Elezioni Comunali - Rovito (CS), 15/16 maggio 2011 Lista Onda Democratica Turano Sindaco programma amministrativo 1/24 Un pensiero aperto e un'azione partecipata per Rovito Le Elezioni Comunali del 15 e 16 maggio rappresentano per Rovito un vitale momento politico, amministrativo e sociale. Si chiude, infatti, l’esperienza dell’Amministrazione “Gerbasi”, alla quale esprimiamo il nostro ringraziamento per il lavoro svolto, e bisogna adesso aprire un nuovo corso. L’indisponente indisponibilità del Partito Democratico locale rispetto alle primarie aperte di centrosinistra, quale metodo democratico per selezionare la nuova classe dirigente, ma anche come strumento di coinvolgimento della cittadinanza nella discussione programmatica e nei processi decisionali, ha costituito un grave errore politico, dettato da posizioni arroccate attorno ad equilibri interni al partito, incapaci di aprirsi alle istanze di partecipazione e contaminazione democratica, cui, invece, si ispira la lista ONDA DEMOCRATICA, che nasce ufficialmente il 26 marzo 2011 e che adesso vuole consolidarsi, potenziarsi ed affermarsi. Insieme a tutti coloro che hanno voluto e vogliono compartecipare a questo processo, abbiamo lavorato e lavoriamo per costruire una lista aperta, funzionale ad un progetto politicoamministrativo condiviso, nato dal basso, e trainato dal motore ideale di voler operare nell’interesse esclusivo del bene comune. Lo abbiamo fatto e lo facciamo apertamente, uscendo dalle case e alla luce del sole, e così continueremo a fare, colorando questa stagione di trasparenza, capacità di ascolto, coinvolgimento, e metodo partecipativo, sia nella campagna elettorale, che in quella dell’azione amministrativa vera e propria. Respingiamo atteggiamenti impositivi, antidemocratici e autoreferenziali, o che non intendano il fare politica come uno strumento fatto di spirito di servizio. Vogliamo intercettare le istanze di rinnovamento e di bisogno per farle nostre; vogliamo coinvolgere i giovani, e anche i meni giovani che sono floridi nello spirito e che hanno tanto da dare alla nostra comunità. Non si tratta soltanto di eleggere un Sindaco o dei Consiglieri, o di delegare a poche persone il che fare, ma di creare entusiasmo e intraprendenza attorno ad una squadra che dovrà essere la testa di ariete di un maggiore protagonismo di tutti. Gestire la cosa pubblica è competenza diretta di chi amministra, ma interessarsi, suggerire, consigliare, verificare, criticare costruttivamente, dare il proprio contributo fattivo, sia in forma individuale che associativa, sono caratteristiche di una cittadinanza attiva che insieme dobbiamo edificare, e che è la base della rinascita di una nuova socialità, oggi, purtroppo, spesso tendente all’apatia. Insieme vinceremo, e poi affronteremo i problemi del nostro paese e tracceremo il destino della nostra comunità. Sono tempi difficili per gli Enti Locali: i trasferimenti erariali sono diminuiti e diminuiscono sempre più, mentre le competenze amministrative sono aumentate nel tempo. Inoltre, la minaccia di un federalismo che lede il principio Costituzionale di eguaglianza è assai insidiosa, ma se saremo insieme, amministratori e cittadini attivi, ce la faremo; se saremo capaci di foggiare una nuova unità popolare (e non populista!), riusciremo a fare quelle cose concrete che determinano la qualità della quotidianità, e a seminare idealità ed entusiasmo che sono alla base dell’agire politico per come noi lo intendiamo e che costituiscono le materie prime necessarie alla realizzazione dei sogni! Socialità e socializzazione, valorizzazione dell’ambiente e difesa del territorio, sviluppo urbanistico ecologicamente ed antropologicamente sostenibile, sviluppo economico locale, cultura, servizi, efficienza della macchina amministrativa, legalità, maturità civile, sono gli assi prioritari di intervento, ed insieme li affronteremo. Siamo consapevoli che se vorremo essere efficaci, sarà necessaria un’azione unitaria e sinergica tra Comune, Parrocchia, associazionismo, realtà economiche produttive, categorie professionali, 2/24 e cittadinanza attiva, e questa sarà la nostra direzione di marcia: una rinnovata alleanza e cooperazione sociale e istituzionale. Ci ispiriamo ai valori dell’Italia Unita, della Liberazione dal nazifascismo e della Costituzione Repubblicana, della libertà, della pace, della solidarietà, dell’uguaglianza e delle pari opportunità, dell’ecocompatibilità, della moralità politica, della legalità e dell’antimafia sociale, del pluralismo e della democrazia partecipata. Non abbiamo pacchi preconfezionati da mollare ad alcuno! Non abbiamo assessorati, incarichi o posti di lavoro da promettere o distribuire, ma idee da condividere, discutere, correggere, integrare, intraprendenza e voglia di fare, capacità e disponibilità da mettere in campo, entusiasmo e amore da profondere, contro nessuno, ma solo per Rovito. La libertà non è star sopra un albero, non è neanche avere un’opinione, la libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione. La libertà, Giorgio Gaber, 1972 Il nostro simbolo L’immagine, i colori e le parole che abbiamo voluto stampare nel nostro simbolo richiamano l’idea di un’onda che si muove, avanza, coinvolge, e che è spinta dai valori della libertà, partecipazione e democrazia. È un simbolo che è espressivo dei nostri propositi e di come è nato e si sta consolidando il nostro percorso, e che vogliamo sia quello di una comunità intera, chiamata a interessarsi, partecipare, confrontarsi, amministrarsi. La descrizione ufficiale del contrassegno elettorale «Un cerchio contenente nella parte superiore un’immagine stilizzata e a colori raffigurante uomini e donne che partecipano ad un’assemblea alzando la mano insieme. La parte inferiore del cerchio presenta il fondo di colore rosso e riporta le scritte, su tre livelli e nell’ordine dall’alto verso il basso, ONDA DEMOCRATICA, TURANO, SINDACO, in carattere maiuscolo e di colore bianco» Costruiamo assieme un programma frutto di un confronto aperto Il presente documento non ha la pretesa di essere esaustivo sulle cose da fare per Rovito; nessun programma elettorale può esserlo. È un canovaccio di idee a disposizione di tutti coloro che vogliono partecipare alla discussione programmatica, scevra da ogni contrapposizione a prescindere o pregiudizio di qualsivoglia natura. Suggerimenti, proposte e punti di vista diversi o integrativi saranno presi in considerazione e ritenuti oggetto di confronto. Ringraziamo tutti e tutte per la fattiva collaborazione. Per una campagna elettorale sulla politica e non sulle persone: chiediamo il confronto Vogliamo fare una campagna elettorale politica e non personale! Bella, trasparente, coinvolgente e partecipata. Auspichiamo che non ci siano provocazioni o atteggiamenti tesi ad avvelenare il clima elettorale o a personalizzare lo scontro, e sicuramente da parte nostra non ce ne saranno. Ricerchiamo la dialettica sulle idee, sulle proposte e sui programmi, e siamo per il confronto pubblico dei candidati, anche prevedendo forme di dibattito e di “question time” con gli elettori. 3/24 Contro il federalismo che lede il principio di eguaglianza Il federalismo fiscale prosegue il suo iter parlamentare, ma appare molto difficile la ricostruzione del senso complessivo di tali provvedimenti. Alla fine, anche in virtù delle modalità con cui le notizie filtrano attraverso gli organi di informazione, l’effetto più probabile è quello propagandistico. Occorre allora fare un po’ di chiarezza su quello che sta succedendo, ma per farlo alcune premesse sono indispensabili. La Legge sul federalismo fiscale approvata muove da un assunto, quello cioè della “territorialità” nel reperimento delle risorse e nella gestione della spesa, e ciò in ossequio ai contenuti dell’Art. 119 della Costituzione. In virtù di tale impostazione, il meccanismo previsto è quanto mai complesso e farraginoso, prevedendo tributi autonomi e compartecipazioni ai tributi erariali per i vari livelli istituzionali, e meccanismi perequativi per supplire ad eventuali deficit che si manifestassero su singoli territori. Il punto, tuttavia, è che le perequazioni non si applicano a tutte le voci di spesa delle istituzioni locali, per cui è evidente il vantaggio di alcune realtà (quelle del centro-nord) dotate di maggiore capacità impositiva. Inoltre, anche per i diritti fondamentali (che dovrebbero valere per tutti!) il concetto di “essenzialità” delle prestazioni e la conseguente determinazione dei costi standard creano le premesse per la costruzione di uno “stato sociale minimo”, in cui le differenze già oggi grandissime fra le varie parti del Paese tendono ad accentuarsi anziché a ridursi. Che questi siano gli effetti possibili è prevedibile e non solo in virtù dei contenuti della Legge, ma dell’ispirazione generale da cui la stessa Legge muove. Vi è tuttavia un altro elemento che non va sottovalutato ed è la partita finanziaria. Nell’ultima Legge Finanziaria è precisato che esiste un vincolo di spesa non modificabile; inoltre, il provvedimento si inserisce in un contesto in cui la stretta finanziaria ha già determinato forti restrizioni nella spesa locale, e in cui le nuove disposizioni dell’Unione Europea, prevedendo la possibilità di riduzioni automatiche dei trasferimenti dei fondi comunitari per gli Stati che non sottostanno ad alcuni indirizzi, rendono incerti molti finanziamenti destinati al sud. La partita del federalismo fiscale, quindi, non solo crea le premesse per la disarticolazione territoriale e per la lesione del principio di eguaglianza contenuto nell’Art. 3 della Costituzione, ma viene a saldarsi con orientamenti di politica economica che accentuano tali tendenze, aprendo, inoltre, la strada o al taglio dei servizi o alla loro privatizzazione selvaggia. A ben guardare i primi Decreti attuativi della Legge, evidenziano queste logiche. A parte il fatto che si tratta di provvedimenti del tutto disorganici, una sorta di spezzatino, in cui le singole disposizioni procedono senza una logica, conviene soffermarsi, anche se brevemente e parzialmente, sui loro contenuti fondamentali. Quello sul “federalismo demaniale”, ad esempio, trasferisce in