Anche su internet: www.cgil.it/marche LUGLIO/AGOSTO 2003 SPIrito di gruppo Supplemento a LiberEtà n.7/8 - mensile del Sindacato pensionati italiani della Cgil / a cura dello Spi Cgil regionale Marche Marche Spedizione in abb. postale / legge 662-96 art. 2 comma 20 lettera B - Roma / Stampa F.lli Spada - via L. Romana, 60 - Roma SOMMARIO Salta l’accordo: dietrofront della Regione 1 Sanità, il no di Cgil e Cisl Bilanci 2003 dei Comuni: per i sindacati ad Ancona un confronto con “luci e ombre” a pag. 2 2 Speciale Previdenza: l’Inps invia gli estratti conto assicurativi ai lavoratori a pag. 3 3 Federconsumatori, nuovo contatore Enel entro il 2004 a pag. 4 4 Pesaro, boom di iscrizioni all’università libera della 3ª età di Oscar Barchiesi segretario generale Cgil Marche L a lunga vertenza sul riordino della sanità marchigiana ha affrontato nei giorni scorsi alcune scadenze importanti. E’ nota la nostra contrarietà e le nostre proposte di modifica sia sul piano sanitario che sul modello organizzativo con la previsione di una gestione unica centralizzata e burocratizzata. Fino all’ultimo nonostante un atteggiamento incomprensibile della Giunta Regionale abbiamo tentato di costruite momenti di confronto. La petizione, sottoscritta ormai da oltre 40.000 cittadini è stata consegnata al presidente del Consiglio regionale ma una parte della maggioranza della Commissione sanità ha votato per non ascoltare i promotori a dimostrazione della confusione politica che è esistita nelle ultime settimane. Nonostante ciò abbiamo continuato a lavorare per cercare soluzioni. Il 16 giugno è iniziato, nel pomeriggio,il Consiglio regionale per discutere ed approvare il riordino. La mattina stessa su richiesta di Cgil e Cisl siamo stati convocati ed abbiamo discusso con i capigruppo della maggioranza riproponendo possibili soluzioni. Subito dopo si è tenuta la riunione della maggioranza stessa con la Giunta regio- nale dove è avvenuto quello che dicevamo inascoltati da settimane: quelle proposte non trovavano l’accordo neanche nella maggioranza e non avevano i numeri per essere approvate. Se ne sono accorti due ore prima dell’inizio del consiglio regionale! Mentre la riunione iniziava siamo stati convocati d’urgenza dal Presidente D’Ambrosio che ci ha proposto una soluzione ed un possibile accordo o un’intesa sui contenuti.Dopo alcuni chiarimenti abbiamo condiviso la proposta che prevedeva il rinvio di due anni dell’avvio dell’azienda unica e nel frattempo così come chiesto da tempo e contenuto anche nell’accordo di oltre un anno fa,mai rispettato,si concentravano a livello regionale alcune funzioni di “supporto” di tipo tecnico-amministrativo (acquisti,tesoreria,,informatizzazione e via dicendo). Un compromesso accettabile che poteva aprire una fase nuova nei rapporti in sanità e in generale tra sindacato e giunta soprattutto per le grandissime preoccupazioni legate anche agli scarsi risultati di questa legislatura che è entrata negli ultimi due anni. La mattina successiva, l’ennesimo e inaccettabile colpo di scena: l’incontro che doveva solo servire a consegnarci il testo definitivo dell’emendamento che recepiva l’intesa della sera prima si è trasformato in un clamoroso dietrofront con l’azienda regionale che sarebbe partita da subito e non dopo due anni di transizione. Di fronte allo sconcerto ed all’indignazione per un metodo assurdo, parte della maggioranza politica ha riproposto in aula emendamenti che rispettavano l’intesa raggiunta che sono stati bocciati mentre tra veti incrociati,ostruzionismi ,mancanza di numero legale e scontri verbali alla fine una maggioranza scesa a 21 voti su 40 ha approvato un testo pasticciato ingestibile,confuso,contradditorio. Ma anche costituzionalmente dubbio e che aprirà contenziosi giuridici e legali continui. Tutto ciò mentre il Piano sanitario come avevamo previsto è diventato un semplice documento di intenti senza una riorganizzazione vera e senza risposte concrete ai problemi della gente. Nelle prossime settimane, ancora con grande senso di responsabilità,decideremo con le nostre strutture e con la Cisl come continuare la nostra battaglia. a pag. 6 5 Ascoli Piceno, “vacanze gratis ad anziani e disabili poveri”: è la richiesta di Cgil, Cisl e Uil all’amministrazione a pag. 8 Due immagini della “catena umana” promossa da Cgil e Cisl SPIrito di gruppo REGIONE Sindacati e bilanci comunali 2003: “Un confronto con luci e ombre” a cura di Claudio Di Pietro segretario Cgil Ancona ANCONA - Nel novembre 2002, unitariamente con Cisl e Uil, abbiamo elaborato un documento che tracciava degli orientamenti e delle proposte da porre a base del confronto con gli Enti locali per la definizione dei bilanci di previsione 2003. Il confronto era contrassegnato negativamente dalle scelte che il Governo si apprestava a compiere con la legge finanziaria 2003 come il taglio dei trasferimenti; il blocco delle assunzioni e i vincoli di spesa. Per questo abbiamo fondato le nostre richieste partendo da alcune premesse. E cioè la valutazione dell’ammontare delle spese per il welfare nell’ambito della spesa complessiva dell’intero bilancio comunale; la verifica delle modalità di attuazione ed erogazione dei servizi stessi: in proprio, in economia, in appalto e l’assunzione di parametri reddituali omogenei per il calcolo dell’ISE. Inoltre, sono stati considerati l’aumento delle forme associative o consorziate per l’erogazione dei servizi da parte dei piccoli comuni, al fine di ridurre i costi ed evitare processi di