Associazione per il Rilancio della Cultura e delle Tradizioni Popolari Ciociare e di Terra di Lavoro
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Anno 5° Numero 3
Marzo 2009
Mensile di Cultura, Arte e Attualità
8 marzo
festa della
donna
In questo numero:
La Costituzione
Notizie flash da Toronto
I l pendolino: miracolo italiano
Concilio Vaticano II°
La Quaresima
Canistro, perla della Valle
Roveto
Polvere di stelle
A.Gen.Di.: Le nuvole
Sora: un grande artista
Lo Sport
Almanacco di tatone
sommario
Anno V - numero 2 - Marzo 2009
4 - Puntaspilli - A Colloquio con i letIscritto al Registro della Stampa
presso il Tribunale di Cassino (FR)
Nr. 04/2005,
Decreto nr.24/05 del 04.03.2005
Iscritto al “Registro Nazionale
della Stampa” presso il Garante
dell’Editoria
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SEDE LEGALE E REDAZIONE
Via San Vincenzo Ferreri, 9
03039 - Sora (FR) Italy
Telefono 0776-1721137
tori
5 - Notizie Flash da Toronto
6 - Ciociaria: Cultura e... dintorni
7 - La Quaresima tempo di incontri
per la Santa Pasqua
8 - Canistro, per la della Valle Roveto
delle vacche
19 - Lasoria nel DNA
20 - Lourdes 2009: Ano di Bernardette,
la sua storia dalla nascita
21 - La mula Morlina. Racconti in dialetto guarcinese
22 - L’angolo degli auguri.
10 - Polvere di stelle
23 - I Templari a Ceprano
11 - Percorsi di fede
24 - L’oroscopo
12 - A.Gen.Di. Le nuvolee dintorni
25 - Il cruciverba del mese
13 -Un libro singolare
26 - Ciociaria Sport: Continua l’avven-
DIRETTORE RESPONSABILE
Antonino Tuzi
14 - Pietro ANtonio Isola: un intellet-
RESPONSABILE DELLA REDAZIONE
Rodolfo Damiani
16 - La settimana della cultura
sognare tutta la Ciociaria, playoff
17 - Il lotto per voi da Gigi & Totò
ad un passo
RESP. DELLA REDAZIONE AGGIUNTO
Marta Di Cocco
TIPOGRAFIA
Grafiche San Benedetto s.r.l.
via Vicinale Latina Loc.Case Diana
Castrocielo (FR)
tuale da riscoprire
17 - Arce: oratorio parrocchiale in festa
per il carnevale
18 - Sora: Un grande artista
tura bianconera tutti
27 - Femminile Sora Calcio: Il Sora fa
28 - L’intervista ad Eder campione brasiliano del Frosinone
30 - L’ Almanacco di Tatone
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Anno 5° - Marzo 2009
Vita Ciociara
IL PUNTASPILLI - A colloquio con i lettori
IL DIRITTO DELLE GENTI
E’ una delle più antiche forme di norme di rapporti tra persone e popoli, non scritta, che prevede tra l’altro il rispetto
dell’ospite e il soccorrerlo in caso di malattia.
Nel XXI secolo, la civilissima Italia, la patria del diritto, introduce una norma nel suo ordinamento giuridico che da
al medico il potere di denunciare un clandestino malato
che ricorre alle sue cure.
Tale comportamento è paragonabile a quelli che venivano
richiesti ai medici degli stati retti da monarchie assolute
in caso soccorressero un ribelle, cioè un oppositore politico.
Non riusciamo a capire la ratio, certamente originaria di
qualche naviglio padano, della legge, perché se applicata
costringerebbe i clandestini a non farsi curare con le conseguenze epidemiche che possiamo immaginare,questo
sul piano strettamente egoistico.
Ci sembra poi che un medico che si comportasse in tal
modo , non onorerebbe il Giuramento di Ippocrate, ancora
i cristiani sarebbero in collisione con il Vangelo, e pensare
che tale norma è sostenuta da coloro che non perdono
occasione per parlare delle Radici Cristiane.
Quale incoerenza , quale doppiezza, quale relativismo,
ma sono gli stessi che si sbracciavano per i valori della famiglia, pur essendo tutti divorziati o con affettuose amicizie.
Tale provvedimento è solo intollerante e razzista, ma soprattutto sarebbe come andare a caccia di passeri con un
cannone.
Ci sono altri mezzi, ci sono altri comportamenti e soprattutto condanne esemplari e certezza della pena .
DELITTI ODIOSI
Tutti si riempiono la bocca delle reprimende contro le violenze sulle donne, ma alla prova dei fatti, i violentatori
sembra abbiano sempre qualche santo in paradiso.
Forse i giudici non hanno realizzato che la rabbia nei cittadini sta montando, che ai parenti delle vittime le sottili interpretazioni giuridiche, a sconto dei rei, alimentano il tarlo
della vendetta , stiamo aspettando che qualcuno si faccia
giustizia da se
Ricordiamo che in tutte le civiltà più evolute, violare una
vergine, era un delitto da colpire con durezza, noi non invochiamo durezza ma respingiamo le indulgenze buoniste.
Altra categoria sotto gli occhi di tutti, coloro i quali provocano incidenti sotto l’effetto dell’alcool o della droga.
Anche qui, sentenze esemplari e
certezza della pena.
Ma soprattutto queste componenti
debbono essere delle aggravanti e
chi viene trovato alla guida ubriaco
o drogato in uno dei controlli improvvisi dovrebbe, come avviene negli
States, sbollire la sbornia o l’eccitazione in una cella per almeno 24
ore.
Così i bravi ragazzi del sabato sera
sarebbero tutelati e lo sarebbero
anche i malcapitati che gli capitano
davanti.
LA COSTITUZIONE ITALIANA
E’ triste ascoltare esponenti di altissimo livello del nostro Governo parlare della Costituzione, in termini tali
da denunciare immeditamente la
loro ignoranza della materia.
Una per tutte, così qualcuno giustifica la richiesta di voler cambiare la
Costituzione : la nostra Costituzione
va rivista perché scritta sotto il ricatto dei comunisti che imposero la
Costituzione Bolscevica.
Nel 1849, quando fu scritta la Costituzione Romana, di cui la nostra
Carta Fondante è figlia legittima, i
Bolscevichi non esistevano neanche nelle “Centurie” di Nostradamus.
I commenti a voi
GLI ISRAELIANI
Alla luce delle sofferenze patite con
la Shoa , qualcuno in Israele ritiene
di avere il monopolio della legittimità
dei comportamenti degli altri.
In Palestina si scontrano due integralismi, uno più intelligente, più
evoluto, più politically correct, l’altro
più sanguigno, più impetuoso, più
esecrabile.
L’integralismo di alcune fascie,
quelle che si richiamano all’ortodossia religiosa, rischia di far naufragare non solo i trattati ma di
inimicare molte amicizie internazionali.
Le prese di posizione su aspetti dottrinali del cattolicesimo non aiuta un
dialogo che progredisce solo
quando serve al popolo eletto e ristagna quando le posizioni non
coincidono.
L’eredità della Shoa non potrà sempre coprire le ingerenze e i veti, giustificare i comportamenti aggressivi,
crediamo che qualche colomba in
più non guasterebbe nel cielo
d’Israele.
Comunque state saldi
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Rodolfo Damiani
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Vita Ciociara
CALCIO FEMMINILE: CAROLINA MORACE
NUOVO CT DELLA NAZIONALE CANADESE
Come predicato da radio mercato da vario tempo,
finalmente l'ex Ct della Nazionale Italiana Carolina
Morace ha firmato un contratto che la lega alla
Nazionale Canadese maggiore nonche' quella
della U20 per i prossimi quatrro anni.
E' il modo piu' bello per festeggiare il suo 45mo
compleanno con questa nuova ed entusiasmante
avventura in terra Nordamericana.
Dopo quattro anni di inattivita' calcistica, l'ex azzurra Carolina Morace e' stata presentata durante
una conferenza stampa gremita di giornalisti canadesi ed italiani.
La Morace ha dichiarato che i suoi obbiettivi piu'
importanti sono due e cioe' quello di conquistare
una medaglia alle prossime olimpiadi ed una ai
prossimi mondiali.
Attualmente la compagine canadese e' all'undicesimo posto nella graduatoria mondiale.
La nazionale canadese possiede una rosa abbastanza competitiva e la Morace cerchera' di trasmettere loro la tattica e l'esperienza che ha
acquisito sui campi di gioco europei e con le nozioni imparate a Coverciano con il corso di allenatore.
Ricordiamo che La Morace e' stata la prima allenatrice femminile ad allenare una squadra professionistica di uomini, esattamente nel 1999 con la
Viterbese squadra di Serie C Italiana.
Carolina Morace si e' messa subito al lavoro con
26 giocatrici in ritiro a Los Angelos negli Stati Uniti
d'America, in quanto deve difendere il titolo della
Cyprus Cup a Cipro dove affrontera' Russia,
Nuova Zelanda e Olanda.
Tra le giocatrici a dispozione del Ct vi sono ragazze
di talento come Christina Sinclair, Jonelle Foligno,
Kara Lang e Melissa Tancredi.
In bocca al lupo al nuovo Tecnico Carolina Morace
sperando che la nuova avventura canadese sia
piena di successi.
Anno 5° - Marzo 2009
5
innamorati.
Dopo la cena il Lazio Musical si e'
esibito con alcuni pezzi da novanta
strappando applausi a scena aperta.
Il maestro Mario Lorini, D.J., ha poi
continuato a suonare musica degli
anni sessanta, la musica piu' romantica di tutti i tempi per tutti gli innamorati.
I SORANI FESTEGGIANO ALLA
GRANDE SAN VALENTINO:
Il Lazio Musical, gruppo musicale del
Sora Club, ha organizzato presso la
sede sociale del club situata nella
citta' di Vaughan, la tradizionale festa
di San Valentino. La sala gremita per
l'occasione al limite della capacita', in
una serata all'insegna di cibo sopraffino e tanta musica romantica per festeggiare il Santo patrono degli
LA FEDERAZIONE DEI CLUBS LAZIALI DELL'ONTARIO OFFRE
GRATIS CORSI DI ITALIANO:
Dopo il successo riportato l'anno
scorso, la Federazione dei Clubs Laziali dell'Ontario, ha ritenuto opportuno offrire di nuovo corsi di Italiano
sia ai giovani nonche' agli aldulti per
imparare o approfondire la lingua del
Bel Paese.
Le lezioni si svolgeranno nella citta'
di Vaughan e precisamente presso la
sede del Ciociaro Club situata presso
l'autostrada #7 e Kipling sotto la direzione della maestra Tina Barbara.
Un abbraccio a tutti dal Canada.
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Anno 5° - Marzo 2009
IL CONCILIO VATICANO II
Nell’ultimo numero ricordavamo i 50 anni dell’annuncio del Concilio Vaticano II°.
Alcuni lettori ci hanno chiesto di dare altri particolari dell’evento.
Il 25 gennaio 1959, a tre mesi dalla sua elezione
a Pontefice, Giovanni XXIII° nella Basilica di S.
Paolo dava il grande annuncio.
Comunque l’annuncio non suscitò grandi reazioni,
disinteresse e stupore balza evidente dai commenti dell’epoca
Probabilmente non si valutarono appieno i punti
nodali indicati dal Pontefice : riforma spirituale; dialogare con il mondo; superamento delle divisioni.
Ancora il Papa affermava di voler mettere a confronto le energie vivificatrici del Vangelo e il mondo
moderno.
Qualcuno voleva solo un Concilio di chiusura del
Vaticano I°, ma immediatamente fu chiaro che
eravamo di fronte a qualcosa di innovativo anzi di
rivoluzionario.
Sicuramente, per mettere a fuoco la materia complessa di un Concilio, i tre mesi di pontificato non
erano adeguati, da qui nasce la convinzione che
molte delle idee sono mutuate da alcune idee innovative di PioXII.
La definizione della Chiesa Mater et Magistra è la
sintesi ideale dei rapporti che auspicava il Papa
Buono.
Il Concilio si apre l’11 ottobre 1962 alla presenza
di 2400 padri conciliari, che chiuderanno le discussioni l’8 dicembre 1965 , sotto il pontificato di
Paolo VI. Leggevo qualche tempo fa un giudizio
sul Concilio: la dottrina scende dall’altare e sullo
stesso altare sale il popolo di Dio.
SAN CASTO
Sono arrivati i fondi per la messa in sicurezza delle
pendici di San Casto, lato Spinelle.
Auspichiamo un progetto che tenga conto della
storia di questo versante e come punto di partenza uno studio “vero” della situazione eco-idrogeologica , sulla scorta del quale progettare i
provvedimenti.
Vita Ciociara
Auspichiamo che rappresenti l’occasione
per una riforestazione compatibile per
l’area e un ripristino e messa in sicurezza
dei sentieri che portano da San Rocco
alla cima.
Auspichiamo nella trasparenza dell’affidamento dell’appalto
Auspichiamo che il bene collettivo prevalga sull’egoismo particolare
Un’altra occasione per smentire “che si
stava meglio quando se stava peggio”
ALTRE RICORRENZE
Quest’anno registriamo altri due anniversari di grande importanza per il mondo
cattolico, l’anniversario dei Patti Lateranensi, per l’esattezza ottanta, e i venticinque anni dell’accordo di revisione dei
Patti stessi.
Con l’11 febbraio si celebra la fine di un
confronto ruvido fra Italia e Vaticano.
Gli anni precedenti al 1929 furono anni di
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grande sofferenza per la Chiesa, che con
la perdita del potere temporale fu costretta a ripensare se stessa e la sua organizzazione, con indubbi benefici sul
piano spirituale e , sembra un paradosso,
lo Stato Pontificio con la perdita del potere temporale crebbe di prestigio sul
piano internazionale.
Con l’11 febbraio, la Chiesa ottiene una
vittoria di principio in cambio di un riconoscimento, di grande valore morale, sul
piano internazionale.
Venticinque anni orsono, l’on. Craxi riuscì
a trovare un punto di intesa con la Santa
Sede per allineare gli accordi e rivederli
alla luce della nuova situazione politico
giuridica esistente in Italia.
L’Italia certamente trae vantaggio dall’ospitare un Personaggio tra i più autorevoli, il Successore di Pietro.
