COMUNICATO STAMPA
Bergamo, 6 settembre 2010
DEPOSITATO AL MUSEO STORICO DI BERGAMO
L’ARCHIVIO FERRETTI
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È’ stato depositato presso il Museo storico di Bergamo, l'archivio documentario degli
ingegneri Alessandro e Pericle Ferretti. Si tratta di una raccolta di progetti, appunti, schizzi,
disegni tecnici, ma anche lettere private, manifesti e fotografie, che documenta l’attività dei
due ingegneri: il primo, Alessandro, attivo tra gli ultimi decenni dell'Ottocento e gli anni
venti del Novecento soprattutto come progettista e realizzatore di funicolari e funivie, il
secondo, Pericle, ufficiale di marina, docente universitario e inventore di dispositivi
meccanici applicati a sommergibili, navi e aerei.
L’Archivio giunge al Museo dopo tre anni dai primi contatti avviati con gli eredi Ferretti in
occasione del Centenario ATB e della ricerca condotta su Alessandro, l’ideatore della
funicolare cittadina. Un deposito importante per il Museo storico e la città di Bergamo, reso
possibile grazie alla famiglia degli eredi nella persona di Cloe Taddei Ferretti da un lato e
Pino Capellini, Mauro Gelfi e Gianni Scarfone dall’altro, uniti tutti dalla comune volontà di
far conoscere e valorizzare un patrimonio di grande valore storico e tecnico – scientifico.
Valorizzazione peraltro già avviata e che prevede sia lo studio e la catalogazione
dell’Archivio, sia l’esposizione al pubblico di parte dei materiali nel Museo ATB.
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È stato depositato presso il Museo storico di Bergamo, a seguito di un accordo con la
famiglia degli eredi nella persona di Cloe Taddei Ferretti, l'archivio documentario degli
ingegneri Alessandro e Pericle Ferretti, il primo attivo tra gli ultimi decenni
dell'Ottocento e gli anni venti del Novecento soprattutto come progettista e realizzatore di
funicolari e funivie, il secondo ufficiale di marina, docente universitario e inventore di
dispositivi meccanici applicati a sommergibili, navi e aerei.
Alessandro Ferretti
L'attività di Alessandro tocca direttamente la città di Bergamo, per la quale studia e
realizza la funicolare che collega le due parti dell'abitato, aperta al pubblico nel
novembre 1887 e completata da un servizio di tram a cavalli. Sempre per Bergamo,
progetta nel 1891 la funicolare di San Vigilio, ma non ne cura la costruzione, che, dopo
anni di dibattiti e progetti alternativi, viene affidata nel 1911 all'ingegner Terzi.
La funicolare in servizio tra Bergamo alta e Bergamo bassa rappresenta una delle prime
realizzazioni di Alessandro Ferretti, che in precedenza aveva applicato sistemi analoghi a
Torino e a Mondovì. In seguito l'ingegnere progetta funicolari, funivie, teleferiche, tram e
ascensori in numerose località italiane, acquisendo fama anche in ambito internazionale,
come dimostrano nell'archivio alcuni contatti con le autorità di Atene per una funicolare poi
non realizzata. Ferretti è in Italia il più noto e attivo specialista in questo settore,
inteprete dell'orientamento che vede allora nel sistema funicolare la soluzione
migliore, economicamente e tecnicamente, per superare distanze caratterizzate da
forti dislivelli nel trasporto di persone e merci. Il suo apporto risulta innovativo per
quanto concerne la sicurezza, poichè elabora un sistema di frenatura automatica in
caso di rottura della fune che diviene elemento caratterizzante degli impianti
Ferretti.
L'impegno di Alessandro si rivolge al progetto complessivo che di volta in volta
intraprende, del quale cura molti aspetti, sia quelli più propriamente ingegneristici come lo
studio dello sviluppo e del funzionamento dell'impianto (in particolare dei dispositivi
meccanici), i collaudi, le indagini sulla morfologia del territorio e sul quadro catastale,
l'attenzione alla funzionalità e all'estetica di vetture e stazioni; sia quelli burocratici (tra i
quali le autorizzazioni e le ispezioni del Ministero dei lavori pubblici), gestionali (ad
esempio, in caso di affidamento, l'attività della linea dopo l'apertura), finanziari, legali e
pubblicitari (opuscoli e volantini, conferenze, lettere a periodici locali).
