RASSEGNA STAMPA del 16/07/2010 Sommario Rassegna Stampa dal 15-07-2010 al 16-07-2010 L'Adige: Ecco gli ultimi alloggi per l'Abruzzo.................................................................................................................... 1 L'Adige: ROMA - A ogni città il suo rischio caldo per la salute ........................................................................................ 2 L'Adige: ROMA - L'emergenza-caldo marcia verso il picco, previsto dalla Protezione Civile tra oggi e domani............ 3 L'Adige: Fotovoltaico e fonti rinnovabili per la protezione civile e la piscina .................................................................. 4 Adnkronos: Allarme caldo, nove città in allerta Sabato si sfioreranno i 40 gradi ............................................................ 5 Adnkronos: Incendi: Protezione civile, Canadair ed elicotteri in azione su 18 roghi nelle ultime 36 ore ........................ 6 Adnkronos: Tre roghi nel tarantino, decine gli ettari di macchia mediterranea bruciati ................................................. 7 Agi: CALDO: SABATO DI FUOCO, MESSINA TRA 21 "LIVELLI ROSSI" ...................................................................... 8 Agrigento Notizie: Da domani la Protezione civile comunale avrà nuovi mezzi ............................................................... 9 Asca: INCENDI: PROTEZIONE CIVILE, 18 ROGHI NELLE ULTIME 36 ORE. ........................................................... 10 Asca: CALDO: PROT. CIVILE, ALLARME MASSIMO IN NOVE CITTA' D'ITALIA...................................................... 11 Asca: CALDO: OGGI LIVELLO 3 IN OTTO CITTA', PER EMERGENZE NUMERO VERDE 1500. ............................ 12 Asca: ABRUZZO/IMPRESE: CASTIGLIONE, 16 MLN PER INNOVAZIONE E SICUREZZA. ...................................... 13 Asca: ALTO ADIGE: DOMANI ESERCITAZIONE ANTICENDIO SU FERROVIA VAL VENOSTA.............................. 14 Asca: ABRUZZO/RICOSTRUZIONE: POOL ESPERTI MONDIALI PER PENSARE L'AQUILA FUTURA. ................. 15 Asca: ABRUZZO/RICOSTRUZIONE: PEZZOPANE, NASCE ASSOCIAZIONE ''CANTIEREAQ''. ................................ 16 Asca: CALDO: A PERUGIA, ANCHE DOMANI E SABATO ATTIVATO IL LIVELLO TRE........................................... 17 Avvenire: «Terremoto, la ricostruzione è ferma» ............................................................................................................. 18 Avvenire: «Emergenza frane risorse al lumicino»............................................................................................................ 19 Basilicanet.it: POLLINO, A SAN SEVERINO CAMPI VOLONTARIATO INTERNAZIONALE ...................................... 21 Blog ClubRadio: CALDO: FAZIO AVVIA NUMERO VERDE E PIANO ANZIANI FRAGILI........................................ 22 Bologna 2000.com: Incendi boschivi: anche nel bolognese stato di grave pericolosità .................................................. 23 Bresciaoggi(Abbonati): La Protezione civile schiera i volontari La sede in Comune..................................................... 24 Il Centro: il comune distribuirà gratis l'acqua ................................................................................................................. 25 Il Centro: nuove aziende, mancano i siti - monica pelliccione ......................................................................................... 26 Il Cittadino: Il patrono "regala" un nuovo mezzo alla Protezione civile ......................................................................... 27 Il Cittadino: In prima linea contro le piene: premiati gli "eroi" di Somaglia.................................................................. 28 Il Cittadino: Emergenze simulate dalla protezione civile locale ...................................................................................... 29 Il Cittadino: Vidardon Visite a domicilio della giunta per controllare la situazione....................................................... 30 City: Caldo, allerta fino a sabato Le ondate di calore si prevedono on line .................................................................... 31 Corriere Adriatico: Numero verde e un piano per gli anziani......................................................................................... 32 Corriere Adriatico: Fondi per 13 bonifiche ..................................................................................................................... 33 Corriere del Veneto (Ed. Verona): Lazise e il cantiere sequestrato «Chi sapeva e ha taciuto?» .................................. 34 Corriere dell'Umbria: Protezione civile e Ferrovie insieme per gestire l'emergenza..................................................... 36 Corriere della Sera: Caldo, l'Italia a quaranta gradi ...................................................................................................... 37 L'Espresso (abbonati): Tangenti, cardinali e un treno per l'Aquila ................................................................................ 38 L'Espresso (abbonati): La cricca santa ........................................................................................................................... 40 Europaquotidiano.it: Haiti, sei mesi dopo. Lo scandalo del dopo-sisma, tra macerie e aiuti bloccati .......................... 44 La Gazzetta del Mezzogiorno.it: Incendi in Puglia A Taranto rogo sfiora la Polveriera .............................................. 46 Gazzetta del Sud: Prevenzione degli incendi un accordo coi volontari........................................................................... 47 Gazzetta del Sud: Assistenza negli eventi rinnovata la convenzione ............................................................................... 48 La Gazzetta di Parma: Nubifragio nella Bassa: «sì» allo stato d'emergenza................................................................. 49 La Gazzetta di Parma: Ci aspetta un weekend africano con massime di 38 gradi ......................................................... 50 Gazzetta di Reggio: protezione civile, ripristinate il fondo.............................................................................................. 51 Il Giornale della Protezione Civile.it: Roma, nuovo Centro per la formazione della Protezione Civile........................ 52 Il Giornale della Protezione Civile.it: Bolzano, temperature estreme anche nei prossimi giorni. I consigli della ........ 53 Il Giornale della Protezione Civile.it: Accordo Umbria e Ferrovie dello Stato per la gestione delle emergenze ......... 54 Il Giornale della Protezione Civile.it: Flotta aerea dello Stato in azione su 18 roghi in 36 ore.................................... 55 Il Giornale della Protezione Civile.it: Fa caldo? Chiama il numero verde 1500........................................................... 56 Il Giornale della Protezione Civile.it: Cile, forte scossa di terremoto............................................................................ 57 Il Giornale della Protezione Civile.it: Puglia, dopo gli incendi si contano i danni........................................................ 58 Il Giornale della Protezione Civile.it: Ferrovia della Val Venosta, domani esercitazione antincendio ........................ 59 Giornale di Brescia: Nuovo sentiero del Cai sui monti camuni ...................................................................................... 60 Giornale di Brescia: Lumezzane Un anno di Procivil ..................................................................................................... 61 Giornale di Treviglio: Le tute gialle presto iscritte all'albo provinciale e regionale ...................................................... 62 Il Giornale di Vicenza: Nascono ad Haiti i maccheroni della solidarietà....................................................................... 63 Il Giornale.it: Caldo, venti le città a rischio: domani picco delle temperature................................................................ 64 GiornaleNisseno.com: A Mazzarino ufficio decentrato di Protezione Civile................................................................... 65 JulieNews.it: Campania, presentato il piano Antincendio Boschivo ................................................................................ 66 Leggo: di Mario Landi ROMA - L'emergenza-caldo marcia verso il picco, previsto d... ................................................. 67 Libero-news: Caldo, oggi bollenti 20 città italiane .......................................................................................................... 68 Il Manifesto: «Quali scontri? Ci hanno picchiato» .......................................................................................................... 69 Il Mattino (Benevento): Chiamate al 118 e ai medici di famiglia per avere consigli su come superare l'ondata di ...... 71 Il Mattino (Circondario Sud1): Francesco Gravetti La puzza, almeno la puzza potreste cercare di toglierla. La ....... 72 Il Mattino (Nazionale): Allarme afa a Napoli e provincia. Già da ieri e fino a domani infatti, stando a quanto ........... 73 Il Mattino (Nazionale): Roma. Sos Haiti. Dopo il terremoto, si avvicina a passo di carica l'incubo degli uragani. Le. 74 Il Mattino (Salerno): Salvatore De Napoli Nocera Inferiore. Le fiamme e un'alta colonna di fumo nero, per ore, ....... 75 Il Mattino (Salerno): Mario Amodio AMALFI. Estate sicura non solo nei centri storici per evitare il disturbo della... 76 Il Messaggero Veneto: gli gridavo di buttarsi in acqua, ma inutilmente ......................................................................... 77 La Nazione (Livorno): Bonifica ad Orti Bottagone Il Wwf cerca volontari .................................................................... 78 La Nazione (Pistoia): Un'abitazione per le emergenze .................................................................................................... 79 La Nazione (Umbria): Patto tra Fs e Protezione civile ................................................................................................... 80 La Nuova Venezia: incendio devasta fabbrica di inchiostri - maurizio toso ................................................................... 81 Panorama.it: Caldo: la mappa del rischio nelle città....................................................................................................... 82 PrimaDaNoi.it: Potabilizzatori mai utilizzati: 20milioni spariti, 35mila euro di risarcimenti ........................................ 83 La Provincia di Cremona: Marea nera, parte la bonifica dell'Aipo ............................................................................... 85 La Provincia di Lecco: «De Capitani porti rispetto a chi si offre volontario»................................................................ 86 Quotidiano del Nord.com: Incendi boschivi: canadair ed elicotteri in azione su 18 roghi in 36 ore............................. 87 Redattore sociale: Caldo, Regione Lazio: "Piano operativo fino al 30 settembre" ......................................................... 88 La Repubblica: mezzi pubblici, polizia locale, protezione civile nel lazio tagli per 890 milioni in due anni - chiara.... 89 La Repubblica: allarme rifiuti nel parco del vesuvio "costretti a non uscire per i miasmi" - patrizia capua ................. 90 Repubblica.it: Ondata di caldo, livello 3 in otto città sabato allarme massimo in 21 centri........................................... 91 Repubblica.it: Caldo, allerta massima in otto città italiane sabato "livello rosso" in 21 centri urbani.......................... 92 Il Resto del Carlino (Bologna): Caldo, il piano salva anziani «Numero verde e controlli» ........................................... 93 Il Resto del Carlino (Cesena): Quinta scossa, cresce la paura ....................................................................................... 94 Il Resto del Carlino (Ferrara): Afa, scatta la fase di attenzione ..................................................................................... 95 Il Resto del Carlino (Forlì): I giorni più caldi: arriveremo a 42° E in città scatta l'incubo ozono ................................ 96 Il Resto del Carlino (Imola): Ecco le regole per evitare incendi .................................................................................... 97 Il Resto del Carlino (Modena): Record, sfiorati i 36 gradi Ieri il giorno più caldo ....................................................... 98 Il Resto del Carlino (Pesaro): NUOVE DOTAZIONI ALLA PROTEZIONE CIVILE Nuove strumentazioni per il........ 99 Salerno notizie: Protezione civile, una rete di sicurezza: domani convegno a Palazzo Sant'Agostino.......................... 100 Sanremo news: Castellaro: spento l'incendio di oggi con 4 mezzi aerei ....................................................................... 101 Il Secolo XIX: Allerta caldo,in funzionenumero verde ................................................................................................... 102 Settegiorni (Magenta): «Tra i primi nella Prociv» ........................................................................................................ 103 Sicilianews24: Incendi: boschi e macchia mediterranea in fiamme, mezzi aerei in azione............................................ 104 Il Sole 24 Ore Online: Doppio risparmio per Palazzo Chigi ......................................................................................... 109 Il Sole 24 Ore: L'impatto sulla presidenza. ..................................................................................................................... 110 La Stampa: Tagliati i fondi alla Protezione civile Insorge il Pd: "A rischio la sicurezza"............................................ 111 La Stampaweb: Ancora caldo bollente su tutta l'Italia .................................................................................................. 112 La Tribuna di Treviso: e' allarme all'ufficio stranieri................................................................................................... 113 La Tribuna di Treviso: piave, interventi per la sicurezza ............................................................................................. 114 Varesenews: Piogge torrenziali, la Regione chiede lo stato di calamità naturale ......................................................... 115 Virgilio Notizie: Cile, aumentano i poveri: 335mila in più rispetto al 2006. ................................................................. 116 Virgilio Notizie: Canadair ed elicotteri in azione su 18 roghi nelle ultime.................................................................... 117 La Voce Di Manduria Online: Reati ambientali ed emissione di diossina ................................................................... 118 la Voce del NordEst.it: Trentino per l'Abruzzo, 412 alloggi realizzati.......................................................................... 119 WindPress.it: INCENDI BOSCHIVI: CANADAIR ED ELICOTTERI IN AZIONE ....................................................... 120 Yahoo! Notizie: Terremoto: scossa in Romagna ............................................................................................................ 121 Yahoo! Notizie: Roma: Alemanno, 13 casali alle associazioni di volontariato ............................................................. 122 Yahoo! Notizie: Incendi/Liguria: Regione, Situazione Sotto Controllo. Rischio Basso................................................. 123 Yahoo! Notizie: Ricerca e imprese in Abruzzo: siglata cooperazione ........................................................................... 124 marketpress.info: AVVIATI LAVORI BONIFICA A SBITRI. UNA PAGINA FELICE PER BRINDISI ........................ 125 Data: 15-07-2010 L'Adige Ecco gli ultimi alloggi per l'Abruzzo Adige, L' "" Data: 15/07/2010 Indietro terremoto Consegnati dalla Provincia: in totale ne sono stati realizzati 412 Ecco gli ultimi alloggi per l'Abruzzo Ad oltre quindici mesi dal terremoto del 6 aprile 2009 in provincia de L'Aquila, il Trentino continua a lavorare in Abruzzo. Martedì l'ultima consegna di case per i terremotati: 8 alloggi a Santa Maria del Ponte, una frazione nel comune di Tione degli Abruzzi. Con questi ultimi appartamenti, sale a 412 il numero degli alloggi realizzati direttamente o su incarico della Protezione civile nazionale dalla Provincia di Trento. In corso vi sono invece ancora alcune opere a carattere non abitativo: due valli tomo a difesa di un quartiere dell'abitato di Fossa e dell'ingresso delle note Grotte di Stiffe, mentre nel corso dell'estate è previsto l'avvio dei lavori per la realizzazione dell'auditorium in legno a L'Aquila. Alla cerimonia di consegna degli alloggi sono intervenuti Il sindaco di Tione degli Abruzzi Tullio Camilli con l'intera giunta comunale, la responsabile dei Map della Protezione civile nazionale ingegner Manuela Manenti, il dirigente del Servizio prevenzione rischi della Provincia Gianfranco Cesarini Sforza con l'ingegnere Luisa Fedrizzi, e le due imprese che hanno realizzato gli alloggi, la ditta Enzo Cicolani di Scoppito (L'Aquila) per quanto riguarda la preparazione preliminare dell'area, la realizzazione della platea di fondazione, la posa dei sottoservizi; la trentina Legno più Case di Condino per la fornitura e la posa in opera dell'edificio prefabbricato. Gli 8 alloggi sono in un edificio a due piani e sono così suddivisi: 4 con superficie di 54 metri quadrati e una stanza da letto, 4 con superficie di 76 metri quadrati e 2 stanze da letto. L'intervento è costato circa 650.000 euro. Con la consegna di questi alloggi si conclude l'intervento della Provincia relativo alla realizzazione di alloggi per la popolazione abruzzese a seguito dell'evento sismico del 6 aprile 2009: in totale la Provincia ha provveduto alla realizzazione di 412 alloggi, così suddivisi: 94 a Onna, 94 a Villa Sant'Angelo, a Coppito, 2 a Paganica, 9 a Stiffe (frazione di S.Demetrio ne' Vestini), 21 a S.Demetrio ne' Vestini Centro, 4 a S. Demetrio ne' Vestini frazione Subequana, uno a Demetrio ne' Vestini frazione Cardamone, 28 a Tione degli Abruzzi, 8 a Santa Maria del Ponte. L'importo complessivo di tutti gli interventi abitativi ammonta a circa 26 milioni di euro. 15/07/2010 Argomento: NAZIONALE Pag. 1 Data: L'Adige 15-07-2010 ROMA - A ogni città il suo rischio caldo per la salute Adige, L' "" Data: 15/07/2010 Indietro ROMA - A ogni città il suo rischio caldo per la salute ROMA - A ogni città il suo rischio caldo per la salute. Se Bolzano soffre a 30 gradi, da Roma in giù la soglia si alza e nella capitale si attesta a 34 gradi a giugno e 35,5 gradi a luglio-agosto. Temperatura, umidità, mortalità giornaliera e durata dell'ondata di calore sono i fattori cruciali per stilare la mappa dell'emergenza sanitaria in situazioni di afa. Il caldo torrido ha investito anche tutta l'Europa centro-orientale, con temperature record e cittadini e infrastrutture spesso impreparati. In Ungheria, nella capitale Budapest, dove il termometro ha raggiunto i 38 gradi, le autorità locali hanno ordinato la distribuzione di bottiglie di acqua minerale ai passanti e agli automobilisti nelle strade del centro infuocate. A distribuirle è la società di gestione delle acque su ordine del Comune. L'orario di chiusura di spiagge lacustri e fluviali e bagni pubblici è stata rinviata di un'ora, fino alle 19, per consentire refrigerio alla gente. I bagnanti infatti rimangono fino all'ultimo minuto. Molti si rinfrescano nelle fontane della capitale e anche nel Danubio, malgrado il divieto di balneazione in vigore. Il servizio sanitario nazionale ha proclamato l'allarme rosso in tutto il Paese per i pericoli legati all'afa e al caldo estremo. Temperature record e grandi disagi per i cittadini - ma anche per i servizi di pronto soccorso, che non riescono a far fronte a tutte le richieste di aiuto - sono segnalati questi giorni in tutti i paesi della Mitteleuropa, inclusa la verde Austria, dove a Vienna la temperatura è fissa da giorni sui 37-38 gradi. In Italia la situazione si manterrà su livelli di allerta soprattutto nelle città del centro-nord. L'ulteriore aumento delle temperature previste nei prossimi giorni potrà determinare livelli di rischio per la salute della popolazione anche in alcune città meridionali (in particolare Napoli, Palermo e Pescara). «Non si tratta di previsioni meteo - ha spiegato il direttore del Dipartimento di epidemiologia della Regione Lazio, Marina Davoli - ma di un sistema città specifico che prevede il verificarsi di condizioni a rischio per la salute della popolazione più vulnerabile». I dati, ha aggiunto Paola Michelozzi, coordinatrice del Piano di prevenzione ondate di calore, «vengono elaborati sulla base delle previsioni meteorologiche a 72 ore e forniscono previsioni sulle condizioni a rischio per la salute per i 3 giorni successivi». Le misure per fare fronte all'emergenza caldo proposte dal ministro della Salute, Ferruccio Fazio (il solito e inutile numero verde e una letterina, come quelle che si fanno a Babbo Natale, a comuni, prefetti e medici di famiglia per attivare l'allerta (ma per questo non c'era già la Protezione Civile?) sono una«presa in giro degli italiani» per l'associazione dei consumatori Codacons secondo la quale il ministro «si dimentica che il caldo è una faccenda seria, visto che, nell'unico anno in cui si procedette ad un conteggio, l'Istituto Superiore di Sanità accertò 34.071 anziani morti. Da allora se ne sono guardati bene dal procedere con altre indagini epidemiologiche». Quello che avrebbe dovuto fare il ministro, per il Codacons «invece di scrivere una letterina ai medici di famiglia per appellarsi al loro senso civico, sarebbe stato rivedere l'ordinanza del 19 maggio 2010, che non nomina neanche i medici di base, ordinando loro di compilare le anagrafi della fragilità e di visitare gli anziani più a rischio in caso di passaggio dal livello di allerta 2 al livello 3. Solo attivando la prima linea del Servizio sanitario nazionale, infatti, si potrà impedire che i Pronto Soccorso vengano intasati da chiamate di anziani, come sta avvenendo da 10 giorni a questa parte e come, purtroppo, avverrà ancora». 15/07/2010 Argomento: NAZIONALE Pag. 2 Data: 16-07-2010 L'Adige ROMA - L'emergenza-caldo marcia verso il picco, previsto dalla Protezione Civile tra oggi e domani Adige, L' "" Data: 16/07/2010 Indietro ROMA - L'emergenza-caldo marcia verso il picco, previsto dalla Protezione Civile tra oggi e domani ROMA - L'emergenza-caldo marcia verso il picco, previsto dalla Protezione Civile tra oggi e domani. Il bollettino sulle ondate di calore ha segnalato ieri in rosso, corrispondente al livello massimo, il 3, dieci città (Bolzano, Brescia, Firenze, Genova, Milano, Perugia Roma, Torino, Trieste, e Venezia). Ma la geografia dell'afa, secondo il Sistema Nazionale di Sorveglianza del Dipartimento, oggi comprenderà anche Campobasso, Civitavecchia, Frosinone, Latina, Messina, Rieti, Verona e Viterbo, per un totale di 18 centri urbani, fino al top di sabato 17 con 21 città roventi. Si suda anche sui monti, con temperature che segnano il record degli ultimi 90 anni in Alto Adige. Alla luce di queste condizioni meteorologiche estreme, peraltro una delle cause della morte di un camionista di Rovigo accaduta nel pomeriggio a Chiari nel bresciano, il ministro della Salute Ferruccio Fazio ha inviato una lettera agli Assessorati alla Salute e ai Servizi Sociali delle Regioni, all'Anci, ai Medici di Medicina Generale (Mmg) e ai Prefetti, per sollecitare l'adozione di «ogni iniziativa concertata utile a favorire il miglior coordinamento nel fronteggiare gli effetti delle ondate di calore». E ha rivolto un appello agli italiani: «Prima di andare al Pronto Soccorso, in presenza di sintomi legati al caldo, chiamate il medico di famiglia». Inoltre, a partire dalle ore 8 di stamattina fino alle ore 20 sarà attivo tutti i giorni, compresi il sabato e la domenica, il numero verde 1500 del dicastero della Salute per informazioni e consigli dispensati da personale appositamente formato. Sul fronte della prevenzione il Comune di Foggia, dove si registrano temperature che si aggirano sui 40 gradi, fornirà pasti a domicilio per gli anziani over 65. A Roma, ha precisato il direttore della Protezione civile di Roma, Tommaso Profeta, sono state distribuite in strada, in questi ultimi tre giorni, circa 200 mila bottigliette d'acqua che equivalgono a 100 mila litri. Per gli anziani un municipio sta sperimentando un braccialetto «biometrico» che rileva automaticamente frequenze cardiache, pressione, temperature e persino eventuali cadute. Ieri le chiamate al solo 118 di Milano sono state circa 1.800, il 20% in più rispetto ai giorni scorsi. Le temperature elevate e l'assenza di piogge stanno poi favorendo gli incendi: nelle ultime 36 ore i mezzi aerei della flotta dello stato gestita dal Dipartimento della Protezione Civile sono intervenuti su 18 roghi, per la maggior parte dei casi sviluppatisi nelle regioni del centro-sud. 16/07/2010 Argomento: NAZIONALE Pag. 3 Data: 16-07-2010 L'Adige Fotovoltaico e fonti rinnovabili per la protezione civile e la piscina Adige, L' "" Data: 16/07/2010 Indietro Borgo Cappotto termico al centro sociale di Olle Fotovoltaico e fonti rinnovabili per la protezione civile e la piscina BORGO - Una variazione di poco superiore al milione di euro è stata approvata, l'altra sera, dal consiglio comunale. 13 voti favorevoli e l' astensione delle minoranze per una manovra che serve alla permuta di terreni dell'area perequativa AT6 (165 mila euro), per un contributo agli alpini per realizzare il nuovo acquedotto dell'ex casina forestale in Sella (50 mila euro), per contributi ad associazioni sportive e culturali (24.500 euro) e per l'impiego di fonti rinnovabili per il riscaldamento dell'acqua della nuova piscina (83.700 euro). Con altri 111 mila euro si metterà mano alla viabilità con asfaltature, sbarrieramento dei marciapiedi e l'isola pedonale in via Hippoliti, 10 mila euro serviranno per la manutenzione alla rete pubblica di illuminazione e con 48 mila euro saranno finanziate ulteriori spese al Centro di protezione civile, dove con 330 mila euro verrà realizzato sul manto di copertura un nuovo impianto fotovoltaico. Previsti lavori straordinari all'asilo nido (10 mila euro), nuove bacheche per i servizi cimiteriali (2.600 euro) mentre con 170 mila euro saranno completati i lavori al centro sociale di Olle. Sull'opera il consigliere Fabio Pompermaier ha chiesto chiarimenti. «La maggiore spesa - hanno ribadito sindaco e giunta - è dovuta alla realizzazione del cappotto termico, ai nuovi serramenti e ai lavori di sistemazione dell'area esterna». Con l'astensione di Enzo Boso è stata stipulata una convenzione con la Comunità di valle per la collaborazione nella gestione dello Spazio giovani. M. D. 16/07/2010 Argomento: NAZIONALE Pag. 4 Data: 15-07-2010 Adnkronos Allarme caldo, nove città in allerta Sabato si sfioreranno i 40 gradi ultimo aggiornamento: 15 luglio, ore 17:15 Roma - (Adnkronos/Ign) - Bolzano, Brescia, Genova, Firenze, Milano, Perugia, Roma, Torino e Trieste strette nella morsa dell'afa. Ma il picco si avrà tra domani e dopodomani. (VIDEO). Il metereologo: "Tra il 17 ed il 18 temporali e aria più fresca". Fazio: "Non intasare pronto soccorso". In carcere centinaia di malori al giorno. Ghiaccioli, docce e dieta ad hoc: al Bioparco la canicola si combatte così (FOTO) commenta 0 vota 1 invia stampa Roma, 15 lug. - (Adnkronos/Ign) - Continuerà almeno fino a domenica l'ondata di caldo africano, torrido e afoso che ha colpito l'Italia in questi giorni. Le temperature aumenteranno ancora con punte fino a 40 gradi tra venerdì e sabato complice anche l'elevato contenuto di umidità nell'aria che non darà tregua alla popolazione di alcune città. Il sito della Protezione Civile, che registra le ondate di calore, segnala per oggi nove città a livello di allerta 3 , quello massimo, in cui si prevedono condizioni meteorologiche a rischio che persistono per tre o più giorni consecutivi: sono Bolzano, Brescia, Firenze, Genova, Perugia, Torino, Roma e Trieste e Venezia. Livello di allerta 2 invece per le città di Bologna, Campobasso, Civitavecchia, Frosinone, Latina, Messina, Napoli, Pescara, Rieti, Venezia, Verona e Viterbo. Una situazione che si aggraverà nel fine settimana: per domani sono 19 i centri urbani italiani, sui 27 monitorati, con il livello di allerta massima, soprattutto del centro nord (Bolzano, Bologna, Brescia, Campobasso, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Messina, Milano, Perugia, Rieti, Roma, Torino, Trieste, Venezia, Verona e Viterbo). Caldo anche a Napoli, Palermo e Pescara, in cui è prevista un'allerta di 'livello 2. Mentre per sabato il sito della Protezione Civile, prevede il 'livello rosso' in 21 città. Soltanto "tra il 17 ed il 18 - riferisce all'ADNKRONOS il colonello Paolo Ernani - l'alta pressione africana subirà una sensibile attenuazione per il transito a nord e sui parte del centro di un sistema nuvoloso che potrebbe dar luogo a temporali di forte intensità e grandinigeni. Tale sistema determinerà un calo generale delle temperature prima a nord e poi al centro ed infine in misura minore anche al sud". "La ventilazione inoltre, per lo più a componente settentrionale, farà abbassare notevolemente il contenuto di umidità atmosferica - ha continuato il meteorologo- con conseguente quasi scomparsa dell'afa. Inoltre l'analisi delle carte a lunga scadenza non evidenzia più 'per ora' la possibilità di altre ondate di calore". "Come si sa per la nostra penisola il periodo più caldo dell'anno si verifica normalmente tra l'ultima decade di luglio e la prima decade di agosto - ha precisato Ernani - e questa caratteristica climatica quest'anno sembra si sia anticipata di circa 20 giorni. Infatti le alte temperature in Italia si sono registrate proprio tra la fine di giugno sino ad oggi. Per concludere dovremmo avere ancora un paio di giorni di caldo e di afa e poi le temperature tenderanno a portarsi su livelli miti e comunque sotto la media del periodo". La Protezione civile segnala, inoltre, che il Ministero della Salute ha istituito un numero verde unico per fronteggiare l'emergenza. E' l'1500. I cittadini potranno chiamare per parlare con gli operatori, fra cui medici, e avere informazioni sul comportamento da adottare e conoscere i numeri specifici per ogni Regione da contattare in caso di bisogno. Argomento: NAZIONALE Pag. 5 Data: 15-07-2010 Adnkronos Incendi: Protezione civile, Canadair ed elicotteri in azione su 18 roghi nelle ultime 36 ore ultimo aggiornamento: 15 luglio, ore 19:40 commenta 0 vota 1 invia stampa Roma, 15 lug. - (Adnkronos) - Le prolungate condizioni meteorologiche in atto sul nostro Paese, caratterizzate da temperature elevate ed assenza di precipitazioni, stanno favorendo la propagazione di numerosi incendi boschivi. Lo rende noto la Protezione civile, spiegando che nelle ultime 36 ore, sono state 18 le richieste di concorso aereo pervenute al Dipartimento della Protezione Civile in supporto all'azione di spegnimento svolta a terra e di competenza delle diverse Amministrazioni regionali. Argomento: NAZIONALE Pag. 6 Data: 15-07-2010 Adnkronos Tre roghi nel tarantino, decine gli ettari di macchia mediterranea bruciati ultimo aggiornamento: 15 luglio, ore 19:59 Bari - (Adnkronos) - Arrivati i velivoli antincendio per supportare le operazioni a terra commenta 0 vota 2 invia stampa Bari, 15 lug - (Adnkronos) - La Sala operativa permanente della Protezione civile regionale pugliese sta gestendo diversi incendi nella provincia di Taranto ed ha richiesto l'intervento di velivoli antincendio per supportare le operazioni a terra. A Grottaglie, in localita' 'Masseria Vicentino', le fiamme hanno gia' distrutto 10 ettari di macchia mediterranea. Sul posto, dove stanno lavorando squadre del Corpo forestale dello stato, dei Vigili del fuoco, del Servizio foreste della Regione e volontari, stanno arrivando anche due aerei 'Fire boss' e un Canadair. A Castellaneta 30 ettari di macchia mediterranea sono gia' stati bruciati dalle fiamme. Sono al lavoro Vigili del fuoco, volontari e Servizio foreste. In arrivo sul luogo del rogo di Castellaneta in questi minuti anche un velivolo 'Ericson S 64' e uomini del Corpo forestale. Infine la Protezione civile regionale sta coadiuvando le attivita' di spegnimento dell'incendio divampato nei pressi della Polveriera della Marina militare di Taranto. Un canadair e un elicottero 'Ericson S 64' sono gia' giunti in aiuto degli uomini del Corpo forestale, dei Vigili del fuoco e degli aerei AB 212 della Marina militare. Argomento: NAZIONALE Pag. 7 Data: 15-07-2010 Agi CALDO: SABATO DI FUOCO, MESSINA TRA 21 "LIVELLI ROSSI" 15.07.2010 22:21 AMBIENTE: MUCCILLI, NON BALNEABILI SOLO FOCI FIUMI 22:20 ASSOCIAZIONE COMUNI E REGIONI: D'AMBROSIO, AUGURI A PICCIANO 22:19 22:18 RISCHIO IDROGEOLOGICO: TUTTO IL MOLISE AD ALTO RISCHIO 13.07.2010 11:18 SALUTE: FAZIO INCONTRA IORIO SU PIANO RIENTRO REGIONE MOLISE 12.07.2010 22:31 CALDO: PROTEZIONE CIVILE, ALLERTA ARANCIONE A CAMPOBASSO 22:28 STALKING: MINACCE, MESSAGGINI E COLLA A SERRATURA DELLA EX 22:28 MOLISE: DI PIETRO NON ESCLUDE CANDIDATURA A REGIONALI 2011 22:27 ITTIERRE: PETRAROIA, AIUTARE AZIENDE INDOTTO 22:26 COLPO DA 100 MILA EURO ALL'IPER DI MONTENERO DI BISACCIA 19:50 MOLISE: DI PIETRO NON ESCLUDE CANDIDATURA A REGIONALI 2011 15:44 STALKING: MINACCE, MESSAGGINI E COLLA A SERRATURA DELLA EX 30.06.2010 20:04 COSTI POLITICA: CONSIGLIO REGIONALE TAGLIA 50% SPESE AUTO BLU 20:03 MOLISE: IDV ESCE DA ALLEANZA REGIONALE CENTRO SINISTRA 20:02 DDL ALFANO: FNSI PROCLAMA LO SCIOPERO IL 9 LUGLIO Flash News Ricerca 22:09 USA: BP VICINA A CESSIONE ASSET DA 11 MLD DLR AD APACHE 21:49 LOCKERBIE: AMBASCIATORE GB, LIBERARE MEGRAHI UN ERRORE 21:41 USA: BERNANKE, RIFORMA WALL STREET EVITERA' ALTRE CRISI 21:22 USA: DA SENATO VIA LIBERA A RIFORMA WALL STREET 20:45 PETROLIO: CHIUSURA IN CALO PER BARILE USA A 76, 62 DOLLARI 20:42 FEDERALISMO: TREMONTI, QUESTIONE SUD E' QUESTIONE NAZIONALE 20:15 EOLICO: RIESAME ROMA CONFERMA CARCERE PER CARBONI E LOMBARDI 19:45 FIAT: TREMONTI, CON POMIGLIANO IL LAVORO TORNA AL SUD Leggi tutte le news 1/6IndietroAvanti NewsOn NOTIZIARI REGIONALI Abruzzo Calabria Campania Emilia Romagna Friuli Venezia Giulia Lazio Liguria Lombardia Marche Molise Piemonte Puglia Sardegna Sicilia Toscana Umbria Veneto AGI INPDAP News ANAS News Progetti e lavoro Appalti e viabilità Inter Press Service News Servizi Tutte le notizie sul tuo cellulare Agenzia Italia Chi siamo Contattaci Info Pubblicita' Area clienti Login RSS © 1999-2010 AGI S.P.A. Privacy Policy P.IVA 00893701003 Argomento: NAZIONALE Pag. 8 Data: Agrigento Notizie 15-07-2010 Da domani la Protezione civile comunale avrà nuovi mezzi Cronaca | Agrigento | 15 Lug 2010 | 16:03 Domani 16 luglio, alle 10, in piazza Pirandello, il sindaco Marco Zambuto, accompagnato dall'assessore per la Protezione civile Renato Buscaglia, precederà alla consegna formale dei mezzi che saranno utilizzati dal personale del servizio comunale di protezione civile. Gli autoveicoli di cui disporrà tale servizio sono: un fuoristrada modello pick-up Mitsubishi L 200, due autobotti ed un'autovettura. Detti mezzi, compreso il nuovo fuoristrada, sono stati appositamente personalizzati. Durante la cerimonia avverrà anche, da parte di don Enzo Sazio, la benedizione degli stessi mezzi, del personale comunale e di quello facente parte del gruppo comunale di protezione civile. Per l'occasione si procederà a fare il punto del ruolo e dell'attività svolta da tale importante servizio comunale che opera in sinergia con quello regionale. Argomento: NAZIONALE Pag. 9 Data: 15-07-2010 Asca INCENDI: PROTEZIONE CIVILE, 18 ROGHI NELLE ULTIME 36 ORE. INCENDI: PROTEZIONE CIVILE, 18 ROGHI NELLE ULTIME 36 ORE (ASCA) - Roma, 15 lug - ''Le prolungate condizioni meteorologiche in atto sul nostro Paese, caratterizzate da temperature elevate ed assenza di precipitazioni, stanno favorendo la propagazione di numerosi incendi boschivi. Nelle ultime 36 ore, infatti, sono state 18 le richieste di concorso aereo pervenute al Dipartimento della Protezione Civile in supporto all'azione di spegnimento svolta a terra e di competenza delle diverse Amministrazioni regionali''. A dichiararlo in una nota il dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del consiglio dei Ministri. ''Ieri - come spiega la nota - tre roghi si sono verificati in Sicilia, nelle province di Palermo, Catania e Trapani, tutti spenti a fine giornata anche grazie al concorso dei velivoli. Altri due incendi hanno interessato la Puglia, ed uno per ciascuna regione in Abruzzo, Lazio e Calabria, tutti domati nel pomeriggio anche grazie all'intervento di quattro Canadair e due velivoli ultraleggeri Fire Boss della Protezione civile nazionale''. ''Nella giornata di oggi - ricorda la Protezione Civile - e' ancora la Sicilia a contare il maggior numero di richieste di intervento aereo, cinque da questa mattina, tra le province di Agrigento, Caltanissetta, Palermo e Siracusa, dove stanno lavorando senza sosta tre Canadair, quattro Fire Boss ed un elicottero S64 del Dipartimento, cosi' come in Puglia, esattamente in provincia di Taranto, dove i mezzi antincendio stanno operando su un fronte di fuoco di 200 metri''. ''Una invece - aggiunge la nota della Protezione Civile - la richiesta giunta dalla Calabria dove le fiamme sono gia' state spente''. res/sam/ss Argomento: NAZIONALE Pag. 10 Data: 15-07-2010 Asca CALDO: PROT. CIVILE, ALLARME MASSIMO IN NOVE CITTA' D'ITALIA . CALDO: PROT. CIVILE, ALLARME MASSIMO IN NOVE CITTA' D'ITALIA (ASCA) - Roma, 15 lug - Nuovo allarme per le ondate di calore sulla Penisola. La Protezione civile ha posto sotto il livello 3 di allerta (cioe' il massimo) nove citta': Bolzano, Brescia, Firenze, Genova, Perugia, Torino, Roma, Trieste e Venezia. Le alte temperature, con valori