Anche su internet: www.cgil.it/marche
LUGLIO/AGOSTO 2003
SPIrito di gruppo
Supplemento a LiberEtà n.7/8 - mensile del Sindacato pensionati
italiani della Cgil / a cura dello Spi Cgil regionale Marche
Marche
Spedizione in abb. postale / legge 662-96 art. 2 comma 20 lettera B - Roma / Stampa F.lli Spada - via L. Romana, 60 - Roma
SOMMARIO
Salta l’accordo: dietrofront della Regione
1
Sanità, il no di Cgil e Cisl
Bilanci 2003
dei Comuni:
per i sindacati
ad Ancona
un confronto
con “luci e ombre”
a pag. 2
2
Speciale Previdenza:
l’Inps invia gli
estratti conto
assicurativi
ai lavoratori
a pag. 3
3
Federconsumatori,
nuovo contatore
Enel entro il 2004
a pag. 4
4
Pesaro,
boom di iscrizioni
all’università
libera della 3ª età
di Oscar Barchiesi
segretario generale Cgil Marche
L
a lunga vertenza sul riordino della sanità marchigiana
ha affrontato nei giorni
scorsi alcune scadenze importanti.
E’ nota la nostra contrarietà e
le nostre proposte di modifica
sia sul piano sanitario che sul
modello organizzativo con la
previsione di una gestione unica
centralizzata e burocratizzata.
Fino all’ultimo nonostante un
atteggiamento incomprensibile
della Giunta Regionale abbiamo
tentato di costruite momenti di
confronto. La petizione, sottoscritta ormai da oltre 40.000 cittadini è stata consegnata al presidente del Consiglio regionale
ma una parte della maggioranza
della Commissione sanità ha votato per non ascoltare i promotori a dimostrazione della confusione politica che è esistita nelle
ultime settimane.
Nonostante ciò abbiamo continuato a lavorare per cercare soluzioni. Il 16 giugno è iniziato,
nel pomeriggio,il Consiglio regionale per discutere ed approvare il riordino. La mattina stessa su richiesta di Cgil e Cisl siamo stati convocati ed abbiamo
discusso con i capigruppo della
maggioranza riproponendo possibili soluzioni. Subito dopo si è
tenuta la riunione della maggioranza stessa con la Giunta regio-
nale dove è avvenuto quello che
dicevamo inascoltati da settimane: quelle proposte non trovavano l’accordo neanche nella maggioranza e non avevano i numeri
per essere approvate. Se ne sono
accorti due ore prima dell’inizio
del consiglio regionale!
Mentre la riunione iniziava
siamo stati convocati d’urgenza
dal Presidente D’Ambrosio che
ci ha proposto una soluzione ed
un possibile accordo o un’intesa
sui contenuti.Dopo alcuni chiarimenti abbiamo condiviso la
proposta che prevedeva il rinvio
di due anni dell’avvio dell’azienda unica e nel frattempo così come chiesto da tempo e contenuto anche nell’accordo di oltre un anno fa,mai rispettato,si
concentravano a livello regionale alcune funzioni di “supporto”
di tipo tecnico-amministrativo
(acquisti,tesoreria,,informatizzazione e via dicendo).
Un compromesso accettabile
che poteva aprire una fase nuova
nei rapporti in sanità e in generale tra sindacato e giunta soprattutto per le grandissime
preoccupazioni legate anche agli
scarsi risultati di questa legislatura che è entrata negli ultimi
due anni.
La mattina successiva, l’ennesimo e inaccettabile colpo di
scena: l’incontro che doveva solo servire a consegnarci il testo
definitivo dell’emendamento
che recepiva l’intesa della sera
prima si è trasformato in un clamoroso dietrofront con l’azienda regionale che sarebbe partita
da subito e non dopo due anni di
transizione.
Di fronte allo sconcerto ed all’indignazione per un metodo assurdo, parte della maggioranza
politica ha riproposto in aula emendamenti che rispettavano
l’intesa raggiunta che sono stati
bocciati mentre tra veti incrociati,ostruzionismi ,mancanza di
numero legale e scontri verbali
alla fine una maggioranza scesa
a 21 voti su 40 ha approvato un
testo pasticciato ingestibile,confuso,contradditorio. Ma anche
costituzionalmente dubbio e che
aprirà contenziosi giuridici e legali continui.
Tutto ciò mentre il Piano sanitario come avevamo previsto è
diventato un semplice documento di intenti senza una riorganizzazione vera e senza risposte
concrete ai problemi della gente.
Nelle prossime settimane, ancora con grande senso di responsabilità,decideremo con le nostre
strutture e con la Cisl come continuare la nostra battaglia.
a pag. 6
5
Ascoli Piceno,
“vacanze gratis
ad anziani e
disabili poveri”:
è la richiesta
di Cgil, Cisl e Uil
all’amministrazione
a pag. 8
Due immagini
della “catena umana”
promossa da Cgil e Cisl
SPIrito di gruppo
REGIONE
Sindacati e bilanci comunali 2003:
“Un confronto con luci e ombre”
a cura di
Claudio Di Pietro
segretario Cgil Ancona
ANCONA - Nel novembre
2002, unitariamente con
Cisl e Uil, abbiamo elaborato un documento che
tracciava degli orientamenti e delle proposte da porre
a base del confronto con gli
Enti locali per la definizione dei bilanci di previsione
2003.
Il confronto era contrassegnato negativamente dalle scelte che il Governo si
apprestava a compiere con
la legge finanziaria 2003
come il taglio dei trasferimenti; il blocco delle assunzioni e i vincoli di spesa.
Per questo abbiamo
fondato le nostre richieste
partendo da alcune premesse. E cioè la valutazione
dell’ammontare delle spese
per il welfare nell’ambito
della spesa complessiva
dell’intero bilancio comunale; la verifica delle modalità di attuazione ed erogazione dei servizi stessi:
in proprio, in economia, in
appalto e l’assunzione di
parametri reddituali omogenei per il calcolo dell’ISE. Inoltre, sono stati considerati l’aumento delle
forme associative o consorziate per l’erogazione dei
servizi da parte dei piccoli
comuni, al fine di ridurre i
costi ed evitare processi di
esternalizzazione e la verifica e contenimento delle
consulenze e delle collaborazioni. Infine, l’ avvio della progettazione delle azioni sociali che contribuiranno alla definizione dei Piani sociali di zona.
