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INDICE
PREFAZIONE .......................................................................................................................3
SUMMARY.............................................................................................................................5
INTRODUZIONE .................................................................................................................7
1
PARTECIPAZIONE ATTIVA PER IL TERRITORIO .............................................9
1.1
1.2
1.3
2
IL PROGETTO “GOCCIA” ........................................................................................13
2.1
2.2
2.3
2.4
2.5
3
Partecipazione e comunicazione .................................................................... 9
Analisi del territorio condivisa ......................................................................10
Empowerment ...........................................................................................11
Premessa ..................................................................................................13
Struttura e i soggetti coinvolti......................................................................14
Il Gruppo di Riferimento ..............................................................................15
Programmazione: azioni, attività ed esiti attesi ..............................................16
Metodologie...............................................................................................20
ESITI DEL PROGETTO GOCCIA ...........................................................................22
3.1
Gruppo di Riferimento.................................................................................24
3.2
I tavoli di lavoro con i cittadini .....................................................................25
3.3
Questionari................................................................................................27
3.3.1
Profilo identificativo ............................................................................................. 27
3.3.2
Percezione dei metodi di partecipazione......................................................... 29
3.3.3
I luoghi d’acqua del Parco.................................................................................. 30
3.4
Obiettivi principali emersi ............................................................................38
3.5
Attori ........................................................................................................39
3.6
Interviste alle associazioni di categoria degli agricoltori ...................................39
4
TEMATICHE E LINEE DI INTERVENTO PROPOSTE ........................................43
4.1
4.2
4.3
4.4
4.5
4.6
4.7
5
GOCCIA NELLE SCUOLE..........................................................................................53
5.1
5.2
6
Coordinamento tra gli enti ...........................................................................43
Monitoraggio .............................................................................................44
Scarichi, inquinamento................................................................................45
Dissesto idrogeologico e aspetti urbanistici ....................................................46
Gestione, Manutenzione e Valorizzazione......................................................47
Risparmio idrico e variazioni climatiche .........................................................49
Sensibilizzazione, formazione e didattica .......................................................50
Articolazione del progetto ............................................................................53
Esiti del progetto GOCCIA SCUOLA ...............................................................56
EVENTO FINALE GOCCIA: “L’ACQUA SIAMO NOI” .......................................60
APPENDICE: EMERGENZE FLORISTICHE NELLE ZONE UMIDE DEGLI
EUGANEI E NELL’ALLUVIO PEDECOLLINARE.........................................................62
BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA ...................................................................................76
PARTECIPANTI AL PERCORSO GOCCIA ...................................................................79
CREDITS .............................................................................................................................80
1
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2
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PREFAZIONE
Il Progetto PANet e tutto il lavoro che ha consentito di giungere a questa
pubblicazione sono stati particolarmente significativi, per il tema trattato, per il
numero degli “attori” che sono stati coinvolti, per le modalità con cui si è svolto,
per i risultati che sono stati raggiunti.
Tutto il progetto si è incentrato sull’acqua, tema di assoluta attualità ed
importanza soprattutto alla luce del fatto che questa risorsa indispensabile è
limitata e in un futuro assai prossimo
sarà sempre più scarsa, con gravi
ripercussioni
per la vita, l’ambiente e l’economia del nostro territorio. Era
opportuno quindi approfondire la conoscenza dello stato in cui versano i calti e i
canali dei Colli per poter avere una base su cui fondare future strategie e
progettualità, anche in sinergia con gli Enti che già operano in questo settore.
Il Parco è tale grazie: alle persone che ci vivono, all’ambiente che lo
caratterizza, all’agricoltura che ne segna il paesaggio e l’economia, anche grazie al
turismo termale. Tutto questo non può prescindere dalla qualità e dalla
disponibilità dell’acqua. Era necessario pertanto capire quale fosse la situazione
fotografando la realtà attuale.
La “fotografia” di cui ora disponiamo grazie a PANet
delle sue 2 ramificazioni :
è il risultato congiunto
• Una - Progetto Carta Ittica - prettamente tecnica, che ha consentito
attraverso l’ubicazione di 30 stazioni di campionamento nella rete idrica, di
pervenire all’analisi qualitativa dell’acqua superficiale, sia dal punto di vista
chimico-fisico che da quello biologico, quest’ultimo attraverso la rilevazione dei
macroinvertebrati bentonici (metodo I.B.E.). Oltre ad aver prodotto queste analisi,
lo studio ha consentito la mappatura delle emergenze vegetazionali strettamente
connesse ai corsi d’acqua. Tutte queste indagini hanno permesso la costruzione
della Carta Ittica dei Colli Euganei, strumento indispensabile per la gestione delle
popolazioni ittiche, che non era mai stato fatto in precedenza;
• Una - Progetto GOCCIA - affrontando il problema in modo innovativo
tramite la realizzazione di un percorso partecipato. Questo ha permesso di
raccogliere la percezione del problema acqua da parte di abitanti e frequentatori
del Parco (privati cittadini, associazioni di categoria, associazioni varie e diversi
gruppi di interesse), utilizzando una serie di incontri aperti a tutti i cittadini e la
distribuzione di questionari appositamente studiati, predisposti e messi anche on
line nel nostro sito. Ciò ha consentito di predisporre un elenco e la relativa
mappatura dei siti che coloro che a vario titolo vivono il Parco ritengono meritevoli
di una tutela particolare e dei siti che al contrario sono percepiti come critici o
bisognosi di interventi a causa di degrado, inquinamento ecc.. Il processo
partecipativo ha avuto inoltre un degno completamento nel coinvolgimento delle
classi III e IV dell’Istituto ITCGS Atestino di Este portando la questione
all’attenzione delle giovani generazioni .
Importante risultato del progetto GOCCIA è stato anche quello di riunire intorno
ad un tavolo di discussione, attraverso la costituzione del Gruppo di Riferimento,
3
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tutti gli Enti che a vario titolo hanno un ruolo nella gestione dei corsi d’acqua.
Questo ha favorito attraverso il dialogo e il confronto, una migliore comunicazione
e organizzazione che potrà essere molto utile anche nelle realizzazioni future nei
vari interventi e ambiti di competenza.
E’ importante a questo punto sottolineare che questo progetto non rimarrà
chiuso in un cassetto ma troverà ampia applicazione operativa. Esso infatti verrà
impiegato per la revisione, già prevista anche a livello finanziario dal bilancio di
previsione dell’Ente, del Progetto Tematico Flora e Fauna che come è noto
rappresenta una delle costole operative del Piano Ambientale.
Credo sia chiara a tutti la valenza che in questo modo intendiamo dare a tutto
il lavoro finora svolto e le implicazioni operative che esso avrà in futuro nell’ambito
del settore ambientale della tutela della flora e della fauna del Parco.
Il Presidente del Parco Regionale dei Colli Euganei
Architetto Chiara Matteazzi
Este, 14 marzo 2008
4
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SUMMARY
The project GOCCIA-Gestiamo Ognuno con Cura e Cautela Il patrimonio
dell’Acqua (Everybody manages carefully the water resource) is the pilot project
4.1 that the Euganean Hills Regional Park is developing in the PANet 2010 Protected Area Networks - Establishment and Management of Corridors, Networks
and Cooperation Project (Interreg III B Cadses).
The aim of the project is to realize a “Participation Process” that, starting
from the analysis and mapping of each single local need, reaches the objective of
involving in this process all the stakeholders engaged in the territorial water
management.
Thanks to this process the Euganean Hills Regional Park wants to share and
promote some guidelines related to the ecological and functional improvement and
management of water courses banks.
The Participation Process resources and instruments allow:
•
the communication and sharing of water courses network studies results
with public and private bodies and inhabitants;
•
the promotion of cooperation networks among inhabitants and all the
stakeholders involved in the water management;
•
the generation of new aims;
•
the production of shared actions and solutions;
•
the discovery and valorisation of local resources.
The process development is composed by several meetings structured in two
levels: the organisational one and the participatory one. The planning and study
activities about the water network state of health, inhabitants information and
communication activities and communication’s facilitation follow crosswise the
whole process.
At the organisational level it is planned the constitution of a “Referring group”,
constituted by the institutional actors in order to assist the Euganean Hills
Regional Park for the involvement of inhabitants and the supervision of activities.
The Referring Group, besides, actively collaborates with the Park in the Open and
Closure Events of the Project.
The participatory level is planned as follows:
•
Opening Forum – presentation and beginning of the Participation Process;
• 6 workshops with inhabitants and stakeholders, 3 in the north-west and 3
in the south-east of the target area;
•
Final Event for the dissemination and sharing of results.
5
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Informative materials and a questionnaire are used in order to involve citizens
and collect in a structured scheme all the information and questions from people
attending meetings but also from people unable to participate.
Experts on water analysis and management and representatives of Public
Institutions give their technical contribution to the discussion during each meeting.
Workshops are leaded by “facilitators”, professionals who have the role of
managing the debate, promoting the exchange of ideas and the expression of
different points of view.
Figura 1: Cascata Schivanoia, uno dei punti “d’acqua“ più belli del parco
6
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INTRODUZIONE
Il Parco Regionale dei Colli Euganei, con altri 8 partner europei, ha aderito al
progetto PANet 2010 - Protected Area Networks - Establishment and
Management of Corridors, Networks and Cooperation, compreso nel
programma Interreg III B Cadses promosso dalla Comunità Europea nel periodo
2000-2006.
Il Parco Regionale dei Colli Euganei ha partecipato con due progetti pilota:
1. “Il monitoraggio della rete idrica attraverso la collocazione di 30 stazioni di
osservazione delle acque in tutta l'area al fine di ottenere informazioni utili allo
sviluppo di buone pratiche agricole”
2. “Un processo di comunicazione partecipata sulla percezione che i cittadini,
comprendendo i principali beneficiari pubblici e privati e la popolazione
interessata, hanno delle acque del parco”
Questo secondo progetto è stato chiamato GOCCIA (Gestiamo Ognuno con
Cura e Cautela Il patrimonio dell’Acqua) con l’intento di chiarire sin dal nome,
l’obiettivo e il metodo di lavoro di riferimento.
I promotori dell’iniziativa hanno deciso di non limitarsi a promuovere un’azione
informativa, ma di avviare e realizzare un percorso di progettazione partecipata
grazie al quale valorizzare le risorse locali, favorire la creazione di reti di
collaborazione tra i soggetti coinvolti ed elaborare in modo condiviso azioni di
intervento concrete.
Il tema, oggetto di riflessione e di progettazione, è l’acqua di superficie e non,
nel territorio del Parco. Obiettivo prefissato è far emergere la percezione dello
stato di fatto e mettere questa indagine a confronto con il monitoraggio svolto
parallelamente, ma anche individuare in modo condiviso alcune linee di intervento
e dei criteri di priorità per migliorare le pratiche d’uso, manutenzione e gestione
delle acque del Parco, ma anche e soprattutto per la gestione e il miglioramento
ecologico - funzionale delle rive e degli argini dei corsi d’acqua presenti nel Parco.
7
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Figura 2: Pieghevole attraverso cui il progetto GOCCIA è stato divulgato in tutto il
territorio del Parco
8
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1
PARTECIPAZIONE ATTIVA PER IL TERRITORIO
La partecipazione attiva per il territorio fa riferimento ad una strategia di lavoro
che, partendo dall’analisi e dalla mappatura delle singole esigenze locali, mira ad
ascoltare e coinvolgere gli attori del territorio interessati ad una determinata
azione rispetto all’ambiente in cui vivono o che, in diversi modi, conoscono e
utilizzano.
La partecipazione legata al territorio è una specifica applicazione della
partecipazione, utilizzata anche in ambiti sociologici, sanitari, industriali.
Le
persone che abitano
e
vivono
un territorio hanno, spesso
inconsapevolmente, una conoscenza dei luoghi diversa e complementare a quella
che i professionisti rilevano attraverso analisi territoriali e ambientali accurate.
Un confronto tra esperti e abitanti “motivati” permette di verificare ed
implementare gli esiti dell’analisi, in una visione del territorio condivisa e arricchita
dal sapere locale. Inoltre grazie alle risorse che ogni soggetto può mettere in
gioco, questo tipo di processo può:
•
far emergere obiettivi nuovi,
•
produrre soluzioni ed azioni condivise,
•
scoprire e valorizzare risorse del contesto locale,
•
dare vita a importanti reti di collaborazione.
Il programma di lavoro, definito con il committente e il gruppo di riferimento
(se è stato costituito), deve stabilire: obiettivi, tempi, ruoli, luoghi e metodi di
interazione.
Le risorse economiche e i tempi della partecipazione devono essere adeguati e
concordati in base agli obiettivi che si intendono raggiungere e al numero di
persone che si intendono coinvolgere.
1.1 Partecipazione e comunicazione1
Partecipazione e comunicazione sono, sempre più, strumenti indispensabili per
lo sviluppo di politiche attente al territorio e alle risorse ambientali, ponendo
grande attenzione alle relazioni che esistono e si possono sviluppare.
Spesso gli amministratori ritengono che le politiche territoriali competano solo
ai decisori politici e ai tecnici da loro incaricati e per questo le decisioni sono il
risultato di una procedura denominata, da esperti di partecipazione, DAD - Decidi
Annuncia Difendi2.
1
Lancerin, L. e Gallo, M. (2008), Partecipazione e comunicazione per la sostenibilità locale, in AF
Rivista dell’Ordine Nazionale degli Agronomi e dei Forestali, n. 108
2
Bobbio, L. (a cura di ) (2004), A più voci. Amministrazioni pubbliche, imprese, associazioni e
cittadini nei processi decisionali inclusivi, ESI, Napoli
9
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L’esito, quotidianamente sotto ai nostri occhi, porta a gravi scontri sociali,
allungamento dei tempi di realizzazione e difficoltà interminabili nell’applicazione
concreta di politiche di trasformazione di cui spesso i principali attori non
percepiscono né la consistenza, né il significato, subendone però le conseguenze.
Politiche attente al territorio e alle sue risorse ambientali possono avere esiti
significativi e duraturi, solo se le persone comprendono a fondo i motivi per cui
sono necessarie. Ma spesso, anche di fronte ad una diffusa percezione di urgenze
ambientali e sociali, il ritmo concitato e gli stili di vita comuni non permettono un
coinvolgimento reale e attivo degli abitanti.
Per questo è importante un piano di comunicazione che sia mirato a produrre
una informazione capillare, utilizzando linguaggi semplici, differenziando le
modalità in base alle abitudini dei cittadini che si intendono raggiungere,
promuovendo eventi informali e relazioni tra i principali stakeholder (portatori di
interesse e rappresentanti delle diverse amministrazioni locali) e tra i cittadini
comuni (ciascuno con competenze, conoscenze e ruoli specifici).
In questo modo la popolazione, oltre ad essere sensibilizzata relativamente
all’argomento in esame, porta il proprio contributo per uno studio più mirato ed
efficace, una partecipazione propositiva e attiva, un utilizzo oculato delle risorse
pubbliche sempre più limitate e una particolare attenzione anche ai futuri costi di
manutenzione e gestione.
Spesso la stessa attività di educazione ambientale, rivolta alle associazioni o
promossa nelle scuole, se correttamente orientata, oltre all’importante valore che
ha in sé, può essere un buon “veicolo” per arrivare in modo positivo alle famiglie e
a tutta la comunità.
1.2
ANALISI DEL TERRITORIO CONDIVISA
Le persone che abitano e vivono in diversi modi un territorio hanno, spesso
inconsapevolmente, una conoscenza dei luoghi diversa e complementare a quella
che professionisti esperti rilevano attraverso analisi territoriali e ambientali
accurate. Un confronto tra esperti e abitanti “motivati” permette di verificare ed
eventualmente implementare gli esiti dell’analisi in una visione del territorio
condivisa e arricchita dal sapere locale.
Una “passeggiata” nelle aree oggetto della discussione promuove un positivo
avvicinamento tra le persone, condividendo i termini della tematica. Stabilire i
termini del problema e identificare correttamente luoghi e necessità in modo
condiviso è il primo passo per trovare esiti condivisi. L’esperienza di percorrere
assieme l’ambiente oggetto della trasformazione, raccontando ciascuno la propria
conoscenza, è una partenza che risulta positiva. Lo scambio di conoscenze e di
percezione dei partecipanti può dare degli esiti interessanti che, sintetizzati,
diventano strumento indispensabile per lo scambio di informazioni e per rendere
possibile e fruttuoso il lavoro anche nelle fasi successive.
La progettazione partecipata richiede che vi sia chiarezza di ruoli tra i decisori, i
partecipanti e i facilitatori. Un decisore che intende realmente ascoltare le opinioni
10
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di chi vive il territorio, incarica un team di facilitatori capace di programmare e
condurre le diverse fasi, di avere un ruolo attivo di “tramite” tra il decisore e i
partecipanti, di spiegare e rilanciare le proposte più pertinenti e interessati. Quindi
di rendere utile e produttivo lo scambio proponendo strategie e azioni che
legittimi gli esiti della partecipazione verso il raggiungimento di obiettivi condivisi.
Spesso queste modalità di lavoro mettono in evidenza risorse ambientali,
economiche e sociali non conosciute, creando nuove reti e importanti attivatori e
riferimenti per il territorio. I tempi della partecipazione devono essere adeguati e
concordati tra gli enti in base agli obiettivi che si intendono raggiungere e al
numero di persone che si intendono coinvolgere.
Per attivare un percorso di progettazione partecipata servono risorse
economiche sufficienti, sia per i materiali necessari per comunicazioneinformazione, tavoli di lavoro e pubblicizzazione degli esiti che per i professionisti
incaricati. Un “patto di lavoro” tra i presenti e la registrazione/ comunicazione
sintetica delle decisioni che vengono via via prese, favoriscono un clima disteso e
positivo tra le persone, motivando una costante presenza ai tavoli di lavoro e
aumentando il rispetto reciproco anche verso i decisori, a cui saranno presentati
gli esiti. E’ molto utile promuovere in questi incontri un clima conviviale tra i
presenti, in modo da rendere piacevole, per quanto possibile, la fatica di uscire per
partecipare, mettendo a disposizione della collettività la propria testimonianza, le
proprie idee e conoscenze.
Un percorso di progettazione partecipata è guidato da un responsabile di
progetto, un conduttore e da un team di facilitatori. E’ preferibile che i facilitatori
della progettazione territoriale partecipata abbiano competenze multidisciplinari in
modo da coprire le diverse conoscenze necessarie (a seconda degli obiettivi
dell’azione partecipata), accomunati da conoscenze specifiche rispetto alle
modalità di programmazione e conduzione delle fasi del percorso. Infatti solo in
questo modo i facilitatori possono essere realmente “traduttori” a servizio di
cittadini e decisori, impegnandosi a promuovere il dialogo attivo e produttivo
quando le parti sembrano non capirsi.
In base agli accordi tra gli enti e gli attori promotori della progettazione
partecipata sarà creato un gruppo di riferimento nel quale il coordinatore potrebbe
essere il responsabile dell’ente promotore. Questo gruppo può costituire un
importante organo di raccordo tra partecipanti, promotori e facilitatori,
promuovendo la formazione di un network di riferimento per il progetto.
1.3
EMPOWERMENT
La partecipazione può essere riassunta in quattro azioni principali:
comunicazione, animazione, consultazione e empowerment3. E proprio
sull’empowerment troviamo il maggior punto di forza per promuovere la
responsabilizzazione sui temi ambientali ormai ineludibili. Attraverso questi
percorsi le persone si sentono chiamate a collaborare in prima persona alla
3
Ciuffi, D. Mela, A. (2006), La partecipazione. Dimensioni, spazi, strumenti, Carrocci ed., Roma
11
PROTECTED AREA NETWORKS
promozione di cambiamenti individuali quotidiani e ad una gestione del territorio
attente alla tutela e valorizzazione delle risorse naturali.
L’empowerment propone un cambiamento individuale e sociale attraverso una
partecipazione attiva che si esplicita a diversi livelli: individuale, organizzativo e di
comunità.4 Si basa su una visione positiva delle persone, capaci di capire come
funzionano le strutture di potere e dei processi decisionali, di poter influenzare
sulle decisioni finali e quindi di agire consapevolmente un ruolo importante sia nel
privato che nella vita di relazione.
