CONSIGLIO REGIONALE DELLA PUGLIA
VIII LEGISLATURA
a
58 SEDUTA PUBBLICA
RESOCONTO STENOGRAFICO
martedì 6 novembre 2007
Presidenza del Presidente PEPE
indi del Vicepresidente MINEO
INDICE
Presidente
Processo verbale
Congedi
Risposte scritte ad interrogazioni
Assegnazioni alle Commissioni
Interrogazioni presentate
Ordine del giorno
Commemorazione per la morte
del giornalista Enzo Biagi e di
pag.
5
»
»
»
»
»
»
5
6
7
7
8
9
cinque connazionali per incidenti sul lavoro
Presidente
pag.
11
Per fatto personale
Presidente
Palese
Marmo Nicola
Silvestris
»
»
»
»
13,14
12
14
14
Atti consiliari della Regione Puglia
– 2 –
SEDUTA N° 58
RESOCONTO STENOGRAFICO
Palese
Dimissioni del consigliere Vito
Bonasora dalla carica di consigliere segretario. Presa d’atto.
Elezione di un Consigliere
segretario
Presidente
Bonasora
Zullo
Potì
Palese
Maniglio
Attanasio, segretario
Cioce
pag.
»
»
»
»
»
»
»
14,17,18,19
15,16
16
16
17
17
17
18
DDL n. 11/2007 del 20/03/2007
“Norme per il sostegno e lo sviluppo del settore estrattivo”
Presidente
Mita, relatore
Marmo Giuseppina
Lospinuso
»
»
»
»
18,19,21
19
19
20
PRESIDENZA DEL
VICEPRESIDENTE MINEO
Losappio, assessore alla tutela
dell’ambiente, alle politiche energetiche, alle attività estrattive, allo
smaltimento dei rifiuti e alle aree
protette
»
21
»
25
Proposta di legge Lonigro, De
Leonardis, Potì, Pellegrino,
Marino, Bonasora, Sannicandro, Damone, Cappellini “Recupero abitativo di sottotetti
esistenti” e proposta di legge
Ognissanti “Recupero dei sottotetti, dei porticati, di locali
seminterrati ed interventi esistenti e di aree pubbliche non
autorizzate”
Presidente
Mita, relatore
Zullo
Brizio
Marmo Nicola
Lonigro
Ognissanti
Damone
Cera
Ruocco
Barbanente, assessore all’urbanistica e
all’edilizia residenziale pubblica
»
»
»
»
»
»
»
»
»
»
26,27,31
26
27
27
27
28
29
29
30
30
»
31
Presidente
Ruocco
Barbanente, assessore all’urbanistica e
all’edilizia residenziale pubblica
Brizio
Marmo Giuseppina
» 31,33,35,44,45
»
32,34,37
»
»
»
33,34,42
34,39
35,39
»
»
»
»
»
38
39
40
41
44
»
45
PRESIDENZA DEL
PRESIDENTE PEPE
»
23
»
»
24
24
Esame articolato
Presidente
Loizzo, assessore ai trasporti e
alle vie di comunicazione
pag.
21,24
DDL n. 24/2007 del 09/10/2007
“Modifica e integrazione dell'articolo 7 della legge regionale 31
ottobre 2002, n. 18 (Testo unico
sulla disciplina del trasporto
pubblico locale)”
Presidente
Mita, relatore
6 NOVEMBRE 2007
Esame articolato
Esame articolato
Presidente
Losappio, assessore alla tutela
dell’ambiente, alle politiche energetiche, alle attività estrattive, allo
smaltimento dei rifiuti e alle aree
protette
VIII Legislatura
»
24,25
»
25
Lonigro
Giampaolo
Marmo Nicola
Silvestris
Cioce, segretario
Frisullo, Vicepresidente della
Giunta regionale e assessore alle
attività produttive, all'industria,
all'industria energetica, all'artigianato, al commercio, all'innovazione tecnologica, alle fiere e ai
mercati
Proposta di legge dell’Ufficio
di presidenza “Modifica della
legge regionale n. 8 dell’11
maggio 1993, recante per oggetto: ‘Patrocinio del Presi-
Atti consiliari della Regione Puglia
– 3 –
SEDUTA N° 58
RESOCONTO STENOGRAFICO
Presidente
Stefàno, relatore
dente del Consiglio regionale a
manifestazioni di particolare
interesse e di notevole rilevanza
istituzionale’”
Presidente
Ventricelli, relatore
DDL n. 21 del 23/05/2006 “Trasferimento alle Province della
competenza amministrativa in
materia di esercizio dell’attività
di agenzie di viaggio e turismo”
6 NOVEMBRE 2007
pag.
»
46
46
Esame articolato
pag.
»
45
45
»
46
Esame articolato
Presidente
VIII Legislatura
Presidente
Manni
Stefàno, relatore
De Santis
Sannicandro
Saccomanno
Silvestris
Attanasio
Brizio
Marmo Nicola
Ostillio, assessore al turismo e
all’industria alberghiera
» 48,51,56,57,58
»
49
»
50,51
»
50,57
»
51,55
»
52
»
52,53,56
»
52
»
53,54
»
53
»
55,57
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 58
– 5 –
VIII Legislatura
RESOCONTO STENOGRAFICO
PRESIDENZA DEL
PRESIDENTE PEPE
PRESIDENTE. La seduta è aperta (ore
11,40).
Processo verbale
PRESIDENTE. Do lettura del processo
verbale della seduta n. 57 del 18 ottobre 2007:
Presidenza del Presidente Pepe
indi del Vicepresidente Mineo
indi del Presidente Pepe
La seduta ha inizio alle ore 11,10 con la lettura e l’approvazione del processo verbale della seduta del 16/10/2007.
Hanno chiesto congedo i consiglieri Cassano, Cioce, Gentile, Introna, Tarquinio, Silvestris, Vadrucci e il Presidente della Giunta
Vendola.
Viene data lettura di un’assegnazione alla
Commissione.
Primo argomento in discussione è la Pdl
d’iniziativa popolare e dei Consigli comunali
di Stornarella, Carosino e Grottaglie “Disciplina per lo smaltimento dei rifiuti speciali
pericolosi e non pericolosi, prodotti al di fuori
della regione Puglia, che transitano nel
territorio regionale e sono destinati a impianti
di smaltimento siti nella regione Puglia”.
Il consigliere Mita, Presidente della V
Commissione consiliare, svolge la relazione.
Nella discussione generale intervengono i
consiglieri Mineo, Saccomanno, Zullo, Palese,
Borraccino, Marmo G., Stefàno, Manni, Ventricelli, Maniglio. Segue la replica dell’assessore
Losappio.
Il Consiglio procede con l’esame
dell’articolato. Al termine, la pdl posta ai
voti è approvata a maggioranza con
l’astensione del consigliere Stefàno (risultano assenti i Gruppi GpA, Idv e il consigliere Surico).
L’assessore Losappio chiede che la legge
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Servizi di resocontazione parlamentare
6 NOVEMBRE 2007
venga dichiarata urgente. La richiesta, posta ai
voti, è approvata all’unanimità (risultano assenti i Gruppi GpA, Idv e il consigliere Surico).
Secondo argomento in discussione è “Effettuazione referendum consultivo delle popolazioni interessate sulla proposta di legge a firma
dei consiglieri Loperfido e Brizio ‘Istituzione
del Comune di Carbonara’”. Il consigliere
Chiarelli, Presidente della VII Commissione,
svolge la relazione.
Nella discussione generale intervengono i
consiglieri Olivieri, De Santis, Chiarelli, Tagliente, Manni, Costantino, Visaggio e Canonico (ai sensi dell’art. 49 del Regolamento interno i consiglieri Frisullo e Mineo si allontanano dall’Aula informandone gli Uffici della
Segreteria).
La delibera per l’effettuazione del referendum, posta ai voti, è approvata a maggioranza
con il voto contrario dei Gruppi P. della Rifondazione comunista, P. dei Comunisti italiani, Italia dei valori e dei consiglieri Canonico,
Costantino e Dicorato e l’astensione dei
Gruppi UDEUR, SA e dei consiglieri Tagliente, Giampaolo e Montanaro (risultano assenti i
Gruppi Verdi, SDI e i consiglieri Surico, Frisullo e Mineo).
Terzo argomento in discussione è
l’effettuazione del referendum consultivo delle
popolazioni interessate sulla proposta di legge
a firma dei consiglieri Loperfido e Brizio “Istituzione del Comune di Palese S. Spirito”. La
relazione del consigliere Chiarelli, Presidente
della VII Commissione, viene data per letta.
La delibera per l’effettuazione del referendum, posta ai voti, è approvata a maggioranza
con il voto contrario dei Gruppi P. della Rifondazione comunista, P. dei Comunisti italiani, Italia dei valori e dei consiglieri Canonico,
Costantino e Dicorato e l’astensione dei
Gruppi UDEUR, SA e dei consiglieri Tagliente, Giampaolo e Montanaro (risultano assenti i
Gruppi Verdi, SDI e i consiglieri Surico, Frisullo e Mineo).
Quarto argomento in discussione è la pro-
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 58
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RESOCONTO STENOGRAFICO
posta di legge Borraccino, Ventricelli, Attanasio, Canonico, Cassano, Damone, Lonigro,
Pentassuglia e Romano “Disciplina del regime
di deroga in attuazione della legge 3 ottobre
2002, n. 221 (Integrazione alla legge 11 febbraio 1992, n. 157) e dell’articolo 9 della direttiva comunitaria n. 79/409/CEE”. La relazione del consigliere Ventricelli, Presidente
della II Commissione, viene data per letta (rientrano in Aula i consiglieri Frisullo e Mineo).
Nella discussione generale intervengono i
consiglieri Borraccino e Marmo G..
Il Consiglio procede con l’esame
dell’articolato. Al termine la pdl, posta ai voti,
è approvata a maggioranza con l’astensione
del consigliere Manni (risultano assenti i
Gruppi Nuovo PSI, l’Italia di mezzo e il consigliere Canonico).
Il consigliere Borraccino chiede che la legge venga dichiarata urgente.
Seguono gli interventi dei consiglieri Pentassuglia (sostituzione alla Presidenza del Presidente Pepe con il Vicepresidente Mineo) e
Brizio.
La richiesta d’urgenza, posta ai voti, è approvata all’unanimità (risultano assenti
dall’aula i Gruppi Nuovo PSI, L’Italia di mezzo, la Puglia prima di tutto, Gruppo per le autonomie e i consiglieri Canonico e Surico).
Quinto argomento in discussione è il ddl n.
23/2007 del 02/10/2007 “Terza variazione al
bilancio di previsione per l’esercizio finanziario
2007”. La relazione del consigliere Potì, Presidente della I Commissione, viene data per letta.
Nella discussione generale intervengono i
consiglieri Palese (sostituzione alla Presidenza
del Vicepresidente Mineo con il Presidente Pepe)
e Saccomanno. Segue la replica dell’assessore
Saponaro.
Il Consiglio procede con l’esame
dell’articolato (in sede di votazione
dell’articolo 1 il consigliere Marmo, a norma
di Regolamento, chiede che la votazione avvenga per appello nominale. Il Presidente indice la votazione, il segretario Bonasora proce-
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Servizi di resocontazione parlamentare
VIII Legislatura
6 NOVEMBRE 2007
de all’appello, iniziando da Russo nominativo
estratto a sorte a norma di regolamento. Al
termine il Presidente proclama l’esito della votazione:
Presenti 46 consiglieri
Votanti 36 consiglieri
Astenuti 10 consiglieri (Attanasio, Baldassarre, Chiarelli, Damone, Lospinuso, Marmo,
Palese, Saccomanno, Tagliente e il Presidente
Pepe)
Hanno risposto “si” 36 consiglieri
Risultano assenti i consiglieri Brizio, Canonico, Caroppo, Cera, Congedo, Copertino,
Laurora, Loperfido, Minervini, Riccardi, Rollo, Ruocco, Santaniello, Scalera, Surico e Zullo.
Il Presidente dichiara, quindi, l’articolo 1
approvato).
Il Consiglio prosegue con l’esame
dell’articolato. Al termine, il ddl, posto ai voti,
è approvato a maggioranza dei consiglieri regionali in carica con 36 voti favorevoli e con il
voto contrario dei Gruppi FI, AN (risultano
assenti dall’Aula i Gruppi UDC, DC-Mov.nto
per l’Autonomia, Gruppo per le autonomie,
l’Italia di mezzo, La Puglia prima di tutto, i
consiglieri Surico e Canonico).
L’assessore Frisullo chiede che la legge
venga dichiarata urgente. La richiesta, posta ai
voti, è approvata all’unanimità (risultano assenti dall’Aula i Gruppi UDC, DC-Mov.nto
per l’Autonomia, Gruppo per le autonomie,
l’Italia di mezzo, La Puglia prima di tutto, i
consiglieri Surico e Canonico).
Il Presidente dichiara tolta la seduta.
Il Consiglio sarà convocato a domicilio per
i giorni 6 e 7 novembre p.v..
La seduta termina alle ore 15,35.
Non essendovi osservazioni, il processo
verbale s’intende approvato.
Congedi
PRESIDENTE. Hanno chiesto congedo
l’assessore Gentile e il consigliere Laurora.
Atti consiliari della Regione Puglia
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– 7 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
Non essendovi osservazioni, i congedi
s’intendono concessi.
Risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE. È pervenuta risposta scritta
alle seguenti interrogazioni:
- Marmo N.: “Problematiche diversamente
abili utenti della ASL BAT/1”;
- Attanasio, Saccomanno, Congedo, Lospinuso, Marmo N., Ruocco e Silvestris: “Legge
80/2006 – Richiesta provvedimento per
l’esclusione degli accertamenti di controllo e
di revisione per patologie gravi”;
- Marmo N.: “Bando per l’addetto stampa
alla ASL BAT/1”;
- Palese e Surico: “Campagna di comunicazione istituzionale ‘Cambia la sanità pugliese’”.
Assegnazioni alle Commissioni
PRESIDENTE. Sono state effettuate le seguenti assegnazioni:
Commissione IV
Disegno di legge n. 25 del 15/10/2007 “Riconoscimento delle masserie didattiche”.
Commissione III e VI congiunte
Richiesta parere deliberazione della Giunta
regionale n. 1796 del 31/10/2007 “Figura professionale Operatore socio-sanitario” – Regolamento.
Commissione I (ai sensi dell’art. 10, comma 2, l.r. 11/2007)
Deliberazione della Giunta regionale n.
1646 del 15/10/2007 “Variazione al bilancio di
previsione 2007, art. 42, l.r. 28/2001 e art. 10,
l.r. 11/2007. Iscrizione fondi ministeriali relativi alla legge 8 marzo 2000, n. 53 – art. 6,
comma 4. Annualità 2005”;
Deliberazione della Giunta regionale n.
1647 del 15/10/2007 “Variazione al bilancio di
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Servizi di resocontazione parlamentare
VIII Legislatura
6 NOVEMBRE 2007
previsione 2007, art. 42, l.r. 28/2001 e art. 10,
l.r. 11/2007. Iscrizione fondi ministeriali relativi alla l. 236/1993 (annualità 2006 e 2007)”;
Deliberazione della Giunta regionale n.
1650 del 15/10/2007 “Autorizzazione al Dirigente del Settore agricoltura a impegnare e
liquidare le spettanze a vari ricorrenti, a seguito di sentenze del giudice – Avv. Elia
Domenica”;
Deliberazione della Giunta regionale n.
1729 del 23/10/2007 “Variazione al bilancio di
previsione 2007 - Istituzione nuovi capitoli di
entrata e spesa. Decreto del Ministro per i beni
e le attività culturali del 19 luglio 2007 – Finanziamento statale finalizzato alla realizzazione del Progetto ‘Patto per le attività culturali di spettacolo’”;
Deliberazione della Giunta regionale n.
1732 del 23/10/2007 “Variazione di bilancio di
previsione 2007, art. 42, l.r. 28/2001. Iscrizione fondi del Ministero dei Trasporti relativi al
ripiano disavanzi di cui alla legge 472/1999”;
Deliberazione della Giunta regionale n.
1734 del 23/10/2007 “Legge 23/1996. Piano
triennale edilizia scolastica 2007/2009 - Piano
attuazione annualità 2007 - Patto per la sicurezza. Variazione al bilancio di previsione
2007 ex art. 10 della l.r. 11/2007”;
Deliberazione della Giunta regionale n.
1735 del 23/10/2007 “Art. 10 – l.r. 11/2007 –
Variazione di bilancio 2007 per iscrizione
nuova assegnazione fondi MIUR 2007 - Cap.
2039000 (entrata) e cap. 916025 (spesa)”;
Deliberazione della Giunta regionale n.
1737 del 23/10/2007 “INTERREG III-B
ARCHI-MED 2000-2006. Progetto CYRON
MED. Variazione di bilancio”;
Deliberazione della Giunta regionale n.
1754 del 23/10/2007 “L.r. 6/2004, art. 14 e 15
– Attuazione D.G.R. nn. 1546/2006 e
1390/2006. Interventi di sostegno e di promozione regionale negli ambiti della cultura e dello spettacolo. L.r. 6/2004 – art. 7 – Assegnazione contributo in favore della fondazione
‘Apulia film Commission’. Variazioni compen-
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RESOCONTO STENOGRAFICO
sative l.r. 28/2001, articolo 42, comma 2 e l.r.
11/2007, art. 10, comma 2”;
Deliberazione della Giunta regionale n.
1755 del 23/10/2007 “PIC INTERREG III –
B ARCHIMED 2000-2006. Asse III Misura
3.2 Progetto: ‘THALES’. Approvazione del
progetto. Variazione di bilancio”;
Deliberazione della Giunta regionale n.
1746 del 23/10/2007 “Variazione compensativa fra capitoli rientranti nelle UPB 04.04.01 e
04.04.02 attribuite alla gestione del Settore
demanio e patrimonio”;
Deliberazione della Giunta regionale n.
1757 del 23/10/2007 “variazione al bilancio di
previsione 2007. Iscrizione di fondi a destinazione vincolata – Assegnazione statale per il
Settore apistico - Legge 313/2004, art. 5”.
Commissione I (ai sensi dell’art. 42 ,
comma 2 della l.r. 28/2001)
Deliberazione della Giunta regionale n.
1749 del 23/10/2007 “L.r. 28 del 16/11/2001,
art. 42 – Variazione di bilancio per compensazione tra capitoli di spesa dell’esercizio 2007
del settore E. Government, E. Democracy e
Cittadinanza Attiva”;
Deliberazione della Giunta regionale n.
1758 del 23/10/2007 “Variazione di bilancio
per euro 78.752,82. Contributo in favore delle
Comunità montane della Murgia barese Sud
Est – gioia del Colle e della Murgia Tarantina
– Mottola - ai sensi dell’art. 42, comma 2, l.r.
28/2001 – Esercizio finanziario 2007”.
Commissione I (per conoscenza)
Deliberazione della Giunta regionale n.
1745 del 23/10/2007 “Prelievo dal fondo di
riserva per spese obbligatorie e d’ordine per
fronteggiare la spesa relativa al Bollettino ufficiale della Regione Puglia”;
Deliberazione della Giunta regionale n.
1727 del 23/10/2007 “Contributi in conto capitale a Consorzi di aziende estrattive per la
formazione dei Piani di bacino di attuazione
PRAE”;
Cedat 85
Servizi di resocontazione parlamentare
VIII Legislatura
6 NOVEMBRE 2007
Deliberazione della Giunta regionale n.
1760 del 31/10/2007 “Modifica parziale DGR
736/2007. Variazione compensativa tra
capitoli 1460 e 1260 - UPB Gabinetto”;
Deliberazione della Giunta regionale n.
1763 del 31/10/2007 “Variazione al bilancio
esercizio 2007, con istituzione nuovi capitoli
di entrata e di spesa, ai sensi della l.r. 28/2001
e l.r. 11/2007. Ordinanza n. 3534 del
25/07/2006. Assegnazione contributi per la
prosecuzione degli interventi e dell’opera di
ricostruzione nei territori colpiti dagli eventi
sismici del 1980-81 e 2002”.
Interrogazioni presentate
PRESIDENTE. Sono state presentate le
seguenti
interrogazioni:
- Lospinuso (con richiesta di risposta
scritta): “Vere motivazioni della cessata adesione dopo 22 anni della Regione al Centro di
cultura “Renoir”;
- Marmo N. (con richiesta di risposta
scritta): “Gravi danni all’immagine della Regione attraverso la sofisticazione dell’olio di
oliva”;
- Marmo N. (con richiesta di risposta
scritta): “Disagi presso l’ASL BAT per le liste di attesa”;
- Marmo N. (con richiesta di risposta
scritta): “Licenziamento dell’ing. Spadavecchia dal Consorzio ASI di Bari”;
- Lospinuso (con richiesta di risposta
scritta): “Dirottamento a Bari dei fondi per il
SS. Annunziata di Taranto. Trattamento riservato a Taranto dai governi di sinistra”;
- Ventricelli (con richiesta di risposta
scritta): “Incendio dello stabilimento ‘Plastic
Puglia’ di Monopoli”;
- Marmo N. (con richiesta di risposta
scritta): “ASL/BAT Conferimento incarico
di responsabile delle professioni tecniche
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 58
– 9 –
VIII Legislatura
RESOCONTO STENOGRAFICO
della prevenzione al dott. Domenico Spinazzola”;
- Borraccino (con richiesta di risposta
scritta): “Palazzo dei Celestini di Carmiano
(Le)”;
- Ventricelli e De Santis (con richiesta di
risposta scritta): “Importante scoperta archeologica delle ‘orme di dinosauri’ in territorio di
Altamura”.
Ordine del giorno
PRESIDENTE. L’ordine del giorno reca i
seguenti argomenti:
1) Dimissioni del consigliere Vito Bonasora
dalla carica di consigliere segretario. Presa
d’atto. Elezione di un Consigliere segretario;
2) Interrogazioni e interpellanze urgenti;
3) Interrogazioni e interpellanze;
4) DDL n. 11/2007 del 20/03/2007 “Norme
per il sostegno e lo sviluppo del settore estrattivo” (rel. cons. Mita);
5) DDL n. 24/2007 del 09/10/2007 “Modifica e integrazione dell'articolo 7 della legge
regionale 31 ottobre 2002, n. 18 (Testo unico
sulla disciplina del trasporto pubblico locale)”
(rel. cons. Mita);
6) DDL n. 21 del 23/05/2006
“Trasferimento alle Province della competenza
amministrativa in materia di esercizio
dell'attività di agenzie di viaggio e turismo”
(rel. cons. Stefàno);
7) Proposta di legge Lonigro, De Leonardis, Potì, Pellegrino, Marino, Bonasora, Sannicandro, Damone, Cappellini “Recupero abitativo di sottotetti esistenti” e proposta di legge Ognissanti “Recupero dei sottotetti, dei
porticati, di locali seminterrati ed interventi esistenti e di aree pubbliche non autorizzate”
(rel. cons. Mita);
8) Proposta di legge Potì, Bonasora, Borraccino, Cioce, Lomelo, Mita, Pentassuglia,
Visaggio Norme in materia di riordino del settore farmaceutico (iscritta all’ordine del gior-
Cedat 85
Servizi di resocontazione parlamentare
6 NOVEMBRE 2007
no ai sensi dell’art. 17 del regolamento interno del Consiglio regionale);
9) Conferenza permanente per la programmazione sanitaria e socio-sanitaria regionale –
Designazione di tre Consiglieri regionali, di cui
due in rappresentanza della maggioranza e uno
della minoranza (L.r. 3 agosto 2006, n. 25 art. 3, comma 1);
10) Proposta di legge Ufficio di presidenza
“Modifica della legge regionale n. 8 dell’11
maggio 1993, recante per oggetto: ‘Patrocinio
del Presidente del Consiglio regionale a manifestazioni di particolare interesse e di notevole
rilevanza istituzionale’” (rel. cons. Ventricelli);
11) Ufficio di Presidenza – Proposta di
modifica dell’art. 57 del regolamento interno
del Consiglio (rel. cons. Chiarelli);
12) Proposta di legge statutaria Mineo,
Maniglio, Costantino, Dicorato, Marino, Montanaro, Povia, Riccardi, Romano, Taurino,
Ventricelli “Modifica degli articoli 22 e 44 dello Statuto della Regione Puglia” (rel. cons.
