Rotary Club Viareggio Versilia Distretto 2070 Rotary International Cinquant’anni di Rotary in Versilia PEZZINI EDITORE Rotary Club Viareggio Versilia Distretto 2070 Rotary International Cinquant’anni di Rotary in Versilia PEZZINI EDITORE Prefazione In quest’anno rotariano 2009-2010 cade il 50° di fondazione del nostro Club che sorse nel 1960. Il Consiglio Direttivo e la Commissione per il cinquantenario hanno ritenuto opportuno tracciare nelle sue linee essenziali la storia di questo sodalizio che ha dimostrato negli anni di dar vita e adeguato svolgimento a molteplici attività e iniziative anche di notevole importanza. Ne è scaturito un racconto reale, interessante e vivace nel contenuto oltre che nelle forme, con ricordi di persone che ne hanno fatto la storia, nella speranza che conoscendo per la prima volta o rivivendo le vicende del Club si senta ancor più vicino ad esso e sia se possibile ancor più convinto delle finalità del Rotary e si senta orgoglioso di appartenere a un Club che fa dell’amicizia e della solidarietà gli elementi portanti del nostro vivere quotidiano. Il racconto contiene inoltre per alcuni di noi parte di noi stessi e dei nostri ricordi. Questo Club ha negli anni realizzato iniziative di grande interesse culturale e sociale a cominciare da quel Premio Internazionale Forte dei Marmi, nato nel 1962 da un’idea di Tristano Bolelli, che poi passato al R.C. di Pisa, è oggi conosciuto come il Premio Internazionale Galileo Galilei dei Rotary italiani. Il Premio dell’Artigiano, ormai giunto alla 29ª edizione; il Premio Internazionale Barsanti e Matteucci (che nel 2004 è passato in gestione all’Amministrazione Comunale di Pietrasanta) per ricordare l’invenzione del motore a scoppio del pietrasantino padre scolopio Eugenio Barsanti e dell’ingegnere Felice Matteucci. Nell’anno 2009 si è svolta la 10ª edizione. Infine il Premio Internazionale Artiglio (biennale) e la relativa Fondazione Artiglio Europa che nel 2009 ha premiato l’oceanografa Sylvia Earle. 3 Il nostro Club partecipò fin dall’inizio (anno 1969) alla istituzione del Forum della Fascia Costiera ligure-tosco-laziale e della Sardegna orientale, evento interdistrettuale (distretti 2030-20702080) in cui sono presenti ben 40 Club distribuiti lungo i litorali liguri e tirrenici. Il Forum giunto quest’anno alla 31ª edizione si è tenuto a Viareggio unitamente al Premio Internazionale Artiglio. Va qui sottolineato come l’impegno dei Soci, secondo il vecchio motto rotariano Service Above Self, sia stato apprezzabile e in certi casi encomiabile nel portare a compimento iniziative piccole e grandi in favore degli altri. Termino con la ferma convinzione che il “servire” rotariano custodisce in sé una scelta morale, gratuita e volontaria che – come ebbe a dire l’indimenticato Francesco Barone – può accomunare uomini di fede religiosa e politica diverse. A questo punto è doveroso un particolare ringraziamento all’amico Boris Giannaccini che con l’aiuto di alcuni Soci anziani ha raccolto il materiale con cui ha realizzato questo volume. In esso non è contenuto tutto il percorso, ma le iniziative più significative e più “rotariane” concretizzate in questi 50 anni: gli interventi a favore del nostro territorio e, attraverso il Distretto o la Rotary Foundation, quelli inerenti i campi educativi, sanitari e di sostegno materiale con respiro internazionale. Francesco Gaspa Presidente del Rotary Club Viareggio Versilia 2009-2010 4 UN PO’ DI STORIA Se vogliamo parlare di Rotary, è necessario rivedere – anche se succin‑ tamente – la lunga strada percorsa da questa Associazione. La nascita, o meglio l’idea di far nascere qualcosa che riuscisse a com‑ battere la corsa dell’allora società verso il profitto più sfrenato e senza più valori morali, si compì nella stanza n.711 dell’Unity Building, al 127 di North Dearborn Street, a Chicago, la sera del 23 febbraio 1905. Era l’uf‑ ficio di Gustavus Loehr, ingegnere minerario svedese, che gentilmente aveva messo il suo ufficio a disposizione dell’avvocato Paul Percy Harris, per riunire altri due amici con cui concretizzare questa “folle” idea. Alla riunione, oltre ai primi due, erano presenti il commerciante di carbone tedesco Sylvester Schiele ed il sarto irlandese Hiram Shorey. Non solo erano di nazionalità diverse, ma appartenevano anche a fedi religiose diverse (cattolica, protestante, ebraica) e che in fondo rappre‑ sentavano le caratteristiche della civiltà americana. Si cominciò facendo riunioni settimanali nell’ambiente di lavoro di uno dei soci; poi si aggre‑ gò un quinto membro, lo stampatore Harry Ruggles. Il quintetto decise di darsi un nome: Rotary (Rotazione) Club di Chicago. Era nato il primo Rotary Club del mondo. Alla fine di quell’anno i soci erano già una trentina, e fu Sylvester Schie‑ le il primo Presidente con Will Jensen, un agente immobiliare, come se‑ gretario. Paul Harris divenne Presidente nel 1907. Tre anni dopo, nel 1908, fu aperto un secondo Club a San Francisco e poi altri ancora. Nel 1910 negli USA i Club rotariani erano già sedici con oltre un migliaio di soci. In quell’anno nacque a Chicago L’Associazione Nazionale dei Rotary Club d’America, con Paul Harris suo primo Presi‑ dente. Sempre nel 1910 il Rotary si internazionalizza con l’apertura di un Club a Winnipeg nel Manitoba canadese. Passano gli anni e il Rotary sbarca in Irlanda e poi in Inghilterra; nel 1920 arriva nell’Europa continentale con l’apertura di un Club a Madrid e di seguito a Johannesburg in Sud Africa e a Melbourne in Australia. Nel 1921 nascono Club a Parigi e Copenaghen, nel 1922 a Oslo. A que‑ sto punto, avendo raggiunto una dimensione mondiale, nasce l’esigenza di un organismo coordinatore dei Club, che venne denominato Rotary International e che aprirà di li a poco anche un ufficio internazionale a 5 Zurigo per l’Europa continentale. Nel 1923 è la volta di Milano. Ma i suoi fondatori non furono italiani. Il merito fu soprattutto dell’Ing. Leo Giulio Culleton che, volendo imitare il cugino che in Irlanda era stato Presidente del Club di Dublino, comin‑ ciò a muoversi negli ambienti che frequentava abitualmente. Pensava che gli amici gli avrebbero dato maggior ascolto. Ma la domanda era sempre la stessa: “Che cos’è il Rotary?” Culleton trovava infatti una grande diffi‑ denza verso un’organizzazione americana che tentava di intromettersi in una realtà socio–economica completamente diversa dalla loro. Serviva un leader carismatico, di sicuro prestigio internazionale e di grandi valori umani. La scelta cadde su uno scozzese, James Henderson, direttore generale della Cucirini Cantoni Coats, l’azienda tessile lucchese. E fu una scelta vincente. Anche qui si ritrovarono in quattro, tutti stranieri – proprio come a Chicago – provenienti da paesi e con professionalità diverse. L’in‑ gegnere italo–irlandese Culleton, Reginald Prince Mountney, corrispon‑ dente finanziario del Manchester Guardian, il Commissario del governo canadese Wendell Clarke e lo scozzese Henderson. La prima riunione si tenne il 19 giugno 1923 al prestigioso Caffè Cova di Milano, vicino alla Scala. Per cinque mesi continuarono a riunirsi ogni martedì e poi, quando raggiunsero il numero di venti soci, chiesero la Charta e la riunione costitutiva fu fatta il 20 novembre 1923 (anche se l’ammissione al Rotary International è del 19 dicembre). La solenne ri‑ unione si tenne nella sala Manzoni del Caffè Cova alla presenza di Fred Warren Teele, in rappresentanza ufficiale del Rotary International. Furo‑ no eletti Henderson come Presidente e Culleton segretario, “mentre fu‑ rono ribaditi i principi etici e morali alla base dei rapporti interpersonali e professionali tra i soci che avrebbero dovuto essere disponibili ad aiuta‑ re gli altri al di sopra del proprio interesse personale, senza distinzione di razza, di religione e di ideologia”. James Henderson, Presidente del Rotary Club di Milano, sarà anche il primo Governatore del Distretto Italia n.46. Dopo Milano, nel 1924, si fondano Club a Trieste, Genova, Torino, Roma, Napoli, Palermo, Venezia; nel 1925 nascono i Club di Firenze, Livorno, Bergamo, Parma e Cuneo. Il primo Club toscano è quello di Fi‑ renze che nasce il 7 marzo 1925 ed il suo primo Presidente fu il principe Piero Ginori Conti, Presidente e amministratore della Società Boracifera 6 di Larderello. Lo stesso Ginori Conti fu Governatore del Distretto Italia n.46 nell’annata 1928–29, anno particolarmente difficile per la violenta campagna di stampa politica e religiosa contro il Rotary, che chiedeva – senza mezzi termini – lo scioglimento dell’Associazione. Un rotariano milanese, Achille Bossi, ebbe a scrivere a proposito di Gi‑ nori Conti: “ha avuto la ventura di essere eletto sotto gli alberi frondosi del Valentino a Torino (past Governor Felice Seghezza) e di aver lasciato il potere sotto gli alberi annosi di Caserta (al successore Biagio Borriello di Napoli), eppure il corso degli avvenimenti doveva riservare a lui la re‑ sponsabilità di dirigere la nostra associazione in un periodo difficilissimo e l’onore di difendere vittoriosamente il prestigio e le sorti”. Purtroppo dieci anni dopo il suo governatorato, il Rotary in Italia si arrende alla dittatura fascista. Era il 14 novembre 1938 ed a Roma, presenti 25 Club, il Governatore Sen. Gian Attilio Pozzo, non potè nulla contro l’intimazione di sciogliere entro il 31 dicembre tutti i Club Rotary presenti in Italia. Si congedò con un atto finale di ringraziamento per tutti, rimettendo la sorte dell’organizzazione, considerata ormai “inutile”, nelle mani del segretario del Partito Nazionale Fascista, Achille Starace. Fatto questo doveroso inciso, ritorniano a vent’anni dalla nascita (1925), quando il Rotary conta già 200 Club ed oltre 20 mila soci, tra i quali è facile trovare capi di stato, primi ministri e innumerevoli perso‑ nalità del mondo politico ed economico. La crescita è continua e si ha la necessità di perseguire scopi sempre più improntati al sociale. Dall’In‑ ghilterra viene il suggerimento di incanalare tutte le attività di servizio secondo quattro precisi indirizzi, in seguito definiti vie d’azione: l’azione interna, l’azione di interesse pubblico, l’azione professionale e l’azione internazionale. Come ormai è chiaro, i soci cominciano ad unire le proprie risorse e capacità per soddisfare le necessità della comunità, all’insegna del motto Service Above Self (servire al di sopra di ogni interesse personale). Inoltre, l’adozione di un codice etico chiamato The 4–Way Test, tradotto poi in tutte le lingue. Nel 1928, per sostenere le politiche avviate dal Rotary, viene costituito un Ente no–profit per gestire centralmente le entrate dell’organizzazione 7 internazionale; questa idea, per la verità, era già venuta nel 1917 a Arch Klumph, Presidente del Rotary International, il quale propose anche di costituire un fondo di dotazione allo scopo di fare del bene nel mondo. L’Ente che prese forma da questa idea, fu fondato con 26,50 dollari di dotazione e prese il nome di Fondazione Rotary. Parlare diffusamente della Fondazione Rotary, esula da questa pubbli‑ cazione, ma non si può disconoscere il grande merito che la Fondazione ha avuto nella gestione e nella destinazione dei contributi volontari dei rotariani sparsi in tutto il mondo. Il Rotary, fin dalla nascita, ha accettato sfide sempre più impegnative come la lotta all’analfabetismo nei Paesi sottosviluppati, la cura delle 3 H (Health, Hunger and Humanity – salute, fame e umanità), fino alla campagna per l’eradicazione totale della polio‑ mielite, Polio Plus, costata centinaia di migliaia di dollari, per la vaccina‑ zione dei bambini sotto i 5 anni d’età: per ora oltre due miliardi di loro sono stati immunizzati. È pronto a partire un altro grande progetto, de‑ nominato Vision, per le patologie oftalmiche. Poi borse di studio, scambi di gruppi di giovani professionisti e imprenditori, sostegno a programmi per i giovani, e tanti altri canali grandi e piccoli di finanziamento per so‑ stenere iniziative di Club e di Distretti in ogni parte del mondo. La Fondazione Rotary è, in sintesi, il braccio esecutivo di ogni iniziativa benefica del Rotary International. 8 LA RUOTA E LA BANDIERA Segno distintivo di appartenenza al Rotary, è la ruota. Oggi la cono‑ sciamo perché la vediamo all’occhiello di molti Soci, ma prima di arrivare alla forma attuale, ci vollero ben cinque modifiche, anche se la ruota, fin dall’inizio, si adattava a raffigurare la rotazione settimanale fra una sede e l’altra dei singoli Soci. La primitiva ruota, ideata nel 1905 dall’incisore di Chicago, Montagne Bear, era simile alla ruota di un carro con 13 raggi; la seconda ridusse i raggi a 12 e portava la scritta Rotary Club; la terza, con 8 raggi, aveva già sulla circonferenza esterna la dentellatura di un ingranaggio; la quarta, era molto simile alla terza. Infine, la quinta ed ultima modifica, quella attuale, con 6 raggi e la scritta Rotary (in alto) International (in basso) e la dentellatura clas‑ sica di un ingranaggio con 24 denti. La ruota fu adottata fin dal 1918 come segno di‑ stintivo di appartenenza al Rotary, ma quella attuale fu adottata ufficialmente al Congresso di Dallas del 1929. Nello stesso Congresso fu anche adottata una bandiera ufficiale del Rotary, bianca, con impressa la ruota in giallo–oro. 1929 9 LA FONDAZIONE Il 15 dicembre 1959, alle ore 19 presso il Ristorante Tito del Molo di Viareggio si tiene la riunione per la costituzione del nuovo Rotary Club Viareggio Versilia. Padrino è il Rotary Club di Lucca, sotto la presidenza dell’avv. Gaetano Montauti e il verbale della costituzione è redatto dal Dott. Lelio Torelli, in rappresentanza del Governatore, Avv.Sen.Raffaele Sanna Randaccio (Distretto 188°). Alla riunione costitutiva hanno partecipato, “con animo amichevole e cordiale”, 29 futuri soci di cui 11 che, per ragioni territoriali, passano dal Club di Lucca a quello di Viareggio Versilia. I soci “lucchesi” che passa‑ no al nostro Club sono: Nicola Arrighini, Maurizio Benetti, Domeni‑ co Cardini, Gian Giacomo Fonio, Gian Giacomo Guidugli, Guglielmo Lenzi, Giuliano Lucarelli, Dino Pardini, Herald Sthyr, Guido Sampaole‑ si, Anselmo Caccia. Su proposta dell’avv.Montauti, vengono eletti per acclamazione alle cariche del primo Consiglio Direttivo i soci Comm. Dino Pardini – Presidente Prof. Guido Sampaolesi – Vice Presidente Dott. Ferruccio Martinotti – Segretario Prof. Nicola Arrighini – Consigliere Dott. G. Giacomo Fonio – Consigliere Comm. Guglielmo Lenzi – Consigliere Rag. Mario Del Vita – Tesoriere Cav. Paolo Fazzini – Prefetto Come possiamo constatare ben 5 soci “lucchesi”, compreso il Presi‑ dente, il Vice Presidente e 3 consiglieri, entrano in netta maggioranza nel nuovo Consiglio Direttivo. L’idea di dar vita ad un Club autonomo, sollecitata da alcuni soci re‑ sidenti in Versilia, per anni non fu ben vista da molti soci lucchesi. Solo nel 1959, sotto la presidenza dell’avv. Montauti, si ritenne di appoggiare la richiesta e si autorizzò i soci “versiliesi” a predisporre la nascita del nuovo Club. Si arrivò così al 15 dicembre 1959, giorno – come abbiamo 10 visto – in cui il nuovo Club prese forma. Nella lettera che il Governatore Randaccio inviò – nella stessa data del 15 dicembre 1959 – alla Segreteria generale del Rotary Internatio‑ nal di Zurigo, si raccomanda l’ammissione del Club recentemente costi‑ tuito a Viareggio (vedremo poi quanta fatica occorrerà per avere sulla Carta costitutiva la denominazione esatta di Viareggio Versilia). Scrive il Governatore: “Da tempo era stato rimarcato che le percen‑ tuali di presenza del R.C. di Lucca non davano piena soddisfazione. La più importante causa di ciò fu riscontrata nel fatto che ben 11 soci del Club di Lucca svolgevano la loro attività professionale, ed avevano per‑ ciò la loro residenza nella città di Viareggio o nelle sue vicinanze. “Perciò il compianto Governatore Salotti (Adelchi Salotti D.92 e D.188, ex 92, 1956–57 e 57–58) prima, e poi il past Governor Di Rai‑ mondo (Giovanni Di Raimondo, 1958–59) si interessarono per orga‑ nizzare un Club in Viareggio, ove già esisteva un Lions Club. “Il past Governor Di Raimondo nominò suo rappresentante speciale il Comm.Dino Pardini, rotariano di Lucca ma domiciliato nei dintorni di Via‑ reggio, ed il Comm. Pardini avvalendosi della collaborazione degli altri 10 rotariani, domiciliati a Viareggio, e di altre personalità del posto, riuscì ad organizzare il nuovo Club, che è destinato ad avere un ulteriore sviluppo”. Lo stesso errore (Viareggio anziché Viareggio Versilia) si ripete nel‑ la domanda di ammissione come membro del Rotary International, in data 15 dicembre 1959, firmata dal Presidente Pardini e dal Segretario Martinotti, in cui si fa testualmente riferimento al Rotary Club Viareg‑ gio, comprendente 29 soci fondatori e con i limiti territoriali: “la città di Viareggio e quella parte del Comune denominata Versilia”. È interes‑ sante notare come nella stessa lettera si indichino il 1° e il 3° martedì del mese per le conviviali: il 1° martedì alle ore 13, il 3° alle ore 20, presso il Ristorante Tito del Molo di Viareggio. Gli altri due martedì delle non conviviali viene indicato il Caffè Brasil per l’aperitivo alle ore 18. La riunione viene descritta sinteticamente nel Bollettino n.236 del 18 dicembre 1959 del R.C. di Lucca: La sera di martedì 15 dicembre alle ore 19 in una sala del Risto‑ rante Tito si sono svolte le operazioni preliminari per la costitu‑ zione del nuovo Club di Viareggio, padrino il nostro. 11 Diciamo in succinto, così come si conviene ad uomini d’affari e professionisti qualificati, che la riunione preparata dal vecchio amico rotariano Dino Pardini, coadiuvato da altri volenterosi, si è svolta rapida e precisa nel clima della massima cordialità. Dopo che si è proceduto, su proposta del Presidente del Club Padrino, Avv. Montauti, alla elezione per acclamazione delle cariche del Consiglio Direttivo, è stato firmato dal neo Presidente il verba‑ le di costituzione del nuovo Club, redatto dal Dott. Lelio Torel‑ li presente alla riunione in rappresentanza del Governatore. Ha parlato l’Avv. Montauti, a lungo, felicemente, per bene augurare al nuovo Club. Ha fatto seguito il segretario del Distretto per porge‑ re il proprio augurio e quello del Governatore. Infine il Presidente Pardini ha ringraziato commosso. Il 22 dicembre il Presidente Pardi‑ ni informa i Soci dell’avvenuta co‑ stituzione del nuovo Club, e della nomina del primo direttivo. La quota trimestrale è stata fissata in lire 15.000, da versarsi diretta‑ mente al tesoriere. La prima riu‑ nione conviviale avrà luogo dopo le feste, precisamente il 5 gennaio 1960 presso il Ristorante Tito del Molo. In calce alla lettera, un’annotazio‑ ne del segretario Martinotti, in cui rimette la scheda di accetta‑ zione con preghiera di ritornarla debitamente compilata e che la Il Presidente Dino Pardini con (a destra) il consigliere quota di iscrizione è stata fissata in Guglielmo Lenzi lire 8.000, da inviare al tesoriere. Il 5 gennaio 1960, alle ore 20, sempre presso il Ristorante Tito del Molo, ha luogo la prima riunione conviviale ufficiale del nuovo Club. Sono presenti 32 soci: tre in più rispetto alla riunione costitutiva: Oscar Galleni, Giorgio Ragaglini e Nicola Tonini. Come abbiamo visto 11 di loro provengono dal club padrino: il R.C.Lucca. 12 I presenti alla prima conviviale sono 24: Antonio Antonietti – Nicola Arrighini – Maurizio Benetti – Oscar Biagi – Giovanni Bonetti – Ambro‑ gio Casali – Mario Cattaneo – Mario Del Vita – Paolo Fazzini – G. Giaco‑ mo Fonio – Silvio Ghidini – Gian Giacomo Guidugli – Achille La Russa – Guglielmo Lenzi – Giuliano Lucarelli – Marcello Luporini – Mariano Mancianti – Ferruccio Martinotti – Giuseppe Orsi – Dino Pardini – Gior‑ gio Ragaglini – Guido Sampaolesi – Goffredo Scotti – Nicola Tonini. Gli 8 Soci assenti sono: Anselmo Caccia – Domenico Cardini – Ermi‑ nio Cidonio – Giuseppe Del Freo – Oscar Galleni – Renato Graffagnini – Vincenzo Pelliccioni – Herald Sthyr. Stranamente – come riporta Gianmario Mozzi nel suo libro sul ven‑ tennale del Club – non è presente nessun socio del Club padrino. Ospite della serata: il Prof. Tristano Bolelli, cui fu dato l’incarico di dare il benvenuto al Club Viareggio Versilia nella grande famiglia del Rotary International. Dal Bollettino del nostro Club, riportiamo integralmente il riassunto della prima orazione ufficiale: “Il Prof. Bolelli si è detto molto lieto della formazione di un Ro‑ tary Club a Viareggio e nella Versilia. Viareggio è notissima negli ambienti rotariani internazionali per il Centro d’incontro dei figli di rotariani che, istituito per consiglio del compianto Prof. Bru‑ guier, nel 1952, si è svolto ogni anno, ad opera del Club di Pisa e del Distretto con grandissimo successo. “Viareggio, inoltre, vanta non solo una grande fama sul piano tu‑ ristico, ma si fece considerare negli anni dal 1945 al 1950 per una Società di Cultura di cui facevano parte, come dirigenti, alcuni attuali rotariani. “Il Rotary di Viareggio Versilia sorge già adulto ed indubbiamen‑ te autorevole, per l’alta qualità dei suoi componenti, per le inne‑ gabili premesse del luogo in cui un Rotary Club avrà il massimo peso nella discussione dei problemi locali. La data di fondazione del Rotary Viareggio Versilia è da considerare, per l’importanza enorme del sodalizio, di grandissima portata. Basta, per convin‑ cersene, dare uno sguardo a che cosa ha fatto il Rotary nel mon‑ do, alla sua diffusione e soprattutto all’altissima qualificazione 13 dei suoi soci. Il Prof. Bolelli ha poi elencato alcune realizzazioni rotariane e si è dichiarato pronto ad aiutare qualsiasi iniziativa sia presa dagli amici rotariani di Viareggio. “Il legame che mancava a Viareggio e alla Versilia con una Istitu‑ zione che si estende in tutto il mondo dove vi è libertà di associa‑ zione si è ormai stretto indissolubilmente e questo rende possibi‑ le sia una più diretta partecipazione alle iniziative del Rotary sia la qualificazione di Viareggio e della Versilia su un piano di scambi, incontri, visite, attività che hanno una risonanza internazionale”. Una prima modifica a quanto ufficializzato a Zurigo: le riunioni sono quindicinali e tutte conviviali. Questa periodicità si manterrà per un anno e mezzo, fino cioè al 25 luglio 1961 sotto la presidenza Sampaolesi, che alle ore 19, ha luogo la prima riunione infraquindicinale. Queste riu‑ nioni non conviviali (il secondo ed il quarto martedì del mese) saranno affettuosamente conosciute come “riunioni aperitive”. Il primo atto ufficiale del Consiglio è la costituzione delle Commissioni. Nella seduta dell’8 febbraio 1960, si nomina Giuliano Lucarelli Pre‑ sidente per la nomina e le classifiche e Anselmo Caccia Presidente per l’ospitalità e l’affiatamento. Sono poi assegnati i seguenti incarichi: Nicola Arrighini – attività internazionali G. Giacomo Fonio – attività economiche Guglielmo Lenzi – attività di pubblico interesse Giuseppe Del Freo – informazione al pubblico Paolo Fazzini – protocollo Ferruccio Martinotti – assiduità e programmi Nicola Tonini – informazioni Questi incarichi fanno tutti capo a Guido Sampaolesi, delegato per l’Attività Interna. Il Presidente Pardini crede opportuno che “alla fine di ogni riunione conviviale un Socio dovrà tenere una conversazione sull’argomento che meglio crede”. Pertanto prega i presenti di voler inviare alla segreteria il titolo della conversazione. Per capire quanto perentorio fosse l’invito, il Presidente invita Gof‑ fredo Scotti “a parlare sull’argomento di attualità, e precisamente sulla 14 malaria, date le polemiche sulla morte di Fausto Coppi”. La volta dopo toccherà a Mariano Mancianti su “concetto di borsa valori e di quanto in essa contrattato”. In quella successiva sarà la volta di Guido Sampaolesi che nella sua prima conversazione viareggina tratterà “A proposito di un libro recente”. Il libro in questione era Le Destin de la Vie e de l’Homme. Il 17 marzo 1960 c’è la visita del Governatore Avv.Sen.Raffaele Sanna Randaccio e del Segretario del Distretto. Secondo il cronista è una serata indimenticabile: sono presenti il Pre‑ fetto di Lucca, i Sindaci dei Comuni di Viareggio, Pietrasanta e Massa‑ rosa. Inoltre i presidenti ed i segretari dei R.C. di Carrara e Massa, Lucca e Pisa. C’è l’incoming Governatore Tristano Bolelli ed i rappresentanti dei Lions Club Dr. Pierini e Prof. Nardi. La percentuale di presenza è dell’84.38%. Una partecipazione simile la ritroviamo solo vent’anni dopo (1979–80) con la visita del Governa‑ tore Gianluigi Quaglio (84.44%). La visita del primo rotariano straniero al Club avviene nella seduta del 19 aprile 1960: è il prof. Josef Nicolaus Kostler del R.C.Monaco, che scambia il guidoncino del suo Club con quello del nostro. La campana del Club (dono del R.C. Lucca) 15 Nelle quattro riunioni dei mesi di luglio e agosto del primo anno di vita, il Club ha dato ospitalità a 20 rotariani stranieri e 25 italiani, oltre a molti rotariani di Lucca e ospiti dei soci. Teniamo presente “che per questi due mesi estivi il R.C. di Lucca terrà le sue riunioni conviviali a Viareggio insieme al nostro Club”. In questo primo periodo è in vigore la regola del “preavviso di presenza”. Chi intende partecipare “deve dare comunicazione al Prefetto Fazzini”. Tutto fiato sprecato: a distanza di 50 anni siamo ancora a trovare una soluzione per i Soci distratti! All’epoca il Ristorante Tito del Molo aveva messo dei “paletti” piuttosto rigidi: se erano presenti meno persone del preavviso andava pagato il numero concordato; se erano di più, i pranzi in soprannumero sarebbero stati serviti a costi superiori. Ovviamente si trattava sempre di pranzi “à la carte”. Nell’anno 1960–61 il Club ha avuto due visite del Governatore Tri‑ stano Bolelli. La prima il 17 gennaio 1961, cerimoniale consueto. La se‑ conda il 21 maggio 1961, cerimoniale consueto, ma è l’occasione della consegna al Club della “CARTA”. Ci si accorge che, contrariamente a quanto specificato come precisa 16 denominazione di Club Viareggio Versilia, la CARTA riporta invece Club Viareggio; CARTA rilasciata in data 10 febbraio 1960 dal Rotary International, firmata dal Presidente internazionale (Harold T. Thomas) e dal Segretario generale (George R. Means). “Viene subito informata la Segreteria di Zurigo affinché ne faccia la debita correzione, segnalando la cosa anche alla Direzione Generale di Evanston”. Qualche tempo dopo il Club entra in possesso della Carta con la dici‑ tura esatta. 17 INIZIATIVE PER I GIOVANI Nel Bollettino del 7 giugno 1960 si trova la prima traccia dell’interes‑ samento del Club nei confronti dei giovani. Si decide “che col prossimo anno o, meglio, con l’inizio dell’anno sco‑ lastico, il R.C. Viareggio–Versilia istituirà borse di studio e di aiuto ai gio‑ vani che frequentano le scuole cittadine”. L’idea è ripresa nella riunione del 3 gennaio 1961. Il Presidente Pardini (il C.D. è identico a quello dell’anno precedente) riparla di borsa di studio. Si conclude “invitando i Soci a versare l’equivalente di un trimestre per cre‑ are un fondo cassa per il potenziamento delle varie attività e, in particolare, per la borsa di studio”. Per concretizzare l’argomento si arriva alla riunione del 18 luglio 1961, nella quale si nomina anche la Commissione giudicatri‑ ce così composta: Ing. Giuseppe Orsi, Dott. Giangiacomo Guidugli, Dott. Renato Graffagnini e Prof. Giuliano Lucarelli. La Commissione si riunisce il 25 luglio alle ore 19.00 presso il Ristorante Tito del Molo. Il tema fissato è: “borsa di studio per giovane che voglia avviarsi agli studi universitari e che non abbia i mezzi per farlo”. La Commissione dà incarico all’Ing. Orsi di predisporre uno Statuto e un bando di corcorso. Il 12 settembre l’Ing. Orsi riferisce dell’ampia ed appassionata disami‑ na sugli indirizzi informatori del premio stesso, sulle obiezioni e sull’im‑ postazione finale che dovrà tuttavia essere approvata dagli altri membri della Commissione….. Il Presidente Guido Sampaolesi invita la Com‑ missione stessa a dare risultati concreti. La sera del 7 novembre si sareb‑ be dovuta avere la proclamazione del primo vincitore della borsa. Qui sarebbe necessario riportare integralmente quanto il cronista–Pre‑ sidente Sampaolesi scrisse della serata, ma è meglio lasciar perdere. La borsa di studio è assegnata a Fiorella Farinelli che però rinuncia perché prima assoluta al concorso per l’ammissione alla Scuola Normale Superio‑ re. La polemica sulla borsa di studio continua anche nelle riunioni seguen‑ ti: l’interpretazione dello statuto che non ha permesso – secondo molti Soci – una stesura più chiara e univoca. Nonostante tanti “chiarimenti” c’è malumore. Quesiti e perplessità affiorano nelle discussioni. Sono particolarmente vivaci i Soci Giuseppe Del Freo, Marcello Luporini e Oscar Galleni. Nella riunione “aperitiva” del 28 novembre Oscar Galleni propone di 18 versare alla Fondazione Rotary l’importo della borsa di studio (un milio‑ ne di lire) non goduta. La proposta viene accolta all’unanimità. La prima borsa di studio si conclude così. Gli anni successivi vanno nettamente meglio. Ecco i vincitori: 1962 – Mario Salis 1963 – Pina Bellon 1964 – Giorgio Galligani 1965 – Giuseppe Gobbini 1966 – Daniele Maggi 1967 – Alessandra Doveri 1968 – Rina Poletti Nella riunione del C.D. dell’8 luglio 1969, viene posta la parola fine a questa prima e lodevole iniziativa del Club. Infatti, “dopo ampia e serena discussione, il consiglio esprime il parere che la borsa debba essere mo‑ mentaneamente sospesa in attesa dell’emanazione di chiare norme mini‑ steriali che rendano possibili modifiche definitive al Regolamento”. Una targa, opera di Paolo Dinelli e firmata dal Presidente Oscar Galleni e dal Sergretario Benozzo Gozzoli, ricorda il primo decennale del Club. 19 Ma i giovani sono ancora nell’occhio del Club. Il socio Giuseppe Del Freo, preside del Liceo Carducci di Viareggio, istituisce una gara di prosa latina (denominata Certamen). È una gara di composizione, in latino, riservata agli studenti dei licei classici di tutta Italia. Il Club nel 1962 decide di accantonare la somma di L.50.000, invia‑ ta dal Governatore Bolelli, da utilizzare come sovvenzione nell’anno se‑ guente per questa iniziativa. Tre anni dopo, nel 1965, le 50.000 lire non sembrano più sufficienti. Nella riunione del 23 novembre di quell’anno, viene deciso – su proposta del Presidente Giorgio Ragaglini – di eliminare una riunione conviviale a vantaggio di una non conviviale: la somma ricavata andrà ad aumentare la quota che il Club ogni anno conferisce al Liceo Carducci. La riunione annullata è quella del 1° febbraio 1966. D’ora in poi la somma stanziata per il Certamen sarà di L.100.000. Da un nostro Bollettino: “il 2 maggio alla cerimonia di premiazione, il nostro Club ha fatto una buona figura con la consegna del premio di 100.000 lire ad una studentessa del Liceo di Livorno, premio che è ve‑ nuto subito dopo quello del Ministero della P.I. (L.150.000) e prima di quello della Provincia di Lucca e del Comune di Viareggio”. Nel 1974 il nostro premio è assegnato alla studentessa Carla Mainoldi di Cremona: e sarà anche l’ultimo. Infatti, scomparso l’animatore di que‑ sta bella iniziativa, il Liceo Carducci non realizzerà più la manifestazione. La Rotary Foundation ha molti programmi operativi per “incoraggiare una migliore intesa fra i popoli e promuovere relazioni cordiali fra nazio‑ ni diverse”. Due di questi programmi hanno necessità di far soggiornare persone da una nazione all’altra e sono: le Borse di Studio e gli Scambi di Gruppi di Studio (Group Study Exchange, GSE). Nel primo caso i vincitori delle Borse, vengono anche definiti Amba‑ sciatori di Buona Volontà, permette loro di andare a studiare all’estero per un anno a spese della Rotary Foundation. Il nostro Club è stato fra i più attivi del Distretto. Si comincia nel 1964 nel segnalare l’ing. Roberto Tartarelli di Pietrasanta, assistente nella Fa‑ coltà d’Ingegneria dell’Università di Pisa. Dopo le valutazioni rituali, il borsista Tartarelli è “invitato a presentarsi per il 13 settembre all’Illinois Institute of Technology di Chicago per iniziare il suo corso di studi”. Vi si 20 occuperà di catalisi per circa un anno. Oggi Roberto Tartarelli, è profes‑ sore ordinario di Chimica industriale alla Facoltà d’Ingegneria dell’Uni‑ versità di Pisa. Nel 1980 è la volta dell’ing. Luca D’Agostino, che parte per la Cali‑ fornia con una borsa di studio, presso il prestigioso Caltech a Pasadena. Dopo la borsa, D’Agostino rimane come ricercatore per altri sei anni nel centro di ricerca americano. Rientrato in Italia, D’Agostini oggi è profes‑ sore ordinario di Propulsione Spaziale alla Facoltà di Ingegneria dell’Uni‑ versità di Pisa. Seguono poi: Eugenio Biagini, il 24 aprile 1984, andrà a Cambridge, in Gran Bretagna; oggi è professore alla Princeton University; Ilide Car‑ mignani, oggi traduttrice per conto di alcune case editrici (il romanzo di Almuden Grandes, da lei tradotto dallo spagnolo: L’età di Lulù (Guanda editore). La Figlia del Tibet, autobiografia di Rinchen Dolma Tarin, con la prefazione del Dalai Lama, tradotta dall’inglese (Serra e Riva editori). Caterina Giannini, usufruì della Borsa di Studio presso la Clinica di Neurochirurgia di Rochester (Minnesota), dove è rimasta come Ricer‑ catrice. Il 5 agosto 1986 usufruisce di una Borsa di Studio, Luca Vannucci, spe‑ cializzando in chirurgia all’Università di Pisa. Andrà presso l’Università di Chicago (USA). Il 16 giugno 1987 il Dr. Vannucci è venuto al Club a narrare la sua espe‑ rienza. Dopo aver ricordato come alla Chicago University vi lavorino o vi hanno lavorato ben 53 Premi Nobel, il nostro borsista, visibilmente contento ha aggiunto: “ho partecipato a dodici trapianti di fegato!”. Il 21 luglio 1998, Vannucci è tornato a farci visita ed ora sappiamo che oltre ad operare come chirurgo oncologo presso l’Università di Pisa è Visiting professor presso l’Accademia delle Scienze di Praga. Inoltre lavora a pro‑ getti di ricerca contro il cancro in varie parti del mondo. Paola Girolami, commercialista, è libera professionista a Lucca. Ester Giannuzzo, ha studiato presso l’Osservatorio di Tucson (Arizona) dal 1993 al 1994 ed ora è Ricercatrice presso l’Osservatorio di Arcetri. Infine, Simone Gragnani, che con la Borsa si è perfezionato in Piano‑ forte al Conservatorio di Zurigo. Gragnani ha poi iniziato una brillante carriera musicale: al Concorso Musicale Internazionale “Paul Harris” ha vinto la Gran Coppa dedicata alla Sezione Solisti. Poi il Primo Premio Assoluto del Rotary Club di Pallanza–Stresa, che in suo onore ha pubbli‑ 21 cato un CD del concerto: Simone Gragnani suona Listz. Molti di questi “nostri” talenti si sono ritrovati ad una serata conviviale del Club. Era il 14 Novembre 2000 e fra loro erano presenti anche l’ing. Roberto Lensi, che nel 1979 fece uno “stage” in Florida con un gruppo GSE, e Francesca Tosi, pianista, che nel 1997 fece parte di un gruppo GSE in USA e Canada. Il Dr. Emilio Sigali, non era presente alla “rimpatriata” di borsisti e di partecipanti ai Gruppi di Studio, ma dobbiamo ricordarlo per aver fat‑ to parte di un Gruppo, nel 1986, in partenza per il Cile. Come consue‑ tudine, al rientro Sigali venne al Club per riferire le sue impressioni sul viaggio. Dal Bollettino si rileva: le impressioni del Dr. Sigali sono quanto mai interessanti e ci forniscono un quadro del Cile assai diverso da quello che quotidianamente ci propinano gli organi di informazione ufficiali. Il 10 settembre 1991, Isabella Scotti, figlia del compianto socio Goffre‑ do, vince la Borsa di Studio “Giuliano Lucarelli” istituita dal nostro Club. Il 29 settembre 1992 la borsista conferma la validità del supporto che il Club le ha offerto per frequentare un corso di Economia del Turismo alla Bocconi di Milano. Per quanto riguarda i Gruppi di Studio finanziati sempre dalla Rotary Foundation, il nostro Club ha un primato nel Distretto per aver messo a disposizione il maggior numero di team–leader. È il 1982 quando il compianto Angelo Cozzani, dirige il primo Grup‑ po in Argentina. Nel 1984 è ancora Cozzani team–leader in North Ca‑ rolina. Nel 1989 è la volta di Fulvio Gridelli in Lousiana. Nel 1991 tocca a Paolo Margara guidare il Gruppo nel nord della California. Nel 1995 torna Fulvio Gridelli visitando l’Ohio. Nel 1996 il Gruppo è guidato da Michele Beltrami in Pennsylvania. La terza volta di Fulvio Gridelli è del 1997 e porta il Gruppo in un Distretto a cavallo fra lo Stato di New York e lo Stato canadese dell’Ontario. L’anno seguente, 1998, riparte Michele Beltrami per il Brasile. Nel 2002, è team–leader Vittorio Pasquini, che guida il Gruppo in Spagna, snodandosi fra la Catalogna, la Navarra e la Galizia, come dire da Barcellona a Santiago de Compostela. Vittorio Pasquini nel 2003 (dal 14 Marzo al 12 Aprile) riparte alla gui‑ da del Gruppo in Argentina, Distretto 4290. E ancora Vittorio Pasquini che nel 2007 porta il Gruppo a Houston nel Texas, Distretto 5090. Ultimo, in ordine di tempo, Francesco Medi che nel 2009 ha guida‑ to il Gruppo in Australia (New South Wales), Distretto 9700. Il 7 aprile 22 Medi ci ha parlato di un’Australia diversa da quella più nota a tutti, di una terra più dura, dove non piove da sei anni, fatta di spazi immensi, di enormi coltivazioni e di sterminati pascoli di pecore merinos. Molte di quelle grandi aziende sono state create dagli italiani che, prigionieri durante l’ultima guerra, hanno deciso di rimanere e di continuare nelle attività alle quali davano il loro contributo di esperienza già da prigio‑ nieri. Il modo di fare Rotary in Australia – dice Medi – ha caratteristiche un po’ diverse dal nostro. I Club sono in genere di dimensioni ridotte (20–25 membri) e l’azione è rivolta principalmente a livello locale, con interventi di carattere sociale in aiuto alla comunità Il nostro Club ha fornito ben 12 team–leader, che hanno guidato grup‑ pi di studio del nostro Distretto, contattando e fatto conoscere, in piena amicizia, migliaia di rotariani in molte parti del mondo. Diciamo che pos‑ siamo considerarci orgogliosi di questo nostro piccolo Club! 23 IL ROTARACT Circa 10 anni dopo la nascita del Rotary Club Viareggio Versilia, nasce anche il Rotaract all’interno del Club. La sua nascita avviene in punta di piedi. È l’ottobre del 1968 e Ugo Urbano convoca a casa sua un gruppo di giovani proponendo loro la creazione del Club Rotaract Viareggio Versilia. II gruppo era formato da sua figlia Elisabetta, Patri‑ zio Milani, Stefano Torrini, Michi e Irene Beltrami, Gino Fornaciari e Francesco Pardini. A questo primo nucleo iniziale si aggiunsero poi Ugo Covani, Paola Jellersitz (moglie di Francesco Pardini), Paola Ca‑ succi, Angelita Menconi, Giunio ed Alberto Massa, Elisabetta Buchi‑ gnani, Isabella Luporini (moglie di Michi Beltrami) ed altri fino ad arri‑ vare a 19. II primo Presidente fu Francesco Pardini, confermato anche il secondo anno. Il 14 gennaio 1969 il Rotaract è ospite del nostro Club in occasione di un dibattito sulla Crisi dell’Amministrazione della Giustizia in Italia. I gio‑ vani si sono dati da fare: la conferenza sarà introdotta da cinque professo‑ ri universitari, che i rotaractiani si sono assicurata la partecipazione. Dal resoconto della serata si accerta che “la riuscita della conferenza‑dibattito è superiore ad ogni aspettativa. Mancano solo gli avvocati viareggini!” Come ha scritto Francesco Pardini, ripercorrendo gli esordi del so‑ dalizio “una volta creato lo strumento, bisognava uscire all’esterno con iniziative idonee a farci conoscere ed a far conoscere gli ideali che ci ac‑ cumunavano. Cosa non facile. Iniziative ne abbiamo avute molte, per lo più coronate da successo. Una in particolare, che aveva per tema la crisi della giustizia, di iniziativa distrettuale e faceva parte di un congresso che si tenne a Bologna. Ma era stata organizzata da un nostro socio, Ugo Covani, che in quel momento era Governatore del Distretto e credo che anche Michi Beltrami vi abbia contribuito. Quel dibattito ebbe risonanza sulla stampa nazionale e particolare interesse suscitò l’intervento di un giovane magistrato di recente nomina: Luigi Vigna”. Il giovane Club rotaractiano era partito con il piede giusto. In cinque anni ha avuto tre delegati regionali ed un Governatore. Non poco, per un club di provincia in un Distretto che vantava importanti città. “Ma ‑ come dice ancora Francesco Pardini – le caratteristiche vincenti del Club, l’amicizia e la coesione, furono le cause del declino. Infatti, per 24 quanto noi fossimo ospitali ed aperti verso i nuovi soci, questi talvolta non riuscivano ad integrarsi, ostacolati dalla familiarità che i vecchi soci avevano fra loro. Quindi mancanza di un valido ricambio”. L’attività del Rotaract continua con iniziative e manifestazioni, che però il Rotary Club Viareggio Versilia, sembra non mostrare grandissimo interesse. I rapporti fra il Rotary ed il Rotaract si fanno sempre più scarsi: Nell’annata 1975–76, alla festa degli auguri: “la serata è stata particolar‑ mente festosa e vivace per la presenza di numerosi giovani tra i quali, graditissimi, 12 soci del nostro Rotaract”. Nell’annata successiva, ancora alla festa degli auguri, i rotaractiani pre‑ senti sono solo otto. Poco dopo al Rotaract Viareggio Versilia, non raggiungendo il minimo dei soci richiesti (15), gli viene ritirata la Carta e quindi si scioglie. Il Rotaract Viareggio Versilia risorge domenica 3 maggio 1981, quan‑ do in una saletta dell’Hotel Astor si riuniscono 16 giovani della Versilia. Provvisti di ottime intenzioni, al termine della loro riunione, hanno chie‑ sto al rappresentante del Club padrino (Angelo Montone) di organizza‑ re, appena possibile, una riunione con la partecipazione del Presidente della Commissione Distrettuale Giulio Bargellini e del rappresentante distrettuale Raoul Saggini. Montone ha girato la richiesta al Presidente Tito Antoni, che si è riser‑ vato di decidere. Il 12 dello stesso mese Montone riferisce di aver ricevuto due lettere dal Rotaract; propone che un certo aiuto ai giovani debba essere dato. In ogni modo il Consiglio Direttivo ha già deciso di ospitare i giovani del Rotaract ad una riunione conviviale alla quale saranno presenti il Presi‑ dente della Commissione Distrettuale per il Rotaract e il Governatore del Rotaract stesso. Viene stabilito di concedere un contributo per l’im‑ mediato funzionamento (carta intestata, ecc.). Naturalmente il Rotaract dovrà presentare un preciso preventivo di spesa, sul quale il C.D. decide‑ rà in concreto. Il 26 maggio riunione conviviale con i rotaractiani nuovi di zecca: Be‑ nedetti, Bonuccelli, Caravaglios, Carta, Chiantelli, Consani, Fibbiani, Fornaciari M., Fornaciari S., Melander, Nuti, Pardini, Petracca, Petroni, Petrucci. Inoltre, sempre rotaractiani, il Presidente distrettuale dei Rota‑ ract, Raoul Saggini; il Presidente della Commissione distrettuale per il 25 Rotaract, Giulio Bargellini; Petrocchi, tesoriera distrettuale; Torciglioni, Rappresentante incoming; Coppa e Agostini, Presidente e segretario del RTC di Pisa; MacNeil, segretaria del RTC di Lucca; A. Bardi (Presiden‑ te), Terenzi e L. Bardi del RTC di Arezzo; Job e Cazzaniga, Presidente e segretaria del RTC di Carrara e Massa. Erano anche presenti, per rinverdire vecchi ricordi, Francesco Pardini, Michi Beltrami e Ugo Covani, già personaggi eminenti del Rotaract Via‑ reggio Versilia prima edizione. Dopo un letargo di alcuni anni, il Rotaract Viareggio Versilia torna ad operare, ed il nostro Club è stato felicissimo di tenere a battesimo tale risveglio ospitando nella conviviale i giovani componenti del nuovo so‑ dalizio, nonché i colleghi dei Rotaract circonvicini. Il Presidente Antoni ha indirizzato parole affettuose ed incoraggianti ai giovani entrati a far parte della grande famiglia rotariana, ricordando loro la bellezza e l’onerosità del motto che il Rotaract si è scelto: L’Amicizia attraverso il servire. Luca Petroni, Presidente del nuovo Rotaract Viareggio Versilia, ha rin‑ graziato e promesso l’instaurazione di sempre più stretti rapporti fra il suo ed il nostro Club. L’avv. Paolini, in uno spumeggiante intervento, ha saputo collegare la ricostituzione del Rotaract con lo scudetto vinto dalla Juventus, inneggiando così ai colori bianco‑neri, cari fra l’altro, anche al nostro Governatore Prof. Barone. Non c’è dubbio che il nostro Rotaract sia andato avanti come promesso dal Presidente Luca Petroni nel 1981. Addirittura nell’annata 1987‑1988 il Rotaract raggiunge il maggior numero di soci: 32. Secondo notizie avute dall’ex rotaractiano Paolo Luca Vaglio, dal 1986 al 1992 si ha una raccolta di fondi per il Progetto Polio Plus ed a favore dell’UILDM (Unione Italiana per la Lotta alla Distrofia Musco‑ lare). Nel 1988 viene bandita la 1ª borsa di studio per studenti merite‑ voli, con la consegna di un assegno di 500.000 lire a due studenti del Liceo Scientifico “Barsanti e Matteucci” di Viareggio. Questa iniziativa è andata avanti fino al 2003, coinvolgendo ogni anno un istituto Supe‑ riore della Versilia. Nel 1989 viene versato un contributo di un milione di lire per la ri‑ strutturazione della Cappella di S. Lucia in Valtellina, semidistrutta da una frana. Nello stesso anno si effettua un acquisto di calzature sportive per l’istituto De Sortis di Viareggio. L’anno successivo c’è l’acquisto di 26 Consegna Premio dello Studente. 