo non pretende di dare risposta a tutte le domande ma, essendo di facile consultazione, offre una prima conoscenza complessiva del territorio di Morbegno e un’esauriente bibliografia a chi desidera condurre ulteriori approfondimenti». «Ho scritto il libro sul Santuario della Beata Vergine delle Neve e di San Carlo - ha esordito monsignor Felice Rai- noldi - nel mio 50° di Messa per amore alla mia terra e per donarlo ai compaesani. In una collaborazione quasi quotidiana gli amici di Ad Fontes mi hanno sollecitato ad indagare la storia e i contenuti iconografici di questo luogo sacro a me assai caro, creando uno strumento di lettura, una fonte di memoria capace di far riscoprire la storia, l’identità, la cultura, oggigiorno sfilacciate specie tra i giovani, se manca chi richiama a saper vedere e a stupirsi. Due sono i registri del li- bro: uno accessibile a tutti e uno di ricerca storica, archivistica, documentaria, con pagine di note di approfondimento a completare il libro, circa 700 note rivolte per permettere agli studiosi di ritrovare le fonti. L’opera è divisa in due sezioni: la prima, “Quello che videro i nostri padri”, è una specie di film che narra le vicende del santuario dal 1620 fino a 30-40 anni fa e come l’edificio e l’iconografia si sono gradualmente sviluppati. La seconda parte, “Quello che vedono i nostri occhi”, è invece la visita guidata al santuario. È una rassegna e un’analisi sistematica dei dati iconografici e artistici per rendere manifesta l’istanza profonda del messaggio di ogni opera, messaggio allora immediatamente vivo e comprensibile ai credenti. Oggi, i quadri e gli affreschi sono visti e gustati, ma senza cogliere la profondità del simbolismo biblico, i valori della narrazione e neppure l’intelligenza di chi li ha commissionati e razionalmente ispirati. Ho cercato dunque di andare al di là di quello che si vede per riproporre ciò che fede, intelligenza e cultura hanno creato. Anche questo è promozione culturale, perché rende capaci di andare oltre l’aspetto estetico e di giungere al senso intrinseco alle opere». Nell’insieme, il volume recupera anche molti aspetti della storia del paese, dall’apporto dei prevosti, a quello delle confraternite e della comunità, in un’esplorazione di tutti i materiali oggi disponibili. La pubblicazione del libro ha reso più fruibile il santuario stesso e l’intenzione è di produrre un analogo studio anche sulla chiesa parrocchiale dei Santi Giacomo e Andrea, sempre allo scopo di far rinascere a nuova vita e di rendere fruibili questi monumenti. La conferenza stampa si è conclusa con la presentazione del sito di Ad Fontes (www.adfontes. it) voluto come strumento di comunicazione immediato ed efficace, oltre che per i costi molto inferiori rispetto al cartaceo. Il sito, completamente rifatto la scorsa settimana, è opera del presidente Ugo Zecca che anche lo gestisce. Dalla pagina iniziale, Benvenuti!, si può accedere a tutte le altre pagine e sottopagine, da Chi siamo alle Attività di ricerca, alle Fonti e didattica, alla Biblioteca, dove si trova Il nostro scaffale. Qui, nei Libri a stampa proprio la scorsa settimana sono stati pubblicati online gli Indici del volume di monsignor Rainoldi su Il santuario della Beata Vergine e di San Carlo in Chiuro, che erano stati promessi al momento della presentazione. «Facciamo questo - ha spiegato Pezzola - perché, rivolgendoci anche ai giovani e alle scuole, abbiamo scoperto che l’interazione-integrazione tra strumento cartaceo a stampa e strumento informatico on-line è una strategia comunicativa molto efficace». L’accesso allo Scaffale, che consente di conoscere i Libri a stampa, gli e-book (solo online), i Saggi e le Recensioni, che intendono promuovere la lettura di libri e di pubblicazioni anche di altri, è libero e gratuito. pagina a cura di PIERANGELO MELGARA MONS. RAINOLDI GUIDA LA VISITA ALLA SACRISTIA DI SAN GIOVANNI A MORBEGNO Domenica 20 alle 14.30, in collaborazione con la parrocchia e il Comune di Morbegno, l’Associazione Ad Fontes propone la visita guidata alla Sacristia maggiore della chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista. Qui, monsignor Felice Rainoldi commenterà il ciclo di affreschi commissionati a Pietro Bianchi, detto il Bustino, anche alla luce della ricerca da lui recentemente pubblicata negli e-book sul sito di Ad Fontes. Nella foto la scena “Calculo mundasti ignito”, dove un serafino purifica con un carbone ardente le labbra del profeta Isaia come si legge in Isaia 6, 6-8: “Allora uno dei serafini volò verso di me; teneva in mano un carbone ardente che aveva preso con le molle dall’altare. Egli mi toccò la bocca e disse: “Ecco, questo ha toccato le tue labbra, perciò è scomparsa la tua colpa e il tuo peccato è espiato”. Poi io udii la voce del Signore che diceva: “Chi manderò e chi andrà per noi?”. E io risposi: “Eccomi, manda me!”. Egli disse: “Va’ e riferisci”. UN CONCERTO INDIMENTICABILE PER IL CID “Spiegel im Spiegel”, Specchio nello Specchio, terzo appuntamento nel cartellone della 49a Stagione Concertistica del Cid di Sondrio con Francesco Senese al violino e Sonia Jaconis al pianoforte a interpretare musiche di Pärt, Mendelssohn e Strauss è stata una serata che, quanti hanno avuto la fortuna di essere presenti, difficilmente dimenticheranno: due artisti di primissimo livello hanno interpretato in modo a dir poco perfetto, senza sbavature la musica straordinaria di Pärt, estremamente difficile nella sua semplicità, chiarezza ed eleganza. Spiegel im Spiegel avvolge l’ascoltatore in un’aura sognante, capace di evocare nel cuore e nell’anima immagini indefinite ma familiari, pregne di quella sacralità che spira nei luoghi natii. L’altro brano di Pärt, Fratres, è stato composto nel 1977 per archi, fiati e percussioni e successivamente adattato a diversi organici strumentali. La versione proposta non poteva che essere quella per violino e pianoforte, realizzata nel 1980 su commissione del Festival di Salisburgo. Questa presenta una serie di “otto variazioni precedute da un preludio virtuosistico per violino solo”, dove Pärt torna alla tonalità pura con suoni determinati che fungono da perni di tutta la composizione. Altri due brani, alternati a quelli di Pärt - la Sonata in fa maggiore caratterizzata dall’alta sensibilità romantica di un giovanissimo Felix Mendelssohn Bartholdy e la Sonata in si bemolle maggiore op. 18, dove un ancor giovane Richard Strauss si rivela capace di creare intrecci di spessore sinfonico tra violino e pianoforte -, hanno completato il concerto, esaltando ulteriormente il talento dei due giovani ma già maturi interpreti. Il prossimo appuntamento in cartellone, dopo il concerto gospel Oh happy day! di lunedì con gli Harlem Messengers (se ne riferirà sul prossimo numero), è il Trios with Guitar, che si è tenuto lunedì 14 presso il Palazzo della Provincia. Protagonisti sono stati il violinista Manuel Guillen, il chitarrista Luca Trabucchi e il violoncellista Pierluigi Ruggiero, che hanno presentato il CD “Trios with Guitar”, eseguendo il Trio n.1 in Re maggiore di Antonio Ximenez, il Terzetto in Re maggiore di Nicolò Paganini, il Trio n.2 in Si minore di Isidoro De Laporta, la Cassazione in Do maggiore di Franz Joseph Haydn e musiche dalle colonne sonore di Romeo e Giulietta e de Il Gattopardo di Nino Rota. BUON NATALE IN MUSICA La Civica Scuola di Musica della Provincia di Sondrio e l’Associazione Alzheimer e Demenze della Provincia di Sondrio