Mineo);
13) Ordine del giorno Marmo N., Saccomanno, Attanasio, Congedo, Lospinuso,
Ruocco, Silvestris del 20/07/2006 “Utilizzo di
trucioli di legno di rovere per l'invecchiamento
del vino”;
14) Ordine del giorno Stefàno, Maniglio,
Pellegrino, Taurino, Caroppo, Vadrucci, Manni, Congedo del 17/07/2007 “Frazionamento
delle opere di ammodernamento della S.S. 275
Maglie-Santa Maria di Leuca e della S.S. 16
Maglie-Otranto in lotti funzionali”;
15) Ordine del giorno Congedo, Caroppo,
Baldassarre, Vadrucci del 17/07/2007 “Problematiche connesse agli stabilimenti balneari”;
16) Ordine del giorno Chiarelli, Franzoso,
Laurora, Baldassarre, Cassano, Damone, Loperfido, Brizio del 27/12/2005 “Adesione alle
proposte di amnistia e indulto”;
17) Ordine del giorno Franzoso, Palese,
Fitto, Cassano, Chiarelli, Damone del
02/02/2006 “Piano regionale di riordino della
rete scolastica - anno 2006-2007”;
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 58
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RESOCONTO STENOGRAFICO
18) Ordine del giorno Palese del 28/02/2006
“Nomina dei Direttori generali delle Aziende sanitarie locali, ai sensi dell1art. 2, comma 5, della legge 1° febbraio 2006, n. 43”;
19) Mozione Lomelo del 21/03/2006 “Tutela degli animali per la produzione di pellicce”;
20) Ordine del giorno Marmo N., Silvestris
del 22/05/2006 “Istituzione di sedi decentrate
dell’Università di Bari e Foggia nella provincia
di Barletta-Andria-Trani”;
21) Ordine del giorno Palese, Baldassarre,
Caroppo, Copertino, Cera, Chiarelli, Damone,
Loperfido, Rollo, Surico, Tagliente, Tarquinio,
Vadrucci, Zullo del 03/07/2006 “AQP: licenziamento 36 lavoratori a tempo determinato”;
22) Mozione Palese, Saccomanno, Damone, Cera, Surico, Loperfido del 16/11/2006
“Legge Finanziaria 2007”;
23) Ordine del giorno Borraccino, Sannicandro, Mita, Manni, Bonasora, De Santis,
Marmo G., Costantino, Gentile, Giampaolo
del 31/07/2006 “Processo di pace in MedioOriente”;
24) Ordine del giorno Borraccino, De
Santis del 25/09/2006 “Rigassificatori in
Puglia”;
25) Ordine del giorno Saccomanno, Palese,
Santaniello, Damone, Loperfido del 09/10/2006
“Dimissioni Ministro Lanzillotta”;
26) Mozione Cioce del 11/10/2006 “Tagli
ai fondi previsti in finanziaria ai danni delle costituende province”;
27) Ordine del giorno Palese del 29/08/2006
“Assunzioni Acquedotto Pugliese”;
28) Ordine del giorno Costantino, Povia,
De Santis del 29/11/2006 “Interventi per il sistema scolastico”;
29) Mozione Palese, Saccomanno, Damone, Cera, Surico del 09/01/2007 “Acquedotto
pugliese s.p.a.”;
30) Mozione De Leonardis, Buccoliero,
Canonico del 24/01/2007 “Interventi a tutela
degli agricoltori pugliesi”;
31) Ordine del giorno Borraccino, De Santis del 22/01/2007 “Riduzione corsi di forma-
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Servizi di resocontazione parlamentare
VIII Legislatura
6 NOVEMBRE 2007
zione per il personale della scuola Sottufficiali
della Marina militare di Taranto”;
32) Ordine del giorno IV Commissione
consiliare del 22/02/2007 “Disposizioni relative al Settore della distribuzione dei carburanti
di cui al decreto- legge 31 gennaio 2007, n. 7”;
33) Mozione Canonico, Buccoliero, De
Leonardis del 02/03/2007 “Piano regionale di
sicurezza stradale”;
34) Ordine del giorno Marmo N. del
15/03/2007 “Problematiche derivanti dai nuovi
adempimenti connessi all’instaurazione di rapporti di lavoro nel settore agricolo”;
35) Mozione Congedo, Saccomanno, Surico, Cera, Marmo N., Ruocco, Lospinuso, Palese, Zullo del 28/03/2007 “Distribuzione del
‘Norlevo’”;
36) Mozione Borraccino, De Santis del
13/04/2007 “Aeroporto Gino Lisa”;
37) Ordine del giorno Maniglio del
17/04/2007 “Emergenza mucillagine in Puglia”;
38) Mozione Borraccino, De Santis del
26/04/2007 “Pozzi irrigui nel territorio di
Adelfia”;
39) Ordine del giorno Palese, Surico del
26/04/2007 “Emergenza mucillagine”;
40) Mozione Palese, Saccomanno, Damone, Cera, Surico del 30/04/2007 “Raddoppio
S.S. 275 Maglie-Santa Maria di Leuca”;
41) Ordine del giorno Maniglio del
02/05/2007 “Solidarietà a Monsignor Bagnasco”;
42) Mozione Giampaolo, Borraccino, Lomelo, Sannicandro, Lonigro, Manni, Potì, Mita, Ventricelli, Bonasora del 17/05/2007 “Servizi di salute riproduttiva”;
43) Ordine del giorno Saccomanno, Marmo
N., Ruocco, Lospinuso, Congedo, Attanasio
del 17/07/2007 “Valorizzazione dei prodotti
agricoli pugliesi”;
44) Ordine del giorno Palese, Baldassarre,
Laurora, Cassano, Tagliente, Rollo del
24/07/2005 “Problematiche del comparto
agricolo”;
45) Ordine del giorno Maniglio, Stefàno,
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 58
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RESOCONTO STENOGRAFICO
Pelillo del 24/07/2007 “Problematiche del
comparto agricolo”;
46) Mozione Palese, Saccomanno, Damone, Cera, Surico, Zullo del 06/09/2007 “Richiesta dimissioni dell'Assessore alla formazione professionale”;
47) Mozione Saccomanno, Zullo, Cera, Palese, Surico, Damone del 20/09/2007 “Costi
della politica”;
48) Mozione Palese, Attanasio, Damone,
Cera, Surico, Zullo del 03/09/2007 “Stanziamento fondi per emergenza rifiuti nella Regione Puglia”;
49) Ordine del giorno Palese, Saccomanno,
Cera, Damone, Surico, Zullo, Loperfido del
20/09/2007 “Spese per incarichi affidati ad esterni da Regione Puglia, Enti Strumentali,
Società Partecipate”;
50) Mozione Potì, De Santis, Lomelo, Sannicandro, Ventricelli del 01/10/2007 “Applicazione nella Regione Puglia della legge n.
40/2004 ‘Norme in materia di procreazione
medicalmente assistita’”;
51) Mozione Potì, Palese, Lonigro, Maniglio, Saccomanno, De Leonardis del
11/10/2007 “Corsi Operatore socio- sanitario”;
52) Ordine del giorno Saccomanno, Lospinuso del 15/10/2007 “Consolidamento del polo universitario Jonico”;
53) Ordine del giorno Maniglio del
22/10/2007 “Soppressione treni da e per
Lecce”;
54) Elezione della rappresentante della
Confartigianato URAP, in seno alla Commissione regionale per le pari opportunità tra uomo e donna in materia di lavoro, in sostituzione della sig.ra Francesca Amoruso, dimessasi
dalla carica (rel. cons. Ventricelli).
La Conferenza dei Capigruppo ha stabilito
il seguente ordine dei lavori. La seduta odierna
si interromperà alle ore 14, per poi completare
i suoi lavori alle ore 18. Per quanto riguarda la
seduta di domani, auspico che cominci
all’orario di convocazione, vale a dire alle ore
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Servizi di resocontazione parlamentare
VIII Legislatura
6 NOVEMBRE 2007
10, con l’ordine del giorno così come è stato
concertato.
Annuncio che i giorni 20 e 21 novembre si
terrà nuovamente Consiglio regionale e nel
corso di una delle due giornate il Governo assicurerà la presenza del Presidente e degli assessori per la discussione di alcune interrogazioni urgenti. Nella stessa seduta sarà iscritta
all’ordine del giorno la discussione del piano
energetico.
A partire dalla prossima settimana, l’attività
del Consiglio si svolgerà particolarmente durante la mattinata, fino ad una certa ora, dunque avremo la necessità di convocare più spesso il Consiglio regionale, per poter consentire,
anche nel pomeriggio, la convocazione delle
Commissioni e accelerare, quindi, il lavoro da
parte dei Presidenti delle stesse.
Commemorazione per la morte del giornalista Enzo Biagi e di cinque connazionali
per incidenti sul lavoro
PRESIDENTE. Colleghi consiglieri, questa
mattina si è spento Enzo Biagi, giornalista e
scrittore, prolifico testimone del nostro tempo
che ha attraversato la storia del ‘900, dalla lotta partigiana alle vicende dell’Italia contemporanea.
Ha formato una generazione di giornalisti,
ai quali, anche con le vicende della sua vita, ha
trasmesso il valore fondamentale, vale a dire la
necessità etica di saper dire di no, di non abbassare la testa dinanzi ai poteri di ogni tipo e
di ogni colore.
Con lui scompare un grande italiano.
Nella giornata di ieri, cinque nostri connazionali hanno perso la vita per incidenti sul lavoro. Da nord a sud diventa sempre più urgente fronteggiare questa che, al pari della questione sicurezza, rappresenta certamente una
emergenza nazionale.
Tra le vittime del cattivo lavoro vi è una
donna, madre di cinque figli: una tragedia nella
tragedia.
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 58
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VIII Legislatura
RESOCONTO STENOGRAFICO
Le Istituzioni e le parti sociali devono concertare e realizzare politiche adeguate per
fronteggiare questa emergenza, per salvaguardare la vita ed esaltare la dignità del lavoro.
Vi prego di osservare un minuto di raccoglimento.
(L’Assemblea osserva un minuto di raccoglimento).
Per fatto personale
PALESE. Domando di parlare per fatto
personale.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PALESE. Signor Presidente, colleghi consiglieri, chiedo scusa per aver preso la parola
per motivi personali, ma mi corre l’obbligo di
portare a conoscenza lei e l’intera Aula di un
fatto molto grave accaduto in questi giorni.
Nei giorni scorsi, insieme al collega Baldassarre, ho inoltrato una interrogazione consiliare, tesa a conoscere le vere ragioni per le quali
nel Salento assistiamo ad enormi ritardi nella
gestione complessiva del sistema dei rifiuti,
con conseguenti enormi disagi per i cittadini.
Dopo aver letto sulla stampa il contenuto
della nostra iniziativa, il Presidente della Provincia di Lecce, il l’avv. Pellegrino, il 3 novembre scorso ha comunicato, a mezzo stampa, la sua decisione di querelarci per calunnia.
Signor Presidente, do lettura a lei e a
quest’Aula prima del testo della nostra Costituzione e, in seguito, di quello dello Statuto
della Regione.
L’articolo 122 della Costituzione italiana, al
comma 4, recita come segue: «I consiglieri regionali non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati
nell’esercizio delle loro funzioni». L’articolo
38 dello Statuto della Regione Puglia, al
comma 2, recita: «Il consigliere regionale non
può essere chiamato a rispondere delle opinio-
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Servizi di resocontazione parlamentare
6 NOVEMBRE 2007
ni espresse e dei voti dati nell’esercizio delle
sue funzioni».
Signor Presidente, conosciamo tutti la fama
del Presidente Pellegrino, come esimio avvocato del foro di Lecce, quindi siamo certi che
anche lui conosca bene sia la Costituzione italiana, sia il testo dello Statuto della Regione
Puglia. Pertanto, siamo certi che il Presidente
Pellegrino conosca le prerogative e i diritti dei
consiglieri regionali, nell’esercizio delle proprie funzioni, come quello esercitato dal consigliere Baldassarre e da chi vi sta parlando,
firmatari dell’interrogazione e del comunicato
stampa.
Se il Presidente Pellegrino pensa davvero di
poterci querelare, noi chiediamo l’intervento e
la tutela del Presidente del Consiglio, e del
Consiglio medesimo tutto, in difesa delle prerogative che la Costituzione e lo Statuto assegnano a ciascuno di noi.
La nostra attività merita rispetto. Le Istituzioni, e in primis la Presidenza del Consiglio
regionale, devono intervenire a difesa del lavoro dei consiglieri regionali – siano essi di maggioranza o di opposizione – che non può essere attaccato da nessuno, a maggior ragione da
rappresentanti di altre Istituzioni.
Siamo, quindi, in presenza di una emergenza non solo ambientale, ma soprattutto democratica. Se invece, minacciando di querelarci, il
Presidente Pellegrino voleva tentare di intimorirci, o di farci desistere dalla nostra battaglia
politica, in favore dei cittadini del Salento, che
da oltre due anni conduciamo esattamente sullo stesso tema nei medesimi termini, ci troviamo costretti a rispondere, a chiare lettere, che
non cederemo in tal senso. Difatti, continueremo a svolgere, presso tutte le sedi amministrative competenti, la nostra attività di monitoraggio e controllo: questo è il nostro compito e ciò che i cittadini che ci hanno votato si
aspettano da noi.
A seguito delle minacce avanzate dal Presidente Pellegrino, la nostra azione verrà enormemente intensificata. Non ci lasceremo inti-
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 58
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RESOCONTO STENOGRAFICO
morire: il Presidente Pellegrino ha sbagliato
bersaglio. Tra l’altro, il Presidente Pellegrino
ha dei precedenti specifici, in merito allo spregio delle norme costituzionali e statutarie sui
diritti dei consiglieri regionali.
Tutti ricorderanno l’occasione in cui chiedemmo, all’avvocato Pellegrino, Presidente
pro tempore delle terme di Santa Cesarea, di
metterci a disposizione gli atti riguardanti una
serie di procedimenti, che abbiamo poi scoperto essere già all’attenzione della Procura di
Lecce. Allora l’avvocato Pellegrino ci rispose
con un netto rifiuto. Solo dopo che la Commissione per l’accesso agli atti, istituita presso
la Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha ritenuto fondata la nostra richiesta, abbiamo potuto leggere le carte e intuire anche le ragioni
della strenua ostinazione a negarcele.
Non commento i suddetti atti, in quanto
sono già in possesso della magistratura inquirente, e non ho l’abitudine di sovrapporre considerazioni politiche al lavoro dei giudici. Secondo me, infatti, pur rivendicando una autonoma attività della classe politica, anche di
fronte a fatti di interesse giudiziario, non è costituzionalmente corretto interferire nelle indagini che trovano come fondamento altre ragioni giustificatrici, e non le sole considerazioni di opportunità politica.
Sotto altro aspetto, poi, non è pensabile
che la Procura diventi contestualmente il luogo dove pretendere un visto di legittimità dei
propri atti, come pure di recente l’avvocato
Pellegrino ha inteso fare. Nessuno deve strumentalizzare l’attività dei giudici che, sono
certo, non si lasceranno condizionare nel rilasciare attestati di buona condotta sull’attività
politica.
Qui è in gioco il munus di consigliere regionale. Per questo motivo chiediamo di essere difesi e tutelati dalla Presidenza del Consiglio regionale.
Ovviamente, ove questo non fosse fatto,
provvederemo autonomamente ad avviare
questo passaggio formale.
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VIII Legislatura
6 NOVEMBRE 2007
PRESIDENTE. Ho consentito al collega
Palese, nella sua legittimità, di illustrare questo
tema. Ovviamente, desidero acquisire gli atti,
perché ignoro il contenuto delle interrogazioni
che i colleghi consiglieri hanno presentato.
Ricordo al collega Palese e all’intera Assemblea che l’articolo 39 a cui si è fatto riferimento
contiene due punti importanti: in primo luogo, «il
consigliere regionale, al fine di ottenere notizie e
informazioni utili all’esercizio del proprio mandato elettivo, esercita il diritto di accesso agli
uffici e agli atti della Regione, delle Amministrazioni pubbliche, aziende e società da esse
controllate e partecipate e dei concessionari di
pubblici servizi regionali e ha diritto, altresì, a
prendere visione e a ottenere immediatamente
copia dei provvedimenti e dei relativi atti preparatori, compresi quelli in essi richiamati, a
eccezione degli atti ufficialmente elencati tra
quelli interdetti all’accesso, nonché degli elenchi periodici dei provvedimenti stessi»; il
comma 4, poi, recita: «Il consigliere regionale,
nell’esercizio del diritto di accesso, è tenuto ad
osservare le norme sulla tutela delle persone e
di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati
personali».
Io non so se possano esserci diffamazioni.
Chiedo cortesemente che mi si metta nelle
condizioni di avere a disposizione la documentazione necessaria, affinché possa far
presente al Presidente della Provincia i limiti
di ogni azione.
Al di là delle conoscenze dei singoli consiglieri regionali, che hanno la fortuna di essere
anche consiglieri provinciali e che, quindi, conoscono il problema, proprio perché si trattava
di una riaffermazione della tutela delle prerogative dei consiglieri, in questa occasione ho
consentito l’intervento del consigliere Palese.
Tuttavia, in questo momento non ravviso la
necessità di aprire un dibattito, tenuto conto
che, alla luce delle carte e degli eventi successivi, decideremo quale strada seguire.
Rimarco che la mia non è un’affermazione
di parte, ma di principio. Non sto dando ra-
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 58
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VIII Legislatura
RESOCONTO STENOGRAFICO
gioni o torto: semplicemente non consento
l’apertura di un dibattito sull’argomento.
Collega Marmo, anch’io voglio sapere che
cosa sta succedendo. Ognuno di voi ha a disposizione gli strumenti per conoscere tutto…
MARMO Nicola. Signor Presidente, non si
può negare agli altri consiglieri la possibilità di
controbattere o di lasciare a verbale una dichiarazione. A noi interessa ciò che dirà il collega Potì.
PRESIDENTE. Certamente, ma io sto cercando di far rispettare il Regolamento.
Per far fronte all’esigenza di riaffermazione
di una condizione del consigliere regionale ho
consentito la lettura di questo documento.
Non posso aprire la discussione – almeno,
questo è il mio punto di vista – perché siamo
in assenza degli elementi di base e senza
l’opportuna conoscenza, al momento, non
possiamo affrontare un dibattito di tal genere.
SILVESTRIS. Signor Presidente, richiamo
l’articolo 45 del Regolamento.
PRESIDENTE. Il Regolamento parla di
questione pregiudiziale. L’argomento non esiste. Avete a vostra disposizione gli strumenti,
quindi potete presentare le interrogazioni. Non
consentirò a nessuno di intervenire su questo
tema.
Ho dato la parola al collega Palese perché
aveva la necessità di ribadire lo status di consigliere, non per entrare nel merito. Mi dispiace, ma intendo chiudere qui questo argomento, con rispetto per tutti i presenti.
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auguro che ciò avvenga per altri duecentocinquanta anni – e proprio per questo motivo non
voglio indisporla, quindi non entrerò nel merito dell’intervento del collega Palese.
Il mio richiamo al Regolamento nasce dal
fatto che, dopo aver ascoltato il riferimento
esposto dal collega Palese, ho letto l’articolo
56 e ho notato che non è regolamentata la
possibilità di condividere e sottoscrivere interrogazioni già presentate e protocollate da altri
colleghi. Procedendo a memoria, mi pare di
ricordare che, in assenza di alcuni colleghi, era
sufficiente che altro collega sottoscrivesse e
facesse propria in Aula un’interrogazione, perché questa vivesse e non fosse ritirata.
Siccome questo punto non è contemplato
dal Regolamento, ho chiesto la parola per sapere se questa prassi sia applicabile e, in caso
positivo, per comunicare formalmente che i
consiglieri presenti del Gruppo di AN, ossia
chi vi parla e i colleghi Saccomanno, Lospinuso, Congedo, Ruocco e Marmo Nicola intendono sottoscrivere l’interrogazione presentata
dai colleghi Palese e Baldassarre, oggetto di
minacce da parte del Presidente della Provincia, il dottor Pellegrino, perché la querela sia
eventualmente estesa anche a noi.
PRESIDENTE. Dichiaro conclusa la questione, dal momento che le interrogazioni non
sono state presentate a noi, ma alla Provincia
di Lecce. Quando saranno presentate anche a
questa Presidenza, il collega Palese le farà sottoscrivere a tutti coloro che lo vorranno.
Dimissioni del consigliere Vito Bonasora
dalla carica di consigliere segretario. Presa
d’atto. Elezione di un Consigliere segretario
SILVESTRIS. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SILVESTRIS. Signor Presidente, sa quanto io tenga acché lei goda di buona salute e di
tanta serenità – finché il Signore lo vorrà, e mi
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Servizi di resocontazione parlamentare
PRESIDENTE. L’ordine del giorno, al
punto n. 1), reca: «Dimissioni del consigliere
Vito Bonasora dalla carica di consigliere segretario. Presa d’atto. Elezione di un Consigliere segretario».
Comunico al Consiglio che il consigliere
Atti consiliari della Regione Puglia
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RESOCONTO STENOGRAFICO
Bonasora ha inviato, in data 19 ottobre 2007,
una lettera di dimissioni dalle funzioni di consigliere segretario. Naturalmente, con questa
lettera il collega Bonasora ringrazia e saluta il
Consiglio.
Desidero, naturalmente, associarmi al ringraziamento, che altri colleghi hanno già espresso, nei riguardi del collega Bonasora, il
quale ha svolto con molta diligenza e serietà le
funzioni di consigliere segretario. Pertanto, gli
rinnovo tutta la mia stima, il mio affetto e la
mia amicizia.
Ha facoltà di parlare il consigliere Bonasora.
BONASORA. Signor Presidente, colleghi
consiglieri, intervengo per confermare le mie
dimissioni dalle funzioni di consigliere segretario dell’Ufficio di Presidenza.
Ho inviato una lettera ai Presidenti dei
Gruppi consiliari, della quale do lettura: «Caro
Presidente, ho avuto l’onore, al di là delle circostanze legate alle trattative politiche, svoltesi all’indomani delle elezioni del 2005, di essere stato eletto dai consiglieri regionali a ricoprire, nell’Ufficio di Presidenza del Consiglio
regionale, l’incarico di consigliere segretario.
Questo è stato un incarico che mi ha portato a conoscere dall’interno, vivendo una straordinaria esperienza, il meccanismo dell’Assemblea
regionale, insieme ai Vicepresidenti, Luciano
Mineo e Luciano Tarquinio, e al collega consigliere segretario, Tommaso Attanasio, dei
quali ho potuto personalmente apprezzare la
professionalità, la competenza e l’umanità.
Doti, queste, che hanno reso l’Ufficio di Presidenza, grazie al saggio lavoro svolto dal Presidente del Consiglio, un particolare luogo nel
quale si è sempre respirato un clima cordiale
che ha reso più facile lo svolgimento del lavoro, soprattutto nei momenti più difficili.
Le motivazioni alla base delle mie dimissioni sono interamente di natura politica. Gli avvenimenti che hanno caratterizzato l’attuale
stagione politica nel nostro Paese, come è noto, hanno fatto maturare in me una scelta poli-
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tica, che mi ha portato ad aderire alla fase costituente del Partito Democratico.
Questa scelta ha inciso in maniera determinante sulla mia identità politica, maturando sostanzialmente quella con la quale ero stato eletto nelle file dell’Italia dei Valori, seppur
come indipendente, nel Consiglio regionale
della Puglia nell’aprile del 2005.
A quella originaria identità era legata la mia
presenza all’interno dell’Ufficio di Presidenza.
Questa circostanza non posso sottacerla, nel
rispetto delle regole politiche, seppur non
scritte.
Pertanto, comunico al Consiglio regionale,
tramite il Presidente del Consiglio, che rassegno le mie dimissioni da consigliere segretario
dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, in quanto è venuta meno la ragione politica che aveva determinato la scelta della mia
persona a ricoprire tale incarico.
Nel contempo, colgo l’occasione per comunicare che sto formalizzando anche lo scioglimento del Gruppo Italia dei Valori
all’interno del Consiglio regionale.
Sono personalmente e profondamente
rammaricato nell’assumere questa decisione,
ma ritengo che sia necessaria ed opportuna,
anche per non determinare ulteriori polemiche
da parte di chi, anche all’interno del mio ex
partito, intende le scelte politiche, seppur personali, occasione di contesa e motivo per innalzare inutili e sterili barricate.
All’intero Ufficio di Presidenza va il mio
saluto e a ciascuno il mio grazie per aver condiviso l’amicizia, prima ancora che un rapporto di impegno istituzionale. Non è formale, ma
sostanziale l’affettuoso saluto, con i medesimi
sentimenti di stima e di amicizia, che rivolgo al
Segretario generale, dottor Guaccero, alla dottoressa Vernola e, soprattutto, all’intera struttura della Presidenza del Consiglio regionale.
Vorrei citarli tutti e ringraziarli singolarmente, ma mi limito a dire che tra l’Ufficio di
Presidenza e l’intera struttura burocratica si è
creata, nel corso di questi due anni, una splen-
Atti consiliari della Regione Puglia
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RESOCONTO STENOGRAFICO
dida rete di collaborazione, sia sul piano qualitativo, sia, soprattutto, su quello quantitativo.
A trarne ricco giovamento è stata l’Istituzione
regionale. Non sarebbe stato possibile creare
una rete e un servizio di alta qualità se non ci
fosse stata competenza nei dirigenti, nei funzionari e, soprattutto, in chi, per motivi legati
solamente alle contingenze della vita, si ritrova
a ricoprire un livello più basso.
A questi ultimi dev’essere finalmente riconosciuta, anche sul piano formale, l’assoluta
competenza più volte apprezzata dall’intero
Ufficio di Presidenza».
Saluto quindi lei, signor Presidente,
l’intero Ufficio di Presidenza e l’intero Consiglio regionale, con il quale ho lavorato in maniera splendida.