1a edizione (1988-89) da sin.: Marina Gridelli, segretaria RTC; Oscar Biagi Presidente R.C.; Paolo Luca Vaglio, Presidente RTC; prof.ssa Lazzerini, preside Liceo Scientifico Viareggio; prof. Francesco Barone, Presidente Commissione Premio. uno spirometro per il Reparto di Medicina dell’Ospedale di Pietrasan‑ ta, del valore di 6 milioni di lire. Poi c’è l’organizzazione di eventi volti alla raccolta di fondi, come il Torneo Distrettuale di Calcio a 5 (1989‑90‑91); il Torneo Distrettuale di Tennis (1988/90). Infine, l’organizzazione di una serie di visite guida‑ te, tra cui: Scuola Carabinieri ‑ Nucleo Cinofili (Firenze); Brigata Aerea (Pisa); Nave Scuola A. Vespucci (Livorno); Accademia Navale (Livorno); Porta Aeromobili G. Garibaldi; Nucleo Elicotteristi Carabinieri (Pisa). Da queste notizie, arriviamo alle ultime tre annate per riprendere il filo del discorso. In questo vuoto di notizie, si ha conferma della consegna di un defibrillatore alla Croce Verde di Pietrasanta. L’iniziativa operata insieme al nostro Club, è costata circa 1200 euro. E siamo all’annata 2006‑2007, caratterizzata da una serie di eventi volti alla raccolta di fondi da destinare al Service distrettuale “118 Bimbi”. Lo scopo di questo Service era quella di consegnare alle strutture ospedalie‑ re e a quelle di primo soccorso, un kit pediatrico necessario per prestare soccorso a bambini molto piccoli. Per poter acquistare un intero kit da donare alla Croce Verde di Viareggio, il 23 febbraio 2007 è stato organiz‑ 27 Consegna del kit “pronto soccorso pediatrico”. Il Presidente del RTC, Maria Chiara Mazza (a sinistra) e Lisandra Biagini in rappresentanza della Croce Verde. zato un veglione di Carnevale Sotto un cielo di stelle filanti – 1a Edizione presso Il Principino di Viareggio. Il ricavato ci ha permesso, il 4 luglio, di consegnare il kit “Pronto Soccorso Pediatrico”. Oltre agli eventi per la raccolta fondi, il Rotaract ha promosso la sem‑ pre cordiale collaborazione con il Rotary Padrino e, il 14 luglio, si è tenu‑ to un Interclub R.C.Viareggio Versilia ‑ Rotaract Gruppo Tirreno, presso l’Hotel Le Dune, che ha visto la partecipazione del Prof. Luise, con una conferenza su: Storia e curiosità intorno alle telecomunicazioni. Nell’annata successiva (2007‑2008), oltre alla vendita delle Uova di Pasqua in favore della Fondazione ANT Italia‑Onlus (Associazione per la lotta contro i tumori) e l’assistenza oncologica socio‑sanitaria gratuita a domicilio (15‑16 marzo 2008); alla vendita delle ortensie e delle candele in favore di Telefono Azzurro, per il sostegno alla gestione del nuovo cen‑ tro di ascolto e per lo sviluppo del nuovo modello di risposta per andare incontro ai bisogni dei bambini e degli adolescenti (19‑20 aprile/22‑23 novembre/15‑16 dicembre 2008). L’attenzione è stata rivolta anche al nuovo Service distrettuale, promosso in favore dell’AID, l’Associazione 28 italiana Dislessia, che si prefiggeva l’obiettivo di donare libri e CD ROM alle persone affette da tale patologia, per facilitare l’approccio riabilita‑ tivo e scolastico. Per raccogliere i fondi necessari, il 1° febbraio 2008 si è tenuta, sempre al Principino, la 2ª edizione del Veglione di Carnevale Sotto un cielo di stelle filanti. Nell’anno rotaractiano 2008‑2009, oltre alla vendita delle ortensie, sempre in favore di Telefono Azzurro (18‑19 aprile 2009), l’attività si è concentrata sul nuovo obiettivo prefissato dal Distretto: la raccolta di fondi per l’associazione Fiori di Strada, nata per volontà di un nutrito gruppo di volontari, tra cui avvocati, medici, psicologi ed operatori so‑ ciali che fin dal 2006 decidono di utilizzare le loro competenze per dare vita ad un ambizioso progetto atto a contrastare il fenomeno della tratta e dello sfruttamento della prostituzione. Due sono stati gli eventi dedicati a questo Service: la 3ª edizione del Veglione di Carnevale: Sotto un cielo di stelle filanti (27 febbraio 2008) e la cena organizzata dal Gruppo Tirreno, presso il ristorante Blanco a Marina di Pietrasanta (6 novembre 2008). Infine, il Rotaract Viareggio Versilia ha contribuito fattivamente alla raccolta di fondi da destinare alle popolazioni terremotate dell’Abruzzo; con una cena organizzata dal Club di Livorno (27 aprile 2009), cui han‑ no preso parte tutti i Club del Gruppo Tirreno. Sono stati raccolti 1200 I rotaractiani alla consegna del kit pediatrico alla Croce Verde. 29 euro, inviati direttamente al Rotaract Club dell’Aquila. In questo periodo il Club ha organizzato, per la prima volta dalla nasci‑ ta, l’Assemblea Distrettuale (4‑5 luglio 2009) presso l’Una Hotel di Lido di Camaiore, nella quale i Club del nostro Distretto, si sono ritrovati per condividere gli obiettivi prefissati e accrescere lo spirito rotaractiano che anima tutte le nostre attività. Conferenza del prof. Luise. 30 SEDI STABILI ED OCCASIONALI DEL CLUB La prima sede del Club fu il Ristorante Tito del Molo di Viareggio a partire dal 15 dicembre 1959. Dieci anni dopo, 10 giugno 1969, il Club lascia il Ristorante Tito del Molo per trasferirsi all’Hotel Royal di Viareggio. In quella riunione l’Ing. Oscar Galleni (in assenza del Presidente Amm. Bruno Salvatori) annun‑ cia il cambiamento di sede. Dal Bollettino n.45 del 10.6.1969 si legge: “Devesi rilevare che il cambiamento non ha deluso nessuno, perché il trattamento fattoci è stato molto buono e gradito da tutti e non è da te‑ nere da meno il vantaggio di essere riuniti in una sala tutta per noi senza disturbi di sorta”. Tutto fila liscio nella nuova sede, finchè a cominciare dalla fine del 1973, le riunioni si alternano con il Ristorante Margherita di Viareggio, soprattutto nel primo semestre del 1974 è un continuo cambiamento. Questo perché l’albergo molte volte è impegnato, chiuso o con impedi‑ menti vari; la stessa cosa dicasi per il Margherita che, soprattutto alla fine dell’estate, chiude per ferie. Il 5 novembre 1974 i Soci hanno una conviviale al Ristorante da Zì Rosa, il 19 dicembre la Cena degli Auguri al Margherita, mentre il 6 mag‑ gio 1975 si ritorna al Royal. L’anno successivo vi è la stessa alternanza di Sede: oltre al solito Royal, Margherita e Zì Rosa, ci si sposta anche all’Hotel Bandinelli di Forte dei Marmi. Anche l’annata 1976–77 vede questo rincorrersi da un posto all’al‑ tro. Si comincia con l’Hotel Royal per passare al Margherita il 12 ottobre 1976, per ritornare all’Albergo il 19 ottobre e quindi nuovamente al Margherita il 26 dello stesso mese. A novembre si sono tenute solo due con‑ viviali (il 9 e il 23) entrambe presso l’Hotel Bandinelli di Forte dei Marmi. Finite le ferie, il Margherita riapre ai soci. Il 7 giugno 1977 si rientra all’Hotel Royal e dal 4 ottobre si ritorna al Margherita. L’annata successiva, 1978–79, ci vede al Royal fino al 10 ottobre 1978 con il ritorno al Margherita; ma il 7 novembre, Margherita in ferie, i ro‑ tariani sono ospiti del Ristorante Da Clara (via Aurelia, Lido di Camaiore). La settimana seguente di nuovo al Margherita. Il 15 maggio 1979 al Royal. Il 2 ottobre 1979 si ritorna al Margherita, mentre le Cene degli Auguri emi‑ grano alla Capannina di Franceschi e al Versilia Holidays di Forte dei Marmi. 31 Il 6 maggio 1980 il Club ritorna nella più “sfarzosa” sede – come si leg‑ ge nel Bollettino – dell’Hotel Royal. Il 30 Settembre si torna al Margherita. Il 4 novembre 1980: “In occasione della conviviale dedicata ai disa‑ stri ambientali nel Sud–Est asiatico, ci siamo trovati all’Astor. Se qualcu‑ no ha da fare appunti alla apposita commissione che ha operato la scelta, è pregato di farsi avanti” (Presidenza: Tito Antoni). Ma, dal Bollettino n.20 dell’11 novembre 1980, leggiamo anche un altro commento. “Ultimo argomento è quello della Sede del Club che as‑ somiglia, per ora, più ad un profugo che è costretto a fare ad ogni minuto i bagagli perché nessuno lo vuole stabile. “Il Consiglio sembra se ne sia occupato, ma ha creduto di non de‑ cidere, almeno così è sembrato da uno scambio di opinioni fra Incerpi e Mozzi, e la causa, per sentito dire, sarebbe il fatto che con il Congresso e l’utilizzo dei vari alberghi in primavera, non converrebbe scontentare gli attuali nostri padroni di casa, che ci lanciano ora qui ora là, come se fossimo a loro carico, esuli o derelitti. “Il Rotary a Viareggio da sempre ha avuto come sede l’Albergo Astor (sic!). Il Ristorante Tito è venuto perché l’Astor è stato molti anni in ristrutturazione e poi, entrato in funzione, ebbe un periodo di gestione Residence, che non consentiva la nostra richiesta di servizi particolari”. La riunione successiva, il 18 novembre, l’argomento Sede è nuo‑ vamente alla ribalta. Questa volta il Redattore del Bollettino n.21 si sof‑ ferma, con una prosa d’altri tempi, su cosa può e deve mangiare un rota‑ riano. È una cronaca che merita – anche alla luce dei periodici inviti al Prefetto di turno di farci mangiare meglio – di essere riascoltata. Conversazioni animate, tavoli al completo durante il ser‑ vizio del pranzo, ci hanno fornito la misura delle presta‑ zioni che l’Astor può dare. Riguardo al tema del tipo di pranzo, mi sembra che il consiglio dovrebbe discutere e chiarire alla Direzione dell’albergo che si trova di fronte a un tipo di personag‑ gio che non viene per fare mangiate, ma per consumare un pasto; che dovrebbe limitarsi a fornirci quel minimo di calorie necessario; preparato con il massimo gusto possibile, senza credere di imbottirci di elementi sostan‑ 32 ziosi e copiosi che alla fine ci nuocciono. Credo un buon bicchiere di vino sia preferibile ad una bistecca che copra tutto il piatto ed un buon pesce, con un contorno adatto, sia preferibile ad altre carni. Credo sia passato il tempo per tutti, giovani e meno gio‑ vani, che frequentavano il Rotary con l’idea di mangiarsi un grosso cacciucco o due etti di bistecca. Dobbiamo ri‑ tenere il Rotary una associazione che prende spunto dal convivio per non far perdere tempo ulteriore a chi lavora e per consolidare amicizie che ci permettano di essere disponibili al servizio dell’uomo che vogliamo scoprire e servire. Non vogliamo spendere tutto il nostro denaro nel man‑ giare: questo possiamo fare a casa nostra, se vogliamo to‑ glierci dei desideri mangerecci. Occorre dunque che chi ci ospita sappia tutto questo per regolarsi e capire come si possa mangiar bene e non spendere molto. Oggi che i costi sono alti, il problema che credo occorre‑ rà che qualcuno (caro Oscar a quando?) porti alla ribalta della discussione assembleare e si dibatta, per giungere a una soluzione che ci permetta di scegliere il locale più adatto alle nostre riunioni, non dico spendendo meno, ma il giusto e rinunciando a tutte quelle caratteristiche del mangiare che sono proprie di coloro che vanno al ri‑ storante per sfamarsi. È naturale, del resto, che ciò non sia stato ancora avvertito da chi dirige il ristorante; se entrasse nel nostro concetto di convivio dell’amicizia avrebbe certamente proposte utili da fare. Il 25 novembre e il 9 dicembre (tanto per cambiare!) si torna al Margherita. La settimana successiva di nuovo all’Astor. Il 6 ed il 13 gen‑ naio 1981 di nuovo al Margherita. Finalmente, con il 20 gennaio, l’Hotel Astor diventa la Sede per‑ manente del R.C.Viareggio Versilia, salvo – come vedremo – correre in varie Sedi con alcune conviviali, per periodi di impraticabilità dell’Astor: ristrutturazione delle cucine, impegni per manifestazioni, ferie, ecc.. Non è molto divertente, ma una cronaca si deve occupare anche di 33 questo genere di notizie: se succedesse al giorno d’oggi! Poveri presiden‑ ti, segretari e prefetti! Il 3 novembre 1981 il Club ha una conviviale al Ristorante Patriarca, il 17 dello stesso mese è all’Hotel Palace; il 15 giugno 1982 emigra a Villa Angela a Forte dei Marmi; il 5 ottobre si ritorna all’Hotel Bandinelli; il 7 dicembre all’Hotel Colombo di Lido di Camaiore, mentre il 18 (Cena degli Auguri) il Club è di nuovo all’Hotel Bandinelli di Forte dei Marmi. Il 7 giugno 1983 la conviviale è al Ristorante l’Arca di Noè, al Mon‑ te Meto; il 22 novembre conviviale al Club Nautico di Viareggio. Il 13 dicembre, il Club è ospite del Rotaract per una conviviale al Ristorante Margherita. In questa serata, la Presidente del Club giovanile, Maria Lui‑ sa Parenti, nomina “Socio Onorario” del Rotaract, Ennio Bonomo, mem‑ bro dell’equipaggio di Azzurra, e ospite d’onore della serata. Divertente ed anche originale la conviviale programmata per il 24 luglio 1984: si terrà al Bagno Liù (come tre anni prima). Ma il bello vie‑ ne una settimana prima, quando nella riunione del 17 luglio, la Signora Mozzi annuncia il menù, aggiungendo in calce allo stesso “Le Signore, che ancora devono decidere cosa preparare, sono pregate di tenerne conto”. È ovvio che le Consorti devono preparare piatti da portare al Bagno Liù. Il Bollettino del 17 luglio lo riporta integralmente e noi facciamo altrettanto. Antipasto Primi piatti Secondi piatti Frutta Dolci – Prosciutto e melone – Riso con le arselle – Riso e scampi – Insalata di riso – Lasagne – Patê di fagiano – Vitello tonnato – Carpaccio – Carne ripiena – Polpo marinato – Macedonia – Semifreddi – Meringato Il 6 novembre 1984 conviviale al Ristorante da Clara; il 15 novem‑ 34 bre c’è un Interclub all’Hotel Duomo di Pisa; il 20 e il 27 dello stesso mese il Club è all’Hotel Palace. Il 14 maggio 1985 siamo nuovamente al Ristorante Margherita per festeggiare il 25° anniversario della nostra fondazione. Serata con grande partecipazione di Soci, Signore e ospiti illustri. È presente il Governato‑ re Umberto Laffi, al quale il Presidente Iantaffi consegna un assegno di 5.600.000 lire con questa motivazione: I rotariani di Viareggio e della Versilia, inviano alla popolazione della Somalia con l’augurio che anche in quel Paese possa al più presto sventolare lo stendardo della ruota dentata. Il 5 e il 19 novembre non conviviali all’Hotel Raffaelli, il 26, sempre di novembre, ancora non conviviale all’Hotel Raffaelli per l’ Assemblea del Club. Pier Luigi Silvestri offre una spaghettata finale. Il 21 dicembre, la Cena degli Auguri all’Hotel Bandinelli. Il 3 giugno 1986 Interclub con Carrara e Massa all’Hotel Raffaelli. Il 14 luglio 1986 il Club si sposta al Teatro della Versiliana, per il Bal‑ letto del Teatro Bol’sŏj. Dal Bollettino n. 2 dell’8 luglio si legge, a questo proposito, un ditirambo scherzoso: Il Consiglio Direttivo con un fare spicciativo quell’usanza rotariana di suonare la campana ha mutato tutt’a un tratto in un classico balletto. Ha chiamato tutti noi al Teatro del Bolscioi. Si andrà sì a Versiliana ma si resta senza cena! L’11 e il 18 novembre, non conviviali, siamo all’Hotel Raffaelli, mentre il 25 dello stesso mese, c’è un Interclub Tirreno 1, con conviviale al Ristorante Margherita. Il 6 settembre 1988 abbiamo un Interclub con il R.C. Pistoia–Monte‑ catini Terme. La conviviale si tiene all’Hotel Bellavista di Montecatini Terme. Il 6 settembre dell’anno successivo, gli amici del R.C.Pistoia–Mon‑ tecatini Terme ricambiano la visita, nostri ospiti con un Interclub all’Hotel Astor. Il 19 settembre 1989 siamo ancora, con una conviviale, all’Hotel Esplanade. 35 Il 9 gennaio 1990 conviviale all’Hotel Esplanade in cui sono presen‑ tati gli Atti del 19° Forum della Fascia Costiera, tenutosi a Forte dei Mar‑ mi il 26–27 settembre 1987. L’8 marzo ancora un Interclub con i Club Service della Versilia, in occasione della presentazione del volume degli Atti del Convegno sulle Alpi Apuane, tenutosi l’8 aprile 1989 al Centro Culturale “Luigi Russo” di Pietrasanta. La conviviale si tiene all’Hotel Versilia Holidays di Forte dei Marmi. Il 5 aprile si tiene un altro Interclub con il R.C. Pisa Galilei. La con‑ viviale si tiene all’Hotel Duomo di Pisa. Il 5 giugno, in occasione del trentennale della fondazione del Club, Interclub con i Club Service della Versilia nonché i R.C. di Carrara e Massa, Pisa, Pisa Galilei e Lucca. La conviviale si tiene al Ristorante Margherita e oratore ufficiale della serata è il Prof. Tristano Bolelli. Il 31 luglio 1990 conviviale a casa di Roberto Brunetti nella sua amena residenza estiva, fra il Pitoro e la Val Freddana. Organizzata dagli amici Cozzani e Silvestri, il 2 ottobre, conviviale alla Club House del Versilia Golf Club di Forte dei Marmi. Il 18 dicembre Festa degli Auguri all’Hotel Versilia Holidays di Forte dei Marmi. Il 10 marzo 1991 Interclub con il R.C.Valdelsa. La conviviale si tie‑ ne all’Hotel Versilia Holidays di Forte dei Marmi. Il 16 aprile conviviale al Ristorante Margherita. Il 14 maggio 1992 Interclub con il R.C. di Lucca al Centro Congres‑ si (Piazza del Giglio). Il 6 ottobre 1992, visita del Governatore Gabriele Tristano Oppo. Non abbiamo mai riportato le visite dei Governatori al Club, ma Oppo che inizia la riunione con: “il mare, a quest’ora, è solamente mio…” Sia‑ mo all’Hotel Astor e forse mai si è avuto un “incontro con un Governato‑ re… poeta”. Infatti, i versi citati fanno parte della poesia Alba in Versilia che, autografa, si può leggere a fianco. Il 13 febbraio 1993 Interclub “megagalattico” al Ristorante Margherita con Cenone Danzante. Con noi, i R.C. di Carrara e Massa, Lucca, Pisa e Pisa Galilei. Il 5 febbraio 1994 Interclub al Ristorante Margherita con i Club del Gruppo “Tirreno 1”. Presente il Governatore Franco Zarri. Il 4 giugno Interclub all’Hotel Esplanade con i R.C. di Carrara e 36 37 Massa, Lucca, Pisa e Pisa Galilei, alla presenza del Governatore Zarri. Il 18 maggio 1995 conviviale al Ristorante Il Porto di Viareggio. Il 18 luglio conviviale, organizzata dalle Signore, al Raffaelli Country Club di Forte dei Marmi. Il 6 marzo 1996 Interclub con il Gruppo Tirreno 1 all’Hotel Duomo di Pisa. Il 21 maggio, “sogno di una notte di mezza primavera”, al Bagno Zara dei coniugi Elio e Laura Giannoni. Col contributo “vivandiero” del‑ le Signore; conviviale ricordata come “memorabile”. Il 4 giugno, “incontro di primavera” all’Hotel Raffaelli, per una con‑ viviale Interclub con Carrara e Massa. Il 7 novembre 1998 conviviale all’Hotel Le Dune di Lido di Cama‑ iore. Il 21 dicembre 1999 Festa degli Auguri al Ristorante Margherita. Il 25 gennaio 2000 Interclub con il R.C. di Lucca, Carrara e Mas‑ sa, Pisa e Pisa Galilei, al Ristorante Margherita in occasione del nostro 40° anniversario. Dal Bollettino rileviamo: “abbiamo raggranellato circa 8 milioni di lire. Non male!”. Ovviamente la somma è andata alla Rotary Foundation. Il 6 ottobre 2001 siamo ospiti dell’Hotel Palace per una conviviale di commiato con i “gemelli” belgi che da tre giorni sono ospiti nostri. Il Pre‑ sidente Gridelli sintetizza questa visita rotariana, ricordando la visita alle cave di marmo e all’Antro del Corchia curata da Loris Barsi, Firenze con gli Uffizi e il Corridoio Vasariano, eccezionalmente aperto per diretto in‑ teressamento del socio Barale ed illustrato dalla Direttrice della Galleria. Il Club e Barale in particolare hanno poi invitato gli ospiti a pranzo pres‑ so la Scuola di guerra aerea di Firenze. Infine a Pisa, con la Torre e tutti i monumenti della Piazza dei Miracoli, con la regia di Raffaello Bartelletti. Il 23 ottobre ci viene data notizia che il C.D. del Club ha ritenuto opportuno convocare un’Assemblea straordinaria per la ratifica di alcu‑ ne decisioni prese dal Consiglio stesso e che riguardano lo spostamento del nostro Club in una sede diversa dall’attuale. Il Presidente Gridelli, cede la parola al prefetto Giannaccini, incaricato dal Consiglio insieme ad alcuni soci per una ricognizione di possibili alternative, e Giannaccini illustra le conclusioni della ricerca indicando una soluzione nell’Hotel Le Dune di Lido di Camaiore, dove ci sarebbero spazi per la segreteria, il caminetto, un salone per le conviviali con interessanti alternative per la 38 stagione estiva, menù ricchi e costi accessibili, comunque inferiori agli attuali, il salone delle conferenze, disponibile gratuitamente, un ampio parcheggio. Il Direttore dell’albergo ha provveduto a far pervenire la sua offerta per scritto. L’Assemblea (50 soci presenti, ben oltre il quorum) dà parere una‑ nimemente favorevole (un solo astenuto), delegando il Consiglio per quanto riguarda la scelta del periodo più idoneo al trasferimento. L’8 gennaio 2002…cambiamo casa! Dall’Hotel Astor passiamo all’Hotel Le Dune di Lido di Camaiore. Questo cambiamento è dovuto principal‑ mente per un aumento non giustificato della quota, ed anche – ad essere sinceri – per le intemperanze di alcuni dipendenti, soprattutto durante le conviviali. Non fu facile trovare un’alternativa valida, fra il Versilia Holidays di Forte dei Marmi (non baricentrico) e l’Hotel President (troppo caro). La serata, presieduta da Alberto Bargellini, in sostituzione del Presi‑ dente Gridelli, inizia commemorando con una pausa di silenzio la recen‑ te dolorosa scomparsa del socio Prof. Francesco Barone, amico rotariano e illustre uomo di cultura, grande personalità di alto profilo morale: una grave perdita per tutto il mondo intellettuale e universitario. Fidia Arata lo ricorda poi con commossa partecipazione, proponendo un serata da dedicare alla figura ed all’opera di Francesco Barone e a cui invitare il Presidente del Senato, Marcello Pera, che è stato suo allievo. Nel mese di ottobre 2008 il Direttore dell’Hotel Le Dune, Sede del Club, ci informa che l’albergo chiuderà (sic!) per divergenze fra la pro‑ prietà e la direzione, e che dovremo cercare una nuova sede. Il 19 novembre, il C.D. ha completato la fase di ricerca e presen‑ ta all’Assemblea, quattro strutture ricettive: l’Hotel Principe di Piemonte (Viareggio), l’Esplanade (Viareggio), Una Versilia Hotel (Lido di Cama‑ iore) e Mondial Resort (Marina di Pietrasanta). La votazione avviene il 25 novembre e l’Assemblea con 45 prefe‑ renze sceglie l’Una Hotel di Lido di Camaiore. Come già avevamo fatto con il Mondial Resort in ottobre con alcune riunioni, anche all’Una Hotel ci eravamo già installati fin dall’11 novembre con favorevoli presagi. E questa è ora, ufficialmente, la nuova Sede del Club. C’è da rilevare che fin dall’Hotel Le Dune il Club ha perduto del tutto la voglia delle conviviali esterne alla sede, se si toglie l’Interclub con il R.C. di Sondrio del 28 marzo 2009 effettuato all’Hotel Principe di Piemonte. Questa staticità forse è un bene, o forse no. Chissà! 39 GEMELLAGGI É bene dire subito che i gemellaggi attuati dal nostro Club non han‑ no, almeno finora, portato a grandi frutti, intesi come fattiva cooperazio‑ ne, nelle varie vie d’azione. Ad un euforico contatto iniziale, alle prime reciproche visite tutte infarcite di buoni propositi, si è man mano sosti‑ tuita un’inerzia collaborativa che pian piano ha spento il rapporto con i nostri gemelli. Di chi la colpa? Crediamo di tutti e di nessuno. Per quanto ci ri‑ guarda, forse non siamo adatti, caratterialmente, a mantenere un costan‑ te legame con i nuovi amici. Forse è anche perché Viareggio è vicina ad importanti città d’arte della Toscana e ciò porta il nostro Club ad essere un mezzo per visitare questi siti, anziché conoscere in maniera rotaria‑ na il Club gemellato. Forse perché dopo alcuni incontri, le città d’arte sono state visitate, e l’interesse per un nuovo incontro si affievolisce fino a scomparire. Tante volte abbiamo sentito dire alle riunioni: “il nostro Club è Viareggio Versilia e non Pisa, Lucca, Siena o Firenze”. Forse tutto ciò si verifica anche negli altri Club che si gemellano per le più svariate ragioni; ma questo non deve essere una giustificazione. Per quanto ci riguarda possiamo dire che i gemellaggi, al di fuori della cono‑ scenza, all’amicizia diretta, di grande importanza nello spirito rotariano, non hanno portato a grandi iniziative comuni. Forse non ci impegnamo a sufficienza! Come scrive Gianmario Mozzi nel suo Vent’anni 1960–1980, nel 1976 i tempi si ritengono maturi per stabilire un gemellaggio. Viene scel‑ to il R.C.Ajaccio. Prima che il Club còrso accetti la nostra offerta, giunge però – nell’ambito dei gemellaggi triennali fra i Distretti – la proposta di gemellarci con il R.C. di Martinez (Argentina). Ma intanto Ajaccio accetta l’offerta. Il Presidente Barone informa il Club che “poiché nella scorsa ri‑ unione il nostro Club aveva deciso di accogliere l’analoga proposta del Club argentino di Martinez e poiché il Club di Ajaccio è già gemellato con quello di Civitavecchia, ne consegue che presto saremo, direttamen‑ te o indirettamente, gemellatissimi”. Cosa fare? Intanto invitiamo i còrsi a farci visita. Insieme a loro ospitiamo al Carnevale anche i rotariani di Bastia (che sono gemella‑ 40 ti con Volterra). Arrivano 21 còrsi ma sono tutti “bastiani”, nessuno di Ajaccio. Pochi mesi e ricambiamo la visita a Bastia, invitando anche i soci del R.C.Ajaccio. Ancora una volta questi ultimi non si fanno vedere. Del R.C. di Martinez si sono perse le tracce, perché la proposta da noi inviata, è respinta al mittente in quanto il destinatario è sconosciuto. Durante la visita a Bastia (18–20 giugno 1977) abbiamo notizia che sta per nascere il nuovo R.C. di Bastia Mariana. Ci si affretta a offrirgli un gemellaggio, che è subito accettato. Il 16–17 settembre 1978 si torna in Corsica, questa volta per visitare il nostro Club gemello. Dopo tanti tentennamenti sulla moltitudine di rotariani desiderosi di andare, si ritrovano in Corsica solo 8 soci! Per il Past President Gi‑ rolamo Galassini cui va il merito del gemellaggio con il R.C. di Bastia Mariana, non fu un grande regalo! Quei pochi presenti furono accolti con grande simpatia e cordialità e furono anche edotti sull’attributo “Ma‑ riana”, derivante da una chiesa pisana, una delle tante che nell’XI e XII secolo furono edificate nella zona. Dall’11 al 13 maggio 1980 ricambiano la visita 17 “mariani” che vengono per unirsi ai festeggiamenti del nostro 20° anniversario. Anche la nostra ospitalità fu all’altezza della situazione, tanto che li portammo in visita alla Mostra dei Medici a Firenze e poi a Portovenere. Dal 13 al 15 settembre 1980 ricambiamo la visita a Bastia. I nostri “gemelli” ci fanno visitare Bonifacio e poi, una cena splendida, a Saint Florent. Sono presenti anche alcuni soci del R.C. di Volterra. L’anno seguente, dal 5 all’8 giugno 1981 ci tornano a trovare, e noi li portiamo in gita a Firenze ed a Lucca. La sera del 6, conviviale, ospiti del Socio Pier Luigi Silvestri all’Hotel Raffaelli di Forte dei Marmi. Il 27 ottobre 1981 il Presidente e il Segretario di Bastia Mariana, Frassotto e Pierrot, ringraziano per averli fatti partecipare alle Giornate Internazionali di Informazione Rotariana, tenutesi al Ciocco dal 25 al 27 settembre 1981. Dal 9 al 12 settembre 1982 un gruppo di nostri Soci effettua una visita al Club di Bastia Mariana. Tre giorni di grande fratellanza rotariana, con i còrsi che si prodigano con entusiasmo oltre ogni limite. Il 10 maggio 1983 i nostri “gemelli” ci informano che, per la difficile situazione politica in Corsica, al momento la visita è rimandata. Nel Bollettino n.8, relativo alla conviviale del 28 agosto 1984 (Pre‑ sidente Francesco Iantaffi) si legge: 41 “Per i soci di più fresco servizio rotariano, sarà opportuno ricordare che il nostro Club è gemellato con il Club còrso di Bastia Mariana: con esso, negli anni trascorsi, si tennero numerosi “Interclub” con relativo scambio di visite. “Da un po’ di tempo, senza un preciso motivo, il discorso si è in‑ terrotto e, proprio per rinvigorire il gemellaggio, sono con noi stasera tre amici rotariani di Bastia, venuti in avanscoperta ad organizzare una tra‑ versata in massa per il periodo di Carnevale”. Sono arrivati, infatti, dal 16 al 18 febbraio 1985. E noi li abbiamo accolti con grande amicizia e cordialità. Sono venuti per il Carnevale e li abbiamo subito portati al Carnevaldarsena, con degustazione di risotto, cacciucco e vino; poi al Corso regolamentare di domenica: Non sono mancati gli incontri: con il Sindaco di Camaiore, Pezzini, che ha conse‑ gnato loro un messaggio per il Sindaco di Bastia: gli amici còrsi si sono sentiti molto fieri di questo loro incarico. Dopo il ricevimento ufficiale, doni e drink per tutti. A Camaiore i còrsi hanno visitato il piccolo ma pregevole Museo d’Arte Sacra, poi alla Badia, alla Pieve, alla ferriera di Candalla e alla fon‑ deria Jackson. Il tutto sotto la guida, in francese, della signorina Antonel‑ la Landi. Sono stati portati una sera anche in Canniccia e, finalmente, la con‑ viviale ufficiale all’Astor, dove avevano chiesto di assaggiare gli spaghetti, il piatto nazionale: e sono stati accontentati. Ma c’erano state altre occa‑ sioni per far apprezzare ai còrsi la bontà di alcune specialità italiane: gli antipasti e l’arista all’Hotel Raffaelli; la pasta e fagioli e la rostinciana di Bernardone. Ed il vino! Agli ospiti, prima della partenza, sono state donate bottiglie di Brunello di Montalcino (donatore ignoto) e posacenere in onice (donatore Alessandro Cima). Il 26 marzo 1985 il gruppo di Bastia Mariana, che aveva ricevuto dal Sindaco di Camaiore l’incarico di recapitare al Sindaco di Bastia un mes‑ saggio per un gemellaggio, ha comunicato di aver adempiuto al compito. Ora si aspettano gli sviluppi. Il 10 febbraio 1987, i “gemelli” di Bastia Mariana non hanno dato seguito al nostro invito di partecipare al Carnevale, come era successo due anni prima. Stando così le cose – si legge nel Bollettino – l’iniziativa pare destinata al nulla di fatto. Il 30 giugno 1987, nel riassumere l’annata, 42 il Presidente Goffredo Scotti, riferisce che il “contatto con i gemelli còrsi è risultato, ma non per colpa nostra, molto deludente”. Il 12 gennaio 1988, Pippo Simonelli, Presidente della Commissio‑ ne ad hoc, fa il punto della situazione. “Il gemellaggio con Bastia Mariana langue e forse non solo per colpa nostra. Per ravvivarlo, seguendo l’esem‑ pio di quanto hanno fatto altri Club del Distretto che si trovano nelle nostre stesse condizioni, si è pensato di associare alla coppia un terzo Club. Considerato che tale Club, per ragioni di comprensione, sarebbe bene che parlasse italiano o francese, è facile arrivare a concludere che ci si deve orientare verso la Svizzera”. Non l’avesse mai detto! Si apre non un dibattito, ma una bolgia di opinioni. “Ci sarebbe Tenerife!”, “Salviamo la forma”, “Facciamo cultura”, “l’Austria è più bella”, eccetera. Il nostro Club non è fortunato con i ge‑ mellaggi! “Dieci anni fa, dopo che i rotariani di Ajaccio ci avevano snob‑ bato e non si erano fatti vivi, avevamo deciso di gemellarci nientemeno che con Martinez, in Argentina!” Il 19 gennaio, guarda chi si risente! Da Bastia Mariana arriva una cartolina di auguri (per le festività appena trascorse), che nessuno pren‑ de in considerazione. Il 9 febbraio si riagita ancora una volta il problema del gemellaggio. La maggioranza dei Soci si è detta propensa a un gemellaggio con una località turistica svizzera. “Simonelli dovrà quindi provvedere a prendere i necessari contatti quanto meno per avviare la pratica”. Un mese dopo (8 marzo) Pippo Simonelli riferisce che “l’auspicata unione con un Club della Svizzera Italiana non è realizzabile per ragioni di affollamento”. Si riparla perciò di Austria o Francia. Il 6 settembre 1988 il Presidente Oscar Biagi comunica che sta per concretizzarsi un gemellaggio con il Club di “Bruxelles Erasmus”, cosa invero molto lusinghiera per noi, poterci gemellare con il Club di una capitale europea così prestigiosa! Il 2 ottobre 1988 il nostro Club riceve una qualificata (e simpatica) delegazione del Bruxelles Erasmus, venuti in avanscoperta, per definire gli ultimi particolari di questo gemellaggio che, proprio, “si ha da fare”! E il gemellaggio verrà perfezionato nel corso della visita che, in maggio, renderemo a Bruxelles. L’8 novembre, mentre proseguono alacremente i preparativi per la “consacrazione” del gemellaggio con il Club belga, contemporaneamente 43 si stanno riaprendo i colloqui con i nostri attuali “gemelli” del Club di Bastia Mariana. Il 10 gennaio 1989 il nuovo gemellaggio pro‑ cede speditamente. Da rimarcare unicamente che, per motivi di op‑ portunità, il C.D. del nostro Club ha deciso di non valersi della mu‑ nifica offerta degli amici belgi e, pertanto, le spese di viaggio e sog‑ giorno saranno a completo carico dei partecipanti. Il 28 febbraio 1989 viene de‑ ciso il programma dettagliato della Il Prof. Francesco Barone legge l’accordo di visita che faremo a Bruxelles nei gemellaggio fra il nostro Club e quello di Bruxelles giorni 5–6–7 e 8 maggio prossimi. Erasmus Gli amici belgi hanno fatto le cose in grande, per cui saremo prelevati al nostro arrivo in Belgio il pomerig‑ gio del 5 ed abbandonati solo la mattina dell’8 maggio; in tutto questo tempo sarà a nostro carico solo la spesa di pernottamento. Per quanto riguarda il viaggio, l’amico Pippo Simonelli, ci ha fatto avere un ventaglio di proposte che vanno dall’aereo, al treno, al pullman. Nel Bollettino n.40 del 9 mag‑ gio 1989 si legge: “con un certo sen‑ so di delusione, i reduci da Bruxelles devono constatare che ben pochi degli altri amici sono interessati a sapere quello che è successo in ter‑ ra di Fiandra: scarso interesse per viaggiare passi, ma addirittura avere in uggia anche i racconti di viaggio, non essere nemmeno un po’ curio‑ si, proprio ci sembra eccessivo”. E, più avanti, ancora: “per niente sco‑ raggiati, comunque i nostri ‘viag‑ giatori’ fanno a gara nell’esternare I due presidenti dei Club gemellati 44 le proprie, entusiasmanti, impressioni sul ‘gemellaggio’: a distrarsi, ci sa‑ rebbe da pensare che si stia leggendo Il Milione di Marco Polo”. Il 30 gennaio 1990 i “gemelli” belgi chiedono di ritornare. Il loro ar‑ rivo è previsto per il 24 maggio p.v. ed il programma prevede: sistemazio‑ ne all’Hotel Esplanade. Il giorno dopo, al mattino, visita guidata a Lucca, con pranzo in un ristorante tipico; nel pomeriggio visita a cantieri navali (Perini e Picchiotti) e poi cena al Club Nautico. Il giorno dopo visita a un vivaio di piante e fiori e pranzo a casa del Presidente Scarpellini; rientro con fermata a Torre del Lago e in battello fino a Viareggio. Il 28 maggio, presenti i “gemelli”, il programma è leggermente va‑ riato. La cena al Club Nautico è sostituita con l’Hotel Raffaelli di Forte dei Marmi, messo gentilmente a disposizione da Gabriella e Pierluigi Silve‑ stri, “cui il Club deve essere particolarmente grato, per la squisita ospita‑ lità e l’estrema disponibilità che come sempre dimostrano”. Il 13 giugno gli amici belgi, nel ringraziare, entusiasti, per la visita in Versilia, ci invitano fin da ora per i giorni 10–12 maggio 1991. Il 21 novembre arriva il programma della visita a Bruxelles dal 30 maggio al 2 giugno 1991. Il programma è nutrito: visita con guida a Bruges; pranzo d’amicizia con gli amici del Club Brugge–West presso il Grand Hotel du Sablon; per le signore “déjéunent en ville”. Cena all’Hotel Pullman. Il giorno dopo spostamento in