MondoNews
a cura del Settore Estero della Camera di commercio di Torino
Pubblicazione mensile - Autorizzazione del Trib. di Torino del 9-05-01 nº 5508
Direttore responsabile: Guido Bolatto - Redazione: Camera di Commercio di Torino – Settore Estero
Via San Francesco da Paola 24, 10123 Torino – Tel. 0115716368
www.to.camcom.it/mondonews
Aiutare le imprese sui mercati esteri:
il programma di attività 2004
della Camera di commercio di Torino
La Camera di commercio di Torino, nel 2004, oltre a confermare
i tradizionali servizi di informazione e assistenza presenta al
mondo imprenditoriale un anno
ricco di iniziative di promozione
e valorizzazione del territorio di
eventi destinati ad aziende che
intendono operare sui mercati
esteri. Vediamole brevemente:
ESTERO
VALORIZZAZIONE del TERRITORIO e PROMOZIONE del
COMMERCIO INTERNAZIONALE
Le attività di promozione delle
aziende piemontesi all’estero
per il 2004 prevedono un intervento per i seguenti settori economici:
- Automotive – partecipazione
alle fiere: Mims (Mosca),
Paace Automechanika Mexico
(Messico), Sae (USA), Aapex
(USA), Automechanika Shangai (Cina). Proseguimento del
progetto From Concept to Car,
per la promozione delle eccellenze piemontesi presso le
maggiori case costruttrici del
-
-
-
-
mondo. Realizzazione di un
portale delle imprese autoveicolari piemontesi e del tradizionale osservatorio per la
componentistica autoveicolare
italiana. Desk di supporto alla
penetrazione del mercato USA
a Detroit e brasiliano a San
Paolo del Brasile. Concorso
internazionale e Mostra a Torino per giovani designer.
Subfornitura industriale - partecipazione alle fiere: Midest
(Francia), Subfor (Germania),
Farnborough
International
(Gran Bretagna), K (Germania).
Promozione
di
www.subforservice.biz -portale
delle imprese piemontesi di
subfornitura.
Ambiente – partecipazione alla
fiera Globo (Canada), missione di affari in Brasile.
ICT – partecipazione alla fiera
Siggraph 2004 (USA), missione di affari in Brasile per II
Incontro italo-brasiliano sul
software.
Arte contemporanea – promozione delle Gallerie d’arte contemporanea torinesi presso
1
fiere internazionali di settore.
- Artigianato artistico – partecipazione alla fiera Maison et
Object (Francia).
- Tessile arredo e Articoli per
scrittura - eventi per penetrazione mercato NAFTA.
- Multisettoriale – missioni di
affari in Brasile e lancio del
Centro Servizi attrezzato per
le imprese a San Paolo.
SERVIZI TEMATICI
TENDER, servizio per le gare
internazionali d’appalto
SOMMARIO
• Aiutare le imprese sui mercati
esteri: il programma di attività
2004 della Camera di commercio di Torino
• SCHEDA PAESE: Cina
• FOCUS La Banca Interamericana
di Sviluppo aiuta l’import-export
verso l’America Latina
• Finanziamenti
• Speciale allargamento UE:
Mancano pochi mesi all’Europa
allargata: i progressi dei paesi
candidati / Scheda paese
Ungheria / Notizie Brevi
Anno 7 - N. 1 – Gennaio 2004
Mondonews - Mensile di informazione della Camera di commercio di Torino
- partecipazione alla fiere International Aid and Trade per le
forniture alle agenzie ONU
- missioni in Banca Mondiale,
Banca Interamericana di Sviluppo, Banca Africana di Sviluppo
- seminari di approfondimento
con relatori delle maggiori istituzioni internazionali
- tavole rotonde per la creazione di sinergie tra PMI per una
partecipazione congiunta a
progetti nei PVS
- monitoraggio e servizio personalizzato di alert su gare e
progetti internazionali e per
forniture Olimpiadi 2006
- informazione e prima assistenza finanziamenti internazionali
di progetti di investimento nel
settore privato.
Per informazioni:
[email protected]
EURO INFO CENTRE
Oltre agli ormai collaudati
servizi di informazione, sensibilizzazione e assistenza alle
imprese in materia di programmi
e
normative
europee
(v. www.to.camcom.it/eic) e sulla
cooperazione internazionale tra
imprese
(http://www.to.camc o m . i t / e i c /
cooperazioneinternazionale),
l’Euro Info Centre IT-375 focalizzerà la sua attenzione sui
seguenti temi:
Allargamento
Unione
Europea: proseguirà, in particolare nei primi mesi del 2004, la
campagna informativa volta a
sensibilizzare le imprese piemontesi sulle conseguenze del
prossimo allargamento dell’Unione Europea a 10 nuovi stati
membri. Saranno organizzati
nuovi seminari e proseguiranno
le altre azioni informative (sezione “Speciale Allargamento UE”
su Mondonews, distribuzione di
opuscoli informativi, continuo
aggiornamento della sezione
dedicata all’allargamento del
sito
camerale,
www.to.camcom.it/allargamento).
Appalti: grazie al progetto
ALPPS
(v.
Mondonews
11/2003), sarà più facile per le
PMI piemontesi partecipare agli
appalti pubblici nelle regioni alpine confinanti. Saranno organizzati diversi seminari sul tema
degli appalti, pubblicata on-line
una guida sulle diverse legislazioni nazionali in materia e
diventerà operativo il sistema di
diffusione elettronica delle gare
di appalto nelle regioni alpine ad
un campione di PMI.
Per informazioni:
www.to.camcom.it/alpps
ne presso le imprese (e l’eventuale accompagnamento delle
stesse) di eventi di questo genere organizzati da altri organismi
europei appartenenti alla rete
IRC (maggiormente nel settore
automobilistico ed aerospaziale). In particolare, sono previste
molteplici attività per il settore
aerospaziale (pubblicazione e
presentazione dello studio di
settore, creazione di un sito
web, partecipazione alla Fiera
aerospaziale
“Farnborough
International” con uno stand istituzionale nel mese di luglio
2004, organizzazione di missioni
di imprese)
INNOVAZIONE TECNOLOGICA
Attività dello Sportello APRE:
Nell’ambito delle attività dello
Sportello APRE (Agenzia per la
Promozione della ricerca europea), oltre alla consueta assistenza in materia di ricerca partner per la partecipazione a progetti e nella redazione delle proposte, si prevede l’organizzazione di alcune iniziative per presentare le opportunità di finanziamento offerte dal VI Programma
Quadro in vari settori.
TEEE INN
Nell’ambito del progetto europeo
TEEE INN finalizzato a dare
assistenza alle start-up innovative, è prevista l’organizzazione di
un incontro formativo per le startup, e, come per la passata edizione, l’accompagnamento di
start-up innovative all’evento
annuale di incontro con gli investitori (IVCS) che si terrà a
Sophia Antipolis nel mese di
dicembre 2004. Inoltre, si proseguirà nell’attività di segnalazione
a queste imprese di altri eventi
giudicati potenzialmente interessanti per loro.
Attività IRC
Nell’ambito del progetto europeo
ALPS per il trasferimento di tecnologia a livello transnazionale
saranno organizzati alcuni seminari tecnici con tematiche riguardanti i settori di maggior interesse per le PMI torinesi. Si prevede inoltre l’organizzazione di un
evento di interscambio tecnologico all’interno della manifestazione Infomobility 2004 (come
già avvenuto in occasione della
scorsa edizione nel mese di
novembre 2003) e la promozio-
Attività generali
Infine, nell’ambito delle attività
più generali per la promozione
dell’innovazione
tecnologica
sono previste la realizzazione e
pubblicazione di una “vetrina”
sulle imprese innovative piemontesi, l’aggiornamento e
ampliamento del repertorio dei
centri di ricerca in Piemonte, uno
studio sulle difficoltà ed esigenze finanziarie delle start-up innovative e la pubblicazione di una
guida per la partecipazione delle
PMI al VI Programma Quadro.