ZULLO. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ZULLO. Signor Presidente, nella mia qualità di Capogruppo, ho ricevuto la lettera di dimissioni del collega Bonasora, e vi confesso
che mi ha molto colpito, perché rappresenta
un gesto nobile, uno di quelli che raramente si
vedono in politica. Mi ha colpito il suo modo
di porsi di fronte all’intero Ufficio di Presidenza, così come dinanzi ai suoi collaboratori.
Pertanto, ritengo che questa signorilità vada
premiata.
D’altronde, se lei stesso ha affermato che il
collega Bonasora ha ben operato, è stato diligente, uno dei colleghi più attivi, credo che tali
condizioni andrebbero premiate. Il mio voto lo
esprimerò per una riconferma del ruolo del
collega Bonasora all’interno dell’Ufficio di
Presidenza. Mi auguro che questo mio voto
sia da stimolo per la maggioranza, così come
per la minoranza.
POTI’. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
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POTI’. Signor Presidente, intervengo
anch’io per esprimere l’apprezzamento e per
sottolineare il grande valore del gesto del collega Bonasora, a nome di tutti i colleghi della
maggioranza, del Partito Democratico e dei
colleghi del cosiddetto “loggione” (lo dico solo per sdrammatizzare).
Io stesso avevo pregato, anche a nome di
altri colleghi, il collega Bonasora di desistere.
A tal proposito, avevamo anche in mente di
respingere le sue dimissioni, perché il collega
Bonasora ha ricoperto questo ruolo con grande attaccamento e con rilevante significato politico. Purtroppo, il consigliere Bonasora ha
chiaramente affermato di voler insistere nelle
sue dimissioni, e noi intendiamo rispettare la
sua volontà. Tuttavia, spero che questa sia anche l’occasione per rivalutare il senso della politica e il valore dei comportamenti dei consiglieri, compreso naturalmente in primis quello
del consigliere Bonasora.
Con riferimento alle prerogative dei consiglieri, mi permetto di sottolineare, signor Presidente del Consiglio, che noi siamo, della sinistra, tra coloro i quali hanno pagato anche con
il sangue la difesa della parola dei deputati e
dei consiglieri, nelle Istituzioni. Pertanto, non
saremo noi a non prestare attenzione a coloro
i quali vogliono conculcare il silenzio ai consiglieri e ai deputati. Nella nostra tradizione persistono i grandi valori della parola e della denuncia, ma l’arbitrio e la calunnia rappresentano il limite della denuncia stessa. È questo il
punto di vista che volevo far conoscere, in
particolare, al collega Palese. Difatti, se avesse
prestato attenzione alla rassegna stampa di
questa mattina, avrebbe appreso che nel Consiglio provinciale svoltosi nella giornata di
ieri questi temi sono stati abbondantemente
superati.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il
consigliere Bonasora.
BONASORA. Signor Presidente, desidero
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SEDUTA N° 58
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VIII Legislatura
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ringraziare tutti gli attestati di stima nei confronti della mia persona, giuntimi anche tramite lettere, che ho fortemente gradito. Tuttavia,
devo confermare l’irrevocabilità delle mie dimissioni e, soprattutto, ribadire che non sono
candidabile nuovamente alla carica di consigliere segretario dell’Ufficio di Presidenza.
Pertanto, vi invito a desistere dal votarmi.
MANIGLIO. Domando di parlare.
MANIGLIO. Per il suo comportamento assolutamente irreprensibile, per la nomina del
nuovo consigliere segretario la maggioranza
indica il nome del collega Giuseppe Cioce.
PRESIDENTE. Colleghi, dobbiamo innanzitutto prendere atto delle dimissioni. Dopodiché passeremo alla valutazione dell’eventuale
proposta e alla votazione del nuovo consigliere segretario.
PRESIDENTE. Indìco la votazione a scrutinio segreto per la nomina del consigliere segretario.
Invito i commessi a distribuire le schede e il
segretario ad effettuare l’appello.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PALESE. Domando di parlare.
ATTANASIO, segretario, fa la chiama.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Prendono parte alla votazione i consiglieri:
Attanasio,
Bonasora, Buccoliero,
Cappellini, Costantino,
De Leonardis, De Santis, Dicorato,
Frisullo,
Introna,
Loizzo, Lomelo, Lonigro, Losappio,
Maniglio, Manni, Marino, Marmo G., Mineo, Mita, Montanaro,
Ognissanti, Olivieri,
Pelillo, Pentassuglia, Potì, Povia,
Riccardi, Romano, Russo,
Sannicandro,
Taurino, Tedesco,
Vendola, Ventricelli, Visaggio,
Zullo.
PALESE. Per la presa d’atto chiedo che si
voti a scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Trattandosi di dimissioni
irrevocabili, riterrei più opportuno procedere
alla votazione per alzata di mano. Non si
può sindacare sulla volontà espressa da parte di un consigliere di rassegnare le proprie
dimissioni.
Se involontariamente posso avervi indotto
a sbagliare, con una dichiarazione errata, comunico che il Regolamento non contempla una
modalità specifica di votazione. Il Consiglio
deve prendere atto delle dimissioni del consigliere segretario uscente e procedere all’elezione del
subentrante. Solo allora potremo decidere la
modalità di elezione del nuovo consigliere segretario.
Pongo ai voti la presa d’atto delle dimissioni del consigliere Vito Bonasora dalla carica di
consigliere segretario.
Il Consiglio prende atto.
Passiamo all’elezione del nuovo consigliere
segretario. La votazione avverrà per scrutinio
segreto.
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Servizi di resocontazione parlamentare
Si sono astenuti i consiglieri:
Cioce,
il Presidente Pepe.
Sono in congedo i consiglieri:
Gentile,
Laurora.
Risultano assenti i consiglieri:
Borraccino,
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 58
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RESOCONTO STENOGRAFICO
Canonico, Cera, Chiarelli, Congedo,
Giampaolo,
Loperfido,
Minervini,
Pellegrino,
Rollo,
Stefàno, Surico,
Tagliente, Tarquinio,
Vadrucci.
Non partecipano al voto i consiglieri:
Baldassarre, Brizio,
Caroppo, Cassano, Copertino,
Damone,
Lospinuso,
Marmo N.,
Palese,
Ruocco,
Saccomanno, Santaniello, Scalera, Silvestris.
PRESIDENTE. Ultimate le operazioni di
voto, comunico il risultato della votazione:
Consiglieri presenti
Consiglieri votanti
Consiglieri astenuti
Schede bianche
Non partecipano al voto
53
37
2
1
14
Hanno riportato voti:
Cioce
Bonasora
35
1
Risulta pertanto eletto consigliere segretario il collega Giuseppe Renato Cioce, che invito a prendere posto al tavolo della Presidenza.
Ha facoltà di parlare il consigliere Cioce.
CIOCE. Signor Presidente del Consiglio,
mi rivolgo soprattutto a lei, perché con lei avrò l’onore di collaborare. Non posso, e peraltro non voglio, nascondere l’emozione che sto
provando a seguito di questa nomina. Si tratta
della mia prima esperienza politica. Poter sali-
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VIII Legislatura
6 NOVEMBRE 2007
re insieme a voi, nel Consiglio di Presidenza,
mi sembra un pensiero al di là e al di sopra di
ogni mia immaginazione.
Signor Presidente, in merito ai grandi e importanti doveri che dovremo affrontare nei
prossimi anni, spero di essere all’altezza
dell’importante incarico che mi avete assegnato, che mi auguro di portare a compimento nel
miglior modo possibile.
Faccio subito una mia dichiarazione, al di là
del mero istituzionalismo della carica. Sarò
davvero, così come lo è il collega Attanasio, il
segretario a servizio di tutti consiglieri.
La mia funzione sarà mantenuta ed espletata senza alcuna ovvia distinzione di casacca,
senza alcuna partecipazione di Tizio o di Caio.
Certamente con le mie forze e con le mie scarse capacità cercherò di essere vicino a ciascuno di voi, ad ogni consigliere regionale che intenda avere, con l’Ufficio di Presidenza, un
proprio rapporto.
Signor Presidente, ringrazio innanzitutto i
consiglieri che mi hanno votato e anche coloro
i quali non mi hanno votato. Ringrazio anche il
collega Bonasora che, per quello che andrò a
fare, rappresenterà sempre per me un esempio
di lealtà, di umiltà, di profonda cordialità nel
rapporto personale. Cercherò di imitarlo per
quelle che saranno le mie possibilità e cercherò
di non deludere tutti i colleghi che mi hanno
votato.
PRESIDENTE. Collega Cioce, a nome
dell’intero Consiglio le auguro buon lavoro.
La invito a prendere posto tra i banchi
dell’Ufficio di Presidenza.
DDL n. 11/2007 del 20/03/2007 “Norme
per il sostegno e lo sviluppo del settore estrattivo”
PRESIDENTE. Come da intese precedentemente raggiunte, i punti nn. 2) e 3) all’ordine
del giorno verranno trattati nelle sedute del 20
e 21 novembre prossimi.
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 58
– 19 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
L’ordine del giorno, al punto n. 4), reca:
«DDL n. 11/2007 del 20/03/2007 “Norme per
il sostegno e lo sviluppo del settore estrattivo”».
Ha facoltà di parlare il relatore.
MITA, relatore. Signor Presidente, colleghi
consiglieri, il presente disegno di legge che si
sottopone all’attenzione del Consiglio regionale si prefigge non solo di sostenere ma anche di favorire lo sviluppo economico con
l’introduzione
di
processi
innovativi
nell’estrazione e nella lavorazione dei prodotti minerari.
Il disegno di legge contempera gli aspetti
economici con gli interessi generali della salvaguardia ambientale nella Regione Puglia.
L’articolo 1 prevede che l’assessorato si doti
di tutti quegli strumenti necessari per una concreta e incisiva attività di promozione delle
produzioni regionali di pietre ornamentali e da
costruzione, al fine di sostenere la competitività sui mercati nazionali ed esteri.
La Giunta regionale, su proposta
dell’assessore competente per materia, approva annualmente gli specifici programmi in merito alle iniziative previste e alle relative previsioni di spesa. Al fine di favorire le condizioni
per una più incisiva politica dell’ambiente, la
Regione predispone specifici studi di settore
avvalendosi di qualificati soggetti istituzionali
per valutare le potenzialità dei giacimenti pugliesi, per determinare i volumi di coltivazione,
al fine di valutare il pregio dei prodotti e
l’individuazione della loro dislocazione sul territorio pugliese.
L’articolo 3 concede aiuti finanziari in conto interesse ai consorzi di piccole e medie imprese del settore estrattivo (imprese pugliesi)
per favorire la ricerca, il trasferimento tecnologico, l’innovazione tanto da contribuire alla
crescita economica, rafforzare la competitività,
aumentare l’occupazione, favorire la tutela e la
salvaguardia dell’ambiente.
L’articolo 4 regolamenta le procedure di
accesso agli aiuti, attraverso regolamenti at-
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VIII Legislatura
6 NOVEMBRE 2007
tuativi contenenti le condizioni e le modalità di
accesso all’aiuto, la dotazione finanziaria e
quant’altro necessario all’effettiva applicabilità del regime.
Le imprese costituenti il Consorzio avranno
l’obbligo di garantire sia il rispetto delle disposizioni contrattuali e previdenziali, sia la sicurezza negli ambienti di lavoro, sia le norme per
il diritto al lavoro dei disabili, pena la revoca
degli aiuti concessi.
L’articolo 5 prevede la possibilità di realizzare marchi collettivi per la commercializzazione che consentano di identificare i prodotti
e le produzioni pugliesi nella loro specificità,
in maniera da distinguerli dai prodotti simili o
identici forniti da altre realtà produttive.
La Regione interverrà, attraverso specifici
disciplinari ed un regolamento d’uso, a fissare
gli elementi identificativi del marchio a garanzia del corretto uso, nonché a provvedere agli
adempimenti di legge per la sua registrazione.
Per attivare le iniziative previste dalla presente legge si fa fronte con gli stanziamenti del
bilancio iscritti a seguito di risorse finanziarie
da parte dell’Unione Europea, dello Stato e
delle correlate quote di finanziamento regionale e del bilancio regionale. Alla determinazione
delle quote regionali di finanziamento si provvede in sede di predisposizione del bilancio di
previsione annuale.
L’articolo 7 abroga alcuni articoli di leggi
regionali non più coerenti con il nuovo assetto
amministrativo del settore inerente alle attività
estrattive.
Si invitano, pertanto, i signori consiglieri a
votare a favore del presente disegno di legge.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
È iscritta a parlare la consigliera Marmo
Giuseppina. Ne ha facoltà.
MARMO Giuseppina. Signor Presidente,
colleghi consiglieri, la pietra è uno dei patrimoni più rilevanti della Puglia. Il pregio della
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 58
– 20 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
nostra produzione è confermato dall’impiego
nell’edilizia di qualità sia in Italia, che
all’estero. È un patrimonio che va tutelato e
valorizzato per consentire un moderno sviluppo non impattante in maniera negativa
sull’ambiente.
Ho deciso di prendere la parola per sottolineare che i disegni di legge non sono provvedimenti che ci passano semplicemente sulla testa, ma entrano nel territorio e fanno parte del
nostro vissuto. Ripetere, quindi, certe affermazioni, specie quando il disegno di legge lo si
trova anche molto interessante, credo non
rappresenti una perdita di tempo. Anzi, forse è
un recupero del tempo, perché ci permette di
capire di che cosa stiamo parlando, rispetto al
tanto tempo che sprechiamo inutilmente.
Il disegno di legge, giustamente, insieme alla promozione riguardante l’introduzione di
sistemi innovativi per l’estrazione e la lavorazione dei prodotti minerali, mira alla salvaguardia ambientale. Questa cosa mi piace perché non viene sacrificato nulla. Innanzitutto, è
necessario coordinare il settore e svolgere
un’incisiva azione di promozione con
l’organizzazione di convegni, la partecipazione a fiere, a rassegne specializzate e la pubblicazione di materiale informativo. Insomma,
la pietra deve essere più familiare.
L’articolo 1 disciplina proprio questi aspetti
che possono diventare, insieme all’innovazione
e all’ottimizzazione dei processi produttivi,
propulsivi e trainanti per l’industria della pietra. Ampio spazio è riservato, come giustamente ribadito dal relatore Mita, allo studio e
alla ricerca proprio per favorire uno sviluppo
ecocompatibile. Assumono, dunque, fondamentale importanza il recupero delle aree esauste e dismesse che potranno così diventare
di enorme interesse geologico e ambientale, la
valorizzazione e l’utilizzazione degli scarti e
delle eccedenze e il recupero delle sostanze
inquinanti attraverso l’impiego di tecnologie di
ultima generazione.
Tecnologie innovative, insomma, che ven-
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VIII Legislatura
6 NOVEMBRE 2007
gono incentivate con aiuti finanziari in conto
interesse, per svecchiare gli impianti di produzione, per migliorare la sicurezza degli ambienti di lavoro e per rafforzare la competitività favorendo l’occupazione.
Di grande interesse, inoltre, è la progettazione e l’adozione di un marchio regionale a
tutela dei marmi e delle pietre ornamentali della Puglia, che potrà essere concesso alle imprese che rispondano a parametri di qualità,
nel rispetto di specifici disciplinari e di tecniche coerenti con la salvaguardia del territorio
e dell’ambiente.
Un puntuale regolamento d’uso disciplinerà
le modalità di applicazione del marchio. Mi
piace anche la sottolineatura dell’occupazione
per i diversamente abili. In tal senso, occorre
che le imprese compiano questo salto culturale. Non è possibile pagare la multa e non occupare coloro che, in riferimento alla legge n.
62, hanno il diritto e il dovere di farlo. A proposito, sto personalmente studiando altre proposte di legge, che già molte Regioni hanno
varato, sull’inserimento lavorativo dei diversamente abili. Dobbiamo, quindi, spingere le
nostre imprese a fare questo salto culturale.
Infine, le norme per il sostegno e lo sviluppo del settore estrattivo non soltanto mirano a
valorizzare uno dei nostri prodotti più qualificati, ma intendono garantire il territorio ed esaltare il secolare ingegno della nostra gente.
Esprimo, pertanto, tutto il mio plauso a
questa proposta di legge. Ringrazio la Commissione e l’assessore Losappio per l’apporto
di qualità conferito a questa legge.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Lospinuso. Ne ha facoltà.
LOSPINUSO. Signor Presidente, colleghi
del Consiglio, guardiamo favorevolmente al
disegno di legge sottoposto oggi all’attenzione
del Consiglio. In un settore così delicato ed
importante, quale quello dell’estrazione, del
settore minerario, vorrei ricordare che la Pu-
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SEDUTA N° 58
– 21 –
RESOCONTO STENOGRAFICO
glia è la seconda Regione in Italia per esercizio
di attività estrattive. Si arriva all’approvazione
di una legge che è anche il completamento di
un percorso che avevo iniziato quale assessore
al ramo nel corso della passata legislatura, anche in termini di semplificazione delle attività
procedurali, dato che gli imprenditori di questo settore sono molti.
La nostra, però, è una legislazione estremamente pesante a causa dei tempi procedurali. Abbiamo iniziato con la Conferenza dei servizi, con lo sportello unico, si sono attuate tutta una serie di riforme, di interventi legislativi.
Molto si è fatto e molto si deve fare, assessore, per semplificare ulteriormente questo
quadro. Si è svolta tutta una attività di programmazione che un settore come questo merita. Pertanto, nel momento in cui completiamo un disegno di legge che mira, oltre
all’organizzazione procedurale, anche a promuovere le nostre produzioni, non possiamo
che essere favorevoli alla sua approvazione.
Noi abbiamo tutto l’interesse a promuovere
il secondo settore in Italia per attività estrattiva.
PRESIDENZA DEL
VICEPRESIDENTE MINEO
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.
Ha facoltà di intervenire il rappresentante
del Governo regionale, assessore Losappio.
LOSAPPIO,
assessore
alla
tutela
dell’ambiente, alle politiche energetiche, alle
attività estrattive, allo smaltimento dei rifiuti
e alle aree protette. Signor Presidente,
l’apprezzamento da parte dei colleghi di maggioranza e di opposizione sostanziano il mio
intervento. È una legge di sostegno ad un settore importante, che vogliamo ulteriormente
difendere e valorizzare, nel rispetto degli equilibri ambientali. Credo che già nella Commissione questo testo sia stato migliorato con
l’apporto di tutti i consiglieri e auspico
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6 NOVEMBRE 2007
un’approvazione unanime della legge, così
come è stato dichiarato.
Esame articolato
PRESIDENTE. Passiamo, dunque, all’esame
dell’articolato.
Do lettura dell’ articolo 1:
art. 1
(Promozione)
1. La Regione al fine di sostenere la competitività del settore estrattivo pugliese svolge
azioni di promozione delle produzioni a rilevanza regionale.
2. Per le finalità di cui al comma 1, partecipa a convegni, mostre e manifestazioni fieristiche in Italia e all’estero, sottoscrive specifici
accordi programma con i competenti Ministeri, predispone la progettazione e pubblicazione
di cataloghi, opuscoli, libri, depliants, manifesti, multimediali e di ogni altro materiale illustrativo del settore estrattivo.
3. La Giunta regionale, su proposta
dell’Assessore competente per materia, approva, annualmente, gli specifici programmi relativi alle iniziative presente previste dal presente articolo e le relative previsioni di spesa.
Lo pongo ai voti.
È approvato.
Do lettura degli articoli successivi:
art. 2
(Studi e ricerche)
1. La Regione Puglia al fine di favorire le
condizioni per una più precisa politica
dell’ambiente e per il sostegno e la qualità di
riqualificazione dell’attività estrattiva promuove studi e ricerche volti alla conoscenza del
settore estrattivo regionale e alle sue prospettive di sviluppo, nonché predisporre piani,
programmi e progetti regionali o d’interesse
regionale finalizzati al recupero, riqualificazione e fruibilità di aree dismesse dall’attività e-
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SEDUTA N° 58
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RESOCONTO STENOGRAFICO
strattiva, avvalendosi di soggetti pubblici, attraverso apposite convenzioni, in possesso dei
necessari requisiti tecnici, organizzativi di terzietà nel rispetto della normativa nazionale e
comunitaria.
Lo pongo ai voti.
È approvato.
art. 3
(Ricerca e Innovazione)
1. La Regione Puglia concede aiuti finanziari in conto interesse per interventi finalizzate a sostenere gli investimenti di Consorzi di
piccole e medie imprese pugliesi del settore
estrattivo per la ricerca, il trasferimento tecnologico, l’innovazione e processi mirati a migliorare la sicurezza degli ambienti di lavoro,
così da contribuire alla crescita economica,
rafforzare la competitività, aumentare
l’occupazione favorire la tutela e la salvaguardia dell’ambiente.
2. La Regione, inoltre, concede aiuti finanziari in conto interesse ai Consorzi di piccole e
medie imprese pugliesi del settore estrattivo
per interventi finalizzati al recupero, valorizzazione e utilizzazione degli scarti, delle eccedenze e dei prodotti inquinanti derivanti
dall’attività estrattiva e dalle sue lavorazioni,
con l’impiego di tecnologie innovative e che
privilegino, tra l’altro, lo sviluppo di produzioni industriali alternative, nonché al completamento delle attività con la lavorazione del
materiale estratto secondo una logica di distretto produttivo integrato.
Lo pongo ai voti.
È approvato.
art. 4
(Procedure)
1. La Giunta regionale, in coerenza e nel rispetto delle regole comunitarie e statali, rende
operativi i regimi di aiuto, di cui ai commi 1 e
2 dell’articolo 3, attraverso regolamenti attuativi contenenti le condizioni e le modalità di accesso all’aiuto, la dotazione finanziaria e tutte le
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6 NOVEMBRE 2007
altre specificazioni necessarie all’effettiva applicabilità del regime.
I regolamenti devono, altresì, contenere:
a) le ragioni che giustificano l’istituzione
del regime di aiuto;
b) la dimostrazione della coerenza e della
compatibilità con il trattato CE e con tutte le
altre disposizioni in materia di aiuti a finalità
regionale;
c) gli obiettivi generali e specifici che il regime intende perseguire.
I regolamenti di attuazione dei regimi di
aiuto devono inoltre:
a) indicare dettagliatamente le singole tipologie di intervento ammissibili;
b) escludere l’ammissibilità di progetti e
spese che abbiano avuto inizio prima della presentazione della richiesta di agevolazione;
c) prevedere l’obbligo di mantenimento
dell’investimenti incentivato per cinque anni
dalla relativa data di entrata in funzione;
d) esplicitare le modalità le procedure per la
valutazione e selezione dei progetti;
e) esplicitare le modalità e le procedure per
l’erogazione degli aiuti nonché le ispezioni, i
controlli e il monitoraggio dei progetti, la revoca degli aiuti e la prestazione di idonea garanzia per il recupero delle somme erogate.
2. Le agevolazioni di cui alla presente legge
saranno revocate e si provvederà al recupero
delle somme erogate nel caso in cui anche una
sola delle imprese del Consorzio, terminato
l’intervento ammesso a finanziamento, non risulti in regola con le norme in materia di sicurezza degli ambienti di lavoro, con le disposizioni dei contratti collettivi di lavoro e previdenziali, nonché con quanto previsto dalla legge 12 marzo 1999, n. 68 (Norme per il diritto
al lavoro dei disabili).
3. I provvedimenti attuativi dei singoli regimi
di aiuto devono assicurare la semplificazione e lo
snellimento delle procedure valutative.
4. Nei casi in cui la tipologia e/o le procedure previste per l’applicazione di singoli regimi di aiuto lo prevedano, nonché per moti-
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RESOCONTO STENOGRAFICO
vare ragioni di carattere organizzativo o di accelerazione di spesa, le attività relative alle gestione degli aiuti possono essere affidate a
soggetti in house.
Lo pongo ai voti.
È approvato.
art. 5
(Marchio)
1. La Regione Puglia promuove e favorisce la produzione, la valorizzazione e la diffusione delle sostanze minerali industrialmente utilizzabili, dei marmi e dei calcari
ornamentali ottenuti con tecniche di produzione compatibile nel rispetto di specifici disciplinari, mediante l’acquisizione e la
concessione in uso di un proprio marchio
collettivo.
2. Per tecniche di produzione compatibile
si intendono, ai fini della presente legge,
quelle tecniche coerenti con la tutela del territorio dell’ambiente, realizzate privilegiando processi di produzione innovativi che riducano gli effetti negativi sul territorio e
sull’ambiente.
3. La Giunta regionale provvede agli adempimenti di legge, in materia, per ottenere la registrazione del marchio collettivo.
4. La Giunta regionale approva, entro centottanta giorni dall’approvazione della presente legge, il “Regolamento d’uso del marchio
contenente le sue caratteristiche, le modalità
della sua utilizzazione e applicazione, i prodotti interessati, le modalità di controllo, le conseguenze nei casi di inadempienze e difformità
in ordine all’uso.
5. L’uso del marchio è concesso alle imprese del settore estrattivo singole od associate.
6. La Giunta regionale attiverà specifiche
iniziative, ai sensi della presente legge, per
sostenere l’attività di promozione dei prodotti contraddistinti del marchio regionale.