blocco gran parte della proprietà del Demanio a Regioni ed Enti Locali, determinando la possibilità di vaste alienazioni di beni pubblici o di una loro non meglio precisata valorizzazione. Quello sul “federalismo municipale”, oltre a stabilire le quote di tributi che spettano ai Comuni, introduce la famosa cedolare secca per la tassazione degli affitti che, in nome della lotta al sommerso, fa un’enorme regalo alla grande rendita fondiaria, oltre che azzerare il principio della progressività delle imposte. Infine, quello sulla determinazione dei “costi standard” delle prestazioni fondamentali di Province e Comuni stabilisce alcuni criteri, senza aver prima determinato quali debbano essere i livelli essenziali di tali prestazioni, in sostanza posponendo al calcolo della spesa quello dei fabbisogni sociali. Poi c’è dell’altro, e molto è in gestazione, dalla definizione dei tributi e le compartecipazioni proprie di Regioni e Province, ai costi standard delle Regioni, ai vincoli e alle sanzioni previste per gli amministratori che non rispettano i nuovi criteri. A ben vedere, ciò che domina è il controllo della spesa, via alienazione di beni, riduzione degli organi di decentramento, meccanismi di recupero delle risorse attraverso le sanatorie fiscali, subordinazione della stima dei fabbisogni alle esigenze finanziarie, vincoli agli amministratori. Il tutto all’interno di un’impostazione che, reggendosi sull’autonomia impositiva, enfatizza le diversità territoriali. Se qualcuno interpreta tutto ciò come una sana opera di razionalizzazione prende lucciole per lanterne. Siamo alla solita 4/24 operazione di contenimento/riduzione della spesa per esigenze di bilancio, perseguita attraverso la riduzione dei diritti e la differenziazione degli stessi a livello territoriale. Su questo tipo di federalismo finanziario, dettato solo da un’imposizione ideologica che mette nord contro sud, che crea disparità significative tra territori, e che limita fortemente la capacità degli Enti Locali (in particolare di quelli del sud e di quelli piccoli) di offrire servizi efficienti ai cittadini, bisogna dire a voce alta che siamo contrari, e che siamo per una mobilitazione di massa, istituzionale e sociale. L’Amministrazione Comunale deve avere la capacità politica di informare adeguatamente i cittadini su tali processi, che incidono fortemente sulla nostra qualità della vita, e partendo dalla consapevolezza che non può esservi un federalismo fiscale senza un’adeguata riforma federalista dell’ordinamento dello Stato, e comunque basata sui valori dell’Unità d’Italia, della perequazione e sussidiarietà vere e responsabili, dell’eguaglianza geografica e sociale, e del taglio agli sprechi veri della Pubblica Amministrazione. Infine, bisogna battersi perché l’atavico giudizio negativo sulle classi dirigenti del sud Italia non diventi un elemento giustificativo della disparità tra nord e sud, e noi siamo tra quelli che vogliono costruire nuovi dirigenti, amministratori, politici meridionali, che sappiano dimostrare nei fatti di essere validi e virtuosi. Per una politica di bilancio capace di “prendere oltre i recinti del proprio” Sempre più difficile diventa la costruzione di politiche di bilancio capaci di dare valide risposte al complesso ventaglio di problemi presenti sul territorio. La forte riduzione dei trasferimenti, il patto di stabilità, il federalismo propinatoci, rappresentano difficoltà oggettive al mantenimento dei servizi, al finanziamento di progetti di sviluppo e ad interventi anche coordinati con altri Enti. Questa oggettiva difficoltà può essere affrontata trasformando le “linee di indirizzo” in progetti di largo respiro che già nella loro enunciazione prevedano forti momenti di informazione, coinvolgimento e partecipazione. Inoltre, va aperto un forte confronto politico e sociale per dare al Comune centralità di ruolo nel reticolo democratico, quale soggetto chiamato a dare risposte urgenti e puntuali alla molteplicità e complessità delle domande che i cittadini pongono. La nostra proposta resta quella di costruire autonomia, autorevolezza e capacità finanziaria per contribuire a dirigere e governare i processi di modernità nei quali sono insiti forti elementi di disaggregazione ed emarginazione sociale. Occorre quindi un Ente non parassitario, capace di tagliare gli sprechi, che non sia soltanto puro organo strumentale dello Stato, ma soggetto capace di elaborare un’alta e qualificata progettualità sociale, ambientale, economica e culturale, tale da movimentare risorse europee, nazionali e regionali. La capacità di reperire risorse finanziarie “altre”, è una sfida cui non vogliamo e non possiamo sottrarci. Perciò l’Amministrazione dovrà mettere in campo la massima attenzione e qualità progettuale, capaci di attrarre risorse esterne, ed in questa attività coinvolgere anche l’associazionismo, le imprese e i cittadini. Pratichiamo il Bilancio partecipato: scegliamo assieme le priorità d’intervento Il Bilancio partecipato è la prima forma di partecipazione diretta dei cittadini alla vita del paese (democrazia diretta) che vogliamo proporre. Il fine è quello di permettere alla cittadinanza di partecipare attivamente allo sviluppo e all’elaborazione della politica municipale. La partecipazione si realizza innanzitutto su base territoriale: il paese è composto da Frazioni, Quartieri, Contrade ecc. Nel corso di riunioni pubbliche, la popolazione di ciascuna di queste è invitata a precisare i suoi bisogni e a stabilire delle priorità in vari campi o settori (ambiente, territorio, socialità, legalità, servizi primari ecc.). A questo si aggiunge una partecipazione complementare organizzata su base tematica e attraverso il coinvolgimento dell’associazionismo 5/24 e delle categorie professionali. Ciò permette di avere una visione più completa dei bisogni agli amministratori, e delle disponibilità finanziarie ai cittadini. Il Sindaco e l’Amministrazione sono presenti a tutte le riunioni e forniscono le informazioni tecniche, legali e finanziarie. Insieme si stabiliscono poi le priorità e la pianificazione di intervento del Bilancio che poi viene approvato dagli organi amministrativi preposti. La prassi del Bilancio partecipato può costituire il primo e più importante momento di incontroconfronto tra amministratori e amministrati, e permette la riduzione della distanza tra le due categorie. Non si tratta di una scelta retorica o populista, ma al contrario piena di significato partecipativo. Sarà realizzata in modo semplice e senza meccanismi farraginosi, e ci permetterà di uscire di più dalle case e dal Municipio, di riempire e condividere i tanti spazi comuni di cui abbiamo disponibilità (Piazze, Sale, Teatro), di compartecipare alle scelte, di avere tutti una maggiore consapevolezza dei problemi e di come affrontarli, di avvicinare i cittadini all’istituzione, di creare entusiasmo, di essere una comunità unita in cui ciascuno dà il proprio contributo per migliorare e migliorarci. Per una gestione finanziaria responsabile: nessuno spreco La costruzione del Bilancio Comunale diventa un elemento fondamentale per definire una gestione responsabile i cui punti essenziali sono sostanzialmente i seguenti: 1. acquisire risorse straordinarie provenienti dall’Europa, dalla Regione, da Leggi nazionali e dagli altri Enti sovracomunali; 2. verificare la fattibilità dell’Unione di Servizi, come ad esempio quello della Polizia Locale, con altri Comuni limitrofi, secondo il principio della razionalizzazione efficiente; 3. ridurre le spese non sufficientemente giustificate e tagliare gli sprechi che a volte appaiono semplici e piccoli quotidianamente e che poi diventano grandi e significativi a fine anno. A tal proposito si possono fare diversi esempi, come le luci o le caldaie dei riscaldamenti degli edifici Comunali (soprattutto quelli scolastici) dimenticate accese nei giorni festivi, la scarsa manutenzione dei mezzi e delle attrezzature di proprietà del Comune che poi devono essere sottoposti ad interventi di ripristino assai costosi, e alcune tipologie di spese in economia che devono essere evitate o ridotte; 4. potenziare il recupero dell’evasione tributaria Comunale; 5. perseguire una politica tariffaria caratterizzata da criteri di agevolazione e di salvaguardia nei confronti dei disoccupati e delle categorie particolarmente povere, definendo una griglia di fasce reddituali, e prevedendo la riduzione della pressione fiscale su quelle più basse; 6. gestire anche economicamente il patrimonio immobiliare disponibile; 7. contenere l’imposizione fiscale potenziando i controlli per contrastare l’evasione dei tributi locali e monitorare la spesa corrente; 8. verificare l’attuale capacità di indebitamento dell’Ente e lavorare per consolidare il Bilancio. Ancora sullo sviluppo della partecipazione popolare: per l’indirizzo ed il controllo democratico delle politiche dell’Ente Democrazia e partecipazione sono principi e valori sui quali deve poggiare la civile convivenza delle comunità locali. La fase che molti comuni stanno vivendo è complessa, diversificata e in molti casi stretta da spinte corporative e localistiche. Le grandi questioni insite nelle città, nei territori e che interessano piccole e grandi comunità, si discutono o si decidono fra gruppi sempre più ristretti. Il coinvolgimento dei cittadini è ritenuto fatto residuale di una cultura superata dai tempi e dalle esigenze che il mercato richiede. Questo è il “pensiero dominante”. L’elezione diretta dei Sindaci, la concentrazione di potere nelle mani degli esecutivi, unitamente 6/24 alle tendenze all’esautoramento dei compiti di indirizzo e di controllo dei Consigli, non solo hanno ristretto nel tempo gli spazi di partecipazione dei cittadini, ma hanno minato il basilare principio costruito sul dialettico rapporto cittadino-istituzione. Ciò è avvenuto parallelamente alla grande crisi della politica in generale, sempre più personalizzata, e sempre più appannaggio di gruppi di potere. In questo contesto, un punto qualificante dell’Amministrazione Locale è senz’altro il dispiegarsi di iniziative tese a spezzare il concetto di “delega”. Dobbiamo, quindi, promuovere forme di democrazia