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Anno 7 - N. 1 – Gennaio 2004
Mondonews - Mensile di informazione della Camera di commercio di Torino
Scheda Paese
CINA
Dati macroeconomici e congiuntura
Superficie
9.575.388 Km_
Capitale
Pechino (6.800.000 ab., 11.300.000 aggl. urbano)
Popolazione
1.273.111.000
Lingua:
Il 95% della popolazione, ovvero più di un miliardo di persone, parla cinese o
putonghua-mandarino, una delle 5 lingue riconosciute all’interno delle Nazioni Unite. Alcune minoranze
parlano lingue non cinesi, come tibetano, mongolo, lolo, miao e thai. Il cinese è parlato anche da consistenti comunità di immigrati nell’Asia sudorientale, in America settentrionale e nelle isole Hawaii ed è, fra
le lingue, quella con il maggior numero di parlanti di madrelingua, seguita dall’inglese e dallo spagnolo.
Tra i tratti distintivi, il più importante è sicuramente quello di essere monosillabica e tonale, il che significa
che per distinguere parole di suono simile, ma significato differente, la lingua cinese fornisce loro di un
suono musicale distintivo.
Moneta
Yuan cinese
Dopo la presidenza di Jiang Zemin, il quadro politico della Cina si è rinnovato grazie al Presidente Hu Jintao ed al Primo Ministro Wen Jiabao. La nuova generazione di politici sembra più moderna ed orientata al
panorama internazionale, e tutto ciò si sta traducendo in una maggiore apertura e una crescente volontà
di cooperazione con l’Occidente, in particolare con gli Stati Uniti. Il potere politico si sta infatti rendendo
conto della fondamentale importanza nel ridurre le divergenze con i poteri esterni.
La risultante è quindi un crescente incoraggiamento del settore privato come via della compensazione
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Anno 7 - N. 1 – Gennaio 2004
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semestre del 2003, con una crescita del 22%;
anche le importazioni sono cresciute del 40%,
restando comunque inferiori al livello di export, a
causa dell’alto grado di specializzazione della
Cina nell’ICT.
per il fallimento del sistema economico centralizzato, ed è evidente come gli sforzi siano reali,
con il settore pubblico che rappresenta ormai il
30% dell’intera economia cinese.
La linea di condotta delle autorità consiste nel
proporre una politica multilaterale da confrontare,
se non da opporre, a quella considerata unilaterale degli Stati Uniti. Per essere credibili, tuttavia,
sarà necessario che queste tendenze riformiste
siano effettive e portate a reale compimento. Il
Summit Sino-EU dell’ottobre 2003 ha concretizzato l’impegno di mutua collaborazione tra le
potenze economiche occidentali ed orientali, di
cui alcuni primi tentativi sono stati, ad esempio, la
partecipazione della Cina al satellite Galileo e la
semplificazione dell’uso di carte di credito quali la
Visa per i turisti Cinesi in entrata nell’Unione
Europea.
Il grande impegno dell’ultimo anno per la classe
politica cinese è stata vincere la minaccia della
SARS, e questo ha creato un nuovo clima di fiducia che sta contribuendo alla stabilizzazione della
leadership, sebbene il potere non sia ancora del
tutto consolidato e le tensioni non siano completamente da escludere.
L’impatto della SARS sulla crescita economica è
stato in ogni caso inferiore alle previsioni. Nel
periodo del picco della malattia – aprile-maggio
2003 – la Banca Mondiale aveva previsto una
decisa flessione del GDP (Gross Domestic Product, PIL) del 7,2%, e si percepiva un deciso pessimismo soprattutto per il turismo, i trasporti ed i
servizi. Tuttavia la crescita economica nel 2003 è
risultata stupefacente: a settembre il tasso di crescita aveva già raggiunto l’8,50%, e addirittura la
Cina oggi sembra essere preparata ad ulteriori
nuove ricadute, anche se restano sospetti per
una eventuale ricaduta nel 2004.
Le esportazioni sono state in rialzo sin dal primo
In effetti i settori che hanno guidato la crescita
economica sono:
Ø
Ø
Ø
Ø
Telecomunicazioni
Computer
Elettronica
Trasporti
Questi settori hanno contribuito per il 9,4% alla
crescita industriale del paese. L’International
Monetary Fund sostiene che la crescente partecipazione delle imprese nelle attività di export,
parallelamente alla delocalizzazione della produzione in Cina, sono state influenzate dall’entrata
della Cina nel WTO, e questo ha fatto aumentare
gli investimenti grazie ad una maggiore fiducia
nella stabilità economica e sociale del paese.
Guardando il ruolo della Cina nell’economia globale, si può tuttavia notare che essa ricopre un
ruolo ancora modesto nel commercio mondiale.
Il deficit fiscale si è allargato al 3,2% del PIL nel
2003, ma ci si aspetta un calo al 3% nel 2004,
mentre il PIL potrebbe arrivare a 7,7%.
Il 2004 sarà probabilmente l’anno in cui l’impegno
del WTO si farà più consistente e visibile, soprattutto per ciò che concerne il commercio e il settore distribuzione.
Le opportunità d’affari in Cina per il 2004 ci sono
e sono reali, soprattutto per il settore manifatturiero, in cui la Cina sta diventando sempre più
competitiva grazie a prodotti sempre più sofisticati. I settori che spiccano nel panorama economico
del 2004 sono:
Ø Automotive
Ø Chimico
Ø Apparecchiature relative al
settore energetico
mentre per altri settori come il
turismo ovvero dei servizi
finanziari questo risulterà un
anno di assestamento e di
decise prese di posizione in
merito alle linee guida.
Per molte imprese, la Cina
rappresenta ancora una realtà
lontana, o una economia
Source: MOFCOM
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Anno 7 - N. 1 – Gennaio 2004
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q La Legge relativa alla tassazione sui Profitti per le
società con quote di capitale
estero e per le società estere
q La normativa transitoria di
guida agli investimenti Esteri
Il catalogo industriale per gli
investimenti Esteri
q La normativa transitoria
relativa agli investimenti esteri
in Cina
q Le leggi relative a fusioni e
separazioni si società estere e misure di liquidazione per società con quote di capitale estero.
emergente che sfrutta l’onda del momento (come
Brasile e Messico). Quest’idea risulta sbagliata, e
coloro che sottostimano il potenziale economicoindustriale della Cina rischiano di perdere una
grossa opportunità, e quindi non è tanto rischioso
investire in Cina, piuttosto potrebbe risultare
rischioso non farlo.
Tale corpus giuridico è comunque in fase di continua elaborazione e riesame, anche in considerazione della partecipazione della Cina al WTO. Ad
esempio, nel 2000 la Cina ha rivisto in accordo
con le regole del WTO, la normativa relativa alle
joint venture contrattuali e quella relativa alle
società estere, abolendo inoltre alcune restrizioni
riguardanti la contabilità in valuta estera e la localizzazione delle forniture. Nel 2001, anche la
Legge sulle società miste ha subito un profondo
cambiamento.
Fonti: Interchina, Ice, Istat, Cina Oggi
Gli Investimenti esteri
Al fine di permettere l’insediamento degli investimenti esteri nella misura più ampia possibile, la
Cina, in questi ultimi anni, ha elaborato un quadro
legislativo abbastanza completo in materia, tale
da garantire i diritti delle aziende estere di operare liberamente in Cina nonché proteggere gli interessi legittimi degli investitori cinesi e stranieri.
Basti solo ricordare che la legge base sulle joint
ventures (The Law of the People’s Republic of
China on Chinese-Foreign Equity Joint Ventures)
risale al 1979. Da quella data, il governo cinese
ha promulgato una serie di leggi e regolamenti
sullo stabilimento, l’operatività, il termine e la
liquidazione delle società a capitale estero, di cui
tre rappresentano i pilastri: la Legge sulle società
cinesi a capitale misto.(Law of the People’s Republic of China on Chinese-Foreign Equity Joint
Ventures), la legge sulle società cinesi con capitale estero al 100% (Law of the People’s Republic
of China on Wholly Foreign-Owned Enterprises) e
la legge sulle società a capitale misto di tipo contrattuale(Law of the People’s Republic of China
on Chinese-Foreign Contractual Joint Ventures);
allegati a queste principali leggi, vi sono anche
regolamenti attuativi quali:
q La Legge sulle Società della Rep. Popolare
Cinese
Formalità e procedure per avviare una società in
Cina
In accordo con le leggi cinesi, la costituzione di
imprese con capitale estero è soggetta ad una
procedura individuale di esame, approvazione e
registrazione da aprte del governo. In generale,
la costituzione di società a capitale misto ovvero
totalmente straniere, segue le seguenti fasi:
l) presentazione del progetto di investimento
all’autorità competente (Dipartimento della pianificazione o Amministrazione del rinnovamento tecnologico) e successivo ottenimento dell’approvazione, necessario prima di intraprendere anche solo un primo studio di fattibilità;
2) presentazione di uno studio di fattibilità alle
due autorità competenti al fine di ottenere il
nulla osta; tale approvazione darà autorità alla
futura impresa per aver la personalità giuridica
e avere quindi la facoltà di siglare documenti
legali, come ad esempio lo statuto o contratti.
