SCELTA
DI
CURIOSITÀ
LETTERARIE
INEDITE
DAL
0
SECOLO
Xlll AL XIX
XVII.
Dispensa
Di
SCELTA
questa
usciranno
all'anno
in
202
:
fogli
il
di
:
numero
prezzo
RARE
la
otto
di
tiratura
essi
ciascheduna
dispensa
e
lumetti
voguita
ese-
esemplari
al
uniformato
sarà
dieci
verrà
di
maggiore
non
o
num.
alla
dei
quantità
,
degli
uguali
esemplari
al
tirati:
presente
sesto,
carta
e
caratteri,
fascicolo.
Gaetano
Romagnoli.
OPUSCOLI
lu-
citata
Elazzolini
dalla
pag:
Crusca.
'7
(ili PIBBLICATI
JQ
3/
()|
d' incerti
Novelle
10-2
di
Edizione
rnernti:
di
del
soli 30
d'una
XIV.
ordine
Due
XIV.
ordine
di
di
nu-
se
Canto
sulle due
ne
rati
ti-
sono
Faentina,
da
Siena
soli 52
Ifi
Pag.
di
numerati:
nai
nel
-
lo
Seco-
esemplari per
Anonimo
di soli 52
Edizione
merati:
nu-
(pftntirito).
d'Autore
del
esemplari
Pag. 2i
chi
Fran-
—
(esaurito).
Francesco
Petrarca
trecentista.
incerto
ordine
per
Fr.
di
Morali
1. 50
Vita
XVI:
Filippo
numerati:
Novelle
per
dal
eseguila
Fanciulla
Edizione
Secolo
ordine
3.
Bartolino
Secolo
Frate
per
—
XIV.
esemphiii progressivamente
Pag. OC) (esaurito).
di
rato
Secolo
Fr.
Edizione
ce.
Fiorentine
Martirio
100.
Maestro
de' Bischeri
del
escinpliiri
per
Pn?.
di
Lezione
Autori
scritta
di
Ediz.
numerati
di
:
202
da
plari
esem-
24
Pae.
—
1. 25.
di
Storia
Fanciulla
una
di
amante
tradita
da
Simone
raesser
un
suo
Forestani
,
da
Siena.
Edizione
numerali
natamenle
Mula
la
Chiave
,
del
Doni
Fiorentino.
semplari ordinatamente
—
esemplari
di Patr. 48.
ordi-
Franchi
—
75.
1.
La
di 202
Fr.
1. 50.
e
satirici
Madrigali
Edizione
numerali
di
202
di
Pag.
e-
40.
LI
BRIEVE MEDITAZIONE
SUI
BENEFICII
DI DIO
PER
.%Cì:«OE.O
TORINI
DA
TESTO
INEDITO
DEL
FIRENZE
BUON
SECOLO
DELLA
ITALIANA
BOLOGNA
Presso
Gaetano
1862
Romagnoli
LINGUA
di
Edizione
esemplari
202
soli
numerati
ordinatamente
N.
30
Ttpr
DEI,
pFtnr.RFSsn.
Al Chiarissimo
€av.
Signor
ACCADEMICO
CESARE
IIESIDENTE
GUASTI
DELLA
LRUSCA
SOCIO
,
CORRISPONDENTE
DELLA
PUUIILICAZIONE
DEI
Dolce
io
st'aureo
originali
all'
del
delle
e
sì
dungue
che
lettere,
Ella
graziose
e
Ella
à
anno
non
Per
che
(pie-
pregian
nostre
la
mi
donate
ne
cagio-
le
ci invidiare
nostra.
coin-
rito
rive-
suo
delicate
Italia, le quali
dell'età
ECC.
fregiare
quanti
scritture
alcuna
ECC.
ragionevolmente
cultori
pulite
LA
superba
nel
nome
a
PER
I INCL'A
libricciuolo
carissimo
le
DI
e
senio
nome;
per
COMMISSIONE
TESTI
imieme
piacenza
vergaci
R.
meglio
za
benevolen-
porta,
e
r
de
opei^e
nostri
padri,
che
tuzzo
confido
mi
btion
di
accettar
alle
sviscerato
amor
per
grado
le
io
della
zione
molta
ilpresen-
fo
ora
vorrà
testifica^
a
del
stima
e
affetto,
lei
lustri
a
Di
che
da
mi
ben
nel
quattro
legato.
tengon
Bologna,
Ivglio
Il
suo
FRANCESCO
nero
te-
del
affezionatìssimo
ZAMBRINI
62.
AVVERTENZA
Agnolo
di
autore
fu
di
esemplare
tissimi
in
al
ed
verso
di
meno
in
inferire
Di
gasligascritti
tutti
dal
sacro
e
più
rale.
mo-
probabilmente
secolo
XIV,
dalle
fatto
rime
le
tra
nella
sul
come
predette
Canzone
una
di
alcuni
argomento
del
scritture.
e
prosa,
nacque
cominciare
può
vita
tino,
fioren-
pia operetta,
questa
Lasciò
costumi.
Egli
si
Bencivenni
Torini
sue
viamo
tro-
quale
,
ei
consigli
porge
al
Duca
di
d'Atene
buon
mento
reggi-
(Gualtieri,
di
nazione
francese
che
Firenze;
ebbe
egli
il ciie
che
e
poi
cioè
stanza
circo-
di
signoria
nel
1342.
dieci
soli
per
di 6
a
la
avvenne
tenne
fino
nella
)
del
Agosto
si
me-
1343:
.
nella
quale
avvegnaché
Canzone
.
indarno
gli
dice
:
,
disponi
L'animo
tuo
Quanf
La
conveniente.
0
qual
dando
il
fatto
umilmente,
reggere
a
fa
cosa
Torini
consiccli
tiranno
che,
supporre,
egli
a
cosi
un
fosse
non
in
,
troppo
giovanile
di
passasse
non
saprei
ritenere
pur
dire,
che
ei vivesse
noi
amico
dalle
Quando
età.
Celle
vita,
questa
vuoisi
certo
ma
del
cisamente
pre-
assai
tempo
beato
don
dendolo
ve-
vanni
Gio-
Vallom-
monaco
.
brosano,
nel
morto
1390,
giudizio sottoponeva
il
(iella
umana
Miseria
dell'
suo
al
cui
Trattato
condì
zione
del
che
non
Luigi
maestro
,
Marsili,
indirizzava
certo
lui
mi
fra
le
Battifolle
Giovanni
dalle
Celle
io
il
predetto
a
Carlo
è
intitolò
consiglio
per
che
opere
si
che
quale
Sonetto.
conosca,
Trattato,
al
1394,
suo
maggiore
La
di
nel
morto
del
di
don
beato
si ritrae
come
,
dal
che
proemio
in
partito
salvo
che
Rime
di
il 2;iudico
stucchevole
alquanto
innanzi
va
lui
di
mia
sono
a
in
Canzoni
e,
natura
noiosa.
e
è
:
lunghi Capitoli,
XXVl!
linana,
la
gli
Le
scenza
cono-
,
consistono
netti
So-
e
,
cio
a
messer
al
duca
Nicolajo
d' Atene
di
Sennuc-
al
maestro
e
,
Marsili.
Luigi
opuscoli
del
che
ora
nel
io
Il
fra
sembrami
Torini
quale egli
creazione
più grazioso
in
profTero
quello
pubblico,
brevemente
dell'
gli
tocca
della
uomo
la
delsua
,
disubbidienza
ciò
ne
venne
e
a
del
tutta
male
1'
umana
che
per
s;ene-
8
razione;
vita
e
difilato
va
passione
e
considerazioni,
gli
i'aijionev(»liMonl(!
bricvc
dall'
perchè,
del
niorte
servitù,
clic
piacque-
iiililolarlo
figliuol di
dal
Dio,
dalla
e
l'uomo
Dio,
ed
perduto
Mc-
di
peccato
lihero
tornò
grazia
donde
delkmcficii
; e
jiiis-
e
incarnazione
redento
venne
la
tore,
Reden-
uiudiziose
sime
di/azùme
del
morte
e
idovi
sparirei
narrarci
a
dalla
e
in
di
istato
avea
,
Per
lo
del
manciiare
L' operetta,
vietHlo
secondo
pomo.
il mio
avvi.so
,
è
scritta
piano
corrette
e
età
condita
e
cosi
di
da
scritture
ed
dell'oro;
si caldo
energico
e
rità
pu-
leggiadria
invidiare
non
eulte
soave,
tanta
con
favella, candore,
evidenza,
beata
stile
uno
ordinato,
e
di
ed
in
le
di
quella
oltre
tenero
afTetto
a
e
da
più
ciò
tevole
cari-
rirne
intene-
.
e
impietosirne
fino
alle
lagri-
animi
gli
me
ricalcitranti,
e
da
diano,
Laurenziano,
N.
segn.