partecipativa come regola permanente di amministrazione dell’Ente Locale e delle scelte sul territorio. La crescita del protagonismo sociale nelle mobilitazioni e la forte domanda di partecipazione, la diffusione di esperienze di cooperazione nelle forme e negli ambiti più diversi (Bilancio partecipato, Conferenze d'area, Consulte specifiche, Piani strategici, Progetti Urban, Patti territoriali, Progetti integrati di sviluppo locale, Piani di sviluppo locale, Gal ecc.), che si accompagna alla crisi di rappresentanza degli istituti di democrazia delegata, alla disaffezione al voto, alla crescita di politiche individualistiche di desolidarizzazione sociale e di esaltazione del mercato, laddove sperimentate, hanno reso questi strumenti fondamentali per ricostruire un rapporto fra bisogni sociali e istituzioni, per restituire spazio pubblico di decisione sui destini della città e del territorio, per includere gli interessi dei più deboli e delle diversità culturali nel progetto di futuro della comunità in cui viviamo. Forme di democrazia partecipativa socialmente allargata, coordinate fra settori di intervento diversi e multilivello, dovrebbero consentire di superare la frammentazione degli attuali istituti per attivare i diversi attori sociali verso l'autogoverno, il protagonismo dei cittadini, sia come singoli che in forma associata autorganizzata. L'obiettivo è costruire una cultura di governo in cui la cittadinanza sia presente nelle decisioni, sia coinvolgente, interattiva, dove il benessere e il ben vivere degli abitanti, il futuro del paese e del territorio, siano elementi di costruzione della nostra società. Proponiamo di inserire nella prossima revisione dello Statuto Comunale, comunque necessaria per apportare alcune modifiche introdotte recentemente dal legislatore nazionale, alcuni elementi che vanno in questa direzione, efficaci e snelli al tempo stesso: 1. la regolamentazione del Bilancio partecipato; 2. la redazione di uno specifico Regolamento nel quale si definiscano i criteri con i quali per determinati atti di indirizzo e pianificazione (come ad esempio il Piano Strutturale Comunale, il Piano delle Opere Pubbliche ecc.) si rende obbligatoria l’apertura di una fase di partecipazione; 3. il riconoscimento di istanze o petizioni avanzate da ogni cittadino o associazione riconosciuta, tese a sollecitare interventi specifici idonei a garantire una migliore tutela degli interessi collettivi; 4. la nomina del Difensore Civico; 5. l’istituzione dell’Assemblea Comunale dei ragazzi che può riunirsi annualmente per discutere, confrontarsi e proporre; 6. la convocazione della Conferenza annuale delle periferie territoriali. Per la promozione dello sviluppo locale autosostenibile attraverso il coinvolgimento attivo degli attori sociali ed economici A fronte dei processi di globalizzazione economica, che sono miseramente falliti e che hanno devastato la nostra società, il welfare ed il territorio, e che tendono sistematicamente ad allontanare le decisioni dalle istituzioni locali, a subordinare le politiche locali al comando dei mercati globali che tendono a consumare e distruggere nella competizione risorse economiche e ambientali, è fondamentale che i processi di democrazia partecipativa siano finalizzati alla salvaguardia e alla valorizzazione delle identità locali, delle peculiarità e delle eccellenze delle risorse ambientali, territoriali e umane. Solo la valorizzazione consapevole e non distruttiva di 7/24 queste risorse può consentire la costruzione condivisa di modelli di sviluppo autosostenibili che producano ricchezza durevole, in grado di competere, ma anche di creare relazioni solidali e di cooperazione, per la costruzione di una nuova globalizzazione dal basso e a misura d’uomo. In mezzo tra l’Area Urbana e la Sila: valorizziamo la nostra posizione geografica che è una grande risorsa La posizione di Rovito è invidiabile. Ci troviamo proprio in mezzo tra l’Area Urbana e la Sila. E non siamo poi nemmeno tanto lontani né dal litorale Tirrenico, né da quello Jonico. Inoltre, siamo vicini all’A3 SA-RC e attraversati dalla SS 107. Dobbiamo avere la capacità di sfruttare la nostra posizione per attrarre gente, interesse, attività, insomma, per diventare un punto di riferimento per quelli che vogliono fare turismo in Sila e potrebbero essere di passaggio, per quelli che cercano un posto vicino alla città, ma nello stesso tempo caratterizzato dalla sana vita di paese, per quelli che vogliono passare una giornata o un weekend all’insegna dell’armonia tra uomo e natura, e del gusto del vivere in mezzo a una popolazione che deve fervere di solidarietà, umanità nelle relazioni interpersonali, ospitalità e cultura dell’accoglienza, per quelli che vogliono disintossicarsi dallo stress della vita caotica contemporanea e magari cercano un bel centro storico dove poter fare una rilassante passeggiata, per quelli che vogliono vedere un film, uno spettacolo musicale o teatrale, e possono farlo al nostro Teatro Comunale. Dobbiamo rivitalizzare Rovito, far si che venga identificato come un paese da vivere, immediatamente prossimo all’Area Urbana e all’Altopiano. Dobbiamo spezzare l’etichetta di “paese dormitorio” che ci siamo cuciti addosso nel tempo. Perché dobbiamo essere solo noi ad andare a Cosenza, e non i “cosentini” a venire a Rovito? Questo è il punto! E su questo dobbiamo lavorare. “Omogeneizziamo” il rapporto socio-territoriale dei rovitesi: tutti insieme viviamo il paese tutto Il territorio di Rovito presenta un’estensione longilinea e non baricentrica. L’abitato va da Bosco alla Cretana, passando per i centri di Pianette, Motta, Flavetto e Rovito e relative Contrade (Episcopani, Via della Pace, Rianico, Travale ecc.). Le relazioni sociali e interpersonali dei cittadini risentono di tale conformazione geografica. Dobbiamo lavorare per rompere i “recinti” territoriali, per “omogeneizzare” il senso di appartenenza, per vivere tutti insieme il paese tutto! Siamo tutti rovitesi, e possiamo passare il nostro tempo in ogni luogo del nostro comune, ognuno dei quali presenta peculiarità belle e che devono essere valorizzate. Politiche a misura d’uomo per il territorio e l’urbanistica Gli strumenti urbanistici: per un Piano Strutturale Associato e un Piano Strutturale Comunale che pianifichino uno sviluppo antropologicamente ed ecologicamente sostenibili È in fase di completamento l’elaborazione del Piano Strutturale Associato tra i Comuni di Castiglione Cosentino, Lappano, Rovito e San Pietro in Guarano; inoltre, avvieremo la redazione del Piano Strutturale Comunale (ex Piano Regolatore Generale) secondo criteri di: 1. salvaguardia dell’ambiente e dei bisogni umani. Gli strumenti urbanistici siano, quindi, costituiti sulla base di un quadro di conoscenze acquisite tramite un’analisi rigorosa del territorio, delle sue risorse, delle sue emergenze e delle dinamiche socio-economiche locali; 2. sviluppo armonico del territorio, ecologicamente ed antropologicamente sostenibile; 3. attenzione massima al rischio idrogeologico e, quindi, ad una politica urbanistica che tenga ben presente questo limite; 8/24 4. puntare sul recupero ed il ripopolamento dei centri storici, anche attraverso forme di incentivazione sulla relativa imposizione fiscale Comunale sulle costruzioni, mediante il reperimento di contributi e finanziamenti esterni per l’edilizia pubblica residenziale (case popolari), e incoraggiando la ristrutturazione di immobili disabitati (sia in forma singola, che in cooperativa), i quali, tra l’altro, costituiscono spesso un pericolo per la pubblica incolumità, trovandosi in condizioni di deterioramento estremo; 5. adeguata previsione di servizi (parcheggi, marciapiedi, piazze, aree a verde attrezzato, luoghi di aggregazione sociale, impianti sportivi ecc.); la progettazione deve essere tesa a riqualificare il territorio, dotandolo di spazi e servizi necessari. Gli interventi edilizi devono essere legati indissolubilmente alla disponibilità e fruibilità degli spazi necessari alla realizzazione dei servizi qualificanti e riqualificanti. Anche il Piano delle Opere Pubbliche deve essere consequenziale a questa impostazione; 6. prevedere l’area PIP (per l’insediamento di attività produttive, quali artigianato, piccole imprese ecc.), qualora non sia già prevista nel Piano Strutturale Associato. L’Area PIP può portare un po’ di economia e lavoro, e servire ad evitare la fuga di qualche piccola impresa locale; 7. valorizzazione dell’ambiente quale risorsa naturalistica, turistica, e salutistica; 8. informare e stimolare i cittadini sulle moderne opportunità della bioedilizia. Attenzione al rischio idrogeologico: mettiamo in sicurezza il territorio Ci adopereremo per la messa in sicurezza del territorio e dell’abitato nelle zone a forte rischio idrogeologico (e ce ne sono diverse), mediante interventi straordinari strutturali (palificazioni, stabilizzazioni di versanti, regimazione delle acque ecc.), e reperendo finanziamenti e contributi all’uopo destinati, ivi comprese le Ordinanze di Protezione Civile. A tal proposito è, inoltre, da studiare la possibilità di stipulare un protocollo d’intesa tra Comune, Comunità Montana, Provincia e Azienda Forestale Regionale per effettuare interventi di manutenzione straordinaria di briglie e canali di deflusso delle acque piovane, sia nell’abitato che nel boscato. E qualora non ve ne siano a sufficienza, bisognerebbe prevederne di nuove. Sono opere che salvano il territorio e la vita! Per lo sviluppo delle caratteristiche architettoniche minime comuni nei centri storici Realizzeremo un piano del colore, degli infissi, delle targhe stradali e dei numeri civici, secondo le caratteristiche architettoniche locali, almeno nei cuori dei nostri centri storici. Per il completamento, il recupero e la realizzazione di opere pubbliche che siano interventi di riqualificazione urbana Vogliamo migliorare la vivibilità quotidiana del paese, riqualificando le aree abitate degradate, attraverso piccole, ma necessarie opere pubbliche. Completeremo, inoltre, le opere pubbliche di dimensioni più significative i cui lavori sono stati già avviati. Si tratta, poi, di renderle tutte arredate, adeguatamente