DOCUMENTAZIONE “COOPERAZIONE, PACE E DONNE NEL MONDO . Nove anni di esperienza” ASSESSORATO PARI OPPORTUNITA’ E COOPERAZIONE FASCICOLO – INIZIATIVE ANNI 2000/2002 – ANNO 2000 Donne nel mondo – Iniziative Pubbliche FESTA DELLA DONNA “8 MARZO 2000” IN CITTÀ E NEI PAESI. Pag. 1 Solidarietà e cooperazione internazionale. Scheda n.1 ANNO 2000. Rassegna “SGUARDI DI DONNE SUL MONDO FRA DIRITTI NEGATI E Pag. 3 LIBERTÀ”. Scheda n.2 ANNO 2000. CONVEGNO INTERNAZIONALE “DIRITTI DELLE DONNE”. ANNO 2000. Donne nel mondo Scheda n.3b Pag. 7 - Cooperazione Internazionale MISSIONE IN KOSOVO. Visita al Centro per la Protezione delle Donne e i Pag. 5 Bambini di Mitrovica. Scheda n.3 ANNO 2000. VISITA A RAVENNA DI UN DELEGAZIONE DONNE KOSOVARE. n.3a ANNO 2000. Scheda Pag. 6 Cooperazione Internazionale • ACCOGLIENZA BAMBINI DI CHERNOBYL (BIELORUSSIA) A RAVENNA. Scheda n.4 ANNO 2000. ADESIONE AL COORDINAMENTO NAZIONALE DEGLI ENTI LOCALI PER LA PACE (Vedi Scheda n. 5 ANNO 1999 “MARCIA PERUGIA - ASSISI PER LA PACE E LA GIUSTIZIA”- ADOTTA UN POPOLO.) Scheda n. 5 ANNO 2000 Pag. 9 Pag. 10 ANNO 2001 Donne nel mondo – Iniziative Pubbliche Convegno “IL DIRITTO ALL’INTEGRITÀ FISICA: UNA QUESTIONE APERTA Pag. 10 NELLA SOCIETÀ MULTIETNICA”. Scheda n.1 ANNO 2001. Cooperazione Internazionale • ACCOGLIENZA BAMBINI DI CHERNOBYL (BIELORUSSIA) A RAVENNA. Scheda n.2 ANNO 2001 ADESIONE AL COORDINAMENTO NAZIONALE DEGLI ENTI LOCALI PER Pag. 11 Pag. 12 LA PACE (Vedi Scheda n. 5 ANNO 1999 “MARCIA PERUGIA - ASSISI PER LA PACE E LA GIUSTIZIA”- ADOTTA UN POPOLO.) Scheda n. 3 ANNO 2001 ANNO 2002 Donne nel mondo – Iniziative Pubbliche PROGETTO 8 MARZO 2002 - “LE DONNE DI SAMIRA MAKHMALBAF. LA Pag. 12 MELA - LAVAGNE”. Rassegna cinematografica. Scheda n.1 ANNO 2002. Iniziative Pubbliche - Promozione cultura di Pace “UNA PRIMAVERA PER L’AFGHANISTAN”. Manifestazione. ANNO 2002. Scheda n.2 Pag. 13 “PEACE OPERATIONS - SPECIALIZZARSI PER LA PACE”. Pag. 15 Seminari di formazione di operatori civili e militari a sostegno delle attivita’ di peacekeeping, ricostruzione post conflitto, difesa dei diritti umani e cooperazione internazionale. Scheda n.3 ANNO 2002. “CI RIFIUTIAMO DI ESSERE NEMICI”. Testimonianze per la pace tra Pag. 17 israeliani e palestinesi. Scheda n.4 ANNO 2002. “CONFINI DI PACE”: 5000 LENZUOLA INTORNO A GERUSALEMME. Trame Pag. 18 di segni, parole, immagini e colori per portare la nostra presenza. Scheda n.5 ANNO 2002. “CENTO PIAZZE D’ITALIA CONTRO LA GUERRA. FERMIAMO INSIEME LA Pag. 20 GUERRA IN IRAQ”. Adesione alle manifestazioni per la pace del 5 ottobre 2002 nell’ambito delle iniziative europee. Scheda n.6 ANNO 2002. VISITA A RAVENNA DI UNA DELEGAZIONE DEL POPOLO INNU (INDIANI Pag. 21 DEL CANADA) - Associazione Wambli Glesca. Scheda n.7 ANNO 2002. FORUM SULLA PACE – CITTÀ DI RAVENNA. Scheda n.9 ANNO 2002. Pag. 23 INCONTRO CON URI DOTAN “NON SPARO PIÙ….”. Il coraggio del rifiuto Pag. 24 dei riservisti dell’esercito israeliano e la pace possibile in Palestina e Israele. Scheda n.10 ANNO 2002. TRIBUNALE PERMANENTE DEI POPOLI SUL “DIRITTO INTERNAZIONALE Pag. 25 DI FRONTE ALLE NUOVE GUERRE”. Scheda n.11 ANNO 2002. Iniziative Pubbliche -Cooperazione Internazionale INCONTRO CON RAUL DEL AGUILA – Direttore di Colla (coop.va Pag. 21 peruviana del caffè biologico). Scheda n.8 ANNO 2002. DELEGAZIONE ISTITUZIONALE DELLA REGIONE EMILIA ROMAGNA IN Pag. 29 PALESTINA. Nell’ambito del Progetto “Carovana dei Diritti”. Scheda n.13 ANNO 2002. Donne nel mondo - Cooperazione Internazionale DONNE DI JENIN: SOSTEGNO ALLE STUDENTESSE UNIVERSITARIE. Pag. 27 Scheda n.12 ANNO 2002. Cooperazione Internazionale ACCOGLIENZA BAMBINI DI CHERNOBYL (BIELORUSSIA) A RAVENNA. Pag. 31 Scheda n.14 ANNO 2002 ADESIONE AL COORDINAMENTO NAZIONALE DEGLI ENTI LOCALI PER Pag. 31 LA PACE (Vedi Scheda n. 5 ANNO 1999 “MARCIA PERUGIA - ASSISI PER LA PACE E LA GIUSTIZIA”- ADOTTA UN POPOLO.) Scheda n. 15 ANNO 2002 Pag 1 Scheda n. 1 ANNO 2000 Nome PROGETTO FESTA DELLA DONNA “8 MARZO 2000” IN CITTÀ E NEI PAESI. Solidarietà e cooperazione internazionale. Promotore Comune di Ravenna - Assessorato Pari Opportunità.. Collaborazioni Comuni del territorio provinciale. Provincia di Ravenna - Assessorato Pari Opportunità Obiettivi Raccogliere e presentare in un unico opuscolo tutte le attività delle donne della città in occasione dell’8 marzo – festa della donna. Sensibilizzare la cittadinanza alle varie realtà della condizione femminile in Italia e nel mondo. Valorizzate le attività svolte dalle donne in Italia e nel mondo Destinatari Donne , Cittadinanza Azioni Iniziative locali nella città e nella provincia di Ravenna: Consegna della mimosa e di un piccolo dono (oggetto prodotto da Coop.va di donne indiane) da parte delle Amministrazioni Comunali e Provinciali alle dipendenti . Convegno sul tema “La violenza contro le donne a Ravenna” c/o Sala D’Attore- Sala Melandri . Promotore Linea Rosa di Ravenna in collaborazione col Comune e la Provincia di Ravenna. Manifestazione pubblica in solidarietà a “Giovanna” promossa da Linea Rosa di Ravenna. Inaugurazione mostra fotografica di Lidia Bagnara “AL FEMMINILE” promossa da Linea Rosa di Ravenna, Soroptimist e FIDARA “Il canto dei tanti sud del mondo” a Cotignola come conclusione delle iniziative locali. Il Comune di Russi ha realizzato una singolare iniziativa “Racconta il tuo paese” volta a promuovere uno scambio multietnico rivolto a donne di origine straniera. La sera dell’8 marzo è stata organizzata una Cena multietnica, presso il Centro Sociale Porta Nuova, durante il quale sono stati offerti assaggi di piatti tipici realizzati su indicazioni delle donne straniere partecipanti. Pag 2 Iniziative ad Algeri (Algeria) in occasione della festa della donna a cui rappresentanti di Ravenna hanno partecipato: a. inaugurazione del Centro “Darnà” (Centro di Accoglienza ad Algeri per donne e bambini vittime della violenza - Vedi scheda n.2b ANNO 1999). b. Realizzazione e partecipazione al Convegno Internazionale “8 marzo 2000: Algeri capitale simbolo della resistenza delle donne”, con lo scopo di fare un bilancio delle esperienze maturate dalla Rete delle donne del Mediterraneo e dei Balcani e di predisporre altre iniziative di sostegno e solidarietà a tutte le donne che nel mondo continuano a subire discriminazioni. Tempi di realizzazione Dal 4 marzo all’ 8 marzo 2000. Descrizione La tradizionale consegna della mimosa organizzata da parte delle Amministrazioni Comunali e Provinciali per le dipendenti ha assunto un significato particolare perché ha visto la consegna di un piccolo dono, un oggetto prodotto da una cooperativa di donne indiane nell’ambito del “Commercio equo e solidale”. Si può definire Commercio equo e solidale di un oggetto, se il prezzo del prodotto venduto è “equo” in quanto garantisce una giusta retribuzione per il lavoro prestato e un giusto ricavo per chi lo produce. E’ “solidale” in quanto parte del ricavato viene utilizzato per la realizzazione di strutture scolastiche e sanitarie in favore delle comunità che producono gli oggetti di questa stessa tipologia di commercio. Nel caso specifico, si tratta poi di una solidarietà tutta al femminile poiché il produttore di questo oggetto è una cooperativa di donne indiane e questo acquisto ha contribuito ad assicurare loro un salario dignitoso, favorendone l’emancipazione e valorizzandone il ruolo all’interno delle loro comunità. L’iniziativa complessiva ha previsto inoltre attivazioni nell’ambito cittadino che hanno coinvolto la Provincia di Ravenna e i Comuni del territorio provinciale di Russi, Cotignola e di Faenza. Nell’ambito del Progetto“ LA CAROVANA DEI DIRITTI”, l’Assessorato Pari Opportunità del Comune di Ravenna ha sostenuto e contribuito attivamente la nascita del “Centro Darnà”, Mohhmmadia (Algeri). L’8 marzo 2000 l’Assessora Lisa Dradi (Assessorato Politiche Giovanili, Volontariato, Pari Opportunità e Pace del Comune di Ravenna) e altri amministratori e funzionari comunali hanno partecipato all’inaugurazione del Centro e al Convegno Internazionale, organizzato per l’occasione, dal titolo “8 marzo 2000: Algeri capitale simbolo della resistenza delle donne”, con lo scopo di fare un bilancio delle esperienze maturate dalla Rete delle donne del Mediterraneo e dei Balcani e di predisporre altre iniziative di sostegno e solidarietà a tutte le donne che nel mondo continuano a subire discriminazioni. Pag 3 Scheda n. 2 ANNO 2000 Nome PROGETTO RASSEGNA “SGUARDI DI