Rotary Club Viareggio Versilia
Distretto 2070 Rotary International
Cinquant’anni
di Rotary in Versilia
PEZZINI EDITORE
Rotary Club Viareggio Versilia
Distretto 2070 Rotary International
Cinquant’anni
di Rotary in Versilia
PEZZINI EDITORE
Prefazione
In quest’anno rotariano 2009-2010 cade il 50° di fondazione
del nostro Club che sorse nel 1960. Il Consiglio Direttivo e la
Commissione per il cinquantenario hanno ritenuto opportuno
tracciare nelle sue linee essenziali la storia di questo sodalizio
che ha dimostrato negli anni di dar vita e adeguato svolgimento a
molteplici attività e iniziative anche di notevole importanza.
Ne è scaturito un racconto reale, interessante e vivace nel contenuto
oltre che nelle forme, con ricordi di persone che ne hanno fatto
la storia, nella speranza che conoscendo per la prima volta o
rivivendo le vicende del Club si senta ancor più vicino ad esso e
sia se possibile ancor più convinto delle finalità del Rotary e si
senta orgoglioso di appartenere a un Club che fa dell’amicizia e
della solidarietà gli elementi portanti del nostro vivere quotidiano.
Il racconto contiene inoltre per alcuni di noi parte di noi stessi e
dei nostri ricordi.
Questo Club ha negli anni realizzato iniziative di grande interesse
culturale e sociale a cominciare da quel Premio Internazionale
Forte dei Marmi, nato nel 1962 da un’idea di Tristano Bolelli,
che poi passato al R.C. di Pisa, è oggi conosciuto come il Premio
Internazionale Galileo Galilei dei Rotary italiani.
Il Premio dell’Artigiano, ormai giunto alla 29ª edizione; il Premio
Internazionale Barsanti e Matteucci (che nel 2004 è passato
in gestione all’Amministrazione Comunale di Pietrasanta) per
ricordare l’invenzione del motore a scoppio del pietrasantino padre
scolopio Eugenio Barsanti e dell’ingegnere Felice Matteucci.
Nell’anno 2009 si è svolta la 10ª edizione. Infine il Premio
Internazionale Artiglio (biennale) e la relativa Fondazione Artiglio
Europa che nel 2009 ha premiato l’oceanografa Sylvia Earle.
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Il nostro Club partecipò fin dall’inizio (anno 1969) alla istituzione
del Forum della Fascia Costiera ligure-tosco-laziale e della
Sardegna orientale, evento interdistrettuale (distretti 2030-20702080) in cui sono presenti ben 40 Club distribuiti lungo i litorali
liguri e tirrenici. Il Forum giunto quest’anno alla 31ª edizione si è
tenuto a Viareggio unitamente al Premio Internazionale Artiglio.
Va qui sottolineato come l’impegno dei Soci, secondo il vecchio
motto rotariano Service Above Self, sia stato apprezzabile e in
certi casi encomiabile nel portare a compimento iniziative piccole
e grandi in favore degli altri. Termino con la ferma convinzione che
il “servire” rotariano custodisce in sé una scelta morale, gratuita e
volontaria che – come ebbe a dire l’indimenticato Francesco Barone
– può accomunare uomini di fede religiosa e politica diverse.
A questo punto è doveroso un particolare ringraziamento all’amico
Boris Giannaccini che con l’aiuto di alcuni Soci anziani ha
raccolto il materiale con cui ha realizzato questo volume. In esso
non è contenuto tutto il percorso, ma le iniziative più significative
e più “rotariane” concretizzate in questi 50 anni: gli interventi a
favore del nostro territorio e, attraverso il Distretto o la Rotary
Foundation, quelli inerenti i campi educativi, sanitari e di sostegno
materiale con respiro internazionale.
Francesco Gaspa
Presidente del Rotary Club Viareggio Versilia 2009-2010
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UN PO’ DI STORIA
Se vogliamo parlare di Rotary, è necessario rivedere – anche se succin‑
tamente – la lunga strada percorsa da questa Associazione.
La nascita, o meglio l’idea di far nascere qualcosa che riuscisse a com‑
battere la corsa dell’allora società verso il profitto più sfrenato e senza più
valori morali, si compì nella stanza n.711 dell’Unity Building, al 127 di
North Dearborn Street, a Chicago, la sera del 23 febbraio 1905. Era l’uf‑
ficio di Gustavus Loehr, ingegnere minerario svedese, che gentilmente
aveva messo il suo ufficio a disposizione dell’avvocato Paul Percy Harris,
per riunire altri due amici con cui concretizzare questa “folle” idea. Alla
riunione, oltre ai primi due, erano presenti il commerciante di carbone
tedesco Sylvester Schiele ed il sarto irlandese Hiram Shorey.
Non solo erano di nazionalità diverse, ma appartenevano anche a fedi
religiose diverse (cattolica, protestante, ebraica) e che in fondo rappre‑
sentavano le caratteristiche della civiltà americana. Si cominciò facendo
riunioni settimanali nell’ambiente di lavoro di uno dei soci; poi si aggre‑
gò un quinto membro, lo stampatore Harry Ruggles. Il quintetto decise
di darsi un nome: Rotary (Rotazione) Club di Chicago. Era nato il primo
Rotary Club del mondo.
Alla fine di quell’anno i soci erano già una trentina, e fu Sylvester Schie‑
le il primo Presidente con Will Jensen, un agente immobiliare, come se‑
gretario. Paul Harris divenne Presidente nel 1907.
Tre anni dopo, nel 1908, fu aperto un secondo Club a San Francisco e
poi altri ancora. Nel 1910 negli USA i Club rotariani erano già sedici con
oltre un migliaio di soci. In quell’anno nacque a Chicago L’Associazione
Nazionale dei Rotary Club d’America, con Paul Harris suo primo Presi‑
dente. Sempre nel 1910 il Rotary si internazionalizza con l’apertura di un
Club a Winnipeg nel Manitoba canadese.
Passano gli anni e il Rotary sbarca in Irlanda e poi in Inghilterra; nel
1920 arriva nell’Europa continentale con l’apertura di un Club a Madrid
e di seguito a Johannesburg in Sud Africa e a Melbourne in Australia.
Nel 1921 nascono Club a Parigi e Copenaghen, nel 1922 a Oslo. A que‑
sto punto, avendo raggiunto una dimensione mondiale, nasce l’esigenza
di un organismo coordinatore dei Club, che venne denominato Rotary
International e che aprirà di li a poco anche un ufficio internazionale a
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Zurigo per l’Europa continentale.
Nel 1923 è la volta di Milano. Ma i suoi fondatori non furono italiani. Il
merito fu soprattutto dell’Ing. Leo Giulio Culleton che, volendo imitare
il cugino che in Irlanda era stato Presidente del Club di Dublino, comin‑
ciò a muoversi negli ambienti che frequentava abitualmente. Pensava che
gli amici gli avrebbero dato maggior ascolto. Ma la domanda era sempre
la stessa: “Che cos’è il Rotary?” Culleton trovava infatti una grande diffi‑
denza verso un’organizzazione americana che tentava di intromettersi in
una realtà socio–economica completamente diversa dalla loro. Serviva
un leader carismatico, di sicuro prestigio internazionale e di grandi valori
umani.
La scelta cadde su uno scozzese, James Henderson, direttore generale
della Cucirini Cantoni Coats, l’azienda tessile lucchese. E fu una scelta
vincente. Anche qui si ritrovarono in quattro, tutti stranieri – proprio
come a Chicago – provenienti da paesi e con professionalità diverse. L’in‑
gegnere italo–irlandese Culleton, Reginald Prince Mountney, corrispon‑
dente finanziario del Manchester Guardian, il Commissario del governo
canadese Wendell Clarke e lo scozzese Henderson.
La prima riunione si tenne il 19 giugno 1923 al prestigioso Caffè Cova
di Milano, vicino alla Scala. Per cinque mesi continuarono a riunirsi ogni
martedì e poi, quando raggiunsero il numero di venti soci, chiesero la
Charta e la riunione costitutiva fu fatta il 20 novembre 1923 (anche se
l’ammissione al Rotary International è del 19 dicembre). La solenne ri‑
unione si tenne nella sala Manzoni del Caffè Cova alla presenza di Fred
Warren Teele, in rappresentanza ufficiale del Rotary International. Furo‑
no eletti Henderson come Presidente e Culleton segretario, “mentre fu‑
rono ribaditi i principi etici e morali alla base dei rapporti interpersonali
e professionali tra i soci che avrebbero dovuto essere disponibili ad aiuta‑
re gli altri al di sopra del proprio interesse personale, senza distinzione di
razza, di religione e di ideologia”.
James Henderson, Presidente del Rotary Club di Milano, sarà anche il
primo Governatore del Distretto Italia n.46.
Dopo Milano, nel 1924, si fondano Club a Trieste, Genova, Torino,
Roma, Napoli, Palermo, Venezia; nel 1925 nascono i Club di Firenze,
Livorno, Bergamo, Parma e Cuneo. Il primo Club toscano è quello di Fi‑
renze che nasce il 7 marzo 1925 ed il suo primo Presidente fu il principe
Piero Ginori Conti, Presidente e amministratore della Società Boracifera
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di Larderello. Lo stesso Ginori Conti fu Governatore del Distretto Italia
n.46 nell’annata 1928–29, anno particolarmente difficile per la violenta
campagna di stampa politica e religiosa contro il Rotary, che chiedeva –
senza mezzi termini – lo scioglimento dell’Associazione.
Un rotariano milanese, Achille Bossi, ebbe a scrivere a proposito di Gi‑
nori Conti: “ha avuto la ventura di essere eletto sotto gli alberi frondosi
del Valentino a Torino (past Governor Felice Seghezza) e di aver lasciato
il potere sotto gli alberi annosi di Caserta (al successore Biagio Borriello
di Napoli), eppure il corso degli avvenimenti doveva riservare a lui la re‑
sponsabilità di dirigere la nostra associazione in un periodo difficilissimo
e l’onore di difendere vittoriosamente il prestigio e le sorti”.
Purtroppo dieci anni dopo il suo governatorato, il Rotary in Italia si
arrende alla dittatura fascista. Era il 14 novembre 1938 ed a Roma,
presenti 25 Club, il Governatore Sen. Gian Attilio Pozzo, non potè
nulla contro l’intimazione di sciogliere entro il 31 dicembre tutti
i Club Rotary presenti in Italia. Si congedò con un atto finale di
ringraziamento per tutti, rimettendo la sorte dell’organizzazione,
considerata ormai “inutile”, nelle mani del segretario del Partito
Nazionale Fascista, Achille Starace.
Fatto questo doveroso inciso, ritorniano a vent’anni dalla nascita
(1925), quando il Rotary conta già 200 Club ed oltre 20 mila soci, tra
i quali è facile trovare capi di stato, primi ministri e innumerevoli perso‑
nalità del mondo politico ed economico. La crescita è continua e si ha la
necessità di perseguire scopi sempre più improntati al sociale. Dall’In‑
ghilterra viene il suggerimento di incanalare tutte le attività di servizio
secondo quattro precisi indirizzi, in seguito definiti vie d’azione: l’azione
interna, l’azione di interesse pubblico, l’azione professionale e l’azione
internazionale.
Come ormai è chiaro, i soci cominciano ad unire le proprie risorse e
capacità per soddisfare le necessità della comunità, all’insegna del motto
Service Above Self (servire al di sopra di ogni interesse personale). Inoltre,
l’adozione di un codice etico chiamato The 4–Way Test, tradotto poi in
tutte le lingue.
Nel 1928, per sostenere le politiche avviate dal Rotary, viene costituito
un Ente no–profit per gestire centralmente le entrate dell’organizzazione
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internazionale; questa idea, per la verità, era già venuta nel 1917 a Arch
Klumph, Presidente del Rotary International, il quale propose anche di
costituire un fondo di dotazione allo scopo di fare del bene nel mondo.
L’Ente che prese forma da questa idea, fu fondato con 26,50 dollari di
dotazione e prese il nome di Fondazione Rotary.
Parlare diffusamente della Fondazione Rotary, esula da questa pubbli‑
cazione, ma non si può disconoscere il grande merito che la Fondazione
ha avuto nella gestione e nella destinazione dei contributi volontari dei
rotariani sparsi in tutto il mondo. Il Rotary, fin dalla nascita, ha accettato
sfide sempre più impegnative come la lotta all’analfabetismo nei Paesi
sottosviluppati, la cura delle 3 H (Health, Hunger and Humanity – salute,
fame e umanità), fino alla campagna per l’eradicazione totale della polio‑
mielite, Polio Plus, costata centinaia di migliaia di dollari, per la vaccina‑
zione dei bambini sotto i 5 anni d’età: per ora oltre due miliardi di loro
sono stati immunizzati. È pronto a partire un altro grande progetto, de‑
nominato Vision, per le patologie oftalmiche. Poi borse di studio, scambi
di gruppi di giovani professionisti e imprenditori, sostegno a programmi
per i giovani, e tanti altri canali grandi e piccoli di finanziamento per so‑
stenere iniziative di Club e di Distretti in ogni parte del mondo.
La Fondazione Rotary è, in sintesi, il braccio esecutivo di ogni iniziativa
benefica del Rotary International.
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LA RUOTA E LA BANDIERA
Segno distintivo di appartenenza al Rotary, è la ruota. Oggi la cono‑
sciamo perché la vediamo all’occhiello di molti Soci, ma prima di arrivare
alla forma attuale, ci vollero ben cinque modifiche, anche se la ruota, fin
dall’inizio, si adattava a raffigurare la rotazione settimanale fra una sede e
l’altra dei singoli Soci.
La primitiva ruota, ideata nel 1905 dall’incisore di Chicago, Montagne
Bear, era simile alla ruota di un carro con 13 raggi; la seconda ridusse i
raggi a 12 e portava la scritta Rotary Club; la terza, con 8 raggi, aveva già
sulla circonferenza esterna la dentellatura di un ingranaggio; la quarta,
era molto simile alla terza. Infine, la quinta ed ultima
modifica, quella attuale, con 6 raggi e la scritta Rotary
(in alto) International (in basso) e la dentellatura clas‑
sica di un ingranaggio con 24 denti.
La ruota fu adottata fin dal 1918 come segno di‑
stintivo di appartenenza al Rotary, ma quella attuale
fu adottata ufficialmente al Congresso di Dallas del
1929. Nello stesso Congresso fu anche adottata una
bandiera ufficiale del Rotary, bianca, con impressa la
ruota in giallo–oro.
1929
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LA FONDAZIONE
Il 15 dicembre 1959, alle ore 19 presso il Ristorante Tito del Molo di
Viareggio si tiene la riunione per la costituzione del nuovo Rotary Club
Viareggio Versilia. Padrino è il Rotary Club di Lucca, sotto la presidenza
dell’avv. Gaetano Montauti e il verbale della costituzione è redatto dal
Dott. Lelio Torelli, in rappresentanza del Governatore, Avv.Sen.Raffaele
Sanna Randaccio (Distretto 188°).
Alla riunione costitutiva hanno partecipato, “con animo amichevole e
cordiale”, 29 futuri soci di cui 11 che, per ragioni territoriali, passano dal
Club di Lucca a quello di Viareggio Versilia. I soci “lucchesi” che passa‑
no al nostro Club sono: Nicola Arrighini, Maurizio Benetti, Domeni‑
co Cardini, Gian Giacomo Fonio, Gian Giacomo Guidugli, Guglielmo
Lenzi, Giuliano Lucarelli, Dino Pardini, Herald Sthyr, Guido Sampaole‑
si, Anselmo Caccia.
Su proposta dell’avv.Montauti, vengono eletti per acclamazione alle
cariche del primo Consiglio Direttivo i soci
Comm. Dino Pardini – Presidente
Prof. Guido Sampaolesi – Vice Presidente
Dott. Ferruccio Martinotti – Segretario
Prof. Nicola Arrighini – Consigliere
Dott. G. Giacomo Fonio – Consigliere
Comm. Guglielmo Lenzi – Consigliere
Rag. Mario Del Vita – Tesoriere
Cav. Paolo Fazzini – Prefetto
Come possiamo constatare ben 5 soci “lucchesi”, compreso il Presi‑
dente, il Vice Presidente e 3 consiglieri, entrano in netta maggioranza
nel nuovo Consiglio Direttivo.
L’idea di dar vita ad un Club autonomo, sollecitata da alcuni soci re‑
sidenti in Versilia, per anni non fu ben vista da molti soci lucchesi. Solo
nel 1959, sotto la presidenza dell’avv. Montauti, si ritenne di appoggiare
la richiesta e si autorizzò i soci “versiliesi” a predisporre la nascita del
nuovo Club. Si arrivò così al 15 dicembre 1959, giorno – come abbiamo
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visto – in cui il nuovo Club prese forma.
Nella lettera che il Governatore Randaccio inviò – nella stessa data
del 15 dicembre 1959 – alla Segreteria generale del Rotary Internatio‑
nal di Zurigo, si raccomanda l’ammissione del Club recentemente costi‑
tuito a Viareggio (vedremo poi quanta fatica occorrerà per avere sulla
Carta costitutiva la denominazione esatta di Viareggio Versilia).
Scrive il Governatore: “Da tempo era stato rimarcato che le percen‑
tuali di presenza del R.C. di Lucca non davano piena soddisfazione. La
più importante causa di ciò fu riscontrata nel fatto che ben 11 soci del
Club di Lucca svolgevano la loro attività professionale, ed avevano per‑
ciò la loro residenza nella città di Viareggio o nelle sue vicinanze.
“Perciò il compianto Governatore Salotti (Adelchi Salotti D.92 e
D.188, ex 92, 1956–57 e 57–58) prima, e poi il past Governor Di Rai‑
mondo (Giovanni Di Raimondo, 1958–59) si interessarono per orga‑
nizzare un Club in Viareggio, ove già esisteva un Lions Club.
“Il past Governor Di Raimondo nominò suo rappresentante speciale il
Comm.Dino Pardini, rotariano di Lucca ma domiciliato nei dintorni di Via‑
reggio, ed il Comm. Pardini avvalendosi della collaborazione degli altri 10
rotariani, domiciliati a Viareggio, e di altre personalità del posto, riuscì ad
organizzare il nuovo Club, che è destinato ad avere un ulteriore sviluppo”.
Lo stesso errore (Viareggio anziché Viareggio Versilia) si ripete nel‑
la domanda di ammissione come membro del Rotary International, in
data 15 dicembre 1959, firmata dal Presidente Pardini e dal Segretario
Martinotti, in cui si fa testualmente riferimento al Rotary Club Viareg‑
gio, comprendente 29 soci fondatori e con i limiti territoriali: “la città di
Viareggio e quella parte del Comune denominata Versilia”. È interes‑
sante notare come nella stessa lettera si indichino il 1° e il 3° martedì del
mese per le conviviali: il 1° martedì alle ore 13, il 3° alle ore 20, presso
il Ristorante Tito del Molo di Viareggio. Gli altri due martedì delle non
conviviali viene indicato il Caffè Brasil per l’aperitivo alle ore 18.
La riunione viene descritta sinteticamente nel Bollettino n.236 del 18
dicembre 1959 del R.C. di Lucca:
La sera di martedì 15 dicembre alle ore 19 in una sala del Risto‑
rante Tito si sono svolte le operazioni preliminari per la costitu‑
zione del nuovo Club di Viareggio, padrino il nostro.
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Diciamo in succinto, così come si conviene ad uomini d’affari e
professionisti qualificati, che la riunione preparata dal vecchio
amico rotariano Dino Pardini, coadiuvato da altri volenterosi, si
è svolta rapida e precisa nel clima della massima cordialità. Dopo
che si è proceduto, su proposta del Presidente del Club Padrino,
Avv. Montauti, alla elezione per acclamazione delle cariche del
Consiglio Direttivo, è stato firmato dal neo Presidente il verba‑
le di costituzione del nuovo Club, redatto dal Dott. Lelio Torel‑
li presente alla riunione in rappresentanza del Governatore. Ha
parlato l’Avv. Montauti, a lungo, felicemente, per bene augurare al
nuovo Club. Ha fatto seguito il segretario del Distretto per porge‑
re il proprio augurio e quello del Governatore. Infine il Presidente
Pardini ha ringraziato commosso.
Il 22 dicembre il Presidente Pardi‑
ni informa i Soci dell’avvenuta co‑
stituzione del nuovo Club, e della
nomina del primo direttivo.
La quota trimestrale è stata fissata
in lire 15.000, da versarsi diretta‑
mente al tesoriere. La prima riu‑
nione conviviale avrà luogo dopo
le feste, precisamente il 5 gennaio
1960 presso il Ristorante Tito del
Molo.
In calce alla lettera, un’annotazio‑
ne del segretario Martinotti, in
cui rimette la scheda di accetta‑
zione con preghiera di ritornarla
debitamente compilata e che la
Il Presidente Dino Pardini con (a destra) il consigliere
quota di iscrizione è stata fissata in
Guglielmo Lenzi
lire 8.000, da inviare al tesoriere.
Il 5 gennaio 1960, alle ore 20, sempre presso il Ristorante Tito del
Molo, ha luogo la prima riunione conviviale ufficiale del nuovo Club.
Sono presenti 32 soci: tre in più rispetto alla riunione costitutiva:
Oscar Galleni, Giorgio Ragaglini e Nicola Tonini. Come abbiamo visto
11 di loro provengono dal club padrino: il R.C.Lucca.
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I presenti alla prima conviviale sono 24: Antonio Antonietti – Nicola
Arrighini – Maurizio Benetti – Oscar Biagi – Giovanni Bonetti – Ambro‑
gio Casali – Mario Cattaneo – Mario Del Vita – Paolo Fazzini – G. Giaco‑
mo Fonio – Silvio Ghidini – Gian Giacomo Guidugli – Achille La Russa
– Guglielmo Lenzi – Giuliano Lucarelli – Marcello Luporini – Mariano
Mancianti – Ferruccio Martinotti – Giuseppe Orsi – Dino Pardini – Gior‑
gio Ragaglini – Guido Sampaolesi – Goffredo Scotti – Nicola Tonini.
Gli 8 Soci assenti sono: Anselmo Caccia – Domenico Cardini – Ermi‑
nio Cidonio – Giuseppe Del Freo – Oscar Galleni – Renato Graffagnini
– Vincenzo Pelliccioni – Herald Sthyr.
Stranamente – come riporta Gianmario Mozzi nel suo libro sul ven‑
tennale del Club – non è presente nessun socio del Club padrino.
Ospite della serata: il Prof. Tristano Bolelli, cui fu dato l’incarico di
dare il benvenuto al Club Viareggio Versilia nella grande famiglia del
Rotary International.
Dal Bollettino del nostro Club, riportiamo integralmente il riassunto
della prima orazione ufficiale:
“Il Prof. Bolelli si è detto molto lieto della formazione di un Ro‑
tary Club a Viareggio e nella Versilia. Viareggio è notissima negli
ambienti rotariani internazionali per il Centro d’incontro dei figli
di rotariani che, istituito per consiglio del compianto Prof. Bru‑
guier, nel 1952, si è svolto ogni anno, ad opera del Club di Pisa e
del Distretto con grandissimo successo.
“Viareggio, inoltre, vanta non solo una grande fama sul piano tu‑
ristico, ma si fece considerare negli anni dal 1945 al 1950 per una
Società di Cultura di cui facevano parte, come dirigenti, alcuni
attuali rotariani.
“Il Rotary di Viareggio Versilia sorge già adulto ed indubbiamen‑
te autorevole, per l’alta qualità dei suoi componenti, per le inne‑
gabili premesse del luogo in cui un Rotary Club avrà il massimo
peso nella discussione dei problemi locali. La data di fondazione
del Rotary Viareggio Versilia è da considerare, per l’importanza
enorme del sodalizio, di grandissima portata. Basta, per convin‑
cersene, dare uno sguardo a che cosa ha fatto il Rotary nel mon‑
do, alla sua diffusione e soprattutto all’altissima qualificazione
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dei suoi soci. Il Prof. Bolelli ha poi elencato alcune realizzazioni
rotariane e si è dichiarato pronto ad aiutare qualsiasi iniziativa sia
presa dagli amici rotariani di Viareggio.
“Il legame che mancava a Viareggio e alla Versilia con una Istitu‑
zione che si estende in tutto il mondo dove vi è libertà di associa‑
zione si è ormai stretto indissolubilmente e questo rende possibi‑
le sia una più diretta partecipazione alle iniziative del Rotary sia la
qualificazione di Viareggio e della Versilia su un piano di scambi,
incontri, visite, attività che hanno una risonanza internazionale”.
Una prima modifica a quanto ufficializzato a Zurigo: le riunioni sono
quindicinali e tutte conviviali. Questa periodicità si manterrà per un
anno e mezzo, fino cioè al 25 luglio 1961 sotto la presidenza Sampaolesi,
che alle ore 19, ha luogo la prima riunione infraquindicinale. Queste riu‑
nioni non conviviali (il secondo ed il quarto martedì del mese) saranno
affettuosamente conosciute come “riunioni aperitive”.
Il primo atto ufficiale del Consiglio è la costituzione delle Commissioni.
Nella seduta dell’8 febbraio 1960, si nomina Giuliano Lucarelli Pre‑
sidente per la nomina e le classifiche e Anselmo Caccia Presidente per
l’ospitalità e l’affiatamento. Sono poi assegnati i seguenti incarichi:
Nicola Arrighini – attività internazionali
G. Giacomo Fonio – attività economiche
Guglielmo Lenzi – attività di pubblico interesse
Giuseppe Del Freo – informazione al pubblico
Paolo Fazzini – protocollo
Ferruccio Martinotti – assiduità e programmi
Nicola Tonini – informazioni
Questi incarichi fanno tutti capo a Guido Sampaolesi, delegato per
l’Attività Interna.
Il Presidente Pardini crede opportuno che “alla fine di ogni riunione
conviviale un Socio dovrà tenere una conversazione sull’argomento che
meglio crede”. Pertanto prega i presenti di voler inviare alla segreteria il
titolo della conversazione.
Per capire quanto perentorio fosse l’invito, il Presidente invita Gof‑
fredo Scotti “a parlare sull’argomento di attualità, e precisamente sulla
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malaria, date le polemiche sulla morte di Fausto Coppi”. La volta dopo
toccherà a Mariano Mancianti su “concetto di borsa valori e di quanto in
essa contrattato”. In quella successiva sarà la volta di Guido Sampaolesi
che nella sua prima conversazione viareggina tratterà “A proposito di un
libro recente”. Il libro in questione era Le Destin de la Vie e de l’Homme.
Il 17 marzo 1960 c’è la visita del Governatore Avv.Sen.Raffaele Sanna
Randaccio e del Segretario del Distretto.
Secondo il cronista è una serata indimenticabile: sono presenti il Pre‑
fetto di Lucca, i Sindaci dei Comuni di Viareggio, Pietrasanta e Massa‑
rosa. Inoltre i presidenti ed i segretari dei R.C. di Carrara e Massa, Lucca
e Pisa. C’è l’incoming Governatore Tristano Bolelli ed i rappresentanti
dei Lions Club Dr. Pierini e Prof. Nardi.
La percentuale di presenza è dell’84.38%. Una partecipazione simile
la ritroviamo solo vent’anni dopo (1979–80) con la visita del Governa‑
tore Gianluigi Quaglio (84.44%).
La visita del primo rotariano straniero al Club avviene nella seduta
del 19 aprile 1960: è il prof. Josef Nicolaus Kostler del R.C.Monaco, che
scambia il guidoncino del suo Club con quello del nostro.
La campana del Club (dono del R.C. Lucca)
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Nelle quattro riunioni dei mesi di luglio e agosto del primo anno di
vita, il Club ha dato ospitalità a 20 rotariani stranieri e 25 italiani, oltre
a molti rotariani di Lucca e ospiti dei soci. Teniamo presente “che per
questi due mesi estivi il R.C. di Lucca terrà le sue riunioni conviviali a
Viareggio insieme al nostro Club”.
In questo primo periodo è in vigore la regola del “preavviso di presenza”.
Chi intende partecipare “deve dare comunicazione al Prefetto Fazzini”.
Tutto fiato sprecato: a distanza di 50 anni siamo ancora a trovare una
soluzione per i Soci distratti! All’epoca il Ristorante Tito del Molo aveva
messo dei “paletti” piuttosto rigidi: se erano presenti meno persone del
preavviso andava pagato il numero concordato; se erano di più, i pranzi
in soprannumero sarebbero stati serviti a costi superiori. Ovviamente si
trattava sempre di pranzi “à la carte”.
Nell’anno 1960–61 il Club ha avuto due visite del Governatore Tri‑
stano Bolelli. La prima il 17 gennaio 1961, cerimoniale consueto. La se‑
conda il 21 maggio 1961, cerimoniale consueto, ma è l’occasione della
consegna al Club della “CARTA”.
Ci si accorge che, contrariamente a quanto specificato come precisa
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denominazione di Club Viareggio Versilia, la CARTA riporta invece
Club Viareggio; CARTA rilasciata in data 10 febbraio 1960 dal Rotary
International, firmata dal Presidente internazionale (Harold T. Thomas)
e dal Segretario generale (George R. Means).
“Viene subito informata la Segreteria di Zurigo affinché ne faccia la
debita correzione, segnalando la cosa anche alla Direzione Generale di
Evanston”.
Qualche tempo dopo il Club entra in possesso della Carta con la dici‑
tura esatta.
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INIZIATIVE PER I GIOVANI
Nel Bollettino del 7 giugno 1960 si trova la prima traccia dell’interes‑
samento del Club nei confronti dei giovani.
Si decide “che col prossimo anno o, meglio, con l’inizio dell’anno sco‑
lastico, il R.C. Viareggio–Versilia istituirà borse di studio e di aiuto ai gio‑
vani che frequentano le scuole cittadine”.
L’idea è ripresa nella riunione del 3 gennaio 1961. Il Presidente Pardini
(il C.D. è identico a quello dell’anno precedente) riparla di borsa di studio.
Si conclude “invitando i Soci a versare l’equivalente di un trimestre per cre‑
are un fondo cassa per il potenziamento delle varie attività e, in particolare,
per la borsa di studio”. Per concretizzare l’argomento si arriva alla riunione
del 18 luglio 1961, nella quale si nomina anche la Commissione giudicatri‑
ce così composta: Ing. Giuseppe Orsi, Dott. Giangiacomo Guidugli, Dott.
Renato Graffagnini e Prof. Giuliano Lucarelli. La Commissione si riunisce
il 25 luglio alle ore 19.00 presso il Ristorante Tito del Molo.
Il tema fissato è: “borsa di studio per giovane che voglia avviarsi agli
studi universitari e che non abbia i mezzi per farlo”. La Commissione dà
incarico all’Ing. Orsi di predisporre uno Statuto e un bando di corcorso.
Il 12 settembre l’Ing. Orsi riferisce dell’ampia ed appassionata disami‑
na sugli indirizzi informatori del premio stesso, sulle obiezioni e sull’im‑
postazione finale che dovrà tuttavia essere approvata dagli altri membri
della Commissione….. Il Presidente Guido Sampaolesi invita la Com‑
missione stessa a dare risultati concreti. La sera del 7 novembre si sareb‑
be dovuta avere la proclamazione del primo vincitore della borsa.
Qui sarebbe necessario riportare integralmente quanto il cronista–Pre‑
sidente Sampaolesi scrisse della serata, ma è meglio lasciar perdere. La
borsa di studio è assegnata a Fiorella Farinelli che però rinuncia perché
prima assoluta al concorso per l’ammissione alla Scuola Normale Superio‑
re. La polemica sulla borsa di studio continua anche nelle riunioni seguen‑
ti: l’interpretazione dello statuto che non ha permesso – secondo molti
Soci – una stesura più chiara e univoca. Nonostante tanti “chiarimenti” c’è
malumore.
Quesiti e perplessità affiorano nelle discussioni. Sono particolarmente
vivaci i Soci Giuseppe Del Freo, Marcello Luporini e Oscar Galleni.
Nella riunione “aperitiva” del 28 novembre Oscar Galleni propone di
18
versare alla Fondazione Rotary l’importo della borsa di studio (un milio‑
ne di lire) non goduta. La proposta viene accolta all’unanimità.
La prima borsa di studio si conclude così.
Gli anni successivi vanno nettamente meglio. Ecco i vincitori:
1962 – Mario Salis
1963 – Pina Bellon
1964 – Giorgio Galligani
1965 – Giuseppe Gobbini
1966 – Daniele Maggi
1967 – Alessandra Doveri
1968 – Rina Poletti
Nella riunione del C.D. dell’8 luglio 1969, viene posta la parola fine a
questa prima e lodevole iniziativa del Club. Infatti, “dopo ampia e serena
discussione, il consiglio esprime il parere che la borsa debba essere mo‑
mentaneamente sospesa in attesa dell’emanazione di chiare norme mini‑
steriali che rendano possibili modifiche definitive al Regolamento”.
Una targa, opera di Paolo Dinelli e firmata dal Presidente Oscar Galleni e dal Sergretario Benozzo Gozzoli,
ricorda il primo decennale del Club.
19
Ma i giovani sono ancora nell’occhio del Club.
Il socio Giuseppe Del Freo, preside del Liceo Carducci di Viareggio,
istituisce una gara di prosa latina (denominata Certamen). È una gara di
composizione, in latino, riservata agli studenti dei licei classici di tutta
Italia.
Il Club nel 1962 decide di accantonare la somma di L.50.000, invia‑
ta dal Governatore Bolelli, da utilizzare come sovvenzione nell’anno se‑
guente per questa iniziativa.
Tre anni dopo, nel 1965, le 50.000 lire non sembrano più sufficienti.
Nella riunione del 23 novembre di quell’anno, viene deciso – su proposta
del Presidente Giorgio Ragaglini – di eliminare una riunione conviviale a
vantaggio di una non conviviale: la somma ricavata andrà ad aumentare
la quota che il Club ogni anno conferisce al Liceo Carducci. La riunione
annullata è quella del 1° febbraio 1966.
D’ora in poi la somma stanziata per il Certamen sarà di L.100.000.
Da un nostro Bollettino: “il 2 maggio alla cerimonia di premiazione,
il nostro Club ha fatto una buona figura con la consegna del premio di
100.000 lire ad una studentessa del Liceo di Livorno, premio che è ve‑
nuto subito dopo quello del Ministero della P.I. (L.150.000) e prima di
quello della Provincia di Lucca e del Comune di Viareggio”.
Nel 1974 il nostro premio è assegnato alla studentessa Carla Mainoldi
di Cremona: e sarà anche l’ultimo. Infatti, scomparso l’animatore di que‑
sta bella iniziativa, il Liceo Carducci non realizzerà più la manifestazione.
La Rotary Foundation ha molti programmi operativi per “incoraggiare
una migliore intesa fra i popoli e promuovere relazioni cordiali fra nazio‑
ni diverse”. Due di questi programmi hanno necessità di far soggiornare
persone da una nazione all’altra e sono: le Borse di Studio e gli Scambi di
Gruppi di Studio (Group Study Exchange, GSE).
Nel primo caso i vincitori delle Borse, vengono anche definiti Amba‑
sciatori di Buona Volontà, permette loro di andare a studiare all’estero
per un anno a spese della Rotary Foundation.
Il nostro Club è stato fra i più attivi del Distretto. Si comincia nel 1964
nel segnalare l’ing. Roberto Tartarelli di Pietrasanta, assistente nella Fa‑
coltà d’Ingegneria dell’Università di Pisa. Dopo le valutazioni rituali, il
borsista Tartarelli è “invitato a presentarsi per il 13 settembre all’Illinois
Institute of Technology di Chicago per iniziare il suo corso di studi”. Vi si
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occuperà di catalisi per circa un anno. Oggi Roberto Tartarelli, è profes‑
sore ordinario di Chimica industriale alla Facoltà d’Ingegneria dell’Uni‑
versità di Pisa.
Nel 1980 è la volta dell’ing. Luca D’Agostino, che parte per la Cali‑
fornia con una borsa di studio, presso il prestigioso Caltech a Pasadena.
Dopo la borsa, D’Agostino rimane come ricercatore per altri sei anni nel
centro di ricerca americano. Rientrato in Italia, D’Agostini oggi è profes‑
sore ordinario di Propulsione Spaziale alla Facoltà di Ingegneria dell’Uni‑
versità di Pisa.
Seguono poi: Eugenio Biagini, il 24 aprile 1984, andrà a Cambridge,
in Gran Bretagna; oggi è professore alla Princeton University; Ilide Car‑
mignani, oggi traduttrice per conto di alcune case editrici (il romanzo di
Almuden Grandes, da lei tradotto dallo spagnolo: L’età di Lulù (Guanda
editore). La Figlia del Tibet, autobiografia di Rinchen Dolma Tarin, con la
prefazione del Dalai Lama, tradotta dall’inglese (Serra e Riva editori).
Caterina Giannini, usufruì della Borsa di Studio presso la Clinica di
Neurochirurgia di Rochester (Minnesota), dove è rimasta come Ricer‑
catrice.
Il 5 agosto 1986 usufruisce di una Borsa di Studio, Luca Vannucci, spe‑
cializzando in chirurgia all’Università di Pisa. Andrà presso l’Università
di Chicago (USA).
Il 16 giugno 1987 il Dr. Vannucci è venuto al Club a narrare la sua espe‑
rienza. Dopo aver ricordato come alla Chicago University vi lavorino o
vi hanno lavorato ben 53 Premi Nobel, il nostro borsista, visibilmente
contento ha aggiunto: “ho partecipato a dodici trapianti di fegato!”. Il 21
luglio 1998, Vannucci è tornato a farci visita ed ora sappiamo che oltre
ad operare come chirurgo oncologo presso l’Università di Pisa è Visiting
professor presso l’Accademia delle Scienze di Praga. Inoltre lavora a pro‑
getti di ricerca contro il cancro in varie parti del mondo.
Paola Girolami, commercialista, è libera professionista a Lucca. Ester
Giannuzzo, ha studiato presso l’Osservatorio di Tucson (Arizona) dal
1993 al 1994 ed ora è Ricercatrice presso l’Osservatorio di Arcetri.
Infine, Simone Gragnani, che con la Borsa si è perfezionato in Piano‑
forte al Conservatorio di Zurigo. Gragnani ha poi iniziato una brillante
carriera musicale: al Concorso Musicale Internazionale “Paul Harris” ha
vinto la Gran Coppa dedicata alla Sezione Solisti. Poi il Primo Premio
Assoluto del Rotary Club di Pallanza–Stresa, che in suo onore ha pubbli‑
21
cato un CD del concerto: Simone Gragnani suona Listz.
Molti di questi “nostri” talenti si sono ritrovati ad una serata conviviale
del Club. Era il 14 Novembre 2000 e fra loro erano presenti anche l’ing.
Roberto Lensi, che nel 1979 fece uno “stage” in Florida con un gruppo
GSE, e Francesca Tosi, pianista, che nel 1997 fece parte di un gruppo
GSE in USA e Canada.
Il Dr. Emilio Sigali, non era presente alla “rimpatriata” di borsisti e di
partecipanti ai Gruppi di Studio, ma dobbiamo ricordarlo per aver fat‑
to parte di un Gruppo, nel 1986, in partenza per il Cile. Come consue‑
tudine, al rientro Sigali venne al Club per riferire le sue impressioni sul
viaggio. Dal Bollettino si rileva: le impressioni del Dr. Sigali sono quanto
mai interessanti e ci forniscono un quadro del Cile assai diverso da quello che
quotidianamente ci propinano gli organi di informazione ufficiali.
Il 10 settembre 1991, Isabella Scotti, figlia del compianto socio Goffre‑
do, vince la Borsa di Studio “Giuliano Lucarelli” istituita dal nostro Club.
Il 29 settembre 1992 la borsista conferma la validità del supporto che il
Club le ha offerto per frequentare un corso di Economia del Turismo alla
Bocconi di Milano.
Per quanto riguarda i Gruppi di Studio finanziati sempre dalla Rotary
Foundation, il nostro Club ha un primato nel Distretto per aver messo a
disposizione il maggior numero di team–leader.
È il 1982 quando il compianto Angelo Cozzani, dirige il primo Grup‑
po in Argentina. Nel 1984 è ancora Cozzani team–leader in North Ca‑
rolina. Nel 1989 è la volta di Fulvio Gridelli in Lousiana. Nel 1991 tocca
a Paolo Margara guidare il Gruppo nel nord della California. Nel 1995
torna Fulvio Gridelli visitando l’Ohio. Nel 1996 il Gruppo è guidato da
Michele Beltrami in Pennsylvania. La terza volta di Fulvio Gridelli è del
1997 e porta il Gruppo in un Distretto a cavallo fra lo Stato di New York
e lo Stato canadese dell’Ontario. L’anno seguente, 1998, riparte Michele
Beltrami per il Brasile. Nel 2002, è team–leader Vittorio Pasquini, che
guida il Gruppo in Spagna, snodandosi fra la Catalogna, la Navarra e la
Galizia, come dire da Barcellona a Santiago de Compostela.
Vittorio Pasquini nel 2003 (dal 14 Marzo al 12 Aprile) riparte alla gui‑
da del Gruppo in Argentina, Distretto 4290. E ancora Vittorio Pasquini
che nel 2007 porta il Gruppo a Houston nel Texas, Distretto 5090.
Ultimo, in ordine di tempo, Francesco Medi che nel 2009 ha guida‑
to il Gruppo in Australia (New South Wales), Distretto 9700. Il 7 aprile
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Medi ci ha parlato di un’Australia diversa da quella più nota a tutti, di
una terra più dura, dove non piove da sei anni, fatta di spazi immensi,
di enormi coltivazioni e di sterminati pascoli di pecore merinos. Molte
di quelle grandi aziende sono state create dagli italiani che, prigionieri
durante l’ultima guerra, hanno deciso di rimanere e di continuare nelle
attività alle quali davano il loro contributo di esperienza già da prigio‑
nieri. Il modo di fare Rotary in Australia – dice Medi – ha caratteristiche
un po’ diverse dal nostro. I Club sono in genere di dimensioni ridotte
(20–25 membri) e l’azione è rivolta principalmente a livello locale, con
interventi di carattere sociale in aiuto alla comunità
Il nostro Club ha fornito ben 12 team–leader, che hanno guidato grup‑
pi di studio del nostro Distretto, contattando e fatto conoscere, in piena
amicizia, migliaia di rotariani in molte parti del mondo. Diciamo che pos‑
siamo considerarci orgogliosi di questo nostro piccolo Club!
23
IL ROTARACT
Circa 10 anni dopo la nascita del Rotary Club Viareggio Versilia,
nasce anche il Rotaract all’interno del Club. La sua nascita avviene in
punta di piedi. È l’ottobre del 1968 e Ugo Urbano convoca a casa sua
un gruppo di giovani proponendo loro la creazione del Club Rotaract
Viareggio Versilia. II gruppo era formato da sua figlia Elisabetta, Patri‑
zio Milani, Stefano Torrini, Michi e Irene Beltrami, Gino Fornaciari
e Francesco Pardini. A questo primo nucleo iniziale si aggiunsero poi
Ugo Covani, Paola Jellersitz (moglie di Francesco Pardini), Paola Ca‑
succi, Angelita Menconi, Giunio ed Alberto Massa, Elisabetta Buchi‑
gnani, Isabella Luporini (moglie di Michi Beltrami) ed altri fino ad arri‑
vare a 19. II primo Presidente fu Francesco Pardini, confermato anche
il secondo anno.
Il 14 gennaio 1969 il Rotaract è ospite del nostro Club in occasione di
un dibattito sulla Crisi dell’Amministrazione della Giustizia in Italia. I gio‑
vani si sono dati da fare: la conferenza sarà introdotta da cinque professo‑
ri universitari, che i rotaractiani si sono assicurata la partecipazione. Dal
resoconto della serata si accerta che “la riuscita della conferenza‑dibattito
è superiore ad ogni aspettativa. Mancano solo gli avvocati viareggini!”
Come ha scritto Francesco Pardini, ripercorrendo gli esordi del so‑
dalizio “una volta creato lo strumento, bisognava uscire all’esterno con
iniziative idonee a farci conoscere ed a far conoscere gli ideali che ci ac‑
cumunavano. Cosa non facile. Iniziative ne abbiamo avute molte, per lo
più coronate da successo. Una in particolare, che aveva per tema la crisi della giustizia, di iniziativa distrettuale e faceva parte di un congresso
che si tenne a Bologna. Ma era stata organizzata da un nostro socio, Ugo
Covani, che in quel momento era Governatore del Distretto e credo che
anche Michi Beltrami vi abbia contribuito. Quel dibattito ebbe risonanza
sulla stampa nazionale e particolare interesse suscitò l’intervento di un
giovane magistrato di recente nomina: Luigi Vigna”.
Il giovane Club rotaractiano era partito con il piede giusto. In cinque
anni ha avuto tre delegati regionali ed un Governatore. Non poco, per un
club di provincia in un Distretto che vantava importanti città.
