RASSEGNA STAMPA
del
16/07/2010
Sommario Rassegna Stampa dal 15-07-2010 al 16-07-2010
L'Adige: Ecco gli ultimi alloggi per l'Abruzzo.................................................................................................................... 1
L'Adige: ROMA - A ogni città il suo rischio caldo per la salute ........................................................................................ 2
L'Adige: ROMA - L'emergenza-caldo marcia verso il picco, previsto dalla Protezione Civile tra oggi e domani............ 3
L'Adige: Fotovoltaico e fonti rinnovabili per la protezione civile e la piscina .................................................................. 4
Adnkronos: Allarme caldo, nove città in allerta Sabato si sfioreranno i 40 gradi ............................................................ 5
Adnkronos: Incendi: Protezione civile, Canadair ed elicotteri in azione su 18 roghi nelle ultime 36 ore ........................ 6
Adnkronos: Tre roghi nel tarantino, decine gli ettari di macchia mediterranea bruciati ................................................. 7
Agi: CALDO: SABATO DI FUOCO, MESSINA TRA 21 "LIVELLI ROSSI" ...................................................................... 8
Agrigento Notizie: Da domani la Protezione civile comunale avrà nuovi mezzi ............................................................... 9
Asca: INCENDI: PROTEZIONE CIVILE, 18 ROGHI NELLE ULTIME 36 ORE. ........................................................... 10
Asca: CALDO: PROT. CIVILE, ALLARME MASSIMO IN NOVE CITTA' D'ITALIA...................................................... 11
Asca: CALDO: OGGI LIVELLO 3 IN OTTO CITTA', PER EMERGENZE NUMERO VERDE 1500. ............................ 12
Asca: ABRUZZO/IMPRESE: CASTIGLIONE, 16 MLN PER INNOVAZIONE E SICUREZZA. ...................................... 13
Asca: ALTO ADIGE: DOMANI ESERCITAZIONE ANTICENDIO SU FERROVIA VAL VENOSTA.............................. 14
Asca: ABRUZZO/RICOSTRUZIONE: POOL ESPERTI MONDIALI PER PENSARE L'AQUILA FUTURA. ................. 15
Asca: ABRUZZO/RICOSTRUZIONE: PEZZOPANE, NASCE ASSOCIAZIONE ''CANTIEREAQ''. ................................ 16
Asca: CALDO: A PERUGIA, ANCHE DOMANI E SABATO ATTIVATO IL LIVELLO TRE........................................... 17
Avvenire: «Terremoto, la ricostruzione è ferma» ............................................................................................................. 18
Avvenire: «Emergenza frane risorse al lumicino»............................................................................................................ 19
Basilicanet.it: POLLINO, A SAN SEVERINO CAMPI VOLONTARIATO INTERNAZIONALE ...................................... 21
Blog ClubRadio: CALDO: FAZIO AVVIA NUMERO VERDE E PIANO ANZIANI FRAGILI........................................ 22
Bologna 2000.com: Incendi boschivi: anche nel bolognese stato di grave pericolosità .................................................. 23
Bresciaoggi(Abbonati): La Protezione civile schiera i volontari La sede in Comune..................................................... 24
Il Centro: il comune distribuirà gratis l'acqua ................................................................................................................. 25
Il Centro: nuove aziende, mancano i siti - monica pelliccione ......................................................................................... 26
Il Cittadino: Il patrono "regala" un nuovo mezzo alla Protezione civile ......................................................................... 27
Il Cittadino: In prima linea contro le piene: premiati gli "eroi" di Somaglia.................................................................. 28
Il Cittadino: Emergenze simulate dalla protezione civile locale ...................................................................................... 29
Il Cittadino: Vidardon Visite a domicilio della giunta per controllare la situazione....................................................... 30
City: Caldo, allerta fino a sabato Le ondate di calore si prevedono on line .................................................................... 31
Corriere Adriatico: Numero verde e un piano per gli anziani......................................................................................... 32
Corriere Adriatico: Fondi per 13 bonifiche ..................................................................................................................... 33
Corriere del Veneto (Ed. Verona): Lazise e il cantiere sequestrato «Chi sapeva e ha taciuto?» .................................. 34
Corriere dell'Umbria: Protezione civile e Ferrovie insieme per gestire l'emergenza..................................................... 36
Corriere della Sera: Caldo, l'Italia a quaranta gradi ...................................................................................................... 37
L'Espresso (abbonati): Tangenti, cardinali e un treno per l'Aquila ................................................................................ 38
L'Espresso (abbonati): La cricca santa ........................................................................................................................... 40
Europaquotidiano.it: Haiti, sei mesi dopo. Lo scandalo del dopo-sisma, tra macerie e aiuti bloccati .......................... 44
La Gazzetta del Mezzogiorno.it: Incendi in Puglia A Taranto rogo sfiora la Polveriera .............................................. 46
Gazzetta del Sud: Prevenzione degli incendi un accordo coi volontari........................................................................... 47
Gazzetta del Sud: Assistenza negli eventi rinnovata la convenzione ............................................................................... 48
La Gazzetta di Parma: Nubifragio nella Bassa: «sì» allo stato d'emergenza................................................................. 49
La Gazzetta di Parma: Ci aspetta un weekend africano con massime di 38 gradi ......................................................... 50
Gazzetta di Reggio: protezione civile, ripristinate il fondo.............................................................................................. 51
Il Giornale della Protezione Civile.it: Roma, nuovo Centro per la formazione della Protezione Civile........................ 52
Il Giornale della Protezione Civile.it: Bolzano, temperature estreme anche nei prossimi giorni. I consigli della ........ 53
Il Giornale della Protezione Civile.it: Accordo Umbria e Ferrovie dello Stato per la gestione delle emergenze ......... 54
Il Giornale della Protezione Civile.it: Flotta aerea dello Stato in azione su 18 roghi in 36 ore.................................... 55
Il Giornale della Protezione Civile.it: Fa caldo? Chiama il numero verde 1500........................................................... 56
Il Giornale della Protezione Civile.it: Cile, forte scossa di terremoto............................................................................ 57
Il Giornale della Protezione Civile.it: Puglia, dopo gli incendi si contano i danni........................................................ 58
Il Giornale della Protezione Civile.it: Ferrovia della Val Venosta, domani esercitazione antincendio ........................ 59
Giornale di Brescia: Nuovo sentiero del Cai sui monti camuni ...................................................................................... 60
Giornale di Brescia: Lumezzane Un anno di Procivil ..................................................................................................... 61
Giornale di Treviglio: Le tute gialle presto iscritte all'albo provinciale e regionale ...................................................... 62
Il Giornale di Vicenza: Nascono ad Haiti i maccheroni della solidarietà....................................................................... 63
Il Giornale.it: Caldo, venti le città a rischio: domani picco delle temperature................................................................ 64
GiornaleNisseno.com: A Mazzarino ufficio decentrato di Protezione Civile................................................................... 65
JulieNews.it: Campania, presentato il piano Antincendio Boschivo ................................................................................ 66
Leggo: di Mario Landi ROMA - L'emergenza-caldo marcia verso il picco, previsto d... ................................................. 67
Libero-news: Caldo, oggi bollenti 20 città italiane .......................................................................................................... 68
Il Manifesto: «Quali scontri? Ci hanno picchiato» .......................................................................................................... 69
Il Mattino (Benevento): Chiamate al 118 e ai medici di famiglia per avere consigli su come superare l'ondata di ...... 71
Il Mattino (Circondario Sud1): Francesco Gravetti La puzza, almeno la puzza potreste cercare di toglierla. La ....... 72
Il Mattino (Nazionale): Allarme afa a Napoli e provincia. Già da ieri e fino a domani infatti, stando a quanto ........... 73
Il Mattino (Nazionale): Roma. Sos Haiti. Dopo il terremoto, si avvicina a passo di carica l'incubo degli uragani. Le. 74
Il Mattino (Salerno): Salvatore De Napoli Nocera Inferiore. Le fiamme e un'alta colonna di fumo nero, per ore, ....... 75
Il Mattino (Salerno): Mario Amodio AMALFI. Estate sicura non solo nei centri storici per evitare il disturbo della... 76
Il Messaggero Veneto: gli gridavo di buttarsi in acqua, ma inutilmente ......................................................................... 77
La Nazione (Livorno): Bonifica ad Orti Bottagone Il Wwf cerca volontari .................................................................... 78
La Nazione (Pistoia): Un'abitazione per le emergenze .................................................................................................... 79
La Nazione (Umbria): Patto tra Fs e Protezione civile ................................................................................................... 80
La Nuova Venezia: incendio devasta fabbrica di inchiostri - maurizio toso ................................................................... 81
Panorama.it: Caldo: la mappa del rischio nelle città....................................................................................................... 82
PrimaDaNoi.it: Potabilizzatori mai utilizzati: 20milioni spariti, 35mila euro di risarcimenti ........................................ 83
La Provincia di Cremona: Marea nera, parte la bonifica dell'Aipo ............................................................................... 85
La Provincia di Lecco: «De Capitani porti rispetto a chi si offre volontario»................................................................ 86
Quotidiano del Nord.com: Incendi boschivi: canadair ed elicotteri in azione su 18 roghi in 36 ore............................. 87
Redattore sociale: Caldo, Regione Lazio: "Piano operativo fino al 30 settembre" ......................................................... 88
La Repubblica: mezzi pubblici, polizia locale, protezione civile nel lazio tagli per 890 milioni in due anni - chiara.... 89
La Repubblica: allarme rifiuti nel parco del vesuvio "costretti a non uscire per i miasmi" - patrizia capua ................. 90
Repubblica.it: Ondata di caldo, livello 3 in otto città sabato allarme massimo in 21 centri........................................... 91
Repubblica.it: Caldo, allerta massima in otto città italiane sabato "livello rosso" in 21 centri urbani.......................... 92
Il Resto del Carlino (Bologna): Caldo, il piano salva anziani «Numero verde e controlli» ........................................... 93
Il Resto del Carlino (Cesena): Quinta scossa, cresce la paura ....................................................................................... 94
Il Resto del Carlino (Ferrara): Afa, scatta la fase di attenzione ..................................................................................... 95
Il Resto del Carlino (Forlì): I giorni più caldi: arriveremo a 42° E in città scatta l'incubo ozono ................................ 96
Il Resto del Carlino (Imola): Ecco le regole per evitare incendi .................................................................................... 97
Il Resto del Carlino (Modena): Record, sfiorati i 36 gradi Ieri il giorno più caldo ....................................................... 98
Il Resto del Carlino (Pesaro): NUOVE DOTAZIONI ALLA PROTEZIONE CIVILE Nuove strumentazioni per il........ 99
Salerno notizie: Protezione civile, una rete di sicurezza: domani convegno a Palazzo Sant'Agostino.......................... 100
Sanremo news: Castellaro: spento l'incendio di oggi con 4 mezzi aerei ....................................................................... 101
Il Secolo XIX: Allerta caldo,in funzionenumero verde ................................................................................................... 102
Settegiorni (Magenta): «Tra i primi nella Prociv» ........................................................................................................ 103
Sicilianews24: Incendi: boschi e macchia mediterranea in fiamme, mezzi aerei in azione............................................ 104
Il Sole 24 Ore Online: Doppio risparmio per Palazzo Chigi ......................................................................................... 109
Il Sole 24 Ore: L'impatto sulla presidenza. ..................................................................................................................... 110
La Stampa: Tagliati i fondi alla Protezione civile Insorge il Pd: "A rischio la sicurezza"............................................ 111
La Stampaweb: Ancora caldo bollente su tutta l'Italia .................................................................................................. 112
La Tribuna di Treviso: e' allarme all'ufficio stranieri................................................................................................... 113
La Tribuna di Treviso: piave, interventi per la sicurezza ............................................................................................. 114
Varesenews: Piogge torrenziali, la Regione chiede lo stato di calamità naturale ......................................................... 115
Virgilio Notizie: Cile, aumentano i poveri: 335mila in più rispetto al 2006. ................................................................. 116
Virgilio Notizie: Canadair ed elicotteri in azione su 18 roghi nelle ultime.................................................................... 117
La Voce Di Manduria Online: Reati ambientali ed emissione di diossina ................................................................... 118
la Voce del NordEst.it: Trentino per l'Abruzzo, 412 alloggi realizzati.......................................................................... 119
WindPress.it: INCENDI BOSCHIVI: CANADAIR ED ELICOTTERI IN AZIONE ....................................................... 120
Yahoo! Notizie: Terremoto: scossa in Romagna ............................................................................................................ 121
Yahoo! Notizie: Roma: Alemanno, 13 casali alle associazioni di volontariato ............................................................. 122
Yahoo! Notizie: Incendi/Liguria: Regione, Situazione Sotto Controllo. Rischio Basso................................................. 123
Yahoo! Notizie: Ricerca e imprese in Abruzzo: siglata cooperazione ........................................................................... 124
marketpress.info: AVVIATI LAVORI BONIFICA A SBITRI. UNA PAGINA FELICE PER BRINDISI ........................ 125
Data:
15-07-2010
L'Adige
Ecco gli ultimi alloggi per l'Abruzzo
Adige, L'
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Data: 15/07/2010
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terremoto Consegnati dalla Provincia: in totale ne sono stati realizzati 412
Ecco gli ultimi alloggi per l'Abruzzo
Ad oltre quindici mesi dal terremoto del 6 aprile 2009 in provincia de L'Aquila, il Trentino continua a lavorare in
Abruzzo. Martedì l'ultima consegna di case per i terremotati: 8 alloggi a Santa Maria del Ponte, una frazione nel comune
di Tione degli Abruzzi. Con questi ultimi appartamenti, sale a 412 il numero degli alloggi realizzati direttamente o su
incarico della Protezione civile nazionale dalla Provincia di Trento. In corso vi sono invece ancora alcune opere a
carattere non abitativo: due valli tomo a difesa di un quartiere dell'abitato di Fossa e dell'ingresso delle note Grotte di
Stiffe, mentre nel corso dell'estate è previsto l'avvio dei lavori per la realizzazione dell'auditorium in legno a L'Aquila.
Alla cerimonia di consegna degli alloggi sono intervenuti Il sindaco di Tione degli Abruzzi Tullio Camilli con l'intera
giunta comunale, la responsabile dei Map della Protezione civile nazionale ingegner Manuela Manenti, il dirigente del
Servizio prevenzione rischi della Provincia Gianfranco Cesarini Sforza con l'ingegnere Luisa Fedrizzi, e le due imprese
che hanno realizzato gli alloggi, la ditta Enzo Cicolani di Scoppito (L'Aquila) per quanto riguarda la preparazione
preliminare dell'area, la realizzazione della platea di fondazione, la posa dei sottoservizi; la trentina Legno più Case di
Condino per la fornitura e la posa in opera dell'edificio prefabbricato. Gli 8 alloggi sono in un edificio a due piani e sono
così suddivisi: 4 con superficie di 54 metri quadrati e una stanza da letto, 4 con superficie di 76 metri quadrati e 2 stanze
da letto. L'intervento è costato circa 650.000 euro. Con la consegna di questi alloggi si conclude l'intervento della
Provincia relativo alla realizzazione di alloggi per la popolazione abruzzese a seguito dell'evento sismico del 6 aprile
2009: in totale la Provincia ha provveduto alla realizzazione di 412 alloggi, così suddivisi: 94 a Onna, 94 a Villa
Sant'Angelo, a Coppito, 2 a Paganica, 9 a Stiffe (frazione di S.Demetrio ne' Vestini), 21 a S.Demetrio ne' Vestini Centro,
4 a S. Demetrio ne' Vestini frazione Subequana, uno a Demetrio ne' Vestini frazione Cardamone, 28 a Tione degli
Abruzzi, 8 a Santa Maria del Ponte. L'importo complessivo di tutti gli interventi abitativi ammonta a circa 26 milioni di
euro.
15/07/2010
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
1
Data:
L'Adige
15-07-2010
ROMA - A ogni città il suo rischio caldo per la salute
Adige, L'
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Data: 15/07/2010
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ROMA - A ogni città il suo rischio caldo per la salute
ROMA - A ogni città il suo rischio caldo per la salute. Se Bolzano soffre a 30 gradi, da Roma in giù la soglia si alza e
nella capitale si attesta a 34 gradi a giugno e 35,5 gradi a luglio-agosto. Temperatura, umidità, mortalità giornaliera e
durata dell'ondata di calore sono i fattori cruciali per stilare la mappa dell'emergenza sanitaria in situazioni di afa. Il caldo
torrido ha investito anche tutta l'Europa centro-orientale, con temperature record e cittadini e infrastrutture spesso
impreparati. In Ungheria, nella capitale Budapest, dove il termometro ha raggiunto i 38 gradi, le autorità locali hanno
ordinato la distribuzione di bottiglie di acqua minerale ai passanti e agli automobilisti nelle strade del centro infuocate. A
distribuirle è la società di gestione delle acque su ordine del Comune. L'orario di chiusura di spiagge lacustri e fluviali e
bagni pubblici è stata rinviata di un'ora, fino alle 19, per consentire refrigerio alla gente. I bagnanti infatti rimangono fino
all'ultimo minuto. Molti si rinfrescano nelle fontane della capitale e anche nel Danubio, malgrado il divieto di balneazione
in vigore. Il servizio sanitario nazionale ha proclamato l'allarme rosso in tutto il Paese per i pericoli legati all'afa e al caldo
estremo. Temperature record e grandi disagi per i cittadini - ma anche per i servizi di pronto soccorso, che non riescono a
far fronte a tutte le richieste di aiuto - sono segnalati questi giorni in tutti i paesi della Mitteleuropa, inclusa la verde
Austria, dove a Vienna la temperatura è fissa da giorni sui 37-38 gradi. In Italia la situazione si manterrà su livelli di
allerta soprattutto nelle città del centro-nord. L'ulteriore aumento delle temperature previste nei prossimi giorni potrà
determinare livelli di rischio per la salute della popolazione anche in alcune città meridionali (in particolare Napoli,
Palermo e Pescara). «Non si tratta di previsioni meteo - ha spiegato il direttore del Dipartimento di epidemiologia della
Regione Lazio, Marina Davoli - ma di un sistema città specifico che prevede il verificarsi di condizioni a rischio per la
salute della popolazione più vulnerabile». I dati, ha aggiunto Paola Michelozzi, coordinatrice del Piano di prevenzione
ondate di calore, «vengono elaborati sulla base delle previsioni meteorologiche a 72 ore e forniscono previsioni sulle
condizioni a rischio per la salute per i 3 giorni successivi». Le misure per fare fronte all'emergenza caldo proposte dal
ministro della Salute, Ferruccio Fazio (il solito e inutile numero verde e una letterina, come quelle che si fanno a Babbo
Natale, a comuni, prefetti e medici di famiglia per attivare l'allerta (ma per questo non c'era già la Protezione Civile?)
sono una«presa in giro degli italiani» per l'associazione dei consumatori Codacons secondo la quale il ministro «si
dimentica che il caldo è una faccenda seria, visto che, nell'unico anno in cui si procedette ad un conteggio, l'Istituto
Superiore di Sanità accertò 34.071 anziani morti. Da allora se ne sono guardati bene dal procedere con altre indagini
epidemiologiche». Quello che avrebbe dovuto fare il ministro, per il Codacons «invece di scrivere una letterina ai medici
di famiglia per appellarsi al loro senso civico, sarebbe stato rivedere l'ordinanza del 19 maggio 2010, che non nomina
neanche i medici di base, ordinando loro di compilare le anagrafi della fragilità e di visitare gli anziani più a rischio in
caso di passaggio dal livello di allerta 2 al livello 3. Solo attivando la prima linea del Servizio sanitario nazionale, infatti,
si potrà impedire che i Pronto Soccorso vengano intasati da chiamate di anziani, come sta avvenendo da 10 giorni a questa
parte e come, purtroppo, avverrà ancora».
15/07/2010
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
2
Data:
16-07-2010
L'Adige
ROMA - L'emergenza-caldo marcia verso il picco, previsto dalla Protezione
Civile tra oggi e domani
Adige, L'
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Data: 16/07/2010
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ROMA - L'emergenza-caldo marcia verso il picco, previsto dalla Protezione Civile tra oggi e domani
ROMA - L'emergenza-caldo marcia verso il picco, previsto dalla Protezione Civile tra oggi e domani. Il bollettino sulle
ondate di calore ha segnalato ieri in rosso, corrispondente al livello massimo, il 3, dieci città (Bolzano, Brescia, Firenze,
Genova, Milano, Perugia Roma, Torino, Trieste, e Venezia). Ma la geografia dell'afa, secondo il Sistema Nazionale di
Sorveglianza del Dipartimento, oggi comprenderà anche Campobasso, Civitavecchia, Frosinone, Latina, Messina, Rieti,
Verona e Viterbo, per un totale di 18 centri urbani, fino al top di sabato 17 con 21 città roventi. Si suda anche sui monti,
con temperature che segnano il record degli ultimi 90 anni in Alto Adige. Alla luce di queste condizioni meteorologiche
estreme, peraltro una delle cause della morte di un camionista di Rovigo accaduta nel pomeriggio a Chiari nel bresciano,
il ministro della Salute Ferruccio Fazio ha inviato una lettera agli Assessorati alla Salute e ai Servizi Sociali delle Regioni,
all'Anci, ai Medici di Medicina Generale (Mmg) e ai Prefetti, per sollecitare l'adozione di «ogni iniziativa concertata utile
a favorire il miglior coordinamento nel fronteggiare gli effetti delle ondate di calore». E ha rivolto un appello agli italiani:
«Prima di andare al Pronto Soccorso, in presenza di sintomi legati al caldo, chiamate il medico di famiglia». Inoltre, a
partire dalle ore 8 di stamattina fino alle ore 20 sarà attivo tutti i giorni, compresi il sabato e la domenica, il numero verde
1500 del dicastero della Salute per informazioni e consigli dispensati da personale appositamente formato. Sul fronte della
prevenzione il Comune di Foggia, dove si registrano temperature che si aggirano sui 40 gradi, fornirà pasti a domicilio per
gli anziani over 65. A Roma, ha precisato il direttore della Protezione civile di Roma, Tommaso Profeta, sono state
distribuite in strada, in questi ultimi tre giorni, circa 200 mila bottigliette d'acqua che equivalgono a 100 mila litri. Per gli
anziani un municipio sta sperimentando un braccialetto «biometrico» che rileva automaticamente frequenze cardiache,
pressione, temperature e persino eventuali cadute. Ieri le chiamate al solo 118 di Milano sono state circa 1.800, il 20% in
più rispetto ai giorni scorsi. Le temperature elevate e l'assenza di piogge stanno poi favorendo gli incendi: nelle ultime 36
ore i mezzi aerei della flotta dello stato gestita dal Dipartimento della Protezione Civile sono intervenuti su 18 roghi, per
la maggior parte dei casi sviluppatisi nelle regioni del centro-sud.
16/07/2010
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
3
Data:
16-07-2010
L'Adige
Fotovoltaico e fonti rinnovabili per la protezione civile e la piscina
Adige, L'
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Data: 16/07/2010
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Borgo Cappotto termico al centro sociale di Olle
Fotovoltaico e fonti rinnovabili per la protezione civile e la piscina
BORGO - Una variazione di poco superiore al milione di euro è stata approvata, l'altra sera, dal consiglio comunale. 13
voti favorevoli e l' astensione delle minoranze per una manovra che serve alla permuta di terreni dell'area perequativa
AT6 (165 mila euro), per un contributo agli alpini per realizzare il nuovo acquedotto dell'ex casina forestale in Sella (50
mila euro), per contributi ad associazioni sportive e culturali (24.500 euro) e per l'impiego di fonti rinnovabili per il
riscaldamento dell'acqua della nuova piscina (83.700 euro). Con altri 111 mila euro si metterà mano alla viabilità con
asfaltature, sbarrieramento dei marciapiedi e l'isola pedonale in via Hippoliti, 10 mila euro serviranno per la manutenzione
alla rete pubblica di illuminazione e con 48 mila euro saranno finanziate ulteriori spese al Centro di protezione civile,
dove con 330 mila euro verrà realizzato sul manto di copertura un nuovo impianto fotovoltaico. Previsti lavori straordinari
all'asilo nido (10 mila euro), nuove bacheche per i servizi cimiteriali (2.600 euro) mentre con 170 mila euro saranno
completati i lavori al centro sociale di Olle. Sull'opera il consigliere Fabio Pompermaier ha chiesto chiarimenti. «La
maggiore spesa - hanno ribadito sindaco e giunta - è dovuta alla realizzazione del cappotto termico, ai nuovi serramenti e
ai lavori di sistemazione dell'area esterna». Con l'astensione di Enzo Boso è stata stipulata una convenzione con la
Comunità di valle per la collaborazione nella gestione dello Spazio giovani. M. D.
16/07/2010
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
4
Data:
15-07-2010
Adnkronos
Allarme caldo, nove città in allerta Sabato si sfioreranno i 40 gradi
ultimo aggiornamento: 15 luglio, ore 17:15
Roma - (Adnkronos/Ign) - Bolzano, Brescia, Genova, Firenze, Milano, Perugia, Roma, Torino e Trieste strette nella
morsa dell'afa. Ma il picco si avrà tra domani e dopodomani. (VIDEO). Il metereologo: "Tra il 17 ed il 18 temporali e aria
più fresca". Fazio: "Non intasare pronto soccorso". In carcere centinaia di malori al giorno. Ghiaccioli, docce e dieta ad
hoc: al Bioparco la canicola si combatte così (FOTO)
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Roma, 15 lug. - (Adnkronos/Ign) - Continuerà almeno fino a domenica l'ondata di caldo africano, torrido e afoso che ha
colpito l'Italia in questi giorni. Le temperature aumenteranno ancora con punte fino a 40 gradi tra venerdì e sabato
complice anche l'elevato contenuto di umidità nell'aria che non darà tregua alla popolazione di alcune città.
Il sito della Protezione Civile, che registra le ondate di calore, segnala per oggi nove città a livello di allerta 3 , quello
massimo, in cui si prevedono condizioni meteorologiche a rischio che persistono per tre o più giorni consecutivi: sono
Bolzano, Brescia, Firenze, Genova, Perugia, Torino, Roma e Trieste e Venezia. Livello di allerta 2 invece per le città di
Bologna, Campobasso, Civitavecchia, Frosinone, Latina, Messina, Napoli, Pescara, Rieti, Venezia, Verona e Viterbo.
Una situazione che si aggraverà nel fine settimana: per domani sono 19 i centri urbani italiani, sui 27 monitorati, con il
livello di allerta massima, soprattutto del centro nord (Bolzano, Bologna, Brescia, Campobasso, Civitavecchia, Firenze,
Frosinone, Genova, Latina, Messina, Milano, Perugia, Rieti, Roma, Torino, Trieste, Venezia, Verona e Viterbo). Caldo
anche a Napoli, Palermo e Pescara, in cui è prevista un'allerta di 'livello 2. Mentre per sabato il sito della Protezione
Civile, prevede il 'livello rosso' in 21 città.
Soltanto "tra il 17 ed il 18 - riferisce all'ADNKRONOS il colonello Paolo Ernani - l'alta pressione africana subirà una
sensibile attenuazione per il transito a nord e sui parte del centro di un sistema nuvoloso che potrebbe dar luogo a
temporali di forte intensità e grandinigeni. Tale sistema determinerà un calo generale delle temperature prima a nord e poi
al centro ed infine in misura minore anche al sud". "La ventilazione inoltre, per lo più a componente settentrionale, farà
abbassare notevolemente il contenuto di umidità atmosferica - ha continuato il meteorologo- con conseguente quasi
scomparsa dell'afa. Inoltre l'analisi delle carte a lunga scadenza non evidenzia più 'per ora' la possibilità di altre ondate di
calore".
"Come si sa per la nostra penisola il periodo più caldo dell'anno si verifica normalmente tra l'ultima decade di luglio e la
prima decade di agosto - ha precisato Ernani - e questa caratteristica climatica quest'anno sembra si sia anticipata di circa
20 giorni. Infatti le alte temperature in Italia si sono registrate proprio tra la fine di giugno sino ad oggi. Per concludere
dovremmo avere ancora un paio di giorni di caldo e di afa e poi le temperature tenderanno a portarsi su livelli miti e
comunque sotto la media del periodo".
La Protezione civile segnala, inoltre, che il Ministero della Salute ha istituito un numero verde unico per fronteggiare
l'emergenza. E' l'1500. I cittadini potranno chiamare per parlare con gli operatori, fra cui medici, e avere informazioni sul
comportamento da adottare e conoscere i numeri specifici per ogni Regione da contattare in caso di bisogno.
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
5
Data:
15-07-2010
Adnkronos
Incendi: Protezione civile, Canadair ed elicotteri in azione su 18 roghi nelle
ultime 36 ore
ultimo aggiornamento: 15 luglio, ore 19:40
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Roma, 15 lug. - (Adnkronos) - Le prolungate condizioni meteorologiche in atto sul nostro Paese, caratterizzate da
temperature elevate ed assenza di precipitazioni, stanno favorendo la propagazione di numerosi incendi boschivi. Lo
rende noto la Protezione civile, spiegando che nelle ultime 36 ore, sono state 18 le richieste di concorso aereo pervenute al
Dipartimento della Protezione Civile in supporto all'azione di spegnimento svolta a terra e di competenza delle diverse
Amministrazioni regionali.
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
6
Data:
15-07-2010
Adnkronos
Tre roghi nel tarantino, decine gli ettari di macchia mediterranea bruciati
ultimo aggiornamento: 15 luglio, ore 19:59
Bari - (Adnkronos) - Arrivati i velivoli antincendio per supportare le operazioni a terra
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Bari, 15 lug - (Adnkronos) - La Sala operativa permanente della Protezione civile regionale pugliese sta gestendo diversi
incendi nella provincia di Taranto ed ha richiesto l'intervento di velivoli antincendio per supportare le operazioni a terra.
A Grottaglie, in localita' 'Masseria Vicentino', le fiamme hanno gia' distrutto 10 ettari di macchia mediterranea. Sul posto,
dove stanno lavorando squadre del Corpo forestale dello stato, dei Vigili del fuoco, del Servizio foreste della Regione e
volontari, stanno arrivando anche due aerei 'Fire boss' e un Canadair.
A Castellaneta 30 ettari di macchia mediterranea sono gia' stati bruciati dalle fiamme. Sono al lavoro Vigili del fuoco,
volontari e Servizio foreste. In arrivo sul luogo del rogo di Castellaneta in questi minuti anche un velivolo 'Ericson S 64' e
uomini del Corpo forestale. Infine la Protezione civile regionale sta coadiuvando le attivita' di spegnimento dell'incendio
divampato nei pressi della Polveriera della Marina militare di Taranto. Un canadair e un elicottero 'Ericson S 64' sono gia'
giunti in aiuto degli uomini del Corpo forestale, dei Vigili del fuoco e degli aerei AB 212 della Marina militare.
Argomento:
NAZIONALE
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7
Data:
15-07-2010
Agi
CALDO: SABATO DI FUOCO, MESSINA TRA 21 "LIVELLI ROSSI"
15.07.2010 22:21 AMBIENTE: MUCCILLI, NON BALNEABILI SOLO FOCI FIUMI 22:20 ASSOCIAZIONE
COMUNI E REGIONI: D'AMBROSIO, AUGURI A PICCIANO 22:19 22:18 RISCHIO IDROGEOLOGICO:
TUTTO IL MOLISE AD ALTO RISCHIO
13.07.2010 11:18 SALUTE: FAZIO INCONTRA IORIO SU PIANO RIENTRO REGIONE MOLISE
12.07.2010 22:31 CALDO: PROTEZIONE CIVILE, ALLERTA ARANCIONE A CAMPOBASSO 22:28
STALKING: MINACCE, MESSAGGINI E COLLA A SERRATURA DELLA EX 22:28 MOLISE: DI PIETRO NON
ESCLUDE CANDIDATURA A REGIONALI 2011 22:27 ITTIERRE: PETRAROIA, AIUTARE AZIENDE INDOTTO
22:26 COLPO DA 100 MILA EURO ALL'IPER DI MONTENERO DI BISACCIA 19:50 MOLISE: DI PIETRO NON
ESCLUDE CANDIDATURA A REGIONALI 2011 15:44 STALKING: MINACCE, MESSAGGINI E COLLA A
SERRATURA DELLA EX
30.06.2010 20:04 COSTI POLITICA: CONSIGLIO REGIONALE TAGLIA 50% SPESE AUTO BLU 20:03
MOLISE: IDV ESCE DA ALLEANZA REGIONALE CENTRO SINISTRA 20:02 DDL ALFANO: FNSI
PROCLAMA LO SCIOPERO IL 9 LUGLIO
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NAZIONALE
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8
Data:
Agrigento Notizie
15-07-2010
Da domani la Protezione civile comunale avrà nuovi mezzi
Cronaca | Agrigento | 15 Lug 2010 | 16:03
Domani 16 luglio, alle 10, in piazza Pirandello, il sindaco Marco Zambuto, accompagnato dall'assessore per la Protezione
civile Renato Buscaglia, precederà alla consegna formale dei mezzi che saranno utilizzati dal personale del servizio
comunale di protezione civile.
Gli autoveicoli di cui disporrà tale servizio sono: un fuoristrada modello pick-up Mitsubishi L 200, due autobotti ed
un'autovettura. Detti mezzi, compreso il nuovo fuoristrada, sono stati appositamente personalizzati.
Durante la cerimonia avverrà anche, da parte di don Enzo Sazio, la benedizione degli stessi mezzi, del personale
comunale e di quello facente parte del gruppo comunale di protezione civile. Per l'occasione si procederà a fare il punto
del ruolo e dell'attività svolta da tale importante servizio comunale che opera in sinergia con quello regionale.
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NAZIONALE
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9
Data:
15-07-2010
Asca
INCENDI: PROTEZIONE CIVILE, 18 ROGHI NELLE ULTIME 36 ORE.
INCENDI: PROTEZIONE CIVILE, 18 ROGHI NELLE ULTIME 36 ORE
(ASCA) - Roma, 15 lug - ''Le prolungate condizioni meteorologiche in atto sul nostro Paese, caratterizzate da temperature
elevate ed assenza di precipitazioni, stanno favorendo la propagazione di numerosi incendi boschivi. Nelle ultime 36 ore,
infatti, sono state 18 le richieste di concorso aereo pervenute al Dipartimento della Protezione Civile in supporto all'azione
di spegnimento svolta a terra e di competenza delle diverse Amministrazioni regionali''.
A dichiararlo in una nota il dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del consiglio dei Ministri.
''Ieri - come spiega la nota - tre roghi si sono verificati in Sicilia, nelle province di Palermo, Catania e Trapani, tutti spenti
a fine giornata anche grazie al concorso dei velivoli. Altri due incendi hanno interessato la Puglia, ed uno per ciascuna
regione in Abruzzo, Lazio e Calabria, tutti domati nel pomeriggio anche grazie all'intervento di quattro Canadair e due
velivoli ultraleggeri Fire Boss della Protezione civile nazionale''.
''Nella giornata di oggi - ricorda la Protezione Civile - e' ancora la Sicilia a contare il maggior numero di richieste di
intervento aereo, cinque da questa mattina, tra le province di Agrigento, Caltanissetta, Palermo e Siracusa, dove stanno
lavorando senza sosta tre Canadair, quattro Fire Boss ed un elicottero S64 del Dipartimento, cosi' come in Puglia,
esattamente in provincia di Taranto, dove i mezzi antincendio stanno operando su un fronte di fuoco di 200 metri''.
''Una invece - aggiunge la nota della Protezione Civile - la richiesta giunta dalla Calabria dove le fiamme sono gia' state
spente''.
res/sam/ss
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10
Data:
15-07-2010
Asca
CALDO: PROT. CIVILE, ALLARME MASSIMO IN NOVE CITTA' D'ITALIA
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CALDO: PROT. CIVILE, ALLARME MASSIMO IN NOVE CITTA' D'ITALIA
(ASCA) - Roma, 15 lug - Nuovo allarme per le ondate di calore sulla Penisola. La Protezione civile ha posto sotto il
livello 3 di allerta (cioe' il massimo) nove citta': Bolzano, Brescia, Firenze, Genova, Perugia, Torino, Roma, Trieste e
Venezia.
Le alte temperature, con valori massimi superiori alle medie del periodo, accompagnate da un elevato contenuto di
umidita' nell'aria, sottolinea la Protezione civile, ''provochera' ancora in questi giorni disagi per la popolazione di molte
citta' italiane''.
Livello di allerta 2 per la giornata di oggi e' segnalato, invece, per le citta' di Bologna, Campobasso, Civitavecchia,
Frosinone, Latina, Messina, Napoli, Pescara, Rieti, Verona e Viterbo.
gc/cam/ss
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11
Data:
15-07-2010
Asca
CALDO: OGGI LIVELLO 3 IN OTTO CITTA', PER EMERGENZE NUMERO VER
DE 1500.
CALDO: OGGI LIVELLO 3 IN OTTO CITTA', PER EMERGENZE NUMERO VERDE 1500
(ASCA) - Roma, 15 lug - Ancora caldo torrido in Italia. Le temperature aumentano e lo faranno ancora, i valori massimi
sono superiori alle medie del periodo e l'elevato contenuto di umidita' nell'aria provoca ancora disagi per la popolazione di
alcune citta'. Il mattinale della Protezione Civile segnala per oggi otto citta' a livello di allerta 3 (ondata di calore:
condizioni meterologiche a rischio che persistono per tre o piu' giorni consecutivi. E' necessario adottare interventi di
prevenzione mirati alla popolazione a rischio): Bolzano, Brescia, Firenze, Genova, Perugia, Torino, Roma e Trieste.
Livello di allerta 2 (temperature elevate e condizioni meteorologiche che possono avere effetti negativi sulla salute della
popolazione a rischio) invece per le citta' di Bologna, Campobasso, Civitavecchia, Frosinone, Latina, Messina, Napoli,
Pescara, Rieti, Venezia, Verona e Viterbo.
Il dipartimento ricorda che il ministero della Salute ha istituito un numero verde unico per fronteggiare l'emergenza: il
1500. I cittadini potranno chiamare per parlare con gli operatori, fra cui medici, e avere informazioni sul comportamento
da adottare e conoscere i numeri specifici per ogni Regione da contattare in caso di bisogno.
Secondo le previsioni meteo della Protezione Civile, l'Italia e' ancora sotto l'azione di una ampia e solida struttura
anticiclonica estesa dalle coste nord-africane all'entroterra russo, che continua ad assicurare condizioni di tempo stabile e
soleggiato su tutto il territorio, fatta eccezione per qualche isolato piovasco pomeridiano sui rilievi alpini.
Questa situazione comporta un ulteriore aumento della temperature, che unita ad ristagno dell'umidita' nei bassi strati,
accentua l'afa e la sensazione di disagio. Le temperature, infatti, saranno in lieve ulteriore aumento, con valori sopra la
media del periodo.
map/cam/bra
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12
Data:
15-07-2010
Asca
ABRUZZO/IMPRESE: CASTIGLIONE, 16 MLN PER INNOVAZIONE E SICURE
ZZA.