Non sempre i progetti si traducono in realtà, ostacolati da difficoltà economiche e
burocratiche, ma anche da soluzioni concorrenti: così alle funicolari di Ortona, Torino,
Montecatini, Bergamo, Bologna, Genova (1892), Mondovì e Vicenza, alla funivia di
Genova (1914), alla teleferica Valestra-Oca, agli ascensori di Bologna e Palermo, ai tram
di Bergamo e Bologna, si affiancano numerosissimi studi, condotti spesso in modo
articolato e dettagliato, tra cui quelli per le funicolari di Roma, Catanzaro, Monte Grappa e
Pedina e per le funivie di Brescia, Lovere e Trento.
L'archivio documenta ampiamente questo ambito di attività di Alessandro con varie
tipologie di materiali: appunti e schizzi; relazioni teniche; progetti di meccanismi, vetture
e stazioni; profili altimetrici e longitudinali; planimetrie; accordi per concessioni, acquisto di
terreni e finanziamenti; bilanci di esercizio; lettere famigliari e professionali; manifesti
pubblicitari; fotografie di impianti in costruzione o già funzionanti; biglietti in vendita al
pubblico; articoli su periodici locali relativi alle diverse fasi dei progetti; vertenze giudiziarie
con fornitori o pubbliche amministrazioni. I disegni tecnici sono illustrativi, alcuni di
grandi dimensioni, accuratamente rifiniti e completati da quote e note esplicative:
attestano la varietà dei supporti e degli strumenti grafici in uso tra Ottocento e Novecento,
con la diffusione di lucidi e cianotipie che si aggiungono a carta, cartoncino, carta
millimetrata, tela cerata e velina e l'utilizzo alternato di grafite, china e acquarello.
Altri fascicoli raccolgono progetti e brevetti di dispositivi meccanici, taluni elaborati da
Alessandro già durante gli studi universitari in matematica a Bologna: sono costituiti da
attestati ministeriali, descrizioni e disegni illustrativi e mettono in evidenza, con la diversità
dei soggetti e dei campi di applicazione a cui si riferiscono, la varietà degli interessi di
Alessandro. Tra gli altri: il telegrafo meccanico a gas; il tramway agrario per il trasporto
della terra, una delle numerose invenzioni ideate da Ferretti nell'ambito della meccanica
applicata all'agricoltura, alla quale dedica costante attenzione durante la sua vita
professionale; il sistema di trazione «a semplice aderenza» per le funicolari; il sistema di
propulsione ad elica motrice dei convogli sulle strade ferrate; una funivia per il rifornimento
di navi in mare; il progetto di un lanciabombe a motore, che nasce dal desiderio di
Alessandro di contribuire allo sforzo bellico italiano in occasione del primo conflitto
mondiale, periodo in cui si arruola volontario tra il personale civile del Genio.
L'archivio contiene tracce anche della consistente attività giornalistica e saggistica di
Alessandro. Compaiono alcuni numeri del "Giornale d'agricoltura, industria e
commercio del Regno d'Italia", da lui rilevato e diretto dal 1881, nel quale esprime il suo
impegno al servizio dello sviluppo sociale delle comunità fondato sulla diffusione della
conoscenza tecnico-scientifica.
Sono conservate due schede di sottoscrizione per la pubblicazione del volume La vita del
carcere – Memorie di Ruy Blas, scritto da Alessandro dopo aver trascorso un anno di
reclusione con l'accusa di diffamazione a mezzo stampa degli amministratori del comune
di Salsomaggiore.
Numerosi periodici locali documentano l'attenzione riservata da Alessandro alla stampa
come mezzo di promozione dei propri progetti, soprattutto nei casi di polemiche o di
concorrenza: a suo nome pubblica infatti dichiarazioni, annunci di conferenze, descrizioni
e disegni, circolari di sottoscrizione, orari di servizio e resoconti d'esercizio, seguendo con
attenzione le repliche e rispondendo puntualmente.
In un fascicolo infine si trovano i volantini e i manifesti predisposti da Ferretti in occasione
della candidatura alle elezioni nazionali del marzo 1909 per la Val d'Arda nel
piacentino, candidatura che ritira durante la campagna non avendo trovato adeguate
adesioni al proprio programma di sviluppo e progresso, facendo confluire il suo sostegno
su un candidato del partito liberalmoderato. Alcuni numeri di periodici, tra cui "L'eco di
Bergamo", riportano le vicende della candidatura di Ferretti.
Pericle Ferretti
Il figlio di Alessandro, Pericle Ferretti, segue occasionalmente l'ambito di attività del
padre, realizzando ad esempio gli studi per le funivie di Montecassino e Capri e
coadiuvando alcuni progetti seguiti da Alessandro, come attestano le lettere famigliari
presenti in archivio.