T6,
da
lezione,
corretta
sia
autografo.
per
la
mi
né
in
come
date
io
stampa
è
v'
quale
ho
di
ridurlo
a
uopo
rata,
du-
fare,
a
scritture
da
me
sicché
;
sì
ch'egli
adunque
l' indovino
fuori
Gad-
è
riputare
stato
altre
tante
il
vere
trascri-
già
fatica
Poca
severi
fatta
l'ho
lo
cod.
un
freddi,
più
i
gli
que-
,
in
legge
che
edizione
quest'
può
,
far
di
conto
leggere
all' infuori
che
v'
per
fatta.
11
convincimento
quest'
opuscolo
conto
di
so,
stes-
dell'interpunzione,
maggiore
ho
codice
nel
intelligenza,
adunque
sia
vedere
la
degno
che
ogni
per
mi
luce
io
fa
nere
te-
,
per
discreto
graziosa
fermo
ch'egli
pubblico
accoglienza.
una
otterrà
benigna
dal
e
NOMINE
IN
Dei
gratias.
0,ultimissimo
e
collecta.
Torini
Agnolo
ab
Deo
beneficiorum
Meditatio
brevis
Incipit
CHRISTI.
JESU
creatore
volendo
benigno
grazioso
mio.
lo
narrare
infinito
,
amore
li
e
fatti
vete
natura,
smisurati
continuo
e
chi
or
grazia?
perchè
a
Il
graziosissimo
dio
la
ro,
ricor-
concediate.
mi
Id-
Signore
nostro
e
copioso
,
,
r
creò
alla
uomo
adornò
d'ogni
oltre
imagine
il
di
vertute,
conoscimento,
E
sua
graziosamente
e
zia.
croazio
ne
larghissimo
padre
stra
vo-
certo:
reverenzia
con
che
la
per
a-
umana
sanza
nessuno
quella
pregando
all'
fate
potrebbe
Non
che
benefìcii
di
a
ciò
ragione
li
diede
e
dotò
senno,
e
miglianza,
so-
e
di
di
scien-
il
libero
iiuino.
doli'
1^2
arbitrio
crcjle
il
solto
dell'
piacere
lo,
sollopuoseli
e
di
colui
grazioso?
sì
le
creazioue
mancava,
cresce
che
però
no:
in
sempre
uno
asino,
bruto?
o
gli
la
questo
fece,
femina,
e
più
nessono:
signori,
da
uno
e
e
questo
la
ossa
e
zione,
consolail
fosse
paradiso
piacere:
e
comandò
bene
delitiadi
liberlade;
non
data.
lo-
compagna,
per
diede
pomo
sia
carni
li
nel
ogni
boutade
avesse
grato
che
l' altro.
sempre
sue
Miseli
dov'è
animale
come
quale
che
piacque
uno
compagnia
conceduto.
rum,
li
diegliele
di
perchè
la
chè
Per-
uomo,
inestimabile
sua
e
Signore
altro
o
1'
delle
Creò
che
cane,
o
Certo
del
lui
tosto
abile
era
gloria,
permane.
perchè
Dunqua
li fé
più
Solo
così
gloria
esser
elli
creò
bue,
la
(jue-
crealo?
avendolo
non
ritare
me-
Per
Dio
a
serli
es-
a
potea
nulla?
;i
ineri-
mosse
che
cose
tutte
Quale
il
Or
quelli ch'era
sla
(juyli
creò.
uomo
servigio
0
cielo;
le
liille
tutto
salvo
s' aste-
fece
perchè
13
in
il
se
loro
fosse
Irutlo
eh'
mostrare
ubidito,
essere
ubidienzia.
Il che
veggendo,
e
creali
rano
e-
che
il bene
ebbene
,
invidia
la
ragguarda
città
la
assalire
volendo
che,
guerriere,
l'astuto
come
loro,
contrapporsi
di
cercò
e
fece
e
essi
che
perduto
avea
della
avversario
il nostro
possedere
per
volea
e
la virtù
conoscendo
difetto
suo
per
Signore
era
esaltare
e
volle
ma
reo,
,
debile
più
la
femina
e,
tentandola,
al
creatore;
suo
fare
a
tro
con-
re
mangia-
fecela
e
mostrandole
vietato
frutto
del
condusse
la
lei:
da
fragile, fecesi
più
elli
veggendo
Onde
parte.
,
ciò
come,
zia
e
simile
sarebbe
Dio
a
scien-
ogni
avrebbe
facendo,
:
e
fece
sì
,
eh' ella
nel
indusse
facendolo
compagno,
il
fallo
suo
suo
del
mangiare
peccato
d'
detto
quale,
s'avvide
n'ebbe,
prevenne,
a
peccato;
Dio;
riprendendolo
E
avea.
si
f|uelli con
scusò
e
,
gustato
come
avere
nascondersi
cercò
fatto
Il
pomo.
di
il
quale
il
"|uello che
superba
volle
e
sunzione
pre-
mostrare
Ada-
mo.
14
che
Iddio
in
la
di
fosse
lui
il
Signore,
Perchè,
li cacciò
di
dicendo
del
vita.
di
E
sottoposti
nella
morendo,
lUimbo.
i
difetto,
tutti
a
sanza
pena;
r anime
nel
di
r anima
d" Abel
che
la
alimenti:
loro
che
Quivi
giusto
:
eternali
maggior
anzi
si
parte
può
dell' inferno
pene
della
dire
il
ma
umana
lutto,
era
no
andavamente
virtuosascese
di
quelle
appetito seguitavano,
alle
il limbo
prima
volontà
propria
loro
per
luogo
coloro
al
anime
inferno,
quale
poi,
Era
serrato.
operavano.
rali
natu-
che
paradiso,
nello
parte
una
abitare,
convenne
le
fu
stra
vo-
miseria
ad
loro
che'l
però
la
dell.i
ove
lettevol
di-
sudore
pericoli
discesero
limbo;
nel
vennero
procacciassono
il
luogo
quello
valle
accidentali,
e
dotto
con-
indegnato
centomila
a
à
procaccerete
mondo
questo
m'
loro:
volto
vostro
desti
mi
questo.
a
gendo
rivol-
cagione,
difetto, dicendo;
suo
che
compagna
ciò
il
e
loro
co-
rotto
cor-
andavano
;
ove
la
spezie,
corrotta
10
slizia
di
Dio
bene
e
iiiesso;
il peccalo
seguitasse
Dio
che
iiifìiiH.i (•.lillà,e
iiiliiiil.i
della
pietà
avesse
coiu-
l'
a
conseguente
per
miseria
sua
mo
uo-
non
,
ebbe
luogo
eh'
infino
giuslizia;
è
;idempiuta
diliberò
Ma,
nel
la
sua
in
Dio
virtù
fu,
adempiuta
come
della
concistoro
secreto
Trinità
santa
pietà
la
fu
non
ch'ogni
però
inlìnita.
né
lui 1' amore,
in
che
advegna
ab
questo
,
a
preveduto,
fosse
eterno
figliuolo
suo
la
colla
ricomperando
la
veduto
mondo
sopra
una
degnissima,
giuso
madre,
della
quattordici anni,
che
Annun-
aMaria!
le
tutte
'I
datolc
l' agnolo
il
SUO
Gabriello
di
gine,
ver-
quag-
nel
fanciulla
forse
incarnasse.
per
volere
E
difetto.
creature
aiiibasciadore
)
sione
pas-
purissima
quale
e
e
santificala
nella
tìgliuolo
suo
e
scendess
di-
carne,
morte
sua
il
mondo,
nostra
mortalità
nostra
nel
e
della
viltà
divino
del
miseria
che
e
Verbo
unico
e
nella
prendesse
provedere
dell'uomo,
miseria
tanta
di
li
tre
ven-
di
piacque
E
man-
(ciò
l' assenso
fu
17
di
lei; il quale,
e
cilla
del
parola.
tua
grazioso
figliuolo,
disceso
Dio,
di
condo
se-
Incontanente
il
infinito
lo
cielo
ventre
di
lei, passando
altrimenti
sole
il vetro;
che
forare,
0
di
moncissimo
violare,
in
e
Signore
il cielo,
e
se
che
la
terra,
fossero
non
il
minimo
ch'elli,
il
mare
e
centomila
mai
sono
porìeno
comprendere
Volle
uso,
il
Signore,
(jui dimorare
gliuolo
fi-
vero
vasello
o
so,
chiu-
Fecesi
il
noi
noi
il
quale
,
lo
so,
abisgiori
mag-
sero
compre-
comprendere,
a
sì
si
sciò
la-
piccol luogo.
secondo
nove
stro
no-
per
tanti
,
ne
pere
rom-
rompere
incorrotto.
tanto
del
raggio
permanendo
s'aumiliù.
tanto
quello,
quello
esso
sempre
intero
se
disce-
sanza
così
sanza
ma
a
il
quello,
entrò
mo
santissi-
vasello
dentro
passa;
Dio
nel
faccia
che
Verbo
to
accompagna-
e
purissimo
e
non
e
Trinità
santa
a
an-
me
,
dalla
1'
ecco
fatto
sia
sciata,
amba-
sua
risposto:
Signore;
la
di
lei
per
la
sposta
il naturale
mesi
.rinchiu9
18
so,
avendo
zia
eh'
quella ormipoleiizia
elli à
in
avrà
e
rimanendo
luogo
Volle
fine.
eh' elli
quello
e
in
somma
nascere
era
il Sitrnore
miseria
eterno,
cielo
in
scieii-
e
dimeno
non-
in
e
ogni
sarà
e
sanza
in
nascere
ma
som-
che
povertade,
polca
licchezza
potea
e
,
convenevolmente
più
nascere
sua
madre,
ma
permise
che
avvegna
vecchio
volle
e
s;iiito
in
loseppo.
vergine
e
.