Vita Ciociara
Anno 5° - Marzo 2009
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Santuario Francescano della Valle di Comino in Vicalvi
La Quaresima tempo di incontri
per la Santa Pasqua
Grazie al costante impegno della
Chiesa per lo sviluppo spirituale
dei suoi figli, con gioia torna il
tempo della Quaresima in preparazione alla Santa Pasqua. Perché tale tempo possa rispondere
alle esigenze di una ripresa di
rinnovamento spirituale e morale
è necessario che assuma
l'aspetto della vita dei campi che,
dopo una maggese quale periodo di riposo, invita l'agricoltore
ad un'intensa attività per la quale
l'operaio stesso nel proprio lavoro assiduo nasconde fiducioso
la fondata speranza di un raccolto abbondante. E non è la
Quaresima il particolare tempo di
ripresa dei seri impegni per il rifiorire del desiderio di santità
quale frutto ricco della redenzione da Gesù messa in atto e in
parte affidata anche ai suoi fedeli
allo stesso prezzo cioè secondo
la perfetta adesione alla divina
volontà del Padre? Chiaramente
ce lo riferiscono due Apostoli
Evangelisti. Scrive San Giovanni:"Dio ha tanto amato il
mondo da dare il suo Figlio Unigenito, perché chiunque crede in
Lui non vada perduto ma abbia
la vita eterna"(3,16). Riferisce
ancora San Luca nel suo Vangelo:"Sono venuto a gettare
fuoco sulla terra, e quanto vorrei
che fosse già acceso! Ho un battesimo nel quale sarò battezzato,
e come sono angosciato finchè
non sia compiuto!" (12,49-50).
Cari fedeli, incoraggiati dalla di-
vina parola per il nostro vero
Bene, non possiamo rimanere
indifferenti sia per il valore della
sicura salvezza e sia anche per
l'efficacia dei mezzi necessari
(Sacramenti) che la Santa Madre
Chiesa con fedeltà ed amore custodisce per venirci incontro ed
aiutarci nell'immane lavoro.
Chiediamo quindi a Lei che ci
mandi lo Spirito Santo e in questo Spirito ci procuri il dono del
discernimento e la grazia della
generosità per una efficace risposta alla chiamata al progetto
redentivo dell'Amore Infinito. Insieme al caro Pontefice Giovanni
Paolo II alla Madonna, madre di
Dio e madre della Chiesa, quindi
nostra redentrice per la nostra
salvezza, rivolgiamo il nostro
pensiero ed il nostro affetto; a Lei
affidiamo il nostro fondamentale
problema della santità personale, pregandoLa sinceramente
di darci una forte carica spirituale
perché durante tutto il tempo del
lavoro quaresimale con sincerità
ci stimoli alla riflessione, alle decisioni serie, ai propositi sani e
buoni perché da parte nostra non
si baratti il valore di una vita destinata alla vera salvezza con un
sistema del vivere drammaticamente superficiale da abbandonarci alla inefficienza della vita
che gradualmente lascia spegnere i valori del Santo Battesimo, nei quali autorevolmente è
riconosciuta l'unica grande dignità umana che nel profilo di
creazione e di redenzione è
fortemente idonea a far germogliare quello che Paolo
VI ha chiamato affettuosamente:"La
civiltà
dell'amore"; dell'amore cioè
liberato e salvato dalla
"morte seconda" (San Francesco).
Padre Alberto Tomassi
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Anno 5° - Marzo 2009
Vita Ciociara
Canistro, perla della Valle di Roveto
Di questa cittadina si è scritto
tanto, ed è nota in tutta Italia
ed anche fuori per le sue sorgenti e per la castagna roscetta.
Ci permettiamo di riportare alcune curiosità poco conosciute.
Questo simpatico paesino si
erge ai piedi dei rilievi che costituiscono il punto di contatto
tra i Monti Cantari ed i Simbruini. Nel suo stemma possiamo scorgere una colonna,
in quanto esso fu possedimento colonnese, della famiglia dei Colonna, di Sciarra,
dello schiaffo di Anagni, e di
Marcantonio, della battaglia di
Lepanto.
Alla fine del Medioevo, Giacomo Orsini della Contea di
Tagliacozzo ebbe Canistro da
Margherita Regina di Sicilia.
Ludovico Antinori, in merito al
terribile morbo della peste del
1656-1657, ebbe a scrivere:
“… Canistro i cui miserabili
abitatori perirono due terzi”.
Numerose le dispute sulle
terre di confine con la vicina
Capistrello.
Nell’Archivio Diocesano dei
Marsi (A.D.M.) ritroviamo che
Domenicantonio Petrella e
Gianni Paolo Graziano di Canistro, tra il 1678 ed il 1680,
denunciarono il prete Don
Giovanni Capodacqua di Capistrello, per l’accaparramento di alcuni fondi, ritenuto
indebito dai due attori.
Il Baglivo, un funzionario feudale di nomina regia, inoltrò le
rimostranze al Vicario Fora-
neo di Avezzano. Nella Corte Vescovile dei
Marsi, mentre i due canistrari cercarono di ottenere anche il risarcimento di alcuni alberi di
quercia abbattuti da coloro che i canistrari
stessi ritenevano usurpatori dei loro terreni, i
Capodacqua sostennero invece che tutti i possedimenti oggetto di contesa appartenevano
alla loro famiglia da oltre mezzo secolo.
Ma oltre alle dispute, con la comunità capistrellana vi furono punti di contatto. Infatti, abbiamo
un architetto canistraro, un certo Vittorio De Vittorijs, milanese ma abitante a Canistro, che alla
fine del XVIII secolo fu incaricato del restauro
della chiesa parrocchiale di Sant’Antonio di
Padova a Capistrello.
Sul finire del 1806, in prossimità di Canistro si
ricongiunsero i ribelli filoborbonici di Ermene-
gildo Piccioli con i gruppi del guerrigliero sanfedista Michele Pezza da Itri, detto Fra Diavolo.
Poi ci fu l’invasione brigantesca di Antonio Gasbarrone da Sonnino, che il 1° maggio 1825 si
introdusse in Valle Roveto proprio entrando
dalla parte di Canistro e di Meta.
Nel 1830, Canistro fu coinvolto nella guerra dei
pascoli. Ci volle l’apposizione di termini lapidei,
dopo la bonaria convenzione delle parti per la
definitiva fissazione del confine. Ma era soltanto uno dei tanti episodi che nei secoli si susseguirono.
Secondo Edward Lear, che lo riscontrò nel
1846, il pesce pescato nel Fucino dagli abitanti
di Luco dei Marsi andava a Canistro e da lì si
dirigeva a Subiaco e Roma.
La vicinanza si rafforzò quando il comprensorio
Vita Ciociara
luchese e quello canistraro furono
uniti dalla squadra di calcio, Luco
Canistro.
Nel 1859, la nobile fanciulla canistrara di soli 17 anni, Angelina
Vecchiarelli, sposò l’atinate Alfonso Visocchi, nato nel 1831. Visocchi
faceva
parte
della
prestigiosa famiglia di politici, latifondisti ed industriali della Valle di
Comino, mentre la giovinetta veniva da una casata canistrara
ricca di tradizioni e di censo, che
annoverava anche autorevoli
esponenti politici.
Ma la cittadina ha visto altresì miseria e spopolamento. A Canistro
Superiore, all’ingresso del paese,
un moderno graffito mostra il treno
che strappa via dal paese la
gente, alla ricerca di un futuro migliore.
A lato della raffigurazione è scritto:
“Oh terra mia: E partono con il
sole/ in un treno senza sole/ col
cuore che gli fa male/ e un groppo
nella gola. Partono alla ventura/ i
treni sono pieni/ le mani che salutano/ stanno fuori dai finestrini.
Anno 5° - Marzo 2009
Salutano gli amici/ le madri e i
bambini/ le stazioni sono al buio/
ed il cielo è senza stelle.”
Da segnalare inoltre lo scenario
che si para davanti a coloro che
percorrono la provinciale che raccorda Canistro Inferiore a Canistro
Superiore. Sembra di essere a
Hollywood, con raffigurazioni da
set cinematografico che si stagliano tra il verde.
La cittadina è inoltre famosa per lo
sfruttamento terapeutico e commerciale di una sorgente ormai famosissima, che sgorga sul suo
territorio, ma anche per la castagna roscetta, in attesa di ulteriori
riconoscimenti.
Si viaggia verso traguardi di valorizzazione del frutto a livello europeo. Tra i requisiti richiesti,
l’inserimento del frutto e delle sue
caratteristiche all’interno di pubblicazioni stampate da oltre venticinque anni.
Sotto questo punto di vista, si
tratta di una strada tutta in discesa; si va dalle numerose pubblicazioni dei viaggiatori del Grand
9
Tour, oltre agli esploratori italiani che fino al secolo
scorso solcarono queste zone, fino ad arrivare all’indimenticabile Don Gaetano Squilla.
Quest’ultimo parlò della castagna roscetta sia nel libro
“Valle Roveto nella Geografia e nella Storia”, voluto
dall’Ente Valorizzazione del Fucino ed edito nel 1966
sia nel volumetto “Panorami e Sorgenti della Valle Roveto” edito dalla Tipolitografia dell’Abbazia di Casamari
nel 1982, anno della sua morte.
In ogni caso, si tratta di oltre un quarto di secolo.
Per non parlare dei registri parrocchiali e diocesani e
delle antiche pergamene che menzionano il prodotto.
A questo punto, vogliamo rivolgere una critica agli enti
locali, più uno stimolo che altro. Sicuramente stanno
lavorando tanto, ma forse si potrebbe fare molto altro
per valorizzare queste zone.
Un tempo i viaggiatori venivano dalle altre nazioni europee, dovevano valicare le Alpi, a piedi o con gli animali, eppure venivano a visitare questi luoghi.
Basti ricordare l’epoca del Grand Tour. Essi scrivevano
resoconti, mandavano i loro reportage all’estero, ove
uscivano sotto forma di pubblicazioni molto diffuse.
Ora che le Alpi sono state traforate, e coi potenti mezzi
ci vuole un attimo, non viene più nessuno. Nonostante
oggi ci siano gli enti preposti alla valorizzazione, non vi
sono più tutti quei viaggiatori.
Mentre quando tali enti non esistevano, queste terre
erano invase da personaggi di tutta Europa.
Pietro Margiotta
10
Anno 5° - Marzo 2009
Vita Ciociara
LA NOTTE DEGLI OSCAR
La storia dei premi Oscar
Il premio Oscar, nome con il quale sono noti gli
Academy Award, vengono assegnati dalla Academy of Motion Arts and Sciences, costituita da
“addetti ai lavori” del mondo cinematografico. Il
nome ufficiale dell'ambita statuetta è Academy
Award of Merito. Il nome Oscar venne conferito
da Margaret Herrick, un'impiegata dell'Academy,
la quale, vedendo la statuetta esclamò: “ Somiglia proprio a mio zio Oscar “. I premi vennero
assegnati per la prima volta nella Blossom Room
del Roosevelt Hotel di Hollywood a Los Angeles
il 16 maggio del 1929.
La notte degli Oscar 2009
Domenica 22 febbraio dopo aver bevuto una
calda tazza di caffè ho seguito la diretta della cerimonia degli Oscar. Uno dei riti che preferisco è
la sfilata delle star sul tappeto rosso che si apprestano ad entrane nel celebre Kodak Theater.
Sul red carpet 2009 Angelina Jolie e Brad Pitt
erano in splendida forma, camminavano mano
nella mano, entrambi in abito nero e candidati all'Oscar, Angelina fasciata nel lungo abito di Eli
Saab sfoggiava degli splendidi orecchini verde
smeraldo. Le mie preferite sono state Sarah Jessica Parker e Penelope Cruz in abiti bianchi e
fiabeschi, abiti in pizzo e organza abbinati con
splendidi diamanti. Presente sul red carpet Sophia Loren, l'unico pezzo d'Italia agli Oscar visto
che nessun film e attore italiano erano candidati.
C'era un po d'Italia anche sul Kodak Theater, infatti sul palco era riprodotto il disegno di Michelangelo di piazza del Campidoglio a Roma.
Hugh Jackman attore australiano giunto al successo con il film “Australia”, presentando la Notte
degli Oscar 2009 ha sfoggiato sia talento che
senso dell'umorismo, il momento che ho preferito è stato l'inizio dello show, quando Jackman ci
ha regalato un piccolo Musical ispirato ai film in
concorso. L'attore ha dimostrato ancora una
volta che la bellezza non è l'unico
pregio che possiede.
Tra momenti divertenti e gag tra presentatori sono state assegnate le
statuette dorate. Nella categoria Miglior film ha vinto “The Millionaire” di
Danny Boyle, premiato come Miglior
regista. Kate Winslet è stata premiata come Miglior attrice protagonista, Sean Penn come miglior
attore protagonista. Nelle categorie
Miglior attore e attrice non protagonista hanno vinto Heath Ledger e
Penelope Cruz, Ledger dopo esser
stato premiato con il Golden Globe
ha vinto anche l'Oscar, purtroppo
come è noto l'attore è scomparso
tempo fa, questi riconoscimenti postumi ci fanno rimpiangere ancor di
più il talentoso attore.
I film in uscita a Marzo 2009
I LOVE SHOPPING : Ho atteso que-
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sto film per più di un anno, dopo
aver letto i 5 libri della serie “I love
shopping” della scrittrice inglese Sophie Kinsella ero proprio curiosa di
vedere sul grande schermo la divertente protagonista di questi best seller, tale Rebecca Bloomwood.
Purtroppo la delusione era in agguato, infatti il regista P. J. Hogan si
è preso qualche libertà. Becky Bloomwood nel film appare goffa e un
po' superficiale, è vero che nel libro
Becky peccava di egocentrismo ed
egoismo, ma in un modo o nell'altro
riusciva a conquistare il lettore. Ritornando al film Becky è una giovane donna in carriera, amante della
vita e soprattutto maniaca dello
shopping esagerato, Becky sogna
ad occhi aperti e crede di poter conquistare tutto e tutti con la sue “geniali” idee; sogna di riuscire a
lavorare per la sua rivista di moda
Vita Ciociara
preferita, e per raggiungere il suo obiettivo ne inventa di tutti
i colori, riuscendo a strappare un contratto ad una rivista che
si occupa di finanza pubblicata dallo stesso editore. Alla giovane donna verrà affidata una rubrica, dove ha il compito di rispondere alle domande dei piccoli risparmiatori, i quali le
chiederanno consigli per la gestione delle finanze. Per non perdere il posto di lavoro e mandare avanti la sua storia con l'affascinante uomo d'affari Luke, Becky ne inventerà sempre una
nuova, per nascondere la verità: Becky per assecondare la
mania dello shopping ha accumulato molti debiti.