Quindi le nostre richieste si sono articolate in modo specifico partendo dalla
2
gestione dei servizi e dalla
predisposizione dei Piani
sociali di zona a0lle politiche di intervento sociale
(famiglia, anziani, disabili,
immigrazione, emarginazione sociale e sicurezza,
infanzia), dalle politiche di
cittadinanza (casa, accoglienza e integrazione) alle
politiche del personale e
degli appalti sino alle politiche delle entrate (tasse,
tariffe e imposte).
Il confronto è stato contrassegnato anche dall’alea
della riduzione dei trasferimenti del Fondo sociale
nazionale, che avrebbe significato la decurtazione
del 55% delle risorse e il
conseguente drastico ridi-
mensionamento dei servizi
sociali. Questa intenzione
del ministro Maroni è stata
sconfitta anche per l’azione delle organizzazioni sindacali ai vari livelli.
Per quanto riguarda il
confronto, il dato più significativo è che si è svolto un
confronto con un maggior
numero di enti rispetto al
passato.
Le modalità dello stesso
confronto si sono caratterizzate in alcuni casi come
pura informativa, in altri
casi come concertazione.
La diversità dell’approccio
con le organizzazioni sindacali da parte delle Autonomie locali è causato da
varie questioni sia di natura politico-sindacale che di
natura amministrativo-contabile (incertezza delle risorse, rigidità delle politiche di bilancio, ecc.).
Quindi si è assistito ad
un confronto che ha avuto
luci ed ombre, a volte positivo, a volte meno, in alcuni casi con un nostro chiaro dissenso sul merito delle scelte. Alcuni Comuni,
pur sollecitati, non ci hanno convocato o lo hanno
fatto poco prima dell’approvazione del bilancio da
parte del Consiglio.
Alcuni risultati significativi hanno riguardato la
destinazione di maggiori
risorse per i servizi sociali,
l’azzeramento dell’Ici per
gli affitti a canone concordato, l’invarianza delle ali-
quote Ici, in altri casi, il
rafforzamento di alcuni
servizi sociali. Importante
segnalare l’esclusione del
ricorso ai condoni, ad eccezione del Comune di Sassoferrato.
I dati negativi sono: la
generalizzata crescita della
Tarsu, anche per effetto
dell’applicazione della legge che ne prevede il passaggio da tassa a tariffa, la
mancata adesione all’Isee,
anche se prevista dalla legge, da parte della quasi totalità degli Enti, l’ insufficiente propensione alla gestione associata dei servizi
a domanda individuale.
Il confronto con gli enti
locali comunque, non si
ferma alla discussione dei
bilanci preventivi, ma si
deve estendere ai bilanci
consuntivi, entro giugno, e
in occasione dell’assestamento, entro novembre.
Inoltre si dovrà continuare il confronto sulle politiche di settore quali: il
Piano dei Trasporti, i Servizi pubblici locali, la gestione dei servizi a doman-
da individuale, i Piani di
zona, le politiche delle infrastrutture, lo sviluppo economico, ecc.
Nel frattempo siamo
impegnati a partecipare ai
tavoli di concertazione promossi dai Comitati dei Sindaci degli Ambiti sociali
per la definizione dei Piani
di zona. Unitariamente si è
deciso di effettuare iniziative pubbliche nei singoli
ambiti, al fine di esplicitare le nostre priorità e confrontarle con tutti i soggetti istituzionali e sociali interessati.
VALUTAZIONE
CONCLUSIVA
Cgil, Cisl e Uil riconfermano la centralità di
un’azione sindacale che
punti a rafforzare la vertenzialità territoriale attraverso il confronto preventivo
con le Autonomie locali.
Le esperienze di questi
primi mesi del 2003 ci
spingono ad intensificare la
nostra azione nei confronti
degli Enti che hanno disatteso il confronto o lo hanno
reso puramente formale e
allo stesso tempo di consolidare e qualificare ulteriormente gli accordi sottoscritti.
Questo percorso unitario sulla contrattazione acquista un valore che va oltre il merito degli accordi.
Nel senso che, pur senza
nascondere le profonde diversità che ci hanno contrassegnato su questioni
importanti quali il Patto per
l’Italia, abbiamo cercato di
trovare terreni comuni di
condivisione, come quello
raggiunto sulla delega pensionistica, per essere uniti
nell’avanzare proposte e iniziative conseguenti.
REGIONE
Previdenza
notizie utili
a cura dell’ Inca Cgil Marche
Interessati oltre 23 milioni
Anche gli atipici nel controllo
CGIL
L’
Inps sta provvedendo ad inviare
l’estratto
conto
contributivo a tutti i lavoratori. La spedizione che avviene con cadenza mensile,
riguarda ben ventitre milioni di lavoratori attivi e riguarderà, nel 2004, anche
coloro che hanno stipulato
un contratto di lavoro coordinato e continuativo.
Il nostro patronato,l’Inca ha da sempre affermato
che la pensione si costruisce da giovani e pertanto è
compito di ciascun lavoratore controllare o farsi
controllare la propria posizione contributiva. In par-
ticolar modo, oggi, per i
lavoratori che sono stati
assunti per la prima volta
dopo il 1996, il controllo
diventa indispensabile e
deve essere fatto in maniera accurata, in quanto per
questi la pensione verrà
conteggiata con il sistema
contributivo e pertanto la
prestazione pensionistica
sarà in base a quanto avranno accantonato, sottoforma di contribuzione,
nella propria posizione assicurativa.
Il controllo interessa
anche coloro che andranno
in pensione con il sistema
retributivo e coloro che andranno con il misto, perché
anche per questi la contribuzione versata e il numero delle settimane coperte
da assicurazione determinano la misura della pensione.