esternalizzazione e la verifica e contenimento delle consulenze e delle collaborazioni. Infine, l’ avvio della progettazione delle azioni sociali che contribuiranno alla definizione dei Piani sociali di zona. Quindi le nostre richieste si sono articolate in modo specifico partendo dalla 2 gestione dei servizi e dalla predisposizione dei Piani sociali di zona a0lle politiche di intervento sociale (famiglia, anziani, disabili, immigrazione, emarginazione sociale e sicurezza, infanzia), dalle politiche di cittadinanza (casa, accoglienza e integrazione) alle politiche del personale e degli appalti sino alle politiche delle entrate (tasse, tariffe e imposte). Il confronto è stato contrassegnato anche dall’alea della riduzione dei trasferimenti del Fondo sociale nazionale, che avrebbe significato la decurtazione del 55% delle risorse e il conseguente drastico ridi- mensionamento dei servizi sociali. Questa intenzione del ministro Maroni è stata sconfitta anche per l’azione delle organizzazioni sindacali ai vari livelli. Per quanto riguarda il confronto, il dato più significativo è che si è svolto un confronto con un maggior numero di enti rispetto al passato. Le modalità dello stesso confronto si sono caratterizzate in alcuni casi come pura informativa, in altri casi come concertazione. La diversità dell’approccio con le organizzazioni sindacali da parte delle Autonomie locali è causato da varie questioni sia di natura politico-sindacale che di natura amministrativo-contabile (incertezza delle risorse, rigidità delle politiche di bilancio, ecc.). Quindi si è assistito ad un confronto che ha avuto luci ed ombre, a volte positivo, a volte meno, in alcuni casi con un nostro chiaro dissenso sul merito delle scelte. Alcuni Comuni, pur sollecitati, non ci hanno convocato o lo hanno fatto poco prima dell’approvazione del bilancio da parte del Consiglio. Alcuni risultati significativi hanno riguardato la destinazione di maggiori risorse per i servizi sociali, l’azzeramento dell’Ici per gli affitti a canone concordato, l’invarianza delle ali- quote Ici, in altri casi, il rafforzamento di alcuni servizi sociali. Importante segnalare l’esclusione del ricorso ai condoni, ad eccezione del Comune di Sassoferrato. I dati negativi sono: la generalizzata crescita della Tarsu, anche per effetto dell’applicazione della legge che ne prevede il passaggio da tassa a tariffa, la mancata adesione all’Isee, anche se prevista dalla legge, da parte della quasi totalità degli Enti, l’ insufficiente propensione alla gestione associata dei servizi a domanda individuale. Il confronto con gli enti locali comunque, non si ferma alla discussione dei bilanci preventivi, ma si deve estendere ai bilanci consuntivi, entro giugno, e in occasione dell’assestamento, entro novembre. Inoltre si dovrà continuare il confronto sulle politiche di settore quali: il Piano dei Trasporti, i Servizi pubblici locali, la gestione dei servizi a doman- da individuale, i Piani di zona, le politiche delle infrastrutture, lo sviluppo economico, ecc. Nel frattempo siamo impegnati a partecipare ai tavoli di concertazione promossi dai Comitati dei Sindaci degli Ambiti sociali per la definizione dei Piani di zona. Unitariamente si è deciso di effettuare iniziative pubbliche nei singoli ambiti, al fine di esplicitare le nostre priorità e confrontarle con tutti i soggetti istituzionali e sociali interessati. VALUTAZIONE CONCLUSIVA Cgil, Cisl e Uil riconfermano la centralità di un’azione sindacale che punti a rafforzare la vertenzialità territoriale attraverso il confronto preventivo con le Autonomie locali. Le esperienze di questi primi mesi del 2003 ci spingono ad intensificare la nostra azione nei confronti degli Enti che hanno disatteso il confronto o lo hanno reso puramente formale e allo stesso tempo di consolidare e qualificare ulteriormente gli accordi sottoscritti. Questo percorso unitario sulla contrattazione acquista un valore che va oltre il merito degli accordi. Nel senso che, pur senza nascondere le profonde diversità che ci hanno contrassegnato su questioni importanti quali il Patto per l’Italia, abbiamo cercato di trovare terreni comuni di condivisione, come quello raggiunto sulla delega pensionistica, per essere uniti nell’avanzare proposte e iniziative conseguenti. REGIONE Previdenza notizie utili a cura dell’ Inca Cgil Marche Interessati oltre 23 milioni Anche gli atipici nel controllo CGIL L’ Inps sta provvedendo ad inviare l’estratto conto contributivo a tutti i lavoratori. La spedizione che avviene con cadenza mensile, riguarda ben ventitre milioni di lavoratori attivi e riguarderà, nel 2004, anche coloro che hanno stipulato un contratto di lavoro coordinato e continuativo. Il nostro patronato,l’Inca ha da sempre affermato che la pensione si costruisce da giovani e pertanto è compito di ciascun lavoratore controllare o farsi controllare la propria posizione contributiva. In par- ticolar modo, oggi, per i lavoratori che sono stati assunti per la prima volta dopo il 1996, il controllo diventa indispensabile e deve essere fatto in maniera accurata, in quanto per questi la pensione verrà conteggiata con il sistema contributivo e pertanto la prestazione pensionistica sarà in base a quanto avranno accantonato, sottoforma di contribuzione, nella propria posizione assicurativa. Il controllo interessa anche coloro che andranno in pensione con il sistema retributivo e coloro che andranno con il misto, perché anche per questi la contribuzione versata e il numero delle