DONNE SUL MONDO FRA DIRITTI NEGATI E LIBERTÀ”. Promotore Comune di Ravenna – Assessorato alle Pari Opportunità e Pace, Associazione “Linea Rosa “ di Ravenna. Collaborazioni Provincia di Ravenna, Rete delle Donne del Mediterraneo e dei Balcani, Art Color, Pezzi lampadari, Associazione “Meticcia” Ravenna, Associazione “Terra Mia”, Coop.va Le Nove. Obiettivi Far conoscere realtà diverse della condizione femminile nel mondo. Creare un momento di incontro e confronto tra donne italiane, donne straniere e la cittadinanza. Approfondire la tematica della libertà al femminile. Destinatari Cittadinanza. Azioni PROGRAMMA DELLA RASSEGNA GIUGNO 2000 INCONTRI: Giovedì 1 Giugno 2000 ore 11,00 Sala Rosa dell’ Hotel Cappello – Ravenna Inaugurazione Mostra e Conferenza Stampa Mercoledì 21 Giugno 2000 ore 20,30 Sala Forum Circoscrizione Seconda/Via Berlinguer, 11 – RA - “ Corpi offesi di donne per legge, contro legge, senza legge.” - Incontro con: Safia Hammoutene, Direttrice del Centro Darnà – Algeri. Giovedì 29 Giugno 2000 ore 20,30 Sala d’Attorre – Via Ponte Marino, 2 – Ravenna Dibattito: “ Sguardi di donne sul mondo fra diritti negati e libertà femminile”. - Incontro con Diana Ciuli, scrittrice, Presidente del Forum indipendente della Donna Albanese - Safia Hammoutene, Direttrice del centro Darnà – Algeri. - Maria Grazia Ruggerini. Cooperativa Le Nove, autrice della - Tiziana Salmistraro, Centro di Documentazione delle Donne di ricerca sull’associazionismo femminile e femminista in Bologna Algeria Progetto “ Dignità alle Donne, Dignità del Kosovo” Sara Cavallaro, Associazione le Moire Presiede Lisa Dradi, Assessora alle Pari Opportunità del Progetto “ Sarajevo – Bosnia “ Comune di Ravenna. Alberta Basaglia, Responsabile Centro Donna di Venezia” Presiede Alessandra Bagnara, Presidente Linea Rosa (Ra) Proiezione del video “ 8 Marzo a Ravenna “ a cura di Linea Rosa e Sarà distribuito l’opuscolo “Femme”, connais tu les lois qui te “ 8 Marzo ad Algeri “ a cura di Carla Grementieri. concernent”, sul codice della famiglia algerino, a cura dell’Associazione Rach Pag 4 PROIEZIONI SPORT E CONCERTI: Giovedì 8 Giugno 2000 ore 20,30 Sabato 17 e Domenica 18 Giugno 2000 ore 17,00 Ristorante Banà – Vicolo dei Gabbiani, 7 – Stadio dei Pini – Cervia Ravenna Triangolare di Calcio con la presenza della squadra Serata multietnica – di Serie A Femminile GEAS di Sesto S.Giovanni - Inaugurazione Mostra ( Ricavato a favore di Linea Rosa ) fra le altre è “ Voci di donne migranti tra narrazione e prevista la presenza di: Paolo Rossi, Paolo Brosio, testimonianza “ incontro con Laura Gambi Massimo Giletti. “ Musica per la pace “ repertorio del gruppo musicale Maghreb Rai & Cheb Roshdi Lunedì 26 Giugno 2000 ore 20,30 Sala Forum Circoscrizione Seconda Giovedì 15 Giugno 2000 ore 20,30 Via Berlinguer, 11 – Ravenna Chalet Giardini Pubblici – viale S.Baldini – - Ravenna “ Algeria “, “Bangladesh”, “Sarawi”, “Palestina”, Proiezione dei Video: - Inaugurazione mostre “Birmania”, “Chiapas, immagini rubate”. - Concerto del duo: Serena Bandoli voce, Fabrizio - Tarroni chitarra - Incontro con un gruppo di donne dell’Associazione Città Meticcia di Ravenna “ Simbologia delle trecce Africane “ a cura dell’ Associazione Terra Mia. MOSTRE (dal 1 al 30 giugno): 8 marzo 2000, “2000: 8 marzo ad Algeri”, mostra fotografica a cura di Vittoria Katia Zuccherelli. 1-14 giugno 2000, “1998: Un ponte in volo per il Chiapas”, mostra fotografica sulla missione in Chiapas. A cura di Vittoria Katia Zuccherelli. 8-30 giugno2000, “Un volto per la vita”, mostra fotografica sulle donne del Bangladesh sopravvissute all’acido solforico. A cura del COOPI di Milano. “Balie e colf straniere”, mostra storico documentaria antirazzista. A cura di Ada Lonni e Mara Tognetti (vedi scheda n.3 ANNO 1999). 15-30 giugno 2000, “Sguardi di donna, un viaggio nell’universo femminile”, mostra fotografica a cura di Carla Gramentieri. “1999: dai campi dell’Albania”, mostra fotografica e disegni di bambini. A cura di Vittoria Katia Zuccherelli. “Gomel – Ravenna: quattro anni d’accoglienza”, mostra fotografica sull’esperienza d’accoglienza dei bimbi Bielorussi (zona Chernobyl). Tempi di realizzazione Dal 1 al 30 giugno. Descrizione Tale rassegna svoltasi lungo tutto il mese di giugno nella città di Ravenna si colloca nell’ambito delle iniziative della Rete delle Donne del Mediterraneo e dei Balcani con lo scopo di unire donne di paesi diversi, impegnate nelle Istituzioni, nelle Associazioni, nella cultura e nell’informazione. Le donne del Pag 5 Mediterraneo hanno in comune un grande patrimonio di civiltà e di elaborazione che contrasta con il livello di libertà e diritti affermati. Far nascere progetti comuni e sviluppare l’ottica di genere nella cooperazione, dà concretezza e forza al lavoro in atto. La rassegna, realizzata per la prima volta, ha previsto una ricca programmazione di eventi con l’obiettivo di ampliare la conoscenza di determinate realtà all’intera cittadinanza in un’ottica di sensibilizzazione e promozione di una cultura di genere. Scheda n. 3 ANNO 2000 Nome PROGETTO MISSIONE IN KOSOVO. Visita al Centro per la Protezione delle Donne e i Bambini di Mitrovica. Promotore Centro Documentazione Donna di Bologna, Comune di Ravenna – Assessorato alla Pace e Pari Opportunità. Obiettivi Verificare lo stato di avanzamento del progetto riferito al Centro. Definire collaborazioni e scambi fra le Associazioni e Autorità locali e il Comune di Ravenna. Destinatari Coordinatrici e operatrici del centro di Mitrovica, Associazioni e Autorità kosovare. Azioni Visita ai Centri antiviolenza. Incontri istituzionali/politici. Tempi di realizzazione Dal 26 al 28 giugno 2000. Descrizione La Missione in Kosovo del 2000 è stata il proseguo della collaborazione della Regione Emilia Romagna , in specifico del Comune di Ravenna iniziata nel 1999, dalla raccolta di materiali di prima necessità per i profughi e successivamente con il supporto finanziario per l’istituzione dei centri di aiuto per le donne e i bambini vittime della guerra a Mitrovica (vedi scheda n. 6e/99). La delegazione italiana in visita, era composta fra gli altri dall’Assessora Lisa Dradi (Assessorato Politiche giovanili, Volontariato, Pari Pag 6 Opportunità e Pace del Comune di Ravenna) ed uno degli obiettivo era quello di verificare lo sviluppo del Centro di Mitrovica e consolidare rapporti con le amministrazioni locali e le operatrici dei Centri Antiviolenza. Da quest’ultimo aspetto è scaturita la visita in Italia di 7 operatrici kosovare , prevista per il mese di settembre nella città di Ravenna (vedi scheda n. 3° ANNO 2000). Scheda n. 3a ANNO 2000 Nome PROGETTO VISITA A RAVENNA DI UNA DELEGAZIONE DI DONNE KOSOVARE. Promotore Comune di Ravenna - Assessorato Pari Opportunità. Provincia di Ravenna - Assessorato Pari Opportunità. Collaborazioni Associazione “Linea Rosa “di Ravenna. Associazione “Orlando” di Bologna. Obiettivi Consolidare la collaborazione dell’Amministrazione con referenti dei Centri antiviolenza nel Kosovo (nell’ambito del progetto “Dignità alle donne, Dignità del Kosovo/a”- vedi scheda n. 6e/99). Scambiare e confrontare le condizioni e le esperienze delle donne attraverso visite nei rispettivi Paesi (Kosovo e Italia). Destinatari Referenti Centri Antiviolenza kosovari e italiani/cittadinanza Azioni Visita a Ravenna di 7 donne Kosovare; Partecipazione della delegazione kosovara al Convegno “Diritti delle Donne “ (vedi scheda n.4/2000) Tempi di realizzazione Visita a Ravenna: settembre 2000 Partecipazione Convegno “Diritti delle Donne: 23- 24- 25 ottobre 2000. Descrizione L’incontro fra l’Assessora Lisa Dradi e le donne facenti parte della delegazione kosovara (lavorano nei centri antiviolenza nati dopo la guerra- vedi scheda n.6b /1999) è avvenuto durante la missione a Mitrovica – Kosovo. La missione così come la visita della delegazione è da considerare come il proseguo della collaborazione fra l’Amministrazione Comunale e le Organizzazioni Kosovare, Le operatrici dei Centri antiviolenza del Kosovo , in visita in Italia grazie al supporto e alla collaborazione dell’ Associazione Orlando Pag 7 di Bologna (centro titolare dell’intero progetto per la costruzione di 5 Centri e la formazione delle operatrici), hanno avuto la possibilità di confrontarsi con le colleghe dei centri antiviolenza e delle case delle donne di Bologna, Ravenna e Torino. L’incontro della delegazione straniera e la Presidente di Linea Rosa di Ravenna (associazione che gestisce una sede di prima accoglienza e casa rifugio) ha permesso un proficuo scambio di informazioni sulla conduzione dei centri e sulle metodologie utilizzate; in questo contesto è stato rivolto alle operatrici kosovare l’invito al Convegno “Diritti Umani delle donne” svoltosi a Ravenna nel mese di ottobre (vedi scheda n.4/2000). Scheda n. 3b ANNO 2000 Nome PROGETTO CONVEGNO INTERNAZIONALE “DIRITTI DELLE DONNE” Promotore Comune di Ravenna - Assessorato Pari Opportunità. Provincia di Ravenna - Assessorato Pari Opportunità. Regione Emilia Romagna (Ass. Pari Opporrtunità, Ass. Politiche Sociali) , Associazione Linea Rosa di Ravenna. Collaborazioni Comuni del territorio territoriale; Centri Antiviolenza regionali. Obiettivi Denunciare la violazione dei diritti delle donne nel mondo. Valorizzare la capacità di “costruire” delle donne. Valorizzare e promuovere la cultura delle differenze, della pace e della convivenza pacifica. Valorizzare il progetto della Rete delle Donne del Mediterraneo e dei Balcani Destinatari Cittadinanza. Argomenti “Quando il corpo delle Donne è violato” Incontro dei Centri e delle Case delle Donne d’Europa ed oltre. 