massimi superiori alle medie del periodo, accompagnate da un elevato contenuto di umidita' nell'aria, sottolinea la Protezione civile, ''provochera' ancora in questi giorni disagi per la popolazione di molte citta' italiane''. Livello di allerta 2 per la giornata di oggi e' segnalato, invece, per le citta' di Bologna, Campobasso, Civitavecchia, Frosinone, Latina, Messina, Napoli, Pescara, Rieti, Verona e Viterbo. gc/cam/ss Argomento: NAZIONALE Pag. 11 Data: 15-07-2010 Asca CALDO: OGGI LIVELLO 3 IN OTTO CITTA', PER EMERGENZE NUMERO VER DE 1500. CALDO: OGGI LIVELLO 3 IN OTTO CITTA', PER EMERGENZE NUMERO VERDE 1500 (ASCA) - Roma, 15 lug - Ancora caldo torrido in Italia. Le temperature aumentano e lo faranno ancora, i valori massimi sono superiori alle medie del periodo e l'elevato contenuto di umidita' nell'aria provoca ancora disagi per la popolazione di alcune citta'. Il mattinale della Protezione Civile segnala per oggi otto citta' a livello di allerta 3 (ondata di calore: condizioni meterologiche a rischio che persistono per tre o piu' giorni consecutivi. E' necessario adottare interventi di prevenzione mirati alla popolazione a rischio): Bolzano, Brescia, Firenze, Genova, Perugia, Torino, Roma e Trieste. Livello di allerta 2 (temperature elevate e condizioni meteorologiche che possono avere effetti negativi sulla salute della popolazione a rischio) invece per le citta' di Bologna, Campobasso, Civitavecchia, Frosinone, Latina, Messina, Napoli, Pescara, Rieti, Venezia, Verona e Viterbo. Il dipartimento ricorda che il ministero della Salute ha istituito un numero verde unico per fronteggiare l'emergenza: il 1500. I cittadini potranno chiamare per parlare con gli operatori, fra cui medici, e avere informazioni sul comportamento da adottare e conoscere i numeri specifici per ogni Regione da contattare in caso di bisogno. Secondo le previsioni meteo della Protezione Civile, l'Italia e' ancora sotto l'azione di una ampia e solida struttura anticiclonica estesa dalle coste nord-africane all'entroterra russo, che continua ad assicurare condizioni di tempo stabile e soleggiato su tutto il territorio, fatta eccezione per qualche isolato piovasco pomeridiano sui rilievi alpini. Questa situazione comporta un ulteriore aumento della temperature, che unita ad ristagno dell'umidita' nei bassi strati, accentua l'afa e la sensazione di disagio. Le temperature, infatti, saranno in lieve ulteriore aumento, con valori sopra la media del periodo. map/cam/bra Argomento: NAZIONALE Pag. 12 Data: 15-07-2010 Asca ABRUZZO/IMPRESE: CASTIGLIONE, 16 MLN PER INNOVAZIONE E SICURE ZZA. ABRUZZO/IMPRESE: CASTIGLIONE, 16 MLN PER INNOVAZIONE E SICUREZZA (ASCA) - L'Aquila, 15 lug - Otto milioni di euro, che diventeranno sedici grazie allo scorrimento della graduatoria, saranno erogati, a valere sul Por-Fesr 2007/2013, alle aziende abruzzesi che ne hanno fatto richiesta, per introdurre rilevanti innovazioni nel sistema produttivo (linea A della misura) e per promuovere l'eco innovazione e la sicurezza nei luoghi di lavoro (linea B). Lo ha reso noto l'assessore allo Sviluppo economico della Regione Abruzzo, Alfredo Castiglione. Le domande pervenute sono state 1.000, 624 quelle ammissibili e 83 quelle finanziate tra linea A e B. ''Proprio in virtu' del successo della misura - ha spiegato l'Assessore - abbiamo ritenuto di raddoppiare il finanziamento da otto milioni a sedici, attraverso lo scorrimento della graduatoria, che sara' deliberato gia' il prossimo lunedi' dalla Giunta regionale''. ''Soprattutto sulla linea A per innovare i processi produttivi - ha aggiunto Castiglione - si e' registrato un maggiore interesse delle aziende che vogliamo in qualche modo assecondare''. Castiglione ha quindi avvertito che la ''esiguita' delle risorse e' anche legata alla rimodulazione dei fondi comunitari imposta dall'Unione europea dopo il terremoto''. ''Vorrei ricordare - ha sottolineato - che per andare incontro alle esigenze della popolazione, e per sostenere il riavvio del processo produttivo, sull'area del cratere sono stati emessi bandi per 46 milioni di euro. Ora aspettiamo che le Regioni, come e' nella prassi in caso di gravi eventi naturali, rendano accessibile il fondo di solidarieta' che si sono impegnate a versare all'Abruzzo e che ammonta a circa 200 milioni di euro''. Entrando nel merito della spesa dei fondi comunitari Castiglione ha dichiarato che ''ogni allarmistica previsione e' destituita di fondamento''. ''Il mio settore - ha assicurato - entro l'anno mettera' a bando tutte le misure previste e siamo convinti di non dover utilizzare nemmeno il benefit concessoci dall'Unione europea dopo il terremoto, di posticipare di un anno la rendicontazione. Contiamo di essere pronti per aprile del prossimo anno''. Infine, l'Assessore ha avvertito che questi sono gli ultimi bandi sui fondi strutturali che dal 2013 si azzereranno, ''cosi' come tutte le prossime misure avranno come priorita' i poli di innovazione e non le singole aziende, in un'ottica di superamento della logica dei consorzi industriali in favore dei centri sinergici''. iso/gc/rob (Asca) Argomento: NAZIONALE Pag. 13 Data: 15-07-2010 Asca ALTO ADIGE: DOMANI ESERCITAZIONE ANTICENDIO SU FERROVIA VAL VENOSTA. ALTO ADIGE: DOMANI ESERCITAZIONE ANTICENDIO SU FERROVIA VAL VENOSTA (ASCA) - Bolzano, 15 lug - La ferrovia della Val Venosta domani sara' al centro di un'esercitazione antincendio con la simulazione di un intervento per domare le fiamme sprigionatesi in un convoglio. Per questo motivo, alcune corse serali saranno sospese nel tratto Merano-Rabla', dove sara' operativo un servizio di autobus sostitutivi. ''Si tratta di un'esercitazione programmata da tempo - sottolinea l'assessore alla mobilita' della Provincia di Bolzano Thomas Widmann - visto che da quando la linea e' passata alla Provincia ogni anno viene simulata una situazione di pericolo lungo la ferrovia della Val Venosta''. ''Questa volta l'esercitazione riguardera' un incendio, - spiega l'assessore - con la presenza di feriti, a bordo di un treno nel tratto Merano-Rabla', in una zona particolarmente difficile da raggiungere in quanto situata fra due gallerie''. ''La simulazione di intervento avra' inevitabilmente qualche effetto sul traffico ferroviario. - Osserva Widmann - Verranno infatti sospesi i treni in partenza da Merano alle 22.46 (arrivo a Rabla' alle 23) e da Rabla' alle 22.19 (arrivo a Merano alle 22.34). Il percorso Malles-Rabla', con partenza dal capolinea alle 21.20 verra' regolarmente coperto dal treno, e la tratta Rabla'-Malles sara' normalmente aperta al traffico ferroviario in entrambe le direzioni''. ''Per i viaggiatori che devono spostarsi tra Merano e Rabla' - conclude - e' invece previsto un servizio di bus sostitutivi con partenza da Rabla' alle 22.19 e da Merano alle 22.46: le corse faranno tappa a Lagundo, Marlengo e Tel. Il treno in partenza alle ore 23 da Rabla' con destinazione Malles attendera' in ogni caso l'arrivo dei viaggiatori a bordo degli autobus''. res/cam/bra (Asca) Argomento: NAZIONALE Pag. 14 Data: 15-07-2010 Asca ABRUZZO/RICOSTRUZIONE: POOL ESPERTI MONDIALI PER PENSARE L'A QUILA FUTURA. ABRUZZO/RICOSTRUZIONE: POOL ESPERTI MONDIALI PER PENSARE L'AQUILA FUTURA (ASCA) - L'Aquila, 15 lug - Aldo Bonomi, Paolo Leon, Cesare Trevisani, Vittorio Magnago Lampugnani, Giuseppe De Rita ed Alvaro Siza. E' questo il pool di luminari di livello mondiale (sociologi, architetti, urbanisti, economisti) che affiancheranno la Strutture tecnica di Missione, guidata da Gaetano Fontana, per pensare all'Aquila del domani. Si ritroveranno il 26 di luglio per un grande convegno su ''Ricostruzione: strategie per il futuro'' ed andranno avanti, stabilmente, nell'opera di sostegno a chi dovra' compiere scelte decisive per l'avvenire della citta' terremotata e del suo comprensorio. L'idea di ricorrere ad un confronto multidisciplare ed internazionale e' stata illustrata stamane del Commissario delegato per la ricostruzione, Gianni Chiodi, dal suo vice, Massimo Cialente, da Gaetano Fontana, dal presidente della Provincia dell'Aquila, Antonio Del Corvo, e dal vice presidente del Consiglio regionale d'Abruzzo, Giorgio De Matteis. ''Dal 26 di questo mese - ha esordito Chiodi - si aprira' un dibattito per andare oltre la ricostruzione fisica della citta'. Ora sappiamo su che cosa stiamo lavorando per il recupero edilizio dell'Aquila, ma non sappiamo cosa sara' di essa oltre il 2020 ed oltre l'aspetto piu' propriamente materiale. Questi anni devono servirci a preparare cio' che sara' dopo, cio' che lasceremo alle generazioni future''. ''Per questo e' necessaria una visione strategica d'insieme - ha aggiunto - affinche' L'Aquila diventi molto piu' forte e competitiva dell'ante sisma. E' il dovere di una classe dirigente sempre, (programmare ed investire nel futuro); e' una dovere, ancor piu', della classe dirigente locale perche' si stanno utilizzando fondi del Paese al quale dobbiamo mostrare un risultato che mai si e' visto in altre occasioni''. Il Commissario ha altresi' sottolineato che l'autoreferenzialia' non giova a nessuno. Ecco perche' l'intenzione di coinvolgere l'intellighenzia, senza limiti di competenze e nazionalita'. Con il pool di esperti internazionali comincera' un confronto a tutto campo che, necessariamente, dovra' tener conto di cio' che e' rimasto del capoluogo di regione, di cio' che e' diventato in questo difficile anno di recupero di identita', di cio' che vorra' essere. Ne' Chiodi, ne' Cialente hanno ignorato l'esistenza di tantissimi problemi contingenti ancora legati all'emergenza, ma hanno ribadito che perche' L'Aquila possa fare un salto di qualita', diventare vetrina del sapere e del saper fare, evolvere nella piu' grande impresa europea, e' necessario aprirsi al genio ed alla competenza di figure di grido. Due percorsi non antitetici, ma complementari. Antonio Del Corvo, dal proprio canto, ha auspicato che questo momento di alta riflessione si concluda il prima possibile, per far spazio alle decisioni, delle quali mettere al corrente i cittadini. Cittadini che vogliono strategie, appunto, progetti a medio-lungo termine, speranze. De Matteis, infine, ha esortato ad innalzare i toni del dibattito e non a limitarsi a risolvere i problemi contingenti: ''Bisogna lasciare alle generazioni che verranno un futuro, altrimenti a nulla sara' valso far tornare all'Aquila i nostri figli, iscriverli alle scuole, mantenere il livello formativo dell'Universita', lottare ogni giorno per tornare a vivere''. iso/gc/ss Argomento: NAZIONALE Pag. 15 Data: 15-07-2010 Asca ABRUZZO/RICOSTRUZIONE: PEZZOPANE, NASCE ASSOCIAZIONE ''CANTIE REAQ''. ABRUZZO/RICOSTRUZIONE: PEZZOPANE, NASCE ASSOCIAZIONE ''CANTIEREAQ'' (ASCA) - L'Aquila, 15 lug - Per una ricostruzione partecipata e ''monitorata''. Con questi obiettivi e' nata ''CantiereAQ'', la nuova Associazione nazionale per la ricostruzione dell'Aquila. ''CantiereAQ e' un organismo aperto al contributo di tutti quelli che amano la loro citta' e che generosamente vogliono dare una mano, con idee, progetti, suggerimenti per una ricostruzione partecipata, dal basso - ha spiegato Stefania Pezzopane, vice presidente del Consiglio provinciale dell'Aquila, tra i promotori dell'idea - Gli unici colori che ci contraddistinguono sono il nero e il verde, quelli dell'aquilanita'; ma la nuova Associazione avra' un respiro nazionale''. Prima riunione operativa lunedi' prossimo, 19 luglio. Prevista la partecipazione del sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, del deputato Pd, Giovanni Lolli, di Maria Rita Lorenzetti, gia' presidente della Regione Umbria e Commissario per la ricostruzione post terremoto in quella regione, di giornalisti come Piero Badaloni, Giuseppe Giulietti e David Sassoli (anche eurodeputato). ''Saranno soci dell'Associazione - ha spiegato la Pezzopane - e a loro chiederemo di fare da ponte con il resto del Paese e con l'Europa, di monitorare la ricostruzione dell'Aquila, di far capire all'Italia intera qual e' la vera situazione in citta' e quali le nostre reali esigenze''. ''Con l'attenzione e il supporto di osservatori nazionali, giornalisti, esponenti del mondo politico, della cultura, scrittori - ha auspicato ancora - riusciremo a sollevare la cortina di omerta' di certa stampa, che disinforma, lasciando passare il messaggio che qui tutto e' risolto e che noi aquilani abbiamo gia' ottenuto tutto, anzi troppo''. Ogni mese l'Associazione proporra' momenti di incontro e di confronto e per i prossimi appuntamenti hanno gia' dato la loro disponibilita' Nichi Vendola e Sabina Guzzanti. iso/gc/bra Argomento: NAZIONALE Pag. 16 Data: 15-07-2010 Asca CALDO: A PERUGIA, ANCHE DOMANI E SABATO ATTIVATO IL LIVELLO TR E. CALDO: A PERUGIA, ANCHE DOMANI E SABATO ATTIVATO IL LIVELLO TRE (ASCA) - Perugia, 15 lug - Temperature massime sopra i 36 gradi; il bollettino regionale sull'emergenza calore comunicato dal Dipartimento della Protezione civile indica l'attivazione della fase di emergenza, livello 3, oltre che per la giornata odierna anche per domani, venerdi' 16 e sabato 17 a Perugia, con temperatura massima percepita di 36 gradi. Secondo quanto previsto dal piano Comunale perugino di Gestione per l'emergenza calore, viene estesa presso l'Unita' Operativa Ambiente e Protezione Civile, con sede a Pian di Massiano l'attivazione del Centro Operativo Comunale, dalle 8 alle 18 per tutta la durata dell'emergenza (livello 3, gia' oggi giovedi' 15 e venerdi' 16 luglio). In una nota comunale si ribadiscono i consigli per l'emerganza calore, rivolti alla popolazione a rischio: bere piu' liquidi (in particolare acqua), di stare in casa o in zone ombreggiate e fresche e, se possibile, in ambienti condizionati nelle ore di maggiore insolazione (tra le 11 e le 15). Se si percepisce un surriscaldamento corporeo, aumentare la ventilazione o, se possibile, usare un condizionatore. Nelle ore piu' calde, se non si ha un condizionatore in casa, e' opportuno fare docce e bagni extra. Anche l'alimentazione aiuta: e' preferibile consumare pasti leggeri, ed ancora non sostare in automobili ferme al sole ne' lasciare mai persone, specialmente bambini o anziani ne' animali domestici, in auto. pg/gc/rob (Asca) Argomento: NAZIONALE Pag. 17 Data: 15-07-2010 Avvenire «Terremoto, la ricostruzione è ferma» CRONACA 15-07-2010 DALLAQUILA ALESSIA GUERRIERI R icostruzione ferma, loccupazione che non cè, la sofferenza della gente e il bisogno di conforto. Racchiude la realtà della terra dA- bruzzo in poche calzanti parole il codirettore della Caritas dellAquila, don Ramon Mangili. Il grido dallarme arriva stavolta da chi in mezzo alla gente continua a starci da quindici mesi ed ha in sé tutta la disperazione di una popolazione che a fatica tenta di rialzarsi. «Non passa giorno - spiega il sacerdote - senza che alla nostra porta bussino persone chiedendo aiuto. I problemi sono quasi sempre legati a questioni economiche, ma molto spesso vi è la necessità di sfogarsi, di essere ascoltati perché di fronte ad una ricostruzione e ad una ripresa delle attività che non decollano, ci accorgiamo di come sempre più persone siano vittime di depressioni ed esaurimenti. Noi facciamo quello che possiamo per dare speranza». Il lavoro a LAquila non cè più e chi lo ha perso per il terremoto ad oltre un anno dal sisma non lo ha ancora ritrovato, cadendo perciò in uno stato di disperazione profonda. «Il numero delle persone che seguiamo - continua il responsabile Caritas - è più che raddoppiato da prima del terremoto. Inoltre da giugno si è tornati dopo la sospensione a pagare le bollette, compresi gli arretrati e i mutui delle case, in alcuni casi distrutte. Questo per le famiglie in difficoltà diventa un ulteriore problema». Il vuoto interiore si somma così a quello delle case inagibili, dei lavori che si bloccano per la burocrazia e dei commercianti, che non riuscendo a riaprire i negozi pensano sempre più spesso di andar via. «Girando per la città precisa don Ramon - si vedono molti palazzi in cui sono stati montati i ponteggi, ma i lavori non partono perché mancano i fondi o le autorizzazioni e le varie istituzioni giocano a scaricabarile ». Il dramma aumenta se si guarda poi al centro storico, «delle oltre mille attività presenti solo una piccola parte è ripartita - conclude - Alcuni si sono spostati in altre zone della città o nei centri commerciali, non più di una quindicina poi hanno riaperto nelle uniche vie della zona rossa accessibili. Gli altri restano chiusi». LAquila, appello del codirettore della Caritas «Sempre più persone bussano per avere aiuto» Argomento: NAZIONALE Pag. 18 Data: 15-07-2010 Avvenire «Emergenza frane risorse al lumicino» CRONACA 15-07-2010 I consorzi di bonifica si alleano allAnci per governare le risorse idriche DA ROMA PAOLO VIANA I consorzi di bonifica bacchettano il governo e si alleano ai Comuni italiani. Lassemblea dellAssociazione Nazionale delle Bonifiche Italiane, che ha riunito ieri a Roma le delegazioni dei 137 enti consortili, ha svelato un 'buco' miliardario nella prevenzione di frane e alluvioni. LAnbi se lè presa innanzi tutto con la Finanziaria che non prevede nuovi stanziamenti, ad eccezione del miliardo destinato a piani straordinari come il rimboschimento di Giampilieri. Secondo lAnbi, quindi, non sarà possibile realizzare alcuna opera di contenimento: «Noi vogliamo spendere quattro miliardi in 15 anni per evitare di spendere, ogni anno, un miliardo per riparare i danni provocati dal dissesto idrogeologico, senza contare il dolore per le vittime» ha detto senza troppi giri di parole il presidente dei consorzi Massimo Gargano. Lacrime e sangue anche per il piano irriguo, da cui dipende la funzionalità della rete che disseta le campagne. In cassa ci sono solo 60 milioni. «Si tratta di una gravissima carenza perchè, tra le priorità del Paese, non può mancare un programma per la manutenzione dei corsi dacqua, delle opere idrauliche e di bonifica. In modo da rendere gli argini dei fiumi, i canali di bonifica, le sistemazioni montane, in grado di resistere anche in periodi di piogge eccezionali » spiega una nota Anbi, che si conclude ricordando come «quasi tutte le Regioni abbiano comunque individuato le priorità, indicando i progetti finanziabili». Commento non casuale, visto che allassemblea Anbi il ministro dellagricoltura Galan ha accusato i consorzi del Sud di non riuscire a spendere neanche i soldi che hanno. «Chiediamo al ministro Galan di condividere la nostra battaglia per il Paese» ha sottolineato Gargano, senza nascondere quanto siano tesi i rapporti tra il governo e questi istituti della sussidiarietà, che si autofinanziano con i contributi degli utenti e chiedono allo Stato solo di provvedere al- la manutenzione della rete irrigua. Se Galan ha sfidato la freddezza dellassemblea - in un clima che ha innervosito il presidente della Coldiretti Sergio Marini, il quale ha parlato di «scaricabarile » - la Prestigiacomo non si è neanche presentata: «lo stesso invito alla collaborazione ha insistito Gargano lo lanciamo al Ministro dellAmbiente che finora, su questi temi, è un convitato di pietra». Ben diverso il rapporto tra Anbi e Comuni. Voltando pagina su anni di attriti - memorabili gli scontri tra agricoltori e sindaci sulla distribuzione delle risorse irrigue in tempo di siccità - ieri Gargano e Giovanni Alemanno in qualità di presidente del consiglio Anci hanno firmato un protocollo dintesa per la sicurezza idrogeologica. Le politiche di pianificazione su acque di scolo, rifiuti, catasto del sistema fognario e depuratori saranno i primi banchi di prova. Resta, sullo sfondo, il nodo dei soldi. LAnbi rivendica le economie fatte - accorpando parecchi consorzi - e una migliore gestione della risorsa idrica: se nel 1985 lagricoltura utilizzava 28 dei 45 miliardi di metri cubi dacqua a disposizione del Paese, oggi questa quantità è scesa a 21 miliardi grazie a tecniche innovative. «Ciò nonostante, i finanziamenti per il Piano Irriguo Nazionale vengono quasi dimezzati; eppure è dalla disponibilità dacqua, che dipende l85% del made in Italy agroalimentare, vale a dire produzioni per circa 40 miliardi di euro!» ha esclamato Gargano, ricordando che proprio secondo il Ministero dellAmbiente, «il 68,6% dei comuni ricade in aree classificate ad alto rischio idrogeologico, che interessano il 7,1% della superficie territoriale» e che «negli ultimi 80 anni, si sono verificati 5.400 alluvioni e 11.000 frane». LA SITUAZIONE Nessuna siccità. Anzi, emergenza alluvioni fino a febbraio Lo stato di emergenza dichiarato dal governo dopo le ondate di maltempo degli scorsi mesi è stato prorogato fino al 28 febbraio 2011 per consentire gli interventi di ripristino. Per le regioni Emilia Romagna, Liguria e Toscana, in particolare, è stato dichiarato lo stato di emergenza in relazione agli eccezionali eventi meteorologici dellultima decade di dicembre 2009 e nei primi giorni di gennaio. Analoghi provvedimenti sono stati assunti per i gravissimi dissesti che hanno riguardato, ad ottobre 2009, la provincia di Messina e, a febbraio 2010, Catanzaro, Cosenza e Vibo Valentia. Per quanto riguarda le previsioni, poiché nel 2009 si sono registrate precipitazioni superiori alle medie degli ultimi anni, la stagione Argomento: NAZIONALE Pag. 19 Data: 15-07-2010 Avvenire «Emergenza frane risorse al lumicino» irrigua si annuncia regolare. I serbatoi alpini ed i grandi laghi settentrionali mostrano riempimenti nella media se non superiori. Anche nelle regioni dellItalia meridionale e insulare, secondo i dati diffusi dai consorzi di bonifica, la situazione risulta positiva. Argomento: NAZIONALE Pag. 20 Data: 15-07-2010 Basilicanet.it POLLINO, A SAN SEVERINO CAMPI VOLONTARIATO INTERNAZIONAL E 15/07/2010 12.03.25 [Basilicata] Da Domani (16 luglio) a San Severino Lucano saranno ospiti volontari di Legambiente per la seconda stagione di Campi di volontariato internazionale previsti nell'ambito del progetto “Costruiamo la rete di protezione civile del Parco del Pollino”, sostenuto dalla Fondazione per il Sud e nata dall'incontro tra le fondazioni di origine bancaria e il mondo del volontariato e del terzo settore per promuovere lo sviluppo del Mezzogiorno, proprio quale "iniziativa esemplare" di tutela e valorizzazione ambientale nel Meridione. I volontari, che provengono da tutte le parti del mondo, saranno impegnati nelle attività previste dal progetto, in affiancamento ai volontari delle associazioni locali e della protezione civile, per l'avvistamento incendi, per aumentare sempre più il fronte dei volontari all'opera di avvistamento, per creare una rete di vigilanza e controllo, la più capillare possibile in modo da ridurre al minimo gli eventuali danni prodotti dal fuoco. Saranno impegnati, inoltre, a realizzare interventi di piccola manutenzione (sentieristica, recupero punti acqua, ecc.) all'interno dell'area Parco, in accordo con l' amministrazione comunale. La giornata tipo dei volontari prevede al mattino lo svolgimento delle attività di manutenzione programmate, nel pomeriggio, in genere, libero da attività lavorative, i volontari vengono accompagnati a scoprire il Parco, in modo da poter così apprezzare le bellezze dei luoghi, in un'area protetta di elevato pregio ambientale e naturalistico. “Il Campo, dice il vicepresidente del Parco del Pollino Franco Fiore, offre tra le altre cose l'opportunità ai giovani volontari stranieri, di conoscere la nostra cultura, le nostre tradizioni, grazie al contatto diretto con gli ambienti e i paesaggi dei nostri comuni e offre un'occasione di promozione per la prevenzione degli incendi boschivi, campagna che il Parco sta portando avanti anche con buoni risultati”. “L'iniziativa, commenta il sindaco di San Severino Lucano Saverio De Stefano, è per noi, tra l'altro, occasione di promozione delle nostre bellezze paesaggistiche, della ricchezza del nostro centro storico, del valore delle nostre tradizioni locali che attraverso i giovani volontari stranieri saranno promosse e diffuse presso le loro comunità.” I campi di volontariato per la stagione 2010 sono tre: il primo prenderà il via il 16 luglio a San Severino Lucano, il secondo il 31 luglio a Terranova del Pollino e l'ultimo a Chiaromonte dal 17 agosto. BAS 05 Argomento: NAZIONALE Pag. 21 Data: 15-07-2010 Blog ClubRadio CALDO: FAZIO AVVIA NUMERO VERDE E PIANO ANZIANI FRAGILI giovedì, luglio 15, 2010 La situazione e di allerta e non migliorera nei prossimi giorni, quando sono previsti ancora innalzamenti della temperatura e massima allerta in 19 citta. E per rispondere al meglio alle esigenze sopratutto dei soggetti piu fragili, anziani malati in primis, il ministero della Salute attivera un numero verde (1500) e inviera una circolare ad amministratori locali prefetti e medici di famiglia per assicurarsi che tutti seguano le indicazioni. Chiamando il numero verde, che sara attivo in un paio di giorni, i cittadini potranno chiedere informazioni agli operatori, anche medici, su come comportarsi e sui numeri utili da chiamare in caso di bisogno. Siamo in situazione di allerta ha spiegato il ministro Ferruccio Fazio in Nord e centro Italia ce una situazione meteo che fa ritenere possa essere a rischio parte della popolazione, soprattutto gli anziani fragili. Le misure aggiuntive sono state disposte dal ministro al termine di un incontro con gli amministratori locali, la protezione civile, rappresentanti del ministero dellinterno e i medici di medicina generale, nel quale si e verificata anche lapplicazione del Piano operativo nazionale per la prevenzione degli effetti del caldo sulla salute, varato con una ordinanza ministeriale dello scorso 19 maggio. Il Piano prevede, tra le altre cose, che i Comuni trasmettano alle Asl gli elenchi degli over 65 e che le stesse Asl, in collaborazione con la protezione civile mettano in atto ogni opportuna iniziativa volta a prevenire e monitorare danni gravi e irreversibili a causa delle anomale condizioni climatiche legate alla stagione estiva, con particolare attenzione alle persone piu suscettibili agli effetti delle ondate di calore per condizioni di eta, salute, solitudine e fattori socio-ambientali. Grazie anche allimplementazione dei sistemi di allarme Heat Health Watch Warning System HHWWS, il progetto del ministero della Salute permette di elaborare piani organizzativi di intervento differenziati per livello di rischio climatico delle varie aree. La macchina per lemergenza, ha sottolineato il ministro e gia in moto e il Piano operativo per far fronte alle ondate di calore e buono e sperimentato. Fazio ha anche ribadito alcune delle avvertenze per evitare i rischi delle ondate di calore: Gli anziani con malattie croniche, cardiovascolari, metaboliche e tumori, sono piu a rischio. Per questi soggetti in particolare allora, niente lunghe esposizioni alle alte temperature, e il consiglio, valido per tutti di bere molta acqua per evitare la disidratazione dovuta alla sudorazione eccessiva. (ANSA) Argomento: NAZIONALE Pag. 22 Data: 15-07-2010 Bologna 2000.com Incendi boschivi: anche nel bolognese stato di grave pericolosità 15 lug 10 • Categoria Ambiente,Bologna Come precedentemente comunicato, il 16 giugno lAgenzia di Protezione Civile della Regione Emilia-Romagna ha disposto lattivazione della fase di attenzione per gli incendi boschivi su tutto il territorio regionale dal 01/07/2010 al 30/09/2010. In data 30/06/2010 ha, successivamente, dichiarato lo stato di grave pericolosità per gli incendi boschiviattivando la fase di preallarme per il periodo compreso dal 17/07/10 al 25/08/2010. Durante questo periodo di massima pericolosità è vietato: -accendere fuochi all'aperto nelle aree forestali, nei terreni saldi o pascolivi, o a minore distanza di 200 mt dai loro margini esterni; -l'abbruciamento controllato del materiale di risulta dei lavori forestali nelle aree forestali ed in particolare nei castagneti da frutto, nei terreni saldi o pascolivi; -accendere fuochi, usare apparecchi a fiamma o elettrici per tagliare metalli, usare motori, fornelli o inceneritori che producono faville o brace, fumare o comunque compiere ogni altra operazione che possa creare pericolo di incendio nelle aree forestali; -l'abbruciamento della vegetazione a scopo di pulizia nei terreni saldi e nei pascoli; -l'abbruciamento delle “stoppie” delle colture agrarie e della vegetazione erbacea infestante a meno di 200 mt dalle aree forestali, dai pascoli e dai terreni saldi; -effettuare manifestazioni sportive o competizioni agonistiche su strade che attraversano aree forestali. Sanzioni. La trasgressione a tali divieti comporta sanzioni da un minimo di 1.032 euro ad un massimo di 10.329 €. Dovere civico e giuridico. Si ricorda che chiunque avvisti un incendio che interessi o minacci un'area forestale ha l'obbligo, che oltre ad essere un dovere civico è anche giuridico, di dare l'allarme segnalandolo a: -Corpo Forestale dello Stato Servizio Antincendio Boschivo 1515 - Numero verde regionale 800 841 051 -Vigili del Fuoco 115 -Polizia di Stato Soccorso Pubblico di emergenza 113 -Carabinieri Pronto Intervento 112 -Polizia Municipale di Bologna 051266626 -Numero verde Agenzia Regionale di Protezione Civile (h24) per tutte le emergenze 800-333-911 Argomento: NAZIONALE Pag. 23 Data: Bresciaoggi(Abbonati) 16-07-2010 Estratto da pagina: 19 La Protezione civile schiera i volontari La sede in Comune Venerdì 16 Luglio 2010 PROVINCIA TRENZANO. Il primo impegno sarà con i corsi La Protezione civile schiera i volontari La sede in Comune Il responsabile è il sindaco Bianchi ma li coordina Massimo Ghirardi Anche Trenzano ha il suo Gruppo di Protezione Civile, nato col sostegno dell'Amministrazione comunale del sindaco Andrea Bianchi. «Abbiamo già 12 volontari, dieci uomini e due donne - informa il sindaco Bianchi, responsabile del gruppo - che hanno già seguito un corso base per fornire loro le prime conoscenze teoriche e pratiche». Questi i nomi dei volontari che fanno parte del gruppo : Gianfranco Battagliola, Giorgio Bianchi, Alfredo Renato Domi, Ahmed Fathallam, Ettore Ghilardi, Massimo Ghirardi (coordinatore del Gruppo), Santo Gualdi, Fabio Gualdi, Luigi Lodigiani, Luciano Quarantini, Franca Toninelli e Adelia Zotti. «Al momento la loro opera è essenzialmente di supporto alla Polizia locale per la sicurezza e la viabilità in occasione di eventi - ricorda Bianchi -. Non appena vi sarà l'occasione ognuno frequenterà appositi corsi di specializzazione; ci tengo a precisare che si tratta di volontari che operano a titolo completamente gratuito». In questi giorni l'amministrazione comunale ha anche trovato una sede per il gruppo, al primo piano del Municipio. P.T. Argomento: NAZIONALE Pag. 24 Data: 16-07-2010 Il Centro il comune distribuirà gratis l'acqua ONDATE DI CALORE CHIETI. Per l'ondata di calore prevista in città, oggi ci sarà per le vie del colle e dello scalo una distribuzione gratuita di acqua. L'iniziativa è stata presa ieri dall'assessore alla protezione civile, Ivo D Agostino per limitare i disagi derivanti le ondate di calore. Ieri, inoltre, il sindaco di Di Primio,(nella foto) ha nominato i responsabili della protezione civile: Luciano Di Muzio, servizio protezione civile; sanitaria e veterinaria: Dante Ranalletta; volontariato: Antonio Mancini; materiali, mezzi: Achille Cavallo; servizi essenziali ed attività scolastica: Luciana Rapattoni;censimento danni a persone e cose: Raimondo Censurato; funzione strutture operative locali e viabilità: Donatella Di Giovanni; funzione telecomunicazioni: Franco Vitale; funzione assistenza alla popolazione: Elisabetta Raspa; responsabile della segreteria: Ernani Finamore; addetto stampa: Massimo Berini. © RIPRODUZIONE RISERVATA Argomento: NAZIONALE Pag. 25 Data: Il Centro 16-07-2010 Estratto da pagina: 22 nuove aziende, mancano i siti - monica pelliccione - Cronaca Nuove aziende, mancano i siti Cappelli (Confindustria): tante richieste ma pochi spazi Non c'è chiarezza neppure sui fondi a disposizione di questo territorio e sulla loro spendibilità Ma i tempi sono stretti MONICA PELLICCIONE L'AQUILA. Nella sede di Confindustria, a Pile, i telefoni continuano a squillare. In pochi giorni sono arrivate decine di richieste da aziende disponibili a investire in città utilizzando gli incentivi del post-terremoto. Chiamano da Lazio, Toscana, Umbria e Lombardia. Ma gli industriali avvertono: «Non abbiamo certezze sull'utilizzo dei fondi. Mancano anche aree per nuovi insediamenti». Così, L'Aquila rischia di perdere questo treno. «Bisogna stringere i tempi per evitare che queste aziende portino i loro capitali altrove», afferma il direttore dell'Unione industriali della provincia dell'Aquila, Antonio Cappelli, «il nostro territorio ha una grande opportunità da cogliere al volo». A mostrare interesse per la realtà produttiva aquilana sono, per lo più, società che operano nel settore metalmeccanico, dell'elettronica, alimentare e gomma e plastica. Le aziende del centro-nord fanno la parte del leone: il maggior numero di richieste proviene, infatti, dal Lazio e dalla Toscana. Dal sud, poco o nulla. Ma è l'incertezza sui fondi a disposizione - 46 milioni di euro che il Governo ha elevato alla soglia di 90 - e sulla loro spendibilità, a mettere in dubbio l'intera operazione. «Dopo il terremoto», conferma Cappelli, «abbiamo ricevuto un gran numero di domande che abbracciano settori trasversali, dal chimico al meccanico. Sull'Aquila c'è attenzione da parte del mondo imprenditoriale: società che vorrebbero investire usufruendo degli incentivi del post-terremoto». Esistono, tuttavia, due ordini di problemi: la normativa, ancora poco chiara, e la mancanza di aree da destinare a nuovi insediamenti. «I nuclei industriali di Pile e Bazzano sono saturi», dice Cappelli, «Sassa è in via di sviluppo, ma la zona necessita di infrastrutture. Il commissario per lo sviluppo del nucleo industriale, Di Marzio, si sta muovendo bene, ma i tempi sono stretti. Inoltre, non ci sono certezze sui fondi destinati alla zona franca aquilana: il governo, dopo la manifestazione a Roma, ha elevato a 90 milioni la somma disponibile, ma non esiste una normativa specifica, né una regolamentazione precisa per l'accesso ai finanziamenti». Confindustria boccia la proposta di affidare al sindaco Massimo Cialente, la «regia» per l'assegnazione dei fondi della zona franca: «Non può essere un'unica istituzione a gestire la nuova fase di industrializzazione legata alla ripartizione degli incentivi», chiarisce Cappelli, «e non per mancanza di fiducia nei confronti di Cialente, a cui vanno stima e rispetto. È il Governo centrale che deve emanare regole sull'accesso ai fondi e il loro utilizzo». Ancora una volta, potrebbe essere la burocrazia a frenare lo sviluppo dell'Aquila. E in ballo, ci sono centinaia di nuovi posti di lavoro, legati alla piccola e media imprenditoria. «Fare una stima precisa è impossibile», prosegue il direttore di Confindustria, «ma i numeri occupazionali legati all'approdo di nuove imprese grazie alla zona franca sono elevati. Parliamo di centinaia di posti di lavoro». Il tutto, mentre la grande industria continua a perdere pezzi: «Le tre vertenze Finmek, Thecnolabs e Otefal, per un totale di 500 lavoratori», conclude Cappelli, «stanno mettendo a rischio la stabilità dell'industria locale. L'auspicio è che le vertenze si concludano positivamente, ma bisogna puntare sulla crescita della forza-lavoro incentivando nuovi investimenti. La zona franca può rappresentare una buona opportunità di rilancio se il governo opererà in sinergia con gli enti locali. Altrimenti, sarà un fallimento». © RIPRODUZIONE RISERVATA Argomento: NAZIONALE Pag. 26 Data: Il Cittadino 16-07-2010 Il patrono "regala" un nuovo mezzo alla Protezione civile Il patrono regala un nuovo mezzo alla Protezione civile n Inaugurato il nuovo mezzo della Protezione civile di Guardamiglio. La festa patronale di San Giovannino è stata loccasione per gioire anche del nuovo fuoristrada in dotazione al gruppo locale. Un mezzo di cui lassociazione onlus Protectio Civilis potrà usufruire per tutte le sue mission. Il nuovo veicolo spicca come un elemento fondamentale nella strumentazione del gruppo guardamigliese. Nel corso dellultimo viaggio della Protezione civile in Abruzzo, a sostegno dei terremotati, uno dei vecchi mezzi della neonata associazione infatti si era definitivamente rotto. Nata nel 1994, la Protezione civile di Guardamiglio, coordinata da Giulio Vaselli, si è costituita associazione onlus soltanto lo scorso 9 novembre e sotto la neo presidenza dellex vicesindaco Francesco Merli. Il gruppo di Protezione civile di Guardamiglio è il primo in provincia di Lodi a essersi configurato associazione e attualmente conta una trentina di volontari. Protectio Civilis inoltre è stato ufficialmente riconosciuto dalla maggioranza e dallopposizione e può contare su una convenzione che di fatto prevede massima collaborazione fra il comune e lassociazione, dove militano anche tre consiglieri comunali: Francesco Frontori e Leopoldo Granata (della maggioranza) e Roberto Agosti (minoranza).