battello da Bruges a Damme, con visita di questa cittadina. Si visita anche la città di Zwin con pranzo allo Chalet du Zwin (antica città reale). La sera, cena ufficiale del Rotary al restaurant Les Ducs de Bourgogne. Il 20 marzo 1991 si decide di portare in dono al Club belga un volu‑ me unico sulla “comunità dei mercanti lucchesi a Bruges”: questo libro di grande valore, per merito di Oscar Biagi, non ci costa niente. Ai “gemelli” regaleremo una copia di “Un mercante di Lucca in Fiandra, Giovanni Arnolfini”. Il 18 febbraio 1992 il Presidente Pardini fa alcuni commenti sulla futura visita dei nostri “gemelli” del Bruxelles Erasmus, che non vogliono venire a Viareggio. Il Bollettino sintetizza: “Fu vero gemellaggio?” Il 2 giugno, come abbiamo appreso dal Presidente Pardini, “la visita dei nostri ‘gemelli’ si è svolta nel più brillante e simpatico dei modi, tanto più che è stato possibile (da un colloquio, finalmente de visu, fra i due Pre‑ sidenti) appianare ogni divergenza sul significato del gemellaggio ed anzi lanciare l’impegno ad un ancor maggiore sviluppo dello stesso. A questo 45 proposito, i soci troveranno allegato un questionario che sono pregati di far riavere alla segreteria, nell’intento di far meglio conoscere fra loro i soci del nostro Club a quelli di Bruxelles”. Dai Bollettini del nostro Club non si chiarisce dove e quando sia av‑ venuta la conviviale con i nostri “gemelli”. Infatti, nel Bollettino immedia‑ tamente precedente a quello del 2 giugno (26 maggio), si parla di prepa‑ rativi alla visita. Per l’esattezza: “come da programma buona parte della riunione è stata occupata dagli ultimi preparativi e dettagli organizzativi in vista dell’arrivo dei ‘gemelli’ di Bruxelles: in verità ci sono state alcune mo‑ deste variazioni di programma, ma quando questo bollettino vi giungerà tutto si sarà ormai concluso e quindi ci sembra inutile starle ad elencare”. Una cosa è certa: la conviviale di gemellaggio è avvenuta fra il 26 maggio e il 2 giugno 1992! Il 28 luglio si “prevede” di rendere la visita ai belgi a fine maggio 1993. Dal 20 al 23 maggio 1993, come da “previsione”, si effettua una gita a Bruxelles. Così si legge sul Bollettino dell’11 maggio (n.41), dove si riporta la data in cui avverrà la visita, ma poi nei Bollettini seguenti non c’è più traccia di questo evento. Strano, ma vero! Il 6 luglio 1993 il Presidente Paolo Margara informa che ai primi di novembre dovrebbe effettuarsi un viaggio a Riga (Lettonia) insieme agli amici belgi. Sul Bollettino n.9 (31 agosto) si legge una “parabola” a proposito del viaggio a Riga. È divertente, la riportiamo integralmente: In illo tempore un popolo che viveva sulla riva del mare fece alleanza con un popolo di Erasmo. I due popoli si scambiavano i prodotti delle loro terre e si facevano visita. Un giorno le donne di Erasmo dissero che vicino al mare c’era una città di fiori che era più bella di quella marina. Vollero andarla a visitare per ammirarvi le arti e i mestieri. Il popolo del mare non se ne ebbe a male ma anzi aiutò gli alleati a fare quel pellegrinaggio. Poi ancora una volta i marini andarono a visitare la città di Erasmo. Furono festosamente accolti e ricolmati di doni propizia‑ tori. 46 E l’alleanza continuò. Un giorno gli Erasmiani proposero ai marini di andare insieme a conoscere un popolo nordico che da poco si era affrancato. Di comune accordo si incamminarono. Giunti che furono in quelle terre gli affrancati accolsero tutti con grande letizia. Cantarono per loro le dainas, per loro accesero fuochi e intrecciarono ghirlande di quercia. Ma quando era venuto il tempo di portare le oblazioni alle anime dei defunti, le donne del popolo marino dis‑ sero che c’erano paesi più belli di quelli e se ne andarono portandosi dietro i loro uomini. Gli Erasmiani e le genti delle dainas videro i marini scom‑ parire verso levante e grande fu la loro costernazione. Da quel giorno l’alleanza si ruppe e il popolo marino, che prima era stato di cuore grande,rimase senza il frutto del‑ la terra di Erasmo. Il 18 gennaio 1994 si ha notizia che la visita dei belgi si svolgerà dal 12 al 15 maggio, baricentrata su Siena. Il C.D. del nostro Club ha in‑ tenzione di organizzare la cena ufficiale per la sera del 14, a Siena. Il 22 febbraio il Presidente Paolo Margara ricorda l’impegno a Siena per il 14 maggio e spera in una numerosa presenza di nostri soci. Il 17 maggio dal Bollettino si ha notizia che solo 5 nostri soci hanno ospitato a cena i “gemelli” di Bruxelles in quel di Siena. “Cerimonia per pochi intimi, ma non di meno suggestiva ed amichevole”. Al Congresso Internazionale di Nizza, tenutosi dal 15 al 18 giugno 1995, c’è stato anche l’incontro con i nostri “gemelli” del R.C.Bruxelles Erasmus. “Gli amici belgi – come ha detto il Presidente Giannotti – sono stati molto gentili, anche per l’ottima cena offerta ai nostri rappresentan‑ ti. Squisiti anche nel non dimenticare di inviare i più cordiali saluti a tutti gli amici del Club Viareggio Versilia”. L’11 giugno 1996, il Presidente Gianmario Mozzi, ricorda che “è ve‑ nuto a trovarci Martial Xhignesse con la gentile signora Danielle. Martial, è l’unico rappresentante dei nostri ‘gemelli’ belgi e redattore del Bollettino. “Negli incontri è stato affrontato il problema del gemellaggio e, pur‑ 47 troppo, si è capito che non esiste più lo smalto iniziale; forse va a finire. Nemmeno la lettera di ringraziamento inviataci dal Presidente Jacques Ameye per la ‘magnifica accoglienza’ riservata ai signori Xhgnesse ha modificato di una virgola questo deludente epilogo”. Il 12 gennaio 1999, il Presidente Beltrami ci informa che sono giun‑ ti gli auguri per il nuovo anno da parte dei nostri amici belgi. Il 13 luglio, il Presidente Biagiotti saluta Roger Schorells del R.C.Bruxelles Erasmus presente in sala con la Signora Claudine. Uno scambio di doni e l’augurio di contatti più stretti fra i due Club gemelli. Il 6 novembre 2001 c’è un invito del R.C.Bruxelles Erasmus per una visita nel prossimo mese di maggio 2002. Il 15 gennaio 2002 viene annunciata una gita a Bruxelles dal 6 al 9 giugno, data poi spostata dal 12 al 15 settembre. Il 17 settembre il Presi‑ dente Angeli riferisce sull’andamento della gita in Belgio e sull’accoglien‑ za rotariana dei nostri “gemelli”. Il 14 maggio viene comunicato che dal 27 giugno al 3 luglio verrà effettuata una gita sociale nella Loira, Bretagna e Normandia, in occasio‑ ne del gemellaggio con il R.C. di Brest les Abers. Questa scelta ha un si‑ gnificato particolare per l’Artiglio e le altre navi–recupero della SORIMA che a Brest avevano la loro base di armamento nel periodo di ricerca del relitto dell’Egypt, sia poi nel recupero del suo favoloso tesoro. Il 22 maggio 2004 siamo ancora con gli amici del Bruxelles Era‑ smus: sono presenti alla cena il Presidente del Club Michèl Leclerque e signora Maria, Franco Mardochée e signora Florette, Henry Puits Stob‑ bart e signora France, Philippe Wemberg e signora Annie e Marc Wery e signora Sonia. Gli amici ringraziano per l’accoglienza festosa e amichevo‑ le e per le visite effettuate a Lucca e Volterra. Il 24 giugno 2008, il Presidente Saettone, nel bilancio della sua an‑ nata ricorda, fra l’altro, la sua partecipazione insieme al Presidente Inco‑ ming Vittorio Pasquini, al R.C. di Seraing in Belgio per le celebrazioni del cinquantenario di quel Club, in vista di un gemellaggio. La scelta di Seraing, è dovuta al fatto che in questa cittadina bel‑ ga morì lo scolopio pietrasantino Padre Eugenio Barsanti, inventore del motore a scoppio, e che il nostro Club ricorda, annualmente, con il Pre‑ mio Internazionale Barsanti e Matteucci. L’11 ottobre 2008 conviviale di gemellaggio all’Hotel Mondial Resort di Marina di Pietrasanta, con il R.C. di Seraing. Con la firma del pro‑ 48 Brest. La firma sull’atto di gemellaggio fra i due presidenti: Alberto Bargellini, a sinistra, e Jacques Bryckaert tocollo di gemellaggio (in italiano e francese) che riportiamo integral‑ mente, e la sottoscrizione di un Matching Grants, che quest’anno è stato scelto dalla nostra Commissione e l’anno prossimo sarà scelto dagli amici di Seraing, i legami culturali e scientifici che legano i due Club sono stati esaltati. Non dimentichiamo che fra Pietrasanta (nel nostro territorio) e la città belga vi è un legame profondo in nome del padre scolopio Eu‑ genio Barsanti (morto nella cittadina belga il 18 aprile 1864), ideatore del motore a scoppio. Il MG scelto, già approvato dalla R.F., prevede la fornitura di strumenti medicali per rimuovere le malformazioni al palato. Il progetto è stato richiesto dal Rotary Club Lima Sunrise (Perù) ed è contraddistinto col n.D–547. Purtroppo questo Matching Grants non potrà essere messo in atto per le attuali condizioni finanziarie della Rotary Foundation. Accordo di Gemellaggio tra il Rotary Club Seraing ed il Rotary Club Viareggio Versilia I membri del Rotary Club di Seraing (Distretto Rotary 1630) ed i membri del Rotary Club Viareggio Versilia (Distretto Rotary 2070) han‑ no convenuto di comune accordo di stabilire rapporti di amicizia privile‑ giati in conformità a quanto previsto dal manuale di procedura. 49 In particolare, i due Club convengono: – di organizzare incontri periodici tra i due Club; – di attivare un Matching Grants della Rotary Foundation; – di incoraggiare tra i propri membri reciproche visite a titolo indi‑ viduale; – organizzare scambi di conferenzieri; – di favorire scambi tra i giovani dei membri dei due Club; – di stimolare iniziative che permettano di creare legami tra le due Città sul piano dell’informazione professionale ed, in particolare, sul pia‑ no degli studi, delle ricerche e delle attività relative al mondo dei motori. L’invenzione di Barsanti, con la collaborazione di Matteucci, ha fa‑ vorito un aumento inimmaginabile delle comunicazioni, dei trasporti e dell’industria, permettendo l’annullamento delle distanze tra i popoli e le nazioni. Tenuto conto del fatto che nelle due città esistono dei Club Rota‑ ract, i loro membri saranno associati a tutte le manifestazioni. Allo scopo di coordinare e sviluppare i rapporti, ciascun Club desi‑ gnerà un Rotariano che possibilmente conosca la lingua dell’altro Paese. Egli si occuperà di mantenere i rapporti tra i due Club e svolgerà la mi‑ gliore azione informativa mediante il servizio dei bollettini. Questo accordo ha una durata indeterminata. Viene convenuto che, in caso di insuccesso, i due Presidenti in carica decideranno in modo amichevole circa la sua risoluzione, sentito il parere dei rispettivi Club circa la fine della relazione privilegiata. I Club terranno al corrente della loro attività il Presidente Naziona‑ le del CIP interessato e, in caso di insuccesso, delle loro difficoltà. I Governatori dei Distretti dei due Club ricevono copia del presen‑ te accordo. ROTARY CLUB SERAING Il Presidente Raymond Heuchamps ROTARY CLUB VIAREGGIO VERSILIA Il Presidente Vittorio Pasquini 50 VARIE INIZIATIVE Riprendiamo da dove Vent’anni 1960–1980 di Gianmario Mozzi ha lasciato il capitolo “Altre Notizie”. Il 4 novembre 1980, all’Hotel Astor, si parla del contributo da dare per un ospedale mobile per il campo–profughi di Kao–y–dan in Tailan‑ dia, uno dei 18 campi–profughi installati in quel Paese dopo le recen‑ ti devastanti inondazioni. La spesa prevista è di circa 260 milioni ed il nostro Club partecipa per 3.350.000 lire. Il Distretto, oltre al contributo diretto suo e degli altri Club, si è impegnato a “gestire” l’ospedale per un anno. Il 6 gennaio 1981 al Ristorante Margherita si decide di inviare, in aiuto dei terremotati del sud, la somma di 3.230.000 lire oltre a 500.000 lire date dai “gemelli” di Bastia Mariana. Il 14 luglio 1987 il Club dona al Centro Cardiologico del nostro Ospedale, un Centro Dati computerizzato. Il 3 maggio 1988 viene donata all’Istituto De Sortis e all’Istituto Sa‑ cro Cuore la somma di 1.600.000 lire in memoria dei due Past President del Club scomparsi, Benozzo Gozzoli (il 12 aprile) e Giuliano Lucarelli (il 17 aprile). La commemorazione dei due insigni rotariani è fatta rispet‑ tivamente dal V.Presidente Oscar Biagi e da Goffredo Scotti il 26 aprile. Il 14 giugno, il Comitato Consorti del Club, e sempre in memoria del Prof. Lucarelli, dona all’Istituto De Sortis 30 accappatoi per i ragazzi orfani presenti nell’Istituto. Nell’annata 1988–89, sotto la Presidenza di Oscar Biagi, si dà vita ad un Convegno sulle Alpi Apuane. Insieme ai Lions Viareggio Riviera e Versilia Viareggio, al Soroptimist Club Viareggio Versilia e la collabo‑ razione del Comune di Pietrasanta che mette a disposizione il Centro Culturale “Luigi Russo”, l’8 aprile 1989 il Convegno Le Alpi Apuane – Tutela ambientale e sviluppo economico prende l’avvio. Il Convegno ha affrontato fuori da ogni schema rigido e riduttivo, il problema sempre attuale sollevato dallo stesso binomio difesa–sviluppo in quest’area di 51 straordinaria bellezza paesaggistica e di notevole interesse naturalistico. Le relazioni degli esperti, i numerosi interventi di studiosi ed am‑ ministratori e la tavola rotonda finale, hanno costituito una piattaforma di notevole spessore culturale su cui è stato possibile aprire un ampio dibattito che – ci auguriamo – possa portare in un prossimo futuro ad utili risultati. Gli Atti del Convegno (che il Presidente Biagi ha voluto che fosse chi scrive queste note a riunirli e pubblicarli in volume), vogliono non soltanto rinnovare l’eco di quel dibattito, ma anche impedire che tante speranze e buoni propositi manifestati in favore delle Apuane si perdano nel nulla. Il 3 agosto 1993, Benito Giannotti, nella sua veste di re‑ sponsabile del nostro Club per l’operazione “Vita per l’Albania”, chiarisce il progetto che si prefigge una massiccia vaccinazione contro l’epatite B, terribile morbo che sta decimando una popolazione già provata da ogni sorta di stenti. Il Rotary International si accollerà il 30% dell’onere finanziario, mentre i 9 Distretti italiani, oltre al rima‑ nente 70%, dovranno mettere a disposizione personale volonta‑ rio, medici e paramedici, che pos‑ sa operare sul campo, considerata l’assoluta carenza di strutture so‑ ciali in Albania. Per i prossimi tre anni (tale è la durata prevista) sarà compito di Benito Giannotti far si che il nostro Club non sfiguri nella gara, tutta ro‑ tariana, per mettere insieme i miliardi di lire, almeno un paio, necessari a tanto impegno. Intanto, il 28 dicembre, si elimina la conviviale ed il ricavato andrà alla “Vita per l’Albania”. 52 Il 9 novembre 1993 il Presidente Raffaello Bartelletti ci informa che sta andando in porto il nostro progetto di aiuto ad un Paese del Terzo Mondo; grazie a 10 mila $ da noi stanziati ed agli altrettanti messi a di‑ sposizione dai “gemelli” di Bruxelles Erasmus, saranno 40 mila (con 20 mila aggiunti dalla Rotary Foundation) i dollari a disposizione per rea‑ lizzare una scuola per disabili in Egitto o, in alternativa, nello Zimbawbe. L’11 gennaio 1994 il Comitato Consorti del Club ha raccolto una cospicua somma da devolvere alla Charitas in memoria di Carla Gridelli. Il 24 maggio il Governatore Franco Zarri ha donato al Club – in oc‑ casione del Congresso Distrettuale tenutosi a Pieve di Cento – una targa “a ricordo dell’operazione ‘Vita per l’Albania’ al Rotary Club Viareggio Versilia con gratitudine e riconoscenza”. Il 15 novembre il Comitato Consorti ha versato la somma di 1.350.000 lire in favore dell’ACBALT, un’associazione per la lotta alla leucemia operante in un reparto ospedaliero pisano. La somma è stata versata in memoria di Nicola Favilla. Il 4 luglio 1995 torna alla ribalta il nostro progetto APIM (Azione di Pubblico Interesse Mondiale) con i “gemelli” belgi e la Rotary Founda‑ tion. Si tratta di 10 mila $ del nostro Club, 6 mila dei belgi e 15 mila della R.F.. Si pensa allo Zimbawbe. Il 10 ottobre, Raffaello Bartelletti, nostro delegato per il progetto, descrive dettagliatamente l’intervento del nostro Club e quello degli amici belgi. Noi contribuiremo con 11 mila $, Bruxelles con 6 mila e la R.F. con 15 mila. “32 mila $ che serviranno ad aiutare bambini ciechi di una piccola scuola africana. Oggi in questa scuola si producono mobili in canna di bambù e gessetti per lavagna; hanno richiesto macchine da scrivere in Braille. La zona di intervento è Masvingo (ex Fort Victoria) nello Zimbawbe (ex Rhodesia)”. L’11 giugno 1996 siamo ancora più precisi. Il Presidente Mozzi in‑ forma del definitivo completamento del progetto comune APIM per for‑ nire macchine da scrivere in Braille alla scuola per ciechi di Masvingo. Le somme concretamente già versate sono 9 mila $ dal nostro Club, 6 mila da Bruxelles e 15 mila dalla R.F.. Con 30 mila $, Evanston provvederà ad 53 acquistare 42 macchine da scrivere in Braille e ad inviarle ai ragazzi ciechi di Masvingo. Pochi sanno che le macchine da scrivere inviate dagli USA, non ar‑ rivarono mai a Masvingo. Furono rubate o al porto di arrivo o lungo il percorso dal porto al villaggio. La Rotary Foundation fece un secondo invio e questa volta le macchine da scrivere arrivarono a destinazione re‑ golarmente. Il 19 giugno un nubifragio di proporzioni impressionanti (i tecni‑ ci parlarono di una vera e propria “bomba d’acqua”), si abbattè sull’Alta Versilia, in particolare nel comune di Stazzema. Il torrente Vezza, ingros‑ satosi in maniera paurosa distrusse buona parte delle abitazioni e delle segherie di marmo delle frazioni di Cardoso e Ponte Stazzemese, e giù fino a Ruosina ed oltre, portando morte e danni ingenti alle persone ed alle cose. Il nostro Club lanciò subito un appello di aiuti e, all’interno del Di‑ stretto 2070, si organizzò una raccolta di fondi. Il 2 ottobre nel Notiziario Rotary si legge: “Sono trascorsi alcuni mesi dalla tragica alluvione che ha colpito l’Alta Versilia ed ora è avviata la fase più complessa che prevede la messa in sicurezza di interi paesi, migliaia di ettari di territorio, chilometri di corsi d’acqua con tutto ciò che su esso insiste: abitazioni, opifici, edifici pubblici, viabilità, servizi essenziali. “É stato realizzato e proiettato un impressionante filmato, cui ha fat‑ to seguito l’intervento dei Sindaci dei paesi alluvionati. Il 9 novembre è programmata, nel Chiostro di S.Agostino a Pietrasanta una tavola ro‑ tonda con la prevista partecipazione del Sottosegretario alla Protezione Civile, Prof. Franco Barberi e di altri eminenti studiosi del territorio. “In segno di ringraziamento ai Club che hanno contribuito alla sot‑ toscrizione indetta dal Distretto, è stata realizzata una pergamena con un disegno significativo del noto artista Marcello Tommasi”. Il Seminario della Rotary Foundation tenutosi a Lido di Camaiore, dette modo di verificare il risultato della sottoscrizione che fu di 130 mi‑ lioni di lire. Il nostro Club, com’era doveroso, ha contribuito con la cifra pià alta del Distretto sostenendo, oltre al contributo versato, anche le spe‑ se per il completamento dell’iniziativa. Per correttezza, è giusto dire che buona parte dei milioni versati è frutto di donazioni volontarie dei soci. 54 55 Scartata la prima idea di un’”opera che comportasse lavori di edi‑ lizia”, fu rivolta l’attenzione per interventi a favore dei più giovani. Va ri‑ cordato che questa annata rotariana si è qualificata, su indicazione del Presidente Internazionale L. V. Giay, per l’impegno del Rotary a favore delle Nuove Generazioni. La somma raccolta è stata destinata all’acquisto di uno Scuolabus e a coprire le spese necessarie per reintegrare e rinnovare le attrezzature per la palestra, la cucina, il refettorio e le aule della scuola di Ponte Stazze‑ mese e per i refettori e le aule delle scuole materne ed elementari di Arni, Levigliani, Mulina, Ruosina e Terrinca. Il 24 giugno 1997, un anno dopo il disastro, il Governatore Giusep‑ pe Fini, il Presidente del Rotary Club Viareggio Versilia, Carlo Riccoma‑ gno, il Presidente del Rotary Club di Carrara e Massa, Antonio Forti, ed altre autorità, hanno consegnato al Sindaco di Stazzema, Giampiero Lo‑ renzoni, i fondi raccolti dal nostro Distretto (130 milioni), ed una targa ricordo (che verrà apposta nell’ufficio del Sindaco). Questi fondi, in par‑ te (46 milioni) sono già destinati alla ricostruzione della scuola di Ponte Stazzemese e (84 milioni) per l’acquisto di un pulmino Scuolabus. Alla consegna, fra le altre autorità, erano presenti la Signora Adria‑ Consegna dello Scuolabus. Da sinistra: Antonio Forti, Presidente del R.C. Carrara e Massa; Carlo Riccomagno, Presidente del R.C. Viareggio Versilia; Unberto Ardito, Governatore designato; Giuseppe Fini, Governatore del Distretto 2070; Adriana Bolelli Zeppini, madrina della cerimonia; Giampiero Lorenzoni, Sindaco di Stazzema; Tristano Bolelli V. Presidente Internazionale. 56 na Bolelli Zeppini – come madrina della cerimonia – Socia Onoraria del nostro Club, il marito V. Presidente Internazionale, Tristano Bolelli, e il Governatore designato Umberto Ardito. Il Presidente del Rotaract Viareggio Versilia, Emilio Betti, in quell’oc‑ casione ha consegnato al Sindaco Lorenzoni il premio allo studente, sotto forma di un assegno – borsa di studio – di 1.300.000 lire ad un ragazzo di Stazzema, Samuele Camarda (orfano di madre perduta nel tragico evento), che frequenta la 1ª istituto professionale a Seravezza. Un altro assegno di 2 milioni, Betti l’ha lasciato da devolvere, a giudizio del Sindaco, ad una fa‑ miglia bisognosa con un bambino rimasto anch’esso orfano nell’alluvione. Nell’annata 1999–2000 Angelo Montone e sua moglie Helge hanno nuovamente dato vita al camp nautico con la loro Raggio di Luna. Hanno portato, con grande spirito rotariano, 4 ragazzi europei in mare per una quin‑ dicina di giorni. I ragazzi, che Angelo ci ha presentato al Club, sono: Agnese (Agnieszka Korzeniouska), di Varsavia, 20 anni; Mariolina (Marjolein van Dekken), di Amsterdam, 24 anni; Cristoforo (Christoph Schlomach) di An‑ nover, 23 anni e Roberto (Robert Jean Peters) di Amsterdam, 24 anni. Un’altra bella iniziativa è stata attuata sotto la Presidenza di Flo‑ rindo Cerri (2000–2001) e riguarda l’acquisto e l’installazione di un orologio per il campanile di Greppolungo, piccola frazione del Comu‑ ne di Camaiore. Il campanile fu costruito nel 1905 ed il costruttore aveva predispo‑ sto sulla facciata un foro del diametro di un metro, a 16 metri dal suolo, proprio per collocarvi l’orologio. Per quasi un secolo gli abitanti hanno visto quell’orbita vuota, finchè un parroco pieno di iniziativa, ha trovato la maniera di avere finalmente un orologio da collocare sul campanile. Ha pensato al Rotary, ed il nostro Club si è attivato con la Fondazio‑ ne Cassa di Risparmio di Lucca e con il suo Presidente, l’Ing.Giancarlo Giurlani. Congiuntamente, 3.5 milioni del Club e 3 milioni della C.R. di Lucca, sono stati sufficienti per rendere felici gli abitanti di Greppolungo. Il 30 gennaio 2001 sono stati consegnati gli assegni da parte di Mar‑ cello Pardini (in rappresentanza del Sindaco di Camaiore) al parroco di Greppolungo, Don Michelangelo Galletti. I primi giorni di aprile, il campanile ha avuto il suo orologio. Fi‑ nalmente, dopo novantacinque anni dalla costruzione, è arrivato – come 57 hanno scritto i giornali – un grande orologio per la torre di Greppolungo. Orologio che suona le ore, con rintocchi anche alla mezz’ora, mentre di notte è completamente illuminato. Nella stessa annata (25 novembre 2000) viene deciso un Matching Grants con il R.C. di Aratù in Brasile (2 mila $ il nostro Club, altrettanti il Club brasiliano e 4 mila della Rotary Foundation). La somma servirà all’installazione, in un vecchio ospedale, di un gabinetto odontoiatrico per bambini. Il 18 settembre 2001 al Club si parla del Museo della Marineria, perché in quei giorni sono comparsi sulla stampa alcuni articoli sull’ar‑ gomento, dove si rilevava, fra l’altro, lo scarso interesse all’iniziativa da parte della pubblica amministrazione. Il Presidente Gridelli ringrazia Francesco Sodini e Boris Giannaccini per il loro impegno in prima linea nella ferma convinzione della bontà del progetto. Sodini precisa i modi e i tempi della presentazione al Comune del progetto del Museo redatto insieme a Giannaccini, e per il quale ha chiesto una discussione in sede di Consiglio Comunale. La storia, la cronaca e l’impegno del Rotary nella nascita di questo Museo, merita un discorso a parte. E lo faremo. Nella riunione del 19 marzo 2002 Alberto Bargellini invita tutti i soci a dedicare la serata alla commemorazione dell’amico scomparso, il Presidente Fulvio Gridelli. Dopo una pausa di silenzio, Bargellini (seguito poi da tutti i soci presenti) ricorda la figura esemplare di un uomo che nella vita, nella pro‑ fessione, e nel suo quotidiano impegno, ha dato esempio di altruismo, disponibilità e sincera partecipazione alle necessità del prossimo, dedi‑ cando la sua opera in ogni occasione con il massimo impegno e con uno spiccato senso dell’amore verso gli altri. L’amicizia, la disponibilità verso i bisogni degli altri sono stati i principi che hanno segnato la sua ope‑ ra professionale, intellettuale e rotariana. Necessita dunque mettere in pratica i suoi esempi e i suoi inviti, per continuare la nostra opera nello spirito rotariano che deve ispirare la nostra attività. Sono certo – ha detto Bargellini – che questo è quello che Fulvio vuole dal Club e da tutti noi. Il giorno seguente, 20 marzo, Il C.D. del Club, in base al Regola‑ 58 mento del Rotary Club, art.1 – § 3, ha conferito, all’unanimità, i seguenti incarichi per il corrente anno rotariano 2001–2002: Alberto Bargellini – Presidente; Amedeo Angeli – Vice Presidente. Il 17 settembre 2002 si parla di scambio giovani. È presente alla se‑ rata, Morgan Peterson, graziosa diciottenne proveniente dallo Stato di New York e che frequenterà la seconda Liceo Classico (linguistico) a Via‑ reggio ospite della famiglia Blengini. Nel quadro della stessa iniziativa il giovane viareggino Vittorio Blengini si è trasferito per un eguale periodo a Maui nelle Isole Hawaii. Oltre al progetto Polioplus, che da anni impegna la Rotary Founda‑ tion per la totale eradicazione della poliomielite nel mondo, si parla già di progetto Vision 2020. Ne ha parlato il Prof. Fabio Dossi, Presidente del R.C.Torino Nord–Est nonché Governatore del Distretto 2030, ad un Interclub tenutosi il 1° aprile 2003, fra il nostro Club e quelli di Lucca e Carrara e Massa. Il progetto Polioplus, così come altri grandi progetti mondiali, van‑ no avanti anche contando sul versamento di 100 $ per socio. Purtroppo, per ragioni legate a conflitti mondiali, questo progetto ha subito uno slit‑ tamento dal 2006 al 2007, con un incremento di spesa da 500 a 600 mi‑ lioni di $. Questa notizia è stata data ad una riunione del 25 luglio 2006, ma anche ora che siamo a festeggiare il 50° anniversario del nostro Club, le cose non sono cambiate molto. Una lettera del PDG Pietro Pasini, Presidente della Commissione Distrettuale per la Rotary Foundation, letta nella riunione del 27 gennaio 2004, si viene a sapere che il nostro Distretto ha occupato, nell’annata tra‑ scorsa, il secondo posto nel mondo fra i 540 Distretti per la contribuzione complessiva alla R.F. (1.190.000 $), mentre a sua volta, la R.F. ha distri‑ buito ben 1 miliardo e 382 milioni di $ attraverso i suoi programmi umani‑ tari ed educativo–culturali. Dalla relazione finale del Presidente Giovanni Battista Gervasi si constata che il Club ha versato 8.800 $ alla R.F. oltre a 1.316 $ di un Matching Grants destinato all’acquisto di un’apparecchiatu‑ ra per ricavare latte di soia per i bambini di un villaggio argentino. Il 26 giugno 2004 nella sala convegni dell’Hotel Le Dune a Lido di Camaiore, il nostro Club (anno 2003–2004, Presidente Giovanni Battista 59 Gervasi) ha organizzato un Conve‑ gno–Dibattito Quale domani per gli anziani? che ha avuto una gran‑ de risonanza a livello locale e re‑ gionale. Anima dell’organizzazione e moderatore del dibattito il nostro socio Dr. Francesco Gaspa, che è ri‑ uscito a portare intorno ad un tavolo ed a parlare di un tema così attuale i migliori specialisti a livello regiona‑ le. A fianco di esperti medici come il geriatra Francesco Maria Antonini: Lo stile di vita, gli affetti e gli interessi dell’anziano e il farmacologo Gian‑ carlo Pepeu: Patologie della vecchiaia e farmaci contro l’invecchiamento, hanno parlato Mario Romeri: Sull’assetto demografico degli anziani nella Regione toscana, Angelo Passa‑ leva su Le politiche regionali a favore degli anziani e il direttore generale della ASL 12 Versilia, Giancarlo Sas‑ soli, su L’assistenza all’anziano. Realtà e possibili soluzioni in Versilia. L’annata 2004–2005 inizia (27 luglio 2004) con la notizia che il Di‑ stretto 2070 ha il suo annuario. Il nostro Distretto, come dice autorevol‑ mente Paolo Margara, “è uscito dall’Istituto Culturale Rotariano che, con la trasformazione in ente morale, ha confermato la sua natura di gruppo di potere svincolato dalle regole del Rotary”. Una settimana prima (20 luglio) il C.D. del Club propone il socio Paolo Margara alla carica di Governatore del Distretto 2070 per l’annata 2006–2007. L’assemblea dei soci del 10 agosto ratifica all’unanimità la proposta del Consiglio Direttivo. Nella riunione del 14 dicembre 2004 si ha notizia del restauro del presepe meccanico di Padre Roberto. Il presepe, del 1923, è situato presso il cimitero comunale di Viareggio. Il restauro è avvenuto con la 60 partecipazione del nostro Club (una targa posta in loco lo attesta) e dell’Amministrazione comunale, su richiesta di Marina Gridelli e dei soci dell’AGESCI. Nell’occasione del restauro si rintraccia una vecchia pubblicazione riportante, fra l’altro, una lirica ed intensa descrizione di questo presepio da parte di Lorenzo Viani. Ai primi di dicembre 2004, con atto costitutivo del Notaio Umber‑ to Guidugli, è nata la Fondazione Artiglio Europa, fondazione onlus, che gestirà oltre al già ben strutturato Premio Internazionale Artiglio, anche altre iniziative tutte legate al mare. Unico Socio fondatore è il Rotary Club Viareggio Versilia. Il 18 gennaio 2005 il Distretto ha aperto un c.c. sul quale versare i contributi per le popolazioni colpite dallo tsunami nel sud–est asiatico. Il Distretto ha già versato sul conto la somma di 10 mila euro. Il nostro Club ha stanziato 2 mila euro. Inoltre il C.D. del Club stanzia la somma di mille euro a favore del progetto di microfinanziamento in Vietnam promosso dal R.C. gemellato di Brest Les Abert. Infine, 750 euro (tre borse di studio da 250 euro) per i vincitori del concorso nazionale di esecuzione musicale “Daniele Ridolfi”, organizzato dagli Amici della Musica di Viareggio. Il 7 febbraio il C.D. conferma l’acquisto di una lavatrice industria‑ le per la cooperativa disabili dell’Associazione l’Uovo di Colombo in via Comparini a Viareggio. Successivamente, per la stessa Associazione, è stata acquistata anche una macchina stiratrice. Poi 5 kit all’ASL Versilia per la somministrazione a domicilio di ossi‑ geno compresso, da utilizzarsi in caso di edema polmonare (3 mila euro). Decide inoltre di stanziare 3 mila euro per il restauro della Bambina sulla spiaggia dello scultore Mauro Carlesi, posta nella fontana di piazza Maria Luisa a Viareggio. Il 12 luglio i lavori di restauro sono finiti. Non è mancato qualche commento: “Forse ora l’Amministrazione comunale dovrebbe pensare a sistemare decentemente la vasca!”. La Casa di Riposo Sacro Cuore di Viareggio ringrazia (24 mag‑ gio 2005) per l’acquisto da parte del Club di attrezzature per infermeria (2.300 euro). 61 L’annata 2004–2005 si chiude (14 giugno) con la delibera del C.D. che stabilisce di dare 5 mila euro a Massimo Cecchi per l’acquisto di ma‑ teriale medico da portare in India. La somma, secondo le indicazioni del C.D., verrà recuperata con la tassazione di 50 euro a socio. Il 25 ottobre Cecchi riferisce della sua missione umanitaria in India, nello Stato del Kerala. Per due settimane, insieme alla sua equipe, ha ope‑ rato nel locale ospedale gestito dalle Suore Terziarie Francescane. Da un DVD realizzato dall’Associazione onlus HHPP (Humanitarian Help for Poor People) di Borgo Buggianese, che da anni aiuta queste coraggiose suore impegnate in una regione poverissima, si vede un ospedale al limite dell’agibilità, ma anche la dignità rassegnata dei malati, lo sguardo lumi‑ noso dei bimbi, il sorriso delle piccole infaticabili suore. Nell’orfanatrofio, che ospita una settantina di bimbi, una targa ri‑ corda il contributo del nostro Club alla sua realizzazione. Le suore chie‑ dono che se il Club in futuro vorrà e potrà fare qualcosa, lo faccia per l’ospedale civile, che versa in condizioni igienico–sanitarie al disotto di qualsiasi immaginabile standard. Purtroppo, dobbiamo anche dire che in India è diventato molto dif‑ ficile poter intervenire con aiuti di qualsiasi tipo, in quanto è precluso ogni contributo esterno che abbia il sapore di aiuto caritatevole in opere o in cose. Il 26 luglio 2005 si rifà la storia dell’ospedale di Mutoko in Zim‑ babwe, iniziata nel giugno 2004, quando il Prof. Mario Fedrigo, del R.C. Bologna Sud, propose al Club l’acquisto di un suo libro su Giacomo Puc‑ cini, Omaggio a Puccini, il cui ricavato doveva servire per l’intervento nel Paese africano. Hanno aderito all’iniziativa i R.C. di Bologna Sud, Bolo‑ gna Valle del Savema, Frignano, Livorno, Livorno Mascagni, Viareggio Versilia e il circolo “Galileo Galilei” di Bologna. La somma raccolta è stata inviata all’ospedale “Luisa Guidotti”, di‑ retta dalla Dott.ssa Marilena Pesaresi, che l’ha destinata all’acquisto di farmaci antiretrovirali, utilizzati per contrastare il passaggio “verticale” del virus HIV, dalla madre al figlio, con terapia sulla madre nell’ultima settimana di gravidanza, e sul neonato, subito dopo la nascita. Il farmaco viene somministrato per via orale sia alla madre che al bambino. Il 30 agosto Francesco Medi torna sull’argomento dell’ospedale di Mutoko. Ci informa in merito al protocollo di cura con la neviparina per 62 inibire la trasmissione del virus HIV dalla madre al feto. Il nostro Club, insieme agli altri elencati più sopra, ha contribuito a dotare l’ospedale delle apparecchiature necessarie a diagnosticare i casi di sieroposività della madre. Purtroppo i test virologici e sierologici e le cure, richiedo‑ no mezzi finanziari che l’ospedale non ha. Viene deciso di aumentare il numero dei volumi di Fedrigo da acquistare e di aggiungere il ricavato a quanto già inviato. La Dott.ssa Veronica Hartmann, restauratrice, che collabora con le Sovrintendenze alle Belle Arti di tutta Italia, nella riunione del 23 agosto 2005, ci spiega il restauro della Lunetta raffigurante S.Agostino, situata all’interno dell’ex Convento dell’Annunziata – Chiostro – in Pietrasanta, e finanziato dal nostro Club. Restauro che, iniziato sotto la Presidenza Gervasi (2003–2004), è stato interrotto da un intervento delle Belle Arti, e ripreso e completato sotto la Presidenza Giannaccini (2004–2005). Il 13 febbraio 2007 la cooperativa sociale Arcobaleno, che opera in favore di ragazzi portatori di handicap, ringrazia il nostro Club per l’ac‑ quisto di computer. Il 22 aprile la Misericordia di Tonfano ha inaugurato la nuova am‑ bulanza, fornita di strumenti particolarmente avanzati acquistati con un contributo del nostro Club. Il 7 agosto Fabrizio Papi ci informa che il giovane pianista Edoardo Barsotti, cui il Club ha conferito di recente una borsa di studio (1.200 euro), terrà a Bargecchia il 18 agosto un concerto con il clarinettista Lo‑ renzo del Pecchia. Il 28 agosto si riparla di APIM (Azione di Pubblico Interesse Mon‑ diale) o, se vogliamo, World Community Service Project Exchange. Sono progetti di aiuto a favore di popolazioni sottosviluppate (campo alimen‑ tare, sanitario, lavorativo o scolastico). Il Club decide per un progetto APIM in Argentina per 1.935 euro. Il 17 giugno 2008 si assegna la borsa di studio in memoria di Fran‑ cesco Barone del valore di mille euro per la migliore tesi di laurea magi‑ 63 strale di argomento filosofico discussa presso il Dipartimento di Filosofia dell’Università di Pisa. Il vincitore è risultato il Dott. Gemmo Jocco. In precedenza, la Commissione esaminatrice aveva individuato set‑ te tesi degne di menzione, e precisamente: 1) Alessandra Aloisi – L’ordine della natura in Leibniz e Spinosa 2) Emanuele Dettori – Amore e donazione: pensare a Dio a partire da Jean–Luc Marion 3) Gemmo Jocco – L’originario fenomenologico: dalla coscienza residua alla temporalità intersoggettiva 4) Francesco Lanzillotti –La nascita della logica: metodo genealogico e costituzione passiva nella logica trascendentale di Husserl 5) Carlotta Santini – Il discepolo di un dio ignoto. La figura di Dioniso nella filosofia di Nietzsche 6) Nicoletta Scapparone – Il problema della temporalità nella Filosofia di Husserl 7) Marta Scattoni – L’individuo cosmico storico nella filosofia della storia di Hegel. Dopo una prima discussione, sono risultati favoriti i lavori di Jocco, Santini e Lanzillotti; ad un ulteriore approfondimento, la Commissione ha ritenuto il lavoro di Jocco meritevole della borsa di studio. Il 9 giugno 2009 si assegna la borsa di studio Francesco Barone, 2ª edizione per una tesi magistrale discussa presso il Dipartimento di Fi‑ losofia dell’Università di Pisa. Il Premio è stato assegnato alla Dott.ssa Carlotta Santini. La Commissione giudicatrice, riunitasi il 27 maggio 2009 era composta dai Proff. M.G.Barale (Presidente), S.Bassi. T.Fanfani e E.Moriconi (segretario verbalizzante). Assente giustificato il Presiden‑ te del R.C.Viareggio Versilia, Vittorio Pasquini. Hanno partecipato sette candidati: 1) Mariagiulia Adilardi – L’ombra rivelatrice: natura e conoscenza della realtà in Leonardo da Vinci e Giordano Bruno 2) Pierfrancesco Biasetti – La filosofia morale di J.L.Mackie 3) Andrea Colombini – Aspetti del problema della coscienza tra filosofia e scienza: Searle, Edelman e la coscienza emersa 4) Gabriele de Luca – L’illusione drammatica nel pensiero filo64 sofico di S.T.Coleridge 5) Andrea Lami – Convenientia: Aspetti della creazione nelle Questiones de Potentia di Tommaso D’Aquino 6) Riccardo Roni – Il piacere e la rinuncia 7) Carlotta Santini – Il discepolo di un dio ignoto. La figura di Dioniso nella filosofia di Nietzsche. La Commissione elimina la tesi del Dr. Riccardo Roni, in quanto di‑ scussa nell’anno accademico 2005–2006, mentre individua i migliori la‑ vori – “per lo sviluppo dell’argomentazione, per l’interesse e l’originalità del tema prescelto e per la ricchezza dell’informazione bibliografica, sia primaria che secondaria” – nelle tesi di P.Biasetti, G.de Luca e C.Santini. Dopo un’approfondita discussione la Commissione ha deciso di as‑ segnare la borsa di studio alla tesi di Carlotta Santini, “avendone molto e unanimemente sottolineato l’interesse della tematica analizzata e il rigo‑ re con cui ha saputo connettere le molteplici e talvolta contrastanti linee di sviluppo della filosofia nietzschiana, dai primissimi anni di Basilea a Ecce Homo, intorno al fondamentale fenomeno del dionisiaco”. Come si può constatare vedendo i partecipanti, la tesi della Dott.ssa Carlotta Santini era già stata segnalata nell’edizione precedente. Il 9 dicembre 2008 è ospite del Club Don Angelo Regazzo, un sa‑ lesiano missionario prima in India e poi in Eritrea. Il Club raccoglie 800 euro per una adozione a distanza. La somma sarà devoluta, secondo le indicazioni del missionario, alla famiglia Habtegiorghis ed in particolare al suo bambino Isayas. Oggi sappiamo che Don Regazzo, è stato allontanato dall’Eritrea e svolge la sua missione in Etiopia. Il 31 gennaio 2009 conviviale per raccogliere fondi a favore dell’As‑ sociazione L’Albero delle Bimbe che fa parte del Centro Rett Toscana on‑ lus. Alla conviviale, alla presenza del Governatore Pietro Terrosi Vagnoli, hanno partecipato molte associazioni di servizio, come il Lions Club Ver‑ silia Viareggio, Lions Club Viareggio Versilia Host, Lions Club Pietrasan‑ ta Versilia Storica, Soroptimist International d’Italia Viareggio Versilia, Panathlon International Club Versilia Viareggio, Croce Rossa Italiana, Associazione Pro Focette. Erano inoltre presenti, il Sindaco di Viareggio, Luca Lunardini ed il comandante della Capitaneria di Porto di Viareggio, 65 C.F. Fabrizio Ratto Vaquer. L’avv.Paolo Fazzini e il Dott. Pini, in rappresentanza Come si svolge dell’Asso‑ l’indagineillustrato conoscitivale finalità ciazione, hanno e d’intervento sugli stili di vita del gruppo, le difficoltà persona‑ ♥ Incontro con le Scuole Medie della Versilia, terze li ed organizzative incontrate e le classi, durante il periodo Dicembre-Aprile 2009 a cura di Medici dei problemi cardiologici. speranzeesperti future. ♥ Illustrazione questionari informativi sullo stato di Il C.D.di del Club esprime un salute delle famiglie sui temi del fumo, l’alimentazione e l’esercizio fisico. ringraziamento ai rotariani che a vario titolo hanno contribuito alla ♥ Compilazione dei questionari in classe e in famiglia. riuscita della serata: tra questi e su ♥ Raccolta dei risultati ed elaborazione delle situazioni. tutti Elisabetta Matteucci. ♥ Pubblicazione informativa per le famiglie. Il bilancio economico della ♥ Concorso per gli alunni “Inventa uno slogan” e un serata, devoluto all’Associazione disegno, sul tema della prevenzione cardio-vascolare. benefica, è stato di circa 7 mila euro. cerimonia di premiazione Con la presidenza di Vittorio Pasquini (2008–2009), l’ultima, grande iniziativa del nostro Club con la collaborazione dell’U.O.C. di Cardiologia e il Dipartimento di prevenzione dell’USL 12 Versilia, è il progetto CUORE GIOVANE, una campagna educativa sui fattori ♥ ♥ ♥ ♥ ♥ ♥ 66 ROTARY CLUB VIAREGGIO VERSILIA Distretto 2070 U.O.C. Cardiologia Dipartimento di Prevenzione CUORE GIOVANE CAMPAGNA EDUCATIVA SUI FATTORI DI RISCHIO CARDIOVASCOLARI diretta agli alunni delle Scuole Medie della Versilia Viareggio e Torre del Lago Massarosa Camaiore e Lido Pietrasanta e Marina Forte dei Marmi Seravezza Stazzema Anno scolastico 2008-2009 ♥ ♥ ♥ ♥ ♥ ♥ Il dott. Giancarlo Casolo commenta i risultati dell’indagine. La consegna delle targhe-premio. Una parte del team che ha collaborato all’indagine. 