EO[ ORGANO DELLA FAMIGLIA SALESIANA ANNO XCVIII • N . 13 • 1 0 LUGLIO 1974 Spediz. in abbon . post . - Gruppo 2^ (70) - 1 • quindicina BOLLETTINO SALESIANO Anno XCVIII - N . 13 Luglio 1974 Direttore responsabile DON TERESIO BOSCO Impaginazione Luigi Zonta - Ufficio Tecnico SEI Direzione e Amministrazione Via Maria Ausiliatrice, 32 10100 Torino C .C.P . 1-5115 intestato a : Dir. Gen . Opere D . Bosco - Roma per nuom cooperatori regolamento Officine Grafiche SEI SOMMARIO Editoriale 2. er nuovi Cooperatori, Regolamento rinnovato - Chi sono i Cooperatori salesiani Art ; 6. LDC : quei difficili diagrammi 10 . Un'idea che ha 120 anni 12. 24 maggio a Valdocco 14. Vietnam : uno strano passaporto 16. Ecuador : 180 stazioni missionarie 18. Cristo chiama ancora 22. Nievesita di tutti 25. Un milione per quadro 26. Le operaie del catechismo 31 . Exallievi ; nuova residenza :la 15 . Incontri del Consiglio Superiore 21 . Il card . Silva e il card . Trochta 28 . aolo VI : « Le promesse di cui siete portatori» 28 . A concorso il manifesto del 'Centenario Missioni' 28 . Verso il rinnovamento le Suore di don Variara 28 . II lebbroso più piccolo 29 . D . Ricceri e il 75° di Baracaldo 29 . Campeggio con la Bibbia 29 . Zio Aldo delle periferie 29 . Dio esiste per i poveri? 29. Rischiatutto a Hong Kong 30 . Nomine di Salesiani 30. Indios all'Università 30. Le Missioni chiedono personale 30. Gemellaggio Ivrea-Agaramcheri 30. II «Bollettino» all'Università Rubriche 5 . Educhiamo come Don Bosco : «Insegnategli ad aprirvi il cuore» 24 . ubblicazioni Salesiane 30 . Microrealizzazione n . 8 32 . Grazie per intercessione di M . Ausiliatrice e dei nostri Santi 34 . Salesiani e Cooperatori defunti 35 . Crociata Missionaria In La crisi delle vocazioni tra i giovani d'oggi è una delle più drammatiche nella Chiesa . ubblichiamo (pp . 18-21) una sintesi del «piano pastorale per le vocazioni in Italia» preparato dai nostri Vescovi : un programma concreto per affrontare la crisi . nuovo passo avanti per la Famiglia I ISalesiana, lungo la strada del rinnovamento aperta dal Concilio e dal Capitolo Generale Speciale, si chiama oggi « Nuovo Regolamento dei Cooperatori salesiani ». Esso è stato approvato dal Rettor Maggiore e da lui consegnato ufficialmente ai Cooperatori, in Roma, nella giornata di asqua il 4 aprile scorso, in una cerimonia semplice e raccolta. I Cooperatori hanno ora un Regolamento moderno, che nello stesso tempo è fedele a Don Bosco e al Concilio . Un testo non imposto dall'alto ma nato da larga consultazione della base . Un testo costruito con calma e riflessione, attraverso lo studio degli esperti, e un attento « ascolto degli altri » che ha permesso di assimilare le esperienze vissute . Il precedente regolamento risaliva a Don Bosco, al lontano 1876, e pur avendo l'autorevolezza del fondatore, per diversi aspetti non si adattava più all'apostolato laico d'oggi . I Salesiani nel loro ultimo Capitolo Generale avevano riconosciuto tutto questo, e avevano concluso : « roponiamo che un gruppo di esperti, Salesiani e Cooperatori, rediga il nuovo regolamento » (Atti, n . iqo) : un testo che sia «sintesi del Regolamento di Don Bosco, e dell'attuale visione del laico nella Chiesa* (Atti, n . 736) . Questo aggiornamento è ora un fatto compiuto . Nella tabella pubblicata più avanti è facile constatare con quanto impegno si sia proceduto . Hanno lavorato Cooperatori, Salesiani, Figlie di Ma- ria Ausiliatrice, giovani e adulti, con culture e mentalità di cinque continenti, dall'Africa Centrale all'Australia, dalle Filippine alla Jugoslavia . Si sono avuti tali e tanti consigli, correzioni, emendamenti alle varie redazioni del testo, che non c'è parola o frase - si può dire - che non sia stata rigirata, sostituita, levigata . È dunque un Regolamento fatto non al di sopra delle teste dei Cooperatori, ma con le loro teste, e con il loro cuore . Realizzare se stesso oggi Che cosa viene a dire, in sostanza, il nuovo Regolamento ? Sono 24 pagine di testo, e 33 articoli divisi in due parti . Nella prima parte si dice « Chi sono i Cooperatori*, e nella seconda «Come sono organizzati» . Il discorso comincia con un atto di fede nella presenza operante di Dio nella storia umana : « Lo Spirito Santo, attraverso Don Bosco, ha donato alla Chiesa e al mondo i Cooperatori salesiani » . Alla radice, come per ogni realtà salesiana, c'è il progetto apostolico di Don Bosco verso la gioventù, e c'è la sua duttilità nei confronti di ogni ceto di persone, anche quelle non vincolate nella vita religiosa : « Nel Regolamento - scrive a preambolo il Rettor Maggiore - la missione e lo spirito di Don Bosco sono tradotti in chiave secolare ». In questa prospettiva viene riportata la definizione basilare data da Don Bosco stesso : « Il Cooperatore è un vero salesiano nel mon- Dalla asqua di quest'anno i Cooperatori salesiani possiedono un "Nuovo Regolamento", fedele allo spirito di Don Bosco e alle aperture conciliare . È assai più che un insieme di norme da praticare : è un testo da meditare e pregare, una regola di vita offerta ai 141 .000 Cooperatori salesiani oggi militanti nel mondo . do » . Egli si vede così chiamato a «realizzare se stesso oggi, secondo il progetto apostolico di Don Bosco, in collaborazione con gli altri membri della Famiglia Salesiana » (art. 7) . La sua missione si arricchisce delle colorazioni tipiche dei tempi e dei luoghi . Don Bosco parlava nel 1876 di catechismi, di cura delle vocazioni, di diffusione della buona stampa, di fanciulli pericolanti e perciò bisognosi della carità dei buoni, chi mezzi materiali da donare « sull'esempio delle prime comunità cristiane » . Oggi il Regolamento specifica e aggiunge nuovi settori come la droga, l'emarginazione, i problemi sociali e familiari, gli strumenti di comunicazione sociale, l'ecumenismo . Il tutto nell'ambito della comprensione e discrezione : «Il Regolamento - precisa in apertura il Rettor Maggiore ai Cooperatori - non ha inteso imporvi pesi e impegni complicati ; esso propone una gamma di attuazioni nella missione salesiana, sì da offrire a ognuno la gioia di parteciparvi secondo le possibilità offerte dalla propria condizione di vita ». Accettare una vocazione Chi può diventare Cooperatore salesiano ? « Chi avendo compiuto 16 anni esprime la volontà di collaborare alla realizzazione del progetto di Don Bosco » (art . z2) . Diventare Cooperatore è, accettare una vocazione, frutto di «libera scelta » . Una vocazione che è « dono dello Spirito », un « dono che si accoglie con gioia e si vive con fedeltà, sorretti dall'affetto, dalla preghiera e dalla testimonianza dei propri fratelli della Famiglia Salesiana » . Il nuovo testo è assai più che un insieme di norme pratiche : è in realtà uno statuto, una costituzione, una vera regola di vita . La figura del Cooperatore vi è scolpita in linee spirituali che si possono incarnare sotto tutti i climi e sotto tutti i colori di pelle . Essa consente al Cooperatore di collocarsi e qualificarsi - per fisionomia e tipo di attività - in modo inconfondibile nell'ambito dell'associazionismo cattolico . Un Regolamento dunque che si offre ai 141 .ooo Cooperatori salesiani raccolti in 930 centri diffusi nel mondo, per essere vissuto, e prima ancora - a nutrimento del cuore per essere meditato e pregato . ENZO BIANCO COME SI È GIUNTI AL NUOVO REGOLAMENTO rima del Capitolo Generale Speciale . Era stato redatto per iniziativa di don Fiora un primo abbozzo di Regolamento rinnovato . II CGS (1971) decide la creazione di una commissione preparatoria . Gennaio 1973 . Si invia ai Consigli Nazionali e Ispettoriali dei Cooperatori una «proposta di iter» per i lavori, e la richiesta di un parere . Aprile 1973 . In base alle risposte ottenute, la commissione preparatoria redige un «antiprogetto di regolamento». Tradotto in cinque lingue, viene inviato ai Consiglieri Nazionali e Ispettoriali con l'invito di farlo conoscere a tutti i settori della Famiglia Salesiana . Estate-autunno 1973 . Il progetto è studiato dalla base . Si riuniscono a Madrid e Ariccia i Consigli nazionali spagnoli e italiani . Le osservazioni sono inoltrate a Roma . Fine 1973 . Un gruppo di esperti elabora 2000 schede di osservazioni, propone un «testo corretto», e compila un documento di 80 cartelle che lo spiega . Gennaio 1974 . A Roma la commissione tecnica internazionale vaglia il « testo corretto» giungendo a una nuova redazione . 31 gennaio 1974 . II nuovo testo viene consegnato al Rettor Maggiore . Febbraio 1974. Una commissione di 4 Consiglieri Superiori (don Raineri don Fiora, don Mélida, don illa) studia il documento ; gli emendamenti proposti vengono quindi discussi dal Consiglio Superiore . 3 aprile 1974 . Il Rettor Maggiore firma il documento definitivo . 14 aprile 1974. Il Rettor Maggiore promulga il nuovo Regolamento . 3 CHI SONO I COO ERATORI SALESIANI resentiamo il primo capitoletto del nuovo «Regolamento», in cui viene delineata la figura del Cooperatore salesiano . UNA VITA EVANGELICA NEL MONDO « I Cooperatori e le Cooperatrici non sono altro che buoni cristiani, i quali vivendo in seno alle proprie famiglie, mantengono in mezzo al mondo lo spirito della Congregazione» (Don Bosco) . 1 . Apostoli secolari Come cristiani convinti e attivi, vogliamo seguire Cristo, « l'Uomo perfetto » inviato dal adre a servire gli uomini in mezzo al mondo . er questo tendiamo a realizzare, nelle ordinarie condizioni di vita, l'ideale evangelico dell'amore a Dio e ai fratelli e a formare con essi comunità credenti e fraterne . 2. Impegno cristiano in famiglia Consapevole dei valori della famiglia, ogni Cooperatore, celibe o sposato, mira a formare con i propri familiari una « chiesa domestica » . Cura la crescita umana e cristiana dei suoi membri . Favorisce il mutuo affetto e la preghiera comune . Si apre alla collaborazione con le altre famiglie e con le istituzioni educative, ecclesiali e civili . resta generosa ospitalità, e soccorre i propri fratelli bisognosi, a cominciare dai più vicini . 3 . Vita matrimoniale e responsabilità educativa I Cooperatori sposati si impegnano, nel matrimonio, alla comunione dei propri valori umani, a essere responsabili ministri dell'amore di Dio, testimoni della fede in Lui, e collaboratori della sua grazia . rimi educatori dei figli, propongono loro con la parola e con l'esempio i comportamenti di una vita cristiana autentica, lo aiutano a scoprire e a seguire la propria vocazione, li avviano all'azione apostolica . 4. Testimonianza evangelica nel lavoro Nel lavoro, nello studio e nel tempo libero, il Cooperatore è testimone di Cristo - con l'onestà e la coerenza della sua vita ; - con la partecipazione alle condizioni di vita e di lavoro dei fratelli, ai loro dolori e alle loro giuste aspirazioni ; - con l'impegno a risanare e rinnovare le mentalità, i costumi, le leggi e le strutture dei gruppi in cui vive e opera, per renderle più conformi alle esigenze evangeliche di giustizia, di fraternità e di libertà . A questo fine si preoccupa di qualificarsi e di svolgere il suo lavoro con intraprendenza, per contribuire all'edificazione e al progresso della comunità umana . 5 . Nello spirito delle Beatitudini I valori che il Signore propone a tutti i cristiani nel Discorso della montagna ispirano la nostra vita . La povertà evangelica ci guida ad amministrare i beni materiali e spirituali con criteri di semplicità e di servizio generoso ai fratelli, e a rifuggire da ogni forma di lusso e di ostentazione . Lo spirito evangelico di castità ci stimola a una vita celibe o matrimoniale integra e gioiosa . L'ubbidienza filiale a Dio ci illumina e sostiene nell'adempimento fedele degli impegni familiari, professionali e sociali . Vogliamo trasformare tutta la nostra vita in una liturgia : il lavoro, il sollievo e le iniziative apostoliche, le gioie e le sofferenze sono così vissute nello Spirito del Signore e diventano un dono a Lui gradito . 6 . La vita di preghiera artecipiamo in maniera attiva alla liturgia della Chiesa . Momenti forti della nostra preghiera sono : • la meditazione della arola di Dio, l'Eucarestia intensamente vissuta, il sacramento della Riconciliazione con Dio e con i fratelli . Siamo invitati a curare la « revisione di vita » per verificare se la fede, la speranza e la carità animano veramente la nostra storia personale e comunitaria . a 1l Rettor Maggiore consegna il nuovo Regolamento ai Cooperatori durante la Messa di asqua. Nella pagina precedente : 1l nuovo Regolamento tra le offerte che stanno per essere portate sull'altare nella Messa di asqua . fi racconto di Don Bosco fece sui ragazzi un impressione indelebile . Mentre si avviavano a dormire, rimuginavano nel cuore propositi di vita migliore . Lindomani mattina ci fu un'irruzione di ragazzi a confessarsi da Don Bosco . Il ragazzo col volto tutto coperto di macchie nere si confessò anche lui da Don Bosco. Effettivamente moriva il 5 dicembre, alle 11 di notte, fulminato dà una violenta malattia, all'ospedale San Giovanni Vecchio di Torino. • Don Bosco sapeva bene che i ragazzi, soprattutto nell'adolescenza, tendono d'istinto a tenere nascoste agli occhi degli adulti le loro lotte morali, i loro crolli e i loro fallimenti . Occorre illuminarli con la lampada della comprensione, con la luce della arola di Dio e della bontà, se si vuole aiutarli a liberarsi dai loro tormenti segreti . • L'adolescente tende all'autonomia e all'indipendenza . Ma gli adulti non possono rinunciare a esercitare il loro controllo e a guidarli con tutta bontà . Occorre essere comprensivi quando si tratta di analizzare o discutere i sentimenti e i desideri dei giovani ; ma occorre essere irremovibili quando si ci trova di fronte a un comportamento morale che va contro la legge di Dio ed è inaccettabile . Occorre rispettare le opinioni e gli atteggiamenti dei ragazzi, occorre dare la giusta importanza ai loro sogni e ai loro desideri, ma bisogna riservarsi il diritto di bloccare e di indirizzare altrimenti alcune delle loro azioni . In quanto adulti, non vogliamo essere i loro deboli compagni di gioco ; siamo invece i loro affettuosi custodi, solleciti e forti per fronteggiare la loro temporanea animosità quando si tratta di pericoli morali o, peggio, di peccati . « Ho vegliato su di loro e nessuno di loro è andato perduto», diceva Gesù nella preghiera sacerdotale, a proposito dei discepoli che il adre Celeste gli aveva affidato . Si era. già fatto buio all'Oratorio di Torino: era l'l1 novembre 1873. Don Bosco aveva raccolto i suoi ragazzi per le preghiere della sera e stava dando la cosiddetta "buonanotte" (una specie di commiato spirituale prima del sonno, o meglio un'ultima seminagione di parole di bontà) . uella sera raccontò un sogno che aveva fatto la notte precedente . La narrazione che ci è conservata è del suo segretario don Berto che lo trascrisse come al magnetofono, a mano a mano che Don Bosco lo raccontava . Eccolo : « Mi pareva di andare a visitare i dormitori. Trovai i ragazzi tutti seduti sul loro letto . A un tratto mi vidi di fronte un uomo sconosciuto, che mi prese la lucerna di mano e mi disse : "Vieni e vedrai". lo /o seguii. Egli si avvicinava al letto di ogni ragazzo, alzava la lucerna verso la loro fronte e m'invitava a guardare attentamente . Guardai e sulla fronte di ognuno vedevo scritti tutti i loro peccati. Lo sconosciuto mi raccomandò di annotarli; ma io pensando che me ne sarei senz'altro ricordato, tralasciai di farlo. Ma poco dopo mi accorsi che mi sarebbe stato impossibile ricordare tutte quelle cose e allora rifeci la sfilata e annotai ogni peccato sul mio taccuino . In un lungo dormitorio la mia guida mi fece vedere un folto numero di ragazzi che avevano il volto e la fronte bianca e nitida come la neve . Ebbi un sobbalzo di gioia . Lui tirò avanti; poi mi indicò un ragazzo che aveva la faccia tutta coperta di macchie nere; e come lui ne vidi altri e poi altri ancora; io scrivevo tutto e fra me pensavo : "Così li potrò avvisare singolarmente". Finito il giro di ispezione, sentii da un angolo salire il canto funebre del Miserere . Chiesi turbato chi fosse morto. E lo sconosciuto mi rispose: "E morto quel ragazzo che hai visto tutto coperto di macchie nere". "Ma come? - gli osservai sbigottito; - ieri sera era ancora vivo; l'ho visto passeggiare e giocare". La mia guida aprì un calendarietto e mi invitò a leggervi una data : 5 dicembre 1873. In quel momento mi svegliai » . • So il ragazzo trova negli educatori e nei genitori fermezza e comprensione, è facile che si apra . Una ragazza raccontò, a riguardo di una sua dolorosa esperienza morale : « Mia madre mi fece notare che io dovevo aver confidenza in lei e che da tempo si era accorta che ero turbata e che non avevo i I coraggio di guardarla negli occhi . Non seppi far altro che mettermi a piangere. Mamma era molto triste e mi pregò di raccontarle tutto, per quanto brutto potesse essere, ché essa era sempre la mia mamma. '"Non posso dirtelo, mamma, perché ho vergogna . Ti do il mio diario". Glielo diedi e mi chiusi in camera dove piansi . Ora mamma stava leggendo quella cosa spaventosa . Che cosa avrebbe detto? oi, essa venne nella mia camera, mi abbracciò e mi disse : " overa, cara bambina, hai dovuto provare così presto e in modo così avvilente ciò che doveva essere la cosa più bella della tua vita" » . Con Don Bosco, i ragazzi si aprivano nel sacramento della riconciliazione . CARLO DE AMBROGIO 5 quei difficili d189 affiffil T orino . Sull'intasatissimo corso Francia, all'altezza dell'antica «borgata Leumann », si delinea un edificio imponente, quasi di sbieco rispetto alla carreggiata del corso . Sul frontone, tre grosse lettere in ceramica : LDC . È la sede del « Centro Catechistico Salesiano » . All'interno, grandi corridoi su cui si aprono, al di là di pareti divisorie in vetro, sale e uffici . E dappertutto, in maniera ossessionante, libri e riviste . Le copertine vivaci coprono tavoli, fasciano pareti, traboccano dappertutto . Non lontano di qui, in edifici non meno imponenti, la ianelli-Traversa costruisce gioielli di meccanica ; la Castor fabbrica e riveste di nitidi colori «ciò che è desiderabile in cucina » ; la Maxi-Standa vende « tutto ciò che occorre per il vostro benessere » . Dai grandi corridoi dell'LDC non esce nessuna merce accumulabile sui banconi della Maxi-Standa, o che possa entrare in concorrenza con le fabbriche dei dintorni . Tra queste pareti si approfondisce, e si riveste in forme geniali, adatte all'uomo degli anni '70, il messaggio di Gesù Cristo . I 40 salesiani che lavorano qui, al termine del mese non ritirano nessuna busta di stipendio . E gli utili dell'azienda non si calcolano sulle tabelle delle entrate e delle uscite, ma su quei difficili diagrammi che parlano di «sensibilizzazione cristiana dei giovani » e di «mentalità di fede degli adulti » . Il direttore dei 40 salesiani si chiama don Angelo Viganò, un lombardo dai capelli bianchi e dalla faccia decisa . L'abbiamo intervistato per i let 6 tori del Bollettino. - uò tracciarci in breve la storia di questo « Centro » ? - Nel lontano 1938, papa io XI rivolse ai Superiori Maggiori dei religiosi una famosa esortazione : «Bisogna che diate nuovo slancio di attività agli Oratori festivi e alla perfetta organizzazione del Catechismo » . Nell'ottobre dell'anno seguente, il Rettor Maggiore dei Salesiani, don ietro Ricaldone, creò l'Ufficio Catechistico Centrale Salesiano, alle sue dirette dipendenze . Dall'attività di quell'Ufficio nacquero i primi sussidi catechistici, tra cui il famoso Il Re dei Libri. Fu un testo di catechismo a colori fortunatissimo, che inondò l'Italia, e divenne il modello di moltissimi altri testi . Seguirono a ruota le Filmine Don Bosco che ebbero pure un notevolissimo successo . A questo punto don Ricaldone fondò la Libreria della Dottrina Cristiana, l'editrice che doveva pubblicare i libri e i sussidi preparati dall'Ufficio Catechistico . L'LDC nacque in piena guerra, e fu un-vero atto di fede . L'8 dicembre 1941 ricorreva il centenario della prima lezione di catechismo che Don Bosco fece a Bartolomeo Garelli, nella sacrestia di S . Francesco . roprio in quella