«La Regione ha finanziato il nuovo mezzo per un importo pari a circa 27 mila euro - ha spiegato il sindaco Maria Grazia Tondini - ma 6 mila sono stati destinati a questa causa anche dal comune di Guardamiglio, deciso a sostenere questa realtà preziosa per il paese e per il territorio». A questa spesa si aggiungono un importo forfettario di circa 3 mila euro annui erogato dal comune allassociazione.Domenica 27 dunque il nuovo fuoristrada, equipaggiato di tutto il necessario, ha ricevuto la solenne benedizione per mano del parroco don Francesco Bossi, davanti a una folla di cittadini, che si sono abbandonati infine a un caloroso applauso di incoraggiamento per la Protezione civile e le sue prossime missioni. Argomento: NAZIONALE Pag. 27 Data: 16-07-2010 Il Cittadino In prima linea contro le piene: premiati gli "eroi" di Somaglia In prima linea contro le piene: premiati gli eroi di Somaglia somaglia Mentre scorrono sullo schermo le immagini della piena del Po 2000 e 2009, nella sala darmi del castello di Somaglia, sabato mattina sono risuonate come sottofondo le note di Domani, canzone realizzata dagli Artisti uniti per lAbruzzo, in occasione del tragico terremoto, che ha messo in ginocchio la provincia dellAquila. Immagini e suoni, dunque, hanno aiutato a ricordare tutte le emergenze affrontate con determinazione e coraggio anche dai volontari della Protezione civile di Somaglia, insignita di una prestigioso attestato di riconoscimento dalla Presidenza del consiglio dei ministri. «Le benemerenze assegnate sono rivolte ai 18 volontari del gruppo di Protezione civile di Somaglia, che hanno partecipato alle operazioni per scongiurare il rischio idrogeologico, in occasione delle piene del Po e dellAdda del 2000 (in particolare) e del 2009 - ha spiegato il sindaco Pier Giuseppe Medaglia - e si tratta di attestati attribuiti in riferimento al decreto datato 19 dicembre 2008». Uno alla volta, i 18 volontari della Protezione civile, hanno sfilato nella sala, in abiti civili, ritirando la benemerenza consegnata dal primo cittadino e dal presidente del gruppo di Protezione civile Marco Vignati, anchegli insignito dellalto riconoscimento. Sono stati dunque premiati per il loro impegno in occasione delle piene di Po e Adda i volontari Domenico Raimondi, Franco Spaziani Testa, Mario Nazzari, Antonio Delledonne, Bruno Ferrari, Antonio Maiocchi (ha ritirato il figlio Roberto), Alfredo Lucchini, Roberto Geroli, Mirko Croce, Renato Comizzoli, Luigi Cattaneo, Antonio Campagnola, Francangelo Biancardi, Giuseppe Passerini, Cristiano Bianchi, Gianluigi Brusati, Claudio Dino Betti e il presidente Marco Vignati. Attivo dal 1998, il gruppo della Protezione civile di Somaglia conta una quarantina di volontari: a tutti loro, sabato, è stato rivolto un sincero grazie da tutti i presenti e in modo particolare dal sindaco Medaglia che ha definito questa realtà, «presenza importante e preziosa che opera sempre con determinazione a tantissimi livelli». Sara Gambarini Argomento: NAZIONALE Pag. 28 Data: Il Cittadino 16-07-2010 Emergenze simulate dalla protezione civile locale n A Bertonico il primo fine settimana di luglio è stato dedicato alla sicurezza. Con grande soddisfazione del sindaco di Bertonico Verusca Bonvini la protezione civile locale, in collaborazione con il gruppo di Fombio, ha montato un campo base e affrontato una serie di emergenze simulate. Ovviamente si trattava di situazioni che avrebbero potuto verificarsi realmente nel Basso Lodigiano come allagamenti, caduta alberi a altro. Considerata la buona riuscita delliniziativa in futuro potrebbero ripresentarsi situazioni simili. Argomento: NAZIONALE Pag. 29 Data: 16-07-2010 Il Cittadino Vidardon Visite a domicilio della giunta per controllare la situazione Anziani a rischio per la canicola Il comune tenta di dare sollievo vidardo In questi giorni di caldo afoso, una visita e una parola di conforto sono sempre bene accetti, ancor di più se arrivano dalle istituzioni. Così anche questanno lamministrazione comunale di Vidardo ha voluto intervenire monitorando il disagio dovuto alla calura estiva, in modo particolare presso gli anziani del paese. In particolare, il consigliere Caterina Arisi, delegata dal sindaco Oscar Fondi, insieme al personale del comune e ai volontari della protezione civile, muniti di tesserini identificativi, hanno individuato tra gli ultra 75enni le persone che vivono sole (una ventina in tutto), recandosi a far loro visita, anche per cercare di capire le loro problematiche, dovute evidentemente alletà e alla solitudine.«Continuiamo in questa iniziativa, anche su raccomandazione della Regione Lombardia, molto attiva su questo fronte in questo periodo dellanno - spiega la Arisi - anche per far sentire la nostra presenza alle persone che ne hanno più bisogno.Siamo intervenuti col mezzo del comune e con tutte le cautele del caso, dando indicazioni per far fronte alle esigenze più immediate, riguardo ai colpi di calore e di sole, agli edemi e alle forme di collasso che possono intervenire, lasciando proprio gli opuscoli predisposti dalla regione, sicuramente semplici da consultare ed esaustivi per i vari casi: uno strumento senzaltro utile per imparare a conoscere il rischio e prevenirlo». Ma queste visite sono ritenute importanti, anche per tenere sotto controllo la situazione di queste persone, che spesso preferiscono tenere celate le loro condizioni, evitando di chiedere aiuto, anche quando sarebbe indispensabile: «In effetti abbiamo potuto verificare le condizioni di vita di questi anziani che vivono magari anche un po isolate - precisa il consigliere Arisi che approfitta per ringraziare il personale che ha collaborato in modo disinteressato alliniziativa- e infatti sono emersi casi di disagio di diverso tipo, per i quali ci siamo fatti carico, interessando lassessorato ai servizi sociali e lo stesso sindaco». P. Z. Argomento: NAZIONALE Pag. 30 Data: 16-07-2010 City Caldo, allerta fino a sabato Le ondate di calore si prevedono on line Caldo, allerta fino a sabato Le ondate di calore si prevedono on line Durerà fino a sabato il caldo mortale a Roma, con temperature da bollino rosso: a Roma Urbe, tra le 14 e le 16, ieri si registravano 35 gradi e un livello di umidità superiore al 50%. La Protezione civile ha distribui-to circa 200mila bottigliette dacqua negli ultimi tre giorni, eppure molti turisti ieri si abbeveravano alla Fontana di Trevi (foto). E il piano anti-caldo della Regione prevede, fino al 30 settembre, il monitoraggio degli over 65 e dei sistemi di allarme in grado di prevedere fino a 72 ore prima le ondate di calore (www.protezionecivile.it). 16 luglio 2010 Argomento: NAZIONALE Pag. 31 Data: 16-07-2010 Corriere Adriatico Numero verde e un piano per gli anziani Invia l'articolo ad un tuo amico Compila i campi sottostanti per inviare l'articolo ad un tuo amico Tuo nome e cognome *: La tua e-mail *: Nome e cognome del tuo amico *: E-mail del tuo amico *: Aggiungi un messaggio personale: I campi contrassegnati con l'asterisco sono obbligatori Roma Per rispondere al meglio alle esigenze soprattutto dei soggetti più fragili, anziani malati in primis, il ministero della Salute attiverà un numero verde (1500) e invierà una circolare ad amministratori locali prefetti e medici di famiglia per assicurarsi che “tutti seguano le indicazioni”. Chiamando il numero verde, che sarà attivo in un paio di giorni, i cittadini potranno chiedere informazioni agli operatori, anche medici, su come comportarsi e sui numeri utili da chiamare in caso di bisogno. “Siamo in situazione di allerta - ha spiegato il ministro Ferruccio Fazio - in Nord e centro Italia c'è una situazione meteo che fa ritenere possa essere a rischio parte della popolazione, soprattutto gli anziani fragili”. Il Piano prevede, tra le altre cose, che i Comuni trasmettano alle Asl gli elenchi degli over 65 e che le stesse Asl, “in collaborazione con la protezione civile” mettano in atto “ogni opportuna iniziativa volta a prevenire e monitorare danni gravi e irreversibili a causa delle anomale condizioni climatiche legate alla stagione estiva”, con particolare attenzione alle persone “più suscettibili agli effetti delle ondate di calore”. Argomento: NAZIONALE Pag. 32 Data: 16-07-2010 Corriere Adriatico Fondi per 13 bonifiche Pronti 6,5 milioni, altri 3,5 finanzieranno uno studio sull'Api Invia l'articolo ad un tuo amico Compila i campi sottostanti per inviare l'articolo ad un tuo amico Tuo nome e cognome *: La tua e-mail *: Nome e cognome del tuo amico *: E-mail del tuo amico *: Aggiungi un messaggio personale: I campi contrassegnati con l'asterisco sono obbligatori Ancona Sono 6,5 i milioni di euro che la Provincia di Ancona investirà nei prossimi 3 anni in operazioni di bonifica e di prevenzione al dissesto idrogeologico sul proprio territorio. A questi si affiancheranno altri 3,5 milioni che verranno spesi per un approfondito lavoro di ricerca sul sito falconarese dell'Api al fine di – spiega l'assessore all'ambiente della Provincia di Ancona Marcello Mariani – “quantificare con esattezza scientifica qualità e quantità dell'inquinamento prodotto dalla raffineria, la quale, a sua volta, potrà a quel punto meglio orientare il doveroso impegno per la relativa bonifica”. I soldi per quest'ultima operazione ci sono già e provengono dal ministero dell'ambiente. Per renderli effettivamente disponibili mancano le firme degli enti locali preposti, in primis la Regione. Il tutto dovrebbe risolversi nelle prossime settimane. Sono invece pronte a partire le bonifiche nei siti inquinati di Ancona, Chiaravalle, Jesi, Fabriano e Falconara destinatari dei quasi 5 milioni di provenienza Fesr del periodo 2007-2013, cui si aggiungeranno gli 1,5 milioni messi a disposizione dalle casse dei municipi interessati. Tredici le operazioni che, sull'area vasta, partiranno entro 120 giorni e andranno avanti per almeno 36 mesi. Tra gli interventi di maggiore interesse vi è la manutenzione straordinaria in aree a rischio idrogeologico del fiume Esino, Musone e Aspio (1 milione di euro); bonifica della falda acquifera da tetracloroetilene nei quartieri Campo Sportivo e Santa Maria a Fabriano (1 milione) e realizzazione di un percorso pedo-ciclabile lungo fiume Esino a Chiaravalle (350 mila euro) : si tratta di 2,4 km di pista utilizzabile dalla popolazione e dai soccorsi in caso di incidente industriale per l'evacuazione dell'area prossima allo stabilimento Api. Secondo l'assessore al bilancio della Provincia Eliana Mailoini “Si tratta di un impegno notevole nel quale l'ente ha avuto un ruolo fondamentale nell'intercettare i fondi e nel lavoro di coordinamento. Non meno importante la disponibilità e l'impegno dei comuni che hanno fatto la loro parte”. Per l'assessore all'ambiente Mariani “quello delle bonifiche è un lavoro che non ha la visibilità garantita da opere pubbliche di tipo infrastrutturale, ma non è certo meno importante. Salute e ambiente non sono beni negoziabili e la Provincia intende spendersi per preservarli attingendo a tutte le risorse possibili. E' per questo che ben 3.326.000 euro sui 6,5 complessivi vengono destinati a questo scopo”. Argomento: NAZIONALE Pag. 33 Data: 15-07-2010 Corriere del Veneto (Ed. Verona) Estratto da pagina: 1 Lazise e il cantiere sequestrato «Chi sapeva e ha taciuto?» 15 lug 2010 Verona RIPRODUZIONE RISERVATA Angiola Petronio Consiglio comunale l'altra sera. Le minoranze: «Responsabilità politiche» Da VERONA Quando si dice che, nella vita, è questione di punti di vista. Già, perché quello che sta accadendo a Lazise altrimenti non sarebbe spiegabile. «Punti di vista» a dir poco opposti. E non per niente almeno quattro delle persone che entrano in questa storia fanno parte, appunto, di quella che si definisce «opposizione». «Punti di vista» che, evidentemente, si contrappongono. La polemica in paese I manifesti attaccati in tutto Lazise in cui si chiedono le dimissioni del sindaco Franceschini e dell'assessore Adami. E' lui - che ha la dega all'arredo urbano - ad essere coinvolto nell'inchiesta su un cantiere a poche centinaia di metri dal Comune. Adami, geometra, è direttore dei lavori per quella che avrebbe dovuto essere una bifamiliare ma che, come è emerso dalle indagini, sarebbe sorta su un terreno a rischio idrogeologico E non c'è molto da ridere, quando ad essere agli estremi delle «angolature visive» sono istituzioni come un'amministrazione comunale e una procura. In questo caso l'amministrazione comunale di Lazise e la procura scaligera che con il pubblico ministero Valeria Ardito è arrivata a disporre il sequestro di sei cantieri in paese. Cinque hanno «riparato» con le ammende pecuniarie, ma uno è ancora bello e che chiuso. Quello che a poche centinaia di metri dalla sede municipale era stato imbastito sotto la direzione dei lavori dell'assessore-geometra Diego Adami. Su un terreno sul quale non si poteva costruire, perché catalogato come a «rischio idrogeologico». Una vicenda che si trascina da giugno e che ha fatto dar fuoco alle polveri delle minoranze. Ma che, con la stessa intensità, viene definita alla stregua di un «errore» dal sindaco Renzo Franceschini. L'altra sera, a Lazise, c'è stato un consiglio comunale. Quello chiesto dai quattro «oppositori» - Luca Sebastiano (Pdl), Eugenio Azzali (Pd), Giorgio Benoni (Udc) e Marco Zaninelli (Pdl) - proprio per discutere del caso di quei cantieri che, a quanto pare, nel borgo lacustre aprono alle ruspe con una certa facilità. Già, perché quell'assessore-geometra Diego Adami non è l'unico «errore» cementizio che coinvolge l'amministrazione Franceschini. Il precedente è stato quello dell'ingegner Luigi De Carli, dimessosi dalla presidenza della commissione edilizia comunale perché su un suo terreno era praticamente sorto un intero fabbricato senza alcun permesso. «Un errore grosso», lo aveva definito il sindaco. E l'altra sera, in consiglio comunale, non ha cambiato linea neanche per quanto riguarda Adami. Lo hanno incalzato, eccome, i quattro dell'opposizione. Senza risparmiare niente. «A noi - ha spiegato Benoni - in questa sede non interessano le colpe penalmente perseguibili, ma le responsabilità politiche». Nella loro ricerca i quattro hanno fallito. Perché lui, il sindaco Franceschini, ha tenuto la sua rotta. Quella, cioè, che vuole che le responsabilità della sua amministrazione non ci siano. All'ordine del giorno, i quattro che non si arrendono, hanno anche chiesto -con Eugenio Azzali - quello che Franceschini e a quanto pare lo stesso Adami neanche si sognano di fare. Vale a dire dimettersi. «Se posso sintetizzare il pensiero del sindaco - ha detto Benoni dopo le risposte del primo cittadino - mi pare di capire che questi fatti sono da attribuire esclusivamente ai tecnici ed essendo lui impegnato nell'esercizio della politica, non gli spetta l'azione di controllo». Chi pensa che Benoni sia particolarmente ironico si sbaglia. Perchè il suo non è altro che il sunto delle convinzioni del sindaco. «Noto che aveva le risposte pronte prima di sapere cosa avrei detto fa notare Franceschini -. Comunque io non minimizzo. Riporto quello che è la realtà, perchè contesto il fatto che quella che è stata riportata fino ad oggi non lo è». Quali sono dunque le cose false dette sulla vicenda della cementificazione di Lazise? Uno penserebbe a chissà quali eventi. Invece no. «Qualcuno ha falsamente detto che nell'indagine sono coinvolti tre amministratori di Lazise. Invece è uno solo e anche qui è ancora tutta da vedere...». Che poi è quello che stanno facendo i carabinieri della compagnia di Peschiera. Ma non lui, non il sindaco. «No, dopo il sequestro del cantiere non ho controllato la pratica...». Eppure Benoni a lui le domande le ha poste. E assolutamente in maniera diretta. «Quante erano le persone che sapevano e hanno taciuto?». E invita anche i consiglieri di maggioranza a fare quello che il sindaco dichiara di non aver fatto. Vedersi la pratica di quel cantiere. E fare dieci «esercizi» di controllo. «1 - Attraverso quale provvedimento comunale ed in che data l'area in questione è divenuta edificabile; 2 - La data dell'autorizzazione ambientale. 3 - La data del parere della commissione edilizia. 4 - Su quale tavola del Pat si è espressa la commissione edilizia comunale. 5 - La data di inizio lavori. 6 - La data di denuncia di inizio lavori. 7 - La data del regime di salvaguardia. 8 - Data di approvazione del Pat. 9 - Data del permesso di costruire. 10 - Data del sequestro del cantiere». Fatti tutti i controlli l'«oppositore» consiglia di «confrontate poi l'iter burocratico di questa pratica con un'al- Argomento: NAZIONALE Pag. 34 Data: 15-07-2010 Corriere del Veneto (Ed. Verona) Estratto da pagina: 1 Lazise e il cantiere sequestrato «Chi sapeva e ha taciuto?» tra qualsiasi di diverso proponente». Mica bruscolini. «In effetti - risponde Franceschini - c'è stato un errore, o meglio quella che io considero una leggerezza in buona fede. Quell'area sarebbe diventata idonea per la costruzione se fossero stati fatti ulteriori studi idrogeologici, se gli studi avessero dato il benestare e poi se si fosse iscritto il tutto nei piani d'intervento...». La «leggerezza» è che niente di tutto questo è stato fatto. E intanto lavorano gli avvocati. O meglio un avvocato. Quello a cui si è rivolto Franceschini per «difendere l'amministrazione comunale nella persona del sindaco e della giunta». Insomma, per querelare gli «oppositori». «Ci hanno diffamato nel documento del 30 aprile», spiega il sindaco.Il documento in cui i quattro chiedevano il «ripristino della legalità»... Argomento: NAZIONALE Pag. 35 Data: 15-07-2010 Corriere dell'Umbria Protezione civile e Ferrovie insieme per gestire l'emergenza. Reciprocità operativa in caso di incidenti o calamità per assicurare il massimo aiuto ai soggetti coinvolti. FOLIGNO15.07.2010 indietro Firmato ieri mattina a Foligno il protocollo d'intesa tra Ferrovie dello Stato e Protezione civile dell'Umbria che stabilisce le modalità per un'azione coordinata d'intervento nella previsione e prevenzione dei rischi e nella gestione delle emergenze. Lo hanno siglato Franco Fiumara, direttore protezione aziendale del Gruppo Fs, e Sandro Costantini, responsabile della Protezione civile dell'Umbria. Il documento, facendo seguito all'intesa del 15 luglio 2008 tra Fs e il Dipartimento nazionale della Protezione civile, “ definisce le necessarie sinergie per fronteggiare in modo efficace in tutta l'Umbria eventuali criticità derivanti da eventi emergenziali. In particolare, punta su una reciprocità operativa fra Ferrovie dello Stato e Protezione civile regionale mediante l'uso di uomini, mezzi e tecnologie ” . I principali aspetti disciplinati nel protocollo, valido quattro anni, riguardano lo scambio di informazioni fra le rispettive sale operative, in caso di emergenze ferroviarie; la presenza di un referente del gruppo Fs nella sala o perativa unica regionale del Centro regionale di protezione civile (Crpc) di Foligno, l'attivazione di un programma di formazione congiunta per la gestione degli interventi in emergenza; la prosecuzione delle intese sottoscritte con il servizio sanitario territoriale 118 per il soccorso ai passeggeri e al personale di bordo ed esercitazioni mirate all'intervento sanitario urgente. Si prevede infine la possibilità di estendere l'accordo alle articolazioni territoriali della Protezione civile (Province, prefetture) per una più efficace gestione delle emergenze sul territorio, nonchè di definire accordi specifici per lo spostamento di materiale rotabile e personale volontario in zone colpite da emergenze. Nel protocollo, particolare attenzione è dedicata all'assistenza ai viaggiatori coinvolti in situazioni di criticità (distribuzione di generi di conforto, evacuazione in aree di attesa e di ricovero). Accordi per migliorare il sistema regionale di protezione civile sono previsti anche con la Ferrovia centrale umbra Argomento: NAZIONALE Pag. 36 Data: 15-07-2010 Corriere della Sera Estratto da pagina: 1 Caldo, l'Italia a quaranta gradi 15 lug 2010 Corriere Della SeraMargherita De Bac RIPRODUZIONE RISERVATA La temperatura attesa domani in 19 città. Un numero verde per chiedere aiuto Da ROMA Non è finita qui. Ci aspettano altre giornate torride, con temperature straordinarie, superiori alle medie stagionali, e alti tassi di umidità. Domani il termometro sfiorerà i 40 gradi in varie zone d'Italia. Ieri in quattordici città è stato raggiunto il livello tre di allerta (rischio ondate di calore) o due (effetti negativi sulla salute per la popolazione). Nelle prossime ore la situazione peggiorerà e venerdì l'afa dovrebbe raggiungere il picco. La Protezione Civile è pronta a intervenire per proteggere i cittadini più fragili, vale a dire le persone anziane che abitano sole e in condizioni sociali disagiate. Il ministero della Salute ha previsto l'apertura di un numero verde, il 1500 (attivo forse entro domani), lo stesso utilizzato per le emergenze (ad esempio funzionò come centralino per le domande sulla pandemia). (ItalyPhotoPress) Allarme I turisti si rinfrescano nella Barcaccia a Piazza di Spagna: oggi a Roma sono attesi 40 gradi Il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, mette in guardia sui pericoli per «anziani fragili, cioè con malattie croniche cardiovascolari, metaboliche, respiratorie e oncologiche. Il primo suggerimento è di non esporsi al calore a lungo. Siamo in una situazione di allerta in Nord e centro Italia. Caldo e afa aumenteranno». Dunque se è proprio necessario uscire nelle ore più soleggiate, quelle centrali della giornata, sarebbe bene restare per strada il tempo minimo necessario». Altre raccomandazioni, bere molta acqua. Oltre una certa età il sistema di termoregolazione va in tilt. Si perde la percezione della temperatura esterna, dunque l'organismo reagisce in ritardo e non si difende tempestivamente. Oggi massima allerta (terzo livello) a Bolzano, Brescia, Genova, Firenze, Milano, Perugia, Roma, Torino e Trieste. Domani super caldo in 19 città con temperature percepite di 38-39 gradi: Bolzano, Bologna, Brescia, Campobasso, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Messina, Milano, Genova, Latina, Perugia, Rieti, Roma, Torino, Trieste, Venezia, Verona e Viterbo. Anche a Napoli, Palermo, Pescara le «temperature saranno elevate con condizioni meteorologiche che possono avere effetti negativi sulla salute della popolazione a rischio». Impegno raddoppiato per i medici di famiglia. Telefonate in crescita, il 10% in più di richieste per visite a domicilio. Una delle difese efficaci è l'uso appropriato di condizionatori d'aria. A questo proposito il ministro Fazio, dopo aver affermato che «l'aria condizionata è di destra perché va verso il progresso e il consumo», ha messo in guardia dagli abusi. «Comunque l'aria condizionata fa male - ha detto. Entrare e uscire da luoghi con aria condizionata, come la macchina, è una delle cose più pericolose per il fisico. Un modo garantito per prendersi un accidente». Carlo Signorelli, presidente della Società italiana di igiene, ha fatto un po' di calcoli sull'uso dei condizionatori: «Con un apparecchio che consuma 900-1000 watt acceso per 10 ore al giorno, il costo del refrigerio è di un euro al giorno. Vale a dire 30 euro al mese». Per risparmiare valgono i consigli del WWF. Aria condizionata solo nelle ore più calde e in caso di effettiva necessità. Collocare l'apparecchio in una zona dell'appartamento non soleggiata. Accertarsi che porte e finestre siano chiuse bene. Schermare i vetri col parasole, meglio se sono doppi. Tra temperatura esterna e interna, un massimo di 6 gradi di differenza. Argomento: NAZIONALE Pag. 37 Data: 15-07-2010 L'Espresso (abbonati) Tangenti, cardinali e un treno per l'Aquila Attualità POLITICA E AFFARI / L'INCHIESTA DI NAPOLI di Gianluca Di Feo e Claudio Pappaianni Bertolaso, Matteoli, Angelini, Cosentino. Sono la rete di contatti degli imprenditori arrestati per corruzione. Che si consultavano anche con un magistrato del Csm Non gli bastavano gli appalti delle Ferrovie, volevano infilarsi nel piatto più ricco: le opere per la ricostruzione dell'Abruzzo ossia "la polpetta", come la chiamavano al telefono pochi giorni dopo il terremoto. E loro riescono a entrare direttamente in contatto con Guido Bertolaso grazie all'intercessione di un potente cardinale "che lo ha aiutato moltissimo". Tutte le strade portano a Roma e agli stessi indirizzi della Cricca: Vaticano, Protezione Civile, ministero delle Infrastrutture. Con diversi ruoli e con trattative che non giungono a conclusione perché si scopre l'esistenza dell'indagine della Procura di Napoli, che manda i finanzieri ad acquisire documenti negli uffici di Trenitalia. Ma i fratelli Giovanni e Antonio De Luca, arrestati a Napoli con l'accusa di avere pagato tangenti sui contratti di manutenzione dei treni, avevano creato relazioni anche con altri personaggi, sfruttando soprattutto le entrature della sorella Anna. La donna infatti è la moglie di un giudice molto noto: Roberto Maria Carrelli Palombi di Montrone, membro del Consiglio superiore della Magistratura. È lei a procurare i contatti chiave nei palazzi romani, che i fratelli poi cercano di trasformare in affari. Qui serve un prelato I fratelli De Luca quando cominciano a temere che l'attività delle Fiamme Gialle possa compromettere i rapporti con Trenitalia, già molto tesi per i forti ritardi nei pagamenti delle attività svolte, cercano in tutti i modi di arrivare al vertice delle Ferrovie e parlare con il numero uno Mauro Moretti. Il loro principale referente romano è il cardinale Fiorenzo Angelini, un protagonista della zona grigia a metà strada tra politica e Santa Sede: vicinissimo a Giulio Andreotti, è stato per anni il "ministro della Sanità" del Vaticano. Il cardinale Angelini consiglia agli imprenditori di non andare da Moretti ma di rivolgersi per i loro problemi a tale "Lupi" che gli investigatori identificano nell'onorevole Maurizio Lupi, vicepresidente della Camera, uno dei leader della corrente cattolica interna al Pdl. E dalle intercettazioni sembra che il prelato riesca a fargli ottenere un colloquio con Lupi. Al telefono i De Luca discutono anche della possibilità di coinvolgere il cardinale di Napoli Angelo Sepe, del quale Anna dice: "Non è stimato ma però è ammanigliato". C'è un problema: non si può chiedere ad Angelini di intervenire su Sepe: "Quelli, i due cardinali, si odiano, si odiano a morte". La lettera salvagente Di fronte alle attività della polizia giudiziaria che si interessa ai rapporti tra la loro azienda e Trenitalia, i fratelli De Luca si consultano con il cognato magistrato sui modi "per tutelare il nostro buon nome e l'azienda di famiglia". In ballo c'è l'ipotesi di fare causa alle Ferrovie per ottenere i pagamenti bloccati da mesi. Ma Giovanni De Luca punta su una soluzione diversa: "Prima di fare una strada legale... io penso... se coinvolgere un politico forte del territorio per tutelare l'azienda...". Il giudice del Csm concorda: "Hai ragione tu. Sicuramente... insomma... non è questo il momento di agire legalmente, di fare un passaggio violento, diciamo di questo genere". Il cognato imprenditore ipotizza "una lettera di patronage, di un buon rappresentante, un autorevole rappresentante del territorio". E il magistrato conclude: "Certo, mò vediamo un attimino quando torna pure sua Eminenza... Se si apre qualche porta là". Il primo personaggio politico a cui si rivolgono è Nicola Cosentino, il sottosegretario dell'Economia e leader campano del Pdl . Il contatto avviene tramite un loro amico d'infanzia, Giampaolo Paudice, funzionario della Regione Campania che la rappresenta nella Conferenza Stato-Regioni. Siamo ad aprile: Cosentino però è alle prese con i suoi problemi giudiziari l'ordine di arresto per camorra - e con la partita per le elezioni regionali. E i fratelli De Luca dopo un incontro mostrano di non credere che possa venire da lui la risposta ai loro problemi. La polpetta del sisma Pochi giorni dopo il terremoto che devasta l'Aquila, i fratelli De Luca cercano di trasformare la tragedia in un'occasione per potenziare l'attività della loro ditta di costruzioni. Il 29 aprile 2009 Anna ne parla con il padre: "... è Bertolaso che gestisce tutta la "polpetta"... Ora siccome il Cardinale ha aiutato moltissimo a Bertolaso gli ho detto: "Mettici in contatto con Bertolaso ma non per avere raccomandazione questo e quell'altro. Gli diciamo: noi sappiamo fare questo ti serve o non ti serve?"". Nella stessa conversazione discutono di un altro personaggio, tale Schelli, che poteva essere contattato per i contratti della ricostruzione. Anna De Luca taglia corto: "Schelli vale come la carta Argomento: NAZIONALE Pag. 38 Data: 15-07-2010 L'Espresso (abbonati) Tangenti, cardinali e un treno per l'Aquila igienica e non vale manco la pena di prenderlo in considerazione". Chi è Schelli? Potrebbe trattarsi di Maurizio Scelli, parlamentare Pdl eletto in Abruzzo. Invece dalle indagini delle Fiamme Gialle emerge come il contatto con Bertolaso avvenga molto dopo. Anna De Luca il 28 ottobre scorso avvisa i fratelli di essere stata ricevuta dal capo della Protezione civile: "Ci contatterà un capo ufficio tecnico che si chiama Angelo Borrelli. Dì a tutti quanti quando chiama questo di stare attenti perché ci chiameranno per delle gare oppure per delle emergenze". E racconta: "Bertolaso è stato gentilissimo, una cosa meravigliosa. Si è fatto lasciare tutto e ci fa contattare per gare all'ultimo secondo... Però ho capito si mettono paura tutti di fare cose che non possono fare, giustamente... vabbè comunque a noi non ci interessa...". Effettivamente il dirigente della Protezione civile chiama i De Luca, dicendo di avere ricevuto la documentazione da Bertolaso. Li invita a venire all'Aquila per un incontro, anche se - ci tiene a precisare al telefono - il nostro compito qui sta per essere completato. Tra Moretti e Matteoli Anna De Luca incontra il ministro Matteoli e gli chiede un appuntamento per "sensibilizzarlo in merito a una richiesta presentata a Trenitalia per ottenere maggiori certificazioni e qualificazioni". Durante la cena per i settant'anni di sacerdozio del cardinale Angelini parla anche con Emilio Brogi, capo della segreteria di Matteoli. E ai fratelli racconta: "La domanda che io ho fatto a Brogi è stata questa: "Allora dimmi una cosa perché in un governo di destra vi tenete alle ferrovie uno di sinistra?". Lui mi ha detto: "Sì, è una tragedia perché vuole portare la Francia... i francesi in Italia ma le ferrovie non ha capito ancora che sono italiane". E gli ho detto: perché ve lo tenete? Ha risposto: "Perchè toglierlo sarebbe costato dai 7 agli 11 milioni e lo Stato non ha soldi...Ti basta come spiegazione?"". L'incontro con Matteoli spacca i fratelli: "Ci andiamo a mettere in bocca al lupo per che cosa? Noi non ci siamo mai schierati... A noi non ci conviene che fanno qualcosa perché se ci danno una mano dopo ci chiedono il tornaconto". Al telefono sostengono di non volere pagare per ciò che è un loro diritto. Ma poi vanno in processione dal braccio destro di Matteoli. n Argomento: NAZIONALE Pag. 39 Data: 15-07-2010 L'Espresso (abbonati) La cricca santa Attualità VATICANO NELLA BUFERA di Gianfrancesco Turano L'attivismo di Bertolaso. L'entrata in scena di Balducci. Il peso crescente del cardinale Sepe. Nasce con il Giubileo il sodalizio oggi sotto accusa Formidabile quell'anno. Millenario, milionario e miliardario. Tutte cifre da ricordare, intorno al Giubileo del 2000: oltre mille cantieri, 30 milioni di pellegrini, 70 mila volontari. E soldi. Più di 3.600 miliardi di lire messi a disposizione dallo Stato italiano per l'ingresso della Chiesa nel Terzo millennio. La sfida è stata colossale e ha richiesto una sintesi complessa. Da una parte, c'erano gli uomini di papa Wojtyla, il distruttore del socialismo reale. Dall'altra, gli amministratori della Repubblica. Tutti di una sola parte politica. Il governo, la Regione Lazio, il Comune di Roma e i municipi interessati in modo indiretto come Napoli o Firenze, erano tutti in mano agli uomini del centrosinistra. Molti di loro venivano dalla Dc. Ma alcuni erano ex comunisti o ex radicali con un passato in compagnia di mangiapreti e filosovietici. Come assemblare una macchina organizzativa con elementi così eterogenei? Con funzionari statali capaci. Capaci in senso professionale ma capaci anche di cambiare abito e di vestire, all'occorrenza, la casacca biancogialla degli interessi vaticani. I documenti di dieci anni fa stanno tornando attuali con le indagini della magistratura su questi funzionari. Sono i componenti della futura cricca che nasce e si rafforza attorno agli appalti per l'Anno Santo. I tre nomi principali sono sui giornali da mesi. Guido Bertolaso, al tempo vicecommissario straordinario al Giubileo. Era lui il braccio destro del sindaco di Roma e commissario Francesco Rutelli. Angelo Balducci, provveditore alle opere pubbliche del Lazio e gentiluomo di Sua Santità. Monsignor Crescenzio Sepe, segretario della commissione centrale per il Giubileo e della commissione mista italo-vaticana. I loro rapporti incominciano a ridosso delle celebrazioni giubilari e proseguono per oltre un decennio, accompagnati da promozioni e successi fino agli arresti e agli avvisi di garanzia di quest'anno. La loro solidarietà nasce dalla comune vocazione all'efficienza, alla rapidità, al fare. Nulla di male in questo, finché le regole sono rispettate. "Non mi piace parlare della mia esperienza al Campidoglio", dice il vicesindaco e oggi deputato Pd Walter Tocci, "ma devo sottolineare che il Comune si battè per evitare la legislazione straordinaria. Eravamo della generazione che aveva combattuto lo sfascio dei Mondiali di Italia '90, basati su procedure di emergenza. Nulla a che vedere con quanto accaduto in seguito con il sistema emergenziale gestito dalla Protezione Civile". Sulla stessa linea è Luigi Zanda, che guidava l'Agenzia del Giubileo e oggi è senatore Pd. "Bertolaso è un collaboratore perfetto. Funziona bene con Rutelli e male con Berlusconi che gli ha messo a disposizione la legge sui Grandi eventi del 2001. È come chi guida a 100 l'ora finché c'è la pattuglia e, senza, va a 200". Il punto è che alcuni appalti giubilari dovevano andare a 200. Qualche elemento di cronistoria è necessario. Il comitato per il Giubileo nasce nel novembre del 1994 e la celebrazione è proclamata da Giovanni Paolo II a Natale dello stesso anno. Il 1995 passa in chiacchiere, presentazioni, adunate al Teatro Argentina con il presidente Oscar Luigi Scalfaro e il premier Lamberto Dini. I programmi sono ambiziosi. Si parla della metro C, dei tram in centro storico, delle ferrovie suburbane. All'alba del 1996 ci si sveglia con il governo in crisi e il traguardo del 2000 già a rischio. Il Comune non ha soldi per appaltare le opere e le riunioni del Comitato misto si trascinano. Nel 1996 Romano Prodi vince le elezioni e stanzia i soldi. Eppure si perde ancora un anno e mezzo, fra leggi di spesa e altri ritardi. Fino all'autunno del 1997 non si vede una lira. "A quel punto", ricorda Zanda, "prevalse la scelta anche mia di investire soprattutto sull'organizzazione. Incominciare grandi opere all'inizio del 1998 per chiuderle a fine 1999 sarebbe stato da incoscienti. Avrebbe significato inaugurare il Giubileo con tutti i cantieri aperti". Rutelli è sempre più nervoso. Si sta giocando il futuro politico sul Giubileo e la pazienza non è la sua principale virtù. Uno dei bersagli preferiti delle sue sfuriate, che più di una volta porteranno anche Zanda sull'orlo delle dimissioni, è Adriano La Regina. Il Soprintendente ai beni archeologici di Roma, in carica da vent'anni, si oppone in particolare al grande sottopasso di Castel Sant'Angelo. "In realtà", precisa lui, "mi sono limitato a chiedere la documentazione tecnica a tutela delle fondamenta. Il Comune non me l'ha fornita e Walter Veltroni, vicepresidente del Consiglio, ha finito per dare Argomento: NAZIONALE Pag. 40 Data: 15-07-2010 L'Espresso (abbonati) La cricca santa ragione a me". Mentre si profila un'altra grana, quella relativa al parcheggio del Gianicolo, gli uomini del Giubileo decidono di dare una sterzata. Tutto accade nel giro di pochi mesi. A novembre del 1997 monsignor Sergio Sebastiani, l'uomo ai comandi per il Vaticano, viene promosso alla guida della Prefettura Affari economici e rimosso. Lo rimpiazza Crescenzio Sepe. Chi ha lavorato con lui concorda: simpatico, battutista, manageriale. Sembra tutto tranne che un sacerdote. A gennaio del 1998 arriva dalla Protezione civile Guido Bertolaso che diventa l'amministratore delegato di Rutelli. Il suo incarico principale è la Giornata mondiale della Gioventù, fissata tra il 15 e il 20 agosto 2000 a Tor Vergata. Il sistema viario della zona va completamente rifatto in collaborazione con il Provveditorato ai lavori pubblici del Lazio. Il provveditore, che partecipa a tutte le riunioni del comitato giubilare, è Tullio Russo, chiamato a Roma dall'Abruzzo appunto per il sottopasso. Salta anche lui nel maggio 1998. "Sono stato sostituito con un funzionario più giovane e più brillante", dice Russo con una vaga punta di acrimonia. Quel funzionario è il gentiluomo di Sua Santità Angelo Balducci che, vera e propria nemesi, nel 2008 farà pressione sulla quinta sezione del Consiglio superiore dei lavori pubblici, presieduta da Russo, per la vicenda dei tutor autostradali che interessava a Paolo Berlusconi. È uno dei passaggi che gli investigatori stanno tenendo d'occhio. Russo fa parte del sistema della revolving door italo-vaticana quanto Balducci. Prova ne è il suo incarico, a novembre del 1999, come consulente per il parcheggio e la rampa del Gianicolo per conto di Propaganda Fide, al tempo retta dal cardinale slovacco Jozef Tomko e dal 2001 in mano a Sepe. Anche in seguito la carriera di Russo, che rivendica il merito del cosiddetto sottopassino di Castel Sant'Angelo e della galleria principe Amedeo, è proseguita con incarichi di prestigio, a cominciare dai 100 cantieri del G8 di Genova. Il suo ruolo attuale alla guida di Area 24, che gestisce alcune stazioni ferroviarie dismesse in provincia di Imperia, è frutto dei suoi buoni rapporti con l'ex ministro Claudio Scajola, ottimo amico della cricca. Eppure Balducci ha sempre una carta in più. È Sepe a imporlo. E come Sepe non sembra un prelato, così Balducci non sembra un ingegnere. "Piuttosto un diplomatico", dice Zanda. Infatti, il suo ruolo è quello di mediare. E di rappresentare il Vaticano quando il Vaticano non può partecipare. Accade con il parcheggio e la rampa del Gianicolo. L'appalto vale 85 miliardi di lire. È uno dei pochi con partecipazione di fondi vaticani, metà e metà. Il motivo? La zona del parcheggio sarebbe in territorio pontificio. Questo assunto è stato recentemente smentito dalle rivelazioni di La Regina riportate da "Repubblica". È invece incontestabile che la rampa d'accesso al megaparcheggio ideato per accogliere i pullman dei pellegrini sorga in territorio italiano, all'interno una proprietà dei principi Torlonia. Durante gli scavi della rampa, appaltati dal Provveditorato ad Impregilo e Dioguardi, si scopre una villa facente parte del complesso degli Horti di Agrippina con pitture e un deposito di marmi di eccezionale qualità. I saggi preliminari eseguiti con il controllo della Soprintendenza non avevano rilevato l'edificio, sito a 8 metri di profondità. Nella città deserta per il Ferragosto 1999, La Regina mette il vincolo. Rutelli si vede arrivare addosso i compagni di partito verdi e ambientalisti, a partire da Italia Nostra. Il problema va risolto e in fretta. Già il Vaticano ha gradito poco l'imposizione dei parcheggi di scambio sul Raccordo anulare e le limitazioni al traffico dei torpedoni in città. Senza metro C e senza possibilità di utilizzare il parcheggio del Gianicolo, il Giubileo corre rischi gravi. Anche rischi economici, evidentemente. La macchina dell'Opera Romana Pellegrinaggi, uno dei maggior tour operator del mondo guidato da don Liberio Andreatta, punta a un minimo di 24 milioni di visitatori. Formalmente, nessun uomo del Vaticano partecipa alla controversia sulla rampa. Non ce n'è bisogno. Bertolaso e, soprattutto, Balducci si incaricano di fare da sherpa. Il 7 ottobre c'è una riunione da Bertolaso che delibera di smantellare la villa. Gli affreschi vengono staccati e portati via, come i marmi. Le mura vengono segate e accantonate in un deposito. Qualche giorno dopo Balducci firma un parere che è un piccolo manuale su come si piegano le conclusioni tecniche al risultato politico. Nel documento consultato da "L''espresso" si legge che "dal punto di vista plano-altimetrico il tracciato della rampa non può essere spostato e che il parcheggio e il Gianicolo sono comunque raggiungibili anche in assenza della rampa in questione, infatti l'attuale rampa Sangallo serve a raggiungere dette località e potrebbe essere utilizzata nel futuro". Quindi, la rampa Torlonia non serve? Un momento. "In tal modo però", si affretta ad aggiungere il provveditore, "verrebbe vanificato il principale scopo dell'intervento e cioè l'eliminazione dell'interferenza dei flussi provenienti dall'Aurelia, principalmente pullman, e diretti al Gianicolo con il traffico cittadino del Lungotevere. Pertanto non esiste alcuna alternativa alla rampa Torlonia". A cose quasi fatte, lo scontro arriva fino alla presidenza del Consiglio dei ministri, dove Romano Prodi è stato sostituito Argomento: NAZIONALE Pag. 41 Data: 15-07-2010 L'Espresso (abbonati) La cricca santa da Massimo D'Alema. Il premier e il sottosegretario Marco Minniti intervengono a togliere il vincolo della soprintendenza con un decreto del 13 dicembre 1999. La rampa è salva e il parcheggio pure. I risultati si vedranno nel bilancio della Santa Sede del 2000 dove il cardinale Sebastiani presenta un utile in euro di oltre 24 milioni. Nel 2001 saranno 14 milioni. Gli autori del Romanzo Giubilare, a quel punto, possono vantare solidi meriti entro le mura vaticane e fuori. Oltre ai meriti e alla ricompensa che ne consegue sotto forma di favori vari, i bravi funzionari pubblici vengono liberati dal sistema dei controlli. L'anno successivo al Giubileo va al governo il partito del fare e cambia il quadro normativo. Con la legge 401 sui Grandi Eventi, l'Italia incomincia ad essere gestita a colpi di ordinanze della Protezione civile. Le cifre? 