Lo pongo ai voti.
È approvato.
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art. 6
(Norma finanziaria)
1. Alla copertura degli oneri derivanti dalla
applicazione, mediante specifici regolamenti,
delle attività previste dalla presente legge si fa
fronte con gli stanziamenti di bilancio iscritti a
seguito di risorse finanziarie da parte
dell’U.E., dello Stato e delle correlate quote
di cofinanziamento regionale e del bilancio
regionale.
2. Alla determinazione delle quote regionali di finanziamento si provvede in sede di
predisposizione del bilancio di previsione
annuale.
Lo pongo ai voti.
È approvato.
art. 7
(Abrogazioni)
1. Sono abrogati:
a) l’articolo 5 della l.r. 7/80;
b) l’articolo 5 della l.r. 12/05.
2. Nella legge regionale n. 7/80 la parola
“Ufficio Minerario Regionale” è sostituita in
Settore Attività Estrattive.
Lo pongo ai voti.
È approvato.
Pongo ai voti il disegno di legge “Norme
per il sostegno e lo sviluppo del settore estrattivo” nel suo complesso.
È approvato.
LOSAPPIO,
assessore
alla
tutela
dell’ambiente, alle politiche energetiche, alle
attività estrattive, allo smaltimento dei rifiuti
e alle aree protette. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOSAPPIO,
assessore
alla
tutela
dell’ambiente, alle politiche energetiche, alle
attività estrattive, allo smaltimento dei rifiuti
e alle aree protette. Signor Presidente, chiedo
che il provvedimento sia dichiarato urgente.
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 58
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VIII Legislatura
RESOCONTO STENOGRAFICO
6 NOVEMBRE 2007
PRESIDENTE. Pongo ai voti la procedura
di urgenza.
È approvata.
intervenendo il rappresentante del Governo regionale, passiamo all’esame dell’articolato.
Do lettura dell’articolo unico:
DDL n. 24/2007 del 09/10/2007 “Modifica e integrazione dell'articolo 7 della legge
regionale 31 ottobre 2002, n. 18 (Testo unico sulla disciplina del trasporto pubblico
locale)”
art. 1
1. L’articolo 7 della legge regionale 31 ottobre 2002, n. 18 (Testo unico sulla disciplina
del trasporto pubblico locale), è così modificato e integrato:
«1. Piano regionale dei trasporti (PRT) è il
documento programmatico generale della Regione rivolto a realizzare sul proprio territorio,
in armonia con gli obiettivi del Piano generale
dei trasporti e degli altri documenti programmatici internazionali, nazionali e interregionali,
un sistema equilibrato del trasporto delle persone e delle merci, ecologicamente sostenibile,
connesso ai piani di assetto territoriale e di sviluppo socio-economico. lI PRT è aggiornato
ogni cinque anni, salvo diverse indicazioni rivenienti dall’Osservatorio per la mobilità previsto all’articolo 25.
2. Il PRT è redatto in accordo alle linee
guida indicate dal Piano generale dei trasporti;
esso è articolato secondo le modalità del trasporto, tra loro integrate, e individua:
a) l’assetto del sistema regionale dei trasporti
con le rilevate criticità nonché le prospettive di
evoluzione ditale sistema in relazione al contesto
nazionale e sovranazionale dei trasporti;
b) gli obiettivi e le strategie del sistema
multimodale dei trasporti raccordati agli strumenti di pianificazione territoriale generale e
settoriale;
c) le linee di intervento che includono i riferimenti alla riorganizzazione dei servizi e alla
gerarchia delle reti infrastrutturali nonché i
criteri di selezione delle priorità di intervento, relative a:
c1) trasporto stradale;
c2) trasporto ferroviario;
c3) trasporto marittimo;
c4) trasporto aereo;
c5) intermodalità dei passeggeri;
c6) intermodalità delle merci
PRESIDENTE. L’ordine del giorno, al
punto n. 5), reca: «DDL n. 24/2007 del
09/10/2007 “Modifica e integrazione dell'articolo 7 della legge regionale 31 ottobre 2002,
n. 18 (Testo unico sulla disciplina del trasporto pubblico locale)”».
Ha facoltà di parlare il relatore.
(La relazione che segue viene data per letta).
MITA, relatore. Signor Presidente, colleghi
consiglieri, il presente disegno di legge, che si
sottopone all’attenzione del Consiglio regionale, si rende necessario per modifiche intervenute nel quadro normativo. Emerge con maggiore chiarezza il ruolo del Consiglio regionale
e della Giunta nella redazione del nuovo Piano
regionale dei trasporti.
La modifica all’articolo 7 della l.r.18/2002
accoglie le norme sul trasporto locale; individua criteri, priorità, strategie e linee di intervento del Piano regionale dei trasporti, competenze, queste, del Consiglio regionale.
Alla Giunta regionale compete l’attuazione
delle scelte del Consiglio regionale con piani
operativi, sentita la Commissione competente.
È un passo avanti nella definizione delle rispettive competenze tra Consiglio e Giunta
regionale. Si invitano i signori consiglieri a votare a favore del presente disegno di legge.
Esame articolato
PRESIDENTE. Non essendovi consiglieri iscritti a parlare nella discussione generale e non
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RESOCONTO STENOGRAFICO
c7) servizi minimi di cui al D.Lgs. n.
422/1997.
3. L’Assessore regionale ai trasporti, che
può avvalersi dell’Agenzia regionale per la
mobilità di cui all’articolo 25 nonché di consulenti esterni di comprovata esperienza nel settore, predispone la proposta di PRT tenendo
conto della programmazione degli enti locali e
di tutti gli strumenti della programmazione
regionale.
4. La proposta di PRT di cui al comma 3 è
approvata dal Consiglio regionale. Con eguale
procedura sono approvate le varianti al
PRT.
5. I Piani operativi attuativi del PRT nonché i piani pluriennali dei servizi minimi, sono
approvati dalla Giunta regionale, sentita la
competente Commissione consiliare».
Lo pongo ai voti.
È approvato.
Si intende, dunque, approvato il disegno di
legge “Modifica e integrazione dell'articolo 7
della legge regionale 31 ottobre 2002, n. 18
(Testo unico sulla disciplina del trasporto
pubblico locale)” nel suo complesso.
LOIZZO, assessore ai trasporti e alle vie
di comunicazione. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LOIZZO, assessore ai trasporti e alle vie
di comunicazione. Signor Presidente, chiedo
che il provvedimento sia dichiarato urgente.
PALESE. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Le ricordo che abbiamo già
votato. Ne ha facoltà.
PALESE. Signor Presidente, ci è stato comunicato che erano state apportate due modifiche in Commissione, che in realtà io non ritrovo. Tengo a precisare che probabilmente il
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6 NOVEMBRE 2007
testo in mio possesso non è quello licenziato
dalla Commissione.
La prima modifica riguarda il comma 3 dove è indicato «L’assessore regionale ai trasporti […]» e non «L’assessorato regionale ai
trasporti». La seconda modifica, invece, è al
comma 5, dove proporrei di sostituire
l’indicazione «sentita la competente Commissione consiliare» con «previo parere della competente Commissione consiliare». Sarebbe opportuno, insomma, chiedere il parere.
Si tratta di perfezionare il testo, perché
siamo d’accordo nel merito. Però, a mio avviso, occorre prevedere il parere, perché la formulazione «sentita la competente Commissione
consiliare»
limita
semplicemente
all’ascolto. Invece, se scriviamo «previo parere della competente Commissione consiliare» si deve procedere formalmente ad una
votazione.
Dunque, è evidente che si tratta di due cose diverse.
Siccome concordiamo sullo spirito, vale a
dire che la Commissione deve esprimere un
parere, a mio avviso, andrebbe formalizzato il
termine assessorato per apportare quella necessaria correzione tecnica, dal momento che
non può essere l’assessore a predisporre, bensì
l’assessorato. Inoltre, formalizzerei la proposta «previo parere della competente Commissione consiliare». A mio avviso la richiesta di
parere va esplicitata, comunque mi rimetto alle
decisioni che riterrà di assumere la Presidenza
del Consiglio.
La formulazione definitiva, dunque, sarebbe
la seguente: «I piani operativi attuativi, nonché
i piani pluriennali dei servizi minimi, sono approvati dalla Giunta regionale previo parere
della competente Commissione consiliare».
PRESIDENTE. La prima è una correzione
tecnica, dunque si sostituisce il termine “assessore” con “assessorato”. La seconda, invece, è
una vera e propria correzione, con cui si propone di adottare, al comma 5, la seguente
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RESOCONTO STENOGRAFICO
nuova formulazione: «previo parere della
competente Commissione consiliare».
Pongo ai voti l’emendamento.
È approvato.
Pongo ai voti il disegno di legge n. 24/2007
“Modifica e integrazione dell’articolo 7 della
legge regionale 31 ottobre 2002, n. 18 (Testo
unico sulla disciplina del trasporto pubblico
locale)”, nel testo emendato.
È approvato.
Pongo ai voti la procedura d’urgenza richiesta dall’assessore Loizzo.
È approvata.
Comunico che il DDL n. 21 del 23/05/2006
“Trasferimento alle Province della competenza
amministrativa in materia di esercizio
dell’attività di agenzie di viaggio e turismo”, di
cui al punto n. 6) all’ordine del giorno, sarà
discusso nel pomeriggio, stante l’assenza del
relatore.
Proposta di legge Lonigro, De Leonardis, Potì, Pellegrino, Marino, Bonasora,
Sannicandro, Damone, Cappellini “Recupero abitativo di sottotetti esistenti” e proposta di legge Ognissanti “Recupero dei
sottotetti, dei porticati, di locali seminterrati ed interventi esistenti e di aree pubbliche
non autorizzate”
PRESIDENTE. L’ordine del giorno, al
punto n. 7), reca: «Proposta di legge Lonigro,
De Leonardis, Potì, Pellegrino, Marino, Bonasora, Sannicandro, Damone, Cappellini “Recupero abitativo di sottotetti esistenti” e proposta di legge Ognissanti “Recupero dei sottotetti, dei porticati, di locali seminterrati ed interventi esistenti e di aree pubbliche non autorizzate”».
Ha facoltà di parlare il relatore.
(La relazione che segue viene data per letta).
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6 NOVEMBRE 2007
MITA, relatore. Signor Presidente, colleghi consiglieri, il disegno di legge che oggi si
sottopone all’esame di questo consesso è la
sintesi nella forma di testo unificato, di un attento esame e conseguente valutazione delle
due originarie proposte di legge. L’attuale
provvedimento legislativo è ritornato in commissione, per decisione della Conferenza dei
Capigruppo; è stato quindi possibile un ulteriore approfondimento con la partecipazione
dei consiglieri di maggioranza e di opposizione
e con la collaborazione dell’esecutivo rappresentato dall’Assessore Angela Barbanente.
La presente proposta di legge indica limiti e
norme per il recupero dei sottotetti e per il riutilizzo di porticati e di locali seminterrati.
Obiettivo primario della proposta di legge è
quello di contenere il consumo di nuovo territorio e favorire interventi tecnologici per il
contenimento dei consumi energetici (art. 1).
L’uso dei porticati va destinato prioritariamente ad uso terziario e/o commerciale limitatamente agli edifici di edilizia residenziale
pubblica.
È consentito anche l’uso abitativo.(art. l)
L’articolo 2 definisce i sottotetti, i porticati,
i seminterrati, gli interrati ed indica i volumi
trasformabili.
I Comuni hanno la facoltà di disporre motivatamente la esclusione della applicazione delle norme in questione, sia per specifiche caratteristiche, sia per tipologie degli edifici (art. 3).
L’articolo 4 fa un’elencazione delle condizioni che devono sussistere per il recupero dei
sottotetti esistenti.
Il progetto di recupero abitativo dei sottotetti deve tener conto di prescrizioni tecniche
in materia, contenute nei regolamenti vigenti
(art. 5).
Gli interventi diretti al recupero abitativo
dei sottotetti sono classificati come ristrutturazione edilizia ai sensi dell’articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica
380/2001 e sono soggetti a permesso di costruire e a corresponsione di oneri (artt. 6 e 7).
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RESOCONTO STENOGRAFICO
L’utilizzo dei piani seminterrati e interrati
ad uso terziario e/o commerciale deve rispettare le prescrizioni dei vigenti regolamenti edilizi
e garantire una serie di condizioni in base alla
legge 122/1989 (art. 8).
Si invitano i signori consiglieri a votare a
favore del presente provvedimento.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.
È iscritto a parlare il consigliere Zullo. Ne
ha facoltà.
ZULLO. Signor Presidente, colleghi consiglieri, rispetto a questo disegno di legge ero
partito con una certa perplessità, perché volevo vederci chiaro su quali potessero essere i
requisiti igienico-sanitari di questi locali destinati alla residenzialità.
Ho fatto parte personalmente della sottocommissione che ha collazionato due distinti
disegni di legge presentati dai colleghi. Abbiamo partorito questo disegno di legge, al
quale darò voto favorevole. Lo farò perché ritengo che con esso si dia una risposta al bisogno abitativo di tanti giovani che non riescono
a sposarsi, o che posticipano la data di matrimonio e non riescono a formare nuove famiglie, proprio perché hanno difficoltà nel
reperire case.
Con questo tipo di provvedimento, invece,
si va incontro a questo bisogno abitativo, perché laddove qualche famiglia o qualche genitore abbia già nella sua disponibilità un sottotetto che rientra tra i requisiti che abbiamo coniato, può essere ceduto ai propri figli per poterli
aiutare a creare una nuova famiglia. È chiaro
che deve essere questo il senso della politica.
Una politica che guarda al formarsi di nuove
famiglie, che guarda a questi giovani non come a dei “bamboccioni”, ma come a soggetti
che possono formare famiglia, avere dei figli e
contribuire alla crescita della nostra società.
In tutto questo consiste la ragione per la
quale esprimo voto favorevole a questa legge.
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PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Brizio. Ne ha facoltà.
BRIZIO. Signor Presidente, colleghi consiglieri, ritroviamo oggi questo provvedimento che era già stato discusso nella scorsa
legislatura.
Presidente Mineo, lei lo ricorderà dato
che era un componente di quella legislatura
come me.
In linea di principio non possiamo che trovarci perfettamente in accordo con le funzioni
di questa normativa. Naturalmente va posta la
dovuta attenzione, in maniera particolare, alle
competenze delle amministrazioni comunali.
L’articolo 3, francamente molto generico, a
mio parare è alquanto dannoso per il controllo
del territorio. Se questa legge dovesse essere
approvata così come impostata, da domani
mattina tutti potrebbero chiedere il permesso
di modificare le volumetrie, senza un minimo
di controllo da parte delle amministrazioni
comunali.
La cosa più logica da fare, a mio parere, sarebbe quella di imporre ai Consigli comunali di
dotarsi di un piano di recupero dei sottotetti e
dei seminterrati, nell’arco di centoventi giorni.
Così facendo, i Consigli comunali non sarebbero in grado di gestire coloro i quali vorranno
costruire.
In altre parole, ci ritroveremmo tutti i sottotetti chiusi e organizzati rispetto ad un Consiglio comunale e ad una macchina burocratica, che ha modi e tempi diversi rispetto alle iniziative di carattere privato. Questo è
l’emendamento che io proporrò, sempre se avrò il tempo per farlo. Francamente, tale articolo 3 mi sembra che vada contro la tutela del
territorio e il rispetto delle amministrazioni
comunali.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Nicola Marmo. Ne ha facoltà.
MARMO Nicola. Signor Presidente, colle-
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RESOCONTO STENOGRAFICO
ghi consiglieri, quel che possiamo dire con
molta chiarezza è che se questo disegno di
legge l’avesse proposto il centrodestra, oggi
tutti avrebbero levato gli scudi definendolo
con il suo nome: condono.
Di condono, infatti, si tratta. Oltre a determinare tutta una serie di questioni che coprono un condono, di fatto, questa legge viola le
norme urbanistiche generali ed il potere che i
Comuni hanno, in termini di norme urbanistiche.
Attraverso il buon proposito di contenere il
consumo del territorio, si riconoscono e si legittimano tutta una serie di situazioni al limite
– quando non lo superano – della legalità.
Quando si vuole limitare il consumo di territorio, si opera con altri strumenti come, ad
esempio, i piani di recupero urbano.
Nonostante ci sia l’intenzione di recuperare territorio per riqualificarlo, anche in
quei casi viene ad essere insediata volumetria esistente.
Con questa legge oggi noi operiamo una
scelta che va contro i prerequisiti della tutela
dell’ambiente. In pratica, si svende la politica
ambientalista che vuole le città sempre più libere dal traffico e dalle automobili.
Questa legge dimentica che andare a riconoscere i volumi dei sottotetti e attribuire loro
valenza residenziale altera, in modo sostanziale, i parametri urbanistici delle zone urbane
dimensionate per parcheggi e servizi solo per
la volumetria legittima.
Qui, invece, andiamo a riconoscere ciò che
non è legittimo e che ha alterato il rapporto tra
abitanti e territorio.
Vale la pena di sottolineare che la maggior
parte dei sottotetti sono realizzati in modo non
conforme alle prescrizioni dei piani regolatori.
Quindi, prima di riconoscerne la valenza residenziale, servirebbe almeno una perizia giurata
per la verifica di tali parametri.
Tali sottotetti vengono quindi sanati con
una normale imposta comunale. Chi ha fatto
richiesta di condono, ai sensi della legge del
1984 e successive, con i costi del condono
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chiederà invece l’archiviazione e farà un condono di fatto.
È, quindi, una legge regionale che va contro la legge dello Stato. Molto probabilmente,
se avessimo un Governo attento, detta legge
sarebbe impugnata per illegittimità costituzionale perché le Regioni non hanno il potere di
fare condoni dato che questo è un potere che
spetta esclusivamente allo Stato.
Cosa ancora più grave è quella di rendere
gli interrati, e non solo i seminterrati, idonei ad
essere considerati come residenze.
Se si attuerà tale variazione, e si limiteranno di fatto i parcheggi, allora dovrebbe essere
consentita la variazione per uso diverso del parcheggio, dei depositi, delle cantine e delle attività
commerciali.
Inoltre, tali volumi – interrati e seminterrati
– diventano generatori di esigenze di parcheggio. Quindi, anche in questo caso, verrebbero
alterati i rapporti previsti dagli strumenti urbanistici che i Comuni si sono dati.
Il rilievo fondamentale che va ad incrinare
la procedibilità nell’approvazione di questa
legge è il sollevare, da parte nostra, la legittimità costituzionale ad operare nel settore dei
condoni.
La Regione, infatti, lo ripeto, non può predisporre condoni urbanistici di alcun genere.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Lonigro. Ne ha facoltà.
LONIGRO. Signor Presidente, il disegno di
legge in oggetto, nella parte che riguarda i sottotetti, regolamenta un aspetto che nella prassi quotidiana già esiste.
Infatti, molti dei sottotetti, o mansarde come in molte parti della Puglia vengono chiamati questi vani, sono già di per sé abitati.
Moltissime famiglie vivono all’interno di queste mansarde, tant’è vero che non si offre la
possibilità di fare un condono, ma si va a regolamentare, con certe condizioni tecniche, la
possibilità di far diventare dette mansarde abi-
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RESOCONTO STENOGRAFICO
tabili se si è aderito alle varie leggi sui condoni
che, in questi anni, nel Paese si sono succedute. Quindi, sono già nella sostanza regolamentate. Lo si fa solo ed esclusivamente per una
volta.
Si dà la possibilità ai Comuni, proprio nel
rispetto del governo del territorio di cui i Comuni oggi hanno la competenza, di poter definire se una parte del proprio Comune può essere incluso o escluso da questo discorso.
Quindi, i Comuni avranno la responsabilità di
poter decidere se applicare o meno questa
proposta che mi auguro diventi al più presto
legge regionale.
Desidero ricordare che almeno una decina
di Regioni italiane, a partire dalla Lombardia
per arrivare al Mezzogiorno, si sono dotate di
una legge per il recupero dei sottotetti. Sono
tante le Regioni italiane che, in questi anni, si
sono date uno strumento legislativo per regolamentare, ovviamente con tutti i requisiti e le
prescrizioni previste, il recupero dei sottotetti.
In Puglia è un fenomeno molto diffuso, soprattutto nei Comuni del Gargano e del Subappennino Dauno, dove quasi tutte le abitazioni, per la maggior parte già abitate, hanno
queste caratteristiche.
In qualche maniera andiamo a sistemare e a
regolamentare in maniera definitiva una condizione già esistente. Credo, pertanto, che se votassimo a favore forniremmo un documento
importante ai Comuni che da tempo ci chiedono di poter avere una legge per regolamentare
i sottotetti.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Ognissanti. Ne ha facoltà.
OGNISSANTI. Signor Presidente, colleghi
del Consiglio, vi sono parecchie situazioni
precarie anche nei centri storici. Quindi, questa legge, come ha detto poc’anzi il consigliere
Lonigro, non rappresenta un condono, ma
mette in movimento delle situazioni e delle occasioni per dare vitalità e sviluppo e rendere
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agibili quei locali seminterrati che in ogni città,
maggiormente nei centri storici, vivono nel più
totale abbandono.
Si tratta quindi di recupero reale di spazio.
In questo modo, infatti, non si occupano nuove aree, ma si recuperano tutte quelle situazioni che languono e che non trovano sistemazione reale. Abbiamo l’occasione di mettere in
circolo tutte quelle situazioni precarie che viviamo per rilanciare anche determinate attività
in questi centri.
Queste sono le ragioni per cui, come ribadiva lo stesso collega Lonigro, questo genere
di proposta legislativa ha trovato sbocco in
tutte le Regioni d’Italia. Pertanto, chiedo che
questo disegno di legge trovi spazio anche
nella nostra Regione che, oltretutto, presenta una particolare peculiarità rispetto a questi interventi.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Damone. Ne ha facoltà.
DAMONE. Signor Presidente, colleghi
consiglieri, desidero preannunciare fin d’ora il
voto favorevole a questa proposta di legge,
non soltanto perché l’ho sottoscritta insieme ai
colleghi della maggioranza, ma anche perché
abbiamo constatato sul territorio che i sottotetti, le cosiddette mansarde, riescono per
molti versi a tenere insieme la famiglia. Molto
spesso, infatti, i sottotetti, anche se oggi sono
strutturati nella vecchia maniera, sono abitati
da anziani.
Il problema fondamentale è eliminare, dunque, tutte le controversie esistenti a livello di
contenziosi, soprattutto nei condomini, laddove i sottotetti vengono utilizzati come abitazioni, e sono causa di controversie continue
che arricchiscono il già esoso carico di lavoro
della magistratura civile.
A mio avviso, non facciamo niente di trascendentale se quel che avviene in maniera irregolare lo rendiamo regolare attraverso una
legge regionale, che non comporta una sanato-
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RESOCONTO STENOGRAFICO
ria, ma una razionalizzazione delle strutture
esistenti.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Cera. Ne ha facoltà.
CERA. Signor Presidente, intervengo solo
per preannunciare il voto favorevole del Gruppo
dell’UDC sulla proposta di legge in oggetto.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Ruocco. Ne ha facoltà.
RUOCCO. Signor Presidente, colleghi consiglieri, mi era stato detto che questa mattina,
prima della pausa, avremmo affrontato solo
due punti dell’ordine del giorno e che il tema
del recupero dei sottotetti sarebbe stato affrontato nel pomeriggio.
Vorrei far notare, a questo Consiglio e ad
alcuni esponenti non presenti in questo momento in Aula, prima di tutto il profilo giuridico di una legge che è a tutti gli effetti una sanatoria edilizia e che quindi esula dalle competenze di questo Consiglio regionale.
Vorrei sottoporre questo profilo anche alla
maggioranza di centrosinistra che si è stracciata le vesti nella scorsa legislatura, allorquando
applicammo una legge dello Stato sul condono
edilizio, fino al punto – finanche il Presidente
della Camera, Bertinotti appose la sua firma –
di investire del problema il Parlamento europeo in merito allo scempio che si stava compiendo in Italia approvando l’ennesimo condono edilizio.
Vorrei sapere come si sentono il Presidente
della Giunta di centrosinistra, gli assessori di
centrosinistra, i consiglieri di centrosinistra,
oggi che stanno per approvare un condono edilizio per tutti i sottotetti realizzati successivamente al condono edilizio attuato dal Governo Berlusconi.
Vorrei sapere come si sentono a riaprire
questa pagina, a camuffare un condono edilizio attraverso una norma che, pur non citan-
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dolo, implicitamente prevede un condono a
tutti gli effetti.
Vorrei sapere poi come si sentono tutti
questi rappresentanti del centrosinistra ad approvare un condono edilizio, sapendo che la
Corte costituzionale ha dichiarato che non
abbiamo competenze in materia di condono
edilizio.
Inoltre, signor Presidente e colleghi consiglieri che fate finta di guardare in cielo e di
non porvi il problema, vorrei richiamare la vostra attenzione sul fatto che è il primo condono edilizio gratis.
