Ano XV. 11111. 5 14 1 ABBUONA AENTI NEL NEW« L. 10 anno— 5semestr• — 2, 50 trimestre Fuori Stato aumento spese postali. Uffizio — Lungarno nome: ria CAntesiiai 10 il numero — Arretrate 20. I pagameati non sono validi es ami fatti centro ricevuta firmata dal Direttori propriaario dal GiOnsdo ATI% Gaetano Frediani.. 11 Sindaco di Pisa 9 LL , ecc., imme- anno. .nnue. U1 PARTE NON UFFICIALE DIARIO sono il irritaTiei »neri atterra delOlio di ? per le della razioni i nella abbile° ti sor9 'cm° ; nviene le loro ai sali ;e spelli() ad 'te vaod urre faccia forma lai dita dei o Visto l'art. 16 della Legge 20 Luglio 1861 n. 132; Visto l'articolo 2 della Legge 23 giugno 1874 1111111. 2188 (serie 2a); Visti gli articoli 57 o 58 del Regolamento anneseo al R. Decreto 29 ottobre 1874 n. 2188 '(serie 2a); Vista la Deliberazione della Giunta municipale dei 13 gennaio corrente, colla quale veniva approvato lo stato degli utenti pesi e misure nel Comune di Pisa per l'anno 1879; Pubblica lo stato medesimo nell'Ufficio dei Tributi Comunali fino al 15 febbraio p. v., entro il qual termine gli interessati potranno produrre le eceezioni che credessero loro competere. Rammenta inoltre che gli utenti i quali non fossero compresi nello stato stesso, hanno l'obbligo di richiederne la inscrizione entro il termine preaccennato, e che incorrerauno nell'ammenda da lire 2 a lire 30 coloro che omettessero di fare la relativa dichiarazione. Pisa, dal Palazzo Comunale Li 15 Gennaio 1879. A. T. SIMONELLI. 1111111~ OCO TEDE.UCCA ANTA 2) !MI N MI GIOXIAIALLE ANNUNZI E INSERZIGh. — Annunzi commerciali *avviai particolari cent. 25 per linea o spazio di linea. Inserzioni n corpo .101 giornale lire una per linea o epazi corrispondente: dopo la Arma del pronte centesimi 80 per linea e spazio acrispoudente. roLirrico Pubblicazione Giovedì UFFICIALE PER GLI ATTI DEI CONSIGLI PROVINCIALE E COMUNALE PARTE UFFICIALE re 19 gC11113l0 18'19 'Domenica. Dai giornali di Berlino del 9 riferiamo il testo del progetto di legge riguardante il potere punitivo del Reichstag sui suoi membri, presentato dal principe di Bismarck al Consiglio federale: Noi Guglielmo, ecc. Ordiniamo in nome dell' impero, coll'adesione del Consiglio federale e del Reichstag, quanto uegue: §. 1. Spetta al Reichstag un potere punitivo contro i suoi membri. §. 2. Questo potere puuitivo è esercitato da una Commissione che si compone del presidente, dei due vice-presidenti e di dieci membri. Questi ultimi saranno eletti al principio di ogni eessione per la durata della medesima, immediatamente dopo avvenuta l'elezione del presidente. §. 3. Le pene che la Commissione può infliggere, secondo la gravità della sconvenienza (Migebiihr) sono: 1. Rimprovero dinanzi alla Camera riunita.; 2. Obbligo di chiedere scusa davanti alla Camera riunita nella forma prescritta dalla Commissione a questo scopo; 3. Esclusione dal Reichstag per una durata stabilita. Questa può essere estesa sino alla fine del periodo legislativo. Può essere unita la perdita dell'eleggibilità al Reichstag con una esclusione che si (estende alla durata del periodo legislativo. La. perdita dell'eleggibilità può essere pronunciata indipendentemente, se la persona non appartiene più al Reichstag,. §. 4. Se la sconvenienza contiene real- mente una azione punibile secondo le disposizioni del Codice penale, in seguito a proposta della Commissione, oltre alla pena da essa inflitta, ovvero nel caso in cui il membro non appartenga più al Reichstag, può essere deliberato dal Reichestag indipendentemente il rinvio al giudice penale. §. 5. Se il Rsichstag delibera il rinvio al giudice penale, non sono applicabili le disposizioni degli articoli 30 e 31 della Costituzione dell'impero. §. 6. Se è pronunciata la pena (§. 3) per un'espressione, ovvero pel contenuto d'un discorso, può essere contemporaneamente esclusa l espresaione, ovvero tutta o la parte relativa del discorso dal resoconto stenografico. In questo caso è pure vietata qualsiasi altra pubblicazione mediante la stampa. §. 7. La Commissione entra in attività, allorchè: 1) il presidente lo ordina, ovvero lo propongono; 2) almeno 20 membri del Reichstag. L'ordine ( u. 1) ovvero la proposta (n. 2) deve aver luogo entro tre giorni, dopo venuta la sconvenienza. §. 8. La Commissione tratta e decide sotto la preeideuza del preaidente, ed in celso del suo impedimento, al primo vicepresidente col numero minimo di sette membri. La precedine avrà luogo secondo ne regolamiuto compilato dalla Cominiesione e da approvarsi dal Reichstag. §. 9. La Commissione decide in:ultima istanza. Sa però la decisione tende all'esclusione dal Reichstag (§. 3. n. 3) l'escluso può chiedere per iscritto entro otto giorni dopo avvenuta la comunicazione, la decisione del Reichstag. §. 