LA PANTERA ROSA : Regia di Herald Zwart. Steve Martin e
Jean Reno tornano con il sequel del grande successo mondiale
del 2006, Martin riprende il ruolo dell'ispettore di polizia francese, Jacques Clouseau. Quando vengono rubati gioielli molto
preziosi provenienti da tutto il mondo, incluso il Diamante della
Pantera Rosa, l'ispettore capo Dreyfus è costretto ad assegnare Clouseau alla squadra di esperti e detective con il compito di trovare il ladro e soprattutto ritrovare i gioielli rubati.
THE INTERNATIONAL: Regia di Tom Tykwer, con Clive Owen
e Naomi Watts. Un agente dell' interpol e un vice procuratore di
New York indagano entrambi sulle losche attività di una delle
banche più potenti del mondo. Sono sospettate di riciclare denaro sporco , traffico d'armi e manipolazione dei governi. L'inchiesta è molto articolata e soprattutto pericolosa per le
persone coinvolte. Il film ambientato in quattro grandi città che
si prestano perfettamente alla sceneggiatura : Berlino, Istanbul,
Milano e New York. Il film risulta di grande attualità soprattutto
per gli Usa. Imperdibile la scena con la sparatoria nella bianca
spirale del Museo Guggenheim di New York e l'inseguimento
sui tetti vicino la Moschea Blu di Istanbul.
DIVERSO DA CHI? : Regia di Umberto Carteni. Pietro, un giovane politico, gay dichiarato, interpretato da Luca Argentero, si
candida come sindaco in una città del Nord-Est. Durante l'avvincente campagna elettorale Pietro viene affiancato da Adele,
un'affascinante collega, interpretata da Claudia Gerini . Pietro
fa della sua omosessualità il suo punto di forza per conquistare
la simpatia degli elettori. Dopo un inizio litigioso tra Pietro e
Adele nasce una bella intesa, che improvvisamente si trasforma in una grande passione. Ovviamente non sarà una storia facile, Pietro dovrà dare delle spiegazione a tutti i suoi
elettori e soprattutto al suo fidanzato Remo. Il brano portato da
Povia a Sanremo 2009 potrebbe essere la colonna sonora del
film, infatti come Luca anche il protagonista del film era gay e
adesso sta con lei..!
Via Marsicana, 135 03039 SORA (FR)
Tel. e Fax 0776 824609
Anno 5° - Marzo 2009
11
Percorsi di fede
Carnello è stato testimone di alcuni momenti di fede, quella vera,
quella del popolo di Dio, quella, come dice il Vangelo, per cui si
crede senza vedere.
Nella Parrocchia di Santa Restituta e Sant’Antonio , giovedi 12
u.s., accolta da una folla di fedeli e dal Vescovo Mons. Luca
Brandolini è giunta da Pompei la miracolosa immagine della Vergine di Pompei.
Nella chiesa parrocchiale si è tenuta una commovente cerimonia
a cui hanno partecipato rappresentanze religiose, associazioni
cattoliche e fedeli da tutta la Diocesi.
In serata si è tenuta una veglia mariana, commovente e suggestiva.
Nella giornata di venerdi, la peregrinatio è continuata con cerimonie religiose officiate da alcuni missionari, ma interessante è
stata la visita e l’omaggio dei malati, che hanno rivolto a Maria
la loro fervente preghiera e offrendo le loro infermità con cristiana accettazione e rassegnazione.
Sabato i momenti salienti sono stati la catechesi per le Confraternite e le associazioni parrocchiali, la celebrazione solenne officiata dall’Arcivescovo di Pompei e la veglia mariana.
Domenica , con la celebrazione del Vescovo diocesano è terminata la straordinaria visita della Madonna Di Pompei a Carnello.
Il popolo di Dio certamente riceverà copiosi frutti spirituali dalle
intense giornate di intimità trascorse in ideale unione con la Madonna del Rosario.
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Anno 5° - Marzo 2009
Vita Ciociara
A GE NDI
Associazione Genitori dei Disabili
“Le Nuvole” e dintorni
Il Centro “Le Nuvole” dove tutti sono protagonisti
Il 2009, per noi dell’Agendi, è iniziato con una serie di novità e di cambiamenti con cui vogliamo dare nuovo slancio all’Associazione ed offrire più aiuto ai disabili ed alle
loro famiglie. La prima novità riguarda il Direttivo. A se-
guito dell’ultima Assemblea dei Soci e della
conseguente riunione
del nuovo Direttivo sono
state elette le nuove cariche associative: Presidente,
Giulio
De
Gasperis – Vicepresidente, Mario Rea – Segretaria, Paola Tucci –
Tesoriere, Antonio Mora
e Consigliere, Antonella
Simone. Ma la novità
più grande è la nascita
del Centro “le Nuvole”.
Prima di parlare del centro, però, dobbiamo ringraziare pubblicamente
coloro che, grazie alla
loro generosità e sensibilità, ci hanno permesso di realizzare
questo sogno. E’ con
tutto il cuore che vogliamo ringraziare il nostro Vescovo, Padre
Luca, per averci dato la
possibilità di concretizzare il Progetto “I DiversaMente”, di cui il
centro “Le Nuvole” è
parte integrante, dandoci la possibilità di usufruire di alcuni locali del
‘Centro Pastorale San Luca’
(Villa Angelina). Senza l’aiuto
di Padre Luca difficilmente
avrem-mo avuto la possibilità
di creare un centro in cui realizzare attività per i disabili ed
i loro genitori. Grazie Padre
Luca per aver donato a noi
questa opportunità e per aver
ridato alla gente di Sora e
della sua Diocesi il complesso di Villa Angelina trasformandola in una struttura
più accogliente e funzionante
, capace di dare risposte ai
problemi dei cittadini. Un altro
enorme grazie va al Sig. Valerio Febei, responsabile e
coordinatore del ‘Centro Pastorale San Luca’, che ci è
stato sempre vicino, specialmente in questi ultimi mesi,
incoraggiandoci e aiutandoci
a superare le difficoltà incontrate.
“Le Nuvole” Il centro è
aperto a tutti i bambini e ragazzi disabili, associati e non
all’Agendi, ed ai loro genitori;
c’è la possibilità di inserire
anche disabili adulti attraverso un percorso graduale
concordato e condiviso tra i
responsabili del centro ed i
genitori. Tutti sono protagonisti e impegnati nella buona
riuscita del Centro con lo spirito del mutuo/aiuto; già
adesso alcuni genitori si sono
organizzati tra di loro nel portare i figli al centro e nel riaccompagnarli a casa. Ed altri
si prestano ad aiutare gli operatori. E’ previsto anche uno
‘Spazio Genitori’ autogestito.
SORA
CORSO VOLSCI, 65 TEL.0776.824299
ISOLA LIRI
CORSO ROMA, 23-25 TEL.0776.807233
MONTE S.GIOVANNI CAMPANO
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Tel.0775.873378
Centro Commerciale
“Il PONTE”
Pontecorvo (FR)
PRIMAVERA IN VETRINA
Vita Ciociara
Anno 5° - Marzo 2009
Questo vuole essere il Centro di tutti coloro che vogliono essere aiutati e ,nello stesso tempo, vogliono
aiutare gli altri genitori mettendo in comune la propria
esperienza di vita. Per ulteriori informazioni sulle attività e sugli orari potete contattare i seguenti numeri:
Giulio 338/6270800, Paola 329/1025979, Fabio
328/7315866.
“I DiversaMente” E’ un Progetto che vuole creare
nelle persone un nuovo modo di pensare e di rapportarsi alla disabilità ed alle sue problematiche. Vuole
creare, nel suo piccolo, Menti Diverse capaci di avvicinarsi ai disabili ed alle loro famiglie con la disponibilità a comprendere e non a compatire, capaci di dare
solidarietà e condividere con loro un percorso di vita
che porti, infine, alla loro vera integrazione e veda Insieme le Diverse Menti.
Un Appello! Abbiamo bisogno di VOLONTARI cerchiamo Menti Diverse capaci di impegnare DiversaMente parte del loro tempo aiutando i bambini ed
i ragazzi del centro ed affiancando i disabili adulti.
CHIAMACI
Un Ringraziamento Un grazie a tutti coloro che ci
hanno devoluto il loro 5x1000. È con questo denaro
che stiamo finanziando il Progetto “I DiversaMente”
e con esso il centro “Le Nuvole”. Per chi volesse dare
il suo 5x1000 all’Agendi può farlo indicando sulla sua
Dichiarazione dei Redditi: 91011760609. Ancora grazie a tutti e speriamo di poter continuare a meritare la
vostra fiducia e di poter così proseguire la realizzazione del Progetto “I DiversaMente” e tutte le altre
iniziative dell’Associazione.
Giulio De Gasperis
[email protected]
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UN LIBRO SINGOLARE
Il prossimo 21 Marzo, il Tulliano di Arpino ospiterà un evento di livello culturale.
Lo scrittore Ciro Guida presenterà la sua ultima fatica: EIRENE, Le
origini del viaggio verso nessun luogo.
Dicevamo un libro singolare, infatti narra la storia di tre perfetti sconosciuti, che una notte , un sogno arriva a turbare l’apparente linearità dei rispettivi trascorsi e a interrogarsi sul significato delle loro
esistenze.
Il turbamento che provoca il sogno è lo stimolo che li spinge ad iniziare un viaggio senza una meta fisica.
E’ un viaggio di esperienze, che stimolano l’autoanalisi e portano i
protagonista comprendere il valore dell’evoluzione personale.
La ricerca della crescita costante, proiettata all’infinito, viene originata dal dubbio , inteso come stimolo a non fermarsi, a non accontentarsi rigettando l’inerzia di cui sono portatrici le verità assolute.
Di grande interesse le problematiche connesse alla diffusione della
conoscenza, del significato profondo della fede e del dialogo interreligioso, portato avanti da tre personaggi, testimoni di verità non
assolute, convinti della necessità di evolversi attraverso un confronto costante, che può mettere in discussione le convinzioni di
ognuno.
In questo contesto, il dubbio non si pone come elemento frenante
nella vita e nell’evoluzione spirituale, bensì come termine di confronto insito nell’individuo.
Questo viaggio fisico-psichico non si presenta agevole e che mostra
anche i contorni difficili e dolorosi della solitudine che si collega ai
livelli superiori della conoscenza.
Il non avere alcun riferimento temporale o spaziale , l’assenza dei
nomi dei protagonisti, è un espediente narrativo scelto affinché non
fosse possibile per il lettore collocare il testo nella realtà spazialetemporale per consentire a ciascuno di immedesimarsi in modo più
personale con i protagonisti.
Questo libro cammino iniziatico e ideale a nostro avviso guida alla
riflessione sulla meta profonda che ciascuno intende conseguire.
Sora - Via Sant’Amasio, 16 Tel. 0776.821069 - Fax 0776.820621
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Anno 5° - Marzo 2009
Vita Ciociara
Pietro Antonio Isola: un intellettuale da riscoprire
Pietro Antonio Isola nacque a Roccasecca
(allora in provincia di Terra di Lavoro) il 5
maggio 1865 da una modesta famiglia di
contadini.
Trascorse l’infanzia aiutando i genitori
nell’attività dei campi, nel tempo che la
scuola elementare gli lasciava libero.
Giovane di intelligenza vivace e pronta,
Isola, grazie anche all’interessamento
dell’allora vescovo (1879-1887) di Sora –
Aquino – Pontecorvo, Mons. Ignazio Persico, ed del sacerdote don Luigi Notarangeli, arciprete della parrocchia del Castello
di Roccasecca, poté frequentare, dal novembre 1881, il seminario di Aquino per attendere agli studi ginnasiali, conclusi poi al
Liceo di San Giuseppe Calasanzio di Napoli, dove conseguì la maturità classica.
Nella stessa città frequentò l’Università, ottenendo la licenza in lettere nel 1887.
L’insegnamento, la grande vocazione della
sua vita che lo porterà a formare numerose
generazioni di studenti, iniziò alla fine del
1888, nel Ginnasio Liceo pareggiato di S.
Maria Capua Vetere (Ce).
Dal 1891 fu al ginnasio vescovile di
Aquino, che lo aveva visto studente, e successivamente al Ginnasio Comunale di
Pontecorvo.
Nell’ottobre 1896 si trasferì ad Alatri presso
il prestigioso liceo, dove fu docente di materie classiche per le classi inferiori, e subito dopo per quelle superiori (durante la
grande guerra si occupò anche della ginnastica).
Dal 1915 al 1925 Isola tentò l’esperienza
editoriale, fondando una propria officina tipografica ad Alatri. Pubblicò numerose
opere di critica, traduzioni, commenti, poesia sia proprie che di altri autori: tra queste
ricordiamo le splendide monografie di
Rocco Bonanni, Ricerche per la storia di
Aquino, (1922), e Uomini illustri di Aquino
e Diocesi, (1923).
Singolare l’esperienza editoriale del periodico Il Compendio-Rassegna mensile, vi-
vace tribuna poetica e letteraria, pubblicato
dal dicembre 1918 al dicembre 1923, cui
collaborarono scrittori e poeti del calibro di
Ada Negri, Luigi Pirandello, Salvatore Di
Giacomo, Matilde Serao, Grazia Deledda,
oltre a Pietro Antonio Isola, collaboratore
ma anche proprietario ed editore.
Personalità schiva quella del professor
Isola, lontana dall’auto promozione, dal
compromesso, ma di elevatissimo spessore critico e poetico.
L’unico obiettivo della sua impresa editoriale fu la divulgazione della cultura, della
poesia, della saggistica, anche a costo di
risultati di gestione fortemente passivi.
L’altra grande vocazione di Isola, per certi
aspetti complementare di quella educativa,
fu l’impegno critico e lirico.
Le sue prove poetiche raggiungono risultati di gran valore non solo per struttura formale, ma anche per intensità di
ispirazione: le sensazioni sembrano fluire
nel suo animo a ritmo continuo, nascono
dalle piccole e grandi esperienze quotidiane, si fanno materia di riflessione e di
autocoscienza e vengono esternate dal
fine cesello della sua penna; senza mai
perdere di vista, nell’ascolto delle proprie
sensazioni, il mondo che lo circonda.