settimane coperte da assicurazione determinano la misura della pensione. L’operazione che l’Inps sta mettendo in atto non riguarda i pensionati diretta- mente, ma li coinvolgerà indirettamente in quanto l’emanazione dell’estratto conto assicurativo potrà interessare i loro familiari, il coniuge,i figli, i nipoti o altri familiari. Il compito degli attuali pensionati è quello di convincere il familiare, a cui viene recapitato l’estratto conto, di controllarlo o ancor meglio farlo controllare dal patronato Inca della Cgil che, con la professionalità acquisita, saprà consigliare per ogni eventuale correzione o recupero di contribuzione non contenuta nell’estratto per errore o per omissione. L’operazione che sta per partire mira soprattutto a correggere gli errori che sono contenuti nella posizione assicurativa dei lavoratori. Errori che riguardano i dati anagrafici del titolare del conto assicurativo, la non registrazione di periodi di ver- samento, il non accredito della contribuzione figurativa, il recupero di eventuali evasioni contributive o la richiesta di sistemazione di una parziale evasione. Il patronato Inca è impegnato in prima persona in questa campagna di controllo, correzione e denuncia e insieme ai delegati dà consulenza ai lavoratori. La Cgil e le categorie si impegnano affinché questa operazione abbia il successo che merita e dia tranquillità ai lavoratori che la loro posizione assicurativa è correttamente corrispondente alla realtà lavorativa dell’interessato. Effettuato questo controllo, il lavoratore dovrà comunque, nel futuro, verificare l’esattezza dei propri versamenti tramite l’annuale invio dell’estratto conto per gli anni successivi. Pensionati marchigiani: i dati del 2001 di Sandro Cipollari A leggere i dati forniti dall’Inps e riferiti alle varie categorie di pensionati, c’è da dire che nelle Marche al 31 dicembre 2001 registriamo una situazione molto diversa da quella nazionale. In questo articolo sono state prese in considerazione solo le pensioni di vecchiaia riferite al fondo lavoratori dipendenti e alle gestioni dei coltivatori diretti/mezzadri, degli artigiani e dei commercianti. I dati sopra riportati si prestano ad essere attentamente valutati e dovrebbero comunque stimolare un serio dibattito a più voci NUMERO PENSIONI DI VECCHIAIA LAV. DIP. Marche Italia 130.000 (2,39%) COLT. MEZZ. ART. COMM. 53.500 (5,47%) 30.700 (4,28%) 21.100 (3,11%) IMPORTO MEDIO ANNUO PENSIONI (vecchie lire) LAV. DIP. COLT. MEZZ. ART. Marche 14.456.000 12.139.000 14.789.000 13.125.000 Italia 19.239.000 11.979.000 15.489.000 13.192.000 dentro e fuori il sindacato e le varie categorie interessate. Per ora, si sottolineano tre aspetti: 1) Nelle Marche le pensioni di vecchiaia dei coltivatori diretti/mezzadri, degli artigiani e dei commercianti rappresentano il 44% del totale, mentre in Italia la percentuale scende al 30%; 2) L’importo medio annuo delle pensioni dei lavoratori dipendenti nelle Marche è nettamente COMM. dalo, basta solo sapere che, a fronte della misura dei contributi previdenziali che per gli artigiani (come da legge) è la metà di quella dei lavoratori dipendenti, per raggiungere tale risultato, vuol dire che le retribuzioni imponibili degli artigiani sono cresciute più del doppio rispetto a quelle dei lavoratori dipendenti. inferiore a quello nazionale; 3) Nelle Marche gli importi medi delle pensioni degli artigiani sono superiori a quelli dei lavoratori dipendenti. Su quest’ultimo aspetto non si solleva alcuno scan- 3 SPIrito di gruppo REGIONE I consigli di Federconsumatori a cura di Piero Chiacchiarini responsabile regionale Nuovo contatore Enel entro il prossimo anno L’ Enel ha deciso la sostituzione dei vecchi contatori meccanici con un nuovo contatore elettronico.La sostituzione si protrarrà fino al 2004. Il nuovo contatore, oltre ad essere molto più sensibile del precedente, offre la possibilità della lettura a distanza dei consumi e quindi la relativa fatturazione dei consumi reali dell’utente. Ciò permetterà la cancellazione della pratica di lettura diretta e quindi anche di quella della fatturazione per acconto con relativo conguaglio. Fin qui sembrerebbe una buona iniziativa sia per l’Enel che non dovrà impiegare più personale per la rilevazione, sia per l’utente-consumatore se non fosse che, proprio per la consistente sensibilità del nuovo apparecchio rispetto al precedente, lo scatto di interruzione della corrente nel caso di eccessivo consumo, avviene molto più frequentemente pur essendo permesso un supera- mento del 10% della potenza installata. Ciò significa che le utenze domestiche essendo per lo più di 3 Kwh possono superare, come in precedenza, 0,3 Kwh e l’interruzione avviene se si supera tale limite. Solo che i vecchi contatori proprio perchè meno precisi e sensibili, erano tarati in modo tale da permettere un superamento più consistente. Per queste ragioni le Associazione nazionali dei consumatori hanno posto la questione all’Enel e, con quest’ultima, è stato raggiunto un importante accordo: possibilità di supero della potenza contrattuale fino a 3,3 Kwh e fino a 4 Kwh per un tempo di supero non superiore a 3 ore nella giornata. E’ evidente che, grazie a questo accordo, le possibilità di interruzione dell’erogazione della corrente saranno meno probabili e frequenti. Occorre precisare che la operatività di questo accordo è immediata per cui, le nuove installazioni avverranno con con- tatori tarati con i nuovi valori mentre per gli apparecchi già installati, l’adeguamento