Non si vuole considerare la voce dei partecipanti una voce “divina” ma una voce
a cui il professionista, esperto incaricato di “tradurre” gli esiti della partecipazione
in proposte utili al raggiungimento degli obiettivi condivisi, deve necessariamente
rapportarsi instaurando un dialogo e un confronto reale con i destinatari finali del
suo lavoro. Inoltre l’approccio partecipativo ai progetti produce, spesso, una
evoluzione positiva delle idee diffuse tra la popolazione, scardinando paure a volte
infondate. L’ambiente, sempre più prezioso, se si trasforma attraverso percorsi di
accompagnamento territoriali, di crescita e sensibilizzazione della popolazione,
potrà essere maggiormente tutelato.
Figura 3: Goccia è l’acronimo scelto per il progetto. Immagine e nome richiamano il tema
dell’acqua e sono particolarmente facili da ricordare.
4
Dallago, L. (2006), Che cos’è l’empowerment, Carrocci ed, Roma
12
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2 IL PROGETTO “GOCCIA”
2.1
Premessa
Il percorso di progettazione partecipata GOCCIA si è articolato in una serie di
fasi strutturate su due livelli, uno organizzativo ed uno partecipativo,
coinvolgendo soggetti diversi e prevedendo ruoli e funzioni differenti.
Sono state inoltre realizzate azioni, parallele e trasversali all’interno percorso, di
progettazione e di studio sullo stato di salute delle acque (utili a orientare e
pensare il percorso di progettazione partecipata), nonché attività di comunicazione
e informazione rivolte alla cittadinanza.
ORGANIZZATIVO
Livello
Obiettivi
Attivazione di un Gruppo di Riferimento che riunisca diversi soggetti
operanti nell’area dell’ente Parco, stimolando relazioni di collaborazione
trasversali e multidisciplinari (promozione di un approccio collaborativo e
intersettoriale)
Sensibilizzazione e coinvolgimento dei soggetti istituzionali ai temi della
progettazione partecipata
Promozione di un atteggiamento di ascolto attivo verso i cittadini, abitanti
e conoscitori del Parco, associazioni ed esponenti di categoria, che porti a
riconoscere, valorizzare ed utilizzare le loro conoscenze e competenze
rispetto alle risorse territoriali.
PARTECIPATIVO
Sensibilizzazione della cittadinanza ai temi oggetto di analisi e
progettazione (stato di salute e gestione delle acque del Parco) e alle
tematiche della partecipazione e della progettazione partecipata
Organizzazione di occasioni di riflessione e confronto tra i cittadini
Costruzione di relazioni e di collaborazione tra partecipanti
Scambio e valorizzazione delle competenze e delle conoscenze
Elaborazione di proposte progettuali condivise => linee di intervento
legate a GOCCIA, per diversi destinatari: enti, ditte (agricole e non) e
cittadini (abitanti e conoscitori del Parco)
Individuazione di nuovi obiettivi di lavoro
Tabella 1: Obiettivi del livello organizzativo e del livello partecipativo
13
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2.2 Struttura e i soggetti coinvolti
Il livello organizzativo fa riferimento alla creazione e all’attività di un Gruppo
di Riferimento, costituito da soggetti istituzionali con ruoli e funzioni differenti:
• decisori: attori politici che promuovono il processo
• attuatori: attori che attuano ed implementano le linee guida emerse e
condivise nel processo
• registi: attori che guidano e gestiscono il processo.
Il livello partecipativo fa riferimento alle occasioni di incontro rivolte ai
cittadini, abitanti o conoscitori del Parco, agli esponenti del mondo
agricolo e ad altri portatori di interesse del territorio.
I soggetti interessati sono stati coinvolti attivamente in Tavoli di Lavoro,
momenti di confronto, di conoscenza e di elaborazione di proposte progettuali.
Per favorire la partecipazione dei cittadini di tutti i Comuni appartenenti all’area
del Parco Regionale dei Colli Euganei sono state individuate due aree a cui fare
riferimento per attivare i Tavoli (una corrispondente all’area Sud-Est e una
corrispondente a quella Nord-Ovest).
Figura 4: Mappa del territorio del Parco con indicati i comuni di Rovolon, Battaglia Terme ed
Este, sedi degli incontri
14
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2.3 Il Gruppo di Riferimento
Al Gruppo di Riferimento attivato dal Parco Regionale dei Colli Euganei con il
progetto GOCCIA hanno partecipato:
•
Autorità di Bacino Alto Adriatico
•
Consorzio di Bonifica Adige – Bacchiglione
•
Consorzio di Bonifica Euganeo
•
Consorzio di Bonifica Lessino - Euganeo – Berico
•
Consorzio di Bonifica Bacchiglione Brenta
•
Genio Civile di Padova
•
Provincia di Padova
•
Servizio Forestale Regionale di Padova e Rovigo
Il Gruppo di Riferimento, impegnato nella definizione del programma di lavoro e
nella verifica delle evoluzione del percorso partecipato, è stato anche un utile
organo di raccordo e confronto tra i promotori/coordinatori dell’iniziativa e i
responsabili incaricati di gestire il percorso partecipato.
Il Gruppo si è riunito diverse volte nel corso del progetto e a questi incontri
hanno preso parte anche un esperto, ovvero un attore che ha messo a
disposizione dei presenti le proprie conoscenze e competenze tecniche
sull’argomento in questione dei facilitatori, professionisti che hanno organizzato e
gestito queste occasioni di confronto stimolando il dibattito e dando spazio a
diversi punti di vista. Tutti gli incontri si sono tenuti nella sede del Parco a Este.
Figura 5: Incontro del Gruppo di Riferimento nella sede del Parco a Este
15
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2.4
Programmazione: azioni, attività ed esiti attesi
La programmazione, costruita dopo
proponente, esperti in temi ambientali
progettazione europea, è stata definita
partecipazione attraverso un diagramma
programmazione.
uno stretto confronto con l’Ente
e i professionisti nel campo della
dagli incaricati per il percorso di
di tempi – incontri su due livelli di
Gruppo di Riferimento
( 3 incontri )
1° INCONTRO
Presentazione
programma
dettagliato e
materiale
informativo
2° INCONTRO
Verifica e
proposte da
realizzare
Incontro
intermedio
3° INCONTRO
Presentazione
esiti e
organizzazione
dell’evento finale
Partecipazione della Popolazione
FORUM DI
APERTURA
TAVOLI DI LAVORO
BATTAGLIA TERME
E
BASTIA DI ROVOLON
(3+3 incontri)
FORUM
“EVENTO”
CONCLUSIVO
Figura 6: Struttura di base del progetto GOCCIA
Sono state realizzate le seguenti azioni trasversali al processo, promosse
dall’equipe che ha organizzato e gestito il percorso:
1. studio sullo stato di salute delle acque
2. definizione dell’obiettivo e delle tappe del percorso
3. informazione e comunicazione alla cittadinanza (sul progetto e le sue
evoluzioni)
a. LIVELLO ORGANIZZATIVO
Azioni
• Costituzione Gruppo di Riferimento
• Definizione e condivisione programma del percorso
• Presentazione e condivisione di materiale informativo e progettuale
16
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•
•
Verifica delle evoluzioni del percorso partecipato ed elaborazione di proposte
per adeguare le tappe successive al raggiungimento degli obiettivi del
percorso
Elaborazione di proposte per eventi pubblici e contributo nella loro
organizzazione
Attività
• Condivisione ed elaborazione di materiale informativo inerente il progetto
con i soggetti coinvolti nel Gruppo di Riferimento
• Condivisione dei risultati dello studio sulla rete idrogeologica, azione
parallela del progetto PANet, attraverso materiale informativo e la presenza
di un esperto ai diversi incontri
• Realizzazione di workshop con il Gruppo di riferimento nel corso del
progetto
• Contributo attivo nell’organizzazione e nella gestione di due eventi aperti
alla cittadinanza (Forum di apertura ed Evento finale)
• Somministrazione di un questionario di valutazione
Esiti attesi
• Avviare una collaborazione e un coordinamento continuativo tra i diversi
enti aderenti al Gruppo di Riferimento, nel quale siano esplicitati ruolo e
compiti di ciascun partecipante.
• Realizzazione dello studio di un metodo di compensazione capace di attrarre
l’interesse della popolazione sull’intervento in programma
• Coinvolgimento attivo nell’ideazione ed organizzazione di azioni concrete
(quali il Forum di Apertura e l’Evento finale di restituzione del percorso
partecipato)
• Valutazione in itinere ed eventuali modifiche al programma e
all’organizzazione del percorso
• Realizzazione di un’attività di valutazione del percorso e dei cambiamenti
apportati dall’esperienza (sia in termini incisività delle proposte progettuali
emerse, sia in termini di cambiamento nelle strategie d’azione e di relazione
e nella gestione di problemi e sfide da parte dei referenti istituzionali)
• Promozione di un’attività programmatica sulla base di quanto emerso dal
percorso
b. LIVELLO PARTECIPATIVO
Azioni
• Presentazione e avvio del percorso partecipato con il Forum di apertura
• Costituzione di Tavoli di lavoro su due sedi all’interno del territorio del Parco
(una per l’area nord – ovest a Bastia di Rovolon e una per l’area sud- est a
Battaglia Terme)
• Consultazione dei cittadini (abitanti, conoscitori del Parco, esponenti del
mondo agricolo, portatori di interesse locali), in collaborazione con esperti,
attraverso l’attività di gestione degli incontri realizzata da alcuni facilitatori
• Restituzione e condivisione degli esiti del percorso partecipato
• Elaborazione proposte per la realizzazione di un evento finale aperto a tutta
la cittadinanza anche con la collaborazione dell’Istituto Atestino di Este
17
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Attività
• Somministrazione di questionari conoscitivi alla cittadinanza (per sondare il
grado di interesse rispetto al progetto e il livello di conoscenza delle strutture
e degli enti attivi nel Parco)
• Realizzazione di un Forum di apertura con cui dare avvio al percorso
partecipato con la cittadinanza
• Realizzazione di 3 incontri (workshop) per ognuna delle due sedi individuate.
Nel corso di questi incontri i partecipanti sono riusciti a:
individuare e discutere alcuni temi di lavoro
tradurre quanto emerso in obiettivi ed azioni
individuare i soggetti da coinvolgere
elaborare proposte per linee di intervento
• Condivisione dei risultati dello studio sulla rete idrogeologica condotto dalla
Bioprogramm (attraverso materiale informativo e la presenza di un esperto ai
diversi incontri)
• Condivisione e discussione del progetto con le scuole
• Elaborazione di pannelli attraverso cui divulgare in modo sintetico gli esiti
• Organizzazione e realizzazione di un Evento finale pubblico
• Somministrazione di un questionario di valutazione
Esiti attesi
• Raccogliere una visione condivisa sullo stato delle acque del parco mettendo
in evidenza aspetti positivi e criticità espresse dai cittadini
• Definizione di un patto di lavoro tra partecipanti nel quale definire le
modalità di discussione e proposizione
• Mappatura delle problematiche e delle potenzialità del Parco segnalate e
documentate dai partecipanti
• Individuazione e raggruppamento dei temi sui quali discutere ed elaborare
proposte di intervento
• Per ogni area tematica, individuazione di obiettivi, azioni di intervento e
destinatari (ovvero soggetti da coinvolgere per permettere la realizzazione
di quanto proposto)
• Individuare comportamenti individuali (di persone, enti e ditte) che
influiscono sullo stato delle acque
• Formulare assieme indirizzi per un reale miglioramento ecologico e
funzionale dei corsi d’acqua presenti nel Parco con attenzione anche alle
loro rive e argini
• Proposte per costruzione di reti/partnership tra partecipanti
• Coinvolgimento attivo dei partecipanti nell’organizzazione e realizzazione
dell’Evento finale (nel corso del quale allargare a tutta la cittadinanza la
restituzione di quanto avvenuto nei Tavoli di lavoro) e in attività di
sensibilizzazione sui temi della partecipazione
• Raccolta di proposte di approfondimento del percorso realizzato e di
attivazione di meccanismi partecipati su altri temi
18
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Figura 7: Mappa del Parco con le località segnalate dai cittadini durante
i tavoli di lavoro (elaborazione Giovanni Danieli, Ente Parco)
19
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2.5 Metodologie
L’avvio del percorso partecipato è stato preceduto e accompagnato da una
campagna informativa capillare, realizzata attraverso la distribuzione di opuscoli
informativi e l’affissione di manifesti (in ogni Comune e nei diversi punti
informativi dell’ente Parco distribuiti nel territorio), la convocazione di una
conferenza stampa e la pubblicazione di articoli sui quotidiani locali.
Le attività di comunicazione ed informazione sono continuate durante l’intero
percorso partecipato, grazie a mailing list, articoli sulla stampa del luogo e
distribuzione di materiale durante gli incontri.
I diversi incontri realizzati tanto a livello organizzativo (Gruppo di Riferimento)
quanto a livello partecipativo (cittadini, abitanti o conoscitori del Parco, esponenti
del mondo agricolo ed altri portatori di interesse del territorio) hanno assunto la
forma di workshop, ovvero occasioni di scambio, confronto, ma anche di lavoro.
A questi appuntamenti infatti i partecipanti hanno avuto modo di discutere ed
elaborare idee e proposte di intervento concrete.
Gli incontri sono stati gestiti attraverso il metaplan5, un metodo di lavoro che
permette di raccogliere le opinioni e le proposte di ogni partecipante, di
confrontarle e di raggrupparle per aree tematiche, facilitando la scelta e la
definizione degli ambiti di lavoro.
In ogni incontro si è proceduto secondo uno schema di lavoro articolato in fasi
di discussioni in sede plenaria e in sessioni di lavoro per piccoli gruppi. Dei
facilitatori hanno gestito i diversi momenti e i passaggi da un ambito di lavoro
allargato ad uno ristretto.
Ogni appuntamento è iniziato con una presentazione del programma
dell’incontro e degli obiettivi di lavoro per poi procedere, attraverso la creazione di
alcuni sotto-gruppi, alla discussione, elaborazione ed aggregazione di idee e
proposte
di
intervento.
Ogni
incontro
si
è
concluso
con
una
restituzione/condivisione in sede plenaria di quanto emerso, attraverso il confronto
e l’individuazione di aspetti comuni ai diversi sotto-gruppi . Nei primi due incontri
di ciascun Tavolo di lavoro i presenti hanno anche votato (la prima volta per
scegliere i temi su cui ragionare, la seconda per individuare i sotto-gruppi
tematici).
E’ importante ricordare che questo metodo si avvale di semplici strumenti
tecnici/materiali che permettono di visualizzare, in ogni fase, quanto si sta
discutendo. A tal fine in questo percorso sono stati utilizzati: post-it colorati,
pannelli di carta bianchi e mappe dell’area Parco.
5
Il metodo Metaplan nasce e si diffonde in Germania negli anni ’70 grazie al lavoro dei fratelli
Wolfgang ed Eberhard Schnelle.
20
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Figura 8: Tavolo di lavoro a Bastia di Rovolon
21
PROTECTED AREA NETWORKS
3 ESITI DEL PROGETTO GOCCIA
Il coinvolgimento dei diversi attori, avvenuto sia a livello organizzativo tramite
la consultazione e la condivisione del percorso con gli enti del Gruppo di
Riferimento, che direttamente rivolto ai cittadini tramite i tavoli di lavoro ha avuto
la necessità/possibilità di essere integrato anche da azioni specificamente rivolte
alle associazioni di categoria degli agricoltori e agli alunni dell’Istituto Atestino di
Este.
Quindi le azioni di coinvolgimento sono risultate le seguenti:
•
Workshop tecnico-organizzativi del Gruppo di Riferimento
•
Tavoli di lavoro rivolti ai cittadini che si sono svolti nei comuni di Este
(durante il Forum di apertura), Rovolon e Battaglia Terme per un totale di
7 incontri con 100 presenze circa;
•
Questionari compilati da cittadini e conoscitori del Parco; (in
rappresentanza di tutti i comuni, delle associazioni di categoria degli
agricoltori e dell’Istituto ITCGS Atestino di Este)
•
Interviste ai responsabili di: Consorzio Vini Doc, Coldiretti, Confagricoltura,
CIA (Confederazione Italiana Agricoltori)
•
Goccia – scuola: sviluppo del progetto con l’Istituto Tecnico Statale
Commerciale e per Geometri “Atestino” di Este (PD) in attività di supporto
all’evento finale e alla mostra. Classi coinvolte: III e IV B ERICA
•
Evento finale “L’acqua siamo noi”
•
Mostra “Esiti del percorso Partecipato Goccia”
22
PROTECTED AREA NETWORKS
DATA
DOVE
27 SETT 07
22 NOV 07
17 GENN 08
18 OTT 07
SOGGETTI
ESTE
GRUPPO DI
RIFERIMENTO
WORKSHOP
ESTE
GRUPPO DI
RIFERIMENTO
E CITTADINI
FORUM DI
APERTURA
Presentazione di GOCCIA
alla cittadinanza
e
avvio del confronto nei
tavoli di lavoro
CITTADINI
TAVOLI DI
LAVORO
Emersione delle
conoscenze, confronto e
sviluppo dei temi,
proposte di intervento
TAVOLI DI
LAVORO
Emersione delle
conoscenze, confronto e
sviluppo dei temi,
proposte di intervento
INTERVISTE
Interviste ai responsabili
delle principali
associazioni di categoria
degli agricoltori sul tema
acqua e sugli esiti dei
tavoli con i cittadini
TAVOLI DI
LAVORO
Programmazione con le
insegnanti e tavoli di
lavoro con gli alunni:
progettazione della
mostra/evento finale
CONVEGNO
MOSTRA
Presentazione degli esiti
del percorso,
inaugurazione della
mostra di sintesi dei
risultati, votazione
ROVOLON
30 OTT 07
13 NOV 07
27 NOV 07
BATTAGLIA
TERME
CITTADINI
CINTO
VO’
PADOVA
CONSORZIO
VINI DOC
COLDIRETTI
DI PADOVA
CIA PADOVA
CONFAGRICOLTURA
ESTE
SCUOLA7:
CLASSI III E
IV ISTITUTO
ATESTINO
17 DIC 07
6
11/17 /24/31
GENN 08
8/14/21/29
FEBBR 08
EVENTO
FINALE
1 MARZO 08
SCOPI
Costituzione del Gruppo
di Riferimento,
programmazione e
coordinamento del
percorso
25 OTT 07
8 NOV 07
22 NOV 07
10 DIC 07
21 GENN 08
TIPOLOGIA
INCONTRO
ESTE
“L’ACQUA
SIAMO NOI”
Tabella 2: Quadro riassuntivo delle azioni svolte nel progetto GOCCIA
6 Date segnate in blu = programmazione con le insegnanti
7
Il coinvolgimento della scuola è stato programmato dopo il percorso di partecipazione dei cittadini.
23
PROTECTED AREA NETWORKS
3.1
Gruppo di Riferimento
Il Gruppo di Riferimento che ha affiancato l’Ente Parco nella strutturazione del
percorso, ha avuto un ruolo importante per gli indirizzi dati e l’importante
confronto sui temi della gestione e del miglioramento dei corsi d’acqua e
dell’ambiente in cui queste si inseriscono. Questi incontri hanno favorito una
migliore comunicazione e posto le basi per future sinergie operative.
Il GdR, con alcuni enti molto coinvolti e alcune assenze, ha non solo condiviso e
indirizzato gli obiettivi del percorso, ma ha fornito, in diverse occasioni,
suggerimenti preziosi.
Particolare attenzione è stata posta nell’analisi delle proposte emerse e la
possibilità di utilizzarle in interventi futuri. Dare valenza agli esiti del percorso
partecipato e valorizzare ogni singolo contributo è stato l’intento che il GdR si è
posto fin dall’inizio.
Nei workshop sono stati presentati e discussi gli stati di avanzamento del lavoro
svolto con i cittadini e le tematiche emerse dai tavoli di lavoro. Quindi tramite in
confronto si sono prodotte integrazioni, richieste di chiarimenti e proposte di reindirizzo, ciascuno secondo le proprie competenze.
