3,$12',=21$'(,6(59,=,62&,$/,
/HJJHH3LDQRVRFLDOHUHJLRQDOH
Q
$0%,727(55,725,$/(62&,$/(
'HQRPLQD]LRQH&RPXQHGL/¶$TXLOD
(QWHGL$PELWR6RFLDOH &RPXQHGL/¶$TXLODDPELWRPRQRFRPXQDOH
&RPXQH&RPXQL
/¶$TXLOD
5HIHUHQWHGHO3LDQR
GRWW0LFKHODQJHOR5RFFKLR±'LULJHQWH3ROLWLFKH6RFLDOL
6(=,21(,±$1$/,6,'(/&217(67262&,$/('(/3,$12
,'HVFUL]LRQHGHOSURFHVVRGLIRUPD]LRQHGHO3LDQR
L’iter formativo del PdZ ha superato le seguenti fasi:
♦ &RQIHUHQ]D GHL VHUYL]L tenutasi il giorno finalizzata alla concertazione con le
parti sociali e all’analisi del sistema di local welfare, nonché al monitoraggio delle volontà
istituzionali dei singoli enti / organismi partecipanti, circa l’adesione al modello integrato e
partecipato di benessere locale. Nella fattispecie, alla prima riunione di concertazione sono
stati invitati i seguenti organismi:
- $VVHVVRUH3ROLWLFKHVRFLDOL(UQHVWR3ODFLGL
- 'LULJHQWH3ROLWLFKH6RFLDOL&RPXQHGL/¶$TXLOD0LFKHODQJHOR5RFFKLR
- )XQ]LRQDULR5HVSRQVDELOHDUHDVRFLDOH&RPXQHGL/¶$TXLOD3DWUL]LD'HO3ULQFLSH
- )XQ]LRQDULR3VLFRORJR&RPXQHGL/¶$TXLOD0DULD(OLVDEHWWD'L&HVDUH
- 1,VWUXWWRUL'LUHWWLYL8IILFLR3URWH]LRQH6RFLDOH&RPXQHGL/¶$TXLOD(QULFD&RUULGRUH
*LDQIUDQFR*DOJDQL
- 'LUHWWRUH,VWLWX]LRQH&6$&RPXQHGL/¶$TXLOD$QJHOR%RQDQQL
- )XQ]LRQDULR5HVSRQVDELOHDUHDVRFLDOH,VWLWX]LRQH&6$&RPXQHGL/¶$TXLOD%UXQHOOD'L
5LVLR
- 5DSSUHVHQWDQWH*LXVWL]LD0LQRULOH&XFFKLHOOD05LWD
- 5DSSUHVHQWDQWL,VWLWXWR6XRUH6DOHVLDQH&DUOHWWL6XRU&DUOD=DFFDJQLQL6XRU0DULD
- 5DSSUHVHQWDQWH,VWLWXWR,PPDFRODWD&RQFH]LRQH'HO9HFFKLR6U0LUHOOD
- 5DSSUHVHQWDQWH&RRS/DYRULDPR,QVLHPH&DOYDUHVH$QQD'L%HQHGHWWR3DWUL]LD
-
5DSSUHVHQWDQWH$VVRFLD]LRQH*,3$*DODVVL
5DSSUHVHQWDQWH&RRSHUDWLYD3URPHWHR%DLRFFKHWWL*LXVHSSH
5DSSUHVHQWDQWH&RRSHUDWLYD9HUGHDTXD*LRUGDQR6DQGUD3DFH6DEULQD
5DSSUHVHQWDQWH3LSSLFDO]HOXQJKH*DOD6DEULQD=LFFKHOOD5RVDQQD
5DSSUHVHQWDQWH&697XUVLQL0DXUR
5DSSUHVHQWDQWH&RRSHUDWLYD;;,9/XJOLR9LVFRJOLRVL0DXUD
5DSSUHVHQWDQWH$6/)DUHOOR3LHUD
5DSSUHVHQWDQWH8,/37DUTXLQL$QGUHD
5DSSUHVHQWDQWH&,6/0RUHWWL&DUOR
5DSSUHVHQWDQWH4XHVWXUDGL/¶$TXLOD)LDVFD'DQLHOD&LDPPHWWL6LPRQHWWD
5DSSUHVHQWDQWH$VVRFLD]LRQH9LGHV6SHV9LVLRQH$GHOLD
5DSSUHVHQWDQWH&HQWUR6HUYL]L$PPLQLVWUDWLYLSHUOD3URYLQFLDGL/¶$TXLOD0HQJD
/RUHQ]R
5DSSUHVHQWDQWH$VVRFLD]LRQH6H5D$QQLEDOH$OEHUWR
5DSSUHVHQWDQWH8QLYHUVLWjGL/¶$TXLOD,VLGRUL09LWWRULD
5DSSUHVHQWDQWH&RRSHUDWLYD3DODLVWUD7DUWDJOLD6WHIDQLD
Relativamente alla prima riunione di concertazione, l’ assessore agli affari sociali ha aperto i lavori
esplicando l’ iter formativo del PdZ e la finalità specifica delle azioni di concertazione sociali. Da
questo primo scambio con i soggetti sopra citati è emersa una prima indicazione sui bisogni ed
eventuali servizi per la comunità locale dell’ ambito. Di questa prima riunione sarà allegato il
verbale. Successivamente si è proceduto alla convocazione del gruppo di Piano i cui componenti
sono stati designati in base alle indicazioni dettate in sede di riunione il 13.11.2002.
♦ 2UGLQDQ]D GHO 6LQGDFR GL /¶$TXLOD: avvio del processo programmatorio (ordinanza
protocollo n.297/GAB del 12/12/02);
♦ Gruppo di Piano n.1 del nel corso del quale si è proceduto ad ottemperare le
seguenti azioni di programmazione:
- ,OOXVWUD]LRQHDQDOLWLFDGHOVLVWHPDGLZHOIDUHGLDPELWR
- 9HULILFD GHL ULVXOWDWL RWWHQXWL FRQ OD SUHFHGHQWH SURJUDPPD]LRQH sulla base della
comparazione metodologica tra gli obiettivi di sistema e di salute prefissati nel PdZ 2000/2001
e gli esiti di sistema prodotti.
- $QDOLVLGHLELVRJQLGHOODFRPXQLWjORFDOHsociali, sanitarie, educative, culturali implementate
ed operanti nel comprensorio di riferimento nell’ ambito dell’ incontro domanda / offerta.Si è
proceduto con un’ analisi quali-quantitativa in base ad indicatori demografici, indicatori di
carico sociali, dell’ andamento dei flussi disaggregati, degli indicatori di variabilità sociale.
- $QDOLVLGHOO¶RIIHUWDHVLVWHQWH
- Gruppo di Piano n. 2 del , nel quale è stata discussa l’ analisi della priorità di area /
bisogno, anche sulla base della sintesi del Rapporto di analisi, conseguente all’ esposizione di
cui al punto precedente, integrato dagli interventi dei componenti il GdP. Contestualmente,
sono state analizzate le variabili di sistema afferenti alla relazione obbligatoria circa i seguenti
indicatori:
- risorse finanziarie presunte a disposizione e/o da investire in area sociale da parte degli enti in
GdP;
- bisogni sociali del comprensorio;
- livelli di integrazione necessari all’ implementazione del Global care;
- definizione delle priorità ed analisi dei modelli operativi propedeutici al loro conseguimento.
♦ Gruppo di Piano n. 3 del , nel quale sono state vagliate le ipotesi di priorità di
intervento sociale, nonché i componenti il GdP hanno avanzato ipotesi progettuali di tipo
integrativo, volti a perfezionare il sistema di welfare globale. Partendo dall’ elaborazione e
analisi del contesto sociale si è giunti alla verifica dei risultati ottenuti con la precedente
programmazione. Il Gruppo di Piano ha rilevato i bisogni della comunità locale, le offerte
esistenti sulla base della mappa dei servizi inseriti nel contesto di riferimento e la valutazione
delle stesse per giungere alla stesura del rapporto definitivo.
♦ 'LFHPEUH nel corso del quale l’ Amministrazione, sulla base di un’ attenta analisi
finanziaria e sulla base del sistema di servizi erogato, ha proposto la politica globale di
intervento in materia socio-assistenziale, per il triennio 2003-2005. In tale ipotesi operativa,
l’ amministrazione intende assicurare continuità operativa ai servizi già implementati per la loro
capacità di impatto sui bisogni della collettività, nonché pianificare azioni innovative per dare
risposte adeguate ai nuovi cambiamenti sociali in atto.
,(ODERUD]LRQHHDQDOLVLGHOFRQWHVWRVRFLDOHJHQHUDOHGHOO¶$PELWR7HUULWRULDOH
ANALISI DEL CONTESTO SOCIO ECONOMICO
Per la valutazione del contesto socio economico si fa riferimento alla relazione previsionale e
programmatica allegata al bilancio 2001-2003, curata dall’ assessorato alle finanze.
In sintesi si può affermare quanto segue
Il Comune dell’ Aquila (quota 721 m.), con 71.165.000 al 31.12.01 abitanti e una superficie di 470
Km, è suddiviso in numerosi quartieri e frazioni ed è in continua espansione rispetto ai vecchi
confini per via dei nuovi insediamenti abitativi, anche di edilizia popolare.
Nel corso dell’ ultimo decennio, il decentramento dell’ edilizia scolastica e delle aree commerciali
hanno contributo a modificare il tradizionale assetto del sistema sociale che ruotava intorno al
centro storico.
I nuovi quartieri, sia dell’ immediata che dell’ estrema periferia della città, sono sorti con una forte
presenza di insediamenti di edilizia popolare abitati prevalentemente da famiglie con reddito basso
ed appartenenti alle fasce più deboli della popolazione.
Si registra in essa un’ alta percentuale di famiglie giovani con figli minori.
A fronte di un centro storico caratterizzato da una popolazione anziana, c’ è la periferia, un’ altra
città, dove si registrano cambiamenti e trasformazioni sociali significative di notevole complessità e
dove, attualmente, hanno sede la maggior parte dei servizi sanitari e istituzionali.
Queste variabili possono già ritenersi significative di modificazioni strutturali che incidono su
meccanismi di sviluppo del sistema e danno origine a nuovi fenomeni sociali.
Dal punto di vista territoriale l’ evoluzione delle economie regionali italiane conferma, ed in parte
accentua, gli andamenti diversificati che attengono alle componenti strutturali delle varie parti del
territorio regionale. L’ economia del Mezzogiorno, nel quale è ricompreso l’ Abruzzo, prosegue in
un cammino più lento di quanto non lo sia quello dell’ economia centro-settentrionale, accusando
ritardi nei processi di cambiamento strutturale e di trasformazione necessari per una vera
modernizzazione del sistema economico.
Tuttavia è proseguita la crescita complessiva dei servizi alle imprese e del settore delle costruzioni
nonostante quest’ ultimo risulti notevolmente frammentato e quindi fragile per la presenza di
imprese di piccole dimensioni, caratterizzate da debole forza commerciale contrattuale e destinate
ad incontrare notevoli difficoltà per l’ aggiudicazione dei lavori. Notevole è stato negli ultimi dieci
anni l’ incremento delle attività commerciali nel settore dell’ abbigliamento, arredamento e
ristorazione; tali attività hanno subito una leggera flessione anche a seguito dell’ andamento,
decisamente negativo, delle esportazioni nell’ ultimo periodo imputabile al forte calo subito dalle
esportazioni di apparecchi elettrici e di precisione, dagli articoli in gomma e materie plastiche e dei
prodotti in metallo poiché, nel settore dell’ industria, si sono posti gravi problemi con la crisi dei c.d.
Polo elettronico, ove la situazione di difficoltà delle società Alenia, Italtel, Ada e simili ha espulso
dal circuito lavorativo centinaia di lavoratori.
Di conseguenza anche l’ indotto ha subito i contraccolpi della crisi in quanto il settore artigianato, ad
esempio, non ha più prodotti da rifinire e non riesce a sopperire con l’ originalità alla perdita delle
commesse. Sono risultate, comunque, in forte espansione le vendite all’ estero dei prodotti
dell’ industria chimica (prodotti farmaceutici) e delle macchine e apparecchi meccanici. Si sono
sensibilmente contratte anche le esportazioni di prodotti alimentari. Nell’ ultimo anno la campagna
agraria ha registrato andamenti diversificati nei vari comparti (colture cerealicole, orticole, fruttifere
etc.). Dopo il grande calo dell’ occupazione agricola, la situazione nell’ aquilano è andata
stabilizzandosi ma continua a presentare un quadro occupazionale piuttosto particolare; una grande
percentuale di lavoratovi del settore agricolo, infatti, è occupata a tempo determinato, a tempo
parziale, o opera con contratti atipici. Piuttosto stabile, risulta il settore dell’ artigianato che, dopo
una tendenza decrescente registrata negli ultimi anni ottanta e nei primi anni novanta, a partire dal
1998 ha registrato
una crescita a ritmi piuttosto elevati. L’ Aquila presenta un indice di
specializzazione superiore alla media regionale nelle attività artigiane relative alle costruzioni ed ai
servizi di intermediazione finanziaria. Piuttosto stazionario risulta essere il settore turistico il quale
presenta un limitato sviluppo nelle strutture complementari (campeggi, villaggi, residence, affitta
camere, ecc.). Il settore dove si registra uno sviluppo più marcato continua, comunque, ad essere
quello comprendente attività immobiliari, noleggio, informatica e ricerca. In linea con i dati di altre
province e regioni e conseguentemente al boom dell’ informatica e delle comunicazioni telematiche
è cresciuto vertiginosamente il numero delle imprese operanti in questo settore. Fortemente presente
è la classe impiegatizia degli Enti pubblici statali e locali.
Dal punto di vista occupazionale, da una ricerca effettuata presso l’ Ufficio del lavoro, si riscontra
un aumento della disoccupazione femminile in tutte le fasce d’ età con il 57,95%, mentre la
disoccupazione maschile viaggia su una percentuale del 42,05%.
Queste variabili possono già ritenersi significative di modificazioni strutturali che incidono su
meccanismi di sviluppo del sistema e danno origine a nuovi fenomeni sociali.
ASPETTI DEMOGRAFICI
Dal rapporto generale si evince quale priorità l’ area anziani seguita dalle altre aree. Questo aspetto
riflette la scelta dell’ Amministrazione di creare una struttura deputata alla gestione dell’ area anziani
quale l’ Istituzione Centro Servizi Anziani.
Tuttavia l’ analisi integrata dei bisogni evidenzia una problematicità ugualmente rilevante per l’ area
minori /adolescenti (dati SED).
Infatti il numero assoluto dei minori è uguale a quello degli anziani >65anni e il numero delle
famiglie povere con minori è di circa il 40% dei nuclei complessivi che accedono all’ R.M.I., inoltre
attualmente risultano 170 casi di minori in carico soltanto per volontaria giurisdizione, in aggiunta
agli oltre 100 casi seguiti dai servizi per situazioni varie di disagio.
inoltre L’ Aquila , quale città capoluogo funge da attrattore per la frequenza scolastica dell’ obbligo
e dell’ università (circa 17.000 iscritti).
Per l’ area minori e adolescenti quindi si evidenzia una carenza di interventi sia riparativi che
promozionali.
♦
♦
♦
♦
♦
♦
&20326,=,21('(02*5$),&$
8QLYHUVRGHPRJUDILFR 71.165 popolazione totale L’Aquila; (F. 36.536 – M.34.629)
1XPHURGLIDPLJOLH 28.505
1XPHURGLPLQRUL (0-17) 11.449; (F. 5.540 – M. 5.909)
8QLYHUVRDQ]LDQL! 12.227
1XFOHLPRQRSDUHQWDOL8.994
,PPLJUDWL1.454
,1',&$725,',&$5,&262&,$/(
♦
♦
♦
♦
♦
,QGLFHGLYHFFKLDLD141
,QGLFHGLFDULFRVRFLDOH44,95
'LSHQGHQ]DJLRYDQLOH19,50;
'LSHQGHQ]DVHQLOH25,45;
5LFDPELR94,71;
)RQWLDOOHJDWH
L’ analisi del contesto è stata realizzata utilizzando le seguenti fonti.
1. rapporto intermedio del Piano Sociale Regionale 2002-2004
2. statistiche demografiche fornite dal S.E.D.del Comune di l’ Aquila
3. Analisi socio-economica allegata al bilancio di previsione 2001-2003 dell’ assessorato alle
finanze del Comune di L’ Aquila
4. analisi dei bisogni- ricerca prodotta dal C.S.V. fondazione Zancan “Bisogni che non trovano
risposta e programmazione locale: quale apporto dal volontariato?”
5. analisi dei bisogni emersi nella riunione di concertazione preliminare in data 13 novembre
20026. schede di rilevazione prodotte dall’ Ufficio di promozione sociale concernenti i bisogni
emersi nel corso degli ultimi due anni di attività ed a seguito dei rapporti interprofessionali
con i servizi presenti sul territorio
7. rapporti con utenze dei diversi servizi
,1',&$725,'(02*5$),&,,7$/,$
&2081(
$03,(==$(kmq)
TERAMO
152
51.769
'(16,7$¶
(ab./kmq)
340,5
TORINO
130
1.002.863
7.714,3
MILANO
181,7
1.449.403
7.976
BOLOGNA
141
417.410
2.960
PESCARA
33,5
128.695
3.841
CHIETI
54
57.362
1.062
/¶$48,/$
301,253
57.576.429
,7$/,$
$%,7$17,(*)
Le tabelle sopra esposte offrono spunti per alcune riflessioni. Il territorio comunale dell’ Aquila si
estende per 467 kmq. Un valore assoluto che rappresenta in sé un indicatore di potenziale disagio.
Se rapportiamo, infatti, l’ ampiezza territoriale alla popolazione residente, possiamo definire i
margini di potenziale crescita urbana della zona centrale della città dell’ Aquila. Compiendo
un’ operazione di benchmarking, nella tabella sopra esposta compariamo l’ ampiezza del territorio
comunale con alcuni paradigmi.
Da quanto sopra esposto, emergono alcune indicazioni, prime fra quali la non alta densità media del
comune di L’ Aquila, rispetto alle metropoli e ad alcuni centri della stessa regione. Se questo è
innegabile, è altresì verosimile che il territorio del comune di L’ Aquila è ampio più del territorio di
Torino, decine di volte quello comunale di Pescara e circa 3 volte il territorio di Teramo.
Il valore disaggregato della densità assume certamente una valenza, in ambito di monitoraggio della
qualità della vita, solo se inserito nell’ ambito territoriale di riferimento, cioè se si considerano le
caratteristiche del territorio comunale e la sua ampiezza.
,9HULILFDGHLULVXOWDWLRWWHQXWLFRQODSUHFHGHQWHSURJUDPPD]LRQH
Il Gruppo di Piano (seduta del 2.12.2002) ha ritenuto difficile dare un giudizio sulla precedente
attività programmatica perché la documentazione comparativa tra l’ analisi e lo status preesistente e
quello successivo all’ intervento è risultata non organica e sistematica. Il monitoraggio è stato
effettuato dall’ Ente Provinciale, si allega pertanto il rapporto relativo alle interviste con i referenti
dell’ ambito. I componenti hanno espresso un giudizio positivo circa l’ implementazione del servizio
di Assistenza Domiciliare Integrata A.D.I. I risultati sono stati conseguiti in base agli indicatori.
1250$7,9$/HJJHUHJLRQDOHQ
67580(172',352*5$00$=,21(3LDQRGL]RQDGHLVHUYL]LVRFLDOL
/,9(//2',352*5$00$=,21(RUJDQRHOHWWLYRFRQVLJOLRFRPXQDOH
♦ 6HUYL]LR GL VHJUHWDULDWR VRFLDOH, consistente nell’ informazione dell’ utenza rispetto ai servizi
alle persone ed alle risorse del comprensorio, nella comunicazione delle azioni di sistema poste
in essere dall’ EAS, nonché dall’ analisi continuata dei bisogni sociali di ambito (Costituzione di
uno sportello informativo). Poiché il servizio afferisce alle competenze tecniche proprie del
servizio Sociale, tale funzione è sempre stata assolta dall’ Ufficio di Protezione Sociale.
♦ $5($+$1',&$3
In base agli obiettivi previsti dal progetto è stato realizzato quanto segue.