mantenute e fruibili, e su questo dobbiamo produrre un’innovazione nella capacità amministrativa. Vogliamo, poi, potenziare gli interventi di manutenzione del patrimonio immobiliare e pubblico e della rete stradale comunale. Salvaguardiamo e valorizziamo le risorse ambientali L’ambiente costituisce la vera ricchezza del nostro territorio e della nostra popolazione e su questo settore si concentrano emergenze ad altissimo impatto sociale. Non v’è dubbio, inoltre, che l’ambiente, soprattutto nel nostro caso, sia fattore produttivo di risorse e di progresso 9/24 conseguente. Pertanto, la nostra azione in questo campo sarà indirizzata alla salvaguardia e alla valorizzazione delle risorse ambientali in maniera convinta e diffusa. Riduciamo i rifiuti Vogliamo incrementare i livelli di raccolta differenziata attraverso il servizio di porta a porta con l’intento di chiudere il ciclo integrato dei rifiuti in modo spinto e convinto. Inoltre, abbiamo la volontà di costruire una mini isola ecologica per lo smaltimento dei rifiuti organici vegetali derivanti da interventi di giardinaggio e pulizia dei soprassuoli pubblici e privati, e un'altra per i rifiuti ingombranti. A tal proposito, per incentivare e rendere efficaci questi servizi, si può pensare di istituire un sistema di tessera elettronica familiare a punti con premialità quella della riduzione della relativa imposta Comunale. Bonifichiamo i siti inquinati Già negli anni passati l'Amministrazione si è interessata, anche investendo significative risorse finanziarie, per la bonifica di siti inquinati, o utilizzati come discarica abusiva di materiali inerti, rifiuti industriali o domestici ecc. In questo campo l'attività del Comune dovrà proseguire, ma soprattutto si dovrà lavorare per intensificare i controlli preventivi sul territorio e per sollecitare la giusta sensibilità nell'opinione pubblica. Inoltre, presteremo grande attenzione per contrastare qualsivoglia tipologia di inquinamento ambientale ed ecologico (quello chimico biologico e microbiologico delle falde e dei fiumi, quello fisico del suolo, quello da Radon, quello acustico ecc.), a garanzia della salute pubblica e della qualità della vita. Potenziamo il controllo ambientale Cercheremo di potenziare il controllo ambientale sul territorio utilizzando la possibilità di avviare un progetto di Servizio Civile Nazionale in questo settore. Per l’efficienza del servizio manutentivo del verde pubblico e delle strade Abbiamo l’idea di affidare ad una cooperativa sociale questo servizio tramite bando di gara annuale. Così facendo, libereremmo il personale attualmente destinato a tale scopo, e lo indirizzeremmo tutto verso la raccolta differenziata porta a porta, che senza queste risorse umane, considerando anche il fallimento di Valle Crati, stenterebbe ad essere organizzata bene. La cooperativa potrebbe sopravvivere anche mediante l’accaparramento di lavori privati dello stesso settore (giardinaggio, manutenzione agricola ecc.), e, un’ulteriore idea sarebbe quella di farla specializzare anche per la selvicoltura del castagno da frutto. Potrebbe, cioè, fare delle convenzioni con i proprietari dei castagneti rovitesi (superfici abbastanza estese) per la coltura e la vendita del castagno da frutto; una percentuale del ricavo andrebbe ai proprietari, e la restante parte alla cooperativa. Per lo sviluppo delle energie rinnovabili sul territorio Dobbiamo andare verso una politica energetica ecosostenibile, compiendo passi importanti verso la tutela dell’ambiente ed il risparmio energetico. Il non rispetto del Protocollo di Kyoto ci costa circa cinquanta euro al secondo pro capite. Bisogna, quindi, puntare ad incrementare le energie rinnovabili. Attraverso l’accaparramento di forme di contribuzione e finanziamento esterno, si può pensare di lavorare per la realizzazione di un mini parco fotovoltaico, e di installare pannelli fotovoltaici sulle coperture degli edifici comunali che non presentino valore architettonico particolare, la cui energia dovrà essere indirizzata per alimentare la pubblica illuminazione consentendo un significativo risparmio finanziario oltre che energetico. Siamo, invece, contrari ad installazioni di tipo eolico sul nostro territorio, ritenendole invasive dal punto di vista paesaggistico. 10/24 Rimuoviamo l'amianto In diverse parti del territorio sono presenti ancora manufatti in fibra di amianto, materiale nocivo alla salute. L'azione dell'Amministrazione sarà quella di adoperarsi per la rimozione di detti materiali, a garanzia della pubblica incolumità. Contro il nucleare Quanto sta avvenendo in Giappone, in seguito al recente terremoto-maremoto, ha evidenziato, qualora ce ne fosse bisogno, la pericolosità di impianti di produzione di energia nucleare anche quando questi sono tecnologicamente all’avanguardia. Siamo contro il nucleare. Vigiliamo sull’impianto di compostaggio di Celico Perseguiremo nell’opera di contrasto al cattivo odore proveniente dall’impianto di compostaggio di Celico, e vigileremo sull’utilizzo dello stesso a garanzia della salute pubblica. Ci impegneremo perché gli impegni assunti davanti al Prefetto dalla Società che gestisce l’impianto siano rispettati nella tempistica, e perché le misure tecniche da apportare siano confacenti alle direttive indicate dal Comitato Scientifico Universitario che si è occupato del caso. L’acqua è bene pubblico e inalienabile Il Comune deve riconoscere il diritto umano all’acqua, ossia l’accesso all’acqua potabile come diritto universale, indivisibile, inalienabile, e lo status dell’acqua come bene comune pubblico. E si impegna affinché la proprietà e la gestione della rete di acquedotti-distribuzione siano pubbliche e inalienabili. Il servizio idrico integrato deve essere un servizio pubblico locale di interesse generale. Il Comune di Rovito, in attuazione della Costituzione e in armonia con i principi comunitari, al fine di realizzare la coesione economica, sociale e territoriale, deve promuovere la solidarietà, garantire la protezione dell’ambiente e della salute, anche in considerazione delle peculiarità locali. Pertanto, realizzerà tale missione anche attraverso l’impegno per la gestione del servizio idrico integrato effettuata in modo responsabile e pubblica. E’ assicurato il diritto, per ogni abitante del territorio comunale, alla disponibilità domestica gratuita di un quantitativo minimo vitale giornaliero per persona. Inoltre, poiché l’acqua è un bene a disponibilità purtroppo limitata, l’Amministrazione si impegnerà a contrastare gli eventuali sprechi di acqua potabile, soprattutto nella stagione estiva. Effettueremo una verifica eccezionale e l’eventuale manutenzione straordinaria della rete idrica comunale (è assodato che molte condotte sono obsolete ed una grossa percentuale di acqua si disperde strada facendo), e presteremo massima attenzione affinché non ci siano disguidi e discontinuità nell’erogazione dell’acqua. Recuperiamo le nostre sorgenti e fontane Punteremo al recupero delle fontane pubbliche urbane, alla bonifica e al ripristino delle sorgenti rurali e dei relativi sentieri. L'acqua nostra nelle scuole e nei luoghi di pubblici servizi Sia nelle mense scolastiche che presso il Municipio o in altri edifici che ospitano pubblici servizi e che vogliono aderire all'iniziativa, si può pensare di mettere dei distributori di acqua potabile provenienti dalle nostre condotte (alimentate dalle sorgenti di Botte Donato) o dalle falde freatiche potabili presenti sul nostro territorio comunale. Garantire a tutti i servizi primari Ci adopereremo per completare la metanizzazione nelle periferie abitate ancora non fornite di questo servizio. 11/24 Punteremo sul potenziamento della pubblica illuminazione laddove è necessario, anche in virtù dell’impegno che vogliamo profondere per le energie rinnovabili. Garantiremo l’efficacia e l’efficienza dei servizi comunali primari a tutti. Per la buona organizzazione della macchina amministrativa: aumentiamo la qualità dei servizi Comunali L’obiettivo è quello di migliorare l’efficienza della macchina amministrativa, definita come il rapporto tra la qualità e la quantità dei servizi offerti e le tasse pagate. Lavoreremo per: 1. garantire l’equità dei servizi a tutti i cittadini; 2. formare, valorizzare, responsabilizzare e incentivare le risorse umane; 3. controllare i costi e impedire gli sprechi; 4. puntare alla certificazione ISO 9001 nei servizi comunali; 5. realizzare una Carta dei Servizi per le diverse prestazioni comunali erogate; 6. garantire la legalità, la massima trasparenza e moralità nell’affidamento di incarichi professionali, di lavoro ecc.; anche per i piccoli importi è comunque da prediligere l’affidamento mediante avvisi ad evidenza pubblica. In ogni caso, bisogna tenere presente tutte le attività imprenditoriali disponibili e utilizzare il criterio della turnazione e delle pari opportunità; 7. affrontare la problematica degli LSU/LPU e del precariato in genere; 8. realizzare una squadra di pronto intervento tecnico che sia in grado di fronteggiare tempestivamente la ricorrente eventualità di effettuare riparazioni, rattoppamenti o qualsiasi tipologia di intervento, spesso di piccola entità, ma di significativo disservizio per il cittadino; 9. garantire più ordine e pulizia delle strade e dei luoghi pubblici; 10. individuare uno spazio ed attrezzarlo come autoparco Comunale cui ospitare tutti i mezzi e le attrezzature di proprietà del Comune, attualmente distribuiti in più punti del territorio; 11. curare con maggiore responsabilità la manutenzione dei mezzi e delle attrezzature; 12. verificare la possibilità di realizzare, anche con l’ausilio di patronati sindacali e associazioni di categoria, un servizio di consulenza/assistenza amministrativa, fiscale e legale al cittadino. Per un nuovo patto di cittadinanza Dobbiamo avere la capacità di creare un nuovo patto di cittadinanza. Non sempre l’Amministrazione Comunale possiede le risorse necessarie e competenze illimitate per la risoluzione di domande sempre più complesse o inedite, anche in virtù delle difficoltà finanziarie degli Enti Locali. Ci sarà bisogno di nuove forme di cittadinanza responsabile, che potrà