3) presentazione dello statuto e dell’atto di costituzione dell’impresa presso il dipartimento di
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Anno 7 - N. 1 – Gennaio 2004
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la strategie del governo cinese vertono a promuovere determinati settori, aprendoli agli investitori esteri, vietandone invece altri.
Nel giugno 1995 è stato pubblicato un catalogo
relativo agli investimenti esteri, in cui i progetti
industriali sonno divisi in quattro categorie: investimenti incoraggiati, limitati, proibiti. Nel tardo
1997, il Governo cinese ha redatto modifiche al
vecchio catalogo, in considerazione delle evoluzione dell’ambiente economico internazionale, ed
ampliando la gamma di investimenti incoraggiati
che devono essere conformi alle nuove norme
sulla riconversione industriale, apportare nuove
tecnologie ed incoraggiare lo sviluppo di alcune
aree della Cina centrale ed occidentale. Il nuovo
catalogo include: nuove tecniche agricole, risorse
energetiche, comunicazione, materie prime di
importanza rilevante, high tech, investimenti rivolti all’export e progetti di attrazione di valuta estera, utilizzo integrato e rigenerazione delle risorse,
prevenzione dell’inquinamento ambientale, e sviluppo delle aree svantaggiate.
Gli investimenti esteri sono principalmente diretti
al miglioramento tecnologico dell’industria tradizionale ed allo sviluppo di progetti labour-intensive nei settori chiave per l’economia cinese, così
come definiti dalle linee strategiche del governo.
Gli investimenti esteri hanno invece il divieto in
settori sensibili che potrebbero pregiudicare il
pubblico interesse o la sicurezza del Paese.
esame e ratifica, che rilascerà un certificato di
Approvazione per Società con capitale estero,
previa approvazione del Ministero del Commercio Estero e Cooperazione Economica.
4) Con tale certificato di approvazione, l’investitore può avviare le procedure di registrazione
della nuova impreso presso l’amministrazione
“dell’industria e del commercio”.
In base alle leggi cinesi, il governo adotta un
sistema amministrativo di classifica per gli investimenti esteri, utilizzato anche da province, comuni, regioni autonome che hanno il potere di esaminare ed autorizzare i progetti di investimento di
ammontare inferiore a 30 milioni di dollari, per le
aeree indicate dallo Stato. Per progetti di ammontare più elevato, l’autorità diretta di riferimento è
la State Development Planning Commission
ovvero la State Economic and Trade Commission, mentre lo statuto e l’atto di costituzione dell’impresa sono esaminati dal solo Ministero per il
commercio estero e cooperazione Economica.
Molte province, regioni autonome o comuni posti
sotto il diretto controllo del governo centrale
hanno di recente stabilito dei centri di informazioni per gli investitori esteri (che forniscono assistenza e consulenza legale e amministrativa
dalla presentazione della richiesta alla definizione
dell’atto societario).
Al fine di sviluppare determinati settori industriali,
L’investimento estero in Cina
Esistono ovviamente differenti forme per avviare un attività in Cina e diverse forme societarie che
possono essere utilizzate dagli investitori stranieri:
L’Ufficio di Rappresentanza agisce come collegamento tra le sedi centrali e le agenzie governative
cinesi e i potenziali partner cinesi. Vi sono alcune restrizioni che rendono peculiare la posizione di questi uffici in Cina: per esempio un ufficio di rappresentanza può non ricevere compensi per i servizi che
fornisce, generare direttamente reddito e firmare contratti che generano reddito. Parimenti non viene
riconosciuta agli uffici di rappresentanza la facoltà di importare prodotti, tenere un inventario o vendere. Tuttavia l’Ufficio è intitolato a negoziare degli accordi che dovranno poi essere firmati dalla casa
madre. Solo dopo l’apposita registrazione, il rappresentante straniero può: impiegare cittadini cinesi,
aprire conti bancari, importare effetti personali duty-free, utilizzare insegne con il nome della Casa
madre, usare biglietti da visita con il nome dell’azienda.
La filiale al contrario può compiere le azioni che sono precluse all’ufficio di rappresentanza, anche se non
è considerata una persona legale. In caso di debiti sarà considerata responsabile la casa madre. Per
questo motivo questo tipo di società non è stata utilizzata spesso nelle operazioni straniere in Cina.
L’Equity Joint- Venture è la forma più utilizzata per molte delle operazioni condotte da entità straniere
in Cina. Al partner straniero è richiesta una contribuzione in capitale di almeno 25%. Normalmente
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Anno 7 - N. 1 – Gennaio 2004
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questo tipo di joint venture viene costituita per un periodo fisso di tempo, che va da 30 a 50 anni,
anche se in casi particolari questo limite può essere non osservato. Rischi e profitti sono proporzionali
al capitale detenuto da ciascun partner nella società. La regola generale prevede che le azioni non
siano facilmente trasferibili, anche se esiste un autorizzazione in tal senso da parte del Consiglio di
amministrazione. Un’approvazione è infatti necessaria anche da parte del Governo cinese che si premura in questo modo di evitare disinvestimenti improvvisi e ingiustificati. Nella pratica tuttavia si è visto
che negli ultimi anni le autorità pubbliche sono divenute più flessibili.
Le Co-operative (contractual) Joint Ventures sono l’altra forma utilizzata per costituire una società
con un partner cinese. Anche se la Legge non ne fa esplicita menzione, esistono due diversi tipi di Cooperative Joint Venture:
1. la CJV non ha personalità giuridica. Ciascun partner contribuisce finanziariamente all’iniziativa,
versa le imposte sui profitti e si assume i rischi di eventuali perdite. La costituzione è soggetta alla stipula di un contratto tra i due partner, in cui vengono definiti i rischi, i diritti e le obbligazioni di ciascuna
delle parti. Il vantaggio per l’investitore estero è rappresentato dalla possibilità di contribuire all’iniziativa senza che i suoi apporti vengano capitalizzati come patrimonio proprio della CJV, ciò significa che
egli può riesportare il proprio investimento in qualsiasi momento, a patto che il contratto non preveda
che la proprietà di tutti i beni debba rimanere alla parte cinese alla scadenza naturale della CJV. Il Joint
Management Organization (Comitato di gestione) amministra la CJV ed è costituito da legali rappresentanti nominati dai Partenrs per condurre la gestione del business.
2. La CJV ha personalità giuridica ed è soggetta alle procedure di approvazione e registrazione proprie
delle Equity Joint Venture (EJV), così come alla costituzione di un capitale sociale. Nel contratto, le
parti dovranno anche specificare il metodo di ripartizione degli utili, l’assunzione dei rischi e delle perdite, la forma di gestione, la destinazione dei beni della società al momento del suo scioglimento. Il
Board of Directors (Consiglio di amministrazione) è l’organo più importante e ha le medesime funzioni
e competenze di quello delle EJV, potendo anche deliberare sulla riduzione del capitale sociale e sulla
costituzione di ipoteca sui beni della CJV. E’ certamente interessante notare che a differenza delle EJV,
la CJV può distribuire i suoi profitti anche secondo criteri che prescindono dall’effettiva contribuzione
dei partners al capitale sociale.
Infine le imprese totalmente detenute da stranieri (Wholly Foreign Owned Enterprise – WFOE) costituiscono la forma giuridica adatta per coloro che vogliono operare sul mercato cinese senza la presenza a volte ingombrante di un partner locale di cui si possono non condividere le finalità e gli obiettivi.