L’operazione che l’Inps
sta mettendo in atto non riguarda i pensionati diretta-
mente, ma li coinvolgerà
indirettamente in quanto
l’emanazione dell’estratto
conto assicurativo potrà
interessare i loro familiari,
il coniuge,i figli, i nipoti o
altri familiari. Il compito
degli attuali pensionati è
quello di convincere il familiare, a cui viene recapitato l’estratto conto, di
controllarlo o ancor meglio farlo controllare dal
patronato Inca della Cgil
che, con la professionalità
acquisita, saprà consigliare per ogni eventuale correzione o recupero di contribuzione non contenuta
nell’estratto per errore o
per omissione. L’operazione che sta per partire mira
soprattutto a correggere gli
errori che sono contenuti
nella posizione assicurativa dei lavoratori. Errori
che riguardano i dati anagrafici del titolare del conto assicurativo, la non registrazione di periodi di ver-
samento, il non accredito
della contribuzione figurativa, il recupero di eventuali evasioni contributive
o la richiesta di sistemazione di una parziale evasione.
Il patronato Inca è impegnato in prima persona
in questa campagna di
controllo, correzione e denuncia e insieme ai delegati dà consulenza ai lavoratori. La Cgil e le categorie si impegnano affinché
questa operazione abbia il
successo che merita e dia
tranquillità ai lavoratori
che la loro posizione assicurativa è correttamente
corrispondente alla realtà
lavorativa dell’interessato. Effettuato questo controllo, il lavoratore dovrà
comunque, nel futuro, verificare l’esattezza dei
propri versamenti tramite
l’annuale invio dell’estratto conto per gli anni
successivi.
Pensionati marchigiani: i dati del 2001
di Sandro Cipollari
A
leggere i dati forniti dall’Inps e riferiti alle varie categorie di pensionati, c’è
da dire che nelle Marche al
31 dicembre 2001 registriamo una situazione
molto diversa da quella nazionale.
In questo articolo sono
state prese in considerazione solo le pensioni di vecchiaia riferite al fondo lavoratori dipendenti e alle
gestioni dei coltivatori diretti/mezzadri, degli artigiani e dei commercianti.
I dati sopra riportati si
prestano ad essere attentamente valutati e dovrebbero comunque stimolare un
serio dibattito a più voci
NUMERO PENSIONI DI VECCHIAIA
LAV. DIP.
Marche
Italia
130.000
(2,39%)
COLT. MEZZ.
ART.
COMM.
53.500
(5,47%)
30.700
(4,28%)
21.100
(3,11%)
IMPORTO MEDIO ANNUO PENSIONI
(vecchie lire)
LAV. DIP.
COLT. MEZZ.
ART.
Marche
14.456.000
12.139.000
14.789.000
13.125.000
Italia
19.239.000
11.979.000
15.489.000
13.192.000
dentro e fuori il sindacato e
le varie categorie interessate.
Per ora, si sottolineano
tre aspetti:
1) Nelle Marche le pensioni di vecchiaia dei coltivatori diretti/mezzadri,
degli artigiani e dei
commercianti rappresentano il 44% del totale, mentre in Italia la
percentuale scende al
30%;
2) L’importo medio annuo
delle pensioni dei lavoratori dipendenti nelle
Marche è nettamente
COMM.
dalo, basta solo sapere che,
a fronte della misura dei
contributi previdenziali
che per gli artigiani (come
da legge) è la metà di quella dei lavoratori dipendenti, per raggiungere tale risultato, vuol dire che le retribuzioni imponibili degli
artigiani sono cresciute più
del doppio rispetto a quelle
dei lavoratori dipendenti.
inferiore a quello nazionale;
3) Nelle Marche gli importi medi delle pensioni degli artigiani sono
superiori a quelli dei lavoratori dipendenti.
Su quest’ultimo aspetto
non si solleva alcuno scan-
3
SPIrito di gruppo
REGIONE
I consigli di
Federconsumatori
a cura di Piero Chiacchiarini
responsabile regionale
Nuovo contatore Enel entro il prossimo anno
L’
Enel ha deciso la
sostituzione dei
vecchi contatori
meccanici con un nuovo
contatore elettronico.La
sostituzione si protrarrà fino al 2004.
Il nuovo contatore, oltre
ad essere molto più sensibile del precedente, offre la
possibilità della lettura a
distanza dei consumi e
quindi la relativa fatturazione dei consumi reali
dell’utente. Ciò permetterà
la cancellazione della pratica di lettura diretta e
quindi anche di quella della fatturazione per acconto
con relativo conguaglio.
Fin qui sembrerebbe una buona iniziativa sia per
l’Enel che non dovrà impiegare più personale per
la rilevazione, sia per l’utente-consumatore se non
fosse che, proprio per la
consistente sensibilità del
nuovo apparecchio rispetto
al precedente, lo scatto di
interruzione della corrente
nel caso di eccessivo consumo, avviene molto più
frequentemente pur essendo permesso un supera-
mento del 10% della potenza installata.
Ciò significa che le utenze domestiche essendo
per lo più di 3 Kwh possono superare, come in precedenza, 0,3 Kwh e l’interruzione avviene se si supera tale limite. Solo che i
vecchi contatori proprio
perchè meno precisi e sensibili, erano tarati in modo
tale da permettere un superamento più consistente.
Per queste ragioni le
Associazione nazionali dei
consumatori hanno posto
la questione all’Enel e, con
quest’ultima, è stato raggiunto un importante accordo: possibilità di supero
della potenza contrattuale
fino a 3,3 Kwh e fino a 4
Kwh per un tempo di supero non superiore a 3 ore
nella giornata.
E’ evidente che, grazie
a questo accordo, le possibilità di interruzione dell’erogazione della corrente
saranno meno probabili e
frequenti. Occorre precisare che la operatività di questo accordo è immediata
per cui, le nuove installazioni avverranno con con-
tatori tarati con i nuovi valori mentre per gli apparecchi già installati, l’adeguamento avverrà entro luglio
2003.