Vergine
dato
della
lei
a
uomo
della
sposo
.
gloriosa,
fosse;
povera
che
pagno
com-
per
verginitade
sua
casa
per
e
,
guardiano
della
ubidisse
che
Cesare.
Avea
Censo
di Cesa-
capo
e
d'
ordinato
ove
in
città
e
di
di
fu
e
Galilea
Beleem
nella
a
forse
ogni
scrivere,
avea
e
luogo,
uno
provincia
quella
pagare:
Giudea
provincia
ogni
di
quelli
fare
moneta;
certa
una
mandare
co-
eh'
universo
si dovesse
pagare
di
mperadore
lo
r
tutto
uomo
stà,
one-
e
al comandamento
fatto
a
pudicizia
sua
sero
doves-
di
provincia
ciò
come
deputato
più
la
mune
co-
,
luogo.
E
volendo
Giuseppo
uhi-
10
dire
eumaiidameiito,
detto
al
sé
saiiza
non
infinito
lo
lendo
vo-
tesoro
,
cioè
in
la
suso
via
non
ed
asinelio,
uno
suo
le
gravasse,
menando
quale,
le
la
trovò
leem,
molti
tutti
trovarono
era
grande
e
albergo,
trovato
la
era
Il
freddo
che
de
on-
:
si
notte
zioso
pre-
l'
a
a-
altrove
cioè
diversorio
uno
né
presi,
trovando
non
il
città
dicembre
lo.seppo
freddo,
al
di
rimanesse
tesoro
ria
é
come
volendo
non
alberghi
gli alberga.sse.
chi
trovarono
li
che
d'albergare,
cercando
piccola. Perchè,
Be-
in
però
la
e
censo
ubbidire
per
comandamento,
detto
giunti
piena,
concorsi
erano
dere,
ven-
il detto
città
il
bue,
volea
santi,
E,
spese.
gnandola,
accompa-
suo
pagare
per
fare
per
i
dicono
come
forse
e
uno
la
gravida,
piede,
a
postala
perchè
ch'era
seguiva
la
elli
lasciare,
vergine
beata
,
uno
portico
a
una
eh'
accostato
era
d'
caverna
uno
e
giunto
con-
monte
,
per
ove
stare
al
entroimo
coperto
quivi
,
trovaioiio
st;ill;i
e
mangiatoia,
;
20
perù
eh
della
villa
animali.
po
mangiatoia
ciò
la
fieno
ne
gloriosa
alla
messo
e
dienne
da
puose
losep-
sceso
l'asino,
e
e
i loro
mettevano
vcrj^iiie,
il bue
(|uelli
ove
iuofjo
quello
santa
del
comune,
vegneiido,
In
la
e
luoj:o
era
be
eh' eb-
fece
loro:
parte,
a
acconciovvi
e
veririne
oltre
quivi
perchè
,
si
riposasse
parte
ne
quella
puose
da
:
riposare
per
misei'ia
questa
notte
In
se.
necessitade
e
altra
nel
più
.
freddo
le
dell' anno,
tempo
maggiori
notti
quando
sono
fuoco
sanza
con
,
.
vivanda,
poca
il
povertà
in
sì vile
luogo
e
d' ogni
Signore
in tanta
ricchezza
,
volle
al
nascere
fece
in
chò
la
via
che
quella
era
impedimento
sanza
patria
nostra
se
ci
con
ci
che
della
fu
ria
di
suo
del
mondo
Nasata
di
G.C.
uscendo
di
ramente
ve-
piìi diritto
pazienzia
venne
il nostro
quello abitaculo
e
alla
menava
severiamo
per-
quando
(piella notte,
piacere,
volle
povertà
,
In
il
tutto
e
esemplo,
nostro
mostrare
mondo,
nella
mise-
Redentore,
grazioso.
-21
rimanendo
sempre
incorrotto,
dal
così
detto.
Così
rimane
il
parto
ventre,
dopo
e
il
considerato
lieta
il freddo
lo
quale
la
che
de'
il
e
coperse
la
tanto
suoi
si
se
nella
non
rincalzò
fece
quale,
misterio
panni
mise
infinita
la
col
umiltà
piccolo,
e
in
se
serbava
ri-
il grazioso
alcuno
cello,
panniDeh!
de
don-
quello
no?
pan-
medesima
;
la
acciò
e
involse.
a
'l freddo
perchè
della
vergine
santa
Penso
simo;
puris-
molestasse
nel
nel
e
dolore
rimirandolo;
prese
quello
parto
quello
figliuolo,
ebbe
di
avvenne;
non
è
do
essen-
vergine
sanza
grazia,
il
rimanendo
l' altissimo
inestimabile
Dio,
il
parto
vergine
sato
pas-
come
uscì
anzi
questo
gloriosa
di
sempre
essendo
e
che
intero,
figliuolo
e
sole
esso
uomo,
medesimo
intero
vetro,
ritraendo
nondimeno
vergine,
il
come
sole,
raggio,
suo
cliiuso,
ne'
traesse
sot-
quaU
volto,
in-
mangiatoia:
lo
gravasse,
fieno.
di
che
Ecco
Dio,
a
e
il
cora
an-
che
quello
presepio
l'asino
si
lusciù
roinprendere.
il bue,
e
i
come
inginocdiiririflosi
no,
renzia:
rielo,
quivi
venne
udito
vi
e
dalli
cielo,
fu
a'
hi
tegnoreve-
chiarezza
del
melodia
del
l;i
(luello
cantare
(Uo/ia
annunziato
santi
feriono
la
anfreli
angelico:
li
(Jiii
f'.ccelsis
Fu
Uro.
che
pastori
inno
vigilavano
,
nel
monte,
li
per
allegrezza
eh'
e
la
angeli,
Salvatore
il
nato
era
grande
.
del
mondo.
oriente
com'
a' tre
e
e
stella
magi,
il
nato
era
terra;
indusseli
visitare.
in
dotto
capo
eh'
mostrare
la
legge;
e
il
n'
perchè
non
possente
mondi:
fu
e
sparto
quale
di
il
a
((ni
il
venuto
fu
ma
santa
sua
prezioso
suo
legge,
una
imposto
per
osservare
a
ricomperare
li
Signore,
bisogno,
la
rare
ado-
circunciso,
essere
solo
sangue
ad
della
tagliata
della
e
venirlo
avesse
era
loro
cielo
Permise
il comandamento
gloriosi
mostrando
a
in
notte
tre
a
del
re
secondo
Circon-
cisione.
lucida
una
cioè
re,
quella
Apparve
sangue;
gocciola
cento
il
ne
car-
era
mila
grazioso
u
i^iiiy.Che
doiio?
dunque
M
io
Certo
graziosa
elli
avea
Poi
usare.