avverrà entro luglio 2003. L’Enel inoltre sta decidendo un nuovo sistema tariffario che dovrebbe prevedere fasce orarie a tariffa fortemente ridotta ( tariffa dimezzata per i consumi dalle ore 21 alle ore 07). Federconsumatori Marche informerà i consumatori non appena vi sarà la decisione definitiva dell’Enel. Mutui agevolati: i consumatori beffati dal decreto “salvabanche” D opo la bocciatura del Tar del Lazio delle singolari pretese dell’Abi e delle banche che non volevano dare applicazione alla legge n° 133/99 che le obbligava a rinegoziare i 500.000 mutui agevolati per l’acquisto della prima casa, ora il governo è intervenuto in loro soccorso con l’emanazione di un decreto. Quest’ultimo stabilisce il tasso di riferimento per la rinegoziazione degli stessi ad un tasso del 12,61%, superiore di 5 punti all’attuale tasso di usura definito trimestralmente dal governo e 2 volte e mezzo più alto rispetto agli attuali tassi di mercato sui mutui a tasso fisso. Un altro favore scandaloso alle banche che si ag- 4 giunge a quello recentissimo denominato “salvacompagnie” per le assicurazioni. Ancora una volta il governo, dopo aver respinto le nostre richieste, avanzate dalle stesse Regioni e da diversi parlamentari, di fissare il tasso al valore del 7%- 8% così come è avvenuto per legge con la rinegoziazione dei mutui “ordinari” nel 2002, decide di sostenere i poteri forti, rappresentati in questo caso dalle banche, anziché la tutela dei diritti dei cittadini. Il decreto procurerà danni ingenti alle famiglie mutuatarie ed all’erario delle Regioni che avrebbero potuto impiegare i risparmi con la rinegoziazione per attività di pubblico interesse e per il rifinanzia- mento dell’edilizia agevolata per l’acquisto della prima casa. Come associazioni dei consumatori dell’Intesa chiediamo al Governo la modifica del decreto con un tasso dell’8% come avvenuto per i mutui ordinari. L’Intesa dei consumatori invita tutti i consigli regionali ad attivarsi per chiedere al Governo la modifica di questo tasso iniquo che penalizza fortemente anche le finanze locali. L’Intesa sta studiando la possibilità di far intervenire il Tar del Lazio per annullare un decreto che è chiaramente in contrasto con la legge dello Stato che aveva stabilito tassativamente la soglia del tasso di usura nei mutui ordinari. Promossa dalle associazioni Una petizione per la legge dell’Iva al 10% sul Gpl S i è conclusa la raccolta di firme sulla proposta di legge di iniziativa popolare per diminuire l’IVA sul gas (metano e Gpl) per uso domestico. L’iniziativa è stata promossa dall’Intesa dei Consumatori (Federconsumatori, Adusbef, Adoc, Codacons ) partendo dalla valutazione che il costo del gas per uso domestico per le famiglie è, in Italia, molto più alto che nel resto dei Paesi europei e ciò influisce negativamente non solo direttamente sul reddito familiare ma anche sull’insieme dei prezzi al consumo. In sostanza è una delle più importanti cause di innalzamento dell’inflazione che taglieggia in particolare i redditi degli italiani sopratutto i più bassi. La raccolta di firme permetterà di presentare al Parlamento Italiano una specifica legge che, se approvata, inciderà profondamente e positivamente sulle bollette. ANCONA & provincia Interessante iniziativa promossa dal Comune “I racconti del Biondo”: la storia di Peruzzi partigiano combattente a cura di Paolo Angeletti, segretario Spi Cgil di Osimo CAMERANO - Tramite una bella iniziativa del Comune di Camerano sono stati raccolti in un libro i ricordi e le testimonianze di Cesare Peruzzi, combattente partigiano che risulta tra gli iscritti pensionati di Camerano nella Lega Spi Cgil di Osimo. Il volume, titolato “I racconti del Biondo” dal nome di battaglia del Peruzzi, è stato magistralmente curato da Alberto Recanatini che ha inquadrato le vicende del protagonista nel più ampio contesto storico e politico del periodo. Cesare Peruzzi, nato ad Agugliano il 20 settembre del 1923, vive con la propria famiglia dal 1937 a Camerano. Nel gennaio del 1943, come tanti altri giovani nemmeno ventenni, fu chiamato a combattere per il nostro Paese una guerra ingiusta ed ormai persa. L’armistizio dell’8 settembre lo colse in terra straniera, a Zara in Dalmazia. Fu catturato dai tedeschi e deportato in Germania nel campo di concentramento di Ziegenheim nella regione dell’Assia. Dopo circa quattro mesi, insieme al suo compaesano Dino Scandali, riuscì a fuggire infilandosi in un carro bestiame di un treno diretto in Italia. Dopo giorni di viaggio, tra la paglia e gli zoccoli degli animali, il treno arrivò nella pianura padana e, oltrepassato il Po, fu attaccato da formazioni partigiane. Peruzzi saltò giù dal treno e riuscì fortunosamente a fuggire per le campagne e perse di vista il suo compagno di viaggio. Dopo alcuni giorni si aggregò con entusiasmo alla prima Brigata della Divisione Partigiana Piacenza dislocata in Val Tidone e Val Trebbia. Per molti mesi con i suoi compagni subì i disagi dei continui rastrellamenti e prese parte come capo squadra, tra l’altro, a quattro azioni contro autocolonne tedesche lungo la via Emilia, partecipò all’attacco di una polveriera, fu tra i protagonisti del sanguinoso combattimento a Pietra Parcellara in Val Trebbia, dove in 18 combatterono contro 200 SS italiane e tedesche. Fu catturato e in seguito liberato per uno scambio di prigionieri. Infine prese parte alla liberazione di Piacenza. Dopo alcuni giorni rientrò a Camerano dove tuttora vive. Per le azioni compiute durante la guerra