Figura 9: Conferenza stampa di presentazione del progetto Goccia
24
PROTECTED AREA NETWORKS
Da una di queste discussione è emersa dall’Ente Parco la necessità e
l’intenzione di realizzare delle schede di manutenzione nelle quali vengano
segnalate le rilevanze vegetazionali e faunistiche del territorio del Parco, calto per
calto, con indicazioni su come intervenire e come preservarle. Una prima
schedatura prodotta da Rizzieri Masin richiesta e prodotta a seguito di questa
indicazione, è riportata in appendice.
Figura 10: Incontro in tavoli di lavoro al Forum di Apertura
Dal GdR, è emersa la necessità di consultare direttamente le Associazioni
Categoria degli Agricoltori, quasi completamente assenti dai tavoli di lavoro ma
con un ruolo determinante su questa tematica. Il GdR ha partecipato attivamente
anche al Forum di Apertura e all’Evento Finale.
3.2 I tavoli di lavoro con i cittadini
Il confronto con i cittadini sul tema dell’acqua nel territorio del Parco Regionale
dei Colli Euganei si è sviluppato attraverso 7 incontri: il Forum di Apertura, 3
incontri a Bastia di Rovolon e 3 incontri a Battaglia Terme. Ad ogni incontro hanno
partecipato circa 20 persone, per un totale di più di 100 presenze (con persone in
più incontri), contribuendo attivamente con le proprie conoscenze ed esperienze.
In primo luogo, a partire dalla definizione di una visione comune si sono
individuati nel territorio del parco i punti e le aree più significative o più
problematiche rispetto a questo tema. Con questi dati è stata prodotta la mappa
della percezione. Quindi si sono concordati gli obiettivi principali del progetto,
25
PROTECTED AREA NETWORKS
gli attori (soggetti, enti, categorie, ecc) che potrebbero essere promotori e/o
destinatari di interventi per perseguire gli obiettivi definiti.
Il lavoro si è svolto tramite tavoli di discussione, confronto e condivisione,
secondo più tematiche di cui riportiamo in sintesi una breve spiegazione e le
principali linee di intervento.
Ogni linea di intervento deriva da uno specifico obiettivo e può essere
sviluppata in progetto di cui nelle schede linee di progetto allegate si iniziano a
definire i soggetti destinatari e/o attuatori e, dove possibile, l’ambito d’intervento.
Figura 11: Tavolo di lavoro a Battaglia Terme
26
PROTECTED AREA NETWORKS
3.3 Questionari
Il questionario iniziale è stato stampato e distribuito in cinquemila copie e ha
avuto una doppia funzione: da un lato ha raccolto informazioni e dati utili al
progetto Goccia e alla definizione di una visione condivisa del tema dell’acqua di
superficie nel territorio del Parco, dall’altro ha contributo assieme al pieghevole a
promuovere una informazione capillare. La distribuzione si è avvalsa di molte
collaborazioni tra cui quella di tutti i Comuni del Parco, delle Associazioni di
Categoria degli Agricoltori e dell’Istituto Atestino di Este.
Il questionario è stato diviso in quattro parti:
1. Profilo identificativo
2. Identificazione di luoghi d’acqua del parco(di particolare pregio, con
eventuali problematiche, su cui dare suggerimenti)
3. Percezione/divulgazione del progetto GOCCIA e in generale dei metodi di
partecipazione
4. Conoscenza/divulgazione delle competenze degli enti del Gruppo di
Riferimento
Da questa analisi si è riusciti a definire una mappa dei luoghi maggiormente
conosciuti e amati, su cui sono stati anche suggerimenti ed indicazioni.
L’indagine si è svolta sui circa 300 questionari restituito compilati, dato
abbastanza significativo per un territorio così frazionato come quello del parco.
Al di là di qualsiasi pretesa scientifica, non avendo come scopo l’individuazione
di un campione di cittadini rappresentativo, si ritiene che le indicazioni date
spontaneamente possano costituire una base per una visione condivisa del tema,
originale e ricca di proposte interessanti.
3.3.1 Profilo identificativo
Il questionario è stato restituito da un numero maggiore di persone di sesso
maschile (63%), con età tra 37 e 55 anni (50 %) e titolo di studio medio (70%
hanno terminato le scuole medie inferiori e/o superiori).
Alcuni risiedono in comuni del Parco, altri in comuni esterni. In alcuni casi lo
stesso comune ha una porzione di territorio dentro e fuori del Parco, quindi alcuni
paesi compaiono in entrambi i grafici. In qualche caso risulta evidente che il
compilatore non sa se risiede e all’interno o all’esterno del confine amministrativo
del Parco.
Residenti
Non residenti
Tabella 3: Distribuzione dei residenti e non residenti nel parco
27
Campiglia dei
Campodarsego
meno di 5
Carceri
Casale di
Cervarese
Comacchio
Conselve
da 5 a 15
Due Carrare
Este
Granze
Masi
più di 15
Megliadino San
Megliadino San
Monselice
Montagnana
Ponso
Rubano
S.Margherita
San Pietro
Saccolongo
Saletto
Sant'Urbano
Selvazzano
Stanghella
Villa Estense
Villanova del
Voltago
Abano
Terme
Arqua'
Petrarca
Baone
Battaglia
Terme
Cervarese
S.Croce
Cinto
Euganeo
Este
Galzignano
Terme
Lozzo
Atestino
Monselice
Montegrotto
Terme
Rovolon
Teolo
Torreglia
Vo'
Euganeo
28
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da sempre
Ospedaletto
Padova
60
50
40
30
20
10
0
80
60
% 40
20
0
Tabella 6: Da quanto abita o frequenta il parco?
Tabella 5: Comuni da cui provengono i compilatori che non abitano nel parco.
Albignasego
Anguillara
Tabella 4: Comuni del Parco in cui vivono gli abitanti che hanno restituito il questionario
12
10
8
6
4
2
0
Albettone
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3.3.2 Percezione dei metodi di partecipazione
L’esito dei questionari rispetto alla percezione del progetto e della applicabilità
dei metodi della partecipazione, risulta essere di grande fiducia in queste modalità
(anche perché, probabilmente, chi non aveva fiducia nella sua incisività non
contribuito all’indagine).
Emerge che il 91% (51% molto + 40% abbastanza) ritiene che sia possibile
condividere la visione del problema, pensare ed elaborare delle soluzioni per
migliorare la qualità e la gestione delle acqua del Parco.
5% 0% 4%
per niente
40%
poco
abbastanza
molto
51%
nulle
Tabella 7: Sono possibili soluzioni migliorative?
Ritengono utile promuovere la partecipazione attraverso il progetto Goccia, la
maggior parte degli abitanti-utilizzatori: l’86 % (51% molto + 36 abbastanza).
4
1
7
per niente
51
36
poco
abbastanza
molto
nulle
Tabella 8: Ritiene utile promuovere la partecipazione attraverso il progetto GOCCIA?
29
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Sono interessati a partecipare ad alcuni incontri ed a contribuire a questa
iniziativa il 51%, quota che è un po’ al di sotto delle presenze avute nei tavoli
(circa 100 presenze). Alcuni cittadini non hanno dichiarato di non essere potuti
essere presenti agli incontri, nonostante fossero molto interessati.
60
50
%
40
30
20
10
0
sì
no
non so
nulle
Tabella 9: Sarebbe interessato a partecipare ad alcuni incontri e contribuire a questa iniziativa?
3.3.3 I luoghi d’acqua del Parco
Dall’indagine svolta tramite i questionari raccolti (circa 300) riportiamo di
seguito i luoghi d’acqua del parco considerati di pregio o con criticità. Le
indicazioni sono riportate integralmente (come indicate nel questionario) secondo
il seguente ordine:
-
la denominazione del luogo
-
il comune di ubicazione del luogo (dove indicato o facilmente desumibile)
-
i suggerimenti specifici
-
le motivazioni per cui sono considerati luoghi di pregio o critici.
Tutte le indicazioni sono state riassunte in una mappa, dove sono riportati i
luoghi d’acqua segnalati. Tramite una doppia colonnina sono riportati i livelli di
indicazione di luogo di pregio (colonnina verde) e luogo di criticità (colonnina
rossa).
30
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ELENCO DEI LUOGHI D’ACQUA (come sono percepiti dai cittadini)
I testi riportano le indicazioni e le descrizioni presenti all’interno dei questionari,
allo scopo di rendere in modo diretto, anche attraverso il linguaggio, la percezione
dei compilatori. Alcune località pur definite con nomi diversi, sono state accorpate
controllando la localizzazione e le indicazioni proposte.8
1. Acque Termali, Galzignano Terme/Battaglia/ Montegrotto. Acqua ben
utilizzata, specialmente quella termale, tanto da considerare le zone termali un
polo europeo molto importante. Possibilità di recupero delle acque termali. Gli
scarichi delle acque termali rendono salina l'acqua con alterazioni
dell'ecosistema servono interventi. Cave e alcuni canali recepiscono acque
termali ricche di Sali. Da valorizzare perché sono utili per dare benefici alla
salute e al benessere delle persone e sono una risorsa fondamentale per
incentivare il turismo locale.
2. Acque Val Calaona e Fonte termale, loc. Rivadolmo, Baone. Acque
utilizzate per scopi curativi. Valorizzare le acque termali non tanto le loro
qualità, ma apportare miglioramenti e valorizzare di questa zona caratterizzata
da specie vegetali in via di estinzione, quindi protezione di flora e fauna.
3. Arco di Mezzo, Battaglia Terme. Pieno di immondizia e rifiuti. È necessaria
la pulizia anche del canale vicino, perché può dare valore all'ambiente.
4. Argini Canali, Monselice. È necessario tutelare maggiormente le rive dei
corsi d'acqua creando delle fasce di rispetto effettivo. Bisogna rinaturalizzare i
corsi d'acqua restituendo gli spazi originari, togliendo le cementificazioni delle
sponde e ripristinando lungo gli alvei fasce boscate. Tutti questi interventi
aumentano la depurazione dell'acqua, limitando la sua velocità e permettendo
alla falda di ricaricarsi. É utile creare bacini estesi di "laminazione" per le acque
meteoriche, in tal modo si elimina il pericolo di alluvioni, si mitiga il clima, si
creano riserve d'acqua utili sia per l'uomo (antincendio), sia per l'avifauna.
Perchè non ricreare le vecchie paludi: Galzignano, Monselice e bonificare con i
famosi "retratti" veneziani? Così si possono restituire terreni agricoli
modestamente produttivi.
5. Bacini di raccolta, Galzignano Terme. Potenziamento bacino di raccolta
anche per limitare il controllo di subsidenza.
È necessario tutelare
maggiormente le rive dei corsi d'acqua creando delle fasce di rispetto effettivo.
Bisogna rinaturalizzare i corsi d'acqua togliendo le cementificazioni delle
sponde, ripristinando lungo gli alvei fasce boscate per aumentare la
depurazione dell'acqua, limitando la sua velocità, e permettere alla falda di
ricaricarsi. Migliorare il sistema di Canali.
6. Botte del Pigozzo, Battaglia Terme. Canale di sotto.
8
La particolarità dei nomi e la specificità delle indicazioni hanno contribuito a dare un quadro
d’insieme che, anche se non può ritenersi scientifico, propone una “lettura” dei luoghi più amati e
conosciuti. In alcuni casi non siamo riusciti a decifrare i testi scritti a mano.
31
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7. Calto Brecale, Cinto Euganeo. Discarica coperta d'acqua; uno dei luoghi di
prestigio diventato deposito di immondizia varia, calcinacci e altro.
8. Calto Callegaro, Galzignano Terme. Sistema acque via Barbarigo; si
potrebbe sfruttare la quota della sorgente del calto Callegaro, formando dei
laghetti di invaso e da questi attingere acqua, soprattutto il tratto medio alto
poco curato,funzione ecologica e turistica.
9. Calto Cengolina, Galzignano Terme. Ci sono problemi di irrigazione nella
zona della Cengolina; per chi ha bisogno di irrigare in loc. Cengolina si è
costretti ad attingere dal calto del Venda (insufficiente in estate).
10.Calto dea Casara, Buso dea Casara, loc. Valnogaredo, Cinto Euganeo. È
una fonte d'acqua che si disperde in un calto. Si potrebbe raccogliere in un
bacino per sfruttarla. È una sorgente, una fonte naturale con acqua potabile e
fontana ben sistemata. Si segnala la presenza di gamberi di fiume. È un luogo
di grande pregio storico e naturalistico. Presenza di acque scure nel calto
Casara nella parte finale verso valle.
11.Calto del Pianzio e sorgente, Galzignano Terme. La loc. Pianzio è priva di
corsi d'acqua, si è costretti ad attingere dal calto. Ci sono numerose sorgenti
abbandonate che potrebbero essere recuperate.
12.Calto delle Albere. Presenza del gambero di fiume.
13.Calto e sorgente delle Muneghe, loc. Calaone, Baone. Si propone utilizzo
per creare bacini di raccolta per irrigazione vigneto. Presenza del gambero di
fiume.
14.Calto Gazzolina, Vo' Euganeo. Segnalo il problema di un prematuro
prosciugamento con la conseguente morte dei girini ivi presenti,con annessa
sorgente, centro di forte concentramento di rospi (migliaia di esemplari) che
emigrano da tutto il bacino attraverso il calto fin lì; particolare luogo di pregio
per la sua fauna rappresentata in prevalenza da anfibi e flora caratteristiche di
zone umide.
15.Calto Malo, Torreglia, Primo tratto del Rio Malo.
16.Calto Moretto, Cinto Euganeo. Da sistemare con briglie.
17.Calto Pavaglione, Galzignano Terme. Scarsa manutenzione, scarsa
presenza di fasce tampone lungo gli appezzamenti agricoli,importanza storica;
inserita in un contesto naturale di particolare pregio.
18.Calto Pendice e laghetto Rocca Pendice, Teolo. Calto che scende da Rocca
Pendice verso Villa di Teolo, mancanza di gestione del calto particolarmente
pregiato con torrente "step and pool".
19.Calto Vaccare, Vo' Euganeo.
20.Canale Battaglia, Battaglia Terme. Bloccare la sporcizia e rifiuti. Non si
potrebbe riuscire a bloccare prima lo sporco ora trasportato dall'acqua in pieno
32
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centro storico? Non si potrebbe fare qualcosa per ripulirlo sistematicamente?
Serve trovare una soluzione al problema della pulizia del canale. Il Genio civile
di Padova dovrebbe provvedere ad una pulizia del canale in centro a Battaglia
Terme e regolare lo sfalcio dell'erba lungo gli argini. Si segnala la presenza di
sterpaglie e canneti. Vi sono cittadini e netturbini incivili che sporcano con
rifiuti i corsi d'acqua, inoltre alcune immondizie provengono da nord e
provocano disagi alla navigazione. È invaso dai rifiuti, con presenza di erbacce
e immondizia nonostante le continue lamentele dell'amministrazione comunale.
Lo sporco è depositato in centro storico. È necessario mettere in sicurezza le
mura del canale che merita di essere valorizzato. Si propone l’attivazione di un
percorso ciclo-pedonale lungo il canale con un bellissimo panorama.
Salvaguardare l’area Valli Selvatiche, per la sua valenza storica, per l'aspetto
ambientale e l'importanza paesaggistica. Migliorare il sistema dei canali.
21.Canale Bisatto, Lozzo Atestino- Battaglia Terme. Il Canale che costeggia
la statale nel territorio del Parco va da Mezzavia (Montegrotto) fino a
Monselice, è molto importante perchè un tempo era una via di commercio e di
collegamento con Venezia. Ha acque poco pulite. Creare una tubazione
partendo dai corsi d'acqua (es. Bisatto e Fossona) che poti acqua in cima ai
colli. Tramite tubo in pressione che parta dai canali Canaletto, Bisatto e
Fossona che rifornisca bacini in quota, dai quali poter attingere acqua per
irrigazione a goccia. Riuscire a portare degli invasi in zona Bisatto dai quali
poter attingere. Poter creare degli invasi nella zona del Bisatto dai quali
attingere, sterpaglie e canneti, cittadini e netturbini incivili che sporcano con
rifiuti i corsi d'acqua.
22.Canale Canaletto, Scolo, Lozzo - Vo' Euganeo. Si propone di creare dei
bacini nei calti con acqua perenne. Si potrebbe pensare all'installazione di un
tubo in pressione che porta l'acqua in quota dalla Fossona e dal Bisatto per il
continuo rifornimento dei bacini o calti in quote. Pulizia carente. Zona
svantaggiata tra Este e Cinto Euganeo. Si segnala inquinamento ed eccessiva
riproduzione di alcune specie animali non autoctone (nutrie). Inquinato.
23.Canale di Sotto, Battaglia Terme.
24.Canale Rialto, Canale delle Chiaviche, Scolo Rialto Treporti,
Montegrotto Terme, Rovolon, Teolo. Lungo il canale/scolo "Rialto" potrebbe
essere effettuata una pista ciclopedonale per completare la rete dei percorsi
ciclabili e turistici. Costretti ad attingere al calto per irrigare, ma d'estate vi è
insufficienza d'acqua. Rifiuti in canale. Rialto intasato, Criticità dello scolo Rialto
Treponti per scarichi in zona Teolo. Esondazioni. Critica la qualità dell’acqua per
scarichi zona industriale di Teolo.
25.Canaletta Via Valli, Monselice. Località Valli area di confine tra Monselice ed
Arquà Petrarca.
26.Cascata Schivanoia, Calto Contea, Teolo. Unica cascata naturale dei Colli
Euganei, luogo estremamente suggestivo; presenza di gambero di fiume.
Salvaguardare il mulino. Creare dei bacini nei calti con acqua perenne.
Recupero del vecchio mulino adiacente. Da valorizzare per la flora e il biotipo
presente, tratti particolarmente suggestivi.
33
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Figura 13: Mappa della percezione dei luoghi d’acqua
34
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27.Conca di Navigazione, Battaglia Terme. Luogo di pregio per la sua
visibilità. Da valorizzare per il pregio ambientale, per la funzione che ha svolto
e come l'opera di ingegneria.
28.Ferro di Cavallo, Battaglia Terme. Manutenzione e valorizzazione di sentieri
e della zona umida. Scoli spesso intasati. Carente la flora nei fossati.
29.Fontana Passarotolo.
30.Fonte delle Volpi. Si potrebbe creare un invaso in prossimità del calto del
Pianzio e da lì portare in quota tramite un tubo in pressione. Zona molto
critica.
31.Fonte Moretto, Rovolon. Togliere la cementificazione della fonte Moretto e la
totale deviazione della sorgente. È l’esempio di come i privati cittadini chiudono
le fonti, enti che non si interessano di salvaguardare il valore del nostro
territorio. Vi è una scarsa erogazione dell'acqua.
32.Fonte Praglia. Inserita in un contesto naturale di particolare pregio.
33.Fonte Regina, sorgente abbandonata, Torreglia. Eliminare muro esistente
e riportare al naturale. Ci sono numerose sorgenti abbandonate che potrebbero
essere recuperate e valorizzate dal punto di vista naturalistico. Calto Calcina
con alveo incassato in roccia sopra fonte Regina.
34.Fossi tra Este e Baone. Forte distruzione della flora.
35.Laghetto del Venda, Laghizzolo, Vò Euganeo. Ripristinare zone umide tipo
laghetto del Venda, potrebbero servire bacini di raccolta per irrigazione vigneto
località Boccon e Zovon sfruttando il laghetto del Venda, sorgente ex laghetto
del Venda.
36.Laghetto di Galzignano, Galzignano Terme. Spesso usato come discarica.
37.Laghetto valle Toffan e fossi, Rovolon. Valli Toffan impossibile da visitare
per chiusura della proprietà.
38.Lago Costa, Arquà Petrarca
39.Lago Frassanelle, Rovolon. Enti che non si interessano del valore del nostro
territorio, vedi scoli.
40.Lago Lispida. Monselice. Da valorizzare la zona e la località che lo
comprende.
41.Lago San Daniele, detto anche Lago Verde, Torreglia. Luogo molto bello,
utile per le varie specie animali ma che sul fondo è una discarica da ripulire.
42.Loc_Cava della Mora, Torreglia. Da rifare briglie e muro a secco.
43.Località Valli, Monselice - Arquà Petrarca. Invaso dai rovi, Luogo di
particolare pregio nei Colli Euganei.
35
PROTECTED AREA NETWORKS
44.Paesaggi di bonifica Veneziani, Monselice. É necessario tutelare
maggiormente le rive dei corsi d'acqua creando delle fasce di rispetto effettivo.
