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Questo numero de
La Goccia è stato chiuso
alle ore 18.00 del 28 Maggio 2008
La Goccia n. 11 - 31 maggio 2008
Sommario
La Goccia n. 11 - 31 Maggio 2008
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GIOVANNI PUNZI
TONINO VIZZIELLI
ENZA GALANTE
M. A. D’ADDARIO
A. M. COSSU
MARILENA SURDO
GRAZIA POLLICORO
COSIMO VAVALLO
F. BRACCIODIETA
NICOLA NATALE
DiPi
FELICE VIZZIELLI
VITO FURIO
FOTO:
ERASMO MAZZONE
di Tommaso Francavilla
pag. 35
Natuzzi...
di Stefano Giove
pag. 4
La crisi...
pagg. 20-21
Musichiamoli...
La Miroglio...
Bloccata...
di Tommaso Francavilla
pag. 6
San Giuliano
di Giuseppe Pizzulli
pag. 6
Le favole di grim
di Grim
pag. 7
Versus di From
di From
pag. 7
Notizie flash
di Giulio Pinto
pagg. 8-9
Equitalia…
di U S Com.
pag. 10
Le malattie…
di A. M. Cossu
pag. 11
La Bcc...
di Stefano Giove
pagg. 12-13
di Tommaso Francavilla
pag. 22
L’inglese?…
di Grazia Pollicoro
pag. 24
Bruno De Marco…
di Galante-D’Addario
pag. 25
Carmine Baldari…
di Antonello Lovecchio
pagg. 26-27
Come la penso io
di Don Franco Conte
pag. 28
Ciliegia D’Oro…
di Uff. S.
pag. 29
Storia di una…
di Cosimo Vavallo
pag. 29
Home Page…
di Roberto Muscolino
Un confronto…
di Carmelita Malagnini
pag. 36
Il parere del medico
di Pietro Zanelli
pag. 37
Beati...
di Giuseppe Pizzulli
pag. 38
Prendiamoci...
di Rosamaria Busto
pag. 39
I. C. Deledda...
di L. D.
pag. 39
Dal consiglio...
di Antonello Lovecchio
pag. 41
Novità...
di Nicola Natale
pag. 41
I provvedimenti
di Salvatore Faenza
pag. 42
ANSPI…
di Pietro Vizzielli
pag. 43
pag. 30
La scuola…
di Rosamaria Busto
pag. 14
Petizione
Laurea…
STAMPA
di Giulio Pinto
di Davide Giove
pag. 22
IMPAGINAZIONE E GRAFICA:
FALIGRAPH
Tarsu…
di A. S. -T. Vizzielli
pagg. 5-6
di Marilena Surdo
pag. 17
STEFANO GIOVE
MAURIZIO FALIVENE
di Paolo Costantino
pag. 35
Lospinuso…
AMMINISTRAZIONE
VITO CONTE
Otto milioni…
di M. C. Bonelli
pagg. 18-19
Perchè Lega
di Pierino Perrone
pag. 19
Le considerazioni…
di Pierino Perrone
pag. 31
Calcio Don Bosco…
di F. Bracciodieta
pag. 31
Proverbi ginosini…
di Giovanni Carducci
pag. 31
La scuola…
di Enza Galante
pag. 32
Calcio a 5
di Marino Menzella
pag. 44
Giro del Tacco…
di Giovanni Punzi
pag. 45
Centro karate...
di DiPi
pag. 46
Incontro con l’autore...
di Felice Vizzielli
pag. 46
46
4
La Goccia n. 11 - 31 maggio 2008
Natuzzi comunica:
«da giugno 1200 esuberi»
Miroglio: è cassa integrazione
La crisi che investe importanti settori produttivi della nostra regione e del territorio di
Ginosa si fa ogni giorno più pesante. La prima pagina del Corriere del Mezzogiorno di
oggi (28 maggio 2008 - ndr) riporta in prima pagina a sei colonne questo titolo: «Natuzzi, da giugno 1200 esuberi - La rabbia dei sindacati: “Nei guai solo i lavoratori”».
Certo, la crisi che investe un comparto ad alta intensità lavorativa qual è il settore del
mobile imbottito è grave. La Puglia con Pasquale Natuzzi (e non solo) è leader mondiale
del mobile imbottito e quindi non è solo un problema occupazionale quello che bisogna
affrontare, riguarda un aspetto strategico dell’attività industriale nella nostra regione.
Bene hanno fatto i sindaci e i Consigli comunali del distretto (Santeramo, Matera, Altamura, Laterza, Ginosa) a convocare una seduta congiunta delle assemblee elettive per
discutere con tutti i soggetti interessati come affrontare questa crisi.
Non si capisce, però, perché sulla decisione di Miroglio di mettere in cassa integrazione
i lavoratori dello stabilimento di Ginosa (dopo aver chiuso quello di Castellaneta) vi sia
un silenzio assordante. Quasi che i 238 lavoratori della Miroglio fossero figli di un dio
minore.
Il nostro giornale, nelle pagine che seguono, riferisce delle prese di posizione di alcuni
rappresentanti istituzionali e politici. Siamo, però, di fronte a iniziative isolate che non
permettono di affrontare la questione nella sua organicità. Pare che, oramai, siamo tutti
rassegnati e vedere la chiusura dello stabilimento quasi come un evento ineluttabile.
A poco più di dieci anni dall’inizio dell’attività lo stabilimento Miroglio rischia la chiusura. Le cause di questa situazione sono la crisi del settore tessile e la concorrenza dei
Paesi emergenti con bassi costi della mano d’opera.
Se la memoria non mi tradisce, a Miroglio furono concessi i finanziamenti per la reindustrializzazione della provincia di Taranto, gli stabilimenti di Ginosa e Castellaneta sono
stati realizzati con un congruo contributo dello Stato. Oggi, si smantella e si delocalizza.
A rimanere con le pive nel sacco sono la nostra Comunità e, in primo luogo, centinaia
di lavoratori che adesso hanno la prospettiva della disoccupazione e un’età non più giovane.
Di fronte al dramma che vivono quei lavoratori, le loro famiglie, la nostra comunità non
può rimanere silente e rassegnata. I sindacati, le istituzioni, gli stessi lavoratori devono
riscoprire la voglia di “lottare”. Sì “lottare”. Forse qualcuno lo riterrà un termine desueto, è mia convinzione, invece, che bisogna ricominciare a farsi sentire.
È necessario che ci sia un grande movimento che metta insieme tutti i lavoratori, quelli
della Natuzzi, della Miroglio e della TBM. Le questioni non possono essere affrontate in
maniera separata, si tratta di salvare il futuro produttivo di questo territorio.
Insieme ai lavoratori colpiti dalla prospettiva del liceziamento, devono mobilitarsi tutti i
cittadini. Commercianti, artigiani, imprenditori agricoli, lavoratori di altri settori. Bisogna chiedere al governo centrale e a quello regionale interventi concreti per salvaguardare i livelli occupazionali del nostro territorio. Non può essere che mentre si pensa di
detassare gli straordinari non ci siano soldi per tutelare l’ordinario.
Proprio oggi su alcuni giornali è possibile leggere articoli come: «L’occupazione continua a crescere, le esportazioni mostrano una “buona tenuta”, molte imprese, a cominciare da quelle del tessile e della meccanica, recuperano competitività: il made in Italy
non è morto e risponde alle sfide della globalizzazione. Ma il sistema Paese arranca.
Il Rapporto Annuale dell’Istat mostra un cauto ottimismo sull’andamento del sistema
Italia…». Peccato che lo stesso rapporto dell’Istat ci dica che «accresce il divario NordSud». Non può essere altrimenti se il nostro apparato produttivo viene smantellato pezzo
dopo pezzo. E, all’orizzonte, si profila l’arrivo del “federalismo fiscale” per la buona
pace del Ministro Bossi.
Forse, se ricominciamo a far sentire la nostra voce, non è troppo tardi!
Stefano Giove
COSTANTINO (PD): DAL PD FERMO
SOSTEGNO AI LAVORATORI DI
NATUZZI, MIROGLIO, TBM
Come purtroppo da tempo preannunciato i nodi congiunturali e strutturali sono
venuti al pettine. Per la Natuzzi, giunta alla crisi ben prima dello stabilimento
tessile operativo dal 1996, ma anche per la Tbm, operativa dal 2004. Si tratta di
cassa integrazione già approvata o in via di definizione per tutti e tre gli stabilimenti che insistono sul territorio ginosino. Della gravità della crisi in atto e delle
possibili soluzioni ne avevamo già parlato in un convegno il 9 Aprile scorso,
intuendo da subito che non era il caso di perder tempo, nonostante la campagna
elettorale incombesse. Ciò probabilmente ha fatto pensare ad una iniziativa meramente elettorale, salvo poi scoprire che così non era. Non è infatti nel DNA del
l’editoriale
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Partito Democratico scherzare su fatti così seri che
coinvolgono la vita di centinaia di famiglie, alle quali
siamo vicini. I fatti di questi ultimi giorni confermano
che è ora per il PD di continuare il lavoro intrapreso. Bene hanno fatto dunque i sindacati a rigettare
il Piano industriale proposto da Natuzzi che reitera
una analoga richiesta di cassa integrazione nel 2005.
Preannunciamo una serie di iniziative a sostegno
dei lavoratori il cui numero tra i 1200 della Natuzzi
in cassa integrazione ordinaria e un solo turno di lavorazione, i 238 della Miroglio in cassa integrazione
ordinaria (CIGO) a rotazione per 110 dipendenti per
oltre tre mesi e i 74 della TbM getta più di un allarme sulla situazione occupazionale. Va detto però che
le dinamiche con il quale il nostro Paese e queste
aziende hanno affrontato la globalizzazione si sono rivelate al Sud, prive di respiro e col fiato corto. Si tratta
ora di mettere insieme una nuova politica economica
che guardi ai nuovi scenari economici, non possiamo
mettere il capo sotto la sabbia. Noi faremo la nostra
parte, offriamo un sostegno convinto e siamo disponibili a qualsiasi tipo di battaglia che veda assieme
lavoratori, sindacati e istituzioni.
Il consigliere regionale del PD
Paolo Costantino
cronaca
La Goccia n. 11 - 31 maggio 2008
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La crisi occupazionale a Ginosa
Cassa Integrazione anche per i lavoratori della Miroglio.
La reazione delle istituzioni e del mondo politico
IL SINDACO MONTANARO SI FA
PORTAVOCE DEI LAVORATORI
DELLA MIROGLIO E CHIEDE CON
URGENZA L’ISTITUZIONE DI UN
TAVOLO TECNICO
Prima il settore del mobile imbottito. Ora,
il grido d’allarme arriva anche dal settore della filatura e tessitura: 238 operai
dello stabilimento Miroglio di Ginosa
rischiano, infatti, di perdere il posto di
lavoro. Il settore è in crisi ed, ovviamente, a pagarne le spese, sono gli uomini
addetti alla produzione, che, peraltro,
denunciano di essere stati “abbandonati
dalle forze sindacali”. Nei giorni scorsi,
hanno fatto appello alle forze politiche
nazionali e locali, a tutti i livelli, affinchè
intervenissero quanto prima per evitare
che tale situazione porti ad un epilogo
irreversibile per il loro status occupazionale.
E l’appello delle unità lavorative della
Miroglio è stato subito accolto dal sindaco di Ginosa, Luigi Montanaro, che
ha chiesto con estrema urgenza l’istituzione di un tavolo tecnico, con tutte le
forze preposte al governo del territorio,
incluse le forze sindacali, per affrontare
quanto prima la gravità della problematica. “Per i lavoratori della Natuzzi e per
tutti coloro che operano nel settore del
mobile imbottito, in altri Comuni, anche
del barese, si è tenuto un vero e proprio
Consiglio Comunale monotematico, in
cui è stata presa in esame la situazione, per addivenire, così come è avvenuto, ad opportune decisioni, che vanno esclusivamente nella direzione della
salvaguardia dello stato occupazionale.
E quelli della Miroglio non sono certamente lavoratori di serie B. Meritano
ugualmente, come tutte le unità impiegate nei diversi settori produttivi della
nostra economia, la giusta attenzione
da parte delle istituzioni, affinchè sia
costantemente salvaguardato e difeso il
loro primario diritto al lavoro”.
Gli stabilimenti di Filatura e Tessitura
di Puglia furono voluti nel ’96 dal gruppo Miroglio, che utilizzò 172 miliardi di
vecchie lire al fine di convertire l’aera
ionica in un grande polo tessile. Ma, lo
stato dei fatti, negli anni, è cambiato:
la Miroglio sembra orientare le sue produzioni verso la Bulgaria, determinando
una drastica diminuzione della richiesta
di prodotti finiti nelle aziende ioniche e,
quindi, inevitabilmente, una progressiva riduzione del personale impiegato,
che, ad oggi, conta solo 238 unità impiegate, rispetto alle 400, che vantava
al momento della sua apertura. E, in
previsione, ci sono anche altri tagli per
il reparto di torcitura e la cassa integrazione ordinaria per altri 120 dipendenti.
Tra l’altro, pare che la Direzione Generale della Miroglio abbia già intrapreso
trattative per delocalizzare gli impianti
verso la Cina e l’India.
“Dunque – ha ribadito il sindaco Montanaro – occorre intervenire quanto prima
per evitare che i lavoratori della Miroglio di Ginosa facciano la fine dei vicini
cugini di Castellaneta, ove, della stessa
azienda, oggi resta soltanto un amaro
ricordo, che va ad aggiungersi alla difficoltà di coloro, che, rimasti senza un
posto di lavoro, ancora sono in cerca di
un’occupazione. Come amministratori
comunali, provinciali e regionali, di concerto con le Rsu e le rappresentanze sociali presenti sul territorio – ha concluso
Felice Vizzielli, assessore comunale alle
Politiche del Lavoro - abbiamo il dovere
di salvaguardare il futuro occupazionale dei lavoratori della Tessitura Miroglio:
molti di loro sono quarantenni e, quindi,
a fronte della perdita del posto di lavoro, ci sarebbero serie difficoltà per un
ulteriore inquadramento o reimpiego in
altre realtà produttive. Molti di loro hanno contratto mutui per acquistare casa,
hanno messo su famiglia e, pertanto, la
perdita della sicurezza di uno stipendio
fisso mensile significherebbe per le loro
famiglie il crollo di quanto costruito, sino ad oggi, con tanto sacrificio”.
A. S.
QUALE FUTURO PER I
LAVORATORI DELLA NATUZZI,
MIROGLIO e TBM
Premesso che da circa tre anni la Natuzzi
ha dichiarato lo stato di crisi della produzione del salotto e che ad oggi la situazione è peggiorata rispetto a circa tre anni
fa, con l’ennesimo ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni per 2500 lavoratori in
tutto il gruppo, proprio nei giorni scorsi si
è aperta una grande discussione non solo
a livello locale e territoriale, ma anche tra
le due regioni Puglia e Basilicata, coinvolgendo anche il governo per definire un
piano strategico sul mercato del salotto e
sulla base di un piano industriale che la
stessa Natuzzi si è impegnata a presentare a breve.
Tutto ciò si è potuto verificare perché il
movimento dei lavoratori e le situazioni locali e regionali si sono mobilitati per scongiurare la perdita di posti di lavoro anche
se con un po’ di ritardo.
Voglio ricordare che a Ginosa è presente
oltre che allo stabilimento Natuzzi anche
la Miroglio e TBM operanti nel settore
tessile anch’esso in una situazione di difficoltà che dura ormai dal 2002, ricorrendo
puntualmente alla CIG e alla mobilità, per
poi passare alla riduzione dei livelli occupazionali.
Miroglio è andato bene per i primi otto anni ma poi è iniziato il calvario per i nostri
giovani e per l’economia del nostro paese.
Fino al 2002 Miroglio contava circa 400
unità occupate nel nostro territorio; tutto
ciò si è ridotto di oltre il 50% senza contare il lavoro delle imprese dell’indotto che si
è ridotto dell’80%.
Inoltre il 22 Maggio scorso è stato deciso
che a far data dal 26 Maggio la CIG assorbirà circa 110 unità per dieci settimane
fino ad un massimo di 233 unità per ulteriore due settimane e se tutto va bene si
riprenderà dal 1° Settembre.
A detta dei lavoratori, preoccupati di questo continuo taglio all’organico, la situa
segue a pag. 6
6
cronaca
La Goccia n. 11 - 31 maggio 2008
segue da pag. 5
zione non è ancora chiara a partire dal prossimo Settembre poiché a tutt’ oggi non esiste
ancora un vero piano industriale di settore,
forse perché nessuno lo chiede e sebbene lo
stabilimento sia stato finanziato con contributi
statali nessuno chiede conto di ulteriori eventuali investimenti per migliorare la tecnologia
e la produttività superando in tal modo la
competitività del mercato tessile.
La TBM insiediatasi nel 2006, già da due anni
utilizza la CIG a turnazione con un organico
la grave crisi che i lavoratori del tessile
stanno attraversando pensiamo per un
momento che negli anni scorsi decine di
giovani hanno messo su famiglia e si sono impegnati per l’acquisto di una casa,
nella maggior parte dei casi contraendo
mutui con le banche che si aggirano intorno ai 700/800 € mensili; come può essere possibile portare avanti una famiglia
sapendo che la cassa integrazione interviene garantendo 700 € mensili?
Voglio ricordare per esperienza vissuta
attuale di circa 70 lavoratori, anche se attualmente lo stabilimento è completamente chiuso e tale rimarrà (per sentito dire) fino a fine
mese.
Le aziende del nostro Comune fanno quello
che vogliono, s’insediano e poi scompaiono
ma le istituzioni locali, i sindacati e i partiti che
tanto inneggiano alla difesa del posto di lavoro, della precarietà del lavoro giovanile, del
mutuo per la casa e delle difficoltà di arrivare
a fine mese, si preoccupano solo in campagna
elettorale e in questi giorni, in cui molte famiglie vivono la drammaticità di una condizione
economica precaria e difficile, questi pensano
solo a fare analisi del voto e a prepararsi per
le prossime elezioni ignorando i problemi veri
e importanti dei nostri cittadini.
Sarebbe il caso che a partire dalla nostra amministrazione locale si aprisse una forte discussione con le aziende del nostro tessuto
produttivo per avviare una seria iniziativa e
aprire delle prospettive nuove per tutti questi
lavoratori lasciati in balia delle onde e con poche speranze per il futuro.
Anche se siamo ancora in tempo per fermare
negli anni passati, esattamente dal 1974
al 1998 quindi per circa 25 anni che a
Ginosa sono stati difesi 200 posti di lavoro presso lo stabilimento VIANINI S.p.A.
utilizzando leggi ed ammortizzatori sociali conquistati con le lotte sindacali e con
gli scioperi e quando c’è stata la chiusura
totale dello stabilimento fu garantito a tutti i lavoratori occupati una sistemazione
definitiva attraverso la mobilità o il prepensionamento e ciò a dimostrazione
che le lotte pagano quando i lavoratori
sono uniti, organizzati, difesi e tutelati.
Per questo è necessario che Ginosa
e tutto il territorio si svegli creando una
forte mobilitazione per scongiurare altre
perdite di posti di lavoro appellandosi al
governo regionale e a quello centrale
per riaffermare prima di tutto che la nostra penisola è una sola, democratica e
si chiama Italia, fondata sul lavoro e sulla difesa e la garanzia dei diritti civili e
umani.
Tonino Vizzielli
Consigliere di Frazione PD
Lospinuso: “La Miroglio
ancora una volta disattende i suoi impegni. Saremo
al fianco dei lavoratori”.
Il Consigliere Regionale e Presidente Provinciale AN di Taranto Pietro Lospinuso ha
diffuso la seguente nota: “Le cattive notizie
rivenienti dalla nuova edizione del caso-Miroglio, con 238 posti di lavoro a rischio nello stabilimento di Ginosa, confermano purtroppo i timori che pubblicamente espressi
quando l’azienda che, com’è noto, all’atto
del suo insediamento godette di consistenti
finanziamenti pubblici a fronte di impegni
soltanto parzialmente ed effimeramente
onorati- chiese ed ottenne dai lavoratori e
dal territorio gli ennesimi sacrifici. Allora si
decise “pur con la mia dichiarata perplessità - di prendere per buona l’assicurazione
di Miroglio secondo la quale con il taglio di
55 unità lavorative, accompagnate con altre misure di risparmio e di razionalizzazione, si sarebbero garantiti la competitività ed
il rilancio di uno stabilimento quale quello di
Ginosa di cui l’azienda conclamava solennemente la strategicità all’interno del suo
gruppo. Io ebbi allora a dichiarare che “l’intesa raggiunta tra l’azienda ed i Sindacati
sugli ennesimi esuberi alla Miroglio, sia pur
probabilmente realistica, non ci esime dall’esprimere amarezza per una deriva negativa che continua, sia pur attraverso un’abile
strategia aziendale di richieste inaccettabili
e successive parziali ritirate, che finora ha
comunque provocato una costante riduzione della forza-lavoro ed un progressivo disimpegno dell’azienda dal nostro territorio.
L’auspicio è che questo prezzo, comunque
pesante, sia l’ultimo che i lavoratori e le nostre comunità nel loro complesso pagano
per un insediamento che è notoriamente
costato molto al contribuente, e che certamente non ha onorato tutti gli impegni
che erano stati assunti”. Oggi purtroppo
verifichiamo che, smentendo anche gli impegni di quei giorni, quel sacrificio “che già
seguiva alla chiusura della stabilimento di
Castellaneta- altri non era che un acconto
su ulteriori tagli, di cui il ricorso alla “Cassa Integrazione” potrebbe essere soltanto
l’inquietante preludio. Quel che è certo è
che, ancora una volta, saremo al fianco dei
lavoratori con tutte le iniziative del caso”.
Per la Segreteria
Tommaso Francavilla
scherzi a parte
VERSUS
di from
16mo
Sedici,
scudetto
perfetto:
e andateci
piano
col deretano.
Livore
Livore
di rigore,
niente
li consola:
giallorossi,
De Rossi,
praticamente
viola.
Boh!
Scudettato
e licenziato:
destini
Mancini.
Il Massimo
Mourinho
è
il sogno
a spendere
morattiano:
tutto qua.
E a Josè
di Milano
vincere
non basterà.
Le favole di Grim
La Goccia n. 11 - 31 maggio 2008
7
Il gioco
C’era una volta, non lontano da qui, il paese di Occhiocitrullo, in quello, spesso, ci si dilettava
in giochi originali e, fra i tanti, ve n’era uno ch’era lo spasso di accaniti bontemponi. Lo proponevano
ad ignavi giocatori che, non conoscendone le regole ma accettando di partecipare ugualmente, non
sapevano a cosa andavano incontro.
Accadde una sera che nell’osteria del villaggio, sua maestà volle entrare per cogliere gli umori del popolo sovrano (sic!), al pari e nella medesima serata, anche il capo dei suoi oppositori fece
ingresso nel locale, seduti ad un tavolo c’erano i noti bontemponi che, dopo un reverente inchino,
chiesero ai due se volessero prendere parte al loro gioco per divertirsi qualche ora.
Spiegarono i quattro che essi erano stati giudice, accusatore e difensore; che ne avevano visti
di colpevoli sfuggir alla giustizia ma ormai nulla più potevano, sicché una volta a riposo avevano deciso d’esercitar per gioco e di scoprir delitti per diletto. Per far riuscire il gioco, però, occorreva trovare
un accusato ma il gioco diveniva ancor più divertente se di accusati se ne trovasse una coppia.
Sua maestà e il capo dei suoi oppositori, per una volta si guardarono compiaciuti: l’idea di
partecipare ad un gioco (divertente per giunta!) li allettava. Sicché accettarono.
Tutti si sedettero intorno al tavolo più grande e di fianco al re ed al suo opposto si accomodò
il difensore intimando subito ai due di parlare il meno possibile. I due si guardarono divertiti.
L’accusatore, lesto, chiese ai due quale fosse la loro occupazione e mentre sua maestà disse
ch’era tutto intento a governare il villaggio, il suo oppositore aggiunse ch’egli era impegnato a controllare le mosse del sovrano.
Bevendo e mangiando l’accusatore chiese ai due in qual modo espletasse, l’uno, il suo governo e, l’altro il suo controllo.
E il re rispose: «Facendo leggi!» e l’altro: «Controllando che non avvengano soprusi e ingiustizie!» E rivolgendosi a quest’ultimo il giudice chiese se, a suo parere, fosse mai accaduto che ce ne
fossero stati. «Certamente!» rispose quello. Intanto il difensore intimava di tacere il più possibile. Sua
maestà, divertito dal gioco, aggiunse: «Se per sopruso si intende qualche aumento di gabella, allora
siamo proprio fuor dal seminato. È mio obbligo reperir fondi per sostener le spese!» «A quali spese si
riferisce? – aggiunse l’accusatore – forse a quelle per migliorar le condizioni di vita dei suoi sudditi?»
«Niente affatto, eccellenza – incalzò l’oppositore – semmai quelle sono peggiorate!» «E lei come ha
fatto il suo dovere? Ha controllato, oppure no?» Sorridente, l’oppositore rivelò che qualche tentativo
l’aveva fatto ma che nulla aveva concluso. Sicché il giudice aggiunse: «E non ha seguitato a far tentativi?» «No – rispose quello – tanto, era inutile!»
«Nell’abbandono del proprio dovere c’è premeditazione!» Concluse l’accusatore rivolgendosi
al difensore e al giudice. Il difensore a sua volta proruppe: «Ma quale premeditazione, i miei assistiti si
sono comportati come il mondo richiede: l’uno fa la parte del gatto e l’altro quello della volpe, accade
in tutte le contee! Siate indulgenti!»
«Non si può – ribatterono in coro il giudice e l’accusatore – i due imputati hanno portato un
intero villaggio a subire angherie e soprusi e insieme hanno agito con premeditazione, l’uno perpetrando l’aumento di gabelle senza benefici per il popolo, l’altro perpetrando l’abbandono del controllo,
quindi per loro non ci può essere che un verdetto, quello di condanna!»
«Certo – aggiunsero i due accusati stando al gioco fino in fondo – in questo si ravvisa la premeditazione pertanto la condanna non può essere che il verdetto più giusto!» E ridendo a crepapelle
si apprestarono a stringere le mani del giudice e dell’accusatore per il bel gioco che s’erano inventato.
Ma quelli non mollando la presa li guardarono fissi negli occhi e dissero: «Siete condannati all’incredulità, vale a dire: da stanotte e per due lustri, nessuno al villaggio crederà alle vostre parole!» E li
congedarono con una fredda: «Buona notte, signori!».
Il re e il suo oppositore divertiti uscirono e per strada (ciascuno per la sua), incontrarono i
loro amici ai quali riferirono quanto era loro capitato e quelli, guardandoli increduli risposero ad una
voce: «Ma va’! Raccontala più grossa che ti crederemo!» E sberleffandoli li abbandonaro nella buia
notte.