67 di rischio cardiovascolare e diretta agli alunni delle terze medie di tutta la Versilia. Il progetto, come tutte le iniziative rotariane, è nato all’interno del Club dove un gruppo di soci medici, guidati da Giancarlo Casolo, re‑ sponsabile dell’U.O.C. di Cardiologia dell’ospedale Versilia, hanno pro‑ posto e concretizzato questa idea. L’indagine prende avvio dall’incontro di medici esperti di problemi cardiologici con gli studenti della 3ª Media di tutte le scuole dei sette comuni della Versilia. La “lezione” in aula verrà supportata da un CD appositamente predisposto da un team di esper‑ ti (8 medici e 18 coadiutori) per meglio inquadrare i vari settori come l’alimentazione, il fumo e l’esercizio fisico, direttamente connessi alla prevenzione cardiovascolare. Seguirà un questionario informativo che lo studente dovrà compilare rispondendo a quesiti inerenti il progetto. Il questionario potrà essere compilato in classe o in famiglia. Successiva‑ mente si avrà la raccolta dei questionari e l’elaborazione dei dati. Le situa‑ zioni così evidenziate saranno oggetto di una pubblicazione informativa per le famiglie. In contemporanea, si avrà un concorso per gli studenti “inventa uno slogan” e un disegno, sul tema della prevenzione cardiovascolare. I mi‑ gliori elaborati saranno premiati. Il progetto CUORE GIOVANE del Rotary Club Viareggio Versilia è stato accolto con grande favore dalle autorità scolastiche, dalla direzio‑ ne generale della ASL 12 e dalla Regione Toscana. Il 18 aprile 2009, presso l’Una Hotel di Lido di Camaiore, sono stati premiati i ragazzi vincitori del concorso per lo slogan e per il disegno, non‑ ché consegnate le targhe–premio agli Istituti di provenienza degli alunni vincitori. È stato un pomeriggio che, oltre alle premiazioni, ha permesso anche di poter visionare il responso degli elaborati di circa 800 studen‑ ti, sia per quanto riguarda l’alimentazione, l’esercizio fisico ed il fumo. I risultati, commentati da Giancarlo Casolo, dimostrano quanto lavoro ci sia ancora da fare per una corretta disciplina individuale nei confronti di questi tre importanti temi, connessi alla prevenzione cardiovascolare. Il Club ha finanziato il progetto con 4 mila euro, oltre al volontaria‑ to prestato da tutti i membri del team. Nel mese di aprile il C.D. ha deliberato un aiuto economico a tre famiglie di Camaiore e Pietrasanta, particolarmente bisognose, per un totale di 3 mila euro. Secondo le indicazioni del C.D. non si dovranno 68 effettuare contribuzioni direttamente in denaro, ma si provvederà all’ac‑ quisto o al pagamento di quanto necessario ai destinatari dell’iniziativa. Il 6 aprile il terremoto in Abruzzo. Due giorni dopo il nostro Di‑ stretto era già attivato per la raccolta di fondi per le popolazioni colpite. Il Governatore Pietro Terrosi Vagnoli ha stanziato, da subito, 10 mila euro. I Club del Distretto dovranno partecipare a questa gara di solidarietà. Il no‑ stro Club ha deliberato di partecipare eliminando una conviviale (2.280 euro) oltre ad una contribuzione personale con la formula del silenzio– assenso di 100 euro a socio, per un totale quindi di circa 10 mila euro. Secondo quanto indicato dal Governatore del Distretto 2090 (Um‑ bria, Abruzzo e Albania), Giorgio Splendiani, le somme raccolte andran‑ no a favore dell’Università dell’Aquila dove, a causa del sisma, non è più possibile svolgere alcuna attività. Il 12 giugno un ringraziamento al Club da parte della Rotary Foundation, Ufficio di Zurigo, per il “generoso contributo” di 6.800 $ alla Fondazione Rotary. “Il gesto del club – continua la lettera – aiuta a finanziare importanti iniziative umanitarie in molte parti del mondo”. La somma è stata raccolta con il versamento spontaneo di 100 $ a socio. L’iniziativa, all’interno del Fondo Annuale Programmi, va avanti fin dall’annata 1999–2000 per un totale versato di 39.700 $. Il 29 giugno, la tragedia alla stazione di Viareggio. Il Distretto (Governatore Pietro Terrosi Vagnoli), così come aveva fatto per il terremoto d’Abruzzo, ha stanziato subito 10 mila euro. Poi altri 5 mila. Il Club, da parte sua ha deciso il versamento di 100 euro a socio (circa 7 mila euro) oltre alla rinuncia di una conviviale (2.280 euro); ma il totale è risultato di circa 14 mila euro per i versamenti liberi che hanno fatto i singoli soci. Con una somma a disposizione di circa 30 mila euro il Club ha deciso di donare una vettura per il trasporto di disabili alla Croce Verde di Viareggio, rimasta particolarmente colpita nella sede e, soprattutto nei mezzi di soccorso stradale. L’automezzo, un Fiat Doblò, è già ordinato, e per la trasformazione al nuovo uso, è solo questione di tempo. Il Distretto 2070 (Governatore Mario Baraldi), ha inoltre deciso l’acquisto in forma diretta di un altro automezzo, simile al precedente, in favore della Croce Verde viareggina. 69 LE DONNE NEL ROTARY È l’11 agosto 1987 quando il Presidente, Giuliano Lucarelli, ci rag‑ guaglia sulla situazione venutasi a creare nel Rotary dopo la sentenza del‑ la Corte Suprema degli Stati Uniti. Nel 1977 il piccolo Rotary Club di Duarte, in California, pensa di aumentare il proprio effettivo (14 soci, Distretto 5300) ammettendo tre donne. Il Board del R.I., visti vani gli inviti a sanare la situazione, gli ritira la Carta. Il Club ricorre alla Corte Superiore della California che però gli dà torto. Il Club interpone appello. Sentita la testimonianza dei soci del Club interessato – per cui non ci sono dubbi che “gli interessi commerciali sono un fattore motivante del far parte dei Club locali e che i membri del Rotary, le loro aziende o i loro datori di lavoro traggono profitto e godono di benefici commerciali” – la Corte d’Appello di California dà ragione al Club. Alla nostra conviviale era presente anche il Prof. Carlo Alberto Ma‑ strelli, Presidente Incoming del R.C. Firenze Est, il quale rifiuta la defini‑ zione di “commerciale” fatta da quella Corte d’Appello. A Mastrelli si uni‑ scono i soci del Club. Forse negli States esistono Club come quello che, per sua stessa definizione, era il Club di Duarte. Forse in tutto il mondo ci sono rotariani del tipo che Francesco Barone definisce “self service” e che, cioè, dall’appartenenza al Rotary traggono benefici commerciali. Ma la stragrande maggioranza dei rotariani è invece del tipo “service above self ” e cioè antepone al beneficio lo spirito del servire. Naturalmente – prosegue Lucarelli – questa volta è il R.I. a inter‑ porre appello. Ma la Corte Suprema degli Stati Uniti, con una sentenza definitiva, in data 4 maggio 1987, gli dà torto. Pertanto nello Stato della California non hanno più valore tutti quegli articoli dello Statuto del R.I. che limitano l’appartenenza al Rotary ai soli uomini. Va da sé che la sen‑ tenza della Corte Suprema sarà estesa, anche se in modo non automatico, a tutti gli Stati Uniti. Per il prossimo futuro, il Segretario Generale del R.I., Lindsey, pre‑ vede che il Board proporrà al prossimo Consiglio di Legislazione (1989) una modifica dello Statuto: nel senso di ammettere le donne. A questo punto – riferisce il Presidente Lucarelli – si può osservare che modifiche di Statuto di questo tipo sono state proposte da molti anni 70 a questa parte. Ma sono sempre state respinte. Anche al Consiglio di Le‑ gislazione del 1980, la famosa proposta di emendamento 80–90, che Sta‑ tunitensi, Giapponesi e Scandinavi, con un preordinato disegno avevano deciso di appoggiare, non riuscì ad ottenere la maggioranza. Non resta perciò che sperare che il Consiglio di Legislazione rispec‑ chi, ancora una volta, la volontà della maggioranza. Sarebbe cosa grave se l’ipotetica proposta di emendamento 88–ICS passasse solo perché la Suprema Corte ha confuso il servire con l’affarismo. Invece, la modifica passa con 328 voti a favore e 117 contrari. Un’animata discussione ha fatto seguito alle parole del Presidente. Oltre al già citato Mastrelli, sono intervenuti Francesco Barone, che ha messo a fuoco diversi punti di carattere statutario; Pieragnoli (Enrico Pieragnoli, Presidente del R.C. Firenze Sud), che si è augurato che i ro‑ tariani di tutto il mondo possano far sentire la propria voce; Scotti, che si è detto favorevole all’ingresso delle donne; Beltrami d’accordo con gli interventi che lo avevano preceduto. Secondo il Redattore del Bollettino: “Una serata istruttiva”. Con la sentenza della Corte Suprema si è aperta una frattura che non è stato più possibile richiudere. Dagli Stati Uniti, piano piano, le donne sono entrate nel Rotary, perfino in quei Club, come il nostro, che hanno cercato di resistere il più a lungo possibile. Grande sorpresa quando il 10 maggio 1988 all’Astor si presenta, in visita, un membro del R.C. di Santa Monica in California: la signora Do‑ rothy Menzies. Dal solito Bollettino della serata leggiamo: “Questa volta l’impatto con la realtà è stato immediato. La signora Menzies, accompa‑ gnata dal gentile consorte, ha fatto un breve discorso di ringraziamento e ci ha fatto un’ottima impressione. Nulla vieta però di dire che ci è parsa una situazione un po’ strana. Infatti: – c’è uno Statuto che in maniera chiara impone che i soci debbano essere uomini; – c’è un Presidente In‑ ternazionale che a gran voce invoca il rispetto dello Statuto; – ci sono innumerevoli bocciature ai Consigli di Legislazione di tutte le proposte presentate per ammettere le donne (neppure la famosa 80–50 che vide la coalizione di Scandinavi, Americani e Giapponesi riuscì a passare!); ci sono donne rotariane”. Ormai sembra evidente che il Rotary Club Viareggio Versilia sia un Club maschilista (inteso come un Club che segue le regole dello Statuto primigenio), ma che prima o poi dovrà piegarsi, come tutti i Club, ad 71 ammettere le donne. Il 18 aprile 1989 al Club si vota sul “rigetto” o l’approvazione degli emendamenti adottati dal recente Consiglio di Legislazione. La maggio‑ ranza era di 19 voti: tutti gli emendamenti sono stati approvati con mag‑ gioranze schiaccianti, solo quello relativo alla cancellazione della “discri‑ minazione femmina” si è fermato a 17 ed è stato quindi respinto Dopo la signora Menzies, venuta nel 1988, arriva una seconda don‑ na in visita al nostro Club. È il 5 marzo 1990 e la signora ospite è: Maggie Duhamell, venuta da noi da un piccolo R.C. dei dintorni di New York. Si legge: “la nostra amica parla italiano e con la sua semplice grazia aggiunge ulteriori dubbi sulla validità delle tante riserve ad aprire il Rotary all’altra metà del cielo”. Il 22 agosto 1995 si riparla dell’ammissione delle donne nel Rotary. Si legge: “discussione animata e proficua”. Sette giorni dopo, il 29 agosto, un socio presente alla riunione precedente, riprende la parola sull’argo‑ mento scomodando addirittura i capitoli I, II e III della Genesi. La parabola si chiude quando, il 20 marzo 2007, Presidente Tom‑ maso Fanfani, e presentata da Francesco Gaspa, viene ammessa – come socia attiva – al R.C.Viareggio Versilia la signorina Silvana Arata. 72 FORUM DELLA FASCIA COSTIERA Il Rotary Club Viareggio Versilia partecipa, fin dal suo inizio, nel 1969, ai Forum della Fascia costiera ligure–tosco–laziale e della Sardegna orientale, evento interdistrettuale (Distretti 2030, 2070 e 2080) a cui sono presenti ben 40 Club distribuiti prevalentemente lungo i litorali tirrenici e liguri. Il nostro Club è stato fra quelli più propositivi, tanto che ogni anno il C.D. ha nominato – per seguire con ogni attenzione e partecipazione questa importante iniziativa – alcuni soci particolarmente preparati alle tematiche che di volta in volta venivano proposte. Il primo Convegno dei Presidenti e dei Segretari dei Club per la co‑ stituzione del Forum della fascia costiera, fu tenuto a Grosseto nell’otto‑ bre del 1968. Nel febbraio dell’anno seguente, previa autorizzazione del Governatore Giuseppe Zaccara (D.188), fu convocato sempre a Grosse‑ to il primo Forum. A presiederlo fu chiamato il V.Past President del R.I., Prof. Tristano Bolelli del R.C. di Pisa. Fu da questo primo Forum che emerse la situazione geofisica della fascia costiera considerata sotto gli aspetti ecologici e turistici, pur dando priorità alle questioni delle comunicazioni nord–sud e di quelle trasver‑ sali interessanti il retroterra della via Aurelia. Su proposta del Presidente del R.C. Siena fu stabilito che annual‑ mente si convocasse a Grosseto un Convegno di Presidenti e Segretari per stabilire la sede, il tema ed i relatori del Forum dell’anno successivo. Per l’organizzazione e la continuità del Forum, i Presidenti deliberarono che presso il Club di Grosseto si costituisse una Segreteria Permanente del Forum. Ci sembra opportuno riportare le date e la sede dove si è svolto il Forum ed il tema trattato. I 23 febbraio 1969 – Grosseto: “L’azione rotariana nella fascia costiera tirrenica”. II 8 marzo 1970 – Siena: “Idee rotariane per lo sviluppo economico e turistico dell’Italia centrale nella fascia sottesa alla costa tirrenica”. III 27 marzo 1971 – Livorno: “Possibilità di sviluppo delle comunicazioni terrestri stradali e ferroviarie, interessanti la fascia costiera 73 tirrenica ed i suoi collegamenti con il nord e trasversali”. IV 18–19 marzo 1972 – Lucca: “Problema dei poli commerciali e degli approdi turistici nell’alto Tirreno, da La Spezia a Civitavecchia, e dei loro collegamenti con l’entroterra”. V 24–25 marzo 1973 – Pisa: “La questione della viabilità nella fascia costiera alto–medio tirrenica in funzione dei porti e degli approdi turistici per una rivitalizzazione del tessuto economico delle zone interessate”. VI 4 maggio 1974 – Civitavecchia: “Gestione delle risorse idriche – Problemi generali con riferimento a quelli della fascia costiera alto–medio Tirreno”. VII 16 marzo 1975 – La Spezia: “Problemi ecologici e salvaguardia delle coste: relazioni e prospettive”. Nel 1975, al Congresso del Distretto 187, nella relazione del Gover‑ natore Luigi Socini Guelfi, il Forum fu dichiarato iniziativa di interesse distrettuale. Negli anni successivi anche gli altri Governatori hanno con‑ fermato il loro interessamento allo sviluppo del Forum, con generosi contributi, per assicurare non solo la pubblicazione annuale degli Atti e delle relazioni allegate, ma altresì la loro diffusione nell’ambito delle pub‑ bliche relazioni e per una corretta informazione della pubblica opinione. VIII 22–23 maggio 1976 – Grosseto: “Problemi agricoli ed ittici della fascia costiera alto–medio Tirreno, con implicazioni in difesa dell’ambiente e delle comunicazioni stradali”. IX 28–29 maggio 1977 – Portoferraio: “Salvaguardia ed incremento del patrimonio boschivo”. X 18 marzo 1978 – Livorno: “Interclub della fascia costiera tirrenica sui problemi della grande viabilità”. XI 21–22 aprile 1979 – Viareggio: “La salute del mare per lo sviluppo del turismo”. XII 19–20 aprile 1980 – Viterbo: “L’erosione delle coste – stato attua74 le e possibilità di recupero – una proposta tecnica”. XIII 25–26 settembre 1981 – Rapallo Tigullio: “La grande viabilità tra Livorno e Civitavecchia condizione essenziale per lo sviluppo sociale economico e civile della fascia costiera Ligure–Tosco–Laziale”. XIV 15 maggio 1982 – Civitavecchia: “Problemi attuali della grande viabilità del versante occidentale della penisola anche in funzione di quelli connessi alla protezione civile”. XV 24 aprile 1983 – Grosseto (Il Pelagone): “La emergente riscoperta delle vocazioni agricole delle genti della fascia costiera e delle isole del Tirreno, quale impegno qualificante per l’ecoturismo del territorio”. XVI 7 aprile 1984 – Volterra: “1984 anno degli Etruschi – La loro vita – La loro cultura, l’influenza della loro civiltà nella fondazione delle genti della fascia costiera tirrenica”. XVII 27–28 aprile 1985 – Punta Ala (R.C.Grosseto): “Le nuove tecniche del cabotaggio merci e le prospettive per i porti della fascia costiera tirrenica”. XVIII 12 aprile 1986 – Livorno: “L’evoluzione tecnologica nella gestione dei trasporti marittimi e delle attività portuali. Adeguamento ed organizzazione delle infrastrutture, nei porti della fascia costiera ligure–tosco–laziale”. XIX 26–27 settembre 1987 – Forte dei Marmi (R.C.Viareggio Ver‑ silia): “La dinamica del mare Tirreno, stato dell’arte, tendenze evolutive”. XX 29–30 ottobre 1988 – Civitavecchia: “Salvaguardia e valorizzazione del patrimonio ittico, aspetti tradizionali e nuove metodologie”. Negli anni 1989 e 1990 il Forum ha un momento di riflessione. Riparte nel 1991 con la XXI edizione. 75 XXI 20–21 aprile 1991 – Latina: “Il valore della tutela ambientale nello sviluppo del territorio: idee del Rotary per la fascia costiera ed il suo interland”. XXII 14 novembre 1992 – Genova: “Le comunicazioni marittime tra le isole ed il continente: traffici passeggeri e merci”. Nel 1992 viene deliberato che il Forum anziché annuale diventi a perio‑ dicità biennale. XXIII 18–19 novembre 1994 – Civitavecchia: “Problematiche e prospettive della portualità italiana alla luce delle nuove norme legislative”. XXIV 9 novembre 1996 – La Spezia: “I trasporti intermodali tra i porti del Tirreno e l’Europa. Problemi e prospettive”. XXV 17 ottobre 1998 – Portoferraio: “Tirreno ed Adriatico, due grandi vie italiane: portualità, sicurezza, ambiente e turismo, parchi marini”. XXVI 28 ottobre 2000 – Forte dei Marmi (R.C.Viareggio Versilia): “Coordinamento nei sistemi di portualità turistica”.Il Forum, presenti ben 43 Rotary Club, è dedicato alla memoria del no‑ stro socio Francesco Pardini. XXVII 19 ottobre 2002 – Latina: “Sviluppo sostenibile dell’economia della costa: clima – tutela dell’ambiente – mobilità”. Qualche giorno prima, il 24 settembre, il Presidente del R.C.Latina Cir‑ ceo (Distretto 2080) Francesco Ungari, raccomanda di citare sempre la Sardegna Orientale nell’intestazione del Forum (qualche volta veniva omessa). Quindi: Ligure–Tosco–Laziale e della Sardegna Orientale. XXVIII 13 novembre 2004 – Rapallo: “Le autostrade del mare”. XXIX 4–5 novembre 2006 – Civitavecchia: “La conoscenza e la valorizzazione delle ricchezze archeologiche (anche sommerse) delle nostre coste in relazione ad uno sviluppo turistico sostenibile”. 76 XXX 14–16 novembre 2008 – Riotorto (LI)(Resort “Borgo degli Olivi”) (R.C.Piombino e R.C.Follonica): “I programmi di sviluppo della portualità turistica e commerciale, nell’ambito di un sistema integrato di mobilità e tutela ambientale”. Grande risalto la stampa rotariana ha dato a quest’ultimo Forum. Infatti in Rotary 2070 (n.4 gennaio–febbraio 2009) si riporta non solo la cronaca di queste due splendide giornate, cui han‑ no partecipato il Governatore (2070) Pietro Terrosi Vagnoli, il Governatore eletto 2010–2011, Vinicio Ferracci, il rappre‑ sentante del Governatore del Distretto 2030, nell’ambito del Comitato interdistrettuale che dirige il Forum, PDG Luigi Salvati, ma – integralmente – la mozione approvata a con‑ clusione dei lavori. Mozione votata nell’assemblea dei Club aderenti al Forum e diretta a tutto il mondo rotariano ed alle istituzioni amministrative. Va anche sottolineato, a margine dell’incontro, l’iniziativa dei Club di Follonica e di Piombino intesa a monitorare, con il la‑ voro di un’apposita commissione, l’evoluzione del complesso di interventi riguardanti il Golfo di Follonica ed il Canale di Piombino. XXXI 6 giugno 2009 – Viareggio: “Mediterraneo: esplorazione profonda e protezione costiera”. Questa edizione straordinaria del Forum (in quanto fuori dalla cadenza biennale) ha preso vita in concomitanza del V Pre‑ mio Internazionale Artiglio, entrambi al Centro Congressi Principe di Piemonte di Viareggio. L’importanza di questo Forum, è stata data da eminenti stu‑ diosi con comunicazioni di grande interesse. Il Prof. Silvano Focardi, Rettore dell’Università di Siena, ha parlato su: Nuove metodologie per la valutazione della qualità ambientale della fascia costiera. È seguito il C.F. (CP) Fabrizio Ratto Vaquer, Comandante della Capitaneria di Porto di Viareggio, su: Le azioni della Marina Militare per la protezione dell’ambiente marino. Il Prof. Paolo Colantoni dell’Università di Urbino, ha parlato su: Esplorazione profonda nel Mediterraneo. Il Prof. Ce‑ 77 sare Corselli, dell’Università di Milano Bicocca e Presidente di C.O.NISMA, su: I coralli profondi nel Mediterraneo. Infine, il Prof. Francesco Cinelli, dell’Università di Pisa, su: Le praterie di Posidonia ed il loro uso per la difesa dell’ambiente marino. Il mattino seguente, 7 giugno, si è tenuta l’Assemblea dei Presi‑ denti dei Club e delegati al Forum. Ecco la mozione finale: XXXI Forum Interclub tra i Rotary Club della Fascia Costiera Ligure-Tosco-Laziale e della Sardegna Orientale Mozione finale Il XXXI Forum Interclub tra i Rotary Club della Fascia Co‑ stiera Ligure-Tosco-Laziale e della Sardegna Orientale si è te‑ nuto, a cura del Rotary Club Viareggio Versilia, appartenente al Distretto 2070, il giorno 6 giugno 2009 a Viareggio presso il Centro Congressi Principe di Piemonte con il tema: “Mediterraneo: esplorazione profonda e protezione costiera”. La manifestazione, che ha avuto carattere straordinario rispet‑ to alla consueta cadenza biennale, si è svolta in concomitan‑ za con il conferimento del V Premio Internazionale Artiglio della Fondazione Artiglio Europa alla studiosa ed esploratrice statunitense Sylvia Earle con le motivazioni legate alla “Immersione profonda per lo studio dell’ambiente marino”. Quale risultato dei contributi dei relatori, del complesso del‑ le comunicazioni e degli stimoli conoscitivi emersi nel corso delle due iniziative, entrambe sviluppatesi nell’ambito della dimensione rotariana del pubblico interesse, emerge la neces‑ sità di una sempre maggiore e rinnovata cura dell’ambiente marino sostenuta dal più intenso e qualificato apporto della ricerca scientifica e dal continuo evolversi delle metodologie e delle tecnologie disponibili. La ricognizione più aggiornata ed innovativa del mondo me‑ diterraneo sommerso ottenuta con i mezzi ed i criteri di de‑ 78 tenzione più evoluti rivela realtà inaspettate, integra segmenti di aspetti poco noti o approssimativi del contesto conoscitivo precedente, conferma l’esigenza di impedire l’evolversi di ap‑ procci errati e lesivi dell’ambiente, stimola verso la formazio‑ ne di progetti di ricerca sempre più complessi ed integrati tra le diverse agenzie internazionali. Tale situazione, che investe i diversi ambiti disciplinari della caratterizzazione ecotossicologica delle acque, anche attra‑ verso l’individuazione di specifici indicatori biologici, della morfologia, della rappresentazione cartografica intesa nella sua nuova dimensione quale espressione evolutiva dei pro‑ cessi di digitalizzazione, degli aspetti geologici meno indagati del “contenitore” marino, richiede chiarezza di obiettivi, uso rigoroso delle risorse, concentrazione ed integrazione delle attività di studio, divulgazione critica, accurata e corretta dei risultati. In questo senso l’auspicio del mondo rotariano, diretto alle autorità della comunità scientifica, è quello di adottare una ra‑ zionale e condivisa politica di reperimento delle risorse uma‑ ne ed economiche, evitare accuratamente la dispersione delle energie, promuovere le linee di ricerca più direttamente legate alla individuazione dei fattori di sviluppo ecocompatibile. Letto, approvato e sottoscritto Viareggio 07/06/2009 A chiusura di questa carrellata sui Forum della Fascia Costiera, è doveroso riportare i nomi dei soci del Club che per anni hanno segui‑ to questa importante iniziativa: Florindo Cerri, Giuliano Borelli e Paolo Emilio Tomei. 79 IL PREMIO “GALILEO GALILEI” (ex Premio Forte dei Marmi) Anche la “storia” di questo Premio nato nel nostro Club nel mag‑ gio del 1962, ed all’inizio considerato una grande iniziativa culturale che dava lustro e notorietà ad un piccolo Club, ci sfugge di mano sei anni dopo emigrando in quel di Pisa. Vediamolo più da vicino. Il 29 maggio del 1962 si legge il brevissimo Statuto del Premio In‑ ternazionale di Forte dei Marmi. Dai Soci e, soprattutto, dal Presiden‑ te Sampaolesi, viene il commento favorevole all’iniziativa, anche se con qualche riserva: “escluso che il Rotary Viareggio–Versilia possa accollarsi l’onere di realizzare da solo l’iniziativa, sembra – ai più – che il nostro prestigio rimanga avvalorato dalla presenza in seno al comitato promoto‑ re”. L’iniziativa del Premio è del Prof. Tristano Bolelli. Il Premio farà af‑ fidamento sul Comune di Forte dei Marmi, sull’Azienda Autonoma della Versilia (di cui è Presidente Anselmo Caccia) e sul nostro Club. Il plau‑ so espresso è quindi incondizionato e senza la benché minima riserva. Il socio Caccia si spinge addirittura a proporre che il Club faccia Socio Onorario, con offerta del distintivo d’oro, quel candidato non rotariano che sarà premiato. Lo Statuto viene accettato, Statuto che prevede che del Comitato organizzatore faccia parte anche il Presidente del Rotary Club Viareg‑ gio–Versilia. La prima riunione del Comitato organizzatore ha luogo il 9 luglio 1962 e vi partecipano il Sindaco di Forte dei Marmi, il Presidente Bolelli, il Comm.Caccia e l’Ing. Mario Cattaneo, Presidente del Club. Si nomi‑ nano l’Ufficio di Segreteria, quello della stampa ed il Comitato d’Onore. Il Prof. Bolelli nomina il primo vincitore per l’Archeologia ed Etru‑ scologia. È il Prof. Axel Boëthius, svedese, Presidente dell’Accademia di Studi Archeologici di Roma e capo riconosciuto di una fiorente scuola di studi archeologici in Italia, fra i quali milita anche il Re Gustavo di Svezia. Il Premio è una statuetta d’oro dello scultore Emilio Greco. La con‑ segna avverrà il pomeriggio del 27 agosto alla Capannina di Franceschi a Forte dei Marmi. In questo locale avviene anche la premiazione del se‑ condo vincitore, il Prof. Charles S. Singleton, USA, il 30 agosto 1963, per 80 la Storia della Letteratura Italiana. Nel 1964 il tema del premio è Storia della Scienza Italiana. Bolelli non trova alcun studioso straniero che soddisfi le condizioni dello Statu‑ to. Ma non si perde d’animo: cambia il tema in Storia della Lingua Italiana. E il vincitore è il tedesco Prof. Gerhard Rohlfs, che riceve la statuetta alle ore 17 del 22 agosto 1964 all’Hotel Hermitage di Forte dei Marmi. Alle 20.30 conviviale al ristorante Tito del Molo. In questa occasione il Club cura la stampa dell’opuscolo Il Premio Internazionale Forte dei Marmi: 1962 1963 1964. Nel 1965, ancora all’Hermitage, il 23 agosto, si consegna il premio per la Storia Italiana all’americano Prof. Hans Baron. Nel 1966, sempre all’Hermitage, il 16 settembre, il Prof. Charles De Tolnay, USA, ritira la statuetta per la Storia dell’Arte Italiana. Il cronista dell’epoca informa che alla conviviale che segue, al Principe di Piemonte, ci sono ben quattro Go‑ vernatori. Ed il Club, degnamente, fa ancora gli onori di casa. Purtroppo, mentre il Premio è andato crescendo di anno in anno, la partecipazione del Club rimane quella di avere il Presidente nel Comita‑ to organizzatore e dell’ospitalità alle conviviali. È veramente poca cosa ed il Premio piano piano ci sta scivolando di mano. Infatti, il 6 giugno 1967 il Presidente Giorgio Ragaglini, informa i Soci del disinteresse del Comune di Forte dei Marmi e dell’ostruzioni‑ smo dell’Azienda Autonoma Riviera della Versilia (il socio Caccia non è più Presidente). Il Premio, per salvarsi, dovrà emigrare altrove. In ogni caso, pur in acque così travagliate, il 16 settembre 1967 il Premio viene ancora consegnato all’Hotel Hermitage di Forte dei Marmi. Il vincitore è il danese Prof. Knud Jeppesen per la Storia della Musica Italiana. E qui finisce la storia di questo importantissimo Premio per quanto riguarda il nostro Club. Nel 1968 il Premio Internazionale passerà sotto l’egida dell’Uni‑ versità di Pisa, con l’aiuto finanziario dei Rotary Italiani. Si invita il Prof. Bolelli a mantenere il Premio quest’anno e negli anni a venire, con la stes‑ sa denominazione, con l’aiuto dei Club vicini e naturalmente con quello, che non deve mancare, del nostro Club. Propositi che risultano vani. Il 10 settembre del 1968, il Presidente Bruno Salvatori, dà notizia che il Premio Internazionale Forte dei Marmi, il cui nome viene mante‑ 81 nuto perché così è ormai conosciuto nell’ambiente internazionale, sarà completato con l’aggiunta di Galileo Galilei dei Rotary Italiani. La ceri‑ monia della consegna avverrà certamente a Pisa. Aggiunta che elimina per sempre la sua nascita a Forte dei Marmi. Infatti, il premio che sarà consegnato il 27 ottobre 1968 nell’Aula Magna dell’Università di Pisa al Prof. Paul O. Kristeller, USA, per la Storia del Pensiero Italiano, viene dato come “Premio Internazionale Galileo Galilei dei Rotary Italiani”. E questa dicitura è rimasta in futuro. Un cronista ha scritto: “ha così termine un altro dei più bei capitoli della storia del Club”. Noi vorremmo aggiungere che anche in seguito, si sono verificati episodi analoghi per importanti iniziative prese dal Club e finite poi in al‑ tre mani. Ma non era mai avvenuto che si disconoscesse la nascita di que‑ sto Premio Internazionale (lo ripetiamo: nascita avvenuta per iniziativa del Prof. Tristano Bolelli il 29 maggio 1962 nel Rotary Club Viareggio Versilia). Nella pubblicazione per i 70 anni del R.C.Pisa, edita nell’annata 2003–2004, vi è la presentazione del Presidente Giuseppe Meucci, in cui si può leggere a chiare lettere: A cominciare dal premio “Galileo Galilei”, inserito a pieno titolo fra le manifestazioni di maggior respiro culturale di una città che della cultura ha fatto la sua bandiera. Un premio dalla formula originale, nato nel club di Pisa ed oggi patrimonio di tutti i Rotary club italiani, che assume sempre più un significato simbolico e raffigura una precisa ragion d’essere. Forse – pensiamo noi – il Presidente Meucci non conosce comple‑ tamente la storia della nascita di questo prestigiosissimo Premio. 82 PREMIO DELL’ARTIGIANO Nell’annata 1980–81 il Governatore Francesco Barone accennò che i Club del Distretto potessero attribuire un riconoscimento a delle perso‑ ne che, pur non essendo dei rotariani, ne avessero praticato i principi. Il C.D. del Club raccolse il suggerimento e ideò il PREMIO DELL’ARTI‑ GIANO all’interno del campo dell’Azione Professionale. Lo Statuto del Premio dell’Artigiano, secondo in Italia dopo quello del R.C. di Gubbio (D.2090) nato nel 1978, lo riportiamo integralmente. “Il Rotary Club Viareggio Versilia, nell’ambito dell’Azione Pro‑ fessionale, stabilisce di conferire ogni anno un riconoscimento a quell’Artigiano, sia egli imprenditore che lavoratore autonomo della zona, che abbia messo in pratica l’ideale del servire nel proprio lavoro quotidiano. “Premesso che il Rotary è una filosofia di vita che si propone di por termine all’eterno conflitto fra il desiderio di ottenere profitti personali e il dovere di servire gli altri; “Premesso altresì che nell’Azione Professionale il Rotary fa uso del‑ la parola servire non come semplice vendita di merci o come lavoro svolto in qualsiasi ramo, ma per dare la dovuta importanza alla necessità ed alle condizioni di coloro a favore dei quali quella attività è svolta”. Il riconoscimento è attribuito a una persona – non rotariana – che: – abbia informato ai principi della più alta rettitudine la pratica del lavoro o della professione e la abbia esercitata nella maniera più degna al servizio della società; – abbia salvaguardato la nobiltà del proprio lavoro o abbia contri‑ buito al tramandarsi della propria professione; – abbia rifuggito dall’adozione di metodi di produzione diversi da quelli tradizionali ove essi, anche se economicamente più convenienti, rechino pregiudizio alla nobiltà del lavoratore o disturbo dell’ambiente; – abbia contribuito al mantenimento o all’espansione dell’occupa‑ zione; – abbia dato impulso all’affermarsi di metodi di lavoro o di produ‑ zioni caratteristiche giovevoli a tutta la comunità o al suo buon nome. 83 Nel 1981–82, sotto la Presidenza di Gianmario Mozzi, il Rota‑ ry Club Viareggio Versilia premia il primo “Artigiano dell’anno”. È il ciabattino Tranquillo Mei, con bottega in Viareggio che riceve, a Villa Angela di Forte dei Marmi (dell’amico Pier Luigi Silvestri), il 15 giugno 1982, la targa–ricordo con la seguente motivazione: “Il Rotary Club Viareggio Versilia a Tranquillo Mei, che da trentadue anni, ogni giorno, nel suo umile lavoro, applica il principio rotariano: Service above self ”. Il 21 giugno 1983 c’è il secondo premiato: il “mago” del carnevale Antonio D’Arliano. Il Presidente Gino Barsotti gli consegna la targa–ri‑ cordo con questa motivazione: “Il Rotary Club Viareggio Versilia in riconoscimento dei meriti di Antonio D’Arliano, versiliese illustre, primigenio artista del Carnevale”. Gianpiero Pardini è il premiato della terza edizione. Il 18 ottobre 1983, artigiano che fabbrica le pistole da tiro più famose nel mondo, veri e propri capolavori di precisione e funzionalità. Il Presidente Franco Franchi gli consegna la targa con questa motivazione: “A Gianpiero Pardini che dallo sport ha tratto ispirazione per valorizzare nel mondo la genialità delle genti versiliesi. He profits most who serves best”. Il 12 dicembre 1984, il Presidente Francesco Iantaffi, premia uno scalpellino di Querceta, Alfredo Dazzini, che per tanti anni ha continuato a realizzare lavelli per cucina ricavandoli da blocchi di marmo. “Tutti fatti rigorosamente a mano – dice orgoglioso – sui quali i clienti vogliono la firma”. La targa, reca questa scritta significativa: “Il Rotary Club Viareggio Versilia, negli anni delle professioni future, attesta grata ricordanza a Alfredo Dazzini, superstite erede d’un mestiere d’arte e passione”. La quinta edizione del Premio, vede protagonista Giuseppe Barsi, dell’Antica Ferriera di Candalla di Camaiore. Il 15 ottobre 1985 il Pre‑ sidente Ernesto Santoro lo premia con questa motivazione: “Giuseppe Barsi, che colla macchina spinta dall’acqua il metallo avvampato forgia per creare istrumenti d’opera e d’arte, il Rotary Club Viareggio Versilia premia”. L’allocuzione – Il metallo che viene dal cielo – (molto applaudita) fu affidata al Presidente della Commissione Distrettuale, Prof. Enzo Ferroni 84 (Ordinario di Chimica Fisica nell’Università di Firenze e socio del R.C. Firenze Est). L’anno successivo fu premiato il fornaio viareggino Duilio Bertozzi. In occasione della consegna del Premio, il 2 dicembre 1986, il Presidente Goffredo Scotti ha ricordato la generosità del Bertozzi, che fu a capo dei volontari della Croce Verde in soccorso di Firenze alluvionata. Ecco la motivazione al Premio: “Duilio Bertozzi della fragranza del pane, sacro e millenario alimento, ha riempito la sua vita, foggiando con premurose mani forme che portano il segno di un’arte vissuta con dedizione”. La consegna del Premio fu commentata magistralmente dall’avvo‑ cato PDG Giovanni Gelati (R.C.Livorno), ripercorrendo – con grande perizia – la storia di questo antichissimo alimento dell’uomo. La settima edizione vede un rappresentante di una delle attività più importanti della nostra zona: la cantieristica navale. Infatti il Presiden‑ te Giuliano Lucarelli premia il Maestro d’Ascia Francesco Del Carlo. La targa gli viene consegnata il 7 giugno 1988, con questa motivazione: “A Francesco Del Carlo, Maestro d’Ascia, che coi figli Guido e Marco, Maestri d’Ascia, dalla quercia e dal pino trae chiglie e prore come quando di Viareggio eran vanto”. In occasione di questo Premio l’orazione ufficiale fu affidata al PDG Francesco Barone. L’indimenticato “filosofo del Club” fece un discorso di altissimo livello sulla dignità di tutte le professioni che, opportuna‑ mente rielaborato, fu pubblicato qualche tempo dopo su La Stampa di Torino (21 luglio 1988), sotto il titolo Sapienza d’Artigiano. Nell’annata 1988–89 fu premiato Enrico Tesconi, titolare della omonima Fonderia di Pietrasanta. Azienda più che centenaria nel nostro territorio e anche fra le più gloriose fonderie d’Italia. La targa, conse‑ gnata dal Presidente Oscar Biagi, nella riunione del 21 marzo 1989, ha la seguente motivazione: “Per aver potenziato – unitamente al figlio Giovanni – l’attività della bottega, facendone una delle più apprezzate fonderie artistiche”. La nona edizione premia Mario Petrucci, cui Viareggio deve il pri‑ mo polmone d’acciaio mobile per il soccorso in mare. Il Presidente Vasco 85 Scarpellini, nella riunione del 19 ottobre 1989, consegna la pergamena con la scritta: “A Mario Petrucci cui l’amore di padre suscitò l’ingegno per realizzare strumenti di salvezza e di vita”. Nella motivazione del Premio, c’è tutto il dramma di un padre che, per assistere la figlia poliomielitica con un respiratore automatico, è stato spinto ad occuparsi di apparecchiature di questo genere. Anche dopo la morte della figlia, Petrucci ha continuato fornendo incubatrici per neo‑ nati per l’ospedale viareggino, nonché vari tipi di ambulanze attrezzate. Infine, per l’Istituto di Patologia medica di Bologna, creò un polmone d’acciaio appositamente studiato per la cura dell’enfisema. Il 18 giugno 1991 si premia Virgilio Aliboni di Forte dei Marmi, costruttore di barche da regata e da diporto (tra i suoi clienti Gianni Agnelli e Curzio Malaparte). Il giorno della consegna del Premio, Virgi‑ lio Aliboni, aveva già compiuto 90 anni ma – come hanno scritto – anco‑ ra ben saldo nella mente e nel corpo, continuava a costruire le barche “a commento”. La targa consegnata dal Presidente Ugo Urbano, reca questa motivazione: “A Virgilio Aliboni, Patriarca di Versilia che con arte ingenita innumeri barche fece e vele, piene di vento ed anche di gloria”. Nell’undicesima edizione del Premio c’è una novità: si premia una donna. È la signora Gina Palmerini che dirige, a Camaiore, una affermata fabbrica di sandali. Dopo aver ereditato un calzaturificio che produceva scarpe per contadini, lo ha trasformato in “atelier” (Calzaturificio Arabesque) con sandali di alta moda. Il 19 maggio 1992 il Presidente Marcello Pardini le consegna la targa con questa motivazione: “ A Gina Palmerini a cui ispirato estro fece tramutare chiodati scarponi in leggiadri calzari”. Un maestro muratore è il premiato della dodicesima edizione: è Anselmo Da Prato di Corsanico. Alla cerimonia della premiazione inter‑ venne il Prof. Andrea Chiarugi, Ordinario di Tecnica delle Costruzioni all’Università di Firenze che, partendo dalla semplice costruzione di un muro, illustrò la prestigiosa tecnica costruttiva attuata per la fiorentina Cupola di S. Maria del Fiore. La targa che fu consegnata ad Anselmo Da Prato dal Presidente Raffaello Bartelletti il 16 marzo 1993, recava questa motivazione: “Ad Anselmo Da Prato che con perizia e passione aduna fredda pietra e calce per farne armoniose dimore dal sapore antico”. 