L’Enel inoltre sta decidendo un nuovo sistema tariffario che dovrebbe prevedere fasce orarie a tariffa fortemente ridotta ( tariffa dimezzata per i consumi dalle ore 21 alle ore 07).
Federconsumatori Marche informerà i consumatori non appena vi sarà la
decisione definitiva dell’Enel.
Mutui agevolati: i consumatori
beffati dal decreto “salvabanche”
D
opo la bocciatura
del Tar del Lazio
delle singolari pretese dell’Abi e delle banche che non volevano dare
applicazione alla legge n°
133/99 che le obbligava a
rinegoziare i 500.000 mutui agevolati per l’acquisto
della prima casa, ora il governo è intervenuto in loro
soccorso con l’emanazione
di un decreto. Quest’ultimo stabilisce il tasso di riferimento per la rinegoziazione degli stessi ad un tasso del 12,61%, superiore
di 5 punti all’attuale tasso
di usura definito trimestralmente dal governo e 2 volte e mezzo più alto rispetto
agli attuali tassi di mercato
sui mutui a tasso fisso.
Un altro favore scandaloso alle banche che si ag-
4
giunge a quello recentissimo denominato “salvacompagnie” per le assicurazioni. Ancora una volta il
governo, dopo aver respinto le nostre richieste, avanzate dalle stesse Regioni e
da diversi parlamentari, di
fissare il tasso al valore del
7%- 8% così come è avvenuto per legge con la rinegoziazione dei mutui “ordinari” nel 2002, decide di
sostenere i poteri forti, rappresentati in questo caso
dalle banche, anziché la tutela dei diritti dei cittadini.
Il decreto procurerà
danni ingenti alle famiglie
mutuatarie ed all’erario
delle Regioni che avrebbero potuto impiegare i risparmi con la rinegoziazione per attività di pubblico
interesse e per il rifinanzia-
mento dell’edilizia agevolata per l’acquisto della prima casa. Come associazioni dei consumatori dell’Intesa chiediamo al Governo
la modifica del decreto con
un tasso dell’8% come avvenuto per i mutui ordinari.
L’Intesa dei consumatori invita tutti i consigli regionali ad attivarsi per
chiedere al Governo la modifica di questo tasso iniquo che penalizza fortemente anche le finanze locali. L’Intesa sta studiando
la possibilità di far intervenire il Tar del Lazio per annullare un decreto che è
chiaramente in contrasto
con la legge dello Stato che
aveva stabilito tassativamente la soglia del tasso di
usura nei mutui ordinari.
Promossa dalle associazioni
Una petizione per la legge
dell’Iva al 10% sul Gpl
S
i è conclusa la raccolta di firme sulla proposta di
legge di iniziativa popolare per diminuire l’IVA sul
gas (metano e Gpl) per uso domestico. L’iniziativa
è stata promossa dall’Intesa dei Consumatori (Federconsumatori, Adusbef, Adoc, Codacons ) partendo dalla valutazione che il costo del gas per uso domestico per le famiglie è, in Italia, molto più alto che nel resto dei Paesi
europei e ciò influisce negativamente non solo direttamente sul reddito familiare ma anche sull’insieme dei prezzi
al consumo. In sostanza è una delle più importanti cause
di innalzamento dell’inflazione che taglieggia in particolare i redditi degli italiani sopratutto i più bassi. La raccolta di firme permetterà di presentare al Parlamento Italiano una specifica legge che, se approvata, inciderà
profondamente e positivamente sulle bollette.
ANCONA &
provincia
Interessante iniziativa promossa dal Comune
“I racconti del Biondo”: la storia
di Peruzzi partigiano combattente
a cura di
Paolo Angeletti,
segretario Spi Cgil di Osimo
CAMERANO - Tramite una bella iniziativa del Comune di Camerano sono
stati raccolti in un libro i ricordi e le testimonianze di
Cesare Peruzzi, combattente partigiano che risulta tra
gli iscritti pensionati di Camerano nella Lega Spi Cgil
di Osimo.
Il volume, titolato “I
racconti del Biondo” dal
nome di battaglia del Peruzzi, è stato magistralmente curato da Alberto
Recanatini che ha inquadrato le vicende del protagonista nel più ampio contesto storico e politico del
periodo.
Cesare Peruzzi, nato ad
Agugliano il 20 settembre
del 1923, vive con la propria famiglia dal 1937 a
Camerano. Nel gennaio del
1943, come tanti altri giovani nemmeno ventenni, fu
chiamato a combattere per
il nostro Paese una guerra
ingiusta ed ormai persa.
L’armistizio dell’8 settembre lo colse in terra
straniera, a Zara in Dalmazia. Fu catturato dai tedeschi e deportato in Germania nel campo di concentramento di Ziegenheim
nella regione dell’Assia.
Dopo circa quattro mesi, insieme al suo compaesano Dino Scandali, riuscì
a fuggire infilandosi in un
carro bestiame di un treno
diretto in Italia. Dopo giorni di viaggio, tra la paglia e
gli zoccoli degli animali, il
treno arrivò nella pianura
padana e, oltrepassato il
Po, fu attaccato da formazioni partigiane. Peruzzi
saltò giù dal treno e riuscì
fortunosamente a fuggire
per le campagne e perse di
vista il suo compagno di
viaggio.
Dopo alcuni giorni si
aggregò con entusiasmo alla prima Brigata della Divisione Partigiana Piacenza dislocata in Val Tidone e
Val Trebbia.
Per molti mesi con i
suoi compagni subì i disagi dei continui rastrellamenti e prese parte come
capo squadra, tra l’altro, a
quattro azioni contro autocolonne tedesche lungo la
via Emilia, partecipò all’attacco di una polveriera, fu
tra i protagonisti del sanguinoso combattimento a
Pietra Parcellara in Val
Trebbia, dove in 18 combatterono contro 200 SS italiane e tedesche. Fu catturato e in seguito liberato
per uno scambio di prigionieri. Infine prese parte alla liberazione di Piacenza.