13 miliardi di euro di investimenti contro 1,8 miliardi del Giubileo. Sepe, nominato cardinale nel concistoro del 21 febbraio 2001, diventa la nuova star delle finanze cattoliche grazie alla gestione del patrimonio miliardario di Propaganda Fide. Ma non dimentica gli amici. Anzi, ne aggiunge qualcuno per migliorare il sistema con il quale lo Stato italiano finanzia la Chiesa. Gli anni della sua gestione non sono stati i più brillanti per il bilancio vaticano. Ad alcuni il caso del cardinale Sepe ricorda quello di Paul Marcinkus, il numero uno dello Ior inquisito per la bancarotta del Banco Ambrosiano e poi uscito dal processo per il principio dell'extraterritorialità. Il cardinale di Napoli non ha molte probabilità in più del monsignore di Cicero, Illinois, di affrontare un tribunale dello Stato italiano. Il Vaticano preferisce lavare i panni sporchi dentro i confini. Se la storia può insegnare qualcosa, Marcinkus fu messo in disparte dalle gerarchie ecclesiastiche. Sepe sembra avviato sulla stessa strada. ha collaborato Gianluca Schinaia Un tesoro di Chiesa Due auto della Finanza parcheggiate in via della Conciliazione, davanti ai palazzi dei Propilei. La testimonianza dell'ultima inchiesta su un fiume di denaro che entra in Vaticano e da lì va in paradiso, ma bancario e fiscale. I conti dello Ior - l'istituto della Santa Sede - scoperti presso quella filiale romana di Unicredit e presso altri sportelli capitolini di Intesa San Paolo, Bnl, Banca del Fucino, Credito Artigiano sono la metamorfosi moderna di un sistema antico che continua ad alimentare traffici misteriosi. Nel conto Ior presso Unicredit nel 2007 ci sono stati saldi mensili da 80 milioni di euro, extraterritoriali come se fossero gestiti da una banca off shore. E il primo censimento completo delle finanze, dei beni e degli scandali del regno dei papi viene pubblicato da Claudio Rendina ne "L'oro del Vaticano" che uscirà per Newton Compton la prossima settimana. C'è l'attualità, quella esplicita delle indagini sulla cricca e quella dei movimenti azionari che poi si trasformano in assetti di potere. Come l'investimento dello Ior nel bond convertibile emesso dalla Banca Carige, istituto genovese da sempre nel cuore del segretario di Stato, il cardinale Tarcisio Bertone. E l'elenco di tutti gli immobili di Propaganda Fide, patrimonio destinato a sovvenzionare le missioni ma utilizzato per distribuire case e favori. Solo lo Ior vanta un patrimonio, scrive Rendina, "stimato in cinque miliardi di euro, a cui vanno aggiunti i lingotti d'oro, dei quali è stata indicata l'esistenza nei caveux sottostanti al torrione di Nicolò V, in ragione di 2 tonnellate d'oro, accanto ai titoli di Stato per 3 milioni". Ufficialmente non ha succursali ma conta sul legame con la struttura missionaria delle isole Cayman. "È stata distaccata dall'arcidiocesi di Kingston in Giamaica per fare capo direttamente alla Santa Sede ed è retta dal cardinale Adam Jospeh Maida, membro dello Ior con la qualifica di superiore: come tale ha la funzione di autentico deposito delle finanze pontificie: un centro finanziario off shore". Croce di polemiche Argomento: NAZIONALE Pag. 42 Data: 15-07-2010 L'Espresso (abbonati) La cricca santa Da simbolo del raduno mondiale della gioventù, il più importante evento del Giubileo, a fonte di polemiche e possibili ricorsi legali. È la parabola a cui sta andando incontro la gigantesca croce sotto la quale Giovanni Paolo II celebrò la Giornata giubilare davanti ad oltre 2 milioni d i giovani nella spianata dell'università di Tor Vergata, a Roma. L'architetto progettista, Marco Petreschi, la volle dotare di uno stile originale fatto, non solo di imponenza (è alta 39 metri), ma anche di slancio e di gotica eleganza, ammirabile anche da molti chilometri di distanza. Tanta cura, però, è stata "irrimediabilmente compromessa a mia insaputa", lamenta Petreschi in una lettera al rettore dell'Università, Renato Lauro, dove denuncia che ai piedi della croce è stata realizzata una struttura formata da 4 bassorilievi "che oltre a stravolgerne l'originario carattere progettuale, ne deturpa l'immagine e lo stile". Per il progettista, è una "arbitraria aggiunta... che ha danneggiato l'equilibrio estetico e strutturale". Petreschi parla anche di "scempio arbitrario e volgare" perché la base della croce è stata circondata da un "discutibile" reticolato in ferro come "quello in uso nei cantieri", con "ulteriore inevitabile danno alla estetica e alla eleganza del complesso". O. L. R. Argomento: NAZIONALE Pag. 43 Data: 16-07-2010 Europaquotidiano.it Haiti, sei mesi dopo. Lo scandalo del dopo-sisma, tra macerie e aiuti bloccati Articolo Sei in Esteri 16 luglio 2010 Comunità internazionale - Versato solo il 10 per cento dei contributi promessi. Brasile e Venezuela gli unici paesi a fare la loro parte Tante promesse di aiuto, tutte non mantenute, non fino in fondo almeno. I paesi che si sono fatti carico dell'onere di donare ingenti somme di denaro in aiuto di Haiti, isola quasi interamente distrutta da un terremoto il 12 gennaio scorso, per ora hanno donato solamente il 10% di quello che hanno promesso, eccezion fatta per il Brasile che ha versato 55 milioni di dollari, e il Venezuela che ha quasi raggiunto la sua quota e continua a inviare aiuti umanitari. L'11 luglio scorso l'ex presidente americano Bill Clinton, co-presidente della Commissione interim per la ricostruzione di Haiti (IHRC), denunciava il mancato assolvimento di queste promesse da parte di paesi e istituzioni come Usa, Giappone, Spagna, Francia, Norvegia, Ue, Banca dello sviluppo interamericano e Banca mondiale. Un altro paese,oltre al Brasile e il Venezuela, in prima linea per la cancellazione del debito internazionale di Haiti è il Canada, che oltre ad aver cancellato il debito estero che Haiti ha nei suoi confronti, ha promesso di versare 400 milioni di dollari a sostegno del Piano di Azione per Haiti dopo averne versati 33 per estinguerne il debito con le banche di sviluppo internazionali. Sei mesi dopo il terremoto che ha devastato gran parte del paese, la situazione pare essere ancora drammatica, se non per l'intervento dei Medici senza frontiere che ha bloccato sul nascere il dilagarsi di epidemie che seguono grandi disastri come questo. È maggiormente grazie all'aiuto sul campo di organizzazioni non governative che il paese più povero dell'emisfero australe cerca di scrollarsi di dosso le macerie del passato e pensa alla ricostruzione di un popolo e di una nazione. Le notizie che giungono dall'Alto commissariato Onu per i rifugiati, Unchr, sono allarmanti in quanto riportano che un milione e mezzo di persone vivono ancora come sfollati in insediamenti spontanei costruiti a Port-au-Prince e dintorni, e molti continuano a vivere come ospiti di altre famiglie in attesa di potersi trasferire altrove. Come se non bastasse, in queste ultime settimane il governo haitiano sta rendendo difficile l'arrivo di aiuti umanitari e di attrezzature nell'entroterra bloccandole al porto. Il pretesto è l'erronea compilazione di alcuni moduli da parte della Croce rossa, dei Medici senza frontiera e di altre ong le quali però negano di non aver adempito correttamente al compito. Certo ci si chiede come sia possibile fermare cargo pieni di aiuti vitali per una semplice banalità burocratica. Ma il governo haitiano fa sapere che anche nei momenti di crisi le leggi vanno rispettate. Così, da ormai tre settimane veicoli, ambulanze, autobotti, automezzi di costruzione e di trasporto sono sotto chiave insieme a container delle “varie Caritas” nel mondo che si sono affrettare a mandare aiuti (10.000 le ong coinvolte). Ci sono anche problemi per quanto riguarda la comunicazione perché in un paese dove oramai le linee telefoniche sono fuori uso è difficile chiedere aiuto. Si assiste così al dramma degli orfanotrofi pieni di bambini affamati e con le dispense vuote, mentre a qualche chilometro di distanza ci sono magazzini pieni di viveri rimasti lì da gennaio scorso. Di certo questi episodi hanno influito sullo scoppio di rabbia e violenza che si è manifestato il 13 luglio scorso nella capitale, dove centinaia di ragazzi hanno manifestato contro l'attuale presidente René Prèval e a favore del rientro dei due ex presidenti esiliati, Jean- Claude Duvalier e Jean-Bertrand Aristide. Durante la manifestazione, lanciata dall'opposizione dopo l'interruzione dovuta ai mondiali di calcio, ci sono stati alcuni moti di violenza contro la polizia ma pare che nessuno sia rimasto ferito. Joel Dreyfuss, giornalista di origini haitiane, in un articolo pubblicato sul sito www.theroot.com il 12 luglio scorso, anniversario semestrale della tragedia, racconta di come Port-au-Prince, sua città natale, sembri una città europea del dopoguerra, una città fantasma, quasi irriconoscibile ai suoi occhi di emigrato. Spiega anche perché la gente rimpianga il vecchio duro regime dei Duvalier, che portava ordine, sì, in una ormai caotica città ma a un prezzo alto: l'obbedienza cieca al presidente. Ma non esiste solo l'Haiti delle mancate promesse, della disperazione e della distruzione. Accanto a questa Haiti, se ne sta costruendo un'altra grazie all'aiuto della comunità globale. L'Unicef, ad esempio, ha riportato che un milione e mezzo di persone ha accesso ad acqua pulita e mezzo milione ha invece accesso al cibo. Quasi trecentomila bambini sono stati vaccinati contro le malattie più pericolose e diffuse, sono stati distribuiti per i vari campi servizi igienici per evitare che dilagassero possibili pandemie. Argomento: NAZIONALE Pag. 44 Data: 16-07-2010 Europaquotidiano.it Haiti, sei mesi dopo. Lo scandalo del dopo-sisma, tra macerie e aiuti bloccati I giovani haitiani poi, partecipano alla ricostruzione della loro nazione aiutando a spostare le macerie per rendere più facile la difficile operazione che impiegherà anni prima di poter essere completata. Jandira Moreno do Nascimento Argomento: NAZIONALE Pag. 45 Data: La Gazzetta del Mezzogiorno.it 15-07-2010 Incendi in Puglia A Taranto rogo sfiora la Polveriera Incendi in Puglia A Taranto rogo sfiora la Polveriera BARI - E' stata posta in salvo e non ha subito danni la Polveriera della Marina militare di Taranto, colpita da un incendio di vaste proporzioni, che ha distrutto 15 ettari di incolto e 2 ettari tra pineta e macchia mediterranea, divampato questo pomeriggio. Ne dà notizia la Protezione civile regionale che ha coadiuvato gli interventi di spegnimento delle fiamme, inviando in supporto agli aerei AB 212 della Marina Militare un canadair ed un elicottero "Ericson S64" (che hanno eseguito oltre 50 lanci d'acqua) e coordinando le attività di Vigili del fuoco, volontari, Corpo forestale dello stato e squadre AIB regionali. "La Protezione civile regionale - ha detto l'assessore regionale alla Protezione civile Fabiano Amati - ha dato la massima priorità alle operazioni di intervento a supporto della Marina militare di Taranto, inviando sul posto tutte le squdre disponibili, in quanto esisteva il reale pericolo, fortunatamente scongiurato, che le fiamme creassero seri danni ad importanti e strategiche infrastrutture militari". Sono inoltre 2 gli ettari di bosco e 30 quelli di vigneto distrutti dalle fiamme divampate nel comune di Castellaneta (Taranto), in località Gravina Santo Stefano, dove sono intervenuti Vigili del fuoco, volontari, Servizio foreste e Corpo forestale dello stato, oltre ad un elicottero "Ericson S64". Spento anche l'incendio che ha bruciato 40 ettari di macchia mediterranea a Grottaglie (Taranto), in località "Masseria Vicentino", dove sono intervenuti uomini del Corpo forestale dello stato, dei Vigili del fuoco, del Servizio foreste, volontari e due aerei "Fire boss" e un canadair. 15 Luglio 2010 Argomento: NAZIONALE Pag. 46 Data: Gazzetta del Sud 16-07-2010 Prevenzione degli incendi un accordo coi volontari Siracusa Siglato per la prima volta fra la Provincia regionale ed il dipartimento provinciale della Protezione civile della Regione l'accordo per l'utilizzo di associazioni di volontariato per l'avvistamento e la prevenzione degli incendi boschivi e di spegnimento a supporto dei Vigili del Fuoco e del Corpo della Forestale. L'apposito protocollo di intesa è stato firmato dal presidente della Provincia regionale, on. Nicola Bono, e dal capo del dipartimento, l'ingegnere Paolo Burgo. «Dopo la positiva esperienza dello scorso anno – ha detto il presidente Bono – che, grazie anche al contribuito della Provincia regionale nell'azione di avvistamento incendi, registrò la riduzione di oltre il 70 per cento degli incendi boschivi, abbiamo ritenuto di rafforzare e omogeneizzare l'azione con una sinergia più stringente con la Protezione civile della Regione». Bono ha spiegato che insieme a Paolo Burgo è stato siglato un accordo per determinare la massimizzazione dei risultati, con l'impiego di risorse contenute, «per rendere alla collettività siracusana il preziosissimo servizio di prevenzione degli incendi, che tanto danno e devastazione hanno arrecato in passato, per mano di vili ed interessati piromani, intenti a perseguire i loro obiettivi di illegale speculazione». Argomento: NAZIONALE Pag. 47 Data: Gazzetta del Sud 16-07-2010 Assistenza negli eventi rinnovata la convenzione Avola È stata approvata dalla giunta municipale presieduta dal sindaco Tonino Barbagallo la convenzione denominata "Assistenza eventi 2010". È stata siglata con la locale Associazione di volontariato Confraternita Misericordi di Avola. La spesa di tale convenzione, che viene rinnovata ormai da anni, ammonta a 14 mila euro. È una somma che sarà utilizzata dal capitolo "Spese per servizi di protezione civile". La convenzione comporta da parte dell'associazione, rappresentata in città da Salvatore Caruso, il servizio di protezione civile, antincendio, assenze ambulanza durante le manifestazioni previste per il periodo estivo, il trasporto di persone inferme e la postazione di soccorso presso la riserva naturale dei Laghetti di Cavagrande del Cassibile. L'atto deliberativo, firmato da tutti gli amministratori presenti alla riunione di giunta, è stato dichiarato immediatamente esecutivo previa l'accettazione dell'organizzazione di volontariato. (m.d.s.) Argomento: NAZIONALE Pag. 48 Data: La Gazzetta di Parma 15-07-2010 Nubifragio nella Bassa: «sì» allo stato d'emergenza PROVINCIA 15-07-2010 PROVINCIA LO HA ANNUNCIATO L'ASSESSORE REGIONALE ALLA PROTEZIONE CIVILE PAOLA GAZZOLO Ieri l'incontro con i sindaci dei Comuni coinvolti negli eventi del 15 e 16 giugno Paola Zazzali Costruire un gioco di squadra tra le istituzioni locali e quelle nazionali, capace di dare una risposta integrata per la realizzazione della sicurezza territoriale. Questo lobiettivo emerso dallincontro che si è tenuto ieri nella sala consigliare della Provincia, presenti lassessore regionale alla Protezione Civile Paola Gazzolo, il presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli, il direttore generale dellAgenzia regionale di Protezione civile Demetrio Egidi e i sindaci degli otto comuni pesantemente colpiti dal nubifragio del 15 e 16 giugno. Lo stato demergenza nazionale, richiesto a gran voce nei giorni scorsi dal Presidente della Regione Vasco Errani, è stato finalmente decretato dal Governo: un primo passo verso lordinanza che permetterà di accedere ai fondi stanziati, anche se ancora non si conosce la cifra. «Sono contenta di annunciare proprio in questa sede - ha detto lassessore Gazzolo - un primo passo importante nella direzione sperata di una significativa riqualificazione territoriale. Ora sta a noi rendere questa ordinanza un vero e proprio patrimonio comune, concertando il nostro lavoro sulla ricerca delle priorità che facciano il bene del territorio». Probabilmente, dei 19 milioni richiesti da Errani (che sarà nominato commissario e dovrà decidere come disporre delle risorse) solo una minima parte giungerà nelle mani di Regione e Comuni, come ha precisato Egidi: «L'esperienza degli ultimi anni ci insegna che delle cifre richieste finora è stata stanziata una somma pari a circa il 10 %. Il che implica la necessità di delineare uno schema di intervento proporzionale a questa ipotetica cifra, con una scala di priorità variabile, in base alle risorse finanziarie di cui disporremo». Tanti gli interventi da fare in ognuno dei comuni colpiti dal devastante nubifragio, ma dalla riunione tecnica che ha preceduto lincontro sono emerse tre situazioni a cui dare priorità assoluta, come ha spiegato il presidente Bernazzoli (che durante il suo intervento ha ringraziato il prefetto di Parma Luigi Viana per il supporto dato nella richiesta del decreto per lo stato demergenza): «Riteniamo che la prima parte dei fondi debba risarcire le somme stanziate per le urgenze da Comuni, Provincia e Consorzio di bonifica, che si aggirano intorno ai 740mila euro. Poi toccherà a Fontanellato, dove la tracimazione del Canale Ramazzone ha causato smottamenti nei pressi della Tav e lallagamento della casa di cura Cardinal Ferrari. Subito dopo, nella scala degli interventi urgenti, è prevista la realizzazione delle casse di espansione nella zona di Busseto». Un intervento questultimo che, seppur fondamentale, secondo lassessore Gazzolo sarà difficile ricoprire con i fondi statali: «Vista la situazione attuale, non sarà facile che i soldi del Governo arrivino a finanziare anche questo terzo caso, ma il nostro scopo è proprio quello di cercare la massima condivisione di risorse. E comunque, come in molte altre occasioni, la Regione prenderà naturalmente in considerazione lipotesi di farsi carico degli interventi necessari, da inserire eventualmente nel bilancio o nel piano pluriennale regionale». Soddisfatti i sindaci presenti che hanno auspicato un confronto e una discussione con Provincia e Regione. «Con questo decreto - ha concluso Bernazzoli - iniziamo un percorso per una sistemazione idraulica che coinvolga tutto il territorio. Intendiamo inoltre utilizzare lo strumento dellordinanza per uno schema di intervento sul medio e lungo periodo». Provincia In alto il presidente Bernazzoli con l'assessore Gazzolo. Argomento: NAZIONALE Pag. 49 Data: La Gazzetta di Parma 15-07-2010 Ci aspetta un weekend africano con massime di 38 gradi PARMA 15-07-2010 CALDO VENERDI' E SABATO TEMPERATURE IN AUMENTO CON VENTI DEBOLI: L'UMIDITA' SI FARA' SENTIRE La protezione civile ha diramato l'allerta in tutta la regione per il disagio climatico Ci si difende come si può, seduti comodamente in un supermercato: anche questo va di moda. Luoghi freschi, non a caso, cibi leggeri, frutta, acqua, lasciando perdere i bolliti. Il caldo non molla e luglio dà del filo da torcere ai parmigiani, con temperature da livello 3. Che significa: condizioni meteorologiche a rischio che persistono per tre o più giorni. E' il caso nostro. Rischio soprattutto per bambini, anziani e persone che soffrono di patologie respiratorie e cardiocircolatorie. Gli altri boccheggiano, con le gambe sempre più pesanti. C'è chi si rifugia in ufficio con aria condizionata da brividi, chi può permettersi l'ombra nel verde della collina e chi se la cava con i tuffi in piscina. Perchè l'afa non dà tregua. E pare che non sia nemmeno finita. Se ieri la massima ha raggiunto i 36 gradi, per venerdì e sabato la situazione sarà ancora peggiore: in città e in pianura le temperature previste sono tra i 36 e i 38 gradi. La protezione civile, infatti, ha diramato un'allerta in tutta l'Emilia Romagna. Anche durante la notte le minime aumenteranno e dalle 21-22 di ieri saliranno a 23 e a 24 gradi. Insomma, è caldo africano. Secondo gli esperti, il vento continuerà ad essere debole o moderato, per cui l'umidità si farà sentire ancora di più. Giorni, quindi, da passare col ventaglio. Domani il cielo rimarrà sereno e le temperature si fermeranno a una minima di 22 e a una massima di 34,5. Ma è proprio da venerdì che la situazione diventerà più critica: nonostante le nubi, la minima sarà di 22,2 e la massima di 35,2. Sabato nel cielo compariranno ancora le nuvole, ma le temperature previste raggiungeranno i 24,3 di minima e i 35,7 di massima. Purtroppo solo sui monti sono previsti temporali e precipitazioni. Da domenica il sole ritornerà con tutta la sua forza, ma il caldo dovrebbe diminuire, almeno si spera: 22,7 di minima e 34,3 di massima. Caldo sì, ma per ora nessun problema di salute. Il 118 fa sapere che il lavoro non è aumentato per malori dovuti alle alte temperature: in pratica nessun picco di accessi o ricoveri, per questi giorni di grande afa. Tuttavia, meglio stare sull'attenti e non illudersi del contrario: che senso ha per un anziano pedalare in città nelle ore centrali? Eppure c'è chi lo fa, scrollando le spalle, senza pensare al rischio che si corre. Toccando ferro, basta un mancamento per rovinarsi l'estate. Argomento: NAZIONALE Pag. 50 Data: 16-07-2010 Gazzetta di Reggio protezione civile, ripristinate il fondo Bagnolo. Roberta Mori: «Prima i tagli ora l'azzeramento. Così si rischia il disfacimento di tutte le strutture territoriali» «» Risoluzione dei consiglieri del Pd per chiedere alla Regione di sollecitare il governo L'appello a tre mesi dal distruttivo tornado di aprile BAGNOLO. Il Pd chiede alla Regione di sollecitare il governo per il ripristino del Fondo regionale per la Protezione civile. Si tratta di un'iniziativa del consigliere Roberta Mori, che ha raccolto l'adesione di otto colleghi. «Il governo è passato al totale azzeramento del Fondo» dichiara. La Mori lancia l'allarme a pochi mesi dal «tornado» che, il 30 aprile scorso, ha sconvolto Bagnolo, Cadelbosco e dintorni. Provocando danni, per fortuna solo a immobili e cose, per tre milioni di euro. «Dopo un'iniziale decurtazione del 10% operata sulle leggi finanziarie del 2007 e del 2008 - sottolineano i consiglieri firmatari - il Governo è passato al totale azzeramento del Fondo regionale per la Protezione civile, istituito con la legge finanziaria del 2001 a seguito dell'assegnazione dei nuovi compiti alle Regioni in materia di protezione civile». «Tale situazione - sostengono Mori e colleghi - avrà come inevitabile conseguenza il disfacimento di tutte le strutture territoriali, metterà in serio pericolo la prosecuzione delle attività di protezione civile e impedirà l'adeguato sostegno alle organizzazioni di volontariato capillarmente diffuse e renderà impossibile sostenere i privati danneggiati da eventi calamitosi». I firmatari della risoluzione segnalano in particolare che gli 8 milioni relativi al fondo per il 2008 sono stati trasferiti alla Regione solo ad aprile di quest'anno e si renderanno disponibili a seguito dell'assestamento di bilancio. «Nella vacanza dello Stato - osservano - la Regione ha provveduto a sostenere funzioni e compiti trasferiti attraverso economie di spesa e fondi propri, ma tale sostegno non sarà più possibile se saranno confermati i gravissimi tagli ai bilanci delle Regioni contenuti nella “manovra correttiva” per il 2010, col rischio del collasso di un efficiente sistema regionale di protezione civile». Argomento: NAZIONALE Pag. 51 Data: 15-07-2010 Il Giornale della Protezione Civile.it Roma, nuovo Centro per la formazione della Protezione Civile Si svolgeranno qui dei corsi di formazione e aggiornamento rivolti a Protezione Civile comunale e istituzioni che rispondono alla Protezione Civile nazionale Giovedi 15 Luglio 2010 - Dal territorio E' stato inaugurato questa mattina il nuovo Centro per la formazione della Protezione Civile di Roma, situato in uno dei locali storici del Parco di Aguzzano. Come ha spiegato Tommaso Profeta, direttore della Protezione Civile comunale, in questo Centro si svolgeranno dei corsi di formazione e di aggiornamento rivolti alle strutture operative della Protezione Civile comunale, ma anche a tutte quelle istituzioni che rispondono alla Protezione Civile nazionale, come ad esempio la Croce Rossa. Il sindaco di Roma Gianni Alemmanno, presente alla cerimonia di inaugurazione, ha sottolineato la necessità sempre più attuale di opeare su due versanti: "fronteggiare le emergenze e fare prevenzione sul territorio. Questo e' il grande compito della Protezione Civile. Abbiamo bisogno di non attendere l'emergenza, dobbiamo prevenirla. Quando poi le emergenze si manifestano, bisogna avere un servizio efficiente che sappia valorizzare la realtà del volontariato". E proprio la Protezione Civile è la "grande realtà del volontariato" ha dichiarato Alemmano, "un esempio di cittadinanza attiva, su cui noi puntiamo" e che "deve trovare dei luoghi in cui poter crescere in termini di consapevolezza e professionalità". Il nuovo Centro può quindi diventare un importante e fondamentale punto di contatto tra tutte le istituzioni che partecipano al sistema della Protezione Civile e i volontari. (red) Argomento: NAZIONALE Pag. 52 Data: 15-07-2010 Il Giornale della Protezione Civile.it Bolzano, temperature estreme anche nei prossimi giorni. I consigli della Protezione civile I meteorologi della Protezione civile provinciale prevedono anche per i prossimi giorni temperature estreme. In alcune zone sono possibili fino a 37 gradi. La popolazione è invitata ad attivare soprattutto l'autoprotezione seguendo alcune semplici regole. Giovedi 15 Luglio 2010 - Dal territorio Le temperature molto elevate persistono in Alto Adige anche nei prossimi giorni e potranno rappresentare un rischio per le persone più vulnerabili, quali anziani o persone non autosufficienti, convalescenti, bambini e neonati. E' stato infatti dimostrato che periodi prolungati di temperature estreme hanno un impatto sulla salute maggiore rispetto a giorni isolati con le stesse condizioni meteorologiche. Il caldo intenso non va sottovalutato neppure da tutte quelle persone che, anche in buono stato di salute, si trovano a svolgere attività fisica all'aperto nelle ore più calde della giornata. Gli effetti dell'ondata di calore, spiegano i tecnici della Protezione civile altoatesina, sono più evidenti nei paesi di fondovalle e nelle aree urbane, dove si verifica il cosiddetto effetto "isola di calore". Per questo motivo il Comune di Bolzano partecipa da alcuni anni ad un progetto della Protezione civile nazionale finalizzato alla prevenzione di effetti dannosi delle ondate di calore sulla popolazione. In base a questo progetto la Protezione civile nazionale emette un bollettino, valido però per la sola città di Bolzano, indicante il grado di allerta per il caldo che è al suo massimo grado da alcuni giorni. La Protezione civile provinciale invita quindi la popolazione prestare attenzione agli effetti del caldo intenso, sensibilmente presente anche in numerose altre zone dell'Alto Adige. Gli effetti dannosi del caldo intenso possono essere comunque eliminati o fortemente ridotti applicando alcune semplici norme di autoprotezione: per abbassare le temperature negli ambienti interni si dovrebbe fare cambiare l'aria solo la mattina e la sera, durante il giorno i locali possono essere resi più freschi tramite l'oscuramento con persiane o tende. Se si dispone di un climatizzatore impostarlo a 25 - 27 gradi, se invece si usa un ventilatore non indirizzarlo direttamente sul corpo. Risulta utile farsi la doccia la mattina e la sera con acqua tiepida e rinfrescarsi ripetutamente avambracci, viso e nuca con acqua fresca ma non fredda. Tutti gli apparecchi elettrici che non vengono usati non dovrebbero rimanere in stand by ma essere spenti. Si consiglia di non uscire nelle ore più calde, dalle ore 12 alle ore 18 e di evitare attività fisiche pesanti, e se inevitabile proteggersi con abbigliamento leggero e cappelli. È importante idratarsi bevendo frequentemente, mangiando molta frutta, evitando però l'assunzione di bevande alcoliche e caffeina. (red) Argomento: NAZIONALE Pag. 53 Data: 15-07-2010 Il Giornale della Protezione Civile.it Accordo Umbria e Ferrovie dello Stato per la gestione delle emergenze Il Protocollo stabilisce i criteri per un'azione coordinata di intervento per quanto riguarda prevenzione dei rischi e gestione delle emergenze Giovedi 15 Luglio 2010 - Dal territorio Franco Fiumara, Direttore Protezione Aziendale del Gruppo Ferrovie dello Stato, e Sandro Costantini, Responsabile Protezione Civile Umbria, hanno firmato un protocollo d'intesa che stabilisce le modalità per un'azione coordinata d'intervento in materia di previsione e prevenzione dei rischi, oltre che per quanto riguarda la gestione delle emergenze. L'accordo prevede che sia dedicata particolare attenzione all'assistenza ai viaggiatori coinvolti in situazioni di criticità, e definisce le sinergie necessarie per fronteggiare in modo efficace in tutta la regione Umbria eventuali criticità derivanti da emergenze; in particolare si sottolinea l'importanza di una reciprocità operativa fra Ferrovie dello Stato e Protezione Civile regionale mediante l'uso di uomini, mezzi e tecnologie. Il Protocollo ha una validità di quattro anni, e riguarda in particolare aspetti come lo scambio di informazioni fra le rispettive Sale operative in caso di emergenze ferroviarie, la presenza di un referente del Gruppo FS nella Sour - Sala Operativa Unica Regionale - del Centro Regionale di Protezione Civile di Foligno, l'attivazione di un programma di formazione congiunta per la gestione degli interventi in emergenza e la possibilità di estendere l'accordo alle articolazioni territoriali della Protezione Civile (Province e Prefetture) per una gestione più efficace delle emergenze sul territorio, definendo anche accordi specifici per lo spostamento di materiale rotabile e personale volontario in zone colpite da eventuali emergenze. Sono inoltre previsti accordi per implementare il sistema regionale di protezione civile del territorio con la FCU - Ferrovia Centrale Umbra - che ha una propria rete ferroviaria regionale. (red - eb) Argomento: NAZIONALE Pag. 54 Data: 15-07-2010 Il Giornale della Protezione Civile.it Flotta aerea dello Stato in azione su 18 roghi in 36 ore La Sicilia è la regione maggiormente colpita dai roghi negli utlimi due giorni. I mezzi della Protezione Civile stanno ancora operando su alcuni incendi Articoli correlati Mercoledi 14 Luglio 2010 I mezzi della flotta aerea dello Stato impiegati per spegnere nove incendi Giovedi 15 Luglio 2010 Puglia, dopo gli incendi si contano i danni tutti gli articoli » Giovedi 15 Luglio 2010 - Attualità Le condizioni meteorologiche in atto sul nostro Paese, caratterizzate da temperature elevate ed assenza di precipitazioni, favoriscono la propagazione di numerosi incendi boschivi: soltanto nelle ultime 36 ore sono arrivate 18 richieste di soccorso aereo al Dipartimento della Protezione Civile, affinché venisse fornito supporto all'azione di spegnimento svolta a terra e di competenza delle diverse Amministrazioni regionali. Nella giornata di ieri tre roghi si sono sviluppati in Sicilia nelle province di Palermo, Catania e Trapani, spenti entro fine giornata grazie all'impiego dei velivoli della flotta aerea dello Stato; due incendi hanno interessato la Puglia, mentre un rogo si è verificato anche nelle regioni Abruzzo, Lazio e Calabria, sui quali sono intervenuti quattro Canadair e due Fire Boss della Protezione Civile nazionale, che hanno consentito di domarli nel pomeriggio. La Sicilia è la regione che anche oggi ha richiesto il maggior numero di interventi: i mezzi aerei sono stati utilizzati già cinque volte da questa mattina, tra le province di Agrigento, Caltanissetta, Palermo e Siracusa, dove tre Canadair, quattro Fire Boss e un elicottero S64 stanno operando ininterrottamente da ore, così come in Puglia, nello specifico in provincia di Taranto, dove i mezzi antincendio stanno operando su un fronte di fuoco di 200 metri. Una richiesta di intervento è giunta anche dalla Calabria dove le fiamme sono già state spente. Spenti anche i roghi che hanno interessato l'area dei comuni di Grottaglie e Castellaneta, nel tarantino, in Puglia e quello divampato in Liguria, in provincia di Imperia. La Protezione Civile ha fatto sapere che i piloti dei velivoli continueranno ad assicurare il lancio d'acqua e di liquido ritardante sulle fiamme dei roghi ancora attivi finché le condizioni di luce consentiranno di operare in sicurezza. (red) Argomento: NAZIONALE Pag. 55 Data: 15-07-2010 Il Giornale della Protezione Civile.it Fa caldo? Chiama il numero verde 1500 Attivato il servizio di informazione telefonica ai cittadini sulle ondate di calore Giovedi 15 Luglio 2010 - Attualità Il Ministero della Salute ha attivato il numero verde 1500, il servizio di informazione telefonica ai cittadini sulle ondate di calore. Il call center 1500 "Estate sicura 2010, vincere il caldo" sarà operativo tutti i giorni, anche festivi, dalle 8.00 alle 20.00, a partire da domani 16 luglio, fino al 31 agosto. Il Dipartimento della Protezione Civile consiglia di chiamare questo numero per parlare con gli operatori, tra cui figurano anche dei medici, per avere informazioni sul comportamento da adottare e conoscere i numeri specifici per ogni Regione da contattare in caso di necessità. Secondo le previsioni meteo della Protezione Civile, l'Italia è ancora sotto l'azione di un'ampia e solida struttura anticiclonica estesa dalle coste nord-africane all'entroterra russo, che continua a comportare tempo stabile e soleggiato su tutto il territorio. Le temperature sono destinate ad aumentare, raggiungendo valori ben superiori alla media del periodo, anche a causa dell'elevato livello di umidità che accentua l'afa e la sensazione di disagio. La Protezione Civile, attraverso il Sistema Nazionale di Sorveglianza, Previsione e Allarme sulle ondate di calore, ha segnalato per oggi 10 città sotto il livello di allerta 3, che aumenteranno tra domani e dopodomani, arrivando a 21. Bollettino delle ondate di calore (red) Argomento: NAZIONALE Pag. 56 Data: 15-07-2010 Il Giornale della Protezione Civile.it Cile, forte scossa di terremoto Al momento non c'è allerta tsunami Giovedi 15 Luglio 2010 - Esteri Un forte terremoto, di magnitudo 6.5, ha colpito la costa del Cile centrale ieri alle 4:32 del mattino, le 10:32 in Italia. Secondo quanto riportato dall'USGS - US Geological Survey - l'epicentro del sisma è stato individuato a 28 chilometri di profondità nella regione di Bio-Bio, a 100 chilometri da Temuco. Questa è la più forte di una serie di scosse che ha colpito la regione di Bio Bio dalle 4 del mattino di ieri (ora locale). La prima scossa, di magnitudo 5.3, è stata registrata dall'USGS alle 4:21; in seguito ne sono state registrate altre due: una alle 8:44, di magnitudo 4.9, e l'ultima ieri sera alle 21 (l'una del mattino in Italia), di magnitudo 5. Secondo quanto riferito dal centro di allerta tsunami del Pacifico, al momento non c'è rischio. Già