Laureatosi a Milano nel 1910 in ingegneria elettronica, intraprende la carriera militare nel
corpo del Genio, laureandosi una seconda volta in ingegneria navale meccanica e
prestando servizio come ufficiale di Marina a Napoli, La Spezia, Taranto, Livorno e di
nuovo, definitivamente, a Napoli. Dedica le sue notevoli capacità allo studio della
meccanica applicata alle macchine, di cui diviene docente all'università di Napoli,
nonché alla progettazione e realizzazione di dispositivi per navi, aerei e
sommergibili.
L'archivio include nemurosi faldoni contenenti dettagliati disegni illustrativi delle invenzioni
di Pericle. Tra queste l'apparecchio ML, che permetteva ai sommergibili di passare in
breve tempo, solo azionando i timoni, dall'assetto di affioramento alla piena immersione:
ideato negli anni venti, entra in opera per un breve periodo nel 1938, per essere
definitivamente adottato nel secondo dopoguerra, in Italia e all'estero, con la
denominazione Schnorchel. È presente in archivio documentazione relativa a molti
progetti di sommergibili, al montaggio di turbine Belluzzo sul cacciatorpediniere
Crispi e alla prima turbina a gas destinata all'aeronautica.
Pericle ha conservato anche studi personali e altrui inerenti gli argomenti di suo interesse,
che attestano le conoscenze tecniche diffuse negli anni in cui è stato attivo come
progettista e docente universitario.
Il programma di intervento sull'Archivio Ferretti
Il programma di studio, catalogazione e valorizzazione predisposto dal Museo
storico di Bergamo prevede una prima fase di intervento sulla sezione Alessandro
Ferretti dell'archivio. È attualmente in corso la precatalogazione informatizzata dei
documenti nella voce Depositi dei fondi archivistici. Dopo aver analizzato la struttura e i
materiali della sezione, si è scelto il criterio geografico per costituire i fascicoli e quello
cronologico per ordinare al loro interno i documenti, rispecchiando l'origine dell'archivio di
Alessandro, nato e implementato in base al lavoro compiuto nelle diverse località italiane.
Fanno eccezione i fascicoli dedicati a progetti e brevetti di dispositivi meccanici, per i quali
la costituzione è a soggetto con ordinamento cronologico interno.
La catalogazione è svolta da Lia Corna (ricercatrice), con la supervisione di Adriana
Bortolotti (conservatore del Museo storico di Bergamo). Le schede via via completate
saranno pubblicate a cadenza bimestrale sul sito istituzionale del Museo
(www.bergamoestoria.it), nella sezione Collezioni e archivi – Consultazione – Ricerche online.
Una seconda fase di intervento, che prenderà avvio quando sarà conclusa la
precatalogazione dei fascicoli inerenti Alessandro, interesserà la sezione Pericle
Ferretti, per la quale è previsto lo studio della documentazione tecnica con l'ausilio di
esperti del settore meccanico e nautico. Il criterio di costituzione dei fascicoli sarà il
soggetto dei documenti, ordinati cronologicamente. Anche in questo caso le schede di
precatalogazione saranno inserite nella voce Depositi dei fondi archivistici e pubblicate
con cadenza bimestrale sul sito del Museo.
Parallelamente alla precatalogazione della sezione Alessandro Ferretti, il Museo storico
ha avviato la riproduzione dei documenti che lo riguardano e l'individuazione di
quelli il cui stato di conservazione risulta maggiormente compromesso, al fine di
stendere la programmazione degli interventi di restauro.
In collaborazione con l'Atb, che nella persona del direttore Gian Battista Scarfone ha
coadiuvato il deposito presso il Museo storico dell'Archivio Ferretti, è inoltre prevista
l'esposizione di parte dei materiali riguardanti Alessandro in una sala del Museo Atb
e del trasporto locale, allestito nella sede di via Gleno. L'azienda contribuirà al
programma museale riguardante l'Archivio Ferretti anche finanziando gli interventi di
restauro dei documenti.
Per ulteriori informazioni sull’archivio e sul programma di valorizzazione contattare
Adriana Bortolotti, Conservatore Museo storico di Bergamo (tel. 035 247116 / 035 22636
[email protected])
Ufficio comunicazione
Roberta Marchetti
[email protected]
Fondazione Bergamo nella Storia
Museo storico
piazza Mercato del fieno 6/a
24129 Bergamo – Italia
tel +39 035 226332 +39 035 247116 fax +39 035 219128
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