Per taluni tipi di imprese, quali la società che fanno essenzialmente ricerca e sviluppo, questa forma
societaria offre il vantaggio addizionale di consentire all’investitore straniero di mantenere un livello più
alto di protezione sulla proprietà intellettuale. Per converso, l’investitore deve tenere conto del fatto che
senza un partner strategico, incontrerà maggiori difficoltà del procedimento amministrativo e in generale in tutte le questioni regolamentari.
Prima delle novità introdotte nel 2001 era previsto che le WFOE potevano essere approvate solamente se l’investimento comportava l’utilizzo di tecnologia avanzata o esportare almeno il 50% del proprio
prodotto ogni anno. Ora tali condizioni non esistono più e viene solamente richiesto che la creazione di
una WFOE porti dei benefici all’economia nazionale.
(Fonte Studio Legale BL&G Shanghai e Studio Legale Becker & Poliakoff, P.A.)
le stesse siano ubicate in Zone economiche speciali, nuove zone industriali , zone high tech, zone
economiche costiere ovvero zone ad alto sviluppo tecnologico, l’ammontare della tassa sui profitti varia dal 15%al 24% (in funzione della zona); il
15% è anche applicato a progetti di investimento
nei settori delle comunicazioni, energia, trasporti
Incentivi agli investimenti
Il governo cinese garantisce un trattamento fiscale preferenziale ad investitori esteri, per regioni o
settori specifici.
1) Tassa sui profitti
Ammonta 33% per le imprese straniere; qualora
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marittimi e fluviali.
Le imprese estere possono anche beneficiare di
esenzioni o riduzioni dal pagamento della tassa
sui profitti qualora il periodo produttivo superi i 10
anni (esenzione per i primi due anni e riduzione
del 50% per i successivi tre anni).
Incentivi analoghi sono previsti per imprese estere che, alternativamente: investono in aree rurali,
adottino tecnologie avanzate, siano export oriented, reinvestano i profitti in progetti con profittabilità a 5 anni, etc.
sul valore aggiunto, la tassa sui consumi e quella
sugli affari per le aziende con quote di capitale estero. Il trasferimento tecnologico e lo sviluppo di
nuove tecnologie da parte di imprese estere sono
viste quali misure per lo sviluppo della domanda
interna ed incoraggiare il rinnovamento tecnologico.
3) Tassa sulle importazioni
Dal 1992 il governo cinese ha ridotto di 9 volte la
tassa per i beni di importazione che attualmente è
circa 12%.
Le attrezzature importate per aziende estere o
per aziende cinesi sono favorite e godono di specifiche esenzioni governative.
2) Tassa sul valore aggiunto:
Dal 1994, il governo cinese ha unificato la tassa
La Cina per le PMI italiane
La difficoltà maggiore per le piccole e medie imprese che decidono di esportare ed investire in Cina è il
discostamento tra le aspettative e la realtà. E’ ancora diffusa l’idea che le grandi dimensioni dell’azienda siano la condizione sine qua non per il radicamento nel paese.
Il dato di fatto è comunque che l’Italia è al secondo posto come export tra i paesi dell’UE dietro la Germania, considerazione che fa capire come le PMI possano vendere con successo.
Secondo uno studio della Camera di Commercio Italiana in Cina, è fondamentale per le imprese una
visione di lungo periodo, in cui le vendite siano integrate con l’assistenza post-vendita, anche attraverso la presenza costante e capillare verso i clienti, il che significa forme efficaci di cooperazione in loco.
Lo slancio economico della Cina, la sua determinazione e la volontà di assumere un ruolo di leadership
nel panorama mondiale potrebbe inibire gli imprenditori italiani, spaventati da una nuova concorrenza
sempre più agguerrita. La battaglia deve essere affrontata sul piano della creatività e dell’innovazione
tecnologica. Le PMI si dovranno orientare verso una fascia alta del mercato, in cui qualità e tecnologia
avanzata risultano premianti nel lungo periodo.
Per le PMI che acquistano, il vantaggio dato dallo smantellamento del sistema doganale di contenimento dell’export faciliterà gli approvvigionamenti, sia di prodotti finiti che di materie prime. Ovviamente il rovescio della medaglia sarà una crescente difficoltà per i prodotti italiani, poiché la maggior parte
delle aziende cinesi che esportano sono qualificate.
Per le PMI che investono,vi è la possibilità di investire autonomamente e di destinare l’intera produzione al mercato locale. Il che rende possibile quindi:
Costituire una propria società a capitale interamente straniero;
Importare le parti “critiche” del prodotto dall’estero;
Produrre localmente in proprio;
Vendere anche il 100% del prodotto sul mercato interno ed esportare eventuali profitti.
Tutto ciò riguarda la parte degli investimenti. Esiste poi un’etica a livello di business che riguarda la
capacità del singolo di adattarsi a nuove logiche di negoziazione. La Cina è un mercato ricco di opportunità, di cui si devono capire, rispetto a noi, la lontananza culturale, normativa e geografica.
Hanno collaborato alla stesura della scheda:
Antonella Mussino, [email protected]
Nicoletta Marchiandi, [email protected]
Giovanni Pischedda, [email protected]
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Anno 7 - N. 1 – Gennaio 2004
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FOCUS
LA BANCA INTERAMERICANA DI SVILUPPO
AIUTA L’IMPORT-EXPORT VERSO
L’AMERICA LATINA
Tempo, qualità, costi. Sono questi i tre elementi chiave con cui un’azienda risponde alle esigenze dei consumatori. Sono anche i tre elementi chiave che le aziende pretendono dai propri fornitori.
Eccellenti fornitori non si nasce, si diventa.
Come migliorare le performances dei fornitori? Come migliorare l’intera
catena di approvvigionamento dell’azienda italiana che si rifornisce sul
mercato sudamericano?
Una risposta a questo problema può venire dal Programma IIC-Italy
Sme’s Supply Chain
Il Governo Italiano e la Banca Interamericana di Sviluppo (IDB), attraverso l’azione della Inter American Investment Corporation e il finanziamento di un Fondo fiduciario italiano, collaborano per la realizzazione di un programma che prevede il finanziamento di piccole e medie
imprese (pmi) latino-americane che siano fornitrici di aziende o gruppi
italiani.
Il diretto beneficiario del finanziamento è la PMI con sede in un paese dell’America Latina, possibilmente esportatrice ed eventualmente in società
mista con un partner italiano. Unica condizione è che sia parte strategica
della catena di approvvigionamento di aziende o gruppi italiani.
Investimento fornitore
Tecnologia
Processi di qualità
Beneficio della
Supply Chain
Competitività
Redditività
Prodotto consegnato
Riduzione dei costi
Miglioramento qualità
Il finanziamento, a condizioni vantaggiose andrà a toccare la tecnologia, la qualità, la produttività. Questo determinerà una riduzione dei
costi di gestione e di produzione, un miglioramento degli standard
quantitativi, una generazione di nuovi posti di lavoro. L’indiretto beneficiario sarà l’azienda italiana che costituisce l’anello finale della catena
di approvvigionamento, perché in questo modo acquisterà a prezzi più
competitivi prodotti di migliore qualità.
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La Inter American Investment
Corporation, nata nel 1988 per
integrare l’attività della Banca
Interamericana di Sviluppo, è
una istituzione multilaterale di
investimento autonoma, che
opera a beneficio dei Paesi latino-americani e facilita gli investimenti e le iniziative di collaborazione industriale della PMI.
L’IIC incentiva la creazione, lo
sviluppo e la ristrutturazione
delle imprese private, soprattutto di piccole e medie dimensioni, e il loro accesso ai mercati
dei Paesi industrializzati.
La Camera di commercio di
Torino, in collaborazione con il
Centro Estero Camere Commercio Piemontesi, fornisce il
proprio contributo al progetto
aiutando la Banca Interamericana a individuare le aziende italiane che saranno coinvolte e
indirettamente beneficiarie del
finanziamento.