organizzano per sabato 19 alle 21 presso l’auditorium Torelli di Sondrio il concerto Buon Natale in Musica con la partecipazione di numerosi gruppi musicali e di solisti. CRONACA P A G I N A 35 Sondrio&provincia IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 19 DICEMBRE 2009 SONDRIO INIZIATIVA DELL’ASSOCIAZIONE «QUARTO DI LUNA» PER I DETENUTI DEL CARCERE CITTADINO Per guardare oltre quelle mura « H o avuto fame e mi avete dato da mangiare, ero carcerato e siete venuti a trovarmi”. Si ispirano alle parole di Gesù, riportate al capitolo 25 del vangelo di Matteo, i volontari dell’associazione “Quarto di Luna” per sensibilizzare su un tema molto delicato: nei giorni del Santo Natale non dimenticare chi si trova in carcere. “Quarto di Luna”, in collaborazione con la Bottega della Solidarietà di Sondrio, suggerisce l’acquisto di caffè, pasta e prodotti per l’igiene personale e caramelle da donare ai detenuti della Casa Circondariale del capoluogo valtellinese. Basta recarsi al punto vendita di via Piazzi a Sondrio e chiedere alle volontarie di aderire alla raccolta entro il 20 dicembre. I prodotti raccolti verranno portati dai volontari in carcere e donati ai detenuti nell’incontro del 22 dicembre. «La realtà del carcere - spiegano i volontari dell’associazione “Quarto di Luna” - è tanto drammatica quanto ignorata. È, in particolare, tristissima e difficilissima la condizione dei detenuti stranieri (circa il 50%), spesso molto giovani: soli, lontani dalla famiglia, con difficoltà di lingua e di comunicazione, senza soldi: abbandonati. Ricevere un piccolo dono per Natale non ha solo un valore pratico; ne ha uno, molto grande, simbolico: significa non essere del tutto dimenticati, venire, anche nella dura condizione di detenuto, considerati persone». «L’iniziativa – aggiunge uno dei volontari, Alberto Giustolisi – è nata lo LE ATTIVITÀ DELL’ASSOCIAZIONE QUARTO DI LUNA Foto William scorso anno ed è stata pensata per mettere maggiore comunicazione la città e una realtà di solito avulsa dal contesto locale e sociale. È un modo, insomma, per scoprire cosa c’è oltre le mura e avvicinarsi ai detenuti, cittadini di Sondrio anche loro». Come detto il materiale raccolto sarà distribuito nella Casa circondariale di via Caimi il prossimo 22 dicembre. «Si tratta di un incontro chiuso al pubblico – prosegue Giustolisi –, organizzato, giustamente, con regole ferree e ben precise. Vi prenderanno parte i rappresentanti delle istituzioni, i volontari, gli agenti di polizia, gli operatori del reparto pedagogico, gli amministratori e la direzione. Sarà un momento importante per lo scambio degli auguri e la consegna dei doni». L’associazione “Quarto di Luna” vede il coinvolgimento di una decina di volontari, che lavorano a sostegno del progetto pedagogico dell’istituto, seguono la biblioteca, propongono corsi di informatica, laboratori di teatro, itinerari sulla legalità. Nelle scorse settimane il carcere di Sondrio è stato teatro di un fatto tristissimo e drammatico. Un detenuto si è tolto la vita. La struttura di via Caimi, rispetto agli omologhi nazionali, è una realtà più piccola: è possibile pensare percorsi o attività di maggiore vicinanza ai detenuti? Può essere, insomma, un carcere più umano. «Le dimensioni non importano – ci risponde essenziale Giustolisi –. È comunque una realtà difficile. È un carcere, punto e basta». FAMIGLIE PER OTTENERE SCONTI FINO AL 15% Il bonus gas a Sondrio D allo scorso 15 dicembre i residenti del Comune di Sondrio possono presentare, presso i Centri di assistenza fiscale (Caaf) del capoluogo, la domanda per ottenere il Bonus Gas. Per richiederlo è indispensabile compilare un’apposita modulistica, che può essere ritirata o presso uno dei Caaf indicati di seguito oppure presso il Servizio politiche giovanili e sociali del Comune di Sondrio, Palazzo Martinengo, II piano, via Perego, 1, aperto dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle 12.00 e dalle ore 14.30 alle ore 16.00 (martedì mattina chiuso). La modulistica è disponibile anche sui siti internet del Comune www.comune.sondrio.it oppure sui siti www.au torita.energia.it e ww w.sviluppoeconomico. gov.it. Il bonus consiste nella possibilità di ottenere una riduzione del 15% sull’ammontare al netto delle imposte delle bollette del gas: è riservato alle famiglie sia a basso reddito (che non superino, cioè, i 7.500 euro l’anno) sia numerose (con più di tre figli a carico e con reddito non superiore ai 20mila euro annui). Il bonus è stato introdotto dal Governo e reso operativo dalla delibera dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas, con la collaborazione dei Comuni. Il bonus vale esclusivamente per il gas metano distribuito a rete (e non per il gas in bombola o per il Gpl), per i consumi nell’abitazione di residenza. I sondriesi che intendano presentare domanda per il bonus devono recarsi presso i seguenti Caaf: Acli - via Cesare Battisti, 30 - telefono 0342212352 - aperto dal lunedì al venerdì, dalle ore 8.30 alle ore 12.00 e dalle ore 15.00 alle ore 18.00; Cgil - via Petrini, La vita in carcere ha tra le sue contraddizioni: è insieme isolamento e mancanza assoluta di intimità. Si è sempre soli e non si sta mai con se stessi: immersi in una avvilente promiscuità, avvolti da un continuo, frastornante e lacerante rumore di fondo. E questo è un male, perché inibisce la riflessione, ostacola quell’esame di sé e del proprio vissuto che solo può portare al superamento dei propri errori e ad un vero e positivo reinserimento. È per questo che è importante, anzi indispensabile, creare nel carcere momenti in cui, rompendo l’isolamento, si possa favorire lo scavo interiore, la cui comunicazione può poi rappresentare l’inizio di quel processo di positiva ricostruzione di socialità che dovrebbe costituire il fine della pena, non più intesa come vendetta, ma come strumento di ricerca e conquista di libertà. In questo l’apporto della comunità esterna, dei giovani, del volontariato – che a loro volta possono imparare e ricevere molto dal rapporto col mondo estremo e sofferente ma proprio per questo grondante verità del carcere – può essere prezioso, essenziale ed insostituibile. È a questo fine che è nato Quarto di luna: affinché il mondo esterno, la comunità cittadina entrino nel carcere e questo – le persone che vi vivono ed i loro problemi – venga fatto uscire dalla sue mura e sia reso visibile. Occorre – è quanto cercano di fare i volontari dell’associazione in stretta sinergia con l’istituzione ed in particolare con l’area pedagogica – portare dentro il carcere la maggior ricchezza possibile di proposte formative, affinché il tempo della reclusione non venga perduto (un tempo per impazzire, l’ha definito il mio amico), e nel contempo coinvolgere e sensibilizzare la società perché si attrezzi e si predisponga all’accoglienza ed al reinserimento. Senza questa doppia azione la pena rischia di configurarsi come mera afflizione senza riscatto e quasi certa risulta la recidiva. L’associazione di volontariato Quarto di luna, inoltre, organizza, in collaborazione con l’istituzione carceraria, attività culturali, formative e ricreative grazie all’apporto, oltre che dei propri volontari, di persone interessate e sensibili. Una particolare attenzione è rivolta a coinvolgere gruppi di giovani. Tra le varie proposte: laboratorio di scrittura creativa, con i cui materiali si realizza una drammatizzazione che offre l’occasione per incontrare gruppi