meglio essere organizzata in varie forme: associazioni, fondazioni, sistemi di mutualismo locale, processi di inclusione sociale. L’Amministrazione cercherà in tutti i modi di favorire tutte le forme di aggregazione facendo proposte e raccogliendo disponibilità, garantendo l’uguaglianza e la condivisione della cittadinanza, e chiedendo loro di essere amministratori aggiunti. Un Comune trasparente come il vetro Se da un lato è fondamentale il progetto, dall’altro è necessario che esso sia comunicato e che ci sia la possibilità per il cittadino di conoscerlo e di poter interloquire con l’istituzione. In ossequio a ciò, il concetto della trasparenza nei processi amministrativi e nei rapporti tra istituzione e cittadino sarà fattore fondamentale. Per favorire questo processo avvieremo un processo di 12/24 “apertura” dell’istituzione denominato “Il Comune di vetro”, sia fisicamente che sfruttando le nuove tecnologie informatiche e telematiche. Il Cittadino dovrà sempre sentirsi a casa propria all’interno del Municipio, sapendo che coloro che lo abitano (in senso lavorativo e di impegno elettivo) non sono altro che dei suoi rappresentanti. La scuola: una priorità Sosteniamo con convinzione la scuola pubblica. Vogliamo collaborare fattivamente con l’Istituto Comprensivo Didattico di Rovito per: 1. potenziare le attività di apprendimento ed i servizi educativi delle scuole; 2. proporre l’attivazione di corsi specifici e/o potenziare quelli esistenti che si ritengono importanti (musica, recitazione e teatro ecc.); 3. garantire i servizi comunali di supporto al diritto allo studio (trasporto scolastico, mensa ecc.) in maniera efficiente e accessibile a tutte le fasce di reddito, e migliorando la qualità degli stessi; 4. istituire corsi di educazione stradale, di informazione e prevenzione sui pericoli del consumo di alcool e droghe. Maggior impegno per la sicurezza sul lavoro Per scongiurare incidenti sul lavoro, è opportuno un impegno straordinario per garantire il lavoro in sicurezza. Chiunque operi come espressione diretta dell’Amministrazione, o per conto di essa, deve lavorare in sicurezza. A tal fine si può anche pensare di inserire nelle gare d’appalto apposite clausole aggiuntive rispetto a quanto già previsto dalla normativa di settore vigente. Il sociale: settore centrale per l’intera struttura del programma amministrativo Il sociale è il settore delicatissimo dentro cui si misurano le possibilità della persona di essere il vero centro dell’agire della politica e dell’Amministrazione, e di sviluppare appieno il proprio diritto alla cittadinanza; inoltre, le emergenze crescenti e la richiesta forte di sicurezza, ma ancor prima, la necessità di solidarietà, evidenziano questo settore quale centrale per l’intera struttura del programma amministrativo del Comune. Potenziare le politiche per la famiglia, i giovani, i bambini, la terza età, e i diversamente abili Il nostro spirito è quello di garantire ai giovani, ai bambini, agli anziani, ai diversamente abili, ai più deboli o bisognosi, la vicinanza e l’interessamento dell’Amministrazione. Si può promuovere una campagna di informazione su tutte le opportunità che Leggi nazionali, regionali e comunitarie offrono a queste categorie, anche attraverso l’utilizzo del sito internet comunale. Si possono realizzare incontri pubblici per la presentazione delle Tesi di Laurea dei giovani rovitesi al fine di agevolarne l’ingresso nel mercato del lavoro. Bisogna potenziare l’attività del Centro Socio-Sanitario, del Circolo Ricreativo dei Pensionati, dei progetti di assistenza sociale domiciliare; attivarsi per l’abbattimento delle barriere architettoniche nei luoghi pubblici; dare sostegno psicologico ai diversamente abili e alle loro famiglie, anche pensando al supporto di assistenti sociali della Provincia e/o dei Piani Sociali di 13/24 Zona; prevedere parcheggi per disabili nelle prossimità di scuole, farmacia, ecc.; lavorare per la realizzazione di un asilo nido, anche con la partecipazione del privato sociale. Lottiamo contro la marginalità sociale Le profonde contraddizioni che caratterizzano la condizione di vita contemporanea evidenziano fasce sempre più ampie di povertà e di emarginazione, precarizzazione del lavoro, disagio sociale, soprattutto giovanile, e microcriminalità, marcando l’esigenza di garantire sicurezza e vivibilità. Gli impetuosi processi di trasformazione sociale ed economica sono caratterizzati dalle spinte speculative, dall’esasperato obiettivo del profitto, dalla rottura dei rapporti sociali e solidali, dall’invecchiamento della popolazione e, alle volte, dalla cattiva amministrazione. Occorre tenere ben presente questa realtà nell’azione amministrativa e produrre iniziative incisive di contrasto a queste tendenze. Per la partecipazione delle donne alla vita pubblica Lavoreremo per promuovere la parità di genere e la partecipazione delle donne alla vita pubblica, nelle istituzioni e nel sociale, riconoscendo l’equilibrata rappresentanza femminile come basilare per un compiuto sviluppo dei processi democratici. Per la cultura dell’accoglienza L’ospitalità che la comunità rovitese ha dato negli anni passati e continua a dare a famiglie di extracomunitari provenienti da paesi in guerra, o in asilo politico, o che fuggono da condizioni di miseria o malessere sociale estremo, e la loro totale integrazione nel nostro contesto sociale, evidenzia lo spirito solidaristico della nostra gente e l’impegno profuso dalle varie Amministrazioni Comunali in questa direzione. Noi vogliamo insistere su questa via, valorizzando la cultura dell’accoglienza e della solidarietà umana, già molto presente nell’indole dei rovitesi. Recuperiamo il rapporto con le nostre comunità emigrate ed i loro discendenti Il fenomeno dell’emigrazione di massa dei calabresi ha riguardato fortemente anche tanti rovitesi. Fare una mappatura della nostra emigrazione storica, riallacciare i contatti con le referenze, reperibili attraverso l’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero e i Consolati, interessare anche le nuove generazioni di rovitesi nati all’estero, stimolare, laddove possibile, la creazione dei Circoli dei Rovitesi in Italia o all’estero, creare, per esempio, dei collegamenti in videoconferenza in occasione delle feste patronali o in altri momenti, rinnovare il sito internet del Comune dedicando un apposito spazio a questa tematica, sono idee che insieme svilupperemo. È interessante conoscere il punto di vista dei rovitesi che vivono altrove, anche se cresciuti e formati qui, e che hanno poi scelto o sono stati obbligati a partire. Per la legalità: mettiamo al centro la questione morale L’obiettivo è quello di contribuire a determinare la maturità morale attraverso azioni mirate a: 14/24 1. contrastare gruppi politici o sociali che siano la raffigurazione di macchine di potere e clientele, che ignorino i problemi della gente, senza alcun rapporto con le esigenze e i bisogni umani emergenti; 2. promuovere la maturazione civile volta al perseguimento del bene comune; 3. contrapporsi a quell’agire “anticostituzionale” che quasi sempre si esplicita nell’allontanamento diretto di soggetti politici “critici” attraverso l’uso di un consolidato fare, caratterizzato da condizionamenti e/o attacchi alla persona e agli affetti; 4. attivare strategie culturali che contrastino l’indifferenza e l’omertà, e chiedendo conto ad ognuno del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto per il bene comune; 5. attivare iniziative culturali per la legalità e l’antimafia sociale; 6. edificare parametri culturali correlati, figli di un’intelligenza collettiva, che tutti insieme possano edificare un “sistema” regolatore di civiltà e pubblica felicità. Una campagna di pubblicità sociale non commerciale e di “politica dei simboli” Promuoveremo delle campagne straordinarie di pubblicità sociale non commerciale attraverso cartellonistica, murales ecc., su temi di rilevanza sociale, ambientale e culturale, e su valori universali di pace, solidarietà, legalità. Per quanto riguarda, invece, una rinnovata toponomastica, l’intitolazione di edifici pubblici, strade e piazze a personalità rovitesi che vanno riscoperte e valorizzate, com’è stato fatto, per esempio, recentemente per Mario Gallo a Motta, o ad eventi e personaggi che fanno parte del bagaglio culturale che ci ispira, è un’iniziativa che dobbiamo potenziare. La “politica dei simboli” è una strada da percorrere e che può contribuire, assieme ad altre iniziative socioculturali, a creare una nuova coscienza, oggi troppo spesso condizionata dal mediocre senso comune massmediatico. Il paese come bene collettivo L’anima del posto: un bene che rinnova i suoi frutti Si esce poco (soprattutto in inverno), c’è un marcato deficit di socializzazione, e c’è poca qualità delle stesse insufficienti attività di socializzazione. Su questo argomento l’azione dell’Amministrazione che verrà dovrà essere incisiva, sia sul piano amministrativo, ma soprattutto su quello sociale. Nel corso del tempo il paese si è impoverito, reso debole a tal punto da far smarrire agli abitanti la misura del luogo, la memoria e il suo ritmo vitale. L’immagine più bella di Rovito la conservano coloro i quali attingono al ricordo: fuori dal comune vive ancora una leggenda del posto, all’interno è sfumato il senso di appartenenza, l’identità è offuscata. La crisi del meridione ha fagocitato anche i figli minori, ma, dal dopoguerra ad oggi, è storia di sempre e dunque imputazione fragile oltreché generica. La crisi della politica, precipitata nel buco nero dei mestieri volgari e spogliata delle finalità di servizi comunitari, ha gettato nel caos uomini e cose. Eppure la dimensione dell’agire locale contiene in sé la possibilità di ridefinire condizioni e contenuti, desideri e regole, leggi e comportamenti sociali intorno al recupero di un’identità. E l’entità di una comunità è indissolubilmente ancorata al posto. Non è pura astrazione, bensì ricerca sull’identificazione delle qualità specifiche del luogo, patrimonio, forza ed energia vitale espressa nelle abitudini, nella produzione degli atti significativi della comunità. Questo “spirito locale” accompagna le