“Ma ‑ come dice ancora Francesco Pardini – le caratteristiche vincenti
del Club, l’amicizia e la coesione, furono le cause del declino. Infatti, per
24
quanto noi fossimo ospitali ed aperti verso i nuovi soci, questi talvolta
non riuscivano ad integrarsi, ostacolati dalla familiarità che i vecchi soci
avevano fra loro. Quindi mancanza di un valido ricambio”.
L’attività del Rotaract continua con iniziative e manifestazioni, che
però il Rotary Club Viareggio Versilia, sembra non mostrare grandissimo
interesse. I rapporti fra il Rotary ed il Rotaract si fanno sempre più scarsi:
Nell’annata 1975–76, alla festa degli auguri: “la serata è stata particolar‑
mente festosa e vivace per la presenza di numerosi giovani tra i quali,
graditissimi, 12 soci del nostro Rotaract”.
Nell’annata successiva, ancora alla festa degli auguri, i rotaractiani pre‑
senti sono solo otto.
Poco dopo al Rotaract Viareggio Versilia, non raggiungendo il minimo
dei soci richiesti (15), gli viene ritirata la Carta e quindi si scioglie.
Il Rotaract Viareggio Versilia risorge domenica 3 maggio 1981, quan‑
do in una saletta dell’Hotel Astor si riuniscono 16 giovani della Versilia.
Provvisti di ottime intenzioni, al termine della loro riunione, hanno chie‑
sto al rappresentante del Club padrino (Angelo Montone) di organizza‑
re, appena possibile, una riunione con la partecipazione del Presidente
della Commissione Distrettuale Giulio Bargellini e del rappresentante
distrettuale Raoul Saggini.
Montone ha girato la richiesta al Presidente Tito Antoni, che si è riser‑
vato di decidere.
Il 12 dello stesso mese Montone riferisce di aver ricevuto due lettere
dal Rotaract; propone che un certo aiuto ai giovani debba essere dato. In
ogni modo il Consiglio Direttivo ha già deciso di ospitare i giovani del
Rotaract ad una riunione conviviale alla quale saranno presenti il Presi‑
dente della Commissione Distrettuale per il Rotaract e il Governatore
del Rotaract stesso. Viene stabilito di concedere un contributo per l’im‑
mediato funzionamento (carta intestata, ecc.). Naturalmente il Rotaract
dovrà presentare un preciso preventivo di spesa, sul quale il C.D. decide‑
rà in concreto.
Il 26 maggio riunione conviviale con i rotaractiani nuovi di zecca: Be‑
nedetti, Bonuccelli, Caravaglios, Carta, Chiantelli, Consani, Fibbiani,
Fornaciari M., Fornaciari S., Melander, Nuti, Pardini, Petracca, Petroni,
Petrucci. Inoltre, sempre rotaractiani, il Presidente distrettuale dei Rota‑
ract, Raoul Saggini; il Presidente della Commissione distrettuale per il
25
Rotaract, Giulio Bargellini; Petrocchi, tesoriera distrettuale; Torciglioni,
Rappresentante incoming; Coppa e Agostini, Presidente e segretario del
RTC di Pisa; MacNeil, segretaria del RTC di Lucca; A. Bardi (Presiden‑
te), Terenzi e L. Bardi del RTC di Arezzo; Job e Cazzaniga, Presidente e
segretaria del RTC di Carrara e Massa.
Erano anche presenti, per rinverdire vecchi ricordi, Francesco Pardini,
Michi Beltrami e Ugo Covani, già personaggi eminenti del Rotaract Via‑
reggio Versilia prima edizione.
Dopo un letargo di alcuni anni, il Rotaract Viareggio Versilia torna ad
operare, ed il nostro Club è stato felicissimo di tenere a battesimo tale
risveglio ospitando nella conviviale i giovani componenti del nuovo so‑
dalizio, nonché i colleghi dei Rotaract circonvicini.
Il Presidente Antoni ha indirizzato parole affettuose ed incoraggianti ai
giovani entrati a far parte della grande famiglia rotariana, ricordando loro
la bellezza e l’onerosità del motto che il Rotaract si è scelto: L’Amicizia
attraverso il servire.
Luca Petroni, Presidente del nuovo Rotaract Viareggio Versilia, ha rin‑
graziato e promesso l’instaurazione di sempre più stretti rapporti fra il
suo ed il nostro Club. L’avv. Paolini, in uno spumeggiante intervento, ha
saputo collegare la ricostituzione del Rotaract con lo scudetto vinto dalla
Juventus, inneggiando così ai colori bianco‑neri, cari fra l’altro, anche al
nostro Governatore Prof. Barone.
Non c’è dubbio che il nostro Rotaract sia andato avanti come promesso
dal Presidente Luca Petroni nel 1981. Addirittura nell’annata 1987‑1988
il Rotaract raggiunge il maggior numero di soci: 32.
Secondo notizie avute dall’ex rotaractiano Paolo Luca Vaglio, dal
1986 al 1992 si ha una raccolta di fondi per il Progetto Polio Plus ed a
favore dell’UILDM (Unione Italiana per la Lotta alla Distrofia Musco‑
lare). Nel 1988 viene bandita la 1ª borsa di studio per studenti merite‑
voli, con la consegna di un assegno di 500.000 lire a due studenti del
Liceo Scientifico “Barsanti e Matteucci” di Viareggio. Questa iniziativa
è andata avanti fino al 2003, coinvolgendo ogni anno un istituto Supe‑
riore della Versilia.
Nel 1989 viene versato un contributo di un milione di lire per la ri‑
strutturazione della Cappella di S. Lucia in Valtellina, semidistrutta da
una frana. Nello stesso anno si effettua un acquisto di calzature sportive
per l’istituto De Sortis di Viareggio. L’anno successivo c’è l’acquisto di
26
Consegna Premio dello Studente. 1a edizione (1988-89) da sin.: Marina Gridelli, segretaria RTC; Oscar
Biagi Presidente R.C.; Paolo Luca Vaglio, Presidente RTC; prof.ssa Lazzerini, preside Liceo Scientifico
Viareggio; prof. Francesco Barone, Presidente Commissione Premio.
uno spirometro per il Reparto di Medicina dell’Ospedale di Pietrasan‑
ta, del valore di 6 milioni di lire.
Poi c’è l’organizzazione di eventi volti alla raccolta di fondi, come il
Torneo Distrettuale di Calcio a 5 (1989‑90‑91); il Torneo Distrettuale
di Tennis (1988/90). Infine, l’organizzazione di una serie di visite guida‑
te, tra cui: Scuola Carabinieri ‑ Nucleo Cinofili (Firenze); Brigata Aerea
(Pisa); Nave Scuola A. Vespucci (Livorno); Accademia Navale (Livorno);
Porta Aeromobili G. Garibaldi; Nucleo Elicotteristi Carabinieri (Pisa).
Da queste notizie, arriviamo alle ultime tre annate per riprendere il filo
del discorso. In questo vuoto di notizie, si ha conferma della consegna
di un defibrillatore alla Croce Verde di Pietrasanta. L’iniziativa operata
insieme al nostro Club, è costata circa 1200 euro.
E siamo all’annata 2006‑2007, caratterizzata da una serie di eventi volti
alla raccolta di fondi da destinare al Service distrettuale “118 Bimbi”. Lo
scopo di questo Service era quella di consegnare alle strutture ospedalie‑
re e a quelle di primo soccorso, un kit pediatrico necessario per prestare soccorso a bambini molto piccoli. Per poter acquistare un intero kit da
donare alla Croce Verde di Viareggio, il 23 febbraio 2007 è stato organiz‑
27
Consegna del kit “pronto soccorso pediatrico”. Il Presidente del RTC, Maria Chiara Mazza (a sinistra) e
Lisandra Biagini in rappresentanza della Croce Verde.
zato un veglione di Carnevale Sotto un cielo di stelle filanti – 1a Edizione
presso Il Principino di Viareggio. Il ricavato ci ha permesso, il 4 luglio, di
consegnare il kit “Pronto Soccorso Pediatrico”.
Oltre agli eventi per la raccolta fondi, il Rotaract ha promosso la sem‑
pre cordiale collaborazione con il Rotary Padrino e, il 14 luglio, si è tenu‑
to un Interclub R.C.Viareggio Versilia ‑ Rotaract Gruppo Tirreno, presso
l’Hotel Le Dune, che ha visto la partecipazione del Prof. Luise, con una
conferenza su: Storia e curiosità intorno alle telecomunicazioni.
Nell’annata successiva (2007‑2008), oltre alla vendita delle Uova di
Pasqua in favore della Fondazione ANT Italia‑Onlus (Associazione per
la lotta contro i tumori) e l’assistenza oncologica socio‑sanitaria gratuita a
domicilio (15‑16 marzo 2008); alla vendita delle ortensie e delle candele
in favore di Telefono Azzurro, per il sostegno alla gestione del nuovo cen‑
tro di ascolto e per lo sviluppo del nuovo modello di risposta per andare
incontro ai bisogni dei bambini e degli adolescenti (19‑20 aprile/22‑23
novembre/15‑16 dicembre 2008). L’attenzione è stata rivolta anche al
nuovo Service distrettuale, promosso in favore dell’AID, l’Associazione
28
italiana Dislessia, che si prefiggeva l’obiettivo di donare libri e CD ROM
alle persone affette da tale patologia, per facilitare l’approccio riabilita‑
tivo e scolastico. Per raccogliere i fondi necessari, il 1° febbraio 2008 si
è tenuta, sempre al Principino, la 2ª edizione del Veglione di Carnevale
Sotto un cielo di stelle filanti.
Nell’anno rotaractiano 2008‑2009, oltre alla vendita delle ortensie,
sempre in favore di Telefono Azzurro (18‑19 aprile 2009), l’attività si
è concentrata sul nuovo obiettivo prefissato dal Distretto: la raccolta di
fondi per l’associazione Fiori di Strada, nata per volontà di un nutrito
gruppo di volontari, tra cui avvocati, medici, psicologi ed operatori so‑
ciali che fin dal 2006 decidono di utilizzare le loro competenze per dare
vita ad un ambizioso progetto atto a contrastare il fenomeno della tratta e
dello sfruttamento della prostituzione. Due sono stati gli eventi dedicati
a questo Service: la 3ª edizione del Veglione di Carnevale: Sotto un cielo di
stelle filanti (27 febbraio 2008) e la cena organizzata dal Gruppo Tirreno,
presso il ristorante Blanco a Marina di Pietrasanta (6 novembre 2008).
Infine, il Rotaract Viareggio Versilia ha contribuito fattivamente alla
raccolta di fondi da destinare alle popolazioni terremotate dell’Abruzzo;
con una cena organizzata dal Club di Livorno (27 aprile 2009), cui han‑
no preso parte tutti i Club del Gruppo Tirreno. Sono stati raccolti 1200
I rotaractiani alla consegna del kit pediatrico alla Croce Verde.
29
euro, inviati direttamente al Rotaract Club dell’Aquila.
In questo periodo il Club ha organizzato, per la prima volta dalla nasci‑
ta, l’Assemblea Distrettuale (4‑5 luglio 2009) presso l’Una Hotel di Lido
di Camaiore, nella quale i Club del nostro Distretto, si sono ritrovati per
condividere gli obiettivi prefissati e accrescere lo spirito rotaractiano che
anima tutte le nostre attività.
Conferenza del prof. Luise.
30
SEDI STABILI ED OCCASIONALI DEL CLUB
La prima sede del Club fu il Ristorante Tito del Molo di Viareggio a
partire dal 15 dicembre 1959.
Dieci anni dopo, 10 giugno 1969, il Club lascia il Ristorante Tito del
Molo per trasferirsi all’Hotel Royal di Viareggio. In quella riunione l’Ing.
Oscar Galleni (in assenza del Presidente Amm. Bruno Salvatori) annun‑
cia il cambiamento di sede. Dal Bollettino n.45 del 10.6.1969 si legge:
“Devesi rilevare che il cambiamento non ha deluso nessuno, perché il
trattamento fattoci è stato molto buono e gradito da tutti e non è da te‑
nere da meno il vantaggio di essere riuniti in una sala tutta per noi senza
disturbi di sorta”.
Tutto fila liscio nella nuova sede, finchè a cominciare dalla fine del
1973, le riunioni si alternano con il Ristorante Margherita di Viareggio,
soprattutto nel primo semestre del 1974 è un continuo cambiamento.
Questo perché l’albergo molte volte è impegnato, chiuso o con impedi‑
menti vari; la stessa cosa dicasi per il Margherita che, soprattutto alla fine
dell’estate, chiude per ferie.
Il 5 novembre 1974 i Soci hanno una conviviale al Ristorante da Zì
Rosa, il 19 dicembre la Cena degli Auguri al Margherita, mentre il 6 mag‑
gio 1975 si ritorna al Royal. L’anno successivo vi è la stessa alternanza di
Sede: oltre al solito Royal, Margherita e Zì Rosa, ci si sposta anche all’Hotel Bandinelli di Forte dei Marmi.
Anche l’annata 1976–77 vede questo rincorrersi da un posto all’al‑
tro. Si comincia con l’Hotel Royal per passare al Margherita il 12 ottobre
1976, per ritornare all’Albergo il 19 ottobre e quindi nuovamente al Margherita il 26 dello stesso mese. A novembre si sono tenute solo due con‑
viviali (il 9 e il 23) entrambe presso l’Hotel Bandinelli di Forte dei Marmi.
Finite le ferie, il Margherita riapre ai soci.
Il 7 giugno 1977 si rientra all’Hotel Royal e dal 4 ottobre si ritorna al
Margherita. L’annata successiva, 1978–79, ci vede al Royal fino al 10 ottobre
1978 con il ritorno al Margherita; ma il 7 novembre, Margherita in ferie, i ro‑
tariani sono ospiti del Ristorante Da Clara (via Aurelia, Lido di Camaiore).
La settimana seguente di nuovo al Margherita. Il 15 maggio 1979 al Royal.
Il 2 ottobre 1979 si ritorna al Margherita, mentre le Cene degli Auguri emi‑
grano alla Capannina di Franceschi e al Versilia Holidays di Forte dei Marmi.
31
Il 6 maggio 1980 il Club ritorna nella più “sfarzosa” sede – come si leg‑
ge nel Bollettino – dell’Hotel Royal. Il 30 Settembre si torna al Margherita.
Il 4 novembre 1980: “In occasione della conviviale dedicata ai disa‑
stri ambientali nel Sud–Est asiatico, ci siamo trovati all’Astor. Se qualcu‑
no ha da fare appunti alla apposita commissione che ha operato la scelta,
è pregato di farsi avanti” (Presidenza: Tito Antoni).
Ma, dal Bollettino n.20 dell’11 novembre 1980, leggiamo anche un
altro commento. “Ultimo argomento è quello della Sede del Club che as‑
somiglia, per ora, più ad un profugo che è costretto a fare ad ogni minuto
i bagagli perché nessuno lo vuole stabile.
“Il Consiglio sembra se ne sia occupato, ma ha creduto di non de‑
cidere, almeno così è sembrato da uno scambio di opinioni fra Incerpi e
Mozzi, e la causa, per sentito dire, sarebbe il fatto che con il Congresso
e l’utilizzo dei vari alberghi in primavera, non converrebbe scontentare
gli attuali nostri padroni di casa, che ci lanciano ora qui ora là, come se
fossimo a loro carico, esuli o derelitti.
“Il Rotary a Viareggio da sempre ha avuto come sede l’Albergo
Astor (sic!). Il Ristorante Tito è venuto perché l’Astor è stato molti
anni in ristrutturazione e poi, entrato in funzione, ebbe un periodo
di gestione Residence, che non consentiva la nostra richiesta di servizi
particolari”.
La riunione successiva, il 18 novembre, l’argomento Sede è nuo‑
vamente alla ribalta. Questa volta il Redattore del Bollettino n.21 si sof‑
ferma, con una prosa d’altri tempi, su cosa può e deve mangiare un rota‑
riano. È una cronaca che merita – anche alla luce dei periodici inviti al
Prefetto di turno di farci mangiare meglio – di essere riascoltata.
Conversazioni animate, tavoli al completo durante il ser‑
vizio del pranzo, ci hanno fornito la misura delle presta‑
zioni che l’Astor può dare.
Riguardo al tema del tipo di pranzo, mi sembra che il
consiglio dovrebbe discutere e chiarire alla Direzione
dell’albergo che si trova di fronte a un tipo di personag‑
gio che non viene per fare mangiate, ma per consumare
un pasto; che dovrebbe limitarsi a fornirci quel minimo
di calorie necessario; preparato con il massimo gusto
possibile, senza credere di imbottirci di elementi sostan‑
32
ziosi e copiosi che alla fine ci nuocciono. Credo un buon
bicchiere di vino sia preferibile ad una bistecca che copra
tutto il piatto ed un buon pesce, con un contorno adatto,
sia preferibile ad altre carni.
Credo sia passato il tempo per tutti, giovani e meno gio‑
vani, che frequentavano il Rotary con l’idea di mangiarsi
un grosso cacciucco o due etti di bistecca. Dobbiamo ri‑
tenere il Rotary una associazione che prende spunto dal
convivio per non far perdere tempo ulteriore a chi lavora
e per consolidare amicizie che ci permettano di essere
disponibili al servizio dell’uomo che vogliamo scoprire
e servire.
Non vogliamo spendere tutto il nostro denaro nel man‑
giare: questo possiamo fare a casa nostra, se vogliamo to‑
glierci dei desideri mangerecci. Occorre dunque che chi
ci ospita sappia tutto questo per regolarsi e capire come
si possa mangiar bene e non spendere molto.
Oggi che i costi sono alti, il problema che credo occorre‑
rà che qualcuno (caro Oscar a quando?) porti alla ribalta
della discussione assembleare e si dibatta, per giungere
a una soluzione che ci permetta di scegliere il locale più
adatto alle nostre riunioni, non dico spendendo meno,
ma il giusto e rinunciando a tutte quelle caratteristiche
del mangiare che sono proprie di coloro che vanno al ri‑
storante per sfamarsi. È naturale, del resto, che ciò non
sia stato ancora avvertito da chi dirige il ristorante; se
entrasse nel nostro concetto di convivio dell’amicizia
avrebbe certamente proposte utili da fare.
Il 25 novembre e il 9 dicembre (tanto per cambiare!) si torna al
Margherita. La settimana successiva di nuovo all’Astor. Il 6 ed il 13 gen‑
naio 1981 di nuovo al Margherita.
Finalmente, con il 20 gennaio, l’Hotel Astor diventa la Sede per‑
manente del R.C.Viareggio Versilia, salvo – come vedremo – correre in
varie Sedi con alcune conviviali, per periodi di impraticabilità dell’Astor:
ristrutturazione delle cucine, impegni per manifestazioni, ferie, ecc..
Non è molto divertente, ma una cronaca si deve occupare anche di
33
questo genere di notizie: se succedesse al giorno d’oggi! Poveri presiden‑
ti, segretari e prefetti!
Il 3 novembre 1981 il Club ha una conviviale al Ristorante Patriarca,
il 17 dello stesso mese è all’Hotel Palace; il 15 giugno 1982 emigra a Villa
Angela a Forte dei Marmi; il 5 ottobre si ritorna all’Hotel Bandinelli; il
7 dicembre all’Hotel Colombo di Lido di Camaiore, mentre il 18 (Cena
degli Auguri) il Club è di nuovo all’Hotel Bandinelli di Forte dei Marmi.
Il 7 giugno 1983 la conviviale è al Ristorante l’Arca di Noè, al Mon‑
te Meto; il 22 novembre conviviale al Club Nautico di Viareggio. Il 13
dicembre, il Club è ospite del Rotaract per una conviviale al Ristorante
Margherita. In questa serata, la Presidente del Club giovanile, Maria Lui‑
sa Parenti, nomina “Socio Onorario” del Rotaract, Ennio Bonomo, mem‑
bro dell’equipaggio di Azzurra, e ospite d’onore della serata.
Divertente ed anche originale la conviviale programmata per il 24
luglio 1984: si terrà al Bagno Liù (come tre anni prima). Ma il bello vie‑
ne una settimana prima, quando nella riunione del 17 luglio, la Signora
Mozzi annuncia il menù, aggiungendo in calce allo stesso “Le Signore, che
ancora devono decidere cosa preparare, sono pregate di tenerne conto”.
È ovvio che le Consorti devono preparare piatti da portare al Bagno Liù.
Il Bollettino del 17 luglio lo riporta integralmente e noi facciamo
altrettanto.
Antipasto
Primi piatti
Secondi piatti
Frutta
Dolci
– Prosciutto e melone
– Riso con le arselle
– Riso e scampi
– Insalata di riso
– Lasagne
– Patê di fagiano
– Vitello tonnato
– Carpaccio
– Carne ripiena
– Polpo marinato
– Macedonia
– Semifreddi
– Meringato
Il 6 novembre 1984 conviviale al Ristorante da Clara; il 15 novem‑
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bre c’è un Interclub all’Hotel Duomo di Pisa; il 20 e il 27 dello stesso mese
il Club è all’Hotel Palace.
Il 14 maggio 1985 siamo nuovamente al Ristorante Margherita per
festeggiare il 25° anniversario della nostra fondazione. Serata con grande
partecipazione di Soci, Signore e ospiti illustri. È presente il Governato‑
re Umberto Laffi, al quale il Presidente Iantaffi consegna un assegno di
5.600.000 lire con questa motivazione: I rotariani di Viareggio e della Versilia, inviano alla popolazione della Somalia con l’augurio che anche in quel
Paese possa al più presto sventolare lo stendardo della ruota dentata.
Il 5 e il 19 novembre non conviviali all’Hotel Raffaelli, il 26, sempre
di novembre, ancora non conviviale all’Hotel Raffaelli per l’ Assemblea
del Club. Pier Luigi Silvestri offre una spaghettata finale.
Il 21 dicembre, la Cena degli Auguri all’Hotel Bandinelli.
Il 3 giugno 1986 Interclub con Carrara e Massa all’Hotel Raffaelli.
Il 14 luglio 1986 il Club si sposta al Teatro della Versiliana, per il Bal‑
letto del Teatro Bol’sŏj. Dal Bollettino n. 2 dell’8 luglio si legge, a questo
proposito, un ditirambo scherzoso:
Il Consiglio Direttivo
con un fare spicciativo
quell’usanza rotariana
di suonare la campana
ha mutato tutt’a un tratto
in un classico balletto.
Ha chiamato tutti noi
al Teatro del Bolscioi.
Si andrà sì a Versiliana
ma si resta senza cena!
L’11 e il 18 novembre, non conviviali, siamo all’Hotel Raffaelli,
mentre il 25 dello stesso mese, c’è un Interclub Tirreno 1, con conviviale
al Ristorante Margherita.
Il 6 settembre 1988 abbiamo un Interclub con il R.C. Pistoia–Monte‑
catini Terme. La conviviale si tiene all’Hotel Bellavista di Montecatini Terme.
Il 6 settembre dell’anno successivo, gli amici del R.C.Pistoia–Mon‑
tecatini Terme ricambiano la visita, nostri ospiti con un Interclub all’Hotel Astor.
Il 19 settembre 1989 siamo ancora, con una conviviale, all’Hotel
Esplanade.
35
Il 9 gennaio 1990 conviviale all’Hotel Esplanade in cui sono presen‑
tati gli Atti del 19° Forum della Fascia Costiera, tenutosi a Forte dei Mar‑
mi il 26–27 settembre 1987.
L’8 marzo ancora un Interclub con i Club Service della Versilia, in
occasione della presentazione del volume degli Atti del Convegno sulle
Alpi Apuane, tenutosi l’8 aprile 1989 al Centro Culturale “Luigi Russo”
di Pietrasanta. La conviviale si tiene all’Hotel Versilia Holidays di Forte
dei Marmi.
Il 5 aprile si tiene un altro Interclub con il R.C. Pisa Galilei. La con‑
viviale si tiene all’Hotel Duomo di Pisa.
Il 5 giugno, in occasione del trentennale della fondazione del Club,
Interclub con i Club Service della Versilia nonché i R.C. di Carrara e
Massa, Pisa, Pisa Galilei e Lucca. La conviviale si tiene al Ristorante Margherita e oratore ufficiale della serata è il Prof. Tristano Bolelli.
Il 31 luglio 1990 conviviale a casa di Roberto Brunetti nella sua
amena residenza estiva, fra il Pitoro e la Val Freddana.
Organizzata dagli amici Cozzani e Silvestri, il 2 ottobre, conviviale
alla Club House del Versilia Golf Club di Forte dei Marmi.
Il 18 dicembre Festa degli Auguri all’Hotel Versilia Holidays di Forte
dei Marmi.
Il 10 marzo 1991 Interclub con il R.C.Valdelsa. La conviviale si tie‑
ne all’Hotel Versilia Holidays di Forte dei Marmi.
Il 16 aprile conviviale al Ristorante Margherita.
Il 14 maggio 1992 Interclub con il R.C. di Lucca al Centro Congres‑
si (Piazza del Giglio).
Il 6 ottobre 1992, visita del Governatore Gabriele Tristano Oppo.
Non abbiamo mai riportato le visite dei Governatori al Club, ma Oppo
che inizia la riunione con: “il mare, a quest’ora, è solamente mio…” Sia‑
mo all’Hotel Astor e forse mai si è avuto un “incontro con un Governato‑
re… poeta”. Infatti, i versi citati fanno parte della poesia Alba in Versilia
che, autografa, si può leggere a fianco.
Il 13 febbraio 1993 Interclub “megagalattico” al Ristorante Margherita con Cenone Danzante. Con noi, i R.C. di Carrara e Massa, Lucca, Pisa
e Pisa Galilei.
Il 5 febbraio 1994 Interclub al Ristorante Margherita con i Club del
Gruppo “Tirreno 1”. Presente il Governatore Franco Zarri.
Il 4 giugno Interclub all’Hotel Esplanade con i R.C. di Carrara e
36
37
Massa, Lucca, Pisa e Pisa Galilei, alla presenza del Governatore Zarri.
Il 18 maggio 1995 conviviale al Ristorante Il Porto di Viareggio.
Il 18 luglio conviviale, organizzata dalle Signore, al Raffaelli Country
Club di Forte dei Marmi.
Il 6 marzo 1996 Interclub con il Gruppo Tirreno 1 all’Hotel Duomo
di Pisa.
Il 21 maggio, “sogno di una notte di mezza primavera”, al Bagno
Zara dei coniugi Elio e Laura Giannoni. Col contributo “vivandiero” del‑
le Signore; conviviale ricordata come “memorabile”.
Il 4 giugno, “incontro di primavera” all’Hotel Raffaelli, per una con‑
viviale Interclub con Carrara e Massa.
Il 7 novembre 1998 conviviale all’Hotel Le Dune di Lido di Cama‑
iore.
Il 21 dicembre 1999 Festa degli Auguri al Ristorante Margherita.
Il 25 gennaio 2000 Interclub con il R.C. di Lucca, Carrara e Mas‑
sa, Pisa e Pisa Galilei, al Ristorante Margherita in occasione del nostro
40° anniversario. Dal Bollettino rileviamo: “abbiamo raggranellato circa
8 milioni di lire. Non male!”. Ovviamente la somma è andata alla Rotary
Foundation.
Il 6 ottobre 2001 siamo ospiti dell’Hotel Palace per una conviviale di
commiato con i “gemelli” belgi che da tre giorni sono ospiti nostri. Il Pre‑
sidente Gridelli sintetizza questa visita rotariana, ricordando la visita alle
cave di marmo e all’Antro del Corchia curata da Loris Barsi, Firenze con
gli Uffizi e il Corridoio Vasariano, eccezionalmente aperto per diretto in‑
teressamento del socio Barale ed illustrato dalla Direttrice della Galleria.
Il Club e Barale in particolare hanno poi invitato gli ospiti a pranzo pres‑
so la Scuola di guerra aerea di Firenze. Infine a Pisa, con la Torre e tutti i
monumenti della Piazza dei Miracoli, con la regia di Raffaello Bartelletti.
Il 23 ottobre ci viene data notizia che il C.D. del Club ha ritenuto
opportuno convocare un’Assemblea straordinaria per la ratifica di alcu‑
ne decisioni prese dal Consiglio stesso e che riguardano lo spostamento
del nostro Club in una sede diversa dall’attuale. Il Presidente Gridelli,
cede la parola al prefetto Giannaccini, incaricato dal Consiglio insieme
ad alcuni soci per una ricognizione di possibili alternative, e Giannaccini
illustra le conclusioni della ricerca indicando una soluzione nell’Hotel Le
Dune di Lido di Camaiore, dove ci sarebbero spazi per la segreteria, il
caminetto, un salone per le conviviali con interessanti alternative per la
38
stagione estiva, menù ricchi e costi accessibili, comunque inferiori agli
attuali, il salone delle conferenze, disponibile gratuitamente, un ampio
parcheggio. Il Direttore dell’albergo ha provveduto a far pervenire la sua
offerta per scritto.
L’Assemblea (50 soci presenti, ben oltre il quorum) dà parere una‑
nimemente favorevole (un solo astenuto), delegando il Consiglio per
quanto riguarda la scelta del periodo più idoneo al trasferimento.
L’8 gennaio 2002…cambiamo casa! Dall’Hotel Astor passiamo all’Hotel Le Dune di Lido di Camaiore. Questo cambiamento è dovuto principal‑
mente per un aumento non giustificato della quota, ed anche – ad essere
sinceri – per le intemperanze di alcuni dipendenti, soprattutto durante le
conviviali. Non fu facile trovare un’alternativa valida, fra il Versilia Holidays
di Forte dei Marmi (non baricentrico) e l’Hotel President (troppo caro).
La serata, presieduta da Alberto Bargellini, in sostituzione del Presi‑
dente Gridelli, inizia commemorando con una pausa di silenzio la recen‑
te dolorosa scomparsa del socio Prof. Francesco Barone, amico rotariano
e illustre uomo di cultura, grande personalità di alto profilo morale: una
grave perdita per tutto il mondo intellettuale e universitario. Fidia Arata
lo ricorda poi con commossa partecipazione, proponendo un serata da
dedicare alla figura ed all’opera di Francesco Barone e a cui invitare il
Presidente del Senato, Marcello Pera, che è stato suo allievo.
Nel mese di ottobre 2008 il Direttore dell’Hotel Le Dune, Sede del
Club, ci informa che l’albergo chiuderà (sic!) per divergenze fra la pro‑
prietà e la direzione, e che dovremo cercare una nuova sede.
Il 19 novembre, il C.D. ha completato la fase di ricerca e presen‑
ta all’Assemblea, quattro strutture ricettive: l’Hotel Principe di Piemonte
(Viareggio), l’Esplanade (Viareggio), Una Versilia Hotel (Lido di Cama‑
iore) e Mondial Resort (Marina di Pietrasanta).
La votazione avviene il 25 novembre e l’Assemblea con 45 prefe‑
renze sceglie l’Una Hotel di Lido di Camaiore. Come già avevamo fatto
con il Mondial Resort in ottobre con alcune riunioni, anche all’Una Hotel
ci eravamo già installati fin dall’11 novembre con favorevoli presagi.
E questa è ora, ufficialmente, la nuova Sede del Club.
C’è da rilevare che fin dall’Hotel Le Dune il Club ha perduto del tutto
la voglia delle conviviali esterne alla sede, se si toglie l’Interclub con il R.C.
di Sondrio del 28 marzo 2009 effettuato all’Hotel Principe di Piemonte.
Questa staticità forse è un bene, o forse no. Chissà!
39
GEMELLAGGI
É bene dire subito che i gemellaggi attuati dal nostro Club non han‑
no, almeno finora, portato a grandi frutti, intesi come fattiva cooperazio‑
ne, nelle varie vie d’azione. Ad un euforico contatto iniziale, alle prime
reciproche visite tutte infarcite di buoni propositi, si è man mano sosti‑
tuita un’inerzia collaborativa che pian piano ha spento il rapporto con i
nostri gemelli.
Di chi la colpa? Crediamo di tutti e di nessuno. Per quanto ci ri‑
guarda, forse non siamo adatti, caratterialmente, a mantenere un costan‑
te legame con i nuovi amici. Forse è anche perché Viareggio è vicina ad
importanti città d’arte della Toscana e ciò porta il nostro Club ad essere
un mezzo per visitare questi siti, anziché conoscere in maniera rotaria‑
na il Club gemellato. Forse perché dopo alcuni incontri, le città d’arte
sono state visitate, e l’interesse per un nuovo incontro si affievolisce fino
a scomparire. Tante volte abbiamo sentito dire alle riunioni: “il nostro
Club è Viareggio Versilia e non Pisa, Lucca, Siena o Firenze”.
Forse tutto ciò si verifica anche negli altri Club che si gemellano per
le più svariate ragioni; ma questo non deve essere una giustificazione. Per
quanto ci riguarda possiamo dire che i gemellaggi, al di fuori della cono‑
scenza, all’amicizia diretta, di grande importanza nello spirito rotariano,
non hanno portato a grandi iniziative comuni. Forse non ci impegnamo
a sufficienza!
Come scrive Gianmario Mozzi nel suo Vent’anni 1960–1980, nel
1976 i tempi si ritengono maturi per stabilire un gemellaggio. Viene scel‑
to il R.C.Ajaccio. Prima che il Club còrso accetti la nostra offerta, giunge
però – nell’ambito dei gemellaggi triennali fra i Distretti – la proposta
di gemellarci con il R.C. di Martinez (Argentina). Ma intanto Ajaccio
accetta l’offerta.
Il Presidente Barone informa il Club che “poiché nella scorsa ri‑
unione il nostro Club aveva deciso di accogliere l’analoga proposta del
Club argentino di Martinez e poiché il Club di Ajaccio è già gemellato
con quello di Civitavecchia, ne consegue che presto saremo, direttamen‑
te o indirettamente, gemellatissimi”.
Cosa fare? Intanto invitiamo i còrsi a farci visita. Insieme a loro
ospitiamo al Carnevale anche i rotariani di Bastia (che sono gemella‑
40
ti con Volterra). Arrivano 21 còrsi ma sono tutti “bastiani”, nessuno di
Ajaccio. Pochi mesi e ricambiamo la visita a Bastia, invitando anche i soci
del R.C.Ajaccio. Ancora una volta questi ultimi non si fanno vedere.
Del R.C. di Martinez si sono perse le tracce, perché la proposta da
noi inviata, è respinta al mittente in quanto il destinatario è sconosciuto.
Durante la visita a Bastia (18–20 giugno 1977) abbiamo notizia che
sta per nascere il nuovo R.C. di Bastia Mariana. Ci si affretta a offrirgli un
gemellaggio, che è subito accettato. Il 16–17 settembre 1978 si torna in
Corsica, questa volta per visitare il nostro Club gemello.
Dopo tanti tentennamenti sulla moltitudine di rotariani desiderosi
di andare, si ritrovano in Corsica solo 8 soci! Per il Past President Gi‑
rolamo Galassini cui va il merito del gemellaggio con il R.C. di Bastia
Mariana, non fu un grande regalo! Quei pochi presenti furono accolti
con grande simpatia e cordialità e furono anche edotti sull’attributo “Ma‑
riana”, derivante da una chiesa pisana, una delle tante che nell’XI e XII
secolo furono edificate nella zona.
Dall’11 al 13 maggio 1980 ricambiano la visita 17 “mariani” che
vengono per unirsi ai festeggiamenti del nostro 20° anniversario. Anche
la nostra ospitalità fu all’altezza della situazione, tanto che li portammo in
visita alla Mostra dei Medici a Firenze e poi a Portovenere.
Dal 13 al 15 settembre 1980 ricambiamo la visita a Bastia. I nostri
“gemelli” ci fanno visitare Bonifacio e poi, una cena splendida, a Saint
Florent. Sono presenti anche alcuni soci del R.C. di Volterra.
L’anno seguente, dal 5 all’8 giugno 1981 ci tornano a trovare, e noi
li portiamo in gita a Firenze ed a Lucca. La sera del 6, conviviale, ospiti
del Socio Pier Luigi Silvestri all’Hotel Raffaelli di Forte dei Marmi.
Il 27 ottobre 1981 il Presidente e il Segretario di Bastia Mariana,
Frassotto e Pierrot, ringraziano per averli fatti partecipare alle Giornate
Internazionali di Informazione Rotariana, tenutesi al Ciocco dal 25 al 27
settembre 1981.
Dal 9 al 12 settembre 1982 un gruppo di nostri Soci effettua una
visita al Club di Bastia Mariana. Tre giorni di grande fratellanza rotariana,
con i còrsi che si prodigano con entusiasmo oltre ogni limite.
Il 10 maggio 1983 i nostri “gemelli” ci informano che, per la difficile
situazione politica in Corsica, al momento la visita è rimandata.
Nel Bollettino n.8, relativo alla conviviale del 28 agosto 1984 (Pre‑
sidente Francesco Iantaffi) si legge:
41
“Per i soci di più fresco servizio rotariano, sarà opportuno ricordare
che il nostro Club è gemellato con il Club còrso di Bastia Mariana: con
esso, negli anni trascorsi, si tennero numerosi “Interclub” con relativo
scambio di visite.
“Da un po’ di tempo, senza un preciso motivo, il discorso si è in‑
terrotto e, proprio per rinvigorire il gemellaggio, sono con noi stasera tre
amici rotariani di Bastia, venuti in avanscoperta ad organizzare una tra‑
versata in massa per il periodo di Carnevale”.
Sono arrivati, infatti, dal 16 al 18 febbraio 1985. E noi li abbiamo
accolti con grande amicizia e cordialità. Sono venuti per il Carnevale e li
abbiamo subito portati al Carnevaldarsena, con degustazione di risotto,
cacciucco e vino; poi al Corso regolamentare di domenica: Non sono
mancati gli incontri: con il Sindaco di Camaiore, Pezzini, che ha conse‑
gnato loro un messaggio per il Sindaco di Bastia: gli amici còrsi si sono
sentiti molto fieri di questo loro incarico. Dopo il ricevimento ufficiale,
doni e drink per tutti.
A Camaiore i còrsi hanno visitato il piccolo ma pregevole Museo
d’Arte Sacra, poi alla Badia, alla Pieve, alla ferriera di Candalla e alla fon‑
deria Jackson. Il tutto sotto la guida, in francese, della signorina Antonel‑
la Landi.
Sono stati portati una sera anche in Canniccia e, finalmente, la con‑
viviale ufficiale all’Astor, dove avevano chiesto di assaggiare gli spaghetti,
il piatto nazionale: e sono stati accontentati. Ma c’erano state altre occa‑
sioni per far apprezzare ai còrsi la bontà di alcune specialità italiane: gli
antipasti e l’arista all’Hotel Raffaelli; la pasta e fagioli e la rostinciana di
Bernardone. Ed il vino!
Agli ospiti, prima della partenza, sono state donate bottiglie di Brunello di Montalcino (donatore ignoto) e posacenere in onice (donatore
Alessandro Cima).
Il 26 marzo 1985 il gruppo di Bastia Mariana, che aveva ricevuto dal
Sindaco di Camaiore l’incarico di recapitare al Sindaco di Bastia un mes‑
saggio per un gemellaggio, ha comunicato di aver adempiuto al compito.
Ora si aspettano gli sviluppi.
Il 10 febbraio 1987, i “gemelli” di Bastia Mariana non hanno dato
seguito al nostro invito di partecipare al Carnevale, come era successo
due anni prima. Stando così le cose – si legge nel Bollettino – l’iniziativa
pare destinata al nulla di fatto. Il 30 giugno 1987, nel riassumere l’annata,
42
il Presidente Goffredo Scotti, riferisce che il “contatto con i gemelli còrsi
è risultato, ma non per colpa nostra, molto deludente”.
Il 12 gennaio 1988, Pippo Simonelli, Presidente della Commissio‑
ne ad hoc, fa il punto della situazione. “Il gemellaggio con Bastia Mariana
langue e forse non solo per colpa nostra. Per ravvivarlo, seguendo l’esem‑
pio di quanto hanno fatto altri Club del Distretto che si trovano nelle
nostre stesse condizioni, si è pensato di associare alla coppia un terzo
Club. Considerato che tale Club, per ragioni di comprensione, sarebbe
bene che parlasse italiano o francese, è facile arrivare a concludere che ci
si deve orientare verso la Svizzera”.
Non l’avesse mai detto! Si apre non un dibattito, ma una bolgia di
opinioni. “Ci sarebbe Tenerife!”, “Salviamo la forma”, “Facciamo cultura”,
“l’Austria è più bella”, eccetera. Il nostro Club non è fortunato con i ge‑
mellaggi! “Dieci anni fa, dopo che i rotariani di Ajaccio ci avevano snob‑
bato e non si erano fatti vivi, avevamo deciso di gemellarci nientemeno
che con Martinez, in Argentina!”
Il 19 gennaio, guarda chi si risente! Da Bastia Mariana arriva una
cartolina di auguri (per le festività appena trascorse), che nessuno pren‑
de in considerazione.
Il 9 febbraio si riagita ancora una volta il problema del gemellaggio.
La maggioranza dei Soci si è detta propensa a un gemellaggio con una
località turistica svizzera. “Simonelli dovrà quindi provvedere a prendere
i necessari contatti quanto meno per avviare la pratica”.
Un mese dopo (8 marzo) Pippo Simonelli riferisce che “l’auspicata
unione con un Club della Svizzera Italiana non è realizzabile per ragioni
di affollamento”. Si riparla perciò di Austria o Francia.
Il 6 settembre 1988 il Presidente Oscar Biagi comunica che sta per
concretizzarsi un gemellaggio con il Club di “Bruxelles Erasmus”, cosa
invero molto lusinghiera per noi, poterci gemellare con il Club di una
capitale europea così prestigiosa!
Il 2 ottobre 1988 il nostro Club riceve una qualificata (e simpatica)
delegazione del Bruxelles Erasmus, venuti in avanscoperta, per definire
gli ultimi particolari di questo gemellaggio che, proprio, “si ha da fare”!
E il gemellaggio verrà perfezionato nel corso della visita che, in maggio,
renderemo a Bruxelles.
L’8 novembre, mentre proseguono alacremente i preparativi per la
“consacrazione” del gemellaggio con il Club belga, contemporaneamente
43
si stanno riaprendo i colloqui con
i nostri attuali “gemelli” del Club
di Bastia Mariana. Il 10 gennaio
1989 il nuovo gemellaggio pro‑
cede speditamente. Da rimarcare
unicamente che, per motivi di op‑
portunità, il C.D. del nostro Club
ha deciso di non valersi della mu‑
nifica offerta degli amici belgi e,
pertanto, le spese di viaggio e sog‑
giorno saranno a completo carico
dei partecipanti.
Il 28 febbraio 1989 viene de‑
ciso il programma dettagliato della
Il Prof. Francesco Barone legge l’accordo di visita che faremo a Bruxelles nei
gemellaggio fra il nostro Club e quello di Bruxelles giorni 5–6–7 e 8 maggio prossimi.
Erasmus
Gli amici belgi hanno fatto le cose
in grande, per cui saremo prelevati al nostro arrivo in Belgio il pomerig‑
gio del 5 ed abbandonati solo la mattina dell’8 maggio; in tutto questo
tempo sarà a nostro carico solo la spesa di pernottamento. Per quanto
riguarda il viaggio, l’amico Pippo Simonelli, ci ha fatto avere un ventaglio
di proposte che vanno dall’aereo, al
treno, al pullman.
Nel Bollettino n.40 del 9 mag‑
gio 1989 si legge: “con un certo sen‑
so di delusione, i reduci da Bruxelles
devono constatare che ben pochi
degli altri amici sono interessati a
sapere quello che è successo in ter‑
ra di Fiandra: scarso interesse per
viaggiare passi, ma addirittura avere
in uggia anche i racconti di viaggio,
non essere nemmeno un po’ curio‑
si, proprio ci sembra eccessivo”. E,
più avanti, ancora: “per niente sco‑
raggiati, comunque i nostri ‘viag‑
giatori’ fanno a gara nell’esternare I due presidenti dei Club gemellati
44
le proprie, entusiasmanti, impressioni sul ‘gemellaggio’: a distrarsi, ci sa‑
rebbe da pensare che si stia leggendo Il Milione di Marco Polo”.
Il 30 gennaio 1990 i “gemelli” belgi chiedono di ritornare. Il loro ar‑
rivo è previsto per il 24 maggio p.v. ed il programma prevede: sistemazio‑
ne all’Hotel Esplanade. Il giorno dopo, al mattino, visita guidata a Lucca,
con pranzo in un ristorante tipico; nel pomeriggio visita a cantieri navali
(Perini e Picchiotti) e poi cena al Club Nautico. Il giorno dopo visita a un
vivaio di piante e fiori e pranzo a casa del Presidente Scarpellini; rientro
con fermata a Torre del Lago e in battello fino a Viareggio.