Dopo alcuni giorni rientrò
a Camerano dove tuttora
vive.
Per le azioni compiute
durante la guerra di liberazione e partigiana il 28 ottobre del 1968 gli venne
concessa la Croce al Merito di Guerra.
Ho letto con grande
coinvolgimento questo bel
libro che permette di conoscere una parte importante
della vita di un uomo che
pur comportatosi da patriota ed eroe non ha mai voluto vantare le sue imprese.
Dell’intero racconto
due fatti mi hanno colpito.
Innanzitutto, la consapevo-
lezza di combattere per la
causa giusta espressa nel
brano di una lettera che Peruzzi scrisse a sua madre
quando era stato catturato
dai tedeschi in Val Trebbia,
e che consegnò ad un prete
nell’imminenza della sua
fucilazione, scampata poi
all’ultimo momento perché
inserito in uno scambio di
prigionieri: “Cara mamma, fino a poco tempo fa
mi avevano fatto ascoltare
una campana sola, poi ho
potuto sentirne due e ho
scelto la strada giusta, perdonami: se morirò sarà
per questo.”
Inoltre, mi ha colpito la
delusione e l’amarezza
provata al ritorno a Came-
rano quando al racconto
delle sue vicende alcuni
concittadini criticarono il
comportamento dei partigiani. Peruzzi ne rimase
molto ferito non tanto per
sè, ma per i suoi compagni
che più di lui avevano patito e sofferto per la libertà
di tutti, in particolar modo
per coloro che vi avevano
lasciato la vita. Questa fu
la causa che lo indusse a
non parlare più delle sue
vicende se non con gli amici più cari.
Questi fatti, come tanti
altri debbono indurci a
non dimenticare e a far di
tutto affinchè la storia del
nostro recente passato non
sia stravolta da revisioni
politiche pericolose e sia
consegnata alle generazioni future nella sua integrità.
La democrazia conquistata con le sofferenze e i
sacrifici di tanti uomini e
donne come Cesare Peruzzi va difesa con caparbietà
dal tentativo di infangare e
stravolgere le pagine migliori della lotta di liberazione dal nazi-fascismo.
Concerto di maggio ad Ancona: oltre
7mila euro per un centro disabili
di Lino Zingaretti
ANCONA - Grazie al
“concerto di maggio”, organizzato al Teatro delle
Muse di Ancona dai sindacati pensionati Spi Cgil,
Fnp Cisl e Uilp Uil, l’associazione “il Samaritano”
può contare su altri 7.000
euro per la costruzione dell’importante centro residenziale per disabili a Posatora. Si tratta dell’intero
incasso dello spettacolo
musicale con la banda della città di Ancona e le corali: Marini, Cruciani e San
Michele Arcangelo. Hanno
assistito allo spettacolo diverse autorità, in prima fila
il sindaco di Ancona: FABIO STURANI. Gli ospiti
d’onore della serata sono
stati gli anziani, i pensionati, i disabili ed i loro accompagnatori ai quali è
stato offerto l’ingresso gratuito. Per molti questa ini-
ziativa è stata una occasione per visitare il Teatro delle Muse nella sua nuova
veste architettonica. Due obiettivi sono stati raggiunti: la partecipazione di tantissime persone e un gesto
di solidarietà verso quei
soggetti più deboli della
società. I segretari di Spi,
Fnp e Uilp hanno consegnato la somma di 7.000
euro durante la festa per “il
samaritano” che si è tenuta
a Posatora.
Notizie in breve
Per ex dipendenti dei monopoli di Stato
Per informazioni dalla
Previdenza del ministero
delle finanze, si assicura
che il giorno 10 saranno
inviati i primi 293 mandati di pagamento relativi a-
gli ex dipendenti dei Monopoli di Stato cessati dal
servizio nel 1994 (naturalmente dal 1° maggio in
poi). Ci sembra giusta la
procedura di consentire i
pagamenti secondo gli anni di andata in pensione.
Gli uffici pensano di completare l’operazione entro
la fine dell’anno.
5
SPIrito di gruppo
PESARO &
provincia
Università dell’Età libera: tanti corsi, boom di iscrizioni
di Marina Druda
PESARO - L’Università
dell’Età Libera di Pesaro,
della quale lo Spi Cgil è uno dei fondatori, 1050 iscritti i quest’anno, 730 in
più rispetto a tre anni fa,
sta ottenendo consensi
davvero eccezionali.
Quest’anno i corsi avviati sono 67 e molti chiedono di aumentarli. E’ decisamente soddisfatto il
presidente, Maurizio Sebastiani, 57 anni , medico, da
tre anni al vertice della Libera Università.
Sebastiani
concorda
perfettamente con l’espressione che “la cultura, come
l’amore, non ha età”, anche se ci tiene a sottolineare che l’Università è libera
nel senso di aperta a tutti.
Di qualsiasi età, professione o titolo di studio.
“E’una università nel
senso classico del termine
–dice Sebastiani –cioè luogo deputato allo studio di
molte discipline. Però non
allo scopo di conferire tito-
lo bensì di soddisfare il desiderio di apprendere”.
Com’è organizzata e
quali sono i corsi più frequentati?
“I corsi sono tantissimi,
dalle lingue alla letteratura,
informatica,
persino corsi di cucina e
laboratori per dar spazio
anche alla manualità. Ci
sono la pittura, la scultura
e altre materie come storia
dell’arte, delle religioni:
insomma abbiamo cercato
di raggruppare quanti più
possibili campi del sapere”.
Ma la qualità dei corsi è
la cosa più importante sottolinea Sebastiani -. Ho
cercato di trovare i docenti
più qualificati della nostra
provincia, i più preparati e
capaci nel trasmettere il
sapere”.
Perché l’Università
dell’età libera di Pesaro
ha così tanto successo?
“Perché è aperta a tutti
coloro che si sentono attratti dalla qualità dell’insegnamenti e dall’organizzazione che è basata sul
volontariato culturale”.
E’ anche un “passatempo” per chi se lo può
pemettere ?