Noi ci appropriamo di compiti legislativi
che non ci competono; decidiamo di fare un
condono edilizio e stiamo riaprendo i termini
di un condono che ci ha esposto al pubblico
ludibrio europeo. Mi riferisco naturalmente al
precedente condono a cura del precedente
Governo, ricordato come un atto di scempio
urbanistico, morale e politico. Noi non abbiamo voluto sanare le posizioni dei morosi, e
adesso saniamo la posizione dei proprietari
degli attici? Non abbiamo sanato, assessore
all’urbanistica, la posizione di quei poveracci,
le cui case sono gestite dagli IACP, che versano in condizioni di morosità, e adesso saniamo
la posizione degli yuppie, dei giovani che vivono nelle mansarde e di coloro che si sono
costruiti gli attici nei sottotetti? Bisogna avere
stomaco, e dal punto di vista politico e dal
punto vista giuridico, per approvare una legge
che non ci compete, non essendo noi i titolari
della potestà legislativa.
Ci vuole coraggio a disporre l’unico condono edilizio gratuito della storia italiana, che
va affrontato politicamente, continuando a
guardare in faccia la gente. Allora, gli assessori al ramo, il Presidente della Giunta e i relatori
devono dire apertis verbis che stiamo approvando un condono edilizio e che loro sono
d’accordo con tale approvazione.
Signor Presidente, per queste motivazioni,
sollevo un problema di pregiudizialità costituzionale. Come ho detto più volte, ritengo che
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RESOCONTO STENOGRAFICO
questa materia non sia contemplata fra le
competenze della Regione.
PRESIDENTE. Dichiaro conclusa la discussione generale.
Ha facoltà intervenire il rappresentante del
Governo regionale, assessore Barbanente.
BARBANENTE, assessore all’urbanistica
e all’edilizia residenziale pubblica. Signor
Presidente, colleghi consiglieri, vorrei dire alcune cose su questa legge a partire da una
considerazione che credo debba informare il
nostro modo di lavorare.
La considerazione attiene alla non possibilità
in questo Paese di continuare ad avere un Paese
reale e un Paese normato sulla carta a cui il Paese reale non corrisponde. Considerato che i consiglieri qui presenti conoscono i territori, non devo essere io a ricordare che la nostra Regione,
come altre Regioni italiane, da molto tempo hanno già legiferato in materia.
Mi riferisco alla Lombardia, all’EmiliaRomagna, alla Toscana, alla Campania e alla
Calabria. Sono tutte Regioni di colore politico
diverso e con caratteristiche territoriali e geografiche diverse. Ebbene, da tempo tutte queste hanno legiferato in materia.
Le situazioni reali vedono l’uso di alcuni
spazi, siano essi sottotetti o seminterrati, in
modo difforme da quanto previsto nei permessi di costruzione. Allora, un modo serio di lavorare sarebbe quello di ritenere controllabili e
perseguibili tutti i casi di difformità, oppure
quello di prendere atto che il Paese reale ritiene
legittimo, dal punto di vista sociale, un certo uso
degli spazi e, quindi, legifera in aderenza ad una
legittimazione sociale che, di fatto, già esiste.
Credo che sia noto il rigore con il quale
guardo ai problemi dell’assetto del territorio,
della tutela e della salvaguardia del paesaggio
pugliese. Queste norme sono state ampiamente discusse ed emendate in una direzione che,
a tutela del paesaggio pugliese, prevede una
serie di regole.
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Queste regole, in modo particolare, riguardano la facoltà che è data ai Comuni di escludere motivatamente parti del territorio comunale nelle quali queste norme non possono
trovare applicazione.
A tal riguardo, vorrei ricordare al consigliere Marmo che questi interventi non sono sanati ope legis, ma sono classificati come ristrutturazione edilizia, ai sensi dell’articolo 3 del
Testo Unico sull’edilizia. Quindi, tali interventi
sono soggetti alla corresponsione del contributo per il rilascio del permesso di costruire. Pertanto, si tratta di interventi che sono definiti
all’interno delle norme sul Testo Unico come
ristrutturazioni edilizie.
Desidero altresì aggiungere che, per quanto
riguarda il recupero dei porticati, questo in
particolare attiene al patrimonio di edilizia residenziale pubblica, dove i porticati sono spesso dei luoghi del degrado, dei luoghi
dell’abbandono, dei luoghi insicuri, dei luoghi
che spesso vengono chiusi e occupati abusivamente. Ancora una volta esiste un Paese
reale e il Paese legale esiste solo sulla carta.
In conclusione, quindi, con le modifiche che
sono state introdotte in Commissione, che
vanno nella direzione di incentivare il risparmio energetico attraverso questi interventi,
con le norme che mirano a prevedere adeguati
parcheggi laddove il recupero del sottotetto
comporti un ulteriore carico abitativo e considerato anche che nel panorama nazionale queste norme sono consolidate, non capisco come
il Governo, nei confronti della sola Regione
Puglia, dovrebbe intervenire impugnando
questa legge.
Questo francamente non riesco a spiegarmelo, visto che sono norme che ormai vigono
nella gran parte delle Regioni italiane.
Esame articolato
PRESIDENTE.
Passiamo
dell’articolato.
Do lettura dell’articolo 1:
all’esame
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RESOCONTO STENOGRAFICO
art. 1
(Finalità e oggetto)
1. La presente legge detta limiti e norme
per il recupero dei sottotetti e per il riutilizzo
di porticati e di locali seminterrati con
l’obiettivo di contenere il consumo di nuovo
territorio e di favorire la messa in opera di interventi tecnologici per il contenimento dei
consumi energetici.
2. Negli edifici destinati in tutto o in parte a
residenza e/o ad attività commerciale e terziaria, per i quali negli strumenti urbanistici comunali vigenti non sia espressamente vietato
l’intervento di ristrutturazione è consentito,
nei limiti di cui alla presente legge:
a) Il recupero delle volumetrie del piano
sottotetto esistente ai fini connessi con l’uso
residenziale;
b) Il recupero dei porticati a piano terra o
piano rialzato, da destinare prioritariamente ad
uso terziario e/o commerciale, limitatamente
agli edifici di edilizia residenziale pubblica.
e) Il recupero dei locali seminterrati da destinare a uso residenziale e dei locali seminterrati e interrati da destinare a uso terziario e/o
commerciale
d) Il recupero volumetrico può essere consentito purché gli edifici interessati: siano stati
legittimamente realizzati alla data di approvazione della presente legge; ricadano in zona
territoriale omogenea dello strumento urbanistico generale e siano serviti dalle urbanizzazioni primarie.
e) Il recupero volumetrico può essere consentito nel rispetto della sicurezza statica degli
immobili e delle prescrizioni igienico-sanitarie
riguardanti le condizioni di agibilità.
RUOCCO. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUOCCO. Signor Presidente, al di là delle
considerazioni formali, mi pare francamente di
aver ascoltato l’assessore Berlusconi, piutto-
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sto che l’assessore Barbanente. Così, infatti,
parlava il centrodestra fino a qualche tempo fa
e non il centrosinistra o l’estrema sinistra. Ebbene, se mi permette, signor Presidente,
l’assessore Barbanente ha candidamente affermato che questa è una legge di sanatoria edilizia che non è mai stata impugnata per altre
Regioni e quindi non sarà impugnata neanche
per la Puglia. L’assessore ha certificato che la
Giunta Vendola sta disponendo la prima sanatoria autonoma.
Noi abbiamo disposto una sanatoria perché
c’era una legge dello Stato, mentre voi state
disponendo la prima sanatoria edilizia autonoma della Regione Puglia. Ci fu un tentativo
di disporre un condono edilizio di iniziativa
regionale già negli anni ‘70, ma non ebbe successo. Si fece solo in Sicilia, dove fu dichiarato incostituzionale. Noi stiamo disponendo il
primo condono edilizio di questa Regione ad iniziativa regionale e non di derivazione nazionale.
Se mi permette, con tutto il rispetto per il
ruolo degli assessori esterni, la risposta su
questo argomento la deve dare il Capo
dell’Esecutivo, ovvero, il Presidente di questa
Regione, che deve dire a quest’Aula che ha
contezza, perché l’assessore lo ha certificato,
che trattasi di una legge incostituzionale, dato
che la Corte costituzionale ha sempre detto
che il condono edilizio non compete alle Regioni. Il Presidente della Regione deve certificare che noi, in questa Regione, vogliamo fare
un condono edilizio per i sottotetti e i porticati.
Inoltre, le valutazioni politiche appartengono all’Aula e alla discussione politica. Non è
uscendo dall’Aula al momento topico del voto, o della discussione, che il Presidente e gli
altri assessori risolvono il problema rispetto a
questa materia.
Ci sono sentenze della Corte costituzionale
che tutte, uniformemente, sostengono che noi
possiamo attuare, nell’ambito di una legge dello Stato, un condono edilizio, ma non abbiamo
i poteri per farlo, mentre l’assessore ha certificato che questa è una legge di regolarizzazio-
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RESOCONTO STENOGRAFICO
ne degli utilizzi impropri, che significa, in sostanza, condono edilizio.
Vorrei che noi giuridicamente ci ponessimo
il problema della nostra non competenza. Dal
punto di vista politico, auspico che il Presidente della Giunta regionale e i Capigruppo
dell’opposizione abbiano il coraggio di sostenere un condono edilizio perché ritengono che
sia giusto farlo.
PRESIDENTE. Pongo ai voti l’articolo 1.
È approvato.
Do lettura degli articoli successivi:
art. 2
(Definizioni)
1. Ai fini della presente legge si definiscono:
- Sottotetti: i locali sovrastanti l’ultimo
piano degli edifici o di sue parti, compresi nella sagoma di copertura che non siano stati
computati all’atto del rilascio del titolo abilitativo (Concessione Edilizia e/o permesso di costruire) come volume residenziale;
- Porticati: le superficie aperte, a piano terra o piano rialzato, delimitate da colonne portanti, la cui estensione complessiva è non inferiore ai due terzi della superficie coperta;
- Seminterrati: i piani la cui superficie laterale si presenta controterra per una percentuale inferiore ai due terzi della superficie laterale
totale;
- Interrati: i piani la cui superficie laterale si
presenta controterra per una percentuale superiore ai due terzi della superficie laterale totale;
- Volume : il volume totale fuori terra
dell’edificio, calcolato in sede di rilascio del
titolo abilitativo, depurato dai volumi interrati,
non computabili in base ai vigenti regolamenti
edilizi comunali;
- Volume trasformabile: il prodotto di tutte
le superfici passibili di recupero/riutilizzo ai
fini della presente legge, per le relative altezze.
Lo pongo ai voti.
È approvato.
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art. 3
(Limiti di applicazioni)
1. Il Consiglio comunale può disporre motivatamente la esclusione di parti del territorio
comunale dall’applicazione della presente legge, in relazione a caratteristiche storicoculturali, morfologiche, paesaggistiche e alla
funzionalità urbanistica.
Il Consiglio comunale può altresì disporre
motivatamente la esclusione di determinate tipologie di edifici o di interventi dalla applicazione della presente legge.
2. Nel caso del recupero dei locali seminterrati ad uso residenziale le disposizioni di cui
al comma 1 sono obbligatorie. In quella sede il
Consiglio comunale definirà condizioni e modalità di recupero di detti locali.
A questo articolo è stato presentato un emendamento a firma del consigliere Brizio, del
quale do lettura: «Il Consiglio comunale dispone, entro 180 giorni, un piano particolareggiato per il recupero dei sottotetti, dei porticati, dei locali seminterrati ed interventi esistenti di aree pubbliche non autorizzate».
Ha facoltà di parlare l’assessore Barbanente.
BARBANENTE, assessore all’urbanistica
e all’edilizia residenziale pubblica. Signor
Presidente, il parere del Governo è contrario
all’emendamento per una semplice ragione.
Non può esserci un piano particolareggiato,
previsto dalla legge n. 1150/1942, esteso a
tutti i sottotetti. Non è quello lo strumento
idoneo.
È un provvedimento, come noi abbiamo
previsto, del Consiglio comunale che dispone
l’esclusione di parti di territorio sulla base di
uno studio, di un master plan. Il piano particolareggiato non può essere lo strumento adatto perché paralizzeremmo i Comuni.
BRIZIO. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
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RESOCONTO STENOGRAFICO
BRIZIO. Signor Presidente, data la rapidità
con cui ho predisposto questo emendamento,
evidentemente posso aver commesso qualche
errore. Quindi, eliminerei l’espressione “piano
particolareggiato”. Mi spiego meglio. La legge
che stiamo condividendo, che approveremo a
breve, ci lascia qualche dubbio, come sottolineavo nel mio precedente intervento. Conoscendo molto bene le macchine burocratiche
comunali, da domani mattina posso immaginare che tanti cominceranno a presentare richieste di concessione edilizia, non dando il tempo
ai Consigli comunali e, in maniera particolare,
alla politica di poter organizzare nel modo migliore lo sviluppo di questa normativa.
Diamo, dunque, il tempo alle Amministrazioni comunali di farsi un’idea. I 180 giorni
che ho indicato nell’emendamento sono necessari a decidere se escludere alcune parti o non
escluderne alcuna. Credo sia un atto dovuto
anche per il rispetto che ha l’Amministrazione
comunale per la tutela del proprio territorio e
per le competenze in campo urbanistico.
RUOCCO. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUOCCO. Signor Presidente, in una legge
di questo genere non è peregrina questa tesi.
Anzi, forse è l’unica ipotesi di pianificazione
quella proposta dall’emendamento.
Vorrei che l’assessore Barbanente riflettesse sul fatto che con il condono edilizio dei sottotetti – che vi dico fin d’ora qualifico come il
condono dei ricchi, perché i proprietari dei
sottotetti sono i proprietari degli attici e i proprietari dei porticati continuano a essere i costruttori, e non la povera gente che ha pagato
il condono, il condono gratis lo state facendo
per ricchi – porta ad un carico urbanistico.
Ebbene, dagli anni ‘60 in poi, voi stessi mi
avete insegnato che la pianificazione urbanistica ha un senso se produce delle risposte in
campo di servizi sufficienti. Senza sapere
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quanti sottotetti ci sono in una determinata area, maglia o zona, non si può sapere che carico urbanistico riverso in quella determinata
zona. Possono essere uno o due abitanti, ma
possono essere anche decine di migliaia di abitanti. Mi spiegate, dopo questo condono, chi
controllerà gli standard? Chi controllerà che
ad un determinato numero di abitanti per metro quadrato corrisponda un ics servizio, un
ics parcheggio, un ics servizio alla persona, un
ics di urbanizzazione primaria e secondaria?
Chi lo controllerà?
Badate, tutti i condoni alla fine si sono posti il problema dello strumento di pianificazione e di assorbimento del carico urbanistico che
il territorio condonato produceva.
A tal riguardo, desidero formulare questa
riflessione. Abbiamo avuto assessori
all’urbanistica che hanno risposto in passato, nella Prima Repubblica, più a delle logiche politiche, che giuridiche. Nessuno ha mai
pensato di avallare con il timbro della Giunta
regionale un’ipotesi di questo genere. Ci voleva un assessore tecnico ed una Giunta spiccatamente ed esasperatamente di sinistra per avere quello che fino a ieri avete bollato come
uno scempio del territorio, cioè un regalo ai
ricchi.
Vorrei – ed è per questo che ho chiesto al
Presidente del Consiglio di procedere alla votazione per appello nominale – che i complimenti a chi vota questa legge sul primo condono edilizio, la cui potestà non compete alla
Regione, li facessero direttamente tutti i cittadini pugliesi.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare
l’assessore Barbanente.
BARBANENTE, assessore all’urbanistica
e all’edilizia residenziale pubblica. Per accogliere, perché mi sembra motivato, il suggerimento del consigliere Brizio, credo che al
comma 1 dell’articolo 3, dopo le parole “Consiglio comunale” potremmo limitarci ad ag-
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giungere “entro 90 giorni”. Credo che questo
sia un termine ragionevole. Potremmo aggiungere «entro 90 giorni dalla data di entrata in
vigore della presente legge può disporre motivatamente la esclusione di parte del territorio
comunale».
In questo modo daremo un termine ai Comuni. Ovviamente, come sapete meglio di me,
tutte le leggi regionali prevedono dei termini
per i Comuni che, comunque, forniscono un
orientamento. Mi riferisco per esempio alla
legge n. 56/80 che concede ventiquattro mesi
ai Comuni. Tuttavia, prevedendo un termine,
diamo anche ai cittadini, alle associazioni che
operano sul territorio e alla cittadinanza attiva,
la possibilità di sollecitare i Comuni a prevedere indirizzi.
Aggiungere un termine, mi sembra un atto
di buonsenso, ma non credo debba essere subordinato indissolubilmente il termine
all’efficacia del provvedimento.
Sarebbe sbagliato, dal mio punto di vista,
indicare questo termine o intendere il pronunciamento del Consiglio comunale come obbligatorio, perché rischieremmo di penalizzare i
cittadini di amministrazioni non solerti e non
virtuose.
MARMO Giuseppina. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARMO Giuseppina. Signor Presidente,
conoscendo il grande lavoro degli uffici urbanistici, come si è detto giustamente, non si può
fare una distinzione tra Paese reale e Paese
normato. Conoscendo quel che accade nei
Comuni dobbiamo stare attenti, a meno che
non diamo i finanziamenti ai Comuni per realizzare questi piani. È una sovrabbondanza di
lavoro, quindi dobbiamo stare attenti. Ho una
preoccupazione: evitiamo di dare ai Comuni
maggiori compiti, senza che ci sia stata con i
Comuni un’intesa. Per esempio, non so se
l’ANCI è stata contemplata in questa legge.
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PRESIDENTE. Consigliera Marmo, il testo
resta identico, si aggiunge solo questa espressione: «Il Consiglio comunale, entro 90 giorni
dall’entrata in vigore della presente legge, può
disporre motivatamente […]».
Comunico al Consiglio che l’emendamento
a firma del consigliere Brizio è stato ritirato.
Pongo ai voti il subemendamento proposto
dall’assessore Barbanente.
È approvato.
Pongo ai voti l’articolo 3, nel testo emendato.
È approvato.
art. 4
(Condizioni per il recupero)
1. Il recupero abitativo dei sottotetti esistenti, alla data di entrata in vigore della presente legge, è ammesso qualora sussistano
contestualmente le seguenti condizioni:
a) l’edificio in cui è situato il sottotetto deve essere destinato, o è da destinarsi, in tutto o
in parte alla residenza;
b) l’edificio in cui è ubicato il sottotetto deve essere stato realizzato legittimamente ovvero, ancorché realizzato abusivamente, per usi
diversi da quello residenziale sia stato sanato
preventivamente ai sensi della legge 28 febbraio 1985, n. 47 (Norme in materia di controllo dell’attività urbanistico- edilizia, sanzioni, recupero e sanatoria delle opere edilizie),
della legge 23 dicembre 1994, n. 724 (Misure
di razionalizzazione della finanza pubblica) e
della legge del 24 novembre 2003 n. 326
(Conversione in legge, con modificazioni, del
decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, recante disposizioni urgenti per favorire lo sviluppo e per la correzione dell’andamento dei
conti pubblici);
c) l’altezza media interna, calcolata dividendo il volume interno lordo per la superficie
interna lorda, non può essere inferiore a metri
2,40. Negli edifici siti al di sopra dei 300 metri
sul livello del mare è ammessa una riduzione
dell’altezza media sino a metri 2,20. In caso di
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soffitto non orizzontale, fermo restando le
predette altezze medie, l’altezza della parete
minima non può essere inferiore a metri 1,40.
Gli eventuali spazi di altezza inferiore al minimo, da non computarsi ai fini del calcolo
dell’altezza media interna, devono essere chiusi mediante opere murarie e ne può essere
consentito l’uso come spazio di servizio destinato a guardaroba ed a ripostiglio. In corrispondenza delle fonti di luce diretta la chiusura di tali spazi non è obbligatoria. Per i locali
con soffitti a volta, l’altezza media è calcolata
come media aritmetica tra l’altezza dell’imposta
e quella del colmo della volta stessa, misurata
dal pavimento al loro intradosso con una tolleranza fino al 5 per cento.
2. Ai fini del raggiungimento dell’altezza
media, di cui alla lettera c) del comma 1, è
consentito l’abbassamento dell’ultimo solaio e
la conseguente modifica della quota d’imposta
dello stesso, a condizione che non si incida
negativamente sulla statica e sul prospetto
dell’edificio, nonché sui requisiti minimi di abitabilità dei locali sottostanti, di cui al decreto del
Ministro Sanità del 5 luglio 1975, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 190 del 18 luglio 1975.
3. Gli interventi di recupero abitativo dei
sottotetti, se volti alla eventuale e successiva
suddivisione in due o più unità immobiliari sono subordinati all’obbligo di reperimento di
spazi per parcheggi pertinenziali nella misura
minima di un metro quadrato ogni dieci metri
cubi della volumetria resa abitativa. Il rapporto
di pertinenza, garantito da un atto da trascriversi nei registri immobiliari, è impegnativo
per sé per i propri successori o aventi causa a
qualsiasi titolo. Qualora sia dimostrata
l’impossibilità, per mancata disponibilità di
spazi idonei, ad assolvere tale obbligo, gli interventi sono consentiti previo versamento al
Comune di una somma pari al costo base di
costruzione per metro quadrato di spazio per
parcheggi da reperire. Tale somma deve essere
destinata alla realizzazione di parcheggi da
parte del Comune.
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4. Non sono assoggettati al versamento di
cui al comma 3 gli interventi realizzati in immobili destinati all’edilizia residenziale pubblica di proprietà comunale, di consorzi di Comuni o di Enti pubblici preposti alla realizzazione di tale tipologia di alloggi.
Lo pongo ai voti.
È approvato.
art. 5
(Modalità d’intervento)
1. Il recupero del sottotetto non deve comportare la modifica dell’altezza di colmo e di
gronda né l’inclinazione delle falde.
2. Al fine di assicurare l’osservanza dei requisiti di fruibilità e aeroilluminazione naturale
dei locali il recupero abitativo dei sottotetti
può avvenire anche mediante l’apertura di porte, finestre, lucernari e abbaini purché siano
rispettati i caratteri formali e strutturali
dell’edificio. In particolare, per gli abbaini non
può essere interrotta la linea di gronda né può
essere superata la linea di colmo.
3. Il progetto di recupero abitativo dei sottotetti deve prevedere idonee opere di isolamento termico anche ai fini del contenimento
dei consumi energetici dell’intero fabbricato.
Le opere devono essere conformi alle prescrizioni tecniche in materia contenute nei regolamenti vigenti nonché alle norme nazionali e
regionali in materia di impianti tecnologici e di
contenimento dei consumi energetici.
Lo pongo ai voti.
È approvato.
art. 6
(Ristrutturazioni e contributi)
1. Gli interventi diretti al recupero abitativo
dei sottotetti sono classificati come ristrutturazione edilizia ai sensi dell’articolo 3 lettera
“d” del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 ( Testo unico delle
disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia) e successive modifiche ed integrazioni.
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RESOCONTO STENOGRAFICO
2. Gli interventi, di cui al comma 1, sono
soggetti a permesso di costruire e comportano
la corresponsione del contributo per il rilascio
del permesso di costruire ai sensi dell’articolo
16 del d.p.r. n. 380/2001 e successive modifiche ed integrazioni.
Lo pongo ai voti.
È approvato.
art. 7
(Recupero di porticati)
1. Il recupero dei porticati ad uso residenziale o ad uso terziario e/o commerciale di cui
all’art. 1, comma 2), lettera b) è consentito,
previo rilascio del permesso di costruire, purché siano rispettate le normali condizioni di
abitabilità o di agibilità previsti dai vigenti regolamenti di igiene. In deroga alle vigenti
norme è consentita una altezza minima di piano diversa, comunque non inferiore a 2,70 mt.
2. Il rilascio del permesso di costruire per
gli interventi di cui al presente articolo comporta la corresponsione degli stessi oneri di cui
all’articolo 6, comma 2.
Lo pongo ai voti.
È approvato.
art. 8
(Utilizzo residenziale dei piani seminterrati
e terziario e commerciale dei piani
seminterrati ed interrati)
1. L’utilizzo di piani seminterrati ad uso residenziale e di piani seminterrati ed interrati ad
uso terziario e/o commerciale è consentito,
previo rilascio del permesso di costruire, purché siano rispettate le prescrizioni dei vigenti
regolamenti edilizi e siano almeno assicurate le
seguenti condizioni:
- Altezza interna non inferiore a mt. 2,70;
- Aperture per la ventilazione naturale diretta non inferiore a 1/8 della superficie del
pavimento, ovvero realizzazione di un impianto di ventilazione meccanica per un ricambio
d’aria almeno pari a quello richiesto per la
ventilazione naturale;
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- Rispetto della normativa vigente in materia di consumi energetici, sicurezza dei lavoro
e di impiantistica antincendio;
- Accessibilità totale garantita anche ai
soggetti con ridotta capacità motoria;
- Rispetto del rapporto tra volumi e superfici di parcheggio da realizzare all’interno del
lotto interessato in base alla legge 24.03.1989,
n. 122 (Disposizioni in materia di parcheggi,
programma triennale per le aree urbane maggiormente popolate nonché modificazioni di
alcune norme del testo unico sulla disciplina
della circolazione stradale, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 15 giugno 1959, n. 393).