Il 28 maggio, presenti i “gemelli”, il programma è leggermente va‑
riato. La cena al Club Nautico è sostituita con l’Hotel Raffaelli di Forte dei
Marmi, messo gentilmente a disposizione da Gabriella e Pierluigi Silve‑
stri, “cui il Club deve essere particolarmente grato, per la squisita ospita‑
lità e l’estrema disponibilità che come sempre dimostrano”.
Il 13 giugno gli amici belgi, nel ringraziare, entusiasti, per la visita in
Versilia, ci invitano fin da ora per i giorni 10–12 maggio 1991.
Il 21 novembre arriva il programma della visita a Bruxelles dal
30 maggio al 2 giugno 1991. Il programma è nutrito: visita con guida a
Bruges; pranzo d’amicizia con gli amici del Club Brugge–West presso il
Grand Hotel du Sablon; per le signore “déjéunent en ville”. Cena all’Hotel
Pullman. Il giorno dopo spostamento in battello da Bruges a Damme,
con visita di questa cittadina. Si visita anche la città di Zwin con pranzo
allo Chalet du Zwin (antica città reale). La sera, cena ufficiale del Rotary
al restaurant Les Ducs de Bourgogne.
Il 20 marzo 1991 si decide di portare in dono al Club belga un volu‑
me unico sulla “comunità dei mercanti lucchesi a Bruges”: questo libro di
grande valore, per merito di Oscar Biagi, non ci costa niente. Ai “gemelli”
regaleremo una copia di “Un mercante di Lucca in Fiandra, Giovanni Arnolfini”.
Il 18 febbraio 1992 il Presidente Pardini fa alcuni commenti sulla
futura visita dei nostri “gemelli” del Bruxelles Erasmus, che non vogliono
venire a Viareggio. Il Bollettino sintetizza: “Fu vero gemellaggio?”
Il 2 giugno, come abbiamo appreso dal Presidente Pardini, “la visita
dei nostri ‘gemelli’ si è svolta nel più brillante e simpatico dei modi, tanto
più che è stato possibile (da un colloquio, finalmente de visu, fra i due Pre‑
sidenti) appianare ogni divergenza sul significato del gemellaggio ed anzi
lanciare l’impegno ad un ancor maggiore sviluppo dello stesso. A questo
45
proposito, i soci troveranno allegato un questionario che sono pregati di
far riavere alla segreteria, nell’intento di far meglio conoscere fra loro i
soci del nostro Club a quelli di Bruxelles”.
Dai Bollettini del nostro Club non si chiarisce dove e quando sia av‑
venuta la conviviale con i nostri “gemelli”. Infatti, nel Bollettino immedia‑
tamente precedente a quello del 2 giugno (26 maggio), si parla di prepa‑
rativi alla visita. Per l’esattezza: “come da programma buona parte della
riunione è stata occupata dagli ultimi preparativi e dettagli organizzativi in
vista dell’arrivo dei ‘gemelli’ di Bruxelles: in verità ci sono state alcune mo‑
deste variazioni di programma, ma quando questo bollettino vi giungerà
tutto si sarà ormai concluso e quindi ci sembra inutile starle ad elencare”.
Una cosa è certa: la conviviale di gemellaggio è avvenuta fra il 26
maggio e il 2 giugno 1992!
Il 28 luglio si “prevede” di rendere la visita ai belgi a fine maggio
1993.
Dal 20 al 23 maggio 1993, come da “previsione”, si effettua una gita
a Bruxelles. Così si legge sul Bollettino dell’11 maggio (n.41), dove si
riporta la data in cui avverrà la visita, ma poi nei Bollettini seguenti non
c’è più traccia di questo evento. Strano, ma vero!
Il 6 luglio 1993 il Presidente Paolo Margara informa che ai primi di
novembre dovrebbe effettuarsi un viaggio a Riga (Lettonia) insieme agli
amici belgi.
Sul Bollettino n.9 (31 agosto) si legge una “parabola” a proposito
del viaggio a Riga. È divertente, la riportiamo integralmente:
In illo tempore un popolo che viveva sulla riva del mare
fece alleanza con un popolo di Erasmo. I due popoli si
scambiavano i prodotti delle loro terre e si facevano visita.
Un giorno le donne di Erasmo dissero che vicino al mare
c’era una città di fiori che era più bella di quella marina.
Vollero andarla a visitare per ammirarvi le arti e i mestieri.
Il popolo del mare non se ne ebbe a male ma anzi aiutò gli
alleati a fare quel pellegrinaggio.
Poi ancora una volta i marini andarono a visitare la città
di Erasmo.
Furono festosamente accolti e ricolmati di doni propizia‑
tori.
46
E l’alleanza continuò.
Un giorno gli Erasmiani proposero ai marini di andare
insieme a conoscere un popolo nordico che da poco si
era affrancato.
Di comune accordo si incamminarono.
Giunti che furono in quelle terre gli affrancati accolsero
tutti con grande letizia.
Cantarono per loro le dainas, per loro accesero fuochi e
intrecciarono ghirlande di quercia.
Ma quando era venuto il tempo di portare le oblazioni
alle anime dei defunti, le donne del popolo marino dis‑
sero che c’erano paesi più belli di quelli e se ne andarono
portandosi dietro i loro uomini.
Gli Erasmiani e le genti delle dainas videro i marini scom‑
parire verso levante e grande fu la loro costernazione.
Da quel giorno l’alleanza si ruppe e il popolo marino, che
prima era stato di cuore grande,rimase senza il frutto del‑
la terra di Erasmo.
Il 18 gennaio 1994 si ha notizia che la visita dei belgi si svolgerà
dal 12 al 15 maggio, baricentrata su Siena. Il C.D. del nostro Club ha in‑
tenzione di organizzare la cena ufficiale per la sera del 14, a Siena. Il 22
febbraio il Presidente Paolo Margara ricorda l’impegno a Siena per il 14
maggio e spera in una numerosa presenza di nostri soci.
Il 17 maggio dal Bollettino si ha notizia che solo 5 nostri soci hanno
ospitato a cena i “gemelli” di Bruxelles in quel di Siena. “Cerimonia per
pochi intimi, ma non di meno suggestiva ed amichevole”.
Al Congresso Internazionale di Nizza, tenutosi dal 15 al 18 giugno
1995, c’è stato anche l’incontro con i nostri “gemelli” del R.C.Bruxelles
Erasmus. “Gli amici belgi – come ha detto il Presidente Giannotti – sono
stati molto gentili, anche per l’ottima cena offerta ai nostri rappresentan‑
ti. Squisiti anche nel non dimenticare di inviare i più cordiali saluti a tutti
gli amici del Club Viareggio Versilia”.
L’11 giugno 1996, il Presidente Gianmario Mozzi, ricorda che “è ve‑
nuto a trovarci Martial Xhignesse con la gentile signora Danielle. Martial,
è l’unico rappresentante dei nostri ‘gemelli’ belgi e redattore del Bollettino.
“Negli incontri è stato affrontato il problema del gemellaggio e, pur‑
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troppo, si è capito che non esiste più lo smalto iniziale; forse va a finire.
Nemmeno la lettera di ringraziamento inviataci dal Presidente Jacques
Ameye per la ‘magnifica accoglienza’ riservata ai signori Xhgnesse ha
modificato di una virgola questo deludente epilogo”.
Il 12 gennaio 1999, il Presidente Beltrami ci informa che sono giun‑
ti gli auguri per il nuovo anno da parte dei nostri amici belgi.
Il 13 luglio, il Presidente Biagiotti saluta Roger Schorells del
R.C.Bruxelles Erasmus presente in sala con la Signora Claudine. Uno
scambio di doni e l’augurio di contatti più stretti fra i due Club gemelli.
Il 6 novembre 2001 c’è un invito del R.C.Bruxelles Erasmus per una
visita nel prossimo mese di maggio 2002.
Il 15 gennaio 2002 viene annunciata una gita a Bruxelles dal 6 al 9
giugno, data poi spostata dal 12 al 15 settembre. Il 17 settembre il Presi‑
dente Angeli riferisce sull’andamento della gita in Belgio e sull’accoglien‑
za rotariana dei nostri “gemelli”.
Il 14 maggio viene comunicato che dal 27 giugno al 3 luglio verrà
effettuata una gita sociale nella Loira, Bretagna e Normandia, in occasio‑
ne del gemellaggio con il R.C. di Brest les Abers. Questa scelta ha un si‑
gnificato particolare per l’Artiglio e le altre navi–recupero della SORIMA
che a Brest avevano la loro base di armamento nel periodo di ricerca del
relitto dell’Egypt, sia poi nel recupero del suo favoloso tesoro.
Il 22 maggio 2004 siamo ancora con gli amici del Bruxelles Era‑
smus: sono presenti alla cena il Presidente del Club Michèl Leclerque e
signora Maria, Franco Mardochée e signora Florette, Henry Puits Stob‑
bart e signora France, Philippe Wemberg e signora Annie e Marc Wery e
signora Sonia. Gli amici ringraziano per l’accoglienza festosa e amichevo‑
le e per le visite effettuate a Lucca e Volterra.
Il 24 giugno 2008, il Presidente Saettone, nel bilancio della sua an‑
nata ricorda, fra l’altro, la sua partecipazione insieme al Presidente Inco‑
ming Vittorio Pasquini, al R.C. di Seraing in Belgio per le celebrazioni del
cinquantenario di quel Club, in vista di un gemellaggio.
La scelta di Seraing, è dovuta al fatto che in questa cittadina bel‑
ga morì lo scolopio pietrasantino Padre Eugenio Barsanti, inventore del
motore a scoppio, e che il nostro Club ricorda, annualmente, con il Pre‑
mio Internazionale Barsanti e Matteucci.
L’11 ottobre 2008 conviviale di gemellaggio all’Hotel Mondial Resort di Marina di Pietrasanta, con il R.C. di Seraing. Con la firma del pro‑
48
Brest. La firma sull’atto di gemellaggio fra i due presidenti: Alberto Bargellini, a sinistra, e Jacques Bryckaert
tocollo di gemellaggio (in italiano e francese) che riportiamo integral‑
mente, e la sottoscrizione di un Matching Grants, che quest’anno è stato
scelto dalla nostra Commissione e l’anno prossimo sarà scelto dagli amici
di Seraing, i legami culturali e scientifici che legano i due Club sono stati
esaltati. Non dimentichiamo che fra Pietrasanta (nel nostro territorio)
e la città belga vi è un legame profondo in nome del padre scolopio Eu‑
genio Barsanti (morto nella cittadina belga il 18 aprile 1864), ideatore
del motore a scoppio. Il MG scelto, già approvato dalla R.F., prevede la
fornitura di strumenti medicali per rimuovere le malformazioni al palato.
Il progetto è stato richiesto dal Rotary Club Lima Sunrise (Perù) ed è
contraddistinto col n.D–547.
Purtroppo questo Matching Grants non potrà essere messo in atto
per le attuali condizioni finanziarie della Rotary Foundation.
Accordo di Gemellaggio tra il Rotary Club Seraing
ed il Rotary Club Viareggio Versilia
I membri del Rotary Club di Seraing (Distretto Rotary 1630) ed i
membri del Rotary Club Viareggio Versilia (Distretto Rotary 2070) han‑
no convenuto di comune accordo di stabilire rapporti di amicizia privile‑
giati in conformità a quanto previsto dal manuale di procedura.
49
In particolare, i due Club convengono:
– di organizzare incontri periodici tra i due Club;
– di attivare un Matching Grants della Rotary Foundation;
– di incoraggiare tra i propri membri reciproche visite a titolo indi‑
viduale;
– organizzare scambi di conferenzieri;
– di favorire scambi tra i giovani dei membri dei due Club;
– di stimolare iniziative che permettano di creare legami tra le due
Città sul piano dell’informazione professionale ed, in particolare, sul pia‑
no degli studi, delle ricerche e delle attività relative al mondo dei motori.
L’invenzione di Barsanti, con la collaborazione di Matteucci, ha fa‑
vorito un aumento inimmaginabile delle comunicazioni, dei trasporti e
dell’industria, permettendo l’annullamento delle distanze tra i popoli e
le nazioni.
Tenuto conto del fatto che nelle due città esistono dei Club Rota‑
ract, i loro membri saranno associati a tutte le manifestazioni.
Allo scopo di coordinare e sviluppare i rapporti, ciascun Club desi‑
gnerà un Rotariano che possibilmente conosca la lingua dell’altro Paese.
Egli si occuperà di mantenere i rapporti tra i due Club e svolgerà la mi‑
gliore azione informativa mediante il servizio dei bollettini.
Questo accordo ha una durata indeterminata. Viene convenuto
che, in caso di insuccesso, i due Presidenti in carica decideranno in modo
amichevole circa la sua risoluzione, sentito il parere dei rispettivi Club
circa la fine della relazione privilegiata.
I Club terranno al corrente della loro attività il Presidente Naziona‑
le del CIP interessato e, in caso di insuccesso, delle loro difficoltà.
I Governatori dei Distretti dei due Club ricevono copia del presen‑
te accordo.
ROTARY CLUB SERAING
Il Presidente
Raymond Heuchamps
ROTARY CLUB VIAREGGIO
VERSILIA
Il Presidente
Vittorio Pasquini
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VARIE INIZIATIVE
Riprendiamo da dove Vent’anni 1960–1980 di Gianmario Mozzi ha
lasciato il capitolo “Altre Notizie”.
Il 4 novembre 1980, all’Hotel Astor, si parla del contributo da dare
per un ospedale mobile per il campo–profughi di Kao–y–dan in Tailan‑
dia, uno dei 18 campi–profughi installati in quel Paese dopo le recen‑
ti devastanti inondazioni. La spesa prevista è di circa 260 milioni ed il
nostro Club partecipa per 3.350.000 lire. Il Distretto, oltre al contributo
diretto suo e degli altri Club, si è impegnato a “gestire” l’ospedale per un
anno.
Il 6 gennaio 1981 al Ristorante Margherita si decide di inviare, in
aiuto dei terremotati del sud, la somma di 3.230.000 lire oltre a 500.000
lire date dai “gemelli” di Bastia Mariana.
Il 14 luglio 1987 il Club dona al Centro Cardiologico del nostro
Ospedale, un Centro Dati computerizzato.
Il 3 maggio 1988 viene donata all’Istituto De Sortis e all’Istituto Sa‑
cro Cuore la somma di 1.600.000 lire in memoria dei due Past President
del Club scomparsi, Benozzo Gozzoli (il 12 aprile) e Giuliano Lucarelli
(il 17 aprile). La commemorazione dei due insigni rotariani è fatta rispet‑
tivamente dal V.Presidente Oscar Biagi e da Goffredo Scotti il 26 aprile.
Il 14 giugno, il Comitato Consorti del Club, e sempre in memoria
del Prof. Lucarelli, dona all’Istituto De Sortis 30 accappatoi per i ragazzi
orfani presenti nell’Istituto.
Nell’annata 1988–89, sotto la Presidenza di Oscar Biagi, si dà vita
ad un Convegno sulle Alpi Apuane. Insieme ai Lions Viareggio Riviera
e Versilia Viareggio, al Soroptimist Club Viareggio Versilia e la collabo‑
razione del Comune di Pietrasanta che mette a disposizione il Centro
Culturale “Luigi Russo”, l’8 aprile 1989 il Convegno Le Alpi Apuane –
Tutela ambientale e sviluppo economico prende l’avvio. Il Convegno ha
affrontato fuori da ogni schema rigido e riduttivo, il problema sempre
attuale sollevato dallo stesso binomio difesa–sviluppo in quest’area di
51
straordinaria bellezza paesaggistica e di notevole interesse naturalistico.
Le relazioni degli esperti, i numerosi interventi di studiosi ed am‑
ministratori e la tavola rotonda finale, hanno costituito una piattaforma
di notevole spessore culturale su cui è stato possibile aprire un ampio
dibattito che – ci auguriamo – possa portare in un prossimo futuro ad
utili risultati.
Gli Atti del Convegno (che il Presidente Biagi ha voluto che fosse
chi scrive queste note a riunirli e pubblicarli in volume), vogliono non
soltanto rinnovare l’eco di quel dibattito, ma anche impedire che tante
speranze e buoni propositi manifestati in favore delle Apuane si perdano
nel nulla.
Il 3 agosto 1993, Benito
Giannotti, nella sua veste di re‑
sponsabile del nostro Club per
l’operazione “Vita per l’Albania”,
chiarisce il progetto che si prefigge
una massiccia vaccinazione contro
l’epatite B, terribile morbo che sta
decimando una popolazione già
provata da ogni sorta di stenti. Il
Rotary International si accollerà il
30% dell’onere finanziario, mentre
i 9 Distretti italiani, oltre al rima‑
nente 70%, dovranno mettere a
disposizione personale volonta‑
rio, medici e paramedici, che pos‑
sa operare sul campo, considerata
l’assoluta carenza di strutture so‑
ciali in Albania.
Per i prossimi tre anni (tale è la durata prevista) sarà compito di
Benito Giannotti far si che il nostro Club non sfiguri nella gara, tutta ro‑
tariana, per mettere insieme i miliardi di lire, almeno un paio, necessari a
tanto impegno.
Intanto, il 28 dicembre, si elimina la conviviale ed il ricavato andrà
alla “Vita per l’Albania”.
52
Il 9 novembre 1993 il Presidente Raffaello Bartelletti ci informa che
sta andando in porto il nostro progetto di aiuto ad un Paese del Terzo
Mondo; grazie a 10 mila $ da noi stanziati ed agli altrettanti messi a di‑
sposizione dai “gemelli” di Bruxelles Erasmus, saranno 40 mila (con 20
mila aggiunti dalla Rotary Foundation) i dollari a disposizione per rea‑
lizzare una scuola per disabili in Egitto o, in alternativa, nello Zimbawbe.
L’11 gennaio 1994 il Comitato Consorti del Club ha raccolto una
cospicua somma da devolvere alla Charitas in memoria di Carla Gridelli.
Il 24 maggio il Governatore Franco Zarri ha donato al Club – in oc‑
casione del Congresso Distrettuale tenutosi a Pieve di Cento – una targa
“a ricordo dell’operazione ‘Vita per l’Albania’ al Rotary Club Viareggio
Versilia con gratitudine e riconoscenza”.
Il 15 novembre il Comitato Consorti ha versato la somma di
1.350.000 lire in favore dell’ACBALT, un’associazione per la lotta alla
leucemia operante in un reparto ospedaliero pisano. La somma è stata
versata in memoria di Nicola Favilla.
Il 4 luglio 1995 torna alla ribalta il nostro progetto APIM (Azione
di Pubblico Interesse Mondiale) con i “gemelli” belgi e la Rotary Founda‑
tion. Si tratta di 10 mila $ del nostro Club, 6 mila dei belgi e 15 mila della
R.F.. Si pensa allo Zimbawbe.
Il 10 ottobre, Raffaello Bartelletti, nostro delegato per il progetto,
descrive dettagliatamente l’intervento del nostro Club e quello degli
amici belgi. Noi contribuiremo con 11 mila $, Bruxelles con 6 mila e la
R.F. con 15 mila. “32 mila $ che serviranno ad aiutare bambini ciechi di
una piccola scuola africana. Oggi in questa scuola si producono mobili
in canna di bambù e gessetti per lavagna; hanno richiesto macchine da
scrivere in Braille. La zona di intervento è Masvingo (ex Fort Victoria)
nello Zimbawbe (ex Rhodesia)”.
L’11 giugno 1996 siamo ancora più precisi. Il Presidente Mozzi in‑
forma del definitivo completamento del progetto comune APIM per for‑
nire macchine da scrivere in Braille alla scuola per ciechi di Masvingo. Le
somme concretamente già versate sono 9 mila $ dal nostro Club, 6 mila
da Bruxelles e 15 mila dalla R.F.. Con 30 mila $, Evanston provvederà ad
53
acquistare 42 macchine da scrivere in Braille e ad inviarle ai ragazzi ciechi
di Masvingo.
Pochi sanno che le macchine da scrivere inviate dagli USA, non ar‑
rivarono mai a Masvingo. Furono rubate o al porto di arrivo o lungo il
percorso dal porto al villaggio. La Rotary Foundation fece un secondo
invio e questa volta le macchine da scrivere arrivarono a destinazione re‑
golarmente.
Il 19 giugno un nubifragio di proporzioni impressionanti (i tecni‑
ci parlarono di una vera e propria “bomba d’acqua”), si abbattè sull’Alta
Versilia, in particolare nel comune di Stazzema. Il torrente Vezza, ingros‑
satosi in maniera paurosa distrusse buona parte delle abitazioni e delle
segherie di marmo delle frazioni di Cardoso e Ponte Stazzemese, e giù
fino a Ruosina ed oltre, portando morte e danni ingenti alle persone ed
alle cose.
Il nostro Club lanciò subito un appello di aiuti e, all’interno del Di‑
stretto 2070, si organizzò una raccolta di fondi.
Il 2 ottobre nel Notiziario Rotary si legge: “Sono trascorsi alcuni
mesi dalla tragica alluvione che ha colpito l’Alta Versilia ed ora è avviata
la fase più complessa che prevede la messa in sicurezza di interi paesi,
migliaia di ettari di territorio, chilometri di corsi d’acqua con tutto ciò
che su esso insiste: abitazioni, opifici, edifici pubblici, viabilità, servizi
essenziali.
“É stato realizzato e proiettato un impressionante filmato, cui ha fat‑
to seguito l’intervento dei Sindaci dei paesi alluvionati. Il 9 novembre
è programmata, nel Chiostro di S.Agostino a Pietrasanta una tavola ro‑
tonda con la prevista partecipazione del Sottosegretario alla Protezione
Civile, Prof. Franco Barberi e di altri eminenti studiosi del territorio.
“In segno di ringraziamento ai Club che hanno contribuito alla sot‑
toscrizione indetta dal Distretto, è stata realizzata una pergamena con un
disegno significativo del noto artista Marcello Tommasi”.
Il Seminario della Rotary Foundation tenutosi a Lido di Camaiore,
dette modo di verificare il risultato della sottoscrizione che fu di 130 mi‑
lioni di lire. Il nostro Club, com’era doveroso, ha contribuito con la cifra
pià alta del Distretto sostenendo, oltre al contributo versato, anche le spe‑
se per il completamento dell’iniziativa. Per correttezza, è giusto dire che
buona parte dei milioni versati è frutto di donazioni volontarie dei soci.
54
55
Scartata la prima idea di un’”opera che comportasse lavori di edi‑
lizia”, fu rivolta l’attenzione per interventi a favore dei più giovani. Va ri‑
cordato che questa annata rotariana si è qualificata, su indicazione del
Presidente Internazionale L. V. Giay, per l’impegno del Rotary a favore
delle Nuove Generazioni.
La somma raccolta è stata destinata all’acquisto di uno Scuolabus
e a coprire le spese necessarie per reintegrare e rinnovare le attrezzature
per la palestra, la cucina, il refettorio e le aule della scuola di Ponte Stazze‑
mese e per i refettori e le aule delle scuole materne ed elementari di Arni,
Levigliani, Mulina, Ruosina e Terrinca.
Il 24 giugno 1997, un anno dopo il disastro, il Governatore Giusep‑
pe Fini, il Presidente del Rotary Club Viareggio Versilia, Carlo Riccoma‑
gno, il Presidente del Rotary Club di Carrara e Massa, Antonio Forti, ed
altre autorità, hanno consegnato al Sindaco di Stazzema, Giampiero Lo‑
renzoni, i fondi raccolti dal nostro Distretto (130 milioni), ed una targa
ricordo (che verrà apposta nell’ufficio del Sindaco). Questi fondi, in par‑
te (46 milioni) sono già destinati alla ricostruzione della scuola di Ponte
Stazzemese e (84 milioni) per l’acquisto di un pulmino Scuolabus.
Alla consegna, fra le altre autorità, erano presenti la Signora Adria‑
Consegna dello Scuolabus. Da sinistra: Antonio Forti, Presidente del R.C. Carrara e Massa; Carlo
Riccomagno, Presidente del R.C. Viareggio Versilia; Unberto Ardito, Governatore designato; Giuseppe Fini,
Governatore del Distretto 2070; Adriana Bolelli Zeppini, madrina della cerimonia; Giampiero Lorenzoni,
Sindaco di Stazzema; Tristano Bolelli V. Presidente Internazionale.
56
na Bolelli Zeppini – come madrina della cerimonia – Socia Onoraria del
nostro Club, il marito V. Presidente Internazionale, Tristano Bolelli, e il
Governatore designato Umberto Ardito.
Il Presidente del Rotaract Viareggio Versilia, Emilio Betti, in quell’oc‑
casione ha consegnato al Sindaco Lorenzoni il premio allo studente, sotto
forma di un assegno – borsa di studio – di 1.300.000 lire ad un ragazzo di
Stazzema, Samuele Camarda (orfano di madre perduta nel tragico evento),
che frequenta la 1ª istituto professionale a Seravezza. Un altro assegno di 2
milioni, Betti l’ha lasciato da devolvere, a giudizio del Sindaco, ad una fa‑
miglia bisognosa con un bambino rimasto anch’esso orfano nell’alluvione.
Nell’annata 1999–2000 Angelo Montone e sua moglie Helge hanno
nuovamente dato vita al camp nautico con la loro Raggio di Luna. Hanno
portato, con grande spirito rotariano, 4 ragazzi europei in mare per una quin‑
dicina di giorni. I ragazzi, che Angelo ci ha presentato al Club, sono: Agnese
(Agnieszka Korzeniouska), di Varsavia, 20 anni; Mariolina (Marjolein van
Dekken), di Amsterdam, 24 anni; Cristoforo (Christoph Schlomach) di An‑
nover, 23 anni e Roberto (Robert Jean Peters) di Amsterdam, 24 anni.
Un’altra bella iniziativa è stata attuata sotto la Presidenza di Flo‑
rindo Cerri (2000–2001) e riguarda l’acquisto e l’installazione di un
orologio per il campanile di Greppolungo, piccola frazione del Comu‑
ne di Camaiore.
Il campanile fu costruito nel 1905 ed il costruttore aveva predispo‑
sto sulla facciata un foro del diametro di un metro, a 16 metri dal suolo,
proprio per collocarvi l’orologio. Per quasi un secolo gli abitanti hanno
visto quell’orbita vuota, finchè un parroco pieno di iniziativa, ha trovato
la maniera di avere finalmente un orologio da collocare sul campanile.
Ha pensato al Rotary, ed il nostro Club si è attivato con la Fondazio‑
ne Cassa di Risparmio di Lucca e con il suo Presidente, l’Ing.Giancarlo
Giurlani. Congiuntamente, 3.5 milioni del Club e 3 milioni della C.R. di
Lucca, sono stati sufficienti per rendere felici gli abitanti di Greppolungo.
Il 30 gennaio 2001 sono stati consegnati gli assegni da parte di Mar‑
cello Pardini (in rappresentanza del Sindaco di Camaiore) al parroco di
Greppolungo, Don Michelangelo Galletti.
I primi giorni di aprile, il campanile ha avuto il suo orologio. Fi‑
nalmente, dopo novantacinque anni dalla costruzione, è arrivato – come
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hanno scritto i giornali – un grande orologio per la torre di Greppolungo.
Orologio che suona le ore, con rintocchi anche alla mezz’ora, mentre di
notte è completamente illuminato.
Nella stessa annata (25 novembre 2000) viene deciso un Matching
Grants con il R.C. di Aratù in Brasile (2 mila $ il nostro Club, altrettanti
il Club brasiliano e 4 mila della Rotary Foundation). La somma servirà
all’installazione, in un vecchio ospedale, di un gabinetto odontoiatrico
per bambini.
Il 18 settembre 2001 al Club si parla del Museo della Marineria,
perché in quei giorni sono comparsi sulla stampa alcuni articoli sull’ar‑
gomento, dove si rilevava, fra l’altro, lo scarso interesse all’iniziativa da
parte della pubblica amministrazione. Il Presidente Gridelli ringrazia
Francesco Sodini e Boris Giannaccini per il loro impegno in prima linea
nella ferma convinzione della bontà del progetto. Sodini precisa i modi
e i tempi della presentazione al Comune del progetto del Museo redatto
insieme a Giannaccini, e per il quale ha chiesto una discussione in sede di
Consiglio Comunale.
La storia, la cronaca e l’impegno del Rotary nella nascita di questo
Museo, merita un discorso a parte. E lo faremo.
Nella riunione del 19 marzo 2002 Alberto Bargellini invita tutti i
soci a dedicare la serata alla commemorazione dell’amico scomparso, il
Presidente Fulvio Gridelli.
Dopo una pausa di silenzio, Bargellini (seguito poi da tutti i soci
presenti) ricorda la figura esemplare di un uomo che nella vita, nella pro‑
fessione, e nel suo quotidiano impegno, ha dato esempio di altruismo,
disponibilità e sincera partecipazione alle necessità del prossimo, dedi‑
cando la sua opera in ogni occasione con il massimo impegno e con uno
spiccato senso dell’amore verso gli altri. L’amicizia, la disponibilità verso
i bisogni degli altri sono stati i principi che hanno segnato la sua ope‑
ra professionale, intellettuale e rotariana. Necessita dunque mettere in
pratica i suoi esempi e i suoi inviti, per continuare la nostra opera nello
spirito rotariano che deve ispirare la nostra attività.
Sono certo – ha detto Bargellini – che questo è quello che Fulvio
vuole dal Club e da tutti noi.
Il giorno seguente, 20 marzo, Il C.D. del Club, in base al Regola‑
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mento del Rotary Club, art.1 – § 3, ha conferito, all’unanimità, i seguenti
incarichi per il corrente anno rotariano 2001–2002: Alberto Bargellini –
Presidente; Amedeo Angeli – Vice Presidente.
Il 17 settembre 2002 si parla di scambio giovani. È presente alla se‑
rata, Morgan Peterson, graziosa diciottenne proveniente dallo Stato di
New York e che frequenterà la seconda Liceo Classico (linguistico) a Via‑
reggio ospite della famiglia Blengini. Nel quadro della stessa iniziativa il
giovane viareggino Vittorio Blengini si è trasferito per un eguale periodo
a Maui nelle Isole Hawaii.
Oltre al progetto Polioplus, che da anni impegna la Rotary Founda‑
tion per la totale eradicazione della poliomielite nel mondo, si parla già
di progetto Vision 2020. Ne ha parlato il Prof. Fabio Dossi, Presidente
del R.C.Torino Nord–Est nonché Governatore del Distretto 2030, ad un
Interclub tenutosi il 1° aprile 2003, fra il nostro Club e quelli di Lucca e
Carrara e Massa.
Il progetto Polioplus, così come altri grandi progetti mondiali, van‑
no avanti anche contando sul versamento di 100 $ per socio. Purtroppo,
per ragioni legate a conflitti mondiali, questo progetto ha subito uno slit‑
tamento dal 2006 al 2007, con un incremento di spesa da 500 a 600 mi‑
lioni di $. Questa notizia è stata data ad una riunione del 25 luglio 2006,
ma anche ora che siamo a festeggiare il 50° anniversario del nostro Club,
le cose non sono cambiate molto.
Una lettera del PDG Pietro Pasini, Presidente della Commissione
Distrettuale per la Rotary Foundation, letta nella riunione del 27 gennaio
2004, si viene a sapere che il nostro Distretto ha occupato, nell’annata tra‑
scorsa, il secondo posto nel mondo fra i 540 Distretti per la contribuzione
complessiva alla R.F. (1.190.000 $), mentre a sua volta, la R.F. ha distri‑
buito ben 1 miliardo e 382 milioni di $ attraverso i suoi programmi umani‑
tari ed educativo–culturali. Dalla relazione finale del Presidente Giovanni
Battista Gervasi si constata che il Club ha versato 8.800 $ alla R.F. oltre a
1.316 $ di un Matching Grants destinato all’acquisto di un’apparecchiatu‑
ra per ricavare latte di soia per i bambini di un villaggio argentino.
Il 26 giugno 2004 nella sala convegni dell’Hotel Le Dune a Lido di
Camaiore, il nostro Club (anno 2003–2004, Presidente Giovanni Battista
59
Gervasi) ha organizzato un Conve‑
gno–Dibattito Quale domani per
gli anziani? che ha avuto una gran‑
de risonanza a livello locale e re‑
gionale. Anima dell’organizzazione
e moderatore del dibattito il nostro
socio Dr. Francesco Gaspa, che è ri‑
uscito a portare intorno ad un tavolo
ed a parlare di un tema così attuale i
migliori specialisti a livello regiona‑
le. A fianco di esperti medici come il
geriatra Francesco Maria Antonini:
Lo stile di vita, gli affetti e gli interessi
dell’anziano e il farmacologo Gian‑
carlo Pepeu: Patologie della vecchiaia e farmaci contro l’invecchiamento, hanno parlato Mario Romeri:
Sull’assetto demografico degli anziani
nella Regione toscana, Angelo Passa‑
leva su Le politiche regionali a favore
degli anziani e il direttore generale
della ASL 12 Versilia, Giancarlo Sas‑
soli, su L’assistenza all’anziano. Realtà e possibili soluzioni in Versilia.
L’annata 2004–2005 inizia (27 luglio 2004) con la notizia che il Di‑
stretto 2070 ha il suo annuario. Il nostro Distretto, come dice autorevol‑
mente Paolo Margara, “è uscito dall’Istituto Culturale Rotariano che, con
la trasformazione in ente morale, ha confermato la sua natura di gruppo di
potere svincolato dalle regole del Rotary”.
Una settimana prima (20 luglio) il C.D. del Club propone il socio
Paolo Margara alla carica di Governatore del Distretto 2070 per l’annata
2006–2007. L’assemblea dei soci del 10 agosto ratifica all’unanimità la
proposta del Consiglio Direttivo.
Nella riunione del 14 dicembre 2004 si ha notizia del restauro
del presepe meccanico di Padre Roberto. Il presepe, del 1923, è situato
presso il cimitero comunale di Viareggio. Il restauro è avvenuto con la
60
partecipazione del nostro Club (una targa posta in loco lo attesta) e
dell’Amministrazione comunale, su richiesta di Marina Gridelli e dei
soci dell’AGESCI. Nell’occasione del restauro si rintraccia una vecchia
pubblicazione riportante, fra l’altro, una lirica ed intensa descrizione
di questo presepio da parte di Lorenzo Viani.
Ai primi di dicembre 2004, con atto costitutivo del Notaio Umber‑
to Guidugli, è nata la Fondazione Artiglio Europa, fondazione onlus, che
gestirà oltre al già ben strutturato Premio Internazionale Artiglio, anche
altre iniziative tutte legate al mare. Unico Socio fondatore è il Rotary
Club Viareggio Versilia.
Il 18 gennaio 2005 il Distretto ha aperto un c.c. sul quale versare i
contributi per le popolazioni colpite dallo tsunami nel sud–est asiatico.
Il Distretto ha già versato sul conto la somma di 10 mila euro. Il nostro
Club ha stanziato 2 mila euro. Inoltre il C.D. del Club stanzia la somma
di mille euro a favore del progetto di microfinanziamento in Vietnam
promosso dal R.C. gemellato di Brest Les Abert. Infine, 750 euro (tre
borse di studio da 250 euro) per i vincitori del concorso nazionale di
esecuzione musicale “Daniele Ridolfi”, organizzato dagli Amici della
Musica di Viareggio.
Il 7 febbraio il C.D. conferma l’acquisto di una lavatrice industria‑
le per la cooperativa disabili dell’Associazione l’Uovo di Colombo in via
Comparini a Viareggio. Successivamente, per la stessa Associazione, è
stata acquistata anche una macchina stiratrice.
Poi 5 kit all’ASL Versilia per la somministrazione a domicilio di ossi‑
geno compresso, da utilizzarsi in caso di edema polmonare (3 mila euro).
Decide inoltre di stanziare 3 mila euro per il restauro della Bambina sulla
spiaggia dello scultore Mauro Carlesi, posta nella fontana di piazza Maria
Luisa a Viareggio. Il 12 luglio i lavori di restauro sono finiti.
Non è mancato qualche commento: “Forse ora l’Amministrazione
comunale dovrebbe pensare a sistemare decentemente la vasca!”.
La Casa di Riposo Sacro Cuore di Viareggio ringrazia (24 mag‑
gio 2005) per l’acquisto da parte del Club di attrezzature per infermeria
(2.300 euro).
61
L’annata 2004–2005 si chiude (14 giugno) con la delibera del C.D.
che stabilisce di dare 5 mila euro a Massimo Cecchi per l’acquisto di ma‑
teriale medico da portare in India. La somma, secondo le indicazioni del
C.D., verrà recuperata con la tassazione di 50 euro a socio.
Il 25 ottobre Cecchi riferisce della sua missione umanitaria in India,
nello Stato del Kerala. Per due settimane, insieme alla sua equipe, ha ope‑
rato nel locale ospedale gestito dalle Suore Terziarie Francescane. Da un
DVD realizzato dall’Associazione onlus HHPP (Humanitarian Help for
Poor People) di Borgo Buggianese, che da anni aiuta queste coraggiose
suore impegnate in una regione poverissima, si vede un ospedale al limite
dell’agibilità, ma anche la dignità rassegnata dei malati, lo sguardo lumi‑
noso dei bimbi, il sorriso delle piccole infaticabili suore.
Nell’orfanatrofio, che ospita una settantina di bimbi, una targa ri‑
corda il contributo del nostro Club alla sua realizzazione. Le suore chie‑
dono che se il Club in futuro vorrà e potrà fare qualcosa, lo faccia per
l’ospedale civile, che versa in condizioni igienico–sanitarie al disotto di
qualsiasi immaginabile standard.
Purtroppo, dobbiamo anche dire che in India è diventato molto dif‑
ficile poter intervenire con aiuti di qualsiasi tipo, in quanto è precluso
ogni contributo esterno che abbia il sapore di aiuto caritatevole in opere
o in cose.
Il 26 luglio 2005 si rifà la storia dell’ospedale di Mutoko in Zim‑
babwe, iniziata nel giugno 2004, quando il Prof. Mario Fedrigo, del R.C.
Bologna Sud, propose al Club l’acquisto di un suo libro su Giacomo Puc‑
cini, Omaggio a Puccini, il cui ricavato doveva servire per l’intervento nel
Paese africano. Hanno aderito all’iniziativa i R.C. di Bologna Sud, Bolo‑
gna Valle del Savema, Frignano, Livorno, Livorno Mascagni, Viareggio
Versilia e il circolo “Galileo Galilei” di Bologna.
La somma raccolta è stata inviata all’ospedale “Luisa Guidotti”, di‑
retta dalla Dott.ssa Marilena Pesaresi, che l’ha destinata all’acquisto di
farmaci antiretrovirali, utilizzati per contrastare il passaggio “verticale”
del virus HIV, dalla madre al figlio, con terapia sulla madre nell’ultima
settimana di gravidanza, e sul neonato, subito dopo la nascita. Il farmaco
viene somministrato per via orale sia alla madre che al bambino.
Il 30 agosto Francesco Medi torna sull’argomento dell’ospedale di
Mutoko. Ci informa in merito al protocollo di cura con la neviparina per
62
inibire la trasmissione del virus HIV dalla madre al feto. Il nostro Club,
insieme agli altri elencati più sopra, ha contribuito a dotare l’ospedale
delle apparecchiature necessarie a diagnosticare i casi di sieroposività
della madre. Purtroppo i test virologici e sierologici e le cure, richiedo‑
no mezzi finanziari che l’ospedale non ha. Viene deciso di aumentare il
numero dei volumi di Fedrigo da acquistare e di aggiungere il ricavato a
quanto già inviato.
La Dott.ssa Veronica Hartmann, restauratrice, che collabora con le
Sovrintendenze alle Belle Arti di tutta Italia, nella riunione del 23 agosto
2005, ci spiega il restauro della Lunetta raffigurante S.Agostino, situata
all’interno dell’ex Convento dell’Annunziata – Chiostro – in Pietrasanta,
e finanziato dal nostro Club. Restauro che, iniziato sotto la Presidenza
Gervasi (2003–2004), è stato interrotto da un intervento delle Belle Arti,
e ripreso e completato sotto la Presidenza Giannaccini (2004–2005).
Il 13 febbraio 2007 la cooperativa sociale Arcobaleno, che opera in
favore di ragazzi portatori di handicap, ringrazia il nostro Club per l’ac‑
quisto di computer.
Il 22 aprile la Misericordia di Tonfano ha inaugurato la nuova am‑
bulanza, fornita di strumenti particolarmente avanzati acquistati con un
contributo del nostro Club.
Il 7 agosto Fabrizio Papi ci informa che il giovane pianista Edoardo
Barsotti, cui il Club ha conferito di recente una borsa di studio (1.200
euro), terrà a Bargecchia il 18 agosto un concerto con il clarinettista Lo‑
renzo del Pecchia.
Il 28 agosto si riparla di APIM (Azione di Pubblico Interesse Mon‑
diale) o, se vogliamo, World Community Service Project Exchange. Sono
progetti di aiuto a favore di popolazioni sottosviluppate (campo alimen‑
tare, sanitario, lavorativo o scolastico). Il Club decide per un progetto
APIM in Argentina per 1.935 euro.
Il 17 giugno 2008 si assegna la borsa di studio in memoria di Fran‑
cesco Barone del valore di mille euro per la migliore tesi di laurea magi‑
63
strale di argomento filosofico discussa presso il Dipartimento di Filosofia
dell’Università di Pisa. Il vincitore è risultato il Dott. Gemmo Jocco.
In precedenza, la Commissione esaminatrice aveva individuato set‑
te tesi degne di menzione, e precisamente:
1) Alessandra Aloisi – L’ordine della natura in Leibniz e Spinosa
2) Emanuele Dettori – Amore e donazione: pensare a Dio a partire da Jean–Luc Marion
3) Gemmo Jocco – L’originario fenomenologico: dalla coscienza
residua alla temporalità intersoggettiva
4) Francesco Lanzillotti –La nascita della logica: metodo genealogico e costituzione passiva nella logica trascendentale di
Husserl
5) Carlotta Santini – Il discepolo di un dio ignoto. La figura di
Dioniso nella filosofia di Nietzsche
6) Nicoletta Scapparone – Il problema della temporalità nella
Filosofia di Husserl
7) Marta Scattoni – L’individuo cosmico storico nella filosofia
della storia di Hegel.
Dopo una prima discussione, sono risultati favoriti i lavori di Jocco,
Santini e Lanzillotti; ad un ulteriore approfondimento, la Commissione
ha ritenuto il lavoro di Jocco meritevole della borsa di studio.
Il 9 giugno 2009 si assegna la borsa di studio Francesco Barone, 2ª
edizione per una tesi magistrale discussa presso il Dipartimento di Fi‑
losofia dell’Università di Pisa. Il Premio è stato assegnato alla Dott.ssa
Carlotta Santini. La Commissione giudicatrice, riunitasi il 27 maggio
2009 era composta dai Proff. M.G.Barale (Presidente), S.Bassi. T.Fanfani
e E.Moriconi (segretario verbalizzante). Assente giustificato il Presiden‑
te del R.C.Viareggio Versilia, Vittorio Pasquini.
Hanno partecipato sette candidati:
1) Mariagiulia Adilardi – L’ombra rivelatrice: natura e conoscenza della realtà in Leonardo da Vinci e Giordano Bruno
2) Pierfrancesco Biasetti – La filosofia morale di J.L.Mackie
3) Andrea Colombini – Aspetti del problema della coscienza tra
filosofia e scienza: Searle, Edelman e la coscienza emersa
4) Gabriele de Luca – L’illusione drammatica nel pensiero filo64
sofico di S.T.Coleridge
5) Andrea Lami – Convenientia: Aspetti della creazione nelle
Questiones de Potentia di Tommaso D’Aquino
6) Riccardo Roni – Il piacere e la rinuncia
7) Carlotta Santini – Il discepolo di un dio ignoto. La figura di
Dioniso nella filosofia di Nietzsche.
La Commissione elimina la tesi del Dr. Riccardo Roni, in quanto di‑
scussa nell’anno accademico 2005–2006, mentre individua i migliori la‑
vori – “per lo sviluppo dell’argomentazione, per l’interesse e l’originalità
del tema prescelto e per la ricchezza dell’informazione bibliografica, sia
primaria che secondaria” – nelle tesi di P.Biasetti, G.de Luca e C.Santini.
Dopo un’approfondita discussione la Commissione ha deciso di as‑
segnare la borsa di studio alla tesi di Carlotta Santini, “avendone molto e
unanimemente sottolineato l’interesse della tematica analizzata e il rigo‑
re con cui ha saputo connettere le molteplici e talvolta contrastanti linee
di sviluppo della filosofia nietzschiana, dai primissimi anni di Basilea a
Ecce Homo, intorno al fondamentale fenomeno del dionisiaco”.
Come si può constatare vedendo i partecipanti, la tesi della Dott.ssa
Carlotta Santini era già stata segnalata nell’edizione precedente.