ABRUZZO/IMPRESE: CASTIGLIONE, 16 MLN PER INNOVAZIONE E SICUREZZA
(ASCA) - L'Aquila, 15 lug - Otto milioni di euro, che diventeranno sedici grazie allo scorrimento della graduatoria,
saranno erogati, a valere sul Por-Fesr 2007/2013, alle aziende abruzzesi che ne hanno fatto richiesta, per introdurre
rilevanti innovazioni nel sistema produttivo (linea A della misura) e per promuovere l'eco innovazione e la sicurezza nei
luoghi di lavoro (linea B). Lo ha reso noto l'assessore allo Sviluppo economico della Regione Abruzzo, Alfredo
Castiglione. Le domande pervenute sono state 1.000, 624 quelle ammissibili e 83 quelle finanziate tra linea A e B.
''Proprio in virtu' del successo della misura - ha spiegato l'Assessore - abbiamo ritenuto di raddoppiare il finanziamento da
otto milioni a sedici, attraverso lo scorrimento della graduatoria, che sara' deliberato gia' il prossimo lunedi' dalla Giunta
regionale''.
''Soprattutto sulla linea A per innovare i processi produttivi - ha aggiunto Castiglione - si e' registrato un maggiore
interesse delle aziende che vogliamo in qualche modo assecondare''. Castiglione ha quindi avvertito che la ''esiguita' delle
risorse e' anche legata alla rimodulazione dei fondi comunitari imposta dall'Unione europea dopo il terremoto''. ''Vorrei
ricordare - ha sottolineato - che per andare incontro alle esigenze della popolazione, e per sostenere il riavvio del processo
produttivo, sull'area del cratere sono stati emessi bandi per 46 milioni di euro. Ora aspettiamo che le Regioni, come e'
nella prassi in caso di gravi eventi naturali, rendano accessibile il fondo di solidarieta' che si sono impegnate a versare
all'Abruzzo e che ammonta a circa 200 milioni di euro''. Entrando nel merito della spesa dei fondi comunitari Castiglione
ha dichiarato che ''ogni allarmistica previsione e' destituita di fondamento''. ''Il mio settore - ha assicurato - entro l'anno
mettera' a bando tutte le misure previste e siamo convinti di non dover utilizzare nemmeno il benefit concessoci
dall'Unione europea dopo il terremoto, di posticipare di un anno la rendicontazione. Contiamo di essere pronti per aprile
del prossimo anno''. Infine, l'Assessore ha avvertito che questi sono gli ultimi bandi sui fondi strutturali che dal 2013 si
azzereranno, ''cosi' come tutte le prossime misure avranno come priorita' i poli di innovazione e non le singole aziende, in
un'ottica di superamento della logica dei consorzi industriali in favore dei centri sinergici''.
iso/gc/rob
(Asca)
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13
Data:
15-07-2010
Asca
ALTO ADIGE: DOMANI ESERCITAZIONE ANTICENDIO SU FERROVIA VAL
VENOSTA.
ALTO ADIGE: DOMANI ESERCITAZIONE ANTICENDIO SU FERROVIA VAL VENOSTA
(ASCA) - Bolzano, 15 lug - La ferrovia della Val Venosta domani sara' al centro di un'esercitazione antincendio con la
simulazione di un intervento per domare le fiamme sprigionatesi in un convoglio. Per questo motivo, alcune corse serali
saranno sospese nel tratto Merano-Rabla', dove sara' operativo un servizio di autobus sostitutivi.
''Si tratta di un'esercitazione programmata da tempo - sottolinea l'assessore alla mobilita' della Provincia di Bolzano
Thomas Widmann - visto che da quando la linea e' passata alla Provincia ogni anno viene simulata una situazione di
pericolo lungo la ferrovia della Val Venosta''.
''Questa volta l'esercitazione riguardera' un incendio, - spiega l'assessore - con la presenza di feriti, a bordo di un treno nel
tratto Merano-Rabla', in una zona particolarmente difficile da raggiungere in quanto situata fra due gallerie''.
''La simulazione di intervento avra' inevitabilmente qualche effetto sul traffico ferroviario. - Osserva Widmann - Verranno
infatti sospesi i treni in partenza da Merano alle 22.46 (arrivo a Rabla' alle 23) e da Rabla' alle 22.19 (arrivo a Merano alle
22.34). Il percorso Malles-Rabla', con partenza dal capolinea alle 21.20 verra' regolarmente coperto dal treno, e la tratta
Rabla'-Malles sara' normalmente aperta al traffico ferroviario in entrambe le direzioni''.
''Per i viaggiatori che devono spostarsi tra Merano e Rabla' - conclude - e' invece previsto un servizio di bus sostitutivi con
partenza da Rabla' alle 22.19 e da Merano alle 22.46: le corse faranno tappa a Lagundo, Marlengo e Tel.
Il treno in partenza alle ore 23 da Rabla' con destinazione Malles attendera' in ogni caso l'arrivo dei viaggiatori a bordo
degli autobus''.
res/cam/bra
(Asca)
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NAZIONALE
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14
Data:
15-07-2010
Asca
ABRUZZO/RICOSTRUZIONE: POOL ESPERTI MONDIALI PER PENSARE L'A
QUILA FUTURA.
ABRUZZO/RICOSTRUZIONE: POOL ESPERTI MONDIALI PER PENSARE L'AQUILA FUTURA
(ASCA) - L'Aquila, 15 lug - Aldo Bonomi, Paolo Leon, Cesare Trevisani, Vittorio Magnago Lampugnani, Giuseppe De
Rita ed Alvaro Siza. E' questo il pool di luminari di livello mondiale (sociologi, architetti, urbanisti, economisti) che
affiancheranno la Strutture tecnica di Missione, guidata da Gaetano Fontana, per pensare all'Aquila del domani. Si
ritroveranno il 26 di luglio per un grande convegno su ''Ricostruzione: strategie per il futuro'' ed andranno avanti,
stabilmente, nell'opera di sostegno a chi dovra' compiere scelte decisive per l'avvenire della citta' terremotata e del suo
comprensorio. L'idea di ricorrere ad un confronto multidisciplare ed internazionale e' stata illustrata stamane del
Commissario delegato per la ricostruzione, Gianni Chiodi, dal suo vice, Massimo Cialente, da Gaetano Fontana, dal
presidente della Provincia dell'Aquila, Antonio Del Corvo, e dal vice presidente del Consiglio regionale d'Abruzzo,
Giorgio De Matteis. ''Dal 26 di questo mese - ha esordito Chiodi - si aprira' un dibattito per andare oltre la ricostruzione
fisica della citta'. Ora sappiamo su che cosa stiamo lavorando per il recupero edilizio dell'Aquila, ma non sappiamo cosa
sara' di essa oltre il 2020 ed oltre l'aspetto piu' propriamente materiale.
Questi anni devono servirci a preparare cio' che sara' dopo, cio' che lasceremo alle generazioni future''. ''Per questo e'
necessaria una visione strategica d'insieme - ha aggiunto - affinche' L'Aquila diventi molto piu' forte e competitiva
dell'ante sisma. E' il dovere di una classe dirigente sempre, (programmare ed investire nel futuro); e' una dovere, ancor
piu', della classe dirigente locale perche' si stanno utilizzando fondi del Paese al quale dobbiamo mostrare un risultato che
mai si e' visto in altre occasioni''. Il Commissario ha altresi' sottolineato che l'autoreferenzialia' non giova a nessuno. Ecco
perche' l'intenzione di coinvolgere l'intellighenzia, senza limiti di competenze e nazionalita'.
Con il pool di esperti internazionali comincera' un confronto a tutto campo che, necessariamente, dovra' tener conto di cio'
che e' rimasto del capoluogo di regione, di cio' che e' diventato in questo difficile anno di recupero di identita', di cio' che
vorra' essere. Ne' Chiodi, ne' Cialente hanno ignorato l'esistenza di tantissimi problemi contingenti ancora legati
all'emergenza, ma hanno ribadito che perche' L'Aquila possa fare un salto di qualita', diventare vetrina del sapere e del
saper fare, evolvere nella piu' grande impresa europea, e' necessario aprirsi al genio ed alla competenza di figure di grido.
Due percorsi non antitetici, ma complementari. Antonio Del Corvo, dal proprio canto, ha auspicato che questo momento
di alta riflessione si concluda il prima possibile, per far spazio alle decisioni, delle quali mettere al corrente i cittadini.
Cittadini che vogliono strategie, appunto, progetti a medio-lungo termine, speranze. De Matteis, infine, ha esortato ad
innalzare i toni del dibattito e non a limitarsi a risolvere i problemi contingenti: ''Bisogna lasciare alle generazioni che
verranno un futuro, altrimenti a nulla sara' valso far tornare all'Aquila i nostri figli, iscriverli alle scuole, mantenere il
livello formativo dell'Universita', lottare ogni giorno per tornare a vivere''.
iso/gc/ss
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
15
Data:
15-07-2010
Asca
ABRUZZO/RICOSTRUZIONE: PEZZOPANE, NASCE ASSOCIAZIONE ''CANTIE
REAQ''.
ABRUZZO/RICOSTRUZIONE: PEZZOPANE, NASCE ASSOCIAZIONE ''CANTIEREAQ''
(ASCA) - L'Aquila, 15 lug - Per una ricostruzione partecipata e ''monitorata''. Con questi obiettivi e' nata ''CantiereAQ'', la
nuova Associazione nazionale per la ricostruzione dell'Aquila.
''CantiereAQ e' un organismo aperto al contributo di tutti quelli che amano la loro citta' e che generosamente vogliono
dare una mano, con idee, progetti, suggerimenti per una ricostruzione partecipata, dal basso - ha spiegato Stefania
Pezzopane, vice presidente del Consiglio provinciale dell'Aquila, tra i promotori dell'idea - Gli unici colori che ci
contraddistinguono sono il nero e il verde, quelli dell'aquilanita'; ma la nuova Associazione avra' un respiro nazionale''.
Prima riunione operativa lunedi' prossimo, 19 luglio. Prevista la partecipazione del sindaco dell'Aquila, Massimo
Cialente, del deputato Pd, Giovanni Lolli, di Maria Rita Lorenzetti, gia' presidente della Regione Umbria e Commissario
per la ricostruzione post terremoto in quella regione, di giornalisti come Piero Badaloni, Giuseppe Giulietti e David
Sassoli (anche eurodeputato). ''Saranno soci dell'Associazione - ha spiegato la Pezzopane - e a loro chiederemo di fare da
ponte con il resto del Paese e con l'Europa, di monitorare la ricostruzione dell'Aquila, di far capire all'Italia intera qual e'
la vera situazione in citta' e quali le nostre reali esigenze''. ''Con l'attenzione e il supporto di osservatori nazionali,
giornalisti, esponenti del mondo politico, della cultura, scrittori - ha auspicato ancora - riusciremo a sollevare la cortina di
omerta' di certa stampa, che disinforma, lasciando passare il messaggio che qui tutto e' risolto e che noi aquilani abbiamo
gia' ottenuto tutto, anzi troppo''. Ogni mese l'Associazione proporra' momenti di incontro e di confronto e per i prossimi
appuntamenti hanno gia' dato la loro disponibilita' Nichi Vendola e Sabina Guzzanti.
iso/gc/bra
Argomento:
NAZIONALE
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16
Data:
15-07-2010
Asca
CALDO: A PERUGIA, ANCHE DOMANI E SABATO ATTIVATO IL LIVELLO TR
E.
CALDO: A PERUGIA, ANCHE DOMANI E SABATO ATTIVATO IL LIVELLO TRE
(ASCA) - Perugia, 15 lug - Temperature massime sopra i 36 gradi; il bollettino regionale sull'emergenza calore
comunicato dal Dipartimento della Protezione civile indica l'attivazione della fase di emergenza, livello 3, oltre che per la
giornata odierna anche per domani, venerdi' 16 e sabato 17 a Perugia, con temperatura massima percepita di 36 gradi.
Secondo quanto previsto dal piano Comunale perugino di Gestione per l'emergenza calore, viene estesa presso l'Unita'
Operativa Ambiente e Protezione Civile, con sede a Pian di Massiano l'attivazione del Centro Operativo Comunale, dalle
8 alle 18 per tutta la durata dell'emergenza (livello 3, gia' oggi giovedi' 15 e venerdi' 16 luglio). In una nota comunale si
ribadiscono i consigli per l'emerganza calore, rivolti alla popolazione a rischio: bere piu' liquidi (in particolare acqua), di
stare in casa o in zone ombreggiate e fresche e, se possibile, in ambienti condizionati nelle ore di maggiore insolazione
(tra le 11 e le 15). Se si percepisce un surriscaldamento corporeo, aumentare la ventilazione o, se possibile, usare un
condizionatore. Nelle ore piu' calde, se non si ha un condizionatore in casa, e' opportuno fare docce e bagni extra. Anche
l'alimentazione aiuta: e' preferibile consumare pasti leggeri, ed ancora non sostare in automobili ferme al sole ne' lasciare
mai persone, specialmente bambini o anziani ne' animali domestici, in auto.
pg/gc/rob
(Asca)
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
17
Data:
15-07-2010
Avvenire
«Terremoto, la ricostruzione è ferma»
CRONACA
15-07-2010
DALLAQUILA ALESSIA GUERRIERI
R icostruzione ferma, loccupazione che non cè, la sofferenza della gente e il bisogno di conforto. Racchiude la realtà
della terra dA- bruzzo in poche calzanti parole il codirettore della Caritas dellAquila, don Ramon Mangili. Il grido
dallarme arriva stavolta da chi in mezzo alla gente continua a starci da quindici mesi ed ha in sé tutta la disperazione di
una popolazione che a fatica tenta di rialzarsi. «Non passa giorno - spiega il sacerdote - senza che alla nostra porta bussino
persone chiedendo aiuto. I problemi sono quasi sempre legati a questioni economiche, ma molto spesso vi è la necessità
di sfogarsi, di essere ascoltati perché di fronte ad una ricostruzione e ad una ripresa delle attività che non decollano, ci
accorgiamo di come sempre più persone siano vittime di depressioni ed esaurimenti. Noi facciamo quello che possiamo
per dare speranza».
Il lavoro a LAquila non cè più e chi lo ha perso per il terremoto ad oltre un anno dal sisma non lo ha ancora ritrovato,
cadendo perciò in uno stato di disperazione profonda. «Il numero delle persone che seguiamo - continua il responsabile
Caritas - è più che raddoppiato da prima del terremoto. Inoltre da giugno si è tornati dopo la sospensione a pagare le
bollette, compresi gli arretrati e i mutui delle case, in alcuni casi distrutte. Questo per le famiglie in difficoltà diventa un
ulteriore problema».
Il vuoto interiore si somma così a quello delle case inagibili, dei lavori che si bloccano per la burocrazia e dei
commercianti, che non riuscendo a riaprire i negozi pensano sempre più spesso di andar via. «Girando per la città precisa don Ramon - si vedono molti palazzi in cui sono stati montati i ponteggi, ma i lavori non partono perché mancano
i fondi o le autorizzazioni e le varie istituzioni giocano a scaricabarile ». Il dramma aumenta se si guarda poi al centro
storico, «delle oltre mille attività presenti solo una piccola parte è ripartita - conclude - Alcuni si sono spostati in altre
zone della città o nei centri commerciali, non più di una quindicina poi hanno riaperto nelle uniche vie della zona rossa
accessibili. Gli altri restano chiusi».
LAquila, appello del codirettore della Caritas «Sempre più persone bussano per avere aiuto»
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
18
Data:
15-07-2010
Avvenire
«Emergenza frane risorse al lumicino»
CRONACA
15-07-2010
I consorzi di bonifica si alleano allAnci per governare le risorse idriche
DA ROMA PAOLO VIANA
I consorzi di bonifica bacchettano il governo e si alleano ai Comuni italiani. Lassemblea dellAssociazione Nazionale
delle Bonifiche Italiane, che ha riunito ieri a Roma le delegazioni dei 137 enti consortili, ha svelato un 'buco' miliardario
nella prevenzione di frane e alluvioni. LAnbi se lè presa innanzi tutto con la Finanziaria che non prevede nuovi
stanziamenti, ad eccezione del miliardo destinato a piani straordinari come il rimboschimento di Giampilieri. Secondo
lAnbi, quindi, non sarà possibile realizzare alcuna opera di contenimento: «Noi vogliamo spendere quattro miliardi in 15
anni per evitare di spendere, ogni anno, un miliardo per riparare i danni provocati dal dissesto idrogeologico, senza
contare il dolore per le vittime» ha detto senza troppi giri di parole il presidente dei consorzi Massimo Gargano. Lacrime
e sangue anche per il piano irriguo, da cui dipende la funzionalità della rete che disseta le campagne. In cassa ci sono solo
60 milioni. «Si tratta di una gravissima carenza perchè, tra le priorità del Paese, non può mancare un programma per la
manutenzione dei corsi dacqua, delle opere idrauliche e di bonifica. In modo da rendere gli argini dei fiumi, i canali di
bonifica, le sistemazioni montane, in grado di resistere anche in periodi di piogge eccezionali » spiega una nota Anbi, che
si conclude ricordando come «quasi tutte le Regioni abbiano comunque individuato le priorità, indicando i progetti
finanziabili». Commento non casuale, visto che allassemblea Anbi il ministro dellagricoltura Galan ha accusato i
consorzi del Sud di non riuscire a spendere neanche i soldi che hanno. «Chiediamo al ministro Galan di condividere la
nostra battaglia per il Paese» ha sottolineato Gargano, senza nascondere quanto siano tesi i rapporti tra il governo e questi
istituti della sussidiarietà, che si autofinanziano con i contributi degli utenti e chiedono allo Stato solo di provvedere al- la
manutenzione della rete irrigua.
Se Galan ha sfidato la freddezza dellassemblea - in un clima che ha innervosito il presidente della Coldiretti Sergio
Marini, il quale ha parlato di «scaricabarile » - la Prestigiacomo non si è neanche presentata: «lo stesso invito alla
collaborazione ha insistito Gargano lo lanciamo al Ministro dellAmbiente che finora, su questi temi, è un convitato di
pietra». Ben diverso il rapporto tra Anbi e Comuni. Voltando pagina su anni di attriti - memorabili gli scontri tra
agricoltori e sindaci sulla distribuzione delle risorse irrigue in tempo di siccità - ieri Gargano e Giovanni Alemanno in
qualità di presidente del consiglio Anci hanno firmato un protocollo dintesa per la sicurezza idrogeologica. Le politiche
di pianificazione su acque di scolo, rifiuti, catasto del sistema fognario e depuratori saranno i primi banchi di prova.
Resta, sullo sfondo, il nodo dei soldi. LAnbi rivendica le economie fatte - accorpando parecchi consorzi - e una migliore
gestione della risorsa idrica: se nel 1985 lagricoltura utilizzava 28 dei 45 miliardi di metri cubi dacqua a disposizione del
Paese, oggi questa quantità è scesa a 21 miliardi grazie a tecniche innovative. «Ciò nonostante, i finanziamenti per il
Piano Irriguo Nazionale vengono quasi dimezzati; eppure è dalla disponibilità dacqua, che dipende l85% del made in
Italy agroalimentare, vale a dire produzioni per circa 40 miliardi di euro!» ha esclamato Gargano, ricordando che proprio
secondo il Ministero dellAmbiente, «il 68,6% dei comuni ricade in aree classificate ad alto rischio idrogeologico, che
interessano il 7,1% della superficie territoriale» e che «negli ultimi 80 anni, si sono verificati 5.400 alluvioni e 11.000
frane».
LA SITUAZIONE
Nessuna siccità. Anzi, emergenza alluvioni fino a febbraio
Lo stato di emergenza dichiarato dal governo dopo le ondate di maltempo degli scorsi mesi è stato prorogato fino al 28
febbraio 2011 per consentire gli interventi di ripristino. Per le regioni Emilia Romagna, Liguria e Toscana, in particolare,
è stato dichiarato lo stato di emergenza in relazione agli eccezionali eventi meteorologici dellultima decade di dicembre
2009 e nei primi giorni di gennaio. Analoghi provvedimenti sono stati assunti per i gravissimi dissesti che hanno
riguardato, ad ottobre 2009, la provincia di Messina e, a febbraio 2010, Catanzaro, Cosenza e Vibo Valentia. Per quanto
riguarda le previsioni, poiché nel 2009 si sono registrate precipitazioni superiori alle medie degli ultimi anni, la stagione
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
19
Data:
15-07-2010
Avvenire
«Emergenza frane risorse al lumicino»
irrigua si annuncia regolare. I serbatoi alpini ed i grandi laghi settentrionali mostrano riempimenti nella media se non
superiori. Anche nelle regioni dellItalia meridionale e insulare, secondo i dati diffusi dai consorzi di bonifica, la
situazione risulta positiva.
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NAZIONALE
Pag.
20
Data:
15-07-2010
Basilicanet.it
POLLINO, A SAN SEVERINO CAMPI VOLONTARIATO INTERNAZIONAL
E
15/07/2010 12.03.25
[Basilicata]
Da Domani (16 luglio) a San Severino Lucano saranno ospiti volontari di Legambiente per
la seconda stagione di Campi di volontariato internazionale previsti nell'ambito del progetto “Costruiamo la rete di
protezione civile del Parco del Pollino”, sostenuto dalla Fondazione per il Sud e nata dall'incontro tra le fondazioni di
origine bancaria e il mondo del volontariato e del terzo settore per promuovere lo sviluppo del Mezzogiorno, proprio
quale "iniziativa esemplare" di tutela e valorizzazione ambientale nel Meridione.
I volontari, che provengono da tutte le parti del mondo, saranno impegnati nelle attività previste dal progetto, in
affiancamento ai volontari delle associazioni locali e della protezione civile, per l'avvistamento incendi, per aumentare
sempre più il fronte dei volontari all'opera di avvistamento, per creare una rete di vigilanza e controllo, la più capillare
possibile in modo da ridurre al minimo gli eventuali danni prodotti dal fuoco.
Saranno impegnati, inoltre, a realizzare interventi di piccola manutenzione (sentieristica, recupero punti acqua, ecc.)
all'interno dell'area Parco, in accordo con l' amministrazione comunale.
La giornata tipo dei volontari prevede al mattino lo svolgimento delle attività di manutenzione programmate, nel
pomeriggio, in genere, libero da attività lavorative, i volontari vengono accompagnati a scoprire il Parco, in modo da
poter così apprezzare le bellezze dei luoghi, in un'area protetta di elevato pregio ambientale e naturalistico.
“Il Campo, dice il vicepresidente del Parco del Pollino Franco Fiore, offre tra le altre cose l'opportunità ai giovani
volontari stranieri, di conoscere la nostra cultura, le nostre tradizioni, grazie al contatto diretto con gli ambienti e i
paesaggi dei nostri comuni e offre un'occasione di promozione per la prevenzione degli incendi boschivi, campagna che il
Parco sta portando avanti anche con buoni risultati”.
“L'iniziativa, commenta il sindaco di San Severino Lucano Saverio De Stefano, è per noi, tra l'altro, occasione di
promozione delle nostre bellezze paesaggistiche, della ricchezza del nostro centro storico, del valore delle nostre
tradizioni locali che attraverso i giovani volontari stranieri saranno promosse e diffuse presso le loro comunità.”
I campi di volontariato per la stagione 2010 sono tre: il primo prenderà il via il 16 luglio a San Severino Lucano, il
secondo il 31 luglio a Terranova del Pollino e l'ultimo a Chiaromonte dal 17 agosto.
BAS 05
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NAZIONALE
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21
Data:
15-07-2010
Blog ClubRadio
CALDO: FAZIO AVVIA NUMERO VERDE E PIANO ANZIANI FRAGILI
giovedì, luglio 15, 2010
La situazione e di allerta e non migliorera nei prossimi giorni, quando sono previsti ancora innalzamenti della
temperatura e massima allerta in 19 citta. E per rispondere al meglio alle esigenze sopratutto dei soggetti piu fragili,
anziani malati in primis, il ministero della Salute attivera un numero verde (1500) e inviera una circolare ad
amministratori locali prefetti e medici di famiglia per assicurarsi che tutti seguano le indicazioni. Chiamando il numero
verde, che sara attivo in un paio di giorni, i cittadini potranno chiedere informazioni agli operatori, anche medici, su
come comportarsi e sui numeri utili da chiamare in caso di bisogno. Siamo in situazione di allerta ha spiegato il ministro
Ferruccio Fazio in Nord e centro Italia ce una situazione meteo che fa ritenere possa essere a rischio parte della
popolazione, soprattutto gli anziani fragili. Le misure aggiuntive sono state disposte dal ministro al termine di un incontro
con gli amministratori locali, la protezione civile, rappresentanti del ministero dellinterno e i medici di medicina
generale, nel quale si e verificata anche lapplicazione del Piano operativo nazionale per la prevenzione degli effetti del
caldo sulla salute, varato con una ordinanza ministeriale dello scorso 19 maggio. Il Piano prevede, tra le altre cose, che i
Comuni trasmettano alle Asl gli elenchi degli over 65 e che le stesse Asl, in collaborazione con la protezione civile
mettano in atto ogni opportuna iniziativa volta a prevenire e monitorare danni gravi e irreversibili a causa delle anomale
condizioni climatiche legate alla stagione estiva, con particolare attenzione alle persone piu suscettibili agli effetti delle
ondate di calore per condizioni di eta, salute, solitudine e fattori socio-ambientali. Grazie anche allimplementazione dei
sistemi di allarme Heat Health Watch Warning System HHWWS, il progetto del ministero della Salute permette di
elaborare piani organizzativi di intervento differenziati per livello di rischio climatico delle varie aree. La macchina per
lemergenza, ha sottolineato il ministro e gia in moto e il Piano operativo per far fronte alle ondate di calore e buono e
sperimentato. Fazio ha anche ribadito alcune delle avvertenze per evitare i rischi delle ondate di calore: Gli anziani con
malattie croniche, cardiovascolari, metaboliche e tumori, sono piu a rischio. Per questi soggetti in particolare allora,
niente lunghe esposizioni alle alte temperature, e il consiglio, valido per tutti di bere molta acqua per evitare la
disidratazione dovuta alla sudorazione eccessiva. (ANSA)
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NAZIONALE
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22
Data:
15-07-2010
Bologna 2000.com
Incendi boschivi: anche nel bolognese stato di grave pericolosità
15 lug 10 • Categoria Ambiente,Bologna
Come precedentemente comunicato, il 16 giugno lAgenzia di Protezione Civile della Regione Emilia-Romagna ha
disposto lattivazione della fase di attenzione per gli incendi boschivi su tutto il territorio regionale dal 01/07/2010 al
30/09/2010.
In data 30/06/2010 ha, successivamente, dichiarato lo stato di grave pericolosità per gli incendi boschiviattivando la fase
di preallarme per il periodo compreso dal 17/07/10 al 25/08/2010.
Durante questo periodo di massima pericolosità è vietato:
-accendere fuochi all'aperto nelle aree forestali, nei terreni saldi o pascolivi, o a minore distanza di 200 mt dai loro
margini esterni;
-l'abbruciamento controllato del materiale di risulta dei lavori forestali nelle aree forestali ed in particolare nei castagneti
da frutto, nei terreni saldi o pascolivi;
-accendere fuochi, usare apparecchi a fiamma o elettrici per tagliare metalli, usare motori, fornelli o inceneritori che
producono faville o brace, fumare o comunque compiere ogni altra operazione che possa creare pericolo di incendio nelle
aree forestali;
-l'abbruciamento della vegetazione a scopo di pulizia nei terreni saldi e nei pascoli;
-l'abbruciamento delle “stoppie” delle colture agrarie e della vegetazione erbacea infestante a meno di 200 mt dalle aree
forestali, dai pascoli e dai terreni saldi;
-effettuare manifestazioni sportive o competizioni agonistiche su strade che attraversano aree forestali.
Sanzioni. La trasgressione a tali divieti comporta sanzioni da un minimo di 1.032 euro ad un massimo di 10.329 €.
Dovere civico e giuridico. Si ricorda che chiunque avvisti un incendio che interessi o minacci un'area forestale ha
l'obbligo, che oltre ad essere un dovere civico è anche giuridico, di dare l'allarme segnalandolo a:
-Corpo Forestale dello Stato Servizio Antincendio Boschivo 1515
- Numero verde regionale 800 841 051
-Vigili del Fuoco 115
-Polizia di Stato Soccorso Pubblico di emergenza 113
-Carabinieri Pronto Intervento 112
-Polizia Municipale di Bologna 051266626
-Numero verde Agenzia Regionale di Protezione Civile (h24) per tutte le emergenze 800-333-911
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23
Data:
Bresciaoggi(Abbonati)
16-07-2010
Estratto da pagina:
19
La Protezione civile schiera i volontari La sede in Comune
Venerdì 16 Luglio 2010 PROVINCIA
TRENZANO. Il primo impegno sarà con i corsi
La Protezione civile
schiera i volontari
La sede in Comune
Il responsabile è il sindaco Bianchi ma li coordina Massimo Ghirardi
Anche Trenzano ha il suo Gruppo di Protezione Civile, nato col sostegno dell'Amministrazione comunale del sindaco
Andrea Bianchi. «Abbiamo già 12 volontari, dieci uomini e due donne - informa il sindaco Bianchi, responsabile del
gruppo - che hanno già seguito un corso base per fornire loro le prime conoscenze teoriche e pratiche». Questi i nomi dei
volontari che fanno parte del gruppo : Gianfranco Battagliola, Giorgio Bianchi, Alfredo Renato Domi, Ahmed Fathallam,
Ettore Ghilardi, Massimo Ghirardi (coordinatore del Gruppo), Santo Gualdi, Fabio Gualdi, Luigi Lodigiani, Luciano
Quarantini, Franca Toninelli e Adelia Zotti. «Al momento la loro opera è essenzialmente di supporto alla Polizia locale
per la sicurezza e la viabilità in occasione di eventi - ricorda Bianchi -. Non appena vi sarà l'occasione ognuno frequenterà
appositi corsi di specializzazione; ci tengo a precisare che si tratta di volontari che operano a titolo completamente
gratuito». In questi giorni l'amministrazione comunale ha anche trovato una sede per il gruppo, al primo piano del
Municipio. P.T.
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24
Data:
16-07-2010
Il Centro
il comune distribuirà gratis l'acqua
ONDATE DI CALORE
CHIETI. Per l'ondata di calore prevista in città, oggi ci sarà per le vie del colle e dello scalo una distribuzione gratuita di
acqua. L'iniziativa è stata presa ieri dall'assessore alla protezione civile, Ivo D Agostino per limitare i disagi derivanti le
ondate di calore. Ieri, inoltre, il sindaco di Di Primio,(nella foto) ha nominato i responsabili della protezione civile:
Luciano Di Muzio, servizio protezione civile; sanitaria e veterinaria: Dante Ranalletta; volontariato: Antonio Mancini;
materiali, mezzi: Achille Cavallo; servizi essenziali ed attività scolastica: Luciana Rapattoni;censimento danni a
persone e cose: Raimondo Censurato; funzione strutture operative locali e viabilità: Donatella Di Giovanni; funzione
telecomunicazioni: Franco Vitale; funzione assistenza alla popolazione: Elisabetta Raspa; responsabile della segreteria:
Ernani Finamore; addetto stampa: Massimo Berini.
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NAZIONALE
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25
Data:
Il Centro
16-07-2010
Estratto da pagina:
22
nuove aziende, mancano i siti - monica pelliccione
- Cronaca
Nuove aziende, mancano i siti
Cappelli (Confindustria): tante richieste ma pochi spazi
Non c'è chiarezza neppure sui fondi a disposizione di questo territorio e sulla loro spendibilità Ma i tempi sono stretti
MONICA PELLICCIONE
L'AQUILA. Nella sede di Confindustria, a Pile, i telefoni continuano a squillare. In pochi giorni sono arrivate
decine di richieste da aziende disponibili a investire in città utilizzando gli incentivi del post-terremoto. Chiamano
da Lazio, Toscana, Umbria e Lombardia. Ma gli industriali avvertono: «Non abbiamo certezze sull'utilizzo dei
fondi. Mancano anche aree per nuovi insediamenti». Così, L'Aquila rischia di perdere questo treno.
«Bisogna stringere i tempi per evitare che queste aziende portino i loro capitali altrove», afferma il direttore dell'Unione
industriali della provincia dell'Aquila, Antonio Cappelli, «il nostro territorio ha una grande opportunità da cogliere al
volo».
A mostrare interesse per la realtà produttiva aquilana sono, per lo più, società che operano nel settore metalmeccanico,
dell'elettronica, alimentare e gomma e plastica. Le aziende del centro-nord fanno la parte del leone: il maggior numero di
richieste proviene, infatti, dal Lazio e dalla Toscana. Dal sud, poco o nulla. Ma è l'incertezza sui fondi a disposizione - 46
milioni di euro che il Governo ha elevato alla soglia di 90 - e sulla loro spendibilità, a mettere in dubbio l'intera
operazione.
«Dopo il terremoto», conferma Cappelli, «abbiamo ricevuto un gran numero di domande che abbracciano settori
trasversali, dal chimico al meccanico. Sull'Aquila c'è attenzione da parte del mondo imprenditoriale: società che
vorrebbero investire usufruendo degli incentivi del post-terremoto».
Esistono, tuttavia, due ordini di problemi: la normativa, ancora poco chiara, e la mancanza di aree da destinare a nuovi
insediamenti.
«I nuclei industriali di Pile e Bazzano sono saturi», dice Cappelli, «Sassa è in via di sviluppo, ma la zona necessita di
infrastrutture. Il commissario per lo sviluppo del nucleo industriale, Di Marzio, si sta muovendo bene, ma i tempi sono
stretti. Inoltre, non ci sono certezze sui fondi destinati alla zona franca aquilana: il governo, dopo la manifestazione a
Roma, ha elevato a 90 milioni la somma disponibile, ma non esiste una normativa specifica, né una regolamentazione
precisa per l'accesso ai finanziamenti».
Confindustria boccia la proposta di affidare al sindaco Massimo Cialente, la «regia» per l'assegnazione dei fondi della
zona franca: «Non può essere un'unica istituzione a gestire la nuova fase di industrializzazione legata alla ripartizione
degli incentivi», chiarisce Cappelli, «e non per mancanza di fiducia nei confronti di Cialente, a cui vanno stima e rispetto.
È il Governo centrale che deve emanare regole sull'accesso ai fondi e il loro utilizzo».
Ancora una volta, potrebbe essere la burocrazia a frenare lo sviluppo dell'Aquila. E in ballo, ci sono centinaia di nuovi
posti di lavoro, legati alla piccola e media imprenditoria.
«Fare una stima precisa è impossibile», prosegue il direttore di Confindustria, «ma i numeri occupazionali legati
all'approdo di nuove imprese grazie alla zona franca sono elevati. Parliamo di centinaia di posti di lavoro».
Il tutto, mentre la grande industria continua a perdere pezzi: «Le tre vertenze Finmek, Thecnolabs e Otefal, per un totale
di 500 lavoratori», conclude Cappelli, «stanno mettendo a rischio la stabilità dell'industria locale. L'auspicio è che le
vertenze si concludano positivamente, ma bisogna puntare sulla crescita della forza-lavoro incentivando nuovi
investimenti. La zona franca può rappresentare una buona opportunità di rilancio se il governo opererà in sinergia con gli
enti locali. Altrimenti, sarà un fallimento».
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NAZIONALE
Pag.
26
Data:
Il Cittadino
16-07-2010
Il patrono "regala" un nuovo mezzo alla Protezione civile
Il patrono regala un nuovo mezzo alla Protezione civile
n Inaugurato il nuovo mezzo della Protezione civile di Guardamiglio. La festa patronale di San Giovannino è stata
loccasione per gioire anche del nuovo fuoristrada in dotazione al gruppo locale. Un mezzo di cui lassociazione onlus
Protectio Civilis potrà usufruire per tutte le sue mission. Il nuovo veicolo spicca come un elemento fondamentale nella
strumentazione del gruppo guardamigliese. Nel corso dellultimo viaggio della Protezione civile in Abruzzo, a sostegno
dei terremotati, uno dei vecchi mezzi della neonata associazione infatti si era definitivamente rotto. Nata nel 1994, la
Protezione civile di Guardamiglio, coordinata da Giulio Vaselli, si è costituita associazione onlus soltanto lo scorso 9
novembre e sotto la neo presidenza dellex vicesindaco Francesco Merli. Il gruppo di Protezione civile di Guardamiglio è
il primo in provincia di Lodi a essersi configurato associazione e attualmente conta una trentina di volontari. Protectio
Civilis inoltre è stato ufficialmente riconosciuto dalla maggioranza e dallopposizione e può contare su una convenzione
che di fatto prevede massima collaborazione fra il comune e lassociazione, dove militano anche tre consiglieri comunali:
Francesco Frontori e Leopoldo Granata (della maggioranza) e Roberto Agosti (minoranza).«La Regione ha finanziato il
nuovo mezzo per un importo pari a circa 27 mila euro - ha spiegato il sindaco Maria Grazia Tondini - ma 6 mila sono stati
destinati a questa causa anche dal comune di Guardamiglio, deciso a sostenere questa realtà preziosa per il paese e per il
territorio». A questa spesa si aggiungono un importo forfettario di circa 3 mila euro annui erogato dal comune
allassociazione.Domenica 27 dunque il nuovo fuoristrada, equipaggiato di tutto il necessario, ha ricevuto la solenne
benedizione per mano del parroco don Francesco Bossi, davanti a una folla di cittadini, che si sono abbandonati infine a
un caloroso applauso di incoraggiamento per la Protezione civile e le sue prossime missioni.