(pielli
loro
dalla
e
non
le
in
di
a
purificarsi,
non
ma
e
tempio,
Simeone,
sacerdote
dallo
Spirito
che
il
ai
venne
santo
spiralo
quale,
altissime
proletù
santo
gliuolo
fi-
sposo,
suo
quello
il
mandamento:
co-
grazioso
poveri,
trovarono
ove
volle
bisogno
dal
de'
ranta
qua-
tempio
al
il
preso
l'olTerta
di
osservare
accompagnato
portando
volea
lesù,
per
per
,
do
mon-
tornare
capo
andare
madre
uiaziosa
si
re
natività
la
avesse
del
E
so
sce-
era
cose
santi
regione.
di
loro, che
le
vile
a
guidali,
aveva
fanciullo
che
poi
(juella
che
mostralo
e
(juesto
(li cielo;
nella
li
vi-
che
o
penso
che
allumati
veramente
mosse,
mi
stella,
avea
n'
li
,
PurifiCUZIOIIO
di
cose
lui:
Anna,
che
parole
la
nel
suo
e
simile
quella profetessa
nel
stava
tempio:
vergine
santissima
cuore
alla
propria
nili
dairan'iclo.
con
casa,
le
letizia.
poco
ritenea
Poi
stando,
fuggirono
quali
in
tornali
amo-
Egitto
^25
la
per
chiava
loro;
necessità
in
grande
reverente
al
fanciullo
Poi,
rivocati
in
suo
pre
semdo
essen-
alla
E
sposo.
dodici
ret,
Naza-
figliuolo
ubidiente
e
e
grande
povertà;
umilissimo
quello
in
ritornaro
agnolo,
stando
madre
anni.
sette
E',fuj"
apparec-
si
steltono
ove
per
detto
dal
che
pcisecuzione
santa
il
avendo
,
anni
il
al
menaro
,
tempio
la
per
essendo
al
sagra
venuti
il
perdono;
ove
sapientissimo
gliuolo
fi-
,
da
celò
si
lui
per
loro
e
i
:
quali
cando
cer-
trovandolo
non
,
si
pensando
essendo
non
lui
a
,
fosse
tornato
trovato,
li amici
casa
a
ove
casa,
cercarono
i
e
per
parenti
e
non
e
con
,
lo
Perchè
trovarono.
ritornati
dolore
fanciullo
grazioso
della
e
con
mente.
l' umile
di
lutti
gaudio
Poi
ile' dottori
mezzo
disputare,
quella
:
le
quali
Creatore
slette
•
animi-
la
cose
riservava
ritornarono
Gesùdispula
-
gi-andissima
con
il
videro
1-
.
di
tempio,
in
legge,
ammaestrare
razione
al
fatica
con
nella
a
con
casa,
.louori.
dre
ma-
sua
ove
srande
co'
uiiiìIìI.kIc
e
della
f
[)()V('rla(ledel
vita
silade
madre
al
e
vendo
suo
daic
per
alla
sua
Appresso,
sposo.
volle
a-
ballez-
essere
[ìrincipio
ballesimo:
sanlo
iiecos-
li
pciihi'' necessil"i
non
ina
sua
reverente
e
Ircnranni,
zalo,
in'lla
paziciile,
uhidieiitc
veslinieiilo,
fosse,
niisteiio
al
del
al fiume
venuto
Gior-
KaltcsiiiiodiG.
dano.
SI
^
quivi
fece
battezzare,
la
e
boce
suo
diletto
fu
questi
è
cui
in
il
ajierse
Padre
dicendo:
t;randissima,
niriinoio
s
ove
del
Battista
diovanni
santo
a
mi
lo,
cie-
udita
il mio
sono
piaciuto.
com-
.
E
lui
veduto
Poi
se
lo
Spirito
di
ispezia
in
n' andò
Icsù
fu
santo
sopra
colomba.
diserto
al
e
giunò
di-
,
dì
quaranta
stafido
Il
che
il
sue
clielli
le
Ma
opere
di
quello
certo,
veggendo,
.
avere
che
prese
il
inia-
osservava
di
gendo
veg-
tando
dubi-
fame,
pensava
abito
Dio
operazioid.
grandissime
voggendoli
poi
bere.
sanza
lìgliuolo
fosse
sue
e
nemico
nostro
le
quale
ginò
mangiare
sanza
notti,
quaranta
e
duno
per
serne
es-
,
sanlo
ti
a
i santi
come
uomo,
dicono
confortandolo
Gesù,
di
perire
di
che
fame,
Dio,
si
alle
se
sciasse
lagliuolo
fi-
era
credeva,
eh'
pietre
si
non
ma
come
andóne
e
mandasse
co-
quivi,
erano
,
che
si
facessero
lesù
quale
scritto:
rispuose:
di
non
d'
ma
tu
solo
ogni
mangiasse.
e
pane
ch'elli
sai
che
è
mo
l'uo-
vive
pane
parola
Al
procede
,
dalla
il
nimico,
e
di
bocca
nel
e
se'
tu
se
tuoi
ti
di
ch'elli
è
porteranno
nel
puoselo
e
dicendoli:
Dio,
di
il
permise,
quello,
figliuolo
sai
tu
tempio,
luogo
alto
confuso
com'elli
prese,
portello
più
Onde,
Dio.
gittati giù.
scritto:
li
angeli
ché
sic-
sosterranno
e
,
offenderai
non
lesù
E
è
scritto:
quinci,
che
salvamente?
confuso
ch'io
il
ne
Onde
in
su
uno
alto
tenti,
gittan-
scendere
il
nimico,
portello
e
prese
monte
ch'elli
Iddio;
altresì
,
tra.
pie-
il tuo
posso
il
ancora
sai
tu
tenterai
tu
alla
piede
rispuose:
non
vuo'
perchè
domi
li
il
e
mostrolli
,
tutte
le
recioni
del
mondo,
e
disseti:
Tenta-
gÒsù.
"*
'IH
di
lulte
in
terra,
li farò
lesìi,
m'adori.
disse:
sai
tu
eh'
Iddio
signore,
Perchè
da
fiipci
elli è
adorerai
scritto
a
lesii
quelli
il
;
(juale,
santi
Sii.'iiore
servirai.
solo
quindi,
trovò
i
perfetti uomini
e
an-
servivano
e
sceso
E
li
vennero
amniinislravano
e
Satanas;
Il tuo
:
lui
e
indegnato
me,
partito (juiiidi colui,
i;eli,
giltandoli
se,
quali
,
fece
suoi
discepoli
loro
con
e
sieme,
in-
,
cominciando
d' elli
preiii-
era,
da
il santo
predicando
il
tutto
per
Galilea,
on-
andò
paese
battesimo
la
e
re-
razione
,
dioesù.
.
...
.
Iigione cristiana;
i
parole
aggiugnondo
grandissimi
li infermi
Onde
molti
ed
grazia
dire
le
ammaestramenti.
vizii
e
maestii
avarizia
i
e
legge,
quella
quali riprensioni
questa
e
sanati.
turba
u-
per
timi
ot-
e
i
Uipreiideva
peccati
della
a
predicazioni
sante
nando
sa-
i morti.
battezzati
grandissima
te
san-
miracoli;
concorrevano
sue
II
alle
sucitando
e
erano
Seguivanlo
j
mass
i
quali per
pervertivano.
coloro
i
mamente
Per
indegnati,
loro
le
co-
"29
ed
superbi
me
elali
li vol-
volle
più
,
fare
lono
le
turbe
il
tempo
villania,
avvegnaché
:
nel
morire;
il
discepolo,
camarlingo
sine
loro
che
imbolava
Cristo
certo
per
divozione
li fu
cura
per
che
venduto
unguento,
che
in
a
per
morò
mor-
meglio
era
che
capo,
poveri:
eh'
promise
turbe:
e
facesse,
dare
quelli
a
derlo
ven-
avea
e
di
questa
non
poveri,
dei
decima
Per
ciò
quello
zione
indegna-
a'principi de'sacerdoti,
loro
preso
lesù
ordinarono
certa
avesse
venuto
avesse
la
fosse.
n'andò
se
lesù
ciò
di
contro
imbolare
per
sendo
dro,
la-
indegnato
eh'
a'
dare
ma
e
essendo
,
e
dicea
limo-
delle
decima
versato
dicendo
,
fatto
avea
date,
la
Costui
riceveva.
lesù
quale
erano
Scariot
luda
spenditore
e
di
ch'elli
ordinarono
sentendo
Il che
era
deliberato
avea
pure
per
non
ancora
quale
ma
morisse.
suo
ritennonsi
ma
la
moneta.
Pasqua,
ordinato
discepoli l'agnello
che,
nella
mangiare
; e
fatto
sanza
le
se
ciò
Et
es-
quale
co' suoi
apparecchia-
Tra.ii-
diGiùda.
if
in
co'
suoi
i
(jut'llu i^iaiide (?ciiuculo,
discepoli veiiulo,
piedi,
mostrando
fare
giore
si
signore,
s'aumiliarà,
cielo.
tiesù.
loro.
e
noi
in
Corpo
suo
il
sdegnando
ma
e
avvisnili
in
e,
Ei
lem,
da
levato
nel
a
in
desso;
di
il
loro
del
non
tore;
tradi-
suo
do-
questo
orto
co'suoi
:
che
guirebbe
se-
fezione
af-
grandissima
loro
mensa,
(jùale
darono
doman-
prezioso,
con
per
uno
era
era
persecuzione
e
dito,
tra-
commemorazione
sua
loro,
pregò
esaltalo
Comunicolli
che
della
qui
uno
a
ammaestrandoli
fare
chi
il
comunicare
vessono
stro
mae-
traditore
(jual'
Sangue
e
minore
palesò
dolore
il palesò.
vessero
do-
sarebhe
come
con
lavò
nia;^-
mensa,
come
loro,
secreto
die
lui
a
discepoli,
disse
I
era
con
e
Onde
i
che
loro
essendo
dicendo,
tra
cosi
dicendo,
morte;
sua
che
di'
ili
la
lutti
al
sarà
Poi,
;
;i
umiliale
esempio,
e
Cuna
loro
tra
dovesse
suo
per
loro
(|iiivi
e
il
suo
andò
fuori
Padre:
alla
di
zione.
ora-
(ierusa-
discepoli
spes-
Ed
disse
elli
morii.
coTiie
Sji^iiorc
zia.