10. Il presidente è autorizzato ad escludere provvisoriamente dal resoconto stenografico espressioni sconvenienti, come pure qualunque altra pubblicazione delle medesime mediante la st %talpa. Questo divieto cessa di aver vigore se non è ordinato o proposta entro tre giorni la decisione della Commissione (§. i). §. 11. Le contravvenzioni al divieto contenuto al §. 6, come pure contro l'ordine provvisorio del presidente indicato nel §. 10 sono puniti con carcere da 3 settimane a 3 mesi, quando non risulti che il contenuto della pubblicazione avvenuta merita una pena meggiore. §. 12. Gli affari che pervengono alla Comtnissione e che non sono esauriti alla fine di una sessione, passano nello stesso stato in cui si trovano, alla Commissione dalla prossima gessione del R.dchstag. Dato ecc. I FUNERALI AL PANTHEON Togliamo dal Popolo Rgntaw: Il funerale che ha avuto luogo ieri ad Pamteheon è riuscito solenne e maestoso. Alle ore 9 ant. la truppa si è schie- rata sulla piazza del Pantheon ed ha formato un quadrato per rendere gli onori ai grandi corpi dello Stato. Alla cancelleria del tempio i RR. carabinieri facevano il servizio di guardia. Sulla porta del tempio si leggeva la seguente iscrizione: DIO OTTIMO MA81111MO GOVERNO E POPOLO INNALZANDO PRECI FUNEBRI A24E1111E8,1E19 PER L'ANIMA DEL RE VITTORIO EMANUELE II. PADRE DELLA PATRIA. Del catafalco eretto in mezzo alla Chiesa abbiamo parlato ieri. Sul cuscino dal quale pendeva il manto era stato collocato il fac simile della corona di ferro. In generale si sentiva, entrando al Pantheon, la grandezza e la maestà del tempio, ma vi è stato difetto di luce, che del resto poteva facilmente evitarsi con un maggior numero di ceri. L'area del tempio era stata divisa in tanti compartimenti per gli ammessi alla cerimonia, alla quale assistevano i cavalieri dell'Aununziata, i Ministri, il corpo diplomatico accreditato presso la noetra Corte, il Senato, la Camera dei deputati, i rappresentanti di tutte le amministrazioni dello Stato, l'Esercito, il Municipio e la Provincia di Roma, il Comizio agrario, gli studenti e 0101c:esime altre rap. preseutatae. Alla tribuna reale avevano preso pasto le dame di Corte e di palazzo di S. M. la regina, il cotren. Visone, il conte Panissera, il conte di Castelleugo, il genenerale Bertolè-Viale, il conte Rebaudeugo, il cortina. Cenere di Salasco, gli aiutanti di campo DJ Sounaz, Di Monate, il cav. Giànnotti maestro di ceriinenie, il dottor Sa.glione ed altri addetti alla R. Casa. - Avevano anche posto alla tribuna reale i cappellani regi. Prossimi alla tomba reale avevano avuto posto i veterani del 48-49, ufficiali superiori ed inferiori, tutti in grande uniforme, cornindati dal generale Bartolotnineo Galletti; ai veterani, Come si sa, è stato affidato il servizio di guardie d'onore alla tomba del Re. La messa fu celebrata dal canonico Anzino, assistito da due sacerdoti, uno dai quali beneficiato di S. Mina Magtl Capitolo di S. Maria ad Martyres eva alla funzione nel coro ed ha assisteva preso parte all'assoluzione. La esecuzione della mmica à riuscita superiore a qualunque desiderio. La messa del Coeciolini, il Dies irae del Pitoni, l'assoluzione del cav. Eugenio Terziani, furono eseguiti con tale precieioue da non potersi desiderare maggiore È un elogio che facciamo di cuore al cav. T.erziani. Compiuta la cerimonia e sgombrato il tempio dalle sedie, è stato dato accesso al pubblico, il quale si è recato numerosissimo a visitare il tempio. Intorno al catafalco erano state collocate moltissime e bellissime corone fresche ed a fiori artificiali che firmavano l' ammirazione di tutti. — Fra le corone deposte oggi sul catafalco di V. E. se ne notavano due venute da Milano, una offerta da quel Municipio, l'altra dalla cittadinanza milanese, che vi contribuì mediante pubblica sottoscrizione aperta dal Pungo/o, sotto- Domenima,. Non si assumo responsabilità che per lo aascitiazioni fatto all' dazio del giornale. scrizione a cinquanta centesimi, chi in pochi giorni raccolse circa quatromila lire. La prime è tessuta di foglie d'alloro in argento dorato con un nastro di velluto nero, su cui in lettere d' argento si legge: A Vittorio Emanuele il Municipio di Milano 9 gennaio 1879. Questa corona fu presentata per incarico del Municipio di Milano dell' aLsessore di quella città cav. Enrico Fano deputato e dal senatore conte 13 rTetta consigliere comunale. L'altra, in foglie di quercia d'argento ossidato, con nastro bianco, orlato in nero, su cui, in lettere d'argento, si legge la seguente dedica: All'instauratore d'Italia nel primo anniversario della Sua morte la cillalinan:a milanese venne presenta.te da une colurniesione composta dei signori: nierche4e Emilio Viscouti-Venosta, conte E .nantiele Bit-come°, cav. Autouio R molli, scultore, c Lv. Leone Fortis, architetto, Giovanni Giachi, i quali due ultimi la portarono a Rein i. L L ,prima è lavoro d d noto artista signor Speluzzi, la second t del cesellatore signor Gegliael', artiste inilamees, che dimorò a lunge nella nostra città. Una terze corona venne pure da 1411lano: era gsandiosis3iiu h, in fiori natereli, e offerta dal I' Aienciazinne Cot3titazionalo a mezzo del suo presidente, marchese Visconti-Venosta. Congressi medici •■•■••01....1.1....