di studenti; presentazione e discussione di libri, quando è possibile con la partecipazione dell’autore; incontri di cultura interreligiosa; educazione alla salute; laboratorio di informatica; laboratori artistici; attività sportive; momenti ludici. Oltre a ciò, l’associazione si propone di informare e sensibilizzare gli enti locali e la cittadinanza sui problemi del carcere, anche allo scopo di promuovere l’adozione di misure alternative (la stragrande maggioranza è condannata per piccoli reati) e di favorire l’inserimento degli ex-detenuti. Per informazioni: [email protected], oppure in Lavops allo 0342-200058. DALLA REGIONE LA PROPOSTA DI UN TAVOLO PERMANENTE SULLE CRITICITÀ DELLA POLIZIA PENITENZIARIA Istituire un tavolo periodico per affrontare e risolvere le criticità della Polizia penitenziaria. L’idea, presentata a inizio settimana dal presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni al convegno “Polizia penitenziaria: quale identità?” è stata favorevolmente accolta. «Le leggi e i provvedimenti migliori presi da Regione Lombardia - ha detto il presidente Formigoni - sono quelli nati e sviluppati dopo un confronto con gli operatori del settore. Per questo per affrontare le problematiche della polizia penitenziaria, un settore di grande professionalità e di grande umanità, Regione Lombardia si impegna a istituire un tavolo periodico per condividere le esperienze e trovare delle soluzioni». «La Lombardia ha ricordato la sottosegretario Antonella Maiolo - con la legge numero 8 del 2005 si è dotata di uno strumento che affronta una serie di interventi che vanno dall’accoglienza abitativa temporanea a percorsi di formazione e lavoro al reinserimento sociale e familiare, ma in accordo con Unioncamere, Confindustria e Confcooperative ha avviato il progetto sulla Responsabilità sociale d’impresa nell’accesso al lavoro delle persone in esecuzione penale impegnando 35.000 euro sui 68.000 complessivi». A proposito di reinserimento i carcerati lombardi saranno coinvolti in progetti lavorativi in vista di Expo 2015. Il protocollo d’Intesa è stato firmato martedì 15 dicembre con il ministro della Giustizia, Angelino Alfano e il presidente di Expo 2015, Lucio Stanca. Importanti i numeri del mondo carcerario nella nostra regione: in Lombardia sono presenti 8.900 detenuti il 24% dei quali in attesa di giudizio e 5.100 agenti di Polizia penitenziaria, 650 dei quali impegnati negli uffici della pubblica amministrazione e quindi non a disposizione degli istituti di pena. 14 - telefono 0342212200 - aperto dal lunedì al venerdì, dalle ore 8.30 alle ore 12.00 e dalle ore 14.00 alle ore 18.00; Cisl-Sicet - via Bonfadini, 1 - telefono 0342-527824 - aperto il lunedì dalle ore 9.00 alle ore 11.30, e il venerdì dalle ore 15.00 alle ore 17.00; Uil – via Giuseppe Mazzini, 65 – telefono 0342 – 210531 - aperto dal lunedì al venerdì, dalle ore 8.30 alle ore 12.00 e dalle ore 14.00 alle ore 18.00. Presentando la domanda entro il 30 aprile 2010, si potrà ottenere il bonus con effetto retroattivo fino al 1° gennaio 2009. La quota sarà erogata da Poste Italiane in un’unica soluzione tramite bonifico domiciliato. Dopo il 30 aprile, si perderà il diritto al bonus retroattivo ma si potrà comunque, in ogni momento, fare la richiesta del bonus per i dodici mesi successivi alla presentazione della domanda. Il bonus sarà anche differenziato per tipologia di utilizzo del gas (solo cottura cibi e acqua calda; solo riscaldamento; oppure cottura cibi, acqua calda e riscaldamen- to insieme); per numero di persone residenti nella stessa abitazione, per zona climatica di residenza (in modo da tenere conto delle specifiche esigenze di riscaldamento delle diverse località). Chi ha sottoscritto direttamente un contratto per la fornitura di gas naturale, avrà una deduzione nelle bollette; per tutti i clienti che, invece, usufruiscono di impianti centralizzati di riscaldamento e non hanno un contratto diretto di fornitura, il bonus sarà riconosciuto attraverso un bonifico intestato al beneficiario. CRONACA P A G I N A 36 AltaValle IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 19 DICEMBRE 2009 BORMIO L’ORGANIZZAZIONE DEL TRADIZIONALE APPUNTAMENTO SPORTIVO Novità per la «discesa libera» N ovità importanti nell’organizzazione della discesa libera del 29 dicembre sulla pista Stelvio: la superclassica valida per il circuito di Coppa del Mondo Fis di sci alpino. Lo scopo? Rispondere alle esigenze di coinvolgimento del territorio e garantirne una maggiore rappresentanza. Da quest’anno, infatti, le responsabilità dell’organizzazione della gara (sinora garantita dalla BEST - Bormio Eventi Sport e Turismo) passano nelle mani di Bormio Servizi, una srl a partecipazione comunale che si occupa fra l’altro delle strutture sportive, del palazzetto del ghiaccio, del verde, dei parcheggi e degli eventi ricreativi. «La discesa del 29 dicembre è ormai fortemente radi- cata a Bormio e in Valtellina», dice Pier Dei Cas, presidente di Bormio Servizi e preparatore della pista fin dal 1993. «Noi abbiamo cercato di rispondere alle tante richieste che ci venivano dal territorio, che ha fortemente voluto continuare questa lunga tradizione. Bormio Servizi è in un certo senso il braccio operativo del comune. Noi gestiremo l’evento. Ma al nostro fianco c’è un comitato allargato composto fra l’altro dall’Associazione albergatori di Bormio, dalla SIB (la Società Impianti Bormio), nonché dal sistema turistico dello Stelvio rappresentato da Stefano Capitani e, naturalmente, dalla stessa BEST, rappresentata nell’esecutivo da Lele Cola». Ma ci sono novità anche per la sicurezza. «Abbiamo aggiun- LA POSIZIONE DELLA PROVINCIA DI SONDRIO RISPETTO AL DIBATTITO SULL’OSPEDALE MORELLI Le recenti prese di posizione rispetto al Piano per lo Sviluppo del Morelli di Sondalo impongono una riflessione, ma soprattutto un’accurata ricostruzione delle tappe che hanno portato la Provincia e i 18 sindaci del tiranese e dell’Alta Valle a condividere un percorso auspicato anche dall’assessore regionale alla Sanità Luciano Bresciani. Benché la Provincia non abbia alcuna competenza in materia di sanità non ha potuto esimersi dall’accogliere le preoccupazioni e i timori provenienti ormai da tempo dal territorio e dai primi cittadini. Proprio sulla scorta di quest’ansia diffusa e all’origine di tensioni a livello locale, il presidente della Provincia Massimo Sertori ha invitato lo scorso 14 ottobre alle ore 10.00 i 18 sindaci del tiranese e dell’alta valle. Ascoltate le loro istanze, condivise in collegamento video con l’assessore alla Sanità Luciano Bresciani, si è deciso di istituire una Commissione di Lavoro che redigesse nel tempo fissato di 45 giorni un Piano di Sviluppo per il Morelli di Sondalo. C’è di più, l’assessore Bresciani ha dato la disponibilità affinché l’Asl di Sondrio prendesse parte ai lavori, in qualità di consulente, perché lo studio potesse essere ancora più accurato nella sua redazione. Tre i limiti posti dalla Provincia: che il Piano si concentrasse sui nuovi obiettivi da perseguire, che non si entrasse minimamente nel merito dei sistemi di gestione (autonomia o non autonomia), ma soprattutto che la visione relativa al futuro sviluppo del Morelli fosse in sintonia con l’intero sistema sanitario provinciale. Tre punti fondamentali pienamente rispettati nei contenuti dell’elaborato finale. La commissione individuata e coordinata dall’assessore provinciale alle Politiche di Coordinamento