persone nella quotidianità, ma, quando ha possibilità di manifestarsi compiutamente, innalza la qualità del vivere comune, semplifica la comunicazione e illumina i pensieri. Nella mancanza di questo riconoscimento, di questa consapevolezza, l’individuo si 15/24 disperde nelle imitazioni, nel plagio, nella ricerca di idoli a sé estranei e da cui dipendere, a cui affidare timide speranze. A Rovito, è scritto nella sua storia, la sensibilità verso le produzioni artistiche, le attività di pensiero e di poesia sono l’anima del posto. Ancora oggi rinnovare l’impegno per il decollo di fatti culturali è camminare su un percorso già tracciato, seguire orme e respiri profondi. Dove discutere, pensare e avere gioie insieme? Nel paese: un laboratorio di sperimentazione comune alle associazioni, ai gruppi, agli operatori già presenti sul territorio, a chi vuole crescere confrontandosi, divertirsi e osservare. Dove è facile avvicinarsi ad un giornale, ad un libro, ad uno strumento musicale, ad un film. Ma dove nascono anche nuove idee ed è possibile metterle in movimento. Il paese, un luogo dove le energie individuali, nella cooperazione, si moltiplicano all’infinito. Dove l’intelletto comune possa emergere e rappresentare ogni istanza culturale e sociale. Dove alfine la frequentazione, consolidata nel tempo, diventi abitudine naturale come andare al bar. Rispettare l’origine del luogo, lo spirito del posto è fondamentale per gli uomini, dovunque siano nati e dovunque vadano a morire. Riaccendere la fiamma della socializzazione e dell’aggregazione è possibile attraverso la nascita di luoghi come quelli, ad esempio, deputati all’educazione “intelligente” dei bambini (una ludoteca, affidata ad esperti del settore, anche in forma associativa), oppure alla conoscenza e sperimentazione dei meccanismi di comunicazione di massa e altro ancora. Perciò, valorizzare l’attività delle strutture già esistenti, come il Teatro e la Sala Multimediale, è importantissimo! Individuare anche altri luoghi che possano essere resi fruibili ai cittadini, per esempio anche immobili privati non utilizzati situati nei pressi delle principali piazze del paese e che potrebbero essere locati, e destinarli ad attività quali internet-point, sala lettura, emeroteca, spazio compleanni, ecc., sono iniziative che potranno essere prese in considerazione. Anche sul piano dei lavori pubblici, non abbiamo più bisogno di grossi interventi perché questi sono già stati realizzati o avviati e bisogna solo completarli; abbiamo adesso bisogno di rendere fruibili e attivi questi luoghi, di abbellirli, arredarli, riempirli, sentirli nostri. Bisogna poi stimolare, potenziare e qualificare l’azione dell’associazionismo sociale, culturale e ricreativo. Ed è, altresì, necessario un forte interessamento anche della Parrocchia e dell’Azione Cattolica affinché anche la loro azione possa essere più efficace e coinvolgente in questa direzione, non solo per chi è cattolico praticante, ma per tutti. I giornali, le riviste, i quotidiani dovranno essere sempre e facilmente acquistabili. Così come le attività commerciali tutte dovranno abbinare alla giusta logica del guadagno anche quella della rinascita sociale. E’ indispensabile creare una rete, che sfrutti tutte le modalità di interazione possibili per meglio interpretare le molteplici esigenze presenti sul territorio. Le assemblee, i canali di social network, gli incontri nelle varie Frazioni, le riunioni tra particolari settori della popolazione, insomma tutto ciò che è possibile per facilitare l’incontro tra cittadini, istituzioni, associazioni e quant’altro. Si sono susseguiti cambiamenti epocali che ci obbligano ad una più profonda riflessione: è cambiato il modo di vivere a Rovito? Siamo cambiati noi? È indispensabile capire a che punto siamo e dove stiamo andando. E’ necessario riappropriarsi della narrazione, dell’ascolto, della condivisione, della comune voglia di progettare, e dell’immaginazione. Vogliamo pensare ad un paese come una rete dove siano visibili sia le connessioni che le falle. Ascoltare e partecipare senza nessuna esclusione, anzi includendo il più possibile le voci generalmente dimenticate. A tutti chiederemo uno sforzo. Siate pronti a sostenerlo così come anche noi vogliamo fare. Potenziamo le strutture e le attività socio-culturali Dobbiamo concretizzare l’adeguata utilizzazione del Teatro Comunale e della Sala Multimediale; soprattutto il Teatro costituisce una grande risorsa che dobbiamo utilizzare meglio. Bisogna poi pensare all’utilizzazione di Palazzo Salerno a Flavetto: un museo-biblioteca comunale, compatibile con la sua destinazione vincolata sull’atto di donazione all’Ente, è un’idea su cui si può lavorare nel tempo, cercando soprattutto di ottenere finanziamenti esterni. 16/24 Dobbiamo, altresì, avere la capacità di riproporre eventi socio-culturali che negli anni passati hanno rappresentato per Rovito importanti momenti culturali, sociali e turistici, come il Festival Rumori di Fondo, la Sagra della Castagna e la Sagra di Motta. Anche l’esperienza del Cineforum, della Scuola di Tamburi, della Scuola di Teatro e della Scuola di Musica, sono state esperienze che lasciano un profondo segno positivo e che non possono morire, anzi devono essere potenziate. Lavoreremo, inoltre, per verificare la fattibilità di una Banda musicale a Rovito. Per quanto riguarda, inoltre, la Festa Patronale di Santa Barbara e le altre Feste Religiose, è necessario incoraggiare la formazione di comitati cittadini permanenti che si occupano di riprendere adeguatamente questo aspetto importante della nostra tradizione popolare. Valorizziamo la nostra storia e le tradizioni locali Si può pensare di promuovere la raccolta di foto, documenti (cartacei e multimediali) e libri sulla storia di Rovito per renderli fruibili attraverso il museo e anche on-line. Rovito festeggi l’Unità d’Italia Nel 150° anniversario dell’Unità d’Italia vogliamo realizzare una forte iniziativa all’apertura delle scuole, coinvolgendo queste e tutta la cittadinanza. Monumenti pubblici a personaggi storici famosi Oltre ad un miglioramento, almeno nella decorazione, del monumento ai Fratelli Attilio ed Emilio Bandiera, riteniamo importante realizzare un monumento a Tommaso Cornelio, medico, matematico e filosofo nativo di Rovito e protagonista della rivoluzione scientifica del secolo XVII. Cultura è anche sviluppo economico Cultura ed economia sono due mondi da sempre strettamente legati l’uno all’altro. Da sempre l’arte ed il sapere si sono sviluppati soprattutto nelle società dinamiche e benestanti. Ma solo negli anni più recenti si è rafforzata l’idea secondo cui il rapporto di causa-effetto tra cultura e sviluppo economico può considerarsi vero anche all’inverso, intendendo dunque la cultura come elemento capace di creare nuova ricchezza. Paradossalmente questa consapevolezza oggi si accompagna ad una diminuzione delle risorse destinate alla cultura da parte dello Stato. Il Comune, dunque, si trova a far fronte ad una crescita del valore della cultura in termini di complessità e incidenza per il benessere della comunità, in condizioni di sempre maggiore esposizione e responsabilità. È una sfida che l’Amministrazione deve cogliere, e al tempo stesso è una reale opportunità affinché il decentramento amministrativo e economico, che ha riversato sulle amministrazioni e sulle istituzioni il peso della gestione e della progettazione della cultura, divenga processo di riappropriazione del patrimonio culturale come risorsa strategica per lo sviluppo del territorio. Già negli anni scorsi questa sfida è stata messa al centro della politica culturale dell’Amministrazione, che ha operato un recupero sia strutturale che funzionale di importanti luoghi del tessuto culturale del nostro paese, e bisogna continuare su questa strada, anche intensificando le capacità progettuali nel settore, che siano in grado di attrarre risorse di provenienza esterna. Per lo sviluppo dell’economia locale Pensiamo di poter contribuire a stimolare e sostenere lo sviluppo dell’economia locale attraverso: 1. l’impegno concreto ad individuare l’area PIP (Piano per gli Investimenti Produttivi) negli strumenti urbanistici; 17/24 2. mettere a disposizione dei giovani uno sportello telematico informagiovani/informalavoro/finanziamenti e contributi, anche con l’ausilio delle Associazioni di Categoria; 3. studiare la possibilità di applicare riduzioni sui tributi comunali, cumulabili con altri eventuali incentivi Nazionali, Regionali o di altra provenienza, per cittadini rovitesi che siano interessati ad avviare attività di autoimpiego; 4. elaborare il Piano Comunale del Commercio; 5. incoraggiare la nascita di piccole attività, in forma singola o associativa, soprattutto nei settori dell’artigianato e dei prodotti tipici, del turismo (bed and breakfast, guide turistiche e naturalistiche, istruttori di sport montani ecc.), della ristorazione di qualità e dei pub (nei centri storici); 6. garantire il sostegno alle imprese del territorio anche cooperando con le varie Associazioni di Categoria; 7. stimolare lo sviluppo e il potenziamento di attività agricole locali e di nicchia e che puntino alla 8. valorizzazione dei prodotti nostrani. Una rete internet Wi-MAX Comunale Il Wi-MAX è una tecnologia che consente l'accesso a reti di telecomunicazioni a banda larga e senza fili che può essere usata sia in ambienti urbani che rurali. Vogliamo verificare se è possibile realizzare una rete Wi-MAX sul territorio comunale. Ciò dipende dallo stato delle concessioni governative in materia, e dalle offerte economiche delle società che offrono questo servizio. L’idea che abbiamo è quella di garantire internet gratis per tutti e la possibilità di connettersi senza cavo da qualsiasi parte del territorio comunale. È un’idea sulla quale vogliamo lavorare. Per lo sviluppo delle attività sportive e per la gestione efficiente degli impianti sportivi Lavoreremo per risanare e mantenere efficienti gli impianti sportivi esistenti e per garantirne una gestione efficiente e una fruibilità gratuita per i giovanissimi. Sosterremo le attività delle associazioni sportive dilettantistiche presenti sul territorio. Per