PROTECTED AREA NETWORKS INDICE PREFAZIONE .......................................................................................................................3 SUMMARY.............................................................................................................................5 INTRODUZIONE .................................................................................................................7 1 PARTECIPAZIONE ATTIVA PER IL TERRITORIO .............................................9 1.1 1.2 1.3 2 IL PROGETTO “GOCCIA” ........................................................................................13 2.1 2.2 2.3 2.4 2.5 3 Partecipazione e comunicazione .................................................................... 9 Analisi del territorio condivisa ......................................................................10 Empowerment ...........................................................................................11 Premessa ..................................................................................................13 Struttura e i soggetti coinvolti......................................................................14 Il Gruppo di Riferimento ..............................................................................15 Programmazione: azioni, attività ed esiti attesi ..............................................16 Metodologie...............................................................................................20 ESITI DEL PROGETTO GOCCIA ...........................................................................22 3.1 Gruppo di Riferimento.................................................................................24 3.2 I tavoli di lavoro con i cittadini .....................................................................25 3.3 Questionari................................................................................................27 3.3.1 Profilo identificativo ............................................................................................. 27 3.3.2 Percezione dei metodi di partecipazione......................................................... 29 3.3.3 I luoghi d’acqua del Parco.................................................................................. 30 3.4 Obiettivi principali emersi ............................................................................38 3.5 Attori ........................................................................................................39 3.6 Interviste alle associazioni di categoria degli agricoltori ...................................39 4 TEMATICHE E LINEE DI INTERVENTO PROPOSTE ........................................43 4.1 4.2 4.3 4.4 4.5 4.6 4.7 5 GOCCIA NELLE SCUOLE..........................................................................................53 5.1 5.2 6 Coordinamento tra gli enti ...........................................................................43 Monitoraggio .............................................................................................44 Scarichi, inquinamento................................................................................45 Dissesto idrogeologico e aspetti urbanistici ....................................................46 Gestione, Manutenzione e Valorizzazione......................................................47 Risparmio idrico e variazioni climatiche .........................................................49 Sensibilizzazione, formazione e didattica .......................................................50 Articolazione del progetto ............................................................................53 Esiti del progetto GOCCIA SCUOLA ...............................................................56 EVENTO FINALE GOCCIA: “L’ACQUA SIAMO NOI” .......................................60 APPENDICE: EMERGENZE FLORISTICHE NELLE ZONE UMIDE DEGLI EUGANEI E NELL’ALLUVIO PEDECOLLINARE.........................................................62 BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA ...................................................................................76 PARTECIPANTI AL PERCORSO GOCCIA ...................................................................79 CREDITS .............................................................................................................................80 1 PROTECTED AREA NETWORKS 2 PROTECTED AREA NETWORKS PREFAZIONE Il Progetto PANet e tutto il lavoro che ha consentito di giungere a questa pubblicazione sono stati particolarmente significativi, per il tema trattato, per il numero degli “attori” che sono stati coinvolti, per le modalità con cui si è svolto, per i risultati che sono stati raggiunti. Tutto il progetto si è incentrato sull’acqua, tema di assoluta attualità ed importanza soprattutto alla luce del fatto che questa risorsa indispensabile è limitata e in un futuro assai prossimo sarà sempre più scarsa, con gravi ripercussioni per la vita, l’ambiente e l’economia del nostro territorio. Era opportuno quindi approfondire la conoscenza dello stato in cui versano i calti e i canali dei Colli per poter avere una base su cui fondare future strategie e progettualità, anche in sinergia con gli Enti che già operano in questo settore. Il Parco è tale grazie: alle persone che ci vivono, all’ambiente che lo caratterizza, all’agricoltura che ne segna il paesaggio e l’economia, anche grazie al turismo termale. Tutto questo non può prescindere dalla qualità e dalla disponibilità dell’acqua. Era necessario pertanto capire quale fosse la situazione fotografando la realtà attuale. La “fotografia” di cui ora disponiamo grazie a PANet delle sue 2 ramificazioni : è il risultato congiunto • Una - Progetto Carta Ittica - prettamente tecnica, che ha consentito attraverso l’ubicazione di 30 stazioni di campionamento nella rete idrica, di pervenire all’analisi qualitativa dell’acqua superficiale, sia dal punto di vista chimico-fisico che da quello biologico, quest’ultimo attraverso la rilevazione dei macroinvertebrati bentonici (metodo I.B.E.). Oltre ad aver prodotto queste analisi, lo studio ha consentito la mappatura delle emergenze vegetazionali strettamente connesse ai corsi d’acqua. Tutte queste indagini hanno permesso la costruzione della Carta Ittica dei Colli Euganei, strumento indispensabile per la gestione delle popolazioni ittiche, che non era mai stato fatto in precedenza; • Una - Progetto GOCCIA - affrontando il problema in modo innovativo tramite la realizzazione di un percorso partecipato. Questo ha permesso di raccogliere la percezione del problema acqua da parte di abitanti e frequentatori del Parco (privati cittadini, associazioni di categoria, associazioni varie e diversi gruppi di interesse), utilizzando una serie di incontri aperti a tutti i cittadini e la distribuzione di questionari appositamente studiati, predisposti e messi anche on line nel nostro sito. Ciò ha consentito di predisporre un elenco e la relativa mappatura dei siti che coloro che a vario titolo vivono il Parco ritengono meritevoli di una tutela particolare e dei siti che al contrario sono percepiti come critici o bisognosi di interventi a causa di degrado, inquinamento ecc.. Il processo partecipativo ha avuto inoltre un degno completamento nel coinvolgimento delle classi III e IV dell’Istituto ITCGS Atestino di Este portando la questione all’attenzione delle giovani generazioni . Importante risultato del progetto GOCCIA è stato anche quello di riunire intorno ad un tavolo di discussione, attraverso la costituzione del Gruppo di Riferimento, 3 PROTECTED AREA NETWORKS tutti gli Enti che a vario titolo hanno un ruolo nella gestione dei corsi d’acqua. Questo ha favorito attraverso il dialogo e il confronto, una migliore comunicazione e organizzazione che potrà essere molto utile anche nelle realizzazioni future nei vari interventi e ambiti di competenza. E’ importante a questo punto sottolineare che questo progetto non rimarrà chiuso in un cassetto ma troverà ampia applicazione operativa. Esso infatti verrà impiegato per la revisione, già prevista anche a livello finanziario dal bilancio di previsione dell’Ente, del Progetto Tematico Flora e Fauna che come è noto rappresenta una delle costole operative del Piano Ambientale. Credo sia chiara a tutti la valenza che in questo modo intendiamo dare a tutto il lavoro finora svolto e le implicazioni operative che esso avrà in futuro nell’ambito del settore ambientale della tutela della flora e della fauna del Parco. Il Presidente del Parco Regionale dei Colli Euganei Architetto Chiara Matteazzi Este, 14 marzo 2008 4 PROTECTED AREA NETWORKS SUMMARY The project GOCCIA-Gestiamo Ognuno con Cura e Cautela Il patrimonio dell’Acqua (Everybody manages carefully the water resource) is the pilot project 4.1 that the Euganean Hills Regional Park is developing in the PANet 2010 Protected Area Networks - Establishment and Management of Corridors, Networks and Cooperation Project (Interreg III B Cadses). The aim of the project is to realize a “Participation Process” that, starting from the analysis and mapping of each single local need, reaches the objective of involving in this process all the stakeholders engaged in the territorial water management. Thanks to this process the Euganean Hills Regional Park wants to share and promote some guidelines related to the ecological and functional improvement and management of water courses banks. The Participation Process resources and instruments allow: • the communication and sharing of water courses network studies results with public and private bodies and inhabitants; • the promotion of cooperation networks among inhabitants and all the stakeholders involved in the water management; • the generation of new aims; • the production of shared actions and solutions; • the discovery and valorisation of local resources. The process development is composed by several meetings structured in two levels: the organisational one and the participatory one. The planning and study activities about the water network state of health, inhabitants information and communication activities and communication’s facilitation follow crosswise the whole process. At the organisational level it is planned the constitution of a “Referring group”, constituted by the institutional actors in order to assist the Euganean Hills Regional Park for the involvement of inhabitants and the supervision of activities. The Referring Group, besides, actively collaborates with the Park in the Open and Closure Events of the Project. The participatory level is planned as follows: • Opening Forum – presentation and beginning of the Participation Process; • 6 workshops with inhabitants and stakeholders, 3 in the north-west and 3 in the south-east of the target area; • Final Event for the dissemination and sharing of results. 5 PROTECTED AREA NETWORKS Informative materials and a questionnaire are used in order to involve citizens and collect in a structured scheme all the information and questions from people attending meetings but also from people unable to participate. Experts on water analysis and management and representatives of Public Institutions give their technical contribution to the discussion during each meeting. Workshops are leaded by “facilitators”, professionals who have the role of managing the debate, promoting the exchange of ideas and the expression of different points of view. Figura 1: Cascata Schivanoia, uno dei punti “d’acqua“ più belli del parco 6 PROTECTED AREA NETWORKS INTRODUZIONE Il Parco Regionale dei Colli Euganei, con altri 8 partner europei, ha aderito al progetto PANet 2010 - Protected Area Networks - Establishment and Management of Corridors, Networks and Cooperation, compreso nel programma Interreg III B Cadses promosso dalla Comunità Europea nel periodo 2000-2006. Il Parco Regionale dei Colli Euganei ha partecipato con due progetti pilota: 1. “Il monitoraggio della rete idrica attraverso la collocazione di 30 stazioni di osservazione delle acque in tutta l'area al fine di ottenere informazioni utili allo sviluppo di buone pratiche agricole” 2. “Un processo di comunicazione partecipata sulla percezione che i cittadini, comprendendo i principali beneficiari pubblici e privati e la popolazione interessata, hanno delle acque del parco” Questo secondo progetto è stato chiamato GOCCIA (Gestiamo Ognuno con Cura e Cautela Il patrimonio dell’Acqua) con l’intento di chiarire sin dal nome, l’obiettivo e il metodo di lavoro di riferimento. I promotori dell’iniziativa hanno deciso di non limitarsi a promuovere un’azione informativa, ma di avviare e realizzare un percorso di progettazione partecipata grazie al quale valorizzare le risorse locali, favorire la creazione di reti di collaborazione tra i soggetti coinvolti ed elaborare in modo condiviso azioni di intervento concrete. Il tema, oggetto di riflessione e di progettazione, è l’acqua di superficie e non, nel territorio del Parco. Obiettivo prefissato è far emergere la percezione dello stato di fatto e mettere questa indagine a confronto con il monitoraggio svolto parallelamente, ma anche individuare in modo condiviso alcune linee di intervento e dei criteri di priorità per migliorare le pratiche d’uso, manutenzione e gestione delle acque del Parco, ma anche e soprattutto per la gestione e il miglioramento ecologico - funzionale delle rive e degli argini dei corsi d’acqua presenti nel Parco. 7 PROTECTED AREA NETWORKS Figura 2: Pieghevole attraverso cui il progetto GOCCIA è stato divulgato in tutto il territorio del Parco 8 PROTECTED AREA NETWORKS 1 PARTECIPAZIONE ATTIVA PER IL TERRITORIO La partecipazione attiva per il territorio fa riferimento ad una strategia di lavoro che, partendo dall’analisi e dalla mappatura delle singole esigenze locali, mira ad ascoltare e coinvolgere gli attori del territorio interessati ad una determinata azione rispetto all’ambiente in cui vivono o che, in diversi modi, conoscono e utilizzano. La partecipazione legata al territorio è una specifica applicazione della partecipazione, utilizzata anche in ambiti sociologici, sanitari, industriali. Le persone che abitano e vivono un territorio hanno, spesso inconsapevolmente, una conoscenza dei luoghi diversa e complementare a quella che i professionisti rilevano attraverso analisi territoriali e ambientali accurate. Un confronto tra esperti e abitanti “motivati” permette di verificare ed implementare gli esiti dell’analisi, in una visione del territorio condivisa e arricchita dal sapere locale. Inoltre grazie alle risorse che ogni soggetto può mettere in gioco, questo tipo di processo può: • far emergere obiettivi nuovi, • produrre soluzioni ed azioni condivise, • scoprire e valorizzare risorse del contesto locale, • dare vita a importanti reti di collaborazione. Il programma di lavoro, definito con il committente e il gruppo di riferimento (se è stato costituito), deve stabilire: obiettivi, tempi, ruoli, luoghi e metodi di interazione. Le risorse economiche e i tempi della partecipazione devono essere adeguati e concordati in base agli obiettivi che si intendono raggiungere e al numero di persone che si intendono coinvolgere. 1.1 Partecipazione e comunicazione1 Partecipazione e comunicazione sono, sempre più, strumenti indispensabili per lo sviluppo di politiche attente al territorio e alle risorse ambientali, ponendo grande attenzione alle relazioni che esistono e si possono sviluppare. Spesso gli amministratori ritengono che le politiche territoriali competano solo ai decisori politici e ai tecnici da loro incaricati e per questo le decisioni sono il risultato di una procedura denominata, da esperti di partecipazione, DAD - Decidi Annuncia Difendi2. 1 Lancerin, L. e Gallo, M. (2008), Partecipazione e comunicazione per la sostenibilità locale, in AF Rivista dell’Ordine Nazionale degli Agronomi e dei Forestali, n. 108 2 Bobbio, L. (a cura di ) (2004), A più voci. Amministrazioni pubbliche, imprese, associazioni e cittadini nei processi decisionali inclusivi, ESI, Napoli 9 PROTECTED AREA NETWORKS L’esito, quotidianamente sotto ai nostri occhi, porta a gravi scontri sociali, allungamento dei tempi di realizzazione e difficoltà interminabili nell’applicazione concreta di politiche di trasformazione di cui spesso i principali attori non percepiscono né la consistenza, né il significato, subendone però le conseguenze. Politiche attente al territorio e alle sue risorse ambientali possono avere esiti significativi e duraturi, solo se le persone comprendono a fondo i motivi per cui sono necessarie. Ma spesso, anche di fronte ad una diffusa percezione di urgenze ambientali e sociali, il ritmo concitato e gli stili di vita comuni non permettono un coinvolgimento reale e attivo degli abitanti. Per questo è importante un piano di comunicazione che sia mirato a produrre una informazione capillare, utilizzando linguaggi semplici, differenziando le modalità in base alle abitudini dei cittadini che si intendono raggiungere, promuovendo eventi informali e relazioni tra i principali stakeholder (portatori di interesse e rappresentanti delle diverse amministrazioni locali) e tra i cittadini comuni (ciascuno con competenze, conoscenze e ruoli specifici). In questo modo la popolazione, oltre ad essere sensibilizzata relativamente all’argomento in esame, porta il proprio contributo per uno studio più mirato ed efficace, una partecipazione propositiva e attiva, un utilizzo oculato delle risorse pubbliche sempre più limitate e una particolare attenzione anche ai futuri costi di manutenzione e gestione. Spesso la stessa attività di educazione ambientale, rivolta alle associazioni o promossa nelle scuole, se correttamente orientata, oltre all’importante valore che ha in sé, può essere un buon “veicolo” per arrivare in modo positivo alle famiglie e a tutta la comunità. 