Morale della favola: pare nu’ sciuoche ma non è.
8
La Goccia n. 11 - 31 maggio 2008
cronaca
Notizie
Flash
Rubrica a cura di Giulio Pinto
Torna la ciliegia d’oro
Finalmente ritorna, al teatro “Metropolitan” di Ginosa, la Ciliegia D’Oro, il festival canoro per bambini, organizzato dall’omonima associazione, col patrocinio
dell’Amministrazione Comunale. La manifestazione voluta dai Padri Monfortani
oltre quaranta anni fa , ritorna, dopo una
pausa di tre anni, con la 22a edizione. Alla gara canora parteciperanno , canzoni
scritte da affermati compositori tra i quali
Abagluz, Luciana Punzi, Rocco Claudio
Ferrara, Lino Losito, Antonio Criscuolo, Antonio Maggiore, Dario D’Ardesio,
Annunziata Loporcaro, Francesco Icaro
Cannito, Francesco Guida, Giancarlo
Tarsia, Giovanni Scarati, Rosa Puntillo. I giovani cantanti saranno accompagnati dall’orchestra diretta dal maestro
Gabriele Maggi. Ai primi tre classificati
andranno borse di studio in denaro. Per
info telefonare al 368.212085, o all’email:
profcantore@ gmail.com.
Cittadinanzattiva a Ginosa
Il movimento di Cittadinanzattiva in poco
più di due mesi già vanta oltre cinquanta
iscritti, a Ginosa. Il movimento si schiera
con le persone, con quei gruppi, categorie e classi sociali, che rischiano l’emarginazione, sia in senso culturale che materiale e, richiamandosi alla dichiarazione
universale dei diritti dell’uomo delle Nazioni Unite, di fatto, si propone come occasione di tutela dei diritti dell’individuo.
Nei giorni scorsi, presso la Biblioteca Comunale, si è riunito il comitato promotore
della costituenda Assemblea Territoriale
di Ginosa per Cittadinanzattiva, alla presenza di Marina Venezia, componente
della Direzione Nazionale del movimento
e coordinatrice regionale “Giustizia per i
diritti”, di Giuseppina Tocci, coordinatrice
dell’Assemblea Territoriale di Taranto e di
Anna Maria Fiore.
Nel corso della seduta è stato eletto coordinatore all’unanimità Michele Catiniello.
Nell’occasione è stata istituita la sezione
autonoma del Tribunale del Malato, per
una più efficace ed efficiente azione in
ambito locale. Presidente è stata eletta
Anna Di Lena.
La poesia in vernacolo ginosino
L’Associazione culturale «La Jravine»,
col patrocinio del Comune, ha indetto il
«Concorso di Poesia in Vernacolo Ginosino», giunto alla sua 14^ Edizione. Su
tema libero, i concorrenti potranno inviare non più di tre composizioni poetiche
in vernacolo ginosino, corredate delle
rispettive traduzioni in lingua italiana.
Le composizioni, inedite, dattiloscritte in
triplice copia il cui originale sottoscritto
dall’autore, dovranno pervenire all’Ufficio
Cultura del Comune di Ginosa o al sig,.
Nicola Facilla- Stazione di servizio Apioppure all’indirizzo di posta elettronica
«[email protected]» entro e non
oltre il prossimo 30 luglio. Una «Sezione Scuola» del conorso è riservata agli
studenti delle scuole elementari e medie,
superiori ed inferiori, i cui elaborati devono essere corredati del certificato di
iscrizione e di frequenza rilasciati dalle
rispettive scuole, relativi all’anno scolastico 2007/2008. Sarano assegnati premi ai
vincitori ed attestati a tutti i partecipanti.
La declamazione delle poesie e la contestuale premiazione si svolgerà come
diconsueto nello scenario della gravina
ginosina. Un premio speciale sarà assegnato alla memoria del dr. Giovanni Gigli,
cultore del vernaolo ginosino e autore
della «Raccolta di voci dialettali ginosine» ed un premio speciale andrà all’Associazione «La Jravine».
Anche il tessile in crisi
Nell’Italia degli assistiti quando finiscono
i finanziamenti statali e bisogna dimostrare di essere imprenditori che si muovono con le proprie forze spunta la crisi
. E così dopo il tessile anche il salotto è
in crisi. Lo stato di crisi è stato dichiarato dai comuni del salotto. La decisione
presa è stata unanime: l’urgenza di allertare il governo nazionale ed i governi
regionali di Puglia e Basilicata, affinchè
sia istituzionalmente dichiarato lo stato
di grave crisi del comparto del salotto.
«Si tratta di una crisi che già molti disagi
ha determinato nel tessuto sociale ed
economico delle comunità di Altamura,
Gravina in Puglia, Laterza, Santeramo
in Colle e Ginosa stessa - ha spiegato il
sindaco di Ginosa, Luigi Montanaro, presente con il presidente del Consiglio, Vito
De Palma e dell’assessore alle Politiche
del Lavoro, Felice Vizzielli- il settore del
mobile imbottito è di particolare rilevanza avendo garantito sino ad oggi, elevati
livelli occupazionali; pertanto le difficoltà
in cui versa hanno già prodotto rilevanti
conseguenze sotto il profilo economico,
produttivo ed occupazionale a danno di
tante piccole e piccolissime imprese, già
costrette a cessare la propria attività ».
I sindaci Mario Stacca (Altamura), Luigi
Montanaro (Ginosa), Rino Vendola (Gravina in Puglia), Giuseppe Cristella (Laterza) e Vito Lillo (Santeramo in Colle) si
sono formalmente impegnati ad attivare
un tavolo di confronto con la Comunità
Europea, attraverso il Ministero per le
Politiche Comunitarie, con l’intento di ottenere risorse volte alla riconversione industriale delle aziende in crisi o alla loro
dismissione.
Il museo a Ginosa
Dopo tanti anni di promesse sembra che
sia giunta al capolinea la possibilità che
Ginosa abbia una sezione distaccata del
Museo archeologico. Sull’argomento il
dott. Giambattista Sassi, direttore del Museo e il Consigliere Comunale, delegato
alla Cultura, Vitantonio Bradascio hanno
rilasciato una loro intervista. “Siamo in
una fase molto avanzata – ha precisato Sassi - almeno per quanto riguarda il
primo piano perchè ci hanno consegnato
già alcuni arredi, la cui spesa ammonta a
70.000 euro per tredici vetrine blindate, e
ci sono stati già i primi incontri con la
La Goccia n. 11 - 31 maggio 2008
cronaca
Sovrintendenza di Taranto che sta già stilando gli elenchi dei
reperti archeologici che devono essere trasferiti a Ginosa, provenienti dagli scavi del «Passo di Giacobbe», di via Allori, di
via della Pace ed altri siti” Il consigliere Bradascio, ha precisato
che «” iniziammo a parlare concretamente del Museo nel 2005.
E’ stata una scommessa sin da quando ci insediammo ed oggi
abbiamo già il primo piano quasi al completo. Mi auguro quindi
che di concerto con la Sovrintendenza ed altri uffici, il Museo gi-
9
nosino possa inaugurarsi subito dopo l’estate e quindi dedicarci
a tempo pieno al recupero del Castello che vive una situazione
particolare a causa della promiscuità fra proprietà pubbliche e
private. Sarà questa la sede definitiva del Museo, dopo che il
Castello e le varie sale saranno adeguatamente sistemate ed
attrezzate, in quanto il nostro obiettivo è quello di farne un unico
contenitore. Stiamo continuando negli obiettivi che ci eravamo
prefissi sin dal 2001».
Lospinuso (AN) : «Massima solidaCOSTANTINO (PD):
SOLIDARIETA’ A CASTELLANETA rietà al Sindaco di Castellaneta, vittima di un’ennesima intimidazione»
ED AL SUO SINDACO
Il grave atto intimidatorio segna una nuova
deludente stagione per Castellaneta
Giungono notizie pessime da Castellaneta, un Comune fino
a pochi anni fa tranquillo. L’incendio delle auto del Sindaco
Italo D’Alessandro e della sua consorte è preoccupante.
Sono segnali inequivocabili che qualcuno a Castellaneta
vuole dettare l’agenda politica. Al primo cittadino giunga
la mia personale solidarietà assieme a tutta quella del
Partito Democratico. E’ essenziale che tutte le forze
politiche costituiscano un argine comune contro ogni forma
di infiltrazione e di criminalità. Al deficit di sviluppo delle
nostre aree non si può e non si deve aggiungere anche
la zavorra e il peso costituito da presenze criminose.
Castellaneta, dopo un lungo periodo di sviluppo vive da
diversi anni una fase di recessione economica con una
involuzione delle attività economiche e con l’assenza di
nuovi investimenti industriali e turistici. C’è da chiedersi
allora su cosa siano fondate le pressioni criminali che
hanno avuto come bersaglio gli amministratori comunali.
Se si guarda indietro si constata che la Giunta Comunale
precedente non è stata in grado di approvare il PUG, anzi
su questo è probabilmente caduta la giunta di centrodestra.
Attualmente questo importante strumento urbanistico è in
fase di stallo, ci sembra difficile però legare gli attentati alla
mancata approvazione dello strumento urbanistico. C’è poi
la questione eolica; dopo una accellerazione in campagna
elettorale, gli iter autorizzativi hanno subito dei ritardi o dei
rinvii ma ancora nessun elemento concreto per ipotizzare
concretamente da quale parte arrivi la minaccia. Non resta
che da auspicare come è logico che la Magistratura e gli
inquirenti facciano rapidamente luce su questi episodi. Per
illuminare un intreccio di interessi che rischia di intorbidire il
clima politico, non solo di Castellaneta ma anche dei Comuni
vicini. Rinnovo la solidarietà al Sindaco D’Alessandro
perchè è chiaro che in questo clima diventa doppiamente
difficile l’attività amministrativa, che deve essere scevra da
qualsiasi condizionamento.
Il consigliere regionale del PD
Paolo Costantino
Il Consigliere Regionale e Presidente Provinciale AN di Taranto Pietro Lospinuso ha diffuso la seguente nota: “L’incendio di due automobili - a
colpi di Molotov- dell’amico Italo D’Alessandro, Sindaco di Castellaneta, è
l’ennesimo atto di intimidazione ai danni di amministratori castellanetani,
che segue a quelli analoghi a carico dello stesso D’Alessandro, del Capogruppo di Forza Italia Cassano, dei Consiglieri ed Assessori di AN Rochira, Venere e Fiorito. Una sorta di inquietante ed incalzante persecuzione
sistematica di chi ha avuto il coraggio di offrire i propri servigi alla propria
Comunità e ne ha ricevuto il mandato a governarla, che costituisce un
attentato non soltanto alla sicurezza ed ai beni delle persone, che lo Stato
ha il dovere di difendere, ma anche all’esercizio concreto della democrazia
in questa nobile Città jonica. A Castellaneta ormai, ci vuole molto coraggio
e spirito di dedizione per affrontare la sfida della politica e della pubblica
amministrazione. Nell’esprimere la totale e più affettuosa solidarietà della
Destra jonica all’Amico D’Alessandro, credo che sia giunto il momento di
una vigorosa risposta della Legge a questa interminabile barbarie”
Per la Segreteria
Tommaso Francavilla
Gruppo Consiliare
Alleanza Nazionale
Consiglio Provinciale di Taranto
Esprimiamo piena solidarietà al Sindaco di Castellaneta, Italo D’Alessandro, per il grave atto intimidatorio perpetrato nei suoi confronti la scorsa
notte.
Tale episodio è l’ultimo di una lunga serie che, dallo scorso anno, a
Castellaneta come in altri centri della nostra provincia, ha visto diversi
amministratori finire nel mirino di ignoti attentatori.
In considerazione della gravità di tali eventi che costituiscono pesanti
attacchi alle istituzioni, auspichiamo che le Forze dell’Ordine, nel cui
operato riponiamo la massima fiducia, facciano presto piena luce sul
movente e assicurino i responsabili alla Giustizia.
Il Capogruppo
Augusto Pardo
10
attualità
La Goccia n. 11 - 31 maggio 2008
Presentato lo sportello informativo di Equitalia Pragma
Sarà il primo sportello informativo decentrato nella provincia ionica ed, in sinergia con lo sportello dell’Agenzia delle Entrate,
già operativo da cinque anni,
offrirà un servizio qualificato ed
efficiente per i contribuenti: è
stato ufficialmente presentato
quello che sarà il centro di informazione, messo a disposizione
da Equitalia Pragma, la società
per azioni, a totale capitale pubblico, incaricata della riscossione nazionale dei tributi.
Attivato in via sperimentale proprio a Ginosa e operativo dal
20 maggio, il martedì dalle ore 8,30 alle ore
13 e dalle ore 15 alle 16.00, nei locali della
sede municipale, attualmente occupati il lunedì dall’Agenzia delle Entrate. Un risultato,
questo, raggiunto soprattutto grazie alla sinergia di intenti dell’intera Amministrazione
Comunale e alla solerzia dell’assessore al
Bilancio Carmine Malvani, che, per il raggiungimento di tale obiettivo, si sta attivando
da ottobre 2006. “Il cittadino è al centro della
nostra attenzione – ha detto – ed è nostro
compito e dovere fare in modo che sia sempre agevolato nella fruizione dei servizi”.
“Non a caso, infatti, questo nuovo sportello
– come ribadito da Paolo Bernardi, direttore
generale di Equitalia Pragma – offrirà al contribuente consulenza specialistica in materia
di riscossione ovvero le necessarie informazioni sulle cartelle, sulle attività esecutive in
corso, sulla situazione debitoria, trovando a
disposizione figure specializzate, quali Paolo
Pucci e Francesco Ricci. Indicazioni saranno
fornite anche sulle procedure delle dilazioni
rateali o su quelle di rimborso. Insomma un
servizio a 360° che esclude soltanto la riscossione vera e propria”.
Un altro sportello, dunque, che assieme a
quello dell’Agenzia delle Entrate, come ribadito dal sindaco Luigi Montanaro, “accorcia
le distanze della comunità ginosina dal capoluogo ionico. Si tratta di un nuovo servizio,
che, dando garanzia di trasparenza, agevola il cittadino, mettendolo nelle condizioni di
essere informato su quelli che sono anche i
suoi doveri di contribuente ed evitando, così,
di arrivare a quella che viene, purtroppo, definita riscossione coatta”. Una riscossione,
questa, che, può essere evitata soltanto se
siglio Comunale di Ginosa,
sono intervenuti anche Filomena Veneziani, capoarea
Controllo e Michelangelo
Giacomantonio, capoarea
Servizi.
Approfittando anche della
presenza di Luigi Chiochia,
direttore INPS di Castellaneta, l’incontro è servito anche per gettare il seme affinchè, in futuro, possa aprirsi
in loco anche uno sportello
decentrato INPS; “un obiettivo auspicabile – ha concluso
l’assessore Malvani – e non
impossibile da realizzare, vista anche la
piena disponibilità a collaborare, manifestata dallo stesso direttore Chiochia”.
Ufficio stampa comunale
foto Nicola Di Tinco
si dà al cittadino la possibilità di dialogare e
di essere informato. Ed è anche questa la
mission di Equitalia Pragma e dell’Agenzia
delle Entrate, cioè, quella di rendere un servizio qualificato al contribuente, che, come
ribadito da Angela Capotorto, direttrice dell’Agenzia delle Entrate TA/2, “deve essere
reso attraverso l’utilizzo di professionalità
qualificate, garantendo una presenza diretta e costante sul territorio. Solo in questo
modo si può arrivare ad una riscossione
qualificata, contrastando, al tempo stesso,
l’evasione fiscale”.
A presenziare, c’era anche l’assessore Felice Vizzielli, un tempo impiegato dell’Esattoria. A rappresentare Equitalia Pragma,
invece, c’erano anche Fernando Pro e Cosimo Brigida, rispettivamente responsabile di
Provincia e referente della fiscalità locale di
Equitalia Pragma, Valeria Narlini, responsabile della logistica e degli acquisti e il sig.
Aloisio per la parte informatica. Per l’Agenzia delle Entrate, oltre a Vito De Palma, impiegato della stessa e presidente del Con-
La Redazione si scusa
con i collaboratori e con
i lettori per i numerosi
contributi pervenuti e
non pubblicati e per le
rubriche fisse, temporaneamente sospese. Tali
scelte sono state operate a causa dei numerosi
articoli giunti per i quali
non si poteva, oggettivamente, trovare spazio
in questo numero ma
che sicuramente saranno pubblicati prossimamente.
attualità
La Goccia n. 11 - 31 maggio 2008
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Convegno del Lions Club Ginosa ”Le Gravine”
Le malattie rare fra ricerca scientifica,
“mercato della salute” e farmaci orfani
In coincidenza con l’ istituzione della 1ª giornata nazionale dedicata alle malattie rare, il
Lions Club “Ginosa Le Gravine” ha organizzato presso il Teatro Alcanices il Convegno
su “Le malattie rare: aspetti epidemiologici,
clinici, sociali e prospettive future”. Massiccia è stata la partecipazione di un pubblico
particolarmente qualificato tra cui numerosi
medici di medicina generale, pediatri e specialisti.
Il presidente del Club rag. Nicola Natale nella sua introduzione ha sottolineato come la
scelta del tema derivi dalle finalità lionistiche
di buon governo, di buona cittadinanza, del
bene civico e morale.
Relatrice della serata è stata la dott.ssa Domenica Taruscio, direttrice del Centro Nazionale Malattie Rare dell’ Istituto Superiore
di Sanità, contattata da una socia del Club
ginosino, la dott.ssa Rosalba Masciulli, ricercatrice presso lo stesso Centro di Roma.
Premesso che per malattia rara si definisce
una malattia a bassa frequenza nella popolazione ( dall’1% al 3%9), la relatrice ha
presentato le problematiche generali e specifiche correlate alla definizione di malattia
rara (non tutti i Paesi al mondo utilizzano la
stessa definizione epidemiologica) e di classificazione, sottolineando che tutte le fasce
di età e tutte le parti dell’ organismo possono essere colpite da queste patologie gravi,
spesso invalidanti (sindrome di Willi, , malattia di Rett, acondroplasia, sclerosi laterale
amiotrofica…), .
L’ Organizzazione Mondiale della Sanità ha
stimato che esistono tra 7000 e 8000 tipologie molto diverse fra loro, di cui l’ 80%
ha una riconosciuta origine genetica. Per le
rimanenti patologie sono importanti i fattori
scatenanti “ambientali” che, ove riconosciti,
potrebbero permettere la prevenzione
Per trattare una MR si ricorre al farmaco
orfano, un prodotto potenzialmente utile che
però comporta una procedura lunga e complessa per la sua designazione, autorizza-
zione ed immissione in commercio. Ecco
un dato su cui riflettere: dall’aprile 2000
su circa 700 domande presentate per
l’assegnazione di qualifica di farmaco
orfano, più di 500 hanno ricevuto la designazione e solo 45 hanno ricevuto l’autorizzazione all’immissione in commercio.
In Italia dei 46 farmaci orfani autorizzati
se ne vendono solo 26. Ma perché si definisce farmaco“orfano”? Proprio perché
manca l’interesse da parte del cosiddetto
“mercato della salute”.(le industrie farmaceutiche) ad affrontare le spese necessarie per lo sviluppo di un farmaco
destinato ad una patologia che colpisce
una persona su 10.000. A questa criticità
si deve aggiungere il forte impatto pratico
ed emotivo sulla persona e sulla famiglia,
che spesso è costretta a farsi carico del
problema da sola: l’esperienza della MR
è spesso accompagnata da un senso di
abbandono e, per reazione, da un assorbimento totalizzante nella ricerca di informazioni e di punti di riferimento..
La relatrice ha toccato poi il tasto dolente della scarsa disponibilità di risorse
economiche per la ricerca scientifica,
motore essenziale per generare nuove
conoscenze scientifiche per la preven-
zione, la diagnosi, il trattamento e la
sorveglianza delle malattie rare. Di qui l’
urgenza di incentivare studi e ricerche
anche nel settore delle scienze sociali,
atteso che le persone con malattie rare
necessitano di interventi non solo legati
al contesto strettamente sanitario.
La dott.ssa Taruscio ha quindi, illustrato
le attività intraprese dal Centro Nazionale Malattie Rare a favore dei pazienti e
dei loro familiari, come ad es. numerosi
progetti di ricerca e di collaborazione
con gli Usa e la Commissione Europea, l’ istituzione del Registro Nazionale
Farmaci Orfani, il telefono verde (800
- 89-69-49), i Presidi ospedalieri della
Rete nazionale, un sito web www.iss.it/
cnmr. Infine la relatrice, nell’ auspicare
la creazione di forti sinergie collaborative fra le istituzioni e la società civile,
ha invitato i Lions a considerare questo
Convegno come il primo di una serie di
iniziative da sviluppare congiuntamente
Al Convegno hanno partecipato importanti esponenti dell’Università di Bari, in
particolare il Prof. Carlo Sabbà che ha
illustrato la malattia rara Teleangectasia Emorragica Ereditaria, dalla epidemiologica alla diagnosi e trattamento; e
la dr.ssa Patrizia Lastella, collaboratrice
della Prof.ssa Ginevra Guanti la quale
ha illustrato i meccanismi genetici che
sottendono a numerose malattie rare. Il
dr. Antonio Papagni, medico ARES della
Regione Puglia, ha presentato i protocolli di assistenza e procedure diagnostiche
sulle malattie rare in Puglia. A conclusione della serata e dopo un vivace dibattito, il Governatore ing. Elio Loiodice ha
elogiato l’ alto profilo scientifico del convegno che ha saputo affrontare in maniera qualificata ed esaustiva un tema già in
passato all’ attenzione del Multidistretto
Lionistico.
Anna Maria Cossu
Addetto Stampa del Club
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La Goccia n. 11 - 31 maggio 2008
attualità
La B.C.C. di Marina di Ginosa in assemblea.
Francesco D’Alconzo rieletto presidente.
Sabato 24 maggio 2008, alle ore
18,00, si è svolta l’assemblea ordinaria dei soci della Banca di Credito Cooperativo di Marina di Ginosa
per discutere ed approvare il Bilancio 2007, la destinazione degli utili
di esercizio e altre determinazioni
inerenti gli emolumenti e i gettoni di
presenza per il collegio sindacale e
per il consiglio di amministrazione.
Nella sala delle Conferenza della
sede centrale della Bcc marinese,
circa cento soci hanno seguito la
lettura della relazione del CdA, sulla gestione del presidente dottor
Francesco D’Alconzo.
Voglio, in questo mio resoconto,
invertire lo svolgimento dell’assemblea e partire dalla fase conclusiva
perché, a mio giudizio, in essa è
racchiusa l’essenza stessa della
“Cassa Rurale”, così come era denominata alla sua nascita l’attuale
Bcc.
L’assemblea dei soci si è conclusa (almeno
nella prima giornata poiché la seconda era
dedicata alle operazioni di voto) con il riconoscimento di «gratitudine ad alcuni soci
della prima ora per l’apporto notevole dato alla istituzione». Visibile era l’emozione
del presidente D’Alconzo nel momento in
cui chiamava i soci premiati, anche perché
per alcuni di loro, a ricevere l’encomio sono
sttai i parenti in quanto il riconoscimento era
alla memoria. Ecco i nomi dei soci premiati:
Vito D’Angelo, Avv. Enrico Montesano, Giovanni Napoli, Francesco Pollicoro, Emilio
Rizzi, Vincenzo Rochira, Vincenzo Torraco, Carmine Baldari, Mario Blotti, Vincenzo
Costantino, Alfonzo Riccheo. Dietro questi
nomi vi è la storia di Marina di Ginosa rappresentata da tante esperienze di vita e di
impegno sociale e politico. Storie diverse e,
persino, contrapposte ma che avevano un
unico fine: la crescita economica e sociale
della comunità marinese. Se oggi la Bcc ha
la possibilità di presentare bilanci importanti
come quello che è stato illustrato precedentemente, questo lo si deve alla determinazione di persone come quelle premiate, ha
sottolineato il presidente.
Ritorniamo indietro riprendendo alcuni dei
passaggio più importanti della relazione
svolta dal dr. D’Alconzo.
La relazione è partita da una valutazione
dello scenario economico e creditizio internazionale, nazionale e locale per poter
meglio inquadrare i risultati conseguiti dalla
Bcc. Sul piano internazionale due sono gli
eventi che hanno caratterizzato e condizionato la situazione economica mondiale: la
crisi dei mutui immobiliari americani e l’aumento del costo di alcune materie prime. A
questi eventi le Banche Centrali, americana ed europea, hanno risposto in maniera differente, la prima cercando di evitare
una fase recessiva ha abbassato il tasso
di sconto, la seconda preoccupata, invece,
dell’inflazione, ha mantenuto tassi alti.
In Italia, pur in presenza di questa situazione di politica restrittiva della Bce, si è avuto
un incremento del credito del 10%, rispetto
all’anno precedente.
Particolarmente interessante la parte della
relazione che si è soffermata sull’andamento economico della nostra regione. «Dopo
un 2006 – da detto il dottor D’Alconzo – in
cui la crescita fu abbastanza sostenuta,
nel 2007 la crescita pugliese appare in rallentamento. In particolare:
l’industria, nei primi nove mesi dell’anno, registrava una fase espansiva ma con sintomi al
rallentamento. Il settore delle costruzioni ha
dato segni di ristagno,
soprattutto nell’edilizia
pubblica. La dinamica
dei prezzi degli immobili
residenziali ha rallentato rispetto ai ritmi, piuttosto sostenuti, rilevati
negli anni precedenti.