86 Il 16 novembre 1993 il Premio viene consegnato dal Presidente Paolo Margara a Giuseppe Corbellini, Maestro falegname di Vallecchia di Pietrasanta. Presentato dal compianto Paolo Tommasi, ne enuncia le qualità come esperto di componentistica navale (soprattutto ruote di ti‑ mone) e accosta idealmente la ruota del timone con la ruota del Rotary. La targa porta la dedica: “Onestà, maestria, capacità e modestia le doti che fanno di Giuseppe Corbellini un vanto dell’artigianato versiliese del legno”. Giuseppe Corbellini nel ringraziare, dona al Club una magnifica ruota di legno pregiato. L’anno seguente si premiano le insegne al neon. Nicky Melitzanos, artigiano, oriundo di Creta ed arrivato a Viareggio con l’arrivo degli Alle‑ ati nella seconda guerra mondiale. Melitzanos ha introdotto a Viareggio la fabbricazione dei tubi di vetro per il neon. Il 18 ottobre 1994 il Presi‑ dente Benito Giannotti consegna la targa con la seguente motivazione: “Di Naixon, autore di antiche e disadorne coppe, Nicky Melitzanos riprodusse l’arte in luminose variopinte insegne”. La quindicesima edizione del Premio è appannaggio di un artigia‑ no di Pomezzana (Stazzema) : è Pietro Milani che, con i figli Giorgio e Michele ed il nipote Nicola, da quarant’anni conduce un’officina per la produzione di utensili per scultori. La relazione ufficiale è affidata a Raf‑ faello Bartelletti, Presidente della Commissione Distrettuale per l’Etica Professionale. La targa, consegnata il 21 novembre 1995 dal Presidente Gianma‑ rio Mozzi, ha questa dedica: “A Pietro Milani, che da Pomezzana di Versilia nell’intero mondo correda di subbia e compasso mani d’artisti che dan forma al duro marmo”. La pergamena invece porta la seguente motivazione:” Per aver tramandato un mestiere utile all’arte ed aver esaltato in tutto il mondo il laborioso e sapiente operare versiliese”. Il 5 novembre 1996 è la volta della sedicesima edizione del Premio. Con felice scelta, il riconoscimento è andato a Franco Cervietti di Pietrasan‑ ta, artigiano del marmo. Sull’ars marboris ne ha parlato a lungo la Dott.ssa Antonella Serafini, mentre del premiato ne ha parlato Paolo Tommasi con un ritratto a tutto tondo. Non ha dimenticato di ricordare che Fran‑ 87 co Cervietti, di fronte ad una folla di ammiratori entusiasti, dette forma statuaria grezza ad un blocco di marmo a forza di mazzuolo e scalpello: il blocco era issato su un palco in mezzo ad un grande stand nella città di Osaka, in Giappone. L’operazione “dal vivo” venne ripetuta nella cit‑ tà di Kobe. Il Presidente Carlo Riccomagno consegna a Franco Cervietti il di‑ ploma e la targa con la seguente motivazione: “A Franco Cervietti che ha informato ai principi della più alta rettitudine la pratica del lavoro, e l’abbia esercitata nella maniera più degna al servizio della società”. Il 4 novembre 1997 il Premio viene assegnato a Ermanno Santini di Forte dei Marmi, costruttore di telai per biciclette da corsa. La prolusio‑ ne è tenuta da Fidia Arata che ricorda Santini con i capelli neri (ora li ha bianchissimi). Con la collaborazione del figlio Luca, è passato dalla ripa‑ razione delle biciclette alla “creazione” di telai sportivi di grande qualità tecnica. Il Presidente Marco Fabrizio Saettone consegna la targa e l’attestato con la seguente motivazione: “ Per aver trasformato il proprio lavoro in un’impresa artigianale di ottimo livello nell’ambito della tecnica sportiva, per essersi impegnato con passione e tenacia, e per aver trasmesso questi valori ai familiari che collaborano con lui”. La diciottesima edizione del Premio va a Fabio Ragghianti, liutaio. Lo presenta il Dott. Luciano Federighi, figlio del nostro socio Alberto, che con Ragghianti nel 1973 ha vissuto esaltanti avventure coast to coast negli USA. Lo ricorda come un chitarrista molto apprezzato, ma che poi abbia trovato un altro interesse che l’ha pienamente assorbito: l’artigiano liutaio, riuscendo a fondere arte, tecnica e conoscenze varie, per arrivare a costruire chitarre, riprendendo con sorprendente facilità quell’aspetto rinascimentale della liuteria che tante glorie ha dato al nostro Paese. Co‑ struisce anche mandolini blueglass e bassi acustici, tutti rigorosamente costruiti a mano. Il Premio gli viene consegnato nella riunione del 1° dicembre 1998 dal Presidente Paolo Michele Beltrami con la seguente motivazione: “In Capriglia di Versilia, attento alle illustri tradizioni dei maestri liutai, con artistico impegno ad una ad una realizza chitarre, strumenti dell’arte dei suoni di allora e di ora”. 88 Nella targa era scritto: “Fabio Ragghianti, con sapienza, pregiati legni foggia in armoniose forme, per trarne dolcezza di suoni”. Nell’annata 1999–2000 il premiato è Marco Giannoni, velaio. È la diciannovesima edizione e il Presidente Andrea Biagiotti, nella riunione del 12 ottobre 1999 consegna al premiato la pergamena con la seguente motivazione: “L’estro e la tecnica assecondano l’arte di Marco Giannoni che con impegno e abili mani, in Versilia e nel mondo realizza vele per veloci scafi e per vetusti legni d’epoca”. Francesco Sodini nel presentarlo, ha ricordato che Marco Giannoni è stato, fra le altre cose, il realizzatore della velatura del famoso Moro di Venezia. Nell’artistica targa è scritto: A Marco Giannoni che bianche vele e nere grembi di ariose spinte crea a far da ali a silenziosi nauti Nella ventesima edizione è premiato Marco Balderi, orafo in Pietra‑ santa, nella riunione del 3 ottobre 2000. Un artigiano di Pietrasanta (anche se è nato a Forte dei Marmi 42 anni fa) non poteva che presentarlo Piero Maremmani. Balderi è un artigiano-artista, autodidatta,che parte dalla cre‑ ta, dalla pittura e dalla fotografia, ma che trova, come dice Piero “la sua espressione più genuina nell’arte orafa, che apprende da frequentazioni in aziende artigiane di Arezzo e Valenza”. Nascono così le sue prime collezio‑ ni: “gemme di bosco” e “ombre tribali”. Nelle “gemme” rami, tralci, fascine di arbusti dorati, creano un nido che accoglie le pietre che possono essere preziose ma anche semipreziose, come il quarzo rutilato, l’opale di fuoco o l’ametista. Nelle “ombre tribali”, i materiali subiscono il trattamento parti‑ colare e segreto delle patine, dei chiaroscuri e delle parziali lucidature. Il Presidente Florindo Cerri premia Marco Balderi, con la seguente motivazione: A Marco Balderi, artigiano dell’anno, che più si è distinto nella sua produzione, sia per le capacità artistiche che, e soprattutto, per la rettitudine nella pratica della professione. La ventunesima edizione è assegnata al Maestro gelataio Enzo Van‑ nozzi di Viareggio nella riunione del 16 ottobre 2001. Figlio del famo‑ 89 so e mitico Galliano, che dagli anni trenta ad oggi ha portato Viareggio alla fama di patria del gelato. Ma Enzo che dal 1942 ha rilevato l’azienda paterna, sviluppandola a partire dal dopoguerra ad oggi. Nel 1972 e nel 1973 lo portano a vincere l’Oscar del gelato, diventa Presidente del mas‑ simo organismo a difesa del gelato artigianale, insegna in Italia e all’este‑ ro, pubblica un libro, Il mio gelato, presiede numerose giurie di importan‑ ti concorsi e nel 1996 fonda e diviene Presidente dell’Accademia della Gelateria Italiana, l’organismo oggi più prestigioso e autorevole nel cam‑ po della gelateria artigianale. Il Presidente Fulvio Gridelli consegna a Enzo Vannozzi la pergame‑ na con la seguente motivazione: “Tenuto conto della accreditata immagine da lui conseguita nel settore della produzione del gelato artigianale; considerato che con intelligenza ed operosità egli ha saputo raccogliere l’eredità familiare potenziando l’iniziale organizzazione dell’impresa e contribuendo in maniera notevole all’evoluzione ed all’affermazione tecnico–scientifica dell’alimentazione gelatiera nel mercato anche con l’edizione di autorevoli trattazioni sulla materia; riconosciuto che la sua professionalità lo ha portato ad essere membro autorevole della Società Italiana e Mondiale tra i migliori produttori artigianali e che la sua figura ed il suo impegno rappresentano elemento di particolare apprezzamento per l’economia e per la società produttiva locale e nazionale”. I l 1° ottobre 2002 il Presidente Amedeo Angeli premia Roberto Marioni, virtuoso della lavorazione del legno con la singolare e rara vo‑ cazione della costruzione di clavicembali. La motivazione è la seguente: “Per la capacità creativa ed i risultati ottenuti nella pregevole produzione di strumenti musicali antichi, clavicembali, spinette, clavicordi, organi portativi ed autopiano, tenuto conto della specificità di una attività estremamente rara e di altissima qualità, della passione che rivive nel suo lavoro, constatata la costante ricerca della perfezione e l’impegno quale scelta di vita, il Rotary Viareggio Versilia, in considerazione di quanto sopra e nel convincimento che nella sua attività si uniscano i confini tra manualità ed arte conferisce a Roberto Marioni il premio quale miglior artigiano per l’anno 2002”. La 23ª edizione del Premio viene assegnata dal Presidente Giovan‑ ni Battista Gervasi, l’8 ottobre 2003, a Giuseppe Tomei, in Darsena “Bep‑ pone”, famoso restauratore di barche, con la seguente motivazione: “Per 90 aver nobilitato la propria professione con l’attenta cura dei tradizionali metodi costruttivi curando con appassionata e faticosa ricerca degli originali progetti il restauro di vecchie gloriose imbarcazioni a vela e per aver contribuito al tramandarsi, nel figlio, della sua arte confermando così la grande tradizione marinaresca di Viareggio e la fama della peculiare qualità delle sue imprese navali artigiane”. Il 24° Premio dell’Artigiano viene assegnato, il 19 ottobre 2004, dal Presidente Boris Giannaccini a Vittorio Fiorentino, un artigiano che ha arricchito in modo prestigioso, il panorama delle attività locali con una produzione non tipica della Versilia: Maestro di “gioielleria in corallo”, caratteristica delle coste napoletane e amalfitane. Il Presidente consegna la tradizionale targa e relativa pergamena contenente la seguente motiva‑ zione: “A Vittorio Fiorentino maestro di gioielleria in corallo. Per aver continuato, accrescendola e nobilitandola con fantasia, estro artistico e tecnica raffinatissima, la tradizione di quattro generazioni di artigiani del corallo, con l’impianto ed il trentennale esercizio, nella nostra città, di un laboratorio internazionalmente rinomato”. Il 7 marzo 2006, il Presidente Giuliano Borelli assegna la 25ª edizio‑ ne del Premio a Paolo Mantovani, noto ed apprezzato artigiano pasticce‑ re, con la seguente motivazione: “A Paolo Mantovani, maestro di pasticceria in Viareggio, per aver sviluppato e nobilitato con tecnica raffinata, fantasia ed estro artistico, la tradizione pasticcera toscana”. Nell’annata rotariana 2006–2007, il Premio viene assegnato il 17 ottobre 2006 alla signora Laura Casanova, titolare dell’impresa artigiana Laura la Sposa Chic di Massarosa. Il Presidente Tommaso Fanfani uni‑ tamente a Carlo Bigongiari della Commissione preposta, consegnano il Premio con la seguente motivazione: “Per aver saputo conquistare in oltre 60 anni di operosa attività il mondo della sposa, espressione di eleganza, esperienza, professionalità, modernità e femminilità”. Il 27° Premio dell’Artigiano viene assegnato il 27 novembre 2007 91 dal Presidente Marco Fabrizio Saettone, a Danilo Bonuccelli di Camaio‑ re, titolare della famosa norcineria con questa motivazione: A Bonuccelli Salumi antica norcineria di Camaiore che grazie ai suoi prodotti dal sapore genuino ha mantenuto in vita l’antica tradizione gastronomica della Versilia, interprete e ambasciatrice di una cultura alimentare orgoglio e vanto della nostra terra Il 21 ottobre 2008 si assegna la 28ª edizione del Premio. Siamo nell’ambiente elegante dell’Hotel Mondial Resort di Marina di Pietrasan‑ ta, ed il Premio è assegnato dal Presidente Vittorio Pasquini, ad Aldo Ber‑ tellotti e suo figlio Manrico, artigiani mosaicisti, operanti in Pietrasanta. La motivazione è la seguente: “Grazie alla realizzazione di opere musive tramandano con capacità, rettitudine e impegno familiare i metodi di lavoro e della tradizione, salvaguardando l’impegno artistico della nostra terra”. 92 PREMIO INTERNAZIONALE BARSANTI E MATTEUCCI Dal 15 al 18 giugno 2000 si è tenuta nel Chiostro di S.Agostino a Pie‑ trasanta la prima edizione del Premio Internazionale Barsanti e Matteuc‑ ci. È stata la degna conclusione di un “Premio”, iniziatosi con la prima riunione del settembre 1999, poi brillantemente concretizzatosi in una serie di manifestazioni che hanno richiamato sul Rotary l’attenzione del mondo esterno ed anche non pochi rimorsi da parte delle istituzioni che avrebbero dovuto tirare la cordata per ricordare degnamente un figlio il‑ lustre di questa terra, invece di trovarsi spiazzate dall’iniziativa rotariana – come ha detto molto onestamente il Sindaco di Pietrasanta Massimo Mallegni – ai festeggiamenti per il Padre scolopio Eugenio Barsanti. Questo Premio (che oggi è una delle manifestazioni più importanti dell’Amministrazione comunale di Pietrasanta), si svolge in collabora‑ zione con il Rotary Club Viareggio Versilia, ideatore del Premio, gode del patrocinio dei sette Comuni della Versilia, della Provincia di Lucca e della Regione Toscana. Ha inoltre l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. Tutto ciò è stato possibile – ricorda il Presidente Andrea Biagiotti che l’ha ribadito più volte – dall’impegno di un gruppo di soci del Club che non si sono risparmiati per risolvere al meglio una serie infinita di proble‑ mi di vario genere. Su tutti è doveroso ricordare Vittorio Pasquini e Piero Maremmani, che possono considerarsi i veri concretizzatori della impor‑ tante manifestazione. Da buoni manager hanno non soltanto esplicato mansioni direttive ma anche quelle esecutive, dal momento che in molti frangenti non vi erano altre braccia disponibili. Il Rotary, fin dall’inizio, è presente nella compagine del Premio, oltre che con un Comitato tecni‑ co–scientifico guidato da Renzo Lazzeretti, con Vittorio Pasquini, come Presidente. Nel salone dell’Annunziata dove si è avuto il clou della manifestazione, si è tenuto un Forum su “Evoluzione del motore a combustione interna”, con conferenze sul tema tenute da studiosi, giornalisti e testimoni azien‑ dali. Moderatore dei lavori e del dibattito, il nostro Tommaso Fanfani, nella sua veste anche di Presidente della Fondazione Piaggio. 93 Alla conviviale di chiusura, te‑ nutasi presso l’Istituto Salesiano D. Savio, è stato consegnato il Pre‑ mio all’Ing. Stefano Iacoponi, Pre‑ sidente del Centro Ricerche Fiat e responsabile – fra l’altro – della progettazione e sviluppo del mo‑ tore FIRE introducendo, a partire dalla fine degli anni ’70, le prime applicazioni del CAD (Computer Aided Design). Il Premio assegnato: una ripro‑ duzione in bronzo del busto di Pa‑ dre Barsanti, presente in S.Croce a Firenze, ed opera dello scultore Leone Tommasi, padre dell’avv. Pa‑ olo, rotariano e benefattore con la sua Banca dell’iniziativa. Questa “tre giorni” è stata una delle manifestazioni più importanti organizzate nell’annata dal nostro Club. Hanno fatto degna cornice molte altre iniziative tutte di altissi‑ mo livello. Esposizione di sculture e modelli d’auto d’epoca Lancia e Alfa Romeo; un itinerario monografico, modellismo, documentazione, ci‑ meli e motori. E, per finire, un radu‑ no d’auto Ferrari che hanno sfilato anche sulle strade della Riviera. L’ing. Stefano Iacoponi Il busto di Padre Barsanti Dal 1° al 3 giugno 2001 si è tenuta la 2ª edizione del Premio. Vinci‑ tore è stato Giacomo Agostini, leggenda del motociclismo mondiale. A tutti quelli che ancora oggi mettono in dubbio le grandi doti velocistiche del grande “Ago”, basterebbe elencare gli obbiettivi rag‑ giunti nella sua splendida ed irripetibile carriera, quali: 7 titoli mon‑ diali classe 350, 8 titoli mondiali classe 500, 18 campionati italiani, 94 122 vittorie nei gran premi, 10 vittorie sull’inquietante circui‑ to del Tourist Trophy, la vittoria alle 200 Miglia di Daytona e di Imola. Alla fine del secondo millen‑ nio, Agostini ha conservato l’in‑ vidiabile titolo di “Campionis‑ simo”, entrando di diritto nella leggenda del Motociclismo. L’8 giugno 2002 il Premio In‑ ternazionale Barsanti e Matteucci Giacomo Agostini è stato assegnato a Philip Charles Ruffles, direttore tecnico e della ricerca di Rolls–Royce. Mr. Ruf‑ fles ha avuto moltissimi riconosci‑ menti, tra questi spicca la “Meda‑ glia d’oro del Principe Filippo”, il più alto riconoscimento da parte della Royal Academy of Enginee‑ ring, che è assegnato in occasione di grandi progressi dell’Ingegneria, come riconoscimento del suo ecce‑ zionale contributo all’industria ae‑ ronautica. Infatti Ruffles ha avuto un ruolo Mr. Philip Charles Ruffles fondamentale nello sviluppo dei motori Rolls–Royce, meglio conosciuti come motori TRENT. Questi motori a turbina, hanno conquistato oltre la metà del mercato mondiale con le varianti per Airbus A330 e A340 e Boeing 777. La 4ª edizione del Premio avviene dal 29 al 31 maggio 2003, anno che ricorre il 150° anniversario dell’invenzione del motore a combustione interna. Due sono i premiati e riguardano entrambi l’astronautica: Mau‑ rizio Cheli e Jessica Kite, in rappresentanza della NASA. L’astronauta Cheli è stato selezionato nel 1992 dall’European Space Agency (ESA) ed 95 inviato presso la NASA al Johnson Space Center di Houston (USA) dove è divenuto astronauta nel 1993. Nel 1996 ha partecipato come Mission Specialist alla missione STS–75 Tethered Satellite che portava in volo il satellite italiano. Nel 1998 è in Alenia Aeronautica come Capo Pilota Collaudatore per velivoli da combattimento. Attualmente è impegnato nello sviluppo del caccia europeo EF2000. Il 31 maggio 2003, nel teatro comunale di Pietrasanta, conferenza del Prof. Mariano Andrenucci, Direttore Centro Spazio, su: Il motore mette le ali. Poi la consegna dei “bronzi” ai due astronauti. Alla Kite, in rappre‑ sentanza della NASA, a memoria degli eroici protagonisti della storia dei voli spaziali. Con la 4a edizione anche il tro‑ feo sempre in bronzo, è cambiato. il Prof. Carlo Cacciatori, dello studio grafico Alain Cacciatori, realizza un’opera moderna che rappresenti Maurizio Cheli Il trofeo del 2003 Jessica Kite con le autorità 96 al meglio questo premio. Manifestazioni collaterali: il Sen. Massimo Baldini, Sottosegretario al Ministero delle Comunicazioni, presenta il francobollo commemorativo del 150° anniversario dell’invenzione; annullo filatelico, esibizione della PAN, Pattuglia Acrobatica Nazionale “Frecce Tricolori”. Infine, in Piazza Duomo, inaugurazione del monumento in bronzo Propulsione di Franco Miozzo, dedicato agli inventori del motore a scoppio Padre Eugenio Bar‑ santi e Felice Matteucci, dono della Fonderia d’Arte Massimo Del Chiaro. Il 30 ottobre 2004 si assegna la 5ª edizione del Premio all’Ing. Paolo Mar‑ tinelli, direttore motori della gestione sportiva Ferrari. Assunto in Ferrari nel 1978, Martinelli ha iniziato la sua carriera nell’aerea di sperimentazione motori delle vetture di serie. Dal 1989 fino al 1994 ha ri‑ coperto il ruolo di responsabile della divisione motopropulsori granturismo. Nel gennaio 1995 è passato alla Gestione Sportiva con l’incarico di Direttore Motori. In questo ruolo è responsabile per il programma motori di Formula 1. Due mesi prima di questa assegnazione, il 31 agosto 2004, Il Premio Barsanti e Matteucci è passato, come gestione, all’Amministrazione co‑ munale di Pietrasanta che ha deliberato il nuovo Statuto. Il logo del Ro‑ Il Presidente del R.C. Boris Giannaccini premia l’Ing. Paolo Martinelli alla presenza del Sindaco di Pietrasanta Massimo Mallegni e del Senatore Massimo Baldini 97 tary Club Viareggio Versilia sarà sempre presente nelle pubblica‑ zioni illustranti la manifestazione e Vittorio Pasquini, anima di questo Premio, rimane come Presidente. I l 28 maggio 2005 si assegna il Pre‑ mio della 6ª edizione. Il premiato è l’Ing. Gunter Kappler, Chairman of Aeronautical European Team. Nel 1982 diviene direttore dell’Istitu‑ to Aerospaziale dell’Università di Ing. Gunter Kappler Monaco. Geniale progettista, oltre alle attività accademiche, offre alle industrie i frutti del suo pensiero cre‑ ativo riuscendo a tradurre in concretezza operativa le sue intuizioni teo‑ riche: ne beneficiano industrie come la BMW AG, BMW Rolls–Royce GmbH, Fairchild Dornier GmbH e International GmbH sviluppando l’intera famiglia dei motori BMW/RR 710 e 715. Attualmente è direttore del Joint European Team, incaricato della progettazione di un innovativo turbo–prop il TP400D6. Il Prof. Kappler può ben rappresentare l’esempio perfetto dello scien‑ ziato europeo, che con la sua brillante versatilità ha raggiunto traguardi eccellenti in ogni parte del mondo. Insignito di numerosi riconoscimenti internazionali, primo fra tutti la Royal Aeronautical Society Gold Medal. La 7ª edizione del Premio Internazionale Barsanti e Matteucci, su proposta del Comitato tecnico–scientifico, si tiene a Firenze in Palazzo Vecchio – Salone dei Cinquecento, in occasione del 250° anniversario dell’Osservatorio Ximeniano. La scelta della nuova sede ci ricorda che proprio a Firenze, all’officina Benini, situata sul Lungarno del Pignone, Barsanti costruì il primo motore che funzionò azionando un trapano ed una cesoia nella stazione ferroviaria Maria Antonia. Il Premio della 7ª edizione viene assegnato a Massimo Tarenghi, diret‑ tore dell’ALMA. Dal 1979, Tarenghi fa parte dei Membri Internazionali dello staff ESO, e dal 1973 al 1991 è stato project manager della ESO New Technology Telescope presso l’Osservatorio di La Silla in Cile, divenendo nel 1988, 98 responsabile del coordinamento e controllo per la VLT (Very Large Telescope). I suoi interessi scien‑ tifici riguardano gli ammassi di galassie, la distribuzione su grande scala e i nuclei attivi. Per sua stes‑ sa ammissione, Massimo Tarenghi ha sempre sognato di essere un astronomo e di costruire telescopi sempre più grandi e sempre più ef‑ ficienti. Il primo telescopio realizzato sot‑ Prof. Massimo Tarenghi to la sua direzione, è l’NTT (New Technology Telescope), uno specchio di 3.6 metri di diametro che ha vi‑ sto la luce nel 1989. All’NTT sono state in seguito apportate una serie di modifiche che ne hanno ancora migliorato la qualità. L’NTT ha aperto la strada ad un insieme di strumenti ancora più ambiziosi, il VLT (Very Large Telescope), costituito da quattro telescopi ciascuno di 8 metri di diametro globalmente e equivalente ad un singolo telescopio di 16 metri, anch’esso situato sulle Ande cilene. Anche il VLT è stato realizzato sotto la direzione di Massimo Tarenghi ed è completamente operativo dal 2001. Una delle caratteristiche di Tarenghi, che lo distingue da molti altri tecnologi, è il fatto che egli è, ancora e soprattutto, un astronomo osser‑ vativo. Non si limita quindi a sviluppare tecnologie di punta, ma utilizza in prima persona i telescopi che lui stesso ha contribuito a costruire. Per la 7ª edizione del Premio vi sono anche molte novità a corol‑ lario del riconoscimento all’astro‑ nomo Massimo Tarenghi. C’è una mostra sulla Vespa a Pietrasanta e, contemporaneamente, un’ampia rassegna di esemplari storici di Vespa, in collaborazione con il Museo Piaggio di Pontedera e il Vespa Club di Viareggio. Un percorso espositi‑ vo dedicato all’invenzione del mo‑ Il “cuore di Barsanti” batte ancora a Pietrasanta 99 tore a scoppio e a Padre Eugenio Barsanti, che proprio a Pietrasanta nacque nel 1821. Il 24 settembre, in piazza Duomo, si è tenuto un gran‑ de raduno nazionale, già inserito nel calendario ufficiale 2006 delle ma‑ nifestazioni del Vespa Club d’Italia. Infine, dal 16 settembre al 29 otto‑ bre 2006 nella Chiesa e Chiostro di S.Agostino si è tenuta una mostra su Vespa Arte Italiana. Ing. Pier Francesco Guarguaglini I l 5 giugno 2007, nel 154° anniver‑ sario dell’invenzione del motore, si è tenuta nel Teatro Comunale di Pie‑ trasanta, la premiazione fra i 57 temi scritti su: “Il cuore di Barsanti batte ancora a Pietrasanta”. Il tema premiato è quello di Nabil Koundi, ragazzo marocchino che frequenta la 3ª Media. Il trofeo del 2007 I l 27 ottobre 2007 si assegna anco‑ ra, nel Teatro Comunale di Pietra‑ santa, l’8ª edizione. Il premiato è l’Ing. Pier Francesco Guarguaglini, Presidente e Amministratore Dele‑ gato di Finmeccanica, prima realtà italiana operante a livello globale nei settori aerospazio, difesa e si‑ curezza. L’Azienda è uno dei prin‑ cipali operatori al mondo nell’eli‑ cotteristica e nell’elettronica per la difesa; leader europeo nei servizi satellitari e spaziali con importanti asset produttivi (in Europa e negli USA) e competenze consolidate nell’energia e nei trasporti. Il successo di Finmeccanica è ba‑ sato sulla tecnologia e sull’inno‑ vazione, che costituiscono i fattori 100 chiave della sua competitività sui mercati di tutto il mondo. Il Premio, che viene consegnato, è stato realizzato con un concorso fatto dall’Istituto Statale d’Arte Stagio Stagi di Pietrasanta. La vincitri‑ ce di questo concorso è stata Virgi‑ nia Lari. Il suo è il nuovo e definiti‑ vo trofeo del Premio Internazionale Barsanti e Matteucci. Il 13 dicembre 2008, l’automobi‑ Flavio Briatore lismo è ancora di scena a Pietrasan‑ ta. La 9ª edizione del Premio Internazionale Barsanti e Matteucci è asse‑ gnato a Renault F1 Team e, per esso, a Flavio Briatore suo team manager. Briatore ha portato uno stile nuovo di gestione, dinamico e innovati‑ vo. Nel “paddock” è un protagonista da molti anni, da quando cominciò come direttore esecutivo nella Benetton Formula nel 1989, trasforman‑ do questa scuderia in un team competitivo. Nel 1991 ingaggiò il giovane Michael Schumacher dalla Jordan, pilota che nel 1994 diventò campione del mondo con la Benetton. L’anno successivo segue il titolo mondiale piloti e costruttori. Poi in molti lasciano la Benetton per la Ferrari e Bria‑ tore crea la Supertec Sport, fornitore di motori di Formula 1. Nel 2000 la Renault rientra nelle corse, acquistando la Benetton Formula. E Flavio Briatore è incaricato di dirigere la nuova scuderia. Di successo in successo, nel 2008 affronta una nuova sfida: con un gruppo di amici acquista la squadra di calcio inglese dei Queen’s Park Rangers. E da quel momento divide il suo tempo fra l’impegno principale in Formula 1 con ING Renault F 1 Team e un programma per sviluppare le potenzialità della squadra di calcio. La 10ª edizione vede Marina di Pietrasanta (Tonfano – Pontile) al centro dell’attenzione il 14 giugno 2009. Il primo anniversario di questa splendida struttura protesa nel Tirreno, è la ragione dello spostamento del Premio verso la Marina. Alle ore 16.00 c’è l’inizio della manifestazione, alle 17.30 la cerimonia di premiazione ed alle 18.00 l’esibizione della Pattuglia Acrobatica Na‑ 101 zionale Frecce Tricolori che, lungo la costa, lasceranno una scia di fe‑ stosa partecipazione. Il premiato è l’Ing. Massimo Luc‑ chesini, direttore generale di Ale‑ nia Aermacchi. Laureatosi in Inge‑ gneria aeronautica a Pisa nel 1971, nel 1976 entra in Aermacchi come responsabile del Dipartimento di‑ namica strutturale e flutter, operan‑ do attivamente allo sviluppo ed alla certificazione del velivolo da adde‑ Ing. Massimo Lucchesini stramento MB–339. Nel 1990 vie‑ ne nominato Direttore tecnico e della produzione prototipica, gestendo la collaborazione con Lockheed per sviluppare l’MB–339 secondo i re‑ quisiti J–PATS. Sovrintende all’avanprogetto degli addestratori di nuova generazione NTT ed AT2000 in collaborazione con Dassault e EADS. Dal 1993 con Yakovlev/Sokol collabora allo sviluppo del programma ita‑ lo–russo YAK/AEM–130 per un addestratore avanzato per l’aeronautica militare russa. Fra l’altro, partecipa all’integrazione di Siai Marchetti e dei suoi pro‑ dotti (SF–260, S–211) in Aermacchi e alla diversificazione dell’Azien‑ da verso linee di produzione per velivoli civili come A380, B787, A320, Embraer 145, Dassault F7X. Nel 1999, durante il 14° Convegno ISABE (International Society for Air Breathing Engines), gli è stato attribuito l’International Collaboration Accomplishment Award. L’Ing. Lucchesini è Fellow della RAS (Royal Aeronautical Society), SFTE (Society of Flight Test Engineers), AIAA (American Institute of Aeronautical and Astronautics) e AIDAA (Associazione Italiana di Ae‑ ronautica e Astronautica). È inoltre chairman Aermacchi nel Comitato Direttivo Congiunto del Programma AM–X.. 102 PREMIO INTERNAZIONALE ARTIGLIO E FONDAZIONE ARTIGLIO EUROPA Il 17 febbraio 1998 ad una riunione non conviviale, Gianmario Mozzi parla dei palombari dell’Artiglio, cioè di Alberto Gianni, Aristide Franceschi e Alberto Bargellini. Il Bollettino riporta testualmente: “gli interventi dei soci testimoniano l’interesse per l’esauriente relazione”. Due settimane dopo, ad un’altra non conviviale (10 marzo 1998), il discorso è ripreso ed ampliato da Francesco Sodini affiancato dal fra‑ tello Sauro, figli di Fortunato, palombaro dell’Artiglio. Per l’occasione, il salone dell’Hotel Astor, si è trasformato in un piccolo museo di cimeli e documenti raccolti dalla famiglia Sodini. In questo contesto Francesco Sodini, controllando la propria emo‑ zione, svolge un ordinato programma espositivo, sviluppato in una pre‑ messa – affidata ad un suggestivo breve documentario e nel nucleo della storia – da lui narrata con l’ausilio e la suggestione di disegni e diapositi‑ ve. Ricorda momenti di grande impegno in acque pericolose, di inciden‑ ti, di straordinarie imprese subacquee, di coraggio, di tecniche ingegnose ed innovative che permisero, sorprendendo l’incredulità e lo scetticismo degli “addetti ai lavori”, il raggiungimento di un strepitoso risultato. La grande impresa degli uomini dell’Artiglio I e II ebbe enorme risonanza mondiale ed i palombari di Viareggio ebbero prestigiosi riconoscimenti ed una eccezionale notorietà che, in tempi recenti, ha trovato un celebre testimone in Jacques Cousteau. Il redattore del nostro Bollettino dice: “ è impossibile nei limiti an‑ gusti di questo notiziario, rendere giustizia al racconto di stasera. L’av‑ ventura dell’Artiglio è una leggenda, tramandata da ampia letteratura. Anzitutto dagli articoli e dai libri del giornalista David Scott del The Times, accreditato dai Lloyd’s come unico cronista di bordo, ma anche da foto, documenti e da un piccolo ma prezioso museo voluto dai subacquei di Quiberon in Bretagna”. L’incontro con questi appassionati custodi della storia dei nostri palombari e di una spedizione sul relitto dell’Artiglio 1° è ricordato da Sauro Sodini, Presidente del Club Subacqueo Artiglio.Infine, una con‑ clusione–proposta. Francesco Sodini conclude con la duplice proposta di istituzione di 103 un Premio Artiglio, da attribuirsi a personaggi meritevoli per attività e studi legati al mondo subacqueo, e di un gemellaggio con il R.C. di Brest: al Consiglio Direttivo la decisione. “Le reazioni della sala sono entusiastiche ed i moltissimi interventi sono univocamente favorevoli”. L’idea del Premio comincia ad attecchire. L’anno successivo, il Go‑ vernatore Umberto Ardito durante la sua visita al Club, riprende l’idea e invita a non lasciarla cadere. Piano, piano, il Premio acquista una sua priorità. Un gruppo di rotariani del Club, guidati da Francesco Sodini, dan‑ no vita al Comitato per l’istituzione del Premio Internazionale Artiglio. Si interpella, com’è ragionevole e doveroso, l’Amministrazione comunale viareggina. L’idea piace al Comune, ma in un primo momento pensano di lasciar fare al Rotary; forse non è ben chiaro cosa si intende fare, forse non ci sono soldi o forse aspettano di vedere cosa sono capaci di fare i rotariani da soli. Infatti, c’è da “inventare” tutto. Dal nome del premiato, alla stesura del Regolamento del Premio, a tutta la parte logistica (dove e quando effettuarlo), il premio da consegnare al vincitore, la stampa e tante altre centinaia di piccole cose da risolvere, che creano soltanto problemi… Viene data struttura operativa ai gruppi di lavoro, a cominciare dal Comitato Organizzatore. Si lavora duro. Il 5 dicembre 2000 si riparla al Club del Premio Internazionale Ar‑ tiglio. Ne riparlano, con commossa partecipazione, i fratelli Francesco e Sauro Sodini e Alberto Bargellini. Il Premio ha il suo logo, che evidenzia: scienza, ricerca, sport nel mondo sommerso. Dagli interventi traspare l’asso‑ luta volontà di organizzare a Viareggio un Premio nel ricordo dell’Artiglio che onori i grandi valori della tradizione marinara europea. Alberto Bargellini, con la voce velata dall’emozione, ha parlato degli uomini. Ma chi erano questi palombari che tutto il mondo dei recuperi sottomarini ci invidiava e che li considerava senza mezze misure i mi‑ gliori del mondo? “Erano – secondo Bargellini – prima di tutto marinai (imbarcati a 10 anni come mozzi su qualche barca) poi, con il militare, divenivano palombari alla famosa scuola del Varignano spezzino”. Gente con grande inventiva ma anche capaci di essere, all’occorrenza, calafa‑ ti, carpentieri, fabbri, e tutti gli altri mestieri della darsena viareggina. E 104 sulla darsena, Bargellini si è soffermato particolarmente, quasi con amo‑ re, ricordando questo piccolo mondo intriso di salsedine ma dal cuore grande così; tanto sudore e tante rinunce nelle vecchie darsene. Ma an‑ che una parentela di sangue e di lavoro che trovava nella morte di uno il lutto di tutti. Una catena di autentica solidarietà che usciva ed entrava da un uscio all’altro delle povere case lambite dal mare. In questo mondo si esprimeva il Viani con le vedove vestite di un nero violento e con le facce stranite e rassegnate alla sorte maligna. Nella primavera del 2001, con Carlo Ricomagno Governatore, sono pronti a varare la prima edizione del Premio Internazionale Artiglio. La scelta della Giuria (composta da Francesco Sodini, Presidente; Alberto Bargellini, Florindo Cerri, Boris Giannaccini e Sauro Sodini), cade su Jac‑ ques–Yves Cousteau (alla memoria) per il tema: L’esplorazione degli abissi. Il 10 marzo 2001 presso l’Hotel Astor, presentazione ufficiale del Premio alla città. Poi il 24 dello stesso mese, sempre all’Hotel Astor, confe‑ renza stampa. Si apprende che intorno al Premio vero e proprio gravitano una serie di manifestazioni collaterali di grande interesse. Infatti dal 25 al 28 aprile vi sarà una mostra con esposizione di documenti, reperti e at‑ trezzature relative alle attività di re‑ cupero negli spazi prospicienti il Teatro Eden e il Caffè Margherita. Nel Forum, presieduto da Folco Qui‑ lici, molti e interessanti interventi. Per primi hanno parlato due dei sub francesi che molto hanno fatto per il museo dell’Artiglio di Quiberon: Gildas Gouarin e Claude Rabault: Come Quiberon ricorda l’Artiglio. Poi l’archeologa marina, Francisca Pallares Salvador, su L’Artiglio e la nave romana d’Albenga; il coman‑ dante Flavio Serafini su I musei della marineria, ed infine Giulio Melega‑ ri su Evoluzione delle attrezzature da recupero. È stato inoltre proiettato un raro documentario sulle impre‑ se dell’Artiglio e dei suoi palombari. Il Premio. 105 Una tre giorni intensa culminata il 28 aprile 2001 con la consegna del Premio (una riproduzione in bronzo della “torretta” del Gianni), da parte del Presidente del Forum, Folco Quilici, a Claude Wesly, compagnon di esplorazioni di Jacques–Yves Cousteau dal 1962. Wesly ha partecipato a tutte le più straordinarie imprese dell’Equipe Cousteau vivendo insieme al suo amico, Albert Falco, l’esperienza della “casa sottomarina” Précontinent I, II e III. Dopo la scomparsa del Comandante Jacques–Yves Cousteau, Claude Wesly rappresenta ufficialmente nel mondo l’Equipe Cousteau. Dopo aver sedimentato tutta la grande commozione che ha inve‑ stito per tre giorni tantissimi viareggini, possiamo dire che raramente si era vista tanta gente così sinceramente partecipe ad una manifestazione. Il ricordo dei palombari dell’Artiglio e di quanto avevano fatto nei tempi eroici delle grandi conquiste dei recuperi sottomarini a grande profondi‑ tà, ha commosso anche i più scettici. Già alla conferenza stampa all’Hotel Astor erano presenti Iberico Gianni, figlio del “palombarissimo” Alberto; Alberta Bargellini, figlia di Alberto (di cui non fu recuperato nemmeno il corpo dopo la tragedia del 7 dicembre 1930) e Euro Franceschi, figlio di Aristide. Il Teatro Eden, il 28 aprile, era pieno come un uovo: c’era tutta Viareggio. La polizia, all’esterno, per ragioni di sicurezza, non poteva far Claude Wesly ritira il premio per conto dell’Equipe Cousteau. 