2. Il rilascio del permesso di costruire per
gli interventi di cui al presente articolo comporta la corresponsione degli stessi oneri di cui
all’art. 6, comma 2.
Lo pongo ai voti.
È approvato.
Passiamo alla votazione finale.
RUOCCO. Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RUOCCO. Signor Presidente, è chiaramente emerso dalla discussione il mio orientamento nella votazione. Tuttavia, credo che l’Aula
abbia la necessità di avere la soddisfazione di
sentire dal Presidente della Giunta regionale
se, rispetto a questo condono dei ricchi, è personalmente favorevole o se sta cercando di
andare in giro per non dichiarare come la pensa.
Egli, infatti, sicuramente sa che stiamo approvando il primo condono edilizio di iniziativa regionale, si rende conto che politicamente
non lo si può portare avanti, ma si rende altresì conto che non può dire di no ai consiglieri
proponenti, ragion per cui la fuga è la migliore
soluzione.
Allora, più importante della mia dichiara-
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RESOCONTO STENOGRAFICO
zione di voto, sarebbe stata la dichiarazione di
voto del Presidente Vendola su questo che, lo
ribadisco, da oggi in poi sarà il condono dei
ricchi elargito da questo Consiglio regionale.
Il consigliere Marmo prima mi ha corretto.
Io ho chiesto la votazione della legge per appello nominale solo perché la gente possa
complimentarsi con voi. Il consigliere Marmo,
invece, ha parlato di imprenditori.
Semmai, gli imprenditori, che sono i proprietari dei porticati, che non hanno potuto
prendere i sottotetti, che sono i padroni degli
attici che si sono comprati il sottotetto e che
adesso lo potranno rendere residenziale, vi
ringrazieranno. I cittadini, invece, dopo aver
letto le vostre prese di posizione per tanti anni,
si renderanno conto che tutto quello che avete
detto in passato non era vero, dato che oggi vi
ponete il problema del Paese reale rispetto al
Paese legale.
È la stessa situazione, con una differenza:
nei precedenti condoni, oltre ai ricchi, c’erano
anche i poveri, e i poveri pagavano. Oggi, con
il condono della Regione Puglia, i ricchi non
pagheranno nemmeno. Abbiamo raggiunto in
questo modo il top del top dell’ipocrisia.
Pertanto, considerato che presenterò un esposto al ministro utilizzando le parole
dell’assessore che ha certificato essere un
condono edilizio, mi auguro che il Governo
nazionale impugni l’atto in oggetto innanzi alla
Corte costituzionale. Se non lo impugnerà il
Governo, mi aspetto che, come è successo in
passato dinanzi a leggi aberranti, i giudici di
questa Regione, non appena avranno per le
mani un provvedimento che riguarda questo
condono, si rivolgano alla Corte costituzionale, così come sollecitamente hanno fatto in
altri casi.
Il profilo giuridico non elimina, però, la
vergogna di un provvedimento fatto passare
come una legittimazione di utilizzo e che, invece, nasconde un condono edilizio. Signor
Presidente, vorrei farmi vanto del fatto – e mi
congratulo con me stesso – che se oggi non mi
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fossi alzato a dire che questa legge sancisce un
condono edilizio, come tutti sapevamo, e
l’assessore ha certificato, avremmo approvato
un condono edilizio con l’ipocrisia di far finta
di approvare qualcos’altro, ed è vergognoso.
PRESIDENZA DEL
PRESIDENTE PEPE
LONIGRO. Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LONIGRO. Signor Presidente, con questa
legge oggi stiamo regolamentando qualcosa
che esiste già in un Paese reale. Noi, infatti,
stiamo dando una possibilità ai tantissimi cittadini che già abitano e vivono in questi sottotetti. Probabilmente, fra chi abita nelle mansarde e nei sottotetti ci saranno anche persone
con un reddito molto elevato, ma io conosco
tante famiglie che vivono invece in una condizione non facile. Non è facile, infatti, vivere in
un sottotetto dove in inverno fa molto freddo
e in estate fa molto caldo.
Le condizioni economiche non consentono,
a molte di queste famiglie, di avere una casa
normale, e vivono in una condizione non regolamentata, rispetto alla quale, probabilmente, i
Comuni non riscuotono neanche in maniera
adeguata l’ICI e la TARSU.
Vorrei ricordare che si sta dando la possibilità ai pugliesi, come è successo in altre Regioni italiane che si sono dotate di una legge di
recupero, ai fini abitativi, dei sottotetti – la
Lombardia, il Piemonte, la Liguria, il Veneto,
l’Emilia-Romagna, la Campania, la Basilicata,
la Sicilia, o altre Regioni che dispongono di
altre forme di agevolazioni come la Val
d’Aosta o il Friuli Venezia Giulia – di avere
uno strumento che non consiste in un condono, dato che ci sono una serie di limitazioni
previste nei vari articoli.
Diamo, inoltre, la possibilità ai Comuni di
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poter definire se parte del proprio territorio
deve essere esclusa dai fini del recupero abitativo – mi riferisco alle osservazioni del collega
Ruocco – nei casi in cui c’è un sovraccarico,
dal punto di vista urbanistico, di abitazioni, di
parcheggi o di quant’altro.
Sono i Comuni, quindi, ad essere chiamati
ad avere maggiore responsabilità. Noi oggi
diamo la possibilità di regolamentare tutto
questo sia ai cittadini che agli Enti locali,
quindi ai Comuni.
Preannuncio, pertanto, il voto favorevole a
questo disegno di legge, così come è stato articolato, quindi anche con quell’emendamento
attraverso il quale definiamo con certezza i
tempi sia per i Comuni che per i cittadini.
BRIZIO. Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BRIZIO. Signor Presidente, intervengo per
annunciare il voto favorevole dell’intero
Gruppo dell’UDC Federato rispetto ad una
legge che evidentemente condividiamo per le
sue finalità. Riteniamo, infatti, che questa legge vada a sostegno delle famiglie, e ci auguriamo che le amministrazioni comunali possano, con i loro piani, o meglio con le loro direttive ed indicazioni, agevolare non i ricchi, ma
coloro che oggi vanno alla ricerca di una sistemazione e di una casa. Ahimè, tutti sanno
che oggi il costo della casa è arrivato alle stelle. Una soluzione alternativa per le abitazioni,
quindi, trova il consenso di questo Gruppo.
Mi sembra di capire – e non certamente per
fare polemica con il collega Ruocco, del quale
condivido, in linea teorica, la precisazione –
che non si vada nella direzione di un condono,
perché di fatto si vanno a recuperare spazi che
ad oggi dovrebbero essere liberi. Quindi, non
andiamo a condonare alcunché.
Condivido l’impostazione che è stata data
dall’assessore Barbanente rispetto ad una ne-
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cessità che tutti quanti viviamo, e della quale
dobbiamo farci carico.
Confermo il voto favorevole dell’UDC Federato che è compatto nel sostenere questa
proposta di legge.
MARMO Giuseppina. Domando di parlare
per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARMO Giuseppina. Signor Presidente,
quando il consigliere Lonigro ha parlato di
famiglie che abitano nei sottoscala e nei tuguri
ho avuto paura. Signori, facciamo attenzione
perché dobbiamo puntare alla dignità delle
persone.
Recupero non significa non salvaguardare
la dignità delle persone e della famiglia. Con
questa proposta di legge non andiamo certo ad
abbattere i costi degli appartamenti. Stiamo
ragionando evidentemente su piani diversi.
Ad ogni modo, ho preso la parola per rivolgere un invito agli assessori Barbanente e
Losappio. Conoscendo le casse comunali, non
possiamo affidare altre incombenze ai Comuni
se non forniamo loro un aiuto. Pertanto, per
questa proposta di legge, nel prossimo bilancio
bisogna individuare un capitolo di spesa per
affidare ai Comuni le necessarie risorse a
compiere questo lavoro. Dato che nel Comune di Andria, per esempio, è in atto già un
condono edilizio, è impensabile che possa procedere ad altro. Pretendo, quindi, che ai Comuni vengano elargite, a seconda di quanto
sarà recuperato, delle risorse per realizzare
questi piani.
GIAMPAOLO. Domando di parlare per
dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIAMPAOLO. Signor Presidente, darò il
mio voto favorevole a questo disegno di legge
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RESOCONTO STENOGRAFICO
per una ragione molto semplice. Forse, molti
non sanno che negli anni passati, quando si
predisponevano i piani di zona, le tipologie edilizie venivano quasi sempre disegnate rispecchiando – non ho mai capito il perché – sempre
un’unica e sola tipologia, quella dei porticati.
Da parte dei progettisti non c’era
l’abitudine di vedere e progettare un edificio in
funzione dell’utenza che doveva poi abitare i
suddetti edifici.
Un conto, infatti, era predisporre una tipologia edilizia con porticati in una città capoluogo, quale poteva essere Bari, altra cosa era
prevedere una tipologia edilizia con porticati
laddove la maggior parte degli abitanti, o dei
nuovi abitanti della Zona 167, era costituita da
agricoltori, artigiani o quant’altro.
Mi permetto di dire oggi, a distanza di molti anni, che sono stati commessi degli errori di
fondo, da parte dei progettisti, ma bisogna dare atto all’assessore Barbanente che sta cercando
di porvi rimedio. Non era possibile, infatti, avere
tipologie edilizie a porticati in quasi tutta la Regione Puglia e in quasi tutte le Zone 167.
Inoltre, quei porticati creavano delle condizioni di non agibilità, soprattutto ai primi piani, e ai piani terra. Oggi si rende necessario
chiudere questi spazi. Vi è poi anche una questione ambientale, nel senso che queste tipologie di piloty, previste in quasi tutte le Zone
167, non consentono nessun tipo di attività
commerciale, artigianale, o di natura simile. In
questo modo, detti quartieri sono considerati,
esclusivamente, come dei dormitori.
Dichiaro, pertanto, il mio voto favorevole
perché, in questo modo, si mette fine allo
scempio commesso negli anni passati e si dà
l’opportunità, attraverso la chiusura dei porticati, di svolgere anche quel minimo di attività
artigianale, di commercio che consentirà agli
abitanti un modo di vita completamente diverso rispetto a quello vissuto fino ad oggi. Così
facendo, queste zone non verranno più considerate come quartieri-ghetto della città, ma
verranno integrate al tessuto urbano che oggi
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è completamente diverso rispetto a quello dei
centri storici e delle zone residenziali.
Credo, in definitiva, che questa sarà una
buona legge.
MARMO Nicola. Domando di parlare per
dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARMO Nicola. Signor Presidente, colleghi consiglieri, credo che non possa passare
con il silenzio dei consiglieri la teoria secondo
la quale l’edificazione dei porticati rappresenti
un passaggio in avanti della civiltà e rappresenti il recupero di quartieri nati secondo la
cultura della segregazione operaia, secondo la
cultura industriale della sinistra storica italiana
e copiando le esperienze anglosassoni. Su
quelle esperienze, infatti, nascono i quartieri
come il CEP a Bari, il San Valentino ad Andria, il quartiere Paradiso a Brindisi ed altri
quartieri che sono nati in zone completamente
isolate dal resto della città, senza collegamenti,
senza vita sociale, senza possibilità di recupero
alla vita sociale di quegli abitanti. I cittadini,
infatti, che abitano questi quartieri sono sempre più segregati ed allontanati dal resto delle
comunità cittadine cui appartenevano.
È assurdo ipotizzare che la semplice edificazione dei porticati possa portare al salto di
qualità e al salto in avanti di quei luoghi abitati. Non c’è anima in quei luoghi, perché
l’anima in quei luoghi è stata negata proprio
dalla cultura urbanistica della sinistra, che si è
sviluppata negli anni ‘60 e ‘70. Per questo sono nati il quartiere CEP, il quartiere Paradiso e
il quartiere San Valentino ad Andria. Sono nati con la stessa cultura di separazione e di esaltazione della classe operaia che oggi non c’è
più, visto che si tratta solo di una parte della
nostra comunità che è volutamente allontanata
dalla vita civile. Le uniche “istituzioni” ad aver
svolto un ruolo sociale e costruttivo in quei
quartieri sono state le parrocchie.
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Questa teoria, quindi, non può trovare
plauso da questa parte del Consiglio regionale.
Noi riteniamo, invece, che anche la chiusura dei piloty, dei porticati debba essere fatta
con criterio perché non tutti i porticati sono da
chiudere, perché non tutti i porticati vanno a
finire ad esercizi commerciali, ma molti porticati conterranno abitazioni. Ci troviamo ai
margini della società dove c’è povertà e dove
avere pochi metri quadrati può significare avere la casa in un’Italia che oggi non la garantisce più a nessuno.
Smettiamola di dire fandonie e di ipotizzare
paradisi venturi, perché così non è.
Questa legge non ci mette al riparo dagli
errori di una cultura egemone nella nostra
società.
SILVESTRIS. Domando di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SILVESTRIS. Signor Presidente, il voto
contrario a questo provvedimento è rafforzato, nel convincimento, da alcuni elementi di
riflessione emersi durante il dibattito generale.
Come solitamente accade, norme o procedimenti normativi che avrebbero finalità valide
e che potrebbero trovare una condivisione diffusa all’interno di questo Consiglio regionale,
finiscono per partorire strumenti che, al contrario, diventano, come hanno bene illustrato i
colleghi Ruocco e Marmo Nicola, la premessa
per nuove iniziative speculative.
Capisco, assessore, i nobili intenti di questa
norma e la voglia di recuperare, per una funzione sociale, spazi che oggi sono vuoti e molto spesso negli edifici di edilizia residenziale
pubblica sono chiusi da cancellate. Questi porticati, infatti, avrebbero dovuto essere spazi
aperti, però, siccome negli anni sono diventati
ricettacoli bui nei quali è facile consumare reati, sono stati chiusi da cancellate
Tuttavia, assessore, i bei principi che lei ha
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evidenziato avrebbero avuto una concretizzazione in questo testo se non ci fosse stata una
parolina scritta in grassetto, che evidentemente
è un emendamento che il Governo ha accolto.
Mi riferisco al termine “prioritariamente”.
Caro collega Marmo, il testo originale della
proposta diceva che il recupero dei porticati al
piano terra o al piano rialzato da destinare ad
uso terziario o commerciale è limitato agli edifici ERP. Poi, il testo si è trasformato così:
«da destinare prioritariamente ad uso commerciale o terziario». Questo significa che la
legge stabilisce che prioritariamente nei porticati bisogna realizzare negozi o locali per il
terziario, ma significa anche che si possono realizzare abitazioni a piano terra di 20-30 metri
quadrati in palazzoni di case popolari. Questo
aggiungerà degrado al degrado e ingenererà
guerre tra poveri in quartieri già abitati da povera gente.
Su questo, assessore, ma anche sui meccanismi che nei Comuni si ingenerano, dove una
variazione di destinazione d’uso spesso si ottiene con grande facilità, con connivenze degli
uffici tecnici o con la disattenzione colpevole
degli assessori di turno.
Questo “prioritariamente” stride con quello
che lei ha detto.
Avrei personalmente, forse anche in disaccordo con il Gruppo, guardato con più favore
al voto da dare a questa proposta, se quel
“prioritariamente” fosse stato, per esempio,
riferito alla trasformazione dei porticati in spazi di aggregazione sociale, in strutture da destinarsi a centri diurni, a comunità incontro, a
centri sociali, a servizi di quartiere, a strutture
destinate al recupero dei giovani, dei disabili,
ma tutto questo non c’è.
La priorità è sul commerciale, sul terziario,
lasciando fuori dalle priorità la possibilità che
questa legge trasformi i porticati in altre abitazioni. Se vuole, assessore, possiamo anche fare una scommessa, monitorando gli effetti di
questa legge, il cui controllo non è deputato a
lei, ma ai Comuni – siano essi di destra, di
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centro o di sinistra – che spesso su queste materie sono troppo colpevolmente disattenti.
Scommettiamo che i porticati si trasformeranno, forse prioritariamente, in terziario o in
commerciale, ma certamente si trasformeranno
in microabitazioni a cui saranno destinate famiglie di poveracci? Sono convinto, assessore,
che lei come me sa che questo è il rischio che
si ingenera con questa legge. Una parola messa male crea spazi di ingresso per speculazioni
che ingenereranno altre guerre tra poveri. Su
questo, assessore, sono pronto a scommettere.
Il controllo sull’attuazione della norma, infatti, non lo farà lei, non lo farà la Regione,
non lo farà l’assessorato all’urbanistica, ma lo
faranno i tanti uffici tecnici dei tanti Comuni, a
partire da Bari città capoluogo fino ad arrivare
ai più piccoli e piccolissimi Comuni della periferia geografica della nostra Regione.
Allora, prioritariamente, destiniamo i porticati ad attività commerciali o terziarie, ma al di
là della priorità resta lo spazio perché questi
porticati siano destinati ad altro. Questo voi lo
chiamate recupero sociale? Abitazioni a piano
terra negli edifici di case popolari, assessore,
costituirebbero, secondo lei, il recupero di una
funzione sociale dei porticati? Altro sarebbe
stato se a quella funzione si fossero esclusivamente sostituiti asseveramenti di quelle unità
immobiliari, da realizzarsi con la chiusura dei
porticati per attività operanti nel sociale e per
centri di aggregazione pubblici o privati, da
gestirsi nei quartieri più a rischio. Tuttavia,
così non è.
Allora, la foglia di fico della funzione sociale, del recupero della coesione sociale, in quartieri in cui il buio dei piani terra è spesso un
momento di distanza e di pericolo, non regge
rispetto ad un testo normativo che, modificato
con le priorità di comodo, apre spazi a situazioni che certamente non possono trovare la
nostra condivisione.
Questa è la nostra denuncia. Annuncio, pertanto, il nostro voto contrario a questa proposta di legge.
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6 NOVEMBRE 2007
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare
l’assessore Barbanente.
BARBANENTE, assessore all’urbanistica
e all’edilizia residenziale pubblica. Confesso
che ascoltando alcuni interventi, mi sono chiesta di quale testo di legge si stesse parlando.
Intanto, inviterei a rileggere nel complesso il
testo di legge per rassicurarsi in ordine al rispetto di tutte le norme statiche, igienicosanitarie, paesaggistiche, ambientali, di altezza
minima, di luminosità degli ambienti, eccetera.
Nessuno vuol far abitare, nel 2007, le persone nei tuguri. Quanto poi all’accusa di aver
fatto una legge per i ricchi, è assolutamente
inaccettabile, oltre che non dimostrato. Le
condizioni di sovraffollamento caratterizzano,
nel nostro Paese, principalmente gli alloggi in
affitto e l’uso dei sottotetti, e non dei volumi
tecnici già spesso abusivamente trasformati
dalle imprese in uso abitativo. In questa proposta di legge parliamo di edifici residenziali,
già usati per la residenza, che abbiano dei sottotetti che, per ragioni di affollamento, di crescita delle famiglie, verranno destinati ad uso
abitativo.
Abbiamo, infatti, specificato che, nel caso
in cui da questi spazi si recuperasse un nuovo
alloggio, si dovranno trovare gli standard da
destinare a quegli alloggi.
Vorrei anche tranquillizzare la collega
Marmo, dicendole che i Comuni hanno sicuramente bisogno di risorse per la pianificazione, ma da queste norme ricaveranno risorse
corrispondenti agli oneri concessori che dovranno essere obbligatoriamente pagati per la
ristrutturazione edilizia. Questo, quindi, è un
modo per dire ai Comuni di aprire gli occhi
perché forse potrebbero ricevere ulteriori risorse dal recupero a mezzo ristrutturazione
edilizia di questi ambienti.
Aggiungo ancora che abbiamo raddoppiato
– non sono io a doverlo ricordare alla consigliera Marmo – i contributi per la pianificazione urbanistica comunale a favore dei Comuni,
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 58
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RESOCONTO STENOGRAFICO
dalla vecchia all’attuale legislatura. Ci stiamo
impegnando a fondo affinché i Comuni abbiano sostegno e accompagnamento attraverso
servizi. Abbiamo altresì realizzato la carta tecnica regionale, il sistema informativo territoriale e via elencando.
La gran parte delle risorse che i Comuni
utilizzano per la pianificazione sono necessarie
per costruire un quadro di conoscenza sul territorio. Noi forniamo servizi che possono anche essere quantificati in termini di vantaggi
per minori spese dei Comuni.
Questo è quello che noi stiamo facendo, oltre a mettere al servizio dei Comuni la Regione nel loro accompagnamento nell’attività di
pianificazione. Anche questo è servizio.
Davvero pensiamo che, se fosse la Regione
a controllare, allora la realtà regionale funzionerebbe, e invece, nel momento in cui sono i
Comuni a farlo, nulla funziona? Come ragioniamo in quest’Aula? Quale considerazione
abbiamo del principio di sussidiarietà? Quale
considerazione abbiamo degli organismi più
vicini ai bisogni della popolazione?
Io so bene, perché ricevo gli assessori “alla
casa” delle grandi e medie città della Puglia o i
sindaci di queste grandi e medie città, che
hanno ogni giorno sotto casa persone in condizione di disagio, qual è la situazione reale.
Non è il caso di porre la Regione su una sorta
di torre d’avorio come se tutto quello che passa attraverso il controllo occhiuto e strabico,
forse sempre strabico, degli uffici regionali, va
bene, mentre quello che è affidato al controllo
comunale va male. Ma quale Paese fondato
sulle Autonomie locali è questo?
Di fronte a questo atteggiamento mi ribello,
perché credo in alcuni valori fondamentali. Essere vicini ai bisogni della gente significa capire meglio le situazioni. Caro consigliere Silvestris, quel “prioritariamente” è un termine prudenziale, dato che la Regione Puglia è una regione ampia e lunga ben 400 chilometri – la
nostra è una delle regioni più lunghe d’Italia –
dove ci sono situazioni differenziate di minu-
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6 NOVEMBRE 2007
scoli centri del Salento o dell’Appennino, fino
alle grandi città.
Che senso ha avere una rigidità che pretende da parte nostra la conoscenza e la comprensione di tutto? Quel termine “prioritariamente” lascia ai Comuni, agli Enti, agli Istituti
la possibilità di individuare le proposte più idonee. L’indirizzo regionale è chiaro: prioritariamente terziario e commerciale, attività di
servizio, ma in alcuni contesti protetti dal traffico, dove c’è del verde, perché non destinare i
piani terra, per esempio, ai diversamente abili,
visto che stiamo parlando di edilizia residenziale pubblica? Cosa osta, dal punto di vista
della vivibilità, della qualità della vita,
l’utilizzo di quegli insediamenti? Stiamo parlando di pubblico.
Questa legge – e concludo – è stata molto
ponderata. Ci siamo posti degli obiettivi di sostenibilità. Naturalmente, ci sarà sempre
l’adeguamento, dal punto di vista energetico,
di quegli edifici. Se non cerchiamo modi per
incentivare la sostenibilità edilizia dal punto di
vista energetico, ci troveremo, tra dieci anni,
nella stessa situazione di oggi, perché la gran
parte del patrimonio edilizio è già esistente.
Non possiamo immaginare che solo sul nuovo
si applichino le nuove regole di risparmio energetico. Ogni occasione deve essere considerata propizia per adeguare il patrimonio edilizio esistente dal punto di vista energetico.
Sotto il profilo sociale ci siamo posti il problema delle famiglie in condizioni di sovraffollamento, che usano i sottotetti per ampliare il
proprio spazio abitativo prioritariamente. Ci
siamo posti poi il problema di creare una mescolanza di funzioni in edifici che, per una serie di errori commessi nel passato, e per sopperire al macroscopico errore di una speculazione privata che decideva in questo Paese sul
destino di ogni metro quadrato di suolo dei
Comuni, abbiamo previsto la possibilità di migliorare queste condizioni abitative.
Non ci si dica, perché non è vero, che affidiamo solo a questo aspetto il recupero delle
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 58
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RESOCONTO STENOGRAFICO
periferie in Puglia. Vorrei sottolineare che
questo è un tassello minimo.
Ogni occasione è colta da noi per recuperare le periferie pugliesi, dal momento che con il
piano casa regionale e con i programmi integrati di riqualificazione delle periferie, per la
prima volta, in questa Regione, abbiamo previsto interventi di riqualificazione delle periferie
in Puglia, e lo abbiamo fatto sollecitando 127
programmi integrati.
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta
richiesta di votazione per appello nominale.
Indìco la votazione per appello nominale
della proposta di legge “Recupero dei sottotetti, dei porticati, di locali seminterrati ed interventi esistenti e di aree pubbliche non autorizzate”.
I consiglieri favorevoli risponderanno «sì»,
i consiglieri contrari risponderanno «no», gli
astenuti si comporteranno di conseguenza.
Invito il segretario a procedere
all’appello nominale, iniziando dal consigliere Maniglio, nominativo estratto a sorte a
norma di Regolamento.
CIOCE, segretario, fa la chiama.