1^ Sessione “Centri antiviolenza:natura, nascita, modalità di gestione” Presidente Alessandra Bagnara Presidente di Linea Rosa – Ravenna 2^ Sessione “Metodologia dell’accoglienza” Presiede Livia Molducci Assessora alle Pari Opportunità della Provincia di “Verso una cittadinanza di genere” Incontro annuale della Rete delle Donne del Mediterraneo e dei Balcani, promosso da: Comune di Ravenna,Provincia di Ravenna, Regione Emilia Romagna, Comune di Forlì, Provincia di Parma, Comune di Venezia 4^ Sessione “Percorsi d’autonomia per uscire dalla violenza” Presiede Raffaella Sutter Dirigente Servizio Pari Opportunità del Comune di Pag . 8 Ravenna. Ravenna. 3^ Sessione “Funzione politica dei centri” Presiede Lisa Dradi Assessora alle Pari Opportunità del Comune di Ravenna Il Convegno si è concluso con una tavola rotonda della Rete delle Donne del Mediterraneo e dei Balcani , coordinata da Lisa Dradi (Assessora alle Pari Opportunità del Comune di Ravenna). A cui hanno aderito: N. Aït Zaï (Algeria), A. Arshadi (Iran), A. Basaglia, M. Bastico, L. Bertozzi, G. Borghi, D. Çuli (Albania), V. Dobruna (Kosovo), A. Ftouni (Libano), S. Haidar (Afghanistan), S. Hammoutene (Algeria), N. Kandic (Serbia), A. Khrieshe (Palestina), R. Laiviera (Malta), D. Mahfoudh (Tunisia), K. Messaoudi (Algeria), L. Molducci, C. Motta, I. Scego (Somalia), C. Scoppa, A. Sevdje (Kosovo), C. Strutti, M. Weg (Germania), V.Tola. Tempi di realizzazione 23- 24- 25 ottobre 2000. Descrizione L’iniziativa si colloca in una logica di confronto delle condizioni e delle esperienze delle donne nel mondo. In specifico il filo conduttore che unisce le donne dell’Italia, dell’Europa, dei Balcani, dell’Est Europeo, dell’Africa e dell’Asia nell’ambito del Convegno è la denuncia della violenza contro le donne in ogni parte del mondo , una violenza che è emblematica di tutte le violenze. Il Convegno “Diritti delle Donne “ è stato voluto non solo per dichiarare di essere contro la violenza, le guerre, l’intolleranza ovunque e contro chiunque la eserciti, ma anche per mettere in valore tutto quanto le donne hanno saputo costruire di “altro”: l’ ”altro” che è essere e sentirsi diverse ed estranee alla guerra e alle violenze. Si vuole costruire un’altra “storia”: una storia di impegno per la sopravvivenza e la dignità, per la cultura e la valorizzazione delle differenze, per la pace e la convivenza pacifica. Ne sono esempio le donne che lavorano nei Centri Antiviolenza in Italia, in Europa, in altre parti del mondo, le donne che hanno dato vita al “Centro Darnà”, il centro di accoglienza per donne e bambini vittime del terrorismo islamico creato nel Comune i Mohammadia ad Algeri e ancora il Centro per le donne a Mitrovika in Kosovo. Iniziative nell’ambito del Convegno Internazionale “Diritti Delle Donne” - Ravenna A. Nome PROGETTO : Mostra fotografica “DONNE TESTARDE” Esposizione dal 21 ott. al 18 nov. C/o Sala Esposizione - Palazzo Tribunale “Rasponi” - via M. D’Azeglio, 2. Autrice della mostra fotografica: PIA RANZATO è nata a Cittadella (Padova) nel 1946. Laureata in filosofia, ha insegnato lettera a Padova e a Firenze. Dal 1971 al 1974 è stata assistente universitaria a Firenze presso la cattedra di storia del Cinema Pag. 9 e delle comunicazioni di massa. Ha lasciato l’insegnamento nel 1982 per poter lavorare a tempo pieno come fotografa. Le foto di Pia Ranzato sono state esposte in mostre personali e collettive allestite in Italia (Firenze, Roma, Genova, Verona, Ravenna, Sanremo, Montecatini) e all’estero (Amsterdam, Copenaghen, S. Francisco, Rio de Janeiro, Rennes, Parigi, Barcellona, L’Avana). Ha pubblicato articoli fotografici su molte riviste. La mostra Donne testarde è stata presentata: 1997 Arezzo, Centro Giotto; 1998 Montecatini, Palazzo Comunale; 1999 Siena, Magazzini del Sale (Palazzo Comunale), Bolzano, Castel Mareccio; 2000 Firenze, Giardino dei Ciliegi, Ravenna, Palazzo Tribunale già Rasponi; 2001 Pisa, Casa della Donna. Presentazione della mostra fotografica DONNE TESTARDE a cura dell’autrice. “Nei miei viaggi per il mondo ho raccolto immagini di donne di diversi paesi e culture, fotografate nei loro luoghi di vita, di lavoro, di gioco , di relazione. Ho sempre cercato di restituire visibilità al protagonismo delle donne, al loro essere soggetti, alla loro capacità di ritagliarsi spazi di creatività e di libertà Sono immagini di donne che lavorano, che studiano, che si amano, che camminano per le strade, che chiacchierano sulle soglie, che cantano, che curano, che fanno magie, che protestano e che progettano. Le ho ritratte, per restituire la forza di sguardi che evocano fierezza, consapevolezza, coraggio.” Nella mostra convivono, fianco a fianco, donne del mondo dello spettacolo, dell’intellettualità e della politica, curandere, artiste, santone, bambine ostinate, nonne sagge, anziane contadine ancora nel pieno delle loro energia, vagabonde irriducibili, femministe in festa. Il nodo politico del progetto sta proprio in questo accostamento di immagini provenienti da continenti e paesi lontani non solo geograficamente, ma soprattutto nell’immaginario collettivo che sempre di più tende a dividere il mondo in paesi sottosviluppati e in paesi arretrati, modernità e medioevo, culture dell’emancipazione e culture della pura repressione. Quello che ho cercato di ottenere con questo accostamento all’insegna della forza e del protagonismo delle donne nelle sue infinite forme e manifestazioni, è un effetto spiazzante che sconvolga le sicurezze (anche di tanto femminismo supponente e sordo rispetto alle donne dei paesi “altri”) e ci porti a riconsiderare le molte forme di resistenza e di autonomia spirituale e materiale che le donne hanno saputo elaborare nel corso del tempo. Solo così sarà forse possibile recuperare il patrimonio di competenze, conoscenze, astuzia, coraggio, forza, che ho voluto riassumere con il titolo DONNE TESTARDE. Scheda n. 4 ANNO 2000 Nome Progetto ACCOGLIENZA BAMBINI DI CHERNOBYL (BIELORUSSIA) A RAVENNA. Dal 1996 ad oggi. (vedi scheda n.1 ANNO 1996-1997) Pag.10 Scheda n. 5 ANNO 2000 Nome Progetto ADESIONE AL COORDINAMENTO NAZIONALE DEGLI ENTI LOCALI PER LA PACE (Vedi Scheda n. 5 ANNO 1999 “MARCIA PERUGIA - ASSISI PER LA PACE E LA GIUSTIZIA”ADOTTA UN POPOLO.) Scheda n. 1 ANNO 2001 Nome PROGETTO CONVEGNO “IL DIRITTO ALL’INTEGRITÀ FISICA: UNA QUESTIONE APERTA NELLA SOCIETÀ MULTIETNICA”. Promotore Linea Rosa di Ravenna, Associazione di Bioetica di Ravenna. Patrocinio Comune di Ravenna - Assessorato Pari Opportunità e Volontariato, Provincia di Ravenna, Azienda U.S.L. di Ravenna, Ordine Provinciale dei Medici. Obiettivi Portare a conoscenza l’opinione pubblica della pratica della mutilazione dei genitali femminili. Stimolare gli operatori socio sanitari a sensibilizzare uomini e donne che provengono da paesi in cui queste pratiche sono usuali; Vigilare con l’ausilio del personale competente affinché queste pratiche non abbiamo mai luogo nella nostra città. Destinatari Cittadinanza. Operatori socio sanitari. Pag. 11 Azioni Iniziativa pubblica. Programma: Graziella Sacchetti - ginecologa, Clinica Ostetrico- Saluti delle autorità Ginecologica, Introduzione ai lavori Ospedale S. Paolo di Milano. Moderatore “Aspetti medico- sanitari delle