occasione, il Rettor Maggiore promise di fondare, accanto alla casetta dove nacque Don Bosco, la Libreria della Dottrina Cristiana. Esisteva già da anni la rivista Catechési, che era stata diretta anche da validissimi salesiani come don Cojazzi e don Rufillo Uguccioni . Nel 1941 essa divenne la rivista dell'Ufficio catechistico . Nel dopoguerra l'Ufficio cambiò nome. Si ribattezzò « Centro Catechistico Salesiano ». In quegli anni iniziò la clamorosa e non ancora dimenticata « Crociata Catechistica » . È il tempo dei libretti Lux, dei foglietti di propaganda aggressiva, dei congressi, comizi, dibattiti di cui fu non poca parte il nostro dinamicissimo don Alessi . Si respirava un Cristianesimo di battaglia, e i propagandisti del Catechismo avevano uno stile d'assalto . uel decennio di lavoro intensissimo ed entusiasmante richiamò anche l'attenzione della Sacra Congregazione del Concilio . uando essa dovette organizzare, nel 195o, il rimo Congresso Catechistico Internazionale, ne affidò la Segreteria e la mostra al Centro Catechistico Salesiano . Dopo il 195o i tempi cambiarono rapidamente . Si dovevano combattere meno battaglie e scendere più in profondità . Gli italiani andavano a scuola, i libri sostituivano gli slogans. Il Centro adeguò il suo personale e la sua organizzazione alla sensibilità nuova . Fu sempre meno il punto di riferimento di attivisti cristiani, e sempre più centro di formazione per evangelizzatori e catechisti . Nel 1963, divenuto ormai comunità salesiana autonoma, il Centro ebbe la sua nuova sede a TorinoLeumann . Erano ormai gli anni del Concilio, che apportava alla Chiesa un profondo rinnovamento pastorale richiesto dai tempi . Il Centro Catechistico si trovò pronto a dare alle Chiese locali un notevole contributo di studio e di azione rinnovatrice in ogni campo dell'evangelizzazione per l'uomo moderno . - La Congregazione Salesiana affida ai confratelli delle scuole professionali il compito di preparare gli operai cristiani della nuova generazione ; ai missionari che lavorano fra tribù primitive il compito di portare il Vangelo e di difenderle dall'urto violento con la civiltà occidentale ; ai Salesiani che lavorano in case tipo Arese quello di recuperare alla società i giovani che vengono emarginati . Ai 40 salesiani del Centro Catechistico, quale missione ha affidato la Congregazione? - Con parole difficili direi che ci è stata affidata la missione di essere « l'espressione della vocazione evangelizzatrice e catechistica » dei Salesiani . Con parole più semplici : noi dobbiamo essere in Italia un punto di irradiazione del Vangelo, del messaggio di Gesù Cristo. Dobbiamo essere nella Congregazione una coscienza che si interroga : noi Salesiani stiamo evangelizzando ? o ci esauriamo nell'insegnamento, nello sport, nella costruzione di edifici? Una coscienza che richiama, che esorta a tornare continuamente al punto centrale della nostra missione : portare il messaggio di Cristo ai giovani e al popolo . E dobbiamo essere anche un motore potente, dinamico, che stimola, offre sussidi per facilitare la missione, aiuta a rinnovarsi, ad approfondire . E offre questo servizio non solo ai confratelli, ma a tutti i sacerdoti, i religiosi, i cristiani impegnati d'Italia . - La rivista del vostro Centro ha come titolo « Catechési » . Voi siete specialisti in « catechési » . Mi scusi, ma alla gente questa sembra una delle tante parole misteriose (come carisma, escatologia . . .) venute di moda dopo il Concilio. Fa persino meraviglia che i Salesiani l'avessero adottata alcuni decenni prima . Che vuol dire in parole povere? - Il vostro si chiama Centro Catechistico « Salesiano » . Vuol dire soltanto che quelli che lavorano qui sono dei salesiani, o anche che il vostro lavoro ha una «impronta» salesiana ? - Il nostro lavoro ha, deve avere, un'impronta salesiana . Esistono alcune « costanti » nel sistema salesiano che noi vogliamo conservare . Abbiamo un'attenzione particolare per i giovani, specialmente i più poveri. E - « Catechési » è una delle parole più antiche della Chiesa, e «catechismo* vuole indicare un qualcosa reso facile e comprensibile . Chi di noi non è andato da ragazzetto al «catechismo » ? « Catechési », se vogliamo semplificare le cose, vuol dire « annunciare agli uomini di oggi il Messaggio che Gesù Cristo ha portato agli uomini di tutti i tempi» . Noi del Centro dobbiamo essere specialisti in questo insegnamento, in questo annuncio . uesto esige : profonda conoscenza della Sacra Scrittura, in cui è conservata la parola di Dio ; conoscenza della Chiesa fondata da Cristo, che da 2ooo anni vive e annuncia tra gli uomini il messaggio ; conoscenza ed esperienza dell'azione liturgico-sacramentale attraverso cui passa la Grazia ; e conoscenza seria degli uomini del nostro tempo, a cui dobbiamo portare il messaggio cristiano . Noi diciamo tutto questo con quattro parole « difficili » : specializzazione biblica, ecclesiale, liturgica, antropologica . questo ci costringe ad un modo di pensare e di parlare che abbia il gusto della novità, l'attenzione alla vita che cresce, la sensibilità alle generazioni che cambiano, lo stile di vitalità giovanile . Guardiamo pure con particolare attenzione ai «ceti popolari », cioè alla gente umile, semplice, non colta del popolo . E questo ci aiuta a partire sempre dalla concretezza delle situazioni della vita, a usare un linguaggio che non causi noia, pieno di gaiezza e di gioia . Tutto questo è stile salesiano, inconfondibile, lasciatoci in eredità da Don Bosco . - Come si struttura attualmente questo Centro Catechistico? - È difficile tracciare uno schema preciso di una cosa viva, che cresce e si modifica insieme alla realtà che le sta attorno . Tuttavia, grosso modo, possiamo dire così : tutta questa ecoLa sede dell'LDC, sul corso Francia, all'altezza della borgata Leumann (Torino) . munità salesiana forma il Centro Catechistico . Il nucleo del Centro Catechistico è il « Gruppo di Studio », che comprende un gruppo di specialisti nei vari «settori» della catechesi (catechisti, adulti, giovani, ragazzi, fanciulli, bambini, audiovisivi, Bibbia, liturgia, musica e dischi, bienni, pastorale giovanile) più i direttori delle varie riviste del Centro . Espressione editoriale del Centro è l'editrice LDC, che cura la stampa, la pubblicità, la diffusione e le vendite sia del materiale librario che degli audiovisivi . Il settore « audiovisivi » ha grande importanza, ma purtroppo non dispone del personale sufficiente per lo sviluppo che dovrebbe avere . L'anno scorso facevano parte della nostra comunità anche alcuni componenti del « Centro di astorale Giovanile », che ora ha la propria sede in iazza M . Ausiliatrice 9, in Torino . - Ha fatto cenno alle riviste . Ce le vuole presentare brevemente? - La rivista-base, quella che porta il pensiero del Centro Catechistico, è Catechesi. Ha 43 anni di vita . Fu fondata da don Cojazzi insieme a mons . Montalbetti. E fu proprio don Cojazzi a volere quel titolo . È un servizio che dà indicazioni per ogni livello di età (dai bambini agli adulti) sul «come si deve catechizzare ed evangelizzare », e vuole offrire sussidi concreti per questa missione . uest'anno esce affiancata da un quindicinale, Fotoproblemi, con fotogrammi in bianco-nero che aiutano a riflettere su un determinato problema (l'operaio, il bambino, il malato . . .) . Il successo del quindicinale è stato notevole. Le altre riviste : Rivista Liturgica, arole di Vita e Canto dell'Assemblea, rappresentano tre aspetti della nostra Editrice e del lavoro del nostro Centro . Rivista Liturgica, che elaboriamo in collaborazione con i Benedettini, ha portato avanti una riflessione notevole sui Sacramenti, assai apprezzata dalla Chiesa italiana . arole di Vita, redatta insieme all'Associazione Biblica Italiana, fa un discorso di approfondimento e di popolarizzazione della arola di Dio . Canto dell'Assemblea, preparata in accordo con Universa Laus che opera a livello europeo, promuove il rinnovamento del canto nelle Assemblee cristiane . 8 Guerrino era accanto e una serie di cartelloni sulla figura di Cristo, da lui realizzati . Nella pagina accanto : II settore audiovisivi è uno dei più importanti nella catechesi moderna . L'LDC edita pure le riviste Dimensioni Nuove e Note di astorale Giovanile, assai importanti e diffuse, che dipendono direttamente dal « Centro Salesiano di astorale Giovanile » . - uale iniziativa sta attualmente impegnando di più le vostre forze ? - La preparazione di «batterie » di sussidi . Mi spiego . Oggi, a livello nazionale, stanno uscendo i « catechismi » per le varie categorie di persone : bambini, fanciulli, ragazzi, giovani, adulti . Noi non riteniamo sufficiente la pubblicazione dei testi . er ognuno occorre : una guida per i genitori, una guida per gli insegnanti, un quaderno attivo per il fanciullo e il ragazzo, schede di ricerca, e un insieme di sussidi che traduca il messaggio in termini audiovisivi : cartelloni, flanel, filmine, diapositive, dischi, cassette, video-cassette . uest'insieme di cose convergenti attorno al catechismo, possiamo chiamarlo «batteria ». È un lavoro notevole che impegna molte forze . - Molti dei canti che si sentono oggi nelle chiese italiane nascono qui . Siete, se permette, una specie di «Sanremo » delle parrocchie italiane . Non le sembrano un po' poveri questi canti? - Non direi che i «canti» editi da noi e da altri, possano meritare questa osservazione . I tentativi per una via nuova sono certo imperfetti rispetto all'inestimabile patrimonio di canti che la Chiesa aveva elaborato nello spazio di secoli . Tuttavia i 250 canti raccolti nel volume La famiglia cristiana nella Casa del adre sono giudicati validi, attuali, interessanti . La Regione iemontese, quella dell'Emilia-Romagna, quella Veneta e molte altre diocesi li hanno adottati . E stiamo, con la dovuta pensosità e delicatezza, procedendo anche al recupero dell'enorme tesoro della musica che la lingua latina dei testi blocca per tante comunità . Occorre stendere testi più che dignitosi in lingua, preparare i libri per i cantori e gli accompagnatori, confezionare i dischi . - In questi anni avete organizzato « Bienni di astorale » che hanno avuto eco notevole . Mi vuol dire in che consistono? - Siamo partiti da una costatazione di base . erché ci sia un animatore catechistico per ogni «zona parrocchiale» (che comprende in genere 20 parrocchie), in Italia dovremmo prepararne circa 8ooo . Tracciando un programma di massima, abbiamo concluso che con la frequenza di una scuola specializzata per due anni (un solo giorno alla settimana di scuola : 7 ore di impegno intenso) un sacerdote, una suora o un laico fornito di licenza di scuola superiore, avrebbe potuto specializzarsi come « animatore catechistico » . E abbiamo cominciato . Sette anni fa abbiamo iniziato qui, a Leumann, con 70 iscritti . Trapiantammo quindi l'esperienza a Torino-città, a Milano, a Verona, in uglia. E ci apprestiamo a iniziarla in Calabria, Sicilia e Sardegna . Non intendiamo farne un nostro ghetto appena una regione è attrezzata per rilevare l'iniziativa in proprio, gliela passiamo volentieri, continuando a dare tutti gli aiuti possibili . Così stiamo facendo a Torino e a Milano . A tutt'oggi, da questi Bienni sono usciti circa i 500 operatori catechisti specializzati . I nostri corsi non sono a livello universitario, come quelli tenuti nelle facoltà di arigi, Lovanio, Roma . Vogliono invece occupare un livello intermedio, tra l'operatore diretto e lo specialista universitario . Il successo di questa iniziativa, che grava molto sulle spalle del nostro personale, è davvero notevole . - uand'io ero ragazzo, le « Filmine Don Bosco » facevano furori con i cineromanzi del « Vittorioso ». oi ebbero grande successo le filmine dei Vangeli domenicali . Ora il settore filmine che fa? - Le filmine sono preparate dal Centro Audiovisivi . oiché il personale addetto a questo ramo non è assolutamente sufficiente, abbiamo puntato ogni forza disponibile sul catechismo e l'evangelizzazione, lasciando sospeso il settore ricreativo e scolastico . Stiamo attualmente curando tre serie di diapositive assai impegnative : Le diapositive bibliche, I problemi dell'uomo d'oggi, e la Serie iconografica su Cristo e la Chiesa . La prima è una serie di documenti storici e geografici sulla alestina di oggi, la terra che vide Cristo e in cui operò Cristo . La seconda illustra le situazioni concrete dell'uomo : il lavoro, il dolore, la fatica, la gioia . . . La terza, lavorata da pittori di oggi, deve dire attraverso le immagini ciò che nessuna fotografia può dire : rivelarci Cristo negli eventi grandi e umili della sua vita . ensiamo che, utilizzando questa tre serie di diapositive, « montandole » secondo un metodo particolare e una sensibilità propria, ogni catechista abbia la possibilità di presentare una evangelizzazione che parte dalla realtà di oggi, dall'uomo di oggi, per presentare il messaggio di Cristo . - Voi siete molto impegnati nella preparazione dei testi di catechismo . Sulla stampa nazionale si parla con una certa frequenza di un « rigetto» della scuola di religione obbligatoria . È vero? - È vero fino a un certo punto . Le statistiche ci dicono che i giovani non rifiutano la scuola di religione . Rifiutano invece un certo «modo» di fare religione, un « modo » incarnato purtroppo in persone non preparate né aggiornate . - I Salesiani in olonia (sono goo circa) lavorano in iao parrocchie . Fanno solo scuola di religione, dal mattino alla sera : per chi lo desidera, senza stipendio, con il massimo impegno anche didattico . La scuola è frequentatissima . aragonando « quella » scuola di religione alla « nostra », molte volte praticamente obbligatoria, stipendiata, con i risultati spesso incerti, quale preferisce? - La scuola amata e cercata dagli allievi è certo la scuola ottimale . erò dobbiamo muoverci nell'ambiente reale in cui siamo chiamati a vivere . Sono convinto che se venisse meno la dimensione religiosa, la formazione umana mancherebbe di una componente essenziale . E sono anche convinto che nessuno può impunemente scavalcare i diritti dei genitori, credenti o non credenti, e la volontà degli allievi . - Se dovesse indicare l'opera impegnativa e riuscita delI'LDC in questi ultimi anni, quale nominerebbe? - Come sforzo editoriale direi : l'Enciclopedia della Bibbia . Sei volumi, circa 8ooo pagine in grande formato . È stato il nostro massimo sforzo editoriale . Solo in parte traduzione, con collaboratori a raggio ecumenico, riconosciuta di alto livello dall'Istituto Biblico di Roma. Credo che per molti anni l'Italia non potrà facilmente avere un'Enciclopedia biblica di pari valore . Anche il prezzo molto contenuto (io8 mila lire) dovrebbe farne un sussidio prezioso per ogni biblioteca . - Esiste nella Chiesa una crisi pesante di vocazioni . Si manifesta nel gran numero di preti che abbandonano la loro missione e nell'esiguità del numero di giovani che s'incamminano per la strada sacerdotale . Lei, « specialista » in Cristianesimo, che ne pensa? - Raramente ho trovato una comunità così serena e così radicata nella sua vocazione come la nostra di Leumann . E questo mi induce a pensare che troppi preti e religiosi subiscono crisi di vocazione perché non sono messi ad operare nello specifico settore della evangelizzazione . Se tutti lavorassero come evangelizzatori, e non venissero soffocati dalle strutture, la crisi delle vocazioni sarebbe uanto poi all'esiguo numinore . mero di giovani che s'incamminano per la strada sacerdotale, le dirò una mia convinzione radicata : i veri seminari di oggi e di domani sono i « gruppi dei catechisti » . I giovani che fanno la catechesi nelle borgate, nei quartieri, nelle case, questi sono le vocazioni cristiane più forti, e di qui verranno (se li sapremo curare) gli evangelizzatori di domani anche sacerdoti e religiosi . Occorre che questi gruppi abbiano i loro maestri, i loro direttori spirituali, capaci di seguirli, di formarli, di moltiplicarli . Mi meraviglia che questa considerazione, per me tanto evidente, non sia stata ancora attentamente presa in considerazione da chi ha compiti vocazionali . Bisogna farlo, senza perdere tempo, se vogliamo sul serio che la Terra di domani abbia i suoi evangelizzatori . TERESIO BOSCO 9 I n questo 1974, la città di Torino celebra il quinto centenario dell'introduzione della Tipografia nella città . La Congregazione Salesiana, inoltre, vive il 120° anniversario della fondazione delle Scuole rofessionali, iniziate in umiltà da Don Bosco nell'autunno del 1853. Unificando queste due ricorrenze, il prof . G . M . ugno, fondatore della Scuola universitaria di Scienze della Stampa al olitecnico di Torino, ha tracciato un agile profilo storico della prima Scuola Grafica fondata da Don Bosco . ons . Luigi ie, celebre Vescovo di oitiers, cardinale (1879) e famoso apologeta, soleva dire : « uando tutto un popolo, fosse anche il più devoto ed assiduo alla Chiesa ed alle pratiche religiose, non si nutrisse che di cattiva stampa, in meno di trent'anni diventerebbe un popolo di empi e di rivoltosi » . Don Bosco non soltanto aveva fatto proprio questo pensiero del Cardinale - ed ancor prima ch'egli lo esprimesse - ma, sempre ansioso della spirituale salute dei fanciulli poveri ed abbandonati che attorno a lui si erano raccolti, era passato all'azione e da tempo aveva tentato di correre ai ripari divenendo l'autore di svariati scritti che furono mezzo efficace nell'opera sua istruttiva e caritativa . Abbiamo poi una lettera del sacerdote fondatore dell'Istituto di Carità Antonio Rosmini Serbati, datata del 1853, in cui il filosofo e teologo roveretano suggeriva al Santo la fondazione di una tipografia a Valdocco, ed abbiamo ancora la lettera di risposta in cui Don Bosco affermava che tale idea formava già un oggetto principale dei suoi pensieri da più anni e che la sola mancanza di mezzi e di locali ne impediva la realizzazione . uindi noi, anche non prendendo in considerazione « i più anni », M io un'idea che ha ANNI SUE: ne desumiamo che l'idea dichiarata della fondazione di una tipografia salesiana conta oggi più di 12o anni . Intanto però Don Bosco, per provvedere ai suoi fanciulli poveri ed abbandonati, aveva fondato l'Oratorio di S . Francesco di Sales ; aveva provveduto a procurare ad essi presso officine serie e fidate un lavoro professionale ; ed ancora, al fine di meglio proteggere i suoi ragazzi dalla convivenza con cattivi compagni di lavoro, iniziò a creare presso l'Oratorio stesso, nell'autunno del 1853, dei laboratori professionali esclusivamente destinati ai suoi ragazzi che sarebbero così stati al sicuro da ogni dannosa influenza . rimo libro : «Teofilo, il giovane romito » Il primo Laboratorio organizzato fu quello della Calzoleria ; qui, seduto al deschetto, il Santo insegnava ai suoi fanciulli il maneggio della lesina e dello spago impeciato . Il secondo Laboratorio fu quello della Sartoria . La terza fondazione fu quella di una Tipografia ; non soltanto Don Bosco poté così attuare un sogno da anni accarezzato, ma poté anche provvedere alle esigenze di stampa delle sue « Letture Cattoliche » che egli già da tempo componeva e faceva pubblicare sempre al fine di opporre la buona alla cattiva stampa . Don Bosco aveva dovuto armeggiare circa un anno per ottenere l'autorizzazione prefettizia ad aprire a suo nome la Tipografia . Finalmente l'autorizzazione richiesta venne accordata il 31 dicembre 1861, ossia circa 113 anni or sono . Le difficoltà superate affinché la Tipografia sorgesse dimostrarono ancora una volta che, mentre nelle imprese puramente umane contano l'onestà, l'accortezza, l'ingegno e l'esperienza di coloro che vi pongono mano, nelle imprese tentate nel campo caritativo e ad onor di Dio, conta anche - ed anzi ha valore dirimente - l'aiuto divino . E così fu, in modo evidente, anche per la prima Tipografia salesiana ; essa incominciò sotto la guida del primo capo d'arte Andrea Giardino e del suo primo assistente Giuseppe Buzzetti . Non conosciamo esattamente il giorno in cui la Tipografia iniziò il suo funzionamento, ma di questo avvenimento dettero