Hanno votato «sì» i consiglieri:
Baldassarre, Bonasora, Brizio, Buccoliero,
Cioce, Copertino,
Damone, De Leonardis, De Santis,
Frisullo,
Giampaolo,
Introna,
Lomelo, Lonigro,
Maniglio, Manni, Marmo G., Mineo, Minervini, Mita, Montanaro,
Ognissanti,
Palese, Pellegrino, Pentassuglia, Potì, Povia,
Riccardi, Romano, Russo,
Stefàno, Surico,
Tarquinio, Tedesco,
Vendola, Ventricelli, Visaggio,
Zullo.
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Hanno votato «no» i consiglieri:
Attanasio,
Lospinuso,
Marmo N.,
Ruocco,
Saccomanno, Silvestris.
Si è astenuto:
il Presidente Pepe.
Sono in congedo i consiglieri:
Gentile,
Laurora.
Risultano assenti i consiglieri:
Borraccino,
Canonico, Cappellini, Caroppo, Cassano,
Cera, Chiarelli, Congedo, Costantino,
Dicorato,
Loizzo, Loperfido, Losappio,
Marino,
Olivieri,
Pelillo,
Rollo,
Sannicandro, Santaniello, Scalera,
Tagliente, Taurino,
Vadrucci.
PRESIDENTE. Comunico l’esito della votazione:
Consiglieri presenti
Consiglieri votanti
Hanno votato «sì»
Hanno votato «no»
Astenuti
45
44
38
6
1
La proposta di legge è approvata.
FRISULLO, Vicepresidente della Giunta
regionale e assessore alle attività produttive,
all'industria, all'industria energetica, all'artigianato, al commercio, all'innovazione tecnologica, alle fiere e ai mercati. Domando di
parlare.
Atti consiliari della Regione Puglia
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VIII Legislatura
RESOCONTO STENOGRAFICO
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FRISULLO, Vicepresidente della Giunta
regionale e assessore alle attività produttive,
all'industria, all'industria energetica, all'artigianato, al commercio, all'innovazione tecnologica, alle fiere e ai mercati. Signor Presidente, chiedo che il provvedimento sia dichiarato urgente.
PRESIDENTE. Pongo ai voti la procedura
d’urgenza.
È approvata.
Come da intesa, sospendiamo i lavori per
circa un’ora.
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occasione di manifestazioni di particolare interesse e di notevole rilevanza istituzionale, per
le caratteristiche e le finalità perseguite, può
essere richiesta, dagli enti ed associazioni interessate, la concessione del patrocinio del Presidente del Consiglio regionale».
Ricordo che un inciso, nella vecchia legge
n. 8 del 1993, vietava questa possibilità, riferendosi al solo territorio della Regione, limitando pertanto la nostra presenza. È, inoltre,
prevista la richiesta separata con la legge n.
34, che prevede procedure e coperture ulteriori. In questo momento, si sta parlando solo di
patrocinio gratuito.
Ha facoltà di parlare il relatore.
(La relazione che segue viene data per letta).
(La seduta, sospesa alle ore 14,30, riprende alle ore15,55).
PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori.
Proposta di legge dell’Ufficio di presidenza “Modifica della legge regionale n. 8
dell’11 maggio 1993, recante per oggetto:
‘Patrocinio del Presidente del Consiglio regionale a manifestazioni di particolare interesse e di notevole rilevanza istituzionale’”
PRESIDENTE. L’ordine del giorno, al
punto n. 10), reca: «Proposta di legge Ufficio
di presidenza “Modifica della legge regionale
n. 8 dell’11 maggio 1993, recante per oggetto:
‘Patrocinio del Presidente del Consiglio regionale a manifestazioni di particolare interesse e
di notevole rilevanza istituzionale’”.
Si tratta di una semplice modifica, esaminata dal collega Ventricelli in II Commissione,
che punta a realizzare alcune finalità, in primo
luogo quella di estendere la possibilità che il
patrocinio gratuito possa essere autorizzato
anche in zone che si trovino al di fuori dal territorio regionale, purché siano in capo all’Ente
Regione.
La modifica della legge regionale recita: «In
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VENTRICELLI, relatore. Signor Presidente, colleghi consiglieri, la seconda Commissione, da me presieduta, nella seduta del
01.10.2007 ha esaminato la proposta di legge
presentata dall’Ufficio di Presidenza: Modifica
della legge regionale n. 8 dell’11 Maggio 1993
recante per oggetto: “Patrocinio del Presidente del Consiglio regionale a manifestazioni di
particolare interesse e di notevole rilevanza
istituzionale”.
Attualmente la legge regionale n. 8/1993
consente la concessione di patrocini e di contributi da parte del Presidente del Consiglio
regionale per manifestazioni di particolare interesse e di notevole rilevanza istituzionale che
si svolgono esclusivamente nell’ambito della
Regione Puglia.
Con questa P.D.L. si vuole eliminare il limite posto dell’ambito regionale, limite che contrasta con le finalità dell’istituzione regionale
e, pertanto, si vuole sopprimere l’inciso “che si
svolgono nel territorio della Regione” che segue alle parole “le finalità perseguite” contenuto nell’art. 1 – comma 1 – della legge regionale n. 8/1993.
In tal modo il Consiglio regionale potrà sostenere ed incentivare tutte quelle manifesta-
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 58
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RESOCONTO STENOGRAFICO
zioni ed iniziative promosse da soggetti pugliesi, al fine di esaltare le qualità migliori della
nostra Regione in Italia e all’estero.
Si ringraziano i colleghi per il contributo
fornito e, quindi, si sottopone il provvedimento all’esame del Consiglio Regionale, per la
sua approvazione.
Esame articolato
PRESIDENTE. Non essendovi consiglieri
iscritti a parlare nella discussione generale e
non intervenendo il rappresentante del Governo
regionale, passiamo all’esame dell’articolato.
Do lettura dell’articolo unico:
art. 1
1. Il comma 1 dell’articolo unico della legge regionale 11 maggio 1993, n. 8, è sostituito
dal seguente:
“1. In occasione di manifestazioni di particolare interesse e di notevole rilevanza istituzionale, per le caratteristiche e le finalità perseguite, può essere richiesta, dagli enti ed associazioni interessate, la concessione del patrocinio del Presidente del Consiglio regionale”.
Lo pongo ai voti.
È approvato.
Si intende, pertanto, approvata la proposta
di legge nel suo complesso.
DDL n. 21 del 23/05/2006 “Trasferimento alle Province della competenza amministrativa in materia di esercizio dell’attività
di agenzie di viaggio e turismo”
PRESIDENTE. L’ordine del giorno, al
punto n. 6), reca: «DDL n. 21 del 23/05/2207
“Trasferimento alle Province della competenza
amministrativa in materia di esercizio
dell’attività di agenzie di viaggio e turismo”».
Ha facoltà di parlare il relatore.
(La relazione che segue viene data per letta).
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STEFANO, relatore. Signor Presidente,
colleghi consiglieri, il Disegno di Legge in tema di “Trasferimento alle Province della competenza amministrativa in materia di esercizio
dell’attività di agenzia di viaggio e turismo”,
oggi all’attenzione di questo Onorevole consesso, rappresenta un ulteriore e significativo
passo avanti nella direzione del decentramento
dell’attività amministrativa regionale in capo
agli enti locali; direzione ben tracciata anche
dal programma di governo.
Decentramento che si propone, da un lato,
come via per giungere ad una migliore caratterizzazione di quella che è la “mission” naturale
dell’Ente Regione – attività legislativa e di
programmazione – e, nel contempo, si offre
come strumento essenziale per il rafforzamento della democrazia, della partecipazione e per
una maggiore responsabilizzazione delle comunità locali.
In tale prospettiva, un efficace raccordo tra
momento programmatico e competenze amministrative periferiche non può che rappresentare un sicuro viatico verso un migliore sviluppo del territorio pugliese, perché si accresce, ancor di più e meglio, del rapporto costante di concertazione col sistema delle autonomie locali.
Com’è noto, il turismo rappresenta uno dei
settori chiave per la crescita del nostro territorio pugliese, un banco di prova della nostra abilità e lungimiranza amministrativa, uno scrigno caleidoscopico per la interconnessione fra
i risvolti più strettamente economici ed i settori strategici da cui dipende il miglioramento
della qualità della vita dei cittadini pugliesi:
ambiente, cultura, ospitalità, nuove spinte allo
sviluppo compatibile.
Tale complessità richiede un “lavoro di
squadra” efficace: alla Regione il compito di
indicare il tracciato, di dettare le linee di sviluppo strategico guardando alla globalità del
territorio pugliese ed alle sue specificità; alle
Province le competenze amministrative in oggetto della presente legge, in quanto le sole in
Atti consiliari della Regione Puglia
SEDUTA N° 58
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RESOCONTO STENOGRAFICO
grado di svolgere una più efficace attività di
controllo e di coordinamento territoriale.
Il provvedimento, pertanto, è indirizzato a
salvaguardare – nel quadro più generale delle
politiche di sviluppo del turismo pugliese – il
necessario raccordo e concertazione tra i diversi livelli di governo – compresi gli istituendi
sistemi turistici locali – nonché la tutela dei
consumatori ed utenti.
Con il presente disposto normativo si attua
una delega significativa nell’ottica dì un processo di riorganizzazione della innovata programmazione regionale avviata con il Protocollo d’intesa sul turismo “Verso il 2010: ripartire insieme” e con il documento “Linee
guida degli interventi di politica turistica regionale. Atto di indirizzo”, approvato dalla
Giunta regionale.
Il nostro Disegno di Legge, in ossequio ai
principi di sussidiarietà, di semplificazione
amministrativa e di unicità della responsabilità
amministrativa, al pari di altre Regioni, individua la Provincia quale Ente locale competente
allo svolgimento delle attività amministrative
in materia di agenzie di viaggio e, pertanto,
modifica il disposto normativo di cui all’art.
17 del Titolo IV della Legge regionale 11 dicembre 2000, n. 24 in tema di “Conferimento
di funzioni e compiti amministrativi in materia
di artigianato, industria, fiere, mercati e commercio, turismo sport, promozione culturale,
beni culturali, istruzione scolastica, diritto allo
studio e formazione professionale”.
L’articolato ha impegnato tutti i Commissari in un approfondito e ponderato esame, sviluppatosi in più sedute, motivati dal desiderio
di elaborare un testo normativo, per quanto
possibile, rispondente ed aderente alle articolate esigenze ed alle aspettative di tutti gli operatori del settore.
Pertanto, la Commissione, seguitando nel
percorso intrapreso sin dal suo insediamento
del necessario e opportuno ascolto di tutti i
soggetti destinatari delle disposizioni legislative regionali, ha promosso ed effettuato le au-
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dizioni dei rappresentati degli enti locali, delle
associazioni di categoria, sindacali e dei consumatori, al fine di verificarne le esigenze ed i
suggerimenti costruttivi, integrando poi, in sede di esame ed ove possibile, il provvedimento
de quo.
Il Disegno di Legge si articola in quattro
Titoli, per un totale di 27 articoli ed, in sintesi,
risulta così strutturato:
- il TITOLO I dispone le finalità della normativa; le attività delle agenzie – con particolare riguardo all’uso di tecnologie informatiche; le modalità per ottenere l’autorizzazione
ed i requisiti professionali occorrenti; le competenze delle Province e della Regione; la regolamentazione degli esami da sostenere per
ottenere la qualifica di direttore di agenzia; la
pubblicizzazione, anche attraverso i siti web
istituzionali, dell’elenco delle agenzie e
dell’albo dei direttori tecnici; (artt. da 1 a 14).
- il TITOLO II, con gli artt. dal 15 al 19,
pone particolare attenzione alla tutela dei consumatori e degli utenti in relazione a possibili
insufficienze organizzative e professionali da
parte delle agenzie; individua gli strumenti di
composizione delle controversie tra utenti e
agenzie, nonché le sanzioni per le violazioni
delle disposizioni legislative ed amministrative.
- il TITOLO III disciplina i requisiti che
devono possedere gli organismi senza scopo di
lucro per esercitare l’attività di viaggi e turismo e le modalità per lo svolgimento, ben
chiarendo, al contempo, che l’oggetto di delega alle Province è anche la competenza relativa ai Direttori Tecnici, alla procedura per gli
esami di idoneità ed alla loro iscrizione
all’Albo provinciale.
- nel TITOLO IV, infine, si dettano le disposizioni finanziarie e transitorie. A tal proposito si deve rilevare che il presente disegno
di legge, già licenziato all’unanimità dalla IV
Commissione in data 26 luglio 2006 ed iscritto
all’ordine del giorno del Consiglio, senza essere mai esaminato, è stato riassegnato alla
stessa per l’adeguamento della norma finan-
Atti consiliari della Regione Puglia
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RESOCONTO STENOGRAFICO
ziaria al bilancio dell’esercizio finanziario
del corrente anno.
La IV Commissione, quindi, dopo aver
provveduto a riformulare la norma finanziaria
ed adeguare le disposizioni transitorie, ha
nuovamente espresso unanime parere favorevole sul testo del presente provvedimento e,
pertanto, in qualità di Presidente della stessa,
dopo aver rivolto un sincero ringraziamento
alla struttura per l’importante lavoro svolto,
invito il Consiglio a volerlo approvare nella
formulazione proposta.
(segue intervento in Aula)
Signor Presidente, voglio soltanto evidenziare che questo provvedimento è stato licenziato dalla Commissione il 20 luglio 2006.
Pertanto, sarebbe opportuno che oggi venisse
licenziato anche da questa Assise legislativa.
Abbiamo dovuto, per la suddetta ragione,
riportarlo in Commissione nella seduta del 3
ottobre 2007 per riformulare la nuova norma
finanziaria e adeguarla al nuovo esercizio.
Spero che si possa procedere al relativo esame
con sollecitudine.
Esame articolato
PRESIDENTE. Non essendovi consiglieri
iscritti a parlare e non intervenendo il rappresentante del Governo regionale, passiamo
all’esame dell’articolato.
Do lettura dell’articolo 1:
TITOLO I
NORME GENERALI
art.1
(Finalità)
1. La presente legge disciplina le competenze amministrative delle Province per
l’esercizio delle attività professionali delle agenzie di viaggio e turismo, in attuazione
dell’art. 117 della Costituzione, ai sensi della
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legge 15 marzo 1997, n. 59 (Delega al governo per il conferimento di funzioni e compiti
alle regioni ed enti locali, per la riforma della
pubblica amministrazione e per la semplificazione amministrativa), del decreto legislativo
31 marzo 1998, n. 112 (Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle
regioni e agli enti locali, in attuazione del capo
I della legge 15 marzo 1997, n. 59) e dell’art.
7 della legge 29 marzo 2001, n. 135 ( Riforma
della legislazione nazionale del turismo).
2. L’azione regionale in materia di organizzazione di viaggi e turismo si informa ai seguenti principi:
a) sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza, ai sensi dell’articolo 118, primo comma,
della Costituzione;
b) semplificazione dell’azione amministrativa;
c) completezza, omogeneità delle funzioni,
unicità della responsabilità amministrativa;
d) integrazione tra i diversi livelli di governo, mediante le necessarie forme di cooperazione e procedure di raccordo e concertazione, ivi compresi i sistemi turistici locali;
e) salvaguardia e tutela del consumatore.
3. La Regione sostiene la qualificazione
delle attività di organizzazione di viaggio e turismo con l’obiettivo di rafforzarne l’affidabilità e
di innalzare gli standard di qualità dei servizi offerti alla clientela.
4. Alla Regione spetta la programmazione e
l’indirizzo generale. nonché il potere sostitutivo.
Lo pongo ai voti.
È approvato.
Do lettura degli articoli successivi:
art. 2
(Definizioni delle agenzie
di viaggio e turismo)
1. Sono agenzie di viaggio e turismo le imprese che, secondo quanto precisato dalla
convenzione internazionale relativa al contratto di viaggio (CCV) di cui alla legge
27dicembre 1977, n. 1084 (Ratifica ed esecu-
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RESOCONTO STENOGRAFICO
zione della convenzione internazionale relativa
al contratto di viaggio, firmata a Bruxelles il
23 aprile 1970) e dal decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206 (Codice del consumo, a
norma dell’art. 7 della legge 29 luglio 2003, n.
229), svolgono congiuntamente o disgiuntamente le seguenti attività, ivi compresi i compiti di assistenza e accoglienza ai turisti:
a) produzione, organizzazione e intermediazione di soggiorni, viaggi e crociere per via
terrestre, fluviale, lacuale, marittima e aerea,
per singole persone o per gruppi, con o senza
vendita diretta al pubblico;
b) sola intermediazione, a forfait o a provvigione, e vendita diretta al pubblico di soggiorni, viaggi e crociere organizzate da altre agenzie.
Lo pongo ai voti.
È approvato.
art. 3
(Attività)
1. È di esclusiva competenza delle agenzie
di viaggio e turismo l’effettuazione dei seguenti servizi e prestazioni, in qualsiasi modo
e forma (convenzionali e/o mezzi informatici)
siano offerti o proposti:
a) l’organizzazione di soggiorni ed escursioni, individuali e collettive, e giri di città con
ogni mezzo di trasporto;
b) la prenotazione e la vendita di biglietti
per conto delle imprese nazionali ed estere che
esercitano attività di trasporto;
c) l’assistenza ai clienti, sia mediante
l’attività di accoglienza, trasferimento e accompagnamento da e per i porti, aeroporti e
stazioni, sia con orientamento e informazioni
anche di tipo geoturistico e tecnico;
d) la prenotazione di servizi ricettivi, di ristorazione e in genere turistici, ovvero la vendita di buoni di credito per detti servizi, forniti
anche da altri operatori, nazionali ed esteri, e
utilizzabili in Italia e all’ estero;
e) la diffusione e la pubblicità di iniziative
turistiche organizzate anche da altre agenzie di
viaggio e turismo;
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f) la raccolta di adesioni a viaggi, crociere e
soggiorni organizzati anche da altre agenzie di
viaggio e turismo.
2. Le agenzie di viaggio e turismo possono
altresì svolgere le seguenti attività nel rispetto
delle leggi clic specificatamente le regolano:
a) l’ assistenza per il rilascio di passaporti e
visti consolari;
b) l’ inoltro, il ritiro e il deposito di bagaglio per conto e nell’interesse dei propri clienti
c) la prenotazione di vetture da noleggio
e di altri mezzi di trasporto individuale o
collettivo;
d) il rilascio e il pagamento di assegni turistici o di altri titoli di credito per viaggiatori,
lettere di credito e cambio di valuta;
e) 1’ emissione, in nome e per conto di imprese di assicurazione, di polizze a garanzia di
infortuni ai viaggiatori e danni alle cose
trasportate;
f) la distribuzione e la vendita di manuali,
guide, piantine, opuscoli illustrativi e informativi e di ogni altra pubblicazione relativa al
turismo;
g) la prenotazione e la vendita di biglietti
per spettacoli, fiere e manifestazioni;
h) l’organizzazione di convegni e congressi;
i) ogni altra forma di prestazione turistica a
servizio dei clienti.
A questo articolo è stato presentato un emendamento a firma del consigliere Manni, del
quale do lettura: «All’art. 3, comma 1 vengono eliminati i punti a), c), e)».
Ha chiesto di parlare il consigliere Manni.
Ne ha facoltà.
MANNI. Signor Presidente, complessivamente condivido l’impostazione della legge, in
quanto serve ad adeguare e ammodernare le
strutture di servizio per il turismo. Tuttavia,
c’è un aspetto del disegno di legge che non
condivido, ossia quello secondo cui alle agenzie debba essere riservato una specie di monopolio, anche rispetto ad attività che tradizio-
Atti consiliari della Regione Puglia
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RESOCONTO STENOGRAFICO
nalmente sono riservate ad associazioni (come
scuole, parrocchie, partiti, sindacati e associazioni dopolavoristiche). Tali associazioni, tradizionalmente, rivolgendosi soltanto ai propri
iscritti ed associati, hanno svolto attività di organizzazione di viaggi.
Il disegno di legge esclude questa possibilità in vari articoli, come nell’articolo 3 in oggetto che riserva alle agenzie di viaggio una
serie di attività, da poter svolgere anche al di
fuori delle agenzie stesse. Pertanto, chiediamo
la soppressione di questi punti.
STEFANO, relatore. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
STEFANO, relatore. Signor Presidente, ho
chiesto la parola perché, in Commissione, abbiamo già affrontato i dettagli e la portata di
questo tema. A mio parere, e in merito a quanto è emerso dalle audizioni – grazie alle quali
abbiamo condiviso un percorso con tutte le categorie –
l’emendamento del consigliere
Manni di fatto liberalizzerebbe, nel senso più
selvaggio del termine, una serie di attività che,
poste in capo alle agenzie di viaggio, rappresentano una garanzia per il cliente. Difatti,
l’agenzia di viaggio è investita di una serie di
obblighi ai quali adempiere, come le polizze
assicurative. Si tratta di livelli di assistenza garantiti al cliente. Nel caso contrario, si liberalizzerebbero tali attività seguendo il criterio
più selvaggio possibile.
Faccio notare che nell’impianto normativo,
oggi sottoposto all’esame del Consiglio, è già
previsto che, ad esempio, le scuole o i partiti
possano organizzare dei viaggi o delle gite, a
condizione che non siano attività di carattere
continuativo, ma iniziative spot di carattere
culturale.
Eliminando questo cappello, rischiamo che
l’utente non venga assolutamente tutelato rispetto ad una vicenda che spesso – come apprendiamo dalla cronaca – lo vede intento ad
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acquistare servizi, anche tramite internet, senza avere nessun elemento di tutela.
La norma, pertanto, voleva porre tali condizioni in capo a soggetti autorizzati che, in
virtù di tale autorizzazione, posseggono requisiti, quali polizze assicurative e garanzie di assistenza, che evidentemente verrebbero meno.
DE SANTIS. Domando di parlare
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
DE SANTIS. Signor Presidente, vorrei
chiedere all’assessore e al Presidente Stefàno
alcuni chiarimenti. La lettura puntuale del primo comma è la seguente: «È di esclusiva
competenza delle agenzie di viaggio
l’effettuazione dei seguenti servizi e prestazioni – precisando, poi, alla lettera a) –
l’organizzazione di soggiorni ed escursioni,
individuali e collettive, e giri di città con ogni
mezzo di trasporto». In altre parole, se io da
solo, o anche con i miei amici, voglio organizzare un viaggio ad Ancona, devo per forza rivolgermi all’agenzia di viaggio. Il testo è scritto in questi termini.
Leggendo questo punto, ma anche alcuni
articoli successivi – sui quali mi riprometto di
intervenire – ne riporto, con mia sorpresa, una
concezione che oserei definire “dirigistica”.
Non dimentichiamo che stiamo regolamentando il titolo della legge “Trasferimento alle
Province della competenza amministrativa in
materia di esercizio dell’attività di agenzia di
viaggio e turismo”.
In merito a questo trasferimento vi sono
delle norme – non solo l’articolo 1, infatti ne
vedremo altre – talmente predittive, che mi
sembrano quasi tese a sostenere la lobby delle
agenzie di viaggio, in merito a questa materia.
Voglio precisare, in modo chiaro, questo aspetto all’inizio. Se ho intenzione di visitare
una località, il viaggio voglio organizzarlo da
solo, senza dover rivolgermi per forza ad una
agenzia di viaggio.
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RESOCONTO STENOGRAFICO
PRESIDENTE. Consigliere Stefàno, c’è
una richiesta di chiarimenti. Mi pare quanto
mai opportuno precisare i termini. È vero che
non c’è stata una lettura approfondita.
STEFANO, relatore. Le posso assicurare
che in Commissione la lettura è stata svolta in
maniera approfondita.
PRESIDENTE. Certamente, mi stavo riferendo al Consiglio.
STEFANO, relatore. L’articolo 3, comma
1, recita espressamente: «È di esclusiva competenza delle agenzie di viaggio e turismo
l’effettuazione dei seguenti servizi e prestazioni». Ebbene, la organizzazione di soggiorni,
singoli o di gruppo, rappresenta un servizio e
una prestazione. Non è possibile che io non
possa organizzare una escursione, ad esempio
a San Giovanni Rotondo, per mio conto. Piuttosto, non posso farlo per conto altrui, perché
in quel caso eserciterei un servizio.
Ad integrazione di quanto ho detto prima –
perché voglio che il collega Manni sia convinto – riporto che l’articolo 20, che esamineremo successivamente, prevede espressamente
che le associazioni senza scopo di lucro – e
quindi parrocchie, partiti e via elencando – costituite da almeno tre mesi, sono autorizzate
ad esercitare, ai sensi dell’articolo 7, le attività
disciplinate dalla relativa legge, esclusivamente
a favore dei propri associati, senza munirsi
dell’autorizzazione di cui all’articolo 6.
Credo, pertanto, che l’articolo 20 chiarisca
definitivamente l’equivoco.
PRESIDENTE. La ringrazio, perché in
qualche modo mi sta chiedendo, così come
all’intero Consiglio, di leggere l’impianto
complessivo e di venire in Aula con una maggiore predisposizione a sapere. Ho la sensazione – per quanto ho potuto vedere, come
produzione di emendamenti – che molti punti
siano già contenuti nella legge. Sto facendo
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queste precisazioni per evitare di aprire tormenti inutili su aspetti che sono già programmati.