quanto riguarda l’atavica istanza di avere un campo regolamentare di calcio a undici, la nostra azione sarà quella di lavorare in questa direzione in forma associata con i Comuni limitrofi. Incentiveremo e sosterremo ogni azione tesa ad aggregare attorno ad un progetto sportivo: pallavolo, pallamano, calcetto, tennis, judo ecc. Inoltre, la prossima realizzazione della già progettata Palestra Comunale a Pianette, ci permetterà di potenziare l’offerta per svolgere attività fisica sia nelle ore scolastiche che extrascolastiche. Sullo sport, dunque, molta attenzione sarà dedicata ad una gestione efficace ed efficiente delle strutture. Valorizzare le risorse naturalistiche e paesaggistiche, sviluppare turismo e sport naturalistici Il territorio rovitese presenta peculiarità naturalistiche che devono essere valorizzate; il castagneto, gli antichi sentieri di campagna e le mulattiere, i torrenti, le fiumare e le cascate, costituiscono risorse su cui investire idee e coinvolgimento in termini di valorizzazione e 18/24 fruibilità naturalistica, turistica e sportiva. Attività come il trekking, l’escursionismo e l’orienteering, il mountain bike sport, la micologia, la fotografia naturalistica, possono costituire idee su cui lavorare. Ovviamente, tali attività dovrebbero essere seguite da qualche Associazione “esperta” cui l’Amministrazione Comunale può offrire il proprio sostegno. Un Parco Naturalistico Regionale per il canyon di Rianico La contrada di Rianico è caratterizzata da un canyon che dal punto di vista geologico e naturalistico è conosciuto dagli esperti ed appassionati della materia per la sua bellezza e peculiarità. L’idea è quella di proporre al Consiglio Regionale della Calabria l’istituzione di un Parco Naturalistico Regionale. Ciò è fattibile, e sarebbe un ottimo modo per attrarre risorse e per valorizzare questo particolare geosito. Valorizzare la proprietà di Frassineto Si tratta di un quarto boscato di proprietà del Comune di Rovito e ricadente nella perimetrazione del Parco Nazionale della Sila, nel territorio di San Giovanni in Fiore. Dobbiamo valorizzarlo, anche interessandoci presso l’Ente Parco, e comunque proponendo iniziative tese alla sua fruibilità turistica e naturalistica. Per la sicurezza sul territorio Garantire la sicurezza sul territorio sarà impegno prioritario dell’Amministrazione, anche alla luce del fatto che negli ultimi anni si sono verificati su Rovito fatti gravi da sempre estranei alla vita della nostra comunità e ascrivibili sia a fenomenologia vandalica che criminale. Abbiamo l’idea di realizzare una rete Comunale di videosorveglianza, partendo dai punti chiave di accesso-esodo nel-dal paese, e presso strutture “strategiche” (per esempio il Teatro, il Municipio ecc.), sulla quale dare poi la possibilità anche ai privati (commercianti e imprenditori) di allacciarsi. I privati dovrebbero acquistare le videocamere che poi verrebbero collegate sulla rete comunale a disposizione delle forze dell’ordine. Il sistema della videosorveglianza, realizzato secondo linee guide che tutelino la privacy del cittadino, si dimostra efficace contro atti di criminalità e di vandalismo; inoltre, è un buon deterrente per la lotta agli incendi boschivi e per fenomeni quali l’abbandono di cani. Per un’innovazione di civiltà nel mantenimento degli animali domestici Gli animali domestici, soprattutto i cani, vanno saputi tenere. Lavoreremo per l’applicazione della normativa circa la custodia dei cani domestici ed il loro corretto portamento, nel rispetto sia degli animali stessi che dei cittadini, per un aggiornamento straordinario dell’anagrafe canina, e per l’utilizzo di paletta e sacchetto da parte dei proprietari. A tal proposito, il Comune assume l’impegno di emanare un’Ordinanza di settore e di farla rispettare, e può farsi anche carico di acquistare e poi rivendere a prezzo d’acquisto tali strumenti a tutti i proprietari iscritti all’anagrafe canina, al fine di compiere un salto di qualità in questo peculiare aspetto della civiltà contemporanea. 19/24 Un’azione mirata a contrastare il fenomeno del randagismo Il fenomeno del randagismo rappresenta una vera e propria piaga sociale per le città italiane del centro-sud. Da anni ormai si cercano soluzioni che siano in grado di bilanciare gli interessi di quei cittadini intolleranti nei confronti degli animali, in particolare dei cani, e gli interessi dei cani randagi che, non va assolutamente dimenticato, né tanto meno sottovalutato, sono esseri viventi e senzienti capaci di provare gioie e dolori. Trovare un punto d’incontro tra i due tipi di interessi decisamente contrastanti non è affatto compito facile per un’Amministrazione Comunale. Nel 1991 è entrata in vigore la Legge Quadro per la prevenzione del randagismo, la n. 281, che contiene importanti elementi innovativi. Purtroppo, però, questa Legge si è rivelata valida nei principi, ma insufficiente nell’attuazione pratica a causa anche di Leggi regionali di recepimento troppo generiche o inapplicate, di Comuni impreparati e inadempienti, e di Aziende Sanitarie troppo spesso carenti. Gli impegni prioritari e strategici al fine di ottenere risultati nell’arginare questo problema, tanto complesso quanto delicato, mirano a queste soluzioni: 1. avviare una massiccia campagna di sensibilizzazione dell’opinione pubblica atta ad abbattere il fenomeno dell’abbandono di cani, anche informando il cittadino sulle sanzioni penali cui può andare incontro; allo stesso tempo intensificare il controllo sul territorio (a tal proposito la rete di videosorveglianza può sicuramente costituire un valido deterrente); 2. sistemazione dei randagi presso famiglie: sono previsti incentivi per chiunque adotti un cane randagio notoriamente vagante per il paese o un cane detenuto in canile a spese del Comune di Rovito. In particolare, l’Amministrazione Comunale si fa carico delle spese relative alla profilassi veterinaria di base (vaccini di base e sterilizzazione/castrazione). Si tratta di incentivi che da un lato riducono la presenza di randagi sul territorio e dall’altro abbattono notevolmente le spese dell’Amministrazione Comunale (che sono assai onerose). 3. l’istituzione del cane di quartiere: costituisce un’innovativa e interessante forma di adozione dei randagi. “Adottato” dagli abitanti volenterosi di una zona, il cane, può rimanere libero di circolarvi, ma è costantemente controllato e gli sono garantite le cure fondamentali. La figura del cane di quartiere è prevista dalla legislazione in materia e può essere istituita dal Sindaco. Il cane di quartiere è, quindi, quel cane che vive in un caseggiato, rione o quartiere, i cui abitanti dichiarino di accettare l’animale e di essere disposti a fornirgli mantenimento e assistenza. Dopo aver inoltrato la richiesta al Comune, che a sua volta avrà sottoscritto un protocollo d’intesa ad hoc con l’Azienda Sanitaria competente, il cane sarà portato in canile dove gli verrà inserito il microchip identificativo e gli verranno praticati i trattamenti profilattici obbligatori, le eventuali cure sanitarie di cui necessita se malato o ferito e la sterilizzazione/castrazione. Una volta completato questo iter, il cane sarà pronto per essere subito reimmesso nel quartiere di provenienza, affidato alle cure di un tutore e diventare così “cane di quartiere”. La figura del “tutore” è una figura meramente formale, di riferimento, ma non è gravata da oneri particolari perché tutti gli abitanti del quartiere si occuperanno, magari organizzandosi in turni, del cane preoccupandosi giusto di fornirgli quotidianamente cibo e acqua. L’insorgenza di eventuali problemi di salute saranno prontamente riferite al Comune che si farà carico delle eventuali spese veterinarie necessarie oltre che dei trattamenti di profilassi periodici. Ogni quartiere potrà avere fino a un massimo di quattro cani di quartiere. 4. il ricovero coatto presso canile di cani gravemente malati o che possano essere pericolosi per il cittadino. 20/24 Potenziare la Protezione Civile Comunale Le competenze del Comune ed il ruolo del Sindaco nel sistema della Protezione Civile italiana Seppur la normativa vigente collochi la figura del Sindaco al centro del complesso sistema della Protezione Civile italiana, generalmente, purtroppo, questo ruolo viene sottovalutato, anche dagli stessi Sindaci. La Legge 24 febbraio 1992, n. 225, all’Articolo 6 recita “...all’attuazione delle attività di protezione civile provvedono, secondo i rispettivi ordinamenti e le rispettive competenze, le Amministrazioni dello Stato, le Regioni, le Province, i Comuni e le Comunità Montane...”. L’Articolo 15 (Competenze del Comune ed attribuzioni del Sindaco) della Legge medesima recita: “1. Nell'ambito del quadro ordinamentale di cui alla Legge 8 giugno 1990, n. 142, in materia di Autonomie Locali, ogni Comune può dotarsi di una struttura di Protezione Civile. 2. La Regione, nel rispetto delle competenze ad essa affidate in materia di organizzazione dell'esercizio delle funzioni amministrative a livello locale, favorisce, nei modi e con le forme ritenuti opportuni, l’organizzazione di strutture comunali di Protezione Civile. 3. Il Sindaco è autorità comunale di Protezione Civile. Al verificarsi dell'emergenza nell'ambito del territorio comunale, il Sindaco assume la direzione e il coordinamento dei servizi di soccorso e di assistenza alle popolazioni colpite e provvede agli interventi necessari dandone immediata comunicazione al Prefetto e al Presidente della Giunta Regionale. 