Il 9 dicembre 2008 è ospite del Club Don Angelo Regazzo, un sa‑
lesiano missionario prima in India e poi in Eritrea. Il Club raccoglie 800
euro per una adozione a distanza. La somma sarà devoluta, secondo le
indicazioni del missionario, alla famiglia Habtegiorghis ed in particolare
al suo bambino Isayas.
Oggi sappiamo che Don Regazzo, è stato allontanato dall’Eritrea e
svolge la sua missione in Etiopia.
Il 31 gennaio 2009 conviviale per raccogliere fondi a favore dell’As‑
sociazione L’Albero delle Bimbe che fa parte del Centro Rett Toscana on‑
lus. Alla conviviale, alla presenza del Governatore Pietro Terrosi Vagnoli,
hanno partecipato molte associazioni di servizio, come il Lions Club Ver‑
silia Viareggio, Lions Club Viareggio Versilia Host, Lions Club Pietrasan‑
ta Versilia Storica, Soroptimist International d’Italia Viareggio Versilia,
Panathlon International Club Versilia Viareggio, Croce Rossa Italiana,
Associazione Pro Focette. Erano inoltre presenti, il Sindaco di Viareggio,
Luca Lunardini ed il comandante della Capitaneria di Porto di Viareggio,
65
C.F. Fabrizio Ratto Vaquer.
L’avv.Paolo Fazzini e il Dott.
Pini, in rappresentanza
Come si svolge dell’Asso‑
l’indagineillustrato
conoscitivale finalità
ciazione, hanno
e d’intervento sugli stili di vita
del gruppo, le difficoltà persona‑
♥ Incontro con le Scuole Medie della Versilia, terze
li ed
organizzative incontrate e le
classi, durante il periodo Dicembre-Aprile 2009 a cura
di
Medici
dei problemi cardiologici.
speranzeesperti
future.
♥ Illustrazione
questionari
informativi
sullo stato di
Il C.D.di del
Club
esprime
un
salute delle famiglie sui temi del fumo, l’alimentazione
e
l’esercizio
fisico.
ringraziamento ai rotariani che a
vario
titolo hanno
contribuito
alla
♥ Compilazione
dei questionari
in classe e in famiglia.
riuscita
della
serata:
tra questi
e su
♥ Raccolta
dei risultati
ed elaborazione
delle
situazioni.
tutti Elisabetta Matteucci.
♥ Pubblicazione informativa per le famiglie.
Il bilancio economico della
♥ Concorso per gli alunni “Inventa uno slogan” e un
serata,
devoluto all’Associazione
disegno, sul tema della prevenzione cardio-vascolare.
benefica, è stato di circa 7 mila euro.
cerimonia di premiazione
Con la presidenza di Vittorio
Pasquini (2008–2009), l’ultima,
grande iniziativa del nostro Club
con la collaborazione dell’U.O.C.
di Cardiologia e il Dipartimento di
prevenzione dell’USL 12 Versilia,
è il progetto CUORE GIOVANE,
una campagna educativa sui fattori
♥ ♥ ♥ ♥ ♥ ♥
66
ROTARY CLUB
VIAREGGIO VERSILIA
Distretto 2070
U.O.C. Cardiologia
Dipartimento di Prevenzione
CUORE GIOVANE
CAMPAGNA EDUCATIVA
SUI FATTORI DI RISCHIO
CARDIOVASCOLARI
diretta agli alunni
delle Scuole Medie della Versilia
Viareggio e Torre del Lago
Massarosa
Camaiore e Lido
Pietrasanta e Marina
Forte dei Marmi
Seravezza
Stazzema
Anno scolastico 2008-2009
♥ ♥ ♥ ♥ ♥ ♥
Il dott. Giancarlo
Casolo commenta i
risultati dell’indagine.
La consegna delle
targhe-premio.
Una parte del team
che ha collaborato
all’indagine.
67
di rischio cardiovascolare e diretta agli alunni delle terze medie di tutta la
Versilia. Il progetto, come tutte le iniziative rotariane, è nato all’interno
del Club dove un gruppo di soci medici, guidati da Giancarlo Casolo, re‑
sponsabile dell’U.O.C. di Cardiologia dell’ospedale Versilia, hanno pro‑
posto e concretizzato questa idea. L’indagine prende avvio dall’incontro
di medici esperti di problemi cardiologici con gli studenti della 3ª Media
di tutte le scuole dei sette comuni della Versilia. La “lezione” in aula verrà
supportata da un CD appositamente predisposto da un team di esper‑
ti (8 medici e 18 coadiutori) per meglio inquadrare i vari settori come
l’alimentazione, il fumo e l’esercizio fisico, direttamente connessi alla
prevenzione cardiovascolare. Seguirà un questionario informativo che lo
studente dovrà compilare rispondendo a quesiti inerenti il progetto. Il
questionario potrà essere compilato in classe o in famiglia. Successiva‑
mente si avrà la raccolta dei questionari e l’elaborazione dei dati. Le situa‑
zioni così evidenziate saranno oggetto di una pubblicazione informativa
per le famiglie.
In contemporanea, si avrà un concorso per gli studenti “inventa uno
slogan” e un disegno, sul tema della prevenzione cardiovascolare. I mi‑
gliori elaborati saranno premiati.
Il progetto CUORE GIOVANE del Rotary Club Viareggio Versilia
è stato accolto con grande favore dalle autorità scolastiche, dalla direzio‑
ne generale della ASL 12 e dalla Regione Toscana.
Il 18 aprile 2009, presso l’Una Hotel di Lido di Camaiore, sono stati
premiati i ragazzi vincitori del concorso per lo slogan e per il disegno, non‑
ché consegnate le targhe–premio agli Istituti di provenienza degli alunni
vincitori. È stato un pomeriggio che, oltre alle premiazioni, ha permesso
anche di poter visionare il responso degli elaborati di circa 800 studen‑
ti, sia per quanto riguarda l’alimentazione, l’esercizio fisico ed il fumo. I
risultati, commentati da Giancarlo Casolo, dimostrano quanto lavoro ci
sia ancora da fare per una corretta disciplina individuale nei confronti di
questi tre importanti temi, connessi alla prevenzione cardiovascolare.
Il Club ha finanziato il progetto con 4 mila euro, oltre al volontaria‑
to prestato da tutti i membri del team.
Nel mese di aprile il C.D. ha deliberato un aiuto economico a tre
famiglie di Camaiore e Pietrasanta, particolarmente bisognose, per un
totale di 3 mila euro. Secondo le indicazioni del C.D. non si dovranno
68
effettuare contribuzioni direttamente in denaro, ma si provvederà all’ac‑
quisto o al pagamento di quanto necessario ai destinatari dell’iniziativa.
Il 6 aprile il terremoto in Abruzzo. Due giorni dopo il nostro Di‑
stretto era già attivato per la raccolta di fondi per le popolazioni colpite. Il
Governatore Pietro Terrosi Vagnoli ha stanziato, da subito, 10 mila euro. I
Club del Distretto dovranno partecipare a questa gara di solidarietà. Il no‑
stro Club ha deliberato di partecipare eliminando una conviviale (2.280
euro) oltre ad una contribuzione personale con la formula del silenzio–
assenso di 100 euro a socio, per un totale quindi di circa 10 mila euro.
Secondo quanto indicato dal Governatore del Distretto 2090 (Um‑
bria, Abruzzo e Albania), Giorgio Splendiani, le somme raccolte andran‑
no a favore dell’Università dell’Aquila dove, a causa del sisma, non è più
possibile svolgere alcuna attività.
Il 12 giugno un ringraziamento al Club da parte della Rotary
Foundation, Ufficio di Zurigo, per il “generoso contributo” di 6.800 $
alla Fondazione Rotary. “Il gesto del club – continua la lettera – aiuta a
finanziare importanti iniziative umanitarie in molte parti del mondo”.
La somma è stata raccolta con il versamento spontaneo di 100 $ a
socio. L’iniziativa, all’interno del Fondo Annuale Programmi, va avanti
fin dall’annata 1999–2000 per un totale versato di 39.700 $.
Il 29 giugno, la tragedia alla stazione di Viareggio. Il Distretto
(Governatore Pietro Terrosi Vagnoli), così come aveva fatto per il
terremoto d’Abruzzo, ha stanziato subito 10 mila euro. Poi altri 5 mila.
Il Club, da parte sua ha deciso il versamento di 100 euro a socio (circa 7
mila euro) oltre alla rinuncia di una conviviale (2.280 euro); ma il totale
è risultato di circa 14 mila euro per i versamenti liberi che hanno fatto i
singoli soci. Con una somma a disposizione di circa 30 mila euro il Club
ha deciso di donare una vettura per il trasporto di disabili alla Croce Verde
di Viareggio, rimasta particolarmente colpita nella sede e, soprattutto nei
mezzi di soccorso stradale. L’automezzo, un Fiat Doblò, è già ordinato, e
per la trasformazione al nuovo uso, è solo questione di tempo.
Il Distretto 2070 (Governatore Mario Baraldi), ha inoltre deciso
l’acquisto in forma diretta di un altro automezzo, simile al precedente, in
favore della Croce Verde viareggina.
69
LE DONNE NEL ROTARY
È l’11 agosto 1987 quando il Presidente, Giuliano Lucarelli, ci rag‑
guaglia sulla situazione venutasi a creare nel Rotary dopo la sentenza del‑
la Corte Suprema degli Stati Uniti.
Nel 1977 il piccolo Rotary Club di Duarte, in California, pensa di
aumentare il proprio effettivo (14 soci, Distretto 5300) ammettendo tre
donne. Il Board del R.I., visti vani gli inviti a sanare la situazione, gli ritira
la Carta. Il Club ricorre alla Corte Superiore della California che però gli
dà torto. Il Club interpone appello.
Sentita la testimonianza dei soci del Club interessato – per cui non
ci sono dubbi che “gli interessi commerciali sono un fattore motivante
del far parte dei Club locali e che i membri del Rotary, le loro aziende o i
loro datori di lavoro traggono profitto e godono di benefici commerciali”
– la Corte d’Appello di California dà ragione al Club.
Alla nostra conviviale era presente anche il Prof. Carlo Alberto Ma‑
strelli, Presidente Incoming del R.C. Firenze Est, il quale rifiuta la defini‑
zione di “commerciale” fatta da quella Corte d’Appello. A Mastrelli si uni‑
scono i soci del Club. Forse negli States esistono Club come quello che,
per sua stessa definizione, era il Club di Duarte. Forse in tutto il mondo
ci sono rotariani del tipo che Francesco Barone definisce “self service” e
che, cioè, dall’appartenenza al Rotary traggono benefici commerciali. Ma
la stragrande maggioranza dei rotariani è invece del tipo “service above
self ” e cioè antepone al beneficio lo spirito del servire.
Naturalmente – prosegue Lucarelli – questa volta è il R.I. a inter‑
porre appello. Ma la Corte Suprema degli Stati Uniti, con una sentenza
definitiva, in data 4 maggio 1987, gli dà torto. Pertanto nello Stato della
California non hanno più valore tutti quegli articoli dello Statuto del R.I.
che limitano l’appartenenza al Rotary ai soli uomini. Va da sé che la sen‑
tenza della Corte Suprema sarà estesa, anche se in modo non automatico,
a tutti gli Stati Uniti.
Per il prossimo futuro, il Segretario Generale del R.I., Lindsey, pre‑
vede che il Board proporrà al prossimo Consiglio di Legislazione (1989)
una modifica dello Statuto: nel senso di ammettere le donne.
A questo punto – riferisce il Presidente Lucarelli – si può osservare
che modifiche di Statuto di questo tipo sono state proposte da molti anni
70
a questa parte. Ma sono sempre state respinte. Anche al Consiglio di Le‑
gislazione del 1980, la famosa proposta di emendamento 80–90, che Sta‑
tunitensi, Giapponesi e Scandinavi, con un preordinato disegno avevano
deciso di appoggiare, non riuscì ad ottenere la maggioranza.
Non resta perciò che sperare che il Consiglio di Legislazione rispec‑
chi, ancora una volta, la volontà della maggioranza. Sarebbe cosa grave
se l’ipotetica proposta di emendamento 88–ICS passasse solo perché la
Suprema Corte ha confuso il servire con l’affarismo. Invece, la modifica
passa con 328 voti a favore e 117 contrari.
Un’animata discussione ha fatto seguito alle parole del Presidente.
Oltre al già citato Mastrelli, sono intervenuti Francesco Barone, che ha
messo a fuoco diversi punti di carattere statutario; Pieragnoli (Enrico
Pieragnoli, Presidente del R.C. Firenze Sud), che si è augurato che i ro‑
tariani di tutto il mondo possano far sentire la propria voce; Scotti, che
si è detto favorevole all’ingresso delle donne; Beltrami d’accordo con gli
interventi che lo avevano preceduto.
Secondo il Redattore del Bollettino: “Una serata istruttiva”.
Con la sentenza della Corte Suprema si è aperta una frattura che
non è stato più possibile richiudere. Dagli Stati Uniti, piano piano, le
donne sono entrate nel Rotary, perfino in quei Club, come il nostro, che
hanno cercato di resistere il più a lungo possibile.
Grande sorpresa quando il 10 maggio 1988 all’Astor si presenta, in
visita, un membro del R.C. di Santa Monica in California: la signora Do‑
rothy Menzies. Dal solito Bollettino della serata leggiamo: “Questa volta
l’impatto con la realtà è stato immediato. La signora Menzies, accompa‑
gnata dal gentile consorte, ha fatto un breve discorso di ringraziamento
e ci ha fatto un’ottima impressione. Nulla vieta però di dire che ci è parsa
una situazione un po’ strana. Infatti: – c’è uno Statuto che in maniera
chiara impone che i soci debbano essere uomini; – c’è un Presidente In‑
ternazionale che a gran voce invoca il rispetto dello Statuto; – ci sono
innumerevoli bocciature ai Consigli di Legislazione di tutte le proposte
presentate per ammettere le donne (neppure la famosa 80–50 che vide
la coalizione di Scandinavi, Americani e Giapponesi riuscì a passare!); ci
sono donne rotariane”.
Ormai sembra evidente che il Rotary Club Viareggio Versilia sia un
Club maschilista (inteso come un Club che segue le regole dello Statuto
primigenio), ma che prima o poi dovrà piegarsi, come tutti i Club, ad
71
ammettere le donne.
Il 18 aprile 1989 al Club si vota sul “rigetto” o l’approvazione degli
emendamenti adottati dal recente Consiglio di Legislazione. La maggio‑
ranza era di 19 voti: tutti gli emendamenti sono stati approvati con mag‑
gioranze schiaccianti, solo quello relativo alla cancellazione della “discri‑
minazione femmina” si è fermato a 17 ed è stato quindi respinto
Dopo la signora Menzies, venuta nel 1988, arriva una seconda don‑
na in visita al nostro Club. È il 5 marzo 1990 e la signora ospite è: Maggie
Duhamell, venuta da noi da un piccolo R.C. dei dintorni di New York. Si
legge: “la nostra amica parla italiano e con la sua semplice grazia aggiunge
ulteriori dubbi sulla validità delle tante riserve ad aprire il Rotary all’altra
metà del cielo”.
Il 22 agosto 1995 si riparla dell’ammissione delle donne nel Rotary.
Si legge: “discussione animata e proficua”. Sette giorni dopo, il 29 agosto,
un socio presente alla riunione precedente, riprende la parola sull’argo‑
mento scomodando addirittura i capitoli I, II e III della Genesi.
La parabola si chiude quando, il 20 marzo 2007, Presidente Tom‑
maso Fanfani, e presentata da Francesco Gaspa, viene ammessa – come
socia attiva – al R.C.Viareggio Versilia la signorina Silvana Arata.
72
FORUM DELLA FASCIA COSTIERA
Il Rotary Club Viareggio Versilia partecipa, fin dal suo inizio, nel
1969, ai Forum della Fascia costiera ligure–tosco–laziale e della Sardegna orientale, evento interdistrettuale (Distretti 2030, 2070 e 2080) a
cui sono presenti ben 40 Club distribuiti prevalentemente lungo i litorali
tirrenici e liguri.
Il nostro Club è stato fra quelli più propositivi, tanto che ogni anno
il C.D. ha nominato – per seguire con ogni attenzione e partecipazione
questa importante iniziativa – alcuni soci particolarmente preparati alle
tematiche che di volta in volta venivano proposte.
Il primo Convegno dei Presidenti e dei Segretari dei Club per la co‑
stituzione del Forum della fascia costiera, fu tenuto a Grosseto nell’otto‑
bre del 1968. Nel febbraio dell’anno seguente, previa autorizzazione del
Governatore Giuseppe Zaccara (D.188), fu convocato sempre a Grosse‑
to il primo Forum. A presiederlo fu chiamato il V.Past President del R.I.,
Prof. Tristano Bolelli del R.C. di Pisa.
Fu da questo primo Forum che emerse la situazione geofisica della
fascia costiera considerata sotto gli aspetti ecologici e turistici, pur dando
priorità alle questioni delle comunicazioni nord–sud e di quelle trasver‑
sali interessanti il retroterra della via Aurelia.
Su proposta del Presidente del R.C. Siena fu stabilito che annual‑
mente si convocasse a Grosseto un Convegno di Presidenti e Segretari
per stabilire la sede, il tema ed i relatori del Forum dell’anno successivo.
Per l’organizzazione e la continuità del Forum, i Presidenti deliberarono
che presso il Club di Grosseto si costituisse una Segreteria Permanente
del Forum.
Ci sembra opportuno riportare le date e la sede dove si è svolto il
Forum ed il tema trattato.
I 23 febbraio 1969 – Grosseto: “L’azione rotariana nella fascia costiera tirrenica”.
II 8 marzo 1970 – Siena: “Idee rotariane per lo sviluppo economico e
turistico dell’Italia centrale nella fascia sottesa alla costa tirrenica”.
III 27 marzo 1971 – Livorno: “Possibilità di sviluppo delle comunicazioni terrestri stradali e ferroviarie, interessanti la fascia costiera
73
tirrenica ed i suoi collegamenti con il nord e trasversali”.
IV 18–19 marzo 1972 – Lucca: “Problema dei poli commerciali e degli approdi turistici nell’alto Tirreno, da La Spezia a Civitavecchia, e dei loro collegamenti con l’entroterra”.
V 24–25 marzo 1973 – Pisa: “La questione della viabilità nella fascia
costiera alto–medio tirrenica in funzione dei porti e degli approdi
turistici per una rivitalizzazione del tessuto economico delle zone
interessate”.
VI 4 maggio 1974 – Civitavecchia: “Gestione delle risorse idriche
– Problemi generali con riferimento a quelli della fascia costiera
alto–medio Tirreno”.
VII 16 marzo 1975 – La Spezia: “Problemi ecologici e salvaguardia
delle coste: relazioni e prospettive”.
Nel 1975, al Congresso del Distretto 187, nella relazione del Gover‑
natore Luigi Socini Guelfi, il Forum fu dichiarato iniziativa di interesse
distrettuale. Negli anni successivi anche gli altri Governatori hanno con‑
fermato il loro interessamento allo sviluppo del Forum, con generosi
contributi, per assicurare non solo la pubblicazione annuale degli Atti e
delle relazioni allegate, ma altresì la loro diffusione nell’ambito delle pub‑
bliche relazioni e per una corretta informazione della pubblica opinione.
VIII 22–23 maggio 1976 – Grosseto: “Problemi agricoli ed ittici della fascia costiera alto–medio Tirreno, con implicazioni in difesa
dell’ambiente e delle comunicazioni stradali”.
IX 28–29 maggio 1977 – Portoferraio: “Salvaguardia ed incremento
del patrimonio boschivo”.
X 18 marzo 1978 – Livorno: “Interclub della fascia costiera tirrenica
sui problemi della grande viabilità”.
XI 21–22 aprile 1979 – Viareggio: “La salute del mare per lo sviluppo
del turismo”.
XII 19–20 aprile 1980 – Viterbo: “L’erosione delle coste – stato attua74
le e possibilità di recupero – una proposta tecnica”.
XIII 25–26 settembre 1981 – Rapallo Tigullio: “La grande viabilità
tra Livorno e Civitavecchia condizione essenziale per lo sviluppo
sociale economico e civile della fascia costiera Ligure–Tosco–Laziale”.
XIV 15 maggio 1982 – Civitavecchia: “Problemi attuali della grande
viabilità del versante occidentale della penisola anche in funzione
di quelli connessi alla protezione civile”.
XV 24 aprile 1983 – Grosseto (Il Pelagone): “La emergente riscoperta delle vocazioni agricole delle genti della fascia costiera e delle
isole del Tirreno, quale impegno qualificante per l’ecoturismo del
territorio”.
XVI 7 aprile 1984 – Volterra: “1984 anno degli Etruschi – La loro
vita – La loro cultura, l’influenza della loro civiltà nella fondazione delle genti della fascia costiera tirrenica”.
XVII 27–28 aprile 1985 – Punta Ala (R.C.Grosseto): “Le nuove tecniche del cabotaggio merci e le prospettive per i porti della fascia
costiera tirrenica”.
XVIII 12 aprile 1986 – Livorno: “L’evoluzione tecnologica nella gestione dei trasporti marittimi e delle attività portuali. Adeguamento ed organizzazione delle infrastrutture, nei porti della fascia
costiera ligure–tosco–laziale”.
XIX 26–27 settembre 1987 – Forte dei Marmi (R.C.Viareggio Ver‑
silia): “La dinamica del mare Tirreno, stato dell’arte, tendenze
evolutive”.
XX 29–30 ottobre 1988 – Civitavecchia: “Salvaguardia e valorizzazione del patrimonio ittico, aspetti tradizionali e nuove metodologie”.
Negli anni 1989 e 1990 il Forum ha un momento di riflessione. Riparte
nel 1991 con la XXI edizione.
75
XXI 20–21 aprile 1991 – Latina: “Il valore della tutela ambientale
nello sviluppo del territorio: idee del Rotary per la fascia costiera
ed il suo interland”.
XXII 14 novembre 1992 – Genova: “Le comunicazioni marittime tra
le isole ed il continente: traffici passeggeri e merci”.
Nel 1992 viene deliberato che il Forum anziché annuale diventi a perio‑
dicità biennale.
XXIII 18–19 novembre 1994 – Civitavecchia: “Problematiche e
prospettive della portualità italiana alla luce delle nuove norme
legislative”.
XXIV 9 novembre 1996 – La Spezia: “I trasporti intermodali tra i
porti del Tirreno e l’Europa. Problemi e prospettive”.
XXV 17 ottobre 1998 – Portoferraio: “Tirreno ed Adriatico, due
grandi vie italiane: portualità, sicurezza, ambiente e turismo, parchi marini”.
XXVI 28 ottobre 2000 – Forte dei Marmi (R.C.Viareggio Versilia):
“Coordinamento nei sistemi di portualità turistica”.Il Forum,
presenti ben 43 Rotary Club, è dedicato alla memoria del no‑
stro socio Francesco Pardini.
XXVII 19 ottobre 2002 – Latina: “Sviluppo sostenibile dell’economia
della costa: clima – tutela dell’ambiente – mobilità”.
Qualche giorno prima, il 24 settembre, il Presidente del R.C.Latina Cir‑
ceo (Distretto 2080) Francesco Ungari, raccomanda di citare sempre la
Sardegna Orientale nell’intestazione del Forum (qualche volta veniva
omessa). Quindi: Ligure–Tosco–Laziale e della Sardegna Orientale.
XXVIII 13 novembre 2004 – Rapallo: “Le autostrade del mare”.
XXIX 4–5 novembre 2006 – Civitavecchia: “La conoscenza e la valorizzazione delle ricchezze archeologiche (anche sommerse) delle
nostre coste in relazione ad uno sviluppo turistico sostenibile”.
76
XXX 14–16 novembre 2008 – Riotorto (LI)(Resort “Borgo degli
Olivi”) (R.C.Piombino e R.C.Follonica): “I programmi di sviluppo della portualità turistica e commerciale, nell’ambito di un
sistema integrato di mobilità e tutela ambientale”.
Grande risalto la stampa rotariana ha dato a quest’ultimo Forum.
Infatti in Rotary 2070 (n.4 gennaio–febbraio 2009) si riporta
non solo la cronaca di queste due splendide giornate, cui han‑
no partecipato il Governatore (2070) Pietro Terrosi Vagnoli,
il Governatore eletto 2010–2011, Vinicio Ferracci, il rappre‑
sentante del Governatore del Distretto 2030, nell’ambito del
Comitato interdistrettuale che dirige il Forum, PDG Luigi
Salvati, ma – integralmente – la mozione approvata a con‑
clusione dei lavori. Mozione votata nell’assemblea dei Club
aderenti al Forum e diretta a tutto il mondo rotariano ed alle
istituzioni amministrative.
Va anche sottolineato, a margine dell’incontro, l’iniziativa dei
Club di Follonica e di Piombino intesa a monitorare, con il la‑
voro di un’apposita commissione, l’evoluzione del complesso
di interventi riguardanti il Golfo di Follonica ed il Canale di
Piombino.
XXXI 6 giugno 2009 – Viareggio: “Mediterraneo: esplorazione profonda e protezione costiera”.
Questa edizione straordinaria del Forum (in quanto fuori dalla
cadenza biennale) ha preso vita in concomitanza del V Pre‑
mio Internazionale Artiglio, entrambi al Centro Congressi
Principe di Piemonte di Viareggio.
L’importanza di questo Forum, è stata data da eminenti stu‑
diosi con comunicazioni di grande interesse. Il Prof. Silvano
Focardi, Rettore dell’Università di Siena, ha parlato su: Nuove metodologie per la valutazione della qualità ambientale della
fascia costiera. È seguito il C.F. (CP) Fabrizio Ratto Vaquer,
Comandante della Capitaneria di Porto di Viareggio, su: Le
azioni della Marina Militare per la protezione dell’ambiente marino. Il Prof. Paolo Colantoni dell’Università di Urbino, ha
parlato su: Esplorazione profonda nel Mediterraneo. Il Prof. Ce‑
77
sare Corselli, dell’Università di Milano Bicocca e Presidente
di C.O.NISMA, su: I coralli profondi nel Mediterraneo. Infine, il
Prof. Francesco Cinelli, dell’Università di Pisa, su: Le praterie
di Posidonia ed il loro uso per la difesa dell’ambiente marino.
Il mattino seguente, 7 giugno, si è tenuta l’Assemblea dei Presi‑
denti dei Club e delegati al Forum.
Ecco la mozione finale:
XXXI Forum
Interclub tra i Rotary Club della Fascia Costiera
Ligure-Tosco-Laziale e della Sardegna Orientale
Mozione finale
Il XXXI Forum Interclub tra i Rotary Club della Fascia Co‑
stiera Ligure-Tosco-Laziale e della Sardegna Orientale si è te‑
nuto, a cura del Rotary Club Viareggio Versilia, appartenente
al Distretto 2070, il giorno 6 giugno 2009 a Viareggio presso
il Centro Congressi Principe di Piemonte con il tema: “Mediterraneo: esplorazione profonda e protezione costiera”.
La manifestazione, che ha avuto carattere straordinario rispet‑
to alla consueta cadenza biennale, si è svolta in concomitan‑
za con il conferimento del V Premio Internazionale Artiglio
della Fondazione Artiglio Europa alla studiosa ed esploratrice
statunitense Sylvia Earle con le motivazioni legate alla “Immersione profonda per lo studio dell’ambiente marino”.
Quale risultato dei contributi dei relatori, del complesso del‑
le comunicazioni e degli stimoli conoscitivi emersi nel corso
delle due iniziative, entrambe sviluppatesi nell’ambito della
dimensione rotariana del pubblico interesse, emerge la neces‑
sità di una sempre maggiore e rinnovata cura dell’ambiente
marino sostenuta dal più intenso e qualificato apporto della
ricerca scientifica e dal continuo evolversi delle metodologie
e delle tecnologie disponibili.
La ricognizione più aggiornata ed innovativa del mondo me‑
diterraneo sommerso ottenuta con i mezzi ed i criteri di de‑
78
tenzione più evoluti rivela realtà inaspettate, integra segmenti
di aspetti poco noti o approssimativi del contesto conoscitivo
precedente, conferma l’esigenza di impedire l’evolversi di ap‑
procci errati e lesivi dell’ambiente, stimola verso la formazio‑
ne di progetti di ricerca sempre più complessi ed integrati tra
le diverse agenzie internazionali.
Tale situazione, che investe i diversi ambiti disciplinari della
caratterizzazione ecotossicologica delle acque, anche attra‑
verso l’individuazione di specifici indicatori biologici, della
morfologia, della rappresentazione cartografica intesa nella
sua nuova dimensione quale espressione evolutiva dei pro‑
cessi di digitalizzazione, degli aspetti geologici meno indagati
del “contenitore” marino, richiede chiarezza di obiettivi, uso
rigoroso delle risorse, concentrazione ed integrazione delle
attività di studio, divulgazione critica, accurata e corretta dei
risultati.
In questo senso l’auspicio del mondo rotariano, diretto alle
autorità della comunità scientifica, è quello di adottare una ra‑
zionale e condivisa politica di reperimento delle risorse uma‑
ne ed economiche, evitare accuratamente la dispersione delle
energie, promuovere le linee di ricerca più direttamente legate
alla individuazione dei fattori di sviluppo ecocompatibile.
Letto, approvato e sottoscritto
Viareggio 07/06/2009
A chiusura di questa carrellata sui Forum della Fascia Costiera, è
doveroso riportare i nomi dei soci del Club che per anni hanno segui‑
to questa importante iniziativa: Florindo Cerri, Giuliano Borelli e Paolo
Emilio Tomei.
79
IL PREMIO “GALILEO GALILEI”
(ex Premio Forte dei Marmi)
Anche la “storia” di questo Premio nato nel nostro Club nel mag‑
gio del 1962, ed all’inizio considerato una grande iniziativa culturale che
dava lustro e notorietà ad un piccolo Club, ci sfugge di mano sei anni
dopo emigrando in quel di Pisa. Vediamolo più da vicino.
Il 29 maggio del 1962 si legge il brevissimo Statuto del Premio In‑
ternazionale di Forte dei Marmi. Dai Soci e, soprattutto, dal Presiden‑
te Sampaolesi, viene il commento favorevole all’iniziativa, anche se con
qualche riserva: “escluso che il Rotary Viareggio–Versilia possa accollarsi
l’onere di realizzare da solo l’iniziativa, sembra – ai più – che il nostro
prestigio rimanga avvalorato dalla presenza in seno al comitato promoto‑
re”.
L’iniziativa del Premio è del Prof. Tristano Bolelli. Il Premio farà af‑
fidamento sul Comune di Forte dei Marmi, sull’Azienda Autonoma della
Versilia (di cui è Presidente Anselmo Caccia) e sul nostro Club. Il plau‑
so espresso è quindi incondizionato e senza la benché minima riserva.
Il socio Caccia si spinge addirittura a proporre che il Club faccia Socio
Onorario, con offerta del distintivo d’oro, quel candidato non rotariano
che sarà premiato.
Lo Statuto viene accettato, Statuto che prevede che del Comitato
organizzatore faccia parte anche il Presidente del Rotary Club Viareg‑
gio–Versilia.
La prima riunione del Comitato organizzatore ha luogo il 9 luglio
1962 e vi partecipano il Sindaco di Forte dei Marmi, il Presidente Bolelli,
il Comm.Caccia e l’Ing. Mario Cattaneo, Presidente del Club. Si nomi‑
nano l’Ufficio di Segreteria, quello della stampa ed il Comitato d’Onore.
Il Prof. Bolelli nomina il primo vincitore per l’Archeologia ed Etru‑
scologia. È il Prof. Axel Boëthius, svedese, Presidente dell’Accademia di
Studi Archeologici di Roma e capo riconosciuto di una fiorente scuola di
studi archeologici in Italia, fra i quali milita anche il Re Gustavo di Svezia.
Il Premio è una statuetta d’oro dello scultore Emilio Greco. La con‑
segna avverrà il pomeriggio del 27 agosto alla Capannina di Franceschi a
Forte dei Marmi. In questo locale avviene anche la premiazione del se‑
condo vincitore, il Prof. Charles S. Singleton, USA, il 30 agosto 1963, per
80
la Storia della Letteratura Italiana.
Nel 1964 il tema del premio è Storia della Scienza Italiana. Bolelli
non trova alcun studioso straniero che soddisfi le condizioni dello Statu‑
to. Ma non si perde d’animo: cambia il tema in Storia della Lingua Italiana. E il vincitore è il tedesco Prof. Gerhard Rohlfs, che riceve la statuetta
alle ore 17 del 22 agosto 1964 all’Hotel Hermitage di Forte dei Marmi.
Alle 20.30 conviviale al ristorante Tito del Molo.
In questa occasione il Club cura la stampa dell’opuscolo Il Premio
Internazionale Forte dei Marmi: 1962 1963 1964.
Nel 1965, ancora all’Hermitage, il 23 agosto, si consegna il premio
per la Storia Italiana all’americano Prof. Hans Baron. Nel 1966, sempre
all’Hermitage, il 16 settembre, il Prof. Charles De Tolnay, USA, ritira la
statuetta per la Storia dell’Arte Italiana. Il cronista dell’epoca informa che
alla conviviale che segue, al Principe di Piemonte, ci sono ben quattro Go‑
vernatori. Ed il Club, degnamente, fa ancora gli onori di casa.
Purtroppo, mentre il Premio è andato crescendo di anno in anno, la
partecipazione del Club rimane quella di avere il Presidente nel Comita‑
to organizzatore e dell’ospitalità alle conviviali. È veramente poca cosa ed
il Premio piano piano ci sta scivolando di mano.
Infatti, il 6 giugno 1967 il Presidente Giorgio Ragaglini, informa i
Soci del disinteresse del Comune di Forte dei Marmi e dell’ostruzioni‑
smo dell’Azienda Autonoma Riviera della Versilia (il socio Caccia non è
più Presidente). Il Premio, per salvarsi, dovrà emigrare altrove.
In ogni caso, pur in acque così travagliate, il 16 settembre 1967 il
Premio viene ancora consegnato all’Hotel Hermitage di Forte dei Marmi.
Il vincitore è il danese Prof. Knud Jeppesen per la Storia della Musica Italiana.
E qui finisce la storia di questo importantissimo Premio per quanto
riguarda il nostro Club.
Nel 1968 il Premio Internazionale passerà sotto l’egida dell’Uni‑
versità di Pisa, con l’aiuto finanziario dei Rotary Italiani. Si invita il Prof.
Bolelli a mantenere il Premio quest’anno e negli anni a venire, con la stes‑
sa denominazione, con l’aiuto dei Club vicini e naturalmente con quello,
che non deve mancare, del nostro Club.
Propositi che risultano vani.
Il 10 settembre del 1968, il Presidente Bruno Salvatori, dà notizia
che il Premio Internazionale Forte dei Marmi, il cui nome viene mante‑
81
nuto perché così è ormai conosciuto nell’ambiente internazionale, sarà
completato con l’aggiunta di Galileo Galilei dei Rotary Italiani. La ceri‑
monia della consegna avverrà certamente a Pisa. Aggiunta che elimina
per sempre la sua nascita a Forte dei Marmi.
Infatti, il premio che sarà consegnato il 27 ottobre 1968 nell’Aula
Magna dell’Università di Pisa al Prof. Paul O. Kristeller, USA, per la Storia del Pensiero Italiano, viene dato come “Premio Internazionale Galileo
Galilei dei Rotary Italiani”.
E questa dicitura è rimasta in futuro.
Un cronista ha scritto: “ha così termine un altro dei più bei capitoli
della storia del Club”.
Noi vorremmo aggiungere che anche in seguito, si sono verificati
episodi analoghi per importanti iniziative prese dal Club e finite poi in al‑
tre mani. Ma non era mai avvenuto che si disconoscesse la nascita di que‑
sto Premio Internazionale (lo ripetiamo: nascita avvenuta per iniziativa
del Prof. Tristano Bolelli il 29 maggio 1962 nel Rotary Club Viareggio
Versilia).
Nella pubblicazione per i 70 anni del R.C.Pisa, edita nell’annata
2003–2004, vi è la presentazione del Presidente Giuseppe Meucci, in cui
si può leggere a chiare lettere: A cominciare dal premio “Galileo Galilei”,
inserito a pieno titolo fra le manifestazioni di maggior respiro culturale di una
città che della cultura ha fatto la sua bandiera. Un premio dalla formula originale, nato nel club di Pisa ed oggi patrimonio di tutti i Rotary club italiani,
che assume sempre più un significato simbolico e raffigura una precisa ragion
d’essere.
Forse – pensiamo noi – il Presidente Meucci non conosce comple‑
tamente la storia della nascita di questo prestigiosissimo Premio.
82
PREMIO DELL’ARTIGIANO
Nell’annata 1980–81 il Governatore Francesco Barone accennò che
i Club del Distretto potessero attribuire un riconoscimento a delle perso‑
ne che, pur non essendo dei rotariani, ne avessero praticato i principi. Il
C.D. del Club raccolse il suggerimento e ideò il PREMIO DELL’ARTI‑
GIANO all’interno del campo dell’Azione Professionale.
Lo Statuto del Premio dell’Artigiano, secondo in Italia dopo quello
del R.C. di Gubbio (D.2090) nato nel 1978, lo riportiamo integralmente.
“Il Rotary Club Viareggio Versilia, nell’ambito dell’Azione Pro‑
fessionale, stabilisce di conferire ogni anno un riconoscimento a
quell’Artigiano, sia egli imprenditore che lavoratore autonomo della
zona, che abbia messo in pratica l’ideale del servire nel proprio lavoro
quotidiano.
“Premesso che il Rotary è una filosofia di vita che si propone di por termine all’eterno conflitto fra il desiderio di ottenere profitti personali e il dovere
di servire gli altri;
“Premesso altresì che nell’Azione Professionale il Rotary fa uso del‑
la parola servire non come semplice vendita di merci o come lavoro svolto
in qualsiasi ramo, ma per dare la dovuta importanza alla necessità ed alle
condizioni di coloro a favore dei quali quella attività è svolta”.
Il riconoscimento è attribuito a una persona – non rotariana – che:
– abbia informato ai principi della più alta rettitudine la pratica del
lavoro o della professione e la abbia esercitata nella maniera più degna al
servizio della società;
– abbia salvaguardato la nobiltà del proprio lavoro o abbia contri‑
buito al tramandarsi della propria professione;
– abbia rifuggito dall’adozione di metodi di produzione diversi da
quelli tradizionali ove essi, anche se economicamente più convenienti,
rechino pregiudizio alla nobiltà del lavoratore o disturbo dell’ambiente;
– abbia contribuito al mantenimento o all’espansione dell’occupa‑
zione;
– abbia dato impulso all’affermarsi di metodi di lavoro o di produ‑
zioni caratteristiche giovevoli a tutta la comunità o al suo buon nome.
83
Nel 1981–82, sotto la Presidenza di Gianmario Mozzi, il Rota‑
ry Club Viareggio Versilia premia il primo “Artigiano dell’anno”. È il
ciabattino Tranquillo Mei, con bottega in Viareggio che riceve, a Villa Angela di Forte dei Marmi (dell’amico Pier Luigi Silvestri), il 15
giugno 1982, la targa–ricordo con la seguente motivazione: “Il Rotary Club Viareggio Versilia a Tranquillo Mei, che da trentadue anni, ogni
giorno, nel suo umile lavoro, applica il principio rotariano: Service above
self ”.
Il 21 giugno 1983 c’è il secondo premiato: il “mago” del carnevale
Antonio D’Arliano. Il Presidente Gino Barsotti gli consegna la targa–ri‑
cordo con questa motivazione: “Il Rotary Club Viareggio Versilia in riconoscimento dei meriti di Antonio D’Arliano, versiliese illustre, primigenio artista
del Carnevale”.
Gianpiero Pardini è il premiato della terza edizione. Il 18 ottobre
1983, artigiano che fabbrica le pistole da tiro più famose nel mondo,
veri e propri capolavori di precisione e funzionalità. Il Presidente Franco
Franchi gli consegna la targa con questa motivazione: “A Gianpiero Pardini che dallo sport ha tratto ispirazione per valorizzare nel mondo la genialità
delle genti versiliesi. He profits most who serves best”.
Il 12 dicembre 1984, il Presidente Francesco Iantaffi, premia uno
scalpellino di Querceta, Alfredo Dazzini, che per tanti anni ha continuato
a realizzare lavelli per cucina ricavandoli da blocchi di marmo. “Tutti fatti
rigorosamente a mano – dice orgoglioso – sui quali i clienti vogliono la
firma”. La targa, reca questa scritta significativa: “Il Rotary Club Viareggio
Versilia, negli anni delle professioni future, attesta grata ricordanza a Alfredo
Dazzini, superstite erede d’un mestiere d’arte e passione”.
La quinta edizione del Premio, vede protagonista Giuseppe Barsi,
dell’Antica Ferriera di Candalla di Camaiore. Il 15 ottobre 1985 il Pre‑
sidente Ernesto Santoro lo premia con questa motivazione: “Giuseppe
Barsi, che colla macchina spinta dall’acqua il metallo avvampato forgia per
creare istrumenti d’opera e d’arte, il Rotary Club Viareggio Versilia premia”.
L’allocuzione – Il metallo che viene dal cielo – (molto applaudita) fu
affidata al Presidente della Commissione Distrettuale, Prof. Enzo Ferroni
84
(Ordinario di Chimica Fisica nell’Università di Firenze e socio del R.C.
Firenze Est).
L’anno successivo fu premiato il fornaio viareggino Duilio Bertozzi.
In occasione della consegna del Premio, il 2 dicembre 1986, il Presidente
Goffredo Scotti ha ricordato la generosità del Bertozzi, che fu a capo dei
volontari della Croce Verde in soccorso di Firenze alluvionata.
Ecco la motivazione al Premio: “Duilio Bertozzi della fragranza del
pane, sacro e millenario alimento, ha riempito la sua vita, foggiando con premurose mani forme che portano il segno di un’arte vissuta con dedizione”.
La consegna del Premio fu commentata magistralmente dall’avvo‑
cato PDG Giovanni Gelati (R.C.Livorno), ripercorrendo – con grande
perizia – la storia di questo antichissimo alimento dell’uomo.
La settima edizione vede un rappresentante di una delle attività più
importanti della nostra zona: la cantieristica navale. Infatti il Presiden‑
te Giuliano Lucarelli premia il Maestro d’Ascia Francesco Del Carlo. La
targa gli viene consegnata il 7 giugno 1988, con questa motivazione: “A
Francesco Del Carlo, Maestro d’Ascia, che coi figli Guido e Marco, Maestri
d’Ascia, dalla quercia e dal pino trae chiglie e prore come quando di Viareggio
eran vanto”.
In occasione di questo Premio l’orazione ufficiale fu affidata al PDG
Francesco Barone. L’indimenticato “filosofo del Club” fece un discorso
di altissimo livello sulla dignità di tutte le professioni che, opportuna‑
mente rielaborato, fu pubblicato qualche tempo dopo su La Stampa di
Torino (21 luglio 1988), sotto il titolo Sapienza d’Artigiano.
Nell’annata 1988–89 fu premiato Enrico Tesconi, titolare della
omonima Fonderia di Pietrasanta. Azienda più che centenaria nel nostro
territorio e anche fra le più gloriose fonderie d’Italia. La targa, conse‑
gnata dal Presidente Oscar Biagi, nella riunione del 21 marzo 1989, ha
la seguente motivazione: “Per aver potenziato – unitamente al figlio Giovanni – l’attività della bottega, facendone una delle più apprezzate fonderie
artistiche”.
La nona edizione premia Mario Petrucci, cui Viareggio deve il pri‑
mo polmone d’acciaio mobile per il soccorso in mare. Il Presidente Vasco
85
Scarpellini, nella riunione del 19 ottobre 1989, consegna la pergamena
con la scritta: “A Mario Petrucci cui l’amore di padre suscitò l’ingegno per
realizzare strumenti di salvezza e di vita”.
Nella motivazione del Premio, c’è tutto il dramma di un padre che,
per assistere la figlia poliomielitica con un respiratore automatico, è stato
spinto ad occuparsi di apparecchiature di questo genere. Anche dopo la
morte della figlia, Petrucci ha continuato fornendo incubatrici per neo‑
nati per l’ospedale viareggino, nonché vari tipi di ambulanze attrezzate.
Infine, per l’Istituto di Patologia medica di Bologna, creò un polmone
d’acciaio appositamente studiato per la cura dell’enfisema.
Il 18 giugno 1991 si premia Virgilio Aliboni di Forte dei Marmi,
costruttore di barche da regata e da diporto (tra i suoi clienti Gianni
Agnelli e Curzio Malaparte). Il giorno della consegna del Premio, Virgi‑
lio Aliboni, aveva già compiuto 90 anni ma – come hanno scritto – anco‑
ra ben saldo nella mente e nel corpo, continuava a costruire le barche “a
commento”. La targa consegnata dal Presidente Ugo Urbano, reca questa
motivazione: “A Virgilio Aliboni, Patriarca di Versilia che con arte ingenita
innumeri barche fece e vele, piene di vento ed anche di gloria”.