mgf” Sandro Giardina Presidente Associazione di Bioetica Marica Livio - psicologa, NAGA Milano. “Lesioni all’integrità fisica della persona: quali Relazioni: rischi per la seconda generazione” Laura Canovacci - Bioeticista, dottore di ricerca in Cristiana Scoppa - Ministero Affari Sociali. etica e deontologia medica. “Diritto costituzionale all’integrità del corpo nella “Le mgf: il ruolo del multiculturalismo” società multiculturale” Munira Mohamed Alamin - endocrinologa, Bologna. Saida Ahmed Qacle - giurista, Torino. “La subordinazione della donna: effetto primario “La legislazione sulle mgf in Africa e in delle mgf (mutilazione genitale femminile)” Occidente e le direttive internazionali” Tempi di realizzazione 24 marzo 2001 (c/o Aula Magna della Casa Matha. P.zza A. Costa – Ravenna). Descrizione La mutilazione dei genitali femminili è una orrenda pratica che viene imposta a molte donne e, soprattutto, a molte bambine che vivono in alcuni paesi del Terzo Mondo. In Africa ed in particolare la fascia geografica che va dai paesi arabi del Magrheb fino al Corno d’Africa, è il continente dove maggiormente sono diffuse queste pratiche mutilanti. Sono usanze che non hanno alcun fondamento religioso in quanto sia nel Corano che nella Bibbia o nel Vangelo non se ne fa assolutamente menzione. E’ noto come le conseguenze di questa pratica possono essere drammatiche e lesive per la salute fino a causare la morte della donna mutilata. Il vero scopo di queste operazioni inutili è il volere sottomettere la donna e reprimerne la personalità garantendole un futuro di semplice serva dell’uomo dominatore. Scheda n. 2 ANNO 2001 Nome Progetto ACCOGLIENZA BAMBINI DI CHERNOBYL (BIELORUSSIA) A RAVENNA. Dal 1996 ad oggi. (vedi scheda n.1 ANNO 1996-1997) Pag. 12 Scheda n. 3 ANNO 2001 Nome Progetto ADESIONE AL COORDINAMENTO NAZIONALE DEGLI ENTI LOCALI PER LA PACE (Vedi Scheda n. 5 ANNO 1999 “MARCIA PERUGIA - ASSISI PER LA PACE E LA GIUSTIZIA”ADOTTA UN POPOLO.) Scheda n. 1 ANNO 2002 Nome PROGETTO PROGETTO 8 MARZO 2002 - “LE DONNE DI SAMIRA MAKHMALBAF. LA MELA LAVAGNE” RASSEGNA CINEMATOGRAFICA. Promotore Università per la Formazione Permanente degli Adulti “Giovanna Bosi Marmotti” di Ravenna. Collaborazioni Comune di Ravenna – Assessorato Pari Opportunità , Ufficio Cinema del Comune di Ravenna. Obiettivi Approfondire la conoscenza della cultura dei paesi del Medio Oriente attraverso la presa in esame della Repubblica Islamica dell’Iran. Destinatari Donne, Cittadinanza. Azioni Rassegna fotografica a cura di Veronica Balbi, Ornella Domenicali, Barbara Farinelli, Laura Fedriga, Luana Vacchi. Pag. 13 Presentazione della regista Samira Makhmalbaf e della sua cinematografia . Proiezione del film “LA MELA” (mercoledì 6 marzo 2002, Cinema Corso) e del film “LAVAGNE” (mercoledì 13 marzo 2002, Cinema Corso). Incontro con Marcella Emiliani, docente di Storia e Istituzioni del vicini e medio Oriente all’ Università di Bologna (sede di Forlì), sul tema “Donne, Islam e rivoluzioni” (lunedì 18 marzo 2002). Tempi di realizzazione 6 – 13 – 18 marzo 2002. Descrizione In occasione della “Festa della donna” è stata promossa una rassegna cinematografica come testimonianza di una donna iraniana, Samira Makhmalbaf, regista cinematografica che attraverso i suoi 2 film LA MELA - LAVAGNE, di cui l’ultimo premiato al Festival di Cannes, vuole far conoscere la realtà delle donne della Repubblica Islamica d’Iran. I canoni enunciati alle donne della Repubblica d’Iran, sono principi che le relegano di nuovo, come già osservato nel passato regime della casa reale dei Pahlevi, dentro le mura domestiche. Le promesse fatte loro alla vigilia della rivoluzione khomenista islamica erano solo strumentali, in quanto il vero scopo politico sciita era il rovesciamento della Casa Reale. Ma, nonostante questo, le donne in Iran hanno raggiunto, insieme a quelle irachene ed algerine, il più alto tasso di scolarizzazione fra tutti gli altri paesi del Medio Oriente e del mondo islamico. Il panorama culturale dell’Iran è fortemente connotato dalle donne: scrittrici, pittrici, giornaliste (molte le riviste femminili politiche, ma anche giuridiche), fotografe e cultrici di arti decorative. Tuttavia nelle Università alcuni provvedimenti impediscono l’accesso di alcune lauree e carriere scientifiche alle donne, ma nonostante questi divieti sono molte quelle che hanno una cultura giuridica, senza potere esercitare le funzioni proprie del giudice. La legge coranica controlla minuziosamente anche la vita quotidiana delle donne: è per loro impossibile truccarsi, non possono far uscire i capelli dal velo e se ciò accadesse queste donne incorrerebbero nel reato di essere “mal velate”. […] ma i movimenti di liberazione della donna islamica sono contradditori anche al loro interno, in quanto riprendono modelli occidentali e li applicano in modo acritico, mentre come affermano le donne iraniane “… sarebbe importante non limitarsi all’importazione dei modelli del femminismo occidentale, ma passare attraverso l’accettazione ad una nuova interpretazione critica della propria tradizione culturale e religiosa”. Pag. 14 Scheda n. 2 ANNO 2002 Nome PROGETTO MANIFESTAZIONE: “UNA PRIMAVERA PER L’AFGHANISTAN”. Promotore Associazione “EMERGENCY” (Città di Ravenna). Collaborazioni Comune di Ravenna – Assessorato alla Pace , Provincia di Ravenna, Regione Emilia Romagna, Province e Comuni dell’ Emilia Romagna. Obiettivi Realizzare una grande manifestazione, articolata con mostre, incontri, spettacoli, documentazione e raccolta di adesioni e fondi che coinvolga tutto l’esistente culturale e sociale delle istituzioni (Regione, Province, Comuni, Scuole), del volontariato, artisti, intellettuali e mondo del lavoro con l’obiettivo di dare ad Emergency un supporto d’opinione e finanziario con particolare attenzione, ai problemi dell’Afghanistan. Destinatari Cittadinanza. Azioni Programma di Ravenna: 15 aprile : Ivano Marescotti (“Cinis, Giapunis” di R.Baldini. “Testamenti” di anonimi); Fabrizio Tarroni e Serena Bandoli: propongono brani del loro repertorio; La Compagnia della Luna Crescente in “Pappagalli Verdi”: lettura , spettacolo con musica dal vivo. 16 aprile: mostra vignette Vauro Ellekappa (fino al 20 aprile); video conferenza “Un viaggio all’interno di Emergency” filmato e diapositive dalle zone di guerra. 17 aprile: Jam session musicale e cappellettata. Tempi di realizzazione RAVENNA dal 15 al 17 aprile. Descrizione Il progetto ha previsto una grande manifestazione primaverile in 6 città del territorio romagnolo a favore di Emergency, un’associazione umanitaria senza scopo di lucro il cui obiettivo è fornire assistenza alle vittime civili dei conflitti, ai feriti e a tutti coloro che soffrono altre conseguenze delle guerre quali fame, malnutrizione o carenze di cure mediche. Le iniziative si sono svolte nell’arco del mese di aprile in diversi comuni emiliano romagnoli coinvolti nel progetto: RAVENNA, FORLI’, FAENZA, CESENA, RIMINI, IMOLA. Pag. 15 Scheda n. 3 ANNO 2002 Nome PROGETTO “PEACE OPERATIONS” “SPECIALIZZARSI PER LA PACE”. Seminari di formazione di operatori civili e militari a sostegno delle attivita’ di peacekeeping, ricostruzione post conflitto, difesa dei diritti umani e cooperazione internazionale. Promotore Provincia di Ravenna - Regione Emilia Romagna. Collaborazioni Comuni di Ravenna – Assessorato alla Pace, Cervia e Bagnacavallo, Obiettivi Fornire conoscenze pratiche e teoriche a chi è impegnato o chi intende impegnarsi in operazioni a carattere umanitario. Destinatari Ogni seminario è rivolto a circa 40 operatori umanitari delle ONG e di Organizzazioni Internazionali, operatori della ricostruzione, militari, studenti, e laureati in “relazioni internazionali”. (Requisito indispensabile la conoscenza della lingua inglese). Azioni ARTICOLAZIONE DI 3 SEMINARI: BAGNACAVALLO 15 - 19 aprile 2002 (Sala Oriani - via Cadorna, 10) LA RICOSTRUZIONE POST-BELLICA: LE NUOVE SFIDE DELL’AFGHANISTAN ALLA SOMALIA. A Cura Dell’università di York (GB) - Post-War Reconstruction And Development Unit. Il workshop si prefigge di analizzare metodologie e tecniche di lavoro definibili come “buone prassi” per i contesti post-bellici. La ricostruzione infatti deve essere intesa come processo dinamico che comprende la società civile e tiene conto del complesso mosaico di elementi socioeconomici, politici e culturali presenti in ogni realtà. Il corso sarà tenuto in lingua inglese. RAVENNA 