E
un
da
chiedete?
Nazareno.
Ed
v' ò
ch'io
detto
lasciale
cui
A
elli
turha
se
io
volete,
me
(|uella
li
riosa
fu-
venne
,
tendolo;
uno
sospignendolo
di
e
giandolo,
ò
lesù
Allora
permise
adosso,
Gesù
rono;
leva-
rispuose:
ancora
,
a
si
rispuosero:
andni-e.
come
i|iiiil
domandò:
li
sono;
costoro
terra
onniputeii-
sua
(insù
capo
in
piacque,
li
A
esso.
iiiostrarc
della
come
e
che
volle
poco
Poi,
sono
caddono
Uilli
parola
(juesla
lo
loro:
fatti
I
ladrone.
suoi
rahhandonarono:
e
oltra-
mani
le
li legarono
perco-
parole
di
e
e
come
tutti
discepoli
i
così
giudei,
stra-
preso
da'Giu-
il
ziandolo.
menarono
a
Anna,
casa
'
dei.
ch'era
pontefice.
Caifas,
ufficio,
che
al
el
quale
passato
il
Quindi
umilemente
di
l'anno
slato
menaro
li
Caifas
dicendo:
diede
come,
tu
cosi
al
una
detto
il
ed
esaminandolo,
rispondendo,
casa
a
lenea
presente
sommo
servo
uno
grande
elli
gotata,
spondi
ri-
uomo
pessimo,
nostro
principe ? Al
3H
quale
l' umilissimo
Deh!
s' io
mala
testimonianza
ò
detto
di
rapporta
me
batti?
Dio!
misero!
quello
onnipotente
in
ogni
e
luogo,
bidiscono
cielo
cui
benigno,
in
e
terra
le
tutte
potavate
e
i-
rispondesti
Signore
a
0
quanta
con
mansuetudine
e
s' jo
e
;
mi
di
pazienza
rispuose:
male,
perchè
bene,
dolcezza
a
detto
ò
smisurata
Signore
in
e
cose
u-
potreste
e
o-
,
il cielo
gnora
in
quelli
nulla,
a
che
mia
terra
fare
divenire
con
quanta
questa
virtù
operazione;
che
dornamento
d'
tutta
mattina
la
in
ogni
mia
è
virtù.
fu
Qui
la
fu
legato
,
menato
a-
istraziato:
ladro
un
in
ella
altra
sere
es-
zia
gra-
ogni
veramente
notte
come
1' usi
abbia
è
deste
rispon-
datemi
io
ogni
eh'
o
umilila
vermine!
e
ciò
e
cenere
quello
adversilà,
lesù
la
e
,
a
Pilato
il quale
preside
era
,
(Ulivi,
per
mandando
lesù
li
romani,
Pilato
fatto,
avesse
credere
che
,
i
s' elli
E
do-
quello
che
signore.
giudei,
rispuosero:
non
fosse
tu
dei
malfat-
'?•^'*";'
'''';'•"•
:3i
loro,
1'
le
non
noi
male
ej,'lifallo?
E
che
Al
(|ii;ilf'
risjiosoiio:costui
da
à
ond"
Galilea,
lui
è
molli
ge,
elli
Giudea
è
fitrliuolo
di
e
pervertito
e
paese
Onde
che
predicando
seminati
à
e
la
a
loii-
nostra
mille
avesse
perderle
di
e
rire.
mo-
esaminandolo
l'ilalo
Iro.
.
vollo
dolce,
cir
invidia
glie
elli
1'
venuto
in
vo
costui
Ed
pena.
lingua.
Disse
Pilato:
giusto;
toglietelo
Ed
tu
sai
che
non
eglino
noi
A'
nessuno.
posso
io
non
duali
s"
per
a
truo-
non
merili
ingannatore
me
voi
voi,
il
pare
e
.sì
1
cale.
giudi-
Pilato,
rispuose:
costui
trario,
con-
giudicare
possiamo
giudicare
di
elli
pare
rispuosono:
elli
che
guarda,
a
e
che
per-
perchè
rispuosero:
un
e
disse:
pessimo
è
iudei
menalo:
avessono
cagione
e'
questi
buono
che'
pensò
loi'o.
a
piacevole
si
grazioso,
tank)
il
lutto
s'elli
di
lilea
Ga-
tiilta
sommosso
e
meritato
àe
coniiiniaiido
Dio:
seguitarlo:
a
vite,
ilo
l'ilalo.
disse
è, pei'
conlrarii
enori
int'ii;ilo.
avieiiiiiui
:
però
ne
io
che
35
di
è
nuli
questa
mia
giudei
i
non
è:
e
disposto
che
così
e
Erode;
il
cui
sdizione
giuried
menate,
Il che
vedendo
Pilato
giudicarlo,
lasciasse,
il
legato
mendo
te-
presono
menarono
a
fue
veduto,
quale
in
ma
giudichi.
a
lo
non
il
il
udendo,
essere
lesù,
lui
a
li pare,
come
di
Erode,
è
terra
elli
elli,
giurisdizione;
Gè
allegro,
su
rondot-
che
grandi
le
per
udite
cose
di
lui.
I
o
:»
il
Eroilo.
di
disiderava
vederlo
facesse
che
e
,
miracolo.
alcuno
Signore
E
ciò
che
non
conoscendo
facesse
il
miracoli
,
ma
,
li
non
parlò,
Erode
Perchè
rispuose
ne
a
rola.
pa-
ch'elli
imaginando
,
fosse
per
vestillo
stolto,
uno
dirisione,
di
rimandoUo
e
hianco
a
^^?^"J'
Pilato.
^
nuovo
Il quale
dete,
non
che
à
giudei:
considerando
Erode,
l' à
peccato
a'
disse
vedendo,
P'iaio.
ve-
che
rimandato
sanza
,
farli
male,
farete
hene
udendo
loro
à
e
i
intenzione
Pilato,
fatto
a
dovere:
lasciarlo
voi
ire.
e
vedendo
annullala,
adirati
giudei,
tu
fai
male,
e
tresì
al-
sto
Quela
darono:
grimale
a
36
te
avvenire:
potn^bbc
ne
di
mico
che
Cesare;
ferresti
che
se'a-
non
fosti
tu
se
costui
che
tu
1' à
sof-
non
feso,
of-
tanto
,
uscisse
impunilo
1' à in
questi
eh'
elli si
due
fa
delle
offeso; prima,
cose
chiunque
e
re
mani:
lue
si
fa
re,
è
ito
,
contiaddice
pi'edicnndo
'I
che
non
che
lo
punirlo
male
le
tu
te
Cesare
che
volto
ri-
do
temen-
signoria,
a' giudei
disse
tenea
Per
Filalo,
proponimeitto,
la
san-
grande
certo
il misero
perdere
bia
ab-
avvenire.
potrebbe
buono
sare:
Ce-
a
iinppradore
lasciato?
l'abbi
([uali parole
non
dea
{piand(j saprà
ne
del
si
dea
Giu-
tutta
per
trihiilo
bene.
per
appresso,
dicendo
e
credi
za
Cesare:
a
che
da
io
:
vi
,
lasciare
soglio
malfattore:
questa
per
elli
ci
Pasqua
uno
Barabba
è
eh'
è
.
ladro
micidiale
e
e
de
morire,
et
ecci
,
Cristo;
vi
quale
lasci?
Quelli
la
e
morto:
di
maggiori
turba
che
dicessono
onde
questi
volete
aveano
chiedessero
che
gridando
Cristo
ch'io
dettato
in-
rabba,
Bafosse
rispuosono:
87
rendici
di Cristo?
faccia
volete
:
che
e
gridarono
ancora
0
meritato.
fu!
Onde
il
nostra!
mai
il ladro
cente,
inno-
e
né
minima
rola
pa-
strazialo
sia
micidiale
e
1' à
peccato,
una
detto
essi
quanta
giusto
e
uscì
è
oziosa,
e
che
fece
l)occa
morto
crucifìgelo,
santo
non
sua
Et
ignoranza
die
della
:
Pi-
disse
egli fatto?
à
male
che
e
gridarono:
Tutti
crucifìgelo. 0!
Crucifigelo,
iato
Pilato:
Disse
Barabba.
e
h-
sia
,
berato
male
Credendo
!
Cristo,
a
mitigare
voglio
e
la
che
fecelo
Pilato,
spogliare
a
e
battere
e
due
gastigare:
lasciate
legare
e
forti
tlagellare
a
le
quanto
tenera
braccia;
sanguinosa.