•■■•■■■ I periti medici dinanzi alla Corto d' Assise Relazione del dott. Domenica Barduzzi V. Congresso dei Medici-Condotti tenuto in Pisa dal 22 al 26 settembre 1878. (a) Egregi colleghi! Quale e quanta sia la importanza della tesi, che oggi per voto della Conimissione ordinatrice di questo Congresso, e del Consiglio superiore della nostra Associazione, vi presento non è mestieri che ve lo dimostri. Se osai assumere un cerco di gran lunga superiore alle mie forze vi fui sospinto precipuamente dalla necessità di vedere uea volta meglio tutelate la giustizia e la dignità del medico nelle Corti di Assise. Io nutro ferma fiducia che con le vostre dotte discussioni e con un autorevole voto, darete valore alle mie proposte inspirate al solo principio della verità e del progresso scientifico. Sarò brevissimo nella mia esposizione, sia perchè voi tutti conoscete anco praticamente l'argomento, sia perciò non vorrei di sovecchio tediarvi e togliervi un tempo prezioso. L'arduo tema che oggi dovete discutere venne già da autorevoli scrittori di a) Abbiamo creduto opportunissima la pubblicazione di questa relazione che tratta un argomento tanto agitato e di tanta importanza pratica. t7r--42,2: • Medicina legale e da insigni giureconsulti trattato che qui non vi citerò a sfoggio di inopportuna erudizione. Anco la Associazione medica nel preeente Congreeeo ne ha fatto argomento di lunghe discussioni. Soltanto iu modo semplice e cencise vi tocchirò quindi della parte pratica. I. A melti di voi sarà toccato talvolte di ricevere una citazioae perentoria dal Presideute della Corte di Aesise con la gliele secondo gli art. 307 e278 del Codice di Procedura penale siete steti obbligati a presentarvi nel giorno susseguente od anche nello stesso giorno ad une seduta della Corte come perito, senza conoscere minimamente il processo che vi si discuterà; oppure a sostenere oralmente nei suoi particolari una perizia, che dal Giulice istruttore eravi steta iineosta etiche alcani anni prime. Sarete rimasti senza dubbio dolorosamente sorpresi di vedervi ad un tratto obbligati a tutte le lunghe formalità di semplici testituoai, e a dovere eeprimer 3 subitamente un giudizio per il quale sarebbero ilpiù delle volte, ne,cessarie pazienti e lunghe indagini iruperocchè come sapetela certezza del giudizio del perito he sua haee nella pouderazione, nell'esperituento, nella . osservazioue clinica. E come sé c:ò uou bastasse a rendere più dir-agev lt 1 vestra posizione, troverete nei celleghi degli oppositori, permettetemi il dirlo, non sempre calmi alle vostre conclusioni. Per tali fatti sarete stati talvolta condotti vostro malgrado ad entrare in lotte disgustose ed intenip,3stive, e riunevare auco Lt trista scena di Mellière della quale gassi si riderebbe, se uiu vi fosse di mezzo la vita. o l' onestà di ua cittadino: oppure se il pubblico curioso ed anche' ignorante non facesse argomento dei suoi sarcasmi, i vostri giustissimi dubbi, le vostre coscienziose esitazioni, oppure a suo balzano capriccio non pretendesse giudicare della vostra dottrina, e non mettesee anche in forse la riputazione acquistatavi dopo tanti sacrifieii. infatti dall'esito di un processo che non di rado si sentenzia, anco da persone autorevoli, che la Medicina non è una scienza, che i Medici non sono mai daccordo, che non conoscono l'azione dei veleni, che non sanno rispondere alle domande della Corte in modo precisi), senza pensare che la Medicina non si deve assolutamente spiugete3 nelle lotte ardenti delle questioni legeli. Imperocchè non dovrebbero i Medici trovarsi mai nella false posizione di difensori o di accusatori, n essere in balia degli accusati, ma solo esprimere il loro giudizio liberi da qualuuque legame, saperioriori a queluaque passione. Questo rapido ed Meotnpleto abbozzo della triste p isizione dei Medici periti &sant; aia Corte d'Assise, sembrami dimostrare chiaramente che fa d'uopo anzi tutto studiare, e debbasi continuare più a lungo nella denunzia, e nella perizia obbligatorie od invece se sia necessario abolire 112a volta queste disposizioni contrarie ai veri principi di scienza e di libertà. Poche parole anzitutto intono a queste due questioni. Il costringere un medico perito a dare il suo giudizio in uua questione gravissime, e a darlo molte volte ituinedietamente, senzit