SANNICANDRO. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SANNICANDRO. Signor Presidente, penso che l’articolo sia di una chiarezza unica e
che vada nella direzione precisata dal collega
De Santis. Non c’è ombra di dubbio. Il problema è semplicemente quello di capire se
dobbiamo aderire o meno ad una concezione
monopolistica del settore. Adesso non possiamo cincischiare. Il testo dice chiaramente
che se un soggetto volesse prenotare un servizio ricettivo, ad esempio una stanza d’albergo,
dovrebbe rivolgersi per forza ad una agenzia.
Collega Romano, nel testo è precisato che la
prenotazione del servizio ricettivo è di esclusiva competenza dell’agenzia. Lei avrebbe ragione se questo non fosse scritto all’inizio.
È chiaro ciò che lei vuole dire, così come è
altrettanto chiaro quanto è scritto nel testo, e
non corrisponde al suo pensiero. Noi dobbiamo attenerci al testo, che non parla di ciò che
si vuole sostenere in quest’Aula. Noi non dobbiamo confondere il testo con la nostra personale idea in merito alla questione.
Tra l’altro ho notato – come giustamente è
stato rilevato – che il titolo della legge parla di
“Trasferimento alle Province della competenza
amministrativa”. Prendendo la legge si dovrebbero trovare le norme relative alla effettuazione di questo trasferimento. Dopodiché,
la legge sviluppa l’intera disciplina, nel corpo
di tutti gli articoli, in merito alle modalità di
svolgimento dell’attività di agenzia. Il contenuto non è corrispondente, quindi bisognerebbe cambiare il titolo (visto che non possiamo
cambiare il contenuto). Un soggetto, navigando su internet, potrebbe non essere interessato
a trovare la legge relativa al trasferimento delle competenze. Se, invece, volesse trovare la
normativa che disciplina le modalità di svolgi-
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RESOCONTO STENOGRAFICO
mento dell’attività dell’agenzia, si troverebbe
in difficoltà, perché il testo riporta tutt’altro.
Ripeto che sono d’accordo con il collega
Romano, nel punto in cui afferma che si dovrebbe, nella società, poter prendere alcune
iniziative senza dover rivolgersi alle agenzie.
Tuttavia, dovremmo sostituire le parole “è di
esclusiva competenza” con “è competenza”.
SACCOMANNO. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SACCOMANNO. Signor Presidente, vorrei riprendere quanto detto dal collega Sannicandro, in merito alla esclusività. Inoltre, dovremmo rivedere l’articolo 20. Il Presidente
Stefàno ha esposto delle interpretazioni tese,
quasi, a rassicurare il collega Manni.
L’articolo 20 peggiora il discorso affrontato
da quest’ultimo. Pertanto, eliminando il fattore
dell’esclusività, il tutto avrebbe un senso; diversamente, la vita diventerebbe complicatissima a causa di una legge che, in modo improprio, va a normare un settore.
SILVESTRIS. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SILVESTRIS. Signor Presidente, il privilegio, oltre che il piacere, di avere oggi qui presente l’assessore Ostillio, mette tutti noi nella
condizione di limitarci, per poter godere della
possibilità e del beneficio di ascoltarlo. Si tratta di un privilegio raro, e per questo ancor più
prezioso.
Condivido gli interventi dei colleghi Manni
e Sannicandro. La parola “esclusiva” è quella
che, forse, complica la situazione. Ci sono realtà associative (sodalizi, parrocchie, e via elencando) che organizzano viaggi, gite, pellegrinaggi e quant’altro, ma non necessariamente per i propri soci. Il problema dell’articolo
20 è la possibilità, riservata alle associazioni,
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di organizzazione viaggi per i propri soci. Si
potrebbe introdurre la tessera dei parrocchiani,
in modo che un soggetto possa iscriversi e, in
questo modo, partecipare alle iniziative, ma le
parrocchie non sono delle associazioni a cui
potersi iscrivere, e possono anche organizzare
18 pellegrinaggi l’anno, senza assolutamente la
obbligatorietà di rivolgersi ad un’agenzia (possono farlo per conto proprio, con proprie conoscenze e propri contatti, cercando su internet gli alberghi, gli hotel e gli ostelli per i pellegrini). Pertanto, ritengo che l’articolo 20
rappresenti una ulteriore complicazione, nel
momento in cui si lascia nell’articolo 3 il suddetto concetto di esclusività.
Penso che una parrocchia, così come
un’associazione laica e aconfessionale – non
sto difendendo solo le parrocchie – abbia il diritto di organizzare 82 viaggi, gite, o pellegrinaggi l’anno, senza passare obbligatoriamente
per una agenzia. Se a queste iniziative vogliono partecipare dei non soci o, come nella fattispecie delle parrocchie, dei non soci che si
trovano obbligatoriamente in quella condizione (perché queste ultime non prevedono iscrizioni) noi non possiamo pregiudicare questa
possibilità con una legge che, così concepita,
sarebbe assolutamente illiberale.
Pertanto, il concetto di esclusività va eliminato e, in merito all’articolo 20, il riferimento
ai soci va superato: potrei, difatti, non essere
un socio – e magari accompagnatore dei soci
aderenti all’iniziativa – ma la Regione o le
Province non dovrebbero attribuirsi il compito
di controllare l’elenco dei partecipanti.
ATTANASIO. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ATTANASIO. Signor Presidente, voglio
esprimere solo qualche considerazione. Consigliere Stefàno, le perplessità in merito ad una
interpretazione autentica di quanto è scritto ci
sono tutte.
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RESOCONTO STENOGRAFICO
Se il principio ispiratore della legge è quello
di non attribuire l’esclusività alle agenzie, ebbene io ho preparato un subemendamento
semplicissimo, il quale cassa il primo comma,
sostituendo lo stesso in questa maniera: “Le
agenzie di viaggio e turismo effettuano servizi
e prestazioni in qualsiasi modo e forma (convenzionali e/o mezzi informatici) che siano offerti e proposti”. Tutto qui.
Eliminiamo, quindi, la parola “esclusiva”.
Se la preoccupazione, che faccio anche mia, è
quella di attribuire l’esclusività alle agenzie,
eliminando la parola “esclusiva” risolveremmo
il problema.
BRIZIO. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BRIZIO. Signor Presidente, non vorrei essere noioso e monotono, ma voglio rileggere
l’articolo 3, che recita: «È di esclusiva competenza delle agenzie di viaggi e turismo
l’effettuazione dei seguenti servizi e prestazioni in qualsiasi modo e forma (convenzionali
e/o mezzi informatici) siano offerti o proposti
[…]. Al punto a) – e qui chiederei l’attenzione
dell’assessore dei trasporti – si precisa
“l’organizzazione di soggiorni ed escursioni,
individuali e collettive, e giri di città con ogni
mezzo di trasporto”.
Approvare questa legge significherebbe escludere per sempre i mezzi di trasporto pubblici locali, in quanto emergerebbe l’esclusiva
competenza delle agenzie di viaggio. Il testo
riporta questo contenuto. Ci rendiamo conto?
Assessore Loizzo, la legge riporta anche: “giri
di città con ogni mezzo di trasporto”.
SILVESTRIS. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SILVESTRIS. Signor Presidente, sono
d’accordo con il collega Sannicandro nel pun-
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to in cui dice che le leggi che noi approviamo
debbono avere un senso anche per chi le legge,
e non solo per chi ne discute in sede di votazione, ossia tutti noi. Oltre all’esclusiva competenza sui giri con ogni mezzo di trasporto
delle città, c’è un’altra malformazione grammaticale al secondo rigo dell’articolo 3, che
recita: “È di esclusiva competenza delle agenzie di viaggio e turismo l’effettuazione dei seguenti servizi e prestazioni, in qualsiasi modo
e forma – e a questo punto apre una parentesi,
contenente le parole “convenzionali e/o mezzi
informatici” – siano offerti”. La parentesi andrebbe segnata dopo la parola “offerti”, non
prima, perché altrimenti la frase non ha senso.
Quindi dovremmo poter leggere: “in qualsiasi
modo e forma siano offerti – e, tra parentesi –
convenzionali e/o mezzi informatici”.
Penso che il testo andrebbe aggiustato, per
dovere di chiarezza. Il discorso in merito ai giri di città con ogni mezzo di trasporto, penso
che sia un altro punto che andrebbe modificato, in quanto non ha un grande senso.
MARMO Nicola. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MARMO Nicola. Signor Presidente, anche
io concordo con l’osservazione sollevata dal
collega Sannicandro, per una questione di tecnica legislativa, in quanto la denominazione
del titolo della legge non corrisponde esattamente al contenuto. Non si meravigli, assessore, che io sia d’accordo con il collega Sannicandro, perché non è detto che tra qualche
mese non si vada d’accordo anche con lei.
Signor Presidente, noi dobbiamo rispolverare un po’ di storia in merito a questo argomento. Qualche anno fa, noi discutemmo relativamente ai principi di liberalizzazione della
presenza sul territorio di agenzie di viaggio.
Sappiamo bene che ci furono, all’epoca, molte
resistenze su una eventuale liberalizzazione. Di
contro – e lo dico anche ai miei colleghi, per-
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RESOCONTO STENOGRAFICO
ché non abbiamo avuto modo di parlarne – noi
potremmo passare da una ristretta cerchia di
soggetti che eserciscono questa attività, ad
una molteplicità di soggetti che opererebbero
senza le sufficienti garanzie.
I servizi in oggetto sono attribuiti in esclusiva ad una agenzia di viaggi, perché forniscono garanzie, anche fideiussorie, sull’esatto andamento di un viaggio organizzato. Difatti,
sono moltissime le truffe alle quali i cittadini
sono soggetti, nel momento in cui fanno un
viaggio in pullman o in aereo, ritrovandosi in
luoghi che non corrispondono all’esatto prodotto che è stato loro venduto. Pertanto, credo che su questo noi dovremmo interrogarci.
Noi siamo d’accordo nel portare la nostra
Regione a livelli di libero mercato e, quindi, di
concorrenza nell’offerta di servizi per il turismo. Credo che lo stesso assessore riferì in
Commissione che si tratta di una legge di transizione, che avrebbe dovuto essere seguita da
norme ben più all’altezza dei tempi, considerando il fatto che oggi molte prenotazioni, soprattutto per l’ingresso in Puglia, nelle altre
regioni vengono realizzate attraverso sistemi
informatizzati. Credo che a tal proposito la
Regione Puglia dovrebbe compiere un grosso
passo in avanti, dal momento che oggi non offre ancora quel sistema reticolare di organizzazione delle entrate turistiche nella nostra regione
e, quindi, della nostra stessa offerta turistica.
Signor Presidente, il discorso relativo
all’articolo 20 è diverso. Tale articolo potrebbe essere diversamente disciplinato, predisponendo una limitazione alla semplice area regionale di influenza di una associazione. Difatti, è assurdo che l’organizzazione di un viaggio o di una visita debba essere realizzata in
Puglia da un’organizzazione nazionale: potrebbe benissimo intervenire l’organizzazione
di una altra regione, così come quella della
Puglia potrebbe provvedervi per permettere a
un soggetto di recarsi in altra regione – o dove
ritiene opportuno – per trascorrere il proprio
viaggio.
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La questione dell’articolo 3 è dirimente: da
un lato, potremmo liberalizzare la presenza
delle agenzie di viaggio – e, di fatto, gli articoli successivi avviano questo processo di liberalizzazione e di apertura di concorrenza – ma,
dall’altro lato, bisogna pensare al supporto di
garanzie in merito all’esatto adempimento
del contratto stipulato con il privato. Questo
è quanto è emerso dalla discussione in
Commissione.
Non so se altri soggetti possano organizzare viaggi (parlo in linea generale, e non in merito alle associazioni). Difatti, noi riteniamo
che la libertà di mercato la si ottenga avendo
un maggior numero di soggetti che propongono servizi di questo genere.
Credo che l’assessore debba chiarire questo
interrogativo posto dai colleghi, e da me affrontato, probabilmente, in modo non esatto.
Ritengo che questi siano i termini della questione. Per quale motivo attribuiamo alle Province un sistema organizzativo, quando ci apprestiamo a modificare nuovamente le disposizioni regionali? Lo facciamo per rendere il
servizio ancora più snello, informatizzato e
molto più veloce.
BRIZIO. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BRIZIO. Signor Presidente, sarò telegrafico. Rispetto alla lettera e) dell’articolo 3, non
riesco a comprendere l’esclusiva competenza
dell’agenzia di viaggi e turismo in merito alla
diffusione e pubblicità di iniziative turistiche
organizzate anche da altre agenzie. Tutto questo significa che neanche i giornali avranno
competenza a fornire informazioni in merito
ad iniziative turistiche. Vorrei che ci venisse
spiegato il significato di tutto questo. Si è parlato di pubblicizzazione e diffusione, aspetto
ancora più grave.
SANNICANDRO. Domando di parlare.
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RESOCONTO STENOGRAFICO
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SANNICANDRO. Signor Presidente,
l’espressione “è di esclusiva competenza” non
è casuale. La si può condividere o meno. Voglio solo sottolineare che l’impianto è coerente, tanto è vero che nell’espressione “esclusiva
competenza” rientrano anche le cosiddette gite
occasionali. L’articolo 22 enuncia che gli enti,
gli istituti scolastici, le associazioni e i comitati, aventi finalità politiche, culturali, religiose,
sportive, dopolavoristiche e sociali (riconosciute ai sensi dell’articolo 11 del codice civile), non rientrano nelle previsioni dell’articolo
20. Questo articolo, infatti, in un certo senso
allarga la capacità, o la competenza, ad
organizzare i viaggi e quant’altro agli enti
aventi finalità di carattere nazionale. L’articolo
precisa, infatti, che questi enti o istituti
scolastici, che promuovono, senza scopo di
lucro e unicamente per i propri associati,
l’effettuazione di viaggi, devono avvalersi, per
l’organizzazione e la vendita dei viaggi stessi, di
agenzie di viaggio e turismo autorizzate.
Pertanto, se la parrocchia – per richiamare
l’esempio riportato dal collega Silvestris – volesse occasionalmente effettuare un viaggio a
Lourdes o a Fatima, dovrebbe per forza avvalersi delle agenzie di viaggio oppure, in alternativa, realizzare un miracolo, come suggerisce il consigliere Potì.
Vi racconto una mia esperienza. Un mio
amico, che fa parte dell’UNITALSI, ogni tanto mi invita a fare un viaggio a Lourdes. Badate, io non sono né credente né iscritto a tale
associazione.
Secondo la dizione, qualora questi enti o istituti volessero occasionalmente organizzare
un viaggio per i propri associati o appartenenti
– e io non sono né l’uno né l’altro – questi potrebbero aderirvi solo nel caso in cui l’ente abbia organizzato il viaggio attraverso l’agenzia
autorizzata. Ho semplicemente comunicato
che il sistema di questa legge è coerente
nell’individuare i soggetti che hanno l’esclusiva
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competenza e il panorama delle attività assorbite
nel monopolio.
Pertanto, come mi sembra abbia detto il
collega Marmo, esiste un discrimine che dobbiamo superare: bisogna capire se vogliamo
seguire la strada del monopolio, tanto per intenderci, oppure, ammesso che la legge sia
questa – dal momento che il titolo dice
tutt’altro, vi prego, per questioni estetiche o
letterarie, di aggiustare anche i relativi titoli –
non comprendere alcune attività che mal si
prestano ad essere giuridicamente normate. In
caso contrario, vivere in Italia diventerebbe
una camicia di forza.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare
l’assessore Ostillio.
OSTILLIO, assessore al turismo e
all’industria alberghiera. Signor Presidente,
colleghi consiglieri, non credevo che il dibattito su questo disegno di legge sarebbe stato
così intenso. Nell’ultimo intervento del consigliere Sannicandro, ho colto l’aspetto forse
più importante, ossia quello legato alla volontà
del Governo regionale di procedere al conferimento di una delega alle amministrazioni
provinciali e contestualmente di cogliere
l’occasione, attraverso il testo del disegno di
legge, per esplicitare meglio i limiti e i contorni di una attività che, oggettivamente, sappiamo aver offerto il fianco, in passato, a episodi
non proprio edificanti.
Possiamo ricordare le occasioni in cui le
agenzie di viaggio – poi trovate chiuse, con
conseguenti danni per i clienti, truffe e quante
altre situazioni del genere, come mi pare sia
accaduto a Barletta, non più tardi di qualche
mese fa, sollecitando i servizi ispettivi
dell’assessorato a correre ai ripari – hanno
organizzato dei viaggi. Già con la normativa n.
10/1998, che è l’ultima legge regionale in materia, si sono creati in passato dei varchi coperti con furbizia e spirito tutt’altro che imprenditoriale.
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Il tentativo del Governo regionale è stato
quello di creare un equilibrio, ancorché difficile da raggiungere, me ne rendo conto, tra
quella che può essere intesa come una logica
di oligopolio e la necessaria tutela del consumatore-utente, in termini di qualificazione professionale di garanzia di espletamento dei servizi commissionati e acquistati, tendendo a far
emergere al massimo una logica di professionalità e di garanzia per il cliente.
Tutta la nostra discussione verte, quindi, intorno a questo nodo: se liberalizzando in eccesso noi determiniamo problemi di tutela del
cliente, ovvero, se mantenendo nelle mani di
pochi e professionalizzati addetti, come possono essere i titolari di agenzie di viaggio, noi
consentiamo una più tranquilla gestione delle
vacanze al turista che decide di muoversi per
un viaggio o per una vacanza.
Rispetto a tutto questo è probabile che si
sarebbe potuto – e si potrebbe ancora – trovare una migliore dizione del testo dell’articolo
3, che possa venire incontro ai dubbi e alle
perplessità esplicitate nel dibattito che si è
svolto in Aula. Credo che sia uno sforzo nel
quale ci possiamo cimentare solo se siamo
d’accordo sul principio in base al quale il Governo regionale ha presentato questo disegno
di legge. Ritengo, infatti, che quel che ha detto
il consigliere Marmo in un certo senso non sia
esattamente in linea con quello che altri colleghi del suo stesso gruppo hanno detto
poc’anzi.
Noi vogliamo salvaguardare non già un
principio di liberalizzazione che, torno a ripetere, è già stato sancito dal legislatore nel
1998. Noi vogliamo cercare di compiere un
passo avanti, che consiste nel dare certezza dei
requisiti di qualificazione delle agenzie di
viaggio, nell’interesse del cittadino e degli
stessi operatori del settore. Se così è, per evitare la giostra dei tentativi di correzione al
momento, in Aula, sull’onda di fantasie più o
meno fervide dei partecipanti al dibattito, mi
permetto di proporre all’Aula e alla Presidenza
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l’accantonamento dell’articolo 3 e la prosecuzione del dibattito sul restante testo, riprendendo l’esame del suddetto articolo e, quindi,
di eventuali emendamenti e subemendamenti al
testo, congiuntamente all’esame dell’articolo
20, che va di pari passo e consente la maggior
leggibilità dello spirito della norma.
PRESIDENTE. Condivido appieno questa
impostazione. Aggiungo che ci sono dei subemendamenti che attengono alla materia. In
particolare ce n’è uno del consigliere Attanasio, che riformula l’articolo, e due a firma del
consigliere Saccomanno (il primo elimina la
parola “esclusiva” e il secondo chiede di cassare “giri di città”). Faccio presente che quelli
che arriveranno al tavolo della Presidenza saranno da intendersi come subemendamenti
all’emendamento a firma del consigliere
Manni.
SILVESTRIS. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SILVESTRIS. Signor Presidente, colleghi
consiglieri,
apprezzo
la
disponibilità
dell’assessore, che ringrazio per l’illuminante
contributo apportato a questo Consesso, in
merito alla possibilità di accantonare questo
articolo.
Penso, però, che di qualsiasi argomento io
parli in questo momento, togliendo le esigenze
di verbale, il mio intervento non interessi a
nessuno. Se mi è permesso, a questo punto affronterei la questione relativa al Presidente
Pellegrino, ricollegandomi all’intervento del
consigliere Palese, ascoltato in apertura di
Consiglio.
PRESIDENTE. Lei ha ragione, ma dobbiamo parlare della proposta formulata
dall’assessore Ostillio, che ha chiesto di poter
raccogliere tutte le indicazioni per poter riformulare l’articolo.
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SILVESTRIS. Signor Presidente, la questione del Presidente Pellegrino è pertinente, perché,
a seguito di questa legge, anche organizzare un
viaggio a Lecce diventerà complicato, se non ci
si rivolgerà a un’agenzia.
La proposta dell’assessore Ostillio mi sembra sensata, ma c’è un difetto. Accantonando
l’articolo e discutendo prima in merito agli articoli 20 e 22, che sono connessi, resterebbe
comunque incerto il senso di questo articolo,
rispetto ai susseguenti sui quali dobbiamo discutere. Pertanto, se c’è necessità di un approfondimento, piuttosto che accantonarlo, sarebbe più utile procedere ad una sospensione o
ad una riformulazione. Come potremmo, infatti, discutere in merito agli articoli 4, 5, 6, 7 e
8, senza prima stabilire l’eventuale mantenimento dei commi a), c) e d)?
È stato presentato un emendamento, a firma del consigliere Manni, che abbiamo giudicato opportuno, che cassa tre commi sostanziali di questo articolo 3. Ora si propone di accantonare questo articolo 3 e di discutere tutto
il resto, senza sapere se questi commi vivono
o muoiono. Procedere in tal senso non ci offrirebbe una buona possibilità di prosecuzione
della discussione. Io discuterei e voterei gli articoli 4, 5, 6 e seguenti, in maniera difforme
rispetto alla permanenza o alla soppressione
dei commi dell’articolo 3, che il consigliere
Manni propone di cassare.
Pertanto, più che a un accantonamento, sarei favorevole, se vi fosse necessità di approfondimento, al tentativo di cercare una formula diversa, in modo da poter proseguire nella
discussione. Credo che l’assessore possa condividere questa esigenza, anche per comprendere come proseguire nella discussione
dell’articolato.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare
l’assessore Ostillio.
OSTILLIO, assessore al turismo e
all’industria alberghiera. Signor Presidente,
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se lei me lo permette, vorrei chiedere al Presidente Stefàno di fornirmi un’assistenza, in
termini di competenza e di esperienza. Per una
migliore identificazione del range delle prestazioni delle agenzie di viaggio, il testo del
comma 1 potrebbe iniziare come segue: “Per
l’espletamento di attività di impresa afferenti il
turismo e con le eccezioni di cui al successivo
articolo 20, è di competenza delle agenzie di
viaggio e turismo l’offerta, la proposta e la
conseguente effettuazione dei seguenti servizi
e prestazioni in qualsiasi modo e forma […]”.
PRESIDENTE. Assessore Ostillio, lei dovrebbe formalizzare il testo, in modo da poterlo distribuire a tutti i consiglieri. Faccia sottoscrivere questa nuova formulazione al Presidente della Commissione. In seguito, la leggeremo con calma e faremo riprodurre il testo, in
modo da far decadere gli altri emendamenti.
DE SANTIS. Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DE SANTIS. Signor Presidente, ringrazio
l’assessore Ostillio per la disponibilità. Tuttavia, credo che sospendendo per dieci minuti la
seduta risparmieremmo del tempo. Potremmo
delegare a una riunione a latere dei Capigruppo
il compito di rivisitare alcuni punti.
A parer mio e dei colleghi che hanno sollevato la questione, il problema è che la regolamentazione delle agenzie non può comprendere
l’obbligatorietà per i singoli e per gli associati di
organizzare viaggi solo attraverso le agenzie stesse.
Questa è la confusione che rischiamo di
determinare.
L’osservazione del collega Brizio – in merito ai viaggi nelle città con ogni mezzo attraverso l’agenzia – andrebbe corretta. Pertanto,
anziché sollevare continuamente problemi, potremmo sospendere la seduta per dieci minuti,
in modo da poterci incontrare con i Capigruppo per concordare l’intera questione.
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Avanzo formalmente la richiesta di sospensione dei lavori.
PRESIDENTE. Pongo ai voti la richiesta di
sospensione.
È approvata.
Sospendo, dunque, brevemente la seduta,
in modo da consentire ai componenti della
Commissione e a quanti intendano partecipare
di stilare la nuova formulazione dell’articolo 3.
(La seduta, sospesa alle ore 16,51, riprende alle ore 17,44).
PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori.
Comunico al Consiglio che il gruppo di la-
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voro ha necessità di approfondire anche gli altri emendamenti presentati, oltre quelli relativi
all’articolo 3, in merito ai quali è stata individuata una prima soluzione.
Avendo assunto l’impegno di sospendere il
Consiglio alle ore 18,00, aggiorniamo la seduta a domani mattina alle ore 10,30, specificando che riprenderemo dall’esame dell’articolo
3. Nel frattempo, ho pregato i Capigruppo e i
loro delegati di continuare il loro lavoro, in
modo da poter avere a disposizione, nella
giornata di domani, un prodotto, io mi auguro,
completo e finito.
Il Consiglio tornerà a riunirsi domani, 7 novembre, alle ore 10,30.
La seduta è tolta (ore 17,45).
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Resoconto stenografico - Consiglio Regionale della Puglia