Nell’undicesima edizione del Premio c’è una novità: si premia una
donna. È la signora Gina Palmerini che dirige, a Camaiore, una affermata
fabbrica di sandali. Dopo aver ereditato un calzaturificio che produceva
scarpe per contadini, lo ha trasformato in “atelier” (Calzaturificio Arabesque) con sandali di alta moda. Il 19 maggio 1992 il Presidente Marcello
Pardini le consegna la targa con questa motivazione: “ A Gina Palmerini a
cui ispirato estro fece tramutare chiodati scarponi in leggiadri calzari”.
Un maestro muratore è il premiato della dodicesima edizione: è
Anselmo Da Prato di Corsanico. Alla cerimonia della premiazione inter‑
venne il Prof. Andrea Chiarugi, Ordinario di Tecnica delle Costruzioni
all’Università di Firenze che, partendo dalla semplice costruzione di un
muro, illustrò la prestigiosa tecnica costruttiva attuata per la fiorentina
Cupola di S. Maria del Fiore. La targa che fu consegnata ad Anselmo Da
Prato dal Presidente Raffaello Bartelletti il 16 marzo 1993, recava questa
motivazione: “Ad Anselmo Da Prato che con perizia e passione aduna fredda pietra e calce per farne armoniose dimore dal sapore antico”.
86
Il 16 novembre 1993 il Premio viene consegnato dal Presidente
Paolo Margara a Giuseppe Corbellini, Maestro falegname di Vallecchia
di Pietrasanta. Presentato dal compianto Paolo Tommasi, ne enuncia le
qualità come esperto di componentistica navale (soprattutto ruote di ti‑
mone) e accosta idealmente la ruota del timone con la ruota del Rotary.
La targa porta la dedica: “Onestà, maestria, capacità e modestia le doti che
fanno di Giuseppe Corbellini un vanto dell’artigianato versiliese del legno”.
Giuseppe Corbellini nel ringraziare, dona al Club una magnifica
ruota di legno pregiato.
L’anno seguente si premiano le insegne al neon. Nicky Melitzanos,
artigiano, oriundo di Creta ed arrivato a Viareggio con l’arrivo degli Alle‑
ati nella seconda guerra mondiale. Melitzanos ha introdotto a Viareggio
la fabbricazione dei tubi di vetro per il neon. Il 18 ottobre 1994 il Presi‑
dente Benito Giannotti consegna la targa con la seguente motivazione:
“Di Naixon, autore di antiche e disadorne coppe, Nicky Melitzanos riprodusse l’arte in luminose variopinte insegne”.
La quindicesima edizione del Premio è appannaggio di un artigia‑
no di Pomezzana (Stazzema) : è Pietro Milani che, con i figli Giorgio e
Michele ed il nipote Nicola, da quarant’anni conduce un’officina per la
produzione di utensili per scultori. La relazione ufficiale è affidata a Raf‑
faello Bartelletti, Presidente della Commissione Distrettuale per l’Etica
Professionale.
La targa, consegnata il 21 novembre 1995 dal Presidente Gianma‑
rio Mozzi, ha questa dedica: “A Pietro Milani, che da Pomezzana di Versilia
nell’intero mondo correda di subbia e compasso mani d’artisti che dan forma
al duro marmo”.
La pergamena invece porta la seguente motivazione:” Per aver tramandato un mestiere utile all’arte ed aver esaltato in tutto il mondo il laborioso e sapiente operare versiliese”.
Il 5 novembre 1996 è la volta della sedicesima edizione del Premio.
Con felice scelta, il riconoscimento è andato a Franco Cervietti di Pietrasan‑
ta, artigiano del marmo. Sull’ars marboris ne ha parlato a lungo la Dott.ssa
Antonella Serafini, mentre del premiato ne ha parlato Paolo Tommasi
con un ritratto a tutto tondo. Non ha dimenticato di ricordare che Fran‑
87
co Cervietti, di fronte ad una folla di ammiratori entusiasti, dette forma
statuaria grezza ad un blocco di marmo a forza di mazzuolo e scalpello:
il blocco era issato su un palco in mezzo ad un grande stand nella città
di Osaka, in Giappone. L’operazione “dal vivo” venne ripetuta nella cit‑
tà di Kobe.
Il Presidente Carlo Riccomagno consegna a Franco Cervietti il di‑
ploma e la targa con la seguente motivazione: “A Franco Cervietti che ha
informato ai principi della più alta rettitudine la pratica del lavoro, e l’abbia
esercitata nella maniera più degna al servizio della società”.
Il 4 novembre 1997 il Premio viene assegnato a Ermanno Santini di
Forte dei Marmi, costruttore di telai per biciclette da corsa. La prolusio‑
ne è tenuta da Fidia Arata che ricorda Santini con i capelli neri (ora li ha
bianchissimi). Con la collaborazione del figlio Luca, è passato dalla ripa‑
razione delle biciclette alla “creazione” di telai sportivi di grande qualità
tecnica.
Il Presidente Marco Fabrizio Saettone consegna la targa e l’attestato
con la seguente motivazione: “ Per aver trasformato il proprio lavoro in
un’impresa artigianale di ottimo livello nell’ambito della tecnica sportiva, per
essersi impegnato con passione e tenacia, e per aver trasmesso questi valori ai
familiari che collaborano con lui”.
La diciottesima edizione del Premio va a Fabio Ragghianti, liutaio.
Lo presenta il Dott. Luciano Federighi, figlio del nostro socio Alberto,
che con Ragghianti nel 1973 ha vissuto esaltanti avventure coast to coast
negli USA. Lo ricorda come un chitarrista molto apprezzato, ma che poi
abbia trovato un altro interesse che l’ha pienamente assorbito: l’artigiano
liutaio, riuscendo a fondere arte, tecnica e conoscenze varie, per arrivare
a costruire chitarre, riprendendo con sorprendente facilità quell’aspetto
rinascimentale della liuteria che tante glorie ha dato al nostro Paese. Co‑
struisce anche mandolini blueglass e bassi acustici, tutti rigorosamente
costruiti a mano.
Il Premio gli viene consegnato nella riunione del 1° dicembre 1998
dal Presidente Paolo Michele Beltrami con la seguente motivazione: “In
Capriglia di Versilia, attento alle illustri tradizioni dei maestri liutai, con artistico impegno ad una ad una realizza chitarre, strumenti dell’arte dei suoni
di allora e di ora”.
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Nella targa era scritto: “Fabio Ragghianti, con sapienza, pregiati legni
foggia in armoniose forme, per trarne dolcezza di suoni”.
Nell’annata 1999–2000 il premiato è Marco Giannoni, velaio. È la
diciannovesima edizione e il Presidente Andrea Biagiotti, nella riunione
del 12 ottobre 1999 consegna al premiato la pergamena con la seguente
motivazione: “L’estro e la tecnica assecondano l’arte di Marco Giannoni che
con impegno e abili mani, in Versilia e nel mondo realizza vele per veloci scafi
e per vetusti legni d’epoca”. Francesco Sodini nel presentarlo, ha ricordato
che Marco Giannoni è stato, fra le altre cose, il realizzatore della velatura
del famoso Moro di Venezia.
Nell’artistica targa è scritto:
A Marco Giannoni
che bianche vele e nere
grembi di ariose spinte
crea
a far da ali a silenziosi nauti
Nella ventesima edizione è premiato Marco Balderi, orafo in Pietra‑
santa, nella riunione del 3 ottobre 2000. Un artigiano di Pietrasanta (anche
se è nato a Forte dei Marmi 42 anni fa) non poteva che presentarlo Piero
Maremmani. Balderi è un artigiano-artista, autodidatta,che parte dalla cre‑
ta, dalla pittura e dalla fotografia, ma che trova, come dice Piero “la sua
espressione più genuina nell’arte orafa, che apprende da frequentazioni in
aziende artigiane di Arezzo e Valenza”. Nascono così le sue prime collezio‑
ni: “gemme di bosco” e “ombre tribali”. Nelle “gemme” rami, tralci, fascine
di arbusti dorati, creano un nido che accoglie le pietre che possono essere
preziose ma anche semipreziose, come il quarzo rutilato, l’opale di fuoco o
l’ametista. Nelle “ombre tribali”, i materiali subiscono il trattamento parti‑
colare e segreto delle patine, dei chiaroscuri e delle parziali lucidature.
Il Presidente Florindo Cerri premia Marco Balderi, con la seguente
motivazione: A Marco Balderi, artigiano dell’anno, che più si è distinto nella
sua produzione, sia per le capacità artistiche che, e soprattutto, per la rettitudine nella pratica della professione.
La ventunesima edizione è assegnata al Maestro gelataio Enzo Van‑
nozzi di Viareggio nella riunione del 16 ottobre 2001. Figlio del famo‑
89
so e mitico Galliano, che dagli anni trenta ad oggi ha portato Viareggio
alla fama di patria del gelato. Ma Enzo che dal 1942 ha rilevato l’azienda
paterna, sviluppandola a partire dal dopoguerra ad oggi. Nel 1972 e nel
1973 lo portano a vincere l’Oscar del gelato, diventa Presidente del mas‑
simo organismo a difesa del gelato artigianale, insegna in Italia e all’este‑
ro, pubblica un libro, Il mio gelato, presiede numerose giurie di importan‑
ti concorsi e nel 1996 fonda e diviene Presidente dell’Accademia della
Gelateria Italiana, l’organismo oggi più prestigioso e autorevole nel cam‑
po della gelateria artigianale.
Il Presidente Fulvio Gridelli consegna a Enzo Vannozzi la pergame‑
na con la seguente motivazione: “Tenuto conto della accreditata immagine
da lui conseguita nel settore della produzione del gelato artigianale; considerato che con intelligenza ed operosità egli ha saputo raccogliere l’eredità
familiare potenziando l’iniziale organizzazione dell’impresa e contribuendo in maniera notevole all’evoluzione ed all’affermazione tecnico–scientifica
dell’alimentazione gelatiera nel mercato anche con l’edizione di autorevoli
trattazioni sulla materia; riconosciuto che la sua professionalità lo ha portato
ad essere membro autorevole della Società Italiana e Mondiale tra i migliori
produttori artigianali e che la sua figura ed il suo impegno rappresentano elemento di particolare apprezzamento per l’economia e per la società produttiva locale e nazionale”.
I l 1° ottobre 2002 il Presidente Amedeo Angeli premia Roberto
Marioni, virtuoso della lavorazione del legno con la singolare e rara vo‑
cazione della costruzione di clavicembali. La motivazione è la seguente:
“Per la capacità creativa ed i risultati ottenuti nella pregevole produzione di
strumenti musicali antichi, clavicembali, spinette, clavicordi, organi portativi ed autopiano, tenuto conto della specificità di una attività estremamente
rara e di altissima qualità, della passione che rivive nel suo lavoro, constatata
la costante ricerca della perfezione e l’impegno quale scelta di vita, il Rotary
Viareggio Versilia, in considerazione di quanto sopra e nel convincimento
che nella sua attività si uniscano i confini tra manualità ed arte conferisce a
Roberto Marioni il premio quale miglior artigiano per l’anno 2002”.
La 23ª edizione del Premio viene assegnata dal Presidente Giovan‑
ni Battista Gervasi, l’8 ottobre 2003, a Giuseppe Tomei, in Darsena “Bep‑
pone”, famoso restauratore di barche, con la seguente motivazione: “Per
90
aver nobilitato la propria professione con l’attenta cura dei tradizionali metodi costruttivi curando con appassionata e faticosa ricerca degli originali progetti il restauro di vecchie gloriose imbarcazioni a vela e per aver contribuito al
tramandarsi, nel figlio, della sua arte confermando così la grande tradizione
marinaresca di Viareggio e la fama della peculiare qualità delle sue imprese
navali artigiane”.
Il 24° Premio dell’Artigiano viene assegnato, il 19 ottobre 2004, dal
Presidente Boris Giannaccini a Vittorio Fiorentino, un artigiano che ha
arricchito in modo prestigioso, il panorama delle attività locali con una
produzione non tipica della Versilia: Maestro di “gioielleria in corallo”,
caratteristica delle coste napoletane e amalfitane. Il Presidente consegna
la tradizionale targa e relativa pergamena contenente la seguente motiva‑
zione: “A Vittorio Fiorentino maestro di gioielleria in corallo. Per aver continuato, accrescendola e nobilitandola con fantasia, estro artistico e tecnica
raffinatissima, la tradizione di quattro generazioni di artigiani del corallo,
con l’impianto ed il trentennale esercizio, nella nostra città, di un laboratorio
internazionalmente rinomato”.
Il 7 marzo 2006, il Presidente Giuliano Borelli assegna la 25ª edizio‑
ne del Premio a Paolo Mantovani, noto ed apprezzato artigiano pasticce‑
re, con la seguente motivazione: “A Paolo Mantovani, maestro di pasticceria in Viareggio, per aver sviluppato e nobilitato con tecnica raffinata, fantasia
ed estro artistico, la tradizione pasticcera toscana”.
Nell’annata rotariana 2006–2007, il Premio viene assegnato il 17
ottobre 2006 alla signora Laura Casanova, titolare dell’impresa artigiana
Laura la Sposa Chic di Massarosa. Il Presidente Tommaso Fanfani uni‑
tamente a Carlo Bigongiari della Commissione preposta, consegnano il
Premio con la seguente motivazione: “Per aver saputo conquistare in oltre
60 anni di operosa attività il mondo della sposa, espressione di eleganza, esperienza, professionalità, modernità e femminilità”.
Il 27° Premio dell’Artigiano viene assegnato il 27 novembre 2007
91
dal Presidente Marco Fabrizio Saettone, a Danilo Bonuccelli di Camaio‑
re, titolare della famosa norcineria con questa motivazione:
A
Bonuccelli Salumi
antica norcineria di Camaiore
che grazie ai suoi prodotti
dal sapore genuino
ha mantenuto in vita
l’antica tradizione gastronomica
della Versilia,
interprete e ambasciatrice
di una cultura alimentare
orgoglio e vanto della nostra terra
Il 21 ottobre 2008 si assegna la 28ª edizione del Premio. Siamo
nell’ambiente elegante dell’Hotel Mondial Resort di Marina di Pietrasan‑
ta, ed il Premio è assegnato dal Presidente Vittorio Pasquini, ad Aldo Ber‑
tellotti e suo figlio Manrico, artigiani mosaicisti, operanti in Pietrasanta.
La motivazione è la seguente: “Grazie alla realizzazione di opere musive
tramandano con capacità, rettitudine e impegno familiare i metodi di lavoro e
della tradizione, salvaguardando l’impegno artistico della nostra terra”.
92
PREMIO INTERNAZIONALE
BARSANTI E MATTEUCCI
Dal 15 al 18 giugno 2000 si è tenuta nel Chiostro di S.Agostino a Pie‑
trasanta la prima edizione del Premio Internazionale Barsanti e Matteuc‑
ci.
È stata la degna conclusione di un “Premio”, iniziatosi con la prima
riunione del settembre 1999, poi brillantemente concretizzatosi in una
serie di manifestazioni che hanno richiamato sul Rotary l’attenzione del
mondo esterno ed anche non pochi rimorsi da parte delle istituzioni che
avrebbero dovuto tirare la cordata per ricordare degnamente un figlio il‑
lustre di questa terra, invece di trovarsi spiazzate dall’iniziativa rotariana
– come ha detto molto onestamente il Sindaco di Pietrasanta Massimo
Mallegni – ai festeggiamenti per il Padre scolopio Eugenio Barsanti.
Questo Premio (che oggi è una delle manifestazioni più importanti
dell’Amministrazione comunale di Pietrasanta), si svolge in collabora‑
zione con il Rotary Club Viareggio Versilia, ideatore del Premio, gode
del patrocinio dei sette Comuni della Versilia, della Provincia di Lucca
e della Regione Toscana. Ha inoltre l’Alto Patronato del Presidente della
Repubblica.
Tutto ciò è stato possibile – ricorda il Presidente Andrea Biagiotti che
l’ha ribadito più volte – dall’impegno di un gruppo di soci del Club che
non si sono risparmiati per risolvere al meglio una serie infinita di proble‑
mi di vario genere. Su tutti è doveroso ricordare Vittorio Pasquini e Piero
Maremmani, che possono considerarsi i veri concretizzatori della impor‑
tante manifestazione. Da buoni manager hanno non soltanto esplicato
mansioni direttive ma anche quelle esecutive, dal momento che in molti
frangenti non vi erano altre braccia disponibili. Il Rotary, fin dall’inizio,
è presente nella compagine del Premio, oltre che con un Comitato tecni‑
co–scientifico guidato da Renzo Lazzeretti, con Vittorio Pasquini, come
Presidente.
Nel salone dell’Annunziata dove si è avuto il clou della manifestazione,
si è tenuto un Forum su “Evoluzione del motore a combustione interna”,
con conferenze sul tema tenute da studiosi, giornalisti e testimoni azien‑
dali. Moderatore dei lavori e del dibattito, il nostro Tommaso Fanfani,
nella sua veste anche di Presidente della Fondazione Piaggio.
93
Alla conviviale di chiusura, te‑
nutasi presso l’Istituto Salesiano
D. Savio, è stato consegnato il Pre‑
mio all’Ing. Stefano Iacoponi, Pre‑
sidente del Centro Ricerche Fiat
e responsabile – fra l’altro – della
progettazione e sviluppo del mo‑
tore FIRE introducendo, a partire
dalla fine degli anni ’70, le prime
applicazioni del CAD (Computer
Aided Design).
Il Premio assegnato: una ripro‑
duzione in bronzo del busto di Pa‑
dre Barsanti, presente in S.Croce
a Firenze, ed opera dello scultore
Leone Tommasi, padre dell’avv. Pa‑
olo, rotariano e benefattore con la
sua Banca dell’iniziativa.
Questa “tre giorni” è stata una
delle manifestazioni più importanti
organizzate nell’annata dal nostro
Club. Hanno fatto degna cornice
molte altre iniziative tutte di altissi‑
mo livello. Esposizione di sculture e
modelli d’auto d’epoca Lancia e Alfa
Romeo; un itinerario monografico,
modellismo, documentazione, ci‑
meli e motori. E, per finire, un radu‑
no d’auto Ferrari che hanno sfilato
anche sulle strade della Riviera.
L’ing. Stefano Iacoponi
Il busto di Padre Barsanti
Dal 1° al 3 giugno 2001 si è tenuta la 2ª edizione del Premio. Vinci‑
tore è stato Giacomo Agostini, leggenda del motociclismo mondiale.
A tutti quelli che ancora oggi mettono in dubbio le grandi doti
velocistiche del grande “Ago”, basterebbe elencare gli obbiettivi rag‑
giunti nella sua splendida ed irripetibile carriera, quali: 7 titoli mon‑
diali classe 350, 8 titoli mondiali classe 500, 18 campionati italiani,
94
122 vittorie nei gran premi, 10
vittorie sull’inquietante circui‑
to del Tourist Trophy, la vittoria
alle 200 Miglia di Daytona e di
Imola.
Alla fine del secondo millen‑
nio, Agostini ha conservato l’in‑
vidiabile titolo di “Campionis‑
simo”, entrando di diritto nella
leggenda del Motociclismo.
L’8 giugno 2002 il Premio In‑
ternazionale Barsanti e Matteucci Giacomo Agostini
è stato assegnato a Philip Charles
Ruffles, direttore tecnico e della
ricerca di Rolls–Royce. Mr. Ruf‑
fles ha avuto moltissimi riconosci‑
menti, tra questi spicca la “Meda‑
glia d’oro del Principe Filippo”, il
più alto riconoscimento da parte
della Royal Academy of Enginee‑
ring, che è assegnato in occasione
di grandi progressi dell’Ingegneria,
come riconoscimento del suo ecce‑
zionale contributo all’industria ae‑
ronautica.
Infatti Ruffles ha avuto un ruolo Mr. Philip Charles Ruffles
fondamentale nello sviluppo dei
motori Rolls–Royce, meglio conosciuti come motori TRENT. Questi
motori a turbina, hanno conquistato oltre la metà del mercato mondiale
con le varianti per Airbus A330 e A340 e Boeing 777.
La 4ª edizione del Premio avviene dal 29 al 31 maggio 2003, anno che
ricorre il 150° anniversario dell’invenzione del motore a combustione
interna. Due sono i premiati e riguardano entrambi l’astronautica: Mau‑
rizio Cheli e Jessica Kite, in rappresentanza della NASA. L’astronauta
Cheli è stato selezionato nel 1992 dall’European Space Agency (ESA) ed
95
inviato presso la NASA al Johnson Space Center di Houston (USA) dove
è divenuto astronauta nel 1993. Nel 1996 ha partecipato come Mission
Specialist alla missione STS–75 Tethered Satellite che portava in volo il
satellite italiano.
Nel 1998 è in Alenia Aeronautica come Capo Pilota Collaudatore per
velivoli da combattimento. Attualmente è impegnato nello sviluppo del
caccia europeo EF2000.
Il 31 maggio 2003, nel teatro comunale di Pietrasanta, conferenza del
Prof. Mariano Andrenucci, Direttore Centro Spazio, su: Il motore mette
le ali. Poi la consegna dei “bronzi” ai due astronauti. Alla Kite, in rappre‑
sentanza della NASA, a memoria degli eroici protagonisti della storia dei
voli spaziali.
Con la 4a edizione anche il tro‑
feo sempre in bronzo, è cambiato. il
Prof. Carlo Cacciatori, dello studio
grafico Alain Cacciatori, realizza
un’opera moderna che rappresenti
Maurizio Cheli
Il trofeo del 2003
Jessica Kite con le autorità
96
al meglio questo premio.
Manifestazioni collaterali: il Sen. Massimo Baldini, Sottosegretario al
Ministero delle Comunicazioni, presenta il francobollo commemorativo
del 150° anniversario dell’invenzione; annullo filatelico, esibizione della
PAN, Pattuglia Acrobatica Nazionale “Frecce Tricolori”. Infine, in Piazza
Duomo, inaugurazione del monumento in bronzo Propulsione di Franco
Miozzo, dedicato agli inventori del motore a scoppio Padre Eugenio Bar‑
santi e Felice Matteucci, dono della Fonderia d’Arte Massimo Del Chiaro.
Il 30 ottobre 2004 si assegna la 5ª edizione del Premio all’Ing. Paolo Mar‑
tinelli, direttore motori della gestione sportiva Ferrari.
Assunto in Ferrari nel 1978, Martinelli ha iniziato la sua carriera nell’aerea
di sperimentazione motori delle vetture di serie. Dal 1989 fino al 1994 ha ri‑
coperto il ruolo di responsabile della divisione motopropulsori granturismo.
Nel gennaio 1995 è passato alla Gestione Sportiva con l’incarico di Direttore
Motori. In questo ruolo è responsabile per il programma motori di Formula 1.
Due mesi prima di questa assegnazione, il 31 agosto 2004, Il Premio
Barsanti e Matteucci è passato, come gestione, all’Amministrazione co‑
munale di Pietrasanta che ha deliberato il nuovo Statuto. Il logo del Ro‑
Il Presidente del R.C. Boris Giannaccini premia l’Ing. Paolo Martinelli alla presenza del Sindaco di Pietrasanta
Massimo Mallegni e del Senatore Massimo Baldini
97
tary Club Viareggio Versilia sarà
sempre presente nelle pubblica‑
zioni illustranti la manifestazione e
Vittorio Pasquini, anima di questo
Premio, rimane come Presidente.
I l 28 maggio 2005 si assegna il Pre‑
mio della 6ª edizione. Il premiato è
l’Ing. Gunter Kappler, Chairman of
Aeronautical European Team. Nel
1982 diviene direttore dell’Istitu‑
to Aerospaziale dell’Università di
Ing. Gunter Kappler
Monaco. Geniale progettista, oltre
alle attività accademiche, offre alle industrie i frutti del suo pensiero cre‑
ativo riuscendo a tradurre in concretezza operativa le sue intuizioni teo‑
riche: ne beneficiano industrie come la BMW AG, BMW Rolls–Royce
GmbH, Fairchild Dornier GmbH e International GmbH sviluppando
l’intera famiglia dei motori BMW/RR 710 e 715. Attualmente è direttore
del Joint European Team, incaricato della progettazione di un innovativo
turbo–prop il TP400D6.
Il Prof. Kappler può ben rappresentare l’esempio perfetto dello scien‑
ziato europeo, che con la sua brillante versatilità ha raggiunto traguardi
eccellenti in ogni parte del mondo. Insignito di numerosi riconoscimenti
internazionali, primo fra tutti la Royal Aeronautical Society Gold Medal.
La 7ª edizione del Premio Internazionale Barsanti e Matteucci, su
proposta del Comitato tecnico–scientifico, si tiene a Firenze in Palazzo
Vecchio – Salone dei Cinquecento, in occasione del 250° anniversario
dell’Osservatorio Ximeniano. La scelta della nuova sede ci ricorda che
proprio a Firenze, all’officina Benini, situata sul Lungarno del Pignone,
Barsanti costruì il primo motore che funzionò azionando un trapano ed
una cesoia nella stazione ferroviaria Maria Antonia.
Il Premio della 7ª edizione viene assegnato a Massimo Tarenghi, diret‑
tore dell’ALMA.
Dal 1979, Tarenghi fa parte dei Membri Internazionali dello staff ESO,
e dal 1973 al 1991 è stato project manager della ESO New Technology
Telescope presso l’Osservatorio di La Silla in Cile, divenendo nel 1988,
98
responsabile del coordinamento e
controllo per la VLT (Very Large
Telescope). I suoi interessi scien‑
tifici riguardano gli ammassi di
galassie, la distribuzione su grande
scala e i nuclei attivi. Per sua stes‑
sa ammissione, Massimo Tarenghi
ha sempre sognato di essere un
astronomo e di costruire telescopi
sempre più grandi e sempre più ef‑
ficienti.
Il primo telescopio realizzato sot‑ Prof. Massimo Tarenghi
to la sua direzione, è l’NTT (New
Technology Telescope), uno specchio di 3.6 metri di diametro che ha vi‑
sto la luce nel 1989. All’NTT sono state in seguito apportate una serie di
modifiche che ne hanno ancora migliorato la qualità. L’NTT ha aperto
la strada ad un insieme di strumenti ancora più ambiziosi, il VLT (Very
Large Telescope), costituito da quattro telescopi ciascuno di 8 metri di
diametro globalmente e equivalente ad un singolo telescopio di 16 metri,
anch’esso situato sulle Ande cilene. Anche il VLT è stato realizzato sotto la
direzione di Massimo Tarenghi ed è completamente operativo dal 2001.
Una delle caratteristiche di Tarenghi, che lo distingue da molti altri
tecnologi, è il fatto che egli è, ancora e soprattutto, un astronomo osser‑
vativo. Non si limita quindi a sviluppare tecnologie di punta, ma utilizza
in prima persona i telescopi che lui
stesso ha contribuito a costruire.
Per la 7ª edizione del Premio vi
sono anche molte novità a corol‑
lario del riconoscimento all’astro‑
nomo Massimo Tarenghi. C’è una
mostra sulla Vespa a Pietrasanta e,
contemporaneamente, un’ampia
rassegna di esemplari storici di Vespa, in collaborazione con il Museo
Piaggio di Pontedera e il Vespa Club
di Viareggio. Un percorso espositi‑
vo dedicato all’invenzione del mo‑ Il “cuore di Barsanti” batte ancora a Pietrasanta
99
tore a scoppio e a Padre Eugenio
Barsanti, che proprio a Pietrasanta
nacque nel 1821. Il 24 settembre, in
piazza Duomo, si è tenuto un gran‑
de raduno nazionale, già inserito nel
calendario ufficiale 2006 delle ma‑
nifestazioni del Vespa Club d’Italia.
Infine, dal 16 settembre al 29 otto‑
bre 2006 nella Chiesa e Chiostro di
S.Agostino si è tenuta una mostra
su Vespa Arte Italiana.
Ing. Pier Francesco Guarguaglini
I l 5 giugno 2007, nel 154° anniver‑
sario dell’invenzione del motore, si è tenuta nel Teatro Comunale di Pie‑
trasanta, la premiazione fra i 57 temi scritti su: “Il cuore di Barsanti batte
ancora a Pietrasanta”. Il tema premiato è quello di Nabil Koundi, ragazzo
marocchino che frequenta la 3ª Media.
Il trofeo del 2007
I l 27 ottobre 2007 si assegna anco‑
ra, nel Teatro Comunale di Pietra‑
santa, l’8ª edizione. Il premiato è
l’Ing. Pier Francesco Guarguaglini,
Presidente e Amministratore Dele‑
gato di Finmeccanica, prima realtà
italiana operante a livello globale
nei settori aerospazio, difesa e si‑
curezza. L’Azienda è uno dei prin‑
cipali operatori al mondo nell’eli‑
cotteristica e nell’elettronica per la
difesa; leader europeo nei servizi
satellitari e spaziali con importanti
asset produttivi (in Europa e negli
USA) e competenze consolidate
nell’energia e nei trasporti.
Il successo di Finmeccanica è ba‑
sato sulla tecnologia e sull’inno‑
vazione, che costituiscono i fattori
100
chiave della sua competitività sui
mercati di tutto il mondo.
Il Premio, che viene consegnato,
è stato realizzato con un concorso
fatto dall’Istituto Statale d’Arte Stagio Stagi di Pietrasanta. La vincitri‑
ce di questo concorso è stata Virgi‑
nia Lari. Il suo è il nuovo e definiti‑
vo trofeo del Premio Internazionale
Barsanti e Matteucci.
Il 13 dicembre 2008, l’automobi‑ Flavio Briatore
lismo è ancora di scena a Pietrasan‑
ta. La 9ª edizione del Premio Internazionale Barsanti e Matteucci è asse‑
gnato a Renault F1 Team e, per esso, a Flavio Briatore suo team manager.
Briatore ha portato uno stile nuovo di gestione, dinamico e innovati‑
vo. Nel “paddock” è un protagonista da molti anni, da quando cominciò
come direttore esecutivo nella Benetton Formula nel 1989, trasforman‑
do questa scuderia in un team competitivo. Nel 1991 ingaggiò il giovane
Michael Schumacher dalla Jordan, pilota che nel 1994 diventò campione
del mondo con la Benetton. L’anno successivo segue il titolo mondiale
piloti e costruttori. Poi in molti lasciano la Benetton per la Ferrari e Bria‑
tore crea la Supertec Sport, fornitore di motori di Formula 1. Nel 2000 la
Renault rientra nelle corse, acquistando la Benetton Formula. E Flavio
Briatore è incaricato di dirigere la nuova scuderia.
Di successo in successo, nel 2008 affronta una nuova sfida: con un
gruppo di amici acquista la squadra di calcio inglese dei Queen’s Park
Rangers. E da quel momento divide il suo tempo fra l’impegno principale
in Formula 1 con ING Renault F 1 Team e un programma per sviluppare
le potenzialità della squadra di calcio.
La 10ª edizione vede Marina di Pietrasanta (Tonfano – Pontile) al
centro dell’attenzione il 14 giugno 2009. Il primo anniversario di questa
splendida struttura protesa nel Tirreno, è la ragione dello spostamento
del Premio verso la Marina.
Alle ore 16.00 c’è l’inizio della manifestazione, alle 17.30 la cerimonia
di premiazione ed alle 18.00 l’esibizione della Pattuglia Acrobatica Na‑
101
zionale Frecce Tricolori che, lungo
la costa, lasceranno una scia di fe‑
stosa partecipazione.
Il premiato è l’Ing. Massimo Luc‑
chesini, direttore generale di Ale‑
nia Aermacchi. Laureatosi in Inge‑
gneria aeronautica a Pisa nel 1971,
nel 1976 entra in Aermacchi come
responsabile del Dipartimento di‑
namica strutturale e flutter, operan‑
do attivamente allo sviluppo ed alla
certificazione del velivolo da adde‑
Ing. Massimo Lucchesini
stramento MB–339. Nel 1990 vie‑
ne nominato Direttore tecnico e della produzione prototipica, gestendo
la collaborazione con Lockheed per sviluppare l’MB–339 secondo i re‑
quisiti J–PATS. Sovrintende all’avanprogetto degli addestratori di nuova
generazione NTT ed AT2000 in collaborazione con Dassault e EADS.
Dal 1993 con Yakovlev/Sokol collabora allo sviluppo del programma ita‑
lo–russo YAK/AEM–130 per un addestratore avanzato per l’aeronautica
militare russa.
Fra l’altro, partecipa all’integrazione di Siai Marchetti e dei suoi pro‑
dotti (SF–260, S–211) in Aermacchi e alla diversificazione dell’Azien‑
da verso linee di produzione per velivoli civili come A380, B787, A320,
Embraer 145, Dassault F7X. Nel 1999, durante il 14° Convegno ISABE
(International Society for Air Breathing Engines), gli è stato attribuito
l’International Collaboration Accomplishment Award.
L’Ing. Lucchesini è Fellow della RAS (Royal Aeronautical Society),
SFTE (Society of Flight Test Engineers), AIAA (American Institute of
Aeronautical and Astronautics) e AIDAA (Associazione Italiana di Ae‑
ronautica e Astronautica).
È inoltre chairman Aermacchi nel Comitato Direttivo Congiunto del
Programma AM–X..
102
PREMIO INTERNAZIONALE ARTIGLIO
E FONDAZIONE ARTIGLIO EUROPA
Il 17 febbraio 1998 ad una riunione non conviviale, Gianmario
Mozzi parla dei palombari dell’Artiglio, cioè di Alberto Gianni, Aristide
Franceschi e Alberto Bargellini. Il Bollettino riporta testualmente: “gli
interventi dei soci testimoniano l’interesse per l’esauriente relazione”.
Due settimane dopo, ad un’altra non conviviale (10 marzo 1998),
il discorso è ripreso ed ampliato da Francesco Sodini affiancato dal fra‑
tello Sauro, figli di Fortunato, palombaro dell’Artiglio. Per l’occasione, il
salone dell’Hotel Astor, si è trasformato in un piccolo museo di cimeli e
documenti raccolti dalla famiglia Sodini.
In questo contesto Francesco Sodini, controllando la propria emo‑
zione, svolge un ordinato programma espositivo, sviluppato in una pre‑
messa – affidata ad un suggestivo breve documentario e nel nucleo della
storia – da lui narrata con l’ausilio e la suggestione di disegni e diapositi‑
ve. Ricorda momenti di grande impegno in acque pericolose, di inciden‑
ti, di straordinarie imprese subacquee, di coraggio, di tecniche ingegnose
ed innovative che permisero, sorprendendo l’incredulità e lo scetticismo
degli “addetti ai lavori”, il raggiungimento di un strepitoso risultato. La
grande impresa degli uomini dell’Artiglio I e II ebbe enorme risonanza
mondiale ed i palombari di Viareggio ebbero prestigiosi riconoscimenti
ed una eccezionale notorietà che, in tempi recenti, ha trovato un celebre
testimone in Jacques Cousteau.
Il redattore del nostro Bollettino dice: “ è impossibile nei limiti an‑
gusti di questo notiziario, rendere giustizia al racconto di stasera. L’av‑
ventura dell’Artiglio è una leggenda, tramandata da ampia letteratura.
Anzitutto dagli articoli e dai libri del giornalista David Scott del The Times, accreditato dai Lloyd’s come unico cronista di bordo, ma anche da
foto, documenti e da un piccolo ma prezioso museo voluto dai subacquei
di Quiberon in Bretagna”.
L’incontro con questi appassionati custodi della storia dei nostri
palombari e di una spedizione sul relitto dell’Artiglio 1° è ricordato da
Sauro Sodini, Presidente del Club Subacqueo Artiglio.Infine, una con‑
clusione–proposta.
Francesco Sodini conclude con la duplice proposta di istituzione di
103
un Premio Artiglio, da attribuirsi a personaggi meritevoli per attività e
studi legati al mondo subacqueo, e di un gemellaggio con il R.C. di Brest:
al Consiglio Direttivo la decisione.
“Le reazioni della sala sono entusiastiche ed i moltissimi interventi
sono univocamente favorevoli”.
L’idea del Premio comincia ad attecchire. L’anno successivo, il Go‑
vernatore Umberto Ardito durante la sua visita al Club, riprende l’idea
e invita a non lasciarla cadere. Piano, piano, il Premio acquista una sua
priorità.
Un gruppo di rotariani del Club, guidati da Francesco Sodini, dan‑
no vita al Comitato per l’istituzione del Premio Internazionale Artiglio.
Si interpella, com’è ragionevole e doveroso, l’Amministrazione comunale
viareggina. L’idea piace al Comune, ma in un primo momento pensano
di lasciar fare al Rotary; forse non è ben chiaro cosa si intende fare, forse
non ci sono soldi o forse aspettano di vedere cosa sono capaci di fare i
rotariani da soli.
Infatti, c’è da “inventare” tutto. Dal nome del premiato, alla stesura
del Regolamento del Premio, a tutta la parte logistica (dove e quando
effettuarlo), il premio da consegnare al vincitore, la stampa e tante altre
centinaia di piccole cose da risolvere, che creano soltanto problemi…
Viene data struttura operativa ai gruppi di lavoro, a cominciare dal
Comitato Organizzatore. Si lavora duro.
Il 5 dicembre 2000 si riparla al Club del Premio Internazionale Ar‑
tiglio. Ne riparlano, con commossa partecipazione, i fratelli Francesco e
Sauro Sodini e Alberto Bargellini. Il Premio ha il suo logo, che evidenzia:
scienza, ricerca, sport nel mondo sommerso. Dagli interventi traspare l’asso‑
luta volontà di organizzare a Viareggio un Premio nel ricordo dell’Artiglio che onori i grandi valori della tradizione marinara europea.
Alberto Bargellini, con la voce velata dall’emozione, ha parlato degli
uomini. Ma chi erano questi palombari che tutto il mondo dei recuperi
sottomarini ci invidiava e che li considerava senza mezze misure i mi‑
gliori del mondo? “Erano – secondo Bargellini – prima di tutto marinai
(imbarcati a 10 anni come mozzi su qualche barca) poi, con il militare,
divenivano palombari alla famosa scuola del Varignano spezzino”. Gente
con grande inventiva ma anche capaci di essere, all’occorrenza, calafa‑
ti, carpentieri, fabbri, e tutti gli altri mestieri della darsena viareggina. E
104
sulla darsena, Bargellini si è soffermato particolarmente, quasi con amo‑
re, ricordando questo piccolo mondo intriso di salsedine ma dal cuore
grande così; tanto sudore e tante rinunce nelle vecchie darsene. Ma an‑
che una parentela di sangue e di lavoro che trovava nella morte di uno il
lutto di tutti. Una catena di autentica solidarietà che usciva ed entrava da
un uscio all’altro delle povere case lambite dal mare. In questo mondo si
esprimeva il Viani con le vedove vestite di un nero violento e con le facce
stranite e rassegnate alla sorte maligna.
Nella primavera del 2001, con Carlo Ricomagno Governatore, sono
pronti a varare la prima edizione del Premio Internazionale Artiglio. La
scelta della Giuria (composta da Francesco Sodini, Presidente; Alberto
Bargellini, Florindo Cerri, Boris Giannaccini e Sauro Sodini), cade su Jac‑
ques–Yves Cousteau (alla memoria) per il tema: L’esplorazione degli abissi.
Il 10 marzo 2001 presso l’Hotel Astor, presentazione ufficiale del
Premio alla città. Poi il 24 dello stesso mese, sempre all’Hotel Astor, confe‑
renza stampa. Si apprende che intorno al Premio vero e proprio gravitano
una serie di manifestazioni collaterali di grande interesse. Infatti dal 25 al
28 aprile vi sarà una mostra con esposizione di documenti, reperti e at‑
trezzature relative alle attività di re‑
cupero negli spazi prospicienti il Teatro Eden e il Caffè Margherita. Nel
Forum, presieduto da Folco Qui‑
lici, molti e interessanti interventi.
Per primi hanno parlato due dei sub
francesi che molto hanno fatto per
il museo dell’Artiglio di Quiberon:
Gildas Gouarin e Claude Rabault:
Come Quiberon ricorda l’Artiglio.
Poi l’archeologa marina, Francisca
Pallares Salvador, su L’Artiglio e la
nave romana d’Albenga; il coman‑
dante Flavio Serafini su I musei della
marineria, ed infine Giulio Melega‑
ri su Evoluzione delle attrezzature da
recupero. È stato inoltre proiettato
un raro documentario sulle impre‑
se dell’Artiglio e dei suoi palombari. Il Premio.
105
Una tre giorni intensa culminata il 28 aprile 2001 con la consegna del
Premio (una riproduzione in bronzo della “torretta” del Gianni), da parte
del Presidente del Forum, Folco Quilici, a Claude Wesly, compagnon di
esplorazioni di Jacques–Yves Cousteau dal 1962. Wesly ha partecipato a
tutte le più straordinarie imprese dell’Equipe Cousteau vivendo insieme al
suo amico, Albert Falco, l’esperienza della “casa sottomarina” Précontinent
I, II e III. Dopo la scomparsa del Comandante Jacques–Yves Cousteau,
Claude Wesly rappresenta ufficialmente nel mondo l’Equipe Cousteau.
Dopo aver sedimentato tutta la grande commozione che ha inve‑
stito per tre giorni tantissimi viareggini, possiamo dire che raramente si
era vista tanta gente così sinceramente partecipe ad una manifestazione.
Il ricordo dei palombari dell’Artiglio e di quanto avevano fatto nei tempi
eroici delle grandi conquiste dei recuperi sottomarini a grande profondi‑
tà, ha commosso anche i più scettici. Già alla conferenza stampa all’Hotel
Astor erano presenti Iberico Gianni, figlio del “palombarissimo” Alberto;
Alberta Bargellini, figlia di Alberto (di cui non fu recuperato nemmeno il
corpo dopo la tragedia del 7 dicembre 1930) e Euro Franceschi, figlio di
Aristide. Il Teatro Eden, il 28 aprile, era pieno come un uovo: c’era tutta
Viareggio. La polizia, all’esterno, per ragioni di sicurezza, non poteva far
Claude Wesly ritira il premio per conto dell’Equipe Cousteau.
106
entrare più nessuno. All’interno – lo dice chi scrive queste note perché
c’era – moltissimi avevano gli occhi lucidi ed alcuni non riuscivano a trat‑
tenere le lacrime.
Per completare il quadro della prima edizione del Premio Interna‑
zionale Artiglio riportiamo sinteticamente la scheda del premiato.
Nel corso di mezzo secolo Jacques–Yves Cousteau ha dato un contributo
personale determinante alla progettazione e costruzione di mezzi di esplorazione subacquea originali e di altissimo livello tecnologico.
Grazie a queste sue geniali invenzioni, Jacques–Yves Cousteau e i gruppi
di ricerca sottomarina da lui creati hanno potuto condurre esperimenti eccezionali nei laghi, nei grandi fiumi e nei mari del nostro pianeta, acquisendo
nuove conoscenze e aprendo nuove frontiere per la vita e il lavoro dell’uomo
nelle profondità marine.
Oltre ad essere stato un grande innovatore, Jacques–Yves Cousteau è
stato anche l’assertore del principio per cui “Ogni uomo ha il diritto di ere‑
ditare un pianeta non contaminato, in cui possa sbocciare qualsiasi forma
di vita”.
In margine alla prima edizione del Premio, va ricordato che il Co‑
mitato organizzatore riuscì a far tornare a Viareggio, la famosa bandiera
dei Maestri d’Ascia e Calafati. E non fu una cosa facile!
Questo vessillo, un telo di lana rossa 101 x 217 cm, ha l’iscrizione e il
La Bandiera è tornata a casa!
107
disegno eseguiti con applicazione di tessuto diagonale felpato in lana nera.
Della bandiera si persero ufficialmente le tracce il 2 maggio 1921,
quando i fascisti devastarono il Circolo dei Calafati in via Coppino,
asportando – fra l’altro – anche questo cimelio. Successivamente si disse
che era stata stracciata ed i brandelli distribuiti tra tutti coloro che aveva‑
no preso parte alla spedizione punitiva.
La bandiera che tutti pensavano fosse persa per sempre, era invece
conservata nell’archivio centrale dello Stato, Museo del Risorgimento,
centro studi Piero Gobetti a Torino, con un biglietto della Federazione
fascista di Lucca. Alcuni membri del Comitato organizzatore del Premio
Artiglio, riuscirono a portarla a Viareggio, in una teca in acciaio e vetro,
solo e soltanto per il periodo del Premio: dopo doveva essere riconse‑
gnata al Museo torinese. In darsena fu fatta sventolare in occasione del‑
la manifestazione davanti alla Torretta del Gianni, in Piazza Palombari
dell’Artiglio. Fu un trionfo!