03 - 07 giugno 2002 (Palazzo Corradini - via Mariani, 5) DIRITTI UMANI E DEMOCRATIZZAZIONE NELLA SOCIETA’ INTERESSATE AI PROCESSI DI PACE – BUILDING. Pag. 16 A cura dell’Università di Bologna – Facoltà Beni Culturali di Ravenna. Corso di Laurea in Storia dell’Europa Orientale e del Mediterraneo. Il Workshop intende mettere a fuoco alcuni aspetti della ricostruzione in paesi oggetto di forti tensioni di carattere etnico o all’uscita dal tunnel di una fase bellica. Gli esempi di area saranno affidati a studiosi ed esperti già attivi in progetti di confidence building nelle rispettive aree. CERVIA 21 - 25 ottobre 2002 (Sala Hotel Genzianella - Viale Roma, 85) LA SICUREZZA DELLE OPERAZIONI UMANITARIE. Il workshop punta a fornire a chi agisce in condizioni di crisi e di rischio, quali le operazioni umanitarie, le norme di comportamento e gli strumenti di analisi e prevenzione atti a ridurre i rischi e prevenire gli incidenti. Verranno insegnate tecniche di resistenza passiva e non violente, analisi dell’ambiente, risk assessment, dure e protocolli di sicurezza, comportamenti, analisi dei fattori culturali. Tempi di realizzazione Aprile 15 – 19 Giugno 3 – 7 Ottobre 21 - 25 I work shop si articolano in cinque giornate – dal lunedì al venerdì – con un impegno giornaliero di circa 8 ore, con inizio alle ore 9,00. Descrizione La Provincia di Ravenna, unitamente alla Regione Emilia-Romagna, ai Comuni di Ravenna, Cervia e Bagnacavallo, all’Università di Bologna, alla Fondazione Flaminia, alla C.C.I.A.A., al Consorzio Provinciale per la Formazione Professionale e con la collaborazione di autorevoli esperti di ONG e di Scuole di Pace ha realizzato nel biennio 2000-2001 un ciclo di corsi di formazione a sostegno delle operazioni internazionali di pace e di cooperazione. Tale esperienza è risultata molto positiva sia per l’alto numero dei partecipanti, civili e militari, sia per l’alta qualità dei corsi che hanno fornito utili conoscenze pratiche e teoriche a chi è impegnato o intende impegnarsi in operazioni a carattere umanitario. Per questo, si è deciso di dare continuità a tale esperienza, qualificandola ulteriormente e rafforzando i rapporti con l’Università, da un lato, e con le Organizzazioni non governative dall’altro, attivando un nuovo ciclo formativo. Tale ciclo formativo, qui presentato, ha previsto la realizzazione di tre seminari dedicati rispettivamente a tre temi particolarmente attuali: l’intervento umanitario post-conflitto in Afghanistan, la ricostruzione nei Balcani e il problema della sicurezza per chi opera negli interventi di pace e umanitari. Pag. 17 Scheda n. 4 ANNO 2002 Nome PROGETTO “CI RIFIUTIAMO DI ESSERE NEMICI”. Testimonianze per la pace tra israeliani e palestinesi. Promotore Comune di Ravenna - Assessorato alla Pace. Collaborazioni Gruppo Donne in Nero, Consulta del Volontariato, Associazione Villaggio Globale, Comitato Contro le Guerre, (Associazioni e Gruppi di Ravenna). Obiettivi Creare occasioni di incontro e di relazione per sviluppare un rispetto ed una fiducia reciproca, elementi fondamentali per realizzare la pace. Definire progetti comuni per avere la possibilità di creare percorsi di pace. Destinatari Cittadinanza. Azioni Incontro pubblico. Partecipanti: Assessora Lisa Dradi (Assessorato alla Pace – Comune di Ravenna), Ronit Dovrai (artista israeliana ed insegnante), Shihadeh Abderrazzaq (medico - Presidente della Comunità Palestinese di Parma e membro del Movimento Democratico Palestinese). Tempi di realizzazione 4 giugno 2002. Descrizione In occasione del rientro dalla Palestina dell’Assessora all’Infanzia e scuole dell’obbligo del Comune di Ravenna Susanna Tassinari è stato organizzato l’incontro “Ci rifiutiamo di essere nemici……..” a favore della pace in Medio Oriente. L’Assessora Susanna Tassinari, in rappresentanza del Comune di Ravenna, ha partecipato dal 28 maggio al 30 maggio ad una missione istituzionale della Regione Emilia Romagna in Israele e Palestina. La delegazione, composta oltre che da rappresentanti degli Enti Locali, dal Presidente della Regione Emilia Pag. 18 Romagna, Vasco Errani, e dall’Assessore regionale alla Cooperazione Internazionale Gianluca Borghi, si è incontrata con autorità israeliane e palestinesi; in particolare con l’Associazione Ebrei Italiani, col Sindaco e il Governatore di Betlemme, con il Sindaco di Nablus, presidente dell’associazione palestinese degli Enti Locali, con il presidente Yasser Arafat ed il presidente dell’associazione Enti Locali israeliani. La missione si è conclusa con l’incontro presso il Peres Center for Peace. La Palestina rientra tra le aree prioritarie della Regione Emilia Romagna per gli interventi di cooperazione allo sviluppo già dal 1996 ed ha coofinanziato diversi progetti di sviluppo realizzati da ONG presenti sul territorio regionale. Dal 29 settembre 2000 data d'inizio della nuova Intifada nei Territori occupati si è venuta a creare una situazione drammatica che ha portato anche ad una grave crisi dell’economia nazionale, quasi tutte le attività sono state impedite dai blocchi imposti da Israele; in quest'azione di estrema drammaticità gli interventi della Regione Emilia Romagna si sono indirizzati verso azioni mirate all’autosostentamento delle famiglie, sostenendo iniziative generatrici di reddito ed iniziative che favoriscano la ripresa dell’attività agricola. Obiettivo specifico della missione è stato quello di definire un protocollo per progetti di cooperazione nel settore socio- sanitario, del microcredito, della ricostruzione delle infrastrutture danneggiate e della formazione professionale. In particolare Ravenna è interessata a sostenere il laboratorio di restauro del mosaico sorto a Gerico. Con l’associazione Enti Locali israeliani si è condivisa la volontà di avviare progetti di collaborazione e cooperazione comune tra enti locali della Regione Emilia Romagna, di Israele e palestinesi. Riteniamo, infatti, che passi anche da progetti comuni la possiblità di costruire percorsi di pace; anche la “diplomazia dal basso” può essere uno strumento importante per creare occasioni di incontro e di relazioni, per sviluppare un rispetto ed una fiducia reciproci, elementi fondamentali per realizzare la pace. “La missione in Israele e Palestina è stata un’esperienza forte e importante”…dice Susanna Tassinari, “entrare in una Betlemme completamente deserta per il coprifuoco o percepire la paura, tangibile in Gerusalemme, è il segnale che la situazione è assolutamente drammatica”. (Allegare volantino). Scheda n. 5 ANNO 2002 Nome PROGETTO “CONFINI DI PACE”: 5000 LENZUOLA INTORNO A GERUSALEMME. Trame di segni, parole, immagini e colori per portare la nostra presenza. Promotore Comitato contro le guerre e le ingiustizie nel mondo di Mezzano (Ravenna). Patrocinio Comune di Ravenna - Assessorato alla Pace. Pag. 19 Obiettivi Sostenere, promuovere e divulgare l’appello di “Action for peace”. Agire con il simbolico e testimoniare una sensibilizzazione civile. Agire una “pressione popolare”. Dare forza e sostegno ai pacifisti israeliani e palestinesi. Coinvolgere i cittadini locali e creare un ponte ideale di solidarietà. Destinatari Cittadinanza Azioni Realizzare 12 Km di lenzuola scritte e/o dipinte con cui circondare Gerusalemme vecchia nella giornata del 28 giugno, insieme ai pacifisti che si uniranno in una lunga catena umana (è prevista la presenza di 1.000.000 di persone). Le lenzuola così predisposte potranno essere dipinte in una “estemporanea di pittura contro la guerra ed il terrorismo”. Tempi di realizzazione 14 giugno 2002. Descrizione Accogliendo l’appello di ACTION FOR PEACE, gruppi, associazioni, comitati e partiti di Ravenna e provincia, hanno deciso di dar vita al progetto “CONFINI DI PACE”: un’azione collettiva che a livello nazionale coinvolga e accomuni tutti coloro che operano in favore di una pace giusta e desiderano dar voce ad un pensiero ancora poco valorizzato e conosciuto: il pensiero complesso che non riduce i conflitti ai soli schieramenti (con uno e contro l’altro), ma che cambia lo scenario relazionale e provoca una prospettiva diversa, per una gestione diversa dei conflitti. Si tratta di dare forza alla “diplomazia popolare” che vuole e può agire una significativa pressione su coloro che gestiscono i conflitti con la forza delle armi provocando orrori e crimini contro l’umanità. Il progetto si colloca in quel percorso avviatosi il 28 dicembre 2001 e