dei Servizi Sanitari Giuliano Pradella, che ha per altro competenze personali specifiche in materia derivanti dal suo curriculum professionale, ha elaborato il documento addirittura in netto anticipo rispetto ai tempi previsti inizialmente. Presentato ai 18 sindaci del tiranese e dell’alta valle il Piano è stato approvato all’unanimità. Da qui il passaggio successivo è stato quello di condividere le linee guida individuate con la Conferenza dei Sindaci presieduta dal Primo Cittadino di Sondrio Alcide Molteni. Anche in questo ambito, il 26 novembre scorso, il Piano è stato condiviso nei suoi contenuti giudicati per altro coerenti e compatibili con l’ambito sanitario provinciale. Doveroso precisare che nel Piano consegnato successivamente alla Regione, competente in materia di sanità, vi sono tracciate le linee guida per un possibile sviluppo del Morelli che dovranno, se fatte proprie completamente o in parte dal Pirellone, dare vita ad uno strumento programmatico operativo comprensivo dunque anche degli aspetti finanziari. «Nell’ambito delle singole proposte si precisa che ve ne sono alcune la cui realizzazione non costerebbe nulla. Mi aspettavo - ha dichiarato il presidente Massimo Sertori - che questo documento avrebbe potuto innescare discussioni e confronti nell’ottica di una dialettica proficua e costruttiva, modalità che avrei ritenuto positiva, poiché finalizzata al raggiungimento degli obiettivi migliori». to una rete A di protezione di un centinaio di metri», continua Pier Dei Cas, «che dal Pian dell’Orso arriva fino all’ingresso della Carcenti- na.» Non ci saranno invece cambiamenti di rilievo nello staff di gara. L’ispezione della pista da parte della FIS (la Federazione internazionale di sci) è prevista, come da tradizione, per il 19 dicembre. Ma le abbondanti nevicate di questi giorni offrono già condizioni ottimali. «La parte alta fino al Ciuk è già a posto, nessun problema», conclude Dei Cas. «Stiamo in ogni caso producendo neve artificiale per avere un manto compatto, omogeneo, e avere maggiori garanzie qualora ci trovassimo di fronte a un caldo improvviso». Il programma della gara prevede: domenica 27 dicembre, prima prova cronometrata sulla pista Stelvio alle ore 11.45; lunedì 28 dicembre, seconda prova cronometrata sulla pista Stelvio alle ore 11.45; martedì 29 dicembre, gara sulla pista Stelvio alle ore 11.45. Le riunioni dei capisquadra si terranno, come sempre, presso la Sala Fontana, mentre l’estrazione dei pettorali è in programma lunedì 28 dicembre, in piazza Kuerc, alle ore 18.00. BORMIO DELIBERATO L’AVVIO DELLA GARA D’APPALTO PER I LAVORI Tangenziale: l’iter può partire opo un anno di lavoro la Giunta della Provincia di Sondrio ha deliberato l’avvio della gara di appalto per l’affidamento dei lavori per la realizzazione della tangenziale di Bormio, variante di Santa Lucia. Ad annunciarlo i vertici della giunta della Provincia di Sondrio. Lavori al via entro giugno 2010… «Dopo l’annullamento delle procedure a causa di un errore tecnico – spiega l’assessore alla grande viabilità Ugo Parolo – abbiamo lavorato con impegno per porvi rimedio affinché si potesse dare il via ai cantieri nel più breve tempo possibile per la costruzione di un’opera strategica per l’Alta Valtellina. Nell’arco di sette mesi – prosegue Parolo – potranno finalmente iniziare i lavori così come previsto dal cronoprogramma amministrativo con i tempi della proceduta di bando integrato, i medesimi che Anas ha fissato per la realizzazione del primo stralcio del primo lotto della nuova Statale 38. Tali modalità prevedono l’individuazione della ditta esecutrice previa considerazione sia del ribasso di gara sia della qualità del progetto esecutivo». La tangenziale di Bormio permetterà di deviare il traffico lungo la provinciale di Oga in direzione di Livigno con evidenti benefici per la qualità della vita dei residenti dell’alta valle e con tempi di percorrenza più brevi. Il costo dell’intervento supera i 40 milioni di euro. Nel dettaglio: 29.750.289,26 euro derivano dalle disposizioni in materia di infrastrutture e trasporti previste dalla legge 166/2002, 7.230.000,00 euro dal Piano Triennale Anas 2003/ 2005 e 3.394.154,74 euro dal Comune di Livigno. «Voglio ringraziare pubbli- D A TIRANO AL VIA IL PIANO ANTICODE È entrato in funzione, a Tirano, il servizio anticode, per agevolare la circolazione in occasione dei fine settimana di grande traffico per la stagione sciistica. Come lo scorso anno a finanziarlo sono il comune, la comunità montana, l’ente Provincia e gli operatori privati del bormiese. Ai cittadini di Tirano, invece, a mo’ di risarcimento per i disagi sopportati, vengono assicurati sconti e prezzi agevolati per gli impianti di risalita e le strutture turistiche dell’Alta Valle. Il piccolo presidio, composto dalle 6 alle 8 persone a seconda delle necessità, si mette all’opera dal pomeriggio, ed è formato da agenti di polizia locale (sempre presenti due vigili) e dai volontari della protezione civile. Dopo il servizio inaugurale dell’8 dicembre, la task-force anti-code entrerà di nuovo in azione nella settimana dal 2 all’8 gennaio e poi per tutti i week-end fino al 5 aprile. Tre i punti di Tirano che vedranno la presenza delle squadre antitraffico; in alcune zone saranno anche spostati gli attraversamenti pedonali, per consentire il passaggio in sicurezza e rendere fluido il transito delle auto. camente gli uffici del settore Lavori Pubblici e del Servizio Grande Viabilità – conclude Parolo – per la professionalità e l’impegno profuso». «La tangenziale di Bormio – aggiunge il vicepresidente Pier Paolo Corradini – è essenziale per lo sviluppo dell’Alta Valle, sia sotto il profilo infrastrutturale e dei tra- sporti sia delle attività produttive. Un intervento atteso da decenni – prosegue Corradini – che si concretizza anche grazie al supporto della Regione». P A G I N A 37 MASSMEDIA IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 19 DICEMBRE 2009 UNA NUOVA VERSIONE CINEMATOGRAFICA IN “3D” DEL RACCONTO DI DICKENS “CANTO DI NATALE” TORNA NELLE SALE l vecchio e avaro strozzino Ebenezer Scrooge non ha alcuna intenzione di condividere le gioie del Natale. Né con il nipote Frend e con il suo dipendente Bob, che riceve uno stipendio da fame e ha una famiglia numerosa, né tantomeno con chi gli chiede sottoscrizioni in favore dei più diseredati. Per lui il Natale è solo un giorno in cui deve pagare Bob che resterà però a casa. Inaspettatamente la notte della vigilia compare, terrorizzandolo, il fantasma del suo socio in affari Marley, morto sette anni prima. Marley gli annuncia l’arrivo di tre Spiriti. Uno gli mostrerà i suoi Natali passati, uno quello presente e l’ultimo quello futuro in cui lui sarà morto e nessuno avrà un buon ricordo della sua I esistenza. La lezione gli servirà. “Canto di Natale” di Charles Dickens è uno di quei capolavori della letteratura di cui il cinema si è impossessato a svariate riprese, a partire già dal 1914 fino a coinvolgervi Paperone e soci nella bellissima versione firmata Walt Disney, Bill Murray nei panni di un magnate televisivo e perfino i Muppets. Segno che l’opera di Dickens rimane sempre attuale e ugualmente adatta nel corso degli anni. Oggi, ovviamente, non poteva mancare una versione 3D e non poteva che essere Robert Zemeckis, sperimentatore delle potenzialità del cinema da sempre, a tentare l’ impresa. Al suo fianco trova il talento sempre più raffinato e natalizio di Jim