106 entrare più nessuno. All’interno – lo dice chi scrive queste note perché c’era – moltissimi avevano gli occhi lucidi ed alcuni non riuscivano a trat‑ tenere le lacrime. Per completare il quadro della prima edizione del Premio Interna‑ zionale Artiglio riportiamo sinteticamente la scheda del premiato. Nel corso di mezzo secolo Jacques–Yves Cousteau ha dato un contributo personale determinante alla progettazione e costruzione di mezzi di esplorazione subacquea originali e di altissimo livello tecnologico. Grazie a queste sue geniali invenzioni, Jacques–Yves Cousteau e i gruppi di ricerca sottomarina da lui creati hanno potuto condurre esperimenti eccezionali nei laghi, nei grandi fiumi e nei mari del nostro pianeta, acquisendo nuove conoscenze e aprendo nuove frontiere per la vita e il lavoro dell’uomo nelle profondità marine. Oltre ad essere stato un grande innovatore, Jacques–Yves Cousteau è stato anche l’assertore del principio per cui “Ogni uomo ha il diritto di ere‑ ditare un pianeta non contaminato, in cui possa sbocciare qualsiasi forma di vita”. In margine alla prima edizione del Premio, va ricordato che il Co‑ mitato organizzatore riuscì a far tornare a Viareggio, la famosa bandiera dei Maestri d’Ascia e Calafati. E non fu una cosa facile! Questo vessillo, un telo di lana rossa 101 x 217 cm, ha l’iscrizione e il La Bandiera è tornata a casa! 107 disegno eseguiti con applicazione di tessuto diagonale felpato in lana nera. Della bandiera si persero ufficialmente le tracce il 2 maggio 1921, quando i fascisti devastarono il Circolo dei Calafati in via Coppino, asportando – fra l’altro – anche questo cimelio. Successivamente si disse che era stata stracciata ed i brandelli distribuiti tra tutti coloro che aveva‑ no preso parte alla spedizione punitiva. La bandiera che tutti pensavano fosse persa per sempre, era invece conservata nell’archivio centrale dello Stato, Museo del Risorgimento, centro studi Piero Gobetti a Torino, con un biglietto della Federazione fascista di Lucca. Alcuni membri del Comitato organizzatore del Premio Artiglio, riuscirono a portarla a Viareggio, in una teca in acciaio e vetro, solo e soltanto per il periodo del Premio: dopo doveva essere riconse‑ gnata al Museo torinese. In darsena fu fatta sventolare in occasione del‑ la manifestazione davanti alla Torretta del Gianni, in Piazza Palombari dell’Artiglio. Fu un trionfo! Oggi – che anche Viareggio ha un Museo della Marineria – la ban‑ diera è visitabile presso questa struttura situata nell’ex mercato ittico in via Pescheria. Premio Internazionale Artiglio 2ª edizione 1–4 Maggio 2003 Nella riunione del 22 aprile 2003, Francesco Sodini, Presidente del Comitato organizzatore del Premio, ricorda che la 2ª edizione, sul tema Scienza e tecnica dell’immersione, è in dirittura d’arrivo. La sede della manifestazione non sarà più il Teatro Eden ma il Centro Congressi Principe di Piemonte. Il 1° maggio c’è l’inaugurazione e la mostra di reperti, attrezzature ed attività inerenti il mondo subacqueo con stand espositivi della Marina Mi‑ litare, Carabinieri, Guardia Costiera, Guardia di Finanza, Polizia di Stato, Vigili del Fuoco. E poi ancora, Antica Storia del Mare, Associazione Na‑ zionale Palombari e Sommozzatori, Circolo Teseo Tesei, Club Modellisti, Club Panerai, Club Subacqueo Artiglio, Cooperativa Nazionale Sommoz‑ zatori, Ente Parco Arcipelago Toscano, Ente Parco Portofino, Global Elec‑ tric Italiana, HDSI, Hydrocat, Immersione Rapida, Mondo Sommerso, Nautiek, Octopus, Palombari Viareggini, Proteco Sub, Università di Pisa. Fa seguito il Convegno: Viareggio: un porto insabbiato, con impor‑ 108 tanti interventi sulle cause di questo annoso problema. Alberto Bargellini: Cenni storici sulla genesi del porto di Viareggio; Florindo Cerri: Introduzione al Convegno; Giuseppe Tarzia: Problematiche operative; Gianluigi De Filip‑ pi: Problematiche oceanografiche connesse con l’interno e l’esterno del porto; Enzo Pranzini: Il porto di Viareggio nel quadro costiero della Versilia. C’è poi il Meeting dei sommozzatori dei Vigili del Fuoco della To‑ scana, che inizia con esercitazioni di salvataggio naufraghi in mare, per poi concludersi con il 1° Memorial Gino Lo Basso, riconoscimento in onore del grande dirigente sommozzatore dei Vigili del Fuoco per un in‑ tervento significativo: quest’anno è stato assegnato ai Nuclei di Grosseto e Milano per il ritrovamento ed il recupero di un aeromobile a 372 m di profondità nel Lago Maggiore – Loc.Ghiffa. La seconda giornata del Premio inizia con la visita guidata degli alunni delle scuole cittadine alla mostra del 2° Premio Internazionale Ar‑ tiglio, cui fa seguito la presentazione di pubblicazioni inedite attinenti al mare. Si tratta di Gente di Mare di Egisto Passaglia; I palombari viareggini di Boris Giannaccini; I palombari dell’Artiglio e la città sommersa di Gio‑ vanni Merlini e Ponte di comando di Flavio Serafini. Sabato 3 maggio 2003 inizia l’VIII Convegno Nazionale Sulla Storia dell’Immersione, dell’Historical Diving Society Italia (HDSI), con particolare riferimento alla Storia della Medicina Subacquea ed Iperbarica. Infatti, il primo relatore, il Prof. Raffaele Pallotta d’Acquapendente, ha parlato su La medicina che viene dal mare: dall’attività subacquea alla medicina iperbarica; il Dr. Fabio Taralli su La medicina subacquea ed iperbarica nella M.M.Italiana, cui ha fatto seguito il Prof. Alessandro Marroni, sulla Storia ed evoluzione delle teorie decompressive; il Prof. Viotti ha parlato su La medicina subacquea ed iperbarica a Genova. Infine il Dr. Longobardi ha presentato L’attuale stato dell’arte della medicina iperbarica. La mattinata si è conclusa con la proiezione del filmato Notti profonde di Imago Vide Sub di Shelo Pisciottu, che si è aggiudicato il Primo Premio Assoluto del concorso video–cinematografico HDSI “Un film per un museo” 2002–2003. Durante l’intervallo seguito all’intensa mattinata, il palombaro HDSI Gianluca Minguzzi, assistito da Gian Paolo Vistoli, responsabile degli “stages” per palombaro sportivo di HDSI, ha effettuato un’immer‑ sione dimostrativa per il pubblico nella piscina del Centro Congressi Principe di Piemonte. 109 Nel pomeriggio si è aperto il Forum, presieduto da Folco Quilici, con la premiazione da parte dell’HDSI del documentario Artiglio Evviva, nell’ambito del concorso un “Un film per un museo”. Poi sono iniziati gli interventi: La scuola dei palombari del Varignano, del Cap. Marco Paolo Montella; Vita a bordo del 1° Artiglio, dei palombari francesi Elie Coantic, Gildas Gouarin e Claude Rabault; Dal Promethée al Kursk, del Ten. Paolo Spina; Il subacqueo moderno, di Giulio E.Melegari Mazzoni. Poi c’è stata la consegna delle Medaglie d’Oro al Valor di Mari‑ na “alla memoria” dei palombari Alberto Gianni, Aristide Franceschi e Alberto Bargellini. Questo riconoscimento arriva a conclusione di una richiesta avanzata fin dalla 1ª edizione del Premio Internazionale Arti‑ glio, fortemente auspicata e sostenuta anche dall’Associazione Medaglie d’Oro di Lunga Navigazione, da autorità politico–amministrative locali e dal Comandante C.V. Giuseppe Tarzia. Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi su proposta del Ministro della Difesa On.le Antonio Martino, ha conferito il ricono‑ scimento con la seguente motivazione: Palombari che hanno svolto una intensa attività meritoria arricchendo di indimenticabili pagine la Storia della Marineria Italiana. Di particolare lustro l’impresa in cui si erano cimentate invano molte marinerie del mondo e conclusasi nell’agosto del 1930 con il ritrovamento del transatlantico inglese Egypt affondato nel 1922 di fronte alle coste francesi con un carico di 48 tonnellate di oro e argento. In quell’occasione, oltre al recupero del carico prezioso, si stabilì, con il raggiungimento di 134 metri, il record mondiale di profondità. Il 7 dicembre 1930, nel corso delle operazioni di recupero del relitto del piroscafo americano Florence che, carico di munizioni, ostruiva la navigazione lungo le coste dell’isola di Houat, rimasero uccisi a seguito dell’esplosione del relitto. Fulgidi esempi di audacia, perizia marinaresca e di attaccamento al dovere spinto fino all’estremo sacrificio. Acque dell’Oceano Atlantico, 7 dicembre 1930. Il Presidente del Senato, Prof. Marcello Pera, consegna le onorifi‑ cenze al figlio di Alberto Gianni: Iberico, al figlio di Aristide Franceschi: Euro ed alla figlia di Alberto Bargellini: Alberta. 110 Per l’occasione il Presidente della Repubblica ha inviato il seguente telegramma al Presidente del Premio, Francesco Sodini: In occasione della seconda edizione del Premio Internazionale Artiglio mi è gradito far pervenire la mia ideale partecipazione alla Manifestazione, nel corso della quale saranno consegnate le Medaglie d’Oro al Merito di Marina alla Memoria, ai tre coraggiosi palombari viareggini Gianni, Franceschi e Bargellini, uomini che hanno dato prestigio e lustro alla nostra marineria. I valori espressi, quali la professionalità, l’abnegazione, il coraggio e lo spirito di sacrificio testimoniano le tradizioni, la cultura e l’attaccamento al dovere e alla propria bandiera di quei marinai. Valori e sentimenti che animavano e animano ancora oggi la nostra gente di mare, e che devono servire da guida e stimolo, per i più giovani che si avvicinano alla realtà del mare e della sua vita. Un particolare pensiero rivolgo ai familiari dei caduti, a cui desidero far pervenire la mia sentita vicinanza e solidarietà. Nell’esprimere vivo apprezzamento per l’importante iniziativa formulo a lei, agli organizzatori e a tutti i partecipanti i più fervidi voti augurali per il pieno successo della Manifestazione, unitamente, al mio affettuoso saluto. Carlo Azeglio Ciampi Prima della consegna del Premio Internazionale Artiglio, vi è la consegna di un altro riconoscimento. Si tratta del conferimento delle Chiavi della Città di Viareggio (leggi Cittadinanza Onoraria) da parte del Sindaco Marco Marcucci ai cittadini francesi: Gildas Gouarin, Elie Coantic e Claude Rabault. Il Consiglio Comunale di Viareggio ha deciso di conferire questo riconoscimento, con la seguente motivazione: Il 7 dicembre 1930 la nave recuperi Artiglio della SO.RI.MA di Genova saltava in aria nella Baia di Qui111 beron, in seguito all’esplosione del piroscafo Florence il cui relitto, sul quale gli uomini dell’Artiglio stavano lavorando per demolirlo, impediva la navigazione. Nell’esplosione morivano i tre Palombari dell’Ar‑ tiglio Alberto Gianni, Aristide Franceschi e Alberto Bargellini e il Marinaio Romualdo Cortopassi, tutti di Viareggio ed altre 8 persone. Dal 1983 ad oggi i tre Sommozzatori francesi Gildas Gouarin, Elie Coantic, Claude Rabault hanno effettuato numerose immersioni sul relitto dell’Artiglio ricoperto di sabbia e fango, compiendo un lavoro estenuante e rischioso che ha permesso di recuperare dalla fanghiglia una moltitudine di oggetti che oggi costituiscono una testimonianza preziosa della Storia dell’Artiglio e dei suoi uomini. Gildas Gouarin, Elie Coantic, Claude Rabault dopo aver recuperato questi oggetti attraverso una esplorazione meticolosa e sistematica del relitto, ne hanno curato con grande passione e competenza le schede storiche e l’esposizione presso il Museo della Marineria di Quiberon. La sensibilità e l’impegno civile che Essi hanno profuso nell’approfondire le loro conoscenze sulla Storia dell’Artiglio e dei suoi uomini e nel divulgare tali conoscenze presso il grande pubblico attraverso la produzione di articoli, libri e film di grande successo, meritano grande rispetto. L’opera che questi uomini hanno svolto e ciò che Essi hanno realizzato presso il Museo della Marineria di Quiberon, per tramandare alle future generazioni la memoria dell’Artiglio, li lega profondamente e indissolubilmente ai valori più alti che Viareggio ha espresso come Città Marinara. La giuria del Premio Internazionale Artiglio costituita da: Francesco Sodini – Presidente Amedeo Angeli 112 Alberto Bargellini Boris Giannaccini Sauro Sodini Conferisce il Premio Internazionale Artiglio a Comsubin – Scuola Subacquei della Marina Militare e delle altre Forze Armate, con la se‑ guente motivazione: Dalla sua istituzione, avvenuta a Genova il 24 luglio 1849, ad oggi, la Scuola Subacquei della Marina Militare Italiana ha dato un contributo continuo e determinante alla formazione di Palombari e Sommozzatori civili italiani, giudicati fra i migliori del mondo. Gli uomini usciti da questa Istituzione hanno prestato e continuano a prestare la loro opera in Italia ed in ogni parte del mondo, in molteplici attività subacquee, riscuotendo ovunque incondizionata ammirazione per la loro eccezionale professionalità. Per i Palombari dell’Artiglio, nati dalla gloriosa marineria viareggina, le tradizioni di questa Scuola, alla quale essi si sono formati, hanno costituito un prezioso patrimonio spirituale e professionale. Le loro leggendarie imprese, che per le nuove generazioni costituiscono un fulgido esempio di coraggio, perizia marinaresca e attaccamento al dovere, rappresentano una testimonianza significativa dei grandi valori di questa Scuola. Domenica 4 maggio intitolazione della Rotonda a Mare di Torre del Lago alle Medaglie d’Oro al V.M. Teseo Tesei e Alcide Predetti, pre‑ senti la Signora Gabriella Sposato, vedova di Alcide Predetti (e madrina della cerimonia), la Medaglia d’Oro al V.M. Emilio Bianchi ed altre Au‑ torità: poi la conferenza di Carlo Elio De Fons del Circolo Sommozzatori Teseo Tesei di Viareggio: dove il Serchio sfocia al mar….quando i subacquei cavalcarono i maiali. In chiusura di manifestazione, il Comitato organizzatore del Premio Internazionale Artiglio, esprime un particolare riconoscimento a quelle 113 Il Governatore Roberto Giorgetti consegna il premio al Contrammiraglio Roberto Paperini Comandante di COMSUBIN persone che, al di là delle cariche istituzionali che esse rappresentano, hanno dimostrato fin dalla 1ª edizione del Premio non solo collaborazio‑ ne, ma soprattutto sensibilità e stima. I riconoscimenti, rappresentati da una fusione in bronzo del logo del Premio, vengono consegnati a: Andrea Tagliasacchi, Presidente della Provincia di Lucca Marco Marcucci, Sindaco di Viareggio Giancarlo Giurlani, Presidente della Fondazione Cassa di Rispar‑ mio di Lucca Per tutti i giorni della manifestazione si sono avute esercitazioni su‑ bacquee e rassegna cinematografica. Della 1ª e della 2ª edizione del Premio e delle manifestazioni correlate, Alberto Bargellini ha curato con rigorosa attenzione gli Atti, usciti rispet‑ tivamente nel 2002 e nel 2004 per i tipi dell’Editore Pezzini di Viareggio. Fondazione Artiglio Europa Il 4 dicembre 2004 nasce la Fondazione Artiglio Europa con atto costitutivo presso il notaio Umberto Guidugli di Pietrasanta. Unico 114 membro fondatore il Rotary Club Viareggio Versilia. Il Rotary Club Viareggio Versilia, attraverso un Comitato formato da soci, ha istitui‑ to ed organizzato le prime due edizioni del Premio. Ma la grande riso‑ nanza acquisita dalla manifestazione a livello internazionale, ha fatto considerare seriamente che per il futuro fosse necessaria una Fonda‑ zione esclusiva che – pur riconoscendo al Rotary Club Viareggio Ver‑ silia la paternità dell’iniziativa – liberasse il Club da questo crescente e gravoso impegno. Il Consiglio di Amministrazione è il seguente: Francesco Sodini, Presidente; Alberto Bargellini, Vice Presidente; Boris Giannaccini, Segretario; Guido Jellersitz, Tesoriere; Tommaso Fanfani, Fabrizio Saettone e Sauro Sodini, Membri. Per il Collegio dei Revisori dei Conti: Giovanni Andres, Presidente; Mario Margara ed Enrico Motroni, Membri. La Fondazione, nello spirito del Premio, intende onorare i va‑ lori della grande tradizione marinara europea. Infatti, in ricordo delle imprese leggen‑ darie dell’Artiglio e delle gesta gloriose dei suoi palombari, la Fondazione attuerà iniziative di ispirazione rotariana e, guar‑ dando al contesto europeo, si propone di: 1) Valorizzare e promuovere studi, ricerche, attività riguar‑ danti i seguenti settori del mon‑ do subacqueo: oceanografia, ar‑ cheologia marina, relitti, medici‑ na iperbarica, biologia ed ecolo‑ gia marina, ambiente subacqueo e sue risorse, recuperi, sport, attrezzature, pubblicazioni, gior‑ nalismo e cinematografia. Labaro Fondazione 115 2) Rispettare e salvaguardare l’ambiente marino per la sopravvi‑ venza stessa dell’uomo sul nostro pianeta. 3) Contribuire alla realizzazione del Museo del Mare di Viareggio e alla divulgazione delle conoscenze relative agli aspetti più significa‑ tivi della Città, legati al mare. 4) Riconoscere e premiare i meriti di persone, associazioni, enti, che abbiano ottenuto risultati importanti, tangibili e originali in atti‑ vità di carattere subacqueo a livello nazionale ed internazionale. I suoi membri sono così suddivisi: Fondatori, Sostenitori Onorari, Sostenitori e Amici. L’unico membro fondatore è il Rotary Club Viareggio Versilia. Potranno divenire membri Sostenitori Onorari, enti o istituzioni di comprovata attinenza al settore dell’ambiente marino, ai quali la Fondazione riconosca tale qualifica e l’accettino. Saranno invece membri Sostenitori, enti, istituzioni, associazioni, organismi rotariani, aziende e privati che, riconoscendo gli scopi del‑ la Fondazione, sottoscrivano una donazione, un contributo od altro. I membri Amici della Fondazione potranno essere enti, istituzioni, associazioni, organismi rotariani, aziende e privati che, riconoscendo gli scopi, versino un contributo in beni o servizi mirato alla realizza‑ zione di particolari iniziative. La Fondazione è stata presentata ufficialmente presso l’Ammini‑ strazione comunale di Viareggio l’11 dicembre 2004. La Fondazione Artiglio Europa, è Fondazione Onlus (Organizza‑ zione non lucrativa di utilità sociale) iscritta all’Anagrafe Unica delle Onlus presso l’Agenzia delle Entrate Direzione Regionale della To‑ scana al n.4 del 18.8.2005. Premio Internazionale Artiglio 3ª edizione 2–5 Giugno 2005 La terza edizione del Premio Internazionale Artiglio, organizzata dalla Fondazione Artiglio Europa, si è tenuta al Centro Congressi Prin‑ cipe di Piemonte da 2 al 5 giugno 2005. Il tema era I tesori sommersi: archeologia e relitti ed è stato assegnato all’unanimità dalla Giuria, com‑ posta da Francesco Sodini, Presidente; Alberto Bargellini, Boris Gian‑ 116 Robert Sténuit (al centro), riceve il premio dal Prefetto di Lucca, Francesco Paolo Tronca, e dal Presidente della Fondazione Artiglio, Francesco Sodini naccini, Marco Fabrizio Saettone e Sauro Sodini, al belga Robert Sténuit, con la seguente motivazione: In oltre mezzo secolo di esplorazioni subacquee, Robert Sténuit ha localizzato centinaia di relitti navali in ogni parte del mondo. Sommozzatore fra i meno conosciuti dal grande pubblico, è invece considerato negli ambienti dell’archeologia subacquea come il più importante esponente a livello mondiale. Storico delle apparecchiature di immersione ha ricostruito, fra l’altro, un apparecchio integrato per la respirazione subacquea, il famoso S.C.U.B.A.; ha diretto numerose immersioni profonde simulate, allo scopo di sviluppare tavole di decompressione ossigeno–elio per profondità estreme. Ha eseguito, da solo, la prima immersione in saturazione mai tentata in mare a 60 metri di profondità e 25 ore di durata passate dentro e fuori il cilindro di collegamento. Ha eseguito l’immersione più profonda (132 metri) e più lunga (48 ore) mai tentata in mare in un rifugio subacqueo gonfiabile ancorato sul fondo. Nel 1970 ha fondato il Groupe de Recherche Archéologiques Sous–Marine Post–Médiévale (GRASP) di cui è tuttora direttore. Questo Gruppo si dedica allo studio di relitti di navi naufragate dal 16° al 19° secolo, con lo scopo di apportare un contributo fattivo alla documentazione storica dell’espansio117 ne europea oltremare, e delle sue operazioni militari e commerciali. L’attività svolta in 35 anni, ha dato risultati di grande prestigio al mondo dell’archeologia subacquea. Moltissime le sue pubblicazioni scientifiche e divulgative, nonché libri tecnici sul recupero di carichi e sulle imersioni in generale. Conosce inoltre molto dettagliatamente la storia dell’Artiglio, di cui ha provato e utilizzato alcune apparecchiature di recupero ideate dai palombari viareggini. Possiamo anticipare che in questa 3ª edizione si alterneranno esper‑ ti relatori, nonché si avranno proiezioni di diaporama (diapositive in dis‑ solvenza) e filmati di attività subacquee, che andranno avanti per serate intere (ore 18–24); questa proiezione di diaporama e film sarà riservata, nella mattinata di venerdì 3, agli allievi delle scuole elementari e medie. Ci sarà poi una vera e propria “chicca”: la presenza di Christian Pétron, che proietterà il film da lui realizzato sul mitico relitto del Titanic ad ol‑ tre 4 mila di profondità. Forse pochi sanno che Pétron fu chiamato nel 1988 da Luc Besson per la direzione fotografica delle riprese subacquee del film Le grand bleu e due anni dopo per il film Atlantis, organizzate da Discovery Channel: per questo canale televisivo ha realizzato 4 film di 52 minuti ciascuno. Sempre sul Titanic, ha girato ancora 2 ore di riprese per la rete televisiva americana NBC, che la ha trasmesse in diretta. Il programma delle tre giornate è iniziato con l’inaugurazione della manifestazione e della mostra dei reperti, attrezzature e attività inerenti il mondo subacqueo, con la partecipazione della Antica Storia del Mare (di Genova), Club Panerai, Fipsas–Lucca, Marina Militare, Masucci Sub, Relitti.it, Shark Academy, Sovrintendenza del Mare di Palermo, Vigili del Fuoco, A.Bartali, G.Battistone e presentazione in anteprima dell’elica e del timone recuperati sull’Artiglio nella Baia di Quiberon in Bretagna. I due importanti reperti dell’Artiglio, sono stati recuperati grazie al contributo del Cantiere Maiora AB Yachts & CB Navi di Viareggio. Il re‑ cupero è stato effettuato dalla Ditta M.E.R. di Quiberon, utilizzando un grosso pontone: la grande elica (3 metri di diametro) e pesante 2.5 tonn; la pala del timone (in ferro) di 4x1.5 metri di larghezza. I reperti sono stati portati a Viareggio e, dopo un’attenta ripulitura presso il Cantiene Maiora, sono stati poi definitivamente sistemati all’esterno del Museo della Marineria in Darsena. 118 Tutta l’operazione di recupero è stata filmata da una troupe guidata dai coniugi Pierluigi e Fulvia Bortoletto di Savona, esperti fotografi su‑ bacquei. Pellicola e diaporama sono poi state proiettate nella manifesta‑ zione viareggina. In mattinata presentazione del film di Christian Pétron, Titanic: anatomie d’un naufrage. La proiezione ci ha offerto uno spaccato, vero, degli alti fondali e delle meraviglie che vi si incontrano. Non a caso la biologia dei relitti, è ormai centro di crescente interesse per i ricercatori subacquei, ma anche luoghi ideali per il ripopolamento dei fondali. Per gli specialisti, i relitti possono avere una grande importanza per studiare come avviene la colonizzazione di un substrato e come i popolamenti si susseguano e cambino nel tempo. Nel mare, infatti, un relitto ritrova ben presto una ragione di esistere. In brevissimo tempo viene colonizzato dai più svariati tipi di animali: colonie di spugne ricoprono le fiancate, colo‑ randole di giallo e di rosso. Rapidamente quella che era una nave diventa – come ha scritto qualcuno – un enorme condominio; sui ponti, trasfor‑ mati in “gallerie”, volteggiano branchi di pesciolini traslucidi, mentre i pa‑ rapetti sono “fioriti” di alcionarie come balconi di un palazzo e non è raro incontrarvi qualche squalo o gruppi di carangidi a caccia. Questo discorso è valido per relitti su fondali di qualche centinaio di metri, perché se si scende – come per il Titanic – a migliaia di metri, le cose cambiano in maniera netta. Intanto la colonizzazione da parte di spugne, pesci ed altri organismi viventi, è molto rallentata se non addi‑ rittura assente. Nel film di Pétron si può vedere che ad oltre 4 mila metri di profondità, la colonizzazione (se così si può dire) è di altra natura: una massa smisurata di batteri “divora” letteralmente lo scafo metallico: In fu‑ turo, non troveremo più niente? Secondo gli studiosi è molto probabile. Il famoso transatlantico, vanto della marina inglese, considerato inaffondabile dai costruttori, ha riservato una piccola (non tanto) curio‑ sità. Gli studiosi che hanno collaborato con Pétron, hanno prelevato un pezzo di lamiera dalla fiancata del Titanic e l’hanno analizzata. Senza om‑ bra di dubbio è risultato che le lastre d’acciaio della nave erano in realtà piuttosto “taroccate” nella qualità. Dopo Pétron, un altro film ci riporta su un altro relitto. È L’Oro dell’Elba: tesori sommersi sul relitto del Polluce. Ne sono autori Gianluca Mirto ed Enrico Cappelletti. Il primo è uno dei più abili ricercatori di in‑ 119 formazioni storiche sui naufragi e relitti. Nel 1999 ha dato vita al sito in‑ ternet www.relitti.it, dove ha immagazzinato tutti i relitti di navi dal 1800 in poi presenti lungo le coste italiane entro i 100 metri di profondità. Cappelletti, è invece un “cronista del mare”: giornalista di Mondo Sommerso, Sesto Continente e Blu. Ha lavorato anche per Aqua e Controcorrente. I due autori insieme hanno pubblicato nel 2004 il volume L’Oro dell’Elba, sulla incredibile vicenda del naufragio del Polluce all’Isola d’El‑ ba nel 1841. C’è poi, in chiusura della prima giornata, la relazione con audiovi‑ sivi di Enrico Ciabatti, archeologo subacqueo dell’Università di Firenze, che tratta di Relitti antichi: frammenti di storia perduta. Nella mattinata della seconda giornata si è avuta, come detto, la vi‑ sita degli allievi delle scuole. Nel pomeriggio relazione con audiovisivi di Robert Sarmast su La scoperta di Atlantide: sorprendente evidenza per l’isola di Cipro. Sarmast è un quarantenne che ha abbandonato una promettente carriera di architetto, per seguire una sua passione per la storia antica, la mitologia e la ricerca di civiltà perdute. Sarmast ha ristretto il campo di interesse ad uno dei maggiori enigmi storici: il perenne mistero di Atlan‑ tide. Nessuno aveva mai dimostrato se il resoconto del filosofo Platone (riportato nei dialoghi Timeo e Crizia, nel 360 a.C. circa) era allegoria o realtà storica. Nel suo libro Discovery of Atlantis: the startling case for the island of Cyprus (Origin Press 2003), l’archeologo subacqueo di Los Angeles, rac‑ conta come ha scoperto prove evidenti circa l’attuale posizione della città perduta di Atlantide. Le sue ricerche, seguendo con precisione gli indizi citati da Platone, lo hanno portato su una piccola porzione di fondale nel Mediterraneo orientale, situata fra l’isola di Cipro e la Siria. Il filmato di Robert Sarmast, ha conquistato anche i più scettici per le innumerevoli coincidenze riscontrate nella proposta presentata. Sar‑ mast crede tanto nel suo lavoro che ha fondato la First Source Enterprises, una società statunitense, di cui è Presidente, che controlla tutti i diritti di proprietà del progetto Atlantide, ed è finanziata da imprenditori privati. In serata, presentato da Enrico Cappelletti, un documentario datato 1965 del più autorevole cineoperatore subacqueo italiano, Victor De Santis. Il filmato, molto avvincente: Un miliardario sotto il mare: il tesoro del Van Linden. 120 Sabato 4 giugno inizia il Forum che ha come chairman Federico De Strobel. C’è una relazione con audiovisivi di Sebastiano Tusa, arche‑ ologo subacqueo, Soprintendente della Soprintendenza del Mare della Regione Sicilia –Palermo (unica Soprintendenza del Mare in Europa); ha partecipato e diretto o dirige missioni e ricerche archeologiche in Ita‑ lia, Iraq, Iran e Pakistan. Il Prof. Tusa ha parlato su Il Satiro danzante di Mazara del Vallo e la ricerca archeologica subacquea nel Canale di Sicilia. È seguita la relazione di Claudio Moccheggiani Carpáno, archeologo subacqueo del Ministero per i Beni e le attività Culturali – Roma, sul Progetto ARCHEOMAR: recenti ricerche e scoperte di beni archeologici sommersi. È poi la volta di Robert Sténuit con una relazione su L’archeologia sottomarina post–medioevale: una scienza che risponde alle domande che nessuno aveva ancora immaginato di dover porre. Cerimonia per il conferimento delle Stelle al Merito del Lavoro (alla memoria). Queste “Stelle” sono il dovuto riconoscimento ai nove membri dell’equipaggio del 1° Artiglio, periti nella tragica esplosione al largo di Quiberon in Bretagna. Ecco l’elenco: Com.te: Giacomo Bertolotto di Camogli Telegrafista:Luigi De Melgazzi di Camogli Marinai:Romualdo Cortopassi di Viareggio e Costante Ulivieri di Cavo Elba Macchinista:Antonio Deiana di Genova Fochisti:Felice Bresciani di Civitavecchia e Enrico Teodoldi di La Spezia Cuoco: Maurizio Moretti di Imperia Mozzo: Amerigo Morelli di Framura L’onorificenza è appuntata dal Sottosegretario Roberto Rosso, in rappresentanza del Ministro del Lavoro Roberto Maroni, sui gonfaloni delle Regioni di appartenenza (Liguria, Toscana, Lazio). La Fondazione Artiglio Europa, ha deciso di istituire un particola‑ re riconoscimento una vita per la subacquea che, per la prima volta, in questa 3ª edizione del Premio viene assegnato a due grandi personaggi che onorano l’Italia: Raimondo Bucher e Luigi Ferraro. Ecco le motivazioni per il Com.te Raimondo Bucher: 121 A partire dagli anni ’30, per un periodo di circa sessant’anni, Raimondo Bucher ha dato un contributo personale essenziale allo sviluppo della subacquea nei seguenti campi: –scoperta di siti archeologici sommersi; –progettazione secondo i moderni principi della bionica, di attrezza‑ ture d’immersione, come le famose “pinne Bucher”; –studi e ricerche riguardanti la progettazione e la realizzazione di at‑ trezzature e strumenti per l’esplorazione subacquea; –innovazione e sviluppo della fotocinematografia subacquea. Attraverso queste sue numerose e straordinarie attività. Raimondo Bucher si distingue non soltanto per aver contribuito in modo determinante all’evoluzione della subacquea, ma ha anche dimostrato grandi doti umane, aprendo nuove frontiere per la vita dell’uomo nelle profondità marine. Ecco le motivazioni per Luigi Ferraro M.O.V.M.: Fin dagli anni ’30, Luigi Ferraro rivela doti di pioniere nell’attività subacquea, ideando e costruendo personalmente attrezzature originali per lo svolgimento di attività sportive. Nel corso della sua vita, il contributo eccezionale che egli ha dato allo sviluppo della subacquea ha riguardato i seguenti campi: –progettazione di attrezzature tecniche e sportive subacquee di fama mondiale; –istituzione della prima scuola per sommozzatori civili per Enti dello Stato: Vigili del Fuoco, Carabinieri, Guardia di Finanza, Genio Mili‑ tare; –istituzione della prima scuola sportiva subacquea italiana, in collaborazione con il Touring Club Italiano e della prima Società Sportiva Subacquea Italiana; –impiego di tecniche e mezzi innovativi per la pesca delle spugne; –progettazione dei primi Mezzi d’Assalto della Marina Milita‑ re Italiana. Il Riconoscimento a R. Bucher e L. Ferraro. 122 Durante l’ultima Guerra Mondiale, Luigi Ferraro, in qualità di Vice–Comandante del Gruppo “Gamma” dei Mezzi d’Assalto Subacquei della Marina Militare Italiana ha compiuto azioni diventate leggenda guadagnandosi una Medaglia d’Oro al Valor Militare. Le straordinarie attività svolte da Luigi Ferraro, per tutta la sua vita, nel campo della subacquea, ne fanno un esempio eccezionale di uomo, di pioniere e di educatore, da additare alle nuove generazioni. Poi, come promesso, Pierluigi e Fulvia Bortoletto, hanno proiettato – in anteprima per l’Italia – il film 75 anni dopo: ritorno a casa, sul recu‑ pero dell’elica e del timone del 1° Artiglio. Domenica 5 giugno c’è stata la cerimonia alla Torretta in Piazza Pa‑ lombari dell’Artiglio; poi si intitola Golfo Aranci, la piazzetta Lungo Ca‑ nale Palombari dell’Artiglio, in memoria dei marinai viareggini periti nel naufragio dei bastimenti Fenice, Ida e Efigenia, a cura dell’Associazione Medaglie d’Oro di Lunga Navigazione. La mattinata termina con il mare e la memoria, prime esposizio‑ ni al Museo della Marineria. Nel pomeriggio relazione di J.De Groot e G.Bartoli su Evoluzione degli scafandri articolati da Neufeldt & Kuhnke a Galeazzi. Cui è seguito il film, in anteprima per l’Italia, di Tony West Italiens, peur de rien (l’avventura dell’Artiglio). In chiusura, dopo avere proiettato diaporama e filmati per tutta la durata della manifestazione, i coniugi Bortoletto hanno presentato il dia‑ porama Artiglio…e il mondo applaudì. Durante le quattro giornate, si sono susseguite esercitazioni subac‑ quee in vasca, a cura dell’Antica Storia del Mare di Genova, nonché la visione del famoso squalo di Carlo Rambaldi a cura della Shark Academy. Premio Internazionale Artiglio 4ª edizione 9 Giugno 2007 La quarta edizione del Premio Internazionale Artiglio, si è tenuta al Centro Congressi Principe di Piemonte il 9 giugno 2007. Il tema: Innovazione e ricerca per il salvataggio e il recupero nelle profondità marine. La Giuria, composta da Francesco Sodini – Presidente, Marco Fabrizio Saettone, Boris Giannaccini, Guido Jellersitz, Alberto Bargel‑ lini, Tommaso Fanfani e Sauro Sodini, ha assegnato il Premio, all’una‑ nimità, alla Società Smit International di Rotterdam, con la seguente 123 Mr. Hans Van Rooij Presidente della SMIT International di Rotterdam riceve il Premio Artiglio 2007 da Francesco Sodini e da Paolo Margara Governatore del Distreto 2070 del Rotary International motivazione: Il Premio è assegnato alla Smit International nel ricordo della So.Ri. Ma. di Genova, Società armatrice delle navi Artiglio 1° e 2°, le quali, con a bordo i palombari di Viareggio, ottennero negli anni ’20 e ’30 l’ammirazione del mondo per le loro operazioni di recupero nell’Atlantico e nel Mediterraneo. Ma la Smit International, nata nel 1842 ad opera di Fop Smit con un unico rimorchiatore a vapore, è divenuta dopo 165 anni leader mondiale nel campo dei recuperi navali e dei servizi marittimi. La Smit Internatio‑ nal opera oggi con 30 basi nel mondo e 400 navi di vario tipo, offrendo una varietà di servizi quali risposte ad emergenze marittime, rimozione e recupero di relitti, protezione ambientale, recupero sottomarino di olio o cargo, servizi marittimi antincendio, servizi di esplorazione e sorve‑ glianza subacquea, consulenze di vario genere. La Smit International, tra le numerosissime importanti operazioni eseguite, ha ottenuto l’interesse e l’ammirazione del grande pubblico per lo straordinario recupero del sommergibile nucleare russo Kursk, affondato in seguito ad esplosione nel mare di Barents, che presentava gravi pericoli per possibili esplosio‑ ni e contaminazione radioattiva dell’ambiente marino. Il sollevamento 124 del relitto pesante 3000 tonn ed il suo trasporto nel porto di Murmansk costituirono un record mondiale per le enormi difficoltà dell’impresa, superate con mezzi tecnici imponenti, avanzatissimi ed originali. In occasione della premiazione, è stato letto un telegramma del Pre‑ sidente della Repubblica, che qui riportiamo: Al Dr. Francesco Sodini Presidente della Fondazione Artiglio Europa Il prestigioso Premio Internazionale Artiglio è conferito quest’anno alla società olandese SMIT per la capacità e la professionalità di cui ha dato prova nella progettazione e realizzazione della complessa operazione di recupero del sommergibile KURSK tragicamente inabissatosi nel mare di Barents il 12 agosto di sette anni fa. L’impegnativa impresa ingegneristica e marinara oggi ricordata ha contribuito ad evitare il verificarsi di un temuto disastro ambientale di vasta portata oltre a permettere di approfondire le indagini sul drammatico incidente. Il Presidente della Repubblica esprime apprezzamento alla Fondazione Artiglio Europa per la valorizzazione della grande tradizione marinara europea e per la promozione delle attività di tutela delle profondità marine e rivolge un cordiale saluto ai premiati e a tutti i presenti al quale unisco il mio personale. Donato Marra Segretario Generale della Presidenza della Repubblica Palazzo del Quirinale 6 giugno 2007 Per la 4ª edizione del Premio, sono stati assegnati Riconoscimenti a: Jean Albert Le Garrec, per aver narrato con accenti toccanti, nei primi capitoli della sua recente autobiografia Una vie à gauche, la sua vi‑ cenda umana legata alla storia dell’Artiglio e ad Alberto Gianni, perito nella tragedia che causò la perdita della nave e di altri palombari viareggi‑ ni il 7 dicembre 1930. 125 A nome di Jean Albert Le Garrec, il Riconoscimento è ritirato da Donatella Borghesi. Linea Blu, per la costante attenzione dedicata al mare, sintetizza‑ ta dal motto: “sopra, sotto, intorno al mare”. Un modo di vedere il mare molto articolato, che parte dalla subacquea ed arriva al cielo, passando attraverso gli incontri con personaggi del quotidiano: la gente che vive di mare e sul mare. HDS Italia, per la costante attività rivolta alla storia ed alla valoriz‑ zazione delle attività subacquee, che la rende punto d’incontro di tutti gli appassionati dell’attività subacquea che hanno a cuore il nostro retaggio culturale, la nostra storia, le nostre tradizioni, e si adoperano affinché tut‑ to questo non sia dimenticato, ma recuperato, divulgato e conservato. Ci sembra opportuno che in un’edizione così vasta e piena di even‑ ti, venga ricordato integralmente il Comitato organizzatore: Francesco Sodini, Presidente della Fondazione Artiglio Europa; Boris Giannaccini, Presidente del Comitato organizzatore; Alberto Bargellini, Renzo Gagnesi, Guido Jellersitz, Marco Lenci, Armando Mancini, Marco Fabrizio Saettone, Sauro Sodini. Inoltre, un doveroso ringraziamento va agli Enti, le Istituzioni e le Aziende che hanno finanziariamente sostenuto questo evento ed i pro‑ getti ad esso connessi: la Regione Toscana, la Provincia di Lucca, il Co‑ mune di Viareggio, la Fondazione della Cassa di Risparmio di Lucca, Pisa e Livorno, La Banca di Credito Cooperativo della Versilia, la Fondazione della Banca del Monte di Lucca, L’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, i Cantieri Perini, Codecasa e Fipa Maiora, la Viareggio Porto SpA, la Ca‑ mera di Commercio di Lucca e l’APT Versilia, la Florexport e tutti i nu‑ merosi “Membri Amici” della Fondazione. Hanno concesso il patrocinio la Regione Toscana, la Provincia di Lucca e tutti i Comuni della Versilia. Premio Internazionale Artiglio 5ª edizione 9 Giugno 2009 La quinta edizione del Premio Internazionale Artiglio si è tenuta al 126 Centro Congressi Principe di Piemonte il 6 giugno 2009. Il tema: L’immersione profonda per lo studio dell’ambiente marino. La Giuria ha assegnato il Premio, all’unanimità, a Sylvia Earle, con la seguente moti‑ vazione: La più importante esploratrice e studiosa della biologia e dell’ecologia delle profondità marine, oceanografa, costruttrice di strumenti e mezzi innovativi subacquei, prolifica autrice di lavori scientifici, di libri e di presentazioni televisive, conferenziera di fama mondiale.È stata insignita dei titoli di “Leg‑ genda Vivente” dalla “Library of Congress”di Washington, di “Sua Pro‑ fondità” dal settimanale New Yorker e dal quotidiano New York Times , di “Eroe per il Pianeta” dalla rivista Time. Le è stato assegnato nel 2009 il premio TED (Technology, Entertainment, Design) quale leader nel suo campo di ricerca. Sylvia Earle è direttore esecutivo di molte imprese e organizzazioni no–profit, tra cui l’Aspen Institute, Il Mote Marine Laboratory, il Duke University Marine Laboratory e molte altre.È stata a capo degli scienzia‑ ti della NOAA (National Oceanic & Atmospheric Administration); ha fondato la Deep Ocean Engineering che, nel 1987, ha realizzato il Deep Rover, un sottomarino da ricerca utilizzabile fino a mille metri di profon‑ dità; nel 1992 ha fondato la Deep Ocean per l’esplorazione e la ricerca, ed oggi continua a costruire e gestire attrezzature innovative per lo studio delle profondità degli oceani. Sylvia Earle ha compiuto più di 400 spedizioni nei mari di tutto il mondo; è stata a capo del primo gruppo di donne “aquanauts” duran‑ te il Progetto Tectite. Questo Progetto, promosso congiuntamente dalla U.S.Navy, dal Dipartimento degli Interni e dalla NASA, aveva lo scopo di analizzare il comportamento di uomini e donne in un contenitore chiuso a 50 metri di profondità per settimane. La sua ricerca l’ha portata a scen‑ dere nelle profondità oceaniche alle Galapagos, a Panama, in Cina, alle Bahamas, nell’Oceano Indiano, alle Hawaii, nella Nuova Zelanda, in Sud Africa, alle Bermuda, in Alaska e in molti altri siti. Con la tuta JIM da immersione ha toccato la profondità di 381 me‑ tri, mentre con sommergibile da ricerca è arrivata a 1000 metri (suo re‑ cord). Dal 1998 al 2002 ha guidato spedizioni per lo sviluppo sostenibile dei mari, un programma sponsorizzato dalla National Geographic So‑ ciety e finanziato dalla Fondazione Goldman. Per questa ragione è stata 127 Sylvia Earle riceve il Premio Artiglio 2009. Da sin: Mario Baraldi, Governatore incoming; Francesco Sodini, Presidente Fondazione Artiglio Europa; la Premiata; il Prefetto di Lucca; il Presidente della Provincia, Stefano Baccelli chiamata a condurre diversi viaggi di ricerca durante la guerra del Gol‑ fo e per le catastrofi marine delle navi Exxon Valdez e Mega Borg. Sylvia Earle, dopo aver ot‑ tenuto il dottorato alla Duke Uni‑ versity, è stata insignita di ben 15 lauree honoris causa da Università di tutto il mondo; ha al suo attivo oltre 150 pubblicazioni scientifi‑ che, circa 20 volumi (tra cui alcuni per bambini) tutti inerenti la cono‑ scenza della flora e della fauna delle profondità marine e molti film dei suoi viaggi sottomarini. Si può dire che la sua ricerca riguarda gli eco‑ sistemi marini, con particolare ri‑ ferimento allo sviluppo e l’utilizzo Il Premio alla Earle. 