♦ 6HUYL]LRGLDLXWRSHUVRQDOH a favore di soggetti diversamente abili, ai sensi del comma 3, art.3
della Legge 104/92;
♦ 6HUYL]LRGLDVVLVWHQ]DPDWHULDOHGLVRVWHJQR a favore di studenti disabili residenti in ambito e
iscritti presso le scuole del comprensorio comunale;
♦ 6HUYL]LRGLDVVLVWHQ]DHFRQRPLFDPLUDWD, a favore di soggetti e/o nuclei familiari in condizioni
di disagio economico, che si realizza attraverso la predisposizione di un piano di integrazione
socio-economica, che esula dalla semplice erogazione di assegni di assistenza, la cui
quantificazione è risultata in incremento rispetto agli assegni erogati precedentemente dalle
Amministrazioni di ambito;
♦ 6HUYL]LRWUDVSRUWRGDFDVDDLFHQWULGLULDELOLWD]LRQHHFXUD
$5($(7$¶(92/87,9$
&HQWURGLDJJUHJD]LRQHSHUDGROHVFHQWLHSUHDGROHVFHQWL
Il servizio aveva come obiettivo il compito di assicurare il sostegno socio-psico educativo in
favore di famiglie con minori in difficoltà per situazioni di crisi legate all’ età evolutiva, sotto il
profilo delle problematiche, quali le disarmonie evolutive, le problematiche psicologiche,
relazionali e sociali. Il servizio è stato avviato con notevole ritardo rispetto ai tempi previsti.
L’ attività di fatto è iniziata nel 2001 non raggiungendo pienamente gli obiettivi operativi per il
ritardo dell’ iter burocratico- istituzionale come risulta dagli atti in possesso dell’ ufficio.
&HQWURGL6RIURORJLD
Servizio di natura pedagogica per lo sviluppo armonico della personalità del bambino e del suo
benessere. I risultati non possono essere valutati con rigore scientifico e di conseguenza risulta
difficile individuare gli indicatori di efficacia.
$5($$1=,$1,
$',±$ssistenza Domiciliare Integrata, il Servizio è stato realizzato in forma integrata con la
ASL 04 dell’ Aquila e viene attivato in base alle decisioni dell’ UVM unità multidimensionale
costituita da personale sanitario (ASL) e psicologico e sociale (Comune)
L’ attività programmatoria, sociale e socio-sanitaria, realizzata nel precedente biennio e in corso
di realizzazione ha raggiunto gli obiettivi conseguendo i risultati in base agli indicatori previsti
2ELHWWLYR JHQHUDOH GHO 6HUYL]LR GL $VVLVWHQ]D 'RPLFLOLDUH ,QWHJUDWD WXWHOD GHOOD VDOXWH
SVLFRILVLFDLOPDQWHQLPHQWRGLXQDTXDOLWjGLYLWDGHFRURVDSUHVVRLOSURSULRGRPLFLOLRHYLWDQGRLO
ULFRYHURLQVWUXWWXUHUHVLGHQ]LDOLDWWUDYHUVRXQDWLSRORJLDGLLQWHUYHQWRLQWHJUDWRLQWHQGHQGRSHU
LQWHJUD]LRQH OD SRVVLELOLWj GL SUHGLVSRUUH VHJXLUH H YDOXWDUH SURJUDPPL PXOWLGLPHQVLRQDOL GL
LQWHUYHQWRVRFLRVDQLWDULRFHQWUDWLVXOODSHUVRQDHVXOFRQWHVWR
Per tali scopi sono stati raggiunti i risultati attesi i cui obiettivi RELHWWLYL/VRWWRRELHWWLYL RSHUDWLYL e
relativi indicatori vengono di seguito nominati.
2%,(77,92 Creare le condizioni per la realizzazione dell’ integrazione ai vari livelli.
6RWWRRELHWWLYL
o Gruppo di lavoro interistituzionale ASL-COMUNE per la predisposizione dell’ accordo di
programma
o Firma accordo di programma
2%,(77,92 Attivazione UVG.
6RWWRRELHWWLYL
o Designazione componenti UVG
o Regolamentazione del servizio
o Predisposizione eventuali procedure di appalto.
2%,(77,92 Sperimentazione ADI con utenti non autosufficienti il cui nucleo familiare non
risulti in grado di provvedere a garantire una adeguata, assistenza stimati mediamente in n° 20
utenti nel II semestre
6RWWRRELHWWLYL
o Realizzazione primo modulo di aggiornamento
2%,(77,92 Realizzazione a regime, dell’ integrazione socio-sanitaria domiciliare
6RWWRRELHWWLYL
o Verifica/valutazione integrata della sperimentazione ed indicazioni
o Attuazione del secondo modulo di aggiornamento.
,QGLFDWRULGL,QWHJUD]LRQH:
1. n° riunioni interistituzionali effettuate
2. realizzazione e ratifica dell’ accordo di programma
3. realizzazione dei moduli di aggiornamento interistituzionali
4. partecipazione di personale sociale e sanitario al corso di aggiornamento
5. incidenza dei soggetti autosufficienti e soggetti allettati assistiti sul totale della
popolazione anziana
6. incidenza dei ricoveri e causa
7. n° riunioni UVG media per ogni singolo caso
8. presenza di un coordinatore apicale per ciascuna area
9. n° progetti di intervento multi-dimensionale / n° di utenti
10. n° chiusura casi per miglioramento / n° totale casi semiautosufficienti.
7UDLIDWWRULFKHKDQQRIDYRULWRODVSHULPHQWD]LRQH$',VLVRWWROLQHDQRLQSDUWLFRODUH
o La rispondenza del servizio ai bisogni reali della popolazione anziana.
o La non compartecipazione alla spesa da parte dell’ utente al servizio socio-assistenziale.
o L’ attivazione di un processo di comunicazione efficace tra i due livelli di governo
interistituzionale (Istituzione CSA /Asl 04 - Distretto di Base di L’ Aquila).
Quest’ ultimo aspetto è stato particolarmente monitorato e curato, sin dall’ inizio dell’ attività,
tra l’ Istituzione CSA e L’ ASL attraverso un’ organizzazione operativa che ha
consentito una reale integrazione gestionale e professionale.
'DWL4XDQWLWDWLYLVXOO¶DWWLYLWjVYROWD
Numero GRPDQGHSHUYHQXWH
Servizio non attivato dall’ UVM per numero utenti
8
TotaleDVVLVWLWL
Utenti dimessi
17
Utenti deceduti
20
Utenti istituzionalizzati
0
Utenti in carico
17
Utenti temporaneamente ricoverati
8
Totale SURURJKH
8WHQWLGLPHVVLHULDWWLYDWL11
Variazioni programma intervento personalizzato
7
Totale UVM
$QQR
7RWDOHRUH
di assistenza erogate
0HGLDRUH
di assistenza erogate per utente
* i dati relativi al servizio ADI si intendono riferiti al periodo 12.04.2002 – 31.10.2002
1%
L’ inserimento, tra le patologie riconosciute per l’ attivazione di assistenza a domicilio
(DPR270/2000),di malattie progressivamente invalidanti e che necessitano di interventi complessi,
tende a far aumentare in maniera esponenziale il numero di utenti ADI.
o
o
5DSSRUWRVLQWHWLFRDUHD$1=,$1,
MIGLIORAMENTO
RIDUZIONE DEI FATTORI DI DISAGIO
DEL SISTEMA DI OFFERTA
RILEVATI NEL TERRITORIO
potenziamento numerico degli accessi al
o riduzione dell’ istituzionalizzazione
servizio (da cinquanta previsti per due anni
o mantenimento delle relazioni e del contesto
a 54 attuati in 18 mesi)
di vita della persona
soddisfacimento nuova domanda per
o supporto al carico assistenziale dei familiari
l’ inserimento in ADI di nuove patologie
)217(1250$7,9$/HJJH
67580(172',352*5$00$=,21(Progetto / Accordo di programma ambito provinciale
/,9(//2',352*5$00$=,21( Organo esecutivo Ente gestore (G.E.)
♦ (GXFD]LRQHGRPLFLOLDUHSHUPLQRULDULVFKLRHGLVDELOL finalizzato alla presa in carico diretto
di minori in stato di disagio conclamato e di supporto alle funzioni socio-educative dei genitori.
Data la sua rilevanza il servizio va comunque considerato come un consolidato e va prevista la
sua organizzazione definitiva. ♦ &RPXQLWj GL 3URQWD $FFRJOLHQ]D servizio residenziale a carattere temporaneo per minori
sottoposti a provvedimenti dell’ autorità giudiziaria o in uscita dal circuito penale. Data la sua
rilevanza il servizio va comunque considerato come un consolidato e va prevista la sua
organizzazione definitiva.
♦ 6HUYL]LRGLPHGLD]LRQHIDPLOLDUH6(5$ ha consentito di offrire uno sportello di consulenza
ed un percorso di intervento a tutte le coppie interessate a prevenire gli effetti dannosi sui figli
della conflittualità che generalmente accompagna il processo di separazione. Il servizio ha
ottenuto un rilevante riscontro.
$/75,,17(59(17,',1$785$(&2120,&$
/,9(//2',352*5$00$=,21( Organo esecutivo municipale (G.M.)
♦ Assegno di maternità, assegno di famiglie numerose L. 488/98;
♦ Borse di Studio e provvidenze immigrati/emigranti di ritorno;
♦ Provvidenze area handicap per supporti e ausili;
♦ Tessere per libera circolazione invalidi;
♦ Rimborso spese affitto;
♦ Rimborso spese libri di scuola dell’ obbligo;
♦ Esenzione ticket mensa scolastica.
♦ Esenzione ticket servizio di trasporto alunni
♦ Assistenza economica straordinaria una tantum;
♦ Rette di integrazione per strutture diurne e residenziali per anziani e minori.
)217(1250$7,9$ Legge 237/98 (R.M.I.)
67580(172',352*5$00$=,21(Progetto
/,9(//2',352*5$00$=,21(Organo esecutivo Ente gestore (G.E.)
5('',720,1,02',,16(5,0(172
Il Comune dell’ Aquila in relazione agli esiti del primo triennio di sperimentazione ha ottenuto
ulteriore conferma dell’ istituto R.M.I. sia per il 2001 che per il 2002-03. Per quanto riguarda IL
2001-202 è stata completata a maggio l’ erogazione relativa al bando 2001, sono stati interessati
circa 750 nuclei familiari in media mensile.
'D VHWWHPEUH q LQ DWWXD]LRQH EDQGR VFDGXWR LO JLXJQR O¶HURJD]LRQH +DQQR
SUHVHQWDWR GRPDQGD QHL WHUPLQL 811 QXFOHL DWWXDOPHQWH VRQR VWDWL DPPHVVL 704 QXFOHL
IDPLOLDUL LQROWUH LO VHUYL]LR VRFLDOH VWD YDOXWDQGR XOWHULRUL VLWXD]LRQL GL SRYHUWj HPHUVH
VXFFHVVLYDPHQWHDOEDQGR
3(5&256,',,16(5,0(17262&,$/((/$925$7,92352*(772(48$/,
Per quanto riguarda i percorsi di inserimento sociale e lavorativo, parte integrante dell’ intervento,
è stato predisposto e finanziato un progetto, all’ interno del programma europeo EQUAL, di cui il
Comune dell’ Aquila è partner, che consentirà di creare occasioni di inserimento lavorativo e di
formazione mirata per una parte dei beneficiari per l’ area tossicodipendenza
)217(1250$7,9$ Legge 476/98
67580(172',352*5$00$=,21(Convenzione;
/,9(//2',352*5$00$=,21(Organo esecutivo municipale (G.M.)
♦ Attivazione adozione nazionale ed internazionale.
♦ Costituzione di una èquipe territoriale psicosociale
♦ Stipula delle convenzioni con i Comuni appartenenti all’ area di intervento
)217(1250$7,9$ D.Lgs. n 286/98 SULL’ IMMIGRAZIONE
67580(172',352*5$00$=,21(Progetto
/,9(//2',352*5$00$=,21(Organo esecutivo Ente gestore (G.E.)
♦ Apertura di uno sportello informativo;
♦ Sostegno all’ integrazione socio-culturale di famiglie immigrate.
Come si evince dalla schema sopra esposto, il sistema dei servizi socio – assistenziali dell’ ambito
10 appare alquanto articolato, raggiungendo livelli di applicabilità che esulano dalle aspettative
registrate in fase di primaria programmazione. *OL HOHPHQWL LQGLYLGXDWL LQ VHGH GL *G3 SHU OR
VYLOXSSRGHOORFDOZHOIDUHVRQR
-
Implementazione del sistema di welfare;
Incremento esponenziale delle risorse finanziarie investite a livello locale, non solo per effetto
dei maggiori trasferimenti di risorse derivate, ma soprattutto per effetto di un solido balzo
finanziario in materia;
Crescita esponenziale fruibilità dei servizi e del relativo accesso alle prestazioni;
Regolamentazione dei sistemi di accesso (strumento unitario);
Previsione del sistema a domanda individuale (concorrenza alla spesa dell’ utenza – ISEE);
Affidamento di alcuni servizi al terzo settore, in linea con la normativa vigente in materia di
procedure di esternalizzazione ed applicazione dei CCNL;
Monitoraggio dei bisogni ed analisi della Qualità percepita;
Stesura della Carta dei servizi socio-assistenziali di ambito;
Estensione alle aree minori-adolescenti ed handicap del modello di integrazione socio-sanitaria
utilizzato con l’ area anziani (UVM)
Coinvolgimento formale dell’ Area Educativa (Centro per i Servizi Amministrativi e Scuole
dell’ Autonomia).
Presa in carico multiprofessionale delle emergenze sociali.
*OLHOHPHQWLSRWHQ]LDOPHQWHOLPLWDQWLORVYLOXSSR GHOORFDOZHOIDUHUDYYLVDWLGDO*G3VRQRL
VHJXHQWL
Difficoltà nel fornire risposte globali al bisogno (divario Offerta / Domanda di servizi);
Difficoltà di raggiungere capillarmente il cittadino in stato di bisogno con forme adeguate di
comunicazione;
Necessità di individuare strumenti idonei di valutazione generale del sistema dei servizi, sia a
livello di qualità percepita (soddisfazione utenti), sia per quanto riguarda l’ efficacia-efficienza
delle diverse iniziative;
Carenza di risorse finanziarie;
Insufficiente integrazione tra gli enti pubblici e tra pubblico e privato;
Carenza nella comunicazione tra enti, tra servizi e rispetto al cittadino;
Mancanza di raccordo organico e formale con l’ Area dell’ Associazionismo
,$QDOLVLGHLELVRJQLGHOODFRPXQLWjORFDOH
L’ analisi dei bisogni è stata effettuata utilizzando diverse metodologie:
Analisi del rapporto intermedio regionale
Relazione dell’ ufficio inerenti gli ultimi due anni di attività
Riunione di concertazione generale
Attività del Gruppo di Piano
Indagine sui bisogni della Provincia dell’ Aquila contenuta nella pubblicazione a cura del C.S.V. in
collaborazione con la fondazione Zancan.
Secondo quanto riportato nei punti precedenti e secondo le azioni di monitoraggio dei bisogni del
comprensorio ai sensi del progetto / intervento n. 10 del Piano di zona (1999-2001), sono stati
registrate le seguenti necessità, in termini domanda di servizi socio-assistenziali:
%LVRJQLDUHDPLQRULIDPLJOLD
- Carenza di opportunità di supporto psico-socio-educativo in ambito scolastico;
- Assenza di servizi, spazi e momenti formativi di aggregazione e confronto famiglia-istituzioni;
- Potenziamento dell’ attività di presa in carico con particolare riferimento ai casi complessi.
%LVRJQL$UHD$Q]LDQL
L’ DQDOLVL GHL ELVRJQL ha indicato l’ LQYHFFKLDPHQWR della popolazione, insieme al
problema della VROLWXGLQH dell’ anziano aggravata dalle condizioni di OLPLWDWD DXWRQRPLD e di
QRQDXWRVXIILFLHQ]D, come la questione prioritaria a cui dare risposte sociali e socio-sanitarie
nei diversi ambiti territoriali tra cui quello del comune dell’ Aquila.
Nel territorio del comune di L’ Aquila è presente una elevata concentrazione di persone
anziane con problemi di non autosufficienza grave o comunque tale da compromettere più di
una ADL. Un altro dato significativo è rappresentato da (n°69) persone anziane che
usufruiscono del Reddito Minimo d’ Inserimento, in quanto vivono in situazione di SRYHUWj e
nella maggior parte dei casi sono XOWUDVHVVDQWDFLQTXHQQL VROL. Anche l’ invecchiamento della
popolazione è un fenomeno crescente ed il JUDGRGLLQYHFFKLDPHQWRè molto elevato
I bisogni sopra descritti, da considerare prioritari, rappresentano la “mappa di
riferimento”e pertanto le variabili che si andranno ad utilizzare per approfondirne la rilevanza ed il
grado di priorità a livello locale sono le seguenti:
Bisogni età correlati: indice di vecchiaia, grado di invecchiamento,dipendenza senile,
dipendenza globale.
Bisogni derivanti da patologie: non autosufficienza, disabilità.
Bisogni connessi:
a situazioni di povertà
a problemi familiari derivanti da gravi carichi assistenziali
a solitudine ed emarginazione
disuguaglianze nell’ accesso ai servizi
Non potendo attribuire a tutte le variabili dati quantitativi e qualitativi per mancanza di
fonti informative e descrittive relative a studi specifici in ambito locale, se ne sottolinea
empiricamente la valenza.
/¶LQYHFFKLDPHQWR FUHVFHQWH GHOOD SRSROD]LRQH DXPHQWD LO FDULFR VRFLDOH H OD
GLSHQGHQ]D VHQLOH VRSUDWWXWWR LQ ULIHULPHQWR DOOD TXDUWD HWj LQFLGRQR OH SDWRORJLH FKH
OLPLWDQR O¶DXWRVXIILFLHQ]D H OH GLVDELOLWj H DXPHQWD LO FDULFR DVVLVWHQ]LDOH GHOOH IDPLJOLH.
Inoltre le diffuse situazioni di povertà e solitudine originano isolamento ed emarginazione
producendo ostacoli all’ accesso ai servizi, alla fruizione degli stessi e disuguaglianze nella
distribuzione delle risorse.
$QDOLVLGHLELVRJQLFRQULIHULPHQWRDGLQGLFDWRULGHPRJUDILFL
(dati aggiornati al 31.12.2001)
Popolazione totale
Popolazione totale anziana
Totale Anziani soli
Rapporto tra popolazione anziana e popolazione residente
Indice di vecchiaia
( al 1991 l’ indice di vecchiaia si attestava al 96,38%)
%LVRJQL$UHD+DQGLFDS'LVDELOLWj
- Mancanza di un unico centro socio-sanitario di riferimento per la presa in carico globale delle
famiglie con soggetti in situazione di Handicap/Disabilità;
- Carenza di strumenti flessibili di intervento centrato sulla persona e sulle necessità di
alleggerimento dei carichi assistenziali delle famiglie;
- Coinvolgimento attivo e diretto nel processo decisionale inerenti la pianificazione, il supporto e
il monitoraggio nella gestione dei servizi a carattere educativo, sociale e psicologico.
%LVRJQL$UHD'LVDJLR0HQWDOH
- Carenza di interventi domiciliari, assistenziali e residenziali;
- Mancanza di adeguato supporto alle famiglie e all’ utente per realizzare un attivo percorso di
integrazione sociale ed inserimento lavorativo.
%LVRJQL$UHD3RYHUWj(VFOXVLRQH6RFLDOH
- Carenza nell’ ambito del reinserimento lavorativo.
%LVRJQL$UHD2UJDQL]]D]LRQHGHLVHUYL]L
- Necessità di potenziare l’ integrazione istituzionale socio-sanitaria
- Carenza di integrazione e modelli di lavoro comune tra i servizi;
- Carenza di organico, soprattutto nell’ area Handicap;
- Carenza di momenti formativi e di aggiornamento specifico a contenuto innovativo.
,$QDOLVLGHOO¶RIIHUWDHVLVWHQWH
D OD³PDSSDGHOO¶RIIHUWD´
6(59,=,62&,2$66,67(1=,$/,'(67,1$7,$//$*(1(5$/,7$¶'(,&,77$',1,
♦ Servizio sociale professionale: erogato presso l’ ente gestore dei servizi sociali ;
♦ Servizio di segretariato sociale: erogato presso l’ ente gestore dei servizi sociali
♦ Servizio di assistenza economica su progetto mirato e straordinaria;
♦ Adozione nazionale ed internazionale;
♦ Sportello Format: reinserimento sociale ed occupazione area dipendenze;
♦ Sportello informativo immigrati;
♦ Servizio sociale e professionale anziani;
♦ Soggiorno termale per Anziani.
♦ Reddito minimo di inserimento
6(59,=,62&,2$66,67(1=,$/,'20,&,/,$5,
♦ Assistenza scolastica handicap;
♦ Assistenza domiciliare minori in stato di disagio;
♦ Servizio di Assistenza domiciliare anziani socio-assistenziale (S.A.D.)
♦ Servizio di Telesoccorso e Telecontrollo;
♦ Assistenza domiciliare integrata anziani (ADI).