Bisogna rinaturalizzare i corsi d'acqua restituendo gli spazi originari. Togliendo
le cementificazioni delle sponde, ripristinare lungo gli alvei fasce boscate. É
utile creare bacini estesi di "laminazione" per le acque meteoriche, in tal modo
si elimina il pericolo di alluvioni.
45.Parco ex INPS, Battaglia Terme. Valorizzare il corso d'acqua nel parco che è
diventato ora eccezionale grazie all'intervento del Parco Regionale dei Colli
Euganei. È stato svolto un lavoro di alta ingegneria forestale con competenze
veramente di alto livello. Valorizzare i viali. Possibilità di recupero dell’utilizzo
delle acque termali.
46.Rio - Calto Freddo. Appena al di sopra della sorgente ci sono molte
immondizie. Luogo di particolare pregio nei Colli Euganei.
47.Rio - Calto Molini, Vo' Euganeo. Da esso scaturisce acqua fresca in ogni
periodo e anche se bevuta in quantità non fa male.
48.Rio Calcina, Torreglia. Scarichi, alveo incassato in roccia sopra fonte Regina;
presenza di macrofite di pregio. Tratti particolarmente suggestivi.
49.Rio Fontanelle.
50.Rio Foretto. Creare dei bacini nei calti con acqua perenne.
51.Rio Meggiaro, Este. Meggiaro alto - calto ora scambiato per una discarica. Rio
Meggiaro (o Calzo) mi ricorda la mia giovinezza dove nelle vasche di
espansione andavamo a fare il bagno.
52.Rio Spinoso, Montegrotto Terme. Creare dei bacini nei calti con acqua
perenne.
53.Scoli Arquà Petrarca, Arquà Petrarca. Scoli connettori
54.Sorgente, Lozzo Atestino. Sarebbe importante da rivalutare come
sito, trattasi di una sorgiva d'acqua posta in via Anconetta ai piedi del sacello
votivo dedicato alla Madonna, tale sorgente è utilizzata da moltissima persone
che imbottigliano l'acqua ad uso potabile.
55.Sorgente Corte Borin, Arquà Petrarca. Zona umida. Fontana danneggiata
da vandali.
56.Sorgente la Madonetta. Necessita di una maggiore manutenzione (va pulito
da legname e ciottoli che si fermano sull'alveo. In passato (meno di 10 anni fa)
pericolose alluvioni che hanno visto coinvolte le abitazioni che la costeggiavano
causando numerosi danni.
57.Sorgente Sereo, loc. Sereo - Monte delle Valli, Rovolon. Frequenti
inondazioni. Su via Monte Sereo, fonte con acque che si disperdono nelle
fognature. Manca (perché è stato chiuso), il sentiero attorno al laghetto dal
quale l'acqua sorgiva arriva a Bastia.
36
PROTECTED AREA NETWORKS
58.Sorgente Turetta. Creare dei bacini nei calti con acqua perenne.
59.Zona Umida, Torreglia. Fossi che confluiscono verso la zona umida San
Daniele: presenza di acque scure.
60.Zona umida, Teolo. Si potrebbero accelerare i lavori inerenti all'allargamento
del canale. La formazione di invasi a cui attingere potrebbe essere una
soluzione per la zona.
Figura 14: Oasi Naturalistica LagoSan Daniele, detto Lago Verde
37
PROTECTED AREA NETWORKS
3.4
Obiettivi principali emersi
Questi gli obiettivi emersi in modo condiviso dal Forum di Apertura, a cui
hanno partecipato molti rappresentati istituzionali, e dai tavoli di lavoro dei due
comuni di Battaglia e Bastia:
• Migliorare la gestione del territorio agricolo
• Regolamentare il prelievo idrico
• Migliorare la qualità delle acque
• Integrare/completare il sistema degli scarichi fognari
• Produrre percorsi di sensibilizzazione e formazione
• Coordinare enti che si occupano della risorsa acqua con lo scopo comune di
migliorare lo stato di salute delle acque e regolamentare il loro utilizzo
• Produrre protocolli di manutenzione che siano attenti alla salvaguardia della
vegetazione e funzionali ad un migliore scorrimento delle acque
• Far conoscere i corsi d’acqua, favorendo l’apprendimento e la valorizzazione
delle risorse idriche
• Sensibilizzare le persone all’amore e alla cura verso l’ambiente ed in
particolare verso i corsi d’acqua
• Rendere sicuri ed attraenti i luoghi legati ai corsi d’acqua
Figura 15: Durante i tavoli di lavoro i partecipanti visualizzano i luoghi di cui si discute
contrassegnandoli sulla mappa del parco
38
PROTECTED AREA NETWORKS
3.5
Attori
Partendo dall’analisi degli obiettivi, dei luoghi di criticità e di pregio
Attraverso questa analisi sono state individuate possibili linee di intervento
promosse e rivolte, a seconda del progetto, a uno o più enti e soggetti tra i
seguenti (in ordine alfabetico):
• Agricoltori
• Amministrazioni Comunali
• Associazioni di Categoria
• Centro Veneto Servizi (CVS)
• Cittadini
• Consorzi di Bonifica ed altri enti che gestiscono la risorsa idrica
• Corpo Forestale dello Stato
• ETRA Spa
• Genio Civile
• Parco Regionale dei Colli Euganei
• Privati
• Provincia di Padova
• Regione del Veneto
• Scuole
• Servizi Forestali Regionali
• ULSS - Unità Locale Socio Sanitaria (come supporto in specifici progetti)
3.6
Interviste alle associazioni di categoria degli agricoltori
Il progetto Goccia, conclusa la fase di ascolto dei cittadini da cui sono emerse
diverse richieste indirizzate alle associazioni categoria degli agricoltori, è stato
integrato secondo le indicazioni del Gruppo di Riferimento, da alcune interviste
ai presidenti/responsabili di:
• CONSORZIO VINI DOC,
• COLDIRETTI,
• CONFAGRICOLTURA,
• CIA (CONFEDERAZIONE ITALIANA AGRICOLTORI)
Incontrando singolarmente i rappresentanti delle associazioni degli agricoltori
abbiamo presentato le proposte emerse dai tavoli di lavoro e abbiamo chiesto di
dare una loro visione e dei suggerimenti sul tema.
Tutti hanno dato indicazioni precise rispetto alle problematiche che
incontrano sul tema dell’acqua interpretando esigenze e bisogni degli
imprenditori agricoli che rappresentano e operano nel territorio del Parco e le
cui coltivazioni principali sono la vigna e l’uliveto.
39
PROTECTED AREA NETWORKS
Figura 16: Vigneti nel Parco Regionale dei Colli Euganei
Di seguito si riportano, in sintesi, i punti salienti delle interviste9.
CONSORZIO VINI DOC
Intervista al Presidente Antonio Dal Santo di Cinto Euganeo
“Mi congratulo con il Parco per aver deciso di affrontare il tema dell’acqua,
tema importante su cui è necessario fare il punto. Acqua nel parco ce n’è ma ci
sono momenti di grave penuria creando difficoltà agli imprenditori agricoli. In
alcuni casi, invece, le piogge abbondanti provocano danni da dilavamento con
fenomeni di erosione e strade invase da detriti.
Ci sono fonti non utilizzate che sono da riattivare e valorizzare. Le tubazioni
talvolta disperdono acqua lungo i percorsi di distribuzione su serve intervenire
per ridurre la dispersione. È necessario creare un sistema di raccolta di acqua
piovana, come scorta nel caso di incendi e periodi di siccità. A questo scopo si
propone di fare un piano di riconversione delle cave come invasi che diano
continuità nell’approvvigionamento idrico.”
COLDIRETTI di PADOVA
Intervista al Presidente Marco Calaon di Vò
“A novembre la Coldiretti ha organizzato un convegno sul tema delle
variazioni climatiche. Vi è la previsione di un ventennio siccitoso e in particolare
in zona collinare la siccità è un elemento critico per le colture. Il Consorzio di
Bonifica ha un progetto in fase di studio.
C’è la necessità di creare invasi che attualmente non esistono. E serve crearli
con una particolare attenzione ambientale. Si deve ripensare al modello del
recupero dell’acqua.
Gli agricoltori hanno un fabbisogno idrico di circa 20mc/sec d’acqua per
ettaro. È da incentivare l’irrigazione a goccia. Con l’irrigazione a pioggia la
quantità necessaria sale a 25ml/mq che non è più sostenibile con gravi
ripercussioni sul prodotto. Quali incentivi potrebbero essere disponibili per
questa riconversione necessaria?
9
I testi di sintesi non sono stati rivisti dagli intervistati.
40
PROTECTED AREA NETWORKS
In Brenta la falda si è abbassata di 10 mt. Serve un contingentamento dei
pozzi. L’irrigazione da canaletta rallenta e ricarica la falda però ne compromette
la qualità. Sono molte le attività di cava in dismissione, che potrebbero essere
convertite in invasi d’acqua.
Stiamo studiando aziende israeliane che hanno inventato una irrigazione a
basso consumo con distribuzione costante e a basso impatto. Servono però
investimenti molto onerosi non sostenibili dal singolo imprenditore perché i
periodi di ammortizzazione sarebbero troppo alti. Serve fare un uso intelligente
delle risorse idriche.”
CONFAGRICOLTURA di PADOVA
Intervista al Direttore Renzo Cavestro
“Molti sono i viticoltori nel Parco e serve provvedere a creare invasi per la
raccolta dell’acqua con attenzione al Piano Ambientale come sta facendo in
Consorzio di Bonifica.
Abbiamo fatto recentemente un viaggio studio in Olanda. Ogni serra ha
vasconi per la raccolta dell’acqua meteorica. Quando si verificano eventi intensi
servirebbero bacini adeguati.
I canali sinuosi sono da promuovere rispetto a quelli con andamento dritto
che porta l’acqua velocemente al mare. Si dovrebbero penalizzare i prodotti
pronti al consumo perché minano la qualità dell’acqua.
Il tema dell’acqua è molto complesso e si può riassumere nel detto popolare
“L’acqua può essere matrigna o può essere madre.” ”
CIA, CONFEDERAZIONE ITALIANA AGRICOLTORI di PADOVA
Intervista al Presidente Daniele Toniolo
“Il tema proposto dal Parco è indubbiamente interessante per la nostra
associazione di categoria. Sicuramente per l’attività di coltura intensiva come la
vini-viti-cultura di superficie media (da 10-15 a 40 ettari) avere quantità
adeguate d’acqua per la coltivazione è importante. Ma l’acqua è importante sia
sotto il profilo della quantità che di quello della qualità.
In alcune parti del Parco c’è disponibilità adeguata mentre in altre molto
meno.il Consorzio di Bonifica Bacchiglione-Brenta propone di prelevare dove c’è
molta acqua, incubarla e portarla a monte per poterla distribuire dove ce n’è
poca (tra Arquà ed Este). È in corso uno studio di fattibilità.
Sarebbe importante investire a breve nelle aziende “vitali” quelle in cui gli
imprenditori hanno attività ben avviate e non sono a rischio “pensione”,
situazione in cui spesso l’azienda agricola va in crisi o chiude.
Nelle coltivazioni specializzate l’irrigazione a goccia è il futuro. L’apporto di
acqua e di concimi deve essere migliorato in efficienza.
Gli investimenti anche se non elevati sono continui. Ogni volta che un
agricoltore rinnova il vigneto dovrebbe investire in questo senso. Dispersioni
d’acqua o uso eccessivo di concime sono comunque una perdita aziendale oltre
che politiche non sostenibili dal punto di vista ambientale.”
41
PROTECTED AREA NETWORKS
Figura 17: Ambienti d’acqua da valorizzare
42
PROTECTED AREA NETWORKS
4 TEMATICHE E LINEE DI INTERVENTO PROPOSTE
I tavoli di lavoro sono state occasioni di confronto e dibattito tra i
partecipanti. Tutti hanno contribuito attivamente, mettendo in gioco
conoscenze e competenze riguardo il proprio territorio. Ogni tematica è stata
sviluppata partendo dalla definizione del tema, anche in relazione al territorio
in cui si sono svolti gli incontri, e successivamente proponendo per ciascuna
tematica delle linee di intervento. In sintesi l’esito della partecipazione può
essere riassunto nelle seguenti tematiche:
•
Coordinamento tra gli enti10
•
Monitoraggio
•
Dissesto idrogeologico e aspetti urbanistici attinenti
•
Gestione, Manutenzione e Valorizzazione
•
Risparmio idrico e variazioni climatiche
•
Scarichi, inquinamento
•
Sensibilizzazione, formazione e didattica
Per ciascuna tematica sono state concordate una spiegazione, alcune linee di
intervento possibile. È stata data anche qualche indicazione sui possibili
soggetti promotori – attuatori e fruitori dell’intervento.
4.1 Coordinamento tra gli enti
Questo tema è legato alla gestione della risorsa acqua da parte delle
Amministrazioni locali e degli enti interessati. Viene segnalata la mancanza di
coordinamento tra i diversi enti che lavorano nel Parco, ma spesso anche la
percezione che non vi sia un obiettivo primario di sostenibilità ambientale
perché ogni ente ha obiettivi specifici e talvolta conflittuali rispetto alla tutela
ambientale.
Si auspica la definizione di un quadro preciso delle competenze dei diversi
enti rispetto al tema dell’acqua, esplicitando nel miglior modo possibile, le
modalità operative di intervento quando le competenze si sovrappongono o
quando per alcune opere vi è una carenza.
Per migliorare il coordinamento tra gli enti è necessario attivare canali di
comunicazioni sia tra ente e ente, sia tra ente e ditta a cui viene appaltato il
servizio. Ad esempio è stata segnalata la presenza di specie vegetali di pregio
da tutelare quando si interviene con opere di sfalcio. I Consorzi hanno proposto
10
I temi sono tutti correlati tra loro ma in particolare Coordinamento e Monitoraggio risultano
trasversali e complementari rispetto a tutti gli altri.
43
PROTECTED AREA NETWORKS
una mappatura11 e i cittadini hanno proposto una segnaletica adeguata,
attraverso cui comunicare la presenza di essenze di valore da rispettare,
tutelare e valorizzare.
Si propongono dunque azioni di coordinamento, con l’obiettivo primario di
salvaguardia e di sostenibilità ambientale, di responsabilizzazione degli enti, di
coinvolgimento delle società privatizzate che gestiscono l’acqua potabile (ETRA,
CVS).
Linee di intervento
•
Organizzazione di un sistema di coordinamento, individuazione e
ripartizione dei ruoli per ciascun tipo di corso d’acqua del Parco
•
Collaborazione tra enti che si occupano di manutenzione e i membri dei
circoli remieri (che offrono un punto di vista differente e delle competenze
utili)
* Segnalazioni dei partecipanti
- importante progetto in corso sui canali di bonifica promosso nell’area centro ovest del Parco,
incontro avvenuto recentemente tra i referenti di alcuni Comuni dell’area Parco e gli Enti addetti
alla gestione-manutenzione dei corsi d’acqua per realizzare un sistema di coordinamento degli
interventi
4.2 Monitoraggio
Questo tema è emerso in modo trasversale, come base di partenza
necessaria e indispensabile. Questa esigenze trova risposta già all’interno di
PAnet 2010 attraverso l’azione monitoraggio e caratterizzazione biologica dei
corpi idrici del Parco dei Colli Euganei il cui esito è riassunto nella CARTA ITTICA
DEI COLLI EUGANEI.
Figura 18: Molti hanno richiesto un censimento delle fontane presenti nel parco
11
L’esperto Rizzieri Masin, a seguito della discussione sulle emergenze vegetazionali i problemi di
manutenzione degli argini, svoltasi durante il Forum di apertura, ha prodotto una mappatura che
riportiamo in appendice come primo esito di Goccia.
44
PROTECTED AREA NETWORKS
Linee di intervento
• Censimento dei calti e delle fontane
• Monitoraggio costante dello stato delle acque dal punto di vista chimico biologico
• Censimento degli scarichi (civili ed industriali), in particolare sul canale
Bisatto e scolo di Lozzo, in relazione agli scarichi locali e alle attività
conciarie della provincia (canale Battaglia, ecc.)
• Monitoraggio, valorizzazione e tutela dei punti d’eccellenza botanica
esistenti nel Parco (in alcuni casi unici a livello europeo)
• Diffusione dei dati del monitoraggio sullo stato di salute delle acque e dei
dati relativi alle sanzioni (in modo da verificare, nel corso del tempo, quanti
soggetti
vengono
colpiti
da
sanzioni
e
come
questo
incide
sull’inquinamento)
• Monitoraggio della portata d’acqua di tutti i corsi e fiumi
• Monitoraggio dei furti d’acqua e azione di controllo sul territorio (in
particolare nei periodi di siccità)
4.3 Scarichi, inquinamento
Si è posta l’attenzione sul funzionamento e la manutenzione degli impianti di
depurazione e della rete di smaltimento delle acque reflue; sono stati
individuati alcuni problemi legati all’utilizzo di diserbanti e alla scomparsa della
zona umida di Frassanelle, alla raccolta e allo smaltimento dei rifiuti, allo
scarico delle acque termali nei corsi d’acqua e, in generale, all’inquinamento
delle falde acquifere dovuto alle attività attuali e passate.
Si segnalano i problemi di inquinamento, in particolare nel comune di
Battaglia Terme, determinati dalla confluenza delle acque di molti canali e fiumi
che hanno prima attraversato numerosi comuni dell’area Parco. Si discute se
ricorrere o meno a strutture (sgrigliatori e chiuse) da situare in punti strategici
per risolvere il problema rifiuti/inquinamento (riferimento alle chiuse di
Bassanello e a Monselice e ai problemi che producono). Si segnala
l’impoverimento della flora legato all’inquinamento chimico. Alcuni sollevano i
problemi che impediscono o rendono difficile la navigabilità dei corsi d’acqua.
Linee di intervento
•
Censimento degli scarichi (civili ed industriali), in particolare sul canale
Bisatto e scolo di Lozzo, in relazione agli scarichi locali e alle attività
conciarie della provincia (canale Battaglia, ecc.)
•
Riorganizzazione globale del sistema fognario nell’intero bacino del Parco (si
segnala l’assenza della rete fognaria su circa i 4/5 del territorio, un uso
eccessivo della subirrigazione, la necessità di attuazione di nuovi sistemi di
depurazione, l’anomalo utilizzo dei pozzi artesiani come pozzi a fondo
perduto, la presenza di fognatura mista in molte zone della rete)
•
Controllo dei depuratori e degli sfioratori delle fognature miste
•
Verifica dei problemi causati dallo scarico nei corsi d’acqua delle acque
termali (salate e calde)
45
PROTECTED AREA NETWORKS
•
Verifica dell’inquinamento sulla flora autoctona acquatica (alofite –idrofite)
•
Monitoraggio rarefazione fauna ittica (collina-piano)
•
Prevenzione inquinamento attraverso protocolli per le coltivazioni (aree di
rispetto da corpi idrici per le coltivazioni arboree da frutto e quelle
cerealicole)
•
Maggiori controlli, misure di prevenzione, persuasione, punizione sia da
parte dei Consorzi di bonifica verso gli agricoltori sia da parte degli
amministratori verso i cittadini. Maggior numero di interventi di pulizia dei
canali e dei corsi d’acqua
•
Raccolta rifiuti e pulizia dei corsi d’acqua (definizione tempi, modalità e
competenze) in particolar modo nelle zone di maggiore confluenza
•
Aumento dei controlli e dell’attività sanzionatoria nei confronti di chi non
effettua la raccolta differenziata
4.4 Dissesto idrogeologico e aspetti urbanistici
Il tema si propone di analizzare l’argomento acqua con uno sguardo attento
al
tema
dell’uso
del
suolo:
l’urbanizzazione,
accompagnata
dall’impermeabilizzazione del suolo, comporta la rottura dell’equilibrio
idrogeologico del territorio. E’ necessario quindi fornire indicazioni su uno
sviluppo urbanistico “compatibile” con la tutela del territorio.
Si riflette sull’utilità e la capacità del sistema di bacini utilizzato e sui
problemi dell’impermeabilità del suolo generati dalla cementificazione anche
rispetto alle evidenti variazioni climatiche che comportano tempi luoghi di
siccità. Alcuni sollevano il problema della riduzione del diametro/dimensione
dei canali di scolo e richiedono il controllo da parte degli enti competenti. Altri
sostengono che la chiusura di scoli e fossati da parte dei contadini crea ulteriori
problemi in caso di piogge eccezionali.