Carrey, che è pronto a quadruplicarsi (Scrooge e i tre spiriti) per questa storia “morale” che resta valida oggi così come nel 1843. Utilizzando una tecnologia che permette di riprendere gli attori con cineprese computerizzate che spaziano a 360° gradi per poi trasformarli in personaggi da animazione, Zemeckis avrebbe potuto prendersi tutte le libertà. Invece si è attenuto con grande fedeltà al testo facendone emergere la grande attualità senza alcun adattamento. Il regista vuole dirci che gli Scrooge non mancano nel mondo odierno e avrebbero anch’essi bisogno di uno sguardo retrospettivo unito a un’altro verso il futuro, per comprendere a pieno la fragilità dell’esistenza umana. Zemeckis coglie il profondo senso morale dell’opera di Dickens e non ne attenua i toni. Oratorio di Natale, BWV 248 L re a Paul Gerhardt (1607-1676). Il linguaggio talvolta poco comprensibile e ricco d’immagini delle arie nuove si attribuisce al pensiero religioso. Riutilizzare dei brani con la tecnica della parodia era abbastanza frequente ai tempi di Bach. Dietro a questa pratica c’era la convinzione sull’unità di tutta la musica e la relazione al “canone degli effetti” oltre alla visione della musica come artigianale-scolastica. Nel periodo dello “Sturm und Drang” e il seguente periodo romantico dominava poi l’immagine del genio artistico originale che crea l’opera grande e unica con ispirazione diretta. Ancora a metà del sec. XX importanti musicisti ritenevano imbarazzante la composizione non originale dell’Oratorio di Natale, tuttavia questa opinione non poteva ignorare il fatto che questa pagina era fra le grandi opere bachiane e oggigiorno è la più popolare ed eseguita in pubblico. Nella prima Cantata Jauchzet, frohlocket si racconta il periodo prima della nascita di Gesù. La cristianità loda il suo arrivo con timpani e trombe unitamente al coro d’inizio. Poi narra di Maria e Giuseppe che si recano a Betlemme per il censimento. Termina con la nascita di Gesù. La seconda Cantata Und es waren Hirten in derselben Gegend tratta del messaggio della nascita di Gesù ai pastori. Nella notte appare l’angelo ai pastori spaventati e annuncia la Non sempre, però, questo bagno di sensazioni in cui ci immergono i film 3D è supportato da un livello di fruizione della storia più complesso, un livello che non si fermi al piano percettivo-emotivo ma passi a quello razionale e sia in grado di comprendere il senso delle immagini e delle storie viste. Il film di Zemeckis riesce in questo doppio coinvolgimento dello spettatore, fisico e intellettivo, dimostrando che il cinema contemporaneo non è soltanto un tripudio di effetti speciali, in cui ciò che conta è semplicemente la sensazione e non il senso dell’immagine, bensì può essere un cinema capace di far riflettere e di trasmettere insegnamenti. PAOLA DALLA TORRE Tele IL comando Bach ’Oratorio di Natale, BWV 248 (oratorium tempore nativitatis Christi, in tedesco Weihnachtsoratorium) è una delle più famose ed eseguite composizioni sacre di Johann Sebastian Bach (16851750). In realtà non si tratta di un oratorio chiuso, bensì di un ciclo di sei cantate scritte per il periodo natalizio del 1734/35, ossia per gli allora tre giorni di festa di Natale (25, 26 e 27 dicembre, storia della nascita secondo S. Luca 2,1-20), il giorno di Capodanno (circoncisione e nominazione secondo S. Luca 2,21), la domenica dopo Capodanno e l’Epifania (6 gennaio; storia dei tre Re Magi secondo S. Matteo 2,1-12).Johann Sebastian Bach ha composto la musica dell’oratorio solo in parte nuova. Ha preso vari cori e arie di opere profane che aveva scritto in precedenza (fra cui cantate di compleanno per la casa regnante sassone, BWV 213, 214 e 215). Probabilmente aveva in mente l’utilizzo futuro già durante la loro gestazione. Il coro iniziale Jauchzet, frohlocket (Jubilate, esultate), ad esempio, deriva da quello della cantata di compleanno BWV 214 Tönet, ihr Pauken! Erschallet Trompeten (Suonate timpani, suonate trombe) da cui segue l’attacco dei timpani seguito dalle trombe. Molti testi dei corali sono da attribui- Ne nasce, quindi, un film non adatto ai più piccoli (le scene con Marley e con lo Spirito dei Natali futuri sono degne di un horror di classe, per di più in 3D), bensì più fruibile per un pubblico adulto. Capace di far riflettere con efficacia non tanto su una visione edulcorata del Natale quanto piuttosto sul senso che la vita di ognuno può assumere su questa terra. Il 3D con le sue magie lo aiuta nell’impresa offrendogli una dimensione che si colloca costantemente sul confine tra l’immaginario e il reale con grande effetto audiovisivo. La novità del 3D, infatti, sta nello spazio con cui viene circondato lo spettatore: ciò permette di sperimentare sensazioni più forti rispetto a quelle a cui siamo abituati nella visione tradizionale del cinema. nascita. Con voce da basso Dio ricorda la A L L ' O P E R A profezia del Messia nel vecchio testamento. Un pastore GRAMMA invita a recarsi a vedere il fanciullo e l’angelo indica la stalla. La seconda parte termina con canti di Maria, degli angeli e dei pastori. In questa cantata si può osservare che Bach era interessato allo sviluppo di strumenti nuovi. L’oboe d’amore, grazie alla sua bassa tonalità, produce un suono cupo e particolarmente delicato. Nell’oboe da caccia si crea, al contrario, un suono più lucido e metallico. La terza cantata Herrscher des Himmels, erhöre das Lallen conclude il racconto della notte di Natale con l’adorazione dei pastori nella stalla di Betlemme. Dopo la sparizione degli angeli i pastori si avviano per Betlemme e annunciano la novità. Maria canta una seconda ninna nanna e l’evangelista racconta del ritorno allegro dei pastori. L’oratorio chiude con il coro iniziale. Il tema del dialogo costituisce una delle vocazioni più intime dell’Oratorio di Natale BWV a cura di 248. GUIDA PEN TA ALBERTO CIMA A conclusione dell’annuale campagna informativa nazionale contro l’uso delle droghe, sabato 21 e domenica 22 novembre, in occasione della 13^ giornata del campionato di calcio, su tutti i campi della serie A e B, è stato esposto questo striscione: “Fai goal nella vita dai un calcio alla droga”. L’iniziativa è stata promossa dal Dipartimento per le Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri in collaborazione con il CONI, la FIGC e la Lega Calcio. Domenica 20 Le frontiere dello Spirito, C5, 8,50. Ravasi commenta Michea 5,1 e la Sangiorgi ci parla del genocidio armeno. A sua immagine, Rai1, 10,30. Willow, It1, 13,50. Film fantastico. Giochi di potere, Rai4, 14,20. Film di spionaggio con H. Ford. Joyeux Noel- una verità dimenticata dalla storia, R4, 16,45. Film drammatico da una storia vera. Una pausa di pace sul fronte della grande guerra. Taron e la pentola magica, Rai2, 19,00. Buon film d’animazione Disney. Un caso di coscienza 4, Rai1, 21,30. Fiction con S. Somma. NCIS/Criminal minds Rai2, 21,00 Telefilm polizieschi. Elisir, Rai3, 21,30, Mal di schiena,a rtrosi e Parkinson, il menù della serata. Spirit cavallo selvaggio, It1, 20,05. Film d’animazione eccellente, da non perdere. Che pasticcio Bridget Jones, C5, 21,30. Sequel carino, meno brillante del primo. Tg1, Rai1, 23,35. Attualità. Lunedì 21 Come d’incanto, Rai1, 21,10. Buon film fantastico, originale nella storia con Patrick Dempsey. L’infedele, La7, 21,10. Con Gad Lerner. Cold casa/ Senza traccia/ Criminal minds, Rai2, 21,05. Tre telefilm di culto. Comandante Florent, R4, 21,10. Telefilm poliziesco. Chi l’ha visto?, Rai3, 21,10. Attualità. Men in black 2, It1, 21,10. Film di fantascienza. La storia siamo noi, Rai2, 23,40. Martedì 22 La musica nel cuore, C5, 21,10. Film drammatico con lieto fine. Carino, commovente. Don Matteo 6, Rai1,21,10. Fiction. Ballarò, Rai3, 21.10. Attualità. Cars, motori ruggenti, Rai2, 21,20. Ottimo film d’animazione Pixar. Reazioni a catena R4, 21,10. Thriller. Mercoledì 23 Speciale Superquark: Nerone, Rai1,21,10. Primo di tre speciali. Medicina generale 2, Rai3, 21,10. Telefilm. Exit, La7, 21,00. attualità. Il Patriota, R4, 21,10. Film storico con Mel Gibson. Hook capitan uncino, SOS Tata, La7, 21,10. Doc.. Correva l’anno, Rai3, 23,00. Costume e morale negli anni 50. Giovedì 24 C’era una volta,Rai1, 14,10. Film di F. Rosi con S. Loren. Giuseppe il re dei sogni, It1, 17,10. Film d’animazione da una storia delle Bibbia. Impero, La7, 21,10. Roma in oriente. Documentario. Concerto di Natale, Rai2, 21,05. Natale in casa Cupiello, Rai2, 23,30. Commedia di E. De Filippo. S. Messa celebrata dal Papa, Rai1, 21,55. 