accogliere spacial: ragioni di tempo di studio o di professioue, èasoee che tutti giudicherete riprovevole, imperocchè il perito non devsi assolutamente assitnilare ad un testiturnio, il quale ha l'obbligo di deporre fatti necessedi, indispensabili. E ben dice il prof. ihtf.de « il delitto crea i testimmi: il Giudice i PJ•iti ›, gli uni luna) l'obbliga impresciudibile di dare tutta le prove dal fatto, lila gli altri non p resole° e LIMI OeVOuo accogliere che un menava° volon• tarlo, che può esercitarsi d in riti l'umidi dell'erte. E nonvi sarebbe certaiu3nte a temere che per questa libertà di gializi, per tu) LH.. C.!33,tri t, che ne venga danno alla giustizi A nei il p 3rito medico 'Met) d h pre ssiou i, la egi de berne:tua-3 iliscursioui, eir, > . cendato da maggiori gutrentigie, forte dei sali diritti e vincolato dia dovere morale soddidarebbe con tu etto ineggioee profitta e decoro all'alto suo ministero. Molti celebri perti fra cui il Palasciano, hanne dimostrato con fatti indiscutibili i d toni che ne poseoue venire dalla perizia obbligatoria. Comprenderete di leggieri in qual triste pesizioue si travi non di rado in tal guisa un inelice curante, che può eseer !nesso anche al punto di farsi spergiuro. E quindi non vi riferirò qui di tali esempi, poichè tutti voi a dovizia ne avrete conoscenza, o sarete stati in causa. D i quello cm brev sin iute vi ha esp esti) searbratni, ch-3 chiaramente ne erauge il bieoeue di togliere dal Codice di procedura l'obbligo della perizia medica, sia psr tuilar la diguità della nostra professione, sia per evitare cagioni di immoralità. N'è questa modificazione a mio avviso sarebb3 sufficiente se vuolei mettere il inelice p 3rito nella sua ver mposizione; 3 trebbe pare necessarie che venisse nello steese- tenitpe fetta un' altra iineortante modificazione allo stesso Cedice, cioè che fossa abrogata la denunzia obbliptoria Voi già nel vostra terzo Congresso di Torino nel 1876 trattaste ampiamente questo argomento, sopra una dotta relazione dell'egregio collega dott. Ciattaglia di Rema e concludeste per la soppressioins dell'obbligo della denunzia. Nen mi st.trò qui a ripetervi quindi quello eh n già avete discueeo. Soltanto lasciate che vi espouga mia opinione. Il medico, sembrami, che non dovrebbe essere obbligato a fare dichiarazieui alla giustizia che in due circostanze, cioè: quando l'autorità giudiziaria venuta a cognizione del fatto gliene facesse formale domanda uell' interesse della giustizia; oppure quando il cliente gliene facesse domanda nel proprio interesse. In ambedue i casi però il medico non dovrebbe fare che una semplice esposizione di fatto senza dar mai su di essi il minimo giudizio. Credo che voi tutti sarete persuasi che sarebbe questo l' unico modo per togliere una volta il medico dalla non invidiabile condizione di fare il denunciatore ai tribunali, onte prestare l'opera sua con decoro alla giustizia. Sarebbe pertanto necessario che l'articolo 242 del nuovo progetto di Codice penale, venisse secondo i priucipii che vi ho esposto modificato. EI io non dubito minimamente, anzi sono certo che i giureconsulti daranno valore con la loro autorevole approvazione alla necessità dì queste fondamentali ruodificazioui come a quelle di conseguenza del nostro Codice di procedura penale il quale secondo l'opinione dell' illustra criminalista Carrara, meriterebbe essere dato alle fiaiurne. Aneeneese come necessarie al buen andamento della giustizia e alla tutela della dignità medica, le modificazioui che vi lie proposto sarebbe queetione se n•tIle presenti condizioni del processo orale, nelle quali il giurato è lib tro di giudicare, secondo il proprio convincitueute anche nelle questioni scieatitiche, faccia d' uopo una vibrale per .impedire il triste spettacolo di vedere talvolta dichiarati colptvoli quelli, che i periti avevano giudicati ia/un e nti, oppare messi in libertà coloro che a giudizio dai periti erano colpevoli. Non discuterò qui il grave argomento, tua. dirovvi coll'Hetf onann, col Freidreich, col Pala,sciano, Florenzene, ceu R mifacile, c su il Tarchioni-Brufauti, e can molti altri che questa è una delle più iinpartenti qiiestioni della giustizia p tnitiva; che è la:scemarlo tua vetta neelveda eollecitemeate; imearocehè nen si poesone chiarn tre interpetri della coscienza pubblica i giurati qu iu lo sl i loro si esigono giudizti saperiori alle loro c)guiziont e ai •loro studi. 