1.2 ANALISI DEL TERRITORIO CONDIVISA Le persone che abitano e vivono in diversi modi un territorio hanno, spesso inconsapevolmente, una conoscenza dei luoghi diversa e complementare a quella che professionisti esperti rilevano attraverso analisi territoriali e ambientali accurate. Un confronto tra esperti e abitanti “motivati” permette di verificare ed eventualmente implementare gli esiti dell’analisi in una visione del territorio condivisa e arricchita dal sapere locale. Una “passeggiata” nelle aree oggetto della discussione promuove un positivo avvicinamento tra le persone, condividendo i termini della tematica. Stabilire i termini del problema e identificare correttamente luoghi e necessità in modo condiviso è il primo passo per trovare esiti condivisi. L’esperienza di percorrere assieme l’ambiente oggetto della trasformazione, raccontando ciascuno la propria conoscenza, è una partenza che risulta positiva. Lo scambio di conoscenze e di percezione dei partecipanti può dare degli esiti interessanti che, sintetizzati, diventano strumento indispensabile per lo scambio di informazioni e per rendere possibile e fruttuoso il lavoro anche nelle fasi successive. La progettazione partecipata richiede che vi sia chiarezza di ruoli tra i decisori, i partecipanti e i facilitatori. Un decisore che intende realmente ascoltare le opinioni 10 PROTECTED AREA NETWORKS di chi vive il territorio, incarica un team di facilitatori capace di programmare e condurre le diverse fasi, di avere un ruolo attivo di “tramite” tra il decisore e i partecipanti, di spiegare e rilanciare le proposte più pertinenti e interessati. Quindi di rendere utile e produttivo lo scambio proponendo strategie e azioni che legittimi gli esiti della partecipazione verso il raggiungimento di obiettivi condivisi. Spesso queste modalità di lavoro mettono in evidenza risorse ambientali, economiche e sociali non conosciute, creando nuove reti e importanti attivatori e riferimenti per il territorio. I tempi della partecipazione devono essere adeguati e concordati tra gli enti in base agli obiettivi che si intendono raggiungere e al numero di persone che si intendono coinvolgere. Per attivare un percorso di progettazione partecipata servono risorse economiche sufficienti, sia per i materiali necessari per comunicazioneinformazione, tavoli di lavoro e pubblicizzazione degli esiti che per i professionisti incaricati. Un “patto di lavoro” tra i presenti e la registrazione/ comunicazione sintetica delle decisioni che vengono via via prese, favoriscono un clima disteso e positivo tra le persone, motivando una costante presenza ai tavoli di lavoro e aumentando il rispetto reciproco anche verso i decisori, a cui saranno presentati gli esiti. E’ molto utile promuovere in questi incontri un clima conviviale tra i presenti, in modo da rendere piacevole, per quanto possibile, la fatica di uscire per partecipare, mettendo a disposizione della collettività la propria testimonianza, le proprie idee e conoscenze. Un percorso di progettazione partecipata è guidato da un responsabile di progetto, un conduttore e da un team di facilitatori. E’ preferibile che i facilitatori della progettazione territoriale partecipata abbiano competenze multidisciplinari in modo da coprire le diverse conoscenze necessarie (a seconda degli obiettivi dell’azione partecipata), accomunati da conoscenze specifiche rispetto alle modalità di programmazione e conduzione delle fasi del percorso. Infatti solo in questo modo i facilitatori possono essere realmente “traduttori” a servizio di cittadini e decisori, impegnandosi a promuovere il dialogo attivo e produttivo quando le parti sembrano non capirsi. In base agli accordi tra gli enti e gli attori promotori della progettazione partecipata sarà creato un gruppo di riferimento nel quale il coordinatore potrebbe essere il responsabile dell’ente promotore. Questo gruppo può costituire un importante organo di raccordo tra partecipanti, promotori e facilitatori, promuovendo la formazione di un network di riferimento per il progetto. 1.3 EMPOWERMENT La partecipazione può essere riassunta in quattro azioni principali: comunicazione, animazione, consultazione e empowerment3. E proprio sull’empowerment troviamo il maggior punto di forza per promuovere la responsabilizzazione sui temi ambientali ormai ineludibili. Attraverso questi percorsi le persone si sentono chiamate a collaborare in prima persona alla 3 Ciuffi, D. Mela, A. (2006), La partecipazione. Dimensioni, spazi, strumenti, Carrocci ed., Roma 11 PROTECTED AREA NETWORKS promozione di cambiamenti individuali quotidiani e ad una gestione del territorio attente alla tutela e valorizzazione delle risorse naturali. L’empowerment propone un cambiamento individuale e sociale attraverso una partecipazione attiva che si esplicita a diversi livelli: individuale, organizzativo e di comunità.4 Si basa su una visione positiva delle persone, capaci di capire come funzionano le strutture di potere e dei processi decisionali, di poter influenzare sulle decisioni finali e quindi di agire consapevolmente un ruolo importante sia nel privato che nella vita di relazione. Non si vuole considerare la voce dei partecipanti una voce “divina” ma una voce a cui il professionista, esperto incaricato di “tradurre” gli esiti della partecipazione in proposte utili al raggiungimento degli obiettivi condivisi, deve necessariamente rapportarsi instaurando un dialogo e un confronto reale con i destinatari finali del suo lavoro. Inoltre l’approccio partecipativo ai progetti produce, spesso, una evoluzione positiva delle idee diffuse tra la popolazione, scardinando paure a volte infondate. L’ambiente, sempre più prezioso, se si trasforma attraverso percorsi di accompagnamento territoriali, di crescita e sensibilizzazione della popolazione, potrà essere maggiormente tutelato. Figura 3: Goccia è l’acronimo scelto per il progetto. Immagine e nome richiamano il tema dell’acqua e sono particolarmente facili da ricordare. 4 Dallago, L. (2006), Che cos’è l’empowerment, Carrocci ed, Roma 12 PROTECTED AREA NETWORKS 2 IL PROGETTO “GOCCIA” 2.1 Premessa Il percorso di progettazione partecipata GOCCIA si è articolato in una serie di fasi strutturate su due livelli, uno organizzativo ed uno partecipativo, coinvolgendo soggetti diversi e prevedendo ruoli e funzioni differenti. Sono state inoltre realizzate azioni, parallele e trasversali all’interno percorso, di progettazione e di studio sullo stato di salute delle acque (utili a orientare e pensare il percorso di progettazione partecipata), nonché attività di comunicazione e informazione rivolte alla cittadinanza. ORGANIZZATIVO Livello Obiettivi Attivazione di un Gruppo di Riferimento che riunisca diversi soggetti operanti nell’area dell’ente Parco, stimolando relazioni di collaborazione trasversali e multidisciplinari (promozione di un approccio collaborativo e intersettoriale) Sensibilizzazione e coinvolgimento dei soggetti istituzionali ai temi della progettazione partecipata Promozione di un atteggiamento di ascolto attivo verso i cittadini, abitanti e conoscitori del Parco, associazioni ed esponenti di categoria, che porti a riconoscere, valorizzare ed utilizzare le loro conoscenze e competenze rispetto alle risorse territoriali. PARTECIPATIVO Sensibilizzazione della cittadinanza ai temi oggetto di analisi e progettazione (stato di salute e gestione delle acque del Parco) e alle tematiche della partecipazione e della progettazione partecipata Organizzazione di occasioni di riflessione e confronto tra i cittadini Costruzione di relazioni e di collaborazione tra partecipanti Scambio e valorizzazione delle competenze e delle conoscenze Elaborazione di proposte progettuali condivise => linee di intervento legate a GOCCIA, per diversi destinatari: enti, ditte (agricole e non) e cittadini (abitanti e conoscitori del Parco) Individuazione di nuovi obiettivi di lavoro Tabella 1: Obiettivi del livello organizzativo e del livello partecipativo 13 PROTECTED AREA NETWORKS 2.2 Struttura e i soggetti coinvolti Il livello organizzativo fa riferimento alla creazione e all’attività di un Gruppo di Riferimento, costituito da soggetti istituzionali con ruoli e funzioni differenti: • decisori: attori politici che promuovono il processo • attuatori: attori che attuano ed implementano le linee guida emerse e condivise nel processo • registi: attori che guidano e gestiscono il processo. Il livello partecipativo fa riferimento alle occasioni di incontro rivolte ai cittadini, abitanti o conoscitori del Parco, agli esponenti del mondo agricolo e ad altri portatori di interesse del territorio. I soggetti interessati sono stati coinvolti attivamente in Tavoli di Lavoro, momenti di confronto, di conoscenza e di elaborazione di proposte progettuali. Per favorire la partecipazione dei cittadini di tutti i Comuni appartenenti all’area del Parco Regionale dei Colli Euganei sono state individuate due aree a cui fare riferimento per attivare i Tavoli (una corrispondente all’area Sud-Est e una corrispondente a quella Nord-Ovest). Figura 4: Mappa del territorio del Parco con indicati i comuni di Rovolon, Battaglia Terme ed Este, sedi degli incontri 14 PROTECTED AREA NETWORKS 2.3 Il Gruppo di Riferimento Al Gruppo di Riferimento attivato dal Parco Regionale dei Colli Euganei con il progetto GOCCIA hanno partecipato: • Autorità di Bacino Alto Adriatico • Consorzio di Bonifica Adige – Bacchiglione • Consorzio di Bonifica Euganeo • Consorzio di Bonifica Lessino - Euganeo – Berico • Consorzio di Bonifica Bacchiglione Brenta • Genio Civile di Padova • Provincia di Padova • Servizio Forestale Regionale di Padova e Rovigo Il Gruppo di Riferimento, impegnato nella definizione del programma di lavoro e nella verifica delle evoluzione del percorso partecipato, è stato anche un utile organo di raccordo e confronto tra i promotori/coordinatori dell’iniziativa e i responsabili incaricati di gestire il percorso partecipato. Il Gruppo si è riunito diverse volte nel corso del progetto e a questi incontri hanno preso parte anche un esperto, ovvero un attore che ha messo a disposizione dei presenti le proprie conoscenze e competenze tecniche sull’argomento in questione dei facilitatori, professionisti che hanno organizzato e gestito queste occasioni di confronto stimolando il dibattito e dando spazio a diversi punti di vista. Tutti gli incontri si sono tenuti nella sede del Parco a Este. Figura 5: Incontro del Gruppo di Riferimento nella sede del Parco a Este 15 PROTECTED AREA NETWORKS 2.4 Programmazione: azioni, attività ed esiti attesi La programmazione, costruita dopo proponente, esperti in temi ambientali progettazione europea, è stata definita partecipazione attraverso un diagramma programmazione. uno stretto confronto con l’Ente e i professionisti nel campo della dagli incaricati per il percorso di di tempi – incontri su due livelli di Gruppo di Riferimento ( 3 incontri ) 1° INCONTRO Presentazione programma dettagliato e materiale informativo 2° INCONTRO Verifica e proposte da realizzare Incontro intermedio 3° INCONTRO Presentazione esiti e organizzazione dell’evento finale Partecipazione della Popolazione FORUM DI APERTURA TAVOLI DI LAVORO BATTAGLIA TERME E BASTIA DI ROVOLON (3+3 incontri) FORUM “EVENTO” CONCLUSIVO Figura 6: Struttura di base del progetto GOCCIA Sono state realizzate le seguenti azioni trasversali al processo, promosse dall’equipe che ha organizzato e gestito il percorso: 1. studio sullo stato di salute delle acque 2. definizione dell’obiettivo e delle tappe del percorso 3. informazione e comunicazione alla cittadinanza (sul progetto e le sue evoluzioni) a. LIVELLO ORGANIZZATIVO Azioni • Costituzione Gruppo di Riferimento • Definizione e condivisione programma del percorso • Presentazione e condivisione di materiale informativo e progettuale 16 PROTECTED AREA NETWORKS • • Verifica delle evoluzioni del percorso partecipato ed elaborazione di proposte per adeguare le tappe successive al raggiungimento degli obiettivi del percorso Elaborazione di proposte per eventi pubblici e contributo nella loro organizzazione Attività • Condivisione ed elaborazione di materiale informativo inerente il progetto con i soggetti coinvolti nel Gruppo di Riferimento • Condivisione dei risultati dello studio sulla rete idrogeologica, azione parallela del progetto PANet, attraverso materiale informativo e la presenza di un esperto ai diversi incontri • Realizzazione di workshop con il Gruppo di riferimento nel corso del progetto • Contributo attivo nell’organizzazione e nella gestione di due eventi aperti alla cittadinanza (Forum di apertura ed Evento finale) • Somministrazione di un questionario di valutazione Esiti attesi • Avviare una collaborazione e un coordinamento continuativo tra i diversi enti aderenti al Gruppo di Riferimento, nel quale siano esplicitati ruolo e compiti di ciascun partecipante. • Realizzazione dello studio di un metodo di compensazione capace di attrarre l’interesse della popolazione sull’intervento in programma • Coinvolgimento attivo nell’ideazione ed organizzazione di azioni concrete (quali il Forum di Apertura e l’Evento finale di restituzione del percorso partecipato) • Valutazione in itinere ed eventuali modifiche al programma e all’organizzazione del percorso • Realizzazione di un’attività di valutazione del percorso e dei cambiamenti apportati dall’esperienza (sia in termini incisività delle proposte progettuali emerse, sia in termini di cambiamento nelle strategie d’azione e di relazione e nella gestione di problemi e sfide da parte dei referenti istituzionali) • Promozione di un’attività programmatica sulla base di quanto emerso dal percorso b. LIVELLO PARTECIPATIVO Azioni • Presentazione e avvio del percorso partecipato con il Forum di apertura • Costituzione di Tavoli di lavoro su due sedi all’interno del territorio del Parco (una per l’area nord – ovest a Bastia di Rovolon e una per l’area sud- est a Battaglia Terme) • Consultazione dei cittadini (abitanti, conoscitori del Parco, esponenti del mondo agricolo, portatori di interesse locali), in collaborazione con esperti, attraverso l’attività di gestione degli incontri realizzata da alcuni facilitatori • Restituzione e condivisione degli esiti del percorso partecipato • Elaborazione proposte per la realizzazione di un evento finale aperto a tutta la cittadinanza anche con la collaborazione dell’Istituto Atestino di Este 17 PROTECTED AREA NETWORKS Attività • Somministrazione di questionari conoscitivi alla cittadinanza (per sondare il grado di interesse rispetto al progetto e il livello di conoscenza delle strutture e degli enti attivi nel Parco) • Realizzazione di un Forum di apertura con cui dare avvio al percorso partecipato con la cittadinanza • Realizzazione di 3 incontri (workshop) per ognuna delle due sedi individuate. Nel corso di questi incontri i partecipanti sono riusciti a: individuare e discutere alcuni temi di lavoro tradurre quanto emerso in obiettivi ed azioni individuare i soggetti da coinvolgere elaborare proposte per linee di intervento • Condivisione dei risultati dello studio sulla rete idrogeologica condotto dalla Bioprogramm (attraverso materiale informativo e la presenza di un esperto ai diversi incontri) • Condivisione e discussione del progetto con le scuole • Elaborazione di pannelli attraverso cui divulgare in modo sintetico gli esiti • Organizzazione e realizzazione di un Evento finale pubblico • Somministrazione di un questionario di valutazione Esiti attesi • Raccogliere una visione condivisa sullo stato delle acque del parco mettendo in evidenza aspetti positivi e criticità espresse dai cittadini • Definizione di un patto di lavoro tra partecipanti nel quale definire le modalità di discussione e proposizione • Mappatura delle problematiche e delle potenzialità del Parco segnalate e documentate dai partecipanti • Individuazione e raggruppamento dei temi sui quali discutere ed elaborare proposte di intervento • Per ogni area tematica, individuazione di obiettivi, azioni di intervento e destinatari (ovvero soggetti da coinvolgere per permettere la realizzazione di quanto proposto) • Individuare comportamenti individuali (di persone, enti e ditte) che influiscono sullo stato delle acque • Formulare assieme indirizzi per un reale miglioramento ecologico e funzionale dei corsi d’acqua presenti nel Parco con attenzione anche alle loro rive e argini • Proposte per costruzione di reti/partnership tra partecipanti • Coinvolgimento attivo dei partecipanti nell’organizzazione e realizzazione dell’Evento finale (nel corso del quale allargare a tutta la cittadinanza la restituzione di quanto avvenuto nei Tavoli di lavoro) e in attività di sensibilizzazione sui temi della partecipazione • Raccolta di proposte di approfondimento del percorso realizzato e di attivazione di meccanismi partecipati su altri temi 18 PROTECTED AREA NETWORKS Figura 7: Mappa del Parco con le località segnalate dai cittadini durante i tavoli di lavoro (elaborazione Giovanni Danieli, Ente Parco) 19 PROTECTED AREA NETWORKS 2.5 Metodologie L’avvio del percorso partecipato è stato preceduto e accompagnato da una campagna informativa capillare, realizzata attraverso la distribuzione di opuscoli informativi e l’affissione di manifesti (in ogni Comune e nei diversi punti informativi dell’ente Parco distribuiti nel territorio), la convocazione di una conferenza stampa e la pubblicazione di articoli sui quotidiani locali. Le attività di comunicazione ed informazione sono continuate durante l’intero percorso partecipato, grazie a mailing list, articoli sulla stampa del luogo e distribuzione di materiale durante gli incontri. I diversi incontri realizzati tanto a livello organizzativo (Gruppo di Riferimento) quanto a livello partecipativo (cittadini, abitanti o conoscitori del Parco, esponenti del mondo agricolo ed altri portatori di interesse del territorio) hanno assunto la forma di workshop, ovvero occasioni di scambio, confronto, ma anche di lavoro. A questi appuntamenti infatti i partecipanti hanno avuto modo di discutere ed elaborare idee e proposte di intervento concrete. Gli incontri sono stati gestiti attraverso il metaplan5, un metodo di lavoro che permette di raccogliere le opinioni e le proposte di ogni partecipante, di confrontarle e di raggrupparle per aree tematiche, facilitando la scelta e la definizione degli ambiti di lavoro. In ogni incontro si è proceduto secondo uno schema di lavoro articolato in fasi di discussioni in sede plenaria e in sessioni di lavoro per piccoli gruppi. Dei facilitatori hanno gestito i diversi momenti e i passaggi da un ambito di lavoro allargato ad uno ristretto. Ogni appuntamento è iniziato con una presentazione del programma dell’incontro e degli obiettivi di lavoro per poi procedere, attraverso la creazione di alcuni sotto-gruppi, alla discussione, elaborazione ed aggregazione di idee e proposte di intervento. Ogni incontro si è concluso con una restituzione/condivisione in sede plenaria di quanto emerso, attraverso il confronto e l’individuazione di aspetti comuni ai diversi sotto-gruppi . Nei primi due incontri di ciascun Tavolo di lavoro i presenti hanno anche votato (la prima volta per scegliere i temi su cui ragionare, la seconda per individuare i sotto-gruppi tematici). E’ importante ricordare che questo metodo si avvale di semplici strumenti tecnici/materiali che permettono di visualizzare, in ogni fase, quanto si sta discutendo. A tal fine in questo percorso sono stati utilizzati: post-it colorati, pannelli di carta bianchi e mappe dell’area Parco. 5 Il metodo Metaplan nasce e si diffonde in Germania negli anni ’70 grazie al lavoro dei fratelli Wolfgang ed Eberhard Schnelle. 