Nascono così belle raccolte come: Brani di
vita. (Versi), e singoli opuscoli come: Luctus, Visitando Trisulti (sonetti), Dei Ruderi
del Castello di Roccasecca, L’Acropoli di
Alatri, I dì che furono, Pel cinquantenario
dello statuto, Voci d’amore.
Ma il carattere riservato dello scrittore, per
giudizio unanime scevro da ogni velleità di
apparire, non permise a questo ingegno
ciociaro di spiccare il volo come il suo
acume critico e l’intensità dei suoi versi
avrebbero meritato. E’ per questo aspetto
dell’uomo non chiuso in se stesso né incline al nascondimento intellettuale, ma inibito, talora, da una sorta di disinteresse a
proporre le proprie cose, che moltissimo
materiale rimase inedito (gli stessi suoi la-
vori dati alle stampe possono, paradossalmente, essere considerati sconosciuti
per le stesse ragioni): in questa corposa
mole vi sono, tra le altre cose, alcune raccolte che testimoniano la delicatezza e
sensibilità dell’animo del poeta (330 componimenti conservati tra le carte della Ins.
Cianfarani – Isola, nuora del poeta, di cui
ringraziamo la rara cortesia e disponibilità).
Nei suoi saggi dedicati a questioni di critica letteraria, soprattutto dantesca, c’è
profonda intuizione, oltre che sagacia interpretativa unita a chiarezza espositiva:
Isola affronta temi complessi anche da
angoli visuali diversi, senza mai aggirare
l’ostacolo e approfondendo i nodi più delicati. La sua attività critica si sviluppò,
oltre che sulle pagine de Il Compendio, in
interventi monografici tra i quali: L’ ”Ultimo
canto di Saffo” e il “Bruto minore” esposti
Via La Ripa, 19 03020 PICO (FR)
Tel.Fax 0776.544143
Cell.348.3847037
Vita Ciociara
ad uso degli studenti, Il II coro dell’Adelchi
, Su le satire di Vittorio Alfieri, La storia
nelle tragedie di Vittorio Alfieri, Le teorie
anarchiche nell’Alfieri, Quattro saggi virgiliani, P. Virgilio Marone. La prima egloga
con esposizione estetica e note, L’incontro
di Dante e Virgilio con Sordello e Stazio,
Saggi danteschi, Il canto di Piccarda e una
noticina sulla pena dei superbi nel Purgatorio, Spunti sul I e II canto del Purgatorio,
Episodi di Virgilio e Ovidio ricordati nella
Divina Commedia. Numerosissimi, inoltre,
sono i suoi interventi critici e recensioni
pubblicati su vari giornali dell’epoca (Il
nuovo Fanfulla, Fiuggi, Scienza e Diletto).
La produzione di Isola come traduttore fu
abbondante, ma anch’essa, in massima
parte, inedita.
All’amico Padre Mariano, al secolo Paolo
Roasenda (1906 – 1972), l’insigne cappuccino che diverrà celebre per le sue rubriche televisive religiose, Pietro Antonio
sottopose la sua traduzione dell’Iliade,
opera da cui, traspare potente, oltre alla
sua competenza filologica e grammaticale, il phatos e l’intensità del suo animo,
e in cui riversò tutte le sue speranze, in
una sorta di testamento intellettuale; così
rispondeva Padre Mariano “(…) ho potuto
con un po’ di calma rivedere la tua versione dell’Iliade. Essa – a mio modestissimo giudizio- è degna di nota e per la
fedeltà costante con cui hai seguito il testo
originale e per la uniformità di criteri seguiti
nella stesura”.
Rilevava poi alcune correzioni e miglioramenti da apportare alla struttura generale
dell’opera, soprattutto in ordine al criterio,
seguito dal traduttore, della fedeltà al testo
greco, che in qualche caso oscurava la
scioltezza del verso: il consiglio del dotto
cappuccino fu quello di una limatura di alcuni passi, necessaria per un’edizione
“scolastica”, cioè di un’edizione che servisse anche agli studenti (il fine costante
dell’attività culturale di Pietro Antonio rimase sempre quello educativo).
La lettera dell’amico frate è datata 23 giugno 1942, pochi mesi prima della morte di
Isola, che non poté, se pure avesse voluto,
Anno 5° - Marzo 2009
seguire il suggerimento.
Tra le altre sue traduzioni ricordiamo inoltre: Ifigenia in Tauride di Euripide, alcuni
poemetti latini del Pascoli, verso l’approfondimento dei quali lo indirizzò il celebre
dantista Luigi Pietrobono (1863-1954), di
cui il professore fu intimo amico.
Isola inviò un campione di 5 poemetti, “tradotti metricamente” al poeta romagnolo,
che non conosceva personalmente, per
ottenere l’autorizzazione alla pubblicazione, facendo nella lettera di presentazione, un generico richiamo al comune
amico Pietrobono, ma non ritenendo,
come era nel suo carattere, di servirsi dei
buoni uffici che il dantista poteva far valere
verso il Pascoli.
La scarna lettera di risposta fu scritta da
Raffaele Pascoli nel 1910, in un momento
di indisposizione del fratello; in essa si ringraziava il traduttore ma, in sostanza, si rifiutava cortesemente la proposta,
adducendo motivi di sistemazione dei
poemi per una pubblicazione definitiva.
Probabilmente il professore mantenne le
sue traduzioni, insieme ai tanti altri manoscritti, nei suoi scaffali almeno fino agli inizi
degli anni ’20, quando ne pubblicò due: Il
Centurione e Dopo la caduta dell’Urbe.
Per quanto riguarda l’attività educativa,
l’imponente statura di insegnante di Pietro
Antonio Isola è confermata dai frutti che
fecero maturare le sue qualità umane e intellettuali: le lezioni di Isola mai noiose o
banali, sollecitavano la riflessione e l’approfondimento (tra i suoi allievi ricordiamo,
tra i tanti, Giovanni Colasanti il celebre storico e archeologo di Ceprano, cui devono
molto tutti gli archeologi che si accingono
a studiare la topografia delle antiche città
di Fregelle e Fabrateria Nova).
Un breve approfondimento, per quanto difficile data la scarsità delle informazioni,
meritano i suoi rapporti con il fascismo.
Isola fece parte di quell’ampia schiera di
intellettuali di origine borghese o piccoloborghese che, in misura diversa, manifestarono un certo consenso, ancorché
formale, verso il fascismo. Ciò non deve
stupire dato che, escludendo l’antifasci-
15
smo di Croce, tollerato dal regime, e quello
di pochi veri oppositori in carcere o in esilio, oltre al volontario isolamento di alcuni
altri intellettuali, i rappresentati della cultura italiana, in gran parte, ebbero in qualche misura rapporti di collaborazione con
il fascismo. Ma a prescindere dal caso di
intellettuali fascisti militanti, il consenso al
regime da parte degli intellettuali, non fu
mai di condivisione totale con la sua ideologia, tanto che furono sempre proponibili
distinzioni, riserve, ripensamenti.
L’adesione di Isola al fascismo testimoniata da qualche presentazione ufficiale,
alcune poesie inedite, la dedica al duce
della sua Iliade, si colloca, molto verosimilmente, nell’alveo di quella formale condiscendenza riscontrata in larga misura
nell’orizzonte culturale italiano.
Pietro Antonio Isola fu padre affettuoso di
una famiglia numerosa: dalla prima moglie, Videlma Veneri di Pontecorvo, morta
prematuramente, nacque Guido, dalla seconda, Luigia Martini di Alatri, ben sette
figli.
Le figlie, Maria e Videlma, di cui ringrazio
la grande disponibilità, confermano il carattere riservato dell’insigne genitore che
raramente parlò della propria attività culturale in famiglia.
Pietro Antonio Isola morì il 27 novembre
1942 ad Alatri, la sua città d'adozione,
dopo una vita vissuta all’insegna della formazione, della poesia, della cultura.
La speranza di chi scrive è che l’opera,
schiva ma intensa, di questo scrittore, intrisa di un umanesimo profondo, in questi
tempi di perdita di identità e di miopia
verso l'altro, possa essere conosciuta, riscoperta, amata in modo da rendere giustizia e dare quel riconoscimento che il
professore, per la sua discrezione, ottenne
in vita in misura di gran lunga inferiore a
quanto meritasse e che è testimoniato dai
frutti culturali e umani che scaturirono in
chi lo conobbe, lo lesse, lo ascoltò, lo amò.
Marco Sbardella
BAR - TABACCHI
EDICOLA
Via Casalvittoria, 45 POSTA FIBRENO (FR)
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Anno 5° - Marzo 2009
Settimana della cultura
Domenica 1 Marzo nella città di
Piedimonte San Germano (Fr) si
inaugurerà la 2° edizione della
settimana della cultura che si
concluderà il 15 marzo.
Quest’anno sono molte le novità, per primo l’evento si svolgerà presso i nuovi locali della
Biblioteca comunale sita in Via
Decorato, all’interno si è rivestita
la struttura con quadri e sculture
del maestro Michele Tomas di
Ausonia. L’amministrazione comunale, il Sindaco Domenico Iacovella, l’assessore alla cultura
della provincia di Frosinone
Paola Menichetti, l’assessore
alla cultura Mario D’Alessandro
e il responsabile della Biblioteca
Sig. Gioacchino Costa apriranno
al pubblico domenica alle ore
15,00 con altri ospiti quali il giornalista Fernando Riccardi, di seguito ci sarà un concerto
classico di Antonella D’Avino,
Silvia Messore, Matteo Cata-
lano.
Lunedi 2 marzo ci sarà la presentazione del libro “9racconti +
2” del Prof. Gianni Spallone, accompagnato dalla Prof.ssa Silvana Mosca docente di religione
presso il Liceo scientifico di
Campobasso e la Dott.ssa Romina Moscato.
In conclusione della settimana
della cultura il 13 e 14 marzo
l’associazione culturale (Pari
Opportunità)
“Annamaria
Mozzoni” dedicherà due giornate studio su “Gabriele D’Annunzio: Patria, amori e poesia”.
Durante i due giorni si susseguiranno gli interventi di esperti e
appassionati del poeta e di studiosi dell’Archivio dannunziano
Venezia (Progetto scientifico internazionale, www.archiviodannunzio.it), che ha accolto con
grande entusiasmo l’articolata
iniziativa dell’Associazione. L’iniziativa vanta il patrocinio del Co-
Vita Ciociara
mune di Piedimonte San germano (FR), della
Regione Lazio, della Provincia di Frosinone,
e dell’Archivio dannunziano Venezia (patrocinato da Comitato per l'Edizione Nazionale
delle Opere di Gabriele d'Annunzio, Fondazione Il Vittoriale degli Italiani, Regione Veneto, Comune di Venezia - Ass. alla
produzione culturale, Dipartimento di Storia
delle Arti e Conservazione dei Beni Artistici
dell’ Università Ca' Foscari Venezia, Dipartimento di Italianistica e Filologia Romanza
dell’ Università Ca' Foscari Venezia, Departement of Italian Columbia University, Dipartimento di Storia delle Arti Visive e della
Musica dell’ Università degli Studi di Padova).
In attesa dell’Alto Patrocinio della Repubblica.
La manifestazione avrà inizio venerdì 13
marzo alle ore 9:00 e teminerà alle 18:00 con
un intrattenimento musicale del maestro Gian
Luigi Zampieri e Silvia Lanciotti che eseguiranno brani provenienti dal salotto musicale
di Francesco Paolo Tosti". Il secondo giorno
sabato 14 marzo il convegno avrà inizio alle
ore 9:00 e si concluderà alle ore 13:00.
Associazione culturale (pari opportunità)
“Annamaria Mozzoni”
MAD
MAD s.r.l. DIVISIONE AMBIENTE
Località Cerreto snc Roccasecca (FR)
Tel.0776-562226 Fax 0776-562226 eMail: [email protected]
Vita Ciociara
Anno 5° - Marzo 2009
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Il lotto per voi da Gigi & Totò
Cari lettori di Vita Ciociara, vicini e lontani, ormai l’inverso
volge al termine e siamo alle
porte della primavera. Anche
per questo mese di marzo vi
consigliano diverse combinazioni per sbizzarrivi nel gioco.
La raccomandazione è sempre la stessa: giocate con prudenza, con moderazione
perche il lotto è un gioco e tale
deve rimanere. Con ci stancheremo ai di ringraziarvi perche in questi mesi, in questi
anni di collaborazione con
questo mensile, ci avete sempre dimostrato un affetto incondizionato, un successo che sinceramente non credevamo di meritare. Ma iniziamo con le combinazioni;
ROMA: una combinazione di questo tipo: numero base
5 e a scelta questa serie di numeri 5-33- 81 -72 si possono combinare ambi - esempio 5 - 33; o 5 - 81 eccetera; oppure combinazione di terni - esempio 5 - 33 - 81
o 5 - 81 - 55 eccetera. CAGLIARI: una combinazione di
questo tipo, ponendo come base il nr. 2 a scelta questa
serie di numeri: 2-50-40-60-77. Si possono combinare
ambi 2 - 50 o 2- 40 eccetera; oppure terni, esempio 2 50 - 40, o 2 -40 - 77 eccetera. Vi consigliamo inoltre questo mese di giocare i seguenti ambi ossia:
NAZIONALE: 33-15 64- 24, 11-55
BARI: 10- 40, 5-1, 12-75, 1-76
CAGLIARI; 11-24, 26-41, 33-72
FIRENZE; 52-75, 62-65, 15-51
GENOVA; 5-33, 76-51, 1-64 MILANO: 1-21, 1-29, 81-87
NAPOLI: 15-45, 42-54, 61-74
PALERMO: 11-67, 81-33, 1-61
ROMA; 33-56, 42-55, 41-76
VENEZIA 1-46 24-42, 74-64
Ricordiamo di sceglierne tra le tanti combinazioni qualcuna, non pensate di giocarle tutte, per le ragioni fatte in
premessa Un saluto al prossimo mese
Arce: oratorio parrocchiale
in festa per il carnevale
Il 24 febbraio scorso ad Arce è stato festeggiato il carnevale. Molte città italiane hanno allestito carri di cartapesta,
preparato recite in maschera, organizzato feste in piazza
e banchetti con dolci di carnevale. Anche Arce non si è
sottratta a tutto questo, dopo alcuni anni in cui non si era
preparato nulla. L’oratorio, sito in via Milite Ignoto, ha organizzato due giornate dedite all’intrattenimento dei giovani: una sabato 21 e l’altra martedì 24 febbraio.