E
paziente
0
con
il
benigno
dolore
Signore
tanta
Hvida,
fatemi
vostra
rivestito
e
gcsù
tJ'^'iih
quella
rotta
il dolce
sofferiva
Padre!
fece
ilonna.
che
faceva
che
il
lonna,
co-
poterono
tanto
fu
tutta
carne
una
rubaldi
,
menare
e
io
loro:
disse
ira,
lo
me
giudei
i
contentare
loro
fare
con
ogni
e
gnore?
Sicosa.
considerare
afflizione.
Fuc
dato
ma-
alla
•3S
"ii;i(l;idi
i
Pilato
li miseio
quali
di
in
una
imNspi^
""
'"?
intorno
di
corona
si
all'
osso
e
spine
li
quello
velata
Iddio
pugnenli
e
in
le
il capo
cotea
percosse
r
taccia
capo
dure,
che
capo,
insino
passarono
sua
scia.
ango-
postoli
faccia,
torno,
d'in-
standoli
e
s' inginocchiavano
li
davanli
e
ti
in
la
deridendolo,
dicendo:
sedere
misonjili
ili mano;
canna
tello
man-
a
grandissima
con
Fulli
una
jiuosonlo
^'li6le puntarono
a
uno
:
.
sedia,
una
(iesùin-
indosso
jtorpora
suso
slr.iziii.s.siTO
[icicliè lo
salvi,
de'
re
dei;
giu-
li per-
gotate.
Alcuno
dicea
profetizza
e
:
chi
,
1'
:
altro
II
di
qua
nella
gli spulava
uno
la
pelava
chi
barba;
,
I
percotea
straziato
di
fatemene
là;
ogni
sopportava
mio,
conoscente
la
gnore
Si-
0
cosa.
me!
per
la
per
faccia
elli cosi
et
softeristi
molto
Quella
bontà.
e
(luale
vostra
li
geli
an-
,
e
quale
e
santi
disiderono
procede
consolazione,
vide,
orecchio
vedere,
di
(juello bene,
la
non
quale
udi
allegrezza
occhio
nò
,
dalla
non
giammai
il)
lesù
giiudu,
vergognosa;
esemplo
che
in
sulla
!
rico-
ogni
gna
vergo-
dandoci
noi.
per
ci
non
grave
piacervi
per
Gesù
portare
parie
sua
presente
mio
Sigiioie
volesti
di
fu
ma
0
perlo.
ofiiii
iiioslrò
sia,
sofTeriamo!
ne
Fue
rovescio
steso
croce
cuna
al-
se
e
,
le
prese
fortissimamente
tirala,
fu
aguto
ticsii
Croco.
mani,
sante
sue
ciascuna
e
uno
con
dissimo
gran-
confitta, forando
la
in
sajjja
sQa
infinito
che
carne
dolore.
suo
il
Ecco
graziose
quelle
cielo,
la
nervi
gloriosi
e
il
merito
che
mani,
rono
crea-
l' uomo
terra
con
tutte
e
,
r altre
cose,
in
cosa
Or
e
in
se
essere,
sante
che
mani?
sotto
ricevettono!
terra,
ninna
Sotlentrarono
in
entrare
quelle
alcuni
facendo
ciucila
in
cosa
fossono
non
dirizzandola,
croce,
ogni
sostengono
permarrebbe
come
suo
di
cielo
e
alla
la
tana
parte
e
rin-
,
calzaronla
i
peirhè
santi
fortissimamejile
gnessono
ove
slesse
piedi
di
tirando,
voleano,
ferma:
e
sono
pre-
Cristo,
quelli
acciò
agiu-
eh'
elli
non
Ai
congiuntura
ebbe
scliiavasse
si
non
che
le
r
a
teneano,
tutte
si
santi
nervi
infinita
con
piede
uno
sua
E
per
quelli
a-
rono,
stracciasi
tutti
pena:
1' altro
sopra
che
corpo
apiisse.
o
sante
suoi
e
suo
mani
quelle
questo,
guti
nel
larono
sfi-
posto
e
amendue
,
con
grandissimo
uno
conficcando;
carne
sua
inestimabile
Padre,
di
fare
nobile
la
nervi.
0
pena
immenso!
dolore
e
noi.
per
forando
preziosi
e
li passarono,
aguto
elegesti!
meno
che
Bene
tavate
po-
voleste
ma
be-
,
nignissimo
dolore
eh' alla
della
consideralo
lo
stare
panni!
non
conlìKo,
che
divola,
del
in
coperto
Vedi
che
in
sulli
i
quali
naturalmente
aveste!
e
nona
per
e
involto
forma
che
tu
vuo-
tanti
riposi,
il tengono
del
lo peso
il tira
e
mare
tre-
con
si
ove
aguti
la
alto, nudo
freddo!
tempo
a-
Redentore,
tuo
levato
per
infinito
natura
anima
passione
infinito
lo
allo
umana
Ragguarda,
se
che
creatore,
correspondesse
more
gli
,
a
corpo,
terra,
ta-
A"!
i suoi
\i,\'\iìuo
iiL'ivi
nelle
cioè
parli più
nelle
leiieiii
r;iriie
mani
leniluiKi
e
ne'
e
l:i
su.i
"loulio.se.
piedi
ove
sono
,
i
nervi
1' os.sa,
e
tu
e
Guarda
ripo.sartimorhidamcnte!
tracolla
la
la
riposi!
lesta,
sua
tu,
e
ciale!
nelle
sue
vuoli
parlicipare
avversità
tanta
vostra
sicché
con
e
dolore.
d'ogni
sete,
aceto
e
fiele
veggia
la
sibile.
pos-
e
'I
gnata,
se-
e
con-
Signore
fulli
e
il
come
ma
nel
preziosissimo
bere:
:
è
reverenzia
con
versa,
domanda
con
m'
memoria
sangue
si
che
confitta,
nella
devozione,
parte
mio.
concedetemi
niente
e
Il
pro-
Signore
sempre
.sideri
sue
.se
,
nella
scolpita
con
nelle
quanto
pena
al)hia
cuore
lui
pietade,
vostra
iruan-
Iribulazioni,
e
con
ve
.soa-
cristiana,
anima
consolazioni.
.sperità e
perla
dilicalo
il
Ciislo,
Seguita
ove
del
contento
vuoli
come
avendo
non
non
piinaccio,
cerchi
sempre
à
dato
gustò
,
noi
vi
volle
bastava
li avavate
bere.
0
giudei
1' aflizioni
.sanza
che
volerlo
crudeli!
di
fuori
ancora
bene
to
dator-
4a
deiilro!
iiienlare
l'acqua^
come
s;i,
di
percliè
sì
vile
co-
contenlasli
noi
a,
dato?
vendogliene
darci
di
0
esemplo,
il
perchè
e
'l
il
eh"
mangiare
molti
vizii
Signore
elli
amava
intenerisse,
madre
dissele
ma
:
femina
al
e
posti
ritto
di
dal
di
fare
pena?
tanta
te
eh'
era
dell' ombra
dal
che
aiuti
te
credo,
ma
che
n' ài
lato
del
si
tu
se'
ce
noi
e
ai
lo
bisogno.
per
di
volse
rigliuolo
filuto
vo-
stri?
mo-
posti
potessi,
se
ritto,
corpo
era,
coni'
non
lato
manco:
se
possente,
e
non
dal
:
rono
fu-
dal
manco
dicendo
Dio
ladroni,
uno
l'altro
credere,
che
1'
lato
lesii
a
due
crocifìssi,
croce
Cristo,
che
quello
furono
in
cettarono
s'ac-
pertanto
e
Quelli
Cristo
con
disse:
discepolo
madre:
è tua
insieme.
che
»"
questo
,
figliuolo:
(juesta
chè
per-
chiamò
la
,
il tuo
e
;
non
cedono.
pro-
madre
la
,
non
Signore
cercassimo
nel
quindi
discepolo
il
non
gusto
vide
E
volle
che
contentare
bere,
Ma
L'
la
Cristo,
in
teresti
aiualtro
virtù
che
ti
venne
lui
sopra
i
come
dicono,
santi
,
conobbe
il
eh' elli
suo
che
misero!
diletti
siamo
nieiitando
pena
santo
questo
e
nostri
pe'
questa
a
ripre.se
e
dicendo:
compagno,
sai
tu
Iddio,
era
sti
po-
peg^iio
;
,
che
giusto
e
fece
non
,
mai
è
peccato,
tu
li dovresti
tu
lo
e
iddio?