che vuole giungere al 28 giugno 2002, ancora una volta a Gerusalemme e in terra di Palestina, con le parole chiave della piattaforma di ACTION FOR PEACE che prevede: ritiro dell’esercito di occupazione israeliano e invio immediato di una forza di interposizione per la pace fra il popolo israeliano e palestinese, per interrompere i massacri, la guerra ed il terrorismo. Due popoli e due stati sovrani con Gerusalemme capitale condivisa. CONFINI DI PACE: 5000 LENZUOLA INTORNO A GERUSALEMME - trame di segni, parole, immagini e colori per portare la nostra presenza. Pag. 20 Scheda n. 6 ANNO 2002 Nome PROGETTO “CENTO PIAZZE D’ITALIA CONTRO LA GUERRA. FERMIAMO INSIEME LA GUERRA IN IRAQ”. Adesione alle manifestazioni per la pace del 5 ottobre 2002 nell’ambito delle iniziative europee. Promotore Forum Sociale Europeo. Adesione alle manifestazioni Comune di Ravenna – Assessorato alla Pace, Emergency, Comitato Contro le Guerre e le Ingiustizie nel Mondo di Mezzano, Donne in Nero, Arci, Coordinamento per la Pace di Bagnacavallo, Rete di Radie’ Resch, Attac, Tenda della Pace di Villanova, Comitato Scuola e Costituzione, Confederazione Cobas, Social Forum Lughese, Anpi, Auser, Villaggio Globale, Cgil, Auser, Sinistra Giovanile, Lavorare Stanca, Aprile, Isim, Collettivo Studentesco Ravennate, Gruppo Senza Etichetta, Circoli Delegazioni di Rifondazione Comunista Mezzano e Sant’Alberto, Ds Mezzano, Comunisti Italiani, Fgci, Verdi, Ds Provincia Ravenna, Rifondazione Comunista Federazione Provinciale, Giovani Comunisti. Obiettivi Sottolineare l’opposizione alla guerra in Iraq. Destinatari Cittadinanza. Azioni Manifestazioni pubbliche nelle piazze di Ravenna nelle piazze: P.zza S.Francesco (ore 8.30) - P.zza del Popolo (ore 16.00-19.00) Tempi di realizzazione 5 ottobre 2002. Descrizione L’iniziativa rientra nella logica dell’opposizione alla guerra in Iraq dei Paesi Europei e della conseguente mobilitazione per la pace. Esiste la convinzione che la guerra sarà una catastrofe soprattutto per il popolo dell’Iraq e per i popoli del Medio Oriente; una guerra senza soluzione che porterà a un disastro globale. Si fa appello a tutti i cittadini d’Europa e alle loro rappresentanze per fare resistenza alla guerra. Sono state programmate manifestazioni di massa in diversi Paesi Europei. Pag. 21 Scheda n. 7 ANNO 2002 Nome PROGETTO VISITA A RAVENNA DI UNA DELEGAZIONE DEL POPOLO INNU (INDIANI DEL CANADA) Associazione Wambli Glesca. Promotore Comune di Ravenna - Assessorato alla Pace, Coordinamento Nazionale di sostegno ai Nativi americani “Il Cerchio”, Associazione Wanibli Glesca (Aquila Chiazzata). Obiettivi Sensibilizzare l’opinione pubblica italiana sulla questione dei voli a bassa quota degli aerei militari sul territorio del Natissinau (Canada) in quanto alle esercitazioni partecipano anche aerei militari itiliani. Destinatari Cittadinanza. Azioni Iniziativa pubblica “Un incontro con gli Indiani Innu del Labrador” , 10 ottobre 2002 c/o presso Sala forum della Circoscrizione 2ª di RA – a cui hanno partecipato Guy Bellefleur, portavoce di Les Premières Nations de Mamit Innuat e rappresentante delle comunità Innu (montagnaises) di Mingan, Natashquan, Unamen-Shipu (La Romaine), Pakua Shipi (St. Augustine); Gilbert Pilot, della comunità di Uashat mak Mani-Utenam (Seven Islands); Andrè Marc, della comunità di Pakua Shipi (St. Augustine). Visita guidata nella città di Ravenna della Delegazione. Tempi di realizzazione 9-10-11 ottobre 2002. Descrizione L’iniziativa si svolge nell’ambito dell’Associazione Wambli Glesca di Ravenna. In specifico il progetto, è stato ideato e sviluppato dal Coordinamento Nazionale di Sostegno ai Nativi Americani “il Cerchio” di cui Wambli Glesca è membro fondatore, Esso offre un’occasione unica per poter ascoltare la voce di un popolo indigeno che lotta pacificamente per la proprie sopravvivenza fisica e culturale allo scopo di contribuire alla diffusione della conoscenza delle culture dei popoli nativi americani e delle lotte che essi conducono ininterrottamente da secoli per la salvaguardia della propria dignità di uomini e di nazioni prime. Nel 1992 si è costituito in Italia il Coordinamento Nazionale di Sostegno ai Nativi Americani “Il Cerchio” che riunisce associazioni, comitati e singole persone impegnate a collaborare al lavoro in appoggio ai popoli nativi, sostenendoli nella lotta per la loro sopravvivenza fisica e culturale. Nel 1995 il coordinamento fonda Pag. 22 l’associazione omonima e dal gennaio 1996 pubblica una propria rivista. Dalla sua nascita “Il Cerchio” ha appoggiato concretamente tante lotte dei popoli Nativi: quella dei Western Shoshone del Newada contro gli esperimenti nucleari nei propri territori, dei Dinè deportati per far posto a miniere a cielo aperto, degli Apache di San Carlos contro la costruzione dei telescopi sulla loro Montagna Sacra (Dzil Nchaa Si An), dei Maculi di Roraima in Brasile che lottano per la demarcazione delle loro terre ancestrali, degli Innu che vengono privati dei loro territori di caccia per far posto a miniere, dighe e poligoni militari, etc. Molto spesso si pensa che il nostro Paese non possa essere coinvolto in questioni “tanto lontane” ma i casi della Montagna Sacra degli Apache che ha visto direttamente responsabili il Vaticano e l’Istituto Astrofisico di Arretri e quello delle esercitazioni a bassa quota degli aerei militari (anche) italiani sui territori degli Innu, dimostrano che i devastanti effetti della globalizzazione non risparmiano dalle responsabilità il nostro “bel paese” anche in questioni così “lontane”. Il supporto del “Cerchio” a queste lotte si concretizza sia attraverso l’azione politica sia attraverso un’opera di informazione all’opinione pubblica italiana che, altrimenti, ben poche occasioni avrebbe per reperire tali notizie. Scheda n. 8 ANNO 2002 Nome PROGETTO INCONTRO CON RAUL DEL AGUILA –Direttore di Colla (Coop.Va Peruviana del Caffè Biologico). Promotore Comune di Ravenna – Assessorato Pari Opportunità e Volontariato. Collaborazioni ARCI Nuova Associazione di Ravenna. Obiettivi Promuovere il consumo equo e solidale di prodotti. Far conoscere la realtà dei produttori del commercio equo e solidale a Ravenna. Destinatari Cittadinanza. Azioni Incontro pubblico con Raul del Aguila – c/o la Sala Forum circoscrizione 2ª -Via Berlinguer n.11, Ravenna. Pag. 23 Tempi di realizzazione 25 ottobre 2002. Descrizione Serata organizzativa per ascoltare dal vivo uno dei tanti produttori del commercio equo e solidale, il cui scopo è esporre quali siano le difficoltà che vivono i piccoli produttori e quelle che essi incontrano nel mercato “globalizzato”. L’iniziativa è nata inoltre per aumentare nella città di Ravenna un consumo critico, equo e solidale. Scheda n. 9 ANNO 2002 Nome PROGETTO FORUM SULLA PACE - CITTÀ DI RAVENNA. Promotore Consigliere Regionale Fabrizio Matteucci. Collaborazioni Comune di Ravenna - Assessorato alla Pace. Obiettivi Creare un “piccolo forum” nella città di Ravenna per dedicare gli ultimi 3 mesi dell’anno alla Pace. In specifico per dire - no - all’intervento militare in Iraq; assumersi l’impegno di sostenere la pace e un ordine internazionale più equo, a partire dal medio oriente; assumersi l’impegno per contrastare e sconfiggere il terrorismo. Destinatari Cittadinanza/opinione pubblica. Azioni Fiaccolata della Pace. Sottoscrizione, sostenuta da un’asta di opere di artisti ravennati. La somma di denaro ricavata è stata donata in beneficienza a Emergency ed utilizzata per creare borse di studio per gli orfani dei vigili del fuoco americani morti l’ 11 settembre 2002 nell’attentato delle Torri Gemelle a New York. Pag. 24 Tempi di realizzazione 3 mesi: ottobre- novembre- dicembre 2002. Descrizione Il forum si colloca all’interno di una logica che cerca di creare e realizzare una catena di eventi per la pace attraverso una serie di forze che esprimono anche posizioni e culture diverse ma unite dalla stessa idea: essere contro l’intervento militare in Iraq. Occasione dell’iniziativa è stata anche l’incontro di tante culture diverse, anche religiose che animano il mosaico di Ravenna, Città della Pace. Scheda n. 10 ANNO 2002 Nome PROGETTO INCONTRO CON URI DOTAN “NON SPARO PIÙ….”