128 delle nuove tecnologie per l’accesso e l’efficacia delle operazioni in acque profonde e di altri ambienti remoti. Oggi Sylvia Earle è, fra l’altro, esploratore in residenza presso la Na‑ tional Geographic Society. Ha 74 anni. Con l’occasione della sua venuta in Italia, la Earle ha tenuto il gior‑ no precedente al soggiorno viareggino, una conferenza presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, organizzata dal Prof. Francesco Cinelli, ordi‑ nario di Biologia marina all’Università di Pisa. Per la 5ª edizione del Premio, sono stati assegnati Riconoscimenti a: Alberto Angela, con la seguente motivazione: Paleontologo, paleoantropologo e divulgatore scientifico, è molto noto al pubblico televisivo per aver partecipato, come autore e conduttore, a molti documentari di divulgazione scientifica soprattutto sulla vita dell’uomo, esplorandone i limiti nel cosmo, negli abissi marini o nei siti meno conosciuti del nostro Pianeta Alberto Angela, nato a Parigi l’8 aprile 1962, ha accompagnato il padre, Piero, noto divulgatore scientifico, nei suoi viaggi sin da bambi‑ no, cosa che gli ha permesso di apprendere bene molte lingue europee e di impadronirsi di una cultura cosmopolita. Dopo essersi diplomato in Francia si è iscritto al corso di Scienze naturali all’Università la Sapienza di Roma, laureandosi con lode. Ha poi continuato gli studi frequentando diversi corsi di specializzazione in Università americane. Una volta fuori dell’Università, passa alla ricerca sul campo parte‑ cipando a spedizioni di paleoantropologia in vari luoghi del mondo, tra i quali Zaire, Ishango, Tanzania, Olduvai e Laetoli, Sultanato dell’Oman, Mongolia, deserto dei Gobi. Nel 1988 ha pubblicato un saggio sulle nuove tecniche d’interattivi‑ tà nei musei scientifici. Assieme al padre ha scritto vari libri di divulgazio‑ ne scientifica: La straordinaria storia dell’uomo; La straordinaria storia della vita sulla Terra; Il Pianeta dei Dinosauri; Dentro al Mediterraneo; Squali; Viaggio nel Cosmo; ed altri. Giornalista pubblicista, ha collaborato con vari quotidiani e perio‑ dici, tra i quali La Stampa, Airone, Epoca. Nell’ambito dei programmi televisivi, ha ideato e scritto insieme al padre Il Pianeta dei Dinosauri, trasmesso da Rai Uno nel 1993; è uno 129 degli autori dei programmi: Superquark, Quark Speciale, e Viaggio nel Cosmo per Rai Uno. È autore e conduttore del programma Passaggio a Nord Ovest su Rai Uno. Nel 1998 è stato il commentatore sul campo della ver‑ sione italiana della serie di documentari Big Cat Diary dedicata ai grandi felini africani, realizzata in coproduzione tra la RAI e la BBC e girata inte‑ ramente nella riserva del Masai Mara, in Kenya. È il conduttore e assieme al padre anche l’autore del programma Ulisse, in onda dal 2000 su Rai Tre. È membro dell’Istituto Italiano di Paleontologia Umana, a Roma, e del Centro Studi e Ricerche Ligabue di Venezia. I.S.S.D. International School for Scientific Diving, con la seguen‑ te motivazione: La I.S.S.D. (International School for Scientific Diving) ha svolto un’opera ventennale di valorizzazione del ruolo dell’attività subacquea nelle ricerche sull’ambiente marino, sottolineando l’importanza dell’osservazione diretta per una corretta interpretazione dei fenomeni ambientali. Con la sua eccezionale attività didattico–scientifica a livello universitario, la I.S.S.D. ha preparato molti ricercatori scientifici subacquei di valore internazionale. La I.S.S.D., International School for Scientific Diving, divenuta A.C.S.D.I.S.S.D. “Anna Proietti Zolla” nel 2007 in memoria della Se‑ gretaria tecnica Anna Proietti Zolla prematuramente scomparsa, è stata istituita nel 1989 presso il Centro Interuniversitario di Ecologia Marina con sede all’Università di Pisa, da parte di un gruppo di Docenti e di ricercatori universitari che fanno parte dell’attuale Comitato Scientifico. La scuola nasce sull’esperienza accumulata nei Corsi Formativi per Ri‑ cercatore Scientifico Subacqueo organizzati, a partire dal 1986, dal Di‑ partimento di Scienze dell’Ambiente e del Territorio dell’Università di Pisa con la collaborazione del Centro Interuniversitario di Biologia ed Ecologia Marina (CIBM) “G.Bacci” di Livorno e di altri Enti di Ricerca (Centro Ricerche Ambiente Marino E.N.E.A. di S.Teresa – La Spezia, l’Accademia Internazionale di Scienze e Tecniche Subacquee, le Univer‑ sità di Urbino e di Bologna ed il Centro NURC–Nato di La Spezia). La scuola ha al suo attivo 21 Corsi per Ricercatore Scientifico Subac‑ queo con il rilascio di Attestato di Partecipazione e Brevetto Internazio‑ nale di Ricercatore Scientifico Subacqueo (C.M.A.S. – I.S.S.D.) idoneo ad esercitare attività subacquea di ricerca in tutto il mondo. L’attestato ed 130 il Brevetto consentono di ottenere inoltre crediti per la partecipazione a Corsi di Formazione Regionali per Guide Ambientali Subacquee o per Guide Subacquee istituite da Riserve marine o AMP. Marevivo, con la seguente motivazione: Associazione di protezione ambientale a carattere nazionale, fondata nel 1985 da un gruppo di persone unite dalla comune passione per il mare, Marevivo svolge attività di diversa natura con particolare attenzione all’educazione ambientale, alla ricerca scientifica, alla promozione delle Aree Marine Protette, alla difesa del mare e delle sue risorse, all’informazione ambientale ed alla pianificazione territoriale. Tutte le attività di Marevivo in difesa dell’ambiente marino sono svolte con il sostegno economico e l’impegno volontario dei propri soci Marevivo è un’Associazione Ambientalista, senza fini di lucro, libera e apartitica che opera su tutto il territorio nazionale, ma anche a livello internazionale, attraverso la sua divisione subacquea e le unità locali ope‑ rative territoriali. Per l’importanza e la qualità del proprio impegno Marevivo è stata riconosciuta con D.M. del 20 febbraio 1987 come “associazione di pro‑ tezione ambientale a carattere nazionale”, ai sensi dell’art.13 della legge n.349 istitutiva del Ministero dell’Ambiente. Le attività che l’associazione svolge sono numerose e di diversa natura, tra queste assumono particolare significato quelle volte all’edu‑ cazione ambientale, alla ricerca scientifica, alla promozione delle Aree Marine Protette, alla difesa del mare e delle sue risorse, all’informazione ambientale ed alla pianificazione territoriale. Tutte le attività di Marevivo in difesa dell’ambiente marino sono svolte principalmente con il sostegno economico e l’impegno volontario dei propri soci presenti in tutta Italia ed in alcuni paesi europei, il cui nu‑ mero è in continuo aumento. Guglielmo Pepe, con la seguente motivazione: Direttore di National Geographic Italia, edizione italiana della rivista che da oltre un secolo racconta e illustra il pianeta in cui viviamo. National Geographic, obiettivo e accurato, con una cartografia eccezionale per completezza e leggibilità ed una qualità fotografica che non ha eguali, è l’organo ufficiale della National Geographic Society, la più importante organizzazione scientifica e pedagogica del mondo. 131 La National Geographic Society, la più importante organizzazione scientifica e pedagogica senza fini di lucro al mondo, fu fondata nel 1888 con lo scopo di accrescere e diffondere le conoscenze, esplorare il nostro pianeta e tutto ciò che racchiude. Da allora, la Society ha tenuto fede a questa missione finanziando spedizioni e ricerche e dedicando alle im‑ prese sostenute largo spazio sulla rivista National Geographic, suo organo ufficiale. Dall’esplorazione geografica, il campo d’interesse della Society si è allargato fino a comprendere l’opera di pionieri della scienza. Da tale impegno sono scaturite centinaia di pubblicazioni scientifiche per il grande pubblico o i ragazzi, tutte accumunate da un assunto: la convin‑ zione che la conoscenza debba essere divulgata. National Geographic è la rivista che ogni mese, da centodieci anni, racconta e illustra il pianeta in cui viviamo. Attraverso un giornalismo obiettivo e accurato, una cartografia eccezionale per completezza e leg‑ gibilità, e soprattutto una qualità fotografica che non ha eguali al mondo. Viaggi, scoperte, esplorazioni, ricerche scientifiche. Per conoscere sem‑ pre meglio la natura e l’ambiente che ci circonda, la cultura e le tradizioni dei popoli che abitano i cinque continenti, le creature del cielo, della terra e degli abissi marini. Nel pomeriggio, il XXXI Forum dei Rotary Club della Fascia Co‑ stiera (Vedi capitolo Forum della Fascia Costiera). Poi, l’XI edizione del Premio “Gente di Mare”, a cura dell’Associa‑ zione Medaglie d’Oro di Lunga Navigazione. All’inizio della giornata, il Com.te Flavio Serafini aveva presentato il volume Eugenio Wolk inventore dei Gamma, di Bruna Pompei. Ha diretto tutta la manifestazione il Chairman Federico De Strobel, Vice Presidente di HDS Italia e Presidente del Comitato Scientifico della Fondazione Artiglio Europa. 132 IL MUSEO DELLA MARINERIA Molte, come abbiamo visto, sono le iniziative del Rotary Club Via‑ reggio Versilia. Alcune di queste si sono concretizzate per l’apporto deci‑ sivo di soci trasformatisi in gruppi di lavoro. Il Museo della Marineria di Viareggio è una di queste. Da quasi un secolo Viareggio aspettava un Museo di questo tipo, voluto dalla gente che desiderava avere un luogo della memoria dedicato a tutte le attività marinare. È il momento di rifare, anche se succintamen‑ te, la storia e la cronaca di questo lungo iter che finalmente ha portato ad avere il Museo. Si parte dal 1920, quando il “Comitato per il primo centenario di Viareggio città”, invia al Regio Commissario del Comune una lettera in cui si propone di costituire un Museo della Marineria. Alla fine degli anni ’60, quasi cinquant’anni dopo la prima proposta, la “Lega fra Maestri d’Ascia e Calafati” inizia una raccolta di reperti da esporre in un auspicato contesto museale che la “Lega” richiede all’Amministrazione comunale. Siamo nel 1968 e il “Comitato pro Museo civico” propone di realizzare un Museo che comprenda fra le sue sezioni anche quello della marineria e si ipotizza la ricostruzione di ambienti, modelli, plastici, ecc. Nel 1981 il Liceo scientifico di Viareggio prende in esame il pro‑ Il museo della marineria 133 blema dello spazio espositivo, e avanza l’ipotesi di procedere al restauro delle “casette del ‘500”, ai piedi del cavalcaferrovia, per ospitare il Museo della Marineria. Due anni dopo è di nuovo la “Lega fra Maestri d’Ascia e Calafati” a proporre alla città ed al Consiglio comunale, la creazione del Museo della Marineria. Nel 1984 ancora gli studenti del Liceo scientifico che, insieme al Centro Documentario Storico, allestiscono una bella mostra sugli “stru‑ menti di lavoro”. Nel 1986 un artigiano della Darsena, Alberto Mugnaini, inaugura un piccolo ma interessante Museo, allestito nella sua officina e ripreso più volte dalla RAI. Nel 1988 la Circoscrizione Darsena accoglie la richiesta della “Lega” per utilizzare il vecchio mercato ittico come sede del Museo. Nell’ottobre del 1992 l’On. Milziade Caprili, fa sua l’idea della “Lega” e presenta una proposta di legge sulla costituzione del Museo del‑ la Marineria. Anche questa iniziativa, dopo settant’anni di iter fallimen‑ tare, cade nel vuoto. Nasce allora un Comitato spontaneo fra associazioni, enti, autorità e cittadini. Aderiscono la Capitaneria di Porto, l’associazione Medaglie d’Oro di Lunga Navigazione, l’associazione culturale palombari dell’Ar‑ tiglio, Marinai d’Italia, Lions e Rotary Club Viareggio Versilia, Famiglie storiche viareggine, la Giunta comunale al completo. Lo stesso Comi‑ tato, in un’assemblea aperta alla città, rinuncia alla dicitura Museo della Marineria Viareggina ed accetta l’aggettivo “Toscana”. Con questa mo‑ difica, aderiscono la Regione, la Provincia, le Camere di Commercio, le Assonautiche e le APT della costa, Grosseto e l’Argentario, Livorno con Cecina e l’Elba, Massa Carrara. Nel 1997, nove anni dopo che la Circoscrizione Darsena aveva aval‑ lato la richiesta della “Lega”, la Giunta comunale di Viareggio delibera che il vecchio mercato ittico lungo il canale Burlamacca venga destinato a Museo della Marineria. Il 15 giugno del 1998, sulle ceneri del vecchio Comitato, nasce l’”Associazione pro Museo della Marineria Toscana” for‑ malizzata presso il notaio Garzia di Viareggio. Dopo questo lunghissimo tunnel, sembra vedersi finalmente la luce di una concreta realizzazione: purtroppo non è ancora così. Il 3 settembre 2001 un incisivo documento diretto a tutta l’Ammini‑ strazione comunale da parte dell’Associazione pro Museo della Marine‑ ria Toscana e dal Rotary Club Viareggio Versilia tramite il suo Comitato 134 organizzatore del Premio Internazionale Artiglio, richiede di far inserire nell’o.d.g. del prossimo Consiglio comunale l’argomento “Museo della Marineria”, al fine di ottenere una delibera nel senso richiesto dal docu‑ mento stesso. Cos’è che chiedono? Una chiara definizione di cosa verrà inserito nel sistema musea‑ le, dal momento che ancora una volta, il 6 marzo 2001, l’Assessore alla Cultura, commentando il progetto, ha ribadito che esso appare adeguato per una struttura che dovrà avere un’importante utilizzazione, non stabilisce alcuna promiscuità Museo–sala polifunzionale, ma prevede la realizzazione del Museo, del quale farà parte una sala conferenze, elemento di cui sono provvisti tutti i luoghi espositivi. Naturalmente tale spazio, utilizzato per iniziative legate all’attività museale, potrà essere fruito dalla cittadinanza anche per iniziative di tipo culturale di altro genere. Questa “promiscuità” si evidenziava, senza ombra di dubbio, dal progetto di ristrutturazione redatto dall’Ufficio tecnico comunale, che riportava una sala per conferenze con circa novanta posti a se‑ dere, occupanti praticamente tutta l’area disponibile all’interno della corona dei vecchi banconi di marmo per il pesce. Lo spazio ricavabile dall’ex mercato ittico (praticamente un unico grande vano di circa 600 mq) verrà occupato dai molti reperti già disponibili (alcuni di notevole ingombro), con le pareti da utilizzare per un percorso di‑ gnitoso sulla storia della marineria in generale; da ciò risulta pratica‑ mente impossibile disporre di spazi orizzontali per conferenze. Ciò è tanto vero, che fin dall’avvenuta delibera per la concessione dell’ex mercato ittico a sede museale, le Associazioni promotrici avevano già iniziato le pratiche con la Capitaneria di Porto (grande sostenitrice del progetto–museo) per acquisire la concessione anche degli spazi e delle banchine limitrofe. Tutto ciò per aumentare la superficie muse‑ ale con spazi coperti e scoperti all’aperto che porterebbe il percorso museale a ben 2500 mq. Il documento concludeva chiedendo una sollecita ed inequivocabi‑ le delibera sulla destinazione dell’ex mercato ittico ad uso esclusivo del Museo della Marineria. Ed il 28 novembre 2001 il Consiglio comunale deliberava di lasciare la struttura dell’ex mercato ittico ad uso esclusivo del Museo della Marineria. I lavori di messa a norma e restauro conservativo del vecchio 135 mercato del pesce sono iniziati alla fine del 2001 da parte dell’im‑ presa Arch. Giuseppe Capoti di Lecce, per un importo di oltre 800 milioni di lire e terminati nel 2003. Infatti, in occasione del 2° Premio Internazionale Artiglio (1–4 maggio 2003) fu inaugurato il comples‑ so appena restaurato. Questa nuova concreta realtà portò la Fonda‑ zione Cassa di Risparmio di Lucca (dietro il sollecito impegno del Comitato organizzatore del Premio Internazionale Artiglio), a dare un consistente contributo per l’acquisto degli arredi e di tutto quan‑ to necessario alla creazione di un vero e proprio Museo.È il momen‑ to anche di vedere le fondamentali motivazioni che hanno portato a questo punto il progetto–museo. Secondo noi il Museo della Marine‑ ria (o il più omnicomprensivo Museo del Mare) ha ragione d’essere a Viareggio per i seguenti motivi: 1) la grande tradizione nella co‑ struzione navale, prima in legno poi in ferro, della città; 2) le imprese della marineria viareggina apprezzate in tutto il mondo; 3) le attività della pesca; 4) le imprese compiute dai palombari dell’Artiglio 1° e 2° e proseguite dai loro successori. Altre città marinare possono avere tradizioni analoghe a quelle di Viareggio per quanto riguarda i primi tre punti, ma le gesta dei palombari dell’Artiglio e dei loro successori rappresentano un patrimonio unico ed eccezionale della nostra città che deve avere, nel Museo, un posto di grande rilievo. L’11 dicembre 2004 in Comune c’è stata la presentazione del pro‑ getto di sistemazione definitiva del Museo da parte del Com.te Flavio Se‑ rafini, esperto museale (non solo per aver pubblicato molti libri sui musei marinari di ogni parte del mondo, ma anche per aver dato vita al Museo della Marineria di Imperia e del Ponente Ligure). Il Com.te Serafini, su proposta del Comitato del Premio Internazionale Artiglio, per molti mesi ha messo la sua esperienza a disposizione dell’Amministrazione comuna‑ le per la realizzazione del Museo della Marineria. C’è poi stata la presentazione ufficiale della Fondazione Artiglio Europa (Vedi: capitolo Premio Internazionale Artiglio). Ma, interessante, è stata l’idea di anticipare la visione di molti re‑ perti accantonati in attesa della sistemazione definitiva nel Museo. È nata così una mostra Memorie dall’abisso incentrata soprattutto sugli oggetti recuperati dai sub francesi Gildas Gouarin, Claude Rabault e Elie Coan‑ tic sul relitto dell’Artiglio. A Viareggio questi sub sono conosciuti non solo perché il Sindaco in occasione del 2° Premio Internazionale li insignì 136 delle Chiavi della Città (o se vogliamo, della cittadinanza onoraria), ma anche per aver dato vita ad un piccolo ma prezioso Museo dell’Artiglio a Quiberon, in Bretagna, proprio di fronte al luogo della tragedia. I reperti donati al nuovo Museo dai tre sub, tramite il Comitato del Premio Internazionale Artiglio, sono – senza alcun dubbio – il cuore pal‑ pitante della Darsena di un tempo e di oggi e come tali sono considera‑ ti all’interno dell’ex mercato ittico. Vi sono poi altri cimeli di indubbio valore: per es. il Liponard, la barca di Mario Tobino che il Comitato ha ritrovato e fatto restaurare dal cantiene di Giuseppe Tomei. È il piccolo “dinghy” con cui lo scrittore usciva solo….”Quando ero in mezzo al mare, lontano, tornavo sereno. Quella navetta elegante, rossa di mogano, pronta ai comandi, mi allietava, mi sentivo in conversazione con la Rosa dei Venti”. L’inaugurazione ufficiale del Museo della Marineria si ebbe in oc‑ casione della 3ª edizione del Premio Internazionale Artiglio (2–5 giugno 2005). Poi sono arrivati, sempre da Quiberon (grazie all’apporto econo‑ mico del cantiere Maiora), l’elica ed il timone del leggendario Artiglio, grossi reperti sistemati all’esterno del Museo. Ma all’interno, piano piano, sono cresciuti anche i piccoli ma pre‑ ziosi reperti che hanno colmato le vetrine, così come sono cresciuti i mo‑ menti di vitalità del Museo attraverso varie manifestazioni. Il Liponard di Mario Tobino 137 Il timone e l’elica dell’Artiglio 138 LA GALLERIA D’ARTE MODERNA Non sembri strano che in un volume che almeno teoricamente do‑ vrebbe includere tutto quanto il Club ha fatto in questi cinquant’anni, vi sia un capitolo che riguarda la nascita di una Galleria d’Arte Moderna a Viareggio. Ma è proprio perché il Club ha assecondato e moralmente appog‑ giato, l’idea di un suo Presidente, Giuliano Lucarelli. Da molti anni il pro‑ fessor Lucarelli andava battendosi perchè la città di Viareggio fosse dota‑ ta di una “Galleria artistica permanente”. Per indurre gli Amministratori a realizzarla era arrivato perfino a promettere in lascito la sua pur cospicua collezione. Aveva bussato a tutte le porte, quelle della politica e quelle della stampa, quelle dei potenti e quelle degli influenti. Aveva avuto solo risposte evasive o qualche promessa generica. 25 agosto 1987. L’ultimo suo rilancio – purchè la cosa si facesse – è stato quello di offrire, subito, al Comune il grande quadro di Viani: L’uscita dalla Chiesa di S.Andrea. Un’opera di grande valore a cui è unito anche un preciso significato civico e morale. La stampa ha fatto da cassa di ri‑ sonanza, ed è stata la mossa vincente. Dal Comune è venuta una lettera di ringraziamento e…..di accettazione. “Sappia che il recente sgombero di Villa Paolina dalle scuole ci permetterà di assicurare al piano terra gli spazi necessari alla realizzazione di una rassegna permanente… Stiamo già operando per costituire, entro la fine di quest’anno, quella che Lei ha chiamato la sede provvisoria della Pinacoteca”. Il 26 gennaio 1988 Amedeo Angeli, Presidente della Commissione di Interesse Pubblico, riferisce sulla situazione della Pinacoteca di Via‑ reggio. Di fronte ad una così impellente chiamata in causa, il Comune non ha potuto rifiutarsi ed ha assunto una delibera, ormai esecutiva, per aprire in via provvisoria, un Centro Documentario Storico (sic!) al Pa‑ lazzo Paolina. Il nostro Club vuole entrare nell’operazione, contribuendo alla realizzazione di uno degli impianti tecnici indispensabili al funziona‑ mento della Pinacoteca. Il 23 febbraio Angeli dice che “la cosa sembra effettivamente in vi‑ sta della soluzione finale. L’impianto tecnico che il Club si impegna ad eseguire è quello d’allarme (del costo previsto di circa 5 milioni di lire). Il 30 gennaio 1991 il Presidente Ugo Urbano si è recato in Comune per la questione Pinacoteca (leggi donazione Lucarelli): “gli intenti sono 139 ottimi, l’operatività segue tempi politici”. Il 27 febbraio nuova visita del Presidente Urbano (unitamente a Oscar Biagi) dal Sindaco. Urbano ri‑ ferisce: “Per diretta affermazione del Sindaco, i lavori di ristrutturazione dovrebbero cominciare nel mese di marzo, cioè a giorni. Se arriviamo in fondo a questa storia, il merito principale è proprio di Biagi”. Il 21 giugno 1994 il Presidente Paolo Margara informa che il 9 lu‑ glio ci sarà a palazzo Paolina l’inaugurazione della Pinacoteca con le ope‑ re del compianto Prof. Lucarelli. 140 I NOSTRI TRE GOVERNATORI Il Rotary Club Viareggio Versilia, un piccolo Club di provincia secondo alcuni, ha dato al Distretto ben tre Governatori ed ha ricevuto più volte Citazioni d’Onore dal Rotary International, en reconnaissance de ses réalisation remarquables dans les quatre domaines d’action. Ci sembra doveroso ricordarli attraverso i loro propositi all’Assemblea Distrettuale del 21–22 giugno 1980 a Montecatini Terme (Francesco Barone) o con le relazioni conclusive al XXIX Congresso (9–10 giugno 2001; Carlo Riccomagno) e al XXXV Congresso (26–27 maggio 2007; Paolo Margara), anch’esse tenutesi a Montecatini Terme. FRANCESCO BARONE (1980–1981) Cari Amici Rotariani, È con piacere (e anche un po’ di commozione) che prendo oggi la pa‑ rola per indicare i propositi generali a cui penso di ispirare la mia annata rotariana. Salutando i partecipanti al nostro Congresso di Rimini, ai primi di maggio, dicevo la mia speranza di apprendere molte cose utili, per il compito che mi attende, dall’Assemblea Internazionale di Boca Raton, ove per una settimana ho lavorato duro con altri 382 colleghi di tutto il mondo, anch’essi apprendisti governatori. A voi ed ai posteri toccherà giudicare se ho veramente approfittato di quel cursus studiorum. Ma alcune cose sono certo di averle apprese, magari riconferman‑ do ciò che già supponevo. Tra esse, due mi paiono importanti: che non è necessario essere originali a tutti i costi per dire qualcosa di serio, e che, quando qualcosa di serio è già stato detto da altri, è inutile se non dannoso cercare di ridirlo, magari infiorettandolo: basta metterlo a di‑ sposizione di tutti. Il Prof. Francesco Barone 141 Con il conforto di questi apprendimenti, non mi dilungherò sul signifi‑ cato e la funzione che il Rotary può avere in un mondo che, come il nostro, soffre di innumerevoli mali, dall’egoismo all’indifferenza, dalla violenza alla considerazione strumentale dell’uomo. Per chi, come me, ama la riflessio‑ ne filosofica e risente, come tutti, della deformazione professionale, il non trattenermi su questi temi è rinuncia non da poco. Tuttavia, poiché Rolf J. Klarich, il nuovo Presidente del Rotary International dal 1° luglio, nella sua allocuzione rivolta a Boca Raton a quello che egli ha chiamato il “suo equi‑ paggio”, ha trattato di questo tema con grande semplicità e chiarezza – ben‑ ché non sia di professione filosofo, o forse proprio per questo – mi è sem‑ brato che la cosa migliore fosse offrire al “mio equipaggio”, che non ha avuto la ventura di navigare sino a Boca Raton, la versione italiana completa del discorso del nostro prossimo Presidente. La troverete fra le carte che vi saranno tra poco consegnate, assieme al “Messaggio del Presidente”: di questo mi è pervenuto da Zurigo un nume‑ ro insufficiente di copie, così che sono state messe solo nelle cartelle dei Presidenti di Club. Ma, poiché il Messaggio è costituito da frasi salienti tratte dall’allocuzione di Boca Raton, tutti potranno leggere ed apprezzare l’argomentazione di fondo che ispira il messaggio. Klarich è partito dalla considerazione della profonda somiglianza che vi è tra i motti in cui ogni anno i Presidenti del Rotary sintetizzano il loro programma: ed è somi‑ glianza ovvia e necessaria, poiché i principi del Rotary non sono mutati nei tre quarti di secolo della sua vita. Lo Statuto può certo venire adattato al mutare dei tempi; ma non cam‑ bia la norma morale che è fondamento dello Statuto stesso. Così il mes‑ saggio è incentrato su essa, sul concetto essenziale che l’ispira come regola di vita: il concetto di “servire”. Avendo un po’ riflettuto, nel passato, sulla “filosofia” del Rotary, sulla concezione dell’uomo e del mondo che fac‑ ciamo nostra, con maggiore e minore consapevolezza, quando accettiamo di diventare soci di un Club rotariano, io sento una profonda affinità per questo modo di pensare. Credo che giustamente Klarich sia orgoglioso – come ha detto al suo “equipaggio” – del motto prescelto. Io sarò orgoglioso se il “mio” equipag‑ gio vorrà farlo suo, meditarlo, diffonderlo, tra tutti gli Amici rotariani del distretto. “Trovare il tempo per servire” può essere una facile frase ad effet‑ to, agevole da ripetersi; ma indica un compito arduo e difficile, se ne faccia‑ mo un imperativo morale non per i giorni di festa, bensì per ogni momen‑ 142 to della quotidiana attività di lavoro. Perché indica un modo di vita. Forse a qualcuno parrà troppo ascetico, poiché ben altri modi oggi allettano. Ma è il modo di vita rotariano; e l’essere rotariani è una scelta. Si può anche non farla; o rinunciarvi. Tuttavia, se si resta rotariani, si deve trovare il tempo per servire, secondo le proprie capacità ed occasioni. Il Rotary è una scelta morale. Vi sono sistemi politici che non permettono la libera scelta d’essere rota‑ riani; ma per fortuna non ci sono almeno sistemi politici che obbligano ad essere rotariani. E se noi abbiamo fatto questa scelta morale, consideriamola come una cosa seria. Né ci spaventi la maestà del concetto di “servizio”: si può servire l’umanità partecipando ai grandi progetti del Rotary Internatio‑ nal; ma lo si fa anche servendo il proprio club ed i suoi membri con la parte‑ cipazione alle riunioni, la collaborazione con le commissioni e il contributo alla realizzazione di programmi modesti ma concreti. Chi non trova tempo per queste cose disconosce la natura del Rotary come Club di servizio. Chi ne è socio accetta l’ideale di considerare tutti i singoli esseri umani come portatori di un valore e di una dignità irripetibili: ad essi dobbiamo rispetto e collaborazione. Come ogni idea morale anche questo ha una pro‑ fonda religiosità, senza essere vincolato ad una religione particolare. Ri‑ cordo la manifestazione liturgica della domenica 25 maggio a Boca Raton, durante la quale rappresentanti rotariani del zoroastrismo, del confuciane‑ simo, del buddismo, dell’induismo, dell’islamismo, dell’ebraismo e del cri‑ stianesimo lessero brani dai testi delle loro religioni. Anche il non credente in qualche specifica dottrina religiosa sentiva che da quelle parole, in cui con sorprendente similarità, nonostante le grandissime diversità culturali, si esaltava l’amore e il rispetto per i singoli, risultava un ideale di vita che è a base di ogni convivenza. E questo è anche l’ideale di servizio del Rotary. Ciascun Club, nella sua piena autonomia può studiare le vie migliori del servizio secondo le sue disponibilità e secondo la situazione locale. In‑ dividuiamo i problemi: poi meditiamo le soluzioni. Il fatto che la nostra attività rotariana sia ispirata da un ideale, non ci deve rendere “idealisti” nel senso volgare di “acchiappanuvole”. Essere realisti significa invece com‑ misurare fini e mezzi. Non disperdiamoci in una miriade di programmi, che non riusciremo certo a realizzare: né puntiamo tutto su un programma solo, magari pluriennale, che le gestioni future potrebbero anche non con‑ cludere. Il Rotary International ha una ampia serie di pubblicazioni, che aiutano a individuare i problemi ed a studiare soluzioni. 143 Un momento dell’attività dei singoli Club può utilmente inserirsi nella attività distrettuale, collaborando in tutti i modi disponibili con i program‑ mi che propongo al Distretto. Durante l’annata di Gianluigi Quaglio, che sta per concludersi, sono state avviate e compiute molte cose importanti. Tra esse, nobilissima, vi è quella – partita da un gruppo di rotariani bolognesi e poi fatta propria dal Distretto – della costituzione di una unità ospedaliera mobile a vantaggio dei profughi indocinesi. L’impresa è avviata bene: ma ha ancora bisogno del nostro sostegno. Pongo il compimento di essa tra i fini primari della mia annata: e vorrei vederla realizzata presto. Come non è indispensabile essere originali per dire cose serie, così è doveroso appog‑ giare le cose serie anche se non hanno il nostro personale marchio di fabbri‑ ca. All’ideale del servire può inchinarsi anche il sentimento, pur legittimo e stimolante, dell’amor proprio. Ed io mi auguro che, con l’aiuto dei colleghi degli altri sei Distretti italiani, l’iniziativa a vantaggio dei profughi indocine‑ si possa svilupparsi ulteriormente su piano interdistrettuale. Gli altri miei punti programmatici sono il problema degli handicappa‑ ti – che sarà nel 1981 al centro dell’attenzione mondiale –, quello della prevenzione contro il diffondersi della droga e la questione delle adozioni, sinora non affrontata dal nostro Distretto, sebbene abbia già avuto soluzio‑ ni soddisfacenti in un altro Distretto italiano. Si può osservare che questi punti programmatici non rivelano una grande inventiva e che concernono tutti l’interesse pubblico mondiale o nazionale. A mia difesa posso solo dire che ciò non significa esclusione di progetti diversi che siano presentati dalle varie Commissioni distrettuali, che sin da ora ringrazio per la loro col‑ laborazione. Si tratti di azione interna ed espansione o dell’azione profes‑ sionale e per la gioventù o dell’importantissima promozione culturale. Si‑ gnifica soltanto che ho individuato, personalmente, questi problemi. Non sono nuovi, purtroppo; e proprio per questo si impongono con sempre maggiore urgenza. Che si tratti sempre di questioni di interesse pubblico dipende da un fatto semplice, anche se spiacevole: i pubblici poteri, infatti, sono proprio quelli che meno si curano dei problemi di interesse pubblico. Su questo punto il nostro ideale del servire può andare a vantaggio di tutta la comunità nazionale. E ancor meglio potremo fare se tutti i Club, così come il Distretto, vorranno avvantaggiarsi del contributo che ci può venire dall’attività, spontanea ed autonoma, delle consorti dei rotariani. “Trovare il tempo per servire” è un ideale asessuato per l’umanità; ri‑ chiede invece la conoscenza degli strumenti con cui servire. Ed il Rotary, 144 come organizzazione internazionale, ci offre un’ampia letteratura su questi strumenti. Informarsi su essa è un dovere per i dirigenti di Club. Ma que‑ sta informazione non è sufficiente. Potremmo conoscere a memoria tutti gli opuscoli, il manuale di procedura, quello del governatore, quello del Presidente, quello del segretario e così via; non avremmo tuttavia trovato ancora davvero il tempo per servire se alla nostra conoscenza, indispensa‑ bile, non si accompagnasse la buona volontà di metterla in opera. Un caro, vecchio e saggio maestro dei miei studi filosofici – Immanuel Kant – disse quasi due secoli fa che: “Non si può pensare nulla nel mondo, ed in gene‑ rale nulla anche di là da esso, che possa essere considerato buono senza restrizione, al di fuori della buona volontà”. E’ questa buona volontà che chiedo a me ed al mio equipaggio. Non navigheremo come Rolf J. Klarich su un potente transatlantico. Il nostro sarà un più modesto veliero, magari di quelli per cui un tempo an‑ dava famosa la mia città di adozione. Ma facciamo sì che, consegnando il veliero a fine giugno dell’81 nelle valide mani del capitano Mattioli, pos‑ siamo dire:”Anche noi abbiamo pur toccato qualche porto”. Auguri, Amici. CARLO RICCOMAGNO (2000–2001) L’inizio del nuovo secolo, del terzo millennio, è stato oggetto, in ogni occasione, di dibattiti, confronti di opinioni, previsioni e giudizi. Spesso l’attenzione è stata po‑ sta sul progresso tecnologico, sulle innovazioni, sulle scoperte scien‑ tifiche e sulle conseguenze di tutto questo sulla popolazione, troppo spesso considerata come il dato di un’equazione, come un elemento dell’ambiente. La veloce modifica delle condi‑ zioni, alle quali occorre rapportar‑ si, unita alla scarsa attenzione agli aspetti umani, ha fatto nascere un Il Dr. Carlo Riccomagno 145 ulteriore motivo di divisione : dopo popolazioni di paesi ricchi e industria‑ lizzati e popolazioni di paesi poveri, dopo persone ad alto reddito e perso‑ ne indigenti, si aggiunge oggi una frattura tra le generazioni, rischiando di contrapporle per i diversi interessi, obiettivi, progetti di vita. Alcuni sostengono che la velocità dei cambiamenti e la conseguente esi‑ genza di adattamento rappresentino un rischio per masse di persone attive che nel futuro possono trovarsi fuori dal mercato del lavoro perché non sufficientemente flessibili, disponibili a cogliere ed accettare il nuovo. Quali appartenenti ad un’associazione che si pone come scopo l’interes‑ se per l’umanità (l’umanità è il nostro impegno, recita il motto del prossimo Presidente Internazionale R. King), abbiamo ritenuto opportuno porre la nostra attenzione sui rapporti intergenerazionali e sulla necessità di una convivenza ispirata a principi di solidarietà. Su questa tematica esprimeranno il loro pensiero gli amici prof. Giovan‑ ni Padroni e prof. Giulio Zucchi e dr. Luigi Di Marco, Presidente dell’As‑ sociazione dei Direttori del Personale, con l’intento anche di stimolare la vostra partecipazione ed il vostro contributo. Il breve tempo che mi sono riservato, per lasciare maggior spazio agli altri interessanti interventi di questa giornata,mi costringe a condensare, a sintetizzare quest’esame dell’annata che si sta concludendo. Non ho mai creduto, che siano i bei discorsi, le molte parole, che creino sviluppo e, nel nostro caso, che possano fare Rotary. Create la consapevolezza e passate all’azione questo è l’invito del PI Devlyn: un messaggio basato sul pragmatismo, sulla necessità di fare, di operare nella e per la comunità. Dopo il Rotary 2000 coerenza, credibilità e continuità del Presidente Ra‑ vizza che ci ha indicato come deve essere il Rotary, il messaggio del Pre‑ sidente Devlyn ci ha indicato cosa deve fare il Rotary: agire,: fare e far sapere. Gli aspetti qualificanti di questa annata sono stati: – il Piano Direttivo Distrettuale; – l’informazione e l’informatizzazione; – il mantenimento e lo sviluppo dell’effettivo; – l’appoggio alla Rotary Foundation. 146 Il Piano Direttivo Distrettuale L’annata 2000–2001 è iniziata per la squadra distrettuale, molto prima di quel 1° luglio 2000 che ne segnava l’avvio e che ora mi appare lonta‑ nissimo. Dovevamo adottare il Piano Direttivo Distrettuale, che non era soltanto dare un diverso appellativo a quelli che fino ad allora erano stati i Rappresentanti del Governatore ma significava un diverso modo di concepi‑ re la gestione distrettuale e di conseguenza anche la funzione della nostra associazione ed il suo modo di realizzare i propri scopi statutari. Il Piano Direttivo Distrettuale è stato suggerito, e poi definitivamente adottato dal Rotary International non solo e non tanto per alleggerire i compiti del Go‑ vernatore. quanto per consentirgli di dedicare maggior impegno alla pro‑ mozione degli scopi del Rotary nell’ambito del distretto, attraverso l’azio‑ ne dei club e per favorire la formazione di un maggior numero di leader distrettuali. Del resto basta leggere il Manuale di Procedura : Scopo del Piano è di rafforzare il Rotary a livello di club e di distretto rendendo possibile un appoggio più tempestivo e adeguato ai singoli club, rendendo distrettuali, ben addestrati ai loro compiti e una più vasta fonte di candidati alla carica di governatore distrettuale, come pure una più intensa partecipazione alle attività della Rotary Foundation e del distretto, grazie ad una più efficiente gestione e intercomunicazione all’interno del distretto. Si ha una corretta applicazione del Piano Direttivo Distrettuale, quando il nuovo modello di gestione distrettuale riesce ad assicurare un appoggio più sollecito e adeguato ai Club nella loro attività di servizio. Da tempo si lamenta la scarsa o inadeguata conoscenza del Rotary e delle sue attività: le varie terapie ed interventi non mi sembra abbiano rag‑ giunto lo scopo se si continua a discutere su quest’argomento. Io non mi stancherò mai di ripetere ciò in cui credo fermamente e che non è solo una scontata affermazione, ma è l’indicazione di un modo di interpretare i compiti dei club e del distretto, un fare chiarezza sulle loro responsabilità per realizzare gli scopi del Rotary: Io dico che il Rotary si fa nei Club e che il Rotary sarà conosciuto ed apprezzato quando sarà conosciuto ed apprezzato dalle comunità in cui operano i singoli Club. La migliore e maggiore conoscenza della nostra associazione si realizzerà sommando i riconoscimenti che i club otterran‑ 147 no per l’ impatto e la risonanza locale delle loro iniziative e non per quelle fatte in nome loro dal distretto. É questa la più corretta applicazione dell’autonomia dei Club, che non è indipendenza ma è responsabile attuazione degli scopi del Rotary, attra‑ verso azioni e iniziative nelle comunità in cui devono operare. Credo sia riconoscibile l’impegno, direi lo sforzo, fatto per adeguare le funzioni attribuite a tutta la struttura distrettuale nell’applicazione del Pia‑ no Direttivo Distrettuale :Governatore, Istruttore Distrettuale,Segreteria Distrettuale e Assistenti del Governatore dedicati a fornire informazioni e assistenza ai club per il loro impegno nelle comunità locali e in quella internazionale, promuovendo in particolar modo l’appoggio alla Rotary Foundation. La diversa impostazione data alle Commissioni Distrettuali, che il Piano Direttivo richiede siano solo quelle necessarie, intese come patrimonio di conoscenze, laboratorio di proposte, servizio di raccolta ed elaborazione d’informazioni e, all’occorrenza e se richieste, di supporto all’azione dei club. Non credo che gli obiettivi che ci eravamo prefissi, che io mi ero prefis‑ so, siano stati pienamente raggiunti. È mancato il tempo, forse la capacità, a volte, poche volte per la verità , la collaborazione, non certamente l’im‑ pegno e la dedizione a questo servizio nell’interesse dei club del distretto. Spesso ho fornito indirizzi e indicazioni guidato, più che da chiare diretti‑ ve, da un’interpretazione di segnali che oggi vedo confermati. Una cosa è certa: quello che è stato fatto doveva essere fatto e su questa strada occorre proseguire con convinta determinazione per essere pronti a comprendere ed attuare le innovazioni che sono scaturite dal Consiglio di Legislazione e che, a mio parere, rappresentano solo una tappa dell’evolu‑ zione che il Rotary sta attuando, con una rapidità inconsueta. Solo mantenendo vigile attenzione ai mutamenti della società e alle sue reali necessità il Rotary assolverà il suo scopo: nessuna associazione so‑ pravvive se non rappresenta o tutela interessi o esigenze e mantiene vivi i suoi sogni. Per procedere all’applicazione pratica del Piano Direttivo Distrettuale occorreva effettuare un’analisi del distretto, delle sue strutture e delle fun‑ zioni da queste svolte. Per questo sono stati richiesti dati e notizie sui programmi ai club, uti‑ lizzando già l’impegno degli Assistenti. Sembrò allora per diversi club, un eccesso di burocratizzazione, un’ impropria anticipazione di adempimenti 148 abitualmente forniti solo in occasione della visita del Governatore, se non un eccessiva invadenza nell’autonomia del Club. Fu invece una blanda, consapevole anticipazione di quello che, dall’an‑ nata prossima sarà una regola. Prima ancora di passare all’impostazione e attuazione pratica della struttura distrettuale, occorreva formalizzare l’esistenza di un organo espressamente previsto dal MdP, concepito come organo di supporto per l’impegno del Governatore; un interlocutore ric‑ co di esperienze e depositario della tradizione e della storia del Distret‑ to: il Consiglio Consultivo dei Past Governors, un organo costituito, non per scelta del Governatore in carica, ma costituito autonomamente, per le funzioni direttive svolte e quindi capace di esprimere consigli e racco‑ mandazioni sul piano operativo e giudizi di alto significato morale. Q uale organo più direttamente operativo è stato istituito il Comitato di gestione composto dal Governatore in carica, dall’immediato Past Governor, dal Governatore eletto e da quello designato, allo scopo di costituire una sede in cui esaminare azioni, problematiche, impegni distrettuali che, travali‑ cando la durata temporale dell’annata in corso, impegnavano la respon‑ sabilità dei Governatori delle annate successive. Esso esprime e realizza la continuità a livello distrettuale. Dal CCPG veniva subito espressa la ne‑ cessità di realizzare un testo che raccogliesse una serie di raccomandazioni per il Governatore riguardanti sia incombenze istituzionali, sia principi di corretta gestione del Fondo distrettuale, ispirate a principi di uniformità, di trasparenza e di economicità. Raccomandazioni che indicassero principi contabili e tempi e metodi per la chiusura contabile dell’annata, per la redazione del bilancio consun‑ tivo e per la destinazione degli eventuali avanzi di gestione. Della redazio‑ ne di questo testo, ad uso del Governatore in carica che, accettandolo si impegna a rispettarlo, si è occupata una Commissione di cui sono stato membro e che ha portato a termine il proprio lavoro all’inizio dell’annata 1999/2000 così che già in quell’annata (Governatore Augusto Turchi) vi è stata la sua prima applicazione. Sulla base della pratica esperienza di quel primo periodo il CCPG, ha poi approvato quelle modifiche che si erano rese opportune per una mag‑ giore aderenza alle esigenze operative. Occorreva poi costruire quella struttura, impostata sugli Assistenti del Governatore, e fornire agli stessi le necessarie indicazioni e strumenti per assolvere correttamente le funzioni loro delegate. Si trattava di dare un’im‑ 149 postazione innovativa per la cui realizzazione, mancando l’esperienza, occorreva buon senso, conoscenza del distretto, inteso come territorio e come club ivi operanti, la visione di un obiettivo da raggiungere, il convin‑ to coinvolgimento e impegno di quanti avessero accettato questo incarico, più come una sfida che come una gratificante posizione distrettuale. Occorreva individuare soci che avessero già svolto la funzione di Presi‑ dente di club, che fossero disponibili ad un impegno senz’altro oneroso, forse non ancora ben conosciuto e riconosciuto dai club. Debbo dire che questa difficoltà di riconoscimento della funzione dell’As‑ sistente del Governatore e dei suoi compiti si è riscontrata più nei club di maggiore anzianità, di maggiori dimensioni, di più elevata età media, legati a volte a tradizioni o a prassi che erano state elevate a rango di regole statu‑ tarie. A volte il compito dell’Assistente è stato visto come un’invadenza nella troppo spesso e impropriamente invocata autonomia. L’autonomia riguarda l’azione che il club svolge per raggiungere gli scopi indicati dallo Statuto ed i suoi rapporti con i propri membri. È il club che ammette i propri soci ed è il club che li può estromettere. Il club, in quanto a sua volta membro del R.I., è obbligato a rispettare le norme dello Statuto, e solo nel rispetto di queste vede assicurata la sua ammissione, la sua appartenenza e la sua permanenza nel Rotary. Il Club quindi, come unità, è soggetto al controllo del R.I., controllo che il Consiglio Centrale demanda al Governatore il quale oggi può delegare alcuni dei propri compiti amministrativi agli Assistenti. La figura dell’Assi‑ stente si pone quindi, nell’ambito dei compiti a lui delegati e nei confronti dei club a lui affidati, come un mandatario del Governatore che resta comunque unico responsabile verso il Consiglio Centrale. Non era facile ipotizzare e attuare la struttura, definire il numero ed il tipo dei club da affidare ai rotariani chiamati alla funzione di Assistenti del Governatore, accertare quali compiti propri del Governatore potevano essere loro delegati e soprattutto quali di questi, per onerosità e singolarità potevano essere validamente assolti dagli Assistenti. L’aver affidato a tutti non più di cinque club risponde ad una logica, al criterio dell’efficienza, dell’economicità della gestione, alla necessità di at‑ tuare un’innovazione strutturale non rigida che doveva consentire la pos‑ sibilità di adattamenti in funzione della prima esperienza. Un’incognita poteva essere la non adeguata scelta dei candidati all’inca‑ rico di Assistenti del Governatore perché dovevano essere loro stessi – e per primi – convinti della validità del Piano Direttivo Distrettuale e della 150 loro funzione di delegati del Governatore e non più di rappresentanti dei club.