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
27
Data:
16-07-2010
Il Cittadino
In prima linea contro le piene: premiati gli "eroi" di Somaglia
In prima linea contro le piene: premiati gli eroi di Somaglia
somaglia Mentre scorrono sullo schermo le immagini della piena del Po 2000 e 2009, nella sala darmi del castello di
Somaglia, sabato mattina sono risuonate come sottofondo le note di Domani, canzone realizzata dagli Artisti uniti per
lAbruzzo, in occasione del tragico terremoto, che ha messo in ginocchio la provincia dellAquila. Immagini e suoni,
dunque, hanno aiutato a ricordare tutte le emergenze affrontate con determinazione e coraggio anche dai volontari della
Protezione civile di Somaglia, insignita di una prestigioso attestato di riconoscimento dalla Presidenza del consiglio dei
ministri. «Le benemerenze assegnate sono rivolte ai 18 volontari del gruppo di Protezione civile di Somaglia, che hanno
partecipato alle operazioni per scongiurare il rischio idrogeologico, in occasione delle piene del Po e dellAdda del 2000
(in particolare) e del 2009 - ha spiegato il sindaco Pier Giuseppe Medaglia - e si tratta di attestati attribuiti in riferimento
al decreto datato 19 dicembre 2008». Uno alla volta, i 18 volontari della Protezione civile, hanno sfilato nella sala, in abiti
civili, ritirando la benemerenza consegnata dal primo cittadino e dal presidente del gruppo di Protezione civile Marco
Vignati, anchegli insignito dellalto riconoscimento. Sono stati dunque premiati per il loro impegno in occasione delle
piene di Po e Adda i volontari Domenico Raimondi, Franco Spaziani Testa, Mario Nazzari, Antonio Delledonne, Bruno
Ferrari, Antonio Maiocchi (ha ritirato il figlio Roberto), Alfredo Lucchini, Roberto Geroli, Mirko Croce, Renato
Comizzoli, Luigi Cattaneo, Antonio Campagnola, Francangelo Biancardi, Giuseppe Passerini, Cristiano Bianchi,
Gianluigi Brusati, Claudio Dino Betti e il presidente Marco Vignati. Attivo dal 1998, il gruppo della Protezione civile di
Somaglia conta una quarantina di volontari: a tutti loro, sabato, è stato rivolto un sincero grazie da tutti i presenti e in
modo particolare dal sindaco Medaglia che ha definito questa realtà, «presenza importante e preziosa che opera sempre
con determinazione a tantissimi livelli». Sara Gambarini
Argomento:
NAZIONALE
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28
Data:
Il Cittadino
16-07-2010
Emergenze simulate dalla protezione civile locale
n A Bertonico il primo fine settimana di luglio è stato dedicato alla sicurezza. Con grande soddisfazione del sindaco di
Bertonico Verusca Bonvini la protezione civile locale, in collaborazione con il gruppo di Fombio, ha montato un campo
base e affrontato una serie di emergenze simulate. Ovviamente si trattava di situazioni che avrebbero potuto verificarsi
realmente nel Basso Lodigiano come allagamenti, caduta alberi a altro. Considerata la buona riuscita delliniziativa in
futuro potrebbero ripresentarsi situazioni simili.
Argomento:
NAZIONALE
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29
Data:
16-07-2010
Il Cittadino
Vidardon Visite a domicilio della giunta per controllare la situazione
Anziani a rischio per la canicola Il comune tenta di dare sollievo
vidardo In questi giorni di caldo afoso, una visita e una parola di conforto sono sempre bene accetti, ancor di più se
arrivano dalle istituzioni. Così anche questanno lamministrazione comunale di Vidardo ha voluto intervenire
monitorando il disagio dovuto alla calura estiva, in modo particolare presso gli anziani del paese. In particolare, il
consigliere Caterina Arisi, delegata dal sindaco Oscar Fondi, insieme al personale del comune e ai volontari della
protezione civile, muniti di tesserini identificativi, hanno individuato tra gli ultra 75enni le persone che vivono sole (una
ventina in tutto), recandosi a far loro visita, anche per cercare di capire le loro problematiche, dovute evidentemente
alletà e alla solitudine.«Continuiamo in questa iniziativa, anche su raccomandazione della Regione Lombardia, molto
attiva su questo fronte in questo periodo dellanno - spiega la Arisi - anche per far sentire la nostra presenza alle persone
che ne hanno più bisogno.Siamo intervenuti col mezzo del comune e con tutte le cautele del caso, dando indicazioni per
far fronte alle esigenze più immediate, riguardo ai colpi di calore e di sole, agli edemi e alle forme di collasso che possono
intervenire, lasciando proprio gli opuscoli predisposti dalla regione, sicuramente semplici da consultare ed esaustivi per i
vari casi: uno strumento senzaltro utile per imparare a conoscere il rischio e prevenirlo». Ma queste visite sono ritenute
importanti, anche per tenere sotto controllo la situazione di queste persone, che spesso preferiscono tenere celate le loro
condizioni, evitando di chiedere aiuto, anche quando sarebbe indispensabile: «In effetti abbiamo potuto verificare le
condizioni di vita di questi anziani che vivono magari anche un po isolate - precisa il consigliere Arisi che approfitta per
ringraziare il personale che ha collaborato in modo disinteressato alliniziativa- e infatti sono emersi casi di disagio di
diverso tipo, per i quali ci siamo fatti carico, interessando lassessorato ai servizi sociali e lo stesso sindaco». P. Z.
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
30
Data:
16-07-2010
City
Caldo, allerta fino a sabato Le ondate di calore si prevedono on line
Caldo, allerta
fino a sabato
Le ondate di calore
si prevedono on line
Durerà fino a sabato il caldo mortale a Roma, con temperature da bollino rosso: a Roma Urbe, tra le 14 e le 16, ieri si
registravano 35 gradi e un livello di umidità superiore al 50%. La Protezione civile ha distribui-to circa 200mila
bottigliette dacqua negli ultimi tre giorni, eppure molti turisti ieri si abbeveravano alla Fontana di Trevi (foto). E il piano
anti-caldo della Regione prevede, fino al 30 settembre, il monitoraggio degli over 65 e dei sistemi di allarme in grado di
prevedere fino a 72 ore prima le ondate di calore (www.protezionecivile.it).
16 luglio 2010
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
31
Data:
16-07-2010
Corriere Adriatico
Numero verde e un piano per gli anziani
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Roma Per rispondere al meglio alle esigenze soprattutto dei soggetti più fragili, anziani malati in primis, il ministero della
Salute attiverà un numero verde (1500) e invierà una circolare ad amministratori locali prefetti e medici di famiglia per
assicurarsi che “tutti seguano le indicazioni”. Chiamando il numero verde, che sarà attivo in un paio di giorni, i cittadini
potranno chiedere informazioni agli operatori, anche medici, su come comportarsi e sui numeri utili da chiamare in caso
di bisogno. “Siamo in situazione di allerta - ha spiegato il ministro Ferruccio Fazio - in Nord e centro Italia c'è una
situazione meteo che fa ritenere possa essere a rischio parte della popolazione, soprattutto gli anziani fragili”. Il Piano
prevede, tra le altre cose, che i Comuni trasmettano alle Asl gli elenchi degli over 65 e che le stesse Asl, “in
collaborazione con la protezione civile” mettano in atto “ogni opportuna iniziativa volta a prevenire e monitorare danni
gravi e irreversibili a causa delle anomale condizioni climatiche legate alla stagione estiva”, con particolare attenzione alle
persone “più suscettibili agli effetti delle ondate di calore”.
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
32
Data:
16-07-2010
Corriere Adriatico
Fondi per 13 bonifiche
Pronti 6,5 milioni, altri 3,5 finanzieranno uno studio sull'Api
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Ancona Sono 6,5 i milioni di euro che la Provincia di Ancona investirà nei prossimi 3 anni in operazioni di bonifica e di
prevenzione al dissesto idrogeologico sul proprio territorio. A questi si affiancheranno altri 3,5 milioni che verranno spesi
per un approfondito lavoro di ricerca sul sito falconarese dell'Api al fine di – spiega l'assessore all'ambiente della
Provincia di Ancona Marcello Mariani – “quantificare con esattezza scientifica qualità e quantità dell'inquinamento
prodotto dalla raffineria, la quale, a sua volta, potrà a quel punto meglio orientare il doveroso impegno per la relativa
bonifica”. I soldi per quest'ultima operazione ci sono già e provengono dal ministero dell'ambiente. Per renderli
effettivamente disponibili mancano le firme degli enti locali preposti, in primis la Regione.
Il tutto dovrebbe risolversi nelle prossime settimane. Sono invece pronte a partire le bonifiche nei siti inquinati di Ancona,
Chiaravalle, Jesi, Fabriano e Falconara destinatari dei quasi 5 milioni di provenienza Fesr del periodo 2007-2013, cui si
aggiungeranno gli 1,5 milioni messi a disposizione dalle casse dei municipi interessati. Tredici le operazioni che, sull'area
vasta, partiranno entro 120 giorni e andranno avanti per almeno 36 mesi.
Tra gli interventi di maggiore interesse vi è la manutenzione straordinaria in aree a rischio idrogeologico del fiume Esino,
Musone e Aspio (1 milione di euro); bonifica della falda acquifera da tetracloroetilene nei quartieri Campo Sportivo e
Santa Maria a Fabriano (1 milione) e realizzazione di un percorso pedo-ciclabile lungo fiume Esino a Chiaravalle (350
mila euro) : si tratta di 2,4 km di pista utilizzabile dalla popolazione e dai soccorsi in caso di incidente industriale per
l'evacuazione dell'area prossima allo stabilimento Api.
Secondo l'assessore al bilancio della Provincia Eliana Mailoini “Si tratta di un impegno notevole nel quale l'ente ha avuto
un ruolo fondamentale nell'intercettare i fondi e nel lavoro di coordinamento. Non meno importante la disponibilità e
l'impegno dei comuni che hanno fatto la loro parte”.
Per l'assessore all'ambiente Mariani “quello delle bonifiche è un lavoro che non ha la visibilità garantita da opere
pubbliche di tipo infrastrutturale, ma non è certo meno importante. Salute e ambiente non sono beni negoziabili e la
Provincia intende spendersi per preservarli attingendo a tutte le risorse possibili. E' per questo che ben 3.326.000 euro sui
6,5 complessivi vengono destinati a questo scopo”.
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
33
Data:
15-07-2010
Corriere del Veneto (Ed. Verona)
Estratto da pagina:
1
Lazise e il cantiere sequestrato «Chi sapeva e ha taciuto?»
15 lug 2010 Verona RIPRODUZIONE RISERVATA Angiola Petronio
Consiglio comunale l'altra sera. Le minoranze: «Responsabilità politiche»
Da VERONA Quando si dice che, nella vita, è questione di punti di vista. Già, perché quello che sta accadendo a Lazise
altrimenti non sarebbe spiegabile. «Punti di vista» a dir poco opposti. E non per niente almeno quattro delle persone che
entrano in questa storia fanno parte, appunto, di quella che si definisce «opposizione». «Punti di vista» che,
evidentemente, si contrappongono.
La polemica in paese I manifesti attaccati in tutto Lazise in cui si chiedono le dimissioni del sindaco Franceschini e
dell'assessore Adami. E' lui - che ha la dega all'arredo urbano - ad essere coinvolto nell'inchiesta su un cantiere a poche
centinaia di metri dal Comune. Adami, geometra, è direttore dei lavori per quella che avrebbe dovuto essere una
bifamiliare ma che, come è emerso dalle indagini, sarebbe sorta su un terreno a rischio idrogeologico
E non c'è molto da ridere, quando ad essere agli estremi delle «angolature visive» sono istituzioni come
un'amministrazione comunale e una procura. In questo caso l'amministrazione comunale di Lazise e la procura scaligera
che con il pubblico ministero Valeria Ardito è arrivata a disporre il sequestro di sei cantieri in paese. Cinque hanno
«riparato» con le ammende pecuniarie, ma uno è ancora bello e che chiuso. Quello che a poche centinaia di metri dalla
sede municipale era stato imbastito sotto la direzione dei lavori dell'assessore-geometra Diego Adami. Su un terreno sul
quale non si poteva costruire, perché catalogato come a «rischio idrogeologico». Una vicenda che si trascina da giugno e
che ha fatto dar fuoco alle polveri delle minoranze. Ma che, con la stessa intensità, viene definita alla stregua di un
«errore» dal sindaco Renzo Franceschini. L'altra sera, a Lazise, c'è stato un consiglio comunale. Quello chiesto dai quattro
«oppositori» - Luca Sebastiano (Pdl), Eugenio Azzali (Pd), Giorgio Benoni (Udc) e Marco Zaninelli (Pdl) - proprio per
discutere del caso di quei cantieri che, a quanto pare, nel borgo lacustre aprono alle ruspe con una certa facilità. Già,
perché quell'assessore-geometra Diego Adami non è l'unico «errore» cementizio che coinvolge l'amministrazione
Franceschini. Il precedente è stato quello dell'ingegner Luigi De Carli, dimessosi dalla presidenza della commissione
edilizia comunale perché su un suo terreno era praticamente sorto un intero fabbricato senza alcun permesso. «Un errore
grosso», lo aveva definito il sindaco. E l'altra sera, in consiglio comunale, non ha cambiato linea neanche per quanto
riguarda Adami. Lo hanno incalzato, eccome, i quattro dell'opposizione. Senza risparmiare niente. «A noi - ha spiegato
Benoni - in questa sede non interessano le colpe penalmente perseguibili, ma le responsabilità politiche». Nella loro
ricerca i quattro hanno fallito. Perché lui, il sindaco Franceschini, ha tenuto la sua rotta. Quella, cioè, che vuole che le
responsabilità della sua amministrazione non ci siano. All'ordine del giorno, i quattro che non si arrendono, hanno anche
chiesto -con Eugenio Azzali - quello che Franceschini e a quanto pare lo stesso Adami neanche si sognano di fare. Vale a
dire dimettersi. «Se posso sintetizzare il pensiero del sindaco - ha detto Benoni dopo le risposte del primo cittadino - mi
pare di capire che questi fatti sono da attribuire esclusivamente ai tecnici ed essendo lui impegnato nell'esercizio della
politica, non gli spetta l'azione di controllo». Chi pensa che Benoni sia particolarmente ironico si sbaglia. Perchè il suo
non è altro che il sunto delle convinzioni del sindaco. «Noto che aveva le risposte pronte prima di sapere cosa avrei detto fa notare Franceschini -. Comunque io non minimizzo. Riporto quello che è la realtà, perchè contesto il fatto che quella
che è stata riportata fino ad oggi non lo è». Quali sono dunque le cose false dette sulla vicenda della cementificazione di
Lazise? Uno penserebbe a chissà quali eventi. Invece no. «Qualcuno ha falsamente detto che nell'indagine sono coinvolti
tre amministratori di Lazise. Invece è uno solo e anche qui è ancora tutta da vedere...». Che poi è quello che stanno
facendo i carabinieri della compagnia di Peschiera. Ma non lui, non il sindaco. «No, dopo il sequestro del cantiere non ho
controllato la pratica...». Eppure Benoni a lui le domande le ha poste. E assolutamente in maniera diretta. «Quante erano
le persone che sapevano e hanno taciuto?». E invita anche i consiglieri di maggioranza a fare quello che il sindaco
dichiara di non aver fatto. Vedersi la pratica di quel cantiere. E fare dieci «esercizi» di controllo. «1 - Attraverso quale
provvedimento comunale ed in che data l'area in questione è divenuta edificabile; 2 - La data dell'autorizzazione
ambientale. 3 - La data del parere della commissione edilizia. 4 - Su quale tavola del Pat si è espressa la commissione
edilizia comunale. 5 - La data di inizio lavori. 6 - La data di denuncia di inizio lavori. 7 - La data del regime di
salvaguardia. 8 - Data di approvazione del Pat. 9 - Data del permesso di costruire. 10 - Data del sequestro del cantiere».
Fatti tutti i controlli l'«oppositore» consiglia di «confrontate poi l'iter burocratico di questa pratica con un'al-
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34
Data:
15-07-2010
Corriere del Veneto (Ed. Verona)
Estratto da pagina:
1
Lazise e il cantiere sequestrato «Chi sapeva e ha taciuto?»
tra qualsiasi di diverso proponente». Mica bruscolini. «In effetti - risponde Franceschini - c'è stato un errore, o meglio
quella che io considero una leggerezza in buona fede. Quell'area sarebbe diventata idonea per la costruzione se fossero
stati fatti ulteriori studi idrogeologici, se gli studi avessero dato il benestare e poi se si fosse iscritto il tutto nei piani
d'intervento...». La «leggerezza» è che niente di tutto questo è stato fatto. E intanto lavorano gli avvocati. O meglio un
avvocato. Quello a cui si è rivolto Franceschini per «difendere l'amministrazione comunale nella persona del sindaco e
della giunta». Insomma, per querelare gli «oppositori». «Ci hanno diffamato nel documento del 30 aprile», spiega il
sindaco.Il documento in cui i quattro chiedevano il «ripristino della legalità»...
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35
Data:
15-07-2010
Corriere dell'Umbria
Protezione civile e Ferrovie insieme per gestire l'emergenza.
Reciprocità operativa in caso di incidenti o calamità per assicurare il massimo aiuto ai soggetti coinvolti.
FOLIGNO15.07.2010
indietro
Firmato ieri mattina a Foligno il protocollo d'intesa tra Ferrovie dello Stato e Protezione civile dell'Umbria che stabilisce
le modalità per un'azione coordinata d'intervento nella previsione e prevenzione dei rischi e nella gestione delle
emergenze. Lo hanno siglato Franco Fiumara, direttore protezione aziendale del Gruppo Fs, e Sandro Costantini,
responsabile della Protezione civile dell'Umbria. Il documento, facendo seguito all'intesa del 15 luglio 2008 tra Fs e il
Dipartimento nazionale della Protezione civile, “ definisce le necessarie sinergie per fronteggiare in modo efficace in tutta
l'Umbria eventuali criticità derivanti da eventi emergenziali. In particolare, punta su una reciprocità operativa fra Ferrovie
dello Stato e Protezione civile regionale mediante l'uso di uomini, mezzi e tecnologie ” . I principali aspetti disciplinati nel
protocollo, valido quattro anni, riguardano lo scambio di informazioni fra le rispettive sale operative, in caso di
emergenze ferroviarie; la presenza di un referente del gruppo Fs nella sala o perativa unica regionale del Centro regionale
di protezione civile (Crpc) di Foligno, l'attivazione di un programma di formazione congiunta per la gestione degli
interventi in emergenza; la prosecuzione delle intese sottoscritte con il servizio sanitario territoriale 118 per il soccorso ai
passeggeri e al personale di bordo ed esercitazioni mirate all'intervento sanitario urgente. Si prevede infine la possibilità di
estendere l'accordo alle articolazioni territoriali della Protezione civile (Province, prefetture) per una più efficace gestione
delle emergenze sul territorio, nonchè di definire accordi specifici per lo spostamento di materiale rotabile e personale
volontario in zone colpite da emergenze. Nel protocollo, particolare attenzione è dedicata all'assistenza ai viaggiatori
coinvolti in situazioni di criticità (distribuzione di generi di conforto, evacuazione in aree di attesa e di ricovero). Accordi
per migliorare il sistema regionale di protezione civile sono previsti anche con la Ferrovia centrale umbra
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Data:
15-07-2010
Corriere della Sera
Estratto da pagina:
1
Caldo, l'Italia a quaranta gradi
15 lug 2010 Corriere Della SeraMargherita De Bac RIPRODUZIONE RISERVATA
La temperatura attesa domani in 19 città. Un numero verde per chiedere aiuto
Da ROMA Non è finita qui. Ci aspettano altre giornate torride, con temperature straordinarie, superiori alle medie
stagionali, e alti tassi di umidità. Domani il termometro sfiorerà i 40 gradi in varie zone d'Italia. Ieri in quattordici città è
stato raggiunto il livello tre di allerta (rischio ondate di calore) o due (effetti negativi sulla salute per la popolazione).
Nelle prossime ore la situazione peggiorerà e venerdì l'afa dovrebbe raggiungere il picco. La Protezione Civile è pronta a
intervenire per proteggere i cittadini più fragili, vale a dire le persone anziane che abitano sole e in condizioni sociali
disagiate. Il ministero della Salute ha previsto l'apertura di un numero verde, il 1500 (attivo forse entro domani), lo stesso
utilizzato per le emergenze (ad esempio funzionò come centralino per le domande sulla pandemia).
(ItalyPhotoPress) Allarme I turisti si rinfrescano nella Barcaccia a Piazza di Spagna: oggi a Roma sono attesi 40 gradi Il
ministro della Salute, Ferruccio Fazio, mette in guardia sui pericoli per «anziani fragili, cioè con malattie croniche
cardiovascolari, metaboliche, respiratorie e oncologiche. Il primo suggerimento è di non esporsi al calore a lungo. Siamo
in una situazione di allerta in Nord e centro Italia. Caldo e afa aumenteranno». Dunque se è proprio necessario uscire nelle
ore più soleggiate, quelle centrali della giornata, sarebbe bene restare per strada il tempo minimo necessario». Altre
raccomandazioni, bere molta acqua. Oltre una certa età il sistema di termoregolazione va in tilt. Si perde la percezione
della temperatura esterna, dunque l'organismo reagisce in ritardo e non si difende tempestivamente.
Oggi massima allerta (terzo livello) a Bolzano, Brescia, Genova, Firenze, Milano, Perugia, Roma, Torino e Trieste.
Domani super caldo in 19 città con temperature percepite di 38-39 gradi: Bolzano, Bologna, Brescia, Campobasso,
Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Messina, Milano, Genova, Latina, Perugia, Rieti, Roma, Torino, Trieste, Venezia,
Verona e Viterbo. Anche a Napoli, Palermo, Pescara le «temperature saranno elevate con condizioni meteorologiche che
possono avere effetti negativi sulla salute della popolazione a rischio».
Impegno raddoppiato per i medici di famiglia. Telefonate in crescita, il 10% in più di richieste per visite a domicilio.
Una delle difese efficaci è l'uso appropriato di condizionatori d'aria. A questo proposito il ministro Fazio, dopo aver
affermato che «l'aria condizionata è di destra perché va verso il progresso e il consumo», ha messo in guardia dagli abusi.
«Comunque l'aria condizionata fa male - ha detto. Entrare e uscire da luoghi con aria condizionata, come la macchina, è
una delle cose più pericolose per il fisico. Un modo garantito per prendersi un accidente».
Carlo Signorelli, presidente della Società italiana di igiene, ha fatto un po' di calcoli sull'uso dei condizionatori: «Con un
apparecchio che consuma 900-1000 watt acceso per 10 ore al giorno, il costo del refrigerio è di un euro al giorno. Vale a
dire 30 euro al mese». Per risparmiare valgono i consigli del WWF. Aria condizionata solo nelle ore più calde e in caso di
effettiva necessità. Collocare l'apparecchio in una zona dell'appartamento non soleggiata. Accertarsi che porte e finestre
siano chiuse bene. Schermare i vetri col parasole, meglio se sono doppi. Tra temperatura esterna e interna, un massimo di
6 gradi di differenza.
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15-07-2010
L'Espresso (abbonati)
Tangenti, cardinali e un treno per l'Aquila
Attualità
POLITICA E AFFARI / L'INCHIESTA DI NAPOLI
di Gianluca Di Feo e Claudio Pappaianni Bertolaso, Matteoli, Angelini, Cosentino. Sono la rete di contatti degli
imprenditori arrestati per corruzione. Che si consultavano anche con un magistrato del Csm
Non gli bastavano gli appalti delle Ferrovie, volevano infilarsi nel piatto più ricco: le opere per la ricostruzione
dell'Abruzzo ossia "la polpetta", come la chiamavano al telefono pochi giorni dopo il terremoto. E loro riescono a entrare
direttamente in contatto con Guido Bertolaso grazie all'intercessione di un potente cardinale "che lo ha aiutato
moltissimo". Tutte le strade portano a Roma e agli stessi indirizzi della Cricca: Vaticano, Protezione Civile, ministero
delle Infrastrutture. Con diversi ruoli e con trattative che non giungono a conclusione perché si scopre l'esistenza
dell'indagine della Procura di Napoli, che manda i finanzieri ad acquisire documenti negli uffici di Trenitalia. Ma i fratelli
Giovanni e Antonio De Luca, arrestati a Napoli con l'accusa di avere pagato tangenti sui contratti di manutenzione dei
treni, avevano creato relazioni anche con altri personaggi, sfruttando soprattutto le entrature della sorella Anna. La donna
infatti è la moglie di un giudice molto noto: Roberto Maria Carrelli Palombi di Montrone, membro del Consiglio
superiore della Magistratura. È lei a procurare i contatti chiave nei palazzi romani, che i fratelli poi cercano di trasformare
in affari.
Qui serve un prelato I fratelli De Luca quando cominciano a temere che l'attività delle Fiamme Gialle possa
compromettere i rapporti con Trenitalia, già molto tesi per i forti ritardi nei pagamenti delle attività svolte, cercano in tutti
i modi di arrivare al vertice delle Ferrovie e parlare con il numero uno Mauro Moretti. Il loro principale referente romano
è il cardinale Fiorenzo Angelini, un protagonista della zona grigia a metà strada tra politica e Santa Sede: vicinissimo a
Giulio Andreotti, è stato per anni il "ministro della Sanità" del Vaticano. Il cardinale Angelini consiglia agli imprenditori
di non andare da Moretti ma di rivolgersi per i loro problemi a tale "Lupi" che gli investigatori identificano nell'onorevole
Maurizio Lupi, vicepresidente della Camera, uno dei leader della corrente cattolica interna al Pdl. E dalle intercettazioni
sembra che il prelato riesca a fargli ottenere un colloquio con Lupi. Al telefono i De Luca discutono anche della
possibilità di coinvolgere il cardinale di Napoli Angelo Sepe, del quale Anna dice: "Non è stimato ma però è
ammanigliato". C'è un problema: non si può chiedere ad Angelini di intervenire su Sepe: "Quelli, i due cardinali, si
odiano, si odiano a morte".
La lettera salvagente Di fronte alle attività della polizia giudiziaria che si interessa ai rapporti tra la loro azienda e
Trenitalia, i fratelli De Luca si consultano con il cognato magistrato sui modi "per tutelare il nostro buon nome e l'azienda
di famiglia". In ballo c'è l'ipotesi di fare causa alle Ferrovie per ottenere i pagamenti bloccati da mesi. Ma Giovanni De
Luca punta su una soluzione diversa: "Prima di fare una strada legale... io penso... se coinvolgere un politico forte del
territorio per tutelare l'azienda...". Il giudice del Csm concorda: "Hai ragione tu. Sicuramente... insomma... non è questo il
momento di agire legalmente, di fare un passaggio violento, diciamo di questo genere". Il cognato imprenditore ipotizza
"una lettera di patronage, di un buon rappresentante, un autorevole rappresentante del territorio". E il magistrato conclude:
"Certo, mò vediamo un attimino quando torna pure sua Eminenza... Se si apre qualche porta là".
Il primo personaggio politico a cui si rivolgono è Nicola Cosentino, il sottosegretario dell'Economia e leader campano del
Pdl . Il contatto avviene tramite un loro amico d'infanzia, Giampaolo Paudice, funzionario della Regione Campania che la
rappresenta nella Conferenza Stato-Regioni. Siamo ad aprile: Cosentino però è alle prese con i suoi problemi giudiziari l'ordine di arresto per camorra - e con la partita per le elezioni regionali. E i fratelli De Luca dopo un incontro mostrano di
non credere che possa venire da lui la risposta ai loro problemi.
La polpetta del sisma Pochi giorni dopo il terremoto che devasta l'Aquila, i fratelli De Luca cercano di trasformare la
tragedia in un'occasione per potenziare l'attività della loro ditta di costruzioni. Il 29 aprile 2009 Anna ne parla con il
padre: "... è Bertolaso che gestisce tutta la "polpetta"... Ora siccome il Cardinale ha aiutato moltissimo a Bertolaso gli ho
detto: "Mettici in contatto con Bertolaso ma non per avere raccomandazione questo e quell'altro. Gli diciamo: noi
sappiamo fare questo ti serve o non ti serve?"". Nella stessa conversazione discutono di un altro personaggio, tale Schelli,
che poteva essere contattato per i contratti della ricostruzione. Anna De Luca taglia corto: "Schelli vale come la carta
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15-07-2010
L'Espresso (abbonati)
Tangenti, cardinali e un treno per l'Aquila
igienica e non vale manco la pena di prenderlo in considerazione". Chi è Schelli? Potrebbe trattarsi di Maurizio Scelli,
parlamentare Pdl eletto in Abruzzo. Invece dalle indagini delle Fiamme Gialle emerge come il contatto con Bertolaso
avvenga molto dopo. Anna De Luca il 28 ottobre scorso avvisa i fratelli di essere stata ricevuta dal capo della Protezione
civile: "Ci contatterà un capo ufficio tecnico che si chiama Angelo Borrelli. Dì a tutti quanti quando chiama questo di
stare attenti perché ci chiameranno per delle gare oppure per delle emergenze". E racconta: "Bertolaso è stato
gentilissimo, una cosa meravigliosa. Si è fatto lasciare tutto e ci fa contattare per gare all'ultimo secondo... Però ho capito
si mettono paura tutti di fare cose che non possono fare, giustamente... vabbè comunque a noi non ci interessa...".
Effettivamente il dirigente della Protezione civile chiama i De Luca, dicendo di avere ricevuto la documentazione da
Bertolaso. Li invita a venire all'Aquila per un incontro, anche se - ci tiene a precisare al telefono - il nostro compito qui sta
per essere completato.
Tra Moretti e Matteoli Anna De Luca incontra il ministro Matteoli e gli chiede un appuntamento per "sensibilizzarlo in
merito a una richiesta presentata a Trenitalia per ottenere maggiori certificazioni e qualificazioni". Durante la cena per i
settant'anni di sacerdozio del cardinale Angelini parla anche con Emilio Brogi, capo della segreteria di Matteoli. E ai
fratelli racconta: "La domanda che io ho fatto a Brogi è stata questa: "Allora dimmi una cosa perché in un governo di
destra vi tenete alle ferrovie uno di sinistra?". Lui mi ha detto: "Sì, è una tragedia perché vuole portare la Francia... i
francesi in Italia ma le ferrovie non ha capito ancora che sono italiane". E gli ho detto: perché ve lo tenete? Ha risposto:
"Perchè toglierlo sarebbe costato dai 7 agli 11 milioni e lo Stato non ha soldi...Ti basta come spiegazione?"".
L'incontro con Matteoli spacca i fratelli: "Ci andiamo a mettere in bocca al lupo per che cosa? Noi non ci siamo mai
schierati... A noi non ci conviene che fanno qualcosa perché se ci danno una mano dopo ci chiedono il tornaconto". Al
telefono sostengono di non volere pagare per ciò che è un loro diritto. Ma poi vanno in processione dal braccio destro di
Matteoli. n
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15-07-2010
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La cricca santa
Attualità
VATICANO NELLA BUFERA
di Gianfrancesco Turano L'attivismo di Bertolaso. L'entrata in scena di Balducci. Il peso crescente del cardinale
Sepe. Nasce con il Giubileo il sodalizio oggi sotto accusa
Formidabile quell'anno. Millenario, milionario e miliardario. Tutte cifre da ricordare, intorno al Giubileo del 2000: oltre
mille cantieri, 30 milioni di pellegrini, 70 mila volontari. E soldi. Più di 3.600 miliardi di lire messi a disposizione dallo
Stato italiano per l'ingresso della Chiesa nel Terzo millennio. La sfida è stata colossale e ha richiesto una sintesi
complessa. Da una parte, c'erano gli uomini di papa Wojtyla, il distruttore del socialismo reale. Dall'altra, gli
amministratori della Repubblica. Tutti di una sola parte politica. Il governo, la Regione Lazio, il Comune di Roma e i
municipi interessati in modo indiretto come Napoli o Firenze, erano tutti in mano agli uomini del centrosinistra. Molti di
loro venivano dalla Dc. Ma alcuni erano ex comunisti o ex radicali con un passato in compagnia di mangiapreti e
filosovietici. Come assemblare una macchina organizzativa con elementi così eterogenei? Con funzionari statali capaci.
Capaci in senso professionale ma capaci anche di cambiare abito e di vestire, all'occorrenza, la casacca biancogialla degli
interessi vaticani.
I documenti di dieci anni fa stanno tornando attuali con le indagini della magistratura su questi funzionari. Sono i
componenti della futura cricca che nasce e si rafforza attorno agli appalti per l'Anno Santo. I tre nomi principali sono sui
giornali da mesi. Guido Bertolaso, al tempo vicecommissario straordinario al Giubileo. Era lui il braccio destro del
sindaco di Roma e commissario Francesco Rutelli. Angelo Balducci, provveditore alle opere pubbliche del Lazio e
gentiluomo di Sua Santità. Monsignor Crescenzio Sepe, segretario della commissione centrale per il Giubileo e della
commissione mista italo-vaticana. I loro rapporti incominciano a ridosso delle celebrazioni giubilari e proseguono per
oltre un decennio, accompagnati da promozioni e successi fino agli arresti e agli avvisi di garanzia di quest'anno.
La loro solidarietà nasce dalla comune vocazione all'efficienza, alla rapidità, al fare. Nulla di male in questo, finché le
regole sono rispettate. "Non mi piace parlare della mia esperienza al Campidoglio", dice il vicesindaco e oggi deputato Pd
Walter Tocci, "ma devo sottolineare che il Comune si battè per evitare la legislazione straordinaria. Eravamo della
generazione che aveva combattuto lo sfascio dei Mondiali di Italia '90, basati su procedure di emergenza. Nulla a che
vedere con quanto accaduto in seguito con il sistema emergenziale gestito dalla Protezione Civile".
Sulla stessa linea è Luigi Zanda, che guidava l'Agenzia del Giubileo e oggi è senatore Pd. "Bertolaso è un collaboratore
perfetto. Funziona bene con Rutelli e male con Berlusconi che gli ha messo a disposizione la legge sui Grandi eventi del
2001. È come chi guida a 100 l'ora finché c'è la pattuglia e, senza, va a 200". Il punto è che alcuni appalti giubilari
dovevano andare a 200.
Qualche elemento di cronistoria è necessario. Il comitato per il Giubileo nasce nel novembre del 1994 e la celebrazione è
proclamata da Giovanni Paolo II a Natale dello stesso anno. Il 1995 passa in chiacchiere, presentazioni, adunate al Teatro
Argentina con il presidente Oscar Luigi Scalfaro e il premier Lamberto Dini. I programmi sono ambiziosi. Si parla della
metro C, dei tram in centro storico, delle ferrovie suburbane. All'alba del 1996 ci si sveglia con il governo in crisi e il
traguardo del 2000 già a rischio. Il Comune non ha soldi per appaltare le opere e le riunioni del Comitato misto si
trascinano. Nel 1996 Romano Prodi vince le elezioni e stanzia i soldi. Eppure si perde ancora un anno e mezzo, fra leggi
di spesa e altri ritardi. Fino all'autunno del 1997 non si vede una lira.
"A quel punto", ricorda Zanda, "prevalse la scelta anche mia di investire soprattutto sull'organizzazione. Incominciare
grandi opere all'inizio del 1998 per chiuderle a fine 1999 sarebbe stato da incoscienti. Avrebbe significato inaugurare il
Giubileo con tutti i cantieri aperti".
Rutelli è sempre più nervoso. Si sta giocando il futuro politico sul Giubileo e la pazienza non è la sua principale virtù.
Uno dei bersagli preferiti delle sue sfuriate, che più di una volta porteranno anche Zanda sull'orlo delle dimissioni, è
Adriano La Regina. Il Soprintendente ai beni archeologici di Roma, in carica da vent'anni, si oppone in particolare al
grande sottopasso di Castel Sant'Angelo. "In realtà", precisa lui, "mi sono limitato a chiedere la documentazione tecnica a
tutela delle fondamenta. Il Comune non me l'ha fornita e Walter Veltroni, vicepresidente del Consiglio, ha finito per dare
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Pag.
40
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15-07-2010
L'Espresso (abbonati)
La cricca santa
ragione a me".
Mentre si profila un'altra grana, quella relativa al parcheggio del Gianicolo, gli uomini del Giubileo decidono di dare una
sterzata. Tutto accade nel giro di pochi mesi. A novembre del 1997 monsignor Sergio Sebastiani, l'uomo ai comandi per il
Vaticano, viene promosso alla guida della Prefettura Affari economici e rimosso. Lo rimpiazza Crescenzio Sepe. Chi ha
lavorato con lui concorda: simpatico, battutista, manageriale. Sembra tutto tranne che un sacerdote. A gennaio del 1998
arriva dalla Protezione civile Guido Bertolaso che diventa l'amministratore delegato di Rutelli. Il suo incarico principale è
la Giornata mondiale della Gioventù, fissata tra il 15 e il 20 agosto 2000 a Tor Vergata. Il sistema viario della zona va
completamente rifatto in collaborazione con il Provveditorato ai lavori pubblici del Lazio. Il provveditore, che partecipa a
tutte le riunioni del comitato giubilare, è Tullio Russo, chiamato a Roma dall'Abruzzo appunto per il sottopasso. Salta
anche lui nel maggio 1998. "Sono stato sostituito con un funzionario più giovane e più brillante", dice Russo con una vaga
punta di acrimonia. Quel funzionario è il gentiluomo di Sua Santità Angelo Balducci che, vera e propria nemesi, nel 2008
farà pressione sulla quinta sezione del Consiglio superiore dei lavori pubblici, presieduta da Russo, per la vicenda dei
tutor autostradali che interessava a Paolo Berlusconi.
È uno dei passaggi che gli investigatori stanno tenendo d'occhio. Russo fa parte del sistema della revolving door
italo-vaticana quanto Balducci. Prova ne è il suo incarico, a novembre del 1999, come consulente per il parcheggio e la
rampa del Gianicolo per conto di Propaganda Fide, al tempo retta dal cardinale slovacco Jozef Tomko e dal 2001 in mano
a Sepe. Anche in seguito la carriera di Russo, che rivendica il merito del cosiddetto sottopassino di Castel Sant'Angelo e
della galleria principe Amedeo, è proseguita con incarichi di prestigio, a cominciare dai 100 cantieri del G8 di Genova. Il
suo ruolo attuale alla guida di Area 24, che gestisce alcune stazioni ferroviarie dismesse in provincia di Imperia, è frutto
dei suoi buoni rapporti con l'ex ministro Claudio Scajola, ottimo amico della cricca. Eppure Balducci ha sempre una carta
in più. È Sepe a imporlo. E come Sepe non sembra un prelato, così Balducci non sembra un ingegnere. "Piuttosto un
diplomatico", dice Zanda. Infatti, il suo ruolo è quello di mediare. E di rappresentare il Vaticano quando il Vaticano non
può partecipare. Accade con il parcheggio e la rampa del Gianicolo.
L'appalto vale 85 miliardi di lire. È uno dei pochi con partecipazione di fondi vaticani, metà e metà. Il motivo? La zona
del parcheggio sarebbe in territorio pontificio. Questo assunto è stato recentemente smentito dalle rivelazioni di La Regina
riportate da "Repubblica". È invece incontestabile che la rampa d'accesso al megaparcheggio ideato per accogliere i
pullman dei pellegrini sorga in territorio italiano, all'interno una proprietà dei principi Torlonia. Durante gli scavi della
rampa, appaltati dal Provveditorato ad Impregilo e Dioguardi, si scopre una villa facente parte del complesso degli Horti
di Agrippina con pitture e un deposito di marmi di eccezionale qualità. I saggi preliminari eseguiti con il controllo della
Soprintendenza non avevano rilevato l'edificio, sito a 8 metri di profondità. Nella città deserta per il Ferragosto 1999, La
Regina mette il vincolo. Rutelli si vede arrivare addosso i compagni di partito verdi e ambientalisti, a partire da Italia
Nostra.
Il problema va risolto e in fretta. Già il Vaticano ha gradito poco l'imposizione dei parcheggi di scambio sul Raccordo
anulare e le limitazioni al traffico dei torpedoni in città. Senza metro C e senza possibilità di utilizzare il parcheggio del
Gianicolo, il Giubileo corre rischi gravi. Anche rischi economici, evidentemente. La macchina dell'Opera Romana
Pellegrinaggi, uno dei maggior tour operator del mondo guidato da don Liberio Andreatta, punta a un minimo di 24
milioni di visitatori.