notizia ai loro benefattori gli stessi giovani che lavoravano nella Tipografia con una circolare stampata in cui annunciavano anche uno speciale favore concesso dal papa io IX a ciascun benefattore . Il primo libro stampato dalla Tipografia dell'Oratorio di San Francesco di Sales fu un'operetta del canonico Cristoforo Schmid intitolata Teofilo, ossia il giovane romito, ameno racconto, uscito come fascicolo delle «Letture Cattoliche» nel maggio del 186z ; le « Letture Cattoliche » vennero da allora in poi stampate nella Tipografia dell'Oratorio tranne poche eccezioni come il fascicolo di giugno-luglio dello stesso 1862 contenente il Diario Mariano ovvero Eccitamenti alla divozione della Vergine Santissima proposti in ciascun giorno dell'anno per cura d'un suo Devoto, stampato ancora dalla Ditta aravia . Un vivaio di giovani competenti È sintomatico il fatto, a dimostrazione che Don Bosco mirava non soltanto a insegnar l'arte, ma anche a formare le idee direttrici, per cui nel mese di agosto del 186z uscì un fascicolo intitolato L'arte del Gutenberg ossia la Stampa scritto dal sacerdote Antonio Mazzucotelli parroco di Gorla nella diocesi di Bergamo . In questo lavoro venivano sviscerate e risolte tutte le questioni inerenti all'arte della Stampa alla luce della dottrina cattolica . L'aiuto divino che fino allora aveva palesemente sorretto l'opera del Santo, permettendone il sorgere, non venne meno anche in appresso . Sviluppati, trasformati, ingranditi i locali ; forniti nuovi macchinari sempre più efficaci, potenti e moderni ; rinvigorito il personale ; rintuzzati i tentativi di far chiudere la Tipografia ad opera di alcuni tipografi privati, gelosi dell'opera salesiana e spaventati dall'avvenire assai promettente che si annunciava fin dal 1883, dalla quale come da un florido vivaio uscivano giovani seriamente competenti ; l'invito - accettato - di partecipare alla Esposizione Nazionale di Torino del 1884 . uesta partecipazione merita alcune parole che dimostrano quanto cammino, sulla via del perfezionamento e del progresso, fosse stato fatto dal 1861 al 188¢1 Don Bosco ebbe a disposizione una lunga galleria che assai bene si prestò allo scopo prefissosi dal Santo . In essa furono disposti nuovi macchinari acquistati per la cartiera di Mathi e per la Scuola tipografica dell'Oratorio . I visitatori potevano seguire in una quanto mai chiara ed espressiva visione la complicata trafila delle operazioni necessarie alla trasformazione delle materie prime, in particolare della carta, in libri stampati e rilegati . E precisamente come la carta viene fabbricata e trattata ; come si preparano i caratteri ; come si compone ; come si mettono in macchina le composizioni e la carta ; come si stampa ; come si piegano i fogli ; come si rilegano i libri . Senza esagerazione può ben dirsi che la galleria di Don Bosco costituì l'attrazione più viva, interessante e frequentata della Esposizione . A Don Bosco venne assegnato un premio che fu ritenuto inadeguato ; ma a sanare l'ingiustizia gli giunsero nel giro di sei anni ben sei specialissimi riconoscimenti : il «primo diploma d'onore* della Esposizione Italiana di Londra, il diploma di Medaglia d'Oro della Esposizione Vaticana di Roma, quello della Esposizione internazionale di Bruxelles, quello della Esposizione Universale di Barcellona, il «diploma d'onore con stella» dell'Esposizione internazionale di Colonia e quello della Esposizione internazionale di Edimburgo . Un documento importantissimo per illustrare le fattezze professionali e didattiche della Tipografia salesiana l i è il programma generale di un Manuale dell'Arte tipografica e libraria di impostazione del tutto moderna . Nell'idea del Santo non esisteva discontinuità tra lavoro e scuola ; non lavoro senza scuola, né scuola senza lavoro ; ma scuola del lavoro . Oggi diciamo che la scuola serve l'industria e questa alimenta la scuola . Ha goo anni il primo libro stampato a Torino Ci ha offerto l'occasione di correre col pensiero all'opera meravigliosa di San Giovanni Bosco nel campo della Stampa (a riconoscimento della quale il papa io XII non esitò a proclamare nel 1946 il nostro Santo « atrono principale degli Editori Cattolici d'Italia »), il fatto che in questo 1974 ricorre il Cinquecentesimo anniversario della introduzione della Tipografia in Torino . Difatti fu nel 1474 che comparve a Torino Jean Fabre francese di Langres (il cui nome si italianizzò in Giovanni Fabri) per stamparvi, come prima opera, un Breviario di proprietà di un dotto medico e pio letterato alla corte piemontese del duca Ludovico e della sposa sua Anna di Lusignano, antaleone da Confienza . Il Fabri fu seguito nel 1487 da Jacopino Suigo associatosi nel 1489 col catalano Nicola De Benedictis ; • dal milanese Francesco Silva nel 1488 . Ma la fondazione della «Tipografia dell'Oratorio Salesiano*, che oggi siamo spinti a celebrare anche da questa ricorrenza della introduzione della stampa nella città di Don Bosco, non è che una piccola parte di quell'opera che Don Bosco condusse a termine col soccorso divino del quale egli mai aveva dubitato ed in cui aveva fermamente creduto . Così l'opera sua continua, come Egli stesso vive ed opera per mezzo dei suoi Successori dallo stesso suo rito animati e sorretti, nel servizio Romano ontefice e della Chiesa difendendone i diritti e gli obblighi ad essa dalla rovvidenza commessi . E poiché i primi obblighi della Chiesa sono quelli di essere Maestra di Carità e di Giustizia, ecco che la splendida missione di Don Bosco, sempre più fulgida e viva nella Carità • nella Giustizia, continua ad essere proiettata nel tempo e diffusa nel Regno dell'Uomo affinché questo Regno sia veramente l'immagine terrena di quello di Dio . t 12 ROF . ING . DOTT. GIUSE E MARIA UGNO ile 3,30, mentre il cielo di ToA rino è ancora buio e un temporale si sta scatenando sui viali deserti, all'altare della Basilica inizia la prima S . Messa . Stipati nei banchi e fuori dei banchi, le facce un po' assonnate e un po' eccitate, sono i pellegrini di sempre : gli intramontabili fedelissimi di Borgomanero . Sono arrivati come sempre con le loro sporte, i loro thermos, le loro bottiglie avvolte in carta da giornale, per passare la notte « insieme con la Madonna » . E cantano, con le voci un po' appannate dal freddo • dalla veglia, le antiche lodi della Madonna : quelle che tra queste mura cantavano Don Bosco, i ragazzi di Don Bosco, i pellegrinaggi dei piemontesi antichi . Sanno di sagra di paese e di nenie malinconiche . Fanno respirare per pochi istanti un'aria che non c'è più . Alle 9,30 quando mons . Tinivella termina nella Basilica la «Messa della gioventù», nel grande cortile di Valdocco inizia l'animazione festosa : ragazzi che corrono, che gridano felici, per la vacanza e per la festa ; pellegrini che scendono dai pullman in gruppi compatti e esitanti ; mamme che tengono stretti per mano i bambini per non « perderli » tra la gente che va e viene ; l'immancabile « banco di beneficenza » che distribuisce le prime girandole colorate e i primi palloni : tentazione invincibile per i bambini • disperazione per le mamme . Yl grande segreto Il Rettor Maggiore dei Salesiani, don Ricceri, è giunto puntuale dopo una lunga volata per l'America Latina . Con un'ardua combinazione di tabelle di viaggio, fusi orari, compagnie aeree, è riuscito ad atterrare a Torino con alcune ore di anticipo sull'inizio della festa . « È un dovere per me - dice - . Don Bosco sarebbe tornato a piedi a Valdocco, dovunque si trovasse, per la Festa dell'Ausiliatrice » . Alle 11,30 è all'altare della Basilica . Inizia la S . Messa attorniato da 70 sacerdoti concelebranti . Il Santuario è stipato di fedeli . roprio strapieno . L'omelia . Il Rettor Maggiore parla con voce forte . Riesce a mascherare la stanchezza . «La Madonna è il nostro aiuto perché è nostra Madre . ual è quella mamma che non aiuta i suoi figli? ». Attorno di mamme ce ne sono tante . Ce n'è una inginocchiata sui gradini della balaustra . Il suo bambino è seduto lì accanto, gioca nel breve spazio tra la balaustra e il cancello . Ogni tanto la guarda tranquillo . Dà un senso di sicurezza guardare ogni tanto lassù, fissare la Madonna che dal suo grande quadro ci vede tutti, con gli occhi di una mamma . Ora il Rettor Maggiore parla di Don Bosco : « È impossibile pensarlo senza l'Ausiliatrice. Don Bosco e l'Ausiliatrice sono inseparabili. Don Bosco, additando le sue opere, diceva che tutto era stato fatto per mezzo di Lei ». Molti pensano ai giorni di dura crisi che stiamo attraversando . Conforta pensare che siamo nelle mani della Madonna . Se tutto è stato fatto per mezzo di Lei, allora niente perirà . Lei è la Madre di Dio . « Ho fatto un lungo viaggio attraverso l'America Latina » continua don Ricceri . Ha visitato le opere ' salesiane dell'Ecuador, Argentina, erù . « DapperUruguay, Brasile, tutto ho incontrato l'Ausiliatrice . In chiese grandi e in cappelle povere, nei cortili dei ragazzi e sui tavoli 24 m o aValdocco È il grande segreto di Don Bosco e dei figli di Don Bosco . Non hanno portato per il mondo se stessi, la propria vanità, ma la Madonna che regge in braccio suo Figlio Redentore del mondo . er questo hanno fatto miracoli, e continueranno a farli finché lavoreranno così . da lavoro . . . » . La pioggia gelida Alle 18,30 sale l'altare il Cardinale ellegrino . La Basilica è nuovamente gremita . Con parole semplicissime il Cardinale ci invita a pensare a chi è Maria SS . Colei che ci ha dato Gesù e che ci conduce a Gesù . Nell'Anno Santo che stiamo per incominciare la Madonna vuol prenderci per mano e portarci a Cristo, che vive nella Chiesa . Mentre la S . Messa si avvia al termine, la gente che staziona nei cortili guarda preoccupata in su . Sta scendendo una pioggerella gelida, continua, quasi invernale . Dispiace per tanta gente venuta da lontano per partecipare alla processione . Ma sarebbe un azzardo mettersi in cammino, con i ragazzini vestiti ormai da estate, con le vecchiette che per la Madonna rischierebbero la bronchite . La Messa del Cardinale giunge al termine, e il arroco dice ai microfoni che dispiace, ma la processione non si può fare . Si farà invece una veglia di preghiera, in Basilica, davanti all'altare della Madonna . Alle 20 la Basilica è satura di gente. I bambini di Sassi, per non essere schiacciati contro le balaustre, hanno dovuto entrare in presbitero . Si sono seduti tranquilli attorno ai gradini dell'altare . reghiamo con semplicità, recitando il Rosario . Tra mistero e mistero cantiamo le lodi della Madonna. La gente prega sul serio, a voce alta . Anche i giovani, e ce ne sono tanti . Dopo il Rosario e le Litanie della Madonna, mons . Tinivella espone il Santissimo e rivolge una brevissima esortazione . Davanti a Gesù Eucarestia raccogliamo tutte le intenzioni di questa giornata : ricordiamo al Signore il apa, i vescovi, i sacerdoti, i missionari, i papà e le mamme, i lavoratori, gli immigrati, i giovani, i ragazzi, gli anziani, gli ammalati . . . oi Gesù ci benedice . E sentiamo di aver vissuto una giornata serena, una giornata che valeva la pena di vivere, accanto a Lui e alla Madonna Ausiliatrice. a 13 « I vietcong non recano molestia ai preti . Ecco il perché della mia lunga barba » . - Un missionario, appena giunto dal Vietnam del Sud, racconta. uno strano amasi lì per lì un po' stupito quando me lo vidi davanti . Un uomo R alto, scarno, con una barba da missionario vecchio stile . Egli notò subito la mia perplessità, e mi disse : « Vede, la barba è il mio passaporto . La barba e la veste talare . erché altrimenti i vietcong potrebbero pensare che sono un americano . Al preti non recano molestia . Sono trattati con rispetto da tutti . È un fenomeno tipico, orientale . Ma per poterti rispettare devono riconoscerti subito come prete : ecco il perché dei lunghi peli sul mio mento» . Don Aarts si esprime perfettamente . Non è però uno che ha il gusto di raccontare, magari arricchendo la realtà dove è un po' scialba, come usano fare certi missionari . È cauto, parla senza retorica, sta saldamente con i piedi in terra . Si vede subito che prima di tutto è un prete, che sa combinare in modo eccellente il lavoro di evangelizzazione e le attività sociali . Dal Vietnam del Sud, da Thu Duc (zo km . a nord-est di Saigon) da dove arriva non porta con sé l'odore della polvere da cannone . Non ha l'ansia di rendersi interessante con14 tando avventure . « Io non ho visto molto della guerra*, dice con calma . « Thu Duc significa campagna . Ci sono state scaramucce, ma la popolazione difficilmente sa qualcosa dei combattimenti che avvengono a ioo km . di distanza . Non ha mezzi di comunicazione . I giornali sono rari, e c'è poco da leggere riguardo alla guerra . Io poi non mi occupo di politica . Ho deciso così . L'ho anche detto alla gente : " Nel Vietnam non sono per gli americani . Sono venuto per voi " » . « La mazza mi fu strappata di mano » Don Aarts descrive la situazione del suo ambiente di campagna con frasi brevi, quasi strappandosele di dentro ad una ad una . « Il prete da noi è tenuto in grande considerazione. Il missionario cattolico, come il pastore protestante, come il bonzo buddista . Nel nostro seminario salesiano, ora, si respira aria nuova, si dicono cose nuove . Il prete non deve più stare sopra la gente, ma in mezzo alla gente ! Sono le idee del Concilio Vaticano II . I documenti sono stati tradotti in vietnamese, con un lavoro che deve essere costato moltissimo . rima era diverso . Il prete lasciava ai laici la cura di organizzare tutto, egli se ne stava a guardare . Mi ricordo che nella mia chiesa c'era da demolire un altare, perché era arrivato un altare nuovo . Da buon europeo, non stetti con le mani in mano . Afferrai la mazza e mi misi all'opera . Avrebbe dovuto vedere la gente! Erano fuori di sé . Un prete che lavorava, e per di più faceva a pezzi il proprio altare! Era una cosa inaudita, contraria a ogni regola . La mazza mi fu strappata dalle mani, e dovetti stare a guardare e a dare indicazioni . Forse questo illustra sufficientemente quale fosse in quel tempo il ruolo del prete, e quale sia sovente ancora adesso . er grazia di Dio, le cose stanno cambiando . Il prete ora ha un'abitazione non migliore di quella dei suoi compaesani . Non c'è lusso per nessuno . Il latifondo è proibito . Gli appellativi di "ricco" e "povero" non esistono, e la gente ne è contenta . Forse questo vi sembra strano . uando si parla del Vietnam, in Occidente si ha l'impressione che tutti i villaggi del Sud siano rasi al suolo e bruciati . Ma non è così . Certo, da Thu Duc noi sentiamo talvolta sparare . Certo, i vietcong hanno combattuto . Ma abbiamo passato e passiamo dei mesi senza sentire nulla . Nelle città grandi naturalui mente la situazione è diversa . per fortuna è così ». Tracce pesanti della guerra « La guerra però ha lasciato le sue tracce nella gioventù . Lo so per esperienza, perché devo occuparmi della gioventù di tutto il distretto . Devo anche pensare a tre orfanotrofi : orfani di guerra, un'infinità, figli di padri uccisi al fronte . È uno strazio . La parola "orfanotrofio" qui ha ancora un suono sgradito, purtroppo . La gente dice : "Oh, non è altro che un orfanotrofio!" . er una tradizione molto discutibile, la maggior parte dei ragazzi e delle ragazze orfane non uscivano mai dalle mure del ricovero . Naturalmente cercai di cambiare le cose, visto che questo provoca in loro una penosa arretratezza sociale . Li ho condotti fuori, li ho messi a contatto con la gente . rima fui criticato, perché si giudicava che questo comportamento non si confacesse con la mia qualità di sacerdote . Ma ho continuato senza lasciarmi impressionare . E anche la gente, ora, giudica la situazione nuova come la più normale di questo mondo . Ne sono felice . Un'altra conseguenza spaventosa della guerra è il numero altissimo dei giovani nelle prigioni e nei correzionali . I più vengono dalla città . Sono stati fermati perché commerciavano droga, perché rubavano merci nei grandi magazzini militari, perché facevano traffici a borsa nera . Ma non sono ragazzi cattivi . I genitori però se ne vergognano (anche questa è una mentalità tipicamente orientale!), e non li vogliono più in casa . Tocca a noi accostare questi ragazzi, cercare ogni mezzo perché il carcere non li rovini di più, e impegnare ogni risorsa educativa per farne dei galantuomini nonostante tutto» . Sulla strada intasata di ragazzi abbandonati «Io sono tutto il giorno per strada : dal mattino fino alla sera tardi . Corro di qua e di là per risolvere un problema dopo l'altro . I ragazzi degli orfanotrofi - ce ne sono tre hanno appena lo stretto necessario . E questo per dei ragazzi non basta mai . I ragazzi sono contenti di quello che hanno, ma io no . E poi ci sono certe cose che non vanno . renda ad esempio l'apprendimento di un mestiere . Il ragazzo apprendista non guadagna un soldo in tutto il periodo di apprendistato . Io la considero un'ingiustizia sociale . Il mio sogno è una semplice scuola professionale, senza molta teoria, tutta tesa alla pratica . Ma dove trovare i soldi ? Certo, gli orfani del Vietnam meritano questo e altro . Eppure non li trovo questi benedetti soldi ! ». Don ietro Aarts, un lavoratore sociale, un educatore purosangue che opera sulla strada tracciata da Don Bosco, un prete . La barba e la talare sono i suoi distintivi esterni, ma è specialmente nel cuore che è prete . «L'essere prete per me sta sempre al primo posto», dice con forza . Ma sì, caro don Aarts, lei è senz'altro un bravo prete, bravo all'altare, e bravo sulla strada intasata di ragazzi sbandati . Un uomo di cui possiamo dire con sicurezza : se tu l'aiuti, i tuoi soldi arrivano certamente dove devono arrivare : agli orfani di guerra del Vietnam . er questo qualcuno, ne sono certo, aiuterà i suoi bambini . GLI INCONTRI DEL CONSIGLIO SU GUGLIELMO HORNMAN ERIORE Il calendario del Rettor Maggiore e del suo Consiglio ha fissato per il 1974 un primo periodo di visite alle Regioni dal 16 marzo al 30 giugno ; poi un periodo di permanenza nella Casa Generalizia, con riunioni plenarie, dal 1° luglio al 30 settembre ; quindi un nuovo periodo di visite dal 1° ottobre fino a metà gennaio dell'anno prossimo . Gli incontri con gli Ispettori delle Regioni sono l'impegno più importante del periodo : essi permettono di fare il punto, con il Rettor Maggiore e i Superiori dei dicasteri, sull'attuazione del CGS. Un primo incontro è avvenuto a Buenos Aires dal 21 aprile al 1° maggio, con gli Ispettori della Regione Atlantica ; un secondo a Roma dal 2 all'8 giugno con gli Ispettori della enisola Iberica ; un terzo ancora a Roma dal 10 al 15 giugno, con gli Ispettori della Regione Italia-Medio Oriente ; infine un quarto incontro avrà luogo in novembre a Manila, con gli Ispettori dell'Asia . Il Rettor Maggiore ha partecipato a questi incontri, e inoltre dal 15 al 21 aprile ha visitato l'Ecuador ; dopo ha visto l'Argentina, l'Uruguay, il Brasile e il erù ; in novembre compirà una visita ai Salesiani d'Africa . Il Vicario don Scrivo ha rappresentato il Rettor Maggiore in olonia, nelle celebrazioni per il 75° dell'Opera salesiana . L'Economo Generale don illa è stato anch'egli in olonia ; ha avuto un primo incontro con gli economi : dal 27 al 31 maggio a Lisbona ; in ottobre a Lima ne avrà un secondo per la Regione acifico-Caribe. Don Viganò, don Dho e don Raineri, dopo l'incontro di Buenos Aires, hanno visitato le varie Ispettorie della Regione Atlantica incontrando direttori, confratelli impegnati in specifiche attività . Don Raineri presiederà dal 25 al 30 agosto a Friburgo il « Colloquio sulla vita salesiana », che quest'anno ha per tema «il Cooperatore Salesiano» . I Consiglieri Regionali nei due periodi dei viaggi continuano le visite canoniche alle Ispettorie, e seguono pure i vari Convegni, ispettoriali e regionali, sul Salesiano Coadiutore (ANS) . 