L’iniziativa ha avuto un notevole successo visto l’alto numero dei partecipanti. Protagonisti delle manifestazioni
sono stati i bambini dai 3-4 anni in poi (un buono risultato
visto che solitamente i ragazzi che frequentano i locali
dell’oratorio hanno dai 6-7 anni ai 13-14 anni). La giornata di sabato è iniziata nel primo pomeriggio con un
istante di riflessione religiosa in Chiesa a cui sono seguiti
momenti di puro divertimento grazie ai numerosi animatori dell’oratorio, vestiti per l’occasione con le magliette
della Banda Bassotti, i famosi ladri dei fumetti Disney. Ad
allietare ulteriormente questa giornata di festa c’è stata
la sfilata per tutta piazza Umberto I di un carro di carnevale ispirato al leggendario Re Artù. I bambini potevano
scegliere ben quindici diversi giochi da fare per festeggiare per l’intera giornata. La piazza e il sottostante campetto da calcio sono stati sommersi da una miriade di
coriandoli e di stelle filanti per la gioia dei più piccoli che
si sono divertiti a tirarli addosso a tutti. A termine di ogni
giornata la festa si è conclusa tornando nei locali dell’oratorio dove era stato preparato un rinfresco con i dolci tipici
del carnevale offerti dalle famiglie. I protagonisti di queste vivaci giornate di festa sono stati i bambini e l’oratorio
che, proprio in questo giorno, ha dimostrato che con
pochi soldi e molta gioia di vivere si può trascorrere una
splendida giornata all’insegna del divertimento e del buon
umore. Non resta che sperare di vedere ripetuta questa
esperienza più volte nel corso dell’anno e non aspettare
solo il prossimo carnevale per permettere a così tanti ragazzi di passare del tempo giocando insieme.
Antonella Reale
Gigi & Totò
Azzurra Srl
Autorizzata M.C.T.C.
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18
Anno 5° - Marzo 2009
Vita Ciociara
SORA : UN GRANDE ARTISTA
Sora si appresta ad onorare un altro dei suoi figli illustri.
Da sabato 28 febbraio , per tre settimane, presso
il Museo della Valle del Liri, sarà possibile ammirare l’esposizione dei capolavori dell’Artista sorano MARCELLO LUCARELLI.
Sorano DOC, figlio di Canceglie, il quartiere popolare dove l’artigianato diffuso ha forgiato veri
Maestri nelle arti applicate.
Nasce nel 1918 e appena terminato l’Avviamento,
viene , come era costume lodevole del tempo,
posto a bottega per imparare un mestiere.
Le botteghe artigianali ai piani bassi della bisettrice del quartiere antico, via Cittadella via Branca,
erano come le botteghe rinascimentali, dove un
Maestro riuniva intorno a sé apprendisti e lavoranti e da cui uscivano manufatti molto spesso
vere e proprie opere d’arte.
In questo contesto inizia la maturazione artistica
di Marcello , sotto la guida di “Maste Necola, intagliatore principe della bottega di Rocco Paniccia.
Frequenta anche per breve periodo quella che è
ricordata come la fucina dei talenti nella lavorazione del legno, la bottega di Vincenzo Domenico
De
Donatis,
il
Grande Vecchio di
una stirpe di veri Artisti del legno.
A soli diciassette
anni realizza i primi
pannelli in autonomia e suscita ammirazione e apprezzamenti entusiastici.
Nel 1949 prende coscienza del suo talento artistico e da
artigiano intagliatore
si trasforma nell’Artista dell’intaglio, che
tutti ammiriamo.
Da questa data i
Premi ricevuti, le
manifestazioni a cui
partecipa, le citazioni, gli onori non si
contano più è entrato
nell’Olimpo
degli scultori in legno.
Collezioni private,
Musei e Vaticano
conservano
sue
opere, che ormai
fanno parte del novero dei capolavori
dell’umanità.
Accanto alla produzione di soggetti religiosi, resi sempre
con una grande partecipazione emotiva,
c’è la sua produzione di soggetti legati alla tradizione
popolare, segno di
un grande amore
per la tradizione e la
cultura della sua città.
Uno fra tutti vorremmo ricordare l’opera “Il Mercato”, perfetta nella realizzazione, sconvolgente
nell’impostazione scenografica, viva e vitale
come il soggetto che rappresenta.
Marcello non intaglia, plasma il legno; ne studia
tutte le venature, ne osserva tutte le difformità e
le sfrutta al servizio della realizzazione dell’opera; ogni sfumatura , che rende vivo il legno,
viene adattata e inserita come elemento di valorizzazione.
Qualcuno ha felicemente scritto “Lucarelli,la
poesia attraverso il legno”, mai definizione più
centrata , ogni sua opera ha un lirismo intrinseco, per ciò che rappresenta e per l’atmosfera
che suggerisce o che si intuisce.
Il Museo ospita anche una serie di disegni e dipinti realizzati con tecniche diverse, che completano in senso artistico la comprensione della
poetica dell’Artista.
Una buona mano, una buona tecnica, soggetti e
soluzioni che ricordano la lezione di altri artisti
coevi ma risolti nella originale visione di Luca-
Abbigliamento sportivo delle migliori marche
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Vita Ciociara
relli.
Comunque Lucarelli
malgrado la maestria e l’ottimo livello
delle sue creazioni
grafiche , resta lo
scultore in legno,
dove esprime al
meglio le sue intuizioni artistiche e
dove
raggiunge
l’eccellenza.
Buono
l’allestimento, che permette di seguire un
percorso concepito
con intelligenza e
con grande amore
per l’arte, un catalogo che da l’esatta
importanza
della
mostra e sceglie
con grande perizia
le immagini delle
opere, il curatore
denota
lungimiranza nella difficile
scelta della presentazione.
Un plauso all’Assessore alle Politiche Culturali che
con grande determinazione ha voluto
che Sora rendesse
omaggio a questo
suo figlio, che con
l’umiltà di tutti i
grandi, è divenuto
grande scrivendo
nel legno le sue
poesie.
Rodolfo Damiani
Anno 5° - Marzo 2009
19
LA STORIA NEL DNA
Non è facile raccontare la storia di chi ha passato la vita
a raccontare le storie degli altri. Antonio Spinosa era
questo, un appassionato “narratore di storia” - così descriveva se stesso - e, possiamo aggiungere, di storie.
La vita di Spinosa ebbe inizio a Ceprano il diciotto giugno del 1923. Alla città che lo ebbe nel proprio grembo
sarebbe poi rimasto legato per tutta la vita, ed è lì che ha
chiesto di essere sepolto alla sua morte, avvenuta il 31
gennaio scorso.
Non ha avuto, il piccolo Antonio, un’infanzia da giornalista precoce né, come egli stesso ha raccontato, la famiglia e in particolare il padre hanno mai assecondato la
sua vocazione.
Nonostante ciò, appena terminati gli studi Spinosa transitò per anni nella redazione di vari quotidiani: dal Giornale d’Italia al Giorno, e fu anche collaboratore
dell’Ansa, per poi approdare a due tra le maggiori testate italiane, il Corriere della Sera – come inviato speciale – e infine il Giornale, dove lavorò al fianco di Indro
Montanelli. Fu l’ultima stagione da giornalista “sul
campo” poiché, fatta eccezione per il periodo da direttore alla Gazzetta del Mezzogiorno di Bari, da allora in
poi Spinosa si dedicò alla nuova vita da scrittore. Del
resto, già come firma di cronaca, la sua vocazione non
era, per sua stessa ammissione, quella di “giornalista
d’assalto”.
Fu dunque naturale intraprendere l’attività di divulgatore.
Dopo i primi, incoraggianti successi letterari, fu chiamato
anche a dirigere la rubrica culturale di Raitre “Videosapere”.
Lunghissimo l’elenco dei personaggi storici di ogni
epoca che sono stati tratteggiati dalla penna di Antonio
Spinosa (che si inte- ressò anche molto nel corso degli
anni della storia locale di Ceprano e, soprattutto, dell’antica Fregellae). Paolina Bonaparte fu la prima di una
lunga serie, seguita poi da un vero stuolo di “star” lungo
l’arco dei secoli: Tiberio, Cesare, Cleopatra, Augusto,
Napoleone, Hitler, D’Annunzio, Mussolini, Churchill, Pio
XII e tanti altri. Tra i testi più letti e famosi “La grande
storia di Roma” pubblicata nel 1998 presso Mondadori,
la casa editrice che accompagnò Spinosa nella sua stagione più prolifica e ricca di successi. L’Eneide e Luigi
XVI sono state le ultime fatiche editoriali del “narratore
di storia”, attivo e presente nel suo lavoro
fino a pochi mesi dalla scomparsa.
Durante tutta una vita di intenso e prolifico
lavoro, mai Spinosa dimenticò l’affetto
che lo legava a Ceprano. Di molte delle
sue opere vergate nello studio dell’abitazione di via Merulana a Roma, circondato
dalla sua vasta biblioteca, volle personalmente curare la presentazione nella città
natale, e non esitava a citare i ricordi d’infanzia tra i vicoli di Ceprano come quelli
ai quali era particolarmente legato.
Un affetto certamente ricambiato, per
molti versi anche con gratitudine, da
quanti lo hanno conosciuto in vita non
solo attraverso le sue opere ma anche
personalmente, da modestissimi colleghi
(come il sottoscritto che ebbe il piacere di
dialogare con lui in occasione dell’ottantesimo compleanno) ma anche da un gran
numero di cepranesi fieri di poterlo enumerare tra i propri concittadini.
Pino Lombardi
20
Anno 5° - Marzo 2009
Vita Ciociara
LOURDES 2009. Anno di Bernadette , la sua storia dalla nascita
così i soggiorni a Bartres
alla prima apparizione Iniziano
piccolo villaggio a 7 chilometri da
Nel presentare Lourdes, il suo messaggio, la
sua realtà nel mondo odierno, non possiamo tralasciare la conoscenza di colei che
attraverso la testimonianza della sua eccezionale esperienza vissuta è la nostra unica
fonte. Conoscerla più da vicino e scoprire
particolari della sua vita apparentemente
quasi insignificante, in questo unita ad altri
grandi figure della Chiesa, ma tutta modellata per la missione per la quale era stata
scelta. Nasce il 7 gennaio del 1844 dal matrimonio d’amore di Francesco e Luisa Casterot uniti in matrimonio un anno prima, lui
mugnaio lei secondogenita del defunto affittuario del mulino di Boly. Chiamata Bernadette in ossequio alla sorella maggiore della
madre Bernarde ,vero capo famiglia e sua
madrina. Dopo alcuni mesi la madre si
ustiona ad un seno e perde il latte e affida la
piccola a Maria Lagues di Bartres che aveva
da poco perso un bambino vi rimarrà 2 anni.
Lourdes leggermente in collina e
con un clima sicuramente migliore. Nel frattempo a Luisa nascerà un bambino che poi morirà
ed poi nel 1846 nascerà Toinette
a cui seguiranno Jean Marie
(1851) e Justin (1855). Questi
anni non ci lasciano episodi rilevanti su Bernadette è occupata
ad assistere i fratellini ma durante un’epidemia di colera si ammalerà, riuscirà a guarire le sue
piaghe curate con metodi rudimentali le procurano l’asma, ne
soffrirà per il resto della vita.E’
una bambina di dieci anni quando
tutto inizia ad andare a rotoli in
una famiglia che sta vivendo le
trasformazioni del lavoro dovute
alla diffusione dei mulini a vapore
e al succedersi di annate di forte
siccità che daranno luogo ad una
crisi dell’agricoltura. Il lavoro diminuisce per il mulino soprattutto
ora che il governo distribuisce
agli affamati agricoltori la farina
gratis. Il povero Francesco Soubirous non riesce a pagare il fitto
del mulino e per lui arriva il fallimento . Si trasferiscono da mulino alla Maison Laborde ma le
cose vanno sempre peggio. Ora
il futuro è incerto ,grazie ad un
cugino trovano ospitalità in un tugurio ex carcere chiamato Cachot, papà e mamma trovano
lavori occasionali e lei resta in
casa per occuparsi dei fratellini,
non va a scuola, parla solo il dialetto della bigorre , resta quasi
analfabeta e qualche volta serve
al banco nell’osteria della zia
Bernarda che si trova all’angolo
di rue du burg. Il Cachot è una
stanza 4x4 al piano terra con ca-
mino , lavello, finestra che da sul canale del letamaio, vi abitano in sei
quindi cucinano, mangiano, dormono
e pregano. In questa situazione di
estremo disagio Bernadette viene di
nuovo inviata a Bartres spinta anche
dalla volontà di imparare il catechismo vista la sua determinazione di
fare la prima comunione. Vi andrà a
settembre del 1857 fino al 21 gennaio del 1858 quando tornerà a casa
stanca delle continue umiliazioni e
della solitudine e dei pochi passi in
avanti fatti nello studio, appena pochi
giorni prima del fatidico 11 febbraio.
Nel raccontare la storia di Bernadette
è bello soffermarsi su alcuni aspetti,
risalta subito l’inesorabile discesa sociale, la miseria più estrema, tutto
che va male,l’incapacità, il toccare il
fondo . Da questo nulla, da questo
buio da questo nascondimento è partita a mezzogiorno di quel giovedì 11
febbraio.
Giorgio Marcelli
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Vita Ciociara
Anno 5° - Marzo 2009
21
Racconti in dialetto, dalla tradizione di Guarcino (FR) a cura di Francesco Giansanti
La mula Morlina
‘Ncecco jò carettiere jeva tutti j
giorni a Frosenone a fa jò viaio
co’ gliò cariolo , ca po’ saria jò
caretto a quattro rote, pe’ reportà a le botteghe de Guarcino
lo magnà, comme potaria essa
le sacche de gliò fiore, la pasta
bianca e nera dentro a le cassette chella longa e dentro a le
sacche chella corta, j barattoli
de cingo chili de la conserva, j
barattoli de l’alici sotto sale, j
tini de le saraghe, le cassette
de gliò baccalà, j rotoli de la
mortadella d’aseno, j rotoli de
gliò provolone, le scattolette de
sardine, e le sacche de lo sale.
‘Ncecco s’arezzeva la matina a
le quattro, salutava i figli co ‘no
bacitto ‘n ciocca e po’ s’aveceneva a salutà la bella moglie
Margarita, mesa ‘nsonnolita,
ma prò chiglio saluto era propria assà longo, ca propria ce
doleva a issene, ca ma’ saria
oluto lassà chiglio fiore de moglie sulo a gliò letto, apperciò
azzeva jò lenzojò pe’ remeralla
bene,bene, da capo a peti, accosì chella ‘maggene, ca pareva ‘na statua ce rimaneva
‘mbressa a la ciocca tutta la
giornata.