33° Festival del circo di Montecarlo, Rai3, 21,10. Una poltrona per due, It1, 21,10. Film commedia di J. Landis. Venerdì 25 Polar express, Rai2, 14,00. Animazione. Tutti assieme appassionatamente, R4, 14,05. Un classico dei musical per famiglie. Il grande dittatore, Rai3, 15,00. Grande film di Chaplin. I migliori de “ I migliori anni”, Rai1, 21,10. Varietà con C. Conti. Uno zoo in fuga, 21,10. Il libro della giungla 2, Rai3, 22,35, Film d’animazione. Il dottor Divago, R4, 21,10. Filmone di David Lean. Segue alle 0,50 Gli uomini preferiscono le bionde, con Marilyn Monroe. Sabato 26 Sulla via di Damasco, Rai2, 10,15. Rubrica religiosa. A sua immagine, Rai, 17,10. Rubrica religiosa. I Goonies, It1, ANTONIO RITAtut16,00. Geniale film per ti. Red e Toby nemici e amici, Rai2, 18,20. Conciati per le feste, Rai2, 21,05. Film tv. Nati liberi, Rai3, 21,05. Doc. sugli animali. L’ispettore Barnaby, La7, 21,35 Telefilm polizieschi. The family man, C5, 21,10. Film con N. Cage. Tg2 dossier, Rai2, 23,40. Attualità. il settimanale il settimanale P A G I N A 38 LETTEREeCONTRIBUTI IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 19 DICEMBRE 2009 UNA RIFLESSIONE, OLTRE I MALINTESI C arissimo direttore, è di questi giorni la campagna di sensibilizzazione contro l’omofobia lanciata dal Ministero delle Pari Opportunità. Spot televisivi e radiofonici molto efficaci: “omosessuale e eterosessuale: una differenza che non conta”. Ho tra le mani anche un opuscolo per l’educazione dei giovani, nel quale si sostiene la necessità di “superare l’approccio naturalistico, quel secondo natura che per molto tempo ed ancora oggi continua ad essere l’elemento determinante di condanna di alcune istituzioni sia civili che ecclesiali nei confronti della condizione omosessuale”. L’opuscolo prosegue affermando che tutte le scienze umane “sconfessano la pretesa di ricondurre l’omosessualità ad una patologia”. Di seguito si afferma la necessità di alcune attenzioni educative: “Aiutare a rimuovere nel linguaggio e nei comportamenti ogni riferimento all’omosessualità intesa come devianza; stare vicino a chi, scoprendo di avere un orientamento omosessuale, deve trovare qualcuno con cui aprirsi in momenti che possono essere anche molto difficili”. In tutto questo vedo diverse cose giuste, ma francamente ne esco anche un po’ sconcertato. E’ davvero corretto tutto questo? STEFANO NOVATI Risponde mons. ANGELO RIVA, docente di teologia morale presso il Seminario teologico di Como. (1) Nelle affermazioni riferite dal nostro lettore c’è indubbiamente una parte buona: quella pedagogica. E’ vero che la società civile deve impegnarsi a superare ogni forma più o meno larvata di violenza - fisica o verbale - verso le persone omosessuali. La lotta all’omofobìa è sacrosanta. Purtroppo per troppo tempo le persone omosessuali sono state oggetto di pesanti offese alla dignità personale: dal facile dileggio, alla discriminazione sul posto di lavoro, addirittura alla persecuzione cruenta (come nel Terzo Reich). Giustamente una società civile deve saper porre fine a tutto questo. Ed è anche vero - seconda osservazione - che le persone omosessuali non vanno lasciate sole, ma vanno accompagnate dall’azione pastorale ed educativa della Chiesa: anche per loro, come per tutti, c’è un percorso di conversione e di santità possibile, e quindi doveroso. Anche nel caso in cui la persona omosessuale dovesse, per ipotesi, considerare definitiva e irrinunciabile la sua condizione omosessuale. In questo caso la virtù della castità orienta a far evolvere la tendenza omosessuale verso una tendenza omofiliaca, ovvero verso una relazione di amicizia, di carattere non sessuale, che può anche raggiungere vertici singolari di affetto amicale, di dedizione, di cura reciproca. (2) C’è poi, nelle affermazioni riportate, una parte ambigua, che si presta a due possibili interpretazioni. Là dove si dice che l’omossesualità non è una devianza. Se si intende che non è una malattia in senso fisio-psicologico, l’affermazione è del tutto condivisibile: da tempo, infatti, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha derubricato l’omosessualità dal catalogo delle malattie (e la stessa cosa hanno fatto gli psicologi). Ma se si intende Per un cristiano, eterosessualità e omosessualità non sono la stessa cosa. Ci sono, quindi, delle differenze da togliere (l’omofobia), ma anche differenze da conservare che l’omosessualità non è una devianza in senso antropologico ed etico, allora l’affermazione non è corretta. Nella visione cristiana della sessualità umana, che ritiene di essere integralmente umana e ragionevole, l’omosessualità come tendenza è un disordine, come comportamento è un peccato (oggettivo. Dopo si valuteranno gli elementi della responsabilità soggettiva). Quindi, in questo preciso senso, l’omosessualità è una “devianza”. Non certo nel senso clinico (anzi: se l’omosessualità fosse una devianza in senso fisio-psicologico non sarebbe più un comportamento responsabile, e quindi non potrebbe essere una devianza in senso morale), bensì in senso antropologico ed etico. L’uomo, infatti, è essenzialmente maschio e femmina, e l’orientamento sessuale bipolare e differenziale fa parte della sua natura in ordine alla verità e alla fecondità della relazione sessuale-matrimoniale. La tendenza omosessuale, senza essere una malattia, devia, evidentemente, da questo canone. Vale qui l’analogia con la tendenza al furto che una persona può provare, e qualche volta magari anche assecondare: non si tratta certo di una malattia fisica o psicologica (salvo il caso compulsivo e maniacale della cleptomania), eppure nessuno dubita che si tratti di una patologia morale, cioè di un disordine, e – se compiuto, il furto – anche di un peccato. D’altra parte affermare che l’omosessualità non è una patologia fisica o psicologica è molto importante, perché proprio questa affermazione ha l’effetto di riposizionare la tendenza omosessuale dentro la cornice della responsabilità, quale che sia l’eziologia (cioè la causa) della tendenza stessa – prevalentemente psicologica, come affermano la maggior parte degli studiosi, legata quindi alle fasi dell’educazione, oppure prevalentemente fisica e genetica, come sostengono una minoranza di studiosi –. Così, ad esempio, se nasco senza una gamba, evidentemente la mia è una menomazione fisica, ma non ne ho responsabilità morale alcuna; ma se