20 PROTECTED AREA NETWORKS Figura 8: Tavolo di lavoro a Bastia di Rovolon 21 PROTECTED AREA NETWORKS 3 ESITI DEL PROGETTO GOCCIA Il coinvolgimento dei diversi attori, avvenuto sia a livello organizzativo tramite la consultazione e la condivisione del percorso con gli enti del Gruppo di Riferimento, che direttamente rivolto ai cittadini tramite i tavoli di lavoro ha avuto la necessità/possibilità di essere integrato anche da azioni specificamente rivolte alle associazioni di categoria degli agricoltori e agli alunni dell’Istituto Atestino di Este. Quindi le azioni di coinvolgimento sono risultate le seguenti: • Workshop tecnico-organizzativi del Gruppo di Riferimento • Tavoli di lavoro rivolti ai cittadini che si sono svolti nei comuni di Este (durante il Forum di apertura), Rovolon e Battaglia Terme per un totale di 7 incontri con 100 presenze circa; • Questionari compilati da cittadini e conoscitori del Parco; (in rappresentanza di tutti i comuni, delle associazioni di categoria degli agricoltori e dell’Istituto ITCGS Atestino di Este) • Interviste ai responsabili di: Consorzio Vini Doc, Coldiretti, Confagricoltura, CIA (Confederazione Italiana Agricoltori) • Goccia – scuola: sviluppo del progetto con l’Istituto Tecnico Statale Commerciale e per Geometri “Atestino” di Este (PD) in attività di supporto all’evento finale e alla mostra. Classi coinvolte: III e IV B ERICA • Evento finale “L’acqua siamo noi” • Mostra “Esiti del percorso Partecipato Goccia” 22 PROTECTED AREA NETWORKS DATA DOVE 27 SETT 07 22 NOV 07 17 GENN 08 18 OTT 07 SOGGETTI ESTE GRUPPO DI RIFERIMENTO WORKSHOP ESTE GRUPPO DI RIFERIMENTO E CITTADINI FORUM DI APERTURA Presentazione di GOCCIA alla cittadinanza e avvio del confronto nei tavoli di lavoro CITTADINI TAVOLI DI LAVORO Emersione delle conoscenze, confronto e sviluppo dei temi, proposte di intervento TAVOLI DI LAVORO Emersione delle conoscenze, confronto e sviluppo dei temi, proposte di intervento INTERVISTE Interviste ai responsabili delle principali associazioni di categoria degli agricoltori sul tema acqua e sugli esiti dei tavoli con i cittadini TAVOLI DI LAVORO Programmazione con le insegnanti e tavoli di lavoro con gli alunni: progettazione della mostra/evento finale CONVEGNO MOSTRA Presentazione degli esiti del percorso, inaugurazione della mostra di sintesi dei risultati, votazione ROVOLON 30 OTT 07 13 NOV 07 27 NOV 07 BATTAGLIA TERME CITTADINI CINTO VO’ PADOVA CONSORZIO VINI DOC COLDIRETTI DI PADOVA CIA PADOVA CONFAGRICOLTURA ESTE SCUOLA7: CLASSI III E IV ISTITUTO ATESTINO 17 DIC 07 6 11/17 /24/31 GENN 08 8/14/21/29 FEBBR 08 EVENTO FINALE 1 MARZO 08 SCOPI Costituzione del Gruppo di Riferimento, programmazione e coordinamento del percorso 25 OTT 07 8 NOV 07 22 NOV 07 10 DIC 07 21 GENN 08 TIPOLOGIA INCONTRO ESTE “L’ACQUA SIAMO NOI” Tabella 2: Quadro riassuntivo delle azioni svolte nel progetto GOCCIA 6 Date segnate in blu = programmazione con le insegnanti 7 Il coinvolgimento della scuola è stato programmato dopo il percorso di partecipazione dei cittadini. 23 PROTECTED AREA NETWORKS 3.1 Gruppo di Riferimento Il Gruppo di Riferimento che ha affiancato l’Ente Parco nella strutturazione del percorso, ha avuto un ruolo importante per gli indirizzi dati e l’importante confronto sui temi della gestione e del miglioramento dei corsi d’acqua e dell’ambiente in cui queste si inseriscono. Questi incontri hanno favorito una migliore comunicazione e posto le basi per future sinergie operative. Il GdR, con alcuni enti molto coinvolti e alcune assenze, ha non solo condiviso e indirizzato gli obiettivi del percorso, ma ha fornito, in diverse occasioni, suggerimenti preziosi. Particolare attenzione è stata posta nell’analisi delle proposte emerse e la possibilità di utilizzarle in interventi futuri. Dare valenza agli esiti del percorso partecipato e valorizzare ogni singolo contributo è stato l’intento che il GdR si è posto fin dall’inizio. Nei workshop sono stati presentati e discussi gli stati di avanzamento del lavoro svolto con i cittadini e le tematiche emerse dai tavoli di lavoro. Quindi tramite in confronto si sono prodotte integrazioni, richieste di chiarimenti e proposte di reindirizzo, ciascuno secondo le proprie competenze. Figura 9: Conferenza stampa di presentazione del progetto Goccia 24 PROTECTED AREA NETWORKS Da una di queste discussione è emersa dall’Ente Parco la necessità e l’intenzione di realizzare delle schede di manutenzione nelle quali vengano segnalate le rilevanze vegetazionali e faunistiche del territorio del Parco, calto per calto, con indicazioni su come intervenire e come preservarle. Una prima schedatura prodotta da Rizzieri Masin richiesta e prodotta a seguito di questa indicazione, è riportata in appendice. Figura 10: Incontro in tavoli di lavoro al Forum di Apertura Dal GdR, è emersa la necessità di consultare direttamente le Associazioni Categoria degli Agricoltori, quasi completamente assenti dai tavoli di lavoro ma con un ruolo determinante su questa tematica. Il GdR ha partecipato attivamente anche al Forum di Apertura e all’Evento Finale. 3.2 I tavoli di lavoro con i cittadini Il confronto con i cittadini sul tema dell’acqua nel territorio del Parco Regionale dei Colli Euganei si è sviluppato attraverso 7 incontri: il Forum di Apertura, 3 incontri a Bastia di Rovolon e 3 incontri a Battaglia Terme. Ad ogni incontro hanno partecipato circa 20 persone, per un totale di più di 100 presenze (con persone in più incontri), contribuendo attivamente con le proprie conoscenze ed esperienze. In primo luogo, a partire dalla definizione di una visione comune si sono individuati nel territorio del parco i punti e le aree più significative o più problematiche rispetto a questo tema. Con questi dati è stata prodotta la mappa della percezione. Quindi si sono concordati gli obiettivi principali del progetto, 25 PROTECTED AREA NETWORKS gli attori (soggetti, enti, categorie, ecc) che potrebbero essere promotori e/o destinatari di interventi per perseguire gli obiettivi definiti. Il lavoro si è svolto tramite tavoli di discussione, confronto e condivisione, secondo più tematiche di cui riportiamo in sintesi una breve spiegazione e le principali linee di intervento. Ogni linea di intervento deriva da uno specifico obiettivo e può essere sviluppata in progetto di cui nelle schede linee di progetto allegate si iniziano a definire i soggetti destinatari e/o attuatori e, dove possibile, l’ambito d’intervento. Figura 11: Tavolo di lavoro a Battaglia Terme 26 PROTECTED AREA NETWORKS 3.3 Questionari Il questionario iniziale è stato stampato e distribuito in cinquemila copie e ha avuto una doppia funzione: da un lato ha raccolto informazioni e dati utili al progetto Goccia e alla definizione di una visione condivisa del tema dell’acqua di superficie nel territorio del Parco, dall’altro ha contributo assieme al pieghevole a promuovere una informazione capillare. La distribuzione si è avvalsa di molte collaborazioni tra cui quella di tutti i Comuni del Parco, delle Associazioni di Categoria degli Agricoltori e dell’Istituto Atestino di Este. Il questionario è stato diviso in quattro parti: 1. Profilo identificativo 2. Identificazione di luoghi d’acqua del parco(di particolare pregio, con eventuali problematiche, su cui dare suggerimenti) 3. Percezione/divulgazione del progetto GOCCIA e in generale dei metodi di partecipazione 4. Conoscenza/divulgazione delle competenze degli enti del Gruppo di Riferimento Da questa analisi si è riusciti a definire una mappa dei luoghi maggiormente conosciuti e amati, su cui sono stati anche suggerimenti ed indicazioni. L’indagine si è svolta sui circa 300 questionari restituito compilati, dato abbastanza significativo per un territorio così frazionato come quello del parco. Al di là di qualsiasi pretesa scientifica, non avendo come scopo l’individuazione di un campione di cittadini rappresentativo, si ritiene che le indicazioni date spontaneamente possano costituire una base per una visione condivisa del tema, originale e ricca di proposte interessanti. 3.3.1 Profilo identificativo Il questionario è stato restituito da un numero maggiore di persone di sesso maschile (63%), con età tra 37 e 55 anni (50 %) e titolo di studio medio (70% hanno terminato le scuole medie inferiori e/o superiori). Alcuni risiedono in comuni del Parco, altri in comuni esterni. In alcuni casi lo stesso comune ha una porzione di territorio dentro e fuori del Parco, quindi alcuni paesi compaiono in entrambi i grafici. In qualche caso risulta evidente che il compilatore non sa se risiede e all’interno o all’esterno del confine amministrativo del Parco. Residenti Non residenti Tabella 3: Distribuzione dei residenti e non residenti nel parco 27 Campiglia dei Campodarsego meno di 5 Carceri Casale di Cervarese Comacchio Conselve da 5 a 15 Due Carrare Este Granze Masi più di 15 Megliadino San Megliadino San Monselice Montagnana Ponso Rubano S.Margherita San Pietro Saccolongo Saletto Sant'Urbano Selvazzano Stanghella Villa Estense Villanova del Voltago Abano Terme Arqua' Petrarca Baone Battaglia Terme Cervarese S.Croce Cinto Euganeo Este Galzignano Terme Lozzo Atestino Monselice Montegrotto Terme Rovolon Teolo Torreglia Vo' Euganeo 28 PROTECTED AREA NETWORKS da sempre Ospedaletto Padova 60 50 40 30 20 10 0 80 60 % 40 20 0 Tabella 6: Da quanto abita o frequenta il parco? Tabella 5: Comuni da cui provengono i compilatori che non abitano nel parco. Albignasego Anguillara Tabella 4: Comuni del Parco in cui vivono gli abitanti che hanno restituito il questionario 12 10 8 6 4 2 0 Albettone PROTECTED AREA NETWORKS 3.3.2 Percezione dei metodi di partecipazione L’esito dei questionari rispetto alla percezione del progetto e della applicabilità dei metodi della partecipazione, risulta essere di grande fiducia in queste modalità (anche perché, probabilmente, chi non aveva fiducia nella sua incisività non contribuito all’indagine). Emerge che il 91% (51% molto + 40% abbastanza) ritiene che sia possibile condividere la visione del problema, pensare ed elaborare delle soluzioni per migliorare la qualità e la gestione delle acqua del Parco. 5% 0% 4% per niente 40% poco abbastanza molto 51% nulle Tabella 7: Sono possibili soluzioni migliorative? Ritengono utile promuovere la partecipazione attraverso il progetto Goccia, la maggior parte degli abitanti-utilizzatori: l’86 % (51% molto + 36 abbastanza). 4 1 7 per niente 51 36 poco abbastanza molto nulle Tabella 8: Ritiene utile promuovere la partecipazione attraverso il progetto GOCCIA? 29 PROTECTED AREA NETWORKS Sono interessati a partecipare ad alcuni incontri ed a contribuire a questa iniziativa il 51%, quota che è un po’ al di sotto delle presenze avute nei tavoli (circa 100 presenze). Alcuni cittadini non hanno dichiarato di non essere potuti essere presenti agli incontri, nonostante fossero molto interessati. 60 50 % 40 30 20 10 0 sì no non so nulle Tabella 9: Sarebbe interessato a partecipare ad alcuni incontri e contribuire a questa iniziativa? 3.3.3 I luoghi d’acqua del Parco Dall’indagine svolta tramite i questionari raccolti (circa 300) riportiamo di seguito i luoghi d’acqua del parco considerati di pregio o con criticità. Le indicazioni sono riportate integralmente (come indicate nel questionario) secondo il seguente ordine: - la denominazione del luogo - il comune di ubicazione del luogo (dove indicato o facilmente desumibile) - i suggerimenti specifici - le motivazioni per cui sono considerati luoghi di pregio o critici. Tutte le indicazioni sono state riassunte in una mappa, dove sono riportati i luoghi d’acqua segnalati. Tramite una doppia colonnina sono riportati i livelli di indicazione di luogo di pregio (colonnina verde) e luogo di criticità (colonnina rossa). 30 PROTECTED AREA NETWORKS ELENCO DEI LUOGHI D’ACQUA (come sono percepiti dai cittadini) I testi riportano le indicazioni e le descrizioni presenti all’interno dei questionari, allo scopo di rendere in modo diretto, anche attraverso il linguaggio, la percezione dei compilatori. Alcune località pur definite con nomi diversi, sono state accorpate controllando la localizzazione e le indicazioni proposte.8 1. Acque Termali, Galzignano Terme/Battaglia/ Montegrotto. Acqua ben utilizzata, specialmente quella termale, tanto da considerare le zone termali un polo europeo molto importante. Possibilità di recupero delle acque termali. Gli scarichi delle acque termali rendono salina l'acqua con alterazioni dell'ecosistema servono interventi. Cave e alcuni canali recepiscono acque termali ricche di Sali. Da valorizzare perché sono utili per dare benefici alla salute e al benessere delle persone e sono una risorsa fondamentale per incentivare il turismo locale. 2. Acque Val Calaona e Fonte termale, loc. Rivadolmo, Baone. Acque utilizzate per scopi curativi. Valorizzare le acque termali non tanto le loro qualità, ma apportare miglioramenti e valorizzare di questa zona caratterizzata da specie vegetali in via di estinzione, quindi protezione di flora e fauna. 3. Arco di Mezzo, Battaglia Terme. Pieno di immondizia e rifiuti. È necessaria la pulizia anche del canale vicino, perché può dare valore all'ambiente. 4. Argini Canali, Monselice. È necessario tutelare maggiormente le rive dei corsi d'acqua creando delle fasce di rispetto effettivo. Bisogna rinaturalizzare i corsi d'acqua restituendo gli spazi originari, togliendo le cementificazioni delle sponde e ripristinando lungo gli alvei fasce boscate. Tutti questi interventi aumentano la depurazione dell'acqua, limitando la sua velocità e permettendo alla falda di ricaricarsi. É utile creare bacini estesi di "laminazione" per le acque meteoriche, in tal modo si elimina il pericolo di alluvioni, si mitiga il clima, si creano riserve d'acqua utili sia per l'uomo (antincendio), sia per l'avifauna. Perchè non ricreare le vecchie paludi: Galzignano, Monselice e bonificare con i famosi "retratti" veneziani? Così si possono restituire terreni agricoli modestamente produttivi. 5. Bacini di raccolta, Galzignano Terme. Potenziamento bacino di raccolta anche per limitare il controllo di subsidenza. È necessario tutelare maggiormente le rive dei corsi d'acqua creando delle fasce di rispetto effettivo. Bisogna rinaturalizzare i corsi d'acqua togliendo le cementificazioni delle sponde, ripristinando lungo gli alvei fasce boscate per aumentare la depurazione dell'acqua, limitando la sua velocità, e permettere alla falda di ricaricarsi. Migliorare il sistema di Canali. 6. Botte del Pigozzo, Battaglia Terme. Canale di sotto. 8 La particolarità dei nomi e la specificità delle indicazioni hanno contribuito a dare un quadro d’insieme che, anche se non può ritenersi scientifico, propone una “lettura” dei luoghi più amati e conosciuti. In alcuni casi non siamo riusciti a decifrare i testi scritti a mano. 31 PROTECTED AREA NETWORKS 7. Calto Brecale, Cinto Euganeo. Discarica coperta d'acqua; uno dei luoghi di prestigio diventato deposito di immondizia varia, calcinacci e altro. 8. Calto Callegaro, Galzignano Terme. Sistema acque via Barbarigo; si potrebbe sfruttare la quota della sorgente del calto Callegaro, formando dei laghetti di invaso e da questi attingere acqua, soprattutto il tratto medio alto poco curato,funzione ecologica e turistica. 9. Calto Cengolina, Galzignano Terme. Ci sono problemi di irrigazione nella zona della Cengolina; per chi ha bisogno di irrigare in loc. Cengolina si è costretti ad attingere dal calto del Venda (insufficiente in estate). 10.Calto dea Casara, Buso dea Casara, loc. Valnogaredo, Cinto Euganeo. È una fonte d'acqua che si disperde in un calto. Si potrebbe raccogliere in un bacino per sfruttarla. È una sorgente, una fonte naturale con acqua potabile e fontana ben sistemata. Si segnala la presenza di gamberi di fiume. È un luogo di grande pregio storico e naturalistico. Presenza di acque scure nel calto Casara nella parte finale verso valle. 11.Calto del Pianzio e sorgente, Galzignano Terme. La loc. Pianzio è priva di corsi d'acqua, si è costretti ad attingere dal calto. Ci sono numerose sorgenti abbandonate che potrebbero essere recuperate. 12.Calto delle Albere. Presenza del gambero di fiume. 13.Calto e sorgente delle Muneghe, loc. Calaone, Baone. Si propone utilizzo per creare bacini di raccolta per irrigazione vigneto. Presenza del gambero di fiume. 14.Calto Gazzolina, Vo' Euganeo. Segnalo il problema di un prematuro prosciugamento con la conseguente morte dei girini ivi presenti,con annessa sorgente, centro di forte concentramento di rospi (migliaia di esemplari) che emigrano da tutto il bacino attraverso il calto fin lì; particolare luogo di pregio per la sua fauna rappresentata in prevalenza da anfibi e flora caratteristiche di zone umide. 15.Calto Malo, Torreglia, Primo tratto del Rio Malo. 16.Calto Moretto, Cinto Euganeo. Da sistemare con briglie. 17.Calto Pavaglione, Galzignano Terme. Scarsa manutenzione, scarsa presenza di fasce tampone lungo gli appezzamenti agricoli,importanza storica; inserita in un contesto naturale di particolare pregio. 18.Calto Pendice e laghetto Rocca Pendice, Teolo. Calto che scende da Rocca Pendice verso Villa di Teolo, mancanza di gestione del calto particolarmente pregiato con torrente "step and pool". 19.Calto Vaccare, Vo' Euganeo. 20.Canale Battaglia, Battaglia Terme. Bloccare la sporcizia e rifiuti. Non si potrebbe riuscire a bloccare prima lo sporco ora trasportato dall'acqua in pieno 32 PROTECTED AREA NETWORKS centro storico? Non si potrebbe fare qualcosa per ripulirlo sistematicamente? Serve trovare una soluzione al problema della pulizia del canale. Il Genio civile di Padova dovrebbe provvedere ad una pulizia del canale in centro a Battaglia Terme e regolare lo sfalcio dell'erba lungo gli argini. Si segnala la presenza di sterpaglie e canneti. Vi sono cittadini e netturbini incivili che sporcano con rifiuti i corsi d'acqua, inoltre alcune immondizie provengono da nord e provocano disagi alla navigazione. È invaso dai rifiuti, con presenza di erbacce e immondizia nonostante le continue lamentele dell'amministrazione comunale. Lo sporco è depositato in centro storico. È necessario mettere in sicurezza le mura del canale che merita di essere valorizzato. Si propone l’attivazione di un percorso ciclo-pedonale lungo il canale con un bellissimo panorama. Salvaguardare l’area Valli Selvatiche, per la sua valenza storica, per l'aspetto ambientale e l'importanza paesaggistica. Migliorare il sistema dei canali. 21.Canale Bisatto, Lozzo Atestino- Battaglia Terme. Il Canale che costeggia la statale nel territorio del Parco va da Mezzavia (Montegrotto) fino a Monselice, è molto importante perchè un tempo era una via di commercio e di collegamento con Venezia. Ha acque poco pulite. Creare una tubazione partendo dai corsi d'acqua (es. Bisatto e Fossona) che poti acqua in cima ai colli. Tramite tubo in pressione che parta dai canali Canaletto, Bisatto e Fossona che rifornisca bacini in quota, dai quali poter attingere acqua per irrigazione a goccia. Riuscire a portare degli invasi in zona Bisatto dai quali poter attingere. Poter creare degli invasi nella zona del Bisatto dai quali attingere, sterpaglie e canneti, cittadini e netturbini incivili che sporcano con rifiuti i corsi d'acqua. 22.Canale Canaletto, Scolo, Lozzo - Vo' Euganeo. Si propone di creare dei bacini nei calti con acqua perenne. Si potrebbe pensare all'installazione di un tubo in pressione che porta l'acqua in quota dalla Fossona e dal Bisatto per il continuo rifornimento dei bacini o calti in quote. Pulizia carente. Zona svantaggiata tra Este e Cinto Euganeo. Si segnala inquinamento ed eccessiva riproduzione di alcune specie animali non autoctone (nutrie). Inquinato. 23.Canale di Sotto, Battaglia Terme. 24.Canale Rialto, Canale delle Chiaviche, Scolo Rialto Treporti, Montegrotto Terme, Rovolon, Teolo. Lungo il canale/scolo "Rialto" potrebbe essere effettuata una pista ciclopedonale per completare la rete dei percorsi ciclabili e turistici. Costretti ad attingere al calto per irrigare, ma d'estate vi è insufficienza d'acqua. Rifiuti in canale. Rialto intasato, Criticità dello scolo Rialto Treponti per scarichi in zona Teolo. Esondazioni. Critica la qualità dell’acqua per scarichi zona industriale di Teolo. 