Tante ote era ditto a la socera:
“Ma comme si fatto mamma
Cesì a fa ‘na figlia a sosì bella,
più la remiro e più è bella, apperciò oglio bè puro a ti suocera me, e pe’ chest te oglio da
‘no bacio a se mascellucce, ancora roscette ”.
E Cesira ce responneva:
“Ma ‘na fenisci ma’ de di se
cose, uah! Ca si pazzo figlio
mee.”
Prima de scì de casa ‘Ncecco
se tolleva, ‘n cima a gliò taolino,
jò fazzoletto co’ la colazione, ca
la moglie c’era preparato la
sera annanzi.
La curiosetà era normale e pe’
la via doppo ca era ghiusa la
porta a rete a jsso, attendeva
co’le mani jò fazzoletto pe’ sentì
che cosa la moglie c’era misso
dendro.
Facenne accusì areveva a la
stalla, cacceva le mule, le porteva a beora a la fontana,
po’caleva alla via Romana, entrava a la remessa, l’attaccheva
a gliò caretto e sbieva, doppo
avè appicciato la lanterna, ca
era notte, appiccata sotto a la
sala de le rote.
Jò celo pareva brutto chella
matina ma jsso n’ ce dette piso.
Longo la via po’ se ‘ncontreva
co’ gliari carrettieri e a così se
formava ‘na colonna uno a filo
a gli aro fino a Frosenone.
Da Spazzini e da Ferante carecheva jò caretto, doppo avè
misso la biavarola a le mule.
Fenito de carecà puro jsso se
magneva chello zico pane vicino a la fontana de la Madonna de la Neve de
Frosenone.
Quando la stozza se l’era finita
leveva la mangorgia a le mule
e sbiava jò cariolo verso Guar-
cino.
Chiglio giorno cammeneva
zico più lesto ca saccorgì ca
jò celo no’ prometteva gnente
de bono.
Comunque steva a sonà
mezzogiorno, a la cattedrale
‘n cima a Civeta d’Alatri e
jsso era arrevato ‘n cima a la
Donna, ma propria a fatica,
comunque mo le mule mentre caleveno verso jò Porpuro
se steveno a refa zico de
chella fatecata, ca ereno
fatto.
ma ècco c’appena recomenzà la sallita p’arevà ‘n
cima a Collelavena se vedeva propria ca le mule facevano assà fatica , specie
chella sotto stanga, ca perché era puro la più anziana.
La mula a bilancino gni tanto
se buscheva ca frustata puro
se leggera, ma a Morlina, la
mula sotto stanga, ce la faceva solo sentì scroccà, la
frusta, ma non ce tirava, ca
perché ‘Ncecco sapeva bene
ca chella mula, già troppo fatecheva.
Quando arevà a la ‘mpianata
de Colle Lavena comenzà a
cadé ca fiocco de neve, mentre jò celo se faceva sembre
più scuro, e allora cercà angora d’allongà jò passo.
Arevato a Pitocco ‘Ncecco
s’accorse guardenne a capammonte ca a Guarcino
fioccheva propria bè e gliò
Continua alla
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Au ro r a F i o r i
Via Marsicana, 63, (nei pressi del cimitero)
03039 Sora (Fr)
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Anno 5° - Marzo 2009
Continua dalla
pagina precedente
core ce se strigni ‘mbetto, pe’ la
grande aggidazione, ca ce
venne, pe’ la paura ca ce se
‘nfonneva la farina, co’ la pasta.
‘Ncecco mo pregheva Sant’Agnello perché n’ facesse fioccà
tanto, a meno fino a che jsso
n’fosse raddutto a gliò paese e
scaricato jò caretto.
Quando stette a la Toretta, pe’
maggior cordoglio, s’azzà ‘no
vento forte e gelato, ca te faceva
rabbrevedì le carni a dosso e la
neve ca steva pe’ tera se comenzà a ghiaccià tutta quanta.
Cammenenne,
cammenenne
passà denanzi a la chiesia de la
Madonna de Lorito e jsso se caccià jò cappeglio e se fece jò
segno de la croci e ghiese ajuto a
la Madonna.
La pora mula Morlina a gliò ponte
Novo, a loco quando se sta a
entrà a Guardino, se vedeva propria ca era stracca e adeva da fa’
ancora sei tornanti e tutti ripeti,
prima d’arevà a la bottega de
Biaggio, a do saria douto scarecà.
Comunque jò primo e gliò secondo j feci quasi bè, ma appena
stette a gliò terzo, a chiglio de
gli’Arbero de le Corna, la pora
mula Morlina, sgarà, sciuleca ‘n
cima a gliò ghiaccio e se ‘ngenocchià de botto.
Jò ghiaccio mo se steva a roscià
de’lo sangue ca sceva a le tenocchia de Morlina, mentre che l’ara
mula era remasa ‘mpiedi, pe’ fortuna.
‘Ncecco mo ‘n ce scerneva più
pe le rabbie, ca chiglio viajo ce
poteva costà caro e allora azzà la
frusta pe’ tirà a Morlina, ma n’
tenne core e allora se ‘ngenocchià a pete a gliò musso de Morfina e accosì ce se misse a parlà
a ‘na recchja;
“Ajuteme, ajuteme Morlina me
bella, porteme sta farina ammeno fino a la fontanella, te
scongiuro, te lo chiedo propria
pe’ piat, ca se co’ la fiocca sta farina se ‘nfonnarà
niciuno più a lora jò vjaio me pagarà, anzi jè la farina adaraglio
da repagà.
Ma jé j quatrini addò j vaglio a
trovà.,se gli tengo appena pe’ fa j
uttri me sdiunà .
Pe’ sta guera meso a ‘na via me
so retrovato, ca j quatrini ca co’
tanto sedore m’era guadagnato,
tutti quanti sani, sani a la Potsa
j’era portato
e mo carta straccia, doppo guera
ào addeventato
e gente più, credeme ce so’ raccapezzato.”
Morlina a fatica, comme se chiglio descurso aesse capito, ‘n
cima a le zambe, sgarenne, sgarenne se raddrezzà.
Appontà bè j zoccoli e la cinghia
de gliò pettorale dendro a le carni
ce se ficcà e lo sangue ca ce scì
a piscichi, ce colà pe’ gliò petto e
pe’ le zampe fino ‘n cima a gliò
ghiaccio, ma non se ne curà,
pensenne solamente a stirà chiglio caretto.
Jò manteglio baio era addeventato bianco de sedore, ma finalmente jò cariolo rescì a spostà.
A’,a’ a’ urleva ‘Ncecco e a Sant’Angelo, propria denanzi a la
bottega di Biaggio, ca era fatto
j’ordene, potette dì jsci tè, ca era
arevato.
‘Ncecco passà la spalla sotto a
gliò musso de Morlina co le lacrime a gli occhi e forte l’abbraccià a glio coglio.
Po’ appena ‘Ncecco da la mula
se staccà, allescennece jò
musso, dentro a la bottega de
Biaggio se j a fa dà, quattro sacche ote pe’ mettene du a pe’ dù
‘n cima a le mule, pe’ ne’ fa ammalà, ca steveno propria troppo
sudate.
‘Ncecco tozze ‘na cencia, dendro
a ‘na canestrella appiccata sotto
a gliò caretto e le mule stuà,
bene, bene, po’ co’ le sacche
l’accappà.
Era condendo ‘Ncecco e apperciò a le du mule du mangorge de
biava da Biaggio ce comprà, ca
co’ la fatica ch’ereno fatto, chella
biava se l’ereno proprià meretata, ma a Morlina, mesa libbra
de sellecche meso a la biava
ci’ammischià, ca sapeva ca essa
ce piacevano propria assà e
quando Morlina comenzà a
magnà e le sellecche sotto a gli
denti comenzà a rocecà, co’ la
ciocca ‘n cima e a tera, comenzà
a fa’ pe’ rengrazzià jò padrone,
ca la steva bene a governà.
Francesco Giansanti
Vita Ciociara
LÊAngolo degli auguri
Tanti auguri a Federico dai
genitori Barbara e Cosimo,
dai fratelli Alessandro e
Lorenzo, da tutti i nonni e
gli zii per i suoi 15 anni
La Rev.ma Madre Suor EMILIA celebra 50 anni da
quando scelse di essere sposa di Cristo.
Un apostolato praticato nell'ordine fondato da Santa Giovanna Antida Tohuret.
Cinquanta anni di carità, laddove è più facile incontrare
Cristo ma dove è più difficile servirlo, al capezzale dei
malati.
Suor EMILIA è una delle due suore che ancora operano
nell'Ospedale di Sora e testimoniano con il sacrificio quotidiano che la professione ospedaliera è prima di tutto
una missione, che va svolta sapendo a chi ci si rivolge e
ricordando sempre la pratica evangelica.
AUGURI EMILIA , angelo delle corsie del dolore, ti seguono le benedizioni di quanti hai assistito, aiutato e confortato.
La tua umiltà, silenziosa e schiva è il tuo patrimonio, custodito la dove conta.
I Pensionati aderenti alla FNP CISL hanno il 27 febbraio
celebrato il proprio Congresso.
La nuova Segreteria è formata da Franco Casali, riconfermato Segretario Generale, Vincenzo Capozzi e la sorana Nives Conflitti.
La novità è costituita dalla sig.ra Nives , che raggiunge
un prestigioso traguardo.
AUGURI di BUON LAVORO a tutti gli eletti.
L'11 febbraio 2009,
UGO GROSSO, dopo
una lunga e gloriosa
carriera come Vigile
Urbano nel comune di
Vicalvi, ha raggiunto la
meritata
pensione.
Con affetto e stima gli
fanno gli auguri, la moglie Lidia, la figlia Simona,
il
genero
Michele, l'Amministrazione comunale e tutti
i dipendenti del Comune di Vicalvi.
Vita Ciociara
Anno 5° - Marzo 2009
AUGURI, AUGURI, AUGURI
alla nostra affezionatissima lettrice Teresa che compie questo
mese di marzo gli anni. Quanti?
Pochissimi!!. E’ entrata da poco
nella maggiore età.Gli auguri giungono da tutti i familiari, da nipoti, pronipoti e da
tutti i clienti del “Ristorante” di
via S. Antonio Forletta
AUGURI, AUGURI, AUGURI e
tanti di questi giorni.
La redazione si ... associa
Tanti auguri a Massimiliano Camilli per il suo compleanno da:
Domenica, Franceso, Bruno e Loredana con Ylenia e Giorgio.
PS. hai ancora tanta strada davanti a te percorrila con i nostri
migliori auguri.
Tantissimi auguri di buon compleanno ad Attilio Zompanti
...Ama come noi la famiglia, va
con quiete e serenità…In mezzo
ai boschi, per valli, monti e Iagone senza stancarsi mai. Gli
auguri gli giungono dalle tribù familiari associate
NADIA. Il folletto di casa compie gli anni.
AUGURI TESORO
Nadia significa speranza e tu
sei la speranza, certamente
ben riposte, di mamma e papà.
TANTI Auguri coccolosi dai genitori, nonni e zii.
Con un sorriso come il tuo non
si può non andare lontano.
AUGURI
23
E’ come il vino buono, stà nella
botte piccola ed invecchiando
migliora. Franceschino sei
grande!
Auguri da tutta la tribù, Anna,
Vincenzo, Emilia, Cristiano,
Elena e Massimo.
Un applausp dalle Associazioni
Valpara-Salette e Vita Ciociara
A Giuseppina una montagna
di Auguri dalla figlia Francesca e dai nipoti Antonio e
Giuseppe.
Auguri quindi a Giuseppina,
mamma e nonna.
Grande festa a Cisterna di
Fontechiari perchè Giuseppe
Di Cocco, Peppe Pellestrine
oggi spegne 70 candeline
tonde tonde, e la bella Gaia
Trombetta, la sua prima nipotina, compoe 12 anni.
Tantissimissi e scintillanti auguri ad entrambi da: Gerardina, Mario, Paola, Maurizio,
Milena, Pippo, Chiara,
Elia, Lavinia, Eva, dai parenti
del Muto, Gallinaro e Sora e
da tutti gli amici.
AUGUSTO animo di eterno scout che sogna di essere sempre
come San Giogio a sconfiggere il Drago. Resta così come sei.
Noi te lo AUGURIAMO e ti auguriamo di conseguire tutto ciò
che sogni.
AUGURI, eterno fanciullo pere altri mille anni.
24
Anno 5° - Marzo 2009
Vita Ciociara
L’Oroscopo by Giusy Gismondi
ARIETE
21 marzo 20 aprile
Vi sentirete oppressi
dalle troppe richieste
che gli altri vi fanno in questo periodo
ma potrebbe essere che la colpa dia
vostra. In amore cercate di assecodare un po il vostro patner; non vi sembra che lo state trascurando un po
troppo?
LEONE
23 luglio 23 agosto
I vostri rapporti sentimentali
in questo mese vi saranno
molto utili, soprattutto per superare i vostri
problemi nel campo professionale. Approfittatene de transito di Venere e cercate di
presenziare a quanti più eventi mondani
possibili, gli incontri speciali sono dietro
l'angolo
S A G I T TA R I O
23 novembre 21 dicembre
Le coppie più solide,
anche se formate da
poco, vivranno un momento magico,
pieno di fervore e di voglia di progettare!
Il futuro sarà infatti, uno degli argomenti
principali nelle vostre discussioni, perché sicuri di aver trovato l'anima gemella.
TO R O
21 aprile 20 maggio
Mese di transito quieto
per tutte le relazioni di
voi Taurini, in quanto il cielo non ha
nulla da dirvi di particolare, se non che
la passione forse non è più quella di un
tempo per le coppie consolidate e per
quelle appena formate non è quella
che ci si aspetterebbe!
VERGINE
24 agosto 22 settembre
GEMELLI
21 maggio 21 giugno
Grazie a Venere questo
mese sarà splendente in
tutti i sensi, soprattutto i single verranno
avvantaggiati dalla favorevole posizione
dei pianeti, in quanto ci saranno molte più
opportunità per loro, per conoscere persone interessanti e, perché no, tra queste
potrebbe anche esserci il vero amore.