È stato loro compito quello di calare la nuova struttura nella diversa realtà dei molti club del nostro distretto, collaborando con me per meglio definire compiti e funzione di questa nuova figura di leader distrettuale. Questo ha richiesto da parte loro discrezione e rispetto dell’autonomia dei club, ma anche autorevolezza, conoscenza del Rotary e massima disponi‑ bilità. Al termine di questa prima annata d’applicazione del Piano Direttivo Di‑ strettuale credo di poter dire che gli aspetti positivi di questa innovazione sono generalmente riconosciuti: occorre ora consolidarla riaffermando la funzione chiave degli Assistenti del Governatore, in sintonia con quanto più esplicita‑ mente di ora detteranno le norme del prossimo Manuale di Procedura. Saranno gli Assistenti del Governatore che oggi, sia pur in forma sinteti‑ ca, Vi esporranno l’attività svolta dai club loro affidati. Credo sia un giusto riconoscimento all’attività dei Club e all’impegno degli Assistenti. Informazione e Informatizzazione L’annata 2000–2001 è stata anche caratterizzata da una costante attenzio‑ ne all’informazione rotariana e all’informatizzazione.La qualità (ma anche la quantità) dell’informazione rotariana ha riscosso più volte l’apprezzamento dei soci del nostro distretto e di questo va dato merito all’impegno, alle ca‑ pacità professionali, alla profonda conoscenza del Rotary e delle sue regole dell’Istruttore Distrettuale Paolo Margara. La sua capacità di esporre e di rendere facilmente acquisibili nozioni e informazioni anche in quella mate‑ ria, da molti definita ostica, che è la Rotary Foundation, a me era ben nota. Ora è nota a molti amici in tutto il Distretto, compreso il Governatore Eletto che ha ritenuto utile chiedergli di proseguire in questo impegno anche nella prossima annata. L’informazione è iniziata già con il primo Seminario, quello dedicato espressamente agli Assistenti del Governatore che hanno ricevuto anche una completa documentazione, a completamento della giornata dedicata alla loro formazione. Successivamente dopo il SIPE dedicato ai soli Presidenti, con la parte‑ cipazione degli Assistenti, sono state organizzate quelle che abbiamo chia‑ mato RISP, Riunioni Informative per Segretari e Presidenti . Sono stati 12 incontri che ci hanno portato: l’Istruttore Distrettuale P. Margara, il CoSegretario GF. Pachetti ed io, ad incontrare i Presidenti, i 151 Segretari e gli Assistenti di tutti gli 84 Club, suddivisi per gruppi. Nel cor‑ so di questi incontri, sono state approfondite le tematiche già trattate al SIPE e sono state illustrate ai segretari le semplificazioni amministrative che avevamo adottato e la corretta tempistica delle incombenze, fornen‑ do di tutto questo un’esauriente documentazione, è stata inoltre l’occasio‑ ne per confermare il rapporto tra la dirigenza dei club e gli Assistenti del Governatore.È stata una novità; una sorta di sessione dedicata alle funzio‑ ni e devo dire che mi ha fatto piacere vedere che ora il R.I. ha dedicato l’As‑ semblea Distrettuale alle funzioni direttive (Presidenti, Segretari, Tesorie‑ ri, Prefetti ) e non alle Vie d’Azione, come ci ha ricordato in più occasioni l’Istruttore Distrettuale. L’informazione è proseguita con l’Assemblea, l’IDIR (dedicato a temi pratici come la fiscalità, l’informatizzazione, ecc.) e con i due Seminari per la R. F. In occasione di questi incontri distrettuali sono state distribuite cir‑ ca 2.000 copie di “Cos’è il Rotary”, pregevole valida iniziativa del Distretto 2060 che ha incontrato l’interesse di molti club. Una copia è stata inserita nella documentazione che avete ritirato alla registrazione. Ottimo strumento per i nuovi soci, validissimo anche per quelli di maggior anzianità di servizio per migliorare la conoscenza della nostra associazione. Su questo aspetto caratterizzante della nostra annata, meglio e più ap‑ profonditamente parlerà l’amico Margara nel suo intervento odierno. La commissione per l’Informatizzazione ha curato la costruzione del sito internet e credo si possa dire che è stato un ottimo lavoro. A detta di chi naviga è tra i migliori e di questo devo dare merito ai membri della Commissione Bassi, Pachetti e Giannetti. La postazione attrezzata in que‑ sta sede dall’amico Bassi penso sia la miglior documentazione del lavoro svolto. Ma oltre al sito è stato anche attribuito un indirizzo di posta elettronica a tutti i club, agli Assistenti, ai Past Governor e ai Governatori successivi e alle loro Segreterie il cui utilizzo si va sempre più consolidando parallela‑ mente all’estendersi di questo mezzo di comunicazione. È stata informazione rotariana anche quella che nel corso delle mie 84 visite ai Club ho fornito, non solo e non tanto nel corso del breve interven‑ to prima della conviviale, quanto nel mio peregrinare tra i tavoli per meglio conoscere il club e coinvolgere tutti i soci presenti nel rapporto iniziato nel pomeriggio con l’assemblea del club. Ricordo questa esperienza come la 152 parte più gratificante del mio incarico, il momento che ho vissuto con più intensità e nel quale ho cercato di trasferire informazioni, conoscenze ma soprattutto coraggio di cambiare, speranza e fiducia nel Rotary e coscienza di appartenenza. Di questa appartenenza ho spesso ricordato sia l’aspetto dei doveri che quello dei diritti. Il dovere di riconoscere e accettare il Rotary con le sue rego‑ le, le sue strutture e i suoi valori e il diritto di contribuire all’evoluzione della nostra associazione, alla costruzione del suo futuro portando in dono al Rota‑ ry il nostro grande patrimonio di cultura come una differenza che arricchisce. Ho indicato nella tolleranza, il sentimento che deve guidarci nel costruire la nostra appartenenza al Club, per migliorare la qualità della convivenza. Ho definito “servizio“ la disponibilità, la propensione a rendersi utili agli altri. Ho ricordato che il Rotary non può estraniarsi dalla realtà sociale in cui deve operare e che è nostro compito mantenere elevato il tasso di rap‑ presentatività. Non ultima raccomandazione, avere la coscienza della no‑ stra identità e l’orgoglio dell’appartenenza al Rotary, la prima associazione di servizio, presente in 163 paesi con diverse culture, storie, fedi religiose e modi di vita diversificati, uniti nella cosciente adesione ai suoi valori. Ho detto che dobbiamo sentirci orgogliosi di appartenere ad una Or‑ ganizzazione Non Governativa con un seggio all’assemblea dell’ONU, un’associazione che opera nel mondo attraverso la sua Fondazione attuan‑ do e appoggiando progetti in campo educativo e umanitario e di cui non possiamo dimenticare il grande contributo dato con il determinante impe‑ gno umano e finanziario alla Campagna Polioplus per l’eradicazione della poliomielite e di altre affezioni dell’infanzia. A questo proposito ricordo che l’impegno finanziario per completare questa campagna entro il 2005, è rilevante e che a questo scopo il Rotary ha istituito Comitati nazionali affidando il coordinamento di quello italiano al DD Cardinale. Mantenimento e incremento dell’Effettivo Il Presidente Devlyn ha invitato i club a mantenere l’effettivo e ad au‑ mentarlo. In occasione delle visite ai club ho ricordato le peculiarità del Rotary italiano, nato elitario, poi selettivo, per raccomandare scelte ocula‑ te, attente alla qualità dei candidati. Analizzando poi la composizione per classi di età dei club del nostro Distretto (ma ritengo che questo valga anche per tutti gli altri distretti) ho rimarcato addensamento di soci nelle classi di età più elevata. Vi sono club 153 con una età media dei soci di oltre 64 anni. Premesso che la qualità non si media è comunque opportuno individuare e cercare di cooptare soci più giovani, non per una questione aritmetica, quanto per garantire al club nuova linfa, persone che non solo siano rappresentative delle professioni, ma lo siano anche di altre generazioni, delle loro problematiche, come dei loro sogni e dei loro interessi. Ho ricordato che l’ammissione al Rotary è un gesto di generosità ma anche di fiducia e di speranza per il suo futuro. Ho invitato ad esaminare l’ammissione di socie nei nostri club, ricordan‑ do la necessità primaria dei Rotary Club: quella di essere rappresentativi delle attività economiche e professionali operanti nel territorio. Oggi che le posizioni dirigenziali, le attività produttive e quelle professionali sono sempre più occupate da donne, opporsi alla loro ammissibilità al Rotary significa lasciare ad altri club di servizio persone di grande spessore e ri‑ schiare di non essere rappresentati in alcuni campi di attività. Ma veniamo ai risultati, almeno quelli provvisori: Al 31 maggio risul‑ tavano, alla Segreteria del Distretto (dati al 30 aprile poi aggiornati dagli assistenti), 5596 soci con un aumento del 2,06% di cui 137 socie che sono aumentate de 123,4%. Ritengo che al 30 giugno supereremo ampiamente i 5600 soci, grazie anche alla possibile conclusione dell’iter per l’ammissione al RI del nuovo Club di Cortona Valdichiana. È un nuovo club nato per desiderio degli stessi club aretini che hanno ceduto parte del loro territorio, ed io ringra‑ zio i due club ed i loro Presidenti e con loro l’amico Piero Caponi Rappr. Speciale per questa iniziativa. Con lui desidero ricordare e ringraziare per la valida collaborazione l’amico Romano Gaspari e l’AG Mario Morganti. Se tutto procede celermente, come ci auguriamo, il distretto avrà 85 Club. L’impegno per la Rotary Foundation È stato uno degli impegni che ho maggiormente avvertito perché credo che la conferma della internazionalità della nostra associazione si ottenga proprio partecipando attivamente ma anche finanziariamente alle sue inizia‑ tive nel mondo. È attraverso la Rotary Foundation che si possono realizza‑ re molti di quegli obiettivi legati allo scopo della nostra associazione, per la pace e la comprensione tra i popoli. L’anno non è ancora terminato, ma ritengo che avremo superato il limite per il quale il distretto si era impegnato. Tutti hanno risposto, ma ancora una volta vanno segnalati i club affidati all’Assistente Piero Talini. Complessiva‑ 154 mente ritengo che chiuderemo l’annata con un risultato globale per tutti i fondi di 500 mila dollari. È un buon risultato che ci consente di mantenere la nostra posizione nelle graduatorie tra i Distretti ma, ed è questo che vera‑ mente conta, ci da la soddisfazione di aver partecipato in misura consistente, generosa, alle azioni umanitarie della nostra Fondazione. A questo risultato avete contribuito tutti, consentendomi di destina‑ re alla Fondazione anche l’avanzo di gestione del fondo distrettuale, così come vi chiesi espressamente di poter fare nella mia lettera di maggio in ossequio a quei principi di trasparenza e correttezza contabile ai quali anch’io mi sono attenuto. In attesa dei conteggi definitivi per l’annata in corso, ho provveduto a versare alla Rotary Foundation, al Fondo Annuale Programmi, l’importo di 170.772.000 Lire, pari a 84.000 Dollari, con l’in‑ dicazione di attribuire questa somma a tutti i Club, nella misura di 1.000 dollari ciascuno. Vi ringrazio dell’attenzione fin qui prestatami e mi auguro che il pro‑ gramma della nostra giornata sia motivo di riflessione e di arricchimento per tutti noi. A tutti un cordialissimo saluto e un grazie per le manifestazioni di ami‑ cizia e per l’aiuto che in molti modi mi avete assicurato in questo non lieve incarico. PAOLO MARGARA (2006–2007) In numerosi Club del Distretto i Consigli Direttivi si dichiarano in difficoltà ed i Soci lamentano disagi. Si parla di disaffezione, indif‑ ferenza, assenteismo, rifiuto delle responsabilità, autoreferenzialità, difficoltà nel creare buoni organici, eccesso di normativa e di burocra‑ zia: e chi più ne ha più ne metta. Mentre alcuni club (ma purtrop‑ po molti soci) si lamentano e basta, con un certo fatalismo, altri club (ma troppo pochi soci) hanno co‑ Ing. Paolo Margara 155 minciato ad avvertire che le cose non funzionano più come dovrebbero, hanno cominciato ad impegnarsi per tentare di analizzare cause ed effetti, in qualche caso hanno anche cominciato a cercare di produrre antidoti. Perché siamo arrivati a questo punto? Lo vedremo fra poco, ma prima devo dirvi che quello di cui vi parlerò nasce dagli stimoli e dai suggerimenti, dai segnali e dai messaggi ricevuti e raccolti nel corso delle 95 Assemblee di Club che hanno costituito la base rotariana del mio impegno: esperienze, riflessioni, speranze, frustrazioni. Ripeto: perché siamo arrivati a questo punto? In primo luogo, a mio avviso, perché oggi, nel nostro contesto sociale, tutto si è fatto più complesso e più difficile, le situazioni mutano con una rapidità sorprendente, le nuove situazioni richiedono di essere affrontate con metodi nuovi che non si possono improvvisare. In secondo luogo perché oggi, in parallelo con quanto accade nella so‑ cietà civile ed in tutto ciò che è costruzione dell’uomo, il Rotary sta sof‑ frendo di un continuo e progressivo declino. E questa è una contraddizio‑ ne evidente perché il Rotary, per sua natura e condizione, non dovrebbe subire ma essere stimolo e risorsa per la società civile. Adesso, se lasciamo andare le cose come vanno e non cerchiamo di ca‑ pirle a fondo facendo il punto della situazione, un punto che sia onesto, trasparente, condivisibile senza distinguo, efficace nella sua definizione, insomma, per essere chiaro, un punto che sia un check–up vero senza se e senza ma, non ne usciamo. Allora, ricorrendo ad un concetto semplice e ad una immagine concre‑ ta, tali da poter costituire esempio per quel che dico, affermo che siamo arrivati a questo punto perché oggi noi non stiamo più vivendo il Rotary, oggi noi viviamo il Rotary Bonsai. Cos’è questo Rotary Bonsai? Procediamo in maniera ordinata. In termini generali tutti sappiamo che il Bonsai è la riproduzione in mi‑ niatura di alberi che conservano le proporzioni, l’aspetto e le funzioni di quelli che crescono in natura: è il risultato di un’antichissima forma d’arte nata in Estremo Oriente. In termini rotariani il discorso è più articolato e deve essere più attento ed approfondito. Per chiarire che cosa intendo per Rotary Bonsai vi propongo di ripetere insieme l’esercizio che io ho fatto di recente, con pazienza e con umiltà, e 156 che mi ha consentito di comprendere bene e di mettere a fuoco tale idea. Quale è questo esercizio? Si tratta di valutare, tutti noi: dirigenti, consigli direttivi e soci, se e quanto siano tutt’ora validi i valori che costituiscono la vera ragion d’essere del Rotary, e se e quanto siano tutt’ora adeguati i comportamenti conseguenti al rispetto di quei valori. Consideriamo quelli che, a mio avviso, sono alcuni degli elementi più significativi, muovendo da quelli che stanno alla base dello scopo della nostra Associazione. Amicizia È il modo di essere, di stare insieme, di vivere, delle persone che si sentono legate da affinità di idee e da stima reciproca. Riteniamo che nei club si manifestino in linea generale i segnali, i sintomi, le tracce dell’amicizia fra i soci e che, se non vale l’amicizia, almeno siano rispettate la tolleranza e la qualità della convivenza? Riteniamo che l’amicizia costituisca uno degli scopi del Rotary e non, come purtroppo avviene in molti casi, che il Rotary rappresenti piuttosto uno degli scopi dell’amicizia ? Se la nostra risposta è no, allora possiamo dire che nel Rotary Bonsai ci si vanta di essere amici, più che dimostrare di esserlo veramente attraverso comportamenti adeguati. Rettitudine È l’applicazione pratica della dottrina del dovere. Riteniamo che un socio che ha fatto a suo tempo la scelta morale di essere rotariano e che invece non vive il Rotary con l’impegno che il Rotary chiede, sia rispettoso dei doveri che derivano dalla sua scelta? Riteniamo che il socio che si comporta fuori dei principi, meglio contro i principi, di un’etica rotariana che egli ha liberamente e consapevolmente sottoscritto rappresenti un’eccezione? Se la nostra risposta è no, allora possiamo dire che nel Rotary Bonsai ci si adagia nell’etica della sopravvivenza avendo fatto la scelta non etica di restare ai margini della vita del club. Servizio È la scelta disinteressata di impegnarsi per aiutare gli altri. Riteniamo che un socio che evita con grande cura qualunque impegno nel club, ignorando che il club ha bisogno di tutti e di ognuno, sia in grado di comprendere appieno le motivazioni di quei comportamenti che pongono in prima linea non se stesso ma gli altri, in particolare coloro che ci 157 sono lontani o che ci sembrano diversi? Riteniamo che quel socio sia in grado di assumersi nel club le responsabilità che prima o poi gli verranno inevitabilmente proposte? Se la nostra risposta è no, allora possiamo dire che nel Rotary Bonsai ci si defila da qualunque iniziativa e si evitano accuratamente le responsabilità. Internazionalità È la ricerca costante di relazioni capaci di farci vivere in pace ed armonia con chiunque altro lontano o diverso da noi. Riteniamo che i soci dei nostri club abbiano ben compreso che la caratteristica di internazionalità dell’Associazione è una conquista faticosa che si raggiunge attraverso scelte di interventi in paesi lontani, con progetti tali che, una volta realizzati, possano proiettare un’immagine positiva del Rotary attraverso i risultati raggiunti? Se la nostra risposta è no, allora possiamo dire che nel Rotary Bonsai ci si accontenta di dare seguito a progetti locali e non ci si preoccupa di dare risposte, parallelamente, anche al soddisfacimento di bisogni lontani. Progettualità È la via maestra attraverso la quale si realizza la rotarianeità più vera, più concreta, più efficace. Riteniamo che nei nostri club ci sia una sufficiente conoscenza dei modi, dei tempi, dei perché ci si deve impegnare prima nella invenzione e poi nella realizzazione di progetti che, o nella comunità propria o in comunità di altri paesi, diano risposte complessivamente adeguate alla raccomandazione di servire oltre gli interessi personali che il Rotary rivolge ai soci? Se la nostra risposta è no, allora possiamo dire che nel Rotary Bonsai ci si affretta, per pigrizia, ad esaudire richieste che fanno una beneficenza concreta ma rotarianamente marginale, senza preoccuparsi di mettere in pratica, per disinteresse o trascuratezza, il dare consapevole, costruttivo, intelligente che il Rotary raccomanda. Formazione È lo sforzo continuo, disinteressato e vigoroso di far crescere i soci cooptati di recente. Riteniamo che nei club si affronti seriamente e consapevolmente l’aspetto formativo dei nuovi iscritti, in modo da trasmettere loro non solo la conoscenza delle regole, purtroppo sempre carente e superficiale, ma soprattutto la comprensione piena dei valori, i nostri valori? In altre parole pensiamo che nei club ci si preoccupi di costruire rotariani veri, reali, doc? Se la nostra risposta è no, allora possiamo dire che nel Rotary Bonsai si 158 cooptano iscritti e poi purtroppo si accetta e ci si accontenta che diventino soci virtuali, fittizi. Appartenenza È la consapevolezza del ruolo che assumiamo in conseguenza di una nostra scelta ed è la scoperta in noi stessi dello spirito di corpo. Riteniamo che coloro i quali portano la nostra ruota ma dimostrano di non voler vivere il Rotary, si rendano conto della posizione di inerzia che in loro ha preso il posto di una disponibilità iniziale rimasta purtroppo inespressa? Riteniamo che nei club la maggioranza dei soci punti ad appropriarsi, globalmente, del significato vero, sincero, positivo, dell’appartenenza rotariana, il significato del dare privo di attese, o peggio pretese, di ricompensa? Se la nostra risposta è no, allora possiamo dire che nel Rotary Bonsai il senso dell’appartenenza sta evaporando da tempo e continua ad evaporare sempre più. Coerenza È il valore per eccellenza, il valore dei valori, quello che qualifica senza dubbi il nostro essere ed agire da rotariani. Riteniamo che i soci dei club, una volta fatta liberamente la propria scelta morale, culturale, motivazionale, la facciano seguire da comportamenti adeguati ed assolvano appieno, senza tentennamenti, i doveri specifici che nascono da quella scelta? Riteniamo che i soci dei club si pongano con trasparenza, con correttezza, con onestà il problema della corrispondenza di quello che si fa a quello che si deve fare? Se la nostra risposta è no, allora possiamo dire che nel Rotary Bonsai si sostituisce il compromesso alla coerenza, si accettano comportamenti legati a disvalori che tendono a sostituire i nostri valori, si vive un surrogato affievolito ed appannato del nostro Rotary. Ho abbozzato un identikit del Rotary Bonsai che potrebbe sembrare impietoso. Non è così: i più attenti fra noi si stanno rendendo conto che le caratteristiche essenziali del Rotary Bonsai sono riconoscibili nei club, sono chiaramente dimostrabili e si stanno diffondendo. Non conosco ricette di carattere generale adatte a contrastare le motivazioni che nel tempo hanno cominciato ad indirizzare i club verso la configurazione del Rotary Bonsai. Però voglio proporvi, costruttivamente, un atteggiamento prima mentale 159 e poi pratico, tale che possa aiutarci a trasformare i problemi in opportunità. Dobbiamo darci un metodo: quale? Nei club sono presenti sintomi differenti di difficoltà e di disagio, mi riferisco a quei club in cui stanno prendendo forza l’una o l’altra delle ca‑ ratteristiche del Rotary Bonsai, fortunatamente non ancora tutte e non an‑ cora tutte insieme. Allora, una volta individuate e comprese le caratteristiche del Rotary Bonsai che affiorano nel club, assumiamole quali termini di riferimento e confrontiamoci con esse, facendo diventare il Rotary Bonsai un modello, pur se negativo, rispetto al quale prendere le distanze e dal quale allonta‑ narsi. Nella sua autonomia e specificità, ogni club interessato dovrebbe predi‑ sporre antidoti a quel modello, sulla base del suo peso rotariano in termini di storia, di cultura, di numero e di buona volontà dei soci. Così il Rotary Bonsai potrebbe, partendo da una situazione negativa, assolvere un com‑ pito positivo, consentendoci di materializzare le ipotesi, facilitare le analisi, definire le aree di crisi, e permettendoci, insomma, di lottare per recupera‑ re ciò che abbiamo perso. Abbiamo indicato un metodo, adesso definiamo un percorso. Poiché non è sufficiente chiedere genericamente ai club di creare le con‑ dizioni perché i propri soci si riapproprino dei rispettivi ruoli e rifiutino di adeguarsi al Rotary Bonsai, vediamo come muoverci. Occorre che nei club i Consigli Direttivi chiedano ai soci di inventare ed impostare piani operativi efficaci in grado di ostacolare prima e respingere poi il modello di Rotary Bonsai. Occorre che nei club i Consigli direttivi, sulla base di quei piani, propongano all’intero club obiettivi chiari e defini‑ ti verso cui muoversi. Occorre che nei club i Consigli direttivi controllino che si facciano pro‑ gressi nella giusta direzione. Occorre che, passo dietro passo, i club torni‑ no a crescere come piante vere, sane, robuste, che puntino al cielo con tutti i loro rami e che al momento opportuno riprendano a germogliare gemme e quindi a dare frutti. Mi sto avviando alla conclusione, ma c’è ancora una caratteristica del Rotary Bonsai che voglio ricordare. Il Rotary Bonsai non rappresenta una situazione di equilibrio stabile e duraturo, ma è una situazione transitoria, di passaggio. Per il futuro abbiamo davanti a noi due strade: 160 – la prima è una bella autostrada a quattro corsie, in discesa, liscia e diritta e invitante – l’altra è una strada stretta, in salita, piena di curve e sconnessa e faticosa L’autostrada ha un punto di arrivo: il Rotary Zombi. La strada difficile ha invece una meta ben diversa: il Rotary che la gran‑ de maggioranza di noi ha nella mente e nel cuore, ed a cui noi tutti voglia‑ mo un gran bene, il Rotary di Paul P. Harris. Sta a noi scegliere. Buona fortuna, Buon lavoro e Buon Rotary. 161 I PRESIDENTI DEL CLUB 1959–1960 – Dino PARDINI (dal 15.12.1959) 1960–1961 – Dino PARDINI 1961–1962 – Guido SAMPAOLESI 1962–1963 e 1963–1964 – Mario CATTANEO 1964–1965 – Giovanni BONETTI 1965–1966 e 1966–1967 – Giorgio RAGAGLINI 1967–1968 e 1968–1969 – Bruno SALVATORI 1969–1970 – Oscar GALLENI 1970–1971 e 1971–1972 – Alfredo BARTELLETTI 1972–1973 e 1973–1974 – Gaetano BELTRAMI 1974–1975 e 1975–1976 – Massimo SAMORY 1976–1977 – Francesco BARONE 1977–1978 – Girolamo GALASSINI 1978–1979 – Benozzo GOZZOLI 1979–1980 – Alfredo INCERPI 1980–1981 – Tito ANTONI 1981–1982 – Gianmario MOZZI 1982–1983 – Gino BARSOTTI 1983–1984 – Franco FRANCHI 1984–1985 – Francesco IANTAFFI 1985–1986 – Ernesto SANTORO 1986–1987 – Goffredo SCOTTI 1987–1988 – Giuliano LUCARELLI 1988–1989 – Oscar BIAGI 1989–1990 – Vasco SCARPELLINI 1990–1991 – Ugo URBANO 1991–1992 – Marcello PARDINI 1992–1993 – Raffaello BARTELLETTI 1993–1994 – Paolo MARGARA 1994–1995 – Benito GIANNOTTI 1995–1996 – Gianmario MOZZI 1996–1997 – Carlo RICCOMAGNO 1997–1998 – Marco Fabrizio SAETTONE 1998–1999 – Paolo Michele BELTRAMI 1999–2000 – Andrea BIAGIOTTI 162 2000–2001 – Florindo CERRI 2001–2002 – Fulvio GRIDELLI – Alberto BARGELLINI 2002–2003 – Amedeo ANGELI 2003–2004 – Giovanni Battista GERVASI 2004–2005 – Boris GIANNACCINI 2005–2006 – Giuliano BORELLI 2006–2007 – Tommaso FANFANI 2007–2008 – Marco Fabrizio SAETTONE 2008–2009 – Vittorio PASQUINI 2009–2010 – Francesco GASPA I CONSIGLI DIRETTIVI Anno di Fondazione 1959–1960 Presidente: Dino PARDINI Vice Presidente: Guido SAMPAOLESI Segretario: Ferruccio MARTINOTTI Tesoriere: Mario DEL VITA Consiglieri: Nicola ARRIGHINI Gian Giacomo FONIO Guglielmo LENZI Prefetto: Paolo FAZZINI 50° Anno dalla Fondazione 2009–2010 Presidente: Francesco GASPA Vice Presidente: Giuliano BORELLI Segretario: Diego BONINI Tesoriere: Enrico MOTRONI Consiglieri: Alfredo DEL MESE Pier Paolo DINELLI Maurizio POLACCI Bruno Ulisse VIVIANI Prefetto: Marina GRIDELLI 163 SOCI ATTIVI DEL CLUB (30 - 06 - 2009) Cognome e Nome Entrata nel Club ANDRES Giovanni ANGELI Amedeo BARALDI Alberto BARALE Nello BARSANTI Carlo BARSI Loris BARSOTTI Sergio BARTELLETTI Leonardo BARTELLETTI Raffaello BELTRAMI Paolo Michele BENEDETTI Edoardo BIAGIOTTI Andrea BIGONGIARI Carlo BONINI Diego BONUCCELLI Massimo BORELLI Giuliano BRUNETTI Roberto CASOLO Giancarli CASTELLI Valteno CECCHI Massimo CERRI Florindo CINQUINI Riccardo CONTI Umberto CULICCHI Paolo DEL MAGRO Felice DEL MESE Alfredo DINELLI Paolo DINELLI Pier Paolo FANFANI Tommaso FEDERIGHI Alberto GALLI Silvano GALLIONE Alessandro GASPA Francesco GERVASI Giovan Battista GIANNACCINI Boris GIANNECCHINI Ezio GIANNECCHINI Guido GIANNONI Elio 30-mag-72 28-feb-84 4-nov-08 29-ott-02 21-gen-97 21-gen-97 25-giu-96 18-giu-85 5-feb-62 5-apr-83 28-ago-01 18-mag-82 21-giu-05 20-mar-07 18-feb-97 17-mag-77 16-mar-82 19-giu-07 9-ott-01 25-feb-03 7-dic-82 19-nov-02 7-dic-82 20-apr-99 19-gen-99 19-giu-07 31-dic-67 16-mag-06 22-feb-005 4-giu-96 17-giu-03 18-apr-00 3-feb-98 6-dic-94 20-gen-87 21-gen-97 25-mar-97 5-dic-78 164 Cognome e Nome Entrata nel Club GIANNOTTI Benito GIUSTI Vittorio GRIDELLI Marina GUIDUGLI Umberto IGNOMIRIELLO Iorio JELLERSITZ Guido LAZZERETTI Renzo LEMMETTI Nilo LENSI Roberto LOMBARDI Enzo MAREMMANI Piero MARGARA Mario MARGARA Paolo MATTEUCCI Elisabetta MEDI Francesco MONACO Fabio MONTONE Angelo MOTRONI Enrico NERI Giampaolo OTTANI Gian Luigi PAGNI DA GRANAROLA Massimo PAPI Fabrizio PARDINI Marcello PASQUINI Vittorio PELLIZZONI Paolo POLACCI Maurizio RICCOMAGNO Carlo RONTANI Giandomenico SAETTONE Marco Fabrizio SARACCO Franco SCARPELLINI Vasco SILVESTRI Pier Luigi SIMONELLI Filippo SODINI Francesco SODINI Sauro TOMEI Paolo Emilio VARIA Stefano VIVIANI Bruno Ulisse 5-lug-88 17-feb-04 22-mag-07 16-giu-02 1-ago-69 21-gen-97 6-ott-81 4-feb-86 6-ott-81 6-ott-81 14-giu-94 16-set-03 1-gen-90 8-gen-08 5-mar-91 14-mag-02 5-set-70 14-giu-94 16-mar-04 19-set-06 4-nov-08 14-gen-03 5-feb-62 18-gen-00 20-feb-01 18-apr-00 15-mar-83 3-apr-79 7-nov-78 22-mag-01 22-gen-80 5-dic-78 5-apr-77 6-dic-94 17-nov-98 4-lug-90 19-giu-01 18-sett-07 165 SOCI CHE HANNO FATTO PARTE DEL CLUB Cognome e Nome Entrata nel Club ALATI Antonio ANCILLOTTI Mario ANTONI Tito ANTONIETTI Antonio ARATA Fidia ARATA Silvana ARRIGHINI Gualtiero ARRIGHINI Nicola BARGELLINI Alberto BARGIACCHI Giorgio BARONE Francesco BARSANTI Gino BARSOTTI Gino BARTELLETTI Alfredo BASTIANELLI Renato BELLINI Sabatino BELTRAMI Gaetano BENETTI Bruno BENETTI Maurizio BENVENUTI Bruno BERARDI Giovanni BIAGI Oscar BONETTI Giovanni BONINSEGNI Ludovico BOTTO Attalo CACCIA Anselmo CARAVAGLIOS Raffaele CARDINI Domenico CARDINI Marcello CASALI Ambrogio CASTAGNI Enrico CASTELLACCI Claudio CATTANEO Mario CENNI Giafranco 31 -dic-78 5-lug-88 11-apr-72 5-gen-60 17-mag-70 20-mar-07 31-dic-61 5-gen-60 20-ott-98 31-dic-66 30-mag-72 31-dic-60 7-apr-70 31-dic-60 1-giu-82 18-mar-80 31-dic-66 31-dic-61 5-gen-60 26-mag-87 17-ago-68 5-gen-60 5-gen-60 31-dic-60 31-mar-64 5-gen-60 1-feb-72 5-gen-60 4-giu-96 5-gen-60 15-mag-73 30-set-99 5-gen-60 18-gen-00 166 Uscita dal Club 31 -mag-79 31 -dic-93 1-feb-01 23-feb-96 8-lug-08 8-lug-08 1-lug-84 30-nov-77 3-lug-08 27-giu-03 1-lug-99 31-dic-69 24-dic-94 22-ago-83 22-gen-09 30-set-92 9-dic-94 31-dic-66 30-set-85 27-mar-09 22-set-70 10-nov-04 7-giu-69 15-giu-64 30-giu-72 31-dic-66 1-lug-04 31-dic-62 20-lug-07 3-nov-75 30-giu-92 31-dic-02 11-mag-75 31-dic-02 Cognome e Nome Entrata nel Club CIABATTI Romolo CIDONIO Erminio CIMA Alessandro CINQUINI Angelo CODECASA Fulvio CONTI Guido COZZANI Angelo DEL FREO Giuseppe DEL VITA Mario DI GRAZIA Graziano DINI Arnaldo DlNl Rolando DUCCI Varo FALCHINI Giovanni FANFANI Tommaso FAZZINI Giorgio FAZZINI Paolo FERNANDEZ Giulio FONIO Giangiacomo FORMAI Giuseppe FRANCHI Franco GALASSI Pietro GALASSINI Girolamo GALLENI Oscar GHIDINI Silvio GIANNOTTI Piero GOZZOLI Benozzo GRAFFAGNINI Renato GRAZZINI Giancarlo GRIDELLI Fulvio GUIDUGLI Giangiacomo GUIDUGLI Umberto IANTAFFI Francesco INCERPI Alfredo JANNETTI Giovanni 26-mag-90 5-gen-60 12-dic-78 31-dic-61 18-feb-97 17-giu-03 4-mar-80 5-gen-60 5-gen-60 14-gen-75 31-dic-60 17-mag-70 31-dic-78 31-mag-79 20-mag-85 31-dic-61 5-gen-60 26-mag-90 5-gen-60 24-mar-70 20-nov-79 31-dic-67 30-apr-74 5-gen-60 5-gen-60 15-mag-73 3-ago-65 5-gen-60 10-lug-84 20-gen-87 5-gen-60 9-giu-86 20-giu-72 27-ago-68 30-giu-85 167 Uscita dal Club 1-lug-94 31-dic-61 31-dic-85 31-dic-62 7-set-98 31-ott-06 10-mar-91 2-gen-64 31-dic-78 13-mar-79 30-ott-64 30-mar-71 30-giu-81 17-lug-80 31-dic-89 31-dic-63 21-ott-69 31-dic-92 12-giu-71 31 -dic-72 30-mar-94 11 -lug-74 10-mag-83 11-nov-86 30-set-61 25-lug-82 22-feb-83 31-dic-62 30-giu-85 14-mar-02 12-dic-79 8-feb-00 9-apr-96 31-dic-85 30-giu-88 Cognome e Nome Entrata nel Club LA RUSSA Achille LANDINI Vittorio LANZAVECCHIA Ettore LENZI Guglielmo LOMBARDI Giuseppe LUCARELLI Giuliano LUPORINI Marcello MANCIANTI Mariano MANGERUCA Marco MANSHOLT David Jan MARGARA Vittorio MARIANI Otello MARTELLI Dino MARTINELLI G. Omero MARTINOTTI Ferruccio MASSONI Fabrizio MELANDER Goran MENDUINI Alfredo MENEGHETTI Raimondo MERSI Renato MOZZI Gianmario MURABITO Rosario ORSI Giuseppe PACINI Giuseppe PALLINI Mauro PALMERINI Carlo PAOLINI Edoardo PARDI Victor Arthur PARDINI Dino PARDINI Francesco PARENTI Eugenio PELLICCIONI Vincenzo PETTINATO Franco PISANI John PISTORESI Augusto 5-gen-60 2-apr-96 5apr-77 5-gen-60 31-gen-61 5-gen-60 5-gen-60 5-gen-60 27-apr-04 23-mag-00 20-giu-72 31-dic-67 1-apr-80 15-set-70 5-gen-60 31-dic-60 31-lug-78 31-dic-67 31-dic-61 31-dic-64 19-apr-77 31-dic-70 5-gen-60 31-dic-60 11-mar-03 5-giu-70 20-mar-79 4-mag-93 5-gen-60 5-apr-83 20-giu-72 5-gen-60 10-ott-89 7-ott-65 31-dic-64 168 Uscita dal Club 6-mag-69 25-mar-09 12-dic-94 31-dic-69 7-mag-83 17-apr-88 31-dic-66 31-dic-60 12-dic-06 1-lug-04 I -ago-75 30mar-71 30-giu-84 28-gen-91 30-giu-74 31-dic-61 23-mar-85 26-set-72 31-dic-62 31-dic-67 7-feb-00 27-nov-72 31-dic-78 14-set-71 23-lug-07 31-dic-72 4-ago-94 30-nov-94 31-ott-72 7-giu-00 31-ott-77 31-dic-65 24-mag-95 21-giu-77 31-dic-72 Cognome e Nome Entrata nel Club POGGETTI Gianfranco RAGAGLINI Giorgio REPETTI Giuseppe RICKLER DEL MARE Cesare RIGHI Antonio SALVATORI Bruno SAMORY Massimo SANPAOLESI Guido SANTORO Ernesto SCARPELLINI Giuseppe SCHONFELD Gabriele SCOTTI Goffredo SERGIAMPIETRI Gianfranco SIMONELLI Giovanni STHYR Herald TAJOLI Luciano TOMEI Pio TOMMASI Paolo TONINI Nicola URBANO Ugo VELLA Angelo VERUNELLI Francesco ZANCO Aurelio 6-apr-93 5-gen-60 31-dic-64 15-mar-83 28-nov-78 1-mar-65 31 -dic-69 5-gen-60 20-giu-78 21-ott-75 11-lug-78 5-gen-60 30-mag-72 1-giu-93 5-gen-60 19-mag-70 31-dic-61 23-giu-87 5-gen-60 31-dic-66 31-dic-68 30-mar-99 31-ott-65 169 Uscita dal Club 9-apr-99 21-giu-77 31-mar-87 21 -lug-03 30-giu-84 11-giu-80 28-feb-79 12-gen-81 9-giu-97 12-set-94 8-set-94 6-set-94 11-gen-83 30-set-97 31-dic-66 4-ago-96 31-dic-69 19-mag-03 1 5-ott-69 7-lug-97 11-apr-72 2-feb-04 31-dic-79 170 BIBLIOGRAFIA G. Mozzi - (Rotary Club Viareggio Versilia): Vent’anni 1960 -1980. G. Mozzi - (Rotary Club Viareggio Versilia): Quarant’anni 1960 – 2000; Tip.Nepi Viareggio (2000). G. Mozzi - Premio dell’Artigiano; Mauro Baroni Edit., Viareggio (1996) (i primi 15 anni – 1981 - 1995). P. Bottari - 70 anni di Rotary a Lucca; Francesconi Stampa, Lucca (2005). L. Lischi, G.Meucci, E.Pala e S.Sani – I Settanta anni del Rotary Club di Pisa, (1934-2004). Bollettini settimanali del Club (1968-69/2008-2009). 171 172 Ringraziamenti Al termine di questo impegno, che oltretutto mi ha permesso di conoscere meglio il nostro Club, è mio dovere ringraziare quanti mi hanno aiutato anche con osservazioni a volte molto pertinenti. In modo particolare sono grato ai nostri due Past Governor, Carlo Riccomagno e Paolo Margara; al Presidente Francesco Gaspa; ai Past President Marcello Pardini, Florindo Cerri, Marco Fabrizio Saettone, Vasco Scarpellini, Vittorio Pasquini; ai Soci Paolo Dinelli, Marina Gridelli, Mario Margara, Elisabetta Matteucci, Francesco Sodini; ai rotaractiani Francesco Spina e Libia Covino ed all’ex rotaractiano Paolo Vaglio. A tutti loro un grazie di cuore per avermi fornito materiale utile nella ricostruzione della cinquantenaria storia del nostro Club. 173 Boris Giannaccini 174 INDICE Un po’ di Storia pag. La Ruota e la Bandiera “ La Fondazione “ Iniziative per i giovani “ Il Rotaract “ Sedi stabili ed occasionali del Club “ Gemellaggi “ Varie iniziative “ Le donne nel Rotary “ Forum della Fascia Costiera “ Il Premio Galileo Galilei (ex Premio Forte dei Marmi) “ Premio dell’Artigiano “ Premio Internazionale Barsanti e Matteucci “ Premio Internazionale Artiglio e Fondazione Artiglio Europa “ Il Museo della Marineria “ La Galleria d’Arte Moderna “ I nostri tre Governatori “ Francesco Barone “ Carlo Riccomagno “ Paolo Margara “ I Presidenti del Club “ Il C.D. (anno di fondazione) e il C.D. (del Cinquantenario) “ I Soci Attivi del Club “ I Soci che hanno fatto parte del Club “ Bibliografia “ Ringraziamenti “ “ 175 5 9 10 18 24 31 40 51 70 73 80 83 93 103 133 139 141 141 145 155 162 163 164 166 171 173 Finito di stampare nel mese di ottobre 2009 Arti Grafiche “Mario e Graziella Pezzini” - Viareggio www.pezzinieditore.it ©PEZZINI EDITORE - ISBN 978-88-88522-71-5 176