25.Canaletta Via Valli, Monselice. Località Valli area di confine tra Monselice ed Arquà Petrarca. 26.Cascata Schivanoia, Calto Contea, Teolo. Unica cascata naturale dei Colli Euganei, luogo estremamente suggestivo; presenza di gambero di fiume. Salvaguardare il mulino. Creare dei bacini nei calti con acqua perenne. Recupero del vecchio mulino adiacente. Da valorizzare per la flora e il biotipo presente, tratti particolarmente suggestivi. 33 PROTECTED AREA NETWORKS Figura 13: Mappa della percezione dei luoghi d’acqua 34 PROTECTED AREA NETWORKS 27.Conca di Navigazione, Battaglia Terme. Luogo di pregio per la sua visibilità. Da valorizzare per il pregio ambientale, per la funzione che ha svolto e come l'opera di ingegneria. 28.Ferro di Cavallo, Battaglia Terme. Manutenzione e valorizzazione di sentieri e della zona umida. Scoli spesso intasati. Carente la flora nei fossati. 29.Fontana Passarotolo. 30.Fonte delle Volpi. Si potrebbe creare un invaso in prossimità del calto del Pianzio e da lì portare in quota tramite un tubo in pressione. Zona molto critica. 31.Fonte Moretto, Rovolon. Togliere la cementificazione della fonte Moretto e la totale deviazione della sorgente. È l’esempio di come i privati cittadini chiudono le fonti, enti che non si interessano di salvaguardare il valore del nostro territorio. Vi è una scarsa erogazione dell'acqua. 32.Fonte Praglia. Inserita in un contesto naturale di particolare pregio. 33.Fonte Regina, sorgente abbandonata, Torreglia. Eliminare muro esistente e riportare al naturale. Ci sono numerose sorgenti abbandonate che potrebbero essere recuperate e valorizzate dal punto di vista naturalistico. Calto Calcina con alveo incassato in roccia sopra fonte Regina. 34.Fossi tra Este e Baone. Forte distruzione della flora. 35.Laghetto del Venda, Laghizzolo, Vò Euganeo. Ripristinare zone umide tipo laghetto del Venda, potrebbero servire bacini di raccolta per irrigazione vigneto località Boccon e Zovon sfruttando il laghetto del Venda, sorgente ex laghetto del Venda. 36.Laghetto di Galzignano, Galzignano Terme. Spesso usato come discarica. 37.Laghetto valle Toffan e fossi, Rovolon. Valli Toffan impossibile da visitare per chiusura della proprietà. 38.Lago Costa, Arquà Petrarca 39.Lago Frassanelle, Rovolon. Enti che non si interessano del valore del nostro territorio, vedi scoli. 40.Lago Lispida. Monselice. Da valorizzare la zona e la località che lo comprende. 41.Lago San Daniele, detto anche Lago Verde, Torreglia. Luogo molto bello, utile per le varie specie animali ma che sul fondo è una discarica da ripulire. 42.Loc_Cava della Mora, Torreglia. Da rifare briglie e muro a secco. 43.Località Valli, Monselice - Arquà Petrarca. Invaso dai rovi, Luogo di particolare pregio nei Colli Euganei. 35 PROTECTED AREA NETWORKS 44.Paesaggi di bonifica Veneziani, Monselice. É necessario tutelare maggiormente le rive dei corsi d'acqua creando delle fasce di rispetto effettivo. Bisogna rinaturalizzare i corsi d'acqua restituendo gli spazi originari. Togliendo le cementificazioni delle sponde, ripristinare lungo gli alvei fasce boscate. É utile creare bacini estesi di "laminazione" per le acque meteoriche, in tal modo si elimina il pericolo di alluvioni. 45.Parco ex INPS, Battaglia Terme. Valorizzare il corso d'acqua nel parco che è diventato ora eccezionale grazie all'intervento del Parco Regionale dei Colli Euganei. È stato svolto un lavoro di alta ingegneria forestale con competenze veramente di alto livello. Valorizzare i viali. Possibilità di recupero dell’utilizzo delle acque termali. 46.Rio - Calto Freddo. Appena al di sopra della sorgente ci sono molte immondizie. Luogo di particolare pregio nei Colli Euganei. 47.Rio - Calto Molini, Vo' Euganeo. Da esso scaturisce acqua fresca in ogni periodo e anche se bevuta in quantità non fa male. 48.Rio Calcina, Torreglia. Scarichi, alveo incassato in roccia sopra fonte Regina; presenza di macrofite di pregio. Tratti particolarmente suggestivi. 49.Rio Fontanelle. 50.Rio Foretto. Creare dei bacini nei calti con acqua perenne. 51.Rio Meggiaro, Este. Meggiaro alto - calto ora scambiato per una discarica. Rio Meggiaro (o Calzo) mi ricorda la mia giovinezza dove nelle vasche di espansione andavamo a fare il bagno. 52.Rio Spinoso, Montegrotto Terme. Creare dei bacini nei calti con acqua perenne. 53.Scoli Arquà Petrarca, Arquà Petrarca. Scoli connettori 54.Sorgente, Lozzo Atestino. Sarebbe importante da rivalutare come sito, trattasi di una sorgiva d'acqua posta in via Anconetta ai piedi del sacello votivo dedicato alla Madonna, tale sorgente è utilizzata da moltissima persone che imbottigliano l'acqua ad uso potabile. 55.Sorgente Corte Borin, Arquà Petrarca. Zona umida. Fontana danneggiata da vandali. 56.Sorgente la Madonetta. Necessita di una maggiore manutenzione (va pulito da legname e ciottoli che si fermano sull'alveo. In passato (meno di 10 anni fa) pericolose alluvioni che hanno visto coinvolte le abitazioni che la costeggiavano causando numerosi danni. 57.Sorgente Sereo, loc. Sereo - Monte delle Valli, Rovolon. Frequenti inondazioni. Su via Monte Sereo, fonte con acque che si disperdono nelle fognature. Manca (perché è stato chiuso), il sentiero attorno al laghetto dal quale l'acqua sorgiva arriva a Bastia. 36 PROTECTED AREA NETWORKS 58.Sorgente Turetta. Creare dei bacini nei calti con acqua perenne. 59.Zona Umida, Torreglia. Fossi che confluiscono verso la zona umida San Daniele: presenza di acque scure. 60.Zona umida, Teolo. Si potrebbero accelerare i lavori inerenti all'allargamento del canale. La formazione di invasi a cui attingere potrebbe essere una soluzione per la zona. Figura 14: Oasi Naturalistica LagoSan Daniele, detto Lago Verde 37 PROTECTED AREA NETWORKS 3.4 Obiettivi principali emersi Questi gli obiettivi emersi in modo condiviso dal Forum di Apertura, a cui hanno partecipato molti rappresentati istituzionali, e dai tavoli di lavoro dei due comuni di Battaglia e Bastia: • Migliorare la gestione del territorio agricolo • Regolamentare il prelievo idrico • Migliorare la qualità delle acque • Integrare/completare il sistema degli scarichi fognari • Produrre percorsi di sensibilizzazione e formazione • Coordinare enti che si occupano della risorsa acqua con lo scopo comune di migliorare lo stato di salute delle acque e regolamentare il loro utilizzo • Produrre protocolli di manutenzione che siano attenti alla salvaguardia della vegetazione e funzionali ad un migliore scorrimento delle acque • Far conoscere i corsi d’acqua, favorendo l’apprendimento e la valorizzazione delle risorse idriche • Sensibilizzare le persone all’amore e alla cura verso l’ambiente ed in particolare verso i corsi d’acqua • Rendere sicuri ed attraenti i luoghi legati ai corsi d’acqua Figura 15: Durante i tavoli di lavoro i partecipanti visualizzano i luoghi di cui si discute contrassegnandoli sulla mappa del parco 38 PROTECTED AREA NETWORKS 3.5 Attori Partendo dall’analisi degli obiettivi, dei luoghi di criticità e di pregio Attraverso questa analisi sono state individuate possibili linee di intervento promosse e rivolte, a seconda del progetto, a uno o più enti e soggetti tra i seguenti (in ordine alfabetico): • Agricoltori • Amministrazioni Comunali • Associazioni di Categoria • Centro Veneto Servizi (CVS) • Cittadini • Consorzi di Bonifica ed altri enti che gestiscono la risorsa idrica • Corpo Forestale dello Stato • ETRA Spa • Genio Civile • Parco Regionale dei Colli Euganei • Privati • Provincia di Padova • Regione del Veneto • Scuole • Servizi Forestali Regionali • ULSS - Unità Locale Socio Sanitaria (come supporto in specifici progetti) 3.6 Interviste alle associazioni di categoria degli agricoltori Il progetto Goccia, conclusa la fase di ascolto dei cittadini da cui sono emerse diverse richieste indirizzate alle associazioni categoria degli agricoltori, è stato integrato secondo le indicazioni del Gruppo di Riferimento, da alcune interviste ai presidenti/responsabili di: • CONSORZIO VINI DOC, • COLDIRETTI, • CONFAGRICOLTURA, • CIA (CONFEDERAZIONE ITALIANA AGRICOLTORI) Incontrando singolarmente i rappresentanti delle associazioni degli agricoltori abbiamo presentato le proposte emerse dai tavoli di lavoro e abbiamo chiesto di dare una loro visione e dei suggerimenti sul tema. Tutti hanno dato indicazioni precise rispetto alle problematiche che incontrano sul tema dell’acqua interpretando esigenze e bisogni degli imprenditori agricoli che rappresentano e operano nel territorio del Parco e le cui coltivazioni principali sono la vigna e l’uliveto. 39 PROTECTED AREA NETWORKS Figura 16: Vigneti nel Parco Regionale dei Colli Euganei Di seguito si riportano, in sintesi, i punti salienti delle interviste9. CONSORZIO VINI DOC Intervista al Presidente Antonio Dal Santo di Cinto Euganeo “Mi congratulo con il Parco per aver deciso di affrontare il tema dell’acqua, tema importante su cui è necessario fare il punto. Acqua nel parco ce n’è ma ci sono momenti di grave penuria creando difficoltà agli imprenditori agricoli. In alcuni casi, invece, le piogge abbondanti provocano danni da dilavamento con fenomeni di erosione e strade invase da detriti. Ci sono fonti non utilizzate che sono da riattivare e valorizzare. Le tubazioni talvolta disperdono acqua lungo i percorsi di distribuzione su serve intervenire per ridurre la dispersione. È necessario creare un sistema di raccolta di acqua piovana, come scorta nel caso di incendi e periodi di siccità. A questo scopo si propone di fare un piano di riconversione delle cave come invasi che diano continuità nell’approvvigionamento idrico.” COLDIRETTI di PADOVA Intervista al Presidente Marco Calaon di Vò “A novembre la Coldiretti ha organizzato un convegno sul tema delle variazioni climatiche. Vi è la previsione di un ventennio siccitoso e in particolare in zona collinare la siccità è un elemento critico per le colture. Il Consorzio di Bonifica ha un progetto in fase di studio. C’è la necessità di creare invasi che attualmente non esistono. E serve crearli con una particolare attenzione ambientale. Si deve ripensare al modello del recupero dell’acqua. Gli agricoltori hanno un fabbisogno idrico di circa 20mc/sec d’acqua per ettaro. È da incentivare l’irrigazione a goccia. Con l’irrigazione a pioggia la quantità necessaria sale a 25ml/mq che non è più sostenibile con gravi ripercussioni sul prodotto. Quali incentivi potrebbero essere disponibili per questa riconversione necessaria? 9 I testi di sintesi non sono stati rivisti dagli intervistati. 40 PROTECTED AREA NETWORKS In Brenta la falda si è abbassata di 10 mt. Serve un contingentamento dei pozzi. L’irrigazione da canaletta rallenta e ricarica la falda però ne compromette la qualità. Sono molte le attività di cava in dismissione, che potrebbero essere convertite in invasi d’acqua. Stiamo studiando aziende israeliane che hanno inventato una irrigazione a basso consumo con distribuzione costante e a basso impatto. Servono però investimenti molto onerosi non sostenibili dal singolo imprenditore perché i periodi di ammortizzazione sarebbero troppo alti. Serve fare un uso intelligente delle risorse idriche.” CONFAGRICOLTURA di PADOVA Intervista al Direttore Renzo Cavestro “Molti sono i viticoltori nel Parco e serve provvedere a creare invasi per la raccolta dell’acqua con attenzione al Piano Ambientale come sta facendo in Consorzio di Bonifica. Abbiamo fatto recentemente un viaggio studio in Olanda. Ogni serra ha vasconi per la raccolta dell’acqua meteorica. Quando si verificano eventi intensi servirebbero bacini adeguati. I canali sinuosi sono da promuovere rispetto a quelli con andamento dritto che porta l’acqua velocemente al mare. Si dovrebbero penalizzare i prodotti pronti al consumo perché minano la qualità dell’acqua. Il tema dell’acqua è molto complesso e si può riassumere nel detto popolare “L’acqua può essere matrigna o può essere madre.” ” CIA, CONFEDERAZIONE ITALIANA AGRICOLTORI di PADOVA Intervista al Presidente Daniele Toniolo “Il tema proposto dal Parco è indubbiamente interessante per la nostra associazione di categoria. Sicuramente per l’attività di coltura intensiva come la vini-viti-cultura di superficie media (da 10-15 a 40 ettari) avere quantità adeguate d’acqua per la coltivazione è importante. Ma l’acqua è importante sia sotto il profilo della quantità che di quello della qualità. In alcune parti del Parco c’è disponibilità adeguata mentre in altre molto meno.il Consorzio di Bonifica Bacchiglione-Brenta propone di prelevare dove c’è molta acqua, incubarla e portarla a monte per poterla distribuire dove ce n’è poca (tra Arquà ed Este). È in corso uno studio di fattibilità. Sarebbe importante investire a breve nelle aziende “vitali” quelle in cui gli imprenditori hanno attività ben avviate e non sono a rischio “pensione”, situazione in cui spesso l’azienda agricola va in crisi o chiude. Nelle coltivazioni specializzate l’irrigazione a goccia è il futuro. L’apporto di acqua e di concimi deve essere migliorato in efficienza. Gli investimenti anche se non elevati sono continui. Ogni volta che un agricoltore rinnova il vigneto dovrebbe investire in questo senso. Dispersioni d’acqua o uso eccessivo di concime sono comunque una perdita aziendale oltre che politiche non sostenibili dal punto di vista ambientale.” 41 PROTECTED AREA NETWORKS Figura 17: Ambienti d’acqua da valorizzare 42 PROTECTED AREA NETWORKS 4 TEMATICHE E LINEE DI INTERVENTO PROPOSTE I tavoli di lavoro sono state occasioni di confronto e dibattito tra i partecipanti. Tutti hanno contribuito attivamente, mettendo in gioco conoscenze e competenze riguardo il proprio territorio. Ogni tematica è stata sviluppata partendo dalla definizione del tema, anche in relazione al territorio in cui si sono svolti gli incontri, e successivamente proponendo per ciascuna tematica delle linee di intervento. In sintesi l’esito della partecipazione può essere riassunto nelle seguenti tematiche: • Coordinamento tra gli enti10 • Monitoraggio • Dissesto idrogeologico e aspetti urbanistici attinenti • Gestione, Manutenzione e Valorizzazione • Risparmio idrico e variazioni climatiche • Scarichi, inquinamento • Sensibilizzazione, formazione e didattica Per ciascuna tematica sono state concordate una spiegazione, alcune linee di intervento possibile. È stata data anche qualche indicazione sui possibili soggetti promotori – attuatori e fruitori dell’intervento. 4.1 Coordinamento tra gli enti Questo tema è legato alla gestione della risorsa acqua da parte delle Amministrazioni locali e degli enti interessati. Viene segnalata la mancanza di coordinamento tra i diversi enti che lavorano nel Parco, ma spesso anche la percezione che non vi sia un obiettivo primario di sostenibilità ambientale perché ogni ente ha obiettivi specifici e talvolta conflittuali rispetto alla tutela ambientale. Si auspica la definizione di un quadro preciso delle competenze dei diversi enti rispetto al tema dell’acqua, esplicitando nel miglior modo possibile, le modalità operative di intervento quando le competenze si sovrappongono o quando per alcune opere vi è una carenza. Per migliorare il coordinamento tra gli enti è necessario attivare canali di comunicazioni sia tra ente e ente, sia tra ente e ditta a cui viene appaltato il servizio. Ad esempio è stata segnalata la presenza di specie vegetali di pregio da tutelare quando si interviene con opere di sfalcio. I Consorzi hanno proposto 10 I temi sono tutti correlati tra loro ma in particolare Coordinamento e Monitoraggio risultano trasversali e complementari rispetto a tutti gli altri. 43 PROTECTED AREA NETWORKS una mappatura11 e i cittadini hanno proposto una segnaletica adeguata, attraverso cui comunicare la presenza di essenze di valore da rispettare, tutelare e valorizzare. Si propongono dunque azioni di coordinamento, con l’obiettivo primario di salvaguardia e di sostenibilità ambientale, di responsabilizzazione degli enti, di coinvolgimento delle società privatizzate che gestiscono l’acqua potabile (ETRA, CVS). Linee di intervento • Organizzazione di un sistema di coordinamento, individuazione e ripartizione dei ruoli per ciascun tipo di corso d’acqua del Parco • Collaborazione tra enti che si occupano di manutenzione e i membri dei circoli remieri (che offrono un punto di vista differente e delle competenze utili) * Segnalazioni dei partecipanti - importante progetto in corso sui canali di bonifica promosso nell’area centro ovest del Parco, incontro avvenuto recentemente tra i referenti di alcuni Comuni dell’area Parco e gli Enti addetti alla gestione-manutenzione dei corsi d’acqua per realizzare un sistema di coordinamento degli interventi 4.2 Monitoraggio Questo tema è emerso in modo trasversale, come base di partenza necessaria e indispensabile. Questa esigenze trova risposta già all’interno di PAnet 2010 attraverso l’azione monitoraggio e caratterizzazione biologica dei corpi idrici del Parco dei Colli Euganei il cui esito è riassunto nella CARTA ITTICA DEI COLLI EUGANEI. Figura 18: Molti hanno richiesto un censimento delle fontane presenti nel parco 11 L’esperto Rizzieri Masin, a seguito della discussione sulle emergenze vegetazionali i problemi di manutenzione degli argini, svoltasi durante il Forum di apertura, ha prodotto una mappatura che riportiamo in appendice come primo esito di Goccia. 