Linee di intervento
•
Manutenzione del territorio (muri a secco, aree abbandonate, sistemazioni
agrarie e idraulico/forestali)
•
Scelte costruttive che minimizzino l'impermeabilizzazione (pavimentazioni
drenanti, ecc.)
•
Divieto di pianificare nuove zone di ampliamento nei Comuni non provvisti
di un’adeguata rete fognaria e di depuratori sufficientemente dimensionati
•
Regolamentazione (azione normativa e incentivi) dei sistemi di recupero
delle acque piovane, sia per l’edificazione civile (nuove lottizzazioni ed
edifici esistenti), sia per gli insediamenti industriali
•
Revisione delle regole e attività di sorveglianza sulle opere di urbanizzazione
delle lottizzazioni (es. sovradimensionamento scarichi, vasche di recupero,
ecc.)
•
Realizzazione di un piano di completamento di reti fognarie, collettori e
depuratori, con previsione di tempi, costi, modalità e sanzioni
46
PROTECTED AREA NETWORKS
•
Riutilizzo delle acque reflue termali ai fini del riscaldamento domestico
mediante scambiatori di calore o altra tecnologia, al fine di evitare il
surriscaldamento dei corsi d’acqua
•
Interventi di contrasto all’erosione dei calti ed interventi di regimazione (in
particolare per canale Rialto)
Figura 19: Per decidere quali temi discutere o stabilire le priorità da affrontare si è
proceduto ad una votazione.
4.5 Gestione, Manutenzione e Valorizzazione
Questo tema pone l’accento su interventi coordinati e ben organizzati di
manutenzione dei calti e dei corsi d’acqua, mediante sfalci e pulizia delle
sponde da eseguire in modo accorto e attento alle specie vegetali di pregio,
secondo un’ottica di qualità ambientale.
Si rendono necessarie l’individuazione precisa delle competenze degli enti che
si occupano di gestione e manutenzione dei corsi d’acqua e la differenziazione
degli interventi in base alle specifiche esigenze di ogni zona. Si sottolinea
l’aspetto della sicurezza legato alla manutenzione.
Linee di intervento
•
Pulizia dei corsi d’acqua, rimozione di ramaglie e altro, con una particolare
attenzione alle zone ripide
47
PROTECTED AREA NETWORKS
•
Interventi sulla vegetazione (per eliminare intralci per la navigazione, in
part. Canale Battaglia)
•
Realizzazione di impianti di decantazione delle acque termali
•
Miglioramento dei servizi per la navigabilità per favorire l’aumento
dell’utenza nell’utilizzo dei canali (per navigazione ed attività sportive)
•
Verifica del recepimento e della reale applicazione delle regole già esistenti
in merito all’utilizzo dei suoli: conservazione degli elementi storici
(regolamento comunitario sulla riforestazione), vincoli sull’utilizzo delle
risorse idriche (Decreto Ministeriale); larga applicazione del Piano
Ambientale del Parco Colli; maggiore attività di informazione,
incentivazione, controllo e sanzionamento
•
Divieto di transito per mezzi motorizzati lungo gli argini
•
Diffusione dei dati del monitoraggio sullo stato di salute delle acque e dei
dati relativi alle sanzioni (in modo da verificare, nel corso del tempo, quanti
soggetti vengono colpiti da sanzioni e come questo incide
sull’inquinamento)
•
Definizione di una tipologia di manutenzione dei corsi d’acqua per la
conservazione della flora spondale e la valorizzazione/tutela dei punti
d’eccellenza botanica esistenti nel Parco (in alcuni casi unici a livello
europeo)
•
Individuazione e designazione di un unico referente per la pulizia dei corsi
d’acqua
•
Interventi di regimazione delle acque (anche per i corsi minori)
•
Attività di manutenzione con strumenti adeguati alle esigenze del territorio
•
Azioni che mirino a curare e migliorare l’immagine dei corsi d’acqua, delle
rive e degli argini
•
Interventi di “recupero della memoria” dei luoghi legati all’acqua e
dell’utilizzo dei corsi d’acqua; interventi di valorizzazione delle zone umide,
in particolare dell’area umida del Monte Sereo
•
Valorizzazione dei corsi d’acqua mediante progetti di ampio respiro, con il
coinvolgimento di più comuni e degli enti sovraordinati
•
Valorizzazione di molti luoghi di pregio mediante la realizzazione di percorsi
per cicloturismo e di itinerari di valenza ambientale e culturale, tra cui:
o
Sorgenti nei pressi di Lozzo, attualmente punto di sosta e di prelievo idrico
“spontaneo”,
o
Le vasche di epoca romana dell’ex zona termale della Val Calaona (Baone),
o
La cascata Schivanoia nei pressi di Teolo,
o
Il lago di Frassanelle, il sistema delle zone umide, in particolare l’oasi di
Arquà Petrarca,
o
Il Canale Bisatto Parco in stato di abbandono lungo la zona golenale
(Battaglia, tra via Maggiore e la statale 16 - area di proprietà privata),
o
Rendere fruibile l’argine ovest di Rio Rialto attualmente non più percorribile
48
PROTECTED AREA NETWORKS
* Segnalazioni dei partecipanti
- Esistono progetti di ampio respiro per la valorizzazione del territorio dei colli non realizzati e da
approfondire, al fine di coglierne gli aspetti attuali e di interesse per il percorso (in particolare:
progetto di valorizzazione Bisatto-Bacchiglione, DOCUP 2000-2006, non finanziato; progetto per
la navigabilità dei corsi d’acqua del 1960 – anello di 135 km tra Battaglia, Padova, Venezia).
- Un cittadino (rappresentante di una società remiera) ha portato un significativo bagaglio di
esperienze legate al mondo dell’acqua, nonché un elenco di termini utilizzati in passato per
descrivere l’acqua.
- Viene citata una guida edita dalla Provincia di Padova nel 1989 sulla flora riparia e sulla fauna.
- Richiesta di monitorare e valutare gli interventi previsti tra Galzignano, Battaglia e Arquà
(Canali di bonifica), in quanto si ritiene modifichino drasticamente l’equilibrio ambientale.
4.6 Risparmio idrico e variazioni climatiche
Si segnala la necessità di ragionare distintamente sulle tre principali fonti di
prelievo: industriale, per uso irriguo e per uso domestico. Si pone particolare
attenzione sulle fontane, spesso chiuse o abbandonate, e sulla necessaria
regolamentazione del prelievo dell’acqua, che oggi vede numerose situazioni di
spreco e dispersione della risorsa (es. fonte di Galzignano, Buso dea Casara,
ecc.) e un rischio concreto di “lottizzazione” delle fonti. Si propone di analizzare
inoltre nuovi metodi di irrigazione (es. goccia a goccia).
Date le attuali variazioni climatiche, che vedono alternarsi periodi di siccità
ad altri con pericolose alluvioni, diventa necessario considerare l’impatto (in
termini ambientali ed economici) che queste hanno sulla popolazione e la
produttività. Si ritiene utile pensare ad azioni di prevenzione ed informazione
legate a tale tema. Si segnala il problema della subsidenza provocata, forse, da
eccessivo prelievo.
Linee di intervento
•
Promozione di una logica di risparmio nell’utilizzo delle risorse idriche
nell’ambito agricolo, industriale e domestico
•
Gestione delle autorizzazioni ai prelievi idrici da parte delle autorità
competenti (genio civile) che preveda la definizione, non solo delle portate
autorizzate, ma anche dei volumi idrici massimi prelevabili
•
Predisporre invasi di recupero delle acque meteoriche da utilizzare
nell’agricoltura (e/o come riserva in caso di incendi), verificando la
possibilità di utilizzare per questo scopo le numerose cave dismesse
•
Monitoraggio della portata d’acqua di tutti i corsi e fiumi
•
Monitoraggio dei furti d’acqua e azione di controllo sul territorio (in
particolare nei periodi di siccità)
•
Potenziare l’attività informativa, utilizzando anche il coinvolgimento delle
scuole
•
Predisposizione di strumenti per la valutazione delle effettive esigenze
irrigue delle culture
49
PROTECTED AREA NETWORKS
Figura 20: Le colline del Parco ricoperte dalla coltivazione della vite.
4.7 Sensibilizzazione, formazione e didattica
Il progetto di partecipazione ha fatto emergere diverse proposte di
promozione di interventi didattici e azioni di sensibilizzazione, informazione e
coinvolgimento dei cittadini relativamente alla cura dei calti e dei canali, con
l’obiettivo di aumentare il senso di responsabilità verso il proprio territorio e le
risorse idriche. In particolare si considera necessario valorizzare la risorsa
acqua in quanto bene limitato e pubblico.
Linee di intervento
•
Promozione di azioni di educazione ambientale per responsabilizzare i
cittadini e spingerli a prendersi cura dei corsi d’acqua, modificando abitudini
e cultura
•
Promozione di comportamenti da parte degli enti che offrano un esempio di
responsabilità e di attenzione verso l’ambiente
•
Definizione di un Piano di informazione /formazione/sensibilizzazione rivolto
agli agricoltori: maggiori informazioni sull’accesso ai finanziamenti,
monitoraggio delle proprietà, apertura di uno sportello agricoltori e avvio di
incontri informativi e formativi su tecniche di concimazione e irrigazione,
legati a forme di incentivazione
50
PROTECTED AREA NETWORKS
•
Campagna “pubblicità progresso” contro lo smaltimento selvaggio dei rifiuti
urbani
•
Progetti educativi nelle scuole e sensibilizzazione di bambini e ragazzi, con
percorsi didattici annuali sulla risorsa acqua calati nella realtà locale,
coinvolgendo le famiglie (con azioni di sensibilizzazione rivolte anche a
loro)
•
Promozione di azioni che portino le persone a riavvicinarsi e a riappropriarsi
dei corsi d’acqua locali => attraverso conferenze informative e attraverso la
distribuzione degli esiti delle ricerche condotte dalla Bioprogramm (relativi
ai livelli e tipi di inquinamento)
•
Attività di sensibilizzazione attraverso visite guidate e materiale informativo
audiovisivo
•
Utilizzo dei nuovi strumenti di comunicazione per favorire la diffusione di
atteggiamenti “virtuosi” => dedicare un’area del sito del Parco per
foto/filmini per segnalazioni e proposte di intervento
51
PROTECTED AREA NETWORKS
Figura 21: Le due classi nel cortile dell’Istituto Atestino di Este.
52
PROTECTED AREA NETWORKS
5 GOCCIA NELLE SCUOLE
Il progetto Goccia ha coinvolto Istituto Tecnico Statale Commerciale e per
Geometri “Atestino” di Este (PD), con le classi III e IV B E.R.I.C.A. Il percorso con
le scuole, programmato nella fase finale per felici coincidenze, è stato avviato
progettando con i docenti referenti tempi e fattibilità.
La scuola ha in atto uno scambio culturale con il Liceo francese di Pertuis,
bellissima cittadina sita nel Parc Naturel Régional du Luberon, parco con
caratteristiche molto simili a quelle del Parco Regionale Colli Euganei. Responsabili
e docenti referenti per il progetto sono Santina Mingari, Fulvia Cuccato con
Florence Lafont, lettrice di lingua francese.
Le docenti Mingari Santina e
Cuccato Fulvia che sono state referenti e
promotrici del progetto Goccia nella scuola essendo il tema dello scambio “Acqua,
risorsa preziosa per l’Uomo”. Le due classi sono state coinvolte in modo diretto
nella fase di costruzione dell’evento finale e della mostra GOCCIA, a partire dalle
tematiche emerse dai tavoli di lavoro12.
5.1
Articolazione del progetto
Gli alunni, dopo una prima fase di avvio un po’ complicata da aspetti operativi
(la complessità del progetto, i tempi ristretti, la non abitudine a lavorare in gruppo
e con classi che non si conoscono, essere coinvolti nel progetto su tematiche
sviluppate anche da altri cittadini), si sono dimostrate discretamente coinvolte e
hanno dato interessanti contributi per la mostra e l’evento finale.
Il progetto GOCCIA - SCUOLA, rappresenta una prima sperimentazione di
coinvolgimento delle scuole su tematiche ambientali importanti e complesse. È
emerso un reale e appassionato interesse sul tema dell’acqua e dello sviluppo
sostenibile pur non essendo materie curricolari in molti hanno dimostrato curiosità
e hanno approfondito sia in gruppo che autonomamente, diverse sfaccettature del
problema.
Alcuni hanno dimostrato una grande capacità ad inserirsi nel progetto in corso
con un coinvolgimento fattivo. Il percorso Goccia – Scuola ha sviluppato le
seguenti tappe conoscitive:
• introduzione ai temi della partecipazione e della sostenibilità;
• presentazione del progetto GOCCIA e comunicazione degli esiti dei tavoli di
lavoro su cui i cittadini si sono confrontati;
• produzione di pensieri liberi (slogan, poesie, disegni, fotografie) per la
realizzazione dell’evento finale e della mostra attraverso cui comunicare in sintesi
gli esiti del percorso GOCCIA già realizzato e le linee di intervento emerse.
12
Il progetto, già inserito nel Piano dell’Offerta Formativa, è stato presentato ai due consigli di classe
che lo hanno approvato.
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Alcuni studenti hanno messo a disposizione le proprie abilità, con interessanti
le disponibilità “artistiche” essendo classi scuola ad indirizzo commercialelinguistico. Quindi le due classi si sono divise in gruppi di lavoro. Le docenti di
lingua francese, hanno curato il collegamento con l’attività scambio culturale e
favorito l’interazione tra gli alunni.
Figura 22: Studenti impegnati nella traduzione di testi nelle diverse lingue con il supporto
della lettrice di lingua francese.
Di seguito alcune considerazioni dei ragazzi sui temi proposti da Goccia:
l’acqua è …
… importante per la vita dell’uomo,
… è una risorsa da gestire meglio e valorizzare
… è un argomento interessante, che sarà utile per sapere cose nuove e
conoscere meglio il luogo in cui vivo,
… è importante per la sopravvivenza,
… è un problema che riguarda tutti – lo trovo interessante,
… è un tema comune che interessa l’intera comunità,
… è un tema molto importante che va affrontato con cura,
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inoltre: mi sta molto a cuore il risparmio dell’acqua per il nostro futuro, mi
interessa ed è una cosa importante, da come mi è stato presentato GOCCIA mi
sembra interessante, è una nuova esperienza che potrà essere utile e
interessante, è un’occasione per stare insieme.
Si riportano anche alcune considerazioni rispetto alla difficoltà ad inserirsi nella
tematica, che possono indurre noi adulti - educatori ad interessanti riflessioni:
… ho troppi impegni scolastici,
… non so … è una cosa nuova,
…. non credo di avere particolari abilità nell’allestire una mostra,
… vedo che non è solo il parco ad avere problemi ma il mondo intero e questo
mi scoraggia.
Figura 23: Inaugurazione della mostra ed evento finale nella sede del Parco
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5.2 Esiti del progetto GOCCIA SCUOLA
Immagini, poesie, scritti e slogan hanno dato vita ad una fascia centrale di ogni
pannello tematico della mostra itinerante. Il loro contributo è stato sintetizzato da
una fascia riconoscibile al centro di ogni pannello, denominata “i ragazzi dicono …”
Acqua viva
L'acqua è magia,
quasi fantasia.
L'acqua è un tesoro
che vale più dell'oro.
L'acqua non si vanta,
eppure incanta.
L'acqua zampilla
e al sole brilla.
L'acqua non ha sapore
e neanche odore......
Distrugge massi
e porta sassi
c'è chi ci vive
e chi sta sulle rive.
Acqua, acquetta
che vien giù dalla vetta
acqua potente
che vien giù dalla sorgente.
L'acqua è vita......
ma attento! Non è infinita!
L’acqua è importante
aiutaci a salvarla!
Figura 24: Una poesia, una immagine e uno slogan. Contributi inseriti nella mostra
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Al termine della sperimentazione con gli studenti, abbiamo discusso e valutato
assieme l’esperienza fatta. Ci sono state alcune critiche rispetto alla complessità
del progetto, delle tematiche e ai tempi utilizzabili. Abbiamo concordato che per
una volta non si era proposto una lezione chiusa ma un contributo aperto e questo
ha creato un po’ di disorientamento. Non si è proposto un tema tipicamente
scolastico, ma un problema che li riguarda da veri cittadini, chiedendo di proporre
sollecitazioni utili e interessanti volte a sensibilizzare anche altri cittadini.
Le proposte dei ragazzi si sono sviluppate in più direzioni e possono essere così
riassunte:
- slogan, poesie, disegni e fotografie proposte all’interno dei pannelli della
mostra itinerante (vedi mostra);
- verifica della impostazione della locandina predisposta per l’evento finale e
scelta del nuovo titolo “L’acqua siamo noi”;
- due rappresentanti hanno presentato nel corso dell’evento finale un loro
pensiero sul progetto, anche attraverso un messaggio audio-musicale;
- produzione di testi per un pieghevole multilingue (in francese, inglese,
tedesco), con lo scopo di pubblicizzare la mostra anche verso stranieri presenti
nel Parco.
Figura 25: I rappresentanti degli studenti intervenuti
all’evento finale
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Il loro contributo finale, per dare alcune indicazioni al progetto “Goccia nelle
scuole” e alcune indicazioni per lo sviluppo futuro del tema, può essere riassunto
nelle seguenti considerazioni (tratte dal questionario di valutazione finale):
•
Goccia è utile per coinvolgere i cittadini e portarli a conoscenza dei problemi
che riguardano la comunità, è un buon modo per diffondere una maggiore
responsabilità;
•
Goccia serve per far conoscere questo tema agli studenti delle scuole del
Parco in modo da aiutarli ad avere maggiore consapevolezza del territorio
che li circonda;
•
attraverso Goccia ho avuto modo di conoscere anche le idee degli altri;
•
se un maggior numero di persone si interessasse a questo argomento i
risultati sarebbero migliori;
•
i cittadini che si interessano a questo tema vogliono migliorare le cose per
la natura e per noi in un futuro;
•
molti di questi problemi sono sconosciuti ai ragazzi;
•
è un argomento che riguarda tutta la comunità;
•
molti giovani non conoscono i vari problemi che ci sono e i vari progetti;
•
ho imparato un sacco di cose utili che non sapevo, anche se sono stati dei
temi un po’ difficili, abbiamo imparato molto e siamo riusciti a confrontarci;
•
è stato bello però purtroppo abbiamo avuto poco tempo a disposizione.
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Figura 26: Locandina di pubblicizzazione dell’evento finale”L’acqua siamo noi”
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6 EVENTO FINALE GOCCIA: “L’ACQUA SIAMO NOI”
L’evento finale si è svolto sabato 1° marzo 2008 presso la sede del Parco
Regionale dei Colli Euganei. Con gli enti del Gruppo di Riferimento e all’interno del
Progetto Europeo PANet, il Parco ha proposto l’evento finale del progetto GOCCIA,
con l’intento di “leggere” assieme a tutti i cittadini coinvolti, comprendendo tra
questi i ragazzi dell’Istituto Atestino di Este, tutti gli esiti raccolti.
I ragazzi hanno proposto di pubblicizzare l’evento finale dandogli il nome
“l’acqua siamo noi”, tratto da un canto popolare molto significativo, che si riporta
qui sotto.
Figura 27: Uno dei pannelli della mostra sui temi della sensibilizzazione,
formazione e didattica
Alla presenza di autorità, studenti e cittadini, sono stati esposti, anche
attraverso la mostra Goccia, gli esiti del percorso di partecipazione.
I partecipanti hanno potuto indicare la linea di invento preferita o che riteneva
più importante in ciascuna tematica apponendo nella fascia destra, un adesivovoto.
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Figura 28: I rappresentanti istituzionali nel corso dell’evento, presentano la loro
partecipazione al progetto e le loro competenze sul tema dell’acqua.