Oggi – che anche Viareggio ha un Museo della Marineria – la ban‑
diera è visitabile presso questa struttura situata nell’ex mercato ittico in
via Pescheria.
Premio Internazionale Artiglio 2ª edizione
1–4 Maggio 2003
Nella riunione del 22 aprile 2003, Francesco Sodini, Presidente del
Comitato organizzatore del Premio, ricorda che la 2ª edizione, sul tema
Scienza e tecnica dell’immersione, è in dirittura d’arrivo. La sede della
manifestazione non sarà più il Teatro Eden ma il Centro Congressi Principe
di Piemonte.
Il 1° maggio c’è l’inaugurazione e la mostra di reperti, attrezzature ed
attività inerenti il mondo subacqueo con stand espositivi della Marina Mi‑
litare, Carabinieri, Guardia Costiera, Guardia di Finanza, Polizia di Stato,
Vigili del Fuoco. E poi ancora, Antica Storia del Mare, Associazione Na‑
zionale Palombari e Sommozzatori, Circolo Teseo Tesei, Club Modellisti,
Club Panerai, Club Subacqueo Artiglio, Cooperativa Nazionale Sommoz‑
zatori, Ente Parco Arcipelago Toscano, Ente Parco Portofino, Global Elec‑
tric Italiana, HDSI, Hydrocat, Immersione Rapida, Mondo Sommerso,
Nautiek, Octopus, Palombari Viareggini, Proteco Sub, Università di Pisa.
Fa seguito il Convegno: Viareggio: un porto insabbiato, con impor‑
108
tanti interventi sulle cause di questo annoso problema. Alberto Bargellini:
Cenni storici sulla genesi del porto di Viareggio; Florindo Cerri: Introduzione
al Convegno; Giuseppe Tarzia: Problematiche operative; Gianluigi De Filip‑
pi: Problematiche oceanografiche connesse con l’interno e l’esterno del porto;
Enzo Pranzini: Il porto di Viareggio nel quadro costiero della Versilia.
C’è poi il Meeting dei sommozzatori dei Vigili del Fuoco della To‑
scana, che inizia con esercitazioni di salvataggio naufraghi in mare, per
poi concludersi con il 1° Memorial Gino Lo Basso, riconoscimento in
onore del grande dirigente sommozzatore dei Vigili del Fuoco per un in‑
tervento significativo: quest’anno è stato assegnato ai Nuclei di Grosseto
e Milano per il ritrovamento ed il recupero di un aeromobile a 372 m di
profondità nel Lago Maggiore – Loc.Ghiffa.
La seconda giornata del Premio inizia con la visita guidata degli
alunni delle scuole cittadine alla mostra del 2° Premio Internazionale Ar‑
tiglio, cui fa seguito la presentazione di pubblicazioni inedite attinenti al
mare. Si tratta di Gente di Mare di Egisto Passaglia; I palombari viareggini
di Boris Giannaccini; I palombari dell’Artiglio e la città sommersa di Gio‑
vanni Merlini e Ponte di comando di Flavio Serafini.
Sabato 3 maggio 2003 inizia l’VIII Convegno Nazionale Sulla Storia dell’Immersione, dell’Historical Diving Society Italia (HDSI), con
particolare riferimento alla Storia della Medicina Subacquea ed Iperbarica.
Infatti, il primo relatore, il Prof. Raffaele Pallotta d’Acquapendente, ha
parlato su La medicina che viene dal mare: dall’attività subacquea alla medicina iperbarica; il Dr. Fabio Taralli su La medicina subacquea ed iperbarica
nella M.M.Italiana, cui ha fatto seguito il Prof. Alessandro Marroni, sulla
Storia ed evoluzione delle teorie decompressive; il Prof. Viotti ha parlato su
La medicina subacquea ed iperbarica a Genova. Infine il Dr. Longobardi ha
presentato L’attuale stato dell’arte della medicina iperbarica.
La mattinata si è conclusa con la proiezione del filmato Notti profonde di Imago Vide Sub di Shelo Pisciottu, che si è aggiudicato il Primo
Premio Assoluto del concorso video–cinematografico HDSI “Un film
per un museo” 2002–2003.
Durante l’intervallo seguito all’intensa mattinata, il palombaro
HDSI Gianluca Minguzzi, assistito da Gian Paolo Vistoli, responsabile
degli “stages” per palombaro sportivo di HDSI, ha effettuato un’immer‑
sione dimostrativa per il pubblico nella piscina del Centro Congressi
Principe di Piemonte.
109
Nel pomeriggio si è aperto il Forum, presieduto da Folco Quilici,
con la premiazione da parte dell’HDSI del documentario Artiglio Evviva,
nell’ambito del concorso un “Un film per un museo”. Poi sono iniziati gli
interventi: La scuola dei palombari del Varignano, del Cap. Marco Paolo
Montella; Vita a bordo del 1° Artiglio, dei palombari francesi Elie Coantic,
Gildas Gouarin e Claude Rabault; Dal Promethée al Kursk, del Ten. Paolo
Spina; Il subacqueo moderno, di Giulio E.Melegari Mazzoni.
Poi c’è stata la consegna delle Medaglie d’Oro al Valor di Mari‑
na “alla memoria” dei palombari Alberto Gianni, Aristide Franceschi e
Alberto Bargellini. Questo riconoscimento arriva a conclusione di una
richiesta avanzata fin dalla 1ª edizione del Premio Internazionale Arti‑
glio, fortemente auspicata e sostenuta anche dall’Associazione Medaglie
d’Oro di Lunga Navigazione, da autorità politico–amministrative locali e
dal Comandante C.V. Giuseppe Tarzia.
Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi su proposta
del Ministro della Difesa On.le Antonio Martino, ha conferito il ricono‑
scimento con la seguente motivazione:
Palombari che hanno svolto una intensa attività meritoria arricchendo di indimenticabili pagine la Storia della
Marineria Italiana. Di particolare lustro l’impresa in cui si
erano cimentate invano molte marinerie del mondo e conclusasi nell’agosto del 1930 con il ritrovamento del transatlantico inglese Egypt affondato nel 1922 di fronte alle coste
francesi con un carico di 48 tonnellate di oro e argento. In
quell’occasione, oltre al recupero del carico prezioso, si stabilì,
con il raggiungimento di 134 metri, il record mondiale di profondità. Il 7 dicembre 1930, nel corso delle operazioni di recupero del relitto del piroscafo americano Florence che, carico
di munizioni, ostruiva la navigazione lungo le coste dell’isola
di Houat, rimasero uccisi a seguito dell’esplosione del relitto.
Fulgidi esempi di audacia, perizia marinaresca e di
attaccamento al dovere spinto fino all’estremo sacrificio.
Acque dell’Oceano Atlantico, 7 dicembre 1930.
Il Presidente del Senato, Prof. Marcello Pera, consegna le onorifi‑
cenze al figlio di Alberto Gianni: Iberico, al figlio di Aristide Franceschi:
Euro ed alla figlia di Alberto Bargellini: Alberta.
110
Per l’occasione il Presidente della Repubblica ha inviato il seguente
telegramma al Presidente del Premio, Francesco Sodini:
In occasione della seconda edizione del Premio Internazionale Artiglio mi è gradito far pervenire la mia ideale
partecipazione alla Manifestazione, nel corso della quale
saranno consegnate le Medaglie d’Oro al Merito di Marina
alla Memoria, ai tre coraggiosi palombari viareggini Gianni, Franceschi e Bargellini, uomini che hanno dato prestigio
e lustro alla nostra marineria.
I valori espressi, quali la professionalità, l’abnegazione, il coraggio e lo spirito di sacrificio testimoniano le tradizioni, la cultura e l’attaccamento al dovere e alla propria
bandiera di quei marinai.
Valori e sentimenti che animavano e animano ancora
oggi la nostra gente di mare, e che devono servire da guida
e stimolo, per i più giovani che si avvicinano alla realtà del
mare e della sua vita.
Un particolare pensiero rivolgo ai familiari dei caduti, a cui desidero far pervenire la mia sentita vicinanza e
solidarietà.
Nell’esprimere vivo apprezzamento per l’importante
iniziativa formulo a lei, agli organizzatori e a tutti i partecipanti i più fervidi voti augurali per il pieno successo della
Manifestazione, unitamente, al mio affettuoso saluto.
Carlo Azeglio Ciampi
Prima della consegna del Premio Internazionale Artiglio, vi è la
consegna di un altro riconoscimento. Si tratta del conferimento delle
Chiavi della Città di Viareggio (leggi Cittadinanza Onoraria) da parte
del Sindaco Marco Marcucci ai cittadini francesi: Gildas Gouarin, Elie
Coantic e Claude Rabault.
Il Consiglio Comunale di Viareggio ha deciso di conferire questo
riconoscimento, con la seguente motivazione:
Il 7 dicembre 1930 la nave recuperi Artiglio della
SO.RI.MA di Genova saltava in aria nella Baia di Qui111
beron, in seguito all’esplosione del piroscafo Florence il
cui relitto, sul quale gli uomini dell’Artiglio stavano lavorando per demolirlo, impediva la navigazione.
Nell’esplosione morivano i tre Palombari dell’Ar‑
tiglio Alberto Gianni, Aristide Franceschi e Alberto
Bargellini e il Marinaio Romualdo Cortopassi, tutti di
Viareggio ed altre 8 persone.
Dal 1983 ad oggi i tre Sommozzatori francesi Gildas Gouarin, Elie Coantic, Claude Rabault hanno effettuato numerose immersioni sul relitto dell’Artiglio ricoperto di sabbia e fango, compiendo un lavoro estenuante
e rischioso che ha permesso di recuperare dalla fanghiglia una moltitudine di oggetti che oggi costituiscono una
testimonianza preziosa della Storia dell’Artiglio e dei
suoi uomini.
Gildas Gouarin, Elie Coantic, Claude Rabault dopo
aver recuperato questi oggetti attraverso una esplorazione
meticolosa e sistematica del relitto, ne hanno curato con
grande passione e competenza le schede storiche e l’esposizione presso il Museo della Marineria di Quiberon.
La sensibilità e l’impegno civile che Essi hanno
profuso nell’approfondire le loro conoscenze sulla Storia
dell’Artiglio e dei suoi uomini e nel divulgare tali conoscenze presso il grande pubblico attraverso la produzione di articoli, libri e film di grande successo, meritano
grande rispetto.
L’opera che questi uomini hanno svolto e ciò che
Essi hanno realizzato presso il Museo della Marineria
di Quiberon, per tramandare alle future generazioni la
memoria dell’Artiglio, li lega profondamente e indissolubilmente ai valori più alti che Viareggio ha espresso
come Città Marinara.
La giuria del Premio Internazionale Artiglio costituita da:
Francesco Sodini – Presidente
Amedeo Angeli
112
Alberto Bargellini
Boris Giannaccini
Sauro Sodini
Conferisce il Premio Internazionale Artiglio a Comsubin – Scuola
Subacquei della Marina Militare e delle altre Forze Armate, con la se‑
guente motivazione:
Dalla sua istituzione, avvenuta a Genova il 24 luglio
1849, ad oggi, la Scuola Subacquei della Marina Militare Italiana ha dato un contributo continuo e determinante
alla formazione di Palombari e Sommozzatori civili italiani, giudicati fra i migliori del mondo.
Gli uomini usciti da questa Istituzione hanno prestato e continuano a prestare la loro opera in Italia ed in ogni
parte del mondo, in molteplici attività subacquee, riscuotendo ovunque incondizionata ammirazione per la loro
eccezionale professionalità.
Per i Palombari dell’Artiglio, nati dalla gloriosa
marineria viareggina, le tradizioni di questa Scuola, alla
quale essi si sono formati, hanno costituito un prezioso patrimonio spirituale e professionale.
Le loro leggendarie imprese, che per le nuove generazioni costituiscono un fulgido esempio di coraggio, perizia marinaresca e attaccamento al dovere, rappresentano
una testimonianza significativa dei grandi valori di questa
Scuola.
Domenica 4 maggio intitolazione della Rotonda a Mare di Torre
del Lago alle Medaglie d’Oro al V.M. Teseo Tesei e Alcide Predetti, pre‑
senti la Signora Gabriella Sposato, vedova di Alcide Predetti (e madrina
della cerimonia), la Medaglia d’Oro al V.M. Emilio Bianchi ed altre Au‑
torità: poi la conferenza di Carlo Elio De Fons del Circolo Sommozzatori
Teseo Tesei di Viareggio: dove il Serchio sfocia al mar….quando i subacquei
cavalcarono i maiali.
In chiusura di manifestazione, il Comitato organizzatore del Premio
Internazionale Artiglio, esprime un particolare riconoscimento a quelle
113
Il Governatore Roberto Giorgetti consegna il premio al Contrammiraglio Roberto Paperini Comandante di
COMSUBIN
persone che, al di là delle cariche istituzionali che esse rappresentano,
hanno dimostrato fin dalla 1ª edizione del Premio non solo collaborazio‑
ne, ma soprattutto sensibilità e stima.
I riconoscimenti, rappresentati da una fusione in bronzo del logo
del Premio, vengono consegnati a:
Andrea Tagliasacchi, Presidente della Provincia di Lucca
Marco Marcucci, Sindaco di Viareggio
Giancarlo Giurlani, Presidente della Fondazione Cassa di Rispar‑
mio di Lucca
Per tutti i giorni della manifestazione si sono avute esercitazioni su‑
bacquee e rassegna cinematografica.
Della 1ª e della 2ª edizione del Premio e delle manifestazioni correlate,
Alberto Bargellini ha curato con rigorosa attenzione gli Atti, usciti rispet‑
tivamente nel 2002 e nel 2004 per i tipi dell’Editore Pezzini di Viareggio.
Fondazione Artiglio Europa
Il 4 dicembre 2004 nasce la Fondazione Artiglio Europa con atto
costitutivo presso il notaio Umberto Guidugli di Pietrasanta. Unico
114
membro fondatore il Rotary Club Viareggio Versilia. Il Rotary Club
Viareggio Versilia, attraverso un Comitato formato da soci, ha istitui‑
to ed organizzato le prime due edizioni del Premio. Ma la grande riso‑
nanza acquisita dalla manifestazione a livello internazionale, ha fatto
considerare seriamente che per il futuro fosse necessaria una Fonda‑
zione esclusiva che – pur riconoscendo al Rotary Club Viareggio Ver‑
silia la paternità dell’iniziativa – liberasse il Club da questo crescente
e gravoso impegno.
Il Consiglio di Amministrazione è il seguente:
Francesco Sodini, Presidente; Alberto Bargellini, Vice Presidente;
Boris Giannaccini, Segretario; Guido Jellersitz, Tesoriere; Tommaso
Fanfani, Fabrizio Saettone e Sauro Sodini, Membri.
Per il Collegio dei Revisori dei Conti:
Giovanni Andres, Presidente; Mario Margara ed Enrico Motroni,
Membri.
La Fondazione, nello spirito del Premio, intende onorare i va‑
lori della grande tradizione
marinara europea. Infatti, in
ricordo delle imprese leggen‑
darie dell’Artiglio e delle gesta
gloriose dei suoi palombari, la
Fondazione attuerà iniziative
di ispirazione rotariana e, guar‑
dando al contesto europeo, si
propone di:
1) Valorizzare e promuovere
studi, ricerche, attività riguar‑
danti i seguenti settori del mon‑
do subacqueo: oceanografia, ar‑
cheologia marina, relitti, medici‑
na iperbarica, biologia ed ecolo‑
gia marina, ambiente subacqueo
e sue risorse, recuperi, sport,
attrezzature, pubblicazioni, gior‑
nalismo e cinematografia.
Labaro Fondazione
115
2) Rispettare e salvaguardare l’ambiente marino per la sopravvi‑
venza stessa dell’uomo sul nostro pianeta.
3) Contribuire alla realizzazione del Museo del Mare di Viareggio
e alla divulgazione delle conoscenze relative agli aspetti più significa‑
tivi della Città, legati al mare.
4) Riconoscere e premiare i meriti di persone, associazioni, enti,
che abbiano ottenuto risultati importanti, tangibili e originali in atti‑
vità di carattere subacqueo a livello nazionale ed internazionale.
I suoi membri sono così suddivisi: Fondatori, Sostenitori Onorari,
Sostenitori e Amici.
L’unico membro fondatore è il Rotary Club Viareggio Versilia.
Potranno divenire membri Sostenitori Onorari, enti o istituzioni
di comprovata attinenza al settore dell’ambiente marino, ai quali la
Fondazione riconosca tale qualifica e l’accettino.
Saranno invece membri Sostenitori, enti, istituzioni, associazioni,
organismi rotariani, aziende e privati che, riconoscendo gli scopi del‑
la Fondazione, sottoscrivano una donazione, un contributo od altro.
I membri Amici della Fondazione potranno essere enti, istituzioni,
associazioni, organismi rotariani, aziende e privati che, riconoscendo
gli scopi, versino un contributo in beni o servizi mirato alla realizza‑
zione di particolari iniziative.
La Fondazione è stata presentata ufficialmente presso l’Ammini‑
strazione comunale di Viareggio l’11 dicembre 2004.
La Fondazione Artiglio Europa, è Fondazione Onlus (Organizza‑
zione non lucrativa di utilità sociale) iscritta all’Anagrafe Unica delle
Onlus presso l’Agenzia delle Entrate Direzione Regionale della To‑
scana al n.4 del 18.8.2005.
Premio Internazionale Artiglio 3ª edizione
2–5 Giugno 2005
La terza edizione del Premio Internazionale Artiglio, organizzata
dalla Fondazione Artiglio Europa, si è tenuta al Centro Congressi Prin‑
cipe di Piemonte da 2 al 5 giugno 2005. Il tema era I tesori sommersi:
archeologia e relitti ed è stato assegnato all’unanimità dalla Giuria, com‑
posta da Francesco Sodini, Presidente; Alberto Bargellini, Boris Gian‑
116
Robert Sténuit (al centro), riceve il premio dal Prefetto di Lucca, Francesco Paolo Tronca, e dal Presidente
della Fondazione Artiglio, Francesco Sodini
naccini, Marco Fabrizio Saettone e Sauro Sodini, al belga Robert Sténuit, con la seguente motivazione:
In oltre mezzo secolo di esplorazioni subacquee, Robert Sténuit ha localizzato centinaia di relitti navali in ogni parte del mondo.
Sommozzatore fra i meno conosciuti dal grande pubblico, è invece considerato negli ambienti dell’archeologia subacquea come il più importante esponente a livello mondiale.
Storico delle apparecchiature di immersione ha ricostruito, fra l’altro,
un apparecchio integrato per la respirazione subacquea, il famoso S.C.U.B.A.;
ha diretto numerose immersioni profonde simulate, allo scopo di sviluppare
tavole di decompressione ossigeno–elio per profondità estreme. Ha eseguito,
da solo, la prima immersione in saturazione mai tentata in mare a 60 metri di
profondità e 25 ore di durata passate dentro e fuori il cilindro di collegamento.
Ha eseguito l’immersione più profonda (132 metri) e più lunga (48 ore) mai
tentata in mare in un rifugio subacqueo gonfiabile ancorato sul fondo.
Nel 1970 ha fondato il Groupe de Recherche Archéologiques Sous–Marine Post–Médiévale (GRASP) di cui è tuttora direttore. Questo Gruppo si dedica allo studio di relitti di navi naufragate dal 16° al 19° secolo, con lo scopo
di apportare un contributo fattivo alla documentazione storica dell’espansio117
ne europea oltremare, e delle sue operazioni militari e commerciali. L’attività
svolta in 35 anni, ha dato risultati di grande prestigio al mondo dell’archeologia subacquea. Moltissime le sue pubblicazioni scientifiche e divulgative,
nonché libri tecnici sul recupero di carichi e sulle imersioni in generale.
Conosce inoltre molto dettagliatamente la storia dell’Artiglio, di cui ha provato e utilizzato alcune apparecchiature di recupero ideate dai palombari viareggini.
Possiamo anticipare che in questa 3ª edizione si alterneranno esper‑
ti relatori, nonché si avranno proiezioni di diaporama (diapositive in dis‑
solvenza) e filmati di attività subacquee, che andranno avanti per serate
intere (ore 18–24); questa proiezione di diaporama e film sarà riservata,
nella mattinata di venerdì 3, agli allievi delle scuole elementari e medie.
Ci sarà poi una vera e propria “chicca”: la presenza di Christian Pétron,
che proietterà il film da lui realizzato sul mitico relitto del Titanic ad ol‑
tre 4 mila di profondità. Forse pochi sanno che Pétron fu chiamato nel
1988 da Luc Besson per la direzione fotografica delle riprese subacquee
del film Le grand bleu e due anni dopo per il film Atlantis, organizzate da
Discovery Channel: per questo canale televisivo ha realizzato 4 film di 52
minuti ciascuno. Sempre sul Titanic, ha girato ancora 2 ore di riprese per
la rete televisiva americana NBC, che la ha trasmesse in diretta.
Il programma delle tre giornate è iniziato con l’inaugurazione della
manifestazione e della mostra dei reperti, attrezzature e attività inerenti
il mondo subacqueo, con la partecipazione della Antica Storia del Mare
(di Genova), Club Panerai, Fipsas–Lucca, Marina Militare, Masucci Sub,
Relitti.it, Shark Academy, Sovrintendenza del Mare di Palermo, Vigili del
Fuoco, A.Bartali, G.Battistone e presentazione in anteprima dell’elica e
del timone recuperati sull’Artiglio nella Baia di Quiberon in Bretagna.
I due importanti reperti dell’Artiglio, sono stati recuperati grazie al
contributo del Cantiere Maiora AB Yachts & CB Navi di Viareggio. Il re‑
cupero è stato effettuato dalla Ditta M.E.R. di Quiberon, utilizzando un
grosso pontone: la grande elica (3 metri di diametro) e pesante 2.5 tonn;
la pala del timone (in ferro) di 4x1.5 metri di larghezza. I reperti sono
stati portati a Viareggio e, dopo un’attenta ripulitura presso il Cantiene
Maiora, sono stati poi definitivamente sistemati all’esterno del Museo
della Marineria in Darsena.
118
Tutta l’operazione di recupero è stata filmata da una troupe guidata
dai coniugi Pierluigi e Fulvia Bortoletto di Savona, esperti fotografi su‑
bacquei. Pellicola e diaporama sono poi state proiettate nella manifesta‑
zione viareggina.
In mattinata presentazione del film di Christian Pétron, Titanic:
anatomie d’un naufrage. La proiezione ci ha offerto uno spaccato, vero,
degli alti fondali e delle meraviglie che vi si incontrano. Non a caso la
biologia dei relitti, è ormai centro di crescente interesse per i ricercatori
subacquei, ma anche luoghi ideali per il ripopolamento dei fondali. Per
gli specialisti, i relitti possono avere una grande importanza per studiare
come avviene la colonizzazione di un substrato e come i popolamenti si
susseguano e cambino nel tempo. Nel mare, infatti, un relitto ritrova ben
presto una ragione di esistere. In brevissimo tempo viene colonizzato dai
più svariati tipi di animali: colonie di spugne ricoprono le fiancate, colo‑
randole di giallo e di rosso. Rapidamente quella che era una nave diventa
– come ha scritto qualcuno – un enorme condominio; sui ponti, trasfor‑
mati in “gallerie”, volteggiano branchi di pesciolini traslucidi, mentre i pa‑
rapetti sono “fioriti” di alcionarie come balconi di un palazzo e non è raro
incontrarvi qualche squalo o gruppi di carangidi a caccia.
Questo discorso è valido per relitti su fondali di qualche centinaio
di metri, perché se si scende – come per il Titanic – a migliaia di metri,
le cose cambiano in maniera netta. Intanto la colonizzazione da parte di
spugne, pesci ed altri organismi viventi, è molto rallentata se non addi‑
rittura assente. Nel film di Pétron si può vedere che ad oltre 4 mila metri
di profondità, la colonizzazione (se così si può dire) è di altra natura: una
massa smisurata di batteri “divora” letteralmente lo scafo metallico: In fu‑
turo, non troveremo più niente? Secondo gli studiosi è molto probabile.
Il famoso transatlantico, vanto della marina inglese, considerato
inaffondabile dai costruttori, ha riservato una piccola (non tanto) curio‑
sità. Gli studiosi che hanno collaborato con Pétron, hanno prelevato un
pezzo di lamiera dalla fiancata del Titanic e l’hanno analizzata. Senza om‑
bra di dubbio è risultato che le lastre d’acciaio della nave erano in realtà
piuttosto “taroccate” nella qualità.
Dopo Pétron, un altro film ci riporta su un altro relitto. È L’Oro
dell’Elba: tesori sommersi sul relitto del Polluce. Ne sono autori Gianluca
Mirto ed Enrico Cappelletti. Il primo è uno dei più abili ricercatori di in‑
119
formazioni storiche sui naufragi e relitti. Nel 1999 ha dato vita al sito in‑
ternet www.relitti.it, dove ha immagazzinato tutti i relitti di navi dal 1800
in poi presenti lungo le coste italiane entro i 100 metri di profondità.
Cappelletti, è invece un “cronista del mare”: giornalista di Mondo
Sommerso, Sesto Continente e Blu. Ha lavorato anche per Aqua e Controcorrente.
I due autori insieme hanno pubblicato nel 2004 il volume L’Oro
dell’Elba, sulla incredibile vicenda del naufragio del Polluce all’Isola d’El‑
ba nel 1841.
C’è poi, in chiusura della prima giornata, la relazione con audiovi‑
sivi di Enrico Ciabatti, archeologo subacqueo dell’Università di Firenze,
che tratta di Relitti antichi: frammenti di storia perduta.
Nella mattinata della seconda giornata si è avuta, come detto, la vi‑
sita degli allievi delle scuole. Nel pomeriggio relazione con audiovisivi
di Robert Sarmast su La scoperta di Atlantide: sorprendente evidenza per
l’isola di Cipro.
Sarmast è un quarantenne che ha abbandonato una promettente
carriera di architetto, per seguire una sua passione per la storia antica, la
mitologia e la ricerca di civiltà perdute. Sarmast ha ristretto il campo di
interesse ad uno dei maggiori enigmi storici: il perenne mistero di Atlan‑
tide. Nessuno aveva mai dimostrato se il resoconto del filosofo Platone
(riportato nei dialoghi Timeo e Crizia, nel 360 a.C. circa) era allegoria o
realtà storica.
Nel suo libro Discovery of Atlantis: the startling case for the island of
Cyprus (Origin Press 2003), l’archeologo subacqueo di Los Angeles, rac‑
conta come ha scoperto prove evidenti circa l’attuale posizione della città
perduta di Atlantide. Le sue ricerche, seguendo con precisione gli indizi
citati da Platone, lo hanno portato su una piccola porzione di fondale nel
Mediterraneo orientale, situata fra l’isola di Cipro e la Siria.
Il filmato di Robert Sarmast, ha conquistato anche i più scettici per
le innumerevoli coincidenze riscontrate nella proposta presentata. Sar‑
mast crede tanto nel suo lavoro che ha fondato la First Source Enterprises,
una società statunitense, di cui è Presidente, che controlla tutti i diritti di
proprietà del progetto Atlantide, ed è finanziata da imprenditori privati.
In serata, presentato da Enrico Cappelletti, un documentario datato
1965 del più autorevole cineoperatore subacqueo italiano, Victor De Santis. Il
filmato, molto avvincente: Un miliardario sotto il mare: il tesoro del Van Linden.
120
Sabato 4 giugno inizia il Forum che ha come chairman Federico
De Strobel. C’è una relazione con audiovisivi di Sebastiano Tusa, arche‑
ologo subacqueo, Soprintendente della Soprintendenza del Mare della
Regione Sicilia –Palermo (unica Soprintendenza del Mare in Europa);
ha partecipato e diretto o dirige missioni e ricerche archeologiche in Ita‑
lia, Iraq, Iran e Pakistan. Il Prof. Tusa ha parlato su Il Satiro danzante di
Mazara del Vallo e la ricerca archeologica subacquea nel Canale di Sicilia.
È seguita la relazione di Claudio Moccheggiani Carpáno, archeologo
subacqueo del Ministero per i Beni e le attività Culturali – Roma, sul Progetto ARCHEOMAR: recenti ricerche e scoperte di beni archeologici sommersi.
È poi la volta di Robert Sténuit con una relazione su L’archeologia
sottomarina post–medioevale: una scienza che risponde alle domande che
nessuno aveva ancora immaginato di dover porre.
Cerimonia per il conferimento delle Stelle al Merito del Lavoro
(alla memoria). Queste “Stelle” sono il dovuto riconoscimento ai nove
membri dell’equipaggio del 1° Artiglio, periti nella tragica esplosione al
largo di Quiberon in Bretagna. Ecco l’elenco:
Com.te: Giacomo Bertolotto di Camogli
Telegrafista:Luigi De Melgazzi di Camogli
Marinai:Romualdo Cortopassi di Viareggio e Costante Ulivieri
di Cavo Elba
Macchinista:Antonio Deiana di Genova
Fochisti:Felice Bresciani di Civitavecchia e Enrico Teodoldi di La
Spezia
Cuoco: Maurizio Moretti di Imperia
Mozzo: Amerigo Morelli di Framura
L’onorificenza è appuntata dal Sottosegretario Roberto Rosso, in
rappresentanza del Ministro del Lavoro Roberto Maroni, sui gonfaloni
delle Regioni di appartenenza (Liguria, Toscana, Lazio).
La Fondazione Artiglio Europa, ha deciso di istituire un particola‑
re riconoscimento una vita per la subacquea che, per la prima volta, in
questa 3ª edizione del Premio viene assegnato a due grandi personaggi
che onorano l’Italia: Raimondo Bucher e Luigi Ferraro.
Ecco le motivazioni per il Com.te Raimondo Bucher:
121
A partire dagli anni ’30, per un periodo di circa sessant’anni, Raimondo
Bucher ha dato un contributo personale essenziale allo sviluppo della subacquea nei seguenti campi:
–scoperta di siti archeologici sommersi;
–progettazione secondo i moderni principi della bionica, di attrezza‑
ture d’immersione, come le famose “pinne Bucher”;
–studi e ricerche riguardanti la progettazione e la realizzazione di at‑
trezzature e strumenti per l’esplorazione subacquea;
–innovazione e sviluppo della fotocinematografia subacquea.
Attraverso queste sue numerose e straordinarie attività. Raimondo
Bucher si distingue non soltanto per aver contribuito in modo determinante
all’evoluzione della subacquea, ma ha anche dimostrato grandi doti umane,
aprendo nuove frontiere per la vita dell’uomo nelle profondità marine.
Ecco le motivazioni per Luigi Ferraro M.O.V.M.:
Fin dagli anni ’30, Luigi Ferraro rivela doti di pioniere nell’attività subacquea, ideando e costruendo personalmente attrezzature originali per lo
svolgimento di attività sportive. Nel corso della sua vita, il contributo eccezionale che egli ha dato allo sviluppo della subacquea ha riguardato i seguenti
campi:
–progettazione di attrezzature tecniche e sportive subacquee di fama
mondiale;
–istituzione della prima scuola per sommozzatori civili per Enti dello
Stato: Vigili del Fuoco, Carabinieri, Guardia di Finanza, Genio Mili‑
tare;
–istituzione della prima scuola
sportiva subacquea italiana, in
collaborazione con il Touring
Club Italiano e della prima
Società Sportiva Subacquea
Italiana;
–impiego di tecniche e mezzi
innovativi per la pesca delle
spugne;
–progettazione dei primi Mezzi
d’Assalto della Marina Milita‑
re Italiana.
Il Riconoscimento a R. Bucher e L. Ferraro.
122
Durante l’ultima Guerra Mondiale, Luigi Ferraro, in qualità di Vice–Comandante del Gruppo “Gamma” dei Mezzi d’Assalto Subacquei della Marina
Militare Italiana ha compiuto azioni diventate leggenda guadagnandosi una
Medaglia d’Oro al Valor Militare. Le straordinarie attività svolte da Luigi Ferraro, per tutta la sua vita, nel campo della subacquea, ne fanno un esempio eccezionale di uomo, di pioniere e di educatore, da additare alle nuove generazioni.
Poi, come promesso, Pierluigi e Fulvia Bortoletto, hanno proiettato
– in anteprima per l’Italia – il film 75 anni dopo: ritorno a casa, sul recu‑
pero dell’elica e del timone del 1° Artiglio.
Domenica 5 giugno c’è stata la cerimonia alla Torretta in Piazza Pa‑
lombari dell’Artiglio; poi si intitola Golfo Aranci, la piazzetta Lungo Ca‑
nale Palombari dell’Artiglio, in memoria dei marinai viareggini periti nel
naufragio dei bastimenti Fenice, Ida e Efigenia, a cura dell’Associazione
Medaglie d’Oro di Lunga Navigazione.
La mattinata termina con il mare e la memoria, prime esposizio‑
ni al Museo della Marineria. Nel pomeriggio relazione di J.De Groot e
G.Bartoli su Evoluzione degli scafandri articolati da Neufeldt & Kuhnke a
Galeazzi. Cui è seguito il film, in anteprima per l’Italia, di Tony West Italiens, peur de rien (l’avventura dell’Artiglio).
In chiusura, dopo avere proiettato diaporama e filmati per tutta la
durata della manifestazione, i coniugi Bortoletto hanno presentato il dia‑
porama Artiglio…e il mondo applaudì.
Durante le quattro giornate, si sono susseguite esercitazioni subac‑
quee in vasca, a cura dell’Antica Storia del Mare di Genova, nonché la
visione del famoso squalo di Carlo Rambaldi a cura della Shark Academy.
Premio Internazionale Artiglio 4ª edizione
9 Giugno 2007
La quarta edizione del Premio Internazionale Artiglio, si è tenuta
al Centro Congressi Principe di Piemonte il 9 giugno 2007. Il tema: Innovazione e ricerca per il salvataggio e il recupero nelle profondità
marine. La Giuria, composta da Francesco Sodini – Presidente, Marco
Fabrizio Saettone, Boris Giannaccini, Guido Jellersitz, Alberto Bargel‑
lini, Tommaso Fanfani e Sauro Sodini, ha assegnato il Premio, all’una‑
nimità, alla Società Smit International di Rotterdam, con la seguente
123
Mr. Hans Van Rooij Presidente della SMIT International di Rotterdam riceve il Premio Artiglio 2007 da
Francesco Sodini e da Paolo Margara Governatore del Distreto 2070 del Rotary International
motivazione:
Il Premio è assegnato alla Smit International nel ricordo della So.Ri.
Ma. di Genova, Società armatrice delle navi Artiglio 1° e 2°, le quali, con a
bordo i palombari di Viareggio, ottennero negli anni ’20 e ’30 l’ammirazione
del mondo per le loro operazioni di recupero nell’Atlantico e nel Mediterraneo.
Ma la Smit International, nata nel 1842 ad opera di Fop Smit con un
unico rimorchiatore a vapore, è divenuta dopo 165 anni leader mondiale
nel campo dei recuperi navali e dei servizi marittimi. La Smit Internatio‑
nal opera oggi con 30 basi nel mondo e 400 navi di vario tipo, offrendo
una varietà di servizi quali risposte ad emergenze marittime, rimozione e
recupero di relitti, protezione ambientale, recupero sottomarino di olio
o cargo, servizi marittimi antincendio, servizi di esplorazione e sorve‑
glianza subacquea, consulenze di vario genere. La Smit International, tra
le numerosissime importanti operazioni eseguite, ha ottenuto l’interesse
e l’ammirazione del grande pubblico per lo straordinario recupero del
sommergibile nucleare russo Kursk, affondato in seguito ad esplosione
nel mare di Barents, che presentava gravi pericoli per possibili esplosio‑
ni e contaminazione radioattiva dell’ambiente marino. Il sollevamento
124
del relitto pesante 3000 tonn ed il suo trasporto nel porto di Murmansk
costituirono un record mondiale per le enormi difficoltà dell’impresa,
superate con mezzi tecnici imponenti, avanzatissimi ed originali.
In occasione della premiazione, è stato letto un telegramma del Pre‑
sidente della Repubblica, che qui riportiamo:
Al Dr. Francesco Sodini
Presidente della Fondazione Artiglio Europa
Il prestigioso Premio Internazionale Artiglio è conferito quest’anno alla società olandese SMIT per la capacità
e la professionalità di cui ha dato prova nella progettazione
e realizzazione della complessa operazione di recupero del
sommergibile KURSK tragicamente inabissatosi nel mare
di Barents il 12 agosto di sette anni fa.
L’impegnativa impresa ingegneristica e marinara
oggi ricordata ha contribuito ad evitare il verificarsi di un
temuto disastro ambientale di vasta portata oltre a permettere di approfondire le indagini sul drammatico incidente.
Il Presidente della Repubblica esprime apprezzamento alla Fondazione Artiglio Europa per la valorizzazione della grande tradizione marinara europea e per la
promozione delle attività di tutela delle profondità marine
e rivolge un cordiale saluto ai premiati e a tutti i presenti al
quale unisco il mio personale.
Donato Marra
Segretario Generale della Presidenza della Repubblica
Palazzo del Quirinale
6 giugno 2007
Per la 4ª edizione del Premio, sono stati assegnati Riconoscimenti a:
Jean Albert Le Garrec, per aver narrato con accenti toccanti, nei
primi capitoli della sua recente autobiografia Una vie à gauche, la sua vi‑
cenda umana legata alla storia dell’Artiglio e ad Alberto Gianni, perito
nella tragedia che causò la perdita della nave e di altri palombari viareggi‑
ni il 7 dicembre 1930.
125
A nome di Jean Albert Le Garrec, il Riconoscimento è ritirato da
Donatella Borghesi.
Linea Blu, per la costante attenzione dedicata al mare, sintetizza‑
ta dal motto: “sopra, sotto, intorno al mare”. Un modo di vedere il mare
molto articolato, che parte dalla subacquea ed arriva al cielo, passando
attraverso gli incontri con personaggi del quotidiano: la gente che vive di
mare e sul mare.
HDS Italia, per la costante attività rivolta alla storia ed alla valoriz‑
zazione delle attività subacquee, che la rende punto d’incontro di tutti gli
appassionati dell’attività subacquea che hanno a cuore il nostro retaggio
culturale, la nostra storia, le nostre tradizioni, e si adoperano affinché tut‑
to questo non sia dimenticato, ma recuperato, divulgato e conservato.
Ci sembra opportuno che in un’edizione così vasta e piena di even‑
ti, venga ricordato integralmente il Comitato organizzatore:
Francesco Sodini, Presidente della Fondazione Artiglio Europa;
Boris Giannaccini, Presidente del Comitato organizzatore;
Alberto Bargellini, Renzo Gagnesi, Guido Jellersitz, Marco Lenci,
Armando Mancini, Marco Fabrizio Saettone, Sauro Sodini.
Inoltre, un doveroso ringraziamento va agli Enti, le Istituzioni e le
Aziende che hanno finanziariamente sostenuto questo evento ed i pro‑
getti ad esso connessi: la Regione Toscana, la Provincia di Lucca, il Co‑
mune di Viareggio, la Fondazione della Cassa di Risparmio di Lucca, Pisa
e Livorno, La Banca di Credito Cooperativo della Versilia, la Fondazione
della Banca del Monte di Lucca, L’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, i
Cantieri Perini, Codecasa e Fipa Maiora, la Viareggio Porto SpA, la Ca‑
mera di Commercio di Lucca e l’APT Versilia, la Florexport e tutti i nu‑
merosi “Membri Amici” della Fondazione.
Hanno concesso il patrocinio la Regione Toscana, la Provincia di
Lucca e tutti i Comuni della Versilia.
Premio Internazionale Artiglio 5ª edizione
9 Giugno 2009
La quinta edizione del Premio Internazionale Artiglio si è tenuta al
126
Centro Congressi Principe di Piemonte il 6 giugno 2009. Il tema: L’immersione profonda per lo studio dell’ambiente marino. La Giuria ha
assegnato il Premio, all’unanimità, a Sylvia Earle, con la seguente moti‑
vazione:
La più importante esploratrice e studiosa della biologia e dell’ecologia
delle profondità marine, oceanografa, costruttrice di strumenti e mezzi innovativi subacquei, prolifica autrice di lavori scientifici, di libri e di presentazioni
televisive, conferenziera di fama mondiale.È stata insignita dei titoli di “Leg‑
genda Vivente” dalla “Library of Congress”di Washington, di “Sua Pro‑
fondità” dal settimanale New Yorker e dal quotidiano New York Times ,
di “Eroe per il Pianeta” dalla rivista Time. Le è stato assegnato nel 2009 il
premio TED (Technology, Entertainment, Design) quale leader nel suo campo di ricerca.
Sylvia Earle è direttore esecutivo di molte imprese e organizzazioni
no–profit, tra cui l’Aspen Institute, Il Mote Marine Laboratory, il Duke
University Marine Laboratory e molte altre.È stata a capo degli scienzia‑
ti della NOAA (National Oceanic & Atmospheric Administration); ha
fondato la Deep Ocean Engineering che, nel 1987, ha realizzato il Deep
Rover, un sottomarino da ricerca utilizzabile fino a mille metri di profon‑
dità; nel 1992 ha fondato la Deep Ocean per l’esplorazione e la ricerca,
ed oggi continua a costruire e gestire attrezzature innovative per lo studio
delle profondità degli oceani.
Sylvia Earle ha compiuto più di 400 spedizioni nei mari di tutto il
mondo; è stata a capo del primo gruppo di donne “aquanauts” duran‑
te il Progetto Tectite. Questo Progetto, promosso congiuntamente dalla
U.S.Navy, dal Dipartimento degli Interni e dalla NASA, aveva lo scopo di
analizzare il comportamento di uomini e donne in un contenitore chiuso
a 50 metri di profondità per settimane. La sua ricerca l’ha portata a scen‑
dere nelle profondità oceaniche alle Galapagos, a Panama, in Cina, alle
Bahamas, nell’Oceano Indiano, alle Hawaii, nella Nuova Zelanda, in Sud
Africa, alle Bermuda, in Alaska e in molti altri siti.
Con la tuta JIM da immersione ha toccato la profondità di 381 me‑
tri, mentre con sommergibile da ricerca è arrivata a 1000 metri (suo re‑
cord). Dal 1998 al 2002 ha guidato spedizioni per lo sviluppo sostenibile
dei mari, un programma sponsorizzato dalla National Geographic So‑
ciety e finanziato dalla Fondazione Goldman. Per questa ragione è stata
127
Sylvia Earle riceve il Premio Artiglio 2009. Da sin: Mario Baraldi, Governatore incoming; Francesco Sodini,
Presidente Fondazione Artiglio Europa; la Premiata; il Prefetto di Lucca; il Presidente della Provincia,
Stefano Baccelli
chiamata a condurre diversi viaggi
di ricerca durante la guerra del Gol‑
fo e per le catastrofi marine delle
navi Exxon Valdez e Mega Borg.
Sylvia Earle, dopo aver ot‑
tenuto il dottorato alla Duke Uni‑
versity, è stata insignita di ben 15
lauree honoris causa da Università
di tutto il mondo; ha al suo attivo
oltre 150 pubblicazioni scientifi‑
che, circa 20 volumi (tra cui alcuni
per bambini) tutti inerenti la cono‑
scenza della flora e della fauna delle
profondità marine e molti film dei
suoi viaggi sottomarini. Si può dire
che la sua ricerca riguarda gli eco‑
sistemi marini, con particolare ri‑
ferimento allo sviluppo e l’utilizzo
Il Premio alla Earle.
128
delle nuove tecnologie per l’accesso e l’efficacia delle operazioni in acque
profonde e di altri ambienti remoti.
Oggi Sylvia Earle è, fra l’altro, esploratore in residenza presso la Na‑
tional Geographic Society. Ha 74 anni.
Con l’occasione della sua venuta in Italia, la Earle ha tenuto il gior‑
no precedente al soggiorno viareggino, una conferenza presso la Scuola
Normale Superiore di Pisa, organizzata dal Prof. Francesco Cinelli, ordi‑
nario di Biologia marina all’Università di Pisa.
Per la 5ª edizione del Premio, sono stati assegnati Riconoscimenti a:
Alberto Angela, con la seguente motivazione: Paleontologo, paleoantropologo e divulgatore scientifico, è molto noto al pubblico televisivo per
aver partecipato, come autore e conduttore, a molti documentari di divulgazione scientifica soprattutto sulla vita dell’uomo, esplorandone i limiti nel cosmo, negli abissi marini o nei siti meno conosciuti del nostro Pianeta
Alberto Angela, nato a Parigi l’8 aprile 1962, ha accompagnato il
padre, Piero, noto divulgatore scientifico, nei suoi viaggi sin da bambi‑
no, cosa che gli ha permesso di apprendere bene molte lingue europee e
di impadronirsi di una cultura cosmopolita. Dopo essersi diplomato in
Francia si è iscritto al corso di Scienze naturali all’Università la Sapienza
di Roma, laureandosi con lode. Ha poi continuato gli studi frequentando
diversi corsi di specializzazione in Università americane.