4. Quando la calamità naturale o l'evento non possono essere fronteggiati con i mezzi a disposizione del Comune, il Sindaco chiede l'intervento di altre forze e strutture al Prefetto, che adotta i provvedimenti di competenza, coordinando i propri interventi con quelli dell'autorità comunale di Protezione Civile.” Il Comune è, dunque, tra i protagonisti della Protezione Civile, e addirittura è, tra i diversi soggetti, certamente quello più coinvolto e con maggiori responsabilità gestionali in occasione delle emergenze. È, quindi, necessario richiamare i Sindaci alle loro responsabilità, e bisogna contribuire a metterli nelle condizioni di svolgere con efficacia questi compiti che la Legge conferisce loro. Ma fare protezione civile in un Comune non significa solo garantire un tempestivo intervento a difesa della comunità e del territorio in occasione di una data emergenza, ma vuol dire mettere in piedi una struttura, un servizio indispensabile da organizzare a cura dell’Ente e da erogare ai cittadini in modo omogeneo e diffuso sul territorio comunale. Il “Testo Unico delle Leggi sull’ordinamento degli Enti Locali”, Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267, all’Articolo 149 (Principi generali in materia di finanza propria e derivata), dopo aver opportunamente precisato al Comma 6) che “Lo Stato assegna specifici contributi per fronteggiare situazioni eccezionali”, stabilisce subito dopo, al Comma 7), che “Le entrate fiscali finanziano i servizi pubblici ritenuti necessari per lo sviluppo della comunità ed integrano la contribuzione erariale per l’erogazione dei servizi pubblici indispensabili”. Tra i servizi pubblici indispensabili che i Comuni devono assicurare alla cittadinanza vi è certamente quello di protezione civile. Ciò, tra l’altro, era già stato dettato dal Decreto Ministeriale del Ministero dell’Interno 28 maggio 1993 (Individuazione dei servizi indispensabili dei Comuni), il quale all’Articolo 1 stabilisce che tra i servizi indispensabili, assieme a servizi quali l’acquedotto, la fognatura, l’ufficio tecnico, l’anagrafe, la polizia municipale, sono compresi anche i servizi di protezione civile, di pronto intervento e di sicurezza pubblica. La Protezione Civile in un Comune è, dunque, un servizio indispensabile; e si tratta di un servizio che non è da intendersi semplicemente come risposta straordinaria di fronte all’emergenza, tant’è che il Decreto suddetto parla di “…protezione civile, pronto intervento…” come due argomenti distinti, bensì come istituzione ed erogazione di un servizio continuativo e adeguato, di cui si garantisce il 21/24 funzionamento anche in “tempo di pace”, cioè ordinariamente. Un servizio comprendente, quindi, le diverse attività di previsione, prevenzione, gestione e superamento dell’emergenza. Si può concludere, pertanto, affermando che il Sindaco, nel tempo ordinario, deve garantire le normali attività di previsione e prevenzione, utilizzando l’apposita struttura Comunale prevista per curare particolarmente l’aspetto della pianificazione e del suo puntuale aggiornamento; in condizioni di emergenza provvederà invece: a) in qualità di Capo dell’Amministrazione, a dirigere e coordinare le prime operazioni di soccorso, nonché la preparazione dell’emergenza; a tenere informati la popolazione e gli altri organi istituzionali; ad impegnare ed ordinare spese per interventi urgenti secondo le procedura di Legge, eventualmente utilizzando mezzi e maestranze comunali, il volontariato, e ogni altra risorsa per l’organizzazione dell’emergenza nell’ambito della normativa amministrativa speciale esistente e a disposizione per la fattispecie (somma urgenza, ecc.); b) in qualità di Ufficiale di Governo, ad adottare, se del caso, tutti i provvedimenti di carattere contingibile ed urgente che si rendano necessari per garantire la tutela della sicurezza e dell’incolumità pubblica. Attrezzare il Centro Operativo Comunale (C.O.C.) di Protezione Civile È il Centro Operativo a supporto del Sindaco, autorità comunale di Protezione Civile, previsto dalle disposizioni operative emanate dal Dipartimento della Protezione Civile Nazionale, per la direzione ed il coordinamento dei servizi di soccorso e di assistenza alla popolazione, ed è articolato in Funzioni di Supporto secondo il “Metodo Augustus”. Tali centri dovrebbero essere ubicati in strutture antisismiche, realizzate secondo le normative vigenti, ed in aree di facile accesso e non vulnerabili a qualsiasi tipo di rischio. Tali strutture dovrebbero essere dotate di un piazzale attiguo che abbia dimensioni sufficienti ad accogliere mezzi pesanti e quanto altro occorra in stato di emergenza. Sarebbe opportuno, inoltre, prevedere una o più sedi alternative qualora, nel corso dell'emergenza, l'edificio individuato risultasse non idoneo. Ospita la Struttura Comunale di Protezione Civile, nonché le attività di costruzione del sistema locale di protezione civile, di previsione, prevenzione e pianificazione da effettuarsi nel tempo ordinario. Il C.O.C. è stato già costituito a Rovito, ma si tratta adesso di formarne il personale ed attrezzarlo, individuarne e realizzarne una sede che possa rispondere alle caratteristiche sopra richiamate. A tal fine è indispensabile attivarsi per attrarre risorse finanziarie esterne. Potenziare il nostro “volontariato comunale” di Protezione Civile Il Volontariato organizzato di Protezione Civile può costituire un valido strumento di supporto alle competenze e attività Comunali in materia, specie per quelle organizzazioni, quali i Gruppi Comunali, che, seppur composte da volontari, sono di diretta espressione del Comune. Rappresentano una risorsa da sviluppare e consolidare, sia per quanto attiene alla gestione dell’emergenza, che per le attività di previsione e prevenzione, formazione e informazione della cittadinanza. Rovito è stato il primo Comune in Calabria, ed uno dei primi in Italia, a costituire il proprio Gruppo Comunale di Volontari di Protezione Civile. Questa risorsa va potenziata, sia sotto l’aspetto della formazione dei Volontari, che sotto quello della dotazione di mezzi, attrezzature e strumenti, utilizzando le possibilità finanziarie e di contribuzione del Dipartimento Nazionale della Protezione Civile, della Regione (anche attraverso le misure dei fondi POR), e della Provincia. Per una scuola sempre più sicura Effettuare una verifica straordinaria sullo stato degli edifici scolastici ed eventualmente realizzare interventi tesi a potenziarne la sicurezza (interventi sui fabbricati, arredo di sicurezza, iniziative comportamentali) è una priorità imprescindibile. 22/24 Realizzare la Carta Comunale dei rischi naturali e antropici Realizzeremo la Carta dei rischi naturali e antropici cui il cittadino rovitese è esposto. Un opuscolo informativo sui comportamenti individuali da assumere in base alla tipologia di rischio, sia per prevenire che per gestire l’emergenza. Migliorare la mobilità pubblica locale Ci adopereremo per chiedere che nel progetto di metropolitana leggera dell’area urbana Cosenza-Rende-Università e del suo hinterland sia inserita anche la Presila, e quindi Rovito. Ci interesseremo per la ripresa dei lavori, già cantierizzati, sullo svincolo SS107 di Rovito, nonché per chiedere maggiore manutenzione della stessa Statale, soprattutto puntando ad incrementarne la sicurezza; quest’ultimo criterio vale anche per le strade di proprietà della Provincia ricadenti sul nostro territorio, e per quelle Comunali. Ci attiveremo perché le linee di trasporto su gomma delle Ferrovie della Calabria che interessano Rovito siano potenziate, e per verificare la fattibilità di collegare Rovito e tutte le sue Frazioni all’Area urbana anche attraverso le linee AMACO. Le periferie territoriali: mettiamole al centro Molto spesso accade che le periferie territoriali del paese partecipano poco alla vita amministrativa, sono poco informate, sono soggette al rischio di essere dimenticate. A volte questa difficoltà viene affrontata con il proporre un candidato locale che statisticamente difficilmente riesce ad essere eletto. Riteniamo, invece, anziché promettere una rappresentanza diretta in Consiglio che spesso non può esservi, istituire, come già detto precedentemente, la Conferenza annuale delle periferie, come momento di incontro-confronto tra i cittadini di questi territori e l’Amministrazione per una discussione sulle relative problematiche. Vogliamo un Sindaco, gli Assessori e i Consiglieri “presenti” L’idea che abbiamo di Amministratore Comunale, oltre alle competenze amministrative e allo status giuridico che la legge gli conferisce, è quello di un rappresentante istituzionale presente sul territorio, che si rende reperibile, che si fa vedere per le strade e per le piazze, e che incontra i cittadini, si confronta con loro, li informa, ne raccoglie le esigenze, le proposte e le critiche, trasferendole poi nel Municipio. L’idea, cioè, di una figura che viva pienamente il paese e che sappia diventare una valida cinghia di trasmissione fra cittadino e istituzione locale. Il Sindaco, inoltre, attiverà un indirizzo e-mail specifico attraverso cui la cittadinanza potrà raccordarsi con lui in ogni momento. Gli indirizzi politico-amministrativi per la formazione della nuova Giunta La nuova Giunta Comunale sarà di tre componenti, oltre al Sindaco. A tal proposito, precisiamo che sulla composizione della nostra futura Giunta, non sono stati presi né accordi e né impegni. La nostra linea al riguardo è molto semplice e chiara: vinciamo e facciamo squadra, e insieme decideremo poi la composizione della Giunta, sulla base di criteri oggettivi e condivisi, quali la rappresentanza territoriale, la disponibilità e le competenze, l’affermazione elettorale ecc. Lo stesso metodo sarà utilizzato per ogni altro tipo di incarico istituzionale espressione della maggioranza consiliare. 23/24 La lista dei candidati Candidato a Sindaco TURANO Francesco Candidati al Consiglio Comunale BEVACQUA Pamela CAFERRO Cristina CUCCI Flavio DE DONA’ Elisa DE LUCA Francesco GALLO Massimiliano MOLINARO Francesco SCARPELLI Giuseppe SCARPELLI Mario nato a Cosenza il 06/09/1978 e domiciliato in Rovito nata a Cosenza il 10/05/1981 e domiciliata in Motta di Rovito nata a Cosenza il 01/01/1987 e domiciliata in Pianette di Rovito nato a Taurianova (RC) il 21/07/1962 e domiciliato in Pianette di Rovito nata a Edmonton (CDN) il 22/01/1961 e domiciliata in Rianico di Rovito nato a Cosenza il 27/09/1976 e domiciliato in Pianette di Rovito nato a Cosenza il 29/08/1984 e domiciliato in Motta di Rovito nato a Mendicino (CS) il 07/12/1966 e domiciliato in Bosco di Rovito nato a Cosenza il 04/04/1969 e domiciliato in Flavetto di Rovito nato a Cosenza il 14/05/1963 e domiciliato in Rovito Aprile 2011 Il candidato a Sindaco Francesco Turano Onda Democratica Via San Nicola, 64 87050 Rovito (CS) www.ondademocratica.com 24/24