Figura 29: Presentazione della mostra Goccia
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APPENDICE: EMERGENZE FLORISTICHE NELLE ZONE
UMIDE DEGLI EUGANEI E NELL’ALLUVIO
PEDECOLLINARE13
Appendice a cura di Rizzieri Masin, esperto che a seguito
della discussione sulla scarsa attenzione alle emergenze
vegetazionali e ai problemi legati alla manutenzione degli
argini, svoltasi durante il Forum di apertura, ha prodotto
una schedatura operativa che riportiamo come uno dei
primi esiti concreti di Goccia.
Nei luoghi umidi dei Colli Euganei e della pianura limitrofa crescono oltre 200
entità vascolari. Alcune sono comuni in tutto il Veneto, altre sono invece molto
rare in tutta la Pianura Padana e le Alpi. I Colli e l’agro pedecollinare
rappresentano per molte di esse un’oasi di rifugio residua. Le piante igrofile, nei
fatti, costituiscono una risorsa di biodiversità importantissima per il comprensorio
collinare padovano e contribuiscono, con un alto numero di specie notevoli, a
incrementare il patrimonio floristico della nostra Regione, che, com’ è noto, è uno
dei più ricchi d’Italia.
La fortissima antropizzazione del territorio, però, purtroppo, ha condotto,
soprattutto nell’ultimo trentennio, a un peggioramento drastico della qualità delle
acque e a una forte riduzione dei biotopi umidi. L’insediamento delle piante
strettamente legate ai suoli costantemente bagnati o agli alvei inondati di fossi,
stagni, rii e canali è quindi, reso sempre più problematico. Nei decenni appena
trascorsi, non solo nella piana perieuganea, ma anche nei primi tratti delle balze,
sono scomparse alcune piante rare, come ad esempio: Bidens cernua, Veronica
anagalloides,
Sonchus palustris e Aster tripolim. Altre entità come Mentha
pulegium, Senecio paludosus, Nymphoides peltata, Allium angulosum, Marsilea
quadrifolia e Gladiolus palustris, pur mantenendo esigue popolazioni, sono
scomparse da alcune stazioni note. Se si considerasse tutto il XX secolo la lista
delle specie scomparse o che hanno visto una riduzione dei popolamenti si
allungherebbe notevolmente; già i decenni successivi alle
bonifiche di fine
Ottocento e di inizio Novecento avevano, probabilmente, visto l’estinzione di
specie notevoli e rare quali Gentiana pneumonanthe, Thelypteris palustris e
Lindernia procumbens.
Potrebbe, forse, consolare il fatto che alcune specie considerate non presenti
o dubbie, quali Ludwigia palustris, Caltha palustris, Anagallis minima, Peplis
portula e Juncus capitatus
sono state da noi ritrovate di recente in piccole
nicchie nascoste tra i coltivi o i boschi cedui.
C’è, in realtà, ben poco da rallegrarsi: il progressivo deterioramento del
territorio, senza provvedimenti adeguati non può che far presagire per le piante
igrofile delle alture padovane e del limitrofo alluvio un futuro assai precario.
Meglio non vanno, purtroppo, le cose nel resto della Provincia: anzi!
Ci è sembrato opportuno, vista la situazione di grande precarietà in cui versano
numerose specie (alcune a immediato rischio di scomparsa), stilare un elenco
delle entità in sofferenza o potenzialmente in sofferenza, nella speranza, che
maturino, in tempi utili, le condizioni per l’attuazione di provvedimenti atti alla loro
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Per la nomenclatura scientifica il testo di riferimento è: R. Masin, C. Tietto - “Flora dei Colli
Euganei e della Pianura Limitrofa” - Sapi Editore, 2005.
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tutela. Sulla base delle conoscenze acquisite in un ventennio di ricerche, per
ciascuna specie della lista vengono elencati i luoghi in cui questa è attualmente
presente, si definisce lo Status di rischio e si specificano sommariamente le
cause della sofferenza. Lo status viene determinato, a seconda del livello di
minaccia, con una delle seguenti diciture: A minor rischio, Vulnerabile, Minacciata,
Gravemente minacciata. In nessun caso lo Status di rischio si riferisce a Liste
Rosse Nazionali. All’elenco delle piante autoctone, senza indicazione di Status,
viene aggiunto un piccolissimo numero di entità alloctone rappresentative di una
presenza più che secolare tra i Monti Padovani e la piana. Le stazioni di specie
osservate nel Distretto Euganeo, ma fuori del perimetro del Parco Regionale dei
Colli Euganei sono scritte in corsivo e precedute da asterisco. Per le entità rare,
che trovano nel Parco l’unico insediamento della Provincia di Padova, lo Status
viene evidenziato in grassetto.
Adiantum capillus-veneris L. - Murazzi del Can. Battaglia a Battaglia, Ponte sul Rio
Calcina agli ex Molini di Torreglia, Conca di Navigazione a Battaglia Terme, cimitero di
Monticelli, sifone del Rio Giare sotto al Can. Bisatto a Piombà, rio a Zovon, *Ex Molini di
Mezzavia, *Chiavica sul Can. Battaglia del Canaletto che va verso Pernumia. *Ponte del
Bacchiglione a Selvazzano. Status di rischio della specie: Vulnerabile (pulizia dei manufatti
in cui la specie alligna).
Agrostis canina L. - Laghetto ai Maronari sul M.Venda, Laghetto di Laghizzolo, pozze sul
M. delle Are, zona a scorrimento superficiale presso la Cava di Perlite a Montegrotto
Terme. Minacciata (escavazioni, disturbo antropico, calpestio).
Allium angulosum L. - Fossi in Val Calaona. Scomparsa di recente, dalla sponda del
Can. Battaglia a Giarre per escavazioni in alveo. Gravemente minacciata (manutenzione
sponde, uso di diserbanti, degrado ambientale).
Alopecurus aequalis Sobol. - Rio Spinoso al Castelletto, cava del M. Croce a Battaglia
Terme.
Gravemente minacciata (escavazioni in alveo, invadenza di altre specie,
inquinamento).
Althaea officinalis L. - Sponde in tutto l’alluvio perieuganeo. A minor rischio (degrado
ambientale, invadenza di altre specie).
Anagallis minima (L.) Krause - Ruscellamenti superficiali nei boschi sul M. Trevisan e nel
Versante occidentale del M. Vendevolo. Gravemente minacciata (esiguità del
popolamento, degrado ambientale, espansione della vegetazione arborea e arbustiva).
Apium nodiflorum (L.) Lag. - *Fosso di S. Pelagio.Non osservata all’interno del
perimetro del Parco. La specie è gravemente minacciata nell’alluvio perieuganeo, ma non è
infrequente nell’Alta Padovana intorno ad acque sorgive.
Asarum europaeum L. - Sponda del Calto Fogato sul M. Venda, sponda di un “calto” nel
versante occidentale del M. Solone, sponde di “calti” tra la Rocca Pendice e il M. Solone.
Gravemente minacciata (escavazioni in alveo, degrado ambientale).
Azolla filiculoides Lam. - Fossi in Val Calaona; *Fossi a Due Carrare. Neotropicale rara
nell’alluvio perieuganeo, ma localmente frequente nella Bassa Padovana
Bolboschoenus maritimus Palla - Fossi in zona Volti-Boschette a Torreglia, fossi tra S.
Daniele, Monteortone e Torreglia, fossi presso Monticelli, Lago delle Rose, fossi in Val
Calaona, Lago Madonnina delle Ave. Vulnerabile (uso di diserbanti, degrado ambientale,
inquinamento, espansione di popolamenti di Phragmites australis).
Butomus umbellatus L. - Fossi in tutto l’alluvio perieuganeo. Vulnerabile (espansione di
popolamenti di Phragmites australis, inquinamento, degrado ambientale, uso di
diserbanti).
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Callitriche platycarpa Kütz - Rio Giare presso Cinto Euganeo. Gravemente minacciata
(degrado ambientale, inquinamento).
Callitriche hamulata Kuntze - Fosso della Vallarega, fossi a valle della Fontana Coperta
a Rovolon, Scolo Degora tra Villa e Treponti. Minacciata (degrado ambientale,
inquinamento, invadenza di altre specie).
Caltha palustris L. - Fosso di sorgiva alla base Est del M. Viale alle Valli Toffan.
Gravemente minacciata (espansione della locale popolazione di Phragmites australis,
restringimento dell’alveo del fosso ospitante per riversamento di terreno agricolo). La
specie, nella zona delle risorgive dell’Alta Padovana e nel Piovese non è infrequente.
Figura 30: Caltha palustris
Cardamine L. cfr. mattthioli Moretti (Cardamine pratensis aggr.) - Scolo Nina tra
Bastia e Carbonara, Fossi presso Ponte Tezze, Scolo Fossona tra Bastia e Fornaseta, fossi
alla base del M. Boscalbò. Minacciata (uso di diserbanti, inquinamento).
Cardamine flexuosa With. - Rio Contea, Rio Calcina, Calto Vallorto, Calto Callegaro.
Vulnerabile (degrado ambientale, interramento, scarsa pulizia degli alvei ospitanti).
Carex distans L. - Prato igrofilo presso il Laghetto del Roccolo, prato igrofilo sul M. Pirio
piana presso Monteortone, Valli di Arquà, Valli di Galzignano. Vulnerabile (sottrazione
progressiva degli spazi adatti al suo insediamento, drenaggi delle bassure umide, degrado
ambientale).
Carex divisa Hudson - Ruscellamenti alla base del M. Nuovo, zona umida alla cava del
M. Croce a Battaglia Terme. Minacciata (invadenza di specie legnose per mancanza di
sfalci, progressiva riduzione dello spazio adatto al suo insediamento).
Carex panicea L. - Zona umida nella ex cava del M. Solone: rarissima. Gravemente
minacciata (degrado ambientale, invadenza di specie legnose, interramento, esiguità dello
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spazio in cui è insediata). Nella zona delle risorgive dell’Alta Padovana la specie è
abbastanza frequente.
Carex vesicaria L. - Fosso che costeggia il Laghetto di Costigliola in pochissimi individui.
Gravemente minacciata (degrado ambientale, interramento, estrema esiguità dello spazio
in cui è insediata).
Carex gracilis Curtis - Sponde dei canali della piana pedecollinare. Vulnerabile (sfalci su
rive troppo drastici con mezzi meccanici).
Carex elata All. - Canali e fossi della piana pedecollinare; in via di rarefazione. Vulnerabile
(riduzione progressiva e rapida delle zone in cui sono presenti nicchie adatte al suo
insediamento, canalizzazioni sotterranee
dei fossi campestri; uso di diserbanti,
inquinamento, degrado ambientale).
Carex tomentosa L. - Depressioni e sponde nella piana pedecollinare; in via di forte
rarefazione. Vulnerabile (riduzione degli spazi adeguati al suo insediamento, drenaggio
delle bassure umide tra i coltivi, degrado ambientale, uso di diserbanti).
Centaurium pulchellum subsp. pulchellum (Swartz) Druce - Fanghiglie e suoli umidi
alle Valli di Galzignano, alle Valli Valli di Valsanzibio, alle Valli di Arquà Petrarca, in zona
Volti-Caposeda-Boschette e in zona Monteortone-S. Daniele. A minor rischio (drenaggio di
terreni umidi e pesanti, uso di diserbanti).
Ceratophyllum submersum L. - Fosso presso Cinto Euganeo nelle vicinanze del Can.
Bisatto in Val Calaona. Gravemente minacciata (esiguità del popolamento, degrado
ambientale, inquinamento, uso di diserbanti, espansione di Phragmites australis).
Cladium mariscus (L.) Pohl - Sponda dello scolo di mezzo del Retratto di Monselice con
un piccolissimo numero di individui presenti. Gravemente minacciata (espansione del
canneto, sfalci non selettivi).
Clematis viticella L. subsp. viticella - Pochissimi individui in una sponda alle Valli di
Valsanzibio. Gravemente minacciata (forse scomparsa di recente per l’invadenza della
vegetazione arbustiva riparia). La specie, nelle zone di Vigonza, Peraga, Barbariga, Prati,
Villanova di Camposampiero, Tencarola, Bovolenta e Ronchi del Volo, non è infrequente.
Crypsis schoenoides (L.) Lam. - Depressione periodicamente inondata in Val Calaona,
Depressione periodicamente inondata alla base Nord del Colle di San Daniele.
Gravemente minacciata (uso delle bassure ospitanti come campi di cereali con impiego
massiccio di diserbanti, riduzione progressiva dello spazio adatto al suo insediamento per
drenaggi, possibile realizzazione di un campo da golf a S. Daniele).
Cyperus flavescens L. - Sponde del Lago delle Rose ad Arquà Petrarca e dei Laghi S.
Antonio a Montegrotto Terme. Minacciata (espansione dei canneti, forte disturbo
antropico).
Cyperus fuscus L. - Fanghiglie alveali degli alti corsi del Rio Contea, del Rio Calcina e del
Rio Molini: specie rara in quota. Vulnerabile (degrado ambientale). Fanghiglie spondicole
dei corsi d’acqua minori della piana perieuganea: frequente. A minor rischio (degrado
ambientale, inquinqmento).
Cyperus michelianus (L.) Delile - Sponda del Rio Spinoso presso il M. Castello a
Montegrotto Terme, *sponda del Can. Vigenzone a Due Carrare. Specie esotica
naturalizzata, rara in provincia di Padova.
Dipsacus laciniatus L. - Sponda del Lago Verde a Torreglia, sponda di un fosso a
Battaglia Terme in zona S. Elena, sponda di un fosso a Monticelli. Gravemente minacciata
(esiguità dei popolamenti, manutenzioni di sponde con asporto di suolo, espansione della
vegetazione spondicola arbustiva). Specie rarissima in provincia di Padova, forse
scomparsa in due stazioni euganee dove non è stata osservata nel 2007 a causa di
ristrutturazioni di sponde.
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Epipactis palustris (Miller ) Crantz - Zona argillosa con scorrimento idrico superficiale
alle pendici Nord del M. Ceva. Gravemente minacciata (forse scomparsa per sbancamenti
adatti all’impianto di un vigneto). Specie assai rara in provincia di Padova e presente,
oltre che sui Colli, nella Palude di Onara e alle Sorgenti del Sile a Piombino Dese.
Eleocharis palustris s.l. (L.) Palla - Zona a scorrimento idrico superficiale presso la Cava
di Perlite a Montegrotto Terme: specie rara in collina. Minacciata. Alvei fangosi a
Caposeda, alle Valli Contarine, in Val Calaona e a *Feriole: localmente frequente in
pianura. A minor rischio (mancata pulizia degli alvei, degrado ambientale).
Epilobium tetragonum L. subsp. tetragonum. - Fossi al Cataio, zona umida della cava
di M. Croce a Battaglia, fossi alla Costa di Arquà, fossi al Retratto di Monselice, fossi tra
Rovolon e Carbonara, depressioni alla Cava Calton, rivoli sul M. Vendevolo, fossi a
Monteortone, fossi alle Valli Toffan. Vulnerabile (invadenza di Phragmites australis e di
altra specie, inquinamento, degrado ambientale).
Epilobium parviflorum Schreber - Alveo del Rio Contea, alveo del Rio Calcina, alveo del
Calto Freddo, alveo del Rio Molini, alveo del Calto della Gazzolina, depressioni alla Cava
Calton, rivoli sul M. della Madonna, rivoli a Laghizzolo, rivoli presso lo Stagno di Corte
Borin. Vulnerabile (degrado ambientale, inquinamento, invasione degli alvei da parte di
specie arboree e arbustive).
Epilobium lanceolatum Seb. et Mauri - Muro umido del cimitero di Monticelli, rupe
stillicidiosa e rivolo alla base della stessa lungo Via Boscalbò a Praglia, rivolo nel
versante Est del M. Pirio. Minacciata (esiguità dei popolamenti, degrado ambientale,
invadenza di altre specie, pulizie di muri).
Equisetum palustre L. - Sponde del fosso di Via Volti alla base del M. delle Valli, sponde
del Rio Spinoso al Castelletto, sponde del “calto” presso il Cimitero di Villa di Teolo, sponde
del Rio Giare presso Valle S. Giorgio, fossi al Parco INPS a Battaglia Terme, “calto”
parallelo al Laghetto di Costigliola. Vulnerabile (inquinamento, degrado ambientale).
Euphorbia palustris L. - Sponda di un laghetto a Montegrotto Caposeda presso l’area S.
Antonio, sponde dei fossi alle Valli Contarine, sponde di fossi alle Valli Toffan, sponde dei
fossi in Val Calaona *sponde dei fossi tra Lanzetta e Sagrede. Minacciata (degrado
ambientale, invadenza di Phragmites australis, uso di diserbanti).
Fraxinus angustifolia Vahl subsp. oxycarpa (Willd.) Franco et Rocha Alfonso - “Calti”
sul M. Ceva, “ calti” sul M. Spinefrasse, “calto” presso la Cava di Perlite a Montegrotto
Terme, sponde al Catajo-Ferro di Cavallo, sponde tra il Catajo e Turri, “calti” sul M.
Castellone “calti” e siepi in via Scagliara a Turri, “calti” in Via Regazzoni a Galzignano,
zona umida della cava del M. Croce a Battaglia, versante Sud del M. Croce, fosso in zona
Grattarole-Civrana, boschetto igrofilo e sponde alle Valli Toffan, bassura sul M. Pirio, base
del Colle di S. Daniele, fossi tra S. Daniele e Monteortone, Valli di Valsanzibio presso il
Golf Club, sponde del Can. Bisatto a Este, sponde del Can. Battaglia, *sponde a Chiodare.
Vulnerabile (tagli ed espianti). L’oleacea, in Italia entità soprattutto a gravitazione centro
meridionale, trova negli Euganei uno dei punti di estrema penetrazione a Nord e per tale
motivo, merita considerazione. Sovente viene confusa con l’affine Fraxinus excelsior
(anche in una recente pubblicazione sugli alberi monumentali della provincia di Padova),
un’entità frequente sulle Alpi, ma rarissima nei boschi degli Euganei.
Galium palustre L. subsp. elongatum. (C. Presl.) Lange. - Sponde di fossi nella piana
perieuganea: Volti-Caposeda, Val Calaona, Retratto di Monselice, Valli di Valsanzibio ecc. .
Vulnerabile (degrado ambientale, espansione di altre specie per mancanza di sfalci e di
pulizie negli alvei).
Gladiolius palustris Gaudin - Espansione spondicola del Calto Fontanafredda (non
osservata nel 2006 e nel 2007), zona periodicamente inondata alle Valli Toffan, sponda di
un collettore a Marendole. Gravemente minacciata (drenaggio di bassure umide, degrado
ambientale, inquinamento).
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Glyceria fluitans (L.) R. Br.- Tratti delle medie e basse pendici dei rii perenni o
“perennanti”. Distribuzione non adeguatamente nota. Vulnerabile (degrado ambientale,
escavazioni negli alvei, invadenza di altre specie, inquinamento).
Glyceria notata Chevall. Tratti delle medie e basse pendici dei rii perenni o “perennanti”
dei Colli, fossi con acque basse e leggermente mosse in pianura. Distribuzione non
adeguatamente nota. Vulnerabile (degrado ambientale, escavazioni negli alvei, invadenza
di altre specie, inquinamento).
Gypsophila muralis L. - Zone a scorrimento idrico superficiale, fanghiglie, sentieri
boschivi fangosi: M. Zogo, M. Alto di Torreglia, M. delle Valli, M. Sengiari, M. Merlo, Palù
di Torreglia,
M. Vendevolo Ovest, M. Calbarina Sud-Ovest, Laghizzolo. Vulnerabile
(riduzione degli spazi adatti al suo insediamento per l’arrivo di specie arboree in chiarie
umide di origine antropica, trasformazione delle bassure in cui è insediata in campi di
cereali). La specie è molto rara nel Veneto e trova nel Distretto Euganeo la maggiore area
di diffusione.
Gratiola officinalis L. - Lago dei Maronari sul M. Venda, pozza tra il M. Venda e il M.
Vendevolo, Laghetto di Laghizzolo, pozze con ristagno sul M. Trevisan, depressioni alla
cava del M. Ortone: rara in quota. Vulnerabile (riduzione degli spazi adatti al suo
insediamento, degrado ambientale). Sponde al Catajo, sponde tra S. Daniele e
Monteortone, sponde a Tramonte, sponde in Val Calaona, sponde ai Palù di Torreglia, ecc.:
sporadica in pianura. A minor rischio (degrado ambientale, inquinamento, espansione dei
canneti).