Formalmente, nessun uomo del Vaticano partecipa alla controversia sulla rampa. Non ce n'è bisogno. Bertolaso e,
soprattutto, Balducci si incaricano di fare da sherpa. Il 7 ottobre c'è una riunione da Bertolaso che delibera di smantellare
la villa. Gli affreschi vengono staccati e portati via, come i marmi. Le mura vengono segate e accantonate in un deposito.
Qualche giorno dopo Balducci firma un parere che è un piccolo manuale su come si piegano le conclusioni tecniche al
risultato politico. Nel documento consultato da "L''espresso" si legge che "dal punto di vista plano-altimetrico il tracciato
della rampa non può essere spostato e che il parcheggio e il Gianicolo sono comunque raggiungibili anche in assenza della
rampa in questione, infatti l'attuale rampa Sangallo serve a raggiungere dette località e potrebbe essere utilizzata nel
futuro". Quindi, la rampa Torlonia non serve? Un momento.
"In tal modo però", si affretta ad aggiungere il provveditore, "verrebbe vanificato il principale scopo dell'intervento e cioè
l'eliminazione dell'interferenza dei flussi provenienti dall'Aurelia, principalmente pullman, e diretti al Gianicolo con il
traffico cittadino del Lungotevere. Pertanto non esiste alcuna alternativa alla rampa Torlonia".
A cose quasi fatte, lo scontro arriva fino alla presidenza del Consiglio dei ministri, dove Romano Prodi è stato sostituito
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15-07-2010
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La cricca santa
da Massimo D'Alema. Il premier e il sottosegretario Marco Minniti intervengono a togliere il vincolo della soprintendenza
con un decreto del 13 dicembre 1999. La rampa è salva e il parcheggio pure. I risultati si vedranno nel bilancio della Santa
Sede del 2000 dove il cardinale Sebastiani presenta un utile in euro di oltre 24 milioni. Nel 2001 saranno 14 milioni. Gli
autori del Romanzo Giubilare, a quel punto, possono vantare solidi meriti entro le mura vaticane e fuori.
Oltre ai meriti e alla ricompensa che ne consegue sotto forma di favori vari, i bravi funzionari pubblici vengono liberati
dal sistema dei controlli. L'anno successivo al Giubileo va al governo il partito del fare e cambia il quadro normativo. Con
la legge 401 sui Grandi Eventi, l'Italia incomincia ad essere gestita a colpi di ordinanze della Protezione civile. Le cifre?
13 miliardi di euro di investimenti contro 1,8 miliardi del Giubileo.
Sepe, nominato cardinale nel concistoro del 21 febbraio 2001, diventa la nuova star delle finanze cattoliche grazie alla
gestione del patrimonio miliardario di Propaganda Fide. Ma non dimentica gli amici. Anzi, ne aggiunge qualcuno per
migliorare il sistema con il quale lo Stato italiano finanzia la Chiesa. Gli anni della sua gestione non sono stati i più
brillanti per il bilancio vaticano. Ad alcuni il caso del cardinale Sepe ricorda quello di Paul Marcinkus, il numero uno
dello Ior inquisito per la bancarotta del Banco Ambrosiano e poi uscito dal processo per il principio dell'extraterritorialità.
Il cardinale di Napoli non ha molte probabilità in più del monsignore di Cicero, Illinois, di affrontare un tribunale dello
Stato italiano. Il Vaticano preferisce lavare i panni sporchi dentro i confini. Se la storia può insegnare qualcosa,
Marcinkus fu messo in disparte dalle gerarchie ecclesiastiche. Sepe sembra avviato sulla stessa strada.
ha collaborato Gianluca Schinaia
Un tesoro di Chiesa
Due auto della Finanza parcheggiate in via della Conciliazione, davanti
ai palazzi dei Propilei. La testimonianza dell'ultima inchiesta su un fiume di denaro
che entra in Vaticano e da lì va in paradiso,
ma bancario e fiscale.
I conti dello Ior - l'istituto della Santa Sede - scoperti presso quella filiale romana di Unicredit e presso altri sportelli
capitolini di Intesa San Paolo, Bnl, Banca del Fucino, Credito
Artigiano sono la metamorfosi moderna
di un sistema antico che continua ad alimentare traffici misteriosi. Nel conto Ior presso Unicredit nel 2007 ci sono stati
saldi mensili da 80 milioni di euro, extraterritoriali come se fossero
gestiti da una banca off shore. E il primo censimento completo delle finanze,
dei beni e degli scandali del regno dei papi viene pubblicato da Claudio Rendina ne "L'oro del Vaticano" che uscirà per
Newton Compton la prossima settimana. C'è l'attualità, quella
esplicita delle indagini sulla cricca e quella dei movimenti azionari che poi si trasformano in assetti di potere. Come
l'investimento dello Ior nel bond convertibile emesso dalla Banca Carige, istituto genovese da sempre nel cuore del
segretario di Stato, il cardinale Tarcisio Bertone. E l'elenco di tutti gli immobili
di Propaganda Fide, patrimonio destinato a sovvenzionare
le missioni ma utilizzato per distribuire case e favori.
Solo lo Ior vanta un patrimonio, scrive Rendina, "stimato in cinque miliardi di euro, a cui vanno aggiunti i lingotti d'oro,
dei quali è stata indicata l'esistenza
nei caveux sottostanti al torrione di Nicolò V, in ragione di 2 tonnellate d'oro, accanto ai titoli di Stato per 3 milioni".
Ufficialmente non ha succursali ma conta sul legame con la struttura missionaria delle isole Cayman. "È stata distaccata
dall'arcidiocesi di Kingston
in Giamaica per fare capo direttamente alla Santa Sede ed è retta dal
cardinale Adam Jospeh Maida, membro dello Ior con la qualifica di superiore: come tale ha la funzione di autentico
deposito delle finanze pontificie:
un centro finanziario off shore".
Croce di polemiche
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
42
Data:
15-07-2010
L'Espresso (abbonati)
La cricca santa
Da simbolo del raduno mondiale della gioventù,
il più importante evento
del Giubileo, a fonte di polemiche e possibili ricorsi legali. È la parabola a
cui sta andando incontro la gigantesca croce sotto
la quale Giovanni Paolo II celebrò la Giornata giubilare davanti ad oltre 2 milioni d
i giovani nella spianata dell'università di Tor Vergata, a Roma. L'architetto progettista, Marco Petreschi, la volle dotare di
uno stile originale fatto, non solo di imponenza (è alta 39 metri), ma anche di slancio e di gotica eleganza, ammirabile
anche da molti chilometri di distanza. Tanta cura, però, è stata "irrimediabilmente compromessa a mia insaputa", lamenta
Petreschi in una lettera al rettore dell'Università, Renato Lauro, dove denuncia che ai piedi della croce è stata realizzata
una struttura formata
da 4 bassorilievi "che oltre a stravolgerne l'originario carattere progettuale, ne deturpa l'immagine e lo stile". Per il
progettista, è una "arbitraria aggiunta... che ha danneggiato l'equilibrio estetico e strutturale". Petreschi
parla anche di "scempio arbitrario e volgare"
perché la base della croce
è stata circondata da
un "discutibile" reticolato in ferro come "quello in uso nei cantieri", con "ulteriore inevitabile danno alla estetica e alla
eleganza del complesso". O. L. R.
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
43
Data:
16-07-2010
Europaquotidiano.it
Haiti, sei mesi dopo. Lo scandalo del dopo-sisma, tra macerie e aiuti bloccati
Articolo Sei in Esteri
16 luglio 2010
Comunità internazionale - Versato solo il 10 per cento dei contributi promessi. Brasile e Venezuela gli unici paesi a fare la
loro parte
Tante promesse di aiuto, tutte non mantenute, non fino in fondo almeno. I paesi che si sono fatti carico dell'onere di
donare ingenti somme di denaro in aiuto di Haiti, isola quasi interamente distrutta da un terremoto il 12 gennaio scorso,
per ora hanno donato solamente il 10% di quello che hanno promesso, eccezion fatta per il Brasile che ha versato 55
milioni di dollari, e il Venezuela che ha quasi raggiunto la sua quota e continua a inviare aiuti umanitari.
L'11 luglio scorso l'ex presidente americano Bill Clinton, co-presidente della Commissione interim per la ricostruzione di
Haiti (IHRC), denunciava il mancato assolvimento di queste promesse da parte di paesi e istituzioni come Usa, Giappone,
Spagna, Francia, Norvegia, Ue, Banca dello sviluppo interamericano e Banca mondiale.
Un altro paese,oltre al Brasile e il Venezuela, in prima linea per la cancellazione del debito internazionale di Haiti è il
Canada, che oltre ad aver cancellato il debito estero che Haiti ha nei suoi confronti, ha promesso di versare 400 milioni di
dollari a sostegno del Piano di Azione per Haiti dopo averne versati 33 per estinguerne il debito con le banche di sviluppo
internazionali.
Sei mesi dopo il terremoto che ha devastato gran parte del paese, la situazione pare essere ancora drammatica, se non per
l'intervento dei Medici senza frontiere che ha bloccato sul nascere il dilagarsi di epidemie che seguono grandi disastri
come questo.
È maggiormente grazie all'aiuto sul campo di organizzazioni non governative che il paese più povero dell'emisfero
australe cerca di scrollarsi di dosso le macerie del passato e pensa alla ricostruzione di un popolo e di una nazione.
Le notizie che giungono dall'Alto commissariato Onu per i rifugiati, Unchr, sono allarmanti in quanto riportano che un
milione e mezzo di persone vivono ancora come sfollati in insediamenti spontanei costruiti a Port-au-Prince e dintorni, e
molti continuano a vivere come ospiti di altre famiglie in attesa di potersi trasferire altrove.
Come se non bastasse, in queste ultime settimane il governo haitiano sta rendendo difficile l'arrivo di aiuti umanitari e di
attrezzature nell'entroterra bloccandole al porto. Il pretesto è l'erronea compilazione di alcuni moduli da parte della Croce
rossa, dei Medici senza frontiera e di altre ong le quali però negano di non aver adempito correttamente al compito. Certo
ci si chiede come sia possibile fermare cargo pieni di aiuti vitali per una semplice banalità burocratica. Ma il governo
haitiano fa sapere che anche nei momenti di crisi le leggi vanno rispettate. Così, da ormai tre settimane veicoli,
ambulanze, autobotti, automezzi di costruzione e di trasporto sono sotto chiave insieme a container delle “varie Caritas”
nel mondo che si sono affrettare a mandare aiuti (10.000 le ong coinvolte).
Ci sono anche problemi per quanto riguarda la comunicazione perché in un paese dove oramai le linee telefoniche sono
fuori uso è difficile chiedere aiuto. Si assiste così al dramma degli orfanotrofi pieni di bambini affamati e con le dispense
vuote, mentre a qualche chilometro di distanza ci sono magazzini pieni di viveri rimasti lì da gennaio scorso.
Di certo questi episodi hanno influito sullo scoppio di rabbia e violenza che si è manifestato il 13 luglio scorso nella
capitale, dove centinaia di ragazzi hanno manifestato contro l'attuale presidente René Prèval e a favore del rientro dei due
ex presidenti esiliati, Jean- Claude Duvalier e Jean-Bertrand Aristide. Durante la manifestazione, lanciata dall'opposizione
dopo l'interruzione dovuta ai mondiali di calcio, ci sono stati alcuni moti di violenza contro la polizia ma pare che nessuno
sia rimasto ferito.
Joel Dreyfuss, giornalista di origini haitiane, in un articolo pubblicato sul sito www.theroot.com il 12 luglio scorso,
anniversario semestrale della tragedia, racconta di come Port-au-Prince, sua città natale, sembri una città europea del
dopoguerra, una città fantasma, quasi irriconoscibile ai suoi occhi di emigrato. Spiega anche perché la gente rimpianga il
vecchio duro regime dei Duvalier, che portava ordine, sì, in una ormai caotica città ma a un prezzo alto: l'obbedienza
cieca al presidente.
Ma non esiste solo l'Haiti delle mancate promesse, della disperazione e della distruzione. Accanto a questa Haiti, se ne sta
costruendo un'altra grazie all'aiuto della comunità globale. L'Unicef, ad esempio, ha riportato che un milione e mezzo di
persone ha accesso ad acqua pulita e mezzo milione ha invece accesso al cibo. Quasi trecentomila bambini sono stati
vaccinati contro le malattie più pericolose e diffuse, sono stati distribuiti per i vari campi servizi igienici per evitare che
dilagassero possibili pandemie.
Argomento:
NAZIONALE
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44
Data:
16-07-2010
Europaquotidiano.it
Haiti, sei mesi dopo. Lo scandalo del dopo-sisma, tra macerie e aiuti bloccati
I giovani haitiani poi, partecipano alla ricostruzione della loro nazione aiutando a spostare le macerie per rendere più
facile la difficile operazione che impiegherà anni prima di poter essere completata.
Jandira Moreno do Nascimento
Argomento:
NAZIONALE
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45
Data:
La Gazzetta del Mezzogiorno.it
15-07-2010
Incendi in Puglia A Taranto rogo sfiora la Polveriera
Incendi in Puglia
A Taranto rogo
sfiora la Polveriera
BARI - E' stata posta in salvo e non ha subito danni la Polveriera della Marina militare di Taranto, colpita da un incendio
di vaste proporzioni, che ha distrutto 15 ettari di incolto e 2 ettari tra pineta e macchia mediterranea, divampato questo
pomeriggio. Ne dà notizia la Protezione civile regionale che ha coadiuvato gli interventi di spegnimento delle fiamme,
inviando in supporto agli aerei AB 212 della Marina Militare un canadair ed un elicottero "Ericson S64" (che hanno
eseguito oltre 50 lanci d'acqua) e coordinando le attività di Vigili del fuoco, volontari, Corpo forestale dello stato e
squadre AIB regionali.
"La Protezione civile regionale - ha detto l'assessore regionale alla Protezione civile Fabiano Amati - ha dato la massima
priorità alle operazioni di intervento a supporto della Marina militare di Taranto, inviando sul posto tutte le squdre
disponibili, in quanto esisteva il reale pericolo, fortunatamente scongiurato, che le fiamme creassero seri danni ad
importanti e strategiche infrastrutture militari".
Sono inoltre 2 gli ettari di bosco e 30 quelli di vigneto distrutti dalle fiamme divampate nel comune di Castellaneta
(Taranto), in località Gravina Santo Stefano, dove sono intervenuti Vigili del fuoco, volontari, Servizio foreste e Corpo
forestale dello stato, oltre ad un elicottero "Ericson S64". Spento anche l'incendio che ha bruciato 40 ettari di macchia
mediterranea a Grottaglie (Taranto), in località "Masseria Vicentino", dove sono intervenuti uomini del Corpo forestale
dello stato, dei Vigili del fuoco, del Servizio foreste, volontari e due aerei "Fire boss" e un canadair.
15 Luglio 2010
Argomento:
NAZIONALE
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46
Data:
Gazzetta del Sud
16-07-2010
Prevenzione degli incendi un accordo coi volontari
Siracusa Siglato per la prima volta fra la Provincia regionale ed il dipartimento provinciale della Protezione civile della
Regione l'accordo per l'utilizzo di associazioni di volontariato per l'avvistamento e la prevenzione degli incendi boschivi e
di spegnimento a supporto dei Vigili del Fuoco e del Corpo della Forestale. L'apposito protocollo di intesa è stato firmato
dal presidente della Provincia regionale, on. Nicola Bono, e dal capo del dipartimento, l'ingegnere Paolo Burgo.
«Dopo la positiva esperienza dello scorso anno – ha detto il presidente Bono – che, grazie anche al
contribuito della Provincia regionale nell'azione di avvistamento incendi, registrò la riduzione di oltre il 70 per cento degli
incendi boschivi, abbiamo ritenuto di rafforzare e omogeneizzare l'azione con una sinergia più stringente con la
Protezione civile della Regione».
Bono ha spiegato che insieme a Paolo Burgo è stato siglato un accordo per determinare la massimizzazione dei risultati,
con l'impiego di risorse contenute, «per rendere alla collettività siracusana il preziosissimo servizio di prevenzione degli
incendi, che tanto danno e devastazione hanno arrecato in passato, per mano di vili ed interessati piromani, intenti a
perseguire i loro obiettivi di illegale speculazione».
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
47
Data:
Gazzetta del Sud
16-07-2010
Assistenza negli eventi rinnovata la convenzione
Avola È stata approvata dalla giunta municipale presieduta dal sindaco Tonino Barbagallo la convenzione denominata
"Assistenza eventi 2010". È stata siglata con la locale Associazione di volontariato Confraternita Misericordi di Avola. La
spesa di tale convenzione, che viene rinnovata ormai da anni, ammonta a 14 mila euro.
È una somma che sarà utilizzata dal capitolo "Spese per servizi di protezione civile".
La convenzione comporta da parte dell'associazione, rappresentata in città da Salvatore Caruso, il servizio di protezione
civile, antincendio, assenze ambulanza durante le manifestazioni previste per il periodo estivo, il trasporto di persone
inferme e la postazione di soccorso presso la riserva naturale dei Laghetti di Cavagrande del Cassibile. L'atto deliberativo,
firmato da tutti gli amministratori presenti alla riunione di giunta, è stato dichiarato immediatamente esecutivo previa
l'accettazione dell'organizzazione di volontariato. (m.d.s.)
Argomento:
NAZIONALE
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48
Data:
La Gazzetta di Parma
15-07-2010
Nubifragio nella Bassa: «sì» allo stato d'emergenza
PROVINCIA
15-07-2010
PROVINCIA LO HA ANNUNCIATO L'ASSESSORE REGIONALE ALLA PROTEZIONE CIVILE PAOLA
GAZZOLO
Ieri l'incontro con i sindaci dei Comuni coinvolti negli eventi del 15 e 16 giugno
Paola Zazzali
Costruire un gioco di squadra tra le istituzioni locali e quelle nazionali, capace di dare una risposta integrata per la
realizzazione della sicurezza territoriale. Questo lobiettivo emerso dallincontro che si è tenuto ieri nella sala consigliare
della Provincia, presenti lassessore regionale alla Protezione Civile Paola Gazzolo, il presidente della Provincia Vincenzo
Bernazzoli, il direttore generale dellAgenzia regionale di Protezione civile Demetrio Egidi e i sindaci degli otto comuni
pesantemente colpiti dal nubifragio del 15 e 16 giugno.
Lo stato demergenza nazionale, richiesto a gran voce nei giorni scorsi dal Presidente della Regione Vasco Errani, è stato
finalmente decretato dal Governo: un primo passo verso lordinanza che permetterà di accedere ai fondi stanziati, anche se
ancora non si conosce la cifra.
«Sono contenta di annunciare proprio in questa sede - ha detto lassessore Gazzolo - un primo passo importante nella
direzione sperata di una significativa riqualificazione territoriale. Ora sta a noi rendere questa ordinanza un vero e proprio
patrimonio comune, concertando il nostro lavoro sulla ricerca delle priorità che facciano il bene del territorio».
Probabilmente, dei 19 milioni richiesti da Errani (che sarà nominato commissario e dovrà decidere come disporre delle
risorse) solo una minima parte giungerà nelle mani di Regione e Comuni, come ha precisato Egidi: «L'esperienza degli
ultimi anni ci insegna che delle cifre richieste finora è stata stanziata una somma pari a circa il 10 %. Il che implica la
necessità di delineare uno schema di intervento proporzionale a questa ipotetica cifra, con una scala di priorità variabile,
in base alle risorse finanziarie di cui disporremo».
Tanti gli interventi da fare in ognuno dei comuni colpiti dal devastante nubifragio, ma dalla riunione tecnica che ha
preceduto lincontro sono emerse tre situazioni a cui dare priorità assoluta, come ha spiegato il presidente Bernazzoli (che
durante il suo intervento ha ringraziato il prefetto di Parma Luigi Viana per il supporto dato nella richiesta del decreto per
lo stato demergenza): «Riteniamo che la prima parte dei fondi debba risarcire le somme stanziate per le urgenze da
Comuni, Provincia e Consorzio di bonifica, che si aggirano intorno ai 740mila euro. Poi toccherà a Fontanellato, dove la
tracimazione del Canale Ramazzone ha causato smottamenti nei pressi della Tav e lallagamento della casa di cura
Cardinal Ferrari. Subito dopo, nella scala degli interventi urgenti, è prevista la realizzazione delle casse di espansione
nella zona di Busseto».
Un intervento questultimo che, seppur fondamentale, secondo lassessore Gazzolo sarà difficile ricoprire con i fondi
statali: «Vista la situazione attuale, non sarà facile che i soldi del Governo arrivino a finanziare anche questo terzo caso,
ma il nostro scopo è proprio quello di cercare la massima condivisione di risorse. E comunque, come in molte altre
occasioni, la Regione prenderà naturalmente in considerazione lipotesi di farsi carico degli interventi necessari, da
inserire eventualmente nel bilancio o nel piano pluriennale regionale».
Soddisfatti i sindaci presenti che hanno auspicato un confronto e una discussione con Provincia e Regione.
«Con questo decreto - ha concluso Bernazzoli - iniziamo un percorso per una sistemazione idraulica che coinvolga tutto il
territorio. Intendiamo inoltre utilizzare lo strumento dellordinanza per uno schema di intervento sul medio e lungo
periodo». Provincia In alto il presidente Bernazzoli con l'assessore Gazzolo.
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
49
Data:
La Gazzetta di Parma
15-07-2010
Ci aspetta un weekend africano con massime di 38 gradi
PARMA
15-07-2010
CALDO VENERDI' E SABATO TEMPERATURE IN AUMENTO CON VENTI DEBOLI: L'UMIDITA' SI FARA'
SENTIRE
La protezione civile ha diramato l'allerta in tutta la regione per il disagio climatico
Ci si difende come si può, seduti comodamente in un supermercato: anche questo va di moda. Luoghi freschi, non a caso,
cibi leggeri, frutta, acqua, lasciando perdere i bolliti. Il caldo non molla e luglio dà del filo da torcere ai parmigiani, con
temperature da livello 3. Che significa: condizioni meteorologiche a rischio che persistono per tre o più giorni. E' il caso
nostro. Rischio soprattutto per bambini, anziani e persone che soffrono di patologie respiratorie e cardiocircolatorie. Gli
altri boccheggiano, con le gambe sempre più pesanti.
C'è chi si rifugia in ufficio con aria condizionata da brividi, chi può permettersi l'ombra nel verde della collina e chi se la
cava con i tuffi in piscina. Perchè l'afa non dà tregua. E pare che non sia nemmeno finita.
Se ieri la massima ha raggiunto i 36 gradi, per venerdì e sabato la situazione sarà ancora peggiore: in città e in pianura le
temperature previste sono tra i 36 e i 38 gradi. La protezione civile, infatti, ha diramato un'allerta in tutta l'Emilia
Romagna. Anche durante la notte le minime aumenteranno e dalle 21-22 di ieri saliranno a 23 e a 24 gradi. Insomma, è
caldo africano.
Secondo gli esperti, il vento continuerà ad essere debole o moderato, per cui l'umidità si farà sentire ancora di più. Giorni,
quindi, da passare col ventaglio. Domani il cielo rimarrà sereno e le temperature si fermeranno a una minima di 22 e a una
massima di 34,5.
Ma è proprio da venerdì che la situazione diventerà più critica: nonostante le nubi, la minima sarà di 22,2 e la massima di
35,2. Sabato nel cielo compariranno ancora le nuvole, ma le temperature previste raggiungeranno i 24,3 di minima e i
35,7 di massima. Purtroppo solo sui monti sono previsti temporali e precipitazioni. Da domenica il sole ritornerà con tutta
la sua forza, ma il caldo dovrebbe diminuire, almeno si spera: 22,7 di minima e 34,3 di massima.
Caldo sì, ma per ora nessun problema di salute. Il 118 fa sapere che il lavoro non è aumentato per malori dovuti alle alte
temperature: in pratica nessun picco di accessi o ricoveri, per questi giorni di grande afa. Tuttavia, meglio stare sull'attenti
e non illudersi del contrario: che senso ha per un anziano pedalare in città nelle ore centrali? Eppure c'è chi lo fa,
scrollando le spalle, senza pensare al rischio che si corre. Toccando ferro, basta un mancamento per rovinarsi l'estate.
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
50
Data:
16-07-2010
Gazzetta di Reggio
protezione civile, ripristinate il fondo
Bagnolo. Roberta Mori: «Prima i tagli ora l'azzeramento. Così si rischia il disfacimento di tutte le strutture territoriali»
«»
Risoluzione dei consiglieri del Pd per chiedere alla Regione di sollecitare il governo
L'appello a tre mesi dal distruttivo tornado di aprile
BAGNOLO. Il Pd chiede alla Regione di sollecitare il governo per il ripristino del Fondo regionale per la
Protezione civile. Si tratta di un'iniziativa del consigliere Roberta Mori, che ha raccolto l'adesione di otto colleghi.
«Il governo è passato al totale azzeramento del Fondo» dichiara.
La Mori lancia l'allarme a pochi mesi dal «tornado» che, il 30 aprile scorso, ha sconvolto Bagnolo, Cadelbosco e dintorni.
Provocando danni, per fortuna solo a immobili e cose, per tre milioni di euro.
«Dopo un'iniziale decurtazione del 10% operata sulle leggi finanziarie del 2007 e del 2008 - sottolineano i consiglieri
firmatari - il Governo è passato al totale azzeramento del Fondo regionale per la Protezione civile, istituito con la legge
finanziaria del 2001 a seguito dell'assegnazione dei nuovi compiti alle Regioni in materia di protezione civile».
«Tale situazione - sostengono Mori e colleghi - avrà come inevitabile conseguenza il disfacimento di tutte le strutture
territoriali, metterà in serio pericolo la prosecuzione delle attività di protezione civile e impedirà l'adeguato sostegno alle
organizzazioni di volontariato capillarmente diffuse e renderà impossibile sostenere i privati danneggiati da eventi
calamitosi». I firmatari della risoluzione segnalano in particolare che gli 8 milioni relativi al fondo per il 2008 sono stati
trasferiti alla Regione solo ad aprile di quest'anno e si renderanno disponibili a seguito dell'assestamento di bilancio.
«Nella vacanza dello Stato - osservano - la Regione ha provveduto a sostenere funzioni e compiti trasferiti attraverso
economie di spesa e fondi propri, ma tale sostegno non sarà più possibile se saranno confermati i gravissimi tagli ai
bilanci delle Regioni contenuti nella “manovra correttiva” per il 2010, col rischio del collasso di un efficiente sistema
regionale di protezione civile».
Argomento:
NAZIONALE
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51
Data:
15-07-2010
Il Giornale della Protezione Civile.it
Roma, nuovo Centro per la formazione della Protezione Civile
Si svolgeranno qui dei corsi di formazione e aggiornamento rivolti a Protezione Civile comunale e istituzioni che
rispondono alla Protezione Civile nazionale
Giovedi 15 Luglio 2010 - Dal territorio
E' stato inaugurato questa mattina il nuovo Centro per la formazione della Protezione Civile di Roma, situato in uno dei
locali storici del Parco di Aguzzano. Come ha spiegato Tommaso Profeta, direttore della Protezione Civile comunale, in
questo Centro si svolgeranno dei corsi di formazione e di aggiornamento rivolti alle strutture operative della Protezione
Civile comunale, ma anche a tutte quelle istituzioni che rispondono alla Protezione Civile nazionale, come ad esempio la
Croce Rossa.
Il sindaco di Roma Gianni Alemmanno, presente alla cerimonia di inaugurazione, ha sottolineato la necessità sempre più
attuale di opeare su due versanti: "fronteggiare le emergenze e fare prevenzione sul territorio. Questo e' il grande compito
della Protezione Civile. Abbiamo bisogno di non attendere l'emergenza, dobbiamo prevenirla. Quando poi le emergenze si
manifestano, bisogna avere un servizio efficiente che sappia valorizzare la realtà del volontariato". E proprio la Protezione
Civile è la "grande realtà del volontariato" ha dichiarato Alemmano, "un esempio di cittadinanza attiva, su cui noi
puntiamo" e che "deve trovare dei luoghi in cui poter crescere in termini di consapevolezza e professionalità".
Il nuovo Centro può quindi diventare un importante e fondamentale punto di contatto tra tutte le istituzioni che
partecipano al sistema della Protezione Civile e i volontari.
(red)
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
52
Data:
15-07-2010
Il Giornale della Protezione Civile.it
Bolzano, temperature estreme anche nei prossimi giorni. I consigli della
Protezione civile
I meteorologi della Protezione civile provinciale prevedono anche per i prossimi giorni temperature estreme. In alcune
zone sono possibili fino a 37 gradi. La popolazione è invitata ad attivare soprattutto l'autoprotezione seguendo alcune
semplici regole.
Giovedi 15 Luglio 2010 - Dal territorio
Le temperature molto elevate persistono in Alto Adige anche nei prossimi giorni e potranno rappresentare un rischio per
le persone più vulnerabili, quali anziani o persone non autosufficienti, convalescenti, bambini e neonati. E' stato infatti
dimostrato che periodi prolungati di temperature estreme hanno un impatto sulla salute maggiore rispetto a giorni isolati
con le stesse condizioni meteorologiche. Il caldo intenso non va sottovalutato neppure da tutte quelle persone che, anche
in buono stato di salute, si trovano a svolgere attività fisica all'aperto nelle ore più calde della giornata. Gli effetti
dell'ondata di calore, spiegano i tecnici della Protezione civile altoatesina, sono più evidenti nei paesi di fondovalle e nelle
aree urbane, dove si verifica il cosiddetto effetto "isola di calore". Per questo motivo il Comune di Bolzano partecipa da
alcuni anni ad un progetto della Protezione civile nazionale finalizzato alla prevenzione di effetti dannosi delle ondate di
calore sulla popolazione. In base a questo progetto la Protezione civile nazionale emette un bollettino, valido però per la
sola città di Bolzano, indicante il grado di allerta per il caldo che è al suo massimo grado da alcuni giorni.
La Protezione civile provinciale invita quindi la popolazione prestare attenzione agli effetti del caldo intenso,
sensibilmente presente anche in numerose altre zone dell'Alto Adige. Gli effetti dannosi del caldo intenso possono essere
comunque eliminati o fortemente ridotti applicando alcune semplici norme di autoprotezione: per abbassare le
temperature negli ambienti interni si dovrebbe fare cambiare l'aria solo la mattina e la sera, durante il giorno i locali
possono essere resi più freschi tramite l'oscuramento con persiane o tende. Se si dispone di un climatizzatore impostarlo a
25 - 27 gradi, se invece si usa un ventilatore non indirizzarlo direttamente sul corpo. Risulta utile farsi la doccia la mattina
e la sera con acqua tiepida e rinfrescarsi ripetutamente avambracci, viso e nuca con acqua fresca ma non fredda. Tutti gli
apparecchi elettrici che non vengono usati non dovrebbero rimanere in stand by ma essere spenti. Si consiglia di non
uscire nelle ore più calde, dalle ore 12 alle ore 18 e di evitare attività fisiche pesanti, e se inevitabile proteggersi con
abbigliamento leggero e cappelli. È importante idratarsi bevendo frequentemente, mangiando molta frutta, evitando però
l'assunzione di bevande alcoliche e caffeina.
(red)
Argomento:
NAZIONALE
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53
Data:
15-07-2010
Il Giornale della Protezione Civile.it
Accordo Umbria e Ferrovie dello Stato per la gestione delle emergenze
Il Protocollo stabilisce i criteri per un'azione coordinata di intervento per quanto riguarda prevenzione dei rischi e
gestione delle emergenze
Giovedi 15 Luglio 2010 - Dal territorio
Franco Fiumara, Direttore Protezione Aziendale del Gruppo Ferrovie dello Stato, e Sandro Costantini, Responsabile
Protezione Civile Umbria, hanno firmato un protocollo d'intesa che stabilisce le modalità per un'azione coordinata
d'intervento in materia di previsione e prevenzione dei rischi, oltre che per quanto riguarda la gestione delle emergenze.
L'accordo prevede che sia dedicata particolare attenzione all'assistenza ai viaggiatori coinvolti in situazioni di criticità, e
definisce le sinergie necessarie per fronteggiare in modo efficace in tutta la regione Umbria eventuali criticità derivanti da
emergenze; in particolare si sottolinea l'importanza di una reciprocità operativa fra Ferrovie dello Stato e Protezione
Civile regionale mediante l'uso di uomini, mezzi e tecnologie.
Il Protocollo ha una validità di quattro anni, e riguarda in particolare aspetti come lo scambio di informazioni fra le
rispettive Sale operative in caso di emergenze ferroviarie, la presenza di un referente del Gruppo FS nella Sour - Sala
Operativa Unica Regionale - del Centro Regionale di Protezione Civile di Foligno, l'attivazione di un programma di
formazione congiunta per la gestione degli interventi in emergenza e la possibilità di estendere l'accordo alle articolazioni
territoriali della Protezione Civile (Province e Prefetture) per una gestione più efficace delle emergenze sul territorio,
definendo anche accordi specifici per lo spostamento di materiale rotabile e personale volontario in zone colpite da
eventuali emergenze.
Sono inoltre previsti accordi per implementare il sistema regionale di protezione civile del territorio con la FCU - Ferrovia
Centrale Umbra - che ha una propria rete ferroviaria regionale.
(red - eb)
Argomento:
NAZIONALE
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54
Data:
15-07-2010
Il Giornale della Protezione Civile.it
Flotta aerea dello Stato in azione su 18 roghi in 36 ore
La Sicilia è la regione maggiormente colpita dai roghi negli utlimi due giorni. I mezzi della Protezione Civile stanno
ancora operando su alcuni incendi
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Puglia, dopo gli incendi si contano i danni
tutti gli articoli » Giovedi 15 Luglio 2010 - Attualità
Le condizioni meteorologiche in atto sul nostro Paese, caratterizzate da temperature elevate ed assenza di precipitazioni,
favoriscono la propagazione di numerosi incendi boschivi: soltanto nelle ultime 36 ore sono arrivate 18 richieste di
soccorso aereo al Dipartimento della Protezione Civile, affinché venisse fornito supporto all'azione di spegnimento svolta
a terra e di competenza delle diverse Amministrazioni regionali.
Nella giornata di ieri tre roghi si sono sviluppati in Sicilia nelle province di Palermo, Catania e Trapani, spenti entro fine
giornata grazie all'impiego dei velivoli della flotta aerea dello Stato; due incendi hanno interessato la Puglia, mentre un
rogo si è verificato anche nelle regioni Abruzzo, Lazio e Calabria, sui quali sono intervenuti quattro Canadair e due Fire
Boss della Protezione Civile nazionale, che hanno consentito di domarli nel pomeriggio.
La Sicilia è la regione che anche oggi ha richiesto il maggior numero di interventi: i mezzi aerei sono stati utilizzati già
cinque volte da questa mattina, tra le province di Agrigento, Caltanissetta, Palermo e Siracusa, dove tre Canadair, quattro
Fire Boss e un elicottero S64 stanno operando ininterrottamente da ore, così come in Puglia, nello specifico in provincia
di Taranto, dove i mezzi antincendio stanno operando su un fronte di fuoco di 200 metri. Una richiesta di intervento è
giunta anche dalla Calabria dove le fiamme sono già state spente. Spenti anche i roghi che hanno interessato l'area dei
comuni di Grottaglie e Castellaneta, nel tarantino, in Puglia e quello divampato in Liguria, in provincia di Imperia.
La Protezione Civile ha fatto sapere che i piloti dei velivoli continueranno ad assicurare il lancio d'acqua e di liquido
ritardante sulle fiamme dei roghi ancora attivi finché le condizioni di luce consentiranno di operare in sicurezza.
(red)
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
55
Data:
15-07-2010
Il Giornale della Protezione Civile.it
Fa caldo? Chiama il numero verde 1500
Attivato il servizio di informazione telefonica ai cittadini sulle ondate di calore
Giovedi 15 Luglio 2010 - Attualità
Il Ministero della Salute ha attivato il numero verde 1500, il servizio di informazione telefonica ai cittadini sulle ondate di
calore. Il call center 1500 "Estate sicura 2010, vincere il caldo" sarà operativo tutti i giorni, anche festivi, dalle 8.00 alle
20.00, a partire da domani 16 luglio, fino al 31 agosto. Il Dipartimento della Protezione Civile consiglia di chiamare
questo numero per parlare con gli operatori, tra cui figurano anche dei medici, per avere informazioni sul comportamento
da adottare e conoscere i numeri specifici per ogni Regione da contattare in caso di necessità.
Secondo le previsioni meteo della Protezione Civile, l'Italia è ancora sotto l'azione di un'ampia e solida struttura
anticiclonica estesa dalle coste nord-africane all'entroterra russo, che continua a comportare tempo stabile e soleggiato su
tutto il territorio. Le temperature sono destinate ad aumentare, raggiungendo valori ben superiori alla media del periodo,
anche a causa dell'elevato livello di umidità che accentua l'afa e la sensazione di disagio.
La Protezione Civile, attraverso il Sistema Nazionale di Sorveglianza, Previsione e Allarme sulle ondate di calore, ha
segnalato per oggi 10 città sotto il livello di allerta 3, che aumenteranno tra domani e dopodomani, arrivando a 21.
Bollettino delle ondate di calore
(red)
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NAZIONALE
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56
Data:
15-07-2010
Il Giornale della Protezione Civile.it
Cile, forte scossa di terremoto
Al momento non c'è allerta tsunami
Giovedi 15 Luglio 2010 - Esteri
Un forte terremoto, di magnitudo 6.5, ha colpito la costa del Cile centrale ieri alle 4:32 del mattino, le 10:32 in Italia.
Secondo quanto riportato dall'USGS - US Geological Survey - l'epicentro del sisma è stato individuato a 28 chilometri di
profondità nella regione di Bio-Bio, a 100 chilometri da Temuco.
Questa è la più forte di una serie di scosse che ha colpito la regione di Bio Bio dalle 4 del mattino di ieri (ora locale). La
prima scossa, di magnitudo 5.3, è stata registrata dall'USGS alle 4:21; in seguito ne sono state registrate altre due: una alle
8:44, di magnitudo 4.9, e l'ultima ieri sera alle 21 (l'una del mattino in Italia), di magnitudo 5.
Secondo quanto riferito dal centro di allerta tsunami del Pacifico, al momento non c'è rischio. Già a febbraio, il Cile è
stato colpito da un terremoto devastante che ha causato uno tsunami e quasi seicento vittime.
(red - eb)
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NAZIONALE
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57
Data:
15-07-2010
Il Giornale della Protezione Civile.it
Puglia, dopo gli incendi si contano i danni
Sono 37 gli ettari bruciati dall'incendio divampato a "Parco Cirillo", nel comune di Minervino Murge (Barletta-AndriaTrani), mentre altri 40 ettari sono stati distrutti in località Bosco Rogadeo, nel comune di Bitonto (Bari).