Per ciò che riguarda i
servizi (commercio e
turismo) si sono mantenuti i livelli dello scorso
anno per il commercio
ed un incremento di
presenze turistiche in regione, che sono
accresciute del 5,7%, in cui la componente
straniera è stata evidente. …L’occupazione, con una dinamica fluttuante dal 2002
al 2005, ha registrato segni di espansione
che riporta la percentuale degli occupati
ai livelli del 2002. L’aumento della domanda di lavoro ha riguardato in particolare la
componente femminile»
Particolare interesse ha suscitato la parte
della relazione che affrontava le questioni
dell’economia locale. «L’economia del territorio di competenza della Banca, nel 2007
non ha superato le negatività che ne avevano caratterizzato l’andamento negli anni
precedenti, in determinati comparti. Il punto
critico di questa economia è dato dal fatto
che l’agricoltura rimane il settore primario,
anche se i tentativi di diversificazione, negli
ultimi anni, sono avvenuti con insediamenti
industriali dalle fragili motivazioni e da un
mercato di settore che, nel frattempo, evolveva in senso negativo. Sicché nonostante
la tenuta del settore turistico, rimane l’agricoltura ancora e sempre, l’attività primaria
del territorio. Legata all’agricoltura risulta
quindi il valore della produttività generale,
attualità
l’assorbimento della mano d’opera, la formazione della ricchezza da incanalare in
altre attività, se non marginali, ma pur sempre necessarie per uno sviluppo organico
del territorio. Da quanto premesso, risulta
evidente che non ci sono notizie positive
sui neo-insediamenti industriali. Lo stabilimento Miroglio è destinato a chiudere,
mentre lo stabilimento Natuzzi, con la crisi
dell’industria del salotto ancora in atto, come tutto il settore, è in una zona limbica
e, come dice il poeta, “fra coloro che son
sospesi”. Tuttavia e per fortuna, l‘agricoltura nel 2007 ha mostrato modesti segni di
ripresa. Tali sono stati per le uve, da tavola
e da vino, che di fronte ad un’offerta pressocché stabile, ha riscontrato un modesto
incremento di domanda, consentendo una
commercializzazione del prodotto meno affannosa. La produzione olivicola ed olearia
è stata buona per qualità e quantità consentendo una commercializzazione del
prodotto soddisfacente …È da segnalare,
come fatto storico, un aumento del prezzo
del frumento di circa tre volte a soli pochi
mesi dal raccolto. È verosimile che ciò sia
dovuto a due fattori determinanti: il forte
sviluppo dell’energia ricavata dall’utilizzo
delle biomasse, con conseguente sottrazione di superfici coltivabili a grano; dalla
accresciuta domanda di frumento a causa
della lievitazione della popolazione mondiale nonché di una migliorata economia
di alcuni continenti. Il settore dell’edilizia
residenziale continua a crescere. …La domanda turistica di soggiorno estivo, sia pure ancorata, come oggi, alla casa di affitto,
rimane sostenuta, anche in considerazione
del fatto che l’offerta di case si accresce
percentualmente di circa 5-6% l’anno. La
crescita delle presenze negli ultimi cinque
anni ha evidenziato un disallineamento
delle infrastrutture, non ancora adeguate
ad assicurare al soggiorno turistico quei
benefici attesi in occupazione del tempo
libero (dal mare), circolazione dei veicoli indispensabilmente ordinata, opportunità di
adeguati spazi per rilassanti passeggiate e
opportunità di visita del territorio (museo e
parco archeologico di Metaponto, la gravina di Ginosa, le chiese rupestri del territorio
ed altro ancora). Va segnalata, comunque
una crescente attenzione verso Marina di
Ginosa da parte dell’Amministrazione Comunale che fa ben sperare per il futuro.»
Altro capitolo della relazione del Presidente
La Goccia n. 11 - 31 maggio 2008
è stato quello relativo al profilo sociale della
BCC. «Abbiamo la consapevolezza che la
pratica mutualistica sia un modo peculiare e
per certi aspetti significativamente originale
di fare impresa con un mix inderogabile di
rispetto delle regole del mercato e con una
scontata e caratterizzante responsabilità sociale. Con questa responsabilità siamo certi
di aver prodotto nell’indotto delle comunità
in cui operiamo, anche nell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2007, un valore aggiunto economico e sociale. Il nostro impegno
prioritario e temporalmente ineludibile era il
miglioramento dell’efficienza dell’istituzione,
ma crediamo di aver garantito ai portatori
di interesse della Banca (i soci innanzitutto, ma anche la comunità in cui si opera),
vantaggi concreti, bancari e non bancari. Si
tende a sostenere, più e meglio, attraverso
“l’inclusione finanziaria”, l’imprenditoria e la
progettualità sociale, quest’ultima rapportata
necessariamente ai mezzi disponibili.»
Prima di concludere la sua relazione, il presidente si è soffermato su altri importanti
capitoli quali, ad esempio, il personale e il
profilo organizzativo. Una parte di rilievo nella relazione è stata dedicata ai servizi alla
clientela. «Anche nel 2007 la Banca si è impegnata ad offrire nuovi servizi alla clientela
cercando di migliorare la qualità dei servizi
già proposti ed adattandoli alle esigenze dei
soci.»
Ovviamente la relazione ha affrontato i temi
squisitamente economici e aziendali della
BCC. Evito di riportare queste parti della relazione. Dico solo che l’utile dell’«operatività
corrente, al lordo delle imposte, registra un
incremento del 1478% attestandosi ad euro
1.970.984 rispetto ad euro 124.923 dell’esercizio precedente.»
L’utile di gestione, al netto delle imposte, è
risultato di euro 1.552.840 e l’assemblea ha
approvato la relazione di bilancio con la quale si prevede questa ripartizione dell’utile:
alla riserva legale indivisibile € 1.436.254,70
ai fondi mutualistici per la promozione e lo
sviluppo € 46.585,20
ai fini di beneficenza e mutualità € 70.000.
Il presidente D’Alconzo ha concluso: «Signori soci, il mandato di cui ci avete onorato tre anni or sono è scaduto. Crediamo
di averlo servito per quanto e per come la
nostra volontà e la nostra capacità ci hanno
consentito. Grazie per la fiducia che voleste
concederci.»
Stefano Giove
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RISULTATO ELEZIONI PER IL RINNOVO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
D’AMMINISTRAZIONE DELLA BANCA
DI CREDITO COOP. DI MARINA DI
GINOSA
Votanti 563
Voti validi 558
Voti nulli 5
1) Francesco D’ALCONZO Voti 558
RISULTATO ELEZIONI PER IL RINNOVO DEL CONSIGLIO D’AMMINISTRAZIONE DELLA BANCA DI CREDITO
COOP. DI MARINA DI GINOSA
1) Giovanni RANALDO Voti 255
2) Vincenzo PAVONE
Voti 218
3) Domenico BITETTI
Voti 213
4) Francesco DRAGONE Voti 212
5) Nunzio PUNTILLO
Voti 206
6) Giuseppe RATTI
Voti 202
7) Vincenzo DRAGONE Voti 191
8) G. RUSSO BERGAMO Voti 151
Vittorio GIGANTE
Voti 148
Alessandro PIGNALOSA Voti 148
Francesco CRISTELLA Voti 43
RISULTATO ELEZIONI PER IL RINNOVO DEL COLLEGIO SINDACALE
DELLA BANCA DI CREDITO COOP. DI
MARINA DI GINOSA
1) Augusto PARDO
Voti 291
2) Carmine MALVANI
Voti 276
3) Mario D’ALCONZO Voti 262
4) Massimo LONGO
Voti 190
5) Serafina DE BIASE
Voti 51
6) Miraglia MARILISA Voti 44
RISULTATO ELEZIONI PER IL RINNOVO DEL COLLEGIO DEI PROBIVIRI
DELLA BANCA DI CREDITO COOP. DI
MARINA DI GINOSA
1) Sergio DI SANZA
Voti 322
2) Raffaele STRADA
Voti 226
3) Vincenzo VINCI
Voti 203
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La Goccia n. 11 - 31 maggio 2008
argomenti e commenti
“La Scuola: un nome, una vita”
Intervista al Preside dell’I.C. “Giosuè Carducci” in occasione del 50° anniversario dell’istituzione della prima Scuola Media a Ginosa
Per conto della redazione
del nostro giornale mi sono
sempre occupata, da un po’
di anni a questa parte, di intervistare i Dirigenti che si sono avvicendati alla guida degli
Istituti scolastici del nostro territorio. Per quanto concerne il
“Carducci”, anche quest’anno
è arrivato un nuovo dirigente,
come accade ormai da cinque
anni. Questa volta però abbiamo atteso la fine dell’anno scolastico per intervistarlo, anche in vista dei preparativi che si stavano realizzando per un’occasione davvero
speciale, i cinquant’anni dell’istituzione della prima scuola media a Ginosa, la “G. Carducci”.
Il nuovo Dirigente Scolastico
è il Prof. Vitantonio Petronella,
di Altamura, giovane, ma con
alle spalle 21 anni di servizio,
trascorsi insegnando Scienze
motorie nella scuola secondaria e poi al suo passaggio in ruolo ha insegnato nella Scuola Primaria, fino a ricoprire incarichi di vicario prima di superare il Concorso
per Dirigente e vedersi assegnata la sede qui
a Ginosa, che ricoprirà anche per i prossimi
anni.
Al termine di questo suo primo anno da
Dirigente Scolastico qui a Ginosa, può tracciare un bilancio professionale ed umano
della sua esperienza?
«Il bilancio è senza dubbio positivo, vuoi anche per la volontà della del collegio dei Docenti di lavorare e continuare ad affermare i
valori che appartengono alla “Carducci”. Certo non ero abituato a lavorare in un Comprensivo. Un tipo di organizzazione che porta via
tante energie e che comporta tanto lavoro, a
cominciare dall’indirizzo musicale. Proprio in
questi giorni abbiamo avuto modo di consolidare i nostri rapporti con il Conservatorio di
Matera, il “R. Duni”, per un accordo d’intesa in
rete per introdurre un Progetto di innovazione
tecnologica nella scuola, che partirà dal prossimo anno scolastico.
Devo comunque evidenziare anche l’aspetto umano di questa mia esperienza, che mi ha
fatto sentire accolto subito
da tutti e non solo dal corpo docente, ma anche dagli alunni, dalle famiglie e
anche dai colleghi degli altri Istituti».
Da poco si è insediato
il nuovo Governo e abbiamo un altro Ministro
della P.I. che è ritornato
ad essere MIUR. Se potesse, quali priorità indicherebbe alla Gelmini da
affrontare per la scuola
italiana?
«Il ministro Gelmini è molto giovane, ma molto decisa su come vuole portare avanti il suo lavoro. Ha
precisato che costituirà
delle Commissioni di cui
faranno parte anche docenti di ogni ordine e grado e che in continuità con
Fioroni non stravolgerà le
Indicazioni Nazionali che
stiamo
sperimentando,
che ritengo molto valide. Per cui date le premesse, credo di non dover suggerire nulla al
nuovo Ministro, se non buon lavoro».
Veniamo alla festa per il 50°della scuola
“Carducci”. Riflessione sull’educazione,
gioco, musica: dal programma mi sembra di capire che questi siano i tre punti
chiave della tre giorni di festeggiamenti.
Perché?
«Per il Meridione, l’istituzione della Scuola
Media ha dato una grande possibilità a tutti di poter proseguire i propri studi e di realizzarsi nella vita. E’ stato così anche per
Ginosa e per la Scuola “Carducci”. Per fare
bene le cose abbiamo costituito una Commissione, che era presieduta dalla Preside
Giannini, che purtroppo non ha potuto veder
realizzare questa festa e da tre docenti in
pensione che hanno insegnato qui da noi, in
più, i docenti referenti del Progetto. Abbiamo
voluto rivedere il passato della scuola, quello che essa ha dato e darà in futuro. Da qui
gettare le basi per andare avanti».
Prof.ssa Maria Rosaria Mele: «Così come
avevamo pensato con la Preside Giannini, io
mi sono occupata di ricostruire la storia della
Carducci, attraverso un percorso di ricerca che rimarca i momenti più salienti
di questi cinquat’anni. La nostra scuola
è sempre stata al passo con i tempi e lo
è ancora. La giovane età e la stabilità
del nostro nuovo Dirigente permetterà
ai docenti di lavorare bene per il futuro.
Ormai il nostro, è un gruppo di lavoro
consolidato che sta portando avanti la
tradizione della “Carducci” per crescere
insieme per il bene dei ragazzi».
Prof.ssa Damiana Mele: «Io mi sono occupata di organizzare il secondo
giorno dedicato ai ragazzi, che li vedrà
protagonisti attraverso il gioco, la danza
e la musica, che insieme al Concorso
grafico- letterario vede coinvolte tutte le
scuole del territorio. Vorrei sottolineare
l’ottimo legame che si è creato fra tutti
coloro che hanno lavorato alla riuscita
della manifestazione, dai colleghi ai ragazzi alle famiglie, all’Amministrazione
Comunale agli sponsor, che hanno dato subito piena disponibilità. La collaborazione con le altre scuole non è stata immediata, ma alla fine tutte hanno
aderito all’iniziativa. Di qui si comprende anche la difficoltà dei quattro Comprensivi a collaborare a causa del tanto lavoro che ciascuno di essi deve affrontare, in particolare in questo periodo dell’anno».
Preside Petronella a Lei chiedo infine un personale ricordo della Preside Maria Giannini.
«Abbiamo deciso di intitolare a lei la Sala della Presidenza, luogo di lavoro che
l’ha vista protagonista per vent’anni. Ho
avuto modo di incontrarla solo due volte e la cosa che mi ha colpito di più, dopo avermi parlato della situazione della
scuola è stata questa frase: “Oggi posso dire di aver lavorato solo nell’interesse supremo degli alunni”. Parole che mi
hanno fatto capire che carico di responsabilità avevo ereditato e me ne sono
reso conto anche il giorno dei suoi funerali osservando la commozione delle persone che hanno riempito la chiesa per venire a salutarla. Questo rimarrà il mio speciale ricordo della Preside
Giannini».
Rosamaria Busto
dal palazzo di città
La Goccia n. 11 - 31 maggio 2008
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Inac, il patronato dei cittadini torna in piazza. Iniziative in tutta Italia.
Petizione per abolire le “finestre di
accesso” per le pensioni di vecchiaia
Unica manifestazione nella provincia tarantina, “L’INAC in piazza per te” che ha
visto la partecipazione di Inac-Cia con
l’allestimenti di gazebo in Piazza
Marconi. Una triplice valenza per
un’iniziativa: “In primis, avvicinare
la gente ai sindacati e ai patronati con uno scopo informativo” ha
spiegato il responsabile della Inac
– Cia di Ginosa, Carmelo Candia,
“…inoltre abbiamo organizzato e
unito due iniziative: una raccolte
firme, per sostenere la Petizione
popolare che vuole l’eliminazione
delle finestre di accesso per le
pensioni di vecchiaia ma anche
per chiedere l’apertura a Ginosa
di uno sportello Inps”.
Infatti l’iniziativa ha goduto del
sostegno
dell’amministrazione
comunale e così ha commentato
l’iniziativa l’assessore al Bilancio,
Mino Malvani: “L’ente ginosino ha
collaborato già in altre occasioni
con l’Inac – Cia di Ginosa, vedi ad esempio l’apertura dello Sportello Equitalia,
quando Candia ci ha presentato questa
idea di chiedere che l’INPS aprisse uno
sportello a Ginosa, ci ha trovato subito
d’accordo e mi auguro che la collaborazione seguiti in questo senso”. Per dare
un segno concreto di sostegno alle petizioni, anche il primo cittadino ha voluto
dare la sua firma.
Quale la petizione a livello nazionale?
L’Italia è un paese che sta invecchiando, dato ormai noto a tutti, per questo la
questione delle pensioni è al centro degli
interessi di molti. Nello specifico, tramite
la raccolta firme che domenica 25 maggio è stata organizzata in Piazza Marconi
si è voluto cercare appoggio da parte di
quanti, centinaia, hanno lasciato una firma d’appoggio, per migliorare il sistema
pensionistico, chiedendo l’eliminazione
delle “finestre chiuse” per le pensioni di
vecchiaiam, questo unito all’apertura di
uno sportello Inps a Ginosa. “Queste finestre di accesso – ha spiegato Candia per la pensione di vecchiaia e per quella
anticipata con 40 anni di contributi. spostano la data di inizio della pensione ad
un periodo successivo rispetto a quello
di raggiungimento dei requisiti causan-
do per i futuri pensionati di diversi
mesi”.
Ma il vero obiettivo dell’Inac – Cia
era quello di avvicinarsi alla gente comune dimostrando
che i sindacati e i
patronati sono, soprattutto in questo
momento
storico,
degli strumenti utili
ai dipendenti come
anche ai pensionati.
Inoltre il tema “pensione” è un tema caro agli italiani, i quali
in merito a ciò sono
giustamente preoccupati, in termini di
spesa e di garanzia per la fase che
segue all’uscita dal
mondo del lavoro.
Purtroppo statistiche hanno bacchettato gli italiani, in quanto parrebbe
che vige una grande ignoranza
circa questo tema tanto attuale.
Proprio per ovviare a ciò sono stati
organizzati questi gazebo a livello
organizzativo, con la distribuzione
a quanti si hanno voluto fare visita agli stessi, di opuscoli e giornali
informativi, perché, come per ogni
cosa, la migliore arma di difesa è
l’informazione.
Marilena Surdo
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La Goccia n. 11 - 31 maggio 2008
attualità politica
Laurea ad honorem al celebre
prof. Cosimo Damiano Fonseca
“Da fine intellettuale del Mezzogiorno ha sprovincializzato la storiografia meridionale individuando
nella storia del Mezzogiorno nuovi profili istituzionali, religiosi, culturali e politici” (P. Dalena)
Prof. Giovanni Latorre, Rettore
Magnifico dell’Università della Calabria
Giovedì 15 maggio, alle ore 16,30, nell’Aula
Magna dell’Università della Calabria – Cosenza, ad Arcavacata di Rende, si è tenuta
la cerimonia di conferimento della Laurea
magistrale ad honorem in Storia e Conservazione dei Beni Artistici ed Archeologici al
chiar.mo prof. Cosimo Damiano Fonseca,
Accademico dei Lincei, nome fra i più noti della medievistica mondiale, studioso di
specchiata onestà intellettuale e morale.
Nel suo pregnante discorso introduttivo, il
prof. Giovanni Latorre, Rettore Magnifico
– originario di Ginosa e nostro Cittadino
onorario – ha sottolineato che “i motivi di
soddisfazione, in un momento così difficile per l’Università, sono pochi, ma per
fortuna vi sono giornate che gratificano di
tutti gli sforzi quotidianamente compiuti. In
una occasione rilevante, come quella del
conferimento della Laurea ad honorem, il
Rettore ha anche il privilegio di presiedere
l’evento, illustrando personaggi illustri del
nostro Paese”.
L’arrivo di Mons. C. D. Fonseca
con il prof. P. Dalena
“Oggi – egli ha proseguito – ho il singolare privilegio di esporre i grandi meriti del
prof. Fonseca”.
Alla lettura del cursus honoris ha fatto
seguito la Laudatio, pronunciata dal prof.
Pietro Dalena, Presidente del Corso di
Laurea in Storia e Conservazione del
Patrimonio Artistico, Archeologico e musicale.
Proprio al prof. Dalena si deve la proposta del prestigioso conferimento, approvata all’unanimità dal Consiglio di
Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Ateneo
l’8 novembre 2007 e dal Ministero dell’Università e della Ricerca il 21 febbraio
2008.
Questa la motivazione, letta in latino dal
prof. Raffaele Perrelli, Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia: “ Ha contribuito con le sue numerose ricerche ad illuminare aspetti di rilevante interesse del
patrimonio culturale nazionale ignorato o
poco conosciuto, suggerendo strumenti
di incisiva importanza sul piano epistemologico e istituzionale, in un serrato confronto
all’interno degli organismi italiani ed europei
preposti alla conoscenza, alla formazione, alla tutela”.
Riconoscimenti, premi, titoli, pubblicazioni,
interventi, cariche di C.D. Fonseca sono tali e tanti da non potersi enumerare, ma, indubbiamente, questa motivazione individua
felicemente sia la portata internazionale, sia
il peso dei suoi studi, acquisiti oramai come
imprescindibili pietre miliari del sapere.
Inoltre, egli ha fatto della ricerca individuale
e della creazione di strutture istituzionali gli
strumenti di una effettiva promozione culturale e sociale del territorio.
Si pensi alla prova più evidente delle sue indiscusse capacità, ovvero l’istituzione dell’Università della Basilicata, presieduta per più
di 12 anni. Ed ancora, all’Area di Ricerca di
Potenza del CNR e all’Istituto Internazionale
di Studi Federiciani del CNR. Ma anche, alla sua “creatura” prediletta, la civiltà in rupe,
che attraverso un imponente lavoro storico
– critico di rara dottrina, avviato sullo stemperarsi degli anni ’60, ha prodotto una svolta
storiografica capace di rivalutare – anche in
dignità - un capitolo significativo della storia
del Meridione. Gli studi relativi alla civiltà ed al
popolamento rupestri hanno avuto infatti una
portata ideologica tale da incidere sulla mentalità corrente, producendo nuove sensibilità e
nuove prospettive.
L’evento – al quale hanno preso parte il Vescovo di Cosenza, il Vescovo di Castellaneta
mons. Fragnelli, diversi Rettori e Presidi, nonché Ordinari ed ospiti giunti da ogni parte d’Italia – si è concluso con la Lectio magistralis del
prof. Fonseca, dedicata a “Gioacchino da Fiore: i luoghi e la memoria”.
La relazione, dispiegatasi come in una sorte
di sinfonia, per oltre 50 minuti, ha calamitato
l’attenzione generale, tanto che nel tentativo di
far sintesi si corre il rischio di sciuparla. Si rimanda, pertanto, agli Atti che – a cura di Pietro
Dalena, per i tipi di Mario Adda – saranno a
breve disponibili.
Si propone, invece, uno stralcio della Laudatio
attualità politica
Un momento della proclamazione.
Da sinistra: prof. Dalena, prof. Fonseca, prof. Latorre, prof. Perrelli
di Pietro Dalena, il quale, con dotte argomentazioni, riscuotendo unanime
consenso, ha tracciato un attento profilo del Fonseca: «Fonseca non solo ha
definito pagine esemplari di storia intesa come de rebus gestis, ma ha prodotto
energici affondi in prospettiva storiografica approfondendo di fatto il problema
storiografico del de rebus gerendis, cioè di quanto si doveva fare. Il suo compito da fine intellettuale del Mezzogiorno è stato quello di sprovincializzare la
storiografia meridionale individuando nella storia del Mezzogiorno nuovi profili istituzionali, religiosi, culturali e politici e promuovendo temi di studio che
potessero inserirla con piena dignità nel panorama storiografico nazionale ed
europeo. Non si tratta, pertanto, di una sorta di regionalizzazione della ricerca
intesa come chiusura verso i grandi temi di storia europea, ma di un utilizzo
dell’ambito territoriale come collettore di fenomeni che riguardavano l’intero
bacino del Mediterraneo con proiezioni europee. Pertanto la sua tensione
storiografica del recupero degli ambiti rupestri, contenitori complessi di beni
culturali, non può e non deve essere interpretata come una forma regressiva
di provincializzazione della ricerca, ma come recupero globale di una società contadina e pastorale, condizione peculiare della gente del Mezzogiorno
medievale, che di quel modo di vivere ne aveva fatto la sua identità civile e
culturale, come dimostra la proiezione del tema rupestre in ambito orientale
e mediterraneo scandito dai Convegni sulla Serbia, sulla Cappadocia, sulla
Sicilia e sulla Sardegna. E in questa direzione il suo impegno scientifico si
è concretizzato nel recupero di significativi beni culturali altrimenti negletti o
relegati all’emarginazione o alla cura della mera erudizione, ma anche nel
rilevare l’importanza delle arti figurative di questi contesti come fonti discriminanti di cultura che stimolavano la riconsiderazione critica del fenomeno
panmonastico e panbizantino. E su questo filone di ricerca si innestava anche
il recupero della funzione locale del monachesimo latino, in particolare cavense e cassinese. In fondo, mi sembra di poter pienamente condividere quanto
osservato anni or sono da Giancarlo Andenna, che “nessuno storico, come
il Fonseca, è oggi in Italia in grado di trattare con ugual perizia i problemi
attinenti la storia medievale del Settentrione e del Mezzogiorno, tanto entro i
settori della storia ecclesiastica, quanto entro le tematiche della storia civile
e politica, che è anche e soprattutto storia di habitat, di insediamenti umani,
di gruppi sociali, che in modo cosciente lasciarono l’impronta dei loro progetti
sui paesaggi, nelle città, negli spazi che hanno un senso e una vocazione
solo se gli uomini che li abitano li caricano di significati e di finalità”».
Congratulazioni, professor Fonseca, ed al contempo “ grazie” delle lezioni di
sapere e di umanità che, con fervida tensione etica, civile e spirituale, elargite permettendo a noi tutti di cogliere il respiro della storia ed il respiro della
verità.
Maria Carmela Bonelli
La Goccia n. 11 - 31 maggio 2008
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PERCHÉ LEGA?
Domenica mattina 18 maggio lessi sulla Gazzetta del
Mezzogiorno un articolo a firma di Lino Patruno dal titolo:
“Questi sudisti del nord sposati con Bossi”. Il giornalista
si chiedeva come fosse possibile che il meridionale,
arrivato negli anni passati al nord con la valigia di cartone,
votasse lega. Cercherò di esprimere il mio parere, così
quando leggerà la Goccia, avrà chiari i motivi di quello
che lui ritiene un paradosso.
Tralasciando il problema “sicurezza”, dal momento
che sembra sia stato compreso dalla maggioranza dei
politici, farò alcuni esempi che ritengo fondamentali per
capire il fenomeno.
Le trasmissioni di dibattito politico delle televisioni private
del Nordest più partecipate erano quelle incentrate su
temi cari ai “sudisti del nord”.
Il Petruzzelli di Bari, incendiato molto prima della Fenice
di Venezia, ma a differenza di quest’ultimo non ancora
ricostruito: so bene che l’operaio raramente frequenta
la Fenice o frequenterebbe il Petruzzelli, ma al di là
delle motivazioni che hanno causato il ritardo nella
ricostruzione, sicuramente il fatto non rende orgogliosi i
meridionali residenti al nord.
Anni addietro a Verona furono chiusi alcuni stabilimenti
militari e la Manifattura Tabacchi. Il personale impiegato in
questi enti, già sei mesi prima della chiusura sapeva dove
sarebbe stato trasferito in quanto tutto era stato pianificato
per tempo. Il personale impiegato nell’ospedale militare
di Bari invece, ad un anno dalla chiusura, non essendo
stato assegnato ad altri enti continuava a recarsi nella
struttura chiusa. Immagino che questo per i dipendenti
fosse un’enorme mortificazione: posso pensare alla
frustrazione di un medico senza pazienti. Al nord invece
si lamentavano per lo spreco di denaro pubblico speso.
L’amministrazione di Taranto pagava al personale lauti
straordinari (spesse volte cifre da capogiro) contribuendo
così al fallimento economico della città. Al nord, onesti
meridionali dipendenti pubblici asseriscono che ognuno
è libero di spendere i propri soldi come preferisce, ma
sull’utilizzo del denaro pubblico deve rendere conto
al cittadino che paga le tasse. Ecco perché anche il
lavoratore meridionale residente al nord appoggia il
federalismo fiscale.
Ovviamente tutto questo viene amplificato dal fatto che
è venuta a mancare per la maggioranza dei cittadini la
sicurezza economica.
Quattro sere fa hanno inaugurato a Padova le ronde: la
cosa singolare è che sono state organizzate da cittadini
stranieri per dissuadere i connazionali dal delinquere.