“Assolutamente no e lo
dimostra che abbiamo tantissime richieste di persone che lavorano. Per questo
abbiamo già organizzato
anche 20 corsi serali per rispondere a queste esigenze
e altri ne stiamo preparando”.
Dica 3 buoni motivi
per tornare a frequentare
l’Università dell’età libera..
“Anzitutto per approfondire le proprie conoscenze sulle materie che ognuno ritiene più congeniali.
Poi perché aiuta tantissimo a socializzare; ho visto nascere amicizie bellissime tra persone che frequentano gli stessi corsi.
Sono gruppi che decidono
di vedersi anche al di fuori
delle attività didattiche e
che sono realmente amiche. Frequentando l’Università dell’Età libera si
partecipa attivamente alla
vita cultura della città. E
questo è il terzo motivo”.
Per una cultura senza tempo Quando il sapere
è fonte di vita
a cura di
Elisabetta Gabrielli,
Lega Spi Cgil di Fano
FANO - E’ in fase di avvio
a Fano l’Università dei Saperi della quale si prevede
l’inizio dei corsi per il
prossimo autunno (è già
pronto lo statuto e le linee
fondamentali del programma).
Il progetto è dovuto, oltre che all’amministrazione
comunale, alle organizzazioni dei pensionati confederali e del lavoro autonomo tra cui, in particolare la
lega Spi Cgil di Fano che,
dopo il successo dell’Università dell’Età libera di
Pesaro, ha deciso di attiva-
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re al meglio anche a Fano e
nei comuni dell’Ambito le
risorse delle persone anziane. Il tutto coinvolgendole
come soggetti in un processo di educazione permanente (teorizzato in tempi
migliori di quelli che stiamo vivendo) che abbia un
effetto positivo sulla qualità della loro vita e su
quello della società civile.
Infatti per rendere la democrazia più solida occorre rafforzare le identità degli individui che, in questa
età, trovano nell’ incontro
con i saperi e con la socializzazione tra le generazioni, nuova linfa vitale mettendo a disposizione la loro esperienza, ormai parte
della memoria storica comune.
Il coinvolgimento nella
conoscenza del mondo che
cambia, anche attraverso
l’acquisizione di nuovi codici, permette di mantenersi parte attiva di un progetto culturale comune e permette di ancorare il proprio
vissuto individuale e storico a quella passione per la
vita che in ogni tappa dell’esistenza può diventare
mobilitante verso ideali
che vadano aldilà della pura gestione del quotidiano e
che si identifichino con
quelli di inclusione, di allargamento della protezione sociale e dei diritti di
cittadinanza.
L’esperienza della lega di Montefeltro
di Giorgio Marzoli
URBINO - La Lega del Montefeltro sta cercando di costruire momenti di incontro a tutti i livelli che consentano di far sentite l’anziano come una risorsa.
A questo proposito abbiamo favorito la nascita di
centri sociali l’ultimo dei quali, in ordine di tempo, a
Fermignano.
Nella nostra lega l’Università ha già avviato importanti iniziative a Macerata Feltria dove si sono tenuti corsi di informatica e cucina, che hanno visto una
notevole partecipazione.
Pensiamo di avviare prossimamente altre iniziative
coinvolgendo i centro sociali di Fermignano e Urbino,
in collaborazione con il Comune e l’ambito sociale di
Urbino. In particolare a Urbino si avverte la necessità
di stimolare i pensionati sul piano culturale visto l’immenso patrimonio che questa città possiede.
Anche nell’ambito sociale del territorio della Comunità Montana di Carpegna abbiamo proposto un
percorso che possa coinvolgere pensionati e ragazzi
delle scuole nel progetto “Risorsa Anziani” che prevede l’utilizzo dell’ ingente mole documenti storici
raccolti dall’ex sindacalista della Cgil, Umberto
Palmetti.
Grazie alla collaborazione con l’Università dell’Età libera vorremmo farli diventare pezzi di storia a
e della vita quotidiana nel secolo passato che noi vogliamo divulgare anche per affrontare meglio quello
appena iniziato.
MACERATA &
provincia
Sicurezza: cresce la sfiducia del cittadino
I risultati emersi da un convegno promosso dallo Spi Cgil
di Francesco Fiordomo
MACERATA - Molto interessante, partecipata, ricca
di suggerimenti, spunti di
riflessione e domande l’iniziativa pubblica promossa dall’Associazione Afar
Auser e dallo Spi sul tema
della sicurezza.
L’incontro si è tenuto
presso il giardino di Via
Vogel ed è stato introdotto
dai rappresentanti dell’Afar Auser, associazione attiva nel campo del sociale,e dello Spi Cgil, punto di
riferimento insostituibile
per gli anziani. L’occasione per parlare di sicurezza
è stata creata dalla distribuzione dell’opuscolo“A tutela della sicurezza dei cittadini” elaborato dalla C-
gil, dallo Spi, dall’Inca e
dal sindacato di polizia
Silp, rappresentato nell’iniziativa di Recanati da Romeo Renis e Massimo Girolami.
Dai vari interventi dei
cittadini è emersa una
preoccupante sfiducia nei
confronti delle istituzioni e
la percezione di una certa
impunità per chi commette
reati. Gli anziani non si sentono più sicuri neanche nelle loro abitazioni. I rappresentanti del Silp ritengono
che i cittadini non devono
risolvere il problema sicurezza da soli, magari armandosi con una pistola.
Questo è un atteggiamento
sbagliato e pericoloso. Occorre invece aumentare la
fiducia, interpellare più
spesso le forze dell’ordine,
coordinare i vari corpi di
polizia ( a livello cittadino
va aumentato la collaborazione con i vigili urbani ),
sviluppare nei Comuni politiche di integrazione, solidarietà e partecipazione
creando spazi verdi, di incontro, ricreativi, con il miglioramento della pubblica
illuminazione, con l’utilizzo del volontariato. Ad esempio gli anziani che operano davanti alle scuole non
servono solo per dirigere il
traffico veicolare ma sono
un valido deterrente per lo
spaccio di droga o per i movimenti dei pedofili.