44 PROTECTED AREA NETWORKS Linee di intervento • Censimento dei calti e delle fontane • Monitoraggio costante dello stato delle acque dal punto di vista chimico biologico • Censimento degli scarichi (civili ed industriali), in particolare sul canale Bisatto e scolo di Lozzo, in relazione agli scarichi locali e alle attività conciarie della provincia (canale Battaglia, ecc.) • Monitoraggio, valorizzazione e tutela dei punti d’eccellenza botanica esistenti nel Parco (in alcuni casi unici a livello europeo) • Diffusione dei dati del monitoraggio sullo stato di salute delle acque e dei dati relativi alle sanzioni (in modo da verificare, nel corso del tempo, quanti soggetti vengono colpiti da sanzioni e come questo incide sull’inquinamento) • Monitoraggio della portata d’acqua di tutti i corsi e fiumi • Monitoraggio dei furti d’acqua e azione di controllo sul territorio (in particolare nei periodi di siccità) 4.3 Scarichi, inquinamento Si è posta l’attenzione sul funzionamento e la manutenzione degli impianti di depurazione e della rete di smaltimento delle acque reflue; sono stati individuati alcuni problemi legati all’utilizzo di diserbanti e alla scomparsa della zona umida di Frassanelle, alla raccolta e allo smaltimento dei rifiuti, allo scarico delle acque termali nei corsi d’acqua e, in generale, all’inquinamento delle falde acquifere dovuto alle attività attuali e passate. Si segnalano i problemi di inquinamento, in particolare nel comune di Battaglia Terme, determinati dalla confluenza delle acque di molti canali e fiumi che hanno prima attraversato numerosi comuni dell’area Parco. Si discute se ricorrere o meno a strutture (sgrigliatori e chiuse) da situare in punti strategici per risolvere il problema rifiuti/inquinamento (riferimento alle chiuse di Bassanello e a Monselice e ai problemi che producono). Si segnala l’impoverimento della flora legato all’inquinamento chimico. Alcuni sollevano i problemi che impediscono o rendono difficile la navigabilità dei corsi d’acqua. Linee di intervento • Censimento degli scarichi (civili ed industriali), in particolare sul canale Bisatto e scolo di Lozzo, in relazione agli scarichi locali e alle attività conciarie della provincia (canale Battaglia, ecc.) • Riorganizzazione globale del sistema fognario nell’intero bacino del Parco (si segnala l’assenza della rete fognaria su circa i 4/5 del territorio, un uso eccessivo della subirrigazione, la necessità di attuazione di nuovi sistemi di depurazione, l’anomalo utilizzo dei pozzi artesiani come pozzi a fondo perduto, la presenza di fognatura mista in molte zone della rete) • Controllo dei depuratori e degli sfioratori delle fognature miste • Verifica dei problemi causati dallo scarico nei corsi d’acqua delle acque termali (salate e calde) 45 PROTECTED AREA NETWORKS • Verifica dell’inquinamento sulla flora autoctona acquatica (alofite –idrofite) • Monitoraggio rarefazione fauna ittica (collina-piano) • Prevenzione inquinamento attraverso protocolli per le coltivazioni (aree di rispetto da corpi idrici per le coltivazioni arboree da frutto e quelle cerealicole) • Maggiori controlli, misure di prevenzione, persuasione, punizione sia da parte dei Consorzi di bonifica verso gli agricoltori sia da parte degli amministratori verso i cittadini. Maggior numero di interventi di pulizia dei canali e dei corsi d’acqua • Raccolta rifiuti e pulizia dei corsi d’acqua (definizione tempi, modalità e competenze) in particolar modo nelle zone di maggiore confluenza • Aumento dei controlli e dell’attività sanzionatoria nei confronti di chi non effettua la raccolta differenziata 4.4 Dissesto idrogeologico e aspetti urbanistici Il tema si propone di analizzare l’argomento acqua con uno sguardo attento al tema dell’uso del suolo: l’urbanizzazione, accompagnata dall’impermeabilizzazione del suolo, comporta la rottura dell’equilibrio idrogeologico del territorio. E’ necessario quindi fornire indicazioni su uno sviluppo urbanistico “compatibile” con la tutela del territorio. Si riflette sull’utilità e la capacità del sistema di bacini utilizzato e sui problemi dell’impermeabilità del suolo generati dalla cementificazione anche rispetto alle evidenti variazioni climatiche che comportano tempi luoghi di siccità. Alcuni sollevano il problema della riduzione del diametro/dimensione dei canali di scolo e richiedono il controllo da parte degli enti competenti. Altri sostengono che la chiusura di scoli e fossati da parte dei contadini crea ulteriori problemi in caso di piogge eccezionali. Linee di intervento • Manutenzione del territorio (muri a secco, aree abbandonate, sistemazioni agrarie e idraulico/forestali) • Scelte costruttive che minimizzino l'impermeabilizzazione (pavimentazioni drenanti, ecc.) • Divieto di pianificare nuove zone di ampliamento nei Comuni non provvisti di un’adeguata rete fognaria e di depuratori sufficientemente dimensionati • Regolamentazione (azione normativa e incentivi) dei sistemi di recupero delle acque piovane, sia per l’edificazione civile (nuove lottizzazioni ed edifici esistenti), sia per gli insediamenti industriali • Revisione delle regole e attività di sorveglianza sulle opere di urbanizzazione delle lottizzazioni (es. sovradimensionamento scarichi, vasche di recupero, ecc.) • Realizzazione di un piano di completamento di reti fognarie, collettori e depuratori, con previsione di tempi, costi, modalità e sanzioni 46 PROTECTED AREA NETWORKS • Riutilizzo delle acque reflue termali ai fini del riscaldamento domestico mediante scambiatori di calore o altra tecnologia, al fine di evitare il surriscaldamento dei corsi d’acqua • Interventi di contrasto all’erosione dei calti ed interventi di regimazione (in particolare per canale Rialto) Figura 19: Per decidere quali temi discutere o stabilire le priorità da affrontare si è proceduto ad una votazione. 4.5 Gestione, Manutenzione e Valorizzazione Questo tema pone l’accento su interventi coordinati e ben organizzati di manutenzione dei calti e dei corsi d’acqua, mediante sfalci e pulizia delle sponde da eseguire in modo accorto e attento alle specie vegetali di pregio, secondo un’ottica di qualità ambientale. Si rendono necessarie l’individuazione precisa delle competenze degli enti che si occupano di gestione e manutenzione dei corsi d’acqua e la differenziazione degli interventi in base alle specifiche esigenze di ogni zona. Si sottolinea l’aspetto della sicurezza legato alla manutenzione. Linee di intervento • Pulizia dei corsi d’acqua, rimozione di ramaglie e altro, con una particolare attenzione alle zone ripide 47 PROTECTED AREA NETWORKS • Interventi sulla vegetazione (per eliminare intralci per la navigazione, in part. Canale Battaglia) • Realizzazione di impianti di decantazione delle acque termali • Miglioramento dei servizi per la navigabilità per favorire l’aumento dell’utenza nell’utilizzo dei canali (per navigazione ed attività sportive) • Verifica del recepimento e della reale applicazione delle regole già esistenti in merito all’utilizzo dei suoli: conservazione degli elementi storici (regolamento comunitario sulla riforestazione), vincoli sull’utilizzo delle risorse idriche (Decreto Ministeriale); larga applicazione del Piano Ambientale del Parco Colli; maggiore attività di informazione, incentivazione, controllo e sanzionamento • Divieto di transito per mezzi motorizzati lungo gli argini • Diffusione dei dati del monitoraggio sullo stato di salute delle acque e dei dati relativi alle sanzioni (in modo da verificare, nel corso del tempo, quanti soggetti vengono colpiti da sanzioni e come questo incide sull’inquinamento) • Definizione di una tipologia di manutenzione dei corsi d’acqua per la conservazione della flora spondale e la valorizzazione/tutela dei punti d’eccellenza botanica esistenti nel Parco (in alcuni casi unici a livello europeo) • Individuazione e designazione di un unico referente per la pulizia dei corsi d’acqua • Interventi di regimazione delle acque (anche per i corsi minori) • Attività di manutenzione con strumenti adeguati alle esigenze del territorio • Azioni che mirino a curare e migliorare l’immagine dei corsi d’acqua, delle rive e degli argini • Interventi di “recupero della memoria” dei luoghi legati all’acqua e dell’utilizzo dei corsi d’acqua; interventi di valorizzazione delle zone umide, in particolare dell’area umida del Monte Sereo • Valorizzazione dei corsi d’acqua mediante progetti di ampio respiro, con il coinvolgimento di più comuni e degli enti sovraordinati • Valorizzazione di molti luoghi di pregio mediante la realizzazione di percorsi per cicloturismo e di itinerari di valenza ambientale e culturale, tra cui: o Sorgenti nei pressi di Lozzo, attualmente punto di sosta e di prelievo idrico “spontaneo”, o Le vasche di epoca romana dell’ex zona termale della Val Calaona (Baone), o La cascata Schivanoia nei pressi di Teolo, o Il lago di Frassanelle, il sistema delle zone umide, in particolare l’oasi di Arquà Petrarca, o Il Canale Bisatto Parco in stato di abbandono lungo la zona golenale (Battaglia, tra via Maggiore e la statale 16 - area di proprietà privata), o Rendere fruibile l’argine ovest di Rio Rialto attualmente non più percorribile 48 PROTECTED AREA NETWORKS * Segnalazioni dei partecipanti - Esistono progetti di ampio respiro per la valorizzazione del territorio dei colli non realizzati e da approfondire, al fine di coglierne gli aspetti attuali e di interesse per il percorso (in particolare: progetto di valorizzazione Bisatto-Bacchiglione, DOCUP 2000-2006, non finanziato; progetto per la navigabilità dei corsi d’acqua del 1960 – anello di 135 km tra Battaglia, Padova, Venezia). - Un cittadino (rappresentante di una società remiera) ha portato un significativo bagaglio di esperienze legate al mondo dell’acqua, nonché un elenco di termini utilizzati in passato per descrivere l’acqua. - Viene citata una guida edita dalla Provincia di Padova nel 1989 sulla flora riparia e sulla fauna. - Richiesta di monitorare e valutare gli interventi previsti tra Galzignano, Battaglia e Arquà (Canali di bonifica), in quanto si ritiene modifichino drasticamente l’equilibrio ambientale. 4.6 Risparmio idrico e variazioni climatiche Si segnala la necessità di ragionare distintamente sulle tre principali fonti di prelievo: industriale, per uso irriguo e per uso domestico. Si pone particolare attenzione sulle fontane, spesso chiuse o abbandonate, e sulla necessaria regolamentazione del prelievo dell’acqua, che oggi vede numerose situazioni di spreco e dispersione della risorsa (es. fonte di Galzignano, Buso dea Casara, ecc.) e un rischio concreto di “lottizzazione” delle fonti. Si propone di analizzare inoltre nuovi metodi di irrigazione (es. goccia a goccia). Date le attuali variazioni climatiche, che vedono alternarsi periodi di siccità ad altri con pericolose alluvioni, diventa necessario considerare l’impatto (in termini ambientali ed economici) che queste hanno sulla popolazione e la produttività. Si ritiene utile pensare ad azioni di prevenzione ed informazione legate a tale tema. Si segnala il problema della subsidenza provocata, forse, da eccessivo prelievo. Linee di intervento • Promozione di una logica di risparmio nell’utilizzo delle risorse idriche nell’ambito agricolo, industriale e domestico • Gestione delle autorizzazioni ai prelievi idrici da parte delle autorità competenti (genio civile) che preveda la definizione, non solo delle portate autorizzate, ma anche dei volumi idrici massimi prelevabili • Predisporre invasi di recupero delle acque meteoriche da utilizzare nell’agricoltura (e/o come riserva in caso di incendi), verificando la possibilità di utilizzare per questo scopo le numerose cave dismesse • Monitoraggio della portata d’acqua di tutti i corsi e fiumi • Monitoraggio dei furti d’acqua e azione di controllo sul territorio (in particolare nei periodi di siccità) • Potenziare l’attività informativa, utilizzando anche il coinvolgimento delle scuole • Predisposizione di strumenti per la valutazione delle effettive esigenze irrigue delle culture 49 PROTECTED AREA NETWORKS Figura 20: Le colline del Parco ricoperte dalla coltivazione della vite. 4.7 Sensibilizzazione, formazione e didattica Il progetto di partecipazione ha fatto emergere diverse proposte di promozione di interventi didattici e azioni di sensibilizzazione, informazione e coinvolgimento dei cittadini relativamente alla cura dei calti e dei canali, con l’obiettivo di aumentare il senso di responsabilità verso il proprio territorio e le risorse idriche. In particolare si considera necessario valorizzare la risorsa acqua in quanto bene limitato e pubblico. Linee di intervento • Promozione di azioni di educazione ambientale per responsabilizzare i cittadini e spingerli a prendersi cura dei corsi d’acqua, modificando abitudini e cultura • Promozione di comportamenti da parte degli enti che offrano un esempio di responsabilità e di attenzione verso l’ambiente • Definizione di un Piano di informazione /formazione/sensibilizzazione rivolto agli agricoltori: maggiori informazioni sull’accesso ai finanziamenti, monitoraggio delle proprietà, apertura di uno sportello agricoltori e avvio di incontri informativi e formativi su tecniche di concimazione e irrigazione, legati a forme di incentivazione 50 PROTECTED AREA NETWORKS • Campagna “pubblicità progresso” contro lo smaltimento selvaggio dei rifiuti urbani • Progetti educativi nelle scuole e sensibilizzazione di bambini e ragazzi, con percorsi didattici annuali sulla risorsa acqua calati nella realtà locale, coinvolgendo le famiglie (con azioni di sensibilizzazione rivolte anche a loro) • Promozione di azioni che portino le persone a riavvicinarsi e a riappropriarsi dei corsi d’acqua locali => attraverso conferenze informative e attraverso la distribuzione degli esiti delle ricerche condotte dalla Bioprogramm (relativi ai livelli e tipi di inquinamento) • Attività di sensibilizzazione attraverso visite guidate e materiale informativo audiovisivo • Utilizzo dei nuovi strumenti di comunicazione per favorire la diffusione di atteggiamenti “virtuosi” => dedicare un’area del sito del Parco per foto/filmini per segnalazioni e proposte di intervento 51 PROTECTED AREA NETWORKS Figura 21: Le due classi nel cortile dell’Istituto Atestino di Este. 52 PROTECTED AREA NETWORKS 5 GOCCIA NELLE SCUOLE Il progetto Goccia ha coinvolto Istituto Tecnico Statale Commerciale e per Geometri “Atestino” di Este (PD), con le classi III e IV B E.R.I.C.A. Il percorso con le scuole, programmato nella fase finale per felici coincidenze, è stato avviato progettando con i docenti referenti tempi e fattibilità. La scuola ha in atto uno scambio culturale con il Liceo francese di Pertuis, bellissima cittadina sita nel Parc Naturel Régional du Luberon, parco con caratteristiche molto simili a quelle del Parco Regionale Colli Euganei. Responsabili e docenti referenti per il progetto sono Santina Mingari, Fulvia Cuccato con Florence Lafont, lettrice di lingua francese. Le docenti Mingari Santina e Cuccato Fulvia che sono state referenti e promotrici del progetto Goccia nella scuola essendo il tema dello scambio “Acqua, risorsa preziosa per l’Uomo”. Le due classi sono state coinvolte in modo diretto nella fase di costruzione dell’evento finale e della mostra GOCCIA, a partire dalle tematiche emerse dai tavoli di lavoro12. 5.1 Articolazione del progetto Gli alunni, dopo una prima fase di avvio un po’ complicata da aspetti operativi (la complessità del progetto, i tempi ristretti, la non abitudine a lavorare in gruppo e con classi che non si conoscono, essere coinvolti nel progetto su tematiche sviluppate anche da altri cittadini), si sono dimostrate discretamente coinvolte e hanno dato interessanti contributi per la mostra e l’evento finale. Il progetto GOCCIA - SCUOLA, rappresenta una prima sperimentazione di coinvolgimento delle scuole su tematiche ambientali importanti e complesse. È emerso un reale e appassionato interesse sul tema dell’acqua e dello sviluppo sostenibile pur non essendo materie curricolari in molti hanno dimostrato curiosità e hanno approfondito sia in gruppo che autonomamente, diverse sfaccettature del problema. Alcuni hanno dimostrato una grande capacità ad inserirsi nel progetto in corso con un coinvolgimento fattivo. Il percorso Goccia – Scuola ha sviluppato le seguenti tappe conoscitive: • introduzione ai temi della partecipazione e della sostenibilità; • presentazione del progetto GOCCIA e comunicazione degli esiti dei tavoli di lavoro su cui i cittadini si sono confrontati; • produzione di pensieri liberi (slogan, poesie, disegni, fotografie) per la realizzazione dell’evento finale e della mostra attraverso cui comunicare in sintesi gli esiti del percorso GOCCIA già realizzato e le linee di intervento emerse. 12 Il progetto, già inserito nel Piano dell’Offerta Formativa, è stato presentato ai due consigli di classe che lo hanno approvato. 53 PROTECTED AREA NETWORKS Alcuni studenti hanno messo a disposizione le proprie abilità, con interessanti le disponibilità “artistiche” essendo classi scuola ad indirizzo commercialelinguistico. Quindi le due classi si sono divise in gruppi di lavoro. Le docenti di lingua francese, hanno curato il collegamento con l’attività scambio culturale e favorito l’interazione tra gli alunni. Figura 22: Studenti impegnati nella traduzione di testi nelle diverse lingue con il supporto della lettrice di lingua francese. Di seguito alcune considerazioni dei ragazzi sui temi proposti da Goccia: l’acqua è … … importante per la vita dell’uomo, … è una risorsa da gestire meglio e valorizzare … è un argomento interessante, che sarà utile per sapere cose nuove e conoscere meglio il luogo in cui vivo, … è importante per la sopravvivenza, … è un problema che riguarda tutti – lo trovo interessante, … è un tema comune che interessa l’intera comunità, … è un tema molto importante che va affrontato con cura, 54 PROTECTED AREA NETWORKS inoltre: mi sta molto a cuore il risparmio dell’acqua per il nostro futuro, mi interessa ed è una cosa importante, da come mi è stato presentato GOCCIA mi sembra interessante, è una nuova esperienza che potrà essere utile e interessante, è un’occasione per stare insieme. Si riportano anche alcune considerazioni rispetto alla difficoltà ad inserirsi nella tematica, che possono indurre noi adulti - educatori ad interessanti riflessioni: … ho troppi impegni scolastici, … non so … è una cosa nuova, …. non credo di avere particolari abilità nell’allestire una mostra, … vedo che non è solo il parco ad avere problemi ma il mondo intero e questo mi scoraggia. Figura 23: Inaugurazione della mostra ed evento finale nella sede del Parco 55 PROTECTED AREA NETWORKS 5.2 Esiti del progetto GOCCIA SCUOLA Immagini, poesie, scritti e slogan hanno dato vita ad una fascia centrale di ogni pannello tematico della mostra itinerante. Il loro contributo è stato sintetizzato da una fascia riconoscibile al centro di ogni pannello, denominata “i ragazzi dicono …” Acqua viva L'acqua è magia, quasi fantasia. L'acqua è un tesoro che vale più dell'oro. L'acqua non si vanta, eppure incanta. L'acqua zampilla e al sole brilla. L'acqua non ha sapore e neanche odore...... Distrugge massi e porta sassi c'è chi ci vive e chi sta sulle rive. Acqua, acquetta che vien giù dalla vetta acqua potente che vien giù dalla sorgente. L'acqua è vita...... ma attento! Non è infinita! L’acqua è importante aiutaci a salvarla! Figura 24: Una poesia, una immagine e uno slogan. Contributi inseriti nella mostra 56 PROTECTED AREA NETWORKS Al termine della sperimentazione con gli studenti, abbiamo discusso e valutato assieme l’esperienza fatta. Ci sono state alcune critiche rispetto alla complessità del progetto, delle tematiche e ai tempi utilizzabili. Abbiamo concordato che per una volta non si era proposto una lezione chiusa ma un contributo aperto e questo ha creato un po’ di disorientamento. Non si è proposto un tema tipicamente scolastico, ma un problema che li riguarda da veri cittadini, chiedendo di proporre sollecitazioni utili e interessanti volte a sensibilizzare anche altri cittadini. Le proposte dei ragazzi si sono sviluppate in più direzioni e possono essere così riassunte: - slogan, poesie, disegni e fotografie proposte all’interno dei pannelli della mostra itinerante (vedi mostra); - verifica della impostazione della locandina predisposta per l’evento finale e scelta del nuovo titolo “L’acqua siamo noi”; - due rappresentanti hanno presentato nel corso dell’evento finale un loro pensiero sul progetto, anche attraverso un messaggio audio-musicale; - produzione di testi per un pieghevole multilingue (in francese, inglese, tedesco), con lo scopo di pubblicizzare la mostra anche verso stranieri presenti nel Parco. Figura 25: I rappresentanti degli studenti intervenuti all’evento finale 57 PROTECTED AREA NETWORKS Il loro contributo finale, per dare alcune indicazioni al progetto “Goccia nelle scuole” e alcune indicazioni per lo sviluppo futuro del tema, può essere riassunto nelle seguenti considerazioni (tratte dal questionario di valutazione finale): • Goccia è utile per coinvolgere i cittadini e portarli a conoscenza dei problemi che riguardano la comunità, è un buon modo per diffondere una maggiore responsabilità; • Goccia serve per far conoscere questo tema agli studenti delle scuole del Parco in modo da aiutarli ad avere maggiore consapevolezza del territorio che li circonda; • attraverso Goccia ho avuto modo di conoscere anche le idee degli altri; • se un maggior numero di persone si interessasse a questo argomento i risultati sarebbero migliori; • i cittadini che si interessano a questo tema vogliono migliorare le cose per la natura e per noi in un futuro; • molti di questi problemi sono sconosciuti ai ragazzi; • è un argomento che riguarda tutta la comunità; • molti giovani non conoscono i vari problemi che ci sono e i vari progetti; • ho imparato un sacco di cose utili che non sapevo, anche se sono stati dei temi un po’ difficili, abbiamo imparato molto e siamo riusciti a confrontarci; • è stato bello però purtroppo abbiamo avuto poco tempo a disposizione. 