♦ Assistenza domiciliare infermieristica e riabilitativa (cooperative di servizi)
♦ Assistenza domiciliare socio-assistenziale (Cooperative di servizi)
♦ Equipè psicologico-sociale e sanitaria addetta all’ UVM
♦ Attività di supporto domiciliare di organizzazione di volontariato
♦ Assistenza domiciliare all’ handicap grave
6(59,=,5(6,'(1=,$/,
♦ Residenza assistenziale (R.A);
♦ Centri sociali diurni anziani;
♦ Centro diurno minori
♦ Convitto Nazionale;
♦ Centro di Pronta Accoglienza minori
♦ Casa Famiglia per minori M. Ausiliatrice
♦ Comunità per minori Immacolata Concezione
♦ Strutture residenziali anziani n. 3
♦ Comunità XXIV Luglio per l’ handicap
♦ Centro disabili A.P.T.D.H.
♦ Casa Albergo per anziani ex Onpi
6(59,=,62&,26$1,7$5,
♦ Assistenza domiciliare integrata (sanitaria),
♦ Medici di base;
♦ Guardie mediche;
♦ Prevenzione territoriale (vaccinazioni, prelievi, ecc.);
♦ Centro diurno psichiatrico;
♦ Centro di Riabilitazione psico-motorio;
♦ Consultorio Familiare Pubblico e Privato;
♦ Ser.T.
6(59,=,('8&$7,9,
Istituti comprensivi scolastici di ogni ordine e grado;
Università della terza età
6(59,=,2',75$632572
Trasporto scolastico – gestione pubblico/privata –
6(59,=,62&,2&8/785$/,
♦ Assistenza famiglie indigenti e socializzazione minori (CARITAS±
'20,&,/,2$/75,6(59,=,1(/&2035(1625,2
♦ Presidi ospedalieri nel comprensorio:
SI
♦ Centri di riabilitazione nel ……………...:
SI
♦ RSA nel
SI
♦ Poliambulatori sanitari nel …………….
SI
♦ Istituti scolastici medie-superiori nel ……..
SI
♦ Asili nido comunali nel ………..
SI
♦ Centri semiresidenziali psichiatrici………
SI
♦ Consultori familiari nel………..
SI
♦ Pronto soccorso osp. nel ………..
SI
♦ Croce rossa e Croce Verde………..
SI
♦ Comunità terap. tossicodipendenti… … ..
NO
♦ Case famiglie minori… … … … … … … … ..
SI
♦ Cooperative sociali di tipo “A” ««««SI EODYDOXWD]LRQHGHOO¶RIIHUWD
Il sistema dell’ offerta socio-assistenziale appare, oggi, alquanto articolato, specie nella dimensione
quantitativa e aderente in parte alla domanda di servizi.
Tuttavia si ritieni opportuno migliorare gli aspetti qualitativi in riferimento soprattutto alla
integrazione interna ed alla facilitazione dell’ accesso al cittadino specie appartenenti alle fasce più
marginali.
Meno articolato, di contro, appare il sistema dei servizi socio-sanitari, specie nell’ Area della
disabilità e non autosufficienza, dell’ adolescenza e del disagio mentale.
Da quanto esposto, il macro-obiettivo di sistema, relativo alla presa in carico globale della persona
in stato di disagio, nell’ accezione del WHO (salute fisica, psichica e sociale) è lungi dall’ essere
raggiunta e che, per avviarsi verso il lungo processo propedeutico al raggiungimento dello stesso,
occorre nel nuovo Piano di Zona individuare sinergie interistituzionali, relativamente alle azioni
innovative e alle azioni ad area vasta, nonché la promozione di attori terzi (cooperazione,
volontariato, ecc.), finalizzata all’ implementazione complementare e sussidiaria di risorse
6,17(6,9$/87$7,9$(,1',9,'8$=,21('(//(35,25,7$¶2%,(77,9,
675$7(*,&,
Il Gruppo di Piano riunito nelle sue componenti il giorno 13 dicembre 2002 ha convenuto quanto
segue:
dall’ analisi dei bisogni e dell’ offerta dei servizi si concorda nel definire il seguente 25',1( ',
35,25,7¬delle aree di intervento previste dal Piano Sociale Regionale
$1=,$1,specie non autonomi
0,125,$'2/(6&(17,
con particolare attenzione alla presa in carico del nucleo familiare per il disagio e alla creazione di
maggiori opportunità di aggregazione dei giovani con particolare attenzione al passaggio verso l’ età
adulta.
',6$%,/,
carenza dei servizi di Accoglienza adeguati alla gestione delle non autonomie e programmi di
integrazione sociale nel tempo extrascolastico e nel mondo del lavoro.
329(57$¶
migliorare le opportunità di reinserimento per gli esclusi dal mondo del lavoro
)$0,*/,$
sia come oggetto di interventi globali sia come risorsa per il micro-contesto auto mutuo aiuto
,00,*5$7,
particolarmente da stimolare l’ integrazione sociale nel rispetto delle culture di appartenenza
2%,(77,9,675$7(*,&,'(/3,$12',=21$
- migliorare l’ accesso dei servizi al cittadino e curare la comunicazione sia interistituzionale che
tra ente e territorio
risultato atteso
implementazione del segretariato sociale con transito di tutta l’ utenza portatrice di bisogno sociale
indicatore
determinazioni dirigenziali e apertura dello sportello nel triennio in modo adeguato alle esigenze
risultato atteso
realizzazione di forme idonee di comunicazione cittadino e istituzioni
indicatore
carta dei servizi momenti di divulgazione riunioni periodiche interistituzionali
- garantire la pari opportunità di accesso
risultato atteso
unificazione dei criteri accesso
indicatore
attuazione della regolamentazione unitaria dei servizi a domanda in base ai parametri ISEE
- lavoro sul territorio finalizzato a far emergere bisogni latenti
risultato atteso
collaborazioni con le strutture formali e informali già presenti sul territorio
indicatore
numero di iniziative attivate e intese formali
- fornire una presa in carico globale del bisogno
risultato atteso
potenziamento del servizio sociale professionale
indicatore
incremento numero
- obbligatorietà della valutazione sociale professionale
risultato atteso
miglioramento della qualità dell’ analisi e della prestazione
indicatore
formalizzazione dell’ obbligatorietà e delle modalità operative
- lavoro multiprofessionale integrato socio sanitario/educativo
risultato atteso
incremento partecipazione unità operative integrate nella gestione dei casi
indicatore
realizzazione unità di valutazione multidimensionale/multiprofessionale di intesa con ASL e nel
caso di soggetti minori con il mondo della scuola
- integrazione socio-sanitaria
risultato atteso
raccordo per singole aree di intervento
indicatore
protocolli di intesa per area minori anziani disabili con creazione di UVM area Handicap e Minori
iniziative comuni e progetti messi in campo nel triennio e numero di interventi personalizzati sul
totale delle segnalazioni.
- valorizzazione della famiglia sia come contesto di riferimento della presa in carico e sia come
risorsa del sociale
risultato atteso
servizi specifici per la famiglia
indicatore
- apertura di un centro famiglia trasversale alle aree
risultato atteso
valorizzazione dei gruppi formali e informali dell’ associazionismo di aree
indicatore
attivazione di numero gruppi auto mutuo aiuto famiglia e gruppi genitori
- favorire la co-genitorialità nell’ ambito della separazione coniugale
risultato atteso
promozione del servizio di mediazione familiare
indicatori
documentazione della partecipazione alle attività svolte dal servizio sia per lo sportello di
counseling e di intervento
- valorizzazione dell’ associazionismo con priorità nelle seguenti aree (aggregazione
giovanile/promozione del servizio civile, e area socio/assistenziale
risultati attesi
iniziativa comune nelle aree
indicatori
numero di iniziative e soddisfazione utenti
- favorire l’ integrazione degli immigrati nel rispetto delle culture di appartenenza
risultati attesi
potenziamento dello sportello informativo (d.l.g.s 286/94)
indicatori
iniziative pianificate e collaborate con organizzazioni di immigrati.
$1=,$1,
Il sistema di offerta nell’ area anziani è oggi abbastanza articolato, pur essendo
quantitativamente ancora modesto rispetto alla domanda.
SERVIZI DOMICILIARI:
PUBBLICI
6$' Servizio Assistenza Domiciliare socioassistenziale
$',Assistenza Domiciliare Integrata
Sanitaria
$', Assistenza Domiciliare Integrata sociosanitaria
$'3 Assistenza Domiciliare Programmata
infermieristica e specialistica
6ervizio 7elesoccorso 7elecontrollo
PRIVATI
Assistenza Domiciliare infermieristica e
riabilitativa (cooperative di servizi)
Assistenza Domiciliare Socio-assistenziale
(cooperative di servizi)
SERVIZI RESIDENZIALI:
PUBBLICI
Struttura residenziale
“Casa Albergo ex ONPI “
(di prossima apertura)
PRIVATI
N° 3 Case di Riposo per autosufficienti
ALTRI SERVIZI
PUBBLICI
PRIVATI
Servizio sociale professionale
Università della terza età
Segretariato sociale di area
Attività di supporto domiciliare di
Equipe psicologico-sociale e sanitaria organizzazioni di volontariato
addetta all’ UVM,
Centri sociali
$5($$1=,$1,
• 6HUYL]LRGL$VVLVWHQ]D'RPLFLOLDUH,
• 6HUYL]LRGL$VVLVWHQ]D'RPLFLOLDUH,QWHJUDWD
Obiettivi Generali :
• tutela salute globale( psico-fisica-sociale) dell’ anziano in particolare dell’ anziano
fragile;
• realizzazione :
di un sistema di servizi atto a garantire la permanenza in casa della persona
anziana;
della continuità assistenziale per il passaggio eventuale tra i servizi diversi,
sociali e sanitari;
• rete di offerta domiciliare, diurna e residenziale.
6RJJHWWL,VWLWX]LRQDOLHVRFLDOLGDFRLQYROJHUH
Servizi dell’ area sanitaria
Associazioni di volontariato
Cooperative di servizi
Sindacati
Centri sociali per anziani
6(=,21(,,±/(35,25,7$¶(*/,2%,(77,9,'(/3,$12
,,/HSULRULWjJHQHUDOLGHO3LDQR
Il Piano di zona dei servizi socio-assistenziali di ambito (2003-2005) intende fornire risposte
efficaci alle seguenti aree di bisogno prioritarie:
1. Universo persone in condizione di disagio;
2. Universo persone anziane non autosufficienti, parzialmente autosufficienti, in condizioni di
isolamento / anomia sociale ed individuale;
3. Universo persone in stato di disabilità nell’ intero percorso personale ed istituzionale;
4. Universo minori ed adolescenti;
5. Universo famiglie in condizioni di disagio socio-economico;
,,*OLRELHWWLYLVWUDWHJLFLHOHUHVSRQVDELOLWjQHFHVVDULHSHULOORURUDJJLXQJLPHQWR
35,25,7$¶ Relativamente ai bisogni sociali di cui alle persone in stato di marginalità
sociale e/o disagio, il presente PdZ si prefigge i seguenti RELHWWLYLJHQHUDOL:
$5($)$0,*/,$
♦ Sostenere e valorizzare le funzioni genitoriali attraverso il miglioramento della qualità di
vita dei minori e delle famiglie con forme di sostegno globali;
♦ Sostenere le famiglie con gravi carichi assistenziali
♦ Incentivare le forme di auto-mutuo-aiuto finalizzate a garantire la permanenza a casa degli
anziani;
$5($329(57$¶(6&/86,21(62&,$/(
♦ Incentivare le forme di auto-mutuo-aiuto finalizzate a garantire la permanenza a casa degli
anziani;
♦ Sostegno economico alle famiglie non abbienti e in condizioni economico-occupazionali di
marginalità ♦ Diminuire il tasso di disoccupazione , privilegiando lo sviluppo di situazioni di lavoro
effettivo e non fittizio;
$5($0,125,$'2/(6&(17,
♦ Contrasto all’ abuso, maltrattamento e trascuratezza dei minori e promozione di azioni
finalizzate alla de-marginalizzazione sociale dei minori.
♦ Aumentare l’ adesione degli adolescenti a forme di aggregazione formale di tipo sportivo,
culturale e di solidarietà sociale;
♦ Aumentare per le aggregazioni informali la possibilità di essere riconosciute come
interlocutori locali significativi;
♦ Promuovere il nuovo servizio civile come opportunità per sperimentarsi in situazioni di
servizio alla comunità e di sviluppo di nuove competenze;
♦ Presa in carico integrata dei casi di disagio
$5($$1=,$1,
Promuovere la partecipazione attiva degli anziani alla vita della comunità
♦ Incentivare le forme di auto-mutuo-aiuto ;
♦ Promuovere il ruolo positivo delle famiglie sostenendole nel lavoro di cura dell’ anziano non
autosufficiente.
$5($+$1',&$3
♦ Promuovere l’ autonomia nella quotidianità e la libertà di movimento;
♦ Miglioramento della qualità di vita delle persone disabili, della loro integrazione sociale,
della promozione dei diritti rispettivi, del recupero delle abilità sociali funzionali alla reale
integrazione sia a livello familiare che scolastico e professionale
7DOLRELHWWLYLULFKLHGRQRLOFRLQYROJLPHQWRGHOOHVHJXHQWLVRJJHWWLLVWLWX]LRQDOLHVRFLDOL
♦ (QWHDPELWRVRFLDOH&RPXQHGHOO¶$TXLOD($6relativamente al miglioramento del sistema
erogatorio già implementato e all’ acquisizione di nuove competenze; nonché nella
predisposizione di interventi integrativi a favore di persone in stato di disagio e/o nella
promozione di interventi volti a sensibilizzare la cultura pubblica in materia di welfare.
♦ 3URYLQFLDGL/¶$TXLODoltre a porre in essere gli specifici compiti di cui all’ art. 7 della legge
328/2000 si impegna a collaborare con l’ ambito n. 10 per l’ individuazione di strategie di
miglioramento dell’ integrazione della popolazione immigrata; individuazione di strategie
integrate in materia di occupazione; individuazione di strategie circa l’ area della disabilità
soprattutto per i cittadini portatori di handicap sensoriali. ♦ $6/ Q /¶$TXLOD relativamente all’ implementazione di un omogeneo e diffuso sistema
integrato di servizi socio-sanitario, attraverso la definizione formale delle interazioni
istituzionali ed attraverso la definizione delle aree integrate e di quelle ad esclusiva competenza.
Nella fattispecie, l’ apporto del sistema sanitario appare decisivo nel conseguimento del macro-
obiettivo di salute globale della persona, attraverso azioni di diagnosi, cura e riabilitazione
domiciliare.
♦ 'LUH]LRQL VFRODVWLFKH relativamente all’ acquisizione delle nuove competenze socio-educative
in materia di disabilità e mediante azioni di integrazione sociale –educativa rispetto ai
procedimenti da porre in essere per la cura globale degli studenti. ♦ ,VWLWX]LRQH&6$relativamente all’ implementazione di servizi integrativi all’ anziano in stato di
disagio e alle azioni da porre in essere per la cura globale degli stessi; ♦ )RU]HGLSROL]LDH7G0relativamente alla tutela dei minori, rispetto all’ emersione di fenomeni
di violenza sugli stessi e a tutela delle rispettive famiglie.
,,*OLLQGLFDWRULGLVXFFHVVRHLULVXOWDWLDWWHVL 2%,(77,92 )DFLOLWD]LRQH GHOO¶DFFHVVR DL VHUYL]L VRFLRDVVLVWHQ]LDOL H PDJJLRUH IUXLELOLWj
GHLVHUYL]LHGLQFUHPHQWRGHOOHUHVSRQVDELOLWjVRFLDOLGHLFLWWDGLQLHGLQFUHPHQWRGHOOHIRUPHGL
LQIRUPD]LRQHSDUWHFLSD]LRQH
- Estensione dell’ utenza e perfezionamento del sistema di prestazioni a domanda individuale –
(VLWR nuova regolamentazione di accesso ai servizi socio-assistenziali, incremento delle entrate
correnti - Estensione del servizio di assistenza sociale di tipo professionale e del segretariato sociale,
nonché delle forme di informazione partecipazione: (VLWRIncremento operatori sociali di tipo
professionale (30-50 %) ed incremento azioni di comunicazione / partecipazione (10-20 %);
♦ 2%,(77,92 0LJOLRUDPHQWRGHOODTXDOLWjGLYLWDGHOOHSHUVRQHDQ]LDQHHSHUPDQHQ]D
SUHVVRO¶DELWD]LRQHGLUHVLGHQ]DHSUHVVRLOXRJKLGLYLWD
- Contrasto al disagio, all’ istituzionalizzazione dell’ anziano in stato di disagio e al suo
isolamento sociale e territoriale – (VLWR Decremento ricoveri RA, RSA, OC, decremento
richiesta prestazioni complementari (5 %);
- Incremento della socializzazione e delle abilità sociali dell’ anziano. Esito: Organizzazioni
attività periodiche a favore dell’ anziano autosufficiente ed avvio di laboratori di volontariato
che consentano l’ interazione terza/quarta età con gli altri target demografici.
♦ 2%,(77,920LJOLRUDPHQWRGHOODTXDOLWjGLYLWDGHOOHSHUVRQHGLVDELOLGHOODORUR
LQWHJUD]LRQHVRFLDOHGHOODSURPR]LRQHGHLGLULWWLULVSHWWLYLGHOUHFXSHURGHOOHDELOLWjVRFLDOL
IXQ]LRQDOLDOODUHDOHLQWHJUD]LRQH
- Contrasto all’ isolamento e all’ istituzionalizzazione del disabile .Incremento delle forme attive di
vita del disabile. Sostegno alle famiglie con figli disabili. (VLWR Decremento
istituzionalizzazione disabili in isolamento parentale (5 %); Incremento di azioni
extraistituzionali per favorire l’ integrazione del disabile; Incremento di organismi della
cooperazione e del volontariato finalizzati all’ attivazione di servizi propedeutici all’ inserimento
sociale della persona diversamente abile.
2%,(77,920LJOLRUDPHQWRGHOODTXDOLWjGLYLWDGHLPLQRULHGHOOHIDPLJOLHDWWUDYHUVR
IRUPH GL VRVWHJQR JOREDOL &RQWUDVWR DOO¶DEXVR PDOWUDWWDPHQWR H WUDVFXUDWH]]D GHL PLQRUL H
SURPR]LRQH GL D]LRQL ILQDOL]]DWH DOOD GHPDUJLQDOL]]D]LRQH VRFLDOH GHL PLQRUL 6RVWHJQR
HFRQRPLFRDOOHIDPLJOLHQRQDEELHQWLHLQFRQGL]LRQLHFRQRPLFRRFFXSD]LRQDOLGLPDUJLQDOLWj
Sostegno alla famiglia con minori, all’ infanzia e all’ adolescenza in condizioni di disagio, alle
famiglie in condizioni di povertà, contrasto alla violenza sui minori. (VLWR perfezionamento del
sistema di assistenza economica a nuclei familiari non abbienti; attivazione di servizio rivolti al
disagio potenziale e non espressamente afferenti all’ area del disagio conclamato; attivazione di
strategie alternative al ricovero in istituto; attivazione di casa-famiglia anche attraverso l’ ausilio del
volontariato; promozione di azioni di sostegno alla genitorialità.
6(=,21(,,,±/($=,21,
TITOLO AZIONE
Servizio Sociale Professionale
LIVEAS
si
OBIETTIVI
Presa in carico delle famiglie con minori in condizioni di indigenza per l’ attivazione
• dell’ assistenza economica in famiglia,
• erogazione una tantum
• ammissioni al beneficio del Reddito Minimo di Inserimento
• assegnazione alloggio provvisorio o di edilizia popolare
• attivazione ed integrazione con altri Enti e/o Istituzioni
• individuazione ed attivazione delle risorse di rete
• collocazione in idonea struttura di minori non accompagnati o per i quali è previsto il
ricovero in struttura protetta
Presa in carico dei casi complessivi di minori sottoposti a provvedimenti dell’ Autorità Giudiziaria
(Tribunale per i Minorenni, Tribunale Ordinario):
• Rapporti con l’ Autorità Giudiziaria e con i servizi del circuito penale minorile:
• Pianificazione
• Organizzazione;
• Coordinamento di progetti e servizi affidati ad esterni
• Integrazione con altre strutture e servizi presenti nel territorio (AUSL, scuole, Comunità’ … )
• Attività territoriali (visite domiciliari sui casi in carico e su specifiche segnalazioni)
• Adozione internazionale
POPOLAZIONE TARGET
Universo dei cittadini
STIMA QUANTITATIVA SULL’ UTENZA PREVISTA
L’ utenza prevista è di circa n. 1000 famiglie
'(),1,=,21('(//($77,9,7$¶
•
•
•
•
•
•
Predisposizione di piani integrati di intervento/trattamento dei casi
Predisposizione e cura di atti e provvedimenti deliberativi complessi
Espressione di pareri sulla regolarità tecnica degli atti
Rapporti con l’ Autorità Giudiziaria e con i servizi del circuito penale minorile
Pianificazione, Organizzazione e Coordinamento di progetti e servizi affidati ad esterni
Progetti adozione internazionale 476/00
7(03,67,&$
,OVHUYL]LRWULHQQDOHqJLjLQFRUVRHVDUjRWWLPL]]DWRQHOFRUVRGHOSULPRVHPHVWUHHQWUHUj
VXFFHVVLYDPHQWHDUHJLPHVHFRQGRODSURJUDPPD]LRQHSHULOUHVWDQWHSHULRGR
DEFINIZIONE STRUTTURA ORGANIZZATIVA E RISORSE
FIGURA RESPONSABILE DELL’AZIONE :
Funzionario Tecnico responsabile per l’area sociale
Coordinamento tecnico professionale: assistente sociale dell’ente locale con esperienza
ultradecennale nei servizi
RISORSE NECESSARIE:
•
PERSONALE
N. 2 Assistenti Sociali a convenzione per n. 100 ore mensili alla tariffa oraria di
18.00.