Una volta fuori dell’Università, passa alla ricerca sul campo parte‑
cipando a spedizioni di paleoantropologia in vari luoghi del mondo, tra
i quali Zaire, Ishango, Tanzania, Olduvai e Laetoli, Sultanato dell’Oman,
Mongolia, deserto dei Gobi.
Nel 1988 ha pubblicato un saggio sulle nuove tecniche d’interattivi‑
tà nei musei scientifici. Assieme al padre ha scritto vari libri di divulgazio‑
ne scientifica: La straordinaria storia dell’uomo; La straordinaria storia della vita sulla Terra; Il Pianeta dei Dinosauri; Dentro al Mediterraneo; Squali;
Viaggio nel Cosmo; ed altri.
Giornalista pubblicista, ha collaborato con vari quotidiani e perio‑
dici, tra i quali La Stampa, Airone, Epoca.
Nell’ambito dei programmi televisivi, ha ideato e scritto insieme
al padre Il Pianeta dei Dinosauri, trasmesso da Rai Uno nel 1993; è uno
129
degli autori dei programmi: Superquark, Quark Speciale, e Viaggio nel Cosmo per Rai Uno. È autore e conduttore del programma Passaggio a Nord
Ovest su Rai Uno. Nel 1998 è stato il commentatore sul campo della ver‑
sione italiana della serie di documentari Big Cat Diary dedicata ai grandi
felini africani, realizzata in coproduzione tra la RAI e la BBC e girata inte‑
ramente nella riserva del Masai Mara, in Kenya. È il conduttore e assieme
al padre anche l’autore del programma Ulisse, in onda dal 2000 su Rai
Tre. È membro dell’Istituto Italiano di Paleontologia Umana, a Roma, e
del Centro Studi e Ricerche Ligabue di Venezia.
I.S.S.D. International School for Scientific Diving, con la seguen‑
te motivazione: La I.S.S.D. (International School for Scientific Diving) ha
svolto un’opera ventennale di valorizzazione del ruolo dell’attività subacquea
nelle ricerche sull’ambiente marino, sottolineando l’importanza dell’osservazione diretta per una corretta interpretazione dei fenomeni ambientali.
Con la sua eccezionale attività didattico–scientifica a livello universitario, la I.S.S.D. ha preparato molti ricercatori scientifici subacquei di valore
internazionale.
La I.S.S.D., International School for Scientific Diving, divenuta
A.C.S.D.I.S.S.D. “Anna Proietti Zolla” nel 2007 in memoria della Se‑
gretaria tecnica Anna Proietti Zolla prematuramente scomparsa, è stata
istituita nel 1989 presso il Centro Interuniversitario di Ecologia Marina
con sede all’Università di Pisa, da parte di un gruppo di Docenti e di
ricercatori universitari che fanno parte dell’attuale Comitato Scientifico.
La scuola nasce sull’esperienza accumulata nei Corsi Formativi per Ri‑
cercatore Scientifico Subacqueo organizzati, a partire dal 1986, dal Di‑
partimento di Scienze dell’Ambiente e del Territorio dell’Università di
Pisa con la collaborazione del Centro Interuniversitario di Biologia ed
Ecologia Marina (CIBM) “G.Bacci” di Livorno e di altri Enti di Ricerca
(Centro Ricerche Ambiente Marino E.N.E.A. di S.Teresa – La Spezia,
l’Accademia Internazionale di Scienze e Tecniche Subacquee, le Univer‑
sità di Urbino e di Bologna ed il Centro NURC–Nato di La Spezia).
La scuola ha al suo attivo 21 Corsi per Ricercatore Scientifico Subac‑
queo con il rilascio di Attestato di Partecipazione e Brevetto Internazio‑
nale di Ricercatore Scientifico Subacqueo (C.M.A.S. – I.S.S.D.) idoneo
ad esercitare attività subacquea di ricerca in tutto il mondo. L’attestato ed
130
il Brevetto consentono di ottenere inoltre crediti per la partecipazione a
Corsi di Formazione Regionali per Guide Ambientali Subacquee o per
Guide Subacquee istituite da Riserve marine o AMP.
Marevivo, con la seguente motivazione: Associazione di protezione
ambientale a carattere nazionale, fondata nel 1985 da un gruppo di persone
unite dalla comune passione per il mare, Marevivo svolge attività di diversa natura con particolare attenzione all’educazione ambientale, alla ricerca
scientifica, alla promozione delle Aree Marine Protette, alla difesa del mare
e delle sue risorse, all’informazione ambientale ed alla pianificazione territoriale. Tutte le attività di Marevivo in difesa dell’ambiente marino sono svolte
con il sostegno economico e l’impegno volontario dei propri soci
Marevivo è un’Associazione Ambientalista, senza fini di lucro, libera
e apartitica che opera su tutto il territorio nazionale, ma anche a livello
internazionale, attraverso la sua divisione subacquea e le unità locali ope‑
rative territoriali.
Per l’importanza e la qualità del proprio impegno Marevivo è stata
riconosciuta con D.M. del 20 febbraio 1987 come “associazione di pro‑
tezione ambientale a carattere nazionale”, ai sensi dell’art.13 della legge
n.349 istitutiva del Ministero dell’Ambiente.
Le attività che l’associazione svolge sono numerose e di diversa
natura, tra queste assumono particolare significato quelle volte all’edu‑
cazione ambientale, alla ricerca scientifica, alla promozione delle Aree
Marine Protette, alla difesa del mare e delle sue risorse, all’informazione
ambientale ed alla pianificazione territoriale.
Tutte le attività di Marevivo in difesa dell’ambiente marino sono
svolte principalmente con il sostegno economico e l’impegno volontario
dei propri soci presenti in tutta Italia ed in alcuni paesi europei, il cui nu‑
mero è in continuo aumento.
Guglielmo Pepe, con la seguente motivazione: Direttore di National
Geographic Italia, edizione italiana della rivista che da oltre un secolo racconta e illustra il pianeta in cui viviamo. National Geographic, obiettivo e accurato, con una cartografia eccezionale per completezza e leggibilità ed una qualità
fotografica che non ha eguali, è l’organo ufficiale della National Geographic
Society, la più importante organizzazione scientifica e pedagogica del mondo.
131
La National Geographic Society, la più importante organizzazione
scientifica e pedagogica senza fini di lucro al mondo, fu fondata nel 1888
con lo scopo di accrescere e diffondere le conoscenze, esplorare il nostro
pianeta e tutto ciò che racchiude. Da allora, la Society ha tenuto fede a
questa missione finanziando spedizioni e ricerche e dedicando alle im‑
prese sostenute largo spazio sulla rivista National Geographic, suo organo
ufficiale. Dall’esplorazione geografica, il campo d’interesse della Society
si è allargato fino a comprendere l’opera di pionieri della scienza. Da
tale impegno sono scaturite centinaia di pubblicazioni scientifiche per il
grande pubblico o i ragazzi, tutte accumunate da un assunto: la convin‑
zione che la conoscenza debba essere divulgata.
National Geographic è la rivista che ogni mese, da centodieci anni,
racconta e illustra il pianeta in cui viviamo. Attraverso un giornalismo
obiettivo e accurato, una cartografia eccezionale per completezza e leg‑
gibilità, e soprattutto una qualità fotografica che non ha eguali al mondo.
Viaggi, scoperte, esplorazioni, ricerche scientifiche. Per conoscere sem‑
pre meglio la natura e l’ambiente che ci circonda, la cultura e le tradizioni
dei popoli che abitano i cinque continenti, le creature del cielo, della terra
e degli abissi marini.
Nel pomeriggio, il XXXI Forum dei Rotary Club della Fascia Co‑
stiera (Vedi capitolo Forum della Fascia Costiera).
Poi, l’XI edizione del Premio “Gente di Mare”, a cura dell’Associa‑
zione Medaglie d’Oro di Lunga Navigazione.
All’inizio della giornata, il Com.te Flavio Serafini aveva presentato
il volume Eugenio Wolk inventore dei Gamma, di Bruna Pompei.
Ha diretto tutta la manifestazione il Chairman Federico De Strobel,
Vice Presidente di HDS Italia e Presidente del Comitato Scientifico della
Fondazione Artiglio Europa.
132
IL MUSEO DELLA MARINERIA
Molte, come abbiamo visto, sono le iniziative del Rotary Club Via‑
reggio Versilia. Alcune di queste si sono concretizzate per l’apporto deci‑
sivo di soci trasformatisi in gruppi di lavoro. Il Museo della Marineria di
Viareggio è una di queste.
Da quasi un secolo Viareggio aspettava un Museo di questo tipo,
voluto dalla gente che desiderava avere un luogo della memoria dedicato
a tutte le attività marinare. È il momento di rifare, anche se succintamen‑
te, la storia e la cronaca di questo lungo iter che finalmente ha portato ad
avere il Museo.
Si parte dal 1920, quando il “Comitato per il primo centenario di
Viareggio città”, invia al Regio Commissario del Comune una lettera in
cui si propone di costituire un Museo della Marineria. Alla fine degli anni
’60, quasi cinquant’anni dopo la prima proposta, la “Lega fra Maestri
d’Ascia e Calafati” inizia una raccolta di reperti da esporre in un auspicato
contesto museale che la “Lega” richiede all’Amministrazione comunale.
Siamo nel 1968 e il “Comitato pro Museo civico” propone di realizzare
un Museo che comprenda fra le sue sezioni anche quello della marineria
e si ipotizza la ricostruzione di ambienti, modelli, plastici, ecc.
Nel 1981 il Liceo scientifico di Viareggio prende in esame il pro‑
Il museo della marineria
133
blema dello spazio espositivo, e avanza l’ipotesi di procedere al restauro
delle “casette del ‘500”, ai piedi del cavalcaferrovia, per ospitare il Museo
della Marineria. Due anni dopo è di nuovo la “Lega fra Maestri d’Ascia e
Calafati” a proporre alla città ed al Consiglio comunale, la creazione del
Museo della Marineria.
Nel 1984 ancora gli studenti del Liceo scientifico che, insieme al
Centro Documentario Storico, allestiscono una bella mostra sugli “stru‑
menti di lavoro”. Nel 1986 un artigiano della Darsena, Alberto Mugnaini,
inaugura un piccolo ma interessante Museo, allestito nella sua officina e
ripreso più volte dalla RAI.
Nel 1988 la Circoscrizione Darsena accoglie la richiesta della “Lega”
per utilizzare il vecchio mercato ittico come sede del Museo.
Nell’ottobre del 1992 l’On. Milziade Caprili, fa sua l’idea della
“Lega” e presenta una proposta di legge sulla costituzione del Museo del‑
la Marineria. Anche questa iniziativa, dopo settant’anni di iter fallimen‑
tare, cade nel vuoto.
Nasce allora un Comitato spontaneo fra associazioni, enti, autorità
e cittadini. Aderiscono la Capitaneria di Porto, l’associazione Medaglie
d’Oro di Lunga Navigazione, l’associazione culturale palombari dell’Ar‑
tiglio, Marinai d’Italia, Lions e Rotary Club Viareggio Versilia, Famiglie
storiche viareggine, la Giunta comunale al completo. Lo stesso Comi‑
tato, in un’assemblea aperta alla città, rinuncia alla dicitura Museo della
Marineria Viareggina ed accetta l’aggettivo “Toscana”. Con questa mo‑
difica, aderiscono la Regione, la Provincia, le Camere di Commercio, le
Assonautiche e le APT della costa, Grosseto e l’Argentario, Livorno con
Cecina e l’Elba, Massa Carrara.
Nel 1997, nove anni dopo che la Circoscrizione Darsena aveva aval‑
lato la richiesta della “Lega”, la Giunta comunale di Viareggio delibera
che il vecchio mercato ittico lungo il canale Burlamacca venga destinato
a Museo della Marineria. Il 15 giugno del 1998, sulle ceneri del vecchio
Comitato, nasce l’”Associazione pro Museo della Marineria Toscana” for‑
malizzata presso il notaio Garzia di Viareggio. Dopo questo lunghissimo
tunnel, sembra vedersi finalmente la luce di una concreta realizzazione:
purtroppo non è ancora così.
Il 3 settembre 2001 un incisivo documento diretto a tutta l’Ammini‑
strazione comunale da parte dell’Associazione pro Museo della Marine‑
ria Toscana e dal Rotary Club Viareggio Versilia tramite il suo Comitato
134
organizzatore del Premio Internazionale Artiglio, richiede di far inserire
nell’o.d.g. del prossimo Consiglio comunale l’argomento “Museo della
Marineria”, al fine di ottenere una delibera nel senso richiesto dal docu‑
mento stesso. Cos’è che chiedono?
Una chiara definizione di cosa verrà inserito nel sistema musea‑
le, dal momento che ancora una volta, il 6 marzo 2001, l’Assessore alla
Cultura, commentando il progetto, ha ribadito che esso appare adeguato
per una struttura che dovrà avere un’importante utilizzazione, non stabilisce
alcuna promiscuità Museo–sala polifunzionale, ma prevede la realizzazione
del Museo, del quale farà parte una sala conferenze, elemento di cui sono provvisti tutti i luoghi espositivi. Naturalmente tale spazio, utilizzato per iniziative
legate all’attività museale, potrà essere fruito dalla cittadinanza anche per iniziative di tipo culturale di altro genere.
Questa “promiscuità” si evidenziava, senza ombra di dubbio, dal
progetto di ristrutturazione redatto dall’Ufficio tecnico comunale,
che riportava una sala per conferenze con circa novanta posti a se‑
dere, occupanti praticamente tutta l’area disponibile all’interno della
corona dei vecchi banconi di marmo per il pesce. Lo spazio ricavabile
dall’ex mercato ittico (praticamente un unico grande vano di circa
600 mq) verrà occupato dai molti reperti già disponibili (alcuni di
notevole ingombro), con le pareti da utilizzare per un percorso di‑
gnitoso sulla storia della marineria in generale; da ciò risulta pratica‑
mente impossibile disporre di spazi orizzontali per conferenze. Ciò
è tanto vero, che fin dall’avvenuta delibera per la concessione dell’ex
mercato ittico a sede museale, le Associazioni promotrici avevano già
iniziato le pratiche con la Capitaneria di Porto (grande sostenitrice
del progetto–museo) per acquisire la concessione anche degli spazi e
delle banchine limitrofe. Tutto ciò per aumentare la superficie muse‑
ale con spazi coperti e scoperti all’aperto che porterebbe il percorso
museale a ben 2500 mq.
Il documento concludeva chiedendo una sollecita ed inequivocabi‑
le delibera sulla destinazione dell’ex mercato ittico ad uso esclusivo del
Museo della Marineria.
Ed il 28 novembre 2001 il Consiglio comunale deliberava di lasciare la struttura dell’ex mercato ittico ad uso esclusivo del Museo della
Marineria.
I lavori di messa a norma e restauro conservativo del vecchio
135
mercato del pesce sono iniziati alla fine del 2001 da parte dell’im‑
presa Arch. Giuseppe Capoti di Lecce, per un importo di oltre 800
milioni di lire e terminati nel 2003. Infatti, in occasione del 2° Premio
Internazionale Artiglio (1–4 maggio 2003) fu inaugurato il comples‑
so appena restaurato. Questa nuova concreta realtà portò la Fonda‑
zione Cassa di Risparmio di Lucca (dietro il sollecito impegno del
Comitato organizzatore del Premio Internazionale Artiglio), a dare
un consistente contributo per l’acquisto degli arredi e di tutto quan‑
to necessario alla creazione di un vero e proprio Museo.È il momen‑
to anche di vedere le fondamentali motivazioni che hanno portato a
questo punto il progetto–museo. Secondo noi il Museo della Marine‑
ria (o il più omnicomprensivo Museo del Mare) ha ragione d’essere
a Viareggio per i seguenti motivi: 1) la grande tradizione nella co‑
struzione navale, prima in legno poi in ferro, della città; 2) le imprese
della marineria viareggina apprezzate in tutto il mondo; 3) le attività
della pesca; 4) le imprese compiute dai palombari dell’Artiglio 1° e 2°
e proseguite dai loro successori. Altre città marinare possono avere
tradizioni analoghe a quelle di Viareggio per quanto riguarda i primi
tre punti, ma le gesta dei palombari dell’Artiglio e dei loro successori
rappresentano un patrimonio unico ed eccezionale della nostra città
che deve avere, nel Museo, un posto di grande rilievo.
L’11 dicembre 2004 in Comune c’è stata la presentazione del pro‑
getto di sistemazione definitiva del Museo da parte del Com.te Flavio Se‑
rafini, esperto museale (non solo per aver pubblicato molti libri sui musei
marinari di ogni parte del mondo, ma anche per aver dato vita al Museo
della Marineria di Imperia e del Ponente Ligure). Il Com.te Serafini, su
proposta del Comitato del Premio Internazionale Artiglio, per molti mesi
ha messo la sua esperienza a disposizione dell’Amministrazione comuna‑
le per la realizzazione del Museo della Marineria.
C’è poi stata la presentazione ufficiale della Fondazione Artiglio
Europa (Vedi: capitolo Premio Internazionale Artiglio).
Ma, interessante, è stata l’idea di anticipare la visione di molti re‑
perti accantonati in attesa della sistemazione definitiva nel Museo. È nata
così una mostra Memorie dall’abisso incentrata soprattutto sugli oggetti
recuperati dai sub francesi Gildas Gouarin, Claude Rabault e Elie Coan‑
tic sul relitto dell’Artiglio. A Viareggio questi sub sono conosciuti non
solo perché il Sindaco in occasione del 2° Premio Internazionale li insignì
136
delle Chiavi della Città (o se vogliamo, della cittadinanza onoraria), ma
anche per aver dato vita ad un piccolo ma prezioso Museo dell’Artiglio a
Quiberon, in Bretagna, proprio di fronte al luogo della tragedia.
I reperti donati al nuovo Museo dai tre sub, tramite il Comitato del
Premio Internazionale Artiglio, sono – senza alcun dubbio – il cuore pal‑
pitante della Darsena di un tempo e di oggi e come tali sono considera‑
ti all’interno dell’ex mercato ittico. Vi sono poi altri cimeli di indubbio
valore: per es. il Liponard, la barca di Mario Tobino che il Comitato ha
ritrovato e fatto restaurare dal cantiene di Giuseppe Tomei. È il piccolo
“dinghy” con cui lo scrittore usciva solo….”Quando ero in mezzo al mare,
lontano, tornavo sereno. Quella navetta elegante, rossa di mogano, pronta ai
comandi, mi allietava, mi sentivo in conversazione con la Rosa dei Venti”.
L’inaugurazione ufficiale del Museo della Marineria si ebbe in oc‑
casione della 3ª edizione del Premio Internazionale Artiglio (2–5 giugno
2005). Poi sono arrivati, sempre da Quiberon (grazie all’apporto econo‑
mico del cantiere Maiora), l’elica ed il timone del leggendario Artiglio,
grossi reperti sistemati all’esterno del Museo.
Ma all’interno, piano piano, sono cresciuti anche i piccoli ma pre‑
ziosi reperti che hanno colmato le vetrine, così come sono cresciuti i mo‑
menti di vitalità del Museo attraverso varie manifestazioni.
Il Liponard di Mario Tobino
137
Il timone e l’elica dell’Artiglio
138
LA GALLERIA D’ARTE MODERNA
Non sembri strano che in un volume che almeno teoricamente do‑
vrebbe includere tutto quanto il Club ha fatto in questi cinquant’anni, vi
sia un capitolo che riguarda la nascita di una Galleria d’Arte Moderna a
Viareggio.
Ma è proprio perché il Club ha assecondato e moralmente appog‑
giato, l’idea di un suo Presidente, Giuliano Lucarelli. Da molti anni il pro‑
fessor Lucarelli andava battendosi perchè la città di Viareggio fosse dota‑
ta di una “Galleria artistica permanente”. Per indurre gli Amministratori a
realizzarla era arrivato perfino a promettere in lascito la sua pur cospicua
collezione. Aveva bussato a tutte le porte, quelle della politica e quelle
della stampa, quelle dei potenti e quelle degli influenti. Aveva avuto solo
risposte evasive o qualche promessa generica.
25 agosto 1987. L’ultimo suo rilancio – purchè la cosa si facesse – è
stato quello di offrire, subito, al Comune il grande quadro di Viani: L’uscita dalla Chiesa di S.Andrea. Un’opera di grande valore a cui è unito anche
un preciso significato civico e morale. La stampa ha fatto da cassa di ri‑
sonanza, ed è stata la mossa vincente. Dal Comune è venuta una lettera
di ringraziamento e…..di accettazione. “Sappia che il recente sgombero
di Villa Paolina dalle scuole ci permetterà di assicurare al piano terra gli
spazi necessari alla realizzazione di una rassegna permanente… Stiamo
già operando per costituire, entro la fine di quest’anno, quella che Lei ha
chiamato la sede provvisoria della Pinacoteca”.
Il 26 gennaio 1988 Amedeo Angeli, Presidente della Commissione
di Interesse Pubblico, riferisce sulla situazione della Pinacoteca di Via‑
reggio. Di fronte ad una così impellente chiamata in causa, il Comune
non ha potuto rifiutarsi ed ha assunto una delibera, ormai esecutiva, per
aprire in via provvisoria, un Centro Documentario Storico (sic!) al Pa‑
lazzo Paolina. Il nostro Club vuole entrare nell’operazione, contribuendo
alla realizzazione di uno degli impianti tecnici indispensabili al funziona‑
mento della Pinacoteca.
Il 23 febbraio Angeli dice che “la cosa sembra effettivamente in vi‑
sta della soluzione finale. L’impianto tecnico che il Club si impegna ad
eseguire è quello d’allarme (del costo previsto di circa 5 milioni di lire).
Il 30 gennaio 1991 il Presidente Ugo Urbano si è recato in Comune
per la questione Pinacoteca (leggi donazione Lucarelli): “gli intenti sono
139
ottimi, l’operatività segue tempi politici”. Il 27 febbraio nuova visita del
Presidente Urbano (unitamente a Oscar Biagi) dal Sindaco. Urbano ri‑
ferisce: “Per diretta affermazione del Sindaco, i lavori di ristrutturazione
dovrebbero cominciare nel mese di marzo, cioè a giorni. Se arriviamo in
fondo a questa storia, il merito principale è proprio di Biagi”.
Il 21 giugno 1994 il Presidente Paolo Margara informa che il 9 lu‑
glio ci sarà a palazzo Paolina l’inaugurazione della Pinacoteca con le ope‑
re del compianto Prof. Lucarelli.
140
I NOSTRI TRE GOVERNATORI
Il Rotary Club Viareggio Versilia, un piccolo Club di provincia secondo
alcuni, ha dato al Distretto ben tre Governatori ed ha ricevuto più volte
Citazioni d’Onore dal Rotary International, en reconnaissance de ses réalisation remarquables dans les quatre domaines d’action.
Ci sembra doveroso ricordarli attraverso i loro propositi all’Assemblea
Distrettuale del 21–22 giugno 1980 a Montecatini Terme (Francesco
Barone) o con le relazioni conclusive al XXIX Congresso (9–10 giugno
2001; Carlo Riccomagno) e al XXXV Congresso (26–27 maggio 2007;
Paolo Margara), anch’esse tenutesi a Montecatini Terme.
FRANCESCO BARONE (1980–1981)
Cari Amici Rotariani,
È con piacere (e anche un po’ di commozione) che prendo oggi la pa‑
rola per indicare i propositi generali a cui penso di ispirare la mia annata
rotariana. Salutando i partecipanti al nostro Congresso di Rimini, ai primi
di maggio, dicevo la mia speranza di apprendere molte cose utili, per il
compito che mi attende, dall’Assemblea Internazionale di Boca Raton, ove
per una settimana ho lavorato duro con altri 382 colleghi di tutto il mondo,
anch’essi apprendisti governatori. A voi ed ai posteri toccherà giudicare
se ho veramente approfittato di quel
cursus studiorum.
Ma alcune cose sono certo di
averle apprese, magari riconferman‑
do ciò che già supponevo. Tra esse,
due mi paiono importanti: che non
è necessario essere originali a tutti
i costi per dire qualcosa di serio, e
che, quando qualcosa di serio è già
stato detto da altri, è inutile se non
dannoso cercare di ridirlo, magari
infiorettandolo: basta metterlo a di‑
sposizione di tutti.
Il Prof. Francesco Barone
141
Con il conforto di questi apprendimenti, non mi dilungherò sul signifi‑
cato e la funzione che il Rotary può avere in un mondo che, come il nostro,
soffre di innumerevoli mali, dall’egoismo all’indifferenza, dalla violenza alla
considerazione strumentale dell’uomo. Per chi, come me, ama la riflessio‑
ne filosofica e risente, come tutti, della deformazione professionale, il non
trattenermi su questi temi è rinuncia non da poco. Tuttavia, poiché Rolf J.
Klarich, il nuovo Presidente del Rotary International dal 1° luglio, nella sua
allocuzione rivolta a Boca Raton a quello che egli ha chiamato il “suo equi‑
paggio”, ha trattato di questo tema con grande semplicità e chiarezza – ben‑
ché non sia di professione filosofo, o forse proprio per questo – mi è sem‑
brato che la cosa migliore fosse offrire al “mio equipaggio”, che non ha avuto
la ventura di navigare sino a Boca Raton, la versione italiana completa del
discorso del nostro prossimo Presidente.
La troverete fra le carte che vi saranno tra poco consegnate, assieme al
“Messaggio del Presidente”: di questo mi è pervenuto da Zurigo un nume‑
ro insufficiente di copie, così che sono state messe solo nelle cartelle dei
Presidenti di Club. Ma, poiché il Messaggio è costituito da frasi salienti
tratte dall’allocuzione di Boca Raton, tutti potranno leggere ed apprezzare
l’argomentazione di fondo che ispira il messaggio. Klarich è partito dalla
considerazione della profonda somiglianza che vi è tra i motti in cui ogni
anno i Presidenti del Rotary sintetizzano il loro programma: ed è somi‑
glianza ovvia e necessaria, poiché i principi del Rotary non sono mutati nei
tre quarti di secolo della sua vita.
Lo Statuto può certo venire adattato al mutare dei tempi; ma non cam‑
bia la norma morale che è fondamento dello Statuto stesso. Così il mes‑
saggio è incentrato su essa, sul concetto essenziale che l’ispira come regola
di vita: il concetto di “servire”. Avendo un po’ riflettuto, nel passato, sulla
“filosofia” del Rotary, sulla concezione dell’uomo e del mondo che fac‑
ciamo nostra, con maggiore e minore consapevolezza, quando accettiamo
di diventare soci di un Club rotariano, io sento una profonda affinità per
questo modo di pensare.
Credo che giustamente Klarich sia orgoglioso – come ha detto al suo
“equipaggio” – del motto prescelto. Io sarò orgoglioso se il “mio” equipag‑
gio vorrà farlo suo, meditarlo, diffonderlo, tra tutti gli Amici rotariani del
distretto. “Trovare il tempo per servire” può essere una facile frase ad effet‑
to, agevole da ripetersi; ma indica un compito arduo e difficile, se ne faccia‑
mo un imperativo morale non per i giorni di festa, bensì per ogni momen‑
142
to della quotidiana attività di lavoro. Perché indica un modo di vita. Forse a
qualcuno parrà troppo ascetico, poiché ben altri modi oggi allettano. Ma è
il modo di vita rotariano; e l’essere rotariani è una scelta. Si può anche non
farla; o rinunciarvi. Tuttavia, se si resta rotariani, si deve trovare il tempo
per servire, secondo le proprie capacità ed occasioni.
Il Rotary è una scelta morale.
Vi sono sistemi politici che non permettono la libera scelta d’essere rota‑
riani; ma per fortuna non ci sono almeno sistemi politici che obbligano ad
essere rotariani. E se noi abbiamo fatto questa scelta morale, consideriamola
come una cosa seria. Né ci spaventi la maestà del concetto di “servizio”: si
può servire l’umanità partecipando ai grandi progetti del Rotary Internatio‑
nal; ma lo si fa anche servendo il proprio club ed i suoi membri con la parte‑
cipazione alle riunioni, la collaborazione con le commissioni e il contributo
alla realizzazione di programmi modesti ma concreti. Chi non trova tempo
per queste cose disconosce la natura del Rotary come Club di servizio.
Chi ne è socio accetta l’ideale di considerare tutti i singoli esseri umani
come portatori di un valore e di una dignità irripetibili: ad essi dobbiamo
rispetto e collaborazione. Come ogni idea morale anche questo ha una pro‑
fonda religiosità, senza essere vincolato ad una religione particolare. Ri‑
cordo la manifestazione liturgica della domenica 25 maggio a Boca Raton,
durante la quale rappresentanti rotariani del zoroastrismo, del confuciane‑
simo, del buddismo, dell’induismo, dell’islamismo, dell’ebraismo e del cri‑
stianesimo lessero brani dai testi delle loro religioni. Anche il non credente
in qualche specifica dottrina religiosa sentiva che da quelle parole, in cui
con sorprendente similarità, nonostante le grandissime diversità culturali,
si esaltava l’amore e il rispetto per i singoli, risultava un ideale di vita che è a
base di ogni convivenza. E questo è anche l’ideale di servizio del Rotary.
Ciascun Club, nella sua piena autonomia può studiare le vie migliori
del servizio secondo le sue disponibilità e secondo la situazione locale. In‑
dividuiamo i problemi: poi meditiamo le soluzioni. Il fatto che la nostra
attività rotariana sia ispirata da un ideale, non ci deve rendere “idealisti”
nel senso volgare di “acchiappanuvole”. Essere realisti significa invece com‑
misurare fini e mezzi. Non disperdiamoci in una miriade di programmi,
che non riusciremo certo a realizzare: né puntiamo tutto su un programma
solo, magari pluriennale, che le gestioni future potrebbero anche non con‑
cludere. Il Rotary International ha una ampia serie di pubblicazioni, che
aiutano a individuare i problemi ed a studiare soluzioni.
143
Un momento dell’attività dei singoli Club può utilmente inserirsi nella
attività distrettuale, collaborando in tutti i modi disponibili con i program‑
mi che propongo al Distretto. Durante l’annata di Gianluigi Quaglio, che sta
per concludersi, sono state avviate e compiute molte cose importanti. Tra
esse, nobilissima, vi è quella – partita da un gruppo di rotariani bolognesi e
poi fatta propria dal Distretto – della costituzione di una unità ospedaliera
mobile a vantaggio dei profughi indocinesi. L’impresa è avviata bene: ma
ha ancora bisogno del nostro sostegno. Pongo il compimento di essa tra i
fini primari della mia annata: e vorrei vederla realizzata presto. Come non
è indispensabile essere originali per dire cose serie, così è doveroso appog‑
giare le cose serie anche se non hanno il nostro personale marchio di fabbri‑
ca. All’ideale del servire può inchinarsi anche il sentimento, pur legittimo e
stimolante, dell’amor proprio. Ed io mi auguro che, con l’aiuto dei colleghi
degli altri sei Distretti italiani, l’iniziativa a vantaggio dei profughi indocine‑
si possa svilupparsi ulteriormente su piano interdistrettuale.
Gli altri miei punti programmatici sono il problema degli handicappa‑
ti – che sarà nel 1981 al centro dell’attenzione mondiale –, quello della
prevenzione contro il diffondersi della droga e la questione delle adozioni,
sinora non affrontata dal nostro Distretto, sebbene abbia già avuto soluzio‑
ni soddisfacenti in un altro Distretto italiano. Si può osservare che questi
punti programmatici non rivelano una grande inventiva e che concernono
tutti l’interesse pubblico mondiale o nazionale. A mia difesa posso solo
dire che ciò non significa esclusione di progetti diversi che siano presentati
dalle varie Commissioni distrettuali, che sin da ora ringrazio per la loro col‑
laborazione. Si tratti di azione interna ed espansione o dell’azione profes‑
sionale e per la gioventù o dell’importantissima promozione culturale. Si‑
gnifica soltanto che ho individuato, personalmente, questi problemi. Non
sono nuovi, purtroppo; e proprio per questo si impongono con sempre
maggiore urgenza. Che si tratti sempre di questioni di interesse pubblico
dipende da un fatto semplice, anche se spiacevole: i pubblici poteri, infatti,
sono proprio quelli che meno si curano dei problemi di interesse pubblico.
Su questo punto il nostro ideale del servire può andare a vantaggio di tutta
la comunità nazionale. E ancor meglio potremo fare se tutti i Club, così
come il Distretto, vorranno avvantaggiarsi del contributo che ci può venire
dall’attività, spontanea ed autonoma, delle consorti dei rotariani.
“Trovare il tempo per servire” è un ideale asessuato per l’umanità; ri‑
chiede invece la conoscenza degli strumenti con cui servire. Ed il Rotary,
144
come organizzazione internazionale, ci offre un’ampia letteratura su questi
strumenti. Informarsi su essa è un dovere per i dirigenti di Club. Ma que‑
sta informazione non è sufficiente. Potremmo conoscere a memoria tutti
gli opuscoli, il manuale di procedura, quello del governatore, quello del
Presidente, quello del segretario e così via; non avremmo tuttavia trovato
ancora davvero il tempo per servire se alla nostra conoscenza, indispensa‑
bile, non si accompagnasse la buona volontà di metterla in opera. Un caro,
vecchio e saggio maestro dei miei studi filosofici – Immanuel Kant – disse
quasi due secoli fa che: “Non si può pensare nulla nel mondo, ed in gene‑
rale nulla anche di là da esso, che possa essere considerato buono senza
restrizione, al di fuori della buona volontà”. E’ questa buona volontà che
chiedo a me ed al mio equipaggio.
Non navigheremo come Rolf J. Klarich su un potente transatlantico. Il
nostro sarà un più modesto veliero, magari di quelli per cui un tempo an‑
dava famosa la mia città di adozione. Ma facciamo sì che, consegnando il
veliero a fine giugno dell’81 nelle valide mani del capitano Mattioli, pos‑
siamo dire:”Anche noi abbiamo pur toccato qualche porto”.
Auguri, Amici.
CARLO RICCOMAGNO (2000–2001)
L’inizio del nuovo secolo, del terzo millennio, è stato oggetto, in ogni
occasione, di dibattiti, confronti di
opinioni, previsioni e giudizi.
Spesso l’attenzione è stata po‑
sta sul progresso tecnologico, sulle
innovazioni, sulle scoperte scien‑
tifiche e sulle conseguenze di tutto
questo sulla popolazione, troppo
spesso considerata come il dato di
un’equazione, come un elemento
dell’ambiente.
La veloce modifica delle condi‑
zioni, alle quali occorre rapportar‑
si, unita alla scarsa attenzione agli
aspetti umani, ha fatto nascere un Il Dr. Carlo Riccomagno
145
ulteriore motivo di divisione : dopo popolazioni di paesi ricchi e industria‑
lizzati e popolazioni di paesi poveri, dopo persone ad alto reddito e perso‑
ne indigenti, si aggiunge oggi una frattura tra le generazioni, rischiando di
contrapporle per i diversi interessi, obiettivi, progetti di vita.
Alcuni sostengono che la velocità dei cambiamenti e la conseguente esi‑
genza di adattamento rappresentino un rischio per masse di persone attive
che nel futuro possono trovarsi fuori dal mercato del lavoro perché non
sufficientemente flessibili, disponibili a cogliere ed accettare il nuovo.
Quali appartenenti ad un’associazione che si pone come scopo l’interes‑
se per l’umanità (l’umanità è il nostro impegno, recita il motto del prossimo
Presidente Internazionale R. King), abbiamo ritenuto opportuno porre la
nostra attenzione sui rapporti intergenerazionali e sulla necessità di una
convivenza ispirata a principi di solidarietà.
Su questa tematica esprimeranno il loro pensiero gli amici prof. Giovan‑
ni Padroni e prof. Giulio Zucchi e dr. Luigi Di Marco, Presidente dell’As‑
sociazione dei Direttori del Personale, con l’intento anche di stimolare la
vostra partecipazione ed il vostro contributo.
Il breve tempo che mi sono riservato, per lasciare maggior spazio agli
altri interessanti interventi di questa giornata,mi costringe a condensare,
a sintetizzare quest’esame dell’annata che si sta concludendo. Non ho mai
creduto, che siano i bei discorsi, le molte parole, che creino sviluppo e, nel
nostro caso, che possano fare Rotary.
Create la consapevolezza e passate all’azione questo è l’invito del PI Devlyn:
un messaggio basato sul pragmatismo, sulla necessità di fare, di operare
nella e per la comunità.
Dopo il Rotary 2000 coerenza, credibilità e continuità del Presidente Ra‑
vizza che ci ha indicato come deve essere il Rotary, il messaggio del Pre‑
sidente Devlyn ci ha indicato cosa deve fare il Rotary: agire,: fare e far
sapere.
Gli aspetti qualificanti di questa annata sono stati:
– il Piano Direttivo Distrettuale;
– l’informazione e l’informatizzazione;
– il mantenimento e lo sviluppo dell’effettivo;
– l’appoggio alla Rotary Foundation.
146
Il Piano Direttivo Distrettuale
L’annata 2000–2001 è iniziata per la squadra distrettuale, molto prima
di quel 1° luglio 2000 che ne segnava l’avvio e che ora mi appare lonta‑
nissimo. Dovevamo adottare il Piano Direttivo Distrettuale, che non era
soltanto dare un diverso appellativo a quelli che fino ad allora erano stati i
Rappresentanti del Governatore ma significava un diverso modo di concepi‑
re la gestione distrettuale e di conseguenza anche la funzione della nostra
associazione ed il suo modo di realizzare i propri scopi statutari. Il Piano
Direttivo Distrettuale è stato suggerito, e poi definitivamente adottato dal
Rotary International non solo e non tanto per alleggerire i compiti del Go‑
vernatore. quanto per consentirgli di dedicare maggior impegno alla pro‑
mozione degli scopi del Rotary nell’ambito del distretto, attraverso l’azio‑
ne dei club e per favorire la formazione di un maggior numero di leader
distrettuali.
Del resto basta leggere il Manuale di Procedura : Scopo del Piano è di rafforzare il Rotary a livello di club e di distretto rendendo possibile un appoggio
più tempestivo e adeguato ai singoli club, rendendo distrettuali, ben addestrati
ai loro compiti e una più vasta fonte di candidati alla carica di governatore distrettuale, come pure una più intensa partecipazione alle attività della Rotary
Foundation e del distretto, grazie ad una più efficiente gestione e intercomunicazione all’interno del distretto.
Si ha una corretta applicazione del Piano Direttivo Distrettuale, quando il
nuovo modello di gestione distrettuale riesce ad assicurare un appoggio più sollecito e adeguato ai Club nella loro attività di servizio.
Da tempo si lamenta la scarsa o inadeguata conoscenza del Rotary e
delle sue attività: le varie terapie ed interventi non mi sembra abbiano rag‑
giunto lo scopo se si continua a discutere su quest’argomento.
Io non mi stancherò mai di ripetere ciò in cui credo fermamente e che
non è solo una scontata affermazione, ma è l’indicazione di un modo di
interpretare i compiti dei club e del distretto, un fare chiarezza sulle loro
responsabilità per realizzare gli scopi del Rotary:
Io dico che il Rotary si fa nei Club e che il Rotary sarà conosciuto ed
apprezzato quando sarà conosciuto ed apprezzato dalle comunità in cui
operano i singoli Club. La migliore e maggiore conoscenza della nostra
associazione si realizzerà sommando i riconoscimenti che i club otterran‑
147
no per l’ impatto e la risonanza locale delle loro iniziative e non per quelle
fatte in nome loro dal distretto.
É questa la più corretta applicazione dell’autonomia dei Club, che non
è indipendenza ma è responsabile attuazione degli scopi del Rotary, attra‑
verso azioni e iniziative nelle comunità in cui devono operare.
Credo sia riconoscibile l’impegno, direi lo sforzo, fatto per adeguare le
funzioni attribuite a tutta la struttura distrettuale nell’applicazione del Pia‑
no Direttivo Distrettuale :Governatore, Istruttore Distrettuale,Segreteria
Distrettuale e Assistenti del Governatore dedicati a fornire informazioni
e assistenza ai club per il loro impegno nelle comunità locali e in quella
internazionale, promuovendo in particolar modo l’appoggio alla Rotary
Foundation. La diversa impostazione data alle Commissioni Distrettuali,
che il Piano Direttivo richiede siano solo quelle necessarie, intese come
patrimonio di conoscenze, laboratorio di proposte, servizio di raccolta ed
elaborazione d’informazioni e, all’occorrenza e se richieste, di supporto
all’azione dei club.
Non credo che gli obiettivi che ci eravamo prefissi, che io mi ero prefis‑
so, siano stati pienamente raggiunti. È mancato il tempo, forse la capacità,
a volte, poche volte per la verità , la collaborazione, non certamente l’im‑
pegno e la dedizione a questo servizio nell’interesse dei club del distretto.
Spesso ho fornito indirizzi e indicazioni guidato, più che da chiare diretti‑
ve, da un’interpretazione di segnali che oggi vedo confermati.
Una cosa è certa: quello che è stato fatto doveva essere fatto e su questa
strada occorre proseguire con convinta determinazione per essere pronti a
comprendere ed attuare le innovazioni che sono scaturite dal Consiglio di
Legislazione e che, a mio parere, rappresentano solo una tappa dell’evolu‑
zione che il Rotary sta attuando, con una rapidità inconsueta.
Solo mantenendo vigile attenzione ai mutamenti della società e alle sue
reali necessità il Rotary assolverà il suo scopo: nessuna associazione so‑
pravvive se non rappresenta o tutela interessi o esigenze e mantiene vivi i
suoi sogni.
Per procedere all’applicazione pratica del Piano Direttivo Distrettuale
occorreva effettuare un’analisi del distretto, delle sue strutture e delle fun‑
zioni da queste svolte.
Per questo sono stati richiesti dati e notizie sui programmi ai club, uti‑
lizzando già l’impegno degli Assistenti. Sembrò allora per diversi club, un
eccesso di burocratizzazione, un’ impropria anticipazione di adempimenti
148
abitualmente forniti solo in occasione della visita del Governatore, se non
un eccessiva invadenza nell’autonomia del Club.
Fu invece una blanda, consapevole anticipazione di quello che, dall’an‑
nata prossima sarà una regola. Prima ancora di passare all’impostazione
e attuazione pratica della struttura distrettuale, occorreva formalizzare
l’esistenza di un organo espressamente previsto dal MdP, concepito come
organo di supporto per l’impegno del Governatore; un interlocutore ric‑
co di esperienze e depositario della tradizione e della storia del Distret‑
to: il Consiglio Consultivo dei Past Governors, un organo costituito, non
per scelta del Governatore in carica, ma costituito autonomamente, per
le funzioni direttive svolte e quindi capace di esprimere consigli e racco‑
mandazioni sul piano operativo e giudizi di alto significato morale. Q uale
organo più direttamente operativo è stato istituito il Comitato di gestione
composto dal Governatore in carica, dall’immediato Past Governor, dal
Governatore eletto e da quello designato, allo scopo di costituire una sede
in cui esaminare azioni, problematiche, impegni distrettuali che, travali‑
cando la durata temporale dell’annata in corso, impegnavano la respon‑
sabilità dei Governatori delle annate successive. Esso esprime e realizza
la continuità a livello distrettuale. Dal CCPG veniva subito espressa la ne‑
cessità di realizzare un testo che raccogliesse una serie di raccomandazioni
per il Governatore riguardanti sia incombenze istituzionali, sia principi di
corretta gestione del Fondo distrettuale, ispirate a principi di uniformità,
di trasparenza e di economicità.
Raccomandazioni che indicassero principi contabili e tempi e metodi
per la chiusura contabile dell’annata, per la redazione del bilancio consun‑
tivo e per la destinazione degli eventuali avanzi di gestione. Della redazio‑
ne di questo testo, ad uso del Governatore in carica che, accettandolo si
impegna a rispettarlo, si è occupata una Commissione di cui sono stato
membro e che ha portato a termine il proprio lavoro all’inizio dell’annata
1999/2000 così che già in quell’annata (Governatore Augusto Turchi) vi
è stata la sua prima applicazione.
Sulla base della pratica esperienza di quel primo periodo il CCPG, ha
poi approvato quelle modifiche che si erano rese opportune per una mag‑
giore aderenza alle esigenze operative.
Occorreva poi costruire quella struttura, impostata sugli Assistenti del
Governatore, e fornire agli stessi le necessarie indicazioni e strumenti per
assolvere correttamente le funzioni loro delegate. Si trattava di dare un’im‑
149
postazione innovativa per la cui realizzazione, mancando l’esperienza,
occorreva buon senso, conoscenza del distretto, inteso come territorio e
come club ivi operanti, la visione di un obiettivo da raggiungere, il convin‑
to coinvolgimento e impegno di quanti avessero accettato questo incarico,
più come una sfida che come una gratificante posizione distrettuale.