58 PROTECTED AREA NETWORKS Figura 26: Locandina di pubblicizzazione dell’evento finale”L’acqua siamo noi” 59 PROTECTED AREA NETWORKS 6 EVENTO FINALE GOCCIA: “L’ACQUA SIAMO NOI” L’evento finale si è svolto sabato 1° marzo 2008 presso la sede del Parco Regionale dei Colli Euganei. Con gli enti del Gruppo di Riferimento e all’interno del Progetto Europeo PANet, il Parco ha proposto l’evento finale del progetto GOCCIA, con l’intento di “leggere” assieme a tutti i cittadini coinvolti, comprendendo tra questi i ragazzi dell’Istituto Atestino di Este, tutti gli esiti raccolti. I ragazzi hanno proposto di pubblicizzare l’evento finale dandogli il nome “l’acqua siamo noi”, tratto da un canto popolare molto significativo, che si riporta qui sotto. Figura 27: Uno dei pannelli della mostra sui temi della sensibilizzazione, formazione e didattica Alla presenza di autorità, studenti e cittadini, sono stati esposti, anche attraverso la mostra Goccia, gli esiti del percorso di partecipazione. I partecipanti hanno potuto indicare la linea di invento preferita o che riteneva più importante in ciascuna tematica apponendo nella fascia destra, un adesivovoto. 60 PROTECTED AREA NETWORKS Figura 28: I rappresentanti istituzionali nel corso dell’evento, presentano la loro partecipazione al progetto e le loro competenze sul tema dell’acqua. Figura 29: Presentazione della mostra Goccia 61 PROTECTED AREA NETWORKS APPENDICE: EMERGENZE FLORISTICHE NELLE ZONE UMIDE DEGLI EUGANEI E NELL’ALLUVIO PEDECOLLINARE13 Appendice a cura di Rizzieri Masin, esperto che a seguito della discussione sulla scarsa attenzione alle emergenze vegetazionali e ai problemi legati alla manutenzione degli argini, svoltasi durante il Forum di apertura, ha prodotto una schedatura operativa che riportiamo come uno dei primi esiti concreti di Goccia. Nei luoghi umidi dei Colli Euganei e della pianura limitrofa crescono oltre 200 entità vascolari. Alcune sono comuni in tutto il Veneto, altre sono invece molto rare in tutta la Pianura Padana e le Alpi. I Colli e l’agro pedecollinare rappresentano per molte di esse un’oasi di rifugio residua. Le piante igrofile, nei fatti, costituiscono una risorsa di biodiversità importantissima per il comprensorio collinare padovano e contribuiscono, con un alto numero di specie notevoli, a incrementare il patrimonio floristico della nostra Regione, che, com’ è noto, è uno dei più ricchi d’Italia. La fortissima antropizzazione del territorio, però, purtroppo, ha condotto, soprattutto nell’ultimo trentennio, a un peggioramento drastico della qualità delle acque e a una forte riduzione dei biotopi umidi. L’insediamento delle piante strettamente legate ai suoli costantemente bagnati o agli alvei inondati di fossi, stagni, rii e canali è quindi, reso sempre più problematico. Nei decenni appena trascorsi, non solo nella piana perieuganea, ma anche nei primi tratti delle balze, sono scomparse alcune piante rare, come ad esempio: Bidens cernua, Veronica anagalloides, Sonchus palustris e Aster tripolim. Altre entità come Mentha pulegium, Senecio paludosus, Nymphoides peltata, Allium angulosum, Marsilea quadrifolia e Gladiolus palustris, pur mantenendo esigue popolazioni, sono scomparse da alcune stazioni note. Se si considerasse tutto il XX secolo la lista delle specie scomparse o che hanno visto una riduzione dei popolamenti si allungherebbe notevolmente; già i decenni successivi alle bonifiche di fine Ottocento e di inizio Novecento avevano, probabilmente, visto l’estinzione di specie notevoli e rare quali Gentiana pneumonanthe, Thelypteris palustris e Lindernia procumbens. Potrebbe, forse, consolare il fatto che alcune specie considerate non presenti o dubbie, quali Ludwigia palustris, Caltha palustris, Anagallis minima, Peplis portula e Juncus capitatus sono state da noi ritrovate di recente in piccole nicchie nascoste tra i coltivi o i boschi cedui. C’è, in realtà, ben poco da rallegrarsi: il progressivo deterioramento del territorio, senza provvedimenti adeguati non può che far presagire per le piante igrofile delle alture padovane e del limitrofo alluvio un futuro assai precario. Meglio non vanno, purtroppo, le cose nel resto della Provincia: anzi! Ci è sembrato opportuno, vista la situazione di grande precarietà in cui versano numerose specie (alcune a immediato rischio di scomparsa), stilare un elenco delle entità in sofferenza o potenzialmente in sofferenza, nella speranza, che maturino, in tempi utili, le condizioni per l’attuazione di provvedimenti atti alla loro 13 Per la nomenclatura scientifica il testo di riferimento è: R. Masin, C. Tietto - “Flora dei Colli Euganei e della Pianura Limitrofa” - Sapi Editore, 2005. 62 PROTECTED AREA NETWORKS tutela. Sulla base delle conoscenze acquisite in un ventennio di ricerche, per ciascuna specie della lista vengono elencati i luoghi in cui questa è attualmente presente, si definisce lo Status di rischio e si specificano sommariamente le cause della sofferenza. Lo status viene determinato, a seconda del livello di minaccia, con una delle seguenti diciture: A minor rischio, Vulnerabile, Minacciata, Gravemente minacciata. In nessun caso lo Status di rischio si riferisce a Liste Rosse Nazionali. All’elenco delle piante autoctone, senza indicazione di Status, viene aggiunto un piccolissimo numero di entità alloctone rappresentative di una presenza più che secolare tra i Monti Padovani e la piana. Le stazioni di specie osservate nel Distretto Euganeo, ma fuori del perimetro del Parco Regionale dei Colli Euganei sono scritte in corsivo e precedute da asterisco. Per le entità rare, che trovano nel Parco l’unico insediamento della Provincia di Padova, lo Status viene evidenziato in grassetto. Adiantum capillus-veneris L. - Murazzi del Can. Battaglia a Battaglia, Ponte sul Rio Calcina agli ex Molini di Torreglia, Conca di Navigazione a Battaglia Terme, cimitero di Monticelli, sifone del Rio Giare sotto al Can. Bisatto a Piombà, rio a Zovon, *Ex Molini di Mezzavia, *Chiavica sul Can. Battaglia del Canaletto che va verso Pernumia. *Ponte del Bacchiglione a Selvazzano. Status di rischio della specie: Vulnerabile (pulizia dei manufatti in cui la specie alligna). Agrostis canina L. - Laghetto ai Maronari sul M.Venda, Laghetto di Laghizzolo, pozze sul M. delle Are, zona a scorrimento superficiale presso la Cava di Perlite a Montegrotto Terme. Minacciata (escavazioni, disturbo antropico, calpestio). Allium angulosum L. - Fossi in Val Calaona. Scomparsa di recente, dalla sponda del Can. Battaglia a Giarre per escavazioni in alveo. Gravemente minacciata (manutenzione sponde, uso di diserbanti, degrado ambientale). Alopecurus aequalis Sobol. - Rio Spinoso al Castelletto, cava del M. Croce a Battaglia Terme. Gravemente minacciata (escavazioni in alveo, invadenza di altre specie, inquinamento). Althaea officinalis L. - Sponde in tutto l’alluvio perieuganeo. A minor rischio (degrado ambientale, invadenza di altre specie). Anagallis minima (L.) Krause - Ruscellamenti superficiali nei boschi sul M. Trevisan e nel Versante occidentale del M. Vendevolo. Gravemente minacciata (esiguità del popolamento, degrado ambientale, espansione della vegetazione arborea e arbustiva). Apium nodiflorum (L.) Lag. - *Fosso di S. Pelagio.Non osservata all’interno del perimetro del Parco. La specie è gravemente minacciata nell’alluvio perieuganeo, ma non è infrequente nell’Alta Padovana intorno ad acque sorgive. Asarum europaeum L. - Sponda del Calto Fogato sul M. Venda, sponda di un “calto” nel versante occidentale del M. Solone, sponde di “calti” tra la Rocca Pendice e il M. Solone. Gravemente minacciata (escavazioni in alveo, degrado ambientale). Azolla filiculoides Lam. - Fossi in Val Calaona; *Fossi a Due Carrare. Neotropicale rara nell’alluvio perieuganeo, ma localmente frequente nella Bassa Padovana Bolboschoenus maritimus Palla - Fossi in zona Volti-Boschette a Torreglia, fossi tra S. Daniele, Monteortone e Torreglia, fossi presso Monticelli, Lago delle Rose, fossi in Val Calaona, Lago Madonnina delle Ave. Vulnerabile (uso di diserbanti, degrado ambientale, inquinamento, espansione di popolamenti di Phragmites australis). Butomus umbellatus L. - Fossi in tutto l’alluvio perieuganeo. Vulnerabile (espansione di popolamenti di Phragmites australis, inquinamento, degrado ambientale, uso di diserbanti). 63 PROTECTED AREA NETWORKS Callitriche platycarpa Kütz - Rio Giare presso Cinto Euganeo. Gravemente minacciata (degrado ambientale, inquinamento). Callitriche hamulata Kuntze - Fosso della Vallarega, fossi a valle della Fontana Coperta a Rovolon, Scolo Degora tra Villa e Treponti. Minacciata (degrado ambientale, inquinamento, invadenza di altre specie). Caltha palustris L. - Fosso di sorgiva alla base Est del M. Viale alle Valli Toffan. Gravemente minacciata (espansione della locale popolazione di Phragmites australis, restringimento dell’alveo del fosso ospitante per riversamento di terreno agricolo). La specie, nella zona delle risorgive dell’Alta Padovana e nel Piovese non è infrequente. Figura 30: Caltha palustris Cardamine L. cfr. mattthioli Moretti (Cardamine pratensis aggr.) - Scolo Nina tra Bastia e Carbonara, Fossi presso Ponte Tezze, Scolo Fossona tra Bastia e Fornaseta, fossi alla base del M. Boscalbò. Minacciata (uso di diserbanti, inquinamento). Cardamine flexuosa With. - Rio Contea, Rio Calcina, Calto Vallorto, Calto Callegaro. Vulnerabile (degrado ambientale, interramento, scarsa pulizia degli alvei ospitanti). Carex distans L. - Prato igrofilo presso il Laghetto del Roccolo, prato igrofilo sul M. Pirio piana presso Monteortone, Valli di Arquà, Valli di Galzignano. Vulnerabile (sottrazione progressiva degli spazi adatti al suo insediamento, drenaggi delle bassure umide, degrado ambientale). Carex divisa Hudson - Ruscellamenti alla base del M. Nuovo, zona umida alla cava del M. Croce a Battaglia Terme. Minacciata (invadenza di specie legnose per mancanza di sfalci, progressiva riduzione dello spazio adatto al suo insediamento). Carex panicea L. - Zona umida nella ex cava del M. Solone: rarissima. Gravemente minacciata (degrado ambientale, invadenza di specie legnose, interramento, esiguità dello 64 PROTECTED AREA NETWORKS spazio in cui è insediata). Nella zona delle risorgive dell’Alta Padovana la specie è abbastanza frequente. Carex vesicaria L. - Fosso che costeggia il Laghetto di Costigliola in pochissimi individui. Gravemente minacciata (degrado ambientale, interramento, estrema esiguità dello spazio in cui è insediata). Carex gracilis Curtis - Sponde dei canali della piana pedecollinare. Vulnerabile (sfalci su rive troppo drastici con mezzi meccanici). Carex elata All. - Canali e fossi della piana pedecollinare; in via di rarefazione. Vulnerabile (riduzione progressiva e rapida delle zone in cui sono presenti nicchie adatte al suo insediamento, canalizzazioni sotterranee dei fossi campestri; uso di diserbanti, inquinamento, degrado ambientale). Carex tomentosa L. - Depressioni e sponde nella piana pedecollinare; in via di forte rarefazione. Vulnerabile (riduzione degli spazi adeguati al suo insediamento, drenaggio delle bassure umide tra i coltivi, degrado ambientale, uso di diserbanti). Centaurium pulchellum subsp. pulchellum (Swartz) Druce - Fanghiglie e suoli umidi alle Valli di Galzignano, alle Valli Valli di Valsanzibio, alle Valli di Arquà Petrarca, in zona Volti-Caposeda-Boschette e in zona Monteortone-S. Daniele. A minor rischio (drenaggio di terreni umidi e pesanti, uso di diserbanti). Ceratophyllum submersum L. - Fosso presso Cinto Euganeo nelle vicinanze del Can. Bisatto in Val Calaona. Gravemente minacciata (esiguità del popolamento, degrado ambientale, inquinamento, uso di diserbanti, espansione di Phragmites australis). Cladium mariscus (L.) Pohl - Sponda dello scolo di mezzo del Retratto di Monselice con un piccolissimo numero di individui presenti. Gravemente minacciata (espansione del canneto, sfalci non selettivi). Clematis viticella L. subsp. viticella - Pochissimi individui in una sponda alle Valli di Valsanzibio. Gravemente minacciata (forse scomparsa di recente per l’invadenza della vegetazione arbustiva riparia). La specie, nelle zone di Vigonza, Peraga, Barbariga, Prati, Villanova di Camposampiero, Tencarola, Bovolenta e Ronchi del Volo, non è infrequente. Crypsis schoenoides (L.) Lam. - Depressione periodicamente inondata in Val Calaona, Depressione periodicamente inondata alla base Nord del Colle di San Daniele. Gravemente minacciata (uso delle bassure ospitanti come campi di cereali con impiego massiccio di diserbanti, riduzione progressiva dello spazio adatto al suo insediamento per drenaggi, possibile realizzazione di un campo da golf a S. Daniele). Cyperus flavescens L. - Sponde del Lago delle Rose ad Arquà Petrarca e dei Laghi S. Antonio a Montegrotto Terme. Minacciata (espansione dei canneti, forte disturbo antropico). Cyperus fuscus L. - Fanghiglie alveali degli alti corsi del Rio Contea, del Rio Calcina e del Rio Molini: specie rara in quota. Vulnerabile (degrado ambientale). Fanghiglie spondicole dei corsi d’acqua minori della piana perieuganea: frequente. A minor rischio (degrado ambientale, inquinqmento). Cyperus michelianus (L.) Delile - Sponda del Rio Spinoso presso il M. Castello a Montegrotto Terme, *sponda del Can. Vigenzone a Due Carrare. Specie esotica naturalizzata, rara in provincia di Padova. Dipsacus laciniatus L. - Sponda del Lago Verde a Torreglia, sponda di un fosso a Battaglia Terme in zona S. Elena, sponda di un fosso a Monticelli. Gravemente minacciata (esiguità dei popolamenti, manutenzioni di sponde con asporto di suolo, espansione della vegetazione spondicola arbustiva). Specie rarissima in provincia di Padova, forse scomparsa in due stazioni euganee dove non è stata osservata nel 2007 a causa di ristrutturazioni di sponde. 65 PROTECTED AREA NETWORKS Epipactis palustris (Miller ) Crantz - Zona argillosa con scorrimento idrico superficiale alle pendici Nord del M. Ceva. Gravemente minacciata (forse scomparsa per sbancamenti adatti all’impianto di un vigneto). Specie assai rara in provincia di Padova e presente, oltre che sui Colli, nella Palude di Onara e alle Sorgenti del Sile a Piombino Dese. Eleocharis palustris s.l. (L.) Palla - Zona a scorrimento idrico superficiale presso la Cava di Perlite a Montegrotto Terme: specie rara in collina. Minacciata. Alvei fangosi a Caposeda, alle Valli Contarine, in Val Calaona e a *Feriole: localmente frequente in pianura. A minor rischio (mancata pulizia degli alvei, degrado ambientale). Epilobium tetragonum L. subsp. tetragonum. - Fossi al Cataio, zona umida della cava di M. Croce a Battaglia, fossi alla Costa di Arquà, fossi al Retratto di Monselice, fossi tra Rovolon e Carbonara, depressioni alla Cava Calton, rivoli sul M. Vendevolo, fossi a Monteortone, fossi alle Valli Toffan. Vulnerabile (invadenza di Phragmites australis e di altra specie, inquinamento, degrado ambientale). Epilobium parviflorum Schreber - Alveo del Rio Contea, alveo del Rio Calcina, alveo del Calto Freddo, alveo del Rio Molini, alveo del Calto della Gazzolina, depressioni alla Cava Calton, rivoli sul M. della Madonna, rivoli a Laghizzolo, rivoli presso lo Stagno di Corte Borin. Vulnerabile (degrado ambientale, inquinamento, invasione degli alvei da parte di specie arboree e arbustive). Epilobium lanceolatum Seb. et Mauri - Muro umido del cimitero di Monticelli, rupe stillicidiosa e rivolo alla base della stessa lungo Via Boscalbò a Praglia, rivolo nel versante Est del M. Pirio. Minacciata (esiguità dei popolamenti, degrado ambientale, invadenza di altre specie, pulizie di muri). Equisetum palustre L. - Sponde del fosso di Via Volti alla base del M. delle Valli, sponde del Rio Spinoso al Castelletto, sponde del “calto” presso il Cimitero di Villa di Teolo, sponde del Rio Giare presso Valle S. Giorgio, fossi al Parco INPS a Battaglia Terme, “calto” parallelo al Laghetto di Costigliola. Vulnerabile (inquinamento, degrado ambientale). Euphorbia palustris L. - Sponda di un laghetto a Montegrotto Caposeda presso l’area S. Antonio, sponde dei fossi alle Valli Contarine, sponde di fossi alle Valli Toffan, sponde dei fossi in Val Calaona *sponde dei fossi tra Lanzetta e Sagrede. Minacciata (degrado ambientale, invadenza di Phragmites australis, uso di diserbanti). Fraxinus angustifolia Vahl subsp. oxycarpa (Willd.) Franco et Rocha Alfonso - “Calti” sul M. Ceva, “ calti” sul M. Spinefrasse, “calto” presso la Cava di Perlite a Montegrotto Terme, sponde al Catajo-Ferro di Cavallo, sponde tra il Catajo e Turri, “calti” sul M. Castellone “calti” e siepi in via Scagliara a Turri, “calti” in Via Regazzoni a Galzignano, zona umida della cava del M. Croce a Battaglia, versante Sud del M. Croce, fosso in zona Grattarole-Civrana, boschetto igrofilo e sponde alle Valli Toffan, bassura sul M. Pirio, base del Colle di S. Daniele, fossi tra S. Daniele e Monteortone, Valli di Valsanzibio presso il Golf Club, sponde del Can. Bisatto a Este, sponde del Can. Battaglia, *sponde a Chiodare. Vulnerabile (tagli ed espianti). L’oleacea, in Italia entità soprattutto a gravitazione centro meridionale, trova negli Euganei uno dei punti di estrema penetrazione a Nord e per tale motivo, merita considerazione. Sovente viene confusa con l’affine Fraxinus excelsior (anche in una recente pubblicazione sugli alberi monumentali della provincia di Padova), un’entità frequente sulle Alpi, ma rarissima nei boschi degli Euganei. Galium palustre L. subsp. elongatum. (C. Presl.) Lange. - Sponde di fossi nella piana perieuganea: Volti-Caposeda, Val Calaona, Retratto di Monselice, Valli di Valsanzibio ecc. . Vulnerabile (degrado ambientale, espansione di altre specie per mancanza di sfalci e di pulizie negli alvei). Gladiolius palustris Gaudin - Espansione spondicola del Calto Fontanafredda (non osservata nel 2006 e nel 2007), zona periodicamente inondata alle Valli Toffan, sponda di un collettore a Marendole. Gravemente minacciata (drenaggio di bassure umide, degrado ambientale, inquinamento). 