8) p3rò d ,tresei esprimere una semplics opinioni è mitibitato che non è al certo col rea Ire obbligetorio, come taluae vorrebbe, ai giurati il giudizio dei p miti, che si p )trebb3ro otteu3re utili resultati pratici. - - Quando il giurato nella sfera della sua coscienza non è convinto del fatto sul quale deve giudicare, non tiene in alcun conto il giudizio dei periti; molto più che esso non deve nè far . conoscere, nè motivare il proprio voto. Ad evitare pertanto questi fatti, chi pesi; rno esser fonte di gravi danni, sembrami che non vi sarebbe IlleZZO più seinplic3 e di più facile applicazione pratica, che quello della costituzione dei giurati periti. Se in Inghilterra e in Francia questa riforma non feee sempre buona prova devesi principalmente attriba ire alle sua non retta applicazione pratica. Aucha fra nei la commissione preparatrice del prime congresso dei giuristi Italiani alla tesi: Se nelle questioai tecniche si dovee se ricorrere ad tuo sp.3ciale giuri, rispose: (C3ntinua). Sgrilen Tana di SChaZd Seguilo dell'ulunanza del di 10 novembre 1878. La presenza costante di fossili nelle rocce altereauti c-rlle argille, e nelle argille steese, od aiuole la loro rarità tem maggiore che in certe argille plioceniche ed in altre rocce sediin suterie non argillose nè areu.tcee, non è creduta da molti inconciliabile coll'esistenza di vulcani sottomarini. Alcuni la negano ed aggiungono che le apparenze di fossili sono dovute a spruzzi ed a ballosità cousegueuti all'eruzione faneeesa. Di questo parere non saranno quelli che studiando minutamente le impronte, insieme con talune che sono indecifrabili, troveranne i Paleomelndron, i Paleodyclion, i Cylindrites, le Lunbricariae oltre alle. Hdminthoida, ai Toemeserts, ai Atcoidi descritti da Hiser, e da altri. Importante a notarsi è la coniane presenza di certi fossili negli strati diff,trenti delle argille; vale a dire la presenza di Fico/ li, di Taonuru3, e di resti di squali, e l'alternanza frequente di aecuinalazioui grandiose di forainialfere. Qaesia sorta di fossili proprii dei mari profondi può mostrare che le argille se igliose furono depositate ne' mari a -graudi profondità, la qual cosa non è contraletta tua confermata dalle analisi chimiche, e dalla loro tenuità. L' attribuirle a pred)tto vulcani di fango sembra al D3 Stefaai una deduzione fondete sopra fatti id tali prioristici al di fuori di ciò eh) realmente accade al dì d'oggi, o che si può verificare con facili induzioui nei tealpi geologici meno lontani: unico esempio di grandiosità relativa sono i vulcani del Caspio e del met- d'Azof, mentre quelli Italiani sono semelici pozze ch3 si forina,no per fauoin3ni esteriori dove l'idrogeno carbara,to, venendo fuori con acque incontra delle argille che sono disciolte; mentre dove non è questo insieine di cireostanze, rimengono getti secchi d' idrogeno, ce,a3 a B trigizzo, Pietrarnile, Porretta, M. Arioso, etc. Le presenza delle argille se igliosa è na fette grandioso ed ueivereale; s t di fessele) etatt gli etf3tti d3lle salse e di vulcani di fame, cpe ili stdimeati tua avrebbero dovute lasciare, i1178Ct3 CI lIe relativamente lanitatieeime masse, i vide:lui veri e proprii c1i3 pare heime nua esteasione ed un I iinprtauz senza p eesibili goui lueggiere delle salse? Perciò il Di SLONOi ritieue le argille scagliose forane 3 per regolare sedraunte, nei in tri, a profonlità. Il presidente, prof. Mmeghiai si associa al Eli Stefani nel riguardare le arg.11e scagliose quali formazioni sedimentari di varie epeche geulogiche; ed oltrech's nella profondità pià O 1110a0 g aule dei mari ove si aecumularono, cerca la origine dei pardeolari caratteri che preseatair, ti 1le azioni posteriori meccaniche e chimich3 alle quali farcene soggette. LA centoreione delle sceglie nelle quali si sfogliano, la levigetezze 311p3rfi3i.3 e le varie co• loraeioni delle argille seegliose propria1113llte detta nonelne la, framiumtaziotie degli strati calcari iuterposti e le attenzioni dei fratualeati ch3 iuterrottainsate tua in paralleli allineamenti rimangono a rappresentare essi strati, attestano la intensità e la moltiplicità di quelle pressioni laterali, insieme all'energia delle e mternpenne() azioni chimiche. é-leccane pale alla ricca fauna cretacea delle argille 3Ca. gliose di Calabria e di Sicilia descritta dal Saguenza in un' opera che sta ora per esser pubblicata. Il segretario prof. Antonio D'Achiardi dice brevi parole in conferma alla origine sedimentaria marina dei galestri e argille scagliose, e sulla natura dei sedimenti che si formano nelle varia profondità pelagiche. Il socio Da Sterani e il presidente svolgono ancora qualche altra considerazione, dopo di che da quest' ultimo -vien data comunicazione di un lavoro sulle Spugne fossili di Montese dei signori Angelo Manzoni e Mazzetti. Fa notare il presid•mte I' importanza di questo lavoro, e come le Spugne fossili siano una . nuova apparizioue, per usar le parole dei due sanamentovati autori, nel campo della. Paleontologia dei terreni terziari d' Italia. In questa inemeria sono diligentemente descritte le condizioni della giacitura, costituzione delle spugne ivi trovate, che non presentano tracce di scheletro siliceo, essendo questo c dcare, su di che sono svolte importanti considerazioni. Le Spugne tl3scritte ed effigiate appertengono ai due generi CraticulariaZitt., e Cliene,ndopora L link.; ne t, ne fu impossibile determinare la specie. L'adunanza è sciolta a ore 2. C1elleNeelie4021.. 