Serve uno sviluppo delle nostre città compatibile
con le esigenze sociali:
meno quartieri dormitorio,
zone abbandonate, più
campi da calcio, centri di
quartiere, spazi verdi e giochi per bambini. Solo così
si potrà ottenere una maggiore sicurezza, obiettivo
che certamente non si raggiunge con la propaganda
vuota ed un po’ demagogica del “poliziotto di quartiere”.
Il volumetto, che è in
distribuzione in tutta la
provincia ( i prossimi incontri a Civitanova Marche
e Tolentino ), elenca in modo chiaro e comprensibile
a tutti, con esempi concreti
ed una grafica inequivocabile, gli espedienti più usati da chi vuole commettere
furti e truffe ai danni dei
cittadini.
I borseggiatori che agiscono negli autobus, chi
chiede di cambiare monete,
chi aspetta gli anziani che
hanno ritirato la pensione,
l’esoterismo ( imbonitori,
fattucchieri e maghi sono
sempre in agguato…), il
gioco d’azzardo, chi si presenta in casa dichiarando
di essere dipendenti pubblici che devono controllare il telefono, il contatore,
il versamento dei contributi. Purtroppo, nonostante i
molteplici casi che si sono
verificati, tanti cittadini,
soprattutto anziani, vengono raggirati, truffati o derubati. L’abitudine di lasciare le chiavi sulla porta, ad
esempio, è ancora diffuso
a Recanati ma è uno dei
comportamenti da evitare.
L’opuscolo offre alcuni
validi suggerimenti e, secondo i promotori dell’iniziativa, dovrebbe servire a
creare una giusta attenzione ed a prevenire, integrando le politiche di sicurezza che si organizzano
nei comuni.
Invalidità civile, per i sindacati Su invito dell’assessore Mura
bisogna accelerare le pratiche Cgil, Cisl e Uil in visita
alla casa di riposo
di Gherardo Giglioni
MACERATA - Le segreterie provinciali dei sindacati dei pensionati Spi Cgil,
Fnp Cisl e Uilp si sono incontrate con i commissari
delle Asl n. 8 Civitanova e
9 Macerata sul problema
delle visite mediche per il
riconoscimento dell’invalidità civile.
Già lo scorso dicembre,
i sindacati avevano sollecitato un incontro con tutte e
tre le Asl della provincia,
dopo aver giudicato enormemente dilatati i tempi necessari per lo svolgimento
dell’intera pratica dalla domanda di riconoscimento
dell’invalidità al pagamento dell’eventuale pensione.
L’incontro dell’8 maggio ha permesso di verificare come i tempi delle due Asl, pur restando nella media
entro i tempi stabiliti dalla
norma, tendono a stabilizzarsi su una fascia ancora
troppo lunga anche se non
raggiungono il massimo
consentito (quattro mesi).
Più allarmante era stato
il dato riscontrato nell’incontro di fine 2003 con la
direzione provinciale dell’Inps: i tempi medi tendono a stabilizzarsi di fatto
oltre quelli massimi consentiti (quattro mesi)
A quanto risulta anche
la commissione di verifica
del Ministero del Tesoro
utilizza di norma tutto il
periodo (tre mesi) a sua disposizione per quanto di
sua competenza. Il risultato finale, però, dà un totale complessivo di gran
lunga superiore alla somma dei tempi che ciascuno
dei tre enti ha a disposizione. Di qui la necessità di
un intervento di coordinazione tra di essi per accorciare, fino ad azzerarli, i
tempi di trasmissione delle pratiche e di trovare accordi tali che permettano
di intervenire accelerando
le procedure della neces-
saria documentazione delle stesse.
L’incontro si è chiuso
con la disponibilità dei
Commissari a studiare la
possibilità di eventuali protocolli d’intesa con i responsabili degli altri due
soggetti per raggiungere
gli obiettivi della semplificazione e dello snellimento burocratici.
In un separato incontro,
il 21 maggio scorso, i sindacati confederali dei pensionati sono stati ricevuti dal
commissario dell’Asl 10 di
Camerino, territorio che
manifesta difficoltà e ritardi
ancora più allarmanti.
di Giancarlo Miliani
CAMERINO - Su invito
dell’assessore Eulalia Mura, le rappresentanze sindacali dei pensionati Spi Cgil,
Fnp Cisl e Uilp, lo scorso 7
maggio, si sono recati in
visita alla Casa di riposo di
Camerino. L’appuntamento
era atteso, in quanto, in
precedenti incontri si era
discusso sulla necessità di
adeguare lo stabile in modo
di rendere più funzionali
gli spazi disponibili. Ricordiamo che l’attuale sede
della Casa di riposo è provvisoria in attesa della ristrutturazione da parte del
Comune di quella definitiva. Infatti la vecchia sede
fu distrutta dal terremoto
del 1997 e in quella situazione di emergenza, l’acquisto dell’appartamento in
cui ora è ubicata fu reso
possibile da una sottoscrizione del sindacato. In
realtà, la copertura di un
bel terrazzo, pertinenza
della struttura, ha consentito di realizzare una nuova
sala, definita ristorantesoggiorno, liberando un vano interno troppo a ridosso
delle camere destinate alla
degenza. Altri interventi
sono stati fatti nei servizi;
dove gli adeguamenti hanno reso la loro agibilità sicuramente più efficiente.
Nella breve discussione seguita alla visita, amministratori e sindacalisti, nell’affrontare i problemi legati alle difficoltà economiche crescenti nel mantenere queste strutture, si sono impegnati per un confronto costante teso a migliorare le condizioni della
popolazione anziana più disagiata. I timidi segnali di
apertura provenienti dalla
istituzione del "coordinatore d’ambito" e una crescente attenzione per i problemi
legati alla sanità e all’assistenza fanno sperare in un
coinvolgimento del sindacato che si rivelerà certamente proficuo.