Poi
:
ti
tanto
avere
strazii!
or
.si rivolse
io
in
posto
sione,
compastemi
non
che
tu
Signore,
cendo
di-
ti ricordi
di
al
priego
mento!
tor-
,
sarai
quando
me
nel
li
grazioso
Signore
dico
oggi sarai
0
che
benigno
tuo
rispuose
in
meco
attenesti
la
darmi
che
grazia
paradiso.
li rispondesti
con
ladrone
Simile
i
giudei
Ve'
tu
ti
se'
facevi
re
che
tu
re
ritruovi
il
dicevi
d' Israel
che
tempio
figliuolo
e
voi.
con
il capo
menando
rifaresti
e
e
mi
;
sto
que-
,
santo
discendi
li
promessa
,
piacciavi
io
e
:
'I
e
graziosamente
padre!
e
regno:
in
tre
di
cevano:
di-
sfaresti
di-
dì,
Dio,
della
se
croce,
,
e
crederenti.:
Signore
le
dolcemente
quali
parole
portava.
l' umile
Or
co-
li)
si
me
saria
i fatti
che
sofferti?
che
loro
non
il
tanti
mai
alcuno
nignitade,
a'
speranza
a
peccatori,
misero!
me,
Questa
eh'
be-
grande
darà
e
massimamente
e
difetti,
miei
facciate
io
eh'
sostenetemi
ma
udita
né
de'
che
medesimo
voi
appo
di
inestimabile
dato
à
di
punto
s'adira,
usata,
questa
tissima
al-
pene,
perseguitori!
Padre,
0
fare.
tante
non
fu
non
usasse:
perdona
tormenti,
li suoi
per
il
benignità
in
dure,
parole
bontà
si
profondissima
di
priega
che
sanno
lui
co-
loro
per
Padre,
(piale, posto
afflitto
tante
pregò
dicendo:
e
Dio!
che
parole
pazientemente
così
avea
Vedi
Padre,
suo
delle
turbato
gnore
Si-
scusa.
caggia
non
,
,
che
offendendovi
m'
agevolmente
chinano
in-
,
e
mondo.
fanno
levare,
e
voi
mi
non
aoperi
mi
sì
voi
sanza
non
mi
che
e
intra'
degnate.
non
potrei
teneste;
del
cose
Redentore
Dirizzatemi,
che
le
cadere
mi
zioso,
gra-
potrei
tenere,
ch'io
permettete
vostri
Vennero
eletti.
le
se
dre,
Pa-
lenebi'e
5f,
la
sopra
U'.vvd
il
scuro
luna
.sol»;,la
,
»ir*ii
0
le
la
.stelle, Iremo
pietre
le
terra,
«nuore
i
iiiCrure.
SI
SjìCZZaionO
l'cirliè
lesse.
loro
"
?
il VClo
('
•
•
teiMpiO
SI
riconoscendo
molli,
tornarono
errore,
?
(IcI
il
penitenzia
a
,
che
confessando
di
Volle
Dio.
di
arido
Cristo
al
veramente
la
santissima
dal
partirsi
Padie
suo
lo
figliuo-
era
ma
ani-
corpo,
dicendo
:
e
nelle
lue
mio.
E
,
mani
raccomando
partitosi
e
da
lo
spirilo
discese
quello,
1' anime
Irassene
de'
limbo
al
santi
padri
,
menandole
nel
(lelitiaruin
paradiso
,
inlino
ove
che
Poi
cielo, aspettarono.
fu
che
veduto
lutti
perchè
lui
con
si
in
salirono
partile
Cristo
le
bre,
tene-
passalo;
era
maravigliarono
come
,
sì
fosse
tosto
di
cavaliere
gino
E
morto.
Pilato
,
,
fosse
se
morto
di
lesù,
e
con
fedita
però
:
eh'
una
lancia
li diede
nel
costato,
onde
e,
al corpo
la vista
avea
secondo
e
vedere
per
accostandosi
sangue
danzia:
Lun-
venne
i
grande
una
losamente
miraco-
uscì
acqua
corta,
in
santi,
abunscorso
iiltiiii
ly
madre
esallala
siate
che
vostro
col
di
Dio!
dcLtiiissima
voi,
fìi:liuolo
seguire
madre,
sempre
umiltà
in
ed
L.md.itfi
in
leste
vo-
povertà
e
,
in
ogni
bont.1.
la
morte
lieta
e
per
divenne
presenzia;
lei
a
mata
Gesù
e
del
i
santi
sua
ma
pri-
più
a
a-
tengono:
a' suoi
volte
più
apparve
risucitato,
si('x:ome
siccome
la
per
che,
apparve.
cosa,
figliuolo,
suo
consolala
però
rosa
dolo-
essendo
Questa
discepoli
,
s'^Ti'iI
con.solandoli
aNi'Iscc!
*•*
p«''-
mondo,
^^'^'^-
^^^^'
^^'^^^
in
salì
infinita
nella
confermandoli
e
alla
menandone
la
nel
die
quaranta
cielo
san-
gloria
sua
che
preda
se
tras-
,
del
suo
limbo
Padre
diritta
ove
con
ricevuto
ed
;
collocalo.
i vivi
fu
letizia
alla
mano
verrà
Quindi
i
e' morti
sua
dal
dicare
giu-
a
giusti e' peccatori,
,
rendendo
a'
merito:
colle
peccatori
eternali
e
la
cia.scheduno
a
sua
il
il
darà
ninferno
a" giusti
pene:
infinita
suo
il
diso
para-
dicendo
gloria
,
loro:
venite,
possedete
benedelli
il legno
che
dal
Padre
anzi
il
mio;
principio
49
mondo
del
vi
Padre
quale,
fu
eh' io
sì
in
ricevere
degnate
siete
in
santo
cula
secitlorum
Benché
Dal
nuda
basso
Deo
se-
orntias.
absunta
essere
'ntelletto,
Spirito
infinitn
per
vepre;!
ti
mi
collo
amen.
voi
regno
glorificato
e
essenzia
una
mi
quello
quale
Padre
col
esaltato
et
in
eternalmente
sarete
e
,
che
nel
:
cedetemi
con-
operando
pervegna
vita,
qnesla
oUimo,
creatore
e
Al
appareccliiaio.
Opretta
umile
,
Non
vo'
ti
però
reputi
si
fretta
in
,
Che
pensi
morsa
Vattene
Monte
a
da'
esser
bene
savi,
punta:
o
congiunta
ove
,
Troverai
L'
insieme
eccelsa
Della
Si
mìa
mie
ben
a'
e
,
colletta.
quivi
frequenzia
pena;
è
disgiunta
or
reverendi
padri
,
lor
con
perfetta
carità
compagnia
qual
Con
in
colla
sia
non
presenzia
,
ci
Sempre
E
Ti
Acciò
Cosi
Dimori
il
ch'io
di,
stei
è
eh'
t'
voglio,
lor
con
nclF
cuor
luogo
in
il
ammendi
impongo
al
santo
e
e
mal
attento:
osservanze
tu
simile
di
mia
die
fermo
con
intendi,
absenzia
n'
à
;
retento.
decreto
,
Monte
AMKN
d'
Uliveto.
di
Tavola
di
voci
modi
e
che
osservazione
di
dire
degni
in
leggonsi
st'
gue-
opuscolo.
registrasi
ACCOSTATO.
nella
minare
,
Crusca
i9,
Pag.
Q9.
linea
vato
Tro-
in
esempi
senza
prosa
.
cioè
(liversorio
uno
,
eh'
portico
uno
era
congiunto
e
caverna
COLLETTO.
stato
acro-
a
una
Add.,
in
49,
Pag.
ec.
forzi
di
16.
linea
insieme
Avv.:
in
verai
Tro-
carità
,
di
costato
a
lato
al-
costato
,
:
solo
registrasi
di
es.
eccelsa
quivi
un
Villani.
Co/Z'e
colletta.
add.
larga,
insieme.
ALLUMARE.
S4,
4.
linea
stella
graziosa
La
che
registra
non
esempio
Pag.
pagnia
com-
,
con
G.
L'
perfetta
,
di
colto
RacCrusca
solo
un
Dante.
la
Quelli
clic
OIVERSDRIO.
,
aveva
li
guidati
lumali
al-
aveva
,
e
loro
mostrato
19.
Pag.
vato
Tro-
?/.
linea
,
che
veramente
era
Questo
questo
di
sceso
verbo
die
ciullo
fancielo.
uno
sta
portico
e
cioè
diversorio,
uno
ch'era
congiunto
stato
acco-
a
una
,
semplicemente
per
illu-
caverna
d'uno
monte,
per
:»!2
;il
«lare
^iipi-rbo
l'ntroriiiK
rdppilo.
registrasi
ìkon
,
i|uivi
la
stal-
trovarnnii
ove
solo
rhr
con
dn"
Vocabolaristi.
un
esempio
,
mant^iatoiu.
e
Vocabolaristi
/
divei-sorin
che
rn
diitsf-
dal
la-
,
diversorium
lino
hospi-
FAR
DOVERE.