Hottonia palustris L. - Fosso a Frassanelle, fosso in Val Calaona, Stagno a Piombà, fosso
a Monselice, *Canale Bagnarolo a Monselice, Canale Rivella-Pernumia. Minacciata
(inquinamento, degrado ambientale, uso di diserbanti, espansione di popolamenti di altre
specie negli alvei in cui è insediata). Scomparsa di recente dallo stagno di Corte Borin e
da un fosso alle Valli di Galzignano. Specie minacciata in varie regioni d’Italia.
Hypericum tetrapterum Fries - Alveo del Rio Contea, alveo del Rio Calcina, pozze
permanenti tra Castellaro e Laghizzolo, alveo di un “calto” in zona Pendice, alveo di un
“calto” a Boscalbò, alveo di un “calto” sul M. delle Are. Vulnerabile (degrado ambientale,
inquinamento, interramenti, diffusione di specie esotiche).
Hydrocharis morsus-ranae L. - Alvei permanentemente inondati dei fossi della piana
pedecollinare. Vulnerabile (espansione di canneti negli alvei in cui la specie è insediata,
inquinamento, degrado ambientale).
Inula salicina L. - zona umida alle pendici settentrionali del M. Ceva, prato sul M.
Calbrina: rara in quota, Vulnerabile (crescita di arbusti, degrado ambientale). Sponde nella
piana pedecollinare: sporadica in pianura. A minor rischio (degrado ambientale, sfalci e
pulizie di sponde troppo drastiche e frequenti).
Inula britannica L. - Sponde di fossi e canali in pianura. A minor rischio (degrado
ambientale).
Juncus capitatus Weigel - Piccola area boschiva a ruscellamento periodico di superficie
alle pendici occidentali del M.Vendevolo. Gravemente minacciata. (scarsa estensione del
popolamento ed invadenza della vegetazione arborea e arbustiva nella chiaria boschiva in
cui alligna). Il M. Vendevolo rappresenta per la specie l’ unico luogo di insediamento nel
Veneto.
Lathyrus hirsutus L. - Incolti erbosi su suolo umido a Battaglia S. Elena, a Torreglia
Volti e a Torreglia Boschette, sul M. Venda e sul M. Rua. Vulnerabile (disturbo antropico,
degrado ambientale, uso di diserbanti).
Leucojum aestivum L. - Sponde alberate tra S. Daniele e Monteortone, sponde alberate
a Torreglia Volti, sponda di un tributario del Rio Spinoso a Caposeda, sponda del fosso
della ferrovia al Cataio boschetto igrofilo alle Valli Toffan, sponda del Rialto a Frassanelle.
Minacciata (espianto progressivo delle siepi
spondicole, inquinamento, degrado
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ambientale, mancata manutenzioni delle rive e conseguente
invasivi). Specie scomparsa in varie zone d’Italia.
proliferazione di arbusti
Ludwigia palustris (L.) Elliott - Alveo di un fosso tributario del Rio Spinoso a Torreglia
Volti, alveo del fosso presso il laghetto delle Valli Toffan, depressione periodicamente
inondata a Galzignano Ca’ Demia, stagno a Laghizzolo. Gravemente minacciata.
(inquinamento, uso di diserbanti lungo le sponde, invadenza di altre specie, degrado
ambientale). Specie rarissima nel Veneto e in via di scomparsa in varie parti d’Italia.
Lycopus exaltatus Ehrh. - Sponde alberate in Val Calaona, Laghetto del Roccolo,
*sponde a Sagrede. Gravemente minacciata (esiguità dei popolamenti presenti, degrado
ambientale, proliferazione di specie arbustive lungo le sponde dei fossi in cui alligna,
concorrenza di erbe infestanti).
Lythrum hyssopifolia L. - Sentieri fangosi, fanghiglie: M. Vendevolo, M. Sengiari, M.
Ceva, M. Trevisan, Monticello di Costigliola, M. Rua, M. Ventolone, M. Piccolo, M. Grande,
M. Boscalbò, M. Lonzina, M. Alto di Torreglia, M. della Madonna, M. Venda, M. Ortone. A
minor rischio (degrado ambientale e concorrenza di altre specie nei sentieri boschivi e
nelle pozze). La specie in pianura è rarissima e osservata una sola volta in un collettore
campestre nei pressi di Cagnola. I Colli rappresentano per questa entità, pochissimo
diffusa in tutto il Veneto, un’importante oasi di conservazione.
Peplis portula L. - Sentiero fangoso sul M. Trevisan, pozza alla Cava di Perlite,
depressione periodicamente inondata a Galzignano Ca’ Demia. Gravemente minacciata
(presenza antropica e calpestio nella Cava di Perlite e sul M. Trevisan, espansione del
canneto e scarico di fanghi a Ca’ Demia). Specie rara e in via di scomparsa in varie regioni
italiane.
Marsilea quadrifolia L. - Sponde in zona Volti-Castelletto a Torreglia, *sponde a Vo’
Vecchio e a Sagrede. Gravemente minacciata (esiguità del popolamento della specie,
invadenza di Phragmites australis e di varie erbe infestanti per mancati sfalci delle
sponde). Entità rarissima in provincia di Padova e in via di progressiva scomparsa in
varie parti d’Italia.
Melilotus altissimus Thuill. - Prato umido presso Casa Fogato tra il M. Venda e il M.
Baiamonte, prato umido alle pendici settentrionali del M. Calbarina, Cava Costa ad Arquà
Petrarca, “Lago Verde” a Torreglia. Vulnerabile (sottrazione degli spazi adatti al suo
insediamento, degrado ambientale, sviluppo della vegetazione arbustiva nei prati umidi in
cui alligna; scomparsa da un prato umido per interventi invasivi presso lo stadio di
Montegrotto Terme).
Mentha arvensis L. - Prato umido alla Busa dell’ Oro a Teolo, sponde tra Tramonte e
Monteortone, prato umido e sponde di rivoli in Via Calti Pendice a Castelnuovo, sponde del
Can. Battaglia, sponde in zona Volti-Boschette a Torreglia. Vulnerabile (degrado
ambientale, sviluppo della vegetazione arbustiva, riduzione degli spazi in cui la specie può
insediarsi, inquinamento).
Mentha pulegium L. - Depressione alla cava del versante settentrionale del M. Ortone,
prato umido alle pendici del M. Ceva presso la Scuola Materna. Minacciata (riduzione
progressiva degli spazi in cui la specie è insediata e in cui può insediarsi, degrado
ambientale, sviluppo della vegetazione arbustiva nei luoghi in cui alligna: scomparsa dal
Lago dei Maronari del Venda in seguito a recenti lavori di sistemazione del sito; scomparsa
da una zona umida di Abano Terme in seguito alla costruzione di un parcheggio).
Montia fontana L. subsp. chondrosperma
(Fenzl) Valters - Sentiero con rocce
stillicidiose presso la Cava del M. Rosso, zolle erbose umide ai margini del bosco nel
versante Nord del M. Rosso, zolle erbose umide di margine boschivo nella propaggine
orientale del M. Rua. Minacciata (esiguità del popolamento, disturbo antropico, calpestio:
è assolutamente da evitare qualsiasi intervento di manutenzione del sentiero del M. Rosso
senza la consultazione di esperti).
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Myriophyllum verticillatum L. - Fossi in Val Calaona, *fossi a Sagrede , *fossi alle valli
di Este. Vulnerabile (inquinamento, espansione dei canneti, degrado ambientale).
Nasturtium officinale R.Br. - Tratti medio e basso montani e del primo corso di
pianura dei rii perenni o “perennanti” che scendono dai Colli: Rio Contea-Rio Zovon, Calto
freddo-Rio Calcina, Calto Pendice e Calto Pirio, Rio Malo-Rio Spinoso, Calto Pavaglion,
Calto Vallorto, Calto Cengolina, Calto Gazzolina, Calto di Villa di Teolo, Rio MoliniMorandine, Rio di Boccon, Rio di Cortelà, Rio Giare, Calto Fontanafredda, Calto della
Casara-Rio di Valnogaredo, Calto Callegaro, Calto Corte Borin, Valli Toffan , “calti” in zona
Fontana Coperta “calti” del M. della Madonna e del M. Grande, “calto” di Villa Draghi, ecc.
Vulnerabile (riduzione degli spazi in cui
alligna, incuria, degrado ambientale,
inquinamento: specie frequente ma spesso insediata in zone fortemente urbanizzate e con
degrado ambientale o dove stanno sorgendo nuove lottizzazioni con canalizzazioni
sotterranee e cementificazioni).
Nasturtium microphyllum Boenn. ex Rchb. - Fossa Scagliara presso Marendole nel
tratto che va dalla cementeria verso Madonnina delle Ave. Minacciata (espansione del
canneto, inquinamento: per la sua sopravvivenza è necessario il controllo, nel tempo, della
crescita del canneto spondicolo).
Najas minor All. - Fosso in Val Calaona, fosso alle Valli Toffan, *Scolo Bandezza in zona
Albettoniera. La specie appare rarissima; per sopravvivere necessita di acque non
ombreggiate e libere dal canneto. Gravemente minacciata (espansione di elofite in alveo,
inquinamento, degrado ambientale).
Najas marina L. subsp. marina - Lago della Costa di Arquà, confluenza della Canaletta di
Monselice con la Canaletta delle Valli a Lispida, *canali a Sagrede, Can. Vigenzone a
Chiodare. Vulnerabile (inquinamento, degrado ambientale).
Nuphar luteum (L.) S. et S. - Canali della piana pedecollinare. A minor rischio (degrado
ambientale, inquinamento).
Nymphaea alba L. - Stagno al Castelletto di Torreglia, fosso di mezzo delle Valli Toffan,
fossi alle Valli Contarine ad Arquà Petrarca a Ovest della strada, canale presso la chiusa
da cui si diparte la Canaletta di Monselice. I recenti lavori di sistemazione della strada
Monselice-Argine del Vescovo hanno condotto alla scomparsa della specie nel tratto della
Canaletta che scorre nei pressi della strada per la cementeria. Vulnerabile (riduzione degli
spazi in cui alligna, escavazioni in alveo, inquinamento).
Odontites serotina Dumort - Prato umido alle pendici del M. Calbarina presso lo Stagno
di Corte Borin (Luigino Cassanego). La scrofulariacea, osservata sugli Euganei all’inizio XX
secolo e lungamente considerata scomparsa dai Colli è stata ritrovata in pochi individui
nell’autunno del 2007 lungo il sentiero che dal Calbarina scende verso Corte Borin.
Gravemente minacciata e a forte rischio di scomparsa dai Colli (presenza puntiforme,
invasione di arbusti e di erbe infestanti del sito in cui alligna, riversamento di materiali
vari). Nell’Alta Padovana, nel greto del Brenta, la specie non è infrequente.
Oenanthe fistulosa L. - Fosso a valle dell’abitato di Tramonte verso lo Scolo Rialto,
*fosso in Via Sabbioni e vicino fosso in Via Campagna Bassa ai confini tra Abano Terme e
Montegrotto Terme. Gravemente minacciata (riversamento di diserbanti nei fossi in cui
vive, degrado ambientale, escavazioni negli alvei).
Orchis laxiflora Lam. - Zona umida alle pendici del M. Lonzina (Paolo Paolucci), zona
umida alle pendici del M. Ceva sopra la chiesa di Turri (Rizzieri Masin). Gravemente
minacciata (esiguità delle aree adatte al suo insediamento all’ interno di zone fortemente
antropizzate: sul M. Ceva il sito dove alligna è stato trasformato in una porcilaia). La
specie è ormai rara in tutta la provincia di Padova e in via di riduzione progressiva. Ai Palù
di Montagnana, ad esempio, un impianto su zona umida di un nutrito nucleo di Acer
pseudoplatanus, ha quasi prosciugato la falda acquifera e ha portato alla quasi scomparsa
della specie che solo pochi anni fa andava in antesi con un gran numero di individui.
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Figura 31: Orchis laxiflora
Osmunda regalis L. - Zona umida boschiva a Laghizzolo, alveo del Rio Malo in zona La
Commenda, sponda del Rio Malo nella parte iniziale. Minacciata (presenza di una forte
popolazione di cinghiali che sradica le piante, degrado ambientale).
Petasites hybridus (L.) P. Gaertn., B. Mey et Scherb. - Alveo del Calto della Casara, ex
Laghetto del Venda. La specie, comune sulle alpi, è rarissima nel Padovano e nei Colli.
Minacciata (degrado ambientale, esiguità del popolamento).
Plantago major L. subsp. intermedia (Gilib.) Lange - Suoli fangosi della piana
pedecollinare; distribuzione non adeguatamente conosciuta. Vulnerabile (riduzione degli
spazi adatti al suo insediamento, riversamento di diserbanti nelle bassure in cui alligna).
Persicaria amphibia (L.) Delarbe - Rio Spinoso a Caposeda, Fossa Scagliara presso la
Cementeria in zona Marendole, Canale di Lispida alle Valli di Valsanzibio, fossi in Val
Calaona. Minacciata (diffusione dei canneti, inquinamento, degrado ambientale).
Persicaria minor (Huds.) Opiz - Sentieri boschivi fangosi, ruscellamenti superficiali lievi
periodici, pozze permanenti nelle aree boschive Gruppo M. della Madonna-M. Grande,
gruppo M. Venda-M. Rua-M. Vendevolo-M. Baimonte-M. Pirio, Colle di S. Daniele, Gruppo
del M. delle Valli-M. Alto-M.Ceva. Vulnerabile (degrado ambientale, riversamento di
materiali, invasione di specie infestanti, passaggio con mezzi pesanti).
Polypogon monspeliensis (L.) Desf. - Aree di ristagno alla Cava Solana alla base del M.
Ricco. Gravemente minacciata (ristrettezza dell’area in cui alligna, movimento di mezzi
pesanti, interramento progressivo, concorrenza di altre specie, riversamento di materiali).
Potamogeton pusillus L. s.l. (Potamogeton L. cfr. berchtoldii Fieber) - Fosso centrale
alle Valli Contarine, Calto di Costigliola presso il laghetto, fossa centrale in Val Calaona.
Minacciata (espansione del canneto e sviluppo di popolamenti di elofite varie, degrado
ambientale per mancati interventi negli alvei).
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Potamogeton trichoides Cham et. Schl. - Fosso in Val Calaona, fosso centrale alle Valli
Contarine. Specie assai rara e localizzata, amante delle acque basse e limpide senza fondo
melmoso. Gravemente minacciata (degrado per mancati interventi negli alvei, espansione
del canneto e sviluppo di popolamenti di varie elofite di grossa taglia, inquinamento).
Potamogeton pectinatus L. - Acque basse leggermente fluenti della piana pedecollinare.
A minor rischio (degrado ambientale, espansione dei canneti, inquinamento).
Potamogeton lucens L. - Canali in pianura. Vulnerabile (inquinamento, degrado
ambientale).
Potamogeton perfoliatus L. - Canali in pianura. Vulnerabile (inquinamento, degrado
ambientale).
Potamogeton natans L. - Fossi e canali in pianura. Vulnerabile (inquinamento, degrado
ambientale).
Potamogeton nodosus Poiret - Canale di Lozzo presso Lozzo Atestino, Canale Battaglia a
Battaglia Terme, *canale di Sagrede, *fosso a Saline Albrizzi. Vulnerabile (inquinamento,
degrado ambientale).
Potamogeton coloratus - Non confermate le indicazioni per i fossi delle Valli tra Arquà
Petrarca e Valsanzibio (R. Masin, C. Tietto 2005), *fosso alle Vallette di Ospedaletto
Euganeo, a poca distanza dai confini del Parco. Alla luce delle recenti indagini la specie non
risulta presente all’interno del Parco. Occorre, però, approfondire la questione, in quanto
campioni d’erbario, considerati appartenenti all’ idrofita, ma composti delle sole parti
sterili, non hanno permesso la loro esatta identificazione. P. coloratus è specie della Lista
Rossa Regionale e per la provincia di Padova è accertata solo per Ospedaletto Euganeo e
per le Sorgenti del Sile (MASIN R., TIETTO C. 2006 - Flora Vascolare della Provincia di
Padova - Italia Nord-Orientale. Natura Vicentina N. 9, 7-123, 2005). Nella Bassa Padovana
la rara entità è gravemente minacciata a causa del degrado ambientale legato
all’inquinamento e alla mancanza di manutenzione dell’area in cui vegeta. Per le Vallette
esistono proposte edilizie distruttive come quella della costruzione di impianti per lo
smaltimento di escrementi di pollo.
Parapholis incurva (L.) Hubbart - Non confermata per Abano Terme (Masin R., Tietto C.
2005); zone periodicamente inondate nella Cava Solana alla base del M. Ricco.
Gravemente minacciata (ristrettezza dell’area in cui alligna, concorrenza di altre specie,
movimento di mezzi pesanti, degrado ambientale, interramento, riversamento di
materiali).
Pulicaria vulgaris Gaertn. - Zone fangose del sentiero Circuito M. Ortone alla base del
M. Ortone, pozze alla Cava di Perlite, sentiero fangoso sul M. Ceva. Gravemente
minacciata (degrado ambientale progressivo, calpestio, interramento delle pozze in cui
alligna, concorrenza di specie infestanti esotiche).
Ranunculus peltatus Schrank subsp. baudotii (Godr.) C.D.K. Cook - Zona umida alla
Cava Costa (Mariacristina Villani). Gravemente minacciata (ristrettezza dell’area in cui
alligna, ripresa dei lavori nella cava, espansione di popolamenti di elofite varie,
interramento progressivo).
Ranunculus sardous Crantz - Suoli scoperti con ristagno temporaneo e suolo torbosi
umidi della piana pedecollinare. A minor rischio (degrado ambientale, riduzione delle aree
adatte al suo insediamento).
Ranunculus sceleratus L. - Fanghiglie spondicole e alvei con veli d’acqua; specie
presente soprattutto in pianura. A minor rischio (espansione dei canneti, inquinamento).
Ranunculus tricophyllus Chaix subsp. tricophyllus - Alvei di fossi con acque ferme e
basse. Monteortone, Bastia-Carbonara, Praglia-Boscalbò; una stazione di grandi
dimensioni della specie è scomparsa da Caposeda per lavori di canalizzazione sotterranea
delle acque che la ospitavano, presso il campo sportivo, nell’ambito dell’allargamento della
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zona industriale. Minacciata (riduzione progressiva degli spazi adatti al suo insediamento
per canalizzazioni sotterranee delle acque in cui compie il ciclo vitale, degrado ambientale,
inquinamento).
Rorippa palustris (L.) Besser - Non osservata all’ interno del Parco. *Sponde di fossi a
Ca’ Oddo, *fanghiglie spondicole del Bacchiglione a Cervarese S. Croce. La specie, data
l’esiguità della sua presenza, nella piana perieuganea è minacciata a causa del
riversamento di diserbanti nei fossi e del degrado ambientale. Nella Bassa Padovana,
invece, nonostante il degrado ambientale non sia inferiore a quello della zona dei Colli,
data la frequenza con cui compare nelle fanghiglie golenali dell’Adige e nei fossi della zona
del Fratta non è da considerare a rischio.
Rumex palustris Sm. - Sponda di un fosso alle Valli di Valsanzibio. Gravemente
minacciata (esiguità del popolamento, sfalci ripetuti della sponda anche nei periodi fertili).
Sagitaria sagittifolia L. - Scolo Rialto tra Praglia e S. Daniele (la specie è qui presente
con migliaia di individui e da vita alla maggiore stazione della provincia di Padova; essendo
inserita nella Lista Rossa Regionale, essa trova in questo sito una grande opportunità di
tutela nel Veneto), Valli Toffan, Fosso in Val Calaona, fossi presso Ponte Tezze a Bastia,
Rio Giare a Piombà, *Rio Bolzan a Guazzi (rarissima), *Rio Menona a Guazzi (rarissima).
Vulnerabile (degrado ambientale, inquinamento, escavazioni negli alvei).
Salix apennina Skvortsov - Fosso alla base settentrionale del M. delle Valli, sponda alla
base settentrionale del M. Boscalbò, zona con scorrimento idrico superficiale presso la
Cava di Perlite. Specie della Lista Rossa Regionale. Minacciata (esiguità dei popolamenti,
isolamento delle piante maschili da quelle femminili, interventi con macchine
decespugliatrici che rasano i fusti fino al suolo).