Occorreva individuare soci che avessero già svolto la funzione di Presi‑
dente di club, che fossero disponibili ad un impegno senz’altro oneroso,
forse non ancora ben conosciuto e riconosciuto dai club.
Debbo dire che questa difficoltà di riconoscimento della funzione dell’As‑
sistente del Governatore e dei suoi compiti si è riscontrata più nei club di
maggiore anzianità, di maggiori dimensioni, di più elevata età media, legati
a volte a tradizioni o a prassi che erano state elevate a rango di regole statu‑
tarie. A volte il compito dell’Assistente è stato visto come un’invadenza nella
troppo spesso e impropriamente invocata autonomia. L’autonomia riguarda
l’azione che il club svolge per raggiungere gli scopi indicati dallo Statuto ed i
suoi rapporti con i propri membri. È il club che ammette i propri soci ed è il
club che li può estromettere. Il club, in quanto a sua volta membro del R.I., è
obbligato a rispettare le norme dello Statuto, e solo nel rispetto di queste vede
assicurata la sua ammissione, la sua appartenenza e la sua permanenza nel
Rotary. Il Club quindi, come unità, è soggetto al controllo del R.I., controllo
che il Consiglio Centrale demanda al Governatore il quale oggi può delegare
alcuni dei propri compiti amministrativi agli Assistenti. La figura dell’Assi‑
stente si pone quindi, nell’ambito dei compiti a lui delegati e nei confronti dei
club a lui affidati, come un mandatario del Governatore che resta comunque
unico responsabile verso il Consiglio Centrale.
Non era facile ipotizzare e attuare la struttura, definire il numero ed il
tipo dei club da affidare ai rotariani chiamati alla funzione di Assistenti
del Governatore, accertare quali compiti propri del Governatore potevano
essere loro delegati e soprattutto quali di questi, per onerosità e singolarità
potevano essere validamente assolti dagli Assistenti.
L’aver affidato a tutti non più di cinque club risponde ad una logica, al
criterio dell’efficienza, dell’economicità della gestione, alla necessità di at‑
tuare un’innovazione strutturale non rigida che doveva consentire la pos‑
sibilità di adattamenti in funzione della prima esperienza.
Un’incognita poteva essere la non adeguata scelta dei candidati all’inca‑
rico di Assistenti del Governatore perché dovevano essere loro stessi – e
per primi – convinti della validità del Piano Direttivo Distrettuale e della
150
loro funzione di delegati del Governatore e non più di rappresentanti dei
club.È stato loro compito quello di calare la nuova struttura nella diversa
realtà dei molti club del nostro distretto, collaborando con me per meglio
definire compiti e funzione di questa nuova figura di leader distrettuale.
Questo ha richiesto da parte loro discrezione e rispetto dell’autonomia dei
club, ma anche autorevolezza, conoscenza del Rotary e massima disponi‑
bilità.
Al termine di questa prima annata d’applicazione del Piano Direttivo Di‑
strettuale credo di poter dire che gli aspetti positivi di questa innovazione sono
generalmente riconosciuti: occorre ora consolidarla riaffermando la funzione
chiave degli Assistenti del Governatore, in sintonia con quanto più esplicita‑
mente di ora detteranno le norme del prossimo Manuale di Procedura.
Saranno gli Assistenti del Governatore che oggi, sia pur in forma sinteti‑
ca, Vi esporranno l’attività svolta dai club loro affidati. Credo sia un giusto
riconoscimento all’attività dei Club e all’impegno degli Assistenti.
Informazione e Informatizzazione
L’annata 2000–2001 è stata anche caratterizzata da una costante attenzio‑
ne all’informazione rotariana e all’informatizzazione.La qualità (ma anche la
quantità) dell’informazione rotariana ha riscosso più volte l’apprezzamento
dei soci del nostro distretto e di questo va dato merito all’impegno, alle ca‑
pacità professionali, alla profonda conoscenza del Rotary e delle sue regole
dell’Istruttore Distrettuale Paolo Margara. La sua capacità di esporre e di
rendere facilmente acquisibili nozioni e informazioni anche in quella mate‑
ria, da molti definita ostica, che è la Rotary Foundation, a me era ben nota.
Ora è nota a molti amici in tutto il Distretto, compreso il Governatore Eletto
che ha ritenuto utile chiedergli di proseguire in questo impegno anche nella
prossima annata.
L’informazione è iniziata già con il primo Seminario, quello dedicato
espressamente agli Assistenti del Governatore che hanno ricevuto anche
una completa documentazione, a completamento della giornata dedicata
alla loro formazione.
Successivamente dopo il SIPE dedicato ai soli Presidenti, con la parte‑
cipazione degli Assistenti, sono state organizzate quelle che abbiamo chia‑
mato RISP, Riunioni Informative per Segretari e Presidenti .
Sono stati 12 incontri che ci hanno portato: l’Istruttore Distrettuale P.
Margara, il CoSegretario GF. Pachetti ed io, ad incontrare i Presidenti, i
151
Segretari e gli Assistenti di tutti gli 84 Club, suddivisi per gruppi. Nel cor‑
so di questi incontri, sono state approfondite le tematiche già trattate al
SIPE e sono state illustrate ai segretari le semplificazioni amministrative
che avevamo adottato e la corretta tempistica delle incombenze, fornen‑
do di tutto questo un’esauriente documentazione, è stata inoltre l’occasio‑
ne per confermare il rapporto tra la dirigenza dei club e gli Assistenti del
Governatore.È stata una novità; una sorta di sessione dedicata alle funzio‑
ni e devo dire che mi ha fatto piacere vedere che ora il R.I. ha dedicato l’As‑
semblea Distrettuale alle funzioni direttive (Presidenti, Segretari, Tesorie‑
ri, Prefetti ) e non alle Vie d’Azione, come ci ha ricordato in più occasioni
l’Istruttore Distrettuale.
L’informazione è proseguita con l’Assemblea, l’IDIR (dedicato a temi
pratici come la fiscalità, l’informatizzazione, ecc.) e con i due Seminari per
la R. F. In occasione di questi incontri distrettuali sono state distribuite cir‑
ca 2.000 copie di “Cos’è il Rotary”, pregevole valida iniziativa del Distretto
2060 che ha incontrato l’interesse di molti club.
Una copia è stata inserita nella documentazione che avete ritirato alla
registrazione. Ottimo strumento per i nuovi soci, validissimo anche per
quelli di maggior anzianità di servizio per migliorare la conoscenza della
nostra associazione.
Su questo aspetto caratterizzante della nostra annata, meglio e più ap‑
profonditamente parlerà l’amico Margara nel suo intervento odierno.
La commissione per l’Informatizzazione ha curato la costruzione del
sito internet e credo si possa dire che è stato un ottimo lavoro. A detta di
chi naviga è tra i migliori e di questo devo dare merito ai membri della
Commissione Bassi, Pachetti e Giannetti. La postazione attrezzata in que‑
sta sede dall’amico Bassi penso sia la miglior documentazione del lavoro
svolto.
Ma oltre al sito è stato anche attribuito un indirizzo di posta elettronica
a tutti i club, agli Assistenti, ai Past Governor e ai Governatori successivi e
alle loro Segreterie il cui utilizzo si va sempre più consolidando parallela‑
mente all’estendersi di questo mezzo di comunicazione.
È stata informazione rotariana anche quella che nel corso delle mie 84
visite ai Club ho fornito, non solo e non tanto nel corso del breve interven‑
to prima della conviviale, quanto nel mio peregrinare tra i tavoli per meglio
conoscere il club e coinvolgere tutti i soci presenti nel rapporto iniziato nel
pomeriggio con l’assemblea del club. Ricordo questa esperienza come la
152
parte più gratificante del mio incarico, il momento che ho vissuto con più
intensità e nel quale ho cercato di trasferire informazioni, conoscenze ma
soprattutto coraggio di cambiare, speranza e fiducia nel Rotary e coscienza
di appartenenza.
Di questa appartenenza ho spesso ricordato sia l’aspetto dei doveri che
quello dei diritti. Il dovere di riconoscere e accettare il Rotary con le sue rego‑
le, le sue strutture e i suoi valori e il diritto di contribuire all’evoluzione della
nostra associazione, alla costruzione del suo futuro portando in dono al Rota‑
ry il nostro grande patrimonio di cultura come una differenza che arricchisce.
Ho indicato nella tolleranza, il sentimento che deve guidarci nel costruire la
nostra appartenenza al Club, per migliorare la qualità della convivenza.
Ho definito “servizio“ la disponibilità, la propensione a rendersi utili agli
altri. Ho ricordato che il Rotary non può estraniarsi dalla realtà sociale in
cui deve operare e che è nostro compito mantenere elevato il tasso di rap‑
presentatività. Non ultima raccomandazione, avere la coscienza della no‑
stra identità e l’orgoglio dell’appartenenza al Rotary, la prima associazione
di servizio, presente in 163 paesi con diverse culture, storie, fedi religiose e
modi di vita diversificati, uniti nella cosciente adesione ai suoi valori.
Ho detto che dobbiamo sentirci orgogliosi di appartenere ad una Or‑
ganizzazione Non Governativa con un seggio all’assemblea dell’ONU,
un’associazione che opera nel mondo attraverso la sua Fondazione attuan‑
do e appoggiando progetti in campo educativo e umanitario e di cui non
possiamo dimenticare il grande contributo dato con il determinante impe‑
gno umano e finanziario alla Campagna Polioplus per l’eradicazione della
poliomielite e di altre affezioni dell’infanzia. A questo proposito ricordo
che l’impegno finanziario per completare questa campagna entro il 2005,
è rilevante e che a questo scopo il Rotary ha istituito Comitati nazionali
affidando il coordinamento di quello italiano al DD Cardinale.
Mantenimento e incremento dell’Effettivo
Il Presidente Devlyn ha invitato i club a mantenere l’effettivo e ad au‑
mentarlo. In occasione delle visite ai club ho ricordato le peculiarità del
Rotary italiano, nato elitario, poi selettivo, per raccomandare scelte ocula‑
te, attente alla qualità dei candidati.
Analizzando poi la composizione per classi di età dei club del nostro
Distretto (ma ritengo che questo valga anche per tutti gli altri distretti) ho
rimarcato addensamento di soci nelle classi di età più elevata. Vi sono club
153
con una età media dei soci di oltre 64 anni. Premesso che la qualità non
si media è comunque opportuno individuare e cercare di cooptare soci
più giovani, non per una questione aritmetica, quanto per garantire al club
nuova linfa, persone che non solo siano rappresentative delle professioni,
ma lo siano anche di altre generazioni, delle loro problematiche, come dei
loro sogni e dei loro interessi. Ho ricordato che l’ammissione al Rotary è
un gesto di generosità ma anche di fiducia e di speranza per il suo futuro.
Ho invitato ad esaminare l’ammissione di socie nei nostri club, ricordan‑
do la necessità primaria dei Rotary Club: quella di essere rappresentativi
delle attività economiche e professionali operanti nel territorio. Oggi che
le posizioni dirigenziali, le attività produttive e quelle professionali sono
sempre più occupate da donne, opporsi alla loro ammissibilità al Rotary
significa lasciare ad altri club di servizio persone di grande spessore e ri‑
schiare di non essere rappresentati in alcuni campi di attività.
Ma veniamo ai risultati, almeno quelli provvisori: Al 31 maggio risul‑
tavano, alla Segreteria del Distretto (dati al 30 aprile poi aggiornati dagli
assistenti), 5596 soci con un aumento del 2,06% di cui 137 socie che sono
aumentate de 123,4%.
Ritengo che al 30 giugno supereremo ampiamente i 5600 soci, grazie
anche alla possibile conclusione dell’iter per l’ammissione al RI del nuovo
Club di Cortona Valdichiana. È un nuovo club nato per desiderio degli
stessi club aretini che hanno ceduto parte del loro territorio, ed io ringra‑
zio i due club ed i loro Presidenti e con loro l’amico Piero Caponi Rappr.
Speciale per questa iniziativa. Con lui desidero ricordare e ringraziare per
la valida collaborazione l’amico Romano Gaspari e l’AG Mario Morganti.
Se tutto procede celermente, come ci auguriamo, il distretto avrà 85 Club.
L’impegno per la Rotary Foundation È stato uno degli impegni che ho maggiormente avvertito perché credo
che la conferma della internazionalità della nostra associazione si ottenga
proprio partecipando attivamente ma anche finanziariamente alle sue inizia‑
tive nel mondo. È attraverso la Rotary Foundation che si possono realizza‑
re molti di quegli obiettivi legati allo scopo della nostra associazione, per la
pace e la comprensione tra i popoli.
L’anno non è ancora terminato, ma ritengo che avremo superato il limite
per il quale il distretto si era impegnato. Tutti hanno risposto, ma ancora una
volta vanno segnalati i club affidati all’Assistente Piero Talini. Complessiva‑
154
mente ritengo che chiuderemo l’annata con un risultato globale per tutti i
fondi di 500 mila dollari. È un buon risultato che ci consente di mantenere
la nostra posizione nelle graduatorie tra i Distretti ma, ed è questo che vera‑
mente conta, ci da la soddisfazione di aver partecipato in misura consistente,
generosa, alle azioni umanitarie della nostra Fondazione.
A questo risultato avete contribuito tutti, consentendomi di destina‑
re alla Fondazione anche l’avanzo di gestione del fondo distrettuale, così
come vi chiesi espressamente di poter fare nella mia lettera di maggio in
ossequio a quei principi di trasparenza e correttezza contabile ai quali
anch’io mi sono attenuto. In attesa dei conteggi definitivi per l’annata in
corso, ho provveduto a versare alla Rotary Foundation, al Fondo Annuale
Programmi, l’importo di 170.772.000 Lire, pari a 84.000 Dollari, con l’in‑
dicazione di attribuire questa somma a tutti i Club, nella misura di 1.000
dollari ciascuno.
Vi ringrazio dell’attenzione fin qui prestatami e mi auguro che il pro‑
gramma della nostra giornata sia motivo di riflessione e di arricchimento
per tutti noi.
A tutti un cordialissimo saluto e un grazie per le manifestazioni di ami‑
cizia e per l’aiuto che in molti modi mi avete assicurato in questo non lieve
incarico.
PAOLO MARGARA (2006–2007)
In numerosi Club del Distretto
i Consigli Direttivi si dichiarano in
difficoltà ed i Soci lamentano disagi.
Si parla di disaffezione, indif‑
ferenza, assenteismo, rifiuto delle
responsabilità, autoreferenzialità,
difficoltà nel creare buoni organici,
eccesso di normativa e di burocra‑
zia: e chi più ne ha più ne metta.
Mentre alcuni club (ma purtrop‑
po molti soci) si lamentano e basta,
con un certo fatalismo, altri club
(ma troppo pochi soci) hanno co‑
Ing. Paolo Margara
155
minciato ad avvertire che le cose non funzionano più come dovrebbero,
hanno cominciato ad impegnarsi per tentare di analizzare cause ed effetti,
in qualche caso hanno anche cominciato a cercare di produrre antidoti.
Perché siamo arrivati a questo punto?
Lo vedremo fra poco, ma prima devo dirvi che quello di cui vi parlerò
nasce dagli stimoli e dai suggerimenti, dai segnali e dai messaggi ricevuti e
raccolti nel corso delle 95 Assemblee di Club che hanno costituito la base
rotariana del mio impegno: esperienze, riflessioni, speranze, frustrazioni.
Ripeto: perché siamo arrivati a questo punto?
In primo luogo, a mio avviso, perché oggi, nel nostro contesto sociale,
tutto si è fatto più complesso e più difficile, le situazioni mutano con una
rapidità sorprendente, le nuove situazioni richiedono di essere affrontate
con metodi nuovi che non si possono improvvisare.
In secondo luogo perché oggi, in parallelo con quanto accade nella so‑
cietà civile ed in tutto ciò che è costruzione dell’uomo, il Rotary sta sof‑
frendo di un continuo e progressivo declino. E questa è una contraddizio‑
ne evidente perché il Rotary, per sua natura e condizione, non dovrebbe
subire ma essere stimolo e risorsa per la società civile.
Adesso, se lasciamo andare le cose come vanno e non cerchiamo di ca‑
pirle a fondo facendo il punto della situazione, un punto che sia onesto,
trasparente, condivisibile senza distinguo, efficace nella sua definizione,
insomma, per essere chiaro, un punto che sia un check–up vero senza se e
senza ma, non ne usciamo.
Allora, ricorrendo ad un concetto semplice e ad una immagine concre‑
ta, tali da poter costituire esempio per quel che dico, affermo che siamo
arrivati a questo punto perché oggi noi non stiamo più vivendo il Rotary,
oggi noi viviamo il Rotary Bonsai.
Cos’è questo Rotary Bonsai?
Procediamo in maniera ordinata.
In termini generali tutti sappiamo che il Bonsai è la riproduzione in mi‑
niatura di alberi che conservano le proporzioni, l’aspetto e le funzioni di
quelli che crescono in natura: è il risultato di un’antichissima forma d’arte
nata in Estremo Oriente.
In termini rotariani il discorso è più articolato e deve essere più attento
ed approfondito.
Per chiarire che cosa intendo per Rotary Bonsai vi propongo di ripetere
insieme l’esercizio che io ho fatto di recente, con pazienza e con umiltà, e
156
che mi ha consentito di comprendere bene e di mettere a fuoco tale idea.
Quale è questo esercizio?
Si tratta di valutare, tutti noi: dirigenti, consigli direttivi e soci, se e quanto siano tutt’ora validi i valori che costituiscono la vera ragion d’essere del
Rotary, e se e quanto siano tutt’ora adeguati i comportamenti conseguenti
al rispetto di quei valori. Consideriamo quelli che, a mio avviso, sono alcuni degli elementi più significativi, muovendo da quelli che stanno alla base
dello scopo della nostra Associazione.
Amicizia
È il modo di essere, di stare insieme, di vivere, delle persone che si sentono legate da affinità di idee e da stima reciproca. Riteniamo che nei club
si manifestino in linea generale i segnali, i sintomi, le tracce dell’amicizia
fra i soci e che, se non vale l’amicizia, almeno siano rispettate la tolleranza
e la qualità della convivenza?
Riteniamo che l’amicizia costituisca uno degli scopi del Rotary e non,
come purtroppo avviene in molti casi, che il Rotary rappresenti piuttosto
uno degli scopi dell’amicizia ?
Se la nostra risposta è no, allora possiamo dire che nel Rotary Bonsai ci si
vanta di essere amici, più che dimostrare di esserlo veramente attraverso
comportamenti adeguati.
Rettitudine
È l’applicazione pratica della dottrina del dovere. Riteniamo che un socio che ha fatto a suo tempo la scelta morale di essere rotariano e che invece non vive il Rotary con l’impegno che il Rotary chiede, sia rispettoso dei
doveri che derivano dalla sua scelta?
Riteniamo che il socio che si comporta fuori dei principi, meglio contro
i principi, di un’etica rotariana che egli ha liberamente e consapevolmente
sottoscritto rappresenti un’eccezione?
Se la nostra risposta è no, allora possiamo dire che nel Rotary Bonsai ci
si adagia nell’etica della sopravvivenza avendo fatto la scelta non etica di
restare ai margini della vita del club.
Servizio
È la scelta disinteressata di impegnarsi per aiutare gli altri.
Riteniamo che un socio che evita con grande cura qualunque impegno
nel club, ignorando che il club ha bisogno di tutti e di ognuno, sia in grado
di comprendere appieno le motivazioni di quei comportamenti che pongono in prima linea non se stesso ma gli altri, in particolare coloro che ci
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sono lontani o che ci sembrano diversi?
Riteniamo che quel socio sia in grado di assumersi nel club le responsabilità che prima o poi gli verranno inevitabilmente proposte?
Se la nostra risposta è no, allora possiamo dire che nel Rotary Bonsai ci si
defila da qualunque iniziativa e si evitano accuratamente le responsabilità.
Internazionalità
È la ricerca costante di relazioni capaci di farci vivere in pace ed armonia
con chiunque altro lontano o diverso da noi.
Riteniamo che i soci dei nostri club abbiano ben compreso che la caratteristica di internazionalità dell’Associazione è una conquista faticosa
che si raggiunge attraverso scelte di interventi in paesi lontani, con progetti
tali che, una volta realizzati, possano proiettare un’immagine positiva del
Rotary attraverso i risultati raggiunti? Se la nostra risposta è no, allora possiamo dire che nel Rotary Bonsai ci si accontenta di dare seguito a progetti
locali e non ci si preoccupa di dare risposte, parallelamente, anche al soddisfacimento di bisogni lontani.
Progettualità
È la via maestra attraverso la quale si realizza la rotarianeità più vera, più
concreta, più efficace. Riteniamo che nei nostri club ci sia una sufficiente
conoscenza dei modi, dei tempi, dei perché ci si deve impegnare prima
nella invenzione e poi nella realizzazione di progetti che, o nella comunità propria o in comunità di altri paesi, diano risposte complessivamente
adeguate alla raccomandazione di servire oltre gli interessi personali che
il Rotary rivolge ai soci? Se la nostra risposta è no, allora possiamo dire
che nel Rotary Bonsai ci si affretta, per pigrizia, ad esaudire richieste che
fanno una beneficenza concreta ma rotarianamente marginale, senza preoccuparsi di mettere in pratica, per disinteresse o trascuratezza, il dare consapevole, costruttivo, intelligente che il Rotary raccomanda.
Formazione
È lo sforzo continuo, disinteressato e vigoroso di far crescere i soci cooptati di recente. Riteniamo che nei club si affronti seriamente e consapevolmente l’aspetto formativo dei nuovi iscritti, in modo da trasmettere
loro non solo la conoscenza delle regole, purtroppo sempre carente e superficiale, ma soprattutto la comprensione piena dei valori, i nostri valori?
In altre parole pensiamo che nei club ci si preoccupi di costruire rotariani
veri, reali, doc?
Se la nostra risposta è no, allora possiamo dire che nel Rotary Bonsai si
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cooptano iscritti e poi purtroppo si accetta e ci si accontenta che diventino
soci virtuali, fittizi.
Appartenenza
È la consapevolezza del ruolo che assumiamo in conseguenza di una
nostra scelta ed è la scoperta in noi stessi dello spirito di corpo.
Riteniamo che coloro i quali portano la nostra ruota ma dimostrano di
non voler vivere il Rotary, si rendano conto della posizione di inerzia che
in loro ha preso il posto di una disponibilità iniziale rimasta purtroppo
inespressa?
Riteniamo che nei club la maggioranza dei soci punti ad appropriarsi,
globalmente, del significato vero, sincero, positivo, dell’appartenenza rotariana, il significato del dare privo di attese, o peggio pretese, di ricompensa?
Se la nostra risposta è no, allora possiamo dire che nel Rotary Bonsai il
senso dell’appartenenza sta evaporando da tempo e continua ad evaporare
sempre più.
Coerenza
È il valore per eccellenza, il valore dei valori, quello che qualifica senza
dubbi il nostro essere ed agire da rotariani.
Riteniamo che i soci dei club, una volta fatta liberamente la propria scelta morale, culturale, motivazionale, la facciano seguire da comportamenti
adeguati ed assolvano appieno, senza tentennamenti, i doveri specifici che
nascono da quella scelta? Riteniamo che i soci dei club si pongano con
trasparenza, con correttezza, con onestà il problema della corrispondenza di quello che si fa a quello che si deve fare? Se la nostra risposta è no,
allora possiamo dire che nel Rotary Bonsai si sostituisce il compromesso
alla coerenza, si accettano comportamenti legati a disvalori che tendono a
sostituire i nostri valori, si vive un surrogato affievolito ed appannato del
nostro Rotary.
Ho abbozzato un identikit del Rotary Bonsai che potrebbe sembrare
impietoso.
Non è così: i più attenti fra noi si stanno rendendo conto che le caratteristiche essenziali del Rotary Bonsai sono riconoscibili nei club, sono chiaramente dimostrabili e si stanno diffondendo.
Non conosco ricette di carattere generale adatte a contrastare le motivazioni che nel tempo hanno cominciato ad indirizzare i club verso la configurazione del Rotary Bonsai.
Però voglio proporvi, costruttivamente, un atteggiamento prima mentale
159
e poi pratico, tale che possa aiutarci a trasformare i problemi in opportunità.
Dobbiamo darci un metodo: quale?
Nei club sono presenti sintomi differenti di difficoltà e di disagio, mi
riferisco a quei club in cui stanno prendendo forza l’una o l’altra delle ca‑
ratteristiche del Rotary Bonsai, fortunatamente non ancora tutte e non an‑
cora tutte insieme.
Allora, una volta individuate e comprese le caratteristiche del Rotary
Bonsai che affiorano nel club, assumiamole quali termini di riferimento e
confrontiamoci con esse, facendo diventare il Rotary Bonsai un modello,
pur se negativo, rispetto al quale prendere le distanze e dal quale allonta‑
narsi.
Nella sua autonomia e specificità, ogni club interessato dovrebbe predi‑
sporre antidoti a quel modello, sulla base del suo peso rotariano in termini
di storia, di cultura, di numero e di buona volontà dei soci. Così il Rotary
Bonsai potrebbe, partendo da una situazione negativa, assolvere un com‑
pito positivo, consentendoci di materializzare le ipotesi, facilitare le analisi,
definire le aree di crisi, e permettendoci, insomma, di lottare per recupera‑
re ciò che abbiamo perso.
Abbiamo indicato un metodo, adesso definiamo un percorso.
Poiché non è sufficiente chiedere genericamente ai club di creare le con‑
dizioni perché i propri soci si riapproprino dei rispettivi ruoli e rifiutino di
adeguarsi al Rotary Bonsai, vediamo come muoverci.
Occorre che nei club i Consigli Direttivi chiedano ai soci di inventare ed
impostare piani operativi efficaci in grado di ostacolare prima e respingere
poi il modello di Rotary Bonsai. Occorre che nei club i Consigli direttivi,
sulla base di quei piani, propongano all’intero club obiettivi chiari e defini‑
ti verso cui muoversi.
Occorre che nei club i Consigli direttivi controllino che si facciano pro‑
gressi nella giusta direzione. Occorre che, passo dietro passo, i club torni‑
no a crescere come piante vere, sane, robuste, che puntino al cielo con tutti
i loro rami e che al momento opportuno riprendano a germogliare gemme
e quindi a dare frutti.
Mi sto avviando alla conclusione, ma c’è ancora una caratteristica del
Rotary Bonsai che voglio ricordare.
Il Rotary Bonsai non rappresenta una situazione di equilibrio stabile e
duraturo, ma è una situazione transitoria, di passaggio.
Per il futuro abbiamo davanti a noi due strade:
160
– la prima è una bella autostrada a quattro corsie, in discesa, liscia e diritta
e invitante
– l’altra è una strada stretta, in salita, piena di curve e sconnessa e faticosa
L’autostrada ha un punto di arrivo: il Rotary Zombi.
La strada difficile ha invece una meta ben diversa: il Rotary che la gran‑
de maggioranza di noi ha nella mente e nel cuore, ed a cui noi tutti voglia‑
mo un gran bene, il Rotary di Paul P. Harris.
Sta a noi scegliere.
Buona fortuna, Buon lavoro e Buon Rotary.
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I PRESIDENTI DEL CLUB
1959–1960 – Dino PARDINI (dal 15.12.1959)
1960–1961 – Dino PARDINI
1961–1962 – Guido SAMPAOLESI
1962–1963 e 1963–1964 – Mario CATTANEO
1964–1965 – Giovanni BONETTI
1965–1966 e 1966–1967 – Giorgio RAGAGLINI
1967–1968 e 1968–1969 – Bruno SALVATORI
1969–1970 – Oscar GALLENI
1970–1971 e 1971–1972 – Alfredo BARTELLETTI
1972–1973 e 1973–1974 – Gaetano BELTRAMI
1974–1975 e 1975–1976 – Massimo SAMORY
1976–1977 – Francesco BARONE
1977–1978 – Girolamo GALASSINI
1978–1979 – Benozzo GOZZOLI
1979–1980 – Alfredo INCERPI
1980–1981 – Tito ANTONI
1981–1982 – Gianmario MOZZI
1982–1983 – Gino BARSOTTI
1983–1984 – Franco FRANCHI
1984–1985 – Francesco IANTAFFI
1985–1986 – Ernesto SANTORO
1986–1987 – Goffredo SCOTTI
1987–1988 – Giuliano LUCARELLI
1988–1989 – Oscar BIAGI
1989–1990 – Vasco SCARPELLINI
1990–1991 – Ugo URBANO
1991–1992 – Marcello PARDINI
1992–1993 – Raffaello BARTELLETTI
1993–1994 – Paolo MARGARA
1994–1995 – Benito GIANNOTTI
1995–1996 – Gianmario MOZZI
1996–1997 – Carlo RICCOMAGNO
1997–1998 – Marco Fabrizio SAETTONE
1998–1999 – Paolo Michele BELTRAMI
1999–2000 – Andrea BIAGIOTTI
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2000–2001 – Florindo CERRI
2001–2002 – Fulvio GRIDELLI – Alberto BARGELLINI
2002–2003 – Amedeo ANGELI
2003–2004 – Giovanni Battista GERVASI
2004–2005 – Boris GIANNACCINI
2005–2006 – Giuliano BORELLI
2006–2007 – Tommaso FANFANI
2007–2008 – Marco Fabrizio SAETTONE
2008–2009 – Vittorio PASQUINI
2009–2010 – Francesco GASPA
I CONSIGLI DIRETTIVI
Anno di Fondazione 1959–1960
Presidente: Dino PARDINI
Vice Presidente: Guido SAMPAOLESI
Segretario: Ferruccio MARTINOTTI
Tesoriere: Mario DEL VITA
Consiglieri: Nicola ARRIGHINI
Gian Giacomo FONIO
Guglielmo LENZI
Prefetto: Paolo FAZZINI
50° Anno dalla Fondazione 2009–2010
Presidente: Francesco GASPA
Vice Presidente: Giuliano BORELLI
Segretario: Diego BONINI
Tesoriere: Enrico MOTRONI
Consiglieri: Alfredo DEL MESE
Pier Paolo DINELLI
Maurizio POLACCI
Bruno Ulisse VIVIANI
Prefetto: Marina GRIDELLI
163
SOCI ATTIVI DEL CLUB (30 - 06 - 2009)
Cognome e Nome
Entrata nel Club
ANDRES Giovanni
ANGELI Amedeo
BARALDI Alberto
BARALE Nello
BARSANTI Carlo
BARSI Loris
BARSOTTI Sergio
BARTELLETTI Leonardo
BARTELLETTI Raffaello
BELTRAMI Paolo Michele
BENEDETTI Edoardo
BIAGIOTTI Andrea
BIGONGIARI Carlo
BONINI Diego
BONUCCELLI Massimo
BORELLI Giuliano
BRUNETTI Roberto
CASOLO Giancarli
CASTELLI Valteno
CECCHI Massimo
CERRI Florindo
CINQUINI Riccardo
CONTI Umberto
CULICCHI Paolo
DEL MAGRO Felice
DEL MESE Alfredo
DINELLI Paolo
DINELLI Pier Paolo
FANFANI Tommaso
FEDERIGHI Alberto
GALLI Silvano
GALLIONE Alessandro
GASPA Francesco
GERVASI Giovan Battista
GIANNACCINI Boris
GIANNECCHINI Ezio
GIANNECCHINI Guido
GIANNONI Elio
30-mag-72
28-feb-84
4-nov-08
29-ott-02
21-gen-97
21-gen-97
25-giu-96
18-giu-85
5-feb-62
5-apr-83
28-ago-01
18-mag-82
21-giu-05
20-mar-07
18-feb-97
17-mag-77
16-mar-82
19-giu-07
9-ott-01
25-feb-03
7-dic-82
19-nov-02
7-dic-82
20-apr-99
19-gen-99
19-giu-07
31-dic-67
16-mag-06
22-feb-005
4-giu-96
17-giu-03
18-apr-00
3-feb-98
6-dic-94
20-gen-87
21-gen-97
25-mar-97
5-dic-78
164
Cognome e Nome
Entrata nel Club
GIANNOTTI Benito
GIUSTI Vittorio
GRIDELLI Marina
GUIDUGLI Umberto
IGNOMIRIELLO Iorio
JELLERSITZ Guido
LAZZERETTI Renzo
LEMMETTI Nilo
LENSI Roberto
LOMBARDI Enzo
MAREMMANI Piero
MARGARA Mario
MARGARA Paolo
MATTEUCCI Elisabetta
MEDI Francesco
MONACO Fabio
MONTONE Angelo
MOTRONI Enrico
NERI Giampaolo
OTTANI Gian Luigi
PAGNI DA GRANAROLA Massimo
PAPI Fabrizio
PARDINI Marcello
PASQUINI Vittorio
PELLIZZONI Paolo
POLACCI Maurizio
RICCOMAGNO Carlo
RONTANI Giandomenico
SAETTONE Marco Fabrizio
SARACCO Franco
SCARPELLINI Vasco
SILVESTRI Pier Luigi
SIMONELLI Filippo
SODINI Francesco
SODINI Sauro
TOMEI Paolo Emilio
VARIA Stefano
VIVIANI Bruno Ulisse
5-lug-88
17-feb-04
22-mag-07
16-giu-02
1-ago-69
21-gen-97
6-ott-81
4-feb-86
6-ott-81
6-ott-81
14-giu-94
16-set-03
1-gen-90
8-gen-08
5-mar-91
14-mag-02
5-set-70
14-giu-94
16-mar-04
19-set-06
4-nov-08
14-gen-03
5-feb-62
18-gen-00
20-feb-01
18-apr-00
15-mar-83
3-apr-79
7-nov-78
22-mag-01
22-gen-80
5-dic-78
5-apr-77
6-dic-94
17-nov-98
4-lug-90
19-giu-01
18-sett-07
165
SOCI CHE HANNO FATTO PARTE DEL CLUB
Cognome e Nome
Entrata nel Club
ALATI Antonio
ANCILLOTTI Mario
ANTONI Tito
ANTONIETTI Antonio
ARATA Fidia
ARATA Silvana
ARRIGHINI Gualtiero
ARRIGHINI Nicola
BARGELLINI Alberto
BARGIACCHI Giorgio
BARONE Francesco
BARSANTI Gino
BARSOTTI Gino
BARTELLETTI Alfredo
BASTIANELLI Renato
BELLINI Sabatino
BELTRAMI Gaetano
BENETTI Bruno
BENETTI Maurizio
BENVENUTI Bruno
BERARDI Giovanni
BIAGI Oscar
BONETTI Giovanni
BONINSEGNI Ludovico
BOTTO Attalo
CACCIA Anselmo
CARAVAGLIOS Raffaele
CARDINI Domenico
CARDINI Marcello
CASALI Ambrogio
CASTAGNI Enrico
CASTELLACCI Claudio
CATTANEO Mario
CENNI Giafranco
31 -dic-78
5-lug-88
11-apr-72
5-gen-60
17-mag-70
20-mar-07
31-dic-61
5-gen-60
20-ott-98
31-dic-66
30-mag-72
31-dic-60
7-apr-70
31-dic-60
1-giu-82
18-mar-80
31-dic-66
31-dic-61
5-gen-60
26-mag-87
17-ago-68
5-gen-60
5-gen-60
31-dic-60
31-mar-64
5-gen-60
1-feb-72
5-gen-60
4-giu-96
5-gen-60
15-mag-73
30-set-99
5-gen-60
18-gen-00
166
Uscita dal Club
31 -mag-79
31 -dic-93
1-feb-01
23-feb-96
8-lug-08
8-lug-08
1-lug-84
30-nov-77
3-lug-08
27-giu-03
1-lug-99
31-dic-69
24-dic-94
22-ago-83
22-gen-09
30-set-92
9-dic-94
31-dic-66
30-set-85
27-mar-09
22-set-70
10-nov-04
7-giu-69
15-giu-64
30-giu-72
31-dic-66
1-lug-04
31-dic-62
20-lug-07
3-nov-75
30-giu-92
31-dic-02
11-mag-75
31-dic-02
Cognome e Nome
Entrata nel Club
CIABATTI Romolo
CIDONIO Erminio
CIMA Alessandro
CINQUINI Angelo
CODECASA Fulvio
CONTI Guido
COZZANI Angelo
DEL FREO Giuseppe
DEL VITA Mario
DI GRAZIA Graziano
DINI Arnaldo
DlNl Rolando
DUCCI Varo
FALCHINI Giovanni
FANFANI Tommaso
FAZZINI Giorgio
FAZZINI Paolo
FERNANDEZ Giulio
FONIO Giangiacomo
FORMAI Giuseppe
FRANCHI Franco
GALASSI Pietro
GALASSINI Girolamo
GALLENI Oscar
GHIDINI Silvio
GIANNOTTI Piero
GOZZOLI Benozzo
GRAFFAGNINI Renato
GRAZZINI Giancarlo
GRIDELLI Fulvio
GUIDUGLI Giangiacomo
GUIDUGLI Umberto
IANTAFFI Francesco
INCERPI Alfredo
JANNETTI Giovanni
26-mag-90
5-gen-60
12-dic-78
31-dic-61
18-feb-97
17-giu-03
4-mar-80
5-gen-60
5-gen-60
14-gen-75
31-dic-60
17-mag-70
31-dic-78
31-mag-79
20-mag-85
31-dic-61
5-gen-60
26-mag-90
5-gen-60
24-mar-70
20-nov-79
31-dic-67
30-apr-74
5-gen-60
5-gen-60
15-mag-73
3-ago-65
5-gen-60
10-lug-84
20-gen-87
5-gen-60
9-giu-86
20-giu-72
27-ago-68
30-giu-85
167
Uscita dal Club
1-lug-94
31-dic-61
31-dic-85
31-dic-62
7-set-98
31-ott-06
10-mar-91
2-gen-64
31-dic-78
13-mar-79
30-ott-64
30-mar-71
30-giu-81
17-lug-80
31-dic-89
31-dic-63
21-ott-69
31-dic-92
12-giu-71
31 -dic-72
30-mar-94
11 -lug-74
10-mag-83
11-nov-86
30-set-61
25-lug-82
22-feb-83
31-dic-62
30-giu-85
14-mar-02
12-dic-79
8-feb-00
9-apr-96
31-dic-85
30-giu-88
Cognome e Nome
Entrata nel Club
LA RUSSA Achille
LANDINI Vittorio
LANZAVECCHIA Ettore
LENZI Guglielmo
LOMBARDI Giuseppe
LUCARELLI Giuliano
LUPORINI Marcello
MANCIANTI Mariano
MANGERUCA Marco
MANSHOLT David Jan
MARGARA Vittorio
MARIANI Otello
MARTELLI Dino
MARTINELLI G. Omero
MARTINOTTI Ferruccio
MASSONI Fabrizio
MELANDER Goran
MENDUINI Alfredo
MENEGHETTI Raimondo
MERSI Renato
MOZZI Gianmario
MURABITO Rosario
ORSI Giuseppe
PACINI Giuseppe
PALLINI Mauro
PALMERINI Carlo
PAOLINI Edoardo
PARDI Victor Arthur
PARDINI Dino
PARDINI Francesco
PARENTI Eugenio
PELLICCIONI Vincenzo
PETTINATO Franco
PISANI John
PISTORESI Augusto
5-gen-60
2-apr-96
5apr-77
5-gen-60
31-gen-61
5-gen-60
5-gen-60
5-gen-60
27-apr-04
23-mag-00
20-giu-72
31-dic-67
1-apr-80
15-set-70
5-gen-60
31-dic-60
31-lug-78
31-dic-67
31-dic-61
31-dic-64
19-apr-77
31-dic-70
5-gen-60
31-dic-60
11-mar-03
5-giu-70
20-mar-79
4-mag-93
5-gen-60
5-apr-83
20-giu-72
5-gen-60
10-ott-89
7-ott-65
31-dic-64
168
Uscita dal Club
6-mag-69
25-mar-09
12-dic-94
31-dic-69
7-mag-83
17-apr-88
31-dic-66
31-dic-60
12-dic-06
1-lug-04
I -ago-75
30mar-71
30-giu-84
28-gen-91
30-giu-74
31-dic-61
23-mar-85
26-set-72
31-dic-62
31-dic-67
7-feb-00
27-nov-72
31-dic-78
14-set-71
23-lug-07
31-dic-72
4-ago-94
30-nov-94
31-ott-72
7-giu-00
31-ott-77
31-dic-65
24-mag-95
21-giu-77
31-dic-72
Cognome e Nome
Entrata nel Club
POGGETTI Gianfranco
RAGAGLINI Giorgio
REPETTI Giuseppe
RICKLER DEL MARE Cesare
RIGHI Antonio
SALVATORI Bruno
SAMORY Massimo
SANPAOLESI Guido
SANTORO Ernesto
SCARPELLINI Giuseppe
SCHONFELD Gabriele
SCOTTI Goffredo
SERGIAMPIETRI Gianfranco
SIMONELLI Giovanni
STHYR Herald
TAJOLI Luciano
TOMEI Pio
TOMMASI Paolo
TONINI Nicola
URBANO Ugo
VELLA Angelo
VERUNELLI Francesco
ZANCO Aurelio
6-apr-93
5-gen-60
31-dic-64
15-mar-83
28-nov-78
1-mar-65
31 -dic-69
5-gen-60
20-giu-78
21-ott-75
11-lug-78
5-gen-60
30-mag-72
1-giu-93
5-gen-60
19-mag-70
31-dic-61
23-giu-87
5-gen-60
31-dic-66
31-dic-68
30-mar-99
31-ott-65
169
Uscita dal Club
9-apr-99
21-giu-77
31-mar-87
21 -lug-03
30-giu-84
11-giu-80
28-feb-79
12-gen-81
9-giu-97
12-set-94
8-set-94
6-set-94
11-gen-83
30-set-97
31-dic-66
4-ago-96
31-dic-69
19-mag-03
1 5-ott-69
7-lug-97
11-apr-72
2-feb-04
31-dic-79
170
BIBLIOGRAFIA
G. Mozzi - (Rotary Club Viareggio Versilia): Vent’anni 1960 -1980.
G. Mozzi - (Rotary Club Viareggio Versilia): Quarant’anni 1960 – 2000;
Tip.Nepi Viareggio (2000).
G. Mozzi - Premio dell’Artigiano; Mauro Baroni Edit., Viareggio (1996)
(i primi 15 anni – 1981 - 1995).
P. Bottari - 70 anni di Rotary a Lucca; Francesconi Stampa, Lucca (2005).
L. Lischi, G.Meucci, E.Pala e S.Sani – I Settanta anni del Rotary Club di
Pisa, (1934-2004).
Bollettini settimanali del Club (1968-69/2008-2009).
171
172
Ringraziamenti
Al termine di questo impegno, che oltretutto mi ha
permesso di conoscere meglio il nostro Club, è mio dovere
ringraziare quanti mi hanno aiutato anche con osservazioni a
volte molto pertinenti. In modo particolare sono grato ai nostri
due Past Governor, Carlo Riccomagno e Paolo Margara; al
Presidente Francesco Gaspa; ai Past President Marcello
Pardini, Florindo Cerri, Marco Fabrizio Saettone, Vasco
Scarpellini, Vittorio Pasquini; ai Soci Paolo Dinelli, Marina
Gridelli, Mario Margara, Elisabetta Matteucci, Francesco
Sodini; ai rotaractiani Francesco Spina e Libia Covino ed
all’ex rotaractiano Paolo Vaglio. A tutti loro un grazie di cuore
per avermi fornito materiale utile nella ricostruzione della
cinquantenaria storia del nostro Club.
173
Boris Giannaccini
174
INDICE
Un po’ di Storia
pag.
La Ruota e la Bandiera
“
La Fondazione
“
Iniziative per i giovani
“
Il Rotaract
“
Sedi stabili ed occasionali del Club
“
Gemellaggi
“
Varie iniziative
“
Le donne nel Rotary
“
Forum della Fascia Costiera
“
Il Premio Galileo Galilei (ex Premio Forte dei Marmi)
“
Premio dell’Artigiano
“
Premio Internazionale Barsanti e Matteucci
“
Premio Internazionale Artiglio e Fondazione Artiglio Europa “
Il Museo della Marineria
“
La Galleria d’Arte Moderna
“
I nostri tre Governatori
“
Francesco Barone
“
Carlo Riccomagno
“
Paolo Margara
“
I Presidenti del Club
“
Il C.D. (anno di fondazione) e il C.D. (del Cinquantenario) “
I Soci Attivi del Club
“
I Soci che hanno fatto parte del Club
“
Bibliografia
“
Ringraziamenti “
“
175
5
9
10
18
24
31
40
51
70
73
80
83
93
103
133
139
141
141
145
155
162
163
164
166
171
173
Finito di stampare nel mese di ottobre 2009
Arti Grafiche “Mario e Graziella Pezzini” - Viareggio
www.pezzinieditore.it
©PEZZINI EDITORE - ISBN 978-88-88522-71-5
176
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Cinquant´anni di Rotary in Versilia