N. 2 Psicologi a cui verrà conferito l’incarico per l’intera area sociale (vedere Servizio
Centro Famiglia)
• STRUTTURE
Esistente
•
ATTREZZATURE
•
RETE DI COLLABORAZIONE
Supporti informatici, materiali d’ uso, segreteria telefonica, materiale divulgativo
Servizi interni (area famiglia/ area minori/adolescenti/immigrati … ) Servizi Sanitari, Servizi
territoriali
BUDGET
COSTO TOTALE ANNUALE DELL’AZIONE
n. 3 A.S X 18h X 100h mensili X 12 mensilità
64.800,00
PARAMETRI:
la partecipazione alla spesa sarà regolamentata attraverso un apposito regolamento
basato sull’ISEE per gli aspetti di reddito e sulla valutazione professionale
/multiprofessionale del bisogno per la individuazione a parità di reddito delle priorità
assistenziali
CRITERI SEGUITI PER IL CALCOLO DELLA STIMA DEI COSTI
Il quadro economico è stato predisposto utilizzando per il personale le tariffe previste nelle diverse
tipologie di contratto degli enti e/o dalle strutture private, i parametri professionali stabiliti dagli
ordini ove presenti, le tariffe delle cooperative sociali come da contratti collettivi, i costi di
attrezzature e materiali in base alle offerte medie praticate all’ ente dalle ditte fornitrici
&21752//,(9$/87$=,21(
- Definizione degli standard e degli indicatori
- Patto con l’ utenza (carta dei servizi socio-assistenziali)
- Supervisione tecnico-professionale
- Verifica e valutazione di esito
,'(17,),&$=,21('(,5,6&+,('(//(5,63267(
RISCHI COLLEGATI ALL’AZIONE
Mancanza di adeguate risorse professionali
RISPOSTE MESSE IN ATTO
Massima qualificazione dei professionisti che saranno chiamati ad operare nel settore
ACQUISTO
MODALITÀ DI GESTIONE DELL’AZIONE
Forma diretta e indiretta
Il Comune mantiene le funzioni di controllo e di gestione amministrativo contabile
TITOLO AZIONE
6HUYL]LRGL6HJUHWDULDWR6RFLDOHH6SRUWHOOR,QIRUPDWLYR
/,9($6VL
L’ esperienza degli anni passati insegna che spesso l’ utenza dei servizi sociali si rivolge
all’ assistente sociale per richieste non sempre rientranti nelle competenze del servizio. Lo sportello
di segretariato sociale è stato attivato per evitare che le persone esauriscano le loro energie nel
procedere, per tentativi ed errori, nella ricerca di risposte adeguate e che proprio i cittadini meno
informati e più fragili vengano scoraggiati dalle barriere burocratiche.
OBIETTIVI
OBIETTIVO GENERALE
L’ attività di segretariato sociale ha come obiettivo generale quello di garantire:
- unitarietà di accesso e decodificazione della domanda.
OBIETTIVI OPERATIVI
Lo sportello informativo si pone come obiettivo operativo quello di rispondere all’ esigenza primaria
dei cittadini relativamente:
1) all’ acquisizione delle informazioni sugli interventi del servizio socio-assistenziale e sulle
relative modalità di accesso;
2) efficacia ed efficienza delle informazioni puntuali ed aggiornate sulle risorse presenti nel
territorio in cui vivono;
3) Unificazione dell’ accesso ai servizi sociali con funzione di orientamento e di filtro,
osservatorio e monitoraggio dei bisogni e delle risorse territoriali.
POPOLAZIONE TARGET
Per la funzione filtro ai servizi di ambito si rivolge esclusivamente ai residenti.
Per l’ aspetto informativo generale il servizio è aperto a tutti i cittadini
STIMA QUANTITATIVA SULL’ UTENZA PREVISTA
Il numero degli utenti previsti è pari a n. 2100.
'(),1,=,21('(//($77,9,7$¶
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
Accoglienza dell’ utenza
Informazioni complete riguardanti i diritti dell’ utente all’ accesso e alle prestazioni offerte dai diversi
Servizi Comunali, dai Servizi Socio sanitari della ASL e dal terzo settore;
Informazioni sulle modalità di accesso ai Servizi richiesti e/o offerti disponibili sul territorio
Lettura e decodificazione della domanda
valutazione della richiesta iniziale
invio ad altri Servizi territoriali o presa in carico a cura del servizio sociale professionale
Reperimento sistematico dei dati relativi ai Servizi, aggiornamento banca dati elettronica
mappatura del territorio e individuazione dei bisogni della popolazione
segnalazione di eventuali carenze riscontrate per una migliore programmazione dei servizi
sociali (feed-back sui servizi).
Messa in rete con il Sistema Informativo Regionale dei servizi sociali
documentazioni elettroniche da e verso l’ Osservatorio Sociale Regionale.
7(03,67,&$
Il servizio triennale, già in corso sarà ottimizzato nel corso del primo semestre 2003, entrerà
successivamente a regime secondo la programmazione per il restante periodo
DEFINIZIONE STRUTTURA ORGANIZZATIVA E RISORSE
FIGURA RESPONSABILE DELL’AZIONE
Funzionario tecnico dell’area sociale
RISORSE NECESSARIE:
• PERSONALE
Il personale necessario, da integrare a quello esistente, è il seguente:
n. 1 Assistente Sociale a convenzione per n. 30 ore settimanali per l’ intera triennalità;
n. 1 operatore di sportello opportunamente addestrato
• STRUTTURE
Si considera valida l’ attuale
•
ATTREZZATURE
Supporti informatici, materiali d’ uso, segreteria telefonica, materiale divulgativo.
• RETE DI COLLABORAZIONE
Servizi interni (area famiglia/ area minori/adolescenti/immigrati … ) Servizi Sanitari, Servizi
territoriali
%8'*(7
COSTO TOTALE ANNUALE DELL’AZIONE
75.000
CRITERI SEGUITI PER IL CALCOLO DELLA STIMA DEI COSTI
Il quadro economico è stato predisposto utilizzando per il personale le tariffe previste nelle diverse
tipologie di contratti dagli enti e/o dalle strutture private, i parametri professionali stabiliti dagli
ordini ove presenti, le tariffe delle cooperative sociali come da contratti collettivi, i costi di
attrezzature e materiali in base alle offerte medie praticate all’ ente dalle ditte fornitrici
&21752//,(9$/87$=,21(
DISEGNO DI VALUTAZIONE DELL’AZIONE
Obiettiv
o
specific
o
N°
Oggetto della valutazione
1
n° utenti che accedono agli sportelli
anche telefonicamente
Soddisfazione utenti
2
3
Tendenza nel triennio ad una
diminuzione dell’utenza diretta ai
singoli uffici (handicap, minori..)
incremento dell’accesso allo
sportello di segretariato
Cadenza
Strumenti
annuale
Rilevazione
statistica
annuale
Questionario utenti
annuale
Flussi per tipologia
,'(17,),&$=,21('(,5,6&+,('(//(5,63267(
RISCHI COLLEGATI ALL’AZIONE
Carenza risorse finanziare e di personale
RISPOSTE MESSE IN ATTO
Convenzione con personale esterno
ACQUISTO
MODALITÀ DI GESTIONE DELL’AZIONE
Forma diretta e/o indiretta
Il comune mantiene le funzioni di controllo e di gestione amministrativo contabile nonché il
coordinamento del Servizio.
$5($0,125,$'2/(6&(17,
4XDGURGLULIHULPHQWRVRFLDOH Analisi del contesto
Popolazione minorile al 31 –12-2001
PLQRULSHUIDVFHG¶HWjFRQJUXHQWLFRQIDVLHYROXWLYH
(Wj 1 Nel piano sociale regionale relativamente all’ analisi dei bisogni inerente l’ area minori e adolescenti
si evidenziano alcuni problemi prioritari per la pianificazione locale quali:
LQVXIILFLHQWHWXWHODGHLPLQRULLQVLWXD]LRQHGLGLVDJLRHGLIILFROWjVRFLDOHHSVLFRORJLFD
IUDJLOHVRFLDOL]]D]LRQHGLDGROHVFHQWLHJLRYDQL
FULWLFLWjQHOO¶DJJUHJD]LRQHIUDDGROHVFHQWL
GHEROHVHQVRGLFLWWDGLQDQ]DGHLEDPELQLHGHJOLDGROHVFHQWL
GLIILFLOHWUDQVL]LRQHYHUVRO¶HWjDGXOWD
fascia 0-14
dal contatto con associazioni e strutture operanti nell’ area minori sono emersi i seguenti bisogni:
necessità presa in carico integrata casi di minori con disagio
strutture di accoglienza per soggetti con fragilità sociali
interventi di sostegno a domicilio volti a supportare le funzioni genitoriali
2%,(77,9,',6$/87(
o Cura globale e tutela del minore in stato di disagio;
o Integrazione sociale del minore in condizione di isolamento/anomia; o Promozione del nuovo servizio civile come opportunità per sperimentarsi in situazioni di
servizio alla comunità e di sviluppo di nuove competenze;
o Aumentare l’ adesione degli adolescenti a forme di aggregazione formale e informale.
2%,(77,9,',6,67(0$
o Consolidamento e qualificazione dei servizi socio-assistenziali a favore dei minori;
o Definizione di strategie integrate volte a favorire la cura globale del minore (valutazione
multiprofessionale del bisogno);
o Potenziamento e riqualificazione del servizio di assistenza domiciliare ai minori in famiglia,
in stato di disagio;
ADOLESCENTI
Necessità di percorsi di ingresso nell’ età adulta per soggetti sottoposti a tutela ed accolti in case
famiglia fino al compimento del 18° anno di età;
importanza del terzo settore quale risorsa territoriale da coinvolgere nella pianificazione e
realizzazione di
dell’ aggregazione giovanile e della partecipazione attiva alla vita civile
carenza nell’ offerta dei servizi di servizi specifici di ascolto e aggregazione per adolescenti
AZIONE 1
TITOLO
Centro di Pronta Accoglienza per minori
LIVEAS
si
Il Centro di Pronta Accoglienza è concepito per soddisfare l’ esigenza territoriale di accoglimento
dei minori in situazioni di abbandono o bisognosi di un allontanamento per decreto dell’ Autorità
Giudiziaria. Prevede la predisposizione di progetti educativi individuali da parte di uno staff tecnico
della struttura esterna di concerto con i servizi sociali del territorio.
OBIETTIVI
OBIETTIVI GENERALI
1. Disponibilità all’ accoglienza dei minori strutturata sulle intere 24 ore.
2. Reinserimento nel proprio contesto familiare o, in alternativa, in altro contesto familiare
idoneo, evitando la istituzionalizzazione.
OBIETTIVI OPERATIVI
1. Fronteggiare tempestivamente situazioni di emergenza che si caratterizzano per un bisogno
immediato e temporaneo di ospitalità, mantenimento e protezione di minori segnalati da
servizi e/o istituzioni;
2. Fornire un sostegno educativo limitato nel tempo e tale da individuare e realizzare, a livello
giuridico ed operativo, l’ intervento più favorevole e stabile per ciascun soggetto di diritto;
3. Superare la tendenza alla risposta agita, dettata solo dall’ emergenza, in favore di un
intervento il più possibile organico.
POPOLAZIONE TARGET
Minori in situazioni di abbandono o bisognosi di un allontanamento per decreto dell’ Autorità
Giudiziaria.
STIMA QUANTITATIVA SULL’ UTENZA PREVISTA
L’ utenza stimata è, mensilmente, di n. 2 minori in situazioni di abbandono o bisognosi di un
allontanamento per decreto dell’ Autorità Giudiziaria.
'(),1,=,21('(//($77,9,7$¶
• Accoglienza tempestiva dei minori segnalati da servizi e/o istituzioni
• Ospitalità, mantenimento e protezione di minori
• Sostegno educativo limitato nel tempo e individuazione e realizzazione, a livello giuridico
ed operativo, dell’ intervento più favorevole e stabile per ciascun soggetto di diritto
7(03,67,&$
Il servizio è triennale ed è già stato sperimentato attraverso un progetto, sempre triennale, relativo
alla L. 285/97, 1^ triennalità.
$QQR
$WWLYLWjSUHYLVWH
Ricerca di una struttura già organizzata ed in grado di fornire il
I anno servizio di Pronta Accoglienza. Stipula di una convenzione per
ottenere la riserva di almeno n. 2 posti al mese per l’ eventuale
inserimento del minore (nell’ arco delle 24 ore) bisognoso di
intervento tempestivo. Elaborazione documento di raccordo con il
Servizio Sociale Territoriale.
Attività a regime
II
anno
GXUDWD
Mesi 6
Anni 1
III
anno
Attività a regime
Anni 1
DEFINIZIONE STRUTTURA ORGANIZZATIVA E RISORSE
FIGURA RESPONSABILE DELL’AZIONE
Funzionario tecnico dell’area sociale
Coordinamento tecnico professionale: assistente sociale dell’ente locale con esperienza
ultradecennale nei servizi
RISORSE NECESSARIE:
•
STRUTTURA ESTERNA
•
RETE DI COLLABORAZIONE
Servizi interni (area famiglia/ area minori/adolescenti/immigrati … ) Servizi Sanitari, Servizi
territoriali
BUDGET
COSTO TOTALE ANNUALE DELL’AZIONE
(n. 2 posti disponibili X 40 c.d X 365 giorni)
29.200,00
CRITERI SEGUITI PER IL CALCOLO DELLA STIMA DEI COSTI
Il quadro economico è stato predisposto utilizzando per il personale le tariffe previste nelle diverse
tipologie di contratto degli enti e/o dalle strutture private, i parametri professionali stabiliti dagli
ordini ove presenti, le tariffe delle cooperative sociali come da contratti collettivi, i costi di
attrezzature e materiali in base alle offerte medie praticate all’ ente dalle ditte fornitrici
&21752//,(9$/87$=,21(
Controllo esterno sull’azione da parte dell’ente locale
DISEGNO DI VALUTAZIONE DELL’AZIONE
Obiettivo
Oggetto della valutazione
specifico
N°
1
Numero utenti accolti nel Centro
nell’arco dell’anno su una
disponibilità di 24 h al giorno
2
Reinserimento nel proprio
contesto familiare o in altri
contesti familiari
Cadenza
strumenti
semestrale
Rilevazione statistica
annuale
Rilevazione statistica
,'(17,),&$=,21('(,5,6&+,('(//(5,63267(
RISCHI COLLEGATI ALL’AZIONE
Presenza molto alta di minori extracomunitari privi di un proprio nucleo familiare.
Impossibilità al reinserimento.
RISPOSTE MESSE IN ATTO
Promozione di un progetto di affido familiare
MODALITÀ DI GESTIONE DELL’AZIONE
Forma indiretta (tipo di affidamento - convenzione - )
Il Comune mantiene le funzioni di controllo e di gestione amministrativo contabile
La struttura esterna realizza il servizio richiesto
$=,21(
TITOLO
Assistenza domiciliare per minori in situazione di disagio
LIVEAS
si
OBIETTIVI
OBIETTIVO GENERALE
L’obiettivo generale è quello di prevedere un programma di interventi territoriali
rivolti al minore ed al suo contesto in modo da prevenire o intervenire in situazioni di
disagio.
OBIETTIVI OPERATIVI
L’intervento di assistenza domiciliare intende raggiungere i seguenti obiettivi
operativi:
• Creare e sperimentare una rete di servizi e progetti finalizzati alla educazione e
la cura di minori in situazioni di disagio
• Attivare una integrazione dei servizi e delle attività rivolte al minore portatore
di un disagio ed al suo contesto, sperimentando il ruolo degli educatori
professionali
• Realizzare nel territorio un monitoraggio di situazioni micro e macro sociali a
rischio, grazie all’attivazione congiunta di diverse professionalità.
POPOLAZIONE TARGET
Tutti i bambini in situazioni di disagio familiare, economico, sociale, scolastico …
STIMA QUANTITATIVA SULL’ UTENZA PREVISTA
n. 30 bambini per ognuno dei quali, considerata la situazione socioeducativa, verrà elaborato un
piano personalizzato con obiettivi specifici da realizzare attraverso operatori ed educatori
professionali.
'(),1,=,21('(//($77,9,7$¶
Il bambino portatore di disagio, segnalato da altri Servizi e/o Uffici o dall’ Autorità Giudiziaria e
preso in carico dal Servizio Sociale, potrà essere aiutato grazie al piano educativo personalizzato
realizzato in collaborazione fra l’ Assistente Sociale, l’ Educatore Professionale, Operatore sociale e
gli psicologi dell’ azione “ Centro Famiglia”.
Il progetto educativo dovrà tendere a risolvere la carenza dovuta al disagio all’ interno del contesto
familiare attraverso un progetto educativo mirante:
• ad inserire l’ utente in una rete di servizi alternativi
• ad evitare la istituzionalizzazione intervenendo anche sul contesto familiare privilegiando il
sostegno alla genitorialità.
7(03,67,&$
Il servizio, già sperimentato con un progetto triennale finanziato dalla ex Legge 285/97, ha
consentito a questo Comune di occuparsi solo di una piccola parte dei soggetti totali bisognosi di un
intervento.
1° anno
Nei primi sei mesi del primo anno di attività, si ritiene opportuno programmare il lavoro in base alle
esigenze metodologiche proprie del Servizio Sociale attivando quelle relative alla educazione
professionale. Lo scopo è quello di arrivare ad una metodologia comune nella valutazione dei casi
(già segnalati), nella elaborazione di un progetto socioeducativo e nelle presa in carico da parte
degli operatori. Nel secondo semestre si prevede la ottimizzazione del servizio.
2° e 3° anno
Entrerà a regime secondo la programmazione per il restante periodo.
DEFINIZIONE STRUTTURA ORGANIZZATIVA E RISORSE
FIGURA RESPONSABILE DELL’AZIONE
Funzionario tecnico responsabile dell’area sociale
Coordinamento tecnico professionale: assistente sociale dell’ente locale con esperienza
ultradecennale nei servizi
RISORSE NECESSARIE:
• PERSONALE
Educatori Professionali e operatori sociali per numero 30 minori per 3 ore settimanali
per ognuno.
N. 2 Psicologi a cui verrà conferito l’incarico per l’intera area sociale (vedere Servizio
Centro Famiglia)
• ATTREZZATURE
Materiale d’ uso e materiale divulgativo
• RETE DI COLLABORAZIONE
Servizi interni (area famiglia/ area minori/adolescenti/immigrati … ) Servizi Sanitari, Servizi
territoriali
BUDGET
COSTO TOTALE ANNUALE DELL’AZIONE
32.280,00
n. 2 educatori professionali X n. 70 ore mensili X 18.00 X 12 mensilità = 15.120,00
n. 2 operatori sociali X n. 110 ore mensili X 13.00 X 12 mensilità = 17.160,00
PARAMETRI:
la partecipazione alla spesa sarà regolamentata attraverso un apposito regolamento
basato sull’ISEE per gli aspetti di reddito e sulla valutazione professionale
/multiprofessionale del bisogno per la individuazione a parità di reddito delle priorità
assistenziali
EVENTUALI COFINANZIAMENTI ESTERNI
CRITERI SEGUITI PER IL CALCOLO DELLA STIMA DEI COSTI
Il quadro economico è stato predisposto utilizzando per il personale le tariffe previste nelle diverse
tipologie di contratto contratti dagli enti e/o dalle strutture private, i parametri professionali stabiliti
dagli ordini ove presenti, le tariffe delle cooperative sociali come da contratti collettivi, i costi di
attrezzature e materiali in base alle offerte medie praticate all’ ente dalle ditte fornitrici
&21752//,(9$/87$=,21(
Controllo esterno sull’azione da parte dell’ente locale attraverso incontri ed indagini
sociali periodiche
,'(17,),&$=,21('(,5,6&+,('(//(5,63267(
RISCHI COLLEGATI ALL’AZIONE
Durata del processo educativo che potrebbe tendere a protrarsi per anni
RISPOSTE MESSE IN ATTO
Piano socioeducativo personalizzato tendente all’ autonomia degli utenti
ACQUISTO
MODALITÀ DI GESTIONE DELL’AZIONE
Forma diretta e/o indiretta
Il Comune mantiene le funzioni di controllo e di gestione amministrativo contabile
AZIONE 3
TITOLO “PER UNA CITTADINANZA ATTIVA”
INTERVENTI DI AGGREGAZIONE GIOVANILE
Referente
COMUNE DELL’ AQUILA – SERVIZIO SOCIALE PROFESSIONALE
ASSOCIAZIONI 2 REFERENTI DESIGNATI DALLE ASSOCIAZIONI CON FUNZIONI DI
COORDINAMENTO
FUNZIONI
• ente: raccordo istituzionale , sostegno valorizzazione dei luoghi formali(circoli, centri diurni ..)
e informali dedicati alla realizzazione di attività inerenti la promozione dell’ aggregazione
giovanile realizzazione di iniziative volte a rendere visibili le attività (inserimento carta dei
servizi, opuscoli informativi, iniziative comuni
in collaborazione con l’ assessorato alle
politiche sociali )
• associazioni :monitoraggio continuo sul territorio delle strutture di aggregazione formali e
informali con particolare attenzione ai quartieri periferici feed back con assessorato per
l’ elaborazione di iniziative comuni
OBIETTIVO GENERALE
Potenziamento e valorizzazione sportelli territoriali sul nuovo servizio civile ancora poco
conosciuto, al fine di promuovere la cittadinanza attiva degli adolescenti quale fattore di crescita
rilevante per una sana convivenza sociale
OBIETTIVI OPERATIVI
1. Rendere visibili e sostenere gli sportelli di servizio civili ai quali vengono riconosciute le
seguenti funzioni:
• Promozione del servizio civile presso le scuole
• Promozione dei progetti di servizio civile presso Enti e Associazioni in modo da creare una rete
di offerta al ragazzo diversificata per tipologia e modalità di impegno richiesta
• realizzare percorsi di formazione specifica con validità riconosciuta a livello nazionale rivolta
ai :
- ragazzi da avviare al servizio civile
- responsabili di progetti di servizio civile presso enti e/o associazioni interessati a predisporre e
gestire progetti di servizio civile
2. promuovere attività di aggregazione giovanile su progetti comuni ( con sostegno economico da
parte dell’ ente) e valorizzazione delle realtà associative territoriali (ad es. pubblicità all’ interno
della divulgazione istituzionale/carta dei servizi;.)