BILANCIA
23 settembre 22 ottobre
Venere finalmente non
sarà più in opposizione in
questo mese, per cui sarà
possibile una ripresa, anche se i vostri
problemi, soprattutto quelli di coppia, risalgono già all'anno scorso. Molte coppie da allora si saranno divise, mentre
per quelle che hanno resistito si prospetta un nuovo periodo di tranquillità.
Questo mese non riuscirete ad essere come siete
in realtà e a mostrarvi agli altri. Ecco perché il vostro interesse nell'altro sesso diminuirà per un periodo, poiché dovete
ristabilire un contatto con il vostro animo
ferito, ricucire gli strappi, sanare le ferite.....guarire insomma e fortificarvi.
CAPRICORNO
22 dicembre 20 gennaio
ACQUARIO
21 gennaio 19 febbraio
Il passato, il dolore e la delusione hanno molta presa su
di voi, ed è per questo che se avete sofferto
recentemente per amore, non sarà semplice mettere una pietra sopra a tutto ed andare avanti come se nulla fosse. Siate più
timorosi in qualsiasi tipo di relazione che intraprenderete
Fino a Giungo Venere sarà
con voi, per portare allegria in
ogni vostro incontro, ma anche per portare
dolcezza e sensualità, serenità e senso di
appagamento! Anche coloro che in passato
hanno sofferto, per una storia finita male o
per i vari problemi che le relazioni possono
comportare, ritroveranno una gioia nuova.
CANCRO
22 giugno 22 luglio
Il mese non sarà proprio
dei più elettrizzanti dal
punto di vista sentimentale, in quanto
vi sentirete un pochino spenti e finirete
spesso con il considerare soltanto le
vostre esigenze e le vostre sensazioni, mettendo in secondo piano la
sensibilità altrui.
SCORPIONE
23 ottobre 22 novembre
Periodo ancora molto altalenante per l'amore, in
quanto vi trovate ancora nel centro di un
subbuglio sentimentale che riguarda più il
vostro inconscio che il vostro cuore. Letteralmente, non sapete cosa volete, per
cui sono gli altri a rimetterci!
PESCI
20 febbraio 20 marzo
In amore la situazione
durante questo periodo,
dovrebbe essere piuttosto stabile, per
cui non ci saranno grandi scossoni né
per quello che riguarda le coppie, ne per
quanto riguarda le persone sole, che
continueranno a restare tali!
Un consiglio: Molta cautela.
Vita Ciociara
Anno 5° - Marzo 2009
ORIZZONTALI:
1. Devono esserlo gli ammalati - 9. Nostro Signore - 11. La pia lo è di Dio 19. Faticare, penare
- 20. Pare una lucertola - 21. Fiume del Perù 22. Immaginette sacre 23. In provincia di Udine
- 25. Privi di flessibilità - 26. Un uo mo meccanico
- 27. La tiene oratore - 30. Possessivo femminile
- 31. E rugiada congelata 32. Non si deve renderla falsa 34. Ha i minuti contati - 35. Può tenerla un ragioniere - 36. prime vocali - 37.
Cortigiana dell’antica Grecia -39. Automobile
economica - 40. Memoria in informatica - 42. Seguono C nell’alfabeto - 43. Un ricco del Vangelo
- 45. Si dice che la forza -46. Piccolo corso d’acqua -48. Istituto per il Commercio Estero - 50.
Catturato, acciuffato -51. Tipiche coppe valdostane - 52. La madre Ismaele - 53. Capoluogo
della Sardegna - 54. Altare antico 55. Le vocali
di meno - 56. Arbusti spinosi - 57. Lo sono certe
società - 60. Tornato sano - 61. Molti vivono nei
Grigioni -64. Li legge chi crede nelle stelle -67. Il
regista Reed - 68. Un guasto a bordo -69. Simbolo dell’arsenico - 70. Lo è un nativo di Beirut.
VERTICALI:
1. Porto dell’Eritrea - 2. Custodia per reliquie - 3.
Percepire con i sensi - 4. Cominciare... una canzone - 5. Si gode quella degli altri - 6. Rifugio nel
bosco -7. Arcobaleno in poesia - 8. Sigla di Teramo - 9. Convertiti di recente - 10. Si ottiene togliendo la panna dal latte- 12. Sigla di Imperia13. Pasta dolce di mandorle - 14. Scrisse La rivolta ideale - 15. Ragioniere (abbrev.) - 16. E
Il cruciverba del mese
puro spirito - 17. In provincia di Perugina - 18.Affluente del Tevere - 20. Usa
modi garbati - 23. Serve per torrefare - 24. Lo è la voce di Pavarotti -27. Un
monaco assai paziente - 28. Forma il lago di Ginevra - 29. Ramo del la medicina - 32. Giovanni, mistico tedesco del Trecento - 33. Imperatore russo 36. Materia le incombustibile - 37. Chiosco per giornali - 38. Andrea, pitto re
neoclassico -41. Trarre conclusioni da certi indizi - 44. Musa dell’astronomia
- 47. Altro nome del rigogolo - 49. Lo scudo di Zeus - 51. Argilla per tubature
-52. Città della Francia - 54. Uno dei profeti minori - 56. Torna alla fine della
guerra - 58. Fa perdere le staffe -59. Tu ed io - 62. Sigla di Avellino - 63. Finir
in fondo - 65. Sigla di Caltanissetta - 66. Simbolo del piombo.
Il cruciverba dello scorso mese
Pizza del S
25
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Anno 5° - Marzo 2009
Vita Ciociara
CONTINUA L’AVVENTURA BIANCONERA
Un mese piuttosto faticoso per l’11 bianconero e per
la società. Febbraio è passato in un’altalena di emozioni e divieti per la tifoseria di seguire i propri beniamini.
E’un pareggio, acciuffato sul filo di lana da Corsetti,
che chiude definitivamente quello che a ragione è
stato definito il “derby delle polemiche” a causa del
divieto di trasferta imposto ai tifosi del Sora, dal prefetto di Latina. Al rappresentante del governo bisognerebbe forse inviare qualche articolo per
dimostrare la non pericolosità dei tifosi sorani, i provvedimenti sicuramente in arrivo per l’incontro di andata contro gli ultras del Terracina, che come tante
“tigri”, tentarono di avventarsi contro i sorani nell’incontro di andata, bloccata con molta perizia e decisione dalle forze dell’ordine del Commissariato di
Sora, la cui furia si sfogò su un mezzo della polizia
danneggiandolo. Ma questa è un’altra storia. Nonostante il pareggio recuperato, almeno al momento,
la situazione della squadra bianconera non è così
rosea. Infatti, a meno di qualche clamoroso rovescio
di fortuna, comunque non escludibile nel calcio.
Finalmente abbiamo potuto vedere giocare in maglia bianconera Sergiu Sandra. Infatti, dopo quasi
due mesi di attesa è finalmente arrivato il transfert
per il suo tesseramento. Il centrocampista rumeno,
scorsa stagione ha militato nel Monaco 1960.
Ma come tutti i tifosi bianconeri ben
sanno, questo 2009 non si sta rivelando a favore del Sora anche se gli
11 volsci in campo riescono a dar
vita ad un bel gioco che incontra il
favore degli ultras…
Intanto a cercare di calmare gli
animi oltre alla società è giunto un
comunicato di Ivo Baldassini, legale
e sostenitore della società, che dopo
aver messo al corrente i tifosi di
cosa rischiavano nel caso che insistessero nell’idea di seguire comunque la formazione fuori casa: “Vale
la pena rovinarsi la vita per un incontro di calcio? Come tutti i sostenitori
volsci, provo tanta rabbia per quella
che viene vissuta, per l’ennesima
volta, come un’ingiustizia perpetrata
nei nostri confronti e, allo stesso
tempo, tanta impotenza, visto che gli
appelli di tutti sono rimasti completamente inascoltati. Ma non dob-
biamo mollare; dobbiamo continuare a crederci! Noi siamo il Sora
e, come si urla a squarciagola in
tante occasioni, non meritiamo questa categoria. Non dobbiamo permettere che i “poteri” vincano sulla
nostra passione; non dobbiamo permettere che tutto quello che è stato
fatto finora venga cancellato e mi riferisco anche – ma non solo – al
Club “Orgoglio Sorano” di cui mi
onoro di essere socio. Tutti insieme,
tutti uniti, dai Presidenti Borza e Nardone al più disamorato – almeno in
questo momento – tifoso bianconero: solo se restiamo uniti ce la faremo! I ragazzi hanno bisogno di
noi, anche se domenica resteremo
nella nostra beneamata Sora! Facciamo sentire loro il nostro calore!”.
Insieme a Baldassini e certi che non
è ancora tutto perso esclamiamo:
FORZA SORA!!!
Smarties
Dillo con una canzone 338-1980150; 800.068888
Vita Ciociara
Anno 5° - Marzo 2009
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Il Sora fa sognare tutta la ciociaria, playoff ad un passo
Il mese di febbraio ha dato ottime indicazioni sul conto della Femminile Sora Calcio. La compagine del presidentissimo
Antonio Vinci sta salendo in alta quota,
grazie ad una serie di prestazioni davvero
importanti. Le bianconere hanno dimostrato di potersela giocare ad armi pari e
a testa alta contro qualsiasi avversaria,
anche durante queste settimane. Un
mese cominciato con l’obiettivo, per la
compagine bianconera allenata da Mario
Protani, di mettersi alle spalle la sconfitta
subita sul campo della Virtus Roma Ciampino. “Contro la Virtus non erano al massimo né Maria Lucarelli né Antonella
Carta. E comunque, ci può stare di perdere contro la Roma, fermo restando che
dei sei gol presi, su quattro o cinque potevamo fare qualcosa di più e di meglio. Diciamo che è stata una giornata nella
quale non ha girato nulla dalla nostra
parte. Il campo pesante, la stanchezza e
qualche errore di troppo hanno fatto la differenza”. Nella gara successiva contro la
Real Albatros pronto è arrivato il riscatto.
Ben 7 i gol realizzati dalle bianconere,
con Antonella Carta in grande spolvero. Il
presidente Vinci aveva commentato così
l'andamento della gara: "Abbiamo rispettato il pronostico che ci vedeva favoriti, incamerando l'intera posta in palio - dice
Vinci -. Abbiamo messo al sicuro il risultato già nel corso del primo tempo, e tutte
le ragazze chiamate in causa hanno dato
un contributo positivo". Mister Protani, attuando alla perfezione il turn-over, ha dato
spazio anche a chi fino a questo momento ha giocato un po' meno: "Proprio
così - dice il presidente -. E' importante
anche questo aspetto, credo sia giusto
dare a tutte le giocatrici componenti della
rosa la possibilità di giocare, di mettersi in
mostra, di avere uno spazio sufficiente
per sentirsi sempre parte integrante del
nostro progetto". La classifica resta posi-
tiva, ormai non si può più parlare di un
Sora-rivelazione: è d'accordo? "Fa piacere riscontrare sul campo che possiamo
giocarcela contro qualsiasi rivale, vuol
dire che stiamo lavorando bene, che le
cose procedono nella giusta direzione e
che tutti noi possiamo trarre soddisfazioni
importanti dal rendimento complessivo
del gruppo. Il bilancio è certamente positivo fin qui, speriamo di continuare in questo modo e di migliorarci sempre in futuro,
se possibile". Intorno alla squadra c'è
grande entusiasmo, il pubblico risponde
sempre presente: anche questo può dare
una spinta a migliorarsi, pensando al domani? "Avere tanti appassionati e sportivi
di Sora e di tutta la Ciociaria che ci seguono con curiosità e interesse è qualcosa che gratifica me come tutta la
società, lo staff tecnico e le giocatrici. Cercheremo di fare bene anche per ripagare
l'affetto che in tanti ci stanno dimostrando". La vittoria conquistata sul
campo della Briciola ha rappresentato poi
un nuovo passo in avanti per il Femminile
Sora, che grazie al gol realizzato da Laura
Verrelli ha portato a casa tre punti preziosi. Il tecnico Protani si è detto soddisfatto della prestazione offerta dalle sue
ragazze: "Il risultato è stretto ma per
quello che la mia squadra ha creato, potevamo chiudere anche con un vantaggio
più ampio - dice l'allenatore del Sora -.
Abbiamo trovato sulla nostra strada una
squadra ostica, determinata, che ci ha
creato delle difficoltà. Al resto abbiamo
pensato noi, che non siamo riusciti a chiudere la partita. Il loro portiere ha parato di
tutto, è stata molto brava, noi non abbiamo concretizzato a dovere quando
avremmo potuto". Restano tre punti che
fanno comodo per la classifica e per il morale: "Da una parte, vincere soffrendo può
essere addirittura meglio, a volte - dice
Protani -. La sofferenza fortifica, ad un
certo punto abbiamo dovuto blindare quel
gol di vantaggio e abbiamo dimostrato
quella forza di gruppo e quell'unione di intenti necessaria per difendere il vantaggio. La partita giocata sul campo della
Briciola ci ha dato più di uno spunto positivo". A decidere la partita è stata la giovane Verrelli, per la quale Protani spende
una parola in più: "E' una ragazza validissima, che sta maturando esperienze importanti e che mette la sua gioventù a
disposizione di tutto il gruppo. Se continua così, può diventare una delle giocatrici più forti del campionato. In generale,
devo dire grazie a tutte le mie giocatrici,
formano un gran bel gruppo". Infine, nell'ultima partita disputata, tutto secondo le
più rosee previsioni per il Sora, che è passata in scioltezza sul campo dell’Oasi di
Pace e ha conquistato altri tre punti in
classifica. E il presidente Vinci è più che
soddisfatto ed ha buoni motivi per esserlo: “La squadra viaggia con la consapevolezza delle proprie qualità – dice il
massimo dirigente del club sorano -,
adesso siamo in una fase nella quale il
calendario ci dà una mano e speriamo di
saper sfruttare queste opportunità per
avanzare ancora di qualche posizione.
Siamo lì e non si sa mai cosa può succedere… Vediamo, giochiamoci le nostre
carte senza fare troppe previsioni o proclami che lasciano il tempo che trovano.
Cerchiamo solo di esprimere quelle che
sono le nostre qualità migliori, dopo di che
faremo i conti”. Sulla partita di sabato
scorso, il risultato finale e la vittoria per 7
a 2 valgono più di ogni commento: “La
partita l’abbiamo dominata e vinta con
merito – dice il presidente Vinci -, su questo non c’è proprio dubbio alcuno.