Se l’atteggiamento dei politici non cambia il signor
Patruno non si dovrà meravigliare se oltre ai sudisti del
nord anche gli stranieri (quando avranno diritto al voto)
sposeranno Bossi.
P. Perrone
[email protected]
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La Goccia n. 11 - 31 maggio 2008
eventi e commenti
All’indomani della sentenza del Consiglio di Stato
il sindaco Montanaro fa il punto sulle iniziative
dell’ATO/TA1 per non aumentare la Tarsu
di Giulio Pinto
A distanza di qualche settimana dalla ingiunzione al pagamento delle maggiori somme
dovute, promossa dalla Cisa, nei confronti
dei dodici comuni dell’Ato Ta1, è scoppiata
la polemica politica .
Da più parti si accusano i rappresentanti
delle amministrazioni comunali dell’Ato Ta1,
tra cui Ginosa, di non avere saputo gestire il
contenzioso con Cisa, con la conseguenza
che le comunità amministrate saranno assoggettate a pesanti aumenti della Tarsu.
Abbiamo incontrato Gino Montanaro, sindaco dell’unico comune dell’Ato Ta1 ad essersi opposto all’azione giudiziaria promossa
dalla Cisa.
“Su questa vicenda il comune di Ginosa è
stato l’unico a promuovere una opposizione
giudiziaria alla richiesta di aumento tariffario
avanzata dalla Cisa, che gestisce l’impianto
di trattamento dei rifiuti solidi urbani, realizzato nel territorio massafrese – così con
veemenza avvia l’intervista Gino Montanaro e prosegue – e da tempo suggerisco alle
forze politiche di tenere alta la tensione sul
contenzioso con la Cisa cercando una soluzione transattiva. Oggi purtroppo constato
con rammarico, con una decisione inappellabile del Consiglio di Stato, che quanto affermavo era vero!!”
Come è sorto il contenzioso? “ Con l’entrata in funzione dell’impianto pubblico di
produzione di Cdr nell’aprile del 2004, la
società Cisa spa, che quell’impianto aveva
costruito a proprie spese, trasformandolo
da una primitiva discarica in un centro per
la raccolta RSU e produzione di CDR (ndr
Combustibile da Rifiuti), richiedeva all’Assemblea dell’ATO TA/1, costituita dai dodici
comuni della provincia di Taranto, Massafra,
Castellaneta, Crispiano, Ginosa, Laterza,
Martina Franca, Montemesola, Mottola,
Palagiano, Palagianello, Statte e Taranto,
ricadenti nel bacino, la determinazione della giusta tariffa per il conferimento dei RSU.
L’assenza sistematica del comune di Taranto, alle assemblee che avrebbero dovuto affrontare e deliberare sull’argomento, rende-
vano le stesse irregolari ed incapaci ad
assumere un qualsivoglia provvedimento. C’è da dire che lo scontro giudiziario
ha visto da una parte il pubblico rappre-
sentato solo dal comune di Ginosa, unico su dodici comuni del bacino Ta/1 ad
opporsi e dall’altra il privato con la Cisa
e l’ Appia Energy , quest’ultima società
appartenente al potente Gruppo Marcegaglia. Uno scontro con un titano che
ci ha visti soccombere solo a Roma in
Consiglio di Stato”
Ma il Tar Lecce non aveva ridotto la
tariffa determinata dal commissario
ad acta?
“Il Tar Lecce, aveva in parte accolto le
osservazioni proposte dal comune di
Ginosa, per il tramite dell’avv. Franco
Galante, sul principio che nel ciclo produttivo di trattamento del rifiuto urbano, il
prodotto finale, noto come CDR, veniva
ceduto all’Appia Energy che alimentava
l’impianto termoelettrico di produzione
di energia elettrica vendendolo poi al
Gestore dell’energia elettrica. Quindi il
CDR per la Cisa non è un costo bensì
un ricavo. Ecco perché il Tar riduceva la
tariffa da 83,71 €/tonn a 65 €/tonn.”
Quali i motivi che hanno supportato la
sentenza del Consiglio di Stato?
“ I difensori di Cisa hanno dimostrato come il
Cdr prodotto nell’impianto massafrese è pur
sempre un rifiuto e come tale abbia a sua
volta un costo di smaltimento. Non esiste infatti , a parere dei ricorrenti, alcun impianto
disposto a pagare per ritirarlo. “
Colgo nelle parole del sindaco Montanaro un
significato che va oltre il semplice dibattito
giudiziario ma che dimostra l’importanza del
gruppo; ben diverso sarebbe stato l’atteggiamento dell’organo giudicante se avesse avuto al cospetto dodici Comuni rappresentanti
oltre cinquecentomila cittadini – contribuenti
opporsi ad una società privata che rappresenta, anche se da verificare legittimi, solo
interessi privati.
Peraltro c’è da dire che il CDR , acronimo di
combustibile da rifiuti, non è un rifiuto,
bensì un prodotto combustibile cioè una miscela che possiede un potere calorico molto
elevato (~18.500 KJ/Kg) e pertanto, può essere utilizzato come combustibile di caratteristiche commerciali.
Il sostanziale vantaggio di questo processo consiste nel fatto che praticamente tutta
l’energia disponibile nella massa iniziale dei
rifiuti viene trasferita nel CDR grazie ai meccanismi di recupero spinto del solo materiale
combustibile.
“Oggi a distanza di alcuni anni dalla costituzione dell’Ato Ta1 – prosegue Montanaro
– siamo riusciti ad ottenere i bilanci di gestione della Cisa, anche se con molta difficoltà
e potremo valutare esattamente i costi di gestione dell’impianto ed appurare se il Cdr è
realmente un costo o come credo, un ricavo
sia economico che di salvaguardia ambientale, fortemente alternativo al carbone.”
Dalle parole del sindaco Montanaro cogliamo
un altro messaggio : “perché far pagare ai cittadini per intero l’onere di un ciclo produttivo
che non significa solo raccolta dei rifiuti ma
produzione di Cdr consentendo che un privato lucri danaro, producendo con esso energia
elettrica in quantità importanti da vendere all’Enel?
eventi e commenti
Un giro su internet al sito www.appiaenergy.com ( vedi box) ci permetterà di com-
Cosa è il CDR
il CDR, acronimo di combustibile da
rifiuti, non è un rifiuto, bensì un prodotto combustibile cioè una miscela
che possiede un potere calorico molto
elevato (~20 MJ/Kg) , confrontato con
il carbon fossile, fortemente inquinante, che presenta un potere calorico di
24 MJ/Kg e pertanto, può essere utilizzato come combustibile di caratteristiche commerciali.
Il sostanziale vantaggio di questo processo consiste nel fatto che praticamente tutta l’energia disponibile nella
massa iniziale dei rifiuti viene trasferita nel CDR grazie ai meccanismi
di recupero spinto del solo materiale
combustibile.
prendere come il CDR definito un rifiuto e
quindi un costo dal Consiglio di Stato viene
presentato dall’Appia Energy per vendere
energia elettrica “pulita”, come un prodotto
a basso costo «..forse perché….a carico del
contribuente».
Quali le strade da intraprendere per colmare questa situazione di empasse?
“Sono tre le proposte sulle quali l’ATO TA/1
lavora; la prima è giudiziaria, unitamente ad
un pool di professionisti stiamo studiando
l’opportunità di proporre l’opposizione del
terzo, cioè l’opposizione dei comuni che non
si sono opposti, come noi, o la revocazione,
anche se quest’ultima strada è molto impegnativa. Inoltre stiamo valutando una proposta politica in base alla quale sottoscriveremo con la Regione Puglia, rappresentata
dall’ass. Losappio, un documento nel quale
chiediamo un contributo dal conto Ecotassa
per i bacini virtuosi come il nostro cioè quei
bacini che in tema di rifiuti non inquinano
l’ambiente. In ultimo avvieremo un tavolo
tecnico con politici ed esperti del settore, per
valutare, anche alla luce dell’esperienza maturata in questi quattro anni, in grado di far
luce sui costi di gestione di un impianto che
in realtà “non tratta” bensì produce un prodotto detto Cdr con il quale l’Appia Energy
produce energia elettrica che vende all’Enel
con una potenza di 10MW.”
Grazie del contributo sindaco Montanaro
La Goccia n. 11 - 31 maggio 2008
LA CENTRALE TERMOELETTRICA
DI APPIA ENERGY
Si tratta del primo impianto di
produzione di energia elettrica
da CDR in Puglia, entrato in esercizio
alla metà del 2003
grazie ad Appia Energy (costituita da
EuroEnergy Group e
Cisa).
Appia Energy possiede e gestisce
l’impianto di generazione
di energia elettrica da CDR realizzato
nel comune di Massafra
(Taranto).
La compagine societaria di Appia
Energy è costituita da
EuroEnergy Group, azienda del
comparto Marcegaglia
energy specializzata nello sviluppo,
costruzione e gestione di
impianti per la produzione di energia
rinnovabile, e CISA, con
sede a Massafra, che opera nella
selezione, differenziazione e
biostabilizzazione dei rifiuti, con
conseguente trasformazione
in CDR, e nella generazione di energia
elettrica da biogas.
I VANTAGGI PER IL TERRITORIO
• 94.000 tonnellate/anno di CDR
convertite in energia
• evitato il riempimento di 1.000.000 m
cubi di discarica in
10 anni.
• 17.200 tonnellate equivalenti di
petrolio risparmiate all’anno
I COMPONENTI DELL’IMPIANTO
• sistema di ricevimento, stoccaggio e
movimentazione
del combustibile
• sistema di combustione a letto fluido
bollente e generatore
di vapore
• ciclo termico con turbina a vapore
• sistema di raccolta, stoccaggio ed
evacuazione delle ceneri
• sistema elettrico
• sistema di automazione
• servizi ausiliari
21
LE PRESTAZIONI
Potenza lorda 12,25 MW
Potenza netta disponibile per la rete
nazionale 10 MW
Tensione nominale 20 kV
Frequenza nominale 50 Hz
Ore di funzionamento annue 7500
h/anno
Producibilità media annua 75 GWh
IL CDR descritto dall’APPIA
ENERGY
L’uso del CDR come combustibile
consente di chiudere il ciclo
dei rifiuti urbani in modo ottimale,
generando vantaggi molto
importanti sia per l’ambiente sia per
la bilancia dei pagamenti
del nostro Paese.
L’Italia infatti, non disponendo
di carbone, gas o petrolio, le
materie prime che tradizionalmente
alimentano una centrale elettrica, è
costretta ad investire costantemente
ingenti risorse per il loro acquisto
all’estero.
Il CDR, invece, è un ottimo
combustibile dal grande potere
energetico e dal costo molto limitato,
a cui va aggiunto il
risparmio derivante dal mancato
conferimento dei rifiuti in
discarica.
Le tecnologie attuali consentono il
suo utilizzo in piena tranquillità, senza nessun pericolo per
l’ambiente circostante.
C’è di più: il monitoraggio continuo di
aria, acqua e terreno effettuato nel territorio su cui sorge
l’impianto costituisce una
garanzia assoluta per tutti i residenti.
In particolare, l’impianto adotta le
migliori soluzioni tecnologiche disponibili per l’abbattimento di
eventuali inquinanti e
per poter garantire costantemente il
funzionamento ai livelli
di emissione previsti dalla legge.
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La Goccia n. 11 - 31 maggio 2008
eventi e commenti
Musichiamoli Tutti alla XIII Biennale dei Giovani
Artisti dell’Europa e del Mediterraneo
La XIII Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa
e del Mediterraneo, in corso a Bari nei luoghi
della Fiera del Levante dal 22 al 31 maggio,
sarà ricordata come l’edizione dei record.
Rappresentate 48 nazioni e 900 artisti in quella che molti definiscono una delle più importanti vetrine mondiali per i giovani artisti che in
questi 10 giorni si esibiscono in 100 eventi tra
concerti, mostre, installazioni e spettacoli.
Noi la ricorderemo anche come la biennale
che ha ospitato un piccolo pezzo di Ginosa.
Venerdì 23 maggio, infatti, nel padiglione dell’Arci nazionale si è svolto un incontro con i
responsabili della rete dei festival e dei circoli
musicali, durante il quale i giovani del Circolo
ARCI “Il Ponte” hanno presentato il progetto “Musichiamoli Tutti”. Il dibattito, durante il
quale si sono discusse le difficoltà ma anche
i punti di forza della rete musicale emergente, ha dimostrato ancora una volta l’interesse
sempre maggiore che “Musichiamoli Tutti” attira a livello nazionale.
D’altronde se è vero che un pezzo di Ginosa
è sbarcato in Biennale è vero pure l’inverso!
Ginosa, infatti, è stata scelta come una delle sedi ospitanti le attività di “Biennale Off”
ovvero tutti quegli eventi di pubblicizzazione
della Biennale e perciò sabato 17 maggio, in
piazza 4 novembre, “The Blues Brass Band”
e “Amnésia”, band presenti nella compilation
“Musichiamoli Tutti Vol.2” si sono esibite in un
concerto bello e coinvolgente presentato da
Umberto Galante e Damiano Rotunno, giovani studenti universitari e musicisti ginosini,
appassionati di radio on line (insieme ne curano una), all’esordio (e che esordio!) in veste di
presentatori.
Particolarmente partecipata l’esibizione della
band blues che conta, tra i suoi membri, i ginosini Rosario Calabrese (trombettista e dirigente dell’arci cittadina), Giuseppe Lapiscopia
(Sassofonista) e Vito Trullo, voce e anima del
gruppo.
Scopo principale della serata era la distribuzione del materiale informativo sulla Biennale,
ma, accanto all’immancabile stand di degustazione, hanno trovato spazio nei gazebo la
beneficenza per Mato Grosso, con la vendita
di manufatti del Perù, le opere in chianca di
Patrizia Bitetti (tema: l’acqua), i ragazzi del
Sert con il progetto di prevenzione “Azzurra
Azzurra Camper”, materiale dimostrativo delle
band impegnate sul palco. Durante la serata
è stato possibile formulare la pre-iscrizione al “Music Live Show”, kermesse
estiva organizzata dalla Pro Loco di
Marina di Ginosa, dalla Casa Musicale
Cassano e dall’Associazione “Note nel
Blu”, concorso che si svolge in agosto
e che vanta, tra i suoi premi, l’ingresso
proprio nella compilation ARCI “Musichiamoli Tutti”.
La serata del 17, patrocinata anche dall’Amministrazione Comunale nella persona del Delegato alla Cultura Bradascio, ha dimostrato che il Circolo ARCI
di Ginosa tiene fede al suo nome continuando a rafforzare quel “ponte” che
lo vede collegato sempre più a realtà
regionali e nazionali.
In questo “Musichiamoli Tutti” si pone,
tra le attività del Circolo, come punta
di diamante di un intenso lavoro che decine
di soci continuamente svolgono e al quale
dedicano, come volontari, la gran parte del
proprio tempo libero.
E siccome non si è mai abbastanza, chiunque fosse interessato, può avvicinarsi alle
attività contattando l’associazione all’indirizzo [email protected].
Per informazioni sulla biennale visitate il sito
www.biennalepuglia2008.org
Per info su Musichiamoli tutti
www.arcipikkia.it
Per ascoltare i brani del cd
www.myspace.com/musichiamolitutti
Il resp Attività Musicali ARCI
Davide Giove
Lospinuso (AN) : “Bloccata l’irrigazione
delle campagne joniche. La sinistra
pugliese aveva mentito. Evitare ulteriori ritardi e vessazioni sui prezzi.”.
Il Consigliere Regionale e Presidente
Provinciale AN di Taranto Pietro Lospinuso ha diffuso la seguente nota:
“Qualche giorno fa la sinistra, per bocca dell’Assessore Russo e del Collega Costantino che gli faceva eco,
annunciava trionfalmente di avere
sbloccato la stagione irrigua nell’area
jonica senza aumenti di costi per le
imprese agricole. Più prudentemente l’Assessore Introna mi assicurava
che avrebbe rapidamente convocato
i Consorzi Stornara e Tara e del Bradano per una rapida soluzione della
questione. Questa mattina apprendiamo che il Consorzio Stornara e Tara
ha addirittura sospeso le prenotazioni in attesa di definire un possibile,
devastante aumento –magari anche
contrabbandato per “conguaglio”- del
prezzo dell’acqua, che sarebbe il colpo di
grazia finale per un Settore già agonizzante. Sono state cioè disattese sia l’assicurazione di una immediata ripresa del servizio, assolutamente improcrastinabile per
la salvaguardia delle nostre produzioni, sia
quella del mantenimento del prezzo agli
attuali, già pesanti livelli. Io rivolgo un forte e pressante appello ad Onofrio Introna
perché almeno lui mantenga la parola data, convochi immediatamente il Consorzio
Stornara e Tara ed imponga l’immediata
riapertura delle prenotazioni, l’avvio reale della stagione irrigua e la rinuncia ad
aumenti vessatori e spropositati che non
sarebbero tollerabili per il nostro già vessatissimo mondo delle campagne”
Per la Segreteria
Tommaso Francavilla
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La Goccia n. 11 - 31 maggio 2008
eventi
L’INGLESE? SI IMPARA GIOCANDO!
Spettacolo conclusivo del progetto di lingua della scuola dell’infanzia “Morandi”
“Mi sconvolge il pensiero che dal cervello umano, un misero grumo di materiale biologico, possa
scaturire a volte un effluvio vitale così grande e meraviglioso.” Anonimo.
Già, un effluvio, un’emanazione vitale e meravigliosa è quella che noi genitori abbiamo
ammirato sabato 17 maggio in
occasione della “lezione” conclusiva del progetto “Giocando
con la lingua inglese” che si
è tenuta presso l’aula magna
dell’Istituto Comprensivo Deledda.
L’insegnante Maria Carmela
D’angelo, responsabile e docente del progetto, ha infatti
invitato le famiglie dei bambini
di 5 anni della scuola dell’infanzia Morandi per incoraggiare i piccoli “inglesi” : Calabria
Domenico, Castria Antonella,
Cazzetta Walter, Divitofrancesco Luigi, Giannini Alessandro, Lapiscopia Davide, Mongelli Giannicola, Trovisi Aurora, Vitacca Vito, Acquasanta
Nunzio, Bitetti Nancy, Capotorto Erika, Cazzetta Gianvito, De Palma Victoria, Esposito
Erika, Frascati Nicola, Moro Leonardo, Di
Grazio Marianna, Madio Ilary, Matarrese
Vito, Ribecco Vincenzo, Rosato Vito Antonio, Russo Tommaso, Scalise Carmen,
Scalise Domenico, Acquasanta Gerardo,
Barberio Gaetano, Cataldo Gaia, L’Insalata
Vincenzo, Vestita Susanna, Matarrese Lucianna, Scorpati Federica, Andreulli Lorenzo, Bianco Angelica, Curione Domenico, Di
Tinco Anita, Pizzulli Antonella, Prencipe Domenico, Santantonio Raffaella, Sassi Marika, Gadaleto Marika, Pastore Alessandra,
Scaringello Carlo, Ciriello Giuseppe, Zicari
Donato.
Alle 18,00 si è levato il sipario che, a dire
la verità, anche chiuso lasciava trapelare le
vocine dei bambini emozionati, mentre una
crescente, ma positiva, ansia prendeva gli
animi dei genitori; all’improvviso essa si è
dispersa nell’aria quando 45 volti sorridenti
e frementi ci hanno sorriso apparendo sulla
scena.
La docente ha esposto le motivazioni e
gli obiettivi del progetto, ideato per abiCGIL
CGIL
tuare il bambino al suono di una
lingua diversa, approfittando della
grande capacità di apprendimento
degli allievi in età prescolare.
È cominciato quindi lo spettacolo;
i bambini, divisi in gruppi in base
ad un colore, hanno incantato il
pubblico per la compostezza e la
bravura con cui hanno presentato,
esclusivamente in inglese, piccoli sketch accompagnati da canti
inerenti ai temi affrontati: il corpo, i
saluti e le presentazioni, le stagioni
e la famiglia.
Allegri girotondi, foularini e coriandoli colorati, ombrelli roteanti
e bambolotti piagnucolanti hanno
contribuito a creare simpaticissime
coreografie.
I bambini, per nulla distratti dai numerosi flash di mamme, papà e nonni, hanno recitato con serietà guardando soltanto la
loro maestra che sapientemente li ha guidati
per tutto il percorso.
Cantando tutti insieme Happy birthday gli
alunni si sono accomiatati dagli astanti che
hanno applaudito i bambini a lungo, manifestando gradimento per lo spettacolo e gratitudine per l’insegnante e la scuola che ha
offerto ai giovani allievi la prima occasione di
incontro con la lingua inglese.
Invitato sul palco, il dirigente scolastico dell’
Istituto Comprensivo Deledda, prof. Alessandro Calabrese, ha, prima di tutto, elogiato i
piccoli per la loro bravura nella pronuncia dei
termini inglesi appresi, e poi quanti hanno
collaborato per rendere così armonioso lo
spettacolo. Ha infine consegnato il diploma ai
bambini che hanno ringraziato da veri gentiluomini oh! sorry, gentlemen i quali, ricordando una celebre frase di una noto programma
per l’infanzia, sembravano voler dire: “Chi
non frequenta la scuola dell’Infanzia Morandi
non sa quel che si perde!”.
Una mamma, Grazia Pollicoro
La Goccia n. 11 - 31 maggio 2008
eventi
Incontro con l’autore Bruno De Marco
Il 19 Maggio 2008 a conclusione del Progetto Continuità – Lettura che ha coinvolto le classi quinte della Scuola Primaria e
le classi prime della Scuola Secondaria 1°
Grado, gli alunni hanno incontrato l’autore
del libro letto:”Il piccolo clandestino”, Bruno
De Marco.
E’ stata un’esperienza interessante e positiva.
Gli alunni hanno posto all’autore numerose
domande, facendo emergere le loro riflessioni e curiosità in riferimento ad argomenti
di grande attualità, quali:
• La clandestinità;
• L’insofferenza degli stranieri ad accettare
la nuova realtà, alle nuove amicizie, alla vita
scolastica;
• Alla differenza di cultura, religione, gioco,
natura;
• Sulla importanza della musica e dello sport;
• Sui problemi del bullismo, del
razzismo, dei videogiochi e video dipendenza, dei bambini
- soldato.
L’autore ha soddisfatto tutte le
curiosità degli alunni.
Inoltre, ha riferito la realtà in cui
vive Napoli, con tutti i problemi
legati alla città: camorra, emergenza rifiuti, atti di violenza nei
confronti dei rom e di quanto i
maass – media in molte situazioni influiscono in modo negativo sulla popolazione.
Ha spiegato che la scelta dell’argomento
trattato è scaturito dalla conoscenza dei
luoghi descritti e dalla forte sensibilità verso tali problematiche.
E’ un Professore di lettere e insegna l’italiano ai cittadini analfabeti e stranieri in
una Scuola serale a Napoli.
L’autore si è mostrato soddisfatto per
l’accoglienza calorosa ricevuta da parte
del dirigente scolastico, prof. Vincenzo
Calbrese, docenti ed alunni; ha osservato con soddisfazione e ammirazione l’allestimento dei lavori svolti dagli alunni.
A conclusione dell’incontro l’autore ha
concesso il suo autografo.
Enza Galante
Maria Antonietta D’Addario (Doc. 5° D)
Complimenti dottor
Sergio Ribecco
La Redazione esprime gli
auguri più affettuosi al Dottor
Sergio Ribecco, già nostro
collaboratore, per la Laurea
Specialistica in
GEOLOGIA
APPLICATA
ALL’INGEGNERIA E ALLA
PIANIFICAZIONE TERRITORIALE
conseguita presso l’Università “Sapienza” di Roma,
lo scorso 9 maggio, con la
votazione di 110/110 e lode,
discutendo la tesi con il prof.
Gabriele Scarascia Mugnozza dal titolo: “Indagini geologico-tecniche ed Analisi
di Risposta Sismica Locale
nelle frazioni del Comune di
Monte San Giovanni Campano (FR)”, nell’ambito di un
progetto promosso dalla Regione Lazio e finalizzato alla
definizione di linee guida di
Microzonazione Sismica.
I nostri auguri sono estesi ai
genitori Pina Russo e Pinuccio Ribecco che hanno potuto gioire per il brillante risultato conseguito da Sergio.
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La Goccia n. 11 - 31 maggio 2008
storie e racconti
Carmine Baldari, un partigiano marinese
Il Compagno per eccellenza di Ginosa Marina racconta la sua storia di uomo al servizio dell’Italia libera e democratica
Nei prossimi giorni la Nazione è chiamata a festeggiare
il compleanno più esclusivo
dello Stato dello Stivale,
quello della nuova forma
di governo che, a ottanta
anni circa dall’Unificazione,
il Popolo ha deciso per il
futuro del Bel Paese, la Repubblica.
Dai risultati del referendum
gli italiani decidono di non
essere più il popolo suddito, sottomesso al volere e ai
poteri del sovrano, passano
quindi dall’altro lato rivendicando come propria e inviolabile la sovranità dello Stato, era il 2 Giugno 1946.
Il popolo ha preso in mano
le redini, dopo venti anni
di tirannia fascista e grazie
all’aiuto degli alleati, ma soprattutto ai Comitati di Liberazione che, espressione puramente nazionale del popolo, hanno lottato sia con le armi belliche che con quelle della cultura per allontanare lo straniero oppressore e portar via l’Italia
dalla disastrosa situazione di sudditanza in cui
era stata condotta negli anni precedenti proprio dal governo dittatoriale fascista.
Protagonisti di questa fase di rinascita i partigiani, squadre di intellettuali e combattenti di
estrazione politica anche differente, che erano
stati obbligati al silenzio negli anni della dittatura di Mussolini.
Marina di Ginosa ne ha conosciuto qualcuno e
ciascuno di essi volentieri si presta a raccontare la sua vita da partigiano ed è sorprendente
la minuziosità che si riscontra in queste storie,
insieme all’orgoglio per il contributo dato alla
Nazione.
Il compagno Carmine Baldari è uno di questi,
non c’è un marinese che non lo conosca, impegnato attivamente nella politica sin dalla tenera età, ha fatto parte per diverse legislature
del Consiglio Comunale di Ginosa grazie alla
fiducia e alla stima che Ginosa Marina ancora
oggi nutre nei suoi confronti.
Ha ricoperto inoltre la carica di Consigliere
Circoscrizionale nella Frazione di Marina di
Ginosa dal 1988 al 1993 ed è stato Delegato
Sindaco nella Borgata dal 1969 al 1976.