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Antincendio, è cominciata la collaborazione tra Puglia e Piemonte
tutti gli articoli » Giovedi 15 Luglio 2010 - Dal territorio
Dopo i numerosi interventi contro gli incendi di ieri, la Regione Puglia deve ora fare i conti con l'ammontare dei danni
provocati dalle fiamme. A Minervino, località di grande pregio naturalistico e ambientale - colpita già lo scorso 17 giugno
da un altro incendio che aveva bruciato circa 10 ettari di bosco e 20 di pascolo - nonostante l'intervento di due velivoli
"fire boss" che hanno eseguito 16 lanci d'acqua mentre a terra lavoravano Vigili del fuoco, Servizio foreste, Corpo
forestale dello stato, volontari, Polizia municipale, gli ettari bruciati ammontano a 37. L'intervento tempestivo ha
comunque impedito che le fiamme si elevassero e si espandessero fino all'abitato, distante pochi chilometri.
A Bitonto (Bari) invece, dove in località Bosco Rogadeo, a causa delle elevate temperature, alcuni focolai si sono
nuovamente accesi ieri mattina lì dove un incendio, che aveva distrutto 40 ettari di bosco, era divampato martedì
pomeriggio, i tre velivoli "Fire boss" giunti sul posto hanno dovuto eseguire oltre 50 lanci d'acqua. A terra hanno lavorato
invece uomini Aib regionali, Carabinieri, Polizia di stato, Corpo forestale dello stato, Servizio foreste, volontari e Vigili
del fuoco.
(red)
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NAZIONALE
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58
Data:
15-07-2010
Il Giornale della Protezione Civile.it
Ferrovia della Val Venosta, domani esercitazione antincendio
Esercitazione antincendio con la simulazione di un intervento per domare le fiamme sprigionatesi in un convoglio
Giovedi 15 Luglio 2010 - Dal territorio
"Si tratta di un'esercitazione programmata da tempo - sottolinea l'assessore alla mobilità Thomas Widmann - visto che da
quando la linea è passata alla Provincia ogni anno viene simulata una situazione di pericolo lungo la ferrovia della Val
Venosta". Questa volta l'esercitazione riguarderà un incendio, con la presenza di feriti, a bordo di un treno nel tratto
Merano-Rablà, in una zona particolarmente difficile da raggiungere in quanto situata fra due gallerie. L'esercitazione verrà
coordinata dai tecnici della STA e dai Vigili del fuoco volontari di Merano e della Bassa Val Venosta, e vi prenderanno
parte le forze dell'ordine e di primo soccorso di tutta la zona.
La simulazione di intervento avrà inevitabilmente qualche effetto sul traffico ferroviario. Verranno infatti sospesi i treni in
partenza da Merano alle 22.46 (arrivo a Rablà alle 23) e da Rablà alle 22.19 (arrivo a Merano alle 22.34). Il percorso
Malles-Rablà, con partenza dal capolinea alle 21.20 verrà regolarmente coperto dal treno, e la tratta Rablà-Malles sarà
normalmente aperta al traffico ferroviario in entrambe le direzioni. Per i viaggiatori che devono spostarsi tra Merano e
Rablà è invece previsto un servizio di bus sostitutivi con partenza da Rablà alle 22.19 e da Merano alle 22.46: le corse
faranno tappa a Lagundo, Marlengo e Tel. Il treno in partenza alle ore 23 da Rablà con destinazione Malles attenderà in
ogni caso l'arrivo dei viaggiatori a bordo degli autobus.
(red)
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NAZIONALE
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59
Data:
16-07-2010
Giornale di Brescia
Nuovo sentiero del Cai sui monti camuni
Edizione: 16/07/2010 testata: Giornale di Brescia sezione:valcamonica
Nuovo sentiero del Cai sui monti camuni
Verrà «battezzato» domani il percorso numero 159, che porterà da Sellero a Malga Tambione
VALCAMONICANon è certo alla portata di tutti. Quelle sei/otto ore di cammino, con 880 metri di dislivello, fanno
pensare a frequentatori allenati. In Valcamonica, domani, nasce un nuovo sentiero Cai. Sarà il numero 159 e si chiamerà
«A spasso nella storia»: da Sellero (a 480 metri di altitudine) a malga Tambione (1360 metri) per una lunghezza di circa
12 chilometri e una pendenza media del 9 per cento. Sul tracciato, passo dopo passo, si incontrano particolarità di tipo
archeologico, etnografico, geologico e mineralogico, paesaggistico, ma anche morfologico ed entomologico.
L'inaugurazione è prevista nella mattinata di domani, insieme alla Protezione civile di Sellero, che ha contribuito alla
realizzazione del sentiero, al Cai di Cedegolo e al Comune di Sellero. Il programma prevede alle 8 il ritrovo presso il
sagrato della chiesa per la benedizione da parte del parroco don Mario Bonomi, il saluto del sindaco Giampiero
Bresanelli, del presidente del Cai Cedegolo Caterina Facchini e di un responsabile della Protezione civile. Alle 8.30
l'inizio del percorso e, dalle 16 alle 18, l'arrivo alla Malga Tambione dove verrà offerta una merenda. Per il rientro si potrà
utilizzare il percorso segnalato oppure la strada principale d'accesso a Tambione (circa due ore di percorrenza). La
Protezione civile e i volontari, nei mesi scorsi, hanno ideato, pulito e tracciato il sentiero, che percorre luoghi di notevole
suggestione e di particolare interesse storico e naturalistico, all'interno di un progetto più ampio e che mira a valorizzare le
caratteristiche peculiari del territorio per «camminare qualche ora nei boschi sulle tracce di un passato tanto remoto (le
incisioni rupestri) quanto recente (le miniere) e rammentare attività (la coltura del castagno, le carbonaie, la pastorizia),
retaggio di cultura e tradizioni che vanno perdendosi».
Sul cammino, in località Coran si incontrano le incisioni rupestri (con la famosa rosa camuna), in un punto attrezzato con
catene metalliche dove si può ammirare il Pizzo Badile, mentre a Carpene c'è il sito archeologico con la grande roccia di
scisto ricca di oltre 700 figurazioni. Luogo di sosta fondamentale del sentiero 159 è la sorgente di «Ruk 1» e più su, a 850
metri, ci sono le miniere di Carona, disposte su più livelli, dove si estraeva siderite, blenda e solfato di magnesio; a 1.050
metri si incontra anche le miniera di Fabracù.
Verso la fine del percorso si entra in un ambiente selvaggio raramente toccato dalle attività dell'uomo e, quindi,
finalmente si intravede la Malga Tambione, una struttura adibita a rifugio grazie agli interventi di ristrutturazione degli
alpini di Sellero. Da qui, si può partire per le escursioni a Cima Elto o alla catena delle Orobie. Per informazioni
333-9448595.g. moss.
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Data:
16-07-2010
Giornale di Brescia
Lumezzane Un anno di Procivil
Edizione: 16/07/2010 testata: Giornale di Brescia sezione:valtrompia e lumezzane
Lumezzane Un anno di Procivil
Mercoledì 21 il primo «compleanno» dell'attivissimo Gruppo volontari
Alcuni volontari con il gagliardetto LUMEZZANESi chiama «Gruppo volontari Protezione Civile di Lumezzane» e
festeggerà il primo anniversario della sua costituzione il prossimo mercoledì 21 luglio.
Il presidente Emilio Gozzini: «Quel giorno di un anno fa un piccolo gruppo di persone fondò l'Associazione: tanti dubbi,
incertezze e pochi mezzi, ma tanta, tantissima voglia di fare del bene per la comunità. Oggi il gruppo è cresciuto sia nel
numero degli aderenti sia nei mezzi a disposizione».
Quello trascorso è stato un anno intenso di attività. Molti gli interventi, sia programmati sia d'urgenza: dall'operazione
«Fiumi sicuri», con la pulizia del greto del Mella nella zona di Zanano, allo sgombero di unità abitative e produttive
allagate; dalla prevenzione del rischio idrogeologico alla presenza in manifestazioni con notevole afflusso di persone.
«Abbiamo ottenuto tutte le iscrizioni previste dalla legge regionale e nazionale - continua Gozzini - e siamo stati ammessi
anche agli aventi diritto al 5 per mille. La trasparenza nella gestione economico-finanziaria è il nostro biglietto da visita.
Lo spirito che muove il gruppo è quello che dovrebbe muovere l'intero mondo del volontariato: far del bene agli altri
senza alcun interesse personale».
Il Gruppo volontari Protezione Civile Lumezzane dà quindi appuntamento al prossimo 21 luglio per il primo compleanno.
«Ringraziamo tutti coloro che hanno creduto nel Gruppo, dedicando ad esso anche poco del loro tempo, e tutti coloro che
a vario titolo continueranno a collaborare con esso per la crescita e maturazione degli aderenti. I migliori auguri conclude Gozzini - vanno a tutti i soci e a coloro che nei prossimi anni lo diventeranno, così come anche a coloro che, pur
non diventando soci, sosteranno l'Associazione con i loro contributi».sen.
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61
Data:
Giornale di Treviglio
16-07-2010
Le tute gialle presto iscritte all'albo provinciale e regionale
Caravaggio - La Protezione civile caravaggina entra a far parte della grande famiglia delle tute gialle provinciali e
regionali. A dare l'annuncio è stato il vicesindaco e assessore alla Sicurezza Luca Botti al momento della consegna degli
attestati di partecipazione ai ventitrè volontari che hanno frequentato il corso base regionale. Consegnate anche le
benemerenze a coloro che nel 2002 si distinsero durante l'alluvione di Vidalengo. Ci vorrà ancora un pò di pazienza ma
ormai l'iscrizione all'albo provinciale e regionale del gruppo caravaggino è questione al massimo di 90 giorni, anche meno
secondo l'assessore provinciale alla Protezione civile Fausto Carrara intervenuto sabato mattina insieme al presidente
della Provincia l' onorevole Ettore Pirovano alla cerimonia svoltasi nella sala consiliare. In caso di emergenza quindi i
caravaggini potranno essere chiamati ad intervenire sul territorio provinciale, regionale ed anche nazionale. «Il primo
gruppo di Protezione civile comunale è nato nel 2005 - ha detto Botti - oggi contiamo su ventitrè volontari più un gruppo
di dodici carabinieri in congedo. Insieme al comandante Luciano Bisighini siamo riusciti finalmente a ultimare le
pratiche per l'iscrizione all'albo provinciale e poi regionale. Il corso condotto da Mauro Saccardi è stato intenso e i
risultati ottimi, mi congratulo con voi e auspico che il vostro impegno sia lo stesso dimostrato sul territorio comunale».
«Avere costituito il gruppo è una vittoria e l'iscrizione agli albi è qualificante - ha continuato Prevedini l'Amministrazione comunale e quella provinciale saranno sempre vicine ai volontari, fondamentali per i cittadini. Non
mollate e continiuate a sollecitarci perchè possiamo sempre migliorare. Abbiamo realizzato una bella sede in via
Leonardo Da Vinci, scegliete voi il giorno dell'inaugurazione». Dopo il primo cittadino ha preso la parola anche
l'assessore provinciale Carrara. «Serviranno meno di 90 giorni per l'iscrizione - ha detto - la vostra è una buona pratica.
Ho avuto occasione di conoscervi in altre occasioni, il sindaco deve essere orgoglioso di voi. Porterete alla Protezione
civile provinciale nuova professionalità , ulteriori mezzi ma soprattutto disponibilità , gentilezza e passione.
All'inaugurazione della vostra sede sarò certamente presente». A chiudere gli interventi è stato Pirovano, che ha posto
l'accento sulla specificità dei vari gruppi di Protezione civile. «La Provincia riceve un bel regalo - ha dichiarato - ma deve
fare in modo che il vostro potenziale, le vostre attrezzature non vengano diluite e distrutte da un astratto concetto di
uguaglianza che permea la Protezione civile. Deve essere riconosciuta una certa autorevolezza territoriale: non va bene
mandare i caravaggini a bloccare una frana in montagna così come inviare qui i gruppi di quelle parti per intervenire di
fronte a un rischio chimico». Botti e Carrara hanno quindi consegnato gli attestati ai volontari della Protezione civile e ai
carabinieri in congedo che hanno seguito lo stesso corso per l'iscrizione agli albi. A seguire Prevedini e Pirovano hanno
premiato con attestati di pubblica benemerenza rilasciati dalla Presidenza del Consiglio i cittadini che nel 2002 furono in
prima linea in occasione dell'alluvione che colpì Vidalengo.
Articolo pubblicato il 16/07/10
Monia Casarotti
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NAZIONALE
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62
Data:
Il Giornale di Vicenza
16-07-2010
Estratto da pagina:
27
Nascono ad Haiti i maccheroni della solidarietà
Giornale di Vicenza, Il
""
Data: 16/07/2010
Indietro
COOPERAZIONE. Le iniziative umanitarie a sei mesi dal terremoto
Nascono ad Haiti
i maccheroni
della solidarietà
Marialuisa Duso
A Francisville si produce pasta con l'impiego di macchinari arrivati dall'Italia. Fondamentali le donazioni fatte dai thienesi
Venerdì 16 Luglio 2010 PROVINCIA,
e-mail print
Ad Haiti si produce pasta grazie anche alle donazioni thienesi Ad Haiti non ci sono solo fondi che spariscono e tanti futuri
senza speranza.
Accadono anche cose che, a sentirle, allargano il cuore, come la notizia, fresca di questi giorni, che a Francisville i ragazzi
di strada sono in grado di preparare i maccheroni, grazie a macchinari capaci di produrre mille chili di pasta al giorno.
Un altro risultato ottenuto grazie anche alle donazioni fatte da tanti thienesi che, dopo il terremoto, si sono spesi per
sostenere il popolo haitiano e i progetti socio sanitari della Fondazione e di Roberto Dall'Amico, per sette anni primario
della Pediatria del Boldrini, che dopo il terremoto è già andato due volte ad Haiti.
«A sei mesi dal terremoto – ricorda MariaVittoria Rava, presidente di Nph Italia- un milione e mezzo di persone vivono in
condizioni di assoluta indigenza nelle tendopoli. Padre Rick e il nostro team sono impegnati in programmi di
distribuzione alimentare soprattutto ai 7 mila bambini delle 18 scuole di strada negli slums di Port au Prince e province. In
questo momento i nostri sforzi sono concentrati proprio nella ricostruzione delle scuole di strada distrutte dal terremoto.
Ma il primo urgente compito è continuare a sfamare i bambini, perchè per loro andare a scuola vuol dire mangiare e
quindi sopravvivere».
«Ora che la macchina per la pasta è in funzione – aggiunge - vogliamo raccogliere fondi per donare un mulino per
macinare il mais che stiamo insegnando a coltivare, e donare e allestire a Francisville una cucina industriale per cucinare
la pasta e preparare pasti caldi per i poveri e lo staff dell'ospedale».
Andrea Bocelli, testimonial di Nph, terrà il 30 settembre un concerto a Milano, e quei fondi verranno usati per costruire
una nuova casa orfanotrofio per i bimbi vittime del terremoto.
«Una tragedia –sottolinea Francesca Rava– che ha peggiorato l'emergenza umanitaria già esistente. Oggi 500 mila
persone vivono sotto le tende. Mancano cibo, acqua, igiene, case. Il 70% delle persone non ha lavoro, 1 bambino su 2 non
va a scuola. Un bimbo su 3 muore prima dei 5 anni».
Oggi i soccorsi internazionali sono finiti ed è riesplosa l'emergenza sanitaria con difterite e altre malattie debellate o
curabili altrove, che qui hanno altissimi tassi di mortalità.
Dopo il terremoto la Fondazione ha creato, fra l'altro, un'officina all'interno della Casa dei piccoli angeli, alla quale ha
dato un forte impulso l'imprenditore di Costabissara Paolo Basso, per ricostruire gli arti ai 4 mila amputati e questo ha
consentito a 120 bambini di riprendere a camminare con le protesi che verranno prodotte in loco. Si sta facendo di tutto
insomma non solo per aiutare il popolo haitiano, dando risposte concrete alle varie emergenze, ma anche per renderlo il
più possibile autonomo.
E in questo senso Maria Vittoria Rava lancia un appello agli imprenditori vicentini, che già si sono prodigati nel dare il
loro aiuto,affinchè mettano a disposizione mezzi e professionalità. Un modo per esportare il nostro know how per un fine
altamente umanitario.
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NAZIONALE
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63
Data:
15-07-2010
Il Giornale.it
Caldo, venti le città a rischio: domani picco delle temperature
articolo di giovedì 15 luglio 2010
Caldo, venti le città a rischio:
domani picco delle temperature
di Redazione
Caldo torrido anche oggi con decine di città allertate: ma sarà domani la giornata peggiore per le temperature in tutta
Italia. Intanto il Ministero della salute lancia il numero verde contro l'afa: è l'1500
Milano - In base al bollettino della Protezione civile sono undici le città italiane a soffrire uno stato di allerta 3 e altre
nove uno stato di allerta 2: in totale venti le città dove si boccheggia. Il record assoluto spetterà a Venezia, che toccherà i
40 gradi di temperatura percepita a causa degli alti tassi di umidità.
Le 20 sotto torchio Nel dettaglio oggi si registreranno, con il rischio di ondate di calore, 36 gradi a Bolzano e Perugia, 34
a Bologna, 37 a Brescia e a Roma, 38 a Firenze e Torino, 37 a Genova, Milano e Trieste e 40 a Venezia. L'allerta 2,
riguarderà Campobasso con 32 gradi, Frosinone con 37, Civitavecchia, Latina e Messina con 38 gradi, Pescara con 34,
Rieti con 35, Verona con 38 gradi e Viterbo con 37.
Venerdi il boom Il picco si raggiungerà domani, secondo la Protezione civile, con 21 città bollenti, di cui 18 a rischio
ondate di calore. Nel dettaglio, in allerta 3 saranno Latina, Venezia e Verona con 39 gradi, Brescia, Civitavecchia,
Firenze, Frosinone, Messina, Rieti, Trieste, Roma e Torino con 38 gradi, Genova, Milano, Perugia e Viterbo con 37 gradi,
Bolzano con 36 gradi e Campobasso con appena 34 gradi. In allerta 2 invece Napoli con 38 gradi, Palermo con 36,
Pescara con 35 gradi.
Previsioni Quanto alle previsioni, la struttura anticiclonica continuerà ad influenzare l'Italia con tempo stabile e
soleggiato su gran parte del territorio, ad esclusione dei rilievi alpini e prealpini dove saranno possibili brevi temporali
pomeridiani. Per i prossimi giorni si prevede ancora bel tempo ed un ulteriore aumento della temperature. Gli elevati tassi
di umidità dovuti alla persistenza dell`anticiclone, associati alla scarsa ventilazione e alle elevate temperature, saranno
causa di diffusa sensazione di afa, specie sulle regioni centro-settentrionali.
Il numero verde Il ministero della salute ha istituito un numero verde unico per fronteggiare l'emergenza: è l'1500. "I
cittadini potranno chiamare per parlare con nostri operatori, fra cui medici, e avere informazioni sul comportamento da
adottare e conoscere i numeri specifici per ogni Regione da contattare in caso di bisogno", ha spiegato spiega Ferruccio
Fazio.
© IL GIORNALE ON LINE S.R.L. - Via G. Negri 4 - 20123 Milano - P.IVA 05524110961
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64
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GiornaleNisseno.com
15-07-2010
A Mazzarino ufficio decentrato di Protezione Civile
15 luglio 2010
Una sede decentrata dell'Ufficio provinciale di Protezione civile sarà attivata anche a Mazzarino. Lo ha deliberato la
Giunta provinciale che integra così il decentramento di tale servizio operato lo scorso febbraio relativamente al
comprensorio di Gela (zona Sud) e a quello di Mussomeli (zona Nord-Ovest), i quali per numero di abitanti,
rappresentatività territoriale e relativi rischi ambientali evidenziano specifiche peculiarità in materia di protezione civile.
Il decentramento dell'Ufficio di Protezione civile della Provincia Regionale di Caltanissetta - che d'ora in avanti potrà
dunque contare su quattro sedi, compresa quella centrale del capoluogo - è nato dall'esigenza di dover essere quanto più
presenti sul territorio per poter essere vicini alla popolazione e fronteggiare eventuali calamità che possano sfociare in
emergenze a livello provinciale o sovracomunale, e quindi per finalizzare i rapporti con la Prefettura, il Dipartimento
regionale e quello nazionale.
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65
Data:
JulieNews.it
15-07-2010
Campania, presentato il piano Antincendio Boschivo
15/07/2010, ore 15:40 - La presentazione del neo assessore Amendolara
di: Redazione
NAPOLI - Un sistema di controllo degli incendi boschivi tra i piu' avanzati d'Italia e un investimento di 7 milioni di euro
per l'acquisto di mezzi da mettere a disposizione dei vigili del fuoco. Sono le risorse messe in campo dalla Regione
Campania per contrastare il fenomeno di migliaia di ettari di macchia mediteranea che vanno in fumo ogni estate. A
presentarlo, gli assessori all'Agricoltura Vito Amendolara e alla Protezione civile Edoardo Cosenza. Si tratta di un sistema
composto da una sala operativa regionale, 7 provinciali e 18 centri territoriali in grado di servirsi di 39 telecamere (34 gia'
installate e 5 in procinto di essere messe in funzione). Sul fronte del personale, il funzionamento della rete vedra'
impiegate 330 persone della Regione, 600 unita' del corpo forestale dello Stato, 150 vigili del fuoco e circa 350 volontari
della protezione civile. "Ci sono tutte le condizioni per affrontare questo periodo di crisi, anche se speriamo che non lo
sia", dice Amendolara che poi invita i cittadini a "non chiamarsi fuori" e a utilizzare il numero verde 800 449911 per la
segnalazione degli incendi. Il sistema e' in grado di generare automaticamente la priorita' di intervento, sette classi che
vanno da bianco a bordeaux, anche se l'operatore in sala radio puo' modificare manualmente la priorita' in base alle
segnalazioni che riceve. La Regione ha anche finanziato l'acquisto di 20 mezzi e altre attrezzature per i vigili del fuoco,
"un investimento nella sicurezza dei cittadini" spiega Cosenza. "Nonostante le difficolta' economiche - aggiunge - avremo
quest'anno il 20% di risorse in piu' per la protezione civile rispetto a dodici mesi fa. In questo modo diamo un contributo
concreto a risolvere le situazioni emergenziali".
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NAZIONALE
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66
Data:
16-07-2010
Leggo
di Mario Landi ROMA - L'emergenza-caldo marcia verso il picco, previsto
d...
di Mario Landi
ROMA - L'emergenza-caldo marcia verso il picco, previsto dalla Protezione Civile tra oggi e sabato. Il bollettino sulle
ondate di calore ha segnalato oggi in rosso, corrispondente al livello massimo, il 3, dieci città (Bolzano, Brescia, Firenze,
Genova, Milano, Perugia Roma, Torino, Trieste, e Venezia). Ma la geografia dell'afa, secondo il Sistema Nazionale di
Sorveglianza del Dipartimento, comprenderà anche Campobasso, Civitavecchia, Frosinone, Latina, Messina, Rieti,
Verona e Viterbo, per un totale di 18 centri urbani, fino al top di sabato 17 con 21 città roventi.Alla luce di queste
condizioni meteorologiche estreme, peraltro una delle cause della morte di un camionista di Rovigo accaduta nel
pomeriggio a Chiari nel bresciano, il ministro della Salute Ferruccio Fazio ha inviato una lettera agli Assessorati alla
Salute e ai Servizi Sociali delle Regioni, per sollecitare l'adozione di «ogni iniziativa concertata utile a favorire il miglior
coordinamento nel fronteggiare gli effetti delle ondate di calore».
Inoltre, a partire dalle ore 8 di oggi sarà attivo tutti i giorni il numero verde 1500 del dicastero della Salute per
informazioni e consigli. A Roma, Tommaso Profeta, sono state distribuite in strada, in questi ultimi tre giorni, circa
200mila bottigliette d'acqua che equivalgono a 100mila litri. Le chiamate al solo 118 di Milano sono state circa 1.800, il
20% in più rispetto ai giorni scorsi. La maggior parte di queste sono per eventi medici acutì, che possono essere
riconducibili proprio a problemi legati al caldo. Le temperature elevate e l'assenza di piogge stanno poi favorendo gli
incendi: nelle ultime 36 ore i mezzi aerei dellaflotta dello stato gestita dal Dipartimento della Protezione Civile sono
intervenuti su 18 roghi, per la maggior parte dei casi sviluppatisi nelle regioni del centro-sud.
Argomento:
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Pag.
67
Data:
15-07-2010
Libero-news
Caldo, oggi bollenti 20 città italiane
Ma sarà domani la giornata più "hot". Il ministero della salute ha attivato il numero verde 1500 per le emergenze
O
ggi grande caldo in 20 città ma il picco è previsto per domani. La temperatura, in base al bollettino della Protezione civile,
farà soffrire 11 città italiane in stato di "allerta 3" e 9 in stato di "allerta 2".
Il record assoluto spetterà a Venezia che toccherà i 40 gradi di temperatura percepita a causa degli alti tassi di umidità.
Oggi si registreranno, con il rischio di ondate di calore, 36 gradi a Bolzano e Perugia, 34 a Bologna, 37 a Brescia e a
Roma, 38 a Firenze e Torino, 37 a Genova, Milano e Trieste. le città in "allerta 2" invece saranno: Campobasso con 32
gradi, Frosinone con 37, Civitavecchia, Latina e Messina con 38 gradi, Pescara con 34, Rieti con 35, Verona con 38 gradi
e Viterbo con 37.
Ma, secondo la Protezione civile, il picco di calore si raggiungerà domani con ben 21 città "bollenti", di cui 18 a rischio
ondate di calore. Nel dettaglio, in "allerta 3" saranno Latina, Venezia e Verona con 39 gradi, Brescia, Civitavecchia,
Firenze, Frosinone, Messina, Rieti, Trieste, Roma e Torino con 38 gradi, Genova, Milano, Perugia e Viterbo con 37 gradi,
Bolzano con 36 gradi e Campobasso con appena 34 gradi. In allerta 2 invece Napoli con 38 gradi, Palermo con 36,
Pescara con 35 gradi.
Quanto alle previsioni, la struttura anticiclonica continuerà a influenzare l'Italia con tempo stabile e soleggiato su gran
parte del territorio. Saranno possibili brevi temporali pomeridiani sui rilievi alpini e prealpini. Per i prossimi giorni si
prevede ancora bel tempo e un ulteriore aumento della temperature. Gli elevati tassi di umidità dovuti alla persistenza
dell'anticiclone, associati alla scarsa ventilazione e alle elevate temperature, saranno causa di diffusa sensazione di afa,
specie sulle regioni centro-settentrionali.
Per fronteggiare l'emergenza, il Ministero dell Salute ha istituito un numero verde, il 1500: «I cittadini potranno chiamare
per parlare con nostri operatori, fra cui medici, e avere informazioni sul comportamento da adottare e conoscere i numeri
specifici per ogni Regione da contattare in caso di bisogno» ha spiegato spiega Ferruccio Fazio.
15/07/2010
Argomento:
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68
Data:
15-07-2010
Il Manifesto
«Quali scontri? Ci hanno picchiato»
ZONA ROSSA
Dopo le denunce per la manifestazione romana, ecco i video degli aquilani che smentiscono la questura
È nitido il fermo immagine dei manganelli sulle teste di due manifestanti voltati di spalle al cordone delle forze
dell'ordine. Donne, sindaci con la fascia tricolore, e giornalisti maltrattati e spintonati durante la manifestazione dei
terremotati a Roma, il 7 luglio scorso. «Ci hanno puniti perché non è più possibile nascondere la realtà dell'Aquila»
Eleonora Martini
ROMA
Non è affatto un simpatizzante di sinistra, Marco De Nuntis, l'aquilano che con la testa fasciata per la manganellata
appena ricevuta racconta in un video quali motivi lo hanno spinto ad unirsi ai suoi concittadini terremotati per manifestare
a Roma il 7 luglio scorso sotto le finestre del Parlamento, mentre la maggioranza intenta negli ultimi ritocchi alla manovra
Tremonti assestava il colpo esiziale alla ripresa economica della sua città. Il fermo immagine del momento in cui un
carabiniere sferra il colpo su di lui, mentre è voltato dalla parte opposta, e subito dopo su un altro manifestante, il
pizzaiolo Vincenzo Benedetti, che in quel frangente gira completamente le spalle al cordone poliziesco, è ben
distinguibile in un altro video. I filmati girati e raccolti da filmaker indipendenti e comuni cittadini aquilani (visibili sul
nostro sito www.ilmanifesto.it) durante il corteo che si è caratterizzato per una reazione violenta e spropositata delle forze
dell'ordine, e che ha avuto come paradossale strascico la denuncia di due manifestanti non abruzzesi (il collaboratore del
deputato aquilano Pd Giovanni Lolli che in sua vece era andato in questura a chiedere l'autorizzazione per la
manifestazione, e un militante del centro sociale romano La Strada), sono stati distribuiti ieri pomeriggio durante una
conferenza stampa tenuta nella sala del Mappamondo, a Montecitorio, dalle tre donne delegate dall'assemblea cittadina
aquilana che ha promosso la manifestazione del 7 luglio.
Immortalata anche la scena in cui un agente in assetto antisommossa perde nella bolgia iniziale di Piazza Venezia il
manganello e un manifestante - evidentemente uno dei pochi non «infiltrati» «sobillatori» «noti antagonisti», secondo la
verità precostituita - lo raccoglie e glielo restituisce con un sorriso. Donne con le mani alzate che fronteggiano il cordone
del nucleo antiterrorismo, sindaci con la fascia tricolore che strillano agli agenti: «Ma che state a fa'? Ma siete
impazziti?». Giornalisti con il tesserino in mano spintonati dagli scudi dei tutori dell'ordine, colpi di manganello che
cadono violentemente sulle telecamere (quella del filmaker aquilano Francesco Paolucci finisce a pezzi in terra). Ma la
scena clou, quella che meglio d'ogni altra svela la «pianificata mistificazione della realtà», ritrae un giornalista del Tg4
diretto da Emilio Fede («Scriverò io il servizio stasera», assicura) che in giacca e cravatta, appena arrivato sotto Palazzo
Grazioli dove il corteo diretto verso il Senato era stato inspiegabilmente fermato per ore da un inedito divieto, dopo
un'occhiata ai manifestanti sentenzia: «Ma quali aquilani? Qui non ci sono aquilani». Cinque giorni dopo, la questura
riesce in effetti ad individuarne un paio (per ora, minaccia). E li denuncia.
Immagini inequivocabili che - hanno spiegato Giusi Pitari (prorettore dell'università), Annalucia Bonnanni e Sara Vegni forse riusciranno a smontare il teorema politico che si è voluto costruire sulla loro protesta: «Dopo averci tolto il diritto di
scegliere come ricostruire la città, e la piena cittadinanza al pari degli altri italiani vittime di catastrofi naturali - hanno
spiegato - ora ci vogliono togliere anche la dignità e la protesta». Nessun sobillatore, tanto meno «noto antagonista»,
come sostiene invece la questura romana. «Siamo noi, cittadini aquilani, ad aver cercato pacificamente di raggiungere la
Camera e il Senato per gridare le nostre ragioni. Potremmo dirvi i nomi, uno per uno, di quei volti che vedete fronteggiare
la polizia. Non ci interessava Palazzo Grazioli che è una casa privata, non una sede istituzionale». D'altra parte, il 16
giugno scorso, quando 20 mila persone manifestarono all'Aquila bloccando per ore l'autostrada A24, la loro protesta
venne semplicemente cancellata dal servizio pubblico e dai «media di regime». «C'è stato un equivoco - ammise al
manifesto Rodolfo De Laurentis, del Cda Rai - quella manifestazione è stata censurata perché erroneamente ritenuta
strumentalizzata dalla sinistra». Oggi, mentre la protesta trasversale aquilana ridicolizza ogni fiction sul miracolo
aquilano, «veniamo puniti» con nuove «assolute falsità.
E allora, «bisogna ristabilire la verità», dicono le tre aquilane. «A cominciare dai motivi che ci hanno portato a Roma:
vogliamo equità e diritti, chiediamo di restituire le tasse arretrate solo quando l'economia sarà ripartita, come è avvenuto
per tutti gli altri terremoti; chiediamo una legge organica che ci permetta di programmare la ricostruzione e la ripresa, con
fondi certi e una tassa di scopo. Chiediamo giustizia e verità per le nostre 308 vittime». Per quei morti che ogni mese
vengono ricordati con una fiaccolata. E ad ogni commemorazione, dopo mesi di passerelle politiche, la presenza dello
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15-07-2010
Il Manifesto
«Quali scontri? Ci hanno picchiato»
Stato si vede solo dai «cordoni di polizia in assetto antisommossa: venite a vedere - è l'invito rivolto ai media - se non ci
credete».
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15-07-2010
Il Mattino (Benevento)
Chiamate al 118 e ai medici di famiglia per avere consigli su come superare
l'ondata di calore ...
Mattino, Il (Benevento)
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Data: 15/07/2010
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15/07/2010
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Chiamate al 118 e ai medici di famiglia per avere consigli su come superare l'ondata di calore che a Benevento viene
avvertita in maniera maggiore rispetto agli altri capoluoghi campani. Infatti, come hanno rilevato le centraline del
Laboratorio «Lesim» della Facoltà di ingegneria installate a piazza Roma, ieri pomeriggio alle 16.30 è stata registrata la
temperatura di 40,5 gradi. Dalle ore 11 alle 17 è stato un crescendo paurose della temperatura che è passata dai 34 gradi
agli oltre 40 gradi. La Protezione civile regionale, in una nota, avverte che per i prossimi due giorni «le temperature medie
mensili subiranno un innalzamento di 5-6 gradi». Il caldo, associato ad un tasso di umidità di oltre il 90 per cento,
secondo la Protezione civile, potrebbe creare disagi alle fasce deboli della popolazione. Per domani è atteso il picco
dell'ondata di calore mentre da lunedì le temperature dovrebbero scendere. Ieri al 118 sono pervenute numerose telefonate
di anziani che accusavano malori. Oltre dieci gli interventi effettuati dai volontari per prestare soccorso. Con il caldo
aumentano le richieste ai medici di famiglia, soprattutto per telefono. «Registriamo sicuramente un maggior numero di
telefonate da pazienti che ci chiedono consiglio per affrontare il disagio del caldo eccessivo e, in particolare, per
'aggiustare' le terapie antipertensive. E c'è anche un lieve aumento delle richieste di visite domiciliari», sostengono
all'ordine dei medici. Chiamate anche al numero verde 800034499 di «Estate sicura anziani», il servizio predisposto da
Comune, Asl, Misericordia, Cri e Amistade. «In questi due giorni - dicono le volontarie centraliniste - abbiamo ricevuto
oltre 50 chiamate sia per informazioni che per interventi a favore degli anziani. In generale ci chiedono di andare a fare la
spesa o acquistare le medicine per evitare di uscire nelle ore calde». © RIPRODUZIONE RISERVATA
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15-07-2010
Il Mattino (Circondario Sud1)
Francesco Gravetti La puzza, almeno la puzza potreste cercare di toglierla.
La gente non ce...
Mattino, Il (Circondario Sud1)
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Data: 15/07/2010
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Francesco Gravetti «La puzza, almeno la puzza potreste cercare di toglierla. La gente non ce la fa più». Pare che il
sindaco di Terzigno, Domenico Auricchio, abbia fatto la voce grossa l'altra sera in Prefettura, dove era andato a discutere
per l'ennesima volta della discarica ex Sari, in località Pozzelle, nel cuore del Parco Vesuvio. Il caldo estivo è ai massimi
termini e a Terzigno, Boscoreale, Boscotrecase e Trecase i cittadini vivono ore terribili, alle prese con miasmi
insopportabili. «Colpa di una gestione disastrosa, altro che modello di efficienza», sostiene Legambiente Campania, che
ieri ha tenuto una conferenza stampa presso l'osservatorio «Ambiente e legalità» del palazzo Mediceo, ad Ottaviano, per
lanciare l'allarme. Secondo il presidente regionale Michele Buonomo e il responsabile aree protette Pasquale Raia,
all'attuale cattivo funzionamento della discarica di Terzigno si aggiunge ora un altro pericolo: la decisione di ampliare i
margini e quindi la volumetria dell'invaso, in modo da accogliere più spazzatura. «Pare che vogliano passare dalle attuale
700 tonnellate al doppio. Se finora non si è stati capaci di gestire una cava a fossa come si pensa di voler artificiosamente
ampliare i margini ed i volumi, con conseguenza ancora più drammatiche a causa dello straripamento del percolato?», si
chiede Pasquale Raia. Di qui la decisione di presentare un esposto alla procura di Nola, segnalando tutti i danni che
starebbe creando la presenza della discarica all'interno dell'area protetta: «La presenza di centinaia di gabbiani sta
danneggiando la fauna locale e sta profondamente cambiando il patrimonio di biodiversità nella riserva naturale. Ormai le
popolazioni sono allo stremo, la discarica rappresenta un pericolo, siamo dinanzi ad un'emergenza gravissima». La
competenza sulla gestione degli impianti in Campania è passata dal commissariato di governo alle province e quelli di
Legambiente temono che sia proprio questa fase di transito all'origine dei problemi: «Forse il passaggio di consegne sta
complicando tutto, fatto sta che l'area va chiusa». Con gli ambientalisti campani, anche i cittadini della rete dei Comitati
Vesuviani, che hanno presentato un documento col quale spiegano che «aver scongiurato l'apertura della seconda
discarica non basta, urge la messa in sicurezza della Sari». Intanto il commissario regionale dei Verdi, Francesco Emilio
Borrelli, dice: «Presto andremo sul sito di Terzigno con un “puzzometro”, uno strumento che misurerà il pessimo odore di
quella zona e lo porteremo sotto il naso dei rappresentanti di Governo, Regione e Provincia«. E Antonio Amato,
presidente della Commissione regionale sui siti di smaltimento rifiuti e bonifiche, annuncia: "La commissione andrà
presto ad eseguire un sopralluogo». © RIPRODUZIONE RISERVATA
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15-07-2010
Il Mattino (Nazionale)
Allarme afa a Napoli e provincia. Già da ieri e fino a domani infatti, stando
a quanto comunica...