* di Stefano Raucci
Sponsorizza un sogno,
sostieni anche tu le ragazze
volsche verso il tricolore"
per informazioni: [email protected]
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Anno 5° - Marzo 2009
Vita Ciociara
L’intervista a Eder, campione brasiliano del Frosinone
Ci sono dei giocatori di calcio dotati di
classe pura, capaci di ‘accarezzare’
con i piedi la sfera di cuoio, di trasformare il gioco del pallone in uno spettacolo sublime. Se provate a domandare
ad un tifoso dell’Inter, questo calciatore
risponde indiscutibilmente al nome di
Ibrahimovic; chiedetelo ad uno del
Milan, e per lui ha le sembianze di
Kakà; è senz’altro Del Piero, se interpellate un appassionato di calcio di
fede juventina; Totti, se vi rivolgete ad
uno dei tanti supporters romanisti… Se
provate a porre la domanda ad uno
degli ‘aficionados’ giallazzurri che assiepano le gradinate del ‘Comunale’ di
Frosinone, il nome non potrà che essere quello di Eder Citadin Martins.
Lui – il diretto interessato - sorride
quasi imbarazzato, quando gli riportiamo il lusinghiero apprezzamento sul
suo conto; ma non è certo un mistero
che, partito Francesco Lodi, questo ragazzo non ancora ventitreenne originario di Lauro Muller (comune dello stato
di Santa Catarina, nel sud del Brasile)
sia divenuto il beniamino della tifoseria
canarina. Proprio per tale motivo, proseguendo nell’iniziativa di provare a
raccontare i protagonisti del mondo del
calcio attraverso dieci domande rivolte
loro, questo mese abbiamo scelto
quale nostro interlocutore il talentuoso
numero 10 del Frosinone.
Iniziamo l’intervista.
Fare il calciatore era il tuo sogno di
bambino?
“Sì, e se sono riuscito a realizzarlo
devo ringraziare soprattutto i miei genitori che mi hanno sempre incoraggiato
in questa mia passione”.
Una passione ereditata dal papà Eloi
ed iniziata presto, considerato che
Eder ha preso a tirare i primi calci ad
un pallone all’età di tre anni. A sei ha
iniziato a giocare in una squadra di calcio a 5, e solo una volta compiuti i tre-
dici anni è passato al calcio a 11, vestendo la casacca del Criciuma (una
squadra di medio-bassa classifica, militante nel massimo campionato Catarinense) sino ai diciotto anni; poi
l’avventura italiana.
E’ vero che tuo padre stravedesse
per un calciatore brasiliano, e che
per questo motivo ti ha fatto chiamare con il suo stesso nome?
“Sì. Mio padre pur essendo tifoso del
Vasco da Gama, squadra di Rio de Janeiro, stravedeva per Eder, un forte
giocatore dell’Atletico Mineiro; che,
dall’inizio alla metà degli anni Ottanta,
ha fatto pure parte della Nazionale brasiliana. Giocava nel ruolo di ala sinistra
e possedeva un tiro in porta talmente
potente e preciso, da essere sopranominato ‘O Canhao’: il cannone”.
Se Éder Aleixo de Assis (a noi italiani
questo calciatore rievoca immagini felicemente indelebili, in quanto prese
parte a quell’Italia-Brasile della fase finale dei Mondiali del ’82 che vide gli
azzurri battere i verdeoro per 3-2 e di lì
a poco laurearsi campioni del mondo
per la terza volta) è stato l’idolo sportivo
di papà Martins, con il seguente quesito scopriamo di chi era calcisticamente innamorato il nostro Eder.
Oggi molti ragazzi che seguono il
Frosinone hanno un tuo poster in
bella mostra sul muro della propria
stanza; quando eri ragazzino, chi
era il tuo calciatore preferito?
“Da piccolo, ero un fan di Romario;
oggi, ammiro molto Kakà”.
Appena maggiorenne, hai lasciato il
tuo Paese ed i tuoi affetti per venire
a svolgere la professione di calciatore in Italia; in questi tre anni di lontananza, sei mai stato colto da
quella che voi brasiliani chiamate
‘saudade’?
“I primi tempi non sono stati facili; poi,
pian piano, ho cominciato ad ambien-
tarmi ed ho sofferto molto meno la lontananza
da casa. Ma questo è il prezzo da pagare, se
vuoi giocare al calcio ad un certo livello; e il calcio che conta è qui in Europa”.
Ed a proposito di giocare in Europa, passiamo alla domanda seguente. Alla luce delle
innegabili doti calcistiche di cui sei in possesso, siamo convinti che riuscirai a fare
molta strada in serie A, magari arrivando a
militare anche tra le fila di una delle squadre
più blasonate. Una volta raggiunto questo
traguardo, dipendesse esclusivamente dalla
tua volontà, ti piacerebbe continuare e concludere la tua carriera qui nel nostro Paese,
oppure preferiresti fare esperienze in altre
nazioni europee calcisticamente ambite
come Spagna o Inghilterra?
“Sotto l’aspetto sportivo, il fascino della Premier
League è indiscutibile. Ma, dovendo prendere in
considerazione anche la vita fuori dal campo di
calcio, preferisco l’Italia; il vostro Paese, sotto
certi aspetti, è più simile al Brasile”.
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Vita Ciociara
Anno 5° - Marzo 2009
La massima serie calcistica italiana, comunque, Eder l’ha
gia ‘assaggiata’; ma, come si evince dalla domanda che
segue, si è trattato di una fugace esperienza. Nella stagione
2006-07, poco più che ventenne, hai esordito in serie A tra
le fila dell’Empoli all’Olimpico di Roma contro la Lazio e
successivamente hai disputato altre quattro partite (InterEmpoli, Empoli-Catania, Siena-Empoli e Parma-Empoli)
nella massima divisione. Il fatto che ora, a distanza di due
anni, ti ritrovi a giocare nella serie cadetta, lo consideri del
tempo prezioso sottratto alla tua carriera, oppure un periodo di necessaria maturazione calcistica?
Ad Empoli, pur essendo stato impiegato poco nel corso del campionato, allenandomi per oltre un anno con la prima squadra ho
avuto modo di cominciare a conoscere il calcio italiano; ovviamente poi, non trovando spazio, pur di giocare ho deciso di
scendere di categoria accettando la proposta di venire qui a Frosinone, dove, a differenza di Empoli, mi è stata data la possibilità
di mettere in mostra le mie qualità. Ma se a Frosinone avete conosciuto il vero Eder, è anche grazie all’esperienza formativa di
Empoli”.
E’ forse perché ti fu assegnata la maglia numero 17 che per dirla con parole tue - nel periodo trascorso ad Empoli
non si è visto il vero Eder? Ovviamente questa è solo una
premessa scherzosa per chiederti se sei superstizioso e, al
pari di molti tuoi colleghi, non scendi mai in campo senza
aver prima compiuto un determinato rito propiziatorio.
“Non sono superstizioso: quando sono arrivato al Frosinone, il
17 ce l’aveva già Martini altimenti l’avrei preso io; poi, considerato che era da poco andato via Dedic e si era liberato il 10,
scelsi il mio attuale numero. Poi, se proprio vogliamo dar retta
alla credenza popolare, in Brasile, al contrario di quanto accade
qui da voi, il 17 porta fortuna”.
Comunque, al di là di influssi positivi o negativi legati a determinati numeri, che sia cosa gradita al nostro interlocutore portare il 17 sulle spalle, è provato pure dal fatto che lo
ha indossato anche nelle partite disputate con la Nazionale
brasiliana Under 20. Ed a proposito di Nazionale brasiliana,
ecco il prossimo quesito. Hai dichiarato che consideri l’essere stato convocato nella molto selettiva Nazionale Under
20 del tuo Paese la più grande soddisfazione della tua giovane carriera di calciatore. Vestire in futuro la maglia della
mitica ‘selecao pentaho campeon del mundo’, lo consideri
un sogno realizzabile?
“La mia età mi consente di sperare in una convocazione; anche
se sono consapevole che la concorrenza per giocare nella Nazionale maggiore brasiliana è molto agguerrita. Ma non corriamo
troppo: prima di poter raggiungere un traguardo simile devo innanzitutto continuare a far bene qui a Frosinone e dimostrare in
seguito di meritare di giocare stabilmente in serie A, uno fra i
tornei più importanti d’Europa; poi, forse, potro cominciare a
TE
MEN
L
A
N
I
F
29
sperare in una chiamata in Nazionale”.
Come appena dichiarato da Eder, quello italiano sarà pure
uno dei campionati di calcio che vanno per la maggiore; ma,
qualche nota stonata non manca di certo. In questo contesto si va ad inserire la prossima domanda. Poniamo per un
attimo che tu sia in possesso di una bacchetta magica, con
cui poter cambiare qualcosa dell’attuale contesto calcistico
italiano che non ti piace…
“Forse si potrebbe far qualcosa per rendere più agevole il compito degli arbitri; la pressione a cui sono sottoposti ad ogni partita
è davvero tanta, per cui andrebbero aiutati”.
Chiude la carrellata delle domande al fantasista del Frosinone, il seguente quesito. “A più riprese, per il tuo modo di
giocare, sei stato definito dagli addetti ai lavori un calciatore… ‘dal piede sinistro delizioso’, ‘dotato di classe cristallina’, ‘capace di giocate funanboliche’. Tu, uno come Eder
Citadin Martins, come lo definiresti?”.
“Credo di essere un buon giocatore, veloce con la palla al
piede”.
Una definizione stringata, in sintonia con il personaggio Eder.
Persona umile e genuina, sino al punto da sminuire qualità e
pregi sportivi unanimemente riconosciutigli. E’ anche e soprattutto per questo che noi amiamo pensarlo come ‘un bravo ragazzo che gioca al calcio con la gioia di un bambino’.
Marcello Gelfusa
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Anno 5° - Marzo 2009
Vita Ciociara
Offerto da: Il Ristorante del Fiore, Broccostella
Marzo 2009
Miei carissimi amici lettori bentrovati,
ancora una volta attingiamo dai
detti popolari per qualificare questo mese di marzo:
”a marzo taglia e pota se non vuoi
la botte vuota !”nulla di più vero,
infatti, questo mese pazzerello per
l’instabilità meteorologica, è preludio a dei sani lavori al fine di realizzare ….se non si vuole la botte
vuota. Un mese che, cambia continuamente le condizioni ora incostante, ora mutevole e repentino,
imprevedibile e instabile, come si
vuol contraddistinguere i nati in
questo mese. Marzo è interamente Quaresima, iniziata nello
scorso 25 febbraio con ”le ceneri”.
Rammentiamo agli amici lettori
come la tradizione voglia il venerdì
destinata a digiuno e penitenza.
Tutto il mese di marzo richiama al
controllo delle azioni, molte di queste, negli ultimi tempi sono risultate violenti contro le donne. Nata
solo in questo secolo, la festa delle
donne è l’esplosione colorata delle
mimose. Dopo chi non è capace di
scappare, ma al contrario rimane
irretito dalle lusinghe dell’amore, le
donne, “si fanno amare, per
l’amore stesso”.
Via Ponte Emilio - BROCCOSTELLA
Tel. 0776.890645 - Lunedì chiuso
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Il calendario cristiano ha
cambiato la festività di
San Benedetto, emblema
della primavera incipiente, cui la tradizione
assegnava stuoli di rondini che annunciavano la
primavera, all’11 luglio
come patrono d’Europa.
S. Giuseppe resiste nelle
feste marzoline, rimane
come festa del papà. S.
Giuseppe protegge la famiglia, con dolcezza
senza clamore e rumore.
Ipoteticamente la festa di
S. Giuseppe oggi a maggior ragione può conquistare il testimone per
festeggiare il ritorno della
primavera.
Sapete che la luna nuova
è nata solo martedì 25
febbraio, ne segue che la
prima decade vede la
luna in crescita, con il
plenilunio alle ore 02.37
di martedì 11. La luna
nuova detta nera di
marzo l’avremo solo giovedì 26 alle 16.05.
Ricordare che il 21 ci
sarà l’equinozio di primavera. Mi preme farvi conoscere che lunedì 23 si
Vita Ciociara
celebra la giornata mondiale
della meteorologia e la giornata
mondiale dell’acqua.
Per l’instabilità meteorologica di
questo mese, siate molto prudenti nell’eseguire semine e trapianti, e nelle località più
assolate e riparate seminare agli
e cipolle.
Seminate in serre, o in ambienti
protetti, pomodori peperoni e
melanzane, peperoncino piccante è ancora tempo di impiantare basilico. Qualora fosse
necessario è bene proteggere le
vostre colture con tessuti non
tessuti noti in commercio, i quali
sono garanzia di successo per la
protezione delle giovani piantine.
Non dimenticate poi di piantare
tutte le piantine aromatiche, rosmarino, timo, erba cipollina,
menta, prezzemolo ecc. in terreni aperti ed in collina potete
Anno 5° - Marzo 2009
mettere a dimora anche patate e
fagiolini nani precoci, bieta, cicorie, indivie, pomodori.
In questo mese potete eseguire i
vari innesti agli alberi da frutta e
della vite. Anche per l’olivo è
tempo di potatura questa, infatti,
si esegue alla ripresa vegetativa
. Molti olivicoltori cominciano già
a pensare potature biennali,
anche se la frequenza maggiore
rimane per quella annuale. La
potatura ha li scopo di abbreviare il periodo improduttivo,
dare una forma di allevamento
prescelta, mantenere la densità
della chioma entro limiti accettabili. Nella potatura di produzione
l’intera pianta, va tenuta in equilibrio produttivo, evitando che la
vegetazione si sposti verso l’alto
o verso l’esterno. La fertilità dei
terreni deve essere salvaguardata mediante l’utilizzo d’ammendanti organici, o concimi
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minerali, praticare soventemente
le rotazioni culturali e le lavorazioni attente della struttura del
suolo. Non tutte le erbacce sono
cattive, probabilmente non le riconosciamo per le loro peculiarità medicinali, ma qualora si
conoscessero e bisognerebbe
eliminarle, è meglio farlo senza
prodotti chimici.
Cambiate di nuovo il vino, filtrandolo se non fosse chiarificato, in
base alle conoscenze delle fasi
lunari si può imbottigliare rispettivamente dal 4 all’11, se si vogliono che spumino dal 12 al 24
se si vogliono secchi.
Ps. Ricordare si spostare le lancette degli orologi più avanti di
un’ora domenica 29 perchè
scatta l’ora legale.
Un abbraccio caloroso e un francescano augurio “ pace e bene “
A.D. 28. 02. 2008 Tatone
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Marzo 200 - Vita Ciociara