66 PROTECTED AREA NETWORKS Glyceria fluitans (L.) R. Br.- Tratti delle medie e basse pendici dei rii perenni o “perennanti”. Distribuzione non adeguatamente nota. Vulnerabile (degrado ambientale, escavazioni negli alvei, invadenza di altre specie, inquinamento). Glyceria notata Chevall. Tratti delle medie e basse pendici dei rii perenni o “perennanti” dei Colli, fossi con acque basse e leggermente mosse in pianura. Distribuzione non adeguatamente nota. Vulnerabile (degrado ambientale, escavazioni negli alvei, invadenza di altre specie, inquinamento). Gypsophila muralis L. - Zone a scorrimento idrico superficiale, fanghiglie, sentieri boschivi fangosi: M. Zogo, M. Alto di Torreglia, M. delle Valli, M. Sengiari, M. Merlo, Palù di Torreglia, M. Vendevolo Ovest, M. Calbarina Sud-Ovest, Laghizzolo. Vulnerabile (riduzione degli spazi adatti al suo insediamento per l’arrivo di specie arboree in chiarie umide di origine antropica, trasformazione delle bassure in cui è insediata in campi di cereali). La specie è molto rara nel Veneto e trova nel Distretto Euganeo la maggiore area di diffusione. Gratiola officinalis L. - Lago dei Maronari sul M. Venda, pozza tra il M. Venda e il M. Vendevolo, Laghetto di Laghizzolo, pozze con ristagno sul M. Trevisan, depressioni alla cava del M. Ortone: rara in quota. Vulnerabile (riduzione degli spazi adatti al suo insediamento, degrado ambientale). Sponde al Catajo, sponde tra S. Daniele e Monteortone, sponde a Tramonte, sponde in Val Calaona, sponde ai Palù di Torreglia, ecc.: sporadica in pianura. A minor rischio (degrado ambientale, inquinamento, espansione dei canneti). Hottonia palustris L. - Fosso a Frassanelle, fosso in Val Calaona, Stagno a Piombà, fosso a Monselice, *Canale Bagnarolo a Monselice, Canale Rivella-Pernumia. Minacciata (inquinamento, degrado ambientale, uso di diserbanti, espansione di popolamenti di altre specie negli alvei in cui è insediata). Scomparsa di recente dallo stagno di Corte Borin e da un fosso alle Valli di Galzignano. Specie minacciata in varie regioni d’Italia. Hypericum tetrapterum Fries - Alveo del Rio Contea, alveo del Rio Calcina, pozze permanenti tra Castellaro e Laghizzolo, alveo di un “calto” in zona Pendice, alveo di un “calto” a Boscalbò, alveo di un “calto” sul M. delle Are. Vulnerabile (degrado ambientale, inquinamento, interramenti, diffusione di specie esotiche). Hydrocharis morsus-ranae L. - Alvei permanentemente inondati dei fossi della piana pedecollinare. Vulnerabile (espansione di canneti negli alvei in cui la specie è insediata, inquinamento, degrado ambientale). Inula salicina L. - zona umida alle pendici settentrionali del M. Ceva, prato sul M. Calbrina: rara in quota, Vulnerabile (crescita di arbusti, degrado ambientale). Sponde nella piana pedecollinare: sporadica in pianura. A minor rischio (degrado ambientale, sfalci e pulizie di sponde troppo drastiche e frequenti). Inula britannica L. - Sponde di fossi e canali in pianura. A minor rischio (degrado ambientale). Juncus capitatus Weigel - Piccola area boschiva a ruscellamento periodico di superficie alle pendici occidentali del M.Vendevolo. Gravemente minacciata. (scarsa estensione del popolamento ed invadenza della vegetazione arborea e arbustiva nella chiaria boschiva in cui alligna). Il M. Vendevolo rappresenta per la specie l’ unico luogo di insediamento nel Veneto. Lathyrus hirsutus L. - Incolti erbosi su suolo umido a Battaglia S. Elena, a Torreglia Volti e a Torreglia Boschette, sul M. Venda e sul M. Rua. Vulnerabile (disturbo antropico, degrado ambientale, uso di diserbanti). Leucojum aestivum L. - Sponde alberate tra S. Daniele e Monteortone, sponde alberate a Torreglia Volti, sponda di un tributario del Rio Spinoso a Caposeda, sponda del fosso della ferrovia al Cataio boschetto igrofilo alle Valli Toffan, sponda del Rialto a Frassanelle. Minacciata (espianto progressivo delle siepi spondicole, inquinamento, degrado 67 PROTECTED AREA NETWORKS ambientale, mancata manutenzioni delle rive e conseguente invasivi). Specie scomparsa in varie zone d’Italia. proliferazione di arbusti Ludwigia palustris (L.) Elliott - Alveo di un fosso tributario del Rio Spinoso a Torreglia Volti, alveo del fosso presso il laghetto delle Valli Toffan, depressione periodicamente inondata a Galzignano Ca’ Demia, stagno a Laghizzolo. Gravemente minacciata. (inquinamento, uso di diserbanti lungo le sponde, invadenza di altre specie, degrado ambientale). Specie rarissima nel Veneto e in via di scomparsa in varie parti d’Italia. Lycopus exaltatus Ehrh. - Sponde alberate in Val Calaona, Laghetto del Roccolo, *sponde a Sagrede. Gravemente minacciata (esiguità dei popolamenti presenti, degrado ambientale, proliferazione di specie arbustive lungo le sponde dei fossi in cui alligna, concorrenza di erbe infestanti). Lythrum hyssopifolia L. - Sentieri fangosi, fanghiglie: M. Vendevolo, M. Sengiari, M. Ceva, M. Trevisan, Monticello di Costigliola, M. Rua, M. Ventolone, M. Piccolo, M. Grande, M. Boscalbò, M. Lonzina, M. Alto di Torreglia, M. della Madonna, M. Venda, M. Ortone. A minor rischio (degrado ambientale e concorrenza di altre specie nei sentieri boschivi e nelle pozze). La specie in pianura è rarissima e osservata una sola volta in un collettore campestre nei pressi di Cagnola. I Colli rappresentano per questa entità, pochissimo diffusa in tutto il Veneto, un’importante oasi di conservazione. Peplis portula L. - Sentiero fangoso sul M. Trevisan, pozza alla Cava di Perlite, depressione periodicamente inondata a Galzignano Ca’ Demia. Gravemente minacciata (presenza antropica e calpestio nella Cava di Perlite e sul M. Trevisan, espansione del canneto e scarico di fanghi a Ca’ Demia). Specie rara e in via di scomparsa in varie regioni italiane. Marsilea quadrifolia L. - Sponde in zona Volti-Castelletto a Torreglia, *sponde a Vo’ Vecchio e a Sagrede. Gravemente minacciata (esiguità del popolamento della specie, invadenza di Phragmites australis e di varie erbe infestanti per mancati sfalci delle sponde). Entità rarissima in provincia di Padova e in via di progressiva scomparsa in varie parti d’Italia. Melilotus altissimus Thuill. - Prato umido presso Casa Fogato tra il M. Venda e il M. Baiamonte, prato umido alle pendici settentrionali del M. Calbarina, Cava Costa ad Arquà Petrarca, “Lago Verde” a Torreglia. Vulnerabile (sottrazione degli spazi adatti al suo insediamento, degrado ambientale, sviluppo della vegetazione arbustiva nei prati umidi in cui alligna; scomparsa da un prato umido per interventi invasivi presso lo stadio di Montegrotto Terme). Mentha arvensis L. - Prato umido alla Busa dell’ Oro a Teolo, sponde tra Tramonte e Monteortone, prato umido e sponde di rivoli in Via Calti Pendice a Castelnuovo, sponde del Can. Battaglia, sponde in zona Volti-Boschette a Torreglia. Vulnerabile (degrado ambientale, sviluppo della vegetazione arbustiva, riduzione degli spazi in cui la specie può insediarsi, inquinamento). Mentha pulegium L. - Depressione alla cava del versante settentrionale del M. Ortone, prato umido alle pendici del M. Ceva presso la Scuola Materna. Minacciata (riduzione progressiva degli spazi in cui la specie è insediata e in cui può insediarsi, degrado ambientale, sviluppo della vegetazione arbustiva nei luoghi in cui alligna: scomparsa dal Lago dei Maronari del Venda in seguito a recenti lavori di sistemazione del sito; scomparsa da una zona umida di Abano Terme in seguito alla costruzione di un parcheggio). Montia fontana L. subsp. chondrosperma (Fenzl) Valters - Sentiero con rocce stillicidiose presso la Cava del M. Rosso, zolle erbose umide ai margini del bosco nel versante Nord del M. Rosso, zolle erbose umide di margine boschivo nella propaggine orientale del M. Rua. Minacciata (esiguità del popolamento, disturbo antropico, calpestio: è assolutamente da evitare qualsiasi intervento di manutenzione del sentiero del M. Rosso senza la consultazione di esperti). 68 PROTECTED AREA NETWORKS Myriophyllum verticillatum L. - Fossi in Val Calaona, *fossi a Sagrede , *fossi alle valli di Este. Vulnerabile (inquinamento, espansione dei canneti, degrado ambientale). Nasturtium officinale R.Br. - Tratti medio e basso montani e del primo corso di pianura dei rii perenni o “perennanti” che scendono dai Colli: Rio Contea-Rio Zovon, Calto freddo-Rio Calcina, Calto Pendice e Calto Pirio, Rio Malo-Rio Spinoso, Calto Pavaglion, Calto Vallorto, Calto Cengolina, Calto Gazzolina, Calto di Villa di Teolo, Rio MoliniMorandine, Rio di Boccon, Rio di Cortelà, Rio Giare, Calto Fontanafredda, Calto della Casara-Rio di Valnogaredo, Calto Callegaro, Calto Corte Borin, Valli Toffan , “calti” in zona Fontana Coperta “calti” del M. della Madonna e del M. Grande, “calto” di Villa Draghi, ecc. Vulnerabile (riduzione degli spazi in cui alligna, incuria, degrado ambientale, inquinamento: specie frequente ma spesso insediata in zone fortemente urbanizzate e con degrado ambientale o dove stanno sorgendo nuove lottizzazioni con canalizzazioni sotterranee e cementificazioni). Nasturtium microphyllum Boenn. ex Rchb. - Fossa Scagliara presso Marendole nel tratto che va dalla cementeria verso Madonnina delle Ave. Minacciata (espansione del canneto, inquinamento: per la sua sopravvivenza è necessario il controllo, nel tempo, della crescita del canneto spondicolo). Najas minor All. - Fosso in Val Calaona, fosso alle Valli Toffan, *Scolo Bandezza in zona Albettoniera. La specie appare rarissima; per sopravvivere necessita di acque non ombreggiate e libere dal canneto. Gravemente minacciata (espansione di elofite in alveo, inquinamento, degrado ambientale). Najas marina L. subsp. marina - Lago della Costa di Arquà, confluenza della Canaletta di Monselice con la Canaletta delle Valli a Lispida, *canali a Sagrede, Can. Vigenzone a Chiodare. Vulnerabile (inquinamento, degrado ambientale). Nuphar luteum (L.) S. et S. - Canali della piana pedecollinare. A minor rischio (degrado ambientale, inquinamento). Nymphaea alba L. - Stagno al Castelletto di Torreglia, fosso di mezzo delle Valli Toffan, fossi alle Valli Contarine ad Arquà Petrarca a Ovest della strada, canale presso la chiusa da cui si diparte la Canaletta di Monselice. I recenti lavori di sistemazione della strada Monselice-Argine del Vescovo hanno condotto alla scomparsa della specie nel tratto della Canaletta che scorre nei pressi della strada per la cementeria. Vulnerabile (riduzione degli spazi in cui alligna, escavazioni in alveo, inquinamento). Odontites serotina Dumort - Prato umido alle pendici del M. Calbarina presso lo Stagno di Corte Borin (Luigino Cassanego). La scrofulariacea, osservata sugli Euganei all’inizio XX secolo e lungamente considerata scomparsa dai Colli è stata ritrovata in pochi individui nell’autunno del 2007 lungo il sentiero che dal Calbarina scende verso Corte Borin. Gravemente minacciata e a forte rischio di scomparsa dai Colli (presenza puntiforme, invasione di arbusti e di erbe infestanti del sito in cui alligna, riversamento di materiali vari). Nell’Alta Padovana, nel greto del Brenta, la specie non è infrequente. Oenanthe fistulosa L. - Fosso a valle dell’abitato di Tramonte verso lo Scolo Rialto, *fosso in Via Sabbioni e vicino fosso in Via Campagna Bassa ai confini tra Abano Terme e Montegrotto Terme. Gravemente minacciata (riversamento di diserbanti nei fossi in cui vive, degrado ambientale, escavazioni negli alvei). Orchis laxiflora Lam. - Zona umida alle pendici del M. Lonzina (Paolo Paolucci), zona umida alle pendici del M. Ceva sopra la chiesa di Turri (Rizzieri Masin). Gravemente minacciata (esiguità delle aree adatte al suo insediamento all’ interno di zone fortemente antropizzate: sul M. Ceva il sito dove alligna è stato trasformato in una porcilaia). La specie è ormai rara in tutta la provincia di Padova e in via di riduzione progressiva. Ai Palù di Montagnana, ad esempio, un impianto su zona umida di un nutrito nucleo di Acer pseudoplatanus, ha quasi prosciugato la falda acquifera e ha portato alla quasi scomparsa della specie che solo pochi anni fa andava in antesi con un gran numero di individui. 69 PROTECTED AREA NETWORKS Figura 31: Orchis laxiflora Osmunda regalis L. - Zona umida boschiva a Laghizzolo, alveo del Rio Malo in zona La Commenda, sponda del Rio Malo nella parte iniziale. Minacciata (presenza di una forte popolazione di cinghiali che sradica le piante, degrado ambientale). Petasites hybridus (L.) P. Gaertn., B. Mey et Scherb. - Alveo del Calto della Casara, ex Laghetto del Venda. La specie, comune sulle alpi, è rarissima nel Padovano e nei Colli. Minacciata (degrado ambientale, esiguità del popolamento). Plantago major L. subsp. intermedia (Gilib.) Lange - Suoli fangosi della piana pedecollinare; distribuzione non adeguatamente conosciuta. Vulnerabile (riduzione degli spazi adatti al suo insediamento, riversamento di diserbanti nelle bassure in cui alligna). Persicaria amphibia (L.) Delarbe - Rio Spinoso a Caposeda, Fossa Scagliara presso la Cementeria in zona Marendole, Canale di Lispida alle Valli di Valsanzibio, fossi in Val Calaona. Minacciata (diffusione dei canneti, inquinamento, degrado ambientale). Persicaria minor (Huds.) Opiz - Sentieri boschivi fangosi, ruscellamenti superficiali lievi periodici, pozze permanenti nelle aree boschive Gruppo M. della Madonna-M. Grande, gruppo M. Venda-M. Rua-M. Vendevolo-M. Baimonte-M. Pirio, Colle di S. Daniele, Gruppo del M. delle Valli-M. Alto-M.Ceva. Vulnerabile (degrado ambientale, riversamento di materiali, invasione di specie infestanti, passaggio con mezzi pesanti). Polypogon monspeliensis (L.) Desf. - Aree di ristagno alla Cava Solana alla base del M. Ricco. Gravemente minacciata (ristrettezza dell’area in cui alligna, movimento di mezzi pesanti, interramento progressivo, concorrenza di altre specie, riversamento di materiali). Potamogeton pusillus L. s.l. (Potamogeton L. cfr. berchtoldii Fieber) - Fosso centrale alle Valli Contarine, Calto di Costigliola presso il laghetto, fossa centrale in Val Calaona. Minacciata (espansione del canneto e sviluppo di popolamenti di elofite varie, degrado ambientale per mancati interventi negli alvei). 70 PROTECTED AREA NETWORKS Potamogeton trichoides Cham et. Schl. - Fosso in Val Calaona, fosso centrale alle Valli Contarine. Specie assai rara e localizzata, amante delle acque basse e limpide senza fondo melmoso. Gravemente minacciata (degrado per mancati interventi negli alvei, espansione del canneto e sviluppo di popolamenti di varie elofite di grossa taglia, inquinamento). Potamogeton pectinatus L. - Acque basse leggermente fluenti della piana pedecollinare. A minor rischio (degrado ambientale, espansione dei canneti, inquinamento). Potamogeton lucens L. - Canali in pianura. Vulnerabile (inquinamento, degrado ambientale). Potamogeton perfoliatus L. - Canali in pianura. Vulnerabile (inquinamento, degrado ambientale). Potamogeton natans L. - Fossi e canali in pianura. Vulnerabile (inquinamento, degrado ambientale). Potamogeton nodosus Poiret - Canale di Lozzo presso Lozzo Atestino, Canale Battaglia a Battaglia Terme, *canale di Sagrede, *fosso a Saline Albrizzi. Vulnerabile (inquinamento, degrado ambientale). Potamogeton coloratus - Non confermate le indicazioni per i fossi delle Valli tra Arquà Petrarca e Valsanzibio (R. Masin, C. Tietto 2005), *fosso alle Vallette di Ospedaletto Euganeo, a poca distanza dai confini del Parco. Alla luce delle recenti indagini la specie non risulta presente all’interno del Parco. Occorre, però, approfondire la questione, in quanto campioni d’erbario, considerati appartenenti all’ idrofita, ma composti delle sole parti sterili, non hanno permesso la loro esatta identificazione. P. coloratus è specie della Lista Rossa Regionale e per la provincia di Padova è accertata solo per Ospedaletto Euganeo e per le Sorgenti del Sile (MASIN R., TIETTO C. 2006 - Flora Vascolare della Provincia di Padova - Italia Nord-Orientale. Natura Vicentina N. 9, 7-123, 2005). Nella Bassa Padovana la rara entità è gravemente minacciata a causa del degrado ambientale legato all’inquinamento e alla mancanza di manutenzione dell’area in cui vegeta. Per le Vallette esistono proposte edilizie distruttive come quella della costruzione di impianti per lo smaltimento di escrementi di pollo. Parapholis incurva (L.) Hubbart - Non confermata per Abano Terme (Masin R., Tietto C. 2005); zone periodicamente inondate nella Cava Solana alla base del M. Ricco. Gravemente minacciata (ristrettezza dell’area in cui alligna, concorrenza di altre specie, movimento di mezzi pesanti, degrado ambientale, interramento, riversamento di materiali). Pulicaria vulgaris Gaertn. - Zone fangose del sentiero Circuito M. Ortone alla base del M. Ortone, pozze alla Cava di Perlite, sentiero fangoso sul M. Ceva. Gravemente minacciata (degrado ambientale progressivo, calpestio, interramento delle pozze in cui alligna, concorrenza di specie infestanti esotiche). Ranunculus peltatus Schrank subsp. baudotii (Godr.) C.D.K. Cook - Zona umida alla Cava Costa (Mariacristina Villani). Gravemente minacciata (ristrettezza dell’area in cui alligna, ripresa dei lavori nella cava, espansione di popolamenti di elofite varie, interramento progressivo). Ranunculus sardous Crantz - Suoli scoperti con ristagno temporaneo e suolo torbosi umidi della piana pedecollinare. A minor rischio (degrado ambientale, riduzione delle aree adatte al suo insediamento). Ranunculus sceleratus L. - Fanghiglie spondicole e alvei con veli d’acqua; specie presente soprattutto in pianura. A minor rischio (espansione dei canneti, inquinamento). Ranunculus tricophyllus Chaix subsp. tricophyllus - Alvei di fossi con acque ferme e basse. Monteortone, Bastia-Carbonara, Praglia-Boscalbò; una stazione di grandi dimensioni della specie è scomparsa da Caposeda per lavori di canalizzazione sotterranea delle acque che la ospitavano, presso il campo sportivo, nell’ambito dell’allargamento della 71 PROTECTED AREA NETWORKS zona industriale. Minacciata (riduzione progressiva degli spazi adatti al suo insediamento per canalizzazioni sotterranee delle acque in cui compie il ciclo vitale, degrado ambientale, inquinamento). Rorippa palustris (L.) Besser - Non osservata all’ interno del Parco. *Sponde di fossi a Ca’ Oddo, *fanghiglie spondicole del Bacchiglione a Cervarese S. Croce. La specie, data l’esiguità della sua presenza, nella piana perieuganea è minacciata a causa del riversamento di diserbanti nei fossi e del degrado ambientale. Nella Bassa Padovana, invece, nonostante il degrado ambientale non sia inferiore a quello della zona dei Colli, data la frequenza con cui compare nelle fanghiglie golenali dell’Adige e nei fossi della zona del Fratta non è da considerare a rischio. Rumex palustris Sm. - Sponda di un fosso alle Valli di Valsanzibio. Gravemente minacciata (esiguità del popolamento, sfalci ripetuti della sponda anche nei periodi fertili). Sagitaria sagittifolia L. - Scolo Rialto tra Praglia e S. Daniele (la specie è qui presente con migliaia di individui e da vita alla maggiore