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Data: 15/07/2010
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Allarme afa a Napoli e provincia. Già da ieri e fino a domani infatti, stando a quanto comunicato dalla Protezione Civile,
le temperature medie mensili hanno subito un innalzamento di 5-6 gradi facendo superare alla colonnina di mercurio i 30
gradi. Il caldo, associato ad un tasso di umidità di oltre il 90 per cento, potrebbe quindi creare disagi alle fasce deboli della
popolazione ed ecco perché contemporaneamente sul sito della Regione Campania www.regione.campania.it nella
sezione «Ondate di Calore» del «Primo Piano» sono state immediatamente inserite tutte le informazioni utili per
contrastare il fenomeno in accordo con il piano predisposto dagli assessorati alla Sanità ed alla Protezione Civile. L'allerta
massima, anche a livello nazionale, è prevista ad ogni modo per domani sia a Napoli che in altri diciotto dei ventisette
centri urbani italiani monitorati, mentre sul fronte salute il ministro Ferruccio Fazio ha deciso di attivare il numero verde
1500 ed invierà a breve una circolare ad amministratori locali, prefetti e medici di famiglia per assicurarsi che «tutti
seguano le indicazioni». Chiamando il numero verde, che dovrebbe essere operativo entro le prossime ventiquattro ore, i
cittadini potranno chiedere informazioni agli operatori, anche medici, su come comportarsi e sui numeri utili da chiamare
in caso di bisogno. «Siamo in situazione di allerta - ha detto Fazio nella riunione al ministero con le Regioni, la Protezione
Civile, rappresentanti del ministero dell'Interno, Anci e medici di base - c'é una situazione meteo che fa ritenere possa
essere a rischio parte della popolazione, soprattutto gli anziani fragili». A dispetto di altre località italiane, a Napoli ci si
dovrebbe mantenere al «livello 2» di allerta, ovvero si avranno temperature elevate e condizioni meteorologiche che
potranno avere effetti negativi sulla salute della popolazione a rischio. Il ministero ha inoltre verificato l'applicazione del
Piano operativo nazionale per la prevenzione degli effetti del caldo, che prevede anche che i Comuni trasmettano alle Asl
gli elenchi degli over 65 e che mettano in atto «ogni opportuna iniziativa volta a prevenire e monitorare danni gravi e
irreversibili a causa delle anomale condizioni climatiche», con attenzione alle persone zpiù suscettibili per età, salute,
solitudine e fattori socio-ambientali». Cri.Ce. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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Il Mattino (Nazionale)
Roma. Sos Haiti. Dopo il terremoto, si avvicina a passo di carica l'incubo
degli uragani. Le pi...
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Roma. Sos Haiti. Dopo il terremoto, si avvicina a passo di carica l'incubo degli uragani. Le piogge torrenziali previste per
i prossimi mesi produrranno altra disperazione. A sei mesi dal sisma costato la vita a 250mila persone, diversi
ambasciatori, organismi umanitari e ong si sono seduti attorno ad un tavolo per fare il punto su ciò che finora è stato fatto
e il tanto ancora da fare. La tragedia post terremoto è purtroppo ancora ben visibile: 1 milione e 600mila haitiani sono
ancora accampati alla meno peggio, senza strutture e senza strategie adeguate per affrontare la stagione degli uragani
ormai alle porte. Si teme che la situazione possa peggiorare ulteriormente. Il governo di Port au Prince sta correndo ai
ripari cercando di sollecitare ulteriori aiuti internazionali, ma soprattutto tentando di mettere in piedi un miglior
coordinamento tra le parti che finora hanno dislocato ad Haiti uomini, strutture e denaro. L'ambasciatrice dell'isola
caraibica in Italia, Geri Benoit, ha chiamato a raccolta ambasciatori, responsabili del Pam, varie ong tra cui l'Avsi, enti
locali e aziende. «È importante il coordinamento tra varie organizzazioni non governative per gestire una emergenza che
resta tale e quale» ha detto Piatti, dell'Avsi, cercando di smorzare il fronte delle polemiche che si sono levate in queste
ultime settimane. Per comune ammissione sia da parte della Chiesa, a cominciare dal nunzio apostolico, monsignor Auza,
che di organismi laici come Médecins Sans Frontières o Save the Children, dai giorni della tragedia non è cambiato
niente. Persone accampate in condizioni igienico-sanitarie scarse, con poco cibo e acqua. 800 mila bambini a rischio di
abusi o del commercio di organi. Quanto agli aiuti internazionali e ai 13 milioni di dollari promessi, ne sono arrivati circa
un decimo. E dei 120 mila alloggi temporanei previsti ne sono stati montati solo 2.000. fra.gia. © RIPRODUZIONE
RISERVATA
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Il Mattino (Salerno)
Salvatore De Napoli Nocera Inferiore. Le fiamme e un'alta colonna di fumo
nero, per ore, hanno in...
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Salvatore De Napoli Nocera Inferiore. Le fiamme e un'alta colonna di fumo nero, per ore, hanno invaso lo stabilimento
della Render Italia spa, nella zona industriale di Fosso Imperatore. Per domare l'incendio, hanno dovuto lavorare 20 vigili
del fuoco e quattro automezzi del distaccamento nocerino e di quello di Sarno, salvando così il laboratorio di produzione
della ditta che assembla televisori Lcd e altri prodotti elettronici, e il confinante stabilimento di una azienda di moda.
Ignote le cause del rogo. Dai primi sopralluoghi dei vigili del fuoco e degli agenti del commissariato della polizia di stato
di Nocera Inferiore, diretti dal vicequestore Francesco Mainardi, non sono state ritrovate tracce di incendio doloso. Al
momento, si ritiene che le fiamme siano divampate per cause accidentali. Fondamentale, sarà la relazione dei vigili del
fuoco e della polizia scientifica del commissariato nocerino per appurare da dove e in che modo si è sviluppato l'incendio.
Le fiamme sono state scoperte verso la mezzanotte di martedì scorso. La densa colonna di fumo sprigionatasi dal rogo era
visibile anche da altri comuni dell'Agro nocerino. L'incendio ha interessato la parte posteriore del capannone della Render
Italia, dove ha sede il deposito, il cui tetto è parzialmente crollato, rendendo più difficoltose le operazioni di spegnimento.
I caschi rossi del caposquadra Antonio Della Porta hanno dovuto utilizzare anche delle ruspe per «smassare» (portar fuori
le macerie e i materiali incendiati o ancora in fiamme) i locali. Fortunatamente, il laboratorio di produzione e gli uffici
della Render Italia sono rimasti sostanzialmente indenni. Il confinante stabilimento di alta moda «Gagà» ha subito lievi
danni. Ieri, la produzione è rimasta ferma per precauzione, ma la struttura è agibile e nelle prossime ore l'opificio sarà
nuovamente a regime. I danni per lo stabilimento Render Italia spa, invece, sono notevoli, ma essendo stato salvato il
laboratorio potrà riprendere in poco tempo la produzione. «I programmi produttivi dell'azienda saranno rispettati - ha
affermato Claudio Toscano, titolare della Render Italia - e i programmi di produzione saranno rispettati, con il ritorno in
poche ore alla attività dello stabilimento di Nocera e grazie al lavoro delle altre unità produttive della ditta. Rimane
invariato anche il programma di incremento dell'attività e dell'unità lavorative dello stabilimento di Nocera». La Render
Italia, azienda sorta tra Napoli e Casalnuovo, da pochi mesi ha iniziato la sua produzione di Tv Lcd nello stabilimento di
Nocera, dove si assemblano elementi elettronici provenienti dai paesi asiatici con parti prodotte in Italia. Una quindicina
sono gli addetti. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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15-07-2010
Il Mattino (Salerno)
Mario Amodio AMALFI. Estate sicura non solo nei centri storici per evitare
il disturbo della qui...
Mattino, Il (Salerno)
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15/07/2010
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Mario Amodio AMALFI. Estate sicura non solo nei centri storici per evitare il disturbo della quiete pubblica, oppure sulle
spiagge e lungo le strade per scongiurare la presenza di malintenzionati. La sicurezza, anche nei mesi di calore e per
questo di superaffollamento, torna d'attualità a proposito di rischio idrogeologico e di monitoraggio dei costoni rocciosi
che, in particolare sulla Costa d'Amalfi, hanno creato vittime e danni ingenti durante lo scorso inverno. E per avere
costantemente aggiornata la mappatura del rischio e garantire interventi rapidi in caso di necessità, è stata nuovamente
riproposta l'ipotesi si una task-force di rocciatori da tenere a disposizione delle tredici amministrazioni comunali della
Costiera Amalfitana. La sede in cui è stata rilanciata l'ipotesi è stata quella della prefettura di Salerno, dove, per esaminare
le problematiche legate ai crolli in Costiera, si è svolto ieri un tavolo tecnico sollecitato dalla sede compartimentale
dell'Anas proprietaria della statale 163 che si snoda da Vietri a Positano e ipertrafficata nei mesi di maggiore affluenza
turistica. Un incontro con sindaci e amministratori degli enti interessati dal fenomeno del dissteo idrogeologico per fare il
punto della situazione, dopo i crolli di quest'inverno e l'attuazione di alcuni progetti di risanamento tra i quali il costone di
Atrani, che si affaccia sul ristorante Zaccaria, e quello di Minori dove il Comune, in collaborazione col genio civile ha
mitigato il rischio di crollo dalla parte rocciosa che si affaccia sulla piazza e sulla chiesa con un intervento di 90mila euro
completato in meno di un mese. E proprio dal comune di Minori è stata riproposta l'utilità di una task-force di rocciatori
"per la rimozione dei pericolo incombenti, nelle more della definitiva messa in sicurezza dei luoghi interessati”. A
rilanciare l'ipotesi è stato il sindaco di Minori, Andrea Reale, nel corso della riunione operativa presso la prefettura di
Salerno e secondo il quale "tali unità andrebbero ovviamente allertate su istanza dei sindaci della costiera, autorità locali
in grado di fungere da termometri ambientali anche per eventuali avvisi di caduta massi, ed il servizio coordinato a cura
della Difesa Suolo Regionale su accordo di programma economico Regione-Provincia". Insomma, un presidio fisso di
rocciatori incaricati del monitoraggio delle zone a rischio ed altresì di intervenire con immediatezza, se necessario, nei
punti in cui vengono segnalate particolari criticità. «Al di là di vasti quanto onerosi progetti – aggiunge il sindaco in una
nota consegnata al capo gabinetto Grillo - e per questo dall'esito assai incerto». Insomma, prevenzione e interventi
immediati così come fu peraltro deciso nel corso delle riunioni operative all'indomani del crollo del lastrone di carbonato
di calcio che, il 4 gennaio scorso, uccise lo sfortunato chef Carmine Abate. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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76
Data:
Il Messaggero Veneto
16-07-2010
gli gridavo di buttarsi in acqua, ma inutilmente
Sono intervenute tre unità navali e due gommoni della Capitaneria di porto. Il recupero della vittima è stato effettuato dai
sommozzatori della Protezione civile
«»
Il sopravvissuto rivive quei tremendi momenti: ho sperato di vedere riaffiorare il mio amico
LIGNANO. Fino all'ultimo ha cercato di salvarlo, gridandogli di gettarsi in mare. Di lasciare quella barca, frutto dei
sacrifici di una vita per portare in salvo la sua. Ma le grida disperate di Dino Giuricin, 36 anni di Marano, non sono servite
a convincerlo.
Lui, Giuliano Dal Forno, la sua “Atena I” non l'ha voluta abbandonare. Forse preso dalla paura, dopo aver visto la prua
completamente squarciata, ha tentato il tutto per riuscire a recuperare almeno quanto ne rimaneva del suo
motopeschereccio. Pochi attimi e quando la barca stava già iniziando ad affondare Dino si è gettato in mare trovando la
salvezza.
«Quando ho sentito il botto - ha raccontato Dino, mentre quelle immagini sembrano scorrergli ancora davanti agli occhi stavo lavorando in poppa e ho subito gridato a Giuliano di spegnere il motore e di buttarsi. Gli dicevo buttati, lascia stare i
salvagente, vieni via da lì. Poi dopo essermi buttato ho sperato con tutto il mio cuore di vederlo riaffiorare in superficie
insieme ai pezzi di legno, ma purtroppo non l'ho rivisto più».
Non si dà pace Dino. Non riesce a spiegarsi perché Giuliano non si sia gettato in acqua. «Non so perché è rimasto - ha
continuato- forse si è fatto prendere dalla paura o semplicemente voleva salvare ad ogni costo la barca. Io sono riuscito a
mantenere la calma ma mi era impossibile avvicinarmi a lui perché ormai stavamo affondando. Purtroppo le mie grida
non lo hanno salvato».
Dino, ancora sotto choc, dopo essere stato recuperato dalla Capitaneria di Porto di Lignano Sabbiadoro, giunta
immediatamente sul posto con tre unità navali e due gommoni, ha osservato le operazione del recupero del corpo di
Giuliano effettuate dal Nucleo sommozzatori della Protezione Civile di Lignano che dopo una breve perlustrazione è
riuscito ad individuarlo tra la cabina e la zona esterna imbrigliato in alcune corde a circa 2.5 metri dalla superficie. Sul
posto è intervenuto anche il 118 che ha tentato di rianimare Giuliano, i Vigili del Fuoco e i Carabinieri di Lignano. Una
vita cresciuti insieme, tra le vie della Marano vecchia quella di Giuliano e Dino, dove tutti si conoscono e dove tutti sono
uniti dalla passione per il mare. Da quattro anni lavoravano insieme, Dino come dipendente e Giuliano come capobarca e
ieri pomeriggio come tante volte stava rientrando a casa dopo una nottata di lavoro. «Era una brava persona -ha ricordato
Dino- amava tantissimo il suo lavoro e la sua famiglia. Ora devo pensare a stare vicino alla moglie e ai figli che ha
lasciato».
Viviana Zamarian
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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77
Data:
La Nazione (Livorno)
15-07-2010
Bonifica ad Orti Bottagone Il Wwf cerca volontari
PIOMBINO VAL DI CORNIA pag. 10
PIOMBINO APPUNTAMENTO SABATO MATTINA
PIOMBINO L'INCENDIO di domenica scorsa all'Oasi del Wwf Orti Bottagone ha fatto venire alla luce una vecchia
recinzione dello stabilimento siderurgico. Sabato a partire dalle 6 verrà effettuata l'opera di bonifica e il Wwf invita i
volontari a partecipare. L'incendio, alimentato dal vento, è stato con ogni probabilità innescato da un mozzicone di
sigaretta lanciato da un'auto lungo la Provinciale 40 Base Geodetica. L'AREA interessata dall'incendio (circa 10 ettari) è
di proprietà della Lucchini Severstal, ed è delimitata dal viale d'ingresso della centrale Enel di Tor del Sale. Non si sono
registrati danni significativi alla fauna dell'Oasi. L'incendio è stato spento dai vigili del fuoco di Piombino. E PROPRIO
durante l'intervento dei pompieri è riaffiorata dalla vegetazione una vecchia recinzione industriale della Lucchini che il
Wwf ha già deciso di rimuovere al più presto. Le operazioni inizieranno sabato 17 luglio. A partire dalle 6 del mattino
fino alle 11, sono attesi volontari per effettuare questo importante intervento di bonifica ambientale all'interno della
Palude Orto Bottagone.
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NAZIONALE
Pag.
78
Data:
15-07-2010
La Nazione (Pistoia)
Un'abitazione per le emergenze
MONTAGNA PISTOIA pag. 9
CUTIGLIANO
IN QUESTI giorni la Protezione Civile ha concesso al Comune di Cutigliano- in comodato d'uso- un modulo abitativo
destinato ad essere il punto di riferimento per i cittadini in caso di forti calamità naturale. La struttura è stata collocata nel
piazzale intitolato allo scomparso pilota automobilistico cutiglianese Fabio Danti. Un posto che il responsabile regionale
della Protezione civile riconosce essere dal posto ideale.
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NAZIONALE
Pag.
79
Data:
15-07-2010
La Nazione (Umbria)
Patto tra Fs e Protezione civile
FOLIGNO pag. 14
L'intesa mira ad una coordinata gestione delle emergenze
FOLIGNO FIRMATO ieri (col sudore sullafronte viste le temperature torride e la non attivazione dell'aria condizionata
nel nuovo edificio «astronave» della Protezione Civile) un importante protocollo d'intesa tra Ferrovie dello Stato e
Protezione civile dell'Umbria, che stabilisce le modalità per un'azione coordinata d'intervento nella previsione e
prevenzione dei rischi e nella gestione delle emergenze. I principali interessi disciplinati dal protocollo riguardano da un
lato l'esigenza di un ausilio tra Fs da parte della Protezione Civile in caso di emergenza ferroviaria. dall'altra l'esigenza di
un ausilio per la protezione civile da parte di Fs in caso di emergenza. L'INTESA è stata siglata da Franco Fiumara,
direttore protezione aziendale del Gruppo Fs, e Sandro Costantini, responsabile della Protezione civile dell'Umbria. Il
documento, facendo seguito all'intesa del 15 luglio 2008 tra Fs e il Dipartimento nazionale della Protezione civile,
«definisce le necessarie sinergie per fronteggiare in modo efficace in tutta l'Umbria eventuali criticità derivanti da eventi
emergenziali. In particolare l'intesa punta a realizzare una reciprocità operativa fra Ferrovie dello Stato e Protezione civile
regionale, il tutto attraverso l'uso di uomini, mezzi e tecnologie». I PRINCIPALI aspetti disciplinati nel protocollo, valido
quattro anni, riguardano lo scambio di informazioni fra le rispettive sale operative, in caso di emergenze ferroviarie, la
presenza di un referente del gruppo Fs nella sala operativa unica regionale del Centro regionale di protezione civile (Crpc)
di Foligno, l'attivazione di un programma di formazione congiunta per la gestione degli interventi in emergenza.
PREVISTA altresì la prosecuzione delle intese sottoscritte con il servizio sanitario territoriale 118 per il soccorso ai
passeggeri e al personale di bordo e previste anche esercitazioni mirate all'intervento sanitario urgente. E' emersa anche la
possibilità di estendere l'accordo alle articolazioni territoriali della Protezione civile (ovvero Province e Prefetture) per
una più efficace gestione delle emergenze sul territorio, nonchè di definire accordi specifici per lo spostamento di
materiale rotabile e personale volontario in zone colpite da emergenze. NEL PROTOCOLLO particolare attenzione è
dedicata all'assistenza ai viaggiatori coinvolti in situazioni di criticità (distribuzione di generi di conforto, evacuazione in
aree di attesa e di ricovero). Accordi per migliorare il sistema regionale di protezione civile del territorio sono previsti
anche con la Ferrovia Centrale Umbra. Per dare qualche cifra più specifica, val la pena ricordare che nel territorio
regionale umbro la rete ferroviaria è costituita per 378,6 km dalle linee del Gruppo Ferrovie dello Stato che gestiscono in
particolare le reti Orte-Terontola, Terontola-Foligno, Orte-Fabriano, Terni-Rieti e per altri 147,1 km dalle linee della
Ferrovia Centrale Umbra.
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
80
Data:
La Nuova Venezia
16-07-2010
Estratto da pagina:
29
incendio devasta fabbrica di inchiostri - maurizio toso
- Provincia
Incendio devasta fabbrica di inchiostri
Colonna di fumo alta e densa, fiamme divampate per autocombustione
Il sindaco: «Per precauzione non raccogliete ortaggi nell'area vicina all'azienda»
MAURIZIO TOSO
MARCON. Una colonna di fumo alta e scura. Era impossibile non accorgersi dell'incendio che ieri, attorno all'ora di
pranzo, ha distrutto la fabbrica L.Vi.Srl di via delle Industrie a Marcon, un'azienda presente dal 1987 specializzata tra le
varie cose nella produzione di inchiostri e macchinari per imballaggi di plastica. Un incendio devastante, scoppiato tra le
12.30 e le 12.45 mentre i quattro soci che lavoravano nella fabbrica erano a pranzo: per domare le fiamme è stato
necessario l'intervento di quattro squadre dei Vigili del Fuoco, arrivate da Mestre e dall'Aeroporto, con il fuoco che è stato
di fatto spento attorno alle 14.30. Oltre a loro sul posto sono intervenuti anche gli operatori del 118, la Polizia, i
Carabinieri e gli agenti della Polizia Locale, che oltre ad avere il compito di deviare il traffico hanno anche avuto
l'incombenza di avvisare quanti abitavano nelle case vicine o lavoravano nelle aziende della zona di non uscire di casa e
tenere chiuse la finestre. Perchè l'incendio di ieri ha avuto un altro aspetto, quello del rischio ambientale visti i materiali
stoccati all'interno dell'edificio, non a caso sul posto erano presenti anche gli operatori del servizio nbcr dei Vigili del
Fuoco e, più tardi, sono giunti i tecnici dell'Arpav per le prime rilevazioni: i primi risultati, da confermare, non destano
allarme. Fino all'ora di chiusura della pausa pranzo, tutto filava liscio al civico 10 di via delle Industrie. Ad accorgersi che
qualcosa non andava è stato, attorno alle 12.45, Mauro Toniolo, che in quel momento stava lavorando nell'azienda vicina.
«Ho sentito come un colpo di vento, poi il fumo nero e un rumore che sembrava il crepitare del fuoco». Immediatamente
Toniolo ha chiamato i Vigili del Fuoco, che comunque hanno ricevuto per quanto successo a Marcon numerose
segnalazioni, come successo anche al comando di polizia locale di Marcon. Sul posto sono giunte quattro squadre, per un
totale di una ventina di uomini: un lavoro duro il loro, con temperature nell'area dell'incendio che si aggiravano attorno ai
6-700 gradi. Per spegnere le fiamme è stato necessario usare acqua è schiumogeno. Se sono ancora da chiarire le cause
dell'incendio. Era in corso la pulizia delle caldaie, la responsabilità potrebbe essere di un corto circuito o più
probabilmente di un'autocombustione. La fabbrica è distrutta: si è verificato il crollo delle coperture e di una delle travi, le
altre hanno riportato danni importanti. In attesa di conoscere i risultati delle analisi dell'Arpav sulla ricaduta dei fumi
scopo cautelativo il sindaco invita i cittadini a non consumare frutta e ortaggi coltivati nelle zone di via Treviso, via
Pialoi, via delle Industrie, via Alta, nell'area del Colmello e della vicina Mogliano.
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81
Data:
Panorama.it
15-07-2010
Caldo: la mappa del rischio nelle città
Tags: caldo, salute Lascia un commento
In cerca di un po' di fresco (Credit: Ansa)
Il clima cambia e i governi si attrezzano per far fronte al dramma estivo: il caldo opprimente delle città, che mette a
rischio la salute di bambini, anziani, malati, e rende difficile lavorare ma anche divertirsi.
E mentre in Francia i consigli per difendersi dalla canicola sono inseriti allinterno di un sito governativo che si occupa di
tutti i possibili rischi naturali, dai cicloni alle valanghe, dagli incendi alle tempeste, in Italia la Protezione civile mette
online un bollettino con le previsioni sulle ondate di calore. Qui sono segnalati i livelli di allerta raggiunti dalle città
italiane con previsioni a tre giorni.
Bolzano e Perugia (36 gradi), Brescia, Genova e Roma, Milano e Trieste (37), Torino e Firenze (38) si assestano già oggi
sul livello di allerta più alto, il 3, che identifica proprio le ondate di calore che rendono necessario predisporre misure
cautelari per la popolazione. Venerdì 16 è previsto un ulteriore peggioramento della canicola: oltre alle città già citate
raggiungeranno il livello 3 anche molte altre città, tra cui Bologna, Messina, Venezia.
Quello che contraddistingue le ondate di calore, oltre naturalmente alle temperature elevate e allalto tasso di umidità, che
rende il caldo soffocante, è anche la durata di queste condizioni. Periodi prolungati di condizioni metereologiche estreme
hanno effetti assai più importanti sulla salute rispetto a singole giornate di caldo anche intenso.
Le contromisure? Evitare di uscire delle ore centrali della giornata, che sono e più calde (dalle 12 alle 18), cercare di
passare almeno qualche ora al giorno in ambienti condizionati, evitare le bevande alcoliche e i cibi grassi, e mangiare
molta frutta e verdura. Per affrontare il caldo quando si è fuori è meglio prediligere abiti chiari e leggeri e non farsi mai
mancare un cappello per proteggere la testa dal sole.
Il ministero della Salute ha attivato il numero verde 1500. I cittadini potranno chiamare per parlare con nostri operatori,
fra cui medici, e avere informazioni sul comportamento da adottare e conoscere i numeri specifici per ogni Regione da
contattare in caso di bisogno, ha spiegato il ministro Ferruccio Fazio.
E per i prossimi giorni? Le previsioni parlano di cielo ancora sereno, alta umidità dovuta allanticiclone e temperature
ancora in aumento.
marta.buonadonna Giovedì 15 Luglio 2010
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Data:
15-07-2010
PrimaDaNoi.it
Potabilizzatori mai utilizzati: 20milioni spariti, 35mila euro di risarcimenti
CRONACA - Chieti
PESCARA. Si chiude con un risarcimento di appena 35 mila euro la vicenda dei potabilizzatori realizzati con la spesa di
oltre 40 miliardi di lire e mai entrati in funzione.
Che fine abbiano fatto quei soldi resta un mistero perchè l'unica cosa visibile oggi è una incompiuta storica. Una storia di
pessima burocrazia e di rimpalli di responsabilità tra Regione e Aca.
Nelle scorse settimane la Corte dei Conti ha stabilito che saranno in quattro a dover pagare. Cifre irrisorie in confronto
alla montagna di soldi che a partire dal 1990 vennero stanziati dalla presidenza del Consiglio dei Ministri, dall'Ufficio del
Ministro per il Coordinamento della Protezione civile.
Erano stati chiamati in giudizio l'ingegnere Sergio Franci, Dirigente dell'Ufficio Gestione Acquedotti, Dipartimento
Lavori Pubblici della Regione Abruzzo; l'architetto Maria Rosa Di Carlo Direttore Generale pro tempore dell'Aca spa
nonché presidente della Commissione aggiudicatrice, Giovanni Carusi, in qualità di Dirigente del Servizio di Prevenzione
Collettiva ad interim della Regione Abruzzo (periodo gennaio 2001-27.6.2002); Giuseppe Bucciarelli nella medesima
qualità per il periodo 28.6.2002-28.12.2002; Domenica Pacifico nella medesima qualità per il periodo di 2.1.2003 –
31.12.2007.
Il danno originariamente era stato quantificato in 150.000 euro, di cui 40.000 da addebitare a Pacifico, 20.000 a
Bucciarelli, 40.000 a Franci, 40.000 a Di Carlo e 10.000 a Carusi.
Ma la Corte dei Conti ha deciso che a pagare saranno però Giovanni Carusi per 5 mila euro, Giuseppe Bucciarelli, 10 mila
euro, Maria Rosa Di Carlo, 5 mila euro, e Domenica Pacifico 15 mila euro.
L'impianto in realtà, secondo la citazione, non aveva i presupposti amministrativi per vedere la luce.
In pratica ci fu come spesso accade la corsa sfrenata e spesso illogica all'accaparramento dei finanziamenti per costruire
un'opera che fin dall'inizio si sapeva non sarebbe mai entrata in funzione. Si trattava, infatti, di impianti che dovevano
potabilizzare l'acqua del fiume Pescara, notoriamente altamente inquinata. Tanto inquinata che venne nominato un
commissario straordinario per il disinquinamento.
Così per queste ragioni non è mai arrivata l'autorizzazione al prelievo dell'acqua da immettere nella rete acquedottistica.
I lavori di costruzione della struttura sono cominciati nel '99 e almeno sulla carta, l'impianto serviva per sopperire alle
carenze idriche che già si cominciavano ad avvertire su Pescara e Chieti.
In sostanza l'impianto avrebbe permesso di potabilizzare le acque accumulate nella vasca Enel di San Martino per poi
distribuirle alle utenze tramite una rete duale, garantendo un ulteriore approvvigionamento pari ad almeno 500 metri cubi
d'acqua al secondo.
Tra l'altro parte della rete duale è anche stata regolarmente realizzata sul territorio di Pescara, con l'obiettivo di dare ad
alcune utenze, come autolavaggi e stabilimenti balneari, la possibilità di usufruire di una seconda rete idrica da utilizzare
per fini non alimentari.
«COMPORTAMENTI INERTI E NEGLIGENTI»
Per il progetto sono stati spesi oltre 20 milioni di euro (40 miliardi di vecchie lire), il potabilizzatore è stato terminato nel
2006, ma a settembre 2008 è arrivato il diniego di Asl e Regione a utilizzare l'impianto perché l'acqua del fiume che
verrebbe captata e potabilizzata è troppo inquinata e oltrepassa abbondantemente i limiti di legge.
La Procura regionale della Corte dei Conti, dopo aver archiviato le posizioni relative ad altri indagati, poiché l'impianto di
potabilizzazione era ritenuto «ben realizzato e collaudato», ha fondato però l'accusa sulla loro mancata utilizzazione
proprio a causa delle omissioni dei competenti uffici della Direzione Sanità della Regione Abruzzo che, «nonostante i
numerosi solleciti degli enti gestori (Aca e Ato) negli anni 2001 – 2008, non avevano predisposto l'atto deliberativo per la
designazione e successiva classificazione delle acque del fiume Pescara, circostanza che ha determinato il mancato
funzionamento dei due potabilizzatori, con conseguente ingente spreco di denaro pubblico».
Per la Corte dei Conti, che si è espressa sul risarcimento del danno erariale si sarebbero configurati «comportamenti inerti
e negligenti, vuoi all'interno dell'ufficio regionale di Prevenzione collettiva, vuoi all'esterno».
Il risultato? Appare evidente più che mai ma viene certificato anche dalla Corte dei Conti che parla di un «gravissimo
spreco di risorse pubbliche in assenza di risultati per l'utenza» avvenuto anche perchè i dirigenti si sarebbero «trincerati
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Data:
15-07-2010
PrimaDaNoi.it
Potabilizzatori mai utilizzati: 20milioni spariti, 35mila euro di risarcimenti
dietro burocratiche questioni di competenza, senza che si prendesse realmente a cuore il problema e si portasse a
compimento la pratica, e ciò nonostante i pressanti inviti dell'Aca al riguardo. E' noto, infatti», si legge ancora nel
dispositivo, «che vi sono numerosi istituti nel procedimento amministrativo con finalità acceleratorie (tra cui, come
sottolineato dalla Procura, l'indizione di una conferenza di servizi) che avrebbero potuto essere adottati per il
raggiungimento del risultato finale».
Ma nulla è stato fatto.
15/07/2010 9.57
* TUTTO SUI POTABILIZZATORI MAI UTILIZZATI
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16-07-2010
La Provincia di Cremona
Marea nera, parte la bonifica dell'Aipo
edizione di Venerdì 16 luglio 2010
Ieri l'annuncio durante la riunione della Consulta delle Province del Po a Piacenza
A breve l'Autorità di bacino del fiume Po predisporrà un piano di bonifica delle sponde, che sarà prima condiviso con gli
Enti locali coinvolti nell'emergenza idrocarburi dello scorso febbraio e poi inviato al ministro dell'Ambiente con lo scopo
di chiedere ulteriori finanziamenti. E' quanto ha annunciato ieri a Piacenza, in occasione della Consulta delle Province del
Po riunita a porte chiuse, il segretario generale dell'Autorità di bacino Francesco Puma. «Il lavoro di monitoraggio relativo
ai danni conseguiti allo sversamento di 2600 tonnellate di idrocarburi si è quasi concluso — ha spiegato —. Le operazioni
di prevenzione fino a oggi attuate riguardavano le emergenze relative ad esondazioni o siccità, non eravamo preparati a
emergenze ambientali di questa portata, ma nell'agenda della protezione civile dopo questo evento è stato inserito un
programma di prevenzione». Dal summit è uscita anche l'intenzione di preparare un ordine del giorno, che il presidente
provinciale Massimo Trespidi inoltrerà al Ministero per caldeggiare i fondi: sia quelli già stanziati ma non ancora elargiti
(un milione e mezzo di euro per l'Emilia, un milione per la Lombardia e 500mila euro per il Veneto) sia un ulteriore
stanziamento di almeno un milione e mezzo per le spese sostenute.
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Data:
La Provincia di Lecco
16-07-2010
«De Capitani porti rispetto a chi si offre volontario»
MOLTENO
«De Capitani
porti rispetto
a chi si offre
volontario»
MOLTENO(p. zuc.) «Ferdinando De Capitani porti rispetto a chi offre gratuitamente il proprio tempo per la cittadinanza
senza chiedere nulla in cambio»: così il vicesindaco Giuseppe Chiarella dopo le esternazioni del consigliere d'opposizione
sul rinnovo delle cariche nell'«Ac Molteno» e sulla presenza di parenti stretti degli amministratori anche in altre aree
dell'associazionismo (nonché nei servizi comunali).
«De Capitani farebbe bene ? riprende Chiarella - ad occupare meglio il suo tempo, magari proprio col volontariato
anch'egli, anziché ripetere sempre le stesse cose che dice da quando è in minoranza».
«Soprattutto non si permetta di parlare di chi ogni mattina si alza presto, gratuitamente, per permettere ai bambini di
raggiungere la scuola tranquilli. Ciò con riferimento a tutti i volontari moltenesi», tra i quali il padre stesso del
vicesindaco, membro della protezione civile.
«Lui ed altri ? aggiunge il figlio vicesindaco ? erano iscritti al gruppo ben prima dell'insediamento dell'attuale
amministrazione. Prima andavano bene, adesso non più? Sono futili, noiose e sterili polemiche, così come le accuse
secondo cui i giovani amministratori sarebbero i figli di coloro che governarono tra gli anni 80 e 90. Ben lungi, almeno il
sottoscritto: non c'è, in effetti, da essere fieri guardando a come è stato gestito Molteno. Per fortuna c'è una differenza
politica netta tra noi e gli altri, che merita di essere ben sottolineata. I gravi problemi di cui soffriamo oggi sono il palese
frutto di amministrazioni che governavano senza neanche un'idea di territorio. Il paese è stato sviluppato a casaccio, zone
industriali accanto a zone residenziali e lo scalo ferroviario è il più scellerato esempio delle matasse urbanistiche ereditate
da questa amministrazione».
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Data:
15-07-2010
Quotidiano del Nord.com
Incendi boschivi: canadair ed elicotteri in azione su 18 roghi in 36 ore
Giovedì 15 Luglio 2010 18:38 Notizie - Italia
(Sesto Potere) - Roma - 15 luglio 2010 - Le prolungate condizioni meteorologiche in atto sul nostro Paese, caratterizzate
da temperature elevate ed assenza di precipitazioni, stanno favorendo la propagazione di numerosi incendi boschivi. Nelle
ultime 36 ore, infatti, sono state 18 le richieste di concorso aereo pervenute al Dipartimento della Protezione Civile in
supporto all'azione di spegnimento svolta a terra e di competenza delle diverse Amministrazioni regionali.
Ieri tre roghi si sono verificati in Sicilia, nelle province di Palermo, Catania e Trapani, tutti spenti a fine giornata anche
grazie al concorso dei velivoli. Altri due incendi hanno interessato la Puglia, ed uno per ciascuna regione in Abruzzo,
Lazio e Calabria, tutti domati nel pomeriggio anche grazie all'intervento di quattro Canadair e due velivoli ultraleggeri
Fire Boss della Protezione civile nazionale.
Nella giornata di oggi è ancora la Sicilia a contare il maggior numero di richieste di intervento aereo, cinque da questa
mattina, tra le province di Agrigento, Caltanissetta, Palermo e Siracusa, dove stanno lavorando senza sosta tre Canadair,
quattro Fire Boss ed un elicottero S64 del Dipartimento, così come in Puglia, esattamente in provincia di Taranto, dove i
mezzi antincendio stanno operando su un fronte di fuoco di 200 metri.
Una invece la richiesta giunta dalla Calabria dove le fiamme sono già state spente, così come i roghi che hanno
interessato l'area dei comuni di Grottaglie e Castellaneta, nel tarantino, in Puglia e quello divampato in Liguria, in
provincia di Imperia.
I piloti dei velivoli della Protezione civile nazionale continueranno ad assicurare il lancio d'acqua e liquido ritardante
sulle fiamme dei roghi ancora attivi finché le condizioni di luce consentiranno di operare in sicurezza.
E' utile ricordare che la maggior parte degli incendi boschivi è causata da mano umana, a causa di comportamenti
superficiali o, spesso purtroppo, dolosi e che la collaborazione dei cittadini può essere decisiva nel segnalare
tempestivamente ai numeri di telefono d'emergenza 1515 o 115 anche le prime avvisaglie di un possibile incendio
boschivo.
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87
Data:
15-07-2010
Redattore sociale
Caldo, Regione Lazio: "Piano operativo fino al 30 settembre"
15/07/2010
15.38
ANZIANI
Roma - "Per far fronte all'emergenza caldo la Regione ha predisposto fino al prossimo 30 settembre un piano operativo
che coinvolge le Asl, i medici di medicina generale, i Comuni, la Protezione civile e le associazioni di volontariato di tutto
il Lazio". Lo dichiara, in una nota, Aldo Forte, assessore alle Politiche sociali della Regione Lazio.
"Grazie a questo programma, che il ministero della Salute ha definito all'avanguardia in Italia e per il quale la Regione ha
stanziato 2 milioni di euro, abbiamo monitorato la popolazione anziana al di sopra dei 65 anni di eta' e individuato i
soggetti piu' a rischio, associando a ognuno di questi un valore da 1 a 4 a seconda del livello di suscettibilita' agli effetti
del caldo. Questo valore- spiega Forte- e' stato calcolato sulla base di alcuni indicatori quali il numero e i tipi di ricoveri
che il soggetto in questione ha subito nei due anni precedenti, il suo livello socio-economico e lo stato civile".
"In piu' abbiamo attivato nei Comuni di Roma, Rieti, Viterbo, Latina, Frosinone e Civitavecchia dei sistemi di allarme in
grado di prevedere fino a 72 ore di anticipo il verificarsi delle ondate di calore- prosegue Forte- I bollettini giornalieri di
allarme, emanati entro le ore dieci di ogni giorno, oltre a essere inviati via e-mail alle direzioni generali delle Asl, possono
essere facilmente consultati sul sito web del Dipartimento della Protezione Civile. Queste due azioni preventive, ovvero il
monitoraggio della popolazione anziana suscettibile e delle criticita' climatiche, stanno consentendo ai medici di medicina
generale di intervenire in maniera tempestiva in soccorso di quei soggetti ritenuti a rischio".
Secondo Forte "si tratta quindi di un sistema integrato di sorveglianza e di intervento per il quale ciascuna Asl prevede
inoltre dei piani locali di prevenzione in rapporto alle specificita' territoriali. In piu'- aggiunge Forte- all'interno del Piano
poverta', in via sperimentale nei rioni di Testaccio, di Trastevere e a breve anche in quello dell'Esquilino, abbiamo attivato
anche un sistema di 'monitoraggio attivo' annuale per il quale abbiamo stanziato 600 mila euro per il 2010. In ogni rione,
quattro operatori e un assistente sociale monitorano durante tutto l'anno gli anziani al di sopra dei 75 anni, cosi' da
individuare quelli maggiormente a rischio nelle situazioni di emergenza legate al caldo o al freddo eccessivi".
"In questo modo, si crea un vero e proprio data base delle diverse fragilita' legate ai singoli anziani cosi' da sapere in
anticipo su chi e, soprattutto, come intervenire- conclude Forte- Proprio in questi giorni gli operatori stanno intensificando
i loro controlli, contattando quotidianamente via telefono o raggiungendo di persona i soggetti a rischio. In piu' abbiamo
messo in piedi una vera e propria 'rete assistenziale di quartiere', che coinvolge tutte le persone del contesto di vita
dell'anziano, come i negozianti o i vicini, i quali possono allertare gli operatori o essere allertati in caso di emergenza.