. Il coraggio del rifiuto dei riservisti dell’esercito israeliano e la pace possibile in palestina e israele. Promotori Associazione “Scienziate e Scienziati responsabili di Bologna. “Gruppo senza etichetta” Ravenna. Patrocinio Comune di Ravenna - Assessorato alla Pace . Obiettivi Sensibilizzare e approfondire la tematica del conflitto tra Israele e Palestina dal punto di vista interno alla società israeliana. Destinatari Cittadinanza. Azioni Incontro con URI DOTAN, sergente dell’esercito israeliano membro dell’Associazione “Il coraggio di rifiutare” (Uri Dotan si è rifiutato di servire nella propria unità di fanteria in cui è sergente, per questo viene condannato al carcere militare per disobbedienza agli ordini). Sono stati organizzati 8 incontri in varie città italiane – fra cui Ravenna. Tempi di realizzazione 5 dicembre 2002. Pag. 25 Descrizione Sergente dell’esercito israeliano, Uri Dotan è membro dell’Associazione “Il coraggio di rifiutare – Ometz Lesarev”. Dal gennaio 2002 più di 500 riservisti dell’esercito (detti refusenik) rifiutano pubblicamente la chiamata del Governo Sharon di andare a combattere nei Territori Occupati. Durante il servizio militare obbligatorio di 3 anni, Uri è stato comandato in diverse operazioni in Gaza, Cisgiordania, e Libano e ha partecipato ad attività di tutela delle colonie e di controllo della popolazione palestinese. Nel maggio del 2002 viene richiamato alle armi e destinato a Hebron, rifiuta di servire nella propria unità di fanteria, in cui è sergente. Per questo viene condannato al carcere militare per disobbedienza agli ordini. Al 18 novembre 2002 sono 507 i “refusnik”, cioè riservisti israeliani che hanno sottoscritto l’appello sottostante scontando, in molti casi, almeno 28 giorni di carcere. Sono più di 2.000 quelli che si sono rifiutati di prestare servizio nei territori, molti dei quali sono espatriati. Di seguito viene riportata la dichiarazione pubblica dei riservisti israeliani: “Noi ufficiali e soldati combattenti di riserva di Tzahal [forze armate israeliane], che siamo stati educati nel grembo del sionismo e del sacrificio per lo stato di Israele, che abbiamo sempre servito in prima linea, che siamo stati i primi, per ogni compito, facile o difficile che fosse, a difendere lo Stato di Israele e a rafforzarlo. Noi, ufficiali e soldati combattenti che serviamo lo Stato di Israele durante lunghe settimane ogni anno, nonostante l’alto prezzo personale che abbiamo pagato. Noi che siamo stati in servizio di riserva in tutti i territori e che abbiamo ricevuto ordini e istruzioni che non hanno niente a che fare con la sicurezza dello Stato e il cui unico obiettivo la dominazione sul popolo palestinese. Noi che con i nostri occhi abbiamo visto il prezzo di sangue che l’occupazione impone su entrambe le parti di questa divisione. Noi che abbiamo sentito come gli ordini che ricevevamo stavano distruggendo tutti i valori di questo paese. Noi che abbiamo capito che il prezzo dell’occupazione la perdita dell’immagine umana di Tzahal e la corruzione dell’intera società israeliana. Noi che sappiamo che i territori occupati non sono Israele, e che tutte le colonie sono destinate ad essere rimosse….Noi dichiariamo che non continueremo a combattere in questa guerra per la pace delle colonie, che non continueremo a servire Tazhal in qualsiasi obiettivo che serva la difesa dello Stato di Israele. L’occupazione e la repressione non hanno questo obiettivo. E noi non vi parteciperemo”. Per saperne di più: www.bo.crn.it/www-sciresp/ ; www.seruv.org.il ; www.alternativenews.org www.unimondo.org Scheda n. 11 ANNO 2002 Nome PROGETTO TRIBUNALE PERMANENTE DEI POPOLI SUL “DIRITTO INTERNAZIONALE DI FRONTE ALLE NUOVE GUERRE”. Promotore Fondazione internazionale “Lelio Basso” per il Diritto e la Liberazione dei Popoli. Pag. 26 Collaborazioni Comune di Ravenna - Assessorato Pari Opportunità e Pace. Patrocinio Comune di Ravenna. Obiettivi Partecipare alla preparazione e gestione della Sessione del Tribunale Permanente dei Popoli svolto al Campidoglio (Roma 9 il 14- 16 dicembre 2002) che vede il coinvolgimento e la partecipazione di un nucleo di esperti e testimoni provenienti da diversi paesi europei e non, sul tema “Diritto internazionale e le nuove guerre”. Destinatari Rappresentanti delle città europee e del mondo. Azioni Interventi di pace previsti dalla Sessione di Roma (14–16 dicembre 2002). Sostegno alle spese di viaggio a relatori stranieri residenti in paesi poveri. Partecipazione di 2 membri dell’Assessorato Pari Opportunità Comune di Ravenna alla Sessione di Roma. Tempi di realizzazione 14-15-16 dicembre 2002. Descrizione La sessione suI “Diritto internazionale e le nuove guerre” si colloca nelle iniziative del Tribunale Permanente dei Popoli, tribunale di opinione voluto da Lelio Basso sul modello del Tribunale Russell e costituito all’indomani della morte dello stesso Basso. Ha tenuto fino ad ora una trentina di sessioni, in varie città europee e latino americane, su tematiche attinenti al diritto dei popoli o ai diritti umani. La giuria, composta da personalità di vari paesi di differenti orizzonti culturali e sensibilità, ascolta le varie relazioni o testimonianze, quindi sulla base di queste esprime un giudizio conclusivo sul tema che riassume gli apporti che le sono stati presentati orientandone il senso ad un giudizio etico-poltico. I verdetti finali, di solito articolati e argomentati, sono pubblicati in varie lingue e diffusi tra le istituzioni internazionali e le organizzazioni di difesa dei diritti umani. La presente sessione romana del 14-16 dicembre 2002 ( vedi programma – Sessione di Roma) è stata motivata dalla crescente preoccupazione suscitata dalla forma endemica e perpetua che la guerra sta oggi assumendo, soprattutto dopo gli attentati dell’11 settembre, data la reazione militare con cui si è scelto di far fronte al terrorismo dilagante, mentre è in crisi l’intero ordine internazionale ed è annunciata una nuova guerra contro l’Iraq. Pag. 27 La guerra, come oggi è concepita e praticata, non solo contraddice il generale divieto di guerra stabilito dal diritto internazionale vigente, ma eccede anche le forme, peraltro rivelatesi inadeguate in cui essa era contemplata dal vecchio diritto internazionale precedente al 1945 e dalla scienza giuridica e per le quali era regolata dal diritto umanitario di guerra. E’ intenzione del Tribunale compiere un esame critico di questi sviluppi e mettere in luce la crescente divaricazione tra le nuove guerre, il diritto internazionale e il diritto dei popoli, a partire da una valutazione delle tre guerre di significato mondiale che si sono susseguite dal 1991 ad oggi – la prima guerra del Golfo, la guerra del Kosovo e la guerra di Afghanistan - che nella varietà delle loro motivazioni e circostanze sembrano presentare non pochi motivi di affinità e di allarmante progressione. Dato l’impatto negativo che tutto ciò produce ed è destinato a produrre non solo nelle aree e nei momenti di crisi, ma nella vita quotidiana dei popoli di tutto il mondo, riteniamo che a formulare un giudizio su tali sviluppi siano sollecitati non solo i giuristi, ma tutti gli uomini di buona volontà e in modo particolare scrittori, scienziati, artisti così come attraverso la presenza coraggiosa degli operatori della comunicazione. PROGRAMMA - SESSIONE DI ROMA Argomenti: Il quadro di riferimento storico- giuridico. Dalla “guerra giusta” alla “proibizione della guerra”. La carta delle NU (Nazioni Unite) e la guerra. Che cosa è cambiato dall’11 settembre: a livello globale negli USA? I popoli interrogano e accusano. Il contesto politico, economico, sociale degli Anni ’90. Relazioni di esperti sugli scenari mondiali e regionali. Testimonianze sulle guerre. Il decennio del Diritto internazionale è stato il decennio della riabilitazione della guerra. Relazioni e testimonianze sull’analisi delle guerre degli Anni ’90. Le interpretazioni e le qualificazioni “permissive”: ingerenza umanitaria, tutela dei diritti umani, legittima difesa preventiva. Legalità e legittimità delle guerre. Guerre come negoziazioni dei diritti umani. L’esemplarità del conflitto Istraele – Palestina. Il ruolo “egemonico” degli USA: discorso del disastro. Guerra e democrazia. Il ruolo del mondo dell’informazione. L’Islam come nemico. La frattura della razionalità. Uno sguardo sul XXI secolo: ruolo delle NU, universalità e globalità. Conferenza stampa. Scheda n. 12 ANNO 2002 Nome PROGETTO DONNE DI JENIN: SOSTEGNO ALLE STUDENTESSE UNIVERSITARIE. Promotore Associazione Orlando, Gruppo Donne in Nero (livello Nazionale Italiano). Rete delle Donne del Mediterraneo, dei Balcani