a febbraio, il Cile è stato colpito da un terremoto devastante che ha causato uno tsunami e quasi seicento vittime. (red - eb) Argomento: NAZIONALE Pag. 57 Data: 15-07-2010 Il Giornale della Protezione Civile.it Puglia, dopo gli incendi si contano i danni Sono 37 gli ettari bruciati dall'incendio divampato a "Parco Cirillo", nel comune di Minervino Murge (Barletta-AndriaTrani), mentre altri 40 ettari sono stati distrutti in località Bosco Rogadeo, nel comune di Bitonto (Bari). Articoli correlati Mercoledi 14 Luglio 2010 I mezzi della flotta aerea dello Stato impiegati per spegnere nove incendi Martedi 6 Luglio 2010 Antincendio, è cominciata la collaborazione tra Puglia e Piemonte tutti gli articoli » Giovedi 15 Luglio 2010 - Dal territorio Dopo i numerosi interventi contro gli incendi di ieri, la Regione Puglia deve ora fare i conti con l'ammontare dei danni provocati dalle fiamme. A Minervino, località di grande pregio naturalistico e ambientale - colpita già lo scorso 17 giugno da un altro incendio che aveva bruciato circa 10 ettari di bosco e 20 di pascolo - nonostante l'intervento di due velivoli "fire boss" che hanno eseguito 16 lanci d'acqua mentre a terra lavoravano Vigili del fuoco, Servizio foreste, Corpo forestale dello stato, volontari, Polizia municipale, gli ettari bruciati ammontano a 37. L'intervento tempestivo ha comunque impedito che le fiamme si elevassero e si espandessero fino all'abitato, distante pochi chilometri. A Bitonto (Bari) invece, dove in località Bosco Rogadeo, a causa delle elevate temperature, alcuni focolai si sono nuovamente accesi ieri mattina lì dove un incendio, che aveva distrutto 40 ettari di bosco, era divampato martedì pomeriggio, i tre velivoli "Fire boss" giunti sul posto hanno dovuto eseguire oltre 50 lanci d'acqua. A terra hanno lavorato invece uomini Aib regionali, Carabinieri, Polizia di stato, Corpo forestale dello stato, Servizio foreste, volontari e Vigili del fuoco. (red) Argomento: NAZIONALE Pag. 58 Data: 15-07-2010 Il Giornale della Protezione Civile.it Ferrovia della Val Venosta, domani esercitazione antincendio Esercitazione antincendio con la simulazione di un intervento per domare le fiamme sprigionatesi in un convoglio Giovedi 15 Luglio 2010 - Dal territorio "Si tratta di un'esercitazione programmata da tempo - sottolinea l'assessore alla mobilità Thomas Widmann - visto che da quando la linea è passata alla Provincia ogni anno viene simulata una situazione di pericolo lungo la ferrovia della Val Venosta". Questa volta l'esercitazione riguarderà un incendio, con la presenza di feriti, a bordo di un treno nel tratto Merano-Rablà, in una zona particolarmente difficile da raggiungere in quanto situata fra due gallerie. L'esercitazione verrà coordinata dai tecnici della STA e dai Vigili del fuoco volontari di Merano e della Bassa Val Venosta, e vi prenderanno parte le forze dell'ordine e di primo soccorso di tutta la zona. La simulazione di intervento avrà inevitabilmente qualche effetto sul traffico ferroviario. Verranno infatti sospesi i treni in partenza da Merano alle 22.46 (arrivo a Rablà alle 23) e da Rablà alle 22.19 (arrivo a Merano alle 22.34). Il percorso Malles-Rablà, con partenza dal capolinea alle 21.20 verrà regolarmente coperto dal treno, e la tratta Rablà-Malles sarà normalmente aperta al traffico ferroviario in entrambe le direzioni. Per i viaggiatori che devono spostarsi tra Merano e Rablà è invece previsto un servizio di bus sostitutivi con partenza da Rablà alle 22.19 e da Merano alle 22.46: le corse faranno tappa a Lagundo, Marlengo e Tel. Il treno in partenza alle ore 23 da Rablà con destinazione Malles attenderà in ogni caso l'arrivo dei viaggiatori a bordo degli autobus. (red) Argomento: NAZIONALE Pag. 59 Data: 16-07-2010 Giornale di Brescia Nuovo sentiero del Cai sui monti camuni Edizione: 16/07/2010 testata: Giornale di Brescia sezione:valcamonica Nuovo sentiero del Cai sui monti camuni Verrà «battezzato» domani il percorso numero 159, che porterà da Sellero a Malga Tambione VALCAMONICANon è certo alla portata di tutti. Quelle sei/otto ore di cammino, con 880 metri di dislivello, fanno pensare a frequentatori allenati. In Valcamonica, domani, nasce un nuovo sentiero Cai. Sarà il numero 159 e si chiamerà «A spasso nella storia»: da Sellero (a 480 metri di altitudine) a malga Tambione (1360 metri) per una lunghezza di circa 12 chilometri e una pendenza media del 9 per cento. Sul tracciato, passo dopo passo, si incontrano particolarità di tipo archeologico, etnografico, geologico e mineralogico, paesaggistico, ma anche morfologico ed entomologico. L'inaugurazione è prevista nella mattinata di domani, insieme alla Protezione civile di Sellero, che ha contribuito alla realizzazione del sentiero, al Cai di Cedegolo e al Comune di Sellero. Il programma prevede alle 8 il ritrovo presso il sagrato della chiesa per la benedizione da parte del parroco don Mario Bonomi, il saluto del sindaco Giampiero Bresanelli, del presidente del Cai Cedegolo Caterina Facchini e di un responsabile della Protezione civile. Alle 8.30 l'inizio del percorso e, dalle 16 alle 18, l'arrivo alla Malga Tambione dove verrà offerta una merenda. Per il rientro si potrà utilizzare il percorso segnalato oppure la strada principale d'accesso a Tambione (circa due ore di percorrenza). La Protezione civile e i volontari, nei mesi scorsi, hanno ideato, pulito e tracciato il sentiero, che percorre luoghi di notevole suggestione e di particolare interesse storico e naturalistico, all'interno di un progetto più ampio e che mira a valorizzare le caratteristiche peculiari del territorio per «camminare qualche ora nei boschi sulle tracce di un passato tanto remoto (le incisioni rupestri) quanto recente (le miniere) e rammentare attività (la coltura del castagno, le carbonaie, la pastorizia), retaggio di cultura e tradizioni che vanno perdendosi». Sul cammino, in località Coran si incontrano le incisioni rupestri (con la famosa rosa camuna), in un punto attrezzato con catene metalliche dove si può ammirare il Pizzo Badile, mentre a Carpene c'è il sito archeologico con la grande roccia di scisto ricca di oltre 700 figurazioni. Luogo di sosta fondamentale del sentiero 159 è la sorgente di «Ruk 1» e più su, a 850 metri, ci sono le miniere di Carona, disposte su più livelli, dove si estraeva siderite, blenda e solfato di magnesio; a 1.050 metri si incontra anche le miniera di Fabracù. Verso la fine del percorso si entra in un ambiente selvaggio raramente toccato dalle attività dell'uomo e, quindi, finalmente si intravede la Malga Tambione, una struttura adibita a rifugio grazie agli interventi di ristrutturazione degli alpini di Sellero. Da qui, si può partire per le escursioni a Cima Elto o alla catena delle Orobie. Per informazioni 333-9448595.g. moss. Argomento: NAZIONALE Pag. 60 Data: 16-07-2010 Giornale di Brescia Lumezzane Un anno di Procivil Edizione: 16/07/2010 testata: Giornale di Brescia sezione:valtrompia e lumezzane Lumezzane Un anno di Procivil Mercoledì 21 il primo «compleanno» dell'attivissimo Gruppo volontari Alcuni volontari con il gagliardetto LUMEZZANESi chiama «Gruppo volontari Protezione Civile di Lumezzane» e festeggerà il primo anniversario della sua costituzione il prossimo mercoledì 21 luglio. Il presidente Emilio Gozzini: «Quel giorno di un anno fa un piccolo gruppo di persone fondò l'Associazione: tanti dubbi, incertezze e pochi mezzi, ma tanta, tantissima voglia di fare del bene per la comunità. Oggi il gruppo è cresciuto sia nel numero degli aderenti sia nei mezzi a disposizione». Quello trascorso è stato un anno intenso di attività. Molti gli interventi, sia programmati sia d'urgenza: dall'operazione «Fiumi sicuri», con la pulizia del greto del Mella nella zona di Zanano, allo sgombero di unità abitative e produttive allagate; dalla prevenzione del rischio idrogeologico alla presenza in manifestazioni con notevole afflusso di persone. «Abbiamo ottenuto tutte le iscrizioni previste dalla legge regionale e nazionale - continua Gozzini - e siamo stati ammessi anche agli aventi diritto al 5 per mille. La trasparenza nella gestione economico-finanziaria è il nostro biglietto da visita. Lo spirito che muove il gruppo è quello che dovrebbe muovere l'intero mondo del volontariato: far del bene agli altri senza alcun interesse personale». Il Gruppo volontari Protezione Civile Lumezzane dà quindi appuntamento al prossimo 21 luglio per il primo compleanno. «Ringraziamo tutti coloro che hanno creduto nel Gruppo, dedicando ad esso anche poco del loro tempo, e tutti coloro che a vario titolo continueranno a collaborare con esso per la crescita e maturazione degli aderenti. I migliori auguri conclude Gozzini - vanno a tutti i soci e a coloro che nei prossimi anni lo diventeranno, così come anche a coloro che, pur non diventando soci, sosteranno l'Associazione con i loro contributi».sen. Argomento: NAZIONALE Pag. 61 Data: Giornale di Treviglio 16-07-2010 Le tute gialle presto iscritte all'albo provinciale e regionale Caravaggio - La Protezione civile caravaggina entra a far parte della grande famiglia delle tute gialle provinciali e regionali. A dare l'annuncio è stato il vicesindaco e assessore alla Sicurezza Luca Botti al momento della consegna degli attestati di partecipazione ai ventitrè volontari che hanno frequentato il corso base regionale. Consegnate anche le benemerenze a coloro che nel 2002 si distinsero durante l'alluvione di Vidalengo. Ci vorrà ancora un pò di pazienza ma ormai l'iscrizione all'albo provinciale e regionale del gruppo caravaggino è questione al massimo di 90 giorni, anche meno secondo l'assessore provinciale alla Protezione civile Fausto Carrara intervenuto sabato mattina insieme al presidente della Provincia l' onorevole Ettore Pirovano alla cerimonia svoltasi nella sala consiliare. In caso di emergenza quindi i caravaggini potranno essere chiamati ad intervenire sul territorio provinciale, regionale ed anche nazionale. «Il primo gruppo di Protezione civile comunale è nato nel 2005 - ha detto Botti - oggi contiamo su ventitrè volontari più un gruppo di dodici carabinieri in congedo. Insieme al comandante Luciano Bisighini siamo riusciti finalmente a ultimare le pratiche per l'iscrizione all'albo provinciale e poi regionale. Il corso condotto da Mauro Saccardi è stato intenso e i risultati ottimi, mi congratulo con voi e auspico che il vostro impegno sia lo stesso dimostrato sul territorio comunale». «Avere costituito il gruppo è una vittoria e l'iscrizione agli albi è qualificante - ha continuato Prevedini l'Amministrazione comunale e quella provinciale saranno sempre vicine ai volontari, fondamentali per i cittadini. Non mollate e continiuate a sollecitarci perchè possiamo sempre migliorare. Abbiamo realizzato una bella sede in via Leonardo Da Vinci, scegliete voi il giorno dell'inaugurazione». Dopo il primo cittadino ha preso la parola anche l'assessore provinciale Carrara. «Serviranno meno di 90 giorni per l'iscrizione - ha detto - la vostra è una buona pratica. Ho avuto occasione di conoscervi in altre occasioni, il sindaco deve essere orgoglioso di voi. Porterete alla Protezione civile provinciale nuova professionalità , ulteriori mezzi ma soprattutto disponibilità , gentilezza e passione. All'inaugurazione della vostra sede sarò certamente presente». A chiudere gli interventi è stato Pirovano, che ha posto l'accento sulla specificità dei vari gruppi di Protezione civile. «La Provincia riceve un bel regalo - ha dichiarato - ma deve fare in modo che il vostro potenziale, le vostre attrezzature non vengano diluite e distrutte da un astratto concetto di uguaglianza che permea la Protezione civile. Deve essere riconosciuta una certa autorevolezza territoriale: non va bene mandare i caravaggini a bloccare una frana in montagna così come inviare qui i gruppi di quelle parti per intervenire di fronte a un rischio chimico». Botti e Carrara hanno quindi consegnato gli attestati ai volontari della Protezione civile e ai carabinieri in congedo che hanno seguito lo stesso corso per l'iscrizione agli albi. A seguire Prevedini e Pirovano hanno premiato con attestati di pubblica benemerenza rilasciati dalla Presidenza del Consiglio i cittadini che nel 2002 furono in prima linea in occasione dell'alluvione che colpì Vidalengo. Articolo pubblicato il 16/07/10 Monia Casarotti Argomento: NAZIONALE Pag. 62 Data: Il Giornale di Vicenza 16-07-2010 Estratto da pagina: 27 Nascono ad Haiti i maccheroni della solidarietà Giornale di Vicenza, Il "" Data: 16/07/2010 Indietro COOPERAZIONE. Le iniziative umanitarie a sei mesi dal terremoto Nascono ad Haiti i maccheroni della solidarietà Marialuisa Duso A Francisville si produce pasta con l'impiego di macchinari arrivati dall'Italia. Fondamentali le donazioni fatte dai thienesi Venerdì 16 Luglio 2010 PROVINCIA, e-mail print Ad Haiti si produce pasta grazie anche alle donazioni thienesi Ad Haiti non ci sono solo fondi che spariscono e tanti futuri senza speranza. Accadono anche cose che, a sentirle, allargano il cuore, come la notizia, fresca di questi giorni, che a Francisville i ragazzi di strada sono in grado di preparare i maccheroni, grazie a macchinari capaci di produrre mille chili di pasta al giorno. Un altro risultato ottenuto grazie anche alle donazioni fatte da tanti thienesi che, dopo il terremoto, si sono spesi per sostenere il popolo haitiano e i progetti socio sanitari della Fondazione e di Roberto Dall'Amico, per sette anni primario della Pediatria del Boldrini, che dopo il terremoto è già andato due volte ad Haiti. «A sei mesi dal terremoto – ricorda MariaVittoria Rava, presidente di Nph Italia- un milione e mezzo di persone vivono in condizioni di assoluta indigenza nelle tendopoli. Padre Rick e il nostro team sono impegnati in programmi di distribuzione alimentare soprattutto ai 7 mila bambini delle 18 scuole di strada negli slums di Port au Prince e province. In questo momento i nostri sforzi sono concentrati proprio nella ricostruzione delle scuole di strada distrutte dal terremoto. Ma il primo urgente compito è continuare a sfamare i bambini, perchè per loro andare a scuola vuol dire mangiare e quindi sopravvivere». «Ora che la macchina per la pasta è in funzione – aggiunge - vogliamo raccogliere fondi per donare un mulino per macinare il mais che stiamo insegnando a coltivare, e donare e allestire a Francisville una cucina industriale per cucinare la pasta e preparare pasti caldi per i poveri e lo staff dell'ospedale». Andrea Bocelli, testimonial di Nph, terrà il 30 settembre un concerto a Milano, e quei fondi verranno usati per costruire una nuova casa orfanotrofio per i bimbi vittime del terremoto. «Una tragedia –sottolinea Francesca Rava– che ha peggiorato l'emergenza umanitaria già esistente. Oggi 500 mila persone vivono sotto le tende. Mancano cibo, acqua, igiene, case. Il 70% delle persone non ha lavoro, 1 bambino su 2 non va a scuola. Un bimbo su 3 muore prima dei 5 anni». Oggi i soccorsi internazionali sono finiti ed è riesplosa l'emergenza sanitaria con difterite e altre malattie debellate o curabili altrove, che qui hanno altissimi tassi di mortalità. Dopo il terremoto la Fondazione ha creato, fra l'altro, un'officina all'interno della Casa dei piccoli angeli, alla quale ha dato un forte impulso l'imprenditore di Costabissara Paolo Basso, per ricostruire gli arti ai 4 mila amputati e questo ha consentito a 120 bambini di riprendere a camminare con le protesi che verranno prodotte in loco. Si sta facendo di tutto insomma non solo per aiutare il popolo haitiano, dando risposte concrete alle varie emergenze, ma anche per renderlo il più possibile autonomo. E in questo senso Maria Vittoria Rava lancia un appello agli imprenditori vicentini, che già si sono prodigati nel dare il loro aiuto,affinchè mettano a disposizione mezzi e professionalità. Un modo per esportare il nostro know how per un fine altamente umanitario. Argomento: NAZIONALE Pag. 63 Data: 15-07-2010 Il Giornale.it Caldo, venti le città a rischio: domani picco delle temperature articolo di giovedì 15 luglio 2010 Caldo, venti le città a rischio: domani picco delle temperature di Redazione Caldo torrido anche oggi con decine di città allertate: ma sarà domani la giornata peggiore per le temperature in tutta Italia. Intanto il Ministero della salute lancia il numero verde contro l'afa: è l'1500 Milano - In base al bollettino della Protezione civile sono undici le città italiane a soffrire uno stato di allerta 3 e altre nove uno stato di allerta 2: in totale venti le città dove si boccheggia. Il record assoluto spetterà a Venezia, che toccherà i 40 gradi di temperatura percepita a causa degli alti tassi di umidità. Le 20 sotto torchio Nel dettaglio oggi si registreranno, con il rischio di ondate di calore, 36 gradi a Bolzano e Perugia, 34 a Bologna, 37 a Brescia e a Roma, 38 a Firenze e Torino, 37 a Genova, Milano e Trieste e 40 a Venezia. L'allerta 2, riguarderà Campobasso con 32 gradi, Frosinone con 37, Civitavecchia, Latina e Messina con 38 gradi, Pescara con 34, Rieti con 35, Verona con 38 gradi e Viterbo con 37. Venerdi il boom Il picco si raggiungerà domani, secondo la Protezione civile, con 21 città bollenti, di cui 18 a rischio ondate di calore. Nel dettaglio, in allerta 3 saranno Latina, Venezia e Verona con 39 gradi, Brescia, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Messina, Rieti, Trieste, Roma e Torino con 38 gradi, Genova, Milano, Perugia e Viterbo con 37 gradi, Bolzano con 36 gradi e Campobasso con appena 34 gradi. In allerta 2 invece Napoli con 38 gradi, Palermo con 36, Pescara con 35 gradi. Previsioni Quanto alle previsioni, la struttura anticiclonica continuerà ad influenzare l'Italia con tempo stabile e soleggiato su gran parte del territorio, ad esclusione dei rilievi alpini e prealpini dove saranno possibili brevi temporali pomeridiani. Per i prossimi giorni si prevede ancora bel tempo ed un ulteriore aumento della temperature. Gli elevati tassi di umidità dovuti alla persistenza dell`anticiclone, associati alla scarsa ventilazione e alle elevate temperature, saranno causa di diffusa sensazione di afa, specie sulle regioni centro-settentrionali. Il numero verde Il ministero della salute ha istituito un numero verde unico per fronteggiare l'emergenza: è l'1500. "I cittadini potranno chiamare per parlare con nostri operatori, fra cui medici, e avere informazioni sul comportamento da adottare e conoscere i numeri specifici per ogni Regione da contattare in caso di bisogno", ha spiegato spiega Ferruccio Fazio. © IL GIORNALE ON LINE S.R.L. - Via G. Negri 4 - 20123 Milano - P.IVA 05524110961 Argomento: NAZIONALE Pag. 64 Data: GiornaleNisseno.com 15-07-2010 A Mazzarino ufficio decentrato di Protezione Civile 15 luglio 2010 Una sede decentrata dell'Ufficio provinciale di Protezione civile sarà attivata anche a Mazzarino. Lo ha deliberato la Giunta provinciale che integra così il decentramento di tale servizio operato lo scorso febbraio relativamente al comprensorio di Gela (zona Sud) e a quello di Mussomeli (zona Nord-Ovest), i quali per numero di abitanti, rappresentatività territoriale e relativi rischi ambientali evidenziano specifiche peculiarità in materia di protezione civile. Il decentramento dell'Ufficio di Protezione civile della Provincia Regionale di Caltanissetta - che d'ora in avanti potrà dunque contare su quattro sedi, compresa quella centrale del capoluogo - è nato dall'esigenza di dover essere quanto più presenti sul territorio per poter essere vicini alla popolazione e fronteggiare eventuali calamità che possano sfociare in emergenze a livello provinciale o sovracomunale, e quindi per finalizzare i rapporti con la Prefettura, il Dipartimento regionale e quello nazionale. Argomento: NAZIONALE Pag. 65 Data: JulieNews.it 15-07-2010 Campania, presentato il piano Antincendio Boschivo 15/07/2010, ore 15:40 - La presentazione del neo assessore Amendolara di: Redazione NAPOLI - Un sistema di controllo degli incendi boschivi tra i piu' avanzati d'Italia e un investimento di 7 milioni di euro per l'acquisto di mezzi da mettere a disposizione dei vigili del fuoco. Sono le risorse messe in campo dalla Regione Campania per contrastare il fenomeno di migliaia di ettari di macchia mediteranea che vanno in fumo ogni estate. A presentarlo, gli assessori all'Agricoltura Vito Amendolara e alla Protezione civile Edoardo Cosenza. Si tratta di un sistema composto da una sala operativa regionale, 7 provinciali e 18 centri territoriali in grado di servirsi di 39 telecamere (34 gia' installate e 5 in procinto di essere messe in funzione). Sul fronte del personale, il funzionamento della rete vedra' impiegate 330 persone della Regione, 600 unita' del corpo forestale dello Stato, 150 vigili del fuoco e circa 350 volontari della protezione civile. "Ci sono tutte le condizioni per affrontare questo periodo di crisi, anche se speriamo che non lo sia", dice Amendolara che poi invita i cittadini a "non chiamarsi fuori" e a utilizzare il numero verde 800 449911 per la segnalazione degli incendi. Il sistema e' in grado di generare automaticamente la priorita' di intervento, sette classi che vanno da bianco a bordeaux, anche se l'operatore in sala radio puo' modificare manualmente la priorita' in base alle segnalazioni che riceve. La Regione ha anche finanziato l'acquisto di 20 mezzi e altre attrezzature per i vigili del fuoco, "un investimento nella sicurezza dei cittadini" spiega Cosenza. "Nonostante le difficolta' economiche - aggiunge - avremo quest'anno il 20% di risorse in piu' per la protezione civile rispetto a dodici mesi fa. In questo modo diamo un contributo concreto a risolvere le situazioni emergenziali". Riproduzione riservata © Argomento: NAZIONALE Pag. 66 Data: 16-07-2010 Leggo di Mario Landi ROMA - L'emergenza-caldo marcia verso il picco, previsto d... di Mario Landi ROMA - L'emergenza-caldo marcia verso il picco, previsto dalla Protezione Civile tra oggi e sabato. Il bollettino sulle ondate di calore ha segnalato oggi in rosso, corrispondente al livello massimo, il 3, dieci città (Bolzano, Brescia, Firenze, Genova, Milano, Perugia Roma, Torino, Trieste, e Venezia). Ma la geografia dell'afa, secondo il Sistema Nazionale di Sorveglianza del Dipartimento, comprenderà anche Campobasso, Civitavecchia, Frosinone, Latina, Messina, Rieti, Verona e Viterbo, per un totale di 18 centri urbani, fino al top di sabato 17 con 21 città roventi.Alla luce di queste condizioni meteorologiche estreme, peraltro una delle cause della morte di un camionista di Rovigo accaduta nel pomeriggio a Chiari nel bresciano, il ministro della Salute Ferruccio Fazio ha inviato una lettera agli Assessorati alla Salute e ai Servizi Sociali delle Regioni, per sollecitare l'adozione di «ogni iniziativa concertata utile a favorire il miglior coordinamento nel fronteggiare gli effetti delle ondate di calore». Inoltre, a partire dalle ore 8 di oggi sarà attivo tutti i giorni il numero verde 1500 del dicastero della Salute per informazioni e consigli. A Roma, Tommaso Profeta, sono state distribuite in strada, in questi ultimi tre giorni, circa 200mila bottigliette d'acqua che equivalgono a 100mila litri. Le chiamate al solo 118 di Milano sono state circa 1.800, il 20% in più rispetto ai giorni scorsi. La maggior parte di queste sono per eventi medici acutì, che possono essere riconducibili proprio a problemi legati al caldo. Le temperature elevate e l'assenza di piogge stanno poi favorendo gli incendi: nelle ultime 36 ore i mezzi aerei dellaflotta dello stato gestita dal Dipartimento della Protezione Civile sono intervenuti su 18 roghi, per la maggior parte dei casi sviluppatisi nelle regioni del centro-sud. Argomento: NAZIONALE Pag. 67 Data: 15-07-2010 Libero-news Caldo, oggi bollenti 20 città italiane Ma sarà domani la giornata più "hot". Il ministero della salute ha attivato il numero verde 1500 per le emergenze O ggi grande caldo in 20 città ma il picco è previsto per domani. La temperatura, in base al bollettino della Protezione civile, farà soffrire 11 città italiane in stato di "allerta 3" e 9 in stato di "allerta 2". Il record assoluto spetterà a Venezia che toccherà i 40 gradi di temperatura percepita a causa degli alti tassi di umidità. Oggi si registreranno, con il rischio di ondate di calore, 36 gradi a Bolzano e Perugia, 34 a Bologna, 37 a Brescia e a Roma, 38 a Firenze e Torino, 37 a Genova, Milano e Trieste. le città in "allerta 2" invece saranno: Campobasso con 32 gradi, Frosinone con 37, Civitavecchia, Latina e Messina con 38 gradi, Pescara con 34, Rieti con 35, Verona con 38 gradi e Viterbo con 37. Ma, secondo la Protezione civile, il picco di calore si raggiungerà domani con ben 21 città "bollenti", di cui 18 a rischio ondate di calore. Nel dettaglio, in "allerta 3" saranno Latina, Venezia e Verona con 39 gradi, Brescia, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Messina, Rieti, Trieste, Roma e Torino con 38 gradi, Genova, Milano, Perugia e Viterbo con 37 gradi, Bolzano con 36 gradi e Campobasso con appena 34 gradi. In allerta 2 invece Napoli con 38 gradi, Palermo con 36, Pescara con 35 gradi. Quanto alle previsioni, la struttura anticiclonica continuerà a influenzare l'Italia con tempo stabile e soleggiato su gran parte del territorio. Saranno possibili brevi temporali pomeridiani sui rilievi alpini e prealpini. Per i prossimi giorni si prevede ancora bel tempo e un ulteriore aumento della temperature. Gli elevati tassi di umidità dovuti alla persistenza dell'anticiclone, associati alla scarsa ventilazione e alle elevate temperature, saranno causa di diffusa sensazione di afa, specie sulle regioni centro-settentrionali. Per fronteggiare l'emergenza, il Ministero dell Salute ha istituito un numero verde, il 1500: «I cittadini potranno chiamare per parlare con nostri operatori, fra cui medici, e avere informazioni sul comportamento da adottare e conoscere i numeri specifici per ogni Regione da contattare in caso di bisogno» ha spiegato spiega Ferruccio Fazio. 15/07/2010 Argomento: NAZIONALE Pag. 68 Data: 15-07-2010 Il Manifesto «Quali scontri? Ci hanno picchiato» ZONA ROSSA Dopo le denunce per la manifestazione romana, ecco i video degli aquilani che smentiscono la questura È nitido il fermo immagine dei manganelli sulle teste di due manifestanti voltati di spalle al cordone delle forze dell'ordine. Donne, sindaci con la fascia tricolore, e giornalisti maltrattati e spintonati durante la manifestazione dei terremotati a Roma, il 7 luglio scorso. «Ci hanno puniti perché non è più possibile nascondere la realtà dell'Aquila» Eleonora Martini ROMA Non è affatto un simpatizzante di sinistra, Marco De Nuntis, l'aquilano che con la testa fasciata per la manganellata appena ricevuta racconta in un video quali motivi lo hanno spinto ad unirsi ai suoi concittadini terremotati per manifestare a Roma il 7 luglio scorso sotto le finestre del Parlamento, mentre la maggioranza intenta negli ultimi ritocchi alla manovra Tremonti assestava il colpo esiziale alla ripresa economica della sua città. Il fermo immagine del momento in cui un carabiniere sferra il colpo su di lui, mentre è voltato dalla parte opposta, e subito dopo su un altro manifestante, il pizzaiolo Vincenzo Benedetti, che in quel frangente gira completamente le spalle al cordone poliziesco, è ben distinguibile in un altro video. I filmati girati e raccolti da filmaker indipendenti e comuni cittadini aquilani (visibili sul nostro sito www.ilmanifesto.it) durante il corteo che si è caratterizzato per una reazione violenta e spropositata delle forze dell'ordine, e che ha avuto come paradossale strascico la denuncia di due manifestanti non abruzzesi (il collaboratore del deputato aquilano Pd Giovanni Lolli che in sua vece era andato in questura a chiedere l'autorizzazione per la manifestazione, e un militante del centro sociale romano La Strada), sono stati distribuiti ieri pomeriggio durante una conferenza stampa tenuta nella sala del Mappamondo, a Montecitorio, dalle tre donne delegate dall'assemblea cittadina aquilana che ha promosso la manifestazione del 7 luglio. Immortalata anche la scena in cui un agente in assetto antisommossa perde nella bolgia iniziale di Piazza Venezia il manganello e un manifestante - evidentemente uno dei pochi non «infiltrati» «sobillatori» «noti antagonisti», secondo la verità precostituita - lo raccoglie e glielo restituisce con un sorriso. Donne con le mani alzate che fronteggiano il cordone del nucleo antiterrorismo, sindaci con la fascia tricolore che strillano agli agenti: «Ma che state a fa'? Ma siete impazziti?». Giornalisti con il tesserino in mano spintonati dagli scudi dei tutori dell'ordine, colpi di manganello che cadono violentemente sulle telecamere (quella del filmaker aquilano Francesco Paolucci finisce a pezzi in terra). Ma la scena clou, quella che meglio d'ogni altra svela la «pianificata mistificazione della realtà», ritrae un giornalista del Tg4 diretto da Emilio Fede («Scriverò io il servizio stasera», assicura) che in giacca e cravatta, appena arrivato sotto Palazzo Grazioli dove il corteo diretto verso il Senato era stato inspiegabilmente fermato per ore da un inedito divieto, dopo un'occhiata ai manifestanti sentenzia: «Ma quali aquilani? Qui non ci sono aquilani». Cinque giorni dopo, la questura riesce in effetti ad individuarne un paio (per ora, minaccia). E li denuncia. Immagini inequivocabili che - hanno spiegato Giusi Pitari (prorettore dell'università), Annalucia Bonnanni e Sara Vegni forse riusciranno a smontare il teorema politico che si è voluto costruire sulla loro protesta: «Dopo averci tolto il diritto di scegliere come ricostruire la città, e la piena cittadinanza al pari degli altri italiani vittime di catastrofi naturali - hanno spiegato - ora ci vogliono togliere anche la dignità e la protesta». Nessun sobillatore, tanto meno «noto antagonista», come sostiene invece la questura romana. «Siamo noi, cittadini aquilani, ad aver cercato pacificamente di raggiungere la Camera e il Senato per gridare le nostre ragioni. Potremmo dirvi i nomi, uno per uno, di quei volti che vedete fronteggiare la polizia. Non ci interessava Palazzo Grazioli che è una casa privata, non una sede istituzionale». D'altra parte, il 16 giugno scorso, quando 20 mila persone manifestarono all'Aquila bloccando per ore l'autostrada A24, la loro protesta venne semplicemente cancellata dal servizio pubblico e dai «media di regime». «C'è stato un equivoco - ammise al manifesto Rodolfo De Laurentis, del Cda Rai - quella manifestazione è stata censurata perché erroneamente ritenuta strumentalizzata dalla sinistra». Oggi, mentre la protesta trasversale aquilana ridicolizza ogni fiction sul miracolo aquilano, «veniamo puniti» con nuove «assolute falsità. E allora, «bisogna ristabilire la verità», dicono le tre aquilane. «A cominciare dai motivi che ci hanno portato a Roma: vogliamo equità e diritti, chiediamo di restituire le tasse arretrate solo quando l'economia sarà ripartita, come è avvenuto per tutti gli altri terremoti; chiediamo una legge organica che ci permetta di programmare la ricostruzione e la ripresa, con fondi certi e una tassa di scopo. Chiediamo giustizia e verità per le nostre 308 vittime». Per quei morti che ogni mese vengono ricordati con una fiaccolata. E ad ogni commemorazione, dopo mesi di passerelle politiche, la presenza dello Argomento: NAZIONALE Pag. 69 Data: 15-07-2010 Il Manifesto «Quali scontri? Ci hanno picchiato» Stato si vede solo dai «cordoni di polizia in assetto antisommossa: venite a vedere - è l'invito rivolto ai media - se non ci credete». Argomento: NAZIONALE Pag. 70 Data: 15-07-2010 Il Mattino (Benevento) Chiamate al 118 e ai medici di famiglia per avere consigli su come superare l'ondata di calore ... Mattino, Il (Benevento) "" Data: 15/07/2010 Indietro 15/07/2010 Chiudi Chiamate al 118 e ai medici di famiglia per avere consigli su come superare l'ondata di calore che a Benevento viene avvertita in maniera maggiore rispetto agli altri capoluoghi campani. Infatti, come hanno rilevato le centraline del Laboratorio «Lesim» della Facoltà di ingegneria installate a piazza Roma, ieri pomeriggio alle 16.30 è stata registrata la temperatura di 40,5 gradi. Dalle ore 11 alle 17 è stato un crescendo paurose della temperatura che è passata dai 34 gradi agli oltre 40 gradi. La Protezione civile regionale, in una nota, avverte che per i prossimi due giorni «le temperature medie mensili subiranno un innalzamento di 5-6 gradi». Il caldo, associato ad un tasso di umidità di oltre il 90 per cento, secondo la Protezione civile, potrebbe creare disagi alle fasce deboli della popolazione. Per domani è atteso il picco dell'ondata di calore mentre da lunedì le temperature dovrebbero scendere. Ieri al 118 sono pervenute numerose telefonate di anziani che accusavano malori. Oltre dieci gli interventi effettuati dai volontari per prestare soccorso. Con il caldo aumentano le richieste ai medici di famiglia, soprattutto per telefono. «Registriamo sicuramente un maggior numero di telefonate da pazienti che ci chiedono consiglio per affrontare il disagio del caldo eccessivo e, in particolare, per 'aggiustare' le terapie antipertensive. E c'è anche un lieve aumento delle richieste di visite domiciliari», sostengono all'ordine dei medici. Chiamate anche al numero verde 800034499 di «Estate sicura anziani», il servizio predisposto da Comune, Asl, Misericordia, Cri e Amistade. «In questi due giorni - dicono le volontarie centraliniste - abbiamo ricevuto oltre 50 chiamate sia per informazioni che per interventi a favore degli anziani. In generale ci chiedono di andare a fare la spesa o acquistare le medicine per evitare di uscire nelle ore calde». © RIPRODUZIONE RISERVATA Argomento: NAZIONALE Pag. 71 Data: 15-07-2010 Il Mattino (Circondario Sud1) Francesco Gravetti La puzza, almeno la puzza potreste cercare di toglierla. La gente non ce... Mattino, Il (Circondario Sud1) "" Data: 15/07/2010 Indietro 15/07/2010 Chiudi Francesco Gravetti «La puzza, almeno la puzza potreste cercare di toglierla. La gente non ce la fa più». Pare che il sindaco di Terzigno, Domenico Auricchio, abbia fatto la voce grossa l'altra sera in Prefettura, dove era andato a discutere per l'ennesima volta della discarica ex Sari, in località Pozzelle, nel cuore del Parco Vesuvio. Il caldo estivo è ai massimi termini e a Terzigno, Boscoreale, Boscotrecase e Trecase i cittadini vivono ore terribili, alle prese con miasmi insopportabili. «Colpa di una gestione disastrosa, altro che modello di efficienza», sostiene Legambiente Campania, che ieri ha tenuto una conferenza stampa presso l'osservatorio «Ambiente e legalità» del palazzo Mediceo, ad Ottaviano, per lanciare l'allarme. Secondo il presidente regionale Michele Buonomo e il responsabile aree protette Pasquale Raia, all'attuale cattivo funzionamento della discarica di Terzigno si aggiunge ora un altro pericolo: la decisione di ampliare i margini e quindi la volumetria dell'invaso, in modo da accogliere più spazzatura. «Pare che vogliano passare dalle attuale 700 tonnellate al doppio. Se finora non si è stati capaci di gestire una cava a fossa come si pensa di voler artificiosamente ampliare i margini ed i volumi, con conseguenza ancora più drammatiche a causa dello straripamento del percolato?», si chiede Pasquale Raia. Di qui la decisione di presentare un esposto alla procura di Nola, segnalando tutti i danni che starebbe creando la presenza della discarica all'interno dell'area protetta: «La presenza di centinaia di gabbiani sta danneggiando la fauna locale e sta profondamente cambiando il patrimonio di biodiversità nella riserva naturale. Ormai le popolazioni sono allo stremo, la discarica rappresenta un pericolo, siamo dinanzi ad un'emergenza gravissima». La competenza sulla gestione degli impianti in Campania è passata dal commissariato di governo alle province e quelli di Legambiente temono che sia proprio questa fase di transito all'origine dei problemi: «Forse il passaggio di consegne sta complicando tutto, fatto sta che l'area va chiusa». Con gli ambientalisti campani, anche i cittadini della rete dei Comitati Vesuviani, che hanno presentato un documento col quale spiegano che «aver scongiurato l'apertura della seconda discarica non basta, urge la messa in sicurezza della Sari». Intanto il commissario regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, dice: «Presto andremo sul sito di Terzigno con un “puzzometro”, uno strumento che misurerà il pessimo odore di quella zona e lo porteremo sotto il naso dei rappresentanti di Governo, Regione e Provincia«. E Antonio Amato, presidente della Commissione regionale sui siti di smaltimento rifiuti e bonifiche, annuncia: "La commissione andrà presto ad eseguire un sopralluogo». © RIPRODUZIONE RISERVATA Argomento: NAZIONALE Pag. 72 Data: 15-07-2010 Il Mattino (Nazionale) Allarme afa a Napoli e provincia. Già da ieri e fino a domani infatti, stando a quanto comunica... Mattino, Il (Nazionale) "" Data: 15/07/2010 Indietro 15/07/2010 Chiudi Allarme afa a Napoli e provincia. Già da ieri e fino a domani infatti, stando a quanto comunicato dalla Protezione Civile, le temperature medie mensili hanno subito un innalzamento di 5-6 gradi facendo superare alla colonnina di mercurio i 30 gradi. Il caldo, associato ad un tasso di umidità di oltre il 90 per cento, potrebbe quindi creare disagi alle fasce deboli della popolazione ed ecco perché contemporaneamente sul sito della Regione Campania www.regione.campania.it nella sezione «Ondate di Calore» del «Primo Piano» sono state immediatamente inserite tutte le informazioni utili per contrastare il fenomeno in accordo con il piano predisposto dagli assessorati alla Sanità ed alla Protezione Civile. L'allerta massima, anche a livello nazionale, è prevista ad ogni modo per domani sia a Napoli che in altri diciotto dei ventisette centri urbani italiani monitorati, mentre sul fronte salute il ministro Ferruccio Fazio ha deciso di attivare il numero verde 1500 ed invierà a breve una circolare ad amministratori locali, prefetti e medici di famiglia per assicurarsi che «tutti seguano le indicazioni». Chiamando il numero verde, che dovrebbe essere operativo entro le prossime ventiquattro ore, i cittadini potranno chiedere informazioni agli operatori, anche medici, su come comportarsi e sui numeri utili da chiamare in caso di bisogno. «Siamo in situazione di allerta - ha detto Fazio nella riunione al ministero con le Regioni, la Protezione Civile, rappresentanti del ministero dell'Interno, Anci e medici di base - c'é una situazione meteo che fa ritenere possa essere a rischio parte della popolazione, soprattutto gli anziani fragili». A dispetto di altre località italiane, a Napoli ci si dovrebbe mantenere al «livello 2» di allerta, ovvero si avranno temperature elevate e condizioni meteorologiche che potranno avere effetti negativi sulla salute della popolazione a rischio. Il ministero ha inoltre verificato l'applicazione del Piano operativo nazionale per la prevenzione degli effetti del caldo, che prevede anche che i Comuni trasmettano alle Asl gli elenchi degli over 65 e che mettano in atto «ogni opportuna iniziativa volta a prevenire e monitorare danni gravi e irreversibili a causa delle anomale condizioni climatiche», con attenzione alle persone zpiù suscettibili per età, salute, solitudine e fattori socio-ambientali». Cri.Ce. © RIPRODUZIONE RISERVATA Argomento: NAZIONALE Pag. 73 Data: 15-07-2010 Il Mattino (Nazionale) Roma. Sos Haiti. Dopo il terremoto, si avvicina a passo di carica l'incubo degli uragani. Le pi... Mattino, Il (Nazionale) "" Data: 15/07/2010 Indietro 15/07/2010 Chiudi Roma. Sos Haiti. Dopo il terremoto, si avvicina a passo di carica l'incubo degli uragani. Le piogge torrenziali previste per i prossimi mesi produrranno altra disperazione. A sei mesi dal sisma costato la vita a 250mila persone, diversi ambasciatori, organismi umanitari e ong si sono seduti attorno ad un tavolo per fare il punto su ciò che finora è stato fatto e il tanto ancora da fare. La tragedia post terremoto è purtroppo ancora ben visibile: 1 milione e 600mila haitiani sono ancora accampati alla meno peggio, senza strutture e senza strategie adeguate per affrontare la stagione degli uragani ormai alle porte. Si teme che la situazione possa peggiorare ulteriormente. Il governo di Port au Prince sta correndo ai ripari cercando di sollecitare ulteriori aiuti internazionali, ma soprattutto tentando di mettere in piedi un miglior coordinamento tra le parti che finora hanno dislocato ad Haiti uomini, strutture e denaro. L'ambasciatrice dell'isola caraibica in Italia, Geri Benoit, ha chiamato a raccolta ambasciatori, responsabili del Pam, varie ong tra cui l'Avsi, enti locali e aziende. «È importante il coordinamento tra varie organizzazioni non governative per gestire una emergenza che resta tale e quale» ha detto Piatti, dell'Avsi, cercando di smorzare il fronte delle polemiche che si sono levate in queste ultime settimane. Per comune ammissione sia da parte della Chiesa, a cominciare dal nunzio apostolico, monsignor Auza, che di organismi laici come Médecins Sans Frontières o Save the Children, dai giorni della tragedia non è cambiato niente. Persone accampate in condizioni igienico-sanitarie scarse, con poco cibo e acqua. 