di liberazione e partigiana il 28 ottobre del 1968 gli venne concessa la Croce al Merito di Guerra. Ho letto con grande coinvolgimento questo bel libro che permette di conoscere una parte importante della vita di un uomo che pur comportatosi da patriota ed eroe non ha mai voluto vantare le sue imprese. Dell’intero racconto due fatti mi hanno colpito. Innanzitutto, la consapevo- lezza di combattere per la causa giusta espressa nel brano di una lettera che Peruzzi scrisse a sua madre quando era stato catturato dai tedeschi in Val Trebbia, e che consegnò ad un prete nell’imminenza della sua fucilazione, scampata poi all’ultimo momento perché inserito in uno scambio di prigionieri: “Cara mamma, fino a poco tempo fa mi avevano fatto ascoltare una campana sola, poi ho potuto sentirne due e ho scelto la strada giusta, perdonami: se morirò sarà per questo.” Inoltre, mi ha colpito la delusione e l’amarezza provata al ritorno a Came- rano quando al racconto delle sue vicende alcuni concittadini criticarono il comportamento dei partigiani. Peruzzi ne rimase molto ferito non tanto per sè, ma per i suoi compagni che più di lui avevano patito e sofferto per la libertà di tutti, in particolar modo per coloro che vi avevano lasciato la vita. Questa fu la causa che lo indusse a non parlare più delle sue vicende se non con gli amici più cari. Questi fatti, come tanti altri debbono indurci a non dimenticare e a far di tutto affinchè la storia del nostro recente passato non sia stravolta da revisioni politiche pericolose e sia consegnata alle generazioni future nella sua integrità. La democrazia conquistata con le sofferenze e i sacrifici di tanti uomini e donne come Cesare Peruzzi va difesa con caparbietà dal tentativo di infangare e stravolgere le pagine migliori della lotta di liberazione dal nazi-fascismo. Concerto di maggio ad Ancona: oltre 7mila euro per un centro disabili di Lino Zingaretti ANCONA - Grazie al “concerto di maggio”, organizzato al Teatro delle Muse di Ancona dai sindacati pensionati Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil, l’associazione “il Samaritano” può contare su altri 7.000 euro per la costruzione dell’importante centro residenziale per disabili a Posatora. Si tratta dell’intero incasso dello spettacolo musicale con la banda della città di Ancona e le corali: Marini, Cruciani e San Michele Arcangelo. Hanno assistito allo spettacolo diverse autorità, in prima fila il sindaco di Ancona: FABIO STURANI. Gli ospiti d’onore della serata sono stati gli anziani, i pensionati, i disabili ed i loro accompagnatori ai quali è stato offerto l’ingresso gratuito. Per molti questa ini- ziativa è stata una occasione per visitare il Teatro delle Muse nella sua nuova veste architettonica. Due obiettivi sono stati raggiunti: la partecipazione di tantissime persone e un gesto di solidarietà verso quei soggetti più deboli della società. I segretari di Spi, Fnp e Uilp hanno consegnato la somma di 7.000 euro durante la festa per “il samaritano” che si è tenuta a Posatora. Notizie in breve Per ex dipendenti dei monopoli di Stato Per informazioni dalla Previdenza del ministero delle finanze, si assicura che il giorno 10 saranno inviati i primi 293 mandati di pagamento relativi a- gli ex dipendenti dei Monopoli di Stato cessati dal servizio nel 1994 (naturalmente dal 1° maggio in poi). Ci sembra giusta la procedura di consentire i pagamenti secondo gli anni di andata in pensione. Gli uffici pensano di completare l’operazione entro la fine dell’anno. 5 SPIrito di gruppo PESARO & provincia Università dell’Età libera: tanti corsi, boom di iscrizioni di Marina Druda PESARO - L’Università dell’Età Libera di Pesaro, della quale lo Spi Cgil è uno dei fondatori, 1050 iscritti i quest’anno, 730 in più rispetto a tre anni fa, sta ottenendo consensi davvero eccezionali. Quest’anno i corsi avviati sono 67 e molti chiedono di aumentarli. E’ decisamente soddisfatto il presidente, Maurizio Sebastiani, 57 anni , medico, da tre anni al vertice della Libera Università. Sebastiani concorda perfettamente con l’espressione che “la cultura, come l’amore, non ha età”, anche se ci tiene a sottolineare che l’Università è libera nel senso di aperta a tutti. Di qualsiasi età, professione o titolo di studio. “E’una università nel senso classico del termine –dice Sebastiani –cioè luogo deputato allo studio di molte discipline. Però non allo scopo di conferire tito- lo bensì di soddisfare il desiderio di apprendere”. Com’è organizzata e quali sono i corsi più frequentati? “I corsi sono tantissimi, dalle lingue alla letteratura, informatica, persino corsi di cucina e laboratori per dar spazio anche alla manualità. Ci sono la pittura, la scultura e altre materie come storia dell’arte, delle religioni: insomma abbiamo cercato di raggruppare quanti più possibili campi del sapere”. Ma la qualità dei corsi è la cosa più importante sottolinea Sebastiani -. Ho cercato di trovare i docenti più qualificati della nostra provincia, i più preparati e capaci nel trasmettere il sapere”. Perché l’Università dell’età libera di Pesaro ha così tanto successo? “Perché è aperta a tutti coloro che si sentono attratti dalla qualità dell’insegnamenti e dall’organizzazione che è basata sul volontariato culturale”. E’ anche un “passatempo” per chi se lo può pemettere ? “Assolutamente no e lo dimostra che abbiamo tantissime richieste di persone che lavorano. Per questo abbiamo già organizzato anche 20 corsi serali per rispondere a queste esigenze e altri ne stiamo