Il 10 febbraio 2004 funzionari
dell’Inter American Investement
Corporation saranno a Torino
per incontrare le aziende italiane che potranno essere selezionate per il Programma. Le
aziende interessate possono
contattare la Camera di commercio di Torino, Settore Estero,
Organismi Internazionali,
tel. 011 5716368/5/6;
fax 011 5716 369;
e-mail: [email protected]
Anno 7 - N. 1 – Gennaio 2004
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FINANZIAMENTI
❑ Inviti a presentare proposte per la coo-
disponibili sul sito del programma Asia Link alla
pagina http://europa.eu.int/comm/europeaid/
projects/asia-link/apply_en.htm
perazione con l’ASIA
Programma ASIA PRO ECO – Invito a presentare
proposte
Sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea C
311 del 20/12/200 è stato pubblicato un invito a
presentare proposte per il Programma Asia Pro
Eco, il quale ha come obiettivi il miglioramento
delle condizioni ambientali in Asia e la promozione degli investimenti a sostegno dello sviluppo
sostenibile e delle relazioni commerciali tra Europa e Asia.
All’interno di questo programma, la Commissione
intende valutare proposte riguardanti “attività di
diagnosi, partenariato tecnologico, progetti di
dimostrazione, sviluppo delle politiche e dialogo
operativo e pratico”.
Scadenze: 3 maggio e 4 ottobre 2004
Maggiori informazioni – testo dell’invito, gudelines
e moduli per i proponenti – consultare il sito del
programma Asia Pro Eco:
http://europa.eu.int/comm/europeaid/projects/
asia-pro-eco/index_en.htm
Programma Asia IT&C – Invito a presentare proposte
Sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea C
311del 20/12/03 la Commissione europea ha
pubblicato un invito a presentare proposte per il
cofinanziamento di progetti volti a migliorare il trasferimento delle tecnologie dell’informazione tra
Europa e Asia (Stati membri dell’UE e 17 paesi
asiatici).
Scadenze: ore 16 del 25 marzo 2004, ore 16.00
del 24 giugno 2004
Testo dell’invito a presentare proposte:
http://europa.eu.int/eur-lex/pri/it/oj/dat/
2003/c_311/c_31120031220it00420042.pdf
La guida per i proponenti e altri documenti utili
sono disponibili sul sito del programma Asia IT&C
alla pagina http://europa.eu.int/comm/europeaid/
projects/asia-itc
❑ La finanziaria 2004 agevola la penetraProgramma ASIA LINK – Invito a presentare proposte
Sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea C
313 del 23/12/2003 la Commissione europea ha
pubblicato un invito a presentare proposte relativo al programma Asia – Link: cooperazione nel
settore dell’istruzione superiore tra l’Unione Europea e i paesi dell’Asia del Sud e del Sud-est e la
Cina.
Beneficiari: istituti di istruzione superiore, reti consolidate di istituti di istruzione superiore e istituti
regionali di istruzione superiore non appartenenti
ad alcun sistema educativo nazionale, ma formalmente riconosciuti da uno dei paesi ammissibili al
programma.
L’invito in oggetto riguarda progetti di consorzio,
supporto informativo e studi, azioni di creazione
di capacità.
Scadenze: 15 aprile e 23 settembre 2004
Il testo dell’invito e altri documenti utili sono
zione commerciale delle imprese artigiane (art. 4 comma 76)
La Finanziaria stanzia 10 milioni di euro per l’anno 2004 per agevolare i programmi di internazionalizzazione e di penetrazione commerciale promossi dalle imprese artigiane e dai consorzi di
esportazione a questi collegati. Le modalità e le
condizioni di applicazione di tali disposizioni verranno definite con decreto del Ministero delle Attività produttive.
(Fonte Mondimpresa)
❑ PROGRAMMA ENERGIA INTELLIGENTE EUROPA (EIE) - Invito a presentare
proposte
La Commissione europea ha pubblicato un invito
a presentare proposte (Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea C 315 del 24/12/03) per favorire lo
10
Anno 7 - N. 1 – Gennaio 2004
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sviluppo sostenibile nel contesto dell’energia,
apportando un contributo equilibrato al conseguimento degli obiettivi generali della sicurezza dell’approvvigionamento energetico, della competitività e della tutela dell’ambiente.
Sono ammissibili progetti inerenti attività promozionali in senso lato. Diversamente dal 6° Programma Quadro di Ricerca e Sviluppo Tecnologico, il programma EIE non sovvenziona investimenti in tecnologie, tuttavia numerose azioni
saranno collegate ad una o più tecnologie di efficienza energetica e/o di energia rinnovabile.
Il programma EIE è strutturato in quattro settori e
in azioni chiave, che possono essere verticali
(che si concentrano i particolare su uno dei quattro settori) o orizzontali (per azioni che riguardano
diversi settori).
Inoltre, l’invito a presentare proposte ammette la
presentazione di proposte nell’ambito di tre tipi
di azioni:
Tipo 1: azioni generiche
Tipo 2: sostegno alla creazione di nuove agenzie
locali e regionali di gestione dell’energia
Tipo 3: sostegno specifico per manifestazioni
Tutte le azioni chiave e aree mirate descritte di
seguito sono aperte alla presentazione di proposte tipo 1 e tipo 3 con l’eccezione dell’azione HKA
2, area 2 che è aperta esclusivamente alla presentazione di proposte di tipo 2.
Percentuale massima di cofinanziamento: 50%
Azioni chiave verticali - Settori
SAVE – uso razionale dell’energia in particolare
nei settori dell’edilizia e dell’industria
ALTENER – promozione delle energie nuove e
rinnovabili
STEER – sostegno alle iniziative riguardanti tutti
gli aspetti energetici dei trasporti
COOPENER – promozione delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica nei paesi in via di
sviluppo
Azioni chiave orizzontali
HKA2 – Pensare globalmente, agire localmente
HKA3 - Meccanismi di finanziamento e incentivi
HKA4 - Controllo e valutazione
Possono presentare proposte le persone giuridiche pubbliche o private con sede nel territorio
degli stati membri. Le azioni devono essere presentate da un gruppo formato da almeno tre partner (due nel caso di azioni COOPENER; uno nel
caso di azioni di Tipo 3)
TERMINI PER LA PRESENTAZIONE DELLE
DOMANDE
¸ Per le azioni di tipo 1 e di tipo 2: 30 aprile
2004
¸ Per le azioni di tipo 3 (Sostegno specifico per
manifestazioni): 31 gennaio 2004 / 1 giugno
2004
ULTERIORI INFORMAZIONI
Sito Internet del programma EIE che riporta tutte
le informazioni e i moduli relativi al presente invito
a presentare proposte:
h t t p : / / w w w. e u r o p a . e u . i n t / c o m m / e n e r g y /
intelligent/index_en.html,
Global Work Programme 2003-2006 e Annual
Work Programme 2003:
h t t p : / / w w w. e u r o p a . e u . i n t / c o m m / e n e r g y /
intelligent/work_programme/index_en.htm
Le domande riguardanti l’invito a presentare proposte devono essere inviate per posta elettronica
all’indirizzo:
[email protected]
❑ Programma Media Plus: divulgato un
nuovo invito a presentare progetti
Sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea C
9/04, p. 53, è stato divulgato un nuovo invito a
presentare progetti nel quadro del programma
Media Plus, che finanzia lo sviluppo, la promozione e la distribuzione delle opere audiovisive europee.
Tale invito ha ad oggetto il sostegno alla distribuzione transnazionale dei film ed opere audiovisive
europee di video e DVD; le società europee editrici di videocassette e DVD che intendono domandare un finanziamento possono presentare progetti entro il termine ultimo fissato al 10 aprile
2004.
Per maggiori informazioni e per ricevere le linee
guida per la presentazione delle istanze, gli interessati possono rivolgersi al seguente recapito:
Commissione europea
Sig. Jacques Delmoly
DG EAC/C 3
B 100 4/20
B 1049 Bruxelles
Fax: +32 2 299 92 14
11
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E-mail: [email protected].
Il servizio incaricato della gestione è l’unità
“Sostegno al contenuto audiovisivo” della Direzione generale EAC Istruzione e Cultura.
Informazioni sul bando possono essere reperite
all’indirizzo internet
http://europa.eu.int/comm/avpolicy/media/
distr_en.html
(Fonte Mondimpresa)
microprogetti sostiene la cooperazione a livello
regionale e locale tra gli Stati membri dell’Unione
europea, i Nuovi Stati indipendenti (Russia, Bielorussia, Ucraina, Moldavia) e i paesi dell’Europa
Centro-orientale confinanti (Lituania, Estonia, Lettonia, Polonia, Slovacchia, Ungheria, Romania).