800 mila bambini a rischio di abusi o del commercio di organi. Quanto agli aiuti internazionali e ai 13 milioni di dollari promessi, ne sono arrivati circa un decimo. E dei 120 mila alloggi temporanei previsti ne sono stati montati solo 2.000. fra.gia. © RIPRODUZIONE RISERVATA Argomento: NAZIONALE Pag. 74 Data: 15-07-2010 Il Mattino (Salerno) Salvatore De Napoli Nocera Inferiore. Le fiamme e un'alta colonna di fumo nero, per ore, hanno in... Mattino, Il (Salerno) "" Data: 15/07/2010 Indietro 15/07/2010 Chiudi Salvatore De Napoli Nocera Inferiore. Le fiamme e un'alta colonna di fumo nero, per ore, hanno invaso lo stabilimento della Render Italia spa, nella zona industriale di Fosso Imperatore. Per domare l'incendio, hanno dovuto lavorare 20 vigili del fuoco e quattro automezzi del distaccamento nocerino e di quello di Sarno, salvando così il laboratorio di produzione della ditta che assembla televisori Lcd e altri prodotti elettronici, e il confinante stabilimento di una azienda di moda. Ignote le cause del rogo. Dai primi sopralluoghi dei vigili del fuoco e degli agenti del commissariato della polizia di stato di Nocera Inferiore, diretti dal vicequestore Francesco Mainardi, non sono state ritrovate tracce di incendio doloso. Al momento, si ritiene che le fiamme siano divampate per cause accidentali. Fondamentale, sarà la relazione dei vigili del fuoco e della polizia scientifica del commissariato nocerino per appurare da dove e in che modo si è sviluppato l'incendio. Le fiamme sono state scoperte verso la mezzanotte di martedì scorso. La densa colonna di fumo sprigionatasi dal rogo era visibile anche da altri comuni dell'Agro nocerino. L'incendio ha interessato la parte posteriore del capannone della Render Italia, dove ha sede il deposito, il cui tetto è parzialmente crollato, rendendo più difficoltose le operazioni di spegnimento. I caschi rossi del caposquadra Antonio Della Porta hanno dovuto utilizzare anche delle ruspe per «smassare» (portar fuori le macerie e i materiali incendiati o ancora in fiamme) i locali. Fortunatamente, il laboratorio di produzione e gli uffici della Render Italia sono rimasti sostanzialmente indenni. Il confinante stabilimento di alta moda «Gagà» ha subito lievi danni. Ieri, la produzione è rimasta ferma per precauzione, ma la struttura è agibile e nelle prossime ore l'opificio sarà nuovamente a regime. I danni per lo stabilimento Render Italia spa, invece, sono notevoli, ma essendo stato salvato il laboratorio potrà riprendere in poco tempo la produzione. «I programmi produttivi dell'azienda saranno rispettati - ha affermato Claudio Toscano, titolare della Render Italia - e i programmi di produzione saranno rispettati, con il ritorno in poche ore alla attività dello stabilimento di Nocera e grazie al lavoro delle altre unità produttive della ditta. Rimane invariato anche il programma di incremento dell'attività e dell'unità lavorative dello stabilimento di Nocera». La Render Italia, azienda sorta tra Napoli e Casalnuovo, da pochi mesi ha iniziato la sua produzione di Tv Lcd nello stabilimento di Nocera, dove si assemblano elementi elettronici provenienti dai paesi asiatici con parti prodotte in Italia. Una quindicina sono gli addetti. © RIPRODUZIONE RISERVATA Argomento: NAZIONALE Pag. 75 Data: 15-07-2010 Il Mattino (Salerno) Mario Amodio AMALFI. Estate sicura non solo nei centri storici per evitare il disturbo della qui... Mattino, Il (Salerno) "" Data: 15/07/2010 Indietro 15/07/2010 Chiudi Mario Amodio AMALFI. Estate sicura non solo nei centri storici per evitare il disturbo della quiete pubblica, oppure sulle spiagge e lungo le strade per scongiurare la presenza di malintenzionati. La sicurezza, anche nei mesi di calore e per questo di superaffollamento, torna d'attualità a proposito di rischio idrogeologico e di monitoraggio dei costoni rocciosi che, in particolare sulla Costa d'Amalfi, hanno creato vittime e danni ingenti durante lo scorso inverno. E per avere costantemente aggiornata la mappatura del rischio e garantire interventi rapidi in caso di necessità, è stata nuovamente riproposta l'ipotesi si una task-force di rocciatori da tenere a disposizione delle tredici amministrazioni comunali della Costiera Amalfitana. La sede in cui è stata rilanciata l'ipotesi è stata quella della prefettura di Salerno, dove, per esaminare le problematiche legate ai crolli in Costiera, si è svolto ieri un tavolo tecnico sollecitato dalla sede compartimentale dell'Anas proprietaria della statale 163 che si snoda da Vietri a Positano e ipertrafficata nei mesi di maggiore affluenza turistica. Un incontro con sindaci e amministratori degli enti interessati dal fenomeno del dissteo idrogeologico per fare il punto della situazione, dopo i crolli di quest'inverno e l'attuazione di alcuni progetti di risanamento tra i quali il costone di Atrani, che si affaccia sul ristorante Zaccaria, e quello di Minori dove il Comune, in collaborazione col genio civile ha mitigato il rischio di crollo dalla parte rocciosa che si affaccia sulla piazza e sulla chiesa con un intervento di 90mila euro completato in meno di un mese. E proprio dal comune di Minori è stata riproposta l'utilità di una task-force di rocciatori "per la rimozione dei pericolo incombenti, nelle more della definitiva messa in sicurezza dei luoghi interessati”. A rilanciare l'ipotesi è stato il sindaco di Minori, Andrea Reale, nel corso della riunione operativa presso la prefettura di Salerno e secondo il quale "tali unità andrebbero ovviamente allertate su istanza dei sindaci della costiera, autorità locali in grado di fungere da termometri ambientali anche per eventuali avvisi di caduta massi, ed il servizio coordinato a cura della Difesa Suolo Regionale su accordo di programma economico Regione-Provincia". Insomma, un presidio fisso di rocciatori incaricati del monitoraggio delle zone a rischio ed altresì di intervenire con immediatezza, se necessario, nei punti in cui vengono segnalate particolari criticità. «Al di là di vasti quanto onerosi progetti – aggiunge il sindaco in una nota consegnata al capo gabinetto Grillo - e per questo dall'esito assai incerto». Insomma, prevenzione e interventi immediati così come fu peraltro deciso nel corso delle riunioni operative all'indomani del crollo del lastrone di carbonato di calcio che, il 4 gennaio scorso, uccise lo sfortunato chef Carmine Abate. © RIPRODUZIONE RISERVATA Argomento: NAZIONALE Pag. 76 Data: Il Messaggero Veneto 16-07-2010 gli gridavo di buttarsi in acqua, ma inutilmente Sono intervenute tre unità navali e due gommoni della Capitaneria di porto. Il recupero della vittima è stato effettuato dai sommozzatori della Protezione civile «» Il sopravvissuto rivive quei tremendi momenti: ho sperato di vedere riaffiorare il mio amico LIGNANO. Fino all'ultimo ha cercato di salvarlo, gridandogli di gettarsi in mare. Di lasciare quella barca, frutto dei sacrifici di una vita per portare in salvo la sua. Ma le grida disperate di Dino Giuricin, 36 anni di Marano, non sono servite a convincerlo. Lui, Giuliano Dal Forno, la sua “Atena I” non l'ha voluta abbandonare. Forse preso dalla paura, dopo aver visto la prua completamente squarciata, ha tentato il tutto per riuscire a recuperare almeno quanto ne rimaneva del suo motopeschereccio. Pochi attimi e quando la barca stava già iniziando ad affondare Dino si è gettato in mare trovando la salvezza. «Quando ho sentito il botto - ha raccontato Dino, mentre quelle immagini sembrano scorrergli ancora davanti agli occhi stavo lavorando in poppa e ho subito gridato a Giuliano di spegnere il motore e di buttarsi. Gli dicevo buttati, lascia stare i salvagente, vieni via da lì. Poi dopo essermi buttato ho sperato con tutto il mio cuore di vederlo riaffiorare in superficie insieme ai pezzi di legno, ma purtroppo non l'ho rivisto più». Non si dà pace Dino. Non riesce a spiegarsi perché Giuliano non si sia gettato in acqua. «Non so perché è rimasto - ha continuato- forse si è fatto prendere dalla paura o semplicemente voleva salvare ad ogni costo la barca. Io sono riuscito a mantenere la calma ma mi era impossibile avvicinarmi a lui perché ormai stavamo affondando. Purtroppo le mie grida non lo hanno salvato». Dino, ancora sotto choc, dopo essere stato recuperato dalla Capitaneria di Porto di Lignano Sabbiadoro, giunta immediatamente sul posto con tre unità navali e due gommoni, ha osservato le operazione del recupero del corpo di Giuliano effettuate dal Nucleo sommozzatori della Protezione Civile di Lignano che dopo una breve perlustrazione è riuscito ad individuarlo tra la cabina e la zona esterna imbrigliato in alcune corde a circa 2.5 metri dalla superficie. Sul posto è intervenuto anche il 118 che ha tentato di rianimare Giuliano, i Vigili del Fuoco e i Carabinieri di Lignano. Una vita cresciuti insieme, tra le vie della Marano vecchia quella di Giuliano e Dino, dove tutti si conoscono e dove tutti sono uniti dalla passione per il mare. Da quattro anni lavoravano insieme, Dino come dipendente e Giuliano come capobarca e ieri pomeriggio come tante volte stava rientrando a casa dopo una nottata di lavoro. «Era una brava persona -ha ricordato Dino- amava tantissimo il suo lavoro e la sua famiglia. Ora devo pensare a stare vicino alla moglie e ai figli che ha lasciato». Viviana Zamarian ©RIPRODUZIONE RISERVATA Argomento: NAZIONALE Pag. 77 Data: La Nazione (Livorno) 15-07-2010 Bonifica ad Orti Bottagone Il Wwf cerca volontari PIOMBINO VAL DI CORNIA pag. 10 PIOMBINO APPUNTAMENTO SABATO MATTINA PIOMBINO L'INCENDIO di domenica scorsa all'Oasi del Wwf Orti Bottagone ha fatto venire alla luce una vecchia recinzione dello stabilimento siderurgico. Sabato a partire dalle 6 verrà effettuata l'opera di bonifica e il Wwf invita i volontari a partecipare. L'incendio, alimentato dal vento, è stato con ogni probabilità innescato da un mozzicone di sigaretta lanciato da un'auto lungo la Provinciale 40 Base Geodetica. L'AREA interessata dall'incendio (circa 10 ettari) è di proprietà della Lucchini Severstal, ed è delimitata dal viale d'ingresso della centrale Enel di Tor del Sale. Non si sono registrati danni significativi alla fauna dell'Oasi. L'incendio è stato spento dai vigili del fuoco di Piombino. E PROPRIO durante l'intervento dei pompieri è riaffiorata dalla vegetazione una vecchia recinzione industriale della Lucchini che il Wwf ha già deciso di rimuovere al più presto. Le operazioni inizieranno sabato 17 luglio. A partire dalle 6 del mattino fino alle 11, sono attesi volontari per effettuare questo importante intervento di bonifica ambientale all'interno della Palude Orto Bottagone. Argomento: NAZIONALE Pag. 78 Data: 15-07-2010 La Nazione (Pistoia) Un'abitazione per le emergenze MONTAGNA PISTOIA pag. 9 CUTIGLIANO IN QUESTI giorni la Protezione Civile ha concesso al Comune di Cutigliano- in comodato d'uso- un modulo abitativo destinato ad essere il punto di riferimento per i cittadini in caso di forti calamità naturale. La struttura è stata collocata nel piazzale intitolato allo scomparso pilota automobilistico cutiglianese Fabio Danti. Un posto che il responsabile regionale della Protezione civile riconosce essere dal posto ideale. Argomento: NAZIONALE Pag. 79 Data: 15-07-2010 La Nazione (Umbria) Patto tra Fs e Protezione civile FOLIGNO pag. 14 L'intesa mira ad una coordinata gestione delle emergenze FOLIGNO FIRMATO ieri (col sudore sullafronte viste le temperature torride e la non attivazione dell'aria condizionata nel nuovo edificio «astronave» della Protezione Civile) un importante protocollo d'intesa tra Ferrovie dello Stato e Protezione civile dell'Umbria, che stabilisce le modalità per un'azione coordinata d'intervento nella previsione e prevenzione dei rischi e nella gestione delle emergenze. I principali interessi disciplinati dal protocollo riguardano da un lato l'esigenza di un ausilio tra Fs da parte della Protezione Civile in caso di emergenza ferroviaria. dall'altra l'esigenza di un ausilio per la protezione civile da parte di Fs in caso di emergenza. L'INTESA è stata siglata da Franco Fiumara, direttore protezione aziendale del Gruppo Fs, e Sandro Costantini, responsabile della Protezione civile dell'Umbria. Il documento, facendo seguito all'intesa del 15 luglio 2008 tra Fs e il Dipartimento nazionale della Protezione civile, «definisce le necessarie sinergie per fronteggiare in modo efficace in tutta l'Umbria eventuali criticità derivanti da eventi emergenziali. In particolare l'intesa punta a realizzare una reciprocità operativa fra Ferrovie dello Stato e Protezione civile regionale, il tutto attraverso l'uso di uomini, mezzi e tecnologie». I PRINCIPALI aspetti disciplinati nel protocollo, valido quattro anni, riguardano lo scambio di informazioni fra le rispettive sale operative, in caso di emergenze ferroviarie, la presenza di un referente del gruppo Fs nella sala operativa unica regionale del Centro regionale di protezione civile (Crpc) di Foligno, l'attivazione di un programma di formazione congiunta per la gestione degli interventi in emergenza. PREVISTA altresì la prosecuzione delle intese sottoscritte con il servizio sanitario territoriale 118 per il soccorso ai passeggeri e al personale di bordo e previste anche esercitazioni mirate all'intervento sanitario urgente. E' emersa anche la possibilità di estendere l'accordo alle articolazioni territoriali della Protezione civile (ovvero Province e Prefetture) per una più efficace gestione delle emergenze sul territorio, nonchè di definire accordi specifici per lo spostamento di materiale rotabile e personale volontario in zone colpite da emergenze. NEL PROTOCOLLO particolare attenzione è dedicata all'assistenza ai viaggiatori coinvolti in situazioni di criticità (distribuzione di generi di conforto, evacuazione in aree di attesa e di ricovero). Accordi per migliorare il sistema regionale di protezione civile del territorio sono previsti anche con la Ferrovia Centrale Umbra. Per dare qualche cifra più specifica, val la pena ricordare che nel territorio regionale umbro la rete ferroviaria è costituita per 378,6 km dalle linee del Gruppo Ferrovie dello Stato che gestiscono in particolare le reti Orte-Terontola, Terontola-Foligno, Orte-Fabriano, Terni-Rieti e per altri 147,1 km dalle linee della Ferrovia Centrale Umbra. Argomento: NAZIONALE Pag. 80 Data: La Nuova Venezia 16-07-2010 Estratto da pagina: 29 incendio devasta fabbrica di inchiostri - maurizio toso - Provincia Incendio devasta fabbrica di inchiostri Colonna di fumo alta e densa, fiamme divampate per autocombustione Il sindaco: «Per precauzione non raccogliete ortaggi nell'area vicina all'azienda» MAURIZIO TOSO MARCON. Una colonna di fumo alta e scura. Era impossibile non accorgersi dell'incendio che ieri, attorno all'ora di pranzo, ha distrutto la fabbrica L.Vi.Srl di via delle Industrie a Marcon, un'azienda presente dal 1987 specializzata tra le varie cose nella produzione di inchiostri e macchinari per imballaggi di plastica. Un incendio devastante, scoppiato tra le 12.30 e le 12.45 mentre i quattro soci che lavoravano nella fabbrica erano a pranzo: per domare le fiamme è stato necessario l'intervento di quattro squadre dei Vigili del Fuoco, arrivate da Mestre e dall'Aeroporto, con il fuoco che è stato di fatto spento attorno alle 14.30. Oltre a loro sul posto sono intervenuti anche gli operatori del 118, la Polizia, i Carabinieri e gli agenti della Polizia Locale, che oltre ad avere il compito di deviare il traffico hanno anche avuto l'incombenza di avvisare quanti abitavano nelle case vicine o lavoravano nelle aziende della zona di non uscire di casa e tenere chiuse la finestre. Perchè l'incendio di ieri ha avuto un altro aspetto, quello del rischio ambientale visti i materiali stoccati all'interno dell'edificio, non a caso sul posto erano presenti anche gli operatori del servizio nbcr dei Vigili del Fuoco e, più tardi, sono giunti i tecnici dell'Arpav per le prime rilevazioni: i primi risultati, da confermare, non destano allarme. Fino all'ora di chiusura della pausa pranzo, tutto filava liscio al civico 10 di via delle Industrie. Ad accorgersi che qualcosa non andava è stato, attorno alle 12.45, Mauro Toniolo, che in quel momento stava lavorando nell'azienda vicina. «Ho sentito come un colpo di vento, poi il fumo nero e un rumore che sembrava il crepitare del fuoco». Immediatamente Toniolo ha chiamato i Vigili del Fuoco, che comunque hanno ricevuto per quanto successo a Marcon numerose segnalazioni, come successo anche al comando di polizia locale di Marcon. Sul posto sono giunte quattro squadre, per un totale di una ventina di uomini: un lavoro duro il loro, con temperature nell'area dell'incendio che si aggiravano attorno ai 6-700 gradi. Per spegnere le fiamme è stato necessario usare acqua è schiumogeno. Se sono ancora da chiarire le cause dell'incendio. Era in corso la pulizia delle caldaie, la responsabilità potrebbe essere di un corto circuito o più probabilmente di un'autocombustione. La fabbrica è distrutta: si è verificato il crollo delle coperture e di una delle travi, le altre hanno riportato danni importanti. In attesa di conoscere i risultati delle analisi dell'Arpav sulla ricaduta dei fumi scopo cautelativo il sindaco invita i cittadini a non consumare frutta e ortaggi coltivati nelle zone di via Treviso, via Pialoi, via delle Industrie, via Alta, nell'area del Colmello e della vicina Mogliano. Argomento: NAZIONALE Pag. 81 Data: Panorama.it 15-07-2010 Caldo: la mappa del rischio nelle città Tags: caldo, salute Lascia un commento In cerca di un po' di fresco (Credit: Ansa) Il clima cambia e i governi si attrezzano per far fronte al dramma estivo: il caldo opprimente delle città, che mette a rischio la salute di bambini, anziani, malati, e rende difficile lavorare ma anche divertirsi. E mentre in Francia i consigli per difendersi dalla canicola sono inseriti allinterno di un sito governativo che si occupa di tutti i possibili rischi naturali, dai cicloni alle valanghe, dagli incendi alle tempeste, in Italia la Protezione civile mette online un bollettino con le previsioni sulle ondate di calore. Qui sono segnalati i livelli di allerta raggiunti dalle città italiane con previsioni a tre giorni. Bolzano e Perugia (36 gradi), Brescia, Genova e Roma, Milano e Trieste (37), Torino e Firenze (38) si assestano già oggi sul livello di allerta più alto, il 3, che identifica proprio le ondate di calore che rendono necessario predisporre misure cautelari per la popolazione. Venerdì 16 è previsto un ulteriore peggioramento della canicola: oltre alle città già citate raggiungeranno il livello 3 anche molte altre città, tra cui Bologna, Messina, Venezia. Quello che contraddistingue le ondate di calore, oltre naturalmente alle temperature elevate e allalto tasso di umidità, che rende il caldo soffocante, è anche la durata di queste condizioni. Periodi prolungati di condizioni metereologiche estreme hanno effetti assai più importanti sulla salute rispetto a singole giornate di caldo anche intenso. Le contromisure? Evitare di uscire delle ore centrali della giornata, che sono e più calde (dalle 12 alle 18), cercare di passare almeno qualche ora al giorno in ambienti condizionati, evitare le bevande alcoliche e i cibi grassi, e mangiare molta frutta e verdura. Per affrontare il caldo quando si è fuori è meglio prediligere abiti chiari e leggeri e non farsi mai mancare un cappello per proteggere la testa dal sole. Il ministero della Salute ha attivato il numero verde 1500. I cittadini potranno chiamare per parlare con nostri operatori, fra cui medici, e avere informazioni sul comportamento da adottare e conoscere i numeri specifici per ogni Regione da contattare in caso di bisogno, ha spiegato il ministro Ferruccio Fazio. E per i prossimi giorni? Le previsioni parlano di cielo ancora sereno, alta umidità dovuta allanticiclone e temperature ancora in aumento. marta.buonadonna Giovedì 15 Luglio 2010 Argomento: NAZIONALE Pag. 82 Data: 15-07-2010 PrimaDaNoi.it Potabilizzatori mai utilizzati: 20milioni spariti, 35mila euro di risarcimenti CRONACA - Chieti PESCARA. Si chiude con un risarcimento di appena 35 mila euro la vicenda dei potabilizzatori realizzati con la spesa di oltre 40 miliardi di lire e mai entrati in funzione. Che fine abbiano fatto quei soldi resta un mistero perchè l'unica cosa visibile oggi è una incompiuta storica. Una storia di pessima burocrazia e di rimpalli di responsabilità tra Regione e Aca. Nelle scorse settimane la Corte dei Conti ha stabilito che saranno in quattro a dover pagare. Cifre irrisorie in confronto alla montagna di soldi che a partire dal 1990 vennero stanziati dalla presidenza del Consiglio dei Ministri, dall'Ufficio del Ministro per il Coordinamento della Protezione civile. Erano stati chiamati in giudizio l'ingegnere Sergio Franci, Dirigente dell'Ufficio Gestione Acquedotti, Dipartimento Lavori Pubblici della Regione Abruzzo; l'architetto Maria Rosa Di Carlo Direttore Generale pro tempore dell'Aca spa nonché presidente della Commissione aggiudicatrice, Giovanni Carusi, in qualità di Dirigente del Servizio di Prevenzione Collettiva ad interim della Regione Abruzzo (periodo gennaio 2001-27.6.2002); Giuseppe Bucciarelli nella medesima qualità per il periodo 28.6.2002-28.12.2002; Domenica Pacifico nella medesima qualità per il periodo di 2.1.2003 – 31.12.2007. Il danno originariamente era stato quantificato in 150.000 euro, di cui 40.000 da addebitare a Pacifico, 20.000 a Bucciarelli, 40.000 a Franci, 40.000 a Di Carlo e 10.000 a Carusi. Ma la Corte dei Conti ha deciso che a pagare saranno però Giovanni Carusi per 5 mila euro, Giuseppe Bucciarelli, 10 mila euro, Maria Rosa Di Carlo, 5 mila euro, e Domenica Pacifico 15 mila euro. L'impianto in realtà, secondo la citazione, non aveva i presupposti amministrativi per vedere la luce. In pratica ci fu come spesso accade la corsa sfrenata e spesso illogica all'accaparramento dei finanziamenti per costruire un'opera che fin dall'inizio si sapeva non sarebbe mai entrata in funzione. Si trattava, infatti, di impianti che dovevano potabilizzare l'acqua del fiume Pescara, notoriamente altamente inquinata. Tanto inquinata che venne nominato un commissario straordinario per il disinquinamento. Così per queste ragioni non è mai arrivata l'autorizzazione al prelievo dell'acqua da immettere nella rete acquedottistica. I lavori di costruzione della struttura sono cominciati nel '99 e almeno sulla carta, l'impianto serviva per sopperire alle carenze idriche che già si cominciavano ad avvertire su Pescara e Chieti. In sostanza l'impianto avrebbe permesso di potabilizzare le acque accumulate nella vasca Enel di San Martino per poi distribuirle alle utenze tramite una rete duale, garantendo un ulteriore approvvigionamento pari ad almeno 500 metri cubi d'acqua al secondo. Tra l'altro parte della rete duale è anche stata regolarmente realizzata sul territorio di Pescara, con l'obiettivo di dare ad alcune utenze, come autolavaggi e stabilimenti balneari, la possibilità di usufruire di una seconda rete idrica da utilizzare per fini non alimentari. «COMPORTAMENTI INERTI E NEGLIGENTI» Per il progetto sono stati spesi oltre 20 milioni di euro (40 miliardi di vecchie lire), il potabilizzatore è stato terminato nel 2006, ma a settembre 2008 è arrivato il diniego di Asl e Regione a utilizzare l'impianto perché l'acqua del fiume che verrebbe captata e potabilizzata è troppo inquinata e oltrepassa abbondantemente i limiti di legge. La Procura regionale della Corte dei Conti, dopo aver archiviato le posizioni relative ad altri indagati, poiché l'impianto di potabilizzazione era ritenuto «ben realizzato e collaudato», ha fondato però l'accusa sulla loro mancata utilizzazione proprio a causa delle omissioni dei competenti uffici della Direzione Sanità della Regione Abruzzo che, «nonostante i numerosi solleciti degli enti gestori (Aca e Ato) negli anni 2001 – 2008, non avevano predisposto l'atto deliberativo per la designazione e successiva classificazione delle acque del fiume Pescara, circostanza che ha determinato il mancato funzionamento dei due potabilizzatori, con conseguente ingente spreco di denaro pubblico». Per la Corte dei Conti, che si è espressa sul risarcimento del danno erariale si sarebbero configurati «comportamenti inerti e negligenti, vuoi all'interno dell'ufficio regionale di Prevenzione collettiva, vuoi all'esterno». Il risultato? Appare evidente più che mai ma viene certificato anche dalla Corte dei Conti che parla di un «gravissimo spreco di risorse pubbliche in assenza di risultati per l'utenza» avvenuto anche perchè i dirigenti si sarebbero «trincerati Argomento: NAZIONALE Pag. 83 Data: 15-07-2010 PrimaDaNoi.it Potabilizzatori mai utilizzati: 20milioni spariti, 35mila euro di risarcimenti dietro burocratiche questioni di competenza, senza che si prendesse realmente a cuore il problema e si portasse a compimento la pratica, e ciò nonostante i pressanti inviti dell'Aca al riguardo. E' noto, infatti», si legge ancora nel dispositivo, «che vi sono numerosi istituti nel procedimento amministrativo con finalità acceleratorie (tra cui, come sottolineato dalla Procura, l'indizione di una conferenza di servizi) che avrebbero potuto essere adottati per il raggiungimento del risultato finale». Ma nulla è stato fatto. 15/07/2010 9.57 * TUTTO SUI POTABILIZZATORI MAI UTILIZZATI CONDIVIDI GLI ARTICOLI DI PDN SU FACEBOOK PrimaDaNoi.it primo quotidiano on line per L'Abruzzo su Facebook Argomento: NAZIONALE Pag. 84 Data: 16-07-2010 La Provincia di Cremona Marea nera, parte la bonifica dell'Aipo edizione di Venerdì 16 luglio 2010 Ieri l'annuncio durante la riunione della Consulta delle Province del Po a Piacenza A breve l'Autorità di bacino del fiume Po predisporrà un piano di bonifica delle sponde, che sarà prima condiviso con gli Enti locali coinvolti nell'emergenza idrocarburi dello scorso febbraio e poi inviato al ministro dell'Ambiente con lo scopo di chiedere ulteriori finanziamenti. E' quanto ha annunciato ieri a Piacenza, in occasione della Consulta delle Province del Po riunita a porte chiuse, il segretario generale dell'Autorità di bacino Francesco Puma. «Il lavoro di monitoraggio relativo ai danni conseguiti allo sversamento di 2600 tonnellate di idrocarburi si è quasi concluso — ha spiegato —. Le operazioni di prevenzione fino a oggi attuate riguardavano le emergenze relative ad esondazioni o siccità, non eravamo preparati a emergenze ambientali di questa portata, ma nell'agenda della protezione civile dopo questo evento è stato inserito un programma di prevenzione». Dal summit è uscita anche l'intenzione di preparare un ordine del giorno, che il presidente provinciale Massimo Trespidi inoltrerà al Ministero per caldeggiare i fondi: sia quelli già stanziati ma non ancora elargiti (un milione e mezzo di euro per l'Emilia, un milione per la Lombardia e 500mila euro per il Veneto) sia un ulteriore stanziamento di almeno un milione e mezzo per le spese sostenute. Argomento: NAZIONALE Pag. 85 Data: La Provincia di Lecco 16-07-2010 «De Capitani porti rispetto a chi si offre volontario» MOLTENO «De Capitani porti rispetto a chi si offre volontario» MOLTENO(p. zuc.) «Ferdinando De Capitani porti rispetto a chi offre gratuitamente il proprio tempo per la cittadinanza senza chiedere nulla in cambio»: così il vicesindaco Giuseppe Chiarella dopo le esternazioni del consigliere d'opposizione sul rinnovo delle cariche nell'«Ac Molteno» e sulla presenza di parenti stretti degli amministratori anche in altre aree dell'associazionismo (nonché nei servizi comunali). «De Capitani farebbe bene ? riprende Chiarella - ad occupare meglio il suo tempo, magari proprio col volontariato anch'egli, anziché ripetere sempre le stesse cose che dice da quando è in minoranza». «Soprattutto non si permetta di parlare di chi ogni mattina si alza presto, gratuitamente, per permettere ai bambini di raggiungere la scuola tranquilli. Ciò con riferimento a tutti i volontari moltenesi», tra i quali il padre stesso del vicesindaco, membro della protezione civile. «Lui ed altri ? aggiunge il figlio vicesindaco ? erano iscritti al gruppo ben prima dell'insediamento dell'attuale amministrazione. Prima andavano bene, adesso non più? Sono futili, noiose e sterili polemiche, così come le accuse secondo cui i giovani amministratori sarebbero i figli di coloro che governarono tra gli anni 80 e 90. Ben lungi, almeno il sottoscritto: non c'è, in effetti, da essere fieri guardando a come è stato gestito Molteno. Per fortuna c'è una differenza politica netta tra noi e gli altri, che merita di essere ben sottolineata. I gravi problemi di cui soffriamo oggi sono il palese frutto di amministrazioni che governavano senza neanche un'idea di territorio. Il paese è stato sviluppato a casaccio, zone industriali accanto a zone residenziali e lo scalo ferroviario è il più scellerato esempio delle matasse urbanistiche ereditate da questa amministrazione». <!-- Argomento: NAZIONALE Pag. 86 Data: 15-07-2010 Quotidiano del Nord.com Incendi boschivi: canadair ed elicotteri in azione su 18 roghi in 36 ore Giovedì 15 Luglio 2010 18:38 Notizie - Italia (Sesto Potere) - Roma - 15 luglio 2010 - Le prolungate condizioni meteorologiche in atto sul nostro Paese, caratterizzate da temperature elevate ed assenza di precipitazioni, stanno favorendo la propagazione di numerosi incendi boschivi. Nelle ultime 36 ore, infatti, sono state 18 le richieste di concorso aereo pervenute al Dipartimento della Protezione Civile in supporto all'azione di spegnimento svolta a terra e di competenza delle diverse Amministrazioni regionali. Ieri tre roghi si sono verificati in Sicilia, nelle province di Palermo, Catania e Trapani, tutti spenti a fine giornata anche grazie al concorso dei velivoli. Altri due incendi hanno interessato la Puglia, ed uno per ciascuna regione in Abruzzo, Lazio e Calabria, tutti domati nel pomeriggio anche grazie all'intervento di quattro Canadair e due velivoli ultraleggeri Fire Boss della Protezione civile nazionale. Nella giornata di oggi è ancora la Sicilia a contare il maggior numero di richieste di intervento aereo, cinque da questa mattina, tra le province di Agrigento, Caltanissetta, Palermo e Siracusa, dove stanno lavorando senza sosta tre Canadair, quattro Fire Boss ed un elicottero S64 del Dipartimento, così come in Puglia, esattamente in provincia di Taranto, dove i mezzi antincendio stanno operando su un fronte di fuoco di 200 metri. Una invece la richiesta giunta dalla Calabria dove le fiamme sono già state spente, così come i roghi che hanno interessato l'area dei comuni di Grottaglie e Castellaneta, nel tarantino, in Puglia e quello divampato in Liguria, in provincia di Imperia. I piloti dei velivoli della Protezione civile nazionale continueranno ad assicurare il lancio d'acqua e liquido ritardante sulle fiamme dei roghi ancora attivi finché le condizioni di luce consentiranno di operare in sicurezza. E' utile ricordare che la maggior parte degli incendi boschivi è causata da mano umana, a causa di comportamenti superficiali o, spesso purtroppo, dolosi e che la collaborazione dei cittadini può essere decisiva nel segnalare tempestivamente ai numeri di telefono d'emergenza 1515 o 115 anche le prime avvisaglie di un possibile incendio boschivo. Argomento: NAZIONALE Pag. 87 Data: 15-07-2010 Redattore sociale Caldo, Regione Lazio: "Piano operativo fino al 30 settembre" 15/07/2010 15.38 ANZIANI Roma - "Per far fronte all'emergenza caldo la Regione ha predisposto fino al prossimo 30 settembre un piano operativo che coinvolge le Asl, i medici di medicina generale, i Comuni, la Protezione civile e le associazioni di volontariato di tutto il Lazio". Lo dichiara, in una nota, Aldo Forte, assessore alle Politiche sociali della Regione Lazio. "Grazie a questo programma, che il ministero della Salute ha definito all'avanguardia in Italia e per il quale la Regione ha stanziato 2 milioni di euro, abbiamo monitorato la popolazione anziana al di sopra dei 65 anni di eta' e individuato i soggetti piu' a rischio, associando a ognuno di questi un valore da 1 a 4 a seconda del livello di suscettibilita' agli effetti del caldo. Questo valore- spiega Forte- e' stato calcolato sulla base di alcuni indicatori quali il numero e i tipi di ricoveri che il soggetto in questione ha subito nei due anni precedenti, il suo livello socio-economico e lo stato civile". "In piu' abbiamo attivato nei Comuni di Roma, Rieti, Viterbo, Latina, Frosinone e Civitavecchia dei sistemi di allarme in grado di prevedere fino a 72 ore di anticipo il verificarsi delle ondate di calore- prosegue Forte- I bollettini giornalieri di allarme, emanati entro le ore dieci di ogni giorno, oltre a essere inviati via e-mail alle direzioni generali delle Asl, possono essere facilmente consultati sul sito web del Dipartimento della Protezione Civile. Queste due azioni preventive, ovvero il monitoraggio della popolazione anziana suscettibile e delle criticita' climatiche, stanno consentendo ai medici di medicina generale di intervenire in maniera tempestiva in soccorso di quei soggetti ritenuti a rischio". Secondo Forte "si tratta quindi di un sistema integrato di sorveglianza e di intervento per il quale ciascuna Asl prevede inoltre dei piani locali di prevenzione in rapporto alle specificita' territoriali. In piu'- aggiunge Forte- all'interno del Piano poverta', in via sperimentale nei rioni di Testaccio, di Trastevere e a breve anche in quello dell'Esquilino, abbiamo attivato anche un sistema di 'monitoraggio attivo' annuale per il quale abbiamo stanziato 600 mila euro per il 2010. In ogni rione, quattro operatori e un assistente sociale monitorano durante tutto l'anno gli anziani al di sopra dei 75 anni, cosi' da individuare quelli maggiormente a rischio nelle situazioni di emergenza legate al caldo o al freddo eccessivi". "In questo modo, si crea un vero e proprio data base delle diverse fragilita' legate ai singoli anziani cosi' da sapere in anticipo su chi e, soprattutto, come intervenire- conclude Forte- Proprio in questi giorni gli operatori stanno intensificando i loro controlli, contattando quotidianamente via telefono o raggiungendo di persona i soggetti a rischio. In piu' abbiamo messo in piedi una vera e propria 'rete assistenziale di quartiere', che coinvolge tutte le persone del contesto di vita dell'anziano, come i negozianti o i vicini, i quali possono allertare gli operatori o essere allertati in caso di emergenza. Quindi nonostante le altissime temperature di questi giorni possiamo dire che la situazione e' sotto controllo". (DIRE) Argomento: NAZIONALE Pag. 88 Data: 15-07-2010 La Repubblica mezzi pubblici, polizia locale, protezione