preparando”. Dica 3 buoni motivi per tornare a frequentare l’Università dell’età libera.. “Anzitutto per approfondire le proprie conoscenze sulle materie che ognuno ritiene più congeniali. Poi perché aiuta tantissimo a socializzare; ho visto nascere amicizie bellissime tra persone che frequentano gli stessi corsi. Sono gruppi che decidono di vedersi anche al di fuori delle attività didattiche e che sono realmente amiche. Frequentando l’Università dell’Età libera si partecipa attivamente alla vita cultura della città. E questo è il terzo motivo”. Per una cultura senza tempo Quando il sapere è fonte di vita a cura di Elisabetta Gabrielli, Lega Spi Cgil di Fano FANO - E’ in fase di avvio a Fano l’Università dei Saperi della quale si prevede l’inizio dei corsi per il prossimo autunno (è già pronto lo statuto e le linee fondamentali del programma). Il progetto è dovuto, oltre che all’amministrazione comunale, alle organizzazioni dei pensionati confederali e del lavoro autonomo tra cui, in particolare la lega Spi Cgil di Fano che, dopo il successo dell’Università dell’Età libera di Pesaro, ha deciso di attiva- 6 re al meglio anche a Fano e nei comuni dell’Ambito le risorse delle persone anziane. Il tutto coinvolgendole come soggetti in un processo di educazione permanente (teorizzato in tempi migliori di quelli che stiamo vivendo) che abbia un effetto positivo sulla qualità della loro vita e su quello della società civile. Infatti per rendere la democrazia più solida occorre rafforzare le identità degli individui che, in questa età, trovano nell’ incontro con i saperi e con la socializzazione tra le generazioni, nuova linfa vitale mettendo a disposizione la loro esperienza, ormai parte della memoria storica comune. Il coinvolgimento nella conoscenza del mondo che cambia, anche attraverso l’acquisizione di nuovi codici, permette di mantenersi parte attiva di un progetto culturale comune e permette di ancorare il proprio vissuto individuale e storico a quella passione per la vita che in ogni tappa dell’esistenza può diventare mobilitante verso ideali che vadano aldilà della pura gestione del quotidiano e che si identifichino con quelli di inclusione, di allargamento della protezione sociale e dei diritti di cittadinanza. L’esperienza della lega di Montefeltro di Giorgio Marzoli URBINO - La Lega del Montefeltro sta cercando di costruire momenti di incontro a tutti i livelli che consentano di far sentite l’anziano come una risorsa. A questo proposito abbiamo favorito la nascita di centri sociali l’ultimo dei quali, in ordine di tempo, a Fermignano. Nella nostra lega l’Università ha già avviato importanti iniziative a Macerata Feltria dove si sono tenuti corsi di informatica e cucina, che hanno visto una notevole partecipazione. Pensiamo di avviare prossimamente altre iniziative coinvolgendo i centro sociali di Fermignano e Urbino, in collaborazione con il Comune e l’ambito sociale di Urbino. In particolare a Urbino si avverte la necessità di stimolare i pensionati sul piano culturale visto l’immenso patrimonio che questa città possiede. Anche nell’ambito sociale del territorio della Comunità Montana di Carpegna abbiamo proposto un percorso che possa coinvolgere pensionati e ragazzi delle scuole nel progetto “Risorsa Anziani” che prevede l’utilizzo dell’ ingente mole documenti storici raccolti dall’ex sindacalista della Cgil, Umberto Palmetti. Grazie alla collaborazione con l’Università dell’Età libera vorremmo farli diventare pezzi di storia a e della vita quotidiana nel secolo passato che noi vogliamo divulgare anche per affrontare meglio quello appena iniziato. MACERATA & provincia Sicurezza: cresce la sfiducia del cittadino I risultati emersi da un convegno promosso dallo Spi Cgil di Francesco Fiordomo MACERATA - Molto interessante, partecipata, ricca di suggerimenti, spunti di riflessione e domande l’iniziativa pubblica promossa dall’Associazione Afar Auser e dallo Spi sul tema della sicurezza. L’incontro si è tenuto presso il giardino di Via Vogel ed è stato introdotto dai rappresentanti dell’Afar Auser, associazione attiva nel campo del sociale,e dello Spi Cgil, punto di riferimento insostituibile per gli anziani. L’occasione per parlare di sicurezza è stata creata dalla distribuzione dell’opuscolo“A tutela della sicurezza dei cittadini” elaborato dalla C- gil, dallo Spi, dall’Inca e dal sindacato di polizia Silp, rappresentato nell’iniziativa di Recanati da Romeo Renis e Massimo Girolami. Dai vari interventi dei cittadini è emersa una preoccupante sfiducia nei confronti delle istituzioni e la percezione di una certa impunità per chi commette reati. Gli anziani non si sentono più sicuri neanche nelle loro abitazioni. I rappresentanti del Silp ritengono che i cittadini non devono risolvere il problema sicurezza da soli, magari armandosi con una pistola. Questo è un atteggiamento sbagliato e pericoloso. Occorre invece aumentare la fiducia, interpellare più spesso le forze dell’ordine, coordinare i vari corpi di polizia ( a livello cittadino va aumentato la collaborazione con i vigili urbani ), sviluppare nei Comuni politiche di integrazione, solidarietà e partecipazione creando spazi verdi, di incontro, ricreativi, con il miglioramento della pubblica illuminazione, con l’utilizzo del volontariato. Ad esempio gli anziani che operano davanti alle scuole non servono solo per dirigere il traffico veicolare ma sono un valido deterrente per lo spaccio di droga o per i movimenti dei pedofili. Serve uno sviluppo delle