15 significa naturalmente « eEl'excuador quatore, - comincia sorridendo ispettore salesiano di Cuenca, don Angelo Botta . - Conta 5 .500 .000 abitanti, ed è diviso da due linee, una visibile, l'altra no : l'autostrada panamericana da nord a sud e la linea dell'equatore da est a ovest . A pochi chilometri da uito, la deliziosa capitale dell'Ecuador, si alza un monumento con scolpite le cifre oO oo' oo", che indicano la latitudine . Là, bene avvolti in un soprabito, perché fa freddo, si può comprendere come la grande cintura della terra, cioè la linea dell'equatore, sia reale anche se invisibile . Si sta con un piede nell'emisfero settentrionale e con l'altro in quello meridionale . L'Ecuador è un aese decorosamente modesto : ha una campagna che sembra pettinata come un giardino . Uno dei più grossi problemi è quello dell'inserimento delle masse indie nel tessuto dello Stato . La distribuzione della terra presenta i tipici squilibri sudamericani . I peones o contadini sono vissuti per molti anni in base al sistema huasipungo : il proprietario concedeva loro un piccolo appezzamento di terra in cambio del loro lavoro, più un esiguo salario . L'huasipungo è stato soppresso per legge alcuni anni fa, anche se continua ad esistere . Ora i contadini hanno il diritto di possedere la terra in proprio . RA IDO ROFILO DI UNA NAZIONE Io penso che la maggior calamità, dell'Ecuador, in parte derivata dalla economia molto precaria, sia l'instabilità politica . In 117 anni vennero varate 17 costituzioni ; in un recente periodo di 23 anni si alternarono al potere 22 tra presidenti, dittatori e juntas . In questo secolo il primo presidente che portò a termine il suo mandato fu Galo laza Lasso dal 1948 al 1952 . L'Ecuador è diviso in tre distinte regioni geografiche : la fascia costiera, calda e umida ; la sierra andina ; l'oriente coperto di giungla . La costa ecuadoriana è verdissima . Le montagne dell'Ecuador hanno un'imponenza himalayana . Le vette tra i 40oo e i 6ooo metri non sono meno di 22 . Celebri coni vulcanici sono il Cotopaxi (6ooo metri) e il Chimborazo (6300 metri), che come il Fuji è un cono perfetto ammantato di neve . La costa è popolata da bianchi, negri e mulatti ; la regione andina 16 per lo più da meticci ; l'oriente, che ECUADOR racchiude metà dell'intera superficie dell'Ecuador, è prevalentemente abitato da indios . Gran parte di essi non parla o non capisce lo spagnolo ; c'è anzi una tribù che si esprime (dicono gli studiosi di etnologia) in un linguaggio stranamente simile al coreano . Gli indios sono in maggioranza innocui . Ma specialmente in anni remoti alcune tribù dimostrarono tendenze aggressive e selvagge . I Kivari, per esempio, in passato uccidevano i loro nemici e li decapitavano . Una cinquantina d'anni fa il vescovo salesiano mons . Comin cominciò con i fanciulli Kivari l'opera di ricupero e di civilizzazione . Oggi se ne raccolgono i risultati . UITO E GUAYA UIL : SORELLE E RIVALI Le due città principali, uito e Guayaquil, sono gelose l'una dell'altra: uito vanta le sue luci ammiccanti sulle Ande Guayaquil il suo attivo porto commerciale sul acifico . Don Botta ha passato 24 anni di vita salesiana a Guayaquil . Situata sulla costa a circa 500 chilometri dalla capitale, questa città (650 .000 abitanti) è diversissima da uito : tropicale, commerciale, turbolenta, aggressiva . uito invece è incastonata come un gioiello nella Sierra, piena d'incanto : è romantica, aristocratica, tranquilla, situata in una splendida conca andina, a due passi da un vulcano ancora pericolosamente attivo, il Sangay . Di notte un odore caratteristico si spande per la città : è quello dell'eucalipto che brucia nei caminetti . A uito non esistono bidonvilles, niente favelas o barriadas, perché la gente non vi potrebbe vivere : fa troppo freddo . A Guayaquil invece metà degli abitanti vivono in bidonvilles, come baraccati . URGENTE BISOGNO DI RIANIMARE LA VITA CATTOLICA La conversazione di don Botta si fa più pensosa . Mi parla della promozione cristiana del laicato nell'Ecuador . « Oggi - dice - i dirigenti di Cuenca, la città dove vivo, sono stati quasi tutti formati dai Gesuiti . Sono exallievi che fanno onore ai loro educatori . Anche gli exallievi delle scuole salesiane (e se ne trovano dappertutto nell'Ecuador) sono depositari del messaggio di Gesù e s'impegnano per tradurlo in forme concrete nella società . Essi sanno che nessuno può credersi cristiano se non si preoccupa degli altri » . Don Botta traccia un breve panorama delle opere salesiane missionarie dell'oriente equatoriale, che ruotano intorno a Cuenca . A Cuenca sorge un aspirantato ; la città conta un collegio agrario e un collegio tecnico per alunni interni ed esterni (meccanici, elettromeccanici, radiotecnici) . Da Cuenca inoltre si irradia tutto il lavoro delle Missioni : 9 stazioni missionarie a Bomboiza, zo a Chiguaza, 7 a Chucanza, iq a Gualaquiza, 38 a Limon, 6 a Macas, z8 a Méndez, 14 a Sevilla Don Bosco, 13 a Thaisa, i i a Yaupi, 3 a Santiago, 12 a Sucúa . Il discorso si allarga : dalle missioni nel Vicariato apostolico di Méndez si passa a considerare tutta la realtà missionaria dell'America Latina . aolo VI parlando all'Episcopato LatinoAmericano caratterizzò così il cristianesimo di quel continente : «Il continente latino-americano è definito cattolico : è la sua gloria e la sua fortuna . uesto cattolicesimo rivela per altro aspetti negativi, che denotano una debolezza e mancanza di uomini e di mezzi . Si potrebbe parlare di una debolezza organica che manifesta un urgente bisogno di rivitalizzare e rianimare la vita cattolica . Si direbbe che la fede del popolo latino-americano deve ancora realizzare una piena maturità di sviluppo » . In altre parole, il grafico della situazione può essere definito così : pratica religiosa, scarsa ; clero, insufficiente e mal distribuito ; mezzi, scarsi e improduttivi . Il Santo adre dava un profilo globale dell'America Latina ; ma si sa, notava scherzosamente un poeta dialettale romano, che nelle statistiche anche un povero che non ha mai visto un pollo, ne può aver mangiato due all'anno . Che cosa avrebbe detto il apa se avesse contemplato esclusivamente il settore missionario dell'America Latina, che abbraccia circa il 75% del vastissimo continente ? I ERICOLI ER LE MISSIONI La pratica religiosa, necessariamente, è minima . È mancata una vera e propria evangelizzazione (non certo nel Vicariato apostolico di Méndez, osserva don Botta, ma altrove sì) . Il popolo vive più di tradizione che di conoscenza e coscienza cristiana . Ancor oggi ci sono zone con il sessanta, settanta e anche l'ottanta per cento di analfabeti . E un giorno che ci siano i maestri, sarà difficile organizzare la scuola perché in quelle zone vastissime la popolazione è molto rarefatta: scende anche a o,2 per chilometro quadrato, cioè un abitante per ogni cinque chilometri quadrati . Se dunque nell'America Latina il clero è scarso, nelle regioni missionarie diventa quasi nullo . Nullo di fronte alle necessità, nullo di fronte alle estensioni . arrocchie grandi come diocesi ; diocesi vaste come nazioni . E i sacerdoti ? ochissimi, forse o,ooz per chilometro quadrato, cioè uno ogni cinquecento chilometri quadrati. Se almeno i cristiani fossero forti nella fede, istruiti, uniti, sicuri, difesi! E invece le insidie si moltiplicano . Il apa diceva : « Si infiltrano facil- mente forze operanti pericolose che vengono a sgretolare l'unità religiosa e morale della compagine sociale faticosamente mantenuta . Tra queste forze prevale il marxismo ateo con il suo messianismo, che determina un ateismo dottrinale e pratico ; una propaganda anticattolica di varie provenienze, la quale minaccia l'unità spirituale del continente, produce incertezza e dubbio, getta sfiducia sull'opera della Chiesa cattolica, disorienta i buoni, non sempre crea un fatto religioso positivo e, se lo crea, è al di fuori e a danno della compattezza e dell'unità cattolica » . La delicatezza del apa lo portò a tacere un grosso pericolo o per lo meno a non citarlo esplicitamente : il protestantesimo . Si tratta di un protestantesimo aggressivo, che non vuoi saperne di ecumenismo, che dispone di grandi mezzi . UNTARE AL FUTURO E allora che fare? Occorre preparare i giovani, prepararli a divenire degli apostoli laici . Noi, per esempio, formiamo dei solidi catechisti per le missioni . È la soluzione a cui accennava il apa nel discorso all'Episcopato dell'America Latina: « I laici devono supplire all'azione del sacerdote e, in perfetto collegamento con la Gerarchia, servire come punte avanzate per trasmettere il Messaggio della Salvezza alla società del nostro tempo, penetrarne le strutture, nobilitarle e spingerle decisamente in avanti per favorire, con il progresso integrale della persona umana e della società, l'incremento del Regno di Dio » . e ARTE Esattamente un anno fa, il 12 luglio 1973, la presidenza dei Vescovi italiani approvava un documento assai importante : il « piano pastorale per le vocazioni in Italia » . Di fronte alla massiccia crisi di vocazioni che si verifica nel nostro aese, i Vescovi varavano un programma concreto di azioni per affrontare la crisi e (nei tempi che il Signore vorrà) per superarla . Le 6o pagine del documento sono a volte ardue, a volte tecniche, e ne rendono difficile la lettura ai « non addetti ai lavori » . Ma il documento è di estrema importanza, e dispiace che non molti lo conoscano. er questo, sulla scia della strenna affidataci dal Rettor Maggiore per il 1974, offriamo ai nostri lettori un « condensato » del documento . Naturalmente ci prendiamo ogni responsabilità per la « sommarietà » e la «facilitazione della lettura* che abbiamo cercato di apportare . Esse aiutano la comprensione del documento, ma inevitabilmente mutilano la sua completezza . RIMA SITUAZIONE ITALIANA IN RA ORTO ALLE VOCAZIONI La situazione italiana è caratterizzata da una profonda trasformazione della vita individuale e sociale, con gravi riflessi nella vita cristiana . ur tra significativi fermenti cristiani, alcuni atteggiamenti della società . italiana appaiono non solo più laicizzati, ma anche acristiani . I mezzi di comunicazione sociale spesso alimentano atteggiamenti che di fatto ignorano o respingono il messaggio cristiano e perfino i valori spirituali . Eventi che hanno modificato radicalmente la situazione Gli eventi della vita italiana che hanno modificato notevolmente il comportamento religioso della popolazione sono : i • le nuove forme di vita sociale, determinate dalla industrializzazione e dalla urbanizzazione con una mentalità più attenta ai valori immediati, concreti e utili ; • il fenomeno della migrazione, con lo sradicamento dalla comunità familiare e dall'ambiente religioso di origine ; • l'aumento degli anni obbligatori della scuola che ha accentuato le distanze tra le nuove generazioni e gli adulti, e le difficoltà di dialogo tra loro . 18 Anche dove le apparenze sembrano rassicurare della fedeltà al patrimonio religioso tradizionale, non sempre si rivela un'adeguata consapevolezza dell'impegno di vita cristiana . uò accadere che si continui a chiedere il Battesimo e la Cresima per i propri figli, la sepoltura religiosa, che si celebri il matrimonio in chiesa, senza gnata piuttosto in un addestramento di « abilità » . L'insegnamento della religione può offrire, . oltre che un'occasione di annuncio cristiano, un valido contributo all'animazione vocazionale . La scuola cattolica, poi, può formare un clima cristiano e una esperienza di Chiesa adatta a facilitare l'orientamento vocazionale . Il crollo delle associazioni La crisi delle associazioni giovanili cattoliche, in particolare dell'Azione Cattolica Italiana, impoverisce le comunità locali di uno dei più validi strumenti di animazione vocazionale : là dove vivono gruppi giovanili pienamente animati da un impegno di fede e di carità apostolica, fioriscono infatti valide testimonianze e anche vocazioni di speciale consacrazione . La crisi delle persone consacrate cogliere l'intimo rapporto con la vita del cristiano . Si avverte un'evidente attenuazione del senso del peccato, e segni di scoraggiamento di fronte alle manifestazioni del male . articolarmente si diffonde una concezione errata della sensualità, staccata da un impegno di amore e di fecondità . Le crisi che investono i giovani articolarmente grave per la formazione dei giovani è la crisi della famiglia. I giovani troppo spesso cercano fuori della famiglia i loro confidenti e i loro modelli . L'impegno religioso dei giovani appare episodico, condizionato da notevole fragilità e inquietudine psicologica . D'altra parte si riscontra in altri un rinnovato interesse per i problemi religiosi, con la ricerca della solitudine per una maggiore autenti- cità, con la denuncia dei lati manchevoli di ideologie, persone e strutture . Un elemento importante dell'atteggiamento dei giovani è il forte senso comunitario, con la ricerca di nuove forme di vita di gruppo . Non è sufficientemente diffusa la visione della vita cristiana come vocazione divina, fondamento delle vocazioni specifiche . er quanto riguarda le vocazioni di speciale consacrazione, si può rilevare che molte famiglie non incoraggiano i propri figli a seguire la vocazione sacerdotale a motivo del minor grado di « rispettabilità » e di tranquillità sociale del sacerdote, oggi . La comunità diocesana, la comunità parrocchiale e le altre comunità cristiane non avvertono e non assolvono pienamente la loro funzione mediatrice nei confronti delle vocazioni . La scuola raramente propone con efficacia dei valori, mentre è impe- Assume grande rilievo la «crisi di identità » delle persone consacrate, determinata da una incerta base teologica e da una maggiore difficoltà d'imitare il Cristo nella società attuale . Anche la scarsa testimonianza di armonia tra il clero e le altre persone consacrate, di dialogo con i laici, di gioia nel dono di sé al Signore e ai fratelli, di convinzione da parte di persone che vivono una consacrazione totale, diviene una controtestimonianza che allontana molti giovani . A conclusione di questo rilievo di situazioni, si vuole richiamare l'attenzione sul pericolo non immaginario di una ricerca precipitosa di mezzi immediati di soluzione, come se potesse essere sufficiente qualche ricetta pratica ed efficace . Nulla è più contrario al buon senso quanto credere di poter superare questo momento critico, trascurando le norme fondamentali della saggezza della Chiesa . ARTE' SECONDA IANO DI AZIONE ASTORALE A) Chiarezza di dottrina: vedere la vita come vocazione Nel momento attuale è importante sottolineare : • nella Chiesa tutti hanno un'identica radicale vocazione : la configurazione con Cristo ; • ogni stato di vita risponde a una vocazione, e la rovvidenza guida ogni uomo al compimento del piano divino ; 19 readolescenti, adolescenti, giovani er un'azione concreta, occorre predisporre : • i contatti personali con l'educatoreorientatore ; • i raduni periodici anche con corsi e campi-scuola di orientamento ; • i gruppi, associazioni e comunità permanenti, per la formazione dei giovani e il servizio ecclesiale per consentire una viva esperienza personale e comunitaria di orientamento cristiano impegnato ; • la consulenza e l'assistenza del centro medico-psico-sociale e pedagogico di orientamento, cristianamente ed equilibratamente impostato . In particolare : a) per la fanciullezza e la preadolescenza : proporre valori, persone, Una madre lieta di offrire un figlio a Dio e alla Chiesa, è un elemento fondamentale per lo sviluppo di una vocazione. • il dono del ministero ai vescovi, ai sacerdoti, ai diaconi è dato per l'edificazione del Corpo di Cristo, mediante la arola, i sacramenti, la vita spirituale ; • la comunità religiosa e le persone consacrate con la pratica dei consigli evangelici sono segno profetico nella Chiesa e nel mondo : il dono profetico è dato per testimoniare nel mondo la realtà di Dio e dei beni futuri ; • il dono dell'apostolato missionario è dato per annunciare il messaggio di Cristo alle genti, e per essere contemporaneamente segno nella comunità cristiana che la Chiesa è in stato di missione ; • Maria SS ., Madre della Chiesa, è il « modello di quell'amore materno del quale devono essere animati tutti quelli che nella missione apostolica della Chiesa cooperano alla rigenerazione degli uomini » (LG, 65) . Un valido orientamento vocazionale si realizza soltanto se coloro che hanno responsabilità educative sono profondamente convinti e preparati a illuminare i giovani sulla vocazione generale del cristiano e sulle vocazioni specifiche . Su questo punto dovranno sensibilizzarsi e sentire di più la loro responsabilità genitori, insegnanti, animatori di comunità giovanili, professionisti e operatori dei mezzi di comunicazione . Un compito particolare vengono ad assumere i responsabili della 20 stampa cattolica, e in specie di quella destinata ai giovani, affinché propongano la visione della vita come vocazione . B) Azione spirituale ed educativa : catechesi, vita sacramentale, servizio La catechesi ridesta continuamente la coscienza del Battesimo, impegna a realizzare la missione della Chiesa secondo la vocazione personale . La catechesi può essere inserita nel vivo dell'esperienza religiosa vissuta nelle riunioni di preghiera, in ritiri ed esercizi spirituali, in giornate e corsi di orientamento, in gruppi impegnati spiritualmente e nel servizio cristiano . Una forma di catechesi indispensabile è la direzione spirituale . La vita sacramentale del cristiano fino all'età della scelta fondamentale deve essere improntata ad uno spirito di disponibilità al Signore . I sacramenti della enitenza, dell'Eucarestia e della Cresima offrono il terreno più adatto per l'orientamento . I giovani sono generalmente disponibili all'impegno concreto a servizio dei fratelli. L'orientamento vocazionale richiede la proposta di forme di testimonianza e di servizio, che mentre maturano la vocazione cristiana fondamentale, guidano ad assumere speciali impegni nella comunità . I giovani vengono così progressivamente educati a sperimentare nella loro vita la bellezza del servizio al regno di Dio e ai fratelli . situazioni, avvenimenti come modelli credibili ed efficaci di vocazioni vissute ; b) per l'adolescenza : • assicurare l'adesione ai valori cristiani ; • mettere a contatto con la realtà sociale ed ecclesiale da interpretare alla luce della fede con spirito di solidarietà attiva ; • fare scoprire il senso missionario ; • aiutare a superare la crisi delle scelte infantili, accettare scadenze anche lunghe per risolverla ; c) per l'adolescenza e la gioventù : guidare a una valida esperienza esistenziale, con partecipazione responsabile ad attività caritative, assistenziali, educative, missionarie, liturgiche, nonché alle attività e istituzioni della Chiesa. Educatori, associazioni, gruppi La presenza effettiva della famiglia è fondamentale nella fanciullezza, importante nella preadolescenza, opportuna anche in seguito . La famiglia attua questo compito offrendo un clima di valori umani e cristiani autentici, e la testimonianza di una pratica cristiana divenuta stile di vita e costante attenzione agli altri . Va particolarmente curata l'attività educatrice delle istituzioni cattoliche (scuole, collegi, oratori, centri giovanili, ecc .) . I gruppi e le associazioni ecclesiali esistenti nella parrocchia, particolarmente l'Azione Cattolica, devono prendere coscienza della loro responsabilità di mediazione vocazionale . I gruppi giovanili, seriamente impegnati e vitalmente inseriti nella comunità ecclesiale, possono costituire un aiuto per la scelta vocazionale . I risultati di questi gruppi non si possono individuare in rapporto al numero di vocazioni di speciale consacrazione che subito vi maturano, ma piuttosto dal numero di giovani che giungono a considerare la vita come vocazione . Nella situazione attuale si avverte la necessità di suscitare comunità di fede o piccoli gruppi, in cui i giovani • gli adulti possano vivere una effettiva esperienza di vocazione cristiana • di vocazioni specifiche . In queste piccole comunità è necessaria la presenza di un animatore che illumini • guidi l'esperienza del gruppo . L'esperienza insegna quanto sia dannoso che questi gruppi si chiudano in se stessi e non entrino in comunione sincera ed effettiva