Per oltre venti anni
segretario della sezione marinese del PCI
ha concretizzato proprio con questo lungo
mandato alla guida del
partito il suo fervente sentimento politico
che ha conosciuto la
sua maturazione proprio
nell’esperienza
partigiana. Ed è proprio su questa che ci
vogliamo soffermarci
per capire chi è il partigiano compagno Carmine Baldari e quale
fosse la vita che lui e
i suoi commilitoni conducevano durante la
Resistenza.
Signor Baldari, ci fa
un excursus di questa sua avventura da
partigiano?
«Era il gennaio 1944 e facevo l’apprendista barbiere a Galatina, la mia città natale.
Avevo già dei contatti con un compagno
di Torino a cui ero stato segnalato come
possibile sostenitore della resistenza e
in quei giorni mi venne a trovare per illustrarmi il suo programma organizzativo
che aveva stilato nel periodo di attività
clandestina dei mesi precedenti. Costui
era per me un punto di riferimento. Ma
la decisione di farmi avanti e combattere in prima linea giunse verso la fine del
mese quando, trovandomi a Lecce per
lavoro incontrai un ufficiale dei partigiani
slavi con la sua uniforme su cui spiccava la famosa stella rossa, simbolo delle
forze comuniste di tutto il mondo. Preso
proprio dall’acceso colore di quel distintivo mi venne quasi naturale salutarlo col
pugno sinistro chiuso, saluto ricambiato
prontamente dall’ufficiale che si avvicinò
e, dopo uno scambio di idee, mi invitò
a raggiungere lui e la sua compagnia a
Gravina di Puglia qualche giorno dopo.
Con 2 Lire in tasca, insufficienti per pagare il viaggio, partii per Gravina e, grazie
agli arnesi del mestiere che mi portavo
dietro e all’impegno di mio fratello Pietro,
militare di stanza a Brindisi, che mi aiutò
a trovare la clientela, in pochi giorni riuscii
a ricavare il denaro utile per le spese di
viaggio e eventuale pernottamento. A Bari
il mio viaggio si fermò poiché una bomba
era scoppiata sul tratto per Gravina e, in
attesa del ripristino ebbi la fortunata occasione di partecipare al congresso dei
Comitati di Liberazione Nazionale che si
teneva nel capoluogo pugliese nei giorni
del 28 e 29 Gennaio 1944 nel teatro Piccinni, che vide l’intervento di molte personalità del mondo politico e culturale, Carlo
Sforza, Carlo Mauro, Benedetto Croce,
Vittorio Fiore e altri. Questa sosta imprevista a Bari rafforzò in me il desiderio di
impegnarmi e costituì un tassello culturale
che accompagno tutti i miei giorni da partigiano. La linea ferroviaria fu ripristinata e
giunto a Gravina in Puglia, mi presentai ad
una casermetta in cui erano addestrati un
gruppo di partigiani che avevano vissuto
l’amarezza del carcere e dell’esilio e chiesi
subito dell’ufficiale incontrato al Lecce. Nel
giro di due ore mi fu consegnata la divisa
e cominciò l’addestramento del Battaglione. I miei abiti da borghese furono spediti
con un mio amico a Galatina con la raccomandazione di rassicurare mia madre e
i miei fratelli sul mio stato di salute. Ero
il più giovane di tutti e tutti mi facevano
festa dal momento stesso che espressi
forte il mio entusiasmo e il mio desiderio
di liberare l’Italia e essere al fianco degli
oppressi. L’addestramento durò circa due
mesi e al termine fummo imbarcati a Monopoli su una motozattera inglese diretti
all’isola di Lissa, in Dalmazia. L’imbarco
avvenne di notte per timore dei pericoli di
reazioni fasciste. Eravamo diventati 150,
la III Brigata Oltremare, il viaggio durò circa sei ore. A Lissa, nei tre mesi successivi,
dopo una fase di riorganizzazione per l’integrazione nel corpo dei soldati italiani che
scappavano dall’Egeo, mettemmo in atto
una serie di azioni militari anche nelle isole
circostanti. Risalimmo la Dalmazia costeggiando il continente e durante il tragitto la
nostra formazione subì molte variazioni,
sia perché accoglievamo nuove unità, sia
perché venivamo accorpati ad alti gruppi,
sia perché venivamo divisi, in maniera tale
da agevolare le operazioni militari. Dopo
argomenti e commenti
un periodo in cui fui inviato nella liberazione di alcune città della Bosnia Erzegovina,
i cui partigiani erano sprovvisti di artiglieria,
ritornammo a risalire la costa alla volta del
Friuli Venezia Giulia. A Villa del Nevoso
vivemmo un momento drammatico, i Tedeschi, costretti alla ritirata, per vendetta
avevano messo a ferro e fuoco la città e fu
proprio lì che subimmo le maggiori perdite
nel gruppo. Il cammino proseguì nell’Italia
Nord-Orientale e tanti furono gli episodi vissuti nel processo di liberazione della patria,
fino all’annuncio da parte del Commissario
di Battaglione, all’assemblea generale dei
partigiani che si teneva a San Pietro del
Carso, della fine della guerra e con essa
della nostra attività di resistenza militare.
Era il 26 Aprile dell’anno successivo e cominciai il lungo cammino per ritornare nel
Salento, a Galatina.»
Come era organizzato l’”esercito” partigiano e quale ruolo ricopriva al suo interno?
«Vi era una gerarchia che non seguiva quella normale dell’esercito, le cariche erano relative, ciò che era importante era rendere
al meglio nelle operazioni militari. C’era,
nell’ordine, il Comandante di Battaglione, il
Commissario di Battaglione, il Segretario di
Battaglione e i vari Capi. A me fu assegnato
il grado di Capo Delegato di Plotone.»
C’è stata qualche circostanza in cui si è
sentito in pericolo di vita?
«Sì, due in particolare. Una volta, sulla costa dalmata, ci stavamo spostando, come al
solito a piedi, e gli aerei “Stucas” tedeschi,
sorvolando la zona, presero a mitragliarci.
La fortuna volle che una cava si trovava nei
paraggi e, arroccati al sui interno fummo
salvi. Un’altra volta, finimmo in un campo
minato e sostammo lì. Addirittura mi sedetti
sopra una di quelle bombe che fortunatamente non scoppiò, ma che facemmo successivamente brillare noi stessi.»
Quale era lo scenario politico sociale da
lei riscontrato negli anni di quel tragico
periodo?
«La paura del fascismo si faceva ancora
molto sentire anche perché i suoi fedeli
esponenti spesso tradivano i propri stessi
connazionali di idee contrarie denunciandoli ai tedeschi che, come già ho detto, in fase
di ritirata, ripercuotevano il loro risentimento anche sui civili. Il nostro atteggiamento
era senz’altro molto più costruttivo, pensi
che una volta prendemmo un legionario fiumano, un fascista radicale, nonostante tutto
assumemmo con lui, così come con gli altri
La Goccia n. 11 - 31 maggio 2008
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prigionieri, un comportamento molto rispettoso. Era un artista e durante la prigionia
trascorse tutto il tempo a dipingere e nei
nostri confronti si mostrò con grande dignità e lealtà. Noi notammo tutto ciò e quando
lo liberammo gli concedemmo addirittura
l’onore delle armi.»
Che clima si respirava all’interno della
compagnia?
«Certo è che noi eravamo un gruppo estremamente eterogeneo a livello ideologico, il
gruppo più numeroso era quello dei comunisti, molti erano anche i socialisti, ma non
mancavano i cattolici e i liberali. Tutto sommato tra noi c’era una buona convivenza, il
nostro era un vero esempio di democrazia
vissuta. Eravamo e ci sentivamo tutti Italiani. Non mancavano i confronti, che potevano assumere anche toni molto accesi, ma
subito dopo si tornava ad essere i sinceri
amici di sempre, uniti in nome della libertà.
Ho abbracciato da subito l’ideologia comunista, ma il mio educatore politico nella
compagnia era un socialista, Dario Barbato, l’intellettuale della compagnia. Sono autodidatta e nonostante le difficoltà scrivevo
sul Giornale Murale, lo strumento informativo, critico e autocritico della compagnia, e
tutto grazie anche all’aiuto del Barbato che
ha contribuito all’arricchimento della mia
dialettica politica. Il Giornale Murale non
aveva una cadenza periodica, vi ci dedi-
cavamo il tempo libero e usciva quando era
possibile.»
Quanto questa sua esperienza ha influito
nella sua attività politica futura?
«Tanto, tantissimo, la scuola del Barbato
ha fatto molto, mi aiutava a capire il perché
delle cose e mi sosteneva nelle difficoltà e
costituiva un reale aiuto nel superarle. Durante la mia vita ho conosciuto pochissime
persone con la sua capacità di trasmettere
i concetti.»
Lei pensa che si possa tornare a combattere per rivendicare la libertà?
«Combattere così come abbiamo combattuto noi, spero di no! Ma sono del parere che
bisogna sempre lottare perché le provocazioni sono tante e finchè c’è egoismo, reazione e incapacità di interpretare i momenti
migliori il pericolo permane. Esorto quindi le
nuove generazioni a ricordare quanto i partigiani hanno fatto per garantire la libertà dall’oppressore tedesco, a loro và il principale
merito, e a vegliare sui fatti che accadono
ogni giorno affinché non si ripropongano
nuovamente le situazioni del passato che ho
raccontato.»
Grazie signor Baldari, soprattutto per questi
insegnamenti che, mai come in questo frangente possono essere utili a noi che dovremmo essere la classe dirigente del domani.
Antonello Lovecchio
Sindacato Nazionali Autonomi
Lavoratori della Scuola
devono cessare improrogabilmente al 30 giugno.
Appare, dunque, del tutto evidente che è possibile proporre, da parte di tutti i supplenti assunti
dalle graduatorie d’istituto e da quelle provinciali, i cui contratti sono stati stipulati fino al 30
giugno, proporre ricorso innanzi al giudice del
lavoro, previo esperimento del tentativo di conciliazione, per dividere il pagamento delle mensilità di mancata retribuzione (luglio e agosto)
nonché e soprattutto il riconoscimento dei due
mesi di servizio, fondamentali per il raggiungimento del requisito di omesso per la graduatoria
dei 24 mesi.
La Confsal (Confederazione Sindacati Autonomi
dei Lavoratori) congiuntamente al proprio Patronato INPAS patrocinano il relativo ricorso.
Il personale interessato potrà contattare i nostri
uffici in Ginosa, alla Via Rossini n. 9 dalle ore
10/12 – 18/20 dal lunedì al venerdì il sabato per
appuntamento, al fine di sottoscrivere la scheda
di adesione e ricevere ulteriori delucidazioni.
Nicola Bitella
COMUNICATO
STAMPA
PERSONALE ATA – RICORSO
PER IL PAGAMENTO
DELLE MENSILITA’
DI LUGLIO AGOSTO
In applicazione del D. M. 13 dicembre 2000,
n. 43, recansi norme di conferimento delle supplenze al personale ATA è previsto che i posti
vacanti e disponibili entro la data del 31 dicembre dell’anno di riferimento, i contratti stipulati
devono aver durata fino al 31 di agosto.
In buona sostanza, se la supplenza riguarda un
posto vacante e disponibile al 31 di Dicembre,
il relativo contratto deve essere stipulato fino
al 31 di agosto, anche se il MIUR, con nota n.
1395 del 28/07/2005, sostiene che tali contratti
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La Goccia n. 11 - 31 maggio 2008
Rubrica a cura
di don Franco Conte
“C’è un solo peccato al mondo: la stupidità”.
Sono le parole che Giuseppe Ungaretti lesse su una copia del Vangelo che l’amico
Moammed Sceab, il giovane egiziano che
l’aveva accompagnato da Alessandria a
Parigi, gli fece trovare prima di suicidarsi,
nel 1913.
È drammaticamente vero: la stupidità è
una delle cause principali del male del
mondo, anche perché è compatibile con
l’intelligenza. Un momento di stupidità in
una persona normale può rovinare una vita,
come Esaù ha imparato a sue spese. Avrà
poi un bel darsi i pugni in testa per quel
maledetto piatto di lenticchie, ma ormai la
primogenitura era irreversibilmente passata
a Giacobbe.
Nel suo ultimo libro, intitolato IL SIPARIO,
lo scrittore ceco Milan Kundera, divenuto famoso una ventina d’anni fa per il romanzo L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA
DELL’ESSERE, scrive: “La tenera fata
della stupidità è discreta e s’adatta meravigliosamente al bene e al male, al sapere e
all’ignoranza, all’uno e all’altra, a voi come
a me… La ragione è in grado di smascherare il male che si cela perfidamente dietro
la bella menzogna. Ma di fronte alla stupidità la ragione è impotente. Non ha nulla da smascherare. La stupidità non porta
maschere. È innocente. Sincera. Nuda. È
indefinibile”.
Mi diverte questa sua vivace rappresentazione della stupidità, fatina tenera, discreta,
apparentemente innocente e sincera e, soprattutto, invincibile. Con essa non si può
combattere perché è come una mucillagine
che si squaglia o prende nuove forme appena la colpisci. Non la puoi smascherare
nelle sue incongruenze, come si fa con
l’errore, perché e senza maschera, vana
e vacua. Ecco perché scoprire il tasso di
stupidità che sussiste in ciascuno di noi,
persone normali, è un esercizio salutare e
corroborante.
L’economista Carlo Cipolla, che ha insegnato a lungo all’Università di Berkeley, ha
sviscerato a fondo il problema della stupidità in un suo recente libro dal titolo: LE LEGGI FONDAMENTALI DELLA STUPIDITA’
UMANA, colmo di considerazioni esilaranti
eppure serie, elaborando cinque leggi ormai ben note:
Ø Prima Legge: spesso ed inevitabilmente
ognuno di noi sottovaluta il numero degli individui stupidi in circolazione.
Ø Seconda Legge: la probabilità che una
certa persona sia stupida è indipendente
da qualsiasi altra caratteristica della stessa
persona, spesso ha l’aspetto innocuo/ingenuo e ciò fa abbassare la guardia.
eventi e commenti
Come la penso io …dalla A alla Z
S - STUPIDITÀ
Ø Terza Legge: una persona stupida è chi
causa un danno a un’altra persona o gruppo
di persone senza nel contempo realizzare
alcun vantaggio per sé o addirittura subendo una perdita.
Ø Quarta Legge: le persone non stupide
sottovalutano sempre il potenziale nocivo
delle persone stupide.
Ø Quinta Legge: la stupidità ha pure tre sorelle, pericolose al pari di lei e che si chiamano ignoranza, paura e abitudine.
Non voglia sembrare supponenza la mia,
ma raccomando vivamente al mio unico
lettore di tenere sempre presenti queste
cinque leggi, soprattutto l’ultima. Perché se,
come ci amava ripetere il mio professore di
Latino e Greco, “non c’è ignorante peggiore di chi pretende di sapere” così non c’è
stupido peggiore di chi non si accorge mai
di “non sapere” e ignora completamente la
propria stupidità. Sì, l’arroganza dello stupido che si imbelletta delle cose che ha imparato è terrificante. Non c’è rimedio, perché
non si riuscirà mai a seminare in lui il pudore o il dubbio di essere in realtà spiritualmente povero, nonostante il panneggio di
un’erudizione appiccicaticcia. Anche il grande Galileo ne sapeva qualcosa se nel suo
SAGGIATORE indirettamente riconosceva
di essere circondato “dall’infinita turba degli
stupidi, cioè di quelli che non sanno nulla”,
eppure sono convinti di sapere. A lui faceva
eco il grande scrittore praghese Franz Kafka
(1883-1924): “Non è difficile essere stupidi:
la storia è piena di esempi incoraggianti”.
Con tutte le cautele del caso (come dicevo,
abbiamo un po’ tutti il cervello qua e là inzaccherato di stupidità), l’idiozia è una presenza da denunciare con coraggio, soprattutto
quando si ammanta di sapienza fasulla. Lo
stupido genuino e ruspante è, infatti, meno
pericoloso dello sciocco arrogante e sprezzante, che avanza impavido e minaccioso.
Quanto alla paura, poi, chi crede che nulla
sia mai temibile non è coraggioso, è stupido. Perché la paura, intesa come coscienza dei pericoli e dei rischi, è una forma
d’intelligenza. Anche la persona più sicura
ha qualche area di insicurezza, tanto più
pericolosa quanto meno si è disposti ad
ammetterla. Eliminare del tutto la paura è
impossibile, ma è possibile conoscerla, governarla, ridurne i danni. Capire le nostre
paure (e quelle degli altri) è uno dei modi
per essere meno stupidi.
Per quanto, infine, riguarda l’enunciato
della Prima Legge, purtroppo bisogna riconoscere che la stupidità s’infiltra dappertutto, in dosi piccole o massicce e riesce
a rendere insipiente il pensiero di molti,
ridicole certe espressioni d’arte, fatuo il
comportamento sociale, dissennata la politica, banale persino la religione e scipita
la stessa vita. La sua forza non è tanto nelle capacità perverse (che non ha) quanto
piuttosto nella quantità della sua diffusione
che nasce dall’imitazione. Lo scrittore Riccardo Bacchelli raccomandava con forte
vigore di temere proprio questa diffusione
e sempre sosteneva: “Gli stupidi impressionano non fosse altro che per il loro numero!”. Forse egli ricalcava Einstein che già
riconosceva:“Solo due cose sono infinite:
l’universo e la stupidità umana… e non sono sicuro della prima”.
Fatta questa indubitabile rilevazione, bisogna però essere sempre attenti perché
qualche stilla di stupidità inzacchera l’anima
e la mente di tutti. Anzi, quando si comincia
ad essere troppo sicuri di essere sapienti, a
coltivare le proprie idee come oracoli intangibili, a disprezzare il mondo che ci circonda, deve scattare un campanello d’allarme:
forse stiamo iscrivendoci a quel club molto
diffuso che persino Molière (1621-1673)
nella sua commedia LE DONNE SACCENTI così sbeffeggiava: “Vi garantisco che
uno stupido colto è decisamente più stupido di uno stupido ignorante”.
Mi permetto, allora, anch’io raccomandare
al mio unico lettore di essere sempre vigile per non cadere nella viscida trappola
dell’imitazione (no, per carità, non voglia
sembrare questa una raccomandazione
offensiva, però il fatto è che certe “tentazioni” risultano tanto pericolose quanto sono
subdole…). Soprattutto lo esorto a mettere
la massima attenzione per non essere infettato da questo terribile morbo, che miete
vittime molto più numerose di tanti contagi
che già nefastano il nostro vivere civile.
Anche in questo caso non potremo dar torto a Renzo Arbore: “Meno siamo e meglio
stiamo!”.
eventi e commenti
La Goccia n. 11 - 31 maggio 2008
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TERMINATE LE AUDIZIONI PER GLI UNDER 20 DELLA CILIEGIA D’ORO
Si sono tenute domenica scorsa, presso la
sala di registrazione “SpazioArte” di G. Cassano, a Ginosa, le audizione per gli Under
20, una sezione, che, nell’ambito del festival
canoro per bambini, la Ciliegia d’Oro, è stata
riservata agli adolescenti, bramosi di affermarsi nel mondo del canto.
Gli aspiranti cantanti sono giunti, da ogni
parte della Puglia e della Basilicata; se ne
sono presentati davvero tanti, in tutto trentotto, al di là di ogni previsione fatta dall’intera organizzazione, tanto da costringere la
giuria, con il placet del coordinatore generale dell’evento, Vincenzo Cantore, a selezionarne ben dodici, rispetto ai soli dieci, che,
avrebbero, invece, dovuto passare il turno.
A calcare il palco del teatro “Metropolitan”,
dunque, nelle serate del 1° e 2 giugno, saranno: Alessandra Carmignano (Palagiano),
Clelia Montemurro (Matera), Dea Zuccaro
(Pomarico), Domenico Paradiso (Trani), Dorella Quarto (Mottola), Floriana Costantino
(Ginosa), Gaia Florio (Trani), Lisa D’Amelio
(Ginosa), Magda Di Fonzo (Laterza), Marco
Gargano (Castellaneta), Rita Pilato (Laterza)
e Sabrina Matera (Miglionico). Solo tre di lo-
ro potranno ambire all’assegnazione finale di una borsa di studio: 500,00 euro per
il primo classificato, 300,00 per il secondo
e 200,00 per il terzo.
Non è stato compito facile, per la giuria,
individuare coloro che potranno ambire
a vincere il concorso a premi per le voci
migliori, istituito, quest’anno, in occasione
della 22a edizione della Ciliegia D’Oro.
Voci davvero meritevoli di lode, che sono
state selezionate da: Davide Giove (presidente di commissione), Gabriele Maggi, Francesco Guida, Rosario Calabrese,
Vincenzo Cantore, Giuseppe Cassano,
Lia Antonucci, Anna Di Zozza, peraltro direttrice della scuola di danza “Les Musettes – Michaela Athanasìu” di Ginosa, che,
quest’anno, festeggia il suo trentennale.
Ad essere soddisfatta, per questo primo
risultato, già incamerato dall’organizzazione della manifestazione canora, ovvero una grande partecipazione di adolescenti per la sezione Under 20, è anche
l’Amministrazione Comunale, che patrocina l’evento: “Sicuramente a Vincenzo
Cantore e a tutto l’intero staff di profes-
sionisti, che lo affiancano – è il commento del
consigliere comunale delegato alla Cultura,
Antonio Bradascio - va riconosciuto il merito di aver messo in piedi un’organizzazione
davvero corposa e, soprattutto, qualificata,
in grado di portare Ginosa al di là dei confini
campanilistici, proiettandola in una dimensione di crescita anche artistico – culturale, che
non può che giovare all’immagine stessa della nostra collettività”.
Ed, intanto, sotto la direzione del maestro
Maggi, continuano le prove per i bambini,
in tutto novantasei, tra coristi e solisti, di età
compresa tra i tre e i dodici anni, che, con le
loro voci, daranno linfa vitale ai brani rigorosamente inediti, scritti da affermati autori, per
questa nuova edizione della Ciliegi D’Oro, organizzata dall’omonima associazione ginosina. Dieci le canzoni in gara, poiché, ad essere premiato non sarà il bambino che avrà meglio interpretato, con talento, un brano, bensì
la canzone migliore, il testo della stessa e,
quindi, il suo autore, che si aggiudicherà una
vera e propria ciliegia d’oro concava, realizzata artigianalmente da un orafo. Uff. S.
Storia di una
domenica di maggio
gia. I bar della marina sono tutti aperti,
addirittura gli ombrelloni bianchi e verdi
disposti a schiera sono in parte utilizzati
nelle prime due file, forse turisti. Per l’auto
si va alla ricerca di un posto all’ombra, non
si va molto per il sottile, l’obbiettivo è un
altro e come il toro che punta quel drappo
rosso che ondeggia davanti ai suoi occhi,
dopo esserci messo l’ombrellone sulle
spalle ci si dirige verso la spiaggia. All’inizio l’incedere è lento, fa veramente caldo;
ma, man mano che il fragore delle onde
investe i timpani con intensità crescente,
a causa dell’effetto doppler, la frequenza
dei nostri passi aumenta e come un centometrista negli ultimi 20 metri, spingiamo
al massimo sulla pianta del piede…….il
mare, finalmente, con il tuo tipico colore
azzurrino. Non è cambiato, ma ci sembra
diverso. Cerchiamo di conquistare un posto dove sistemarsi per il resto della giornata, facciamo il solito slalom fra le varie
comitive di giovani che come noi hanno
avuto la stessa idea di rinfrescarsi al mare, ma ben presto ci accorgiamo che oltre
a loro dobbiamo evitare una serie di rifiuti
che sono in parte affondati nella sabbia,
in parte distribuiti a formare una monta-
gna, identificativi del solito falò estivo, e che
in parte affiorano rappresentando un vero e
proprio pericolo. Tutto l’entusiasmo iniziale
si spegne. Alziamo lo sguardo all’orizzonte
alla ricerca di un posto incontaminato, ma lo
sguardo si perde, non sembra possibile che
la spiaggia sia completamente invasa da buste di vario genere, bottiglie di vetro alcune
integre altre rotte, residui di spesa e chi più
ne ha più ne metta. L’entusiasmo iniziale diventa rabbia, la voglia di relax diventa voglia
di urlare e con la stessa velocità con cui siamo approdati, giriamo i tacchi e ritorniamo a
casa. Sulla strada del ritorno incontriamo il
cartello con l’effige della bandiera blu 2007, ti
ricordi che è passato poco tempo da quando
l’amministrazione comunale si è vantata dell’ultima presa, quella 2008 e ti chiedi come
mai ci venga assegnata se l’immondizia ha
preso il posto dei granelli grigio cobalto.
E pensare che al punto 13 della scheda dei
criteri valutativi consultabile sul sito www.
feeitalia.org viene riferito che una delle tante condizioni “imperative” per il raggiungimento del punteggio utile al conferimento
della bandiera c’è che “la spiaggia deve essere pulità”. Ma questa è un’altra storia!
Pd Ginosa - Cosimo Vavallo
Domenica 25 maggio, finalmente l’estate si
affaccia dolcemente alle porte con temperature che fanno ben sperare per una buona
annata estiva.
Ore 11 della mattina, il termometro segna
30°C; per qualcuno la domenica è vissuta
come un momento di relax dopo le fatiche
della settimana, ci si affaccia fuori dalla finestra, l’afa invade tutti gli ambienti casalinghi,
il pensiero va subito al mare; con rapidità si
cerca fra le ante dell’armadio l’abbigliamento
tipicamente vacanziero, si indossa un costume e una maglietta, l’infradito scolorito dalle
troppe ore passate al sole e senza preoccuparsi del solito pranzo domenicale, si riscaldano i motori direzione Marina di Ginosa.
L’obbiettivo è unico, un paio di ore di sole per
garantirsi una tintarella che gradualmente si
consoliderà nel corso dell’estate. Per strada
non si è soli, un flusso di auto fa intuire che
per quanto maggio, forse sarà difficile trovare
un posto per l’auto in prossimità della spiag-
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La Goccia n. 11 - 31 maggio 2008
Dichiariamo i redditi …online?
Cosa ne pensate della pubblicazione on line dei
nostri redditi ? L’operazione trasparenza voluta dall’Agenzia delle Entrate ha incontrato lo stop ufficiale
da parte del Garante della Privacy.
Il Garante e non solo, ritiene illegittima e contraria
alle normative la diffusione di quei dati da parte dell’Agenzia, sia per le modalità con cui la pubblicazione è avvenuta che per le procedure che sono state
seguite.
Il Codacons, http://www.codacons.it ha depositato una denuncia per violazione della privacy presso
la Procura di Roma, con una richiesta di risarcimento
che ammonta a 20 miliardi di euro da distribuirsi tra
i 38 milioni di contribuenti italiani, 520 euro circa per
ciascuno .
E’ possibile scaricare dal sito il modello predefinito per
effettuare la richiesta di risarcimento dei danni subiti.