nostre città compatibile con le esigenze sociali: meno quartieri dormitorio, zone abbandonate, più campi da calcio, centri di quartiere, spazi verdi e giochi per bambini. Solo così si potrà ottenere una maggiore sicurezza, obiettivo che certamente non si raggiunge con la propaganda vuota ed un po’ demagogica del “poliziotto di quartiere”. Il volumetto, che è in distribuzione in tutta la provincia ( i prossimi incontri a Civitanova Marche e Tolentino ), elenca in modo chiaro e comprensibile a tutti, con esempi concreti ed una grafica inequivocabile, gli espedienti più usati da chi vuole commettere furti e truffe ai danni dei cittadini. I borseggiatori che agiscono negli autobus, chi chiede di cambiare monete, chi aspetta gli anziani che hanno ritirato la pensione, l’esoterismo ( imbonitori, fattucchieri e maghi sono sempre in agguato…), il gioco d’azzardo, chi si presenta in casa dichiarando di essere dipendenti pubblici che devono controllare il telefono, il contatore, il versamento dei contributi. Purtroppo, nonostante i molteplici casi che si sono verificati, tanti cittadini, soprattutto anziani, vengono raggirati, truffati o derubati. L’abitudine di lasciare le chiavi sulla porta, ad esempio, è ancora diffuso a Recanati ma è uno dei comportamenti da evitare. L’opuscolo offre alcuni validi suggerimenti e, secondo i promotori dell’iniziativa, dovrebbe servire a creare una giusta attenzione ed a prevenire, integrando le politiche di sicurezza che si organizzano nei comuni. Invalidità civile, per i sindacati Su invito dell’assessore Mura bisogna accelerare le pratiche Cgil, Cisl e Uil in visita alla casa di riposo di Gherardo Giglioni MACERATA - Le segreterie provinciali dei sindacati dei pensionati Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp si sono incontrate con i commissari delle Asl n. 8 Civitanova e 9 Macerata sul problema delle visite mediche per il riconoscimento dell’invalidità civile. Già lo scorso dicembre, i sindacati avevano sollecitato un incontro con tutte e tre le Asl della provincia, dopo aver giudicato enormemente dilatati i tempi necessari per lo svolgimento dell’intera pratica dalla domanda di riconoscimento dell’invalidità al pagamento dell’eventuale pensione. L’incontro dell’8 maggio ha permesso di verificare come i tempi delle due Asl, pur restando nella media entro i tempi stabiliti dalla norma, tendono a stabilizzarsi su una fascia ancora troppo lunga anche se non raggiungono il massimo consentito (quattro mesi). Più allarmante era stato il dato riscontrato nell’incontro di fine 2003 con la direzione provinciale dell’Inps: i tempi medi tendono a stabilizzarsi di fatto oltre quelli massimi consentiti (quattro mesi) A quanto risulta anche la commissione di verifica del Ministero del Tesoro utilizza di norma tutto il periodo (tre mesi) a sua disposizione per quanto di sua competenza. Il risultato finale, però, dà un totale complessivo di gran lunga superiore alla somma dei tempi che ciascuno dei tre enti ha a disposizione. Di qui la necessità di un intervento di coordinazione tra di essi per accorciare, fino ad azzerarli, i tempi di trasmissione delle pratiche e di trovare accordi tali che permettano di intervenire accelerando le procedure della neces- saria documentazione delle stesse. L’incontro si è chiuso con la disponibilità dei Commissari a studiare la possibilità di eventuali protocolli d’intesa con i responsabili degli altri due soggetti per raggiungere gli obiettivi della semplificazione e dello snellimento burocratici. In un separato incontro, il 21 maggio scorso, i sindacati confederali dei pensionati sono stati ricevuti dal commissario dell’Asl 10 di Camerino, territorio che manifesta difficoltà e ritardi ancora più allarmanti. di Giancarlo Miliani CAMERINO - Su invito dell’assessore Eulalia Mura, le rappresentanze sindacali dei pensionati Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp, lo scorso 7 maggio, si sono recati in visita alla Casa di riposo di Camerino. L’appuntamento era atteso, in quanto, in precedenti incontri si era discusso sulla necessità di adeguare lo stabile in modo di rendere più funzionali gli spazi disponibili. Ricordiamo che l’attuale sede della Casa di riposo è provvisoria in attesa della ristrutturazione da parte del Comune di quella definitiva. Infatti la vecchia sede fu distrutta dal terremoto del 1997 e in quella situazione di emergenza, l’acquisto dell’appartamento in cui ora è ubicata fu reso possibile da una sottoscrizione del sindacato. In realtà, la copertura di un bel terrazzo, pertinenza della struttura, ha consentito di realizzare una nuova sala, definita ristorantesoggiorno, liberando un vano interno troppo a ridosso delle camere destinate alla degenza. Altri interventi sono stati fatti nei servizi; dove gli adeguamenti hanno reso la loro agibilità sicuramente più efficiente. Nella breve discussione seguita alla visita, amministratori e sindacalisti, nell’affrontare i problemi legati alle difficoltà economiche crescenti nel mantenere queste strutture, si sono impegnati per un confronto costante teso a migliorare le condizioni della popolazione anziana più disagiata. I timidi segnali di apertura provenienti dalla istituzione del "coordinatore d’ambito" e una crescente attenzione per i problemi legati alla sanità e all’assistenza fanno sperare in un coinvolgimento del sindacato che si rivelerà certamente proficuo. 