Figura 32: Salix apennina
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Salix triandra L. subsp. amygdalina (L.) Schübl. et Martens - Sponde di fossi e di canali
in pianura: Vallarega, Monteortone, Valli di Galzignano, Catajo, Frassanelle-Fossona, Val
Calaona. Vulnerabile (interventi con macchine decespugliatrici, manutenzione di sponde e
di cigli stradali, tagli troppo ravvicinati nel tempo. La specie è abbastanza frequente lungo
i maggiori fiumi e canali della provincia di Padova.
Salix purpurea L. - Fosso alla base settentrionale del M.delle Valli, sponde dei Laghi
S.Antonio a Caposeda, Cataio. Minacciata (esiguità della popolazione presente, interventi
con macchine decespugliatrici che rasano i fusti, manutenzione drastica di sponde e di cigli
stradali, tagli troppo ravvicinati nel tempo). La specie non è rara lungo i maggiori fiumi e
canali della provincia di Padova.
Salix cinerea L. - Depressioni e sponde: Valli Toffan, Costigliola-Frassanelle, Treponti,
Praglia, cava del M. Ortone, cava sul M. Ricco, Torreglia Volti. Vulnerabile (esiguità della
popolazione presente, interventi con macchine decespugliatrici che rasano i fusti,
manutenzione drastica di sponde e di cigli stradali, tagli troppo ravvicinati nel tempo). La
specie risulta frequente nella fascia delle risorgive dell’Alta Padovana.
Scoenoplectus supinus (L.) Palla - Depressione temporaneamente inondata a
Galzignano Ca’ Demia. Gravemente minacciata (estrema esiguità della popolazione
presente, invadenza del canneto, riversamento di fanghi).
Schoenus nigricans L. - “Vegro” del M. Calbarina. Vulnerabile (sfalci, sviluppo della
vegetazione arbustiva). La specie in provincia di Padova è ben insediata nelle paludi dell’
Alta.
Scrophularia umbrosa Dumort. - Sponde, alvei con cadute d’acqua, suoli intrisi
d’acqua: Calto Pavaglion, Rio Contea, Calto Cengolina-M. Venda, Rio Calcina, Rio MaloSpinoso, Rio Giare, Rocca di Monselice, Corte Borin, Case Barolo, Parco Frassanelle, Valli
Toffan, ecc. . A minor rischio (degrado ambientale, inquinamento).
Selinum carvifolia (L.) L. - Sponda di uno scolo boschivo tra Volti e Regazzoni a
Torreglia, sponda a Boschette e a Torreglia, sponda a Caposeda, sponda del fosso di
mezzo alle Valli Toffan, *sponda del canale di Albettoniera. Minacciata (sviluppo della
vegetazione di margine boschivo, sfalci ripetuti delle sponde, degrado ambientale,
inquinamento).
Senecio paludosus L. - Sponde a Valli Toffan, *sponde a Due Carrare; scomparsa di
recente dal fosso parallelo al Can. Battaglia a Lispida dove era presente con un solo
individuo; scomparsa di recente dalla sponda del Calto di Costigliola e del vicino Rialto
presso Treponti dove allignava con due individui; incerta la presenza a Due Carrare.
Gravemente minacciata (inquinamento delle acque e forte degrado ambientale: riduzione
significativa del numero di individui presenti alle Valli Toffan, per alterazioni irreversibili
dell’ambiente in cui vive, a causa di lavori di risistemazione dei collettori campestri e delle
siepi spondicole). La specie è in via di forte rarefazione in tutta la provincia di Padova.
Succisa pratensis Moench - Prato igrofilo alle pendici settentrionali del M. Ceva, sponda
del Canaletto di Lozzo presso Lozzo Atestino. Gravemente minacciata (sul M. Ceva, il sito
dove alligna è stato trasformato in una porcilaia; lungo il Canaletto di Lozzo è fortemente
disturbata dalla frequentazione antropica, in quanto la stazione coincide con un
appostamento per la pesca alle carpe).
Taraxacum sect. Palustria Dahlst. - Sponda dei Laghi S. Antonio a Caposeda.
Gravemente minacciata (interramento, sviluppo dei popolamenti Phragmites e di altre
elofite invasive, degrado ambientale). All’inizio del XX secolo A. Beguinot definiva la specie
frequente nel Padovano e alla base dei Colli. R. Masin e C. Tietto nel 2006 in “Flora
Vascolare della Provincia di Padova”, pubblicata dopo una pluriennale e capillare
esplorazione del territorio, rilevavano la presenza della specie in soli due siti in tutto il
Padovano. Il processo di rarefazione della specie, secondo la più recente letteratura, è in
atto in varie parti del territorio italiano.
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Teucrium scordium L. subsp. scordium - Sponde di fossi presso la strada Argine del
Vescovo, sponda del Fosson a Piombà (osservati due individui nel 2006). Gravemente
minacciata (riversamento di diserbanti e di inerti lungo le sponde alle Valli Contarine con
conseguente fortissima riduzione del numero di individui presenti, degrado ambientale e
versamento di diserbanti e inerti vari alle Valli Santine, sviluppo del canneto a Piombà).
Thalictrum aquilegifolium L. - Rio Giare a Valle S. Giorgio (Giancarlo Zandonà).
Recentemente, nel sito, la specie non è stata osservata. Probabilmente dai Colli la rara
entità è scomparsa. Poco frequente, ma non a rischio di estinzione nel Padovano,
sopravvive nella fascia delle risorgive dell’Alta Padovana. All’inizio del XX secolo veniva
detta frequente alla base degli Euganei da Augusto Beguinot nella sua opera : “Flora
Padovana” - 1909-1912.
Trapa natans L. - Stagni di Ca’ Demia a Galzignano. Minacciata. All’inizio del Novecento
in “Flora Padovana” la specie era definita comune alla base dei Colli da A. Beguinot.
Estremamente rara nel Distretto Euganeo, ora trova a Ca’ Demia l’unico sito in cui
sopravvive. Il numero individui presenti è, però, molto esiguo e il rischio di scomparsa
elevato a causa dell’ inquinamento solido di superficie e per lo sviluppo del canneto.
L’idrofita, nei grandi canali della Bassa Padovana è, invece, frequente anche attualmente.
Trifolium patens Schreber. - Prato umido a S. Daniele, prato umido a Volti, prato umido
a Boschette, *basso argine del Can. Battaglia a Giarre e a Sabbioni, *basso argine del
Bacchiglione a S. Martino. Vulnerabile (riduzione delle superfici adatte al suo
insediamento, degrado ambientale, mancanza di sfalci, sviluppo della vegetazione
arbustiva).
Utricularia australis R. Br. - Fossi in Val Calaona presso Cinto Euganeo *fosso alle
Vallette di Ospedaletto. Gravemente minacciata (esiguità della popolazione presente,
concorrenza di altre specie, restringimento dello specchio d’acqua per invasione di frutici
spondicoli, degrado ambientale, inquinamento).
Typha angustifolia L. - Lago della Costa, stagno di Cava Bomba, Lago di Lispida, fossi
tra S. Daniele e Monteortone. Vulnerabile (degrado ambientale, inquinamento).
Veronica anagallis-aquatica L. - Tratti dei rii collinari alle basse pendici dei rilievi,
acque sorgive, limiti di sponda dei fossi e canali con acque lente in pianura. A minor rischio
(degrado ambientale, inquinamento).
Veronica anagalloides Guss. - Collettore campestre alle Valli Toffan. Gravemente
minacciata (forse scomparsa dal Distretto Euganeo a causa di ristrutturazioni recenti della
rete dei collettori campestri).
Veronica beccabunga L. - Acque basse correnti dei tratti bassi dei rii collinari, fanghiglie
con cadute d’acqua, limiti di sponda in pianura. Vulnerabile (degrado ambientale,
inquinamento, convogliamenti sotterranei delle acque dei rii nelle zone abitate delle basse
pendici collinari).
Veronica catenata Pennell - Sponde di fossi e di collettori campestri a Monticelli e alle
Valli tra Arquà Petrarca e Valsanzibio, *depressione alle Vallette di Ospedaletto Euganeo.
Vulnerabile (degrado ambientale, inquinamento, ristrutturazioni della rete dei collettori con
riduzione dei tratti di superficie).
Veronica triphyllos L. - *Campo a riposo con suolo depresso e periodicamente inondato
vicino alle Vallette di Ospedaletto Euganeo. Gravemente minacciata (esiguità dell’area di
insediamento, degrado ambientale, uso di diserbanti). Per le Vallette esiste un progetto
per la costruzione di un impianto di smaltimento di escrementi di pollo.
Viburnum opulus L. - Forre umide e impluvi sul M. Rua, sul M. Trevisan, sul M. Ortone
e sul M. Venda; sponde ai Palù di Torreglia, sponda del fosso di mezzo delle Valli Toffan,
*siepi lungo i fossi a Giarre e presso il Ponte della Fabbrica. Minacciata. In quota sarebbe
opportuno vietare il taglio della specie dato che sulle alture è rarissima e non ha alcun
pregio economico In pianura, a causa dei lavori di manutenzione dei canali da parte
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dell’Ente preposto, molti esemplari sono stati distrutti con le macchine rasatrici: alle Valli
Toffan, per rasature ripetute, la specie è a forte rischio di scomparsa; ai Palù di Torreglia,
sempre per lo stesso motivo, si è verificata la scomparsa di un alto numero di individui; al
Ponte della Fabbrica, per costruire la pista ciclabile, è stata cancellata una stazione di V.
opulus con decine di individui in ottimo stato.
Vicia tetrasperma (L.) Schreber - Depressione saltuariamente inondata a Ca’ Demia di
Galzignano. Gravemente minacciata (estrema esiguità del popolamento, scarico di
materiale organico e inorganico, degrado ambientale).
Zannichellia palustris L. - Canali e fossi con acque lente in pianura. A minor rischio
(inquinamento, degrado ambientale).
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Venti D., Baruzzi V., Capelli M., Ginocchini G., Morello MR. (2003), Esperienze di
progettazione partecipata negli USA, La Mandragora, Bologna
Wates N. (2000), The community planning handbook, Earthscan, London
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BIBLIOGRAFIA SU AMBIENTE e PARCO REGIONALE DEI COLLI EUGANEI
Archibugi F. (2002), La città ecologica. Urbanistica e sostenibilità, Bollati
Borighieri, Torino
Bettini V. (2002), Valutazione dell’impatto ambientale. Le nuove frontiere, Utet
Libreria, Torino
Chambers N., Simmons C., Wackernagel M. (2002), Maunale delle Impronte
Ecologiche principi, applicazioni, esempi. Ed Ambiente, Milano
Giovanelli F. Di Bella I., Coizet R. (2005), Ambiente condiviso Politiche Territoriali
e bilanci ambientali, Ed. Ambiente, Milano
Masin, R., Tietto, C., (2005), Flora dei Colli Euganei e della Pianura Limitrofa, Sapi
Editore
Mastella C., Rigetti M. (2006), La sostenibilità nel parco dei colli Euganei.
Esperienze concrete nel parco a partire dagli elementi della natura: aria, acqua,
sole, fuoco, terra … e uomo, Grafiche Turato, Rubano (PD)
Parco Regionale dei Colli Euganei (2003), Rapporto sullo stato dell’ambiente del
Parco Regionale dei Colli Euganei. Una relazione a 13 anni dall’istituzione delle
Ente.
Parco Regionale dei Colli Euganei (2006), La salvaguardia degli habitat naturali del
Parco Regionale dei Colli Euganei. Strumenti ed interventi del progetto LIFE
Natura, Arti Grafiche Padovane, Saonara (PD)
Ward C. (2003), Acqua e Comunità. Crisi idrica e responsabilità sociale, Eleuthera,
Milano
SITOGRAFIA
http://www.parcocollieuganei.com/ Sito ufficiale dell’Ente Parco Regionale dei
Colli Euganei. Alla voce progetti è possibile trovare alcune informazioni
interessanti (vedi panet e goccia)
http://www.panet2010.info/ Sito ufficiale del progetto europeo nel quale è
possibile trovare tutti i materiali prodotti dai partner, ciascuno con le proprie
azioni di progetto
http://www.stassociati.it/ Sito dello Studio Associato ST Consulting: Programmi e
risorse finanziarie comunitarie, nazionali e regionali nei settori dello sviluppo
rurale, dell'ambiente, della ricerca e sviluppo tecnologico
http://www.laboratoriocitta.it/ Sito di Laboratorio città, Professionisti per la
Partecipazione. Sono presenti immagini e testi inerenti il progetto Goccia
http://www.bioprogramm.it/ Sito della società Bioprogramm che ha eseguito
l’indagine scientifico analitica dei corsi d’acqua.
http://www.atestino.it/ Sito dell’Istituto Tecnico Statale Commerciale e per
Geometri “Atestino” di Este (PD), che ha partecipato al progetto e alla
“costruzione” della mostra con le classi III e IV B dell’indirizzo ERICA
Il Parco Regionale dei Colli Euganei ha partecipato con Goccia al premio PIANETA
ACQUA nella sezione "Esperienze in campo agricolo, industriale, civile e di
governance" http://www.forumrisparmioacqua.it/
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Figura 33: L’Istituto Atestino ospita il Liceo di Pertuis per uno scambio europeo sul tema”Acqua,
risorsa preziosa per l’uomo”. Durante la settimana di scambio il Parco si presenta e
illustra il progetto GOCCIA anche agli studenti francesi.
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PARTECIPANTI AL PERCORSO GOCCIA
GRUPPO DI RIFERIMENTO
Parco
Regionale dei Colli Euganei con Autorità di Bacino Alto Adriatico,
Consorzio di Bonifica Adige
Bacchiglione, Consorzio di Bonifica Euganeo,
Consorzio di Bonifica Lessino Euganeo Berico, Genio Civile di Padova, Provincia di
Padova, Servizio Forestale Regionale di Padova e Rovigo
ASSOCIAZIONI AGRICOLTORI
CIA Confederazione Italiana Agricoltori di Padova, Coldiretti di Padova,
Confagricoltura di Padova, Consorzio Vini Doc
ASSOCIAZIONI ED ENTI RAPPRESENTATI
Accademia Officinale Veneta, Associazione Il Basilisco, Associazione Rosa dei
Colli, Associazione Sportiva Acli, Autorità di Bacino dei Fiumi dell’Alto Adriatico,
Circolo Remiero El Bisato, Comitato Difesa Colli Euganei, Compagnia Teatrale
“Acque Mosse”, Comuni di Arquà Petrarca, Battaglia Terme, Cinto Euganeo,
Monselice, Montegrotto, Rovolon, Provincia di Padova, Consorzio di Bonifica Adige
Bacchiglione, Consorzio di Bonifica Euganeo, Gruppo Escursionisti Battaglia Terme,
La Vespa, Museo Aviazione, Operatori e Tecnici del Parco Regionale dei Colli
Euganei, Servizio Forestale di Padova e Rovigo
CITTADINI E CONOSCITORI DEL PARCO
Andreatta Giovanni, Baccarin Luciano, Baldan Francesco, Barbiero Alfredo,
Bernardini Bruno, Bertin Placido, Bevilacqua Giovanna, Bevilacqua Velia, Biasetto
Gianni, Biasiotto Silvio, Bisaglia Matteo, Boaretto Flavio, Boaretto Lucia, Bonaldi
Paolo, Bruson Aldo, Callegaro Gianni, Capecco Adriano, Cappellozzo Riccardo,
Carturan Mirco, Cogo Andrea, Cornetto Michele, Corradin Alessandro, Cuccolo
Denis, Danieli Giovanni, Donà Daniele, Forcato Antonello, Forcato Domenico,
Forestan Renzo, Fornasiero Antonio, Fornasiero Gianfranco, Galliberti Sergio,
Gasparetto Giuseppe, Geremia Attilio, Gomiero Renato, Greggio Tiziano, Lecis
Marina, Marchioro Alberto, Mazzetti Antonio, Moro Sergio, Norbirato Oscar,
Noventa Vladimiro, Ongaro Gianpaolo, Orlando Oscar, Ottolitri Daniele, Pasinato
Graziano, Pavone Guido, Pedrotta Bruno, Pegoraro Enzo, Pizzighello Liliana, Reffo
Michele, Rezzi Alessandro, Rizzieri Masin, Rizzo Massimo, Rosa Renato, Rubini
Lino, Salandin Moira, Sandon Gianfranco, Sandon Gianni, Savin Luciano, Sinigaglia
Maria Elena, Spezzati Enrico, Squarcina Arnaldo, Squarcina Filippo, Trentin Paolo,
Trevisan Arduino, Tullio Leonardo, Tuzzato Barbara, Venezian Luigi, Venigalia
Giovanbattista, Zanella Ivo, Zuccato Laura
PERCORSO GOCCIA SCUOLA- ISITUTO ATESTINO DI ESTE
Hanno contribuito attivamente alla mostra e all’evento finale “GOCCIA: L’acqua
siamo noi” gli alunni delle classi III e IV B Erica dell’Istituto Atestino di Este:
Alessia Fadin, Alessia Marangotto, Alessio Paganotto, Alice Fattore, Amanda
Montesin, Ana Roscan, Angela Barbetta, Arianna Sartori, Aurora Tosello, Beatrice
Frigo, Beatrice Stellin, Chiara Fabris, Cristina Maggiorato, Dadau Mariana, Diego
Masiero, Diletta Realdon, Edoardo Pasotto, Elena Ferrian, Eliana Zerbetto,
Francesca Masiero, Francesca Sardella, Francesca Visentin, Francesco Paluan,
Giulia Missaglia, Giulia Modenese, Ilaria Baldo, Jiranan Cucco, Linda Galante, Linda
Picelli, Madalina Barbuntoiu, Marco Cecchetto, Marta Valandro, Martina
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D'Alessandro, Monica Turetta, Nicol Crivellaro, Ramona Maior, Rossella Morello,
Sara Ramazzotto, Valentina Verza, Yuliya Chekerdyuk. Professori referenti per il
progetto Santina Mingari, Fulvia Cuccato con Florence Lafont.
Si ringraziano vivamente tutti quelli che hanno partecipato con passione al
progetto e ci scusiamo se qualche nome, per errore, è stato dimenticato
o riportato in modo inesatto.
CREDITS
Community Initiative INTERREG III B (2000 – 2006) CADSES
PANet - Protected Area Networks WP4.1: Processo partecipato per una
gestione integrata della rete idrogeologica del Parco Regionale dei Colli Euganei
G.O.C.C.I.A. “Gestiamo Ognuno con Cura e Cautela Il patrimonio dell’Acqua”
GRUPPO DI LAVORO PARCO REGIONALE DEI COLLI EUGANEI
Arch. Chiara Matteazzi: Presidente
Dott. Nicola Modica: Direttore
Dott. Michele Gallo: Dirigente Uff. Agricolo Forestale
Dott. Alberto Barbirato: Referente di progetto
ST CONSULTING
Dott. Leonardo Tullio: Consulente di progetto
Dott. Enrico Spezzati: Consulente di progetto
Dott. Laura Zuccato: Consulente di progetto
Il progetto di partecipazione è di LABORATORIO CITTA’
La pubblicazione è stata curata da Lucia Lancerin che ha coordinato il
progetto.
Miriam Baro ha svolto il ruolo di facilitatore ai tavoli di lavoro con i cittadini, ha
contribuito alla programmazione e alla stesura dell’Introduzione e del cap 2.
Elena de Toni, facilitatore con i cittadini, ha elaborato la mappa della
percezione e i dati dei questionari.
Giovanni Gallo ha trascritto i dati dei questionari.
Susy Giacobbo è stata facilitatore nell’attività svolta a scuola.
Il logo del progetto è di Diego Segatto.
Sono di Roberto Rizzieri Masin l’indagine sulle “Emergenze floristiche nelle
zone umide degli Euganei e nell’alluvio pedecollinare” inserita in Appendice e le
immagini 30-31-32.
Le altre immagini sono di Alberto Barbirato, Elena De Toni, Lucia Lancerin,
Michele Gallo, Miriam Baro, Paola Gallinaro, Susy Giacobbo
Stampa Grafica Atestina
Marzo 2008
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indice - panet 2010