sperimento la tendenza alla collera, questa di norma non è una malattia, ma proprio per questo sono responsabile delle mie eventuali esplosioni di collera. (3) C’è infine, nelle affermazioni riportate, una parte palesemente grossolana e approssimativa, laddove si rifiuta l’argomento classico contro l’omosessualità, ossia il “secondo natura”, e lo si bolla come “pregiudizio natura-listico”. Si tratta di un vecchio stereotipo di una parte della morale cattolica post-conciliare, secondo la quale (a) la morale cattolica tradizionale avrebbe “canonizzato” le strutture fisiche e biologiche (“naturalistiche”, appunto) dell’essere umano, dimenticando che l’essere umano è anche libertà e razionalità, ossia capacità di interpretare e di modificare le proprie strutture cor- punto di DOMANDA OMOFOBIA E OMOSESSUALITÀ poree in ragione di un “progetto”; (b) la cosiddetta “nuova morale” avrebbe poi finalmente superato l’equivoco, sganciandosi una buona volta dalla schiavitù delle strutture naturalistiche, per approdare a una morale della persona, della libertà, della progettualità. In questa ricostruzione ci sono almeno due errori madornali. (a) Il primo errore è non aver colto che la dottrina morale tradizionale non è mai stata “naturalistica”, giacchè essa ha sempre proposto una interpretazione razionale delle strutture fisicobiologiche (san Tommaso d’Aquino è in tal senso esemplare). Se non fosse stato così, - se cioè davvero la morale avesse sacralizzato le strutture biologiche dell’essere uomo - la morale cattolica avrebbe dovuto coerentemente proibire anche il taglio della barba e dei capelli, ogni intervento terapeutico...etc., dal momento che tali atti sembrerebbero violare il “dato” naturalistico. (b) Nella pretesa di ignorare il dato fisico-biologico (nel nostro caso: un corpo sessuato al maschile piuttosto che al femminile), giudicato irrilevante rispetto alla libertà soggettiva, si cela un errore epocale: quello di ignorare il CORPO come elemento basilare dell’identità personale e della libertà. In realtà la persona E’ il suo corpo, non HA un corpo, di cui possa poi legittimamente fare ciò che vuole, compreso ignorarne il dato corporeo-sessuale di base. Non è quindi, a ben vedere, la morale cattolica tradizionale ad essere materialistica e naturalista, ma semmai è la sedicente “nuova morale cattolica” a non accorgersi di diventare spiritualista e dualista, cedendo in questo a una ben chiara deriva della cultura contemporanea in tema di corporeità. Sul piano educativo, questo significa semplicemente che, per un cristiano, eterosessualità e omosessualità non sono la stessa cosa. L’una è antropologicamente vera e moralmente doverosa, l’altra no. Ci sono, quindi, delle differenze da togliere (l’omofobia), ma anche differenze da conservare, pena la confusione nella grammatica elementare dell’umano. Questo principio non può non informare l’azione educativa dei ragazzi, degli adolescenti e dei giovani, e, in partenza, stoppa la strada ad ogni possibile “sdoganamento” della cultura omosessuale e transgender, così accattivante per la cultura del soggetto e della libertà. Dopo di che asserita questa convinzione di base – c’è tutto lo spazio (e deve esserci!) per la comprensione, l’ascolto, la gradualità, la misericordia, l’accompagnamento della persona omosessuale, il cercare insieme, e a fatica, le “strade possibili”, l’evitamento di ogni forma odiosa di “giudizio” e più ancora di atteggiamento irrisorio o omofobo. Cioè il punto (1) di cui sopra, per intenderci. Nella convinzione che, alla fine, siamo tutti, eterosessuali o meno, poveracci peccatori, ma figli di Dio in quanto amati da un Padre che sa vedere ben al di là delle nostre miserie e fragilità, e che un giorno ci giudicherà (Lui solo) con amore assoluto e assoluta verità. Ma questo ci deve impegnare ad aiutarci nelle nostre rispettive debolezze, non a “sdoganarle” per un malinteso senso di solidarietà. mons. ANGELO RIVA Il Come vivere con gioia anche nella sofferenza? a cura di MONS. FRANCO FESTORAZZI, arcivescovo emerito di Ancona-Osimo (MT 5,11-12) Questa domanda è molto forte e una risposta positiva esige una grande fede nel Signore Gesù, che propone come programma della nostra vita cristiana il vangelo delle beatitudini (cfr Mt 5,1-12; Lc 6, 2026). Citiamo il testo più significativo per il nostro tema: “Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti perseguitarono i profeti che furono prima di voi” (Mt 5, 11-12). Ovviamente ci sono altre sofferenze che fanno parte della vita, come la malattia, la solitudine, il dolore per la morte dei propri cari, e in genere le tante esperienze del male e delle ostilità demoniache, che possono turbare la nostra esistenza. A questo punto, oltre alla presenza dello Spirito Santo fonte di amore e di salvezza, proponiamo una breve riflessione sulla Beata Vergine Maria, Madre di Gesù e Madre nostra. Iniziamo dall’annuncio dell’angelo Gabriele: “Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te” (Lc 1, 28). Vogliamo sottolineare la fonte della gioia, che la Madonna vivrà per tutta la vita, nonostante le sofferenze che dovrà incontrare per la sua partecipazione (spesso silenziosa!) alla missione di Gesù Salvatore fino alla sua crocifissione. Sottolineiamo la ricchezza dell’espressione “piena di grazia”, che significa “amata gratuitamente e perennemente da Dio”. Questo grande amore di Dio verso la Vergine Maria è la sorgente della sua totale dedizione alla straordinaria missione che il Signore le affida: “Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola” (Lc 1,38). Un episodio della vita di Gesù fanciullo (12 anni) provoca il dolore della Madonna e di S. Giuseppe, quando Gesù rimane nel tempio tra i dottori: “Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo” (Lc 2,48). Prima di continuare la vicenda di Maria, vogliamo sottolineare la fisionomia di Giuseppe: egli viene chiamato “giusto” (Mt 1,19), cioè sempre sottomesso alla volontà di Dio; per lui si adatta bene l’espressione del salmo 119 (118), 16 (nella traduzione precedente la nuova!), in cui si dice:”nella volontà di Dio è la mia gioia”. Così nella sua vita S. Giuseppe affrontò sempre con gioia ogni sofferenza! Ritorniamo alla testimonianza della Beata Vergine Maria, ricordando il vertice della sua sofferenza: La Madonna Addolorata sotto la croce di Gesù (cfr Gv 19, 25-27). Il Figlio crocifisso l’affida al discepolo che egli amava (Giovanni) e a lui, che rappresenta tutta la Chiesa e l’umanità, donò Maria Santissima come nuova Madre. Crediamo, anche se il vangelo non lo dice, che Maria partecipò con gioia alla promessa che Gesù crocifisso fa al “buon ladrone”: “In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso” (Lc 23,43). Questa gioia nella sofferenza si apre al momento conclusivo del Signore Risorto. Pensiamo con fede gioiosa che la prima apparizione di Gesù Risorto sia avvenuta nell’incontro con sua Madre, la Vergine Maria Immacolata! Quale gioia immensa provò la Madonna in questa esperienza straordinaria, che la condusse per tutta la vita terrena e la aprì al momento senza fine della sua Assunzione in cielo. Applichiamo a noi questa realtà di comunione tra gioia e sofferenza con la testimonianza vivace dell’apostolo Paolo. Gli apostoli e i collaboratori della diffusione del Vangelo sono “afflitti, ma sempre lieti” (2 Cor 6,10), come lo è Paolo, che si dice “pervaso di gioia in ogni nostra tribolazione” (2 Cor 7,4). L’apostolo Paolo si propone