POPOLAZIONE TARGET
Ragazzi e adolescenti del territorio
&RVWLGHOO¶$]LRQH7HPSL
OBIETTIVO 1
PROMOZIONE NUOVO
SERVIZIO CIVILE
Sportello informativo
Servizio civile
Attivazione di 1 corso per
ragazzi (25 partecipanti)
Attività di divulgazione presso
le scuole
Consulenze ad opera di
personale qualificato a livello
nazionale
per
enti
e
I ANNO
II ANNO
Messo
gratuitamente a
disposizione del
territorio
-2. 000 ¼
Messo gratuitamente a
disposizione del territorio
2.000 ¼
2.000 ¼
3.000¼
3.000¼
III ANNO
Messo gratuitamente
a disposizione del
territorio
2.000 ¼
3. 000 ¼
2. 000 ¼
associazioni
727$/(&2672
OBIETTIVO 2
ATTIVITA’ DI
AGGREGAZIONE
GIOVANILE
Su progettazioni comuni
valorizzando sedi territoriali
727$/(&2672
¼
¼
$OPHQR
$OPHQRXQ¶DWWLYLWjGD
XQ¶DWWLYLWj
GHILQLUH
4XDUWLHUH
6*UHJRULR
¼
¼
¼
$OPHQRXQ¶DWWLYLWj
GDGHILQLUH
¼
$&48,672
MODALITÀ DI GESTIONE DELL’AZIONE
Una parte in forma diretta ed una parte in forma indiretta
Il comune mantiene le funzioni di controllo e di gestione amministrativo contabile
Le associazioni realizzano le attività con risorse proprie e pubbliche
$5($',6$%,/,7$¶
4XDGURGLULIHULPHQWRVRFLDOH •
Dati demografici ( FONTE ASL)
1SRUWDWRULGLKDQGLFDSUHVLGHQWLDOIRQWH$6/
Art. 3 comma 1 Legge 104/92
Art. 3 comma 3 (situazione di gravità)
727$/( 111
146
Il dato comprende le diverse tipologie di disabilità, motorie, psico fisiche e sensoriali
Nel territorio sono presenti diverse strutture associative (ASSOCIAZIONE FAMIGLIE DOWN ,
APTDH, COMUNITA’ XXIV LUGLIO, AISM, ALICE, UNIONE CIECHI… ..) che costituiscono
un’ importante risorsa da valorizzare nella riorganizzazione della rete assistenziale.
%,62*1,35(9$/(17,
1. La gestione della disabilità grave produce un sovraccarico assistenziale sulle famiglie che
determina spesso disagio sia di carattere economico (spese per assistenza continuativa) che
affettivo relazionale(es. depressione, ansia, isolamento sociale… ), pertanto è necessario che
qualsiasi intervento venga ri-centrato sulla famiglia e sul micro contesto in modo da sostenerla
adeguatamente a tutti i livelli
2. Il territorio risulta piuttosto carente di strutture ricettive a carattere residenziale diurno e
notturno (centri socio educativi diurni, centri socio riabilitativi, strutture “ dopo di noi”, RSA ,
laboratori..) in grado di rispondere sia al bisogno assistenziale, sia a quello di integrazione
(accesso a percorsi strutturati per la stimolazione dell’ autonomia, l’ inserimento lavorativo, la
fruizione del tempo libero, addestramento/formazione occupazionale ..).Il fenomeno risulta
particolarmente penalizzante per VRJJHWWL JLRYDQL IXRUL GDOO¶REEOLJR VFRODVWLFR H DGXOWL,
costretti a trascorrere il loro tempo in casa in assenza di stimoli e di supporti adeguati, spesso
con genitori anziani.
3. L’ implementazione di servizi, interventi e prestazioni sociali, educative, sanitarie, stimolata
dalla disponibilità di risorse attivata dalle recenti normative (L.285/997, 328/2000, 162/98..) se
da un lato ha permesso l’ accesso ad una pluralità di servizi, anche innovativi, dall’ altro ha
creato e crea una frammentazione tra enti spesso disorientante per l’ utenza e per gli operatori
dei servizi in assenza di una presa in carico multi professionale globale della persona/contesto
che veda impegnate prioritariamente COMUNE-ASL –SCUOLE DELL’ AUTONOMIA
4. Carenza di sostegno nell’ area psicologico- sociale e psicologico- educativa nei casi di handicap
motorio e psico motorio conseguente a traumi e /o a patologie invalidanti (ad es esiti di ictus,
paraplegie dovute ad incidenti stradali, Sclerosi multipla distrofia muscolare ..) rivolti sia al
soggetto che ai familiari, in integrazione all’ attività medica e finalizzati alla gestione del
passaggio da uno status di soggetto “ normale” a quello di “ portare di handicap grave”.
2%,(77,9,',6$/87(
1. Promuovere l’ autonomia nella quotidianità
2. Promuovere la libertà di movimento
3. Promuovere la conoscenza
$=,21,',6$/87(
• Vigilanza sulla vivibilità dello spazio urbano e sull’ adeguamento dei mezzi di trasporto
pubblico alla disabilità
• Favorire maggiori opportunità per l’ accesso allo sport e al turismo
• Promozione dell’ integrazione lavorativa perseguendo l’ attivazione di un progetto - percorso
coordinato e coerente che prenda l'
avvio nell’ età evolutiva e si realizzi attraverso l'
integrazione
scolastica, la formazione professionale e l'
accesso mirato al lavoro.
Indicatori
n° iniziative e n° intese realizzate nel triennio a livello comunale
2%,(77,9,',6,67(0$
SRWHQ]LDUHODUHWHGHLVHUYL]LVRFLRDVVLVWHQ]LDOL
risultati attesi nel triennio
attuazione dei LIVEAS previsti dal Piano Sociale Regionale
indicatori
valutazione professionale della domanda da parte del servizio sociale per le richieste inerenti
l’ handicap con transito dallo sportello unitario del segretariato sociale.
Stabilizzazione del servizio domiciliare(definizione tempi di attesa e regolamento di accesso)
JDUDQWLUH DG RJQL SHUVRQD GLVDELOH OD SUHGLVSRVL]LRQH HG DWWXD]LRQH GL XQ SURJHWWR
SHUVRQDOL]]DWRGLLQWHUYHQWR
risultati attesi
• attivazione di concerto con ASL e, per i soggetti in obbligo scolastico, con la SCUOLA della
valutazione multiprofessionale del bisogno e dell’ intervento per tutti i casi di handicap che
necessitino di un piano personalizzato/integrato
Indicatore
Realizzare Unità di Valutazione Multiprofessionale di area (U.V.M.)
• Attuazione della presa in carico professionale dell’ utente e della suo contesto intesa come ( G.
Levi 99) “ processo integrato e continuativo.. governo di un insieme articolato e coordinato di
interventi che incidono sulle condizioni ostacolanti l'
inserimento sociale, scolastico e
lavorativo”.
Indicatori
Piani personalizzati di intervento realizzati/n° richieste/segnalazioni
VRVWHQHUH OD IDPLJOLD QHOOD JHVWLRQH GHOOD GLVDELOLWj RELHWWLYR WUDVYHUVDOH ULFRPSUHVR
QHOO¶DUHDIDPLJOLD
risultati attesi
• Valorizzazione e sostegno alla famiglia del disabile, quale istituzione assistenziale, spesso
impegnata a tempo pieno e a tutto campo sul problema anche attraverso la individuazione di
forme economiche di aiuto in casi di particolare gravità.
•
Sostegno all’ associazionismo formale e informale tra famiglie e dei gruppi di mutuo auto aiuto
all’ interno del centro famiglia (vedi area famiglia)
Indicatori
N° iniziative (gruppi di auto aiuto, associazioni con cui si stabiliscono intese, gruppi informali,
incontri tematici… .)
Livelli di partecipazione alle iniziative
$]LRQH
6HUYL]LRGLDVVLVWHQ]DGRPLFLOLDUHSHUO¶+DQGLFDSJUDYH
Liveas
Si
OBIETTIVO
GENERALE
Migliorare la qualità di vita del disabile, favorire l’autonomia nella quotidianità ed
alleggerire il carico assistenziale familiare
OBIETTIVO OPERATIVO
attuazione di un progetto personalizzato di intervento domiciliare comprensivo di prestazioni di
aiuto per la cura personale,per la gestione domestica , il movimento.
POPOLAZIONE TARGET
tutti i cittadini residenti in condizione di KDQGLFDSJUDYH documentato ai sensi della l. 104/92 che
ne facciano richiesta, previa valutazione professionale/multiprofessionale del bisogno(UVM) nella
quale sarà prevista anche la durata della prestazione e la collocazione del servizio all’ interno di un
piano integrato di interventi sanitari e sociali
sono esclusi gli ultrasessantacinquenni rientranti nella programmazione dell’ area anziani non
autonomi
STIMA QUANTITATIVA SULL’ UTENZA PREVISTA
• In relazione all’ analisi dei bisogni si stima un carico massimo di utenza pari a 20 /1 anno
indipendentemente dalla durata
DEFINIZIONE DELLE ATTIVITA’
Il servizio, di natura “ socio assistenziale” , ha lo scopo di consentire al disabile la gestione della vita
quotidiana in integrazione con quanto già svolto dalla famiglia e da altri servizi, offrendo
prestazioni orarie di aiuto domestico, cura della persona, supporto al movimento in un’ ottica di
promozione dell’ autonomia.
L’ erogazione avviene a seguito di domanda prodotta dall’ utente, corredata dalla opportuna
documentazione prevista e dalla valutazione da parte della UVM la quale predispone il piano
personalizzato di intervento all’ interno del quale si colloca l’ intervento domiciliare e si definiscono
i tempi e gli obiettivi dell’ intervento.
La metodologia è quella del lavoro per progetti integrati personalizzati con verifiche a breve, medio
e lungo termine, privilegiando l’ intervento di rete e l’ integrazione socio sanitaria.
Nel caso di soggetti in obbligo scolastico si cercherà di mantenere una continuità anche con l’ area
educativa (SCUOLA, STRUTTURE DEL TEMPO LIBERO). In caso di finanziamento del progetto
sperimentale ai sensi della Legge 162/98 il servizio domiciliare sarà sostituito per i soggetti in età
evolutiva dal servizio socio psico educativo domiciliare e /o residenziale.
DURATA
La casistica media evidenzia la necessità di interventi prolungati nel tempo , generalmente stabili,
poiché le situazioni che motivano la richiesta in genere risultano permanenti, tuttavia la durata va
considerata in una prospettiva evolutiva di stimolazione dell’ autonomia e di attivazione delle risorse
di contesto e del nucleo familiare. Pertanto, in caso di lavoro di rete la possibilità di sganciamento
dell’ utenza da un’ unica forma di assistenza è uno degli indicatori di successo della presa in carico
7(03,67,&$
$QQR
IDVL
I FASE
I anno
II
FASE
II anno
$WWLYLWjSUHYLVWH
'XUDWD
Il servizio già in corso con modalità diverse sarà 6 mesi
riorganizzato in relazione a:
1. predisposizione regolamento di accesso con
criteri di partecipazione utenti
2. attivazione U.V.M. di area
Servizio a regime
multiprofessionale
Servizio a regime
multiprofessionale
con valutazione professionale/ dal 7° mese
e stesura piano di intervento
con valutazione professionale/
e stesura piano di intervento
III anno
Servizio a regime con valutazione professionale/
multiprofessionale e stesura piano di intervento
DEFINIZIONE STRUTTURA ORGANIZZATIVA E RISORSE
FIGURA RESPONSABILE DELL’AZIONE :
Funzionario tecnico responsabile per l’area sociale
Coordinamento tecnico a cura del servizio sociale professionale
RISORSE NECESSARIE:
o PERSONALE
Un istruttore direttivo del comune per la gestione e controllo amministrativo
contabile del servizio
Un assistente sociale di area coordinato dal Servizio Sociale Professionale
Operatori domiciliari con esperienza
N. 2 Psicologi a cui verrà conferito l’incarico per l’intera area sociale (vedere Servizio
Centro Famiglia)
o STRUTTURE
Il servizio si colloca presso il comune settore sociale per le funzioni di accoglienza,
istruttoria e presa in carico da parte del servizio sociale professionale e pertanto non
necessita di particolari strutture ulteriori
o ATTREZZATURE
Non sono previste attrezzature particolari
o RETE DI COLLABORAZIONE
La rete è da costruire in quanto al momento esistono soltanto raccordi sui singoli casi
Si prevede integrazione con ASL, SCUOLA, ASSOCIAZIONISMO
BUDGET
COSTO TOTALE ANNUALE DELL’AZIONE
100.000,00
STIMA COMPARTECIPAZIONE (10%)
10.000,00
PARAMETRI:
la partecipazione alla spesa sarà regolamentata attraverso un apposito regolamento
basato sull’ISEE
per gli aspetti di reddito e sulla valutazione professionale
/multiprofessionale del bisogno per la individuazione a delle priorità assistenziali
CRITERI SEGUITI PER IL CALCOLO DELLA STIMA DEI COSTI
Il quadro economico è stato predisposto utilizzando per il personale le tariffe previste nelle diverse
tipologie di contratto degli enti e/o dalle strutture private, i parametri professionali stabiliti dagli
ordini ove presenti, le tariffe delle cooperative sociali come da contratti collettivi, i costi di
attrezzature e materiali in base alle offerte medie praticate all’ ente dalle ditte fornitrici
&21752//,(9$/87$=,21(
La gestione generale e professionale del servizio a carico dell’ente consente il controllo
dell’ente sull’azione.
La valutazione di governo del servizio (sia di esito che di processo) prevede l’esame
degli indicatori di risultato esposti nel servizio e va collocata all’interno della
valutazione complessiva del piano di zona utilizzando quali strumenti la
documentazione del servizio, eventuali questionari di soddisfazione utenza comuni ad
altri servizi, riunioni generali sia interne al servizio sia con altri servizi e confronti con
altri enti .
La valutazione di esercizio, per quanto attiene l’efficacia seguirà la metodologia
prevista dalla UVM descritti attraverso: analisi della documentazione, riunioni
interne e riunioni con altri enti partecipanti alla presa in carico. La valutazione della
soddisfazione .
,'(17,),&$=,21('(,5,6&+,('(//(5,63267(
RISCHI COLLEGATI ALL’AZIONE
La carenza di risorse finanziarie, unita agli alti costi del personale rende difficile
soddisfare adeguatamente i bisogni.
RISPOSTE MESSE IN ATTO
La presa in carico integrata attraverso il piano personalizzato socio sanitario quale strumento unico
di presa in carico consentirà di valorizzare le risorse di contesto e l’ apporto delle associazioni di
volontariato
ACQUISTO
MODALITÀ DI GESTIONE DELL’AZIONE
Una parte in forma diretta ed una parte in forma indiretta
Funzioni dell’ ente: controllo, presa in carico professionale e stesura del piano integrato di
intervento, gestione amministrativo contabile
Le prestazioni di assistenza domiciliare secondo le modalità previste dal progetto saranno affidate a
strutture del terzo settore con procedura di appalto concorso secondo le leggi in materia
Azione 2
Servizio Trasporto handicap grave da e verso centri di riabilitazione e cura
OBIETTIVO
Favorire la mobilità del disabile grave
POPOLAZIONE TARGET
cittadini residenti che ne facciano richiesta in FRQGL]LRQHGLKDQGLFDSJUDYH ai sensi della L 104/92
STIMA QUANTITATIVA SULL’ UTENZA PREVISTA
Si stima un numero totale di 30 utenti in un anno i quali possono usufruire del servizio per periodi
definito in tempi delle terapie
'(),1,=,21('(//($77,9,7$¶
Il servizio, previa istruttoria amministrativa, concordemente con utente e struttura appaltante,
predispone un calendario settimanale per ciascun utente, basato sugli orari delle terapie , sul numero
di persone trasportate, sulla durata temporale della prestazione assicurando il prelievo dal domicilio
ed il rientro, a riabilitazione avvenuta.
7(03,67,&$
Il servizio viene già attuato, si prevede mediamente a regime per tutto il triennio, tuttavia nel primo
semestre sarà riorganizzato in relazione alla predisposizione di un regolamento unico di accesso ai
servizi a domanda basato sull’ ISEE.
DEFINIZIONE STRUTTURA ORGANIZZATIVA E RISORSE
FIGURA RESPONSABILE DELL’AZIONE :
Funzionario tecnico responsabile per l’area sociale
Coordinamento istruttore direttivo ufficio handicap
RISORSE NECESSARIE:
• PERSONALE
Un istruttore direttivo per la gestione e controllo amministrativo contabile del
servizio
Copertura di n° tre turni part-time di autisti e assistenti al trasporto
• STRUTTURE
Il servizio è collocato presso il comune per quanto riguarda l’accoglienza delle
domande, l’istruttoria e l’organizzazione delle prestazioni, presso la struttura
appaltante la gestione operativa ed il contatto continuativo con l’utenza
• ATTREZZATURE
Attualmente sono in uso n° 2 pulmini da 9 posti, comunque insufficienti e da rinnovare.
Nel rinnovo degli appalti sarà chiesto alla struttura che otterrà in affidamento il servizio, la
disponibilità dei mezzi, previo rimborso carburante e dell’ ammortamento
• RETE DI COLLABORAZIONE
Servizio sociale per casi particolari
Famiglie
Strutture riabilitative
Scuola
BUDGET
COSTO TOTALE ANNUALE DELL’AZIONE
COMPARTECIPAZIONE UTENTE ALLA SPESA
SI’
80.000,00
•
STIMA COMPARTECIPAZIONE
(10%)
8.000,00
PARAMETRI:
La partecipazione alla spesa sarà stabilita attraverso un apposito regolamento basato
sull’ISEE per gli aspetti di reddito.
CRITERI SEGUITI PER IL CALCOLO DELLA STIMA DEI COSTI
Il quadro economico è stato predisposto utilizzando per il personale le tariffe previste nelle diverse
tipologie di contratto degli enti e/o dalle strutture private, i parametri professionali stabiliti dagli
ordini ove presenti, le tariffe delle cooperative sociali come da contratti collettivi, i costi di
attrezzature e materiali in base alle offerte medie praticate all’ ente dalle ditte fornitrici
&21752//,(9$/87$=,21(
L’ ente controlla direttamente il servizio di cui mantiene la gestione generale.
VALUTAZIONE DELL’AZIONE
La valutazione si baserà sulla soddisfazione utenti rispetto ai tempi di attesa ed alla
funzionalità del servizio all’interno del percorso generale di valutazione previsto dal
Piano di Zona
,'(17,),&$=,21('(,5,6&+,('(//(5,63267(
RISCHI COLLEGATI ALL’AZIONE
Carenza risorse finanziarie e pulmini
RISPOSTE MESSE IN ATTO
Richiesta alla struttura esterna di fornire i mezzi
ACQUISTO
MODALITÀ DI GESTIONE DELL’AZIONE
Gestione mista: Una parte in forma diretta ed una parte in forma indiretta
Controllo generale e gestione amministrativo contabile comune
Attuazione delle prestazioni e fornitura mezzi di trasporto in affidamento struttura esterna con
procedura di appalto concorso secondo le leggi in materia.