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SPIrito di gruppo
ASCOLI PICENO &
provincia
Il caso viene sollevato da una lettera aperta di Cgil, Cisl e Uil
I sindacati al Comune: “Vacanze estive gratuite
per gli anziani e per i disabili poveri”
SAN BENEDETTO DEL
TRONTO -Vacanze estive e soggiorni termali
per anziani: una lettera
aperta dei sindacati al
Comune puntualizza una serie di questioni dopo i criteri adottati dall’
amministrazione per la
partecipazione di anziani
ai soggiorni estivi montani e termali.
Innanzitutto, Cgil, Cisl e Uil, assieme ai pensionati, fanno sapere di
aver avviato un confronto con il Comune per
l’applicazione dell’ Isee
(indicatore situazione economica equivalente)
che è lo strumento di misurazione della condizione economica dei cittadi-
ni per l’accesso agli interventi, ai servizi ed alle prestazioni in campo
sociale. L’obiettivo dei
sindacati, nell’applicazione dello strumento
dell’Isee, peraltro già adottato da tempo dal comune di San Benedetto
per legge, è stato quello
di determinare la maggiore equità possibile
nella compartecipazione
richiesta ai cittadini per i
diversi servizi, salvaguardando i redditi più
bassi.
Cgil, Cisl e Uil, in sede di confronto, hanno
sostenuto il principio
dell’universalismo selettivo ovvero tutti i cittadini devono poter accedere
ai servizi ed ognuno di
essi deve essere chiamato a compartecipare al
costo in base alle propria
situazione reddituale, ad
eccezione dei cittadini
che non disponendo del
“minimo vitale” devono
essere esentati da ogni
contribuzione.
Nonostante gli sforzi,
fra l’amministrazione
comunale e le organizzazioni sindacali non si è
pervenuti ad uno specifico accordo in materia di
applicazione dell’ Isee.ù
La deliberazione adottata dalla Giunta comunale di San Benedetto, pur
corrispondendo alla richiesta di parte sindacale
tesa per ottenere un siste-
ma di compartecipazione
al costo del servizio graduato in base al reddito,
evidenzia una lacuna per
quanto concerne la situazione di quei cittadini che
non dispongono del “minimo vitale”.
Per questo, Cgil, Cisl
e Uil e le rispettive organizzazioni sindacali di
categoria dei pensionati
chiedono l’integrazione
della deliberazione adottata dalla Giunta comunale in materia di soggiorni estivi montani e
termali per anziani prevedendo l’assunzione direttamente da parte del
Comune del costo di partecipazione a favore dei
pensionati e degli invali-
di civili la cui situazione
economica misurata con
lo strumento dell’ Isee
sia al di sotto del “minimo vitale”.
Assitenza domiciliare: il contributo dei lavoratori stranieri
FERMO - La legge Bossi-Fini per le regolarizzazioni naviga ancora in
mare aperto.
I rilasci dei permessi
di soggiorno vengono
centellinati con modalità
estenuanti per i tempi
previsti che costringono
i lavoratori stranieri, praticamente, a convivere
quotidianamente con i
dubbi, le speranze, le incomprensioni per una
normativa
disumana,
con l’attesa di poter un
giorno rivedere la propria famiglia dopo una
segregazione forzata.
Tutto ciò avviene nell’ambito di una vera e
propria “rivoluzione” sociale il cui palcoscenico
è sotto gli occhi di centinaia e centinaia di lavoratrici che attendono
quotidianamente all’assistenza familiare e degli
anziani nel nostro territorio. Questa categoria di
lavoratrici sta emergendo dal “sottosuolo” presentando termini numerici impressionanti. Si
Piano di zona, i pensionati
sollecitano l’intervento di Carisap
ASCOLI PICENO - La Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno, con una recente iniziativa, ha devoluto 19.000 euro per l’acquisto e l’installazione dell’ascensore nel Centro accoglienza anziani di Comunanza. Un intervento che, nel contesto, viene definito marginale rispetto alle ben più concrete possibilità che la
Fondazione bancaria della Cassa potrebbe mettere in campo.
Va ricordato agli amministratori locali ed alla presidenza della Cassa di Risparmio che, in base alla legge 8 novembre 2000 n. 328, meglio nota come la
legge quadro di riforma dei servizi sociali, le Fondazioni sono chiamate a concorrere alla programmazione ed all’organizzazione del sistema dei servizi sociali. In tal senso viene spontaneo domandarsi perché la Fondazione Cassa di Risparmio, quale “attore sociale” indicato dalla L. 328/00, non viene coinvolta nella costruzione del Piano di zona. Il sindacato dei pensionati chiede che la Fondazione Cassa di Risparmio faccia la sua parte partecipando alla costruzione del
Piano. Agli amministratori, attraverso il comitato dei sindaci, si chiede di coinvolgere tutti gli “attori sociali” così come previsto dalla vigente normativa.
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scopre, così, come in
questi anni, all’insaputa
dei pubblici poteri e della stessa opinione pubblica, sia pressante la domanda di assistenza domiciliare, di interventi in
favore della popolazione
anziana e non autosufficiente. Sono lavoratrici
provenienti soprattutto
dall’Est europeo, che domandano sicurezza ed
anche un inserimento
nell’attività lavorativa riconosciuta e tutelata in
sinergia con gli interessi
generali dei cittadini italiani in ordine ai temi di
una politica diversa e più
sensibile al mondo degli
anziani e delle famiglie
con le quali ormai da anni queste lavoratrici hanno rapporti e ne conoscono i problemi.
SPIrito di gruppo
Segreteria regionale Spi Cgil Marche:
Adelio Franceschetti, Carlo Santoni,
Anna Colafrancesco
A cura di:
Maria Federica Buroni
Hanno collaborato:
le segreterie Spi provinciali di
Ancona, Pesaro, Macerata e Ascoli Piceno
Grafica:
Media Graphics
Collaborazione fotografica:
Daniele Cimino, Giusy Marinelli
Stampa: F.lli Spada - Ciampino Roma
Sede: Via Primo Maggio, 142/a - Ancona
Tel. 071/285741 Fax 071/2857400
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Luglio/Agosto