e dell’Est Europeo. Piano Donne Palestina. Pag. 28 Partecipanti al progetto Comune di Ravenna – Assessorato alle Pari Opportunità e Volontariato - Gruppo Donne in Nero di Ravenna. Partner palestinesi Directorate For Gender Planning and Development of Palestinian Ministry of Planning and International Cooperation. Obiettivi Contrastare il tasso di abbandono universitario femminile Sostenere le donne palestinesi che studiano. Rafforzare le donne palestinesi dal punto di vista politico, sociale ed economico. Destinatari 10 studentesse Universitarie di Jenin (Palestina). Azioni Invio somma di denaro per 10 studentesse. Tempi di realizzazione 12 mesi. Il progetto viene finanziato anche per l’anno 2003. Descrizione La città di Jenin è situata nella parte settentrionale della West Bank, vicina ai confini Israeliani. Cinquantamila abitanti vivono nella città e nei campi profughi, mentre i rimanenti vivono nei villaggi circostanti che sono importanti per l’agricoltura sia per i palestinesi che per gli israeliani. Causa della guerra arabo-istraeliana del 1948 migliaia di palestinesi furono evacuati dalle città e si spostarono a Jenin come rifugiati. I rifugiati costituiscono almeno il 20% dei cittadini e il 30% vive in un campo situato vicino alla città di Jenin entro l’area di autorità della Municipalità. Il campo è stato creato nel 1953. Il distretto di Jenin (la città, il campo e i villaggi) è arretrato rispetto a molti altri per lo sviluppo economico, della sanità e delle infrastrutture. Come tutte le aree palestinesi è stato duramente danneggiato dagli effetti delle politiche di restrizione imposte dagli israeliani a partire dal settembre 2001. La situazione politica e l’ordine instabile nella regione hanno condotto ad una crescita lenta delle costruzioni, oltre al fatto che le forze israeliane hanno imposto limitazioni rigide sulle costruzioni nei territori palestinesi, esiste solo un ospedale governativo. Nella città ci sono solo 12 scuole che funzionano per 6500 studenti e 210 insegnanti. Le classi sono sovraffollate, con una stima di 60 studenti per ognuna. Le scuole non sono attrezzate ed in genere non hanno biblioteche, laboratori né computer. Il 3 aprile 2002 l’esercito israeliano è entrato nel campo profughi di Jenin per compiere la sua missione di rastrellamento dei sospetti terroristi isolando così l’intera area con carri armati, bulldozer e aerei da guerra. Moltissime donne del campo sono rimaste senza casa e senza fonti di reddito e devono far fronte ai bisogni Pag. 29 immediati delle loro famiglie. Tutto questo quando già dal 2000 la città è sotto occupazione militare e di conseguenza vive una situazione di gravissima crisi economica che impedisce soprattutto alle ragazze di continuare i loro studi e di investire in progetti per il futuro. Situazione che si va ad innestare su una cultura profondamente patriarcale che fa coincidere l’onore della famiglia con la virtù delle sue donne così come ideologie conservatrici chiamano le donne a ritornare nell’alveo privato e domestico. In questo contesto il tasso di abbandono scolastico ed universitario femminile è aumentato significativamente. Il Comune di Ravenna appoggia il piano di emergenza e cooperazione rivolto alle donne palestinesi “Piano Donna Palestina”, presentato dall’Associazione Orlando e dalla Rete delle Donne del Mediterraneo, dei Balcani e dell’Est Europeo, sulla linea di finanziamento della Regione Emilia Romagna, presentato all’interno del Tavolo Regionale sulla Palestina e in collaborazione con la Cooperazione Italiana a Gerusalemme e con il DGDP (Direttorate for Gender Planning and Development) presso il MOPIC dell’ Autorità Palestinese. In particolare il Comune di Ravenna si è impegnato nell’anno 2002 e 2003 con un contributo economico per la realizzazione del Progetto “Donne di Jenin: sostegno alle studentesse universitarie”, promosso e curato dalle Donne in Nero a livello Nazionale per l’Italia e dall’Università Al Quds o dal Comitato studenti di Jenin oppure dal Women’s Studies Centre (Beit Hanina) per la Palestina. Le Donne in Nero sono una rete internazionale di donne che ripudiano ogni forma di guerra, di terrorismo, di fondamentalismi e di violazione dei diritti umani e civili. A muoverle è la relazione diretta con le donne di luoghi difficili come Palestina, Israele, Balcani, Afghanistan, Turkia, Algeria e con tutti coloro che lavorano per l’affermazione di una politica internazionale delle donne libere da guerre, violenze e povertà. Il Women’s Studies Center è una ong palestinese di donne fondata nel 1988 per garantire uguali diritti e pari opportunità in campo economico, sociale e politico alle donne. Il Centro coordina un comitato di donne per il sostegno a studentesse universitarie palestinesi costrette ad abbandonare l’università a causa dell’occupazione militare israeliana che ha fatto crescere i costi degli studi superiori. All’interno del progetto compito del Centro è quello di selezionare le studentesse beneficiarie sulla base delle loro condizioni economiche, dello stato di avanzamento dei propri studi e dei risultati conseguiti. Questa iniziativa è pertanto rivolta a fornire un piccolo salario alle studentesse bisognose e a pagare le loro tasse universitarie, i libri e i trasporti. Scheda n. 13 ANNO 2002 Nome PROGETTO DELEGAZIONE ISTITUZIONALE DELLA REGIONE EMILIA ROMAGNA IN PALESTINA. Promotore Regione Emilia Romagna Partecipanti alla delegazione Pag. 30 Comune di Ravenna – Assessorato alle Pari Opportunità e Volontariato e Assessorato Pubblica Istruzione, rappresentanti Enti Locali della Regione Emilia Romagna, rappresentanti Regione Emilia Romagna, rappresentanza giornalistica. Obiettivi Avviare contatti e relazioni fra la Regione Emilia Romagna e l’Associazione Enti Locali israeliana. Azioni Incontro con il prof. Sari Nusseibeh rappresentante palestinese per Gerusalemme esponente del “Campo per la Pace”. Visita alla Sinagoga italiana di Gerusalemme e l'incontro con l'Associazione Ebrei Italiani. Incontro con il Sindaco Hanna Nasser Incontri con il Governatore del Distretto Mohammed e con il Sindaco Ghassan Al Shaqa'. Incontro con Yasser Arafat. Incontro con l'associazione Enti locali israeliana e i rappresentanti del Peres Center for peace. Tempi di realizzazione Dal 28 maggio 2002 al 30 maggio 2003. Descrizione Il 29 maggio 2002 è partita da Bologna una delegazione istituzionale della Regione Emilia Romagna alla volta della Palestina. La Delegazione, con a capo il Presidente della Regione Vasco Errani, è composta, tra gli altri, dall'assessore Regionale Gianluca Borghi, dal Consigliere Regionale Rosalia Amato, da altre autorità Regionali e dai rappresentanti delle Amministrazioni locali. Per l'Amministrazione Comunale di Ravenna ha preso parte l'Assessora Susanna Tassinari (che ha sostituito l’Assessora Lisa Dradi) Il soggiorno è durato tre giorni durante i quali si sono svolte un fitto calendario di incontri. Il 28 maggio, sono stati previsti incontri a Gerusalemme con il prof. Sari Nusseibeh, rappresentante palestinese per Gerusalemme, esponente del "Campo per la pace". In serata, la visita alla Sinagoga italiana di Gerusalemme e l'incontro con l'Associazione Ebrei Italiani. Nella mattinata di Mercoledì 29 la delegazione è partita per Betlemme dove ha incontrato il Sindaco Hanna Nasser, con cui si è recata in visita ai francescani e alla Basilica della Natività, e il Governatore del Distretto Mohammed al Madani. Sempre in mattinata, stavolta a Nablus, si è svolto l'incontro con il Sindaco Ghassan Al Shaqa'. A Ramallah alle ore 18 si è svolto l'incontro con Yasser Arafat nella sua Residenza. Giovedì 30, prima della partenza, la delegazione ha incontrato l'associazione Enti locali israeliana per avviare contatti e relazioni con la nostra Regione e i rappresentanti del Peres Center for peace. Con la visita all'istituto Italiano di Cultura a Tel Aviv e la partecipazione al rinfresco offerto dall'Ambasciata d'Italia in Israele alla presenza degli enti economici e politici e del Movimento dei Ghibbuz , si è concluso il soggiorno. Pag. 31 Scheda n. 14 ANNO 2002 Nome Progetto ACCOGLIENZA BAMBINI DI CHERNOBYL (BIELORUSSIA) A RAVENNA. Dal 1996 ad oggi. (vedi scheda n.1 ANNO 1996-1997) Scheda n. 15 ANNO 2002 Nome Progetto ADESIONE AL COORDINAMENTO NAZIONALE DEGLI ENTI LOCALI PER LA PACE (Vedi Scheda n. 5 ANNO 1999 “MARCIA PERUGIA - ASSISI PER LA PACE E LA GIUSTIZIA”ADOTTA UN POPOLO.)