con tutta la comunità . per varie ragioni non possono o non intendono entrare nelle comunità seminaristiche . ueste comunità appaiono sempre più numerose e varie per modalità e denominazione : la loro efficacia formativa è ordinariamente determinata dalla preparazione e dalle capacità educative degli animatori . ueste comunità vocazionali preparano i giovani all'ingresso nel seminario maggiore, il quale costituisce la via normale dichiarata necessaria dal Concilio Vaticano Il e confermata dalla prassi plurisecolare della Chiesa . Tra le comunità vocazionali assume singolare rilievo il seminario per adolescenti, considerato come prima comunità educativa vocazionale . Esso è un servizio offerto alla famiglia e alla comunità parrocchiale per orientare in un clima di fiducia la formazione cristiana più completa degli adolescenti, che si sentono chiamati nella piena libertà verso la scelta del sacerdozio ministeriale . È ancora attuale il seminario? Nella Chiesa locale assumono particolare rilevanza le comunità vocazionali . In esse vivono giovani che il Cosa bisogna sottolineare Agli educatori che presentano ai giovani un impegno definitivo di vita, e alle istituzioni che li accolgono, si propone di : • sottolineare la generosità inerente alla scelta delle vocazioni di speciale consacrazione ; • avviare con profonda convinzione e con coraggio il rinnovamento delle strutture e dei metodi educativi, tracciato dai documenti conciliari e dalle norme successive, impostando l'azione educativa sulla riflessione e sul dialogo con i giovani, sulla corresponsabilità e sulla gradualità ; • curare la formazione umana, educando al dominio di sé, all'apertura verso gli altri, alla responsabilità e alla collaborazione ; • sviluppare la formazione spirituale non come un fatto episodico, ma come un impegno costante di vita, utilizzando anche la direzione spirituale ; • favorire l'educazione sociale e comunitaria con la partecipazione a nuove esperienze pastorali ; • far conoscere una proposta concreta, senza esercitare pressione alcuna, ma aiutando nella libera scelta . T. BOSCO - G . CLEMENTEL carri. SILVA e il card.TROCHTA Il cardinale Raul Silva Henriquez, arcivescovo di Santiago del Cile, è venuto a Roma il 13 maggio scorso per celebrare una Messa di suffragio nel trigesimo della morte del cardinale cecoslovacco Stepan Trochta, arcivescovo di Litomerice, salesiano come lui . L'ultima visita a Roma del cardinale Silva Henriquez risaliva allo scorso novembre, poche settimane dopo i drammatici avvenimenti dei suo aese . La Messa in suffragio è stata celebrata nel tempio di San Giovanni Bosco, titolo del presule scomparso . Il cardinale primate del Cile ha presieduto la concelebrazione, alla quale hanno assistito i cardinali De Furstenberg e Mozzoni, alcuni vescovi, i superiori della Congregazione salesiana e diverse rappresentanze . Hanno concelebrato con il cardinale 38 sacerdoti . All'omelia il cardinale Silva ha esordito dicendo : «Veramente io non so se noi dobbiamo in questo momento piangere, o non piuttosto intonare un inno di ringraziamento al Signore . erché è morto un pastore che ha dato testimonianza, con la sua vita, dell'amore al Signore e al suo gregge» . Dopo aver tracciato un breve profilo del cardinale scomparso, passando a parlare delle difficoltà che non pochi vescovi incontrano oggi, ha aggiunto : « Noi pastori nella Chiesa del Signore, in questi tempi così difficili, ci troviamo direi quasi tutti i giorni combattuti, incompresi, qualche volta perseguitati . Dal fondo dell'anima io mi domando : perché questo ? Non siamo noi i rappresentanti del Buon astore, chiamati a portare nel mondo la pace, l'amore fra gli uomini? E perché questa incomprensione? Mi sembra che il mondo voglia mettere come base del suo vivere la violenza, la forza . Ci sono in questa nostra epoca - ha proseguito - dei grandi movimenti umani che propugnano la distruzione dell'avversario e credono che soltanto così si potrà stabilire un mondo migliore . È una menzogna . L'odio non potrà mai produrre una società di amore, di comprensione, di giustizia . E noi dobbiamo predicare a questi uomini, a quelli di destra e a quelli di sinistra, che soltanto l'amore, la comprensione, il perdono, la confidenza fra gli uomini, sono indispensabili ; che non si può perseguitare l'avversario fino alla morte» . Tornando poi a parlare del cardinale scomparso, ha proseguito : « II cardinale Trcchta è morto per far sentire all'uomo di oggi che l'amore vince l'odio . Sia benedetto . Dal fondo dell'anima io lo ringrazio per questa testimonianza, e chiedo al Signore che anche noi tutti siamo capaci di dare questa prova di amore al Maestro . er lui solo, per Gesù Cristo Signore, per lui lottiamo, e nessuna forza sarà capace di impedirci di dare questa testimonianza . Vogliamo amare, vogliamo che gli uomini si amino, e per questo siamo disposti a morire ». Il cardinale Silva Henriquez ha concluso con un invito al perdono e alla preghiera : « Cari fratelli, pregate per il nostro carissimo Stefano Trochta, cardinale della santa Chiesa . Come il santo protettore di cui porta il nome, egli ha chiesto al Signore di perdonare a tutti quelli che lo hanno perseguitato . Facciamo anche noi lo stesso . E preghiamo il Signore che ci faccia capaci di rendere testimonianza del nostro amore con la nostra vita . reghiamo per tutti gli uomini che soffrono per l'odio, per la persecuzione e per il carcere . reghiamo per tutti» . 21 A volte passano qualche tempo fra noi delle creature, che non sembrano fatte per questo mondo . Otilia de las Nieves Navarro Roman era una di queste . 22 La chiamavano Nieve- sita . Nata a Santiago del Cile nel 1944, frequentava la scuola delle Figlie di Maria Ausiliatrice . È rimasta quaggiù quanto basta per mostrare come si può morire a vent'anni . 1 piccolo Giulio, trotterellando per le stanze, e battendo le manine per la gioia di avere una sorellina, gridava : « È mia, è mia! ». Il babbo lo alzò fra le braccia e gli spiegò: « È tua, ma anche di mamma e papà, e dei nonni : è di tutti, Nievesita . Vedi quante persone sono venute a farle festa ? ». Il bimbo scosse i riccioli, poco persuaso ; poi avvicinata la bocca all'orecchio del babbo, ripeté : « È mia! » . All'uno e all'altro, il tempo avrebbe dato in qualche modo ragione . Ma di lei, e del suo domani, « uno » solo sapeva tutto . Uno che l'aveva sognata dall'eternità, che l'aveva creata con infinita tenerezza . Giulio se ne va I genitori ebbero premura di creare nella loro casa un ambiente caldo e sereno, in cui lo sviluppo fisico e spirituale dei figli si realizzasse nel migliore dei modi . Fratellino e sorellina non provavano gelosia ; anzi Giulio aveva verso di lei un atteggiamento di tenera protezione. Nievesita cresceva, e la sua mamma pensava : « Se le nostre creature fossero perfette, noi mamme forse non riusciremmo più a fare nulla . . . Resteremmo tutto il tempo a contemplarle, indifferenti à tutto il resto ». E di fatto la signora Navarro conosceva bene questa tentazione : Nievesita, bella, docile, soave, le rubava il tempo . Osservarla era un piacere : qualunque cosa facesse, vi si impegnava con tutte le sue capacità . oi, levando i grandi occhi verdi, chiedeva« Va bene, mamma? » . Venne il tempo della scuola . « Avete poi deciso quale scuola frequenterà Nievesita ? », domandò la nonna . La signora Otilia sorrise : « Veramente non lo abbiamo deciso noi . . . » . La piccola che giocava, balzò sulle ginocchia della nonna : «Mamma ha ragione : ho deciso io . Voglio frequentare l'Istituto delle suore qui vicino». « Le Figlie di Maria Ausiliatrice ? » . « Sì » . « E perché ? » . « erché quando passo davanti alla loro casa, se c'è qualche suora sulla porta mi guarda e mi sorride » . ensava la nonna: C'è forse qualcuno al mondo, che guardando questa creatura possa non sorriderle ? » . Due mattine dopo, grembiulino fiammante e cartella nuova, Nievesita iniziò la sua carriera scolastica . Era tranquilla e attenta in classe, nel cortile correva come una gazzella . Giocava volentieri ; di temperamento timido, esercitava però un fascino sulle compagne, e le aveva tutte amiche . Nei pomeriggi se si presentava l'occasione tornava all'Istituto . Con lo scorrere degli anni le soste nella casa di sua elezione si fecero più lungue e frequenti . A volte la mamma le domandava: «Distingui ancora bene qual è la tua casa? » . Alla prima Comunione, Nievesita era felice : tenne un atteggiamento composto e raccolto, ma la tensione del suo spirito era chiaramente sensibile . iù tardi, la Cresima : con un accresciuto impegno dimostrò che aveva compreso il suo nuovo dovere di testimonianza cristiana . Giulio intanto aveva sentito il fascino di Cristo e gli aveva risposto : era entrato nel seminario «Vengo!» dei adri Assunzionisti . er lui Nievesita nutriva un affetto profondo, misto ad ammirazione . L'assenza del fratello le costava molto ; ma la confortava il pensiero che un giorno sarebbe stato sacerdote . Concluso il ciclo inferiore di studi, Nievesita passò al liceo « Maria Ausiliatrice » . Si distingueva per la dolcezza del carattere e per il senso di responsabilità nell'adempimento dei doveri scolastici . La ricorda la mamma : «AI primo incontro poteva sembrare timida, ma avvicinandola si scopriva un'altra creatura, allegra ed espansiva : si divertiva con le coetanee, andava al cinema volentieri, ma non sacrificava mai i doveri familiari o lo studio ; riusciva ad armonizzare tutto . Era spesso ricercata per garantire la giustizia nei dissidi tra amiche, o per aiutare le compagne meno preparate » . Viveva in costante atteggiamento di servizio . La sua presenza assicurava la coesione, la serenità, la pace del gruppo . Una cartella clinica che condanna a morte Intanto Giulio era diventato Assunzionista . I superiori lo inviarono in Francia perché completasse la sua formazione . Una mattina Nievesita sedette accanto alla mamma e, dopo un lungo discorso su argomenti vari, alla fine attaccò : « Mamma, che ne pensi? Voglio farmi suora . So che il Signore mi chiama, e sono decisa . Mi darai il permesso ? » . La signora Otilia fu colta da un'angoscia improvvisa : No - rispose energicamente mi chiedi troppo . Ho già dato un figlio al Signore ! Tu devi restare accanto a me e a papà . otrai fare tanto bene ugualmente . . . ». Seguì una pausa di grande tensione, poi la ragazza riprese con tristezza : «Bene, mamma . Allora desidero frequentare l'università . Voglio diventare assistente sociale, per servire meglio il prossimo ». « Va bene : in questo sono d'accordo » rispose la mamma . Apparentemente tranquilla, Nievesita si alzò e cominciò a riordinare le stanze di casa, ma scelse le più lontane . ianse tutto il giorno, furtivamente, per non far soffrire la mamma . Un altro anno scolastico . Da qualche tempo c'era aria di mistero nelle sue conversazioni con la mamma . Ripeteva spesso : « Io so che la mia felicità non è su questa terra . E non ho paura di morire » . oi, improvvisamente, le confidò : « Mamma, mi sento mancare le forze . Ho forti dolori interni » . Fu subito chiamato il medico . Esami e radiografie consigliarono un esame più attento : bisognava andare in ospedale . Gli studi furono bruscamente troncati . «Chi è quella signorina ? », chiese piano un'infermiera appena rientrata dalle ferie . La collega scosse il capo : « Non so . È tanto buona, ma deve avere qualcosa di grave . Ieri il primario e il radiologo hanno fatto consulto fino a tardi » . Mentre in corridoio si svolgeva questo dialogo, Nievesita aveva steso un braccio e tirato a sé una cartella clinica imprudentemente dimenticata . Lesse : Tumore maligno : si opera, con pochissime speranze di guarigione . Respinse la cartella . Il cuore le batteva forte, le tempie le martellavano . Aveva diciassette anni . Sapeva cogliere il lato buono di ogni cosa, la vita appariva bella e desiderabile . . . « ochissime speranze di guarigione*. erché,? . . . Cadde sui cuscini . oi mormorò : « Bene ! Ci vedremo presto, Signore ! » . Le tre sere di un giovanotto Era tornato dalla Francia Giulio . A lui i medici non nascosero nulla. Ma doveva ripartire, i superiori avevano deciso che compisse a Roma gli studi di teologia . Lasciare in quel momento la sorella fu uno schianto : probabilmente non l'avrebbe rivista più . I dottori, nella migliore delle ipotesi, le davano un anno o due di vita . Il giovane, conoscendo la tempra di lei, credette conveniente dirle la 23 verità . Nievesita accolse la notizia con calma, e non gli disse di sapere già tutto . romise di non far pesare quel dolore sui familiari . L'operazione ebbe esito positivo : con grande gioia delle compagne, Nievesita tornò a scuola . Insegnanti e alunne a gara cooperarono perché potesse colmare le lacune create dalle assenze . Un giorno Nievesita si era recata in parrocchia per la recita serale del rosario ; era raffreddata, e tossiva ogni momento . Un giovane, inginocchiato davanti a lei, volse la testa e la fissò con attenzione . Rimase turbato . La attese fuori e si presentò (era studente del quinto anno di medicina), e le raccomandò di curare quel brutto raffreddore . arlando giunsero fino a casa . Appena Nievesita vide la mamma, le narrò l'accaduto ; e poiché per tre sere egli continuò ad accompagnarla, le chiese consiglio . La mamma rispose : «Nulla di strano . Comunque, digli pure che se crede può venire in casa » . I1 ragazzo ne fu felice . Sorse fra loro una bella amicizia . Tuttavia a Nievesita parve che usasse con lei troppe attenzioni, e credette leale parlargli chiaramente : «Mi sembra - gli disse - che nei miei riguardi la tua non sia semplice amicizia . O mi sbaglio?* . «No davvero ! Mi preoccupo perché ti vedo fragile, ma farò di tutto per farti star bene : desidero sposarti a tutti i costi » . « Devo essere sincera con te - rispose Nievesita -. Non potrei mai accontentarti . Fin dall'infanzia ho scelto come sposo Gesù, e voglio mantenergli fedeltà per tutta la vita . Inoltre, io sono malata di cancro . . . Sono già stata operata, e ora devo solo prepararmi alla morte, che verrà molto presto » . Il giovanotto rimase senza fiato . Lei sorrise per fargli coraggio . Allora lui riprese : «Mi concederai almeno la tua amicizia, finché piacerà al Signore ? » . Gli occhi per una ragazza cieca Erano passati dieci mesi dall'operazione, quando riapparvero i sintomi del male . Nievesita lasciò definitivamente la scuola ; tornò per un breve tempo in ospedale, poi fu restituita alla famiglia . Ora i dolori diventavano intollerabili ; l'unico mezzo per placarli erano i calmanti, la morfina . Scrisse a Giulio : « Stai tranquillo per me . Sono felice, e pienamente abbandonata a 24 quanto Dio disporrà . Offro volentieri la mia giovinezza per il tuo sacerdozio, e per il buon esito del Concilio ». Non aveva attenzione che per gli altri : sembrava che la sua pena maggiore fosse vederli patire . Un giorno : «Sai mamma? . . . Io vorrei lasciare i miei occhi a una ragazza cieca della mia età . Così la renderei felice, e tu potresti continuare a guardarmi in lei . Che ne pensi?». Un nodo di pianto serrò la gola della mamma. Ricordò improvvisamente, dopo tanti anni, una scena avvenuta quando Nievesita era piccina . Mentre lei giocava in cortile, una signora osservandola aveva esclamato : « uant'è bella . . . Sembra un angelo . No, non è per questo mondo* . Intanto le sue compagne si preparavano agli esami di ammissione all'università . «Tu sei la nostra forza, Nievesita - le disse un giorno una compagna - . uando debbo superare una difficoltà, penso a te . Mi unisco alla tua sofferenza, e mi sembra di essere una creatura nuova». Le campane Amici e parenti si alternavano al letto dell'inferma . I dolori erano spesso laceranti, ma lei riusciva a interessarsi di tutti . Venne il Natale e poi l'anno nuovo, il 1964 . Un giorno dietro l'altro : tutti uguali nel dolore, tutti santi nell'offerta . Giunse anche l'alba del 2z gennaio . Nievesita si raccolse in silenzio, poi improvvisamente, illuminandosi, mormorò: « Mamma, oggi muoio » . E poco dopo : « Mamma, l'unica pena che provo è di non poter vedere Giulio già sacerdote » . Verso mezzogiorno venne il suo direttore spirituale . « adre - gli disse -, si sieda al mio fianco, perché sto per morire » . Egli si rese conto della sua gravità, e prese in mano il rosario . L'inferma volle recitarlo con lui : l'ultimo rosario della sua vita . Sul finire delle litanie, le campane delle chiese vicine suonavano l'Angelus . Come per un tacito saluto, Nievesita fissò la mamma e il babbo : «Mamma, non ci vedo più . . . Regina del sacratissimo Rosario prega . . . per me » . Il Signore le porse la mano e la prese con sé . Condensato di Enzo Bianco Dall'opuscolo di Elia Ferrante : « Uno solo sapeva » NO VITA' LDC LETTERE AI GENITORI Sono 25 fascicoli, riccamente illustrati, che accompagnano la vita del bambino dal momento della nascita fino ai sei anni . Vengono spedite direttamente agli interessati o distribuite dai arroci, in occasione di incontri con i genitori, una « Lettera » ogni tre mesi per un totale di 4 Lettere all'anno . reparate da una équipe di esperti : medici, pedagogisti, maestre di scuola materna, assistenti sociali, sacerdoti, coppie di sposi, accompagnano gradualmente il bambino nelle varie fasi dello sviluppo . Ogni «Lettera» presenta la descrizione dei fenomeni più importanti del bambino sotto l'aspetto fisico, intellettuale, sociale, morale, religioso offrendo ai genitori pratici suggerimenti per un efficace intervento educativo, senza stacchi o fratture dalla vita . Sono collegate al recente Catechismo dei bambini, sulla linea di quel movimento di sensibilizzazione e promozione raccomandato dalla Conferenza Episcopale Italiana . Abbonamento a : «Lettere ai genitori» Sono pronte le prime 8 «Lettere». A fine anno saranno pronte tutte 24. Elenco delle prime 5 « Lettere » : In occasione del Battesimo fasc . 0 Il nostro bambino figlio di Dio Alla nascita » 1 A casa nostra oggi è Natale » 2 Da tre a sei mesi uando il bimbo comincia a sorridere Da sei a nove mesi » 3 È spuntato il primo dentino Da nove a dodici mesi » 4 Una meravigliosa avventura Abbonamento alle prime cinque Lettere » L; 500 Abbonamento per due anni (otto « Lettere ») L. 1000 G . M . Garrone, er voi chi sono io? ag . 212 . L . 1400 È una vivacissima presentazione di Gesù Cristo agli uomini del nostro tempo . Cristo è la risposta alle loro fondamentali aspirazioni, ai loro più pungenti e assillanti problemi . Giovani e adulti desiderosi di un incontro personale con Cristo troveranno in queste pagine un'ottima «guida» a quest'incontro . R . Coffy, R . Varro, La Chiesa segno di salvezza per gli uomini . ag . 