Azione 3
Assistenza Scolastica Qualificata
OBIETTIVO GENERALE
Favorire l’integrazione scolastica del disabile in condizione di handicap ed il
perseguimento delle finalità educative
OBIETTIVI OPERATIVI
Consentire al disabile di superare parte delle limitazioni che ostacolino il
perseguimento degli obiettivi didattico –educativi attraverso una serie di attività
opportunamente calibrate in relazione al singolo caso
POPOLAZIONE TARGET
Disabili in condizione di handicap frequentanti la scuola dell’ obbligo per i quali sia previsto
l’ intervento a seguito di valutazione integrata da parte dell’ Unità di Valutazione Multidimensionale
(COMUNE ASL SCUOLA) nella quale l’ intervento sia collocato all’ interno di un percorso globale
di presa in carico
STIMA QUANTITATIVA SULL’ UTENZA PREVISTA
Si prevedono complessivamente circa 62 utenti/1anno
'(),1,=,21('(//($77,9,7$¶
In relazione al programma previsto per l’ utente il servizio invia presso le scuole degli operatori
qualificati con il compito di affiancarsi al personale docente e non docente della scuola con lo scopo
di supportare le funzioni carenti nel ragazzo in modo da consentirgli la partecipazione a tutte le
attività in un’ ottica di promozione delle pari opportunità e di stimolazione dell’ autonomia
7(03,67,&$
Il servizio copre il periodo scolastico (circa 9 mesi) ed è già in corso, ma è stato erogato soltanto su
richiesta della scuola.
Nella nuova pianificazione, a decorrere dal prossimo anno scolastico (settembre 2003) sarà
subordinato alla valutazione e presa in carico integrata da parte di una U.V.M. di area composta da
professionalità dei tre enti titolari delle competenze in materia: COMUNE ASL- SCUOLA
DEFINIZIONE STRUTTURA ORGANIZZATIVA E RISORSE
FIGURA RESPONSABILE DELL’AZIONE :
Funzionario tecnico responsabile per l’area sociale
Coordinamento tecnico a cura del servizio sociale professionale
RISORSE NECESSARIE:
• PERSONALE
Operatori qualificati nell’area handicap, in rapporto medio stimato 1 operatore/3
utenti
• RETE DI COLLABORAZIONE
ASL
SCUOLA
C.S.A. (Già PROVVEDITORATO)
FAMIGLIE
BUDGET
COSTO TOTALE ANNUALE DELL’AZIONE
(riferita esclusivamente al personale esterno)
226.424,00
EVENTUALI COFINANZIAMENTI ESTERNI
Si ipotizza la partecipazione anche dell’Ente Provincia alla spesa
CRITERI SEGUITI PER IL CALCOLO DELLA STIMA DEI COSTI
Il quadro economico è stato predisposto utilizzando per il personale le tariffe previste nelle diverse
tipologie di contratto degli enti e/o dalle strutture private, i parametri professionali stabiliti dagli
ordini ove presenti, le tariffe delle cooperative sociali come da contratti collettivi, i costi di
attrezzature e materiali in base alle offerte medie praticate all’ ente dalle ditte fornitrici
&21752//,(9$/87$=,21(
Controllo esterno sull’azione da parte dell’Ente locale.
Riunioni periodiche tra Enti, riunioni inizio e fine anno con i dirigenti scolastici
DISEGNO DI VALUTAZIONE DELL’AZIONE
L’ andamento del servizio a livello di processo sarà valutato attraverso due riunioni inter
istituzionali di tipo misto (amministratori e tecnico) realizzati dal comune con i dirigenti scolastici,
il designato Centro Servizi Amministrativi, il designato ASL e qualora diverso il responsabile
dell’ équipe multidisciplinare di cui alla 104/92 dell’ ASL
La valutazione complessiva dell’ efficacia efficienza viene valutata all’ interno del percorso globale
previsto dal piano personalizzato di intervento. Sarà cura di ogni scuola rimettere due relazioni di
cui una ad inizio anno per consentire la pianificazione ed una a fine anno conclusiva e di feeb-back
operativo
Le riunioni inter istituzionali si baseranno su tali relazioni
$&48,672
MODALITÀ DI GESTIONE DELL’AZIONE
Controllo generale, gestione amministrativo contabile e valutazione del caso in seno all’ UVM a
cura del Comune
Affidamento esterno a mezzo gara concorso appalto
$5($)$0,*/,$,00,*5$7,$5($)$0,*/,$,00,*5$7,
4XDGURGLULIHULPHQWRVRFLDOH
Dall’ analisi dei dati nel territorio al 31-21-2001 risultano:
n° QXFOHLUHVLGHQWL
Q (circa il 30 %) QXFOHLPRQRSDUHQWDOLdi cui DQ]LDQLVROL!DQQLFLUFD
GLVDELOLLQFRQGL]LRQHGLKDQGLFDS
PLQRULSHUIDVFHG¶HWjFRQJUXHQWLFRQIDVLHYROXWLYH
(Wj 7RWDOH
1 WRWDOHPLQRULQ
QXFOHLPHGLDPHQWHLQFDULFRDO5HGGLWR0LQLPRGL,QVHULPHQWR
LPPLJUDWLFRQPLQRUL
GLFXLH[WUDFRPXQLWDUL
ULFRQJLXQJLPHQWLIDPLOLDUL
La struttura demografica evidenzia una importante presenza di famiglie e di minori che richiede la
programmazione di servizi ed interventi specifici, tesi ad offrire risposte globali al bisogno,
promuovendo la valorizzazione del micro contesto specie nelle zone periferiche e nei nuovi
insediamenti.
Il comune dell’ Aquila attualmente risulta avere inoltre il numero più elevato di presenza immigrati
a livello provinciale. Ciò
comporta un aumento dei bisogni connessi all’ accoglienza,
all’ inserimento lavorativo e sociale, all’ accesso ai servizi pubblici territoriali, ad una sana
integrazione. Inoltre l’ analisi della provenienza evidenzia un’ alta eterogeneità che rende prioritario
offrire servizi diversificati e calibrati in relazioni ai bisogni specifici ed alle culture di appartenenza,
in connessione con quanto già attivo nell’ area.
L’ andamento nell’ ultimo triennio dei ricongiungimenti familiari in crescita rivela una tendenza alla
stabilizzazione delle famiglie, confermando le politiche sociali e dei servizi attuati dall’ ente
(alloggi- reddito minimo, asili nido… )
Aspetti socio economici
il territorio presenta un’ importante crisi occupazionale che interessa le fasce più giovani, le donne
capo famiglia e i soggetti in uscita dal mercato del lavoro per chiusura o ristrutturazione di aziende.
Il Comune risulta dal 1998 sede di sperimentazione del Reddito Minimo di Inserimento. Negli
anni di attuazione del Beneficio si sono riscontrati in media 750 nuclei in condizione di povertà,
definita secondo i criteri di accesso previsti dalla Legge 237/98. Inoltre significativo risulta il
numero di famiglie in condizioni di disagio economico, non in possesso di tutti i requisiti di cui alla
L.237/98 e comunque bisognosi di aiuto sia economico che sociale (immigrati con minori, residenti
da meno di 3 anni, nuclei residenti con problematiche sociali contingenti importanti non rientranti
nell’ RMI).
L ’ incidenza del 30% sulla struttura demografica dei nuclei monoparentali, costituiti in prevalenza
da anziani e da donne rende rilevante il rischio di disagio socio economico e di esclusione sociale,
più frequente, secondo la letteratura del settore, nei nuclei mono parentali, specie se costituiti da
anziani soli o da donne(il dato è confermato anche dalla distribuzione interna dei beneficiari del
Reddito Minimo di Inserimento). Ulteriori fattori di rischio sono rappresentati dalla presenza nelle
famiglie di handicap, di disagio mentale importante, tossicodipendenza/alcolismo in giovani adulti.
Inoltre, dalla mappatura dei servizi e delle risorse territoriali e dall’ analisi dei bisogni è emersa, a
livello comunale, la presenza di un importante tessuto sano costituito da risorse formali
(associazioni..) e informali (gruppi di aiuto, gruppi e soggetti spontanei). Tali risorse, caratterizzate
in buona parte da famiglie, costituiscono il sub-strato sul quale avviare una pianificazione di qualità
mirata alla realizzazione dell’ empowerement di comunità (promozione della comunità competente
in un’ ottica di crescita e valorizzazione del soggetto sociale famiglia).
BISOGNI
• bisogni di interventi specialistici centrati sul nucleo familiare specie rispetto alle competenze
educative
• maggiore qualità nelle risposte istituzionali, di vivibilità dei quartieri, di maggiori e pari
opportunità di accesso a servizi e benefici da parte delle fasce deboli, di attenzione specifica da
parte dell’ ente locale alle dinamiche dei micro contesti sociali (integrazione/intercultura, nascita
di nuovi quartieri, rapporto tra pianificazione dei servizi alle famiglie e sollievo ai carichi
familiari,… ).
• interventi strutturali finalizzati all’ inserimento lavorativo
• alleggerimento dei carichi assistenziali
• maggiore raccordo FAMIGLIA – ISTITUZIONI( COMUNE- SCUOLA -ASL – GIUSTIZIA
MINORILE-TRIBUNALE MINORI QUESTURA)
*OLRELHWWLYLGLVDOXWHHGLVLVWHPD
OBIETTIVI DI SALUTE
1. sostenere e valorizzare le funzioni genitoriali
• risultati attesi
creazione spazio genitori per la valorizzazione gruppi informali
consulenze specialistiche di: educazione alla genitorialità; educazione alla co-genitorialiotà in caso
di separazioni; attività psicologico educativa con le famiglie / con scuole e nelle scuole
• indicatori
n° iniziative realizzate dal centro nel triennio; n° di partecipanti ad incontri a tema; analisi della
documentazione di accesso agli sportelli e di consulenza
2. alleviare i disagi delle famiglie con gravi carichi assistenziali
risultati attesi
attuazione LIVEAS domiciliari, integrazione socio sanitaria nella non autonomia e nella patologia
(ADI)
promuovere auto- mutuo-aiuto tra famiglie
coinvolgere le associazioni di volontariato anche nella pianificazione delle attività
indicatori
partecipazione di strutture formali associative ai gruppi di lavoro
n° iniziative comuni realizzate e livello di coinvolgimento
realizzazione di almeno un gruppo di auto aiuto
3. garantire ai minori il diritto a restare nella propria famiglia, o qualora ciò non sia possibile a
vivere in contesti di carattere familiare
risultati attesi
iniziative mirate di promozione affido sulle famiglie, gruppi famiglia, gruppi genitori
indicatore
individuare famiglie o gruppi di famiglia disponibili all’ affido anche per brevi periodi o a tempo
parziale nell’ ottica di stimolare una comunità educante nel micro contesto (sostegno nella cura dei
figli; aiuto nei compiti… )
OBIETTIVI DI SISTEMA
1. consolidare i servizi psico educativi per famiglie con minori
risultati attesi
• apertura di un servizio denominato “ CENTRO FAMIGLIA “ in linea con quanto espresso dai
rapporti nazionali sull’ infanzia adolescenza (v. rapporto ministeriale pubblicato nel 2001) quale
centro di servizi specifici a carattere psicologico educativo rivolti a genitori/figli, alle scuole
dell’ autonomia ed agli operatori del territorio integrati con il servizio sociale professionale
dell’ ente e con le altre strutture (ASL-SCUOLA-GIUSTIZIA MINORILE-TERZO SETTORE)
• Promuovere metodologie di lavoro integrato sia nella fase di valutazione iniziale del bisogno
che nella pianificazione, realizzazione e verifica degli interventi
2. implementare azioni specifiche per le famiglie e le persone in stato di povertà
AZIONI
Uniformare i sistemi di accertamento del reddito
Indicatore
Regolamento con ricorso all’ ISEE per l’ accesso all’ assistenza economica non compresa nei criteri
e parametri della sperimentazione RMI
Uniformare le prestazioni economiche rivolte alle persone e alle famiglie povere, attuazione RMI
per tutta la durata del beneficio
Garantire percorsi di accompagnamento delle persone e delle famiglie in condizioni di povertà
Progetti specifici di formazione/inserimento lavorativo di concerto con l’ Amministrazione
Provinciale e le strutture formative (EQUAL)
$]LRQH
6HUYL]LR&HQWUR)DPLJOLD
OBIETTIVO GENERALE
consolidare i servizi psico educativi per famiglie con minori
promuovere l’ empowerement di comunità nella gestione delle funzioni genitoriali (comunità
competente e comunità educante)
risultato atteso
realizzazione un servizio specifico centrato sulla famiglia, a carattere psicologico educativo,
raccordato con il servizio sociale professionale ed integrato con le altre istituzioni e con
l’ associazionismo formale e informale
favorire l’ integrazione delle famiglie immigrate
OBIETTIVI OPERATIVI
1 sostenere e valorizzare le funzioni genitoriali
attività
interventi di sostegno e rinforzo alle capacità genitoriali, integrazione tra famiglie
scuola/ servizi
alleggerimento del disagio materiale ma anche affettivo relazionale delle famiglie con
gravi carichi assistenziali.
Facilitazione della cooperazione tra famiglie (auto mutuo aiuto) e valorizzazione
dell’associazionismo sociale (protocolli operativi, coinvolgimento nelle diverse fasi degli
interventi
promozione dell’affido familiare anche a tempo parziale (comunità educante) per
garantire ai minori il diritto a restare nella propria famiglia
azioni di mediazione inter istituzionale per promuovere la presa in carico integrata dei
casi (convocazioni, riunioni e iniziative sul tema dell’integrazione socio sanitaria)
promozione della Banca del Tempo attraverso il suo coinvolgimento attivo nelle
iniziative di mutuo aiuto
2 promuovere una metodologia di lavoro integrato tra istituzioni e terzo settore
azione commissione tecnica
attività
servizio psicologico educativo non finalizzato alla diagnosi e trattamento del disagio
(area sanitaria) ma volto a facilitare la funzione educativa, stimolare in collaborazione
con la scuola i processi di apprendimento nei contesti(scuola, famiglia, strutture del
tempo libero) migliorare la comunicazione scuola famiglia
POPOLAZIONE TARGET
Il centro si configura come servizio a due livelli e pertanto si rivolge a due tipologie di utenza
I livello:
famiglie e gruppi di genitori che accedono direttamente ai servizi (mediazione, gruppi genitori,
seminari, gruppi di auto aiuto, consulenza psicologico educativa… )
VWLPDQXWHQWLIDPLJOLHFRQPLQRULLQPHGLDSHUDQQR
II livello:
associazioni di famiglie o del volontariato, operatori di servizi, scuola dell’ autonomia per
programmare iniziative comuni, per aggiornamenti, scambi di documentazioni, gestione di casi
particolari nei quali sia necessario un approfondimento degli aspetti educativi a livello familiare e/o
scolastico e/o di contesto.
La stima non è quantificabile poiché il servizio ha un carattere sperimentale
$UWLFROD]LRQHGHL6HUYL]L
• Servizio Psicologico Educativo rivolto a genitori/figli minori e scuole dell’ autonomia. ,O
VHUYL]LRQRQKDFDUDWWHUHFOLQLFRQpGLDJQRVWLFRWHUDSHXWLFRSHUWDOLraccorda l’ ASL come
anche per realizzare progetti salute ( Interventi programmati con le scuole volti a migliorare la
qualità di vita dei ragazzi nel tempo scolastico ed extrascolastico nonché a facilitare il rapporto
servizi territoriali-scuola-famiglia- supervisione e formazione a gruppi di operatori dei servizi
per minori e famiglie- parent training..)
• Spazio Associazioni: raccordo associazionismo di area formale e informale in collegamento
alla Banca del Tempo
• Spazio Genitori(attività di educazione genitoriale con coinvolgimento attivo dei partecipanti)
$QQR
I anno
)DVL
I fase
II fase
II anno
III
anno
$WWLYLWjSUHYLVWH
Riunione con i soggetti interessati, definizione delle
procedure amministrative e affidamento incarichi esterni
Micro progettazione dell’ attività
GXUDWD
SULPRVHPHVWUH
Attivazione delle funzioni di base a regime
6HFRQGRVHPHVWUH
Implementazione dell’ attività per quanto riguarda la
valorizzazione delle risorse territoriali, realizzazione di
almeno due iniziative comuni agli organismi coinvolti nel
progetto
Implementazione dell’ attività per quanto riguarda la
valorizzazione delle risorse territoriali- almeno due iniziative
comuni agli organismi coinvolti nel progetto
DEFINIZIONE STRUTTURA ORGANIZZATIVA E RISORSE
FIGURA RESPONSABILE DELL’AZIONE :
Funzionario tecnico responsabile per l’area sociale
Responsabile scientifico psicologo dipendente Comune
RISORSE NECESSARIE:
• PERSONALE
1 responsabile scientifico con funzioni di coordinamento tecnico del centro munito di
esperienza ultradecennale nell’area psicologico educativa e psicologico sociale,
iscrizione albo psicoterapeuti (dipendente ente locale spesa non computata)
1 impiegato amministrativo condiviso con altro ufficio
(dipendente ente locale spesa non computata)
2 psicologi a consulenza esterna, con esperienza nell’area educativa ( 20.000
complessivi)
2 consulenti educatori laureati o con esperienza ( 15.000)
1 operatore esterno addetto all’accoglienza e alla segreteria part time dell’associazione
Banca del Tempo
( 5.000)
• STRUTTURE
Il centro sarà collocato presso il comune e necessita di almeno due stanze di cui una di
consulenza , una di ufficio con l’utilizzo condiviso di una sala riunioni.
•
ATTREZZATURE /MATERIALI/ RIMBORSO SPESE SOSTENUTE PER LA
REALIZZAZIONE DI ATTIVITA’ (¼
1. Attrezzature informatiche 1 postazione, materiali di valutazione ed intervento(questionari, test
programmi informatici.., un televisore con video registratore, riviste/testi di aggiornamento,
segreteria telefonica, strumenti di video proiezione
2. Materiali ed iniziative informativo/divulgative ( dépliants, opuscoli, riviste, spese per attività
seminariali escuse docenze) e didattico ludico per interventi da realizzare nel territorio.
3. Rimborso spese sostenute dalle associazioni per la realizzazione di attivita’
• RETE DI COLLABORAZIONE
Servizio Sociale Professionale-Servizi ASL- Scuole - Associazionismo- Banca del Tempo
BUDGET
COSTO TOTALE ANNUALE DELL’AZIONE
45.000
CRITERI SEGUITI PER IL CALCOLO DELLA STIMA DEI COSTI
Il quadro economico è stato predisposto utilizzando per il personale le tariffe previste nelle diverse
tipologie di contratto degli enti e/o dalle strutture private, i parametri professionali stabiliti dagli
ordini ove presenti, le tariffe delle cooperative sociali come da contratti collettivi, i costi di
attrezzature e materiali in base alle offerte medie praticate all’ ente dalle ditte fornitrici
CONTROLLI E VALUTAZIONE
Il centro è gestito direttamente dal Comune il quale si avvale di consulenti esterni e
della collaborazione gratuita del volontariato.
La valutazione di esito sarà realizzata utilizzando gli indicatori previsti nel progetto
attraverso analisi quantitativa dei dati documentali (schede, schede riepilogo attività,
statistiche ..)
La valutazione di processo sarà realizzata attraverso riunioni inter istituzionali
(DIRIGENTI SCOLASTICI, ASL..) con la partecipazione di soggetti designati dalle
associazioni di famiglie e riguarderà l’andamento delle fasi di realizzazione del
percorso ed anche la capacità di attivare ulteriori risorse nel triennio
ACQUISTO
MODALITA’ DI GESTIONE DELL’AZIONE
Una parte in forma diretta ed una parte in forma indiretta attraverso forme di
collaborazione con strutture o consulenti privati esterni
$]LRQH
6HUYL]LRGL&R0HGLD]LRQH)DPLOLDUH/HJDOHH5HOD]LRQDOH
OBIETTIVI
1. Promuovere la cultura della mediazione come strumento di prevenzione della
disfunzionalità genitoriale legata al conflitto coniugale, presso le scuole e/o con
seminari e gruppi famiglia
2. Sostenere la coppia genitoriale nel processo prima durante e dopo la separazione al
fine di gestire adeguatamente la funzione genitoriale
POPOLAZIONE TARGET
Livello promozionale.
Il servizio è rivolto prevalentemente a famiglie, operatori di servizi e scuole.
Livelli di interventi di consulenza
Coppie di genitori con figli minorenni, prima durante e dopo la separazione coniugale
STIMA QUANTITATIVA SULL’ UTENZA PREVISTA
Circa 100 a livello di partecipazione alle iniziative promozionali.