19 Gennaio — Sappiamo che giorni sono tenne la sua ultimai iidualaz i le C en aissioae direttiva della &p asizione Medica cha ebbe luogo conteinaeraueainente ai congressi. Fu delib3rata la pabblictzioue ufficiale dei nomi dei premiati, e la caueegue dai Fa altr isì deciso di cerneilare ui rapp erte geaerale sulla Esposizione SL3S3t e ne fa affidate l'incarico al D tre. A.Mille Ballori. Nel 14 correate anatre il pessicleate Giovanni Gemi transitava psr Li. intechie in luogo d3tta Palai, in quel di Itiperbella, veuu-3 aggredite da da 3 iudivslai, gettato a terra e dual) sto d.3111, e) nue di lire 1600 in fogli di banca di diverso taglio. Il Grassi dichiarò di aver conosciuto i suoi aggressori, ed uno degli individui da esso deiigm iti venne tost ) arrestato e trovate p issesrore di f egli di banca. — Scuola Tecnica industriale di Pisa. AVVISO Seconde la deli'otra,zioae prese d Consiglio c nuanele nella adauenza del dì 11 curente, si rende noto che possono iscriversi quali uíitori ai sia ;oli e ersi dal 4. e del 5. anno di questa Scuola auch3 coloro che non intuiti Ielle licenza tecnica diano prova di sefaeietate preparazion e e si sotte inag ane al p tgainsute di un t t tisa di L 5, p tr nei corso che i ute de ao freqaeuta.re. L • iscrizieui restereaa ) ap trte di og;i fido all'alti uo d'i e )rreate tu se. 17 gennaio 1879. , .11 Direlbre Cesare Fumi. . — Camera di Commercio ed Arti di Pisa. La Camera Visto l'art. 17 della L3g; e 6 luglio 1832 n. (310, Visti i processi verbali delle sezioni di Pisa, Pontedera e Fitto di Cecin t p tr le Elezioni CI•wrali avvenute u.sl 1. diceine bre dal cadute anno. Ip Il- mare .caitta ara i ne ille 3he daestiLta ;.ae, mute ue R1 ". un313. ti la teo, in() aptt., ;3i- Visto quant'altro Rende noto Che a completare la Camera furono a maggioranza di voti eletti i signori: flauti Ranieri, Cuturi cav. dott. Carlo Deputato, Brughier Satnnele, Barabino Giacomo del Fitto di Cecina, Barbafiera. Giovanni fu Romualdo di Volterra, Fusi Emilio, Ciompi Raffaello di Pontedera. Nell' adunanza della Camera tenuta I'll gennaio stante fu proceduto alla nomina. del Preeideute. Vice-presidente e Cassiere e quindi la Camera di Coininercio ed Arti di questa Città per il bis:ardo 1879-80 rimase composta come segue Cav. Giovanni Alercoiti, Presidente, cav. Matteo Remaggi, Vice-presidente, Matteucci Aldobraudo Cassiere, Ruglioui Ulivo, Mastia,ni conte Fraucesco, Danielli cav. avv. Domenico, Santi Rauieri, Cuturi cav. dott. Carlo Deputato, Brughier Saninele, Barabiuo Giacomo, Barbafiera Giovanni fa R nnaaldo, Fusi Emilio, Ciouapi Refeaello. Dalla Camera di Commercio ed Arti di Pisa, li 15 gennaio 1879". Il Segretario Il Presidente Tito Chiesi. G. Mareoui. — La Banca Nazionale del regno d'Italia, dopo aver provved.ato a riparare alle conseguenze del furto della somma di oltre due milioni, e assegnate lire 800 mila lire ad anniento del fondo di riserva, ha fissato in lire 50 per ogni azione il dividendo per il 2.0 semestro 1878, e -che si potrà incassare dal 3 febbraio prossimo. intrdi In seguito alle ultime falsificazioni di biglietti della Banca Nazionale, la direzione dello stesso Istituto avverte a quali indizi potranno essere distinti dai veri i biglietti falsificati. Per riuscire a questo riconoscimento importerà soprattutto por mente alla numerazione. Dei biglietti da lire 5 emessi dalla Banca Nazionale, sono stati falsificati quelli che portano i segueuti numeri: 025253 — 025264 — 025258 — 002613. Dei consorziali, si trovano falsificati quelli che portano i seguenti numeri: 666939 — 077035 — 036812 — 007829 090782. Dei biglietti da L. 2 è falsificato quello • che porta il seguente numero: 160701. Dei biglietti da L. 50 della Banca Na-zionale sono stati falsificati quelli che portano i seguenti numeri: 576038 — 660271 — 278037. Dei biglietti da L. 10 consorziali sono stati falsificati quelli che portano i seguenti numeri: 034710 — 063714 — 064371. glio — Di frequente è avvenuto che individui di inala fede, servendosi di nomi felsi, abbiano telegrafato a persone agiate richiedendole dell'invio di somme a mezzo di vaglia telegrafici: e sienn riusciti poi a farseli pagare sotto il falso nome da essi assunto. Le Direzione delle Poste ha sempre in questi casi chiamato responsabile l'ufficiale addetto ai pagamenti dell'erronea consegua di fondi; e perchè certi casi più non debbano in avvenire succedere, il Miuistero dei lavori pubblici