stazione della provincia di Padova; essendo inserita nella Lista Rossa Regionale, essa trova in questo sito una grande opportunità di tutela nel Veneto), Valli Toffan, Fosso in Val Calaona, fossi presso Ponte Tezze a Bastia, Rio Giare a Piombà, *Rio Bolzan a Guazzi (rarissima), *Rio Menona a Guazzi (rarissima). Vulnerabile (degrado ambientale, inquinamento, escavazioni negli alvei). Salix apennina Skvortsov - Fosso alla base settentrionale del M. delle Valli, sponda alla base settentrionale del M. Boscalbò, zona con scorrimento idrico superficiale presso la Cava di Perlite. Specie della Lista Rossa Regionale. Minacciata (esiguità dei popolamenti, isolamento delle piante maschili da quelle femminili, interventi con macchine decespugliatrici che rasano i fusti fino al suolo). Figura 32: Salix apennina 72 PROTECTED AREA NETWORKS Salix triandra L. subsp. amygdalina (L.) Schübl. et Martens - Sponde di fossi e di canali in pianura: Vallarega, Monteortone, Valli di Galzignano, Catajo, Frassanelle-Fossona, Val Calaona. Vulnerabile (interventi con macchine decespugliatrici, manutenzione di sponde e di cigli stradali, tagli troppo ravvicinati nel tempo. La specie è abbastanza frequente lungo i maggiori fiumi e canali della provincia di Padova. Salix purpurea L. - Fosso alla base settentrionale del M.delle Valli, sponde dei Laghi S.Antonio a Caposeda, Cataio. Minacciata (esiguità della popolazione presente, interventi con macchine decespugliatrici che rasano i fusti, manutenzione drastica di sponde e di cigli stradali, tagli troppo ravvicinati nel tempo). La specie non è rara lungo i maggiori fiumi e canali della provincia di Padova. Salix cinerea L. - Depressioni e sponde: Valli Toffan, Costigliola-Frassanelle, Treponti, Praglia, cava del M. Ortone, cava sul M. Ricco, Torreglia Volti. Vulnerabile (esiguità della popolazione presente, interventi con macchine decespugliatrici che rasano i fusti, manutenzione drastica di sponde e di cigli stradali, tagli troppo ravvicinati nel tempo). La specie risulta frequente nella fascia delle risorgive dell’Alta Padovana. Scoenoplectus supinus (L.) Palla - Depressione temporaneamente inondata a Galzignano Ca’ Demia. Gravemente minacciata (estrema esiguità della popolazione presente, invadenza del canneto, riversamento di fanghi). Schoenus nigricans L. - “Vegro” del M. Calbarina. Vulnerabile (sfalci, sviluppo della vegetazione arbustiva). La specie in provincia di Padova è ben insediata nelle paludi dell’ Alta. Scrophularia umbrosa Dumort. - Sponde, alvei con cadute d’acqua, suoli intrisi d’acqua: Calto Pavaglion, Rio Contea, Calto Cengolina-M. Venda, Rio Calcina, Rio MaloSpinoso, Rio Giare, Rocca di Monselice, Corte Borin, Case Barolo, Parco Frassanelle, Valli Toffan, ecc. . A minor rischio (degrado ambientale, inquinamento). Selinum carvifolia (L.) L. - Sponda di uno scolo boschivo tra Volti e Regazzoni a Torreglia, sponda a Boschette e a Torreglia, sponda a Caposeda, sponda del fosso di mezzo alle Valli Toffan, *sponda del canale di Albettoniera. Minacciata (sviluppo della vegetazione di margine boschivo, sfalci ripetuti delle sponde, degrado ambientale, inquinamento). Senecio paludosus L. - Sponde a Valli Toffan, *sponde a Due Carrare; scomparsa di recente dal fosso parallelo al Can. Battaglia a Lispida dove era presente con un solo individuo; scomparsa di recente dalla sponda del Calto di Costigliola e del vicino Rialto presso Treponti dove allignava con due individui; incerta la presenza a Due Carrare. Gravemente minacciata (inquinamento delle acque e forte degrado ambientale: riduzione significativa del numero di individui presenti alle Valli Toffan, per alterazioni irreversibili dell’ambiente in cui vive, a causa di lavori di risistemazione dei collettori campestri e delle siepi spondicole). La specie è in via di forte rarefazione in tutta la provincia di Padova. Succisa pratensis Moench - Prato igrofilo alle pendici settentrionali del M. Ceva, sponda del Canaletto di Lozzo presso Lozzo Atestino. Gravemente minacciata (sul M. Ceva, il sito dove alligna è stato trasformato in una porcilaia; lungo il Canaletto di Lozzo è fortemente disturbata dalla frequentazione antropica, in quanto la stazione coincide con un appostamento per la pesca alle carpe). Taraxacum sect. Palustria Dahlst. - Sponda dei Laghi S. Antonio a Caposeda. Gravemente minacciata (interramento, sviluppo dei popolamenti Phragmites e di altre elofite invasive, degrado ambientale). All’inizio del XX secolo A. Beguinot definiva la specie frequente nel Padovano e alla base dei Colli. R. Masin e C. Tietto nel 2006 in “Flora Vascolare della Provincia di Padova”, pubblicata dopo una pluriennale e capillare esplorazione del territorio, rilevavano la presenza della specie in soli due siti in tutto il Padovano. Il processo di rarefazione della specie, secondo la più recente letteratura, è in atto in varie parti del territorio italiano. 73 PROTECTED AREA NETWORKS Teucrium scordium L. subsp. scordium - Sponde di fossi presso la strada Argine del Vescovo, sponda del Fosson a Piombà (osservati due individui nel 2006). Gravemente minacciata (riversamento di diserbanti e di inerti lungo le sponde alle Valli Contarine con conseguente fortissima riduzione del numero di individui presenti, degrado ambientale e versamento di diserbanti e inerti vari alle Valli Santine, sviluppo del canneto a Piombà). Thalictrum aquilegifolium L. - Rio Giare a Valle S. Giorgio (Giancarlo Zandonà). Recentemente, nel sito, la specie non è stata osservata. Probabilmente dai Colli la rara entità è scomparsa. Poco frequente, ma non a rischio di estinzione nel Padovano, sopravvive nella fascia delle risorgive dell’Alta Padovana. All’inizio del XX secolo veniva detta frequente alla base degli Euganei da Augusto Beguinot nella sua opera : “Flora Padovana” - 1909-1912. Trapa natans L. - Stagni di Ca’ Demia a Galzignano. Minacciata. All’inizio del Novecento in “Flora Padovana” la specie era definita comune alla base dei Colli da A. Beguinot. Estremamente rara nel Distretto Euganeo, ora trova a Ca’ Demia l’unico sito in cui sopravvive. Il numero individui presenti è, però, molto esiguo e il rischio di scomparsa elevato a causa dell’ inquinamento solido di superficie e per lo sviluppo del canneto. L’idrofita, nei grandi canali della Bassa Padovana è, invece, frequente anche attualmente. Trifolium patens Schreber. - Prato umido a S. Daniele, prato umido a Volti, prato umido a Boschette, *basso argine del Can. Battaglia a Giarre e a Sabbioni, *basso argine del Bacchiglione a S. Martino. Vulnerabile (riduzione delle superfici adatte al suo insediamento, degrado ambientale, mancanza di sfalci, sviluppo della vegetazione arbustiva). Utricularia australis R. Br. - Fossi in Val Calaona presso Cinto Euganeo *fosso alle Vallette di Ospedaletto. Gravemente minacciata (esiguità della popolazione presente, concorrenza di altre specie, restringimento dello specchio d’acqua per invasione di frutici spondicoli, degrado ambientale, inquinamento). Typha angustifolia L. - Lago della Costa, stagno di Cava Bomba, Lago di Lispida, fossi tra S. Daniele e Monteortone. Vulnerabile (degrado ambientale, inquinamento). Veronica anagallis-aquatica L. - Tratti dei rii collinari alle basse pendici dei rilievi, acque sorgive, limiti di sponda dei fossi e canali con acque lente in pianura. A minor rischio (degrado ambientale, inquinamento). Veronica anagalloides Guss. - Collettore campestre alle Valli Toffan. Gravemente minacciata (forse scomparsa dal Distretto Euganeo a causa di ristrutturazioni recenti della rete dei collettori campestri). Veronica beccabunga L. - Acque basse correnti dei tratti bassi dei rii collinari, fanghiglie con cadute d’acqua, limiti di sponda in pianura. Vulnerabile (degrado ambientale, inquinamento, convogliamenti sotterranei delle acque dei rii nelle zone abitate delle basse pendici collinari). Veronica catenata Pennell - Sponde di fossi e di collettori campestri a Monticelli e alle Valli tra Arquà Petrarca e Valsanzibio, *depressione alle Vallette di Ospedaletto Euganeo. Vulnerabile (degrado ambientale, inquinamento, ristrutturazioni della rete dei collettori con riduzione dei tratti di superficie). Veronica triphyllos L. - *Campo a riposo con suolo depresso e periodicamente inondato vicino alle Vallette di Ospedaletto Euganeo. Gravemente minacciata (esiguità dell’area di insediamento, degrado ambientale, uso di diserbanti). Per le Vallette esiste un progetto per la costruzione di un impianto di smaltimento di escrementi di pollo. Viburnum opulus L. - Forre umide e impluvi sul M. Rua, sul M. Trevisan, sul M. Ortone e sul M. Venda; sponde ai Palù di Torreglia, sponda del fosso di mezzo delle Valli Toffan, *siepi lungo i fossi a Giarre e presso il Ponte della Fabbrica. Minacciata. In quota sarebbe opportuno vietare il taglio della specie dato che sulle alture è rarissima e non ha alcun pregio economico In pianura, a causa dei lavori di manutenzione dei canali da parte 74 PROTECTED AREA NETWORKS dell’Ente preposto, molti esemplari sono stati distrutti con le macchine rasatrici: alle Valli Toffan, per rasature ripetute, la specie è a forte rischio di scomparsa; ai Palù di Torreglia, sempre per lo stesso motivo, si è verificata la scomparsa di un alto numero di individui; al Ponte della Fabbrica, per costruire la pista ciclabile, è stata cancellata una stazione di V. opulus con decine di individui in ottimo stato. Vicia tetrasperma (L.) Schreber - Depressione saltuariamente inondata a Ca’ Demia di Galzignano. Gravemente minacciata (estrema esiguità del popolamento, scarico di materiale organico e inorganico, degrado ambientale). Zannichellia palustris L. - Canali e fossi con acque lente in pianura. A minor rischio (inquinamento, degrado ambientale). 75 PROTECTED AREA NETWORKS BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA BIBLIOGRAFIA SUL TEMA PARTECIPAZIONE Bobbio, L. (1996), La democrazia non abita a Gordio, FrancoAngeli, Milano Bobbio, L. (a cura di ) (2004), A più voci. Amministrazioni pubbliche, imprese, associazioni e cittadini nei processi decisionali inclusivi, ESI, Napoli De La Torre, F. (2007), Partecipaciò ciutadana. El Compromìs amb la vida pùblica. Fundaciò Lluis Carulla Esade, Barcelona Fischer, R. e Uri, W. (1985), L’arte del negoziato, Mondadori, Milano Forester, J. (1999), The Deliberative Practitioner. Encouranging Participatory Plannig Processes, MIT, Cambridge, Massachusetts Goodman, P. (1995), Individuo e comunità, Eleuthera, Milano Lancerin, L. (2003), Il verde è di tutti. Schede tecniche per la progettazione e la realizzazione di aree verdi accessibili e fruibili, Regione Veneto, Coop. Polis Nova, Padova Lancerin, L. e Gallo, M. 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Come si esce dalle cornici di cui siamo parte, Bruno Mondadori, Milano Trevi Flash Art Museum (2006), Mostra Progettazione partecipata e condivisa in Attraversamenti, Trevi Venti D., Baruzzi V., Capelli M., Ginocchini G., Morello MR. (2003), Esperienze di progettazione partecipata negli USA, La Mandragora, Bologna Wates N. (2000), The community planning handbook, Earthscan, London 76 PROTECTED AREA NETWORKS BIBLIOGRAFIA SU AMBIENTE e PARCO REGIONALE DEI COLLI EUGANEI Archibugi F. (2002), La città ecologica. Urbanistica e sostenibilità, Bollati Borighieri, Torino Bettini V. (2002), Valutazione dell’impatto ambientale. Le nuove frontiere, Utet Libreria, Torino Chambers N., Simmons C., Wackernagel M. (2002), Maunale delle Impronte Ecologiche principi, applicazioni, esempi. Ed Ambiente, Milano Giovanelli F. Di Bella I., Coizet R. (2005), Ambiente condiviso Politiche Territoriali e bilanci ambientali, Ed. Ambiente, Milano Masin, R., Tietto, C., (2005), Flora dei Colli Euganei e della Pianura Limitrofa, Sapi Editore Mastella C., Rigetti M. (2006), La sostenibilità nel parco dei colli Euganei. Esperienze concrete nel parco a partire dagli elementi della natura: aria, acqua, sole, fuoco, terra … e uomo, Grafiche Turato, Rubano (PD) Parco Regionale dei Colli Euganei (2003), Rapporto sullo stato dell’ambiente del Parco Regionale dei Colli Euganei. Una relazione a 13 anni dall’istituzione delle Ente. Parco Regionale dei Colli Euganei (2006), La salvaguardia degli habitat naturali del Parco Regionale dei Colli Euganei. Strumenti ed interventi del progetto LIFE Natura, Arti Grafiche Padovane, Saonara (PD) Ward C. (2003), Acqua e Comunità. Crisi idrica e responsabilità sociale, Eleuthera, Milano SITOGRAFIA http://www.parcocollieuganei.com/ Sito ufficiale dell’Ente Parco Regionale dei Colli Euganei. Alla voce progetti è possibile trovare alcune informazioni interessanti (vedi panet e goccia) http://www.panet2010.info/ Sito ufficiale del progetto europeo nel quale è possibile trovare tutti i materiali prodotti dai partner, ciascuno con le proprie azioni di progetto http://www.stassociati.it/ Sito dello Studio Associato ST Consulting: Programmi e risorse finanziarie comunitarie, nazionali e regionali nei settori dello sviluppo rurale, dell'ambiente, della ricerca e sviluppo tecnologico http://www.laboratoriocitta.it/ Sito di Laboratorio città, Professionisti per la Partecipazione. Sono presenti immagini e testi inerenti il progetto Goccia http://www.bioprogramm.it/ Sito della società Bioprogramm che ha eseguito l’indagine scientifico analitica dei corsi d’acqua. http://www.atestino.it/ Sito dell’Istituto Tecnico Statale Commerciale e per Geometri “Atestino” di Este (PD), che ha partecipato al progetto e alla “costruzione” della mostra con le classi III e IV B dell’indirizzo ERICA Il Parco Regionale dei Colli Euganei ha partecipato con Goccia al premio PIANETA ACQUA nella sezione "Esperienze in campo agricolo, industriale, civile e di governance" http://www.forumrisparmioacqua.it/ 77 PROTECTED AREA NETWORKS Figura 33: L’Istituto Atestino ospita il Liceo di Pertuis per uno scambio europeo sul tema”Acqua, risorsa preziosa per l’uomo”. Durante la settimana di scambio il Parco si presenta e illustra il progetto GOCCIA anche agli studenti francesi. 78 PROTECTED AREA NETWORKS PARTECIPANTI AL PERCORSO GOCCIA GRUPPO DI RIFERIMENTO Parco Regionale dei Colli Euganei con Autorità di Bacino Alto Adriatico, Consorzio di Bonifica Adige Bacchiglione, Consorzio di Bonifica Euganeo, Consorzio di Bonifica Lessino Euganeo Berico, Genio Civile di Padova, Provincia di Padova, Servizio Forestale Regionale di Padova e Rovigo ASSOCIAZIONI AGRICOLTORI CIA Confederazione Italiana Agricoltori di Padova, Coldiretti di Padova, Confagricoltura di Padova, Consorzio Vini Doc ASSOCIAZIONI ED ENTI RAPPRESENTATI Accademia Officinale Veneta, Associazione Il Basilisco, Associazione Rosa dei Colli, Associazione Sportiva Acli, Autorità di Bacino dei Fiumi dell’Alto Adriatico, Circolo Remiero El Bisato, Comitato Difesa Colli Euganei, Compagnia Teatrale “Acque Mosse”, Comuni di Arquà Petrarca, Battaglia Terme, Cinto Euganeo, Monselice, Montegrotto, Rovolon, Provincia di Padova, Consorzio di Bonifica Adige Bacchiglione, Consorzio di Bonifica Euganeo, Gruppo Escursionisti Battaglia Terme, La Vespa, Museo Aviazione, Operatori e Tecnici del Parco Regionale dei Colli Euganei, Servizio Forestale di Padova e Rovigo CITTADINI E CONOSCITORI DEL PARCO Andreatta Giovanni, Baccarin Luciano, Baldan Francesco, Barbiero Alfredo, Bernardini Bruno, Bertin Placido, Bevilacqua Giovanna, Bevilacqua Velia, Biasetto Gianni, Biasiotto Silvio, Bisaglia Matteo, Boaretto Flavio, Boaretto Lucia, Bonaldi Paolo, Bruson Aldo, Callegaro Gianni, Capecco Adriano, Cappellozzo Riccardo, Carturan Mirco, Cogo Andrea, Cornetto Michele, Corradin Alessandro, Cuccolo Denis, Danieli Giovanni, Donà Daniele, Forcato Antonello, Forcato Domenico, Forestan Renzo, Fornasiero Antonio, Fornasiero Gianfranco, Galliberti Sergio, Gasparetto Giuseppe, Geremia Attilio, Gomiero Renato, Greggio Tiziano, Lecis Marina, Marchioro Alberto, Mazzetti Antonio, Moro Sergio, Norbirato Oscar, Noventa Vladimiro, Ongaro Gianpaolo, Orlando Oscar, Ottolitri Daniele, Pasinato Graziano, Pavone Guido, Pedrotta Bruno, Pegoraro Enzo, Pizzighello Liliana, Reffo Michele, Rezzi Alessandro, Rizzieri Masin, Rizzo Massimo, Rosa Renato, Rubini Lino, Salandin Moira, Sandon Gianfranco, Sandon Gianni, Savin Luciano, Sinigaglia Maria Elena, Spezzati Enrico, Squarcina Arnaldo, Squarcina Filippo, Trentin Paolo, Trevisan Arduino, Tullio Leonardo, Tuzzato Barbara, Venezian Luigi, Venigalia Giovanbattista, Zanella Ivo, Zuccato Laura PERCORSO GOCCIA SCUOLA- ISITUTO ATESTINO DI ESTE Hanno contribuito attivamente alla mostra e all’evento finale “GOCCIA: L’acqua siamo noi” gli alunni delle classi III e IV B Erica dell’Istituto Atestino di Este: Alessia Fadin, Alessia Marangotto, Alessio Paganotto, Alice Fattore, Amanda Montesin, Ana Roscan, Angela Barbetta, Arianna Sartori, Aurora Tosello, Beatrice Frigo, Beatrice Stellin, Chiara Fabris, Cristina Maggiorato, Dadau Mariana, Diego Masiero, Diletta Realdon, Edoardo Pasotto, Elena Ferrian, Eliana Zerbetto, Francesca Masiero, Francesca Sardella, Francesca Visentin, Francesco Paluan, Giulia Missaglia, Giulia Modenese, Ilaria Baldo, Jiranan Cucco, Linda Galante, Linda Picelli, Madalina Barbuntoiu, Marco Cecchetto, Marta Valandro, Martina 79 PROTECTED AREA NETWORKS D'Alessandro, Monica Turetta, Nicol Crivellaro, Ramona Maior, Rossella Morello, Sara Ramazzotto, Valentina Verza, Yuliya Chekerdyuk. Professori referenti per il progetto Santina Mingari, Fulvia Cuccato con Florence Lafont. Si ringraziano vivamente tutti quelli che hanno partecipato con passione al progetto e ci scusiamo se qualche nome, per errore, è stato dimenticato o riportato in modo inesatto. CREDITS Community Initiative INTERREG III B (2000 – 2006) CADSES PANet - Protected Area Networks WP4.1: Processo partecipato per una gestione integrata della rete idrogeologica del Parco Regionale dei Colli Euganei G.O.C.C.I.A. “Gestiamo Ognuno con Cura e Cautela Il patrimonio dell’Acqua” GRUPPO DI LAVORO PARCO REGIONALE DEI COLLI EUGANEI Arch. Chiara Matteazzi: Presidente Dott. Nicola Modica: Direttore Dott. Michele Gallo: Dirigente Uff. Agricolo Forestale Dott. Alberto Barbirato: Referente di progetto ST CONSULTING Dott. Leonardo Tullio: Consulente di progetto Dott. Enrico Spezzati: Consulente di progetto Dott. Laura Zuccato: Consulente di progetto Il progetto di partecipazione è di LABORATORIO CITTA’ La pubblicazione è stata curata da Lucia Lancerin che ha coordinato il progetto. Miriam Baro ha svolto il ruolo di facilitatore ai tavoli di lavoro con i cittadini, ha contribuito alla programmazione e alla stesura dell’Introduzione e del cap 2. Elena de Toni, facilitatore con i cittadini, ha elaborato la mappa della percezione e i dati dei questionari. Giovanni Gallo ha trascritto i dati dei questionari. Susy Giacobbo è stata facilitatore nell’attività svolta a scuola. Il logo del progetto è di Diego Segatto. Sono di Roberto Rizzieri Masin l’indagine sulle “Emergenze floristiche nelle zone umide degli Euganei e nell’alluvio pedecollinare” inserita in Appendice e le immagini 30-31-32. Le altre immagini sono di Alberto Barbirato, Elena De Toni, Lucia Lancerin, Michele Gallo, Miriam Baro, Paola Gallinaro, Susy Giacobbo Stampa Grafica Atestina Marzo 2008 80