Quindi nonostante le altissime temperature di questi giorni possiamo dire che la situazione e' sotto controllo".
(DIRE)
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NAZIONALE
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88
Data:
15-07-2010
La Repubblica
mezzi pubblici, polizia locale, protezione civile nel lazio tagli per 890 milioni
in due anni - chiara righetti
Pagina XVII - Roma
La regione contribuirà per il 10 per cento alla manovra nazionale: tutti i settori rischiano una drastica riduzione dei servizi
Mezzi pubblici, polizia locale, protezione civile nel Lazio tagli per 890 milioni in due anni
L´impatto della Finanziaria è stato stimato dall´assessorato al Bilancio
CHIARA RIGHETTI
Ottocentonovanta milioni in due anni. Sono i tagli al Lazio da parte del governo. Stimati stavolta non da un ente terzo, ma
dall´assessorato regionale al Bilancio. Che, calcolatrice alla mano, ha provato a proiettare l´impatto della finanziaria
sull´economia regionale. Impatto che si conferma devastante: nell´ipotesi di lavoro della Regione, il Lazio pagherà oltre il
10% della manovra nazionale, portando nelle casse dello Stato, già nel 2011, 420 milioni dei 4 miliardi di risparmio attesi.
E la riduzione diventerà, a regime, di 470 milioni nel 2012.
Ma per avere un´idea delle conseguenze il dato più indicativo è quello percentuale: rispetto a quanto ottenuto nel 2010, la
riduzione sarà di due terzi l´anno prossimo (-67,4%), di tre quarti il successivo (-75,8%). Cosa è a rischio? Praticamente
tutto, dai mezzi pubblici ai prestiti d´onore, dalle borse di studio ai piani antincendio, dalla polizia locale alla protezione
civile. E i tagli peseranno a cascata su Province e Comuni, che grazie ai fondi ri-trasferiti dalla Regione realizzano buona
parte dei loro interventi. Per capire: il Lazio, nel 2010, tra legge Bassanini e altri trasferimenti, ha ricevuto 620 milioni.
L´anno prossimo ne avrà solo 203, nel 2012 appena 150. È ancora impossibile però valutare con precisione il peso dei
tagli in ciascun settore di spesa. Perché, varata la manovra, le Regioni in Conferenza unificata avranno 90 giorni di tempo
per concordare come ripartirli. Scegliendo ad esempio, fatto salvo il totale di risorse cui dire addio, di "salvare" quelle per
i treni a scapito di quelle per gli ospedali. Se invece un accordo non ci sarà i tagli saranno "verticali": - 67,4% nel primo
anno, - 75,8% a regime, per ciascun capitolo.
Basta quindi scorrere l´elenco delle voci per capire quali sono i servizi in pericolo. Trasporti: i 146 milioni per le ferrovie
regionali nel 2011 potrebbero diventare 47,6; lo stesso dicasi dei 51,7 milioni per il parco autobus che potrebbero ridursi a
17. Ma rischiano il tracollo anche la viabilità (le risorse "tagliabili" ammontano a 44,7 milioni, più altri 8,3 per le opere
pubbliche) e le politiche sociali. Qui l´ombra del taglio di due terzi sfiora i 15,5 milioni per il sociale in senso stretto,
come i 14,3 per il fondo affitti. E ancora: i 13,4 milioni del fondo famiglia; i 52,24 per l´edilizia residenziale pubblica; i
40,8 per la non autosufficienza. Fino ai 22,7 milioni del fondo per l´occupazione. Ci sarà, certo, un margine di scelta della
politica, per decidere quali di queste voci dovranno essere comunque coperte. Ma sempre con una coperta troppo corta.
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NAZIONALE
Pag.
89
Data:
15-07-2010
La Repubblica
allarme rifiuti nel parco del vesuvio "costretti a non uscire per i miasmi" patrizia capua
Pagina VII - Napoli
Denuncia di Legambiente sullo sversatoio di Terzigno. Il sindaco: "Via alla differenziata"
Allarme rifiuti nel Parco del Vesuvio "Costretti a non uscire per i miasmi"
PATRIZIA CAPUA
Miasmi e odore nauseabondo arrivano dalla discarica notte e giorno. Lo denunciano i cittadini di Terzigno. Lo sversatoio
Sari all´interno del Parco nazionale del Vesuvio rappresenta «un pericolo per le popolazioni». È l´allarme lanciato da
Legambiente, che raccoglie le numerose denunce dei residenti della zona. Si dicono costretti, nonostante il gran caldo di
questi giorni, a rimanere chiusi in casa «a causa dei miasmi che provengono dalla cava all´interno del Parco». Stessa
segnalazione che è arrivata da migliaia di abitanti di Boscoreale, Boscotrecase e Trecase, gli altri paesi che fanno parte del
Parco del Vesuvio. Il presidente regionale di Legambiente, Michele Buonomo, e Pasquale Raia, responsabile Aree
protette dell´organizzazione, dichiarano subito: «Stiamo assistendo a un´allegra e dannosa gestione governativa della
discarica Sari, il cui sito non solo è in un´area protetta perché all´interno di un parco nazionale, ma è anche nella riserva
Mab dell´Unesco».
L´Asia di Napoli che gestisce la "Cava Sari" fa sapere che è una discarica controllata, «per rifiuti non pericolosi della
capacità complessiva di 700 mila tonnellate». «Per gli allarmismi delle ultime ore, i cattivi odori costituiscono l´unico
effetto dell´impianto. Il fenomeno è dovuto sostanzialmente alla frazione organica tritovagliata, proveniente dagli impianti
Stir, che giunge in discarica non stabilizzata, talvolta, addirittura, in avanzato stato di anaerobiosi. La pronta e abbondante
ricopertura dei rifiuti con inerti, che viene attuata al termine dei conferimenti, coadiuvata dall´aspersione di prodotti
enzimatici, non evita l´emissione di cattivi odori durante le fasi di conferimento». Il cattivo odore e migliaia di gabbiani
che sorvolano giorno e notte la cava stanno mettendo a repentaglio la biodiversità animale, affermano gli esperti, non solo
le specie endogene ma anche quelle migratorie, diventando una specie di incubo per le popolazioni residenti.
Un nuovo allarme proprio mentre la Commissione Petizioni del Parlamento europeo, presieduta da Erminia Mazzoni,
dopo la missione investigativa in Campania, e la visita alla discarica del Vesuvio, si appresta a discutere oggi il rapporto
finale. Ci sarà anche l´assessore regionale all´Ambiente, Paolo Romano. Dopo l´approvazione, il rapporto sarà trasmesso
alla Commissione Esecutiva per valutare la possibilità di riaprire le linee di finanziamento destinate alla Regione e
congelate in via sanzionatoria dopo la sentenza della Corte europea.
Il sindaco di Terzigno, Antonio Auricchio minimizza: «Cosa c´è che non va? Io credo che la puzza sia colpa della
frazione umida, ma niente di particolare, però dobbiamo eliminarla, quindi ci attiveremo con molta decisione». Martedì
scorso, con il collega di Boscoreale e l´assessore Romano, il sindaco è stato convocato dal prefetto Pansa. «Si è deciso di
metterla quanto prima in sicurezza. L´assessore ha detto che si deve trovare un´alternativa alla discarica», riferisce il
sindaco, «per me se la cava Sari si potesse chiudere, lo farei anche domani. Bisogna fare la differenziata, i cittadini si
devono convincere».
«Una situazione gravissima - sottolineano i rappresentanti dei comitati cittadini - sotto il profilo dell´ordine pubblico».
Preoccupazioni anche per la gestione del percolato. Legambiente sottolinea che il suo straripamento può procurare «un
danno ambientale incalcolabile per terreni agricoli già fortemente penalizzati con le colture tipiche danneggiate e
abbandonate».
«In questo momento - prosegue Auricchio - il dato immediato è evitare di convivere con il fetore della discarica, ma il
punto importante è politico ed è da discutere con Provincia e Regione perché adesso la competenza del sito passa a loro,
finita la fase del commissariamento».
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NAZIONALE
Pag.
90
Data:
15-07-2010
Repubblica.it
Ondata di caldo, livello 3 in otto città sabato allarme massimo in 21 centri
METEO
Ondata di caldo, livello 3 in otto città
sabato allarme massimo in 21 centri
Sono Bolzano, Brescia, Firenze, Genova, Perugia, Torino, Roma e Trieste. Temperature superiori alle medie del periodo e
aumenteranno ancora: previsto "un fine settimana di fuoco". Un numero verde per fronteggiare l'emergenza, il 1500
ROMA - Ancora caldo torrido in Italia. Le temperature aumentano e lo faranno ancora, i valori massimi sono superiori
alle medie del periodo e l'elevato contenuto di umidità nell'aria provoca ancora disagi per la popolazione di alcune città.
Una situazione che si aggraverà nel fine settimana: per sabato il sito della Protezione Civile, che registra le ondate di
calore, prevede in 21 città il "livello rosso" (il 3, quello per cui "è necessario adottare interventi di prevenzione mirati alla
popolazione a rischio"). Le temperature percepite più alte non si sposteranno dai 37-39 gradi.
IL METEO - I CONSIGLI DEGLI ESPERTI
Per oggi la Protezione Civile segnala iil livello di allerta 3 in otto città: Bolzano, Brescia, Firenze, Genova, Perugia,
Torino, Roma e Trieste. Livello 2 (temperature elevate e condizioni meteorologiche che possono avere effetti negativi
sulla salute della popolazione a rischio) invece per le città di Bologna, Campobasso, Civitavecchia, Frosinone, Latina,
Messina, Napoli, Pescara, Rieti, Venezia, Verona e Viterbo.
Sabato le città più calde con 39 gradi percepiti saranno Latina e Rieti. La lista poi prosegue in ordine alfabetico (con
temperature di poco inferiori di uno, al massimo due gradi), con Bolzano, Bologna, Brescia, Campobasso, Civitavecchia,
Firenze, Frosinone, Genova, Messina, Milano, Napoli, Perugia, Pescara, Roma, Torino, Trieste, Venezia, Verona,
Viterbo.
Il dipartimento della Protezione civile ricorda che il ministero della Salute ha istituito un numero verde unico per
fronteggiare l'emergenza: il 1500. I cittadini potranno chiamare per parlare con gli operatori, fra cui medici, e avere
informazioni sul comportamento da adottare e conoscere i numeri specifici per ogni Regione da contattare in caso di
bisogno.
(15 luglio 2010)
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
91
Data:
15-07-2010
Repubblica.it
Caldo, allerta massima in otto città italiane sabato "livello rosso" in 21
centri urbani
METEO
Ondata di caldo, livello 3 in otto città
sabato allarme massimo in 21 centri
Sono Bolzano, Brescia, Firenze, Genova, Perugia, Torino, Roma e Trieste. Temperature superiori alle medie del periodo e
aumenteranno ancora: previsto "un fine settimana di fuoco". Un numero verde per fronteggiare l'emergenza, il 1500
ROMA - Ancora caldo torrido in Italia. Le temperature aumentano e lo faranno ancora, i valori massimi sono superiori
alle medie del periodo e l'elevato contenuto di umidità nell'aria provoca ancora disagi per la popolazione di alcune città.
Una situazione che si aggraverà nel fine settimana: per sabato il sito della Protezione Civile, che registra le ondate di
calore, prevede in 21 città il "livello rosso" (il 3, quello per cui "è necessario adottare interventi di prevenzione mirati alla
popolazione a rischio"). Le temperature percepite più alte non si sposteranno dai 37-39 gradi.
IL METEO - I CONSIGLI DEGLI ESPERTI
Per oggi la Protezione Civile segnala iil livello di allerta 3 in otto città: Bolzano, Brescia, Firenze, Genova, Perugia,
Torino, Roma e Trieste. Livello 2 (temperature elevate e condizioni meteorologiche che possono avere effetti negativi
sulla salute della popolazione a rischio) invece per le città di Bologna, Campobasso, Civitavecchia, Frosinone, Latina,
Messina, Napoli, Pescara, Rieti, Venezia, Verona e Viterbo.
Sabato le città più calde con 39 gradi percepiti saranno Latina e Rieti. La lista poi prosegue in ordine alfabetico (con
temperature di poco inferiori di uno, al massimo due gradi), con Bolzano, Bologna, Brescia, Campobasso, Civitavecchia,
Firenze, Frosinone, Genova, Messina, Milano, Napoli, Perugia, Pescara, Roma, Torino, Trieste, Venezia, Verona,
Viterbo.
Il dipartimento della Protezione civile ricorda che il ministero della Salute ha istituito un numero verde unico per
fronteggiare l'emergenza: il 1500. I cittadini potranno chiamare per parlare con gli operatori, fra cui medici, e avere
informazioni sul comportamento da adottare e conoscere i numeri specifici per ogni Regione da contattare in caso di
bisogno.
(15 luglio 2010)
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
92
Data:
Il Resto del Carlino (Bologna)
15-07-2010
Caldo, il piano salva anziani «Numero verde e controlli»
PRIMO PIANO pag. 5
Task-force varata dal ministro Fazio: è un'emergenza
ROMA UNA LETTERA a Comuni, prefetti e medici di famiglia; un numero verde (1500) per chiedere informazioni e
consigli; un invito pressante a non uscire di casa nelle ore più infuocate. Il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, ha
incontrato ieri i rappresentanti degli enti locali per il piano caldo. «Siamo in una situazione di allerta ha sottolineato Fazio
, nel Nord e nel centro Italia c'è una situazione meteo che fa ritenere possa essere a rischio parte della popolazione,
soprattutto gli anziani fragili. E nei prossimi giorni il caldo aumenterà». Di qui la decisione di mettere in moto «la
macchina collaudata degli enti locali per l'assistenza alle categorie deboli» dice Fazio. ANZIANI con patologie croniche o
con malattie cardiovascolari, ipertensione, malattie respiratorie o neurologiche. Inoltre le persone non autosufficienti sono
molto sensibili al caldo mentre chi assume regolarmente farmaci deve tararne le dosi in accordo con i medici. Il 1500
attivo tra un paio di giorni servirà per indirizzare l'utente verso il servizio specifico. «Gli operatori consiglieranno i
cittadini su come comportarsi ha spiegato il ministro o sui numeri utili da chiamare in caso di bisogno». Il piano caldo
2010 è stato varato, con un'ordinanza ministeriale, il 19 maggio scorso e ora si limano gli ultimi dettagli aggiungendo
anche il numero verde. Prevede che i Comuni trasmettano alle Asl gli elenchi delle persone che hanno superato i 65 anni e
che le stesse Asl, in accordo con la Protezione civile, «mettano in atto ogni iniziativa volta a prevenire e monitorare danni
gravi e irreversibili a causa delle anomale condizioni climatiche legate all'estate». La filosofia prevede che sia data
particolare attenzione «alle persone più suscettibili agli effetti dselle ondate di calore per condizioni di età, salute,
solitudine e fattori socio-ambientali». In questo modo e grazie ai sistemi di allarme Heat Health Watch Warning System,
vengono elaborati piani organizzativi differenziati per le varie aree. ALLERTA sul territorio, sollecitazioni ai medici di
famiglia e anche qualche consiglio. Fazio ha insistito molto sulla necessità che gli anziani «più fragili» evitino lunghe
esposizioni a fonti di calore e luoghi dove le temperature sono particolarmente alte. Vale per gli anziani ma è buona
regola per tutti «bere molta acqua per evitare la disidratazione conseguente alla sudorazione eccessiva». Infine un
suggerimento poco ufficiale: «Via la cravatta». Abitudine ormai consolidata per i manager di altri Paesi europei. Misure
che non bastano al Codacons, molto critico con il ministero della Salute. Secondo i consumatori, il numero verde è inutile.
Controbbatte il segretario nazionale della Federazione medici di medicina generale (Fimmg), Giacomo Milillo: «È stata
già attivata l'assistenza domiciliare programmata e sono partite le segnalazioni ai distretti per le situazioni di maggior
rischio, così che anche il volontariatto possa muoversi. La rete funziona». s. m. Image: 20100715/foto/7835.jpg
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
93
Data:
16-07-2010
Il Resto del Carlino (Cesena)
Quinta scossa, cresce la paura
FORLI' PROVINCIA pag. 19
Terremoto tra Bertinoro e Forlimpopoli. Da gennaio in poi uno sciame continuo
DEBOLE La magnitudo registrata è di 3.1
SETTE secondi, fragili ed eterni. Alle 7.53 di ieri mattina un rapido getto di terremoto annichilisce il risveglio di chi abita
nel triangolo Bertinoro, Forlimpopoli e Meldola (questo l'epicentro). LA FORZA del sisma è sul discreto basso: 3.1. Ma
la vigoria è parecchia. E la paura non conosce grafici e tabelline se la casa ti trema intorno. Gli strumenti dell'Istituto
nazionale di geofisica e vulcanologia di Roma placano gli animi. Raccontando di un lieve, fisiologico rigurgito gastrico
della terra che nasce a 25 chilometri di profondità. UNA SPECIE di singhiozzo, quello di ieri mattina. Ma le mani dei
residenti, passata la tremarella, sono guizzate a telefoni e telefonini. Centralini di vigili del fuoco, polizia e carabinieri
vengono immediatamente inondati di angosce. Due dati prevalgono però sul filo dell'ansia: nessun ferito, nessun danno.
Attenzione però: c'è un velo di trepidazione in questa scossa repentina e d'acchito per buona solo per gli esperti, le loro
statistiche, i loro numeri da dividere e moltiplicare. QUELLA di ieri mattina è la terza scarica nell'ultimo mese e mezzo.
La quinta dall'inizio dell'anno. Sempre nella stessa zona: epicentro Bertinoro-Forlimpopoli, con vibrazioni nette ascoltate
Forlì, Meldola, Predappio e in buona parte del Cesenate. La magnitudo registrata è un crescendo: da 2.4 (2 giugno) a 2.5
(6 luglio) fino a 3.1 di ieri. Tutti balli' anticipati dai tremori del 2 gennaio e del 21 febbario. Dicono gli esperti: classico
sciame sismico. Previsioni? Impossibili. Ma si sa, questa è zona sisimica. L'ULTIMO grande sussulto a Forlì è delle 22.22
del 5 aprile 2009, che prelude al disastro in Abruzzo. Magnitudo 4.6, Forlimpopoli il focolaio. Il più grave degli ultimi
anni è del 26 gennaio 2003, magnitudo 4.2, origine Santa Sofia. Dove diverse case risultano danneggiate; decine di
persone restano sfollate per giorni. Nel 2000 Forlì è martoriata da uno sciame di due mesi: terrore a distesa, pochi danni.
Image: 20100716/foto/2582.jpg
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
94
Data:
15-07-2010
Il Resto del Carlino (Ferrara)
Afa, scatta la fase di attenzione
FERRARA CRONACA pag. 5
La Protezione Civile si attende massime a 38 gradi e minime a 25
Allarme per gli anziani
L'ONDATA di caldo non è ancora finita, anzi: da oggi fino a domenica ci si devono aspettare temperature in ulteriore
crescita. L'alta pressione di origine africana porterà ancora afa nel Ferrarese e le massime, specialmente in pianura e nella
città, saranno sempre sopra i 35 gradi per raggiungere i 36-38 nella giornata di sabato. Niente buone nuove nemmeno per
le minime, che non scenderanno mai sotto i 23-25 gradi: solo lungo la costa si respirerà meglio. La Protezione civile ha
attivato infatti la fase di attenzione, in special modo nelle zone di pianura di tutta la regione: da Forlì a Ravenna, da
Bologna a Ferrara, non tirerà un alito di vento, facendo crescere l'umidità, in particolare nelle zone urbane dove le
temperature faranno fatica a scendere. La Protezione civile avverte dunque che i bambini e gli anziani, ma anche chi si
espone al sole o fa attività fisica all'aria aperta, potrà subire colpi di calore o disidratazione. Ecco perché raccomanda di
evitare di passare troppo tempo sotto il sole tra le 13 e le 17, di cautelarsi coi mezzi di protezione, di bere acqua e di farne
scorta in caso si decida di mettersi in viaggio. PER ORA la massima più alta registrata resta quella del 4 luglio, con 34,4
gradi. La sensazione è, però, amplificata dall'umidità: la temperatura percepita, infatti, supererà tranquillamente anche i 40
gradi. L'unico consiglio è quindi quello di stare tranquilli nelle ore di punta delle giornata. Image: 20100715/foto/3654.jpg
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
95
Data:
15-07-2010
Il Resto del Carlino (Forlì)
I giorni più caldi: arriveremo a 42° E in città scatta l'incubo ozono
FORLÌ CRONACA pag. 4
Afa e umidità record. 15 gli sforamenti dell'aria: allarme salute
VOGLIA DI FRESCO Mamma e figlioletta giocano con l'acqua di una fontana del parco
IL CALDO digrigna i denti. E Legambiente Emilia-Romagna mostra il conto da pagare: stando ai rilevamenti effettuati
negli ultimi tempi, Forlì ha superato 15 volte la soglia di ozono consentita dalla legge. La normativa europea fissa
l'asticella a 25 superamenti. Oltre scatta l'allarme per la salute pubblica. E questo perché l'ozono è un inquinante prodotto
anche dalle emissioni di auto e moto: in presenza di un forte irraggiamento solare, l'ozono può avere gravissime
conseguenze sull'apparato respiratorio e polmonare. Ma l'afa non si cura dell'ozono. E questa sarà la settimana più calda
dell'anno. Una delle più bollenti del terzo millennio: per venerdì e sabato previsti nel Forlivese 42 gradi (ieri 39). La
Protezione civile ha attivato la fase di attenzione', in particolare nelle zone di pianura. Dove non tirerà un alito di vento e
crescerà l'umidità, specie in città, dove le temperature faranno fatica a scendere. Attenzione allora alle classiche fasce
deboli, anziani e bambini (e pure a chi ha la bella idea di fare footing): colpi di calore o disidratazione sono dietro
l'angolo. Consigli? I soliti: tanta acqua e tanta ombra. Image: 20100715/foto/4972.jpg
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
96
Data:
15-07-2010
Il Resto del Carlino (Imola)
Ecco le regole per evitare incendi
IMOLA pag. 2
PROTEZIONE CIVILE
ALLARME incendi nei boschi dell'Emilia Romagna. La direzione della Protezione civile della Regione ha disposto lo
stato di preallarme per il periodo compreso tra sabato e il 25 agosto. Il servizio Protezione civile del Comune invita i
cittadini a evitare comportamenti pericolosi come gettare mozziconi accesi, fiammiferi o sostanze infiammabili,
parcheggiare i veicoli con marmitte calde sull'erba secca, abbandonare un fuoco acceso, bruciare sterpaglie senza
rispettare le misure di sicurezza. Se si avvista un incendio contattare il numero verde regionale 800841051 o la Protezione
civile al 800333911. Image: 20100715/foto/5686.jpg
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
97
Data:
Il Resto del Carlino (Modena)
16-07-2010
Record, sfiorati i 36 gradi Ieri il giorno più caldo
MODENA pag. 6
Resta alta l'afa notturna, indice di disagio marcato'
ALLERTA TEMPERATURE TRA LE PIU' ELEVATE DEGLI ULTIMI 30 ANNI
L'AVEVANO annunciato ed è arrivato puntuale. Ieri è stato il giorno più caldo dell'anno. In città presso la stazione
meteorologica del torrione orientale del Palazzo Ducale (dove ha sede l'Osservatorio Geofisico del Dipartimento di
Ingegneria dei Materiali e dell'Ambiente dell'Università), alle 17 la colonnina di mercurio è arrivata a toccare la soglia di
34.9°gradi. E' andata peggio in periferia, perché al Campus di Ingegneria Enzo Ferrari' di Modena l'altra postazione di
rilevamento ha sfiorato intorno alla stessa ora i trentasei gradi: 35.9 per l'esattezza. Temperature, dunque, davvero roventi
che hanno superato quelle del 4 luglio scorso e tra le più alte per il mese di luglio degli ultimi trenta anni, anche se lontane
dal picco che si è toccato sempre in luglio il 29 luglio 1983, quando vennero raggiunti 38.5 gradi. Valori sempre alti
anche durante la notte con una minima in città di 26.1 gradi e 21.1 in periferia. L'afosità notturna più alta resta, comunque,
quella del 4 luglio allorché non si scese sotto i 27.1 gradi in città e i 23.7 in periferia. Sostanzialmente invariato, rispetto a
mercoledì scorso, l'«indice di disagio» che è «marcato». TUTTAVIA, secondo gli esperti non è ancora finita e il fine
settimana ci potrebbe riservare altre calde sorprese. Da domani scatta anche il periodo di grave pericolosità' per gli incendi
boschivi dichiarato dalla Regione fino al 25 agosto a causa delle condizioni meteo-climatiche, della vegetazione secca e
del maggior afflusso di persone nelle zone montane. Per l'Appennino modenese diventa pienamente operativo il servizio
di avvistamento per la prevenzione degli incendi boschivi con 200 volontari di protezione civile. «Basta davvero poco per
provocare un incendio afferma l'assessore provinciale all'Ambiente Stefano Vaccari per questo raccomandiamo la
massima cautela a tutti». Per le segnalazioni di avvistamenti di un incendio sono attivi 24 ore su 24 i numeri telefonici
1515 della Forestale e 115 dei Vigili del Fuoco. Oltre alle favorevoli condizioni climatiche e alla vegetazione secca, tra le
cause più ricorrenti c'è la disattenzione dell'uomo: dai mozziconi di sigaretta buttati a terra alle marmitte calde a contatto
con sterpaglie secche. Per chi causa un incendio è prevista la reclusione da quattro a dieci anni in caso di dolo, da uno a
cinque anni in caso di colpa.
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
98
Data:
15-07-2010
Il Resto del Carlino (Pesaro)
NUOVE DOTAZIONI ALLA PROTEZIONE CIVILE Nuove strumentazioni per il sis
t...
PESARO AGENDA pag. 20
NUOVE DOTAZIONI ALLA PROTEZIONE CIVILE Nuove strumentazioni per il sistema di avvistamento incendi
della Protezione civile. Radiomobili, binocoli e giubbotti sono stati consegnati dal presidente della Provincia Matteo Ricci
e dall'assessore Massimo Galuzzi nella sede di via dei Canonici. «Per un servizio di vigilanza essenziale, abbiamo
consolidato la dotazione della strumentazione utile alle nostre sentinelle del territorio hanno spiegato . Perché questo è
stato l'anno più piovoso dal 1876, ma il caldo e il vento di questi giorni seccano la vegetazione e di conseguenza
aumentano i rischi». Si tratta di un impegno di 40mila euro a cui si va ad aggiungere il presidio del territorio effettuato per
via aerea con mezzi ultraleggeri.
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
99
Data:
15-07-2010
Salerno notizie
Protezione civile, una rete di sicurezza: domani convegno a Palazzo
Sant'Agostino
Domani, venerdì 16 luglio, a partire dalle 9.30, presso il Salone Bottiglieri di Palazzo Sant'Agostino, si svolgerà il
convegno “Protezione civile, una rete di sicurezza – L'esperienza territoriale nella provincia di Salerno”, organizzato dalla
Provincia di Salerno – Settore Protezione Civile, dall'AMESCI e dall'Istituto di Studi e Ricerche sulla Protezione Civile e
Difesa Civile. Dopo i saluti del Presidente della Provincia, On. Edmondo Cirielli, interverranno: Domenico Ranesi,
dirigente del Settore Protezione Civile; Sabatino Marchione, Prefetto di Salerno; Edoardo Cosenza, Assessore regionale
alla Protezione Civile; Giovanni Romano, Assessore regionale all'Ambiente; Antonio Fasolino, Assessore provinciale alla
Protezione Civile; Leonardo Cascini, Dipartimento di Ingegneria dell'Università degli Studi di Salerno; Enrico Maria
Borrelli, Presidente AMESCI e Giuseppe Zambarletti, Presidente ISPRO. Le conclusioni saranno affidate ad Elvezio
Galanti, Dirigente generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Moderatore dell'incontro il giornalista Giuseppe
Blasi, coordinatore della Scuola di Giornalismo dell'Università degli Studi di Salerno.
15/07/2010
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
100
Data:
Sanremo news
15-07-2010
Castellaro: spento l'incendio di oggi con 4 mezzi aerei
E' stato spento poco dopo le 14 l'incendio di sterpaglie che ha avvicinato alcune abitazioni ed il Castellaro Golf. Il rogo è
divampato proprio vicino alla struttura e, sul posto sono intervenuti gli agenti del Corpo Forestale dello Stato, i volontari
antincendio ed i Vigili del Fuoco.
Hanno anche operato tre elicotteri, uno della Forestale e due della Regione, oltre ad un Canadair. Fortunatamente le
fiamme sono state velocemente circoscritte e non hanno mai avvicinato le case. In questo momento sono in corso le
operazioni di bonifica.
Le foto sono del nostro lettore Mirko
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
101
Data:
16-07-2010
Il Secolo XIX
Allerta caldo,in funzionenumero verde
da stamattina alle 8
Roma. Sarà attivo da questa mattina il numero verde per l'allerta caldo. Dalle ore 8 fino alle 20, il numero verde 1500 sarà
in funzione tutti i giorni, compresi sabato e domenica per fornire ai cittadini informazioni e consigli dispensati da
personale specializzato. L'ondata di caldo , intanto non si attenua. Prevista oggi un'altra giornata afosa . E domani allerta
3, il massimo, in 21 città italiane, Genova compresa, sulle 27 monitorate dalla Protezione Civile.
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
102
Data:
16-07-2010
Settegiorni (Magenta)
«Tra i primi nella Prociv»
Il ricordo
CORBETTA/MAGENTA - In molti si ricorderanno di Saverio Marradi per ciò che ha fatto per la cittadinanza. Da quasi
un decennio vestiva infatti la divisa gialla della sezione magentina della Protezione Civile, da cui uscì nel 2009 a causa di
impegni lavorativi. Sposato e con un figlio piccolo, Saverio svolgeva un ruolo di responsabilità all'interno della ditta
Lombardini di Corbetta, che si occupa di materie plastiche. L'uomo è stato travolto e ucciso non lontano dal posto di
lavoro. Nella sua casa magentina non ha fatto più ritorno, lasciando nel dolore più profondo i famigliari. «àˆ stato uno dei
primi volontari a far parte della Protezione Civile e con lui ho condiviso molte esperienze - ricorda il responsabile della
Prociv magentina Vincenzo Durante -. Nel periodo del suo operato non ci sono state operazioni particolari ma si è
sempre speso in ogni occasione. Nel tempo era diventato caposquadra. Era un uomo energico sia fisicamente che
mentalmente e ha sempre dato molto come volontario. Di lui ricordo l'allegria che andava di pari passo alla serietà nello
svolgere il suo operato di volontario. àˆ sempre stato una persona di compagnia - prosegue -. La notizia della sua morte è
arrivata improvvisa e ci addolora molto perchè si tratta di una brava persona, di un amico. Il pensiero va ora alla sua
famiglia».
Articolo pubblicato il 16/07/10
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NAZIONALE
Pag.
103
Data:
15-07-2010
Sicilianews24
Incendi: boschi e macchia mediterranea in fiamme, mezzi aerei in azione
Incendi: boschi e macchia mediterranea in fiamme, mezzi aerei in azione
Sicilianews24
"Incendi: boschi e macchia mediterranea in fiamme, mezzi aerei in azione"
Data: 16/07/2010
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July 16, 2010 07:06:09
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Società e Cultura
Incendi: boschi e macchia mediterranea in fiamme, mezzi aerei in azione
Giovedì 15 Luglio 2010 22:02
PALERMO - Intensa giornata di lavoro, oggi, in Sicilia, per il personale della Forestale, impegnato a domare numerosi
incendi. Decine di telefonate sono giunte anche ai centralini dei vigili del fuoco. Solo a Palermo ed in provincia sono stati
48 gli interventi. A Cefalu', nel capoluogo siciliano, le fiamme hanno investito la zona di Poggio Santa Maria, dove
insistono diverse abitazioni di villeggiatura e villini. Fiamme anche ad Altofonte. Diversi gli interventi anche lungo
l'autostrada Palermo-Catania e Palermo-Mazara del Vallo. A Racalmuto, nell'agrigentino, un rogo ha interessato una vasta
area in localita' Castelluccio. Roghi anche alla periferia di Favara. Mentre nel siracusano, le fiamme hanno mandato in
fumo ettari di sterpaglie e macchia mediterranea alle porte di Floridia. A San Cataldo, in provincia di Caltanissetta, un
incendio ha divorato ettari di vegetazione. Un altro vasto incendio si e' sviluppato a Gagliano Castelferrato, in provincia di
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NAZIONALE
Pag.
104
Data:
15-07-2010
Sicilianews24
Incendi: boschi e macchia mediterranea in fiamme, mezzi aerei in azione
Enna.
Come riportato da Italpress
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15-07-2010
Sicilianews24
Incendi: boschi e macchia mediterranea in fiamme, mezzi aerei in azione
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Incendi: boschi e macchia mediterranea in fiamme, mezzi aerei in azione
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22:02: Incendi: boschi e macchia mediterranea in fiamme, mezzi aerei in azione
21:13: Precari: lombardo "i 22.500 lavoratori siciliani sono salvi"
19:56: Teatro: sciarrino a new york con "la porta della legge"
18:51: Aeroporti: Trapani, betoniera danneggia terminal
18:29: Caldo: messina, allerta protezione civile
18:07: Milazzo: truffa anziana e ottiene 116 mila euro, arrestato
17:29: Vittoria: commerciante arrestato per estorsione a cittadina rumena
15:58: Palermo: lite per parcheggio finisce in rissa, 4 fermati
15:23: Portopalo di capo passero: estorce denaro alla madre, arrestato
14:17: Catania: studentessa ferita, trasferita in clinica Imola
14:13: Esami universitari in strada, docenti palermitani in protesta contro DDL Gelmini
12:30: Musica: morcheeba il 25 agosto al musillanima festival a siracusa
12:30: Palermo: uomini forestale fotografano pantera
11:58: Siracusa: finta vendita sul web, denunciata donna
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Weekend al cinema
Questo weekend cinematografico è infestato da spietati mercenari, appartengano essi a un oscuro e remoto passato o a un
prossimo e tetro futuro; in entrambi i casi, il sangue scorrerà già da mercoledì 14.
L'Oroscopara
L'Oroscopara: di Lunniri 28 Giugnu a Rumìnica 11 Lugliu
L'Oroscopara e il suo amatissimo oroscopo in dialetto siciliano.
La magia del lenzuolo
Intervista con Alfonso Arau, Maria Grazia Cucinotta, Anne Parillaud
In seguito a una lunghissima e non preventivata post-produzione, è finalmente approdato nelle sale L'imbroglio nel
lenzuolo, coproduzione italo-spagnola.
Musica: DecapitalismOM
Giunti al terzo album ufficiale, dopo "Attitudine Passionelle" del 2002 e "Bellomondo" del 2007, gli OM con
"Decapiltalismo", di quest'anno, definiscono sempre più la loro cifra musicale.
Il libro della settimana
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
107
Data:
15-07-2010
Sicilianews24
Incendi: boschi e macchia mediterranea in fiamme, mezzi aerei in azione
Di questa scrittrice iraniana nata nel 1967, in internet troviamo quasi soltanto notizie riguardo alla sua personale lotta
contro il regime islamico, che porta avanti da quando fu costretta a lasciare Teheran.
Lunedi nel pallone
Ripercorriamo il campionato più anormale degli ultimi anni, nonostante i verdetti siano stati tutti, quasi, ampiamente
consolidati.
Informazioni Sicilia
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Alessandro Bonacasa.
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
108
Data:
15-07-2010
Il Sole 24 Ore Online
Doppio risparmio per Palazzo Chigi
Davide Colombo
ROMA
C'è un'amministrazione centrale dello stato che dovrà "tirare la cinghia" un po' prima delle altre e quasi raddoppiare, entro
l'anno, i risparmi sulle spese di funzionamento. Si tratta della presidenza del consiglio dei ministri, la cui autonomia
contabile non è stata violata dalla manovra correttiva in via d'approvazione al Senato ma alla quale è stato invece chiesto
un sacrificio aggiuntivo immediato.
Gli oneri di gestione di Palazzo Chigi, al netto della protezione civile, dovranno infatti essere ridotti di circa 54 milioni in
virtù del decreto 78/2010, un taglio che parte dai 700mila euro sulla dirigenza per salire ai 3 milioni sulle strutture di
missione e ai 50 milioni sulle politiche sviluppate dai diversi dipartimenti. Una somma che si aggiunge al taglio di 59
milioni (-15% rispetto al 2009) già stabilito nel bilancio preventivo 2010 in applicazione della prima manovra triennale
(legge 133/2008) e dal decreto anticrisi dell'estate passata (dl 78/2009).
Pochi giorni dopo il varo della nuova manovra correttiva, il 9 giugno Silvio Berlusconi ha firmato il decreto di
approvazione del conto consuntivo 2009 che registrava il terzo calo consecutivo delle spese per il funzionamento della
presidenza: dai 318,5 milioni del 2007, ai 307 del 2008 e ai 301 dell'anno scorso. Risparmi ai quali, nel 2011 e nel 2012,
si dovranno aggiungere i nuovi tagli lineari del 10% sulle politiche, che rappresentano il 76% del budget complessivo.
Per capire quale sarà il punto d'arrivo occorre fare un passo indietro e ricordare che il bilancio di quest'anno era cresciuto
del 22% (con spese complessive a 3,5 miliardi) a causa degli interventi messi in campo dalla protezione civile
nell'Abruzzo sconvolto dal terremoto. Secondo il bilancio di previsione entro il 2012 si dovrà ridiscendere a 2,7 miliardi,
con una riduzione delle spese del 16,3% l'anno prossimo e del 23,9% in quello venturo. Risparmi cui si dovranno ora
aggiungere i nuovi tagli lineari per centrare un obiettivo finale che scenderà a 2,16 miliardi.
Uno sforzo importante per i tecnici chiamati alla pianificazione del bilancio, ma non impossibile. Sempre dal consuntivo
2009 si scopre, infatti, che margini di manovra proprio sulle politiche attive esistono: sempre escludendo la protezione
civile l'anno scorso la capacità di spesa, vale a dire il rapporto tra risorse stanziate e quelle impegnate, s'è fermato al 62
per cento. Contando su una miglior capacità selettiva degli interventi per le politiche di settore, si potrebbe salire fino
all'80%, una performance che lascerebbe una disponibilità finanziaria di oltre 800 milioni (nel 2009 era poco più di un
miliardo). Nel frattempo Palazzo Chigi, come tutte le altre amministrazioni, dovrà garantire gli altri risparmi imposti dalla
manovra correttiva non compresi nei nuovi tagli lineari: la riduzione dell'80% sulle consulenze del 2001 valgono
6-700mila euro; il dimezzamento delle spese per la formazione altri 400mila euro e circa 200mila euro saranno risparmiati
con il taglio del 20% su taxi e auto di servizio.