ha in questi ultimi giorni diffidato gl' impiegati di non più pagare vaglia telegrafici senza prima accertarsi della ideutità dei destinatari, non accettando inoltre per gerenti che persone oneste e notoriarneute solventi. Nel caso trattisi di persona, la quale non conosca alcuno da poter presentare in garanzia, dovrà produrre un certificato -dell'autorità di P. S. o del Sindeco che comprovi essere desse il vero destinatario del vaglia: in difetta di ciò il pagamento -dovrà essere sospeso, riferendosene all'Animiuistrazione centrale. n:te eae .31)331. ale ipO I le las aia er.ai, rso 1k3 a• — Un avviso della Società delle Per•ovie Romane porta a cognizione del pubblieo, che a datare da oggi, 15 corrente, auetterà•a dispesizione dei viaggiatori, per la linee Rema-Firenze e Roma-Napoli, delle vetture di 1.• classe co i coupes-letti. I viaggiatori che arriveranno pei primi, avranno il diritto di scegliersi il posto. — Irri furono sentite due leggiere scosse di terremoto a Santo Pietro, Comune di Capanuoli. — La Banda della Società Filarmonica Pisana, domami, domenica, 19 gennaio a ore 1.2 e mezzo eseguirà sulla Piazza S. Niceola, il seguente programma: 1. Torri — Marcia Militare. 2. Rossini — Sinfonia dell'Opera Semiramide. 3. Verdi — FiLiale II dell' Opera Un Ballo in Maschera. 4. Strauss — Articoli di Fondo Valtzer. 5. Verdi — Fautaela sopra motivi del Ballo in Maschera. Il Direttore Cav. ORESTE CARLINI. rir _M A. Tinr •-•-•«1111 ■P-111•■••■•• L'opera, Un ballo in ni,:ischera, questa splendida creazione musicale dal maestro Verdi, andò in scena al R. Teatro Nuovo mercoledì sera. La sublimi e difficili melodie di questo lavoro del celebre compositore, se non giunsero nuove per il pubblico della nostra città, furono però aeaultate con religiosa attenzione e can grande interessamento, come se si trattasse di cosa mai udita. Tale è la potenza del genio: ciò che riveste la sua improutte immortale, non toccato dall'aie del tempo che passa senza lasciare le sue fatali vestigia sulle opere grandi le quali sfidano i secoli e vivono eterne. E come alla musica, il pubblico fece buon viso agli artisti che la eseguirono. La signora Angelica Rizzi è un Oscar veramente carino e spiritoso; è un paggetto vispo e gentile che sa cattivarsi tutte le simpatie del pubblico. Auchein questa parte, tanto graziosa e simpatica, la signora Rizzi ebbe occasione di fare sfoggio della sua bella voce, iutnonata e robusta e del suo buon metodo di cauto. Il pubblico non si ristette dal festeggiarla continuamente, tanto che ci fu difficile contare gli applausi che ebbe continui; ricordiamo specialmente che dovè ripetere l'arietta al primo atto e la ballata al quinto, e se al pubblico non fosse apparsa cosa seenveniente non si fermava lì. Brava, signora Rizzi; ella è davvero una artista, la quale ha dineuzi a se un avveuire veramente splendido; e badi che non glie lo diciamo per cemplinieuto, ma perchè questa è la verità, tutta la verità. La signora Isabella Beativoglio Aknelia, ha la fortuna di poesedeaa una bella voce e seppe benissimo disimpegnarsi della ella parte tanto che fa ripetutamente applaudita. Anche la signora Gitieeppitia Z eppigli, Utrica fu abbastanza felice nel sostenere il carattere della strega. Il tenore sig. Eetapè, Riccarlo, ebbe occasione di farci sentire la sua voce robusta, e sebbene leggermente indispono potè disimpegnarsi beniesimo in questa parte che ha le sue difficoltà. Crediamo che quando sia ristabilito, non gli mancheranno applausi. Il baritono sig. Tito-Seipioue Terzi, Renato, fu felicissimo ed ebbe ripetuti applausi dal pubblico che volle il bis dell'aria del quarto atto, detta benissimo come tutto il resto dall'egregio artista. I signori Filippi, Banchi ed contribuiscono essi pure al buon' andamento dell'opera. I cori .e l'orchestra non fecero difetto di buona esecuzione nella quale ebbero un gran merito, avuto risnardo specialmente . alla prima .esecuzione di una musica quale è quella del Ballo in maschera. La sua parte di lode la dobbiamo pure al giovane maestro sig.. Ettore Menotti il quale con molta diligenza e con molto sapere ha concertato l'opera e dirige l'orchestra. .Nell' insieme paiauto possiain dire che l'esecuzione di questa bella 11Illika buona, e riuscirà perfetta quando saranno scomparse quelle piccole mende che suo inevitabili al una prima rappresentazione e delle quali non si avrà più traccia in quelle successive. Anche la messa in scena è buona, per cui l'impresa si merita le simpatie del pubblico il quale se vorrà passare una bella serata non mancherà di andare al R. Teatro Nuovo cogliendo così la bella occasione che gli si presenta di divertirei. ‘lasei seee::as'aavaeassessa:a-sasea`sirés'47-7,1"2,7.