L’azione è finalizzata a fornire sostegno finanziario a progetti volti a risolvere problemi comuni o a
sviluppare le competenze dei partner nel campo
delle riforme amministrative, dello sviluppo economico locale, degli affari sociali, dell’ambiente e
dell’efficienza energetica.
Le richieste di finanziamento dovranno essere
redatte conformemente alla modulistica disponibile presso il sito EuropeAid, all’indirizzo:
http://europa.eu.int/comm/europeaid/tender/
index_en.htm
Il termine ultimo per la presentazione della
domande di finanziamento è stato stabilito al 2
aprile 2004.
Successivamente, sulla GUUE C 315 del
24/12/2003, è stato pubblicato un ulteriore invito
a presentare proposte a valere sul programma
Tacis di partenariato per lo sviluppo istituzionale.
Nell’ambito di tale invito la Commissione accoglie
la presentazione di progetti nelle aree di cooperazione relative allo sviluppo economico locale, allo
sviluppo sociale e alla riforma amministrativa
nella Federazione Russa, in Ucraina, in Moldavia,
nel Kazakistan, nel Kirghizistan, nel Tagikistan e
nell’Uzbekistan.
Il testo delle linee guida è consultabile sul sito:
http://europa.eu.int/comm/europeaid//cgi/
frame12.pl.
Le proposte devono essere inviate entro il 14
aprile 2004.
❑ Programma PRO INVEST – Invito a presentare proposte
Sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea C
313 del 23/12/200 è stato pubblicato un invito a
presentare proposte nel quadro del programma
Pro invest per azioni di cooperazione coi paesi
ACP (Africa, Caraibi, Pacifico).
Scadenze: 13 febbraio 2004, 15 aprile 2004, 15
giugno 2004, 30 settembre 2004
Maggiori informazioni e documenti utili per la presentazione dei progetti sono disponibili sul sito
Internet del programma Pro invest alla pagina
www.proinvest-eu.org
❑ Programma TACIS: pubblicati due inviti
a presentare proposte
Sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea C
313 del 23/12/2003 è stato pubblicato un invito a
presentare proposte relativo allo strumento per
piccoli progetti e microprogetti del programma
Tacis di cooperazione transfrontaliera.
Nel quadro del programma Tacis di cooperazione
transfrontaliera, lo strumento per piccoli progetti e
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Anno 7 - N. 1 – Gennaio 2004
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SPECIALE
ALLARGAMENTO UNIONE EUROPEA
Speciale Allargamento UE
renti di essere pronti alla “membership” sin dal
momento dell’effettiva adesione.
Sui 29 capitoli oggetto di negoziato sono state
valutate le capacità di ogni futuro membro di trasporre le normative europee in quelle nazionali,
nonché il grado di preparazione delle strutture
amministrative e giudiziarie, garanzia di una reale
realizzazione di un Mercato Comune realmente
allargato.
Dal punto di vista politico, la Commissione ritiene
che tutti i 10 candidati abbiano raggiunto un buon
grado di economia di mercato ed istituzioni democratiche, ciò che fa pensare che anche dal punto
di vista macroeconomico essi saranno pronti ad
entrare a pieno titolo nell’UE nel maggio 2004.
La crescita economica nell’area valutata continua
ad essere sostenuta e la stabilità macroeconomica è mantenuta, nonostante la flessione internazionale e le pesanti ripercussioni che questa ha
avuto sul mercato comunitario, maggiore partner
commerciale per i candidati. L’inflazione continua
ad essere un valore in calo, in quasi tutti i paesi:
la progressiva liberalizzazione dei prezzi amministrativi e l’aggiustamento dei valori delle imposte
indirette verso gli standard UE ha ritardato il processo disinflazionistico o l’ha temporaneamente
invertito.
Contrariamente al previsto, il tasso di disoccupazione continua ad essere alto, quale risultato
della ristrutturazione economica, anche se in
molti casi la tendenza è in lieve rialzo.
Nel 2002 il deficit nazionale ha giocato un peso
importante (dal 2% al 9% del PIL), ed in alcuni
casi il peso della crescita delle imposte è stato
considerevole: il deterioramento delle finanze
pubbliche è pressoché interamente dovuto al rallentamento economico mondiale ed a politiche
fiscali poco restrittive.
Il proseguimento del percorso di riforme aumenterà senza dubbio la capacità di ciascun candida-
Mancano pochi mesi all’Europa
allargata: i progressi dei paesi
candidati
Era il 2002 quando la Commissione europea, nel
suo rapporto-manifesto “verso un’Europa allargata”, definiva gli scenari possibili a meno di sei
mesi dall’allargamento: tutti i paesi candidati
erano visti come in linea nel rispetto dei criteri di
adesione e dunque pronti all’ingresso ufficiale
nell’UE.
Dall’avvio dei negoziati a Copenaghen nel dicembre 2002, al trattato di Adesione di Atene siglato
lo scorso 16 aprile 2003, sino ad oggi, il monitoraggio costante dei progressi ha dimostrato che
l’impegno dei primi dieci candidati è stato importante, non solo perché si è concretizzato in azioni
forti intraprese dai governi, ma anche perché ha
coinvolto la maggior parte dei cittadini, futuri
“europei”.
Un’accurata fotografia dei cambiamenti occorsi
nei futuri Stati membri è presentata dalla Commissione Europea nel suo recente rapporto di
monitoraggio sul processo di allargamento, presentato al Consiglio ed al Parlamento Europeo.
In vista della garanzia di un corretto avanzamento
dell’opera di costruzione dell’Europa a 25 (sia per
gli attuali membri, sia per i futuri), il rapporto, oltre
ad evidenziare i progressi. propone anche le
eventuali correzioni, modifiche ed innovazioni al
processo.
Partendo dagli impegni e doveri definiti nei Trattati d’adesione, lo studio è stato effettuato sui settori strategici di diretto riflesso del recepimento di
quei principi costitutivi l’ordine giuridico ed economico dell’Unione Europea- in altre parole, l’acquis
comunitario.
L’assunto di base è la necessità per tutti gli ade13
Anno 7 - N. 1 – Gennaio 2004
Mondonews - Mensile di informazione della Camera di commercio di Torino
il mutuo riconoscimento dei principi che stanno
alla base delle 4 libertà, la sorveglianza del mercato (tutela consumatori, prezzi, sicurezza dei
prodotti, etc), gli appalti pubblici, i servizi finanziari per alcuni paesi, la politica industriale e la proprietà intellettuale, l’agricoltura e la pesca, non
sono che esempi dei cantieri ancora aperti.
Altro tema ancora cerchiato in rosso è la gestione
dei fondi comunitari: procedure ancora farraginose e complesse, istituzioni poco competenti ed
impreparate, mancanza di trasparenza fanno
pensare a ritardi in vista della data fatidica (1°
maggio 2004). Le autorità di gestione dei pagamenti non sono ancora operative in molti casi,
così come i sistemi di controllo, ciò che aumenta
il rischio per i futuri candidati di non vedere il rimborso di alcune linee di finanziamento, per carenze istituzionali (v. il caso del pagamento dei sussidi dati dai governi agli agricoltori, in applicazione
dei principi disposti nei regolamenti del programma SAPARD, di sostegno al settore). Analoghe
considerazioni sono da farsi per il settore dell’export agricolo, in cui ingenti somme sono dovute
dalla Comunità europea agli stati per i resi all’export, anticipati dagli stati membri.
Gestire questi “gap” in via prioritaria è dunque
uno dei compiti principali dei prossimi mesi, per la
Commissione europea e per i futuri membri. In
gioco c’è infatti la percezione degli attori economici e dei cittadini su tutto il processo di allargamento, che potrebbe essere gravemente danneggiato, se interventi di supporto operativo non saranno definiti a breve.
Rimedi legislativi, misure sanzionatorie e di salvaguardia, ricorsi giurisdizionali sono i primi strumenti messi a disposizione per superare gli ostacoli ancora presenti, in virtù della cooperazione e
della comune volontà di raggiungere il pieno compimento del processo di ampliamento dell’UE.
to di trarre vantaggio dalla futura integrazione
all’UE.