E a proposito di «auto blu» ieri il ministro Renato Brunetta ha presentato i nuovi dati sul monitoraggio in corso su tutte le
auto di servizio della Pa. Sono circa 90mila quelle conteggiate finora e il loro costo complessivo è di 4 miliardi, una spesa
che secondo il titolare di palazzo Vidoni può essere dimezzata. La rilevazione finora copre circa il 50% delle
amministrazioni, esclusi i comuni minori, e si concluderà entro fine luglio.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
109
Data:
16-07-2010
Il Sole 24 Ore
L'impatto sulla presidenza.
I 54 milioni di tagli imposti dal Dl 78 si sommano ai 59 del bilancio 2010
Doppio risparmio per Palazzo Chigi
Davide Colombo
ROMA
C'è un'amministrazione centrale dello stato che dovrà "tirare la cinghia" un po' prima delle altre e quasi raddoppiare, entro
l'anno, i risparmi sulle spese di funzionamento. Si tratta della presidenza del consiglio dei ministri, la cui autonomia
contabile non è stata violata dalla manovra correttiva in via d'approvazione al Senato ma alla quale è stato invece chiesto
un sacrificio aggiuntivo immediato.
Gli oneri di gestione di Palazzo Chigi, al netto della protezione civile, dovranno infatti essere ridotti di circa 54 milioni in
virtù del decreto 78/2010, un taglio che parte dai 700mila euro sulla dirigenza per salire ai 3 milioni sulle strutture di
missione e ai 50 milioni sulle politiche sviluppate dai diversi dipartimenti. Una somma che si aggiunge al taglio di 59
milioni (-15% rispetto al 2009) già stabilito nel bilancio preventivo 2010 in applicazione della prima manovra triennale
(legge 133/2008) e dal decreto anticrisi dell'estate passata (dl 78/2009).
Pochi giorni dopo il varo della nuova manovra correttiva, il 9 giugno Silvio Berlusconi ha firmato il decreto di
approvazione del conto consuntivo 2009 che registrava il terzo calo consecutivo delle spese per il funzionamento della
presidenza: dai 318,5 milioni del 2007, ai 307 del 2008 e ai 301 dell'anno scorso. Risparmi ai quali, nel 2011 e nel 2012,
si dovranno aggiungere i nuovi tagli lineari del 10% sulle politiche, che rappresentano il 76% del budget complessivo.
Per capire quale sarà il punto d'arrivo occorre fare un passo indietro e ricordare che il bilancio di quest'anno era cresciuto
del 22% (con spese complessive a 3,5 miliardi) a causa degli interventi messi in campo dalla protezione civile
nell'Abruzzo sconvolto dal terremoto. Secondo il bilancio di previsione entro il 2012 si dovrà ridiscendere a 2,7 miliardi,
con una riduzione delle spese del 16,3% l'anno prossimo e del 23,9% in quello venturo. Risparmi cui si dovranno ora
aggiungere i nuovi tagli lineari per centrare un obiettivo finale che scenderà a 2,16 miliardi.
Uno sforzo importante per i tecnici chiamati alla pianificazione del bilancio, ma non impossibile. Sempre dal consuntivo
2009 si scopre, infatti, che margini di manovra proprio sul-le politiche attive esistono: sempre escludendo la protezione
civile l'anno scorso la capacità di spesa, vale a dire il rapporto tra risorse stanziate e quelle impegnate, s'è fermato al 62
per cento. Contando su una miglior capacità selettiva degli interventi per le politiche di settore, si potrebbe salire fino
all'80%, una performance che lascerebbe una disponibilità finanziaria di oltre 800 milioni (nel 2009 era poco più di un
miliardo). Nel frattempo Palazzo Chigi, come tutte le altre amministrazioni, dovrà garantire gli altri risparmi imposti dalla
manovra correttiva non compresi nei nuovi tagli lineari: la riduzione dell'80% sulle consulenze del 2001 valgono
6-700mila euro; il dimezzamento delle spese per la formazione altri 400mila euro e circa 200mila euro saranno risparmiati
con il taglio del 20% su taxi e auto di servizio.
E a proposito di «auto blu» ieri il ministro Renato Brunetta ha presentato i nuovi dati sul monitoraggio in corso su tutte le
auto di servizio della Pa. Sono circa 90mila quelle conteggiate finora e il loro costo complessivo è di 4 miliardi, una spesa
che secondo il titolare di palazzo Vidoni può essere dimezzata. La rilevazione finora copre circa il 50% delle
amministrazioni, esclusi i comuni minori, e si concluderà entro fine luglio.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
LE AUTO BLU DELLA PA
Prosegue il monitoraggio di Brunetta: «Hanno un costo di 4 miliardi l'anno, penso che si potrebbe ridurlo della metà»
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
110
Data:
15-07-2010
La Stampa
Tagliati i fondi alla Protezione civile Insorge il Pd: "A rischio la sicurezza"
COSSATO. POLEMICA IN CONSIGLIO
Tagliati i fondi alla Protezione civile
Insorge il Pd: “A rischio la sicurezza”
La giunta di Cossato taglia del 50% il contributo alle associazioni facenti parte del Com2, il centro operativo misto del
Biellese orientale per quanto concerne la Protezione civile. E la minoranza del Pd insorge. «Il Com2 di Cossato è stato
fino ad oggi in provincia quello meglio organizzato, ben funzionante e meno costoso - spiega Marco Barbierato,
segretario cittadino del Pd -. Il taglio dei contributi pregiudica seriamente questa importante realtà, garanzia di sicurezza
per la nostra città e per tutti i 13 Comuni facenti parte del sodalizio della Protezione civile». Barbierato sottolinea di come
non si stia parlando di contributi «a pioggia», ma del vitale sostentamento di tutte quelle preziose associazioni di volontari
che in più occasioni si sono rivelate utili a risolvere le diverse e improvvise emergenze, dai nubifragi ai problemi legati
alla neve.
«Questo provvedimento, non l'ho deciso io e neanche il sindaco - spiega l'assessore alla Protezione civile Bruno Murru -,
ma è stato deliberato dall'intera assemblea dei 13 Comuni facenti parte del Com2. Nessun intento punitivo, ma una attenta
politica di riduzione delle spese e dei costi. I fondi stanziati servono a coprire i costi dell'ordinario, per il mantenimento
delle sedi ci siamo riservati di aggiungere finanziamenti ulteriori in virtù della presentazione di progetti mirati. I
magazzini di alcune di queste associazioni sono pieni di materiali nuovi e mai usati, inutile continuare a spendere fondi
per rimpinguare queste scorte». Murru spiega inoltre che il Com2 è un surplus, un qualcosa che si aggiunge all'operato
della Protezione civile provinciale: «I cittadini devono stare tranquilli, nessun taglio indiscriminato alla loro sicurezza e
incolumità».
Barbierato, però, incalza. «Il risparmio di circa 7500 euro derivante dal dimezzamento dei contributi per la Protezione
civile deciso dalla giunta Corradino sarebbe stato in parte, se non del tutto, non necessario se si fossero evitate spese
realmente inutili. Per esempio quella per i “cipressini” sui marciapiedi di via Mazzini, dei quali non credo i cossatesi
sentissero l'utilità e che difficilmente aiuteranno i cittadini in caso di emergenza. E' una questione di scelte politiche,
questa giunta evidentemente persegue con sistematica caparbietà quelle sbagliate». Immediata la replica dell'assessore
Murru. «Il Pd in commissione ha votato a favore del provvedimento, salvo poi rimangiarsi la parola in Consiglio. Un
atteggiamento davvero ondivago».
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
111
Data:
15-07-2010
La Stampaweb
Ancora caldo bollente su tutta l'Italia
15/7/2010 (15:3) - ESTATE
SERVIZIO Le previsioni e le temperature città per città
SERVIZIO Così sulle strade
condividi
"Bollino rosso" in varie città.
Debutta il numero verde 1500
ROMA
L'emergenza-caldo marcia verso il picco, previsto dalla Protezione Civile tra domani e sabato. Il bollettino sulle ondate di
calore ha segnalato oggi in rosso, corrispondente al livello massimo, il 3, dieci città (Bolzano, Brescia, Firenze, Genova,
Milano, Perugia Roma, Torino, Trieste, e Venezia). Ma la geografia dell'afa, secondo il Sistema Nazionale di
Sorveglianza del Dipartimento, domani comprenderà anche Campobasso, Civitavecchia, Frosinone, Latina, Messina,
Rieti, Verona e Viterbo, per un totale di 18 centri urbani, fino al top di sabato 17 con 21 città roventi.
Si suda anche sui monti, con temperature che segnano il record degli ultimi 90 anni in Alto Adige. E per il caldo un un
immigrato libanese agli arresti domiciliari si è allontanato dalla sua residenza di Vallecrosia per cercare refrigerio sul
lungomare, ed è stato denunciato dai carabinieri per evasione. Alla luce di queste condizioni meteorologiche estreme,
peraltro una delle cause della morte di un camionista di Rovigo accaduta nel pomeriggio a Chiari nel bresciano, il
ministro della Salute Ferruccio Fazio ha inviato oggi una lettera agli Assessorati alla Salute e ai Servizi Sociali delle
Regioni, all'Anci, ai Medici di Medicina Generale (Mmg) e ai Prefetti, per sollecitare l'adozione di «ogni iniziativa
concertata utile a favorire il miglior coordinamento nel fronteggiare gli effetti delle ondate di calore». E ha rivolto un
appello agli italiani: «Prima di andare al Pronto Soccorso, in presenza di sintomi legati al caldo, chiamate il medico di
famiglia».
Inoltre, a partire dalle ore 8 di domani mattina fino alle ore 20 sarà attivo tutti i giorni, compresi il sabato e la domenica, il
numero verde 1500 del dicastero della Salute per informazioni e consigli dispensati da personale appositamente formato.
Sul fronte della prevenzione il Comune di Foggia, dove si registrano temperature che si aggirano sui 40 gradi, fornirà
pasti a domicilio per gli anziani over 65. E per far fronte all'ondata di calore saranno attivi il servizio di Assistenza
Domiciliare, il servizio di Telesoccorso, ed il servizio trasporto assicurato, oltre al call center 800 015552. A Roma, ha
precisato il direttore della Protezione civile di Roma, Tommaso Profeta, sono state distribuite in strada, in questi ultimi tre
giorni, circa 200mila bottigliette d'acqua che equivalgono a 100mila litri. Per gli anziani un municipio sta sperimentando
un braccialetto "biometrico" che rileva automaticamente frequenze cardiache, pressione, temperature e persino eventuali
cadute.
Oggi le chiamate al solo 118 di Milano sono state circa 1.800, il 20% in più rispetto ai giorni scorsi. La maggior parte di
queste sono per 'eventi medici acutì, che possono essere riconducibili proprio a problemi legati al caldo. Il Comune di
Firenze ha attivato un numero verde 800-801616, mentre la Regione Toscana ha attivato il progetto 'Sorveglianza attivà
per anziani oltre i 75 anni. Le temperature elevate e l'assenza di piogge stanno poi favorendo gli incendi: nelle ultime 36
ore i mezzi aerei della flotta dello stato gestita dal Dipartimento della Protezione Civile sono intervenuti su 18 roghi, per
la maggior parte dei casi sviluppatisi nelle regioni del centro-sud.
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
112
Data:
16-07-2010
La Tribuna di Treviso
e' allarme all'ufficio stranieri
Ieri mattina l'emergenza. In coda donne e bambini. Damiano chiama la Protezione civile
Black-out generale: condizionatori fermi e clima torrido. Malori
TREVISO. Allarme rosso ieri mattina all'ufficio stranieri della questura di Treviso in completo black-out per il caldo.
Fermi i condizionatori negli uffici, ma anche nel container allestito all'esterno per dare refrigerio agli stranieri in attesa tra
cui molte donne e bambini. Si sono sfiorati i 40 gradi, una situazione di emergenza che ha indotto il questore Camine
Damiano a chiedere l'intervento della Protezione Civile arrivata sul posto a distribuire bottiglie d'acqua alle decine di
persone in coda.
Il problema che si era manifestato mercoledì si è riproposto alle 10 del mattino, quando i contatori elettrici di via
Commenda hanno ceduto al carico di tensione chiesto da luci, computer, condizionatori, macchinette del caffè. La luce è
saltata due volte, interrompendo il lavoro degli uffici, rallentanto la compilazione delle pratiche per i permessi di
soggiorno e lasciando al buio tutto il palazzo. Di qui, per evitare la paralisi gli uffici, i resposabili hanno deciso di adottare
la via d'emergenza: spine staccate a tutti gli strumenti informatici o elettronici «sacrificabili», compresi gli impianti di
condizionamento. Tutto per permettere che almeno i pc dell'ufficio continuassero a lavorare. Scelta necessaria, ma che in
breve ha manifestato conseguenze drastiche. «Nel container dove donne e bambini fino a prima trovavano un po' di
refrigerio l'aria di è fatta torrida - spiega la dirigente del settore Elena Peruffo - e sotto la tettoia costruita per proteggere il
piazzale dal sole e dalla pioggia si sono sfiorati i 40 gradi». Risultato? Mancamenti, sofferenza, bambini in affanno e
condizioni di lavoro proibitive per tutti i 50 addetti dell'ufficio stranieri. La replica di quanto accaduto mercoledì, quando
due donne hanno accusato malori proprio per il gran caldo.
L'allarme è arrivato al Questore, che ha deciso di attivare un piano d'emergenza e contattare immediatamente il Comune
cui Damiano ha chiesto di mobilitare la protezione civile. I volontari sono arrivati poco dopo le 11.20, con i furgoni
carichi di bottiglie d'acqua. Torneranno anche oggi in attesa che si trovi il modo di evitare altri black out. (f.d.w.)
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
113
Data:
16-07-2010
La Tribuna di Treviso
piave, interventi per la sicurezza
L'INTERVENTO
Il Piano Stralcio sulla Sicurezza Idraulica del Piave (PSSIP),approvato con DPCM 2.10.2009 consente alcuni interventi
per motivate necessità, individuate in modo puntuale.
Premesso che andrebbe attuato soprattutto per quanto attiene la mitigazione delle piene con opere concertate con i
Comuni, l'opportunità offerta dall'art. 4 bis e 4 ter va utilizzata con il necessario rigore. Ritengo d'altronde che una
eventuale riclassificazione delle aree a diversa pericolosità idraulica prevista dal Piano Assetto Idrogeologico, già
richiesta da 6 anni, sia una strada molto più difficile e lunga.
I Comuni rivieraschi sono sottoposti a richieste diffuse da parte dei cittadini residenti nella golena del fiume alle quali va
data una risposta responsabile che non può prescindere dalla norme in materia. La procedura da seguire indicata nel Piano
non è certo semplice, ma non può che essere coerente con le finalità del Piano stesso, rappresentate dalla sicurezza
idraulica.
L'art. 4bis, infatti, prevede che la Regione Veneto individui le aree già compromesse dall'edificazione sulla base di idonee
documentazioni storiche riferite ad eventi alluvionali o attraverso adeguate analisi idrodinamiche e valutazioni delle
difese già realizzate. E' così possibile individuare all'interno delle aree fluviali quelle aree già compromesse ai fini della
gestione del patrimonio edilizio esistente.
All'art. 4 ter sono indicati gli interventi ammissibili di queste aree, quali: interventi di ristrutturazione degli edifici e
infrastrutture purchè non comportino incremento di superficie e di volume definite dal D.P R. n 380 del 6/6/2001;
interventi di ampliamento di edifici sia pubblici che privati per motivate necessità di adeguamento igienico-sanitario, di
adeguamento tecnologico per l'impiego di fonti energetiche rinnovabili, nonché per l'abbattimento di barriere
architettoniche; costruzione di modesti locali accessori che non comportino un incremento del carico urbanistico.
L'articolato richiede su questo ultimo punto adeguate interpretazioni per evitare eventuali diversità di risposta alle
esigenze poste dai residenti in golena.
I Comuni si sono già trovati recentemente ad un Tavolo, promosso dal Comune di Cimadolmo, con la presenza del Genio
Civile per valutare l'opportunità di una azione comune avviando così una procedura dal basso per sollecitare la Regione a
svolgere i compiti previsti dal Piano. Va ricordato che ancora a luglio 2008, 10 Comuni rivieraschi, da Susegana a Ponte
di Piave, assieme alla Provincia di Treviso, hanno elaborato e sottoscritto, dopo ben 22 riunioni collegiali con tecnici e
amministratori,un progetto intercomunale di assetto urbanistico ed ambientale del fiume Piave, dove si sollecitava la
Regione a permettere alcuni interventi compatibili con la sicurezza idraulica in area definita P4 dal PAI. Si tratta di
riprendere in mano il testo del Protocollo d'Intesa firmato dagli stessi 10 Comuni e dalla Provincia ed integrarlo
soprattutto con adeguate cartografie che individuano le aree compromesse dall'edificazione sulla base di quote dove non è
venuta l'esondazione del 1966, allegando adeguate analisi idrodinamiche. Il compito di circoscrivere le aree interarginali
compromesse va svolto con grande responsabilità utilizzando il supporto di esperti specifici,nelle piena consapevolezza
della natura del fiume e del suo comportamento non sempre prevedibile. Il confronto con la Regione può avvenire quindi
sulla base di una linea condivisa, facilitando così la proposta definitiva della Regione che deve essere approvata, alla fine
del percorso, dal Segretario dell'Autorità di Bacino.
Luciano De Bianchi Vicesindaco Ponte di Piave
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
114
Data:
15-07-2010
Varesenews
Piogge torrenziali, la Regione chiede lo stato di calamità naturale
Lombardia
Le piogge dall'1 al 19 maggio hanno causato danni a infrastrutture irrigue e di bonifica oltre a lesioni alla rete viaria. I
Comuni coinvolti sono Curiglia con Monteviasco, Dumenza, Pino e Veddasca
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La giunta regionale, su proposta dell'assessore all'Agricoltura, Giulio De Capitani, ha approvato la richiesta al Ministero
per le Politiche Agricole di stato di calamità per le piogge persistenti e le piene alluvionali che hanno interessato la
provincia di Varese dall'1 al 19 maggio.
In quei giorni si sono registrate piogge intense che hanno causato danni a infrastrutture irrigue e di bonifica oltre a lesioni
alla rete viaria. I Comuni coinvolti sono: Curiglia con Monteviasco, Dumenza, Pino sulla sponda del lago Maggiore e
Veddasca. Regione Lombardia è intervenuta tempestivamente per delimitare territorialmente le aree interessate dagli
eventi e documentare i danni subiti dalle realtà agricole.
«Le forti piogge - spiega l'assessore De Capitani - sono state monitorate dalle nostre realtà territoriali che hanno
documentato danni per 3,28 milioni di euro a carico delle infrastrutture irrigue e di bonifica al servizio dell'agricoltura».
Ora le richieste di riconoscimento dello stato di calamità approderanno sul tavolo del Ministero. «Sono certo - prosegue
De Capitani - che si possa riconoscere la fondatezza della nostra richiesta, così che le realtà produttive lombarde possano
sanare i danni subiti e ripartire nella piena operatività». Una volta che il Ministero avrà riconosciuto lo stato di calamità,
attraverso la Gazzetta Ufficiale, ci saranno 45 giorni di tempo per presentare, da parte delle realtà interessate, le domande
per ottenere i contributi che saranno previsti dai decreti ministeriali.
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
115
Data:
Virgilio Notizie
15-07-2010
Cile, aumentano i poveri: 335mila in più rispetto al 2006.
È quanto emerge da uno studio pubblicato martedì 13 luglio dal Governo, la Encuesta de Caracterización Socioeconómica
Nacional (Casen) - Il Cile ha 355mila poveri in più rispetto al 2006 e senza contare gli effetti del terremoto del 27
febbraio scorso. È quanto emerge da uno studio pubblicato martedì 13 luglio dal Governo, la Encuesta de Caracterización
Socioeconómica Nacional (Casen). In tutto il paese del Cono Sur conta 2 milioni e 564mila persone che vivono in
condizioni di disagio. Il capo di Stato, Sebastián Piñera, ha definito "doloroso" un tale incremento e sicuramente assai
preoccupante, visto che ne uscirà ulteriormente peggiorato dal terremoto e dal conseguente maremoto che ha messo in
ginocchio migliaia di famiglie. "Disgraziatamente - ha annunciato il presidente - devo condivide con voi una notizia
dolorosa: la povertà in Cile, che stava calando sistematicamente da quanto abbiamo recuperato la nostra democrazia, per
la prima volta è aumentata". Ha quindi chiesto al titolare del Ministerio de Planificación (Mideplan), Felipe Kast, di
aumentare la frequenza con la quale si misurano gli indici di povertà, in modo da avere in mano dati sempre attuali e
sveltire le formule per arginarla.
Argomento:
NAZIONALE
Pag.
116
Data:
Virgilio Notizie
15-07-2010
Canadair ed elicotteri in azione su 18 roghi nelle ultime
Complici le alte temperature, torna l'allarme incendi boschivi: canadair ed elicotteri della Protezione civile nelle ultime 36
ore sono entrati in azioni per spegnere 18 roghi. La Sicilia la più colpita, solo oggi 5 gli incendi, mentre in Puglia, in
provincia di Taranto, si è aperto un fronte di fuoco di 200 metri. Le prolungate condizioni meteorologiche in atto sul
nostro Paese, caratterizzate da temperature elevate ed assenza di precipitazioni, stanno favorendo la propagazione di
numerosi incendi boschivi, spiega la Protezione civile. E nelle ultime 36 ore, infatti, sono state 18 le richieste di concorso
aereo arrivate al Dipartimento della Protezione civile in supporto all'azione di spegnimento svolta a terra e di competenza
delle diverse amministrazioni regionali. Ieri tre roghi si sono verificati in Sicilia, nelle province di Palermo, Catania e
Trapani, tutti spenti a fine giornata anche grazie al concorso dei velivoli. Altri due incendi hanno interessato la Puglia, ed
uno per ciascuna regione in Abruzzo, Lazio e Calabria, tutti domati nel pomeriggio anche grazie all'intervento di quattro
canadair e due velivoli ultraleggeri fire boss della Protezione civile nazionale. Oggi è ancora la Sicilia a contare il
maggior numero di richieste di intervento aereo, cinque da questa mattina, tra le province di Agrigento, Caltanissetta,
Palermo e Siracusa, dove stanno lavorando senza sosta tre Canadair, quattro fire boss ed un elicottero S64 del
Dipartimento, così come in Puglia, esattamente in provincia di Taranto, dove i mezzi antincendio stanno operando su un
fronte di fuoco di 200 metri. Una richiesta è arrivata anche dalla Calabria, dove le fiamme sono già state spente, così
come i roghi che hanno interessato l'area dei comuni di Grottaglie e Castellaneta, nel tarantino, in Puglia e quello
divampato in Liguria, in provincia di Imperia. I piloti dei velivoli della Protezione civile nazionale - spiega il
Dipartimento - continueranno ad assicurare il lancio d'acqua e liquido ritardante sulle fiamme dei roghi ancora attivi
finché le condizioni di luce consentiranno di operare in sicurezza. Infine, la Protezione civile ricorda che "la maggior
parte degli incendi boschivi è causata da mano umana, a causa di comportamenti superficiali o, spesso purtroppo, dolosi e
che la collaborazione dei cittadini può essere decisiva nel segnalare tempestivamente ai numeri di telefono d'emergenza
1515 o 115 anche le prime avvisaglie di un possibile incendio boschivo".
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NAZIONALE
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117
Data:
15-07-2010
La Voce Di Manduria Online
Reati ambientali ed emissione di diossina
13/07/2010 - 07:32
SAVA Purtroppo, ciò che si temeva è accaduto! Decine di pneumatici di pale meccaniche riversati da ignoti di traverso
su di una strada in Contrada “Fallenza” nel territorio del Comune di Sava, sono state incendiate.
E non è la prima volta che accade ciò! Ormai il fuoco è diventato un elemento al quale si sta ricorrendo al fine di
“bonificare” i siti inquinati.
Così, il sottoscritto, come gli uomini della Guardia di Finanza della Tenenza di Manduria che nel mese di Febbraio 2010
intervennero in seguito all'esposto da me presentato eseguendo il sequestro dell'area interessata a “discarica abusiva di
rifiuti speciali” hanno visto “andare in fumo” il proprio lavoro.
Ma ciò che è più grave, è il fatto che, oltre al danno ambientale (alcune piante di alberi di ulivo che erano nelle
immediate vicinanze hanno preso fuoco) vanno considerati anche i presumibili danni per la salute pubblica. Danni
derivanti dall'emissione nell'aria di diossina e benzopirene, sostanze queste cancerogene, contenute nei fumi sprigionatisi
dall'incendio indubbiamente doloso.
Sul posto, ciò che ora rimane dei pneumatici, sono solo le carcasse in fil di ferro e un ammasso di cenere.
E' triste dirlo ma, ancora una volta è stato dimostrato che nulla si può contro l'inerzia di chi è preposto a prevenire
affinché simili episodi non avvengano.
All'Arpa Puglia chiedo che venga effettuato un sopralluogo sul posto per la verifica dello stato dei luoghi e per gli
eventuali provvedimenti che si riterranno opportuno adottare.
Mimmo Carrieri
--
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NAZIONALE
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118
Data:
la Voce del NordEst.it
15-07-2010
Trentino per l'Abruzzo, 412 alloggi realizzati
Tione Degli Abruzzi - Consegnati gli ultimi 8 appartamenti a Santa Maria del Ponte, entro l'estate al via ai lavori
dell'Auditorium in legno a L'Aquila
Un momento della cerimonia (Viviana Fontanari)
Alla cerimonia di consegna degli alloggi, tenutasi a Santa Maria del Ponte, sono intervenuti Il sindaco di Tione degli
Abruzzi Tullio Camilli con l'intera giunta comunale, la responsabile dei MAP della Protezione civile nazionale ingegner
Manuela Manenti, il dirigente del Servizio Prevenzione Rischi della Provincia autonoma di Trento Gianfranco Cesarini
Sforza con l'ingegnere Luisa Fedrizzi, e le due imprese che hanno realizzato gli alloggi, la ditta Enzo Cicolani di Scoppito
(L'Aquila) per quanto riguarda la preparazione preliminare dell'area, la realizzazione della platea di fondazione, la posa
dei sottoservizi e le sistemazioni esterne; la trentina Legno più Case di Condino per la fornitura e la posa in opera
dell'edificio prefabbricato.
A oltre un anno dal terremoto del 6 aprile 2009 in provincia de L'Aquila, il Trentino continua a lavorare in Abruzzo. Ieri
l'ultima consegna di case per i terremotati: 8 alloggi a Santa Maria del Ponte, una frazione nel comune di Tione degli
Abruzzi. La direzione dei lavori è stata seguita dal Servizio Prevenzione Rischi della Provincia autonoma di Trento con la
collaborazione di personale del Servizio Infrastrutture Stradali e Ferroviarie. L'intervento è costato circa 650.000 euro.
Con questi ultimi appartamenti, sale a 412 il numero degli alloggi realizzati direttamente o su incarico della Protezione
civile nazionale dalla Provincia autonoma di Trento. In corso d'opera vi sono invece ancora alcune opere a carattere non
abitativo: due valli a difesa di un quartiere dell'abitato di Fossa e dell'ingresso delle note Grotte di Stiffe. Nel corso
dell'estate è previsto l'avvio dei lavori per la realizzazione dell'auditorium in legno a L'Aquila.
I NUMERI DELLA RICOSTRUZIONE - Con la consegna di tali alloggi si conclude l'intervento della Provincia
autonoma di Trento relativo alla realizzazione di alloggi per la popolazione abruzzese. In totale la Provincia Autonoma di
Trento ha provveduto alla realizzazione di 412 alloggi, così suddivisi:
94 alloggi a Onna
94 alloggi a Villa Sant'Angelo
21 alloggi a Coppito
2 alloggi a Paganica
9 alloggi a Stiffe (frazione di S.Demetrio ne' Vestini)
21 alloggi a S.Demetrio ne' Vestini Centro
4 alloggi a S. Demetrio ne' Vestini frazione Subequana
1 alloggio a Demetrio ne' Vestini frazione Cardamone
28 alloggi a Tione degli Abruzzi
8 alloggi a Santa Maria del Ponte (frazione di Tione degli Abruzzi )
La Provincia ha inoltre provveduto alla realizzazione delle opere di infrastrutturazione a fine abitativo in tre frazioni del
Comune di San Demetrio ne' Vestini, precisamente a Cardamone per 48 alloggi, Subequana per 42 alloggi ed a Collarano
Tatozzi per 40 alloggi. L'importo complessivo di tutti gli interventi abitativi ammonta a circa 26 milioni di euro.
di Viviana Fontanari
15/07/2010
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119
Data:
15-07-2010
WindPress.it
INCENDI BOSCHIVI: CANADAIR ED ELICOTTERI IN AZIONE
15-07-2010
FONTE : PROTEZIONE CIVILE
ARGOMENTO : SICUREZZA/PROTEZIONE CIVILE, ENTI/ P. A./ ISTITUZIONI
INFORMAZIONI PER LA STAMPA A CURA DI :PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI - DIP. DELLA
PROTEZIONE CIVILE
REFERENTE UFFICIO STAMPA :Ufficio Stampa TEL.0668201 [email protected]
Incendi boschivi: canadair ed elicotteri in azione su 18 roghi nelle ultime 36 oreLe prolungate condizioni meteorologiche
in atto sul nostro Paese, caratterizzate da temperature elevate ed assenza di precipitazioni, stanno favorendo la
propagazione di numerosi incendi boschivi. Nelle ultime 36 ore, infatti, sono state 18 le richieste di concorso aereo
pervenute al Dipartimento della Protezione Civile in supporto allazione di spegnimento svolta a terra e di competenza
delle diverse Amministrazioni regionali. Ieri tre roghi si sono verificati in Sicilia, nelle province di Palermo, Catania e
Trapani, tutti spenti a fine giornata anche grazie al concorso dei velivoli. Altri due incendi hanno interessato la Puglia, ed
uno per ciascuna regione in Abruzzo, Lazio e Calabria, tutti domati nel pomeriggio anche grazie allintervento di quattro
Canadair e due velivoli ultraleggeri Fire Boss della Protezione civile nazionale. Nella giornata di oggi ancora la Sicilia a
contare il maggior numero di richieste di intervento aereo, cinque da questa mattina, tra le province di Agrigento,
Caltanissetta, Palermo e Siracusa, dove stanno lavorando senza sosta tre Canadair, quattro Fire Boss ed un elicottero S64
del Dipartimento, cos come in Puglia, esattamente in provincia di Taranto, dove i mezzi antincendio stanno operando su
un fronte di fuoco di 200 metri. Una invece la richiesta giunta dalla Calabria dove le fiamme sono gi state spente, cos
come i roghi che hanno interessato larea dei comuni di Grottaglie e Castellaneta, nel tarantino, in Puglia e quello
divampato in Liguria, in provincia di Imperia. I piloti dei velivoli della Protezione civile nazionale continueranno ad
assicurare il lancio dacqua e liquido ritardante sulle fiamme dei roghi ancora attivi finch le condizioni di luce
consentiranno di operare in sicurezza. E utile ricordare che la maggior parte degli incendi boschivi causata da mano
umana, a causa di comportamenti superficiali o, spesso purtroppo, dolosi e che la collaborazione dei cittadini pu essere
decisiva nel segnalare tempestivamente ai numeri di telefono demergenza 1515 o 115 anche le prime avvisaglie di un
possibile incendio boschivo.
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Yahoo! Notizie
15-07-2010
Terremoto: scossa in Romagna
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(ANSA)- FORLI', 15 LUG- Una scossa di terremoto di magnitudo 3.1 della scla Richter e' stata registrata in Romagna dal
centro geofisico di Casola Valsenio (Ravenna). Di tipo sussultorio e della durata di pochi secondi, ad una profondita' di
circa 25 chilometri, ha avuto il suo epicentro fra Forlimpopoli, Bertinoro e Cesena, ma e' stata avvertita anche a Forli',
Gambettola, e sull'Appennino cesenate. Numerose le telefonate giunte ai centralini delle forze dell'ordine e dei vigili del
fuoco. Non si segnalano danni.
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NAZIONALE
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121
Data:
15-07-2010
Yahoo! Notizie
Roma: Alemanno, 13 casali alle associazioni di volontariato
da 5 ore 11 minuti
(Cmu/Col/Adnkronos)
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Roma, 15 lug. - (Adnkronos) - "Abbiamo sempre piu' bisogno di questo spirito di cittadinanza attiva di cui il volontariato
e' l'esempio migliore. Per questo ritengo sia estremamente giusto quello che ha fatto l'assessore De Lillo, indicando i 13
casali che metteremo a disposizione per queste attivita'". Lo ha dichiarato il sindaco di Roma Gianni Alemanno
all'inaugurazione del nuovo Centro per la formazione della Protezione Civile nei locali del Parco di Aguzzano, in
riferimento al provvedimento annunciato dall'assessore all'Ambiente Fabio De Lillo, che ha promesso la tempestiva
assegnazione di 13 casali come presidi a varie associazioni di volontariato.
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Data:
15-07-2010
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Incendi/Liguria: Regione, Situazione Sotto Controllo. Rischio Basso
da 2 ore 54 minuti
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Forum: Incendi
(ASCA) - Genova, 15 lug - Al momento non esistono, in Liguria, le condizioni per l'emanazione di un decreto di grave
pericolosita' per gli incendi boschivi, stante anche l'elevata percentuale di umidita'. Lo rende noto l'assessorato
all'Agricoltura e Antincendio Boschivo della Regione Liguria. Tuttavia la situazione viene costantemente monitorata
attraverso il Servizio regionale di previsione degli incendi boschivi (Spirl) e dai centri operativi provinciali presso il corpo
forestale dello stato. Qualora anche nei prossimi giorni dovessero cambiare condizioni climatiche - attualmente il rischio
incendi previsto per le prossime 36 ore e' medio basso - il capo del Centro Operativo Regionale presso il Corpo Forestale
dello Stato, come previsto dalla normativa, adottera' il decreto dello stato di grave pericolosita'. La Regione Liguria
afferma poi che il varo di provvedimenti limitativi senza una reale necessita' crea solamente gravi problemi alle attivita'
agricole e alle imprese.
Argomento:
NAZIONALE
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123
Data:
Yahoo! Notizie
15-07-2010
Ricerca e imprese in Abruzzo: siglata cooperazione
da 6 ore 15 minuti
Pensiero Scientifico"
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Potenziare l'offerta tecnologica e promuovere ricerca e innovazione nei settori strategici per la ripresa produttiva del
territorio abruzzese, in particolare delle zone colpite dal sisma. Sono gli obiettivi del protocollo d'intesa tra Cnr e Regione
Abruzzo. Unire gli sforzi e le competenze per la ricostruzione dei territori abruzzesi dopo il sisma del 6 aprile 2009. E' lo
scopo dell'accordo che il Presidente del Consiglio nazionale delle ricerche, Luciano Maiani, e il Governatore della
Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, hanno siglato presso la sede regionale all'Aquila. Maiani e Chiodi hanno concordato la
realizzazione di iniziative congiunte finalizzate allo sviluppo di competenze tecnologiche e scientifiche in stretta sintonia
con le realtà economiche e imprenditoriali presenti sul territorio abruzzese. In particolare, il Protocollo d'intesa siglato fra
le due istituzioni prevede il potenziamento delle infrastrutture e dei laboratori di ricerca per migliorare l'offerta
tecnologica nel settore dell'high-tech e dell'efficienza energetica. L'accordo mira anche a promuovere la nascita di imprese
knowledge-based per lo sviluppo di nuove idee imprenditoriali, garantendo gli strumenti e i servizi idonei alla loro
realizzazione. Lo start-up di nuove imprese sarà sostenuto attraverso opportunità di alta formazione scientifica e
tecnologica, favorendo in tal modo una maggiore sinergia tra ricerca e mondo imprenditoriale. Oltre alla valorizzazione
delle competenze scientifiche, l'accordo mira a potenziare le proprie attività nei settori della sostenibilità ambientale,
nell'attività di ricostruzione, dell'efficienza energetica, dei beni culturali e delle infrastrutture di rete. Ampio spazio sarà
dato anche alla qualificazione del capitale umano attraverso un potenziamento dell'offerta di formazione per giovani
ricercatori e tecnici, per incrementare le competenze scientifiche e tecnologiche nel territorio. "L'accordo di oggi con il
Cnr apre una fase importante per lo sviluppo della Regione Abruzzo - sottolinea il presidente della Regione, Gianni
Chiodi - che in questo modo potrà contare sull'apporto qualificato di un Ente che in tema di ricerca e innovazione è tra i
primi al mondo. Il Cnr è stato vicino all'Abruzzo fin dai primi momenti successivi al terremoto e l'impegno che abbiamo
sottoscritto oggi conferma la volontà di una partecipazione diretta al difficile processo di sviluppo dell'intera regione.
Sono convinto - conclude Chiodi - che i due Enti sapranno fondere le rispettive competenze per dare sostanza ad un
progetto di sviluppo capace di rilanciare settori strategici del sistema produttivo regionale" "Il Consiglio nazionale delle
ricerche è sceso in campo, con i suoi ricercatori e mezzi, sin dalle prime ore dopo il terremoto che ha colpito l'Abruzzo",
ricorda il Presidente del Cnr Luciano Maiani. "La firma del Protocollo d'intesa rafforza ora il nostro impegno per la
ricostruzione delle aree colpite, favorendo il rilancio economico della Regione. Con le proprie competenze, e insieme alle
università, il Cnr è in grado di offrire personale tecnico e strumenti. La ricerca e la conoscenza sono la strada per dare
nuove opportunità di crescita ai territori e ai giovani dell'Abruzzo", conclude. Fonte: Cnr
Argomento:
NAZIONALE
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124
Data:
15-07-2010
marketpress.info
AVVIATI LAVORI BONIFICA A SBITRI. UNA PAGINA FELICE PER BRINDIS
I
Giovedì 15 Luglio 2010
Bari, 15 luglio 2010 - "Si chiude oggi una pagina triste per la costa brindisina e se ne apre una felice, perché finalmente
iniziano i lavori di decontaminazione di Sbitri". Lo ha detto l´assessore regionale alla Protezione civile Fabiano Amati che
questa mattina, con il Sindaco di Brindisi Domenico Mennitti, ha partecipato all'avvio dei lavori di bonifica del litorale
nord di Brindisi, in località Sbitri, l'area dove giace materiale in matrice cementizia contenente amianto. I lavori
consisteranno in opere di trasporto in discarica e smaltimento dell'amianto già raccolto in precedenza e custodito in
appositi contenitori che si chiamano “big bags”, per poi passare ai lavori di rimozione e smaltimento delle coperture in
eternit presenti su 35 fabbricati della zona; il tutto avverrà facendo attenzione a non disperdere nell´aria fibre
potenzialmente nocive per la salute.
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rassegna stampa Protezione civile 16 Luglio