Nel corso degli ultimi due anni lo sportello ha ricevuto oltre 100 richieste di consulenza telefonica e
diretta ed ha avviato 12 percorsi di mediazione, si stima nel triennio un incremento dell’ utenza.
'(),1,=,21('(//($77,9,7$¶
Questo servizio specialistico dell’ area psicologico- educativa e legale, gestito dall’ associazione
SE.RA. (Senza Rancore) dell’ Aquila, è stato avviato a livello sperimentale nell’ ambito della prima
triennalità della L.285/97 ed ha consentito di offrire uno sportello di consulenza ed un percorso di
intervento a tutte le coppie interessate a prevenire gli effetti dannosi sui figli della conflittualità che
generalmente accompagna il processo di separazione.
Il servizio ha ottenuto importante riscontro sia presso i cittadini che presso altre Istituzioni e
strutture (presentazione di relazione al congresso mondiale sulla Mediazione Familiare, Cagliari
2000; convegni nazionale AIMEF 2001; convegno nazionale” dai progetti alla realtà operativa. La
mediazione familiare una risorsa disponibile ed efficace” Firenze2002..)
L’ attività prevede l’ intervento congiunto di due professionisti (co-mediazione), uno psicologo ed
un esperto legale con formazione specifica alla co mediazione. Il servizio , non ha carattere clinicodiagnostico terapeutico e pertanto non si rivolge ad utenza altamente conflittuali o con patologia
della relazione familiare per la quali sia necessaria psicoterapia.
Sono previste:
• sportello informativo e di Counseling ( informazione/orientamento, valutazione della domanda
iniziale, eventuale invio ad altro servizio per casi dell’ area sanitaria o raccordo con il Centro
Famiglia )
• attività divulgativo promozionali e/ seminariali (GRUPPI GENITORI) da realizzare in sintonia
con la programmazione divulgativa del Centro Famiglia rivolta sia al territorio che ad operatori
di servizi e alle scuole
• interventi diretti di mediazione RELAZIONALE E LEGALE
7(03,67,&$
$QQR IDVL $WWLYLWjSUHYLVWH
GXUDWD
I fase Affidamento incarico
6 mesi
I anno
Mantenimento sportello informativo e di counseling
Riarticolazione del servizio. Potenziamento rete dei servizi
(COMUNE-ASL-SCUOLA)
II
fase
II
anno
III
Servizio a regime
realizzazione di almeno un intervento divulgativo promozionale
(scuola/gruppi famiglia/incontri tematici/supervisione operatori di
agenzie educative e di servizi)
Servizio a regime
realizzazione di almeno un intervento divulgativo promozionale
(scuola/gruppi famiglia/incontri tematici/supervisione operatori di
agenzie educative e di servizi)
Servizio a regime
realizzazione di almeno un intervento divulgativo promozionale
anno
(scuola/gruppi famiglia/incontri tematici/supervisione operatori di
agenzie educative e di servizi)
DEFINIZIONE STRUTTURA ORGANIZZATIVA E RISORSE
FIGURA RESPONSABILE DELL’AZIONE:
Funzionario tecnico responsabile per l’area sociale
Coordinamento: Psicologo formato alla co -mediazione relazionale
responsabile SE.RA.
e legale
RISORSE NECESSARIE:
• PERSONALE
Psicologi e legali consulenti esterni (SE.RA.)con formazione specifica alla co mediazione relazionale e legale consulenti
• STRUTTURE
La sede viene messa a disposizione dal comune.
• ATTREZZATURE
Linea telefonica dell’ Ente
Una postazione informatica (computer con accesso internet) possibilità di pagina WEB
• RETE DI COLLABORAZIONE
Collabora con il Centro Famiglia specie per gli aspetti di educazione genitoriale. L’ integrazione
inter istituzionale è pertanto collocata all’ interno della rete che il Centro andrà a costruire i cui
elementi portanti con ASL/ SCUOLA/GIUSTIZIA MINORILE/QUESTURA- VOLONTARIATO
&2081,&$=,21(
la comunicazione è parte integrante dell’ azione
Sono previsti incontri presso le scuole da concordare all’ interno della pianificazione generale del
centro famiglia inerenti la co genitorialità e gli argomenti ad essa correlati
Predisposizione di ulteriori strumenti divulgativi e inserimento nella carta dei servizi
BUDGET
COSTO TOTALE ANNUALE DELL’AZIONE
15.000,00
CRITERI SEGUITI PER IL CALCOLO DELLA STIMA DEI COSTI
Il quadro economico è stato predisposto utilizzando per il personale le tariffe previste nelle diverse
tipologie di contratto degli enti e/o dalle strutture private, i parametri professionali stabiliti dagli
ordini ove presenti, le tariffe delle cooperative sociali come da contratti collettivi, i costi di
attrezzature e materiali in base alle offerte medie praticate all’ ente dalle ditte fornitrici
&21752//,(9$/87$=,21(
Controllo esterno sull’azione da parte dell’ente locale
VALUTAZIONE DELL’AZIONE
La valutazione generale del servizio è realizzata dal comune attraverso personale
tecnico e verte sul perseguimento degli obiettivi progettuali alla luce della
documentazione dell’attività.
La valutazione di efficacia degli interventi attiene al lavoro professionale e sarà
contenuta in una relazione annuale professionale rimessa dalla struttura.
ACQUISTO
GESTIONE DELL’AZIONE
Forma indiretta affidamento esterno a struttura specialistica
Azione 3
3URPR]LRQHJHVWLRQHFHQWURGLVHFRQGDDFFRJOLHQ]DLPPLJUDWL
OBIETTIVO
Fornire una struttura residenziale temporanea a persone immigrate in condizioni disagiate
OBIETTIVI OPERATIVI
Promozione della gestione autonoma da parte degli immigrati di servizi in
collaborazione con l’ente locale
POPOLAZIONE TARGET
Immigrati residenti e/o famiglie disponibili a strutturarsi in forma associata per la gestione
'(),1,=,21('(//($77,9,7$¶
promozione, a cura dello sportello informativo immigrati di iniziative volte a favorire la creazione
di una organizzazione associativa di immigrati (es cooperativa, associazione… .) cui affidare la
gestione della struttura comunale “ Centro di Seconda Accoglienza” con spese logistiche e utenze a
carico del comune
iniziative:
• Erogazione di un aiuto economico per le spese di attivazione della forma associativa, di
materiali e attrezzatura di base.
• Consulenza specialistica(legale, linguistica, burocratica..) e di assistente sociale offerta dallo
sportello immigrati.
• Consulenze ulteriori rivolta alla gestione a cura dei servizi dell’ ente
7(03,67,&$
Triennalità
BUDGET
COSTO TOTALE ANNUALE DELL’AZIONE
5.000
$OWUH$]LRQL)DPLJOLD,PPLJUDWLULIHULWHDGLYHUVDIRQWHQRUPDWLYD
63257(//2,1)250$7,92,00,*5$7,'/1
),1$/,7$¶
Promuovere un’ articolazione integrata delle risposte istituzionali di accoglienza, informazione e
segretariato sociale di base, al fine di favorire l’ integrazione del cittadino immigrato nel tessuto
sociale, nel rispetto delle culture di appartenenza.
'HVWLQDWDUL
Immigrati di qualsiasi età e provenienza
ATTIVITA’
a) raccolta e diffusione diretta di informazioni di base aggiornate e tempestive, relative a tutti i
momenti del processo di integrazione (ingresso, inserimento lavorativo, tutela sanitaria,
diritto allo studio, aspetti socio culturali ed educativi);
b) Segretariato sociale professionale (assistente sociale con esperienza nell’ area immigrati)
c) consulenze specialistiche di: mediazione legale; mediazione culturale; educazione sanitaria
(in collaborazione con ASL);
d) indirizzare il cittadino verso ulteriori servizi specifici afferenti sia al comune sia alle altre
strutture presenti nel territorio;
e) attivare interventi tempestivi in risposta all’ emergenza, di concerto con il servizio comunale
di accoglienza famiglie immigrate, con il segretariato sociale di ambito e con quanto attivo
nel settore
f) promuovere in collaborazione con gli altri servizi la circolazione delle informazioni nel
territorio, con le azioni e gli strumenti piu’ adeguati ai bisogni dell’ utenza (attività di
sportello, bacheca, opuscoli, dépliants, pubblicazioni rete informatica, … )
g) Rapporti informativo/divulgativi con il mondo della scuola e con le strutture di formazione
degli adulti
6WUXWWXUD
Lo sportello opera presso il Comune
FIGURA RESPONSABILE DELL’ AZIONE:
Funzionario tecnico responsabile per l’ area sociale
Il coordinamento del progetto è a cura del comune; la sua realizzazione è in gestione esterna
2UJDQL]]D]LRQH
Si prevede l’ apertura dal lunedì al venerdì
Il servizio è concepito in rete, collegamento logisticamente e funzionalmente con i servizi già attivi
nel settore quali: comune dell’ Aquila- Servizio di Protezione Sociale-ufficio immigrati- ufficio
R.M.I. servizio di accoglienza e presa in carico nuclei disagiati; Provincia; ASL ; Associazioni del
settore.
SHUVRQDOH:
1 coordinatore amministrativo (dipendente comunale ) con funzioni di pianificazione generale,
raccordo di rete e monitoraggio del progetto
1 assistente sociale esperto area immigrati (esterno)
1 medico esperto educazione sanitaria (ASL)
1 mediatore legale(esterno)
mediatori culturali di diversa appartenenza (esterni)
1 operatore di segreteria (esterno)
$=,21,&2175$672$//$329(57$¶
7,72/2$=,21(5('',720,1,02',,16(5,0(17250,/
Il Comune dell’ Aquila in relazione agli esiti del primo triennio di sperimentazione ha ottenuto
ulteriore conferma dell’ istituto R.M.I. sia per il 2001 che per il 2002-03. Per quanto riguarda IL
2001-202 è stata completata a maggio l’ erogazione relativa al bando 2001, sono stati interessati
circa 750 nuclei familiari in media mensile.
'D VHWWHPEUH q LQ DWWXD]LRQH O¶HURJD]LRQH ULVXOWDQR LQVHULWL QXFOHL IDPLOLDUL
LQROWUHLOVHUYL]LRVRFLDOHVWDYDOXWDQGRXOWHULRULVLWXD]LRQLGLSRYHUWjHPHUVHVXFFHVVLYDPHQWH
DOEDQGR
³3(5&256, ', ,16(5,0(172 62&,$/( ( /$925$7,92´ 352*(772 (48$/
&21),1$1=,$0(172(8523(2
Per quanto riguarda i percorsi di inserimento sociale e lavorativo, parte integrante dell’ intervento,
è stato predisposto e finanziato un progetto, all’ interno del programma europeo EQUAL, di cui il
Comune dell’ Aquila è partner, che consentirà di creare occasioni di inserimento lavorativo e di
formazione mirata per una parte dei beneficiari.
$5($$1=,$1,
4XDGURGLULIHULPHQWRVRFLDOH
L’ allungamento della vita media e l’ invecchiamento costante e progressivo della popolazione,
pongono la realtà degli anziani come una delle questioni cardine della nostra società. Il processo
d’ invecchiamento della popolazione è destinato a protrarsi nel prossimo futuro.
6HFRQGROHSUHYLVLRQLHODERUDWHGDOO¶,67$7QHOLOGHOODSRSROD]LRQH,WDOLDQDDYUjSLGL
DQQLHODVSHUDQ]DGLYLWDDOODQDVFLWDVDUjGLDQQLSHUJOLXRPLQLHGLDQQLSHUOHGRQQH
,QWHUPLQLUHODWLYLDXPHQWHUDQQRVRSUDWWXWWRJOLDQ]LDQLGLTXDUWDHWjVXSHULRULDJOLDQQL
/¶HWj FULWLFD VL q VSRVWDWD LQ DYDQWL RJJL VL HVFH GDO FLFOR SURGXWWLYR PHGLDPHQWH D DQQL
(VLVWHSHUWDQWRXQLQWHUYDOORGLYLWDDWWLYDPROWROXQJRFKHSUHFHGHXQSHULRGRGLYHFFKLDLDYHURH
SURSULROHJDWDDSUREOHPLGLQRQDXWRVXIILFLHQ]D4XHVWDVFHOWDqFRPSRVWDGDXQODWRLQPDVVLPD
SDUWHFLUFDO¶
GD DQ]LDQL YLWDOLH LQ PLQLPD SDUWH LO GD DQ]LDQL QRQ DXWRVXIILFLHQWL ULFHUFD &(16,6
DQQR³*OLDQ]LDQLLQ,WDOLDSUREOHPLHVSHUDQ]H´
Per quanto riguarda l’ ambito territoriale di /¶$TXLOD il fenomeno si presenta ancora più
rilevante.
Già al 1998 infatti, la popolazione ultrasessantacinquenne rappresentava il 16,20%, ovvero l’ 1,54%
in più della già elevata media nazionale.
Al 31.12.2001, a L’ AquilalaSRSROD]LRQHWRWDOHUHVLGHQWHqGLquellaDQ]LDQDGLdi
cuiQPDVFKLHQIHPPLQH.
,OUDSSRUWRSHUFHQWXDOH tra popolazione totale e popolazione anziana è di E’ significativo il dato degli DQ]LDQL VROL, che rappresenta il della popolazione anziana
totale.
Al fine di una più attenta analisi dei bisogni sociali appare importante riportare alcuni
indicatori demografici dell’ ambito L’ Aquila, relativi agli indici basati sull’ età della vita per
confrontare il “ peso” dei diversi gruppi di età per meglio evidenziare quali sono le risorse /bisogni
in termini di capacità/necessità di essere presi in cura o di offrire cura:
o
o
o
o
%
Indice di GLSHQGHQ]DVHQLOH
Rapporto tra quarta e terza età
51.18
Rapporto tra terza età e bambini 177,44
Dipendenza globale
49,51
*OLRELHWWLYLGLVDOXWHHGLVLVWHPD
2ELHWWLYLGLVDOXWH
Promuovere la partecipazione attiva degli anziani alla vita della comunità
Incentivare le forme di auto-mutuo aiuto finalizzate a garantire la permanenza a casa
degli anziani
Promuovere il ruolo positivo delle famiglie sostenendole nel lavoro di cura
dell’ anziano non autosufficiente
2ELHWWLYLGLVLVWHPD
Potenziamento dei servizi SAD e ADI
7LWRORD]LRQH
6(59,=,2GL$66,67(1=$'20,&,/,$5(,17(*5$7$
DJOL$1=,$1,/LYHDV
2%,(77,92*(1(5$/(
Tutela della salute globale ( psico-fisica-sociale)dell’ anziano, in particolare
dell’ anziano “ fragile” , atta a garantire la permanenza in casa della persona
anziana, la continuità assistenziale quando si renda necessario un passaggio tra
servizi diversi, sociali e sanitari, attraverso una rete di offerta domiciliare,
diurna e residenziale.
2%,(77,9,23(5$7,9,
2ELHWWLYL
•
Potenziare e qualificare il servizio di assistenza domiciliare integrata
considerati i buoni risultati nella precedente programmazione
•
Migliorare i processi di integrazione istituzionale, gestionale e
professionale già in atto
•
Qualificare le unità di valutazione multidimensionale per assicurare la
presa in carico integrata dell’ utente attraverso la valutazione
multidimensionale del bisogno e la progettazione, verifica e valutazione
di progetti di intervento personalizzati
•
Alleviare il carico assistenziale delle famiglie in cui sono presenti
anziani che presentano patologie cronico-degenerative
•
Introdurre strategie atte a realizzare una nuova politica della spesa
finalizzata al contenimento dei costi del servizio
•
Promuovere e sviluppare le potenziali risorse di volontariato del
territorio nell’ area anziani
'(67,1$7$5,3232/$=,21(7$5*(7
Sono considerati destinatari del servizio di Assistenza Domiciliare Integrata gli
anziani ultrasessantacinquenni (+ 65) residenti nell’ ambito territoriale del
Comune di L’ Aquila, per i quali, l’ UVM decide l’ attivazione dell’ Assistenza
Integrata a domicilio attraverso l’ erogazione di interventi e prestazioni in forma
integrata, di natura socio-sanitaria.
La stima quantitativa dell’ utenza da prevedere nella programmazione della
prossima triennalità 2002-2004, si basa sulla verifica e valutazione di alcuni
indicatori del precedente progetto obiettivo anziani 2000/2001 e sul
monitoraggio dell’ andamento del servizio nel corso di questi anni:
Alcuni indicatori
• numero della popolazione anziana attualmente residente (n.12.227),
aumentata rispetto a quella (n.11.000) presa a riferimento nella
precedente programmazione.
•
la media nazionale del rapporto tra popolazione totale e anziani assistiti
in ADI, il cui valore su scala nazionale, si attesta intorno all’ 1%*,
nell’ ambito territoriale del Comune di L’ Aquila, è dello 0,17%.
•
la media delle ore di assistenza erogate per un anno(n°520)
•
totale pazienti cha hanno usufruito di interventi esclusivamente di natura
sanitaria sono stati n°290 nel 2001 e n°370 nel 2002.
Pertanto, l’ utenza potenziale prevista per l’ attuale programmazione, si stima in
Q H XQLWj ULVSHWWLYDPHQWH SHU JOL DQQL e la
previsione delle ore di prestazioni per utente, calcolato in base alla valutazione
dell’ andamento del servizio finora monitorato, si stima intorno alle RUH
VHWWLPDQDOL La previsione delle RUH GL SUHVWD]LRQL SHU XWHQWH q GL Q
DQQXH.
La durata delle prestazioni per singolo utente dipende essenzialmente alla
variabile legata al tipo di patologia.
Negli ultimi mesi, infatti, si è registrato un aumento in termini di numero di
utenti e di durata del servizio, determinato dall’ inserimento tra le patologie
riconosciute per l’ attivazione di assistenza a domicilio (DPR 270/2000), di
malattie progressivamente invalidanti e che necessitano di interventi complessi.
6WUDWHJLD
'HVFUL]LRQHGHOSURFHVVRVWUDWHJLFRFKHVDUjLPSOHPHQWDWRSHU
UDJJLXQJHUHJOLVFRSLIRUPXODWLVXOODEDVHGHLELVRJQLLQGLYLGXDWL
• Definire i livelli essenziali di assistenza e di prestazioni.
• Creare migliori condizioni istituzionali, gestionali e professionali per
lavorare tutti nell’ ottica dell’ integrazione socio sanitaria valorizzando i
diversi centri di responsabilità.
• Creare un modello organizzativo gestionale definendo le procedure, le
prassi, stabilire chi fa che cosa ed attivando chiari processi di
comunicazione interna ed esterna all’ organizzazione.
• Predisporre tra l’ Istituzione C.S.A. del Comune di L’ Aquila e l’ ASL di
L’ Aquila-Dipartimento Assistenza di Base definendo processi unitari
per garantire unitariamente risposte ai bisogni.
• Potenziare il Servizio Sociale professionale con particolare attenzione
all’ operattività per progetti d’ intervento personalizzato.
LOFRQWUDVWRDIHQRPHQLGLGLVDJLR
Prevedere il regolamento per l’ accesso al servizio basato sulla valutazione della
condizione economica (ISEE) del richiedente e per garantire prioritariamente,
l’ accesso dei soggetti in condizioni di povertà o con limitato reddito.
Fare in modo che l’ offerta dei servizi sia distribuita nel territorio in termini di
equità e di corrispondenza ai bisogni e sia organizzata in modo da ridurre le
disuguaglianza nell’ accesso.
Valorizzare il ruolo dei diversi soggetti sociali creando reti di collaborazioni di
comunità.
/DULPR]LRQHGLRVWDFROLFKHLPSHGLVFRQRODSLHQDLQWHJUD]LRQH
Fondare un sistema di diritti di cittadinanza a partire da risposte certe,
distribuite nel territorio, accessibili, capaci di affrontare in modo efficace o
bisogni, dando priorità ai soggetti deboli.
Promuovere carte per la cittadinanza sociale unitaria creando le condizioni per
realizzare patti di cittadinanza sociale con particolare attenzione alle modalità di
partecipazione dei cittadini, alle forme di tutela dei diritti, alla loro costruzione,
ai soggetti da coinvolgere, al loro utilizzo per la valutazione partecipata dei
servizi.
Prevedere modalità di ricorso e di risarcimento nei casi di inadempienza per
mancata attuazione dei livelli essenziali di assistenza e di prestazioni.
'HILQL]LRQH GHOOH Il Servizio Adi viene erogato tenendo a riferimento un regolamento di accesso
al Servizio che prevede, tra l’ altro, i destinatari, le modalità e i criteri di
DWWLYLWj
ammissione e di erogazione/fruizione, le prestazioni dell’ Azienda USL, i livelli
essenziali di prestazioni dell’ I.C.S.A del Comune di L’ Aquila.