Dal punto di vista della preparazione legislativaamministrativa, tutti i Paesi si sono presentati
all’appello con un buon livello di recepimento dell’acquis, anche grazie all’assistenza tecnica offerta dalla stessa UE nelle operazioni di settaggio
amministrativo, gemellaggio tra istituzioni, investimenti in infrastrutture ad hoc ed invio costante di
esperti su progetti mirati.
In termini di generale capacità amministrativa, un
voto solo sufficiente può essere dedotto dal rapporto della Commissione. Si tratta infatti della
valutazione dell’esistenza di amministrazioni pubbliche efficienti ed affidabili, di un sistema giudiziario effettivo ed indipendente, condizioni imprescindibili per la corretta trasposizione delle regole
comunitarie nei sistemi dei futuri candidati.
Molte strutture amministrative e giudiziarie necessitano ancora di ulteriori miglioramenti, in termini
di risorse umane, formazione e pianificazione
operativa e disponibilità finanziarie. Il livello di
corruzione rimane in effetti elevato ed influenza
l’affidabilità delle strutture amministrative con cui
gli operatori pubblici e privati si trovano a dialogare: molti paesi hanno intrapreso politiche decisive
volte ad eliminare questi ostacoli, ma ulteriori
sforzi sono richiesti per assicurare tale processo.
Specifici progressi sono stati registrati nell’adozione di precise aree dell’acquis che, almeno virtualmente, sono state integralmente recepite. Nel
campo delle quattro libertà, ad esempio, lo stato
di avanzamento dei lavori è elevato: il nuovo
approccio delle direttive tecniche è stato integrato
nei dettami nazionali, i movimenti di capitale
sono stati liberalizzati quasi completamente e
misure restrittive antiriciclaggio del denaro sporco
sono state di recente adottate, anche se un’ulteriore armonizzazione è ancora da realizzare. Le
regole sul diritto societario e sulla concorrenza
sono allineate a quelle comunitarie, così come le
direttive fiscali.
Ci sono tuttavia aree buie in cui l’acquis deve
ancora trovare una corretta traduzione nazionale:
14
Anno 7 - N. 1 – Gennaio 2004
Mondonews - Mensile di informazione della Camera di commercio di Torino
Speciale Allargamento UE
I paesi candidati
Ungheria
Ø Dati chiave:
Data di ingresso nell’Unione Europea: 1° maggio 2004
Superficie
93.030 Km2
Popolazione
10.114.000
Capitale
Budapest
Moneta
Fiorino ungherese - HUF
Prodotto Naz. Lordo
121.3 md Eur (2001)
Crescita economica
3,8 % (2001)
Tasso di inflazione
4,6 % (2002)
Disoccupazione
5,6 % (2002)
Volume Import totale
37,5 miliardi Eur (2001)
Principali paesi partner(Import):
Ue (Germania, Francia, Italia, Olanda), USA
Principali settori economici coinvolti (Import): macchinari e mezzi di trasporto, prodotti chimici, tessili,
beni di largo consumo
Volume Import Piemonte
184,99 milioni Eur (2002)
Volume Export totale
34 miliardi Eur (2001)
Principali paesi partner (Export):
Ue (Germania, Francia, Italia, Olanda, UK), Usa, Russia
Principali settori economici coinvolti (Export): macchinari, attrezzature elettriche, mezzi di trasporto,
metalli di base
Volume Export Piemonte
232,67 milioni Eur (2002)
Afflusso investimenti esteri
27,4 miliardi Eur (2002)
Ripartizione settoriale forza lavoro
Agricoltura (6,2 %), Industria (34,1 %), altri settori (59,7 %).
Regime fiscale
IVA 25% ridotta 12
Imposta sul reddito delle persone giuridiche 18%
Ø Investire in Ungheria
motori della crescita sono stati in realtà le filiali
ungheresi delle società multinazionali produttrici
di macchinari. In effetti lo sviluppo economico si è
concentrato nelle Regioni dell’Ungheria Centrale
e del Transdanubio Centrale ed Occidentale ove
sono ubicate le principali multinazionali.
Nonostante il crescente interscambio tra Italia ed
Ungheria, gli investimenti diretti italiani sono
ancora relativamente limitati e si aggirano intorno
all’8 % del totale degli investimenti esteri, sotto
forma soprattutto di società miste. Gli investimenti italiani sono distribuiti per il 40,8 % nel settore
manifatturiero (meccanico, seguito dal tessile-calzaturiero), per il 31,8 % nell’intermediazione
finanziaria, per il 14,1 % nel settore della produzione e distribuzione di energia, per il 5,6 % nei
L’Ungheria è stato il primo Paese con economia a
pianificazione centralizzata ad abolire formalmente il monopolio di Stato. Si è assistito ad una rapida privatizzazione del settore bancario ed anche
di buona parte dei settori energetici e dei servizi
pubblici. Il processo di transizione avviato fin dal
1989 ha portato ad un forte ridimensionamento
del settore agricolo, concentrato sui cereali, sulla
barbabietola da zucchero e sul tabacco, e ad una
netta espansione del settore terziario. Per quanto
riguarda il settore industriale la crescita della produzione e delle esportazioni è legata in primo
luogo a macchinari ed attrezzature. Risultati positivi si sono avuti anche nel campo delle comunicazioni e dell’industria dell’energia. Va detto che i
15
Anno 7 - N. 1 – Gennaio 2004
Mondonews - Mensile di informazione della Camera di commercio di Torino
20,000 HUF (83 $) per le società di persone,
250,000 HUF (1040 $) per le filiali e 150,000 HUF
(625 $) per gli uffici di rappresentanza.
A seguito dell’iscrizione presso il Tribunale competente, la costituzione della società deve essere
segnalata alla Camera di commercio locale, agli
uffici comunali, all’ufficio statistica, ai servizi previdenziali.
trasporti e telecomunicazioni. In particolare si
registra la presenza fra gli altri di Fiat Iveco, Fiat
Auto, Ferrero e, nei servizi, del Gruppo SanPaolo-Imi, Gruppo Intesa-BCI, Generali Assicurazioni. Da parte ungherese è inoltre sollecitata una
maggiore partecipazione italiana negli investimenti nel settore del turismo termale.
L’Ungheria ha adottato nel 1997 una nuova legge
sugli investimenti che prevede incentivi fiscali
sulla base dell’ammontare dell’investimento produttivo e la localizzazione in determinate zone in
ritardo di sviluppo e considerate come prioritarie
per il forte tasso di disoccupazione. Agevolazioni
sono destinate anche a progetti nell’ambito dell’innovazione tecnologica, sviluppo turistico,
assunzione personale in loco.
Ø Tipi di società
SOCIETÀ IN NOME COLLETTIVO – Kkt
È formata da due o più persone, sia fisiche che
giuridiche e tutti i soci rispondono delle obbligazioni della società.
SOCIETÀ IN ACCOMANDITA – Bt
Ø Come creare una società
Deve avere almeno un socio accomandatario,
che risponde delle obbligazioni societarie con
tutto il proprio patrimonio ed un socio accomandante che risponde solo nei limiti delle quote versate.
I soggetti stranieri sono liberi di svolgere l’attività
imprenditoriale attraverso la costituzione di
società di diritto locale, l’acquisizione di partecipazioni anche del 100% in società residenti oppure attraverso la creazione di filiali.
Il Codice Commerciale ungherese del 16 giugno
1997 prevede le seguenti forme imprenditoriali:
v
v
v
v
SOCIETÀ A RESPONSABILITA’ LIMITATA – Kft
È la forma societaria più diffusa tra gli investitori
esteri. Il capitale minimo richiesto è di 3 milioni di
fiorini ungheresi (pari a 12.381 Eur circa). I conferimenti in denaro contante non possono essere
inferiori alla maggior somma fra quella rappresentata dal 30% del capitale sociale e il milione di fiorini ungheresi. Non sono previsti limiti al numero
dei soci.