<:P1 re NECROLOGIA La mattina. del 16 corrente cessava di vivere in Pis a, nell'età di s3ttantas3tte anni, la M trchesa vedova del .\larches Perdi:iati l211, stiani Arzut 3321 :4elanit figlia dl fa Conte Flanintio dal Borgo. • La nobiltà della nascita era in Lei accompagnata dalle piu . elevate doti dell'animo; e chi la conobba potè apprezzare l'altbilità delle sue maniere e la bontà del suo cuore. Fu donna piissima senza fanatismo, benefica senza ostentazione, e visse modestamente, quasi inosservata, aiutando di prulanti consigli i parenti e gli amici, c!ie ricirrevano a Lei. Nella sua lunga e austera velovanza continuò degnamente la tradizione della il lustre 'casata Mastiani Brunacci, d3Ila quale suo marito avea ere l t. 'A.) per parentela il nome e una parte del cospicao censo. Noti avendo figli, chiamava erede del suo patrimonio particolare addetto nepote Marchese Cesare M tstiani Brunacei Sciamanna, pel quale ebbe sempre alletto materno. La memoria di L3i sarà pgrp3tuamente onorata da quanti haaa) pregio la nobiltà del sangue e la pratica della virtù. tee'eas`~st~. ".902~~ . <C27.4T7.2P.,'"g: -ney..11tW=Tr!!..tmt. " , , Ernesto Matteoli socio e fondatore dell'Associazione Operaia non è più. Egli passava agli eterni riposi la notte del 16 corrente nell'età di anni 62. Fa uomo onestissimo amato e stimato da tutti. La Presidenza e molti soci nell'accompagnare alla tomba il caro estinto piangono amaramente la perdita di questo probo ci ttad i n o. Viene asserito da fonte autorevole, che il Parroco di Santa Marta di questa città, avvisava la presidenza della Società Operaia, che non avrebbe fatto l'associa- zione religiosa al defunto socio Erucstei Matteoli, quante volte fosse entrata io chiesa la Bandiera Sociale. Infatti stante l'influenza di alcuni membri di detta Società, si potè impedire l'entrata in Chiesa della bandiera, appagando così il volere del Parroco, ma non quello dei soci, che volevano ad ogni costo entrarvi. Richieste le ragioni di questo sfregio che faeevasi alla bandiera nazionale, rispose avere in archivio un decreto della Curia, che assolutatnente lo vieta. TEENIMMINIERMIIIIIIELUE"à- AnTZT17.472.7Mmayaggir - Il conte Curzio Desideri, la Maria Sbrana nei Desideri ed Alessandro Sbrana, esprimono i più sentiti atti di grazia a tutti coloro che presero viva 'eine al do- ea lora da cui essi furono gravemente colpiti, per la irreparabile perdita del loro respettivo Padre, marito e cognato, il Conte GIOVANNI DESIDERI, e per l' onore cd il tributo di affetto resogli colreverlo seguito di persona alla Tombe. :71,72A,.~ . f..i"72ffrata reas2 AW,IWIraeiaa SIGNORE, Da diversi anni, ogni volta che in Ito un' infreddatura, mi affretto a prendere ogni giorno quattro o cinque delle vostre efficaci capsule di Guyot al catrame e sempre in tre o quattro giorni mi sbarazzo della mia infreddatura. A questo proposito permettetemi di segai darvi un fatto singolare. L'ultima volta che io ho dovuto usare il vostro rimedio, era attaccato da dile mesi da una piaga alla girnba melto diffieile a guirirsi. Dolse tre giorni, di cura colle vcstre capsula, restai sorpreso di vedere una crosta fornatrsi sulla piaga. Attribuendo questo risaltsto al vostro medicamento ho coutinu ito a prendere del catrame. In capo a una dinína di giorni io era guarito radicalmente. Io ho cousiglinto le vostre cepsule a diverse persone, che con loro grande sorpresa hanno provato gli stessi miei effetti. D ipo quattro o cinque giorni si form% una crosta sopra la piaga e generalinente si ottiene la guarigione in 10 o 15 giorni. J. CLAER 5_, Mte, Fonsny Bravolles. Le capsule Guyot trovatiei in Italia presso la maggior parte delle farmacie. Il Sig. Dott. ALESSANDRO TZUNITZ Medico Oculista, tedesco, abitante a Fireuze in via M nitebello 5 si è trasferito a Pisa ove diSimpeguerà per qualche mese l'ufficio della sua profeeeione: D.trà udienza a can. sua Lung' Arno Regio, 5 p. p., tutti i giorni dalle ore 10 alle 11. antimeridiane. Riceve gratuitamente i poveri in via. Cavour, 9, p. p. tutti i giorni uon festivi dalle 9 allo 10 antimeridiane. ■■•■••■•■••■•••■••■■• DONLZIA.NO PAGINE Gerente' n''.91). AVVISO AI VI'FICULTY1.1 Alla Tenuta della Cava, di proprietà del Nobil Uomo sig. cav. priore Giuseppe Toecanelli, trovasi vendibili i Vitigui o Maglioli delle Sue rinoin tte Vigne al prezzo di lire una il cento posti alla stazione di Pontedera. Distinta delle varietà. Uve bi.inclac Uve nere Trebbiano Sui Gioveto i 'al vegi Tintarello Centutiolo brentiao j Colotub Lu o Ri mi nese Aleatico B uo aa mie° o Da race Menateli° Coloro che intendono acquistare si possono rivolgere per torni» alt' ageate Giulio Giusteschi Po ntedera. ....~~~1111te : Li Nè Calvizie nè Canizie SCHLUMBERGER & CERKEL 16, Re Bergère. Paris di Ritrovato dal Sig. G. B. 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