96 . L. 900 Sono due «rapporti» presentati all'Assemblea dell'Episcopato francese riunito a Lourdes nel 1971 : il primo presenta la Chiesa come «sacramento» di salvezza per gli uomini del nostro tempo ; il secondo presenta considerazioni sopra la vita apostolica e il linguaggio culturale . UN I.000.OOOaer Da una « personale » all'altra continua l'ascesa artistica di questo singolare Salesiano coadiutore, che insegna disegno ai ragazzi di San Benigno, e ottiene con i suoi quadri giudizi di critica sempre più positivi . a esposto a Roma (Galleria San Sebastianello) nel marzo scorso . H La sua ennesima personale recava il titolo « Versi bruciati », titolo che si riallaccia - spiegano gli esperti all'aspirazione e alla tecnica delle sue opere, i legni bruciati, legati a un testo poetico . Dipinge trattando dapprima la superficie del legno con speciali solventi ; poi vi passa sopra la fiamma, creando - spiegano sempre gli esperti - un gioco alchimico di chiaroscuri sulla venatura naturale del legno ; e infine vi passa sopra il colore, ma solo come mezzo di ritocco per completare l'opera . A parte queste singolarità (che vengono pagate fino a un milione e mezzo per quadro) il Salesiano coadiutore ierre Octave Fasani è semplicemente un bravo capo-laboratorio che insegna con pazienza il disegno e l'ornato ai ragazzi dell'Istituto Don Bosco di San Benigno Canavese (Italia) . Nato nel 1925 a Bourg-St-Maurice in Savoia (Francia) da genitori italiani, è cresciuto nelle scuole di Don Bosco . Ha completato la sua formazione alla Scuola d'arte di erugia dove ha acquistato - insieme con la dolce malinconia dei paesaggi umbri - la consapevolezza della sua capacità creativa . Di figura sottile e portamento ascetico, dà a chi lo ascolta quasi l'impressione di incorporeità . Un incontro nel 196o con il grande pittore Carlo Carrà lo ha segnato per sempre; : «Occorre costruire la forma », gli prescrisse l'anziano maestro, e da allora il Fasani ha perseverato in una tenace e fortunata ricerca formale . Ma i contenuti lo interessano non meno . I suoi quadri hanno grande leggerezza, ma talora esplodono in una drammaticità così viva che paiono concepiti in stato febbrile . Nel '62 compose a grandi colpi di spatola un «Cristo ecumenico », pannello murale di sette metri per tre, che venne esposto a Roma nella Mostra mondiale della Chiesa : le braccia del Cristo stringevano un mondo convulso e irrequieto di fabbriche e case ammassate . « L'ho dipinto in cinque giorni appena - ha confessato -, non ho neppure tracciato un abbozzo . Ma ci avevo pensato quattro mesi ». «Anche se l'opera d'arte non è concepita in funzione di dover dire UADRO qualcosa, - si spiega Fasani - deve pur sempre esprimere un contenuto, un messaggio . Altrimenti si cade nella disumanizzazione, nella follia, nel distacco dalla vita» . E il suo è un messaggio sempre profondamente umano, quando non esplicitamente cristiano . Come ogni artista vero è affezionato alle sue creature . «Noi pittori - dice - siamo meno fortunati di chi per esempio scrive, perché la sua opera, pubblicata in innumerevoli copie, rimane sua . Invece chi dipinge, quando ha venduto un quadro, a volte ha la sensazione di averlo irrimediabilmente perduto » . A lui, poi, non rimane proprio nulla: tra i suoi voti c'è anche quello di povertà . a 25 le Dal 1963 le FMA sono impegnate nelle « Scuole per catechiste » . Oggi le scuole sono 90 con 2000 allieve . Da due anni sono iniziati « Corsi propedeutici »,« Corsi per mamme-catechiste » e « Corsi catechistici per corrispondenza ». Un primo bilancio . ella «Giornata Catechistica » toN scano-ligure del 1973, una catechista (26 anni) ricevette la medaglia d'oro per i suoi dieci anni ininterrotti di attività catechistica parrocchiale . Una della prima ora, con lo stesso volto di adolescente di dieci anni fa e la stessa carica di entusiasmo . Dieci anni . Le «Scuole per catechiste» delle Figlie di Maria Ausiliatrice hanno avuto in questo loro primo decennio le loro svolte, i loro alti e bassi come tutte le imprese umane . Hanno subìto trasformazioni nei programmi e nei metodi per adeguarsi alle istanze dei tempi, dei luoghi, alle disposizioni della Chiesa . Ma sono più vive che mai, e decise a continuare il loro umile servizio . Dieci anni . erché alle « Scuole per la preparazione di catechiste laiche », le FMA si dedicarono fin dal 1963, mentre i grandi documenti del Concilio che ne avrebbero fatta sentire tutta la necessità, erano ancora per strada . In quell'anno, sotto la spinta di Madre Angela Vespa, nacquero nell'Istituto circa cento «scuole» per ragazze decise ad impegnarsi nel servizio alla parrocchia. Due, tre anni di corso ; soda preparazione di base ; piano di studio-formazione talmente impegnativo da sorprendere qualche Direttore degli Uffici Catechistici a cui veniva sottoposto per l'approvazione ; esami annuali interni, e finali con il Delegato della Curia . oi il lancio nelle parrocchie . Una ondata di forze nuove, per una pro- 26 A sinistra : Nel centri di rieducazione, negli ospedali, nelle baracche, nelle case private, lavora un silenzioso esercito di catechiste. A destra : I gruppi 1 di mamme-catechiste sono sorti un po' dovunque posta cristiana rinnovata nello spirito, nel linguaggio, nelle tecniche . « uante siamo? » L'Osservatore Romano del 23 marzo 1968 informava i lettori che mille giovani catechiste laiche, 16-25 anni, organizzate dalle FMA, erano convenute a Roma da ogni città d'Italia per un Convegno in cui scambiarsi le idee e le esperienze dopo cinque anni di esperienze relative alla catechesi parrocchiale . L'autore dell'articolo scriveva: « Si tratta di una messa a fuoco di problemi, la cui soluzione esige un urgente, attento interesse da parte della gerarchia, dei parroci, di tutte le forze vive della Chiesa . Il fatto che sia un Istituto religioso femminile e un esercito di giovani laiche impegnate a mettercelo sotto lo sguardo, fa pensare . In momenti a punte drammatiche come quelli d'oggi, la Chiesa può contare sulla risposta - tempestiva, umile, responsabilmente impegnata, a raggio esteso quanto si estende nel mondo l'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice - alle direttive del Concilio » . « uante siamo? » si domandavano le mille convenute a Roma nel 1968 . Ma il numero non aveva importanza, anche se quello delle presenti poteva essere più che quadruplicato con quelle rimaste a casa, e tutte quelle presenti oltre i confini dell'Italia . Oggi le catechiste non si domandano più «quante siamo», ma «che cosa vogliamo ? » « che cosa facciamo di concreto ? » «qual è la nostra specifica missione nella Chiesa?* . L'incontro di ogni settimana per le allieve-catechiste è sempre una verifica di questi motivi di fondo . uello quindicinale o mensile per le «catechiste già al lavoro» nelle parrocchie (o nei centri di rieducazione, negli ospedali, nelle baracche, nelle case private) nasce da un bisogno di chiarire, di confrontare, di approfondire, di scambiarsi esperienze e di pregare insieme . « Da sole non ce la facciamo più » « Se non ci troviamo, se non facciamo gruppo e non ci sentiamo sostenute da una comunità, ci accorgiamo che da sole non ce la facciamo più », diceva l'anno scorso una giovane vigilatrice del Gaslini di Genova, in una «Giornata Catechistica » che portò a Livorno un centinaio di catechiste della Liguria e della Toscana . E continuava: «Noi siamo solo in due, fra decine e decine di vigilatrici, con un centinaio di ragazzi che a livello di evangelizzazione non ricevono assolutamente nulla da nessuno . Se non ci sentiamo sostenute, possiamo andare a fondo, perdere il coraggio ,» . « Sono cinque anni che faccio catechesi », diceva Carla, una catechista toscana, durante lo stesso incontro, «ma mi pare un'esperienza troppo breve ancora per dire che faccio una catechesi veramente adeguata . Vedo che ogni anno devo trovare una formula nuova » . Ragazze responsabilizzate, con esigenze e capacità creative, che hanno bisogno di avere vicino un gruppo che dia loro sicurezza, senso di equilibrio, carica di coraggio . Le FMA cercano di soddisfare queste esigenze . Cinque anni di continuo impegno catechistico nella comunità, come l'impegno di Carla, è senz'altro molto, troppo forse, per ragazze che devono pensare contemporaneamente al lavoro, allo studio, a una famiglia propria da programmare a breve scadenza . Non è di tutte, certo . Anzi, è di poche . Ma c'è chi fa di questo servizio una missione senza scadenze . Le mamme-catechiste : una specie di contagio er rispondere meglio ai bisogni del momento, in questi ultimi due anni le FMA hanno aggiunto ai Corsi biennali e triennali anche Corsi propedeutici e Corsi per mamme-catechiste . Dei primi, che in Italia sono ormai una ventina, si è sentita l'urgenza quando si è capito che, per una graduale sensibilizzazione al problema catechistico, occorreva cominciare con le preadolescenti e le adolescenti, attraverso una progressiva maturazione umana e cristiana . Da questi corsi propedeutici stanno uscendo allievecatechiste più preparate e consapevoli . I gruppi di mamme-catechiste, sorti un po' dovunque, sono forse quelli che danno un conforto più immediato . « uanta sete di Dio e che forte bisogno di imparare in queste giovani mamme!» scrive una suora milanese che settimanalmente fa la spola da un paese all'altro per incontrarsi con gruppetti di 8-15 mamme . « Il numero delle mamme catechiste aumenta - scrive un'altra suora -. È stato una specie di contagio . Un'exallieva ha passato la voce ad un'altra, e da i8 sono già arrivate ad essere 40 . Solo poche si sentono, per ora, di impegnarsi nella catechesi in parrocchia o a domicilio per i bimbi degli altri . Ma intanto si interessano a tutto ciò che può aiutarle ad essere valide catechiste dei propri figli . Ed è tanto» . 1l s Figlie di Maria Ausiliatrice In generale, sono le exallieve a sentire più forte l'esigenza di essere vere «educatrici della fede» per i propri figli, e a contagiare altre mamme in questo senso . Corsi per corrispondenza Alle exallieve, tuttavia, le suore cercano di andare incontro anche in altro modo . Danno la possibilità di seguire Corsi catechistici per corrispondenza, con l'invio di lezioni mensili di dottrina e di metodologia, di questionari da compilare a largo respiro . Nel 1973 le iscritte al Corso per corrispondenza organizzato in Italia superavano le 6oo . Si sta pensando alla possibilità di far conseguire anche a queste il diploma di catechiste . Lo chiedono in molte perché, dicono, «ora che andiamo riscoprendo realtà meravigliose a cui, da ragazze, ci siamo accostate un po' passivamente, sentiamo il bisogno di farle scoprire ad altri» . Le Figlie di Maria Ausiliatrice del Belgio sono all'avanguardia in questo settore : da dieci anni tengono un Corso di catechesi per corrispondenza in lingua francese e fiamminga, riconosciuto dall'autorità ecclesiastica, ed esteso a religiose, religiosi e laici di ogni età e condizione . Oggi in Italia, le vere e proprie « Scuole per Catechiste » rette dalle Figlie di Maria Ausiliatrice e ufficialmente autorizzate, sono circa go, sparse in grandi e piccoli centri della penisola . Le allieve sono circa 2000 . iccola cosa, se si guarda realisticamente al contesto sociale in cui viviamo, all'assenteismo massiccio da parte delle famiglie, al disimpegno di molti nei confronti del problema catechistico . Ma è di queste piccole cose che Dio normalmente si serve per suscitare cose grandi, nel tempo e nel modo che Lui vuole . • 27 NEL MONDO SALESIANO ROMESSE «LE ORTATORI» brosi, che di regola non avrebbero potuto trovare posto nelle congregazioni esistenti . L'iniziativa coraggiosa poggiava su due punti fermi : la certezza che Dio poteva chiamare alla vita religiosa anche giovani malate di lebbra, e la possibilità che esse avrebbero avuto di sublimare così la loro sventura in un'offerta di amore . L'Istituto, così fuori dell'ordinario, ebbe agli inizi vita molto travagliata, e più volte minacciò di sfasciarsi contro gli scogli dell'incomprensione e dell'ostilità . Ma Don Rua dette fin dagli inizi il suo incoraggiamento incondizionato : « L'istituzione è bella, e deve svilupparsi» . E così è stato . La Casa Madre si trova a Agua de Dios, e accoglie anche suore lebbrose . Nelle altre case lavorano suore non malate, che svolgono svariate mansioni, anche in territorio di missione . Le suore di don Variara, che hanno come Assistente l'Ispettore salesiano di Bogoté padre Fernando eraza Leal e trovano in lui un valido aiuto per il loro DI CUI SIETE Ai ragazzi partecipanti alla riunione romana organizzata dal Centro Nazionale delle Opere Salesiane di Don Bosco, il Santo adre il 15 maggio ha detto : Ci rivolgiamo con particolare simpatia al festoso gruppo di circa mille ragazzi, radunati a Roma dal Centro Nazionale delle Opere Salesiane . Cari ragazzi ; la vostra presenza a questo incontro ci colma di gioia e di gratitudine, perché pensiamo alle promesse di cui siete portatori per la Chiesa, voi, nella vostra fanciullezza e nella vostra incipiente giovinezza . Vi trovate a Roma - « insieme e in allegria » - per un appuntamento che deve servire a ravvivare e a rinnovare i vostri impegni di bontà e di amicizia, sulle orme di un vostro giovane e bravo collega : San Domenico Savio . Ecco, avete nel vostro motto il programma per una esperienza e per una testimonianza cristiana che il mondo attende da voi con un'ansia immensa . Sappiate «stare insieme», aiutandovi in tutto, accettandovi anche nelle diversità, perdonandovi nelle debolezze e stimolandovi sempre nella bontà . Sarà questo il vostro contributo alla pace . È questo il senso in cui « La pace dipende anche da te», cioè anche da ciascuno di voi : tema, anche questo, che avete voluto scegliere come atmosfera del vostro incontro romano . E sappiate «stare in allegria, stare nella gioia» ; quella allegria che proviene dalla consapevolezza di fare sempre il possibile per migliorare voi stessi e gli ambienti in cui vi trovate, e dall'animare la vita con l'amore, qualunque essa sia ; quella gioia che è frutto della comunione con Dio, cioè della grazia, e che può essere distrutta solo dal peccato, vera causa di ogni tristezza . Vi incoraggia e vi segue la Nostra Benedizione Apostolica, che vi impartiamo 28 con tutto l'affetto . MANIFESTO A CONCORSO IL DEL «CENTENARIO MISSIONI» Salesiani e Figlie di Maria Ausiliatrice, che nel 1976 celebreranno insieme il Centenario delle loro Missioni, hanno indetto un «Concorso internazionale» per il manifesto ufficiale del centenario stesso . Ecco alcune indicazioni al riguardo . artecipazione : è aperta agli artisti di ogni parte del mondo che desiderano rendere omaggio a Don Bosco e ai suoi missionari . Fasi del concorso: è contemplata una fase ispettoriale (facoltativa) e una fase internazionale . La fase internazionale : è curata da un apposito Comitato Organizzatore, che ha il compito di nominare una giuria internazionale, di allestire un'esposizione delle opere, ecc . L'esposizione delle opere ammesse avrà luogo a Roma in occasione della Mostra del Centenario, nel 1976 . La giuria esaminerà le opere il 31 marzo 1975 . L'opera prima classificata sarà utilizzata per il manifesto . er informazioni complete rivolgersi al Comitato Organizzatore presso la Direzione Generale dei Salesiani, via della isana 1111 - Cas. ost . 9092 00163 ROMA . VERSO IL RINNOVAMENTO LE SUORE DI DON VARIARA Le oltre 400 «Figlie dei Sacri Cuori di Gesù e Maria » - le suore fondate nel lebbrosario di Agua de Dios (Colombia) dal salesiano servo di Dio don Luigi Variara - tra un anno si riuniranno per il loro Capitolo generale speciale . Anch'esse intendono rinnovare il loro Istituto alla luce del Concilio . Il singolare Istituto, fondato nel 1905 e diffuso in Colombia e Ecuador, era stato pensato da don Variara per consentire di consacrarsi al Signore anche a giovani lebbrose, o figlie di genitori leb- Il lebbroso più piccolo . Dal Lebbrosario dei bambini di Thava (Thailandia), don Fogliati manda la foto del più piccolo dei suoi lebbrosi . Scrive : «Voleva tanto bene alla nonna, lebbrosa, e le chiedeva di prenderlo in braccio . . . Ma ora lo guariremo! » . prossimo Capitolo generale, si considerano parte della Famiglia Salesiana e sono fiere di questa loro appartenenza (ANS) . DON RICCERI ER IL 75° DI BARACALDO Dal 27 al 31 marzo scorso il Rettor Maggiore ha visitato in Spagna I'Ispettoria di Bilbao, e ha chiuso le celebrazioni per il 75° della casa di Baracaldo . C'è una via, a Baracaldo, dedicata a un Salesiano benemerito che vi ha speso la vita . Da quando quel nome è stato fissato agli angoli delle case, a Baracaldo si sono succedute fazioni e amministrazioni di tutti i colori, e di colori contrari, ma a nessuna è mai passato per la mente di depennare quel nome . La cosa, là, stupisce, e viene indicata come prova che la comunità salesiana di Baracaldo nella sua lunga storia ha saputo fare bene e farsi voler bene indistintamente da tutti . Con l'occasione del 75° dell'opera il Rettor Maggiore ha visitato quasi tutta l'Ispettoria di Bilbao, sia pure - come lui stesso ha detto - con una veloce «visita da medico» . Lo accompagnavano il Consigliere regionale don Mélida e l'ispettore don Bastarrica . È stato un incontro cordiale, trapunto di folclore e fantasia : sempre presenti i suonatori di chistu (tipico strumento locale), e gruppi di danzatori che accoglievano il Rettor Maggiore sotto l'arco luccicante delle loro spade . E a Baracaldo anche le vetrine con le foto di don Ricceri, e perfino le scatole di cerini con la sua immagine (un po' troppo, forse, per il Rettor Maggiore di una Congregazione che nella linea della povertà ha scelto di non fumare . . .) . Il 30 marzo, a Baracaldo si svolse la giornata centrale della visita . Dapprima don Ricceri si intrattenne con i confratelli dell'ispettoria (erano presenti quasi i due terzi) . Si congratulò con loro perché costituiscono una delle Ispettorie più giovani della Congregazione, e perché continuano ad avere molte buone vocazioni . «Una comunità ha le vocazioni che si merita - ha ricordato loro, con una frase che in qualche altra parte, curiosamente, potrebbe suonare rimprovero . - Le vocazioni sono il segno e l'espressione della vitalità di una comunità . Le vocazioni escono da una comunità che prega, che si vuole bene, che lavora, che è austera . I giovani intuiscono queste caratteristiche, e seguono questi esempi» . oi in municipio il sindaco con la giunta al completo attendeva il Rettor Maggiore per consegnargli la « Medaglia d'Oro della città di Baracaldo» conferita alla Congregazione salesiana « per il benemerito lavoro compiuto in questi 75 anni» (ANS) . « Rischiatutto» a Hong Kong . Una specie di « Rischiatutto» nella Scuola tecnica di Aberdeen (Hong Kong) . Trenta ragazzi si sono dati . . . battaglia sul Vangelo di San Marco . CAM EGGIO CON LA BIBBIA Cinque giorni in una casetta fra il verde, leggendo nella Bibbia e nella propria vita . È l'avventura estiva di dodici ragazze e tre Figlie di Maria Ausiliatrice dell'esternato di Evora ( ortogallo) . Il campeggio si svolge a Monte Brito, in pieno verde . La casetta ha un cucinino, un refettorietto e uno stanzone per dormire. Mobili primitivi . Acqua fresca di pozzo . Chiesetta rustica ; accanto all'altare un'anfora d'acqua e un canestro di pane . La giornata si apre con le Lodi (per le ragazze una novità) . oi all'ombra delle querce lo studio del tema del giorno : chi è il Cristo della Bibbia, chi è per gli altri, chi è per me . Tempi di ricerca guidata, di riflessione, di « messa in comune delle riflessioni». E poi l'incontro trasformante con Cristo Eucaristia (ANS) . ZIO ALDO DELLE ERIFERIE Santa Cruz (Bolivia) - Alto, robusto, con lunga barba e folta capigliatura che in altri tempi erano rosse e ora il tempo ha inargentato, il coadiutore Aldo Rasso sembra il Mosè dell'esodo . A Santa Cruz chi non lo conosce? alcuni lo chiamano «padre», altri «, fratello», ma la maggioranza « zio » . Zio Aldo durante la settimana si prodiga in molte classi per portare il vangelo ai ragazzi facendo scuola di religione ; il sabato e alla domenica dirige con successo i campionati di calcio nel centro giovanile Don Bosco (e prima di comin- ciare la partita, nessuno si salva da un quarto d'ora di catechismo) . Zio Aldo lavora molto di giorno ; tuttavia se è tanto famoso lo deve alla sua attività notturna : tutte le sere salta sull'inseparabile bicicletta e si dirige a uno dei quartieri periferici della città . Ci va ben carico : megafono, proiettore, qualche libro da regalare . Sembra un babbo natale in ciabatte e maniche di camicia . Visita ogni notte un rione, e in un mese ne passa venti ; poi ritorna il mese seguente . Che fa? Un po' di tutto : prega, canta, predica, istruisce, proietta diapositive religiose, ecc . E la gente, dai marmocchietti fino agli anziani, aspetta con impazienza la sua venuta . Da qualche tempo la sua voce si diffonde anche nello spazio per mezzo della Radio iraí : tutti i giorni alle 7 del mattino lo zio presenta «il santo del giorno» . ueste sono le attività che riempiono la vita di «Zio Aldo», apostolo delle periferie . (Dal Bollettino Salesiano di Bolivia) DIO ESISTE ER 1 OVERI? A Tonali ; (Messico) ho incontrato tre contadini Mixes . Rutilio Sanchez lotta contro la miseria tessendo sombreros che gli saranno pagati una sciocchezza . « adre - mi dice senza interrompere il suo lavoro - la roba nostra vale niente» . Juan Ramirez ha la casetta sulla collina del Coyote . Mentre andiamo, mi dice : « adre, a mio modo di pensare la prima cosa è avere qualcosa nello stomaco, per poter sentire parlare di Dio . Le pare?». 