Da precisare che la pubblicazione delle denunce dei
redditi non è reato solo in specifiche circostanze, dove si tratti di redditi di soggetti che in vario modo sono
alimentati da danaro pubblico o comunque destinati a
finalità pubbliche è sicuramente ammissibile l’accesso alla denuncia dei redditi e la sua pubblicazione.
In pratica chi vuole mettere il naso negli affari altrui
deve avere un interesse qualificato e concreto, come
stabilisce l’art. 25 della legge 241/90, e deve in ogni
caso lasciare traccia della sua domanda di accesso
e del suo interesse. È invece sicuramente da escludersi la possibilità di pubblicare tutte le denunce dei
redditi su internet in modo generalizzato, e ciò innanzitutto perché tale pubblicazione non garantisce più
né sui soggetti che ne vengono in possesso, né sul
rispetto dei limiti temporali della pubblicità degli atti.
L’Agenzia dovrà far cessare definitivamente “l’indiscriminata consultabilità”, tramite il sito, dei dati relativi alle dichiarazioni dei redditi per l’anno 2005.
I motivi addotti dal Garante vertono attorno al conflitto
con il DPR 600/1973, che non attribuisce all’Agenzia
l’autonomia di decidere la pubblicazione dei dati. Inol-
riceviamo e pubblichiamo
tre ,per le dichiarazioni ai fini dell’imposta sui
redditi, la legge prevede unicamente la distribuzione degli elenchi ai soli uffici territoriali dell’Agenzia e la loro trasmissione ai soli comuni
interessati e sempre con riferimento ai contribuenti residenti nei singoli ambiti territoriali.
L’inserimento dei dati in Internet, inoltre appare di per sé non proporzionato rispetto alla
finalità della conoscibilità di questi dati. L’uso
di uno strumento come Internet rende indispensabili rigorose garanzie a tutela dei cittadini. L’immissione in rete generalizzata e non
protetta dei dati di tutti i contribuenti italiani da
parte dell’Agenzia delle entrate ha comportato una serie di conseguenze: ha consentito,
in poche ore, a numerosissimi utenti, non solo in Italia ma in ogni parte del mondo, di accedere a innumerevoli dati, di estrarne copia,
di formare archivi, modificare ed elaborare i
dati stessi, di creare liste e immettere ulteriormente dati in circolazione, ponendo a rischio
la loro stessa esattezza. Tra gli altri problemi
anche il non aver richiesto il parere preventivo allo stesso Garante che è invece richiesto dalle normative e il non aver previsto una
“idonea informativa ai contribuenti” relativa
alle forme della diffusione dei dati. A detta del
Garante sulla materia in caso di revisione normativa si imporrà l’individuazione di soluzioni
che consentano un giusto equilibrio tra forme
proporzionate di conoscenza dei dati dei contribuenti e la tutela dei diritti degli interessati.
Il Garante ha anche specificato che chi diffonderà ulteriormente quei dati rischia conseguenze civili e penali. Resta fermo il diritto-dovere dei mezzi di informazione di
rendere noti i dati delle posizioni di persone che, per il ruolo svolto, sono o possono essere di sicuro interesse pubblico ,purché tali dati vengano estratti secondo le
modalità attualmente previste dalla legge.
L’Autorità pubblicherà anche in Gazzetta Ufficiale il suo parere,
che fornisce carburante a quelle associazioni che si sono scagliate (http://punto.
informatico.it/p.asp?i=2275155&p=2
) contro la pubblicazione dei dati.
Ad imporsi a questo punto è evidentemente il
fatto che i dati siano destinati a circolare comunque. I file con i dati delle denunce continuano infatti a girare sulle reti di scambio P2P
e, se l’esperienza nella lotta alla pirateria sui
contenuti può offrire uno spunto di riflessione,
è ora difficile ritenere che gli utenti delle piattaforme di sharing decideranno di cancellare
quelle informazioni e impedirne così la ulteriore diffusione.
Contro la pubblicazione dei dati da parte dell’Agenzia si è espressa, tra gli altri,
ADUC http://www.aduc.it . L’Associazione dei consumatori e degli utenti ha parlato di grave violazione dei diritti fondamentali dei cittadini. ADUC si riserva di intraprendere un’iniziativa giudiziaria che potrebbe arrivare fino alla Corte europea di
Giustizia, in quanto è chiaro che in materia
di Privacy la legge italiana è insufficiente.
Tra tutti paga il direttore dell’Agenzia delle
entrate, Massimo Romano, 56 anni, che è
stato indagato dalla Procura di Roma in relazione alla vicenda della pubblicazione su internet delle dichiarazioni dei redditi,
ADUC attacca in particolare Vincenzo Visco per quanto dichiarato , ossia che “basta
guardare un telefilm americano” per rendersi conto che le dichiarazioni dei redditi sono
pubbliche. Assolutamente non vero, infatti
la legge federale proibisce la pubblicazione
dei dati dei contribuenti (Us Federal Code, Tile 26, sction 6103). Se quei telefilm li avesse
visti con più attenzione, Visco avrebbe capito che solo le autorità possono accedere ai
database dell’Internal Revenue Service (Irs)”.
E’ una intrusione così sproporzionata nella
riservatezza dei cittadini, il motivo è forse di
spingere i cittadini a spiare i vicini e denunciarli alle autorità qualora il reddito fosse più
basso rispetto alla percezione del tenore di
vita? E perché allora non pubblicare anche
l’estratto conto bancario? O i dati anagrafici? le cartelle sanitarie, che se pubblicate, ci
permetteranno di denunciare il trapiantato di
fegato che beve alcool. Ma dall’altra parte, il
trapiantato di fegato potrebbe anche non trovare un datore di lavoro disponibile ad assumerlo per la sua condizione. Così come per i
più poveri potrebbe diventare più difficile trovare un proprietario disponibile ad affittare un
appartamento per il basso reddito.
Più morbida la posizione di SOS Consumatori (http://wwwsosconsumatoir.it) che non
condivide nessuna richiesta di megarisarcimenti , del resto inutili ed impossibili ,ma piuttosto stigmatizzare come l’ex Ministro, probabilmente per dispetto politico, abbia scelto
questa strada, mancando completamente di
rispetto a noi tutti. Ora pero’, al di là dei numeroni, occorre che il nuovo Governo faccia
chiarezza e con esso il Parlamento sui due
sacrosanti diritti della trasparenza e della privacy e vengano segnati confini ben chiari che
non creino disagio.
Oggi il mondo possiede i dati di noi tutti, e
lascio immaginare quali possano essere le
conseguenze , qualsiasi siano i motivi della
pubblicazione , ritengo non sia stato assolutamente corretto.
curiosità
La Goccia n. 11 - 31 maggio 2008
Le considerazioni ginosine di Pierino Perrone14
LA CICLETTE
Nella metà degli anni settanta la domenica
mattina era quasi impossibile uscire o entrare a Verona, in quanto le strade provinciali
erano intasate da bambini, genitori e nonni
che percorrevano le vie in bicicletta.
Era uno spettacolo vedere le macchie di colore che i gruppi di ciclisti formavano nelle
strade ma un’altrettanta sofferenza per gli
automobilisti che erano costretti a lunghe
colonne.
Tempo dopo un mio amico commercialista
mi spiegò che quella mania collettiva altro
non era che un espediente per evadere le
tasse. Gli imprenditori donavano le magliette con il loro sponsor e anche un po’ di soldi ai gruppi sportivi ma nel contempo si facevano rilasciare ricevute di svariati milioni
che puntualmente scaricavano dalla denuncia dei redditi; tutto ciò era possibile poiché i
gruppi sportivi dilettantistici non erano tenuti
ad avere nessun libro contabile. Così erano
tutti felici e contenti.
Io ignaro di tutto questo ero affascinato dal
fatto che tantissima gente andasse in bicicletta e non nego che provavo anche un po’
d’invidia.
Da piccolo, infatti, non avevo mai posseduto
una bicicletta e le poche volte che ne avevo
usata una era quella di mio padre. Essendo
la bicicletta più alta di me non potevo sedermi sul sellino e pedalavo con una gamba nel
telaio, quindi con il fondo schiena per aria.
Inoltre le strade di campagna dove abitavo
non erano asfaltate, incontravo tanti vasà
pète e di conseguenza spesse volte le ruote si foravano.
Quando, ormai cresciuto, avrei avuto modo
di andare in bicicletta sedendomi sul sellino,
la bicicletta scomparve per riapparire anni
dopo con la famosa “graziella”.
Il fatto di non essere adeguatamente allenato mi frenava ad iscrivermi ad uno di quei
numerosi gruppi sportivi soprattutto per non
sfigurare arrivando, se arrivavo, al traguardo dopo dei ragazzini.
Un mio amico conoscendo il mio problema
mi consigliò di acquistare una ciclette per
potermi allenare a casa per poi poter correre col gruppo senza tanto sfigurare.
Il fatto di pedalare, sudare, faticare, stando
sempre fermo non mi entusiasmava più di
tanto, ma per la causa decisi di acquistarne una.
pro
verbi
gino
sini
raccontati da
Giovanni
Carducci
Mi recai in un negozio dove vendevano le
ciclette. Mi venne incontro una bella ragazza molto gentile e disponibile per chiedermi
di che cosa avevo bisogno. Non ricordando il nome di quel tipo di bicicletta le chiesi informazioni circa quelle biciclette che sì
pedali e sudi ma che non si muovono mai:
lei capì subito di quale articolo si trattasse
ma comprese anche la mia ignoranza nel
settore.
La commessa mi accompagnò per mostrarmi i vari tipi di ciclette.
Chiesi alla ragazza se il pedalare su questo
tipo di bicicletta potesse provocare il mal di
testa o peggio ancora la febbre, perché vidi
appeso nel reparto un poster che raffigurava un ciclista che portava attorno alla fronte
una fascetta.
La commessa cominciava ad infastidirsi e
mi rispose un po’ seccata dicendomi che
quella fascetta non aveva niente a che fare
con la febbre e che si trattava di costume.
“Ma come”, risposi, “io pensavo di andare in
bicicletta con i pantaloncini corti e maglietta e non con il costume!” spiegando alla ra-
31
gazza che il costume era formato da giacca, cravatta, gilet e pantaloni lunghi.
Mi resi conto che era meglio decidersi per
l’acquisto prima che la ragazza potesse
reagire sferzandomi una pedata sopra le
ginocchia.
Fu così che divenni proprietario di una meravigliosa ciclette.
Al ritorno a casa, seguendo le istruzioni del
montaggio, assemblai la ciclette. Il giorno
successivo decisi subito di utilizzarla posizionandola sul balcone che dava sulla strada. Era domenica e la gente che ritornava
dalla Messa mi guardava con stupore. La
dirimpettaia di casa mi portò dei coltelli e
delle forbici chiedendomi con molto garbo e
senza premura di affilarli.
L’amico Franco che abitava di fianco e con
il quale ero in confidenza non si limitò a portarmi gli arnesi da cucina ma mi portò zappe e vanghe adducendo la stessa richiesta.
Capii che mi avevano scambiato per ù molafuórce e che da quel momento finì brutalmente la mia carriera da ciclista.
Stagione terminata per la scuola calcio Don Bosco
Anche la stagione sportiva 2007-2008 è andata agli archivi, al termine del consueto torneo
interno, la scuola calcio Don Bosco ha terminato per quest’anno le proprie attività.
Alla presenza del nuovo Parroco, Don Renzo, sono stati premiati con una coppa ciascuno,
i migliori sette ragazzi che si sono distinti nel torneo di fine anno e per tutta la stagione,
dove hanno evidenziato una buona visione di gioco e notevoli progressi tecnico-tattici, in
particolare sono stati premiati, per la squadra (A) l’atleta Costella Alex (miglior portiere),
per la squadra (B) gli atleti Suglia Antonio, Malvani Michele e Matichecchia Andrea, per la
squadra (E) gli atleti Monaco Ivan e Moro Alessandro mentre per la rappresentativa mista
l’atleta Trullo Alfredo.
Il sottoscritto responsabile della scuola calcio si ritiene soddisfatto di quanto prodotto
nell’intero anno sportivo, sicuramente positivo e dove sono emersi ottimi atleti in grado di
migliorare e crescere calcisticamente nel futuro. Nello stesso tempo ringrazia due dei suoi
vecchi atleti, Failla Salvatore e Giorgino Leo per averlo aiutato arbitrando con passione e
puntualità tutti gli incontri del torneo di fine anno, e il parroco Don Renzo che è stato vicino
costantemente ai ragazzi e alle varie attività della Don Bosco.
Tutto è andato per il meglio, e la speranza che anche l’anno prossimo si possa continuare
sulla stessa strada, anche senza la presenza del sottoscritto alla guida del settore sportivo, che all’età di 70 anni continuerà la propria passione per lo sport e il piacere di stare in
mezzo ai ragazzi, presso il campo Stella Maris dopo 13 anni trascorsi sul campetto della
Don Bosco. A tal’uopo, si ringrazia i vari collaborati che si sono alternati in questi anni, Don
Gennaro Inglese e Don Renzo, la redazione de La Goccia e tutti coloro che hanno sempre
apprezzato l’operato del sottoscritto e si spera continueranno ad apprezzarlo nel prossimo
futuro. Buona estate.
Giovanni Bracciodieta
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La Goccia n. 11 - 31 maggio 2008
argomenti
La scuola per promuovere la cultura della
solidarietà e l’interesse per la ricerca scientifica
L’Istituto Comprensivo “S. G. Bosco” in collaborazione con l’AIRC, il 26 maggio scorso, ha
organizzato, nell’ambito del Progetto di Educazione alla Salute, il 1° Convegno di Formazione – Informazione per la prevenzione delle
malattie.
Il percorso informativo e didattico ha voluto
proporre agli alunni, genitori e insegnanti un
incontro con uno specialista allo scopo di
fornire informazione scientifica per la promozione della prevenzione, far conoscere le problematiche psicologiche, etiche e
spirituali ad essa connessi per contribuire,
all’interno della comunità scolastica, alla
nascita di una rete di amicizia, solidarietà
e interesse per la ricerca scientifica.
E’ stato invitato a relazionare sull’argomento, l’oncologo prof. Mario De Lena e
sono intervenuti, inoltre, il dirigente scolastico, prof. Vincenzo Calabrese, la prof.
ssa Ninetta Mirabella, consigliere regionale AIRC del Comitato Puglia, il rag. Felice Vizzielli, assessore alla Pubblica Istruzione, il dott. Sandro Leccese, presidente
del Consiglio d’Istituto.
La presentazione dell’illustre relatore,
fatta dal dirigente scolastico, ha dato a
tutti i partecipanti al Convegno, la dimensione dell’alto profilo professionale del prof. De
Lena che nel suo nutrito curriculum annovera
non soltanto insigni collaborazioni con il prof.
Veronesi ed il dott. Bonadonna ma anche
numerosissime pubblicazioni su importanti riviste scientifiche e l’investitura, nel 2003,
dell’onorificenza di Commendatore al Merito
della Repubblica Italiana conferitagli dal presidente Ciampi.
Ha aperto il convegno la prof.ssa Mirabella
che brevemente ha parlato dell’AIRC, della
sua fondazione, avvenuta nel 1965, grazie all’iniziativa di alcuni ricercatori dell’Istituto dei
Tumori di Milano, fra cui il Prof. Veronesi.
L’AIRC si è impegnata a promuovere la ricerca Oncologica nella nostra città – ha aggiunto
la professoressa - ed oggi conta su una struttura formata da 17 Comitati Regionali ed oltre
1.800.000 soci e trae i suoi fondi dalle quote
associative e da varie manifestazioni (azalee
– arance), che le consentono di ottenere notevoli risultati economici. La consigliere regionale ha espresso soddisfazione per la collaborazione con la Scuola “S. G. Bosco”, che
si è mostrata molto sensibile nel sostenere la
Ricerca sia con iniziative sia con contributi ed
«ha appoggiato con piacere il Progetto di
dare voce ad un esperto, il prof. De Lena,
che con grande entusiasmo e convinzione
ho presentato al dirigente scolastico e all’insegnante Enza Galante». La prof.ssa
Mirabella ha concluso il suo breve intervento dicendo che «la beneficenza non è
solo una questione di denaro, è un modo
di donare se stessi agli altri, è un impulso
dell’anima».
Dopo gli interventi del presidente del CdI e
dell’assessore alla P. I. è stato il momento del prof. De Lena che ha aperto con un
caloroso saluto ai ragazzi delle terze della
secondaria di primo grado, ai loro genitori
e a tutti i presenti in sala avviando il suo
discorso proprio dalla prevenzione.
Ha ampiamente illustrato l’importanza dell’alimentazione fatta di cibi genuini, mediterranei, sulla consumazione di prodotti
locali e stagionali; di evitare di rincorrere le
pubblicità, i cibi precotti e confezionati, ma
anche non cotti bene in casa.
Un’alimentazione corretta sin da piccoli,
aiuta a proteggere il nostro corpo da malattie future, ha detto il professore.
Ha sottolineato, anche l’importanza di vivere in un ambiente sano e non inquinato,
causato dal fumo sia attivo che passivo. Si
è raccomandato di non provare a sentirsi
grande con il fumo, con le problematiche
connesse al tumore dei polmoni, uno dei
tumori più difficili da curare.
Ha consigliato agli alunni di non stare troppo vicino a computer e video – giochi, ma
di praticare molto sport; di imparare a
conoscere il proprio corpo, di non sottovalutare sintomi “strani”, ma di consultare
il proprio medico per una diagnosi approfondita.
Purtroppo il tumore “non manda un biglietto da visita, per dire… sto arrivando”,
ha detto, quando si manifesta, purtroppo
la malattia è in atto e diffusa; si
interviene con chemioterapie,
radioterapie e con tutti gli accertamenti di routine per controllare
il decorso della malattia. Molti
progressi ci sono stati ed è per
questo che bisogna incentivare
la Ricerca Scientifica.
Si è molto soffermato sulla grande scoperta fatta ultimamente: la
vaccinazione per le adolescenti, per sconfiggere il “Papillorum
Virus” un tumore che colpisce le
donne. E nell’intervento del dott.
Volpe (presente in sala), ci sono
state informazioni, sui tempi e le
modalità di somministrazione nel
nostro territorio.
Il prof. De Lena ha ascoltato, con
molta discrezione, l’esperienza diretta di
chi sta affrontando questa malattia, apportando la sua esperienza di medico,
incoraggiando a continuare ad affrontare
il proprio percorso, perché molte volte gli
effetti positivi sulla malattia dipendono dal
nostro modo di reagire.
Anche gli alunni, coordinati dalla prof.
ssa Rosa Cimino, sono intervenuti con
domande interessanti e pertinenti sugli
argomenti affrontati, si sono mostrati attenti e interessati facendo emergere le
loro riflessioni e curiosità su aspetti della
malattia che non conoscevano.
Non è stato semplice affrontare argomenti molto impegnativi, ma il Prof. De Lena
ha incantato non solo gli alunni, ma tutti i
partecipanti, per il suo carisma, professionalità, linguaggio chiaro e scorrevole.
Il convegno si è concluso con la consegna, da parte del dirigente scolastico, di
una pergamena-attestato al prof. De Lena ed alla prof.ssa Ninetta Mirabella, e la
somma raccolta dagli alunni durante la
giornata, da devolvere all’AIRC.
Enza Galante
argomenti e commenti
La Goccia n. 11 - 31 maggio 2008
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COSTANTINO (PD) : OTTO MILIONI DI EURO PER 300 PROGETTI
La Regione Puglia guarda ai giovani, 25.000€ per testare la validità di una idea di impresa
I primi fondi dei POR 2007-2013 utilizzati
dalla Giunta Vendola sono stati quelli relativi
a Ritorno al Futuro, destinati a finanziare i master post-laurea. Ora è il turno di Principi Attivi con una dotazione di otto milioni di euro
del Fondo Nazionale per le Politiche Giovanili. Misure destinate ai giovani, a quella Puglia
migliore che c’è e spesso emigra. 25.000 € max
a progetto destinate a gruppi di giovani (minimo 2) che decidono per di realizzare sul serio
il progetto di vita e di impresa che hanno in testa. Principi Attivi sviluppato lo scorso Aprile
con la Presidenza del Consiglio Dipartimento
Politiche Giovanili potrebbe essere in qualche
modo una riedizione del prestito d’onore. Con
una piccola fondamentale differenza: i soldi
non devono essere restituiti. Soprattutto questo esperimento pilota sostenuto e ideato dall’Assessore Gugliemo Minervini permette di
verificare per un anno la validità della propria
idea di impresa. Un contributo non indifferente,
se si pensa a quanti capitali (spesso di genitori)
sono impiegati per dare qualche opportunità
ai propri figli. Il capitale di rischio, anche se
minimo in questo caso, è fornito dalla Regione
Puglia. Particolare importante, un progetto di
“Principi Attivi” potrà trovare naturale prosecuzione nell’accesso agli strumenti della programmazione dei Fondi Strutturali 2007/2013.
Detto in soldoni, se l’idea vale ed ha successo potrà trovare ulteriori contributi regionali
nell’ambito dei POR o avere credito da parte
di attori pubblici e privati. I settori ammessi
sono tantissimi e distinti in tre macro-aree: 1)
Tutela e valorizzazione del territorio (es.
sviluppo sostenibile, turismo, sviluppo urbano
e rurale, tutela e valorizzazione del patrimonio ambientale, culturale ed artistico etc.); 2)
Sviluppo dell’economia della conoscenza e
dell’innovazione (es. innovazioni di prodotto
e di processo, media e comunicazione, nuove
tecnologie etc.); 3) Inclusione sociale e cittadinanza attiva (es. qualità della vita, contrasto
all’emarginazione sociale, disabilità, antirazzismo, fenomeni migratori, sport, pari opportunità, apprendimento, accesso al lavoro, impe-
gno civile, legalità etc.). Possono partecipare
i giovani fra 18 e 32 anni inviando copia del
progetto a Assessorato alla Trasparenza e Cittadinanza Attiva - Settore Politiche Giovanili
e Sport - Via Celso Ulpiani, 10 70124 BARI, a
mezzo lettera raccomandata A/R, o a mezzo di
posta celere con avviso di ricevimento o a mano, entro le ore 13:00 del 31 luglio 2008. Ulteriori informazioni potranno essere richieste
al responsabile del procedimento Francesco
Nicotri, Regione Puglia- Assessorato Trasparenza e Cittadinanza Attiva, Settore Politiche
Giovanili e Sport Via Celso Ulpiani, 10 – Bari
Telefono: 080.5016131 / 080.5023432 E-mail:
[email protected].
O desunte dal sito dedicato all’interno del
portale della Regione http://bollentispiriti.regione.puglia.it. Ai giovani
non resta che provare e intraprendere. E’ una
scelta di ottimismo e fiducia.
Il consigliere regionale del PD
Paolo Costantino
Lospinuso (AN) : “Sulla crisi del salotto i governi di sinistra
non hanno fatto nulla. Adesso scaricano su Berlusconi”.
Il Consigliere Regionale e Presidente Provinciale AN di Taranto Pietro Lospinuso
ha diffuso la seguente nota: “Il governoVendola è in questi giorni impegnato in
un disperato quanto impudente tentativo
di scaricare sul Governo-Berlusconi tutto
il peso dei problemi che non ha neanche
tentato di risolvere, quando non li ha inutilmente complicati, di fatto riconoscendo
il proprio fallimento e la propria inettitudine. L’ultimo esempio è la crisi del mobile
imbottito, sulla quale l’Assessore Frisullo
altro non sa fare che invocare Roma disinvoltamente dimenticando anche le nuove
competenze in materia di Attività Produttive che il nuovo Titolo V della Costituzione,
nella formulazione imposta ai tempi dei
Governi D’Alema ed Amato, attribuisce
alle Regioni. La verità è che il sistemaPuglia, dal TAC al Salotto, sta scontan-
do la totale assenza di una politica industriale concreta da parte della Regione,
come hanno recentemente denunciato,
al di sopra di ogni sospetto di partigianeria per il Centro-destra, nientemeno che
CIGL-CISL-UIL, cui è corrisposto il nulla
assoluto da parte del duo Prodi-Bersani.
Ed infatti la crisi del “mobile imbottito” non
è scoppiata certamente oggi, ma ha già
dato adito durante il Governo-Prodi alla
chiusura di decine di aziende ed a pesanti contrazioni di personale senza che
nulla si muovesse nei palazzi dei Governi
di sinistra, e le uniche politiche alle quali
oggi ci si può appigliare sono gli Accordi
di Programma Quadro, che peraltro non
sono stati colpevolmente attuati, dei tempi
di Fitto e del sottoscritto, e- nel caso del
mobile imbottito- il “protocollo-Scaiola”, risalente al precedente Governo-Berlusco-
ni. E quando in Consiglio Regionale abbiamo proposto- come in sede di Bilancio
2006- emendamenti a favore del TAC e
del mobile imbottito, ci sono stati arrogantemente ed irresponsabilmente rigettati.
Paghiamo cioè anche il prezzo di due anni
di totale assenza, a tutti i livelli, di qualsiasi politica di sviluppo, come dimostrano
anche i gravi ritardi che si stanno accumulando nella gestione dei fondi comunitari
2007-2013. Di questo Vendola e Frisullo
dovrebbero chiedere scusa ai lavoratori
pugliesi, prima di rifugiarsi all’ombra dell’odiato Berlusconi. Dopo di che, siamo
disponibili ad ogni iniziativa, nella consapevolezza peraltro che questi due anni di
inazione hanno pesantemente contribuito
a deteriorare la situazione”.
Per la Segreteria
Tommaso Francavilla
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La Goccia n. 11 - 31 maggio 2008
eventi e commenti
UN CONFRONTO CHE NON POTEVA ESSERE PIÙ RINVIATO
Nelle giornate del 7 e del 19 maggio 2008, alla presenza del segretario provinciale Donato Pentassuglia, del vice segretario regionale
Michele Mazzarano, del presidente dell’Assemblea provinciale il Dott. Nume, si è tenuta l’ assemblea Provinciale dei delegati del PD.
L’assise si è aperta (e chiusa) con un discorso, di cuore e di testa, del segretario
provinciale Pentassuglia. Nei giorni addietro, dalle pagine dei giornali si sono levate
delle contestazioni al Segretario Pentassuglia per la questione delle candidature
alle passate elezioni, nonché, per l’individuazione dei 20 membri, che di lì a poco
dovevano andare a formare l’esecutivo. In
relazione a questi ultimi eventi, il segretario Provinciale ha invitato caldamente l’assemblea a non affrontare le problematiche
interne del PD dalle pagine di giornale, ma
a chiedere sempre e comunque, un confronto. Pentassuglia ha, infine, ringraziato
quanti, come lui, hanno affrontato le passate elezioni con PASSIONE E ORGOGLIO,
invitando tutti a perseguire questa strada.