Società in nome collettivo
Società in accomandita
Società a responsabilità limitata
Società per azioni
La società deve essere registrata presso il Registro Commerciale del Tribunale competente per
territorio, rispettivamente entro 30 giorni dalla
data di costituzione. Il Tribunale deve completare
le pratiche entro 60 giorni nel caso di Società a
responsabilità limitata o per azioni ed entro 30
giorni nel caso di società di persone. La domanda
di iscrizione deve contenere l’atto costitutivo
autenticato dal notaio, certificati bancari attestanti
il pagamento delle quote. Anche l’apertura di una
filiale o di un ufficio di rappresentanza di ditta
estera deve essere iscritta nel Registro Commerciale.
La tassa di iscrizione ammonta ad un minimo di
60,000 HUF (250 $) per le società di capitali e
SOCIETÀ PER AZIONI - Rt
Il capitale minimo richiesto è di 20 milioni di fiorini
ungheresi (pari a circa 82.568 Eur circa). I conferimenti in denaro contante al momento della
costituzione non possono essere inferiori alla
maggior somma fra quella rappresentata dal 30%
del capitale sociale e 10 milioni di fiorini ungheresi. Il capitale sociale deve essere interamente sottoscritto. Non sono previsti limiti per numero dei
soci. La legge ungherese prevede che gli azionisti nomino un consiglio di controllo e di un revisore contabile iscritto.
16
Anno 7 - N. 1 – Gennaio 2004
Mondonews - Mensile di informazione della Camera di commercio di Torino
ne europea o di uno dei dieci paesi che possono
beneficiare dei finanziamenti del programma
Phare, vale a dire: Bulgaria, Repubblica ceca,
Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Polonia,
Romania, Slovacchia e Slovenia. Durata massima dei progetti: 12 mesi. Percentuale massima di
cofinanziamento: 80% dei costi ammissibili.
Possono presentare proposte le organizzazioni
senza scopo di lucro, vale a dire:
§ le organizzazioni non governative senza scopo di
lucro ufficialmente registrate, comprese le fondazioni, le associazioni e le organizzazioni caritative,
§ gli enti regionali e locali e le relative associazioni,
§ le organizzazioni professionali, compresi i sindacati e le camere di commercio,
§ gli istituti di istruzione superiore, comprese le
università,
§ gli organismi di ricerca e sviluppo e le loro unità
organizzative.
Scadenza: le proposte devono pervenire entro le
ore 16.00 del 17 Marzo 2004.
Ø Fonti utilizzate:
Commissione Europea, Direzione Generale
Allargamento, rapporti con l’Ungheria
http://europa.eu.int/comm/enlargement/
hungary/index.htm
Istituto Italiano Commercio Estero:
http://www.ice.it/paesi/default.htm
Informazioni generali sul paese:
http://www.itdh.hu/
Creare un’impresa nell’Est Europa – Dall’Unione Europea, Diritto & Pratica n. 3/2002:
http://www.to.camcom.it/dallunioneuropea
Altri link utili:
Delegazione della Commissione europea in
Ungheria:
http://www.eudelegation.hu/
Rete nazionale ungherese degli Euro Info Centre:
http://europa.eu.int/comm/enterprise/networks/
eic/eic_hungary.html
Ulteriori informazioni: Commissione europea - Direzione Generale Allargamento – Programma Phare:
http://europa.eu.int/comm/enlargement/pas/phare/
index.htm
L’invito a presentare proposte e la Guida per i
candidati sono disponibili sul sito Internet di EuropeAid alla pagina:
http://europa.eu.int/comm/europeaid/tender/data/
news.htm
(Rif. di pubblicazione
EuropeAid/117773/C/G/Multi)
Camera di commercio italiana per l’Ungheria:
http://www.cciu.com/
Agenzia per gli investimenti in Ungheria:
http://www.business2hungary.com/index.html
Speciale Allargamento UE
Notizie generali ed eventi
sull’allargamento
(Fonte: Commissione Europea)
❏ PICCOLI PROGETTI PHARE- Invito a
presentare proposte
Speciale Allargamento UE
La Commissione europea ha pubblicato un invito
a presentare proposte per il Programma “piccoli progetti” di Phare – Programma di assistenza per i paesi candidati (Gazzetta Ufficiale
dell’Unione Europea C 1 del 06/01/04).
Notizie brevi dai paesi candidati
q ESTONIA: TALLIN POTREBBE ESSERE
IL PRIMO PAESE DELL’ALLARGAMENTO AD ADOTTARE L’EURO
Attività finanziabili: conferenze, seminari, congressi, simposi, fiere o gruppi di lavoro connessi
all’allargamento dell’Unione europea, in particolare ai criteri di adesione.
Le attività devono svolgersi nel territorio dell’Unio-
L’Estonia potrebbe essere il primo Paese di
nuova adesione ad adottare l’euro come valuta
nazionale già dal 2006. Lo ha annunciato il 14
gennaio Taavi Veskimagi, ministro delle finanze
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Anno 7 - N. 1 – Gennaio 2004
Mondonews - Mensile di informazione della Camera di commercio di Torino
estone, nel corso di una intervista rilasciata alla
televisione statale di Tallin. Veskimagi ha dichiarato che per raggiungere questo obiettivo l’Estonia dovrà ridurre il deficit commerciale. Nessun
altro dei nove paesi che insieme a Tallin entreranno a far parte dell’Unione Europea dal 1 maggio
2004 sembra essere pronto ad entrare nella
cosiddetta ‘eurozone’ prima del 2007. Lettonia e
Lituania hanno espresso la volontà di adottare
l’euro tra il 2007 e il 2008. Nei giorni scorsi voci
autorevoli dall’Ungheria, Polonia e Repubblica
Ceca hanno evidenziato la convenienza, per i tre
paesi, di posticipare l’entrata nell’Unione Monetaria al 2009-2010.
(Fonte: Informest)
periodo dell’anno prima. Il profitto lordo aggregato
del settore bancario si è alzato a 4,47 miliardi di
PLN (più 5,6% a/a), mentre il dato consolidato è di
2,95 miliardi di PLN (+1,1%). Consistente aumento
anche nel mercato dei servizi di brokeraggio, i cui
profitti lordi si sono avvicinati ai 153 milioni di PLN
(oltre 53,5 milioni di Euro), a fronte di una perdita
registrata lo scorso anno di 7,3 milioni di Euro. Le
entrate di tutte le compagnie di brokeraggio in Polonia hanno raggiunto il totale di 650 milioni di PLN.
(Fonte: ICE)
q REPUBBLICA
SLOVACCA:
BERS
FINANZIA LAVORAZIONE LEGNO
q POLONIA: BERS FINANZIA EUROPA
PARK
La Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (BERS) ha approvato un prestito senior di
40 milioni di dollari USA a Kronospan Slovakia.
La Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (BERS), con una somma di 15 milioni di
euro, intende finanziare lo sviluppo del centro
logistico e di produzione “Europa Park”, a Mszczonow nei pressi di Varsavia. Il portavoce della
BERS spiega che, anche se l’investimento comporta un certo rischio, è necessario per lo sviluppo
indotto del distretto e dell’intera regione. I finanziamenti verranno per lo più utilizzati per la costruzione di moderni magazzini su una superficie di
13.500 mq. Gestirà il centro la EDC (Europa Distribution Centre). E’ il secondo investimento immobiliare in Polonia da parte della BERS quest’anno.
(Fonte: ICE)
La filiale slovacca del gruppo leader europeo
nella produzione di pannelli di legno, si prepara
ad investire 70 milioni di dollari nella costruzione
di un nuovo stabilimento per la produzione di
pannelli di fibra a media densità.
(Fonte: ICE)
q UNGHERIA: PRESTITI BERS PER PICCOLE E MEDIE IMPRESE
La Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo ha concesso un prestito globale di 5 milioni
di Eur a favore della Volksbank of Hungary . Que-
q POLONIA: TEMPI D’ORO PER BANCHE
E BROKER
sta linea di credito sarà utilizzata dalla Banca
ungherese per progetti di investimento da parte di
piccole e medie imprese localizzate nelle aree del
Secondo il GUS (Istat polacco), nei primi tre trimestri del 2003 il settore bancario in Polonia ha
riportato un risultato migliore rispetto all’analogo
paese più sfavorite.
(Fonte: Commissione Europea)
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