come esempio a ogni cristiano nell’essere “lieto nella sofferenza che sopporto per voi e do compimento a ciò che, dei patimenti di Cristo, manca nella mia carne, a favore del suo corpo che è la Chiesa” (Col 1,24). Paolo cioè afferma che niente manca al sacrificio espiatorio di Cristo, ma soltanto che l’apostolo si associa alla sofferenza del Signore, portando a tutti i discepoli il Vangelo di Gesù, con tante tribolazione e patimenti. Concludiamo questa riflessione sulla gioia anche nella sofferenza con un’esortazione molto pertinente dell’apostolo Pietro: “Carissimi non meravigliatevi della persecuzione che, come un incendio, è scoppiata in mezzo a voi per mettervi alla prova, come se vi accadesse qualcosa di strano. Ma, nella misura in cui partecipate alle sofferenze di Cristo, rallegratevi perché anche nella rivelazione della sua gloria possiate rallegrarvi ed esultare. Beati voi, se venite insultati per il nome di Cristo, perché lo Spirito della gloria, che è Spirito di Dio, riposa su di voi” (1 P 4, 12-14;cfr anche 1, 6-9). LETTERE AL DIRETTORE POSTA: V.le Cesare Battisti 8 22100 COMO FAX: 031.3109325 ✉ E-MAIL: [email protected] P A G I N A 39 LETTEREeCONTRIBUTI IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 19 DICEMBRE 2009 NATALE: IL MISTERO CHE PRODUCE GRAZIA NATALE: IL MESSAGGERO DI DIO SULLA TERRA L C a celebrazione del santo Natale è una delle feste più importanti per i cristiani, perché ricorda che Gesù Cristo, Dio fatto uomo, ha assunto le nostre sembianze, per vivere come noi, in mezzo a noi. I cristiani vivono e ricordano il Natale non solo come un fatto, ma soprattutto come Mistero. Quel Mistero che produce Grazia, quella grazia che è amore, amore che Dio ha verso l’uomo. L’uomo che Dio ha voluto simile a se stesso. La nascita di un uomo è sempre un lieto evento, e il mistero della vita rappresenta quella straordinaria emozione che la scienza, per quanto importante, non riesce a spiegare. Il progetto e il desiderio di una vita non può solo essere spiegato biologicamente. Dietro questo fatto (la nascita di ogni uomo) c’è la volontà di chi ci vuole bene e ci ama immensamente. Quel Dio che ci ama ha voluto Egli stesso farsi uomo per aiutarci a riconoscere il peccato, e per indicarci la salvezza per la vita eterna. Ecco perché “..il Natale non è una semplice commemorazione di un fatto, ma la celebrazione di un mistero che produce Grazia, come nel giorno della nascita di Gesù..” . Fu san Leone Magno, papa (morto nel 461) che approfondì e sviluppò il contenuto di tale solennità. Dio che si fa uomo, Dio che predica ai discepoli, Dio che insegna ad amare (anche il peccatore), Dio che muore sulla croce, Dio che resuscita, Dio che ci manda lo Spirito Santo, Dio che sta in mezzo a noi, Dio che ci salva dal peccato. Questo è il Mistero che produce Grazia. Quanti vivono e muoiono con questa certezza, vivono e muoiono in Grazia di Dio. Il Natale è giorno di Grazia perché Dio si fa uomo, uomo come noi, in carne ed ossa per stare con noi e per testimoniare il grande amore che ha verso di noi. E’ da questo amore che scaturisce l’accettazione della Sua morte, e della morte in croce. Il giorno di Natale accogliamo Gesù fatto uomo per vivere sempre più intensamente l’amore che ha per noi. I cristiani vivono la fede (fiducia in Dio) non solo nel rispetto della legge, ma con amore: amore che è perdono, accoglienza, gioia verso gli altri, verso se stessi e verso Dio. Egli è Amore. Amore infinito. Dio, fatto uomo, non chiede solo il rispetto della “Torah” ma ci dice che bisogna andare oltre: bisogna perdonare, e si perdona se c’è amore. Gesù perdona i peccatori, perdona coloro che lo hanno messo in croce, perdona chi continuamente lo offende. Gesù, è il Dio vivente che salva non solo coloro che rispettano la legge, ma anche i peccatori: Questo è il grande Mistero di Dio fatto uomo. Dio ci vuole tutti salvi, perché ci ama. Questa è la bellezza della fede cristiana. Ecco perché il Natale è per noi cristiani “il Mistero che produce Grazia”. FRANCESCO MASCOLO PAROLE, PAROLE, PAROLE (51) Farmaco Dal greco pharmakon. Il vocabolario italiano la definisce: “sostanza, naturale o prodotta in laboratorio, dotata di proprietà curative, rimedio, medicina” (De Agostini). Molti ne sono i derivati : farmacia, farmacopea, farmacista, farmacologia, ecc. Oggi la parola viene manipolata dalla “antilingua”, specializzata a rovesciare il significato delle parole, per ingannare “dolcemente” le masse e diffondere la cultura della morte. Ad esempio la famigerata “RU 486” viene definita un “farmaco” e la sua introduzione nelle farmacie o negli ospedali viene autorizzata, in Italia, dall’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco). Invece la RU 486 non cura nessuna malattia, non è una medicina, ma è un potente veleno che uccide la vita umana nelle prime sette settimane di gravidanza, non un “farmaco”, secondo la buona lingua italiana. Sarebbe come definire le mine anti-uomo come strumenti per salvare bambini o adulti in pericolo di morte. ATTILIO SANGIANI aro direttore, è mia consuetudine in preparazione del Natale proporre ai lettori de “Il Settimanale” qualche mia riflessione su tale ricorrenza del tutto religiosa e storica. Mai, come in questo periodo, in mezzo ad un eccessivo frastuono di molti strumenti di ogni tipologia culturale e di massa, l’uomo sente il bisogno personale di ritrovare un pochino della sua intimità per riflettere dentro la propria coscienza attorno a dei solidi valori che hanno dato origine alla sua personalità, sia interiore che esteriore. Ed è questo un po’ il rischio che corre l’uomo moderno di oggi: quello di costruirsi una maschera psicologica, a partire da una terribile e insignificativa concezione della qualità della vita. Nella nostra società vi è una forte contrapposizione socioculturale, tesa a dare tutto per scontato e perciò ad accettare qualsiasi azione che compie l’uomo in quanto tale, anche la più ignobile come un semplice dato di fatto; e questo rischia di costituire un grosso allarme per il futuro del mondo in quanto comporta un diseducativo permissivismo, allontanando la persona dai valori fondamentali. Natale significa nascita della speranza a partire dalla venuta di Gesù Cristo sulla terra, tramite tra l’uomo e Dio stesso. GIANNI NOLI, Fino Mornasco IL CROCIFISSO CI GIUDICHERÀ TUTTI orrei anch’io dire due parole sulla questione del crocifisso da togliere dalle aule scolastiche e dagli uffici pubblici, secondo la sentenza della Corte di Strasburgo. Tutti, fautori del “sì” e del “no”, siano essi: cattolici, cristiani, islamici, buddisti, laici ed atei, o di qualsiasi altra religione, compariremo, un giorno, davanti al Crocifisso che “cadaverino”, ma risorto e vivo, ci giudicherà con grande giustizia e non ci sarà nessuna Corte di Strasburgo che Lo potrà togliere da dove Egli è. Ricordiamoci! V LE OFFERTE 2010 ABBONAMENTI NUOVI Eccezionale promozione! 40 euro invece che 50 NUOVO + RINNOVO 80 euro al posto di 90 RINNOVI A CHI RINNOVA, UN GENTILE OMAGGIO DA RITIRARE PRESSO LA SEDE DE “IL SETTIMANALE”: IL VOLUME RESPIRI DELL’ANIMA IN ESCLUSIVA PER I FEDELI LETTORI DEL NOSTRO GIORNALE MARIO CAIROLI, [email protected] DELLA DIOCESI DI COMO il settimanale Direttore responsabile: AGOSTINO CLERICI Editrice de Il Settimanale della Diocesi Coop.r .l. Coop.r.l. • Sede (direzione, redazione e amministrazione): V.le Cesare Battisti,8 - 22100 Como. 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