Nel corso delle serate si è discusso del
risultato delle elezioni politiche. Così, con
parere più o meno unanime, l’assemblea
ha ritenuto che seppur c’è stata una sconfitta, di certo non possiamo parlare di “catastrofe”. Due i punti chiave della vittoria del
PDL, un partito che ha saputo ascoltare,
dar voce e parola a quanti chiedevano più
protezionismo per il proprio territorio (Lega), e una maggiore incisività tra la gente.
Come sostenuto da più parti, quanti italiani sapevano che il Governo Prodi aveva
ridotto del 40% l’ICI? Quanti sanno, che
con un vero e proprio bliz dei quattro consiglieri Regionali della provincia di Taranto
alla Regione, sono riusciti ad ottenere nuovi investimenti, nuove attrezzature e nuove
assunzioni in deroga alla legge regionale
nel settore sanità?
Si è evinto che, se il PD vuole ribaltare i
risultati delle politiche alla prossima competizione elettorale, dovrà assumere un
maggiore radicamento nel territorio, dovrà
ascoltare di più quali sono le esigenze del
nostro interland, dovrà farsi maggiormente
carico dei grandi problemi, quali SaluteAmbiente – Sviluppo - Lavoro – Precariato.
Dovrà imparare a vendere meglio il proprio
operato.
La serata non è stata però dedicata esclusivamente alle valutazioni del post voto.
Molto infatti si è discusso sul problema delle passate candidature, scelte e imposte
da Roma e Bari. Purtroppo è anche da dire
che il peso che ha la provincia di Taranto
a livello Regionale è pressappoco vicino
allo 0%. Da più parti, quindi, si è levata la
voce dei delegati affinché, il PD provinciale
e il segretario provinciale Donato Pentassuglia, si facciano portavoci delle esigenze
locali. È necessario contare di più a livello
regionale, perché, come sostenuto da uno
dei consiglieri regionali “se contiamo poco
a livello regionale, tutti i nostri discorsi sono
chiacchiere da salotto”.
Dall’analisi svolta nel corso delle due serate
è emerso chiaramente il bisogno di ripartire con più decisone e orgoglio di appartenenza. Appartenenza ad un territorio ma
anche appartenenza ad un partito. Alla luce
di ciò, molti delegati hanno rimproverato a
Pentassuglia, e al suo nucleo operativo, di
aver scelto i membri che devono affiancarlo
nell’ambito dell’esecutivo in maniera verticistica, senza consultarsi con i circoli e i vari
membri. Inevitabilmente, questa scelta di
allargare a 20 membri l’esecutivo ha creato
malumori e contrasti all’interno del PD. Se
poi si considera le modalità di scelta, non si
poteva non votare questo elenco di nomi,
scelti in altra sede, che secondo alcuni non
rispecchiavano le realtà dei circoli.
Questo modus operandi ha determinato
una spaccatura all’interno di alcuni circoli,
che avrebbero preferito una discussione al
proprio interno sui nomi da proporre, passando magari dalle primarie. Purtroppo, però, le primarie sembrano essere diventate
dei vaghi ricordi.
È divenuto necessario, quindi, un incontro/
confronto con il segretario Provinciale, che
fino al 23 maggio non era ancora venuto
nella sede del circolo Ginosino. Durante
quella serata, con il segretario Provinciale,
si è cercato di appianare le polemiche che
erano sorte all’interno del circolo. Il coordinatore Ginosino, Dino Caruso, ha avviato la
serata mantenendo un certo equilibrio. Tutti
i presenti, chi con toni più aspri chi con toni
più moderati, prendendo la parola, hanno
ribadito l’importanza della comunicazione
tra i vari delegati e membri istituzionali, oltre
che la necessità di coordinarsi e di assumere le decisioni all’interno dei circoli, per
permettere a questo partito di crescere e
diventare sempre più forte. Così dopo 3 ore
di serio confronto il segretario provinciale è
riuscito a riportare sui binari della collabora-
zione un gruppo che, era partito bene, ma
che rischiava di frantumarsi per delle scelte
che non appartengono allo statuto che il PD
nazionale e regionale ha voluto e votato.
Il tempo del confronto è indubbiamente
per i giovani della politica, così come per
i più veterani il momento di maggiore formazione. Ma soprattutto da ogni confronto
si viene fuori più forti, più determinati e più
entusiasti di prima.
L’entusiasmo del PD di Ginosa è maggiore
anche, perchè da Lunedì 19 Maggio, tra
i membri dell’esecutivo, abbiamo un nostro
delegato, Lorenzo Cardinale, al quale va il
nostro augurio e un grande in bocca al lupo,
affinché il suo impegno provinciale sia proficuo per tutto il circolo di Ginosa.
Addetto Stampa del PD
Carmelita Malagnini
Quando saranno concessi
gli assegni di cura e di
prima dote?
L’amministrazione di centrodestra “così attenta ai bisogni dei cittadini” dimentica di
tener fede agli impegni assunti con i cittadini disagiati della nostra città. Quelli che nel
marzo 2007 hanno risposto al bando pubblico per ricevere l’assegno di cura e assegno di prima dote per i nuovi nati, previsti
da una legge regionale del novembre 2006.
La stessa legge che ha permesso il trasferimento al Comune di Ginosa (in qualità di
comune capofila dell’ambito territoriale del
Piano di Zona) di € 151.643 per l’assegno
di cura e € 78597 per la prima dote.
A tutt’oggi le famiglie che vivono al loro
interno le condizioni di disagio per la presenza di malati gravi o di disabili o sono
in condizioni di povertà e non possono accudire un neonato, attendono fiduciosi che
siano redatte le graduatorie di accesso al
finanziamento per la effettiva concessione del contributo assicurato dalla Regione
Puglia.
Per l’ennesima volta avviene che mentre
la regione Puglia predispone leggi a favore
della persone più bisognose, il Comune di
Ginosa le disattende.
Dott. Teresa Galeota
Capogruppo PD
argomenti
La Goccia n. 11 - 31 maggio 2008
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Le malattie della Terza Età
rubrica a cura del dottor Pietro Zanelli
specialista in Geriatria e Gerontologia clinica
La malattia ulcerosa peptica nell’anziano
L’ulcera peptica è un problema clinico
molto frequente in età geriatrica. Alla
base di tale entità esistono alterazioni
o difetti della mucosa dello stomaco o
del duodeno.
Gli enzimi proteolitici pepsina ed acido cloridrico sono coinvolti nella patogenesi della malattia. E’ da segnalare
l’alta incidenza della malattia ulcerativa
in soggetti di età superiore ai 65 anni.
Questo trend è probabilmente correlato ad una riduzione complessiva della
prevalenza dell’infezione da H. pylori e
da un aumento dell’uso dei farmaci antinfiammatori da parte della popolazione più anziana.
I fattori di rischio più importanti per lo
sviluppo dell’ulcera peptica sono quindi
l infezione H. P. correlata e l’uso di fans.
Se non è presente nessuno di questi
fattori la causa deve essere ricercata
in altri stati di ipersecrezione cloridrica
come per es. alcuni tumori pancreatici
(sindrome gastrino secretiva di Zollinger-Ellison), la malattia di Crohn, le infezioni virali, la chemioterapia.
Sebbene allo sviluppo delle ulcere siano
stati correlati numerosi fattori ambientali tra cui lo stress, il lavoro, l’alcolismo,
la dieta, non esistono evidenze convincenti che qualcuno di questi fattori possa provocare la malattia ulcerosa.
Tralasciando i meccanismi fisiopatologici nella patogenesi della malattia ulcerosa, al lettore basterà sapere che
il determinismo della lesione è dovuto
ad un’alterazione del bilancio tra i fattori nocivi che danneggiano la mucosa
gastroduodenale e quelli difensivi che
normalmente la proteggono contro gli
agenti corrosivi.
In altre parole la malattia si innesca
quando viene meno, per svariate ragioni, l’equilibrio biologico tra l’azione
dell’acido cloridrico (deputato all’idrolisi
delle proteine ed ai meccanismi di digestione in generale) ed i meccanismi di
difesa e di protezione della cellula gastro-duodenale.
L’ulcera peptica può presentarsi otto
forma di diversi quadri clinici che nell’anziano vanno da un’anemia asintomatica ferro-priva a dolore addominale,
ostruzione, perforazione o emorragia.
I sintomi possono talora simulare,specie
in età avanzata quelli di altre malattie,
quali la colecistite,la pancreatine o il reflusso gasato esofageo. In taluni soggetti, poi, viene mimata sintomatologicamente una patologia cardiaca ischemica del tipo infarto infero-diaframmatico.
Di solito anche nell’anziano, però il dolore addominale è generalmente epigastrico e di solito viene descritto come
un dolore sordo, ma talora può essere
pungente e bruciante.
Taluni pazienti manifestano invece un
senso doloroso di fame. In maniera simile le caratteristiche dei sintomi ed il
loro rapporto con i pasti,specificamente
la riduzione del dolore dopo l’ assunzione di cibo per le ulcere duodenali o il
peggioramento sintomatologico nelle
ulcere gastriche, non correlano sempre con la diagnosi endoscopica e sono meno utili nel predire la sede delle
ulcere.
Un dolore notturno e la riduzione di
questo con l’assunzione di latte o di
antiacidi, sono più comuni nelle ulcere
duodenali, ma possono associarsi anche all’ulcera gastrica.
Le ulcere che si associano invece al-
l’uso di farmaci antinfiammatori o del
cortisone possono provocare sanguinamenti, talora asintomatici. L’ostruzione gastrica può essere causata
da ulcere antro-piloriche, ma occorre escludere che possa trattarsi di un
tumore maligno. Talora nei pazienti si
associa una perdita di peso corporeo.
Dal momento che le caratteristiche
cliniche dell’ulcera gastro-duodenale
possono sovrapporsi a quelle di altre
patologia, l’esame clinico spesso non
è utile per la diagnosi; per confermare
la presenza di un’ulcera è sempre necessario ricorrere alla diagnostica per
immagini.
Sebbene possono essere utilizzati gli
esami radiologici contrastografici,viene
di solito preferita l’endoscopia, perché
oltre a caratterizzare l’ulcera, permette l’esecuzione di biopsie in grado di
escludere la presenza di neoplasie
maligne e di diagnosticare l’eventuale infezione da Helicobacter pilori, e
nei casi di emorragia,di eseguire terapie endoscopiche per il controllo della
stessa.
Indipendentemente dalla causa, l’inibizione della secrezione acida continua
ad essere il cardine della terapia per la
malattia ulcerosa. Premesso che è ancora in uso l’impiego di antiacidi come
sintomatici, i farmaci di uso corrente
sono i cosiddetti anti-H2 che riducono la secrezione acida con un meccanismo competitivo recettoriale e i più
potenti inibitori di pompa più sicuri e
tollerati con rari effetti collaterati. Resta scontata inoltre la bonifica ddell’infezione da H. P. che si avvale dei moderni antibiotici.
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La Goccia n. 11 - 31 maggio 2008
attualità
RUBRICA A CURA DI GIUSEPPE PIZZULLI
Beati i perseguitati a cagion di giustizia…
…perché di loro è il Regno dei Cieli. Beati
voi quando vi oltraggeranno e mentendo diranno ogni sorta di male per causa mia. Rallegratevi e giubilate, perchè il vostro premio
è grande nei Cieli, perché così hanno perseguitato i profeti prima di voi.(Mt.5,10-12).
Ci sono stati i perseguitati nel passato, in
tutte le epoche, ed anche a tutt’oggi ce ne
sono. Tutti coloro che si sono schierati dalla
parte della giustizia, dei deboli, degl’indifesi,
di quelli che non possono far sentire la loro
voce. Uomini di alti ideali, come Aldo Moro,
Martin Luter King, che in nome di una fede
politica e religiosa, hanno perduto la vita, affrontato il duro carcere, come Nelson Mandela, o Richard Wurnbrand, “torturato per
Cristo” in Romania, per 14 anni.
Gesù con questa beatitudine si riferisce
soprattutto a coloro che lo hanno creduto
e lo seguono fedelmente, testimoniando e
portando l’Evangelo della salvezza “a tutti i
popoli”, (Mt.28,19,20). Cè un solo Vangelo,
quello di Gesù Cristo, il Salvatore del Mondo.
Solo Gesù salva e trasforma l’uomo
da peccatore incallito, a un “figliolo di
Dio”(Gv.1,12,13), per vivere una vita nuova,
nella Grazia, nella pace, nella Verità, e nella Giustizia, “santamente e piamente”(Tito
2,12).
Le cronache dei tanti perseguitati sono piene, non solo negli annali di storia del passato, ma anche ai nostri giorni è in atto una
spietata e feroce persecuzione dei cristiani,
in tanti Paesi a regime militare, dittatoriali,
Paesi Islamici, Induisti, Buddisti e altre filosofie, ideologie e sette che sono nemici del
Cristianesimo. In India la persecuzione dei
cristiani sta aumentando progressivamente. Sei missionari, recentemente sono stati
picchiati brutalmente, a sangue, nello Stato
di Orissa, mentre altre notizie riportano frequenti attacchi da parte di estremisti induisti, di case cristiane e Chiese bruciate. Otto
donne convertite al Vangelo, nel villaggio di
Kilipala, sono state picchiate, denudate, rapate a zero e violentate. Sempre nel distretto di Jagartsinghpur, altri cristiani picchiati a
morte, a Kanimul. L’offensiva Islamica non si
ferma in Indonesia, dove decine di cristiani
sono stati assassinati a Puna e Tabalan.
A Wawopada altri tre cristiani aggrediti e uccisi nel mercato centrale di Poso. Nel Laos,
Libia, Malaisia, nelle Maldive, in Marocco,
è proibito essere cristiani, pena la persecuzione e la morte. Nel Nepal, nonostante la
Sostieni
l’Operazione
Mato Grosso
versando il 5 per mille
tramite il modello 730
Codice Fisale
80001120148
Associazione Don
Bosco 3A
nuova Costituzione dichiari libertà religiosa,
induisti militari perseguitano a morte i cristiani, decisi a liberare il Paese da tracce di
Cristianesimo.
L’elenco potrebbe continuare all’infinito in
tanti Paesi del mondo, in America centrale e
del Sud, in Asia, Africa, Giappone, ed anche
in alcuni Paesi Russi, nonostante la “caduta
della cortina di ferro”. In Cina a migliaia si
convertono al Vangelo di Cristo, ma la persecuzione è forte, ogni credente è a rischio
di vita. In Bangladesh, Afganistan, Pakistan,
Arabia Saudita, Egitto, Kuwait e molti altri
Paesi Islamici, Buddisti, Induisti, Scintoisti,
per i cristiani è sempre più dura. In Nigeria
ci sono fosse di miniere abbandonate, nello
Stato di Platen, dove tanti cristiani sono stati
uccisi e gettati giù.
I massacri non si fermano.
C’è da chiedersi, perché questa persecuzione?
Perché il mondo è dominato da Satana, “il principe di questo mondo”,
(Gv12,31;16,11), che incita il genere
umano contro Dio, ma presto sarà cacciato fuori da Gesù Cristo. E’ Satana il principale nemico di Cristo e dei cristiani; è
lui che cerca d’impedire che l’Evangelo si
diffonda nei cuori. Il Maligno vuole che la
gente rimanga nelle tenebre, schiavi del
peccato per portarli in perdizione. Ma strano a dirsi, più la persecuzione aumenta
contro i fedeli di Cristo, più la CHIESA di
Cristo cresce, “e le porte dell’Ades non la
potranno vincere”.(Mt.16,18). I martiri della Fede, sono come dei chicchi di grano
che portano copioso frutto e abbondante
raccolto.(Gv.12,24). D’altronde, “tutti coloro che vogliono vivere piamente in Cristo,
saranno perseguitati”. (2Tim.3,12).
Gesù disse ai Suoi: “Se il mondo vi odia,
sappiate che ha odiato prima me. Se hanno perseguitato me perseguiteranno anche voi”.(Gv.15,18-20). Beati, felici, i perseguitati per il Nome di Gesù.Tutti quelli
che accettano Gesù Cristo, il Savatore,
sono consapevoli di essere “volontari
arruolati”, soldati di Cristo, (2Tim.2,4), in
guerra contro il peccato, il mondo malvagio e il Diavolo. “Il nostro combattimento,
non è contro carne e sangue, ma contro
i principati, contro le potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebre…”.
(Ef.6,12-17). A volte sembra che si perda
qualche battaglia, ma la Vittoria finale è
assicurata. Cristo è il Vincitore e con Lui
i Suoi fedeli. L’esercito di Dio non batte
mai la ritirata, coraggio dunque, o fedele cristiano, non temere della lotta e della
persecuzione, Dio è con te, Dio con noi,
l’Emmanuele, nella Persona di Gesù, il
benedetto in eterno.
L’Iddio della pace e della Grazia sia con
tutti.
riceviamo e pubblichiamo
La Goccia n. 11 - 31 maggio 2008
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Prendiamoci in Affidamento
1° Incontro pubblico sull’affido familiare “Tanti modo di essere GENITORI”
Lo scorso 16 maggio, presso il Teatro Alcanices si è tenuto un incontro- dibattito sul
tema dell’affido familiare, organizzato dalla
Cooperativa LOGOS di Ginosa, con il patrocinio del Comune.
Carlo Leobardi, Responsabile della Cooperativa e della Casa Alloggio “Mariella De
Fazio”, ha precisato come le motivazioni
che hanno portato a questo Convegno
sono sono in particolare quelle di sensibilizzare le famiglie nei confronti dell’affido
familiare.”Un’esperienza bellissima- ha affermato Leobardi-che però ha bisogno del
sostegno della comunità, perché le famiglie
affidatarie e quelle naturali non si sentano
sole nell’affrontarla”. Dopo il saluto dell’Assessore alle Politiche Sociali, Stefano Notarangelo, è intervenuta la Sig.ra Giovanna
Equatore, Responsabile del Piano Sociale
di Zona 1, di cui Ginosa fa parte insieme
ad altri paesi del versante occidentale della nostra provincia.Ha ripercorso un po’
la storia di questo piano soffermandosi
sul Progetto per l’affido familiare che nel
2007, grazie a dei finanziamenti stanziati
dalla Regione e che vede come partner del
Comune proprio la Cooperativa LOGOS, si
sta cercando di attuare.
La Sig.ra Maria Demeo, Assistente Sociale del Piano nel territorio di Laterza, ha
portato la sua esperienza. Il Piano di Zona
le ha permesso di lavorare con colleghi di
altri paesi e di poter scambiare con loro le
sue perplessità, le sue ansie, in particolare
per i casi più difficili da valutare e da gestire. Per lei fondamentale rimane la formazione sia degli operatori che delle famiglie
affidatarie e naturali.
La dott.ssa Roberta Lupo, Giudice onorario del Tribunale dei Minori di Taranto, ha
sottolineato l’importanza di dare al minore il diritto di avere una famiglia. “Non è la
coppia che si completa, afferma la Lupo,
ma è la medesima che si apre al bambino
per accoglierlo”. Ha rimarcato la differenza
tra Affido pre-adozione, affido temporaneo
e adozione a rischio giuridico, cioè quando
i bambini possono ritornare dalle loro famiglie. Purtroppo molte famiglie non sono
disposte ad adottare a queste condizioni.
Per l’affido, la Legge suggerisce che la
coppia ideale sarebbe quella che ha già
dei figli, che il tempo di affido non sia troppo lungo, che ci sia un rapporto di collaborazione con la famiglia d’origine, perché il
minore possa ritornare senza problemi con
i propri genitori naturali.
L’intervento del Dott. Cesare Martella,
Psicologo e Formatore del C.E.D.R.O. di
Oria, ci ha un po’ sconvolto le coscienze,
con le sue domande provocatorie che hanno messo in crisi soprattutto noi genitori.
“Bisogna prediligere un sistema familiare
aperto, indipendentemente dall’adozione
o dall’affido- ha affermato Martella- dove il
bambino cerca di risolvere i problemi che
non ha potuto risolvere nella sua famiglia
d’origine”. Il compito educativo di un genitore è fare in modo che la persona (il minore)
parli di sé. Egli deve esprimere se stesso,
tutto questo è possibile solo se gli adulti sono sistemi aperti a costruire contesti educa-
tivi ed emozionali, perché il bambino possa
esprimere la propria soggettività.
Un intervento, quello del Dott. Martella, che
ci ha fatto riflettere e non poco sul nostro essere genitori e di come, sia l’affido, quanto
l’adozione non siano solo un modo per essere genitori, ma una possibilità concreta
per tanti bambini e ragazzi di avere una famiglia stabile e aperta, che permetta loro di
essere se stessi in modo sereno.
Rosamaria Busto
L’Istituto Comprensivo “G. DELEDDA”
e la Giornata Mondiale del Gioco
Il 24 maggio scorso, al palazzetto dello
sport, si è concluso, con una splendida performance corale, il progetto “Il corpo in movimento nello spazio e nel tempo”, voluto e
realizzato dall’Istituto Comprensivo “ Grazia
Deledda” .
La manifestazione conclusiva, tanto quanto
il progetto, ha visto coinvolti sia i bambini
della Scuola dell’Infanzia “ Morandi” che gli
studenti delle scuole primarie di tutto l’istituto, impegnati in una serie di esibizioni
ginniche e danze tipiche di alcune nazioni.
Allegro e partecipe, il tifo dagli spalti.
Erano moltissimi, infatti, i genitori presenti,
arrivati per assistere alle diverse esibizioni dei loro bambini, che si sono succedute, una dopo l’altra, in un trionfo di colori e
musica. Il tutto è stato realizzato -come ha
spiegato una delle insegnanti, a conclusione dello spettacolo, in rappresentanza del
corpo docente- allo scopo di “ far vivere agli
alunni il valore
dell’incontro e la
gioia di sperimentare e arricchire
gli schemi motori
di base, attraverso la danza, per la
scuola dell’infanzia, e le attività di
aerosport, per la
scuola primaria”.
I bambini, per
la realizzazione
dello spettacolo,
hanno
lavorato
insieme ad alcune insegnanti, alla professoressa
Luciana Santantonio ed alla sua
collaboratrice Cristina Ribecco, mettendo
su una manifestazione veramente piena di
gioia, allegria e divertimento. Si è trattato,
infatti, per i piccoli, di una vera e propria festa, visto il loro entusiasmo e la loro visibile
partecipazione; di una festa che hanno potuto condividere con le persone che sono loro
più vicine, vale a dire i genitori, gli insegnanti
e i compagni. L’evento ha cioè permesso la
realizzazione di quell’obiettivo cui ha fatto
riferimento l’intervento conclusivo del dirigente scolastico, il professor Alessandro
Calabrese, a sostegno dell’idea secondo cui
la scuola e la famiglia, insieme, possono e
devono cooperare, ponendosi come fine da
perseguire, proprio quello della formazione
e dello sviluppo del bambino, della sua personalità e del suo benessere psicofisico.
L.D.
eventi sportivi
La Goccia n. 11 - 31 maggio 2008
41
…dal Consiglio di Borgata
Nicola Conte (PD) : adesso si deve pensare solo a Ginosa Marina
Nella serata di Giovedì 22 Maggio si è tenuto
l’ultimo Consiglio di Borgata nell’aula consiliare del palazzone di Piazza Indipendenza.
E’ il primo dopo l’ultima tornata elettorale che
ha visto molti dei suoi componenti impegnati
nella campagna elettorale.
Il signor Nicola Conte, capogruppo PD in
seno al Consiglio ci ha contattato per analizzare i punti trattati nell’o.d.g. e le problematiche in essi contenuti.
Innanzitutto denuncia l’irresponsabilità della
maggioranza che non è la prima volta che,
presentandosi con un numero non significativo di propri esponenti, mette il Consiglio
nelle condizioni di incertezza per il raggiungimento del numero legale. E’ quindi grazie
alla minoranza che è sempre presente con
tutti i suoi membri che il Consiglio riesce a
tenersi.
Il Consiglio è stato convocato in sessione
straordinaria in quanto nei giorni passati
si sono verificati degli episodi che il signor
Conte, avendo accolto le istanze dei cittadini
e avendone constatato la veridicità, ha tenuto a denunciare proprio in questa seduta.
Il riferimento è al provvedimento arbitrario,
che il consigliere Conte giudica a dir poco
irrispettoso, da parte dell’azienda che gestisce il servizio di illuminazione al cimitero delle lampade votive, di sospendere il servizio
da lunedì 19, senza alcun preavviso.
A giudizio dell’azienda coloro i quali dovrebbero corrispondere la retta risulterebbero
morosi e questo sarebbe il motivo di tale
provvedimento.
Il signor Conte risponde che moroso è chi,
messo nelle condizioni di poter pagare non lo
fa e constatando che i Marinesi, nonostante
le richieste fatte nelle precedenti riunioni del
Consiglio di Borgata, a differenza di quanto
avviene a Ginosa, non hanno un luogo di riferimento dove poter corrispondere la retta
per la pubblica illuminazione del cimitero, reputa il provvedimento oltremodo ingiusto nei
confronti dei cittadini e chiede a nome del
suo gruppo che i marinesi siano trattati come
tutti i cittadini del Comune e abbiano in loco
un servizio di pagamento per la pubblica illuminazione delle lampade votive, nonché la
riattivazione immediata del servizio.
Altro punto di discussione la famigerata pista ciclabile. Siamo alla vigilia dell’estate e
ancora non si è definito nulla in merito a tale
provvedimento amministrativo.
Il Comitato di frazione si è espresso quasi
all’unanimità favorevole al ritiro del provvedimento, solo un voto contrario.
“ Al nostro parere dovrebbe aver seguito
l’azione dell’Amministrazione Comunale
che, se non agisse secondo la volontà del
Consiglio di Borgata e della cittadinanza,
spiega il signor Conte, si troverebbe contro la sua stessa maggioranza politica in
seno al Consiglio di Borgata oltre che noi
della minoranza!”
Durante i lavori, spiega ancora Conte, il
PD ha presentato un documento in cui si
prende atto del declino della situazione
occupazionale nel territorio, declino che
coinvolge numerose famiglie di Ginosa
Marina.
In sintesi si ci riferisce agli imminenti provvedimenti di Cassa Integrazione cui verranno sottoposti numerosi dipendenti delle ditte Miroglio e TBM che hanno i loro
stabilimenti tra Ginosa e Marina di Ginosa.
Già sono pronte circa 140 lettere di Cassa
Integrazione in Miroglio che fattivamente
costituiscono l’anticamera al licenziamento e quindi alla povertà per altrettante famiglie.
Il PD chiede a stretto giro di posta di concordare un incontro con CGIL, CISL e UIL
e con i sindacati convocare le amministrazioni delle suddette aziende per trovare
insieme soluzioni valide per scongiurare
oggi la Cassa Integrazione e domani il licenziamento.
La proposta è stata votata all’unanimità.