7 SPIrito di gruppo ASCOLI PICENO & provincia Il caso viene sollevato da una lettera aperta di Cgil, Cisl e Uil I sindacati al Comune: “Vacanze estive gratuite per gli anziani e per i disabili poveri” SAN BENEDETTO DEL TRONTO -Vacanze estive e soggiorni termali per anziani: una lettera aperta dei sindacati al Comune puntualizza una serie di questioni dopo i criteri adottati dall’ amministrazione per la partecipazione di anziani ai soggiorni estivi montani e termali. Innanzitutto, Cgil, Cisl e Uil, assieme ai pensionati, fanno sapere di aver avviato un confronto con il Comune per l’applicazione dell’ Isee (indicatore situazione economica equivalente) che è lo strumento di misurazione della condizione economica dei cittadi- ni per l’accesso agli interventi, ai servizi ed alle prestazioni in campo sociale. L’obiettivo dei sindacati, nell’applicazione dello strumento dell’Isee, peraltro già adottato da tempo dal comune di San Benedetto per legge, è stato quello di determinare la maggiore equità possibile nella compartecipazione richiesta ai cittadini per i diversi servizi, salvaguardando i redditi più bassi. Cgil, Cisl e Uil, in sede di confronto, hanno sostenuto il principio dell’universalismo selettivo ovvero tutti i cittadini devono poter accedere ai servizi ed ognuno di essi deve essere chiamato a compartecipare al costo in base alle propria situazione reddituale, ad eccezione dei cittadini che non disponendo del “minimo vitale” devono essere esentati da ogni contribuzione. Nonostante gli sforzi, fra l’amministrazione comunale e le organizzazioni sindacali non si è pervenuti ad uno specifico accordo in materia di applicazione dell’ Isee.ù La deliberazione adottata dalla Giunta comunale di San Benedetto, pur corrispondendo alla richiesta di parte sindacale tesa per ottenere un siste- ma di compartecipazione al costo del servizio graduato in base al reddito, evidenzia una lacuna per quanto concerne la situazione di quei cittadini che non dispongono del “minimo vitale”. Per questo, Cgil, Cisl e Uil e le rispettive organizzazioni sindacali di categoria dei pensionati chiedono l’integrazione della deliberazione adottata dalla Giunta comunale in materia di soggiorni estivi montani e termali per anziani prevedendo l’assunzione direttamente da parte del Comune del costo di partecipazione a favore dei pensionati e degli invali- di civili la cui situazione economica misurata con lo strumento dell’ Isee sia al di sotto del “minimo vitale”. Assitenza domiciliare: il contributo dei lavoratori stranieri FERMO - La legge Bossi-Fini per le regolarizzazioni naviga ancora in mare aperto. I rilasci dei permessi di soggiorno vengono centellinati con modalità estenuanti per i tempi previsti che costringono i lavoratori stranieri, praticamente, a convivere quotidianamente con i dubbi, le speranze, le incomprensioni per una normativa disumana, con l’attesa di poter un giorno rivedere la propria famiglia dopo una segregazione forzata. Tutto ciò avviene nell’ambito di una vera e propria “rivoluzione” sociale il cui palcoscenico è sotto gli occhi di centinaia e centinaia di lavoratrici che attendono quotidianamente all’assistenza familiare e degli anziani nel nostro territorio. Questa categoria di lavoratrici sta emergendo dal “sottosuolo” presentando termini numerici impressionanti. Si Piano di zona, i pensionati sollecitano l’intervento di Carisap ASCOLI PICENO - La Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno, con una recente iniziativa, ha devoluto 19.000 euro per l’acquisto e l’installazione dell’ascensore nel Centro accoglienza anziani di Comunanza. Un intervento che, nel contesto, viene definito marginale rispetto alle ben più concrete possibilità che la Fondazione bancaria della Cassa potrebbe mettere in campo. Va ricordato agli amministratori locali ed alla presidenza della Cassa di Risparmio che, in base alla legge 8 novembre 2000 n. 328, meglio nota come la legge quadro di riforma dei servizi sociali, le Fondazioni sono chiamate a concorrere alla programmazione ed all’organizzazione del sistema dei servizi sociali. In tal senso viene spontaneo domandarsi perché la Fondazione Cassa di Risparmio, quale “attore sociale” indicato dalla L. 328/00, non viene coinvolta nella costruzione del Piano di zona. Il sindacato dei pensionati chiede che la Fondazione Cassa di Risparmio faccia la sua parte partecipando alla costruzione del Piano. Agli amministratori, attraverso il comitato dei sindaci, si chiede di coinvolgere tutti gli “attori sociali” così come previsto dalla vigente normativa. 8 scopre, così, come in questi anni, all’insaputa dei pubblici poteri e della stessa opinione pubblica, sia pressante la domanda di assistenza domiciliare, di interventi in favore della popolazione anziana e non autosufficiente. Sono lavoratrici provenienti soprattutto dall’Est europeo, che domandano sicurezza ed anche un inserimento nell’attività lavorativa riconosciuta e tutelata in sinergia con gli interessi generali dei cittadini italiani in ordine ai temi di una politica diversa e più sensibile al mondo degli anziani e delle famiglie con le quali ormai da anni queste lavoratrici hanno rapporti e ne conoscono i problemi. SPIrito di gruppo Segreteria regionale Spi Cgil Marche: Adelio Franceschetti, Carlo Santoni, Anna Colafrancesco A cura di: Maria Federica Buroni Hanno collaborato: le segreterie Spi provinciali di Ancona, Pesaro, Macerata e Ascoli Piceno Grafica: Media Graphics Collaborazione fotografica: Daniele Cimino, Giusy Marinelli Stampa: F.lli Spada - Ciampino Roma Sede: Via Primo Maggio, 142/a - Ancona Tel. 071/285741 Fax 071/2857400