,
lium
bergo
al-
ad
consuonava
,
e
ne
esempi
;
;
due
addussero
V
Specchio
dallo
Iratlo
uno
di
.Ì5,
l'ag.
Croce
linea
che
dete
Ve-
2i.
Erode,
derando
consi-
,
del
Cavalca,
Salmi
l'altro
atlribuiti
lo
non
ne
dai
che
Dante,
a
r
fatto farli
af-
convengo
à
à
non
cato,
pec-
rimandato
male
sanza
à
e
fatto
vere.
do-
,
anzi
giudico
che
,
più
valga
rifugio,
Far
propriamente
rirellacolo,
ricello
vero
rico-
fare
,
Cosi
nelle
Laude
Battista
di
dunque
secondo
adoperar
simili.
e
dovere
giustizia,
rettamente,
il debito
donna
ma-
Malaicsti
le
va-
bel
suo
guire
ese-
brami
sem-
:
modo,
noi
e
,
pubblicate
già
troviamo:
cura,
qine
Del
rispetto
non
fede
accesa.
altrove.
poveretto
diversorio
tuo
Im
spinse
punto
vidi
*\'er-
el
pura,
mia
per
INGANNATORE.
vira
34.
Pag.
••
spuosero
è
ELATO.
tore
l'ag.
?0.
i.
lin.
Por
In
:
di
Ri-
che
guarda,
sti
que-
insranna-
pessimo
un
18.
linea
lingua.
di
Ingannatore
lingua
,
quali
coloro
riprensioni
come
,
ciati
più
superili
degnati che
in-
vale
e"l
bilingue,
un
mentitore
un
vero
ov-
un
,
volle
li vollono
impostore
e
simili,
e'
do
mo-
,
fare
lu
villanìa.
signif.
che
di
altiero
io
ne'
.
non
trovo
Vocabolarii.
gistralo
re-
53
secondo
procede,
INDETTARE.
da
presumere
,
36,
Pag.
maggiori
la
che
turba
Cr.sto
che
Vocabolario,
nel
chiede
•-
ma
gistrasi
re-
esempio
sema
cuno.
al-
dice-sono
e
fosso
signif.
In
presumire,
da
non
e
tato
indet-
aveano
Barabba,
sero
li
Quel-
i3.
Un.
bolaristi
Voca-
i
morto.
di
SCHIAVARE.
strare,
ammae-
inseguare,
il
l'ag.
rire
sugge-
2.
linea
Non
,
simili.
e
ben
registra
l'erba,
lario
Vocabo-
Il
ma
questo
sema
alcuno
ebbe
che
corpo
pio
esem-
Mi
pare
verbo.
Da
colo.
se-
detti
strano
11.
linfa
Li
del
e
ere-
falcione
stra-
uno
trascrittore
codice
eh'
e
,
angeli
io
fosse
che
del
"27
questo
prima
OFFENDERE.
Pag.
vasse
schia-
si
non
suo
aprisse.
0
buon
del
nel
congiuntura
egli
a-
,
tuoi
ti
porteranno
sicché
sosterranno
lettoschìauasse
vesse
cambio
non
inis-
schianasse,
di
cope
sin-
,
offenderai
il
alla
piede
tra.
pie-
di
schiantasse,
facile
signif.
M
urtare
di
re,
inciampa-
simili,
e
ma
di
non
succedere
a
avendo
non
bio
scam-
io
;
za
l'usan-
nulla
mutar
ho
,
il Vocabolnrio
arreca
che
lasciato
sta
come
ponendo
sup,
solo
un
esempio
niuno
trecento;
l'i
se
legge
ne
reo
dell'au-
poi
col
schiavare
che
di
luogo
tenga
fendere
terzo
d
,
qual
nel
mancherebbe
PRESUMITD.
Pag.
strarre
e
,
simili;
caso.
tere
scommet-
cato
signifiai
Vo-
cabolarii.
io
20.
linea
.
Avrebbe
rome
presumito
di
sé
SFILARS!.
ignorante.
Questo
.iddielivo
chi"
,
Pag.
41
linea
,
6.
E'
54
~uui
santi
runu
infinita
"'("n
È
notevole
d'
assai
sto
que-
lessico
della
io
die
bolario.
Voca-
nel
nel
spostarsi,
disunirsi
slogarsi
TRACOLLARE.
mente,
chiara-
apparisce
49,
Pag.
uscir
linea
da
Guar-
0.
tracolla
come
la
sua
,
,
luogo.
suo
frase
letto
ho
non
testimonianza
é
simili
lingua.
siiiniflca
(li
a
registrato
Come
far
per
e
za
testimonian-
meriterebbe
essere
gran
pima.
efficace
mio:
parer
sua
ed
modo,
Rapportar
si slìlu-
lutti
nervi
testa
avendo
non
la
ove
,
riposi !
modo,
grazioso
Questo
TANA.
Crutca
nella
registrasi
,
Un.
39,
Pag.
la
posta
fecero
?/.
in
croce
tana
una
vi
Qui-
poi
ove
la
E
ficcarono.
alcuni
alla
croce
la parte
nella
Tana
in
buca
Crusca
la
ec.
cendo
fa-
di
diiione
fossa,
di
signif.
simile
stra
regi-
ne
esempio.
umilila
quanta
di
S'io
3.
linea
male
detto
e
rapporta
di
testimonianza
s' io
ò
detto
bene
,
mi
batti''
(parla
!
che
manigoldo
quel
parola,
delta
,
mala
rispondeste
vermine
quello
a
Con
H.
linea
33,
Pag.
gotata
una
Vuohi
ò
Padova.
Gesù
a
Cristo).
TESTIMONIANZA.
33,
e-
trare
en-
dette
Pag.
d'Esopo,
mente
propria-
sta
solo
un
tratto
VERMINE.
non
che
tavia
tut-
esempio
Favole
dalle
:
di sotto
luogo
in
ec.
secolo.
notasene
un
tana.
qui
e-
,
Sottcnlrarono
?/.
linea
add.
Per
-W
pag.
buon
del
sempi
tnrra,
,
riportarne
senia
ma
me;
sempio
chè
per-
d'
notare
in
per
che
essere
Vocabolario.
questa
.lignif. d'uomo,
dispreao
;
e-
meriterebbe
registrato
nel
-"ù
di
Commento
di soli 202
di
:
Dodici
Ficaruolo
Siceo.
216
Fr.
—
Morali
zione
Edi-
ordine
esemplari per
Pag.
Conti
da
Agresto
ficaia del Padre
prima
la
sopra
Ser
merati
nu-
5.
d'Anonimo
Senese
,
La
del
inedito
testo
di
202
Fr.
4.
buon
di
Edizione
Fr.
—
la lezione
Il Passio
scritta
lingua
italiana.
Testi
a
di
esemplari:
buon
volgarizzato
lingua, e non
,
della
secolo
di
qui stampato. Edizione
di Pag. VITI.
esemplari numerali:
di
soccite
di
XV,
bestiami,
e
40
mai
non
Storia
Fr.
—
da
Bernardino
S.
di soli 202
d'una
202
52
—
—
Siena
sulle
lo
volgarizzato nel Secofin qui stampato. Edizione
numerati
esemplari
di
:
1. 50.
Crudele
Matrigna,
piacevoli Novelle.
esemplari numerati:
narrano
Fr.
soli 202
50.
Sermone
Pag.
—
Nicodemo
di
Vangelo
0
2.
24
Pag.
fin
Fr.
zione
Edi-
penna.
(esaurito).
nel
mai
—
esemplari numerati:
(esmirito).
di Bari, secondo
antichi
tre
soli 52
1. 50
2
Schiavo
di
di
42
soli
di Pag. 32
Dottrina
dello
Fr.
della
152
inedita
Novella
secolo
Edizione
Pag. XVL—
di
esemplari:
Lusignacca,
nel
XIII.
Secolo
si
ove
Edizione
di soli
di
08
Pac.
—
2. 50.
Il lamento
della
allegrezze
Il Libro
secondo
in rima
antichi
e
le
codici
,
manoscritti.
di
Maria
Vergine
Beata
Ediz.
Pag.
della
di soli 102
24
—
esemplari
Fr. 1. 50
merati:
nu-
(esaurito).
Contemplativa
saggio
di un
volgarizzamento del sec. XIV. messo
per la prima volta in luce. Ediz. di soli 202
di Pag. 36.
esemplari numerati:
Vita
,
PROSSIMA
IH
Il
di
Marchese
in
Novella
Novelle
cioè:
1.«
Delht
facsimile
la
e
rima
ottava
Di'ir
3."
a
Saluzzo
rarissime
tre
rizia;
legno
PIBRLICAZIOM
del
di
Eloquenza.
dell'originale
XV.
secolo
Marco
Ingratitudine
Griselda,
Mantova,
^2."
Della
v
Ara
;
-
Con
intagli
edizione.
in
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