Le ipotesi d’ attivazione del Servizio ADI, sia per gli interventi sanitari che
socio-sanitari, si riferiscono ai seguenti destinatari anziani:
o malati terminali
o malati con gravi arteriopatie periferiche(vasculopatici)
o malattie progressivamente invalidanti e che necessitano di interventi
complessi
o malati cronici soggetti a frequenti riacutizzazioni della loro patologia
(malattie respiratorie, cardio circolatorie, diabete in labile compenso)
o malati con esiti di accidenti vascolari che necessitano di riabilitazione
o soggetti con fratture
o soggetti con dimissioni protette da strutture ospedaliere
o soggetti che necessitano di riabilitazione in neurolesi
o altro
Processo di presa in carico e di erogazione/fruizione del servizio:
Segnalazione:
!#"%$'&#)(*+$',.-/0&#-$
12143
(Medico di medicina
generale)
,&6$
Istituzione Centro
Servizi per Anziani
890
(Unità
di
valutazione
multidimensionale)
$77,9$=,21(
$',
5#687
(Distretto Sanitario di base)
Medico responsabile ADI
MEDICO GERIATRA
Nel caso si renda necessaria la proroga o la riattivazione di un intervento
ADI cessato, la relativa richiesta viene avanzata dal MMG e la stessa segue
il medesimo percorso sopra descritto.
Identificazione prestazioni
Le prestazioni del servizio di Assistenza Domiciliare Integrata riguardano i
seguenti livelli:
SERVIZI DELL’ ISTITUZIONE CSA DEL COMUNE DELL’ AQUILA:
o governo della casa
o aiuto e cura della persona
o assunzione pasti
o tutela igienico-sanitaria
o posture corrette e movimento di arti invalidi
o uso di protesi e sussidi
o frizioni antidecubito
o mobilizzazione
o bagno assistito
o assistenza assunzione farmaci.
SERVIZI ASL 04 L’ AQUILA:
• Prestazioni di medicina generale
(visite domiciliari diagnostico-terapeutiche effettuate dal
MMG)
• Prestazioni mediche specialistiche
(visite e prestazioni medico specialistiche)
• Prestazioni riabilitative
(fornite direttamente dall’ azienda ASL o facendo ricorso alle
ordinarie procedure di appalto dei servizi)
• Prestazioni infermieristiche
(fornite direttamente dall’ Azienda ASL o facendo ricorso alle
ordinarie procedure di appalto dei servizi)
• Prestazioni di continuità assistenziale territoriale
• Fornitura di supporti necessari all’ assistenza (farmaci, ausili, presidi,
attrezzature, etc…
7HPSLVWLFD
'HILQL]LRQH
VWUXWWXUD
RUJDQL]]DWLYD
ULVRUVH
Il servizio ADI, in quanto azione del Piano di Zona 2002/2004, avrà durata
triennale a decorrere dal gennaio 2003 e proseguirà in base al modello
organizzativo-gestionale preesistente che prevede i due livelli di governo e di
esercizio, sia per l’ Istituzione CSA che per l’ ASL 04, nell’ area di competenza.
Il coordinamento da parte del livello di governo assicurerà il controllo e il
monitoraggio sul sistema organizzativo e gestionale nonché sui tempi degli
interventi affinché gli stessi risultino efficaci e tempestivi, erogati nei tempi
stabiliti (come da regolamento di riferimento) QHOOH RUH GDOOD
VHJQDOD]LRQH. I processi di integrazione gestionale e professionale saranno
monitorati attraverso un’ azione continua e costante sulle procedure, le prassi,
sul complesso problema del raccordo interistituzionale.
Presupposto fondamentale dell’ azione è consolidare una struttura tecnicoorganizzativa che assicuri i diversi livelli di responsabilità, dotata di autonomia
funzionale, flessibile nelle forme e nei tempi di intervento, capace di muoversi
efficacemente su tutto il territorio dell’ ambito attivando le possibili risorse di
contesto con l’ obiettivo di creare una rete di collaborazione fra servizi pubblici
e del terzo settore.
La struttura è rappresentata dal nucleo operativo Adi, gruppo di lavoro
interistituzionale incaricato di realizzare l’ integrazione socio-sanitaria sul piano
H tecnico-organizzativo ed operativo. In concreto, vi sono due strutture, ICSA del
Comune di L’ Aquila e ASL04 Dipartimento di medicina di base, che operano
ciascuna nella propria sede istituzionale .La figura responsabile dell’ azione per
l’ ICSA è il funzionario responsabile dell’ area sociale e per l’ ASL, il medico
responsabile incaricato del distretto. Il nucleo di valutazione per l’ accesso
all’ ADI, identificabile nell¶890 (Unità di Valutazione Multidimensionale)
con funzioni di valutazione interdisciplinare del bisogno e programmazione
dell’ intervento personalizzato, è composto, per l’ ICSA del Comune dell’ Aquila,
dall’ Assistente Sociale e dallo Psicologo e per l’ ASL, dal MMG, n.1 Medico
geriatra, n.2 Medici di distretto.
Per l’ attivazione ed eventuale proroga del Servizio ADI le figure professionali
sono:
3HUO¶,&6$ :funzionario tecnico responsabile per l’ area sociale con funzioni di
coordinamento e di controllo sulla qualità, l’ assistente sociale con funzioni di
%XGJHW
analisi, valutazione del bisogno e verifica a breve e medio e lungo termine; lo
psicologo con funzione di valutazione e responsabile per l’ UVM; un
responsabile amministrativo e un amministrativo-contabile con relative
funzioni; operatori domiciliari esterni di cooperativa convenzionata che curano
l’ attuazione delle prestazioni di natura sociale.
3HUO¶D]LHQGD$6/:un responsabile medico incarico del distretto con funzioni
di coordinamento e controllo sulla qualità ; medici di medicina generale per
visite domiciliari diagnostico-terapeutiche; medici per prestazioni di continuità
assistenziale territoriale; medici specialisti per visite e prestazioni medico
specialistiche; un medico geriatra responsabile per l’ UVM; due medici di
distretto per verifica e controllo andamento ADI, un assistente sociale e un
infermiere con funzioni di segretariato sociale al punto di ascolto; infermieri e
tecnici della riabilitazione per le prestazioni a domicilio.
Per la realizzazione dell’ azione è necessario prevedere il potenziamento degli
spazi e delle strumentazioni necessari a svolgere l’ attività in funzione
dell’ incremento dell’ utenza prevista fino alle 200 unità e del relativo personale
da utilizzare.
Si configura come una VWUXWWXUDDGHOHYDWDLQWHJUD]LRQHVRFLRVDQLWDULD che
richiede ancora uno sforzo per migliorare l’ integrazione tra l’ ICSA e la USL e
solo in una fase futura potrà prevedere l’ inserimento, nell’ attuale rete di sevizi
pubblici, del privato sociale.
Il costo dell’ azione per il WULHQQLRDPPRQWDD¼
&RQWUROOLH
YDOXWD]LRQH
L’ implementazione del sistema di qualità e di valutazione degli interventi si
articola nelle seguenti azioni:
o Definizione degli indicatori e degli standard di servizi
o Patto con l’ utenza (carta dei servizi socio-assistenziali)
o Supervisione tecnico- professionale
o Verifica e valutazione di esito
,GHQWLILFD]LRQHGHL
• La domanda superiore all’ offerta
ULVFKLHGHOOH
• Costi per l’ assistenza a domicilio elevati per la spesa sociale
ULVSRVWH
I servizi oggetto della presente azione sono in affidamento all’ Istituzione
Centro Servizi per Anziani del Comune di L’ Aquila, Organismo di Diritto
Pubblico(ex art.114 L.267/2000).
$UHD
7LWRORD]LRQH
2ELHWWLYL
$1=,$1,
6$'6HUYL]LRGL$VVLVWHQ]D'RPLFLOLDUH
Contrastare l’ emarginazione e l’ isolamento delle persone anziane
Favorire la permanenza dell’ anziano nel suo ambiente familiare e sociale
Assicurare alla persona anziana, attraverso l’ adozione di adeguati strumenti
di valutazione del bisogno, interventi che gli consentono di conservare la
routine quotidiana, di mantenere le relazioni affettive, familiari e sociali
necessari per vivere in maniera autonoma.
'HVWLQDWDUL
Cittadini anziani ultrasessantacinquenni in stato di disagio.
L’ utenza potenziale prevista per l’ attuale programmazione si stima in Q ,
H unità rispettivamente per gli anni e la previsione
delle RUHGLSUHVWD]LRQHSHUXWHQWHqGLQDQQXH
Il servizio negli ultimi tre anni ha seguito il seguente andamento:
Totale utenti in
$QQR Domande Nuovi
8WHQWLLQ Utenti
pervenute accessi
deceduti
carico nell’ anno
OLVWDGL
DWWHVD
35
13
0
6
40
52
11
30
11
37
24
3
9
'RPDQGHSHUYHQXWHQHO
WULHQQLR
8WHQWLLQFDULFR
QHOWULHQQLR
2UHGLDVVLVWHQ]DHURJDWH
$QQR
7RWDOHRUH
di assistenza erogate
$WWLYLWj
2000
2001
2002
8WHQWLLQOLVWDGLDWWHVD
0HGLDRUH
di assistenza erogate per utente
Le SUHVWD]LRQL sono caratterizzate dalla temporaneità , complementarietà e
sussidiarietà: Esse sono erogate per il tempo, il tipo e nella misura in cui il
beneficiario sia in grado di soddisfare autonomamente i propri bisogni.Tali
prestazioni riguardano:
• aiuto e cura della persona
• aiuto per il governo della casa
• aiuto per favorire l’ autosufficienza nell’ attività giornaliera
• aiuto alla vita di relazione
• segretariato sociale
La SUHVDLQFDULFR domiciliare della persona anziana fa riferimento agli operatori
domiciliari sulla base del progetto d’ intervento personalizzato redatto dal servizio
sociale professionale previa analisi e valutazione del bisogno sotto l’ aspetto del
disagio sociale e del grado di autonomia dell’ anziano. La valutazione della
6WUXWWXUD
RUJDQL]]DWLYD
Personale:
• Funzionario tecnico responsabile per l’area sociale con funzioni di
coordinamento e di controllo sulla qualità
• Assistente sociale con funzioni di analisi, valutazione del bisogno
e verifica a breve e medio e lungo termine
• Responsabile amministrativo e un amministrativo-contabile con
relative funzioni
• operatori domiciliari esterni di cooperativa convenzionata che
curano l’attuazione delle prestazioni
Per la realizzazione dell’azione è necessario prevedere il
potenziamento degli spazi e delle strumentazioni necessarie a
svolgere l’attività in funzione dell’incremento dell’utenza prevista fino
alle 150 unità e del relativo personale da utilizzare.
&RPXQLFD]LRQH L’ organizzazione operativa interna, richiede la definizione di un modello gestionale
da adeguare alle esigenze di servizio e da integrare con i compiti del personale
coinvolto nell’ attuazione dell’ azione muovendo dalla convinzione che, oltre le
procedure, definire le prassi, stabilire chi fa cosa ed attivare chiari processi di
comunicazione favorisce la consapevolezza della presa in carico e l’ assunzione di
responsabilità.
La comunicazione con i cittadini è affidata, principalmente, al personale di servizio
sociale professionale che, con proprie tecniche e strategie, è in grado di gestire le
relazioni umane e di analizzare e valutare il bisogno e la domanda.
E’ predisposta scheda per misurare l’ indice di gradimento delle persone ed è
prevista la divulgazione dei report delle azioni di valutazione.
Le modalità di accesso al servizio sono state descritte nel percorso innanzi
delineato.
%XGJHW
Il costo totale dell’ azione per il WULHQQLRDPPRQWDD¼
&RQWUROOLH
YDOXWD]LRQH
L’ implementazione del sistema di qualità e di valutazione degli interventi si
articola nelle seguenti azioni:
o Definizione degli indicatori e degli standard di servizi
o Patto con l’ utenza (carta dei servizi socio-assistenziali)
o Supervisione tecnico professionale
o Verifica e valutazione di esito
,GHQWLILFD]LRQH
• La domanda superiore all’ offerta
GHLULVFKLHGHOOH
• Costi per l’ assistenza a domicilio elevati per la spesa sociale
ULVSRVWH
I servizi oggetto della presente azione sono in affidamento all’ Istituzione Centro
Servizi per Anziani del Comune di L’ Aquila, Istituto di Diritto Pubblico
6(=,21(,9±,/6,67(0$',2))(57$
,9,OLYHOOLHVVHQ]LDOLGLDVVLVWHQ]D
D'HVFUL]LRQHDUWLFROD]LRQH/,9($6
1.
2.
3.
4.
5.
6.
Servizio sociale professionale;
Segretariato sociale;
Assistenza domiciliare Integrata Anziani,
Assistenza domiciliare Anziani socio assistenziale
Assistenza domiciliare disabili e minori in stato disagio;
Servizio pronta accoglienza minori;
E6FKHGH/,9($66HFRQGDWULHQQDOLWj/
&(1752',8512$'2/(6&(17,
Gestito dalle suore S. Maria Ausiliatrice, progetto “ Noi protagonisti” , si rivolge a ragazzi dai 14 ai
17 anni. Il progetto intende sviluppare una particolare attenzione all’ adolescenza, spesso trascurata
ed esposta a rischio perché priva di interessi stimolanti. Mira a fare degli adolescenti, veri
protagonisti coinvolgendoli in attività che li facciano sentire parte integrante della comunità locale.
6(59,=,2,17(*5$7,92$//¶$6,/21,'2
Rivolto alla prima infanzia (bambini da 0 a 3 anni), progetto “ Fiabe e… ” . La gestione è affidata alla
società Pippi Calzelunghe. Il progetto nasce dalla necessità di dare risposte a quelle famiglie che pur
necessitando di un intervento in materia di politica per l’ infanzia non possono trovare risposte nel
servizio cittadino di nido per l’ infanzia.
6(59,=,2',6(16,%,/,==$=,21((35(9(1=,21('(//¶$%8626(668$/(
Progetto “ Il coraggio di essere solo” . Il progetto è gestito dal dott. R. Barbato, psicologo –
psicoterapeuta con la collaborazione di una unità socio-educativa. In particolare si prevede di
realizzare una serie di iniziative: consulenze all’ ente, educazione, sensibilizzazione e formazione
di tutti gli operatori verso un approccio adeguato al problema, in modo da favorire, nell’ ambito
della rete inter istituzionale (Autorità Giudiziaria, Questura, AUSL, Scuola), l’ attivazione
tempestiva di un circuito efficace nelle diverse fasi del processo di intervento: prevenzione –
segnalazione- presa in carico –assistenza nella procedura giudiziaria-trattamento dei casi di
concerto con i servizi sociali,sanitari ed educativi.
3(5&256,',('8&$=,21($0%,(17$/(
Progetto “ Alla scoperta del territorio” : realizzate da Lega Ambiente. Parte dal presupposto che i
bambini e le bambine sono da considerare portatori di propri diritti e bisogni specifici; i principi a
cui si fa riferimento sono gli stessi che si ritrovano nella Convenzione Internazionale per i diritti
dell’ Infanzia.
,9/DYDOXWD]LRQHSURIHVVLRQDOHHLQWHUSURIHVVLRQDOHGHOELVRJQR
•
L’ organizzazione a sistema dei servizi necessita di una adeguata ridefinizione dei modelli di
valutazione professionale ed interprofessionale del bisogno, pertanto saranno predisposti atti
formali con i quali prevedere:
1.
2.
3.
4.
Costituzione U.V.M. di area coerenti con il modello sperimentato dall’ A.D.I.
Transito per il segretariato sociale di tutte le richieste di servizio /intervento
Valutazione professionale del bisogno per tutti i servizi a domanda e per le segnalazioni
Attivazione, in caso di bisogno complesso di una Unità Multiprofessionale di area composta da
operatori appartenenti a: ASL-COMUNE-SCUOLA (se minori)
La qualità intesa come valutazione dell’ efficacia efficienza degli interventi professionali sarà
perseguita attraverso:
Supervisione/aggiornamento degli operatori impegnati nei servizi
Analisi e valutazione delle documentazioni
Incontri e riunioni interistituzionali
,9,OODYRURVRFLDOHSHUSURJHWWLSHUVRQDOL]]DWL
Il lavoro sociale per progetti personalizzati attiene al contesto complessivo delle azioni poste in
essere dall’ EAS, rispetto ai servizi erogati. Nella fattispecie, esso si realizza nella presa in carico
integrata degli utenti e nella predisposizione di un piano di intervento a cura della UVM con
particolare riguardo all’ handicap, anziano non autosufficiente minore in condizione disagiata
,9/DUHWHGHLVHUYL]LHGHOOHFROODERUD]LRQL
Il sistema di rete dei servizi e delle collaborazioni sarà costituita dai seguenti organismi:
• &RPXQH, erogatore dei servizi socio-assistenziali;
• $]LHQGDVDQLWDULDORFDOHQ/¶$48,/$
• 6FXROHGHOO¶DXWRPLDFHQWURSURYLQFLDOHSHULVHUYL]L ;
• $PPLQLVWUD]LRQHSURYLQFLDOHGHOO¶$TXLOD
• &HQWURJLXVWL]LDPLQRULOH
• $VVRFLD]LRQLVPR
• 8IILFLR0LQRULGHOOD4XHVWXUD
,9/DFRPXQLFD]LRQHVRFLDOH
Il Comune sta predisponendo la Nuova Carta dei servizi in linea con le attuali normative intesa
come strumento di comunicazione metodologico e come contratto il cittadino utente rispetto agli
indicatori e standard degli interventi posti in essere.
Tuttavia poiché dall’ analisi dei bisogni è emersa una carenza nella comunicazione sia tra servizi
ed istituzioni (circolarità dell’ informazione reciproca) sia tra istituzioni e cittadini, specie fasce
marginali, sono stati previsti interventi specifici all'
’ interno delle macro azioni di
piano(CENTRO FAMIGLIA/MEDIAZIONE/ANZIANI… ) e comprendono:
incontri interistituzionali periodici di verifica e scambio
iniziative tematiche
attività divulgativa cartacea e mass mediale
siti WEB
,9/DIRUPD]LRQHGHJOLRSHUDWRUL
La formazione degli operatori non è stata oggetto di piano, tuttavia, all’ interno delle azioni, sono
stati previsti momenti di aggiornamento e supervisione aperti agli operatori del territorio
,9/DYDOXWD]LRQHHLOVLVWHPDGLTXDOLWj
La valutazione del Piano di Zona 2003-2005 sarà affidata ad un gruppo interistituzionale composto
da tecnici designati dagli enti nominati nel gruppo di piano integrati da:
rappresentanti sindacati
rappresentanti di associazioni di famiglie/utenti
rappresentanti terzo settore
La qualità dei servizi non è perseguibile con metodologie adeguate a causa di carenza nelle risorse e
nei modelli di riferimento e pertanto si prone all’ ente regione di individuare la qualità come
obiettivo di azioni innovative su cui formare operatori
Per quanto attiene agli obiettivi specifici di piano riteniamo di migliorare la qualità attraverso le
seguenti azioni
• Unificazione dell’ accesso ai servizi dell’ ente
• Risposta globale al bisogno
• Attenzione agli aspetti psicologici(affettivo relazionale) dell’ utenza
• Supervisione psicologica degli operatori
• Supervisione specialistica
• Predisposizione di questionari di “ soddisfazione utenti” ed altri strumenti a cura del gruppo di
valutazione.
6(=,21(9±,/48$'52'(//(5,6256(),1$1=,$5,(('(//(63(6(
9Per il sistema di copertura del Piano di Zona dei Servizi Sociali del Comune di L’ Aquila ambito
n. 10, figurano sia gli investimenti propri dell’ Amministrazione (F.P) e sia le risorse acquisite da
trasferimenti finanziari della Regione: F.N.P.S. e F.S.R.
9,FULWHULGLULSDUWL]LRQHGHOODVSHVD
La metodologia di ripartizione / imputazione della spesa globale sarà la seguente:
1. Comune di l’ Aquila = 44,35% del Costo Globale
2. Finanza Derivata = 55,65%
9,OTXDGURJHQHUDOHGHOOHHQWUDWHHGHOOHVSHVHSUHYLVWH
±48$'525,(3,/2*2*(1(5$/(
$±(QWUDWH
2JJHWWR
Quota FNPS per il PdZ
Quota FSR
Cofinanziamento
367.037,00
263.334,00
502.333,00
367.037,00
263.334,00
504.333,00
367.037,00
263.334,00
504.333,00
7RW
WULHQQLR
1.101.111,00
790.002,00
1.510.999,00
7RWDOLDQQR %±6SHVH
2JJHWWR
7RW
WULHQQLR
1.057.704,00 1.057.704,00 1.057.704,00 3.173.112,00
75.000,00
77.000,00
77.000,00 229.000,00
Livelli essenziali di assistenza
Altri servizi ed interventi
7RWDOLDQQR 6(=,21(9,±$//(*$7,
•
•
Documento di sintesi dell’ analisi dei bisogni e dell’ offerta
Accordo di programma per l’ adozione del piano di zona nell’ ambito n. 10 “ Comune di
L’ Aquila” .