“Ci è stato presentato per il voto il documento politico programmatico a breve,
medio e lungo termine, lo stesso, continua
il consigliere Conte, che abbiamo stilato
noi nell’autunno scorso, con la differenza
che il nostro era più completo e argomentato. Si trattava quindi di votare un provvedimento pensato da noi per cui il voto è
stato favorevole.”
Era previsto per Lunedì 26 un aggiornamento del Consiglio per decidere se presentare entrambi i testi o, nel caso contrario, quale dei due. Da quello definitivo
si estrapoleranno i punti più impellenti che
figureranno nell’o.d.g. dei prossimi Consigli di Borgata.
Il signor Conte conclude assicurando la
cittadinanza che questa non è che la prima
delle azioni difensive che il PD intende intraprendere a tutti i livelli politici e istituzionali per la salvaguardia dei diritti e il bene di
Ginosa Marina.
Antonello Lovecchio
Novità in
Agricoltura per
Studenti e Pensionati
In data 02 Maggio 2008 è stato pubblicato
sulla G.U. il Decreto del Ministero del Lavoro del 12/03/2008 con il quale si avvia
la sperimentazione del lavoro accessorio
per l’esecuzione di vendemmie di breve
durata ed a carattere saltuario effettuato da Studenti e Pensionati.
Si tratta di una innovazione voluta dall’ex
Ministro del Lavoro DAMIANO e dall’ex
Ministro dell’Agricoltura DE CASTRO; in
effetti per studenti e pensionati arrivano
i buoni lavoro finalizzati ad eliminare il lavoro nero e salvaguardare quelle attività
di breve durata come appunto la vendemmia. In termini operativi, per ricorrere alle
prestazioni, i Datori di Lavoro dovranno
acquistare dall’INPS uno o più carnet di
buoni lavoro del valore nominale di Euro
10,00 con i quali retribuire i pensionati e
studenti. Questi ultimi a fine attività lavorativa riscuoteranno in denaro il valore
netto pari ad Euro 7,50 mentre le restanti
Euro 2,50 saranno ripartite in Euro 0,50
per spese di gestione, Euro 1,30 alla gestione separata INPS ed Euro 0,70 all’INAIL.
Per l’operatività del nuovo strumento si
attende che le Regioni e le Province interessate provvedono a stipulare apposite
convenzioni con l’INPS entro il 06 Giugno
2008 e cioè 20 giorni dall’entrata in vigore
del provvedimento. Allo stato attuale non
ci risulta che la Regione Puglia e la Provincia di Taranto siano pronte per l’avvio
nei nostri territori del predetto sistema.
Rag. Nicola Natale
Consulente Del Lavoro
42
La Goccia n. 11 - 31 maggio 2008
I provvedimenti…
Dopo il clamore e la spettacolarizzazione (come è solito fare il centrodestra) sui provvedimenti adottati dal Consiglio dei Ministri che
si è svolto a Napoli rimane difficile tentare di
spiegare alla popolazione che sono stati provvedimenti che lasciano molte ombre, per tanto
mi sento di poter dire che la montagna ha partorito il topolino.
Cominciamo dall’economia. ICI.
Mi preme ricordare, che l’abolizione dell’ICI
prima casa era stata abolita dal Governo Prodi per il 40% della popolazione mentre per il
rimanente 60% grazie all’art. 1 comma 5 Legge finanziaria 2008 si sarebbe dovuto detrarre 1,33 per mille sulla base imponibile, per un
importo non superiore ai 200 euro sull’aliquota
applicata dalle Amministrazioni locali.
Quindi, sarebbe più corretto dire che tale
provvedimento completa di fatto ciò che era
già Legge. Oltretutto, con una logica che andava incontro ai ceti medio bassi e con le coperture adeguate, coperture non indicate nel
provvedimento e che servono a compensare
le Amministrazioni locali del mancato introito.
Detassazione degli straordinari e dei premi incentivanti.
Il provvedimento, oltre che essere sperimentale, riguarda soltanto i lavoratori del comparto
privato mentre i lavoratori statali e le forze dell’ordine sono esclusi. Questo provvedimento
oltre ad essere incostituzionale (es. due infermieri uno statale uno azienda privata, deduzione facile) ad usufruirne non saranno 13
milioni di lavoratori in base alle stime fatte dal
Governo, ma molti meno.
Infatti, il Governo non tiene conto “volutamente” di alcune forme di contratto che prevedono orari e giorni di lavoro stabiliti, dei contratti
part-time, dove vengono indicate per Legge le
ore da effettuare per andare incontro alle esigenze dei lavoratori e soprattutto delle donne,
le quali devono conciliare famiglia e lavoro e,
che in virtù di questo sono sicuramente escluse. Inoltre, penso a tutti quei lavoratori con
orari di lavoro ad interruzione e che magari
fanno i pendolari come è assolutamente probabile, oppure ai lavoratori con turni, mattina,
notte, pomeriggio,sera, allora qualcuno potrebbe dire si ma ci sono i premi incentivanti,
chi legge si renderà conto che al centro sud
la stragrande maggioranza dei lavoratori è
esclusa. Questo provvedimento serve soltanto ai grossi gruppi industriali, e preclude alle
assunzioni , perché una piccola azienda per
non andare incontro a ulteriori oneri fiscali non
assumerà nessun altro, ma sfrutterà chi già fa
sacrifici per tirare avanti, togliendo ai lavoratori
quel poco di tempo libero da dedicare agli affetti e con una alta probabilità di incidenti sul
lavoro. In conclusione, la cosa migliore da fare
sarebbe stata quella di abbassare le trattenute
in busta paga a tutti e aumentare le pensioni
cosa della quale non si parla più come se d’incanto il paese fosse diventato ricco.
eventi
Rinegoziazione dei mutui. Su questo punto
inviterei quanti avessero intezione di usufruirne di informarsi attentamente prima
di aderire, perché è vero che al momento
i tassi di interesse tornano al tasso iniziale del 2006, ma in seguito, i risparmiatori
si accorgeranno che alla scadenza non
avranno finito di pagare e in più i tassi di
interesse saranno sicuramente più alti infatti
ADUSBEF e FEDERCONSUMATORI sono
assolutamente contrari.
Questa operazione è stata fatta con una
astuzia senza pari, infatti prima il ministro
dell’economia TREMONTI annuncia su televisioni e giornali che a pagare saranno le
banche , per poi servigli sul piatto d’argento
un’operazione di questo genere che porterà
nelle loro casse molto denaro.
In questi provvedimenti è stato tralasciato il
punto sull’Alitalia , anche questo scomparso
come per incanto. Sostenuto dal Presidente
del Consiglio in campagna elettorale gridando all’italianità per soddisfare i bisogni leghisti (che come è risaputo è attaccatissima
ai colori italiani) è prospettando una cordata che allo stato attuale ancora non esiste,
rompendo ogni trattativa con AIR-FRANCE,
dichiarando più volte l’interessamento di
vari personaggi e compagnie europee che
puntualmente hanno continuato a smentire,
l’unico dato certo sono i 300 milioni di euro
a carico dei contribuenti italiani “tutti”e con
l’esubero certo in qualsiasi modo vada di
1600 lavoratori.
I rifiuti in Campania.
E’ del tutto evidente che al di là delle responsabilità dei vari governi che si sono
succeduti e degli Amministratori Campani,
il Governo attuale non ha fatto altro che rimettere al suo posto colui che aveva fallito
in precedenza (Bertolaso) , il quale, non si è
accorto che il suo braccio destro, unitamente a funzionari della Protezione Civile, disfacevano il lavoro che unitamente al passato
Governo veniva fatto, tanto è vero che nelle
ultime ore tali soggetti sono stati raggiunti da
mandati di arresto da parte della magistratura. Inoltre, sono stati indicati, quali saranno i
siti di stoccaggio e dove dovranno nascere
i termovalorizzatori (cosa peraltro già fatta
dal precedente governo) per poi rendersi
conto effettivamente di quali siano le reali
difficoltà dello smaltimento, tanto è vero che
vi sono stati scontri tra manifestanti e forze
dell’ordine come succedevano precedentemente, ma per il bene dei Napoletani e di
tutti i Campani speriamo che al di là dei vari
provvedimenti si rendano disponibili a una
discussione seria ed approfondita.
Il disegno di legge sulla sicurezza.
Questo è il provvedimento più demagogico
degli altri. Non hanno fatto altro che seguire
le stesse linee tracciate dal precedente decreto del Ministro Amato, con la differenza
dell’inasprimento delle pene, che andrebbero bene, se solo si fossero ricordati che in
Italia il problema non sono le leggi ma la
certezza della pena .(d‘altra parte cosa si
pretende da questo Governo, considerato che emana le Leggi per non essere condannati). Inoltre, per fare meglio
hanno voluto introdurre il “reato di clandestinità”.
Sull’attuale flusso di immigrazione, i nostri politici hanno preferito nel corso degli
anni sottovalutare, preferendo far finta
di niente per non scontentare il proprio
elettorato, siano essi gli iperdemocratici
di sinistra, quelli solidaristici cattolici, sia
quelli populisti di destra. L’ultima Legge
emanata, la Bossi-Fini, risolve a parole
il problema, perché, si interessa solo
di limitare i flussi di entrata (cosa che
non succede, basta vedere gli sbarchi
quotidiani) ma si dimentica della libertà
dei singoli individui. Gli Italiani, invece
dovrebbero ritornare indietro con la memoria , di quando agli inizi del secolo
scorso e nel dopoguerra emigranti verso gli Stati Uniti e verso il nord Europa
sprovvisti di documenti, dormivano sotto i ponti di New York o nei sottoscala
di Liegi per paura di essere espulsi, ma
l’Italia “ricca” preferisce dimenticarsene. Ed è proprio da quella parte d’Italia
che una forza separatista come la Lega su questi argomenti cavalca l’onda
dell’emotività , aiutata dalle televisioni
, dai giornali locali (mass media di cui
sono in possesso in tutto il nord Italia)
e dall’attuale Governo di destra, (mass
media a livello nazionale) attuano una
politica un tempo antimeridionalista,
oggi antiextra comunitari promettendo,
protezione di interessi, facendo montare nella popolazione un tipo di protesta
tradizionalmente populista, sfociando
nel razzismo e nel fascismo. A questa
intolleranza si aggiunge una forma di
“razzismo economico” attuando sui meno tutelati e sui più bisognosi uno “sfruttamento” che va dal bracciante agricolo,
all’operaio edile, alle contraffazioni, agli
affitti in nero e così via, privandoli dei
propri documenti come garanzia e portandoli di fatto alla clandestinità. A tutto
questo si aggiunge la criminalità organizzata, mafia, camorra ed altre, che si
servono di molti cittadini extracomunitari per lo spaccio della droga , per la
prostituzione ed altro.
La cosa paradossale è che mentre da
una parte gli insegnamo il non rispetto
delle regole, dall’altra vogliamo che loro
siano virtuosi. Pertanto, uno Stato come l’Italia considerato da dove viene,
meriterebbe da parte dei nostri governi una maggiore attenzione su questo
problema, non facendolo passare per
una guerra fra “poveri”, ma emanando
delle Leggi serie che vadano incontro
al rispetto reciproco delle culture e delle
regole punendo severamente coloro i
quali non le attuano, siano essi italiani
o di altra nazionalità.
Faenza Salvatore
La Goccia n. 11 - 31 maggio 2008
eventi
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L’oratorio ANSPI Cuore Immacolato ASD
ancora protagonista ai tornei zonali di calcio a 5
Dopo la vittoria dello scorso anno alle finali
nazionali svoltesi a Bellaria - Igea Marina,
i ragazzi del nostro oratorio sono stati protagonisti anche quest’anno, conquistando
il primo posto per le categorie Juniores e
Seniores di calcio a 5 nella fase zonale del
torneo “Gioca con il Sorriso”, organizzato
dall’A.N.S.P.I..
Il 2008 è incominciato per il nostro oratorio con l’elezione del nuovo direttivo (che
resterà in carica per i prossimi tre anni) e
l’adeguamento dello statuto ad associazione sportiva dilettantistica.
È ricominciata quindi l’avventura dei tornei
di calcio a 5 e quest’anno il nostro circolo,
essendo cresciuto, ha iscritto per la fase zonale 2 squadre. La prima è composta da ragazzi nati negli anni 1991 - 1992 (categoria
Seniores) e l’altra da ragazzi nati negli anni
1993 - 94 - 95 (categoria Juniores).
Al termine di questa prima fase le nostre
squadre si sono classificate al primo posto
per categoria: la squadra seniores ha colle-
zionato 5 vittorie e 1 sconfitta; la squadra
juniores ha stravinto collezionando 4 vittorie su 4 partite.
Per entrambe le squadre si aprono le porte delle finali regionali che si terranno a
Bari il 22 giugno p.v.
Prima di elencare i ragazzi che stanno
vivendo questa fantastica avventura, ringraziamo i padri monfortani, che ci sono
sempre vicini fisicamente e spiritualmente; l’amministrazione comunale (nelle
persone del Sig. Sindaco e dei consiglieri
Limitone e Bradascio, sempre sensibili
a queste iniziative) che quest’anno ci ha
aiutato economicamente; infine la sala
ricevimenti “Imperatore di Puglia”, nostro
sponsor .
Il nuovo direttivo dell’oratorio ANSPI Cuore Immacolato ASD è così composto:
Presidente: Leonilda Vizzielli,
Vice Presidente: Padre Andrea Pesenti
Tesoriere: Michele Laera
Segretario: Pietro Vizzielli
Consigliere: Nunzio Miccoli
I ragazzi che fanno parte delle squadre sono:
Juniores: Barberio Giuseppe, Bavaro Cristian, Bramo Fabio, Catucci Antonio, De Iacovo Giacomo, Delfino Leonardo, Dragone
Francesco, Ribecco Francesco, Santantonio
Giuseppe, Santantonio Vincenzo; allenatore: Nunzio Miccoli; dirigente accompagnatore: Luca Miccoli,
Seniores: Bianco Antonio, Castellano Marco,
Costantino Giuseppe, D’attoma Domenico,
Iacovino Antonio, Lasorella Nicola, Maggiore Angelo, Mancino Andrea, Pagone Gennaro, Ranaldo Gianluca; allenatore: Francesco
Russo; dirigente accompagnatore: Angelo
Toma.
A tutti questi giovani auguriamo di partecipare ancora una volta alle finali nazionali e
portare a casa un meritato successo.
L’ADDETTO STAMPA
Pietro Vizzielli
44
eventi sportivi
La Goccia n. 11 - 31 maggio 2008
CALCIO A CINQUE
IL TEAM GINOSA CONCLUDE IL CAMPIONATO AL DECIMO POSTO.
LA SALVEZZA PASSA PER I PLAYOUT.
Saranno i playout a determinare se il TEAM
GINOSA potrà disputare la prossima stagione nel campionato di serie C2, questo
è quello che si augurano tutti gli addetti ai
lavori vicini alla compagine ginosina, oppure dovrà fare compagnia alle già retrocesse NOCI, MANDURIA, A. GINOSA e COCOON.
La gara di andata si disputerà sabato 31/05
in trasferta a PUTIGNANO dove bisognerà
cercare di ottenere un buon risultato in vista
della gara di ritorno, in programma il 07/06 a
GINOSA, dove la squadra dovrà tirare fuori
la grinta e le ultime energie per consentire
di ottenere la promozione che senza dubbio
questa formazione si è conquistata sul campo durante tutto il campionato.
Quello che invece è emerso dal calcio giocato, nelle due ultime gare di campionato,
è una formazione che rimedia due sconfitte
al cospetto di squadre inferiori come NOCI, già in D, e MONTELLI, avversaria nei
playout. Ma quello che fa più riflettere sono le prestazioni penose offerte dal TEAM
GINOSA a dimostrazione che la squadra
è stanca e non ha più lucidità mentale per
poter disputare delle gare che sulla carta
la vedono nettamente favorita. Questo è
successo in trasferta a NOCI dove la compagine ginosina ha subito un perentorio 5-
2 che non lascia spazio a recriminazioni o le occasione da gol create ma sciupate, e
a qualsiasi altro tipo di attenuanti. E’ stata altrettanta insufficienza in fase difensiva
una gara disputata nella maniera peggiore dove il veterano SABATO ha impedito, con
dall’inizio alla fine, salvo i primi minuti del alcuni provvidenziali interventi, che il passecondo tempo quando la squadra ha rea- sivo fosse più largo del 2-1, a favore degli
gito allo svantaggio con cui si è chiusa la avversari, con cui si è chiuso il match.
prima frazione, col punteggio di 2-1 per gli Resta il rammarico di non aver onorato fiavversari, riacciuffando subito il pari con la no alla fine il proprio campionato perché
rete di D’ANGELO. Da quel momento in poi queste ultime due gare erano ampiamenla squadra rinunciava a giocare e subiva te alla portata della compagine ginosina e
nettamente il gioco avversario che ottene- avrebbero permesso, in caso di vittoria, di
va agevolmente la vittoria al cospetto di una chiudere degnamente una stagione che
ha visto il TEAM GINOSA sperperare punti
formazione spenta e senza reazione.
Ancor peggiore la gara disputata in casa fondamentali, soprattutto nel girone di ancontro il MONTELLI, formazione giunta al- data, che avrebbero potuto tranquillamenl’undicesimo posto ma che ha portato via te garantirle la salvezza matematica.
sei punti al TEAM GINOSA in questo cam- Appuntamento a tutti gli appassionati di
pionato, sia sotto il punto di vista atletico calcio a cinque a sabato 7 giugno, palazche tattico e tecnico perché la formazione zetto dello sport, quando ci sarà bisogno
scesa in campo, seppur rimaneggiata nel del sostegno di tutto il pubblico per la gara
collettivo, mancavano uomini di spessore di ritorno del TEAM GINOSA valida per la
come D’ANGELO, PASCALE, PIZZOLLA e permanenza in serie C2.
MARINO MENZELLA
SPINELLI, senza considerare l’infortunato
D’ANDRIA già da molto tempo assente dai
campi di gioco al quale
29ª giornata serie C2 girone C
vanno gli auguri da parte A. LATERZA – COCOON
18-2
di tutta la società per la A. GINOSA – H. BRINDISI
5-5
sua guarigione, ha dimo- EDEN MANDURIA – SPORT 2000
12-5
strato scarsa lucidità in MARTINA – FK PUTIGNANO
2-4
fase offensiva, tantissime MONTELLI – TOCO CONVERSANO
2-3
NADIR – DRIBBLING
NOCI 2006 – T. GINOSA
PALAGIANO – A. FASANO
4-1
5-2
6-2
30ª giornata serie C2 girone C
A. FASANO – A. LATERZA
9-7
COCOON FASANO – NOCI 2006
4-7
DRIBBLING – EDEN MANDURIA
9-4
FK PUTIGNANO – A. GINOSA
6-2
H. BRINDISI - PALAGIANO
4-6
SPORT 2000 - MARTINA
2-5
TEAM GINOSA - MONTELLI
1-2
TOCO CONVERSANO – NADIR
0-0
CLASSIFICA FINALE
A.FASANO
TOCO CONVERSANO
DRIBBLING
NADIR
H. BRINDISI
PALAGIANO
A. LATERZA
FK PUTIGNANO
G. MARTINA
T. GINOSA
MONTELLI
SPORT 2000
NOCI 2006
MANDURIA
A. GINOSA
COCCON FASANO
81
70
64
61
55
52
51
50
49
36
33
29
28
22
18
0
Promossa in C1: Atletico Fasano
Play-off (and. 31/05 – rit. 07/06; finale tra le vincenti and. 14/06
– rit. 21/06) Multiservice-Toco Conversano e Nadir PutignanoDribbling Taranto
Play-out (and. 31/05 – rit. 07/06, le perdenti retrocedono in D)
Sport Putignano-Gioventù Martina e Montelli Putignano-Team
Ginosa
Retrocedono in D: Noci Azzurri, Eden Manduria, Atletico Ginosa
e Cocoon Fasano.
eventi sportivi
La Goccia n. 11 - 31 maggio 2008
45
SCUOLA RAFFAELE LEONE – MARINA DI GINOSA
L’incontro
con l’autore Prof. Antonio Cazzetta
Autore del Libro “DAL FEUDO DEGLI ALCANICES A MARINA DI GINOSA”.
Ha portato il saluto il Dirigente Scolastico della Scuola Leone Prof. Giambattista Mauro che ha messo in evidenza l’innovazione che ci
deve essere nella scuola che si deve muovere in un’ottica europea e facendo riferimento all’autore del libro ha appezzato per come ha
agito ed ha operato con il rigore dello scienziato, mettendo in evidenza che da quando il contadino è cominciato ad essere imprenditore
agricolo è partita l’elevazione sociale di tutte le classi sul territorio.
E’ passata la parola al Vice Sindaco di Ginosa Rag. Felice Vizzielli nonché Assessore alla Pubblica Istruzione, spiegando che l’autore è
voluto essere presente in questo Istituto perché nel libro si parla ampiamente di Marina di Ginosa, dalla sua nascita come centro urbano,
descrivendo e facendo vivere storie di fatti realmente accaduti, storie di persone e di vita vissuta: la stazione con la sua
ferrovia, la prima autocorriera, il primo medico condotto, il
primo parroco, la prima chiesa, la prima banca tutta marinese, il ruolo dell’opera Nazionale dei Combattenti, nell’assegnazione dei terreni ai reduci di guerra, dell’Ente Riforma per
lo sviluppo agricolo, dell’arrivo dei Polesani e cosi’ via.
Dice l’Assessore Vizzielli che leggendo il libro immagina l’autore protagonista e al centro del periodo che viene preso in
esame, 1800 fino al 1950 e dal di dentro ci viene a raccontare gli usi, i costumi, l’evoluzione della classe bracciantile.
Plaude all’autore per l’orgoglio delle sue origini contadine,
per la dedica a suo padre e per l’interesse e la curiosità che
può suscitare nelle giovani generazioni.
Il Delegato Sindaco di Marina di Ginosa Leonardo Galante
mette in evidenza che il Prof. Cazzetta con questo lavoro
MEDIO FONDO DELL’ALTA MURGIA
offre una testimonianza di affetto e di profondo amore per il
nostro territorio ricco di fascino e bellezze naturali; ha messo
impegno nella ricerca per far conoscere a tutti noi e soprattutto ai giovani le condizioni di vita di un tempo, le tradizioni,il
senso profondo della storia locale.
La parola al Dirigente scolastico dell’Istituto S. G. Bosco di
La gara ciclistica svoltasi domenica 18 maggio nel comune di Santeramo
Ginosa, Prof. Vincenzo Calabrese, ospite della scuola R.
in Colle, si è conclusa con un avvincente sprint a due, vinto da Colonna
Leone e soprattutto amico personale dell’autore Prof. AntoPaolo, viene archiviato il V Trofeo Raffele Digregorio “ Memorial
nio Cazzetta.
Donato Girasoli “, una gara con la partecipazione di quasi 200
Ricordava che presso l’Istituto R. Leone ha mosso i primi
cicloamatori sfidando il forte vento che ha condizionato l’intera gara, si
passi da docente e resta attaccato al territorio; l’importansono radunati fin dal mattino nella cittadina di Santeramo, con partenza
za della didattica nella storia locale e quando sia importante
alle ore 9.00 il percorso di 120 chilometri, abbastanza impegnativo
l’orgoglio di appartenenza pensando già da subito ad introvedeva interessati i comuni di Cassano, Altamura, Acquaviva,
durre l’insegnamento della Costituzione Italiana nelle scuole.
L’incontro con l’autore è un percorso didattico che avvicina
Gioia del Colle e con arrivo a Santeramo, i 200 corridori non si sono
il ragazzo alla lettura, e il prof. Antonio Cazzetta racconta in
certo risparmiati, dando vita a una bella manifestazione sportiva.
maniera encomiabile la storia locale e nel raccontare, racAl via gli atleti del Genusia Bike, Tangorra Erasmo (velocità media
conta se stesso.
35.67), protagonista di una gara eccezionale sempre con ottime
Parla adesso l’autore precisando che il suo lavoro è un testo
prestazioni si è piazzato 60° assoluto, Punzi Giovanni, Buonsanti
storico documentato e spiega come si compone la struttuDomenico, Bello Roberto, Fiore Giuseppe tutti con una velocità
ra partendo con lo studio dalla venuta in Italia dei francesi
media km/h di 30.55, Piccenna Luigi, D’angelo Luciano e Chiancone
nell’anno 1806 portando un’importante rivoluzione nel nostro
Carmine (VM 26.10).
territorio che è quella della Riforma dell’abolizione della serPer tutti i corridori il giusto premio di un lauto pranzo presso Paradise
vitù, esproprio dei terreni per la devoluzione al Comune e
quindi imposero una divisione del demanio comunale fra il
Lost Cafe’ dove si è svolta anche la ricca premiazione dei primi tre
popolo.
classificati per categoria, tutti premi offerti dalle aziende locali vicine a
Ringrazio tutti i presenti, ragazzi e docenti, ringrazia per la
questo sport.
presenza e gli interventi delle Autorità e soprattutto il Preside
Il prossimo appuntamento è alla 4ª prova del Giro del Tacco, che si terrà
Giambattista Mauro che ha aderito all’iniziativa con l’entusiail 1° Giugno a Corato.
smo che gli è consueto.
[email protected] – www.genusiabike.it
Felice Vizzielli
IL PRESIDENTE - Giovanni Punzi
3ª TAPPA DEL GIRO DEL TACCO A
SANTERAMO
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La Goccia n. 11 - 31 maggio 2008
eventi sportivi
Continua il successo del centro karate Pirrazzo
Dopo il grande successo ottenuto il 12 e 13 Aprile
2008 presso il Palasport di Ancona, arriva l’ennesima conferma della grande professionalità di questa scuola sia nel
settore Karate che Kick boxing.
Il 20 Aprile la scuola diretta dal maestro Dino Pirrazzo, per la prima volta fa esordire due piccoli allievi della omonima scuola in una gara nazionale di kick Boxing i
piccoli Gianni Bastelli e Domenico Basto. I due allievi dopo
la loro prima ed estenuante gara si classificano rispettivamente al 2° e 3° solo dietro l’ormai veterano ed anch’esso
ginosino Giuseppe Gentile.
Ulteriore conferma del buon lavoro svolto dal Centro Karate Pirrazzo ed i suoi allievi sono i risultati ottenuti
nella gara del 03 maggio 2008 al toursport di Taranto al
7° memorial Renato De Ronzi anche qui nella categoria
Kumite vanno sul podio ben 6 allievi si classificano al 2° posto nelle rispettive categorie i ragazzi Convertino Michele,
Cinieri Giacomo.
Si classificano al 3° Delfino Domenico, Bastelli Gaetano,
Cazzetta Davide , Cazzetta Daniele.
Scarica

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