civile nel lazio tagli per 890 milioni in due anni - chiara righetti Pagina XVII - Roma La regione contribuirà per il 10 per cento alla manovra nazionale: tutti i settori rischiano una drastica riduzione dei servizi Mezzi pubblici, polizia locale, protezione civile nel Lazio tagli per 890 milioni in due anni L´impatto della Finanziaria è stato stimato dall´assessorato al Bilancio CHIARA RIGHETTI Ottocentonovanta milioni in due anni. Sono i tagli al Lazio da parte del governo. Stimati stavolta non da un ente terzo, ma dall´assessorato regionale al Bilancio. Che, calcolatrice alla mano, ha provato a proiettare l´impatto della finanziaria sull´economia regionale. Impatto che si conferma devastante: nell´ipotesi di lavoro della Regione, il Lazio pagherà oltre il 10% della manovra nazionale, portando nelle casse dello Stato, già nel 2011, 420 milioni dei 4 miliardi di risparmio attesi. E la riduzione diventerà, a regime, di 470 milioni nel 2012. Ma per avere un´idea delle conseguenze il dato più indicativo è quello percentuale: rispetto a quanto ottenuto nel 2010, la riduzione sarà di due terzi l´anno prossimo (-67,4%), di tre quarti il successivo (-75,8%). Cosa è a rischio? Praticamente tutto, dai mezzi pubblici ai prestiti d´onore, dalle borse di studio ai piani antincendio, dalla polizia locale alla protezione civile. E i tagli peseranno a cascata su Province e Comuni, che grazie ai fondi ri-trasferiti dalla Regione realizzano buona parte dei loro interventi. Per capire: il Lazio, nel 2010, tra legge Bassanini e altri trasferimenti, ha ricevuto 620 milioni. L´anno prossimo ne avrà solo 203, nel 2012 appena 150. È ancora impossibile però valutare con precisione il peso dei tagli in ciascun settore di spesa. Perché, varata la manovra, le Regioni in Conferenza unificata avranno 90 giorni di tempo per concordare come ripartirli. Scegliendo ad esempio, fatto salvo il totale di risorse cui dire addio, di "salvare" quelle per i treni a scapito di quelle per gli ospedali. Se invece un accordo non ci sarà i tagli saranno "verticali": - 67,4% nel primo anno, - 75,8% a regime, per ciascun capitolo. Basta quindi scorrere l´elenco delle voci per capire quali sono i servizi in pericolo. Trasporti: i 146 milioni per le ferrovie regionali nel 2011 potrebbero diventare 47,6; lo stesso dicasi dei 51,7 milioni per il parco autobus che potrebbero ridursi a 17. Ma rischiano il tracollo anche la viabilità (le risorse "tagliabili" ammontano a 44,7 milioni, più altri 8,3 per le opere pubbliche) e le politiche sociali. Qui l´ombra del taglio di due terzi sfiora i 15,5 milioni per il sociale in senso stretto, come i 14,3 per il fondo affitti. E ancora: i 13,4 milioni del fondo famiglia; i 52,24 per l´edilizia residenziale pubblica; i 40,8 per la non autosufficienza. Fino ai 22,7 milioni del fondo per l´occupazione. Ci sarà, certo, un margine di scelta della politica, per decidere quali di queste voci dovranno essere comunque coperte. Ma sempre con una coperta troppo corta. Argomento: NAZIONALE Pag. 89 Data: 15-07-2010 La Repubblica allarme rifiuti nel parco del vesuvio "costretti a non uscire per i miasmi" patrizia capua Pagina VII - Napoli Denuncia di Legambiente sullo sversatoio di Terzigno. Il sindaco: "Via alla differenziata" Allarme rifiuti nel Parco del Vesuvio "Costretti a non uscire per i miasmi" PATRIZIA CAPUA Miasmi e odore nauseabondo arrivano dalla discarica notte e giorno. Lo denunciano i cittadini di Terzigno. Lo sversatoio Sari all´interno del Parco nazionale del Vesuvio rappresenta «un pericolo per le popolazioni». È l´allarme lanciato da Legambiente, che raccoglie le numerose denunce dei residenti della zona. Si dicono costretti, nonostante il gran caldo di questi giorni, a rimanere chiusi in casa «a causa dei miasmi che provengono dalla cava all´interno del Parco». Stessa segnalazione che è arrivata da migliaia di abitanti di Boscoreale, Boscotrecase e Trecase, gli altri paesi che fanno parte del Parco del Vesuvio. Il presidente regionale di Legambiente, Michele Buonomo, e Pasquale Raia, responsabile Aree protette dell´organizzazione, dichiarano subito: «Stiamo assistendo a un´allegra e dannosa gestione governativa della discarica Sari, il cui sito non solo è in un´area protetta perché all´interno di un parco nazionale, ma è anche nella riserva Mab dell´Unesco». L´Asia di Napoli che gestisce la "Cava Sari" fa sapere che è una discarica controllata, «per rifiuti non pericolosi della capacità complessiva di 700 mila tonnellate». «Per gli allarmismi delle ultime ore, i cattivi odori costituiscono l´unico effetto dell´impianto. Il fenomeno è dovuto sostanzialmente alla frazione organica tritovagliata, proveniente dagli impianti Stir, che giunge in discarica non stabilizzata, talvolta, addirittura, in avanzato stato di anaerobiosi. La pronta e abbondante ricopertura dei rifiuti con inerti, che viene attuata al termine dei conferimenti, coadiuvata dall´aspersione di prodotti enzimatici, non evita l´emissione di cattivi odori durante le fasi di conferimento». Il cattivo odore e migliaia di gabbiani che sorvolano giorno e notte la cava stanno mettendo a repentaglio la biodiversità animale, affermano gli esperti, non solo le specie endogene ma anche quelle migratorie, diventando una specie di incubo per le popolazioni residenti. Un nuovo allarme proprio mentre la Commissione Petizioni del Parlamento europeo, presieduta da Erminia Mazzoni, dopo la missione investigativa in Campania, e la visita alla discarica del Vesuvio, si appresta a discutere oggi il rapporto finale. Ci sarà anche l´assessore regionale all´Ambiente, Paolo Romano. Dopo l´approvazione, il rapporto sarà trasmesso alla Commissione Esecutiva per valutare la possibilità di riaprire le linee di finanziamento destinate alla Regione e congelate in via sanzionatoria dopo la sentenza della Corte europea. Il sindaco di Terzigno, Antonio Auricchio minimizza: «Cosa c´è che non va? Io credo che la puzza sia colpa della frazione umida, ma niente di particolare, però dobbiamo eliminarla, quindi ci attiveremo con molta decisione». Martedì scorso, con il collega di Boscoreale e l´assessore Romano, il sindaco è stato convocato dal prefetto Pansa. «Si è deciso di metterla quanto prima in sicurezza. L´assessore ha detto che si deve trovare un´alternativa alla discarica», riferisce il sindaco, «per me se la cava Sari si potesse chiudere, lo farei anche domani. Bisogna fare la differenziata, i cittadini si devono convincere». «Una situazione gravissima - sottolineano i rappresentanti dei comitati cittadini - sotto il profilo dell´ordine pubblico». Preoccupazioni anche per la gestione del percolato. Legambiente sottolinea che il suo straripamento può procurare «un danno ambientale incalcolabile per terreni agricoli già fortemente penalizzati con le colture tipiche danneggiate e abbandonate». «In questo momento - prosegue Auricchio - il dato immediato è evitare di convivere con il fetore della discarica, ma il punto importante è politico ed è da discutere con Provincia e Regione perché adesso la competenza del sito passa a loro, finita la fase del commissariamento». Argomento: NAZIONALE Pag. 90 Data: 15-07-2010 Repubblica.it Ondata di caldo, livello 3 in otto città sabato allarme massimo in 21 centri METEO Ondata di caldo, livello 3 in otto città sabato allarme massimo in 21 centri Sono Bolzano, Brescia, Firenze, Genova, Perugia, Torino, Roma e Trieste. Temperature superiori alle medie del periodo e aumenteranno ancora: previsto "un fine settimana di fuoco". Un numero verde per fronteggiare l'emergenza, il 1500 ROMA - Ancora caldo torrido in Italia. Le temperature aumentano e lo faranno ancora, i valori massimi sono superiori alle medie del periodo e l'elevato contenuto di umidità nell'aria provoca ancora disagi per la popolazione di alcune città. Una situazione che si aggraverà nel fine settimana: per sabato il sito della Protezione Civile, che registra le ondate di calore, prevede in 21 città il "livello rosso" (il 3, quello per cui "è necessario adottare interventi di prevenzione mirati alla popolazione a rischio"). Le temperature percepite più alte non si sposteranno dai 37-39 gradi. IL METEO - I CONSIGLI DEGLI ESPERTI Per oggi la Protezione Civile segnala iil livello di allerta 3 in otto città: Bolzano, Brescia, Firenze, Genova, Perugia, Torino, Roma e Trieste. Livello 2 (temperature elevate e condizioni meteorologiche che possono avere effetti negativi sulla salute della popolazione a rischio) invece per le città di Bologna, Campobasso, Civitavecchia, Frosinone, Latina, Messina, Napoli, Pescara, Rieti, Venezia, Verona e Viterbo. Sabato le città più calde con 39 gradi percepiti saranno Latina e Rieti. La lista poi prosegue in ordine alfabetico (con temperature di poco inferiori di uno, al massimo due gradi), con Bolzano, Bologna, Brescia, Campobasso, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Messina, Milano, Napoli, Perugia, Pescara, Roma, Torino, Trieste, Venezia, Verona, Viterbo. Il dipartimento della Protezione civile ricorda che il ministero della Salute ha istituito un numero verde unico per fronteggiare l'emergenza: il 1500. I cittadini potranno chiamare per parlare con gli operatori, fra cui medici, e avere informazioni sul comportamento da adottare e conoscere i numeri specifici per ogni Regione da contattare in caso di bisogno. (15 luglio 2010) Argomento: NAZIONALE Pag. 91 Data: 15-07-2010 Repubblica.it Caldo, allerta massima in otto città italiane sabato "livello rosso" in 21 centri urbani METEO Ondata di caldo, livello 3 in otto città sabato allarme massimo in 21 centri Sono Bolzano, Brescia, Firenze, Genova, Perugia, Torino, Roma e Trieste. Temperature superiori alle medie del periodo e aumenteranno ancora: previsto "un fine settimana di fuoco". Un numero verde per fronteggiare l'emergenza, il 1500 ROMA - Ancora caldo torrido in Italia. Le temperature aumentano e lo faranno ancora, i valori massimi sono superiori alle medie del periodo e l'elevato contenuto di umidità nell'aria provoca ancora disagi per la popolazione di alcune città. Una situazione che si aggraverà nel fine settimana: per sabato il sito della Protezione Civile, che registra le ondate di calore, prevede in 21 città il "livello rosso" (il 3, quello per cui "è necessario adottare interventi di prevenzione mirati alla popolazione a rischio"). Le temperature percepite più alte non si sposteranno dai 37-39 gradi. IL METEO - I CONSIGLI DEGLI ESPERTI Per oggi la Protezione Civile segnala iil livello di allerta 3 in otto città: Bolzano, Brescia, Firenze, Genova, Perugia, Torino, Roma e Trieste. Livello 2 (temperature elevate e condizioni meteorologiche che possono avere effetti negativi sulla salute della popolazione a rischio) invece per le città di Bologna, Campobasso, Civitavecchia, Frosinone, Latina, Messina, Napoli, Pescara, Rieti, Venezia, Verona e Viterbo. Sabato le città più calde con 39 gradi percepiti saranno Latina e Rieti. La lista poi prosegue in ordine alfabetico (con temperature di poco inferiori di uno, al massimo due gradi), con Bolzano, Bologna, Brescia, Campobasso, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Messina, Milano, Napoli, Perugia, Pescara, Roma, Torino, Trieste, Venezia, Verona, Viterbo. Il dipartimento della Protezione civile ricorda che il ministero della Salute ha istituito un numero verde unico per fronteggiare l'emergenza: il 1500. I cittadini potranno chiamare per parlare con gli operatori, fra cui medici, e avere informazioni sul comportamento da adottare e conoscere i numeri specifici per ogni Regione da contattare in caso di bisogno. (15 luglio 2010) Argomento: NAZIONALE Pag. 92 Data: Il Resto del Carlino (Bologna) 15-07-2010 Caldo, il piano salva anziani «Numero verde e controlli» PRIMO PIANO pag. 5 Task-force varata dal ministro Fazio: è un'emergenza ROMA UNA LETTERA a Comuni, prefetti e medici di famiglia; un numero verde (1500) per chiedere informazioni e consigli; un invito pressante a non uscire di casa nelle ore più infuocate. Il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, ha incontrato ieri i rappresentanti degli enti locali per il piano caldo. «Siamo in una situazione di allerta ha sottolineato Fazio , nel Nord e nel centro Italia c'è una situazione meteo che fa ritenere possa essere a rischio parte della popolazione, soprattutto gli anziani fragili. E nei prossimi giorni il caldo aumenterà». Di qui la decisione di mettere in moto «la macchina collaudata degli enti locali per l'assistenza alle categorie deboli» dice Fazio. ANZIANI con patologie croniche o con malattie cardiovascolari, ipertensione, malattie respiratorie o neurologiche. Inoltre le persone non autosufficienti sono molto sensibili al caldo mentre chi assume regolarmente farmaci deve tararne le dosi in accordo con i medici. Il 1500 attivo tra un paio di giorni servirà per indirizzare l'utente verso il servizio specifico. «Gli operatori consiglieranno i cittadini su come comportarsi ha spiegato il ministro o sui numeri utili da chiamare in caso di bisogno». Il piano caldo 2010 è stato varato, con un'ordinanza ministeriale, il 19 maggio scorso e ora si limano gli ultimi dettagli aggiungendo anche il numero verde. Prevede che i Comuni trasmettano alle Asl gli elenchi delle persone che hanno superato i 65 anni e che le stesse Asl, in accordo con la Protezione civile, «mettano in atto ogni iniziativa volta a prevenire e monitorare danni gravi e irreversibili a causa delle anomale condizioni climatiche legate all'estate». La filosofia prevede che sia data particolare attenzione «alle persone più suscettibili agli effetti dselle ondate di calore per condizioni di età, salute, solitudine e fattori socio-ambientali». In questo modo e grazie ai sistemi di allarme Heat Health Watch Warning System, vengono elaborati piani organizzativi differenziati per le varie aree. ALLERTA sul territorio, sollecitazioni ai medici di famiglia e anche qualche consiglio. Fazio ha insistito molto sulla necessità che gli anziani «più fragili» evitino lunghe esposizioni a fonti di calore e luoghi dove le temperature sono particolarmente alte. Vale per gli anziani ma è buona regola per tutti «bere molta acqua per evitare la disidratazione conseguente alla sudorazione eccessiva». Infine un suggerimento poco ufficiale: «Via la cravatta». Abitudine ormai consolidata per i manager di altri Paesi europei. Misure che non bastano al Codacons, molto critico con il ministero della Salute. Secondo i consumatori, il numero verde è inutile. Controbbatte il segretario nazionale della Federazione medici di medicina generale (Fimmg), Giacomo Milillo: «È stata già attivata l'assistenza domiciliare programmata e sono partite le segnalazioni ai distretti per le situazioni di maggior rischio, così che anche il volontariatto possa muoversi. La rete funziona». s. m. Image: 20100715/foto/7835.jpg Argomento: NAZIONALE Pag. 93 Data: 16-07-2010 Il Resto del Carlino (Cesena) Quinta scossa, cresce la paura FORLI' PROVINCIA pag. 19 Terremoto tra Bertinoro e Forlimpopoli. Da gennaio in poi uno sciame continuo DEBOLE La magnitudo registrata è di 3.1 SETTE secondi, fragili ed eterni. Alle 7.53 di ieri mattina un rapido getto di terremoto annichilisce il risveglio di chi abita nel triangolo Bertinoro, Forlimpopoli e Meldola (questo l'epicentro). LA FORZA del sisma è sul discreto basso: 3.1. Ma la vigoria è parecchia. E la paura non conosce grafici e tabelline se la casa ti trema intorno. Gli strumenti dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia di Roma placano gli animi. Raccontando di un lieve, fisiologico rigurgito gastrico della terra che nasce a 25 chilometri di profondità. UNA SPECIE di singhiozzo, quello di ieri mattina. Ma le mani dei residenti, passata la tremarella, sono guizzate a telefoni e telefonini. Centralini di vigili del fuoco, polizia e carabinieri vengono immediatamente inondati di angosce. Due dati prevalgono però sul filo dell'ansia: nessun ferito, nessun danno. Attenzione però: c'è un velo di trepidazione in questa scossa repentina e d'acchito per buona solo per gli esperti, le loro statistiche, i loro numeri da dividere e moltiplicare. QUELLA di ieri mattina è la terza scarica nell'ultimo mese e mezzo. La quinta dall'inizio dell'anno. Sempre nella stessa zona: epicentro Bertinoro-Forlimpopoli, con vibrazioni nette ascoltate Forlì, Meldola, Predappio e in buona parte del Cesenate. La magnitudo registrata è un crescendo: da 2.4 (2 giugno) a 2.5 (6 luglio) fino a 3.1 di ieri. Tutti balli' anticipati dai tremori del 2 gennaio e del 21 febbario. Dicono gli esperti: classico sciame sismico. Previsioni? Impossibili. Ma si sa, questa è zona sisimica. L'ULTIMO grande sussulto a Forlì è delle 22.22 del 5 aprile 2009, che prelude al disastro in Abruzzo. Magnitudo 4.6, Forlimpopoli il focolaio. Il più grave degli ultimi anni è del 26 gennaio 2003, magnitudo 4.2, origine Santa Sofia. Dove diverse case risultano danneggiate; decine di persone restano sfollate per giorni. Nel 2000 Forlì è martoriata da uno sciame di due mesi: terrore a distesa, pochi danni. Image: 20100716/foto/2582.jpg Argomento: NAZIONALE Pag. 94 Data: 15-07-2010 Il Resto del Carlino (Ferrara) Afa, scatta la fase di attenzione FERRARA CRONACA pag. 5 La Protezione Civile si attende massime a 38 gradi e minime a 25 Allarme per gli anziani L'ONDATA di caldo non è ancora finita, anzi: da oggi fino a domenica ci si devono aspettare temperature in ulteriore crescita. L'alta pressione di origine africana porterà ancora afa nel Ferrarese e le massime, specialmente in pianura e nella città, saranno sempre sopra i 35 gradi per raggiungere i 36-38 nella giornata di sabato. Niente buone nuove nemmeno per le minime, che non scenderanno mai sotto i 23-25 gradi: solo lungo la costa si respirerà meglio. La Protezione civile ha attivato infatti la fase di attenzione, in special modo nelle zone di pianura di tutta la regione: da Forlì a Ravenna, da Bologna a Ferrara, non tirerà un alito di vento, facendo crescere l'umidità, in particolare nelle zone urbane dove le temperature faranno fatica a scendere. La Protezione civile avverte dunque che i bambini e gli anziani, ma anche chi si espone al sole o fa attività fisica all'aria aperta, potrà subire colpi di calore o disidratazione. Ecco perché raccomanda di evitare di passare troppo tempo sotto il sole tra le 13 e le 17, di cautelarsi coi mezzi di protezione, di bere acqua e di farne scorta in caso si decida di mettersi in viaggio. PER ORA la massima più alta registrata resta quella del 4 luglio, con 34,4 gradi. La sensazione è, però, amplificata dall'umidità: la temperatura percepita, infatti, supererà tranquillamente anche i 40 gradi. L'unico consiglio è quindi quello di stare tranquilli nelle ore di punta delle giornata. Image: 20100715/foto/3654.jpg Argomento: NAZIONALE Pag. 95 Data: 15-07-2010 Il Resto del Carlino (Forlì) I giorni più caldi: arriveremo a 42° E in città scatta l'incubo ozono FORLÃŒ CRONACA pag. 4 Afa e umidità record. 15 gli sforamenti dell'aria: allarme salute VOGLIA DI FRESCO Mamma e figlioletta giocano con l'acqua di una fontana del parco IL CALDO digrigna i denti. E Legambiente Emilia-Romagna mostra il conto da pagare: stando ai rilevamenti effettuati negli ultimi tempi, Forlì ha superato 15 volte la soglia di ozono consentita dalla legge. La normativa europea fissa l'asticella a 25 superamenti. Oltre scatta l'allarme per la salute pubblica. E questo perché l'ozono è un inquinante prodotto anche dalle emissioni di auto e moto: in presenza di un forte irraggiamento solare, l'ozono può avere gravissime conseguenze sull'apparato respiratorio e polmonare. Ma l'afa non si cura dell'ozono. E questa sarà la settimana più calda dell'anno. Una delle più bollenti del terzo millennio: per venerdì e sabato previsti nel Forlivese 42 gradi (ieri 39). La Protezione civile ha attivato la fase di attenzione', in particolare nelle zone di pianura. Dove non tirerà un alito di vento e crescerà l'umidità, specie in città, dove le temperature faranno fatica a scendere. Attenzione allora alle classiche fasce deboli, anziani e bambini (e pure a chi ha la bella idea di fare footing): colpi di calore o disidratazione sono dietro l'angolo. Consigli? I soliti: tanta acqua e tanta ombra. Image: 20100715/foto/4972.jpg Argomento: NAZIONALE Pag. 96 Data: 15-07-2010 Il Resto del Carlino (Imola) Ecco le regole per evitare incendi IMOLA pag. 2 PROTEZIONE CIVILE ALLARME incendi nei boschi dell'Emilia Romagna. La direzione della Protezione civile della Regione ha disposto lo stato di preallarme per il periodo compreso tra sabato e il 25 agosto. Il servizio Protezione civile del Comune invita i cittadini a evitare comportamenti pericolosi come gettare mozziconi accesi, fiammiferi o sostanze infiammabili, parcheggiare i veicoli con marmitte calde sull'erba secca, abbandonare un fuoco acceso, bruciare sterpaglie senza rispettare le misure di sicurezza. Se si avvista un incendio contattare il numero verde regionale 800841051 o la Protezione civile al 800333911. Image: 20100715/foto/5686.jpg Argomento: NAZIONALE Pag. 97 Data: Il Resto del Carlino (Modena) 16-07-2010 Record, sfiorati i 36 gradi Ieri il giorno più caldo MODENA pag. 6 Resta alta l'afa notturna, indice di disagio marcato' ALLERTA TEMPERATURE TRA LE PIU' ELEVATE DEGLI ULTIMI 30 ANNI L'AVEVANO annunciato ed è arrivato puntuale. Ieri è stato il giorno più caldo dell'anno. In città presso la stazione meteorologica del torrione orientale del Palazzo Ducale (dove ha sede l'Osservatorio Geofisico del Dipartimento di Ingegneria dei Materiali e dell'Ambiente dell'Università), alle 17 la colonnina di mercurio è arrivata a toccare la soglia di 34.9°gradi. E' andata peggio in periferia, perché al Campus di Ingegneria Enzo Ferrari' di Modena l'altra postazione di rilevamento ha sfiorato intorno alla stessa ora i trentasei gradi: 35.9 per l'esattezza. Temperature, dunque, davvero roventi che hanno superato quelle del 4 luglio scorso e tra le più alte per il mese di luglio degli ultimi trenta anni, anche se lontane dal picco che si è toccato sempre in luglio il 29 luglio 1983, quando vennero raggiunti 38.5 gradi. Valori sempre alti anche durante la notte con una minima in città di 26.1 gradi e 21.1 in periferia. L'afosità notturna più alta resta, comunque, quella del 4 luglio allorché non si scese sotto i 27.1 gradi in città e i 23.7 in periferia. Sostanzialmente invariato, rispetto a mercoledì scorso, l'«indice di disagio» che è «marcato». TUTTAVIA, secondo gli esperti non è ancora finita e il fine settimana ci potrebbe riservare altre calde sorprese. Da domani scatta anche il periodo di grave pericolosità' per gli incendi boschivi dichiarato dalla Regione fino al 25 agosto a causa delle condizioni meteo-climatiche, della vegetazione secca e del maggior afflusso di persone nelle zone montane. Per l'Appennino modenese diventa pienamente operativo il servizio di avvistamento per la prevenzione degli incendi boschivi con 200 volontari di protezione civile. «Basta davvero poco per provocare un incendio afferma l'assessore provinciale all'Ambiente Stefano Vaccari per questo raccomandiamo la massima cautela a tutti». Per le segnalazioni di avvistamenti di un incendio sono attivi 24 ore su 24 i numeri telefonici 1515 della Forestale e 115 dei Vigili del Fuoco. Oltre alle favorevoli condizioni climatiche e alla vegetazione secca, tra le cause più ricorrenti c'è la disattenzione dell'uomo: dai mozziconi di sigaretta buttati a terra alle marmitte calde a contatto con sterpaglie secche. Per chi causa un incendio è prevista la reclusione da quattro a dieci anni in caso di dolo, da uno a cinque anni in caso di colpa. Argomento: NAZIONALE Pag. 98 Data: 15-07-2010 Il Resto del Carlino (Pesaro) NUOVE DOTAZIONI ALLA PROTEZIONE CIVILE Nuove strumentazioni per il sis t... PESARO AGENDA pag. 20 NUOVE DOTAZIONI ALLA PROTEZIONE CIVILE Nuove strumentazioni per il sistema di avvistamento incendi della Protezione civile. Radiomobili, binocoli e giubbotti sono stati consegnati dal presidente della Provincia Matteo Ricci e dall'assessore Massimo Galuzzi nella sede di via dei Canonici. «Per un servizio di vigilanza essenziale, abbiamo consolidato la dotazione della strumentazione utile alle nostre sentinelle del territorio hanno spiegato . Perché questo è stato l'anno più piovoso dal 1876, ma il caldo e il vento di questi giorni seccano la vegetazione e di conseguenza aumentano i rischi». Si tratta di un impegno di 40mila euro a cui si va ad aggiungere il presidio del territorio effettuato per via aerea con mezzi ultraleggeri. Argomento: NAZIONALE Pag. 99 Data: 15-07-2010 Salerno notizie Protezione civile, una rete di sicurezza: domani convegno a Palazzo Sant'Agostino Domani, venerdì 16 luglio, a partire dalle 9.30, presso il Salone Bottiglieri di Palazzo Sant'Agostino, si svolgerà il convegno “Protezione civile, una rete di sicurezza – L'esperienza territoriale nella provincia di Salerno”, organizzato dalla Provincia di Salerno – Settore Protezione Civile, dall'AMESCI e dall'Istituto di Studi e Ricerche sulla Protezione Civile e Difesa Civile. Dopo i saluti del Presidente della Provincia, On. Edmondo Cirielli, interverranno: Domenico Ranesi, dirigente del Settore Protezione Civile; Sabatino Marchione, Prefetto di Salerno; Edoardo Cosenza, Assessore regionale alla Protezione Civile; Giovanni Romano, Assessore regionale all'Ambiente; Antonio Fasolino, Assessore provinciale alla Protezione Civile; Leonardo Cascini, Dipartimento di Ingegneria dell'Università degli Studi di Salerno; Enrico Maria Borrelli, Presidente AMESCI e Giuseppe Zambarletti, Presidente ISPRO. Le conclusioni saranno affidate ad Elvezio Galanti, Dirigente generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Moderatore dell'incontro il giornalista Giuseppe Blasi, coordinatore della Scuola di Giornalismo dell'Università degli Studi di Salerno. 15/07/2010 Argomento: NAZIONALE Pag. 100 Data: Sanremo news 15-07-2010 Castellaro: spento l'incendio di oggi con 4 mezzi aerei E' stato spento poco dopo le 14 l'incendio di sterpaglie che ha avvicinato alcune abitazioni ed il Castellaro Golf. Il rogo è divampato proprio vicino alla struttura e, sul posto sono intervenuti gli agenti del Corpo Forestale dello Stato, i volontari antincendio ed i Vigili del Fuoco. Hanno anche operato tre elicotteri, uno della Forestale e due della Regione, oltre ad un Canadair. Fortunatamente le fiamme sono state velocemente circoscritte e non hanno mai avvicinato le case. In questo momento sono in corso le operazioni di bonifica. Le foto sono del nostro lettore Mirko Argomento: NAZIONALE Pag. 101 Data: 16-07-2010 Il Secolo XIX Allerta caldo,in funzionenumero verde da stamattina alle 8 Roma. Sarà attivo da questa mattina il numero verde per l'allerta caldo. Dalle ore 8 fino alle 20, il numero verde 1500 sarà in funzione tutti i giorni, compresi sabato e domenica per fornire ai cittadini informazioni e consigli dispensati da personale specializzato. L'ondata di caldo , intanto non si attenua. Prevista oggi un'altra giornata afosa . E domani allerta 3, il massimo, in 21 città italiane, Genova compresa, sulle 27 monitorate dalla Protezione Civile. Argomento: NAZIONALE Pag. 102 Data: 16-07-2010 Settegiorni (Magenta) «Tra i primi nella Prociv» Il ricordo CORBETTA/MAGENTA - In molti si ricorderanno di Saverio Marradi per ciò che ha fatto per la cittadinanza. Da quasi un decennio vestiva infatti la divisa gialla della sezione magentina della Protezione Civile, da cui uscì nel 2009 a causa di impegni lavorativi. Sposato e con un figlio piccolo, Saverio svolgeva un ruolo di responsabilità all'interno della ditta Lombardini di Corbetta, che si occupa di materie plastiche. L'uomo è stato travolto e ucciso non lontano dal posto di lavoro. Nella sua casa magentina non ha fatto più ritorno, lasciando nel dolore più profondo i famigliari. «àˆ stato uno dei primi volontari a far parte della Protezione Civile e con lui ho condiviso molte esperienze - ricorda il responsabile della Prociv magentina Vincenzo Durante -. Nel periodo del suo operato non ci sono state operazioni particolari ma si è sempre speso in ogni occasione. Nel tempo era diventato caposquadra. Era un uomo energico sia fisicamente che mentalmente e ha sempre dato molto come volontario. Di lui ricordo l'allegria che andava di pari passo alla serietà nello svolgere il suo operato di volontario. àˆ sempre stato una persona di compagnia - prosegue -. La notizia della sua morte è arrivata improvvisa e ci addolora molto perchè si tratta di una brava persona, di un amico. Il pensiero va ora alla sua famiglia». Articolo pubblicato il 16/07/10 Argomento: NAZIONALE Pag. 103 Data: 15-07-2010 Sicilianews24 Incendi: boschi e macchia mediterranea in fiamme, mezzi aerei in azione Incendi: boschi e macchia mediterranea in fiamme, mezzi aerei in azione Sicilianews24 "Incendi: boschi e macchia mediterranea in fiamme, mezzi aerei in azione" Data: 16/07/2010 Indietro Giornale della Sicilia online Ricevi la newsletter d'informazione siciliana di sicilianews24.it nella tua casella di posta. Notizie siciliane e informazioni online sulla Sicilia July 16, 2010 07:06:09 HomeCronacaEconomiaSanitàPoliticaFormazioneLavoroGare e AppaltiBandiCalcio e SportEventiAmbienteViabilità Società e Cultura Incendi: boschi e macchia mediterranea in fiamme, mezzi aerei in azione Giovedì 15 Luglio 2010 22:02 PALERMO - Intensa giornata di lavoro, oggi, in Sicilia, per il personale della Forestale, impegnato a domare numerosi incendi. Decine di telefonate sono giunte anche ai centralini dei vigili del fuoco. Solo a Palermo ed in provincia sono stati 48 gli interventi. A Cefalu', nel capoluogo siciliano, le fiamme hanno investito la zona di Poggio Santa Maria, dove insistono diverse abitazioni di villeggiatura e villini. Fiamme anche ad Altofonte. Diversi gli interventi anche lungo l'autostrada Palermo-Catania e Palermo-Mazara del Vallo. A Racalmuto, nell'agrigentino, un rogo ha interessato una vasta area in localita' Castelluccio. Roghi anche alla periferia di Favara. Mentre nel siracusano, le fiamme hanno mandato in fumo ettari di sterpaglie e macchia mediterranea alle porte di Floridia. A San Cataldo, in provincia di Caltanissetta, un incendio ha divorato ettari di vegetazione. Un altro vasto incendio si e' sviluppato a Gagliano Castelferrato, in provincia di Argomento: NAZIONALE Pag. 104 Data: 15-07-2010 Sicilianews24 Incendi: boschi e macchia mediterranea in fiamme, mezzi aerei in azione Enna. Come riportato da Italpress CONDIVIDI Condividi le notizie più importanti Tutte le icone rimandano a servizi web di social bookmarking esterni a Sicilia News 24 I siti di social bookmarking organizzano il loro contenuto tramite l'uso di tag (etichette, categorie). La popolarità di questi siti è in costante crescita, in quanto sono uno strumento facile e intuitivo per individuare, classificare, ordinare e condividere le risorse Internet attraverso la pratica dell'etichettatura e categorizzazione (tagging). Ulteriori risultati possono essere ottenuti raggruppando insieme più tag. Del.icio.us Servizio di social bookmarking che consente di aggregare elenchi di bookmark creati dagli utenti classificandoli con un sistema di tag. Digg Sito web di aggregazione e condivisione delle notizie, dai siti editoriali e dai blog, sulla base delle segnalazioni e del gradimento tra gli utenti. Technorati Motore di ricerca del mondo dei blog. Yahoo Pagina personale del portale Yahoo!. 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Alcamo: uccide pedone durante corsa auto, arrestata ragazza (Giovedì 15 Luglio 2010) Palermo: furto in tabaccheria, indaga la polizia (Mercoledì 14 Luglio 2010) Catania: nasconde armi in casa, arrestato pregiudicato (Mercoledì 14 Luglio 2010) Rifiuti: cassonetti in fiamme nella notte a palermo e provincia (Martedì 13 Luglio 2010) Isola delle femmine: coltiva canapa indiana in casa, arrestato (Martedì 13 Luglio 2010) Palermo: fermato per controllo colpisce CC con stampella, arrestato (Martedì 13 Luglio 2010) Fisco: scoperta evasione per 2.5 mln nel catanese (Lunedì 12 Luglio 2010) Denunciati 2 ragazzi creatori del gruppo contro Falcone e Borsellino su facebook (Lunedì 12 Luglio 2010) Palermo: perseguita ex amante, 68enne arrestato per stalking (Mercoledì 07 Luglio 2010) Ricordo Strage Via d'amelio, il 19 luglio a Palermo la fiaccolata di "giovane italia" (Mercoledì 07 Luglio 2010) Palermo: emergenza rifiuti, tre arresti dei carabinieri (Mercoledì 07 Luglio 2010) Palermo: furto in un gazebo dell'amat (Mercoledì 07 Luglio 2010) Maxi truffa a Siracusa, sequestrati denaro e titoli per 2.6 mln (Martedì 06 Luglio 2010) Palermo: abbandono rifiuti speciali, denunciata titolare autolavaggio (Martedì 06 Luglio 2010) Bilancio Comune di Palermo approvato, Mpa e Pdl-Sicilia abbandonata l'aula (Martedì 06 Luglio 2010) Giustizia: Palermo. 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Corteo per la liberta', dal Kalesa al Mikalsa. www.joomla.it Weekend al cinema Questo weekend cinematografico è infestato da spietati mercenari, appartengano essi a un oscuro e remoto passato o a un prossimo e tetro futuro; in entrambi i casi, il sangue scorrerà già da mercoledì 14. L'Oroscopara L'Oroscopara: di Lunniri 28 Giugnu a Rumìnica 11 Lugliu L'Oroscopara e il suo amatissimo oroscopo in dialetto siciliano. La magia del lenzuolo Intervista con Alfonso Arau, Maria Grazia Cucinotta, Anne Parillaud In seguito a una lunghissima e non preventivata post-produzione, è finalmente approdato nelle sale L'imbroglio nel lenzuolo, coproduzione italo-spagnola. Musica: DecapitalismOM Giunti al terzo album ufficiale, dopo "Attitudine Passionelle" del 2002 e "Bellomondo" del 2007, gli OM con "Decapiltalismo", di quest'anno, definiscono sempre più la loro cifra musicale. Il libro della settimana Argomento: NAZIONALE Pag. 107 Data: 15-07-2010 Sicilianews24 Incendi: boschi e macchia mediterranea in fiamme, mezzi aerei in azione Di questa scrittrice iraniana nata nel 1967, in internet troviamo quasi soltanto notizie riguardo alla sua personale lotta contro il regime islamico, che porta avanti da quando fu costretta a lasciare Teheran. Lunedi nel pallone Ripercorriamo il campionato più anormale degli ultimi anni, nonostante i verdetti siano stati tutti, quasi, ampiamente consolidati. Informazioni Sicilia RedazionaliFarmacie in SiciliaIl libro della settimanaWeekend al cinemaL'OroscoparaLunedì nel palloneDiviaggiando EnciclofobiaStrafalaria On The CityUn Racconto in un SMSAttualità Istituzioni Siciliane Regione SiciliaArsComune di AgrigentoComune di CaltanissettaComune di CataniaComune di EnnaComune di Messina Comune di PalermoComune di RagusaComune di SiracusaComune di Trapani Svago Alberghi in SiciliaMediagol Cacio NotizieRisultati sport liveZero91 MagazinePolitik GameScrittura creativaSatirix - La satira di DarixLibertà di FrequenzaIl mercato dei Lattarini online Segnalati da SN24 Bandi e appalti in SiciliaVacanze in SiciliaAmnesty InternationalAddiopizzoPalermoin.itMister ImpreseConsulenti online Noleggio barche a velaICitta - Cerca e trova tutte le aziende italianeFarmacia Trapani Copyright © 2009 - 2010 Associazione Eclissi - Sicilianews24.it. 