29 epe Hernandez respira ansimando . Mi ha fatto sedere, e mentre si rincantuccia sul suo sgabello mi dice : « adre, Dio non esiste per i poveri» . adre J. A . Martinez, della retatura dei Mixes NOMINE DI SALESIANI La Santa Sede ha nominato : mons . ietro Carretto, membro del «Segretariato per i non Cristiani» ; don Giovanni Shirieda, sacerdote giapponese, sottosegretario del Segretariato per i non credenti . INDIOS ALL'UNIVERSITA Due indios Shuar frequentano l'università : si chiamano Juan Bosco Chau Mazuka e Ricardo Tangamashi . Il primo ha edro Vicente frequentato il « Collegio Maldonado» di Riobamba, e ora si è iscritto alla facoltà di Medicina dell'Università Centrale ; il secondo ha studiato nel «Colegio Norma( Don Bosco» di Macas, e si è iscritto alla facoltà di Giurisprudenza dell'Università Cattolica di uito . LE MISSIONI CHIEDONO ERSONALE Il Consigliere Generale per le Missioni Salesiane, don Bernardo Tohill, ha scritto ai Vescovi e Ispettori delle Missioni, chiedendo di compilare un elenco delle attuali necessità di personale . Gli «Atti del Consiglio Superiore» in data aprilegiugno 1974, pubblicano un primo elenco di 48 necessità urgenti di personale salesiano e non salesiano in terra di missione . Crediamo cosa opportuna segnalare le undici richieste urgenti di personale non salesiano . Da orto Rico si richiede un professore di chimica e matematica a livello liceale, per Santurce. Dalla Colombia, refettura Apostolica dell'Ariari, si richiedono due medici. Dall'Ecuador si richiede un tecnico stampatore per la scuola tecnica di uito ; un meccanico e un elettricista per i giovani poveri della Casa Domenico Savio di Guayaquil. Dal araguay, Vicariato del Chaco araguayo, si richiede un tecnico agropecuario per un grande allevamento e lavori agricoli per la promozione degli indios e un meccanico (manutenzione del reparto macchine, motori, complesso elettrogeno, ecc .) . Dallo Zaire si richiede un meccanico di auto per la Cité des Jeunes di Lubumbashi. Dalla Thailandia si richiede con urgenza un meccanico per la Scuola Tecnica Don Bosco di Bangkok, e un capo ress di stamperia per la Don Bosco 30 Bangkok. Indovina indovinello . Una chiesa? una scuola? un teatro? un salone per giochi? Risposta esatta : è tutto questo, e tante altre cose ancora . Nella bidonville di Wadala (Bombay, India), se c'è un Salesiano col cuore di Don Bosco a fare da capo ciurma, si sta bene anche allo stretto . Don Tohill conclude il suo appello così : « Nel caso che lo Spirito Santo ti suggerisca di offrirti per le Missioni, scrivi al Rettor Maggiore o al sottoscritto . Ti assicuro che si darà alla tua domanda tutta l'attenzione che un affare così importante merita . Don B . Tohill, Casa Generalizia Salesiana, Via della isana 1111, C . . 9092 - 00163 Roma» . GEMELLAGGIO IVREA-AGARAMCHERI adre Fiorenzo Zola è un missionario salesiano che lavora a allikonda, nella diocesi di Vellore (India) . Aveva moltissimi problemi economici, finché incontrò sul cammino il gruppo delle Cooperatrici della arrocchia S . Cuore di Ivrea (lui è exallievo del «Card . Cagliero» di Ivrea) . rofondamente colpite dalle sue relazioni, dall'agosto 1971 al marzo 1974 gli hanno fatto avere la bella somma di otto milioni di lire (più medicine e vestiario per vari milioni) . Con il denaro, padre Zola ha dato vita al villaggio cattolico di Agaramcheri-Vellore, con la chiesa, il dispensario medico, la mensa per i poveri (un piatto giornaliero di riso per 300 persone), due pompe per l'acqua . er il 40° di missione del padre (che scatterà nel 1976) le Cooperatrici gli hanno promesso il necessario per com- pletare il villaggio con la scuola, il ricovero per i vecchi e la casa del catechista . IL « BOLLETTINO » ALL'UNIVERSITA Il prof . Eduard Evans, da KitchenerOntario (Canadà) scrive : «Sono un exallievo salesiano, e insegno Italiano nell'Università di Waterloo, Ontario . Durante questi tre anni passati, ho usato un metodo per insegnare non solo l'italiano, ma anche qualche cosa delle missioni cattoliche. Faccio tradurre gli articoli più interessanti del Bollettino Salesiano . Gli studenti sono entusiasti, e vengono per ulteriori spiegazioni sulla vita dei missionari salesiani . «Ho fatto pubblicare anche due articoli tradotti nella rivista americana "Catholic Life" di Detroit : Città dei ragazzi di Teresio Bosco (gennaio 1972) e 142 piccoli Indiani all'Isola di Raton di Enzo Bianco (settembre 1972) . « Ora ho già preparato un altro articolo, Sganciati in Ecuador, di Angelo Botta, tradotto da Dolores Floreani, che spero di far pubblicare . Silvana Handa sta traducendo / miei 100.000 drogati. È stata in Hong Kong e si interessa del problema . Romeo Valentin sta traducendo / bambini bevono acqua color caffè . Sono tutti articoli dell'ultimo numero del Bollettino che ho ricevuto» . ei giorni 6-7 aprile, presso la Casa Generalizia di Roma, si è riunita la nuova residenza Confederale degli Exallievi di Don Bosco . La riunione fu aperta dal residente uscente, Dr . Taboada. Erano presenti il Rettor Maggiore, il Consigliere generale don Raineri, don Bastasi e gli esperti sui temi da trattare . N Il nuovo residente Il Rettor Maggiore, dopo aver ringraziato il Dr . Taboada per il « servizio » prestato alla Confederazione per oltre dieci anni con amore, sacrificio, capacità e attaccamento a Don Bosco non comuni, annuncia la nomina del nuovo residente : « La Confederazione si è resa sempre più internazionale e mondiale . Dopo aver avuto quattro presidenti italiani, si è allargata ad un respiro europeo con il residente spagnolo Dr . Taboada . Ora i tempi appaiono maturi per uscire dalla vecchia Europa e andare al continente delle realtà vive e della speranza . La mia attenzione si è fermata su un uomo dell'America Latina, un uomo con la caratteristica di cattolico militante e praticante, di interesse internazionale, un Exallievo di statura e di livello, di ben distinto sentire salesiano e mariano ; ottimo padre di famiglia ; uomo di grande prestigio nel suo paese e nelle nazioni di lingua spagnola, per essersi dimostrato un magnifico, geniale organizzatore e realizzatore ardimentoso . uest'uomo è il Dott . JOSÉ MARIA GONZALEZ TORRES, presidente degli Exallievi del Messico, che alcuni di voi hanno conosciuto al Congresso Latino-americano » . eXa11ieì NUOVA RESIDENZA CONFEDERALE zionali) : ablo Ricagni (Argentina), Gonzalez Torres (Mexico), Thaddeus Bruchalski (USA), Kyola Mashamba (Zaire), Carlisle Curry (India), Nicola Ciancio (Italia) . Sono seguite varie relazioni . Il Dr. Taboada, parlando della « Strenna del Rettor Maggiore sulle Vocazioni », ha detto : « C'è una Messa d'oro che deve tenere desta la nostra attenzione e le nostre attività : quella del Rettor Maggiore don Luigi Ricceri, che celebrerà il cinquantesimo del suo sacerdozio il z9 settembre 1975 . Sarà una meta che ci deve spronare a fare qualcosa di veramente concreto per le vocazioni » . L'Avv . Ciancio, parlando dell'Anno Santo, ha proposto di studiare la realizzazione di un foyer di accoglienza in Roma per i pellegrini exallievi, incaricando del problema l'Ispettoria Romana . Lo stesso per Torino, dove sarà certa l'affluenza di exallievi per visitare la terra d'origine di Don Bosco e della Famiglia Salesiana . Congresso Europeo Don Giovanni Raineri ha proposto la celebrazione di un Congresso Europeo degli Exallievi salesiani . La residenza ha accettato il suggerimento : la sede sarà Lussemburgo, la data cadrà verso la fine dell'Anno Santo . adre A . Mariotta ha avanzato nuovamente l'idea di un Congresso Exallievi per l'Estremo Oriente, che coinvolga Australia, Corea, Filippine, Giappone, Cina, India, Birmania, Bhutan, Sri Lanka, Thailandia e Viet Nam. Don Raineri ha chiuso la seduta suggerendo di promuovere alcuni giorni di studio per approfondire « la figura e l'identità dell'Exallievo di Don Bosco », e precisare i suoi compiti pratici verso la Chiesa e la Società . Durante la celebrazione della Messa delle palme è stato consegnato ai partecipanti un ramoscello di olivo, simbolo di concordia, di serenità e di pace : il più bell'augurio che si possa fare ai Membri della residenza e a tutti gli Exallievi del mondo . ∎ Il «vertice» della Confederazione Mondiale degli Exallievi riunitosi a Roma attorno al Rettor Maggiore . L'Assemblea ha accolto la nomina del' 61> residente Confederale con un prolungato applauso . La nuova residenza Ed ecco la nuova residenza che, accanto al Dott . Gonzalez Torres, rimarrà in carica per un sessennio . Essa è stata eletta per corrispondenza . Vicepresidenti : Aldo Angelini (Italia) e Hubert Defawe (Belgio) . Consiglieri : Javier A . Marco (Spagna), Jean Butros (Libano), Joseph Geourjon (Francia), Nicola Ciancio (Italia), Herbert Lumer (Germania), Derrich M . Milnes (Inghilterra), Thomas Barby (Eire), Giuseppe Castelli (Svizzera) . Segretario Generale Tommaso Natale (Italia) . Sono pure stati eletti sei consiglieri come « Rappresentanti dei Gruppi di nazioni » (per fare da collegamento tra le Federazioni na- 31 ER INTERCESSIONE DI MARIA AUSILIATRICE DI SAN GIOVANNI BOSCO UNA MAMMA E LA MADONNA AVEVAMO TIMORE DI Sono nata in una famiglia molto onesta, ma pagana che non seguiva nessuna religione . All'età di nove anni ricevetti il battesimo per l'affettuoso interessamento d'una amica della mia mamma : alcuni anni dopo furono battezzati anche due dei miei fratelli . Mamma non si opponeva alle nostre decisioni, ma non mostrava nessun desiderio di far parte della Chiesa cattolica . Era una donna sana e robusta, impegnata in un lavoro duro e faticoso, simpatica, energica e piena di fiducia nella vita . lo intanto, col passar del tempo, vivevo il battesimo nella meditazione e nell'ascolto : Cristo mi parlava nell'intimo e mi chiedeva sempre di più, mi chiedeva tutto l Confidai alla mamma la mia vocazione : profondamente addolorata mi negò il permesso . D'accordo con le Figlie di Maria Ausiliatrice di Hong Kong, ottenni nella loro scuola la cattedra d'insegnante : tornavo a casa solo il sabato e la domenica . In realtà facevo il mio aspirantato . Mamma se ne rese presto conto : non aggiunse parola, ma poco dopo si ammalò gravemente di fegato . Fu operata e il chirurgo disse che non c'era più nulla da fare. La paziente fu informata che le restavano solo poche ore di vita e la medesima notizia fu comunicata a noi tutti . Con la mia famiglia e la direttrice di Hong Kong accorsi al suo capezzale per assisterla . regavo con fede la Madonna chiedendo la guarigione, ma in realtà desideravo che mamma ricevesse il battesimo e non sapevo come introdurre una conversazione convincente . Appena l'inferma si accorse della nostra presenza, aprì a fatica gli occhi, mi chiamò accanto a sé, mi strinse forte la mano e mi disse con un fil di voce : « Grazie, figlia mia, va' felice a farti religiosa : tu mi hai ridato la vita . Ho visto, come in sogno, la Madonna, mi ha detto che ha gradito le preghiere tue e delle suore e mi ha chiesto se avevo fatto del male agli altri . Ho risposto : "No, Signora, ho amato ed aiutato sempre tutti, particolarmente durante la guerra . . ." . Adesso - aggiunse - sono pronta a ricevere il battesimo» . Immaginate la mia gioia e la mia commozione . Mamma fu battezzata e . . . mi credete?. . . guarì completamente e riprese il suo pesante lavoro . otrà la mia famiglia dimenticare mai la tenerezza della Vergine? La nostra piccola Giovanna, di appena venti giorni, fu colpita da cistite e deperimento generale . Si rese necessario il ricovero in ospedale . urtroppo rimase a lungo in condizioni preoccupanti e temevamo di perderla . Allora pregammo, con fiducia, San Domenico Savio che esaudì la nostra insistente domanda . La nostra piccola, pienamente ristabilita, ritornò in famiglia e continua a crescere in buona salute . Gratissimi a San Domenico Savio, chiediamo umilmente che voglia continuare a proteggerci . Sr. MARGHERITA LUNG LAI CHAN ERDERLA Alcamo MARIA e GAS ARE VALLONE IO BIRICHINA DI RIMA La mia Daniela di un anno e mezzo, la mattina del 22 novembre cadde dal letto, si fratturò la testa e riportò la commozione cerebrale . Entrò quasi subito in coma, e non s-pevamo se si sarebbe salvata . La mia madrina, allora, mi procurò l'abitino di San Domenico Savio . Lo mettemmo addosso alla bimba e iniziammo tutti la novena al Santino . Dopo 5 giorni di coma incominciò ad aprire gli occhietti e ad essere cosciente di ciò che la circondava . Dopo un mese di ospedale è tornata a casa guarita e senza nessuna conseguenza . Ora anzi è più birichina e festosa di prima . Ringrazio il piccolo Santo, e lo prego di tenere sempre la mano sopra i miei bambini . VALERIA GIOLITO in COSTA IL TERZO FIGLIO Due anni fa, mentre stavo facendo una cura per esaurimento nervoso, mi accorsi di aspettare il terzo figlio . Fui molto turbata, sia per la mia non più giovane età, sia per i medicinali usati per la cura dell'esaurimento, i quali, a giudizio del medico, avrebbero potuto nuocere alla mia creatura . La gravidanza procedette tra travagli di vario genere, ma non persi mai il coraggio e la fiducia in San Domenico Savio . Lo invocavo ogni giorno, e lui intercedette per me . È nato Domenico-Luca, bello e sano, che ha portato gioia e con- GLI OCCHI DI UN BIMBO Una mia carissima amica aveva concluso la prima gravidanza con la morte della neonata a, poche ore dalla nascita . oi, nel novembre del 1973, diede alla luce un maschietto . Anche questi, nato prematuro, presentava gli stessi sintomi di soffocamento della bimba . Fu perciò portato urgentemente all'ospedale di adova . Venne messo in incubatrice immediatamente, ma i medici non assicurarono di poterlo salvare : presentava infatti una grave malattia . Appena lo seppi, iniziai una novena a San Domenico Savio . Nel giro di due settimane i medici dichiararono il piccolo fuori pericolo. Al momento della dimissione dall'ospedale, però, i medici dissero che la intensa terapia a base di ossigeno aveva causato «ischemia retinico periferica» agli occhi . Lo affidai nuovamente a San Domenico Savio . Dopo un'accurata visita oculistica, a due mesi dalla nascita, anche gli occhi del bimbo furono trovati perfettamente sani . Ringraziamo di cuore il piccolo Santo . 32 Chioggia (Venezia) IA DONAGGIO CI HANNO URE SEGNALATO GRAZIE Agù Mirella - Agnelli Caterina - Alaimo Luigia - Alberti Salvatore - Amico Gerardo - Ancora Concetta ved . Bernini - Andreolli Mario - Anelli Gina - Angelini Tina - Aprà Rosa - Arese Lucia - Avellino Antonio - Banchio Agata - Baratelli Luigia - Barberis Maria - Barisone Clotilde - Barreri Vanna - Bausola Renato - Beni Famiglia - Beretta Brivio Irene - Bernardini Bernardino - Berruto Domenico - Bertetti Giuseppina - Bertoldo Teresa Bertoluzzo Natalina Domenico - Bezzi Luigia - Biancardi Marcella - Bianchi Roberta - Bonaminio Coniugi - Bongiovanni Domenica - Bordona Margherita - Borghese Lea - Borsotti Anna - Bosonin Maria - Bosso Elena Giordano - Bosticcio Dorina - Bottazzi Adriana - Bottazzi rassede - Botto Maria - Bovet rosperina - Bracco Serafina - Brun Larianna - Brundo Tersilia - Bruno Margherita e Stefano - Buri Rosita - Burruano Maria Teresa - Caimi Caterina - Camarini ozzi Cesare - Camattini Bice - CaCamisacca Irene - Campione Gaetano - Campodonico mazzi Giuseppina Maria - Cappa Lina - Carlino Concettina - Caronia Lina - Carruba Maria - Castino Matilde - Casucci Titina - Cavallaro Cirillo - Chiabrando Domenica - Chiambretti Maria - Ciamparelli Marozzi Anna - Cicero Domenica - Civalleri Coniugi - Colli Lilia - Consonni aolo e iera - Coppola Adalgisa - Cortelezzi Carla - Cortese Maria - Costabloz Alfredo - Dal Canale Ida - Dalle ezze Maria - Danile Angela - De Antonia Rosalia - Dellapiana Davide - Del Rosario Antonietta - De Luca Rosa - Demartini Ro- E DI SAN DOMENICO SAVIO forto a tutta la famiglia . Unisco una piccola offerta perché venga celebrata una S . Messa all'altare del Santino . Borgonovo Isola (Genova) TERESA DEVOTO MAMME RICONOSCENTI « Dopo due interrotte maternità mi rivolsi fiduciosa all'assistenza di San Domenico Savio . Ora sono mamma di un bel bambino . È però malato, e lo raccomando ancora a lui . Ringrazio pure S .D .S . a nome di mia sorella, e di tutti i miei cari» . alermo C. R . F. (lettera firmata) «Dopo aver perso un bambino, mia figlia stava per perderne un secondo . Abbiamo pregato San Domenico Savio, e lui ci aiutò . La piccola Maria Cinzia ora sta bene» . avia regammo tanto San Domenico Savio . E tutto bene . Ora il piccolo sta bene, e la mamma pure». ietraperzia (Enna) GRAZIELLA SATARRIANO « I medici avevano molta paura che dovessi perdere il mio primo bambino . regai tanto il piccolo Santo delle culle, indossando il suo abitino . È nata aola, che sta bene» . Barbianello ( avia) GIOVANNA SAVIO «Durante la gravidanza avevo fortissimi dolori e collassi . I medici erano preoccupati . regai tanto San Domenico Savio, e potei riprendermi . Il mio bambino nacque debole, • una bronco-polmonite stava per portarselo via . regai ancora, con tanta fede . Ora sta bene . Se Dio vorrà, lo porteremo presso l'altare di S . D. Savio, a ringraziare il piccolo Santo» . Roma FAUSTA DE LISA FAMIGLIA NAVA IL LUNGO CALVARIO DI GIUSE « Dopo aver perso due mie creature, e in procinto di un delicato intervento chirurgico che poteva farmi perdere la terza, invocai con angoscia il Santino delle culle . È nato Francesco-Domenico-Salvatore . Insieme a mio marito desidero manifestare la mia riconoscenza a San Domenico Savio » . Marano (Napoli) CLORINDA CAVALLO in NEOLA « Dopo aver perso una mia creaturina tra tante sofferenze, in attesa di essere nuovamente mamma mi raccomandai con fiducia a San Domenico Savio. Dovetti subire una dolorosa operazione, ma potei dare alla luce una bambina che è tutta la nostra gioia » . Torino FRANCA MASSA «Dopo 9 anni di inutile e angosciosa attesa, ho potuto diventare mamma . Con mio marito e la piccola Antonella ringrazio il piccolo Santo protettore delle culle» . Grosso (Torino) andò TERESA BENZO « Mia sorella dopo tante sofferenze perse tutti e due i suoi bambini . Dopo tredici anni di matrimonio ebbe la terza gravidanza . I medici erano molto preoccupati, perché dovevano intervenire chirurgicamente per salvare il bambino . setta - Denaro Maria - Derosa Giuseppa - Di Caro Angela - Dimandà Antonietta - Di Renza Giovanna - Fagone Carmela - Ferrara Gianfranco - Ferro Luigia - Fisichella aolo - Fogliato Famiglia - Fontana Angiolina - Fontana Rita - Franchini Claudio - Frasson Aldo - Frezza Maria - Frison Anna Maria e Antonio - Gagliardo Fortunata - Gaia iera - Gaido Gioietro e Rita - Gandiglio Luciana vanna - Gaido Giuseppe - Galinotti - Gangi Chiodo Rosetta - Gargotta Agostina - Garnero Anna - Garrone Domenico - Garrone Giuseppina - Gastaldi almira - Ghitti Gelani Gina - Giacolone Giuseppa - Giannini Elena - Gianolo Amedeo e Maria - Giorierina danetti Angiolina - Goretti Rina - Gosmar Luigi - Grassano Grosso Rosetta - Guglielmino Luigi - Lacagnina Giuseppe - Lovere Giuliana - Luperini Ernesta - Macaluso Franca - Maenza Antonina - Macro Adele - Magnaguagno Emma - Mana Teresa - Manera Carlo - Manganaro Gianna - Mantelli Gavey Enrica - Marangoni Francesco - Massari Giovanna - Mazzer Modesta - Mazzieri Cesare - Mazzuccato Rosetta - Meneghetti Ida - Merli ierina - Merlo R. Rosa - Milani Cesarina - Milani Odette - Milano Ferretti Gina - Miroglio almira - Moizo Emerenziana - Mondino Carla - Moneta Zannier Giovanna - Montagna Emilia - Mosca Gemma - Motta Giuseppa - Mozzane Marianna - Mussino Ludovica Nodaro Gianna - Obert Tecla - Oggero Lucia e Giorgio - Osella Mario - agani Luigia - agliazzo Angelina - artesani Ercolina - erotti Lucia E Travolto da una macchina e portato in rianimazione all'Ospedale civile di Vicenza, il mio piccolo figlio Giuseppe cominciò un lungo calvario di sofferenza, e io di ansia accanto a lui . Rimase dapprima in coma per sei giorni, fu poi sottoposto a lunghi e difficili interventi chirurgici, distribuiti in tre mesi senza fine . Sono mamma di altri quattro bambini, • mi dividevo tra loro e Giuseppe, al capezzale del quale passavo ore e giorni angosciosi . regavo tanto la Madonna • S . D . Savio . Dicevo : tc Mettetegli voi la mano sulla testa ». Dopo 90 giorni, quando i medici scuotevano il capo, davanti alla quasi impossibilità di operare e curare ancora quel piccolo corpo straziato, tutto cominciò improvvisamente ad andare bene . er me fu un miracolo. Ringrazio tutti quelli che hanno curato il mio Giuseppe, ma più di tutti voglio ringraziare la Madonna e San Domenico Savio . Corneda Vicentino GIUSE INA GONZA TO Unisco la mia testimonianza . Il piccolo Giuseppe, al tempo dell'incidente, frequentava la nostra Scuola Materna . I bambini si sono impegnati tutti a pregare Maria Ausiliatrice e San Domenico Savio . Sono stati giorni lunghi ed angosciosi . enso sia stata davvero una grazia straordinaria . Sr. EVELINA MARCHIORO, F.M.A . Direttrice Scuola Materna Cornedo - ersico Dr . Salvatore - etitti Silvio - hilipson Cecilia Maria - iccinini Fausta - iccolis Maria - itruzzella Anna - ollano Gemma - oletto Giovanna - onzo Giuseppina - orta Giuseppe - revignano Elvira uricelli Angela - Rabellino Rosa - Ragno Zagari Ada Raubagotti Tommaso - Ravina Giuseppe - Reinaudo aolo - Rigamonti Enrica - Rigoldi Tarcisio - Rinaudo Apollonia - Rivera Michele - Rizzo Francesca - Rizzo Rosalia - Rocca Gurini Elisa - Roero Angela - Roggioni Anna - Ronco Maria - Rossi Luigina - Rossi Nella - Rossi ietrino - Rossitto Erminia - Sabino Ludovica - Sacchetto Maria - Saluppo Calogera - Salvadori Natalina Sandrone Caterina - Sanna Salvatore - Santoro Maria - Sardo Carmela - Sartori eyro - Sartoris Elsa - Saulle Bruno - Savioli Silvestro - Sberna Maria - Scalabrini Rosella - Sclarandis Ettore - Siitisi Attilio - Smeriglio Francesco - Solari Carmela - Somensi Basilio - Sorasio Giovanni - Soressi Maria - Tacchini Carla - Tassara Clotilde - Thiebat cav. ietro - Ticozzelli Bruna - Timossi Giacinta - Tonso Vittor Andrea - Toppino Maria - Urbinati Orsolina - Valchiusa Marta - Valgimigli riscilla - Venturoli Maria - Veratta Giuseppe - Vettoretti Elsa - Viberti Maria - Vietto Adelina - Vigliocco Margherita - Vistarini Francesca - Vitali ietro - Vittone Turino - Vuillermin Maria - Zaga Giulia Zambon Maria - Zorgrin Luigi - Zuriati Rachele 33 ER I NOSTRI MORTI I REGHIAMO SALESIANI DEFUNTI MONS. MAURICIO EUGENIO MAGLIANO, VESCOVO DI RIO GAJ .LEGOS . Il presule era nato a San Isidro il 22 gennaio 1920 ; ordinato sacerdote il 1S settembre 1948, veniva elevato alla Chiesa di Rio Gallegos il 12 giugno 1961, ricevendo l'ordinazione episcopale il io settembre dello stesso anno . Sac . Amore Amori t a Roma- renestino a 74 anni . Fu innanzitutto semplice e cordiale con tutti . Gli exallievi rievocavano la passione del loro insegnante per la scuola e le sue premure per l'apprendimento degli allievi . L'ininterrotta dedizione al lavoro tra i giovani, gli aveva reso abituale, quasi sesto senso, l'assistenza premurosa e vigile ovunque si trovasse . Animato da profondo spirito di fede e zelo sacerdotale, fu sempre assiduo al ministero della predicazione e della confessione, e nell'immediato dopoguerra si trovò pronto al compito di assistente ecclesiastico delle A .C.L .I . romane, cui si dedicò con giovanile entusiasmo . La fiducia in Dio lo aiutò a soffrire la solitudine, riponendo nella preghiera l'efficacia del suo lavoro, e con essa si rese utile fino alla fine . Sac. Serafino Zaccagnini t a San Salvador (El Salvador) a 58 anni . artito giovanissimo per l'Ispettoria del Centro America, trascorse in essa tutta la sua laboriosa vita di sacerdote e di educatore . Dotato di squisita sensibilità artistica e di notevole preparazione letteraria, esercitò un apprezzato apostolato come insegnante e predicatore . Caratteristico era il suo amore a Maria Ausiliatrice che sapeva trasfondere negli aluVini e fedeli . Una lunga e dolorosa malattia ne impreziosì gli ultimi mesi di vita . Sac . Antonio Ballesio t a Cuorgnè a 73 anni . Chiamato quasi veptenne a seguire il Signore, rispose prontamente facendo di tutta la sua vita un « sì * umile e generoso, con la sola preoccupazione di essere fedele nel servizio di Dio e dei fratelli . E ancora con un *sì * consapevole e pieno di fede accettò la croce della sofferenza, con cui il Signore volle coronare i suoi 5o anni di vita religiosa . Sac. Francesco Rigamonti t a Como a 57 anni . Cordialità di tatto e ricchezza di rapporto umano ne caratterizzarono il lungo periodo di insegnamento, e gli legarono affettuosamente molti ex-allievi. Dedicò gli ultimi anni all'assistenza spirituale delle F .M .A . Una pesante prova, che ne mortificò ogni attività, lo preparò al repentino ma atteso incontro con Dio . Sac. Leone Rodenbeclk t a Sannerz (Germania) a 67 anni . Lasciò di sé il ricordo del Buon astore . Essendo parroco per 25 anni a Sannerz, dovette curare molte altre comunità ecclesiali limitrofe . Fu molto amato e il suo lavoro molto apprezzato . Il funerale celebrato con la presenza dei suoi due fratelli salesiani, lasciò vedere come riuscì don Leone ad arrivare al cuore di tutti i suoi figli spirituali . COO ERATORI DEFUNTI Gianotti Teresa Eufrosina ved . Volpe t a Torino a 86 anni . Cooperatrice esemplare del centro Torino M. A . lasciò in tutti l'esempio dell'apostolato della preghiera e della sofferenza . Fedele alle funzioni della Basilica, anche in famiglia non tralasciò mai la recita del S . Rosario . Negli ultimi anni costretta a letto dalla infermità, offri le sue sofferenze per le vocazioni . Zita Veiluva t a Roma a 5q anni . Attivissima nell'apostolato fin dalla prima giovinezza, fu cooperatrice salesiana ardente, aperta a tutte le forme postconciliari . Il suo entusiasmo, fatto di convinzioni profonde, trascinava . Ebbe molto da soffrire, ma seppe con coraggio e forza d'animo dimenticare se stessa per donarsi ai fratelli . La arrocchia, il Vicariato e molti gruppi di attività cristiana l'ebbero animatrice intelligente e collaboratrice instancabile . Zaíra Rizzante t a Rio S . Martino (Venezia a 72 anni . uesta mamma formidabile ha regalato la vita a 15 figli, ed ha accettato con gioia che 5 di essi si consacrassero al Signore nella Famiglia Salesiana : z sacerdoti, z coadiutori, una Figlia di M . Ausiliatrice . « Sarebbero stati 6 - scrive il Vicario dell'Ispettoria novarese, - ma uno è morto all'aspirantato di Canelli nell'anno dell'asiatica* . Nel testamento spirituale ha detto ai suoi figli religiosi : « Siete la pupilla dei miei occhi . Don Federico e Don Tommaso, ricordatevi che siete Sacerdoti in eterpo, siate zelanti della vostra Missione, che le vostre mani consacrate siano sempre per lodare il Signore, Sacerdote secondo il cuore di Dio . Ettore e Ferdinando continuate a mantenervi fedeli alla vostra vocazione, forti e perseveranti, così pure suor Teresina, sii forte, brava, buona, umile e perseverante s . Giuseppe Rínaldi t a Lu Monferrato a 91 anni . Era l'ultimo nipote del Servo di Dio don Filippo Rinaldi . Autentico patriarca, nella sua lunga esistenza fu esempio a tutti di fede, onestà e integrità di vita . Fu in tutto degno della religiosità della famiglia Rinaldi di Lu, che negli ultimi 8o anni ha dato alla Chiesa ben 23 dei suoi figli, tra sacerdoti diocesani, religiosi e suore . Tra essi 8 salesiani e 8 Figlie di Maria Ausiliatrice . Lisetta Tucci t a Serra S . Bruno (Catanzaro) . Cooperatrice salesiana fin dalla sua giovinezza, fu purificata da una lunga sofferenza . Assai devota di M . Ausiliatrice e di D . Bosco, offrì per le Opere Salesiane non solo i suoi beni materiali ma anche le sofferenze sopportate con fede . Avv. Giuseppe ace t a Malta a 84 anni . È stato il primo residente Nazionale degli exallievi di Malta, uno dei primi allievi dell'Oratorio . Aveva un amore e una devozione speciale per Don Bosco e per i suoi figli . Teneva presso il letto il diploma di Cooperatore assieme alla statuetta e reliquia di Don Bosco . È stato sempre uno dei benefattori insigni dell'opera di Don Bosco . Maria Zoccarato ved . Cesaro t a Marsango ( adova) a 77 anni . Bella figura di sposa e madre cristiana, si dedicò tutta ai suoi 13 figli, di cui donò 8 alla vita religiosa e missionaria : tra essi 5 alla Famiglia Salesiana : 3 Figlie di Maria Ausiliatrice e z Coadiutori Salesiani . Non contenta aiutò altri giovani a divenire sacerdoti o religiosi, realizzando da autentica cooperatrice salesiana l'apostolato delle vocazioni . Il suo testamento è di sapore evangelico : «Amatevi l'un l'altro - lasciò scritto ai 1z figli tuttova viventi - come io vi ho amato « . Laghi Teresa in Naso t a Rosarno (R . C .) a 79 anni . Buona, pia, generosa, per la sua mitezza fu cara a quanti l'avvicinavano . Dedicò la sua vita alla famiglia, seppe accettare con serenità le prove della vita, rinunciando ad ogni soddisfazione che potesse arrecarle sollievo . Fu Cooperatrice fervente fin dall'inizio della Casa. er motivo di salute non poté più frequentare le riunioni ma ebbe sempre un pensiero per le Opere Salesiane . Montagnese Vanda in riolo t a Rosarno (Reggio Calabria) a 52 anni . La sentirono molto sensibile ai bisogni umani, per questo la sua immatura morte fu rimpianta da tutti . Vittorio Brocardo t a Murazzano (Cuneo) in età di 91 anni . adre affettuoso di cinque figli, sapeva apprezzare la grazia di averne due - D . ietro e D . Giuseppe - chiamati a servire il Signore tra i Sacerdoti di D . Bosco . Uomo di fede profonda, fu membro dell'Amministrazione arrocchiale e dell'Azione Cattolica . Nella sua giornata trovava posto la recita convinta del S . Rosario . Di carattere gioviale, univa alla saggezza dell'età veneranda un singolare atteggiamento di giovanile entusiasmo che gli faceva scoprire il lato umoristico delle cose per comunicare agli altri la sua visione ottimistica della vita . Vicino al trapasso esclamava : « Addio bel mondo) Come è dolce morirei* . Maria Lo Cascio, ved . Dominici t a isano Etneo (Catanzaro) a 77 anni . Il figlio Don Angelo scrive: « Mia mamma non si scoraggiò, quando alla morte di papà rimase con 6 figli cui badare . Il più grande dono che reputò aver avuto dal Signore è quello dei tre figli Sacerdoti religiosi (uno Missionario del S . Cuore e due Salesiani) . arlar bene di tutti, comprensione per la vivacità dei ragazzi, sorriso buono e accogliente, fede viva e calorosa preghiera, Comunione quotidiana, fu l'eredità che ci lasciò . I suoi funerali non furono qualcosa di triste : allietati dai canti dei ragazzi assomigliarono a una festa «. er quanti ci hanno chiesto informazioni, annunciamo che LA DIREZIONE GENERALE O ERE DON BOSCO con sede in ROMA, riconosciuta giuridicaER LE MISSIONI con sede in TORINO, avente personalità giuridica per Decreto mente con D . . del 2-9-1971 n . 959 e L'ISTITUTO SALESIANO 13-1-1924 n. 22, possono legalmente ricevere Legati ed Eredità. Formule legalmente valide sono : se trattasi d'un legato : « . . .lascio alla Direzione Generale Opere Don Bosco con sede in Roma (oppure all'istituto Salesiano per le missioni con sede in Torino) a titolo di legato la somma di lire(oppure) l'immobile sito in »; se trattasi, invece, di nominare erede di ogni sostanza l'uno o l'altro dei due Enti su indicati : « .. . annullo ogn mia precedente disposizione testamentaria . Nomino mio erede universale la Direzione Genera/e Opere Don Bosco con sede in Roma (oppure l'istituto Salesiano rer /e Missioni con sede in Torino) lasciando ad esso quanto mi appartiene a qualsiasi titolo» . 34 (luogo e date) (firma per disteso) Borsa : S . Giuseppe, a cura di S . T ., Gaeta (Latina), L . roo .ooo . Borsa : In onore di S. Giuseppe per chiedere protezione sulla famiglia ierino nipoti e parenti, a cura di Gavuzzi, Asti, L . too.ooo . Borsa : Beato Don Michele Rua, a cura di Giuseppe Genco, Orbassano (Torino), L. 89 .5oo . Borsa : Maria SS . Ausiliatrice S . Giovanni Bosco - S . Domenico Savio e Beato Don Rua per implorare grazie, a cura di Viberti Cerri, S . Maria di La Morra (Cuneo), L . 65 .000 . Borsa : In ringraziamento a Don Bosco e Don Rua e attendendo un'altra grazia, a cura di Rosy ucci, Firenze, L. 6o.ooo. Borsa : Divina rovvidenza, a cura di Francesco Boglione, Torino, L . 52 .000 . Borsa : Maria SS . Ausiliatrice S . Giovanni Bosco e Beato Don Rua perché intercedano protezione e ierina, a cura di Antonietta Sigismondo, Salemi (Trapani), L . 50.000 . Borsa : In ringraziamento al Signore per il 25° di matrimonio me e per mia sorella ed in suffragio del caro papà Antonio e dei cari genitori Rosa e Romeo Cerri, a cura di Giovanni Cerri e Rosina Repossi, Abbiategrasso (Milano), L . 50.000 . Borsa : Cardona Giuditta, a cura di Filomena Sciorilli, Atessa (Chieti), L. 50 .000 . Borsa : Cardona Anna, a cura di Filomena Sciorilli, Atessa (Chieti), L . 50.000 . Borsa : Maria SS . Ausiliatrice e S. Giovanni Bosco in suffragio della defunta Maria Francesca ellegrino, a cura di Libera M . ellegrino, Monte S . Angelo (Foggia), L. 50 .000 . Borsa : S . Giuseppe a favore di una vocazione sacerdotale, a cura di Giuseppe Vicari, Messina, L . 50 .000 . Borsa : Maria SS . Ausiliatrice invocando protezione, grazie e conforto, crociata IuIuuIuI1I1Inn ELENCO DI BORSE MISSIONARIE DEL BOLLETTINO SALESIANO Borsa : Don Michele Rua in ringraziamento e alla memoria di Anna e Felice, a cura di N . N., Torino, L. 50 .000. Borsa : er la protezione di S. Giovanni Bosco e di Maria SS . Ausiliatrice, a cura di R. M ., L. 50 .000 . Borsa : Don Filippo Rinaldi in Borsa : In suffragio di Gino e Lalla Guidetti, a cura di Anella Guidetti, Finale Emilia (Modena), L . 50.000 . Borsa : In memoria e suffragio del marito, a cura di Maria Fantino ved . Bracco, Bra (Cuneo), L . 50 .000 . Borsa : In suffragio dei miei fratelli, sorelle e genitori e per preghiere per a cura di Virginia Gidaro, Catanzaro, L . 50.000 . Borsa : S . Giovanni Bosco e Beato Don Rua, a cura di Vittorio e Valentina Momo, Torino, L. 50 .000 . Borsa : S . Maria Domenica Mazzarello, a cura di Vittorio e Valentina Momo, Torino, L . 50.000 . Borsa : In onore di Maria SS. Ausiliatrice ed in ringraziamento, a cura di A . O ., Cascine Vica (Torino), L . 50.000 . Borsa : S . Domenico Savio per grazia ricevuta, a cura di Maria Grazia ica Alfieri, L'Aquila, L . 50 .000. Borsa : Santi Salesiani apa Giovanni XXIII e adre io per grazia ricevuta e per ottenere sempre protezione, a cura di Franca Butera, Caltabellotta (Agrigento), L . 50 .000 . memoria e suffragio di Edoardo ed Emma Caviglione, a cura dell'Avv. Borsa : Armando Caviglione, Torino, L. 50 .000 . Borsa : Dacci oggi il nostro pane, a cura di Ennio Molaro, Sedegliano (Udine), L . 50 .000 . Borsa : Maria SS . Ausiliatrice e S. Giovanni Bosco in suffragio di mio marito Ugo ane, a cura di Osvalda ane, L. 50 .000 . Borsa : Maria SS. Ausiliatrice proteggeteci, a cura di Isa e Anna ietranera Silvano d'Orba (Alessandria), L . 50.000 . Borsa : Beato Don Michele Rua in suffragio dei cari defunti, a cura di Angelina Masala, Bosa (Nuoro), L . 50 .000 . Borsa : Maria SS . Ausiliatrice S. Giovanni Bosco e Santi Salesiani per la propria famiglia, a cura di Giuseppe Lanza e Rosa Migazzi, Bema (Sondrio), L . 50 .000. Borsa : Gesù Sacramentato - Maria SS. Ausiliatrice - S . Giovanni Bosco e apa aolo VI, a cura di Teresa Gobbi, Modena, L . 50.000 . Borsa : er i miei cari defunti, a cura di Dirce Garzoni ved . Ghelfi, Modena, L . 50 .000. Borsa : Beato Don Michele Rua per grazia ricevuta, a cura del rof. Manfredo Gaeta, Lanciano (Chieti), L. 50 .000 . Borsa : S. Giovanni Bosco e Don Filippo Rinaldi per grazia ricevuta, a cura di Giovanna Covassi, Caneva di Tolmezzo (Udine), L . 50.000 . Borsa : Maria SS. Ausiliatrice e S. Giovanni Bosco, a cura di N . N ., Torino, L. 50 .000. Borsa : Maria SS. Ausiliatrice e S. Giovanni Bosco in suffragio di N . N ., Cesano Maderno (Milano), L. 50 .000. Borsa : A suffragio di Luigi Ferro e Maria Degli Espositi ved. Torazza e per una grazia particolare, a cura di salute ai miei figli sottoposti ad operazione chirurgica, a cura di Marta Beccari, Torino, L . 50 .000 . ERVENUTE ALLA DIREZIONE Olga Berardo, Carmagnola (Torino), L . 50 .000 . Borsa : In memoria della Mamma Giacomina, a cura dei fratelli Batiselli, Chiari (Brescia), L . 50 .000. Borsa : Madonna degli Angeli in suffragio di Antonio Bandinu, a cura di Maria Bandinu, Lula (Nuoro), L . 50 .000 . Borsa : Secondo la intenzione di alcune persone, a cura di Elisabetta Andolfato, Vicenza, L . 50.000 . Borsa : Maria SS . Ausiliatrice S. Giovanni Bosco e S . Domenico Savio in suffragio dei cari deiefunti, a cura di Natalina Nari, trasanta (Lucca), L . 50 .000 . Borsa : Beato Don Michele Rua, a cura di N. N., Ostia Lido (Roma), I,. 50 .000 . er una grazia che mi sta a cuore e per le Missioni, a cura di di Verginia Sgrazzutti miei genitori, a cura di Don Giovanni Ferro, Codroipo (Udine), L. 50 .000 . Borsa : er ottenere suffragi di grazie in vita specie con la perseveranza finale e suffragi dopo la resa dei conti, a cura di Don Giovanni Ferro, Codroipo (Udine), L . 50 .000 . Borsa : In onore e memoria di Don Antonio Gavinelli, Salesiano, L . 50.000 . A cura dell'Unione Ex Allievi di Don Bosco di Rimini (Forli), L. 50 .000. Borsa : Vittoria arisi in suffragio, a cura di M . Concetta Rameri arisi, Roma, L . 5o .ooo . Borsa : Maria SS . Ausiliatrice, a cura di Marisa Mariani, Novara, L . 50 .000 . Borsa : In onore di Maria SS . Ausiliatrice - S . Giovanni Bosco e S . Domenico Savio per una grazia ricevuta e per ottenere ancora aiuto e protezione, a cura di Aldo e Luigina Negri, Torrington (USA), L . 50.000 . Borsa : Don Alfredo Ruaro, a cura di Andrea Rabolli, Alassio (Savona), L . roo .ooo. Borsa : er una adozione missionaria, a cura di Carmela Iafelice, San Severo (Foggia), L. 50 .000. Borsa : Maria SS . Ausiliatrice e S . Giovanni Bosco in ringraziamento e supplicando protezione, a cura della Sig.a Anna Colonnello Broell, Milano, L . 50.000 . Borsa : Maria SS . Ausiliatrice e S . Giovanni Bosco in ringraziamento ed intercessione, a cura di L . M ., Oggiono (Como), L. 50 .000. Borsa : In onore di Maria SS . Ausiliatrice, di S . Giovanni Bosco e di Don Filippo Rinaldi per grazie, a cura di Giovanna Sala, L . 50 .000. Borsa : Maria SS. Ausiliatrice Suor Teresa Valsb antellini e S . Domenico Savio invocando grazie e benedizioni, a cura del Generale Carlo Maraschi, Milano, L . 50 .000. Borsa : In suffragio dei cari defunti ed a favore di uno studente povero aspirante alle Missioni impetrando una grazia particolare, a cura di E . ., Lierna (Como), L . 50 .000. Borsa : Maria SS . Ausiliatrice e S . Giovanni Bosco, a cura di N . N., oirino, L. 50 .000. Borsa : S. Domenico Savio, a cura di Rosetta De Martini, Chiavari (Genova), L. 50,000. (eoxnrsvz) BOLLETTINO SALESIANO Si pubblica il 1 ° del mese per i Cooperatori Salesiani ; il 15 del mese per i Dirigenti dei Cooperatori S'invia gratuitamente ai Cooperatori, Benemeriti e amici delle Opere di Don Bosco Direzione e amministrazione : via Maria Ausiliatrice, 32 - 10100 Torino - Tel . 48 .29 .24 Direttore responsabile : Teresio Bosco Autorizz . del Trib . di Torino n . 403 del 16 febbraio 1949 C . C. ostale n. 2-1355 intestato a : Direzione Generale Opere Don Bosco - Torino C .C. . 1-5115 intest . a Dir. Gen . Opere D . Bosco - Roma er cambio d'indirizzo inviare anche l'indirizzo procedente Spediz. in abbon. postale - Gruppo 2° (70) - la quindicina IIICHEL LECUI?RC IL DIVORZIO FifA E~1 CHIESA Un quadro vivo e stimolante, dai dati della Bibbia fino alla prassi canonica attuale, che offre una visione cristiana del problema, e tenta di distinguere la sostanza della fede, nel matrimonio e nella sua indissolubilità, dalle diverse forme storiche in cui essa si è venuta esprimendo . Un analisi approfondita che porta a scoprire i limiti del presente ed insieme tenta di tracciare delle linee direttrici per il futuro . --------------------------------------------------------------------------------------------Spett. SEI: Speditemi contrassegno (più spese postali) O n. , copie di: UISTARE IL LIBRO Compilate, ritagliate e spedite il tagliando a : Michel Leclercq IL DIVORZIO E LA CHIESA O O ER AC S Nome e cognome SEI • Società Editrice Internazionale oz UFFICIO COMMERCIALE Indirizzo C.A. . < Firma Città BS/7/74 Casella ostale 470 (Centro) 10100 TORINO