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Gli oneri di gestione di Palazzo Chigi, al netto della protezione civile, dovranno infatti essere ridotti di circa 54 milioni in virtù del decreto 78/2010, un taglio che parte dai 700mila euro sulla dirigenza per salire ai 3 milioni sulle strutture di missione e ai 50 milioni sulle politiche sviluppate dai diversi dipartimenti. Una somma che si aggiunge al taglio di 59 milioni (-15% rispetto al 2009) già stabilito nel bilancio preventivo 2010 in applicazione della prima manovra triennale (legge 133/2008) e dal decreto anticrisi dell'estate passata (dl 78/2009). Pochi giorni dopo il varo della nuova manovra correttiva, il 9 giugno Silvio Berlusconi ha firmato il decreto di approvazione del conto consuntivo 2009 che registrava il terzo calo consecutivo delle spese per il funzionamento della presidenza: dai 318,5 milioni del 2007, ai 307 del 2008 e ai 301 dell'anno scorso. Risparmi ai quali, nel 2011 e nel 2012, si dovranno aggiungere i nuovi tagli lineari del 10% sulle politiche, che rappresentano il 76% del budget complessivo. Per capire quale sarà il punto d'arrivo occorre fare un passo indietro e ricordare che il bilancio di quest'anno era cresciuto del 22% (con spese complessive a 3,5 miliardi) a causa degli interventi messi in campo dalla protezione civile nell'Abruzzo sconvolto dal terremoto. Secondo il bilancio di previsione entro il 2012 si dovrà ridiscendere a 2,7 miliardi, con una riduzione delle spese del 16,3% l'anno prossimo e del 23,9% in quello venturo. Risparmi cui si dovranno ora aggiungere i nuovi tagli lineari per centrare un obiettivo finale che scenderà a 2,16 miliardi. Uno sforzo importante per i tecnici chiamati alla pianificazione del bilancio, ma non impossibile. Sempre dal consuntivo 2009 si scopre, infatti, che margini di manovra proprio sulle politiche attive esistono: sempre escludendo la protezione civile l'anno scorso la capacità di spesa, vale a dire il rapporto tra risorse stanziate e quelle impegnate, s'è fermato al 62 per cento. Contando su una miglior capacità selettiva degli interventi per le politiche di settore, si potrebbe salire fino all'80%, una performance che lascerebbe una disponibilità finanziaria di oltre 800 milioni (nel 2009 era poco più di un miliardo). Nel frattempo Palazzo Chigi, come tutte le altre amministrazioni, dovrà garantire gli altri risparmi imposti dalla manovra correttiva non compresi nei nuovi tagli lineari: la riduzione dell'80% sulle consulenze del 2001 valgono 6-700mila euro; il dimezzamento delle spese per la formazione altri 400mila euro e circa 200mila euro saranno risparmiati con il taglio del 20% su taxi e auto di servizio. E a proposito di «auto blu» ieri il ministro Renato Brunetta ha presentato i nuovi dati sul monitoraggio in corso su tutte le auto di servizio della Pa. Sono circa 90mila quelle conteggiate finora e il loro costo complessivo è di 4 miliardi, una spesa che secondo il titolare di palazzo Vidoni può essere dimezzata. La rilevazione finora copre circa il 50% delle amministrazioni, esclusi i comuni minori, e si concluderà entro fine luglio. © RIPRODUZIONE RISERVATA Argomento: NAZIONALE Pag. 109 Data: 16-07-2010 Il Sole 24 Ore L'impatto sulla presidenza. I 54 milioni di tagli imposti dal Dl 78 si sommano ai 59 del bilancio 2010 Doppio risparmio per Palazzo Chigi Davide Colombo ROMA C'è un'amministrazione centrale dello stato che dovrà "tirare la cinghia" un po' prima delle altre e quasi raddoppiare, entro l'anno, i risparmi sulle spese di funzionamento. Si tratta della presidenza del consiglio dei ministri, la cui autonomia contabile non è stata violata dalla manovra correttiva in via d'approvazione al Senato ma alla quale è stato invece chiesto un sacrificio aggiuntivo immediato. Gli oneri di gestione di Palazzo Chigi, al netto della protezione civile, dovranno infatti essere ridotti di circa 54 milioni in virtù del decreto 78/2010, un taglio che parte dai 700mila euro sulla dirigenza per salire ai 3 milioni sulle strutture di missione e ai 50 milioni sulle politiche sviluppate dai diversi dipartimenti. Una somma che si aggiunge al taglio di 59 milioni (-15% rispetto al 2009) già stabilito nel bilancio preventivo 2010 in applicazione della prima manovra triennale (legge 133/2008) e dal decreto anticrisi dell'estate passata (dl 78/2009). Pochi giorni dopo il varo della nuova manovra correttiva, il 9 giugno Silvio Berlusconi ha firmato il decreto di approvazione del conto consuntivo 2009 che registrava il terzo calo consecutivo delle spese per il funzionamento della presidenza: dai 318,5 milioni del 2007, ai 307 del 2008 e ai 301 dell'anno scorso. Risparmi ai quali, nel 2011 e nel 2012, si dovranno aggiungere i nuovi tagli lineari del 10% sulle politiche, che rappresentano il 76% del budget complessivo. Per capire quale sarà il punto d'arrivo occorre fare un passo indietro e ricordare che il bilancio di quest'anno era cresciuto del 22% (con spese complessive a 3,5 miliardi) a causa degli interventi messi in campo dalla protezione civile nell'Abruzzo sconvolto dal terremoto. Secondo il bilancio di previsione entro il 2012 si dovrà ridiscendere a 2,7 miliardi, con una riduzione delle spese del 16,3% l'anno prossimo e del 23,9% in quello venturo. Risparmi cui si dovranno ora aggiungere i nuovi tagli lineari per centrare un obiettivo finale che scenderà a 2,16 miliardi. Uno sforzo importante per i tecnici chiamati alla pianificazione del bilancio, ma non impossibile. Sempre dal consuntivo 2009 si scopre, infatti, che margini di manovra proprio sul-le politiche attive esistono: sempre escludendo la protezione civile l'anno scorso la capacità di spesa, vale a dire il rapporto tra risorse stanziate e quelle impegnate, s'è fermato al 62 per cento. Contando su una miglior capacità selettiva degli interventi per le politiche di settore, si potrebbe salire fino all'80%, una performance che lascerebbe una disponibilità finanziaria di oltre 800 milioni (nel 2009 era poco più di un miliardo). Nel frattempo Palazzo Chigi, come tutte le altre amministrazioni, dovrà garantire gli altri risparmi imposti dalla manovra correttiva non compresi nei nuovi tagli lineari: la riduzione dell'80% sulle consulenze del 2001 valgono 6-700mila euro; il dimezzamento delle spese per la formazione altri 400mila euro e circa 200mila euro saranno risparmiati con il taglio del 20% su taxi e auto di servizio. E a proposito di «auto blu» ieri il ministro Renato Brunetta ha presentato i nuovi dati sul monitoraggio in corso su tutte le auto di servizio della Pa. Sono circa 90mila quelle conteggiate finora e il loro costo complessivo è di 4 miliardi, una spesa che secondo il titolare di palazzo Vidoni può essere dimezzata. La rilevazione finora copre circa il 50% delle amministrazioni, esclusi i comuni minori, e si concluderà entro fine luglio. © RIPRODUZIONE RISERVATA LE AUTO BLU DELLA PA Prosegue il monitoraggio di Brunetta: «Hanno un costo di 4 miliardi l'anno, penso che si potrebbe ridurlo della metà» Argomento: NAZIONALE Pag. 110 Data: 15-07-2010 La Stampa Tagliati i fondi alla Protezione civile Insorge il Pd: "A rischio la sicurezza" COSSATO. POLEMICA IN CONSIGLIO Tagliati i fondi alla Protezione civile Insorge il Pd: “A rischio la sicurezza” La giunta di Cossato taglia del 50% il contributo alle associazioni facenti parte del Com2, il centro operativo misto del Biellese orientale per quanto concerne la Protezione civile. E la minoranza del Pd insorge. «Il Com2 di Cossato è stato fino ad oggi in provincia quello meglio organizzato, ben funzionante e meno costoso - spiega Marco Barbierato, segretario cittadino del Pd -. Il taglio dei contributi pregiudica seriamente questa importante realtà, garanzia di sicurezza per la nostra città e per tutti i 13 Comuni facenti parte del sodalizio della Protezione civile». Barbierato sottolinea di come non si stia parlando di contributi «a pioggia», ma del vitale sostentamento di tutte quelle preziose associazioni di volontari che in più occasioni si sono rivelate utili a risolvere le diverse e improvvise emergenze, dai nubifragi ai problemi legati alla neve. «Questo provvedimento, non l'ho deciso io e neanche il sindaco - spiega l'assessore alla Protezione civile Bruno Murru -, ma è stato deliberato dall'intera assemblea dei 13 Comuni facenti parte del Com2. Nessun intento punitivo, ma una attenta politica di riduzione delle spese e dei costi. I fondi stanziati servono a coprire i costi dell'ordinario, per il mantenimento delle sedi ci siamo riservati di aggiungere finanziamenti ulteriori in virtù della presentazione di progetti mirati. I magazzini di alcune di queste associazioni sono pieni di materiali nuovi e mai usati, inutile continuare a spendere fondi per rimpinguare queste scorte». Murru spiega inoltre che il Com2 è un surplus, un qualcosa che si aggiunge all'operato della Protezione civile provinciale: «I cittadini devono stare tranquilli, nessun taglio indiscriminato alla loro sicurezza e incolumità». Barbierato, però, incalza. «Il risparmio di circa 7500 euro derivante dal dimezzamento dei contributi per la Protezione civile deciso dalla giunta Corradino sarebbe stato in parte, se non del tutto, non necessario se si fossero evitate spese realmente inutili. Per esempio quella per i “cipressini” sui marciapiedi di via Mazzini, dei quali non credo i cossatesi sentissero l'utilità e che difficilmente aiuteranno i cittadini in caso di emergenza. E' una questione di scelte politiche, questa giunta evidentemente persegue con sistematica caparbietà quelle sbagliate». Immediata la replica dell'assessore Murru. «Il Pd in commissione ha votato a favore del provvedimento, salvo poi rimangiarsi la parola in Consiglio. Un atteggiamento davvero ondivago». Argomento: NAZIONALE Pag. 111 Data: 15-07-2010 La Stampaweb Ancora caldo bollente su tutta l'Italia 15/7/2010 (15:3) - ESTATE SERVIZIO Le previsioni e le temperature città per città SERVIZIO Così sulle strade condividi "Bollino rosso" in varie città. Debutta il numero verde 1500 ROMA L'emergenza-caldo marcia verso il picco, previsto dalla Protezione Civile tra domani e sabato. Il bollettino sulle ondate di calore ha segnalato oggi in rosso, corrispondente al livello massimo, il 3, dieci città (Bolzano, Brescia, Firenze, Genova, Milano, Perugia Roma, Torino, Trieste, e Venezia). Ma la geografia dell'afa, secondo il Sistema Nazionale di Sorveglianza del Dipartimento, domani comprenderà anche Campobasso, Civitavecchia, Frosinone, Latina, Messina, Rieti, Verona e Viterbo, per un totale di 18 centri urbani, fino al top di sabato 17 con 21 città roventi. Si suda anche sui monti, con temperature che segnano il record degli ultimi 90 anni in Alto Adige. E per il caldo un un immigrato libanese agli arresti domiciliari si è allontanato dalla sua residenza di Vallecrosia per cercare refrigerio sul lungomare, ed è stato denunciato dai carabinieri per evasione. Alla luce di queste condizioni meteorologiche estreme, peraltro una delle cause della morte di un camionista di Rovigo accaduta nel pomeriggio a Chiari nel bresciano, il ministro della Salute Ferruccio Fazio ha inviato oggi una lettera agli Assessorati alla Salute e ai Servizi Sociali delle Regioni, all'Anci, ai Medici di Medicina Generale (Mmg) e ai Prefetti, per sollecitare l'adozione di «ogni iniziativa concertata utile a favorire il miglior coordinamento nel fronteggiare gli effetti delle ondate di calore». E ha rivolto un appello agli italiani: «Prima di andare al Pronto Soccorso, in presenza di sintomi legati al caldo, chiamate il medico di famiglia». Inoltre, a partire dalle ore 8 di domani mattina fino alle ore 20 sarà attivo tutti i giorni, compresi il sabato e la domenica, il numero verde 1500 del dicastero della Salute per informazioni e consigli dispensati da personale appositamente formato. Sul fronte della prevenzione il Comune di Foggia, dove si registrano temperature che si aggirano sui 40 gradi, fornirà pasti a domicilio per gli anziani over 65. E per far fronte all'ondata di calore saranno attivi il servizio di Assistenza Domiciliare, il servizio di Telesoccorso, ed il servizio trasporto assicurato, oltre al call center 800 015552. A Roma, ha precisato il direttore della Protezione civile di Roma, Tommaso Profeta, sono state distribuite in strada, in questi ultimi tre giorni, circa 200mila bottigliette d'acqua che equivalgono a 100mila litri. Per gli anziani un municipio sta sperimentando un braccialetto "biometrico" che rileva automaticamente frequenze cardiache, pressione, temperature e persino eventuali cadute. Oggi le chiamate al solo 118 di Milano sono state circa 1.800, il 20% in più rispetto ai giorni scorsi. La maggior parte di queste sono per 'eventi medici acutì, che possono essere riconducibili proprio a problemi legati al caldo. Il Comune di Firenze ha attivato un numero verde 800-801616, mentre la Regione Toscana ha attivato il progetto 'Sorveglianza attivà per anziani oltre i 75 anni. Le temperature elevate e l'assenza di piogge stanno poi favorendo gli incendi: nelle ultime 36 ore i mezzi aerei della flotta dello stato gestita dal Dipartimento della Protezione Civile sono intervenuti su 18 roghi, per la maggior parte dei casi sviluppatisi nelle regioni del centro-sud. Argomento: NAZIONALE Pag. 112 Data: 16-07-2010 La Tribuna di Treviso e' allarme all'ufficio stranieri Ieri mattina l'emergenza. In coda donne e bambini. Damiano chiama la Protezione civile Black-out generale: condizionatori fermi e clima torrido. Malori TREVISO. Allarme rosso ieri mattina all'ufficio stranieri della questura di Treviso in completo black-out per il caldo. Fermi i condizionatori negli uffici, ma anche nel container allestito all'esterno per dare refrigerio agli stranieri in attesa tra cui molte donne e bambini. Si sono sfiorati i 40 gradi, una situazione di emergenza che ha indotto il questore Camine Damiano a chiedere l'intervento della Protezione Civile arrivata sul posto a distribuire bottiglie d'acqua alle decine di persone in coda. Il problema che si era manifestato mercoledì si è riproposto alle 10 del mattino, quando i contatori elettrici di via Commenda hanno ceduto al carico di tensione chiesto da luci, computer, condizionatori, macchinette del caffè. La luce è saltata due volte, interrompendo il lavoro degli uffici, rallentanto la compilazione delle pratiche per i permessi di soggiorno e lasciando al buio tutto il palazzo. Di qui, per evitare la paralisi gli uffici, i resposabili hanno deciso di adottare la via d'emergenza: spine staccate a tutti gli strumenti informatici o elettronici «sacrificabili», compresi gli impianti di condizionamento. Tutto per permettere che almeno i pc dell'ufficio continuassero a lavorare. Scelta necessaria, ma che in breve ha manifestato conseguenze drastiche. «Nel container dove donne e bambini fino a prima trovavano un po' di refrigerio l'aria di è fatta torrida - spiega la dirigente del settore Elena Peruffo - e sotto la tettoia costruita per proteggere il piazzale dal sole e dalla pioggia si sono sfiorati i 40 gradi». Risultato? Mancamenti, sofferenza, bambini in affanno e condizioni di lavoro proibitive per tutti i 50 addetti dell'ufficio stranieri. La replica di quanto accaduto mercoledì, quando due donne hanno accusato malori proprio per il gran caldo. L'allarme è arrivato al Questore, che ha deciso di attivare un piano d'emergenza e contattare immediatamente il Comune cui Damiano ha chiesto di mobilitare la protezione civile. I volontari sono arrivati poco dopo le 11.20, con i furgoni carichi di bottiglie d'acqua. Torneranno anche oggi in attesa che si trovi il modo di evitare altri black out. (f.d.w.) Argomento: NAZIONALE Pag. 113 Data: 16-07-2010 La Tribuna di Treviso piave, interventi per la sicurezza L'INTERVENTO Il Piano Stralcio sulla Sicurezza Idraulica del Piave (PSSIP),approvato con DPCM 2.10.2009 consente alcuni interventi per motivate necessità, individuate in modo puntuale. Premesso che andrebbe attuato soprattutto per quanto attiene la mitigazione delle piene con opere concertate con i Comuni, l'opportunità offerta dall'art. 4 bis e 4 ter va utilizzata con il necessario rigore. Ritengo d'altronde che una eventuale riclassificazione delle aree a diversa pericolosità idraulica prevista dal Piano Assetto Idrogeologico, già richiesta da 6 anni, sia una strada molto più difficile e lunga. I Comuni rivieraschi sono sottoposti a richieste diffuse da parte dei cittadini residenti nella golena del fiume alle quali va data una risposta responsabile che non può prescindere dalla norme in materia. La procedura da seguire indicata nel Piano non è certo semplice, ma non può che essere coerente con le finalità del Piano stesso, rappresentate dalla sicurezza idraulica. L'art. 4bis, infatti, prevede che la Regione Veneto individui le aree già compromesse dall'edificazione sulla base di idonee documentazioni storiche riferite ad eventi alluvionali o attraverso adeguate analisi idrodinamiche e valutazioni delle difese già realizzate. E' così possibile individuare all'interno delle aree fluviali quelle aree già compromesse ai fini della gestione del patrimonio edilizio esistente. All'art. 4 ter sono indicati gli interventi ammissibili di queste aree, quali: interventi di ristrutturazione degli edifici e infrastrutture purchè non comportino incremento di superficie e di volume definite dal D.P R. n 380 del 6/6/2001; interventi di ampliamento di edifici sia pubblici che privati per motivate necessità di adeguamento igienico-sanitario, di adeguamento tecnologico per l'impiego di fonti energetiche rinnovabili, nonché per l'abbattimento di barriere architettoniche; costruzione di modesti locali accessori che non comportino un incremento del carico urbanistico. L'articolato richiede su questo ultimo punto adeguate interpretazioni per evitare eventuali diversità di risposta alle esigenze poste dai residenti in golena. I Comuni si sono già trovati recentemente ad un Tavolo, promosso dal Comune di Cimadolmo, con la presenza del Genio Civile per valutare l'opportunità di una azione comune avviando così una procedura dal basso per sollecitare la Regione a svolgere i compiti previsti dal Piano. Va ricordato che ancora a luglio 2008, 10 Comuni rivieraschi, da Susegana a Ponte di Piave, assieme alla Provincia di Treviso, hanno elaborato e sottoscritto, dopo ben 22 riunioni collegiali con tecnici e amministratori,un progetto intercomunale di assetto urbanistico ed ambientale del fiume Piave, dove si sollecitava la Regione a permettere alcuni interventi compatibili con la sicurezza idraulica in area definita P4 dal PAI. Si tratta di riprendere in mano il testo del Protocollo d'Intesa firmato dagli stessi 10 Comuni e dalla Provincia ed integrarlo soprattutto con adeguate cartografie che individuano le aree compromesse dall'edificazione sulla base di quote dove non è venuta l'esondazione del 1966, allegando adeguate analisi idrodinamiche. Il compito di circoscrivere le aree interarginali compromesse va svolto con grande responsabilità utilizzando il supporto di esperti specifici,nelle piena consapevolezza della natura del fiume e del suo comportamento non sempre prevedibile. Il confronto con la Regione può avvenire quindi sulla base di una linea condivisa, facilitando così la proposta definitiva della Regione che deve essere approvata, alla fine del percorso, dal Segretario dell'Autorità di Bacino. Luciano De Bianchi Vicesindaco Ponte di Piave Argomento: NAZIONALE Pag. 114 Data: 15-07-2010 Varesenews Piogge torrenziali, la Regione chiede lo stato di calamità naturale Lombardia Le piogge dall'1 al 19 maggio hanno causato danni a infrastrutture irrigue e di bonifica oltre a lesioni alla rete viaria. I Comuni coinvolti sono Curiglia con Monteviasco, Dumenza, Pino e Veddasca Zoom Testo Stampa | Invia | Scrivi La giunta regionale, su proposta dell'assessore all'Agricoltura, Giulio De Capitani, ha approvato la richiesta al Ministero per le Politiche Agricole di stato di calamità per le piogge persistenti e le piene alluvionali che hanno interessato la provincia di Varese dall'1 al 19 maggio. In quei giorni si sono registrate piogge intense che hanno causato danni a infrastrutture irrigue e di bonifica oltre a lesioni alla rete viaria. I Comuni coinvolti sono: Curiglia con Monteviasco, Dumenza, Pino sulla sponda del lago Maggiore e Veddasca. Regione Lombardia è intervenuta tempestivamente per delimitare territorialmente le aree interessate dagli eventi e documentare i danni subiti dalle realtà agricole. «Le forti piogge - spiega l'assessore De Capitani - sono state monitorate dalle nostre realtà territoriali che hanno documentato danni per 3,28 milioni di euro a carico delle infrastrutture irrigue e di bonifica al servizio dell'agricoltura». Ora le richieste di riconoscimento dello stato di calamità approderanno sul tavolo del Ministero. «Sono certo - prosegue De Capitani - che si possa riconoscere la fondatezza della nostra richiesta, così che le realtà produttive lombarde possano sanare i danni subiti e ripartire nella piena operatività». Una volta che il Ministero avrà riconosciuto lo stato di calamità, attraverso la Gazzetta Ufficiale, ci saranno 45 giorni di tempo per presentare, da parte delle realtà interessate, le domande per ottenere i contributi che saranno previsti dai decreti ministeriali. Argomento: NAZIONALE Pag. 115 Data: Virgilio Notizie 15-07-2010 Cile, aumentano i poveri: 335mila in più rispetto al 2006. È quanto emerge da uno studio pubblicato martedì 13 luglio dal Governo, la Encuesta de Caracterización Socioeconómica Nacional (Casen) - Il Cile ha 355mila poveri in più rispetto al 2006 e senza contare gli effetti del terremoto del 27 febbraio scorso. È quanto emerge da uno studio pubblicato martedì 13 luglio dal Governo, la Encuesta de Caracterización Socioeconómica Nacional (Casen). In tutto il paese del Cono Sur conta 2 milioni e 564mila persone che vivono in condizioni di disagio. Il capo di Stato, Sebastián Piñera, ha definito "doloroso" un tale incremento e sicuramente assai preoccupante, visto che ne uscirà ulteriormente peggiorato dal terremoto e dal conseguente maremoto che ha messo in ginocchio migliaia di famiglie. "Disgraziatamente - ha annunciato il presidente - devo condivide con voi una notizia dolorosa: la povertà in Cile, che stava calando sistematicamente da quanto abbiamo recuperato la nostra democrazia, per la prima volta è aumentata". Ha quindi chiesto al titolare del Ministerio de Planificación (Mideplan), Felipe Kast, di aumentare la frequenza con la quale si misurano gli indici di povertà, in modo da avere in mano dati sempre attuali e sveltire le formule per arginarla. Argomento: NAZIONALE Pag. 116 Data: Virgilio Notizie 15-07-2010 Canadair ed elicotteri in azione su 18 roghi nelle ultime Complici le alte temperature, torna l'allarme incendi boschivi: canadair ed elicotteri della Protezione civile nelle ultime 36 ore sono entrati in azioni per spegnere 18 roghi. La Sicilia la più colpita, solo oggi 5 gli incendi, mentre in Puglia, in provincia di Taranto, si è aperto un fronte di fuoco di 200 metri. Le prolungate condizioni meteorologiche in atto sul nostro Paese, caratterizzate da temperature elevate ed assenza di precipitazioni, stanno favorendo la propagazione di numerosi incendi boschivi, spiega la Protezione civile. E nelle ultime 36 ore, infatti, sono state 18 le richieste di concorso aereo arrivate al Dipartimento della Protezione civile in supporto all'azione di spegnimento svolta a terra e di competenza delle diverse amministrazioni regionali. Ieri tre roghi si sono verificati in Sicilia, nelle province di Palermo, Catania e Trapani, tutti spenti a fine giornata anche grazie al concorso dei velivoli. Altri due incendi hanno interessato la Puglia, ed uno per ciascuna regione in Abruzzo, Lazio e Calabria, tutti domati nel pomeriggio anche grazie all'intervento di quattro canadair e due velivoli ultraleggeri fire boss della Protezione civile nazionale. Oggi è ancora la Sicilia a contare il maggior numero di richieste di intervento aereo, cinque da questa mattina, tra le province di Agrigento, Caltanissetta, Palermo e Siracusa, dove stanno lavorando senza sosta tre Canadair, quattro fire boss ed un elicottero S64 del Dipartimento, così come in Puglia, esattamente in provincia di Taranto, dove i mezzi antincendio stanno operando su un fronte di fuoco di 200 metri. Una richiesta è arrivata anche dalla Calabria, dove le fiamme sono già state spente, così come i roghi che hanno interessato l'area dei comuni di Grottaglie e Castellaneta, nel tarantino, in Puglia e quello divampato in Liguria, in provincia di Imperia. I piloti dei velivoli della Protezione civile nazionale - spiega il Dipartimento - continueranno ad assicurare il lancio d'acqua e liquido ritardante sulle fiamme dei roghi ancora attivi finché le condizioni di luce consentiranno di operare in sicurezza. Infine, la Protezione civile ricorda che "la maggior parte degli incendi boschivi è causata da mano umana, a causa di comportamenti superficiali o, spesso purtroppo, dolosi e che la collaborazione dei cittadini può essere decisiva nel segnalare tempestivamente ai numeri di telefono d'emergenza 1515 o 115 anche le prime avvisaglie di un possibile incendio boschivo". Argomento: NAZIONALE Pag. 117 Data: 15-07-2010 La Voce Di Manduria Online Reati ambientali ed emissione di diossina 13/07/2010 - 07:32 SAVA Purtroppo, ciò che si temeva è accaduto! Decine di pneumatici di pale meccaniche riversati da ignoti di traverso su di una strada in Contrada “Fallenza” nel territorio del Comune di Sava, sono state incendiate. E non è la prima volta che accade ciò! Ormai il fuoco è diventato un elemento al quale si sta ricorrendo al fine di “bonificare” i siti inquinati. Così, il sottoscritto, come gli uomini della Guardia di Finanza della Tenenza di Manduria che nel mese di Febbraio 2010 intervennero in seguito all'esposto da me presentato eseguendo il sequestro dell'area interessata a “discarica abusiva di rifiuti speciali” hanno visto “andare in fumo” il proprio lavoro. Ma ciò che è più grave, è il fatto che, oltre al danno ambientale (alcune piante di alberi di ulivo che erano nelle immediate vicinanze hanno preso fuoco) vanno considerati anche i presumibili danni per la salute pubblica. Danni derivanti dall'emissione nell'aria di diossina e benzopirene, sostanze queste cancerogene, contenute nei fumi sprigionatisi dall'incendio indubbiamente doloso. Sul posto, ciò che ora rimane dei pneumatici, sono solo le carcasse in fil di ferro e un ammasso di cenere. E' triste dirlo ma, ancora una volta è stato dimostrato che nulla si può contro l'inerzia di chi è preposto a prevenire affinché simili episodi non avvengano. All'Arpa Puglia chiedo che venga effettuato un sopralluogo sul posto per la verifica dello stato dei luoghi e per gli eventuali provvedimenti che si riterranno opportuno adottare. Mimmo Carrieri -- Argomento: NAZIONALE Pag. 118 Data: la Voce del NordEst.it 15-07-2010 Trentino per l'Abruzzo, 412 alloggi realizzati Tione Degli Abruzzi - Consegnati gli ultimi 8 appartamenti a Santa Maria del Ponte, entro l'estate al via ai lavori dell'Auditorium in legno a L'Aquila Un momento della cerimonia (Viviana Fontanari) Alla cerimonia di consegna degli alloggi, tenutasi a Santa Maria del Ponte, sono intervenuti Il sindaco di Tione degli Abruzzi Tullio Camilli con l'intera giunta comunale, la responsabile dei MAP della Protezione civile nazionale ingegner Manuela Manenti, il dirigente del Servizio Prevenzione Rischi della Provincia autonoma di Trento Gianfranco Cesarini Sforza con l'ingegnere Luisa Fedrizzi, e le due imprese che hanno realizzato gli alloggi, la ditta Enzo Cicolani di Scoppito (L'Aquila) per quanto riguarda la preparazione preliminare dell'area, la realizzazione della platea di fondazione, la posa dei sottoservizi e le sistemazioni esterne; la trentina Legno più Case di Condino per la fornitura e la posa in opera dell'edificio prefabbricato. A oltre un anno dal terremoto del 6 aprile 2009 in provincia de L'Aquila, il Trentino continua a lavorare in Abruzzo. Ieri l'ultima consegna di case per i terremotati: 8 alloggi a Santa Maria del Ponte, una frazione nel comune di Tione degli Abruzzi. La direzione dei lavori è stata seguita dal Servizio Prevenzione Rischi della Provincia autonoma di Trento con la collaborazione di personale del Servizio Infrastrutture Stradali e Ferroviarie. L'intervento è costato circa 650.000 euro. Con questi ultimi appartamenti, sale a 412 il numero degli alloggi realizzati direttamente o su incarico della Protezione civile nazionale dalla Provincia autonoma di Trento. In corso d'opera vi sono invece ancora alcune opere a carattere non abitativo: due valli a difesa di un quartiere dell'abitato di Fossa e dell'ingresso delle note Grotte di Stiffe. Nel corso dell'estate è previsto l'avvio dei lavori per la realizzazione dell'auditorium in legno a L'Aquila. I NUMERI DELLA RICOSTRUZIONE - Con la consegna di tali alloggi si conclude l'intervento della Provincia autonoma di Trento relativo alla realizzazione di alloggi per la popolazione abruzzese. In totale la Provincia Autonoma di Trento ha provveduto alla realizzazione di 412 alloggi, così suddivisi: 94 alloggi a Onna 94 alloggi a Villa Sant'Angelo 21 alloggi a Coppito 2 alloggi a Paganica 9 alloggi a Stiffe (frazione di S.Demetrio ne' Vestini) 21 alloggi a S.Demetrio ne' Vestini Centro 4 alloggi a S. Demetrio ne' Vestini frazione Subequana 1 alloggio a Demetrio ne' Vestini frazione Cardamone 28 alloggi a Tione degli Abruzzi 8 alloggi a Santa Maria del Ponte (frazione di Tione degli Abruzzi ) La Provincia ha inoltre provveduto alla realizzazione delle opere di infrastrutturazione a fine abitativo in tre frazioni del Comune di San Demetrio ne' Vestini, precisamente a Cardamone per 48 alloggi, Subequana per 42 alloggi ed a Collarano Tatozzi per 40 alloggi. L'importo complessivo di tutti gli interventi abitativi ammonta a circa 26 milioni di euro. di Viviana Fontanari 15/07/2010 Argomento: NAZIONALE Pag. 119 Data: 15-07-2010 WindPress.it INCENDI BOSCHIVI: CANADAIR ED ELICOTTERI IN AZIONE 15-07-2010 FONTE : PROTEZIONE CIVILE ARGOMENTO : SICUREZZA/PROTEZIONE CIVILE, ENTI/ P. A./ ISTITUZIONI INFORMAZIONI PER LA STAMPA A CURA DI :PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI - DIP. DELLA PROTEZIONE CIVILE REFERENTE UFFICIO STAMPA :Ufficio Stampa TEL.0668201 [email protected] Incendi boschivi: canadair ed elicotteri in azione su 18 roghi nelle ultime 36 oreLe prolungate condizioni meteorologiche in atto sul nostro Paese, caratterizzate da temperature elevate ed assenza di precipitazioni, stanno favorendo la propagazione di numerosi incendi boschivi. Nelle ultime 36 ore, infatti, sono state 18 le richieste di concorso aereo pervenute al Dipartimento della Protezione Civile in supporto allazione di spegnimento svolta a terra e di competenza delle diverse Amministrazioni regionali. Ieri tre roghi si sono verificati in Sicilia, nelle province di Palermo, Catania e Trapani, tutti spenti a fine giornata anche grazie al concorso dei velivoli. Altri due incendi hanno interessato la Puglia, ed uno per ciascuna regione in Abruzzo, Lazio e Calabria, tutti domati nel pomeriggio anche grazie allintervento di quattro Canadair e due velivoli ultraleggeri Fire Boss della Protezione civile nazionale. Nella giornata di oggi ancora la Sicilia a contare il maggior numero di richieste di intervento aereo, cinque da questa mattina, tra le province di Agrigento, Caltanissetta, Palermo e Siracusa, dove stanno lavorando senza sosta tre Canadair, quattro Fire Boss ed un elicottero S64 del Dipartimento, cos come in Puglia, esattamente in provincia di Taranto, dove i mezzi antincendio stanno operando su un fronte di fuoco di 200 metri. Una invece la richiesta giunta dalla Calabria dove le fiamme sono gi state spente, cos come i roghi che hanno interessato larea dei comuni di Grottaglie e Castellaneta, nel tarantino, in Puglia e quello divampato in Liguria, in provincia di Imperia. I piloti dei velivoli della Protezione civile nazionale continueranno ad assicurare il lancio dacqua e liquido ritardante sulle fiamme dei roghi ancora attivi finch le condizioni di luce consentiranno di operare in sicurezza. E utile ricordare che la maggior parte degli incendi boschivi causata da mano umana, a causa di comportamenti superficiali o, spesso purtroppo, dolosi e che la collaborazione dei cittadini pu essere decisiva nel segnalare tempestivamente ai numeri di telefono demergenza 1515 o 115 anche le prime avvisaglie di un possibile incendio boschivo. Argomento: NAZIONALE Pag. 120 Data: Yahoo! Notizie 15-07-2010 Terremoto: scossa in Romagna da 5 ore 25 minuti Invia questo articolo Versione stampabile Continua a leggere questa notizia Foto/Video correlati Terremoto: scossa in Romagna Ingrandisci immagine Articoli correlati Roma: omicidio Aurelia, titolare torrefazione Haiti estraneo a vicenda Haiti: Il Canada Guida Gli Sforzi Per Cancellare Debito Cile: nuova scossa di magnitudo 6.5, nessuna vittima o danni Altre notizie correlate: Terremoto Forum: Terremoto (ANSA)- FORLI', 15 LUG- Una scossa di terremoto di magnitudo 3.1 della scla Richter e' stata registrata in Romagna dal centro geofisico di Casola Valsenio (Ravenna). Di tipo sussultorio e della durata di pochi secondi, ad una profondita' di circa 25 chilometri, ha avuto il suo epicentro fra Forlimpopoli, Bertinoro e Cesena, ma e' stata avvertita anche a Forli', Gambettola, e sull'Appennino cesenate. Numerose le telefonate giunte ai centralini delle forze dell'ordine e dei vigili del fuoco. Non si segnalano danni. Argomento: NAZIONALE Pag. 121 Data: 15-07-2010 Yahoo! Notizie Roma: Alemanno, 13 casali alle associazioni di volontariato da 5 ore 11 minuti (Cmu/Col/Adnkronos) Invia questo articolo Versione stampabile Continua a leggere questa notizia Articoli correlati Trovato tempio con marmi a Roma Roma: morte Roberto Calvi, giudici convinti che si tratto' di delitto Ghiaccioli, docce e dieta ad hoc: al Bioparco di Roma la canicola si combatte così Altre notizie correlate: Roma Forum: Roma Roma, 15 lug. - (Adnkronos) - "Abbiamo sempre piu' bisogno di questo spirito di cittadinanza attiva di cui il volontariato e' l'esempio migliore. Per questo ritengo sia estremamente giusto quello che ha fatto l'assessore De Lillo, indicando i 13 casali che metteremo a disposizione per queste attivita'". Lo ha dichiarato il sindaco di Roma Gianni Alemanno all'inaugurazione del nuovo Centro per la formazione della Protezione Civile nei locali del Parco di Aguzzano, in riferimento al provvedimento annunciato dall'assessore all'Ambiente Fabio De Lillo, che ha promesso la tempestiva assegnazione di 13 casali come presidi a varie associazioni di volontariato. Argomento: NAZIONALE Pag. 122 Data: 15-07-2010 Yahoo! Notizie Incendi/Liguria: Regione, Situazione Sotto Controllo. Rischio Basso da 2 ore 54 minuti Invia questo articolo Versione stampabile Continua a leggere questa notizia Articoli correlati Incendi: Protezione Civile, 18 Roghi Nelle Ultime 36 Ore Ubriaco apre estintori di palazzo Scatta l'allarme incendio Roma: Fs, Sospesa Circolazione Fra Ciampino e Capannelle Per Incendio Altre notizie correlate: Incendi Forum: Incendi (ASCA) - Genova, 15 lug - Al momento non esistono, in Liguria, le condizioni per l'emanazione di un decreto di grave pericolosita' per gli incendi boschivi, stante anche l'elevata percentuale di umidita'. Lo rende noto l'assessorato all'Agricoltura e Antincendio Boschivo della Regione Liguria. Tuttavia la situazione viene costantemente monitorata attraverso il Servizio regionale di previsione degli incendi boschivi (Spirl) e dai centri operativi provinciali presso il corpo forestale dello stato. Qualora anche nei prossimi giorni dovessero cambiare condizioni climatiche - attualmente il rischio incendi previsto per le prossime 36 ore e' medio basso - il capo del Centro Operativo Regionale presso il Corpo Forestale dello Stato, come previsto dalla normativa, adottera' il decreto dello stato di grave pericolosita'. La Regione Liguria afferma poi che il varo di provvedimenti limitativi senza una reale necessita' crea solamente gravi problemi alle attivita' agricole e alle imprese. Argomento: NAZIONALE Pag. 123 Data: Yahoo! Notizie 15-07-2010 Ricerca e imprese in Abruzzo: siglata cooperazione da 6 ore 15 minuti Pensiero Scientifico" Invia questo articolo Versione stampabile Continua a leggere questa notizia Potenziare l'offerta tecnologica e promuovere ricerca e innovazione nei settori strategici per la ripresa produttiva del territorio abruzzese, in particolare delle zone colpite dal sisma. Sono gli obiettivi del protocollo d'intesa tra Cnr e Regione Abruzzo. Unire gli sforzi e le competenze per la ricostruzione dei territori abruzzesi dopo il sisma del 6 aprile 2009. E' lo scopo dell'accordo che il Presidente del Consiglio nazionale delle ricerche, Luciano Maiani, e il Governatore della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, hanno siglato presso la sede regionale all'Aquila. Maiani e Chiodi hanno concordato la realizzazione di iniziative congiunte finalizzate allo sviluppo di competenze tecnologiche e scientifiche in stretta sintonia con le realtà economiche e imprenditoriali presenti sul territorio abruzzese. In particolare, il Protocollo d'intesa siglato fra le due istituzioni prevede il potenziamento delle infrastrutture e dei laboratori di ricerca per migliorare l'offerta tecnologica nel settore dell'high-tech e dell'efficienza energetica. L'accordo mira anche a promuovere la nascita di imprese knowledge-based per lo sviluppo di nuove idee imprenditoriali, garantendo gli strumenti e i servizi idonei alla loro realizzazione. Lo start-up di nuove imprese sarà sostenuto attraverso opportunità di alta formazione scientifica e tecnologica, favorendo in tal modo una maggiore sinergia tra ricerca e mondo imprenditoriale. Oltre alla valorizzazione delle competenze scientifiche, l'accordo mira a potenziare le proprie attività nei settori della sostenibilità ambientale, nell'attività di ricostruzione, dell'efficienza energetica, dei beni culturali e delle infrastrutture di rete. Ampio spazio sarà dato anche alla qualificazione del capitale umano attraverso un potenziamento dell'offerta di formazione per giovani ricercatori e tecnici, per incrementare le competenze scientifiche e tecnologiche nel territorio. "L'accordo di oggi con il Cnr apre una fase importante per lo sviluppo della Regione Abruzzo - sottolinea il presidente della Regione, Gianni Chiodi - che in questo modo potrà contare sull'apporto qualificato di un Ente che in tema di ricerca e innovazione è tra i primi al mondo. Il Cnr è stato vicino all'Abruzzo fin dai primi momenti successivi al terremoto e l'impegno che abbiamo sottoscritto oggi conferma la volontà di una partecipazione diretta al difficile processo di sviluppo dell'intera regione. Sono convinto - conclude Chiodi - che i due Enti sapranno fondere le rispettive competenze per dare sostanza ad un progetto di sviluppo capace di rilanciare settori strategici del sistema produttivo regionale" "Il Consiglio nazionale delle ricerche è sceso in campo, con i suoi ricercatori e mezzi, sin dalle prime ore dopo il terremoto che ha colpito l'Abruzzo", ricorda il Presidente del Cnr Luciano Maiani. "La firma del Protocollo d'intesa rafforza ora il nostro impegno per la ricostruzione delle aree colpite, favorendo il rilancio economico della Regione. Con le proprie competenze, e insieme alle università, il Cnr è in grado di offrire personale tecnico e strumenti. La ricerca e la conoscenza sono la strada per dare nuove opportunità di crescita ai territori e ai giovani dell'Abruzzo", conclude. Fonte: Cnr Argomento: NAZIONALE Pag. 124 Data: 15-07-2010 marketpress.info AVVIATI LAVORI BONIFICA A SBITRI. UNA PAGINA FELICE PER BRINDIS I Giovedì 15 Luglio 2010 Bari, 15 luglio 2010 - "Si chiude oggi una pagina triste per la costa brindisina e se ne apre una felice, perché finalmente iniziano i lavori di decontaminazione di Sbitri". Lo ha detto l´assessore regionale alla Protezione civile Fabiano Amati che questa mattina, con il Sindaco di Brindisi Domenico Mennitti, ha partecipato all'avvio dei lavori di bonifica del litorale nord di Brindisi, in località Sbitri, l'area dove giace materiale in matrice cementizia contenente amianto. I lavori consisteranno in opere di trasporto in discarica e smaltimento dell'amianto già raccolto in precedenza e custodito in appositi contenitori che si chiamano “big bags”, per poi passare ai lavori di rimozione e smaltimento delle coperture in eternit presenti su 35 fabbricati della zona; il tutto avverrà facendo attenzione a non disperdere nell´aria fibre potenzialmente nocive per la salute. Argomento: NAZIONALE Pag. 125